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iNet Touring 2021 03

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LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA

#3 | MARZO 2021 | FR. 4.50

3

automobili

elettriche da

paragonare

PRIMAVERA

AUTOMOBILISTICA

Fioriscono le novità malgrado

l’assenza del Salone

SVIZZERA

ALL’ESTERO

In Germania si moltiplica

il nostro paese

BICICLETTE

SU MISURA

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TCS SEZIONE

TICINO

p. 75


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SOMMARIO

Test della VW ID.3

32

Start up per bici

personalizzabili

26

Primavera

automobilistica

con tante novità

11

EDITORIALE

LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA

Cogliamo gli sprazzi di leggerezza

anche in questi tempi pesanti

Nonostante le restrizioni imposte per arginare

la pandemia che dura da quasi

un anno, in Svizzera ci siamo preservati

una certa libertà di movimento.

Possiamo fare delle escursioni fuoriporta, passeggiate

nella natura, jogging in zona. E persino

regalarci una giornata sulle piste da sci, fare un

giro in bici e spostarci in automobile o in treno.

È importante approfittare di questi momenti

d’evasione e non rinchiudersi per non finire, a

lungo andare, in preda allo sconforto. Dal canto

nostro abbiamo preparato per voi un bouquet

di novità e idee per svagarvi. Su queste pagine

scoprirete già delle primizie del mercato auto,

interessanti start up svizzere che stanno reinventando

la nostra mobilità come pure posti incantevoli

vicini ma forse sconosciuti ai più. Come

di consueto vi aggiorniamo altresì sull’universo

TCS. Vi auguro una buona lettura!

Felix Maurhofer

caporedattore

dossier

11 Carrellata di novità

I costruttori d’auto presentano

ora online le loro beniamine

16 Mercato auto

Nostre interviste a specialisti

del settore sull’anno 2020

19 Nasce Stellantis

Grande fusione nel mondo

dell’auto tra gruppi PSA e FCA

23 Calcolatore TCS

Repertoriate 2000 vetture

e la loro impronta ecologica

mobilità

26 Start up svizzere

Novità nel nostro mirino,

si inizia con DesignYourBike

28 Legge sul CO2

Intervista a François Launaz,

presidente auto-svizzera

Fibra di lino

per auto

20

Copertina:

Foto Emanuel Freudiger

marzo 2021 | touring 3


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SOMMARIO

36

Cadillac torna

in Europa

Svizzera o

Germania?

46

Corsi neve

e ghiaccio da

Claude Lattion

54

Innsbruck:

sport e cultura

48

I miei vantaggi club

7 TCS Theorie 24

44 Sconti da Softcarwash

52 Offerta speciale 125 anni TCS

66 Tre occasioni di vincita

tecnica

32 Test VW ID.3

Un’elettrica che conquisterà

di sicuro le famiglie

35 E-auto: test comparativo

Oltre al test auto, un paragone

tra Mercedes EQA e VW ID.4

39 Hyundai i20

Una city-car che seduce per

comfort ed equipaggiamento

svago

46 Svizzera all’estero

Al nord molte regioni si fregiano

dell’appellativo «svizzero»

48 Innsbruck

In Austria tra cultura e attività

sportive in piena natura

club

54 Corsi neve e ghiaccio

Incontro con chi prepara la pista

per allenarsi alla guida invernale

57 TCS Mastercard

Soddisfazione dei soci TCS

per la carta di credito

58 Risorse Umane

Nicole Aerni, responsabile RH

in seno al TCS

rubriche

29 Il consulente

31 Salute

43/61 L’esperto TCS

62 Forum

62 Impressum

63 Tourolino

64 In giro con

66 Gioca & vinci

TCS Sezione

Ticino

76 Assemblee 2021

77 La formazione continua del TCS

78 Influencer a 90 anni, la storia di Licia Fertz

80 La SPA per veicoli al TCS di Rivera

82 Controlli tecnici a Rivera

Touring n. 4

Temi trattati nella prossima edizione

della rivista: dossier campeggio, test

Dacia Sandero, test comparativo delle

gomme estive, reportage nel canton

Glarona, TCS Consulenza mobilità.

Data di pubblicazione: 25.03.2021

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52

marzo 2021 | touring 5


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FOTO TCS, ALD

SCRIVEVAMO: «TOURING» 1946

Il TCS contro l’articolo 23

Nel 1946 il TCS compie 50 anni e

conta 54 000 soci. In Svizzera la

razionalizzazione dei pneumatici

viene allentata. Sulle auto fanno

capolino posti guidatore regolabili

in altezza. Il controverso articolo

23 della Legge federale sulla circolazione

e l’imposta sui veicoli a

motore suscitano un acceso dibattito

pubblico (foto). Il club

promuove l’educazione stradale

e cura un manuale in

tema accolto con grande

interesse. Finito il razionamento

della benzina, si

torna a viaggiare. Viene

inaugurata la tratta aerea transatlantica

Ginevra–New York.

My vision, your safety

Come percepiscono gli adolescenti

la sicurezza stradale?

Per saperlo il TCS ha lanciato

un concorso video per ragazzi

fra i 12 e 18 anni nella

Svizzera romanda. Fra gli

spot inoltrati le sezioni regionali

ne hanno selezionato tre

per ogni cantone. Il vincitore

sarà eletto fra i finalisti il 26

marzo a Cossonay.

tcs.ch/juniors-romandie

marzo 2021 | touring 7


Auto dell’anno 2021

Il 1° marzo verrà incoronata la Car of the Year 2021 a Ginevra.

Il Touring Club Svizzero conta fra i sostenitori del prestigioso

riconoscimento automobilistico. Sono sette le finaliste.

LA CIFRA

61

Il titolo di «Car of the Year» viene conferito

dal 1964 e rappresenta una delle più

ambite consacrazioni nell’industria automobilistica.

Per l’edizione 2021 le

sette finaliste selezionate dalla rosa di

candidate sono: Citroën C4, Cupra Formentor,

Fiat 500, Land Rover Defender,

Škoda Octavia, Toyota Yaris e Volkswagen

ID.3. Già nel 2020 il vincitore era

stato insignito online e pure quest’anno

la cerimonia di premiazione, che normalmente

si svolge al Salone di Ginevra

(Gims), sarà di nuovo trasmessa esclusivamente

in diretta streaming. «Ma torneremo

dal vivo al Geneva International

Motor Show 2022», promette Frank

Janssen, il presidente della giuria del

premio «Car of the Year» composta da

59 giornalisti specializzati nel settore

automobilistico provenienti da una ventina

di paesi europei.

A porte chiuse

L’assegnazione

del premio 2021

resta virtuale.

Partnership ben rodata

Il riconoscimento «Car of the Year 2021»

assegnato a Ginevra viene sostenuto fra

gli altri dal Touring Club Svizzero che

quest’anno festeggia il suo 125° anniversario.

È legato alla rassegna da tanto

tempo: «Il TCS era presente già al battesimo

del Salone Internazionale dell’Automobile

di Ginevra. I nostri soci nutrono

da sempre un grande interesse per

le innovazioni tecnologiche che spingono

il mondo dei motori. È quindi naturale

per noi sostenere il premio ‹Car of

the Year 2021› che ogni anno elegge le

novità più importanti del settore. Anticipiamo

fin da ora il piacere di riesserci al

prossimo Gims», dichiara Jürg Wittwer,

direttore generale del Touring Club

Svizzero. Il club trasmette la premiazione

live su internet:

youtube.com/tcs

Livestream

e replay

dal 1° marzo

dalle ore 15

È questa la percentuale

degli svizzeri che nel 2020

hanno privilegiato mezzi

di trasporto individuale

(2019: 57%). Per il tragitto

casa-lavoro il 46 percento

ha preso l’auto, mentre il

7 percento si è spostato

perlopiù con la bici, contro

rispettivamente il 44 e

5,7 percento nel 2019. È

quanto risulta da un’indagine

svolta dal TCS e altri

club della mobilità in sette

paesi europei.

LA FOTO

Fuori dal labirinto È

stato un inverno lungo e

duro, anche a bassa quota.

Un manto di neve ha coperto

il labirinto verde a

Gelsenkirchen in Germania,

che in febbraio è stata

colpita da un’ondata di

freddo. Speriamo che i

passeggiatori abbiano trovato

la via d’uscita; e che

anche noi usciremo presto

dal meandro di restrizioni

anticovid ora che torna il

sole e che le temperature

più miti fanno uscire la

natura dal letargo.

Al vaglio progetti di mobility pricing

LA PAROLA

Il Consiglio federale ha deciso di porre

in consultazione una legge volta a legittimare

lo svolgimento di progetti pilota

relativi al mobility pricing e consentirne

il sovvenzionamento. Si tratta di misure

tese a decongestionare la circolazione,

facendo pagare di più a chi si sposta

nelle ore di punta. A seconda dell’impostazione

progettuale, la responsabilità

spetterebbe a Cantoni e Comuni o a organizzazioni

interessate. Il TCS è contrario

ad una gestione della mobilità in

funzione del prezzo, una strategia che

considera vada nella direzione sbagliata:

voler spezzare i picchi di traffico

attraverso tariffe orarie più elevate

nelle ore di maggior traffico sarebbe antisociale

e colpirebbe prima di tutto le

persone con orari di lavoro rigidi. Ciò

premesso il TCS invita il governo federale

ad adottare altri provvedimenti per

ridurre i picchi di traffico, ispirandosi

alle esperienze fatte durante la pandemia

da coronavirus.

Speleologia (dal greco

spē´laion = caverna); scienza

che studia i vuoti sotterranei.

Come potete leggere su queste

pagine, la si può praticare

a livello amatoriale in Franconia.

Ma pure in Svizzera, ad

esempio esplorando l’Hölloch

(SZ), la Grotta delle Fate a

Saint-Maurice (VS) o i mulini

sotterranei di Col-des-Roches

presso Le Locle (NE).

8 touring | marzo 2021


ATTUALITÀ

Orologeria svizzera

patrimonio Unesco

Le competenze nella meccanica

degli orologi e artistica

entrano nel Patrimonio Culturale

dell’Umanità. Un riconoscimento

che onora una

tradizione vivente dell’Arco

giurassiano, con Bienne e

La Chaux-de-Fonds famose

per l’artigianato orologiero e

Sainte-Croix (VD) per i suoi

carillon e automi musicali.

Richiamo prodotti

Varie autorità della Confederazione

hanno contribuito al

lancio dell’app «RecallSwiss»:

gli utenti possono ricevere

direttamente avvisi di sicurezza

e, grazie al sistema di

notifica semplificato, i consumatori

potranno segnalare

online agli uffici competenti

la presenza di prodotti potenzialmente

pericolosi.

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Un sì per la storia

Nel febbraio 1971 le cittadine

svizzere ottennero il diritto

di voto a livello federale. Per

il 50° del suffragio femminile,

Berna organizza una galleria

fotografica di 52 pioniere elvetiche

provenienti da tutti

i cantoni e ambiti della società

che nel passato si sono

battute per i diritti delle

donne. Fino al 30 giugno

nella città vecchia.

KEYSTONE, KLM, ALD

Utilitarie termiche:

si spengono le luci

Dopo l’annuncio della Fiat

di non rinnovare la Cinquecento

a benzina, ecco Renault

che proclama la fine

delle Twingo non elettriche.

Il motivo starebbe nella difficoltà

di rentabilizzare i veicoli

a benzina di segmento A

in vista dell’introduzione

della norma Euro 7 nel 2025.

E dire che la casa ha prodotto

2,6 milioni del piccolo ranocchio

lanciato nel 1993.

Utili delle stazioni

di servizio in calo

La green mobility stringe

i rubinetti ai distributori in

Svizzera. Entro il 2035 i loro

profitti potrebbero crollare

del 50%. È quanto emerge

da un’analisi prospettica di

Colombus Consulting sugli

effetti dell’elettromobilità

per le stazioni di servizio

svizzere. Se il boom delle

auto con la spina persisterà,

le vendite di carburante si

ridurrebbero di un terzo.

Cielo più verde

Nei Paesi Bassi è stato compiuto

il primo volo passeggeri

con aereo alimentato a «cherosene

sintetico», un tipo di

combustibile composto in

parte da energia rinnovabile.

Lo comunica KLM.

marzo 2021 | touring 9


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applicazione del percorso

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Sulla strada dal cuore dell'Emmental

alle montagne del Giura

Magnifica vista sul bacino del lago e la regina delle montagne - il Rigi: Benvenuti all'Hotel Schweizerhof

Lucerna. Godetevi Lucerna come un «turista locale» e lasciatevi viziare la sera nel ristorante Galeria dello

Schweizerhof con un raffinato menu di 4 portate.

Il giorno dopo si prende il treno per Huttwil. Qui ritirera la sua e-bike all'avanguardia direttamente alla

fabbrica FLYER (istruzioni per l'e-bike incluse) e volera letteralmente lungo la «Strada del Cuore»

attraverso l'Emmental rustico. Con una vista dal Giura alle Alpi, passando per maestose fattorie e la

città medievale di Burgdorf, si arriva a Soletta. Qui sarete alloggiati per le prossime due notti al boutique

hotel La Couronne. Un altro punto forte è il percorso del Mittelland e dell'Aare. Percorrerete il tranquillo

corso dell'Aare fino al lago di Bienne. Dopo un bagno rivitalizzante nel lago, si ritorna a Soletta sul lato

nord dell'Aare lungo i vigneti del Seeland. La città barocca offre molti momenti di piacere: la prima sera,

sarete serviti nel ristorante Gault Miliau a 13 punti dell'hotel La Couronne e la seconda sera nel

ristorante alla moda Salzhaus.

con noleggio di biciclette elettriche:

in camera doppia CHF 1’109.-

in camera singola CHF 1’369.-

senza noleggio di biciclette elettriche:

in camera doppia CHF 1’995.-

in camera singola CHF 1’255.-


DOSSIER

Un’onda primaverile

sempre ben vivace

Malgrado l’assenza di Saloni e altri grandi appuntamenti,

fioriscono le novità automobilistiche, come ogni

primavera. Ancorché svelate virtualmente, la magia

dell’auto continua a fare il suo effetto. Alcuni assaggi scelti.


TESTI MARC-OLIVIER HERREN | FOTOMONTAGGIO NICOLAS KRISTEN

marzo 2021 | touring 11


RENAULT 5 PROTOTYPE

In tempi normali, questa concept

car avrebbe troneggiato in un

Salone automobilistico. Renault

aveva del resto preso la buona

abitudine di svelare i prototipi in

prima assoluta al GIMS di Ginevra.

Pandemia oblige, questa

Renault 5 Prototype che incarna

l’orientamento futuro della

marca francese è stata oggetto

di una presentazione virtuale.

Quanto a sapere se questa citycar

neo retrò simboleggiante la

«Renaulution» vedrà la luce, non

c’è nulla di più incerto. In ogni

caso, la marca intende assolutamente

democratizzare l’auto

elettrica.

Come al Salone

NISSAN QASHQAI

Un’altra vettura che avrebbe potuto

vivere la sua ora di gloria al

Salone: la Nissan Qashqai di 3a

generazione è appena stata presentata

sul web. Pioniera e per

tanto tempo leader delle SUV

compatte in Europa, veste una

carrozzeria dalle linee sobriamente

tese, valorizzate da gruppi

ottici LED allungati. La strumentazione

diventa totalmente digitale.

Il mercato europeo avrà diritto

inoltre a una motorizzazione

e-Power inedita, in sostanza un

motore 3 cilindri accoppiato ad

un propulsore elettrico.

AUDI E-TRON GT

Questa coupé 4 porte di 4,99 metri poggia

sulla stessa piattaforma della Porsche Taycan.

Pertanto ritroviamo un motore elettrico su ciascun

asse e un cambio a due rapporti. Potenza

generata di 476 e 598 CV e la versione RS Audi

e-tron GT arriverà temporaneamente a 646

CV in modalità launch control. Quanto basta

per accelerare da 0 a 100 km/h in 3,3 s. L’autonomia

massima con batteria da 86 kWh è indicata

in 488 km. Come sulla Taycan, la tecnologia

a 800 volt permette ricariche rapide da

270 kW.

12 touring | marzo 2021


DOSSIER

FERRARI SF90 SPIDER

Tradizionalmente fedele alle novità

primaverili, Ferrari commercializza

la versione decappottabile

della supercar SF Stradale.

Il tetto rigido si apre in 14 s. Le

sensazioni saranno persino più

grandi, dato che il V8 turbo di

questa ibrida ricaricabile è associato

a tre motori elettrici. Risultato:

potenza accumulata di

1000 CV e 2,5 s per andare da 0

a 100 km/h. Oltre a questa novità

sconvolgente, il popolo automobilistico

aspetta la prima SUV

Ferrari, attesa pure quest’anno.

MCLAREN ARTURA

Inserita nella gamma delle super-car, questa

coupé lancia McLaren nell’era delle ibride

plug-in. Il 3 l V6 da 585 CV si associa ad un motore

elettrico da 95 CV per erogare una potenza

totale di 680 CV. La batteria agli ioni di litio da

7,4 kWh consente un’autonomia elettrica di

30 km. L’insieme poggia su un nuovo telaio in

fibra di carbonio e non supera i 1500 kg. Le

prestazioni restano all’altezza dello standing

McLaren: da 0 a 100 km/h in 3 s e velocità di

punta che raggiunge i 330 km/h.

DS 4

La seconda versione della berlina

compatta DS resta sostanzialmente

un’auto d’alta gamma.

Allo scopo, ricorre ad un’estesa

panoplia tecnologica comprendente

un display head-up a realtà

aumentata, sospensioni attive

pilotate con scansione della

strada e sistema di visione notturna

infrarosso. Notevoli sforzi

sono stati fatti per contenere il

peso, in particolare tramite l’uso

di materiali compositi. La DS introduce

anche un gruppo propulsore

ibrido ricaricabile che

totalizza 225 CV.

PININFARINA BATTISTA

Se la sua presentazione al Salone

di Ginevra 2020 era già stata rinviata,

questa iper-car è ora giunta

all’ultimo stadio di sviluppo. Prodotta

nel numero massimo di

150 unità dagli atelier italiani di

Pininfarina, costituirà il lancio

della marca Automobili Pininfarina,

detenuta da Mahindra. I dati

tecnici lasciano sempre senza

fiato: 4 motori elettrici – uno per

ruota – con una potenza cumulata

di 1200 CV e una coppia

fenomenale di 2300 Nm.

BMW M5 CS

Per la prima volta, la marca bavarese

si è offerta una versione super

sportiva della prorompente

M5 Competition. Leggermente

potenziato, il V8 4,4 l eroga 635

CV. Allo stesso tempo, il peso è

stato ridotto di 70 kg grazie

all’uso di elementi della carrozzeria

in plastica rinforzata con

fibra di carbonio. Quanto basta

per recuperare 0,3 secondi da

0 a 100 km/h e fissare il cronometro

a 3 s. Altrettanto sconvolgente,

la trazione integrale può

trasformarsi in posteriore 4×2.

Rimane solo da pagare il prezzo

di 212 900 fr. di questa edizione

limitata.

marzo 2021 | touring 13


FORD MUSTANG MACH-E

Il costruttore americano non ha

esitato a corrompere il nome

della sua mitica «pony car» per

il suo grande debutto elettrico.

Come se non bastasse,questa

Mustang Mach-E non è una

coupé, ma una crossover di

4,71 metri. Dimenticati i buoni

vecchi V8 e V6 che fanno posto

a motori elettrici altrettanto potenti.

La più sportiva ci metterà

3,7 s per passare da 0 a 100 km/h.

Disponibile con due tipi di batteria

(76 e 99 kWh), la Mustang

Mach-E rivendica un’autonomia

massima di 610 km.

Aria di primavera

OPEL MOKKA

La seconda generazione di questa

SUV urbana di 4,15 m inaugura

la nuova immagine visuale

della marca Opel insieme ad una

strumentazione digitale a doppio

schermo. Accanto alle motorizzazioni

classiche benzina e

diesel, troviamo una versione

elettrica Mokka-e. Come le cugine

del gruppo PSA, è mossa da

un motore da 136 CV alimentato

da una batteria da 50 kWh (autonomia

di 332 km). La dotazione

innovativa include in particolare

i fari a matrice di LED.

CITROËN C4

La marca dai due galloni ha scelto la rottura

per reinterpretare la sua berlina compatta

(4,36 m). Percorrendo gli stili, si avvicina piuttosto

ad una crossover. I motori a benzina erogano

da 100 a 155 CV. Ad essi si aggiunge una

ë-C4 da 136 CV. Sul fronte del comfort, ritroviamo

le sospensioni a smorzatori idraulici

progressivi. La C4 adotta un ampio ventaglio

di assistenti, alcuni dei quali consentiranno

la guida autonoma di grado 2.

14 touring | marzo 2021


DOSSIER

MERCEDES-BENZ CLASSE S

Come d’abitudine, questa lussuosa berlina

tedesca inaugura tecnologie inedite. Sistemi

di assistenza che consentono una guida autonoma

di grado 3, display head-up con simboli

proiettati sulla carreggiata, schermo tattile

Oled o ancora airbag frontali per i passeggeri

dietro delineano l’immediato futuro dell’automobile.

I motori (benzina e diesel) sono quasi

tutti dei sei cilindri in linea. Per le misure,

quest’ennesima Classe S cresce di 3 cm in

lunghezza e di 5 cm in larghezza. .

SKODA OCTAVIA RS

L’auto più venduta in Svizzera si

completa con le apprezzatissime

versioni RS, ormai declinate in

benzina da 245 CV e diesel da

200 CV. Soltanto quest’ultima

avrà la trazione integrale. Il telaio

sportivo di serie è abbassato di

1,5 cm. La gamma Octavia si arricchisce

anche di un’ibrida ricaricabile

da 204 CV. Come sempre,

questa famiglia venduta

soltanto nella versione station

wagon è completata da una versione

fuoristrada Scout, la cui altezza

da terra è rialzata di 1,5 cm.

DACIA SANDERO

Mentre le autovetture diventano

sempre più sofisticate, la city-car

Sandero rimane fedele alla sua

filosofia: offrire l’essenziale al

miglior prezzo. Non offre quindi

aiuti alla guida elaborati e ancora

meno motorizzazioni alternative.

Tuttavia, questa terza generazione

è tecnologicamente al

passo coi tempi e offre un miglior

comfort di marcia. E la fattura

finale resta nettamente inferiore

a quella di un’auto standard.

TOYOTA YARIS GR

Non ci sono soltanto le sportive

di lusso. Ormai non più nota per

l’esuberanza dei suoi modelli,

Toyota ci riserva tuttavia una

delle più belle sorprese di

quest’anno, con l’inedita versione

sportiva della placida Yaris.

Il suo 3 cilindri 1,6 l turbo sviluppa

260 CV infuocati che

libera a suon di rombi. E dato

che questa city-car rivisitata ha

la trazione integrale a ripartizione

variabile della coppia, il

piacere di guida è totale.

marzo 2021 | touring 15


L’auto alle prese

con gli imprevisti

Come accaduto in altri rami economici, l’esercizio 2020 è

stato un annus horribilis per quello automobilistico. L’analista

Bertrand Rakoto fa il punto sulla situazione e sulle prospettive

per questo settore, confrontato con scadenze importanti.

INTERVISTA MARC-OLIVIER HERREN

Qual è lo stato dei costruttori

automobilistici alla fine di

questo 2020 contraddistinto

dalla pandemia?

Bertrand Rakoto: In fin dei conti, non

stanno poi così male. Se inizialmente

ci si aspettava un assestamento dei volumi

in Europa, un calo negli Stati Uniti

e una crescita in Cina, ecco che la crisi

non ha fatto altro che accentuare questi

pronostici. L’Europa è stata di gran

lunga la più toccata. Tradizionalmente,

questo mercato costituito da diversi

paesi, è maggiormente colpito rispetto

ad un grande mercato unico come gli

Stati Uniti che, va detto, non hanno subito

un confinamento globale.

L’ordine mondiale dei costruttori

automobilistici è stato un po’

scombussolato?

Gli effetti sono stati piuttosto aneddotici.

