TuttoBallo20 APRILEnjoyArt2021

fabrizio.silvestri

Carissimi lettori di Tuttoballo20, eccoci arrivati ad aprile, il mese della Pasqua, il mese della primavera piena, il mese della rinascita …
E’, purtroppo, il secondo anno consecutivo che dovremo sacrificare le feste pasquali e le belle giornate primaverili che la natura ci sta offrendo … ma dobbiamo stringere i denti ed andare avanti; dobbiamo pensare di fare ancora qualche sforzo, nella speranza che la prossima Pasqua non sarà più così … ma sempre con ottimismo e con il sorriso sulle labbra … nonostante tutto!
E la nostra Rivista cerca e spera, di alleviare le ansie, le tensioni e la tristezza, con tante novità, notizie ed articoli interessanti che, speriamo, saranno di vostro gradimento!
Considerate il numero di questa Rivista come un regalo pasquale, anzi … un grande uovo di Pasqua che all’interno contiene tante sorprese interessanti tutte per voi: interviste a grandi personaggi del mondo dello spettacolo ( di cui non vi facciamo nomi, altrimenti sorpresa non è!!!) ,tanti altri consigli sulla salute che la danza può apportare, articoli sul benessere e fitness, l’appuntamento fisso con il makeup perché bisogna continuare ad avere cura di sé e della propria bellezza, la tradizione dei cocktail per continuare ad “inebriarsi” … interviste a grandi ballerini e coreografi, articoli sull’arte culinaria, sull’artigianato … e per i più curiosi che non vedono l’ora di arrivare all’epilogo finale, un ulteriore capitolo del racconto “Chiuso lunedì” dell’amico Alberto Ventimiglia … e tante tante altre sorprese che sicuramente vi piaceranno.
Allora cosa aspettate? “Scartate” questo uovo di Pasqua che è Tuttoballo 20 di aprile e godete di tutte le sorprese a voi riservate, tenendo presente il mitico slogan: Tuttoballo20, la Rivista che ti informa e ti tiene in forma”!
Buona lettura a tutti!

TuttoBallo20 - April 2021

In copertina : foto di Raul Duran - model Camilla Mancuso

TuttoBallo20 - Marzo 2021.

Editore "Stefano Francia" EnjoyArt

Direttore - Fabrizio Silvestri

Vice direttore - Eugenia Galimi

Segretaria di redazione - Pina delle Site

Redazione - Marina Fabriani Querzè

hanno collaborato: Maria Luisa Bossone, Antonio

Desiderio Artist Management, Giovanni Fenu, Mauri Menga,

Sandro Mallamaci, Walter Garibaldi, Giovanni Battista

Gangemi Guerrera, Lara Gatto, Patrizia Mior, Danilo

Pentivolpe, Assia Karaguiozova, Federico Vassile, Elza De

Paola, Giovanna Delle Site, Jupiter, Francesca Meucci.

Foto: Luca Bartolo, Elena Ghini, Cosimo Mirco Magliocca

Photographe Paris, Danilo Piccini, Luca Valletta, Raul Duran.

Foto concesse da uffici stampa e/o scaricate dalle pagine

social dei protagonisti.

Le immagini e le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto

d’autore, vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai

sensi degli artt. 65 comma 2 e 70 comma 1bis della Lg. 633/1941.

É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.

É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dal

direttore. I collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.

Testata giornastica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia EnjoyArt

per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com

ELISABETTA PELLINI

Carissimi lettori di Tuttoballo20, il

numero di Aprile della nostra rivista, si

può definire davvero speciale…

Copertina e Controcopertina, sono

dedicate al World Dance Day e a

Elisabetta Pellini un’artista di spessore,

sia per quel che concerne la sua carriera

lavorativa ricca, importante, che vede la

collaborazione con altri grandi artisti e

registi nel panorama cinematografico

italiano, sia per quel che riguarda la sua

grande gentilezza, umanità e,

soprattutto, il grande amore per l’Arte;

all'interno troverete una intervista

dettagliata a Elisabetta Pellini, realizzata

dal Pina delle Site.

© F R E E P R E S S O N L I N E r i p r o d u z i o n e r i s e r v a t a - D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "


Giornata Internazionale della danza

29 APRILE 2021

@Mirco Cosimo Magliocca Photographer Paris


E D I T O R I A L E

TuttoBallo20

“…costruire ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le nostre forze …

Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che

ogni passo sia un pezzetto di eternità. Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il

presente con veri progetti di vita”… (cit. “L’eleganza del riccio”)

E’ con questa bellissima citazione che accogliamo tutti voi, amici e lettori di

Tuttoballo20, nella lettura del numero di Aprile.

Un mese che dovrebbe essere di rinascita, di vita nuova, di Resurrezione, visto

che è il mese della Pasqua ma che, nella realtà, ad un anno di distanza, ci

presenta ancora uno scenario drammatico, desolante, sofferente, dominato da

rabbia e sconforto.

E’ inutile nascondere che, nella vita reale, i problemi sono tanti, ed il problema

più grande, che continua a colpire categorie già in sofferenza, tra cui i nostri

amici che fanno dell’Arte il proprio lavoro, non accenna a risolversi …

In un anno tante cose sono cambiate: abbiamo assistito ad una politica

traballante che ha portato a nuovi scenari, se migliori o peggiori non tocca a noi

giudicare, ma ai fatti; ad una sanità al collasso, nonostante il lavoro instancabile

e coraggioso di medici, infermieri, operatori sanitari tutti; alla chiusura di molte

attività ed alle difficoltà economiche di molte famiglie messe in ginocchio; ad

una scuola che ha perso la propria essenza ed il significato principale della

propria missione… insomma, sembra che nulla sia cambiato!

Non esiste, però, solo il buio… un piccolo spiraglio di luce c’è… in tutta questa

desolazione e, anche se tra mille difficoltà, finalmente si sta muovendo la grande

macchina dei vaccini! E’ questa la speranza a cui bisogna aggrapparsi per

sconfiggere il “nemico”. Ed è da questo piccolo spiraglio che bisogna partire,

nonostante tutto, per riprendere in mano con coraggio la propria vita, far

rinascere i nostri progetti, ri-costruirli ove essi siano andati distrutti … bisogna

avere coraggio, superare se stessi, dimostrare che, uniti, siamo più forti delle

nostre paure …

Noi di Tuttoballo20 stiamo cercando di farlo donando momenti di leggerezza a

chi ha il piacere di seguirci; dando voce ed ascoltando le testimonianze di chi è in

difficoltà ma che, con ingegno, idee e nuove proposte, ha trovato modi

“alternativi” per andare avanti, ed ha messo a disposizione di altri la propria

esperienza; abbiamo tentato di rivestire il ruolo di “tavolo di lavoro”, attraverso

cui le varie categorie in sofferenza hanno potuto dar voce alle proprie proposte e,

non ci stancheremo mai di dirvelo, continueremo a farlo.

Anche questo numero, dedicato ad artisti famosi, ad artisti emergenti, ad attività

che, attraverso vari canali riconducono alla bellezza dell’arte, con la sua

leggerezza vuole essere fonte di incoraggiamento ma, allo stesso tempo, monito

per tutti noi che ora, adesso, uniti, dobbiamo con tutte le nostre forze

riprenderci ciò che ci è stato tolto, e che sarà, quando tutto ciò sarà un brutto

ricordo, ancora più bello e più apprezzato di prima.

Che sia questo l’augurio più sincero che la nostra Redazione vuole donare ad

ognuno di noi, anche e soprattutto in occasione delle feste pasquali: riprenderci

ciò che ci è stato tolto, e renderlo più bello, di quella bellezza che solo l’Arte sa

donare! Buona lettura!


E D I T O R I A L E

TuttoBallo20

Un pass vaccinale che permetta l’ingresso nelle strutture ora chiuse: lo sport dice sì e anche piscine e

palestre sono favorevoli all’ipotesi di un certificato delle vaccinazioni. Le voci sono molte: Paolo Barelli,

presidente della Federazione Italiana Nuoto, lo ha confermato al quotidiano Il Messaggero. «Il pass

vaccinale sarebbe, certamente, un bel mezzo per riaprire le attività». Stessa posizione di Marco Bisciaio,

referente nazionale Parkour-Federazione Ginnastica d’Italia:” Ben venga il passaporto vaccinale. Chiudere

le palestre è stato un errore”.

Il pass non dovrebbe essere però l’unica via per la riapertura secondo Giampaolo Duregon di ANIF

EuroWellness che raccoglie impianti sportivi, palestre e piscine in tutta Italia: «Essendo bassissima la

presenza di COVID nei centri sportivi (dove c’è prevenzione e non trasmissione), si possono riaprire in

sicurezza. Poi se si vuole dare il patentino/vaccino, d’accordo, ma NON come unico modo per entrare in un

centro sportivo. Tra l’altro, i frequentatori dei centri sportivi, nella maggioranza, saranno quelli che

saranno vaccinati per ultimi come età e quindi ritarderemmo ulteriormente la possibilità di tornare a fare

sport».

Per allora, molti dicono, piscine e palestre saranno definitivamente fallite e anche chi si pone dubbi sui

limiti che questo pass imporrebbe alla privacy, sostiene la necessità di una via per la riapertura.

Il primo a proporre l’ipotesi dell’utilizzo di un documento per potersi muovere liberamente in Europa è

stato il primo ministro greco. L’obiettivo è quello di salvare il settore del turismo. Da questa proposta è

partito un dibattito per diversi settori, in particolare quelli considerati più a rischio: locali pubblici,

ristoranti, bar, piscine e palestre.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha parlato del requisito medico come

necessario per mantenere aperte le frontiere. Ma non tutti sono d’accordo. Alcuni ritengono che il pass

vaccinale creerebbe semplicemente nuove frontiere fra le persone schedate come sicure e quelle non

sicure con l’aggiunta che non è ancora scientificamente provato che chi è vaccinato non sia portatore del

virus. Il Presupposto per condizionare alla vaccinazione la

libertà di movimento all’interno dell’Unione dovrebbe

essere un equo accesso al vaccino. Tuttavia, al momento,

le forti differenze nell’andamento della campagna

vaccinale nei singoli Stati membri rendono molto più alta

la probabilità di essere vaccinati per i cittadini di alcuni

Paesi rispetto ad altri. Ad esempio. i danesi potrebbero

muoversi più dei francesi, chi vive in campagna avrebbe

invece meno possibilità di accedere al vaccino rispetto a

chi vive in città senza contare che sono poi i paesi a

scegliere le categorie da vaccinare.

Invece di pensare al certificato vaccinale, l’Europa

dovrebbe preoccuparsi di garantire scorte di vaccino

adeguate e assicurarsi che vengano distribuite in modo

equo e trasparente (impedendo così l’accumulo e il

nazionalismo vaccinale da parte degli Stati membri) e allo

stesso tempo trovare il modo di sostenere quegli Stati che

sono in ritardo con le campagne. I passaporti vaccinali non

dovrebbero essere sventolati come una panacea per

risolvere i problemi economici creati dalla pandemia,

soprattutto in alcuni settori come il turismo o la

ristorazione.

In vista delle tanto auspicate riaperture, in qualità di

Presidente della ASD Pretty Woman, mi sono permessa di

sottoporre ai miei Associati (circa 200 risposte da un

campione di Donne 90% e Uomini 10% compresi in una

fascia di età dai 40 agli 85 anni) un sondaggio

sull’argomento di cui vi pubblico di seguito il risultato:


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20

Allenare il cervello

Sandro Mallamaci

È noto a tutti che presiede al controllo delle emozioni e delle funzioni volontarie, al controllo delle funzioni

sensoriali, alla comprensione del linguaggio, alla facoltà di memoria, all'apprendimento, e che per il suo corretto

funzionamento del è fondamentale che ogni sua parte sia in salute ed esplichi la funzione a cui è deputata.

Tutte le parti che sono utilizzate per ricevere informazioni dal proprio corpo e dall'esterno, memorizzarle, per

inviare messaggi ai muscoli, sono quelle che una sana e corretta attività sportiva riesce a stimolare.

Una volta ricevute le informazioni, si tratta di riuscire a ricordare cosa, quando, come eseguire un movimento.

E quindi organizzare in qualche cassetto della nostra memoria tutte le informazioni necessarie da inviare al

corpo.

Allenare il cervello seerve quindi non solo a memorizzare ma anche ad introitare e a trasmettere.

Imparare una poesia è uno dei primi esercizi che si insegnano a scuola per sviluppare la memoria.

Ma come memorizzare?

Non ce lo hanno mai spiegato

Ognuno di noi si è dovuto inventare un metodo

Leggere una strofa e ripeterla

Eventualmente ripetendo più volte la lettura e la recitazione

Poi leggere la successiva

Mettere in sequenza le due

Proseguire così fino alla fine.

Ma come fare a capire se si è imparata correttamente?

È necessario ripeterla a qualcuno che controlla leggendo il testo.

Il meccanismo che controlla la fase della memorizzazione non funziona allo stesso modo per tutti

Per ricordare una poesia può essere utile per esempio memorizzare delle immagini che richiamano il

contenuto del testo.

Quindi associare altre informazioni alle parole.

Può essere utile ricordare le desinenze delle rime

Numerare le strofe.

Ognuno consciamente o inconsciamente organizza il suo cervello come meglio crede.

Ma forse può essere utile ricevere dei consigli per migliorare la propria tecnica di memorizzazione.

Credo che la base di partenza deve essere sempre una informazione scritta.

Scripta manent... dicevano gli antichi

La tecnologia in questo ci aiuta moltissimo

Scrivere non è necessariamente mettere nero su bianco su un foglio.

Si può scrivere anche registrando informazioni su supporti multimediali.

Registrare l'audio di una poesia o il video di una recita.

Ma siamo sicuri che ascoltare o guardare è sufficiente per riuscire a memorizzare?

Sicuramente no.

Non è raro notare in un gruppo di praticanti di social dance qualcuno che per eseguire una coreografia ha

sempre bisogno di guardare il maestro o un altro allievo.

Questi soggetti fanno attività fisica ma non stanno allenando il cervello.

Per chi pratica questo sport in età avanzata è importante tenere lubrificati i componenti del corpo, ma forse è

anche più importante non spegnere mai il motore della memoria.

Io stesso ho scoperto questa disciplina da poco e ho potuto constatare quanto sia impegnativa e terapeutica sia

per il corpo che per lo spirito, ma soprattutto per il cervello.

In particolare per il cervello di un anziano che è naturalmente predisposto a malattie degenerative come

l'Alzheimer.

Praticare questa specifica attività sportiva è utile soprattutto a rallentare questi processi.

Ma per ottenere risultati bisogna sforzarsi a memorizzare.

Ognuno sceglie il suo modo per farlo.

Cercare di trovare dei modi per ottenere i migliori risultati è compito dell'allenatore che deve cercare di capire

come trasmettere le informazioni ad una platea di allievi quasi mai omogenea.

Non farlo significa trascurare qualcuno e lasciarlo indietro, da solo con le sue difficoltà che più passa il tempo e

più è complicato recuperare.


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20

l'app che attraverso il gioco aiuterà i bambini a fronteggiare

l’impatto con la pandemia

Si chiama Spacy ed è il protagonista di Space for Children, innovativa app interattiva pensata per aiutare i bambini a

destreggiarsi in un momento storico particolarmente complesso e stressante. E come l’arrivo della primavera porta insito in

sé il senso della rinascita, anche lo sbarco di questo piccolo eroe anti-Covid, vuole essere foriero di speranza, positività,

leggerezza e di un nuovo sentire. Disponibile gratuitamente su tutti gli store digitali per almeno sei mesi.

Finanziato dall’ESA, Agenzia Spaziale Europea, attraverso l’iniziativa ESA Space Solutions, e presentato dall’Istituto

scientifico pediatrico IRCCS Giannina Gaslini insieme a Hypex, startup specializzata nella Realtà Interattiva, Space for

Children è un progetto unico nel suo genere a livello mondiale con un duplice obiettivo. In primis e didattico, perché

i piccoli utenti, attraverso il racconto di una storia e stimolati a interagire con un mondo onirico e di fantasia, potranno così

acquisire comportamenti corretti da tenere nell’attuale situazione di emergenza. Ma ha anche un deciso obiettivo

scientifico.

Questa primavera uno studio elaborato dai ricercatori del Gaslini aveva già evidenziato una serie di problematiche

psicologiche causate dal lockdown sui minori quali irritabilità, difficoltà di addormentamento, risvegli notturni, inquietudine o

ansia da separazione. Ora con Space for Children le modalità di interazione e le scelte effettuate (raccolte in modo anonimo

e con assoluto rispetto della privacy) verranno elaborate dai medici, dagli psicologi e dai ricercatori del Gaslini, con l’obiettivo

di rendere pubblica, a tutta la comunità scientifica e al termine della fase di sperimentazione, una nuova ricerca aggiornata

sugli effetti e sulle conseguenze psicologiche che questa pandemia sta provocando sui bambini. Attraverso una mini sit-com

Fanta-Comedy, composta anche da quiz e giochi da risolvere, Space for Children consentirà ai bambini di acquisire, in

maniera semplice e immediata, informazioni fondamentali sul difficile contesto in cui si trovano. Il gioco interattivo è

un modo interessante, moderno ed efficace per interfacciarsi con le nuove generazioni che, come dimostrato da

diversi studi, apprendono con maggiore facilità proprio attraverso il gioco. Novità assoluta è che, contrariamente a

quanto accade nei tradizionali videogiochi digitali, in Space for Children il bambino interagirà anche con veri attori in carne e

ossa, ripresi in azioni dal vivo e che risponderanno ai comandi dello spettatore in un modo mai realizzato prima d’ora.

L’esperienza complessiva dell’app è costituita da quattro cortometraggi, ognuno con un protagonista diverso: due femmine e

due maschi, che corrispondono come età alle due fasce di utenza immaginata dai creator (CHILDREN, fra i 7 e i 9 anni, e la

KIDS, tra i 10 e i 12). Con semplici gesti o movimenti delle dita sul touch-screen, i giovani utenti potranno cambiare gli

sviluppi della trama, decidere le azioni che il protagonista dovrà compiere o scegliere la risposta che dovrà dare. Space for

Children è dunque una nuova forma di Scientific Edutainment (Educational Entertainment), che parla ai giovanissimi nella

loro lingua ed è in grado, senza trascurare il loro diritto al divertimento, di veicolare nozioni di altissimo valore educativo,

raccogliendo nel contempo informazioni sui discenti (dal livello di apprendimento agli stati d’animo).

E non si vuole finire qui, perché lo “spazio” dei bambini è grande ed importante. Sono infatti allo studio i prossimi episodi delle

avventure di Spacy e dei suoi giovani amici, che si confronteranno questa volta con temi come il rispetto per l’ambiente, la

corretta alimentazione, le relazioni interpersonali, la parità di genere o la lotta al bullismo.


ATTUALITÁ

Ballerina danza sul ghiaccio

per salvare una spiaggia

nel Golfo di Finlandia

TuttoBallo20

La ballerina Ilmira Bagautdinova ha indossato le sue

scarpette da punta e ha ballato nella baia ghiacciata

di Batareinaya, nel Golfo di Finlandia. Il motivo?

Salvare la spiaggia dalla costruzione di un terminal

dedicato al settore cerealicolo. Un progetto che

potrebbe avere un grande impatto negativo

sull’ecosistema. Bagautdinova, ballerina del teatro

Mariinskij di San Pietroburgo, ha sfidato i -15 gradi e ha

scelto un frammento del Lago dei Cigni di Tchaïkovski

come omaggio a tutti i cigni che abitano proprio in

quella zona e che vedrebbero il loro habitat distrutto

dalla costruzione. Con talento ed eleganza, l’artista ha

ballato in quel paesaggio innevato e ha fatto filmare la

scena per poi postarla sui social come un vero e

proprio atto di critica. La baia di Batareinaya, situata a

100 chilometri da San Pietroburgo, è uno spazio unico.

“Un luogo storico dove i cigni nidificano in primavera,

famiglie con bambini riposano l’estate, centinaia di

pescatori escono sul ghiaccio in inverno e la foresta ha

ciclabili e piste da sci. La natura è in armonia con le

persone. Ma tutto questo ora è a rischio di estinzione”,

sostiene la ballerina nel suo post di Facebook. In

effetti, secondo diversi attivisti, la baia fa parte di

un’ex zona protetta ed è un habitat chiave per specie

vegetali e animali rare, come diversi tipi di foche e

uccelli. Alcuni di questi figurano sul Libro rosso delle

specie minacciate di estinzione. Il governatore della

regione di Leningrado, Alexander Drozdenko, affermò

a gennaio che non c’era davvero alcuna necessità di

costruire un porto separato per le spedizioni di grano

sulla baia di Batareinaya. Tuttavia, il terreno è stato

affittato dal governo russo per 10 anni ed esso sarà

autorizzato a costruire un complesso di produzione e

logistica da 35 miliardi di rubli -470 milioni di dollari- e

un terminal per il grano entro il 2024. Il video che ha

postato la giovane ballerina sui social ha fatto il giro

del web in poco tempo e ha suscitato le lodi di molti

utenti. Nonostante ciò, il suo obiettivo principale è

attirare l’attenzione delle autorità per salvare la

spiaggia. Per questo motivo, la ballerina ha esortato le

persone a firmare la sua petizione online. Finora sono

state raggiunte quasi 8.000 firme, ma Bagautdinova

spera di raggiungerne 10.000 molto presto.


ATTUALITÁ

TuttoBallo20

PATTO PER LE ARTI PERFORMATIVE - P.A.P.

https://www.condas.it/info

" In qualità di Federazioni, Associazioni e Formazioni indipendenti di Teatro, Musica, Danza e Circo che sottoscrivono il

presente Manifesto con il nome di Patto per le Arti Performative, ci siamo riuniti con l’intento di proporre un intervento

costruttivo per collaborare alla realizzazione di una nuova politica culturale del Paese, portando e rappresentando istanze in

grado di produrre mutamenti e trasformazioni necessari al bene comune dello Spettacolo dal Vivo e, di conseguenza, alla

coesione sociale ed al benessere collettivo.

