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Tecnologie Alimentari n° 2 - Marzo/Aprile 2021

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La battaglia<br />

delle etichette<br />

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La transizione ecologica<br />

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sommario<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 MARZO/APRILE <strong>2021</strong><br />

2<br />

6 In primo piano<br />

Il sapore sempre al centro<br />

L.R. Industries crea gli aromi ottimali per ogni genere di prodotto alimentare,<br />

studiati per conferire la giusta intensità ad ogni nota di sapore. Un vero e<br />

proprio viaggio nel cuore degli alimenti.<br />

8 La battaglia delle etichette<br />

L’etichetta “a semaforo” Nutri-Score è già raccomandata in diversi Paesi europei<br />

ed è ora in discussione la possibilità di implementarla a livello comunitario.<br />

L’Italia teme però che vengano penalizzate le proprie eccellenze alimentari e ha<br />

controproposto l’etichetta Nutrinform Battery.<br />

26 Composti antiossidanti dalle bucce di mela<br />

Una ricerca della Libera Università di Bolzano ha permesso di ottenere dalle<br />

bucce derivanti dalla lavorazione delle mele composti ad azione antiossidante<br />

da utilizzare in formulazioni alimentari, cosmetiche e mangimistiche.<br />

30 L’industria 4.0 nelle macchine per la panificazione<br />

Con il supporto di Eaton, Turri ha elevato il livello di automazione e<br />

digitalizzazione delle sue tecnologie, che consentono non solo di gestire la<br />

produzione in base alla ricetta inviata, ma anche di controllare e pianificare i<br />

processi da remoto.<br />

42 La transizione verde parte dall’imballaggio<br />

I primi cambiamenti della “rivoluzione ecologica” nelle tecnologie alimentari<br />

riguardano soprattutto le fasi finali della catena di produzione e la<br />

conservazione del prodotto, a cominciare dallo sviluppo di materiali innovativi<br />

e sostenibili.<br />

EDITORIALE<br />

Il gusto di sorprendere (A. Bignami) 5<br />

IN COPERTINA<br />

Il sapore sempre al centro 6<br />

ATTUALITÀ E APPUNTAMENTI<br />

La battaglia delle etichette (E. De Vecchis) 8<br />

Notizie attualità 12<br />

Le potenzialità dell’agricoltura 4.0 18<br />

Notizie appuntamenti 20<br />

INGREDIENTI<br />

Una sponge cake leggera come una piuma 22<br />

SCIENZA E TECNOLOGIA<br />

Notizie scienza e tecnologia 24<br />

Composti antiossidanti dalle bucce di mela<br />

(G. Ferrentino, M. Scampicchio, F. Valoppi, N. Haman) 26<br />

pag. 8<br />

pag. 30<br />

pag. 26<br />

pag. 42<br />

MACCHINE<br />

L’industria 4.0 nelle macchine per la panificazione 30<br />

Privato e pubblico collaborano in nome dell’eccellenza 32<br />

ENERGIA<br />

L’aria compressa sostiene la green economy 33<br />

COMPONENTI<br />

Motoriduttori: i vantaggi dell’acciaio inox nell’alimentare 34<br />

AUTOMAZIONE/STRUMENTAZIONE<br />

Notizie Automazione/Strumentazione 35<br />

Ottimizzare la produzione di formaggi e polveri 36<br />

PACKAGING<br />

Materiali da biomasse e dal riciclo chimico della plastica 38<br />

Notizie packaging 40<br />

La transizione verde parte dall’imballaggio (A. Buffon) 42<br />

RUBRICHE<br />

Elenco inserzionisti 48<br />

pag. 6<br />

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editoriale<br />

Eeditoriale<br />

|di Alessandro Bignami<br />

Il made in Italy alimentare non ha fatto passi indietro in uno degli anni più duri da molti decenni per l’economia<br />

globale. I dati finora disponibili per alcuni prodotti Dop e Igp suggeriscono non solo la sostanziale tenuta del settore,<br />

ma addirittura un’inattesa crescita di produzione e vendite. Nel 2020 il Grana Padano ha commercializzato<br />

per la prima volta oltre 5 milioni di forme. Il Consorzio ha dato così la possibilità di posticipare al <strong>2021</strong> il taglio<br />

produttivo del 3% che era stato messo in conto per far fronte alla crisi innescata dalla pandemia. Il Montasio, per<br />

fare un altro esempio fra le Dop casearie, ha chiuso l’anno con un +10,35% e 925 mila forme prodotte, superando<br />

ogni aspettativa. Con 3,94 milioni di forme, per un totale di 160 mila tonnellate, il Parmigiano Reggiano ha<br />

segnato il record storico e ha generato un mercato da 2,35 miliardi di euro, con un peso crescente dell’export. Tra<br />

i salumi, il Cacciatore Dop ha aumentato le vendite del 3,2%, il Salame di Varzi del 4,2% con 634 mila chilogrammi<br />

certificati Dop. Bene anche il Gorgonzola Dop, la Coppa di Parma IGP, l’Aceto Balsamico di Modena IGP. Per<br />

IL GUSTO<br />

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avere il quadro completo è necessario attendere il rapporto annuale di Ismea-Qualivita su Dop, Igp e Stg, ma tutto<br />

fa pensare che le prestazioni siano state decisamente migliori di quanto era lecito prevedere nei primi mesi di<br />

pandemia. Il dramma delle chiusure di bar e ristoranti e la contrazione dei consumi non hanno dunque, salvo<br />

qualche eccezione, messo in crisi le produzioni nazionali di qualità, che anzi in tanti casi sono cresciute. Neppure<br />

le difficoltà legate a spostamenti e scambi internazionali hanno rallentato il vitale sbocco dell’export. Diverse sono<br />

le probabili ragioni di questi exploit. Fra queste, la minore incidenza della crisi sui consumi di alta gamma, la funzione<br />

consolatoria del cibo di qualità, la preferenza verso prodotti confezionati e ben conservati, oltre che identificabili<br />

con marchi tradizionali e affidabili. Non sarà semplice mantenere questo trend nel <strong>2021</strong>, poiché il Covid-19<br />

e le sue varianti fanno ancora paura e la ristorazione è stata praticamente chiusa fino ad aprile. Motivi di incertezza<br />

vengono inoltre dal forte aumento dei prezzi delle materie prime che coinvolge anche il settore alimentare e<br />

dalla “battaglia” sorta attorno all’etichetta a semaforo Nutri-Score proposta a livello comunitario, che potrebbe<br />

sfavorire le eccellenze agroalimentari italiane sul mercato europeo. Tuttavia, la risposta data finora dalle filiere dei<br />

nostri prodotti simbolo a una sfida epocale come la pandemia lascia ben sperare sulla loro capacità di continuare<br />

a creare valore, oltre che prelibatezze da gustare in tempi difficili.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

5<br />

04_05_EDITORIALE.indd 5 26/04/21 09:09


in copertina<br />

L.R. Industries crea<br />

gli aromi ottimali per<br />

ogni genere di prodotto<br />

alimentare, studiati per<br />

conferire la giusta intensità<br />

ad ogni nota di sapore.<br />

Un vero e proprio viaggio<br />

nel cuore degli alimenti.<br />

IL SAPORE SEMPRE AL CENTRO<br />

Immaginiamo di osservare al microscopio un alimento,<br />

alla ricerca della sua composizione. Il croissant, il gelato,<br />

il sugo, gli integratori, tutti – o quasi – i prodotti che<br />

consumiamo contengono caratteristiche sensoriali direttamente<br />

collegate alla loro composizione molecolare:<br />

gli aromi.<br />

Nell’industria alimentare, caratterizzata da lavorazioni<br />

lunghe a temperature molto alte o molto basse, è fondamentale<br />

riuscire a preservare il sapore degli ingredienti,<br />

fino al momento in cui questi verranno consumati.<br />

Esaltare o riprodurre ogni nota di gusto diventa una<br />

vera e propria missione il cui successo dipenderà dall’utilizzo<br />

di aromi, naturali o chimici, che sappiano arrivare<br />

al cuore degli alimenti.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

6<br />

Raffinatezza,<br />

innovazione e<br />

produzione<br />

made in Italy sono<br />

i punti di forza<br />

di LR Industries,<br />

attiva da oltre<br />

20 anni nel settore<br />

degli aromi<br />

alimentari<br />

NELL’ESSENZA DEL GUSTO<br />

L.R. Industries SpA crea e produce gli aromi perfetti per<br />

ogni genere di prodotto alimentare, studiati per conferire<br />

la giusta intensità ad ogni nota di sapore.<br />

Raffinatezza, innovazione e produzione Made in Italy<br />

sono i punti di forza dell’azienda, attiva da oltre 20 anni<br />

nel settore degli aromi alimentari. Una lunga esperienza<br />

che ha contribuito a costruire, negli anni, un prezioso<br />

know how in grado di fare davvero la differenza.<br />

Ogni giorno, vengono combinati migliaia di sapori, per<br />

dar vita sia ad aromi dal gusto famigliare sia a soluzio-<br />

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ni totalmente innovative, create in<br />

sinergia con le aziende clienti, sempre<br />

secondo i più rigidi standard di<br />

controllo.<br />

QUALITÀ CERTIFICATA<br />

La qualità dei propri prodotti è per<br />

L.R. Industries una sfida che non<br />

smette mai di rinnovarsi.<br />

Dall’esperienza più che ventennale<br />

dell’azienda nasce un vero e proprio<br />

Sistema di Gestione per la Qualità<br />

(UNI EN ISO 9001:2015), da integrare<br />

alle restrittive procedure di<br />

sicurezza alimentare imposte dal<br />

modello gestionale HACCP utilizzato.<br />

Un modus operandi personalizzato,<br />

volto a garantire linearità,<br />

costanza e qualità durante tutto il<br />

percorso che va dalla definizione<br />

dei bisogni del cliente sino alla loro<br />

soddisfazione, attraversando e gestendo<br />

l’efficacia e l’efficienza dei<br />

processi aziendali.<br />

VERSO AROMI SEMPRE PIÙ NATURALI<br />

Negli ultimi anni, stiamo assistendo<br />

ad una crescente curiosità verso le<br />

etichette. I consumatori vogliono<br />

conoscere ogni dettaglio dei prodotti<br />

che acquistano e, a maggior<br />

ragione, di quelli che portano a tavola.<br />

Le liste degli ingredienti di<br />

L’azienda ha<br />

ampliato la propria<br />

gamma di aromi<br />

creati con materie<br />

prime 100%<br />

naturali, per<br />

garantire un’offerta<br />

varia e attenta<br />

alle esigenze<br />

del mercato<br />

yogurt, gelati, merendine,<br />

piatti pronti, vengono<br />

quindi scrutate dall’occhio<br />

attento del consumatore,<br />

fino ad arrivare<br />

all’ultima voce dell’elenco:<br />

aromi.<br />

Nonostante gli aromi<br />

rappresentino una<br />

percentuale minima<br />

dell’ingredientistica di<br />

un prodotto, le richieste<br />

della domanda convergono<br />

verso prodotti<br />

che contengono aromi<br />

naturali. Dal canto suo, l’offerta<br />

non può far altro che venire<br />

incontro a queste richieste. È<br />

per questo motivo che L.R.<br />

Industries ha ampliato il proprio<br />

parco di aromi naturali, ovvero aromi<br />

creati con materie prime 100%<br />

naturali, per garantire un’offerta<br />

sempre più varia e attenta alle esigenze<br />

espresse dal mercato.<br />

La passione, l’attenzione, la meticolosità<br />

nella produzione di aromi industriali<br />

hanno permesso a L.R.<br />

Industries l’acquisizione di diversi<br />

certificati che attestano specifici requisiti<br />

e garantiscono un prodotto<br />

e un servizio di qualità:<br />

Eurokosher: la certificazione<br />

Kosher attesta che gli alimenti siano<br />

conformi alle rigorose norme<br />

alimentari Ebraiche. L’estrema rigidità<br />

di queste norme costituisce<br />

una tutela per il consumatore, indipendentemente<br />

dalla propria<br />

religione. Scegliere prodotti Kosher<br />

è divenuto infatti un vero e proprio<br />

stile di vita per coloro che cercano<br />

un marchio sinonimo di ulteriore<br />

qualità, genuinità e purezza. Il rispetto<br />

delle severe regole Kosher è<br />

verificato da esperti che, periodicamente,<br />

esaminano sul luogo di<br />

produzione i prodotti, le strutture,<br />

le linee di produzione e le materie<br />

prime utilizzate.<br />

Federchimica-Aispec: il Gruppo<br />

aromi e fragranze di Federchimica-<br />

Aispec rappresenta oltre 50 imprese,<br />

sottoposte al codice etico e alla<br />

carta dei valori associativi di<br />

Confindustria, ispirando ad essi le<br />

proprie modalità organizzative.<br />

ISO 9001:2015: è la normativa di<br />

riferimento per chi vuole sottoporre<br />

a controllo qualità il proprio processo<br />

produttivo in modo ciclico, partendo<br />

dalla definizione dei requisiti<br />

(espressi e non) dei clienti fino ad<br />

arrivare al monitoraggio di tutto il<br />

percorso/processo produttivo.<br />

Inoltre L.R Industries fornisce aromi<br />

conformi ai requisiti HALAL, FDA e<br />

Cosmos.<br />

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7<br />

06_07_STORIA COVER LR_INDUSTRIES.indd 7 26/04/21 09:22


attualità<br />

L’etichetta “a semaforo”<br />

Nutri-Score è già<br />

raccomandata in diversi<br />

Paesi europei ed è ora in<br />

discussione la possibilità<br />

di implementarla a livello<br />

comunitario. L’Italia<br />

teme però che vengano<br />

penalizzate le proprie<br />

eccellenze alimentari e ha<br />

controproposto l’etichetta<br />

Nutrinform Battery.<br />

Nelle foto centrali,<br />

due etichette<br />

nutrizionali a<br />

confronto: Nutri-<br />

Score, sviluppata<br />

in Francia, e<br />

Nutrinform Battery,<br />

proposta dall’Italia<br />

e altri paesi Ue<br />

a cura di<br />

Eva De Vecchis<br />

LA BATTAGLIA<br />

DELLE ETICHETTE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

8<br />

È stata presa nel maggio 2020 la decisione da parte della<br />

Commissione europea di adottare entro la fine del 2022<br />

un’etichettatura nutrizionale fronte-pacco che fosse armonizzata<br />

e coerente per tutti i paesi dell’Unione. Una<br />

scelta inserita all’interno della strategia Farm to Fork, obbligatoria<br />

e volta a supportare i consumatori nelle loro<br />

scelte alimentari.<br />

Da questa proposta sono nate due etichette dai nomi particolari,<br />

forse anche simpatici, se le si chiama con i soprannomi<br />

di etichetta “a semaforo” ed “etichetta a batteria”, Nutri-<br />

Score e Nutrinform Battery l’una ideata in Francia e l’altra in<br />

Italia. Due nomi già fonte di discussioni per l’intera<br />

Commissione Europea. Il motivo dei litigi è presto detto. Le<br />

due etichette alimentari infatti si basano su due diversi principi<br />

che mettono in crisi gli interessi di alcuni paesi UE.<br />

I DUE FRONTI<br />

L’idea di adottare entro il 2022 un’etichettatura nutrizionale<br />

fronte-pacco armonizzata e coerente per tutti i paesi dell’Unione<br />

è partita dal più ampio progetto della Commissione<br />

Europea nell’ambito della strategia Farm to Fork. Ad opporsi<br />

alla prima proposta è stata l’Italia che da subito si è detta<br />

contraria all’etichetta francese Nutri-Score, alla quale invece<br />

hanno subito aderito il Belgio e la Germania. Un sistema di<br />

etichettatura che utilizza, a livello grafico, l’immagine di un<br />

semaforo con diversi colori (dal verde al rosso) ai quali corrisponde<br />

una maggiore o minore qualità del singolo alimento.<br />

La valutazione del cibo viene fatta in base al livello di zuccheri,<br />

grassi e sale contenuti e calcolati su una base di riferimento<br />

di 100 grammi. I prodotti con semaforo verde sono i migliori,<br />

quelli con il rosso sono da evitare.<br />

Perché l’Italia si oppone? La principale accusa rivolta dal<br />

nostro paese nei confronti dell’etichettatura “a semaforo”<br />

è quella di aver penalizzato alcuni prodotti tipici della dieta<br />

mediterranea e quindi lo stesso Made in Italy. Tra i principali<br />

troviamo il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e<br />

persino l’olio d’oliva, che riceverebbero, secondo gli standard<br />

Nutri-Score, il semaforo arancione o addirittura rosso.<br />

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attualità<br />

L’idea di adottare<br />

entro il 2022<br />

un’etichettatura<br />

nutrizionale frontepacco<br />

armonizzata<br />

e coerente per<br />

tutti i paesi dell’Ue<br />

è partita dal più<br />

ampio progetto<br />

della Commissione<br />

Europea<br />

nell’ambito della<br />

strategia Farm to<br />

Fork (Foto Daniel<br />

Albany - Pixabay)<br />

Si tratta di prodotti fondamentali per<br />

noi italiani, dal consumo quotidiano,<br />

che verrebbero bollati come alimenti<br />

“no”. Certo, in Italia esistono già gli<br />

alimenti a marchio DOP, IGP e STG indicatori<br />

di qualità e di origine, ma le<br />

loro etichette non aiutano il consumatore<br />

a conoscere i valori nutrizionali dei<br />

singoli prodotti e, per questo, non possono<br />

essere considerati alternativi al<br />

sistema di etichettatura nutrizionale<br />

dal quale sono stati esclusi per evitare<br />

la confusione causata dai troppi marchi<br />

in circolazione.<br />

In concreto, l’alternativa proposta dall’Italia<br />

si chiama Nutrinform Battery (o<br />

etichetta “a batteria”) e ha come obiettivo<br />

quello di valutare non i singoli cibi<br />

ma la loro incidenza all’interno della<br />

dieta. Sembra corretto, considerando i<br />

principi della nutrizione per i quali nessun<br />

alimento è sbagliato se consumato<br />

nelle giuste dosi.<br />

L’etichetta, dunque, rappresentata<br />

dall’immagine di una batteria, reca l’indicazione<br />

di tutti i valori relativi ad una<br />

singola porzione consumata. All’interno<br />

del simbolo sono rintracciabili informazioni<br />

quali: energia, grassi, grassi saturi,<br />

zuccheri e sale in percentuale, apportati<br />

alle singole porzioni in rapporto alla<br />

quantità giornaliera raccomandata. In<br />

questo caso dunque, la parte carica della<br />

batteria è quella che indica la percentuale<br />

di energia: un metodo utile per<br />

prevenire o combattere patologie legate<br />

a scorrette abitudini alimentari.<br />

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COME NASCE NUTRINFORM<br />

Nutrinform Battery è frutto di un lavoro<br />

complesso: filiera agroalimentare, nutrizionisti<br />

dell’Istituto Superiore di Sanità<br />

e del Consiglio per la Ricerca Economica<br />

Alimentare, insieme ai ministeri delle<br />

Politiche agricole, della Salute e dello<br />

Sviluppo economico hanno collaborato<br />

per la realizzazione di questo sistema di<br />

etichettatura in grado di proteggere il<br />

Made in Italy. Da una parte, dunque,<br />

l’Italia insieme a Repubblica Ceca,<br />

Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia e<br />

Romania – cui potrebbero aggiungersi<br />

anche Polonia e Slovacchia – insistono<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

9<br />

08_11_ART NUTRISCORE.indd 9 26/04/21 16:40


attualità<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

su un metodo meno drastico e amico<br />

dell’economia; dall’altra, invece,<br />

Francia, Spagna, G e r m a n i a ,<br />

Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e<br />

Svizzera si alleano per convincere l’Unione<br />

Europea ad adottare l’etichetta a<br />

semaforo. Gli interessi in gioco sono alti:<br />

l’adozione di Nutri-Score, secondo<br />

Coldiretti e Federalimentare, avrebbe<br />

un peso considerevole. Questa etichettatura<br />

non si basa su un principio scientifico,<br />

ma prende il via a partire da profili<br />

nutrizionali e algoritmi non<br />

riconosciuti dalla scienza e che puntano<br />

a discriminare determinati alimenti.<br />

Nutrinform invece si propone di fare il<br />

contrario. Lungi dal voler discriminare<br />

alcun cibo, classifica invece la giusta<br />

quantità di ogni alimento che dovrebbe<br />

essere assunta giornalmente. Nessun<br />

cibo è nocivo se consumato nelle giuste<br />

quantità: potrebbe essere questo il<br />

motto di Nutrinform. Quindi, attraverso<br />

i numeri esposti nelle caselle e il simbolo<br />

grafico della batteria, tutti potranno<br />

facilmente comprendere sia le calorie<br />

sia la quantità di nutrienti che assumono<br />

consumando un determinato prodotto,<br />

ma anche l’incidenza di questi<br />

stessi nutrienti sulla dieta giornaliera.<br />

L’etichetta italiana punta a incentivare<br />

Secondo l‘Italia<br />

l’etichettatura<br />

“a semaforo”<br />

penalizza alcuni<br />

prodotti tipici della<br />

dieta mediterranea<br />

e del Made in Italy,<br />

come il Parmigiano<br />

Reggiano, il<br />

Prosciutto di<br />

Parma e persino<br />

l’olio d’oliva (Foto<br />

Eataly)<br />

le diete variate ed equilibrate. Inoltre,<br />

l’indicazione sulla quantità di nutrienti<br />

va incontro alle necessità delle singole<br />

persone rispetto ad un giudizio, ritenuto<br />

troppo generico, portato avanti da<br />

Nutri-Score.<br />

Certo, le critiche non sono mancate,<br />

anche in Italia. Una delle accuse rivolte<br />

a Nutrinform è quella indirizzata verso<br />

la scarsa comprensibilità dell’etichetta<br />

con un presunto riferimento generico<br />

alla “porzione” e un’immagine della<br />

batteria definita ingannevole (più è carica,<br />

meglio è). Sembra inoltre che in<br />

Italia l’adozione di Nutrinform non sia<br />

stata preceduta da un confronto con i<br />

consumatori o da un sondaggio con<br />

pubblici risultati. C’è da dire però che la<br />

Nutrinform Battery è stata adottata nel<br />

nostro Paese dopo una sperimentazione<br />

realizzata presso un campione rappresentativo<br />

di famiglie i cui risultati<br />

sono stati positivi. Il sistema è stato anche<br />

messo a confronto con il Nutri-<br />

Score, superandolo per gradimento,<br />

comprensione, utilità per gli acquisti e<br />

per conoscenza nutrizionale.<br />

A PROPOSITO DI NUTRI-SCORE<br />

Come detto, Nutri-Score ha degli obiettivi<br />

ben diversi da quelli del suo compe-<br />

titor italiano. Si tratta di un sistema a<br />

punteggio sviluppato da un gruppo di<br />

ricercatori universitari francesi denominato<br />

EREN (Equipe de Recherche en<br />

Epidémiologie Nutritionnelle), guidato<br />

dal nutrizionista Serge Hercberg, basato<br />

su tabelle nutrizionali della Food<br />

Standards Agency del Regno Unito. Il<br />

calcolo per l’assegnazione dei colori/<br />

lettere nasce da un sistema di profili nutrizionali<br />

sviluppato inizialmente dai ricercatori<br />

dell’Università di Oxford per la<br />

Food Standard Agency (FSA) del Regno<br />

Unito, al fine di stabilire delle regole per<br />

la regolamentazione della pubblicità<br />

televisiva rivolta ai bambini. Si tratta di<br />

un’etichetta di facile comprensione,<br />

chiara e semplice.<br />

Il calcolo del punteggio è su sette diversi<br />

parametri di informazioni nutritive per<br />

100 g di cibo e 100 ml di bevande, informazioni<br />

già attualmente disponibili<br />

sulle confezioni degli alimenti. Se sono<br />

presenti molte fibre, proteine, frutta e<br />

verdura il punteggio è positivo, ma si<br />

trasforma in negativo se ci troviamo di<br />

fronte a prodotti ricchi di calorie, zucchero,<br />

acidi grassi saturi e sodio.<br />

Su giudizio del Ministero della Sanità<br />

francese questo sistema permetterebbe<br />

un accesso semplice ai cibi sani confezionati.<br />

Eppure Alessandra Moretti, europarlamentare<br />

dei Socialisti e Democratici ha<br />

spiegato come garantire uno stile di vita<br />

sano – obiettivo primario della Farm to<br />

Fork Strategy che riconosce l’importanza<br />

della salute a partire dalla tavola –<br />

voglia dire anche fare prevenzione contro<br />

malattie diffuse come l’obesità<br />

(soprattutto infantile), il cancro e il diabete.<br />

Per questo la dieta dovrebbe essere<br />

in primo luogo equilibrata e il giusto<br />

apporto di ciascun cibo è<br />

fondamentale, senza distinzioni tra<br />

alimenti “si” e alimenti “no”. Alla base<br />

della proposta del sistema a semaforo<br />

sembra ci siano più ragioni commerciali<br />

che di salute del consumatore. Un sistema<br />

voluto dalle multinazionali e<br />

dalla grande distribuzione francese e<br />

tedesca in parte promotrici dei prodotti<br />

confezionati con marchio proprio.<br />

10<br />

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08_11_ART NUTRISCORE.indd 10 26/04/21 09:19