Alcuni effetti ciclici sono stati amplificati,

come le difficoltà riscontrate

dall’alleanza Renault-Nissan. Tuttavia,

nessun costruttore è stato costretto ad

arrendersi. Sono abituati a reagire. Ad

esempio, General Motors ha scelto di

rimandare il lancio dei suoi nuovi prodotti,

inizialmente previsto nel 2020.

Inoltre, la crisi ha accelerato il matrimonio

tra PSA e FCA, che ha dato luogo

al quarto gruppo mondiale, Stellantis.

Le difficoltà hanno colpito di più i giovani

costruttori, come Nio o Tesla, costretta

a procedere a tre raccolte di

fondi.

Le produzioni sono attualmente

ancora perturbate dalla penuria

di certe componenti…

È stato uno dei grandi problemi causati

dalle interruzioni successive della produzione,

specialmente in Asia, da cui

dipendono fortemente i costruttori

mondiali. E le difficoltà nel procurarsi

le componenti elettroniche proseguiranno

anche quest’anno.

I costruttori non procedono

alla rilocalizzazione di alcuni

elementi per premunirsi?

Il reshoring, una forma di rilocalizzazione,

è ipotizzabile per alcuni pezzi

meccanici prodotti in Asia e nel Nord

America. Ma è un processo complesso

che richiede investimenti importanti.

In altre parole, bisogna raddoppiare

l’attrezzatura. E oltretutto non è più

possibile rilocalizzare certe fabbricazioni,

come le differenti famiglie di processori

provenienti dall’Asia e di cui

l’Europa ha perso il know-how.

Come spiegare la persistenza

di questa penuria di processori?

Il confinamento ha portato ad un calo

degli stock in Asia e, parallelamente,

il telelavoro ha provocato una forte domanda

per l’informatica personale.

Una parte delle componenti destinate

all’automobile è quindi andata ad alimentare

quest’offerta più lucrativa.

Questa situazione rischia di perdurare

ancora per circa sei mesi, ciò che attenuerà

la ripresa della costruzione automobilistica.

16 touring | marzo 2021


DOSSIER

FOTO ALD

Quando ci si può aspettare

un ritorno alla normalità?

Dovremmo poter ritrovare le previsioni

precedenti la crisi entro il 2022–2023.

Non dimentichiamo che c’è sempre una

latenza tra la ripartenza della produzione

e quella della domanda.

A che punto siamo con gli

investimenti nelle varie tecnologie?

Non si sono registrate delle vere e proprie

riduzioni. La pandemia è però servita

come scusa al rallentamento delle

ricerche sulla guida autonoma, già in

atto dal 2018. I costruttori continueranno

soprattutto a sviluppare gli aiuti

alla guida. I livelli 2 e 3 d’autonomia

non dovrebbero essere superati. Per

passare ad uno stadio più avanzato, i

veicoli devono poter comunicare tra di

loro. Dunque, il livello 4 non dovrebbe

essere raggiunto prima del 2030. Per il

momento si resta in una fase esplorativa.

In materia di vetture elettriche,

alcuni osservatori ritengono che

l’attuale mercato norvegese dia

un esempio del parco veicoli

del futuro. È verosimile?

È poco probabile, poiché ogni paese fa

un uso differente dell’auto. Inoltre, la

Norvegia è un piccolo mercato che non

può essere trasporto ad altre nazioni.

Di fatto, la diffusione delle auto elettriche

avviene soprattutto sotto la pressione

delle norme e non dalla domanda

reale. Il prodotto da solo non può creare

il mercato. Ciò presuppone un sostegno

dei poteri pubblici a livello delle

infrastrutture di ricarica e della produzione

d’elettricità. Comunque si assisterà

ad una forte elettrificazione del

parco veicoli europeo.

«Un ritorno

alla normalità non

dovrebbe avvenire

prima del 2022–2023»

Bertrand Rakoto,

analista automobilistico

indipendente

In definitiva, la cella a combustibile

(idrogeno) resta la panacea?

Attualmente sono concessi degli investimenti

importanti in questa tecnologia.

Essa risolve parzialmente i problemi

inerenti all’auto elettrica, ossia

i tempi di ricarica e la fabbricazione

delle batterie. A questo proposito, il

ricorso alla cella a combustibile ridurrebbe

le tensioni geopolitiche con i paesi

che forniscono le materie prime,

ad esempio il litio o le terre rare. È una

soluzione a medio lungo termine – orizzonte

2035 –, certamente più facile

d’applicare in paesi come la Svizzera.

La Cina accresce la sua potenza.

Quando arriverà un’offensiva delle

vetture cinesi sul mercato europeo?

L’Europa ha emanato delle norme complesse,

dunque difficili da rispettare

per i costruttori cinesi. Inoltre, questo

mercato molto maturo è caratterizzato

da una debole crescita e una concorrenza

esacerbata. Le fabbricazioni cinesi

rischiano tutt’al più d’arrivare

sotto forma di prodotti di marche occidentali,

come le DS9, Polestar, o perfino

le Smart elettriche.

Per concludere, l’avvento al potere

di Joe Biden modererà la politica

protezionistica americana nei

confronti dei costruttori esteri?

Di certo s’assisterà ad un addolcimento

nei toni e su certe regole. Ma non ci

sarà d’aspettarsi una rivoluzione di

fronte alle tendenze politiche isolazioniste

di Donald Trump. Ricordiamoci

che c’erano già dei conflitti e delle rappresaglie

commerciali sotto Barack

Obama. In ogni caso sarà più facile trovare

dei consensi tra gli Stati Uniti e

l’Europa. ◆

marzo 2021 | touring 17


DOSSIER

«Un anno che non

entrerà negli annali»

Dimissionario dopo aver issato il gruppo Amag in cima agli importatori

svizzeri dal 2009, Morten Hannesbo ritorna sull’annata automobilistica

conclusasi da poco. Questo affabile danese propone spunti riflessivi

sull’evoluzione del mercato elvetico e i grandi mutamenti previsti.

INTERVISTA MARC-OLIVIER HERREN

Qual è il suo bilancio

globale per il mercato

automobilistico in questo

caotico 2020?

Morten Hannesbo: Con un

calo del 24% per l’intero

mercato, l’esercizio 2020

non entrerà evidentemente

negli annali del settore.

D’altronde risentiamo ancora

ora degli effetti dovuti

alle interruzioni della produzione

dello scorso anno.

Detto ciò, sono comunque

abbastanza soddisfatto

della tenuta del gruppo

Amag. Le nostre équipe e

le marche partner si sono

adattate molto velocemente

alle nuove circostanze, sia

a livello di fabbriche sia nel

mettere in atto nuove soluzioni.

Tant’è che nessuna

delle marche partner ha annunciato

un fallimento.

Allora malgrado tutto

la pandemia ha avuto

qualche effetto positivo?

Il caso ha voluto che i nostri

garage, raggruppati sotto

Amag Retail, abbiano lanciato

il nostro portale di

vendita online proprio il

16 marzo 2020. I clienti

possono gestire tutto il processo

d’acquisto, compreso

lo scambio online. Tramite

tale canale abbiamo potuto

smerciare circa 300 vetture.

Tra qualche anno, dovrebbe

rappresentare circa un

quinto delle vendite. Ovviamente

va pure menzionata

la forte progressione delle

propulsioni alternative

(+28,2%) e dei camper.

In che misura proseguirà

la crescita delle vendite

di propulsioni alternative?

In realtà, tutto dipenderà

dall’offerta, dal potenziale

di consegna e dal potere

d’acquisto della clientela.

Ad esempio, quest’anno, il

nostro gruppo commercializzerà

otto nuovi modelli

elettrici e sette auto ibride

ricaricabili. Quindi l’offerta

si amplierà, ma è il cliente

che determinerà se è adeguata

e se ha un accesso

facile all’infrastruttura di

ricarica. Sono questi gli elementi

che ci diranno in che

misura potrà proseguire la

crescita.

Gli svizzeri prediligono

i motori potenti e, parallelamente,

le marche sono

costrette a scartare certi

modelli sportivi per

rispettare i limiti di CO2.

S’assisterà a uno squilibrio

tra la domanda e l’offerta?

Non penso che qui ci sia uno

squilibrio, dato che anche i

nuovi modelli elettrici sono

animati da motori potenti.

Ad esempio, la Volkswagen

ID.3 propone 204 CV e

l’Audi e-tron GT fino a 650

CV. Una larga fetta della

clientela è appassionata di

tecnologia, ciò che induceva

all’acquisto di grossi motori.

Che si tratti di modelli a

benzina, diesel, ibridi o elettrici,

è chiaro che oggi il

consumatore si trova di

fronte ad una scelta tanto

appassionante quanto attrattiva.

Lei è un sostenitore

delle auto alimentate a gas

naturale (CNG). Questo

segmento, pur sempre

ristretto, ha ancora

un futuro in Svizzera?

Malgrado io sia altrettanto

convinto dalla mobilità

elettrica, ritengo che la tecnologia

CNG presenti ancora

dei vantaggi attualmente.

Tuttavia, non si

constata una notevole crescita

in questo segmento e

ciò mi dispiace. Inoltre, se

si paragona la flessione del

segmento dei veicoli a gas

naturale al boom delle auto

elettriche, non si può far altro

che riconoscere come il

gas naturale oggi non rappresenti

più un’alternativa

attraente e con un forte potenziale

di crescita. ◆

2010

Volkswagen 11,5%

Renault 5,8%

Audi 5,7%

Opel 5,5%

BMW 5,5%

Ford 5,4%

Peugeot 5,1%

Skoda 4,9%

Toyota 4,7%

Citroën 4,5%

«L’offerta di auto

a propulsione

alternativa s’amplierà,

ma è il cliente che

determinerà se

è adeguata»

EVOLUZIONE DEL TOP 10

SVIZZERO 2010–2020

Morten Hannesbo,

CEO gruppo Amag

In un decennio, il paesaggio automobilistico svizzero è

sensibilmente mutato. Le marche generiche tradizionali

hanno perso delle parti di mercato (espresse in %) a favore

delle marche premium. Un fenomeno ulteriormente

accelerato dalla pandemia.

2020

Volkswagen 11,2%

Mercedes-Benz 9,6%

BMW 9,0%

Skoda 7,9%

Audi 6,3%

Renault 4,7%

Seat 4,6%

Ford 4,1%

Toyota 3,7%

Volvo 3,6%

LEA WASER

18 touring | marzo 2021


DOSSIER

Stellantis, nuovo gigante

nel firmamento dell’auto

A causa dell’elettrificazione e degli investimenti nelle nuove

tecnologie, è giunta l’ora di unire nuovamente le forze

nel mondo automobilistico. Il primo trimestre del 2021

è segnato dalla nascita di Stellantis, frutto dell’unione

dei gruppi PSA e Fiat-Chrysler Automobiles (FCA).

TESTO JÉRÔME LATHION

FOTO ALD

Annunciato fin dall’autunno

2019 con la pandemia sullo

sfondo, il matrimonio è stato

convalidato dagli azionisti dei

due gruppi a inizio gennaio, dopo la

benedizione dell’Unione europea

giunta alla fine del 2020. La francese

PSA (Peugeot-Citroën) si è fusa con

l’italo-americana FCA (Fiat-Chrysler

Automobiles) per dare forma a Stellantis.

«La più grande fusione del mondo

dell’auto», si rallegrava prima del suo

ritiro Louis Gallois, presidente del Consiglio

di sorveglianza di PSA, sul giornale

economico Les Echos.

Salito al quarto posto dietro Toyota,

Volkswagen e l’alleanza Renault-Nissan,

il nuovo venuto sulla scena automobilistica

mondiale raggruppa una ventina

di marchi, tra cui i cavalli di battaglia

Citroën, Peugeot, Opel, Chrysler, Jeep,

Fiat e Lancia – al momento distribuita

in modo limitato in Italia – e Maserati.

Stellantis può appoggiarsi su cifre incoraggianti

quali vendite cumulate di

7,9 milioni di veicoli nel 2019, per un

fatturato dell’ordine di 170 miliardi

di franchi.

L’elettricità innanzitutto

Uscito dai ranghi di PSA, il direttore

generale di Stellantis, Carlos Tavares,

si è proposto in modo rassicurante

verso i 400 000 impiegati del nuovo

gruppo. La sua volontà: offrire una

chance a tutte le marche e non chiudere

alcun sito di produzione. Secondo

lui, i rischi per l’impiego non sono legati

alla fusione, ma a potenziali decisioni

politiche, ad esempio il divieto

a termine di vendere veicoli termici.

«Rendere le automobili elettriche abbordabili

per la classe media sarà la

sfida dei prossimi anni», annunciava

pertanto a gennaio l’uomo forte di Stellantis.

Un indirizzo unito ad una promessa:

se al momento della fusione

facevano parte dell’assortimento del

gruppo 29 modelli elettrici, 10 altri

saranno lanciati prima della fine

dell’anno. E ogni modello messo sul

mercato da qui ai prossimi quattro anni

avrà una sua declinazione elettrica.

«Rendere le auto

elettriche abbordabili

per la classe media

sarà la sfida

dei prossimi anni»

Carlos Tavares,

direttore generale di Stellantis

UNIVERSO CHE MUTA

Chance per tutti

Gli analisti ammettono che la fusione

rappresenta una chance per l’ex-PSA

di riprendere piede negli Stati Uniti e

apre prospettive europee per le marche

della vecchia FCA. Stellantis coccola

inoltre – soprattutto – il mercato cinese,

dove le due entità hanno registrato risultati

deludenti in passato. Il gruppo si

è strutturato con un’organizzazione a

matrice e nove comitati di governance

internazionali e inter-marche sono stati

costituiti al fine di implementare questa

strategia di (ri)conquista.

Da notare nell’organigramma, il quale

conta una quarantina di direttori, che

l’ex patron di FCA Mike Manley dirige

il gruppo in Nordamerica. Quanto a

Jean-Philippe Imparato, ex direttore di

Peugeot, prende la guida di Alfa Romeo.

L’uomo che ha rivitalizzato la marca del

leone è chiamato a rilanciarne un’altra,

limitata per il momento ai soli modelli

Giulia e Stelvio, dal momento che la

nuova SUV compatta Tonale è ancora

allo stadio di concept car. •

Breve carrellata delle ultime alleanze

in termini di tempo.

Gennaio 2019: Volkswagen forma

con Ford un partenariato industriale

per condividere lo sviluppo di pickup,

veicoli commerciali ed elettrici.

Agosto 2019: dopo una presa di

partecipazione in Mazda nel 2018 e

nell’ambito di un partenariato a

lungo termine, Toyota si allea con

Suzuki per lo sviluppo e la produzione

di prodotti congiunti.

Fine 2019: BMW lancia una joint

venture con la cinese Great Wall allo

scopo di accelerare l’elettrificazione

della sua gamma.

Gennaio 2020: Hyundai firma un

contratto di partenariato con la start

up inglese Arrival, specializzata nei

veicoli elettrici.

Febbraio 2020: la cinese Geely si

allea con Daimler per fondare Smart

Automobile. Le Smart dovrebbero

uscire dalle fabbriche cinesi con

orizzonte 2022.

marzo 2021 | touring 19


La ditta Bcomp equipaggia

le auto con fibra di lino

Fondata nel 2011, l’azienda friburghese Bcomp sostituisce

gli elementi in plastica e carbonio nei veicoli con componenti

più leggere a base di lino. Questi prodotti d’origine biologica

permettono di ridurre l’impronta di carbonio dei veicoli e

seducono già diverse marche, come Porsche o Polestar.

TESTO ALINE BEAUD

Partita come semplice start up di

garage, l’impresa friburghese

Bcomp s’è imposta come partner

chiave per lo sviluppo sostenibile

del settore automobilistico, grazie

ai suoi prodotti a base di lino. «Inizialmente,

nel nostro locale, costruivamo

degli sci con la fibra di lino, che possiede

intrinsecamente delle buone proprietà

meccaniche e permette una

riduzione importante del peso», spiega

il CEO Christian Fischer. Dopo aver

mosso i primi passi sul mercato dello

sport e dello svago, questa ditta si è

orientata verso lo sport automobilistico.

«Strategicamente, è una porta d’accesso

al mercato automobilistico, poiché numerose

imprese procedono a dei trasferimenti

di tecnologie dallo sport motoristico

alla produzione di massa»,

sottolinea il direttore.

Nuova linea di produzione

E Bcomp inizia alla grande, acquisendo

Porsche Motorsport come cliente tre

anni fa. L’obiettivo? Ridurre l’impronta

di CO2 e al tempo stesso uguagliare la

prestazione dei pezzi in carbonio, con

conseguente riduzione di peso, maggior

sicurezza e diminuzione dei costi fino

al 30 percento. Sei anni fa, seguendo

la propria linea strategica, Bcomp si è

concentrata sulla ricerca e lo sviluppo

per le autovetture di serie, e tre anni

più tardi è entrata in contatto con

diverse marche. Attualmente porta

avanti una ventina di progetti con

diversi pezzi grossi del settore, come

Porsche, McLaren o Polestar, dando lavoro

ad una trentina di collaboratori.

Grazie ad un investimento di quasi tre

milioni di franchi, l’azienda sta ultimando

la sua linea di produzione dedicata

al settore automobilistico nella

città di Friburgo.

Concretamente, la ditta produce delle

placche in fibra di lino tessuta. Sul retro

delle placche viene attaccata una

struttura tridimensionale, simile alle

nervature delle foglie. Essa rafforza

ulteriormente il prodotto. In seguito,

i pezzi sono sagomati, pitturati oppure

ricoperti con cuoio o tessuto da parte di

fornitori esterni. Andranno quindi ad

20 touring | marzo 2021


DOSSIER

Il lino dispone intrinsecamente di buone

proprietà meccaniche.

La fibra è dapprima filata e poi lavorata.

Una struttura tridimensionale va ad irrigidire

la parte posteriore delle placche di lino tessute.

Officina Le placche di lino vengono tagliate.

La Porsche Cayman

718 GT4 del team

di corsa Four Motors e

il suo kit di carrozzeria

in fibra naturale.

Campione di carrozzeria d’auto in fibra naturale

di lino.

McLaren Racing ha collaborato con Bcomp

per svilupppare il primo sedile in fibra naturale

di lino nella Formula Uno.

FOTO FOUR MOTORS/CHRICARPICS, 2020 DR. ING. H.C. F. PORSCHE AG, MCLAREN RACING

equipaggiare i rivestimenti di porte,

cruscotti, console centrali o degli appoggia-gomiti.

In materia di sicurezza

stradale, pur non essendo direttamente

determinanti in caso d’incidente, le

componenti Bcomp possiedono un comportamento

sicuro, stando ai test effettuati

da un istituto specializzato

tedesco. Contrariamente al carbonio,

tagliente in caso di rottura, i pezzi in

lino agiscono come una rete protettrice.

Collaborazione con Polestar

Oltre all’aspetto legato alla sicurezza,

i prodotti Bcomp permettono soprattutto

dei risparmi in CO2: «Agiamo su

due livelli, grazie a una riduzione di

peso importante rispetto alla plastica

(fino al 50%) e a una riduzione dell’impronta

di carbonio nella produzione,

sottolinea Christian Fischer. Inoltre,

l’uso di plastica è ridotto fino al 70%».

Degli argomenti che seducono Polestar.

La marca di veicoli elettrici ha svelato

la sua concept car, munita di prodotti

Bcomp, nel febbraio 2020. Un veicolo

che sarà prodotto in serie. Secondo

Christian Fischer, le componenti friburghesi

permettono a Polestar di perseguire

i suoi obiettivi avanguardisti,

ossia ridurre l’impatto delle vetture

La parte posteriore della Porsche

del team Four Motors.

grazie a prodotti d’origine biologica e

diminuire l’utilizzo della plastica. L’ex

start up di garage uscirà quindi nuovamente

dal garage ma, stavolta, sotto

forma di veicolo dagli interni virtuosi e

sostenibili. •

marzo 2021 | touring 21


DOSSIER

«Abbiamo tremato per

l’incognita meteo»

Per gli appassionati di motori marzo è sempre stato il mese

del Salone di Ginevra, di nuovo cancellato. Intervista a Frank

Rinderknecht, fondatore e progettista visionario della Rinspeed,

azienda rinomata per le sue creazioni auto. Fra gli habitué fin

dal 1979, racconta com’era e come potrebbe rinascere.

TESTO JULIANE LUTZ

Il Salone ginevrino dà forfait anche

per il 2021. La cosa La rattrista?

Frank Rinderknecht: Ginevra è stata, e

sarebbe tuttora, una fantastica sede

espositiva. Ma i motor show di stampo

tradizionale sono ormai obsoleti. Lo dimostra

il progressivo calo di espositori

e visitatori registrato negli ultimi anni

anche da altre rassegne del settore. Per

Rinspeed, Ginevra non è più la passerella

per le anteprime mondiali; dal

2016 presentiamo i nostri nuovi prototipi

al CES di Las Vegas. Un momento

che ho sempre apprezzato molto a Ginevra

sono state le giornate per la stampa;

un’occasione speciale d’incontrare

gente da tutto il mondo che mi è mancata

tanto già l’anno scorso. Comunque

la nostalgia non serve, dobbiamo guardare

avanti.

«Personalmente

ripenserei Ginevra

in chiave B2B»

Frank Rinderknecht,

imprenditore e ideatore d’auto

Lei ha partecipato al Salone fin dal

1979. Ha qualche ricordo speciale?

Prima del 1982 le esposizioni si tenevano

nel quartiere di Plainpalais, in

centro. Nel vecchio palazzo la mattina

si gelava e a mezzogiorno faceva un

caldo tropicale. Non c’era l’aria condizionata,

ma regnava un clima simpatico

e rilassato. Si pranzava al bistrot accanto,

prendendocela comoda. Allora

la scaletta era molto meno serrata.

In marzo il tempo fa spesso le bizze.

Questa programmazione ha creato

delle difficoltà?

Alla vigilia di ogni Salone abbiamo tremato

per l’incognita meteo. Era un appuntamento

imperdibile, non avevamo

altre vetrine per mostrare i nostri modelli.

Dovevamo aspettarci giornate di

grande sole o forti nevicate con il rischio

di rimanere bloccati a metà strada

con i nostri camion. Visto che doveva

essere tutto pronto per la fatidica data,

talora abbiamo sudato lacrime e sangue

per farcela. Sono state esperienze preziose

per me che all’epoca ero un giovane

imprenditore. Il Salone deve peraltro

molto a Ruedi Huser, direttore di

lunga data che lo ha plasmato ed affermato

come fiera automobilistica di calibro

internazionale. Quanto a noi, ci

siamo fatti le ossa e dopo quaranta edizioni

sappiamo a menadito come organizzare

una partecipazione.

Da anni le tradizionali esposizioni

d’auto stanno perdendo attrattiva.

Finiranno per essere soppiantate

da maxi eventi come il CES?

Il CES è una spettacolare kermesse tipicamente

americana, dal tocco informale.

Copre tutto lo spettro dell’elettronica

di consumo e dell’IT, dalle poltrone

massaggianti ai telefoni cellulari o robot

domestici. Il comparto automotive

vi ha conquistato un notevole peso in

quanto tecnologie informatiche e mobilità

(a quattro ruote) sono sempre più

interconnesse.

Quindi c’è ancora spazio per motor

show per così dire «puri»?

Un appuntamento come quello di Ginevra

dedicato specificamente all’automobile

lo vedrei piuttosto come aggiunta al

calendario. Oltre all’IT, potrebbero essere

rappresentati molteplici ulteriori

aspetti e sviluppi dell’industria. L’universo

dell’auto è fisico, vive di incontri a

tu per tu. Il successo del CES, che anche

l’anno scorso ha segnato il tutto esaurito,

dimostra che le manifestazioni

analogiche funzionano ancora al giorno

d’oggi. Dipende dal concetto, che deve

essere innovativo e far presa. Personalmente,

ripenserei Ginevra in chiave

B2B, cioè ne ridurrei durata e formato.

Un salotto raffinato ed esclusivo ma

sempre aperto agli interessati. Resta da

vedere se eventi con gran affluenza di

pubblico, difficili da gestire, possono sopravvivere

o se sono davvero superati. ◆

MetroSnap Dopo l’esordio

al CES 2020, il prototipo

Rinspeed doveva sfilare

al Salone di Ginevra.