Considerata la natura di sintesi di questo documento, evidenziamo di seguito i temi per una nuova politica culturale che

verranno articolati e illustrati successivamente in documenti dettagliati, per esplicare motivazioni e modalità delle azioni da

portare avanti, anche in previsione della nascita degli Stati Generali per lo spettacolo dal vivo:

1) valorizzazione della creatività artistica e dello Spettacolo dal Vivo come strumento formativo ed educativo;

2) considerazione dell’utilità sociale e culturale dello Spettacolo e delle Arti Performative; 3) necessità di allineare

l’investimento culturale dello Stato italiano alla media della spesa europea (pur riconoscendo gli incrementi già adottati dal

MIBACT);

4) definizione delle Imprese Culturali e creazione di uno specifico registro;

5) identificazione e riconoscimento di tutte le categorie dei lavoratori dello spettacolo con un apposito registro di

identificazione;

6) ridefinizione dei princìpi e delle relative norme che regolano l’intervento economico delle Istituzioni a favore dello

Spettacolo dal Vivo, abbandonando l’attuale FUS, per creare un nuovo Fondo Unico per le Arti Performative in accordo con le

Regioni;

7) attuazione di una reale semplificazione amministrativa e un modus agendi unificato e comune per tutti gli enti pubblici

(Ministero, Regioni, Comuni) ed enti pubblici economici e non. Il mondo dello spettacolo dal vivo, nelle sue diverse

espressioni ed attività, messo nelle condizioni giuste per operare, contribuirà alla ripresa culturale, economica e morale del

nostro Paese, anche attraverso un fortissimo rilancio della fruizione dell’immenso patrimonio culturale e artistico d’Italia,

ponendo in primo piano il suo ruolo aggregativo, formativo, creatore di benessere, distensivo e sociale."

Lo scorso lunedì 15 marzo il Co.N.D.A.S., insieme a tutti gli altri Enti facenti parte del Patto per le Arti Performative, ha preso

parte al primo incontro ufficiale con il nuovo direttore dello Spettacolo dal Vivo del MiC, Dott. Antonio Parente.

Conversazione soddisfacente. Abbiamo messo sul tavolo le necessità, le criticità e le richieste della categoria. Le risposte

sono state in linea di massima interessanti e l’attenzione dimostrata ci fa ben sperare che alla disponibilità verbale possa fare

seguito effettiva fattibilità. Il cammino è lungo e complesso, ma dobbiamo approfittare di questo momento in cui finalmente

sembra essersi attivato l’interesse su tutti noi e non perdere di vista l’obiettivo. Abbiamo ringraziato il Direttore per l'ascolto

e per aver recepito le nostre necessità e lui stesso ha chiesto un documento riassuntivo delle nostre richieste al fine di avere

nero su bianco le priorità sulle quali lavorare.

Insieme al Patto, abbiamo convenuto che dobbiamo approfittare di questa grande opportunità che ci viene data e dobbiamo

farlo tutti insieme, alla luce di quella UNITARIETA’ che si sta concretizzando nel settore, tra Enti che trattano i diversi aspetti

e le diverse attività dello spettacolo dal vivo.

Per questo, nella nostra riunione del 16 marzo, abbiamo redatto il documento che oggi verrà inviato al Ministro del Mic e, per

conoscenza, al Segretario Generale Dott. Nastasi e al Direttore Dott. Parente.

I punti salienti sui quali chiediamo interventi urgenti sono:

1.che i parametri minimi richiesti dal FUS provvisorio (annualità 2021) vengano fortemente ridotti di quantità, poiché, nelle

condizioni di attuale diffusione pandemica, sarà impossibile realizzare un’attività rispondente ai numeri richiesti;

2.che vengano riconosciuti ristori per le imprese dello spettacolo (produzione, teatri, formazione), relativi a tutti i mesi di

chiusura;

3.che venga concessa la misura del credito d’imposta del 60% dei canoni di locazione, per i gestori delle strutture di

spettacolo e di formazione (teatri, centri culturali, scuole di formazione), da gennaio a dicembre 2021; nonché il blocco

dell’IMU per proprietari di spazi con destinazione d’uso spettacolo.

4.che venga riconosciuto per i lavoratori dello spettacolo un reddito mensile fino alla fine del 2021;

5. che vengano stanziati contributi a fondo perduto (100%) per la ristrutturazione e la riqualificazione delle sale teatrali e di

tutti i luoghi dello spettacolo e della formazione (efficientamento energetico, adozione di tecnologie digitali, messa a norma,

arredi);

6.che i costi per gli eventi culturali e per gli spettacoli dal vivo siano detraibili dalle tasse.

Co.N.D.A.S. vigilerà perché tutto questo avvenga, sempre dalla parte dei professionisti e delle scuole di danza e luoghi

performativi; si lavora a testa bassa e sarà fondamentale l’intervento di ognuno per la diffusione e il sostegno delle nostre

richieste e del nostro MANIFESTO, contenente gli argomenti sui quali ci dovremo confrontare e concentrare in un prossimo

futuro.

I nostri principi di UNITARIETA’ ci stanno facendo ottenere risultati concreti, per questo ognuno di noi dovrà operare per

acquisire nuovi aderenti al Co.N.D.A.S. e poter essere così sempre più numerosi e pregnanti.


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20

Diciassette opere di arte urbana di diciassette artisti nazionali e

internazionali, realizzate nelle periferie di Roma per raccontare gli obiettivi

di Sviluppo Sostenibile 2030 -Sustainable Development Goals (SDGs)-

dell’agenda ONU, attraverso il linguaggio immediato e dirompente della

street art.

E’ questo Street Art for RIGHTS, un’azione artistica e sociale, che parte

dalle periferie urbane per sollecitare il cambiamento verso un futuro più

sostenibile in un’ottica di impegno e consapevolezza collettivi, con un

programma triennale di attività volte alla futura creazione di un museo a

cielo aperto, pubblico e gratuito, al di fuori dei percorsi più battuti della

capitale. Il progetto, ideato ediretto da Giuseppe Casa e curato da Oriana

Rizzuto, è organizzato dall’associazione culturale Taste and Travel in

collaborazione con MArtegallery, si è svolto a Roma (da giovedì 18 a

domenica 28 marzo 2021) nella sua prima annualità è stata dedicata ai

primi tre goals dell’Agenda 2030 ONU: sconfiggere la fame (GOAL 1),

sconfiggere la povertà, (GOAL 2), e salute e benessere (GOAL 3).

Diamond, Solo e Moby Dick, street artists italiani tra i più noti anche

internazionalmente, sono gli artisti chiamati a interpretarli, e a dare loro

eco dalle facciate degli edifici dei quartieri di Settecamini e Corviale.

Provenienti da diversi ambiti della scena dell’arte di strada capitolina e

scelti per avere fatto dell’impegno civile il centro della propria attività, i tre

artisti restituiranno, ognuno dal proprio personale punto di vista,

un’immagine potente sull’obiettivo e sul concetto chiave di sviluppo

sostenibile, dal quale nascono tutte le azioni che possono essere messe

in campo da istituzioni, aziende, singole persone. Il progetto si è avvalso

della collaborazione di ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo

Sostenibile, (main partner), e delle partnership di World Food Programme

Italia, Banco Alimentare, Comunità Sant’Egidio, Forum Disuguaglianze e

Diversità, Italia che cambia, GreenPeace, MArte Social, Comitato di

Quartiere di Settecamini, Laboratorio di Città Corviale, Museo delle

Periferie, Wunderkammern Contemporary Art Gallery, Dorothy Circus

Gallery, Contemporary Cluster. E’ patrocinato da Rai per il Sociale, e la

media partnership di Radio Live e TGR. Partner tecnici Ater e AirLite. Gli

artisti cominceranno hanno lavorato alle opere, nell’ottica del rispetto

dello "spirito dei luoghi" e della loro identità e con un’attenzione

particolare all’ambiente, grazie all’uso anche di vernici speciali AirLite

capaci di assorbire gli agenti inquinanti e trasformarli in sostanze inerti

attraverso un processo chimico attivato dalla luce solare. Punto centrale

di tutto il progetto Street art for rights è stato il coinvolgimento dell’intera

comunità che ha condiviso con gli artisti idee, storie e proposte durante la

realizzazione dei murales. Ciascun murale sarà inoltre contrassegnato da

un QR Code che fornirà maggiori informazioni sugli artisti e sulle opere,

sulle caratteristiche dei luoghi, degli obiettivi a cui si riferiscono, favorendo

la divulgazione dei valori su cui si fonda l’evento. Il making of dell’evento

sarà documentato attraverso l’obbiettivo della fotografa Gloria Viggiani,

esperta osservatrice di urban art, le cui immagini, insieme a quelle delle

altre due fotografe scelte per le prossime edizioni, confluiranno in una

mostra e un catalogo sul festival, che segneranno il GOAL 0, ovvero la

conclusione e la comunicazione dell’intero progetto. La mission di Street

Arts For Rights è la promozione di modelli di buone pratiche volte a

supportare concretamente le associazioni e gli enti del terzo settore attivi

nella realizzazione di obiettivi connessi e affini allo spirito dell’Agenda

ONU 2030.


A T T U A L I T Á

TuttoBallo20

MONDIALI PATTINAGGIO FIGURA 2021:

IL PRIMO ORO È RUSSO, DELLA MONICA-GUARISE OTTAVI

Nicole Della Monica e Matteo Guarise sono protagonisti

dei mondiale 2021. I portacolori delle Fiamme Oro, al nono

Mondiale in comune, crescono dall’11° all’8° posto e,

confermando il piazzamento del 2019, eguagliano il

secondo miglior risultato della carriera. Gli allievi di

Cristina Mauri, dopo un corto in salita, hanno qualche

sbavatura solo sui tripli lanciati, ma sugli altri elementi,

giocando d’esperienza, tornano a essere decisamente

all’altezza. E chiudono quali migliori europei alle spalle

dei tre tandem russi. Il loro progresso, abbinato al 17°

posto di Rebecca Ghilardi-Filippo Ambrosini, garantisce

all’Italia due posti sia all’Olimpiade di Pechino sia ai

Mondiali di Montpellier del 2022.


A T T U A L I T Á

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"Le grand voyage"

La compagnia Oplas/Centro Regionale della Danza Umbra porta

la danza tra la gente racconta la Divina Commedia di Dante.

Decisamente originale l'idea della compagnia Oplas/Centro Regionale della Danza Umbria, diretta da Luca Bruni e Mario Ferrari,

di celebrare il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri portando in scena in un contesto inconsueto ma alquanto

suggestivo, quello delle dune del deserto di Sabryah, alle porte del Sahara tunisino, un'opera coreografica dedicata al Sommo

Poeta e alla sua Divina Commedia. "Le grand voyage" (Il grande viaggio) è la prima tappa di un percorso creativo dedicato

alla grande opera dantesca - spiegano ad ANSA Bruni e Ferrari - ed è stato presentato nell'ambito del Festival Internazionale del

Teatro del Sahara, finanziato dall'Ue, creato al fine di portare il teatro e la danza direttamente tra la gente, sulla sabbia del deserto e

per sviluppare il turismo culturale nel governatorato di Kebili, in particolare nel villaggio di Sabryah. Oplas, sottolineano ancora Bruni

e Ferrari, ha sempre prediletto questo genere di contesti inconsueti al fine di portare la danza direttamente fra la gente, e per questa

caratteristica è diventata nota in tutto il mondo. "Lo spettacolo dedicato a Dante e la scelta del deserto come luogo del debutto

non poteva essere più adatto: ispirato alle immagini dell'Inferno dantesco, il racconto coreografico si è calato

perfettamente nelle suggestioni di un luogo sferzato dal vento e da una sabbia così fine tale da infilarsi fin nei pori della

pelle, illuminato dalla luce naturale del sole al tramonto", raccontano gli interpreti di Oplas, al termine della loro esibizione. "Ma

la vera ricchezza di quel luogo - proseguono - sono stati sicuramente gli occhi e gli sguardi del pubblico: come spesso accade in

posti come questi, dove il mondo sembra essersi fermato ad un altra epoca, il linguaggio della danza contemporanea raggiunge i

cuori della gente anche senza proferir parola, in cambio di un caloroso applauso che suggella quell'unione momentanea fra chi

l'arte la esegue e chi la riceve". Lo spettacolo è stato arricchito dalle acrobatiche esibizioni di danza sui trampoli che hanno reso

Oplas famosa nel mondo, elementi aggiunti all'ultimo istante, una volta giunti sul posto, proprio per sbalordire maggiormente coloro

che già estremamente di rado - se non mai - vedono un artista europeo esibirsi: e l'intento non è stato disatteso. "Esibirsi sulla

sabbia, dove i piedi che affondano passo dopo passo - racconta Luca Bruni - non è stata cosa semplice. Abbiamo danzato

con la gola secca e le narici bruciate dalla sabbia, e alla fine dell'esecuzione sentivamo bruciare i polmoni: ma tornare a

danzare sotto la volta del cielo è sempre molto emozionante, cosa che conosciamo bene dopo 24 anni dal nostro primo

spettacolo di danza fuori dalle mura del teatro". "Guardando all'orizzonte e scrutando verso sud quel mare di sabbia bianca -

prosegue Bruni - il nostro pensiero è andato inevitabilmente a tutte quelle persone che lo attraversano per giungere alle sponde del

Mediterraneo, e da lì in Italia: giungendo fino alle porte del Sahara, contro corrente, abbiamo avuto modo di cogliere almeno

qualche indizio di tanta veemente motivazione che spinge l'uomo ad affrontare ogni sorta di pericolo, in una sorta di atavico viaggio

in perfetto stile dantesco, e abbiamo visto con i nostri occhi quanto il mondo può essere diverso, alle volte, dalla nostra cultura e dal

nostro vivere quotidiano. Con questa coscienza, e la memoria incisa nel cuore, affronteremo ogni prossima esecuzione del nostro

viaggio dantesco". Lo spettacolo è stato realizzato con il sostegno della Regione Umbria, che da decenni sostiene l'attività

di Oplas, e del Ministero italiano della Cultura. Le coreografie sono di Luca Bruni, mentre i suggestivi costumi sono stati

ideati e realizzati da Mario Ferrari. Fonte ANSA.


C O N C O R S I

TuttoBallo20

Dance Open America

special Guest Antonio Desiderio

Il manager dello spettacolo Antonio Desiderio è stato

selezionato come Special Guest in giuria del prestigioso Dance

Open America al fianco di nomi illustri della danza come l’etoile

Viviana Durante, la star Julio Bocca e tanti altri. La kermesse si

terrà in digitale dal 18 al 21 marzo 2021.

Antonio Desiderio, dopo la collaborazione oramai più che

decennale con l'international Ballet Festival di Miami come loro

referente europeo, special guest per questa edizione del Dance

Open America svoltasi dal 18 al 21 Marzo 2021 accanto ai

grandi nomi della danza mondiale come Viviana Durante, Etoile

e Direttrice dell'English National Ballet di Londra, Julio Bocca,

Star mondiale dell'American Ballet Theatre di New York, Jose

Manuel Carreno, Stella dell'American Ballet Theatre di New York,

SamanthaDumster, Assistente alla Direzione Artistica del

Pennsylvania Ballet, il coreografo internazionale Garren Smith,

l'italiano Gino Labate, Direttore e Coregrafo Internazionale,

Kumiko Noshiro, Direttore dell'International Ballet School di

Monaco di Baviera, Pedro Carneiro, Direttore Artistico

dell'International Ballet School di Monaco di Baviera, Maria

Torija, Direttore del Ballet Met Academy, Philip Neal, Direttore

Artistico del Next Generation Ballet e del Conservatorio Patel

dello Straz Center, Claudio Munoz, Ballet Master dell'Accademia

di Houston, Dirk Bandenhorst, Ceo del South Africa

International Ballet Competition.

Una delle novità della kermesse è stata "Conversation with

Stars", diagolo aperto via zoom con due grandi nomi del balletto

che hanno risposto alle domande dei partecipanti: Osiel

Gouneo, Primo Ballerino del Balletto di Monaco di Baviera e

Yanela Pinera del Ballet Nacional de Cuba. Dance Open America

è una delle più importanti competizioni d'America si svolge a

Miami, in Florida, e rappresenta oggi uno dei maggiori

appuntamenti mondiali per le giovani generazioni di ballerini di

grande talento, un luogo per unire persone di tutte le culture

ed etnie. Accanto alla grande competizione, Dance Open

America organizza delle prestigiose masterclass di danza con

nomi di fama internazionale con lo scopo di consentire ai

ballerini di diventare interpreti innovativi e qualificati,

raggiungendo il loro pieno potenziale ed aprendo loro

possibilità di lavorare con altri ballerini, coreografi, insegnanti e

registi.

La competizione verrà ripetuta in autunno, a Novembre, si

spera in presenza, sempre a Miami.


FESTIVAL

TUTTOBALLO20


F E S T I V A L

TuttoBallo20

A partire da mercoledì 31 marzo, in contemporanea con la

Giornata Internazionale della Visibilità Transgender,

prenderà il via DRAG ME UP – Queer Art Festival, prima

edizione. Il progetto promosso da Roma Culture è vincitore

dell'Avviso Pubblico CONTEMPORANEAMENTE ROMA 2020-

2021-2022, curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è

realizzato in collaborazione con SIAE.

Il festival Drag Me Up si svolgerà in streaming fino a venerdì 30

aprile 2021, guidato dalla compagnia ONDADURTO TEATRO,

affiancata dalla collaborazione artistica delle Drag

QueenHoliDolores e del duo Karma B.

Drag Me Up (https://dragmeup.it), mette al centro della scena

contemporanea il mondo QUEER, irrompendo con tutta la sua

forza e valenza espressiva, accendendo i riflettori su arti

performative come il Draging, il Pop, la Performing Art, il

Cabaret, la Stand Up Comedy, l'Opera Lirica, linguaggi

apparentemente molto diversi tra loro, ma uniti da un gusto ed

una indiscussa qualità artistica a cui la generazione queer

attinge da sempre e che oggi, si riuniscono in un festival in cui

coesistono molteplici forme di espressione che riflettono le

molteplici forme di essere.

Dalle movenze di Raffaella Carrà alle opere di Bertold Brecht,

dalle soubrette alle grandi dive del nostro tempo, fino alle

parole di grandi autori e le esperienze di un vissuto carico di

significati. Un ensemble artistico che mostrerà al pubblico un

colorato e ironico universo, in cui immagini agli antipodi tra

loro dialogheranno in sinergia, le canzoni diventeranno

racconti di voci strappate a contesti già noti, per rifiorire in

altre e nuove visioni, ridefinendo quello spessore artistico che

oltrepassa i tempi, continuando a influenzare la scena

contemporanea. Un progetto che si muove in equilibrio tra

codici artistici contemporanei e zone in prossimità tra arte e

vita, dando luogo a percorsi creativi che indagano su contesti

umani diversi tra loro.

Il festival Drag Me Up con i suoi eventi performativi, incontri,

mostre fotografiche, laboratori ed eventi collaterali all’iniziativa,

si svolgerà in streaming, dando il via al progetto triennale

partito da un'edizione zero svoltasi online negli ultimi mesi del

2020, con la proiezione digitale di spettacoli che hanno

riscosso il gradimento di centinaia di persone connesse sulla

rete. Nasce così il primo Queer Art Festival, la cui missione è

quella di porsi come network internazionale per le arti

contemporanee e l'attivismo LGBTIQ+. Una vera e propria

vetrina dove rappresentare tutte le espressioni di genere,

esaltandone i caratteri attraverso costumi, make-up,

acconciature, in un connubio di ironia e attivismo socioculturale

da cui partono riflessioni su istanze sociali legate

all’inclusione.

ALCUNI DEGLI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA

Inziato il 31 marzo con tre appuntamenti. #Dragmeuptalk, dal Teatro

Quarticciolo. Un incontro, che durante la Giornata Mondiale per la

Visibilità Trans, coinvolgerà sociologa, artista, filosofa, giornalista e

youtuber, sulle tematiche legate alla discriminazione di genere e

all’omobitransfobia. In collaborazione con Circolo di Cultura

Omosessuale Mario Mieli e il M.I.T – Movimento Identità Trans,

interverrà tra gli altri, Porpora Marcasciano, scrittrice, autrice e figura

storica del trans femminismo italiano.

Mercoledì 31 marzo, in rete il Video Virale, Love Speech, regia di

Adele Tulli, per una campagna sociale che sarà trasmessa su tutti i

canali mediatici del Festival, con cui mettere al centro dell’opinione

pubblica l’utilizzo delle parole. Un cortometraggio che evidenzia alcuni

degli effetti profondamente negativi che il linguaggio offensivo ha sulla

comunità LGBTIQ+. #LOVESPEECH è anche il sottotitolo che identifica

il tema portante della prima edizione.

30 marzo, per l'audience del web la Mostra Fotografica, BELLE,

realizzata da Natascia Aquilano. Nel cuore della Catania barocca, si

trova quello che era considerato il più grande quartiere a luci rosse del

Mediterraneo: San Berillo. Un quartiere carcassa, eppure

profondamente romantico. Un corpo morente tenuto in vita dagli

ultimi, dagli indicibili: prostitute, travestiti, “puppi”. Coloro che non lo

hanno mai abbandonato e che mai lo faranno: le Belle di San Berillo.

1aprile dal Teatro del Lido di Ostia, sarà la volta di GAYSTORY -

Piccola Storia del Movimento Gay Italiano, a cura delle KARMA B,

una piccola e (non) esaustiva Storia del Movimento Omosessuale

Italiano.

Mercoledì 7 e domenica 18 aprile, arriva LE DONNE DI ULISSE, di e

con HOLIDOLORES dal Teatro del Lido di Ostia, un percorso tra Miti e

Leggende raccontate da una DRAG, progetto di accoglienza e

autodeterminazione ma anche un laboratorio che calca le esperienze

nate anni orsono a San Francisco e poi esportate nel mondo.

