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Costruzioni n.749 aprile 2021

Attualità &Prodotti ANTICOLLISIONE UOMO-MACCHINA Facchetti Costruzioni sceglie la tecnologia Incofin per aumentare la sicurezza in cantiere Riciclaggio &Demolizione TREVI BENNE MULTIFUNZIONE La versatile MK 23P con moltiplicatore di potenza Impact Booster e Kit Lamiere Cave &Calcestruzzo MA-ESTRO DI AUTOMAZIONE Alle Cave di Pilcante per scoprire le ultime novità di monitoraggio produzione in cava

Attualità &Prodotti
ANTICOLLISIONE UOMO-MACCHINA
Facchetti Costruzioni sceglie la tecnologia Incofin per aumentare la sicurezza in cantiere

Riciclaggio &Demolizione
TREVI BENNE MULTIFUNZIONE
La versatile MK 23P con moltiplicatore di potenza Impact Booster e Kit Lamiere

Cave &Calcestruzzo
MA-ESTRO DI AUTOMAZIONE
Alle Cave di Pilcante per scoprire le ultime novità di monitoraggio produzione in cava

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Macchine Mezzi d’opera Attrezzature

Casa editrice la fiaccola srl

Attualità

&Prodotti

ANTICOLLISIONE

UOMO-MACCHINA

Facchetti Costruzioni

sceglie la tecnologia

Incofin per aumentare

la sicurezza in cantiere

Riciclaggio

&Demolizione

TREVI BENNE

MULTIFUNZIONE

La versatile MK 23P

con moltiplicatore

di potenza Impact

Booster e Kit Lamiere

749

Cave

&Calcestruzzo

MA-ESTRO

DI AUTOMAZIONE

Alle Cave di Pilcante

per scoprire le ultime

novità di monitoraggio

produzione in cava

anno LXIX 4 aprile 2021

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Tel. +39 0442 1908 700 - Fax +39 0442 1908 709


ISSN: 0010 - 9665

Macchine Mezzi d’opera Attrezzature

costruzioni

rivistacostruzioni

Fondato nel 1952

da Giuseppe Saronni

06

Attualità&Prodotti

COVER STORY

6 Trapianto di cuore

ben riuscito

Motore Yanmar per la pala gommata

articolata V80 Stage V

ACQUISIZIONI

8 Ricongiungimento affettivo

Sampingranaggi entra a far parte

del Gruppo Bonfiglioli

RISORSE UMANE

9 Costruire talenti

geoJOB Recruitment e Ance

PNEUMATICI

10 Pneumatici

Galaxy HTSR 400 (E-4/L-4)

ASSOCIAZIONI

11 Professionisti attivi

Assobeton e prefabbricazione

PNEUMATICI

12 Conferma di qualità

Si evolve il BKT Earthmax SR 412

MMT

14 La pala che cambia.. al volo

VF Venieri e Bosch Rexroth

PALE GOMMATE

16 Più forza e potenza

Le Liebherr XPower L 550 e L 556

ottimizzate anche per l’industriale

NOLEGGIO

18 Il cielo è sempre più blu

Positivo il 2020 di Mollo Noleggio

AMARCORD

20 Il Principe appassionato

di ingegneria

JCB ricorda il Duca di Edimburgo

PNEUMATICI RICOSTRUITI

21 Ecosostenibile vincente

Marangoni vince i Recircle Awards

ELETTROUTENSILI

22 I Biturbo a portata di click

Cantiere virtuale Bosch Professional

INFRASTRUTTURE

24 Quel cerchio che si chiude

In cantiere sulla SP46 Rho Monza

Macchine&Componenti

PALE GOMMATE

48 Una bella spinta ai bassi

La prima pala gommata Hitachi

Serie 7 è la ZW220

WALKAROUND 30

Tutto sul nuovo mini

Bobcat E55z

48 64

SISTEMI ANTIFURTO

52 Due tecnologie, due obiettivi

CGTE sceglie LoJack per gestire

e proteggere la flotta noleggio

ESCAVATORI COMPATTI

54 Un grande compatto

Kobelco supera se stessa

presentandol’SK380SRLC

ESCAVATORI CINGOLATI

56 Anche il maxi compatto

diventa Next Gen

Tutti pronti per il nuovo CAT 355

MMT

58 La forza dell’avanguardia

Wacker Neuson guarda al 2021

con motivato ottimismo

ANTICOLLISIONE UOMO-MACCHINA

64 Safety first

Facchetti Costruzioni sceglie

tecnologie Incofin

AZIENDE

68 Eccellenza della valle del Po

Viaggio nel mondo della

Laurini Officine Meccaniche

FLOTTE NOLEGGIO

74 Dove gli altri non arrivano

Carrer Macchine sceglie due

carrier Yanmar C50R Stage V

PROSSIMAMENTE

Per la prima volta faremo un analisi

WalkAround di un Material Handler.

Stiamo parlando del Volvo EW200E MH

costruito a Konz, in Germania.

Riciclaggio&Demolizione

ATTREZZATURE IDRAULICHE

76 Coltellone svizzero

Una Trevi Benne MK 23 P

con Impact Booster e Kit Cesoia

DECOMMISSIONING

84 Nel centro di Berlino

Indeco per demolire Deutsche Post

Cave&Calcestruzzo

PALE GOMMATE

88 Produttività alle stelle

La Next Gen che rimpiazza la 992K

CALCESTRUZZO

90 Cool materials

Italcementi per stare al fresco

76

MESSA IN OPERA

92 Lifting al mare di Lombardia

NUovo lustro al l canale Villoresi

INFRASTRUTTURE

98 La partita della sostenibilità

L’ECOPact di Holcim utilizzato

per il canale Villoresi

AUTOMAZIONE

102 Rivoluzione Copernicana

Alle Cave di Pilcante per apprendere

le ultime implementazioni Ma-Estro

Abbiamo intervistato “Mister Dinamite”,

alias Danilo Coppe. Insegnante,

pubblicista e divulgatore

scientifico italiano. Geominerario

esplosivista con oltre settecento interventi

di esplosivistica civile documentati

(compreso il recente intervento

per la demolizione del Ponte Morandi,

di Genova). Coppe è anche fondatore

e attuale presidente dell'Istituto Ricerche

Esplosivistiche di Parma.

ATECAP

108 Il divieto di impiego...

...della doppia curva o curva a S

durante la messa in opera

Sollevamento&Noleggio

AUTOGRÙ

110 “La scelta perfetta”

Una Grove GMK5150L per Habau

PIATTAFORME AEREE

111 Flotta sempre più ricca

DVF Noleggi investe in mezzi JLG

PIATTAFORME AEREE

112 Alternativa al ponteggio

Il mini scissor di AlmaCrawler

Bibi 1090-BL EVO

EVENTI

113 Appuntamento al 2022

Causa pandemia slitta IPAF ANCH'IO

PIATTAFORME AEREE RAGNO

113 Migliore agilità aerea

Il nuovo TZX 250 di Palazzani

GRU A TORRE

114 Icona di sostenibilità milanese

Tre Potain per il Symbiosis

SOLLEVATORI TELESCOPICI

116 Prodezza ingegneristica

Magni–Mosconi duo per il Brennero

PIATTAFORME AEREE

117 Nasce #ioelamiaCTE

Estensione di garanzia fino a 5 anni

GRU

118 In poco spazio e in sicurezza

L’ultra-compatta V 36R Manitex Valla

PIATTAFORME AEREE

120 La prima a braccio articolato

Genie presenta una semovente

cingolata non telescopica

Truck&Allestimenti

SCARRABILI

122 Crescita in sicurezza

I Multilift in variante ADR

ALLESTIMENTI

124 Vasca multiruolo

La Menci, anche per lo stradale

costruzioniweb.com

749 4 APRILE 2021

DIRETTORE RESPONSABILE

Lucia Edvige Saronni

lsaronni@fiaccola.it

DIRETTORE EDITORIALE

Matthieu Colombo

mcolombo@fiaccola.it

COORDINAMENTO EDITORIALE

Fabrizio Parati

fparati@fiaccola.it

REDAZIONE

Mauro Armelloni, Edvige Fornara, Emilia Longoni

costruzioni@fiaccola.it

COLLABORATORI

Damiano Diotti, Antonio Fargas, Gianenrico Griffini

(responsabile sezione veicoli e allestimenti),

Eliana Puccio, Isabella Visentin

SEGRETERIA

Jole Campolucci

jcampolucci@fiaccola.it

segreteria@fiaccola.it

IMPAGINAZIONE

Studio Grafico Page

AMMINISTRAZIONE

Francesca Lotti flotti@fiaccola.it

Margherita Russo amministrazione@fiaccola.it

ABBONAMENTI

Mariana Serci

abbonamenti@fiaccola.it

TRAFFICO E PUBBLICITÀ

Laura Croci

marketing@fiaccola.it

MARKETING E PUBBLICITÀ

Sabrina Levada RESPONSABILE ESTERO

slevada@fiaccola.it

AGENTI

Giorgio Casotto

T 0425 34045 - cell. 348 5121572 - info@ottoadv.it

per Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige,

Veneto, Emilia Romagna (escluse Parma e Piacenza)

Mensile - LO-NO/00516/02.2021CONV

Reg. Trib. Milano N. 2562 del 22/1/1952

STAMPA

Tep srl - Strada di Cortemaggiore, 50 - Piacenza

ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE STAMPA

N.01740/Vol. 18/Foglio 313 21/11/1985 Roc 32150

PREZZI DI VENDITA

abb. annuo Italia Euro 90,00

abb. annuo Estero Euro 200,00

una copia Euro 8,00

una copia Estero Euro 16,00

È vietata e perseguibile per legge la riproduzione totale o parziale

di testi, articoli, pubblicità ed immagini pubblicate su questa

rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici, digitali, ecc.

La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati rimane

esclusivamente agli Autori.

Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per

l'invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del

nuovo regolamento UE sulla Privacy N.2016/679. Qualora non desideri

ricevere in futuro altre informazioni, può far richiesta alla Casa Editrice

la fiaccola srl scrivendo a: info@fiaccola.it

Organo di informazione e documentazione

Unione Costruttori Italiani

di Macchine per Cantieri Edili,

Stradali, Minerari e Affini

Casa Editrice

la fiaccola srl

20123 Milano

Via Conca del Naviglio, 37

Tel. +39 02 89421350

Fax +39 02 89421484

casaeditricelafiaccola@legalmail.it

Questo periodico è

associato all’Unione

Stampa Periodica Italiana:

numero di iscrizione 14440

COSTRUZIONIWEB.COM


Attualità

&Prodotti

Facchetti Costruzioni

sceglie la tecnologia

Incofin per aumentare

la sicurezza in cantiere

Riciclaggio

&Demolizione

La versatile MK 23P

con moltiplicatore

di potenza Impact

Booster e Kit Lamiere

Cave

&Calcestruzzo

Alle Cave di Pilcante

per scoprire le ultime

novità di monitoraggio

Casa editrice la fiaccola srl

Partner

5 airservicesrl.it

15 brigade-elettronica.it

23,83 canginibenne.com 21 olmark.com

91 indeco.it

73 jcb.com

II Cop

merlo.com

17 messersi.it

1 commercial.piaggio.com

111 boschrexroth.com

ANTICOLLISIONE

UOMO-MACCHINA

Macchine Mezzi d’opera Attrezzature

TREVI BENNE

MULTIFUNZIONE

MA-ESTRO

DI AUTOMAZIONE

749

produzione in cava anno LXIX 4 aprile 2021

WALKAROUND IL NUOVO MINI BOBCAT E55Z R2-SERIES

■ Le pale gommate articolate Yanmar

evolvono a Stage V grazie alle omonime

motorizzazioni made in Japan.

Dopo la nuova V100 con motore Yan -

mar 4TNV98C (WalkAround novembre

2019) arriva ora la nuova V80 Stage

V. Il motore è lo stesso della sorella

maggiore ma in versione aspirata, non

turbo. Tra le novità anche la telematica

SmartAssist Remote di serie.

IN COPERTINA

11 jekko-cranes.com

19 scaispa.com

Yanmar Construction

Equipment Europe S.A.S

25 Rue de la Tambourine

52100 Saint-Dizier Cedex - France

Tel. +33 (0)3 25 56 39 75

Fax +33 (0)3 25 56 94 69

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47 kohlerpower.com

97 simem.com

63 liebherr.com

III Cop takeuchi-italia.it

127 volvoce.it

9 loxam.it

13 texa.it

IV Cop webfleet.com

109 mbcrusher.com

57 trevibenne.it

I Cop

yanmar.com

Aziende citate

A

Agres................................92

Almac.............................112

Assobeton .......................11

B

Bkt ....................................12

Bobcat..............................30

Bonfiglioli...........................8

Bosh Rexroth ..............14,22

C

Carrer macchine..............75

Cat...............................56,88

CGT ..................................52

Civelli................................92

CMB ...............................115

Collini ...............................29

CTE.................................117

D

[4] Doosan.............................70

ottobre 2020 Costruzioni

F

Facchetti Costruzioni......64

Fincosit ............................29

G

G Ecorecycling.................76

Genie..............................121

Geojob................................9

Giudici ..............................92

H

Habau ............................110

Hitachi..............................48

Holcim..............................99

I

ICG....................................29

Indeco ..............................85

Italcementi.......................90

J

Jcb ...................................20

K

Kiloutou..........................112

Kobelco............................54

L

Laurini ..............................68

Liebherr............................16

LoJack .............................52

M

Ma-estro ........................102

Magni .............................116

Manitowoc.....................110

Marangoni........................21

Menci .............................125

Milano

Tangenziali S.p.A.............26

Mollo ................................18

Mosconi.........................116

Multilift...........................122

P

Palazzani .......................113

Pina Petroli ......................78

Potain.............................114

Puricelli ............................94

S

Sampingranaggi ................8

Servisa .............................85

T

Trevi Benne ......................78

V

Valla ...............................118

Venieri ..............................14

Vidori................................74

W

Wacker Neuson ...............59

Webuild ..........................116

Y

Yanmar..........................6,75

Yokohama........................10


g a 1

www.yanmarconstruction.it

Nuova vitalità alle pale articolate Yanmar grazie alla

motorizzazione Stage V made in Japan.

Ora la V80 ha sotto al cofano il 4 cilindri 4TNV98C

TRAPIANTO

di cuore ben riuscito

Le pale gommate articolate Yanmar sono di scuola tedesca

e ancora oggi prodotte in Germania, nello stabilimento

di Crailsheim. Sul numero di novembre 2019

abbiamo analizzato nel dettaglio la nuova V100 con motore

Yanmar 4TNV98CT. Oggi, lo stesso motore Stage V

ma in versione non turbocompressa, prende posto anche

al posteriore della rinnovata V80. Come sulla sorella più

grande, la nuova motorizzazione e la necessità di introdurre

un modulo Dpf allo scarico hanno imposto una nuova termodinamica,

permettendo, tra l’altro di ridisegnare sapientemente

il cofano motore, ora più spiovente per favorire

la visibilità.

Stabile e agile

Una delle caratteristiche principali, alla base del successo

delle pale gommate Yanmar, è senza dubbio la struttura

ad articolazione rigida (40°), accoppiata alla tradizionale

scelta dell’assale posteriore oscillante di +/-10° per mantenere

tutte e 4 le ruote sempre a contatto con il terreno

anche negli spostamenti su percorsi irregolari garantendo

la massima stabilità in ogni condizione. Questa architet-

Yanmar V80 Stage V

Peso operativo

Carico ribalt. max art.

Motore Yanmar

4.900 kg

3.330 kg

46,2 kW

Costruzioni

n. 749 | anno LXIX

4 aprile 2021

Attualità

&Prodotti

ANTICOLLISIONE

UOMO-MACCHINA

Facchetti Costruzioni

sceglie la tecnologia

Incofin per aumentare

la sicurezza in cantiere

tura strutturale permette di avvicinare la benna al materiale

da caricare sempre seguendo una traiettoria rettilinea, anche

con telaio posizionato al massimo angolo di sterzata,

rendendo efficiente anche l’utilizzo di forche per la movimentazione

dei materiali su pallet.

Grazie al cinematismo dei bracci a parallelogramma la pala

gommata Yanamr V80 è in grado di prelevare e trasportare

qualsiasi carico con rapidità e precisione. L’inclinazione

dell’attrezzatura montata sulla macchina si mantiene sempre

parallela al suolo, senza che l’operatore debba correggere

l’angolo di carico. Inoltre, a richiesta, è disponibile

anche la versione con cinematismo a “Z” che aumenta la

forza di strappo della benna in caso di impieghi particolarmente

gravosi.

Idraulica di lavoro indipendente

L’impianto idraulico di lavoro della pala gommata Yanmar

V80 è parallelo ed indipendente dal circuito idraulico della

trasmissione. L’allestimento standard della macchina prevede

una linea idraulica supplementare (3° circuito) per

l’azionamento dell’attacco rapido e del primo movimento

di un’attrezzatura idraulica. Una seconda linea idraulica indipendente

(4° circuito) è disponibile in opzione

anche in versione High Flow per l’impiego di attrezzature

ad alta portata idraulica come ad esempio

le frese stradali, gli spazzolini o turbine da neve. L’attivazione

elettrica proporzionale delle funzioni idrauliche è semplice

e immediata grazie al trimmer in testa al joystick. D’altro

canto la trasmissione idrostatica Carraro alimentata da

pompa Bosch Rexroth offre grande potenza

di traino e di spinta mantenendo

basso il consumo di carburante

grazie al circuito idraulico

chiuso con pompa dedicata.

La pala gommata Yanmar V80

può raggiungere una velocità di

36 km/h su strada ed è omologata

per la circolazione stradale

in Italia.

Le nuove pale gommate Yanmar

sono tutte allestita da stabilimento

con il sistema di connessione

e trasmissione dati SmartAssist

Remote permette di controllare la

posizione, lo stato dei mezzi e la diagnostica

di bordo in tempo reale da PC

o smartphone.

Macchine Mezzi d’opera Attrezzature

Riciclaggio

&Demolizione

TREVI BENNE

MULTIFUNZIONE

La versatile MK 23P

con moltiplicatore

di potenza Impact

Booster e Kit Lamiere

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749

Cave

&Calcestruzzo

Alle Cave di Pilcante

per scoprire le ultime

novità di monitoraggio

produzione in cava

MA-ESTRO

DI AUTOMAZIONE

WALKAROUND IL NUOVO MINI BOBCAT E55Z R2-SERIES

anno LXIX 4 aprile 2021

Cover Story

[6] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [7]


Attualità&Prodotti

Acquisizioni

Risorse umane

Costruire

talenti

Ricongiungimento o affettivo

La Sampingranaggi entra a far parte del Gruppo Bonfiglioli.

Con questa acquisizione, Bonfiglioli potrà incrementare

ulteriormente la verticalizzazione produttiva in Italia come in Cina

Bonfiglioli ha

acquisito all’asta la

bolognese

Sampingranaggi, con

sede a Bentivoglio (BO),

per l’importo di 7.158.000

euro. È avvenuto lo

scorso 12 marzo presso

il Tribunale di Bologna.

L’acquisizione comprende

gli asset delle società

italiana e cinese di

Sampingranaggi,

(Bentivoglio –BO, Funo di

Argelato-BO e Shangai-

Cina), i rispettivi

magazzini, il marchio

Sampingranaggi, i

brevetti, i progetti e i

prodotti per la robotica,

nonché il totale

assorbimento del

personale. Il fatturato

2020 raggiunto da

Sampingranaggi è stato

di 21 Milioni di euro, di

cui 15 in Italia e 6 in Cina.

Lo scorso 3 marzo

Bonfiglioli aveva

sottoscritto un "patto di

intesa integrazione

Bonfiglioli/Sampingranag

gi" con Regione Emilia-

Romagna, Città

Metropolitana di Bologna,

FIOM-CGIL Emilia

Romagna, FIOM-CGIL

Bologna e RSU

Sampingranaggi.

Patto che il Gruppo ha

dichiarato

complementare e

funzionale alla propria

offerta d’acquisto,

nell’ottica di

salvaguardare la

continuità produttiva

della Sampingranaggi e

delle persone che in essa

lavorano, ad oggi circa

80 addetti.

Un’acquisizione che

consentirà a Bonfiglioli di

aumentare la

verticalizzazione

produttiva sia in Italia sia

in Cina e di accedere al

mercato della robotica

grazie anche allo

sviluppo di ulteriori

prodotti di estrema

precisione ed efficienza.

"Mi piace pensare -

commenta il presidente

Sonia Bonfiglioli - che, se

non vi fosse stata già nel

dopoguerra

Sampingranaggi, oggi

non ci sarebbe la

Bonfiglioli. Al di là di

questo ricongiungimento

“affettivo” e della totale

complementarietà tra i

prodotti di

Sampingranaggi e

Bonfiglioli, il mio primo

pensiero va però alle

donne e agli uomini di

questa realtà che

diventano da oggi una

costola importante di

Bonfiglioli. Tante volte

avremmo potuto

comperare gli impianti

per produrre coppie

coniche, ma le macchine,

senza la mano umana,

sono atomi fermi.

www.bonfiglioli.com

Sono le due chiavi di svolta per le aziende

operanti nel mondo delle costruzioni.

Fortunatamente c’è sempre più bisogno di

persone con le skills giuste e la voglia di

imparare.

Motivo che ha spinto geoJOB Recruitment a

siglare con Ance Piemonte e Valle d’Aosta

una Convenzione per la promozione

commerciale dei servizi inerenti la ricerca e

selezione di personale. Dalle previsioni

dell’ultimo Report Ance emerge un +8,6%

degli investimenti in costruzioni.

Un dato irrisorio se pensiamo che una delle

problematiche che affliggono il settore è

proprio la difficoltà delle imprese nel trovare

personale specializzato e pronto a entrare in

cantiere. L'obiettivo dell'agenzia di recruiting è

creare delle opportunità investendo in

SOLLEVA LA TUA

PRODUTTIVITÀ

Noleggio di piattaforme aeree.

In tutta Italia dedichiamo la nostra

passione e impegno quotidiano per

realizzare la tua crescita.

formazione e innovazione con l’ausilio delle

più recenti novità tecnologiche.

Vittorio Massimo Borgo, founder di geoJOB:

"Il Mercato del Lavoro chiede da troppo

tempo delle figure professionali specializzate

nel settore dell’Edilizia. Stiamo finalmente

intervenendo per risolvere questo problema e

al tempo stesso far capire ai giovani che

anche in questi tempi difficili è possibile con

dedizione e sacrificio crearsi un futuro".

www.geojob.it

[8] aprile 2021 Costruzioni

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Attualità&Prodotti

Associazioni

Professionisti attivi

Assobeton, l’associazione

Nazionale Industrie Manufatti

Cementizi, apre le porte a

una nuova categoria di soci.

Si tratta dei singoli

professionisti che svolgono

attività attinenti al settore

della prefabbricazione e delle

costruzioni. Assobeton

garantirà loro: la tutela e il

supporto di chi opera nel

settore e per il settore;

un network relazionale

esteso con i protagonisti

della prefabbricazione; un

canale privilegiato per lo

scambio e la collaborazione

tra i principali attori del

settore, favorendo una più

approfondita conoscenza

della tecnologia e dei prodotti

presenti sul mercato;

formazione in ambito

normativo e legislativo;

un canale diretto con le

Istituzioni. I progettisti

potranno presentare le

proprie esigenze

direttamente ai produttori

sfruttando un canale di

accesso privilegiato al

mondo della

prefabbricazione. Potranno

fare sistema per far ascoltare

la propria voce e avere un

maggior peso politico nei

tavoli tecnici e istituzionali.

Prederanno attivamente

parte ai tavoli di lavoro e ad

occasioni di incontro e

aggiornamento sui temi di

interesse strategico, saranno

informati e formati in merito

alle novità normative e

legislative a livello nazionale

e internazionale.

www.assobeton.it

Pneumatici

Fanno la differenza

Nuove mescole in gomma che ottimizzano

ulteriormente la resistenza ai tagli e alle alte

temperature. Tre versioni in tre misure diverse

Galaxy HTSR 400

(E-4/L-4), uno

degli pneumatici

radial OTR più avanzati

per il settore minerario, è

disponibile in due nuove

versioni: quella

resistente ai tagli e

quella resistente alle alte

temperature.

Queste mescole speciali

migliorano ulteriormente

la resistenza dello

pneumatico ai tagli e alle

alte temperature

E' possibile scegliere

anche una protezione

maggiore contro i tagli e

gli strappi per l’uso su

terreni sconnessi,

aggressivi e con oggetti

appuntiti come le cave

di pietra, con un rischio

sempre elevato di tagli

che caratterizza spesso

gli ambienti di lavoro dei

caricatori gommati (L-4).

La mescola resistente ai

tagli, inoltre, garantisce

una bassa usura, una

maggiore resistenza e

una lunga durata dello

pneumatico.

La versione con mescola

standard è una

soluzione ottimale a

metà strada tra le

versioni resistenti ai tagli

e alle alte temperature e

può comunque essere

utilizzata in tutte le

condizioni operative. In

qualsiasi circostanza, le

versioni dello

pneumatico HTSR 400

offrono tutte delle buone

prestazioni.

“Con l’aggiunta delle due

nuove versioni offriamo

ai proprietari e agli

operatori di macchinari

heavy-duty sui cantieri

edili, nel settore

minerario e in ambienti

di lavoro simili, la

possibilità di scegliere lo

pneumatico che meglio

si adatta alle loro

esigenze per il massimo

delle prestazioni con

riduzione dei tempi di

fermo”, spiega Pravin

Job, Head of Sales per

l’Europa Occidentale del

marchio Galaxy (parte di

Yokohama Off-Highway

Tires).

yokohama-oht.com

[10] aprile 2021 Costruzioni


Pneumatici

Un nuovo

pneumatico entra

a far parte della

famiglia Earthmax, la

gamma di pneumatici

radiali OTR progettata

per operare nelle

situazioni più estreme e

avverse. Si tratta del

modello Earthmax SR

412, pensato e

realizzato per

equipaggiare dumper

articolati e pale

gommate.

Caratteristiche che lo

contraddistinguono

sono la stabilità e la

resistenza contro le

aggressioni. E’ dotato di

una robusta carcassa e

di cinture All Steel che

consentono di

trasportare carichi

pesanti prevenendo

lacerazioni e forature.

Il battistrada è

caratterizzato dal

Conferma di qualità

Stabilità e resistenza contro le aggressioni.

Il nuovo pneumatico OTR Earthmax SR 412

è stato progettato per operare nelle

situazioni più estreme e sfavorevoli

disegno unico con una

profondità E-4,

garantendo

un’eccezionale trazione

e un’alta resistenza al

calore, mentre la spalla

di forma quadrata

assicura a Earthmax SR

412 una presa salda sul

terreno, che conferisce

maggiore controllo e

manovrabilità al mezzo.

Earthmax SR 412 è

disponibile nelle misure

29.5 R 25 e 750/65 R 25,

pensate appositamente

per dumper, pale

gommate, dozer e

grader, gli pneumatici di

questa linea risultano

essere dei veri e propri

alleati nelle operazioni

più difficili, garantendo a

questi veicoli una

migliore distribuzione

dei carichi a terra e

assicurando agli

utilizzatori comfort,

sicurezza e stabilità.

La struttura All Steel che

caratterizza tutti gli

pneumatici di questa

gamma rende i diversi

modelli adatti alle

attività nei grandi

cantieri, nelle cave e

nelle miniere, resistendo

a forature, penetrazione

di corpi estranei e altri

danneggiamenti della

carcassa. Il lancio di

questo nuovo prodotto,

che segue solo di pochi

mesi l’annuncio del

prototipo del gigante

Earthmax SR 468, lo

pneumatico più grande

realizzato da BKT,

testimonia lo

straordinario lavoro del

team di Ricerca e

Sviluppo del gruppo nel

trovare sempre nuove

soluzioni per supportare

gli utilizzatori durante le

operazioni in campo.

Lanciata nel 2008,

Earthmax conta oggi

oltre 20 diverse linee con

numerosi modelli e

misure

www.bkt-tires.com

[12] aprile 2021 Costruzioni


MMT

La pala che cambia.. al volo

Venieri ha presentato

la nuova macchina

con cambio

Shift on Fly che

si caratterizza per

la percezione

di guida automotive,

grazie alla storica

partnership

con Bosch Rexroth

Una collaborazione,

iniziata nel 1968,

quella tra VF

Venieri e Bosch Rexroth.

Il mantra per entrambi è

lavorare in sinergia per

rivoluzionare il settore

delle macchine

movimento terra.

Venieri ha recentemente

presentato la nuova

macchina VF 9.63D HE

con cambio Shift on Fly,

una macchina

movimento terra con la

percezione di guida

automotive garantita

dalla trasmissione

idrostatica elettronica ad

alta efficienza di Bosch

Rexroth che consente il

cambio marcia al volo.

E’ una macchina di

categoria media, dalle 7

alle 10 tonnellate, una

trasmissione idrostatica

elettronica ad alta

efficienza.

