La Torre di Veglia n.3 maggio-giugno 2021

parrocchiadisangiacomodiveglia

n.3 maggio-giugno 2021

d

Anno LX - n° 3

maggio/giugno 2021

“Poste Italiane spa sped. abb. post. D/L 353/2003

(conv. in L.27/2/2004 n° 46)

art. 1. comma 2, dcb tv”

PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

LA TORRE DI VEGLIA

laTorre di Veglia

Anno XXXVII - n° 3

MAGGIO / GIUGNO 2007

“Poste Italiane spa

sped. abb. post. D/L 353/2003

(conv. in L.27/2/2004 n° 46)

art.1, comma 2, DCB TV”

PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA


Redazionale

Carissimi Lettori e Lettrici,

eccoci di nuovo nelle vostre case con il nuovo numero di Torre

di Veglia. Anche stavolta abbiamo cercato di raccogliere e raccontare

l’andamento delle diverse attività parrocchiali e locali, consapevoli che

durante la redazione del giornale abbiamo attraversato un altro periodo

di zona rossa, e diverse iniziative hanno dovuto fermarsi o proseguire in

modalità ridotta, ma è come se ci fossimo abituati a questa situazione

come una nuova “normalità”, visto che perdura ormai da più di un

anno. Questa è la nostra impressione, che ci stiamo adattando a questo

tempo sospeso ritagliandoci il più possibile uno spazio di normalità e di

benessere, come persone ed anche come comunità.

Quindi, come sempre troverete rubriche dedicate alle attività

parrocchiali, quelle dei giovani, alle attività sportive, alla storia del nostro

giornale parrocchiale, alla Laudato Sì, alle pagine sulla storia della Torre.

E poi le preziose riflessioni e gli approfondimenti di don Giulio che ci fa

sentire la sua presenza e vicinanza anche nei momenti difficili… Come a

testimoniare che non ci siamo fermati, non ci siamo arresi, anzi, siamo

fiduciosi che piano piano andrà meglio. A questo proposito vi segnaliamo

la nuova rubrica dedicata alla scienza, con argomenti di grande attualità,

che in questo numero affronta le controversie legate al vaccino

AstraZeneca con l’obiettivo di informare e fare chiarezza su alcune

questioni legate alla sicurezza del vaccino stesso.

Da parte della Redazione l’augurio di trascorrere i prossimi mesi in

serenità e di avere sempre più occasioni per rivederci e riallacciare i

legami tra di noi.

Buona lettura!


www.sangiacomoapostolo.it

e-mail: sangiacomodiveglia@libero.it

sito a cura di: Federica Spinazzè

Per Richiesta Certifi cati Storici inviare email a:

archivio.sangiacomo@libero.it

Per scaricare il modulo di richiesta

visitare il sito della parrocchia La riflessione pagina 2

ANNO LX – N. 3

MAGGIO - GIUGNO 2021

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PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

Direttore responsabile:

don Giampiero Moret

Coordinatore redazione:

Angelo Turbian

Redazione:

Maria Teresa Cesa,

Stefania Chies,

Bruno Dall’Anese,

Raffaella Marcon,

don Giulio Fabris,

Elisa Frare,

Angelo Turbian,

Marta Zanette

Impaginazione:

Elisa Frare

Come leggere la Bibbia pagina 5

Prima Comunione pagina 7

L’anno di San Giuseppe pagina 8

L’Enciclica “Fratelli Tutti” pagina 10

Largo ai Giovani pagina 12

“Laudato Si” pagina 15

I primi 60 anni di Torre pagina 18

Accogliere gli immigrati pagina 22

Incontri dell’ACAT pagina 23

Vaccino Astrazeneca pagina 24

In cucina con Giulia pagina 26

Sorridere con gli occhi pagina 27

Scuola – Farmacie – offerte pagina 28

Angolo del benessere pagina 29

Atletica e calcio pagina 30

Dall’Archivio Parrocchiale pagina 32

Anno XXXVII - n° 3

MAGGIO Stampa: / GIUGNO Tipse 2007

“Poste Italiane spa

sped. Redazione abb. post. e Amministrazione:

D/L 353/2003

(conv. Piazza in L.27/2/2004 Fiume, 58 n° 46)

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tel. 0438.500295

PERIODICO BIMESTRALE

redazione.torrediveglia@gmail.com

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

Finito di redigere

il 12 – 04 – 2021

Didascalia alla prima di copertina:

Giugno 2007: La devozione dei sangiacomesi

per San Antonio da Padova

Hanno collaborato a questo numero:

Ass. 12PONTI

Ass. ACAT Sinistra Piave

Ass. TERRA FERTILE

Lucia DAL BEN

Andrea DE NADAI

D. Michele FAVRET

Giulia MAIUTTO

Gruppo GIOVANI

Insegnanti Scuola PRIMARIA

Pietro OSSI


2 La riflessione

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Maggio•Giugno 2021

CATECHESI

DA PROPORRE

ALLA COMUNITÀ

6 °

LA TORRE DI VEGLIA

Carissimi parrocchiani,

è passata la Pasqua e la realtà è che Cristo è risorto

e vive in mezzo a noi; è Lui la nostra speranza e

vita. Guardiamo perciò avanti con fiducia anche se

ancora la pandemia non ci ha lasciato. Cerchiamo di

camminare e programmare la catechesi in parrocchia e

le nostre attività comunitarie con serenità guardando

e seguendo Lui.

L’emergenza sanitaria ha portato con sé alcune precise

sollecitazioni per il presente ed il futuro della catechesi.

Siamo convinti che aspettare che tutto passi per

riprendere quello che facevamo prima non sarà non

solo possibile ma neppure desiderabile.

Ma ci sono nuove strade che possono unire le case e

la chiesa.

DOMANDE LECITE

Quanto la situazione della pandemia sta cambiando

le nostre comunità? Come ci ha suggerito papa Francesco

durante l’omelia in occasione della Solennità di

Pentecoste dello scorso anno, “peggio di questa crisi,

c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi

stessi”.

Dopo i primissimi giorni del primo lockdown che

ricorderemo per tutta la nostra vita, una domanda risuonava

continuamente nelle nostre comunità: “E ora,

cosa facciamo?”.

Se la proposta delle celebrazioni streammate è stato il

primo tentativo per tenere un legame all’interno delle

nostre comunità, subito dopo dal mondo della catechesi

sono arrivate provocazioni di tono differente.

C’è chi ha alzato bandiera bianca fermando tutte

le bocce in attesa di tempi migliori (che sembrano

tardare!). C’è chi ha trasferito tout court la catechesi

sulle oramai ben note piattaforme. C’è chi ha cercato

di avviare processi di accompagnamento inventandosi

vie mediane tra un’attesa paziente ed infinita e un trasferimento

della catechesi nel mondo dell’online. Siamo

stati colti impreparati: nessuno poteva prevedere

quanto sarebbe accaduto e la pastorale ha reagito come

ha potuto e, inizialmente, andando un po’ a tentoni.

L’invito che proveniva dall’Ufficio Catechistico nazionale,

contenuto nelle linee guida pubblicate a settembre

Ripartiamo insieme, è stato uno strumento

utile e prezioso per aiutarci a comprendere la chiave

di lettura con cui accogliere questo tempo: non un

ricominciare ma una ripartenza. E in quest’ottica mi

chiedo: come riformulare il rapporto fra la comunità e

la famiglia per ciò che riguarda l’educazione alla fede

delle nuove generazioni?

UN DISAGIO

In questi mesi mi sono dedicato alla lettura del materiale

che diverse comunità italiane hanno elaborato

per rispondere all’importante domanda di come restare

in collegamento con le nostre famiglie.

E’ stato interessante notare come l’investimento di

tempo, energie e proposte per tenere alta l’attenzione

delle famiglie sia stato davvero grande! Si riconosce

da tanti che questo fatto è stato certamente positivo,

perché nella testa dei catechisti e di chi ha curato le

proposte, la famiglia e, in particolare, i genitori sono

ancora considerati soggetti attivi della catechesi, come

ben ci ricorda il numero 124 del Direttorio per la Catechesi

di recente pubblicazione. Si trattava molto spesso

di schede, che erano inviate alla famiglia a partire dalla

celebrazione dell’Eucarestia domenicale. Altre iniziative

erano più di natura celebrativa ed hanno tentato,

con qualche perplessità, di riprodurre il contesto liturgico

comunitario all’interno dell’ambiente domestico.

Rileggendo tutto questo a posteriori, emerge però

un senso di disagio che apre a sollecitazioni e domande.

Se è vero che il Magistero della Chiesa ci ha sempre

incoraggiato a rivolgerci alla famiglia come primo

soggetto attivo di catechesi, dall’altra, chi ha le mani in

pasta conosce bene le difficoltà che tutti abbiamo nel

tradurre in prassi tutto ciò. Tuttavia – questo è significativo

– proprio in questo tempo abbiamo scommesso


d

6 °

Maggio•Giugno 2021 La riflessione

3

LA TORRE DI VEGLIA

moltissimo sulla famiglia e sulla sua capacità di generare

alla fede! Quasi a dire… ora che non ci è possibile

fare nulla… consegniamo a voi la patata bollente!

