La traccia n14 domenica 5 aprile 2021

parrocchiadisangiacomodiveglia

“Io auguro a NOI

occhi di Resurrezione

capaci di guardare

nella morte fino alla vita,

nella colpa fino al perdono,

nella divisione fino all’unità,

nella piaga fino allo splendore,

nell’uomo fino a Dio,

in Dio fino all’uomo,

in Dio fino al tu.

E insieme a questo,

tutta la forza della Resurrezione”

Klaus Hemmerle, Vescovo di Aquisgrana

Don Giulio

e Don Giuseppe

Augurano

a Tutta la Comunità una

SANTA PASQUA

www.sangiacomoapostolo.it

e-mail: sangiacomodiveglia@libero.it

La traccia

Parrocchia di San Giacomo Apostolo

4 aprile 2021 n. 14

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VIENI E VEDI

La risurrezione è iniziativa divina. Il Padre, Dio, “consacrò” in Spirito

Santo e potenza Gesù”; Egli “era con lui”; Lui “lo ha risuscitato”. Ciò che

Gesù è, lo è in relazione al Padre; la sua missione e le sue azioni rivelano

l’intima comunicazione di Lui con il Padre. I discepoli sono testimoni di

questo, anzi, anch’essi possono entrare in questa intima relazione d’amore

da cui scaturisce la missione di annuncio di salvezza e perdono dei peccati.

L’apostolo Paolo esorta i fratelli: “Le cose in alto cercate… alle cose in

alto pensate”. Cercare è tentare di scoprire, sapere, conoscere. Pensare è

riflettere, meditare, ragionare. E’ questo che si attiva nel discepolo che fa

esperienza del Risorto. E’ il giorno “uno”. Il giorno della risurrezione è

l’inizio dei giorni. E’ ancora buio, ma si intravede già l’alba di un giorno

che non avrà mai fine perché, ormai, Cristo vive e vive per sempre. Ma

lasciamoci guidare in questa meravigliosa esperienza dai verbi che

scandiscono il racconto. Maria Maddalena “viene” al sepolcro e “vede” la

pietra rotolata. “Corre” e va da Pietro e dice “hanno tolto il Signore, non

sappiamo”. Pietro “uscì” e anche il discepolo amato. Essi “venivano” al

sepolcro. “Correvano” ma l’altro “corse avanti” e, “essendosi chinato”,

“scorge” le bende ma “ non entrò”. Pietro, “seguendo lui” entrò e

“osserva” le bende e il sudario. Allora “entrò” anche il discepolo amato e

“vide e credette”. Essi infatti “non ancora avevano capito”. E’ mattino

presto, gli occhi fanno ancora fatica a vedere bene, la pietra è tolta. La

Maddalena non sa cosa è avvenuto. Correre indietro, suppone che il corpo

morto non c’è più. In fondo, nessuno sa cosa veramente sia successo nella

notte. “O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere il tempo e l’ora in

cui Cristo è risorto dagli inferi”. Dal “venire” mesto, al “correre” ripieno di

meraviglia. Ma c’è anche un correre avanti: è il correre animato dall’amore

che non si arrende alla morte. Ma arrivati al sepolcro tutto rallenta: si

entra, ci si china, si scorge, si osserva, si vede, si crede. Per comprendere il

mistero della vita bisogna “entrare” nel luogo della morte, chinarsi

rispettosamente, abbassarsi, guardare verso terra, riprendere la

consapevolezza che dalla terra veniamo e alla terra ritorniamo. Dalle

ceneri risorgeremo. Il credere è strettamente connesso a tutto questo “non

capire”. Non c’è nulla da vedere. Nel luogo dove riposa la morte, il morto

non c’è più: è risorto.


Sabato 3

Domenica 4

PASQUA DI

RESURREZIONE

Lunedì 5

Martedì 6

Mercoledì 7

Giovedì 8

Venerdì 9

Sabato 10

SANTE MESSE DAL 27 MARZO AL 4 APRILE 2021

20.00 Veglia Pasquale

Def.ti Posocco Francesco e Vittoria

Def.ti Borsoi Luigi e Domenico

Def.ta Sommariva Modesta

8.30

10.30

Domenica 11 8.30

10.30

Def.to Piccin Pietro, ann.

Def.ta Nadai Caterina

Def.to Cesca Gelindo, ann.

16.30 Def.to Poser Erminio e Tomasella Vittoria

16.30 Def.ti Pollini Arnaldo e Fiorenzo

Def.ti Ceotto Antonio e Gatto Olga, ann.