La trasmissione Bosch

Rexroth è composta

dalla nuova pompa

A4VG serie 35, dal

motore A6VM serie 65,

gestita dalla centralina

con Software DRC, che

dà la possibilità di

personalizzare lo stile di

guida e di lavoro

attraverso i differenti

drive modes. La VF

963D HE, equipaggiata

con il cambio marcia

Shift On Fly (il cambio al

volo) di Bosch Rexroth, è

una soluzione progettata

e costruita in 24 mesi

che permette di operare

senza cali di potenza e

di avere una percezione

di guida stile

automotive. La

tecnologia consente

l'utilizzo della macchina

in diverse modalità, che

settano

automaticamente

velocità, rapidità, fluidità

e aggressività di

movimento della

macchina, in modo che

l’utilizzatore possa

regolare l’operatività

della macchina in base

alle proprie esigenze.

Un’altra caratteristica, da

non sottovalutare, è la

complessiva riduzione

dei consumi e, in

particolare, grazie la

funzione Eco mode si

possono raggiungere le

stesse velocità ad un

numero di giri inferiore

del motore.

Per quanto riguarda

l'aspetto sicurezza,

invece, la trasmissione a

gestione elettronica del

DRC include alcune

safety function che, sulla

base del safety concept

del costruttore, lo

supportano nel

raggiungimento del

livello di performance

previsto secondo le

normative vigenti es.

EN13849.

"La nostra

collaborazione con Bosh

Rexroth è un’intesa

storica che continua a

funzionare. Insieme ci

impegniamo affinché la

qualità del prodotto sia

sempre al primo posto,

offrendo un’elevata

produttività, efficienza,

versatilità e costi di

manutenzione ridotti.

Siamo orgogliosi che

questa sinergia ci

permetta di distinguerci

dai competitor grazie ad

una caratteristica al

giorno d’oggi rara,

rimanere sempre quality

oriented”, ha riferito

Filippo Muccinelli Venieri

(in foto), direttore

generale della VF Venieri

Spa. Giacomina Venieri,

presidente dell’azienda è

riuscita a diventarne

l’anima indiscussa fin da

quando ha assunto il

timone, in un settore

prevalentemente

maschile e dove la

maggioranza i suoi

dipendenti sono uomini.

L’azienda di famiglia si

assicura la presenza in

oltre 53 Paesi nei 5

continenti. La

trasmissione idrostatica

è diventata di serie su

tutte le sue macchine e

dal 2010 l’intera

produzione è sostenuta

da energia autoprodotta,

proveniente al 100% da

fonti rinnovabili. Una

storia aziendale che

racchiude settanta anni

di cambiamenti e sfide,

anni in cui c’è stato un

vero e proprio

rinnovamento della

gamma di pale

portattrezzi,

introducendo la

motorizzazione Stage V,

riducendo emissioni e

consumi, garantendo le

prestazioni uniche che

contraddistinguono le

macchine made in Lugo

di Romagna.

E’ quello che accade

quando si predilige la

qualità.

www.vf-venieri.com

[14] aprile 2021 Costruzioni


Attualità&Prodotti

Più forza e potenza

rispettive esigenze.

In fase di rinnovamento

dei modelli, Liebherr ha

perfezionato tutte le

varianti dei bracci

articolati e rafforzato la

costruzione in acciaio.

La cinematica a Z

modificata delle due

pale gommate ha i suoi

punti di forza nell’area di

sollevamento inferiore,

garantendo forze di

strappo ancora

superiori. La forza

massima si dispiega

quando l'utensile di

lavoro viene utilizzato in

prossimità del terreno

per imbennare materiali

sfusi come inerti in

forma di pietre, ghiaia o

detriti/rifiuti di cantiere.

D’altro canto Liebherr ha

rinnovato integralmente

la cinematica industriale

per queste due pale

gommate in modo da

supportare i pesanti

utensili di lavoro come

benne ad alto volume

per materiali leggeri,

benne ad alto

ribaltamento o pinze per

tronchi. La cinematica

industriale offre una

guida parallela ottimale

anche per l'utilizzo di

forche di carico.

Esistono poi le varianti

High Lift (sia per la

cinematica a Z che per

quella industriale).

Si tratta di bracci a

profilo allungato dei

bracci, che fornisce una

maggiore area d'azione

e una modalita

di carico piu produttiva

ad altezze maggiori.

www.liebherr.com

Pale gommate

Liebherr ha rinnovato due pale gommate

della linea XPower. Più performance,

più versatilità e più potenza. L’ evoluzione

coinvolge anche la cinematica

Liebherr ha

sottoposto a

restyling due

modelli di XPower, le

pale L 550 e L 556. Ha

potenziato i bracci e

perfezionato l'idraulica

d’azionamento.

Tra le migliorie

introdotte un carico di

ribaltamento superiore,

una maggiore forza di

strappo e più potenza

del motore. Queste due

pale gommate sono

utilizzate molto anche

nel settore industriale,

ad esempio nella

movimentazione dei

rifiuti. In particolare la

movimentazione di

carta, rottami metallici

voluminosi o scorie di

scarto richiede requisiti

di grande resistenza alle

macchine impiegate.

“Siamo a stretto

contatto con i nostri

clienti e conosciamo le

difficili condizioni delle

discariche o dei depositi

di materiali riciclabili.

Ecco perche in fase di

restyling dei modelli

abbiamo investito

specificatamente nelle

prestazioni e nella

versatilita di entrambe le

pale gommate", dichiara

Mark Walcher, il product

manager delle pale

gommate allo

stabilimento Liebherr di

Bischofshofen.

Le pale gommate L 550

e L 556 sono dotate

della trasmissione di

traslazione a variazione

continua che Liebherr

offre di serie in tutte le

pale gommate XPower.

Aumentando la velocità

di marcia, in entrambi i

modelli, la trasmissione

passa da una spinta

idraulica ad una classica

meccanica per

contenere i consumi in

tutte le condizioni, anche

quando si accelera o

durante la penetrazione

nel materiale.

Un aumento delle

prestazioni dell'idraulica

di lavoro consente di

ottimizzare le funzioni

dinamiche di

sollevamento,

indipendentemente dalle

dimensioni e dal peso

dell'utensile di lavoro.

Le modifiche strutturali

dei bracci servono a

garantire maggiori forze

di strappo, di

posizionamento e

migliori angoli di

recupero rispetto alle

precedenti. In questo

modo il conducente

delle nuove pale puo

movimentare in modo

più efficiente materiali

difficili come rottami

metallici, carta, compost

o tronchi, con un

incremento delle

prestazioni nell’area

operativa più alta.

Per le pale gommate

XPower L 550 e L 556,

Liebherr offre oggi un

totale di quattro varianti

di bracci con la

cinematica a Z e la

cinematica industriale,

ciascuna in versione

standard o High Lift.

Al momento

dell'acquisto, i clienti

possono scegliere tra

queste quattro versioni e

configurare la pala

gommata in base alle

TC120-e

TRASPORTATORE CINGOLATO A BATTERIA - CARICO UTILE 1200 KG

Z ERO E MISSION

[16] aprile 2021 Costruzioni

MESSERSÌ S.p.A. tel+39 071688771 - fax+39 071688586 www.messersi.it - comit@messersi.it


Noleggio

Il cielo è sempre più blu

Mollo Noleggio ha

salutato il 2020

portando a casa

degli ottimi risultati.

Numeri positivi per la

società albese con un

incremento del fatturato

del +10,7% rispetto al

2019. L'azienda si avvale

di una squadra di 327

collaboratori e una

presenza capillare con

38 centri noleggio gestiti

direttamente in 7 regioni:

Piemonte, Liguria,

Nonostante la pandemia, Mollo Noleggio

ha chiuso il 2020 con ottimi risultati.

La ricetta è semplice: efficenza

dei collaboratori, dei centri noleggio

e continuità di servizio garantita ai clienti

Mollo Noleggio prevede

un ampliamento

dell'offerta di prodotti e

servizi nel segno della

sostenibilità.

Già confermati 1.300

nuovi mezzi e

attrezzature in arrivo

modelli euro 6 di ultima

generazione.

Durante la crisi sanitaria,

Mollo Noleggio ha fatto

di tutto per assicurare la

continuità del servizio ai

propri clienti, in

sicurezza. Ha infatti

mascherine, divisori in

plexiglass trasparenti,

percorsi obbligati,

termoscanner per il

rilevamento della

temperatura corporea,

colonnine dispenser di

gel igienizzante. Proprio

durante i difficili mesi

della pandemia è

arrivata la notizia della

vittoria agli European

Rental Awards nella

categoria "grande

società di noleggio",

prima volta in assoluto

per una società di nolo

italiana. Nel 2021 partirà

il progetto di

realizzazione in ogni

filiale di un’”area relax”

per i nostri collaboratori,

allestita con divani,

poltrone, tv, cucina, zona

lettura e svaghi come

calcio balilla e ping

pong. Da sempre Mollo

Noleggio è attenta e

sensibile ad introdurre

all’interno dei propri

processi produttivi

comportamenti volti alla

riduzione dei consumi e

al rispetto della natura.

L’azienda ha esaminato

tutto, dalla flotta

noleggio all’uso della

Lombardia, Veneto,

Emilia Romagna,

Toscana, Umbria.

I clienti serviti nell’anno

appena trascorso sono

stati 15.000, i contratti di

noleggio oltre 53.000

per un totale di 61.000

attrezzature noleggiate

in Italia e in Europa.

La flotta noleggio conta

oggi oltre 8.000 unità,

con un’età media di 4,2

anni e si conferma tra le

più complete, innovative

e giovani in Italia. Il

piano acquisti 2021 di

entro l'anno, per un

valore di oltre 35 milioni

di euro, con grande

attenzione ai prodotti

elettrici, litio, ibridi ed

euro 6 Per quanto

riguarda quest’ultima

tipologia di

motorizzazione, Mollo

Noleggio si è prefissata

l’obbiettivo di alienare

entro fine 2021 le

piattaforme autocarrate

patenti b e c e gli

autocarri patenti b e c

con motore euro 4 e

euro 5, a favore di

predisposto presso la

sede e le proprie filiali le

necessarie misure per il

contenimento del

contagio: utilizzo delle

carta, e ha rafforzato

l’impegno a ridurre al

minimo il proprio

impatto ambientale.

www.mollofratelli.com

[18] aprile 2021 Costruzioni


Attualità&Prodotti

Amarcord

Il Principe appassionato di ingegneria

Bandiere a mezz’asta in JCB come omaggio

al Principe Filippo, Duca di Edimburgo.

Nel corso della sua vita, Il Principe

ha visitato più volte le fabbriche JCB

JCB rende omaggio

al Principe Filippo,

Duca di Edimburgo,

scomparso lo scorso 9

aprile all'età di 99 anni.

Dopo l'annuncio della

sua morte, il Presidente

di JCB Lord Bamford

ricorda il Duca a nome

dell'azienda: "Sono

rattristato

nell'apprendere della

morte di Sua Altezza

Reale il Principe Filippo e

porgo le mie più sentite

condoglianze alla Regina

e alla Famiglia Reale.

Abbiamo avuto il piacere

di accogliere il Principe

Filippo in JCB in tre

occasioni negli ultimi 40

anni, l'ultima nel 1998,

quando ha aperto

ufficialmente la nuova

fabbrica di trasmissioni

JCB a Wrexham. È stato

un grandissimo

ambasciatore per

questo Paese, per gli

affari e in particolare

per l'ingegneria."

Il Principe Filippo visitò

per la prima volta JCB

al quartier generale

mondiale di Rocester

nel luglio 1981, quando

consegnò un premio

Queen's Award a JCB

Service per il successo

nelle esportazioni.

Il premio fu ricevuto da

Anthony Bamford.

Durante la visita, venne

presentato al fondatore

di JCB, Joseph Cyril

Bamford, durante un

tour della fabbrica

incontrando anche

decine di dipendenti. Salì

anche in cabina

dell'ultima terna 3CX per

uno sguardo ravvicinato

della più recente

tecnologia della

macchina. Nel dicembre

1995, la Regina e il Duca

di Edimburgo furono

accolti nel quartier

generale mondiale per

una visita speciale in

occasione del 50°

anniversario di JCB. La

visita si concluse con un

pranzo di celebrazione

per 200 persone, inclusi

dipendenti e clienti, che

erano stati la chiave del

successo di JCB nel

mezzo secolo

precedente. Durante la

visita, la Regina inagurò

una replica del garage

originale in cui è stata

fondata la JCB il 23

ottobre 1945. Nel 1998,

durante la sua visita per

aprire ufficialmente la

nuova fabbrica di

trasmissioni JCB da 20

milioni di sterline a

Wrexham, visitò lo

stabilimento e avviò il

primo impianto di

produzione. Durante un

tour in officina, incontrò

decine di dipendenti, tra

cui molti che erano

entrati a far parte di JCB

Transmissions quando

l'attività era stata avviata

nel 1978.

www.jcb.com

natdesign.eu

Pneumatici ricostruiti

Ecosostenibile vincente

Marangoni ha ricevuto

il riconoscimento come

miglior ricostruttore di

pneumatici ai “Recircle

Awards”, premi

internazionali dedicati

alla sostenibilità.

Un premio molto ambito

tra le realtà in cui

figuravano alcuni tra i più

importanti player a livello

globale del settore della

ricostruzione

pneumatici.

“È un grande onore e

privilegio - commenta

Giuseppe Marangoni,

Vice Presidente di

Marangoni - essere

considerati tra i migliori

ricostruttori del mondo.

Per noi, questo significa

che tutti i nostri clienti e

partner ricostruttori in

Europa, nelle Americhe,

in Africa e India sono

anch’essi vincitori, in

quanto portano nei loro

rispettivi mercati la

tecnologia leader che

Marangoni continua a

sviluppare per

supportare un settore

dei trasporti in continua

evoluzione."

“Questo premio -

aggiunge il Presidente

Vittorio Marangoni - ha

un significato ancora più

profondo in questi tempi

drammatici. Oggi più che

mai, si sta osservando il

ruolo fondamentale

giocato dalla

ricostruzione per

supportare le supply

chain locali e regionali

colpite dalla pandemia.

“La nostra azienda fa

economia circolare da

più di 75 anni.

Abbiamo investito in

efficienza e innovazione

in tutti i comparti:

dall’implementazione di

nuove tecnologie e

macchinari, al

miglioramento dei nostri

prodotti finiti, dei

materiali e processi di

ricostruzione.

www.marangoni.com

Dall’OPTIONAL allo STANDARD

anche l’occhio vuole la sua parte.

www.olmark.com

Company Certified

with Procedures Quality

UNI EN ISO 9001:2015

[20] aprile 2021 Costruzioni

LE VISITE. Il Principe

Filippo visitò per la prima

volta JCB al quartier

generale mondiale

di Rocester nel 1981.

MAGGIORE RESISTENZA ALLA

CORROSIONE RISPETTO PROTETTIVI

TRADIZIONALI PARTICOLARE

DUREZZA E RESISTENZA

MECCANICA BUON

COEFFICIENTE DI FRIZIONAMENTO

UNIFORMITÀ DI COLORAZIONE

OTTIMA RESISTENZA ALLA CORROSIONE

3

PROTETTIVO EFFICACE ANCHE

A BASSI SPESSORI BUONA

UNIFORMITÀ DI COLORE OTTIMA

ADERENZA DELLE PASSIVAZIONI

CROMATICHE

RIVESTIMENTO DI SPESSORE UNIFORME

2

ANCHE NELLE ZONE INTERNE

INDIPENDENTEMENTE DALLE

FORME OTTIMA RESISTENZA

ALL’USURA RISPETTO DELLE

TOLLERANZE DIMENSIONALI

ELEVATA PROTEZIONE ALLA

CORROSIONE RIVESTIMENTO

A SPESSORE COMPATTO BUONA

RESISTENZA ALL’USURA OTTIMO

RAPPORTO QUALITÀ PREZZO

1natdesign.eu


Cantieri virtuali

I Biturbo sono a portata di click

Un cantiere

ideato da Bosch

Professional

con l’obiettivo

di presentare

ai professionisti

del settore i suoi

elettroutensili più

avanzati e una futura

gamma di accessori

Esistono cantieri che

non esistono. O

meglio, esistono

virtualmente. Bosch

Professional ha

inaugurato un luogo

virtuale dedicato agli

elettroutensili Biturbo.

Si tratta di uno spazio

creato per rappresentare

il luogo ideale di lavoro

per ogni professionista

che consente di scoprire

le ultime novità della

gamma. È possibile

visitarlo muovendo

semplicemente il

mouse. Questo

“cantiere” ideato da

Bosch Professional ha

l’obiettivo di presentare

ai professionisti gli

elettroutensili più

avanzati della Casa.

“Abbiamo concepito

questo spazio virtuale

come un cantiere in

continua evoluzione, una

sorta di opera

incompiuta, in perenne

costruzione, che si

arricchirà

progressivamente di

nuovi utensili della

gamma Biturbo, ma non

solo,” spiega Patrizia

Mairano, Retail

Marketing Manager della

Divisione Elettroutensili

Professionali Bosch.

“Il filo conduttore che

[22] aprile 2021 Costruzioni

seguiremo sarà sempre

e solo la messa a

disposizione dei

professionisti di utensili

tecnologicamente

sempre più evoluti ed

equipaggiati dei più

sofisticati dispositivi di

protezione, che possano

rendere il lavoro sempre

più confortevole e

sicuro”. Lo spazio si

sviluppa per aree

tematiche, dedicate

appunto alle categorie di

elettroutensili Biturbo:

taglio legno (con le

seghe circolari a batteria

Biturbo GKS 18V-68 GC

e GKS 18V-68 C, la sega

a immersione a batteria

Biturbo GKT 18V-52 GC

e le troncatrici a batteria

BITURBO GCM 18V-216

e GCM 18V-305 GDC),

lavorazione del metallo

(con le smerigliatrici

angolari GWX 18V-15

SC/C e GWS 18V-15

SC/C) e demolizione e

foratura (con il martello

perforatore SDS max

GBH 18V-45 C).

I visitatori virtuali

possono muoversi

liberamente sui due

piani del cantiere,

professionisti e artigiani

selezionando le aree di

loro interesse, un modo

per approfondire meglio

gli aspetti tecnici di ogni

prodotto tramite le

infografiche dedicate e

visualizzando

dimostrazioni pratiche e

video applicativi a cura

dei trainer Bosch

Professional. L’azienda

ha annunciato, nel corso

di una conferenza

stampa, che presto

saranno introdotti nuovi

accessori, due nuovi

martelli, avvitatori,

accessori di sistema che

si collegano agli

elettroutensili. L’obiettivo

è continuare a lavorare

per offrire ai clienti tutti

gli strumenti digitali che

permettono di ampliare

il cantiere.

www.boschprofessional.com

Una gamma completa di compattatori e

battipali, capaci di garantire efficacia nella

compattazione, rapidità e sicurezza.

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Attualità&Prodotti

Infrastrutture

Quel cerchio

CHE SI CHIUDE

in collaborazione con leStrade

Testi e foto di Fabrizio Apostolo

ANord di Milano si sviluppa una delle opere viarie più

complesse e interessanti oggi in costruzione in Italia.

Anche in ragione della sua funzione o destinazione:

chiudere l’anello delle tangenziali milanesi dando continuità

all’A52 Tangenziale Nord. Già nel settembre 2020, la rivista

Le Strade aveva analizzato la galleria fonica di Paderno

Dugnano e, ancora prima, all’inizio del 2018, aveva raccontato

un’altra grande opera nell’opera, il varo dell’impalcato

metallico di scavalco della SP 35 Milano-Meda, nonché

di altri rami di svincolo. Lo scorso febbraio abbiamo

nuovamente visitato entrambe queste opere, con la cortese

collaborazione dell’ingegner Roberto Ponti, direttore

dei lavori per Milano Serravalle Engineering, e il placet della

committente, Milano Serravalle-Milano Tangenziali, la

concessionaria di A7 e tangenziali milanesi di cui questo

intervento - a cui lavora tutta la struttura e in particolare

la Direzione Tecnica guidata dall’ingegner Giuseppe

Colombo - rappresenta il fiore all’occhiello tecnico di questi

ultimi anni. Nota non marginale: la nuova SP 46 Rho-

Monza e in particolare la sua galleria fonica, sono anche

tra le best practice del recente “Rapporto di sostenibilità”

dell’AISCAT, l’associazione che riunisce le concessionarie

autostradali di casa nostra, un quaderno tecnico di

grande interesse che sottolinea il forte impegno

del settore in materia di eco-sostenibilità.

FEBBARIO 2021

Sullo sfondo la galleria

fonica di Paderno

Dugnano.

Sopralluogo nei cantieri della SP46 Rho Monza

(Lotti 1 e 2), maxiopera di Milano-Serravalle che

completerà l’anello autostradale intorno a Milano,

collegando l’A52 all’A8. Tra gli interventi tecnicamente

più rilevanti del Lotto 1, il ponte con appoggi singoli

centrali sulla Milano-Meda e la galleria fonica

di Paderno Dugnano.

[24] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [25]


Attualità&Prodotti

Infrastrutture

Planimetria

dei Lotti 1 e 2.

Il viadotto sulla Comasina,

“confine” tra i Lotti 1 e 2.

Un contesto complesso

La nuova SP46 Rho-Monza, Lotti 1 e 2, è di fatto una

nuova arteria autostradale che sta emergendo in

questi anni da un mix di interventi di riqualificazione

e nuova costruzione.

I lotti a cura di Serravalle, nello specifico, toccano i

comuni di Paderno Dugnano, Bollate, Cormano e

Novate Milanese, nonché una serie di infrastrutture

cruciali per la viabilità dell’area, quali per esempio le radiali

Varesina e Comasina, sia nel loro tracciato storico che

nelle varianti di più recente formazione (SS 36, SP 44 bis,

ex SS 233), la ex SS 35 Milano-Meda, le linee FerrovieNord,

Milano-Asso e Milano-Varese, autostrade A8 e A4, nonché

la stessa SP46 Rho-Monza, unica infrastruttura non autostradale

ad andamento trasversale.

L’intervento, nello specifico, prevede la realizzazione di

una serie di interventi di riqualificazione finalizzati proprio

a elevare il tracciato a standard autostradali nel tratto

compreso tra la A52 e il cavalcaferrovia Milano-Varese.

Si tratta di complessivi 6 chilometri con andamento prevalente

Est-Ovest, a cui bisogna aggiungere una serie di

viabilità ad andamento complanare all’asse principale

funzionali a garantire le connessioni locali. Una di queste,

è la prima novità, è stata recentemente ultimata, dando

respiro - come ha potuto verificare personalmente chi vi

scrive - alla mobilità tra Cormano e Bollate e, di riflesso,

a quella dell’intera area.

Milano Serravalle-Milano Tangenziali SpA

è la committente dell’opera.

Sopra, il tratto di complanare tra Cormano e Bollate

già realizzata al servizio della viabilità dell’area.

Dal Lotto 1 al Lotto 2

Da Est a Ovest, nel febbraio scorso, abbiamo dunque potuto

percorrere e visitare tutti i principali cantieri in esecuzione,

partendo dall’innesto con la A52 e incontrando le prime

due grandi opere nell’opera, la galleria fonica e il ponte

Il direttore lavori,

ing.Roberto Ponti

(Milano Serravalle

Engineering).

di Paderno Dugnano con vista sulla “Milano-Meda”. La prima,

ma ci ritorneremo tra poco, deve ancora essere rivestita

con una sezione di pannelli fotovoltaici, ma per quanto

riguarda carpenteria metallica e barriere acustiche ci

siamo quasi, come attestano anche le immagini che pubblichiamo

a corredo di questo articolo. Il secondo è già lì

pronto a fare il suo dovere, sopra quel traffico che mai è stato

interrotto, nemmeno durante il tempo del varo. Accadrà

dopo la cruciale fase dei collaudi, che dovranno essere sia

statici sia dinamici. Tra gli obiettivi del cantiere: aprire, entro

l’estate, la nuova infrastruttura per quanto riguarda la

parte del Lotto 1 nella direzione Rho; entro l’anno anche la

carreggiata in direzione Monza.

Per quanto riguarda, invece, il completamento anche del

Lotto 2, quello che interseca la linea ferroviaria e porta gli

utenti sul tratto della Variante di Baranzate e poi all’Autolaghi

e alla A50 Tangenziale Ovest, è previsto entro la fine del

2022. Qui le opere più impegnative riguardano il completamento

della realizzazione del nuovo viadotto sulla

“Comasina”, a cura di Cimolai, e la seconda canna del sottoattraversamento

delle FerrovieNord, senza dimenticare

naturalmente tutte le nuove intersezioni con la viabilità esistente.

Per voler fornire un dato, ad oggi l’avanzamento complessivo

dell’opera ha superato circa il 70% degli interventi

previsti, che, come abbiamo visto e come vedremo, non

sono pochi. Prima di tornare a osservarli da vicino, ci corre

l’obbligo di citare i principali attori impegnati nelle attività,

oltre alle già ricordate committenza e direzione lavori,

ovvero i componenti dell’ATI dei costruttori Paderno Scarl:

GLF, Collini Lavori e ICG.

Un ponte unico

Da Est a Ovest, ritorno al “Ponte” con la P maiuscola dell’intervento,

quello che scavalca la “Milano-Meda” progettato

dallo Studio Matildi: 310 m di lunghezza ma in un contesto

ad alto tasso di insediamenti produttivi e soprattutto

infrastrutturali. Il manufatto, la cui campata di luce maggiore

è di circa 110 m, sostiene due corsie per carreggia-

Il ponte

di scavalco della

Milano-Meda.

Sopra i dettagli dell’impalcato metallico del ponte

di scavalco della Milano-Meda, traslato nell’estate

2017, che appoggia su pila singola.

te, oltre alle due di emergenza, nonché doppio spartitraffico

centrale. Per caratteristiche intrinseche e contesto è

un’opera davvero unica, come ci spiega l’ingegner Ponti:

“Una sua peculiarità è data, per esempio, dagli appoggi singoli

centrali previsti per le pile, che si differenziano da quelli

laterali delle spalle.

Questi dispositivi, in virtù delle loro dimensioni e carichi previsti

da sopportare, per essere accettati hanno dovuto superare

una serie di prove molto sofisticate, tese per esempio

a evidenziarne in contemporanea la sollecitazione ai

[26] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [27]


Attualità&Prodotti

L’opera e i suoi protagonisti

Infrastrutture

La galleria fonica vista dall’esterno: si noti il rivestimento

in acciaio Corten già ossidato o in fase di ossidazione.

carichi verticali e la traslazione orizzontale tipica di un sisma.

Si trattava di una tipologia di test non eseguibili in

Europa, ragion per cui abbiamo dovuto effettuarli presso il

laboratorio dell’Università di San Diego, in California, ente

che ne ha potuto sancire l’idoneità”.

Un’altra “unicità” del ponte di Paderno ha riguardato poi il

suo varo, correva l’anno 2017: le sezioni sono state traslate

su slitte e rulliere accoppiate, partendo dalla zona di

varo, con l’impiego, spiega il direttore lavori, “di un innovativo

sistema di strand jack con martinetti e funi, in questo

caso non usati per sollevare, come sarebbe avvenuto poi

con il nuovo Ponte di Genova San Giorgio, ma per ‘traslare’.

Durante la spinta, lo spostamento è stato costantemente

monitorato, così come gli sforzi impressi e lo stato

di traslazione di molte sezioni, oltre allo stato tensionale

dei conci strutturali. In questo modo è stato possibile realizzare

il varo senza mai interrompere il traffico veicolare”.

La galleria fonica

Poco più avanti, sempre nel territorio comunale di Paderno

Dugnano, ecco quindi la galleria fonica, quasi ultimata, con

tutte le sue parti o già installate o in cantiere, dai vetri (con

Pannelli fonoassorbenti laterali e copertura in vetro.

Sopra, la galleria inserita nel contesto urbano

di Paderno Dugnano. A sinistra, un particolare della

pannellatura con funzione di assorbimento acustico.

relativi “spider”) agli speciali elementi in PMMA che in caso

di incendio hanno il compito di sciogliersi senza dar luogo

a percolamenti e di far uscire i fumi, dalle barriere fonoassorbenti

alle pannellature in acciaio Corten tipo cayman

sui lati esterni, senza dimenticare naturalmente gli elementi

strutturali dell’opera, ovvero le travi di acciaio realizzate e

montate (così come l’intera galleria) da EuroprogressGroup.

Quel che ancora manca, come abbiamo accennato, sono

solo le pannellature fotovoltaiche che contribuiranno a

rendere più soft il bilancio energetico, e ambientale, di quest’opera

green.

Per quanto riguarda gli aspetti acustici, in cui, così come

in quelli relative alla carpenteria metallica, ha collaborato

anche il gruppo astepON, possiamo aggiungere che la

scelta è caduta su una tipologia di pannello microforato

all’interno e chiuso all’esterno ad alto fonoassorbimento

e fonoisolamento, nonché dal design innovativo.

La galleria ha uno sviluppo complessivo pari a 260 m con

funzione di copertura, a fini prevalentemente acustici ma

anche paesaggistici, in corrispondenza di una zona residenziale

di Paderno Dugnano. L’opera sorge su un tratto in

rilevato supportato su entrambi i lati da muri di sostegno

Committente

Stazione Appaltante

Impresa Appaltatrice

Progetto esecutivo

Collaudo

tecnico-amministrativo

RUP

Direttore Lavori

Coordinatore per la Sicurezza

Collaudi statici

Direttore Tecnico Impresa

Direttore di Cantiere

Capo Cantiere

con paramenti verticali di altezza complessiva pari a circa

7,50 m. La struttura portante è caratterizzata da elementi

metallici principali con conformazione policentrica disposti

ortogonalmente all’asse stradale. Nel dettaglio, la costituiscono

32 profili ad “H calandrati di tipo composto” e

profili di tipo HEB 600 o HEB 650, di lunghezza variabile tra

29,1 e 32,6 m e con passo tipico pari a 9 m, ancorati sulla

sommità delle opere di sostegno. Ortogonalmente a tali

elementi, troviamo quindi le travi metalliche secondarie

(HEB 240 per le “pareti” e da HEA 240 per la “copertura”),

su cui poggiano - come anticipato - in copertura lastre di

vetro e, sulle pareti laterali, un rivestimento esterno “tipo

Caiman” realizzato con pannellature in acciaio sostenute

da un’orditura metallica.

