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TuttoBallo20 APRILEnjoyArt2021

Carissimi lettori di Tuttoballo20, eccoci arrivati ad aprile, il mese della Pasqua, il mese della primavera piena, il mese della rinascita … E’, purtroppo, il secondo anno consecutivo che dovremo sacrificare le feste pasquali e le belle giornate primaverili che la natura ci sta offrendo … ma dobbiamo stringere i denti ed andare avanti; dobbiamo pensare di fare ancora qualche sforzo, nella speranza che la prossima Pasqua non sarà più così … ma sempre con ottimismo e con il sorriso sulle labbra … nonostante tutto! E la nostra Rivista cerca e spera, di alleviare le ansie, le tensioni e la tristezza, con tante novità, notizie ed articoli interessanti che, speriamo, saranno di vostro gradimento! Considerate il numero di questa Rivista come un regalo pasquale, anzi … un grande uovo di Pasqua che all’interno contiene tante sorprese interessanti tutte per voi: interviste a grandi personaggi del mondo dello spettacolo ( di cui non vi facciamo nomi, altrimenti sorpresa non è!!!) ,tanti altri consigli sulla salute che la danza può apportare, articoli sul benessere e fitness, l’appuntamento fisso con il makeup perché bisogna continuare ad avere cura di sé e della propria bellezza, la tradizione dei cocktail per continuare ad “inebriarsi” … interviste a grandi ballerini e coreografi, articoli sull’arte culinaria, sull’artigianato … e per i più curiosi che non vedono l’ora di arrivare all’epilogo finale, un ulteriore capitolo del racconto “Chiuso lunedì” dell’amico Alberto Ventimiglia … e tante tante altre sorprese che sicuramente vi piaceranno. Allora cosa aspettate? “Scartate” questo uovo di Pasqua che è Tuttoballo 20 di aprile e godete di tutte le sorprese a voi riservate, tenendo presente il mitico slogan: Tuttoballo20, la Rivista che ti informa e ti tiene in forma”! Buona lettura a tutti!

Carissimi lettori di Tuttoballo20, eccoci arrivati ad aprile, il mese della Pasqua, il mese della primavera piena, il mese della rinascita …
E’, purtroppo, il secondo anno consecutivo che dovremo sacrificare le feste pasquali e le belle giornate primaverili che la natura ci sta offrendo … ma dobbiamo stringere i denti ed andare avanti; dobbiamo pensare di fare ancora qualche sforzo, nella speranza che la prossima Pasqua non sarà più così … ma sempre con ottimismo e con il sorriso sulle labbra … nonostante tutto!
E la nostra Rivista cerca e spera, di alleviare le ansie, le tensioni e la tristezza, con tante novità, notizie ed articoli interessanti che, speriamo, saranno di vostro gradimento!
Considerate il numero di questa Rivista come un regalo pasquale, anzi … un grande uovo di Pasqua che all’interno contiene tante sorprese interessanti tutte per voi: interviste a grandi personaggi del mondo dello spettacolo ( di cui non vi facciamo nomi, altrimenti sorpresa non è!!!) ,tanti altri consigli sulla salute che la danza può apportare, articoli sul benessere e fitness, l’appuntamento fisso con il makeup perché bisogna continuare ad avere cura di sé e della propria bellezza, la tradizione dei cocktail per continuare ad “inebriarsi” … interviste a grandi ballerini e coreografi, articoli sull’arte culinaria, sull’artigianato … e per i più curiosi che non vedono l’ora di arrivare all’epilogo finale, un ulteriore capitolo del racconto “Chiuso lunedì” dell’amico Alberto Ventimiglia … e tante tante altre sorprese che sicuramente vi piaceranno.
Allora cosa aspettate? “Scartate” questo uovo di Pasqua che è Tuttoballo 20 di aprile e godete di tutte le sorprese a voi riservate, tenendo presente il mitico slogan: Tuttoballo20, la Rivista che ti informa e ti tiene in forma”!
Buona lettura a tutti!

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<strong>TuttoBallo20</strong> - April 2021<br />

In copertina : foto di Raul Duran - model Camilla Mancuso<br />

<strong>TuttoBallo20</strong> - Marzo 2021.<br />

Editore "Stefano Francia" EnjoyArt<br />

Direttore - Fabrizio Silvestri<br />

Vice direttore - Eugenia Galimi<br />

Segretaria di redazione - Pina delle Site<br />

Redazione - Marina Fabriani Querzè<br />

hanno collaborato: Maria Luisa Bossone, Antonio<br />

Desiderio Artist Management, Giovanni Fenu, Mauri Menga,<br />

Sandro Mallamaci, Walter Garibaldi, Giovanni Battista<br />

Gangemi Guerrera, Lara Gatto, Patrizia Mior, Danilo<br />

Pentivolpe, Assia Karaguiozova, Federico Vassile, Elza De<br />

Paola, Giovanna Delle Site, Jupiter, Francesca Meucci.<br />

Foto: Luca Bartolo, Elena Ghini, Cosimo Mirco Magliocca<br />

Photographe Paris, Danilo Piccini, Luca Valletta, Raul Duran.<br />

Foto concesse da uffici stampa e/o scaricate dalle pagine<br />

social dei protagonisti.<br />

Le immagini e le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto<br />

d’autore, vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai<br />

sensi degli artt. 65 comma 2 e 70 comma 1bis della Lg. 633/1941.<br />

É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.<br />

É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dal<br />

direttore. I collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.<br />

Testata giornastica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia EnjoyArt<br />

per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com<br />

ELISABETTA PELLINI<br />

Carissimi lettori di Tuttoballo20, il<br />

numero di Aprile della nostra rivista, si<br />

può definire davvero speciale…<br />

Copertina e Controcopertina, sono<br />

dedicate al World Dance Day e a<br />

Elisabetta Pellini un’artista di spessore,<br />

sia per quel che concerne la sua carriera<br />

lavorativa ricca, importante, che vede la<br />

collaborazione con altri grandi artisti e<br />

registi nel panorama cinematografico<br />

italiano, sia per quel che riguarda la sua<br />

grande gentilezza, umanità e,<br />

soprattutto, il grande amore per l’Arte;<br />

all'interno troverete una intervista<br />

dettagliata a Elisabetta Pellini, realizzata<br />

dal Pina delle Site.<br />

© F R E E P R E S S O N L I N E r i p r o d u z i o n e r i s e r v a t a - D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "


Giornata Internazionale della danza<br />

29 APRILE 2021<br />

@Mirco Cosimo Magliocca Photographer Paris


E D I T O R I A L E<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

“…costruire ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le nostre forze …<br />

Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che<br />

ogni passo sia un pezzetto di eternità. Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il<br />

presente con veri progetti di vita”… (cit. “L’eleganza del riccio”)<br />

E’ con questa bellissima citazione che accogliamo tutti voi, amici e lettori di<br />

Tuttoballo20, nella lettura del numero di Aprile.<br />

Un mese che dovrebbe essere di rinascita, di vita nuova, di Resurrezione, visto<br />

che è il mese della Pasqua ma che, nella realtà, ad un anno di distanza, ci<br />

presenta ancora uno scenario drammatico, desolante, sofferente, dominato da<br />

rabbia e sconforto.<br />

E’ inutile nascondere che, nella vita reale, i problemi sono tanti, ed il problema<br />

più grande, che continua a colpire categorie già in sofferenza, tra cui i nostri<br />

amici che fanno dell’Arte il proprio lavoro, non accenna a risolversi …<br />

In un anno tante cose sono cambiate: abbiamo assistito ad una politica<br />

traballante che ha portato a nuovi scenari, se migliori o peggiori non tocca a noi<br />

giudicare, ma ai fatti; ad una sanità al collasso, nonostante il lavoro instancabile<br />

e coraggioso di medici, infermieri, operatori sanitari tutti; alla chiusura di molte<br />

attività ed alle difficoltà economiche di molte famiglie messe in ginocchio; ad<br />

una scuola che ha perso la propria essenza ed il significato principale della<br />

propria missione… insomma, sembra che nulla sia cambiato!<br />

Non esiste, però, solo il buio… un piccolo spiraglio di luce c’è… in tutta questa<br />

desolazione e, anche se tra mille difficoltà, finalmente si sta muovendo la grande<br />

macchina dei vaccini! E’ questa la speranza a cui bisogna aggrapparsi per<br />

sconfiggere il “nemico”. Ed è da questo piccolo spiraglio che bisogna partire,<br />

nonostante tutto, per riprendere in mano con coraggio la propria vita, far<br />

rinascere i nostri progetti, ri-costruirli ove essi siano andati distrutti … bisogna<br />

avere coraggio, superare se stessi, dimostrare che, uniti, siamo più forti delle<br />

nostre paure …<br />

Noi di Tuttoballo20 stiamo cercando di farlo donando momenti di leggerezza a<br />

chi ha il piacere di seguirci; dando voce ed ascoltando le testimonianze di chi è in<br />

difficoltà ma che, con ingegno, idee e nuove proposte, ha trovato modi<br />

“alternativi” per andare avanti, ed ha messo a disposizione di altri la propria<br />

esperienza; abbiamo tentato di rivestire il ruolo di “tavolo di lavoro”, attraverso<br />

cui le varie categorie in sofferenza hanno potuto dar voce alle proprie proposte e,<br />

non ci stancheremo mai di dirvelo, continueremo a farlo.<br />

Anche questo numero, dedicato ad artisti famosi, ad artisti emergenti, ad attività<br />

che, attraverso vari canali riconducono alla bellezza dell’arte, con la sua<br />

leggerezza vuole essere fonte di incoraggiamento ma, allo stesso tempo, monito<br />

per tutti noi che ora, adesso, uniti, dobbiamo con tutte le nostre forze<br />

riprenderci ciò che ci è stato tolto, e che sarà, quando tutto ciò sarà un brutto<br />

ricordo, ancora più bello e più apprezzato di prima.<br />

Che sia questo l’augurio più sincero che la nostra Redazione vuole donare ad<br />

ognuno di noi, anche e soprattutto in occasione delle feste pasquali: riprenderci<br />

ciò che ci è stato tolto, e renderlo più bello, di quella bellezza che solo l’Arte sa<br />

donare! Buona lettura!


E D I T O R I A L E<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Un pass vaccinale che permetta l’ingresso nelle strutture ora chiuse: lo sport dice sì e anche piscine e<br />

palestre sono favorevoli all’ipotesi di un certificato delle vaccinazioni. Le voci sono molte: Paolo Barelli,<br />

presidente della Federazione Italiana Nuoto, lo ha confermato al quotidiano Il Messaggero. «Il pass<br />

vaccinale sarebbe, certamente, un bel mezzo per riaprire le attività». Stessa posizione di Marco Bisciaio,<br />

referente nazionale Parkour-Federazione Ginnastica d’Italia:” Ben venga il passaporto vaccinale. Chiudere<br />

le palestre è stato un errore”.<br />

Il pass non dovrebbe essere però l’unica via per la riapertura secondo Giampaolo Duregon di ANIF<br />

EuroWellness che raccoglie impianti sportivi, palestre e piscine in tutta Italia: «Essendo bassissima la<br />

presenza di COVID nei centri sportivi (dove c’è prevenzione e non trasmissione), si possono riaprire in<br />

sicurezza. Poi se si vuole dare il patentino/vaccino, d’accordo, ma NON come unico modo per entrare in un<br />

centro sportivo. Tra l’altro, i frequentatori dei centri sportivi, nella maggioranza, saranno quelli che<br />

saranno vaccinati per ultimi come età e quindi ritarderemmo ulteriormente la possibilità di tornare a fare<br />

sport».<br />

Per allora, molti dicono, piscine e palestre saranno definitivamente fallite e anche chi si pone dubbi sui<br />

limiti che questo pass imporrebbe alla privacy, sostiene la necessità di una via per la riapertura.<br />

Il primo a proporre l’ipotesi dell’utilizzo di un documento per potersi muovere liberamente in Europa è<br />

stato il primo ministro greco. L’obiettivo è quello di salvare il settore del turismo. Da questa proposta è<br />

partito un dibattito per diversi settori, in particolare quelli considerati più a rischio: locali pubblici,<br />

ristoranti, bar, piscine e palestre.<br />

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha parlato del requisito medico come<br />

necessario per mantenere aperte le frontiere. Ma non tutti sono d’accordo. Alcuni ritengono che il pass<br />

vaccinale creerebbe semplicemente nuove frontiere fra le persone schedate come sicure e quelle non<br />

sicure con l’aggiunta che non è ancora scientificamente provato che chi è vaccinato non sia portatore del<br />

virus. Il Presupposto per condizionare alla vaccinazione la<br />

libertà di movimento all’interno dell’Unione dovrebbe<br />

essere un equo accesso al vaccino. Tuttavia, al momento,<br />

le forti differenze nell’andamento della campagna<br />

vaccinale nei singoli Stati membri rendono molto più alta<br />

la probabilità di essere vaccinati per i cittadini di alcuni<br />

Paesi rispetto ad altri. Ad esempio. i danesi potrebbero<br />

muoversi più dei francesi, chi vive in campagna avrebbe<br />

invece meno possibilità di accedere al vaccino rispetto a<br />

chi vive in città senza contare che sono poi i paesi a<br />

scegliere le categorie da vaccinare.<br />

Invece di pensare al certificato vaccinale, l’Europa<br />

dovrebbe preoccuparsi di garantire scorte di vaccino<br />

adeguate e assicurarsi che vengano distribuite in modo<br />

equo e trasparente (impedendo così l’accumulo e il<br />

nazionalismo vaccinale da parte degli Stati membri) e allo<br />

stesso tempo trovare il modo di sostenere quegli Stati che<br />

sono in ritardo con le campagne. I passaporti vaccinali non<br />

dovrebbero essere sventolati come una panacea per<br />

risolvere i problemi economici creati dalla pandemia,<br />

soprattutto in alcuni settori come il turismo o la<br />

ristorazione.<br />

In vista delle tanto auspicate riaperture, in qualità di<br />

Presidente della ASD Pretty Woman, mi sono permessa di<br />

sottoporre ai miei Associati (circa 200 risposte da un<br />

campione di Donne 90% e Uomini 10% compresi in una<br />

fascia di età dai 40 agli 85 anni) un sondaggio<br />

sull’argomento di cui vi pubblico di seguito il risultato:


A T T U A L I T Á<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Allenare il cervello<br />

Sandro Mallamaci<br />

È noto a tutti che presiede al controllo delle emozioni e delle funzioni volontarie, al controllo delle funzioni<br />

sensoriali, alla comprensione del linguaggio, alla facoltà di memoria, all'apprendimento, e che per il suo corretto<br />

funzionamento del è fondamentale che ogni sua parte sia in salute ed esplichi la funzione a cui è deputata.<br />

Tutte le parti che sono utilizzate per ricevere informazioni dal proprio corpo e dall'esterno, memorizzarle, per<br />

inviare messaggi ai muscoli, sono quelle che una sana e corretta attività sportiva riesce a stimolare.<br />

Una volta ricevute le informazioni, si tratta di riuscire a ricordare cosa, quando, come eseguire un movimento.<br />

E quindi organizzare in qualche cassetto della nostra memoria tutte le informazioni necessarie da inviare al<br />

corpo.<br />

Allenare il cervello seerve quindi non solo a memorizzare ma anche ad introitare e a trasmettere.<br />

Imparare una poesia è uno dei primi esercizi che si insegnano a scuola per sviluppare la memoria.<br />

Ma come memorizzare?<br />

Non ce lo hanno mai spiegato<br />

Ognuno di noi si è dovuto inventare un metodo<br />

Leggere una strofa e ripeterla<br />

Eventualmente ripetendo più volte la lettura e la recitazione<br />

Poi leggere la successiva<br />

Mettere in sequenza le due<br />

Proseguire così fino alla fine.<br />

Ma come fare a capire se si è imparata correttamente?<br />

È necessario ripeterla a qualcuno che controlla leggendo il testo.<br />

Il meccanismo che controlla la fase della memorizzazione non funziona allo stesso modo per tutti<br />

Per ricordare una poesia può essere utile per esempio memorizzare delle immagini che richiamano il<br />

contenuto del testo.<br />

Quindi associare altre informazioni alle parole.<br />

Può essere utile ricordare le desinenze delle rime<br />

Numerare le strofe.<br />

Ognuno consciamente o inconsciamente organizza il suo cervello come meglio crede.<br />

Ma forse può essere utile ricevere dei consigli per migliorare la propria tecnica di memorizzazione.<br />

Credo che la base di partenza deve essere sempre una informazione scritta.<br />

Scripta manent... dicevano gli antichi<br />

La tecnologia in questo ci aiuta moltissimo<br />

Scrivere non è necessariamente mettere nero su bianco su un foglio.<br />

Si può scrivere anche registrando informazioni su supporti multimediali.<br />

Registrare l'audio di una poesia o il video di una recita.<br />

Ma siamo sicuri che ascoltare o guardare è sufficiente per riuscire a memorizzare?<br />

Sicuramente no.<br />

Non è raro notare in un gruppo di praticanti di social dance qualcuno che per eseguire una coreografia ha<br />

sempre bisogno di guardare il maestro o un altro allievo.<br />

Questi soggetti fanno attività fisica ma non stanno allenando il cervello.<br />

Per chi pratica questo sport in età avanzata è importante tenere lubrificati i componenti del corpo, ma forse è<br />

anche più importante non spegnere mai il motore della memoria.<br />

Io stesso ho scoperto questa disciplina da poco e ho potuto constatare quanto sia impegnativa e terapeutica sia<br />

per il corpo che per lo spirito, ma soprattutto per il cervello.<br />

In particolare per il cervello di un anziano che è naturalmente predisposto a malattie degenerative come<br />

l'Alzheimer.<br />

Praticare questa specifica attività sportiva è utile soprattutto a rallentare questi processi.<br />

Ma per ottenere risultati bisogna sforzarsi a memorizzare.<br />

Ognuno sceglie il suo modo per farlo.<br />

Cercare di trovare dei modi per ottenere i migliori risultati è compito dell'allenatore che deve cercare di capire<br />

come trasmettere le informazioni ad una platea di allievi quasi mai omogenea.<br />

Non farlo significa trascurare qualcuno e lasciarlo indietro, da solo con le sue difficoltà che più passa il tempo e<br />

più è complicato recuperare.


A T T U A L I T Á<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

l'app che attraverso il gioco aiuterà i bambini a fronteggiare<br />

l’impatto con la pandemia<br />

Si chiama Spacy ed è il protagonista di Space for Children, innovativa app interattiva pensata per aiutare i bambini a<br />

destreggiarsi in un momento storico particolarmente complesso e stressante. E come l’arrivo della primavera porta insito in<br />

sé il senso della rinascita, anche lo sbarco di questo piccolo eroe anti-Covid, vuole essere foriero di speranza, positività,<br />

leggerezza e di un nuovo sentire. Disponibile gratuitamente su tutti gli store digitali per almeno sei mesi.<br />

Finanziato dall’ESA, Agenzia Spaziale Europea, attraverso l’iniziativa ESA Space Solutions, e presentato dall’Istituto<br />

scientifico pediatrico IRCCS Giannina Gaslini insieme a Hypex, startup specializzata nella Realtà Interattiva, Space for<br />

Children è un progetto unico nel suo genere a livello mondiale con un duplice obiettivo. In primis e didattico, perché<br />

i piccoli utenti, attraverso il racconto di una storia e stimolati a interagire con un mondo onirico e di fantasia, potranno così<br />

acquisire comportamenti corretti da tenere nell’attuale situazione di emergenza. Ma ha anche un deciso obiettivo<br />

scientifico.<br />

Questa primavera uno studio elaborato dai ricercatori del Gaslini aveva già evidenziato una serie di problematiche<br />

psicologiche causate dal lockdown sui minori quali irritabilità, difficoltà di addormentamento, risvegli notturni, inquietudine o<br />

ansia da separazione. Ora con Space for Children le modalità di interazione e le scelte effettuate (raccolte in modo anonimo<br />

e con assoluto rispetto della privacy) verranno elaborate dai medici, dagli psicologi e dai ricercatori del Gaslini, con l’obiettivo<br />

di rendere pubblica, a tutta la comunità scientifica e al termine della fase di sperimentazione, una nuova ricerca aggiornata<br />

sugli effetti e sulle conseguenze psicologiche che questa pandemia sta provocando sui bambini. Attraverso una mini sit-com<br />

Fanta-Comedy, composta anche da quiz e giochi da risolvere, Space for Children consentirà ai bambini di acquisire, in<br />

maniera semplice e immediata, informazioni fondamentali sul difficile contesto in cui si trovano. Il gioco interattivo è<br />

un modo interessante, moderno ed efficace per interfacciarsi con le nuove generazioni che, come dimostrato da<br />

diversi studi, apprendono con maggiore facilità proprio attraverso il gioco. Novità assoluta è che, contrariamente a<br />

quanto accade nei tradizionali videogiochi digitali, in Space for Children il bambino interagirà anche con veri attori in carne e<br />

ossa, ripresi in azioni dal vivo e che risponderanno ai comandi dello spettatore in un modo mai realizzato prima d’ora.<br />

L’esperienza complessiva dell’app è costituita da quattro cortometraggi, ognuno con un protagonista diverso: due femmine e<br />

due maschi, che corrispondono come età alle due fasce di utenza immaginata dai creator (CHILDREN, fra i 7 e i 9 anni, e la<br />

KIDS, tra i 10 e i 12). Con semplici gesti o movimenti delle dita sul touch-screen, i giovani utenti potranno cambiare gli<br />

sviluppi della trama, decidere le azioni che il protagonista dovrà compiere o scegliere la risposta che dovrà dare. Space for<br />

Children è dunque una nuova forma di Scientific Edutainment (Educational Entertainment), che parla ai giovanissimi nella<br />

loro lingua ed è in grado, senza trascurare il loro diritto al divertimento, di veicolare nozioni di altissimo valore educativo,<br />

raccogliendo nel contempo informazioni sui discenti (dal livello di apprendimento agli stati d’animo).<br />

E non si vuole finire qui, perché lo “spazio” dei bambini è grande ed importante. Sono infatti allo studio i prossimi episodi delle<br />

avventure di Spacy e dei suoi giovani amici, che si confronteranno questa volta con temi come il rispetto per l’ambiente, la<br />

corretta alimentazione, le relazioni interpersonali, la parità di genere o la lotta al bullismo.


ATTUALITÁ<br />

Ballerina danza sul ghiaccio<br />

per salvare una spiaggia<br />

nel Golfo di Finlandia<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

La ballerina Ilmira Bagautdinova ha indossato le sue<br />

scarpette da punta e ha ballato nella baia ghiacciata<br />

di Batareinaya, nel Golfo di Finlandia. Il motivo?<br />

Salvare la spiaggia dalla costruzione di un terminal<br />

dedicato al settore cerealicolo. Un progetto che<br />

potrebbe avere un grande impatto negativo<br />

sull’ecosistema. Bagautdinova, ballerina del teatro<br />

Mariinskij di San Pietroburgo, ha sfidato i -15 gradi e ha<br />

scelto un frammento del Lago dei Cigni di Tchaïkovski<br />

come omaggio a tutti i cigni che abitano proprio in<br />

quella zona e che vedrebbero il loro habitat distrutto<br />

dalla costruzione. Con talento ed eleganza, l’artista ha<br />

ballato in quel paesaggio innevato e ha fatto filmare la<br />

scena per poi postarla sui social come un vero e<br />

proprio atto di critica. La baia di Batareinaya, situata a<br />

100 chilometri da San Pietroburgo, è uno spazio unico.<br />

“Un luogo storico dove i cigni nidificano in primavera,<br />

famiglie con bambini riposano l’estate, centinaia di<br />

pescatori escono sul ghiaccio in inverno e la foresta ha<br />

ciclabili e piste da sci. La natura è in armonia con le<br />

persone. Ma tutto questo ora è a rischio di estinzione”,<br />

sostiene la ballerina nel suo post di Facebook. In<br />

effetti, secondo diversi attivisti, la baia fa parte di<br />

un’ex zona protetta ed è un habitat chiave per specie<br />

vegetali e animali rare, come diversi tipi di foche e<br />

uccelli. Alcuni di questi figurano sul Libro rosso delle<br />

specie minacciate di estinzione. Il governatore della<br />

regione di Leningrado, Alexander Drozdenko, affermò<br />

a gennaio che non c’era davvero alcuna necessità di<br />

costruire un porto separato per le spedizioni di grano<br />

sulla baia di Batareinaya. Tuttavia, il terreno è stato<br />

affittato dal governo russo per 10 anni ed esso sarà<br />

autorizzato a costruire un complesso di produzione e<br />

logistica da 35 miliardi di rubli -470 milioni di dollari- e<br />

un terminal per il grano entro il 2024. Il video che ha<br />

postato la giovane ballerina sui social ha fatto il giro<br />

del web in poco tempo e ha suscitato le lodi di molti<br />

utenti. Nonostante ciò, il suo obiettivo principale è<br />

attirare l’attenzione delle autorità per salvare la<br />

spiaggia. Per questo motivo, la ballerina ha esortato le<br />

persone a firmare la sua petizione online. Finora sono<br />

state raggiunte quasi 8.000 firme, ma Bagautdinova<br />

spera di raggiungerne 10.000 molto presto.