Sabato 10, venerdì 23 e mercoledì 28 aprile, spazio allo show di

CABARECHT, con KARMA B e HOLIDOLORES, una produzione

Ondadurto Teatro, dal Centrale Preneste Teatro. Tre Drag Queen ci

conducono in un viaggio che svela le contraddizioni e le ipocrisie della

società, fondendo il Mondo del Drag con Varietà, Cabaret e Physical

Theatre.

Mercoledì 14 aprile, DRAG ME... MAKE UP, un laboratorio su tutti i

trucchi del mestiere per la creazione di un personaggio Drag Queen.

Lunedì 19 aprile, ancora spettacolo con KARMA LIVE, di e con

KARMA B, e con la partecipazione di Morgana e Farida Kant, in scena

dal palco dell’OFF/OFF Theatre di Roma. Le Karma B, performer in

drag fra le più famose in Italia, insieme a colleghe di spicco, ci

dimostrano che le drag queen cantano, suonano, ballano, recitano e

chissà cos'altro ancora.

Venerdì 30 aprile, KARMA B e HOLIDOLORES, special guest, saranno

le mattatrici di DRAG ME UP SHOW, dal Teatro Quarticciolo, su

vertiginosi tacchi 12. Uno spettacolo evento che vedrà esibirsi

differenti artistə provenienti dalla scena Drag. Drag Me Up Show sarà

allo stesso tempo un café-chantant, che unirà il genere della Rivista,

dell'Avanspettacolo, e del Cabaret.

Sono quattro gli spazi coinvolti in questa prima edizione del

Drag Me Up, pensato come una manifestazione che vive la

città come luogo di accoglienza, in più punti distanti tra loro, a

sottolineare il coinvolgimento di più stratificazioni sociali, dal

centro alla periferia. Dall'OFF/OFF Theatre di Via Giulia, cuore

pulsante di Roma, passando per la zona Prenestina, dove

sorge il Centrale Preneste Teatro, fino al Teatro Biblioteca

Quarticciolo e il Teatro del Lido di Ostia/Teatro di Roma. Dal

centro verso la periferia e viceversa, per un festival che si

diffonde nella Capitale attraverso spazi aperti a nuove visioni e

connessi tra loro dalla cultura.


F E S T I V A L

TuttoBallo20

L’8 Marzo scorso, giorno della “Festa

della Donna”, “Primo Piano -

Pianeta Donna” - “Il lungo e

faticoso viaggio della Donna nella

storia del cinema”, la storica

kermesse creata e diretta da Franco

Mariotti divenuta Festival

cinematografico competitivo al

femminile, è tornata alle ribalte

inaugurando con grande successo la

Sua XXXVIIIa edizione, realizzata on

line sulla piattaforma MYmovies.it: il

“taglio del nastro” della virtual edition

del Festival ha avuto luogo all’indirizzo

https://www.mymovies.it/ondema

nd/primo-piano- pianeta-donna/.

Questa giornata, ha confermato il

notevole “cambio di marcia” imposto

dal Suo ideatore e Director, che ha

trasformato, già due anni fa, l’essenza,

i target ed i content di questo

imperdibile appuntamento con il

Grande Cinema Italiano: da rassegna

monografica “Primo Piano

sull’Autore”, il Direttivo presenta oggi

proposte filmiche di molteplici generi

che dispensano ampiamente femina

virtus; opere prime e non, dedicate

alla Donna, omaggi alle grandi registe,

autrici, Dive e, poi, a film maker

scomparse. L’8 Marzo sono stati

“proiettati” on line su MYmovies.it,

quattro titoli importanti di diversi

format: il docu-film in Concorso

incentrato sulla figura dell’artista del

‘600 “Artemisia Gentileschi -

Pittrice Guerriera” di Jordan River,

nella versione in Lingua Originale con

sottotitoli in Italiano, con Angela Curri

e Melissa Pignataro; il cortometraggio

- anch’esso in Concorso - cartoon in

semi-animation sperimentale “Tobia

il nostromo del tempo - Reboot

Edition” della regista/produttrice

Caterina Ponti; “È Piccerella” della

neorealistica regista Elvira Notari, nella

versione restaurata del 2018 ,

accompagnata da musiche originali,

composte e dirette da Enrico Melozzi.

In chiusura di questa già assai intensa

prima giornata di grande “Cinema al

Femminile”, come omaggio a Liliana

Cavani, è stato riproposto il

capolavoro “Il portiere di notte”,

presentato nella sua versione

integrale, nella copia restaurata nel

2018 dal Centro Sperimentale di

Cinematografia - Cineteca Nazionale e

dall’Istituto Luce - Cinecittà. Franco

Mariotti, con l’Assistente Direttore

Artistico e coordinatrice Lilia Ricci,

insieme al Direttore Artistico Edizione

Digitale Gianluca Nardulli, hanno presentato un Programma del Festival ricco: 24 opere, 11

lungometraggi, e 13 cortometraggi, proiettati in streaming, nei tre gg. conclusivi di Marzo,

su “MYmovies.it - Il Cinema dalla parte del pubblico”. Da evidenziare “Omaggio” a Lina

Wertmüller, e la sua commedia “Ferdinando e Carolina” con Gabriella Pessione Sergio

Assisi; la commedia brillante di Michela Andreozzi “Brave ragazze” con Ambra Angiolini,

Ilenia Pastorelli, Serena Rossi, Silvia D’Amico; il corto “Tobia il nostromo del tempo - Reboot

Edition” diretto e prodotto da Caterina Ponti: una fairy tale di impianto gotico, inquadrata

nell’incipit “Quando l’Arte si anima & l’Animazione diventa Arte”, scritta e disegnata dal

poliedrico artista Paolo Di Orazio, narrata attraverso la soave voce della magistrale

doppiatriceEva Ricca. Non sono mancati film drammatici, dai risvolti thriller dark, “Buio” di

Emanuela Rossi con Denise Tantucci, Valerio Binasco, Elettra Mallaby, Gaia Bocci, il corto

ambientato nell’ anno 2087, “Le abiuratrici” di Antonio De Palo, interpretato da Valeria

Solarino e Claudia Potenza, Il Festival è stato promosso da AmaRcorD Associazione Culturale,

realizzato con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del

Ministero della Cultura, con la partnership di Istituto Luce Cinecittà, Cinecittà News, SNGCI

Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, Centro Sperimentale di Cinematografia

- Cineteca Nazionale, Cineteca Lucana, CSC Centro Studi Cinematografici, Mediterranea

Productions, Pierfrancesco Campanella. La XXXVIII° Festival “Primo Piano - Pianeta Donna”

disponibili su MYmovies.it.


PERSONAGGI P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

F R A N C E S C O

A N N A R U M M A

So quali sono i

miei obiettivi e

come realizzarli, o,

come si dice,

almeno ci provo


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

Caro Francesco, benvenuto. Partiamo dai tuoi esordi...raccontaci come ti sei avvicinato alla danza e come è nato l'amore per

questa arte

Fin da piccolo sono stato attratto dalla musica e dall’arte; il mio primo approccio è stato verso i balli latini fin a quando, grazie a

mio zio, ho scoperto il mito “Micheal Jackson”. Desideravo essere come lui, ero un suo grandissimo fan, e proprio quando mio padre

mi ha dato l’opportunità di andare a Milano a vedere un suo concerto, ho capito di avere un forte amore per la danza e voler

diventare un ballerino. Con la voglia e la determinazione di iniziare a studiare è stato sempre mio padre che mi ha indirizzato verso

gli studi della danza classica perché sapeva potesse essere necessaria per la mia crescita.

La tua formazione all'estero. Quali benefici ne hai tratto?

Mi iscrissi alla scuola Danza e Danza di Antonella e MariaCira Iacomino, dove rimasi per 4 anni. In seguito ho partecipato a vari

concorsi e festival; sono stato premiato alla serata di Maiori come miglior danzatore della serata da Oriella Dorella . Subito dopo fui

notato dal Coreografo Michele Pogliani e ricevetti un invito al concorso di Castiglioncello dove vinsi la borsa di studio all’ English

National Ballet School della direttrice Kathryn Wade e da lì ha avuto inizio la mia formazione all’estero. Nonostante le mie difficoltà

con la lingua e la lontananza dalla mia famiglia, che a malincuore ho dovuto lasciare, ho proseguito con la formazione, dalla scuola

di ballo del Teatro della Scala di Milano all’Academie Princesse Grace, ma ci tengo a precisare che non ho terminato gli studi,

avendo ricevuto presto un contratto lavorativo.Esperienze che mi hanno insegnato sicuramente a vivere. Avendo avuto problemi

familiari, ho dovuto imparare a cavarmela da solo,quindi vivere e sopravvivere e credere in ciò che stavo facendo. Tutto questo,

anche e soprattutto grazie ai miei amici, che mi sono stati accanto che mi hanno aiutato e dato la forza.Tra questi, devo un grazie

ad un’ amica ballerina che mi ha supportato molto e spesso e che dedicava tutto il suo tempo per aiutarmi e farmi crescere in

ambito tecnico e alla quale auguro ogni bene: Enza Milazzo, un grande amore che mi ha accompagnato fino ad un certo punto

della mia carriera . A questa persona oggi devo molto e le sarò sempre grato .

Sei tra i più giovani coreografi italiani che già colleziona importanti successi internazionali. Parlacene

Tra i miei successi ho avuto l’onore di coreografare per il Gärtnerplatz theater- Munich International Ballet Shool - theater

Magdeburg -Teatro Petruzzelli di Bari -ToTeme dance - MP3project . Sono, inoltre, docente presso la Tanzacademy di Zurigo . Ho

coreografato per Giovani Talenti, ho ricevuto due premi presso il Premio internazionale di Capri. Partecipando a vari Gala con

l’invito dell’ Etoile Giuseppe Picone. Tanto devo anche al mio ex direttore : Karl Alfred Schreine,r direttore del Gärtnerplatz

ph_Massimiliano Pappa


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

Recentemente hai realizzato una creazione per il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli....

Un giorno di Settembre, non dimenticherò mai, la chiamata del direttore Giuseppe Picone per realizzare una produzione. In quel

momento è stata un’emozione indescrivibile, poiché da gran napoletano, ricevere la chiamata per il San Carlo è praticamente un

sogno che si realizza.Una grandissima soddisfazione. Entrare ed immaginare anche solo un tuo lavoro lì è un qualcosa di

indescrivibile. Sono state tre settimane di lavoro intense, sicuramente non facili, ma meravigliose, cercando di rispettare tra l’altro la

loro linea di lavoro classica (non facile sicuramente con il mio stile) e rispettando tutte le normative COVID. Nonostante tutto

questo, per svolgere un lavoro in periodo pandemico, sono stati incredibili e mi hanno dato la forza di maturare ancora di più.

Hai collaborato e coreografato già tanti nomi della danza tra cui Natasha Kush e Giuseppe Picone. Quali rapporti instauri con

ognuno di loro per far si che la tua creazione sia eseguita al meglio?

Lavorare con Natasha Kusch è stata un’esperienza bellissima! E’una persona magnifica, oltre che una grande artista e lavoratrice. Mi

ha regalato tantissime emozioni; ho creato un passo a due per lei a Monaco di Baviera, aspettando il suo debutto. Ho con entrambi

instaurato un bellissimo rapporto. Mi preme, però, specificare che con l’Etoile Giuseppe Picone ho legato particolarmente. Lui è per

me il mio punto di riferimento, gli devo molto per aver creduto in me, per aver puntato su di me, dandomi una grandissima

opportunità sia come danzatore che come coreografo. Lo reputo un grande ed immenso “Artista” per essere rimasto una persona

umile, rivolgendosi a me sempre alla pari, e di questo gliene sarò per sempre ed immensamente grato . Per lui la mia coreografia

creata per il Gala dedicato a Gioachino Rossini, e che ha rappresentato l’Italia all’estero al Gala del Teatro Coliseo di Buenos Aires .

.

ph_Massimiliano Pappa

I punti fermi della tua vita e carriera

Il mio punto fermo ad oggi è il mio compagno, Luigi, ed il mio cucciolo Oscar.

Sono una persona dedita alla famiglia, tutte le mie scelte sono state per lui che, ad oggi, è la mia forza ed il mio sostegno.

Chi è Francesco Annarumma uomo e chi è Francersco Annarumma coreografo?

Francesco uomo è una persona troppo sensibile, buona generosa, con tantissima voglia di fare, con un vissuto familiare complesso,

ma senza mai piangersi addosso e con la grinta di andare avanti. Diversamente, in sala mi sento rigido, pignolo mi definisco più

leone in sala che nella vita. Determinato e sicuro di quello che voglio, so quali sono i miei obiettivi e come realizzarli o, come si dice,

“almeno ci provo”!

I tuoi prossimi progetti?

Al momento non mi sento di dire nulla,ci sono tante cose che bollono in pentola, ma voglio godermi ogni momento.Più che altro

mi sento di fare un augurio a tutti con la speranza che presto torneremo a splendere insieme. Vorrei ringraziare diverse persone a

me care. Un regalo che la vita mi ha fatto è stato conoscere una grande persona come Antonio Desiderio a cui devo un grazie

immenso per il sostegno e l’immenso affetto. Un altro grazie va al coreografo italiano Giorgio Mancini, grande persona che mi ha

accompagnato verso la mia carriera, ed al mio amico Massimo De Santis che, nel mio percorso italiano, è sempre li presente a

tendermi una mano ed a sostenermi. Alla fine i doni preziosi che la vita ci dà, sono le persone che ci amano e sostengono sempre,

specie nel percorso di un Artista. Abbiamo sempre bisogno di persone che ci aiutano a vivere in questo mondo dello spettacolo

difficile, ma allo stesso tempo meraviglioso. .


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

“ Sono parente degli scultori Eugenio ed Eros Pellini .

Da piccola giocavo nel loro studio tra opere bellissime

e disegnavo tutto il giorno, alimentando la mia grande

passione per la pittura e l’arte in generale”,

Intervista di Pina delle Site


P E R S O N A G G I

Intervista di Pina delle Site

TuttoBallo20

Carissimi lettori di Tuttoballo20, il numero di Aprile della nostra rivista, si può definire

davvero speciale … lo si evince già dalle foto della copertina e di controcopertina, che

ritraggono un’artista di spessore, sia per quel che concerne la sua carriera lavorativa

ricca, importante, che vede la collaborazione con altri grandi artisti e registi (Vanzina,

Ozpetek, Salvatores…), nel panorama cinematografico e televisivo italiano, sia per

quel che riguarda la sua grande gentilezza, umanità e, soprattutto, il grande amore per

l’Arte; stiamo parlando della grande attrice Elisabetta Pellini.

Fare una cronistoria di tutti i lavori di Elisabetta, sarebbe davvero impresa lunga, di cui

vi lasciamo immaginare la molte che, senza dubbio è nota alla maggioranza del

pubblico …

Perché Elisabetta Pellini, è “speciale”? La nostra Rivista nasce dal progetto, di

dimostrare come l’Arte possa essere rappresentata ed incarnata in varie forme,

attraverso cui ognuno di noi è, nella propria dimensione, un artista, e di comunicare a

tutti, indistintamente, le emozioni che ogni forma d’Arte può, nello stesso tempo,

suscitare ed essere espressa. Ebbene, Elisabetta sposa in pieno questa concezione

“totalitaria” dell’Arte, tanto da dichiarare di essere appassionata e di praticare anche

altre forme d’Arte:“ Sono parente degli scultori Eugenio ed Eros Pellini . Da piccola

giocavo nel loro studio tra opere bellissime e disegnavo tutto il giorno, alimentando la

mia grande passione per la pittura e l’arte in generale”, si evince dal profilo del sito a

lei dedicato; Elisabetta è colei che dichiara di amare la scrittura, la lettura che

alimenta la fantasia … non solo,Elisabetta è anche colei che ama “camminare

perdendomi per le città nella loro cultura ed arte”… E poi c’è la recitazione, la sua

passione, il suo lavoro … Elisabetta è “tante cose”, artisticamente parlando, e chi,

dunque, meglio di lei potrebbe rappresentare la nostra Rivista? Conosciamola, dunque

meglio, attraverso un’intervista che ci ha gentilmente concesso.

Bentrovata Elisabetta e grazie per aver accettato di concedere un’ intervista a

noi di Tuttoballo20 … ne siamo davvero felici ed onorati! Innanzitutto come stai?

Grazie , sono molto felice di fare questa intervista con voi . E’ un momento difficile per

ognuno di noi e bisogna combattere e stare molto attenti alla nostra salute e dei nostri

cari . Dobbiamo cercare di esser ancora più uniti e avere pazienza .

Tu sei una grande attrice che ha alle spalle, e continua ad alimentare, un

curriculum lunghissimo ed importantissimo, considerata anche la tua giovane

età … ma della tua carriera attoriale parleremo più avanti, poiché ciò che ci ha

colpiti di te, è la tua dedizione all’Arte in generale, in tutte le sue forme … cos’è

per te l’Arte?

L’Arte per me è la rappresentazione di qualunque forma di bellezza, che ne viene

esaltata . Ognuno ha la sua “Arte” e la bellezza è soggettiva . Facendo Arte ci

sentiamo meglio, entriamo in contatto con i nostri sensi e giochiamo con le emozioni e

i colori, creando qualcosa di nuovo ed unico .

Qual è la forma d’Arte che ti dà più pace, serenità, ed anche una spinta in più per

andare avanti? E perché?

Mi distende dipingere e creare immagini fotografiche , fotografare la natura e i

cambiamenti di luce. Mi piace ascoltare la musica che mi mette in contatto con le mie

emozioni e ricordi .. poi è il cuore e la testa che gestiscono l’ordine delle cose e sono

sempre presenti costantemente nella nostra vita , anche se in modo inconscio. Mi

piace guardare film ed entrare nelle storie.. sono tutte forme di Arte che mi portano

lontano dalla mia vita, mi fanno sognare ed emozionare .. dandomi serenità .

Durante una nostra breve chiacchierata, mi dicevi che sei stata anche ballerina

… ci racconti di questa tua esperienza o “parentesi”? Cosa ti ha dato e cosa ti

ha lasciato la danza?

Si, ho iniziato a studiare danza classica a 4 anni per 6 anni . Mi ha molto avvicinato a

quello che poi è sempre stato il mio sogno . Un attore per esser completo deve

conoscere e aver confidenza con il suo corpo e la danza è un aiuto. Mi ha insegnato la

disciplina, la fatica , il sudore ( le prime volte che mettevo le scarpette con le punte e i

piedi sanguinanti ) .. e il risultato finale, il saggio di fine anno al Teatro Impero di

Varese. Finalmente, dopo tanto studio e fatica, potevamo mostrare il balletto e

ricevere gli applausi dopo aver vissuto una grande emozione. La danza è sempre

stata presente nella mia vita . Sia a livello professionale ( mi è capitato di ballare sul

set e l’impostazione della danza classica mi ha aiutato tanto ) , sia nella vita . Perché

quando balliamo, muoviamo il nostro corpo e muoviamo energia .. mi disintossico dalle

negatività con il ballo, ed evito di somatizzare fisicamente . Poi mi sento meglio. Le

cose non cambiano magari, ma io mi sento meglio e le percepisco in modo diverso .


P E R S O N A G G I

TuttoBallo20

Perché hai smesso, se hai smesso, di dedicarti a questo tipo di Arte? Nel caso, ti manca? Perché?

Non ho mai smesso, e la cosa bella della danza è che non si dimentica . L impostazione fisica e muscolare resta .

Secondo te, visto che spesso si sente dire che attraverso la danza ognuno di noi ha modo di esprimere le proprie

emozioni, in una forma che non appartiene ad altre Arti, la danza è di tutti? E’ per tutti?

La danza è di tutti e per tutti . La danza è terapeutica e creativa . Ognuno ha il proprio modo di sentire ed interpretare la musica e

deve esser libero di esprimersi. Quando vediamo una persona qualsiasi danzare, ha una sua personalità … una caratteristica di

muoversi, che è unica e da quello si possono capire tante cose di quella persona . Se è empatica, timida, razionale, passionale ,

sicura, .. ci avevate mai pensato ?

Poi hai scelto la strada della recitazione … come mai?

Perché il palco ed i film , i cinema sono stati i miei compagni di infanzia . Quando pioveva, in inverno, rivedevo tutti i film con

Alberto Sordi, Monica Vitti , Mariangela Melato .. e sognavo di diventare un’ attrice anche io.. poi da un sogno è diventata una

professione che amo moltissimo .

Qual è stato il personaggio per il quale hai avuto più difficoltà ad entrare nel ruolo, e quale quello in cui ti sei rivista con

più facilità?

Ho sempre interpretato personaggi molto diversi dal mio modo di essere. Copiavo le cose, atteggiamenti , modi di fare, il muoversi,

il vestirsi delle persone che non mi piacevano e le riportavo in “ vita “ in scena. Però i personaggi che ho interpretato sono

diventate tutte mie amiche, vite parallele che ho amato tutte tantissimo, e che mi hanno dato la possibilità di “ giocare” vivendo vite

che mai avrei potuto immaginare.

Registi e colleghi che ricordi con piacere e da cui hai tratto importanti insegnamenti?

Ho imparato moltissimo da Gigi Proietti, che mi ha dato consigli fondamentali per me quando ho cominciato questo lavoro sul set

con lui, nel 2000, durante “Maresciallo Rocca” regia di Giorgio Capitàni. Ho imparato poi qualcosa da ogni regista con cui ho

lavorato , perché ognuno ha un modo differente di lavorare e porsi e spesso cercano in te, o vedono in te qualcosa che neanche tu

sai.. il mestiere dell’attore è anche molto psicologico.

Durante i tuoi anni di carriera c’è un aneddoto in particolare che ricordi e che ti piacerebbe raccontarci?

Ci son tantissimi aneddoti . Ho amato molto i film che ho girato in Kenya ( “Un coccodrillo per amico” e “La stagione delle piccole

piogge”), perché mi hanno dato la possibilità di conoscere e confrontarmi , lavorando , con culture molto diverse dalla nostra , con

al ritorno un gran “ mal di Africa” .


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Il lavoro più piacevole che ricordi?