Tecnica e sostenibilità

Proseguendo, ecco le barriere antirumore in vetro, quelle

con orditura in speciali fibre funzionali a mantenerne l’integrità

in caso di impatto su viadotti, e quelle tradizionali

con rappresentazioni a tutela dell’avifauna e della sicurezza

veicolare, nonché le barriere di sicurezza e le pavimen-

Vista sul punto finale del Lotto 2, il cantiere del

sottoattraversamento della linea ferroviaria Milano-Varese.

Milano Serravalle-Milano Tangenziali SpA

MIT / Provveditorato Interregionale OO. PP. Lombardia ed Emilia Romagna

Paderno Scarl (Grandi Lavori Fincosit SpA, Collini Lavori SpA, ICG Srl)

RTP Progin SpA, Manens Tifs SpA

dott.ssa Maria Pia Pallavicini (Presidente), ing. Roberto Daniele, arch. Paolo Rosa

ing. Quirico Goffredo, Provveditorato Interregionale OO. PP. Lombardia

ed Emilia Romagna

ing. Roberto Ponti (Milano Serravalle Engineering Srl)

ing. Marco Pirisi (Milano Serravalle Engineering Srl)

ing. Guido Ferro, prof. Carmelo Gentile, ing. Donato Romano, ing. Marco Zanetti

ing. Stefano Canzian

ing. Luca Petrucci

geom. Vincenzo Chiavelli

Barriere antirumore.

tazioni. Ed ecco, sempre in prossimità della galleria fonica,

opere di compensazione a favore del territorio come i nuovi

parcheggi di Paderno Dugnano.

L’aspetto della sostenibilità trova poi espressione anche in

una cospicua serie di aree filtro con piantumazioni di alberi

ad alto fusto, come quelli che abbiamo potuto veder

assolvere la loro funzione nella nuova complanare tra

Cormano e Bollate, citata in precedenza. Al confine tra il

Lotto 1 e il Lotto 2 ecco quindi il cantiere del nuovo ponte

sulla “Comasina”, anch’essa opera già menzionata e una

serie di manufatti in calcestruzzo già realizzati, tra cui ne

spicca uno composto da uno scatolare con getto avvenuto

in prossimità e traslato in pochi giorni di interruzione della

Milano-Meda, nell’agosto 2018. Infine, eccoci in vista

dell’“incrocio” con la linea ferroviaria, che la “vecchia” strada

sovrapassava e che invece ora sottopassa, incuneandosi

in uno scatolare spinto in una fase precedente del maxicantiere.

Oggi, nell’area, si stanno effettuando lavorazioni

di jet grouting, in attesa del secondo manufatto. Ultimo anello

di una catena che si va completando passo dopo passo,

risolvendo, grazie alla tecnica, ogni complessità.

[28] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [29]


WALKAROUND

Testi e foto di Matthieu Colombo

Peso operativo (Long)

Motore Bobcat

Forza di strappo

5.594 kg

36,4 kW netti

4.430 daN


WALKAROUND di

Bobcat E55z

Top ten

La Lince affila gli artigli

e con i nuovi mini R2-Series

sfida la concorrenza migliore

per vincere. Il nuovo Bobcat

E55z convince e sorprende

con soluzioni esclusive

che esaltano versatilità

e piacere di vita a bordo

1

L’E55z è un vero girosagoma

a 360° (cilindro brandeggio

a sinistra). È disponibile una

versione Long Arm con zavorra

più pesante per prestazioni al top

2

Idraulica LS flow sharing con

ben 5 linee idrauliche ausiliarie

allestibili da stabilimento

e gestibili dal monitor tramite

configurazioni preimpostate

3

4

Il nuovo monitor lcd a colori da 5

pollici è funzionale, ma l’opzionale

da 7” con touch screen capacitivo

è il migliore della categoria.

È offerto a pacchetto con il clima

La cabina costruita in Europa per

l’Europa. La struttura è in acciaio

altoresistenziale, e i dettagli sono

in alluminio. Accesso ottimo,

abitabilità migliorata

5

6

Esclusivo motore Bobcat.

Alla cilindrata più bassa della

categoria corrisponde una

coppia massima ai vertici.

Efficienza rima con potenza

Motore Stage V con sistema

di post trattamento ben collaudato.

Rigenerazioni automatiche

o ben gestite da monitor. Prima

pulizia Dpf a ben 5.000 ore

7

8

Macchina stabile a 360° con rulli

a doppia flangia e allestibile

con kit sollevamento (2 valvole

e gancio) sia con braccio

standard sia con Long Arm

Offre opzioni esclusive come il kit

di aiuto allo scavo Depth Check

System e il carro con l’esclusivo

sistema per il tensionamento

automatico e attivo dei cingoli

9

Tutte le parti strutturali sono

realizzate internamente con

moderni processi produttivi

e verniciate a polvere da Bobcat.

Controllo della qualità diretto

10

Macchina connessa con il portale

My Bobcat per verificare a distanza

posizione e diagnostica.

Accessibilità meccanica migliorata,

TCO più basso del modello prima

[32] aprile 2021 Costruzioni


Cilindro brandeggio a sinistra

con snodo posteriore lubrificato a vita

STANDARD O DELUXE Il sistema è predisposto

per il kit che permette di memorizzare la quota

scavo sia con il monitor lcd base da 5”,

sia con la versione Deluxe touch da 7” (foto).

Carreggiata 1.559 mm

Larghezza 1.959 mm

Raggio minimo di rotazione Long Arm 3.183 mm

Design accattivante e vetratura importante. Il linguaggio visivo del E55z parla chiaro:

prestazioni elevate e sicurezza per l’operatore. Con un semplice kit si ha l’innovativo sistema

di aiuto scavo Depth Check®. Con il cilindro di brandeggio a sinistra l’ingombro frontale è zero

Punta dritto al podio

FILOMURO A DESTRA E A SINISTRA Quando

si parla di girosagoma si intende

un escavatore con sbalzo posteriore della

torretta in rotazione nullo rispetto ai cingoli.

Nel caso dell’E55z anche lo sbalzo anteriore

della torretta è nullo grazie al cilindro

di brandeggio posto sul lato sinistro.

Il diametro minimo di rotazione è 3.112 mm

per lo standard, mentre per la versione con

• FORZA STRAPPO STD

• FORZA STRAPPO LONG ARM

• FORZA PENETRAZIONE STD

4.430 daN

2.630 daN

3.099 daN

• FORZA PENETRAZ. LONG ARM 3.099 daN

bilanciere lungo Long Arm (+400 mm)

si contano 3.183 mm, in ragione del

contrappeso più pesante di 225 kg che

ha uno sbalzo posteriore superiore di 71 mm.

Se la versione standard ha un peso

operativo di 5.365 kg, la Long Arm che

abbiamo preso in esame (in foto) arriva

a 5.594 kg. Il nome della macchina è

centratissimo e vale molto di più di un “50”.

LE PRESTAZIONI DEL NUOVO E55Z IN VERSIONE STANDARD GIROSAGOMA ED HEAVY

• CAPACITÀ SOLLEVAMENTO FRONTALE

STD, LAMA GIÙ, H 0 M, R 3 M 2.802 KG

• CAPACITÀ SOLLEVAMENTO FRONTALE LONG

ARM, LAMA GIÙ, H 0 M, R 3 M 2.705 KG

È POSSIBILE IMPOSTARE UNA QUOTA DI SCAVO DALLA CABINA

L’E55z può essere allestito con il kit Bobcat Depth Check

System®, un sistema di aiuto allo scavo semplice quanto utile.

Grazie a tre inclinometri integrati, collegati via cavo alla

centralina MCU, il mini Bobcat conosce in tempo reale

la posizione sincrona di braccio, penetratore e benna.

Il sistema permette di memorizzare una quota scavo

massima per velocizzare lo scavo di trincee o uno

sbancamento con fondo uniforme, senza dover investire

in una tecnologia di scavo 2D che funziona con una costosa

stazione laser di riferimento. A destra le tre funzioni

impostabili da cabina tramite monitor.

Quota scavo impostata

DEPTH CHECK SYSTEM®




SBANCAMENTO

Con benna e lama

a terra si parametra

la quota zero. Si imposta

quindi la profondità

a monitor e si scava

fino al limite. Per

ricominciare il ciclo

si alza e abbassa la lama.

TRINCEA Si parte con

uno scavo verticale

(parete) si punta la benna

a quota zero e alla quota

massima verticale

desiderata. Poi si

procede con la trincea.

ANCHE CON LASER

Se avete una stazione

laser potete acquistare

un kit “semaforo” che

si monta sul penetratore

e indica con luci rosse

e verdi quando la quota

impostata è raggiunta.

[34] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [35]


Bobcat E55z

P1

AUX 3- BIVALVE

A MANO Due valvole manuali

permettono di deviare l’olio diretto

al cilindro benna per azionare

attrezzature come una benna mordente.

AUX 5-LOW

80 LITRI MINUTO

PROPORZIONALI

La linea ausiliaria

a due vie con controllo

proporzionale (trimmer

destro) e flusso

regolabile

direttamente dal

cruscotto. Il

brandeggio è gestito

dal trimmer di sinistra.

Le linee Aux 1 e Aux 2

hanno connessioni

sul penetratore

e tutte le tubazioni

in gomma hanno

la spirale protettiva

antiscoppio.

DOPPIO EFFETTO

Si richiede per

azionare

la rotazione di un

attrezzo come

la benna mordente

o attivare

il cilindro interno

al braccio per

azionare l’opzione

pinza (chela rossa

nelle foto). L’Aux 1

si controlla dal

trimmer di destra,

mentre

dal sinistro si

alternano Aux 2

e brandeggio.

NON HA PARI L’impianto dell’E55z

è composto da un distributore load sensing

a centro chiuso Bosch Rexroth con spole

compensate in pressione, alimentato da una

maxi pompa a portata variabile Bobcat by

Eaton da 138 litri/min di portata massima.

I manipolatori sono degli ottimi Kawasaki

con molle di contrasto “dual curve” per unire

ATTACCO RAPIDO La linea a bassa

pressione Aux 5 è per azionare quegli

attacchi rapidi idraulici che richiedono

la doppia linea.

L’impianto idraulico ha una maxi pompa a portata variabile con flusso gestito

da un distributore load sensing flow sharing. Si possono configurare fino

a 4 linee idrauliche ausiliarie da stabilimento e memorizzare le impostazioni

delle differenti attrezzature pre impostate a sistema. È l’unico così ben fatto

precisione a inizio corsa e velocità

a corsa avanzata. L’E55z può avere fino

a 4 linee da fabbrica, più il devio flusso Aux 3

(da cilindro benna ad azionamento benne

mordente). Aux 1 è lo standard per l’Italia.

Scegliendo l’Aux 4, il mini guadagna

il Selectable Auxiliary Control per la

gestione semplificata delle attrezzature.

AUX 1- MARTELLO

AUX 4 (+1 +2) SINISTRA

PER AZIONARE TILT E ROTAZIONE...

Nella configurazione di serie

il brandeggio del braccio è sempre

sul manipolatore sinistro

(si può spostare sul destro

con il pulsante verde).

La linea Aux 4 permette

la funzione tilt con benne

o attrezzature, ma anche

di alternare il controllo di un tilt rotator

a quello del brandeggio.

AUX 2- DOPPIO EFFETTO

AUX 4 (+1 +2) DESTRA

...O TILT, ROTAZIONE E DOPPIO EFFETTO

Spostando il brandeggio del braccio

sul manipolatore destro con

l’interruttore verde (nel tondo)

è possibile controllare una

attrezzatura idraulica (Aux 1)

a doppio effetto come

un selezionatore (Aux 2), anche

equipaggiato con tilt rotator

(Aux 4, Aux 2; Brandeggio, Aux 1).

Il tutto, grazie al monitor, è intuitivo.

Fino a 5 linee aux possibili

allestite da stabilimento

Serbatoio olio idraulico polimerico per sfruttare lo spazio sotto al cofano destro (visibilità)

Selezionando martello a monitor si

apre questa valvola di ritorno diretto

al serbatoio della Aux 1

Velocità del movimento

Precision

Speed

A PROVA DI PRINCIPIANTE...

L’elettronica guida l’operatore nelle

impostazioni idrauliche. Sistema

perfetto anche per il noleggio.

Corsa del joystick

Distributore LS flow sharing a centro chiuso

con spole compensate in pressione. È ben accessibile

D

MANIPOLATORI DUAL CURVE COME I MAXI

L’E55z ha manipolatori con trimmer concavi per dare

modo di gestire il flusso litro per litro. Agendo sui

pulsanti si incrociano a piacimento le diverse linee

idrauliche e la funzione di brandeggio, anche da destra

a sinistra (foto nel tondo). Lo schema evidenzia

la doppia curva di risposta dei manipolatori. A inizio

corsa si ha una risposta più progressiva per massimizzare

la precisione e la sensibilità dei comandi, oltre i 2/3 della

corsa la risposta diventa più immediata per ottenere

velocità operativa. Ci si prende presto la mano.

[36] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [37]


Bobcat E55z

Il migliore

della categoria

Già il monitor lcd a colori standard

da 5“ non è da tutti, ma scegliendo

il Deluxe touch screen capacitivo da 7”

si accede senza dubbio alla migliore

interfaccia della categoria. Al monitor

di base non mancano funzionalità,

ma poter selezionare e scorrere i menu

con un dito è più veloce e intuitivo.

Il telefono si interfaccia via bluetooth.

Sotto le schermate del 7”

7 pollici

Colore di sfondo monitor adattivo secondo la luminosità esterna

LO STANDARD DA 5” È COMPLETO

A destra potete vedere

il monitor offerto di serie che

non è touch screen, ma

controllabile tramite il selettore

rotativo di derivazione automotive

(comunque presente anche con il monitor

Deluxe da 7”). A livello di funzionalità

il monitor base equivale a quello Deluxe,

ma la semplicità d’utilizzo della versione

standard, pur essendo già migliore

di quanto offre la maggior parte della

concorrenza, sembra di un’epoca

precedente. Se la vostra idea non è di

dare l’E55z a noleggio, scegliete il Deluxe!

WALKAROUND di

5 pollici

5 POLLICI A COLORI DI SERIE Se non avessimo toccato

con mano la versione con monitor touch screen capacitivo

(che permette di scorrere i menu) avremmo apprezzato

molto questo monitor “base” perchè in linea con i concorrenti.

BIANCO O NERO Lo sfondo del monitor

varia in base alla luminosità esterna per

assicurare sempre la massima

leggibilità. Il contrasto è sempre ottimo.

IDRAULICA AL CENTRO In base alla

tipologia di attrezzatura idraulica

selezionata, la macchina propone

la regolazione del flusso delle linee aux.

DI DIECI IN DEICI Facendo scorrere

il cursore si regola la portata delle

linee ausiliare in dieci step da zero

a cento per cento. Facilissimo.

MULTIMEDIALE... Il sistema integra

un vero e proprio infotainment con

radio, predisposizione per lettura

di fonti esterne e interfaccia bluetooth.

MEMORIZZABILI Ovviamente

le stazioni radio a banda media e larga

sono memorizzabili dal profilo

operatore. 8 profili operatore disponibili.

COME IN AUTO Interfacciare

il telefono con l’elettronica del nuovo

Bobcat è più semplice che in alcune

auto. I dispositivi sono memorizzati.

MARTELLO Selezionando la funzionalità

martello la Aux 4 si disattiva e sul

ritorno della Aux 1 si attiva il bypass

per il ritorno del flusso al serbatoio.

MA

NUTE

NZIONE

MULTIFUNZIONE SEMPLICE Il nuovo

monitor semplifica molto la gestione

delle funzioni idrauliche tramite

una iconografia semplice e intuitiva.

ISTRUZIONI PASSO PASSO Come

nelle auto di oggi, l’elettronica

suggerisce all’opertore come agire.

Meno telefonate all’assistenza.

CHIAMATA E VIVAVOCE

Dal monitor della macchina è anche

possibile digitare un nuovo numero

e inviare la chimata in vivavoce.

CONTATTI E PREFERITI L’agenda del

telefono si trasferisce sulla macchina.

Con l’avviamento via tastierino 8 utenti

hanno accesso alla propria agenda.

LIBRERIA MUSICALE La musica

e i podcast che avete sul telefono

o su un cloud può essere ascoltata

grazie alla connessiona bluetooth.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

Il sistema memorizza la manutenzione

di tutti i liquidi e tutti i filtri. Perfetto.

HA BUONA MEMORIA Le anomalie

rilevate dall’elettronica rimangono

sempre a disposizione del service.

PROFILI PERSONALIZZATI Il service

può regolare gli intervalli di manutenzione

in base alle differenti applicazioni.

SI SPEGNE DA SOLO Oltre al ritorno

al regime minimo del motore regolabile,

l’E55z permette di impostare

lo spegnimento motore automatico.

PRESSIONE E TEMPERATURA OLIO

Tra i parametri rilevati dall’elettronica,

anche la pressione, la temperatura

dell’olio idraulico e il consumo medio.

SI INTERFACCIA CON I LASER

È possibile sincronizzare il sistema

di aiuto allo scavo Depth Check con

le differenti stazioni laser in cantiere.

[38] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [39]


COMODO DI SERIE Il sedile

ha la sospensione meccanica.

La versione riscaldabile con

appoggiatesta (in foto) è opzionale.

WALKAROUND di 2

Bobcat E55z

SOLO

78 dB(A)

IN CABINA

990 mm

Sedile a sospensione meccanica

CHIAVE UNICA

La chiave

si differenzia

dai modelli

di precedente

generazione,

ma con

la medesima

matrice

si aprono porta,

cofani, tappo

di rifornimento

e si avvia

il motore

(nelle versioni

senza tastierino

numerico).

Comodità sicura

L’E55z è sviluppato tra Stati Uniti ed Europa, così come l’ergonomia della cabina.

Le Rops Fops per l’Europa sono tutte prodotte dalla tedesca Fritzmeier. Stupisce

la superficie vetrata, il climatizzatore di serie è automatico! Al top della categoria

CLIMA AUTO

Il climatizzatore

fa parte del

Pacchetto Comfort

che include

il monitor da 7”.

Si può utilizzare

in manuale

o in automatico.

In questo caso

la temperatura scelta

viene mantenuta

nel tempo assorbendo

solo la potenza

necessaria.

ANCHE CALDO

Il sedile in tessuto

può essere richiesto

nella versione

riscaldata e con

appoggiatesta.

570 mm

ROPS FOPS TOPS La struttura base

è in acciaio altoresistenziale, mentre gli

inserti per porta, parabrezza e vetratura

sono in alluminio. Rispetto al precedente

E50 l’abitabilità interna cresce

notevolmente così come la superficie

vetrata, ma la differenza più evidente

è la luce d’acceso grazie alla porta

da quasi 600 mm di larghezza.

LAMA

ORIENTABILE

Olre alla classica

e robusta lama

fissa, Bobcat

offre la Angle

Blade, molto

statunitense...

In questo caso

il joystik della

lama ha in testa

un trimmer

per gestire

l’angolazione.

CODE START

L’avviamento con

20 differenti

codici numerici

(per altrettanti

utenti) è una

delle opzioni.

Si bypassa

l’avviamento

a

chiave.

CABINA MADE

IN GERMANY

In termini di qualità

costruttiva

la Germania

è il Giappone

d’occidente. La cabina

Fritzmeier è un bel

biglietto da visita...

ACCESSIBILITÀ ED ERGONOMIA MADE IN EUROPE

La cabina non si distingue per family feeling,

ma la qualità e le finiture sono all’altezza.

Rispetto al passato e alla concorrenza

si apprezzano i montanti sottili (visibilità),

l’accessibilità ottenuta con una porta molto

ampia e una larghezza interna adatta a tutte

le corporature vista la distanza tra i joystick.

Questi ultimi si impugnano con naturalezza,

senza la sensazione di lavorare a gomiti

stretti. La visibilità è senza dubbio uno dei

punti di forza dei nuovi Bobcat R-2 Series.

590 mm

Pedana d’accesso antiscivolo pratica e non aggressiva

QUALITÀ

PALPABILE

La cabina a base

pentagonale

è realizzata con

cura. All’esterno

si notano

il corrimano

disegnato per

favorire anche

la discesa

e le cerniere

con punto

d’ingrassaggio.

QUALITÀ PERCEPITA ELEVATA

Lo spazio per i piedi non manca,

ed è corretto definirlo superiore alla media.

Nonostante questo i pedali

in metallo sono ripiegabili per assecondare

le differenti abitudini degli operatori.

Il tappeto in gomma è di buono spessore

e realizzato in due parti per essere estratto

facilmente dalla cabina e pulito.

FARI A LED DI SERIE L’allestimento

standard prevede 3 fari a led di ottima

fattura, due frontali sopra cabina, più

il classico faro di lavoro al centro

del boomerang ben protetto e senza

cablaggio volante. A richiesta un led

singolo al posteriore sopra cabina

e, vicino a lui, il girofaro led arancio.

[40] aprile 2021 Costruzioni


Bobcat E55z

COMMON RAIL

Gli iniettori elettronici

dosano il carburane

al millilitrio e lavorano fino

a 180 MPa di pressione.

Più potenza ed efficienza.

ECU AL FRESCO

Il motore è a gestione

elettronica e la centralina

è montata nel vano destro

della torretta, alle spalle

del distributore idraulico.

1

2

3

Che coppia

questo Bobcat!

Con appena 1,79 litri di cilindrata

e un turbo, il tre cilindri Bobcat Stage V

si annuncia molto efficiente. Questo

D18 può arrivare a 46 kW di potenza,

ma qui è tarato per erogarne

36,4 a 2.200 giri/min. Con 180 Nm

di coppia massima a 1.600 giri/min

fa meglio dei concorrenti più agguerriti

con motori di cilindrata

e frazionamento superiore

DOWNSIZING FATTO IN CASA

Il tre cilindri D18 calza a pennello sotto

al cofano dell’E55z. Avere un proprio

motore è un valore aggiunto in termini

di produzione, allestimento ad hoc,

strategie di manutenzione e gestione

degli interventi in garanzia. I motori

Bobcat sono forti del dna e

dell’esperienza movimento terra

Doosan Infracore.

CAMBIO OLIO A 500 ORE

Sul monoblocco è montato uno

scambiatore per evitare che l’olio

motore raggiunga picchi

di temperatura elevati. Meno impatto

ambientale e meno fermo macchina.

ONE SIDE MAINTENANCE

La manutenzione ordinaria si fa tutta

sulla bancata destra del motore, ben

accessibile. Anche il turbo non

è nascosto. Sull’altro lato ci sono solo

i collettori di scarico e l’egr cooler.

DOC E ANTIPARTICOLATO

La grande esperienza

di post trattamento

allo scarico, propria

del gruppo Doosan,

viene qui miniaturizzata

senza compromessi

sulla qualità e con

il controllo elettronico

dell’intasamento

(delta pressione) e delle

temperature tramite

la diffusissima

tecnologia Bosch.

I gas di scarico sono

espulsi sotto torretta.

WALKAROUND di

PULIZIA

A 5.000 ORE

Il modulo di post

trattamento

è particolarmente

compatto

e ben accessibile

anche in vista

di manutenzioni

straordinarie.

RIGENERA

DA SOLO

L’elettronica

gestisce

in automatico

la rigenerazione

del Dpf.

Stage V figlio di tecnologia collaudata

SENZA PENSIERI L’elettronica

e l’interfaccia del nuovo E55z

tolgono ogni dubbio di gestione Dpf

all’operatore. È sempre la macchina

che suggerisce come agire.

ECO MODE DISINSERIBILE

Oltre ad auto idle e spegnimento

automatico del motore (regolabile)

l’E55z ha la modalità Eco che limita

il regime motore appena sopra

il picco massimo di coppia.

VASCA DI COMPENSAZIONE REFRIGERANTE ALTA

Grazie alla vasca alta non mancherà mai refrigerante in testata

VENTOLA PLASTICA ASPIRANTE

VENTOLA ASPIRANTE

I radiatori di refrigerante

e olio idraulico sono uniti

in un monoblocco

d’alluminio di grande

spessore e ottima fattura.

Davanti a loro, apribile

a libro per facilitare

la pulizia del vano,

è montato il condensatore

del climatizzatore.

La ventola plastica

di raffreddamento è ben

protetta con griglia.

[42] aprile 2021 Costruzioni


Bobcat E55z

Piastra in fusione con asola per gancio

Valvole anticaduta ben protette

A sinistra, la base del braccio dell’E55z

in fusione. Tutte le saldature

strutturali sono eseguite negli

stabilimenti Bobcat.

WALKAROUND

Controllo diretto della qualità

MADE IN EUROPE La produzione Bobcat per

l’EMEA avviene nello stabilimento di Dobris

costruito in Repubblica Ceca nel 2007

e sviluppato costantemente. La produzione

di mini si attesta sui 50 esemplari al giorno

e ognuno è sottoposto a prova dinamica finale.

In stabilimento si realizzano tutte le parti

strutturali, poi verniciate internamente.

Il controllo della qualità produttiva è diretto

e l’ottimizzazione della produzione costante.

I mini Bobcat sono prodotti, con diversi

allestimenti e omologazioni, anche negli USA.

Kit sollevamento con valvole di sicurezza su braccio e avambraccio disponibile

Solleva sicuro se lo vuoi

COLORE ON DEMAND (MINIMO 5 PEZZI) La verniciatura

interna permette a Bobcat di costruire macchine di colore

personalizzato al 100% e non sovra verniciate

di un ulteriore colore. I grandi noleggiatori apprezzano...

PERSONALIZZABILE L’E55z standard è un vero

girosagoma. L’allestimento Italia è di buon

livello, ma Bobcat lascia la possibilità al cliente

di scegliere la configurazione operativa.

La macchina standard è un girosagoma puro

che, come visto, può essere dotato

di bilanciere più lungo di 400 mm accoppiato

a una zavorra di 225 kg più pesante e 71 mm

più ingombrante. In entrambe le versioni

è possibile richiedere da stabilimento il kit

sollevamento che permette di sfruttare

la stabilità dell’E55z anche sul laterale grazie

ai rulli a doppia flangia standard. Inoltre,

al posto della classica lama scatolata

ridisegnata per accumulare più materiale,

si può richiedere la versione “americana”,

ad angolazione variabile, che facilita

soprattutto le operazioni di reinterro.

SISTEMA DI TENSIONAMENTO ATTIVO (IDRAULICO) DEI CINGOLI ATTS

Motori Doosan a 2 velocità con scalo automatico

Rulli doppia flangia di serie

Lama scatolata a 1.784 mm da centro ralla. A richiesta angolabile

Tra le opzioni anche l’esclusivo Automatic

Track Tensioning System che mantiene

la tensione dei cingoli in ogni condizione

riducendo usura e rischio di “scingolamento”.

I NUOVI BOBCAT R2-SERIES DELLA CLASSE 5-6 TONNELLATE

Modello

Peso operativo (kg)

Sbalzo torretta

Capacità sollev. H0, R3 (kg)

Motore Bobcat

Potenza motore (kW)

Cilindrata (n. cilindri)

Portata max (l/min)

Portata aux (l/min)

Larghezza sottocarro (mm)

Altezza max scarico (mm)

Profondità max scavo (mm)

Forza di strappo (daN)

Forza di penetrazione (daN)

Avambraccio lungo

Carro a tensione automatica

Cruscotto lcd a colori

Gps Bobcat Machine IQ

Progetto piattaforma

Produzione

INNOVATION CENTER Accanto allo stabilimento c’è anche

un laboratorio di sviluppo prodotto con stanza fonometrica

(foto sopra), climatica, banco di ribaltamento e stampanti 3D

per velocizzare la prototipazione. Qui l’evoluzione è costante.

E50z E55z E60

4.975 5.346 (LA 5.575) 5.589 (LA 5.610)

ZTS ZTS tradizionale

2.513 2.802 2.953

D18 D18 D24

31,3 36,4 41

1,79 (3) 1,79 (3) 2,39 (4)

99 138,6 138,5

78,2 80,5 85,7

1.959 1.959 1.959

4.015 4.008 (LA 4.263) 4.126 (LA 4.381)

3.553 3.434 (LA 3.834) 3.537 (LA 3.937)

3.774 4.430 4.784

2.217 3.099 (LA 2.630) 3.347 (LA 2.840)

no 400 mm 400 mm

no disponibile disponibile

5 pollici 5 pollici (7 a richiesta) 5 pollici (7 a richiesta)

di serie di serie di serie

Europe Europe Europe

& USA & USA & USA

Europe Europe Europe

(Dobris, CZ) (Dobris, CZ) (Dobris, CZ)

[44] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [45]


KOHLERENGINES.COM

Bobcat E55z

Bobcat E55z in numeri

Peso operativo * (Long Arm)

Potenza

Motore Bobcat

Cilindrata

Cilindri

Alesaggio x corsa

Regime di taratura

Velocità del pistone

Valvole per cilindro

Distribuzione

Iniezione common rail

Fasi d'iniezione

EGR controllo elettronico

Trattamento gas di scarico

Alimentazione aria

Pompa

Portata

Regolazione pompa

Distributore a cassetti

Pressione

Profondità di scavo (lungo)

Prof. plinto (lungo)

Dist. scavo a terra (lungo)

Altezza di carico (lungo)

Forza strappo

Forza penetrazione (lungo)

Velocità traslazione (scala)

Velocità rotazione torretta

Passo/lunghezza carro

Rulli d’appoggio

Larghezza sottocarro

Larghezza suole

Sbalzo posteriore (zav. opt)

Scavo disassato (sx-dx)

Lungh. trasporto (lama ant.)