ATTUALITÁ<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

PATTO PER LE ARTI PERFORMATIVE - P.A.P.<br />

https://www.condas.it/info<br />

" In qualità di Federazioni, Associazioni e Formazioni indipendenti di Teatro, Musica, Danza e Circo che sottoscrivono il<br />

presente Manifesto con il nome di Patto per le Arti Performative, ci siamo riuniti con l’intento di proporre un intervento<br />

costruttivo per collaborare alla realizzazione di una nuova politica culturale del Paese, portando e rappresentando istanze in<br />

grado di produrre mutamenti e trasformazioni necessari al bene comune dello Spettacolo dal Vivo e, di conseguenza, alla<br />

coesione sociale ed al benessere collettivo.<br />

Considerata la natura di sintesi di questo documento, evidenziamo di seguito i temi per una nuova politica culturale che<br />

verranno articolati e illustrati successivamente in documenti dettagliati, per esplicare motivazioni e modalità delle azioni da<br />

portare avanti, anche in previsione della nascita degli Stati Generali per lo spettacolo dal vivo:<br />

1) valorizzazione della creatività artistica e dello Spettacolo dal Vivo come strumento formativo ed educativo;<br />

2) considerazione dell’utilità sociale e culturale dello Spettacolo e delle Arti Performative; 3) necessità di allineare<br />

l’investimento culturale dello Stato italiano alla media della spesa europea (pur riconoscendo gli incrementi già adottati dal<br />

MIBACT);<br />

4) definizione delle Imprese Culturali e creazione di uno specifico registro;<br />

5) identificazione e riconoscimento di tutte le categorie dei lavoratori dello spettacolo con un apposito registro di<br />

identificazione;<br />

6) ridefinizione dei princìpi e delle relative norme che regolano l’intervento economico delle Istituzioni a favore dello<br />

Spettacolo dal Vivo, abbandonando l’attuale FUS, per creare un nuovo Fondo Unico per le Arti Performative in accordo con le<br />

Regioni;<br />

7) attuazione di una reale semplificazione amministrativa e un modus agendi unificato e comune per tutti gli enti pubblici<br />

(Ministero, Regioni, Comuni) ed enti pubblici economici e non. Il mondo dello spettacolo dal vivo, nelle sue diverse<br />

espressioni ed attività, messo nelle condizioni giuste per operare, contribuirà alla ripresa culturale, economica e morale del<br />

nostro Paese, anche attraverso un fortissimo rilancio della fruizione dell’immenso patrimonio culturale e artistico d’Italia,<br />

ponendo in primo piano il suo ruolo aggregativo, formativo, creatore di benessere, distensivo e sociale."<br />

Lo scorso lunedì 15 marzo il Co.N.D.A.S., insieme a tutti gli altri Enti facenti parte del Patto per le Arti Performative, ha preso<br />

parte al primo incontro ufficiale con il nuovo direttore dello Spettacolo dal Vivo del MiC, Dott. Antonio Parente.<br />

Conversazione soddisfacente. Abbiamo messo sul tavolo le necessità, le criticità e le richieste della categoria. Le risposte<br />

sono state in linea di massima interessanti e l’attenzione dimostrata ci fa ben sperare che alla disponibilità verbale possa fare<br />

seguito effettiva fattibilità. Il cammino è lungo e complesso, ma dobbiamo approfittare di questo momento in cui finalmente<br />

sembra essersi attivato l’interesse su tutti noi e non perdere di vista l’obiettivo. Abbiamo ringraziato il Direttore per l'ascolto<br />

e per aver recepito le nostre necessità e lui stesso ha chiesto un documento riassuntivo delle nostre richieste al fine di avere<br />

nero su bianco le priorità sulle quali lavorare.<br />

Insieme al Patto, abbiamo convenuto che dobbiamo approfittare di questa grande opportunità che ci viene data e dobbiamo<br />

farlo tutti insieme, alla luce di quella UNITARIETA’ che si sta concretizzando nel settore, tra Enti che trattano i diversi aspetti<br />

e le diverse attività dello spettacolo dal vivo.<br />

Per questo, nella nostra riunione del 16 marzo, abbiamo redatto il documento che oggi verrà inviato al Ministro del Mic e, per<br />

conoscenza, al Segretario Generale Dott. Nastasi e al Direttore Dott. Parente.<br />

I punti salienti sui quali chiediamo interventi urgenti sono:<br />

1.che i parametri minimi richiesti dal FUS provvisorio (annualità 2021) vengano fortemente ridotti di quantità, poiché, nelle<br />

condizioni di attuale diffusione pandemica, sarà impossibile realizzare un’attività rispondente ai numeri richiesti;<br />

2.che vengano riconosciuti ristori per le imprese dello spettacolo (produzione, teatri, formazione), relativi a tutti i mesi di<br />

chiusura;<br />

3.che venga concessa la misura del credito d’imposta del 60% dei canoni di locazione, per i gestori delle strutture di<br />

spettacolo e di formazione (teatri, centri culturali, scuole di formazione), da gennaio a dicembre 2021; nonché il blocco<br />

dell’IMU per proprietari di spazi con destinazione d’uso spettacolo.<br />

4.che venga riconosciuto per i lavoratori dello spettacolo un reddito mensile fino alla fine del 2021;<br />

5. che vengano stanziati contributi a fondo perduto (100%) per la ristrutturazione e la riqualificazione delle sale teatrali e di<br />

tutti i luoghi dello spettacolo e della formazione (efficientamento energetico, adozione di tecnologie digitali, messa a norma,<br />

arredi);<br />

6.che i costi per gli eventi culturali e per gli spettacoli dal vivo siano detraibili dalle tasse.<br />

Co.N.D.A.S. vigilerà perché tutto questo avvenga, sempre dalla parte dei professionisti e delle scuole di danza e luoghi<br />

performativi; si lavora a testa bassa e sarà fondamentale l’intervento di ognuno per la diffusione e il sostegno delle nostre<br />

richieste e del nostro MANIFESTO, contenente gli argomenti sui quali ci dovremo confrontare e concentrare in un prossimo<br />

futuro.<br />

I nostri principi di UNITARIETA’ ci stanno facendo ottenere risultati concreti, per questo ognuno di noi dovrà operare per<br />

acquisire nuovi aderenti al Co.N.D.A.S. e poter essere così sempre più numerosi e pregnanti.


A T T U A L I T Á<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Diciassette opere di arte urbana di diciassette artisti nazionali e<br />

internazionali, realizzate nelle periferie di Roma per raccontare gli obiettivi<br />

di Sviluppo Sostenibile 2030 -Sustainable Development Goals (SDGs)-<br />

dell’agenda ONU, attraverso il linguaggio immediato e dirompente della<br />

street art.<br />

E’ questo Street Art for RIGHTS, un’azione artistica e sociale, che parte<br />

dalle periferie urbane per sollecitare il cambiamento verso un futuro più<br />

sostenibile in un’ottica di impegno e consapevolezza collettivi, con un<br />

programma triennale di attività volte alla futura creazione di un museo a<br />

cielo aperto, pubblico e gratuito, al di fuori dei percorsi più battuti della<br />

capitale. Il progetto, ideato ediretto da Giuseppe Casa e curato da Oriana<br />

Rizzuto, è organizzato dall’associazione culturale Taste and Travel in<br />

collaborazione con MArtegallery, si è svolto a Roma (da giovedì 18 a<br />

domenica 28 marzo 2021) nella sua prima annualità è stata dedicata ai<br />

primi tre goals dell’Agenda 2030 ONU: sconfiggere la fame (GOAL 1),<br />

sconfiggere la povertà, (GOAL 2), e salute e benessere (GOAL 3).<br />

Diamond, Solo e Moby Dick, street artists italiani tra i più noti anche<br />

internazionalmente, sono gli artisti chiamati a interpretarli, e a dare loro<br />

eco dalle facciate degli edifici dei quartieri di Settecamini e Corviale.<br />

Provenienti da diversi ambiti della scena dell’arte di strada capitolina e<br />

scelti per avere fatto dell’impegno civile il centro della propria attività, i tre<br />

artisti restituiranno, ognuno dal proprio personale punto di vista,<br />

un’immagine potente sull’obiettivo e sul concetto chiave di sviluppo<br />

sostenibile, dal quale nascono tutte le azioni che possono essere messe<br />

in campo da istituzioni, aziende, singole persone. Il progetto si è avvalso<br />

della collaborazione di ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo<br />

Sostenibile, (main partner), e delle partnership di World Food Programme<br />

Italia, Banco Alimentare, Comunità Sant’Egidio, Forum Disuguaglianze e<br />

Diversità, Italia che cambia, GreenPeace, MArte Social, Comitato di<br />

Quartiere di Settecamini, Laboratorio di Città Corviale, Museo delle<br />

Periferie, Wunderkammern Contemporary Art Gallery, Dorothy Circus<br />

Gallery, Contemporary Cluster. E’ patrocinato da Rai per il Sociale, e la<br />

media partnership di Radio Live e TGR. Partner tecnici Ater e AirLite. Gli<br />

artisti cominceranno hanno lavorato alle opere, nell’ottica del rispetto<br />

dello "spirito dei luoghi" e della loro identità e con un’attenzione<br />

particolare all’ambiente, grazie all’uso anche di vernici speciali AirLite<br />

capaci di assorbire gli agenti inquinanti e trasformarli in sostanze inerti<br />

attraverso un processo chimico attivato dalla luce solare. Punto centrale<br />

di tutto il progetto Street art for rights è stato il coinvolgimento dell’intera<br />

comunità che ha condiviso con gli artisti idee, storie e proposte durante la<br />

realizzazione dei murales. Ciascun murale sarà inoltre contrassegnato da<br />

un QR Code che fornirà maggiori informazioni sugli artisti e sulle opere,<br />

sulle caratteristiche dei luoghi, degli obiettivi a cui si riferiscono, favorendo<br />

la divulgazione dei valori su cui si fonda l’evento. Il making of dell’evento<br />

sarà documentato attraverso l’obbiettivo della fotografa Gloria Viggiani,<br />

esperta osservatrice di urban art, le cui immagini, insieme a quelle delle<br />

altre due fotografe scelte per le prossime edizioni, confluiranno in una<br />

mostra e un catalogo sul festival, che segneranno il GOAL 0, ovvero la<br />

conclusione e la comunicazione dell’intero progetto. La mission di Street<br />

Arts For Rights è la promozione di modelli di buone pratiche volte a<br />

supportare concretamente le associazioni e gli enti del terzo settore attivi<br />

nella realizzazione di obiettivi connessi e affini allo spirito dell’Agenda<br />

ONU 2030.


A T T U A L I T Á<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

MONDIALI PATTINAGGIO FIGURA 2021:<br />

IL PRIMO ORO È RUSSO, DELLA MONICA-GUARISE OTTAVI<br />

Nicole Della Monica e Matteo Guarise sono protagonisti<br />

dei mondiale 2021. I portacolori delle Fiamme Oro, al nono<br />

Mondiale in comune, crescono dall’11° all’8° posto e,<br />

confermando il piazzamento del 2019, eguagliano il<br />

secondo miglior risultato della carriera. Gli allievi di<br />

Cristina Mauri, dopo un corto in salita, hanno qualche<br />

sbavatura solo sui tripli lanciati, ma sugli altri elementi,<br />

giocando d’esperienza, tornano a essere decisamente<br />

all’altezza. E chiudono quali migliori europei alle spalle<br />

dei tre tandem russi. Il loro progresso, abbinato al 17°<br />

posto di Rebecca Ghilardi-Filippo Ambrosini, garantisce<br />

all’Italia due posti sia all’Olimpiade di Pechino sia ai<br />

Mondiali di Montpellier del 2022.


A T T U A L I T Á<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

"Le grand voyage"<br />

La compagnia Oplas/Centro Regionale della Danza Umbra porta<br />

la danza tra la gente racconta la Divina Commedia di Dante.<br />

Decisamente originale l'idea della compagnia Oplas/Centro Regionale della Danza Umbria, diretta da Luca Bruni e Mario Ferrari,<br />

di celebrare il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri portando in scena in un contesto inconsueto ma alquanto<br />

suggestivo, quello delle dune del deserto di Sabryah, alle porte del Sahara tunisino, un'opera coreografica dedicata al Sommo<br />

Poeta e alla sua Divina Commedia. "Le grand voyage" (Il grande viaggio) è la prima tappa di un percorso creativo dedicato<br />

alla grande opera dantesca - spiegano ad ANSA Bruni e Ferrari - ed è stato presentato nell'ambito del Festival Internazionale del<br />

Teatro del Sahara, finanziato dall'Ue, creato al fine di portare il teatro e la danza direttamente tra la gente, sulla sabbia del deserto e<br />

per sviluppare il turismo culturale nel governatorato di Kebili, in particolare nel villaggio di Sabryah. Oplas, sottolineano ancora Bruni<br />

e Ferrari, ha sempre prediletto questo genere di contesti inconsueti al fine di portare la danza direttamente fra la gente, e per questa<br />

caratteristica è diventata nota in tutto il mondo. "Lo spettacolo dedicato a Dante e la scelta del deserto come luogo del debutto<br />

non poteva essere più adatto: ispirato alle immagini dell'Inferno dantesco, il racconto coreografico si è calato<br />

perfettamente nelle suggestioni di un luogo sferzato dal vento e da una sabbia così fine tale da infilarsi fin nei pori della<br />

pelle, illuminato dalla luce naturale del sole al tramonto", raccontano gli interpreti di Oplas, al termine della loro esibizione. "Ma<br />

la vera ricchezza di quel luogo - proseguono - sono stati sicuramente gli occhi e gli sguardi del pubblico: come spesso accade in<br />

posti come questi, dove il mondo sembra essersi fermato ad un altra epoca, il linguaggio della danza contemporanea raggiunge i<br />

cuori della gente anche senza proferir parola, in cambio di un caloroso applauso che suggella quell'unione momentanea fra chi<br />

l'arte la esegue e chi la riceve". Lo spettacolo è stato arricchito dalle acrobatiche esibizioni di danza sui trampoli che hanno reso<br />

Oplas famosa nel mondo, elementi aggiunti all'ultimo istante, una volta giunti sul posto, proprio per sbalordire maggiormente coloro<br />

che già estremamente di rado - se non mai - vedono un artista europeo esibirsi: e l'intento non è stato disatteso. "Esibirsi sulla<br />

sabbia, dove i piedi che affondano passo dopo passo - racconta Luca Bruni - non è stata cosa semplice. Abbiamo danzato<br />

con la gola secca e le narici bruciate dalla sabbia, e alla fine dell'esecuzione sentivamo bruciare i polmoni: ma tornare a<br />

danzare sotto la volta del cielo è sempre molto emozionante, cosa che conosciamo bene dopo 24 anni dal nostro primo<br />

spettacolo di danza fuori dalle mura del teatro". "Guardando all'orizzonte e scrutando verso sud quel mare di sabbia bianca -<br />

prosegue Bruni - il nostro pensiero è andato inevitabilmente a tutte quelle persone che lo attraversano per giungere alle sponde del<br />

Mediterraneo, e da lì in Italia: giungendo fino alle porte del Sahara, contro corrente, abbiamo avuto modo di cogliere almeno<br />

qualche indizio di tanta veemente motivazione che spinge l'uomo ad affrontare ogni sorta di pericolo, in una sorta di atavico viaggio<br />

in perfetto stile dantesco, e abbiamo visto con i nostri occhi quanto il mondo può essere diverso, alle volte, dalla nostra cultura e dal<br />

nostro vivere quotidiano. Con questa coscienza, e la memoria incisa nel cuore, affronteremo ogni prossima esecuzione del nostro<br />

viaggio dantesco". Lo spettacolo è stato realizzato con il sostegno della Regione Umbria, che da decenni sostiene l'attività<br />

di Oplas, e del Ministero italiano della Cultura. Le coreografie sono di Luca Bruni, mentre i suggestivi costumi sono stati<br />

ideati e realizzati da Mario Ferrari. Fonte ANSA.


C O N C O R S I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Dance Open America<br />

special Guest Antonio Desiderio<br />

Il manager dello spettacolo Antonio Desiderio è stato<br />

selezionato come Special Guest in giuria del prestigioso Dance<br />

Open America al fianco di nomi illustri della danza come l’etoile<br />

Viviana Durante, la star Julio Bocca e tanti altri. La kermesse si<br />

terrà in digitale dal 18 al 21 marzo 2021.<br />

Antonio Desiderio, dopo la collaborazione oramai più che<br />

decennale con l'international Ballet Festival di Miami come loro<br />

referente europeo, special guest per questa edizione del Dance<br />

Open America svoltasi dal 18 al 21 Marzo 2021 accanto ai<br />

grandi nomi della danza mondiale come Viviana Durante, Etoile<br />

e Direttrice dell'English National Ballet di Londra, Julio Bocca,<br />

Star mondiale dell'American Ballet Theatre di New York, Jose<br />

Manuel Carreno, Stella dell'American Ballet Theatre di New York,<br />

SamanthaDumster, Assistente alla Direzione Artistica del<br />

Pennsylvania Ballet, il coreografo internazionale Garren Smith,<br />

l'italiano Gino Labate, Direttore e Coregrafo Internazionale,<br />

Kumiko Noshiro, Direttore dell'International Ballet School di<br />

Monaco di Baviera, Pedro Carneiro, Direttore Artistico<br />

dell'International Ballet School di Monaco di Baviera, Maria<br />

Torija, Direttore del Ballet Met Academy, Philip Neal, Direttore<br />

Artistico del Next Generation Ballet e del Conservatorio Patel<br />

dello Straz Center, Claudio Munoz, Ballet Master dell'Accademia<br />

di Houston, Dirk Bandenhorst, Ceo del South Africa<br />

International Ballet Competition.<br />

Una delle novità della kermesse è stata "Conversation with<br />

Stars", diagolo aperto via zoom con due grandi nomi del balletto<br />

che hanno risposto alle domande dei partecipanti: Osiel<br />

Gouneo, Primo Ballerino del Balletto di Monaco di Baviera e<br />

Yanela Pinera del Ballet Nacional de Cuba. Dance Open America<br />

è una delle più importanti competizioni d'America si svolge a<br />

Miami, in Florida, e rappresenta oggi uno dei maggiori<br />

appuntamenti mondiali per le giovani generazioni di ballerini di<br />

grande talento, un luogo per unire persone di tutte le culture<br />

ed etnie. Accanto alla grande competizione, Dance Open<br />

America organizza delle prestigiose masterclass di danza con<br />

nomi di fama internazionale con lo scopo di consentire ai<br />

ballerini di diventare interpreti innovativi e qualificati,<br />

raggiungendo il loro pieno potenziale ed aprendo loro<br />

possibilità di lavorare con altri ballerini, coreografi, insegnanti e<br />

registi.<br />

La competizione verrà ripetuta in autunno, a Novembre, si<br />

spera in presenza, sempre a Miami.


FESTIVAL<br />

TUTTOBALLO20


F E S T I V A L<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

A partire da mercoledì 31 marzo, in contemporanea con la<br />

Giornata Internazionale della Visibilità Transgender,<br />

prenderà il via DRAG ME UP – Queer Art Festival, prima<br />

edizione. Il progetto promosso da Roma Culture è vincitore<br />

dell'Avviso Pubblico CONTEMPORANEAMENTE ROMA 2020-<br />

2021-2022, curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è<br />

realizzato in collaborazione con SIAE.<br />

Il festival Drag Me Up si svolgerà in streaming fino a venerdì 30<br />

aprile 2021, guidato dalla compagnia ONDADURTO TEATRO,<br />

affiancata dalla collaborazione artistica delle Drag<br />

QueenHoliDolores e del duo Karma B.<br />

Drag Me Up (https://dragmeup.it), mette al centro della scena<br />

contemporanea il mondo QUEER, irrompendo con tutta la sua<br />

forza e valenza espressiva, accendendo i riflettori su arti<br />

performative come il Draging, il Pop, la Performing Art, il<br />

Cabaret, la Stand Up Comedy, l'Opera Lirica, linguaggi<br />

apparentemente molto diversi tra loro, ma uniti da un gusto ed<br />

una indiscussa qualità artistica a cui la generazione queer<br />

attinge da sempre e che oggi, si riuniscono in un festival in cui<br />

coesistono molteplici forme di espressione che riflettono le<br />

molteplici forme di essere.<br />

Dalle movenze di Raffaella Carrà alle opere di Bertold Brecht,<br />

dalle soubrette alle grandi dive del nostro tempo, fino alle<br />

parole di grandi autori e le esperienze di un vissuto carico di<br />

significati. Un ensemble artistico che mostrerà al pubblico un<br />

colorato e ironico universo, in cui immagini agli antipodi tra<br />

loro dialogheranno in sinergia, le canzoni diventeranno<br />

racconti di voci strappate a contesti già noti, per rifiorire in<br />

altre e nuove visioni, ridefinendo quello spessore artistico che<br />

oltrepassa i tempi, continuando a influenzare la scena<br />

contemporanea. Un progetto che si muove in equilibrio tra<br />

codici artistici contemporanei e zone in prossimità tra arte e<br />

vita, dando luogo a percorsi creativi che indagano su contesti<br />

umani diversi tra loro.<br />

Il festival Drag Me Up con i suoi eventi performativi, incontri,<br />

mostre fotografiche, laboratori ed eventi collaterali all’iniziativa,<br />

si svolgerà in streaming, dando il via al progetto triennale<br />

partito da un'edizione zero svoltasi online negli ultimi mesi del<br />

2020, con la proiezione digitale di spettacoli che hanno<br />

riscosso il gradimento di centinaia di persone connesse sulla<br />

rete. Nasce così il primo Queer Art Festival, la cui missione è<br />

quella di porsi come network internazionale per le arti<br />

contemporanee e l'attivismo LGBTIQ+. Una vera e propria<br />

vetrina dove rappresentare tutte le espressioni di genere,<br />

esaltandone i caratteri attraverso costumi, make-up,<br />

acconciature, in un connubio di ironia e attivismo socioculturale<br />

da cui partono riflessioni su istanze sociali legate<br />

all’inclusione.<br />

ALCUNI DEGLI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA<br />

Inziato il 31 marzo con tre appuntamenti. #Dragmeuptalk, dal Teatro<br />

Quarticciolo. Un incontro, che durante la Giornata Mondiale per la<br />

Visibilità Trans, coinvolgerà sociologa, artista, filosofa, giornalista e<br />

youtuber, sulle tematiche legate alla discriminazione di genere e<br />

all’omobitransfobia. In collaborazione con Circolo di Cultura<br />

Omosessuale Mario Mieli e il M.I.T – Movimento Identità Trans,<br />

interverrà tra gli altri, Porpora Marcasciano, scrittrice, autrice e figura<br />

storica del trans femminismo italiano.<br />

Mercoledì 31 marzo, in rete il Video Virale, Love Speech, regia di<br />

Adele Tulli, per una campagna sociale che sarà trasmessa su tutti i<br />

canali mediatici del Festival, con cui mettere al centro dell’opinione<br />

pubblica l’utilizzo delle parole. Un cortometraggio che evidenzia alcuni<br />

degli effetti profondamente negativi che il linguaggio offensivo ha sulla<br />

comunità LGBTIQ+. #LOVESPEECH è anche il sottotitolo che identifica<br />

il tema portante della prima edizione.<br />

30 marzo, per l'audience del web la Mostra Fotografica, BELLE,<br />

realizzata da Natascia Aquilano. Nel cuore della Catania barocca, si<br />

trova quello che era considerato il più grande quartiere a luci rosse del<br />

Mediterraneo: San Berillo. Un quartiere carcassa, eppure<br />

profondamente romantico. Un corpo morente tenuto in vita dagli<br />

ultimi, dagli indicibili: prostitute, travestiti, “puppi”. Coloro che non lo<br />

hanno mai abbandonato e che mai lo faranno: le Belle di San Berillo.<br />

1aprile dal Teatro del Lido di Ostia, sarà la volta di GAYSTORY -<br />

Piccola Storia del Movimento Gay Italiano, a cura delle KARMA B,<br />

una piccola e (non) esaustiva Storia del Movimento Omosessuale<br />

Italiano.<br />

Mercoledì 7 e domenica 18 aprile, arriva LE DONNE DI ULISSE, di e<br />

con HOLIDOLORES dal Teatro del Lido di Ostia, un percorso tra Miti e<br />

Leggende raccontate da una DRAG, progetto di accoglienza e<br />

autodeterminazione ma anche un laboratorio che calca le esperienze<br />

nate anni orsono a San Francisco e poi esportate nel mondo.<br />

Sabato 10, venerdì 23 e mercoledì 28 aprile, spazio allo show di<br />

CABARECHT, con KARMA B e HOLIDOLORES, una produzione<br />

Ondadurto Teatro, dal Centrale Preneste Teatro. Tre Drag Queen ci<br />

conducono in un viaggio che svela le contraddizioni e le ipocrisie della<br />

società, fondendo il Mondo del Drag con Varietà, Cabaret e Physical<br />

Theatre.<br />

Mercoledì 14 aprile, DRAG ME... MAKE UP, un laboratorio su tutti i<br />

trucchi del mestiere per la creazione di un personaggio Drag Queen.<br />

Lunedì 19 aprile, ancora spettacolo con KARMA LIVE, di e con<br />

KARMA B, e con la partecipazione di Morgana e Farida Kant, in scena<br />

dal palco dell’OFF/OFF Theatre di Roma. Le Karma B, performer in<br />

drag fra le più famose in Italia, insieme a colleghe di spicco, ci<br />

dimostrano che le drag queen cantano, suonano, ballano, recitano e<br />

chissà cos'altro ancora.<br />

Venerdì 30 aprile, KARMA B e HOLIDOLORES, special guest, saranno<br />

le mattatrici di DRAG ME UP SHOW, dal Teatro Quarticciolo, su<br />

vertiginosi tacchi 12. Uno spettacolo evento che vedrà esibirsi<br />

differenti artistə provenienti dalla scena Drag. Drag Me Up Show sarà<br />

allo stesso tempo un café-chantant, che unirà il genere della Rivista,<br />

dell'Avanspettacolo, e del Cabaret.<br />

Sono quattro gli spazi coinvolti in questa prima edizione del<br />

Drag Me Up, pensato come una manifestazione che vive la<br />

città come luogo di accoglienza, in più punti distanti tra loro, a<br />

sottolineare il coinvolgimento di più stratificazioni sociali, dal<br />

centro alla periferia. Dall'OFF/OFF Theatre di Via Giulia, cuore<br />

pulsante di Roma, passando per la zona Prenestina, dove<br />

sorge il Centrale Preneste Teatro, fino al Teatro Biblioteca<br />

Quarticciolo e il Teatro del Lido di Ostia/Teatro di Roma. Dal<br />

centro verso la periferia e viceversa, per un festival che si<br />

diffonde nella Capitale attraverso spazi aperti a nuove visioni e<br />

connessi tra loro dalla cultura.