Ma cosa possiamo rilanciare e rimodulare per il futuro?

Ecco due possibili cammini:

1. Rilanciare la Chiesa Domestica

Trascinati dalla pandemia, abbiamo vissuto la modalità

attraverso la quale i primi cristiani esprimevano

liturgicamente la loro fede nei primi tre secoli: essi si

riunivano nelle case e lì celebravano. Certamente, le

condizioni e le prospettive attraverso le quali si esprime

questa esperienza sono assai cambiate da allora,

tuttavia ciò ci aiuta a pensare che la fede cristiana è

originalmente casalinga. D’altra parte, se facciamo riferimento

alla Chiesa di Gerusalemme descritta negli

Atti degli Apostoli, essa è caratterizzata da tre azioni

dal sapore domestico: il radunarsi intorno all’insegnamento

degli apostoli, lo spezzare il pane, la preghiera

e la fraternità. La stra conosciuta espressione “Chiesa

domestica” ci riporta alla comunità cristiana primitiva

che si incontrava proprio nelle case.

Se seguiamo questa intuizione, ne consegue che non

si tratta per l’oggi, anzitutto, di preparare ed inviare

alle nostre famiglie schede, materiali e compiti da fare,

quanto di accogliere quelle sollecitazioni che la casa e

quanto ne deriva propone alla catechesi. Ancora di più,

appare importante metterci in ascolto di quel Vangelo

della famiglia, cioè di quella Buona Notizia, che è già

presente nella vita coniugale e familiare, come afferma

il numero 228 del Direttorio a proposito della catechesi

nella famiglia.

2. Riscoprire la sacralità della casa e la familiarità

della comunità

I due luoghi messi sotto la luce dei riflettori, durante

la pandemia, sono la casa e la chiesa. Due contesti che

certamente hanno bisogno di ascoltarsi e di parlarsi di

più, perché ciò che è emerso da molte esperienze è che

sembra proprio questo l’anello mancante. Separati in

casa, verrebbe da dire! Questa situazione di non comunicazione

chiede di essere risanata.

La possibilità, tutta da inventare con grande creatività,

è quella di ricementare questo ponte fra la chiesa e

la casa, assicurando ad entrambe la nostra fiducia nella

reciproca possibilità di generare ancora oggi nel segno

della fede.

Probabilmente, non c’è nulla da inventare, nel senso

che c’è anzitutto da riscoprire e fare risuonare (ancor

prima in noi e poi nelle famiglie!) quella fiducia che investiamo

normalmente nella vita comunitaria, spesso

considerata migliore rispetto al contesto familiare. Se è

garantita questa fiducia, allora è possibile immaginare

strade nuove che tentino di recuperare quel rapporto

naturale e fecondo fra la casa e la comunità, riconoscendo

ad entrambe le proprie caratteristiche originali.

INCOMINCIAMO

CON QUESTI DUE ATTEGGIAMENTI

La promessa di bene e di futuro che emerge dalla

catechesi domestica ha certamente bisogno di un cambio

di mentalità, affinché si ristabilisca questo legame

tra comunità e famiglia. La base da cui partire è, da

una parte, il rispetto reciproco che la famiglia è chiamata

a nutrire nei confronti della comunità e viceversa.

Rispetto, nel suo significato di riconoscimento di

un valore e di un significato racchiuso nell’esperienza

e nella vita dell’altro, che non pretende dall’altro di

cambiare ma lo accoglie così com’è. Questo rischio,

spesso, si è paventato all’inizio del lockdown, quando

si è chiesto alle famiglie di “scimmiottare” le liturgie

nate per essere celebrate in un contesto ecclesiale.

Una seconda pista è quella relativa alla contaminazione.

Pur nel rispetto reciproco, ci possiamo chiedere

che cosa l’esperienza comunitaria possa insegnare

alla chiesa domestica e viceversa. Quest’ultima può

imparare dalla liturgia comunitaria quel carattere sacro

che ogni rito porta con sé: sacro non nel suo significato

di misterioso o distante, ma di benedetto, visitato già

dallo Spirito. Al contrario, l’esperienza familiare può

insegnare alla liturgia comunitaria a ritrovare la sua dimensione

domestica: restituire alla liturgia i gesti semplici

della condivisione, della fraternità, offrendo un

luogo in cui sentirsi a casa e imparare a stare accanto

all’altro, perché in famiglia non ci sono vicini o lontani,

ma sono tutti degni di attenzione.


Maggio•Giugno 2021

4

La riflessione

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6 °

LA TORRE DI VEGLIA

Il primo atteggiamento, di rispetto reciproco, sembra

sia quello che necessiti del più grande lavoro: ce lo

confermano le pratiche e le esperienze. E’ un compito

che chiede di assumere un reale cambio di sguardo e

che va affidato alla formazione all’accompagnamento

dei catechisti e delle comunità cristiane. Per questo,

credo necessaria una formazione portata avanti insieme,

che superi il modello settoriale e che sia capace

di coinvolgere le differenti espressioni comunitarie per

avviare insieme un cambio di prospettiva.

Il secondo atteggiamento, quello della contaminazione.

È un compito paziente di ideazione

e immaginazione di semplici

attenzioni e proposte che, secondo il

modello dell’accompagnamento, può

aiutare le famiglie e le comunità a riscoprire

quella forma domestica dell’annuncio

cristiano. Uscendo dalla preoccupazione

dei compiti a casa, ritengo

percorribile la strada di riscoperta o scoperta della ritualità

familiare. Vedo due possibilità che si aprono

e che possono convivere: un accompagnamento dei

genitori verso la riscoperta della sacralità di quanto

già vivono in famiglia e la proposta di alcune ritualità

che permettano loro di farne esperienza.

PROPOSTE

In tante comunità, e anche nella nostra, negli anni

passati, si è molto scommesso sull’accompagnamento

e sugli incontri con i genitori a seconda delle differenti

progettualità. Perché non dedicare un primo anno

di percorso con i genitori proprio alla riscoperta di

quei gesti e riti che appartengono già al loro vissuto

e ne rivelano il significato? Si tratterebbe

di far emergere quella fede semplice

e “a portata di casa” che sostiene quella

catechesi esperienziale e spontanea che

già abita con loro.

Questa “dinamica di svelamento” è

una vera scommessa che richiede uno

sforzo, da parte dei genitori, di riconsiderare

e dare nuovo significato a quelle azioni e gesti

fatti spesso senza pensarci e in maniera automatica.

Nella nostra prospettiva si vorrebbe sostenere le nostre

famiglie.

Questo tentativo di accompagnamento si può espri-

ORARIO ESTIVO

DELLE SANTE MESSE FESTIVE

Chiesa Prefest. Festiva

SAN GIACOMO 19.00 8.30 10.30

MONASTERO 9.30

ORARIO S.te MESSE FERIALI

IN PARROCCHIA

IN CHIESA:

ore 17.00

SS. PIETRO E PAOLO 18.00 8.30 10.30

SAN FRANCESCO 18.30 7.30 9.00 18.30

CATTEDRALE 19.00 8.30 10.30 19.00

CATTEDRALE

in Luglio e Agosto

19.00 8.30 10.30 19.00

MESCHIO 8.30 10.00

SANTA GIUSTINA 18.30 11.00

SANT’ANDREA 19.00 10.00 18.30

SERRAVALLE 8.30 11.00

SAN GIOVANNI 17.30 10.00

IN MONASTERO:

Da Lunedì

a Sabato ore

7.30

SANTA AUGUSTA

in Maggio e Ottobre

9.00

COSTA 18.30 9.30

SALSA 18.30 11.00

CARPESICA 18.30 11.00

FORMENIGA 9.45

COZZUOLO 8.30

NOVE 9.00

Carpesica

feriale ore:

18.30


d

6 °

Maggio•Giugno 2021 Come leggere la Bibbia

5

LA TORRE DI VEGLIA

mere nella proposta di alcune sottolineature e semplici

piccole esperienze che è possibile offrire alle famiglie a

partire dai tempi dell’anno liturgico e da alcune azioni

promettenti.

Alcuni tempi liturgici come l’Avvento e la Quaresima,

già ricchi di una loro simbologia rituale, possono

costituire la base per alcuni “sussurri” da consegnare.

Penso al gesto del pulire, del lavarsi, dell’entrare in casa

e dell’uscire, al valore del perdono offerto e vissuto, del

prendersi cura l’uno dell’altro, piuttosto che ad azioni

tipicamente domestiche già cariche di significato, quali

il cucinare, il mangiare, il saper attendere. Non vanno

dimenticate quelle azioni “più targate” come il benedire,

il pregare, il servire, che aprono spazi di significato

certamente più frequentati. Sono da avvalorare anche

quelle esperienze che prevedono l’allestimento del presepe,

i piccoli laboratori creativi, la proposta di qualche film.