Altezza trasporto

Lama (W-H)

Sollevamento-abb. lama

Sbalzo lama

Batteria

Alternatore

Serbatoio gasolio

Sistema/serbatoio idraulico

*Nota: l’E55z senza climatizzatore è 19 kg più leggero.

5,36 (5,59)

36,4

D18 Stage V

1,79

3

90 x 94

2.200

6,9

2

convenzionale

180 MPa

multi

si raffreddato

Doc + Dpf

turbo

singola variabile

138,6 (80,5 aux)

LS flow sharing

press. comp.

25

3.434 (3.834)

2.485 (2.878)

5.843 (6.232)

4.008 (4.263)

4.430

3.099 (2.630)

2,9 - 4,6 (auto)

9,3

2.004/2.523

5

1.959

400

1.000 (1.071)

586-872

5.561 (5.558)

2.566

1.959 -422

390 - 547

1.780

60

90

72

60/15,1

ton

kW

l

mm

giri/min

m/s

l/min

MPa

mm

mm

mm

mm

daN

daN

km/h

giri/min

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

Ah

A

l

l

Ora è connesso

BOBCAT MACHINE IQ Abbassare il costo

totale di possesso (TCO) era uno degli

obiettivi dei progettisti dell’E55z.

Rispetto al passato l’accessibilità

meccanica è migliorata molto

e gli intervalli di manutenzione sono più

lunghi. La grande novità è pero

la connessione dell’elettronica

al sistema di monitoraggio a distanza

Machine IQ attraverso il portale

my.Bobcat.com. La garanzia standard

è di 2 anni/2.000 ore e sono disponibili

formule Bobcat Protection Plus

che estendono la copertura fino a 5 anni

e 6.000 ore. Perfetto.

INTERVALLI DI MANUTENZIONE

• OLIO MOTORE E FILTRO 500 ore

• FILTRO GASOLIO 1.000 ore

• FILTRO OLIO IDRAULICO 1.000 ore

• OLIO IDRAULICO 1.000 ore

• LIQUIDO REFRIGERANTE 2.000 ore

THE POWER

TO BUILD

HERE.

We are not afraid of heights or confined spaces. We work on

the tallest buildings and in the deepest quarries. And we love it.

KOHLER® KDI engines were designed to guarantee safety and

durability. Our engines will not be retiring anytime soon.

www.bobcat.eu

Si ringrazia per la collaborazione Doosan Bobcat EMEA di Dobris,

Repubblica Ceca e la squadra della nuova filiale DMO a Melegnano (MI).

The power to bring you here.


Macchine&Componenti

Pale gommate

Anteprima per la prima pala gommata Hitachi Serie 7.

Ha un motore Stage V con una coppia ai bassi

superiore del 15%. L’operatore è di nuovo “al centro”

Testi di Matthieu Colombo

Una bella spinta

COLORAZIONE AGGRESSIVA L’arancione Hitachi resta

lo stesso dei Serie 6, ossia di quella tinta con pigmenti

nuovi, più resistenti e più vivaci... ma non troppo per non

rinnegare la tradizione. A cambiare sono le superfici

arancio e quelle grigie che giocano nuove alternanze.

Nel complesso la ZW220-7 sembra più protesa in avanti,

come se prendesse la rincorsa per imbennare.

AI BASSI

Un’evoluzione che non si vede, ma c’è. Eccome. A questo

ci ha abituato Hitachi, già con il passaggio dalle

pale gommate Serie 5 a quella Serie 6 in cui per

trovare le differenze a occhio nudo bisognava allenarsi con

La Settimana Enigmistica, ma che con un cronometro alla

mano dimostravano di chiudere cicli di lavoro più rapidamente

grazie alla trasmissione Hitachi ottimizzata, soprattutto

nelle logiche di inversione di marcia, e nell’idraulica

dei bracci rivisitata.

Adesso che arrivano le prime foto della ZW220-7 la sensazione

che abbiamo avuto è un poco la stessa, nonostante

l’ottimo lavoro che è stato fatto sulla livrea dei colori.

In linea di principio, la pala gommata Hitachi è una macchina

che evolve e si migliora costantemente seguendo

un “cahier des charges” redatto costantemente sul campo

raccogliendo le osservazioni della clientela più esigente

e, ovviamente, con l’obiettivo di soddisfare anche l’evolvere

delle normative, come quelle antinquinamento.

ZW220-7 vs ZW220-6

Potenza kW 157 149

Coppia max Nm 990 929

Reg. coppia max 1.300 1.500

Nm a 1.000 gir/min 820 950

[48] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [49]


Macchine&Componenti

Pale gommate

AERIAL ANGLE Si tratta di un sistema

di monitoraggio dell’area posteriore

alla macchina con visione a volo

d’uccello su un angolo di ben 270°.

FARI A LED DI SERIE

Esattamente come per gli escavatori

Serie 7, Hitachi offre come standard

le luci di lavoro a led anche sulle nuove

pale. L’immagine a destra è eloquente.

Una bella differenza sotto al cofano

A tal proposito, sotto al cofano della la ZW220-7 c’è una

sottile ma grande differenza. In luogo del Cummins QSB6.7

Stage IV, ora gira la nuova generazione B6.7 Stage V. La potenza

massima dichiarata cresce del 6% arrivando a 157

kW dichiarati a 1.900 giri/min, mentre la coppia massima

cresce del 7% raggiungendo ben 990 Nm ma a un regime

inferiore di 200 giri/min, ovvero soli 1.300 giri/min.

La grande differenza emerge ulteriormente sovrapponendo

le curve di coppia. I grafici evidenziano come la ZW220-

7 Stage V abbia una erogazione molto più piena ai bassi e

medi regimi, tanto da far segnare un valore di coppia superiore

del 15%, rispetto alla Serie 6, al regime di 1.000

giri/min. Stiamo parlando di 950 Nm contro i precedenti

820 Nm. Ma quali sono le differenze tra Cummins QSB 6.7

e B6.7? La cilindrata di 6,69 litri è la stessa così come il frazionamento

a sei cilindri in linea, ma migliaia di particolari

sono stati riprogettati per incrementarne l’efficienza e lavorare

al meglio con il nuovo post trattamento dei gas di

scarico. Il B6.7 non sfrutta più, ad esempio, il ricircolo dei

gas di scarico e questo permette di bruciare meglio tutto

il gasolio iniettato, ma adotta coma da copione un filtro antiparticolato

che, ovviamente, si aggiunge all’impianto Scr

Bosch con iniezioni d’urea già visto sulla ZW220-6.

Riassumendo: no Egr, ma Doc, Dpf, Scr e Aoc per trattenere

eventuali eccessi d’ammonia.

SECONDO MONITOR SUL MONTANTE La nuova

interfaccia a colori, compatibile con sistema di pesatura,

permette di visualizzare le immagini di retrocamera

e Aerial Angle. Si controlla con selettore rotativo.

La cabina di sempre, tutta nuova

Per ora l’abbiamo potuta vedere solo in foto, ma la cabina

della nuova ZW mantiene i colori e le finiture tipiche

Hitachi. Chi le utilizza oggi si sentirà subito a casa nella cabina

delle Serie 7. Ma anche in questo caso le novità non

mancano. A colpo d’occhio la novità più grande è che oltre

al monitor frontale, dietro volante (completamente rivisitato

e ingrandito) è presente un secondo monitor a colori

sul montante destro e appena sotto una pulsantiera che

permette all’operatore di non abbassare lo sguardo per cercare

funzioni sulla consolle di destra. Il nuovo monitor lcd

a colori si controlla con un selettore rotativo simile a quello

delle auto. La nuova interfaccia permette all’operatore di

monitorare più facilmente lo stato della macchina e quello

delle manutenzioni (comunque verificabili tramite portale

web Hitachi ConSite), ma soprattutto di visualizzare le

immagini della retrocamera.

A richiesta sono poi disponibili sia il sistema Aerial Angle

che inquadra a volo d’uccello un angolo di ben 270° dietro

la macchina, sia un nuovo sistema radar posteriore di rilevamento

ostacoli. Oltre a essere più semplice da utilizzare

e più sicura, la nuova ZW220-7 si annuncia anche più

confortevole grazie alle consolle con manipolatori elettrici

sospese con il sedile. Quest’ultimo, oltre alla sospensione

pneumatica, ammortizza anche le sollecitazioni trasversali

e longitudinali isolando l’operatore al meglio.

Quest’ultima definizione ben si addice anche per l’insonorizzazione

molto curata della cabina visto che la pressione

acustica interna massima dichiarata è di soli 68 dB(A).

[50] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [51]


Macchine&Componenti

Sistemi antifurto

Due tecnologie

DUE OBIETTIVI

Testi di Gianpaolo Delbosco

Maurizio Iperti

Ad LoJack Italia

Senior Vice President

LoJack EMEA

La partnership con un operatore leader del settore del

noleggio multi specialista di macchine da lavoro, come

CGTE, costituisce per LoJack un primo passo importante

in questo mercato. Grazie all’esperienza maturata a livello

internazionale nel settore delle macchine da lavoro,

siamo oggi in grado di offrire soluzioni avanzate, flessibili,

tagliate su misura delle singole aziende che

intendono proteggere i propri asset, i beni e le strumentazioni

e rendere più efficace la propria logistica.

CGTE sceglie LoJack per rafforzare la protezione

dal furto delle macchine da lavoro e massimizzare

i dati di gestione della flotta a noleggio

4.000 MEZZI IN FLOTTA

Tante sono le macchine operatrici

proposte oggi a noleggio

da CGT Edilizia in Italia.

Abordo degli oltre 4.000 mezzi della flotta CGTE in

Italia, sarà installata la doppia tecnologia LoJack.

Per contrastare il furto dei mezzi sarà utilizzata la

radiofrequenza perché non schermabile, in grado di superare

anche le barriere fisiche come container, capannoni,

parcheggi sotterranei e garage. Mentre la connessione

telematica sarà sfruttata per tenere sotto controllo

i parametri vitali dei mezzi, verificarne in tempo reale i

chilometri percorsi, il livello di carica della batteria e una

serie di allarmi quali l’eventuale accensione e spostamento

del mezzo fuori dalla fascia oraria lavorativa, lo

scollegamento del dispositivo, l’entrata o l’uscita da una

determinata area.

In caso di tentati furti, gli alert, se attivati, saranno tempestivamente

gestiti dalla Centrale Operativa LoJack, attiva

24 ore su 24, che potrà verificare l’accaduto e, nel caso di

furto, avviare tempestivamente le ricerche. Sul versante

della logistica, i dispositivi LoJack consentiranno a CGTE

di localizzare in qualsiasi momento tutti i mezzi in flotta,

controllare la gestione dei tagliandi effettuati dagli stessi e

verificare le ore di accensione del veicolo, elemento prezioso

per definire il suo reale utilizzo.

Accordo tra CGTE e LoJack

Rafforzare la protezione dal furto delle macchine e avere

un monitoraggio in tempo reale del proprio parco mezzi.

Erano queste le esigenze di CGT Edilizia quando ha immaginato

la sinergia con lo specialista LoJack che, da parte

sua, ha proposto una soluzione integrante la tecnologia

a radiofrequenza e quella telematica. Il passaggio dalle parole

ai fatti è avvenuto lo scorso marzo, con l’accordo tra

CGTE, azienda leader nel noleggio multi specialista di macchine

operatrici e punta di diamante del Gruppo TESYA

(player europeo distributore attraverso la consorella CGT

del brand Caterpillar) e LoJack Italia del Gruppo CalAmp,

leader in soluzioni telematiche e nel recupero dei veicoli rubati.

Al momento, l’intesa è stata sviluppata per il mercato

nazionale. “L’accordo con LoJack rappresenta per CGTE

una partnership strategica e con grandi prospettive di crescita

in futuro”, ha dichiarato Massimo Rossi, AD di CGTE.

“Questo passo va nella direzione di aumentare la qualità

dei servizi offerti ai nostri clienti e migliorare ulteriormente

la gestione della Flotta Noleggio grazie a sistemi di connettività

più evoluti, che ci garantiranno standard di utilizzo

ancora più elevati di quelli già ottimi attuali”.

[52] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [53]


Macchine&Componenti

Escavatori compatti

UN GRANDE

compatto

Testi di Antonio Delbosco

Kobelco supera se stessa presentando il maxi

Short Radius SK380SRLC. Il bello è che entro l’anno

arriverà anche la versione con braccio triplice

Gli escavatori compatti e short radius (a raggio di rotazione

ridotto) sono un monumento alla storia industriale

giapponese. Indipendentemente dal marchio,

gli escavatori cingolati a raggio di rotazione ridotto

che non sono prodotti in Giappone, oggi si contano sulle

dita delle mani. Negli ultimi sette anni, la domanda per gli

escavatori da oltre 20 t con torretta compatta ha preso in

contropiede diverse linee produttive e piano piano l’offerta

di modelli disponibili sul mercato è cresciuta. Oggi uno dei

mercati più sensibili a questo tipo di escavatori è quello del

Nord America e l’Europa non fa altro che allinearsi.

In questo panorama, arriva il Kobelco short radius più pesante

di sempre con un peso operativo annunciato ben

superiore alle 36 t, un nome - SK380SR LC - che ne lascia

intuire 38 e l’annuncio di una versione con braccio posizionatore

che potenzialmente potrebbe arrivare anche

alle 39 t. Diciamo che con questo modello il costruttore

dagli occhi a mandorla alza ulteriormente l’asticella per

dire la sua in una nicchia di mercato che oggi conta i concorrenti

diretti sulle dita di una mano. Se non lo avete intuito,

parliamo di questo nuovo modello perché lo riteniamo

interessante, soprattutto quando disponibile anche

con braccio triplice.

La parola a Kobelco

Vista la poca propensione alla comunicazione da parte

della Casa e l’improbabilità di vedere in azione o dal vivo

3 TELECAMERE

Il Kobelco SK380SR LC

ha tre telecamere

per garantire

all’operatore la massima

visibilità

posteriore possibile.

NULLA È LASCIATO

AL CASO In una macchina

così compatta l’attenzione

progettuale

è fondamentale

per semplificare anche

la manutenzione ordinaria

nell’utilizzo corrente.

Nella foto a destra

notiamo la griglia

superiore FOPS apribile,

il cofano motore in tre sezioni con

quella fissa del post trattamento

e il vaso d’espansione refrigerante

bello alto, in posizione perfetta.

questa macchina a breve, abbiamo deciso di condividere

con voi le parole con cui è stato deciso di lanciare

questo modello riportando di seguito alcuni stralci del

comunicato stampa.

Le macchine SR sono da tempo le preferite degli operatori

che lavorano nei cantieri urbani e residenziali in ragione

del loro ingombro di rotazione ridotto che consente di accedere

alle aree di lavoro più anguste e persino di operare

all’interno di un’unica carreggiata stradale. Il Kobelco

SK380SR LC aggiunge alle tipiche caratteristiche girosagoma

della gamma SR, prestazioni elevate, un’ottima capacità

di sollevamento, una stabilità notevole, una spaziosa

cabina e un’eccellente manovrabilità. Il nuovo SK380SR

LC è dotato di motore diesel Stage V Hino turbo da 200 kW

con Power Boost che incrementa la potenza idraulica dell’escavatore

del 10%, senza limite di tempo. Il comprovato

gruppo di trasmissione della macchina offre inoltre una

forza di trazione alla barra da leader della classe con 31.400

daN per assicurare un funzionamento regolare e costante

sui terreni accidentati e sulle pendenze, anche durante

il sollevamento di oggetti pesanti. Inoltre, la combinazione

dell’elevata pressione idraulica (Heavy Lift) garantisce l’eccezionale

capacità di sollevamento di 12.390 kg a livello

del suolo e 6 m di raggio.

Spazio di lavoro sicuro e confortevole

Progettata con estrema cura e attenzione al dettaglio, la

spaziosa cabina del modello SK380SRLC incorpora numerose

caratteristiche per migliorare estetica, comfort e

sicurezza. Il posto di guida di livello

premium è sigillato e pressurizzato

e il potente sistema di controllo automatico

del clima dirige un flusso

d’aria calda o fresca verso il collo

e la schiena dell’operatore,

offrendo comfort tutto il giorno nei

climi mutevoli. Il sedile a sospensione

pneumatica riscaldato

Gram mer a marchio Kobelco assorbe

le vibrazioni anche sui terreni

più accidentati.

Il display multifunzione LCD a colori

del modello SK380SRLC mostra

in un attimo consumo di carburante,

intervalli di manutenzione,

modalità di scavo e altre importanti

informazioni.

In termini di sicurezza merita attenzione

la protezione FOPS

Livello II di tipo ribaltabile fornita

di serie, offrendo facile accesso al

vetro superiore in modo da poterlo

pulire e mantenere inalterata la

visibilità. Un ulteriore sicurezza in cantiere

è dato dal sistema di videocontrollo

perimetrale composto da tre telecamere integrate

sui lati destro, sinistro e posteriore del SK380SRLC

e visualizzazione multipla personalizzabile.

[54] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [55]


Anche il maxi compatto

diventa Next Gen

WWW.TREVIBENNE.IT

Escavatori cingolati

L'escavatore a raggio di rotazione compatto

CAT 335 raccoglie il testimone del modello

serie F per unire prestazioni eccellenti

e il più alto livello di tecnologia di serie della sua

classe di peso. Come per gli altri Next Gen, CAT

annuncia costi di manutenzione inferiori del 20%

Anche CAT risponde

alla crescente

domanda di

escavatori capaci di

grandi prestazioni ma

poco ingombranti. Il

nuovo 335 viene

presentato come ideale

per lavorare in cantieri con

spazi limitati, come

progetti stradali con

corsie chiuse e scavi

vicino agli edifici. In

termini di prestazioni è

prima di tutto interessante

sottolineare che il peso

operativo va dai 34.900 kg

della versione standard ai

36.300 kg della versione

con lama e avambraccio

lungo. Nonostante la

torretta molto compatta, i

[56] aprile 2021 Costruzioni

progettisti sono riusciti a

trovare posto per un

motore CAT 7.1 da 204

kW di potenza massima

che si può sfruttare in

modalità auto adattiva

denominata Smart, in

Power o risparmiando il

10% di carburante

scegliendo l’Eco mode.

Rispetto al 335F la nuova

idraulica a gestione

integralmente elettronica

incrementa la produttività

del 20% e permette di

montare cilindri di benna e

avanbraccio maggiorati e

incrementare le forze di

scavo del 15%. Il tutto a

fronte di consumi in linea

con il Serie F.

Ovviamente l’efficienza è

CAT PAYLOAD L’allestimento standard del 335

include anche la pesa che permette di misurare

il carico complessivo senza rischiare sovraccarichi.

incrementata anche dalle

tecnologie Next Gen come

il sistema di pesatura

integrato Cat Payload, il

Lift Assist che segnala a

monitor l’area operativa in

cui movimentare il carico

sospeso in tutta

sicurezza, il sistema

d’aiuto allo scavo Cat

Grade standard 2D

implementabile alla

versione Advanced 2D o

alla 3D. Ovviamente è di

serie anche la telematica

Cat Link che permette il

monitoraggio a distanza

della macchina tramite

VisionLink e App CAT.

cat.com - cgt.it

FRANTUMATORE UNIVERSALE MULTI KIT SERIE MK.

Lo strumento perfetto per ogni intervento di demolizione,

riciclaggio, bonifica ambientale e recupero raccomandato

all’utilizzatore professionale.


Macchine&Componenti

MMT

LA FORZA

dell’avanguardia

Per Wacker Neuson

l’effetto covid nel 2020

è stato un meno 15%

di fatturato. Le solide

risorse economiche

e la gamma di prodotti

all’avanguardia sono

alla base di previsioni

ottimiste già dal 2021

Testi di Gianpaolo Delbosco

Non ci stanchiamo di ricordare i tempi in cui Wacker

Neuson annunciava forti investimenti nello sviluppo

di macchine movimento terre e attrezzatura da

compattazione e costipazione 100% elettriche. Di quando

la visione dei cantieri urbani a zero emissioni ci sembrava

visionaria. A sette anni dalla presentazione della prima

Wacker Neuson con batteria quella visione è uno dei

punti di forza del Gruppo, sia per l’esperienza maturata nello

sviluppo di batterie, inverter o motori adatti al settore delle

costruzioni, sia per l’appeal che hanno sui mercati finanziari

le aziende che contribuiscono attivamente ad

abbattere le emissioni globali, in particolare di CO2. Con

queste macchine elettriche è possibile risparmiare fino al

93% delle emissioni di CO2 durante l'intera vita utile del prodotto,

compresa la produzione di batterie e il recupero energetico

(mix UE), rispetto a un prodotto convenzionale della

stessa classe.

La richiesta di macchine da cantiere compatte 100% elettriche

è reale e in crescita. Altri costruttori di lungo corso si

sono allineati a Wacker Neuson per rispondere a questa

domanda di mercato di nicchia, ma molto puntuale. Oggi

pare chiaro che la partita da disputare non è elettrico contro

diesel, ma è trovare la giusta alimentazione per le differenti

esigenze operative. Ci sono ambienti in cui l’elettrico

fa la differenza e non solo nei centri urbani con le

restrizioni più severe, ma anche nelle ristrutturazioni, in delicati

cantieri di demolizione, nel settore gardening e via dicendo.

L’idea dell’elettrico da sfruttare in cantiere solo quando

essenziale o in grado di fare la differenza per vincere un

appalto, unita al costo decisamente superiore rispetto a

una macchina paritetica con motore termico, danno vita

al tandem “elettrico-noleggio”. Poi c’è anche il mercato delle

macchine di servizio per il settore agricolo, ma in quel

caso le logiche sono molto differenti.

La giusta alimentazione per ogni cantiere

Con l’elettrico Wacker Neuson ha differenziato, anche con

un forte messaggio mediatico, creando una domanda di

[58] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [59]


Macchine&Componenti

MMT

mercato, ma non ha mai smesso di investire sulle macchine

tradizionali come mini escavatori, pale gommate articolate

e 4WS compatte, dumper e sollevatori telescopici.

Le novità non mancano insomma. Per quanto riguarda

la gamma Zero Emission abbiamo il miniescavatore EZ17e

è in commercio. Con la sua batteria agli ioni di litio integrata,

può essere utilizzato senza cavo di alimentazione o

NUOVO TH412

Il sollevatore

telescopico più

compatto della

gamma è il TH412

da 1,25 tonnellate

di carico utile e 4 m

d’altezza alle

forche. Ora il TH412

integra il sistema

di assistenza alla

guida Vertical Lift

System che

incrementa

la stabilità della

macchine

e del carico

in sollevamento.

anche attaccato a fonti di alimentazione. La batteria può

essere caricata presso una presa domestica (110-230 volt)

o mediante ricarica rapida con corrente ad alta tensione

(fino a 415 volt) in sole quattro ore. Il prossimo anno sarà

poi in vendita anche l’EZ26e che avevamo visto allo scorso

Bauma come prototipo. Un’altra novità che noi di

Costruzioni ci aspettiamo di vedere è il primo sollevatore

telescopico elettrico della Casa. Potrebbe essere, ad esempio,

un TH412e (ma per ora freniamo la nostra fantasia).

A loro fanno da spalla per il trasporto di materiale il compatto

trasportatore cingolato DT10e, il dumper gommato

articolato DW15e e la pala gommata WL20e consentono

ai clienti di trasportare in modo efficiente materiale senza

emissioni di scarico. Riguardo alla pala con benna da

0,2 m 3 ricordiamo come uno dei primi esemplari prodotti

fu consegnato proprio in Italia, in Brianza, per lavorare all’ammodernamento

di una primaria struttura ospedaliera

e di come il fattore zero emissioni, vibrazioni contenute ed

emissioni acustiche inferiori fu essenziale all’impresa aggiudicataria

per vincere l’appalto. Ultima delle macchine

100% in gamma è la pala gommata a telaio rigido e 4 ruote

sterzanti 5055e con benna da 0,5 m 3 .

La tradizione continua a rinnovarsi

Guardando alla domanda di macchine con motore termico

ha sicuramente stupito l’ampliarsi della gamma di pale

gommate articolate verso l’altro con l’introduzione dei modelli

WL70, WL95 e WL110 con rispettive benne da 0,7 m 3 ,

0,95 m 3 e 1,1 m 3 . Tra le novità annunciate più di recente

meritano molta attenzione i nuovi miniescavatori sviluppati

con idraulica Load Sensing Flow Sharing per rispondere

con forza alla concorrenza nelle fascia delle 4 e 6 tonnellate

di peso operativo. Prima sono stati annunciati due

nuovi escavatori cingolati nelle classi ET42 ed EZ50 da - la

Alexander

Greschner

direttore vendite

Wacker Neuson

Le nostre macchine

compatte e attrezzature

per l'edilizia,

così come le

soluzioni innovative

della gamma Zero Emission o i nostri servizi continuano

a godere di una forte domanda sul mercato e il nostro

portafoglio ordini per il 2021 è di tutto rispetto. Anche

se la pandemia stessa è tutt'altro che finita, quest’anno

l’economia globale sembra destinata a una rinnovata crescita

dopo la grave recessione dello scorso anno seguida

da una forte ripresa della domanda. Stare dietro a una domanda

così discontinua non è semplice per nessuno e

le catene di approvvigionamento globali lo dimostrano.

L’aumento generale della domanda di acciaio e di altre materie

prime per noi essenziali non semplifica di certo il lavoro

così come l’aumento dei costi di trasporto che, sono

certo, andrà a riparametrarsi. Per nuove sfide, si trovano

nuove soluzioni. Noi crediamo nel nostro carico d’innovazione

e pensiamo positivo.

[60] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [61]


MMT

Un nuovo membro

per la tua famiglia?

Il dumper articolato TA 230 Litronic

Nessun terreno è troppo accidentato, nessuna pendenza è troppo ripida, nessun

carico è troppo pesante: grazie a un’immensa forza di trazione e a un’erogazione

della potenza ottimale il nostro nuovissimo dumper non ha limiti.

liebherr.com/the-new-one

Sicurezza formato Stage V

I dumper articolati compatti DW60 e DW90 di Wacker

Neuson, da 6.000 e 9.000 kg di carico utile, sono stati

ampiamente aggiornati con il passaggio a motorizzazioni

Stage V e si affiancano alle apprezzate versioni

. La funzione di arresto automatico standard

spegne la macchina dopo un periodo di tempo predefinito

senza utilizzo. L'ampio display a colori da 7

pollici multifunzionale garantisce DV60 e DV90 con

cabina che integra la postazione di guida revesibile

“dual view”. Sui DW60 e DW90 sono ora previste due

telecamere (frontale e posteriore), il parabrezza in vetro

stratificato di sicurezza per le versioni cabina e, a

richiesta, una grata tra cabina e cassone per proteggere

l'operatore durante il carico e la guida. È poi stata

introdotta la funzione di frenata automatica e la cintura

di sicurezza può essere richiesta colore arancio.

Dumper Articolato

1 BATTERIA

7 ATTREZZATURE

I vibratori per

calcestruzzo della

gamma IEe,

le piastre vibranti

AP2560e, AP1840e,

AP1850e quindi

i costipatori AS30e,

AS50e e AS60e

hanno il medesimo

modulo batteria

intercambiabile.

Z sta per Zero Tail, ovvero senza sbalzo posteriore - consentono

un lavoro ancora più efficiente e confortevole. Poi

è seguito l’arrivo del nuovo ET58 con torretta tradizionale.

Con questi mini escavatori, Wacker Neuson amplia il

proprio portafoglio con tre potenti macchine adatte a un'ampia

varietà di applicazioni. Si tratta di una integrazione e

di un rinnovamento strategico della gamma, anche per incrementare

le vendite a livello globale.

Alla conquista del mondo

Ad oggi Wacker Neuson vende il 79% del prodotto in Europa

e una su tre di queste macchine è venduta in Germania. Le

Americhe assorbono il 17% delle unità vendute, mentre il

restante 4% è commercializzato in area APAC (Australia,

Cina, India, Giappone e Corea del Sud).

Wacker Neuson non fa mistero dell’interesse per un mercato

in evoluzione e crescita come quello delle macchine

compatte in Cina e in conferenza stampa ha comunicato

un dato che parla da solo. Nel 2019 in Cina sono stati

venduti 85.000 miniescavatori (mercato totale, tutti i costruttori),

mentre nel 2020 ne sono stati vendute 120.000

unità facendo segnare un incremento del 28%. È evidente

come per i costruttori di macchine movimento terra compatte

ci siano delle opportunità da cogliere a oriente, ma è

meno semplice prevedere quale successo avranno in questo

immenso mercato quelle elettrificate. Stay tuned!