DINGO PHOTOS, ALD

22 touring | marzo 2021


DOSSIER

Calcolare l’impronta CO2

delle auto con il TCS

La Ricerca auto TCS si arricchisce: oltre ai costi d’esercizio, ora

consente di confrontare pure l’impronta ecologica di 2000

modelli d’auto. Per il calcolatore, l’unico del genere al mondo,

il TCS si vale della collaborazione dell’Istituto Paul Scherrer.

TESTO DOMINIC GRAF | FOTOMONTAGGIO NICOLAS KRISTEN

Quanto costa effettivamente

un’autovettura? Per determinarlo

non basta guardare al

prezzo d’acquisto. Sull’arco

di vita del veicolo vengono a sommarsi

molte voci di spesa aggiuntive: carburante,

interventi di manutenzione,

pneumatici, imposte, assicurazioni e

cura corrente, senza dimenticare l’affitto

del garage, la svalutazione e i costi

d’ammortamento. Il TCO (dall’inglese

Total Cost of Ownership) viene già indicato

nella Ricerca auto TCS, strumento

di ricerca comparativa collaudato che

fornisce agli interessati una panoramica

aggiornata e neutrale dei veicoli disponibili

sul mercato svizzero, con propulsione

a benzina, diesel, ibrida, elettrica,

ad idrogeno o gas naturale. Da diversi

anni permette a chi sta cercando una

nuova vettura, con pochi clic, di confrontare

direttamente i modelli prescelti

in base alle loro specifiche tecniche e ai

costi d’esercizio.

E quanto CO2 emettono lungo l’intero ciclo

di vita? Il parametro che lo indica è

l’impronta ecologica: chi, oggigiorno,

intende acquistare una vettura non dovrebbe

farsi guidare unicamente da considerazioni

economiche o criteri come

comfort e posti bensì tenere conto pure

della cosiddetta carbon footprint che

ogni auto, per quanto moderna ed ecologica,

finisce per lasciare nell’ambiente.

Ora, la si può calcolare in tutta semplicità

con la nuova funzione, unica nel suo

genere, integrata nella Ricerca auto TCS.

Dalla produzione al riciclo

Per la prima volta è possibile confrontare

le emissioni di gas serra complessive

generate da oltre 2000 veicoli,

dalla fabbricazione alla rottamazione.

Il calcolatore dell’impronta ecologica è

stato sviluppato dagli esperti della

Consulenza mobilità del TCS in collaborazione

con l’Istituto Paul Scherrer

(PSI). Le analisi del ciclo di vita sono

predisposte dal PSI utilizzando i dati

(consumo di materiali ed energia) dei

modelli più recenti su una percorrenza

ipotetica di 200mila km. Gli utenti possono

quindi visualizzare quante tonnellate

di CO2 un dato veicolo emette

su una durata d’utilizzo media. Per l’analisi

si tiene conto di tutt’una serie di

fattori: estrazione e lavorazione delle


marzo 2021 | touring 23


DOSSIER

materie prime, costruzione del veicolo,

forniture di carburante ed elettricità,

manutenzione dell’infrastruttura stradale.

Non solo, si considerano persino

lo smaltimento e il recupero delle batterie

delle auto elettriche esauste con

procedure che nel frattempo sono state

sperimentate e la cui efficacia è comprovata

(vedi riquadro).

Il nuovo calcolatore è stato integrato

nella Ricerca auto TCS senza rinunciare

alla semplicità d’uso. Una volta selezionati

modelli e parametri basta fare

clic sul pulsante «Impronta ecologica»

per visualizzare il diagramma con i relativi

valori CO2. Si possono confrontare

fra di loro tutte le auto indipendentemente

dal tipo di propulsione per

La produzione delle batterie, che oggi

si riciclano, provoca una grossa fetta

del CO2 emesso da un’auto elettrica.

trovare, ad esempio, l’auto media a

benzina più ecologica, il SUV a più

forte impatto sull’ambiente oppure

mettere a confronto le emissioni dei

motori a combustione, ibridi e puri elettrici

come mostrato nel programma

SRF «Kassensturz» andato in onda in

febbraio.

Un servizio per tutti

La piattaforma è liberamente accessibile.

Lo sottolinea Jürg Wittwer, direttore

generale TCS: «Tutti possono beneficiare

dello strumento Ricerca auto

TCS. È una cosa che ci sta a cuore.

Chiunque desidera acquistare un’automobile,

d’ora in poi può accedere ad

una piattaforma che propone un aiuto

molto concreto ai fini del processo decisionale:

dal calcolo dei costi di gestione

a questo calcolatore dell’impronta ecologica,

unico al mondo. Ed è proprio

questo genere di aiuto che noi, in qualità

di TCS, desideriamo offrire». ◆

Provare ora il nuovo calcolatore dell’impronta

ecologica: tcs.ch/ricerca-auto

RECUPERO E RICICLO

BATTERIE? NO PROBLEM!

Già oggi è possibile riciclare su scala

industriale le batterie esauste dei

veicoli elettrici per recuperare materie

prime preziose come cobalto e

litio. L’azienda Batrec Industrie AG

con sede a Wimmis (BE) ha sviluppato

un processo, che applica con

successo da parecchi anni, per isolare

in un circuito chiuso le sostanze

tossiche come pure i cascami di metallo

per trasformarli in materia pregiata

da reintegrare nella catena di

produzione.

Maggiori informazioni su: batrec.ch

STEFAN WARTER

24 touring | marzo 2021


Quando nacquero

gli eroi

Autorizzato

ufficialmente


Il Cronografo Nürburgring Anno 1968

Pioggia torrenziale e nebbia con una visibilità al di sotto dei 50 metri: il Gran Premio di Germania

del 1968 non proponeva un circuito normale, bensì una vera e propria sfida con la natura. I bolidi

da corsa erano difficili da controllare e nessuno poteva essere certo di superare indenne il giro

successivo. I 14 audaci piloti che conquistarono il „verde infernale“ del Nürburgring diventarono

alla fine degli eroi con un vincitore raggiante: Jackie Stewart. In occasione del 50° anniversario,

The Bradford Exchange ha realizzato un degno memoriale di questa corsa leggendaria – grazie al

cronografo da uomo autorizzato ufficialmente che si contraddistingue per il suo design retrò stile

fine anni ‘60.

Autorizzato ufficialmente dal Nürburgring

Il design retrò si ispira alla forma dei classici orologi da corsa degli anni ‚60. Un movimento al quarzo

VD54 nella cassa in acciaio inossidabile assicura una misurazione precisa del tempo, e comprende la

funzione cronometro. Sul retro dell‘orologio è inciso il percorso storico del Nürburgring con tutte le sue

sezioni. Il cinturino sportivo in vera pelle completa perfettamente lo straordinario articolo.

Prezzo: € 199.80 o 3 rate mensili di € 66.60

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Cassa dell’orologio: 3,8 x 3,8 cm

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L‘orologio da polso è distribuito unicamente da The Bradford Exchange e non è disponibile nei negozi.

Il numero di emissione individuale è inciso sul fondello, rendendo ogni pezzo unico. Indossi un articolo

che testimonia una leggenda degli sport motoristici tedeschi. Ordini oggi stesso il „Cronografo Nürburgring

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Nürburgring Officially Licensed Logo sind eingetragene Marken

der Nürburgring 1927 GmbH & Co. KG © 2019 Nürburgring 1927

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Bradford Exchange non Le invierà alcuna offerta per e-mail, telefono o sms.

Può modifi care sempre, in ogni momento, le Sue preferenze di contatto,

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per lettera, La invitiamo a comunicarcelo via telefono, e-mail o tramite lettera.


SERIE START UP DA CONOSCERE, CAPITOLO 1

Da sperimentatore

È

raggiante

in cantina a produttore

di bici di successo

La Svizzera è terreno fertile per molte start up interessanti.

Ve ne presentiamo una breve selezione dedicata a giovani

imprenditori promettenti nel campo della mobilità.

Iniziamo con Alberto Fernandez e la sua azienda

di biciclette personalizzabili DesignYourBike.

TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER, ALD

e ha tutte

le ragioni per esserlo.

Alberto Fernandez e

la sua azienda Design-

YourBike hanno superato

bene l’annus horribilis 2020.

Le sue biciclette, che possono

essere configurate a piacere

fino al colore del tira-raggi,

hanno riscosso un enorme

successo. Eppure l’anno non

era affatto cominciato per il

verso giusto. «Per la prima

volta avevamo investito una

somma record in componenti

di biciclette, il magazzino era

pieno e avremmo iniziato a

marzo. Poi è arrivato il lock-

26 touring | marzo 2021


MOBILITÀ

corda Fernandez. Il materiale

acquistato avrebbe dovuto

durare un anno e mezzo, ma

ad agosto era già esaurito.

Abbiamo venduto 500 bici.

Non solo agli hipster

piacciono le due ruote

di DesignYourBike.

Va tutto liscio

per Alberto Fernandez

e le sue bici su misura.

down e abbiamo dovuto

chiudere i negozi a Berna e

Berlino», racconta il 36enne.

Disponevamo della piattaforma

per vendere online,

ma non sapevamo se la gente

avrebbe comprato in tempo

di crisi. Abbiamo avuto difficoltà

nel pagare l’affitto e gli

stipendi per sei dipendenti.

Bisognava chiedere le indennità

per lavoro ridotto e informare

gli investitori della situazione.

«Ho passato molte

notti insonni. Ma verso la

fine del lockdown, con l’arrivo

della bella stagione, le

vendite sono decollate», ri-

Gli esordi in cantina

Al bernese con radici spagnole

l’idea è germogliata

anni fa, ad Amsterdam, dove

aveva notato che la gente del

posto era felice di usare bici

altamente personalizzate. Ed

è stata la sua esperienza alla

Peugeot Svizzera, in cui era

tra l’altro responsabile del

configuratore di modelli, che

gli ha fatto maturare l’idea di

offrire bici personalizzabili.

Quando nel 2015 ha fondato

DesignYourBike era un pioniere

nel suo campo. Per

molto tempo ha assemblato

da solo le biciclette in uno

scantinato a Berna. I suoi risparmi

costituivano il capitale

di partenza dell’impresa.

In seguito il laureato in economia

aziendale ha partecipato

a molti eventi di start up,

dove ha raccolto il know-how

e i contatti che ancora gli servivano.

In particolare ha incontrato

Elias Koster, che è

diventato comproprietario

dell’azienda e con cui ha

aperto una filiale a Berlino.

Per due anni hanno fatto

tutto da soli fino al sito web e

al trasporto delle componenti.

Poi hanno deciso di decollare

davvero. Ci sono voluti soldi

e tanto coraggio. A Fernandez

in genere piace riflettere

a fondo prima di agire, ma da

quando ha fondato la start up,

ha dovuto imparare che a

volte è necessario fare le cose

senza avere la garanzia di riuscire

ad essere perfetti.

Investitori

La loro idea di business, che

combina il boom della bici e

la voglia di personalizzazione,

è stata in grado di

convincere gli investitori

Jürg Schwarzenbach e

David Schröder, CFO di Zalando

ed ex superiore di Koster.

Ad attirare l’attenzione

dei due è stato l’articolo di un

redattore appassionato di ciclismo

di «20 Minuti», che si

era imbattuto nella pagina

Facebook dell’azienda. È

così che sono stati raccolti

220 000 franchi.

Nel negozio a Berna sono

esposte biciclette di tutti i

tipi. I clienti scelgono il proprio

modello di telaio fra tre

varianti e il resto lo compongono

a loro piacimento. C’è

una scelta di 256 colori RAL

con vari gradi di brillantezza.

E ora sono in vendita anche

modelli elettrici. Fernandez

ci tiene a sottolineare l’alta

qualità dei pezzi che contraddistingue

la loro offerta. La

verniciatura a polvere è fatta

nell’Emmental, e a Berna

vengono assemblate a mano

le bici. Oltre che dal successo

Alberto Fernandez è motivato

a continuare nell’impresa

dalla gioia dei clienti quando

ritirano i loro pezzi unici. •

designyourbike.ch

Il negozio sulla bernese

Papiermühlestrasse

è anche un’officina.

Una volta scelto

il telaio, il cliente può

sbizzarrirsi nel comporre

la propria bici.

marzo 2021 | touring 27


MOBILITÀ

«Riteniamo che la strada sia

sbagliata, non gli obiettivi»

Contro la nuova legge sul CO2, che il TCS considera

un compromesso accettabile, è stato lanciato un referendum.

François Launaz, presidente di auto-svizzera, spiega il perché.

INTERVISTA DINO NODARI

Perché auto-svizzera è contraria

alla nuova legge sul CO2?

François Launaz: Le nuove disposizioni

rendono la mobilità motorizzata individuale

notevolmente più costosa. Tra l’altro,

un litro di benzina o di diesel sarà

gravato da 12 centesimi di tasse supplementari

– e la Svizzera ha già oggi il diesel

con il secondo prezzo più alto d’Europa.

Inoltre, i dettagli delle prescrizioni

in materia di CO2 per i nuovi veicoli

comportano sanzioni più elevate e

quindi un possibile aumento dei prezzi,

o perlomeno questo è l’obiettivo della

legge. Auto-svizzera e i suoi membri

sono dell’opinione che l’elettorato elvetico

debba avere l’ultima parola su questo

diffuso rincaro della mobilità individuale

motorizzata.

Il settore dell’auto investe a fondo nella

mobilità elettrica e i clienti si interessano

a queste vetture. La legge sul CO2

non è un’opportunità per gli importatori

di vendere più veicoli elettrici?

Gli obiettivi di riduzione delle emissioni

di CO2 delle nuove automobili, rispettivamente

dal 2025 e dal 2030, sono assolutamente

incontestati. Entro la metà di

questo decennio, esse dovrebbero scendere

del 15% rispetto al 2021 e del

37,5% dal 2030. Questi dati non sarebbero

possibili senza un aumento del numero

di nuove auto elettriche e ibride

plug-in. Tuttavia, anziché promuovere

le propulsioni alternative, come fanno

molti paesi europei, il parlamento ha deciso

unilateralmente di rendere più costosi

i carburanti fossili e i veicoli con

una tecnologia collaudata. Riteniamo

che sia sbagliata questa strada, non gli

obiettivi.

Perché i progetti di protezione

del clima dovrebbero essere finanziati

all’estero ma non in Svizzera?

Il traffico stradale svizzero è accusato

del fatto che le emissioni di CO2 non

sono diminuite negli ultimi tre decenni.

È vero, ma non sono neppure salite, nonostante

dal 1990 la popolazione sia

cresciuta del 30% e l’attività economica

addirittura del 55%. Come conseguenza,

la circolazione stradale è aumentata

del 38% e ciò con delle emissioni di CO2

costanti. Grazie a una quota maggiore

di elettromobilità dovremmo riuscire a

ridurle sempre di più, a condizione che

l’energia sia generata da fonti rinnovabili.

È possibile, ma senza gravare sulla

popolazione e sull’economia con enormi

costi aggiuntivi.

La legge prevede tasse disincentivanti

che in buona parte ritorneranno alla

popolazione. Cosa c’è di male?

Su questo punto le ingiustizie sono già

programmate. Il conto sarà pagato dalle

famiglie e dalle PMI (piccole e medie

«Non si dovrebbe

tirare fuori dalle tasche

della gente denaro

che verrebbe speso

senz’altro in maniera

più ragionevole»

François Launaz

presidente di auto-svizzera

imprese), che non possono investire

dall’oggi al domani in tecnologie e

veicoli a basse emissioni e che perciò

verseranno più tasse disincentivanti di

quanto sarà loro restituito. E a causa dei

maggiori costi sostenuti, passerà ancora

molto tempo prima che abbiano abbastanza

denaro a disposizione da investire

per l’acquisto di veicoli più efficienti.

Non si dovrebbe tirare fuori dalle

tasche della gente denaro che verrebbe

speso in maniera senz’altro più ragionevole.

Inoltre, la crisi del coronavirus sta

peggiorando ulteriormente questi effetti.

Per alcuni la legge si spinge troppo

avanti, per altri è troppo fiacca.

Questo non parla a favore di

un buon compromesso svizzero?

Se così fosse, avremmo raggiunto un

buon compromesso ogni qualvolta che

un progetto va in votazione. Questo è

il bello della democrazia diretta: l’unica

cosa che conta è se la maggioranza ritiene

che la legge sul CO2 sia una soluzione

praticabile oppure no.

28 touring | marzo 2021


ALD

Non è possibile che la nuova legge

sul CO2 diventi un motore per

l’innovazione?

Anche se fosse così, ciò varrebbe solamente

in misura limitata per l’industria

dell’automobile, perché i veicoli sono

sviluppati all’estero. Ricordiamoci che

non un solo modello è progettato e costruito

esclusivamente per la Svizzera.

Tra l’altro: i produttori di automobili

erano costretti a ridurre il consumo dei

loro veicoli già prima dell’introduzione

delle nuove prescrizioni sul CO2. I

clienti, ovviamente, vogliono circolare

in modo sempre più parsimonioso. Lo

si vede anche nel settore dei trasporti,

dove i camion diventano sempre più efficienti

nonostante i loro obiettivi di CO2

non saranno introdotti in Europa prima

del 2025.

Quante possibilità ci sono di vincere

il referendum?

È difficile dirlo. In alcuni cantoni sono

state respinte alle urne leggi sull’energia

che prevedevano aumenti di prezzi

notevolmente inferiori rispetto alla

legge sul CO2. Penso anche che l’adesione

al referendum sarà tendenzialmente

maggiore in Romandia che nella

Svizzera tedesca. In ogni caso sarà una

battaglia elettorale avvincente e interessante.

Ma le posso assicurare che naturalmente

auto-svizzera accetterà il risultato,

qualora la legge fosse approvata

dall’elettorato.

Se il referendum fosse approvato dal

popolo ci vorrebbe una nuova legge

sul CO2. Ritiene che possa essere migliore

per gli automobilisti svizzeri?

Nulla cambierebbe riguardo ai futuri

obiettivi di riduzione di CO2 per i nuovi

veicoli, e questa è una buona cosa. Dal

nostro punto di vista, tuttavia, si dovrebbero

evitare aumenti artificiali dei

prezzi del carburante. Inoltre la Svizzera

dovrebbe investire più fondi nella

promozione delle nuove tecnologie. Un

paio di stazioni di ricarica nei condomini,

come quelle che dovrebbero essere

pagate da quel mostro burocratico

che è il «Fondo per il clima», non sono

assolutamente sufficienti. Alcuni cantoni

stanno facendo un lavoro eccellente

e sostengono il passaggio ai veicoli elettrici,

che a causa delle batterie sono ancora

molto più costosi dei motori a combustione.

Perché la Confederazione non

può attivarsi ulteriormente per accelerare

la riduzione di CO2 nella circolazione?


Comportamento

pericoloso in autostrada

Certi automobilisti si comportano come se fossero soli

nel traffico. C’è chi parcheggia metà sul marciapiede

e metà che ingombra la carreggiata, o chi si ferma in

mezzo alla strada per chiacchierare con un passante.

TESTO URS-PETER INDERBITZIN

Azioni irresponsabili come queste

sono purtroppo all’ordine

del giorno. Recentemente il

Tribunale federale si è dovuto pronunciare

in merito ad un caso di

grossolana negligenza commessa

da un’automobilista. Il fatto risale

ad oltre due anni fa e si è verificato

sull’A1 in prossimità dello svincolo

Berna-Wankdorf in direzione di

Schönbühl. La donna circolava

sulla corsia sinistra a circa 80 km/h

quando il figlio trasportato sul

sedile posteriore scoppiava a piangere.

La donna decideva di lasciare

l’autostrada. In una prima fase

riduceva la velocità per inserirsi

sulla corsia centrale, frenando da

almeno 80 a 55 km/h. Dopo il

primo cambio di corsia decelerava

una seconda volta di altri 30 km/h

e si portava sulla destra a 25 km/h

con l’intenzione di imboccare l’uscita.

L’intera manovra durava 30

secondi su un tratto di 500 metri

con traffico incolonnato piuttosto

denso. Il tutto veniva registrato

mediante Satspeed da una pattuglia

della polizia che procedeva

sulla corsia normale di marcia.

Rischio di tamponamenti

La giustizia bernese aveva condannato

la conducente per violazione

grave delle norme della circolazione

ad una pena pecuniaria sospesa

di 24 aliquote giornaliere da

120 franchi e multa di 480 franchi.

Per il tribunale d’appello era chiaro

che il suo comportamento aveva

provocato una brusca interruzione

del flusso del traffico. Ciò costringeva

non soltanto gli utenti che

aveva superato sulle due corsie, ma

anche i veicoli che viaggiavano più

indietro, a reazioni imprevedibili

e repentine. Veniva

quindi a configurarsi perlomeno

la messa in pericolo

astratta accresciuta di tamponamento.

Il pianto del figlio poteva

spiegare, ma non giustificare,

la manovra in quanto il disagio

del bambino non era condizionato

dalla situazione stradale. Il motivo

addotto non poteva neppure essere

considerato emergenza vera e propria

e di conseguenza non costituiva

una circostanza attenuante.

La donna è insorta contro la condanna

presso il Tribunale federale,

il quale l’ha confermata con sentenza

6B_1173/2020. La corte suprema

ritiene, come la magistratura

bernese, che i conducenti che

seguivano l’automobilista sulle due

corsie di sorpasso a circa 80 km/h

non potevano aspettarsi di trovarsi

improvvisamente davanti un veicolo

circolante ad appena 25 km/h.

La donna aveva agito in maniera

spericolata: frenando bruscamente

senza valide ragioni imputabili al

traffico aveva violato intenzionalmente

le norme della circolazione,

ignorando il rischio generalmente

noto di coinvolgere i conducenti

che la seguivano in un incidente.

I giudici federali hanno pertanto

respinto il ricorso affermando che

sarebbe stata l’opzione più sicura e

ragionevole rimanere sulla corsia

di sorpasso anche se ciò significava

mancare l’uscita autostradale. Il

comportamento pericoloso e irri-

spettoso verso gli altri

utenti veniva dunque

punito, oltre che con

sanzione pecuniaria,

con la sospensione

della licenza di condurre

per almeno

tre mesi. •

URS-PETER

INDERBITZIN

consulente

giuridico

IL CONSULENTE

marzo 2021 | touring 29


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SALUTE

Campeggio invernale

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e cibi approppriati.

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In tenda al freddo:

cosa occorre sapere

TESTO SANDRA EGLI

A quali temperature non è

più consigliabile campeggiare

in tenda?

Dr. Martin Walliser: La possibilità

di accamparsi d’inverno e a

basse temperature dipende soprattutto

dall’esperienza e, naturalmente,

dall’attrezzatura. In

questo senso non si può dare

altra raccomandazione se non

quella di non sopravvalutare in

nessun caso se stessi e le attrezzature.

Se tutto va bene, ci si può

accampare senza problemi a

temperature ben al di sotto di

0° Celsius. È importante mantenersi

nella misura del possibile

asciutti e ridurre al minimo la

dispersione di calore.

Come evitare di congelare

di notte?

Un sufficiente apporto di calorie

e di liquidi è un prerequisito per

il funzionamento del metabolismo

e anche per mantenere costante

la propria produzione di

calore. Tuttavia, poiché gli esseri

umani sono per natura abbastanza

indifesi contro il freddo,

è qui che entra in gioco l’attrezzatura.

Se disponibile e utilizzata

correttamente, rispettando

i principi di base menzionati

sopra, la temperatura non rappresenta

più un problema.

Quali sono i cibi adatti

al campeggio invernale?

È importante un adeguato apporto

calorico. L’energia supplementare

può essere fornita da un

pasto caldo. È opportuno portare

con sé soprattutto cibi ricchi di

carboidrati che, in generale,

sono facili da digerire e forniscono

energia immediata. Anche

gli alimenti contenenti proteine

e grassi hanno un alto contenuto

energetico, naturalmente, ma a

volte sono più difficili da digerire

e, in caso di ipoglicemia, non immediatamente

disponibili per

l’organismo.

Quanto è importante bere

liquidi a sufficienza?

A temperature e livelli di umidità

molto bassi, si possono perdere

più liquidi attraverso la respirazione,

soprattutto in caso di

sforzo fisico intenso. La disidratazione

comporta un’alterazione

del metabolismo e un maggiore

rischio di trombosi e può compromettere

la funzionalità renale.