L’ottica con cui guardare a tutto questo mondo delle

esperienze richiede una consapevolezza: non dobbiamo

essere ingenui e credere che il semplice invio di

proposte e di attività possa accendere, soprattutto dove

non c’è, una qualche esperienza di fede.

Ciò che può essere utile è anzitutto un accompagnamento

verso un cambio di sguardo da parte di tutti

noi, per imparare a vedere ciò che non siamo più capaci

di leggere.

D’altro canto, sembra importante restituire alla liturgia

comunitaria i gesti semplici della condivisione,

della fraternità, come un’occasione in cui sentirsi

“a casa” e imparare a stare accanto all’altro, facendo

emergere le corrispondenze fra gesti e simboli domestici

e liturgici.

Don Giulio

PROSEGUENDO IL NOSTRO CAMMINO PER CONOSCERE E

APPROFONDIRE IL MESSAGGIO DEL VANGELO DI GIOVANNI

PROPONIAMO PER QUESTO NUMERO UNA RIFLESSIONE SUL

BRANO:

Le nozze di Cana

Il racconto è molto semplice: Gesù partecipa ad un

pranzo di nozze; la sua presenza è provvidenziale perché

salva la gioia degli sposi e dei commensali, fornendo

prodigiosamente – su suggerimento di Maria – un vino

eccellente, perché era venuto improvvisamente a mancare.

Ad una lettura più attenta però il brano si rivela

denso di un grande contenuto sulla persona di Gesù.

In un oscura borgata di Galilea, in una povera festa di

nozze, attraverso quel primo gesto miracoloso, Gesù ha

cominciato a manifestare “la sua gloria”, ha fatto intravedere

la sua identità messianica e nel cuore dei discepoli

è sorta la fede in lui (2,11).

Occorre distinguere quindi, come spesso in Giovanni:

1. IL PIANO STORICO, IMMEDIATAMENTE PERCEPIBILE DAI

DISCEPOLI;

2. L’ULTERIORE E PIÙ PROFONDA COMPRENSIONE TEOLO-

GICA DOVUTA AL “RICORDARSI NELLO SPIRITO” DELL’E-

VANGELISTA. ALLA LUCE DELLA PASQUA, SULLO SFONDO

DELL’ANTICO TESTAMENTO (AT), L’EPISODIO NON È

SOLO UN GESTO PRODIGIOSO DI CRISTO, MA ANNUNCIA

LA SUA OPERA MESSIANICA E LASCIA INTRAVEDERE IL SUO

MISTERO. A QUESTA COMPRENSIONE TEOLOGICA PIÙ RIC-

CA SI GIUNGE SOLO SE SI COLGONO LE VARIE E CONFLUEN-

TI RISONANZE.

PROVIAMO A COGLIERE I SIGNIFICATI

Nel primo giorno della settimana inaugurale, Giovanni,

con un linguaggio misterioso, ha dato ai giudei una

notizia attesa e straordinaria: è arrivato il Messia, è già

presente in mezzo ad essi, anche se ancora non l’hanno

riconosciuto, e sta per iniziare la sua opera. Con un’allusione

alla legge giudaica del levirato (Dt 25,5-10; Rut

4,6-7) lo ha presentato come sposo, che con la forza

dello Spirito e il dono della vita viene ad inaugurare la

nuova alleanza.

Ora, questa festa di nozze in Cana di Galilea di due

sposi anonimi privi di voce e di volto, simbolo dell’antica

alleanza, darà la possibilità a Gesù di presentarsi

come lo sposo che inaugura con il vino nuovo la nuova

alleanza.

Nell’AT infatti le nozze erano il simbolo di quel patto

d’amore che Dio-sposo aveva stretto con la sua comu-


Maggio•Giugno 2021

6 Come leggere la Bibbia

d

6 °

LA TORRE

DI VEGLIA

nità-sposa; e il vino, elemento indispensabile alla gioia

della festa di nozze, nel Cantico è il simbolo dell’amore

dello sposo e della sposa: “Le tue tenerezze sono più

dolci del vino”. Ora in queste nozze, simbolo dell’alleanza

dell’AT, viene a mancare proprio il vino, come

nell’alleanza antica mancava troppo spesso l’amore tra

Dio e il suo popolo.

Sua madre, che nella narrazione è figura di coloro

che, appartenenti all’antica alleanza, sono fedeli a Dio,

riconoscono il Messia e sperano in lui, si accorge della

mancanza del vino/amore e, invece di rivolgersi al capotavola,

ne informa fiduciosamente Gesù: solo il Messia

può risolvere la situazione.

La risposta di Gesù non è semplicemente la risposta

del figlio alla madre, ma quella del Messia che invita a

cogliere la novità che sta per dare, senza guardare indietro

al passato. Egli pone il vino, che implicitamente

chiesto dalla madre, in connessione con la sua ora, l’ora

della morte e risurrezione, l’ora in cui la nuova alleanza

sarà sigillata e in cui darà il vino nuovo per la nuova alleanza.

Il gesto che farà ha quindi tutto il suo significato

se si tiene presente l’ora della nuova alleanza, che esso

anticipa in modo simbolico. La Madre ha compreso e si

rivolge ai servi (diàkonoi) con una frase che evoca quanto

Israele aveva proclamato ai piedi del Sinai, stipulando

l’antica alleanza (Es 24,3.7): “Fate tutto quello che

egli vi dirà”.

Le sei giare di pietra, di grande capacità (da 80 a

120 litri ciascuna) ma vuote, destinate alle frequenti

abluzioni prescritte per i giudei, non sono senza significato

in questa festa simbolica di nozze: sono figura della

Legge di Mosè [scritta su tavole di pietra] che faceva

coscienza all’uomo della propria indegnità e gli imponeva

gesti frequenti di purificazione, dando l’idea di un

Dio suscettibile, che difende gelosamente la sua distanza

dall’uomo e non perde occasione per sottolinearla.

Sono comunque vuote, quasi a dire inutili, inefficaci;

sono per un rito che è pura apparenza, senza contenuto

reale. Quindi, erano simbolo non dell’amore di Dio,

ma di timore e di dipendenza e perciò di tristezza. Ecco

perché all’antica alleanza mancava il vino della gioia! La

vera purificazione sarà data da Gesù con il suo vino che

entra all’interno dell’uomo e gli cambia il cuore di pietra

in cuore di carne!

Il maestro di tavola, che non s’accorge della mancanza

di vino, al quale gli altri non si rivolgono, che non si

rende conto di dove viene il vino nuovo perché pensa di

saperlo, e quindi non riconosce alla fine il Messia (mentre

lo riconosceranno i discepoli), è figura della classe

dirigente giudaica che non si preoccupa del popolo e

non riconosce Gesù, nonostante non possa chiudere

gli occhi sul vino buono presente. Per essa la situazione

dell’antica alleanza era quella definitiva: non cerca né

spera qualcosa di nuovo.

LA CONCLUSIONE

La conclusione, che annuncia una serie di segni come

questo primo “programmatico”, sottolinea che nel miracolo

di Cana è avvenuto qualcosa di grande: ”Gesù

ha manifestato la sua gloria”. Come nell’AT si era manifestata

sul Sinai la gloria di Jahvè: la gloria del Padre

è già presente nel Figlio che dona abbondantemente e

gratuitamente il suo vino/amore agli uomini, anche se

la sua piena e definitiva manifestazione sarà nell’ora della

croce, quando nel sangue di Cristo sarà stipulata la

nuova ed eterna alleanza, e dal suo costato aperto sgorgherà

sangue ed acqua, simbolo dello Spirito e della vita

nuova che Gesù dona dalla croce; l’evangelista ne darà

testimonianza solenne.

Su questo sfondo e con queste risonanze non è difficile

vedere il fatto come l’inaugurazione gioiosa del ministero

del Messia-sposo, che al posto della legge di

Mosè porta la grazia e la verità della nuova alleanza;

forte è il contrasto con il Battista, profeta digiunatore

del deserto, che appare figura totalmente legata all’AT.

Anche in altri brani di Giovanni si può scorgere questo

duplice piano del discorso: per esempio, nel colloquio

con la samaritana sull’acqua viva, nella spiegazione

del pane di vita, nel dialogo con Pietro alla lavanda dei

piedi, etc.

Don Giulio


d

6 °

Maggio•Giugno 2021 Vita della Comunità

7

LA TORRE DI VEGLIA

Celebrazione della Prima Comunione

Nel numero precedente (Gennaio-Febbraio 2021) del nostro giornalino, per mancanza di spazio, non è stato possibile

pubblicare l’articolo che descriveva la celebrazione della Prima Comunione dei bambini che hanno frequentato

la 4ª elementare nel 2019/2020.