attualità<br />

UNA SITUAZIONE COMPLICATA<br />

A dicembre 2020 l’Italia già aveva<br />

bloccato Nutri-Score e il documento<br />

del Consiglio Agricoltura Ue, che<br />

avrebbe accelerato l’adozione di un<br />

sistema di etichettatura a semaforo,<br />

danneggiando così l’economia del<br />

Made in Italy. A portare avanti con<br />

forza questa linea è stata in primo<br />

luogo la Coldiretti, affiancata dall’allora<br />

ministra delle Politiche Agricole<br />

Teresa Bellanova, che si era opposta<br />

con il sostegno di altri colleghi della<br />

Repubblica Ceca, della Grecia e non<br />

solo.<br />

Sul fronte opposto però, è nato a febbraio<br />

di quest’anno il coordinamento<br />

pro Nutri-Score, che vede coinvolti<br />

Francia, Spagna, G e r m a n i a ,<br />

Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo (più<br />

la Svizzera) uniti per convincere la Ue<br />

ad adottare le etichette che penalizzano<br />

i prodotti italiani.<br />

E proprio per questo la situazione<br />

sembra complicarsi. Dopo che anche<br />

la Spagna ha optato per la modalità a<br />

semaforo è sempre più evidente<br />

come l’Italia e gli altri sostenitori del<br />

Nutrinform debbano far fronte comune<br />

contro i paesi che contano. A comunicare<br />

la nascita del coordinamento<br />

pro Nutri-Score è stato il governo<br />

del Lussemburgo, che ha parlato del<br />

comitato direttivo dell’organizzazione<br />

e di come si sia già riunito per fissare<br />

l’obiettivo. Sembra che l’intento<br />

sia quello di facilitare con procedure<br />

comuni l’uso del Nutri-Score da parte<br />

dei produttori di alimenti, soprattutto<br />

le piccole imprese; compito del comitato<br />

scientifico, invece, sarà quello di<br />

valutare l’evoluzione dello schema di<br />

etichettatura Nutri-Score in rapporto<br />

alle diverse linee guida nazionali sulle<br />

diete.<br />

LA VOCE DEGLI SCIENZIATI<br />

A marzo oltre 270 scienziati hanno<br />

chiesto all’Europa di adottare l’etichetta<br />

nutrizionale francese. Perché?<br />

Sembra che l’appello sia nato con<br />

l’intento di promuovere un’etichetta<br />

amica della prevenzione e delle malattie<br />

croniche. Questi 277 scienziati<br />

europei, esperti di nutrizione e salute<br />

pubblica, quindi, vorrebbero portare<br />

dalla parte del Nutri-Score la voce della<br />

ragione. Insieme a loro ci sono anche<br />

26 associazioni scientifiche e 19<br />

firmatari italiani. Alla base delle richieste<br />

c’è la convinzione per cui “solo la<br />

scienza dovrebbe guidare il processo<br />

decisionale politico nel campo della<br />

salute pubblica” e non certo gli interessi<br />

degli operatori economici o degli<br />

stati che li supportano.<br />

Il Nutri-Score è già stato adottato da<br />

diversi Paesi europei ed è attualmente<br />

in discussione la possibilità di implementarlo<br />

a livello comunitario sulla<br />

base delle evidenze scientifiche accumulate.<br />

Scienziati e associazioni, dunque, vogliono<br />

ricordare che il Nutri-Score è<br />

l’unica etichetta nutrizionale frontepacco<br />

presente in Europa ad essere<br />

stata oggetto di studi scientifici pubblicati<br />

in riviste internazionali peerreviewed.<br />

Da questi dati si evincerebbe<br />

l’efficacia dell’etichetta “a<br />

semaforo” e la sua superiorità rispetto<br />

al Nutrinform.<br />

“Destinata ad essere apposta sulla<br />

parte anteriore delle confezioni degli<br />

alimenti, l’etichetta nutrizionale Nutri-<br />

Score mira ad informare i consumatori,<br />

in modo semplice e comprensibile,<br />

sulla qualità nutrizionale complessiva<br />

degli alimenti per aiutarli a fare scelte<br />

più sane al punto di acquisto”, recita<br />

il documento ufficiale. “Il secondo<br />

obiettivo del Nutri-Score è quello di<br />

incoraggiare i produttori a migliorare<br />

la qualità nutrizionale dei loro prodotti<br />

attraverso riformulazioni e/o innovazioni<br />

al fine di essere meglio posizionati<br />

sulla scala cromatica<br />

Nutri-Score che è vantaggiosa per i<br />

consumatori”. Inoltre, “nella sua stessa<br />

costruzione Nutri-Score si basa su<br />

un solido lavoro scientifico”.<br />

Ma i pro e contro di entrambe le etichette<br />

sono molti e da qui al 2022 lo<br />

scontro dovrà essere risolto per fare<br />

spazio ad un’etichetta nutrizionale<br />

“armonizzata e obbligatoria, da apporre<br />

sulla parte anteriore della confezione<br />

e sulla definizione di profili<br />

nutrizionali, per limitare le indicazioni<br />

nutrizionali e sulla salute sugli alimenti”.<br />

Così è scritto nell’oggetto della<br />

richiesta che Bruxelles ha fatto<br />

all’EFSA e così dovrebbe essere: un’etichetta<br />

che possa tutelare la salute<br />

dei consumatori, in un periodo in cui<br />

la salute, per altro, è già molto compromessa.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

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11<br />

08_11_ART NUTRISCORE.indd 11 26/04/21 09:19


news [fatti, persone, aziende]<br />

LEISTER OTTIENE IL MARCHIO UL PER I RISCALDATORI MISTRAL<br />

Il riscaldatore autonomo Mistral di Leister,<br />

multinazionale svizzera esperta nelle soluzioni<br />

ad aria calda per l’industria di processo,<br />

è ben conosciuto da molti produttori<br />

di impianti e macchinari inseriti in contesti<br />

dove l’aria calda è utilizzata come elemento<br />

riscaldante.<br />

Le possibilità di impiego di Mistral sono molteplici,<br />

anche a motivo dell’ottimo rapporto<br />

fra dimensioni e potenza: con soli 1,4 kg di<br />

peso, ha una potenza di 3400 W e la capacità<br />

di erogare fino a 300 litri d’aria al minuto<br />

(a 20°C), mentre può scaldare l’aria in uscita<br />

fino a una temperatura di 500°C.<br />

Queste caratteristiche consentono a Mistral<br />

di portare il calore là dove serve nel processo<br />

industriale, riducendo al minimo l’impiantistica<br />

meccanica ed elettrica a supporto.<br />

Mistral è apprezzato dai produttori di macchinari<br />

per l’industria alimentare e del beverage,<br />

dove l’aria calda trova molteplici impieghi:<br />

dall’essiccazione di materie prime e<br />

prodotti, all’asciugatura e sterilizzazione di<br />

recipienti, dalla termoretrazione di etichette,<br />

sigilli di garanzia o imballaggi, al miglioramento<br />

dell’aspetto estetico del prodotto<br />

finito nella produzione dolciaria.<br />

Questi processi consentono all’aria calda<br />

di dispiegare i propri vantaggi: efficienza,<br />

semplicità, pulizia e mantenimento delle caratteristiche<br />

organolettiche dei cibi e delle<br />

bevande.<br />

Mistral<br />

Nel segmento dei macchinari per l’industria<br />

alimentare, da sempre il Made in Italy è apprezzato<br />

in tutto il mondo: una notevole<br />

percentuale delle soluzioni prodotte in Italia<br />

è destinato all’export. E se tradizionalmente<br />

molte delle esportazioni hanno sempre<br />

raggiunto i Paesi emergenti (BRICS e MINT),<br />

nel settore del packaging alimentare ha<br />

conosciuto una notevole espansione in<br />

anni recenti la domanda da parte del Nord<br />

America.<br />

Le aziende italiane che esportano macchinari<br />

verso USA e Canada non possono<br />

esimersi dall’affrontare il tema della certificazione<br />

UL. Rilasciato dall’omonimo ente<br />

di certificazione indipendente, il marchio<br />

UL testimonia la conformità del produttore<br />

ai rigidi standard di sicurezza del mercato<br />

nordamericano.<br />

In quest’area geografica, nonostante la<br />

marcatura CE rappresenti uno standard riconosciuto<br />

a livello globale per la sicurezza<br />

dei prodotti, il riferimento è la certificazione<br />

UL: il produttore che impieghi componenti<br />

privi di tale marchio può trovarsi davanti a<br />

numerosi ostacoli per riuscire a far certificare<br />

il suo macchinario.<br />

Per questo motivo Leister si è adoperata per<br />

ottenere la certificazione UL per i riscaldatori<br />

autonomi Mistral 6 nelle versioni Premium<br />

e System, che raggiungono così il saldatore<br />

manualeTriac ed i riscaldatori a doppia flangia<br />

nel novero dei prodotti Leister che hanno<br />

ottenuto questa certificazione. Un iter<br />

non privo di complessità che l’azienda ha<br />

voluto affrontare per semplificare ai propri<br />

clienti costruttori di macchine e impianti la<br />

certificazione delle loro soluzioni destinate<br />

ai mercati nordamericani.<br />

Il marchio UL non è l’unico vantaggio che<br />

la scelta di Mistral comporta per i costruttori<br />

di macchinari: il riscaldatore Leister è<br />

apprezzato, oltre che per il design compatto<br />

e la potenza, anche per le ridottissime<br />

necessità di manutenzione dovute al motore<br />

brushless, che lo rende ideale per l’inserimento<br />

negli impianti a funzionamento<br />

continuo.<br />

PROTEINE VEGETALI: UN MERCATO<br />

PROMETTENTE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

12<br />

Il mondo dei prodotti “plant based” dimostra performance significative<br />

sia sul mercato italiano che su quello europeo. Le previsioni 2024, in<br />

Italia, vedono 118,7 milioni di unità vendute. Un dato che corrisponde al<br />

+4,7% CAGR, in parallelo alla grande dinamicità del mercato della carne<br />

processata, previsto al +4%, pari a 5.519,2 milioni di unità prodotte.<br />

Anche il mercato europeo dei prodotti a base di proteine vegetali esprime<br />

valori di crescita importanti, con un +7,4% CAGR nel 2024 che si traduce<br />

in 943,7 milioni di unità di prodotto. Interessante notare, infine, come<br />

l’Europa dell’est mostri un andamento dei due mercati simile a quello<br />

italiano, con il +6,2% pari a 90 milioni di unità per le proteine vegetali e<br />

il +3,2% pari a 10.360,6 di milioni di unità di carne processata.<br />

(Dati elaborati da Ipack Ima Business Monitor in collaborazione<br />

con MECS)<br />

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12_17_NEWS ATTUALITA.indd 12 26/04/21 09:42


Soluzione tradizionale: ognuno 1 cavo<br />

RONCADIN SI CERTIFICA<br />

ISO 28000<br />

Roncadin, azienda di Meduno<br />

(PN) che produce pizze surgelate<br />

di alta qualità per il<br />

mercato nazionale e internazionale,<br />

è la prima realtà italiana<br />

del settore alimentare a<br />

ottenere la certificazione ISO<br />

28000 sotto accreditamento<br />

Accredia; la norma definisce i<br />

requisiti per l’implementazione<br />

di un sistema di gestione<br />

della sicurezza lungo tutta la<br />

catena di fornitura (supply<br />

chain security). L’ente certificatore<br />

Bureau Veritas ha concluso<br />

pochi giorni fa gli audit per<br />

verificare gli standard adottati<br />

in azienda: sotto la lente i sistemi<br />

di gestione di criticità e<br />

potenziali minacce legate ad<br />

esempio a terrorismo, frodi,<br />

azioni di pirateria e contraffazione<br />

lungo tutte le fasi della<br />

catena di fornitura (magazzinaggio,<br />

trasporti, logistica,<br />

eccetera).<br />

“Ottenere questa certificazione<br />

è un traguardo frutto di<br />

un lungo e meticoloso lavoro<br />

di Roncadin per implementare<br />

i sistemi di sicurezza più<br />

avanzati in tutte le fasi della<br />

filiera”, ha commentato Dario<br />

Roncadin, amministratore delegato.<br />

“Con la ISO 28000 offriamo<br />

valore sia al consumatore<br />

finale sia ai buyer della<br />

GDO italiana ed estera, che<br />

possono essere certi della conformità<br />

delle nostre politiche<br />

di gestione della sicurezza ai<br />

più alti standard internazionali<br />

in materia”.<br />

“Bureau Veritas, l’unico ente<br />

accreditato da Accredia per la<br />

certificazione ISO 28000, ha<br />

visto in questo standard un valido<br />

alleato del commercio internazionale;<br />

in particolare per<br />

il settore food, questa certificazione<br />

offre una ulteriore tutela<br />

per il consumatore”, ha spiegato<br />

Andrea Filippi, Certification<br />

Service Line Manager di Bureau<br />

Veritas Italia. “Alcuni grandi<br />

gruppi stanno già chiedendo<br />

ai propri fornitori di applicare<br />

il modello ISO 28000 a garanzia<br />

della propria gestione della<br />

supply chain”.<br />

La certificazione ISO 28000<br />

conferma che Roncadin mette<br />

in campo una serie di azioni di<br />

alto livello mirate a minimizzare<br />

il rischio di contraffazione e<br />

sabotaggio non soltanto nella<br />

produzione, ma anche nella<br />

catena della logistica, assicurando<br />

che il prodotto che arriva<br />

nelle mani del cliente finale<br />

sia come appena uscito dallo<br />

stabilimento.<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

PARMIGIANO REGGIANO: BILANCIO POSITIVO NONOSTANTE LA PANDEMIA<br />

Il 2020 è stato un anno record<br />

per la produzione della DOP<br />

Parmigiano Reggiano che<br />

cresce complessivamente del<br />

4,9% rispetto all’anno precedente.<br />

I 3,94 milioni di forme (circa<br />

160 mila tonnellate) prodotte<br />

nel 2020 rappresentano il<br />

livello più elevato nella storia<br />

del Parmigiano Reggiano. Un<br />

giro d’affari al consumo pari a<br />

2,35 miliardi di euro per la denominazione<br />

di origine protetta<br />

che si proietta sempre più<br />

verso l’estero: una valvola di<br />

sfogo per una produzione in<br />

continua espansione che ha<br />

bisogno di nuovi spazi di mercato.<br />

Il Parmigiano Reggiano<br />

ha vissuto un 2020 positivo<br />

anche per quanto riguarda le<br />

quotazioni. Se nel primo semestre,<br />

il prezzo del 12 mesi<br />

(prezzo medio alla produzione<br />

Parmigiano Reggiano 12<br />

mesi da caseificio produttore,<br />

fonte: bollettini Borsa<br />

Comprensoriale Parma) era<br />

7,55 euro al chilo, alla fine<br />

dell’anno ha superato i 10<br />

euro al chilo. La quotazione<br />

media annua (8,56 euro al chilo)<br />

è stata inferiore a quella del<br />

2019, ma con un sostanziale<br />

incremento nella seconda parte<br />

dell’anno che ha permesso<br />

di recuperare marginalità.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

14<br />

IL MERCATO PREMIA<br />

LA DOP MONTASIO<br />

La Dop Montasio si guadagna la<br />

fiducia del mercato e dei consumatori:<br />

una conferma che arriva dagli<br />

ultimi dati del Consorzio di tutela<br />

che nel 2020 ha superato le più<br />

rosee aspettative chiudendo l’anno<br />

con un incremento di produzione e<br />

vendite del +10,35%, per un fatturato<br />

al consumo di 56 milioni di<br />

euro. Nell’anno appena terminato<br />

le forme prodotte sono state più di<br />

925 mila - l’obiettivo prefissato era<br />

di 900 mila - rispetto alle 838.568<br />

dell’annata precedente.<br />

“Nonostante le difficoltà legate<br />

al Covid e le limitazioni imposte al<br />

settore horeca, il consumo del Montasio Dop ha continuato<br />

a crescere, forte delle sue caratteristiche di distintività e<br />

unicità”, ha commentato Valentino Pivetta, presidente del<br />

Consorzio. “Continueremo nell’opera di valorizzazione della<br />

marca, puntando sulla sostenibilità e il rafforzamento della<br />

tracciabilità di filiera”.<br />

“Ambiente incontaminato, clima, materia prima, lavorazione,<br />

tecnologia e artigianalità sono i fattori caratterizzanti di<br />

questa eccellenza gastronomica che sa offrire una combinazione<br />

armoniosa di profumi, sapori e valori nutritivi “, ha<br />

concluso il direttore Renato Romanzin.<br />

GRANA PADANO, RISULTATI<br />

ECCEZIONALI NEL 2020<br />

Dicembre 2020 si è chiuso positivamente per le vendite di Grana Padano<br />

Dop: le “uscite” di prodotto marchiato hanno messo a segno un aumento<br />

a doppia cifra. Nell’ultimo mese dell’anno sono state infatti commercializzate<br />

488.255 forme, il 12,7% in più rispetto a dicembre 2019.<br />

Il buon andamento dei consumi nel 2020 ha consentito alla recente<br />

assemblea dei soci del Consorzio di tutela di approvare a larga maggioranza<br />

una diluizione in due annualità del calo produttivo del 3% deciso<br />

lo scorso anno e stabilito durante la prima fase dell’emergenza sanitaria.<br />

Ogni impresa consorziata ha la possibilità di ridurre la produzione<br />

dell’1,5% nel 2020 e arrivare al 3% stabilito con un taglio da effettuare<br />

nel <strong>2021</strong>. La decisione di suddividere in due passaggi il taglio produttivo<br />

del 3% è stata assunta perché la situazione di mercato si è rivelata<br />

meno preoccupante rispetto a quanto inizialmente previsto. I caseifici<br />

che hanno scelto di posticipare al <strong>2021</strong> il taglio produttivo deciso lo<br />

scorso anno, sono tenuti però a operare un’ulteriore riduzione dell’1%.<br />

“Nel 2020 abbiamo superato per la prima volta 5 milioni di forme di<br />

prodotto commercializzato, un risultato eccezionale che non sarà facile<br />

replicare nel <strong>2021</strong>”, ha dichiarato Stefano Berni, direttore generale del<br />

Consorzio di tutela. “Il 2020 è stato infatti favorito da prezzi all’ingrosso<br />

molto contenuti che hanno spinto le vendite”.<br />

Nonostante il momento commerciale favorevole, nelle scorse settimane<br />

la trattativa per il rinnovo dei contratti di vendita del latte<br />

destinato a Grana Padano ha suscitato vivaci polemiche, perché alcuni<br />

caseifici privati hanno offerto agli allevatori un prezzo di 36 centesimi<br />

per litro giudicato insoddisfacente e non in linea con la situazione<br />

del mercato che, secondo le organizzazioni sindacali degli allevatori,<br />

permetterebbe di giustificare un valore della materia prima superiore<br />

a 40 centesimi di euro per litro.<br />

(Fonte: AGR Osservatorio Agroalimentare)<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

PROSPETTIVE DI CRESCITA<br />

PER L’AGROFOOD BRASILIANO<br />

Giacomo Guarnera, socio<br />

fondatore di Guarnera<br />

Advogados<br />

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Aumento pari al 2,06% dell’agroalimentare<br />

nel dicembre<br />

2020, PIL del settore a fine anno<br />

di 2 trilioni di real brasiliani su un<br />

totale pari a 45 trilioni. Questi<br />

i numeri dell’agrobusiness in<br />

Brasile, che nonostante la diffusione<br />

della pandemia e il conseguente<br />

impatto sull’economia<br />

brasiliana, ha concluso il 2020<br />

mantenendo le proprie attività,<br />

ottenendo buone performance<br />

e mostrando rilevanti potenzialità<br />

di crescita per il <strong>2021</strong>.<br />

In questo contesto, il Ministero<br />

brasiliano dell’agricoltura, allevamento e approvvigionamento<br />

(Mapa) ha compiuto 160 anni con una nuova sfida: promuovere<br />

misure per garantire l’approvvigionamento di cibo<br />

e mantenere operativi i servizi essenziali, come l’ispezione<br />

sanitaria, oltre a ridurre gli impatti della crisi sul reddito dei<br />

produttori rurali, soprattutto di piccole e medie dimensioni.<br />

Il Mapa ha quindi istituito il Comitato CC-Agro-Covid19,<br />

formato da 14 membri delle segreterie ministeriali,<br />

la Società di Fornitura Nazionale (Conab) e la Società<br />

Brasiliana di Ricerca Agricola (Embrapa). L’obiettivo principale<br />

del CC-Agro-Covid19, ancora attivo, è monitorare e<br />

proporre strategie per superare gli effetti della pandemia<br />

sulla produzione e fornitura agricola.<br />

“Si tratta di una grande opportunità per le aziende italiane<br />

che dispongano di offerte tecnologiche interessanti per la<br />

filiera dell’agrobusiness, per esempio macchinari agricoli,<br />

tecnologie per l’agricoltura 4.0 e, in generale, soluzioni<br />

per contribuire a migliorare i processi di lavorazione della<br />

terra così come i processi industriali, in ambito per esempio<br />

refrigerazione, efficienza energetica, efficienza di utilizzo<br />

della materia prima”, ha commentato Giacomo Guarnera,<br />

socio fondatore di Guarnera Advogados. “Nonostante la<br />

complessità del periodo attuale, settori come l’agroalimentare<br />

resistono nel Paese e continuano a essere attrattivi per<br />

le imprese italiane”.<br />

Secondo i dati più recenti del ministero dell’Agricoltura,<br />

l’agroalimentare brasiliano ha esportato 6,47 miliardi di<br />

dollari nel febbraio <strong>2021</strong> (+2,8% rispetto allo stesso mese<br />

dello scorso anno). Il Brasile, inoltre, è il quarto esportatore<br />

mondiale di prodotti agricoli (dietro l’Unione Europea,<br />

gli Stati Uniti e la Cina). Secondo la più recente Indagine<br />

Nazionale (PNAD), su un totale di 94,4 milioni di lavoratori<br />

intervistati, il 32,3% (cioè 30,5 milioni) apparteneva all’agrobusiness.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

15<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

16<br />

BENE IL CACCIATORE ITALIANO DOP<br />

IL SALAME DI VARZI DOP<br />

AUMENTA LE VENDITE<br />

La pandemia da Covid-19 ha avuto un<br />

impatto negativo su alcuni ambiti dell’industria<br />

alimentare, tuttavia il comparto<br />

dei salumi, che già nel 2019 aveva dato<br />

segnali di ripresa (+1,4%), ha registrato<br />

un buon incremento delle vendite anche<br />

nel 2020 (+3,2%). Anche la produzione<br />

certificata dei Salamini Italiani alla<br />

Cacciatora Dop ha avuto nel corso del<br />

2020 un andamento positivo, chiudendo<br />

l’anno con un incremento del +8,3%<br />

(3.974.074 kg) rispetto al 2019, anno<br />

che a sua volta si era già chiuso positivamente<br />

(+8,9% rispetto al 2018). La buona<br />

performance della Dop può essere legata<br />

ad un andamento positivo di questo<br />

salume nell’ultimo periodo e alle nuove<br />

condizioni socio-psicologiche che si sono<br />

verificate in conseguenza della pandemia,<br />

che hanno portato i consumatori<br />

a dare la propria preferenza a prodotti<br />

confezionati perché considerati più sicuri<br />

a livello igienico, veloci da identificare e<br />

da scegliere nel punto vendita, e agli alimenti<br />

definiti “comfort food”, come appunto<br />

il Salame Cacciatore Italiano Dop.<br />

Per quanto riguarda la distribuzione,<br />

nel 2020 la gran parte della Dop, circa<br />

il 95% è destinata al mercato moderno<br />

domestico GDO e discount e circa il 5%<br />

nei restanti canali, soprattutto il dettaglio<br />

tradizionale. Per quanto riguarda<br />

l’export, i volumi anche per il 2020 sono<br />

in crescita e si conferma che ben il 28%<br />

del prodotto viene venduto all’estero,<br />

una percentuale ormai consolidata negli<br />

ultimi anni.<br />

Nel 2020 sono stati certificati 634.000 kg di Salame di Varzi Dop con una crescita<br />

del 4,2% rispetto all’anno precedente.<br />

“Un dato che supera di gran lunga le aspettative soprattutto tenendo conto della<br />

forte contrazione del settore della ristorazione che costituisce un importante canale<br />

di vendita”, ha commentato Fabio Bergonzi, presidente del Consorzio di tutela del<br />