F E S T I V A L<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

L’8 Marzo scorso, giorno della “Festa<br />

della Donna”, “Primo Piano -<br />

Pianeta Donna” - “Il lungo e<br />

faticoso viaggio della Donna nella<br />

storia del cinema”, la storica<br />

kermesse creata e diretta da Franco<br />

Mariotti divenuta Festival<br />

cinematografico competitivo al<br />

femminile, è tornata alle ribalte<br />

inaugurando con grande successo la<br />

Sua XXXVIIIa edizione, realizzata on<br />

line sulla piattaforma MYmovies.it: il<br />

“taglio del nastro” della virtual edition<br />

del Festival ha avuto luogo all’indirizzo<br />

https://www.mymovies.it/ondema<br />

nd/primo-piano- pianeta-donna/.<br />

Questa giornata, ha confermato il<br />

notevole “cambio di marcia” imposto<br />

dal Suo ideatore e Director, che ha<br />

trasformato, già due anni fa, l’essenza,<br />

i target ed i content di questo<br />

imperdibile appuntamento con il<br />

Grande Cinema Italiano: da rassegna<br />

monografica “Primo Piano<br />

sull’Autore”, il Direttivo presenta oggi<br />

proposte filmiche di molteplici generi<br />

che dispensano ampiamente femina<br />

virtus; opere prime e non, dedicate<br />

alla Donna, omaggi alle grandi registe,<br />

autrici, Dive e, poi, a film maker<br />

scomparse. L’8 Marzo sono stati<br />

“proiettati” on line su MYmovies.it,<br />

quattro titoli importanti di diversi<br />

format: il docu-film in Concorso<br />

incentrato sulla figura dell’artista del<br />

‘600 “Artemisia Gentileschi -<br />

Pittrice Guerriera” di Jordan River,<br />

nella versione in Lingua Originale con<br />

sottotitoli in Italiano, con Angela Curri<br />

e Melissa Pignataro; il cortometraggio<br />

- anch’esso in Concorso - cartoon in<br />

semi-animation sperimentale “Tobia<br />

il nostromo del tempo - Reboot<br />

Edition” della regista/produttrice<br />

Caterina Ponti; “È Piccerella” della<br />

neorealistica regista Elvira Notari, nella<br />

versione restaurata del 2018 ,<br />

accompagnata da musiche originali,<br />

composte e dirette da Enrico Melozzi.<br />

In chiusura di questa già assai intensa<br />

prima giornata di grande “Cinema al<br />

Femminile”, come omaggio a Liliana<br />

Cavani, è stato riproposto il<br />

capolavoro “Il portiere di notte”,<br />

presentato nella sua versione<br />

integrale, nella copia restaurata nel<br />

2018 dal Centro Sperimentale di<br />

Cinematografia - Cineteca Nazionale e<br />

dall’Istituto Luce - Cinecittà. Franco<br />

Mariotti, con l’Assistente Direttore<br />

Artistico e coordinatrice Lilia Ricci,<br />

insieme al Direttore Artistico Edizione<br />

Digitale Gianluca Nardulli, hanno presentato un Programma del Festival ricco: 24 opere, 11<br />

lungometraggi, e 13 cortometraggi, proiettati in streaming, nei tre gg. conclusivi di Marzo,<br />

su “MYmovies.it - Il Cinema dalla parte del pubblico”. Da evidenziare “Omaggio” a Lina<br />

Wertmüller, e la sua commedia “Ferdinando e Carolina” con Gabriella Pessione Sergio<br />

Assisi; la commedia brillante di Michela Andreozzi “Brave ragazze” con Ambra Angiolini,<br />

Ilenia Pastorelli, Serena Rossi, Silvia D’Amico; il corto “Tobia il nostromo del tempo - Reboot<br />

Edition” diretto e prodotto da Caterina Ponti: una fairy tale di impianto gotico, inquadrata<br />

nell’incipit “Quando l’Arte si anima & l’Animazione diventa Arte”, scritta e disegnata dal<br />

poliedrico artista Paolo Di Orazio, narrata attraverso la soave voce della magistrale<br />

doppiatriceEva Ricca. Non sono mancati film drammatici, dai risvolti thriller dark, “Buio” di<br />

Emanuela Rossi con Denise Tantucci, Valerio Binasco, Elettra Mallaby, Gaia Bocci, il corto<br />

ambientato nell’ anno 2087, “Le abiuratrici” di Antonio De Palo, interpretato da Valeria<br />

Solarino e Claudia Potenza, Il Festival è stato promosso da AmaRcorD Associazione Culturale,<br />

realizzato con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del<br />

Ministero della Cultura, con la partnership di Istituto Luce Cinecittà, Cinecittà News, SNGCI<br />

Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, Centro Sperimentale di Cinematografia<br />

- Cineteca Nazionale, Cineteca Lucana, CSC Centro Studi Cinematografici, Mediterranea<br />

Productions, Pierfrancesco Campanella. La XXXVIII° Festival “Primo Piano - Pianeta Donna”<br />

disponibili su MYmovies.it.


PERSONAGGI P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

F R A N C E S C O<br />

A N N A R U M M A<br />

So quali sono i<br />

miei obiettivi e<br />

come realizzarli, o,<br />

come si dice,<br />

almeno ci provo


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Caro Francesco, benvenuto. Partiamo dai tuoi esordi...raccontaci come ti sei avvicinato alla danza e come è nato l'amore per<br />

questa arte<br />

Fin da piccolo sono stato attratto dalla musica e dall’arte; il mio primo approccio è stato verso i balli latini fin a quando, grazie a<br />

mio zio, ho scoperto il mito “Micheal Jackson”. Desideravo essere come lui, ero un suo grandissimo fan, e proprio quando mio padre<br />

mi ha dato l’opportunità di andare a Milano a vedere un suo concerto, ho capito di avere un forte amore per la danza e voler<br />

diventare un ballerino. Con la voglia e la determinazione di iniziare a studiare è stato sempre mio padre che mi ha indirizzato verso<br />

gli studi della danza classica perché sapeva potesse essere necessaria per la mia crescita.<br />

La tua formazione all'estero. Quali benefici ne hai tratto?<br />

Mi iscrissi alla scuola Danza e Danza di Antonella e MariaCira Iacomino, dove rimasi per 4 anni. In seguito ho partecipato a vari<br />

concorsi e festival; sono stato premiato alla serata di Maiori come miglior danzatore della serata da Oriella Dorella . Subito dopo fui<br />

notato dal Coreografo Michele Pogliani e ricevetti un invito al concorso di Castiglioncello dove vinsi la borsa di studio all’ English<br />

National Ballet School della direttrice Kathryn Wade e da lì ha avuto inizio la mia formazione all’estero. Nonostante le mie difficoltà<br />

con la lingua e la lontananza dalla mia famiglia, che a malincuore ho dovuto lasciare, ho proseguito con la formazione, dalla scuola<br />

di ballo del Teatro della Scala di Milano all’Academie Princesse Grace, ma ci tengo a precisare che non ho terminato gli studi,<br />

avendo ricevuto presto un contratto lavorativo.Esperienze che mi hanno insegnato sicuramente a vivere. Avendo avuto problemi<br />

familiari, ho dovuto imparare a cavarmela da solo,quindi vivere e sopravvivere e credere in ciò che stavo facendo. Tutto questo,<br />

anche e soprattutto grazie ai miei amici, che mi sono stati accanto che mi hanno aiutato e dato la forza.Tra questi, devo un grazie<br />

ad un’ amica ballerina che mi ha supportato molto e spesso e che dedicava tutto il suo tempo per aiutarmi e farmi crescere in<br />

ambito tecnico e alla quale auguro ogni bene: Enza Milazzo, un grande amore che mi ha accompagnato fino ad un certo punto<br />

della mia carriera . A questa persona oggi devo molto e le sarò sempre grato .<br />

Sei tra i più giovani coreografi italiani che già colleziona importanti successi internazionali. Parlacene<br />

Tra i miei successi ho avuto l’onore di coreografare per il Gärtnerplatz theater- Munich International Ballet Shool - theater<br />

Magdeburg -Teatro Petruzzelli di Bari -ToTeme dance - MP3project . Sono, inoltre, docente presso la Tanzacademy di Zurigo . Ho<br />

coreografato per Giovani Talenti, ho ricevuto due premi presso il Premio internazionale di Capri. Partecipando a vari Gala con<br />

l’invito dell’ Etoile Giuseppe Picone. Tanto devo anche al mio ex direttore : Karl Alfred Schreine,r direttore del Gärtnerplatz<br />

ph_Massimiliano Pappa


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Recentemente hai realizzato una creazione per il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli....<br />

Un giorno di Settembre, non dimenticherò mai, la chiamata del direttore Giuseppe Picone per realizzare una produzione. In quel<br />

momento è stata un’emozione indescrivibile, poiché da gran napoletano, ricevere la chiamata per il San Carlo è praticamente un<br />

sogno che si realizza.Una grandissima soddisfazione. Entrare ed immaginare anche solo un tuo lavoro lì è un qualcosa di<br />

indescrivibile. Sono state tre settimane di lavoro intense, sicuramente non facili, ma meravigliose, cercando di rispettare tra l’altro la<br />

loro linea di lavoro classica (non facile sicuramente con il mio stile) e rispettando tutte le normative COVID. Nonostante tutto<br />

questo, per svolgere un lavoro in periodo pandemico, sono stati incredibili e mi hanno dato la forza di maturare ancora di più.<br />

Hai collaborato e coreografato già tanti nomi della danza tra cui Natasha Kush e Giuseppe Picone. Quali rapporti instauri con<br />

ognuno di loro per far si che la tua creazione sia eseguita al meglio?<br />

Lavorare con Natasha Kusch è stata un’esperienza bellissima! E’una persona magnifica, oltre che una grande artista e lavoratrice. Mi<br />

ha regalato tantissime emozioni; ho creato un passo a due per lei a Monaco di Baviera, aspettando il suo debutto. Ho con entrambi<br />

instaurato un bellissimo rapporto. Mi preme, però, specificare che con l’Etoile Giuseppe Picone ho legato particolarmente. Lui è per<br />

me il mio punto di riferimento, gli devo molto per aver creduto in me, per aver puntato su di me, dandomi una grandissima<br />

opportunità sia come danzatore che come coreografo. Lo reputo un grande ed immenso “Artista” per essere rimasto una persona<br />

umile, rivolgendosi a me sempre alla pari, e di questo gliene sarò per sempre ed immensamente grato . Per lui la mia coreografia<br />

creata per il Gala dedicato a Gioachino Rossini, e che ha rappresentato l’Italia all’estero al Gala del Teatro Coliseo di Buenos Aires .<br />

.<br />

ph_Massimiliano Pappa<br />

I punti fermi della tua vita e carriera<br />

Il mio punto fermo ad oggi è il mio compagno, Luigi, ed il mio cucciolo Oscar.<br />

Sono una persona dedita alla famiglia, tutte le mie scelte sono state per lui che, ad oggi, è la mia forza ed il mio sostegno.<br />

Chi è Francesco Annarumma uomo e chi è Francersco Annarumma coreografo?<br />

Francesco uomo è una persona troppo sensibile, buona generosa, con tantissima voglia di fare, con un vissuto familiare complesso,<br />

ma senza mai piangersi addosso e con la grinta di andare avanti. Diversamente, in sala mi sento rigido, pignolo mi definisco più<br />

leone in sala che nella vita. Determinato e sicuro di quello che voglio, so quali sono i miei obiettivi e come realizzarli o, come si dice,<br />

“almeno ci provo”!<br />

I tuoi prossimi progetti?<br />

Al momento non mi sento di dire nulla,ci sono tante cose che bollono in pentola, ma voglio godermi ogni momento.Più che altro<br />

mi sento di fare un augurio a tutti con la speranza che presto torneremo a splendere insieme. Vorrei ringraziare diverse persone a<br />

me care. Un regalo che la vita mi ha fatto è stato conoscere una grande persona come Antonio Desiderio a cui devo un grazie<br />

immenso per il sostegno e l’immenso affetto. Un altro grazie va al coreografo italiano Giorgio Mancini, grande persona che mi ha<br />

accompagnato verso la mia carriera, ed al mio amico Massimo De Santis che, nel mio percorso italiano, è sempre li presente a<br />

tendermi una mano ed a sostenermi. Alla fine i doni preziosi che la vita ci dà, sono le persone che ci amano e sostengono sempre,<br />

specie nel percorso di un Artista. Abbiamo sempre bisogno di persone che ci aiutano a vivere in questo mondo dello spettacolo<br />

difficile, ma allo stesso tempo meraviglioso. .


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

“ Sono parente degli scultori Eugenio ed Eros Pellini .<br />

Da piccola giocavo nel loro studio tra opere bellissime<br />

e disegnavo tutto il giorno, alimentando la mia grande<br />

passione per la pittura e l’arte in generale”,<br />

Intervista di Pina delle Site


P E R S O N A G G I<br />

Intervista di Pina delle Site<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Carissimi lettori di Tuttoballo20, il numero di Aprile della nostra rivista, si può definire<br />

davvero speciale … lo si evince già dalle foto della copertina e di controcopertina, che<br />

ritraggono un’artista di spessore, sia per quel che concerne la sua carriera lavorativa<br />

ricca, importante, che vede la collaborazione con altri grandi artisti e registi (Vanzina,<br />

Ozpetek, Salvatores…), nel panorama cinematografico e televisivo italiano, sia per<br />

quel che riguarda la sua grande gentilezza, umanità e, soprattutto, il grande amore per<br />

l’Arte; stiamo parlando della grande attrice Elisabetta Pellini.<br />

Fare una cronistoria di tutti i lavori di Elisabetta, sarebbe davvero impresa lunga, di cui<br />

vi lasciamo immaginare la molte che, senza dubbio è nota alla maggioranza del<br />

pubblico …<br />

Perché Elisabetta Pellini, è “speciale”? La nostra Rivista nasce dal progetto, di<br />

dimostrare come l’Arte possa essere rappresentata ed incarnata in varie forme,<br />

attraverso cui ognuno di noi è, nella propria dimensione, un artista, e di comunicare a<br />

tutti, indistintamente, le emozioni che ogni forma d’Arte può, nello stesso tempo,<br />

suscitare ed essere espressa. Ebbene, Elisabetta sposa in pieno questa concezione<br />

“totalitaria” dell’Arte, tanto da dichiarare di essere appassionata e di praticare anche<br />

altre forme d’Arte:“ Sono parente degli scultori Eugenio ed Eros Pellini . Da piccola<br />

giocavo nel loro studio tra opere bellissime e disegnavo tutto il giorno, alimentando la<br />

mia grande passione per la pittura e l’arte in generale”, si evince dal profilo del sito a<br />

lei dedicato; Elisabetta è colei che dichiara di amare la scrittura, la lettura che<br />

alimenta la fantasia … non solo,Elisabetta è anche colei che ama “camminare<br />

perdendomi per le città nella loro cultura ed arte”… E poi c’è la recitazione, la sua<br />

passione, il suo lavoro … Elisabetta è “tante cose”, artisticamente parlando, e chi,<br />

dunque, meglio di lei potrebbe rappresentare la nostra Rivista? Conosciamola, dunque<br />

meglio, attraverso un’intervista che ci ha gentilmente concesso.<br />

Bentrovata Elisabetta e grazie per aver accettato di concedere un’ intervista a<br />

noi di Tuttoballo20 … ne siamo davvero felici ed onorati! Innanzitutto come stai?<br />

Grazie , sono molto felice di fare questa intervista con voi . E’ un momento difficile per<br />

ognuno di noi e bisogna combattere e stare molto attenti alla nostra salute e dei nostri<br />

cari . Dobbiamo cercare di esser ancora più uniti e avere pazienza .<br />

Tu sei una grande attrice che ha alle spalle, e continua ad alimentare, un<br />

curriculum lunghissimo ed importantissimo, considerata anche la tua giovane<br />

età … ma della tua carriera attoriale parleremo più avanti, poiché ciò che ci ha<br />

colpiti di te, è la tua dedizione all’Arte in generale, in tutte le sue forme … cos’è<br />

per te l’Arte?<br />

L’Arte per me è la rappresentazione di qualunque forma di bellezza, che ne viene<br />

esaltata . Ognuno ha la sua “Arte” e la bellezza è soggettiva . Facendo Arte ci<br />

sentiamo meglio, entriamo in contatto con i nostri sensi e giochiamo con le emozioni e<br />

i colori, creando qualcosa di nuovo ed unico .<br />

Qual è la forma d’Arte che ti dà più pace, serenità, ed anche una spinta in più per<br />

andare avanti? E perché?<br />

Mi distende dipingere e creare immagini fotografiche , fotografare la natura e i<br />

cambiamenti di luce. Mi piace ascoltare la musica che mi mette in contatto con le mie<br />

emozioni e ricordi .. poi è il cuore e la testa che gestiscono l’ordine delle cose e sono<br />

sempre presenti costantemente nella nostra vita , anche se in modo inconscio. Mi<br />

piace guardare film ed entrare nelle storie.. sono tutte forme di Arte che mi portano<br />

lontano dalla mia vita, mi fanno sognare ed emozionare .. dandomi serenità .<br />

Durante una nostra breve chiacchierata, mi dicevi che sei stata anche ballerina<br />

… ci racconti di questa tua esperienza o “parentesi”? Cosa ti ha dato e cosa ti<br />

ha lasciato la danza?<br />

Si, ho iniziato a studiare danza classica a 4 anni per 6 anni . Mi ha molto avvicinato a<br />

quello che poi è sempre stato il mio sogno . Un attore per esser completo deve<br />

conoscere e aver confidenza con il suo corpo e la danza è un aiuto. Mi ha insegnato la<br />

disciplina, la fatica , il sudore ( le prime volte che mettevo le scarpette con le punte e i<br />

piedi sanguinanti ) .. e il risultato finale, il saggio di fine anno al Teatro Impero di<br />

Varese. Finalmente, dopo tanto studio e fatica, potevamo mostrare il balletto e<br />

ricevere gli applausi dopo aver vissuto una grande emozione. La danza è sempre<br />

stata presente nella mia vita . Sia a livello professionale ( mi è capitato di ballare sul<br />

set e l’impostazione della danza classica mi ha aiutato tanto ) , sia nella vita . Perché<br />

quando balliamo, muoviamo il nostro corpo e muoviamo energia .. mi disintossico dalle<br />

negatività con il ballo, ed evito di somatizzare fisicamente . Poi mi sento meglio. Le<br />

cose non cambiano magari, ma io mi sento meglio e le percepisco in modo diverso .


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Perché hai smesso, se hai smesso, di dedicarti a questo tipo di Arte? Nel caso, ti manca? Perché?<br />

Non ho mai smesso, e la cosa bella della danza è che non si dimentica . L impostazione fisica e muscolare resta .<br />

Secondo te, visto che spesso si sente dire che attraverso la danza ognuno di noi ha modo di esprimere le proprie<br />

emozioni, in una forma che non appartiene ad altre Arti, la danza è di tutti? E’ per tutti?<br />

La danza è di tutti e per tutti . La danza è terapeutica e creativa . Ognuno ha il proprio modo di sentire ed interpretare la musica e<br />

deve esser libero di esprimersi. Quando vediamo una persona qualsiasi danzare, ha una sua personalità … una caratteristica di<br />

muoversi, che è unica e da quello si possono capire tante cose di quella persona . Se è empatica, timida, razionale, passionale ,<br />

sicura, .. ci avevate mai pensato ?<br />

Poi hai scelto la strada della recitazione … come mai?<br />

Perché il palco ed i film , i cinema sono stati i miei compagni di infanzia . Quando pioveva, in inverno, rivedevo tutti i film con<br />

Alberto Sordi, Monica Vitti , Mariangela Melato .. e sognavo di diventare un’ attrice anche io.. poi da un sogno è diventata una<br />

professione che amo moltissimo .<br />

Qual è stato il personaggio per il quale hai avuto più difficoltà ad entrare nel ruolo, e quale quello in cui ti sei rivista con<br />

più facilità?<br />

Ho sempre interpretato personaggi molto diversi dal mio modo di essere. Copiavo le cose, atteggiamenti , modi di fare, il muoversi,<br />

il vestirsi delle persone che non mi piacevano e le riportavo in “ vita “ in scena. Però i personaggi che ho interpretato sono<br />

diventate tutte mie amiche, vite parallele che ho amato tutte tantissimo, e che mi hanno dato la possibilità di “ giocare” vivendo vite<br />

che mai avrei potuto immaginare.<br />

Registi e colleghi che ricordi con piacere e da cui hai tratto importanti insegnamenti?<br />

Ho imparato moltissimo da Gigi Proietti, che mi ha dato consigli fondamentali per me quando ho cominciato questo lavoro sul set<br />

con lui, nel 2000, durante “Maresciallo Rocca” regia di Giorgio Capitàni. Ho imparato poi qualcosa da ogni regista con cui ho<br />

lavorato , perché ognuno ha un modo differente di lavorare e porsi e spesso cercano in te, o vedono in te qualcosa che neanche tu<br />

sai.. il mestiere dell’attore è anche molto psicologico.<br />

Durante i tuoi anni di carriera c’è un aneddoto in particolare che ricordi e che ti piacerebbe raccontarci?<br />

Ci son tantissimi aneddoti . Ho amato molto i film che ho girato in Kenya ( “Un coccodrillo per amico” e “La stagione delle piccole<br />

piogge”), perché mi hanno dato la possibilità di conoscere e confrontarmi , lavorando , con culture molto diverse dalla nostra , con<br />

al ritorno un gran “ mal di Africa” .