Tuttavia, questo accade solamente

quando si trascorrono

lunghi periodi in condizioni

estreme. ◆

Quali argomenti inerenti alla salute vi

interessano? Mandateci i vostri desideri

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MARTIN

WALLISER

Medico capo

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Familiare dalle virtù

elettrizzanti

E Motore sincrono, 204 CV W22,0 kWh/100 km (media del test), etichetta Energia A

V autonomia: 264 km k peso: 1953 kg (modello del test) P 7,5 s da 0 a 100 km/h L52 900 fr.

Quale prima realizzazione sulla sua piattaforma elettrica,

Volkswagen presenta una compatta spaziosa che sedurrà

le famiglie. In più, l’ID.3 si dimostra dinamica e tecnologica.

Unico neo l’autonomia non fenomenale.

TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER

Familiare elettrica credibile

Piacere e comfort di marcia

Prestazioni/Comportamento vivace

Abitabilità generosa

Dotazione di sicurezza di serie

Ricarica piuttosto rapida della batteria

Raggio di sterzata molto corto

32 touring | marzo 2021


Digitale,

l’ambiente che

domina la plancia

di bordo.

Aerodinamica Il suo

design privilegia gli

aspetti pratici piuttosto

che quelli emozionali.

Pratica, la leva

del cambio rotativa

a lato della

strumentazione.

Autonomia tirata (batteria 58 kWh)

Il montante anteriore limita la visibilità

Carico utile ridotto

Qualità percepita mediocre

Affidabilità riconoscimento cartelli

Schermo tattile relativamente lento

Garanzia di fabbrica di 2 anni

SCHEDA TECNICA

VEICOLO PROVATO

VW ID.3 1st Max Pro Power:

5 porte, 5 posti; 52 900 fr.

(veicolo del test: 53 560 fr.)

Gamma: dalla Pro, 145 CV,

batteria 58 kWh (35 850 fr.)

alla Pro S Tour 4 posti,

204 CV, 77 kWh (51 100 fr.)

Opzioni (base): vernice metallizzata

(660 fr.), cerchioni

alu (710 fr.). pompa di calore

(1380 fr.), preparazione gancio

portabici (430 fr.),

Garanzia: 2 anni di fabbrica,

8 anni/160 000 km su batteria;

3 anni assistenza; anticorrosione:

12 anni (con condizioni)

Importatore: Amag Import,

6330 Cham, volkswagen.ch

DATI TECNICI

Motore: sincrono, 204 CV,

310 Nm; cambio 1 rap., trazione

post. Batteria ioni litio

58 kWh, caricatore di bordo

11 kW. Peso: 1953 kg (auto

test), tot. ammissibile 2260 kg,

carico rimorchiabile –

passo 277 cm

70%

lunghezza 426 cm larghezza 181 cm

bagagliaio: 385–1267 litri

pneumatici: 215/45R20, min.215/55R18

156 cm

La carrozzeria monovolume della

VW ID.3 farebbe quasi pensare

che siano tornati i bei vecchi

tempi delle monovolume compatte.

Tuttavia, i montanti anteriori inclinati

e il tetto sfuggente rispondono

prioritariamente ad esigenze aerodinamiche.

Parallelamente, la piattaforma

modulare elettrica è caratterizzata da

un passo lungo, tanto che questa vettura,

non più grande di una Golf, regala un

apprezzabile spazio dietro per le gambe.

E pure la capacità del bagagliaio non è

di fatto penalizzata dalla presenza del

motore elettrico sull’asse posteriore.

La VW ID.3 si caratterizza per l’ambiente

digitale che domina l’abitacolo. Il

conducente si trova davanti un pannello

dalle informazioni minimaliste che rappresenta

una svolta rispetto alla complessità

della Golf. La gran parte dei comandi

sono concentrati su uno schermo

tattile da 10″. Sul modello 1st Edition

attualmente sottoposto al test di lunga

durata del TCS, le informazioni di guida

sono completate da un display head-up

che proietta i simboli di navigazione in

3D sul parabrezza. Preciseremo che questa

funzione, non ancora a punto all’uscita

dell’ID.3, ha potuto essere aggiunta

successivamente tramite semplice aggiornamento

del software.

Silenzio, potenza

La VW ID.3 rileva l’arrivo del conducente

che deve soltanto girare il comando

del cambio rotativo per partire.

Come ogni blocco elettrico, il motore

sincrono da 204 CV offre un eccellente

piacere di marcia, sia in ambito urbano

sia autostradale. Le accelerazioni molto

lineari dissimulano progressioni simili

a quelle di una GTI, utili per effettuare

sorpassi in tutta sicurezza. La foga di

questa trazione posteriore è imbrigliata

da un ESP che controlla ogni accenno di

sovrasterzo. Il comportamento rimane

più dinamico che sportivo, anche in considerazione

delle due tonnellate di peso.

Su questa versione, dotata di una batteria

da 58 kWh, l’autonomia è risultata

inferiore a 300 km. Vale a dire che il caricatore

di bordo da 11 kW e la possibilità

di allacciarsi alle colonnine rapide

sono benvenuti. Per un raggio d’azione

maggiore, bisognerà ricorrere alle versioni

da 77 kWh. Con un prezzo inferiore

a quello di una Golf GTI, la VW

ID.3 offre un ampio equipaggiamento.

Nel complesso, un’automobile elettrica

credibile. •


marzo 2021 | touring 33


DINAMICA DI COMPORTAMENTO

Accelerazione (0–100 km/h): 7,5 s

Elasticità:

60–100 km/h (in posizione D) 3,9 s

80–100 km/h (in posizione D) 2,2 s

Diametro di sterzata:

10,4 m

Frenata (100–0 km/h): 40,9 m

Insonorizzazione:

60 km/h: 57 dBA

120 km/h: 64 dBA

Spazioso, il divano molto family.

Bagagliaio: vano aggiuntivo sotto il pavimento.

Il tetto nero è caratterizzato da

un ampio spoiler e dalle luci LED.

CHECK-UP TCS

TCS MoBe: Andrea Scuderi

COSTI DI SERVIZIO

Manutenzione (km/mese) ore man. (fr.) 1

30 000/24 3,4 613.–

60 000/48 3,4 613.–

Manutenzione per 180 000 km:

15 000 km/anno 20,4 3678.–

1 incl. materiale

COSTI D’ESERCIZIO

km/anno ct./km fr./mese

fissi variabili

15 000 73 669.– 248.–

30 000 47 669.– 497.–

Tariffa oraria per il calcolo TCS:

145 fr. (UFS)

TCS ASSICURAZIONE AUTO

premio annuo 2 : 797.–

2

esempio di offerta per un socio TCS 36enne,

domiciliato a Berna, responsabilità civile e

casco totale, chilometraggio annuo 10 000 km,

garage coperto, premio annuo senza spese.

CONSUMO AL BANCO DI PROVA

ciclo

misto

fabbrica WLTP 19,4 kWh/100 km

Emissioni di CO2 (WLTP): 0 g/km

Media svizzera di CO2 169 g/km

Etichetta Energia

A

CONSUMO DEL TEST

22,0 kWh/100 km autonomia 264 km

capacità batteria (netta): 58 kWh

il video

del test

tcs.ch/

portale-video

VW ID.3 1st Max Pro

CARROZZERIA

La forma monovolume molto fluida ben

si sposa con la vocazione di questa compatta

familiare. Il divano facilmente accessibile

riserva uno spazio generoso

con un pavimento completamente piatto.

Non enorme, la capacità del vano bagagli

può essere aumentata abbassando il

fondo amovibile.

ABITACOLO

La plancia di bordo è dominata dall’ampio

schermo tattile che contrasta con il

pannello della strumentazione minimalista.

Un’unione fruttuosa. Peccato che il

funzionamento sia piuttosto lento. Il tutto

è completato da un display head-up con

realtà aumentata che proietta grandi

simboli sul parabrezza. Qualità percepita

dei materiali assai mediocre.

COMFORT

L’eccellente livello di insonorizzazione,

l’ammortizzamento preventivo e i sedili

accoglienti procurano un buon comfort

di marcia. Ciò sia nella guida urbana sia

sui lunghi tragitti.

PREZZO-PRESTAZIONI

Con pochi optional, l’equipaggiamento

dipende dai 9 livelli di dotazione a scelta.

Sistema di navigazione, regolatore ACC

predittivo e fari LED sono forniti a partire

dal secondo livello. Costi di manutenzione

modici. Garanzia di fabbrica limitata

a 2 anni.

COMPORTAMENTO

Favorito da una ripartizione delle masse

equilibrata e da un baricentro basso, il

comportamento è rassicurante e relativamente

agile. Questa trazione posteriore

ben gestita dall’ESP si distingue per

l’assenza di effetti di coppia al volante e

da un raggio di sterzata molto ridotto.

MOTORE

E TRASMISSIONE

Il motore elettrico da 204 CV si fa beffe

del peso elevato per erogare accelerazioni

quasi sportive. Se ne apprezzano

soprattutto la coppia sempre presente e

le riprese molto consistenti. Il comando

rotativo del cambio è posto nel prolungamento

della strumentazione.

CONSUMO

Dotato di una batteria da 58 kWh, questo

modello annuncia un’autonomia piuttosto

limitata. Nella guida invernale, a malapena

ha superato i 250 km. Consumi

medi onorevoli (22 kWh/100 km).

SICUREZZA

Vari assistenti di serie. Il display head-up

a realtà aumentata che equipaggia i modelli

superiori è innovativo. Riconoscimento

segnaletica non impeccabile. Distanze

di frenata lunghe (fondo bagnato).

CREDITS: su gentile autorizzazione di Scott Sports SA, Givisiez.

34 touring | marzo 2021


TECNICA

Test comparativo elettrico:

l’altra scelta chiamata SUV

Oltre alle tradizionali berline, quali la VW ID.3, l’offerta elettrica

privilegia anche le SUV, che si prestano al meglio ad ospitare

le voluminose celle delle batterie.

TESTO MARC-OLIVIER HERREN

Mercedes-Benz EQA

VW ID.4

Derivata direttamente dalla SUV GLA, la Mercedes-Benz

EQA è il primo veicolo elettrico compatto della casa. Allungata

di 5 cm, diverge essenzialmente dalla cugina termica

per l’inserimento di un imponente modulo di batterie nel

sottofondo. Inizialmente questo veicolo è proposto in una

versione da 190 CV e trazione anteriore. In seguito, le potenze

si estenderanno fino ad oltre 270 CV e l’inserimento

di un secondo motore elettrico sull’asse posteriore garantirà

la trazione integrale. Da notare la rispettabile altezza da

terra di 20 cm.

Sul piano estetico, questa SUV è identificabile per la sua calandra

costituita da un pannello nero, segno distintivo della

gamma EQ. Ad esclusione di un bordo retroilluminato, l’allestimento

interno è simile alla GLA. Ritroviamo pure il famoso

pannello digitale che fonde strumentazione e schermo

tattile. A causa della batteria, gli occupanti dietro sono seduti

su un divano basso mentre il bagagliaio perde 95 l. Il

motore da 190 CV eroga solide accelerazioni molto progressive.

Varie modalità di recupero dell’energia tutelano l’autonomia.

La dolcezza di marcia caratterizza il comportamento.

Questa versione SUV della piattaforma elettrica del gruppo

Volkswagen condivide molteplici elementi della berlina ID.3.

A cominciare dalle indicazioni sulla navigazione proiettate

in modalità di realtà aumentata sul parabrezza. Innovativo.

Come previsto, il design dell’ID.4 è privo di ostentazione e

la strumentazione digitale è identica a quella della berlina.

Questa SUV non molto alta sulle sue zampe (altezza da terra

di 16 cm) si apre su un abitacolo spazioso con il fondo piatto,

senza tunnel centrale. Un vero veicolo familiare capiente

completato da un bagagliaio di buona capacità.

La gamma, che comporta 3 motorizzazioni e 2 livelli di batteria,

si arricchirà quest’estate di una versione 4×4 da 306

CV. Sui modelli standard, il motore è istallato dietro. Questo

spiega anche il raggio di sterzata minimo (10,2 m). Testata

nella versione 204 CV, l’ID.4 si rivela dinamica, ma priva di

velleità sportive. La potenza trasmessa alle ruote posteriori

è dovutamente imbrigliata dall’ESP. L’assetto trae beneficio

da una ripartizione delle masse equilibrate. Infine l’equipaggiamento

può essere corredato di un regolatore adattivo con

funzione predittiva e fari a matrice. ◆

FOTO ALD

Marca/modello Mercedes-Benz EQA 250 VW ID.4

Categoria SUV compatta SUV compatta

Lunghezza/larghezza/altezza 4,46 /1,83/1,62 m 4,58 /1,85/1,61 m

Volume del bagagliaio 340 –1320 l 543 –1575 l

Motore asincrono 190 CV sincrono 148 /170/204 CV

Coppia massima 375 Nm 220 /310 Nm

Cambio/trazione monorapporto /trazione anteriore monorapporto/trazione posteriore

Accelerazione da 0 a 100 km/h 8,9 s 10,9 /9,0/8,5 s

Capacità batteria ioni di litio 66,5 kWh (netto) 52 /77 kWh (netto)

Consumo misto (WLTP) 17,7 kWh /100 km 22 kWh /100 km (204 CV)

Autonomia (WLTP) 426 km 348 /522 km

Caricatore a bordo + potenza di ricarica 11 kW +100 kW CCS 7,2 /11 kW +50 /125 kW CCS

Durata della ricarica rapida 30 min. (10–80%) 38 min. (5–80%, 204 CV)

Prezzo meno di 50 000 fr. ca. da 39 000 a 64 000 fr.

Disponibilità inizio marzo da fine marzo

marzo 2021 | touring 35


Buoni propositi

Rapporto prezzo-dotazione

Crossover dal design seducente

Temperamento motore/reattività

del cambio

Comportamento dinamico

Filtraggio della sospensione attiva

Divano spazioso

Sistemi d’assistenza di serie

Consumo relativamente alto

Digitalizzazione poco avanzata

Sistema anticollisione allarmista

Nessun servizio manutenzione gratis

Sculturale, la poppa inclinata è percorsa

da fari LED a forma di L.

CADILLAC XT4 350T AWD SPORT

Quasi scomparsa in Europa, la marca americana rivive con

la SUV XT4 bellamente cesellata e dal comportamento sovrano.

TESTO E FOTO MARC-OLIVIER HERREN

Confidato a giovani designer, lo

stile di questa SUV «crossoverizzata»

conquisterà gli amanti

delle linee tese, mentre il

posteriore inclinato le conferisce un

tocco di compattezza. La plancia di

bordo filante e copiosamente rivestita in

schiuma conferma che la XT4 è un’auto

d’alta gamma. Commercializzata da 2

anni negli USA, sente un po’ il peso degli

anni a giudicare dagli indicatori analogici

e dal touchscreen ridotti a 8″. Non

potremmo tuttavia lamentarci di questo

volto un po’ datato, poiché la strumentazione

è funzionale e completata da un

display head-up di buone dimensioni.

L’interno in pelle di questa versione

Sport offre ampio spazio per le gambe

dietro sul divano, dotato di sedili riscaldanti

sin dalla versione di base. Del resto,

la Cadillac XT4 è ben equipaggiata.

Il modello Sport possiede sedili anteriori

ventilati e un ventaglio di sistemi

di assistenza, tra cui un efficace sistema

di allerta per il traffico trasversale po-

steriore. Peccato che il volume del bagagliaio

sia oberato da un ingombrante

vano posto sotto il pavimento.

Segno dei tempi, questa crossover si accontenta

di un 4 cilindri 2 l. Comunque

questo propulsore boostato da un turbo

a 2 fasi si rivela nel contempo docile e

potente. Le salite di giri esplodono fin

verso 5800 giri/min, sostenute da un

cambio a 9 rapporti molto reattivo. Malgrado

un sistema di disattivazione dei

cilindri e un differenziale a doppia frizione

che disinserisce la trazione integrale,

questo gruppo tonico non vanta

una sobrietà esemplare. Resta il fatto

che questa 4×4 – con 4 modalità a

scelta –, unita alla sospensione adattiva,

contribuisce alla stabilità di quest’auto

molto dinamica che affronta le curve restando

incollata alla strada. Per giunta,

l’ammortizzamento in finezza fornisce

un apprezzabile comfort di marcia in

autostrada. Un elegante veicolo capace

anche di rimorchiare 2 tonnellate. •

GM ELETTRIZZA

Nell’ora in cui General Motors

ha annunciato il suo

coming out elettrico, la Cadillac

XT4 fa un po’ la figura

dell’ultimo dei Mohicani. Da

qui al 2025, il gruppo GM

lancerà 30 modelli elettrici,

ripartiti sulle sue 4 marche

(Cadillac, GMC, Chevrolet,

Buick). Saranno inclusi anche

SUV e pick-up. Previsti

investimenti per 27 miliardi

di dollari in totale nella mobilità

elettrica e nella guida

autonoma.

Fari LED allungati e

calandra nera laccata

caratterizzano il look

della Cadillac XT4 Sport.

N 4,59 m; bagagliaio: 637 l E2 l turbo benzina 230 CV, 350 Nm; cambio aut. 9 rapporti, 4×4;

da 0 a 100 km/h in 8,3 s; consumo (prova): 9,8 l/100 km; autonomia: 629 km L 57 150 fr.

36 touring | marzo 2021


TECNICA

per cominciare l’anno

HYUNDAI TUCSON 1.6 T-GDI HEV VERTEX 4WD

Tra le varie motorizzazioni di questa quarta edizione, la versione

ibrida offre un bell’equilibrio tra comfort e prestazioni.

Sul filo delle generazioni, il design

di questa SUV compatta si è continuamente

evoluto fin ad esibire un

aspetto tanto audace quanto seducente,

all’insegna delle luci dissimulate

nella calandra che danno un tocco futurista

ai tratti sostanzialmente dinamici

della Tucson. Lo stile cangiante si protrae

nell’abitacolo dove la plancia di

bordo dalle armoniose rotondità integra

una strumentazione digitale in cui i

pulsanti sono ridotti al minimo.

Assenza alla quale ci si abitua rapidamente,

aiutati anche dal comando vocale

intelligente e da una connettività

avanzata. Discorso un po’ meno incoraggiante

per il cambio costituito da grandi

pulsanti. Fortunatamente, ogni manovra

è accompagnata da un bip sonoro.

Da buona ibrida, la Tucson HEV parte in

modalità elettrica, presto soppiantata

dal 4 cilindri turbo. L’unione tra i due

motori è perfettamente armonica e fornisce

riprese consistenti alla minima

Firma luminosa Affascinante:

le luci diurne

sono integrate nella

calandra.

sollecitazione del gas. Piede a tavoletta,

l’1,6 l si fa sentire, anche se le accelerazioni

sono robuste, ma decisamente non

sportive. Di preferenza si sceglierà una

guida tranquilla, che permette di effettuare

lunghi tratti in modalità elettrica,

che fa bene ai consumi. Frugale nel traffico

urbano, la Tucson è infatti piuttosto

ingorda a velocità autostradale, come

dimostrano gli 8,9 l/100 km della prova.

Un dato relativizzato dal fatto che siamo

su una trazione integrale. La Tucson è

dotata di una modalità off-road e persino

di un assistente per la discesa. La

sua sospensione attiva gestisce bene il

rollio e assicura un buon assorbimento.

Un po’ goffa, questa pura SUV compatta

brilla con una marcia morbida e, più ancora,

con la sua polivalenza (peso rimorchiabile:

1650 kg). Il divano dallo

schienale regolabile offre un ottimo spazio

per le gambe. Infine, la dotazione

è generosa: climatizzatore a tre zone,

sedili ventilati ecc. Chi offre di più? •

Stile distintivo/firma luminosa

Consumi in città

SUV ibrida polivalente

Ricca dotazione di serie

Sistemi di assistenza innovativi

Abitabilità posteriore

Prestazioni di garanzia

Consumi in autostrada

Comportamento placido/peso

Cambio automatico lento

Raggio di sterzata piuttosto ampio

L’assistente per l’angolo cieco proietta

sul quadro strumenti i veicoli in avvicinamento.

SUPER SICURA

La Tucson Vertex offre tutti

i sistemi di assistenza del

momento, tra cui un aiuto

al parcheggio telecomandato

con la chiave. Il rilevamento

angolo cieco visualizza

il traffico laterale non

appena si aziona la freccia.

Ideale per individuare la

presenza di ciclisti al momento

di svoltare. Altro

aiuto benvenuto, l’allarme

di apertura delle portiere

che suona quando un veicolo

si avvicina mentre il

passeggero sta per scendere

dall’auto.

N 4,50 m; bagagliaio: 616 l E1,6 l benzina 180 CV, sincrono 60 CV, 230 CV accum., 350 Nm; cambio

aut. 6 rap., 4×4; 0 –100 km/h in 8,3 s; consumo (prova): 8,9 l/100 km; autonomia: 584 km L 51 000 fr.

marzo 2021 | touring 37


TCS BENEFITS

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ALD

Che la si esegua per routine o piacere,

la pulizia regolare rientra

nella cura e manutenzione ordinaria

dell’auto. Il passaggio attraverso

il tunnel rimuove il sale accumulatosi

durante l’inverno, a tutto

beneficio della carrozzeria. Il veicolo

viene liberato dallo sporco e i cristalli

puliti a fondo, il che è essenziale per

una migliore visibilità. Un’automobile

pulita non è solo più sicura da guidare

ma anche molto più bella da vedere.

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a tecnologia moderna, sistema di comando

intelligente e materiali pregiati,

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come per la lavastoviglie, non è

possibile fare a meno di detergenti, ma

l’azienda è attenta ai dosaggi e utilizza

prodotti chimici di qualità. Inoltre le

acque reflue vengono sottoposte ad un

ciclo di trattamento e depurazione

biologica e quindi riutilizzate.

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Spietato con lo sporco, gentile con l’auto

e l’ambiente ed infine, ma non per questo

meno importante, Softcarwash è

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avrà bisogno di un lavaggio completo e

di qualità. •

38 touring | marzo 2021


TECNICA

HYUNDAI I20 1.0 T-GDI VERTEX

City-car dai molteplici talenti

La Hyundai i20 guadagna in maturità col passare delle generazioni. Dotata di stile, la

terza edizione seduce per comfort ed equipaggiamento, che certamente non è gratis.

TESTO MARC-OLIVIER HERREN

Un suono compatto

quello emesso alla

chiusura delle portiere

dietro: un dettaglio

semplice che sottolinea

da solo i progressi fatti da

questa city-car coreana, sia

detto di transenna, prodotta

in Turchia. Questa impressione

favorevole è corroborata

dalle linee angolose e

decise della carrozzeria. La

larghezza aumentata di 3 cm

e il tetto abbassato contribuiscono

anch’essi a conferire

maggiore prestanza a questa

pura auto da città.

Ambiente digitale

Senza sorprese l’abitacolo è

guarnito dalle sempiterne

plastiche dure, che hanno

tuttavia un aspetto piuttosto

piacevole. Un filo austero,

l’insieme è ravvivato però

dalla digitalizzazione integrale

della versione Vertex.

Il pannello della strumenta-

zione a doppio quadrante e

lo schermo tattile da 10,25˝

ben integrato nella plancia di

bordo non sfigurerebbero su

un’auto di categoria superiore.

Il tutto fornisce una

gran quantità

di informazioni,

quasi

troppe. Doverosamente

connessa, questa

i20 adotta

anche un comando

vocale

evoluto molto

pratico, mentre

un’app permette di sorvegliarla

a distanza.

I sedili anteriori, ampi e comodi,

così come la buona insonorizzazione

sono apprezzabili

nei tragitti autostradali,

mentre il divano offre uno

dei maggiori spazi per le

gambe del segmento. Non è

il caso del bagagliaio, la cui

Design più attraente

Armonia cambio/motore

Abitabilità posteriore

Dotazione generosa

Tutti gli assistenti di serie

Volume del bagagliaio

Consumi medi

Prezzi in crescita

capacità è fortemente ridotta

dalla batteria 48 Volt del sistema

a ibridazione leggera.