Salame di Varzi, recentemente riconfermato per il triennio <strong>2021</strong>-2023. “Questo vuol<br />

dire che la crescita è stata trainata dalle vendite al dettaglio, GDO e dal maggiore<br />

ricorso al canale e-commerce. A conferma di ciò, si registra la notevole crescita<br />

dell’affettato, formato di acquisto particolarmente apprezzato durante il lockdown<br />

per la praticità d’utilizzo e la maggiore conservabilità. Basti pensare che nel 2020 sono<br />

state prodotte e commercializzate<br />

451.807 confezioni<br />

rispetto alle 197.475<br />

dell’anno precedente, con<br />

un incremento del 128%.<br />

I dati positivi registrati nel<br />

2020 sono una conferma<br />

del lavoro svolto dal<br />

Consorzio costantemente<br />

impegnato ad ampliare la<br />

diffusione del Salame di<br />

Varzi in Italia e all’estero”.<br />

FRENA LA<br />

PRODUZIONE DI SPECK<br />

ALTO ADIGE IGP<br />

Il 2020 si conferma un anno difficile per<br />

lo Speck Alto Adige IGP che registra un<br />

calo della produzione del 4,4% rispetto<br />

al 2019. Con 2.802.310 baffe contrassegnate<br />

con il marchio, si registra una<br />

quota stabile dello Speck Alto Adige IGP<br />

(41,2%). Questi alcuni dei dati emersi nel<br />

corso dell’assemblea annuale, tenutasi<br />

a febbraio scorso in forma virtuale, alla<br />

quale hanno preso parte produttori associati.<br />

Appuntamento durante il quale<br />

è stato eletto anche il nuovo presidente<br />

del Consorzio Tutela Speck Alto Adige IGP<br />

David Recla.<br />

Nel 2020 si conferma il mercato italiano<br />

come principale sbocco commerciale<br />

per lo Speck Alto Adige IGP (66,5% con<br />

un aumento di 2 punti percentuali sul<br />

2019), soprattutto nelle regioni del Nord<br />

e all’interno del territorio altoatesino, anche<br />

se cresce sempre di più la domanda<br />

da parte del Sud Italia e dei paesi oltre i<br />

confini nazionali. Il mercato estero rappresenta<br />

il 33,5% della restante quota di<br />

commercializzazione e sono soprattutto<br />

la Germania (che aumenta la quota percentuale<br />

al 28% dal 26% dello scorso<br />

anno) e gli Usa (1,7%) a registrare un aumento<br />

della popolarità dello Speck Alto<br />

Adige IGP, inserendolo tra i prodotti della<br />

salumeria italiana più importati. Seguono<br />

Francia (1,4%), Austria (0,9%) e Svizzera<br />

(0,7%).<br />

Anche nel 2020, il canale di vendita principale<br />

in Italia resta la grande distribuzione<br />

(GDO) con il 68,5%. Seguono i discount<br />

con il 17%, i grossisti con il 5,4%, la vendita<br />

al dettaglio con il 4,3% e la gastronomia<br />

con il 2,2%. La vendita al dettaglio<br />

è particolarmente diffusa soprattutto<br />

all’interno dei confini altoatesini (41%).<br />

Lo speck pre-affettato resta comunque la<br />

prima scelta per i consumatori: nel 2020<br />

sono stati prodotti 44.783.524 milioni di<br />

confezioni di speck pre-affettato.<br />

www.interprogettied.com<br />

12_17_NEWS ATTUALITA.indd 16 26/04/21 09:42


news [fatti, persone, aziende]<br />

L’INDUSTRIA ALIMENTARE VENETA GUARDA ALLA RIPARTENZA<br />

L’assemblea dei Soci ha eletto Nicola<br />

Sartor nuovo presidente del Gruppo<br />

Alimentare di Assindustria Venetocentro.<br />

Il mandato del presidente Sartor, subentrando<br />

a quello di Giovanni Taliana, si concluderà<br />

alla naturale scadenza del 2023.<br />

Nicola Sartor sarà affiancato dai vicepresidenti<br />

Luca Fraccaro (Fraccaro Spumadoro<br />

Spa, Castelfranco Veneto), confermato, e<br />

Stefano Pavan (Mafin Srl, Galliera Veneta).<br />

In Veneto la produzione alimentare ha<br />

registrato un calo del -4,1% (comunque<br />

la metà del -8,6% complessivo del manifatturiero),<br />

altrettanto gli ordini (-4%)<br />

e il fatturato interno (-4,1%), entrambi<br />

con diminuzioni molto inferiori rispetto alla media della<br />

manifattura. Tiene invece nel complesso il fatturato estero<br />

(-1,4%).<br />

“Ringrazio i colleghi imprenditori per la loro fiducia e<br />

Giovanni Taliana, di cui raccolgo l’importante testimone”,<br />

ha dichiarato Nicola Sartor. “L’industria alimentare, tradizionalmente<br />

considerata ‘anticiclica’ ovvero più stabile<br />

rispetto alle oscillazioni congiunturali, ha subìto anche nel<br />

nostro territorio gli effetti della pandemia, che ha penalizzato<br />

i consumi sia delle famiglie che, soprattutto, nell’Ho.<br />

Re.Ca. (alberghi, ristorazione e catering). È una filiera che<br />

dobbiamo preservare e rafforzare per la ripartenza e su<br />

questo continueremo ad impegnarci come imprese alimentari<br />

di Assindustria Venetocentro. La qualità, il ‘buono’<br />

Nicola Sartor è stato nominato<br />

presidente del Gruppo Alimentare di<br />

Assindustria Venetocentro<br />

italiano e veneto, la sostenibilità sono da<br />

tempo a fondamento del nostro lavoro,<br />

con la responsabilità di offrire cibi sani al<br />

prezzo migliore. Da questo fondamento,<br />

l’industria alimentare, anche nel nostro<br />

territorio, guarda alla ripartenza e alla<br />

nuova consapevolezza sul valore del<br />

nutrirsi bene e con gusto, trovando nel<br />

cibo anche la memoria di un territorio,<br />

emozioni e cultura”.<br />

Nicola Sartor è nato a Montebelluna<br />

nel 1972, dopo la laurea in Economia<br />

e Commercio nel 1995, lavora per<br />

tre anni nella società di revisione<br />

PriceWaterhouse, per approdare nel<br />

1998 nella neonata azienda di famiglia, Surmont Srl di<br />

Pederobba (TV).<br />

Nata come divisione surgelati di Funghi del Montello e<br />

quindi con un’esperienza di più di 70 anni nel settore dei<br />

funghi, diviene esperto nella produzione e commercializzazione<br />

di funghi e piatti pronti surgelati sia a proprio<br />

marchio che con PL, con un fatturato di 30 milioni di euro<br />

nel 2020. Si caratterizza fin da subito per una tecnologia<br />

all’avanguardia che le consente di creare una solida identità<br />

di qualità e di innovazione. Al suo interno Nicola Sartor si<br />

occupa della direzione commerciale con una particolare<br />

competenza nel canale GD e industria di trasformazione.<br />

Dal 2019 è stato vicepresidente del Gruppo Alimentare di<br />

Assindustria Venetocentro.<br />

CEME ACQUISISCE ODE<br />

Ceme Spa, esperta nel settore<br />

delle elettropompe a vibrazione<br />

ed elettrovalvole a<br />

solenoide con sede a Trivolzio<br />

(PV), controllata dal fondo<br />

Investindustrial, acquisisce il<br />

100% di Ode, gruppo italocinese<br />

attivo nella produzione<br />

di pompe e valvole solenoidi.<br />

Ode è una storica realtà industriale<br />

fondata nel 1960 a<br />

Esino Lario (LC) che ha visto<br />

una costante crescita del proprio<br />

business, culminata con<br />

l’acquisizione della società ACL<br />

nel 2015. Oggi il gruppo può<br />

contare su tre stabilimenti industriali,<br />

circa 750 dipendenti<br />

e un fatturato superiore agli 80<br />

milioni di euro.<br />

L’operazione permetterà a<br />

Ceme di espandere ulteriormente<br />

la propria presenza<br />

commerciale e industriale, potendo<br />

contare su una capacità<br />

produttiva ulteriore di pompe<br />

e valvole a solenoide destinate<br />

tra le altre ad applicazioni nel<br />

settore del caffè, del vending,<br />

del beverage, della refrigerazione<br />

e del water-management.<br />

Nell’operazione il Gruppo Ode<br />

è stato supportato da Banca<br />

Finint in qualità di advisor finanziario<br />

e dallo Studio Backer<br />

McKenzie come advisor legale,<br />

mentre Ceme è stata affiancata<br />

dallo Studio Chiomenti come<br />

advisor legale.<br />

“Questa acquisizione rappresenta<br />

un passaggio fondamentale<br />

per Ceme, perché ci<br />

permette di aggiungere alla<br />

nostra offerta una gamma di<br />

prodotti totalmente complementari<br />

a quelli già presenti<br />

nel nostro portafoglio”, ha dichiarato<br />

il CEO Roberto Zecchi.<br />

“Grazie al supporto strategico<br />

e finanziario di Investindustrial<br />

abbiamo intrapreso un percorso<br />

di crescita per linee interne<br />

ed esterne che ci ha portato a<br />

rafforzare e consolidare la nostra<br />

leadership nei segmenti e<br />

nei mercati in cui operiamo”.<br />

Roberto Zecchi, CEO di Ceme<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

www.interprogettied.com<br />

17<br />

12_17_NEWS ATTUALITA.indd 17 26/04/21 09:42


attualità<br />

È un mercato in espansione che vale 540 milioni<br />

di euro, trainato soprattutto dalle tecnologie per<br />

agricoltura di precisione e tracciabilità alimentare.<br />

Il 60% delle aziende agricole utilizza almeno una<br />

soluzione digitale, ma solo il 3-4% della superficie<br />

è coltivata con strumenti 4.0. Segno che c’è tanto<br />

spazio per crescere.<br />

LE POTENZIALITÀ<br />

DELL’AGRICOLTURA 4.0<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

18<br />

L’emergenza Covid19 ha messo fortemente sotto stress il<br />

settore agroalimentare italiano, diminuendo la disponibilità<br />

di manodopera, aumentando la pressione sulla logistica<br />

distributiva, riducendo le vendite nel canale Ho.Re.Ca<br />

e la fiducia dei consumatori. Queste difficoltà, soprattutto<br />

durante il primo lockdown, hanno rallentato anche il mercato<br />

dell’Agricoltura 4.0, che però è ripartito di slancio<br />

nella seconda parte dell’anno, raggiungendo un valore di<br />

540 milioni di euro nel 2020 (circa il 4% del mercato globale)<br />

e registrando una crescita del 20% rispetto all’anno<br />

precedente, in linea con l’andamento pre-pandemia. La<br />

spesa è trainata dalle soluzioni di agricoltura di precisione,<br />

cioè gli strumenti a supporto delle attività in campo, come<br />

i sistemi di monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature<br />

(36% del mercato), e i macchinari connessi (30%).<br />

Sono 538 le soluzioni di Agricoltura 4.0 disponibili per il<br />

settore agricolo in Italia (oltre 100 in più rispetto al 2019),<br />

che usano prevalentemente sistemi di Data Analytics, piattaforme<br />

o software di elaborazione e Internet of Things,<br />

e trovano applicazione nelle fasi di coltivazione, semina e<br />

raccolta dei prodotti in diversi comparti, fra i quali emergono<br />

l’ortofrutticolo, il vitivinicolo e il cerealicolo. Ben il<br />

60% delle aziende agricole utilizza almeno una soluzione<br />

digitale, e il 38% ne impiega due o più, ma solo il 3-4%<br />

della superficie agricola è coltivata con strumenti 4.0, segno<br />

che il mercato deve ancora esprimere larga parte del<br />

suo potenziale.<br />

Il digitale è sempre più presente anche nell’ambito della<br />

tracciabilità alimentare, con 157 soluzioni.<br />

Avanzano le tecnologie per la<br />

raccolta, la valorizzazione e la condivisione<br />

dei dati lungo la filiera, come<br />

le soluzioni Mobile (+65% rispetto al<br />

2019), l’analisi avanzata dei dati<br />

(+57%) e le piattaforme di elabora-<br />

www.interprogettied.com<br />

18_19_ART AGRIFOOD 4.0.indd 18 26/04/21 09:46


attualità<br />

zione (+60%). Continua la crescita<br />

della Blockchain, presente nel 18%<br />

delle soluzioni di tracciabilità (+59%),<br />

anche se con un ritmo più lento rispetto<br />

al 2019. L’agroalimentare è il<br />

terzo settore per numero di progetti<br />

pilota e operativi di Blockchain a livello<br />

internazionale, avviati dalle imprese<br />

per ragioni commerciali, migliorare<br />

l’efficienza della supply chain e per<br />

una maggiore sostenibilità ambientale<br />

o sociale.<br />

Sono i risultati della ricerca realizzata<br />

dall’Osservatorio Smart Agrifood della<br />

School of Management del<br />

Politecnico di Milano* e del<br />

Laboratorio RISE (Research &<br />

Innovation for Smart Enterprises)<br />

dell’Università degli Studi di Brescia,<br />

presentata oggi durante il convegno<br />

online “Smart Agrifood: condivisione<br />

e informazione, gli ingredienti per<br />

l’innovazione”.<br />

“Il settore agroalimentare ha superato<br />

la prova della pandemia, mostrandosi<br />

dinamico e aperto all’innovazione,<br />

ben consapevole dei benefici che<br />

l’applicazione delle tecnologie digitali<br />

può apportare in termini di efficienza,<br />

competitività, sostenibilità della<br />

filiera”, afferma Andrea Bacchetti,<br />

direttore dell’Osservatorio Smart<br />

Agrifood. “Nonostante questo, soltanto<br />

una piccola parte della superficie<br />

agricola è oggi coltivata con strumenti<br />

4.0. Per sbloccare questo<br />

potenziale ancora inespresso sarà<br />

necessario lavorare sull’interoperabilità<br />

e l’interconnessione delle soluzioni,<br />

lo sviluppo di competenze specifiche<br />

e la valorizzazione e condivisione<br />

dei dati”.<br />

“Le soluzioni digitali si stanno facendo<br />

largo nell’ambito della tracciabilità<br />

alimentare, dove non mancano soluzioni<br />

abilitate da tecnologie che migliorano<br />

la raccolta, la valorizzazione<br />

e la condivisione dei dati lungo la filiera”,<br />

afferma Chiara Corbo, direttore<br />

dell’Osservatorio Smart Agrifood.<br />

“Accanto alle tecnologie più innova-<br />

tive come IoT, Mobile e Advanced<br />

Analytics, rimane però importante il<br />

peso delle soluzioni ‘tradizionali’,<br />

come i software gestionali e quelli<br />

cosiddetti verticali, che non sempre<br />

assumono una prospettiva di filiera.<br />

Nel prossimo futuro sarà fondamentale<br />

lavorare a soluzioni che, in un’ottica<br />

di piattaforma, siano adatte a<br />

sostenere lo scambio e la valorizzazione<br />

di dati tra gli attori, per rendere la<br />

tracciabilità un’opportunità concreta<br />

per l’efficienza della supply chain, per<br />

il coordinamento lungo la filiera e per<br />

la valorizzazione del prodotto”.<br />

538 SOLUZIONI 4.0 PER LE COLTI-<br />

VAZIONI IN CAMPO APERTO<br />

Il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0<br />

è trainato dai produttori di macchine<br />

agricole e ausiliari, responsabili del<br />

73% del fatturato, seguiti dai fornitori<br />

di soluzioni IT e tecnologie avanzate<br />

(in particolare Internet of Things)<br />

con una quota del 17%. Le soluzioni<br />

che attirano più investimenti sono<br />

quelle per il monitoraggio e il controllo<br />

di mezzi e attrezzature agricole<br />

(36% del mercato) e i macchinari connessi<br />

(30%). Nei software gestionali<br />

si concentra il 13% della spesa, i sistemi<br />

per il monitoraggio da remoto di<br />

Sono 538 le<br />

soluzioni di<br />

Agricoltura 4.0<br />

disponibili in<br />

Italia (oltre 100<br />

in più rispetto al<br />

2019), che usano<br />

prevalentemente<br />

sistemi di<br />

data analytics,<br />

piattaforme<br />

o software di<br />

elaborazione e<br />

internet of things,<br />

e che trovano<br />

applicazione nelle<br />

fasi di coltivazione,<br />

semina e raccolta<br />

coltivazioni e terreni coprono l’8%, il<br />

5% è rappresentato da sistemi di supporto<br />

alle decisioni, il 4% da soluzioni<br />

per la mappatura di coltivazioni e terreni,<br />

il 2% da robot per le attività in<br />

campo.<br />

Sono 538 le soluzioni 4.0 dedicate<br />

alle coltivazioni in campo aperto, di<br />

cui il 79% pensato per aiutare le<br />

aziende agricole nella fase di coltivazione,<br />

il 45% durante la semina, il<br />

35% nella raccolta e il 16% nella fase<br />

di pianificazione. Le più numerose<br />

sono le soluzioni utilizzabili in diversi<br />

settori (61%), mentre fra gli strumenti<br />

applicabili a specifici comparti prevalgono<br />

quelli per l’ortofrutticolo<br />

(17%), il vitivinicolo (17%) e il cerealicolo<br />

(16%).<br />

APERTI ALLA SPERIMENTAZIONE<br />

ANCHE I TRASFORMATORI<br />

Oltre alle aziende agricole, anche le<br />

imprese della trasformazione alimentare<br />

sono aperte all’innovazione e alla<br />

sperimentazione di soluzioni 4.0, anche<br />

se ancora spesso legate a tecnologie<br />

di base. L’87% delle 135 imprese<br />

analizzate dall’Osservatorio applica<br />

o sperimenta almeno una tecnologia<br />

digitale, principalmente nei processi<br />

distributivi e produttivi, fra le quali<br />

spiccano i software di gestione dei<br />

fornitori e del magazzino (75%) e i<br />

dispositivi portatili (57%). Non mancano,<br />

però, realtà che si concentrano<br />

su tecnologie più innovative: soprattutto<br />

Data Analytics (il 19% le applica,<br />

il 9% le sperimenta), Cloud (18%<br />

e 10%), IoT (16% e 10%), Advanced<br />

Automation (13% e 3%) e Blockchain<br />

(2% e 6%). Le aziende utilizzano le<br />

soluzioni digitali principalmente per<br />

rendere più efficienti i processi produttivi<br />

(52%), ridurre la distanza col<br />

consumatore (47%) e migliorare la<br />

gestione logistica e la tracciabilità<br />

(45%). L’85% del campione intende<br />

investire in strumenti 4.0 entro i prossimi<br />

tre anni, soprattutto in soluzioni<br />

Mobile (54%), software gestionali per<br />

fornitori e magazzino (43%), Data<br />

Analytics (33%) e Blockchain (18%).<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

19<br />

18_19_ART AGRIFOOD 4.0.indd 19 26/04/21 09:46


appuntamenti<br />

A MEAT-TECH FOCUS SU SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE<br />

Oltre ai crediti di imposta già<br />

previsti per gli investimenti in<br />

beni strumentali, il Nuovo Piano<br />

Nazionale Transizione 4.0 amplia<br />

il programma di sostegno<br />

includendo le spese di R&D,<br />

progetti di innovazione, design<br />

e formazione, con una particolare<br />

attenzione alla sostenibilità<br />

e alla digitalizzazione. Strumenti<br />

importanti, a supporto del sistema<br />

manifatturiero italiano che si<br />

affaccia a una fase di profondo<br />

cambiamento per cogliere le<br />

opportunità legate alle trasformazioni<br />

in atto.<br />

Ne parla Rossano Bozzi,<br />

amministratore delegato<br />

di Ipack Ima, la joint venture<br />

tra Ucima e Fiera Milano specializzata<br />

nel processing &<br />

packaging in ambito food e<br />

non food, che dal 22 al 26<br />

ottobre <strong>2021</strong> propone Meat-<br />

Tech. Manifestazione specializzata<br />

in tecnologie e soluzioni<br />

innovative per la filiera<br />

dei salumi, delle carni e dei<br />

piatti pronti, Meat-Tech vedrà<br />

un ritorno delle iniziative in<br />

presenza, negli spazi di Fiera<br />

Milano a Rho in concomitanza<br />

con TuttoFOOD e Host, a<br />

conferma dell’attenzione alle<br />

logiche di filiera che queste<br />

fiere intendono rappresentare.<br />

Un’occasione unica per l’industria<br />

alla ricerca di nuove opportunità<br />

anche grazie alle misure<br />

messe in campo dal governo, in<br />

continuità con le politiche precedenti,<br />

che confermano il sostegno<br />

al sistema manifatturiero<br />

italiano. Il focus su economia<br />

circolare, connettività, ricerca e<br />

innovazione, con misure estese<br />

fino alla fine del 2022, apre con<br />

decisione alla sostenibilità su cui<br />

Meat-Tech propone una serie di<br />

iniziative ad hoc a partire dalla<br />

seconda edizione del convegno<br />

internazionale “Packaging<br />

Speaks Green” organizzato da<br />

Ucima e che sarà ospitato in<br />

ottobre nel corso della manifestazione.<br />

“Vogliamo rappresentare al<br />

meglio la catena di fornitura del<br />

settore e offrire all’industria delle<br />

carni, dei salumi e dei piatti<br />

pronti, tutti gli elementi di innovazione<br />

che si stanno imponendo<br />

sul mercato”, dice Bozzi.<br />

“Meat-Tech offrirà agli specialisti<br />

della filiera l’occasione per un<br />

primo bilancio di un <strong>2021</strong> in cui<br />

le parole d’ordine in prospettiva<br />

saranno innovazione e sostenibilità;<br />

un’opportunità per guardare<br />

al futuro con fiducia grazie<br />

al confronto con gli operatori<br />

presenti in fiera, sia in presenza,<br />

sia attraverso gli strumenti di<br />

networking che abbiamo messo<br />

in campo con la piattaforma<br />

digitale MyIPACK-IMA.<br />

L’impatto delle misure attualmente<br />

previste nel piano di transizione<br />

4.0, che potranno essere<br />

significativamente potenziate<br />

nel quadro degli interventi europei<br />

su innovazione ed economia<br />

green, può essere rilevante<br />

per l’ampiezza dell’orizzonte<br />

applicativo che, partendo dalla<br />

ricerca e dal design, coinvolge<br />

inevitabilmente la filiera dei materiali<br />

e dei nuovi ingredienti.<br />

“L’Italia è all’avanguardia in<br />

questa direzione”, spiega<br />

Bozzi. “Ci siamo infatti guadagnati<br />

la leadership a livello<br />

mondiale per quanto riguarda i<br />

produttori di tecnologie di processo<br />

e confezionamento, che<br />

si ritroveranno nelle nostre fiere<br />

con i loro concorrenti e partner<br />

internazionali”.<br />

PACKAGING PREMIÈRE SLITTA DI UN ANNO<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