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Il lavoro più piacevole che ricordi?<br />

È stata molto difficile, ma entusiasmante, il mio esordio alla<br />

regia nel film a episodi “SelfieMania” ( che nasce da una mia<br />

idea ) e lo sviluppo sceneggiatura con Giancarlo Scarchilli; ed il<br />

mio esordio alla regia nell’ episodio” L’Amore nonostante tutto”,<br />

che ha come protagonisti Milena Vukotic , Andrea Roncato e<br />

Bianca Nappi . Ho avuto come direttore della fotografia Blasco<br />

Giurato che è stato un vero capitano per me. In questo film<br />

sono nate amicizie speciali. Siamo stati accolti dal paese dove<br />

abbiamo girato in Sicilia, a Santo Stefano di Camastra , il paese<br />

della ceramica, con cuore e grande generosità! L’Italia è un<br />

paese bellissimo e ricco sotto tutti i punti di vista, peccato che a<br />

volte ce ne dimentichiamo!<br />

E veniamo ad un progetto di freschissima realizzazione:<br />

l’interpretazione di Jane nella pubblicità delle Gocciole:<br />

ruolo di mamma che si preoccupa per la colazione del<br />

figlio: ti ci ritrovi? Ruolo per te “strano” (in senso buono) o<br />

più divertente?<br />

Ho sempre amato la storia di Tarzan-Jane e Cita è<br />

un’ambientazione che riporta alle favole, ai sogni e<br />

all’avventura. Il ruolo mi ha molto divertita. Anche mostrare uno<br />

sport diverso dai soliti rappresentati, la pallanuoto, credo sia<br />

una cosa intelligente. E’ uno spot che vuole esser commedia e<br />

comunicare spensieratezza e gioia. Mi son molto divertita a<br />

girarlo e anche in questo caso sono nate delle belle amicizie tra<br />

noi attori. Appena sarà possibile ci vedremo a pranzo per<br />

festeggiarel’ uscita dello spot!<br />

Allora domanda “tattica”: che forma hanno i tuoi biscotti<br />

preferiti? (si ride ndr).<br />

I miei preferiti son quelli fatti in casa… non solo per il sapore,<br />

ma anche per il profumo che invade tutta casa . Comunque da<br />

amante del cioccolato .. ce n’è sempre un po’ !!!<br />

Come si sa, il Covid ha rallentato e, per molti versi<br />

bloccato, molte attività; tra i settori in sofferenza c’è anche<br />

il tuo… ma volendo essere ottimisti, quali sono i tuoi<br />

progetti futuri?<br />

Con l’arrivo del Covid hanno chiuso cinema e teatri. Spero che<br />

riaprano presto perché mi mancano tantissimo... credo che, con<br />

distanziamento e mascherina, siano luoghi sicuri. Spero, quindi,<br />

che con la riapertura la gente torni a frequentare cinema e<br />

teatri. Io spero uscirà il mio film “SelfieMania” ed ho un progetto<br />

teatrale che doveva partire ma si è arrestato. Ho appena fatto<br />

dei “ call-back” e spero che comincino presto i set perché mi<br />

manca il mio lavoro .<br />

Completa la frase di rito che proponiamo ad ogni artista a<br />

fine intervista: “Per me recitare è …”<br />

… recitare e’ vivere vite diverse!<br />

Ringraziamo Elisabetta Pellini per la piacevole “chiacchierata”,<br />

per la sua disponibilità, umanità ed educazione, oltre che per la<br />

sua grande professionalità … qualità che solo chi ha una certa<br />

sensibilità è in grado di dimostrare e di comunicare agli altri:<br />

una sensibilità che ha il nome ed il volto dell’Arte!


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong>


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Davide Romeo


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Giovanni Battista Gangemi Guerrera<br />

Davide Romeo. Un coreografo alla ricerca della quotidianità e<br />

fondatore della compagnia Uscite di Emergenza . Come si evince<br />

dalle coreografie della sua compagnia . “In realtà io volevo qualcosa<br />

di assolutamente quotidiano, che fosse un po’ dappertutto e che<br />

non fosse troppo astratto. Un rimando che si trovasse facilmente,<br />

proprio perché mi piaceva evocare sia un’idea di concretezza che di<br />

quotidianità, una connessione che segna il leitmotiv della ricerca<br />

della mia danza”.<br />

Creare danza oggi è un atto di “coraggio”?<br />

Più che un atto di coraggio è un atto di sopravvivenza! Credo che<br />

sia un atto utile, importante. Ora, non vorrei cadere nel banale, ma<br />

di fatto questo strano periodo di pandemia non può passare in<br />

secondo piano! Se consideriamo a quanto la nostra capacità<br />

creativa, proprio come civiltà e di vita quotidiana, sia stata coartata<br />

in questo periodo, allora ecco che si capisce bene quanto sia vitale<br />

creare e creare col corpo! Un corpo che in questo periodo è stato<br />

mortificato, rinchiuso in casa e dietro le mascherine, un corpo al<br />

quale è stato proibito di muoversi e di abbracciare, di respirare e<br />

ancora di più un corpo che ha paura di qualcosa che è impalpabile<br />

e in qualche modo effimero. Ecco in questo senso penso che<br />

creare e, in particolare, creare danza, sia davvero di grande<br />

importanza per chi è protagonista e per chi ne è fruitore. Di più<br />

penso che ad oggi come artisti abbiamo in qualche modo un<br />

obbligo morale di portare l'arte fuori dai teatri e renderla più a<br />

portata di tutti. Personalmente penso che abbiamo bisogno di<br />

vedere del bello, i nostri sensi hanno bisogno di venire a contatto<br />

con la bellezza dell'umano, sia della capacità creativa e,<br />

soprattutto, delle sue possibilità espressive attraverso il corpo.<br />

Qual è il senso del suo nuovo lavoro e quale l’ispirazione?<br />

“Physics of Vulnerability” é la nuova idea sperimentale progettata<br />

da me per la mia compagnia Uscite di Emergenza. Il lavoro parte da<br />

una ricerca corporea coreutica che, successivamente, vuole<br />

contaminarsi con gli oggetti, le immagini e le proposte dei<br />

componenti del progetto. Il lavoro si articola sull'idea della<br />

vulnerabilità come stato emotivo ed esistenziale legato a degli stati<br />

corporei, delle immagini e suggestioni che si vorrebbero ricreare in<br />

scena. L'ispirazione nasce dalla lettura del libro “Rising Strong” di<br />

Brene Brown. Da lì la citazione che fa da tagline al progetto: “La<br />

vulnerabilità non é vincere o perdere; sta nell'avere il coraggio di<br />

presentarsi ed essere visto quando non si ha alcun controllo sul<br />

risultato. La vulnerabilità non è debolezza; è la nostra più grande<br />

misura di coraggio.”. L'acqua diventa il punto focale della ricerca<br />

corporea e la trasposizione del concept in immagini, soffermandosi<br />

sulla condizione sensoriale di vulnerabilità che esso crea agendo<br />

sul nostro stato psicofisico in una situazione di apnea e stallo. Il<br />

lavoro sulla vulnerabilità di ognuno e la ricerca della Brown ci<br />

portano ad un'unica definizione di vulnerabilità: uno stato di<br />

delicatezza e acutezza. La trasposizione scenica di questo concetto<br />

sono i 30 bicchieri pieni d'acqua in scena. I danzatori dovranno<br />

svolgere le loro azioni coreografiche fisiche e dinamiche senza<br />

minare all'equilibrio delicato di questi bicchieri. Il risultato é la ricreazione<br />

di una condizione precaria dove ogni minimo movimento<br />

potrebbe creare il caos. I bicchieri e i danzatori creano<br />

composizioni sempre nuove e dinamiche finché il punto di svolta<br />

arriva come la rivelazione in un viaggio: prendere coscienza del<br />

vuoto interiore cambia tutto il nostro sguardo sulla vulnerabilità. In<br />

questo punto le parole della stessa Brown ci suggeriscono una<br />

delle tante strade da intraprendere, e, come una sorta di Virgilio, ci<br />

accompagnano nell'accettazione di una catarsi tutt'altro che<br />

scontata indicandoci la via di una riemersione vigorosa.<br />

A livello tecnico ti muovi, nel costruire le tue coreografie,<br />

contaminando stili e metodi differenti, fra cui floorwork,<br />

contact, improvvisazione e ricerche che partono dal gesto<br />

quotidiano. Rispetto alla tua missione, come si inserisce la<br />

trasmissione del concept?<br />

In onestà, la mia missione è la condivisione umana. Mi piace in<br />

particolare raccontare storie con la danza che fanno parte di me e<br />

in cui tutti ci possono “cadere” dentro. La missione che orienta me,<br />

la mia compagnia e le produzioni è un concept che unisce teatro e<br />

danza, interazione nella riflessione. L’unicità delle performance fa sì<br />

che ognuna di esse diventa un momento che non riproduce mai gli<br />

sviluppi, le stesse condizioni da cui nasce. Non a caso, una<br />

citazione dell’autore – commediografo austriaco Karl Kraus che mi<br />

piace ed è il sottotitolo di un mio spettacolo è: “Ben venga il caos,<br />

perché l’ordine non ha funzionato.” Il mio obiettivo è, come scrisse<br />

Giacomo Piccoli in un suo articolo su di me, arrivare ad “una buona<br />

struttura narrativa, dove patos, poesia, forza ed ironia si alternano<br />

sapientemente Un mosaico dove ogni tessera assume logica<br />

incastonandosi in un’opera unica” Sono infatti particolarmente<br />

apprezzato per le mie doti creative e comunicative nell’affrontare<br />

argomenti vari di valenza filosofica, esistenziale, introspettiva. La<br />

mia particolarità è l'interazione col pubblico, dando attenzione ad<br />

ogni singolo spettatore e facendo di esso un elemento<br />

fondamentale della performance. L'obiettivo é regalare<br />

un'esperienza unica ed irripetibile a tu per tu con i performer. La<br />

mia ricerca, attraverso il movimento e la costruzione<br />

registico/drammaturgica, parte da un bisogno di approfondire<br />

concetti e principi universali legati a studi vari di concept molto<br />

diversi tra loro, mirando a dare vita a spettacoli di grande impatto<br />

energetico ed emotivi. Chiudo con una citazione di Roberto<br />

Staglianò in un articolo pubblicato a proposito di un mio spettacolo<br />

che afferma che le mie produzioni “… Sono tante superfici riflettenti<br />

in altrettante composizioni. Servono per guardarsi dentro e<br />

riconoscersi ora nell’uno, ora nell’altro.”<br />

Tu dai una grande importanza dell’oggetto in scena. Quale<br />

meccanismo usi ed applichi al movimento e alla<br />

coreografia? E quale importanza dai all’oggetto?<br />

Io, assieme alla Compagnia, esprimiamo una ricca progettualità<br />

artistica creata in pochissimo tempo, unita ad una visione in forte<br />

relazione con il territorio sia locale che nazionale. Applauditi per<br />

l’originalità delle produzioni e per l'offerta varia e versatile di un<br />

vocabolario coreografico fresco e dinamico. Propongo quindi un<br />

training sulla mia personale poetica del movimento costruita<br />

attraverso un linguaggio in continua evoluzione, una miscela di<br />

floorwork, tecnica contemporanea, contact improvisation, gesto<br />

quotidiano e azione fisica. Un training nato delle precedenti<br />

esperienze artistiche, per approdare ad un lavoro d’incastro fluido,<br />

dinamico e fisico. Particolare e molto forte è il mio rapporto col<br />

pavimento e lo studio delle cadute. . Gli oggetti in scena hanno un<br />

valore evocativo molto forte, di solito oggetti di uso quotidiano, ma<br />

avulsi dal loro contesto e utilizzati per la ricerca coreografica. Per<br />

me la danza sta ovunque e su chiunque. Nella nostra vita<br />

quotidiana interagiamo con tantissimi oggetti. In scena l’oggetto<br />

prende un valore simbolico ed evocativo e, non solo offre nuove<br />

possibilità di ricerca di movimento del corpo, ma aggiunge<br />

un’immagine alla poetica dello spettacolo. Mi piace creare degli<br />

spettacoli pieni, dove un’idea cade nell’altra e tutto si sussegue con<br />

ritmi molto veloci, un bombardamento di immagini. Gli oggetti<br />

favoriscono a creare queste immagini che costituiscono spesso la<br />

peculiarità dei miei spettacoli.


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Parliamo del rapporto con i tuoi danzatori, della tua<br />

compagnia e qual è rapporto con i danzatori che incontri nei<br />

tuoi vari work shop?<br />

Facciamo una premessa: io mi sento un coreografo, così come mi<br />

sento un performer così come mi sento un insegnante. Questa mia<br />

tridimensionalità fa si che in ognuna di queste parti il mio lavoro sia<br />

contaminato dal mio essere anche qualcos'altro. I miei danzatori<br />

devono essere prima di tutto uomini e donne che sanno guardare<br />

dentro di sé, che sanno trasformare attraverso l'arte le loro<br />

debolezze in bellezza. Io non posso lavorare con persone che non<br />

sanno avere compassione per se stessi e di conseguenza per gli<br />

altri, che non abbiano abbastanza amore e compassione di sé per<br />

guardarsi dentro. Questo per me è imprescindibile, al di là di<br />

qualsiasi tecnica! Questa è la base sulla quale appoggiare tutto il<br />

resto! Detto questo, in ogni caso, il resto è importante per avere un<br />

linguaggio raffinato e per poter esprimere se stessi al meglio. In<br />

ogni caso penso che la capacità di volersi bene aiuti anche la<br />

tecnica, perché ci rende liberi di esplorare, di non giudicarci e<br />

quindi di andare oltre quello pensiamo non sia possibile. L' arte<br />

credo sia una sfida continua con noi stessi, un mettersi in dubbio<br />

costante e anche se può avere delle affinità con la terapia non è<br />

assolutamente la stessa cosa, cambia il fine: noi mettiamo in scena<br />

qualcosa per raccontare, non lo facciamo solo per noi. Questo lo<br />

dico, perché non vorrei cadere in facili banalizzazioni. I miei<br />

danzatori devono avere questo. Per quanto riguarda gli allievi che<br />

incontro nei workshop, ma questo vale anche per la mia<br />

compagnia, mi rendo conto che per me la cosa importante è<br />

comunque cercare di creare, insieme a loro (e questo “insieme a<br />

loro” è importantissimo, da solo non faccio niente e se non ci fosse<br />

uno scambio sarebbe solo una fatica immane per tutti), un clima di<br />

fiducia, di non giudizio e soprattutto di divertimento. Nella danza,<br />

ma in generale in tutte le situazioni di apprendimento e formazione<br />

viene ancora troppo spesso ignorato questo aspetto: il<br />

divertimento! Quando succede di divertirsi, più precisamente di<br />

provare gioia, qualsiasi apprendimento viene acquisito con<br />

maggiore velocità e con maggiore forza. Per cui l'atteggiamento che<br />

spesso vedo e sento nelle sale di danza professionali, spesso mi<br />

scoraggia. E divertirsi non significa “cazzeggiare”, al contrario, è una<br />

condizione necessaria per far si che i ragazzi, danzatori e allievi di<br />

qualsiasi livello arrivati alla fine della lezione ti chiedano “Ti prego<br />

facciamo ancora una diagonale”.


D A N Z A T E R A P I A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

di Emma Palmeri<br />

Fisioterapista e danzatrice


D A N Z A T E R A P I A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />


D A N Z A T E R A P I A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

La danza, e non solo la classica in tal senso, ci pone a stretto<br />

contatto con i nostri limiti e spesso nel tentativo di superarli<br />

incappiamo nell’errore di “allontanarci da noi stessi”, e quando ciò<br />

avviene il giudizio sull’atto motorio prevale sull’atto in se stesso, disintegrandolo<br />

dalla totalità; non importa a quello livello si stia<br />

lavorando, la tecnica e l’attenzione per questa divengono così<br />

“polarizzanti” da non essere più al servizio della danza, bensì diventa<br />

vero il contrario. Snaturando la danza della propria essenza, ci si<br />

abbassa a qualificarla secondo parametri di natura estetica o<br />

formale. Avvicinarsi con rispetto verso se stessi, e verso i propri<br />

limiti, ci riporta immediatamente nella dimensione archetipica della<br />

danza, ed è questo l’aspetto più interessante con il quale mi sono<br />

potuta confrontare nei seminari di danza-terapia frequentati negli<br />

ultimi anni; e ne approfitto per ringraziare Daniela Bognani che<br />

porta avanti con determinazione, umanità e grande preparazione,<br />

una formazione di qualità nell’ambito della danza-movimentoterapia.<br />

Ora che sono prossima ai quaranta, con quindici anni di esperienza<br />

in fisioterapia, e venti anni in danza, posso dire che quest’ultima<br />

formazione rappresenta per me un’opportunità unica di avvicinare<br />

queste mie due grandi passioni, e richiederà impegno e<br />

programmazione per essere portata avanti al meglio, una volta che<br />

le precauzioni dovute alla pandemia saranno un ricordo; intanto<br />

posso dire di averne avuto degli assaggi soddisfacenti integrandone<br />

qualche proposta -compatibile con il distanziamento- all’interno dei<br />

gruppi di attività psico-motoria che sono solita fare nell' RSSA dove<br />

attualmente lavoro (Fondazione Maria Grazia Barone). Il riscontro<br />

positivo è immediato fra gli anziani e con gli ospiti con disabilità<br />

motorie o psichiche di diversa entità: attraverso la stimolazione della<br />

capacità d’interagire con l’ambiente, si assiste ad una migliore presa<br />

di coscienza delle risorse personali ed al miglioramento della<br />

motivazione e dell’iniziativa al movimento. Inoltre, con tale pratica si<br />

possono sciogliere le tensioni muscolari, si armonizza il corpo, si<br />

rasserena la mente e si raggiunge un piacevole stato di<br />

“rilassamento dinamico”.<br />

Le aree su cui è possibile intervenire sono:<br />

area cognitiva, in cui è possibile migliorare alcune competenze come lo<br />

schema corporeo, l’apprendimento di concetti o l’uso di simboli;<br />

area emotiva, in cui è possibile incrementare la capacità di manifestare<br />

positivamente dei vissuti emotivi, sostenendo il superamento di paure e<br />

migliorando la stima di sé;<br />

area relazionale, in cui si lavora per migliorare le relazioni personali, o<br />

per diminuire forme comportamentali disadattive;<br />

area psicomotoria, in cui è possibile migliorare l’orientamento spaziale<br />

e la coordinazione motoria in relazione a prassi specifiche oppure<br />

generalizzate<br />

È importante sottolineare come la DanzaTerapia possa essere una<br />

“terapia” a tutti gli effetti, ma anche rappresentare una metodologia<br />

che offre uno spazio di benessere, di relax e anche di divertimento.<br />

Parimenti è fondamentale essere a conoscenza che non è<br />

assolutamente necessario saper ballare per intraprendere questo<br />

percorso: ognuno può partecipare con la propria soggettività che<br />

viene accolta come risorsa e mai giudicata. L’utilizzo della musica è<br />

giustificato poiché può servire da “contenitore sonoro” e facilitare il<br />

movimento. Non vi sono faticose tecniche o particolari “passi” da<br />

apprendere; si favorisce piuttosto il “sentire” di ogni partecipante, ed<br />

il movimento diventa così un importante strumento di espressione<br />

globale della persona, una forma di manifestazione delle dimensioni<br />

profonde della natura umana>.


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

“Volersi bene e non<br />

arrendersi mai”<br />

Intervista a Emanuele Mauti


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong>


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Pina dell Site


<strong>TuttoBallo20</strong><br />

PERSONAGGI<br />

Giovanni Battista Gangemi Guerrera<br />

L’'mportanza di come insegnare ai più piccoli. Oggi ho il piacere di poter<br />

ascoltare la voce di due grandi artiste ed insegnanti: Renata Falcone,<br />

attrice ed insegnate di recitazione e Chiara Tomaselli, cantante,<br />

musicista e docente di canto.


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong>


P E R S O N A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong>


F O R M A Z I O N E<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

L'IMPRENDITORE ZEN<br />

di Renzo Maggiore<br />

di ogni uomo è la Consapevolezza. Ovviamente un<br />

L’obiettivo<br />

non sfugge a questo assunto, anzi: assumendosi<br />

imprenditore<br />

ruolo di guida e responsabilità, ancor più è chiamato a<br />

un<br />

la sua Presenza nell’attimo presente. Come primo<br />

coltivare<br />

strumento di disciplina zen, che porta a<br />

fondamentale<br />

strabilianti soprattutto a livello di gestione delle<br />

risultati<br />

Egli può allenare una respirazione profonda e<br />

emozioni.<br />

In tal modo, si previene lo stress e ad aumenta il<br />

cosciente.<br />

di attenzione, diminuendo di conseguenza i pericoli di<br />

grado<br />

ed errori. Tutti i piani per la ‘Sicurezza aziendale’<br />

incidenti<br />

partire da un lavoro sulla Presenza delle persone,<br />

dovrebbero<br />

che consente di limitare, se non eliminare, l’eccessiva<br />

lavoro<br />

mentale che causa distrazione, convinzioni limitanti e<br />

attività<br />

malessere.<br />

La tempesta si placa nel silenzio della mente<br />

lucida gestione della mente, favorita da una respirazione<br />

La<br />

e dalla pratica meditativa, contribuisce in modo<br />

profonda<br />

al miglioramento dei rapporti con i<br />

determinante<br />

alla chiarezza negli obiettivi, alla percezione<br />

collaboratori,<br />

del proprio ruolo, del lavoro e della relazione con gli<br />

positiva<br />

in ultima fase, l’applicazione dello Zen contribuisce<br />

altri;<br />

della stessa produttività aziendale attraverso<br />

all’incremento<br />

deciso salto di qualità nelle competenze del “Saper<br />

un<br />

Essere” e del “Saper far fare”.*<br />

Portare l’Essere nel fare dà gioia<br />

stato di calma interiore giova alla capacità di analisi e<br />

Uno<br />

problem solving, oltre alla creatività e al livello di<br />

di<br />

ed empatia. Si registrano in tal modo<br />

concentrazione<br />

a livello di collaborazione, flessibilità ed efficacia,<br />

benefici<br />

nella condivisione e coesione dei gruppi di<br />

miglioramenti<br />

lo sviluppo della capacità intuitiva e nell’apertura al<br />

lavoro,<br />

cambiamento.<br />

Zen è dunque essenziale ed economico. Un’Azienda Zen è<br />

Lo<br />

alle esigenze della comunità e rispetta l’Ambiente<br />

funzionale<br />

INTERVENTO DI CONSULENZA REN ZEN<br />

L’insegnamento e la pratica in azienda prevedono 3<br />

stadi seminariali:<br />

1. Illustrazione dei Principi base dello Zen e indagine<br />

sui processi razionali aziendali e individuali attuali<br />

(durata: 7 ore);<br />

le Persone. In essa si lavora con un alto senso di<br />

e<br />

e, nel contempo, con gioia e passione, per<br />

responsabilità<br />

un risultato. Si dialoga con gentilezza e serenità<br />

raggiungere<br />

un clima amicale che consente di stabilire<br />

respirando<br />

rapporti basati sulla fiducia.<br />

all’approccio Zen, è opportuno svolgere un percorso<br />

Accanto<br />

consapevolezza sui macro obiettivi aziendali (Mission e<br />

di<br />

2. Esercizi di visualizzazione, meditazione,<br />

rielaborazione per eliminare l’attività mentale<br />

superflua e raggiungere l’essenzialità del pensiero ed<br />

il cosiddetto “No mente” che facilità l’intuizione<br />

(durata: 10 ore);<br />

3. Piano condiviso per rendere l’azienda Zen<br />

attraverso la revisione creativa e condivisa di<br />

processi, metodi e strategie inefficaci (durata: 8 ore) .<br />

https://www.renzen.it/c,67,renzo-maggiore<br />

e sui Valori condivisi (Carta dei Valori). Creando una<br />

Vision)<br />

e approfondita cornice d’accordo sui “Perché” del<br />

chiara<br />

si facilita infatti il ruolo di direzione, coordinamento<br />

sistema,<br />

motivazione che spetta ai Responsabili di ciascun livello<br />

e<br />

aziendale.<br />

veda il manuale “Saper essere”, R.Maggiore, Chiado<br />

*Si<br />

Lisbona 2017.<br />

Edizioni,


S T O R I A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

di Federico Vessella


S T O R I A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Miguel Caló nacque a Buenos Aires il 28 ottobre<br />