Sostenuto da un motore-generatore,

il propulsore da 1 l

non è di sobrietà esemplare.

Ma questa

tecnologia favorisce

il piacere

di marcia.

Normalmente

discreto e

poco soggetto

alle vibrazioni,

questo

3 cilindri turbo si mostra

molto docile in ambiente urbano.

Il cambio a 7 rapporti

con doppia frizione dagli innesti

fluidi completa il tutto.

Non vi è però alcun accenno

di sportività: i 120 CV si accontentano

di imprimere una

buona andatura. D’altra

parte, il telaio rassicurante e

lo sterzo mediamente consi-

stente non incitano certo agli

eccessi. Se le versioni di base

sono già ben equipaggiate, il

modello Vertex è sommerso

di equipaggiamenti di serie.

Una prodigalità che ha il suo

prezzo. •

ASSISTENTI A

TUTTA BIRRA

La Hyundai i20 Vertex è

un vibrante esempio della

democratizzazione dei

sistemi di assistenza. Inimmaginabile

ancora solo 2

anni fa trovare una decina

di sistemi di assistenza – e

di serie! – su una city-car.

Per giunta efficaci, come

l’aiuto al mantenimento

della corsia, incisivo e non

nervoso. Buon bilancio

pure per il sistema anticollisione

durante i parcheggi

in retromarcia che attiva

giudiziosamente una frenata

automatica all’avvicinarsi

di pedoni o ostacoli.

N 4,04 m; bagagliaio: 262 l E1,0 l turbobenzina, 120 CV, 200 Nm; cambio DCT 7 rapporti;

0–100 km/h in 10,3 s; consumo (in prova): 6,6 l/100 km; autonomia: 606 km L 31 700 fr.

Efficace regolatore adattivo.

FOTO ALD

Carattere ben forgiato

Senza sfociare in eccessi,

la Hyundai i20 esibisce

forme elaborate.

marzo 2021 | touring 39


Raccomandi

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Lingua di corrispondenza: I F D

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Si prega di indicare un indirizzo di posta elettronica.

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Chemin de Blandonnet 4, Casella postale 820, 1214 Vernier.

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TECNICA

STROMER ST2

Una forza di pianura

La nuova edizione della Stromer ST2 colpisce per la sua cinghia

in carbonio a bassa manutenzione e il cambio al mozzo. Una bici

elettrica che fa buona impressione in città e in pianura.

TESTO E FOTO FELIX MAURHOFER

La prima impressione

dell’ultima nata in casa

del fabbricante svizzero

Stromer, la nuova

edizione della ST2, è forte.

Balzano subito all’occhio il

telaio in alluminio blu reale

dalle ottime rifiniture, i cavi

parzialmente integrati e la

cinghia in carbonio a bassa

manutenzione con cambio al

mozzo. Sono queste le novità

sostanziali rispetto al modello

precedente.

Buona passista

Questa e-bike è mossa dal

motore Cyro Drive integrato

nel mozzo posteriore, con potenza

da 750 Watt e coppia

da 40 Nm. Come ci si attende

da una bicicletta elettrica

Stromer, le accelerazioni

sono lineari e ben armoniz-

zate con il cambio a 5 marce.

In pianura e su leggere

ascese, la ST2 è a suo agio e

raggiunge rapidamente la velocità

massima di 45 km/h.

Nel traffico urbano, il cambio

al mozzo rivela i suoi vantaggi,

permettendo di cambiare

da fermi.

N peso: 32 kg E Cyro Drive, 750 W / 40 Nm; cambio al mozzo a 5 marce;

potenza batteria: 983 Wh L da 6255 fr. (Launch Edition da 7374 fr.)

In salita la nuova Stromer

ST2 è invece un po’ fiacca e

potremmo dire che si sente

la mancanza di un paio di

marce aggiuntive. In questa

situazione è quindi necessaria

una buona dose di forza

muscolare. Come su molte

e-bike Stromer, il ciclista ha

la facoltà di scegliere la capacità

della batteria. Durante

il nostro test abbiamo usufruito

di un accumulatore da

983 Wh che a seconda del livello

di assistenza scelto,

offre un’autonomia fino a

180 chilometri.

Si pedala in sicurezza

La geometria del telaio facilita

una guida comoda e sportiva.

La bicicletta si rivela stabile

e agile, nonostante con

i suoi 32 kg sia relativamente

pesante. Grazie alle gomme

robuste – le E-Gridlock da

27,5 pollici di Vee Tire sviluppate

apposta per le biciclette

elettriche – la Stromer ST2

assorbe al meglio le irregolarità

stradali. Inoltre, le

gomme garantiscono pure

una tenuta e una sicurezza

ottimali nelle curve strette.

Il costruttore svizzero non ha

fatto concessioni in termini

di sicurezza neppure per

quanto riguarda i freni incisivi

né i fari. Lo standard

prevede componenti di alta

gamma.

Il display integrato nel tubo

superiore è facilmente leggibile

e anche il menu è ben

percorribile senza difficoltà.

Diversi parametri possono

essere adeguati alle abitudini

di pedalata del ciclista. La

connettività è garantita dalla

tecnologia Bluetooth e 3G.

In questo modo possono essere

attivate diverse funzioni

quali la localizzazione GPS. ◆

Oltre al display anche i cavi sono

integrati nel telaio.

High-tech e un design

pulito costituiscono

l’estetica della ST2.

Il cambio al mozzo e la cinghia

di trasmissione distinguono la ST2.

marzo 2021 | touring 41


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L'ESPERTO TCS

ULLSTEIN BILD – CARO/RUPERT OBERHÄUSER

Parliamo di filtro

antiparticolato

REDAZIONE TOURING

Oltre il 90% delle particelle

di fuliggine prodotta dai motori

diesel è catturato e bruciato

dal filtro antiparticolato.

A seconda della marca e

del modello, la sostituzione

può costare anche 3000 fr.

Come funziona un DPF?

Il DPF, dall’inglese «Diesel

Particulate Filter», è un dispositivo

che intrappola le polveri

sottili presenti nei gas di

scarico dei diesel. Queste si

depositano nelle sue pareti

porose, ciò che ne richiede

una pulizia periodica. La temperatura

dei gas di scarico

deve essere portata oltre il

punto di combustione della

fuliggine che è di circa 550°C,

sia mettendo sotto sforzo il

motore, sia mediante una

post-iniezione di carburante.

Durante la rigenerazione il

particolato viene trasformato

in anidride carbonica e vapore

acqueo, che vengono

espulsi. Nel filtro rimangono

soltanto residui di cenere minimi.

Il profilo di guida influisce

sulla durata del DPF?

Sì, i diesel sono veicoli da lavoro

concepiti per le lunghe

percorrenze. Praticando frequenti

tragitti brevi il DPF si

riempie di fuliggine. Per evitarne

l’otturazione nei modelli

più recenti il conducente

viene avvisato da una spia luminosa

e con la visualizzazione

di un messaggio tipo

«Filtro antiparticolato pieno»

o «Pulizia DPF – mantenere

il veicolo in marcia».

Conviene uscire dalla città

per la rigenerazione?

Sì, in genere basta compiere

il percorso extraurbano consigliato

nel manuale d’uso e

manutenzione, ad esempio in

campagna o autostrada, sollecitando

il motore in modo da

favorire la rigenerazione. Se

l’operazione automatica non

fosse possibile ci si dovrà recare

in un’officina specializzata

per far eseguire la rigenerazione

forzata.

I filtri antiparticolato sono

soggetti a frequenti guasti?

No. Spesso non è il filtro ad

essere difettoso, ma componenti

vicini quali i sensori a

monte o a valle del filtro, il

sensore di pressione differenziale

o gli ugelli di iniezione.

Con quale frequenza

occorre sostituire il DPF?

Per i modelli più vecchi i costruttori

prescrivono intervalli

precisi perlopiù compresi

fra i 120 000 e 180 000 chilometri.

Per i veicoli più recenti

non si possono fornire indicazioni

generiche. Il livello di

saturazione può essere rilevato

nell’ambito degli interventi

di manutenzione leggendo

i dati della centralina

con l’apparecchio diagnostico.

Se è ostruito, il filtro deve essere

sostituito.

Vi sono problemi analoghi

sulle auto a benzina?

I motori a benzina emettono

meno PM10 e raggiungono

più rapidamente la temperatura

necessaria alla post-combustione

dei gas di scarico.

Non è però escluso che il filtro

antiparticolato si intasi e

debba essere sostituito anche

sui veicoli a benzina a partire

dai 200 000 km percorsi.

ACCORGIMENTI

▪ Frequenti tragitti brevi

possono compromettere il

processo di rigenerazione.

Siccome i gas di scarico

non raggiungono le temperature

necessarie alla

post-combustione, si rischia

che il filtro si intasi o

danneggi.

▪ Anche resti di olio motore

incombusti si depositano

nel filtro antiparticolato.

È quindi importante usare

prodotti di qualità a basso

tenore di cenere (Low Ash)

come indicato nel manuale

d’uso e manutenzione del

veicolo.

▪ Ci sono aziende che, per

alcune centinaia di franchi,

propongono di pulire anziché

sostituire il filtro antiparticolato

otturato, di solito

senza specificare nei

dettagli come si svolge

questa procedura. Il filtro

deve essere smontato e

consegnato all’officina che

s’incarica della pulizia.

L’auto non è disponibile per

la durata del servizio. Di

conseguenza, il TCS sconsiglia

di valersi di quest’alternativa.

ERICH SCHWIZER

Funzione: esperto

Consulenza mobilità

Professione: ingegnere

automobilistico

Età:

56 anni

Contatto:

tcs.ch/esperto

Sostituire il DPF costa,

meglio seguire le

direttive del costruttore.

marzo 2021 | touring 43


TCS Societariato Famiglia:

Al Suo fianco anche in

caso di mezzi soppressi.

I mezzi pubblici La piantano in asso impedendoLe di proseguire

il viaggio? Niente paura se non riesce a giungere a destinazione il

giorno stesso: grazie al Suo TCS Societariato Famiglia basta una

chiamata e La aiuteremo a trovare soluzioni di trasporto alternative

o un hotel sul posto pagato da noi. Facciamo di tutto per consen -

tire a tutta la famiglia di giungere a destinazione in sicurezza.

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SVAGO

Il ponte di Bastei è

uno dei posti più iconici

della Svizzera sassone.

FOTO TVSSW/DANIELA BEYER, MAIK RÄHDER

Un paesaggio

fuori dal mondo

La Svizzera sassone stupisce con le sue rocce frastagliate che emergono

dagli alberi. Situata nei pressi di Dresda, già nel Sette e Ottocento ispirò

pittori e poeti; conserva tuttora intatto il suo fascino selvaggio.

TESTO JULIANE LUTZ

Caspar David Friedrich

scoprì l’angolo

di terra con le sue

bizzarre formazioni

di pietra arenaria nell’estate

del 1799. Si innamorò di questi

luoghi mistici che dipinse

numerose volte. Il suo «Viandante

sul mare di nebbia»,

manifesto dell’intero movimento

romantico, contribuì a

rendere famosa la Svizzera

sassone fra gli artisti dell’epoca.

Pare debba il nome ai

pittori contemporanei Adrian

Zingg e Anton Graff, originario

di San Gallo il primo e di

Winterthur il secondo. Durante

il loro soggiorno all’accademia

delle arti di Dresda

furono rapiti dalla bellezza

struggente delle montagne di

arenaria dell’Elba che ricordava

loro i patrii paesaggi.

Rupi e foreste

Picchi mozzafiato, profondi

burroni, plateau, boschi avvolti

dalla nebbia, e soprattutto

la scenografica valle

dell’Elba: la regione nel Sud­

Est della Sassonia al confine

ceco attira gli amanti delle

vacanze outdoor, calamitati

Colonne d’Ercole

Gli aghi di roccia

creati dall’erosione

nella Bielatal.

da milioni di foto postate su

Instagram da turisti entusiasti.

Dal ponte di Bastei lo

sguardo spazia sulla valle

dell’Elba e infonde brividi di

umiltà di fronte alla natura

maestosa. Non da meno la vista

che si gode dal «Kuhstall»,

l’enorme arco naturale dove i

contadini avrebbero nascosto

il bestiame durante la Guerra

dei Trent’anni. Ma il circondario

grande 710 km2, di cui

93,5 dichiarati parco nazionale,

cela molte altre gemme

un po’ appartate ma non

meno stupende: dalle Colonne

d’Ercole che affiorano

nella parte superiore della

Bielatal, al sentiero panoramico

Flössersteg che costeggia

il fiume Kirnitzsch ai

tanti belvedere lungo l’Elba.

Ammirando il paesaggio il gitante

si sentirà come il personaggio

del famoso quadro di

Friedrich. Circa 1200 km di

itinerari l’aspettano per regalare

scorci grandiosi, in qualsiasi

stagione dell’anno. Chi

preferisse le camminate solitarie

sceglierà i mesi fra inverno

e primavera in cui il silenzio

regna sovrano fra le

falesie che d’estate si trasformano

in mecca dell’arrampicata.

Sarebbe d’altronde questa

la culla del free climbing,

apparentemente inventato

qui 150 anni fa dai temerari

che per primi ne scalarono le

pareti, quali lo Falkenstein,

sperone alto 381 metri.

Pure le cittadine meritano

una visita: la graziosa Pirna

con il suo nucleo medievale,

base ideale per gite nei dintorni.

O Bad Schandau, località

termale dove salire sul

Kirnitzschtram, l’unico tram

della Germania che fin dal

1898 attraversa un’area naturale

protetta. E ancora la frazione

Schmilka, considerato

il più bel villaggio della Sassonia,

a 45 minuti di treno da

Dresda, porta d’ingresso a

una regione che consente di

vivere ferie attive senza rinunciare

alla cultura. •

Articolo realizzato in collaborazione

con l’ente Tourismus Marketing

Gesellschaft Sachsen.

Informazioni e prenotazioni:

saechsische-schweiz.de

marzo 2021 | touring 45


Di Svizzera ce n’è più di una

Oltre le frontiere della Confederazione numerose regioni si fregiano dell’epiteto

Svizzera. Quando nel 19° secolo fra le classi benestanti divennero di moda

i viaggi nel nostro paese, la denominazione venne adottata anche all’estero,

vuoi per somiglianza, vuoi per riverenza. Tra Mar Baltico e Franconia, nella sola

Germania se ne contano più di cento.

TESTO JULIANE LUTZ

Il Gran lago di Eutin

è uno dei 150 laghi

che punteggiano la

Svizzera dell’Holstein.

Chi cercasse qualche

«Piccola Svizzera» al

Nord non ha che l’imbarazzo

della scelta.

A cominciare da quella francone,

che è il triangolo compreso

tra le città di Bamberga,

Bayreuth e Norimberga. Agli

intenditori sarà conosciuta

come patria della birra: con

69 aziende a conduzione familiare

è la regione in Germania

con la più alta concentrazione

di birrifici. Ne vanta

ben quattro per 1400 abitanti

Aufsess, entrato nel Guinness

dei primati quale comune

con il maggior numero di fabbriche.

Ma non sono solo le

specialità birraie come la

chiara Lotte o scura Bock ad

attirare i visitatori. La Svizzera

francone presenta un

migliaio di grotte carsiche

per la gioia di piccoli e grandi

speleologi, oltre a 170 fortezze

e rovine. Nel verde

della natura fanno poi capolino

incantevoli cittadine e

villaggi con le tipiche costruzioni

a traliccio.

Miriade di laghi

Situata nel land dello Schleswig

Holstein la Svizzera

dell’Holstein non è geograficamente

ben delimitata. Si

trova fra le città di Lubecca e

Kiel e si estende fino alle

coste del Mar Baltico. La regione

è famosa per il parco

naturale, una delle attrattive

turistiche più importanti

della Germania settentrio­

Pottenstein gioiello

sulla strada delle

rocche che attraversa

la Franconia.

46 touring | marzo 2021


SVAGO

Aquila di mare

europea avvistata

nei dintorni di Calau.

L’erba trinità annuncia

la primavera nella Svizzera

di Amshausen.

FOTO COMUNE STEINHAGEN, SIMON BLOCK, L. SPERLING/TI EUTIN,

TZ SVIZZERA FRANCONE/TRYKOWSKI, ISTOCK

nale. Sul territorio ondulato

si avvicendano boschi e

campi pianeggianti. Gli oltre

150 laghi e le antiche città residenziali

di Eutin e Plöns

con gli omonimi castelli ne

fanno una popolare meta di

vacanze. A prescindere dal

Bungsberg che arriva a 168

metri, la zona non ha rilievi

tali da poterla connotare alla

Svizzera alpestre, per cui la

designazione sarà servita

piuttosto a scopi di marketing.

Infatti, da quando, a

partire dalla seconda metà

del 19° secolo, il Lemano,

l’Oberland bernese e la Svizzera

centrale si andarono affermando

come destinazioni

privilegiate dalla clientela facoltosa,

anche altrove si

prese ad utilizzare l’aggiunta

valorizzante «Svizzera» per

farsi pubblicità come ad

esempio nelle latitudini

nordiche.

Qui si scherza

Avrebbero qualche difficoltà

a localizzare la cosiddetta

Calauer Schweiz gli stessi tedeschi.

Zona pittoresca nel

Brandeburgo a sud di Berlino,

si trova ai margini della riserva

della biosfera dello

Spreewald caratterizzata da

brughiere, sorgenti e massi

erratici. Dolce tipico del posto

sono i «Plinsen», versione

tedesca dei pancake tradizionalmente

preparati con il

grano saraceno. La ricca ornitofauna

incanterà gli amanti

degli uccelli che con un pizzico

di fortuna potranno osservare

specie quali l’aquila

di mare o il rigogolo. Il punto

più alto non supera i 161 metri

per cui non sono tanto le

cime quanto piuttosto gli

ampi boschi a richiamare la

Svizzera. Menzione obbligata,

Calau è la casa del Kalauer,

gioco di parole simile

al calembour che fa ridere

i germanofoni.

Tappeto di fiori

Forse gli estimatori di gin

avranno già bevuto un bicchiere

di Steinhäger, liquore

al ginepro che si riconosce

dalla tipica bottiglia di terracotta.

Steinhagen si trova

nella Svizzera di Amshausen

fra la Foresta di Teutoburgo

e la riserva naturale Jakobsberg

in Vestfalia. Qui la natura

offre uno spettacolo imperdibile

che ogni primavera

magicamente si ripete: la fioritura

di milioni di anemoni

epatiche che tingono il sottobosco

di blu. Di Svizzera non

ce n’è una ma tante, tutte da

scoprire persino fuori dai

confini elvetici. •

Informazioni sulle regioni citate:

frankentourismus.de

holsteinischeschweiz.de,

ostsee-schleswig-holstein.de

niederlausitzer-landrueckennaturpark.de

teutoburgerwald.de

marzo 2021 | touring 47


La Nordkette fa da

cornice alla città

alpina di Innsbruck.

Quando cultura e sport

vanno a braccetto

La capitale del Tirolo offre angoli intrisi di storia e splendidi spazi naturali.

Incastonata tra la Nordkette e il Patscherkofel, Innsbruck è il punto di partenza

ideale per attività all’aperto. Si arriva in quota in un batter d’occhio.

REPORTAGE FELIX MAURHOFER

Scendiamo dalla cabinovia

alla stazione superiore

Hafelekar, il balcone

sopra Innsbruck,

dove veniamo accolti da gracchi

alpini che eseguono suggestive

acrobazie aeree. Un

gruppo di escursionisti s’incammina

verso il massiccio

del Karwendel mentre altri

stanno già affrontando la via

ferrata panoramica «Hannes

Gasser». In poco meno di

mezz’ora l’impianto di risalita

Nordkettenbahnen porta

gli appassionati della montagna

direttamente dal centro

di Innsbruck al più grande

parco naturale dell’Austria:

una formidabile palestra outdoor

da sperimentare a piedi,

con il rampichino, il parapendio

o la corda per arrampicare.

Numerosi sentieri scendono

a valle per ampi pascoli

alpini. La regione che circonda

il capoluogo offre

molti sentieri attrezzati ed

aree per l’arrampicata. Una

chicca è la leggendaria «Martinswand»

presso Zirl dalla

quale si raggiunge la grotta

«Kaiser Max». Si narra che

Massimiliano I d’Asburgo vi

si sia rifugiato dopo essersi

perso durante una battuta di

Il sarcofago

di Massimiliano I

affiancato da

28 statue in bronzo.

48 touring | marzo 2021


SVAGO

Le rive del fiume

Inn invitano

a passeggiare.

caccia al camoscio. La ripida

parete è consigliata solo a

scalatori esperti.

L’eredità di Max

Prima o dopo lo sport vale la

pena di camminare sulle

tracce degli Asburgo nel centro

di Innsbruck. Ne fu una

figura preminente Massimiliano

I, che pose le basi del

regno asburgico e dell’espansione

del Tirolo tra il 1490 e

il 1519 grazie ad una politica

di matrimoni ed eredità.

Chiamato affettuosamente

Max dagli abitanti di Innsbruck,

l’imperatore la scelse

come residenza e vi lasciò la

sua impronta, in particolare

quello che oggi è l’emblema

della città: il Tettuccio d’Oro

(Goldenes Dachl). L’interesse

dei turisti si concentra perlopiù

sull’Arco di Trionfo, il

Tettuccio d’Oro e il negozio

Swarovski e pochi dedicano

del tempo al monumento funebre

di Massimiliano I nella

Hofkirche. L’ironia della sto-

ria è che l’imperatore non fu

sepolto a Innsbruck bensì a

Wiener Neustadt. Fu il nipote

Ferdinando I ad iniziare la

costruzione della chiesa di

corte e del cenotafio di Massimiliano

I nel 1553. Il completamento

dell’opera magistrale

richiese quasi un

secolo. Tra l’altro, la Hofkirche

ospita pure la tomba

dell’eroe popolare tirolese

Andreas Hofer.

Direttamente accanto si trova

l’ex convento francescano,

sede del Museo dell’Arte Popolare

Tirolese che merita

una tappa. Ospita la collezione

più importante di beni

culturali della tradizione locale.

«Stuben» antiche, fedeli

all’originale, utensili e oggetti

d’artigianato come cassapanche

decorate e presepi

illustrano vita e preoccupazioni

dei tirolesi in tempi passati.

E se non si avesse abbastanza

della storia asburgica,

si dovrà solo attraversare →

La moderna funicolare

si ferma anche

all’ Alpenzoo.

Case colorate

caratteristiche

del quartiere di

San Nicola-Mariahilf.

marzo 2021 | touring 49


Ordinare da casa in modo semplice e comodo

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Per favore, tenga pronta la sua tessera TCS.


SVAGO

Il bus Sightseer fa

pure sosta al Museo

Tirol Panorama.

DA SAPERE

Albergo: Grauer Bär, camera

doppia da 140 euro

grauer-baer.at

Innsbruck Card: inclusa

da due pernottamenti. Dà

accesso a musei, trasporti

pubblici, bus Sightseer e

impianti di risalita.

Mangiare: ristoranti con

ambiente particolare:

restaurant-lichtblick.at; diewilderin.at;

lamm-innsbruck.at

In questa rubrica desideriamo

proporre una vasta

gamma di argomenti pure

in periodo di pandemia.

Visto che la situazione in

Europa cambia quasi quotidianamente,

alcuni viaggi

potrebbero essere da rinviare

a tempi migliori.

la strada ed eccoci di fronte

allo Hofburg, il Palazzo che

fu la residenza estiva della

famiglia imperiale austriaca.

La visita delle stanze regali

offre la possibilità di ammirare

i magnifici affreschi

nella Sala dei Giganti.

Fuori dal centro

Innsbruck e i suoi dintorni offrono

numerose altre attrazioni

culturali. Il miglior

modo per scoprirle è a bordo

del bus Sightseer su cui si

può salire e scendere ad una

qualsiasi delle fermate. Il

tour con audioguida lungo 18

chilometri dura oltre un’ora e

percorre 28 punti d’interesse

toccando ad esempio il nucleo

storico, il quartiere Saggen

con le sue magnifiche

ville, il complesso sportivo

polivalente Olympiaworld, il

Museo Tirol Panorama oppure

la fonderia di campane

Grassmayr. Una cosa è chiara,

non c’è mai un momento di

noia a Innsbruck, dove cultura

e sport convivono in

piena armonia. •

Viaggio realizzato con il sostegno

dell’Ufficio del turismo di Innsbruck.

innsbruck.info

Una predilezione per i cortili

La guida turistica Antonella Placheta è

una vera innsbruckese. Con il suo repertorio

di conoscenze quasi inesauribile

schiude ai visitatori gli aspetti più insoliti

della sua città, cui si sente profondamente

legata.