20<br />

Packaging Première, l’esposizione selettiva dedicata<br />

al luxury packaging, si terrà dal 24 al 26 maggio 2022<br />

presso il Padiglione 4 di Fieramilanocity.<br />

A seguito del perdurare dell’emergenza sanitaria dovuta<br />

al Covid-19, Easyfairs Italia annuncia lo spostamento<br />

al 2022 di Packaging Première. La decisione è<br />

stata presa al fine di garantire un’edizione di successo<br />

e sicura per visitatori, espositori e soggetti coinvolti.<br />

“L’inaspettato protrarsi della situazione ci ha spinto<br />

a considerare delle date alternative rispetto a quanto<br />

programmato. La quarta edizione, così tanto attesa,<br />

rappresenta il segno tangibile della ripartenza del settore<br />

e desideriamo che si svolga con i migliori presupposti.<br />

In questi mesi, in cui le attività digitali sono<br />

protagoniste, ci siamo impegnati a realizzare iniziative<br />

che potessero coinvolgere in maniera diretta la nostra<br />

community: oltre ai webinar della serie Trends Talks,<br />

che grazie ai temi di grande attualità trattati sono diventati<br />

un appuntamento fisso in agenda, abbiamo<br />

da poco lanciato Pack Match, un servizio personalizzato<br />

di business matching che offre una consulenza<br />

altamente qualificata e gratuita a coloro che sono alla<br />

ricerca di soluzioni di packaging specifiche per i propri<br />

prodotti, facendo così vivere Packaging Première 365<br />

giorni l’anno”, afferma Pier Paolo Ponchia, Founder e<br />

Director di Packaging Première.<br />

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20_21_NEWS APPUNTAMENTI.indd 20 26/04/21 16:52


appuntamenti<br />

FIERAGRICOLA IN PROGRAMMA<br />

A GENNAIO 2022<br />

Innalzare la produttività agricola, migliorare il valore aggiunto<br />

delle filiere, rafforzare l’internazionalizzazione e ridurre l’impatto<br />

ambientale attraverso le nuove tecnologie, con un percorso<br />

di crescita che passa anche attraverso la formazione. Il futuro<br />

dell’agricoltura guarda oltre la sostenibilità e la 115ª edizione di<br />

Fieragricola, rassegna internazionale di Veronafiere in programma<br />

dal 26 al 29 gennaio 2022, conferma la trasversalità espositiva e<br />

l’innovazione come filo conduttore dell’evento.<br />

Nel corso degli anni il settore agricolo si è progressivamente strutturato,<br />

puntando sulla multifunzione e cercando di razionalizzare<br />

la gestione aziendale per migliorare la competitività.<br />

Il futuro – secondo Fieragricola – impone nuove sfide come la<br />

realizzazione di reti e nuove forme di cooperazione, la diffusione<br />

della digitalizzazione e delle tecnologie per un’agricoltura sempre<br />

più efficiente e smart. Allo stesso tempo, è evidente che i metodi<br />

di produzione dovranno essere sempre più responsabili e tenere<br />

conto di pratiche rigenerative del suolo, delle risorse idriche e<br />

ambientali, ma anche abbracciando un approccio etico dell’intero<br />

ciclo dalla terra alla tavola, in linea con le strategie europee Farm<br />

to Fork e Biodiversity, all’interno del progetto Green Deal.<br />

“Tali tendenze – spiega il direttore generale di Veronafiere,<br />

Giovanni Mantovani – aprono nuove prospettive legate al ruolo<br />

sociale dell’azienda agricola, come centri di aggregazione nelle<br />

aree rurali, per non parlare dell’interazione col paesaggio e dello<br />

sviluppo in futuro di agricolture alternative come quella verticale<br />

e urbana, con nuove potenzialità di commercio locale che si affiancherà<br />

agli scambi agroalimentari internazionali”.<br />

Anche nel 2022 Fieragricola manterrà le aree settoriali espositive<br />

che coinvolgono la meccanica agricola, la zootecnia, le energie<br />

rinnovabili, le sementi, gli agrofarmaci, il salone del vigneto e<br />

frutteto, la cura del verde e l’attività forestale, oltre alla sezione<br />

dinamica per l’esposizione delle macchine in movimento.<br />

Fieragricola svilupperà ulteriormente la zootecnia, confermando<br />

l’importanza di Veronafiere per la promozione dei settori che<br />

fanno riferimento a latte, carne, suini, avicoli, mangimistica, nutrizione,<br />

salute e benessere animale.<br />

L’agenda<br />

Marca China<br />

8-10 giugno <strong>2021</strong><br />

Shenzen, Cina<br />

www.marca.bolognafiere.it<br />

Alimentec<br />

8-11 giugno <strong>2021</strong><br />

Bogotà, Colombia<br />

www.feriaalimentec.com<br />

Propak Asia<br />

16-19 giugno <strong>2021</strong><br />

Bangkok, Thailandia<br />

www.propakasia.com<br />

Propak China<br />

23-25 giugno <strong>2021</strong><br />

Shanghai, Cina<br />

www.propakchina.com/en<br />

Cibus<br />

31 agosto- 3 settembre <strong>2021</strong><br />

Parma<br />

www.cibus.it<br />

Thaifex-Anuga Asia<br />

29 settembre - 3 ottobre <strong>2021</strong><br />

Bangkok, Thailandia<br />

www.koelnmesse.it/thaifex/<br />

home/index.php<br />

H20 - Accadueo<br />

6-8 ottobre <strong>2021</strong><br />

Bologna<br />

www.accadueo.com<br />

Anuga<br />

9-13 ottobre <strong>2021</strong><br />

Colonia, Germania<br />

www.koelnmesse.it<br />

SIC - Salone Industria Casearia<br />

e Conserviera<br />

22-24 ottobre <strong>2021</strong><br />

San Marco Evangelista (CE)<br />

www.saloneindustriacasearia.it<br />

Meat-Tech<br />

22-26 ottobre <strong>2021</strong><br />

Milano<br />

www.meat-tech.it<br />

Tuttofood<br />

22-26 ottobre <strong>2021</strong><br />

Milano<br />

www.tuttofood.it<br />

FI Europe<br />

30 novembre - 2 dicembre <strong>2021</strong><br />

Francoforte, Germania<br />

www.figlobal.com<br />

Marcabybolognafiere<br />

19-20 gennaio 2022<br />

Bologna<br />

www.marca.bolognafiere.it<br />

IPPE<br />

25-27 gennaio 2022<br />

Atlanta, Usa<br />

www.ippexpo.org<br />

Fieragricola<br />

26-29 gennaio 2022<br />

Verona<br />

www.fieragricola.it<br />

ISM e Prosweets<br />

30 gennaio - 2 febbraio 2022<br />

Colonia, Germania<br />

www.prosweets.com<br />

www.ism-cologne.com<br />

Vinitaly<br />

10-13 aprile 2022<br />

Verona<br />

www.vinitaly.com<br />

Anuga FoodTec<br />

26-29 aprile 2022<br />

Colonia, Germania<br />

www.anugafoodtec.com<br />

Ipack-Ima<br />

3-6 maggio 2022<br />

Milano<br />

www.ipackima.com<br />

IFFA<br />

14-19 maggio 2022<br />

Monaco di Baviera, Germania<br />

www.iffa.de<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

www.interprogettied.com<br />

21<br />

20_21_NEWS APPUNTAMENTI.indd 21 26/04/21 16:52


ingredienti<br />

TANNINO PER LA PROTEZIONE NATURALE DEL VINO<br />

Enartis, parte del Gruppo Esseco, operante<br />

nel mercato mondiale dei prodotti per la vinificazione,<br />

annuncia il lancio sul mercato di<br />

Hideki ® , un tannino dall’azione antiossidante,<br />

antiradicalica, demetallizzante e microbiostatica,<br />

ottenuto attraverso la selezione e<br />

purificazione di frazioni molecolari di alcuni<br />

tra i tannini più efficaci utilizzati in ambito<br />

enologico.<br />

Frutto di un’attività di ricerca e sviluppo di<br />

Enartis sui polifenoli naturali durata oltre<br />

due anni, con l’iniziale collaborazione di<br />

un importante centro universitario italiano,<br />

Hideki ® – che in giapponese significa splendida<br />

opportunità – rappresenta un passo in<br />

avanti significativo nella protezione del vino<br />

con prodotti naturali, poiché offre un’efficace<br />

protezione demetallizzante (chelante)<br />

e antiossidante, in alternativa o in sinergia<br />

all’anidride solforosa, per conservare nel<br />

vino un aroma e una colorazione più freschi.<br />

Hideki rallenta inoltre in modo naturale la<br />

crescita di microrganismi che possono alterare<br />

la composizione e la qualità organolettica<br />

del vino, grazie a una combinazione<br />

di tannini differenti per composizione e<br />

struttura chimica che svolgono la loro azione<br />

microbiostatica nei confronti di diversi<br />

microrganismi potenzialmente dannosi.<br />

Rispetto ad altri tannini presenti sul mercato,<br />

Hideki rappresenta un passo avanti in<br />

termini di efficacia, grazie all’azione combinata<br />

dei tannini che lo compongono, che<br />

sono stati selezionati e purificati per esaltarne<br />

le performance antiossidante, antiradicalica<br />

e antimicrobica, piuttosto blande nei<br />

prodotti tradizionali.<br />

Nuove conoscenze e tecniche d’analisi hanno<br />

permesso negli ultimi anni di studiare più<br />

a fondo il complesso mondo delle reazioni<br />

che avvengono nei vini: queste maggiori<br />

conoscenze e queste tecniche innovative<br />

hanno reso possibile sia trovare nuovi tannini,<br />

sia migliorare i tannini già esistenti. In<br />

particolare, la tecnica della voltammetria ha<br />

consentito ad Enartis di selezionare nuove<br />

materie prime e di aumentare il proprio<br />

know-how nella purificazione, focalizzando<br />

in maniera importante alcune proprietà dei<br />

polifenoli, specificamente utili in enologia.<br />

Questo progresso di conoscenza si è concretizzato<br />

nel tannino Hideki: un grande e<br />

concreto aiuto dalla natura per produrre vini<br />

sempre più salubri, il cui blend contiene un<br />

tannino selezionato e due tannini purificati,<br />

combinazione che aumenta lo spettro d’azione<br />

microbiostatica del prodotto anche in<br />

termini di range di pH; un tannino tecnico,<br />

polivalente, che potrà essere utilizzato per<br />

rendere i vini meno ossidabili, per rinfrescare<br />

vini stanchi, per gestire al meglio le alterazioni<br />

microbiologiche.<br />

“La ricerca applicata su questo prodotto<br />

ha permesso ad Enartis di accrescere concretamente<br />

la conoscenza dei meccanismi<br />

naturali di funzionamento dei tannini e di<br />

metterla al servizio dell’innovazione tecnica<br />

e di processo dell’enologia con lo sviluppo di<br />

Hideki”, ha commentato Giovanni Calegari,<br />

Technical & Product Manager Enartis.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

UNA SPONGE CAKE LEGGERA COME UNA PIUMA<br />

Non solo biscotti e cioccolato: i Gofos sono l’ingrediente ideale<br />

per una sponge cake leggera come una piuma, anche per<br />

la bilancia.<br />

Dorata al punto giusto, la sponge cake con Gofos è dolce quanto<br />

basta per far felici i palati; il suo impasto risulta soffice, con una<br />

buona alveolatura: una vera delizia.<br />

Distribuiti in Italia da Faravelli, i Gofos sono una linea di frutto-oligosaccaridi<br />

a catena corta derivati dalla barbabietola<br />

(ScFOS), prodotti mediante un processo enzimatico brevettato a<br />

partire dallo zucchero, che porta alla formazione di GF2, GF3 e<br />

GF4 con rapporti garantiti.<br />

Sono un’alternativa all’inulina, sia per funzionalità che per costo.<br />

Oltre ad essere un’eccellente fonte di fibra, sono ottimi per lo<br />

sviluppo di prodotti dolciari golosi sì, ma amici della linea: rispetto<br />

all’inulina, hanno potere dolcificante più elevato (0,3), pur apportando<br />

solo 2 kcal/g.<br />

Con Gofos è quindi possibile ridurre lo zucchero di circa il 30%,<br />

senza rinunciare a quelle note di dolcezza che ogni sponge cake,<br />

plum cake, pan di Spagna che si rispetti richiede.<br />

Distribuiti in Italia da Faravelli, i Gofos sono una linea di frutto-oligosaccaridi<br />

a catena corta derivati dalla barbabietola. Sono un’alternativa all’inulina,<br />

sia per funzionalità che per costo<br />

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www.interprogettied.com<br />

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scienza e tecnologia<br />

UN NUOVO INDICE PER MISURARE LA QUALITÁ DEL LATTE<br />

Avere nelle stalle latte più buono e nei caseifici<br />

più formaggio ora si può grazie a Pro<br />

Caseus, un nuovo metodo per predire l’attitudine<br />

casearia del latte di un bovino grazie<br />

all’ausilio di un chip genico brevettato da<br />

Intermizoo e dall’Università di Padova.<br />

L’istituto interregionale per il miglioramento<br />

del patrimonio zootecnico presenta, in anteprima,<br />

le ricerche effettuate in partnership<br />

con Unipd, un contributo destinato a rivoluzionare<br />

il mondo lattiero-caseario. Con il<br />

nuovo indice Pro Caseus, si stima un aumento<br />

di produzione di formaggio fino al<br />

10%. E il segno più non è solo in quantità,<br />

ma soprattutto in qualità organolettica e<br />

sensoriale.<br />

“L’indice Pro Caseus rappresenta un prodotto<br />

della collaborazione tra Università di<br />

Padova e Intermizoo, a favore degli allevatori<br />

italiani”, ha dichiarato Martino<br />

Cassandro, del Dipartimento Dafnae dell’Università<br />

di Padova. “La genetica italiana<br />

dispone, oggi più di ieri, di uno strumento<br />

innovativo e di eccellenza, rivolto al miglioramento<br />

della caseificazione del latte vaccino,<br />

in grado di mantenere quella posizione<br />

di leadership casearia indiscussa e riconosciuta<br />

nel mondo al nostro Paese”.<br />

Chi sceglie animali con indice Pro Caseus<br />

sa che sta scegliendo capi selezionati per<br />

la loro spiccata attitudine casearia e che<br />

producono più latte, più buono. Il nuovo<br />

meno cristalli. Non presenta, inoltre, sentori<br />

di cotto o di crosta. Gli altri formaggi prodotti<br />

con latte diverso sono risultati, invece,<br />

con colore, odore e aroma meno intensi e<br />

meno complessi, più acidi, pungenti, più<br />

consistenti, asciutti e con un maggior numero<br />

di cristalli.<br />

Le ricerche svolte hanno dimostrato che<br />

ogni aumento unitario del tempo di coagulazione<br />

porta ad una perdita di circa 0,25 kg<br />

di formaggio ottenibile da 100 kg di latte.<br />

“Un ridotto tempo di coagulazione ed una<br />

elevata forza del coagulo rendono la cagliata<br />

e la pasta del formaggio ottimali, evitando<br />

anomale fermentazioni microbiche che<br />

causano riflessi negativi sulla struttura e<br />

Stalla di produzione<br />

nel Centro Tori Brussa<br />

di Caorle (VE)<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

“Nel mondo il 70% del latte viene trasformato<br />

in formaggio e l’Italia è tra i primi 10<br />

Paesi produttori. Da qui la necessità di uscire<br />

dalle logiche che abbiamo seguito fino ad<br />

oggi e Pro Caseus rappresenta un cambio<br />

di prospettiva. Con questo metodo innovativo<br />

il produttore, cioè l’allevatore, può finalmente<br />

pensare alla destinazione del latte:<br />

il formaggio”, ha spiegato Francesco<br />

Cobalchini, direttore generale di Intermizoo.<br />

“Questo risultato è il frutto di un grande<br />

lavoro di squadra tra il mondo della ricerca,<br />

Intermizoo e le organizzazioni degli allevatori,<br />

iniziato nel 2007 con il primo progetto<br />

di lavoro denominato ‘BullAbility’ con la<br />

collaborazione del Dipartimento Dafnae<br />

dell’Università di Padova per migliorare l’efficienza<br />

dell’intera filiera lattiero-casearia”.<br />

indice Pro Caseus consente agli allevatori<br />

di migliorare la produzione del latte destinato<br />

alla trasformazione che tradotto significa<br />

più quantità, ma anche più qualità<br />

con ricadute positive in termini di sostenibilità<br />

per l’intera filiera.<br />

I pannel test condotti su formaggi Pro<br />

Caseus hanno evidenziato una qualità casearia<br />

migliore rispetto ad altri tipi di formaggi.<br />

Le analisi sensoriali comparative<br />

sono state fatte su Asiago d’allevo e Grana<br />

Padano prodotti con la stessa lavorazione e<br />

con latte da bovine Frisona/Holstein. Dalle<br />

valutazioni, il formaggio con indice<br />

Intermizoo è stato giudicato migliore all’assaggio<br />

rispetto all’altro campione: più intenso<br />

nel colore, nell’odore e nell’aroma, meno<br />

pungente, meno acido, meno friabile e con<br />

sulle caratteristiche organolettiche del formaggio<br />

e, di conseguenza, un impatto sul<br />

valore commerciale del prodotto finito”, ha<br />

spiegato Cassandro. Grazie alle sue migliori<br />

caratteristiche coagulative, un litro di latte<br />

Pro Caseus consente di produrre fino al<br />

10% di formaggio in più.<br />

Inoltre, con il 10% in meno di latte necessario<br />

per produrre una forma di formaggio,<br />

si avranno ricadute positive sia per la<br />

salute del consumatore che per la sostenibilità<br />

dell’intera filiera, basti pensare al<br />

minor consumo di risorse come acqua e<br />

suolo e alla minore quantità di latte trasportato.<br />

Un aspetto su cui riflettere se si<br />

considera che, negli ultimi 40 anni, la produzione<br />

mondiale di latte ha avuto un<br />

incremento del 64%.<br />

24<br />

www.interprogettied.com<br />

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guastallo.com<br />

P<br />

P r o d u z i o n e


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scienza e tecnologia<br />

L’ALIMENTAZIONE COME ELEMENTO TERAPEUTICO<br />

Buon Food, azienda italiana nata nel 2017<br />

nel segno dell’alimentazione funzionale,<br />

sarà il nuovo partner scientifico di Artoi, l’associazione<br />

italiana di Oncologia Integrata<br />

che raccoglie numerosi professionisti del<br />

settore medico uniti dalla convinzione che<br />

il potere curativo del cibo rappresenti un’importante<br />

arma da utilizzare nella battaglia<br />

contro le malattie oncologiche.<br />

Il reparto di ricerca e sviluppo di Buon Food<br />

e i ricercatori di Artoi lavoreranno così a<br />

stretto contatto per individuare le migliori<br />

ricette per la somministrazione di alimenti<br />

sani e dalle alte proprietà nutrizionali, ai pazienti<br />

oncologici nel periodo precedente e<br />

successivo a trattamenti come la chemioterapia<br />

o la radioterapia, per ridurne la tossicità<br />

e controllare gli effetti collaterali.<br />

La missione di Artoi condivisa a pieno da<br />

Buon Food è infatti quella di guidare il paziente<br />

oncologico in un percorso di prevenzione<br />

e cura nel quale l’alimentazione sana<br />

e naturale rappresenta un elemento terapeutico<br />

fondamentale.<br />

“La firma di questa partnership rappresenta<br />

per noi un motivo di orgoglio che sposa<br />

la nostra mission di realizzare alimenti di<br />

elevata qualità che possano aiutare ogni<br />

persona ad avere cura della propria salute”,<br />

ha sottolineato Marco Bernardi, fondatore<br />

di Buon Food. ”Siamo convinti da<br />

sempre che il cibo abbia un vero potere<br />

curativo e che possa diventare sempre più<br />

utile nella prevenzione e nel trattamento<br />

Marco Bernardi<br />

di tante malattie. Siamo felici di collaborare<br />

con un team di medici multidisciplinare<br />

che con noi condivide l’idea che una corretta<br />

alimentazione e uno stile di vita siano<br />

elementi fondamentali per migliorare la<br />

qualità della vita”.<br />

GARANTIRE L’AUTENTICITÀ DELL’OLIO DI OLIVA<br />

Soluzioni innovative per garantire la qualità e l’autenticità<br />

dell’olio d’oliva e combattere i tentativi di frode, dalle<br />

miscelazioni illegali ai “finti extravergine”. È il risultato<br />

del lavoro portato avanti nell’ambito di Oleum, progetto<br />

europeo coordinato da Tullia Gallina Toschi, professoressa<br />

al Dipartimento di Scienze e <strong>Tecnologie</strong> Agro-alimentari<br />

dell’Università di Bologna. Il progetto è stato finanziato<br />

con 5 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon<br />

2020 e ha coinvolto 21 partner internazionali, provenienti<br />

da 15 paesi europei ed extra-europei.<br />

Si stima che le frodi alimentari e i casi di contraffazione a<br />

livello globale generino ogni anno un giro d’affari da 30<br />

miliardi di euro. Pratiche illegali che spesso affliggono<br />

anche il settore dell’olio d’oliva, minando la fiducia dei<br />

consumatori e la reputazione di un prodotto simbolo,<br />

archetipo della qualità enogastronomica e nutrizionale<br />

della dieta mediterranea.<br />

www.interprogettied.com<br />

Per rispondere a questa minaccia, nel corso di un lavoro<br />

durato quattro anni, il consorzio di Oleum ha messo a<br />

punto soluzioni innovative (e perfezionato tecniche già<br />

esistenti) grazie alle quali è possibile controllare meglio<br />

che la qualità dell’olio d’oliva sia coerente con quanto<br />

dichiarato dai produttori.<br />

“Mettendo insieme marcatori singoli, utili per il controllo<br />

della qualità e dell’autenticità dell’olio di oliva, e dati riferiti<br />

all’intero profilo analitico siamo arrivati a possedere<br />

una visione d’insieme molto dettagliata, che si potrebbe<br />

esemplificare come una fotografia o un’immagine ‘biometrica’”,<br />

ha spiegato la professoressa Tullia Gallina<br />

Toschi. “Si trattava di una sfida difficile, che Oleum è riuscito<br />

a vincere con un approccio incrementale, semplice<br />

e robusto, mettendo a punto e selezionando gradualmente<br />

nuovi elementi diagnostici per arrivare ad una<br />

sintesi efficace priva di ogni facile sensazionalismo”.<br />

I metodi e i materiali di riferimento messi a punto dagli<br />

studiosi sono stati validati in conformità con gli standard<br />

riconosciuti dalla comunità internazionale e sono quindi<br />

pronti per essere considerati per le prossime direttive che<br />

saranno sviluppate dall’Unione Europea in collaborazione<br />

con il Consiglio Oleicolo Internazionale (COI).<br />

Il lavoro del consorzio di Oleum ha inoltre permesso di<br />

creare l’Oleum Network: una rete che connette a livello<br />

internazionale il patrimonio di conoscenze e di strumenti<br />

per l’analisi e l’autenticazione degli oli d’oliva. Infine, il<br />

progetto ha dato vita all’Oleum Databank: un database<br />

digitale che conterrà i dati ottenuti nel corso dei quattro<br />

anni di lavoro del consorzio Oleum.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

25<br />

24_25_NEWS SCIENZA E TECNOLOGIA.indd 25 26/04/21 09:59


scienza e tecnologia<br />

Una ricerca della Libera<br />

Università di Bolzano ha<br />

permesso di ottenere<br />

dalle bucce derivanti<br />

dalla lavorazione delle<br />

mele composti ad<br />

azione antiossidante<br />

da utilizzare in<br />

formulazioni alimentari,<br />

cosmetiche e<br />

mangimistiche.<br />

a cura di<br />

Giovanna<br />

Ferrentino 1,2 ,<br />

Matteo<br />

Scampicchio 1,3 ,<br />

Fabio Valoppi 1,4 ,<br />

Nabil Haman 1,4<br />

COMPOSTI ANTIOSSIDANTI<br />

DALLE BUCCE DI MELE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

La foto in alto<br />

ritrae gli inventori<br />

del brevetto, la<br />

professoressa<br />

Giovanna Ferrentino<br />

e il professor Matteo<br />

Scampicchio,<br />

davanti all’impianto<br />

di estrazione con<br />

fluidi supercritici<br />

del laboratorio<br />

di <strong>Tecnologie</strong><br />

<strong>Alimentari</strong> della<br />

Libera Università di<br />

Bolzano<br />

1<br />

Facoltà di Scienze e<br />

<strong>Tecnologie</strong> della Libera<br />

Università di Bolzano<br />

2<br />

Ricercatrice senior<br />

3<br />

Professore Ordinario<br />

4<br />

Assegnista di ricerca<br />

Un percorso di ricerca intrapreso dal gruppo del professor<br />

Matteo Scampicchio e della professoressa Giovanna<br />

Ferrentino alla Facoltà di Scienze e <strong>Tecnologie</strong> della Libera<br />