È stata molto difficile, ma entusiasmante, il mio esordio alla

regia nel film a episodi “SelfieMania” ( che nasce da una mia

idea ) e lo sviluppo sceneggiatura con Giancarlo Scarchilli; ed il

mio esordio alla regia nell’ episodio” L’Amore nonostante tutto”,

che ha come protagonisti Milena Vukotic , Andrea Roncato e

Bianca Nappi . Ho avuto come direttore della fotografia Blasco

Giurato che è stato un vero capitano per me. In questo film

sono nate amicizie speciali. Siamo stati accolti dal paese dove

abbiamo girato in Sicilia, a Santo Stefano di Camastra , il paese

della ceramica, con cuore e grande generosità! L’Italia è un

paese bellissimo e ricco sotto tutti i punti di vista, peccato che a

volte ce ne dimentichiamo!

E veniamo ad un progetto di freschissima realizzazione:

l’interpretazione di Jane nella pubblicità delle Gocciole:

ruolo di mamma che si preoccupa per la colazione del

figlio: ti ci ritrovi? Ruolo per te “strano” (in senso buono) o

più divertente?

Ho sempre amato la storia di Tarzan-Jane e Cita è

un’ambientazione che riporta alle favole, ai sogni e

all’avventura. Il ruolo mi ha molto divertita. Anche mostrare uno

sport diverso dai soliti rappresentati, la pallanuoto, credo sia

una cosa intelligente. E’ uno spot che vuole esser commedia e

comunicare spensieratezza e gioia. Mi son molto divertita a

girarlo e anche in questo caso sono nate delle belle amicizie tra

noi attori. Appena sarà possibile ci vedremo a pranzo per

festeggiarel’ uscita dello spot!

Allora domanda “tattica”: che forma hanno i tuoi biscotti

preferiti? (si ride ndr).

I miei preferiti son quelli fatti in casa… non solo per il sapore,

ma anche per il profumo che invade tutta casa . Comunque da

amante del cioccolato .. ce n’è sempre un po’ !!!

Come si sa, il Covid ha rallentato e, per molti versi

bloccato, molte attività; tra i settori in sofferenza c’è anche

il tuo… ma volendo essere ottimisti, quali sono i tuoi

progetti futuri?

Con l’arrivo del Covid hanno chiuso cinema e teatri. Spero che

riaprano presto perché mi mancano tantissimo... credo che, con

distanziamento e mascherina, siano luoghi sicuri. Spero, quindi,

che con la riapertura la gente torni a frequentare cinema e

teatri. Io spero uscirà il mio film “SelfieMania” ed ho un progetto

teatrale che doveva partire ma si è arrestato. Ho appena fatto

dei “ call-back” e spero che comincino presto i set perché mi

manca il mio lavoro .

Completa la frase di rito che proponiamo ad ogni artista a

fine intervista: “Per me recitare è …”

… recitare e’ vivere vite diverse!

Ringraziamo Elisabetta Pellini per la piacevole “chiacchierata”,

per la sua disponibilità, umanità ed educazione, oltre che per la

sua grande professionalità … qualità che solo chi ha una certa

sensibilità è in grado di dimostrare e di comunicare agli altri:

una sensibilità che ha il nome ed il volto dell’Arte!


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Davide Romeo


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Giovanni Battista Gangemi Guerrera

Davide Romeo. Un coreografo alla ricerca della quotidianità e

fondatore della compagnia Uscite di Emergenza . Come si evince

dalle coreografie della sua compagnia . “In realtà io volevo qualcosa

di assolutamente quotidiano, che fosse un po’ dappertutto e che

non fosse troppo astratto. Un rimando che si trovasse facilmente,

proprio perché mi piaceva evocare sia un’idea di concretezza che di

quotidianità, una connessione che segna il leitmotiv della ricerca

della mia danza”.

Creare danza oggi è un atto di “coraggio”?

Più che un atto di coraggio è un atto di sopravvivenza! Credo che

sia un atto utile, importante. Ora, non vorrei cadere nel banale, ma

di fatto questo strano periodo di pandemia non può passare in

secondo piano! Se consideriamo a quanto la nostra capacità

creativa, proprio come civiltà e di vita quotidiana, sia stata coartata

in questo periodo, allora ecco che si capisce bene quanto sia vitale

creare e creare col corpo! Un corpo che in questo periodo è stato

mortificato, rinchiuso in casa e dietro le mascherine, un corpo al

quale è stato proibito di muoversi e di abbracciare, di respirare e

ancora di più un corpo che ha paura di qualcosa che è impalpabile

e in qualche modo effimero. Ecco in questo senso penso che

creare e, in particolare, creare danza, sia davvero di grande

importanza per chi è protagonista e per chi ne è fruitore. Di più

penso che ad oggi come artisti abbiamo in qualche modo un

obbligo morale di portare l'arte fuori dai teatri e renderla più a

portata di tutti. Personalmente penso che abbiamo bisogno di

vedere del bello, i nostri sensi hanno bisogno di venire a contatto

con la bellezza dell'umano, sia della capacità creativa e,

soprattutto, delle sue possibilità espressive attraverso il corpo.

Qual è il senso del suo nuovo lavoro e quale l’ispirazione?

“Physics of Vulnerability” é la nuova idea sperimentale progettata

da me per la mia compagnia Uscite di Emergenza. Il lavoro parte da

una ricerca corporea coreutica che, successivamente, vuole

contaminarsi con gli oggetti, le immagini e le proposte dei

componenti del progetto. Il lavoro si articola sull'idea della

vulnerabilità come stato emotivo ed esistenziale legato a degli stati

corporei, delle immagini e suggestioni che si vorrebbero ricreare in

scena. L'ispirazione nasce dalla lettura del libro “Rising Strong” di

Brene Brown. Da lì la citazione che fa da tagline al progetto: “La

vulnerabilità non é vincere o perdere; sta nell'avere il coraggio di

presentarsi ed essere visto quando non si ha alcun controllo sul

risultato. La vulnerabilità non è debolezza; è la nostra più grande

misura di coraggio.”. L'acqua diventa il punto focale della ricerca

corporea e la trasposizione del concept in immagini, soffermandosi

sulla condizione sensoriale di vulnerabilità che esso crea agendo

sul nostro stato psicofisico in una situazione di apnea e stallo. Il

lavoro sulla vulnerabilità di ognuno e la ricerca della Brown ci

portano ad un'unica definizione di vulnerabilità: uno stato di

delicatezza e acutezza. La trasposizione scenica di questo concetto

sono i 30 bicchieri pieni d'acqua in scena. I danzatori dovranno

svolgere le loro azioni coreografiche fisiche e dinamiche senza

minare all'equilibrio delicato di questi bicchieri. Il risultato é la ricreazione

di una condizione precaria dove ogni minimo movimento

potrebbe creare il caos. I bicchieri e i danzatori creano

composizioni sempre nuove e dinamiche finché il punto di svolta

arriva come la rivelazione in un viaggio: prendere coscienza del

vuoto interiore cambia tutto il nostro sguardo sulla vulnerabilità. In

questo punto le parole della stessa Brown ci suggeriscono una

delle tante strade da intraprendere, e, come una sorta di Virgilio, ci

accompagnano nell'accettazione di una catarsi tutt'altro che

scontata indicandoci la via di una riemersione vigorosa.

A livello tecnico ti muovi, nel costruire le tue coreografie,

contaminando stili e metodi differenti, fra cui floorwork,

contact, improvvisazione e ricerche che partono dal gesto

quotidiano. Rispetto alla tua missione, come si inserisce la

trasmissione del concept?

In onestà, la mia missione è la condivisione umana. Mi piace in

particolare raccontare storie con la danza che fanno parte di me e

in cui tutti ci possono “cadere” dentro. La missione che orienta me,

la mia compagnia e le produzioni è un concept che unisce teatro e

danza, interazione nella riflessione. L’unicità delle performance fa sì

che ognuna di esse diventa un momento che non riproduce mai gli

sviluppi, le stesse condizioni da cui nasce. Non a caso, una

citazione dell’autore – commediografo austriaco Karl Kraus che mi

piace ed è il sottotitolo di un mio spettacolo è: “Ben venga il caos,

perché l’ordine non ha funzionato.” Il mio obiettivo è, come scrisse

Giacomo Piccoli in un suo articolo su di me, arrivare ad “una buona

struttura narrativa, dove patos, poesia, forza ed ironia si alternano

sapientemente Un mosaico dove ogni tessera assume logica

incastonandosi in un’opera unica” Sono infatti particolarmente

apprezzato per le mie doti creative e comunicative nell’affrontare

argomenti vari di valenza filosofica, esistenziale, introspettiva. La

mia particolarità è l'interazione col pubblico, dando attenzione ad

ogni singolo spettatore e facendo di esso un elemento

fondamentale della performance. L'obiettivo é regalare

un'esperienza unica ed irripetibile a tu per tu con i performer. La

mia ricerca, attraverso il movimento e la costruzione

registico/drammaturgica, parte da un bisogno di approfondire

concetti e principi universali legati a studi vari di concept molto

diversi tra loro, mirando a dare vita a spettacoli di grande impatto

energetico ed emotivi. Chiudo con una citazione di Roberto

Staglianò in un articolo pubblicato a proposito di un mio spettacolo

che afferma che le mie produzioni “… Sono tante superfici riflettenti

in altrettante composizioni. Servono per guardarsi dentro e

riconoscersi ora nell’uno, ora nell’altro.”

Tu dai una grande importanza dell’oggetto in scena. Quale

meccanismo usi ed applichi al movimento e alla

coreografia? E quale importanza dai all’oggetto?

Io, assieme alla Compagnia, esprimiamo una ricca progettualità

artistica creata in pochissimo tempo, unita ad una visione in forte

relazione con il territorio sia locale che nazionale. Applauditi per

l’originalità delle produzioni e per l'offerta varia e versatile di un

vocabolario coreografico fresco e dinamico. Propongo quindi un

training sulla mia personale poetica del movimento costruita

attraverso un linguaggio in continua evoluzione, una miscela di

floorwork, tecnica contemporanea, contact improvisation, gesto

quotidiano e azione fisica. Un training nato delle precedenti

esperienze artistiche, per approdare ad un lavoro d’incastro fluido,

dinamico e fisico. Particolare e molto forte è il mio rapporto col

pavimento e lo studio delle cadute. . Gli oggetti in scena hanno un

valore evocativo molto forte, di solito oggetti di uso quotidiano, ma

avulsi dal loro contesto e utilizzati per la ricerca coreografica. Per

me la danza sta ovunque e su chiunque. Nella nostra vita

quotidiana interagiamo con tantissimi oggetti. In scena l’oggetto

prende un valore simbolico ed evocativo e, non solo offre nuove

possibilità di ricerca di movimento del corpo, ma aggiunge

un’immagine alla poetica dello spettacolo. Mi piace creare degli

spettacoli pieni, dove un’idea cade nell’altra e tutto si sussegue con

ritmi molto veloci, un bombardamento di immagini. Gli oggetti

favoriscono a creare queste immagini che costituiscono spesso la

peculiarità dei miei spettacoli.


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Parliamo del rapporto con i tuoi danzatori, della tua

compagnia e qual è rapporto con i danzatori che incontri nei

tuoi vari work shop?

Facciamo una premessa: io mi sento un coreografo, così come mi

sento un performer così come mi sento un insegnante. Questa mia

tridimensionalità fa si che in ognuna di queste parti il mio lavoro sia

contaminato dal mio essere anche qualcos'altro. I miei danzatori

devono essere prima di tutto uomini e donne che sanno guardare

dentro di sé, che sanno trasformare attraverso l'arte le loro

debolezze in bellezza. Io non posso lavorare con persone che non

sanno avere compassione per se stessi e di conseguenza per gli

altri, che non abbiano abbastanza amore e compassione di sé per

guardarsi dentro. Questo per me è imprescindibile, al di là di

qualsiasi tecnica! Questa è la base sulla quale appoggiare tutto il

resto! Detto questo, in ogni caso, il resto è importante per avere un

linguaggio raffinato e per poter esprimere se stessi al meglio. In

ogni caso penso che la capacità di volersi bene aiuti anche la

tecnica, perché ci rende liberi di esplorare, di non giudicarci e

quindi di andare oltre quello pensiamo non sia possibile. L' arte

credo sia una sfida continua con noi stessi, un mettersi in dubbio

costante e anche se può avere delle affinità con la terapia non è

assolutamente la stessa cosa, cambia il fine: noi mettiamo in scena

qualcosa per raccontare, non lo facciamo solo per noi. Questo lo

dico, perché non vorrei cadere in facili banalizzazioni. I miei

danzatori devono avere questo. Per quanto riguarda gli allievi che

incontro nei workshop, ma questo vale anche per la mia

compagnia, mi rendo conto che per me la cosa importante è

comunque cercare di creare, insieme a loro (e questo “insieme a

loro” è importantissimo, da solo non faccio niente e se non ci fosse

uno scambio sarebbe solo una fatica immane per tutti), un clima di

fiducia, di non giudizio e soprattutto di divertimento. Nella danza,

ma in generale in tutte le situazioni di apprendimento e formazione

viene ancora troppo spesso ignorato questo aspetto: il

divertimento! Quando succede di divertirsi, più precisamente di

provare gioia, qualsiasi apprendimento viene acquisito con

maggiore velocità e con maggiore forza. Per cui l'atteggiamento che

spesso vedo e sento nelle sale di danza professionali, spesso mi

scoraggia. E divertirsi non significa “cazzeggiare”, al contrario, è una

condizione necessaria per far si che i ragazzi, danzatori e allievi di

qualsiasi livello arrivati alla fine della lezione ti chiedano “Ti prego

facciamo ancora una diagonale”.


D A N Z A T E R A P I A

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di Emma Palmeri

Fisioterapista e danzatrice


D A N Z A T E R A P I A

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D A N Z A T E R A P I A

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La danza, e non solo la classica in tal senso, ci pone a stretto

contatto con i nostri limiti e spesso nel tentativo di superarli

incappiamo nell’errore di “allontanarci da noi stessi”, e quando ciò

avviene il giudizio sull’atto motorio prevale sull’atto in se stesso, disintegrandolo

dalla totalità; non importa a quello livello si stia

lavorando, la tecnica e l’attenzione per questa divengono così

“polarizzanti” da non essere più al servizio della danza, bensì diventa

vero il contrario. Snaturando la danza della propria essenza, ci si

abbassa a qualificarla secondo parametri di natura estetica o

formale. Avvicinarsi con rispetto verso se stessi, e verso i propri

limiti, ci riporta immediatamente nella dimensione archetipica della

danza, ed è questo l’aspetto più interessante con il quale mi sono

potuta confrontare nei seminari di danza-terapia frequentati negli

ultimi anni; e ne approfitto per ringraziare Daniela Bognani che

porta avanti con determinazione, umanità e grande preparazione,

una formazione di qualità nell’ambito della danza-movimentoterapia.

Ora che sono prossima ai quaranta, con quindici anni di esperienza

in fisioterapia, e venti anni in danza, posso dire che quest’ultima

formazione rappresenta per me un’opportunità unica di avvicinare

queste mie due grandi passioni, e richiederà impegno e

programmazione per essere portata avanti al meglio, una volta che

le precauzioni dovute alla pandemia saranno un ricordo; intanto

posso dire di averne avuto degli assaggi soddisfacenti integrandone

qualche proposta -compatibile con il distanziamento- all’interno dei

gruppi di attività psico-motoria che sono solita fare nell' RSSA dove

attualmente lavoro (Fondazione Maria Grazia Barone). Il riscontro

positivo è immediato fra gli anziani e con gli ospiti con disabilità

motorie o psichiche di diversa entità: attraverso la stimolazione della

capacità d’interagire con l’ambiente, si assiste ad una migliore presa

di coscienza delle risorse personali ed al miglioramento della

motivazione e dell’iniziativa al movimento. Inoltre, con tale pratica si

possono sciogliere le tensioni muscolari, si armonizza il corpo, si

rasserena la mente e si raggiunge un piacevole stato di

“rilassamento dinamico”.

Le aree su cui è possibile intervenire sono:

area cognitiva, in cui è possibile migliorare alcune competenze come lo

schema corporeo, l’apprendimento di concetti o l’uso di simboli;

area emotiva, in cui è possibile incrementare la capacità di manifestare

positivamente dei vissuti emotivi, sostenendo il superamento di paure e

migliorando la stima di sé;

area relazionale, in cui si lavora per migliorare le relazioni personali, o

per diminuire forme comportamentali disadattive;

area psicomotoria, in cui è possibile migliorare l’orientamento spaziale

e la coordinazione motoria in relazione a prassi specifiche oppure

generalizzate

È importante sottolineare come la DanzaTerapia possa essere una

“terapia” a tutti gli effetti, ma anche rappresentare una metodologia

che offre uno spazio di benessere, di relax e anche di divertimento.

Parimenti è fondamentale essere a conoscenza che non è

assolutamente necessario saper ballare per intraprendere questo

percorso: ognuno può partecipare con la propria soggettività che

viene accolta come risorsa e mai giudicata. L’utilizzo della musica è

giustificato poiché può servire da “contenitore sonoro” e facilitare il

movimento. Non vi sono faticose tecniche o particolari “passi” da

apprendere; si favorisce piuttosto il “sentire” di ogni partecipante, ed

il movimento diventa così un importante strumento di espressione

globale della persona, una forma di manifestazione delle dimensioni

profonde della natura umana>.


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“Volersi bene e non

arrendersi mai”

Intervista a Emanuele Mauti


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Pina dell Site


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PERSONAGGI

Giovanni Battista Gangemi Guerrera

L’'mportanza di come insegnare ai più piccoli. Oggi ho il piacere di poter

ascoltare la voce di due grandi artiste ed insegnanti: Renata Falcone,

attrice ed insegnate di recitazione e Chiara Tomaselli, cantante,

musicista e docente di canto.


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L'IMPRENDITORE ZEN

di Renzo Maggiore

di ogni uomo è la Consapevolezza. Ovviamente un

L’obiettivo

non sfugge a questo assunto, anzi: assumendosi

imprenditore

ruolo di guida e responsabilità, ancor più è chiamato a

un

la sua Presenza nell’attimo presente. Come primo

coltivare

strumento di disciplina zen, che porta a

fondamentale

strabilianti soprattutto a livello di gestione delle

risultati

Egli può allenare una respirazione profonda e

emozioni.

In tal modo, si previene lo stress e ad aumenta il

cosciente.

di attenzione, diminuendo di conseguenza i pericoli di

grado

ed errori. Tutti i piani per la ‘Sicurezza aziendale’

incidenti

partire da un lavoro sulla Presenza delle persone,

dovrebbero

che consente di limitare, se non eliminare, l’eccessiva

lavoro

mentale che causa distrazione, convinzioni limitanti e

attività

malessere.

La tempesta si placa nel silenzio della mente

lucida gestione della mente, favorita da una respirazione

La

e dalla pratica meditativa, contribuisce in modo

profonda

al miglioramento dei rapporti con i

determinante

alla chiarezza negli obiettivi, alla percezione

collaboratori,

del proprio ruolo, del lavoro e della relazione con gli

positiva

in ultima fase, l’applicazione dello Zen contribuisce

altri;

della stessa produttività aziendale attraverso

all’incremento

deciso salto di qualità nelle competenze del “Saper

un

Essere” e del “Saper far fare”.*

Portare l’Essere nel fare dà gioia

stato di calma interiore giova alla capacità di analisi e

Uno

problem solving, oltre alla creatività e al livello di

di

ed empatia. Si registrano in tal modo

concentrazione

a livello di collaborazione, flessibilità ed efficacia,

benefici

nella condivisione e coesione dei gruppi di

miglioramenti

lo sviluppo della capacità intuitiva e nell’apertura al

lavoro,

cambiamento.

Zen è dunque essenziale ed economico. Un’Azienda Zen è

Lo

alle esigenze della comunità e rispetta l’Ambiente

funzionale

INTERVENTO DI CONSULENZA REN ZEN

L’insegnamento e la pratica in azienda prevedono 3

stadi seminariali:

1. Illustrazione dei Principi base dello Zen e indagine

sui processi razionali aziendali e individuali attuali

(durata: 7 ore);

le Persone. In essa si lavora con un alto senso di

e

e, nel contempo, con gioia e passione, per

responsabilità

un risultato. Si dialoga con gentilezza e serenità

raggiungere

un clima amicale che consente di stabilire

respirando

rapporti basati sulla fiducia.

all’approccio Zen, è opportuno svolgere un percorso

Accanto

consapevolezza sui macro obiettivi aziendali (Mission e

di

2. Esercizi di visualizzazione, meditazione,

rielaborazione per eliminare l’attività mentale

superflua e raggiungere l’essenzialità del pensiero ed

il cosiddetto “No mente” che facilità l’intuizione

(durata: 10 ore);

3. Piano condiviso per rendere l’azienda Zen

attraverso la revisione creativa e condivisa di

processi, metodi e strategie inefficaci (durata: 8 ore) .

https://www.renzen.it/c,67,renzo-maggiore

e sui Valori condivisi (Carta dei Valori). Creando una

Vision)

e approfondita cornice d’accordo sui “Perché” del

chiara

si facilita infatti il ruolo di direzione, coordinamento

sistema,

motivazione che spetta ai Responsabili di ciascun livello

e

aziendale.

veda il manuale “Saper essere”, R.Maggiore, Chiado

*Si

Lisbona 2017.

Edizioni,


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di Federico Vessella


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Miguel Caló nacque a Buenos Aires il 28 ottobre

1907 e nel 1923 iniziò a studiare violino, per passare

quasi subito al bandoneón, lo strumento che lo

accompagnò per tutta la vita. Nei primi anni della

sua vita artistica passò per diverse orchestre, la più

famosa delle quali fu quella di Osvaldo Fresedo.

Cresciuto musicalmente nella scuola di Fresedo, nel

1931, di ritorno da una tournée negli Stati Uniti,

formò una propria orchestra incorporando una serie

di giovani musicisti talentuosi che costituirono la

famosa “generación del cuarenta”.

Nel 1940 raggiunse l’apice del successo dopo aver

maturato un equilibrio sonoro grazie anche alle

precedenti esperienze ed al supporto dei suoi

compagni di orchestra.

