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coltivatore veneziano Maggio 2021

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CV

Numero 1

Maggio 2021

IL COLTIVATORE

VENEZIANO

Solidarietà

CONSEGNATI

I PACCHI

SOLIDALI

Epaca

ESONERO

CONTRIBUTIVO

PER IL 2021

Formazione

IL PROGRAMMA

DEI PROSSIMI

CORSI

Anno XXXXIII - Periodico Trimestrale - Poste Italiane S.P.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - Aut. N°824/2020 - Stampe in Regime Libero - Contiene I.R.

Green & Sostenibile

È IL FUTURO CHE ATTENDE

L’AGRICOLTURA ITALIANA

E VENEZIANA


NUTRIBIO N: FERTILIZZANTE NATURALE DI NUOVA GENERAZIONE,

ULTERIORE TRAGUARDO DELLA RICERCA VERSO IL PROGRESSO,

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L’efficacia di Nutribio N è stata verificata e confermata

sui campi sperimentali del Consorzio Agrario del Nordest.

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BIO


EDITORIALE

di Andrea Colla

Presidente di Coldiretti Venezia

Coldiretti, PRESENTE!

L’ultimo anno, che nessuno potrà mai scordare, ci ha messi di fronte a delle prove molto

difficili, in alcuni casi drammatiche. La pandemia, a qualcuno, ha portato via parenti,

amici, a volte il lavoro. In tutti i casi, gli equilibri sono stati scardinati e dobbiamo essere

coscienti che il mondo è cambiato.

Ci sono molte persone in difficoltà, si parla di un milione di nuovi poveri e oltre 500.000

disoccupati. Coldiretti per questo ha messo in campo una imponente campagna di

solidarietà che ha coinvolto l’intero Paese e che ha visto anche noi veneziani in prima

linea per le consegne ai bisognosi, durante le feste di Pasqua. Sono stati distribuiti, a

livello nazionale, 1 milione di kg di prodotti alimentari rigorosamente made in Italy.

Nello stesso periodo, abbiamo dato al Ministero la disponibilità affinchè le nostri sedi

diventassero punti vaccinali, offrendo una collaborazione fattiva per potenziare i numeri

dei vaccinati. Coldiretti si dimostra una forza sociale, sempre presente, con un obiettivo

preciso: difendere i nostri produttori agricoli ed essere un punto di riferimento per il

consumatore che deve diventare sempre più consapevole di quale ricchezza noi italiani

abbiamo per le mani! Un patrimonio enogastronomico e culturale prezioso, che ogni

giorno ci vogliono portare via! Per questo Coldiretti lavora instancabilmente: solo

poche settimane fa abbiamo assistito al tentativo subdolo di alleggerire le norme sulle

frodi alimentari con la modifica di una parte della normativa di riferimento (art. 5 bis

L. 283/1962). Coldiretti ha interpellato immediatamente i Ministri per fare chiarezza

sugli effetti negativi che potrebbe avere l’etichetta “Nutriscore” che dietro una facciata

di salutismo cela un sistema fuorviante, discriminatorio ed incompleto che boccia con

un semaforo rosso alimenti sani e naturali per favorire prodotti artificiali, ricchi di

edulcoranti al posto dello zucchero di cui in alcuni casi non è nota nemmeno la ricetta.

Il Ministro Patuanelli si è già impegnato con noi a proseguire l’impegno sull’etichettatura

obbligatoria nazionale, in attesa di quella europea con l’indicazione del Paese di origine

del prodotto agricolo. Coldiretti non abbassa la guardia nemmeno nel nostro territorio

quando si tenta di distruggere i campi con impianti di fotovoltaico, così come sta

accadendo a Loreo in provincia di Rovigo. Si può fare energia green da fonti rinnovabili

senza consumare suolo agricolo? Si deve e si può! Su questo Coldiretti è intransigente

e fa ben sperare il susseguirsi di dichiarazioni di rappresentanti politici e istituzionali

a sostegno del nostro obiettivo, approvare il progetto di legge depositato in Consiglio

Regionale che individua le zone idonee alla installazione di moduli: cave dismesse, tetti

dei capannoni abbandonati e zone marginali, preservando le aree agricole lasciando che

su di esse possano intervenire le imprese agricole con micro interventi in connessione con

l’attività agricola principale.

Coldiretti c’è ed è pronta, nelle mille sfaccettature che la vedono coinvolta per rendere

l’agricoltura italiana vincente, dal piccolo quartiere locale, all’isola veneziana, ai massimi

sistemi nazionali. Le regole sono le stesse, preserviamo e valorizziamo il territorio e le

aziende che ci operano.

Il Coltivatore Veneziano n. 01.2021

3


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materie prime 100% naturali a sostegno di un’economia

circolare che salvaguardia ambiente e salute umana.


L’INTERVENTO

di Giovanni Pasquali

Direttore Coldiretti Venezia

Fieri di un’agricoltura

Green e di qualità

Nei mesi scorsi abbiamo organizzato degli incontri per gli associati veneziani in merito alle

opportunità contenute nella Legge di Bilancio e alla Sabatini: focus d’interesse il credito

d’imposta nell’ambito della norma Agricoltura 4.0. L’obiettivo fondamentale per noi è

trovare delle risorse utili ad agevolare investimenti su nuovi beni strumentali. La tendenza

del futuro è rivolta verso un’agricoltura sempre più sostenibile. C’è da dire che l’agricoltura

italiana in Europa riveste già un ruolo strategico per la transizione ecologica prevista dal

nuovo Recovery Plan italiano. Si sta lavorando per creare un Albo che poggerà su di un

codice etico ed uno tecnico, pubblico e di facile consultazione a cui potranno fare riferimento

tutti gli imprenditori capaci di utilizzare metodi di precisione, digitalizzazione, innovazione

che soddisfi le esigenze dell’agricoltura, intesa come progresso del comparto tutto. Sono

sempre di più, anche nella nostra provincia, le aziende che decidono di approcciarsi a

metodi di coltivazione alternativi anche se dobbiamo essere consapevoli che la coltivazione

convenzionale in Italia può fregiarsi di alti primati. Una prova ne è la recente analisi su dati

Efsa che ha controllato capillarmente 96.302 campioni di alimenti in vendita nell’Unione

Europea fornendo uno spaccato della presenza dei residui di pesticidi su frutta, verdura,

cereali, latte e vino prodotti all’interno dei Paesi dell’Unione o provenienti dall’estero:

ebbene l’Italia ha il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di

prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari: registra appena uno 0,9% contro i 5,6%

di prodotti agroalimentari extracomunitari e una media Ue dell’1,3%.

Altro passo importante verso la sostenibilità è rappresentato da una migliore gestione

dell’acqua: pensando che la nostra Regione recupera solo il 5% dell’acqua piovana:

rispetto alla media nazionale il dato è preoccupante e dimostra quanto bisogno ci sia di

investimenti in questo campo. Ecco che per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità

di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie Coldiretti ha elaborato

e proposto per tempo un progetto concreto immediatamente cantierabile, si tratta

di un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati

dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, prova ne

siano gli ultimi mesi trascorsi. Ci riferiamo alla realizzazione di una rete di piccoli invasi

con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e

il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure

autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto complessivo

e ottimizzare i risultati finali. L’idea è di “costruire” senza uso di cemento, per ridurre

l’impatto ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservino l’acqua per

distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta

importante sull’ambiente e sull’occupazione. Il piano della Coldiretti sulle risorse idriche

per il Recovery Plan punta alla transizione verde in modo da risparmiare il 30% di acqua!

Un progetto ideato ed ingegnerizzato e poi condiviso con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa

Depositi e Prestiti con il coinvolgimento anche di Università. La realizzazione di questo

progetto ci porterà ad una svolta decisiva non solo verso un’agricoltura sempre più green,

ma anche una gestione del territorio sempre più sostenibile.

Il Coltivatore Veneziano

Trimestrale di Coldiretti

Venezia - Anno XXXXIII

n. 01 - Maggio 2021

Autorizzazione

Tribunale di Venezia

n. 623/72

Direttore Responsabile

Giovanni Pasquali

Coordinamento redazionale

Elena Trevisan

Proprietario - Redazione

Amministrazione

Via Torino, 180

30172 Mestre Venezia

T 041 5455210

F 041 5455215

venezia@coldiretti.it

Editore e stampa

Edimarca sas

Strada Comunale delle Corti, 54

31100 Treviso

T 0422 305764

info@edimarca.it

Iscrizione ROC 14021

Il Coltivatore Veneziano n. 01.2021

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IN PRIMO PIANO

Gravi danni nei campi

Clima pazzo, prima siccità

e caldo anomalo, poi il gelo

Da metà gennaio ad aprile non c’è stata

una pioggia, tanto che in alcune zone della

provincia di Venezia i tubi per l’irrigazione

di soccorso erano già a terra da metà marzo.

E’ stato il caso del Consorzio di Bonifica

Bacchiglione che ha risposto alle richieste

d’acqua delle aziende orticole di Chioggia e

della Riviera del Brenta rivedendo le date

che da sempre sono state un riferimento

puntuale sull’organizzazione dei lavori, in

vista delle irrigazioni- così ci aveva spiegato

Paolo Ferraresso presidente del Consorzio

di Bonifica Bacchiglione. Nel portogruarese

invece, ci faceva sapere Andrea Pegoraro,

presidente della sezione Coldiretti, a fine

Marzo le semine di mais e soia non erano

ancora partite perché i terreni erano troppo

secchi ed irrigarli per la fase meramente

preparatoria alla semina, sarebbe stato

troppo dispendioso. Nella restante parte

della provincia si registrava una situazione

di allarme in cui a soffrire maggiormente

erano i cereali autunno vernini come l’orzo

e il frumento, ma anche le orticole che

necessitavano di un supplemento idrico e

così per le barbabietole seminate ai primi

giorni di marzo che senza l’arrivo dell’acqua

stentavano a crescere. In questa panoramica

di anomala siccità e una temperatura mite

che aveva anticipato l’accrescimento dei

germogli, si è scatenato uno scenario ancor

più preoccupante: dopo l’arrivo dell’acqua

nei primi giorni di aprile, gli agricoltori

hanno fatto i conti con la venuta del gelo

che ha procurato dei danni irreparabili nelle

campagne.

Vigneti ma soprattutto frutteti hanno

registrato dei danni molto gravi, tanto

che i produttori hanno stimato perdite di

prodotto: i germogli dei frutteti sono stati

completamente bruciati, così come le vite,

in alcune zone del Veneto Orientale, a causa

delle molte ore sotto zero sono andate in

sofferenza.

Sono stati segnalati danni alla barbabietola

così anche per le produzioni di asparagi.

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IN PRIMO PIANO

Da Chioggia, Solange Boscolo coltivatrice

diretta ci fa pervenire le foto degli asparagi

completamente bruciati dal gelo. “E’ la

prima volta che assisto ad un simile evento”

racconta Solange “avevamo coperto il

terreno con il tessuto per proteggere gli

asparagi ma stamane quando abbiamo tolto

il telo abbiamo trovato una brutta sorpresa.

La condensa che si era formata nelle ore

più calde si era completamente ghiacciata,

rovinando la produzione”. Hanno sofferto

i fiori nei garden all’aperto come pure i

grandi seminativi esposti al freddo gelido,

ma anche le api che ingannate dal caldo

erano uscite dagli alveari hanno subito

pesanti conseguenze. La produzione del

miele di acacia, ci fa sapere l’apicoltore

Emanuele Marchesan, per quest’anno sembra

compromessa. Una situazione drammatica

per molte imprese agricole che hanno visto

perdere in pochi giorni, il lavoro di un intero

anno. Le variazioni climatiche sono diventate

più che mai, un grave problema per i nostri

agricoltori.