Università di Bolzano ha permesso di ottenere composti<br />

ad azione antiossidante da utilizzare in formulazioni alimentari,<br />

cosmetiche e mangimistiche dalle bucce derivanti<br />

dalla lavorazione delle mele. Il lavoro è stato svolto<br />

con lo scopo di valorizzare i sottoprodotti delle industrie<br />

alimentari seguendo un approccio volto allo sviluppo di<br />

un’economia circolare.<br />

UNO DEI FRUTTI PIÙ COLTIVATI AL MONDO<br />

La mela è il quarto frutto più coltivato e consumato al<br />

mondo. Nel 2020 l’intera produzione mondiale è stata<br />

pari a 84 milioni di tonnellate e, negli ultimi dieci anni, si<br />

è osservato un trend nell’aumento della produttività.<br />

L’Italia è stata riconosciuta come il settimo produttore<br />

mondiale per capacità ed il quinto per resa in produzione.<br />

In particolare, le Province Autonome di Bolzano e Trento<br />

contribuiscono rispettivamente a circa il 50% e il 25%<br />

della capacità produttiva nazionale.<br />

Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali, le mele occupano<br />

il primo posto per importanza nelle diete alimentari<br />

grazie al loro contenuto in acqua (>80% del peso<br />

della mela), zuccheri come fruttosio, glucosio e saccarosio,<br />

acidi organici (0,2-0,8%), vitamine, sali minerali e fibre.<br />

Inoltre, costituiscono un’importante fonte di polifenoli<br />

con proprietà antiossidanti.<br />

Circa il 70% della quantità totale di mele prodotta viene<br />

consumata come frutta fresca, mentre il 20-30% della<br />

produzione è commercializzata in succhi, sidri, puree e<br />

altri prodotti. Purtroppo, della massa totale del frutto, il<br />

20% viene buttato via come bucce e semi, che costituiscono<br />

rispettivamente il 30-35% e il 3-4,5% in peso di<br />

una mela. Negli ultimi anni sta crescendo l’interesse della<br />

comunità scientifica verso la valorizzazione delle bucce di<br />

mela riconosciute come un’importante fonte di composti<br />

nutraceutici.<br />

Le bucce di mela sono ricche, infatti, di antiossidanti (ad<br />

esempio polifenoli) che potrebbero essere utilizzati dall’industria<br />

alimentare come bioattivi per ridurre le reazioni di<br />

ossidazione (come l’imbrunimento enzimatico o l’ossidazione<br />

dei grassi), aumentando così la durata di conservazione<br />

dei prodotti alimentari. Antiossidanti naturali sono<br />

utilizzati anche nella dieta alimentare perché sono considerati<br />

ingredienti sani, quindi sono desiderati dai consu-<br />

26<br />

www.interprogettied.com<br />

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scienza e tecnologia<br />

Il gruppo di ricerca<br />

del laboratorio<br />

di <strong>Tecnologie</strong><br />

<strong>Alimentari</strong> della<br />

Libera Università di<br />

Bolzano<br />

Rappresentazione grafica dello<br />

schema di lavoro seguito per<br />

l’estrazione dalle bucce delle mele<br />

zimi) oppure ingredienti (pectine e<br />

fibre).<br />

Sulla base di queste evidenze scientifiche,<br />

il gruppo di ricerca della Libera<br />

Università di Bolzano si è posto come<br />

obiettivo la valorizzazione delle bucce<br />

delle mele applicando tecnologie di<br />

estrazione che non utilizzano solventi<br />

organici con lo scopo di recuperare<br />

dalle bucce composti bioattivi ad<br />

azione antiossidante. Lo studio è iniziato<br />

nel 2016 ed ha portato alla pubblicazione<br />

di articoli scientifici su importanti<br />

riviste (Biorecovery of<br />

antioxidants from apple pomace by<br />

supercritical fluid extraction, Journal<br />

of Cleaner Production, DOI:<br />

10.1016/j.jclepro.2018.03.165;<br />

Inhibition of lipid autoxidation by vegetable<br />

waxes, Food & Function, DOI:<br />

10.1039/d0fo01022g) nonché al deposito<br />

e concessione di un brevetto<br />

nazionale (Oleogel con capacità antiossidante)<br />

che ha permesso alla<br />

Libera Università di Bolzano di depositare<br />

il suo primo brevetto al<br />

Ministero dello Sviluppo economico.<br />

PROCESSO DI ESTRAZIONE<br />

CON FLUIDI SUPERCRITICI<br />

L’estrazione condotta con fluidi in<br />

condizioni supercritiche costituisce<br />

un’alternativa rispetto ai sistemi classici<br />

di separazione, quali la distillazione<br />

frazionata, l’estrazione in corrente<br />

di vapore oppure l’estrazione con<br />

solventi. Può sostituire molti processi<br />

tradizionali di estrazione da matrici<br />

vegetali per l’ottenimento di estratti<br />

secchi o di oli essenziali con determinate<br />

caratteristiche. L’estrazione di<br />

sostanze da miscele complesse, in<br />

particolare, può essere resa altamente<br />

selettiva modificando adeguatamatori<br />

grazie al loro effetto benefico<br />

sulla salute. Questo spiega il crescente<br />

interesse delle aziende alimentari<br />

verso la produzione di integratori<br />

ricchi di composti ad attività antiossidante<br />

ottenuti da fonti naturali. Le<br />

bucce di mela, inoltre, contengono<br />

pectine, acidi organici, proteine,<br />

composti aromatici, enzimi e fibre.<br />

Questi composti possono essere ulteriormente<br />

utilizzati dall’industria alimentare<br />

come additivi (aromi ed en-<br />

Oleogel preparati<br />

con diverse<br />

concentrazioni in<br />

peso. Da sinistra<br />

a destra: olio di<br />

lino, olio di lino<br />

con l’aggiunta di<br />

1% cera di mela,<br />

olio di lino con<br />

l’aggiunta del 5%<br />

cera di mela<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

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scienza e tecnologia<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

mente le condizioni di pressione e<br />

temperatura a cui si opera, per adattarle<br />

alla solubilità dei diversi componenti<br />

di specifico interesse. Benché in<br />

teoria siano molti i fluidi supercritici<br />

impiegabili a questo scopo, l’anidride<br />

carbonica è la più idonea. La CO 2<br />

è<br />

infatti priva di tossicità, inerte, non<br />

infiammabile, poco costosa, riciclabile<br />

e quindi priva di impatto sull’ambiente.<br />

L’estrazione, inoltre, non rilascia<br />

residui di solventi. Dopo<br />

l’estrazione la pressione di esercizio<br />

viene abbassata e la CO 2<br />

perde così<br />

la sua forza solvente rilasciando le<br />

sostanze solute, che risultano disponibili<br />

allo stato puro e in forma concentrata.<br />

Per questi motivi anche la<br />

FDA ha conferito al procedimento<br />

l’attributo GRAS (generally recognized<br />

as safe/ generalmente riconosciuto<br />

come innocuo).<br />

Per estrarre composti ad azione antiossidante<br />

applicando l’estrazione<br />

con CO 2<br />

supercritica, le bucce delle<br />

mele sono state essiccate fino a raggiungere<br />

un’umidità finale pari al<br />

10% e successivamente macinate<br />

ottenendo, quindi, una farina molto<br />

fine. Sono poi state caricate nel reattore<br />

in acciaio e sottoposte ad estrazione<br />

con anidride carbonica supercritica<br />

usando etanolo come<br />

co-solvente. Alla fine del processo è<br />

stato possibile ottenere un estratto<br />

che è stato successivamente purificato<br />

fornendo due frazioni: una frazione<br />

cerosa molto densa ed una frazione<br />

meno densa in cui sono stati<br />

ritrovati alcuni composti ad azione<br />

Oleogel preparati<br />

con 10% in peso<br />

di cera di mela (a<br />

sinistra) e oleogel<br />

preparati con 1%<br />

in peso di cera di<br />

mela (a destra). Le<br />

immagini ottenute<br />

con microscopio<br />

in luce polarizzata<br />

mostrano la<br />

formazione della<br />

struttura cristallina<br />

Bucce di mela<br />

fresche<br />

Bucce di mela<br />

secche<br />

antiossidante quali la catechina, la<br />

florizina e la quercetina.<br />

PRODUZIONE DI OLEOGEL<br />

Gli oleogel o gel idrofobici sono delle<br />

sospensioni colloidali costituite da un<br />

olio disperso in un soluto (fase solida<br />

continua), che, per raffreddamento o<br />

evaporazione, formano una fase semisolida,<br />

detta gelatinosa. La fase liquida<br />

è costituita da miscele di oli. La<br />

fase solida continua è costituita da<br />

molecole chiamate organogelatori,<br />

quali cere, fitosteroli, ceramidi, mono-acil-gliceridi<br />

e altri surfattanti,<br />

aventi la capacità di autoassemblarsi<br />

in strutture cristalline a loro volta in<br />

grado di intrappolare gli oli.<br />

In questo studio, le cere delle mele<br />

estratte con la CO 2<br />

supercritica sono<br />

state testate quali organogelatori<br />

naturali ed aggiunte, quindi, all´olio<br />

di lino. Questo olio è stato scelto per<br />

la sua alta concentrazione di acidi<br />

grassi insaturi (circa pari al 90%<br />

come riportato dal suo profilo di acid<br />

grassi: acido palmitico (16:0) = 4.8 ±<br />

0.8 %, acido stearico (18:0) = 4.2 ±<br />

0.5 %, acido oleico (18:1) = 19.5 ±<br />

0.9 %, acido linoleico (18:2) = 18.1<br />

± 0.2 %, acido linolenico (18:3) =<br />

51.3 ± 0.7 %, altri = 2.1 ± 0.4 %)<br />

che lo rende particolarmente interessante<br />

considerando la sua instabilità<br />

a reazioni di ossidazione ed irrancidimento.<br />

A seconda della<br />

concentrazione in peso delle cere di<br />

mela aggiunte all’olio di lino è stato,<br />

quindi possibile creare una struttura<br />

gelatinosa con visibili strutture cristalline<br />

oppure una struttura liquida<br />

in cui è evidente la minore densità di<br />

strutture cristalline che la cera è in<br />

grado di formare.<br />

Inoltre, è stato osservato che gli oleogel<br />

ottenuti da cere di mela, prodotti<br />

con il metodo messo a punto dal<br />

gruppo di ricerca della Libera<br />

Università di Bolzano, acquisiscono<br />

proprietà simili a quelle di sostanze<br />

antiossidanti comunemente utilizzate<br />

come ingredienti alimentari, farmaceutici<br />

o cosmetici, essendo in grado<br />

di rallentare la cinetica di ossidazione<br />

dell´olio di lino. I risultati, quindi, hanno<br />

permesso di definire un procedimento<br />

che permette la preparazione<br />

di oleogel di origine vegetale con attività<br />

antiossidanti paragonabili a<br />

quelle di altri antiossidanti di sintesi<br />

comunemente utilizzati come additi-<br />

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scienza e tecnologia<br />

Da sinistra in senso<br />

orario: impianto<br />

di estrazione,<br />

cera di mele<br />

e farina di mele<br />

vi quali il butilidrossianisolo (noto anche<br />

come BHA o E320), il butilidrossitoluene<br />

(noto anche come BHT o<br />

E321), oppure l´etossichina (nota<br />

come E324). Gli oleogel così prodotti<br />

potrebbero, quindi, essere utilizzati<br />

per ritardare l’insorgenza di reazioni<br />

di ossidazione lipidica in preparati<br />

cosmetici, farmaceutici, alimentari e<br />

mangimistici.<br />

> estrusori > dosatori > componenti > trasporto pneumatico > sistemi completi<br />

COMPONENTI DI COPERION.<br />

TECNOLOGIA INNOVATIVA.<br />

DESIGN IGIENICO.<br />

+ Sistema di controllo velocità rotore RotorCheck<br />

+ Disponibili versioni per lavaggio in CIP<br />

+ Massima affidabilità operativa<br />

+ Accessibilità ottimale<br />

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Le rotocelle e i deviatori innovativi di Coperion definiscono gli standard nelle applicazioni sanitarie. Risparmiano<br />

tempo e costi dovuti alla pulizia rapida ed efficiente e si sono dimostrati efficaci in applicazioni come la produzione<br />

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TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

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26_29_ART UNIBUZ.indd 29 26/04/21 16:56


macchine<br />

Con il supporto di<br />

Eaton, Turri ha elevato<br />

il livello di automazione<br />

e digitalizzazione delle<br />

sue tecnologie, che<br />

consentono non solo di<br />

gestire la produzione in<br />

base alla ricetta inviata,<br />

ma anche di controllare<br />

e pianificare i processi<br />

da remoto.<br />

L’INDUSTRIA 4.0 NELLE MACCHINE<br />

PER LA PANIFICAZIONE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

Un cliente<br />

internazionale<br />

ha chiesto a Turri<br />

di automatizzare<br />

i cilindri di<br />

laminazione,<br />

ovvero quelle<br />

macchine per<br />

la produzione<br />

dell’impasto<br />

per tramezzini<br />

che ne rendono<br />

la tessitura più<br />

omogenea e<br />

raffinata<br />

Ideatrice e costruttrice dal 1960 di macchine per panifici,<br />

pastifici, pasticcerie e pizzerie, Turri F.lli Srl ha scelto Eaton per<br />

automatizzare e digitalizzare gli impianti per la panificazione,<br />

abilitare il controllo e la gestione da remoto delle macchine<br />

e ridurne i fermi indesiderati. Attraverso l’implementazione<br />

delle tecnologie innovative e dell’automazione intelligente<br />

di Eaton, Turri ha potuto offrire ai suoi clienti soluzioni complete<br />

e personalizzate di ultima generazione che, in risposta<br />

a specifiche esigenze produttive, si contraddistinguono per<br />

gli elevati livelli di performance e la flessibilità.<br />

LA NECESSITÀ DI SOSTENERE CICLI PRODUTTIVI CONTINUI<br />

Turri è specializzata nello sviluppo di macchinari per importanti<br />

produttori e sub-produttori nel settore della pasta<br />

e della panificazione. L’azienda è quindi chiamata a rispettare<br />

requisiti qualitativi molto elevati, indirizzando le sfide<br />

poste dall’industria alimentare di oggi: tra queste, la necessità<br />

di sostenere cicli produttivi continui, che tuttavia<br />

richiedono varietà e flessibilità, anche in condizioni di<br />

temperatura estreme.<br />

In particolare, in passato Turri ha fornito a uno dei principali<br />

player del mercato internazionale la linea per la produzione<br />

e la lavorazione di grandi quantitativi di impasto, progettando<br />

macchine complesse e a più cilindri in grado di lavorare<br />

in cascata. Lo scorso anno, l’azienda ha accettato un’ulteriore<br />

sfida da parte del proprio cliente, rispondendo all’esigenza<br />

di automatizzare i cilindri di laminazione, ovvero quelle<br />

macchine per la produzione dell’impasto per tramezzini che<br />

ne rendono la tessitura più omogenea e raffinata.<br />

Per assicurare l’ottimizzazione e la flessibilità del ciclo produttivo<br />

h24, l’azienda ha quindi dovuto offrire macchine intelligenti<br />

che consentissero non solo di gestire la produzione in<br />

30<br />

www.interprogettied.com<br />

30_31_ART EATON.indd 30 26/04/21 10:23


macchine<br />

base alla ricetta inviata, tenendo conto<br />

della quantità e della tipologia di pasta<br />

da fornire, ma anche di controllare e<br />

pianificare il ciclo di produzione da remoto.<br />

Inoltre, è stato necessario mettere<br />

in campo una soluzione competitiva,<br />

ma allo stesso tempo facile da<br />

installare e intuitiva da utilizzare.<br />

NUOVI LIVELLI DI AUTOMAZIONE E<br />

FLESSIBILITÀ<br />

Eaton ha studiato le necessità di Turri e<br />

ha lavorato per identificare una soluzione<br />

smart, all’avanguardia e customer<br />

based che consentisse di integrare sulle<br />

macchine nuovi livelli di automazione<br />

e flessibilità 4.0, in grado di ottimizzare<br />

la produzione e supportare ogni fase<br />

del processo: dall’implementazione alla<br />

gestione software, fino all’assistenza,<br />

anche grazie alla collaborazione con un<br />

system integrator specializzato, il cliente<br />

ha avuto a disposizione un interlocutore<br />

unico per portare a termine l’intero<br />

progetto.<br />

“Abbiamo già collaborato con Eaton in<br />

passato, apprezzando la qualità e l’affidabilità<br />

del supporto: per questo non<br />

abbiamo avuto dubbi nel riconfermare<br />

la nostra fiducia nei loro confronti”, dichiara<br />

l’ingegner Andrea Saggioro,<br />

CEO di Turri F.lli. “Avendo a che fare con<br />

volumi di produzione importanti, è necessario<br />

avvalersi di partner competenti<br />

e innovativi: in caso di malfunzionamenti<br />

della macchina, infatti, le perdite<br />

a livello economico sarebbero considerevoli<br />

e si tratta di un rischio che i nostri<br />

clienti non possono permettersi”.<br />

Eaton ha quindi proposto di implementare<br />

un sistema che invia il lotto di produzione<br />

e la ricetta da mettere in lavorazione<br />

al PLC di Eaton XV300. Sulla<br />

base della ricetta acquisita, il PLC imposta<br />

i vari parametri della linea di produzione,<br />

tra cui velocità di svuotamento<br />

della tramoggia, spessore della trafila,<br />

numero di passaggi, velocità di rotazione<br />

dei rulli e di trasporto dei nastri. Il<br />

processo viene infine ottimizzato dalla<br />

grafica avanzata del PLC HMI XV300,<br />

che consente di caricare le operazioni<br />

molto velocemente, anche quando si<br />

tratta di pagine dettagliate.<br />

Nella linea di produzione, i motori della<br />

macchina sono controllati da 60 inverter<br />

Eaton di tipo DE11 collegati in<br />

CANBUS che, insieme al PLC, permettono<br />

al cliente di avere sempre il pieno<br />

controllo di protezione termica, numero<br />

di ore di lavoro, corrente assorbita,<br />

velocità e consumo di ogni singolo<br />

motore.<br />

Grazie alla facile connettività del PLC di<br />

Eaton XV300, il sistema informatico<br />

aziendale può accedere a tutti i parametri<br />

di funzionamento, nonché integrare<br />

la linea di laminazione e filonatura<br />

nell’insieme di automazione di<br />

gestione della produzione, per un approccio<br />

completamente Industry 4.0.<br />

“Tra le funzionalità che hanno fatto la<br />

differenza – e che Eaton offre come<br />

parte integrante dell’offerta – il remote<br />

client con un’interfaccia uomo-macchina<br />

di ultima generazione, grazie al quale<br />

in azienda abbiamo a disposizione il<br />

duplicato del pannello che lavora sulla<br />

macchina: in questo modo, possiamo<br />

identificare subito le problematiche e<br />

intervenire in modo tempestivo”, prosegue<br />

il CEO.<br />

Sulla base della<br />

ricetta acquisita,<br />

il PLC di Eaton<br />

imposta i vari<br />

parametri della<br />

linea di produzione,<br />

tra cui velocità<br />

di svuotamento<br />

della tramoggia,<br />

spessore della<br />

trafila, numero di<br />

passaggi, velocità<br />

di rotazione dei<br />

rulli e di trasporto<br />

dei nastri<br />

Turri è<br />

specializzata<br />

nello sviluppo<br />

di macchinari<br />

per importanti<br />

produttori e<br />

sub-produttori<br />

nel settore della<br />

pasta e della<br />

panificazione<br />

I BENEFICI NELLA GESTIONE DEI<br />

PROCESSI E DEI COSTI<br />

Tra tecnologie che migliorano la qualità<br />

e la sostenibilità delle produzioni<br />

agroalimentari italiane, soluzioni per<br />

la competitività delle aziende e innovazioni<br />

per la tracciabilità dei prodotti,<br />

il digitale si fa sempre più strada nel<br />

settore Food & Beverage.<br />

La soluzione proposta da Eaton per<br />

questo specifico comparto ha fornito<br />

a Turri un efficace supporto nel suo<br />

percorso di Digital Transformation,<br />

che si è tradotto in benefici concreti<br />

dal punto di vista della gestione dei<br />

processi e dei costi.<br />

Oltre al vantaggio di offrire al cliente<br />

una soluzione “chiavi in mano” gestita<br />

in ogni fase, la manutenzione<br />

predittiva abilitata dall’XV300 di<br />

Eaton ha dato al progetto un valore<br />

aggiunto. In caso di problemi, infatti,<br />

il software del sistema centrale riceve<br />

alert che indicano il guasto con precisione:<br />

il manutentore può quindi<br />

agire sulla linea di produzione nel<br />

punto esatto, evitando perdite di<br />

tempo, fermi macchina indesiderati<br />

e conseguenti ripercussioni dal punto<br />

di vista economico.<br />

Inoltre, i dati ricavati dalle macchine<br />

sono stati fondamentali per l’analisi<br />

dei consumi: per ogni lotto di produzione<br />

è stato infatti possibile calcolare<br />

in maniera puntuale i costi energetici,<br />

migliorandoli laddove necessario.<br />

“Eaton è stato un partner strategico<br />

e affidabile, che in poco tempo – conclude<br />

Saggioro – ci ha permesso di<br />

sfruttare le innovazioni dell’Industria<br />

4.0 per affrontare con serenità le<br />

nuove sfide del mercato, rimanendo<br />

competitivi”.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

www.interprogettied.com<br />

31<br />

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macchine<br />

PRIVATO E PUBBLICO COLLABORANO IN NOME DELL’ECCELLENZA<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

L’innovazione è il genoma primario insito nel<br />

DNA del Gruppo Robopac, che guarda in<br />

ottica globale al mercato per garantire le migliori<br />

tecnologie in ambito del packaging e,<br />

al contempo, le più elevate performance in<br />

termini di efficienza e ottimizzazione produttiva.<br />

In questa direzione volge anche la stretta collaborazione<br />

con Bi-Rex, uno degli 8<br />

Competence Center nazionali istituiti dal<br />

Ministero dello Sviluppo Economico, il cui<br />

obiettivo è quello di porsi quale supporto<br />

strategico e operativo per le imprese orientate<br />

alla digitalizzazione dei processi industriale<br />

in ottica 4.0. Nato nel 2018 a Bologna, è<br />

un consorzio pubblico-privato con 57 player<br />

tra Università, Centri di ricerca e Imprese di<br />

eccellenza, tra le quali Aetna Group -<br />

Robopac compare tra i soci fondatori.<br />

Una partnership importante per Robopac<br />

nell’ottica evolutiva aziendale ma anche tecnologica<br />

in senso lato, che consente di implementare<br />

il proprio know how e di renderlo<br />

al contempo a disposizione delle aziende<br />

e delle PMI, che rappresentano il 95% del<br />

tessuto industriale, rispecchiando appieno i<br />

canoni di approccio dell’open innovation.<br />

“I Competence Center italiani sono in grado<br />

di mettere assieme pubblico e privato, ricerca<br />

universitaria e aziendale, per poter disporre<br />

di tutte le competenze e le risorse di networking<br />

capaci di sviluppare processi innovativi”,<br />

ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica<br />

Stefano Cattorini, General Director di BI-REX.<br />

“La collaborazione pubblico-privato è decisiva<br />

per accelerare la crescita”.<br />

Ecco, dunque, che in questo contesto il<br />

TechLab di Robopac e il Cineca vengono<br />

annoverati quali esempi di organizzazioni<br />

rispettivamente privata e pubblica di eccellenza<br />

messi a sistema proprio all’interno del<br />

Competence Center Bi-Rex.<br />

Cineca, Consorzio Interuniversitario per il<br />

Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale<br />

nato nel 1969 senza scopo di lucro e formato<br />

da 93 Enti pubblici, è oggi il maggiore centro<br />

di calcolo in Italia e uno dei più importanti a<br />

livello mondiale che opera sotto il controllo del<br />

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della<br />

Ricerca, che offre il suo supporto attraverso il<br />

supercalcolo e le sue applicazioni.<br />

Nel privato, un modello di utilizzo dei dati<br />

finalizzata al miglior controllo dei macchinari<br />

e all’ottimizzazione dell’effetto produttivo<br />

in massima sicurezza e con il minimo impiego<br />

di materiali di imballaggio viene da TechLab,<br />

il sistema di laboratori di ricerca più avanzato<br />

del settore packaging sviluppato dal Gruppo<br />

Robopac.<br />

L’obiettivo dei laboratori TechLab è quello di<br />

permettere di sperimentare le soluzioni tecnologiche<br />

attraverso un approccio scientifico,<br />

ottenuto grazie ad attrezzature di misura e<br />

simulazione necessarie e attraverso un metodo<br />

di prova accreditato da Accredia, che<br />

garantisce l’operatività secondo i massimi<br />

standard mondiali di competenza, indipendenza<br />

ed imparzialità.<br />

Grazie alla sinergia con i due centri di ricerca,<br />

Bi-Rex si pone l’obiettivo di fornire a tutte le<br />

aziende interessate nuovi modelli di business<br />

e servizi abilitanti in ambito Industria 4.0, con<br />

tecnologie abilitanti correlate alla raccolta e<br />

all’elaborazione efficiente di big data, dal<br />

cloud/edge industriale all’intelligenza artificiale<br />

applicata a diagnostica predittiva e machine<br />

learning.<br />

È un approccio di tipo Open Innovation, che<br />

mira a offrire competenze e risorse trasversali<br />

a un ampio settore industriale, adottando i<br />

concetti di IoT (Internet delle cose) e Digital<br />

Twin come modelli attuabili nei diversi campi<br />

per ottenere le migliori performance produttive,<br />

ottimizzare le risorse e garantire la salvaguardia<br />

dell’ambiente attraverso il risparmio<br />

energetico e di materiali di consumo.<br />

Su questi assets propri della filosofia di Bi-Rex<br />

si fonda la collaborazione e la sinergia con<br />

Robopac, che ancora una volta dimostra il<br />

suo approccio evolutivo e una visione avveniristica,<br />

desiderosa di non fermarsi al proprio<br />

background ma di guardare avanti anticipando<br />

i tempi di un futuro in movimento perpetuo.<br />

Una One Global Company, insomma,<br />

che fa del proprio core business una risorsa<br />

non solo nei mercati di riferimento, ma anche<br />

in un contesto più ampio di interrelazione e<br />

big data a favore di una crescita globale<br />

dell’innovazione.<br />

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energia<br />

L’ARIA COMPRESSA SOSTIENE LA GREEN ECONOMY<br />

L’impegno della società e del mondo industriale<br />

sul tema della sostenibilità è sotto gli<br />

occhi di tutti, e i diciassette Obiettivi OSS-<br />

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG -<br />

Sustainable Development Goals) definiti<br />

dall’Agenda 2030 sottoscritta dai paesi<br />

membri dell’ONU indicano il percorso da<br />

seguire per raggiungere un mondo migliore<br />

dal punto di vista sociale e dal punto di<br />

vista ambientale.<br />

Atlas Copco investe da anni nella fornitura<br />

di soluzioni per una produttività sostenibile<br />

e sostiene i diciassette Sustainable<br />

Development Goals (SDG). Inoltre, contribuisce<br />

a sette di questi attraverso azioni<br />

concrete e obiettivi fissati per ciascuna delle<br />

seguenti aree: persone, etica, prodotto e<br />

servizi, sicurezza e benessere, ambiente.<br />

Ad esempio, l’azienda si è posta l’obiettivo<br />

di raggiungere il 30% di personale<br />

femminile entro il 2030 (SDG 5 - Parità di<br />

genere) e, per quanto riguarda l’attenzione<br />

all’ambiente (SDG 12 - Consumo e<br />

produzione responsabili e SDG 7 - Energia<br />

pulita e accessibile) raggiungerà entro alcuni<br />

anni i seguenti traguardi: riduzione<br />

della produzione di rifiuti e del consumo<br />

di acqua rispetto al costo del venduto; riduzione<br />

del 50% entro il 2030 delle emissioni<br />

di CO 2<br />

nelle attività operative e nei<br />

trasporti in relazione al costo<br />

del venduto; riduzione del<br />

100% delle emissioni di carbonio<br />

entro il <strong>2021</strong> nei progetti di<br />

nuovi prodotti.<br />

“Nel corso del 2020 il Gruppo<br />

ha fatto grandi progressi nel raggiungimento<br />

dell’obiettivo di<br />

riduzione delle emissioni di CO 2<br />

nelle attività operative e nel trasporto delle<br />

merci in relazione al costo del venduto”, ha<br />

commentato Juan Manuel Tejera Martinez,<br />

General Manager di Atlas Copco Italia, con<br />

riferimento specifico all’impegno sul’SDG<br />

Juan Manuel Tejera Martinez,<br />

General Manager di Atlas Copco Italia<br />

12. “Rispetto al 2019 abbiamo<br />

ottenuto a livello globale una riduzione del<br />

12%, e rispetto all’anno base 2018 la riduzione<br />

è stata del 28% nelle attività interne<br />

all’azienda: produzione, operatività di servizio<br />

e vendita”.<br />

I CONSUMATORI PROTAGONISTI DEL GREEN NEW DEAL<br />

www.interprogettied.com<br />

Si è svolto a marzo lo Smart Energy Summit <strong>2021</strong>, organizzato<br />