Ben presto, il successo delle sonorità proposte da

Caló e la qualità dei suoi musicisti gli valsero una

notevole considerazione nel mondo del tango, al

punto che la sua formazione fu chiamata La

Orquesta de Las Estrellas. Alcuni partecipanti, in

diversi momenti, di questa mirabolante formazione

furono poi direttori di altrettante orchestre a loro

volta. Si ricordano i nomi dei pianisti Héctor

Stamponi e Osmar Maderna, i bandoneonisti

Domingo Federico, José Cambareri, Antonio

Rios, Felipe Ricciardi, Armando Pontier, i

violinisti Enrique Mario Francini, Mario Lalli, il

contrabbassista Ariel Pedernera e le voci di

RaúlBerón, Alberto Podestá, Jorge Ortíz e Raul

Iriarte. Anche altri grandi nomi del tango passarono

attraverso la direzione del maestro Caló, tra i quali

ricordiamo Orlando Goñi, Osvaldo Pugliese, Antonio

Rodio, JuliánPlaza e León Lipesker. In circa 40 anni di

incisioni, le formazioni di Caló lasciarono in eredità

più di 350 incisioni, un patrimonio prezioso per gli

amanti del tango ma, soprattutto, per i ballerini.

In effetti, il pianoforte rappresentò per Caló lo strumento ideale per

imprimere alle frasi musicali quel ritmo e quella cadenza tanto amata dai

ballerini dell’epoca. Dopo le esperienze di Juan D’Arienzo e Julio De Caro, gli

anni ’40 rappresentarono, stilisticamente, l’equilibrio tra queste due forme di

suonare tango; Miguel Caló si inserisce proprio in tale contesto, aggiungendo

una qualità sopraffina al cantato attraverso grandi interpreti vocali.

Fu proprio a partire dagli anni ’40, con la partecipazione di grandi voci e

grandi musicisti che iniziò la seconda tappa evolutiva di Miguel Caló, che può

essere fatta coincidere con la nascita della Orquesta de Las Estrellas. I temi

proposti da questa orchestra si prestano tanto al ballo, quanto all’ascolto, a

testimonianza di uno sviluppo musicale complesso e ricercato. Le voci

dominanti furono quelle di Alberto Podestá (all’apogeo della sua giovinezza),

Raúl Iriarte (cantante “inventato” dallo stesso Caló e Mario Francini) e Raúl

Berón. La Orquesta de Las Estrellas è la testimonianza tangibile del

processo di maturazione dello stile di Caló, il quale unisce il tango

tradizionale alle innovazioni della Epoca de Oro.

Senza contrastare in modo stridente i diversi strumenti, Caló propose brani

dove la presenza “distaccata” dei violini ben si sposò con una linea ritmica di

bandoneónes e del pianoforte. Osmar Maderna, in particolare, impresse uno

stile ben marcato con la partecipazione del registro acuto del pianoforte nel

marcato ritmico (marcazione aperta), impronta che oggi definiremo di stile

“chopiniana”. Allo stesso modo, sono ricche le variazioni melodiche espresse

attraverso “soli” di violini e bandoenónes, peculiari per tessitura, come per le

altre orchestre dell’epoca. L’orchestra di Miguel Caló sarà ricordata per

l’esecuzione del miglior tango, a detta di molti, che trascende il

tempo e che oggi viene evocato da una miriade di ballerini come

summa artistica ed interpretativa della Epoca de Oro: il tema Sans

Souci di Enrique Delfino.


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"LA DISPUTA DI BARLETTA"

FABRIZIO SILVESTRI

IN UNO SCATTO LA STORIA

«Quest'opera fotografica determina la disputa che ha causato uno dei più importanti eventi nel nostro territorio pugliese, ovvero un

momento che ha visto presenti sul territorio popoli come francesi e spagnoli. L'opera fotografica che ho realizzato è solo soggetto

della mia fantasia, in cui troviamo dei personaggi che racchiudono la nostra società di Barletta. Studiando l’essenza della

fotografia mi è sembrata reale la circostanza che, anche se il tempo trascorre, tutto resta uguale".

Cosimo Mirco Magliocca è un caro amico della nostra rivista, in ogni numero ci fregiamo di pubblicare una sua foto. Dalla

prima volta che ho visto un suo scatto, mi sono innamorato della sua arte.. Ogni suo scatto, ogni soggetto racconta la vita

vissuta. Per noi di "TuttoBallo20" è il Degas della fotografia moderna. L'amore che lui ha per la fotografia rende i suoi lavori

magici …

Lui stesso afferma che “tutto è teatro e il teatro è dappertutto”. A Parigi lavora come fotografo ufficiale della Comédie-

Francaise, oltre ad intrattenere un frequente rapporto con l’Opéra National de Paris, ma anche presenza discreta e

ricercata su alcuni dei palcoscenici più prestigiosi del mondo. Lavorare con la fotografia è stata per Mirco la

concretizzazione di una passione che lo anima fin dall’adolescenza e che ha finito con il talento, il tempo e lo studio, nel

trasformarsi in una vera e propria arte, della quale il pubblico può godere in occasione delle storie raccontate in ogni foto

che Mirco ha fatto.

Magliocca, nonostante il Covid 19, resta una persona gentile, garbata e amorevole, tanto che ci svela cosa farà di qui a

breve: “sarò impegnato in scatti con il gruppo Storico Romano, rappresentando i senatori durante una cena, mostrando la

grandezza dell'Impero ed i vari ceti sociali. Uno scatto con un gruppo di nobili durante una serata di gala, ed un progetto

che dia volto e forma alla Misericordia della Chiesa Cattolica”.

MIRCOPARIS

MIRCO.MAGLIOCCA

Cosimo Mirco Magliocca, nato a Barletta (Puglia),

ha girato il mondo in compagnia della sua macchina

fotografica, diventando uno dei più stimati

fotografi europei di teatro, la sua arte non si ferma

alle tavole del palcoscenico


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© Cosimo Mirco Magliocca,


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Workshop

fotografia

Luca di Bartolo


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Completo con questo

articolo la storia sulla

mia esperienza di

creazione di workshop di

fotografia di danza.

Ideare un workshop significa offrire una esperienza

‘totale’ nella mia visione: un viaggio in cui il partecipante è

al centro della scena assieme al danzatore.

Ho sempre riflettuto sul fatto che le stesse persone

possano partecipare a più workshop e, dunque, ho

trovato importante modificare e incuriosire con nuove

proposte ogni volta.

...Così nel 2019 vede la luce l’ultimo workshop, il titolo era

“Dance in the Box”, il più ricco di tutti: questa volta con

alle spalle un progetto strutturato con una vera macchina

scenica, una camera chiara di 2 metri di lato, all’interno

della quale danzare, un unico punto di vista ‘predefinito’

da cui osservare la scena - la partecipazione di una

stilista con le sue creazioni - lo splendido teatro

Rondinella come scenografia.

La Black Box in realtà era un progetto ben più complesso

della danzatrice Giorgia Damasco e del sottoscritto,

pensato e dedicato a workshop video/coreografici, da

proporre ai centri di formazione coreutici che, per

l’occasione del workshop, vedeva il collaudo ‘funzionale’

della Black Box, appunto.

Ospitati magistralmente dall’Associazione Effetto Ghergo

di Montefano assieme alle giovani danzatrici Erika Leo e

Yuli Spiegelman ed alla preziosa presenza della stilista

Egy Cutolo, abbiamo creato un’esperienza unica: due

giornate organizzate su tre diversi temi lavorando in tutti

gli spazi del teatro.

Sabato mattina la sperimentazione con la Black Box:

Erika e Yuli all’'interno di essa creando differenti

interazioni corporee ed i partecipanti con un tempo di 5

minuti a testa per ‘guardare dal buco della serratura’ per

ogni tipo di interazione. Sabato pomeriggio lavorando sul

palco, liberato dalla BB, questa volta con gli abiti di Egy

indossati da Erika e Yuli e la possibilità per i partecipanti

di ruotare attorno a loro in condizioni di luce

appositamente ‘estreme’. Infine, domenica tutti calati

nella realizzazione di un cortometraggio con Erika e Yuli

interpreti di una pièce vagamente psicotica, dove i

fotografi avevano la possibilità di immortalare le scene

prima che venissero girate dal sottoscritto.

Questo anno di pandemia ha, ovviamente, interrotto la

possibilità di realizzare incontri in presenza, ma l'idea per

un prossimo workshop è già pronta, questa volta con una

residenza creativa di un danzatore in un luogo magico.


F O T O G R A F I A

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©Luca di Bartolo


A R T I G I A N A T O

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A R T I G I A N A T O

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A R T I G I A N A T O

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Il Tango dell’Est

Ciotola Tango / concept e design Assia Karaguiozova per

NasonMoretti, Murano


A R T I G I A N A T O

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Un viaggio attraverso il Mondo all’incontrario, fin là, dove sorge il Sole.

Dalle note sinuose ed incisive di Astor Piazzola, che disegnano un Tango diverso,

insolito, travolgente a modo suo, fino a Sochi, dove Carolina Kostner balla il suo

simbolico Bolero di Ravel e lascia senza fiato tutti.

Una melodia che trasporta leggera e spensierata dall’Argentina fino alle onde

assopite della Laguna Veneziana. La magia travolgente dell’intesa, che crea la

comunicazione, arriva al cuore come il contatto tra fuoco e aria, che accende il potere

sprigionato dalla fiamma. Il vetro che si piega sotto il calore, disegna le forme

sinuose, ritmiche, ma sempre diverse, come veli che si muovono al cantar del vento.

Appoggia leggero il vetro, come i piedi nel Tango, che devono sfiorare il pavimento,

silenziosi, come se scivolassero sull’acqua. La forma che sboccia come un fiore, si

apre con dei movimenti decisi,

volteggia leggera e poi si ricompone, si posa graziosa o osservandola da più

prospettive, appare sempre diversa.

La sagoma che si ferma, colta dall’aria, ancora in movimento, come le silhouette dei

ballerini che si fondono nel movimento.

Le fiamme che foggiano il vetro danzando e la musica che trascina i corpi ... Sintonia

e armonia

https://youtu.be/SdQf7cabBjo

https://youtu.be/vaXNdVTGT0k

Assia Karaguiozova


C O L L A G E

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Ileana Mariotto

Collage Artist

https://www.ileanamariotto.com/


C O L L A G E

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P I T T U R A

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Nasce nel 1984 a Cesenatico, dove tuttora vive. Ha svolto studi artistici

sempre improntati alla pittura prediligendo l’arte moderna e

contemporanea, presso il Liceo Artistico di Ravenna prima, presso

l’Accademia di Belle Arti di Firenze poi, conseguendo in quest’ultima il

massimo dei voti e apprendendo la tecnica astratto-espressionista.

Dopo aver frequentato un anno del Biennio Specialistico in "Arti Visive

e Studi Curatoriali" alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano,

decide di tornare a Cesenatico e nel 2009 inizia a prendere parte a

mostre e fiere d'Arte in tutto il mondo.

Dal 2019 decide di approntare una nuova ricerca artistica, che

unisce l'esperienza pittorica a quella culinaria, portandolo a

maturare una nuova forma d'Arte che rappresenti l'evoluzione

umana e creativa dell'Artista.

“La sua pittura vive di simbologie antropomorfe, di geometrie

inventate, elementi architettonici visionari, forti e decisi contrasti

tonali, con l’introduzione di una linea discontinua, interrotta,

delimitante superfici cromatiche. Da anni studia tecniche e

materiali, ricercando stili e suggestioni differenti, utilizzando

bombolette spray, acrilici, gessetti, pastelli creando così un

meticciato stilistico molto interessante ed innovativo. La sua cifra

stilistica è il segno, quasi graffiato, come nelle pitture informali da

Street Art. Nei suoi dipinti l’immagine della realtà è solo accennata

nel vortice dei sogni, lasciando libertà all’osservatore di costruire

un mondo parallelo nella propria mente, ma si rende visibile ad un’

attenta lettura della composizione, sempre molto complessa e

dinamica nel suo divenire. L’espressività del colore e della forma

rende le opere di Pietro Rossi specchio della società ribelle di oggi e

della tradizione urbana dei graffitisti americani.”

Guido Folco


M U S I C A

TuttoBallo20

CANTAUTRICI…

Rossana Casale, Grazia Di Michele

e Mariella Nava:

Tre voci per un progetto

Dopo “Segnali Universali”, il trio formato da Rossana

Casale, Grazia Di Michele e Mariella Nava, presentano

“Anime di Vetro" un brano elegante, raffinato, come

nella tradizione delle tre artiste, che uniscono le loro

belle voci per dire cose profonde ed importanti.

“Anime di vetro”, racconta la dimensione femminile

vista attraverso gli occhi di tre donne, tre artiste

incredibili, Rossana Casale, Grazia Di Michele e Mariella

Nava. Il singolo fa parte di un album di prossima uscita

con brani inediti scritti dalle tre artiste, che sarà

accompagnato da un tour che avrà anche lo scopo di

promuovere le giovani cantautrici. Infatti l’apertura di

ogni concerto sarà affidato ad artiste emergenti

costituendo di fatto il laboratorio per una Scuola italiana

della canzone d’autrice. Il gruppo attualmente formato

da 20 artiste è aperto a nuovi incontri.

“Scrivere a sei mani significa incrociare i propri pensieri,

i valori profondi acquisiti nel tempo, lo sguardo sul

mondo, le emozioni vissute, l’instancabile dialogo con

noi stessi ma, soprattutto, l’urgenza di portare agli altri

tutto questo attraverso la scrittura in musica. Segnali

Universali - dichiarano le tre cantautrici - è la fotografia

precisa delle nostre riflessioni a tre sul tempo presente.

L’allarme che ci arriva dai segnali della natura e

dall’istinto primordiale. L’ascolto mancato dell’universo."

Nelle sue immagini, proprio come il video che

l'accompagna - opera delle graphicartist Valentina

Calvani e Fabiana Iacolucci - "Segnali Universali"

percorre una serie di luoghi fisici e metafisici, che

conducono ad una risposta inequivocabile: è l'amore il

motore e il fine dell'esistenza. Attraverso uno stile ed un

linguaggio contemporaneo che non dimentica i simboli e

la storia dell'arte, nell'animazione realizzata per il brano

Segnali universali, immagini figurative si alternano ad

una dimensione onirica. L'alchimia surreale che questo

connubio genera, crea un universo visivo che ha l'intento

di accompagnare la fruizione del brano e di sostenere il

messaggio del brano stesso: l'urgenza di recuperare "la

capacità di ascolto" dell'esperienza individuale e

collettiva.

Il progetto CANTAUTRICI vede le tre artiste unite in un

tour (imminente e compatibile con il piano delle

riaperture) volto anche a promuovere la nuova canzone

d’autore al femminile, affidando l’apertura di ogni

concerto a giovani artiste emergenti e costituendo di

fatto il laboratorio per una Scuola italiana della canzone

d’autrice.

Ascolta il podcast de

"L'uomo con la radio"

https://www.spreaker.com/show/le-interviste-di-fabrizio-silvestri


M U S I C A

Crediamo ancora in quella forma espressiva che ha allietato il

mondo dagli inizi del secolo fino ad oggi: i Beatles, Battisti, i

Queen e tutti quelli che con il cosiddetto pop hanno contribuito a

far trascorrere un po’ più felici le vite di milioni di persone.

Abbiamo soltanto aggiunto il nostro marchio di sardità ad un

format comunicativo inossidabile: la canzone. Nonostante tutto,

è ancora bello essere musicisti ed avere la fortuna di pubblicare

un lavoro frutto di anni di idee, esperimenti e scelte artistiche.

Ecco “Antìstasis”, un album nuovo di zecca, il 20° tra live,

raccolte e studio. Tanta musica per una band nata come

alternativa e poi presto finita tra le braccia del grande successo

nazionale. 11 brani inediti cantati in sardo-logudorese e in

italiano. Il contenuto un compromesso tra le tendenze dei tre

componenti della band: il desiderio di esplorazione selvaggia di

Gino Marielli, l’attenzione per le produzioni moderne di Gigi

Camedda e la ricerca della semplicità stilistica e vocale di Nicola

Nite. Nel disco possono affiorare tratti di cori in stile anni ‘60, per

poi fondersi con l’elettronica martellante dei giorni nostri; ci si

può imbattere in un’orchestra classica in carne ed ossa che poi

lascia il posto alle ancestrali suggestioni delle launeddas; ecco

arrivare un coro gospel incastonato su un brano di battistiana

fattura, che si trasforma in un delicato funk. Ci sono gli ottoni e

l’arpa, ma anche robuste chitarre elettriche e fiumi di tastiere di

tutti i periodi del rock-pop. Tutto è suonato e tutto è anche

sintetico. Ormai il digitale e il tradizionale si sono sposati e noi

siamo felici di officiare il rito con Antìstasis, il suono del ballo di

questo felice sposalizio.

I contenuti sono apparenti storie di persone comuni che

raccontano le loro pene o le loro bellezze romantiche, senza

nascondere le debolezze, le paure, ma soprattutto con intatte le

speranze riposte nel futuro, artistico e umano.

“Coro” spara subito le intenzioni di un immaginario live da far

saltare anche i meno inclini; “La ricerca del tempo perduto” parla

di quel viaggio che ogni essere umano compie per trovare la sua

strada; “Ammajos”, in sei\ottavi in stile ballo sardo, è il marchio di

fabbrica del gruppo: fisarmoniche, launeddas e voci chiare e

forti, il nostro sound insomma, quello che serve per ricordare che

non ci siamo dimenticati delle origini; “Splenda” ci riporta ai fasti

della California felice dei Beach Boys ed invita le persone tristi a

cogliere le occasioni di luce che la vita offre; “A nos bier” è puro

ballo spensierato ed elettronico; “Essere magnifico” esplode in

mille colori di ugole narranti e prelude ad una sicura energia da

concerto; “Dolore dolcissimo” offre il pennello magico di Mogol

che garantisce uno spessore lirico ad una melodia struggente;

“Tempesta mistica” rilassa e conduce gli animi ad innamorarsi

dell’amore; “Dentro le parole” è il punto del vero pop, quello che

fa cantare e prendersi per mano; “Innos” ricorda la nostra anima

identitaria ed un po’ rivoluzionaria, dentro la quale la rivoluzione

si fa con la musica; “Oro e cristallo” espande gli orizzonti e vola

nei cieli della canzone italiana nel mondo, quella che piace agli

emigrati a New York e che trascende pop ed opera. Abbiamo

deciso di chiudere il disco con un remix di “A nos bier”, riprodotto

da un ventenne della new generation post, post, post tutto.

Ed ecco “Antìstasis”, parola proveniente dal greco classico e che

significa “resistenza” il cui senso non è politico, né tantomeno

antipolitico, ma vuole sottolineare l’immagine della gente che

ingaggia una propria forma creativa di difesa e di capacità di

sopravvivere a tutto.

I Tazenda sono un gruppo etno-pop rock italiano formatosi in

Sardegna nel 1988 ad opera di Andrea Parodi, Gigi Camedda

e Gino Marielli, tutti e tre provenienti dal gruppo Coro degli

Angeli, caratterizzato dal costante riferimento alla musica

tradizionale della cultura isolana e alla lingua sarda.

Ascolta il podcast de

"L'uomo con la radio"

https://www.spreaker.com/show/le-interviste-di-fabrizio-silvestri


C I N E M A

La Sirenetta

in Sardegna

La Sirenetta della Disney sbarca sulle spiagge della Sardegna. Il colosso cinematografico americano

ha scelto l'isola, e in particolare la Gallura, come scenario per il remake del film d'animazione che nel

1999 sbancò ai botteghini. La notizia anticipata dal quotidiano La Nuova Sardegna nell'edizione in

edicola oggi non ha ancora il crisma dell'ufficialità, ma l'organizzazione è già in moto e a maggio la

produzione, la troupe e i protagonisti prenderanno casa a Santa Teresa Gallura, dove quasi

sicuramente avrà base il quartier generale, mentre le riprese potrebbero essere fatte tra Santa

Teresa, Castelsardo e Golfo Aranci.

Dopo l'operazione realizzata tra Olbia e le coste galluresi nel 2017 da George Clooney, regista e autore della

mini-serie "Catch 22" prodotta da Sky Atlantic e Paramount Television, la Sardegna e in particolare il

quadrante nordorientale tornano quindi sotto i riflettori del grande cinema internazionale. La Sirenetta sarà la

21enne cantante Halle Bailey, mentre il Re Tritone sarà il premio Oscar Javier Bardem. (ANSA).

La sirenetta (The Little Mermaid) è un film d'animazione del 1989 prodotto da Walt

Disney Feature Animation e diretto da Ron Clements e John Musker, basato

sull'omonima fiaba di Hans Christian Andersen. La versione originale si avvale delle

voci di Jodi Benson, Pat Carroll, Samuel Wright, Christopher Daniel Barnes, Kenneth

Mars, Buddy Hackett, Jason Marin e René Auberjonois.


T E A T R O

"LA MAPPA DEL CUORE IN VR"

Il progetto "La mappa del cuore in VR", della compagnia Ateliersi di

Bologna porta il teatro fuori dal teatro, nei musei e nelle biblioteche,

proponendone una fruizione che sfrutta il potenziale delle nuove

tecnologie digitali e contemporaneamente sollevare una riflessione sulle

inquietudini adolescenziali, di ieri e di oggi. Lo spettacolo nasce da una

singolare rubrica di corrispondenza su Ragazza In, settimanale per

adolescenti degli anni Ottanta, che con scelta dirompente per quegli

anni decise di affidare la sua "posta del cuore" a Lea Melandri, figura

di riferimento del femminismo e del movimento non autoritario. Con

Inquietudini, questo il nome della rubrica, Lea inventa una relazione

nuova: non risponde direttamente a chi scrive, ma apre al confronto con

stimoli di carattere psicoanalitico, poetico e letterario mettendo in

relazione le diverse voci e creando così un primo network sociale fra

ragazze e ragazzi che dialogano attraverso la sua rubrica. Seguendo la

“scandalosa inversione tra individuo e cultura” perseguita da Lea,

Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, autori e direttori artistici della

compagnia Ateliersi, conducono un viaggio emotivo attraverso quelle

lettere intrecciando le urgenze adolescenziali di allora e le risonanze

presenti. Le vibrazioni musicali e poetiche di quegli anni rivivono nelle

musiche di Mauro Sommavilla e Vincenzo Scorza e nella voce e nella

presenza della cantautrice bolognese Cristallo.