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NAZIONALE

L’Italia blocca Nutriscore

L’etichettatura nutriscore influenza

il consumatore a scegliere prodotti

con ingredienti di sintesi

spacciandoli per più salutari

L’Italia ha bloccato il documento di

conclusioni del Consiglio Agricoltura UE

che avrebbe accelerato l’adozione di un

sistema di etichettatura a colori sul modello

del Nutriscore francese che danneggia le

produzioni Made in Italy e non informa

correttamente i consumatori. Coldiretti ha

espresso apprezzamento per la presa di posizione

del Ministro delle Politiche Agricole (Teresa

Bellanova) che si è opposta insieme ai colleghi

della Repubblica Ceca e Grecia, con il sostegno

di altri Paesi, ed ha incassato, in occasione

del Consiglio Nazionale di Coldiretti al quale

in neo Ministro delle Politiche Agricole

Stefano Patuanelli è intervenuto, anche il suo

impegno a contrastare la diffusione di sistemi di

etichettatura fuorvianti quale il nutriscore.

Il documento presentato ai Ministri avrebbe

costituito un approccio poco ambizioso –

sottolinea la Coldiretti - anche per quanto

riguarda l’obbligo di indicazione di origine

obbligatoria, limitandosi a citare solamente

il latte e le carni mentre l’obiettivo della

trasparenza sulla provenienza degli alimenti

deve riguardare tutti i prodotti.

L’etichettatura nutriscore francese come quello

a semaforo adottato in Gran Bretagna influenza

il consumatore, con un bel verde, a scegliere

prodotti con ingredienti di sintesi e a basso

costo spacciandoli per più salutari. Un sistema

fuorviante, discriminatorio ed incompleto

finisce per escludere paradossalmente dalla

dieta alimenti sani e naturali che da secoli

sono presenti sulle tavole per favorire prodotti

artificiali di cui in alcuni casi non è nota

neanche la ricetta. Si rischia di promuovere

cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello

zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come

l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo

della dieta mediterranea, ma anche specialità

come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano

ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette

non possono essere certo modificate.

Un sistema che - sottolinea la Coldiretti - rischia

di espandersi a livello globale dove in gioco ci

sono 44,6 miliardi di esportazioni agroalimentari

tricolori nel mondo tra i quali si conta una

rilevante presenza di prodotti, dai formaggi

all’olio fino ai salumi ingiustamente penalizzati

dal nuovo sistema.

9


NAZIONALE

Etichetta obbligatoria per i salumi

Stop all’inganno della carne

straniera spacciata per italiana

È entrato in vigore il 31 Gennaio l’obbligo di

indicare in etichetta la provenienza su salami,

mortadella e prosciutti per sostenere il vero

Made in Italy e smascherare l’inganno della

carne straniera spacciata per italiana.

L’entrata in vigore dell’etichetta Made in Italy sui

salumi è un momento di svolta per i produttori

italiani, duramente colpiti dal crollo dei prezzi

dei maiali e dal contemporaneo aumento di

quelli delle materie prime per l’alimentazione

degli animali. Il risultato è che le quotazioni

pagate agli allevatori di maiali sono crollate fino

al -38% durante la pandemia, mentre a distanza

di un solo mese dal provvedimento si è registrata

una decisa inversione di tendenza registrando un

balzo del 10%

Il provvedimento, è importante per garantire

trasparenza nelle scelte ai 35 milioni di

italiani che almeno ogni settimana portano in

tavola salumi, secondo un’analisi Coldiretti

su dati Istat, ma anche per sostenere i 5mila

allevamenti nazionali di maiali messi in

ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza

sleale. A preoccupare è infatti l’invasione di

cosce dall’estero per una quantità media di 56

milioni di “pezzi” che ogni anno si riversano nel

nostro Paese per ottenere prosciutti da spacciare

come Made in Italy. La Coldiretti stima, infatti,

che tre prosciutti su quattro venduti in Italia

siano in realtà ottenuti da carni straniere senza

che questo sia stato fino ad ora esplicitato in

etichetta.

Il decreto sui salumi prevede che i produttori

indichino in maniera leggibile sulle etichette le

informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome

del paese di nascita degli animali); “Paese di

allevamento: (nome del paese di allevamento

degli animali); “Paese di macellazione: (nome

del paese in cui sono stati macellati gli

animali). Quando la carne proviene da suini

nati, allevati e macellati in uno o più Stati

membri dell’Unione europea o extra europea,

l’indicazione dell’origine può apparire nella

forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”,

“Origine: Ue e extra UE”. E’ consentito lo

smaltimento delle scorte fino ad esaurimento.

Quando la carne proviene da suini nati, allevati

e macellati nello stesso paese, l’indicazione

dell’origine può apparire nella forma: “Origine:

(nome del paese)”. Pe scegliere salumi ottenuti

da suini nati, allevati, macellati e trasformati

in Italia basterà cercate la presenza esclusiva

della scritta Origine Italia o la dicitura “100%

italiano”.

10


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NAZIONALE

Un pass salvaturismo

Il certificato consentirà

dunque ai cittadini europei

di tornare a viaggiare quest’estate

La Commissione Ue ha presentato l’ipotesi di

un certificato per rilanciare i viaggi in Europa.

Si tratterebbe di un digital green pass vaccinale

per i cittadini europei potrebbe salvare il turismo

straniero in Italia. Si conta già un buco di circa

27 miliardi nelle spese dei viaggiatori dall’estero

che sono crollate del 61% nel 2020 rispetto

all’anno precedente toccando il minimo da

almeno venti anni.

Il certificato in formato digitale o cartaceo sarà

interoperabile e legalmente vincolante per gli Stati

membri e ammetterà tutti i vaccini disponibili sul

mercato, consentirà dunque ai cittadini europei di

tornare a viaggiare quest’estate fornendo la prova

di essersi sottoposti alla vaccinazione, oppure di

essere risultati negativi a un test o di essere guariti

dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi.

Essendo una proposta di regolamento di Consiglio

e Parlamento europeo, dovrà essere approvato

secondo la normale procedura di co-decisione,

presumibilmente accelerata per consentirne

l’entrata in vigore in tempi rapidi.

L’assenza di stranieri in Italia grava sull’ospitalità

turistica nelle mete più gettonate che risentono

notevolmente della loro mancanza anche perché i

visitatori da paesi europei hanno tradizionalmente

una elevata capacità di spesa. Ad essere

penalizzate sono state soprattutto le città d’arte,

che sono le storiche mete del turismo dall’estero,

ma anche gli oltre 24mila agriturismi nazionali

dove gli stranieri in alcune regioni secondo

Campagna Amica rappresentano tradizionalmente

oltre la metà degli ospiti. La mancanza di

vacanzieri si trasferisce a valanga sull’insieme

dell’economia per le mancate spese per alloggio,

alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e

souvenir.

La pandemia ha sconvolto la mappa del turismo

in Europa con la Germania che, con 261 milioni

pernottamenti, sorpassa l’Italia scesa ad appena

203 milioni di pernottamenti , classificandosi

come la principale destinazione turistica del

Vecchio Continente.

De Cecco aderisce a Filiera Italia

Lo storico pastificio De Cecco ha deciso

di aderire a Filiera Italia, la nuova realtà

associativa che riunisce per la prima volta in

una Fondazione il meglio della produzione

agricola nazionale, rappresentata da Coldiretti,

dell’industria alimentare, della distribuzione e

delle più importanti componenti economiche

del sistema Paese. L’adesione è stata comunicata

dal Cavaliere del Lavoro Filippo Antonio De

Cecco, Presidente e Amministratore delegato

dell’azienda abruzzese, al Presidente della

Coldiretti Ettore Prandini e al Consigliere

delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia,

in visita allo stabilimento di Fara San Martino,

in provincia di Chieti. Di fronte alle difficoltà

del Paese aggravate dall’emergenza Covid

e alle grandi opportunità che vengono per

l’economia e l’occupazione dalla valorizzazione

del Made in Italy, è stato deciso di avviare un

percorso comune, per una sempre maggiore

valorizzazione del grano duro italiano di alta

qualità anche attraverso contratti di filiera che

interessino un numero sempre maggiore di

produttori nazionali, con il comune obiettivo di

risultare sempre meno dipendenti dall’estero.

12


REGIONALE

Al via la stagione

irrigua del Veneto

Sulla gestione idrica incombe il

deflusso ecologico. Servono deroghe

all’applicazione della normativa UE

Con la giornata dell’irrigazione promossa

dall’Anbi Veneto il 15 Marzo è ufficialmente

iniziata la stagione irrigua in Veneto. Alla tavola

rotonda insieme all’Assessore regionale Federico

Caner, Coldiretti Veneto ha contestualizzato

l’evento nell’ambito della sicurezza idraulica

e le anomalie climatiche testimoniate da

eventi anche se prevedibili pur sempre di

portata straordinaria. L’irrigazione ha svolto

un ruolo importante per il sistema agricolo

del Veneto - ha detto il presidente Daniele

Salvagno - promuovendo lo sviluppo economico

attraverso una maggiore diversificazione delle

produzioni agricole con più elevato valore

aggiunto. Attualmente sono serviti con sistemi

strutturati e non 550.000 ettari, ovvero al

50% del territorio regionale. La gestione del

sistema della bonifica è cruciale per la difesa

del territorio veneto: su 1.170.000 ettari di

superficie controllata, il 40% è gestito del

sistema delle idrovore, con punte del 100% nella

bassa pianura (si contano 184.600 ettari sotto il

livello del mare). La difesa idraulica consortile

ha retto, a riprova, nell’alluvione del 2010, e i

consorzi stanno contribuendo alla realizzazione

e alla gestione dei bacini di laminazione delle

piene che la Regione ha individuato lungo i

corsi d’acqua più critici. In un quadro generale

già vulnerabile la questione di un programma

europeo sulla protezione idrica è preoccupante

- ha spiegato Daniele Salvagno - tanto che

Coldiretti Veneto ha promosso una mozione

recentemente approvata in Consiglio regionale,

che impegna la Giunta ad agire con l’Autorità

di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali a

svolgere studi approfonditi valutando le giuste

deroghe alla Direttiva Quadro delle Acque.

Per raggiungere “lo stato buono” del distretto

idrografico veneto, tra le misure previste, c’è

anche l’introduzione del “deflusso ecologico”

che impone un maggiore rilascio delle acque

a valle delle opere di presa lungo i fiumi. In

particolare, questo obbligo vale per i fiumi a

regime “torrentizio” come il Piave e il Brenta,

solo per citare i più importanti. La pratica irrigua

fortemente ridimensionata con l’applicazione

senza deroghe del deflusso ecologico metterebbe

a rischio tutte le coltivazioni già alle prese

con le variazioni del clima che portano ad

annate siccitose con lunghi periodi di assenza

di pioggia. Le dinamiche vanno analizzate nel

loro complesso perché interessano l’agricoltura,

la produzione di energia, la fruizione turistica

delle aree di montagna e di pianura e, in

definitiva, tutta la cittadinanza. Coldiretti

chiede deroghe all’applicazione per la ricarica

delle falde. Si tratta di una scelta strategica -

conclude Salvagno - che consente di alimentare

un processo virtuoso di vivificazione dei centri

urbani non solo dei campi.

13


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PROVINCIALE

I pacchi solidali

Coldiretti Venezia consegna

alle famiglie bisognose i pacchi

alimentari Made in Italy

Coldiretti Venezia nel mese di Aprile è stata

occupata nella distribuzione di pacchi solidali.

“Ci arrivano numerose le segnalazioni di

persone in difficoltà, da parte di Parrocchie,

Associazioni, a volte sono le persone interessate

a chiamarci- racconta il giovane Davide

Montino, presidente di Agrimercato Venezia

impegnato in prima linea nella consegna -

ci siamo organizzati per arrivare nelle case

e consegnare direttamente quanto messo

a disposizione dall’iniziativa promossa da

Coldiretti nella nostra provincia così come in

tutta Italia, a sostegno dei più bisognosi.”

Tra gli appuntamenti prefissati la Casa della

Solidarietà a Mestre in via Santa Maria dei

Battuti, dove le famiglie bisognose sono abituate

a recarsi per avere la spesa, hanno ricevuto in

dono anche il pacco della Coldiretti. “L’aiuto

della Coldiretti è davvero apprezzato- afferma

Elisa Lombardi responsabile dell’Emporio

Solidale- le famiglie che ci chiedono aiuto

sono passate da 53 nel 2019 a 170 nel 2021 e

continuamente riceviamo nuove richieste che in

tutti i modi cerchiamo di accontentare”.