La celebrazione prevista per il mese di maggio 2020 è stata posticipata, causa Covid, al giorno 8 dicembre

2020. Il tempo non era bello e piovigginava per cui non si è potuta fare, come ogni anno, la processione con i

bambini dalla canonica alla chiesa.

La celebrazione in chiesa però è stata molto partecipata. I bambini hanno animato con il canto e con tanti altri

interventi molto belli che riflettevano il loro animo e il loro desiderio sincero di ricevere Gesù nel loro cuore.

I bambini erano 19 e tutti si sono impegnati ad animare le varie parti della S. Messa: la richiesta di perdono,

la preghiera dei fedeli, la processione offertoriale e alla fine con tante parole di ringraziamento per i genitori,

le catechiste e la comunità intera.

Hanno fatto gioire il cuore perché si sono sentiti accompagnati, amati e sostenuti nel loro primo incontro

con Gesù.

Purtroppo, sempre a causa del Covid, le presenze all’Eucaristia domenicale, si sono poi ridotte. Siamo in

attesa che riprenda la vita normale: scuola, catechismo, attività varie e ci auguriamo che riprendano anche il

loro cammino di fede e la partecipazione all’Eucaristia domenicale!

Ecco

co a voi

la foto

scattata ata dopo

la celebrazione. Vi lasciamo amo i nomi

dei

bambini: bi

Letizia Aurighi, i, Arian-

na Betto, to, Anna

na Cazzaniga, zani

Benedetta Da Ronch, Angelica Daniotti, i, Lorenzo De Nardi, Arianna na

Feletto,

etto

to,

Alice Fregonas, Alberto Maso, Nicole Marchioni, Sara

Martinelli, i, Davide Mescolotto, otto

to

Isabella la Perin, Maia

Pizzinat, in

Riccardo Pullini, li

Elena Salvador, ador

Sanuthi Thommage, mage

Alessandro sand

Zanardo.

ardo


Maggio•Giugno 8

d

gio

gno

2021

21

°

LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

PADRI SI NASCE, NON SI DIVENTA

L’anno di San Giuseppe

A centocinquant’anni dalla proclamazione di San Giuseppe come Patrono della Chiesa Cattolica,

papa Francesco ha deciso di indire un anno dedicato allo sposo di Maria e padre “terreno”

di Gesù. Il 2021 sarà dunque l’Anno di San Giuseppe.

L’umiltà, l’amore, la tenerezza

Nella Lettera Apostolica Patris Corde, a lui dedicata,

papa Francesco conduce alcune riflessioni su questa

“straordinaria figura”, spiegando che riservare un

anno a san Giuseppe è un desiderio cresciuto durante

la pandemia: «Le nostre vite sono tessute e sostenute da

persone comuni – solitamente dimenticate – che non

compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle

grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio,

stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra

storia: medici, infermiere e infermieri, addetti nei

supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori,

forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti

altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo.

Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde

speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità».

Sono persone che ricordano la figura di Giuseppe:

«L’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza

quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno

e una guida nei momenti di difficoltà. San Giuseppe

ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente

nascosti o in “seconda linea” hanno un protagonismo

senza pari nella storia della salvezza».

San Giuseppe è molto amato dal popolo cristiano:

numerose sono le chiese a lui dedicate, così come Istituti

religiosi, Confraternite e gruppi ecclesiali. E nella

tenerezza paterna di Giuseppe si manifesta quella di

Dio. «Il Maligno – continua la Lettera Apostolica – ci

fa guardare con giudizio negativo la nostra fragilità, lo

Spirito invece porta alla luce con tenerezza. È la tenerezza

la maniera migliore per toccare ciò che è fragile

in noi. Il dito puntato e il giudizio che usiamo nei confronti

degli altri molto spesso sono segno dell’incapacità

di accogliere dentro di noi la nostra stessa debolezza, la

nostra stessa fragilità».

Giuseppe ci insegna «che avere fede in Dio comprende

pure il credere che Egli può operare anche attraverso

le nostre paure, le nostre fragilità, la nostra debolezza.

E ci insegna che, in mezzo alle tempeste della vita, non

dobbiamo temere di lasciare a Dio il timone della nostra

barca».

L’obbedienza e l’accoglienza

Giuseppe si mostra grande nell’obbedienza. Fortemente

angustiato davanti all’incomprensibile gravidanza

di Maria, tuttavia, appena Dio gli si manifesta

in sogno, obbedisce e fa come gli aveva ordinato: «In

ogni circostanza della sua vita, Giuseppe seppe pronunciare

il suo “fiat”, come Maria nell’Annunciazione e


d

6 °

Maggio•Giugno 2021 Vita della Comunità

9

LA TORRE DI VEGLIA

Gesù nel Getsemani».

Così, «tante volte, nella nostra vita, accadono avvenimenti

di cui non comprendiamo il significato. La nostra

prima reazione è spesso di delusione e di ribellione. Giuseppe

lascia da parte i suoi ragionamenti per fare spazio

a ciò che accade e, per quanto possa apparire ai suoi

occhi misterioso, egli lo accoglie».

L’accoglienza è «un modo attraverso cui si manifesta

nella nostra vita il dono della fortezza che ci viene dallo

Spirito Santo. Solo il Signore può darci la forza di accogliere

la vita così com’è, di fare spazio anche a quella

parte contraddittoria, inaspettata, deludente dell’esistenza».

Credere, però, non significa «trovare facili soluzioni

consolatorie». La fede è invece «quella che vediamo in

san Giuseppe, che non cerca scorciatoie, ma affronta “ad

occhi aperti” quello che gli sta capitando, assumendosi in

prima persona la responsabilità». L’accoglienza di Giuseppe

«ci invita ad accogliere gli altri, senza esclusione,

così come sono, riservando una predilezione ai deboli,

perché Dio sceglie ciò che è debole».

Creatività e coraggio

San Giuseppe ci insegna un’altra capacità importante:

il coraggio creativo. Infatti, «davanti a una difficoltà

ci si può fermare e abbandonare il campo, oppure

impegnarsi in qualche modo». Anzi, a volte «sono

proprio le difficoltà che tirano fuori da ciascuno di noi

risorse che nemmeno pensavamo di avere».

Molte volte, leggendo i “Vangeli dell’infanzia”, «viene

da chiederci perché Dio non sia intervenuto in modo

diretta e chiaro. Ma Dio interviene per mezzo di eventi

e persone. Giuseppe è l’uomo mediante il quale Dio si

prende cura degli inizi della storia della redenzione. Egli

è il vero “miracolo” con cui Dio salva il Bambino e sua

madre».

Si potrebbe talvolta avere «l’impressione che il mondo

sia in balìa dei forti e dei potenti, ma la “buona notizia”

del Vangelo sta nel far vedere, nonostante la prepotenza

e la violenza dei dominatori terreni, come Dio trovi

sempre il modo per realizzare il suo piano di salvezza».

Anche la nostra vita a volte sembra in balìa dei poteri

forti, «ma il Vangelo ci dice che ciò che conta, Dio riesce

sempre a salvarlo, a condizione che usiamo lo stesso coraggio

creativo del carpentiere di Nazaret».

Il Vangelo non fornisce informazioni «riguardo al

tempo in cui Maria, Giuseppe e il Bambino rimasero

in Egitto. Certamente però avranno dovuto mangiare,

trovare una casa e un lavoro. La santa Famiglia dovette

affrontare problemi concreti come tutte le altre “famiglie”.

In questo senso, san Giuseppe è “davvero uno speciale

patrono” per tutti coloro che devono lasciare la loro

terra a causa delle guerre, dell’odio, della persecuzione e

della miseria».

Così «ogni bisognoso, ogni povero, ogni sofferente, ogni

moribondo, ogni forestiero, ogni carcerato, ogni malato

sono “il Bambino” che Giuseppe continua a custodire».

Lavoratore

San Giuseppe era «un carpentiere che ha lavorato

onestamente per garantire il sostentamento della sua famiglia.

Da lui Gesù ha imparato il valore, la dignità e

la gioia di ciò che significa mangiare il pane frutto del

proprio lavoro».

In questo nostro tempo è più che mai necessario

comprendere il significato del lavoro: «La persona che

lavora, qualunque sia il suo compito, collabora con Dio

stesso, diventa un po’ creatore del mondo che ci circonda.

La crisi del nostro tempo, che è crisi economica, sociale,

culturale e spirituale, può rappresentare per tutti un appello

a riscoprire il valore, l’importanza e la necessità del

lavoro per dare origine a una nuova “normalità”, in cui

nessuno sia escluso».

Padre nell’ombra

Giuseppe fu verso Gesù «l’ombra sulla terra del Padre

Celeste: lo custodisce, lo protegge, non si stacca mai

da lui per seguire i suoi passi». Fu padre nell’ombra.

«Padri non si nasce, lo si diventa – prosegue la Lettera

–. E non lo si diventa solo perché si mette al

mondo un figlio, ma perché ci si prende responsabilmente

cura di lui. Tutte le volte che

qualcuno si assume la responsabilità della

vita di un altro, in un certo senso esercita la

paternità nei suoi confronti».