da smartEn, associazione europea che raggruppa<br />

i primari player europei che offrono soluzioni energetiche<br />

digitali e decentralizzate. Focus principale dell’evento è<br />

stato lo sviluppo dei servizi legati alla flessibilità come strumento<br />

strategico per dare equilibrio alla rete elettrica.<br />

Il sistema elettrico sta infatti attraversando una fase di<br />

importante evoluzione, sollecitato dalla svolta determinata<br />

dal Clean Energy Package e dal contributo sempre maggiore<br />

delle energie rinnovabili che, a causa degli ampi<br />

margini di imprevedibilità di generazione elettrica, possono<br />

causare instabilità alla rete. In questo contesto i consumatori,<br />

siano essi imprese, edifici residenziali e commerciali,<br />

o anche auto elettriche, possono<br />

contribuire a dare equilibrio alla rete, con<br />

vantaggi dal punto di vista economico. Di<br />

fatto l’azienda disposta a ridurre o interrompere<br />

i propri consumi in determinate<br />

ore della giornata, o a immettere in rete<br />

energia autoprodotta dai propri impianti<br />

di generazione o accumulata nelle batterie,<br />

fornisce al gestore della rete (TSO,<br />

Transmission System Operator) un servizio<br />

che viene remunerato, chiamato<br />

“Demand Response”.<br />

Sarah Jane Jucker, co-fondatrice<br />

e Managing Partner di EPQ<br />

“Per cogliere la sfida della transizione energetica, entro il<br />

2030 vedremo un allineamento di diversi fronti: da una<br />

parte avremo una struttura di mercato dinamica che valorizzerà<br />

tutte le risorse flessibili (quali la domanda di energia),<br />

dall’altra utilizzeremo le soluzioni digitali emergenti<br />

(blockchain, intelligenza artificiale...) per migliorare i servizi<br />

e l’integrazione del sistema, e infine beneficeremo<br />

delle nuove tecnologie low carbon a costi competitivi”, ha<br />

commentato Sarah Jane Jucker, co-fondatrice e Managing<br />

Partner di EPQ, uno dei principali Balance Service Provider<br />

in Italia. “Tra questi l’idrogeno rinnovabile avrà un ruolo<br />

chiave nella decarbonizzazione. Dalle proiezioni dell’Hydrogen<br />

Council entro il 2030 l’idrogeno diventerà la<br />

più competitiva tecnologia a basse emissioni<br />

in oltre 20 applicazioni”.<br />

“È stata una giornata di lavoro proficua,<br />

alla quale hanno partecipato attivamente<br />

rappresentanti delle istituzioni, operatori,<br />

fornitori di tecnologia e grandi consumatori<br />

contribuendo a disegnare il percorso<br />

volto a coinvolgere attivamente tutti gli<br />

attori nel percorso verso la transizione<br />

energetica”, ha dichiarato Michael Villa,<br />

Executive Director di smartEn in conclusione<br />

dei lavori.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

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componenti<br />

MOTORIDUTTORI: I VANTAGGI DELL’ACCIAIO INOX NELL’ALIMENTARE<br />

Yasar Yüce, Product Manager in Bauer Gear<br />

Motor, un marchio di Altra Industrial Motion<br />

Corp., analizza i motivi che giustificano la preferenza<br />

spesso accordata all’acciaio inox, nonché<br />

se questi corrispondano sempre a verità<br />

anche per l’utente finale.<br />

Molte sono le sfide affrontate dai motoriduttori<br />

utilizzati nel settore cibi e bevande. Tutte le<br />

apparecchiature operanti sulle linee di produzione<br />

sono sottoposte a rigidi standard igienici.<br />

I lavaggi con acqua ad alta pressione e sostanze<br />

chimiche sono frequenti e regolari, quindi qualsiasi<br />

dispositivo operante in tali condizioni deve<br />

essere caratterizzato da un alto grado IP che ne<br />

protegga l’interno da possibili danni. La certificazione<br />

IP elevata è quindi un prerequisito.<br />

Tali lavaggi sono necessari per limitare la diffusione<br />

di contaminanti. Per limitare ulteriormente<br />

tale diffusione, componenti quali i motoriduttori<br />

devono essere progettati per la massima<br />

levigatezza possibile, per impedirne anche<br />

l’accumulo. Tale levigatezza deve combinarsi<br />

con l’elevata durata, poiché i motoriduttori dovranno<br />

operare con gli stessi standard igienici<br />

per molti anni senza pregiudicare la qualità<br />

degli alimenti o delle bevande prodotti in linea.<br />

Gli standard igienici sono prescritti dalla legislazione<br />

nazionale e federale, quindi qualsiasi rivestimento<br />

o materiale utilizzato deve essere<br />

conforme alle normative in vigore. Tali standard<br />

vengono fatti valere da organizzazioni come<br />

l’FDA e l’NSF.<br />

I motoriduttori in acciaio inox vengono spesso<br />

scelti poiché soddisfano tutti i requisiti applicativi,<br />

senza bisogno di ulteriori rivestimenti.<br />

Come materiale base, l’acciaio inox è per sua<br />

natura resistente alla corrosione e alle sostanze<br />

chimiche, e garantisce che i lavaggi ripetuti non<br />

pregiudichino l’affidabilità o la conformità FDA<br />

del motoriduttore. Una soluzione in acciaio inox<br />

sarà più facile da manutenere rispetto a un motoriduttore<br />

che si affidi a un rivestimento speciale<br />

per la conformità ai requisiti igienici.<br />

Eventuali graffi sull’acciaio inox non compromettono<br />

la resistenza alla corrosione o alla contaminazione<br />

del motoriduttore, quindi la conformità<br />

FDA non ne risente. Per contro,<br />

eventuali graffi o desquamazioni sullo strato<br />

superiore di un rivestimento possono permettere<br />

l’accumulo di contaminanti e pregiudicarne<br />

alcune proprietà anticorrosive.<br />

In un settore che opera con margini unitari<br />

ridotti, garantire i massimi tempi operativi è<br />

fondamentale per la redditività. Dati i minori<br />

requisiti di manutenzione e la maggiore durata,<br />

che prolunga anche la conformità FDA,<br />

i motoriduttori in acciaio inox restano lo standard<br />

del settore. Ma il bello dell’engineering<br />

è che qualsiasi applicazione è diversa, quindi<br />

non necessariamente l’acciaio è la soluzione<br />

ottimale per tutte le aree di produzione di cibi<br />

e bevande. Nelle aree senza rischi d’impatto,<br />

i rivestimenti con caratteristiche igieniche<br />

speciali possono costituire un’ottima alternativa.<br />

Bauer Gear Motor lo sa: per questo offre<br />

una gamma di motoriduttori asettici caratterizzata<br />

da rivestimenti ottimizzati, in grado di<br />

resistere a gran parte dei detergenti comunemente<br />

utilizzati nel settore con gamma PH<br />

compresa tra 2 e 12, inclusa una soluzione<br />

con motore a magneti permanenti con efficienza<br />

Super-Premium IE4.<br />

PRESSACAVI PER TUTTE LE GUIDE A “C”<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

34<br />

Gli innovativi pressacavi CCL di icotek sono adatti per il montaggio<br />

su tutte le comuni guide a C con una dimensione di apertura<br />

di 16-17 mm. I morsetti antivibranti offrono campi di serraggio<br />

elevati e flessibili da 6 mm a 50 mm. Singoli cavi o interi fasci<br />

di cavi vengono fissati contro la trazione. Per evitare che la guaina<br />

del cavo venga danneggiata, l’appoggio del cavo e lo scarico<br />

della trazione avvengono su una battuta plastica a corredo. I CCL<br />

sono zincati e offrono una superficie pulita e liscia. Il campo di<br />

utilizzo ideale per il CCL è negli armadi elettrici per proteggere i<br />

cavi contro la trazione.<br />

Una particolare caratteristica è la vaschetta in plastica integrata.<br />

Questa vaschetta plastica è montata sopra la parte metallica e ha<br />

un sistema di bloccaggio. Il bloccaggio impedisce alla vaschetta<br />

plastica di scivolare sul pattino se sottoposta a carichi di trazione.<br />

È disponibile anche un set con connessione EMC. Il set CC-LFC è<br />

composto dal morsetto di fissaggio CCL e dalla molla EMC, LFC.<br />

I nuovi articoli e set di articoli sono ora disponibili da icotek.<br />

www.interprogettied.com<br />

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automazione/strumentazione<br />

SOLUZIONE ANALITICA PER IL LATTIERO-CASEARIO<br />

L’esigenza di adeguati strumenti di controllo e certificazione nella<br />

filiera lattiero-casearia ha generato negli anni disposizioni specifiche<br />

a tutela della sicurezza e della tracciabilità di prodotto (quali il sistema<br />

HACCP ed il Regolamento 178/2002). A supporto di tali norme, è<br />

fondamentale disporre di metodi analitici in grado di garantire la<br />

qualità delle materie prime/semilavorati e prodotti finiti (panna, mascarpone,<br />

burro, formaggi e formule per lattanti), in tempi brevi e<br />

direttamente in azienda.<br />

I kit R-Biopharm permettono di dosare, in modo accurato, i principali<br />

parametri chimici (quali urea, acido L-lattico e acetico, colesterolo,<br />

ammoniaca, nitrati e lattosio anche in tracce) e contaminanti (aflatossina<br />

M1) di latte e derivati.<br />

L’utilizzo combinato di kit pronti all’uso e analizzatori automatici permette<br />

oggi di rispondere alle esigenze di:<br />

• Accuratezza e precisione: molti metodi di screening oggi utilizzati<br />

per, ad esempio, il dosaggio dell’urea nel latte (indicatore diretto e<br />

pratico per la valutazione delle condizioni nutrizionali delle bovine) o<br />

del lattosio, sono spesso affetti da fattori di variabilità, in particolare<br />

per campioni con composizioni particolarmente divergenti da quelle<br />

standard.<br />

• Sensibilità e specificità: grazie all’uso di sistemi enzimatici altamente<br />

purificati si garantisce l’assenza di effetti matrice, senza dover ricorrere<br />

a fasi laboriose di preparazione del campione.<br />

• Rapidità: l’automazione permette di analizzare, in poco tempo, un<br />

elevato numero di campioni (da 60 a 100 test/ora) e quindi programmare<br />

controlli continui ad ampio spettro.<br />

R-Biopharm ha sviluppato un metodo semplice e preciso per estrarre<br />

in acqua e dosare in modo selettivo il lattosio in tracce in diverse<br />

matrici alimentari, delattosate o naturalmente prive, basato sull’utilizzo<br />

di kit enzimatici. Il limite di quantificazione, pari a 10 ppm<br />

(0.001%) per prodotti naturalmente privi di lattosio e 20 ppm<br />

(0.002%) per i delattosati, è ben al di sotto del limite di legge pari a<br />

1000 ppm (0.1%) e delle soglie più restrittive fissate da alcuni produttori,<br />

claim “lactose free” < 100 ppm (< 0.01%”).<br />

L’analisi di R-Biopharm permette di avere certezze lungo tutta la catena<br />

alimentare nutrizionale, dai mangimi e dagli alimenti sicuri alla<br />

nutrizione individualizzata, fino alla diagnosi delle malattie.<br />

INTERRUTTORE DI LIVELLO IN VESTE DIGITALE<br />

www.interprogettied.com<br />

Da gennaio, lo storico interruttore di livello a ultrasuoni ASL di<br />

Terranova, gruppo che riunisce i più antichi e storici marchi italiani<br />

di strumentazione di processo, si presenta con una veste interamente<br />

digitale.<br />

L’ultra-collaudato principio tecnico di misura a ultrasuoni, sul mercato<br />

ormai da oltre 20 anni con decine di migliaia di installazioni nei vari settori<br />

industriali, viene integrato ad una elettronica completamente digitale.<br />

I vantaggi che ne derivano sono un miglioramento della flessibilità di<br />

calibrazione, una più semplice e aumentata gestione delle uscite di<br />

corrente e/o relay e una diagnostica molto rafforzata. Questo nuovo<br />

sviluppo permette all’interruttore di livello di affacciarsi verso<br />

nuove possibili applicazioni con limiti estremi di pressione e<br />

temperatura, che vanno al di là delle consolidate applicazioni<br />

industriali. La serie ASL si presenta sul mercato forte delle certificazioni CE, ATEX,<br />

IEC-Ex, PED, SIL nonché Type Approvals per applicazioni navali e Offshore oltre<br />

a RINA e DNV. Il continuo impegno nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni<br />

innovative accompagnati da quasi 100 anni di esperienza (dei brand proprietari<br />

Spriano ® , Valcom ® & Mec-Rela ® ) fanno di Terranova il partner ideale nella<br />

fornitura di strumentazione per la misura e il controllo di livello, pressione,<br />

temperatura, portata, peso specifico e presenza di liquidi nei processi industriali.<br />

Il Gruppo vanta un vasto portafoglio di esperienze e soluzioni per tutte le<br />

industrie di processo e si impegna a portare avanti la grande tradizione manifatturiera<br />

italiana attraverso un’ampia offerta di soluzioni.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

35<br />

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automazione<br />

La collaborazione<br />

fra Tetra Pak<br />

e Rockwell Automation<br />

mette a disposizione<br />

dei produttori dati<br />

e tecnologie finalizzati<br />

a ridurre la variabilità<br />

e migliorare la coerenza<br />

qualitativa.<br />

OTTIMIZZARE LA PRODUZIONE<br />

DI FORMAGGI E POLVERI<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

36<br />

Una collaborazione aziendale strategica per le soluzioni formaggio<br />

e polveri. La combinazione dell’expertise di Tetra Pak<br />

e Rockwell Automation Inc. metterà a disposizione dati e tecnologia<br />

per ridurre la variabilità e migliorare la coerenza qualitativa.<br />

Ciò aiuterà a garantire che i prodotti finiti siano realizzati<br />

in modo sostenibile e con ottimizzazione dei costi<br />

all’interno di ambienti produttivi guidati dalla domanda.<br />

La collaborazione, che parte dall’Evaporation and Spray<br />

Drying, ha portato alla nuova soluzione Powder Plant<br />

Booster di Tetra Pak, confezionata con Model Predictive<br />

Control (MPC) di Rockwell Automation e la sua tecnologia<br />

MPC Pavilion8 ® e PlantPAx ® .<br />

La combinazione dell’esperienza di Tetra Pak nelle applicazioni<br />

alimentari con la tecnologia digitale leader di Rockwell<br />

Automation aiuterà i produttori ad adattarsi alla variabilità<br />

della produzione in base alla domanda in modo più rapido<br />

e conveniente.<br />

Rockwell Automation ha dimostrato come le applicazioni<br />

guidate da Pavilion8 consentano di ridurre fino al 60% la<br />

possibile variabilità nella qualità dei prodotti, di diminuire fino<br />

al 75% i prodotti fuori specifica, di migliorare fino al 9% la<br />

produttività e di ridurre fino al 9% l’energia per unità di prodotto.<br />

Ciò consente alle aziende di produzione di ottimizzare<br />

appieno le loro operazioni, aiutandoli a rimanere competitivi<br />

e a soddisfare le mutevoli richieste del mercato.<br />

“L’industria alimentare e delle bevande oggi richiede ai<br />

www.interprogettied.com<br />

36_37_ART_ROCKWELL.indd 36 26/04/21 10:41


automazione<br />

Una combinazione di tecnologie per l’industria alimentare<br />

La collaborazione combina l’expertise di Tetra Pak, protagonista internazionale nelle soluzioni per la<br />

lavorazione e packaging di alimenti, e Rockwell Automation, specialista di riferimento nelle soluzioni di<br />

automazione industriale e trasformazione digitale.<br />

I dati relativi alle prestazioni di Pavilion8 sono basati su oltre 350 progetti in diverse aziende, applicazioni<br />

e industrie.<br />

L’agilità è un elemento essenziale di qualsiasi moderna operazione di produzione/lavorazione, ma deve<br />

essere raggiunta senza che ciò abbia impatti negativi sulla precisione, la qualità o la produttività.<br />

Questa combinazione di tecnologie rappresenta un primo passo di quello che diventerà un processo di<br />

miglioramento continuo a lungo termine. Questa non è una collaborazione estemporanea tra le due<br />

aziende, ma sarà parte di un ciclo continuo basato su dati operativi in tempo reale, condizioni ottimizzate<br />

di processo messe a punto, requisiti di mercato/prodotto.<br />

Entrambe le aziende lavoreranno sinergicamente per creare processi, modelli e soluzioni di controllo più<br />

solide, a vantaggio della produzione.<br />

produttori un livello di agilità mai visto<br />

prima”, afferma Fred Griemsmann,<br />

Vice Presidente Cheese & Powder<br />

Systems di Tetra Pak. “Ciò significa<br />

che dobbiamo essere pronti ad offrire<br />

ai nostri clienti un’avanzata tecnologia<br />

di controllo della lavorazione che sia a<br />

tempo stesso flessibile e precisa. I<br />

clienti possono trarre vantaggio dalla<br />

nostra expertise in applicazioni alimentari,<br />

avere accesso in tempo reale<br />

ai dati di produzione e adattare le loro<br />

variabili di processo per soddisfare le<br />

richieste - senza alcuna perdita di qualità,<br />

produttività o rendimento. Questa<br />

collaborazione unica con Rockwell<br />

Automation costituisce il fondamento<br />

su cui si basa questa capacità”.<br />

“Rockwell Automation è lieta di consolidare<br />

una relazione che dura da 35<br />

anni e di collaborare con Tetra Pak,<br />

un’azienda che condivide il nostro approccio<br />

orientato a una profonda<br />

comprensione dei clienti e delle loro<br />

migliori opportunità di produttività<br />

L’esperienza<br />

di Tetra Pak nelle<br />

applicazioni<br />

alimentari<br />

combinata<br />

con la tecnologia<br />

digitale di Rockwell<br />

Automation aiuterà<br />

i produttori<br />

ad adattarsi alla<br />

variabilità della<br />

produzione in base<br />

alla domanda in<br />

modo più rapido<br />

e conveniente<br />

genera valore”, spiega Matthew<br />

Fordenwalt, VP GM, Systems &<br />

Solutions, Rockwell Automation.<br />

“Siamo convinti che la condivisione<br />

delle informazioni sui clienti, unita alla<br />

tecnologia e all’esperienza nel settore,<br />

forniranno un reale valore”.<br />

Questa collaborazione commerciale è la<br />

dimostrazione di come la combinazione<br />

di competenze possa aiutare gli utilizzatori<br />

a raggiungere importanti obiettivi<br />

aziendali, anche su scala globale. Tetra<br />

Pak può ora offrire ai propri clienti<br />

“Evaporation and Spray Drying” comprovate<br />

soluzioni di Advanced Process<br />

Control e Model Predictive Control, già<br />

accolte con successo in tutto il mondo.<br />

La soluzione Powder Plant Booster, con<br />

il software complementare Pavilion8, è<br />

una piattaforma di modellazione di<br />

processo, controllo avanzato e ottimizzazione<br />

che si integra con qualsiasi sistema<br />

di controllo per fornire costantemente<br />

e in tempo reale intuizioni,<br />

diagnostica e controllo avanzato. Tutto<br />

ciò grazie a un livello di intelligenza che<br />

sovrasta i sistemi di automazione di<br />

base e che, grazie a metriche di performance<br />

incorporate, guida in modo<br />

continuo le linee di produzione verso il<br />

raggiungimento di molteplici obiettivi<br />

aziendali.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

www.interprogettied.com<br />

37<br />

36_37_ART_ROCKWELL.indd 37 26/04/21 10:41


packaging<br />

BASF sostiene la<br />

transizione green<br />

delle aziende italiane<br />

offrendo materie<br />

prime sostenibili<br />

e certificate. Con<br />

importanti applicazioni<br />

alimentari nell’ambito<br />

del confezionamento<br />

e della preservazione<br />

della catena del freddo.<br />

MATERIALI DA BIOMASSE E DAL<br />

RICICLO CHIMICO DELLA PLASTICA<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