Cosa rende Innsbruck

speciale?

Antonella Placheta: Per

me personalmente è la

diversità culturale e storica

da un lato e la vicinanza

alle montagne

dall’altro, che incoraggia

gli abitanti della

città a fare sport.

Heinrich Heine ha

descritto i tirolesi

come persone ottuse.

Aveva ragione?

Ebbene, il poeta tedesco

ha visitato la città

sull’Inn nel 1828, e

dunque da allora ne è passata di acqua

sotto i ponti. Tuttavia devo ammettere

che siamo un po’ testardi ed egocentrici,

ma anche accoglienti e ospitali.

Cosa si dovrebbe assolutamente

visitare a Innsbruck?

L’originale quartiere di

San Nicola-Mariahilf

con i suoi bellissimi

cortili, le file di case

colorate e i pittoreschi

pub sono d’obbligo.

Fuori dal centro storico,

mi piace mostrare agli

ospiti le ville del quartiere

di Saggen risalenti

al periodo guglielmino

o l’abbazia di

Wilten con la sua bella

basilica.

E dove si esce la sera?

Consiglio il centro culturale

Treibhaus con la

sua ampia offerta, che va dalle letture ai

concerti jazz o il Kellertheater, dove

vengono rappresentate opere di autori

contemporanei.

Quali libri consiglierebbe

su Innsbruck?

C’è davvero un’ampia scelta. Io darei

un’occhiata alla libreria Tyrolia sulla

Maria-Theresien-Strasse.

Cosa l’appassiona del suo lavoro?

Mi diverte mostrare agli ospiti il mio

paese in tutte le sue sfaccettature ed

interagire con le persone, ma anche sorprenderle

con l’insolito. Il lavoro di

Austria Guide è molto vario. Offriamo

pure tour speciali a tema o in costume.

Naturalmente accompagno i visitatori

in tutto il Tirolo, ma anche a Salisburgo

e a Vienna.

In pillole: Antonella Placheta è laureata in storia e

guida turistica da 20 anni. È anche la cantante del

gruppo jazz Antonella & The Hot House.

marzo 2021 | touring 51


Se ne avete abbastanza del freddo e

grigiore non c’è niente di meglio

che andare al sud per un assaggio

di primavera. Un consiglio da insider

è il Monte Caslano. A quota 523 metri,

ospita oltre 600 specie botaniche

che sono fra le prime a risvegliarsi. Trasformano

il paesaggio in un mare variopinto

di fiori che ammaliano il visitatore

dopo le rigide giornate invernali. In

marzo vi si stende un luminoso manto

bianco di rose di Natale selvatiche, punteggiato

di anemoni epatiche color blu.

Lungo il sentiero didattico sulla flora, la

fauna e la geologia ci si può fermare per

ammirare la vista mozzafiato sul golfo

di Caslano e Agno fino all’Italia. Punto

di partenza ed arrivo è Caslano, raggiungibile

da Lugano in battello e treno.

Molto bella poi la passeggiata lunga una

decina di chilometri che inizia dalla

vetta del Monte San Salvatore e sbocca a

Morcote. Si scende attraverso tratti boscosi

toccando la stupenda Carona, nota

nei secoli passati per aver dato i natali a

importanti stirpi di artisti. Vanta un eccezionale

patrimonio storico-artistico,

fra cui la fontana sulla piazza progettata

da Meret Oppenheim. Figura di spicco

del movimento surrealista, trascorse

Camelie in fiore Da

aprile attirano migliaia

di turisti da ogni dove.

Preludio di primavera

sul Lago di Lugano

Che ne dite di evadere dal rigore invernale approfittando

delle giornate già miti al sud, dove la natura rinasce precoce

sotto i raggi del sole. Invito ad escursioni intorno al Lago

di Lugano, fra paesaggi e borghi che sembrano disegnati.

TESTO JULIANE LUTZ

400 gradini portano

alla chiesa S. Maria

del Sasso sopra

il villaggio.

Perla del Ceresio

Morcote vale sempre

una visita, specie in

primavera.

52 touring | marzo 2021


SVAGO

Profusione di fiori

Splendide azalee nel

giardino botanico

nei pressi di Carona.

Sconto speciale

«giubileo» per

i soci del TCS

3 notti per 2

prenotando

nelle seguenti

strutture

Hotel de la Paix****, Lugano:

eleganza tradizionale unita a

comfort moderno; terrazza

giardino, forno a legna per

pizza, vista da sogno

sul golfo di Lugano

Offerta: 1.3–30.4.2021

(eccetto 2–4.4.2021)

FOTO ALD

molte estati nella residenza di famiglia

«Casa Costanza». In aprile-maggio il

vicino Parco San Grato regala un’esplosione

di colori quando azalee e rododendri

tornano a fiorire.

Morcote sembra uscire da un album illustrato.

L’imponente chiesa Santa Maria

del Sasso sorge sopra l’antico villaggio

di pescatori con le sue stradine tortuose.

In riva al lago palazzi sontuosi si alternano

a villette più semplici. Con i suoi

portici è uno dei soggetti più fotografati

del Ticino. Nel 2016 Morcote è stato designato

il borgo più bello della Svizzera.

Per quanto incantevole in ogni stagione,

forse conviene aspettare fino ad aprile

quando il Parco Scherrer sarà di nuovo

aperto. Realizzato negli anni Trenta da

Arthur Scherrer, eclettico imprenditore

tessile di San Gallo, vi si trovano riprodotte

in scala meraviglie dal mondo; fra

bambù e cipressi, fontane e statue di

marmo, ecco la casa del tè in stile siamese,

il tempio del Sole o quello egiziano

di Nefertiti. In mezzo alle camelie

e viole svaniranno anche gli ultimi residui

della tristezza invernale. •

Informazioni: luganoregion.com, ticino.ch

Vista dal Parco San

Grato su Carona con

il Monte San Salvatore

(a s.) e il Monte Brè.

Prenotazioni su tcs125.ch/offerte

Swiss Diamond Hotel*****,

Lugano-Vico Morcote:

direttamente a bordo lago,

albergo di lusso con magnifico

panorama sulle Alpi, servizio

di prim’ordine

Offerta: 1.3–30.4.2021

(eccetto 2–5.4.2021)

Tresa Bay Hotel***,

Ponte Tresa:

posizione direttamente sul

lago, camere con vista lago

e balcone, ottima cucina

regionale

Offerta: 1.3–30.4.2021

(eccetto: 26–28.3

e 2–4.4.2021)

Hotel Serpiano ***, Serpiano:

immerso nella quiete del

Monte San Giorgio, bella

posizione con vista strepitosa

sul lago, funivia, spa

Offerta: 1–30.4.2021

(eccetto: 2–5.4.2021)

marzo 2021 | touring 53


Dalla pista di ghiaccio ai fornelli,

da un quarto di secolo

Albergatore-ristoratore e addetto alla preparazione e alla manutenzione

della pista di formazione: Claude Lattion è da 25 anni un prezioso partner

del TCS nell’ambito dei corsi di guida su neve e ghiaccio. Lo abbiamo

incontrato in un freddo mattino a Bourg-Saint-Pierre (VS).

TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO VALÉRIE PINAUDA

Oltre 220 anni fa,

questo luogo ha visto

sfilare i convogli

d’artiglieria

dell’Armata d’Italia del primo

console Napoleone Bonaparte.

Ai tempi della mobilità

motorizzata, il vasto terreno

è poi servito come discarica

per i materiali di scavo della

galleria del Gran San Bernardo,

inaugurata nel 1964.

Claude Lattion, sessantenne

appassionato di motori, conosce

bene e da molto tempo

quest’area, che sovrasta la

diga di Toules e appartiene

ancora alla società transfrontaliera

che gestisce il tunnel:

«Una volta sgomberato abbiamo

dato vita al terreno assieme

ad un amico pilota di

rally», si ricorda. Nel 1995 l’esperto

dei luoghi propone

alla sezione vallesana del

TCS di organizzare qui dei

corsi di guida su neve e

ghiaccio. Un’offerta che sarà

ripresa dalla Sede centrale

nel 1996 – anno del centenario

del club – e che perdura

Claude Lattion: «La pista è

aperta ogni mattina, come

una strada di montagna».

54 touring | marzo 2021


CLUB

sotto l’insegna di TCS Training

& Events dal 2000. Dal

13 gennaio 2021 la pista di

Bourg-Saint-Pierre è la prima

in Svizzera a essere omologata

per il corso 2 fasi. In

qualità di partner, Claude

Lattion vi svolge ancora un

doppio ruolo apprezzato: da

un lato si occupa della preparazione

e della manutenzione

della pista; dall’altro cucina

per gli istruttori e i partecipanti

che, se vogliono, possono

pure alloggiare a loro

spese nel suo albergo. Con

sua moglie Martine è infatti

proprietario dell’hotel-ristorante

Le Bivouac Napoléon,

alle porte del villaggio di

Bourg-Saint-Pierre.

Da metà dicembre

È da 25 anni che, tra metà

dicembre e fine febbraio,

Claude Lattion trascorre le

sue giornate e serate sulla pista.

Per farsi un’idea dell’attrezzatura

necessaria agli

interventi di preparazione e

manutenzione basta dare

un’occhiata al deposito annesso

alla pista: cisterna innaffiatrice,

cannone da neve,

spazzaneve… Sul fondo

ghiacciato, ogni giorno prima

che inizi il corso dev’esser

garantito un nuovo strato di

neve compatta, tramite innevamento

naturale o artificiale.

«Ciò è indispensabile

per assicurare una buona

aderenza. Il nostro scopo non

è certo di distruggere le

auto», sorride. La lama dello

spazzaneve entra in azione

molto presto la mattina per

ultimare il lavoro in tempo.

Da tre anni, Claude Lattion è

assistito da Emile Ançay, boscaiolo

di Orsières, il quale è

felice di offrire il suo servizio

per restare attivo ed evitare

la disoccupazione tecnica in

inverno. Per il responsabile,

che parallelamente si è lanciato

nell’allevamento biologico

di pecore, il giovane è

un aiuto prezioso. Sulla pista

di neve e ghiaccio, ma anche

per il servizio al tavolo, soprattutto

quest’inverno. In

effetti, causa coronavirus, il

ristorante ha dovuto chiudere

alla clientela esterna

all’hotel (n. d. r.: situazione a

gennaio) e un servizio di catering

è garantito per TCS

Training & Events dal personale

del Bivouac Napoléon

nei locali di teoria riscaldati,

rispettando rigorosamente

le norme sanitarie imposte

dalle autorità.

Effetto Covid

In questo giorno di gennaio,

la distanza tra i presenti è

garantita senza problemi: in

totale vengono consegnati

e serviti 9 pasti durante la

pausa di mezzogiorno. Quasi

tre volte meno rispetto a un

Emile Ançay (a s.) assiste

il responsabile nei suoi compiti

invernali da tre anni.

«L’iscrizione al corso avviene

volontariamente ed è dunque

indebolita in periodi d’incertezza»

giorno normale, prima della

pandemia da Covid-19. «Gli

scorsi anni abbiamo servito

fino a 24 persone al ristorante»,

si ricorda Lattion.

Date le iscrizioni, la stagione

non dovrebbe concludersi

con cifre catastrofiche, ma il

calo si è fatto sentire. Bourg-

Saint-Pierre non ripeterà la

media di 1000 iscritti ai corsi

di due mesi e mezzo negli

anni passati. «Malgrado il

piano Covid messo in atto dal

TCS, la gente teme il contatto

fisico e le imprese esitano a

iscrivere i loro impiegati», ci

spiega Claude Lattion. Tra

le defezioni importanti per

questa stagione, quella della

polizia cantonale vodese – il

suo ritorno è promesso il

prossimo anno – come pure

quella degli importatori

d’auto, soliti a parteciparvi

per poi farne beneficiare i

loro clienti. Alcuni da molti

anni. Una consolazione in

questo contesto: «Mercedes-Benz

ha manifestato il

Claude Lattion,

collaboratore di TCS Training & Events

Bourg-Saint-Pierre (VS)

suo interesse per la prossima

stagione».

Anche il numero di partecipanti

privati è diminuito: «L’iscrizione

al corso avviene volontariamente

ed è dunque

indebolita in periodi d’incertezza»,

spiega Claude Lattion.

Che però non cede assolutamente

al pessimismo, neanche

di fronte al riscaldamento

climatico: «Malgrado

le nevicate siano diventate

più incerte può nevicare ogni

inverno, per cui è necessario

essere equipaggiati a dovere

e avere i riflessi allenati. La

gente è sempre interessata a

imparare per la propria sicurezza

di guida. Penso che

presto ci lasceremo alle

spalle la pandemia e che il

prossimo inverno sarà magnifico».

Da verificare nel

2021–2022, con o senza

Covid… •

Informazioni relative ai corsi di

guida su neve e ghiaccio su

training-events.ch

marzo 2021 | touring 55


Fino al 4 aprile 2021:

CHF 30.– di credito iniziale 1

TCS Member Mastercard ® :

la tessera di socio versatile.

Carta di credito gratuita

Pagamenti semplici e sicuri,

senza quota annua

Carta carburante

da 4 a 5 centesimi di sconto

al litro presso BP e Tamoil

Carta risparmio

Sconto del 20% sui parcheggi

e molto altro ancora

La richieda ora su tcs.ch/tessera-socio

o allo 0800 140 000

1

La TCS Member Mastercard è una carta di credito senza quota annua emessa da

Cembra Money Bank SA, Zurigo. Il credito iniziale viene accreditato circa 14 giorni dopo il

ricevimento della TCS Member Mastercard e previa approvazione della richiesta. La richiesta

di carta deve essere presentata a Cembra Money Bank SA entro il 04.04.2021. Questa offerta

è riservata ai soci del TCS domiciliati in Svizzera che non sono ancora in possesso di una

TCS Member Mastercard.

2

Sondaggio 10.2020 con 2’352 partecipanti.

TCS Mastercard ®

90%

Soddisfazione

Sondaggio 2

10/2020


Una carta che paga,

sicura e semplice

Decine di migliaia di soci si affidano alla TCS Mastercard. Secondo un

sondaggio svolto con oltre 2300 partecipanti, il 90% se ne dice soddisfatto.

Particolarmente apprezzata la combinazione di mezzo di pagamento

e tessera associativa che ne fanno una fidata compagna di viaggio.

TESTO DOMINIC GRAF

Un’unica carta per

pagare, identificarsi

e risparmiare: con

la TCS Member Mastercard

e la TCS Travel Mastercard

Gold il club offre ai

suoi soci due carte multifunzione

che rendono più sicuri

e vantaggiosi i loro spostamenti

nel quotidiano, nel

tempo libero e che non deve

mancare nemmeno quando

si parte in vacanza.

La tessera di socio abbinata a

carta di credito a tutti gli effetti

permette pagamenti in

comoda modalità contactless

e schiude numerosi vantaggi

e sconti. Fa risparmiare

tempo, nervi e denaro, come

pure spazio nel portafoglio.

Essendo compatibile con i più

diffusi sistemi di pagamento

mobile «Apple Pay» o «Samsung

Pay», è utilizzabile anche

tramite smartphone o

smartwatch.

Mantiene ciò che

promette

Come emerge dall’indagine

sulla soddisfazione della

clientela condotta da Cembra,

la banca emittente della TCS

Mastercard, il 90% dei 2352

soci TCS interrogati sono

soddisfatti o molto soddisfatti

dei servizi forniti dalla

loro carta. Una maggioranza

del 58% dichiara di usarla

come carta di credito principale.

Fra i vantaggi figurano,

oltre alla combinazione tessera

associativa-carta di credito,

in primo luogo l’affidabilità,

l’accettazione in tutto

il mondo, nei negozi come

pure online, la funzione di

pagamento senza contatto e

l’anticipo delle spese in caso

di emergenza.

Quasi mille i commenti positivi

raccolti nell’ambito del

sondaggio. «Funziona in

modo impeccabile», questo il

giudizio sintetico espresso da

un partecipante. Gli fa eco un

altro titolare: «Funzionalità e

qualità del servizio sono importanti.

Entrambe sono perfette».

La TCS Mastercard,

usata già da decine di migliaia

di soci, mantiene le

promesse e costituisce quindi

semplicemente «un must per

tutti i soci del TCS», come riassume

un terzo titolare.

CLUB

Risparmi su pieno,

ricariche e parcheggi

Da segnalare poi le molteplici

agevolazioni e riduzioni: ad

esempio sui rifornimenti di

carburante da BP e Tamoil,

sulle ricariche elettriche o il

recente e nuovo sconto del

20 percento sui posteggi prenotati

tramite TCS Park & Pay,

la più grande rete digitale di

parcheggi in Svizzera. Senza

dimenticare l’attrattivo programma

TCS Benefits con

oltre 320 partner convenzionati.

L’elevato livello di affidabilità,

l’assistenza ai clienti

cordiale ed efficiente, unitamente

ai vantaggi diretti,

fanno della TCS Mastercard

una compagna di viaggio

affidabile, flessibile e sicura.

Rende la mobilità più semplice,

conveniente e soddisfacente.

Proprio come promette

di fare. ◆

La TCS Mastercard è emessa dalla

Cembra Money Bank SA, Zurigo.

Di più su tcs.ch/sondaggio-mc

Con la TCS

Mastercard

20% di sconto su

«TCS Park & Pay».

FOTO ISTOCK, ALD

marzo 2021 | touring 57


«La diversità è un discorso

ampio, che va ben oltre

riflessioni legate al genere»

La ricchezza di talento, idee ed esperienze presenti in azienda è un fattore

di successo ed innovazione cruciale. La nostra responsabile HR Nicole Aerni

illustra come il TCS, dotato di un personale eterogeneo, accoglie e gestisce

la diversità, incoraggiando e mettendo a frutto il potenziale dei suoi dipendenti.

TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER

Dove si colloca il TCS oggi in fatto

di diversità?

Nicole Aerni: Secondo me siamo già

molto «diversi». Data la struttura decentralizzata

e l’ampissima gamma di prodotti

e servizi la nostra organizzazione

occupa figure professionali che non potrebbero

essere più varie: meccatronici,

avvocati specialisti in materia di assicurazioni,

per citarne solo alcune. Approfittiamo

tutti, giorno dopo giorno, di

questa pluralità.

Vi sono delle aree su cui mettete

un’enfasi particolare?

Per un’organizzazione attiva in tutta la

Svizzera l’equilibrio fra le due grandi regioni

linguistiche è fondamentale. Nella

pianificazione degli effettivi stiamo attenti

a che Svizzera tedesca e francese

siano equamente rappresentate. Apprezzo

molto che al TCS preserviamo

le lingue nazionali e non siamo passati

all’inglese come molte altre grandi

aziende svizzere. Tuttavia, nella prassi

il plurilinguismo è talora una sfida, non

basta tradurre i contenuti ma dobbiamo

tener conto delle differenze culturali.

Cosa sta facendo il TCS per favorire

la compatibilità carriera-famiglia,

soprattutto per le donne?

La parità di chance, che garantiamo,

è un tema molto importante. Tuttavia

non occupiamo una funzione primariamente

in base al sesso, ma piuttosto cerchiamo

la persona più adatta e qualificata

per la mansione. Nell’ottica dello

sviluppo della leadership occorre una

maggiore consapevolezza che guidare

gruppi diversificati richiede competenze

diversificate. Ciò significa sostenere in

maniera mirata le donne, vale a dire

promuovere le collaboratrici capaci, che

forniscono ottime prestazioni ma restie

a farsi avanti o imporsi con clamore.

Secondo me la diversità è un discorso

ampio, che va ben oltre riflessioni legate

al genere. Vi sono molteplici fattori importanti

che vi contribuiscono; il profilo

forse meno convenzionale di una persona

può essere un elemento vincente.

Una squadra può beneficiare enormemente

dell’input di qualcuno che ha

fatto mosse di carriera laterali.

A dicembre 2020, il 33% dei manager

era costituito da donne. Vedo ancora

margini di miglioramento.

Al TCS le donne rappresentano oltre

il 40% del nostro personale e più di

un terzo dei quadri. La situazione non

è poi tanto malvagia.

No, ma si potrebbe certamente

fare di più?

Attualmente non offriamo incentivi specifici

alla compatibilità fra famiglia e

lavoro, ma siamo aperti a soluzioni part

time e di jobsharing, anche per posizioni

di responsabilità se ne esistono le

premesse. Sono del parere che il TCS

potrebbe aiutare notevolmente tanti dipendenti

a conciliare meglio vita professionale

e privata riesaminando l’organizzazione

del lavoro in base ai ritmi

delle famiglie. Ad esempio non costa

molto concedere che talora la pausa di

un genitore inizi già alle 11 o duri fino

alle 14.30 perché possa accudire i bambini

che tornano a casa a pranzo e in

compenso lavorare una o due ore di più

la sera quando sarà il partner a potersi

occupare dei figli. È anche pensabile

proporre modelli di lavoro flessibile che

prevedono un monte ore annuale.

E in tema di LGBTQ?

La Carta dei Valori del TCS si oppone a

qualsiasi discriminazione sul lavoro fondata

sull’orientamento sessuale. I nostri

regolamenti del personale e sistemi informatici

devono essere ottimizzati in

tal senso. Urge aggiornarli affinché le

persone LGBTQ vengano considerate

come partner a tutti gli effetti in caso di

evento assicurato indipendentemente

dai rapporti personali o dalla loro situazione

familiare. Inoltre, i programmi

per la gestione del personale non sono

concepiti per configurare correttamente

identità di genere diverse da quella femminile

o maschile. Questo anacronismo

non è comunque un problema esclusivo

del TCS.

La seniority è un altro tassello della

diversità in azienda. Il TCS sostiene

i dipendenti più anziani a rimanere

al passo con il progresso tecnologico,

ad esempio nel digitale?

Abbiamo molti collaboratori avanti con

gli anni e di lunga data e cerchiamo di

mantenerli fino al termine della loro

vita lavorativa. Non vogliamo che ad un

certo punto si vedano sostituiti da leve

più giovani come succede altrove. Noi

abbiamo degli obblighi nei loro confronti.

Viceversa, i dipendenti più maturi

hanno un enorme know-how acquisito

in seno al club. Sono una risorsa

preziosa. Inoltre, la quota di soci TCS

più vecchi è relativamente alta. Quindi,

il TCS ha bisogno di dipendenti con una

certa anzianità di servizio in grado di

valutare le loro esigenze. Al TCS il trasferimento

di know-how fra le generazioni

avviene sul campo, spontaneamente,

per cui non esistono programmi

specifici al riguardo. Se però notiamo

che il lavoro diventa eccessivamente

gravoso per singoli collaboratori più anziani,

ad esempio perché comporta orari

irregolari, cerchiamo di adattare il posto

di conseguenza. ◆

58 touring | marzo 2021


CLUB

«I dipendenti più

maturi hanno

un enorme knowhow

acquisito

in seno al nostro

club. Sono una

risorsa preziosa»

Nicole Aerni,

direttrice Risorse Umane

IN PILLOLE

TRUCCO CLAUDIA KAMMERMANN

Nicole Aerni (47) dirige la

divisione Risorse Umane

del TCS da ottobre 2020.

È diplomata in economia

aziendale e specialista in

gestione del personale.

Originaria di Rubigen (BE),

è madre single di un figlio

di 13 anni.

marzo 2021 | touring 59


CLUB

TCS Job Assistance

Informazioni e consigli

per una ricerca di lavoro

efficace.

Il TCS aiuta anche a cercare

un posto di lavoro

Sostenere chi si trova in difficoltà rappresenta una competenza

chiave del TCS. Tramite TCS Job Assistance ora il club aiuta

pure chi sta cercando lavoro con consigli e strumenti pratici.