Nella società del nostro tempo, «spesso i


Maggio•Giugno 10 Vita della Comunità

d

gi

iugno

2021

21

°

LA

TOR TORRE ORRE

RE

DI

VEGLIA

figli sembrano essere orfani di padre. Anche la Chiesa

di oggi ha bisogno di padri». Ed essere padri significa

«introdurre il figlio all’esperienza della vita, alla realtà.

Non trattenerlo, non imprigionarlo, non possederlo, ma

renderlo capace di scelte, di libertà, di partenze. Forse

per questo, accanto all’appellativo di padre, a Giuseppe

la tradizione ha messo anche quello di “castissimo”, che

è «la sintesi di un atteggiamento che esprime il contrario

del possesso. La castità è la libertà dal possesso in tutti

gli ambiti della vita. Solo quando un amore è casto, è

veramente amore. L’amore che vuole possedere, alla fine

diventa sempre pericoloso, imprigiona, soffoca, rende infelici».

La felicità di Giuseppe «non è nella logica del sacrificio

di sé, ma del dono di sé. Non si percepisce mai in

quest’uomo frustrazione, ma solo fiducia».

Il mondo «ha bisogno di padri, rifiuta i padroni, rifiuta

cioè chi vuole usare il possesso dell’altro per riempire

il proprio vuoto; rifiuta coloro che confondono autorità

con autoritarismo, servizio con servilismo, confronto

con oppressione, carità con assistenzialismo, forza con

distruzione. Ogni vera vocazione nasce dal dono di sé,

che è maturazione del semplice sacrificio».

Un padre completa la propria azione educativa «solo

quando si è reso “inutile”, quando vede che il figlio diventa

autonomo e cammina da solo sui sentieri della

vita, quando si pone nella situazione di Giuseppe, il

quale ha sempre saputo che quel Bambino non era suo,

ma era stato semplicemente affidato alle sue cure».

Lo scopo di questa Lettera Apostolica, «è quello di

accrescere l’amore verso questo grande Santo, per essere

spinti a implorare la sua intercessione e per imitare

le sue virtù e il suo slancio».

Don Giulio

LETTERA ENCICLICA

“FRATELLI TUTTI”

In questi mesi ho letto diversi commenti sull’Enciclica “Fratelli

Tutti”. Ecco alcune rifl essioni e punti salienti che mi sono

parsi importanti e ora cerco di comunicarveli in semplicità.

A ottobre 2020, è uscita la terza enciclica di papa Francesco.

Il Papa parla di convivenza e fratellanza. Visto che la

qualità dell’esistenza dipende anche dall’economia, il pontefice

ne esamina le problematiche. Facendo critiche precise e

proponendo soluzioni.

“Fratelli tutti” è la terza enciclica di papa Francesco ed ha

un obiettivo, una motivazione e una strategia. L’obiettivo

è quello di sollecitarci a costruire un mondo fraterno senza

“scartati”. La motivazione è la convinzione, condivisa anche

con il grande imam Ahmad Al-Tayyeb, secondo la quale Dio

«ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e

nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di

loro». La strategia è il dialogo.

Economia e povertà

L’enciclica si apre con un’analisi della situazione che, oltre

a concentrarsi su aspetti morali, culturali e sociali, inevitabilmente

comprende anche aspetti economici, perché la qualità

della nostra esistenza dipende in gran parte da come l’economia

è organizzata. L’enciclica lo dice chiaramente: «Persistono

oggi nel mondo numerose forme di ingiustizia, nutrite da visioni

antropologiche riduttive e da un modello economico fondato sul

profitto, che non esita a sfruttare, a scartare e perfino ad uccidere

l’uomo. Mentre una parte dell’umanità vive nell’opulenza,

un’altra parte vede la propria dignità disconosciuta, disprezzata

o calpestata e i suoi diritti fondamentali ignorati o violati». E

precisa: «Questo scarto si manifesta in molti modi, come nell’ossessione

di ridurre i costi del lavoro, senza rendersi conto delle

gravi conseguenze che ciò provoca, perché la disoccupazione che

si produce ha come effetto diretto di allargare i confini della povertà.

[…] Ci sono regole economiche che sono risultate efficaci

per la crescita, ma non altrettanto per lo sviluppo umano integrale.

È aumentata la ricchezza, ma senza equità, e così ciò che

accade è che nascono nuove povertà».


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Maggio•Giugno gio•Giu

gno 2021

21

Vita della Comunità 11

LA

TOR TORRE ORRE

RE DI

VEGLIA

La proprietà privata

Tra i fondamentali capitalistici che papa Francesco rimette

in discussione c’è il primato della proprietà privata.

Una puntualizzazione che conviene riportare in maniera

integrale, perché su questo tema, dentro la Chiesa, ci sono

ancora troppe ambiguità: «Il mondo esiste per tutti, perché

tutti noi, esseri umani, nasciamo su questa terra con la stessa

dignità. Le differenze di colore, religione, capacità, luogo di

origine, e tante altre non si possono anteporre

o usare per giustificare i privilegi di

alcuni a discapito dei diritti di tutti. Di

conseguenza, come comunità siamo tenuti a

garantire che ogni persona viva con dignità

e che abbia opportunità adeguate al suo sviluppo.

Nei primi secoli della fede cristiana,

diversi sapienti hanno sviluppato un senso

universale nella loro rifl essione sulla destinazione

comune dei beni creati. Ciò conduce a

pensare che, se qualcuno non ha il necessario

per vivere con dignità, è perché un altro se

ne sta appropriando. Lo riassume San Giovanni

Crisostomo dicendo che “non dare ai

poveri parte dei propri beni è rubare ai poveri,

è privarli della loro stessa vita; e quanto possediamo non

è nostro, ma loro”. Come pure queste parole di San Gregorio

Magno: “Quando distribuiamo agli indigenti qualunque

cosa, non elargiamo roba nostra ma restituiamo loro ciò che

ad essi appartiene”. Di nuovo faccio mie e propongo a tutti

alcune parole di San Giovanni Paolo II, la cui forza non è

stata forse compresa: “Dio ha dato la terra a tutto il genere

umano, perché essa sostenti tutti i suoi membri, senza escludere

né privilegiare nessuno”. In questa linea ricordo che “la

tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto

o intoccabile il diritto alla proprietà privata, e ha messo in

risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà

privata”. Il principio dell’uso comune dei beni creati per tutti

è il “primo principio di tutto l’ordinamento etico sociale”,

è un diritto naturale, originario e prioritario. Tutti gli altri

diritti sui beni necessari alla realizzazione integrale delle

persone, inclusi quello della proprietà privata e qualunque

altro, “non devono quindi intralciare, bensì, al contrario,

facilitarne la realizzazione”, come affermava San Paolo VI.

Il diritto alla proprietà privata si può considerare solo come

un diritto naturale secondario e derivato dal principio della

destinazione universale dei beni creati, e ciò ha conseguenze

molto concrete, che devono rifl ettersi sul funzionamento della

società».

Il mercato

Parole altrettanto chiare sono riservate al mercato:

«Qualcuno pretendeva di farci credere che bastava la libertà

di mercato perché tutto si potesse considerare sicuro […]. Il

mercato da solo non risolve tutto, benché a volte vogliano farci

credere questo dogma di fede neoliberale. Si tratta di un pensiero

povero, ripetitivo, che propone sempre le stesse ricette di

fronte a qualunque sfida si presenti». E, facendo riferimento

alla

la cosiddetta teoria del trickle-down, dello

sgocciolamento, secondo la quale se si accre-

sce la ricchezza prodotta, non importa cosa,

in quali condizioni, né a vantaggio di chi,

qualcosa arriverà anche ai poveri in virtù del

fatto che i ricchi richiederanno un numero di

servitori sempre più ampio, il papa aggiunge:

«Il neoliberismo riproduce sé stesso tale e quale,

ricorrendo alla magica teoria del “traboccamento”

– senza nominarla – come unica via per risolvere

i problemi sociali. Non ci si accorge che

il presunto traboccamento non risolve l’inequità,

la quale è fonte di nuove forme di violenza

che minacciano il tessuto sociale. Da una parte

è

indispensabile una politica economica attiva,

orientata a “promuovere un’economia che favorisca la diversificazione

produttiva e la creatività imprenditoriale”, perché

sia possibile aumentare i posti di lavoro invece di ridurli. La

speculazione finanziaria con il guadagno facile come scopo

fondamentale continua a fare strage. D’altra parte, senza forme

interne di solidarietà e di fiducia reciproca, il mercato non

può pienamente espletare la propria funzione economica. Ed

oggi è questa fiducia che è venuta a mancare».