ATELIERSI IL TEATRO INCONTRA L'ARTE E LE NUOVE TECNOLOGIE.

“Questo progetto - commenta Fiorenza Menni - ha la capacità di proporre contenuti intergenerazionali adatti sia agli

adolescenti di oggi, che si trovano a correre un forte rischio di isolamento, sia ai loro genitori che erano adolescenti negli

anni in cui sono state scritte le lettere che rappresentano il centro drammaturgico dell’opera. La stessa Melandri ha

partecipato attivamente alla creazione dello spettacolo condividendo con noi tutte le lettere e i numeri della rivista. Da

diversi anni lavoriamo sull’abbassamento della soglia psicologica di accesso ai musei, per farne dei luoghi che accolgano

una frequentazione continuativa e più libera”. Dopo la forzata chiusura dei teatri in ottobre, Fiorenza Menni e Andrea

Mochi Sismondi hanno pensato a una nuova modalità di visione dello spettacolo, che ora sarà possibile fruire in maniera

virtuale, individuale e gratuita attraverso un’installazione. La postazione di visione è una poltrona girevole collegata con

un visore Oculus Quest 2; lo spettatore sarà accolto da una performer che lo guiderà per tutto il tempo dell'esperienza. Le

performer, i tecnici e il personale che lavorerà all’installazione sono individuati tra chi in questo momento è fermo dal

punto di vista lavorativo a causa delle restrizioni dovute alla pandemia e questa scelta rappresenta un segno preciso che

Ateliersi vuole dare nella prospettiva di una ripartenza che possa permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di riprendersi

dalle attuali difficoltà. “La scelta di sperimentare una nuova modalità di visione, che parte dal teatro per arrivare nei musei

e nelle biblioteche attraverso la realtà virtuale” dice Andrea Mochi Sismondi “nasce dalla necessità di una riflessione

radicale e collettiva sull’evoluzione delle arti dal vivo nel contemporaneo, anche – ma non solo – in relazione a ciò che

stiamo vivendo a causa della pandemia”. Il tour partirà il 27 aprile a Bologna, debuttando alle Collezioni Comunali di

Palazzo d’Accursio per proseguire nei musei e nelle biblioteche, contando sulla loro graduale riapertura per un numero

contingentato di visitatori.


F U M E T T I

“Paperetta Berti”

LA PAPERIZZAZIONE DI

ORIETTA BERTI

Orietta Berti, nell'ultimo Festival di Sanremo è stata la

rivelazione del mondo musicale, ma anche mediatico e

social, ha ispirato diverse espressioni artistiche: dai meme

alla definitiva consacrazione nel mondo dell’illustrazione,

prima dei manga, per finire con la “paperizzazione”

dell’iconica Orietta Nazionale da parte dello storico

Topolino, settimanale a fumetti che le riserverà un’uscita

esclusiva nel mese di aprile.

Orietta Berti, gentilmente alla nostra rivista presenta il

bozzetto-acquarello della sua paperizzazione: sulla barca

“Orietta”, proprio come nella celebre canzone “Finché la

barca va…” con Paperino in veste di traghettatore a remi,

siede cantando, a sottolineare come la sua voce sia stata il

motore della sua carriera attraversando diverse

generazioni.

Prossima ormai all’uscita del suo Cofanetto “La mia vita è

un film – 55 anni di musica”, Orietta ha attraversato la

storia della musica italiana toccando tutte le generazioni e

ancora oggi è fonte di ispirazione e di esempio per i nuovi

artisti e mai come oggi è cool.

La sua spontaneità e genuinità sono diventate protagoniste

nel web diventando i trend dei social, trasformando Orietta

anche nella Queen dell’ironia, senza mai intaccare la sua

autorevolezza umana e artistica. Orietta è e rimane

l’esempio del bel canto italiano nel mondo.


L I B R I

"Suites di fine anno”

Roberto Maggi

I racconti di questo volume traggono spunto da episodi legati ad

alcune serate di capodanno, più o meno lontani nel tempo e in

parte riconducibili a fatti realmente accaduti, nei quali, oltre alla

descrizione di situazioni stravaganti o singolari, preme a chi

racconta far emergere l’alternanza degli stati d’animo, la

partecipazione emotiva, l’analisi psicologica, con un

procedimento teso allo scavo ossessivo del proprio mondo

interiore.

Le singole narrazioni sono concepite come movimenti di una

Suite, con variazioni di ritmo che si manifestano sia all’interno di

ogni racconto che da un racconto all’altro, laddove i movimenti

musicali cercano di rispecchiare le caratteristiche specifiche

della narrazione.

Anche il linguaggio si adatta all’evoluzione narrativa, divenendo,

in accordo al crescendo ritmico e delle situazioni descritte,

sempre più destrutturato e labile, pur se rigoroso nelle

connotazioni date, avvicinandosi il più possibile, nel suo culmine

conclusivo, alla forma-pensiero.

I racconti, pur se diversi tra loro, si presentano omogenei per

caratteristiche e lunghezza, quasi come capitoli di un più vasto

affresco, e contengono, volutamente, elementi di ripetitività

(quelli tipici di una qualsiasi festa) che, come in un avvicendarsi

reiterativo di esercizi di stile, fungono quasi da ritornelli. A parte

l’ultimo che, al pari del prologo con cui si riallaccia ad anello, si

discosta dallo schema adottato, spezzandone l’incantesimo

Roberto Maggi nasce a Roma, dove si laurea in scienze biologiche. Amante della natura, indirizza i suoi interessi

professionali e personali verso tematiche legate all’ambiente e all’ecologia.

Inizia a scrivere fin dall’adolescenza, nutrendo una particolare passione per la poesia. I suoi versi raccontano la storia

di una vita, intraprendendo viaggi volti alla cattura di stati d’animo sottili e sfuggenti o fotografando momenti di natura

meditativa: una finestra sempre aperta sull’anima, dove la parola è alla ricerca costante della musicalità.

Nel 2014 pubblica la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Schegge liquide”, edita da Aletti. Il libro ottiene un attestato

di merito nel premio Internazionale Città di Cattolica (2015). Seguono apparizioni su varie antologie poetiche,

“Federiciano 2014” (Ed. Aletti), “Vivo da Poeta” (Ed. Montecovello), “Premio Erato” 2015 (Ed. Montecovello, con

menzione di merito), nonché la sua prima pubblicazione in prosa, il racconto breve “Irish blues”, nell’antologia “1000

parole” (2015, Ed. Montecovello). Nel 2015 avvia, insieme al pianista Theo Allegretti, un progetto che unisce poesia e

musica, la performance “Suoni di-versi”, dove il dialogo tra i rispettivi linguaggi espressivi supera la tradizionale formula

del “Reading-concerto”. Questa performance è stata realizzata in diversi contesti, tra cui anche manifestazioni

pubbliche (“SeminarLibri” di Tivoli, “Pigneto Città Aperta” di Roma, “Giornata mondiale della Terra” - Perugia 2016).

Nell’aprile del 2019 viene pubblicata la raccolta di racconti “Suites di fine anno”, edita dalla Florestano Edizioni. Del

libro si occupano varie riviste (Duels, La Gazzetta dello spettacolo, Prisma, Menabò), trasmissioni radiofoniche (Rai

Radio3, Radio Più Roma) e blog letterari. Nel marzo 2020 il libro si attesta tra le opere vincitrici del Premio Wilde (2°

posto assoluto).

Nel 2019 viene inoltre pubblicata la raccolta antologica “Il diario della Natura” (Fuorilinea Edizioni) che lo vede coinvolto

in triplice veste: come ecologo, in qualità̀ di curatore dell’Introduzione al volume; come poeta, con tre componimenti

acclusi; e come fotografo, con l’inserimento di un suo scatto a soggetto naturalistico.

A partire dal 2020 si dedica saltuariamente all’attività di articolista, con la pubblicazione di recensioni critiche dedicate a

libri e autori. Nel gennaio 2021 viene pubblicata la sua seconda raccolta di poesie dal titolo “Scene da un interno”,

pubblicata da Terra D’ulivi Edizioni. Tra le sue passioni, oltre la letteratura, l’arte, il cinema, la fotografia e soprattutto la

musica, che segue con invariato entusiasmo.


L I B R I

" Le Sorelle Chanel"

di Sonia Lippi

Titolo: Le Sorelle Chanel

Autrice: Judithe Little

Prezzo: € 16.00 | Ebook: € 8.99 |

Pagine: 375 | Genere: Narrativa Biografica |

Editore: tre60 |

Trama

Francia, 1897. Albert Chanel, rimasto vedovo e con un lavoro

precario, affida le sue tre figlie, Julia-Berthe, Gabrielle e Antoinette,

alle suore dell'orfanotrofio di Aubazine. Educate per diventare

perfette donne di casa, Gabrielle e Antoinette mostrano da subito

una particolare attitudine per il cucito. In convento sono costrette a

indossare divise dal taglio severo, ma di sera, sfogliando di nascosto

romanzi e riviste di moda, sognano una vita diversa, fatta di abiti

eleganti e affascinanti gentilhommes della haute societé … Così, a

diciotto anni Coco e Ninette lasciano il convento e lottano, unite e

determinate, per dimostrarsi degne di quella società in cui non si

sono mai sentite accettate. Per la prima volta, fanno ingresso nei

Café chantant di Moulins, nelle sale da concerto di Vichy, sino ad

approdare a Parigi dove, tra speranze e delusioni, l'apertura di un

piccolo negozio di cappelli, in rue Cambon, segna per loro la grande

svolta. È l'inizio di un'attività commerciale di successo che si

espanderà nelle località più esclusive di Francia. Ma lo scoppio della

Prima guerra mondiale cambierà per sempre le loro vite: sarà allora

che le due sorelle dovranno fare ricorso a tutto il loro coraggio e

conquistarsi il loro posto nel mondo, anche a costo di separarsi l'una

dall'altra. Con Le sorelle Chanel Judithe Little ci racconta la storia di

due donne straordinarie che, tra mille difficoltà, sono riuscite a

realizzare i propri sogni e a creare una delle più grandi case di moda

del mondo.

Rubrica a cura del blog

"Il COLORE DEI LIBRI"

http://ilcoloredeilibri.blogspot.com/

Di Chanel ho sempre conosciuto il famoso profumo, la linea di sartoria

elegante ed essenziale, l'originalità e l'innovazione che prendono

spunto dal passato, così quando ho visto un libro sulla biografia delle

sorelle Chanel non ho potuto far altro che leggerlo. E con mia grande

sorpresa ho scoperto che questo impero che ancora oggi fa sognare

milioni di donne, nasce dalla povertà, dall'abbandono, da una voglia

sfrenata di riscatto. Si perché le Sorelle Chanel Julia-Berthe, Gabrielle e

Antoinette rimangono presto orfane di madre e vengono abbandonate

dal padre in un orfanotrofio di Aubazine, dove vengono cresciute e

istruite dalle suore. Antoniette e Gabrielle sono molto brave nel cucito e

riescono a trasformare una divisa sciatta e lisa in qualcosa di più

elegante e questo le porta ad essere sia criticate che apprezzate per il

lavoro svolto.

Sognano una vita diversa sfogliando riviste patinate dove donne

eleganti sfoggiano abiti scintillanti e leggono libri che parlano di amori

tra gentiluomini e ragazze del popolo. Sognano le nostre sorelle, mentre

cercano un riscatto da questa vita che continua a dar loro cocenti

delusioni e tristi notizie. Finalmente a diciotto anni escono

dall'orfanotrofio e sono pronte a conquistare il mondo, ma mentre

Gabrielle cerca, senza successo, di diventare una cantante, Antoniette

lavora per un negozio di cappelli dove apprenderà sia l'arte della

vendita che quella della riparazione.

Dopo mille vicissitudini le due sorelle si ritrovano a Parigi, e quasi per

gioco aprono una boutique di cappelli che invece inizierà a dare i suoi

frutti. Lo scoppio della prima guerra mondiale romperà gli equilibri, ma

le due sorelle capaci e determinate riusciranno comunque a portare

avanti la loro impresa. Gabrielle in arte Coco, è una donna con una

vena artistica e creativa molto spiccata: nascono da lei i cappelli che

conquistano Parigi ed è sua l'idea di abiti essenziali e comodi, ma è

Antoniette quella che ha lo spirito imprenditoriale, concreta e decisa, sa

come fidelizzare le clienti e portare avanti la gestione di un negozio.

Sono due donne che hanno avutolo stesso passato, ma mentre Coco si

vergogna delle sue origini e inventa storie sulla sua infanzia, Antoniette

al contrario non riesce a estirpare dal suo cuore il suo vissuto.

Infatti è Antoniette che porta avanti la narrazione della storia in maniera

semplice e concreta. I personaggi sono ben descritti e caratterizzati, lo

stile è chiaro, a momenti introspettivo ma sempre in linea con la trama.

La lettura è scorrevole e coinvolgente, con dialoghi e descrizioni che si

alternano così da dare profondità alla narrazione e rendere i personaggi

tridimensionali. Ben descritta e visibile l'ambientazione.

Durante la lettura ho provato la rigidità del convento, l'euforia della

libertà e l'eleganza di Parigi, ho provato il gusto amaro della povertà di

Aubazine e lo sfarzo del Teatro dell'Opera. Ogni scena è ben descritta e

visibile, quasi si stesse assistendo a un film.

Un romanzo che mi ha appassionato talmente tanto che mi ha fatto

venire voglia di imparare a cucire. E' d'obbligo però informare il lettore

che nonostante il libro si basi sulla vita e sulle vicende della famiglia

Chanel non è certo una biografia ufficiale, in quanto non è così facile

reperire informazioni soprattutto sulla sorella Antoniette, nonostante sia

stata così importante per la nascita del marchio Chanel.

Personalmente mi sono appassionata alla lettura e mi sono affezionata

ad Antoniette, gioendo e soffrendo con lei durante l'arco di tutto il

racconto.

Un libro che mi ha donato uno spaccato della società francese e anche

europea degli inizi del novecento. Da leggere sorseggiando

champagne, ma anche del buon prosecco nostrano va bene, e

sgranocchiando tartine, magari sdraiate in un divano di velluto rosso

con intarsi in oro.

Consigliatissimo a chi è alla ricerca di un romanzo bello, intenso e vero.


V I A G G I

TuttoBallo20


V I A G G I

TuttoBallo20

Passavamo spesso nelle vicinanze di

Tarvisio, bella città di confine, ma sempre

di fretta ... Finché un bel giorno

decidemmo di trascorrere alcuni giorni di

vacanza in Carnia dove eravamo già stati

in altre diverse occasioni. Volevamo

approfondire la visita di questa splendida

zona italiana e possibilmente anche i

dintorni. Sfogliando un po’ i depliants

turistici abbiamo scoperto Monte Lussari,

una destinazione da seguire che subito è

riuscito a suscitare il nostro interesse, ed

è stata un’ ottima scelta salire sul Monte

Lussari… Monte Lussari è un pittoresco

borgo di montagna, arroccato su una

cima degli Alpi Friulani a 1790 metri di

altezza ed è circondato dalle magnifiche e

maestose catene montuose. È

raggiungibile sia a piedi, sia usando la

funivia, sempre da Camporosso. Per la

sua unica bellezza, per la sua affascinante

semplicità Monte Lussari è un luogo

molto apprezzato e ricercato sia nella

stagione estiva sia d’inverno disponendo

di impianti sciistici di buon livello. Fin dai

vecchi tempi Il Santuario di Monte Lussari

è stata meta di pellegrinaggio per

numerosi devoti alla Madonna e

rappresenta la fratellanza e la comunione

di tre popoli, cioè; italiano, sloveno e

austriaco.

Abbiamo visitato Monte Lussari in una

splendida giornata di fine estate di due

anni fa. Dalle cabinovie che scendevano e

salivano incessantemente, le prime

immagini delle montagne e delle vallate si

presentarono subito meravigliose come

anche l’immagine della città di Tarvisio. Ma

la sorpresa tanto attesa non si fece

troppo aspettare. Man mano che la

cabinovia saliva in quota, riuscimmo ad

intravvedere la sagoma del borgo di

Monte Lussari. Provavo già una immensa

emozione mischiata con una certa

inquietudine. Una volta scesi dalla funivia

ci imbattemmo nella folla di gente che,

come noi, sembrava entusiasta e felice di

scoprire Monte Lussari, nell’aria frizzante

e nel vento che si dava da fare seriamente

creando un certo fastidio. Ma non

abbiamo preso in considerazione tutto

questo. Davanti ai nostri sguardi si era

aperta un’ ampia veduta panoramica in

cui il Borgo di Monte Lussari faceva

decisamente da protagonista.

Arrampicato su una cima delle montagne

con le sue case bianche raccolte intorno

al Santuario, circondato da tutti i lati delle

catene granitiche delle montagne, il borgo

sembrava un meraviglioso dipinto degno

di alterare la realtà.

Delle nuvole scenografiche abbellivano

stupendamente il cielo azzurro qua e là

un po’ imbronciato. Dopo una breve

camminata a piedi siamo arrivati all’

entrata del borgo, seguendo la via

principale in salita che lo attraversa. Ai lati

della via principale si facevano subito

notare i negozi di souvenir dalle forme e

colori allegri; dei ristorantini deliziosi che

emanavano profumi invitanti e piacevoli,

del buon cibo tradizionale, che

pervadevano l’aria circostante. Siamo

giunti alla piccola chiesetta che

rappresenta il Santuario di Monte Lussari,

luogo di culto dove la messa si tiene in

diverse lingue, cioè, in italiano, in friulano,

in tedesco e in sloveno. Là dentro

regnava un’atmosfera austera e mistica. I

ceri accesi sfavillanti, la statua della

Madonna tanto venerata, i mormorii dei

turisti raccolti in preghiera ciascuno a

modo suo. Ci siamo uniti ad essi in una

breve ma sentita preghiera. Usciti dalla

chiesetta abbiamo proseguito sulla stessa

via principale di prima, dal pavimento

granitico, leggermente scivoloso,

facendoci largo tra la gente diventata

sempre più numerosa. Abbiamo, poi,

proseguito verso i sentieri del luogo

salendo sulla vetta della Croce dove,

infatti, è collocata una croce altissima. Da

qui si poteva ammirare il paesaggio da un

angolo diverso. Tutto era un vero

spettacolo della natura tipicamente di

montagna, degno di essere immortalato.

Un po’ stanchi, abbiamo poi pranzato

all’aperto, sulla terrazza di un bel

ristorante con una splendida veduta

panoramica sulle montagne. Il menù

composto da piatti tradizionali friulani è

stato ottimo. Per la prima volta ho

provato il vino chiamato” lacryma christi”,

che ho apprezzato molto inebriandomi

piacevolmente il palato. Un tipo di vino

prodotto fin dai vecchi tempi, di colore

giallo con i riflessi dorati, dal sapore

floreale, fruttato, aromatico intorno al

quale esistono varie leggende e miti

includendo la presenza di Cristo.Siamo

rimasti sul posto fino al calar della sera,

dedicandoci ad altre passeggiate sui

sentieri del luogo, godendoci momenti di

puro relax in mezzo a quella natura

straordinaria, dall’aria pura e frizzante,

tanto salutare … Calava un misterioso

silenzio sul Monte Lussari, disturbato

ormai soltanto dalle voci di alcuni abitanti

del posto e della gente che lavoravano

qui, e quelle di alcuni pochi turisti rimasti

ancora per trascorrere la notte in qualche

locanda.


V I A G G I

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Il tramonto baciava le vette rocciose

delle montagne …il buio cominciò ad

impadronirsi lentamente dell’intero

luogo avvolgendo le montagne, le

vallate, i sentieri ormai deserti. I lampioni

accesi color giallo e le lucine provenienti

dalle finestre, rendevano il paesaggio

davvero fiabesco, visto dall’altezza della

stazione della funivia di Monte Lussari

dove eravamo arrivati con il respiro in

affanno. in seguito allo sforzo per salire

la via. Il vento era sempre più aspro,

fastidioso.

Vorrei rimanere qui!... mi dissi nella

mente. Mi sarebbe piaciuto fermarmi

laggiù per la notte, dormire in una delle

locande rifugio friulane, cenare a lume di

candela in un’atmosfera romantica in

qualche ristorantino carino, tradizionale,

e starmene poi a guardare le stelle,

toccandole con le mani. Mi sarebbe

piaciuto, poi nel giorno seguente,

alzarmi all’alba, cercarla con lo sguardo

dalla mia finestra o, magari, poterla

ammirare meglio uscendo all’aperto su

qualche terrazza panoramica per

scattare alcune belle foto, affrontando il

freddo pungente mattutino, tipico della

montagna. Ma tutto ciò purtroppo non

era possibile. All’indomani presto

dovevamo proseguire il nostro

programma e dirigerci verso l’Austria,

dove ci stavano aspettando altri nuovi,

bellissimi luoghi da scoprire… ormai,

tutto era finito, eravamo usciti dalla fiaba

con la consolazione che ci sarebbero

stati, poi, momenti in cui, nel silenzio

della stanza di casa nostra, avremmo

guardato con nostalgia le nostre foto

scattate sul Monte Lussari, un luogo dal

fascino particolare dal punto di vista

naturalistico, spirituale , un luogo in cui

ritrovare se stessi in totale simbiosi con

la natura, con la montagna, con i suoi

suoni, colori, sapori e forme diverse,

incredibili e spettacolari, un luogo dove

la forza divina sembra ancora più vicina

che mai anche se nascosta

misteriosamente. Monte Lussari, un

piccolo angolo di Paradiso terrestre, un

nido costruito dall’uomo in cima alle

montagne che mi è rimasto nel cuore

per sempre , perché salire sulle

montagne è come avvicinarsi un po’ a

Dio…

Maria Giovanni Elmi, la fatina della tv

italiana si è sposata sul Monte Lussari

Maria Giovanni Elmi si è sposata dal 1993 con Gabriele Massarutto (foto

a sinistra) sul Monte Lussari presso Tarvisio (Udine) a ben 1900 metri di

altezza e davanti alla statuetta della Madonna di Lussari. Nel 2018 hanno

festeggiato le nozze d'argento, rinnovando la promessa nello stesso

luogo e indossando le stesse tute del giorno del matrimonio (foto a

destra) .