1907 e nel 1923 iniziò a studiare violino, per passare<br />

quasi subito al bandoneón, lo strumento che lo<br />

accompagnò per tutta la vita. Nei primi anni della<br />

sua vita artistica passò per diverse orchestre, la più<br />

famosa delle quali fu quella di Osvaldo Fresedo.<br />

Cresciuto musicalmente nella scuola di Fresedo, nel<br />

1931, di ritorno da una tournée negli Stati Uniti,<br />

formò una propria orchestra incorporando una serie<br />

di giovani musicisti talentuosi che costituirono la<br />

famosa “generación del cuarenta”.<br />

Nel 1940 raggiunse l’apice del successo dopo aver<br />

maturato un equilibrio sonoro grazie anche alle<br />

precedenti esperienze ed al supporto dei suoi<br />

compagni di orchestra.<br />

Ben presto, il successo delle sonorità proposte da<br />

Caló e la qualità dei suoi musicisti gli valsero una<br />

notevole considerazione nel mondo del tango, al<br />

punto che la sua formazione fu chiamata La<br />

Orquesta de Las Estrellas. Alcuni partecipanti, in<br />

diversi momenti, di questa mirabolante formazione<br />

furono poi direttori di altrettante orchestre a loro<br />

volta. Si ricordano i nomi dei pianisti Héctor<br />

Stamponi e Osmar Maderna, i bandoneonisti<br />

Domingo Federico, José Cambareri, Antonio<br />

Rios, Felipe Ricciardi, Armando Pontier, i<br />

violinisti Enrique Mario Francini, Mario Lalli, il<br />

contrabbassista Ariel Pedernera e le voci di<br />

RaúlBerón, Alberto Podestá, Jorge Ortíz e Raul<br />

Iriarte. Anche altri grandi nomi del tango passarono<br />

attraverso la direzione del maestro Caló, tra i quali<br />

ricordiamo Orlando Goñi, Osvaldo Pugliese, Antonio<br />

Rodio, JuliánPlaza e León Lipesker. In circa 40 anni di<br />

incisioni, le formazioni di Caló lasciarono in eredità<br />

più di 350 incisioni, un patrimonio prezioso per gli<br />

amanti del tango ma, soprattutto, per i ballerini.<br />

In effetti, il pianoforte rappresentò per Caló lo strumento ideale per<br />

imprimere alle frasi musicali quel ritmo e quella cadenza tanto amata dai<br />

ballerini dell’epoca. Dopo le esperienze di Juan D’Arienzo e Julio De Caro, gli<br />

anni ’40 rappresentarono, stilisticamente, l’equilibrio tra queste due forme di<br />

suonare tango; Miguel Caló si inserisce proprio in tale contesto, aggiungendo<br />

una qualità sopraffina al cantato attraverso grandi interpreti vocali.<br />

Fu proprio a partire dagli anni ’40, con la partecipazione di grandi voci e<br />

grandi musicisti che iniziò la seconda tappa evolutiva di Miguel Caló, che può<br />

essere fatta coincidere con la nascita della Orquesta de Las Estrellas. I temi<br />

proposti da questa orchestra si prestano tanto al ballo, quanto all’ascolto, a<br />

testimonianza di uno sviluppo musicale complesso e ricercato. Le voci<br />

dominanti furono quelle di Alberto Podestá (all’apogeo della sua giovinezza),<br />

Raúl Iriarte (cantante “inventato” dallo stesso Caló e Mario Francini) e Raúl<br />

Berón. La Orquesta de Las Estrellas è la testimonianza tangibile del<br />

processo di maturazione dello stile di Caló, il quale unisce il tango<br />

tradizionale alle innovazioni della Epoca de Oro.<br />

Senza contrastare in modo stridente i diversi strumenti, Caló propose brani<br />

dove la presenza “distaccata” dei violini ben si sposò con una linea ritmica di<br />

bandoneónes e del pianoforte. Osmar Maderna, in particolare, impresse uno<br />

stile ben marcato con la partecipazione del registro acuto del pianoforte nel<br />

marcato ritmico (marcazione aperta), impronta che oggi definiremo di stile<br />

“chopiniana”. Allo stesso modo, sono ricche le variazioni melodiche espresse<br />

attraverso “soli” di violini e bandoenónes, peculiari per tessitura, come per le<br />

altre orchestre dell’epoca. L’orchestra di Miguel Caló sarà ricordata per<br />

l’esecuzione del miglior tango, a detta di molti, che trascende il<br />

tempo e che oggi viene evocato da una miriade di ballerini come<br />

summa artistica ed interpretativa della Epoca de Oro: il tema Sans<br />

Souci di Enrique Delfino.


F O T O G R A F I A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

"LA DISPUTA DI BARLETTA"<br />

FABRIZIO SILVESTRI<br />

IN UNO SCATTO LA STORIA<br />

«Quest'opera fotografica determina la disputa che ha causato uno dei più importanti eventi nel nostro territorio pugliese, ovvero un<br />

momento che ha visto presenti sul territorio popoli come francesi e spagnoli. L'opera fotografica che ho realizzato è solo soggetto<br />

della mia fantasia, in cui troviamo dei personaggi che racchiudono la nostra società di Barletta. Studiando l’essenza della<br />

fotografia mi è sembrata reale la circostanza che, anche se il tempo trascorre, tutto resta uguale".<br />

Cosimo Mirco Magliocca è un caro amico della nostra rivista, in ogni numero ci fregiamo di pubblicare una sua foto. Dalla<br />

prima volta che ho visto un suo scatto, mi sono innamorato della sua arte.. Ogni suo scatto, ogni soggetto racconta la vita<br />

vissuta. Per noi di "<strong>TuttoBallo20</strong>" è il Degas della fotografia moderna. L'amore che lui ha per la fotografia rende i suoi lavori<br />

magici …<br />

Lui stesso afferma che “tutto è teatro e il teatro è dappertutto”. A Parigi lavora come fotografo ufficiale della Comédie-<br />

Francaise, oltre ad intrattenere un frequente rapporto con l’Opéra National de Paris, ma anche presenza discreta e<br />

ricercata su alcuni dei palcoscenici più prestigiosi del mondo. Lavorare con la fotografia è stata per Mirco la<br />

concretizzazione di una passione che lo anima fin dall’adolescenza e che ha finito con il talento, il tempo e lo studio, nel<br />

trasformarsi in una vera e propria arte, della quale il pubblico può godere in occasione delle storie raccontate in ogni foto<br />

che Mirco ha fatto.<br />

Magliocca, nonostante il Covid 19, resta una persona gentile, garbata e amorevole, tanto che ci svela cosa farà di qui a<br />

breve: “sarò impegnato in scatti con il gruppo Storico Romano, rappresentando i senatori durante una cena, mostrando la<br />

grandezza dell'Impero ed i vari ceti sociali. Uno scatto con un gruppo di nobili durante una serata di gala, ed un progetto<br />

che dia volto e forma alla Misericordia della Chiesa Cattolica”.<br />

MIRCOPARIS<br />

MIRCO.MAGLIOCCA<br />

Cosimo Mirco Magliocca, nato a Barletta (Puglia),<br />

ha girato il mondo in compagnia della sua macchina<br />

fotografica, diventando uno dei più stimati<br />

fotografi europei di teatro, la sua arte non si ferma<br />

alle tavole del palcoscenico


F O T O G R A F I A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

© Cosimo Mirco Magliocca,


F O T O G R A F I A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Workshop<br />

fotografia<br />

Luca di Bartolo


F O T O G R A F I A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Completo con questo<br />

articolo la storia sulla<br />

mia esperienza di<br />

creazione di workshop di<br />

fotografia di danza.<br />

Ideare un workshop significa offrire una esperienza<br />

‘totale’ nella mia visione: un viaggio in cui il partecipante è<br />

al centro della scena assieme al danzatore.<br />

Ho sempre riflettuto sul fatto che le stesse persone<br />

possano partecipare a più workshop e, dunque, ho<br />

trovato importante modificare e incuriosire con nuove<br />

proposte ogni volta.<br />

...Così nel 2019 vede la luce l’ultimo workshop, il titolo era<br />

“Dance in the Box”, il più ricco di tutti: questa volta con<br />

alle spalle un progetto strutturato con una vera macchina<br />

scenica, una camera chiara di 2 metri di lato, all’interno<br />

della quale danzare, un unico punto di vista ‘predefinito’<br />

da cui osservare la scena - la partecipazione di una<br />

stilista con le sue creazioni - lo splendido teatro<br />

Rondinella come scenografia.<br />

La Black Box in realtà era un progetto ben più complesso<br />

della danzatrice Giorgia Damasco e del sottoscritto,<br />

pensato e dedicato a workshop video/coreografici, da<br />

proporre ai centri di formazione coreutici che, per<br />

l’occasione del workshop, vedeva il collaudo ‘funzionale’<br />

della Black Box, appunto.<br />

Ospitati magistralmente dall’Associazione Effetto Ghergo<br />

di Montefano assieme alle giovani danzatrici Erika Leo e<br />

Yuli Spiegelman ed alla preziosa presenza della stilista<br />

Egy Cutolo, abbiamo creato un’esperienza unica: due<br />

giornate organizzate su tre diversi temi lavorando in tutti<br />

gli spazi del teatro.<br />

Sabato mattina la sperimentazione con la Black Box:<br />

Erika e Yuli all’'interno di essa creando differenti<br />

interazioni corporee ed i partecipanti con un tempo di 5<br />

minuti a testa per ‘guardare dal buco della serratura’ per<br />

ogni tipo di interazione. Sabato pomeriggio lavorando sul<br />

palco, liberato dalla BB, questa volta con gli abiti di Egy<br />

indossati da Erika e Yuli e la possibilità per i partecipanti<br />

di ruotare attorno a loro in condizioni di luce<br />

appositamente ‘estreme’. Infine, domenica tutti calati<br />

nella realizzazione di un cortometraggio con Erika e Yuli<br />

interpreti di una pièce vagamente psicotica, dove i<br />

fotografi avevano la possibilità di immortalare le scene<br />

prima che venissero girate dal sottoscritto.<br />

Questo anno di pandemia ha, ovviamente, interrotto la<br />

possibilità di realizzare incontri in presenza, ma l'idea per<br />

un prossimo workshop è già pronta, questa volta con una<br />

residenza creativa di un danzatore in un luogo magico.


F O T O G R A F I A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

©Luca di Bartolo


A R T I G I A N A T O<br />

<strong>TuttoBallo20</strong>


A R T I G I A N A T O<br />

<strong>TuttoBallo20</strong>


A R T I G I A N A T O<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Il Tango dell’Est<br />

Ciotola Tango / concept e design Assia Karaguiozova per<br />

NasonMoretti, Murano


A R T I G I A N A T O<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Un viaggio attraverso il Mondo all’incontrario, fin là, dove sorge il Sole.<br />

Dalle note sinuose ed incisive di Astor Piazzola, che disegnano un Tango diverso,<br />

insolito, travolgente a modo suo, fino a Sochi, dove Carolina Kostner balla il suo<br />

simbolico Bolero di Ravel e lascia senza fiato tutti.<br />

Una melodia che trasporta leggera e spensierata dall’Argentina fino alle onde<br />

assopite della Laguna Veneziana. La magia travolgente dell’intesa, che crea la<br />

comunicazione, arriva al cuore come il contatto tra fuoco e aria, che accende il potere<br />

sprigionato dalla fiamma. Il vetro che si piega sotto il calore, disegna le forme<br />

sinuose, ritmiche, ma sempre diverse, come veli che si muovono al cantar del vento.<br />

Appoggia leggero il vetro, come i piedi nel Tango, che devono sfiorare il pavimento,<br />

silenziosi, come se scivolassero sull’acqua. La forma che sboccia come un fiore, si<br />

apre con dei movimenti decisi,<br />

volteggia leggera e poi si ricompone, si posa graziosa o osservandola da più<br />

prospettive, appare sempre diversa.<br />

La sagoma che si ferma, colta dall’aria, ancora in movimento, come le silhouette dei<br />

ballerini che si fondono nel movimento.<br />

Le fiamme che foggiano il vetro danzando e la musica che trascina i corpi ... Sintonia<br />

e armonia<br />

https://youtu.be/SdQf7cabBjo<br />

https://youtu.be/vaXNdVTGT0k<br />

Assia Karaguiozova


C O L L A G E<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Ileana Mariotto<br />

Collage Artist<br />

https://www.ileanamariotto.com/


C O L L A G E<br />

<strong>TuttoBallo20</strong>


P I T T U R A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Nasce nel 1984 a Cesenatico, dove tuttora vive. Ha svolto studi artistici<br />

sempre improntati alla pittura prediligendo l’arte moderna e<br />

contemporanea, presso il Liceo Artistico di Ravenna prima, presso<br />

l’Accademia di Belle Arti di Firenze poi, conseguendo in quest’ultima il<br />

massimo dei voti e apprendendo la tecnica astratto-espressionista.<br />

Dopo aver frequentato un anno del Biennio Specialistico in "Arti Visive<br />

e Studi Curatoriali" alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano,<br />

decide di tornare a Cesenatico e nel 2009 inizia a prendere parte a<br />

mostre e fiere d'Arte in tutto il mondo.<br />

Dal 2019 decide di approntare una nuova ricerca artistica, che<br />

unisce l'esperienza pittorica a quella culinaria, portandolo a<br />

maturare una nuova forma d'Arte che rappresenti l'evoluzione<br />

umana e creativa dell'Artista.<br />

“La sua pittura vive di simbologie antropomorfe, di geometrie<br />

inventate, elementi architettonici visionari, forti e decisi contrasti<br />

tonali, con l’introduzione di una linea discontinua, interrotta,<br />

delimitante superfici cromatiche. Da anni studia tecniche e<br />

materiali, ricercando stili e suggestioni differenti, utilizzando<br />

bombolette spray, acrilici, gessetti, pastelli creando così un<br />

meticciato stilistico molto interessante ed innovativo. La sua cifra<br />

stilistica è il segno, quasi graffiato, come nelle pitture informali da<br />

Street Art. Nei suoi dipinti l’immagine della realtà è solo accennata<br />

nel vortice dei sogni, lasciando libertà all’osservatore di costruire<br />

un mondo parallelo nella propria mente, ma si rende visibile ad un’<br />

attenta lettura della composizione, sempre molto complessa e<br />

dinamica nel suo divenire. L’espressività del colore e della forma<br />

rende le opere di Pietro Rossi specchio della società ribelle di oggi e<br />

della tradizione urbana dei graffitisti americani.”<br />

Guido Folco


M U S I C A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

CANTAUTRICI…<br />

Rossana Casale, Grazia Di Michele<br />

e Mariella Nava:<br />

Tre voci per un progetto<br />

Dopo “Segnali Universali”, il trio formato da Rossana<br />

Casale, Grazia Di Michele e Mariella Nava, presentano<br />

“Anime di Vetro" un brano elegante, raffinato, come<br />

nella tradizione delle tre artiste, che uniscono le loro<br />

belle voci per dire cose profonde ed importanti.<br />

“Anime di vetro”, racconta la dimensione femminile<br />

vista attraverso gli occhi di tre donne, tre artiste<br />

incredibili, Rossana Casale, Grazia Di Michele e Mariella<br />

Nava. Il singolo fa parte di un album di prossima uscita<br />

con brani inediti scritti dalle tre artiste, che sarà<br />

accompagnato da un tour che avrà anche lo scopo di<br />

promuovere le giovani cantautrici. Infatti l’apertura di<br />

ogni concerto sarà affidato ad artiste emergenti<br />

costituendo di fatto il laboratorio per una Scuola italiana<br />

della canzone d’autrice. Il gruppo attualmente formato<br />

da 20 artiste è aperto a nuovi incontri.<br />

“Scrivere a sei mani significa incrociare i propri pensieri,<br />

i valori profondi acquisiti nel tempo, lo sguardo sul<br />

mondo, le emozioni vissute, l’instancabile dialogo con<br />

noi stessi ma, soprattutto, l’urgenza di portare agli altri<br />

tutto questo attraverso la scrittura in musica. Segnali<br />

Universali - dichiarano le tre cantautrici - è la fotografia<br />

precisa delle nostre riflessioni a tre sul tempo presente.<br />

L’allarme che ci arriva dai segnali della natura e<br />

dall’istinto primordiale. L’ascolto mancato dell’universo."<br />

Nelle sue immagini, proprio come il video che<br />

l'accompagna - opera delle graphicartist Valentina<br />

Calvani e Fabiana Iacolucci - "Segnali Universali"<br />

percorre una serie di luoghi fisici e metafisici, che<br />

conducono ad una risposta inequivocabile: è l'amore il<br />

motore e il fine dell'esistenza. Attraverso uno stile ed un<br />

linguaggio contemporaneo che non dimentica i simboli e<br />

la storia dell'arte, nell'animazione realizzata per il brano<br />

Segnali universali, immagini figurative si alternano ad<br />

una dimensione onirica. L'alchimia surreale che questo<br />

connubio genera, crea un universo visivo che ha l'intento<br />

di accompagnare la fruizione del brano e di sostenere il<br />

messaggio del brano stesso: l'urgenza di recuperare "la<br />

capacità di ascolto" dell'esperienza individuale e<br />

collettiva.<br />

Il progetto CANTAUTRICI vede le tre artiste unite in un<br />

tour (imminente e compatibile con il piano delle<br />

riaperture) volto anche a promuovere la nuova canzone<br />

d’autore al femminile, affidando l’apertura di ogni<br />

concerto a giovani artiste emergenti e costituendo di<br />

fatto il laboratorio per una Scuola italiana della canzone<br />

d’autrice.<br />

Ascolta il podcast de<br />

"L'uomo con la radio"<br />

https://www.spreaker.com/show/le-interviste-di-fabrizio-silvestri


M U S I C A<br />

Crediamo ancora in quella forma espressiva che ha allietato il<br />

mondo dagli inizi del secolo fino ad oggi: i Beatles, Battisti, i<br />

Queen e tutti quelli che con il cosiddetto pop hanno contribuito a<br />

far trascorrere un po’ più felici le vite di milioni di persone.<br />

Abbiamo soltanto aggiunto il nostro marchio di sardità ad un<br />

format comunicativo inossidabile: la canzone. Nonostante tutto,<br />

è ancora bello essere musicisti ed avere la fortuna di pubblicare<br />

un lavoro frutto di anni di idee, esperimenti e scelte artistiche.<br />

Ecco “Antìstasis”, un album nuovo di zecca, il 20° tra live,<br />

raccolte e studio. Tanta musica per una band nata come<br />

alternativa e poi presto finita tra le braccia del grande successo<br />

nazionale. 11 brani inediti cantati in sardo-logudorese e in<br />

italiano. Il contenuto un compromesso tra le tendenze dei tre<br />

componenti della band: il desiderio di esplorazione selvaggia di<br />

Gino Marielli, l’attenzione per le produzioni moderne di Gigi<br />

Camedda e la ricerca della semplicità stilistica e vocale di Nicola<br />

Nite. Nel disco possono affiorare tratti di cori in stile anni ‘60, per<br />

poi fondersi con l’elettronica martellante dei giorni nostri; ci si<br />

può imbattere in un’orchestra classica in carne ed ossa che poi<br />

lascia il posto alle ancestrali suggestioni delle launeddas; ecco<br />

arrivare un coro gospel incastonato su un brano di battistiana<br />

fattura, che si trasforma in un delicato funk. Ci sono gli ottoni e<br />

l’arpa, ma anche robuste chitarre elettriche e fiumi di tastiere di<br />

tutti i periodi del rock-pop. Tutto è suonato e tutto è anche<br />

sintetico. Ormai il digitale e il tradizionale si sono sposati e noi<br />

siamo felici di officiare il rito con Antìstasis, il suono del ballo di<br />

questo felice sposalizio.<br />

I contenuti sono apparenti storie di persone comuni che<br />

raccontano le loro pene o le loro bellezze romantiche, senza<br />

nascondere le debolezze, le paure, ma soprattutto con intatte le<br />

speranze riposte nel futuro, artistico e umano.<br />

“Coro” spara subito le intenzioni di un immaginario live da far<br />

saltare anche i meno inclini; “La ricerca del tempo perduto” parla<br />

di quel viaggio che ogni essere umano compie per trovare la sua<br />

strada; “Ammajos”, in sei\ottavi in stile ballo sardo, è il marchio di<br />

fabbrica del gruppo: fisarmoniche, launeddas e voci chiare e<br />

forti, il nostro sound insomma, quello che serve per ricordare che<br />

non ci siamo dimenticati delle origini; “Splenda” ci riporta ai fasti<br />

della California felice dei Beach Boys ed invita le persone tristi a<br />

cogliere le occasioni di luce che la vita offre; “A nos bier” è puro<br />

ballo spensierato ed elettronico; “Essere magnifico” esplode in<br />

mille colori di ugole narranti e prelude ad una sicura energia da<br />

concerto; “Dolore dolcissimo” offre il pennello magico di Mogol<br />

che garantisce uno spessore lirico ad una melodia struggente;<br />

“Tempesta mistica” rilassa e conduce gli animi ad innamorarsi<br />

dell’amore; “Dentro le parole” è il punto del vero pop, quello che<br />

fa cantare e prendersi per mano; “Innos” ricorda la nostra anima<br />

identitaria ed un po’ rivoluzionaria, dentro la quale la rivoluzione<br />

si fa con la musica; “Oro e cristallo” espande gli orizzonti e vola<br />

nei cieli della canzone italiana nel mondo, quella che piace agli<br />

emigrati a New York e che trascende pop ed opera. Abbiamo<br />

deciso di chiudere il disco con un remix di “A nos bier”, riprodotto<br />

da un ventenne della new generation post, post, post tutto.<br />

Ed ecco “Antìstasis”, parola proveniente dal greco classico e che<br />

significa “resistenza” il cui senso non è politico, né tantomeno<br />

antipolitico, ma vuole sottolineare l’immagine della gente che<br />

ingaggia una propria forma creativa di difesa e di capacità di<br />

sopravvivere a tutto.<br />

I Tazenda sono un gruppo etno-pop rock italiano formatosi in<br />

Sardegna nel 1988 ad opera di Andrea Parodi, Gigi Camedda<br />

e Gino Marielli, tutti e tre provenienti dal gruppo Coro degli<br />

Angeli, caratterizzato dal costante riferimento alla musica<br />

tradizionale della cultura isolana e alla lingua sarda.<br />

Ascolta il podcast de<br />

"L'uomo con la radio"<br />

https://www.spreaker.com/show/le-interviste-di-fabrizio-silvestri


C I N E M A<br />

La Sirenetta<br />

in Sardegna<br />

La Sirenetta della Disney sbarca sulle spiagge della Sardegna. Il colosso cinematografico americano<br />

ha scelto l'isola, e in particolare la Gallura, come scenario per il remake del film d'animazione che nel<br />

1999 sbancò ai botteghini. La notizia anticipata dal quotidiano La Nuova Sardegna nell'edizione in<br />

edicola oggi non ha ancora il crisma dell'ufficialità, ma l'organizzazione è già in moto e a maggio la<br />

produzione, la troupe e i protagonisti prenderanno casa a Santa Teresa Gallura, dove quasi<br />

sicuramente avrà base il quartier generale, mentre le riprese potrebbero essere fatte tra Santa<br />

Teresa, Castelsardo e Golfo Aranci.<br />

Dopo l'operazione realizzata tra Olbia e le coste galluresi nel 2017 da George Clooney, regista e autore della<br />

mini-serie "Catch 22" prodotta da Sky Atlantic e Paramount Television, la Sardegna e in particolare il<br />

quadrante nordorientale tornano quindi sotto i riflettori del grande cinema internazionale. La Sirenetta sarà la<br />

21enne cantante Halle Bailey, mentre il Re Tritone sarà il premio Oscar Javier Bardem. (ANSA).<br />

La sirenetta (The Little Mermaid) è un film d'animazione del 1989 prodotto da Walt<br />

Disney Feature Animation e diretto da Ron Clements e John Musker, basato<br />

sull'omonima fiaba di Hans Christian Andersen. La versione originale si avvale delle<br />

voci di Jodi Benson, Pat Carroll, Samuel Wright, Christopher Daniel Barnes, Kenneth<br />

Mars, Buddy Hackett, Jason Marin e René Auberjonois.