Decine di mezzi sono stati organizzati per le

consegne lungo tutta la Penisola. Quasi un

migliaio le confezioni riservate al Veneto pari a

35 mila chilogrammi di prodotti Made in Italy.

Ogni famiglia è destinataria di un pacco di

oltre 50 chili con prodotti 100% italiani tra cui

pasta e riso, Grana Padano, biscotti, sughi, salsa

di pomodoro, tonno sott’olio, dolci e colombe

pasquali, stinchi, cotechini e prosciutti, carne,

latte, panna da cucina, zucchero, olio extra

vergine di oliva, legumi e formaggi.

Un’operazione che vuole essere un segnale

di speranza per il Paese e per tutti coloro

che in questi mesi hanno pagato più di

altri le conseguenze economiche e sociali

dell’emergenza Covid. Ma anche evidenziare

le grandi eccellenze del BelPaese che hanno

contribuito a rendere famoso nel mondo uno

stile di vita alimentare, sicuro e di qualità.

“Essere impegnati in questa missione nel

periodo di Pasqua - spiega Davide Montino - è

un’esperienza toccante. Ogni giorno gli incontri

arricchiscono umanamente il nostro lavoro.

15


PROVINCIALE

Rispettando la dignità delle persone e la loro

privacy, raccogliamo anche le testimonianze di

vita degli invisibili. Da chi come single e senza

lavoro si trova a crescere i bambini, dipendenti

della ristorazione che hanno perso il lavoro con

una famiglia da mantenere, chi deve pagare il

mutuo della casa ed ha perso il lavoro. Il Covid

sta lasciando un segno indelebile sulle fasce

più deboli della società - sottolinea Giovanni

Pasquali direttore di Coldiretti Venezia -

questo che stiamo compiendo è un atto di

responsabilità sociale”.

Fotovoltaico a terra

Già raccolte migliaia di firme.

La raccolta anche on line

sul sito change.org

Sono già migliaia le firme raccolte contro il

“Fotovoltaico su terra”. La petizione promossa

dal comitato civico Mamme Zero Consumo

Suolo è operativa dai primi giorni di Aprile. Nei

mercati coperti di Campagna Amica i produttori

a sostegno della iniziativa sono a disposizione

per dare informazioni su quanto stia accadendo

sul territorio regionale e sul progetto di legge

ora in Consiglio Regionale che se approvato

bloccherebbe questo scempio. Il rischio è che i

campi coltivati vengano sottratti agli agricoltori,

come sta accadendo con oltre 50 ettari a Loreo

nel Polesine, a favore di grandi società spesso

straniere che con la scusa della produzione di

energia pulita deturpano il paesaggio installando

distese di pannelli solari sui terreni fertili oggi

coltivati per produrre cibo. La normativa che

sta seguendo l’iter amministrativo definisce le

aree dove poter insediare i moduli fotovoltaici

ovvero sui tetti dei capannoni abbandonati, sulle

cave dismesse e su zone marginali senza privare

i cittadini di un pezzo di verde fruibile a tutti

ma soprattutto la base del lavoro delle nuove

generazioni di imprenditori agricoli che vogliono

investire con soluzioni ecosostenibili con piani di

sviluppo rurale rispettosi dell’equilibrio naturale.

Coldiretti Veneto registra intanto gli atti

amministrativi di alcuni comuni virtuosi. Il primo

tra tutti Nogarole Rocca in provincia di Verona

che ha bandito i pannelli solari dal perimetro

comunale con una delibera già mesi fa. Stessa

attenzione ha dimostrato recentemente il comune

di Boara in provincia di Rovigo opponendosi

ad una proposta di installazione. Si tratta di

esempi che possono fare la differenza in attesa

dell’approvazione definitiva della norma veneta e

che ci auguriamo possano essere imitati da tutti i

Sindaci del Veneto.

16


PROVINCIALE

La mobilitazione di Coldiretti Veneto continua

senza sosta e coinvolge anche i più piccoli con

un concorso scuola per animare un dibattito

sulla bellezza del creato e fornire una prospettiva

diversa alla società, quella vista con gli occhi

innocenti dei bambini.

All’insegna della condivisione degli obiettivi

l’appello è rivolto a tutte le forze sociali, ai

rappresentanti dei gruppi spontanei, affinchè la

voce di una singola mamma di Rovigo, insegnante

e ispiratrice del movimento di protesta, diventi un

coro unanime.

N

fotovoltaico

a terra

Siamo semplici cittadini veneti

Amiamo la nostra terra e vorremmo che venisse consegnata ai nostri figli e ai nostri nipoti in buono stato. Il

territorio della nostra regione è ancora bello e ben tenuto e ciò lo si deve innanzitutto agli agricoltori che

sono impegnati quotidianamente a produrre cibo buono e sano, investendo in quelle cose che anche noi

desideriamo: il rispetto della natura e degli animali, la cura della bellezza, la sicurezza alimentare, il minor uso

possibile di prodotti chimici.

Abbiamo saputo che una parte importante dei campi attualmente coltivati verrà destinata all’installazione

di pannelli fotovoltaici a terra.

Siamo d’accordissimo che si investa per produrre energia pulita che non inquini, ma perchè sacrificare i

terreni coltivati?

Basta guardarsi attorno per vedere tante aree degradate, tetti ancora con l’amianto che potrebbero essere

coperti dai pannelli fotovoltaici! Quanti capannoni abbandonati potrebbero essere utilizzati per produrre

energia green!

Perchè distruggere la bellezza di un campo coltivato?

Diciamocelo sinceramente: chi può dire che questi pannelli a terra sono belli? Nessuno!

In questi giorni si parla del parco fotovoltaico in provincia di Rovigo che i contadini della Coldiretti stanno

combattendo. Quell’area ha anche un valore turistico, è a pochi passi dal delta del Po. I turisti che arrivano da

lontano saranno contenti di percorrere quelle strade “ammirando” i pannelli fotovoltaici, piuttosto che i

campi di grano o di lavanda?

Smettiamola di distruggere irreparabilmente queste terre, perchè ci sono tanti altri modi per fare energia

pulita. Noi siamo con i contadini che con la loro denuncia ci hanno informato di cosa sta accadendo. Ed ora

loro non sono più soli perchè con loro ci siamo noi.

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17


PROVINCIALE

Allarme nutrie, problema serio

A rischio l’assetto idrogeologico,

servono nuovi strumenti e risorse

per il piano di controllo

Per gli agricoltori la nutria rappresenta un grave

problema già da parecchi anni. Rive che franano,

argini che cedono, fossati come colabrodo,

gli operatori agricoli sono esposti sempre più

ad incidenti durante le fasi di lavorazione in

campagna a causa del proliferare delle nutrie.

Nonostante l’intervento della Regione con il

decreto n. 1545 del 10 ottobre 2016 inerente

“Piano Regionale Triennale Nutria, per il

suo contenimento, controllo ed eventuale

eradicazione”, già prorogato e valevole fino a

giugno 2021, il problema è più che mai allarmante

e colpisce tutta la provincia di Venezia da nord

a sud, “Molti degli argini sono completamente

franati- afferma Stefano Lionello segretario di

zona di Cavarzere- e a differenza degli altri anni,

le nutrie ora stanno arrivando anche in centro

città”. “Le sponde dei canali sono completamente

rovinate, tanto da costringere l’intervento del

Consorzio di Bonifica per la sistemazione, con

ingenti spese che ricadono su tutta la collettività.

Mi chiedo se sia necessario che succeda

un’alluvione prima che si affronti questo problema

in modo sistematico,” afferma Andrea Pegoraro

presidente di sezione Coldiretti Portogruaro e

consigliere del Consorzio di Bonifica del Veneto

Orientale, denunciando una situazione ormai

insostenibile di cui deve prendere coscienza non

solo chi vive in campagna. Problematica questa,

che riguarda tutti i Consorzi di Bonifica non solo

quello a nord della provincia.

La nutria vive a stretto rapporto con l’acqua,

nelle vicinanze di canali, fiumi e stagni; ma arriva

tranquillamente in terraferma ed in mezzo ai

campi coltivati alla ricerca di cibo. Essa è ormai

colonizzata lungo la rete idraulica di bonifica della

provincia di Venezia tanto che si stima la presenza

di diverse decine di migliaia di capi e la situazione

sta peggiorando quotidianamente.

È pericolosa non solo dal punto di vista del rischio

igienico sanitario derivante dal fatto che la nutria

può trasmettere la leptospirosi, pericolosa malattia

trasferibile all’uomo, ma in particolare per il

danneggiamento della rete idraulica, mettendo

a rischio la stabilità e l’integrità degli argini di

canali e fiumi con l’aggravarsi del problema in

questi ultimi anni di piogge torrenziali. “Presidio

la mia campagna da anni, afferma Michele Borgo,

presidente di sezione di Cavallino Treportirispetto

pedissequamente la normativa e ne

catturo diverse all’anno (la normativa prevede

che se ne possano catturare e seppellire 20kg ad

ettaro) ma il problema è per le grandi estensioni

di terreno che non consentono un controllo

semplice o per i terreni demaniali dove nessuno

agisce. Lì si assiste ad un proliferare di roditori,

portando a danni consistenti ai terreni”.

Dal 2016 dopo anni di pressing da parte di

Coldiretti, la Regione aveva affrontato il

problema con un piano organico ed una strategia

comune coinvolgendo tutte le Amministrazioni

predisponendo sia una formazione adeguata, sia

anche delle indicazioni per la cattura dei roditori

e per il loro smaltimento.” Per la provincia di

Venezia il problema è drammatico- sottolinea

il presidente di Coldiretti Venezia, Andrea

18


PROVINCIALE

Colla- per questo chiediamo che venga valutato

un nuovo piano di intervento più incisivo che

tenga conto dei gravi danni causati dal roditore,

sia sulle arginature che sui raccolti. Tale piano

dovrebbe essere reso efficace attraverso l’uso di

tecnologie d’avanguardia per individuare i siti di

insediamento del roditore, integrato con incentivi

ad hoc per sostenere le azioni di abbattimento e di

smaltimento delle carcasse e per attivare moderni

strumenti che in tempo reale favoriscano la

mappatura della presenza delle nutrie.

L’attenzione sull’argomento è alta tanto che dal

territorio è arrivata fino ai tavoli del Consiglio

Regionale con una mozione in discussione a

Palazzo Ferro Fini affinché siano prese le misure

necessarie per affrontare una programmazione

quinquennale con gli strumenti all’altezza delle

richieste manifestate dagli imprenditori agricoli

e dagli enti coinvolti. Questa situazione, se

trascurata, può solo degenerare ulteriormente. Su

questo l’amministrazione regionale può impegnarsi

da subito, prevedendo nuove metodologie

applicate alla prospettiva di una programmazione

di cinque anni, con soluzioni all’altezza delle

richieste di sicurezza non solo manifestate dal

mondo dell’agricoltura ma dall’intera collettività.


PROVINCIALE

Incontri webinar per gli associati

Legge di Bilancio, legge Sabatini

e Credito d’imposta Agricoltura 4.0

La pandemia ci costringe a nuove formule di

comunicazione quali i webinar a cui Coldiretti

Venezia ha ricorso in più occasioni per incontrare

gli associati, in particolare per dare più elementi

informativi, consigli pratici in merito alle

novità sulla legge di bilancio e alle opportunità

offerte dalla Legge Sabatini e alla fruizione

del credito d’imposta agricoltura 4.0. Nel

primo incontro sono intervenuti Silvia Trevisi,

Responsabile dell’Ufficio Assistenza alle Imprese

e Gennaro Vecchione responsabile Fiscale e

Tributario entrambi collegati dagli uffici della

Confederazione Nazionale Coldiretti a Roma. Tra

gli argomenti trattati il mantenimento di alcune

agevolazioni fiscali come l’esenzione al pagamento

dell’imu e l’rap agricola, la cui conferma

arriva da trattative ed un importante lavoro di

concertazione portato avanti dalla Confederazione

Coldiretti al fine di difendere il difficile lavoro

delle imprese agricole italiane. Anche l’abolizione

dell’Irpef agricola rappresenta un ulteriore sgravio

fiscale, portando ad una detassazione per gli

agricoltori in 2 anni di oltre 1,3 miliardi di euro.