Per papa Francesco, dunque, la soluzione risiede nella

solidarietà e nella gratuità, principi da vivere ad ogni livello,

da quello interpersonale e di quartiere fino a quello statale:

«Alcuni nascono in famiglie di buone condizioni economiche,

ricevono una buona educazione, crescono ben nutriti,

o possiedono naturalmente capacità notevoli. Essi sicuramente

non avranno bisogno di uno stato attivo e chiederanno solo

libertà. Ma evidentemente non vale la stessa regola per una

persona disabile, per chi è nato in una casa misera, per chi è

cresciuto con un’educazione di bassa qualità e con scarse possibilità

di curare come si deve le proprie malattie. Se la società

si regge primariamente sui criteri della libertà di mercato e

dell’efficienza, non c’è posto per costoro, e la fraternità sarà

tutt’al più un’espressione nesp

ssio

ne romantica».

(Segue nel prossimo numero)

Don Giulio


Maggio•Giugno 2021

12 Largo ai giovani

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6 °

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Eccoci tornati con le notizie del Gruppo Giovani. Purtroppo non siamo portatori di novità perché

questa situazione non non ci ha permesso di trovarci. Dovevamo iniziare con i laboratori sulla Laudato

Sì ma sono stati rimandati per la zona rossa. Quindi le notizie fi niscono qui, speriamo che per

la prossima volta ci sia qualcosa di più interessante da farvi leggere.

Gli Animatori

LA TORRE DI VEGLIA

NOIA IN ZONA ROSSA? ECCOCI PER CONSIGLIARVI ALCUNI TITOLI!

Per chi avesse la passione della lettura vi consigliamo

questi due volumi, di diversi generi e molto coinvolgenti.

IL GRAN SOLE DI HIROSCIMA

Autore: Karl Bruckner

Genere: Romanzo non-fi ction

storico

Piccolo commento: Un racconto

indirizzato ai più giovani, ma che

consiglio caldamente anche ai più

grandi. Narra una storia vera, con

la sua semplicità è una piacevole

lettura, ma da non sottovalutare

per le emozioni che trasmette e la

storia che narra, e che vale la pena di conoscere.

PARITÁ IN PILLOLE

Autore: Irene Facheris

Genere: Auto Aiuto

Piccolo commento: Un libro

che parla di femminismo, privilegi

e di come combattere le discriminazioni

quotidiane che tutti subiscono.

Utile per chi vuole saperne

di più sulla parità di genere (che

non abbiamo raggiunto, per niente)

e quindi su come fare la

propria parte per migliorare il mondo e per chi è già

esperto nel tema per avere a portata di mano tutte le

questioni principali.

Per chi ha esaurito tutti i fi lm disponibili nelle varie

piattaforme a pagamento, vi porponiamo questi due

titoli, abbastanza recenti che vi appassioneranno

dai primi minuti di visione!

PARASITE

Regista: Bong Joon-ho

Anno di uscita: 2019

Genere: thriller, commedia, drammatico

Piccolo commento: “Parasite” è una commedia nera

piena di sarcasmo. Un fi lm grottesco, ma anche metaforico,

che se da un lato diverte, dall’altro inquieta perché

è rivelatore dei grossi problemi

sociali presenti nella Corea

del Sud. Il fi lm mostra gli estremi

strati sociali a Seul: quello dei ricchissimi

- che vivono in una splendida

villa minimalista - e quello

dei poverissimi che vivono in uno

scantinato dove sono infestati da

scarafaggi, dove la connessione

wi-fi sembra essere un bisogno

primario. Film consigliato ad un

pubblico adulto, ma anche a dei cinofi li esperti. E mi

raccomando, occhio all’inaspettato.

THE GREATEST SHOWMAN

Regista: Michael Gracey

Anno di uscita: 2017

Genere: Musical, drammatico

Piccolo commento: Un fi lm

adatto sia ai più piccoli per la

magnifi ca colonna sonora, che ai

più grandi per i temi di inclusività

che vi vengono affrontati. Basato

sulla storia vera di come è nato il

primo circo e di come le persone

hanno reagito ad esso.

Infi ne, consigliamo a chi ha voglia (e tempo) di passare

più tempo davanti ad uno schermo, tipo serie

TV o telefi lm, che dir si voglia.

THE HANDMAID’S TALE

Anno di uscita: 2017

Genere: Science-fi ction

Stagioni: 4

Piccolo commento: In una dittatura

in cui la sterilità ha colpito

il genere femminile, le donne sono

divise in tre categorie: le Mogli,

che dominano la casa, le Marta,

che la sostengono, e le Ancelle, il

cui ruolo è la riproduzione.


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Maggio•Giugno 2021 Largo ai giovani

13

LA TORRE DI VEGLIA

GIOCHIAMO A

CLUEDO!

Numero di giocatori: Da 3 a 6 investigatori

Durata media: 30/45 min.

Età suggerita: da 8 anni in su.

Cluedo è un gioco di società molto diffuso e famoso

in Italia e nell’Europa. Si basa sulla ricerca della

soluzione di un omicidio, creando un divertente clima

di mistero e divertimento per tutta la famiglia.

Scegli a caso una carta dai tre mazzi disponibili. In

modo da avere l’assassino, l’arma con cui ha svolto

l’omicidio e la stanza in cui è avvenuto il fatto.

Dopo questa scelta bisogna mettere le relative carte

nella busta.

Si inizia lanciando i dadi, puoi spostare la pedina sia

in verticale che orizzontale, non in diagonale.

Sei nella stanza? E adesso cosa fai? Basandoti sulle

tue carte e sul tuo sesto senso, potrai già formulare

un’ipotesi investigativa. Quindi chiama nella stanza il

personaggio che per te è il colpevole con arma annessa.

Quindi sia la pedina che la miniatura dell’arma

andranno posizionate nella stanza dove formuli l’ipotesi.

Naturalmente se la tua pedina si trova nella sala

da ballo non puoi ipotizzare che l’omicidio si sia svolto

in camera da letto. Devi trovarti nell’apposita stanza.

Il tuo turno è fi nito. Ora tocca al giocatore alla tua

sinistra. Se tale avversario ha una delle carte indicate

da te (quindi arma, stanza o personaggio) deve

smentire la tua ipotesi investigativa mostrandone una.

Bisogna mostrare obbligatoriamente solo una carta

a piacimento. Se te ne viene mostrata una, vuol dire

che la tua ipotesi è inesatta. Se ad esempio il giocatore

alla tua sinistra non ti ha mostrato nessuna carta,

allora si passerà al giocatore successivo.

Se la tua ipotesi non viene mai contrastata, allora

puoi cominciare a pensare di essere vicinissimo alla

soluzione e potrai procedere all’accusa formale.

Hai deciso di accusare perché ti senti sicuro. A

questo punto puoi guardare solo tu la soluzione. Se

malauguratamente la soluzione non è esatta, puoi tornare

in gioco solo per aiutare gli avversari o in alternativa

le tue carte devono essere rimesse in gioco.

Buon divertimento!

In Giardino Con Elisa

FORSIZIA

Il fiore che annuncia la primavera

Descrizione

La Forsizia è una pianta nativa dell’Asia e della penisola balcanica.

La sua particolarità è la fi oritura nei colori giallo zolfo, bianco,

rosa o rosso che arriva proprio alla fi ne dell’inverno e annuncia

l’inizio della primavera. Grazie al suo portamento arbustivo, il

ricco fogliame e la rusticità, è una delle piante più utilizzate nei

giardini.

Fioritura

La forsizia è tra i primi arbusti a fi orire alla

fi ne della stagione invernale, quando il freddo

è ancora pungente. Riconoscerla è molto

semplice perché tra febbraio e marzo i

suoi fi ori gialli ricoprono l’intera superfi cie

dei rami.

La fi oritura precoce anticipa la comparsa

delle foglie che arrivano solo in aprile. Si

tratta di una pianta arbustiva decidua appartenente

alla famiglia delle Oleaceae che

comprende molte specie originarie dell’Asia

orientale e una specie nativa della Penisola

Balcanica (Forsythia Europea).

Signifi cato

Nel linguaggio dei fi ori indica la bellezza fugace, questo per la

fi oritura estremamente breve colpisce molto di questi arbusti.

Coltivazione in giardino

Coltivarla è abbastanza semplice e non richiede grandi abilità

di giardinaggio particolari. Si tratta di una pianta molto rustica e

resistente che, per crescere vigorosa e forte, ha bisogno di un

terreno ben drenato, una buona esposizione alla luce del sole e

qualche potatura periodica. È ideale per rallegrare un giardino

invernale o dar vita a siepi colorate e fi tte. Con queste semplici

accortezze la pianta crescerà rapidamente e regalerà fi oriture

belle e abbondanti fi n da subito. Sopporta bene le gelate invernali,

il caldo estivo.

Potatura

La potatura deve essere effettuata subito dopo la scomparsa

dei fi ori; si accorciano i rami che hanno fi orito e si eliminano

quelli più legnosi o privi di gemme. È bene potarla regolarmente,

il che conferirà anche un aspetto più ordinato al cespuglio o

siepe. La pianta si accontenta dell’acqua piovana e dell’umidità

naturalmente presente nel terreno.