Il servizio può rivelarsi molto prezioso in questi tempi difficili.

TESTO DOMINIC GRAF

naio il numero dei disoccupati iscritti

negli uffici regionali di collocamento

(URC) è aumentato di 48 735 persone

rispetto ad un anno fa, pari ad oltre il

40%, fissandosi a 169 753. La situazione

non dovrebbe migliorare a breve.

Un buon consiglio vale oro. Per

i soci del TCS, è gratuito: oltre

a proteggerli dai pericoli

e soccorrerli in situazioni

d’emergenza, il club è al loro fianco con

un’ampia expertise maturata nel corso

di 125 anni. Che si tratti di questioni

legate alla mobilità elettrica, la salute,

i viaggi o le assicurazioni, di carattere

giuridico o tecnico, il TCS aiuta ad

orientarsi in un mondo sempre più complesso

e si propone come partner affidabile

anche oltre l’ambito della mobilità.

Pubblicità

MERCATO

Il TCS prende sul serio la sua vocazione

e adegua i servizi offerti alle esigenze

dei soci, che cambiano nel corso del

tempo. Ne è un esempio la nuova TCS

Job Assistance.

Le conseguenze della pandemia cominciano

a farsi sentire sul mercato occupazionale.

Mentre centinaia di migliaia

sono in lavoro ridotto e guardano con

apprensione al futuro, altri hanno già

perso il lavoro. Secondo la Segreteria di

Stato dell’economia (Seco) a fine gen­

Nuovo sportello per chi cerca

un posto di lavoro

La ricerca di un nuovo impiego passa

per la procedura di candidatura e tende

ad andare per le lunghe. Spesso, è segnata

da ripetuti rifiuti che possono essere

scoraggianti e minare l’autostima.

Tuttavia, con le informazioni adeguate,

buoni consigli e una preparazione seria

si possono migliorare notevolmente le

chance di successo. Con Job Assistance

il TCS e la sua Protezione giuridica

realizzano uno sportello congiunto cui

rivolgersi per ottenere informazioni

orientate alla prassi e che coprono diversi

ambiti giuridici. Sul nuovo portale

esperti in gestione del personale, avvocati

e legali aggiornano gli interessati

su diritti e doveri del lavoratore; forniscono

informazioni concrete e prammatiche

in materia di licenziamento,

lavoro ridotto o fallimento e danno consigli

praticabili per la ricerca di un’occupazione

nonché su come allestire e presentare

una buona candidatura. Per

evitare che si dimentichino aspetti importanti

sono stati predisposti vari promemoria

e check­list, liberamente scari­

DREAMSTIME


L’ESPERTO TCS

è esonerata dal pagamento

dei relativi

premi. Se decidete

di pagarle la

differenza rispetto

al salario abituale,

i premi dell’assicurazione

contro gli

infortuni sono incabili.

Questo servizio è aperto al

pubblico.

Prima informazione gratis

e individuale

I soci possono inoltre fruire, in esclusiva,

di un primo consulto legale personalizzato

in tema di disoccupazione. A loro

il TCS mette a disposizione le proprie

competenze consolidate e l’infrastruttura

già esistente per l’assistenza telefonica

ed estende ad un’ulteriore area i

suoi servizi sperimentati quali la consulenza

assicurativa oppure il modulo

LexCall su Lex4you (vedi riquadro).

Dopo aver creato un conto e fatto il login

i soci possono indirizzare le loro domande

direttamente agli avvocati e alle

giuriste del TCS per una prima informazione

telefonica. Grazie ai consigli e ai

dati ricevuti dal team di professionisti,

ci si potrà fare un quadro più chiaro e

realistico della propria situazione e valutare

meglio come procedere e quale

strategia adottare.

FAMIGLIA

Aiuto domestico in

congedo – chi paga?

«Da alcuni mesi abbiamo una donna delle

pulizie. Ora è incinta. Ha diritto al salario

anche durante il periodo di assenza dopo

la nascita del bambino?»

ISTOCK/LITTLEBEE80

Job Assistance è un’iniziativa di utilità

sociale del TCS e ne esprime la forte volontà

di sostenere le persone in Svizzera

ad affrontare questo momento difficile.

È intesa come ulteriore contributo di carattere

squisitamente solidaristico affinché

possiamo superare insieme questa

crisi, possibilmente continuando a lavorare

e facendo lavorare tutte le persone

toccate. •

IL TCS SEMPRE AL

VOSTRO FIANCO

L’offerta informativa e consulenziale

comprende tra l’altro l’Info-Centro

«Diritto & Assicurazioni» tramite

i seguenti servizi:

TCS Job Assistance (novità)

Informazioni, consigli e liste di controllo

per chi cerca lavoro. In esclusiva

per soci TCS: primo consulto individuale

gratuito.

tcs-jobassistance.ch

lex4you

Piattaforma interattiva di consulenza

giuridica per la vita di tutti i giorni. In

esclusiva ed integrato nel nuovo societariato

TCS: primo consulto individuale

gratuito «lexCall».

lex4you.ch

Informazioni sulle assicurazioni

Informazioni, consigli e risposte a domande

frequenti legate alle assicurazioni

che possono sorgere nel campo

della mobilità. Feedback scritto alle richieste

individuali di regola entro due

giorni lavorativi.

tcs.ch/info-assicurazioni

TESTO VERA BEUTLER

No. Tuttavia la collaboratrice domestica

ha diritto all’indennità di

perdita di guadagno in caso di maternità

(IPG). Il datore di lavoro

può, ma non deve, versare la differenza

fra indennità giornaliera e

salario. La donna delle pulizie beneficia

dell’indennità di maternità

se svolge un’attività lucrativa al

momento della nascita del figlio, è

stata assicurata obbligatoriamente

ai sensi della legge sull’AVS durante

i 9 mesi immediatamente

precedenti, e ha lavorato almeno

5 mesi in questo periodo. Il diritto

all’indennità di maternità inizia il

giorno del parto e termina dopo

98 giorni.

La cassa di compensazione versa

alla madre un’indennità giornaliera

pari all’80% del reddito medio

conseguito prima del parto, dedotti

i contributi AVS/AI, IPG e AD.

Durante il congedo la donna resta

assicurata contro gli infortuni ma

LEX4YOU

«lex4you» è una piatta-

forma interattiva di consulenza

giuridica per la vita

di tutti giorni – comprensibile,

attuale e pratica.

Il TCS è al vostro fianco per

le questioni giuridiche.

lex4you.ch

vece dovuti su tale importo. Se

continuate a pagare lo stipendio

durante il congedo di maternità,

potete farvi versare l’IPG dalla

cassa di compensazione. In caso

contrario la donna delle pulizie

dovrà presentare personalmente

la richiesta di indennità alla cassa

di compensazione con l’elenco

completo dei datori di lavoro.

Attenzione: se, oltre che per voi,

lavorasse anche per altri, la richiedente

dovrà allegare un foglio

complementare per ciascun datore

di lavoro. È importante che voi

compiliate il vostro formulario in

tempo e in ogni sua parte. Altrimenti

la donna riceverà in ritardo

l’indennità di maternità integrale

che le spetta. •

Vera Beutler, dr. iur.

responsabile

Info-Centro

Diritto & Assicurazioni

marzo 2021 | touring 61


FORUM

Scriveteci…

Qui vale la regola: più breve è la lettera,

maggiore è la probabilità che venga pubblicata.

Pulce gialla di montagna

La mia prima auto è stata una Goggomobil

giallo-sole, nel 1958, con tettuccio nero convertibile

e un motore di 400 cc. Era sportiva

da guidare e poteva raggiungere facilmente

i 100 km/h, prestando una certa cautela.

Ho fatto vari viaggi in Germania. Questa microvettura

tedesca era assolutamente a prova

di autostrada. Comunque mi piaceva guidarla

Piccola, gialla e adorabile.

soprattutto sui passi di montagna e sulle

strade laterali della Svizzera. Un punto a

sfavore è stato il basso potere frenante del

motore a due tempi e – per niente piacevole –

la nuvoletta di fumo accelerando pure in pianura.

La piccola pulce gialla attirava naturalmente

l’attenzione, ed erano diversi quelli che

facevano di tutto per superarci. Una volta gli

occupanti di un’altra auto hanno spinto la mia

adorabile scatoletta gialla sull’erba, per far

posto alla loro quattroruote. Ma riuscii senza

problemi ad uscire da quel prato. La Goggo

non mi ha mai deluso. Ma dopo circa quattro

anni avevo necessità di una vera quattro

posti dotata di baule, e volevo lasciarmi alle

spalle il fastidio del due tempi a benzina.

Willi Grossenbacher

@

Cerchiamo: foto scattate dai lettori

Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto

quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua

curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare

con una fotografia a: touring@tcs.ch

touring impressum

Rivista del Touring Club Svizzero

Editore

Touring Club Svizzero

Casella postale 820,

1214 Vernier (GE)

Caporedattore

Felix Maurhofer

Vice caporedattori

Marc-Olivier Herren

Dino Nodari

Redazione

Aline Beaud

Jérôme Lathion

Juliane Lutz

Dominic Graf

Art Director

Alban Seeger

Responsabile foto

Emanuel Freudiger

Layout

Andreas Waber

Stephan Kneubühl

Sara Bönzli

Mathias Wyssenbach

Assistenti di redazione

Michela Ferrari (I)

Tania Folly (F)

Susanne Troxler (T)

Superamento a destra

in autostrada

Recentemente mi trovavo

sull’A1. Delle 4 corsie per

Wallisellen/Zurigo/Berna,

due sono chiaramente segnalate

in direzione Berna.

Nei pressi di Wallisellen

mi avvicino da destra ad

un’auto che procede sulla

corsia di sorpasso ad 80 anziché

100 km/h. Arrivato

alla sua altezza constato che

il conducente sta parlando

animatamente al telefono in

vivavoce. Come ci si deve

comportare in situazioni simili?

Decelerare e guidare

a propria volta sotto i limiti

di velocità bloccando non

solo i veicoli che seguono

ma rallentando anche tutto

il flusso del traffico, per

giunta su un tratto notoriamente

congestionato?

Martin Gerber @

Le nuove norme stradali relative

al superamento a destra

valgono per normali autostrade

con due o più corsie.

Occorre tuttavia distinguere

fra viabilità scorrevole od

ostacolata da incidenti o ingorghi.

In caso di circolazione

fluida non è permesso

superare a destra veicoli

lenti che viaggiano sulla

corsia centrale o sinistra. Se

invece il traffico a sinistra è

rallentato a causa di veicoli

in avaria, cantieri o per altri

motivi, è ammesso superare

a destra, purché si rimanga

sulla propria corsia. Se invece,

superata l’auto antistante,

ci si reinserisce a sinistra

appena si trova un

varco libero, ciò costituisce

una manovra di sorpasso.

Agli svincoli autostradali

con corsie di scorrimento

separate per direzione valgono

limiti di velocità distinti

a seconda del numero

di corsie dopo la diramazione.

In caso di marcia per

file parallele talora capita di

essere superati a destra da

veicoli che svoltano. Questi

non possono però superare

veicoli a sinistra che procedessero

più lentamente,

salvo in caso di traffico

molto intenso. Resta comunque

vietato il sorpasso a

destra.

TCS Sicurezza stradale

tcs.ch/regole-della-circolazione

guida-autostradale.ch

Errata corrige

Touring 2/2021, Timeline

A pagina 17 è stato pubblicato

erroneamente che dal

1975 il TCS sponsorizza

80 000 pettorine riflettenti.

In verità il TCS sponsorizza

80 000 gilet riflettenti che

ogni anno vengono distribuiti

gratuitamente agli scolari

che iniziano la prima elementare.

Redazione

La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza.

È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere

sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).

Corrispondenza

Redazione Touring

Maulbeerstrasse 10

3001 Berna

Tel +41 58 827 35 00

touring@tcs.ch

Tiratura

Edizione italiana: 69 936

Totale: 1 133 461

Edizione/Marketing

Reto Kammermann

Pubblicità:

Cumi Karagülle

Roger Müller

Chantale Hofer, verlag@tcs.ch

Vantaggi socio

Marcel Zimmermann

Abbonamento: compreso nella

quota annua di socio. «Touring» è

pubblicato 10 volte l’anno.

Modifica indirizzo: con il numero

di socio: TCS, Sede centrale,

Casella postale 820, 1214 Vernier,

Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch

Testi e foto sono protetti dai diritti

di autore. Ogni riproduzione,

anche parziale, richiede l’accordo

scritto dell’editoria. Si declina ogni

responsabilità per manoscritti e

altri lavori non richiesti.

Produzione

Swissprinters SA

Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen

Tel. 058 787 30 00

62 touring | marzo 2021


A spasso

in automobile

Al TCS lavorano attualmente circa 210 soccorritori stradali,

di cui tre donne. Queste tre pattugliatrici si occupano

senza problema di qualsiasi guasto come i loro colleghi.

Hai magari già visto dal vero la scena illustrata qui sotto.

NTOUROLI NTOUROLI

LINO

NO

OUROLINO

UR

OUR

U

TOU

TO

TO TO

TOUROLINO

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TESTO SUSANNE TROXLER | ILLUSTRAZIONE ANDREA PETER

DISEGNO

Unisci i 56 punti con una linea e poi colora a piacimento il disegno.

CONCORSO ONLINE

PREMIO

Quando è permesso

andare in bicicletta

sul marciapiede?

• A. Quando troppi ciclisti

circolano sulla ciclopista

o sulla pista ciclabile.

• B. Quando non ci sono piste

ciclabili e ciclopiste e

non ho ancora 12 anni.

• C. Sempre, non si discute!

Un buono regalo del

valore di 100 franchi,

generosamente offerto

da Franz Carl Weber.

Partecipa al concorso entro il 21.3.2021 collegandoti al nostro sito

internet touring.ch. Buona fortuna!

La risposta corretta del

concorso n. 2 era C.

Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e

dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna

corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di «Touring».

marzo 2021 | touring 63


IN GIRO CON

BRUNO GERBER

Motorino, una passione

che non finisce mai

Bruno Gerber è un mago dei motori a due tempi. Iniziato per

hobby da ragazzo, ha fatto del tuning un mestiere: oggi porta

a nuova vita i cinquantini. Simbolo di libertà e mito degli anni

Settanta, sono stati le ali ai piedi di schiere di giovani.

manutenzione presso la fabbrica di

biscotti Kambly – continua ad affaccendarsi

nella sua piccola officina

dove trascorre le serate ad

elaborare auto o cambiar gomme.

TESTO E FOTO FELIX MAURHOFER

Bruno Gerber è un bricoleur

nato: la sua specialità sono

i motorini. Nel suo laboratorio

Töffli & Velo Bude a

Zollbrück si trovano marchi leggendari

come Puch, Cilo o Sachs,

in attesa di rinascere a nuova vita

grazie al tocco magico del padrone.

Ci accoglie al suono di musica metal

e con evidente orgoglio ci mostra

un chopper Puch Maxi S: un

capolavoro di elaborazione dotato

di volante Harley, cromature e

trasmissione a cinghia, non omologato

ma che serve da pezzo forte

in vetrina per attirare i fan. Con

un sorriso malizioso ci confessa

che l’ha comunque provato sul

parcheggio davanti alla sua officina.

Il primo amore non

si scorda mai

L’emmentalese si scopre il pallino

dei motori da ragazzino; già a

dodici anni armeggia per ore con

un DKW e raccoglie così le prime

esperienze di meccanico. Per

quanto ce la metta tutta non riesce

a truccarlo. Siccome è troppo giovane

per guidare sulle strade collauda

il suo «bolide» su vie private.

A 14 anni ottiene finalmente il patentino

e può scorrazzare in sella

al suo Zündapp. «Eravamo un

gruppo di amici pazzi per il motorino,

e modestamente eravamo

bravi, pieni d’inventiva» racconta

il 48enne padre di due figli. Parlando

di fantasia: ricorda la volta

in cui perde il tappo del serbatoio e

rimedia con un legnetto rabberciato.

«Facevamo di necessità virtù,

non avevamo i soldi per procurarci

i kit di sblocco per 400 franchi in

Italia e allora dovevamo improvvisare».

Impara tutti i trucchi del tuning

tant’è che «col vento in poppa

e se avevo una gran fretta di rientrare

tiravo fuori anche 70 km/h

al motorino modificato invece dei

30 consentiti per la categoria». Lo

beccano mentre va troppo forte:

avendo superato di 10 km/h il limite

di velocità nell’abitato, la polizia

gli sequestra i componenti

meccanici truccati. La multa gli

viene commutata in servizio sociale

nella cucina di una casa per

anziani. Gli piace sfornellare e non

la considera una vera punizione.

D’estate poi si diverte a girare il

Seeland, la Regione dei Tre Laghi,

in motorino. Sogna un tour in Ticino,

ma quel che guadagna come

apprendista costruttore di impianti

ed apparecchi non basta a

realizzare questo desiderio. A diciott’anni

compra il primo 125 cc.

Il motorino va in cantina, dove

rimarrà qualche anno. Parallelamente

all’attività principale – per

18 anni lavora come meccanico di

Ritorno di fiamma

Spolvera il motorino quando il figlio

compie 14 anni e vorrebbe un

due tempi. Non ci pensa due volte

e gli regala un Supermaxi LG1

pimpato personalmente. La passione

si riaccende e in breve è soverchiato

dalle richieste. Nel 2017

decide di trasformare l’hobby del

motorino in professione e si mette

in proprio. Da allora il motociclista

appassionato ha restaurato sui 60

ciclomotori. Un lavoro che lo impegna

tre-quattro settimane e siccome

i ricambi scarseggiano lo sfizio

ha un prezzo: l’elaborazione

con revisione del motore può costare

fino a 5000 franchi. «I cinquantini

sono tornati in auge dopo

il lancio del Red Bull Alpenbrevet

e la messa in onda dei ‹Töfflibuebe›

sulla tv svizzera», spiega Gerber.

I modelli più richiesti sarebbero

i Puch Sport, Velux e Maxi. Ma nel

negozio vende anche e-bike per

rimanere al passo coi tempi. ◆

«Col vento in poppa e se avevo

una gran fretta di rientrare

tiravo fuori anche 70 km/h

al motorino modificato»

Bruno Gerber

titolare Töffli & Velo Bude

Zollbrück (BE)

Irriconoscibile il Puch

Maxi S trasformato

in chopper di lusso

da Bruno Gerber.

64 touring | marzo 2021


marzo 2021 | touring 65


GIOCA & VINCI

3

OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI

GRANDI OCCASIONI

per vincere

IN PALIO lo smartphone

Apple iPhone SE New 128 GB Valore CHF 519.–

14

marzo:

ultimo termine

per partecipare

ai giochi

Questo nuovo smartphone

entry-level Apple iPhone SE

combina prestazioni elevate

con una lunga durata della

batteria.

Il display mostra foto e

video della potentissima fotocamera

in colori accesi e reali.

Eccellente riproduzione del

suono con i due altoparlanti.

Il dispositivo viene usato tramite

l’innovativo comando gestuale

tipico di Apple ed è perfetto per

entrare nel mondo Apple.

Di quanti veicoli si può sapere

l’impronta ecologica con il

calcolatore Ricerca auto TCS?

Inviate un SMS con tmi031

xxxx (xxxx = veicoli) al

numero 5555

OCCASIONE 2 – SUDOKU 1

9 8

7 9 8 4 6 1

1 5 4

6 8 1 9

8 7

1 7 5 6

9 4 5

7 3 5 1 6 2

5 8

OCCASIONE 3 – SUDOKU 2

9 7 2 6

2 6 9 5

3 2 9

5 9 2

4 9 5 1

2 4 3

4 7 6

6 5 8 3

3 7 6 5

IN PALIO lo smartphone Oppo Reno 4 Z 128 GB

Valore CHF 379.–

Nel mercato altamente competitivo della

telefonia mobile, il nuovo arrivato Oppo è

diventato rapidamente un marchio riconosciuto,

poiché i dispositivi sono dotati

di funzioni eccellenti e si distinguono per

il loro ottimo rapporto qualità-prezzo. Un

altro interessante vantaggio del prodotto

è che il Reno 4 Z è già preparato per le

veloci reti 5G.

IN PALIO lo smartphone Nokia 5.3 128 GB

Valore CHF 229.–

Il Nokia 5.3 si presenta come uno smartphone

di alta qualità con un sensore di

impronte digitali e una potente fotocamera

quadrupla per foto e video. Il

grande e brillante display è caratterizzato

da un’ampia gamma cromatica. Il bordo

sottile gli conferisce un aspetto elegante.

La durata della batteria fino a due giorni è

eccellente.

Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse.

Inviate un SMS con scritto tmi032 e le tre cifre al numero 5555.

Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi.

Inviate un SMS con scritto tmi033 e le tre cifre al numero 5555.

Ogni SMS costa CHF 1.50.

È possibile partecipare anche per posta, inviando

la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci,

Casella postale, 3024 Berna.

Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto

16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca

& vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I

premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai

concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.

66 touring | marzo 2021


TICINO

Bollettino della Sezione Ticino #3 | Marzo 2021

«Finita la pandemia,

sogno un viaggio a Ibiza»

La storia dell’influencer più anziana di

Instagram, Licia Fertz, a pagina 70


SEZIONE TICINO

La pandemia non dà tregua e, come l’anno scorso, ci ritroviamo a dover decidere come

comportarci con riferimento all’organizzazione delle Assemblee dei Soci dei Gruppi locali,

che abitualmente si svolgono nel corso del mese di marzo, ovvero prima dell’Assemblea

cantonale dei Delegati, che in genere ha luogo durante il mese di maggio.

Nel 2020, pur essendo stato un

anno di elezioni per la Sezione

Ticino e per i Gruppi locali del

TCS, si sono tenute, ad eccezion

fatta per quella del Gruppo del Luganese,

delle Assemblee virtuali, conformemente

alle decisioni dell’ordinanza 2 del

Consiglio federale alla lotta contro il

coronavirus. Tale modo di procedere

fu necessario per poter comunicare, in

tempo utile, alla Sede centrale il nome

del nuovo Presidente Cantonale e conseguentemente

candidato al Consiglio

d’amministrazione nazionale.

Il 19 giugno 2020, all’Assemblea

nazionale dei Delegati, anch’essa svoltasi

in forma virtuale, ho avuto il piacere e

l’onore di entrare far parte del gremio

che dirige il più grande club svizzero

della mobilità.

Per la fiducia che avete deciso di dare ai

nuovi Comitati di Gruppo, al nuovo

Comitato Sezionale ed alla sua Presidenza,

cari Delegati e Soci, vorremo poterVi

ringraziare personalmente e non più per

iscritto.

In accordo con i Presidenti di Gruppo è

stato pertanto deciso di posticipare le

Assemblee, nella speranza che questo

virus finalmente si dissolva e ci permetta

di accoglierVi nel più normale dei modi:

in presenza e con un grande sorriso.

Le Assemblee dei Gruppi locali del

Bellinzonese e Valli, del Locarnese e

Valli, del Luganese e del Mendrisiotto si

terranno quindi tra giugno e agosto. Le

date saranno stabilite non appena il

quadro della situazione permetterà di

allentare le restrizioni oggi imposte.

In settembre sarà poi la volta dell’Assemblea

ordinaria dei Delegati, che ci

permetterà di incontrarVi e di festeggiare,

in presenza, il Presidente Carlo

Vitalini con i membri di Comitato

uscenti, che l’anno scorso hanno

concluso la loro attività in seno al

Comitato Sezionale.

Avremo altresì nuovi progetti da presentarVi

e, come sempre, il piacere di

scambiare opinioni e riflessioni sul

mondo della mobilità che continua la sua

sempre più veloce corsa verso il futuro.

Avv. Fabio Stampanoni

Presidente

Touring Club Svizzero

Sezione Ticino

TCS SEZIONE

TICINO

Impressum

Bollettino ufficiale dei Soci TCS,

Sezione Ticino

Tiratura 84 000 copie

Edizioni 10 volte all’anno

Redazione Marco Colandrea

Layout Sara Bönzli (TCS)

Inserzioni TCS Sezione Ticino

CP 581, 6802 Rivera

sezioneTI@tcs.ch

Stampa

Swissprinters AG

Brühlstrasse 5

4800 Zofingen

Punto di contatto

via alla Chiesa 10, 6802 Rivera

Societariato e prodotti TCS, corsi e scuola guida, collaudi e

controlli tecnici.