Particolare attenzione anche per i giovani che

decidono di intraprendere un’attività agricola, per

gli under 40 è prevista infatti l’esenzione totale

dai contributi previdenziali per i primi 3 anni

di attività. Molte altre novità e conferme sono

state illustrate dai relatori tra cui il responsabile

dell’area Fiscale Impresa Verde Paolo Bortoletto,

riferimento per Coldiretti Venezia e Veneto, che

vanno a sottolineare l’attenzione del Governo

per lo sviluppo ed il sostegno delle filiere agricole,

della pesca e dell’acquacoltura a cui sono stati

destinati 150 milioni di euro per il 2021. Altro

tema che ha riscosso l’attenzione di molti associati

durante il secondo incontro, riguarda l’agricoltura

4.0: La digitalizzazione delle campagne è un

fattore di grande importanza insieme agli

interventi specifici per il rinnovo dei macchinari

che devono consentire all’azienda agricola di

impiegare in maniera sinergica e interconnessa

tecnologie avanzate con lo scopo di rendere più

efficiente e sostenibile la produzione. Tutto questo

va verso una direzione, ovvero agevolare una

decisa svolta verso una rivoluzione verde, una

transizione ecologica e digitale. Paolo Bortoletto,

ha ripercorso e spiegato le novità presentate prima

nella Legge Sabatini e successivamente nella

finanziaria con il credito d’imposta nell’ambito

della norma Agricoltura 4.0. Entrambe vanno

ad agevolare investimenti su nuovi beni

strumentali, ma vi sono dei vincoli precisi che

vanno attentamente ponderati. Uno tra tutti il

rispetto rigoroso delle norme sulla sicurezza sul

lavoro, a riprova che un’impresa che guarda al

futuro non può prescindere da queste. A portare

esempi pratici sulle tipologie di acquisto di nuove

attrezzature di lavoro e macchinari è stato Paolo

Pometto, responsabile tecnico della ditta Sergio

Bassan. L’obiettivo infatti è di incentivare le

micro e piccole imprese che operano nel settore

della produzione primaria dei prodotti agricoli

ad investire su attrezzature sofisticate, di grande

precisione, caratterizzate da soluzioni innovative

per abbattere in misura significativa le emissioni

inquinanti, ridurre il livello di rumorosità, il

rischio di infortuni, ottimizzando i tempi di

produzione e la precisione nella realizzazione del

lavoro.

20


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PROVINCIALE

L’importanza del sistema SQNPI

Intervista a Franco Passador,

direttore Vi.V.O Cantine

Vi.V.O. Cantine con 2000 soci Produttori

oltre che 6000 ettari di vigneti autoctoni

e internazionali è per dimensione la più

importante cooperativa vitivinicola del Veneto

Orientale, come è maturata la scelta di aderire

al sistema SQNPI?

Vi.V.O. Cantine condivide e supporta

integralmente il sistema SQNPI per una serie

di ragioni. La prima assume carattere etico:

la nostra Cooperativa persegue, per sua stessa

costituzione e natura, gli obiettivi di una

produzione di elevata, riconosciuta qualità, da

sempre improntata alla tutela dell’ambiente e

del consumatore finale.

La seconda riveste natura commerciale: lo

sviluppo di una maggiore sensibilità e quindi

l’incremento di interesse per questo tipo di

prodotti che si sono sviluppati da parte dei

consumatori sul mercato europeo e mondiale.

La terza riflette il quadro normativo vigente a

più livelli: le linee guida europee incentrate sulla

sostenibilità ambientale, come pure il metodo

di calcolo del punteggio aziendale per l’accesso

ai finanziamenti PSR/OCM. Ma anche il deciso

orientamento del Consorzio del Prosecco verso

la DOC Prosecco Sostenibile.

Con tutta evidenza questi rilievi muovono nella

direzione della Certificazione SQNPI che si

prefigge di ridurre l’impatto ambientale prodotto

dall’uso non corretto dei prodotti chimici in

agricoltura. Certificazione declinata secondo

i Disciplinari di Produzione Integrata e le Linee

Tecniche di Difesa Integrata emanati a livello

Nazionale eRegionale.

Sono stati coinvolti tutti gli associati in questo

percorso? Quale adesione si attende?

Posto che trattasi di un progetto di straordinario

valore ed interesse abbiamo raggiunto tutti i

nostri Soci mediante una lettera del nostro

Presidente, Prof. Corrado Giacomini, quindi,

compatibilmente con le vigenti norme

pandemiche, abbiamo organizzato una serie

di videoconferenze informative sul tema cui

ha partecipato un numero considerevole di

Conferenti.

Sulla base dei contatti intrattenuti con i Soci,

ovvero delle loro richieste e manifestazioni di

interesse, ritengo intenda aderirvi oltre il 50%

dei nostri Produttori in generale e la quasi

totalità dei conduttori di Pinot Grigio DOC e di

Prosecco DOC.

Ritiene che l’utilizzo del marchio SQNPI

possa rappresentare un valore aggiunto per

le Cantine ViVO? E quale per i produttori

associati?

Occorre convenire che il marchio SQNPI si


PROVINCIALE

configura quale risposta alla domanda orientata

verso prodotti ad alto contenuto nutrizionale

e salutistico; alla crescente attenzione del

consumatore verso la sicurezza alimentare

e verso la qualità (tipicità e biologico); alla

disponibilità di informazioni sui temi della

tracciabilità del prodotto.

In considerazione di ciò la Certificazione

SQNPI, ovvero il riconoscimento di un marchio

di pregiata qualità, consentirà a Vi.V.O. di

confermare importanti posizioni fino ad ora

raggiunte sui mercati, di creare nuove possibilità

di sviluppo correlate al valore della proposta, di

intercettare una parte qualificata della clientela

particolarmente sensibile ed attenta alla

sostenibilità ambientale.

Vero è che la sostenibilità incide positivamente

sulle performance, genera variabili come

drivers di creazione di valore sia a livello di

differenziazione dell’offerta che sulla strategia

di risparmio dei costi, produce margini di

miglioramento soprattutto nella capacità di

“fare rete” (i rapporti di filiera, il trasferimento

tecnologico e la gestione della conoscenza).

Queste le opportunità, le possibilità concrete

che tale operazione genera a vantaggio della

Cooperativa, ossia dei Soci.

Il mercato è sempre più attento alle modalità

di coltivazione delle materie prime, come vede

il futuro per le aziende vitivinicole, in merito

alla sostenibilità?

Secondo uno studio recente elaborato da

un primario Istituto di ricerca nazionale, la

sostenibilità è vantaggiosa per le aziende in

quanto: migliora la percezione della buona

gestione dell’azienda (26%); porta nuovi clienti

(24%); riduce i costi e aumenta la profittabilità

(21%).

Sul punto si consideri poi la straordinaria

portata dei progetti e dei fondi destinati ora dal

MIPAAF all’Agricoltura Sostenibile, che da

soli imprimono una linea di indirizzo sicura ed

inequivocabile.

Oserei dire che sia sul piano razionale che su

quello pragmatico la via della Sostenibilità è la

prima e unica via percorribile.

Aderire al marchio SQNPI comporta degli

aggravi nel metodo di coltivazione per gli

agricoltori?

La conduzione del vigneto nel rispetto dei

requisiti imposti dai Disciplinari e dalle Linee

Guida di Difesa Integrata Nazionali e Regionali

non comportano un ulteriore aggravio per i

produttori di uve, anzi, la corretta applicazione

dei principi agronomici suggeriti da tali

documenti e dalle buone pratiche indicate

possono consentire finanche un risparmio

economico diretto per gli agricoltori evitando

quando possibile, ad esempio, inutili interventi

di difesa e/o nutritivi. Chiaramente per poter

operare agevolmente in un regime produttivo

più sorvegliato e limitato è fondamentale che i

viticoltori raggiungano un livello di conoscenza

e di esperienza maggiore che in passato.

Dopo questo periodo di pandemia, ritiene che

Franco Passador

siano cambiate le modalità di consumo del

vino?

Risulta difficile parlare dei cambiamenti

avvenuti nel consumo del vino, cioè

di una realtà profondamente segnata

dall’imprevedibilità e dalla criticità Covid-19

ancora in atto, pur tuttavia secondo una

interessante indagine, che ha coinvolto 108

importatori e distributori provenienti da 10

Paesi, per il 48% dei buyer la Pandemia ha

causato un forte impatto sul mercato, per il 40%

un impatto moderato, per il 12%, invece, nessun

impatto. Ne discende che per l’88% dei buyer

intervistati va comunque registrato un certo

impatto.

Nello specifico viene altresì segnalato: un

maggior consumo dei vini locali (17%), un

maggiore interesse per i vini “sostenibili” (14%),

un maggiore interesse per i vini a prezzi entry

level (8%), una riduzione nell’importazione di

vini (5%).

Anche questi dati paiono deporre a favore

delle scelte strategiche compiute dalla nostra

Cooperativa.

Il metodo di coltivazione integrata, cambia la

qualità del prodotto finale?

Va detto che un vino ottenuto da agricoltura

integrata comporta un miglioramento

qualitativo del prodotto, non tanto sotto il

profilo organolettico percepibile da parte del

consumatore finale durante la degustazione

quanto piuttosto sul piano della sua salubrità e

genuinità senza tralasciare i benefici ambientali

diretti che ne derivano (es. una riduzione

della contaminazione delle acque superficiali

e di falda, una minor residualità chimica nei

suoli, il rispetto della flora e fauna selvatica, la

tutela degli insetti impollinatori e della micro

fauna, la riduzione dell’impronta carbonica in

atmosfera, il miglioramento della fertilità dei

terreni, ecc..).

È questa la qualità globale, la qualità reale cui

tutti dobbiamo guardare e tendere.

23


TECNICO

SQNPI

SISTEMA di QUALITÀ NAZIONALE

di PRODUZIONE INTEGRATA

QUAL È LA NORMATIVA

DI RIFERIMENTO?

La LEGGE 3 febbraio 2011, n. 4

Disposizioni in materia di etichettatura e di

qualità dei prodotti alimentari.

All’articolo 2 istituisce il SQNPI, che al

comma 3 recita «È’ istituito il «Sistema di

qualità nazionale di produzione integrata», di

seguito denominato «Sistema». Il Sistema è

finalizzato a garantire una qualità del prodotto

finale significativamente superiore alle norme

commerciali correnti. Il Sistema assicura

che le attività agricole e zootecniche siano

esercitate in conformità a norme tecniche di

produzione integrata, come definita al comma

4; la verifica del rispetto delle norme tecniche

è eseguita in base a uno specifico piano

di controllo da organismi terzi accreditati

secondo le norme vigenti.»

COSA SI INTENDE

PER PRODUZIONE

INTEGRATA?

L’agricoltura integrata o produzione integrata

è un sistema agricolo di produzione a basso

impatto ambientale che prevede l’uso

coordinato e razionale di tutti i fattori della

produzione allo scopo di ridurre al minimo il

ricorso ai mezzi tecnici che hanno un impatto

sull’ambiente o sulla salute dei consumatori

QUINDI…

Scelta di varietà resistenti, uso di

materiale di moltiplicazione certificato,

lotta meccanica alle malerbe o mezzi fisici

(solarizzazione, pirodiserbo, etc.), adozione

di modelli previsionali, concetto di soglia

economica, utilizzo di trappole per gli insetti,

diversificazione nella strategia chimica, utilizzo

di prodotti a bassa tossicità, utilizzo di prodotti

selettivi, mantenimento di biodiversità

nell’agroecosistema, formazione dei tecnici,

taratura delle macchine irroratrici, ecc..

Pertanto nei sistemi di produzione integrata

la lotta chimica con prodotti fitosanitari è

consentita (sebbene in parte limitata) ma deve

essere inserita in una gestione complessiva

di lotta a parassiti ed infestanti che deve

preferire, possibilmente, altri tipi di interventi.