Coltivazione in vaso

Queste piante possono essere coltivate anche in vaso a patto

che vengano sistemate in un contenitore capiente. In questo

caso, sarà opportuno utilizzare un vaso fondo e largo e sostituire

il terreno una volta all’anno, preferibilmente in autunno. La

posizione ideale per la sistemazione dei vasi è in pieno sole, in

modo che la pianta possa assorbire i raggi diretti del sole per

più ore al giorno.


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14

d

gio

i

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VITA DELLA COMUNITA'

LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

Purtroppo ropp

in questi due mesi

a causa dell’emergen-

l’

emer

erge

za sanitaria aria

anche le attività ti

in parrocchia ch

hanno no

gnato il passo.

so.

Il

catechismo per le

elementari e 1^ media è proseguito

regolarmente ente in presenza enza

ed è stato sospeso

spes

quando siamo entrati ti in “zona rossa”; per

la II^ e III^

I^

media si è continuato nuat

per via telematica.

tica

I giovani avevano ano ripreso gli incontri ntri

in presenza

enza

e stavano an

riflettendo tend

su alcune problematiche e della

“Laudato Sì”.

Erano già

pronti per fare due

laboratori

ator

“guidati”, sulle le tematiche affrontate ate ma

anche loro o si

sono

fermati perché è sopraggiunta gi

la “zona rossa”.

Purtroppo ropp

abbiamo biam

amo vissuto e celebrato tutta tta la “settimana

santa” in

questa triste te situazione.

Quello che abbiamo constatato e anche con gioia

se-

che le celebrazioni sono state seguite da un buon numero

di persone, superiore alle aspettative.

L’adorazione delle “quaranta ore” che di solito si

svolgeva nella chiesa del monastero, quest’anno è

stata fatta in chiesa con un orario ridotto, ma significativo.

Al mattino ore 8:00 recita delle lodi, esposizione

e adorazione fino alle 9:30. Nel pomeriggio

di lunedì dalle ore 14:30 alle ore 15:15 c’è stata la

riconciliazione per i ragazzi che frequentano la 4^ e

la 5^ elementare. Alle ore 15:30 c’è stato un funerale

che non ha permesso di continuare con l’adorazione

e la S. Messa.

Martedì, nel pomeriggio, alle ore 14:30 si è celebrato

il rito della Riconciliazione con Assoluzione comunitaria

per i ragazzi delle Medie; a seguire adorazione

e celebrazione della S. Messa delle ore 17:30. Mercoledì

alle ore 15:00

si

è celebrato il

rito

della

la

Riconciliazione ilia

iazi

one con Assoluzione

one comunitaria

per i giovani e gli anzia-

a-

ni. A seguire adorazio-

azio-

ne e celebrazione ebra

della

S. Messa sa

alle ore 17:30.

Infine

ne

alle ore 20:00

00

si è

celebrato il rito della Riconciliazione ilia

iazi

one con Assoluzione

solu

one

comunitaria per gli adulti e i giovani.

L’adorazione az

sia

del

mattino ti

che

del

pomeriggio gi

o è

sempre stata frequentata enta

da un discreto numero di

persone. e.

Come ugualmente ualm

per la celebrazione ebra

della

Riconciliazione si sono accostati un discreto numero

di persone, certamente superiore agli anni scorsi.

Anche le celebrazioni del Triduo Pasquale hanno

avuto un buon numero di presenze, soprattutto di

adulti e anziani, meno dei giovani e dei ragazzi di elementari

e medie.

Dopo l’Ottava settimana di Pasqua intendiamo riprendere

l’attività della catechesi in presenza dal momento

che si è ritornati in “zona arancione”.

I tre gruppi dei Cresimandi hanno continuato ad

incontrarsi, non in presenza, ma tramite video.

Certamente con questa modalità di incontro, sia

per i catechisti che per i ragazzi, le difficoltà sono

maggiori.

Per tutte queste attività e per la frequenza all’Eucaristia

domenicale noi guardiamo avanti nella “speranza

di tempi migliori”!

°

I 100 anni di Linda!

Famiglia, lavoro, servizio, canto e preghiera.

Ecco la ricetta della longevità di “nonna Linda”.

Con una celebrazione toccante abbiamo ringraziato il

Signore di tale dono.

Un sentito grazie va, anche, a don Giulio per la sua

disponibilità e alla nostra comunità che affettuosamente si

è resa partecipe di questo avvenimento.


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°

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15

LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

Rubriche

Riflessoni sull’Enciclica di Papa Francesco “Laudato si”

“SULLA CURA DELLA CASA COMUNE”

Q uesta Enciclica di Papa Francesco “sulla cura

della casa comune” appare anche ad una veloce

lettura come uno tra i documenti più rivoluzionari

che un Papa abbia mai scritto, ed un appello

inequivocabile alla “rivolta” spirituale, culturale, e

politica, che risuona forte in questa nostra epoca

così stanca e dominata da conformismo, dagli in-

finiti iti colori del pensiero unico e da menti sempre

più affievolite.

Lo schema dello scritto è semplice: ci troviamo a

vivere la fase terminale di un degrado dell’ambiente

naturale e di quello sociale, che non ha precedenti,

per cui “sembra di riscontrare sintomi di un punto

di rottura, a causa della grande velocità dei cambiamenti

e del degrado, che si manifestano tanto in

catastrofi naturali [FOTO 1] regionali quanto in

crisi sociali” (n. 61). Papa Francesco descrive una

1

sua essenza. È l’uomo in realtà la specie più minacciata,

più violata, più abbandonata al potere di

una macchina tecno-mercantile che sta sfigurando

ogni lineamento della nostra umanità. Quello che

il papa chiama “il paradigma tecnocratico dominante”

(n. 112) vuole distruggere infatti non solo

la natura, ma in primo luogo la cultura umana, in

quanto solo una umanità decerebrata, deprivata di

ogni identità i sessuale, familiare, culturale l e storica

può essere del tutto sottomessa ad un potere omicida

e folle. L’analisi di papa Francesco si muove a

partire dal presupposto che “tutto è collegato”: crisi

ambientale, caos morale, comunicazione di massa

ottenebrante, coma profondo dell’arte, del pensiero,

della spiritualità, e regno incontrastato di una

ingiustizia planetaria [FOTO 2].

La risposta di Papa Francesco a questa situazione

è chiara: “Ciò che sta accadendo ci pone di fronte

all’urgenza di procedere in una coraggiosa rivoluzione

culturale” (n. 114). Non sono più possibili

mezze misure: “L’umanità è entrata in una nuova

era in cui la potenza della tecnologia ci pone di

fronte ad un bivio” (n. 102). O continuiamo ad

obbedire al tipo di uomo auto-centrato, ateo, egoista,

sradicato che pretende ormai di autocrearsi, e

che sta devastando la terra e massacrando l’uomo,

“vera catastrofe ecologica”, come la definì già Paolo

VI nel 1970, che sta trasformando la terra “in

un immenso deposito di immondizia” (n. 21). Ma

insieme all’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del

suolo, oltre alla distruzione di interi paesaggi, delle

coste, e di migliaia di specie animali, Francesco

denuncia una devastazione che tocca l’uomo nella

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LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

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di noi: «Prima di formarti nel grembo materno, ti

ho conosciuto». [FOTO 4] Siamo stati concepiti

nel cuore di Dio e quindi «ciascuno di noi è il frutto

di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto,

ciascuno è amato, ciascuno è necessario»” (65), eco

della lettera ai Romani: “Quelli che da sempre Dio

ha conosciuto” (Rm 8,29) e della lettera agli Efesini:

“In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione

del mondo” (Ef 1,4).

oppure ci incamminiamo verso un rivolgimento

globale, verso un processo di conversione radicale

dell’umano, verso una vera e propria nuova umanità:

“non ci sarà una nuova relazione con la natura

senza un essere umano nuovo. Non c’è ecologia

senza un’adeguata antropologia” [FOTO 3] (n.

118).

Ma accanto a questa lettura lucida e al tempo stesso

appassionata per stimolare ad una una scelta di

campo netta e improrogabile, questa Enciclica nel

secondo capitolo, intitolato “il Vangelo della creazione”

lascia ampio spazio ad una contemplazione

biblica e ad uno sguardo mistico sulla creazione che

culmina con la riproposizione del “Cantico delle

creature” (ne consiglio la lettura, particolarmente

arricchente).

Papa Francesco dedica i numeri di questo secondo

capitolo (nn. 62-100) all’apporto che la Parola

di Dio offre al fine della salvaguardia del creato.

Offre una luce singolare di comprensione e di sollecitazione

alla sua valorizzazione e al suo rispetto che

la ragione da sola non è in grado di attivare.