16.30 Def.ta Maso Giacomina, ann.

16.30 Def.ti Famiglia Pampanin e Piccinin

16.30 Def.to Battistuzzi Augusto

19.00 Def.ti Val Antonio e Oliva

Def.ti Bet Cristiano e Dorina

Def.ta Dal Bo Ofelia

Domenica 11 aprile : 2^ di Pasqua

I^ lettura: At 4,32-35 Salmo:117

II^ Lettura: 1Gv 5,1-6 Vangelo: Gv 20,19-31

OFFERTE DELLA SETTIMANA

N.N. € 50; in memoria di Fioret Pietro, dalla Famiglia € 100; per

Benedizione Ceneri di Costa Lidia € 50; GSE € 1435,36; per ricordini

San Giuseppe € 30; N.N. per sangio € 50.

Il parroco e la comunità intera ringraziano di cuore tutti coloro che

danno generosamente per le necessità urgenti della parrocchia.

NOI “PIAGATI DALLA PANDEMIA”

E LE MORTI DA CUI RISORGERE

L’anno scorso, per la Settimana Santa del 2020, il covid era iniziato da

poco. Ad aprile l’Italia era già stata dichiarata “zona protetta”, eravamo già

in lockdown, c’erano stati i primi morti, ma un anno fa, non avevamo

ancora colto il problema in tutte le sue terribili proporzioni. A un anno di

distanza possiamo dire che, per moltissimi, l’attuale Settimana Santa è

quella dei “piagati dalla pandemia”.

Ci sono i contagiati sopravvissuti al virus, ci sono quelli colpiti dal lutto a

causa del virus, ci sono le persone che hanno perso il lavoro o che l’hanno

visto seriamente compromesso. Fare numeri precisi è difficile, ma gli

ordini di grandezza sono facilmente ricostruibili….

Noi “piagati dalla pandemia” …. Nella nostra personalissima Via Crucis

dovremmo soprattutto soffermarci sulle tre cadute di Gesù ….. Mi riferisco

a quei tre momenti nei quali il Caduto sorge e risorge per poi, infine,

risorgere definitivamente. A ben vedere però quello sguardo – quel

“sostare”… - riguarda un po’ tutti. Nella conta dei “piagati dalla

pandemia” sono stato generico un po’ per forza di cose, un po’ perché in

questa mia riflessione sulle persone ferite dal covid vorrei parlare anche

della tanta morte invisibile che la malattia globale ha causato: di quelle

ferite che per essere nascoste, non dichiarate, sono subdole perchè, non

destando preoccupazione, non facendo scattare l’allarme, non ci

consentono le difese. Sto parlando di tutto quel vivere che riduciamo a

mero esistere per non essere costretti a morire. Queste ferite sì che nessun

Ministero, né del Lavoro né della Salute, potrà mai contabilizzarle. Ci sono

cuori che smettono di battere per il covid e ci sono cuori che

semplicemente si rarefanno, si allontanano gli uni dagli altri. E’ giusto

evitare assembramenti, ma dovremmo approntare dei rimedi perché

rimanga chiaro che questo oggettivo estraniarsi dei nostri corpi divenga

una parentesi infelice, anche se obbligatoria, della nostra storia. Qualcosa

da non ripetere più. Fateci caso. Abbiamo imparato a parlare di

distanziamento impedendoci di pensare che ogni presa di distanza è un

allontanamento dagli altri, un congedo, un addio. ……..

Mettiamo a tema in questa Settimana Santa di “zona Rossa” che le ferite

più profonde, quelle che metteremo più tempo a curare, sono quelle

derivanti dall’aver imparato a vivere prescindendo dalla presenza, nostra e

altrui, dei nostri corpi. Andare a scuola rimanendo a casa non è andare a

scuola. Così come lavorare senza incontrarsi non è lavorare, né fidanzarsi

senza abbracciarsi, né guardarsi in faccia avendo naso e bocca nascosti

dalla mascherina. Esiste nell’arcipelago artico delle Isole Svalbard

(Norvegia) lo Svalbard Global SeedVault, una banca dei semi che

racchiude le sementi di tutto il mondo. Il mio augurio è che questa

Settimana Santa, guardando Gesù che cade, sorge e Risorge, anche noi

elaboriamo il lutto delle ferite che il covid ci ha inferto e decidiamo di

costruire il nostro Vault. Di tutte le ferite però, non solo di quelle visibili.

Consideriamo anche le fratture alle nostre presenze.

da Avvenire 31/03/2021 di M. Leonardi

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