CHI DETTA LE REGOLE?

La Legge 4 del 2011 ha istituito le Linee

Guida Nazionali Produzione Integrata che

vengono aggiornate annualmente; a loro volta

le regioni e Province Autonome redigono

i Piani di Controllo e i Disciplinari di

Produzione Integrata.

CHI PUÒ ADERIRE?

L’adesione al Sistema è volontaria ed è aperta

a tutti gli operatori che si impegnano ad

applicare la disciplina di produzione integrata

e si sottopongono ai relativi controlli.»

La certificazione è rivolta ai seguenti

operatori:

• agricoltori

• condizionatori

• trasformatori

• distributori (nel caso di prodotto

commercializzato sfuso)

Si può aderire sia in forma singola che in

forma associata.

24


TECNICO

QUALI SONO

I PRODOTTI

CERTIFICABILI

Prodotti agricoli Commercializzati sfusi

o confezionati. Al fine dell’ottenimento

della certificazione il controllo da parte

dell’Organismo di Controllo deve coprire le

fasi di coltivazione e post raccolta (costituite

da prepulitura e cernita, trasporto al centro

di lavorazione, calibrazione, conservazione,

condizionamento, confezionamento)

Prodotti trasformati Per potere essere

definito “Prodotto trasformato da produzione

integrata” le materie prime che lo

compongono devono provenire per almeno

il 95% da ingredienti di origine agricola,

riferiti al peso del prodotto finito, conformi

ai disciplinari di produzione integrata di

riferimento

COME SI FA

LA RICHIESTA

DI ADESIONE?

La richiesta di adesione va compilata

informaticamente tramite il Sistema

Informativo della Produzione Integrata -

SIPI e prevede, contestualmente, la scelta

dell’Organismo di Controllo tra quelli

accreditati ed inseriti nell’apposita lista gestita

dal Mipaaf.

CHE OBBLIGHI

ULTERIORI HO, RISPETTO

AD UNA AGRICOLTURA

TRADIZIONALE?

Pochi. In generale bisogna garantire

al prodotto certificato il rispetto di:

Rintracciabilità Separazione (delle

produzioni SQNPI dalle altre), Registrazioni,

Comunicazione dei Quantitativi.

Il rispetto dei disciplinari di produzione

integrata di riferimento prevedono la tenuta

delle registrazioni già previste dalla normativa

vigente (es. Quaderno di Campagna) e di

tutta la documentazione e le registrazioni

necessarie a dimostrare il rispetto dei requisiti

dello standard (es. Piani di concimazione,

provenienza del seme, DDT e/o fatture di

vendita indicanti i quantitativi venduti,

identificazione del prodotto raccolto sino al

conferimento al condizionatore).

Sono inoltre previste analisi volte a stabilire

la fertilità dei terreni oggetto di certificazione,

con cadenza variabile a seconda dei risultati

ottenuti, e almeno una analisi multi-residuale

annuale su un campione di prodotto, di

una delle colture delle quali è stata richiesta

l’adesione al SNQPI.

Inoltre si è sottoposti ad una Verifica

annuale di conformità aziendale da parte

dell’Organismo di Controllo che riguarda

tutte le colture per le quali è stata richiesta

la adesione al SNQPI (almeno per quanto

riguarda la presenza delle colture stesse).

QUANDO BISOGNA

FARE LA RICHIESTA

DI ADESIONE?

Per i Produttori agricoli la richiesta può

essere presentata prima dell’avvio delle

pratiche agronomiche relative alla coltura da

certificare oppure, in corso d’opera, nei casi

in cui sia possibile documentare la parte delle

attività colturali già svolte

Per Condizionatori, Trasformatori e

Distributori la richiesta può essere effettuata

in qualunque periodo dell’anno, ma

comunque prima dell’inizio di ogni attività

riguardante la gestione di prodotti o processi

attinenti al SQNPI.

Annualmente è necessario inviare attraverso

il SIPI la conferma di adesione e il piano

annuale di coltivazione con le specifiche

relative alle colture che intende assoggettare

al regime di certificazione

ESISTE UN MARCHIO?

Si. I lotti di prodotto certificati e ottenuti

conformemente a quanto disposto nei

disciplinari regionali di produzione integrata

possono essere identificati mediante l’apposito

marchio del SQNPI. Il Marchio deve essere

usato in conformità con le prescrizioni del

relativo Manuale d’uso.

25


PROVINCIALE

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sito rappresenta l’ulteriore step nel processo di

espansione e riconoscibilità del progetto che lega

ForGreen e Coldiretti Veneto dal 2018 e Coldiretti

Puglia dal 2021.

“Un progetto importante caratterizzato da soluzioni e

benefici concreti dove le forti sinergie, partecipazione e

collaborazione con Coldiretti Veneto e Coldiretti Puglia,

ci hanno consentito di ascoltare e rispondere alle vere

domande ed esigenze della community che ad oggi

coinvolge i Soci Coldiretti” dichiara Vincenzo Scotti,

Amministratore Delegato di ForGreen Spa Società

Benefit. “Alcuni esempi sono l’efficientamento degli

impianti di produzione energetica, servizi e adempimenti

amministrativi, consumo di energia 100% rinnovabile a

condizioni e prezzi vantaggiosi, servizi di certificazione

e gestione della filiera, lo sconto annuale della fascia di

produzione e consumo di punta tramite il meccanismo

F1Free, il nuovo sito energiaagricolaakm0.it e ce ne

saranno molti altri ancora. Le caratteristiche e le

potenzialità sono presenti e in prima linea. Non resta

che attendere online i prossimi aggiornamenti!”

“Coldiretti Veneto è convinta che si debbano sviluppare

energie rinnovabili. Le modalità per sostenere questo

percorso devono essere virtuose per dare agli agricoltori

un ruolo da protagonisti” afferma Daniele Salvagno,

Presidente di Coldiretti Veneto. “Per questo

Coldiretti Veneto sostiene la realizzazione di micro

impianti agro energetici che non sfregiano il territorio,

che non compromettono la bellezza del paesaggio ne

feriscono l’ambiente. Con questi principi l’adesione

di Coldiretti Veneto ha prodotto una comunità

promuovendo progetti eco sostenibili tra gli imprenditori

agricoli e sviluppando una filiera agricola energetica

a kmzero investendo sulla reciprocità degli obiettivi.

Vincenzo Scotti,

Amministratore Delegato ForGreen Spa

La collaborazione

operativa su territorio

regionale - continua

Daniele Salvagno - ha

realizzato cento milioni

di chilowattora annui

prodotti da 2 mila mini

impianti fotovoltaici

installati nelle imprese

agricole che garantiscono

l’autonomia energetica

di circa 60 uffici centrali e periferici di Coldiretti

Veneto. Le sedi amministrative, grazie al tributo

delle aziende, operano in regime di autosufficienza

evitando l’emissione in atmosfera di circa 400

tonnellate di CO2”. “Sta crescendo la prima comunità

agro energetica 100% rinnovabile con il contributo

essenziale della Puglia, una delle regioni più green

d’Italia, dove sarà prodotta, raccolta e ridistribuita

energia agricola a Km0. In Puglia le imprese agricole

socie della Coldiretti, con più di 700 impianti a fonte

rinnovabile, per lo più fotovoltaici installati sulle

coperture dei fabbricati agricoli, producono energia

rinnovabile soddisfacendo il bisogno annuo di oltre 15

mila famiglie, scongiurando l’immissione in atmosfera

di circa 8 milioni di kg di CO2 equivalente ogni

anno. La nostra agricoltura è la più green d’Europa

ed è all’avanguardia di un nuovo modello economico

circolare in cui si produce valorizzando anche gli scarti

con una evoluzione energetica che possa rappresentare

una parte significativa degli sforzi per modernizzare e

trasformare l’economia pugliese ed italiana. L’iniziativa,

non è solo occasione per risparmiare sulla bolletta

elettrica e condividere un’energia a km0, ma uno

stimolo a tutto il Paese che questa nostra grande forza

di Comunità diventi di tutti. Coldiretti Puglia ritiene

indispensabile il contributo del settore al percorso di

transizione energetica della regione, orientato alla

sostenibilità ambientale con la produzione di energia

green, la tutela del suolo, dell’acqua e dell’aria e del

corretto consumo energetico di matrice agricola, quale

leva di competitività e nel contempo di presidio e

salvaguardia dei territori, in particolare nelle aree più a

rischio del Paese”, dichiara il Presidente di Coldiretti

Puglia, Savino Muraglia.

26


FISCALE

Tutte le novità

del “Decreto Sostegni”

Ecco le misure previste a sostegno

delle imprese per sostenere la ripresa

Il 22.03.2021 è stato pubblicato sulla G.U. al n.

70, il Decreto legge n. 41/2021, c.d. “Decreto

Sostegni”, in vigore dal 23.3.2021 e contenente

“Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese

e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi

territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19”.

MISURE

DI CARATTERE GENERALE

NUOVO CONTRIBUTO

A FONDO PERDUTO

È riconosciuto un contributo a fondo perduto

a favore degli “operatori economici colpiti

dall’emergenza epidemiologica «Covid-19», a

prescindere dall’attività esercitata (ossia dal

codice Ateco).

Chi può usufruirne

Tale agevolazione spetta ai soggetti titolari di

partita IVA, residenti in Italia:

• esercenti attività d’impresa/lavoro autonomo

(sono ammessi anche i lavoratori autonomi

iscritti agli Enti di diritto privato di previdenza

obbligatoria, ad esempio, CNPADC, Inarcassa,

CIPAG, ENPAM, Casse Interprofessionali);

• titolari di reddito agrario di cui all’art. 32

TUIR;

• enti non commerciali, compresi gli enti del

terzo settore e gli enti religiosi civilmente

riconosciuti, in relazione allo svolgimento di

attività commerciali.

Condizioni richieste

Al fine di usufruire del contributo in esame è

richiesta la sussistenza delle seguenti 2 condizioni:

• aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi

non superiori a 10 milioni di euro;

• aver registrato nel 2020 un calo mensile

medio del fatturato e dei corrispettivi rispetto

al 2019 di almeno il 30%

Il contributo non spetta:

• ai soggetti la cui attività sia cessata alla data del

23 marzo 2021;

• ai soggetti che abbiano attivato partita IVA

dopo il 23 marzo 2021, ad eccezione degli eredi

che proseguono l’attività del deceduto;

• agli enti pubblici (art. 74 del TUIR);

• agli intermediari finanziari e società di

partecipazione (art. 162-bis del TUIR)

Ammontare del contributo

Il contributo è determinato applicando una

specifica percentuale alla differenza tra

l’ammontare medio mensile del fatturato/

corrispettivi 2019 e l’ammontare medio mensile

del fatturato/corrispettivi 2020. La percentuale

applicabile varia in base ai ricavi/compensi

2019:

• 60% per ricavi e compensi

fino a 100.000 euro;

• 50% per ricavi e compensi

da 100.000 euro a 400.000 euro;

• 40% per ricavi e compensi

da 400.000 euro a 1.000.000 euro;

• 30% per ricavi e compensi

da 1.000.000 euro a 5.000.000 euro;

• 20% per ricavi e compensi

da 5.000.000 euro a 10.000.000 euro.

È comunque riconosciuto l’importo minimo di

1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 per i

soggetti diversi dalle persone fisiche (compresi i

soggetti che hanno attivato la P.IVA nel 2020).

L’importo massimo del contributo erogabile è pari

a 150.000 euro.

27


FISCALE

Per poter beneficiare del contributo, dovrà essere

predisposta apposita istanza secondo il modello

ministeriale approvato con provvedimento prot.

n. 77923/2021 del 23.03.2021, da trasmette

telematicamente all’Agenzia delle Entrate, a

partire dal 30 marzo 2021 e non oltre il 28

maggio 2021.

Impresa Verde Venezia verificherà i presupposti ed

effettuerà la predisposizione nonchè l’invio dell’istanza

di richiesta del contributo a fondo perduto, salvo Vs

diverse indicazioni.