Le foto sono state concesse dal press agente Walter Garibaldi.


C U C I N A

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C U C I N A

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La cucina trapper, chiamata anche cucina essenziale, è quella

in cui si utilizzano i prodotti che la natura offre, senza

l'influenza della civiltà. Il trappeur è un metodo di cucina

semplice ed essenziale, utilizzato all’aperto, e in assenza di

mezzi moderni per cucinare, quali pentole, fornelli, ecc… I

mezzi per la cottura dei cibi sono ricavati da ciò che

l’ambiente circostante offre (pietre, foglie, rami, tronchi…).

Ma chi erano i trapper?

I trapper erano i cacciatori che fra il 1700 e il 1800 vivevano

nelle fredde zone di frontiera del Nord America. Il loro nome

deriva dall’abitudine di cacciare piazzando trappole invece

che utilizzando fucili, per non rovinare le pelli delle prede

abbattute. Trascorrendo lunghi periodi nelle foreste e

contando solo sull’equipaggiamento contenuto in uno zaino,

idearono un modo di cucinare che richiedeva pochissimi

utensili.

La loro era una vita pericolosa, solitaria, isolata. I loro vestiti

erano di colori che si mimetizzavano con il bosco, fatte con

pelli di animali. Il loro equipaggiamento era composto da: un

fucile per la caccia e la difesa, polvere da sparo, pallottole, un

coltello a serramanico, un'accetta, la borraccia, una coperta,

una bisaccia contenente corda, padella e pietra focaia, una

bussola ed un quaderno per riportare gli appunti di viaggio.

Anche nel mangiare erano pratici e semplici; non sempre

usavano la padella, preferivano il fuoco vivo e la brace. Per

questo la cucina alla brace è nota come cucina trapper.

La tecnica consiste nell’accendere il fuoco e poi utilizzare la

brace per cuocere i cibi (questo per evitare di bruciare il cibo

all’esterno e lasciarlo crudo all’interno).

Il fuoco andrà delimitato da grosse pietre o grossi tronchi,

per impedire l’accesso al vento, per riflettere meglio il calore

sul cibo e quindi evitare la dispersione o l’abbassamento della

temperatura, ma anche per impedire che il fuoco si propaghi.

Le dimensioni del fuoco dovranno essere di circa 50 cm di

diametro.

Fare attenzione alle pietre che si usano per il fuoco da campo,

i sassi di fiume o di torrente o pietre calcaree se riscaldate

potrebbero esplodere ferendovi anche gravemente.

La legna migliore da utilizzare è quella delle latifoglie e degli

alberi a legno duro; usare sempre legna ben secca edevitare la

legna verde e quella marcia.

I cibi maggiormente consumati sono quelli cacciati o raccolti

(carne, pesce, frutta, tuberi, radici, uova e vari vegetali) ma

anche portati “dalla civiltà” come pane, formaggio, insaccati,

zucchero.

Per la cottura si utilizzano spiedi con rami verdi appuntiti e

ben scortecciati, su cui cucinare salsicce, scamorze e pane.

Anche i sassi la fanno da padrone poiché si può direttamente

cuocere su di essi. L’unico “mezzo artificiale” che useremo, è

la carta di alluminio, che ci consente di non far sporcare i cibi.

Ivan Cribiù - Chef

Le tecniche utilizzate per la cucina alla trappeur sono

essenzialmente quattro:

La cucina con i bastoni: si costruisce una griglia da

posizionare sopra la brace oppure si utilizzano dei

bastoni lunghi e resistenti per la cottura allo spiedo. la

legnada utilizzare dovrà essere verde e scortecciata.

La cucina con i sassi: prevede l’utilizzo di una grossa

pietra che andrà posta vicino alla brace; una volta che la

pietra sarà abbastanza calda, vi si potrà adagiare il cibo

sopra (ottimo per la carne e le uova).

La cucina col forno: la cottura con questo metodo è

ottima per pesce e carne, anche di grosse dimensioni. I

tempi di cottura saranno più lunghi, infatti ci vorranno

diverse ore per cuocere bene i cibi. Per realizzarla fate

una buca nel terreno, posizionate la brace al fondo,

mettete poi dei sassi sopra, alternando il cibo con strati

di foglie verdi, infine coprite la buca.

La cucina con la carta argentata: per questa tecnica

dovremmo essere attrezzati con carta d’alluminio, il

cibo dovrà essere avvolto completamente nella carta e

poi sepolto nella brace (questo metodo è ottimo con i

tuberi, la verdura e la frutta).

La tecnica per misurare la temperatura della brace

consiste nell’accostare il palmo della mano nel punto

dove deve cuocere il cibo. Controllare quanto si riesce a

stare con la mano in quella posizione, contando

lentamente i secondi e dicendo: milleuno, milledue,

milletre e così via. Per la cucina trapper occorre un

calore medio alto. Tra i 6 e gli 8 secondi avremo un

calore basso tra i 120° e i 175° C, 4 – 5 secondi calore

medio tra 175° 200° C, 2 – 3 secondi calore alto tra 200°

230° C ed infine 1 secondo calore molto alto tra 230°

260° C.

Le tempistiche medie di cottura potrebbero essere:

carne 15/20 minuti, pollo 20/30 minuti, patate 40/60

minuti, pesce 15/20 minuti, granoturco 10/12, mele

20/30 minuti.

Questa tipo di cucina viene utilizzata dagli scout

durante i campi in esterna.


C U C I N A

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MELE ALLO ZUCCHERO Pulire con uno strofinaccio la mela,

toglierle il torsolo e mettervi al suo posto qualche zolletta di

zucchero. Avvolgere nell'alluminio e cuocere per 20 minuti.

BANANA SPLIT Fai un taglio lungo la buccia di una banana e

schiaccia dentro, accuratamente, pezzetti di cioccolato. Metti

la banana nella brace per 5-10 minuti.

CIPOLLE RIPIENE Taglia a metà la cipolla e scava la parte

centrale. Riempi le due metà con l’impasto dell’hamburger.

Poi uniscile e avvolgile in un foglio di alluminio. Cuoci nella

brace per 15-20 min.

PATATE ALLA BRACE Metti le patate con tutta la buccia nella

brace e lasciale per circa 30 minuti. Poi taglia ogni patata a

metà e mangiala con un cucchiaio, aggiungendo un po’ di sale

ed eventualmente un po’ d’olio o di burro

UOVO AL PIETRA Scegli una pietra piatta e falla riscaldare

sotto la brace ardente. Non appena è rovente toglila dal fuoco

(con un bastone), puliscila rapidamente e rompi l'uovo sopra

di essa. La cottura sarà quasi istantanea …

KABOB Per preparare il Kabob ti occorrono carne, pancetta e

pane. Taglia la carne e la pancetta in quadratini di 4-5 cm di

lato e fai a fette il pane. Scorteccia un ramo verde,

appuntiscilo ad una estremità e infila prima una fetta di

carne, poi una di pancetta, poi una di pane, poi di nuovo la

carne e così via. Cuoci sulla brace, girando di tanto in tanto il

bastone. Puoi variare questa ricetta a tuo piacimento,

mettendo sullo spiedo pomodori, peperoni, salsiccia, cipolle,

etc. Se aggiungi patate, ricordati che hanno bisogno di una

cottura più lunga.

PANE TWIST: Taglia un grosso ramo verde, scorteccialo,

appuntisci l’estremità più sottile e scaldalo al fuoco. Prepara

poi una lunga striscia di pasta lievitata ( larga circa 5 cm e

spessa 1 cm ) e avvolgila a spirale intorno al bastone; pianta

questo accanto al fuoco e lascia che la pasta si arrostisca

girando ogni tanto il bastone perché cuocia tutt’intorno. Il

pane sopra la brace cuoce in 20-25 minuti.

PANE SULLA PIETRA: Grossa pietra piana posta sopra le

braci. La pietra deve esser ben pulita a scaldata prima di

metterci sopra il pane. La pasta di pane, la pagnotta, deve

essere alta più o meno mezzo centimetro. Se è più alta

l’interno non cuoce. Se è troppo bassa brucia facilmente. Il

diametro può essere 6 - 7 centimetri. Deve essere girata più

volte nel corso della cottura. Cottura del pane circa 30 minuti.

UOVO SOTTO CENERE Prendi un uovo, perfora leggermente

la sua sacca d'aria e ponilo a cuocere sotto la brace per 2

minuti circa.

UOVO E PATATA Vuota una grossa patata, alla quale avrai in

precedenza tagliato via la parte superiore. Rompi un uovo e

sbattilo per fare amalgamare e il tuorlo con l’albume.

Introduci l’amalgama nel buco della patata e copri con la parte

superiore che avevi tagliato. Eventualmente fissa il "tappo"

con alcuni stuzzicadenti. Metti a cuocere nella brace per 20-30

minuti.

PESCE TRAPPER Dopo aver pescato, pulito e salato il pesce,

questo può essere cotto su una graticola, oppure può essere

infilato in uno spiedino con l’accortezza di usare un legnetto

scortecciato trasversale per tenere aperto il pesce.

SALSICCIA E PATATE: Taglia le patate in quattro, la cipolla in

fette circolari. Infila sullo spiedino alternando: cipolla,

salsiccia, patata, cipolla, ecc… Ungi con l’olio.


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IL GAMBERO DELLA LOUISIANA

Lo studio della biologa danzatrice Mariangela Ruggirello spiega la pericolosità del Gambero della Louisiana

Il cibo non sempre è salutare… da uno studio di una giovane ballerina e biologa trapanese, Mariangela Ruggirello si è scoperto che il

gambero della Louisiana, detto Il Procambarus Clarkii, sebbene abbia carne prelibata, può essere molto nocivo alla salute degli esseri

umani ed anche per quella degli animali. Infatti la danzatrice della Magic Dance di Trapani, ha dimostrato che il gambero della

Louisiana può accumulare metalli pesanti nei suoi tessuti - in particolare nell’epatopancreas, sottolineando che rappresenta anche un

pericolo per l’ecosistema: infatti le progressive introduzioni della specie costituiscono una delle principali emergenze ambientali e

sono considerate dalla comunità scientifica internazionale la seconda causa di perdita di biodiversità su scala globale. L’agenzia

Regionale per la Protezione Ambientale dell’Umbria e, non ultimo, lo studio di Mariangela Ruggirello, laureata in scienze biologiche,

mettono in evidenza i diversi patogeni che il gambero può veicolare: Francisella Tularensis (causa Tularemia, con lesioni ulcerose a

livello cutaneo); Vibrio spp. (causa Vibriosi, che va ad attaccare l’intestino); Listeria spp.(causa Listeriosi, attaccando l’intestino e

provocando meningite, encefalite, aborto e setticemia); Spiroplasma spp. (causa encefalopatia spongiformi trasmissibili, che va ad

intaccare cervello e sistema nervoso).Il Procambarus Clarkii, oltre a produrre un effetto negativo sull’uomo, contamina anche i suoi

simili. Infatti, come scrive la Ruggirello nella sua Tesi di Laurea, Il gambero della Louisiana è portatore sano di Aphanomyces astaci

che causa la cosiddetta ‘peste del gambero’, causando la morte delle specie locali. La neo dottoressa asserisce che “Dobbiamo però

considerare quello che viene definito rapporto ambiente-patogeno-ospite – Il sistema immunitario gioca un ruolo fondamentale e da soggetto a

soggetto possono cambiare le percentuali di rischio. Infatti, la capacità di contrarre una malattia dipende dalle condizioni di salute preesistenti.

Da considerare che i sintomi clinici possono variare a seconda della virulenza del microrganismo, dalla modalità d’ingresso e dalla dose

infettante”. Sul fronte salute uomo la Ruggirello sottolinea che “Bisogna considerare anche che alcuni metalli, se assunti a basse dosi, sono

essenziali per l’organismo, ma diventano tossici se vengono assunti in concentrazioni elevate. I livelli massimi ammissibili negli alimenti di tre

metalli pericolosi quali il piombo, il mercurio e il cadmio vengono stabiliti dal regolamento (CE) N. 1881/2006. Nei crostacei, ognuno di questi tre

elementi non deve superare la concentrazione di 0,5 mg / kg di peso fresco. E’, però, preferibile che la sua cattura per fini alimentari avvenga solo in

acque di buona qualità e, dove non possibile, bisogna essere consapevoli dei rischi legati al suo consumo”. Un ulteriore problema inerente il

consumo di P.Clarkii è legato alle sue abitudini alimentari, determinando così anche la presenza di cianotossine. A tal proposito la neo

dottoressa Ruggirello afferma che “Gli esemplari di questa specie si possono nutrire, infatti, di cianobatteri, alghe microscopiche, che hanno la

capacità di produrre tossine. Alla luce di queste osservazioni è opportuno sensibilizzare quanti, accidentalmente o intenzionalmente, vengano in

contatto con questi crostacei d’acqua dolce. Si raccomanda di assicurare una adeguata cottura in modo da ridurre al minimo i rischi dovuti dalla

presenza di vibrionacee - eventualmente presenti sul prodotto sia per contaminazione crociata che per diretta presenza nel tessuto muscolare”.

Gambero della Louisiana


C O C K T A I L

COCKTAIL, AL TEMPO DEL COVID

Danilo Pentivole - bartender

Il tamponamento forzato della pandemia globale

ha fatto maturare, in un certo senso, interessi nei

confronti delle macchine (ovviamente,

includendo l’esecuzione dell’uomo), pur

“limitando” il settore dell’ospitalità.

Molti ristoratori, soprattutto adesso, incrociano

le dita per tornare ad uno stile di vita mondana e

non, ottimale e redditizio, un po’alla volta… come

una volta.

Il metodo usato da molti è stato quello del “To-go

cocktail”, ovvero il servizio di bevanda d’asporto,

che ha creato comunque assembramento lontano

dai locali e penalizzato il servizio in vetro a favore

dell’uso della plastica.

Qualcuno più ingegnoso (idea poi divulgatasi per

il resto del Mondo), ha pensato di mantenere il

rapporto tra qualità- prezzo imbottigliando

direttamente il drink, e farlo trovare

comodamente al banco frigo; stiamo parlando dei

Bar retail, una soluzione dei proprietari dei Bar

per poter, allo stesso tempo, mantenere l’attività

aperta e pagare i dipendenti.

Alcuni hanno anche osato offrire, oltre al

Negroni, Vieux Carrè a base di Rye Whisky

Cognac e Vermouth, e l'Old Fashioned a base di

Bourbon Whisky, zucchero e Bitter Angostura.

Drinks internazionali, complessi sia nella

preparazione che nel gusto.

Insomma l’organizzazione di servizio del cocktail

è cambiata… ma per quanto riguarda la perdita di

una tradizione legata a rumorose shakerate e

profumate decorazioni di frutta, legate ai gilet,

camicie, bretelle e reggimanica dei baristi andrà

bene a tutti? il cocktail da asporto salverà la bar

industry alla fine del Covid-19?

Il tempo ci darà la risposta …

Instagram: https://www.instagram.com/danilo_pentivolpe/

WEB SITE: www.bartendersclassheroes.com

Facebook: https://www.facebook.com/pentivolpe.danilo/

Danilo Pentivolpe


M A K E U P

TuttoBallo20

differenza di un tatuaggio, il trucco semipermanente non va così in

A

ed è meno invasivo; inoltre i colori usati sono naturali e certificati, e

profondità,

creano problemi di intolleranza a nessun tipo di pelle.

non

vantaggio del trucco semipermanente è, senza dubbio, quello di non

Il

tempi lunghi per essere struccato di sera, né tantomeno di sedute di

richiedere

interminabili la mattina per cercare di farsi belle. Viene spesso utilizzato

trucco

coloro che soffrono di allergia ai cosmetici, ma anche per mascherare

per

o imperfezioni a livello dell'epidermide. Il trucco semipermanente è

cicatrici

tecnica che, per eccellenza, consiste nell’innesto dei pigmenti nel derma a

una

livelli in base al tipo di trattamento. Oggi, con diverse nuove tecniche all’

vari

si può soddisfare ogni esigenza sia femminile che maschile. La

avanguardia,

della dermopigmentazione si è evoluta nel tempo, ed oggi permette di

tecnica

forma, colore, dimensioni e creare effetti particolari. In questo

modificare

si riesce a dare colore, riempire spazi vuoti, creare sfumature, donando

modo

aspetto più luminoso e giovane, correggendo le asimmetrie e creando

un

più vivaci e naturali, in quanto la comunicazione inizia con il viso. I

lineamenti

possono essere sopracciglia tatuate, contorno labbra, eyeliner,

trattamenti

ripigmetazione … con discrezione, perché lo scopo del

tricopigmentazione,

semipermanente per labbra, occhi e sopracciglia è proprio quello di

trucco

notare, senza perdere naturalezza. Noto anche come

farsi

dermopigmentazione o tatuaggio estetico, il trucco

micropigmentazione,

ha lo scopo di creare sul viso un velo di makeup indelebile.

permanente

tecnica del trucco permanente, infatti, permette di inserire sotto la pelle dei

La

di colore creando un makeup definitivo. Una soluzione ideale per

pigmenti

tempo e regalarsi un eyeliner tatuato o un trucco semi permanente

risparmiare

le labbra. Un modo semplice per saltare il quotidiano appuntamento

per

allo specchio senza rinunciare ad un aspetto curato. A migliorare non

davanti

solo la routine quotidiana. Il trucco semipermanente, infatti, è l’ideale anche

è

chi soffre di allergie al makeup o per coloro che combattono l’alopecia o la

per

di ciglia e sopracciglia a causa della chemioterapia. Come si effettua

perdita

trucco permanente? La tecnica della micropigmentazione consiste in piccoli

il

sottocutanei con i quali viene iniettato il colore. Proprio per questo,

fori

è necessario che la procedura sia effettuata da un esperto

ovviamente,

pigmenti certificati dal Ministero della Salute. Generalmente, il

attraverso

semipermanente dura tra i sei e dodici mesi, dopo i quali sarà

trucco

effettuare un ritocco. Durante questo periodo di tempo, il colore

necessario

sparisce completamente, ma si attenua. Perché il trucco semipermanente

non

sopracciglia sparisca, infatti, possono volerci fino a cinque anni.

alle

resa e durata di un trattamento come la dermopigmentazione

Naturalmente,

anche da molti altri fattori. La pelle grassa, ad esempio, non

dipendono

il pigmento, mentre quella secca è soggetta a screpolature. Allo

trattiene

modo, il contatto regolare con il cloro o con la luce solare possono

stesso

la durata di qualsiasi tatuaggio semipermanente per

compromettere

contorno labbra o occhi. Di solito si effettuano delle prove con

sopracciglia,

(per labbra o per sopracciglia) dello stesso colore del tatuaggio che si

matite

a ricalcare in seguito. In questo modo ci si rende conto della naturalezza

andrà

finale. Le tecniche più nuove sono quelle di micropigmentazione,

dell'effetto

simulano in modo impercettibile la direzione del pelo delle sopracciglia e

che

pienezza delle labbra. L'obiettivo è quello di non creare linee nette che

la

un risultato artificioso. Sebbene si pensi che sia doloroso, proprio come

diano

tatuaggio, bisogna dire che in genere quello che si sente durante il

un

è un leggero fastidio o un lieve dolore; come è giusto che sia,

trattamento,

dipende certamente dalla soglia di dolore del soggetto, dalla

molto

del tocco dell'esperto e dalla zona del corpo su cui si opera.

leggerezza

@maurimenga


Giornata Internazionale della danza

29 APRILE 2021

@Mirco Cosimo Magliocca Photographer Paris


O R S O C O P O

Amore

Venere vi terrà compagnia per tutto Aprile, garantendovi bellissimi momenti. Oltre che ad una forte

passione, potrete contare su un dialogo stimolante con il partner e con uno scambio intenso, sia di opinioni

che di vere e proprie emozioni. I single saranno favoriti nei loro corteggiamenti.

Lavoro

Il periodo intrigante per la vostra attività, questa volta avete in mano le carte vincenti! Chi ha un'attività

autonoma, potrà contare su eccellenti prospettive, che andranno, però, esaminate senza fretta. Chi lavora

alle dipendenze altrui avrà la possibilità di prendersi qualche bella rivincita. I più atletici e allenati avranno

prestazioni di alto profilo. Andate alla ricerca di un Leone o Scorpione, così fare sport sarà un vero piacere

Amore

Vi attende un mese magico, accentuata da sensazioni ed emozioni. Il romanticismo regnerà nella vostra vita

affettiva e nelle vostre giornate: sarete quanto mai pronti ad infiammarvi per uno sguardo o per una carezza.

Sarà bello lasciarsi andare ai sogni e alle fantasie e illudersi per un po’.

LAVORO

Fidatevi dei vostri riflessi, di quello che la vostra mente vi suggerisce e delle intuizioni che vi spingono verso

un comportamento o l'altro: Marte vi aiuterà alla grande, guidandovi sempre verso le soluzioni più giuste.

Successi professionali importanti potranno arrivare a molti di voi. Molti di Voi si concederanno un pizzico di

pigrizia. Ogni tanto non fa male, ma se incontrerete un Pesci, saprà tirare fuori il meglio da voi!

Amore

Mettete in preventivo qualche malumore, i pericoli maggiori ci saranno per le coppie già in crisi o poco

soddisfatte del loro accordo, che troverà ulteriori motivi di contrasto. Se avete una vita di coppia solida,

saprete superare senza difficoltà tutte le divergenze d'opinione con il partner.

Lavoro

Professionalmente è un buon momento per tutti coloro che sono liberi e indipendenti; avrete idee ed

iniziative interessanti da proporre e realizzare, nonché numerose opportunità per mettervi in vista e

allargare il vostro giro d'affari. Per chi lavora alle dipendenze altrui: potrà consolidare la propria posizione.