T E A T R O<br />

"LA MAPPA DEL CUORE IN VR"<br />

Il progetto "La mappa del cuore in VR", della compagnia Ateliersi di<br />

Bologna porta il teatro fuori dal teatro, nei musei e nelle biblioteche,<br />

proponendone una fruizione che sfrutta il potenziale delle nuove<br />

tecnologie digitali e contemporaneamente sollevare una riflessione sulle<br />

inquietudini adolescenziali, di ieri e di oggi. Lo spettacolo nasce da una<br />

singolare rubrica di corrispondenza su Ragazza In, settimanale per<br />

adolescenti degli anni Ottanta, che con scelta dirompente per quegli<br />

anni decise di affidare la sua "posta del cuore" a Lea Melandri, figura<br />

di riferimento del femminismo e del movimento non autoritario. Con<br />

Inquietudini, questo il nome della rubrica, Lea inventa una relazione<br />

nuova: non risponde direttamente a chi scrive, ma apre al confronto con<br />

stimoli di carattere psicoanalitico, poetico e letterario mettendo in<br />

relazione le diverse voci e creando così un primo network sociale fra<br />

ragazze e ragazzi che dialogano attraverso la sua rubrica. Seguendo la<br />

“scandalosa inversione tra individuo e cultura” perseguita da Lea,<br />

Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, autori e direttori artistici della<br />

compagnia Ateliersi, conducono un viaggio emotivo attraverso quelle<br />

lettere intrecciando le urgenze adolescenziali di allora e le risonanze<br />

presenti. Le vibrazioni musicali e poetiche di quegli anni rivivono nelle<br />

musiche di Mauro Sommavilla e Vincenzo Scorza e nella voce e nella<br />

presenza della cantautrice bolognese Cristallo.<br />

ATELIERSI IL TEATRO INCONTRA L'ARTE E LE NUOVE TECNOLOGIE.<br />

“Questo progetto - commenta Fiorenza Menni - ha la capacità di proporre contenuti intergenerazionali adatti sia agli<br />

adolescenti di oggi, che si trovano a correre un forte rischio di isolamento, sia ai loro genitori che erano adolescenti negli<br />

anni in cui sono state scritte le lettere che rappresentano il centro drammaturgico dell’opera. La stessa Melandri ha<br />

partecipato attivamente alla creazione dello spettacolo condividendo con noi tutte le lettere e i numeri della rivista. Da<br />

diversi anni lavoriamo sull’abbassamento della soglia psicologica di accesso ai musei, per farne dei luoghi che accolgano<br />

una frequentazione continuativa e più libera”. Dopo la forzata chiusura dei teatri in ottobre, Fiorenza Menni e Andrea<br />

Mochi Sismondi hanno pensato a una nuova modalità di visione dello spettacolo, che ora sarà possibile fruire in maniera<br />

virtuale, individuale e gratuita attraverso un’installazione. La postazione di visione è una poltrona girevole collegata con<br />

un visore Oculus Quest 2; lo spettatore sarà accolto da una performer che lo guiderà per tutto il tempo dell'esperienza. Le<br />

performer, i tecnici e il personale che lavorerà all’installazione sono individuati tra chi in questo momento è fermo dal<br />

punto di vista lavorativo a causa delle restrizioni dovute alla pandemia e questa scelta rappresenta un segno preciso che<br />

Ateliersi vuole dare nella prospettiva di una ripartenza che possa permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di riprendersi<br />

dalle attuali difficoltà. “La scelta di sperimentare una nuova modalità di visione, che parte dal teatro per arrivare nei musei<br />

e nelle biblioteche attraverso la realtà virtuale” dice Andrea Mochi Sismondi “nasce dalla necessità di una riflessione<br />

radicale e collettiva sull’evoluzione delle arti dal vivo nel contemporaneo, anche – ma non solo – in relazione a ciò che<br />

stiamo vivendo a causa della pandemia”. Il tour partirà il 27 aprile a Bologna, debuttando alle Collezioni Comunali di<br />

Palazzo d’Accursio per proseguire nei musei e nelle biblioteche, contando sulla loro graduale riapertura per un numero<br />

contingentato di visitatori.


F U M E T T I<br />

“Paperetta Berti”<br />

LA PAPERIZZAZIONE DI<br />

ORIETTA BERTI<br />

Orietta Berti, nell'ultimo Festival di Sanremo è stata la<br />

rivelazione del mondo musicale, ma anche mediatico e<br />

social, ha ispirato diverse espressioni artistiche: dai meme<br />

alla definitiva consacrazione nel mondo dell’illustrazione,<br />

prima dei manga, per finire con la “paperizzazione”<br />

dell’iconica Orietta Nazionale da parte dello storico<br />

Topolino, settimanale a fumetti che le riserverà un’uscita<br />

esclusiva nel mese di aprile.<br />

Orietta Berti, gentilmente alla nostra rivista presenta il<br />

bozzetto-acquarello della sua paperizzazione: sulla barca<br />

“Orietta”, proprio come nella celebre canzone “Finché la<br />

barca va…” con Paperino in veste di traghettatore a remi,<br />

siede cantando, a sottolineare come la sua voce sia stata il<br />

motore della sua carriera attraversando diverse<br />

generazioni.<br />

Prossima ormai all’uscita del suo Cofanetto “La mia vita è<br />

un film – 55 anni di musica”, Orietta ha attraversato la<br />

storia della musica italiana toccando tutte le generazioni e<br />

ancora oggi è fonte di ispirazione e di esempio per i nuovi<br />

artisti e mai come oggi è cool.<br />

La sua spontaneità e genuinità sono diventate protagoniste<br />

nel web diventando i trend dei social, trasformando Orietta<br />

anche nella Queen dell’ironia, senza mai intaccare la sua<br />

autorevolezza umana e artistica. Orietta è e rimane<br />

l’esempio del bel canto italiano nel mondo.


L I B R I<br />

"Suites di fine anno”<br />

Roberto Maggi<br />

I racconti di questo volume traggono spunto da episodi legati ad<br />

alcune serate di capodanno, più o meno lontani nel tempo e in<br />

parte riconducibili a fatti realmente accaduti, nei quali, oltre alla<br />

descrizione di situazioni stravaganti o singolari, preme a chi<br />

racconta far emergere l’alternanza degli stati d’animo, la<br />

partecipazione emotiva, l’analisi psicologica, con un<br />

procedimento teso allo scavo ossessivo del proprio mondo<br />

interiore.<br />

Le singole narrazioni sono concepite come movimenti di una<br />

Suite, con variazioni di ritmo che si manifestano sia all’interno di<br />

ogni racconto che da un racconto all’altro, laddove i movimenti<br />

musicali cercano di rispecchiare le caratteristiche specifiche<br />

della narrazione.<br />

Anche il linguaggio si adatta all’evoluzione narrativa, divenendo,<br />

in accordo al crescendo ritmico e delle situazioni descritte,<br />

sempre più destrutturato e labile, pur se rigoroso nelle<br />

connotazioni date, avvicinandosi il più possibile, nel suo culmine<br />

conclusivo, alla forma-pensiero.<br />

I racconti, pur se diversi tra loro, si presentano omogenei per<br />

caratteristiche e lunghezza, quasi come capitoli di un più vasto<br />

affresco, e contengono, volutamente, elementi di ripetitività<br />

(quelli tipici di una qualsiasi festa) che, come in un avvicendarsi<br />

reiterativo di esercizi di stile, fungono quasi da ritornelli. A parte<br />

l’ultimo che, al pari del prologo con cui si riallaccia ad anello, si<br />

discosta dallo schema adottato, spezzandone l’incantesimo<br />

Roberto Maggi nasce a Roma, dove si laurea in scienze biologiche. Amante della natura, indirizza i suoi interessi<br />

professionali e personali verso tematiche legate all’ambiente e all’ecologia.<br />

Inizia a scrivere fin dall’adolescenza, nutrendo una particolare passione per la poesia. I suoi versi raccontano la storia<br />

di una vita, intraprendendo viaggi volti alla cattura di stati d’animo sottili e sfuggenti o fotografando momenti di natura<br />

meditativa: una finestra sempre aperta sull’anima, dove la parola è alla ricerca costante della musicalità.<br />

Nel 2014 pubblica la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Schegge liquide”, edita da Aletti. Il libro ottiene un attestato<br />

di merito nel premio Internazionale Città di Cattolica (2015). Seguono apparizioni su varie antologie poetiche,<br />

“Federiciano 2014” (Ed. Aletti), “Vivo da Poeta” (Ed. Montecovello), “Premio Erato” 2015 (Ed. Montecovello, con<br />

menzione di merito), nonché la sua prima pubblicazione in prosa, il racconto breve “Irish blues”, nell’antologia “1000<br />

parole” (2015, Ed. Montecovello). Nel 2015 avvia, insieme al pianista Theo Allegretti, un progetto che unisce poesia e<br />

musica, la performance “Suoni di-versi”, dove il dialogo tra i rispettivi linguaggi espressivi supera la tradizionale formula<br />

del “Reading-concerto”. Questa performance è stata realizzata in diversi contesti, tra cui anche manifestazioni<br />

pubbliche (“SeminarLibri” di Tivoli, “Pigneto Città Aperta” di Roma, “Giornata mondiale della Terra” - Perugia 2016).<br />

Nell’aprile del 2019 viene pubblicata la raccolta di racconti “Suites di fine anno”, edita dalla Florestano Edizioni. Del<br />

libro si occupano varie riviste (Duels, La Gazzetta dello spettacolo, Prisma, Menabò), trasmissioni radiofoniche (Rai<br />

Radio3, Radio Più Roma) e blog letterari. Nel marzo 2020 il libro si attesta tra le opere vincitrici del Premio Wilde (2°<br />

posto assoluto).<br />

Nel 2019 viene inoltre pubblicata la raccolta antologica “Il diario della Natura” (Fuorilinea Edizioni) che lo vede coinvolto<br />

in triplice veste: come ecologo, in qualità̀ di curatore dell’Introduzione al volume; come poeta, con tre componimenti<br />

acclusi; e come fotografo, con l’inserimento di un suo scatto a soggetto naturalistico.<br />

A partire dal 2020 si dedica saltuariamente all’attività di articolista, con la pubblicazione di recensioni critiche dedicate a<br />

libri e autori. Nel gennaio 2021 viene pubblicata la sua seconda raccolta di poesie dal titolo “Scene da un interno”,<br />

pubblicata da Terra D’ulivi Edizioni. Tra le sue passioni, oltre la letteratura, l’arte, il cinema, la fotografia e soprattutto la<br />

musica, che segue con invariato entusiasmo.


L I B R I<br />

" Le Sorelle Chanel"<br />

di Sonia Lippi<br />

Titolo: Le Sorelle Chanel<br />

Autrice: Judithe Little<br />

Prezzo: € 16.00 | Ebook: € 8.99 |<br />

Pagine: 375 | Genere: Narrativa Biografica |<br />

Editore: tre60 |<br />

Trama<br />

Francia, 1897. Albert Chanel, rimasto vedovo e con un lavoro<br />

precario, affida le sue tre figlie, Julia-Berthe, Gabrielle e Antoinette,<br />

alle suore dell'orfanotrofio di Aubazine. Educate per diventare<br />

perfette donne di casa, Gabrielle e Antoinette mostrano da subito<br />

una particolare attitudine per il cucito. In convento sono costrette a<br />

indossare divise dal taglio severo, ma di sera, sfogliando di nascosto<br />

romanzi e riviste di moda, sognano una vita diversa, fatta di abiti<br />

eleganti e affascinanti gentilhommes della haute societé … Così, a<br />

diciotto anni Coco e Ninette lasciano il convento e lottano, unite e<br />

determinate, per dimostrarsi degne di quella società in cui non si<br />

sono mai sentite accettate. Per la prima volta, fanno ingresso nei<br />

Café chantant di Moulins, nelle sale da concerto di Vichy, sino ad<br />

approdare a Parigi dove, tra speranze e delusioni, l'apertura di un<br />

piccolo negozio di cappelli, in rue Cambon, segna per loro la grande<br />

svolta. È l'inizio di un'attività commerciale di successo che si<br />

espanderà nelle località più esclusive di Francia. Ma lo scoppio della<br />

Prima guerra mondiale cambierà per sempre le loro vite: sarà allora<br />

che le due sorelle dovranno fare ricorso a tutto il loro coraggio e<br />

conquistarsi il loro posto nel mondo, anche a costo di separarsi l'una<br />

dall'altra. Con Le sorelle Chanel Judithe Little ci racconta la storia di<br />

due donne straordinarie che, tra mille difficoltà, sono riuscite a<br />

realizzare i propri sogni e a creare una delle più grandi case di moda<br />

del mondo.<br />

Rubrica a cura del blog<br />

"Il COLORE DEI LIBRI"<br />

http://ilcoloredeilibri.blogspot.com/<br />

Di Chanel ho sempre conosciuto il famoso profumo, la linea di sartoria<br />

elegante ed essenziale, l'originalità e l'innovazione che prendono<br />

spunto dal passato, così quando ho visto un libro sulla biografia delle<br />

sorelle Chanel non ho potuto far altro che leggerlo. E con mia grande<br />

sorpresa ho scoperto che questo impero che ancora oggi fa sognare<br />

milioni di donne, nasce dalla povertà, dall'abbandono, da una voglia<br />

sfrenata di riscatto. Si perché le Sorelle Chanel Julia-Berthe, Gabrielle e<br />

Antoinette rimangono presto orfane di madre e vengono abbandonate<br />

dal padre in un orfanotrofio di Aubazine, dove vengono cresciute e<br />

istruite dalle suore. Antoniette e Gabrielle sono molto brave nel cucito e<br />

riescono a trasformare una divisa sciatta e lisa in qualcosa di più<br />

elegante e questo le porta ad essere sia criticate che apprezzate per il<br />

lavoro svolto.<br />

Sognano una vita diversa sfogliando riviste patinate dove donne<br />

eleganti sfoggiano abiti scintillanti e leggono libri che parlano di amori<br />

tra gentiluomini e ragazze del popolo. Sognano le nostre sorelle, mentre<br />

cercano un riscatto da questa vita che continua a dar loro cocenti<br />

delusioni e tristi notizie. Finalmente a diciotto anni escono<br />

dall'orfanotrofio e sono pronte a conquistare il mondo, ma mentre<br />

Gabrielle cerca, senza successo, di diventare una cantante, Antoniette<br />

lavora per un negozio di cappelli dove apprenderà sia l'arte della<br />

vendita che quella della riparazione.<br />

Dopo mille vicissitudini le due sorelle si ritrovano a Parigi, e quasi per<br />

gioco aprono una boutique di cappelli che invece inizierà a dare i suoi<br />

frutti. Lo scoppio della prima guerra mondiale romperà gli equilibri, ma<br />

le due sorelle capaci e determinate riusciranno comunque a portare<br />

avanti la loro impresa. Gabrielle in arte Coco, è una donna con una<br />

vena artistica e creativa molto spiccata: nascono da lei i cappelli che<br />

conquistano Parigi ed è sua l'idea di abiti essenziali e comodi, ma è<br />

Antoniette quella che ha lo spirito imprenditoriale, concreta e decisa, sa<br />

come fidelizzare le clienti e portare avanti la gestione di un negozio.<br />

Sono due donne che hanno avutolo stesso passato, ma mentre Coco si<br />

vergogna delle sue origini e inventa storie sulla sua infanzia, Antoniette<br />

al contrario non riesce a estirpare dal suo cuore il suo vissuto.<br />

Infatti è Antoniette che porta avanti la narrazione della storia in maniera<br />

semplice e concreta. I personaggi sono ben descritti e caratterizzati, lo<br />

stile è chiaro, a momenti introspettivo ma sempre in linea con la trama.<br />

La lettura è scorrevole e coinvolgente, con dialoghi e descrizioni che si<br />

alternano così da dare profondità alla narrazione e rendere i personaggi<br />

tridimensionali. Ben descritta e visibile l'ambientazione.<br />

Durante la lettura ho provato la rigidità del convento, l'euforia della<br />

libertà e l'eleganza di Parigi, ho provato il gusto amaro della povertà di<br />

Aubazine e lo sfarzo del Teatro dell'Opera. Ogni scena è ben descritta e<br />

visibile, quasi si stesse assistendo a un film.<br />

Un romanzo che mi ha appassionato talmente tanto che mi ha fatto<br />

venire voglia di imparare a cucire. E' d'obbligo però informare il lettore<br />

che nonostante il libro si basi sulla vita e sulle vicende della famiglia<br />

Chanel non è certo una biografia ufficiale, in quanto non è così facile<br />

reperire informazioni soprattutto sulla sorella Antoniette, nonostante sia<br />

stata così importante per la nascita del marchio Chanel.<br />

Personalmente mi sono appassionata alla lettura e mi sono affezionata<br />

ad Antoniette, gioendo e soffrendo con lei durante l'arco di tutto il<br />

racconto.<br />

Un libro che mi ha donato uno spaccato della società francese e anche<br />

europea degli inizi del novecento. Da leggere sorseggiando<br />

champagne, ma anche del buon prosecco nostrano va bene, e<br />

sgranocchiando tartine, magari sdraiate in un divano di velluto rosso<br />

con intarsi in oro.<br />

Consigliatissimo a chi è alla ricerca di un romanzo bello, intenso e vero.


V I A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong>


V I A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Passavamo spesso nelle vicinanze di<br />

Tarvisio, bella città di confine, ma sempre<br />

di fretta ... Finché un bel giorno<br />

decidemmo di trascorrere alcuni giorni di<br />

vacanza in Carnia dove eravamo già stati<br />

in altre diverse occasioni. Volevamo<br />

approfondire la visita di questa splendida<br />

zona italiana e possibilmente anche i<br />

dintorni. Sfogliando un po’ i depliants<br />

turistici abbiamo scoperto Monte Lussari,<br />

una destinazione da seguire che subito è<br />

riuscito a suscitare il nostro interesse, ed<br />

è stata un’ ottima scelta salire sul Monte<br />

Lussari… Monte Lussari è un pittoresco<br />

borgo di montagna, arroccato su una<br />

cima degli Alpi Friulani a 1790 metri di<br />

altezza ed è circondato dalle magnifiche e<br />

maestose catene montuose. È<br />

raggiungibile sia a piedi, sia usando la<br />

funivia, sempre da Camporosso. Per la<br />

sua unica bellezza, per la sua affascinante<br />

semplicità Monte Lussari è un luogo<br />

molto apprezzato e ricercato sia nella<br />

stagione estiva sia d’inverno disponendo<br />

di impianti sciistici di buon livello. Fin dai<br />

vecchi tempi Il Santuario di Monte Lussari<br />

è stata meta di pellegrinaggio per<br />

numerosi devoti alla Madonna e<br />

rappresenta la fratellanza e la comunione<br />

di tre popoli, cioè; italiano, sloveno e<br />

austriaco.<br />

Abbiamo visitato Monte Lussari in una<br />

splendida giornata di fine estate di due<br />

anni fa. Dalle cabinovie che scendevano e<br />

salivano incessantemente, le prime<br />

immagini delle montagne e delle vallate si<br />

presentarono subito meravigliose come<br />

anche l’immagine della città di Tarvisio. Ma<br />

la sorpresa tanto attesa non si fece<br />

troppo aspettare. Man mano che la<br />

cabinovia saliva in quota, riuscimmo ad<br />

intravvedere la sagoma del borgo di<br />

Monte Lussari. Provavo già una immensa<br />

emozione mischiata con una certa<br />

inquietudine. Una volta scesi dalla funivia<br />

ci imbattemmo nella folla di gente che,<br />

come noi, sembrava entusiasta e felice di<br />

scoprire Monte Lussari, nell’aria frizzante<br />

e nel vento che si dava da fare seriamente<br />

creando un certo fastidio. Ma non<br />

abbiamo preso in considerazione tutto<br />

questo. Davanti ai nostri sguardi si era<br />

aperta un’ ampia veduta panoramica in<br />

cui il Borgo di Monte Lussari faceva<br />

decisamente da protagonista.<br />

Arrampicato su una cima delle montagne<br />

con le sue case bianche raccolte intorno<br />

al Santuario, circondato da tutti i lati delle<br />

catene granitiche delle montagne, il borgo<br />

sembrava un meraviglioso dipinto degno<br />

di alterare la realtà.<br />

Delle nuvole scenografiche abbellivano<br />

stupendamente il cielo azzurro qua e là<br />

un po’ imbronciato. Dopo una breve<br />

camminata a piedi siamo arrivati all’<br />

entrata del borgo, seguendo la via<br />

principale in salita che lo attraversa. Ai lati<br />

della via principale si facevano subito<br />

notare i negozi di souvenir dalle forme e<br />

colori allegri; dei ristorantini deliziosi che<br />

emanavano profumi invitanti e piacevoli,<br />

del buon cibo tradizionale, che<br />

pervadevano l’aria circostante. Siamo<br />

giunti alla piccola chiesetta che<br />

rappresenta il Santuario di Monte Lussari,<br />

luogo di culto dove la messa si tiene in<br />

diverse lingue, cioè, in italiano, in friulano,<br />

in tedesco e in sloveno. Là dentro<br />

regnava un’atmosfera austera e mistica. I<br />

ceri accesi sfavillanti, la statua della<br />

Madonna tanto venerata, i mormorii dei<br />

turisti raccolti in preghiera ciascuno a<br />

modo suo. Ci siamo uniti ad essi in una<br />

breve ma sentita preghiera. Usciti dalla<br />

chiesetta abbiamo proseguito sulla stessa<br />

via principale di prima, dal pavimento<br />

granitico, leggermente scivoloso,<br />

facendoci largo tra la gente diventata<br />

sempre più numerosa. Abbiamo, poi,<br />

proseguito verso i sentieri del luogo<br />

salendo sulla vetta della Croce dove,<br />

infatti, è collocata una croce altissima. Da<br />

qui si poteva ammirare il paesaggio da un<br />

angolo diverso. Tutto era un vero<br />

spettacolo della natura tipicamente di<br />

montagna, degno di essere immortalato.<br />

Un po’ stanchi, abbiamo poi pranzato<br />

all’aperto, sulla terrazza di un bel<br />

ristorante con una splendida veduta<br />

panoramica sulle montagne. Il menù<br />

composto da piatti tradizionali friulani è<br />

stato ottimo. Per la prima volta ho<br />

provato il vino chiamato” lacryma christi”,<br />

che ho apprezzato molto inebriandomi<br />

piacevolmente il palato. Un tipo di vino<br />

prodotto fin dai vecchi tempi, di colore<br />

giallo con i riflessi dorati, dal sapore<br />

floreale, fruttato, aromatico intorno al<br />

quale esistono varie leggende e miti<br />

includendo la presenza di Cristo.Siamo<br />

rimasti sul posto fino al calar della sera,<br />

dedicandoci ad altre passeggiate sui<br />

sentieri del luogo, godendoci momenti di<br />

puro relax in mezzo a quella natura<br />

straordinaria, dall’aria pura e frizzante,<br />

tanto salutare … Calava un misterioso<br />

silenzio sul Monte Lussari, disturbato<br />

ormai soltanto dalle voci di alcuni abitanti<br />

del posto e della gente che lavoravano<br />

qui, e quelle di alcuni pochi turisti rimasti<br />

ancora per trascorrere la notte in qualche<br />

locanda.


V I A G G I<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Il tramonto baciava le vette rocciose<br />

delle montagne …il buio cominciò ad<br />

impadronirsi lentamente dell’intero<br />

luogo avvolgendo le montagne, le<br />

vallate, i sentieri ormai deserti. I lampioni<br />

accesi color giallo e le lucine provenienti<br />

dalle finestre, rendevano il paesaggio<br />

davvero fiabesco, visto dall’altezza della<br />

stazione della funivia di Monte Lussari<br />

dove eravamo arrivati con il respiro in<br />

affanno. in seguito allo sforzo per salire<br />

la via. Il vento era sempre più aspro,<br />

fastidioso.<br />

Vorrei rimanere qui!... mi dissi nella<br />

mente. Mi sarebbe piaciuto fermarmi<br />

laggiù per la notte, dormire in una delle<br />

locande rifugio friulane, cenare a lume di<br />

candela in un’atmosfera romantica in<br />

qualche ristorantino carino, tradizionale,<br />

e starmene poi a guardare le stelle,<br />

toccandole con le mani. Mi sarebbe<br />

piaciuto, poi nel giorno seguente,<br />

alzarmi all’alba, cercarla con lo sguardo<br />

dalla mia finestra o, magari, poterla<br />

ammirare meglio uscendo all’aperto su<br />

qualche terrazza panoramica per<br />

scattare alcune belle foto, affrontando il<br />

freddo pungente mattutino, tipico della<br />

montagna. Ma tutto ciò purtroppo non<br />

era possibile. All’indomani presto<br />

dovevamo proseguire il nostro<br />

programma e dirigerci verso l’Austria,<br />

dove ci stavano aspettando altri nuovi,<br />

bellissimi luoghi da scoprire… ormai,<br />

tutto era finito, eravamo usciti dalla fiaba<br />

con la consolazione che ci sarebbero<br />

stati, poi, momenti in cui, nel silenzio<br />

della stanza di casa nostra, avremmo<br />

guardato con nostalgia le nostre foto<br />

scattate sul Monte Lussari, un luogo dal<br />

fascino particolare dal punto di vista<br />

naturalistico, spirituale , un luogo in cui<br />

ritrovare se stessi in totale simbiosi con<br />

la natura, con la montagna, con i suoi<br />

suoni, colori, sapori e forme diverse,<br />

incredibili e spettacolari, un luogo dove<br />

la forza divina sembra ancora più vicina<br />

che mai anche se nascosta<br />

misteriosamente. Monte Lussari, un<br />

piccolo angolo di Paradiso terrestre, un<br />

nido costruito dall’uomo in cima alle<br />

montagne che mi è rimasto nel cuore<br />

per sempre , perché salire sulle<br />

montagne è come avvicinarsi un po’ a<br />

Dio…<br />

Maria Giovanni Elmi, la fatina della tv<br />

italiana si è sposata sul Monte Lussari<br />

Maria Giovanni Elmi si è sposata dal 1993 con Gabriele Massarutto (foto<br />

a sinistra) sul Monte Lussari presso Tarvisio (Udine) a ben 1900 metri di<br />

altezza e davanti alla statuetta della Madonna di Lussari. Nel 2018 hanno<br />

festeggiato le nozze d'argento, rinnovando la promessa nello stesso<br />

luogo e indossando le stesse tute del giorno del matrimonio (foto a<br />

destra) .<br />

Le foto sono state concesse dal press agente Walter Garibaldi.