38<br />

Sempre più aziende, anche nel packaging alimentare, sono<br />

alla ricerca di materie prime sostenibili e con contenuti riciclati<br />

in grado di rispettare l’ambiente e garantire al contempo<br />

prestazioni pari a quelle delle materie ottenute da fonti<br />

fossili. Per questo BASF, azienda all’avanguardia nella ricerca<br />

di soluzioni sostenibili, ha da tempo introdotto nel suo modello<br />

di produzione nuove tecnologie e processi –<br />

ChemCycling © e Biomass Balance Approach – che consentono<br />

di ottenere prodotti chimici utilizzando materie prime<br />

di origine rinnovabile provenienti da biomassa sostenibile<br />

(come rifiuti organici) o da cicli di recupero dei rifiuti plastici.<br />

I primi prodotti disponibili sono l’EPS espandibile, sia nella<br />

classica formulazione bianca Styropor © sia nella versione<br />

grigia caricata a grafite NEOPOR© © particolarmente indicata<br />

per il mercato dell’isolamento termico degli edifici.<br />

Con Styropor CCycled © o BMB (biomasse sostenibili) è possibile<br />

realizzare tutte le applicazioni tradizionali di questo<br />

materiale apprezzato da 70 anni come soluzione ideale per<br />

il packaging e particolarmente indicato per garantire la catena<br />

del freddo in numerosi mercati, tra cui l’alimentare, per<br />

esempio con le vaschette del gelato.<br />

Styropor e Neopor sono solo i primi esempi. Nei prossimi<br />

mesi, infatti, BASF Italia renderà disponibili sul mercato ulteriori<br />

prodotti basati su queste tecnologie di riciclo.<br />

“L’azienda è fortemente impegnata nell’individuare per i<br />

propri clienti soluzioni sostenibili e performanti”, ha dichiarato<br />

Giovanna Di Tommaso, direttore commerciale di BASF<br />

in Italia. “I prodotti BMB e CCycled possono, infatti, essere<br />

utilizzati in sostituzione di quelli ottenuti da fonti fossili senza<br />

Neopor ©<br />

38_39_ART_BASF.indd 38 26/04/21 10:50


packaging<br />

alcuna modifica dei processi industriali.<br />

Inoltre, grazie alle certificazioni già disponibili,<br />

i nostri clienti possono partecipare<br />

da subito alla innovazione dell’economia<br />

circolare e cogliere le<br />

opportunità che essa rappresenta. Per<br />

alimentare i propri impianti, dal 2025<br />

in poi, BASF arriverà ad impiegare annualmente<br />

fino a 250.000 tonnellate<br />

di materia prima ottenuta da rifiuti,<br />

sostituendo così quella fossile. Questo<br />

permetterà di avere soluzioni BMB e<br />

CCycled per le diverse industrie in<br />

quantitativi sufficienti alla domanda,<br />

che auspichiamo crescente a dimostrazione<br />

di un fattivo impegno comune<br />

per la sostenibilità”.<br />

BASF riesce a definire, attraverso un<br />

rigoroso calcolo matematico, in che<br />

percentuale i prodotti ottenuti alla<br />

fine del ciclo produttivo sono stati<br />

ottenuti utilizzando alimentazione<br />

alternativa, sia essa materia prima<br />

biobased o olio di pirolisi ricavato dal<br />

processo di ChemCycling. Una procedura<br />

che viene certificata da un<br />

Italia, un mercato strategico per il Gruppo<br />

In un 2020 caratterizzato fin dall’inizio dell’anno da forti tensioni commerciali internazionali e segnato,<br />

a partire da marzo, dal grave impatto della pandemia, il Gruppo BASF conferma la strategicità<br />

del mercato italiano, terzo in Europa per dimensione e fatturato. Le vendite generate in Italia si<br />

attestano complessivamente a 1,615 miliardi di euro, in calo del 8,7% rispetto all’anno precedente,<br />

ma grazie al deciso rimbalzo registrato nell’ultimo trimestre dell’anno (+8,6% rispetto allo stesso<br />

periodo del 2019) e in particolare nel mese di dicembre (+24%), il Gruppo ha chiuso l’anno con<br />

uno slancio positivo che consente di guardare con cauto ottimismo al <strong>2021</strong>, anno in cui BASF celebra<br />

il suo 75° anniversario di presenza in Italia.<br />

“La pandemia ha sovvertito la quotidianità di tutti noi e impattato negativamente sull’economia per<br />

tutto il 2020”, commenta Lorenzo Bottinelli, amministratore delegato e vice presidente di BASF<br />

Italia. “In questo scenario BASF Italia è riuscita a garantire la sicurezza dei collaboratori e a mantenere<br />

attive le produzioni e il supporto ai clienti, potendo continuare così ad alimentare anche le filiere<br />

fondamentali nella gestione della crisi. A partire dalla seconda parte dell’anno siamo riusciti ad<br />

intercettare il rimbalzo dell’economia italiana chiudendo con dei risultati incoraggianti. La pandemia<br />

sta avendo ancora impatti negativi sui consumi, ma il <strong>2021</strong> è iniziato bene e, presso i nostri clienti,<br />

stiamo osservando un crescente interesse per i nostri prodotti realizzati con materie prime rinnovabili<br />

o ottenute con il riciclo chimico delle materie plastiche. Inoltre, a conferma della volontà del<br />

gruppo di continuare ad investire nel nostro paese, a febbraio abbiamo inaugurato un nuovo reparto<br />

produttivo nel sito di Pontecchio Marconi. Questi esempi concreti dimostrano il nostro continuo<br />

supporto sostenibile alle filiere italiane, che pensiamo sia il giusto contributo per favorire la ripresa<br />

nel <strong>2021</strong>”.<br />

Styropor ©<br />

ente indipendente secondo lo schema<br />

REDCert2, universalmente accettato<br />

in tutta Europa, e che in Italia<br />

viene recepita e riconosciuta anche<br />

da Remade in Italy, l’associazione senza<br />

finalità di lucro proprietaria del<br />

primo schema di certificazione accreditato<br />

in Italia per la verifica del contenuto<br />

di materiale riciclato in un<br />

prodotto.<br />

Gli utilizzatori dei<br />

prodotti di BASF<br />

certificati BMB e<br />

CCycled possono<br />

certificare tramite<br />

Remade in Italy<br />

il contenuto di<br />

materiale riciclato<br />

dei loro prodotti<br />

finali<br />

In questo modo, gli utilizzatori dei prodotti<br />

di BASF certificati BMB e CCycled<br />

possono certificare tramite Remade in<br />

Italy il contenuto di materiale riciclato<br />

dei loro prodotti finali, ottenendo concreti<br />

vantaggi in termini di conformità<br />

del materiale/prodotto, come previsto<br />

dai Criteri Ambientali Minimi (CAM)<br />

del Ministero della Transizione<br />

Ecologica.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

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packaging<br />

L’IMBALLAGGIO AIUTA A DEFINIRE LA SOSTENIBILITÁ DI UN PRODOTTO<br />

In questo <strong>2021</strong> si capirà, forse, quali tendenze<br />

indotte dalla pandemia si radicheranno<br />

in modo strutturale nella società italiana,<br />

ma alcuni segnali dicono che l’attenzione<br />

alla sostenibilità non è stata intaccata dall’emergenza<br />

sanitaria.<br />

Nel corso del 2020, il 33% degli italiani ha<br />

alzato la soglia di attenzione verso la sostenibilità,<br />

questo è quanto emerge dall’Osservatorio<br />

Packaging di Nomisma.<br />

Il packaging si conferma un attributo in grado<br />

di definire la percezione della sostenibilità<br />

di un prodotto, una definizione che, per<br />

il 47%, corrisponde anche alla principale<br />

funzione dell’imballaggio, ruolo che segue,<br />

ovviamente, i più tradizionali e fondamentali<br />

compiti di conservazione (66%) e protezione<br />

organolettica (60%).<br />

I grandi aspetti che, secondo i consumatori,<br />

contribuiscono a definire la sostenibilità di<br />

un prodotto alimentare sono quattro: il primo<br />

– con un peso del 34% – concerne i<br />

metodi di produzione, seguiti dalle caratteristiche<br />

del packaging (fattore che da solo<br />

incide per il 33%), dai temi della filiera e<br />

dell’origine delle materie prime (22%) e dalla<br />

responsabilità etica e sociale (13%).<br />

Dall’Osservatorio emerge che un un pack<br />

non sostenibile, non solo rappresenta un<br />

motivo di abbandono, ma negli ultimi 6<br />

mesi il 14% dei consumatori ha smesso di<br />

acquistare prodotti dotati di una confezione<br />

priva di elementi di sostenibilità.<br />

Fra le caratteristiche richieste a un imballaggio<br />

green ci sono l’assenza di overpackaging<br />

(55%), la riciclabilità (43%), la<br />

presenza di materie prime derivanti da<br />

fonti rinnovabili, o a ridotte emissioni di<br />

CO 2<br />

(43%).<br />

Il packaging sostenibile è un imballaggio<br />

concepito in modo da creare il minor impatto<br />

ambientale possibile e che al contempo<br />

svolge al meglio le sue funzioni di protezione<br />

e informazione. L’imballaggio è sostenibile<br />

quando il consumatore è messo in grado<br />

di effettuare una corretta raccolta<br />

differenziata senza difficoltà ed incertezze,<br />

questo grazie ad una progettazione attenta<br />

alla riciclabilità del packaging.<br />

Comieco supporta la progettazione del<br />

packaging sostenibile mettendo a disposizione<br />

delle imprese strumenti per l’ecodesign<br />

al fine di aiutarle a rispondere alle richieste<br />

dei consumatori.<br />

SCHUR FLEXIBLES GROUP ACQUISISCE SIDAC<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

L’acquisizione di Sidac Spa, eccellenza<br />

nelle soluzioni di imballaggio,<br />

consente a Schur<br />

Flexibles Group di espandere la<br />

propria rete sul mercato italiano.<br />

Grazie ad una politica di<br />

sostenibilità orientata al futuro,<br />

il moderno stabilimento di produzione<br />

di Forlì integrerà in<br />

modo ottimale la strategia di<br />

crescita di Schur Flexibles Group<br />

in Europa.<br />

Con un fatturato annuo di circa<br />

34 milioni di euro nel 2020 e un<br />

organico di 120 dipendenti,<br />

Sidac Spa è dal 1929 specialista<br />

nel packaging, in particolare per<br />

i settori alimentare, bevande,<br />

prodotti dolciari e pet food. Il<br />

portafoglio prodotti comprende<br />

principalmente laminati complessi<br />

forniti in rotolo e per buste<br />

stand-up utilizzate nel segmento<br />

dei cibi pronti e del pet food. Si<br />

tratta di un segmento di mercato<br />

che, grazie alla riduzione dell’uso<br />

di materiale, genera una crescita<br />

dinamica, pur mantenendo un<br />

alto livello di funzionalità come<br />

Michael Schernthaner, CEO di Schur<br />

Flexibles (Foto Christina Häusle)<br />

opzione di imballaggio sostenibile.<br />

Grazie al suo impianto altamente<br />

performante per il recupero di<br />

solventi, Sidac adotta un approccio<br />

olistico sostenibile tipico di<br />

un’economia circolare, caratteristica<br />

distintiva anche di Schur<br />

Flexibles. Sidac funge quindi da<br />

perfetto complemento per Schur<br />

Flexibles Group che sviluppa e<br />

produce innovazioni per il packaging<br />

in una catena di valore totalmente<br />

integrata nei 22 stabilimenti<br />

di produzione situati in<br />

undici paesi europei.<br />

“L’Italia è un mercato che sta<br />

vivendo una crescita significativa.<br />

Con l’acquisizione di Sidac,<br />

abbiamo trovato un partner<br />

affermato per la nostra espansione<br />

sul territorio dove possiamo<br />

integrare perfettamente<br />

nell’industria alimentare le nostre<br />

competenze nel settore<br />

delle soluzioni per imballaggi<br />

flessibili”, ha commentato<br />

Michael Schernthaner, CEO di<br />

Schur Flexibles.<br />

Questa acquisizione apre a<br />

Lo stabilimento di Sidac a Forlì<br />

Sidac la strada per accedere<br />

all’intero mercato europeo.<br />

“Come parte di un gruppo di<br />

successo internazionale, possiamo<br />

accrescere la visibilità dei<br />

nostri punti di forza e delle nostre<br />

competenze sull’intero<br />

mercato europeo”, ha commentato<br />

Luca Mazzotti, amministratore<br />

delegato di Sidac.<br />

“Siamo felici di poter essere<br />

d’ora in poi un partner ancora<br />

più forte per i nostri clienti attuali<br />

e futuri”.<br />

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packaging<br />

CARTONE: MERCATO PREVISTO STABILE FINO AL 2024<br />

Il mercato degli imballaggi in carta e cartone, protagonisti dell’esplosione<br />

del mercato dell’e-commerce nel 2020, offre prospettive stabili<br />

quando non in crescita - quasi ovunque nel mondo, con un leggero<br />

calo solo nel continente americano che vede una previsione al -0,3%<br />

CAGR entro il 2024.<br />

In un mercato mondiale con un valore previsto nel 2024 di 1.153, 217<br />

di milioni di unità di prodotti confezionati per un CAGR al +1%, spiccano<br />

i mercati in crescita di Asia al +1,9%, Africa e Oceania al +3,8%.<br />

Crescita più moderata per l’Europa con un +0,3% e volumi di prodotto<br />

stimati in 72,891 milioni di unità e l’Italia che, secondo le previsioni,<br />

tiene, con un valore di mercato stimato in 7,447 milioni di pezzi previsto<br />

per il 2024.<br />

(Fonte: Ipack Ima Business Monitor in collaborazione con MECS)<br />

UNA BOTTIGLIA ELICOIDALE DI PLASTICA 100% RICICLATA<br />

Sostenibile, 100% riciclata, elicoidale con le<br />

gocce disposte nel rapporto aureo e prodotta<br />

nello stabilimento di Garessio che funziona<br />

ad energia eolica, naturale e pulita.<br />

S.Bernardo presenta la nuova bottiglia di plastica<br />

completamente riciclata che arriverà sul<br />

mercato nel mese di maggio.<br />

“Questo è un naturale completamento di<br />

un percorso che pone sempre più al centro<br />

l’attenzione all’ambiente”, ha raccontato<br />

Antonio Biella direttore generale di S.<br />

Bernardo.<br />

L’azienda è da sempre attiva nella diffusione<br />

del consumo di acqua in vetro, possibilmente<br />

a rendere, e nella lattina in alluminio riciclabile<br />

anch’essa al 100% . Questo nuovo<br />

design servirà per dare un’alternativa in più<br />

al consumatore, seguendone le esigenze e<br />

le sensibilità.<br />

Acqua S. Bernardo è un’azienda 100% italiana<br />

che pone la massima attenzione nell’attuare<br />

concretamente un’economia elicoidale,<br />

evoluzione di quella circolare.<br />

Queste nuove bottiglie sono firmate dal designer<br />

Gabriele Gioria dello studio Kumooku.<br />

“Per questa bottiglia speciale abbiamo scelto<br />

di usare una forma a spirale e costellata con<br />

le caratteristiche Gocce disposte lungo la<br />

successione di Fibonacci, genio italiano della<br />

matematica, che ha applicato il rapporto aureo<br />

nel suo lavoro”, ha commentato Gioria.<br />

La nuova bottiglia di Acqua S. Bernardo avrà<br />

un packaging completamente sostenibile.<br />

“Anche dall’etichetta deve passare il messaggio<br />

ai nostri consumatori”, ha sottolineato<br />

Antonio Biella. “Abbiamo pensato di posizionare<br />

le tipiche gocce S. Bernardo nella<br />

successione di Fibonacci, sotto l’etichetta<br />

invitando così il consumatore a differenziare<br />

il packaging e scoprire così un nuovo lato<br />

della nostra bottiglia. Per Acqua S. Bernardo<br />

l’attenzione all’ambiente è una costante nel<br />

tempo, tanto che da sempre consideriamo i<br />

nostri contenitori come una risorsa e non un<br />

rifiuto, a cui dare una seconda vita a ciclo<br />

produttivo ultimato”.<br />

Come le bottiglie di vetro che si trasformano<br />

in oggetti da collezione grazie alla creatività<br />

di artisti e artigiani italiani. La nuova bottiglia<br />

prodotta da S. Bernardo, oltre ad essere completamente<br />

riciclabile, come tutte le Gocce<br />

in PET S .Bernardo, è composta al 100% da<br />

plastica che ha già avuto una vita precedente.<br />

Questo avviene in completa sicurezza,<br />

perché il PET riciclato (Recycled polietilene<br />

tereftalato) mantiene le stesse caratteristiche<br />

del PET tradizionale: si tratta dunque di uno<br />

dei materiali migliori per mantenere inalterate<br />

le caratteristiche uniche di purezza originaria<br />

dell’acqua minerale.<br />

S. Bernardo ha scelto di cogliere l’opportunità<br />

della nuova normativa in materia che<br />

consente da quest’anno l’utilizzo di pet riciclato<br />

al 100%.<br />

“Il nostro impegno è per sostenere il circolo<br />

virtuoso del riuso e del riciclo, sperando che<br />

possa essere sempre maggiore: è per questo<br />

che abbiamo aderito a CORIPET, il consorzio<br />

nazionale imballaggi in PET per alimenti che<br />

grazie all’azione del consumatore crea un<br />

circolo virtuoso attraverso il riuso dei materiali<br />

con il “from bottle to bottle”, ha proseguito<br />

Biella.<br />

Sul mercato S. Bernardo è presente con confezioni<br />

di PET che utilizzano il 50% di materiale<br />

riciclato, rispettando a pieno il limite<br />

della precedente disposizione europea.<br />

Tutto ciò aggiunge un importante tassello<br />

nel completamento del progetto per un’attività<br />

sostenibile di Acqua S. Bernardo: da<br />

anni l’azienda alimenta i propri stabilimenti<br />

con energia eolica ponendosi come ambizioso<br />

obiettivo un consumo negativo<br />

delle risorse ambientali, in piena condivisione<br />

dell’Agenda 2030 Onu per lo sviluppo<br />

sostenibile.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

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packaging<br />

I primi cambiamenti della<br />

“rivoluzione ecologica”<br />

nelle tecnologie alimentari<br />

riguardano soprattutto<br />

le fasi finali della<br />

catena di produzione<br />

e la conservazione del<br />

prodotto, a cominciare<br />

dallo sviluppo di materiali<br />

innovativi e sostenibili.<br />

a cura di<br />

Alberto Buffon<br />

LA TRANSIZIONE VERDE<br />

PARTE DALL’IMBALLAGGIO<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

Nella foto in alto:<br />

Beeopack, una nuova<br />

pellicola per alimenti<br />

fatta con un tessuto<br />

biodegradabile<br />

realizzato con<br />

prodotti biologici<br />

certificati<br />

A destra, Ooho,<br />

una capsula per il<br />

contenimento di<br />

liquidi trasparente,<br />

biodegradabile<br />

e commestibile,<br />

realizzata con un<br />

polimero sintetico<br />

ricavato dalle alghe<br />

marine. È stata<br />

sviluppata dalla<br />

startup britannica<br />

Skipping Rocks Lab<br />

Nel FoodTech, l’incontro tra l’innovazione tecnologica e la<br />

tradizione agroalimentare ha visto un fiorire di innovazioni<br />

trasversali capaci di unire ambiti anche molto diversi fra loro,<br />

come ad esempio lo studio di modelli di machine learning,<br />

l’aerodinamica e la topografia per istruire una flotta di droni<br />

ad analizzare e trattare un campo coltivato.<br />

L’Italia, motivata al mantenimento del suo status di patria<br />

per eccellenza della cultura alimentare, si sta organizzando<br />

per divenire il portabandiera di questo movimento<br />

socioeconomico.<br />

La già citata Talent Garden ha dedicato proprio al Foodtech<br />

un campus a Milano, aperto nel 2019 in zona Isola e che<br />

ospita attualmente oltre 150 membri tra startup, agenzie,<br />

freelancer, corporate e investor, mentre a Roma ha aperto<br />

“Startupbootcamp FoodTech Rome”, acceleratore d’impresa<br />

dedicato all’agroalimentare organizzato dall’azienda<br />

esperta di startup Startupbootcamp, la quale conta più di<br />

dieci incubatori sparsi in tutto il mondo.<br />

A Milano troviamo anche il percorso del “FoodTech<br />

Accelerator”, coordinato da Deloitte Officine Innovazione,<br />

in collaborazione con alcune realtà italiane tra cui Amadori,<br />

Cereal Docks, Birra Peroni e COPROB Italia Zuccheri, che ha<br />

presentato nel febbraio scorso nove startup internazionali<br />

scelte tra più di 600 candidature. Non mancano anche programmi<br />

dedicati all’interno degli acceleratori già presenti nel<br />

territorio, come quello proposto da UniCredit.<br />

L’INNOVAZIONE NEL PACKAGING<br />

La spinta fornita dal Foodtech al mercato alimentare ha riacceso<br />

l’interesse delle aziende già solide nel settore portandole<br />

a scommettere ancora sull’innovazione e sulla ricerca,<br />

così da non farsi lasciare indietro dalle neonate imprese.<br />

I primi cambiamenti visibili di questa rivoluzione sono stati<br />

inerenti all’ambito del packaging, elemento comune a tutte<br />

le fasi finali della catena di produzione ed essenziale per la<br />

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packaging<br />

conservazione del prodotto.<br />

Per il mercato interno e ancor più per<br />

l’export, la flessione riportata in questa<br />

difficile congiuntura dal segmento del<br />

packaging alimentare è stata molto più<br />

contenuta rispetto ad altri settori, grazie<br />

a diversi fattori: dallo sviluppo di<br />

tecnologie di ultima generazione<br />

(Industry 4.0), per lo svolgimento di<br />

attività strategiche, come l’installazione<br />

degli impianti da remoto e l’assistenza<br />

virtuale al cliente, all’introduzione di<br />

prodotti a basso impatto ambientale.<br />

Nel corso del 2020, infatti, gli imballaggi<br />

ecologici hanno acquisito interessanti<br />

quote di mercato, forti dell’interesse<br />

dimostrato negli ultimi anni sia dall’industria<br />

sia dai consumatori.<br />

CONFEZIONI SEMPRE PIÙ GREEN<br />

Già oggi sono numerose le aziende che<br />

investono nella ricerca di nuovi materiali<br />

come le bioplastiche, a base di materiali<br />

sostenibili, come la cellulosa, l’amido,<br />

la fecola di patata, le alghe, i<br />

residui di lavorazione del latte, i rifiuti<br />

organici e così via.<br />

La sfida, per tutti gli operatori del settore,<br />

è produrre materiali resistenti, in<br />

grado di proteggere efficacemente<br />

l’alimento, facilmente stampabili, accattivanti<br />

per il consumatore.<br />

Tra le idee più interessanti presentate al<br />

riguardo troviamo “Ooho” la capsula<br />

per il contenimento di liquidi trasparente,<br />

biodegradabile e commestibile, realizzata<br />

con un polimero sintetico ricavato<br />

dalle alghe marine.<br />

Questo speciale involucro è stato sviluppato<br />

dalla startup britannica<br />

Skipping Rocks Lab, la quale ha saputo<br />

trovare una soluzione al problema delle<br />

bottiglie di plastica, ormai sempre più<br />

presenti nei nostri oceani, che fosse sia<br />

economicamente che ecologicamente<br />

sostenibile.<br />

Altre novità riguardano per esempio<br />

una nuova pellicola per alimenti fatta<br />

con un tessuto biodegradabile realizzato<br />

con prodotti biologici certificati.<br />

Questo nuovo materiale, il cui nome<br />

commerciale è Beeopak, potrebbe sostituire<br />

la pellicola di plastica per ali-<br />

menti e la carta stagnola. Può essere<br />

utilizzato per avvolgere quasi tutti gli<br />

alimenti come pane, formaggi, frutta e<br />

verdura e per coprire i contenitori. Si<br />

tratta di un materiale ricavato con ingredienti<br />

biologici certificati, come la<br />

cera d’api biologica e l’olio di Nocciola<br />

Tonda Gentile Igp. È un tessuto naturale,<br />

modellabile e adattabile, lavabile e<br />

riutilizzabile per circa un anno senza<br />

perdere le sue caratteristiche.<br />

LA LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE<br />

In un periodo in cui la responsabilità<br />

sociale dell’impresa è sempre più sentita<br />

da consumatori, mercati e finanza,<br />

tra le sfide che si trova ad affrontare il<br />

settore non potevano mancare lo studio<br />

e la realizzazione di confezioni in<br />

grado di migliorare la qualità dei prodotti<br />

alimentari, prolungare la loro durata<br />

di conservazione e avere un impatto<br />

economico inferiore rispetto ai costi<br />

di smaltimento degli imballaggi tradizionali.<br />

In questo ambito è stata sviluppata da<br />

Iuv – azienda italiana che sviluppa, produce<br />

e commercializza packaging innovativi,<br />

sostenibili e naturali – la soluzione<br />

chiamata Columbus’ Egg, che si propone<br />

di abbattere le perdite e gli sprechi<br />

alimentari. Le pellicole sviluppate con<br />

questa tecnologia sono in grado di prevenire<br />

la comparsa di muffe, lieviti e<br />

L’irrigidimento<br />

delle norme<br />

igieniche ha<br />

aumentato la<br />

frequenza di<br />

interventi di pulizia<br />

e igienizzazione<br />

sugli impianti,<br />

facendo emergere<br />

un effetto<br />

collaterale<br />

imprevisto: la<br />

corrosione<br />

L’azienda italiana Iuv ha<br />

sviluppato la pellicola<br />

innovativa Columbus’ Egg,<br />

che si propone di abbattere<br />

le perdite e gli sprechi<br />

alimentari<br />

batteri, di allungare la vita degli alimenti<br />

naturalmente. Sono applicabili per<br />

immersione e realizzate utilizzando<br />

componenti naturali, sostenibili e a basso<br />

costo, con la possibilità di inglobare<br />

prodotti funzionali al benessere del<br />

consumatore.<br />

Anche Ixon, startup di Hong Kong<br />

incubata presso l’acceleratore di<br />

Deloitte Officine Innovazioni, si è<br />

mossa in questa direzione, sviluppando<br />

una tecnologia di confezionamento<br />

asettico capace di trasformare gli<br />

alimenti sottovuoto in prodotti stabili,<br />

senza la necessità di utilizzare il<br />

frigorifero, eliminando così il problema<br />

logistico della catena del freddo<br />

e della conservazione.<br />

PACKAGING CONNESSO<br />

Altro trend che guida il comparto è la<br />

digitalizzazione delle confezioni per<br />

essere sempre più vicino al consumatore.<br />

Come? Connettendo il packaging<br />

alla rete tramite un codice QR e altri<br />

indicatori grafici near field communication<br />

(NFC), identificazione a radio frequenza<br />

(RFID), Bluetooth e realtà aumentata<br />

(AR). Attraverso queste<br />

tecnologie sarà possibile accedere a<br />

una quantità di dati e informazioni impensabili<br />

sul prodotto: ingredienti, tabelle<br />

nutrizionali, consigli per l’uso, ricette<br />

e curiosità, oltre a un ambiente<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