Marte sarà propizio per l'impostazione di un eventuale rapporto di lavoro, e non solo, con un Ariete.

Amore

Secondo le Stelle è il momento di tirare i remi in barca e di comprendere bene le necessità affettive vostre

e del partner, se siete in coppia. Cercate di mantenervi sereni, questa sarà la migliore condizione per

mantenere l'armonia. C'è voglia di coccole e di amore, per molti single.

Lavoro

Importanti novità potrebbero bussare alla porta: notizie inaspettate dovranno essere prese in grande

considerazione e richiederanno tutta la vostra attenzione. Ottimo sarà il livello di comunicazione e vi

tornerà molto utile soprattutto se avete un'attività commerciale. Tutti i rappresentanti del segno

sperimenteranno un eccellente stato di affinità con il Sagittario, creando una sorta di crescita


O R O S C O P O E B A L L O

TuttoBallo20

Amore

I pianeti nel cielo vi daranno una mano e vi garantiranno un periodo decisamente gratificante! Siete single?

Se amate la varietà amorosa e se il vostro modo di fare si riassume con toccata e fuga, Aprile sarà il

complice perfetto, ricco di brillanti iniziative.

LavoroAvete la sensazione che ci sia qualche cosa di poco chiaro in una questione professionale. La

questione merita sicuramente un esame approfondito da parte vostra: non lasciate zone d'ombra o questioni

irrisolte che potrebbero, un domani, portare sorprese sgradevoli.

In questo ultimo periodo hai accumulato parecchio stress da smaltire . Si consiglia quindi di rilassarsi con un

Acquario.

Amore

Molti di voi sentiranno esplodere dentro una gran voglia d'amore in tutte le sue forme e possibilità. Sentimenti,

affetto, eros e sensazioni occuperanno gran parte dei vostri pensieri e del vostro tempo! Non mancheranno

battibecchi nelle relazioni in crisi da qualche tempo.

Lavoro

Oltre alla grinta, potrete contare su una bella capacità di inventiva. Le stelle vi regaleranno una visione di

sintesi in ogni problematica, grazie alla quale saprete prendere le iniziative e le decisioni più opportune.

Privilegiati anche coloro che lavorano nello spettacolo. Non gradirete troppa confusione intorno a voi. Meglio

defilarsi e dedicarsi alle amicizie, soprattutto con un Gemelli.

Amore

L'intesa sentimentale diventerà ancora più variegata e ricca di sfumature del solito e sarà, quindi, motivo di

grande soddisfazione. L'accordo col partner sarà eccellente sotto tutti i punti di vista, quanto di meglio abbiate

mai desiderato.

Lavoro

Non fatevi travolgere dai pensieri negativi e non parlate con nessuno, il rischio di fare gaffe è altissimo. Anche

se non tutto va nella direzione desiderata, sforzatevi di sorvolare sulle situazioni che non vi soddisfanno,

senza punire coloro che non riescono a condividere le vostre idee. Questo mese non mancheranno le

energie per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Amore

Le stelle colorano i vostri sentimenti di passione. Sperimenterete la magia di un'unione totale, sia dei corpi,

sia dello spirito, cosa difficile da realizzare nella vita quotidiana.

Lavoro

Se avete un'attività a contatto con il pubblico, non sempre riuscirete ad entrare in sintonia con gli altri e a

capire che cosa vogliono. Non riuscirete a esprimervi con la necessaria chiarezza. Piccoli inconvenienti,

destinati a risolversi con un po' di buona volontà. Il vostro punto debole sarà l'emotività; dedicate più energie

al benessere dello spirito, piuttosto che a quello corporeo. Forte intesa con un Sagittario


O R O S C O P O

TuttoBallo20

Amore

Sentirete il bisogno di abbandonare vecchie abitudini e di vivere nuove emozioni. Se siete felici in amore,

avrete bisogno di dare uno scossone alla relazione in corso, per conservare intatti slancio ed entusiasmo e,

se il vostro legame è ormai finito, la voglia di guardare altrove sarà irresistibile. Lasciatevi coinvolgere dal

Toro, che vi aiuterà a superare una crisi passeggera.

Lavoro

Avete voglia di fare e di vedere riconosciuti impegni e sforzi. L’opposizione di Marte è indubbiamente uno

stimolo notevole per la vostra ambizione, ma è anche vero che rende troppo impulsivi, dunque dovete

mantenere la calma se non volete finire fuori strada. Cercate di riposare qualche minuto se siete in ufficio,

staccare la spina sarà fortificante

Amore

Saturno vi aiuterà a dare nuovi assetti al rapporto di coppia e questo non potrà che fare bene alla maggior

parte di voi. Non date tutto per scontato e non adagiatevi sugli allori, puntate su dialoghi aperti e sinceri. Così

salverete il salvabile.

Lavoro

Non sarà facile, portare a termine senza qualche inconveniente le iniziative che vi premono. Per coloro che

lavorano in squadra: sarà difficile andare d'accordo e trovare un punto d'incontro. Mettete in conto distrazioni

e imprevisti, che innervosiranno e rallenteranno il lavoro! Non mancheranno alcuni momenti di nervosismo

che potrà essere facilmente superato grazie all’aiuto di uno Scorpione

Amore

Tutto andrà per il meglio se siete liberi da legami: Giove vi permetterà di vivere pienamente l'eros e di

verificarlo in incontri e storie di una notte. Belle sorprese, nuove curiosità e nuovi giochi amorosi ridaranno

smalto ed interesse alle relazioni sentimentali in corso. Con un Gemelli riuscirete a fare tutto quello che

desiderate

Lavoro

Saturno favorirà tutti i lavori di gruppo e le società. Questo è il momento per afferrare con facilità quello

che più desiderate, vale a dire una posizione di leader all'interno del gruppo di lavoro. Sarete i primi,

sarete i capi, e questo vi riempirà di soddisfazione.

Per rilassare la mente provate ad ascoltare della musica, la New Age ,vi farà pensare alla natura ed agli

spazi sconfinati.

Amore

Avrete l'impressione di essere sulle montagne russe. Il cielo darà giornate sentimentalmente intense, ai

limiti dell’emotività e questo non vi dispiacerà affatto. Se la vita di coppia non va e non soddisfa, basterà

poco per cadere vittime di un'avventura. Incontri magici per i single. Fatevi consigliare dalla Vergine che ha

un forte ascendente su di voi ed è bravissima per trovare soluzioni affettive.

Lavoro

Nettuno promette novità per chi è alla ricerca di uno sbocco o di un semplice miglioramento di lavoro.

Aprile sarà eccellente e pieno di soddisfazione per molti di voi, a cominciare da chi lavora nel settore

commerciale, e non solo. Evitate di rifugiarvi nel mondo artificiale ed affrontate la vita con più naturalezza,

vi sentirete molto meglio.


F OL RE MT TA UZ IRO AN E

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"CHIUSO LUNEDI"

di

ALBERTO VENTIMIGLIA

TERZO CAPITOLO

Una mano nella notte non accarezzò il viso di una donna ma le recise la gola. Questa volta però c’era un testimone.

Commissario: “Signor Michele, cosa faceva a quell’ora in quella strada?”.

Michele era un po' imbarazzato: “Volevo stare con una ragazza”.

Ispettore: “Andava a prostitute?”.

Michele: “Vado solo con quelle in regola, lo giuro”.

Commissario: “Sì, abbiamo verificato le sue spese e i suoi spostamenti attraverso il chip. Come conosceva la vittima?”.

Michele: “Marika era diventata un’amica. Le volevo bene e avrei voluto smettesse di fare quel lavoro anche se era in regola, mi

dava fastidio andasse con altri, ma a lei non interessava cambiare vita”.

Ispettore: “Signor Michele, oggi chi sceglie di fare la prostituta lo fa per scelta, non per costrizione, i magnacci non ci sono più,

sono tutte in regola”.

Michele si alterò: “In regola, dice? Sono costrette da questi dannati microchip a dare automaticamente il venti per cento del loro

guadagno allo Stato. Lei mi diceva sempre che se non fosse stato per questi dannati cosi avrebbe potuto fare la signora. Forse

era meglio averlo il magnaccio”.

Commissario: “Non dica stupidaggini”.

Michele: “Appena ho visualizzato la notizia, dalla foto l’ho riconosciuta subito”.

Commissario: “Dove abitava?”.

Michele: “Verso la zona nord-ovest”.

Commissario: “Piuttosto lontano da dove è stato trovato il corpo”.

Michele: “Lei infatti lavorava nella sua zona, non capisco come sia potuta arrivare in zona sud”.

Commissario: “E’ quello che stiamo cercando di scoprire”.

Maloma se ne stava rinchiuso in cella e mandò a chiamare il Commissario: “Ho saputo che è stata ammazzata un’altra donna”.

Commissario: “Sì, almeno questa volta sappiamo il nome e dove abitava la ragazza”.

Maloma: “Avete trovato qualcosa in casa sua?”.

Commissario: “Niente di rilevante”.

Maloma: “Le sue colleghe che dicono?”.

Commissario: “Che hanno paura e non sanno niente. Hai qualche idea?”.

Maloma: “Alba, fammi uscire prima che ci scappa qualche altra vittima”.

Commissario: “Va bene. Che pensi di fare?”.

Maloma: “Prima di tutto vado a casa a farmi una doccia e poi vediamo”.

Commissario: “Ti serve qualcosa?”.

Maloma: “Rivoglio il mio distintivo, il mio stipendio e poter usare la pistola”.

Commissario: “Non esagerare, ti posso rintegrare e ridarti il distintivo ma la pistola puoi scordartela. Posso darti un teaser”.

Maloma: “Guarda che non vado a fare una scampagnata, il tizio che state cercando non è sicuramente un giovincello per come si

muove”.

Commissario: “Hai ancora quel bidone di macchina?”.

Maloma: “Non voglio perdere il gusto di guidarla”.

Commissario: “Passa da Doriano prima di andare a casa e prenditi quello che mi hai chiesto”.

Doriano prese la roba del collega e gliela consegnò nervosamente.


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ALBERTO VENTIMIGLIA

TERZO CAPITOLO

Maloma: “Sei ancora incazzato?”.

Doriano: “Meriteresti che ti rompessi il naso anch’io ma siamo diversi”.

Maloma: “Ci vediamo”.

Il detective salì in macchina e provò a metterla in moto ma non partiva. Doriano uscì fuori per tornare a casa e vide l’uomo in

difficoltà.

Doriano: “Vuoi un passaggio?”.

Maloma: “Mi sa di sì”. Salì in macchina. “Non riuscirò mai a capire come abbiamo fatto ad arrivare a questo” riferendosi all’auto

moderna.

Doriano intanto aveva impostato la via sul navigatore e la macchina si era avviata: “Grazie a questo sistema non dobbiamo più

stressarci con la guida, gli incidenti sono diminuiti a tal punto che quasi non se ne ricordano più”.

Maloma: “Certo, ma è tutto programmato, ci si affida totalmente ad una macchina, si è perso il piacere di fare una curva”.

Doriano: “In realtà la modalità manuale puoi impostarla”.

Maloma: “E la chiami manuale? Se comunque tentassi di fare qualcosa contro la programmazione della macchina, che ne so, una

curva più veloce, la macchina tornerebbe in automatico”.

Doriano: “E’ per questo che tieni quel rottame?”.

Maloma: “Anche per questo, ma soprattutto per il gusto di avere ancora una piccola libertà”.

Arrivati sotto casa del detective, Maloma invitò Doriano a salire.

Doriano entrò nell’appartamento e notò subito quanto fosse “pieno” di roba: “Ma come hai fatto ad avere il permesso di tenere

tutto questo?”.

Maloma intanto serviva da bere del whisky: “Semplice, ho un amico ai piani alti che per un favore ha chiuso un occhio”.

Doriano: “Non conosco nessuno che ha un appartamento diciamo vintage”.

Maloma: “Quando uscì la legge sull’arredamento super minimalista, pensai subito a come non farmi portare via la roba. Entrare

negli appartamenti di oggi mi fa sentire male. Un letto a persona, un comodino, un armadio che può contenere solo il minimo

indispensabile, il frigo controlla se metti più roba di quella che devi mangiare in base al tuo peso, alla tua altezza e al tuo stato di

salute e se fai un solo errore scatta minimo una multa salata con pagamento immediato direttamente sottratto dal tuo conto o in

galera”.

Doriano: “E questo non ti piace? Per me è giusto. In passato si è sperperato tantissimo, il mondo è arrivato al collasso. Troppo

spreco di tutto e poi l’inquinamento globale, oggi se abbiamo macchine che si alimentano con i rifiuti che prima erano un

problema, lo ritengo un miracolo. Di cosa ti lamenti? Tu te ne vai in giro con una macchina elettrica che nemmeno tuo nonno forse

guidava e guarda come vivi piuttosto. Qui è pieno di roba e. anche se immagino paghi qualcuno per tenerti tutto pulito, io avrei

comunque paura a viverci, chissà se qualche virus prima o poi non prenda il sopravvento”.

Maloma: “La libertà di cui ti parlavo in macchina, quella mi manca. Siamo tutti rinchiusi in schemini ben definiti, regolette del

cavolo impostate e viviamo in quadrati dove non è possibile fare errori. Si è perso il gusto di poter sbagliare per poi correggersi,

quella sensazione di rischiare. Non c’è adrenalina, le emozioni si sono congelate. Siamo tutti freddi, distanti, controllati”.

Doriano, mentre sorseggiava il whisky seduto in poltrona: “Proprio tu parli. Grazie alle nuove tecnologie tua moglie è rimasta in

vita più anni di quelli che le restavano”.

Maloma posò nervosamente il bicchiere, Doriano capì che aveva detto qualcosa di inopportuno. L’uomo si alzò per andare via:

“Scusa per quello che ho detto. A volte dico cose fuori luogo senza pensare”.

Maloma: “Ok. Anche perché di naso ne hai uno solo e poi non hai detto del tutto una bugia”.


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ALBERTO VENTIMIGLIA

TERZO CAPITOLO

Doriano: “E’ che parlare di queste cose…”. L’ispettore salutò e andò via.

Maloma fece una doccia e dopo cena montò sulla sua ormai vecchia due ruote Motorrad Vision 100 BMW e andò sul luogo in cui

fu rapita l’ultima vittima.

Prostituta: “Ehi bello, ti serve compagnia?”.

Maloma: “Sì, ma prima mi serve un’informazione, come ti chiami?”.

“Gilda” rispose la ragazza. “Ma se sei uno sbirro rimonta su quel giocattolo e lasciami in pace”.

Maloma: “Non sono proprio un poliziotto. Sto cercando però il tizio che si sta divertendo a farvi fuori”.

La donna sgranò gli occhi dal terrore e voleva fuggir via.

“Ti prego, non scappare, sono qui per aiutarvi”.

Gilda: “Io ho paura anche solo di parlarne”.

Maloma: “Cosa sta succedendo? Raccontami tutto”.

Gilda: “Vieni con me”. Lo condusse in una roulotte poco distante.

Maloma: “Tu vivi qua?”.

Gilda: “No, ci lavoriamo con le altre”

Maloma: “Posso fumare?”.

Gilda: “Danne una anche a me. Come hai fatto ad averle? Ormai quasi non esistono più”.

Maloma: “Ho qualche amico che mi vuole bene”.

Gilda: “C’hanno tolto anche la possibilità di suicidarci con questi bastoncini di catrame”.

Maloma: “Già. Adesso però dimmi quello che sai”.

Gilda: “So che un tizio si avvicina alle ragazze e offre di liberarle dal microchip in cambio vuole solo che passano con lui una

serata insieme”.

Maloma: “Tu non sai come si chiama?”.

Gilda: “No, però nel giro mi è arrivata voce”.

Maloma: “Ma perché non avete detto niente alla polizia? E perché liberarvi del microchip?”.

Gilda: “Credi che ci ascolterebbero? Valiamo poco e niente, tranne quando vengono a fare sesso gratuito”.

Maloma: “E il microchip?”.

Gilda: “Non hai mai pensato che senza saremmo libere di muoverci e di guadagnare molto di più, senza che lo Stato ci faccia da

magnaccio?”.

Maloma: “Ma come vi pagherebbero se è tutto tracciato?”.

Gilda: “Ma dove vivi? I microchip, una volta tolti, si possono hackerare, non c’è bisogno nemmeno di indossarli, diventi la banca di

te stesso”.

Maloma: “Cioè?”.

Gilda: “Ma tu ci sei o ci fai? Non siamo rintracciabili ma nello stesso tempo tutto ciò che guadagniamo rimane a noi e possiamo

pagare tutto quello che vogliamo con il nostro microchip senza lasciare traccia”.

Maloma: “Wow, non c’avevo mai pensato. Ma tu non sai nemmeno com’è fatto fisicamente questo tizio?”.

Gilda guardò la cicatrice sul polso dell’uomo, all’altezza del microchip, ma non disse nulla a riguardo: “Mi hanno detto che è un

uomo belloccio, ecco perché non ho avuto paura di te”.

Maloma: “Va bene” mentre stava per uscire dalla roulotte.

Gilda: “Ehi, guarda che mi devi pagare”.

Maloma: “Giusto”. Il detective si avvicinò alla donna e le mise una mano tra le gambe. “Facciamo il servizio completo”. Dopo

l’amplesso, pagò e andò via sulla sua moto.

Maloma andò dal commissario: “Alba, ma i corpi delle ragazze come si presentavano?


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ALBERTO VENTIMIGLIA

TERZO CAPITOLO

Alba: “Ti mostro le foto”.

Maloma le osservò: “Hanno subito violenza?”.

Alba: “Niente di niente, l’assassino gli ha tolto il microchip con cura, come un chirurgo e con la stessa precisione le ha sgozzate”.

Maloma: “Un serial killer che promette la libertà dal microchip, non esercita alcun tipo di violenza ma poi recide la gola alle

vittime”.

Alba: “Molto strano, vero?”.

Maloma: “Faccio un giro in ospedale”.

Alba: “Sì, però c’è una cosa che devi assolutamente fare prima. Io ti ho fatto rintegrare in servizio ma tu devi darti una sistemata

alla barba e ai capelli, così sei impresentabile e anch’io ho dei superiori a cui devo delle spiegazioni”.

Maloma rimase in silenzio e stava per andare.

Alba: “E cerca di bere di meno”.

Prima di entrare in ospedale, all’ingressò passò il suo microchip nell’apposito apparecchio, il quale immediatamente gli fece

l’anamnesi: “Maloma, età quarantacinque anni, altezza un metro e ottanta, peso novantasette chili. Stato di salute: fegato

ingrossato per cattiva alimentazione e alcool, funzionalità 70%, polmoni compromessi, bronchi e bronchioli con epiteli cigliari

atrofizzati per fumo e inquinamento, funzionalità 87%. Stato psicologico: tentativo estrazione microchip con gravi lesioni e ricovero

due anni fa. Depressione 89%, stress 76%, vitalità 45%. Soggetto a rischio suicidio 98%. Si consiglia visita medica psichiatrica.

Vuole che le fissi un appuntamento?”.

Maloma: “No, voglio solo parlare con un medico”.

“Stanza 28, terzo piano, Dott. Gilbert”.

Maloma bussò ed entrò nella stanza: “Buongiorno, sono un detective privato”.

Dott. Gilbert: “Prego, si accomodi e mi dica qual è il suo problema. Ho visto i suoi dati e non è in ottima salute”.

Maloma: “Non sono qui per me, dottore”.

Dott. Gilbert: “Ah, quindi cosa desidera?”.

Maloma: “Come le dicevo, sono un detective della polizia, lei è un chirurgo?”.

Dott. Gilbert: “Sono un cardiochirurgo per l’esattezza. Ma allora cosa vuole?”

Maloma: “Non si preoccupi, stiamo seguendo un caso e volevo delle spiegazioni tecniche”.

Gli mostrò le foto delle vittime.

Dottore: “Oh mio Dio, povere ragazze”.

Maloma: “Quello che vorrei sapere da lei e se tagli del genere sono fatti da un professionista. Il medico scientifico non riesce con

la scansione delle ferite a risalire a quale tipo di arnese può essere stato a fare un taglio del genere. Sembrerebbe una lama ben

affilata ma non è un bisturi”.

Dottore: “Effettivamente i tagli e la sutura al polso dopo il prelievo del microchip sono precisi”.

Maloma: “Potrebbe essere un suo collega ad avere fatto una cosa del genere?”.

Dottore: “Sì”.

Maloma: “Si potrebbe essere tolto il microchip e con uno strumento fatto da lui potrebbe aver commesso gli omicidi. Grazie

Dottore”.

Dottore: “Quando vuole sono qua. Comunque si faccia curare perché ogni vita è importante anche la sua, se non ci crede”.

Maloma: “Ci penserò”.


Pensiero del mese

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE

WWW.SOLOMENTE.IT

Aprile, che siate credenti o meno, rappresenta il mese del

risveglio, della rinascita, del tempo ritrovato. Le giornate si

allungano, l'aria più mite 'indossa' nuovi profumi, il cielo

sembra più azzurro. Il cielo è sempre lì sopra e tendiamo

a darlo per scontato. Ultimamente mi capita di osservarlo

spesso. Non importa se è sereno o nuvoloso, mentre

cammino o quando apro una finestra alzo lo sguardo e mi

fermo. Vengo avvolta da uno stato d'animo difficile a

descriversi. Mi sento subito in pace e mi sembra di far

parte di qualcosa di grande. Ho scoperto che questa

sensazione non appartiene soltanto a me. Una bambina

che tutti conosciamo e che si chiamava Anna Frank nel

1943 ha dedicato una poesia all'osservazione del cielo e,

guarda caso, il titolo è 'Aprile'. Se non lo avete ancora

fatto, seguite il suo invito, provate a guardare in alto.

Aprile di Anna Frank

Prova anche tu,

una volta che ti senti solo

o infelice o triste,

a guardare fuori dalla soffitta

quando il tempo è così bello.

Non le case o i tetti, ma il cielo.

Finché potrai guardare

il cielo senza timori,

sarai sicuro

di essere puro dentro

e tornerai

ad essere felice.

https://www.solomente.it/

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