C U C I N A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong>


C U C I N A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

La cucina trapper, chiamata anche cucina essenziale, è quella<br />

in cui si utilizzano i prodotti che la natura offre, senza<br />

l'influenza della civiltà. Il trappeur è un metodo di cucina<br />

semplice ed essenziale, utilizzato all’aperto, e in assenza di<br />

mezzi moderni per cucinare, quali pentole, fornelli, ecc… I<br />

mezzi per la cottura dei cibi sono ricavati da ciò che<br />

l’ambiente circostante offre (pietre, foglie, rami, tronchi…).<br />

Ma chi erano i trapper?<br />

I trapper erano i cacciatori che fra il 1700 e il 1800 vivevano<br />

nelle fredde zone di frontiera del Nord America. Il loro nome<br />

deriva dall’abitudine di cacciare piazzando trappole invece<br />

che utilizzando fucili, per non rovinare le pelli delle prede<br />

abbattute. Trascorrendo lunghi periodi nelle foreste e<br />

contando solo sull’equipaggiamento contenuto in uno zaino,<br />

idearono un modo di cucinare che richiedeva pochissimi<br />

utensili.<br />

La loro era una vita pericolosa, solitaria, isolata. I loro vestiti<br />

erano di colori che si mimetizzavano con il bosco, fatte con<br />

pelli di animali. Il loro equipaggiamento era composto da: un<br />

fucile per la caccia e la difesa, polvere da sparo, pallottole, un<br />

coltello a serramanico, un'accetta, la borraccia, una coperta,<br />

una bisaccia contenente corda, padella e pietra focaia, una<br />

bussola ed un quaderno per riportare gli appunti di viaggio.<br />

Anche nel mangiare erano pratici e semplici; non sempre<br />

usavano la padella, preferivano il fuoco vivo e la brace. Per<br />

questo la cucina alla brace è nota come cucina trapper.<br />

La tecnica consiste nell’accendere il fuoco e poi utilizzare la<br />

brace per cuocere i cibi (questo per evitare di bruciare il cibo<br />

all’esterno e lasciarlo crudo all’interno).<br />

Il fuoco andrà delimitato da grosse pietre o grossi tronchi,<br />

per impedire l’accesso al vento, per riflettere meglio il calore<br />

sul cibo e quindi evitare la dispersione o l’abbassamento della<br />

temperatura, ma anche per impedire che il fuoco si propaghi.<br />

Le dimensioni del fuoco dovranno essere di circa 50 cm di<br />

diametro.<br />

Fare attenzione alle pietre che si usano per il fuoco da campo,<br />

i sassi di fiume o di torrente o pietre calcaree se riscaldate<br />

potrebbero esplodere ferendovi anche gravemente.<br />

La legna migliore da utilizzare è quella delle latifoglie e degli<br />

alberi a legno duro; usare sempre legna ben secca edevitare la<br />

legna verde e quella marcia.<br />

I cibi maggiormente consumati sono quelli cacciati o raccolti<br />

(carne, pesce, frutta, tuberi, radici, uova e vari vegetali) ma<br />

anche portati “dalla civiltà” come pane, formaggio, insaccati,<br />

zucchero.<br />

Per la cottura si utilizzano spiedi con rami verdi appuntiti e<br />

ben scortecciati, su cui cucinare salsicce, scamorze e pane.<br />

Anche i sassi la fanno da padrone poiché si può direttamente<br />

cuocere su di essi. L’unico “mezzo artificiale” che useremo, è<br />

la carta di alluminio, che ci consente di non far sporcare i cibi.<br />

Ivan Cribiù - Chef<br />

Le tecniche utilizzate per la cucina alla trappeur sono<br />

essenzialmente quattro:<br />

La cucina con i bastoni: si costruisce una griglia da<br />

posizionare sopra la brace oppure si utilizzano dei<br />

bastoni lunghi e resistenti per la cottura allo spiedo. la<br />

legnada utilizzare dovrà essere verde e scortecciata.<br />

La cucina con i sassi: prevede l’utilizzo di una grossa<br />

pietra che andrà posta vicino alla brace; una volta che la<br />

pietra sarà abbastanza calda, vi si potrà adagiare il cibo<br />

sopra (ottimo per la carne e le uova).<br />

La cucina col forno: la cottura con questo metodo è<br />

ottima per pesce e carne, anche di grosse dimensioni. I<br />

tempi di cottura saranno più lunghi, infatti ci vorranno<br />

diverse ore per cuocere bene i cibi. Per realizzarla fate<br />

una buca nel terreno, posizionate la brace al fondo,<br />

mettete poi dei sassi sopra, alternando il cibo con strati<br />

di foglie verdi, infine coprite la buca.<br />

La cucina con la carta argentata: per questa tecnica<br />

dovremmo essere attrezzati con carta d’alluminio, il<br />

cibo dovrà essere avvolto completamente nella carta e<br />

poi sepolto nella brace (questo metodo è ottimo con i<br />

tuberi, la verdura e la frutta).<br />

La tecnica per misurare la temperatura della brace<br />

consiste nell’accostare il palmo della mano nel punto<br />

dove deve cuocere il cibo. Controllare quanto si riesce a<br />

stare con la mano in quella posizione, contando<br />

lentamente i secondi e dicendo: milleuno, milledue,<br />

milletre e così via. Per la cucina trapper occorre un<br />

calore medio alto. Tra i 6 e gli 8 secondi avremo un<br />

calore basso tra i 120° e i 175° C, 4 – 5 secondi calore<br />

medio tra 175° 200° C, 2 – 3 secondi calore alto tra 200°<br />

230° C ed infine 1 secondo calore molto alto tra 230°<br />

260° C.<br />

Le tempistiche medie di cottura potrebbero essere:<br />

carne 15/20 minuti, pollo 20/30 minuti, patate 40/60<br />

minuti, pesce 15/20 minuti, granoturco 10/12, mele<br />

20/30 minuti.<br />

Questa tipo di cucina viene utilizzata dagli scout<br />

durante i campi in esterna.


C U C I N A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

MELE ALLO ZUCCHERO Pulire con uno strofinaccio la mela,<br />

toglierle il torsolo e mettervi al suo posto qualche zolletta di<br />

zucchero. Avvolgere nell'alluminio e cuocere per 20 minuti.<br />

BANANA SPLIT Fai un taglio lungo la buccia di una banana e<br />

schiaccia dentro, accuratamente, pezzetti di cioccolato. Metti<br />

la banana nella brace per 5-10 minuti.<br />

CIPOLLE RIPIENE Taglia a metà la cipolla e scava la parte<br />

centrale. Riempi le due metà con l’impasto dell’hamburger.<br />

Poi uniscile e avvolgile in un foglio di alluminio. Cuoci nella<br />

brace per 15-20 min.<br />

PATATE ALLA BRACE Metti le patate con tutta la buccia nella<br />

brace e lasciale per circa 30 minuti. Poi taglia ogni patata a<br />

metà e mangiala con un cucchiaio, aggiungendo un po’ di sale<br />

ed eventualmente un po’ d’olio o di burro<br />

UOVO AL PIETRA Scegli una pietra piatta e falla riscaldare<br />

sotto la brace ardente. Non appena è rovente toglila dal fuoco<br />

(con un bastone), puliscila rapidamente e rompi l'uovo sopra<br />

di essa. La cottura sarà quasi istantanea …<br />

KABOB Per preparare il Kabob ti occorrono carne, pancetta e<br />

pane. Taglia la carne e la pancetta in quadratini di 4-5 cm di<br />

lato e fai a fette il pane. Scorteccia un ramo verde,<br />

appuntiscilo ad una estremità e infila prima una fetta di<br />

carne, poi una di pancetta, poi una di pane, poi di nuovo la<br />

carne e così via. Cuoci sulla brace, girando di tanto in tanto il<br />

bastone. Puoi variare questa ricetta a tuo piacimento,<br />

mettendo sullo spiedo pomodori, peperoni, salsiccia, cipolle,<br />

etc. Se aggiungi patate, ricordati che hanno bisogno di una<br />

cottura più lunga.<br />

PANE TWIST: Taglia un grosso ramo verde, scorteccialo,<br />

appuntisci l’estremità più sottile e scaldalo al fuoco. Prepara<br />

poi una lunga striscia di pasta lievitata ( larga circa 5 cm e<br />

spessa 1 cm ) e avvolgila a spirale intorno al bastone; pianta<br />

questo accanto al fuoco e lascia che la pasta si arrostisca<br />

girando ogni tanto il bastone perché cuocia tutt’intorno. Il<br />

pane sopra la brace cuoce in 20-25 minuti.<br />

PANE SULLA PIETRA: Grossa pietra piana posta sopra le<br />

braci. La pietra deve esser ben pulita a scaldata prima di<br />

metterci sopra il pane. La pasta di pane, la pagnotta, deve<br />

essere alta più o meno mezzo centimetro. Se è più alta<br />

l’interno non cuoce. Se è troppo bassa brucia facilmente. Il<br />

diametro può essere 6 - 7 centimetri. Deve essere girata più<br />

volte nel corso della cottura. Cottura del pane circa 30 minuti.<br />

UOVO SOTTO CENERE Prendi un uovo, perfora leggermente<br />

la sua sacca d'aria e ponilo a cuocere sotto la brace per 2<br />

minuti circa.<br />

UOVO E PATATA Vuota una grossa patata, alla quale avrai in<br />

precedenza tagliato via la parte superiore. Rompi un uovo e<br />

sbattilo per fare amalgamare e il tuorlo con l’albume.<br />

Introduci l’amalgama nel buco della patata e copri con la parte<br />

superiore che avevi tagliato. Eventualmente fissa il "tappo"<br />

con alcuni stuzzicadenti. Metti a cuocere nella brace per 20-30<br />

minuti.<br />

PESCE TRAPPER Dopo aver pescato, pulito e salato il pesce,<br />

questo può essere cotto su una graticola, oppure può essere<br />

infilato in uno spiedino con l’accortezza di usare un legnetto<br />

scortecciato trasversale per tenere aperto il pesce.<br />

SALSICCIA E PATATE: Taglia le patate in quattro, la cipolla in<br />

fette circolari. Infila sullo spiedino alternando: cipolla,<br />

salsiccia, patata, cipolla, ecc… Ungi con l’olio.


C U C I N A<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

IL GAMBERO DELLA LOUISIANA<br />

Lo studio della biologa danzatrice Mariangela Ruggirello spiega la pericolosità del Gambero della Louisiana<br />

Il cibo non sempre è salutare… da uno studio di una giovane ballerina e biologa trapanese, Mariangela Ruggirello si è scoperto che il<br />

gambero della Louisiana, detto Il Procambarus Clarkii, sebbene abbia carne prelibata, può essere molto nocivo alla salute degli esseri<br />

umani ed anche per quella degli animali. Infatti la danzatrice della Magic Dance di Trapani, ha dimostrato che il gambero della<br />

Louisiana può accumulare metalli pesanti nei suoi tessuti - in particolare nell’epatopancreas, sottolineando che rappresenta anche un<br />

pericolo per l’ecosistema: infatti le progressive introduzioni della specie costituiscono una delle principali emergenze ambientali e<br />

sono considerate dalla comunità scientifica internazionale la seconda causa di perdita di biodiversità su scala globale. L’agenzia<br />

Regionale per la Protezione Ambientale dell’Umbria e, non ultimo, lo studio di Mariangela Ruggirello, laureata in scienze biologiche,<br />

mettono in evidenza i diversi patogeni che il gambero può veicolare: Francisella Tularensis (causa Tularemia, con lesioni ulcerose a<br />

livello cutaneo); Vibrio spp. (causa Vibriosi, che va ad attaccare l’intestino); Listeria spp.(causa Listeriosi, attaccando l’intestino e<br />

provocando meningite, encefalite, aborto e setticemia); Spiroplasma spp. (causa encefalopatia spongiformi trasmissibili, che va ad<br />

intaccare cervello e sistema nervoso).Il Procambarus Clarkii, oltre a produrre un effetto negativo sull’uomo, contamina anche i suoi<br />

simili. Infatti, come scrive la Ruggirello nella sua Tesi di Laurea, Il gambero della Louisiana è portatore sano di Aphanomyces astaci<br />

che causa la cosiddetta ‘peste del gambero’, causando la morte delle specie locali. La neo dottoressa asserisce che “Dobbiamo però<br />

considerare quello che viene definito rapporto ambiente-patogeno-ospite – Il sistema immunitario gioca un ruolo fondamentale e da soggetto a<br />

soggetto possono cambiare le percentuali di rischio. Infatti, la capacità di contrarre una malattia dipende dalle condizioni di salute preesistenti.<br />

Da considerare che i sintomi clinici possono variare a seconda della virulenza del microrganismo, dalla modalità d’ingresso e dalla dose<br />

infettante”. Sul fronte salute uomo la Ruggirello sottolinea che “Bisogna considerare anche che alcuni metalli, se assunti a basse dosi, sono<br />

essenziali per l’organismo, ma diventano tossici se vengono assunti in concentrazioni elevate. I livelli massimi ammissibili negli alimenti di tre<br />

metalli pericolosi quali il piombo, il mercurio e il cadmio vengono stabiliti dal regolamento (CE) N. 1881/2006. Nei crostacei, ognuno di questi tre<br />

elementi non deve superare la concentrazione di 0,5 mg / kg di peso fresco. E’, però, preferibile che la sua cattura per fini alimentari avvenga solo in<br />

acque di buona qualità e, dove non possibile, bisogna essere consapevoli dei rischi legati al suo consumo”. Un ulteriore problema inerente il<br />

consumo di P.Clarkii è legato alle sue abitudini alimentari, determinando così anche la presenza di cianotossine. A tal proposito la neo<br />

dottoressa Ruggirello afferma che “Gli esemplari di questa specie si possono nutrire, infatti, di cianobatteri, alghe microscopiche, che hanno la<br />

capacità di produrre tossine. Alla luce di queste osservazioni è opportuno sensibilizzare quanti, accidentalmente o intenzionalmente, vengano in<br />

contatto con questi crostacei d’acqua dolce. Si raccomanda di assicurare una adeguata cottura in modo da ridurre al minimo i rischi dovuti dalla<br />

presenza di vibrionacee - eventualmente presenti sul prodotto sia per contaminazione crociata che per diretta presenza nel tessuto muscolare”.<br />

Gambero della Louisiana


C O C K T A I L<br />

COCKTAIL, AL TEMPO DEL COVID<br />

Danilo Pentivole - bartender<br />

Il tamponamento forzato della pandemia globale<br />

ha fatto maturare, in un certo senso, interessi nei<br />

confronti delle macchine (ovviamente,<br />

includendo l’esecuzione dell’uomo), pur<br />

“limitando” il settore dell’ospitalità.<br />

Molti ristoratori, soprattutto adesso, incrociano<br />

le dita per tornare ad uno stile di vita mondana e<br />

non, ottimale e redditizio, un po’alla volta… come<br />

una volta.<br />

Il metodo usato da molti è stato quello del “To-go<br />

cocktail”, ovvero il servizio di bevanda d’asporto,<br />

che ha creato comunque assembramento lontano<br />

dai locali e penalizzato il servizio in vetro a favore<br />

dell’uso della plastica.<br />

Qualcuno più ingegnoso (idea poi divulgatasi per<br />

il resto del Mondo), ha pensato di mantenere il<br />

rapporto tra qualità- prezzo imbottigliando<br />

direttamente il drink, e farlo trovare<br />

comodamente al banco frigo; stiamo parlando dei<br />

Bar retail, una soluzione dei proprietari dei Bar<br />

per poter, allo stesso tempo, mantenere l’attività<br />

aperta e pagare i dipendenti.<br />

Alcuni hanno anche osato offrire, oltre al<br />

Negroni, Vieux Carrè a base di Rye Whisky<br />

Cognac e Vermouth, e l'Old Fashioned a base di<br />

Bourbon Whisky, zucchero e Bitter Angostura.<br />

Drinks internazionali, complessi sia nella<br />

preparazione che nel gusto.<br />

Insomma l’organizzazione di servizio del cocktail<br />

è cambiata… ma per quanto riguarda la perdita di<br />

una tradizione legata a rumorose shakerate e<br />

profumate decorazioni di frutta, legate ai gilet,<br />

camicie, bretelle e reggimanica dei baristi andrà<br />

bene a tutti? il cocktail da asporto salverà la bar<br />

industry alla fine del Covid-19?<br />

Il tempo ci darà la risposta …<br />

Instagram: https://www.instagram.com/danilo_pentivolpe/<br />

WEB SITE: www.bartendersclassheroes.com<br />

Facebook: https://www.facebook.com/pentivolpe.danilo/<br />

Danilo Pentivolpe


M A K E U P<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

differenza di un tatuaggio, il trucco semipermanente non va così in<br />

A<br />

ed è meno invasivo; inoltre i colori usati sono naturali e certificati, e<br />

profondità,<br />

creano problemi di intolleranza a nessun tipo di pelle.<br />

non<br />

vantaggio del trucco semipermanente è, senza dubbio, quello di non<br />

Il<br />

tempi lunghi per essere struccato di sera, né tantomeno di sedute di<br />

richiedere<br />

interminabili la mattina per cercare di farsi belle. Viene spesso utilizzato<br />

trucco<br />

coloro che soffrono di allergia ai cosmetici, ma anche per mascherare<br />

per<br />

o imperfezioni a livello dell'epidermide. Il trucco semipermanente è<br />

cicatrici<br />

tecnica che, per eccellenza, consiste nell’innesto dei pigmenti nel derma a<br />

una<br />

livelli in base al tipo di trattamento. Oggi, con diverse nuove tecniche all’<br />

vari<br />

si può soddisfare ogni esigenza sia femminile che maschile. La<br />

avanguardia,<br />

della dermopigmentazione si è evoluta nel tempo, ed oggi permette di<br />

tecnica<br />

forma, colore, dimensioni e creare effetti particolari. In questo<br />

modificare<br />

si riesce a dare colore, riempire spazi vuoti, creare sfumature, donando<br />

modo<br />

aspetto più luminoso e giovane, correggendo le asimmetrie e creando<br />

un<br />

più vivaci e naturali, in quanto la comunicazione inizia con il viso. I<br />

lineamenti<br />

possono essere sopracciglia tatuate, contorno labbra, eyeliner,<br />

trattamenti<br />

ripigmetazione … con discrezione, perché lo scopo del<br />

tricopigmentazione,<br />

semipermanente per labbra, occhi e sopracciglia è proprio quello di<br />

trucco<br />

notare, senza perdere naturalezza. Noto anche come<br />

farsi<br />

dermopigmentazione o tatuaggio estetico, il trucco<br />

micropigmentazione,<br />

ha lo scopo di creare sul viso un velo di makeup indelebile.<br />

permanente<br />

tecnica del trucco permanente, infatti, permette di inserire sotto la pelle dei<br />

La<br />

di colore creando un makeup definitivo. Una soluzione ideale per<br />

pigmenti<br />

tempo e regalarsi un eyeliner tatuato o un trucco semi permanente<br />

risparmiare<br />

le labbra. Un modo semplice per saltare il quotidiano appuntamento<br />

per<br />

allo specchio senza rinunciare ad un aspetto curato. A migliorare non<br />

davanti<br />

solo la routine quotidiana. Il trucco semipermanente, infatti, è l’ideale anche<br />

è<br />

chi soffre di allergie al makeup o per coloro che combattono l’alopecia o la<br />

per<br />

di ciglia e sopracciglia a causa della chemioterapia. Come si effettua<br />

perdita<br />

trucco permanente? La tecnica della micropigmentazione consiste in piccoli<br />

il<br />

sottocutanei con i quali viene iniettato il colore. Proprio per questo,<br />

fori<br />

è necessario che la procedura sia effettuata da un esperto<br />

ovviamente,<br />

pigmenti certificati dal Ministero della Salute. Generalmente, il<br />

attraverso<br />

semipermanente dura tra i sei e dodici mesi, dopo i quali sarà<br />

trucco<br />

effettuare un ritocco. Durante questo periodo di tempo, il colore<br />

necessario<br />

sparisce completamente, ma si attenua. Perché il trucco semipermanente<br />

non<br />

sopracciglia sparisca, infatti, possono volerci fino a cinque anni.<br />

alle<br />

resa e durata di un trattamento come la dermopigmentazione<br />

Naturalmente,<br />

anche da molti altri fattori. La pelle grassa, ad esempio, non<br />

dipendono<br />

il pigmento, mentre quella secca è soggetta a screpolature. Allo<br />

trattiene<br />

modo, il contatto regolare con il cloro o con la luce solare possono<br />

stesso<br />

la durata di qualsiasi tatuaggio semipermanente per<br />

compromettere<br />

contorno labbra o occhi. Di solito si effettuano delle prove con<br />

sopracciglia,<br />

(per labbra o per sopracciglia) dello stesso colore del tatuaggio che si<br />

matite<br />

a ricalcare in seguito. In questo modo ci si rende conto della naturalezza<br />

andrà<br />

finale. Le tecniche più nuove sono quelle di micropigmentazione,<br />

dell'effetto<br />

simulano in modo impercettibile la direzione del pelo delle sopracciglia e<br />

che<br />

pienezza delle labbra. L'obiettivo è quello di non creare linee nette che<br />

la<br />

un risultato artificioso. Sebbene si pensi che sia doloroso, proprio come<br />

diano<br />

tatuaggio, bisogna dire che in genere quello che si sente durante il<br />

un<br />

è un leggero fastidio o un lieve dolore; come è giusto che sia,<br />

trattamento,<br />

dipende certamente dalla soglia di dolore del soggetto, dalla<br />

molto<br />

del tocco dell'esperto e dalla zona del corpo su cui si opera.<br />

leggerezza<br />

@maurimenga


Giornata Internazionale della danza<br />

29 APRILE 2021<br />

@Mirco Cosimo Magliocca Photographer Paris


O R S O C O P O<br />

Amore<br />

Venere vi terrà compagnia per tutto Aprile, garantendovi bellissimi momenti. Oltre che ad una forte<br />

passione, potrete contare su un dialogo stimolante con il partner e con uno scambio intenso, sia di opinioni<br />

che di vere e proprie emozioni. I single saranno favoriti nei loro corteggiamenti.<br />

Lavoro<br />

Il periodo intrigante per la vostra attività, questa volta avete in mano le carte vincenti! Chi ha un'attività<br />

autonoma, potrà contare su eccellenti prospettive, che andranno, però, esaminate senza fretta. Chi lavora<br />

alle dipendenze altrui avrà la possibilità di prendersi qualche bella rivincita. I più atletici e allenati avranno<br />

prestazioni di alto profilo. Andate alla ricerca di un Leone o Scorpione, così fare sport sarà un vero piacere<br />

Amore<br />

Vi attende un mese magico, accentuata da sensazioni ed emozioni. Il romanticismo regnerà nella vostra vita<br />

affettiva e nelle vostre giornate: sarete quanto mai pronti ad infiammarvi per uno sguardo o per una carezza.<br />

Sarà bello lasciarsi andare ai sogni e alle fantasie e illudersi per un po’.<br />

LAVORO<br />

Fidatevi dei vostri riflessi, di quello che la vostra mente vi suggerisce e delle intuizioni che vi spingono verso<br />

un comportamento o l'altro: Marte vi aiuterà alla grande, guidandovi sempre verso le soluzioni più giuste.<br />

Successi professionali importanti potranno arrivare a molti di voi. Molti di Voi si concederanno un pizzico di<br />

pigrizia. Ogni tanto non fa male, ma se incontrerete un Pesci, saprà tirare fuori il meglio da voi!<br />