[62] aprile 2021 Costruzioni

Liebherr-EMtec Italia S.p.A. • Via dell’Industria 8-12 • 24040 Lallio (BG) • Phone +39 035 69691 00

info.lei@liebherr.com • facebook.com/LiebherrConstruction • liebherr.com


Macchine&Componenti

Anticollisione uomo-macchina

Safety

FIRST

IL SISTEMA IPAS OFFERTO DA INCOFIN

In alto i trasmettitori del sistema Kigis. In rosso

la trasmittente da installare sul mezzo, assieme

al modulo nero con cavo che serve a trasmettere allarmi

visivi ed acustici all’operatore. Il trasmettitore più

compatto è quello vibrante, ricaricabile con micro usb,

che indossano gli uomini a terra.

L’attenzione alla sicurezza è una forma mentis

che appartiene alla Facchetti Costruzioni. Per i suoi

dipendenti l’impresa va ben oltre la formazione

Testi di Matthieu Colombo

Le morti bianche, quelle sul lavoro, sono sempre d’attualità

e il mondo dei cantieri, purtroppo, non fa eccezione

portando alla cronaca incidenti gravi in modo

talmente regolare da creare una sorta di abitudine in chi

non è direttamente coinvolto. È terribile, ma è così. Oggi

qualsiasi forma di bullismo deve stare fuori dai cancelli deicantieri

dove la mente dimostra di essere sempre più importante

dei muscoli sia per lavorare in modo produttivo,

sia per salvare vite umane.

Tra i nostri doveri di rivista tecnica di settore sentiamo quello

di richiamare l’attenzione sull’argomento, non solo replicando

nero su bianco dei numeri (proprio quello a cui ci

si abitua), ma anche parlando di imprese che si distinguono

per forma mentis, conseguente qualità dell’operato e

presentando soluzioni o tecnologie che contribuiscono a

mettere in sicurezza i “caschi gialli”.

Oggi la nostra attenzione va all’impresa Facchetti

Costruzioni di Pontoglio (BS) e alla sua scelta di implementare

in cantiere il sistema di sicurezza attiva IPAS, della

Kigis Safety Technology, proposto da Daniele Davanzo,

responsabile di prodotto per i sistemi di sicurezza di Incofin,

come soluzione per previene la collisione tra uomini e macchine

operatrici. Già quattro anni fa la Facchetti Costruzioni

aveva riscosso la nostra ammirazione per l’approccio intelligente

al lavoro, per come le sue squadre di lavoro sapevano

far girare velocemente le cellule grigie, senza per

questo “correre in cantiere”. Come dire: chi fa il lavoro a regola

d’arte, lo fa una volta sola.

Anticipare le normative…

…per vincere o, se preferite, prevenire è meglio che curare.

È questo lo spirito con cui l’impresa si è rivolta a Incofin,

importatore dei prodotti Kigis per l’Italia. Obiettivo primo,

prevenire gli incidenti in cantiere. In tutti i cantieri Facchetti

Costruzioni, in Italia e all’estero, da quelli sviluppati in sinergia

con maxi committenti internazionali a servizio della

filiera Oil&Gas, fino a quelli più semplici per la posa di reti

di sottoservizi non lontano dalla sede bresciana.

“Lavorare in sicurezza – spiega l’architetto Roberto

Facchetti, amministratore dell’impresa – non è un privilegio,

ma un diritto e un dovere di tutti, nel rispetto etico e sociale

più ampio. Il sistema di sicurezza IPAS che abbiamo

progressivamente introdotto in cantiere a partire dal

2019 è un ottimo modo per mantenere sempre alto il livello

di attenzione e, come tutti i DPI in dotazione ai nostri uomini,

vanno utilizzati. Non perché li abbiamo pagati o per

paura di sanzioni, ma per il rispetto di ogni collega persente

in cantiere, del suo e del nostro lavoro. L’utilizzo dei DPI deve

essere la norma, la prassi, anche in Italia e non solo una regola.

Noi, dopo esserci fatti valere in maxi cantieri Oil&Gas

in Europa, pretendiamo l’utilizzo dei DPI dalla nostra forza

lavoro, ma la situazione italiana è tale che ai nostri uomini

è capitato di essere additati come i più “belli” del cantiere.

È ora di smetterla. Tornare a casa sani e salvi la sera

è un diritto di ognuno di noi e bisogna essere fieri di avere

il massimo rispetto del prossimo, facendo attenzione alla

sicurezza di ogni collega”.

“Allargando la prospettiva – continua Facchetti, tra l’altro

membro del consiglio direttivo dell’Ance di Brescia – dobbiamo

far comprendere agli italiani e alla classe dirigente

quale peso ha la filiera delle costruzioni e dell’edilizia oggi

in Italia e di come, anche in questo settore, siamo considerati

tra i leader mondiali per abilità operativa e capacità

di applicare proattivamente le tecnologie di lavoro più avanzate

e di come i processi di digitalizzazione dei cantieri e

delleprocedure rendano l’operato più efficiente e sostenibile.

Mettendo a fuoco la filiera da questa prospettiva, pare

ancora più assurdo quanto lavoro sia ancora necessario

sul primo anello della catena, ossia sull’attività di formazione

e la tutela delle risorse umane in cantiere, ma anche

sulla promozione culturale del lavoro in sicurezza”.

[64] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [65]


Macchine&Componenti

Anticollisione uomo-macchina

SIMULAZIONE DI PERICOLO Per far capire

ai dipendenti il funzionamento della

tecnologia anticollisione uomo macchina

IPAS, la Facchetti Costruzioni ha organizzato

simulazioni formative in campo prova.

A Concesio, in sicurezza

PRIMA E DOPO In questa immagine e in quella

parallela si vedono gli uomini a terra,

con trasmittente Pedestrian Tag sul caschetto,

che avvertono l’arrivo del dumper prima

che l’operatore possa vederli.

Il sistema di anticollisione uomo macchina IPAS

è in uso a diverse squadre Facchetti, inclusa quella

che sta lavorando alla realizzazione del depuratore

acque della Val Trompia, a Concesio (BS).

Si tratta di un’opera strategica per la tutela di questo

territorio fortemente industrializzato e molto

attesa dagli undici Comuni che conferiranno i reflui

al nuovo impianto. L’opera costerà 27 milioni

di euro e consentirà di trattare i reflui generati

degli attuali 85 mila abitanti, ma se necessario

potrà essere implementata per essere efficiente

anche al crescere della popolazione del territorio

fino a 138 mila abitanti. Per il depuratore di

Concesio, in costruzione sulla sponda sinistra del

fiume Mella, è stata scelta la tecnologia MBR con

ultrafiltrazione a membrane.

Roberto

Facchetti

amministratore

Facchetti Costruzioni

“Dal nostro punto di vista la strada da seguire è tracciata e

la scelta di tecnologie per la sicurezza attiva degli uomini,

ovvero in grado di prevenire incidenti, è parte del futuro.

Noi abbiamo scelto le soluzioni anticollisione Incofin, per

proteggere ogni “ingranaggio” del nostro motore. In questo

modo, inoltre, ci dimostriamo seri ed affidabili anche

agli occhi delle maggiori committenti internazionali.

Un altro esempio in tal senso è l’utilizzo di escavatori cingolati

connessi e dotati di sistemi di aiuto allo scavo 2D e

3D. Abbiamo introdotto nel nostro parco macchine con queste

tecnologie e il loro valore aggiunto è evidente su più fronti.

Possiamo inviare i progetti all’operatore dall’ufficio e aggiornarli

in corso d’opera. L’operatore non può sbagliare e

la sua produttività è visibile a tutti.

Questo, che agli occhi di alcuni operatori vecchia scuola

potrebbe sembrare un punto negativo e criticabile

come mancata confidenza, ci permette di raggiungere

una efficacia tale da elevare, per conseguenza, la sicurezza

di tutti i presenti in cantiere. Con il monitoraggio

del cantiere da remoto, le tempistiche di lavorazione sono

pianificate e, se necessario, ripianificate. Non è più necessario

correre “da soli” in cantiere. Siamo una squadra

di lavoro e ora, se necessario, possiamo cambiare una

strategia in corso d’opera. La digitalizzazione dei cantie-

ri e le nuove tecnologie di sicurezza proattiva portano più

condivisione, più produttività e più sicurezza”.

Cos’è l’IPAS by Incofin

La tecnologia anticollisione uomo macchina che illustriamo

in queste pagine è proposta dalla Incofin di Origgio (VA), azienda

nota da anni per offrire sistemi di filtrazione a tutela della

salute dei conducenti di macchine operatrici garantendo la

qualità dell’aria in cabina, anche nelle applicazioni più difficili.

Oggi, dopo un articolato percorso di diversificazione dell’offerta

durato oltre cinque anni, l’azienda ha allargato le sue

competenze anche alla sicurezza attiva degli uomini sui luoghi

di lavoro. Da oltre due anni Incofin propone un sistema

anticollisione uomo macchina prodotto dalla coreana Kigis

Safety Technology, che si chiama Intelligent Proximity Alert

System (IPAS) ed è stato espressamente sviluppato per elevare

la sicurezza degli operatori a terra in ambienti in cui lavorano

macchine operatrici come ad esempio macchine movimento

terra, carrelli elevatori o movimentatori industriali.

Un sistema preciso al centimetro

Per semplificare possiamo dire che il sistema di sicurezza

IPAS ha le stesse funzionalità dei sensori di retromarcia

di un’auto, ma a 360° e con una tecnologia applicata

totalmente differente, senza ultrasuoni, radar o sensori. In

sostanza ogni lavoratore in cantiere deve indossare una

trasmittente Pedestrian Tag (rigorosamente non nominale,

ricaricabile tramite mini Usb, impermeabile e indossabile

con supporto a fascia elastica o su caschetto) e ogni

macchina operatrice deve avere a bordo sia un Vehicle Tag,

sia un modulo d’allarme (sono componenti facilmente trasferibili

da una macchina ad un’altra).

“Le due tipologie di trasmittente - spiega Daniele Davanzo,

responsabile di prodotto per i sistemi di sicurezza di

Incofin - emettono un segnale a banda ultra larga UWB,

assolutamente non nocivo per la salute dell’uomo, caratterizzato

da impulsi di energia a radiofrequenza. La

precisione del segnale è centimetrica, quindi ben superiore

a quella bluetooth o di una rete 4G e permette quindi

di vegliare sul distanziamento tra i differenti dispositivi

in modo puntuale con distanze parametrabili da 1 a 30

metri. Quando una trasmittente Vehicle Tag si avvicina a

una Pedestrian Tag (distanza d’allarme configurabile), la

prima emette segnali luminosi e poi acustici tramite il modulo

indicatore posto in cabina, mentre la seconda emette

una vibrazione importante (differenti impostazioni possibili)

per allertare l’uomo a terra. Il numero di trasmittenti

configurabile per lo stesso luogo di lavoro è infinito.

Costruzioni aprile 2021 [67]


Macchine&Componenti

Da piccola impresa artigiana,

specializzata nella manutenzione

e riparazione di macchine agricole,

ad azienda di respiro internazionale

Testi e foto di Fabrizio Parati

Aziende

Eccellenza della

VALLE DEL PO

Antica capitale dello Stato dei Pallavicino, Busseto

(PR) è il crocevia della grande tradizione musicale,

eno-gastronomica, artistica e industriale italiana.

Città “poetabile”, perché luogo di memoria verdiana: sul

tratto meridionale della via porticata che conduce a Piazza

Giuseppe Verdi, cioè alla piazza centrale del paese, al civico

56 c'è Palazzo Orlandi, laddove fu composto il Rigoletto.

È anche luogo di presenze artistiche: un rilevante ciclo di

affreschi è in S. Bartolomeo e, con essi, c’è il tesoro della

Collegiata, mentre in S. Maria degli Angeli si trova un

Compianto su Cristo morto che fa concorrenza a quello

bolognese (ben più noto). E poi ci sono la Rocca Pallavicino

e la Villa Pallavicino. Sulla “Culatta di Busseto”, salume autoctono,

gli apprezzamenti si sprecano. Busseto mostra

la propria natura di luogo di eccellenze anche nelle proprie

frazioni: con tutti i debiti distinguo, necessari per non accostare

realtà che altrimenti potrebbero stridere, si vorrà

notare che Verdi nacque a Roncole Verdi, e che tappa imprescindibile

per i gourmet italiani fu Samboseto, mentre

Laurini Officine Meccaniche, compiuta espressione della

vocazione industriale di questo territorio, si trova nella

frazione di Spigarolo.

Apprezzata in Italia e nel mondo, nata nel 1955 per iniziativa

di Lodovico Laurini, e specializzata nell’ideazione e nella

realizzazione di macchine movimento terra e attrezzature

per pipeline, l'azienda, nei primi anni Ottanta, trova

impulsi orientati a un’accentuata creatività, grazie all'approdo

in azienda di Marco, cioè del figlio di Lodovico.

IN CINQUE MESI REVISIONE COMPLETA del Case CX 800

con braccio da demolizione (sopra e a lato). La macchina

è stata totalmente smembrata e completamente rifatta.

È particamente una macchina nuova.

Conclusi gli studi di qualificazione meccanica e progettazione,

Marco prende le redini dell’officina e manifesta il

proprio talento progettuale disegnando e realizzando i primi

prototipi a proprio marchio. Tra di essi, anche le prime

padding machines con brevetto internazionale (frantumatrici

semoventi e radiocomandate, vagli vibranti semoventi

e radiocomandati). La primissima creazione di

Marco Laurini, che risale a 25 anni fa, non è “declassata” a

oggetto da album dei ricordi, bensì è tutt’ora in gamma, a

testimonianza della validità del progetto: è una frantumatrice

(Grub) che, lavorando nell’alveo dello scavo, crea

un letto di posa di materiale fine prima che, nello scavo,

sia posato il tubo. È il 1996 e, di lì in poi, si iniziano a delineare

i tratti di una storia aziendale di successo: il marchio

Laurini comincia ad imporsi, su scala mondiale, nel settore

delle attrezzature per pipeline. Oggi, anno domini 2021,

Laurini Officine Meccaniche, con settanta dipendenti, è un

riferimento mondiale, una realtà con voce in tutti i continenti

nell’ambito della costruzione di macchine per il letto

di posa del pipeline. Ma c’è di più. COSTRUZIONI è stata

in visita nella sede aziendale di Spigarolo per apprezzare

la totalità della realtà Laurini.

[68] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [69]


Macchine&Componenti

UN CAT 374

(foto a lato

e sotto)

sviluppato

su misura

da Laurini,

per la Saipem,

nel 2020.

Sotto, il reparto

carpenteria

dell’azienda.

In esso,

ci lavorano

diciotto operai

specializzati,

equamente

divisi tra

veterani

e nuove leve.

TRASFORMATO IN MACCHINA DA DEMOLIZIONE

La torretta, il sottocarro e i longheroni del Doosan DX235

vengono modificati sia di carpenteria sia con lavorazioni

di controllo numerico, per poter creare un sottocarro

allargabile. Modificata anche la cabina, per renderla

tiltabile di 30 gradi. Sopra e a lato, uno dei cinque SansOne

da 45 t in costruzione. Una posatubi sviluppata nel 2020.

Il fatto di essere calamita di tutte le esigenze particolari che

provengono da ogni parte del mondo. Calamita e, al contempo,

fucina di risposte adeguate: perché l’azienda di

Busseto progetta e realizza infinite soluzioni adatte alle iniziative

country specific di tutto il mondo.

Aziende

Tratti distintivi

In compagnia di Alessandro Gobbi, Direttore di produzione

per Laurini, ci siamo mossi tra i 30.000 m 2 di superficie

aziendale, di cui 6.000 coperti. In programma, tra l’altro,

c’è l’ampliamento dell’attuale area produttiva. Accanto all’esistente,

sarà costruito un capannone gemello che ospiterà

i nuovi spazi per la verniciatura e la sabbiatura e una

nuova linea di montaggio. Con Gobbi ci siamo mossi, soprattutto,

in un’atmosfera che accoppia la passione e la

cura tipiche dell’officina meccanica (composta di giovani

e di veterani) con una tensione continua - la stessa degli

esordi dell’azienda - votata all’innovazione. Tensione all’innovazione

promossa anche dallo stesso Marco Laurini, ci

dice Gobbi: “Siamo spinti dal titolare, che ha sempre voglia

di sperimentare e di cimentarsi in nuovi progetti. Ancora

adesso è molte volte presente in ufficio tecnico a concretizzare

alcune sue idee”.

Ma cosa distingue realmente Laurini Officine Meccaniche?

Tutto fatto internamente

Prima tappa del nostro periplo aziendale è stata quella del

reparto carpenteria. Con diciotto addetti, quest’area ospita

le postazioni di assiemaggio. Gli operatori specializzati

che fanno le carterature sono disposti nei pressi dell’ingresso.

Percorrendo il reparto, s’incontrano le aree dedicate

agli interventi più complessi sui mezzi speciali: bracci

per le macchine da demolizione, modifica dei sottocarri,

dei longheroni, delle cabine operatore. Il sistema di assiemaggio

di carpenteria per i bracci è, ovviamente, regolamentato

da rigide procedure, poiché si tratta di parti soggette

a particolari stress operativi. Al termine della fase di

assiemaggio di carpenteria vengono fatte le prove non distruttive

sulle saldature. Radiografie che consentono di capire

se la saldatura è arrivata in tutti i punti o se ci sono ancora

dei punti che vanno ripresi.

Alessandro Gobbi evidenzia uno dei punti di forza di Laurini:

“Facciamo tutto internamente, salvo poche cose: come,

ad esempio, dei particolari pantografati di un certo spessore.

Fatti tagliare fuori, vengono poi assiemati da noi per

costruire i bracci.” E anche il controllo delle saldature è

svolto da personale esterno: è una verifica che, necessariamente,

deve essere eseguita da parte di terzi, e in seguito

alla quale sono rilasciati tutti i certificati necessari

per creare il book di documenti che segue tutta la vita della

macchina.

“Eseguiamo le revisioni e gli upgrades di tutte le macchine

costruite da noi e anche, in caso di necessità, di

macchine non costruite da noi”, puntualizza ancóra Gobbi.

“Se, ad esempio, c'è la necessità di aggiornare un motore,

perché le regolamentazioni di un determinato paese

non permettono di avere propulsori datati, ci occupiamo

anche di questo. Costruiamo, ovviamente, anche

tutti gli accoppiamenti necessari per adattare il vecchio

al nuovo sistema”. Macchine Laurini costruite anche ven-

MODIFICA TORRETTA per cabina inclinabile. Dei cilindri

idraulici permettono l'abbassamento della protezione, per

fare in modo che la macchina sia in misura per il trasporto.

[70] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [71]


NEW

140X - 150X | ESCAVATORI CINGOLATI X SERIES

Aziende

EXTREME PERFORMANCE

SQUADRA AFFIATATA Alessandro Gobbi (sopra),

Direttore di produzione per Laurini, sottolinea: “In Laurini

abbiamo dei responsabili, qui da 20 anni, con grande

esperienza e con voglia di tramandarla. A mio parere

siamo una gran bella squadra”.

t'anni fa tornano in azienda per gli aggiornamenti, o per

le revisioni e le riparazioni classiche. “Ma, come dicevo,

arrivano anche macchine non costruite da noi. Ci chiedono,

oltre alle revisioni, delle trasformazioni, degli adattamenti:

la possibilità di montare i verricelli, la modifica

delle cabine (da normali a inclinabili e/o elevabili), ulteriori

rinforzi delle protezioni, carri galleggianti e allargabili.

E noi facciamo questo e tanto altro. Di certo, qui non

ci annoiamo mai”. Un esempio che valga per tutti: durante

la nostra visita abbiamo visto, sul piazzale dell’azienda,

un Case 800, con un braccio da demolizione

da 40 m, riportato a nuovo da Laurini in cinque mesi di

lavoro. La macchina, con sulle spalle oltre dieci primavere

e diecimila ore di lavoro, è stata oggetto di una revisione

radicale: rifacimento delle tuberie del sistema

idraulico, revisione dei motoriduttori e della ralla, sostituzione

delle ruote dei longheroni, revisione di tutti i cilindri

e sostituzione delle guarnizioni interne. Il lifting ha

interessato anche la carpenteria, perché la ruggine aveva

intaccato la parte sotto la torretta. La cabina, che aveva

vetri rotti e sedili sfondati, è stata sabbiata, ricondizionata

e riverniciata. Sono stati smontati tutti i bracci.

Sono stati fatti tutti i controlli non distruttivi (radiografie,

liquidi non penetranti) e, laddove, sono state individuate

delle cricche si è provveduto a riparare. È stato necessario

ricostruire da zero un braccio, perché era

danneggiato in modo irrecuperabile. La macchina è stata

aggiornata anche sotto il profilo elettronico, con un sistema

antiribaltamento.

Per inciso, va detto che Laurini svolge lavorazioni conto

terzi di piccole e grandi dimensioni per diversi settori: alimentare,

confezionamento, industriale, ospedaliero, tessile

e tanti altri. Tra le materie prime trattate: l'acciaio inox,

l'acciaio al carbonio, l'alluminio, il bronzo (e le sue leghe),

leghe speciali e diversi materiali plastici.

Allestimenti speciali

Laurini ha integrato il ramo degli allestimenti da demolizione

da due anni e mezzo. È l’attività più “giovane” tra quelle

svolte in azienda: “Abbiamo iniziato a costruire queste

macchine per il mercato italiano. Abbiamo avuto dei riscontri

a tal punto positivi che le stiamo portando anche

all'estero: Francia, Belgio, Germania, in Europa, insomma”,

ci assicura Gobbi. Laurini ha firmato un accordo con

Doosan per la trasformazione di alcuni escavatori del marchio

coreano in prodigiose macchine da demolizione.

Doosan fornisce a Laurini un tot di mezzi l’anno per una

mutazione che, sia ben chiaro, consente pur sempre di

continuare a usare i Doosan anche come escavatori.

L’accordo riguarda tre modelli: Il Doosan DX235DM-5, il più

piccolo della gamma di escavatori da demolizione a grande

sbraccio, il DX380 LC-7 e il DX530 LC-7. Sono necessarie

poche settimane di lavoro per tramutare un Doosan

da escavatore in escavatore da demolizione (e ciò vale per

qualsiasi modello da demolizione). “Se il progetto è definito,

dal momento in cui viene consegnata in Laurini, la

macchina dopo tre mesi è pronta per il ritiro. I tempi di consegna

sono un altro nostro punto forte”, dice Gobbi.

X Series è l’avanzata gamma di escavatori cingolati con cui JCB innalza il livello

per quanto riguarda il design ancora più robusto e duraturo, la produttività e le prestazioni

incrementate e con consumi ridotti, un maggiore comfort per l’operatore grazie alla cabina

CommandPlus ad alta visibilità, intervalli di manutenzione ridotti e una facilità d’uso senza

precedenti. I nuovi escavatori 140X e 150X consentono di adattare perfettamente le

prestazioni della macchina a qualsiasi applicazione e ambiente operativo. Ora puoi scegliere:

contatta il tuo rivenditore JCB e scopri la vera innovazione il cantiere. JCB è innovazione.

[72] aprile 2021 Costruzioni

JCB S.p.A. Via E. Fermi, 16 – 20090 Assago (MI) – marketing.italia@jcb.com

Telefono: +39 02 48866401

www.jcb.com


Macchine&Componenti

Flotte noleggio

Testi e foto di Matthieu Colombo

Carrer Macchine è concessionaria

per i costruttori

Yanmar, Vosch, Eschlböck,

McCloskey, Faresin e Ponsse.

La nostra forma mentis è

quella di offrire prodotti di

qualità alta e un servizio di assistenza

sul territorio tempestivo

e competente. Il noleggio,

oltre che un servizio per

i nostri clienti, è senza dubbio

un modo di far conoscere le

macchine in ottica di un futuro

acquisto.

Un mezzo come questo

Yanmar C50R va provato per

capirne il potenziale operativo.

Per questo e perché ho

diversi clienti che ne fanno

un uso saltuario, ne ho acquistati

due.

Roberto

Carrer

titolare

Carrer Macchine

Simone

Vidori

impresa

F.lli Vidori

Valter

Vidori

impresa

F.lli Vidori

Antonio

Perna

area sales manager

Nord Italia

Yanmar CEE

Dove gli altri

NON ARRIVANO

Il primo Yanmar C50R Stage V italiano è entrato

nella flotta noleggio della Carrer Macchine. Il suo varo

è avvenuto con l’impresa F.lli Vidori a Valdobbiadene

ta nel lavori di adeguamento tecnico funzionale della

Cantina Marsuret a Guia di Valdobbiadene e nel consolidamento

concentrico di un impervio terreno per coltivarlo

nuovamente a vite. Sono queste le condizioni in cui il Carrier

Yanmar C50R fa la differenza in termini di produttività, ovvero

in quei siti in cui nessun mezzo che può circolare su

strada arriva e in cui lo sbancamento con soli escavatori e

pale avrebbe richiesto tanto tempo da perdere il treno della

produzione vinicola. Tra le caratteristiche più apprezzate

dello Yanmar in questo cantiere citiamo la bassa pressione

al suolo e la postazione di guida reversibile di 180°

che permette all’operatore di guardare sempre fronte marcia

senza dover fare contro rotazioni dei cingoli che rovinerebbero

il lavoro già fatto.

Oltre alla versione del C50R che vedete in foto, caratterizzata

dal cassone ribaltabile al posteriore, con sponde sui

tre lati e particolarmente indicata per il trasporto di materiali

anche non sfusi (pallet), Yanmar propone anche un

cassone rotativo a scarico trilaterale.

La nostra è un’azienda familiare attiva da oltre 30 anni, prima

come impresa edile stradale e di movimento terra, poi

nel corso degli anni ci siamo specializzati in opere fondazione,

sottofondazione e consolidamento dei terreni realizzando

perforazioni, micropali, pali Fdp, pali Cfa, tiranti, paratie

berlinesi e così via. Essendo di Valdobbiadene abbiamo

sviluppato una competenza specifica nel supportare le differenti

cantine nella manutenzione ordinaria e straordinarie

dei terreni da coltivare, ma anche nella realizzazione di

locali tecnici e funzionali ai processi di viticoltura. In questo

ambito questo Yanmar ci dà una marcia in più!

CARRERMACCHINE.COM Concessionaria Yanmar

da diversi anni per le province di Treviso, Venezia

e Vicenza, la Carrer Macchine di Chiarano (TV)

ha pianificato l’acquisto di due C50R per arricchire

la propria flotta noleggio. Se lo volete provare...

Roberto Carrer sa il fatto suo in tema macchine movimento

terra, sollevatori telescopici, macchine e attrezzature

per la manutenzione del verde, ma anche

impianti di vagliatura e frantumazione. Tra le macchine

Yanmar vendute in anni di lavoro sinergico con il marchio

giapponese, i carrier hanno sempre portato nuovi clienti

e fatto conoscere nuove esigenze. È così che non appena

è stato possibile ordinare l’evoluzione Stage V dell’inarrestabile

Yanmar C50R Carrer non ha esitato ne ha anche

tessuto le lodi a due potenziali clienti. Poi è arrivata la pandemia,

la macchina si è fatta desiderare e non appena è

arrivata noi di Costruzioni siamo andati a toccarla con mano

per raccontarvela nel dettaglio (WalkAround sullo scorso

numero della rivista, anche online, costruzioniweb.com).

Un varo da bollicine

Ora è il momento di presentarvi il contesto in cui l’abbiamo

vista al lavoro nelle mani dell’impresa F.lli Vidori impegna-

[74] aprile 2021 Costruzioni


Demolizione&Riciclaggio

Attrezzature idrauliche

L’impresa G Ecorecycling

utilizza attrezzature

Trevi Benne. Vi presentiamo

una MK23P con

Impact Booster utilizzata

con Kit Lamiere per la

riduzione volumetrica

di 8 maxi serbatoi d’acciaio

Testi di Matthieu Colombo

Trevi Benne MK 23 Premium

Allestimento kit CL

Peso operativo 2.585 kg

Apertura max 315 mm

Spessore taglio


Demolizione&Riciclaggio

Attrezzature idrauliche

SEZIONATI AD ANELLI Le pareti del serbatoio vengono tagliate

con la MK 23P con Kit Lamiere in senso verticale, quindi orizzontale,

per ottenere una pezzatura facilmente trasportabile.

Siamo stati in Svizzera, a

Grancia, per vedere in azione

un frantumatore Trevi

Benne Multi Kit Premium con valvola

moltiplicatrice di potenza automatica

Impact Booster (fino a 75

MPa di pressione idraulica), caratterizzato

dal sistema di Kit intercambiabili tramite sgancio rapido

idraulico dei perni IZI-Lock®. Il sistema Impact

Booster incrementa le prestazioni idrauliche automaticamente,

fino al 20%, in funzione della resistenza del materiale

aggredito e senza chiedere uno sforzo extra all’idraulica

dell’escavatore portante. Questo eleva la

velocità di lavoro già favorita da un ciclo apertura e chiusura

dell’attrezzatura a vuoto in meno di 5 secondi, quindi

la produttività in cantiere. Ma permette anche di ridurre

il consumo carburante dell’escavatore e quindi le emissioni

allo scarico.