MISURE

DI SPECIFICO INTERESSE

PER IL SETTORE AGRICOLO

ESONERO CONTRIBUTIVO FILIERE

DELLA PESCA E DELL’AGRICOLTURA

La disposizione estende al mese di gennaio

2021 l’esonero dal versamento dei contributi

previdenziali e assistenziali, con esclusione dei

premi e contributi dovuti all’INAIL, per la

quota a carico dei datori di lavoro delle imprese

appartenenti alle filiere agricole, della pesca

e dell’acquacoltura già disposto per i mesi di

novembre e dicembre dal decreto-legge 28 ottobre

2020, n. 137 (articoli 16 e 16-bis), convertito,

con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020,

n. 176, solamente per le attività identificate

dai codici ATECO riportati nell’Allegato 3 del

medesimo decreto legge.

NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA

DI TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE

SALARIALE

Il decreto sostegni aumenta i periodi di

ammortizzatori sociali previsti dalla legge di

bilancio

Periodo

LEGGE DI

BILANCIO

Durata

Dal

Al

Contributo

addizionale

Dipendenti

in forza

Precluso

licenziamento

GMO fino

Cassa integrazione ordinaria

Assegno ordinario FIS

Cassa integrazione in deroga

CISOA

12 settimane (*)

12 settimane (*)

12 settimane (*)

90 giorni

01/01/2021

01/01/2021

01/01/2021

01/01/2021

31/03/2021

30/06/2021

30/06/2021

30/06/2021

No

No

No

No

Assunti dopo

il 25/03/2020

o in forza al

04/01/2021

31/03/2021

(*) I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati che ricadessero nei diversi periodi di fruibilità, sono imputati alle 12 settimane

Periodo

DECRETO

SOSTEGNI

Durata

Dal

Al

Contributo

addizionale

Dipendenti

in forza

Precluso

licenziamento

GMO fino

Cassa integrazione ordinaria

13 settimane

01/04/2021

30/06/2021 No

30/06/2021

Assegno ordinario FIS

Cassa integrazione in deroga

28 settimane

28 settimane

01/04/2021

01/04/2021

31/12/2021 No

Al 23 31/10/2021

marzo

31/12/2021 No

2021 31/10/2021

CISOA

120 giorni

01/04/2021

31/12/2021 No

31/10/2021

28


FISCALE

Vengono sostanzialmente confermati i tempi di

presentazione delle istanze (entro la fine del mese

successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo

di sospensione, ovvero se più favorevole, entro

la fine del mese successivo a quello di entrata in

vigore del decreto ovvero al 30 aprile 2021).

Divieto licenziamenti: due date

Per tutti i datori di lavoro beneficiari degli

ammortizzatori sociali è preclusa la possibilità di

avviare procedure di licenziamento collettivo e di

licenziamento individuale per giustificato motivo

oggettivo fino al 30 giugno 2021.

Tale divieto prosegue fino al 31 ottobre 2021 per i

datori di lavoro che accedono a Assegno ordinario

FIS, Cassa integrazione in deroga e CISOA

Le esimenti restano quelle già previste dai

precedenti decreti ovvero:

• licenziamenti motivati da chiusura definitiva

dell’attività

• contratto collettivo aziendale stipulato dalle

organizzazioni sindacali comparativamente

più rappresentative a livello nazionale (anche

di una sola) di incentivo alla risoluzione del

rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori

che vi aderiscano (nel caso per il licenziamento

il datore di lavoro è tenuto al versamento del

c.d. ticket di licenziamento)

A decorrere dal 1 luglio 2021 il blocco dei

licenziamenti è collegato alla fruizione dei

trattamenti di integrazione salariale con causale

Covid per cui ai datori di lavoro che avviino

procedure di licenziamento interdette resterà

preclusa la possibilità di accedere alla concessione

di tali trattamenti.

ALTRE MISURE

DI INTERESSE

INDENNITA’ LAVORATORI STAGIONALI

DEL TURISMO, STABILIMENTI TERMALI,

SPETTACOLO E SPORT

Ai lavoratori stagionali del turismo, degli

stabilimenti termali, dello spettacolo e agli

incaricati alle vendite, già beneficiari delle

indennità di cui agli articoli 15 e 15 bis D.L.

137/2020, è erogata un’ulteriore indennità una

tantum pari a 2.400 euro.

Un’indennità, della stessa misura, è riconosciuta al

ricorrere di ulteriori fattispecie dettagliatamente

indicate dalla norma.

PROROGA SOSPENSIONE ATTIVITA’

DELL’AGENTE DELLA RISCOSSIONE

Viene esteso al 30 aprile il periodo di sospensione

del versamento di tutte le entrate tributarie e

non tributarie derivanti da cartelle di pagamento,

avvisi di addebito e avvisi di accertamento

affidati all’Agente della riscossione (termine prima

fissato al 28 febbraio).

I versamenti oggetto di sospensione devono

essere effettuati in unica soluzione entro il mese

successivo al termine del periodo di sospensione

(31.05.2021)

ROTTAMAZIONE TER E SALDO

STRALCIO

Le rate della rottamazione ter e del saldo e

stralcio in scadenza nel 2020 possono essere

versate entro il 31.07.2021.

Le rate in scadenza il 28.02, il 31.03, il 31.05

e il 31.07.2021 possono essere versate entro il

30.11.2021.

ANNULLAMENTO DEI CARICHI

Sono automaticamente annullati i debiti di

importo residuo, alla data di entrata in vigore del

presente decreto, fino a 5.000 euro risultanti da

singoli carichi affidati agli agenti della riscossione

dal 2000 al 2010 (anche se ricompresi nelle

varie forme di rottamazione) delle persone fisiche

che hanno conseguito, nel 2019, un reddito

imponibile fino a 30.000 euro.

La stessa misura è estesa anche a soggetti diversi

dalle persone fisiche che hanno conseguito, nel

periodo d’imposta in corso al 31.12.2019, un

reddito imponibile sino a 30.000 euro.

Sarà emanato, a tal fine, un apposito decreto.

Fino alla data dell’annullamento, è comunque

sospesa la riscossione dei debiti di importo

residuo fino a 5.000 euro.

Per i soggetti

in regime di esonero

(volume d’affari <7.000€)

Se hai avuto una perdita tra il 2019 ed il 2020 ti

invitiamo a contattare i ns uffici per verificare se ci

sono i requisiti. Ricorda che dovrai consegnarci, entro

il 14/05, copia delle autofatture e dei corrispettivi per

l’anno 2019 e 2020 nonché l’IBAN per ricevere il

contributo a fondo perduto

29


TECNICO

Semplificazione per il Piano

di gestione dei rischi

Scatta un’importante semplificazione,

fortemente voluta dalla Coldiretti,

per il Piano di gestione dei rischi

in agricoltura per il 2021

Sulla Gazzetta ufficiale dell’8 marzo è stato

pubblicato il decreto Mipaaf sul nuovo Piano di

gestione dei rischi con le istruzioni sulle modalità

di accesso al contributo pubblico sui premi

delle polizze assicurative agevolate stipulate

a copertura di produzioni vegetali e animali,

strutture aziendali e allevamenti zootecnici.

Il Piano gestione dei rischi 2021 prevede, come

dicevamo, una importante semplificazione, da

tempo annunciata e ora attuata, dopo il passaggio

con la Commissione Ue per la compatibilità

comunitaria, relativa al calcolo della resa storica

rilevante ai fini del contributo previsto dal Psrn

(Piano di sviluppo rurale nazionale).

L’agricoltore potrà non dichiarare e documentare

più analiticamente le sue rese storiche se

accetterà il Valore Standard (Standard Value)

decretato dal Ministero. Questo valore

rappresenta il valore unitario (ad ettaro) per

“aggregato / prodotto” che, moltiplicato per la

superficie grafica diverrà il valore ammissibile a

contributo.

Qualora l’agricoltore dimostri di avere in base

ai suoi dati specifici, un valore per ettaro (resa e

prezzo) superiore, potrà dimostrarlo e in questo

caso sarà questo il valore di riferimento per il

contributo.

Il metodo prevede che venga determinato un

valore standard dei ricavi ottenibili ad ettaro,

definito appunto “Standard value”, relativamente

a ciascuna specie coltivata, in funzione dei prezzi

di mercato, della presenza sul territorio delle

diverse cultivar e delle rese ordinarie medie

tipiche della zona.

La determinazione dello Standard Value tiene

altresì conto di indicazioni territoriali, ampie

anche se non nazionali, che distinguono e

caratterizzano un prodotto. Per quanto riguarda

l’uva da vino, il calcolo dello SV tiene anche

conto delle diverse indicazioni di origine e

marchi che contraddistinguono i prodotti con le

conseguenti, diverse redditività economiche.

L’utilizzo dello Standard Value è contributivo,

in quanto la finalità è quella di facilitare i

controlli per l’erogazione dei contributi, limitati

alla verifica che i valori assicurati, presenti in

ogni certificato assicurativo di un determinato

prodotto, non superino il valore dello Standard

Value applicato alle superfici. Qualora la verifica

si concluda con esito positivo, il contributo sarà

il massimo concedibile sul premio, calcolato

in funzione del valore della produzione,

determinato con lo Standard Value, moltiplicato

per l’effettiva superficie grafica.

Quest’impostazione comporta che dal 2021 il

Ministero non adotterà il Decreto prezzi che

stabiliva i prezzi massimi assicurabili per ogni

coltura/varietà; il nuovo Decreto riporterà gli

Standard Value per cluster di prodotto.

L’impostazione è sicuramente più efficace rispetto

30


TECNICO

al sistema attuale per le verifiche finalizzate

al riconoscimento del contributo pubblico

oltre a consentire all’agricoltore di conoscere

immediatamente il limite massimo di valore delle

produzioni che sarà ammesso a contributo. Il Pai

2021, rilasciato dal Caa Coldiretti, sarà sempre

necessario ai fini dell’attestazione delle superfici

coltivate per prodotto/comune.

Per quanto riguarda le modalità il decreto precisa

che le coperture assicurative che coprono la

mancata resa (quantitativa e/o qualitativa)

delle produzioni vegetali, possono avere diverse

combinazioni. Con le stesse polizze per le

avversità atmosferiche si possono assicurare

anche i danni da fitopatie e infestazioni

parassitarie.

Per lo stesso prodotto e la stessa area di

produzione si può sottoscrivere una polizza

assicurativa e aderire a un fondo per una

copertura mutualistica, ma devono essere coperti

rischi diversi. Le polizze scattano per la copertura

di perdite di produzione superiori al 20% della

produzione media annua dell’imprenditore

agricolo.

Per quelle sperimentali index based le perdite

devono superare il 30% della produzione

media annua dell’imprenditore agricolo; per

le sperimentali il 20%. Per quanto riguarda

allevamenti e produzioni zootecniche i costi

di smaltimento delle carcasse animali sono

assicurabili unicamente con polizze in cui sono

comprese tutte le cause di morte, sempre se

non risarcite da altri interventi comunitari o

nazionali. Sono ammissibili esclusivamente le

polizze che prevedono la copertura di perdite di

produzione superiori al 20% della produzione

media annua dell’imprenditore agricolo.

La copertura assicurativa per singolo beneficiario

deve comprendere l’intero allevamento,

ovvero l’intero prodotto ottenibile dai capi in

produzione, per ciascuna specie animale. Il valore

della produzione media annua che deve essere

dichiarato nel Pai, costituisce il valore massimo

assicurabile.

Il provvedimento indica le date in cui devono

essere sottoscritti polizze e certificati che sono

per il 2021: entro il 31 maggio per le colture

a ciclo autunno primaverile e per le colture

permanenti; entro il 30 giugno per le colture a

ciclo primaverile, e olivicoltura; entro il 15 luglio

per le colture a ciclo estivo, di secondo raccolto,

trapiantate; entro il 31 ottobre per le colture

a ciclo autunno invernale, colture vivaistiche,

strutture aziendali e allevamenti.