Per il viaggio: ViaCard, Bollo ecologico (D), Telepass (I, F, E, P),

Patente internazionale, Vignetta autostradale per CH e Austria,

info e pagamenti Pedemontana

Telefono 091 935 91 35, Fax 091 935 91 20

sezioneTI@tcs.ch, www.tcs-ticino.ch

68 touring | Marzo 2021


SEZIONE TICINO

La vostra formazione

continua con il TCS

Ogni anno, la Sezione Ticino, organizza corsi di formazione e perfezionamento della guida per oltre 3000

conducenti. Nel pieno rispetto delle restrizioni e misure di protezione da Covid-19, l’impegno sul fronte sicurezza

stradale continua con la stagione 2021. Di seguito trovate una panoramica dei corsi in programma e un’interessante

novità: il corso accompagnatori. Le date proposte potrebbero subire cambiamenti a causa della pandemia,

vi invitiamo dunque a visitare la nostra pagina web www.tcs-ticino.ch per maggiori informazioni e dettagli.

CORSO

ACCOMPAGNATORI

JUNIOR DRIVING

(DAI 15 ANNI E 11 MESI

AI 21 ANNI)

CORSO AUTO GB-RM

CORSO MOTO

Novità

2021

Il corso accompagnatori

si rivolge alle persone

che desiderano aiutare i propri

amici e famigliari, in particolare

figli e nipoti, ad arrivare

preparati dell’esame ufficiale

per il conseguimento della

licenza di condurre. Le ore di

pratica su strada dei futuri

conducenti, oltre a quelle

effettuate presso la propria

scuola guida di fiducia, sono

fondamentali per maturare

esperienza e prendere i corretti

automatismi alla guida. Perché

è importante fare questo

corso? Perché l’accompagnatore,

spesso, dopo molti anni di

guida, prende alcune cattive

abitudini (es. una sola mano sul

volante), non è aggiornato sulle

nuove regole stradali e sulle

tecnologie offerte dalle nuove

automobili: fattori che possono

condizionare negativamente

– anche se in buona fede – i

futuri conducenti. Il corso

permette al partecipante di

aggiornarsi sulla teoria e nella

pratica, di comprendere il ruolo

di accompagnatore, i rischi e le

responsabilità e un percorso

formativo complementare di

supporto al Maestro conducente

che seguirà l’allievo nella

preparazione dell’esame pratico

di guida.

Data in programma: 2.3.2021

Prezzo Soci: 150 fr.

Prezzo non Soci: 250 fr.

Il corso è dedicato a tutti i

ragazzi che desiderano

conseguire, con il superamento

dell’esame teorico

ufficiale, la licenza di condurre

in prova. Il corso è organizzato

presso il Villaggio vacanza

TCS di Scruengo in Leventina,

ha una durata di una settimana

(da sabato a venerdi) e

include: trasporto (andataritorno)

da Rivera, vitto,

alloggio, preparazione

all’esame teorico e svolgimento

dell’esame teorico

ufficiale (venerdì pomeriggio

a Rivera), introduzione alla

guida pratica auto con

manovre di base sulla pista

TCS ad Ambrì, corso «primi

soccorsi» (obbligatorio), corso

di meccanica teorico e

pratico, conferenze sul ruolo

educativo della Polizia, aspetti

giuridici ed assicurativi,

dimostrazione e pratica

antincendio. Al termine del

corso si ottengono i buoni per

il corso di sensibilizzazione

(obbligatorio) e per una

lezione di guida presso le

scuole di guida partner TCS.

Il corso viene organizzato in

occasione delle vacanze

scolastiche e si conclude con

l’esame teorico ufficiale.

Date in programma con

inizio il: 19.6.2021; 3.7.2021;

7.8.2021; 14.8.2021; 21.8.2021;

30.10.2021

Prezzo (solo Soci): 950 fr.

Nel 2019, in Svizzera, sono

stati registrati 9’382 incidenti

d’auto (fonte USTRA), più che

con qualsiasi altro mezzo di

trasporto. Gli anni di esperienza

al volante non sono

sinonimo di guida corretta,

nel corso del tempo si tende

ad avere automatismi che

portano a sottostimare i

pericoli e a sovrastimare le

proprie abilità. Grazie a una

giornata di formazione sulla

pista di Rivera, si affrontano

aspetti di natura teorica e

pratica: come ridurre i rischi

alla guida, come reagire quando

si presenta un ostacolo

improvviso in mezzo alla

strada, come comportarsi se

il manto di stradale è scivoloso

o bagnato, come gestire

la propria auto in situazioni

di pericolo. I nostri istruttori

guidano i partecipanti in una

serie di esercizi pratici volti

a perfezionare la guida, oltre

a dare una «rinfrescata» alla

parte di teoria.

Date in programma:

13.3.2021, 17.4.2021, 21.4.2021

Prezzo Soci: 100 fr.

Prezzo non Soci: 200 fr.

Nel 2019, sulle strade svizzere,

sono state registrate 3’444

vittime di incidenti in moto

(fonte USTRA). Tra le principali

cause degli incidenti vi è la

perdita del controllo alla

guida. Il corso ha il fine di

migliorare, grazie a una

giornata di formazione

teorico-pratica sulla pista

di Rivera, le proprie abilità di

guida e di meglio comprendere

le reazioni della propria

moto in differenti condizioni:

su fondo bagnato, asciutto e

con degli ostacoli. Il Corso

Moto TCS è certificato dalla

«garanzia qualità» del Consiglio

svizzero della sicurezza

stradale (VSR) e da «Strade

sicure», campagna di prevenzione

stradale cantonale.

Date in programma:

19.3.2021; 18.4.2021

Prezzo Soci: 100 fr.

Prezzo non Soci: 200 fr.

Marzo 2021 | touring 69


SEZIONE TICINO

Nonna Licia, influencer a 90 anni

«Finita la pandemia,

sogno un viaggio

a Ibiza»

Nella scorsa edizione della rivista vi

abbiamo guidato alla scoperta dei social

network, piattaforme virtuali che, da

molte persone, sono considerate luoghi

destinati ai soli giovani. Oggi, a tal

proposito, vi portiamo la testimonianza

dell’influencer più anziana di Instagram.

Vi raccontiamo la storia di Licia Fertz,

meglio conosciuta come «Nonna Licia». Il

suo racconto è toccante: dopo aver

sofferto a lungo per la perdita del marito,

Emanuele Usai, suo nipote, è riuscito a

farle tornare il sorriso grazie a un’idea

nata in rete. A quasi 91 anni, Nonna Licia

è ora seguita da 111’000

persone su Instagram, con le

quali è regolarmente in

contatto. Negli ultimi anni ha

posato da modella, è stata

invitata a parlare in importanti

trasmissioni televisive,

scritto un libro, viaggiato, ma

soprattutto, ha ancora tanta

voglia di vivere. Oggi è attiva anche sul

fronte mobilità, è opinionista, insieme a

suo nipote Emanuele, in un programma

televisivo che si occupa di promuovere

gite e viaggi.

Abbiamo parlato

con lei della sua seconda

giovinezza e delle avventure con il suo

inseparabile nipote.

Per darle il benvenuto, la salutiamo con

il nome del suo profilo Instagram:

«Buongiorno nonna»! Si definisce

«accidentalmente modella e influencer»,

ci può raccontare com’è iniziata

questa avventura?

Dopo la scomparsa di mio marito mi ero

chiusa in me stessa, pensavo di non avere

più un posto nel mondo e che la mia vita

fosse ormai giunta al capolinea. Emanuele,

mio nipote, fortunatamente si è

accorto di questo mio stato d’animo e mi

ha dato la forza di ripartire, un’avventura

meravigliosa nata per caso. Ho capito

che c’è sempre tempo per sorridere e

che i problemi e le patologie non devono

frenare la nostra voglia di vivere. I medici

mi hanno riferito che ho il cuore che va

al 25% delle sue possibilità, ma non per

questo mi arrendo.

Cosa ha pensato quando suo nipote

Emanuele ha cominciato a scattarle

foto in abiti variopinti e con del trucco

impeccabile sul viso?

La verità è che, durante gli anni di

malattia di mio marito, ho sempre

indossato abiti sgargianti e colorati,

perché volevo metterlo di buon umore.

Sorridevo e avevo sempre un leggero

trucco, ma dopo la sua perdita, la mia

mente si è ribellata e per un periodo ho

dimenticato la parte solare che era in me

e che mi ha sempre contraddistinta.

Grazie alla sensibilità di mio nipote, ho

ripreso in mano la mia vita, non smetterò

mai di ringraziarlo.

Molte persone credono che i social

network siano un qualcosa destinato

solo ad un pubblico giovane, che cosa

ne pensa a riguardo e che consiglio

darebbe a chi non è ancora iscritto per

questa ragione?

Trovo che questi nuovi strumenti siano

incredibili a tutte le età, e quando si

hanno difficoltà, non bisogna avere paura

di chiedere un aiuto ai propri famigliari e

amici. Ogni giorno centinaia di persone

mi sono virtualmente vicine e trovano il

tempo di scrivermi e donarmi il loro

affetto. Dopo aver svolto le mie mansioni

di casa, dedico due ore al giorno per

rispondere a tutti i messaggi. Parlare con

loro mi rende felice e mi ringiovanisce:

ricevo suggerimenti, ricette ma anche

richieste di consigli come se fossi la

nonna di ognuno di loro. Inoltre, quando

non ho molta voglia di uscire, queste

persone - sparse in tutto il mondo - mi

incoraggiano e stimolano, mettendomi di

buon umore. L’ho definita la «posta del

cuore». Se non fosse per la pandemia,

avrei voluto portare la mia testimonianza

di persona, perché auguro a tutti, ai

giovani, agli adulti e ai miei coetanei, di

sfruttare ogni mezzo per stare bene e

non isolarsi. A volte basta un piccolo

gesto per migliorare la vita del prossimo.

70 touring | Marzo 2021


SEZIONE TICINO

Ha intrapreso alcune avventure in

giro per l’Italia con suo nipote

Emanuele, com’è stato tornare a

viaggiare alla sua età e quale invece

la sua prossima meta?

Sono stata 12 anni a casa per essere

vicina al mio malato marito, in

seguito, grazie al supporto di mio

nipote, ho riscoperto il piacere di

viaggiare e conservo dunque un

ricordo speciale di ognuno di essi. Ho

visitato città bellissime: Pisa, Fiuggi,

Torino, Milano, Roma e tanti altri luoghi.

Non è mai troppo tardi per viaggiare,

ogni destinazione ci arricchisce nell’animo.

Non vedo l’ora di ripartire, anche se

ora è necessario attendere a causa della

pandemia. Non appena sarà possibile,

rispettando tutte le misure di protezione,

girerò in tutta l’Italia per conoscere di

persona i miei amici virtuali.

Tutto è cominciato per gioco, si

sarebbe mai immaginata questo

successo e tanto affetto dalle persone

in rete?

Non me lo sarai mai aspettata, è stata

una vera e propria rivelazione. Apprezzo

molto i messaggi di incoraggiamento e

vicinanza nei miei confronti perché ne

colgo la genuinità.

Le sue foto, ma soprattutto i suoi video,

trasmettono molta energia e positività,

ha ancora un sogno nel cassetto o

un’avventura che vorrebbe intraprendere?

Licia Fertz e suo nipote

Emanuele alla Festa del

cinema di Roma nel 2019

- Foto per concessione

di Emanuele Usai

Il mio sogno è quello di prendere - una

volta terminata l’emergenza sanitaria

- per la prima volta un aereo, destinazione

Ibiza, Spagna. Questo è il primo tra i

sogni nel cassetto, ogni volta che ne

realizzerò uno, ne tirerò fuori un altro.

Qual è l’evento più esilarante che ha

vissuto insieme a suo nipote e in

generale, sui social network?

Ricordo che una volta, Emanuele, mentre

mi trovavo come ospite presso gli studi

televisivi di Mediaset, mi stava aiutando a

cambiare vestito per la trasmissione, ma

nel togliermi le calze, ha forzato un po’

troppo e queste si sono accidentalmente

rovinate. Vista l’imminente entrata in

programma, ho camminato a fatica con

le calze a mezza gamba per far sì che

non mi cadessero, sembravo un pinguino!

Successivamente Barbara D’Urso ha

fatto uscire le persone dal camerino e mi

ha aiutato a sistemarmi. Non bisogna

prendere la vita troppo sul serio, anche

gli imprevisti possono far riaffiorare

piacevoli ricordi.

È particolarmente attenta al tema della

mobilità, da qualche tempo fa parte di

un progetto che promuove i viaggi.

Esattamente, con mio nipote siamo

opinionisti in un programma denominato

«Il mondo insieme» su un’emittente

televisiva italiana, che tratta il tema del

viaggio. Il primo breve documentario

l’abbiamo registrato a Viterbo. Attraverso

il mio canale Instagram invece, ci

occupiamo di promuovere sentieri e

luoghi nei quali, chiunque, anche chi ha

difficoltà motorie, possa passeggiare in

tranquillità, ammirando il paesaggio che li

circonda.

Lei e suo nipote Emanuele avete

acquistato per gli spostamenti un’auto

ibrida.

Negli ultimi anni per fortuna si è cominciato

ad avere maggiore attenzione verso

l’ambiente, dunque la scelta di un’auto

ibrida è stato un piccolo passo verso la

sostenibilità ambientale. Contribuire a

una giusta causa ci fa sentire meglio con

noi stessi ma anche nel confronto delle

persone e dei luoghi che ci circondano.

Ha un consiglio che vorrebbe lasciare ai

nostri lettori?

Cercate di sorridere sempre, siate sempre

curiosi e non abbiate paura a chiedere

aiuto.

Ne approfitto inoltre per fare un appello a

tutti i figli e nipoti: portate ogni tanto i

vostri nonni a fare una passeggiata

all’aperto, li renderà felici.

Marzo 2021 | touring 71


SEZIONE TICINO

La SPA per veicoli:

dietro le quinte della

decarbonizzazione!

Novità

La Sezione Ticino del TCS, da molti anni si occupa di collaudi e controlli dei veicoli che

ogni giorno circolano sulle strade del nostro cantone. Un lavoro, che solo a Rivera,

comporta l’impiego a tempo pieno di sei tecnici specializzati, per un totale di oltre

20’000 controlli annuali. In questa edizione vi portiamo dietro le quinte, per vedere da

vicino il nostro nuovo servizio di «Decarbonizzazione del motore con idrogeno».

Prima di prenotare un trattamento

– qualsiasi esso sia – è possibile

consultare telefonicamente o

per email il nostro centro tecnico,

esponendo le caratteristiche e condizioni

del proprio veicolo, al fine di ricevere

un riscontro imparziale sulla necessità

di effettuare un trattamento di «Decarbonizzazione

del motore».

Che cosa è il Servizio di

Decarbonizzazione?

La Decarbonizzazione a idrogeno è

un trattamento, della durata di 180

minuti, che ha il fine di prolungare lo

stato di salute dell’automobile, grazie a

un processo di rimozione della calamina

(residuo di sostanze carboniose) che si

accumula nel corso del tempo nei motori

a combustione. Qui al Centro di Rivera

proponiamo due tipologie di trattamento:

preventivo e curativo.

A chi si rivolge?

Si presta ai possessori di veicoli usati,

con tutti i tipi di motori termici ma in

particolar modo a quelli alimentati a

diesel e che circolano spesso in aree

urbane. La ragione principale è che il

motore di un’automobile alimentato a

diesel, se non utilizzato in tratte autostradali

per un tempo prolungato,

favorisce l’accumulo di particolato e

residui carboniosi sui componenti del

motore.

Come capire quando è

necessario il trattamento?

Le ragioni possono essere molteplici,

quelle visibili e che possono far scattare il

Contatti

Desiderate saperne

di più? Contattateci

allo 091 935 91 35

oppure via email a

sezioneti@tcs.ch

campanello

d’allarme,

sono ad

esempio: spia

accesa del motore, presenza di fumo

eccessivo o nero dal gas di scarico (e il

mancato superamento del rispettivo controllo),

irregolarità del motore, percezione

di «fatica» anche a basse velocità e

perdita di potenza. È però possibile,

prima che si presentino questi segnali,

effettuare un servizio di natura preventiva,

al fine di proteggere il motore da

potenziali danneggiamenti, tra i quali

troviamo: la valvole di aspirazione e di

scarico, la valvola EGR bloccata, il turbo

a geometria variabile incrostato e il FAP

ostruito. Un recupero di potenza ed un

minor consumo di carburante sono

anche effetti che fan piacere!

72 touring | Marzo 2021


SEZIONE TICINO

Passo numero 1: appuntamento e consegna

Per prenotare il servizio è sufficiente

telefonare allo 091 935 91 35 e verificare,

con il nostro personale della sezione,

le disponibilità a breve termine, oppure

riservare in autonomia tramite il

formulario presente sul nostro sito www.

tcs-ticino all’interno della sezione

«Controllo dei veicoli». Una volta definita

la data, annunciarsi all’ingresso e

consegnare il veicolo. In questa fase si

definisce anche la tipologia di trattamento:

preventivo o curativo.

Passo numero 2:

preparazione del veicolo

I tecnici effettuano un controllo preliminare

e preparano il veicolo sul lift per il

trattamento, assicurandosi che il motore

sia in temperatura (caldo) e che non

presenti guasti tecnici che potrebbero

compromettere la buona riuscita

dell’intervento. La verifica avviene

attraverso il collegamento dell’apparecchio

diagnostico e a una lettura e

valutazione dei valori indicati dal

dispositivo.

Passo numero 3: Il collegamento del apparecchio

Il tecnico, a seguito dei dovuti accertamenti

e dell’apertura del cofano, collega

il macchinario che effettuerà il trattamento

preventivo o curativo a idrogeno

sul veicolo. L’equipaggiamento da noi

adottato è il «Hy-Carbon 1000S», adatto

per veicoli di cilindrata fino a 3500 cm3.

Passo numero 4: il trattamento

Come anticipato pocanzi, esistono due

tipologie di trattamento: preventivo e

curativo. Senza scendere in tecnicismi

per addetti ai lavori, vi presentiamo in

breve ciò che avviene durante la fase di

rimozione della calamina. Tramite

l’apparecchio viene fatto circolare

l’idrogeno che, per un’ora e mezza circa,

a cicli alterni, pulisce i componenti

interni sopra menzionati.

Passo numero 5: risultato

Una volta concluso il ciclo di manutenzione

e pulizia, il veicolo viene spento

per consentire lo scollegamento dell’apparecchio

dal veicolo, per poi essere

subito riacceso a favore del mantenimento

della temperatura del motore. Il servizio

si conclude con la rilettura dei codici

e dei parametri del motore e con un

giro di prova di accertamento su strada.

Marzo 2021 | touring 73


SEZIONE TICINO

I nostri controlli

in un colpo d’occhio!

Al centro tecnico TCS di Rivera effettuiamo controlli tecnici che permettono di gestire meglio

la manutenzione della propria auto ed evitare costosi interventi che possono, a volte, rivelarsi

anche inutili. La garanzia sta per scadere e vuole conoscere lo stato dell’auto? Ha ricevuto la

convocazione al collaudo e vuole sapere lo stato della sua auto? Con quali costi?

Sta valutando l’acquisto di un’auto e desidera sapere se si tratta di una vera occasione?

Ecco che un controllo, con la consulenza e l’esperienza di esperti, permette di avere una risposta

chiara in merito.

Standard (60 min.)

Controllo della fanaleria, freni, e ammortizzatori,

organi direzionali, motore

(accensione, alimentazione, livelli).

Prezzo: 160 fr.

Prezzo Socio TCS 80 fr.

Pre-collaudo auto (40 min.)

Si valuta tutto lo stato dell’auto che deve

essere presentata al collaudo ufficiale.

È rilasciata una lista di interventi necessari

da presentare al proprio garagista di

fiducia.

Prezzo: 120 fr.

Prezzo Socio TCS: 60 fr.

Se durante il precollaudo l’auto risulta già

a norma, si potrà usufruire del Pacchetto

SOLO PER SOCI TCS: l’auto viene collaudata

subito ricevendo uno sconto sulla

tariffa del controllo TCS.

Sconto: 30 fr. sul pre-collaudo

Pre-collaudo furgoni e camper (50 min.)

Si valuta lo stato del furgone o del

camper che deve essere presentato al

collaudo ufficiale.

Per i Camper non è incluso il controllo

circuito gas della zona abitata..

Prezzo: 160 fr.

Prezzo Socio TCS: 80 fr.

Test occasione (100 min.)

Controllo della fanaleria, freni, ammortizzatori,

organi direzionali, motore

(accensione, alimentazione, livelli),

verifica carrozzeria (incidentata)

Prezzo: 240 fr.

Prezzo Socio TCS: 120 fr.

Test occasione con potenza motore*

(140 min.)

Controllo della fanaleria, freni, ammortizzatori,

organi direzionali, motore

(accensione, alimentazione, livelli),

verifica carrozzeria (incidentata) e con il

controllo della potenza motore.

Prezzo: 300 fr.

Prezzo Socio TCS: 170 fr.

Potenza motore auto (80 min.)

Controllo della potenza del motore di

automobili

Prezzo: 240 fr.

Prezzo Socio TCS: 120 fr.

Potenza motore moto (50 min.)

Controllo della potenza del motore per

motociclette

Prezzo: 160 fr.

Prezzo Socio TCS: 80 fr.

Test garanzia (100 min.)

Controllo della parti coperte dalla

Garanzia prima che questa scada.

Prezzo: 240 fr.

Prezzo Socio TCS: 120 fr.

Sicurezza (30 min.)

Controllo fanaleria, freni, ammortizzatori,

organi direzionali.

Prezzo: 100 fr.

Prezzo Socio TCS: 50 fr.

Tachimetro (50 min.)

Controllo per la coerenza della velocità

indicata.

Prezzo: 160 fr.

Prezzo Socio TCS: 80 fr.

Controllo specifico (10 minuti)

Controlli dedicati alla ricerca di specifici

difetti secondo il tempo (per ogni

10 min.).

Prezzo: 30 fr.

Prezzo Socio TCS: 15 fr.

Check-up vacanze (60 min.)

Partire senza problemi! Un controllo

per evitare delle «panne» che possono

rovinare le vacanze.

Prezzo: 160 fr.

Prezzo Socio TCS: 80 fr.

Vendita auto

Vendiamo la sua auto senza preoccupazioni

e senza sforzo in maniera professionale

e neutrale al prezzo corrente di

mercato. Ci contatti per maggiori informazioni

oppure tcs.ch/vendita-auto

Velocità 100km/h roulotte e rimorchi

(60 min.)

Omologazione per la Germania che

permette di viaggiare a 100 km/h in

autostrada trainando una roulotte o un

rimorchio.

Prezzo: 160 fr.

Prezzo Socio TCS: 80 fr.

Decarbonizzazione (180 min.)

Trattamento volto a rimuovere

la calamina residua, creatasi nel

corso del tempo, nei motori a

combustione. Un servizio utile a prolungare

lo stato di salute dell’auto. Servizio

disponibile a fine preventivo o curativo.

Prezzo: 270 fr.

Prezzo Socio TCS: 180 fr.

Novità

*Per effettuare la potenza del motore si consigliano pneumatici di controllo forniti dal garagista. È sconsigliato effettuarla con pneumatici invernali,

da corsa, nuovi o rigommati. Inoltre la potenza motore sarà spinta fino alla velocità massima indicata dagli pneumatici.

Luogo e orari

Centro tecnico TCS

Via alla Chiesa 10, 6802 Rivera.

Orari d’apertura:

lun–ven 07.30–16.30

Appuntamenti

Telefono: 091 935 91 35

Internet: tcs-ticino.ch

e-mail: sezioneTI@tcs.ch

74 touring | Marzo 2021


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alla qualità ha posto delle pietre miliari dell’aviazione per diversi decenni. Forse è per questo che

nessun’altra compagnia aerea ha goduto di una tale fama in tutto il mondo. Nel 2021 la Swissair potrebbe

festeggiare i suoi 90 anni.

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