Lamiere fino a 15 mm

Quasi la metà dei carburanti venduti sul mercato svizzero

- siano essi benzina, diesel, kerosene o oli da riscaldamento

- sono importati come petrolio non raffinato che

viene poi lavorato, soprattutto per ottenere olio da riscaldamento

domestico, sempre più “eco” ma anche sempre

meno richiesto visto il crescere della domanda di soluzioni

a energia rinnovabile o che sfruttano la geotermia.

70 MILIONI DI LITRI È la capacità di stoccaggio totale

dei serbatoi della Pina Petroli in corso di smantellamento

a Grancia, Lugano, Svizzera.

Nelle immagini la MK 23P di Trevi Benne sta sezionando

le pareti di un serbatoio da 17 milioni di litri.

Inoltre, per anni parte della riserva di olio da riscaldamento

della Pina Petroli è stata custodita per servire il Canton

Ticino e la stessa federazione Svizzera che da decenni persegue

strategie di approvvigionamento e difesa per poter

far fronte a eventuali crisi internazionali prolungate.

Questi cambiamenti culturali e geopolitici, oltre alle abitudini

domestiche e di vita che hanno fatto registrare una

contrazione dei consumi di olio combustibile per riscaldamento,

hanno portato la Pina Petroli SA alla decisione di

radere al suolo 8 dei suoi 12 serbatoi d’acciaio in località

Grancia, Lugano, Svizzera. Lo spessore delle pareti d’acciaio

arriva fino a 15 mm.

I tempi cambiano

Guardando al passato è interessante scoprire come la

famiglia Pina si sia occupata di riscaldamento domestico

da ormai tre generazioni, vivendo il rivoluzionario passaggio

dall’epoca della legna e del carbone a quella del gasolio.

Una transizione, questa, che richiese importanti investimenti

a partire dagli anni Sessanta. Ma ora per i Pina è

tempo di lasciare quella strada visto che il passaggio al

mondo delle rinnovabili è epocale e non una nuova sfaccettatura

commerciale di combustibili e comburenti.

“Oggi – ci spiega Piero Pina, figlio di Paolo e nipote del fondatore

Achille – riteniamo più interessante sfruttare il terreno

su cui posano i nostri serbatoi più grandi per realizzare

capannoni industriali funzionali all’attigua area

commerciale che si è sviluppata costantemente negli ultimi

50 anni fino ad abbracciarci. Un tempo eravamo lontani

da tutto e vicini, il giusto, a Lugano. Oggi siamo parte

di un tessuto extraurbano, sviluppato nelle valli pianeggianti,

che fatica a trovare nuovi spazi. In queste condizioni rinnovarsi

e ristrutturare diventa naturale”.

Potenza senza riserva

Il primo passo del rinnovamento epocale della Pina Petroli

è stato rivolgersi all’impresa G Ecorecycling per la demolizione

di ben otto maxi serbatoi in acciaio, partendo dal

più grande da 31,9 milioni di litri di capacità, proseguendo

con uno da 17 milioni di litri (serbatoio demolito in foto)

per proseguire con gli altri serbatoi fini a totalizzare oltre

70 milioni di litri di capacità di stoccaggio. Dopo aver analizzato

differenti procedure e sequenze per la rimozione

dei serbatoi, la G Ecorecycling ha scelto per la demolizione

meccanica con attrezzature idrauliche Trevi Benne MK

18P e MK 23P, due capisaldi della versatile linea Multi Kit,

[78] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [79]


Attrezzature idrauliche

CI VUOLE UNO PRATICO... Sopra,

l’operatore Ermanno mentre spiega come

sta lavorando con la MK 23P. Lavora

utilizzando Trevi Benne dal 2004.

Ermanno

Parisotto

operatore

G Ecorecycling

I cantieri di demolizione e smantellamento

di strutture nel settore

industriale non sono come quelli

di costruzione. La metodologia di

lavoro non è una sola, ma prevale

l’esperienza, la creatività e l’attenzione

alla sicurezza. Con le attrezzature

Trevi Benne si lavora bene.

Sono veloci, precise e molto robuste.

Su questa MK 23P il moltiplicatore

di potenza automatico permette

di lavorare in modo rilassato.

Questo permette di prestare la

massima attenzione alle geometrie

di lavoro e preparare con la

mente la presa successiva.

ma in versione Premium, ossia con valvola idraulica moltiplicatrice

di potenza Impact Booster che eleva in automatico

la pressione idraulica fino a una punta massima

di 75 MPa incrementando la velocità d’esecuzione e riducendo

i consumi di carburante dell’escavatore. In questo

cantiere le attrezzature MK 18P e MK 23P sono rispettivamente

allestite con Kit Cesoia e Kit Lamiere, ma in pochi

minuti e direttamente in cantiere si può cambiare e

montare, ad esempio, quello Frantumatore (scelto anche

questo dalla G Ecorecycling) o il Kit Combi, quello Kit Pinza

e il classico Kit Cesoie.

Dal grande al piccolo

Durante la fase di cantiere che abbiamo seguito la MK

23P con Kit Lamiere si è divista il ruolo di protagonista

con Ermanno Parisotto, operatore d’esperienza che utilizza

Trevi Benne dal 2004 e che quindi ha visto crescere

il prodotto e quest’azienda italiana in modo esponenziale.

Per radere al suolo i serbatoi d’acciaio della Pina

Petroli appoggiati al terreno e realizzati in loco tra gli anni

DALL’ALTO AL BASSO L’Hitachi 470 con braccio

demolition da 30 m al perno benna con montata

la MK 18P con Kit Cesoia per demolire il maxi serbatoio

da oltre 30 milioni di litri di olio combustibile.

Sessanta e Settanta con acciai spessi fino a 15 mm,

Ermanno e Franco Mordasini, direttore operativo dell’impresa

G Ecorecycling e responsabile di cantiere, hanno

scelto di farsi spazio eliminando per primo il “pezzo

grosso”, ossia un serbatoio cilindrico da 46 metri di diametro

e 19 d’altezza. Il modus operandi, poi replicato con

tutti i moduli di stoccaggio più alti, è stato quello di eliminare

la copertura dall’alto utilizzando un escavatore

Hitachi ZX470 con braccio high reach da 30 m d’altezza

massima al perno benna, con in testa una MK 18P scelta

come compromesso tra prestazioni e peso da portare

in punta al braccio. Per la 18 Premium (con valvola

idraulica moltiplicatrice di potenza Impact Booster) allestita

con Kit Cesoia, Trevi Benne dichiara 1.995 kg. Una

MK 23P allestita allo stesso modo pesa 2.585 kg e a

32 metri d’altezza operativa 600 kg di differenza non sono

certo pochi…

Ermanno ha cesellato tutta la parte alta dei serbatoi con la

MK 18P montata sull’Hitachi demoliton, per poi aggredire

le pareti in acciaio spesse fino a 15 mm rimuovendole lavorando

ad anello, dall’alto verso il basso. Incidendo le pareti in

verticale, a intervalli di oltre 2.000 mm, Ermanno ha poi tagliato

alla base, in orizzontale, dei pannelli di dimensioni trasportabili.

[80] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [81]


Attrezzature idrauliche

Trevi Benne MK 18 Premium

Allestimento kit CS

Peso operativo 1.995 kg

Apertura max 410 mm

Spessore taglio


Demolizione&Riciclaggio

Decommissioning

L’INTERVENTO DI DEMOLIZIONE della sede centrale

di Deutsche Post è stato complesso sia dal punto di vista

tecnico sia logistico. Il tutto eseguito in tempi stretti.

NEL CENTRO

di Berlino

Testo di Damiano Diotti

Il Gruppo Servisa, tra le più grandi imprese

di demolizioni e servizi ambientali

della regione di Berlino-Brandeburgo,

si è affidato alle attrezzature Indeco per la

demolizione della sede di Deutsche Post

Un intervento complesso è stato portato a termine

con successo da Servisa, azienda tedesca (parte

del Gruppo Servisa) specializzata per operare nel

mondo del movimento terra, in quello della demolizione

e delle bonifiche: la demolizione della sede centrale di

Deutsche Post nel centro di Berlino. L'intervento è stato

complesso sia per gli aspetti tecnici sia per quelli logistici

(si è operato nella stretto centro della città).

L’edificio di Deutsche Post era realizzato con calcestruzzi

ad alta resistenza (cioè con valori di resistenza a compressione

monoassiale superiori a 45 MPa) e da armature

che, nelle aree di fondazione e dei plinti, hanno raggiunto

diametri di 50 e 80 mm.

L'intervento è stato completato con successo, grazie all'impiego

di attrezzature Indeco, che hanno fatto la differenza

da un punto di vista della produttività e, pertanto, anche

della tempistica. Oltre a un martello HP 5000, tra i più

produttivi oggi sul mercato nella propria categoria, è stato

utilizzato un multifunzione IMP 25 Combi Cutter, che si è

dimostrato molto efficace e adattabile alle diverse situazioni

operative. A secondo della necessità, grazie all'intercambiabilità

degli utensili l’IMP 25 Combi Cutter può, infatti,

trasformarsi in demolitore, polverizzatore o cesoia.

Il frantumatore IRP 18 X ha permesso, invece, il ricondizionamento

volumetrico primario degli oltre 3.000 m 3 di

materiale di risulta prodotti durante la demolizione. Questa

attrezzatura si è dimostrata particolarmente efficace, anche

grazie alla sua geometria che permette di ottenere la

minor variazione di forza possibile tra il momento iniziale

(apertura massima) e quello finale (apertura minima), in

modo da aumentare la costanza e l’efficacia nell’azione di

frantumazione, riducendo i tempi di lavoro e gli stress trasmessi

all’escavatore. L'IRP 18 X ha assicurato, inoltre, una

sostenuta produttività, anche perché dispone di un sistema

idraulico dotato di una “valvola di rigenerazione” che

consente una più veloce chiusura a vuoto della ganascia

mobile, così da applicare tutta la forza disponibile solo durante

la frantumazione del materiale.

[84] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [85]


Demolizione&Riciclaggio

Decommissioning

Un apporto decisivo alla buona riuscita dei lavori è stato

offerto anche dalla pinza multigrab IMG 2800 D che, grazie

alla maneggevolezza e alla compatibilità della sella con

gli altri prodotti Indeco, ha garantito la massima precisione

nelle operazioni di movimentazioni dei materiali.

Il Gruppo Servisa è la più grande impresa di demolizioni e

servizi ambientali della regione di Berlino-Brandeburgo; nonostante

le dimensioni, dalla sua nascita, nel 1971, Servisa

è rimasta nelle mani della famiglia del fondatore ed è una

delle più importanti realtà del settore in Germania.

Riportiamo, di seguito, le considerazioni dell’Amministratore

Delegato, Sascha Hellwig.

Come è nata Servisa?

Abbiamo cominciato come impresa di demolizione, ma

oggi siamo presenti anche nel movimento terra e nel conferimento

in discarica dei materiali. Disponiamo, inoltre,

di una licenza che ci autorizza a tutte le attività di riciclaggio.

Attività, quest’ultima, che possiamo svolgere anche

per conto terzi. Negli ultimi anni abbiamo esteso la

nostra presenza nel settore logistico, offrendo alle imprese

di costruzione tutti i servizi necessari all'approntamento

del cantiere.

Come ritiene che si stia evolvendo il vostro

settore?

Credo che nel nostro settore ci sia la possibilità concreta

che le imprese di demolizione diventino dei subappaltatori

delle aziende che si occupano di riciclaggio. Questo potrebbe

avvenire perché il problema di conferire il materiale

di risulta in discarica assume sempre più una valenza

strategica. Per questo abbiamo deciso di rafforzarci in entrambe

le direzioni. Qui, nell'area di Berlino, ad esempio, una

cosa è conferire in discarica un autocarro di materiale di

risulta, un'altra è trasportare 800.000 t come abbiamo fatto

noi l'anno scorso. In futuro, probabilmente, non si tratterà

solo di autocarri, ma forse anche di treni, di chiatte fluviali

e di navi. In sostanza in questo settore bisogna essere

molto creativi e seguire l'evoluzione e l'interpretazione di

leggi e normative che riguardano i materiali di risulta e il

loro trattamento. Spesso, infatti, abbiamo a che fare con

strutture degli anni Settanta e Ottanta che contengono materiali

che devono essere trattati in modo specifico, come

ad esempio l'amianto. Per tutte queste ragioni, possedere

un escavatore con un grosso martello non è più sufficiente

a dire che si è un'impresa di demolizione. Oggi il concetto

è molto più ampio. L'importante è avere una visione del futuro

per potere star al passo con i tempi. A volte penso che

questo aspetto non sia preso in sufficiente considerazione

da altre aziende che operano nel settore.

Di quanti mezzi disponete nel vostro parco macchine

e perché siete diventati clienti Indeco?

Al momento, il nostro parco macchine è composto da

ventitrè escavatori, venti camion e cento fra altre tipologie

di macchine e attrezzature. Quando abbiamo deciso

di acquistare nuove attrezzature per la demolizione abbiamo

guardato quello che offriva il mercato e abbiamo

scartato quello che non volevamo. In tal modo, per

esclusione, siamo arrivati a provare Indeco. E Indeco ci

ha convinto. Tra l'altro i tecnici di Indeco e quelli di Servisa

si conoscevano già e questo è un aspetto non secondario,

perché fare in modo che i nostri addetti abbiano un

buon rapporto con i fornitori di attrezzature è molto importante

per noi.

Oltre all'intrinseca qualità e produttività delle attrezzature,

ci è piaciuto molto l'approccio completo di Indeco, cioè

il concetto di multi-tool, perché, proprio per quello che dicevo

prima, si è sempre più costretti a separare i materiali

di risulta in cantiere. Del resto, quella è una via obbligata

ed è meglio fare così, perché più il materiale è separato

prima del conferimento in discarica e più snelle saranno

le operazioni successive. Devo dire che la nostra esperienza

con Indeco è stata fino ad ora molto positiva sotto

tutti i punti di vista.

Berlino sta attraversando un momento di forte

espansione dell'attività edilizia. In quanti siti

state operando in questo momento?

Abbiamo, attualmente, molti cantieri aperti. Sono tutti edifici

di grandi dimensioni di tipo residenziale, per uffici e centri

commerciali. Per la maggior parte sono collocati nel

centro della città, come ad esempio Alexander Platz (in cui,

nei prossimi anni, sorgeranno sei grattacieli). Proprio in

quella zona della città il nostro intervento consiste nella demolizione

e nell'approntamento del sito per la successi-

va costruzione, il che significa anche l'eliminazione delle

fondazioni e la risoluzione di tutti gli aspetti logistici. Un'altra

importante zona di sviluppo è nella East Side Gallery, nei

pressi del vecchio muro: una zona turistica dove abbiamo

due cantieri. Proprio per questa enorme richiesta su Berlino

ci stiamo concentrando sulla città, ma in passato abbiamo

lavorato in tutta la Germania dalle Alpi Bavaresi a tutte

le più importanti città.

INDECO PROTAGONISTA Nel

cantiere di Berlino sono stati

impiegate molte attrezzature Indeco:

dal martello HP 5000 a un

multifunzione IMP 25 Combi Cutter,

dal frantumatore IRP 18 X alla pinza

multigrab IMG 2800 D. L’apporto

collettivo di tutte queste attrezzature

ha permesso di condurre a termine

il lavoro nel miglior modo possibile.

Quanti sono gli addetti?

Disponiamo di circa 150 persone, ma prima del Covid eravamo

pronti a portare il numero totale a 200. Per fortuna

abbiamo un buon sistema di relazioni nell'area di Berlino,

e siamo riusciti a reclutare manodopera che viene dall'ex

Germania dell'Est e dal Sud-Est dell'Europa. Si tratta

di manodopera più disposta ad eseguire un lavoro impegnativo,

anche da un punto di vista fisico qualequello tipico

di un cantiere di demolizione. È più difficile, invece,

trovare del personale che sia in grado di gestire le varie

fasi del lavoro, perché la competizione per assicurarsi figure

tecniche qualificate è molto forte

tra le varie imprese del settore".

Come provvedete alla formazione

del personale?

Al di là degli aspetti tecnici, vogliamo

che i nostri addetti diventino parte del

Gruppo Servisa a tutti gli effetti.

Abbiamo bisogno, inoltre, di personale

che sia in grado di occuparsi di diversi

aspetti e sia quindi disposto ad evolvere

le proprie capacità professionali.

Puntiamo molto sui giovani, perché

hanno un forte livello di motivazione ed è dunque importante

che, fatti salvi gli obiettivi stabiliti, questi ragazzi abbiano

una certa autonomia, cioè che contribuiscano al lavoro

in modo attivo formando un'organizzazione meno rigida

e più efficace in cui si possano riconoscere e dare il meglio

con un apporto concreto al lavoro di tutti. Il nostro è un

lavoro pesante, e l'entusiasmo è un aspetto che deve sempre

essere tenuto presente per migliorare la produttività e

riuscire a creare un vero legame con l'azienda".

Ritiene che nel quadro generale dello sviluppo

delle vostre attività, la collaborazione con

Indeco possa continuare?

Se vogliamo evolverci nel senso che dicevo dobbiamo eleggere

uno o due partner per le macchine e attrezzature che

ci seguano da un punto di vista del prodotto e dell'assistenza.

Il settore sta cambiando; abbiamo capito che

Indeco si sta orientando in quella direzione e sono convinto

che una collaborazione fra noi sia dunque vincente

da tutti i punti di vista.

[86] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [87]


Cave&Calcestruzzo

Pale gommate

PRODUTTIVITÀ

alla stelle

La 992 è la pala da miniera CAT più venduta di

sempre. Ora arriva la Next Gen che manda

in pensione la 992K aumentando la produttività fino

al 32% e annunciandosi più efficiente fino al 48%

Testi di Matthieu Colombo

L'eredità è di quelle pesanti perché è lunga oltre mezzo

secolo di storia delle pale gommate CAT da miniera.

Si perché la 992 è semplicemente il modello di

maxi pale color senape più venduto di tutti i tempi. Come

tutti i modelli Next Gen la nuova versione, che sostituisce

la 992K, perde la lettera di suffisso ma soprattutto annuncia

nuovi standard di riferimento. La 992 offre fino

al 32% in più di produttività rispetto alla K. Inoltre, questa

nuova maxi pala da miniera riduce i costi di manutenzione

fino al 10% grazia a una catena cinematica ottimizzata

per incrementare gli intervalli di manutenzione. A

conti fatti CAT annuncia un’efficienza del carico utile per

carburante complessiva superiore fino al 48% rispetto

alla precedente 992K.

Sono numeri che hanno dell’incredibile se pensate che

sotto al cofano motore gira un motore 12 cilindri CAT

C32B Stage V da oltre 32 litri di cilindrata che eroga 607

kW di potenza netta massima. Ma tutto è relativo visto

che stiamo parlando di una pala da 105.882 kg di peso

operative e che monta benne che vanno dagli 11,5 ai 24,5

m 3 di capacità. La versione Material Handler con bracci

standard, per intenderci, solleva ben 27,2 t.

Ora che abbiamo messo i puntini sulle “i’ è interessante osservare

come rispetto al precedente modello Serie K, CAT

annunci costi di gestione più contenuti e, complice il disegno

ottimizzato della cinematica Z bar, prestazioni in aumento

dichiarando, ad esempio, il 9,5% di spinta in più durante

lo scavo e fino al 20% in più di forza di strappo. Senza

tenere conto del sistema opzionale New Autodig in grado

di migliorare ulteriormente le performance e ridurre l’usura

dei componenti a partire dai pneumatici grazie a un sistema

che ne previene lo slittamento.

Comfort e sicurezza elevati

Per mantenere elevata la produttività è essenziale che l’operatore

lavori nelle migliori condizioni possibili, oltre che nella

massima sicurezza possibile. È per questo motivo che

CAT ha integralmente riprogettato anche la cabina dela

992. Le nuove geometrie hanno permesso di incrementare

la visibilità a 360°del 10% grazie al parabrezza con una

superficie superiore del 25%. Anche in termini di abitabilità

i benefici sono evidenti, con lo spazio frontale per le gambe

dell’operatore incrementato del 50% e quello laterale incrementato

ridisegnando le consolle laterali.

A questo punto manca solo la preparazione dell’operatore,

ma CAT ha pensato anche al pacchetto Operator

Coaching che insegna al nuovo operatore come lavorare

al meglio con questa piccola americana.

[88] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [89]


Calcestruzzo

Minor consumo energetico e una

maggiore vivibilità nelle città. Sono

i benefici effetti dei calcestruzzi “cool”

Cool materials: per stare

al fresco anche nelle

grandi città

Èuna scelta tecnica

vitale che si associa

a una riuscita scelta

stilistica. È una scelta

significativa, anzi

necessaria. È una scelta

operata da Italcementi

che, per proprio vestito

“ideologico”, è da sempre

orientata allo studio e allo

sviluppo di prodotti

caratterizzati da una

grande attenzione alla

sostenibilità ambientale,

oltre che sociale ed

economica. Italcementi

sta lavorando, perciò, alla

realizzazione di

calcestruzzi “cool”

avanzati, caratterizzati da

superfici altamente

riflettenti. Per contribuire a

strategie di contrasto al

fastidioso, famoso e

dannoso fenomeno

dell’isola di calore urbano,

Italcementi realizza e

continua a studiare

pavimentazioni in

calcestruzzo “fredde”, con

spiccata capacità di

riflettere la radiazione

solare.

Ma, per capirci meglio,

scendiamo per un attimo

sul terreno dell'approccio

didascalico al tema: i cool

materials sono materiali

organici o inorganici, con

elevato SRI (indice di

riflettanza solare): hanno

una straordinaria capacità

di respingere la radiazione

solare. SRI è frutto di un

calcolo, che tiene conto

sia delle misure di

riflettanza solare della

superficie sia della sua

emissività termica, in

fissate condizioni di

irraggiamento e di

ventilazione. La riflettanza

solare (o albedo) è la

frazione di radiazione

riflessa da una superficie

rispetto alla radiazione

solare che la investe;

l’emissività termica è la

capacità di una superficie

di trasmettere energia

sotto forma di radiazione

termica. In generale,

maggiore è SRI, maggiore

è la capacità delle

superfici di rimanere

“fredde”.

Torniamo al lavoro di

Italcementi: oltre allo

studio di pavimentazioni

chiare, la ricerca

nell'ambito del progetto

finanziato dal Fondo di

Ricerca di Sistema

Elettrico COOL IT,

"Riduzione dei consumi

elettrici per la

climatizzazione estiva di

edifici mediante sviluppo

di Cool Materials (CM)

cementizi ad elevata

riflettanza solare", ha

anche l'obiettivo di

valutare superfici colorate

con capacità di riflettere la

radiazione solare ben più

elevata dei corrispettivi

prodotti colorati con

pigmenti tradizionali. I

prodotti cool colorati

progettati da Italcementi,

anche di colorazione

grigia, hanno la

potenzialità di garantire

valori di SRI maggiore di

29, che rappresenta la

soglia minima da

raggiungere per ottenere

crediti LEED di

sostenibilità ambientale

delle pavimentazioni. Le

pavimentazioni cool ad

elevato SRI sono in grado

di incidere positivamente

sull’isola di calore urbano,

riducendo la temperatura

delle superfici di piazze,

marciapiedi, parcheggi e

pavimentazioni in

generale con essi

realizzate sul comfort

esterno, diretto dei

cittadini all’aperto,

soprattutto quando

applicati in aree estese,

non soffocate

dall’affollamento di edifici

circostanti. Le ricerche

condotte da Italcementi

mirano a confermare che

l'aumento della riflettanza

solare o albedo delle

superfici in calcestruzzo

può contribuire a ridurre

l’effetto Isola di Calore. Sul

piano teorico, è stato

stimato che una

variazione di +0,01

dell'albedo superficiale, in

tutte le città delle regioni

tropicali e temperate del

mondo, avrebbe un effetto

di raffreddamento globale

pari a una compensazione

del riscaldamento

prodotto dall’emissione di

7 kg di CO2 per ogni m 2 di

superficie terrestre

interessata.

italcementi.it

[90] aprile 2021 Costruzioni


Cave&Calcestruzzo

Macchine per calcestruzzo

LIFTING AL

“mare di Lombardia”

Ha fatto la storia dell’agricoltura

e dell’industrie lombarde,

e ora il canale Villoresi si rinnova

Testi e foto di Fabrizio Parati

Èstato per molto tempo la più importante opera di

ingegneria idraulica realizzata in Italia da un consorzio

privato. È stato, per molti, “il mare di

Lombardia”, in quel secondo dopoguerra di rinascenza

e pochi mezzi. È il Villoresi: il canale artificiale più lungo

d’Italia, dopo il Canale Emiliano Romagnolo. Il tracciato

primario è di 86 km di lunghezza, e va dal Ticino all'Adda,

a cui si aggiunge una rete di canali secondari e terziari,

per uno sviluppo totale di 1.500 km, e una portata massima

di 70.000 litri al secondo.

“Il canale Villoresi è opera del secondo 800 dovuta a iniziative

consortili e alla tenacia dell'ideatore”, scrisse, in

Immagine di Lombardia, Carlo Emilio Gadda. La tenacia

di zio e nipote, in realtà, perché il progetto dovette superare

ostacoli tecnici, burocratici ed economici, e, in questi

passaggi logoranti, ad affiancare l'ingegnere Eugenio

Villoresi (da cui il canale prende il nome), negli anni

Ottanta dell'Ottocento c'è il nipote, Luigi Meravigli.

Ma Villoresi, dopo aver impiegato quasi tutto il proprio

patrimonio e vent'anni di esistenza, il canale non lo vide

realizzato: morì tre anni prima dell'inizio dei lavori. Gli successe

il figlio, che poi cedette la concessione alla Società

Italiana per le Condotte d'Acqua, che si occupò della costruzione.

Il canale, completato, con la rete secondaria,

nel 1892, fu pensato per risolvere la complicata questione

della cronica mancanza d'acqua per l'irrigazione della vasta

zona a nord di Milano, sopra la linea delle risorgive,

per sconfiggere “il flagello delle arsure deleterie", come

disse lo stesso Villoresi. Dopo 129 anni d’onorato servizio,

il canale ha sentito la necessità di un lifting radicale.

L’ intervento è ancora in corso, e se ne stanno occupando

due storiche aziende lombarde, la Civelli Costruzioni,

di Gavirate (VA) e la Giudici, di Rogno (BG), per conto del

committente, Est Ticino Villoresi, Consorzio di Bonifica.

Il cantiere per

il risanamento

delle sponde

e dell’alveo del

Canale Villoresi.

[92] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [93]


Cave&Calcestruzzo

Macchine per calcestruzzo

SPRITZ BETON

A SECCO

Fasi di posa

del sistema per

la realizzazione

della nuova

impermeabilizza

zione del canale

con la stesura

di spritz beton

a secco.

ALIVA-267

La macchina,

fornita da Agres,

impiegata nel

cantiere per

i lavori destinati

al risanamento

del Villoresi.

La Aliva-267

è deputata alla

stesura dello

spritz beton

a secco.

L’impermeabilizzazione delle sponde

In realtà, già in passato il canale ha avuto bisogno di cure,

ma si è trattato, tutto sommato, di interventi di risanamento

limitati a modeste porzioni dell’opera. Ora, a causa

di consistenti perdite d’acqua, che si sono registrate

durante il periodo di irrigazione, si è deciso di varare il

cantiere per l’impermeabilizzazione delle sponde.

Ci ha illustrato, in sintesi, il quadro dell’intervento il geometra

Marco Lauro, dell'impresa Civelli Costruzioni (capogruppo

dell'ATI tra la Civelli Costruzioni, la Giudici e

la Puricelli Ambiente Verde), da noi incontrato direttamente

nell’alveo del Villoresi! “Per conto del committente,

Est Ticino Villoresi, Consorzio di Bonifica, dobbiamo

impermeabilizzare il canale Villoresi nel tratto

da Busto Garolfo, Arconate e Parabiago, per circa 9 km

di tratta. Sono tre lotti: il lotto 2, il 3 e il 4. Quest'anno, il

Consorzio di Bonifica ci ha consentito di operare su 6,7

km dei 9 km previsti. Terminata questa fase, a dicembre

del 2021, alla chiusura della stagione irrigua, ci sarà una

finestra di tre mesi per completare l'opera”

Le fasi d’intervento

L’opera di nuova impermeabilizzazione è preceduta dal taglio

del verde cresciuto sulle sponde del canale, nella preparazione,

con l’impiego dell’idrolavaggio a pressione, del

vecchio rivestimento impermeabile delle sponde, nella costruzione

di un cordolo di contenimento alla base della

sponda. Si procede, poi, con la posa del nuovo sistema

di impermeabilizzazione con lo spritz beton a secco. Sarà

eseguita, infine, una sistemazione dell’alveo e la completa

asfaltatura del tratto del canale con un conglomerato

bituminoso idraulico. I lavori di impermeabilizzazione consistono

nel rivestimento di tutte le sponde del canale, che

attualmente sono ricoperte da lastrine di cemento di settant'anni

fa. Sono state rimosse tutte le lastrine che erano

fuori posto o rotte, mentre le altre sono state lasciate e

sono state completamente rivestite, con un primo passaggio,

con lo spritz a umido, per andare a tamponare i

vuoti lasciati dalle piastrine mancanti e per bloccare quelle

esistenti. In sostanza, per preparare il supporto necessario

al successivo spruzzo dello spritz a secco.