I termini possono essere differiti nel caso di

andamento climatico anomalo o per cause

impreviste. Sono ammissibili al sostegno

pubblico, le quote di adesione alla copertura

mutualistica versate dagli agricoltori aderenti

ai Fondi di mutualizzazione formalmente

riconosciuti dall’Autorità competente, contro

avversità atmosferiche, fitopatie, infestazioni

parassitarie ed epizoozie, spese amministrative di

costituzione dei fondi stessi ripartite al massimo

su un triennio in misura decrescente.

Per le coperture mutualistiche la sottoscrizione

deve avvenire per il 2021 entro il 31 maggio

per le colture a ciclo autunno primaverile e per

le colture permanenti; entro il 30 giugno per

le colture a ciclo primaverile, e l’olivicoltura,

entro il 15 luglio per le colture a ciclo estivo, di

secondo raccolto, trapiantate; entro il 31 ottobre

per le colture a ciclo autunno invernale, colture

vivaistiche e allevamenti. Anche per le polizze

mutualistiche i termini possono essere differiti

per andamento climatico anomalo o cause

impreviste.

La copertura mutualistica contro i drastici cali

di reddito settoriale è riferita all’anno solare

e deve prevedere una copertura di perdite di

reddito superiori al 20% del reddito medio annuo

del settore di riferimento determinato su base

unitaria. La copertura mutualistica può essere

attivata contestualmente agli altri strumenti

di gestione del rischio. La sottoscrizione delle

coperture mutualistiche per lo strumento di

stabilizzazione del reddito deve avvenire entro il

30 giugno.

31


TECNICO

A regime l’Anagrafe Lagomorfi

Dal 17 aprile obbligatorio

registrare la movimentazione

in Banca Dati Nazionale

Con il Decreto 2 marzo 2018, invece, già da

dicembre 2018, gli impianti di macellazione

sono tenuti alla registrazione delle macellazioni in

Banca Dati Nazionale.

Il Decreto introduce anche il censimento annuo.

Il detentore di allevamenti di conigli non familiari

deve registrare il numero totale

di conigli di età superiore ai 30 giorni allevati

nell’anno precedente, specificando il numero di

fattrici, di rimonte, di conigli da ingrasso e il

numero di animali di età superiore ai 30 giorni

morti in allevamento durante il periodo di

riferimento.

Per gli allevamenti di lepri, occorre indicare il

numero di coppie allevate durante l’anno. Anche

per gli allevamenti di camelidi e altri ungulati vale

lo stesso: il detentore registra in BDN il numero

totale di animali di età superiore ai 6 mesi allevati

nell’anno precedente e il numero di animali di età

superiore ai 6 mesi morti in allevamento durante il

periodo di riferimento.

Le registrazioni vanno effettuate, direttamente o

tramite delegato, entro il 31 gennaio di ogni anno.

Gli Uffici Zona Coldiretti sono a disposizioni per

fornire ulteriori informazioni. A partire dal 17

aprile 2021 l’allevatore, incluso il commerciante,

di conigli e lepri, ma anche di chiocciole, camelidi

ed altri ungulati, dovrà obbligatoriamente

registrare nella BDN (Banca Dati Nazionale)

dell’anagrafe zootecnica del

Ministero della Salute, le movimentazioni in

entrata ed in uscita (da e verso allevamenti o

verso stabilimenti di macellazione) per ciascuna

partita o, se del caso, dei singoli animali, sulla base

delle informazioni riportate sul Modello

4 già attualmente in uso.

Inoltre, dal 1° luglio 2021 il Modello 4 non

potrà essere più cartaceo ma dovrà essere

obbligatoriamente informatizzato.

È quanto prevede il Decreto 2 marzo 2018 che ha

istituito la BDN lagomorfi (esclusi i conigli

d’affezione), delle chiocciole, dei camelidi

(cammello, dromedario, lama, alpaca, guanaco,

vigogna) e di altri ungulati (yak, gnu, zebù,

cervo, capriolo, camoscio, daino, muflone,

stambecco, antilope, gazzella, alce, renna).

Nello specifico, gli allevamenti di lagomorfi, a

seguito dell’aggiornamento richiesto dal Ministero

ed eseguito dai Servizi Veterinari, sono già tutti

quanti registrati in BDN.

In particolare sono state registrate tutte le

attività che ospitano lepri e conigli, esclusi

quelli di affezione, di interesse zootecnico per

allevamento e per la stabulazione temporanea per

fini commerciali o espositivi (commercianti, fiere,

esposizioni, mercati).

Qualora un’azienda provveda autonomamente alla

richiesta di registrazione dell’allevamento,

questa necessita in ogni caso della validazione del

Servizio Veterinario.

La registrazione non sostituisce le autorizzazioni

previste per l’allevamento di animali, di

conseguenza l’allevamento può essere registrato

solo dopo averle acquisite insieme all’effettuazione

delle comunicazioni previste dalle vigenti

disposizioni, comprese quelle richieste dal

Comune ove è localizzata l’azienda.

Non hanno obbligo di registrazione gli allevamenti

familiari di conigli, ossia quelli con numero di fori

nido non superiore a 25, che non

movimentano animali verso altre aziende e in

cui i conigli sono allevati esclusivamente per

autoconsumo o utilizzo personale, senza alcuna

attività commerciale.

ABILITAZIONE

O DELEGA PER

ACCESSO ALLA BDN

Per poter materialmente operare nella BDN ed

effettuare le movimentazioni,

gli allevatori possono:

• inviare richiesta alla BDN, chiedere di essere

abilitati dalla BDN e, una volta autorizzati,

gestirsi direttamente l’anagrafe;

• delegare un soggetto terzo (per esempio il CAA

Coldiretti) alla gestione dell’anagrafe.

32


TECNICO

Aggiornamenti vitivinicoli

Gli uffici di Coldiretti Venezia restano

a disposizione per ogni informazione

ed approfondimento

PROROGA AUTORIZZAZIONI IN

SCADENZA NEL 2020

Il Regolamento UE 2020/2220, ha prorogato la

durata di tutte le autorizzazioni all’impianto o

al reimpianto scadute o in scadenza nel corso

dell’anno 2020 fino al 31 dicembre 2021. Il

mancato utilizzo delle sole autorizzazioni per

nuovo impianto prorogate, entro la nuova data di

fine della loro validità (31 dicembre 2021), sarà

soggetto all’applicazione delle sanzioni previste dal

Testo unico del vino.

PROROGA COLLAUDO BANDO

RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE

VIGNETI CAMPAGNA 2019 -2020

A seguito dell’emergenza COVID-19 2020 il

termine di presentazione del collaudo delle opere

realizzate con il bando PRRV Campagna 2019 -

2020 previsto per il 31/05/2021 sarà prorogato al

31/05/2022.

PROROGA AUTORIZZAZIONI IN

SCADENZA NEL 2021

Vi segnaliamo che in tema di autorizzazioni per

gli impianti vitati Coldiretti si sta adoperando

con il Ministero e su Bruxelles per ottenere anche

una proroga della validità delle autorizzazioni in

scadenza nel 2021 affinché sia

possibile utilizzarle entro il 31 dicembre 2022 o

rinunciarvi senza incorrere in sanzioni. In ogni

caso considerato che vi è ancora incertezza

sull’approvazione della proroga, Coldiretti

consiglia di provvedere agli impianti entro la data

di naturale scadenza.

Azioni regionali per il sostegno

alla barbabietola da zucchero

Al fine di garantire una diversificazione

colturale e sostenere il mantenimento della

produzione bieticola sul territorio regionale, con

il regolamento n. 1408/2013, Regolamento (Ue)

n. 316/2019 e L.R. n. 40 del 12.12.2003 articolo

35, la Giunta Regionale intende concedere

aiuti per l’anno 2021, per le superfici coltivate

a barbabietola da zucchero a favore di aziende

agricole regolarmente in possesso di fascicolo

aziendale che presentino la richiesta di aiuto

indicando il numero del contratto di fornitura

stipulato con un’industria saccarifera.

L’importo destinato al finanziamento del

programma operativo è quantificato in euro

350.000,00 sull’esercizio 2021. L’importo massimo

dell’aiuto per ettaro di superficie coltivata a

barbabietola è definito in euro 200,00 per un

massimo di 25.000,00 per azienda nel triennio.

L’azienda presenterà richiesta con un limite

minimo di superficie di 1 ha.

Per accedere agli aiuti sarà necessario presentare

domanda ad Avepa entro i termini previsti per la

presentazione della domanda unica.

Per ulteriori informazioni rivolgersi agli uffici zona

di competenza.

33


FORMAZIONE

Un bilancio positivo per la

formazione di Coldiretti Venezia

Duemila ore di lezioni on line.

Esperienza vincente

il corso d’inglese per donne impresa

Con mille allievi e duemila ore erogate,

l’ente di formazione accreditato di Coldiretti

Venezia fa, a distanza di un anno dall’inizio

della pandemia, un primo bilancio delle azioni

messe in campo per preparare gli imprenditori

agricoli ad affrontare le sfide del mercato.

Abilitazioni professionali, qualifiche e tutti

gli aggiornamenti necessari allo svolgimento

delle attività sono avvenuti “a distanza” grazie

ai supporti tecnologici e ad una piattaforma

web che ha permesso agli utenti di provvedere

in autonomia alle necessarie performance

formative. Ora queste modalità utilizzate in un

periodo di straordinarietà devono diventare lo

strumento da usare sempre, semplificando la vita

agli imprenditori. Un esempio vincente è stato

il corso d’inglese di 56 ore portato a termine

da un gruppo di trenta donne imprenditrici

agricole veneziane. “Questa opportunità arrivata

grazie a un finanziamento della Regione Veneto,

ha consentito alle imprenditrici di migliorare

la conoscenza della lingua inglese, dapprima

in lezioni in aula inizialmente organizzate in

presenza, successivamente svolte a distanza e in

seconda battuta “one to one” con l’insegnante

che in questo modo è stata ancora più incisiva

nell’apprendimento. “E’ stata un’iniziativa

per noi molto utile e interessante - afferma

Raffaella Veronese, responsabile provinciale di

Donne Impresa - spesso nel lavoro ci troviamo

nelle condizioni di dover tenere i contatti con

l’estero e per chi non ha avuto una formazione

specifica d’indirizzo, si trova in difficoltà.”

A completamento del progetto, inoltre, nel

prossimo autunno, sperando in una situazione

migliore, le imprenditrici veneziane svolgeranno

un viaggio di studio in Gran Bretagna per

conoscere l’evoluzione del mercato Inglese

post-Brexit, approfondendo i cambiamenti

sociali in essere oltre manica e le opportunità di

internazionalizzazione delle imprese veneziane.

Tra le donne impresa c’è chi conduce l’attività

agrituristica di solo alloggio vicino a Venezia,

chi invece tratta anche la ristorazione, chi è

specializzato nel servizio di fattoria didattica,

chi è già proiettato all’internazionalizzazione

con le esportazioni del proprio vino, chi vende

i propri prodotti nei mercati agricoli e specie a

Venezia si trova di fronte turisti stranieri, chi

semplicemente ha visto nel corso uno stimolo per

migliorarsi. In tanti anni la professionalità delle

donne in agricoltura e’ cresciuta grazie anche ai

corsi di formazione.”

L’emergenza sanitaria ha evidenziato quanto

l’aspetto digitale sia determinante - spiega

Paolo Capuzzo responsabile della Formazione

di Coldiretti Venezia, il deficit di connettività

pesa di più nelle aree rurali e mette in difficoltà

la campagna più della città. Nonostante gli

elementi di svantaggio, il sistema formativo di

Coldiretti ha retto l’impatto raggiungendo gli

allievi ovunque. I moderni strumenti disponibili

hanno sollecitato l’alta specializzazione degli

operatori agricoli sempre più abituati a un

approccio smart e diretto con le opportunità di

crescita culturale. Diventa dunque irrinunciabile

procedere ad un ulteriore salto di qualità - dice

Coldiretti - consolidare l’uso di tecnologie

multimediali e di internet per migliorare

l’apprendimento facilitando l’accesso ai servizi

cosi come anche agli scambi in remoto e alla

fruizione e distanza. La frontiera dell’e-learning

è a portata di mano ed ha già dato degli ottimi

risultati.