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packaging<br />

virtuale dove il produttore e l’intera<br />

comunità di consumatori<br />

potranno incontrarsi, confrontarsi<br />

ed interagire.<br />

L’obiettivo è arrivare a un<br />

packaging alimentare altamente<br />

personalizzato e personalizzabile,<br />

che porterà a un maggiore<br />

coinvolgimento dei consumatori,<br />

una rinnovata consapevolezza del prodotto<br />

con l’aggiunta dell’elemento<br />

esperienziale, tutti fattori che portano<br />

con sé nuove sfide di marketing e nuovi<br />

potenziali sviluppi di mercato.<br />

LE SFIDE DEL SETTORE<br />

Il mercato contemporaneo richiede di<br />

far fronte, oltre che alla già menzionata<br />

esigenza di imballaggi 100% riciclabili,<br />

anche al bisogno del consumatore di<br />

fruire di prodotti senza aggiunta di additivi<br />

e conservanti chimici; ciò rappresenta<br />

una sfida per le aziende, poiché<br />

fa emergere la necessità di ristudiare le<br />

strategie per rendere i processi di lavorazione,<br />

e di conseguenza gli alimenti,<br />

più protetti da contaminazioni microbiologiche.<br />

Il conseguente irrigidimento delle norme<br />

igieniche, con l’aumento della frequenza<br />

dell’attività di pulizia e igienizzazione,<br />

ha fatto emergere un effetto<br />

collaterale imprevisto: la corrosione<br />

anticipata dei macchinari impiegati,<br />

nonostante i materiali che li costituiscono<br />

siano acciai inossidabili e allumini.<br />

Negli ultimi anni, infatti, si è visto un<br />

aumento degli studi riguardanti tale<br />

fenomeno del settore alimentare.<br />

biente.<br />

Le analisi superficiali AES e XPS hanno<br />

dimostrato la presenza di Cl e N<br />

sulle superfici analizzate, soggette a<br />

frequenti pulizie approfondite, in cui<br />

il sale di ammonio dell’acido cloridrico,<br />

attraverso una reazione con l’acqua,<br />

aumenta la sua concentrazione<br />

di ioni cloruro nella soluzione, innalzando<br />

di molto il potere corrosivo dei<br />

detergenti.<br />

La distruzione localizzata dello strato<br />

passivante innesca il processo corrosivo<br />

denominato pitting, o vaiolatura a causa<br />

della sua distribuzione a puntini<br />

come la famosa malattia.<br />

L’attacco corrosivo è localizzato ma<br />

funge da innesco per l’azione della corrosione<br />

elettrochimica; le zone dove il<br />

film viene a mancare fungono da anodi<br />

(zona attiva) rispetto a quelle circostanti,<br />

che presentano uno strato di<br />

ossidi ancora integro, su cui invece ha<br />

luogo l’azione riducente (catodica).<br />

Anche lo studio “Microstructure investigation<br />

of premature corroded heat<br />

exchanger plates(Article)” di A.<br />

Wassilkowska, T. Skowronek, S.<br />

Rybicki, ha rilevato le stesse problematiche<br />

analizzando le piastre di uno<br />

scambiatore in acciaio 316L, corrose<br />

Giunti con allunga<br />

ZA di R+W<br />

Giunti di precisione<br />

a soffietto BK<br />

per pitting in appena cinque mesi di<br />

utilizzo.<br />

Entrambi gli articoli evidenziano la necessità<br />

di utilizzare leghe a più elevata<br />

resistenza alla corrosione in tutte quelle<br />

applicazioni per cui vi è la necessità<br />

di pulire frequentemente i componenti<br />

con detergenti a base di ammoniaca<br />

o in cui un guasto nel funzionamento<br />

della macchina possa causare uno sversamento<br />

di materiale organico; inoltre,<br />

raccomandano di ridurre il più possibile<br />

la rugosità superficiale poiché, altrimenti,<br />

le micro-asperità presenti potrebbero<br />

essere tali per cui un normale<br />

risciacquo con acqua dopo il trattamento<br />

di pulizia non sia sufficiente per<br />

rimuovere le piccole concentrazioni di<br />

sale di ammonio presenti in superficie.<br />

IL RUOLO DEL FORNITORE<br />

DI COMPONENTI<br />

Un’attività complessa come la realizzazione<br />

delle macchine per il settore del<br />

packaging alimentare può trovare un<br />

valido supporto nei fornitori di componenti.<br />

È il caso di R+W, azienda di primo<br />

piano nella produzione di giunti e alberi<br />

di trasmissione, in grado di mettere la<br />

sua esperienza a disposizione del progettista.<br />

Il packaging, spesso considerato un<br />

aspetto minimale del prodotto, incide<br />

fino al 40% sul prezzo di vendita al dettaglio<br />

dell’oggetto, svolgendo un ruolo<br />

di primaria importanza dal punto di<br />

vista del marketing.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

44<br />

MATERIALI CONTRO LA CORROSIONE<br />

Lo studio “AES and XPS investigations<br />

of thecleaning-agent-induced pitting<br />

corrosion of stainless steels used in the<br />

food-processing environment” di D.<br />

Steiner-Petrovi e D. Mandrino condotto<br />

sugli acciai inossidabili AISI 304 e AISI<br />

430 usati nelle attrezzature a contatto<br />

con gli alimenti, ha rilevato la presenza<br />

di strati passivati gravemente danneggiati<br />

e non omogenei, indotti dall’ammoniaca<br />

contenuta nel detergente che<br />

reagisce con il cloro disperso nell’am-<br />

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packaging<br />

Questo si traduce in un continuo rinnovo<br />

dei formati, dei materiali impiegati nel<br />

confezionamento e nella costruzione di<br />

macchinari custom per fabbricarli.<br />

Macchine sempre più smart, come vuole<br />

l’economia 4.0, che richiedono componenti<br />

evoluti, intelligenti e capaci di<br />

comunicare tra loro per ottimizzare la<br />

produttività e salvaguardare la competitività<br />

sui mercati internazionali.<br />

Nel settore della produzione o trasformazione<br />

alimentare, R+W Italia serve<br />

anche marchi di primo piano nel segmento<br />

dei derivati del latte che anche<br />

grazie a questi prodotti seguono sia il<br />

ciclo produttivo sia il confezionamento;<br />

ma il segmento dell’industria alimentare<br />

dove la presenza di R+W è maggiore<br />

rimane il packaging, dove i componenti<br />

dell’azienda trovano utile impiego nei<br />

sistemi complessi delle linee di imballaggio<br />

e nella gestione pallettizzata<br />

delle confezioni.<br />

L’industria sta attraversando un periodo<br />

di grandi cambiamenti dettati,<br />

come detto prima, dalla spinta green<br />

alla realizzazione e commercializzazione<br />

di imballi compostabili o nei quali il<br />

ricorso alla plastica sia il più possibile<br />

contenuto.<br />

Fra i clienti di R+W rientrano sia le società<br />

di stampaggio delle materie plastiche,<br />

sia molte altre aziende che invece<br />

stanno scommettendo sulla<br />

sostituzione della plastica. Sono i brand<br />

dell’alimentare e anche le scelte dei<br />

consumatori a orientarne le strategie,<br />

stimolando la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione.<br />

Pur mantenendo invariate le rispettive<br />

Limitatori di<br />

coppia SK<br />

Giunti EK<br />

di R+W<br />

caratteristiche originarie, i prodotti di<br />

R+W seguono i trend di mercato, fra i<br />

quali quello della sostenibilità è fra i più<br />

percepibili e condivisibili.<br />

Per soddisfare le esigenze dei clienti<br />

l’azienda propone i giunti di precisione<br />

a soffietto BK, i giunti a elastomero della<br />

serie EK, i giunti con allunga ZAE ed<br />

EZ nonché con i limitatori di coppia<br />

della famiglia SK.<br />

I giunti BK a soffietto metallico, precisi<br />

e senza gioco, sono molto apprezzati<br />

per il basso momento di inerzia, l’assenza<br />

di necessità di manutenzione, la<br />

durata praticamente infinita e soprattutto<br />

la totale affidabilità. I giunti a elastomero<br />

della serie EK combinano elevata<br />

flessibilità e buona resistenza.<br />

Smorzano vibrazioni e impatti compensando<br />

i disallineamenti degli alberi.<br />

I giunti a elastomero EK combinano<br />

elevata flessibilità e buona resistenza.<br />

Smorzano vibrazioni e impatti compensando<br />

i disallineamenti degli alberi.<br />

Molti elementi condizionano la proget-<br />

tazione dei giunti a elastomero: da fattori<br />

quali il carico, l’avviamento e la<br />

temperatura dipende la durata dell’inserto.<br />

L’elemento elastomerico è disponibile<br />

in diverse durezze shore, per<br />

trovare sempre un compromesso adatto<br />

fa le proprietà di smorzamento, la<br />

rigidità torsionale e la correzione dei<br />

disallineamenti per la maggior parte<br />

delle applicazioni.<br />

I giunti con allunga della serie ZA-EZ<br />

sono ideali per collegamenti con<br />

grandi distanze assiali, eventualità<br />

spesso presente nelle macchine da<br />

imballaggio. Sono facili da montare<br />

e smontare senza che occorra muovere<br />

o allineare gli elementi da collegare.<br />

R+W ha in assortimento giunti<br />

con allunghe fino a 6 m, che non<br />

necessitano di supporto intermedio.<br />

Disponibili in versioni speciali per<br />

quanto riguarda materiali, tolleranze,<br />

dimensioni e prestazioni, i giunti con<br />

allunga R+W, se ben dimensionati e<br />

montati correttamente, non hanno<br />

alcuna necessità di manutenzione e<br />

una durata praticamente infinita.<br />

I limitatori di coppia SK sono in grado<br />

di svincolare la parte motrice dalla<br />

parte condotta nel caso di un sovraccarico.<br />

E questo allo scopo di tutelare<br />

non solamente i componenti coinvolti<br />

nella trasmissione del moto, ma<br />

anche il prodotto finale e naturalmente<br />

il suo packaging. In modo da<br />

evitare il suo danneggiamento durante<br />

la produzione e limitare la percentuale<br />

di prodotto che risulta non conforme<br />

alla vendita per la difettosità<br />

della confezione.<br />

La sfida raccolta da R+W è dar vita a<br />

oggetti che per tipologia del materiale,<br />

peso e prestazioni supportino l’ottimizzazione<br />

dei processi. Per esempio, il<br />

food predilige l’acciaio inox che<br />

dà ampie garanzie di igienicità<br />

nel contatto col prodotto.<br />

R+W ha dovuto portare a termine<br />

studi importanti che<br />

hanno però dato buoni frutti,<br />

perché sinora l’azienda è sempre stata<br />

in grado di consegnare agli utilizzatori<br />

soluzioni adeguate.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

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packaging<br />

I CONSUMI DEGLI ITALIANI<br />

RACCONTATI DALLE ETICHETTE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2021</strong><br />

Come cambiano i prodotti che compriamo al supermercato?<br />

Per rispondere a questa domanda l’Osservatorio Immagino<br />

GS1 Italy ha “scannerizzato” le etichette di oltre 115 mila<br />

prodotti venduti in Italia e ha rilevato non solo le indicazioni<br />

più diffuse e consolidate, ma anche i claim emergenti che si<br />

stanno affermando sempre più.<br />

A crescere maggiormente, nei 12 mesi analizzati, sono stati<br />

soprattutto i claim relativi a due “panieri” e stili alimentari: il<br />

free from e il rich-in. Nel mondo del free from, aumentano i<br />

prodotti che si presentano come privi di polifosfati, oppure di<br />

latte o di uova. Invece nell’area del rich-in a emergere sono<br />

soprattutto i prodotti che segnalano di apportare iodio, zinco<br />

oppure magnesio.<br />

In particolare, le vendite dei prodotti “senza polifosfati” sono<br />

cresciute dell’8,9% su base annua, soprattutto in affettati,<br />

würstel, salumi a cubetti e formaggi fusi in fette. Incremento<br />

consistente del sell-out anche per i prodotti che segnalano in<br />

etichetta di essere privi di latte (+11,9%), in particolare insaccati,<br />

gelati vegetali multipack e panini per hamburger o hot<br />

dog. Quanto al “senza uova” (+2,0%) coinvolge soprattutto<br />

pasta senza glutine, biscotti salutistici e maionese.<br />

Sul versante del rich-in, le referenze che sottolineano in etichetta<br />

la presenza di iodio hanno registrato un balzo annuo<br />

delle vendite del 9,5% grazie soprattutto a carni bianche elaborate<br />

(come cotolette e cordon bleu), passate di pomodoro<br />

e fette biscottate. Buone performance anche per i prodotti che<br />

segnalano il contenuto di zinco (+5,1%), in particolare per<br />

integratori, caramelle, biscotti, acque aromatizzate e frutta<br />

secca. Andamento a due velocità per i prodotti che segnalano<br />

la presenza di magnesio: il calo del fatturato annuo (-1,7%) si<br />

deve alla flessione degli integratori solo in parte compensata<br />

dalla interessante crescita degli alimenti con il claim “fonte di<br />

magnesio”, come biscotti integrali o multicereali e semi.<br />

UN CONTENITORE INNOVATIVO<br />

CHE CONSERVA LA QUALITÀ DELL’OLIO<br />

Da sempre attento all’eccellenza<br />

dei suoi prodotti, Palazzo di<br />

Varignana è anche alla ricerca<br />

del miglior modo di preservarne<br />

le caratteristiche organolettiche<br />

nel tempo. Una ricerca che ha<br />

portato all’introduzione della<br />

“Bag in Tube”: un nuovo concetto<br />

di packaging che si sta affermando<br />

come valida alternativa<br />

rispetto alle tradizionali<br />

bottiglie in vetro e lattine metalliche<br />

per l’Olio Extravergine di<br />

Oliva. La Bag in Tube è un imballaggio<br />

innovativo composto da<br />

un tubo in cartoncino con coperchio<br />

e base in banda stagnata. Il<br />

tubo contiene una sacca a doppio<br />

strato e l’erogazione del prodotto<br />

avviene attraverso il rubinetto<br />

ad alta prestazione. Questa<br />

tecnologia permette di mantenere<br />

inalterate le caratteristiche<br />

dell’olio una volta aperto.<br />

La Bag in Tube rappresenta il<br />

modo più efficiente, ecologico e<br />

moderno per prevenire l’ossidazione<br />

e garantire la conservazione<br />

nell’uso quotidiano. Grazie<br />

alle caratteristiche del contenitore,<br />

l’olio si mantiene nuovo ad<br />

ogni assaggio: protetto dall’ossigeno,<br />

il suo nemico più pericoloso,<br />

mantiene intatti gli aromi,<br />

preserva le sue doti organolettiche<br />

e protegge le sue virtù nutraceutiche.<br />

La Bag in Tube ospita al suo interno<br />

un blend di extravergine ottenuto<br />

prevalentemente dalla frangitura<br />

dalle cultivar Frantoio,<br />

Leccino e Nostrana. Di colore<br />

verde tenue, si presenta ben<br />

equilibrato sia all’olfatto che al<br />

gusto, con un amaro e piccante<br />

moderati. Un olio versatile, ideale<br />

per abbinarsi a una grande<br />

varietà di cibi: dalle verdure ai<br />

primi piatti fino al pesce.<br />

Prezzo Bag in Tube da 3 litri: 54<br />

euro, prezzo confezione da 500<br />

ml: 17 euro.<br />

La Bag in Tube si unisce ai monocultivar<br />

Claterna, Vargnano e<br />

Stiffonte, e agli altri due blend<br />

frutto della campagna olearia<br />

2020-<strong>2021</strong>, proposti da Palazzo<br />

di Varignana nelle più tradizionali<br />

bottiglie di vetro e lattine metalliche:<br />

il Blend Blu, cultivar<br />

Correggiolo, Leccio del Corno e<br />

Pendolino; il Blend Verde, cultivar<br />

Maurino selezione Vittoria,<br />

Verzola e Leccino.<br />

Con i suoi tre blend Palazzo di<br />

Varignana affronta un nuovo livello<br />

di ricerca nell’arte olearia. Il<br />

blending consiste infatti nel selezionare<br />

elementi con caratteristiche<br />

diverse e combinarle nel giusto<br />

equilibrio, per ottenere un<br />

risultato che superi in qualità<br />

ogni singola parte. Attraverso la<br />

sapiente combinazione di oli extravergini<br />

monocultivar, ciascuno<br />

con proprie caratteristiche organolettiche,<br />

l’oleologo ha definito<br />

una inedita espressione di sapori<br />

e profumi, dalla personalità distintiva<br />

e peculiare.<br />

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ESTETICA E FUNZIONALITÀ<br />

Un nuovo modo di pensare alla fornitura di tappi e bottiglie, per un’esperienza funzionale ed<br />

esclusiva per i propri clienti, forti del concetto di chiusura espresso da Vinolok: nasce da questi<br />

presupposti la scelta di Amorim Cork Italia di avviare come prima collaborazione in materia<br />

quella con Vetreria Etrusca, storica realtà nazionale nella produzione di bottiglie in vetro.<br />

Da un lato, Amorim Cork Italia ha dapprima scelto di distribuire Vinolok, brand protagonista<br />

del vetro, nel nome della sostenibilità più innovativa e del design più puro. Dall’altro lato<br />

si è avvalsa di un marchio storico, quale quello di Vetreria Etrusca, che da sempre dedica le<br />

sue produzioni ai migliori superalcolici, vini e oli, e ora vuole unire la purezza dell’estetica<br />

alla funzionalità delle bottiglie.<br />

“Significativo il primo incontro con Carlos Santos: in un clima di piacevole sintonia, abbiamo<br />

intuito che sarebbe nata presto un’opportunità interessante per la crescita reciproca<br />

delle aziende, che condividono i medesimi valori ed investono costantemente<br />

nell’innovazione, nel rispetto dell’ambiente”, ha dichiarato Roberto Bartolozzi, amministratore<br />

delegato di Vetreria Etrusca.<br />

“In questa collaborazione c’è così tanto in termini di sostenibilità, convenienza e innovazione<br />

del packaging premium che ci sembra sia il naturale proseguimento del nostro portafoglio di<br />

bottiglie esistente per continuare a sviluppare una collaborazione strategica nei segmenti del<br />

vino e dei superalcolici”, ha aggiunto Edina Kiss, Technical Project Manager di Vinolok.<br />

“La collaborazione con Vetreria Etrusca è l’avvio di un percorso che pochi possono dire di<br />

aver intrapreso nel packaging di alta qualità, a livello globale, arricchito dal valore aggiunto<br />

della sostenibilità”, ha concluso Carlos Veloso dos Santos, a.d. di Amorim Cork Italia. “Un<br />

valore oggi imprescindibile, che passa attraverso i dettagli e i dettagli per noi sono cristallini,<br />

come Vinolok: massima espressione della trasparenza verso i nostri clienti”.<br />

CONFEZIONE RICICLABILE PER PROSCIUTTO DI ALTA GAMMA<br />

Mondi, azienda esperta in imballaggi<br />

e carta, ha realizzato<br />

una confezione riciclabile per il<br />

prosciutto di alta qualità e finemente<br />

affettato a marchio<br />

Abraham di Bell Germany; l’involucro<br />

garantisce la piena conformità<br />

con le linee guida esistenti<br />

sul riciclo.<br />

A marzo, Bell Germany lancia un<br />

WalletPack riciclabile monomateriale<br />

e destinato a oltre 30<br />

tipologie di affettato, tra cui<br />

“Seranno”, “Prosciutto” e<br />

“Savoy”. La nuova soluzione<br />

sostituirà l’imballaggio in plastica<br />

multi-materiale e non riciclabile,<br />

grazie al 37% in meno di<br />

materiale rispetto agli imballaggi<br />

standard in atmosfera modificata.<br />

Questa svolta consentirà<br />

anche una riduzione del consumo<br />

di plastica per Bell Germany<br />

di ben 35 tonnellate all’anno,<br />

grazie a questa soluzione leggera.<br />

Inoltre, ridurrà le spese di<br />

smaltimento di Bell Germany,<br />

soddisfacendo i requisiti delle<br />

linee guida per il riciclo dei principali<br />

rivenditori.<br />

Realizzato dopo due anni di sviluppo,<br />

il nuovo WalletPack di<br />

Mondi è una sorta di “cartella”<br />

che il consumatore apre per disimballare<br />

il prodotto. Ha una<br />

funzione di richiusura sul retro<br />

che previene gli sprechi alimentari,<br />

garantisce una protezione eccellente<br />

alle carni finemente affettate<br />

ed è stato certificato<br />

come riciclabile al 93% dall’istituto<br />

tedesco cyclos-HTP.<br />

“Puntiamo a creare un imballaggio<br />

che sia sostenibile per natura”,<br />

ha commentato Thomas<br />

Kahl, project manager di<br />

EcoSolutions presso Mondi.<br />

“Deve essere migliore per l’ambiente,<br />

proteggere i cibi e distinguersi<br />

sugli scaffali per rappresentare<br />

al massimo il marchio<br />

Abraham. Il nostro approccio<br />

EcoSolutions tiene conto di tutti<br />

questi elementi: abbiamo lavorato<br />

fianco a fianco con Bell<br />

Germany durante ogni fase, per<br />

garantire che questa sarebbe<br />

stata la soluzione migliore per<br />

tutti i loro prodotti”.<br />

“Come per tutti gli imballaggi<br />

alimentari, la priorità è quella di<br />

proteggere il contenuto, tuttavia<br />

da tempo cercavamo di migliorarne<br />

anche la riciclabilità, perché<br />

vogliamo rendere più sostenibile<br />

ciascun elemento del<br />

nostro business”, ha spiegato<br />

Jessica Trautmann, Senior<br />

Product Manager presso Bell<br />

Germany. “Mondi è stato un<br />

partner fondamentale nella creazione<br />

di questa soluzione e<br />

siamo felici di poter lanciare<br />

questo nuovo imballaggio che è<br />

riciclabile, funzionale e accattivante<br />

sugli scaffali”.<br />

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ABS FOOD 15<br />

AETNA GROUP 32<br />

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ATLAS COPCO 33<br />

BASF 38<br />

BAUER GEAR MOTOR 34<br />

BUHLER 1<br />

CACCIATORE ITALIANO DOP 16<br />

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COPERION 29<br />

DELOITTE 42<br />

EATON 30<br />

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MONTASIO DOP 14<br />

MONTENEGRO 29<br />

NOMISMA 40<br />

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PACKAGING PREMIÈRE 20<br />

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DIRETTORE RESPONSABILE: Simone Ghioldi<br />

REDAZIONE: Alessandro Bignami (a.bignami@interprogettied.com),<br />

Eva De Vecchis (e.devecchis@interprogettied.com)<br />

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Alberto Buffon, Giovanna Ferrentino, Nabil Haman,<br />

Matteo Scampicchio, Fabio Valoppi<br />

IMPAGINAZIONE: Vincenzo De Rosa, Simona Viapiana, Rossella Rossi (www.studiograficopage.it)<br />

INTERPROGETTI EDITORI S.R.L.<br />

Via Statale 39 - 23888 La Valletta Brianza (LC)<br />

Redazione, vendite e abbonamenti<br />

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Registrazione Tribunale di Milano n. 30 in data 23/01/1987<br />

Direttore responsabile: Simone Ghioldi<br />

Finito di stampare il 23/4/<strong>2021</strong> presso Aziende Grafiche Printing S.r.l.<br />

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della rivista e per svolgere le attività a ciò connesse. Titolare del trattamento è Interprogetti Editori S.r.l. - via<br />

Statale 39 - 23888 La Valletta Brianza (LC). Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le<br />

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Editori - titolare del trattamento - rende noto che presso i propri locali siti in La Valletta Brianza (LC), Via Statale<br />

39, vengono conservati gli archivi personali e di immagini fotografiche cui i giornalisti, praticanti, pubblicisti e altri<br />

soggetti (che occasionalmente redigono articoli o saggi) che collaborano con il predetto titolare attingono nello<br />

svolgimento della propria attività giornalistica per le finalità di informazione connesse allo svolgimento della stessa.<br />

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