Il miglior banco di prova

Il cantiere è iniziato nel mese di febbraio 2020. Il lavoro

è triennale. Come detto, vanno trattati tre lotti, per un totale

di nove chilometri. La primigenia intenzione era quella

di occuparsi di 3 km per anno. Ma, a causa della pandemia,

i lavori programmati per il primo anno sono stati

necessariamente bloccati. Si sta dunque recuperando,

in questa seconda fase, il tempo forzatamente perduto,

trattando sei km di canale, anziché i tre previsti. Si intuisce,

pertanto, quanto il ritmo di lavoro sia sostenuto,

e quanto, oltre a una prova di competenza delle aziende

coinvolte, questo cantiere sia anche il miglior banco di

prova per le macchine. Tra di esse, protagonista assoluta

è una macchina a rotore per proiettare calcestruzzo

a secco (ma anche a umido): la Aliva AL-267, fornita

a noleggio da Agres, di Cavenago Brianza (MB), per il

cantiere del Villoresi. È dal 2012 che Agres, di cui il Signor

Luca Gersony è Amministratore Unico, ha avviato la vendita

e il noleggio, su tutto il territorio nazionale, delle macchine

Aliva per spritz beton a secco.

[94] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [95]


BISON

anche a noleggio!

Le sponde del

canale Villoresi

a seguito del

trattamento con

lo spritz beton

a secco.

Sotto, uno dei

mezzi della

Civelli

Costruzioni

in cantiere.

SMARTMIXING

Macchine per calcestruzzo

IN CANTIERE abbiamo incontrato il geometra Marco

Lauro (primo a sinistra), dell’impresa Civelli Costruzioni,

Fabio Marcellino (al centro), capocantiere per la Civelli

Costruzioni, e (a destra) Antonio Colombo, Presidente

Onorario e socio di Agres.

Le fasi d’intervento

“Prima di posare lo spritz a secco, abbiamo operato, su

alcuni tratti, con lo spritz a umido, per bloccare le vecchie

lastrine di rivestimento delle sponde. E la produzione

si attestava a circa 10 m 3 /h: quindi uguale a quella offerta

dalla Aliva AL-267 con spritz a secco”, puntualizza

Fabio Marcellino, capocantiere per l’impresa Civelli.

La AL-267 ha la stessa, alta resa di una macchina per

spritz a umido, dunque: con una capacità di di 4-21 m 3 /h

assicura tempi rapidi e lavori senza sbavature, perché il

risanamento del calcestruzzo con calcestruzzo spruzzato

nel metodo del calcestruzzo proiettato a secco garantisce

una buona forza di adesione e una compattazione impeccabile.

La sostenuta produzione nel cantiere del

Villoresi, in cui sono impiegate tre Aliva, si riassume in

questi valori: ogni macchina riesce a scaricare otto botti

da 9 m 3 al giorno. Per caricare una botte da 9 m 3 è necessaria

un'ora e la produzione a macchina è di circa 700

[96] aprile 2021 Costruzioni

m 2 al giorno. Con le tre macchine si arriva a circa 2.100

m 2 al giorno. Ad occuparsi dello spritz beton ci sono quindici

persone (cinque persone a macchina).

Una Aliva per ogni esigenza

La Aliva AL-267 si presta a essere impiegata in più ambiti

e per più applicazioni: è adeguata per la stabilizzazione dei

pendii, per la stabilizzazione di rocce, per la costruzione di

piscine, per progetti di energia idroelettrica, per gallerie, per

miniere. La Aliva lavora perfettamente anche in combinata

con le frese meccaniche TBM.

Aliva, in sostanza, ha sempre la risposta giusta per ogni

necessità.

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Cave&Calcestruzzo

Infrastrutture

ECOPact è il calcestruzzo sostenibile

di Holcim, che consente di mitigare

gli impatti sull'ambiente con una

riduzione di CO2 fino al 50%

La partita della

SOSTENIBILITÀ

Valori tecnici che si condensano

nel principio di un’edilizia più

ecologica: ECOPact, di Holcim,

per il canale Villoresi

Testi di Fabrizio Parati

Un prodotto che riesca a coniugare durabilità, lavorabilità,

resistenza agli ambienti aggressivi, sostenibilità

ambientale sarebbe altamente desiderabile!

Ebbene, non stiamo toccando vette di astrattezza, perché,

in realtà, quel prodotto c'è: si chiama ECOPact ed è offerto

da Holcim Italia. Si tratta di un calcestruzzo sostenibile

che, attraverso l'utilizzo di cementi a ridotte emissioni di

CO2, e grazie ad una composizione ottimale delle ricette,

consente di ottenere, rispetto a una miscela di calcestruzzo

standard, una sensibile riduzione di CO2.

Il brand ECOPact, di LafargeHolcim, è un recentissimo

approdo nel mercato italiano. Dopo essersi fatto apprezzare

in alcuni Paesi in cui il gruppo LafargeHolcim

opera, sia in Europa sia in America, è sbarcato da noi a

febbraio 2021, andando ad arricchire la gamma di calcestruzzi

offerti da Holcim. E, da noi, il prodotto è stato

dapprima testato nel famoso grattacielo Gioia 22, a

Milano. È stato poi impiegato nel cantiere dell’MD di

Cortenuova (BG), vale a dire nel cantiere per la costruzione

del più grande polo logistico d’Italia nel canale discount

(MD è l'insegna del settore discount che, attualmente,

nel nostro paese, dà lavoro ad oltre 7mila

dipendenti in 780 punti vendita).

Altro palcoscenico di prestigio, da COSTRUZIONI recentemente

calcato, su cui ECOPact sta dando prova di sé è

il cantiere che si occupa dei lavori di risanamento delle

sponde del Canale Principale Adduttore Villoresi nei Comuni

di Somma Lombardo, Vizzola Ticino, Arconate, Busto

Garolfo e Parabiago.

Al giorno, sono impiegati 100/150 m 3 di Spritzbeton per le

[98] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [99]


Cave&Calcestruzzo

Infrastrutture

LE SPONDE DEL CANALE VILLORESI sono state

trattate, per essere impermeabilizzate, con lo spritz

beton a secco proiettato con una macchina a rotore.

operazioni di impermeabilizzazione del canale, per un totale

di quasi 10.000 m 3 . Al momento sono stati forniti quasi

600 m 3 di calcestruzzo ECOPact.

Quello del Villoresi è un cantiere, ripreso a pieno ritmo a

gennaio del 2021, che vede Holcim Italia impegnata nella

fornitura di calcestruzzi strutturali prodotti con cemento

pozzolanico che, in quanto certificato SR, è particolarmente

indicato in situazioni in cui le caratteristiche di

resistenza agli attacchi chimici e all’acqua risultano di fondamentale

importanza (ed è esattamente il caso espresso

dal cantiere del Villoresi). Per l’impermeabilizzazione

delle sponde inclinate di 45° è stato realizzato un calcestruzzo

che, oltre ad essere impermeabile, è antiritiro, e per

ottenere i risultati desiderati e ridurre il fenomeno fessurativo

il mix design è stato studiato con l’aggiunta di prodotti

specifici. A confermare la bontà della scelta di un prodotto

come ECOPact è la voce di chi nel cantiere ci lavora:

“La resistenza agli attacchi chimici e le durabilità sono

aspetti essenziali nell’ambito di lavori di impermeabilizzazione

come quello che stiamo gestendo nel caso del canale

Villoresi - spiega Marco Lauro, Direttore Tecnico pres-

NEL CANTIERE

per l’impermeabilizzazione

delle sponde del canale Villoresi,

sono stati forniti, al momento,

quasi 600 m 3 di calcestruzzo

ECOPact di Holcim, per un totale

di quasi 10.000 m 3 .

so Civelli Costruzioni, l’impresa incaricata dei lavori di realizzazione

insieme alla Giudici - I calcestruzzi forniti da

Holcim ci stanno garantendo i risultati richiesti e, attraverso

l’utilizzo della gamma ECOPact, che consente di ottenere

un risparmio nelle emissioni di CO2, contribuiamo

anche noi al raggiungimento di un obiettivo ambientale

importante per tutta la filiera delle costruzioni.”

Nella formulazione di questa famiglia di calcestruzzi sono

utilizzati cementi pozzolanici a basso contenuto di clinker

nell’ottica di minimizzare le emissioni di CO2. Il clinker, inoltre,

viene prodotto facendo ricorso, in modo significativo,

a materiale inerte riciclato con caratteristiche analoghe

alle materie prime naturali. Si tratta di materiale proveniente

dalla demolizione del calcestruzzo stesso.

“L’opera in sè si sposa con la strategia di sostenibilità che costituisce

il fil rouge di tutte le attività dell’azienda. Le opere

fluviali di difesa, di sistemazione idraulica e di bonifica hanno,

infatti, un valore economico e sociale importante per la

comunità e noi siamo davvero felici di poter contribuire a

costruire a vantaggio di tutti attraverso la fornitura di prodotti

ecologici e sostenibili”, dichiara Calogero Santamaria,

Amministratore delegato di Holcim Aggregati Calcestruzzi.

Già in passato il calcestruzzo Holcim era stato utilizzato

per i lavori di rifacimento delle sponde del canale Villoresi

per il lotto relativo al tratto da Limbiate all’Area Expo. A tal

proposito i canali d’acqua che disegnavano il perimetro del

sito di Expo e il Lake Arena, ovvero il lago artificiale sotto

l’attrazione principale del parco espositivo l’Albero della

vita, erano alimentati dal Canale Villoresi.

[100] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [101]


Cave&Calcestruzzo

Automazione

Rivoluzione

COPERNICANA

Testi e foto di Fabrizio Parati

Ad oggi, Ma-estro

ha effettuato oltre 400

installazioni dei propri

sistemi in Italia

e nel mondo

La gestione del mondo delle cave era, circa vent'anni

fa, bloccata nelle acque stagnati della prassi.

Poi...arrivò Ma-estro, nel 2006, ad aprire nuove, felici

frontiere. L'antefatto: Giorgio Manara, che è il titolare

di Ma-estro, azienda con sede a Rovereto (TN), ed è anche

titolare delle Cave di Pilcante, che si trovano a Pilcante

di Ala (TN), si pose, con esemplare lungimiranza, la fatidica

domanda: “Come faccio a misurare i costi di produzione

e la produttività della mia cava?” Manara ha inteso,

pertanto, partendo dall'autovalutazione della resa

della propria cava, ideare dei sistemi che consentissero

la misurazione delle performance degli impianti di frantumazione.

All'intuizione della necessità di razionalizzare

il processo di funzionamento degli impianti, seguirono,

a partire dal 2000, i lavori di un team di tecnici specializzati:

anni di ricerche e di affinamenti degli esiti delle

sperimentazioni che condussero, dati i più che confortanti

risultati, alla voglia di creare un'impresa che potesse

aiutare altri imprenditori a controllare e ottimizzare i

processi produttivi della propria attività estrattiva.

Condussero, in altri termini, alla voglia di far nascere Maestro,

per permettere, ad un mondo che via via perdeva

i propri margini di profitto e che sino ad allora era rimasto

legato a metodi di gestione “empirici”, di cambiare radicalmente

volto. Una rivoluzione copernicana fatta di

controllo e riduzione dei costi di produzione, risparmio

energetico, aumento della sicurezza, attenzione all’ambiente.

COSTRUZIONI ha visitato Cave di Pilcante, con la guida

di Riccardo Lenti, Sales marketing manager di Maestro,

per apprezzare l’incidenza dei sistemi Ma-estro sul

funzionamento della cava stessa.

DA OLTRE 50 ANNI Cave di Pilcante

è un riferimento in Trentino nell'estrazione

e nella vendita di aggregati destinati

a infrastrutture ed edilizia, industria

del calcestruzzo, produzione di asfalti

e conglomerati bituminosi.

La base per il futuro

Storica realtà estrattiva del Trentino, fondata negli anni

Ottanta da Pio Manara, e oggi affidata alla seconda generazione

(Giorgio e Fabrizio Manara), le Cave di Pilcante

sono state per Ma-estro la base di partenza, ma continuano

ad essere la base per il futuro: di fatto, qualsiasi

nuova tecnologia che Ma-estro voglia implementare o

affinare viene testata qui. “Qui, all'interno di Cave di

Pilcante, abbiamo applicato tutti i nostri sistemi Ma-estro”,

ci dice Riccardo Lenti.

E prosegue: “Quando ne sviluppiamo di nuovi li testiamo

qui per diversi mesi, prima di proporli sul mercato”. Avere

a propria disposizione un campo test dove poter saggiare

gli esiti delle proprie innovazioni è, ben si comprende,

un’autentico vantaggio.

[102] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [103]


Automazione

CAVE DI PILCANTE si è affidata ai sistemi

di automazione Ma-estro per la gestione

automatizzata dei processi di selezione,

frantumazione e lavaggio.

Q-Volumetric è il sistema di pesatura

volumetrico che, con una tecnologia

laser e un algoritmo per il calcolo dei

volumi, misura la produzione.

La cava

Ma, anzittutto, vediamo com’è strutturata la cava. L'impianto

fisso di lavorazione del materiale è dotato di tre fasi di frantumazione

(secondaria, terziaria e quaternaria) e di due selezioni

(frantumati e tondi). La pulizia è eseguita per mezzo

di un potente lavaggio, con anche il ricorso a un impianto

di trattamento fanghi, e con l’idrociclonatura della sabbia.

Un sistema di controllo automatico permette di mantenere

una caratteristica di regolarità sulla granulometria del

prodotto finale, oltre a un'adeguata pulizia del materiale.

L'impianto fisso ha una potenzialità di produzione di 300

t/h. Da Cave di Pilcante esce la sabbia 0/6C e la ghiaia 3/6,

cioè prodotti eccellenti per la produzione di massetti. Gli

aggregati dedicati all'edilizia sono di elevata qualità. Gli inerti

preparati per l'utilizzo in miscele di calcestruzzo non sono

frantumati, ma naturali. Si “sforna” anche materiale che risulta

molto indicato, avendo una base calcarea, per l'utilizzo

in miscele di conglomerati bituminosi, e terra vegetale

selezionata e additivata di materiale naturale organico,

per l’impiego nel giardinaggio e nell’arredo urbano.

Q-Production e Q-Automation

Tutta la produzione di questa eccellenza va, però, monitorata,

per evitare sacche di inefficienza. Ed è a questo

punto che si pronuncia Q-Production, di Ma-estro. Il sistema

che, per l’appunto, permette di monitorare la pro-

duzione, i tempi di lavoro dell'impianto (a carico e a vuoto),

i consumi relativi sia alle singole macchine sia alla

totalità dell'impianto.

Se Q-Production è un controllo avanzato per la conoscenza

della produzione, Q-Automation è un’ulteriore evoluzione.

Il Q-Production è un controllo passivo dell'impianto, mentre

Q-Automation esercita una vigilanza attiva. In base ai

dati ricevuti, e impostando precisi parametri, si può regolare

tutto il processo.

Q-Automation “è il pilota automatico dell'impianto”, ci

dice Lenti, “perché non è una semplice automazione, bensì

è un'automazione che consente soprattutto di mettere

in atto tutte le procedure corrette per ottimizzare

al meglio l’impianto”. In che modo lo fa? Si autoregola

sulla scorta dei parametri raccolti da tutte le singole macchine,

per mantenere la qualità del materiale costante e

massimizzare così la produzione. Una semplice automazione,

invece, consente di fare qualcosa di manuale

in automatico (che è cosa ben diversa).

È necessaria una precisazione: tra le particolarità del settore

estrattivo c’è quella della difficoltà di trattare un materiale

che presenta caratteristiche costantemente variabili.

Se effettuo la lavorazione di un pezzo di ferro ho

determinate e ben definite caratteristiche chimiche e

fisiche e non ho, ad esempio, fattori atmosferici che comportano

variazioni alle performance. In questo settore,

[104] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [105]


Cave&Calcestruzzo

Automazione

TUTTI I

SISTEMI offerti

da Ma-estro

sono

in ottica

di industria 4.0.

Tuttavia,

Ma-estro ha

anticipato

la normativa

nazionale

di 10 anni.

A lato, l’armadio

che contiene

tutta la parte

di gestione

dei processi

d’automazione

e in cui c’è tutta

la sensoristica

che viene

gestita da un

PLC. Sotto,

il software

dell’operatore,

con efficienza

macchine, set

points

personalizzabili,

possibilità

di gestione

dei guasti

dell’impianto

e grafica in 3D.

Q-FUEL Il sistema

è dotato di una

parte hardware

(vedi immagine

sopra) connessa

alla pompa

erogatrice

che consente

di registrare tutte

le movimentazioni

dei carburanti

per poi

trasmetterle

al portale web.

invece, se anche solo banalmente piove, ho un materiale

completamente diverso da gestire rispetto a quello

del giorno precedente. Senza contare che il materiale

di una cava di tipo alluvionale (qual è quella di Pilcante)

è totalmente diverso dal materiale che si ottiene, ad esempio,

in una cava di marmo. Sempre di cave stiamo parlando,

ma il processo è completamente

diverso e il materiale anche. Il

tutto quindi richiede una gestione

completamente diversa con parametri

d'esercizio differenti.

Il materiale, cambiando spesso caratteristiche,

sollecita continuamente in

modo diverso i componenti dell’impianto

e li mette a dura prova: ad esempio,

più il materiale è duro e più vengono

sovraccaricati i frantoi e i mulini,

mentre più il materiale è umido e voluminoso

e più sono sotto pressione

le macchine di trasporto (nastri e vibratori),

idrocicloni e le macchine di selezione

(vagli). Monitorare queste variazioni

è fondamentale.

È qui, pertanto, che interviene Ma-estro. E Q-Automation è

il sistema deputato a questo compito, perché permette la

regolazione automatica dell’intero processo, mettendo

in comunicazione tutte le macchine presenti nell’impianto.

Di fatto è un valido aiuto e semplifica complessi controlli;

i sensori installati nelle zone critiche dell’impianto per-

OPERATIVITÀ DELLA CAVA A 360 GRADI “I sistemi

Ma-estro vengono applicati sugli impianti fissi, sugli impianti

mobili e sulle macchine operatrici”, puntualizza Riccardo

Lenti (sopra), Sales marketing manager di Ma-estro.

mettono di determinare, in modo automatico, il carico delle

varie linee dell’impianto attraverso il controllo tramite

PLC dedicato. Un esempio, tra i molti possibili: si può stabilire

che l’impianto debba mantenere una soglia minima

di produzione di 150 t/ora. Per avere questo risultato, si

regolano in automatico gli alimentatori che forniscono il

materiale all'impianto.

Q-Fuel e Q-Maintenance

Altri costi, all'interno del processo produttivo della cava,

sono generati dal consumo del carburante dei mezzi (che

può incidere per una parte rilevante). Viene in soccorso,

qui, un’altro sistema, ideato anch’esso da Manara. Stiamo

parlando di Q-Fuel, che è pensato proprio per il controllo e

la gestione dei rifornimenti di carburante. Il sistema è dotato

di una parte hardware connessa alla pompa erogatrice

che trasmette i dati a Q-FUEL, al portale web, il quale

elabora i dati e invia report in modo completamente

automatico. Il sistema è in grado di riconoscere il mezzo

e l'operatore, grazie ad un codice; inoltre, viene richiesto

l'inserimento del chilometraggio o delle ore totali d'esercizio

del veicolo.

Altra ragione che grava sui bilanci è la manutenzione non

puntuale dei mezzi operativi. Qui, a eludere il problema,

Ma-estro propone il proprio sistema informatizzato di gestione

delle manutenzioni Q-Maintenance, che gestisce

e coordina le manutenzioni ordinarie e straordinarie, le

organizza con adeguato anticipo e rende consultabile lo

storico degli interventi da qualsiasi dispositivo connesso

a Internet. “I sistemi Ma-estro - mi piace fare questa analogia”,

ci dice Riccardo Lenti, “sono una sorta di cruscotto:

se ho una Ferrari e vado in autostrada, ma non ho il tachimetro

che mi dice a quanto sto andando, posso

rischiare di prendermi una multa o anche di non andare

al massimo delle mie potenzialità. Non ho coscienza

né delle possibilità né dei limiti. Tradotto nel contesto pratico:

la multa corrisponde al fatto che l'impianto si blocchi,

perché magari va al di là della propria capacità, mentre

non portarlo al massimo delle proprie potenzialità,

oltre ad avere una produzione nettamente più bassa mi

potrebbe comportare degli sprechi”.

[106] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [107]


In collaborazione...

IL DIVIETO DI IMPIEGO

della doppia curva o

curva a S nel pompaggio

Le attività di sensibilizzazione di Atecap

LA SOLUZIONE PER IL TUO CANTIERE

L’impiego di tali

congegni, privi

di marcature CE,

è vietato anche

dalla normativa

Associazione Tecnico-Economica

del Calcestruzzo Preconfezionato

Via Giovanni Amendola, 46 - 00185 Roma

tel. 06 42016103 - fax 06 42020145

atecap@atecap.it

www.atecap.it

Twitter: @atecap

Facebook: @associazionecalcestruzzo

LinkedIn: @atecap

Andrea Bolondi

Presidente

Salvatore Avallone

Vicepresidente

Paola Colaiacovo

Vicepresidente

Gianpaolo Martin

Tesoriere

Massimiliano Pescosolido

Segretario Generale

[108] aprile 2021 Costruzioni

Adistanza di due anni dalle segnalazioni pervenute riferite ad alcune procedure

adottate in cantiere dalle imprese edili nella fase di pompaggio

del calcestruzzo, l’Atecap ha svolto una nuova attività di sensibilizzazione

su una pratica pericolosa e non prevista nei fascicoli tecnici o

nei manuali d’uso e manutenzione delle macchine: l’utilizzo di congegni denominati

collo d’oca, collo di cigno, doppia curva o curva a S, in aggiunta al

terminale in gomma della pompa per il calcestruzzo durante le fasi di pompaggio.

I soci sono stati esortati a non consentire l’utilizzo in cantiere di tali

soluzioni per le quali l’impresa di costruzione, oltre alla corresponsabilità in caso

di infortunio, può incorrere nelle possibili sanzioni per l’omessa verifica delle

condizioni di sicurezza dei lavori affidati. La nota è stata condivisa dall’Ance

con una comunicazione ad hoc alle proprie Associazioni Territoriali e Regionali.

L’applicazione di tali attrezzature non conformi è richiesta dalle imprese esecutrici

per rallentare la velocità di discesa del calcestruzzo o per evitare il rilascio

del materiale dopo l’arresto del pompaggio. Durante il getto all’interno di

una serie di casseforme, il tubo di getto rilascia una certa quantità di calcestruzzo

anche dopo che il manovratore, per spostarsi da una cassaforma all’altra,

ha interrotto il pompaggio. La presenza di una chiusura a cerniera, o a

ghigliottina, sul terminale del tubo trattiene la caduta libera del calcestruzzo lungo

il percorso da una cassaforma all’altra. Ma ciò che appare efficace per la

posa in opera da parte dell’impresa esecutrice, non lo è per la sicurezza del

lavoratore. L’aggiunta della doppia curva espone a maggiori rischi i lavoratori

di tale impresa nel caso di urto dovuto al possibile colpo di frusta del terminale,

considerata la rigidezza del corpo, generalmente ferroso, e la possibile presenza

di maniglie o ganci utilizzati per manovrarlo. Nel caso della doppia curva

con la chiusura a ghigliottina la pericolosità aumenta poiché alle problematiche

della doppia curva si unisce quelle dell’aumento della pressione all’interno della

tubazione nel caso venga chiusa prima dell’arresto del pompaggio.

L’intasamento del condotto e l’improvvisa ripartenza del flusso di calcestruzzo

può causare un movimento incontrollabile del tubo di getto, il cosiddetto colpo

di frusta, con potenziali effetti devastanti per la rigidità e per la massa del

tubo e per l’anello metallico che è presente comunque alla fine del tubo flessibile.

Tale fenomeno, quale conseguenza di una ripartenza improvvisa del flusso

di calcestruzzo a seguito di un intasamento, è quindi pericoloso già a prescindere

dalla presenza di attrezzature in aggiunta al terminale in gomma

della pompa, attrezzature che non fanno altro che aumentare i rischi d’infortunio.

L’impiego di tali congegni, privi di marcature CE, è vietato anche dalla

normativa di riferimento per la costruzione della pompa per calcestruzzo UNI

EN 12001 che prevede che “i gommoni terminali non devono avere elementi

di giunzione per la estensione, attacchi o altri tipi di aggancio pericolosi e la

loro lunghezza non deve essere maggiore di 4 m se il terminale è maneggiato

da una o più persone.”

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Autogrù

“La scelta perfetta”

Una Grove

GMK5150L è stata

utilizzata nel reparto

di assemblaggio di parti

prefabbricate dell'azienda

austriaca Habau Hochund

Tiefbaugesellschaft,

per la soddisfazione di

tutti. Il Gruppo Habau è

composto di 18 società

che sono attive nei settori

dell’ingegneria civile,

costruzioni prefabbricate,

costruzione di condotte,

miniere sotterranee,

carpenteria metallica e

costruzione di acciaierie

generali, nonché

costruzioni in legno e

produzione industriale di

elementi prefabbricati.

“La Grove GMK5150L è

stata la scelta perfetta per

noi”, ha sottolineato Walter

Preisinger, dell'azienda

Habau. La decisione di

acquisto, da parte di

Habau, è stata preceduta

da un attento processo di

selezione. È diventato

chiaro che la GMK5150L

sarebbe entrata a far parte

della flotta Habau, dopo

una visita allo stabilimento

Manitowoc di

Wilhelmshaven, in

Germania. Durante la

visita al Product

Verification Center, dove i

nuovi modelli di gru sono

La Grove GMK5150L

è stata lanciata

al Bauma del 2016.

Qui va ad arricchire

la ricchissima flotta

del Gruppo Habau

oggetto di test intensivi, il

team si è convinto degli

elevati standard di qualità.

Wilhelm Weinberger,

responsabile

dell'assemblaggio dei

prefabbricati presso

Habau, ha dichiarato:

“Dobbiamo utilizzare la

nostra gru sia nei cantieri

a lungo termine sia nei

cantieri mobili. Il fatto che

la gru possa viaggiare su

strada con molta zavorra è

stato uno dei motivi della

nostra scelta”.

La GMK5150L ha una

capacità di sollevamento

di 11,8 t e un braccio da 60

m. Il braccio telescopico

può essere ulteriormente

esteso con un falcone da

17,8 m, con una prolunga

braccio da 8 m o con un

inserto per il jib da 8 m, per

una lunghezza massima

di 33,8 m. La Grove può

viaggiare con più di 10,2 t

di contrappeso. “Grazie ai

buoni consigli che

abbiamo ricevuto da

Manitowoc, abbiamo

scelto caratteristiche che

ottimizzano la gru proprio

per le nostre esigenze.

Equipaggiandola con

pneumatici da 14,00 su

cerchi in alluminio,

possiamo trasportare il

braccio per impieghi

gravosi, il secondo

verricello, un blocco

gancio a tre pulegge e

circa 500 kg di accessori,

oltre alle 10,2 t di

contrappeso", ha precisato

Wilhelm Weinberger. E

aggiunge: “Nelle nostre

operazioni quotidiane di

assemblaggio dei

prefabbricati è necessario

spostare un'ampia varietà

di elementi. La Grove,

pertanto, è regolarmente

utilizzata alla sua

massima capacità di

carico.”

manitowoc.com

[110] aprile 2021 Costruzioni


Sollevamento&Noleggio

Piattaforme aeree

Alternativa

al ponteggio

Bibi 1090-BL EVO, il mini scissor

di AlmaCrawler, fornito a noleggio

da Elevo-Kiloutou, scala Bergamo Alta

Eventi

Appuntamento al 2022

La situazione di incertezza e di

preoccupazione in cui tutti noi versiamo a

causa del Covid-19 ha costretto IPAF

(International Powered Access Federation) a

ripensare le date di svolgimento del proprio

evento IPAF ANCH'IO. Programmato,

inizialmente, per il 26 maggio 2021, è stato

rimandato al 26 di maggio 2022. Va

considerato, tra l’altro, che lo spirito, il nome e

il format aggregativo con cui nacque l'evento,

nell'ormai lontano autunno 2017, non ha

permesso neppure di prevederne una

versione digitale: IPAF ANCH'IO è stato e

rimarrà un evento con una forte connotazione

'fisica' e, proprio per questo, si è scelto di

rimandare e rinnovare l’appuntamento a

maggio 2022. La sede in cui si svolgerà IPAF

ANCH’IO, invece, non varia: gli spazi del

Savoia Regency Hotel, a Bologna.

ipaf.org

Un noleggiatore

rende un buon

servizio al cliente

quando riesce a

consigliare la macchina

più indicata al lavoro da

svolgere e alle

caratteristiche del

cantiere. La scelta non

idonea potrebbe, infatti,

incidere sulla sicurezza e

sulla produttività. Il valore

della consulenza si

apprezza ancora di più nel

caso di macchine capaci

di rispondere a esigenze

molto specifiche. È il caso

della piattaforma Bibi

1090-BL EVO, il mini

scissor di AlmaCrawler,

parte del parco noleggio di

Elevo-Kiloutou, che, grazie

alla trazione cingolata e al

livellamento automatico,

consente di lavorare in

spazi ridotti, su pendenze

sino a 20 gradi e su terreni

accidentati. Nelle scorse

settimane la macchina è

stata utilizzata per la

tinteggiatura di una casa a

Bergamo Alta, cioè in

un’area urbana

caratterizzata da strade

strette e ripide. A fronte di

uno spazio di lavoro

esiguo e di una forte

pendenza, la sola

alternativa sarebbe stata

montare un ponteggio,

con l’inevitabile

compromissione della

viabilità.