34


FORMAZIONE

Formazione Coldiretti

Il futuro dell’Agricoltura Veneziana:

digitale ed ecosostenibile

L’attività

formativa

del 2021 di

Coldiretti

Venezia

accompagnerà

le aziende

associate nei

cambiamenti

dettati dalla nuova

Politica Agricola e dal

progetto europeo di contrasto ai

cambiamenti climatici (Green Deal).

Vogliamo rispondere alle domande e ai dubbi

dei ns. associati:

• Cosa prevede la nuova Riforma della Politica

Agricola Comunitaria?

• Cos’è e cosa prevede il Green Deal europeo e la

strategia Farm to Fork?

• Come le nostre aziende agricole possono trarre il

massimo vantaggio dalle nuove Politiche Agrarie?

• Cosa sono e cosa saranno gli eco-schemi?

• Possiamo fare agricoltura integrata e biologica

con utilizzo di tecnologie digitali?

• Quali sono e come funzionano le macchine e le

attrezzature che consentono di ridurre la chimica

in agricoltura?

• Quali aiuti prevede la Politica Agricola per

l’ambiente e l’innovazione tecnologica?

• È

veramente

difficile

passare

dall’agricoltura

convenzionale

alle metodologie

integrata e biologica?

• Cosa richiedono i

mercati del futuro e come

orientare in tal senso le nostre

aziende?

Docenti esperti e industrie meccaniche,

aiuteranno i partecipanti a conoscere le

tecniche e ad acquisire le competenze utili e

necessarie ad affrontare i cambiamenti in atto,

dettati dalla riforma della PAC.

I corsi - FINANZIATI DALLA REGIONE

VENETO NELL’AMBITO DEL FSE - della

durata di 32 ore ciascuno, si svolgeranno online

o in presenza (al termine dell’emergenza

COVID) seguendo le indicazioni dei docenti e

dei partecipanti!

Per approfondimenti e per iscrizioni vi invitiamo

a consultare il nostro sito web:

https://formazionecoldirettiveneto.simpledo.it

35


EPACA

Gli importi delle pensioni

per il 2021

Con decreto del Ministero

dell’Economia del 16 novembre sono

state fissate le rivalutazioni definitive,

per le pensioni, relative al 2020

e quelle provvisorie per il 2021

La circolare della direzione Generale dell’INPS

del 18 dicembre 2020 riporta quanto previsto

dal decreto ministeriale del 16 novembre per le

rivalutazioni definitive delle pensioni, per il 2020 e

quelle provvisorie per il 2021. La nota dell’Istituto

è completata con una serie di tabelle per le

diverse categorie di pensioni e assegni assistenziali

con i relativi limiti di reddito. La riportiamo sul

nostro mensile per render noto ai nostri associati

pensionati l’esiguità delle rivalutazioni dipesa

principalmente dalla grave crisi economica

derivante dall’emergenza sanitaria scatenata

anche nel nostro paese dal febbraio 2020.

Il decreto conferma che per il 2020 il tasso di

rivalutazione delle pensioni risulta maggiore di

quello provvisorio applicato a gennaio 2020.

Dall’aumento provvisorio del 0,40% applicato allo

0,50% definitivo determinato dai conteggi di fine

anno 2020 ne deriva un conguaglio dello 0,10%

che sarà corrisposto con la rata di gennaio 2021.

Il conguaglio di gennaio 2021 sarà di pochi euro

per le pensioni liquidate al trattamento minimo

mentre, per quelle di importo superiore, varierà da

13 a 25 euro.

Con lo stesso provvedimento il ministero precisa

che per il 2021 non saranno previsti aumenti

considerando la variazione negativa dell’indice

dei prezzi determinata dall’ISTAT e dovuta in

particolare alla difficile situazione economica del

nostro paese derivata, in maniera determinante

nel corso del 2020, dalla pandemia da Covid - 19.

Quindi il tasso di rivalutazione “provvisorio 2021

è dello 0,0% con la corresponsione delle pensioni

negli importi definitivi del 2020 che risultano

nella tabella allegata.

Ritorneremo sull’argomento, che interessa molti

nostri associati pensionati, quando conosceremo

il testo della circolare dell’INPS ed il testo della

legge di Bilancio con, ci contiamo di leggere fra i

molti commi, positive novità per le pensioni 2021.

Ricordiamo infine che ulteriori informazioni si

potranno richiedere agli addetti del Patronato

EPACA presenti in ogni sede Coldiretti della

nostra regione.

Le pensioni minime

Tipo pensione

2020 (provvisori)

2020 (definitivi)

2021

Pensione sociale

378,95

379,33

379,33

Assegno sociale

459,83

460,28

460,28

Trattamento minimo

515,07

515,58

515,58

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EPACA

Le coltivatrici dirette in pensione

con 35 anni di contributi

Negli uffici di Coldiretti si potrà ricevere una

consulenza completa con le varie ipotesi di

pensionamento sia nella decorrenza che nell’importo

‘Opzione donna’ è una misura di accesso alla

pensione per le lavoratrici che entro il 31 dicembre

2020 hanno maturato un’anzianità contributiva

minima di 35 anni e un’età anagrafica di 59 anni

se autonome, 58 anni se dipendenti.

Al requisito anagrafico non si applicano gli

adeguamenti alla speranza di vita ma è prevista la

cosiddetta finestra di uscita:

a) dodici mesi dalla data di maturazione dei

previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento

pensionistico sia liquidato a carico delle forme di

previdenza dei lavoratori dipendenti;

b) diciotto mesi dalla data di maturazione dei

previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia

liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei

lavoratori autonomi.

Per la valutazione della contribuzione utile per il

perfezionamento dei 35 anni sono utili i contributi

a qualsiasi titolo accreditati (obbligatori, da

riscatto e/o da ricongiunzione, volontari, figurativi)

tranne i contributi accreditati per malattia e

disoccupazione. Si rammenta, inoltre, che a

seguito dell’introduzione del riscatto della laurea

agevolato (art. 20 dl n. 4/2019 convertito con legge

n. 26/2109) è possibile ricorrere al riscatto per

recuperare (con oneri ridotti) la contribuzione

necessaria (35 anni) per accedere alla pensione

con opzione donna. L’importo della pensione

viene determinato applicando le regole del

sistema contributivo con diritto all’integrazione al

trattamento minimo. È quindi opportuno fare una

verifica personalizzata per valutare la convenienza

tenuto conto di quanto verrebbe anticipato il

pensionamento, seppur con un importo un po’ più

basso, rispetto al requisito contributivo previsto

dalle regole ordinarie che richiede 41 anni e 10

mesi di contributi. Negli uffici di Coldiretti si potrà

ricevere una consulenza completa con le varie

ipotesi di pensionamento sia nella decorrenza che

nell’importo.

Esonero contributivo 2021

Confermato anche per il 2021 l’esonero contributivo

per i giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli

Con la legge di bilancio 2020 (n.160 del 27/12/2019)

veniva previsto l’accesso all’esonero contributivo

alle nuove iscrizioni nella previdenza agricola per

i soggetti che iniziavano l’attività nel 2020. Tale

esonero viene confermato anche per l’anno 2021

dalla legge di bilancio n.178 del 30/12/2020.

L’esonero è destinato ai coltivatori diretti (CD)

e agli imprenditori agricoli professionali (IAP),

con età inferiore ai 40 anni, con riferimento alle

nuove iscrizioni nella previdenza agricola in qualità

di titolare, per le attività iniziate tra il 1° gennaio

2021 e il 31 dicembre 2021.

La disciplina che regola l’esonero è contenuta nella

Circ. Inps 72 del 9/06/2020. È previsto l’esonero

dal versamento del 100% della contribuzione

dell’assicurazione generale obbligatoria per

Invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS), per un

periodo massimo di ventiquattro mesi, mentre

sono dovuti il premio Inail per l’assicurazione su

infortuni e malattie professionali per i coltivatori

diretti e il contributo maternità, per ciascuna

unità attiva iscritta. L’esonero non è cumulabile

con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di

finanziamento previsti dalla normativa vigente ed

è applicabile nei limiti previsti dai regolamenti

europei negli aiuti ‘de minimis’.

Il coltivatore diretto può richiedere il beneficio

per l’intero nucleo familiare o parte di esso, fermo

restando il rispetto del limite ‘de minimis’.

La fruizione del beneficio è subordinata alla

regolarità riguardante:

• l’adempimento degli obblighi contributivi

• l’osservanza delle norme poste a tutela delle

condizioni di lavoro

• il rispetto degli altri obblighi di legge

• il rispetto degli accordi e contratti collettivi

nazionali nonché di quelli regionali, territoriali

o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle

organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei

lavoratori comparativamente più rappresentative

sul piano nazionale.

Per consulenza e assistenza nella predisposizione

della domanda si potrà fare riferimento agli uffici di

Coldiretti.

37


ATTUALITÀ

La Coldiretti piange

Don Paolo Bonetti

Si è spento a Gorizia Don Paolo Bonetti,

consigliere ecclesiastico nazionale della

Coldiretti. Una notizia che ha sconvolto la

Confederazione, i territori e quanti hanno

avuto modo di conoscere un sacerdote di

grande umanità e di raffinata intelligenza.

Don Paolo ricopriva dal 1986 il ruolo di

consigliere ecclesiastico provinciale della

Coldiretti Gorizia, mentre dal 1999 aveva

assunto quello regionale del Friuli Venezia

Giulia. Nel novembre del 2012 era arrivata

la nomina consigliere ecclesiastico nazionale,

disposta dal Consiglio Episcopale Permanente

della Conferenza Episcopale Italiana.

“La forza, la capacità di impegno, l’assunzione

di responsabilità di Coldiretti vengono da

lontano - riportava un passo del suo discorso

di insediamento -. Partendo dalla sua storia

possiamo aprirci a un realismo fiducioso,

frutto del suo patrimonio etico e spirituale,

bussola per muoverci sui nuovi scenari senza

disperdere gli orizzonti valoriali”.

“La Coldiretti perde un grande grandissimo

uomo e Dirigente che rimarrà per sempre

nel nostro cuore” ha affermato il segretario

generale della Coldiretti Enzo Gesmundo

mentre il Presidente Ettore Prandini lo ha

ricordato come “esempio di vita che nei

momenti più difficili ha sempre trovato le

parole e i gesti giusti per spronarci ad andare

avanti.”

Portale

del Socio

Coldiretti.

Oltre 50mila

iscritti dal Quaderno

di Campagna

all’app satellitare

Hanno superato quota cinquantamila gli

agricoltori iscritti al Portale del Socio

Coldiretti, anche sulla spinta dei nuovi servizi

offerti come il Quaderno di Campagna on

line che permette di registrare i trattamenti

direttamente in campo da smartphone e tablet

oppure da pc. L’obiettivo è aiutare gli associati

a semplificare la gestione aziendale, eliminando

le troppe carte, anche con l’aiuto degli

strumenti innovativi oggi messi a disposizione

dall’agricoltura 4.0. Un ventaglio di servizi che

vanno dalla fatturazione elettronica,alla tenuta

del fascicolo aziendale e sportello pratiche caa,

alla tenuta di archivi digitali utili per consultare

in velocità tutti i dati e scadenze relative alla

propria azienda, all’app satellitare Demetra

che consente di accedere alle mappe degli

appezzamenti delle singole colture, avvisando

inoltre se le colture possono andare in stress

idrico o se c’è un rischio gelata.

COME REGISTRARSI

AL PORTALE

DEL SOCIO COLDIRETTI

Registrarsi al Portale del Socio Coldiretti è facile

e gratuito. Basta andare su internet e digitare

l’indirizzo https://socio.coldiretti.it. Cliccando

su “registrati” dovrai inserire il tuo numero di

Socio Coldiretti che si trova sulla tessera (il

numero di socio e non quello di tessera, ndr),

la partita Iva o il codice fiscale e un indirizzo

mail. Sulla tua posta elettronica riceverai subito

una mail che ti permetterà di completare la

registrazione e accedere ai servizi del portale.

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