RUOTE E MOTORI

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l’inchiostro fresco

II - Aprile 2021

3

Fausto Piombo

GITAN

Il marchio GITAN venne

mutuato dalle parti iniziali

di nome e cognome dell’imprenditore

che diede vita alla

casa motociclistica piacentina,

Gino Tansini. La produzione della

Gitan era rivolta al mercato dei

ciclomotori 50 cc ed iniziò con

l’adozione dei collaudati motori

MI-VAL, arrivando a realizzare

motori propri a metà degli

Gitan_cross_furia_depliant

anni cinquanta. Il primo modello

da fuoristrada fece la sua apparizione

in occasione del Motosalone

milanese del 1969 quando

fu presentato il Gitan Holiday

Cross, un ciclomotore con motore

Gitan a 4 marce, forcella

Ceriani e ruote tassellate idonee

alla marcia su terreni sconnessi.

Quasi contestualmente venne

presentato il modello denominato

M70, con estetica più corsaiola

ed equipaggiato con il più

performante motore Minarelli

P4. Il salto di qualità,

ovviamente per quanto

concerne i modelli da

fuoristrada, avvenne

successivamente con

l’adozione di un nuovo

telaio a doppia culla,

che sostituirà il precedente

meno robusto

monoculla, che caratterizzerà

il nuovo

modello Cross M72.

Il nuovo ciclomotore

da cross della

Gitan presentò anche altre caratteristiche

interessanti sia nella ciclistica

sia nella componentistica

utilizzata per il suo allestimento.

La fabbrica di Caorso produsse i

suoi ciclomotori da cross allestiti

con gli ottimi motori italiani

Minarelli, sino al 1985 quando

decise di abbandonare il settore

motoristico limitando l’attività

alla sola costruzione di biciclette.

Giacomo Piombo

GKD

Nel momento più prospero

per il fuoristrada a

due ruote un concessionario

di un noto marchio di moto

da fuoristrada dell’epoca con una

sfrenata passione per l’agonismo

e per i motori creò un suo reparto

corse specializzato nella classe 50

cc. Nella sua officina si dedicò alla

continua ricerca di migliorie ed

elaborazioni per rendere più competitivi

i motori delle motociclette

della sua squadra

ed i risultati

non mancarono.

In quel

contesto, abbastanza

usuale

in quel periodo

che per il

fuoristrada si

può definire

pionieristico,

Guglielmo

Guidi, questo è il nome del protagonista

di questa breve storia,

decise di tentare la sorte come costruttore

ed approntò con alcuni

collaboratori un prototipo di 50 cc

costituito da un telaio artigianale

equipaggiato con un motore Sachs

a 6 marce e componenti di prima

scelta. Il marchio che venne impresso

sul serbatoio è GKD derivò

direttamente dalle iniziali di tre

nomi Guglielmo, Ketty e Daniela

ovvero la sua famiglia al completo.

Al prototipo seguirono pochi

esemplari uguali che raccolsero

ottimi risultati, successivamente la

produzione riguardò un modello

con motore Hiro 125 cc omologato

ed anche alcuni esemplari da

cross con motore Hiro 250 cc. Le

poche immagini che si riescono

a trovare sulle riviste specializzate

dell’epoca rivelano una moto

molto curata sia nell’estetica sia

nei componenti che sembra proprio

non aver avuto il successo che

avrebbe meritato. Le ultime tracce

del marchio si possono datare attorno

al 1985.

Giacomo Piombo

GKD-1977-125 Regolarità

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