La BIBI di AlmaCrawler

permette di operare sino a

10 m in altezza e, nel caso

di una qualsiasi variazione

dell’inclinazione del

terreno, il sistema

automatico di

livellamento, con navicella

in quota fino a 7 m di

altezza lavoro (Pro active

levelling), arresta la

traslazione, riallinea la

cesta e consente di

ripartire senza scendere a

terra. Il sistema di

livellamento automatico

della navicella (Dynamic

levelling), durante la

traslazione a macchina

chiusa, è in grado di

mantenere costantemente

la cesta a livello. Si

risparmia, in tal modo,

tempo in operatività,

perché, arrivati sul posto in

cui si debba intervenire, si

può già salire in quota. I

due sistemi, oltre ad

assicurare un’elevata

sicurezza, riducono i tempi

morti e aumentano la

produttività. Dotata di una

cesta estensibile, di 1,12

m, la BIBI 1090 BL EVO ha

una portata di 300 kg e,

grazie alla doppia

alimentazione, diesel ed

elettrica, può operare

anche in ambienti chiusi.

Oltre che per i tinteggiatori,

è ideale per manutentori,

montaggisti, giardinieri,

impiantisti elettrici e

idraulici. Il mini scissor di

AlmaCrawler è una

macchina speciale,

versatile e con

caratteristiche non

comuni. Per questo, prima

di noleggiarlo, Elevo –

Kiloutou richiede che il

cliente si rechi

tassativamente in sede a

Lallio (BG), per

apprenderne le corrette

modalità d’impiego.

almac-italia.com

kiloutou.it

Piattaforme aeree ragno

Migliore agilità aerea

Il Ragno TZX 250 si inserisce

come new entry nell’ampia gamma

Palazzani, andando ad arricchire

l’attuale famiglia TZX, che ora parte

da 17 e arriva a 25 m. Il nuovo

modello si presenta con

l’interessante diagramma di lavoro

tipico dei modelli Palazzani a due

bracci articolati e telescopici della

serie TZX. Questo sistema di bracci

migliora l'agilità aerea e dà una

sensazione di stabilità nel cesto,

anche grazie alla struttura in

alluminio a sezioni

sovradimensionate. Il Ragno TZX

250 offre 25 m di altezza massima

di lavoro, senza limitazioni di

movimento. Ha uno sbraccio

massimo di 10,6 m, e un peso

operativo di soli 2.660 kg. È

compatto: misura, in fase di

trasporto, 5,12 m in lunghezza, 980

mm in larghezza e 1,92 m in

altezza. Quando opera, si piazza in

soli 2,84 m di ingombro in

larghezza. La discesa degli

stabilizzatori può essere effettuata

manualmente o con il ricorso a un

sistema automatico e, a seconda

delle necessità, è possibile un

doppio piazzamento (largo e

stretto), su suoli con pendenza fino

al 19%. Il baricentro abbassato offre

stabilità anche negli spostamenti

sui terreni irregolari e su pendenze

fino a 23%, nella versione cingolata,

e fino a 21% in quella ruotata.

Il cesto standard, di 1400x700 mm,

è in alluminio, con portata di una o

due persone (120 o 200 kg). Si

smonta con facilità, per muoversi

in ambienti stretti. È dotato di

comandi idraulici fissi e di una

presa 230 V per l’uso di utensili da

lavoro. La disponibilità del tubo

aria/acqua (optional) permette di

svolgere anche tutte le attività di

pulizia facciate. Con la funzione

“Return to home” (optional),

l’operatore, con un solo pulsante,

può far rientrare i bracci in

posizione di trasferimento. E,

come in tutti i Ragni Palazzani, il

cesto può essere dotato di un

sistema di anticollisione, con laser

e ultrasuoni su tutti i lati, per

evitare urti o incidenti di

schiacciamento in ambienti in cui

la presenza di ostacoli potrebbe

minare la sicurezza.

palazzani.it

[112] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [113]


Sollevamento&Noleggio

Gru a torre

CANTIERE

GREEN

Tre gru Potain,

due MD 208 A

e una MDT 219,

al lavoro

nel cantiere

milanese

Symbiosis.

Progetto per la

riqualificazione

del quartiere

Porta Romana-

Vettabbia.

Testi di Damiano Diotti

Icona di sostenibilità

MILANESE

Pensati per rispondere al “new way of working”, gli

uffici del complesso Symbiosis sono moderni,

efficienti e intelligenti. Tre gru Potain per costruirli

Cliente di lunga data di Manitowoc, la C.M.B. (Coo -

perativa Braccianti e Muratori di Carpi) ha scelto di

avvalersi di tre gru - due Potain MD 208 A e una

Potain MDT 219 topless - per uno dei più importanti progetti

di riqualificazione di Milano: nella zona Sud della città,

vicino alla prestigiosa Fondazione Prada e all'Università

Bocconi, nasce Symbiosis, un nuovo Business District che

trasformerà un'ex area industriale in una nuova destinazione

per il settore dei servizi. Symbiosis è parte di Sharing

Cities, progetto per la riqualificazione del quartiere Porta

Romana-Vettabbia che segue le linee guida del programma

Europeo di ricerca e innovazione Horizon 2020. Insieme

a Londra e Lisbona, il progetto, che prevede 125.000 m 2 di

nuovi uffici, adotta un approccio innovativo per rispondere

ad alcune delle principali sfide ambientali del nostro tempo,

come abbattere le emissioni di CO2, migliorare la qua-

lità dell’aria e rendere le città più vivibili.

La costruzione dell'edificio “D” è iniziata nel sito di Ripamonti

nel febbraio 2020, ma è stata interrotta a causa della pandemia

COVID-19. Le prime due gru Potain sono state installate

a maggio, quando le attività di costruzione sono riprese,

e C.M.B. ha deciso di installare una terza gru poche

settimane dopo per accelerare i lavori. Il completamento

del progetto è previsto per ottobre 2021.

Produttività Potain

C.M.B. ha scelto la MDT 219 e due gru MD 208 A per la loro

qualità, affidabilità e produttività in cantiere. C.M.B. ha acquistato

la propria prima gru Potain all'inizio degli anni

Settanta e, da allora, ha fatto affidamento sul marchio. Delle

sue 40 gru, i modelli MD 208 A e MDT 219 sono i più utilizzati.

"Si tratta di gru ad alte prestazioni che garantiscono

una produttività ottimale in cantiere e mantengono il

loro valore che le rende facili da trasferire sul mercato",

ha affermato Ivan Catini, responsabile dei servizi centrali

presso C.M.B.

La Potain MD 208 A è un modello particolarmente diffuso

per l’uso nei cantieri urbani, grazie alla propria capacità di

10 t, al raggio operativo massimo di 62,5 m, e alla cabina

Ultra View. Quest’ultima offre un'eccellente visibilità, grazie

alla propria superficie in vetro di 9 m 2 , nonché un ambiente

confortevole per l'operatore, che può eseguire facilmente

tutti i comandi utilizzando i joystick.

Comfort e controllo

La Potain MDT 219 è una gru ha che anch’essa esprime

una capacità di 10 t e che dispone del CCS (Crane Control

System). Il sistema CCS consente un’installazione complessa

di più gru, snellendo le fasi di assemblaggio, montaggio,

trasporto e di manutenzione.

Le impostazioni di configurazione della gru vengono

effettuate, direttamente e comodamente dalla cabina,

tramite il display CCS. Tutte le operazioni richiedono non

più di 15 minuti, mentre senza l’apporto del sistema CCS

si impiegherebbero tre ore.

"Il feedback degli operatori conferma l'efficienza del sistema

CCS, che limita gli effetti dinamici, regola automaticamente

la velocità e l'accelerazione, ottimizza la

curva di carico e consente agli operatori di eseguire in

totale tranquillità qualsiasi operazione di sollevamento",

ha affermato Marco Arena, di C.M.B., ingegnere e direttore

del cantiere milanese.

Manutenzione semplificata

“Potain fornisce un eccellente servizio tecnico, progetti

personalizzati per siti complessi e rapida assistenza postvendita.

Potain, inoltre, ci supporta già da molti anni e speriamo

che il marchio continui ad aiutarci a rimanere produttivi

per molti altri anni a venire ", ha affermato Igor Soglia, responsabile

dei servizi tecnici presso C.M.B.

[114] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [115]


Sollevamento&Noleggio

Sollevatori telescopici

Prodezza ingegneristica

Aparlare è

direttamente

William Mosconi,

Direttore Tecnico

dell’omonima azienda

edile con sede a Edolo, in

provincia di Brescia.

La società ha acquisito

l’incarico per l'esecuzione

delle opere di

impermeabilizzazione del

nuovo Tunnel di base del

Brennero,

specificatamente presso

il lotto

Sottoattraversamento del

fiume Isarco, il lotto più

meridionale del Tunnel,

appaltato al R.T.I. in cui

Webuild è mandataria.

Il progetto ha l’obiettivo di

alleggerire il traffico

pesante in quel tratto di

confine dall’A22, per

dirottarlo su rotaia sino ad

Innsbruck in Austria.

Si tratta di un’opera di

ingegneria e meccanica

che per noi profani rasenta

il miracolo della tecnica

applicata. Basti pensare

che alcuni tratti delle

gallerie passano sotto il

letto del fiume Isarco e per

la realizzazione sarà

utilizzata la tecnica del

congelamento del terreno

tramite sistemi

all’avanguardia.

Ma torniamo a noi ed

all’incarico affidato alla

ditta Mosconi: il loro

compito è di

impermeabilizzare le

gallerie con membrane in

pvc, così da isolare

ermeticamente i tunnel da

infiltrazioni provenienti

dalla roccia. Il lavoro deve

essere svolto in altezza e

dopo che sono state

posate le centine per il

sostegno della volta. E

così, dopo diverse

valutazioni con svariati

players del settore

Magni – Mosconi:

un’accoppiata

vincente nella

realizzazione delle

gallerie del Brennero

sollevamento, la Mosconi

ha deciso di affidarsi a

Magni per questo progetto

speciale.

La macchina selezionata è

un RTH 5.21 SH

equipaggiato con l’opzione

Twin Energy, per poter

lavorare elettricamente in

ambienti con scarsa

ventilazione. La macchina

viene collegata ad una

fonte esterna di energia

elettrica (380V)

garantendo così le normali

operazioni di sollevamento

e posizionamento del

carico. Un motore elettrico

da 15Kw ed una pompa a

pistoni con portata di 90 l

garantiscono performance

e precisione assolute.

Si parla quindi anche di

soluzione green, in quanto

si circoscrive l’utilizzo del

motore termico solo in fase

di movimentazione della

macchina – una volta

stabilizzata tutto viene

alimentato dal sistema

Twin Energy.

Il telescopico rotativo è

stato completato poi con

l’acquisto di due

piattaforme, per poter

raggiungere in tutta

sicurezza l’altezza della

volta necessaria per

installare le guaine in pvc.

Non sono state richieste

sicurezza aggiuntive: le

macchine Magni

dispongono di serie di una

serie di sensori e limitazioni

che ne garantiscono un

lavoro in

sicurezza. L’ingegnere ha

rimarcato più volte che la

scelta è ricaduta su Magni

perché sono mezzi che

offrono soluzioni che

garantiscono l’utilizzo in

modalità elettrica del

mezzo, ma soprattutto

perché consentono di

operare sfruttando tutto lo

sbraccio con un diagramma

perfettamente aderente alle

prestazioni reali del

macchinario. Insomma

un’ottima conferma per il

costruttore di Castelfranco

Emilia, che con soli sette

anni di vita, dà filo da

torcere ai big del settore!

mosconihydro.it

magnith.com

Piattaforme aeree

Nasce #ioelamiaCTE

Nel 2021, CTE

festeggia il

40esimo

anniversario della propria

fondazione. Un rilevante

traguardo, che merita di

essere condiviso con tutti

i clienti e che simboleggia

il bagaglio di esperienza

maturato nel corso di

quarant’anni di storia

aziendale. È nato,

pertanto, il programma

#ioelamiaCTE. Si tratta di

un’iniziativa creata per

rendere l’esperienza con

CTE e i suoi prodotti

Da 40 anni al fianco dei propri clienti, l’azienda

di Rovereto (TN) propone un’estensione di

garanzia fino a cinque anni per i propri prodotti

ancora più straordinaria.

Dal 1981 ad oggi, CTE ha

prodotto più di 14.000

piattaforme aeree e

sviluppato tecnologie che

hanno portato a nuove

esperienze

nell’interazione uomomacchina,

come ad

esempio S3 EVO per il

sistema di gestione in

tempo reale delle

prestazioni delle

piattaforme aeree. Lo

sviluppo di prodotti e

tecnologie è cresciuto di

pari passo con

l’attenzione alla sicurezza

dei propri prodotti, in

particolare grazie ai

numerosi test applicati

prima della finalizzazione

del prodotto.

Ed è con questo spirito

che CTE intende far

sentire tranquilli e sicuri i

propri clienti: l’azienda ha

sviluppato un programma

di “Estensione di

Garanzia” che copre fino

a 5 anni, con l’obiettivo di

mantenere la sicurezza e

la massima efficienza

delle proprie piattaforme

aeree. Il programma

#ioelamiaCTE prevede,

inoltre, una serie di

vantaggi esclusivi pensati

per far vivere ancora più

da vicino il mondo

dell’azienda di Rovereto.

Il programma di

estensione di garanzia è

previsto inizialmente per il

mercato italiano.

Per chi avesse volontà di

avere maggiori e più

dettagliate informazioni è

disponibile il sito aziendale

https://www.ctelift.com/po

st-vendita/garanzie/

Ma, per saperne di più, ci si

si può rivolgere anche alla

Forza Vendite o al Servizio

Post Vendita CTE.

ctelift.com

[116] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [117]


Sollevamento&Noleggio

Gru

In poco spazio

E IN SICUREZZA

Manitex Valla lancia la nuova gru mobile elettrica

ultra-compatta V 36R da 3,6 t: combinazione

di altezza e capacità di sollevamento

Testi di Damiano Diotti

PER LAVORARE OVUNQUE

Con soli 900 mm di larghezza

e un ingombro massimo in altezza

di 1.650 mm, la nuova gru Valla

è in grado di attraversare porte

industriali, anche di piccole

dimensioni, di aggirare agilmente

gli ostacoli e di consentire il lavoro

in corridoi/corsie ed aree

con limitazioni di spazio.

V36R è il nome della nuova gru mobile elettrica

radiocomandata proposta da Manitex

Valla, filiale della Manitex Inter national con

sede negli Stati Uniti.

Questa nuova gru “Pick & Carry”, in forza di soli

900 mm di larghezza e di un ingombro massimo

in altezza di 1650 mm, è in grado di attraversare

porte industriali, anche di piccole dimensioni, di

aggirare agilmente gli ostacoli e di consentire il

lavoro in corridoi/corsie ed aree con limitazioni di

spazio. La nuova gru Valla ha un raggio di sterzata di

soli 2.155 mm. Peso contenuto che si traduce in una ridotta

pressione al suolo rendono la Valla V36R versatile

e semplice da utilizzare.

La nuova Valla V36R è una soluzione indicata per lavori

al chiuso e per operare su superfici sensibili che richiedano

molti spostamenti in spazi angusti (aeroporti, centri

commerciali, superfici industriali, ecc.).

La macchina offre agli operatori un'eccellente combinazione

di altezza di sollevamento/sbraccio e capacità di sollevamento:

ha una portata massima di 3.600 kg e un'altezza

di sollevamento di 7,5 m. Lo sbraccio massimo orizzontale

è di 4,75 m e la portata è di ben 500 Kg.

La nuova V36R riprende lo stesso family feeling che caratterizzò

la Serie R lanciata da Valla nel 2020. Serie a trazione

anteriore (con potenti motori elettrici di trazione AC

sull’anteriore), per massimizzare l'efficienza in cantiere, e

con contrappesi rimovibili, per una migliore flessibilità di

trasporto.

Tra le caratteristiche tecniche che fanno della nuova V36R

una macchina dalle grandi potenzialità nella taglia “micro”

vanno di certo elencate le seguenti: l'impianto idraulico da

220 Bar, lo sterzo posteriore a 180 gradi, i freni elettroidraulici

ed il caricatore a bordo. Sono disponibili, inoltre, diversi

optionals che vanno a completare la gru rendendola

versatile e adatta alle esigenze più specifiche: argano

idraulico e jib ripiegabile sono i principali tra di essi.

“L’obiettivo primario che ci siamo posti nella realizzazione

della nuova V36R era di coniugare il massimo delle prestazioni

e della versatilità di utilizzo pur rimanendo in ingombri

minimi“, spiega Carlo Forini, General Manager di

Manitex Valla.

In sintesi, questo nuovo modello si presenta come la soluzione

alle crescenti esigenze di movimentazione sicura

dei carichi in spazi ristetti. È un mezzo che può pienamente

soddisfare le aspettative del mercato in termini di sicurezza,

prestazioni, dimensioni e, ovviamente, di rispetto per

l’ambiente.

“Tutti sappiamo come sicurezza ed ecosistema siano temi

sempre più al centro del dibattito. Non a caso vediamo che

le normative stanno diventando sempre più rigide a livello

globale”, afferma Steve Filipov, CEO di Manitex International.

E continua: “Valla, sin dal 1945 ed ancora di più oggi, si propone

come un’azienda proattiva in queste tematiche. La

nostra mission è quella di offrire soluzioni per aiutare aziende

e società di noleggio a superare le sfide del presente e

del futuro. Al contempo, offriamo la nostra esperienza e tecnologia

per aumentare la loro produttività offrendo il miglior

ritorno sia da un punto di vista economico sia ambientale”.

[118] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [119]


Sollevamento&Noleggio

Piattaforme aeree

Genie lancia la nuova

piattaforma a

braccio articolato

su cingoli

Z-62/40

TraX in

Europa

LA NUOVA GENIE ha un’altezza massima di lavoro di 20,87 m,

uno sbraccio orizzontale di 12,42 m. L’altezza di scavalcamento

è di 7,8 m e la capacità di sollevamento è di 227 kg.

La prima a braccio

ARTICOLATO

Testi di Damiano Diotti

Vince gli ambienti di lavoro più difficili, in forza delle

proprie, esclusive possibilità: è la nuova Genie TraX

presentata al mercato europeo da Genie.

Fornendo agli utenti finali prestazioni migliorate in ambienti

di lavoro impegnativi e fuoristrada, la piattaforma a braccio

articolato Genie Z-62/40 è ora disponibile in versione

TraX in tutta Europa e in Russia.

La nuova Genie è il primo modello di piattaforma TraX a

braccio articolato del marchio. Offrendo i vantaggi del sistema

di trazione cingolata Genie TraX e di un nuovo motore

diesel Deutz turbodiesel TD2.2 L3, 3 cilindri da 60 CV

(45 kW) Stage V, questo modello è stato progettato per

fornire agli operatori una versatilità ancora maggiore all’aperto,

laddove il gioco si faccia duro.

La piattaforma a braccio Z-62/40 TraX continua ad offrire

le stesse notevoli caratteristiche del modello standard, tra

cui un'altezza massima di lavoro di 20,87 m con uno sbraccio

orizzontale di 12,42 m. A questi valori si aggiunge un’eccellente

altezza di scavalcamento di 7,8 m, con una capacità

di sollevamento di 227 kg.

Dotata di un jib da 1,52 m, che è in grado di offrire un raggio

di movimento di 135 gradi, la nuova piattaforma presenta

anche il vantaggio di avere un ingombro di coda posteriore

zero, girando in sagoma, e un minimo ingombro

frontale, in posizione stivata. La macchina ha anche uno

sbraccio in negativo che raggiunge fino a 1,68 m.

Grazie al proprio sistema integrato Genie Fast Mast, gli

operatori possono, in modo comodo e rapido, scendere

e recuperare attrezzi o materiali, a seconda delle necessità,

e tornare rapidamente all'altezza di lavoro desiderata

servendosi, per fare tutto ciò, di una sola funzione

del braccio.

Per una maggiore produttività, il design a doppio parallelogramma

della piattaforma aerea Z-62/40 TraX consente

il posizionamento preciso della macchina su qualunque

luogo di lavoro. E il sistema di controllo

proporzionale assicura agli utenti un funzionamento fluido

e preciso del braccio.

Esclusivo sistema di guida su cingoli

Quando si lavora in un cantiere con fango, sabbia, neve

o ghiaia, o semplicemente in condizioni di terreno generalmente

morbido, la piattaforma a braccio Genie Z-62/40

TraX esprime il meglio delle proprie attitudini. A differenza

delle tradizionali piattaforme a braccio dotate di

cingoli in acciaio, la Z-62/40 TraX può essere utilizzata

nella maggior parte delle applicazioni come una macchina

su ruote, consentendo agli operatori di massimizzarne

l'impiego nei più disparati cantieri. L'esclusivo sistema

di trazione con cingoli in quattro punti Genie TraX

fornisce a questo braccio un'eccezionale adattabilità ai

terreni e una pressione di contatto inferiore per ridurre i

danni alle superfici sensibili. L'unità TraX ha ampi cingoli

in gomma per assicurare un miglior galleggiamento e una

migliore trazione, in modo che terreni morbidi, bagnati,

ruvidi o altre superfici sensibili (come, ad esempio, il manto

erboso) non rallentino gli operatori.

Deutz 60 hp (45 kW) Stage V

La piattaforma a braccio articolato Genie Z-62/40 è disponibile

con il nuovo Deutz 60 hp (45 kW) TD2.2 L3 Stage

V (con DPF-filtro antiparticolato diesel), motore a 3 cilindri

in linea raffreddato ad acqua, e ricircolo esterno dei gas

di scarico con turbocompressione. Inoltre, la soluzione del

motore Genie Stage V utilizza una nuova tecnologia brevettata

e facile da usare, vale a dire la nuova tecnologia di

"rigenerazione intelligente", che monitora in modo proattivo

la progressione dell'accumulo di fuliggine nel DPF del

motore. Disponibile solo con la soluzione del motore Genie

Stage V, questa tecnologia innovativa è progettata per

avvisare gli operatori che la rigenerazione è necessaria. E

lo fa con largo anticipo rispetto a quando il motore la richiederebbe

in autonomia. Questa caratteristica assicura

ai proprietari di macchine Genie e agli operatori la tranquillità

di sapere che non devono preoccuparsi di come gestire

il processo di rigenerazione sui motori Stage V, poiché

la macchina è progettata per farlo per loro.

[120] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [121]


Truck&Allestimenti

Scarrabili

Testi di Damiano Diotti

LE VARIANTI ADR della gamma

sono tecnicamente opportunamente

modificate per rispondere appieno

ai criteri che regolano il trasporto

di sostanze pericolose in cisterna

(Classi FL-AT) e per il trasporto

di esplosivi (Classi EX/II - EX/III).

I modelli scarrabili Multilift che possono

essere ordinati nelle varianti ADR sono quelli

con prestazioni dalle 14 alle 30 t di portata.

Crescita in

SICUREZZA

Gli scarrabili Multilift

mettono in sicurezza

il trasporto di materiali

classificati come

pericolosi

Una serie di modelli che soddisfano i requisiti della

certificazione ADR per il trasporto dei materiali classificati

come pericolosi (secondo l'ultima normativa

vigente): è l’offerta di Multilift.

Nello sviluppo dei prodotti scarrabili, Multilift mette in rilievo

il tema della la sicurezza. Un tema che concorre direttamente

alla crescita e all’espansione dei servizi che i clienti

Multilift possano offrire a loro volta ai propri, o che fa

fronte alle necessità di movimentare materiali di più ampia

tipologia per la loro stessa attività.

Le varianti ADR della gamma sono opportunamente mo-

dificate, dal punto di vista tecnico, per rispondere ai criteri

delle seguenti classificazioni: Classi FL-AT (per trasporto

di sostanze pericolose in cisterna) e Classi EX/II - EX/III

(per trasporto di esplosivi). Le modifiche al prodotto interessano

i cablaggi, con protezione per mezzo di tubi corrugati

in poliammide con una scatola separata o con un sistema

equivalente (esistono diverse alternative), ma anche i cavi

di collegamento con i connettori jumper M12-M12 e cavi

CAN dotati di doppio rivestimento a treccia metallica tra i due

rivestimenti. Gli scarrabili dispongono, inoltre, del bloccaggio

idraulico anteriore per la cassa.

Un ulteriore supporto offerto al cliente è dato dalla possibilità

di ottenere, direttamente dalla casa madre Multilift, il

certificato. Si eludono così dei passaggi amministrativi.

I modelli scarrabili Multilift che possano essere ordinati nelle

varianti ADR sono quelli della gamma più grande, con

prestazioni dalle 14 alle 30 t di portata.

La rete di concessionari Multilift presente sul territorio

Italiano è già opportunamente formata ed è a totale disposizione

dei clienti per effettuare il processo di ordinazione

e certificazione.

hiab.com

[122] aprile 2021 Costruzioni


Truck&Allestimenti

Allestimenti

SCHEDA TECNICA

Marca e mod.

Lunghezza totale

Larghezza int. cassa

Larghezza esterna

Larhezza interna

Menci SA 700R

8.570 mm

7.500 mm

2.540 mm

2.344 mm

Volume cassa 27 m 3

Spessore pareti

3,5 mm

Spessore fondo

4,5 mm

Peso totale a terra

39.000 kg

Tara

6.000 kg

Freni

a disco da 430 mm

Gommatura 385/65 R 22.5

Online

www.menci.it

in collaborazione con

Menci SA 700R

VASCA

multiruolo

La Menci SA 700R nella variante con

cassa coibentata per la movimentazione

di asfalto. Con la versione Premium

dell’applicazione FeedApp è possibile monitorare

anche la temperatura del carico trasportato.

Ribaltabile e telaio in acciaio per la nuova vasca

Menci, adatta al trasporto di sfusi e inerti.

Anche coibentata per conglomerato bituminoso

di Giovanni Gaslini

Serve per il trasporto di terriccio, sabbia, ghiaia, pietrisco,

fango, asfalto e altro il semirimorchio ribaltabile

SA 700R realizzato dal Gruppo Menci di Castiglion

Fiorentino, in provincia di Arezzo. Il telaio a longheroni e

traverse è costruito in acciaio Domex 700. La cassa a sezione

poligonale (per facilitare il deflusso dei materiali in

fase di ribaltamento) è, invece, in acciaio antiusura Hardox

500 di 3,5 millimetri di spessore in corrispondenza delle

pareti, della testata e del portello e di 4,5 millimetri sul fondo.

La vasca, caratterizzata da una lunghezza interna di

7.500 mm (in alternativa, di 7.200 mm) e da una larghezza

di 2.344 mm, ha una volumetria di 27 metri cubi, con

sponde di 1.640 mm di altezza.

Freni a disco e cerchi in lega

Nella configurazione a tre assi fissi (il primo sollevabile)

[124] aprile 2021 Costruzioni

Costruzioni aprile 2021 [125]


Allestimenti

In alto un SA 700R agganciato a un trattore.

In senso orario, le cerniere del ribaltabile, i cani di chiusura

e il portellone posteriore ad apertura idraulica.

con tridem Bpw o Saf a sospensioni pneumatiche, freni a

disco di 430 mm di diametro e cerchi in lega leggera con

campanatura di 120 mm, il semirimorchio ha una tara di

circa 6.000 kg. La gommatura standard è basata sulle classiche

385/65 R 22.5.

Il portellone posteriore è dotato di un sistema di apertura

ad azionamento idraulico e idraulici sono anche i cani di

chiusura. La barra paraincastro posteriore può essere sollevata

mediante un dispositivo pneumatico. L’SA 700R è

disponibile in numerose versioni: con cubature della cassa

comprese fra 25 e 28 metri cubi, con portellone a tenuta

stagna e nella variante con vasca coibentata per il trasporto

di catrame destinato alle finitrici stradali.

Anche con l’applicazione per tablet

Per la propria gamma di ribaltabili e per altre tipologie di veicoli

come gli allestimenti per il trasporto di mangimi, Menci

[126] aprile 2021 Costruzioni

ha messo a punto l’applicazione per tablet o smartphone

FeedApp, conforme ai requisiti del piano Industria 4.0.

Permette, attraverso la connettività di bordo garantita da

una centralina, di tenere sotto controllo i principali parametri

operativi dei mezzi. Per i ribaltabili, la FeedApp è proposta

in due versioni: Basic e Premium. Con la Basic il responsabile

della logistica è in grado di verificare i carichi assiali del

semirimorchio, il carico teorico in fase di sollevamento, la

velocità del mezzo, la pressione del circuito idraulico, lo stato

della cassa (appoggiata al telaio o sollevata), la situazione

del portello (chiuso o aperto) e il posizionamento del

telone copri-scopri. La versione Premium, oltre a queste

funzionalità, permette di verificare anche un ampio ventaglio

di parametri aggiuntivi. Che spaziano dalla posizione

della barra paraincastro agli angoli d’inclinazione del telaio

(laterale e longitudinale) fino alla pressione dei pneumatici

e allo stato di usura dei freni.

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