Amore<br />

Mettete in preventivo qualche malumore, i pericoli maggiori ci saranno per le coppie già in crisi o poco<br />

soddisfatte del loro accordo, che troverà ulteriori motivi di contrasto. Se avete una vita di coppia solida,<br />

saprete superare senza difficoltà tutte le divergenze d'opinione con il partner.<br />

Lavoro<br />

Professionalmente è un buon momento per tutti coloro che sono liberi e indipendenti; avrete idee ed<br />

iniziative interessanti da proporre e realizzare, nonché numerose opportunità per mettervi in vista e<br />

allargare il vostro giro d'affari. Per chi lavora alle dipendenze altrui: potrà consolidare la propria posizione.<br />

Marte sarà propizio per l'impostazione di un eventuale rapporto di lavoro, e non solo, con un Ariete.<br />

Amore<br />

Secondo le Stelle è il momento di tirare i remi in barca e di comprendere bene le necessità affettive vostre<br />

e del partner, se siete in coppia. Cercate di mantenervi sereni, questa sarà la migliore condizione per<br />

mantenere l'armonia. C'è voglia di coccole e di amore, per molti single.<br />

Lavoro<br />

Importanti novità potrebbero bussare alla porta: notizie inaspettate dovranno essere prese in grande<br />

considerazione e richiederanno tutta la vostra attenzione. Ottimo sarà il livello di comunicazione e vi<br />

tornerà molto utile soprattutto se avete un'attività commerciale. Tutti i rappresentanti del segno<br />

sperimenteranno un eccellente stato di affinità con il Sagittario, creando una sorta di crescita


O R O S C O P O E B A L L O<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Amore<br />

I pianeti nel cielo vi daranno una mano e vi garantiranno un periodo decisamente gratificante! Siete single?<br />

Se amate la varietà amorosa e se il vostro modo di fare si riassume con toccata e fuga, Aprile sarà il<br />

complice perfetto, ricco di brillanti iniziative.<br />

LavoroAvete la sensazione che ci sia qualche cosa di poco chiaro in una questione professionale. La<br />

questione merita sicuramente un esame approfondito da parte vostra: non lasciate zone d'ombra o questioni<br />

irrisolte che potrebbero, un domani, portare sorprese sgradevoli.<br />

In questo ultimo periodo hai accumulato parecchio stress da smaltire . Si consiglia quindi di rilassarsi con un<br />

Acquario.<br />

Amore<br />

Molti di voi sentiranno esplodere dentro una gran voglia d'amore in tutte le sue forme e possibilità. Sentimenti,<br />

affetto, eros e sensazioni occuperanno gran parte dei vostri pensieri e del vostro tempo! Non mancheranno<br />

battibecchi nelle relazioni in crisi da qualche tempo.<br />

Lavoro<br />

Oltre alla grinta, potrete contare su una bella capacità di inventiva. Le stelle vi regaleranno una visione di<br />

sintesi in ogni problematica, grazie alla quale saprete prendere le iniziative e le decisioni più opportune.<br />

Privilegiati anche coloro che lavorano nello spettacolo. Non gradirete troppa confusione intorno a voi. Meglio<br />

defilarsi e dedicarsi alle amicizie, soprattutto con un Gemelli.<br />

Amore<br />

L'intesa sentimentale diventerà ancora più variegata e ricca di sfumature del solito e sarà, quindi, motivo di<br />

grande soddisfazione. L'accordo col partner sarà eccellente sotto tutti i punti di vista, quanto di meglio abbiate<br />

mai desiderato.<br />

Lavoro<br />

Non fatevi travolgere dai pensieri negativi e non parlate con nessuno, il rischio di fare gaffe è altissimo. Anche<br />

se non tutto va nella direzione desiderata, sforzatevi di sorvolare sulle situazioni che non vi soddisfanno,<br />

senza punire coloro che non riescono a condividere le vostre idee. Questo mese non mancheranno le<br />

energie per raggiungere gli obiettivi prefissati.<br />

Amore<br />

Le stelle colorano i vostri sentimenti di passione. Sperimenterete la magia di un'unione totale, sia dei corpi,<br />

sia dello spirito, cosa difficile da realizzare nella vita quotidiana.<br />

Lavoro<br />

Se avete un'attività a contatto con il pubblico, non sempre riuscirete ad entrare in sintonia con gli altri e a<br />

capire che cosa vogliono. Non riuscirete a esprimervi con la necessaria chiarezza. Piccoli inconvenienti,<br />

destinati a risolversi con un po' di buona volontà. Il vostro punto debole sarà l'emotività; dedicate più energie<br />

al benessere dello spirito, piuttosto che a quello corporeo. Forte intesa con un Sagittario


O R O S C O P O<br />

<strong>TuttoBallo20</strong><br />

Amore<br />

Sentirete il bisogno di abbandonare vecchie abitudini e di vivere nuove emozioni. Se siete felici in amore,<br />

avrete bisogno di dare uno scossone alla relazione in corso, per conservare intatti slancio ed entusiasmo e,<br />

se il vostro legame è ormai finito, la voglia di guardare altrove sarà irresistibile. Lasciatevi coinvolgere dal<br />

Toro, che vi aiuterà a superare una crisi passeggera.<br />

Lavoro<br />

Avete voglia di fare e di vedere riconosciuti impegni e sforzi. L’opposizione di Marte è indubbiamente uno<br />

stimolo notevole per la vostra ambizione, ma è anche vero che rende troppo impulsivi, dunque dovete<br />

mantenere la calma se non volete finire fuori strada. Cercate di riposare qualche minuto se siete in ufficio,<br />

staccare la spina sarà fortificante<br />

Amore<br />

Saturno vi aiuterà a dare nuovi assetti al rapporto di coppia e questo non potrà che fare bene alla maggior<br />

parte di voi. Non date tutto per scontato e non adagiatevi sugli allori, puntate su dialoghi aperti e sinceri. Così<br />

salverete il salvabile.<br />

Lavoro<br />

Non sarà facile, portare a termine senza qualche inconveniente le iniziative che vi premono. Per coloro che<br />

lavorano in squadra: sarà difficile andare d'accordo e trovare un punto d'incontro. Mettete in conto distrazioni<br />

e imprevisti, che innervosiranno e rallenteranno il lavoro! Non mancheranno alcuni momenti di nervosismo<br />

che potrà essere facilmente superato grazie all’aiuto di uno Scorpione<br />

Amore<br />

Tutto andrà per il meglio se siete liberi da legami: Giove vi permetterà di vivere pienamente l'eros e di<br />

verificarlo in incontri e storie di una notte. Belle sorprese, nuove curiosità e nuovi giochi amorosi ridaranno<br />

smalto ed interesse alle relazioni sentimentali in corso. Con un Gemelli riuscirete a fare tutto quello che<br />

desiderate<br />

Lavoro<br />

Saturno favorirà tutti i lavori di gruppo e le società. Questo è il momento per afferrare con facilità quello<br />

che più desiderate, vale a dire una posizione di leader all'interno del gruppo di lavoro. Sarete i primi,<br />

sarete i capi, e questo vi riempirà di soddisfazione.<br />

Per rilassare la mente provate ad ascoltare della musica, la New Age ,vi farà pensare alla natura ed agli<br />

spazi sconfinati.<br />

Amore<br />

Avrete l'impressione di essere sulle montagne russe. Il cielo darà giornate sentimentalmente intense, ai<br />

limiti dell’emotività e questo non vi dispiacerà affatto. Se la vita di coppia non va e non soddisfa, basterà<br />

poco per cadere vittime di un'avventura. Incontri magici per i single. Fatevi consigliare dalla Vergine che ha<br />

un forte ascendente su di voi ed è bravissima per trovare soluzioni affettive.<br />

Lavoro<br />

Nettuno promette novità per chi è alla ricerca di uno sbocco o di un semplice miglioramento di lavoro.<br />

Aprile sarà eccellente e pieno di soddisfazione per molti di voi, a cominciare da chi lavora nel settore<br />

commerciale, e non solo. Evitate di rifugiarvi nel mondo artificiale ed affrontate la vita con più naturalezza,<br />

vi sentirete molto meglio.


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<strong>TuttoBallo20</strong><br />

"CHIUSO LUNEDI"<br />

di<br />

ALBERTO VENTIMIGLIA<br />

TERZO CAPITOLO<br />

Una mano nella notte non accarezzò il viso di una donna ma le recise la gola. Questa volta però c’era un testimone.<br />

Commissario: “Signor Michele, cosa faceva a quell’ora in quella strada?”.<br />

Michele era un po' imbarazzato: “Volevo stare con una ragazza”.<br />

Ispettore: “Andava a prostitute?”.<br />

Michele: “Vado solo con quelle in regola, lo giuro”.<br />

Commissario: “Sì, abbiamo verificato le sue spese e i suoi spostamenti attraverso il chip. Come conosceva la vittima?”.<br />

Michele: “Marika era diventata un’amica. Le volevo bene e avrei voluto smettesse di fare quel lavoro anche se era in regola, mi<br />

dava fastidio andasse con altri, ma a lei non interessava cambiare vita”.<br />

Ispettore: “Signor Michele, oggi chi sceglie di fare la prostituta lo fa per scelta, non per costrizione, i magnacci non ci sono più,<br />

sono tutte in regola”.<br />

Michele si alterò: “In regola, dice? Sono costrette da questi dannati microchip a dare automaticamente il venti per cento del loro<br />

guadagno allo Stato. Lei mi diceva sempre che se non fosse stato per questi dannati cosi avrebbe potuto fare la signora. Forse<br />

era meglio averlo il magnaccio”.<br />

Commissario: “Non dica stupidaggini”.<br />

Michele: “Appena ho visualizzato la notizia, dalla foto l’ho riconosciuta subito”.<br />

Commissario: “Dove abitava?”.<br />

Michele: “Verso la zona nord-ovest”.<br />

Commissario: “Piuttosto lontano da dove è stato trovato il corpo”.<br />

Michele: “Lei infatti lavorava nella sua zona, non capisco come sia potuta arrivare in zona sud”.<br />

Commissario: “E’ quello che stiamo cercando di scoprire”.<br />

Maloma se ne stava rinchiuso in cella e mandò a chiamare il Commissario: “Ho saputo che è stata ammazzata un’altra donna”.<br />

Commissario: “Sì, almeno questa volta sappiamo il nome e dove abitava la ragazza”.<br />

Maloma: “Avete trovato qualcosa in casa sua?”.<br />

Commissario: “Niente di rilevante”.<br />

Maloma: “Le sue colleghe che dicono?”.<br />

Commissario: “Che hanno paura e non sanno niente. Hai qualche idea?”.<br />

Maloma: “Alba, fammi uscire prima che ci scappa qualche altra vittima”.<br />

Commissario: “Va bene. Che pensi di fare?”.<br />

Maloma: “Prima di tutto vado a casa a farmi una doccia e poi vediamo”.<br />

Commissario: “Ti serve qualcosa?”.<br />

Maloma: “Rivoglio il mio distintivo, il mio stipendio e poter usare la pistola”.<br />

Commissario: “Non esagerare, ti posso rintegrare e ridarti il distintivo ma la pistola puoi scordartela. Posso darti un teaser”.<br />

Maloma: “Guarda che non vado a fare una scampagnata, il tizio che state cercando non è sicuramente un giovincello per come si<br />

muove”.<br />

Commissario: “Hai ancora quel bidone di macchina?”.<br />

Maloma: “Non voglio perdere il gusto di guidarla”.<br />

Commissario: “Passa da Doriano prima di andare a casa e prenditi quello che mi hai chiesto”.<br />

Doriano prese la roba del collega e gliela consegnò nervosamente.


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di<br />

ALBERTO VENTIMIGLIA<br />

TERZO CAPITOLO<br />

Maloma: “Sei ancora incazzato?”.<br />

Doriano: “Meriteresti che ti rompessi il naso anch’io ma siamo diversi”.<br />

Maloma: “Ci vediamo”.<br />

Il detective salì in macchina e provò a metterla in moto ma non partiva. Doriano uscì fuori per tornare a casa e vide l’uomo in<br />

difficoltà.<br />

Doriano: “Vuoi un passaggio?”.<br />

Maloma: “Mi sa di sì”. Salì in macchina. “Non riuscirò mai a capire come abbiamo fatto ad arrivare a questo” riferendosi all’auto<br />

moderna.<br />

Doriano intanto aveva impostato la via sul navigatore e la macchina si era avviata: “Grazie a questo sistema non dobbiamo più<br />

stressarci con la guida, gli incidenti sono diminuiti a tal punto che quasi non se ne ricordano più”.<br />

Maloma: “Certo, ma è tutto programmato, ci si affida totalmente ad una macchina, si è perso il piacere di fare una curva”.<br />

Doriano: “In realtà la modalità manuale puoi impostarla”.<br />

Maloma: “E la chiami manuale? Se comunque tentassi di fare qualcosa contro la programmazione della macchina, che ne so, una<br />

curva più veloce, la macchina tornerebbe in automatico”.<br />

Doriano: “E’ per questo che tieni quel rottame?”.<br />

Maloma: “Anche per questo, ma soprattutto per il gusto di avere ancora una piccola libertà”.<br />

Arrivati sotto casa del detective, Maloma invitò Doriano a salire.<br />

Doriano entrò nell’appartamento e notò subito quanto fosse “pieno” di roba: “Ma come hai fatto ad avere il permesso di tenere<br />

tutto questo?”.<br />

Maloma intanto serviva da bere del whisky: “Semplice, ho un amico ai piani alti che per un favore ha chiuso un occhio”.<br />

Doriano: “Non conosco nessuno che ha un appartamento diciamo vintage”.<br />

Maloma: “Quando uscì la legge sull’arredamento super minimalista, pensai subito a come non farmi portare via la roba. Entrare<br />

negli appartamenti di oggi mi fa sentire male. Un letto a persona, un comodino, un armadio che può contenere solo il minimo<br />

indispensabile, il frigo controlla se metti più roba di quella che devi mangiare in base al tuo peso, alla tua altezza e al tuo stato di<br />

salute e se fai un solo errore scatta minimo una multa salata con pagamento immediato direttamente sottratto dal tuo conto o in<br />

galera”.<br />

Doriano: “E questo non ti piace? Per me è giusto. In passato si è sperperato tantissimo, il mondo è arrivato al collasso. Troppo<br />

spreco di tutto e poi l’inquinamento globale, oggi se abbiamo macchine che si alimentano con i rifiuti che prima erano un<br />

problema, lo ritengo un miracolo. Di cosa ti lamenti? Tu te ne vai in giro con una macchina elettrica che nemmeno tuo nonno forse<br />

guidava e guarda come vivi piuttosto. Qui è pieno di roba e. anche se immagino paghi qualcuno per tenerti tutto pulito, io avrei<br />

comunque paura a viverci, chissà se qualche virus prima o poi non prenda il sopravvento”.<br />

Maloma: “La libertà di cui ti parlavo in macchina, quella mi manca. Siamo tutti rinchiusi in schemini ben definiti, regolette del<br />

cavolo impostate e viviamo in quadrati dove non è possibile fare errori. Si è perso il gusto di poter sbagliare per poi correggersi,<br />

quella sensazione di rischiare. Non c’è adrenalina, le emozioni si sono congelate. Siamo tutti freddi, distanti, controllati”.<br />

Doriano, mentre sorseggiava il whisky seduto in poltrona: “Proprio tu parli. Grazie alle nuove tecnologie tua moglie è rimasta in<br />

vita più anni di quelli che le restavano”.<br />

Maloma posò nervosamente il bicchiere, Doriano capì che aveva detto qualcosa di inopportuno. L’uomo si alzò per andare via:<br />

“Scusa per quello che ho detto. A volte dico cose fuori luogo senza pensare”.<br />

Maloma: “Ok. Anche perché di naso ne hai uno solo e poi non hai detto del tutto una bugia”.


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ALBERTO VENTIMIGLIA<br />

TERZO CAPITOLO<br />

Doriano: “E’ che parlare di queste cose…”. L’ispettore salutò e andò via.<br />

Maloma fece una doccia e dopo cena montò sulla sua ormai vecchia due ruote Motorrad Vision 100 BMW e andò sul luogo in cui<br />

fu rapita l’ultima vittima.<br />

Prostituta: “Ehi bello, ti serve compagnia?”.<br />

Maloma: “Sì, ma prima mi serve un’informazione, come ti chiami?”.<br />

“Gilda” rispose la ragazza. “Ma se sei uno sbirro rimonta su quel giocattolo e lasciami in pace”.<br />

Maloma: “Non sono proprio un poliziotto. Sto cercando però il tizio che si sta divertendo a farvi fuori”.<br />

La donna sgranò gli occhi dal terrore e voleva fuggir via.<br />

“Ti prego, non scappare, sono qui per aiutarvi”.<br />

Gilda: “Io ho paura anche solo di parlarne”.<br />

Maloma: “Cosa sta succedendo? Raccontami tutto”.<br />

Gilda: “Vieni con me”. Lo condusse in una roulotte poco distante.<br />

Maloma: “Tu vivi qua?”.<br />

Gilda: “No, ci lavoriamo con le altre”<br />

Maloma: “Posso fumare?”.<br />

Gilda: “Danne una anche a me. Come hai fatto ad averle? Ormai quasi non esistono più”.<br />

Maloma: “Ho qualche amico che mi vuole bene”.<br />

Gilda: “C’hanno tolto anche la possibilità di suicidarci con questi bastoncini di catrame”.<br />

Maloma: “Già. Adesso però dimmi quello che sai”.<br />

Gilda: “So che un tizio si avvicina alle ragazze e offre di liberarle dal microchip in cambio vuole solo che passano con lui una<br />

serata insieme”.<br />

Maloma: “Tu non sai come si chiama?”.<br />

Gilda: “No, però nel giro mi è arrivata voce”.<br />

Maloma: “Ma perché non avete detto niente alla polizia? E perché liberarvi del microchip?”.<br />

Gilda: “Credi che ci ascolterebbero? Valiamo poco e niente, tranne quando vengono a fare sesso gratuito”.<br />

Maloma: “E il microchip?”.<br />

Gilda: “Non hai mai pensato che senza saremmo libere di muoverci e di guadagnare molto di più, senza che lo Stato ci faccia da<br />

magnaccio?”.<br />

Maloma: “Ma come vi pagherebbero se è tutto tracciato?”.<br />

Gilda: “Ma dove vivi? I microchip, una volta tolti, si possono hackerare, non c’è bisogno nemmeno di indossarli, diventi la banca di<br />

te stesso”.<br />

Maloma: “Cioè?”.<br />

Gilda: “Ma tu ci sei o ci fai? Non siamo rintracciabili ma nello stesso tempo tutto ciò che guadagniamo rimane a noi e possiamo<br />

pagare tutto quello che vogliamo con il nostro microchip senza lasciare traccia”.<br />

Maloma: “Wow, non c’avevo mai pensato. Ma tu non sai nemmeno com’è fatto fisicamente questo tizio?”.<br />

Gilda guardò la cicatrice sul polso dell’uomo, all’altezza del microchip, ma non disse nulla a riguardo: “Mi hanno detto che è un<br />

uomo belloccio, ecco perché non ho avuto paura di te”.<br />

Maloma: “Va bene” mentre stava per uscire dalla roulotte.<br />

Gilda: “Ehi, guarda che mi devi pagare”.<br />

Maloma: “Giusto”. Il detective si avvicinò alla donna e le mise una mano tra le gambe. “Facciamo il servizio completo”. Dopo<br />

l’amplesso, pagò e andò via sulla sua moto.<br />

Maloma andò dal commissario: “Alba, ma i corpi delle ragazze come si presentavano?


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ALBERTO VENTIMIGLIA<br />

TERZO CAPITOLO<br />

Alba: “Ti mostro le foto”.<br />

Maloma le osservò: “Hanno subito violenza?”.<br />

Alba: “Niente di niente, l’assassino gli ha tolto il microchip con cura, come un chirurgo e con la stessa precisione le ha sgozzate”.<br />

Maloma: “Un serial killer che promette la libertà dal microchip, non esercita alcun tipo di violenza ma poi recide la gola alle<br />

vittime”.<br />

Alba: “Molto strano, vero?”.<br />

Maloma: “Faccio un giro in ospedale”.<br />

Alba: “Sì, però c’è una cosa che devi assolutamente fare prima. Io ti ho fatto rintegrare in servizio ma tu devi darti una sistemata<br />

alla barba e ai capelli, così sei impresentabile e anch’io ho dei superiori a cui devo delle spiegazioni”.<br />

Maloma rimase in silenzio e stava per andare.<br />

Alba: “E cerca di bere di meno”.<br />

Prima di entrare in ospedale, all’ingressò passò il suo microchip nell’apposito apparecchio, il quale immediatamente gli fece<br />

l’anamnesi: “Maloma, età quarantacinque anni, altezza un metro e ottanta, peso novantasette chili. Stato di salute: fegato<br />

ingrossato per cattiva alimentazione e alcool, funzionalità 70%, polmoni compromessi, bronchi e bronchioli con epiteli cigliari<br />

atrofizzati per fumo e inquinamento, funzionalità 87%. Stato psicologico: tentativo estrazione microchip con gravi lesioni e ricovero<br />

due anni fa. Depressione 89%, stress 76%, vitalità 45%. Soggetto a rischio suicidio 98%. Si consiglia visita medica psichiatrica.<br />

Vuole che le fissi un appuntamento?”.<br />

Maloma: “No, voglio solo parlare con un medico”.<br />

“Stanza 28, terzo piano, Dott. Gilbert”.<br />

Maloma bussò ed entrò nella stanza: “Buongiorno, sono un detective privato”.<br />

Dott. Gilbert: “Prego, si accomodi e mi dica qual è il suo problema. Ho visto i suoi dati e non è in ottima salute”.<br />

Maloma: “Non sono qui per me, dottore”.<br />

Dott. Gilbert: “Ah, quindi cosa desidera?”.<br />

Maloma: “Come le dicevo, sono un detective della polizia, lei è un chirurgo?”.<br />

Dott. Gilbert: “Sono un cardiochirurgo per l’esattezza. Ma allora cosa vuole?”<br />

Maloma: “Non si preoccupi, stiamo seguendo un caso e volevo delle spiegazioni tecniche”.<br />

Gli mostrò le foto delle vittime.<br />

Dottore: “Oh mio Dio, povere ragazze”.<br />

Maloma: “Quello che vorrei sapere da lei e se tagli del genere sono fatti da un professionista. Il medico scientifico non riesce con<br />

la scansione delle ferite a risalire a quale tipo di arnese può essere stato a fare un taglio del genere. Sembrerebbe una lama ben<br />

affilata ma non è un bisturi”.<br />

Dottore: “Effettivamente i tagli e la sutura al polso dopo il prelievo del microchip sono precisi”.<br />

Maloma: “Potrebbe essere un suo collega ad avere fatto una cosa del genere?”.<br />

Dottore: “Sì”.<br />

Maloma: “Si potrebbe essere tolto il microchip e con uno strumento fatto da lui potrebbe aver commesso gli omicidi. Grazie<br />

Dottore”.<br />

Dottore: “Quando vuole sono qua. Comunque si faccia curare perché ogni vita è importante anche la sua, se non ci crede”.<br />

Maloma: “Ci penserò”.


Pensiero del mese<br />

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE<br />

WWW.SOLOMENTE.IT<br />

Aprile, che siate credenti o meno, rappresenta il mese del<br />

risveglio, della rinascita, del tempo ritrovato. Le giornate si<br />

allungano, l'aria più mite 'indossa' nuovi profumi, il cielo<br />

sembra più azzurro. Il cielo è sempre lì sopra e tendiamo<br />

a darlo per scontato. Ultimamente mi capita di osservarlo<br />

spesso. Non importa se è sereno o nuvoloso, mentre<br />

cammino o quando apro una finestra alzo lo sguardo e mi<br />

fermo. Vengo avvolta da uno stato d'animo difficile a<br />

descriversi. Mi sento subito in pace e mi sembra di far<br />

parte di qualcosa di grande. Ho scoperto che questa<br />

sensazione non appartiene soltanto a me. Una bambina<br />

che tutti conosciamo e che si chiamava Anna Frank nel<br />

1943 ha dedicato una poesia all'osservazione del cielo e,<br />

guarda caso, il titolo è 'Aprile'. Se non lo avete ancora<br />

fatto, seguite il suo invito, provate a guardare in alto.<br />

Aprile di Anna Frank<br />

Prova anche tu,<br />

una volta che ti senti solo<br />

o infelice o triste,<br />

a guardare fuori dalla soffitta<br />

quando il tempo è così bello.<br />

Non le case o i tetti, ma il cielo.<br />

Finché potrai guardare<br />

il cielo senza timori,<br />

sarai sicuro<br />

di essere puro dentro<br />

e tornerai<br />

ad essere felice.<br />

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