È interessante il punto di partenza. Prima di inoltrarsi

nella questione ecologica in riferimento alla

natura nel suo insieme e al rapporto che l’uomo è

chiamato a tenere nei suoi riguardi, l’enciclica focalizza

l’attenzione sull’uomo, in vista e a servizio

del quale la creazione ha ragione d’essere. Proprio

dopo aver creato l’uomo a sua immagine e somiglianza,

Dio poté compiacersi con se stesso, per

aver dato vita ad esseri viventi che sono persone,

non cose, sono “qualcuno” non “qualcosa”. Non

solo, ma il rapporto con ogni persona umana Dio

ce l’ha da sempre: “Il Creatore può dire a ciascuno

4

Secondo i racconti biblici “l’esistenza umana si

basa su tre relazioni fondamentali strettamente

connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo

e quella con la terra” (66). Ma a causa del

peccato queste tre relazioni si sono rotte. La stessa

“relazione originariamente armonica tra essere

umano e natura si è trasformata in un conflitto”

(ivi). L’uomo è il coltivatore e il custode della terra

che ci precede, non il dominatore e distruttore

(67): Di conseguenza, “mentre possiamo fare un

uso responsabile delle cose, siamo chiamati a riconoscere

che gli altri esseri viventi hanno un valore

proprio di fronte a Dio e «con la loro semplice esistenza

lo benedicono e gli rendono gloria». [FOTO

5] […] «Si potrebbe parlare di priorità dell’essere

rispetto all’essere utili»” (69). La triste storia, sim-

5


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LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

bolica, di Caino che uccide Abele sta ad indicare

che “trascurare l’impegno di coltivare e mantenere

una relazione corretta con il prossimo, distrugge la

mia relazione interiore con me stesso, con gli altri,

con Dio e con la terra. […] In questi racconti così

antichi, ricchi di profondo simbolismo, era già contenuta

una convinzione oggi sentita: che tutto è in

relazione, e che la cura autentica della nostra stessa

vita e delle nostre relazioni con la natura è inseparabile

dalla fraternità, dalla giustizia e dalla fedeltà

nei confronti degli altri” (70). Un equilibrio segnato

dalla Bibbia attraverso dei parametri religiososociali,

come è il riposo sabbatico (lo shabbat), e

persino il riposo della terra nell’anno giubilare,

ogni cinquant’anni (dopo sette settimane di anni),

“anno del perdono universale e della

«liberazione nella terra per tutti i suoi

abitanti»” (71); ciò per affermare che

“il dono della terra con i suoi frutti

appartiene a tutto il popolo” (ivi). Ma

per raggiungere questo obiettivo, segnale

di alta civiltà, simbolo di quanto

oggi la politica stessa è chiamata a

tenere presente per uscire dal guado

della crisi socio-culturale-economica,

occorre riconoscere Dio come Padre

creatore e unico “padrone” del mondo:

“Non possiamo sostenere una

spiritualità che dimentichi Dio onnipotente

e creatore. In questo modo,

finiremo per adorare altre potenze del

mondo, o ci collocheremo al posto

del Signore, fino a pretendere di calpestare la realtà

creata da Lui senza conoscere limite” (75).

Qui si apre la parte centrale dell’Enciclica, senza

la quale il discorso potrebbe apparire una semplice

petizione morale o una pura esortazione all’impegno

sociale e politico: errore nel quale sono caduti

molti commentatori.

No, l’impianto del discorso di Francesco è esplicitamente

cristologico. La rottura dell’armonia tra

Dio, Uomo, e Mondo, non nasce ora o con lo sviluppo

del mondo industriale: “Questa rottura è il

peccato. L’armonia tra il Creatore, l’umanità e tutto

il creato è stata distrutta per avere noi preteso di

prendere il posto di Dio, rifiutando di riconoscerci

come creature limitate” (n. 66). È da lì che inizia

la tragedia universale, di cui gli ultimi secoli sono

solo la manifestazione più evidente, e perciò apocalittica:

ci si sta mostrando, cioè, nella cronaca

quotidiana ciò che il Cristo ci ha rivelato: l’uomo

vecchio, ego-centrato, ateo, e folle, è un principio

di distruzione; solo lasciandoci trasformare nello

Spirito possiamo salvarci, ritrovando il giusto rapporto

con noi stessi, con Dio, e con tutto il creato,

e riorientando così il cammino di tutta la creazione:

“Il traguardo del cammino dell’universo è nella

pienezza di Dio, che è stata raggiunta da Cristo risorto,

fulcro della maturazione universale” (n. 83).

[FOTO 6]

È dunque una umanità convertita e rigenerata

nello Spirito di Cristo, e non una generica figura

costruita da qualche ennesimo umanismo ateo,

magari a carattere “ecologista”, la nuova umanità

che può contribuire a condurre l’intero creato verso

la sua mèta gloriosa: “le creature di questo mondo

non ci si presentano più come una realtà meramente

naturale, perché il Risorto le avvolge misteriosamente

e le orienta a un destino di pienezza” (n.

100).

Don Michele Favret

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I PRIMI

I

60 ANNI

DE “LA TORRE DI VEGLIA”

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LA TOR TORRE RE

E

DI VEGLIA

Gentili lettrici e lettori, continuiamo la nostra rassegna di ricordi che parte dall’anno

1971 e arriva al 1975 per festeggiare i nostri primi sessant’anni di “La Torre di Veglia”

Anni 1971 • 75

• “Sempre primi” titolava allora

La Torre di Veglia in merito

alle imprese calcistiche

della nostra squadra di calcio,

allora seguitissima e che vinceva

su tutti i campi raggiungendo

la Prima Categoria. I

giallorossi erano guidati in

panchina da Jano Truccolo e

Gianni Varnier. Le loro gare

erano raccontate

da Luigino De Nadai, allora giovane collaboratore di Torre e poi valente

giornalista professionista che descriveva “il miracolo del San Giacomo calcio”. In

occasione della vittoria del campionato suonarono a distesa, sul far della sera, anche

le campane del campanile violato da alcuni “ultras” con il tacito accordo del parroco

Don Dino.

• Ha lasciato un largo rimpianto la giovane Suora sangiacomese Carmelita Salvador,

morta improvvisamente a soli 36 anni a Lugano in Svizzera. Ebbe onoranze

funebri imponenti e commosse. Numerosi messaggi ne esaltarono la nobile figura

di Superiora, che mieteva simpatia ovunque. Tutta San Giacomo la ricorda con

affetto e simpatia e con cuore struggente.


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LA TORRE TORRE DI VEGLIA VEGLIA

• Si insidiano i primi complessi lungo il Menarè che

andranno a formare la nuova zona industriale. Cominciano

a sparire le campagne lungo l’Alemagna e poi via

via fino a via Rovarè. Per il nostro comprensorio che ha

subito una grave crisi involutiva con l’emigrazione all’estero

che ha toccato punte preoccupanti, questi nuovi

insediamenti saranno occasione di impiego e daranno

lavoro a centinaia di nostri concittadini. La benedizio-

ne è stata impartita dall’Arciprete don Dino Zanetti alla

presenza delle massime autorità cittadine.

• Si inaugura la Nuova Scuola Materna.

L’opera inaugurata con la partecipazione

di tutte le autorità cittadine

viene formalmente consegnata all’Ente

Asili Manzoni, il cui presidente,

sig. Ito Carraro, ha ringraziato l’Amministrazione

del prezioso dono fatto

ai bambini bini

di San Giacomo,

mettendo in risalto l’attivo interessamento t per la

soluzione del problema scuola: con lui i consi-

glieri

comunali sangiacomesi Luigi Borsoi e Luigi

Villanova. L’asilo ospiterà duecento bambini di

San Giacomo seguiti ed educati da quattro suore

e da due maestre d’asilo.

• Muore il grande pittore-decoratore sangiacomese Vittorio Casagrande all’età di 90

anni. Tante le sue opere ed affreschi che si possono ammirare in molte chiese della

regione. Suoi anche tanti restauri di tanti affreschi tra cui alcuni nella nostra chiesa

parrocchiale. Sue opere si trovano anche in Vaticano, in tutta Italia e finanche nelle e

Americhe. Ha trasmesso la passione per l’arte a due dei suoi figli, “Paiutta” ed Elio,

entrambi affermatisi nel mondo della pittura e della scultura.


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LA

TOR TORRE RE E

DI VEGLIA

• Due bei gruppi numerosi di bambini e bambine, nella primavera del 1971, hanno ricevuto la prima comunione:

eccoli.

• Grosse novità nel calcio sangiacomese. L’U.S. San Giacomo accorre in aiuto del Fbc Vittorio Veneto che non

intende proseguire la sua attività calcistica. La fusione permetterà di proseguire l’attività nel campionato di

Promozione con il nome di Unione Sportiva San Giacomo-Vittorio, ma non da tutti è stata accettata.

• Il gruppo degli amici del-

la “Ghenga“ festeggia e saluta

Gigi Polentes. Conseguirà infatti

la prestigiosa vittoria del

campionato di calcio di Serie

A con la Lazio conquistando

il titolo di campione d’Italia:

unico sangiacomese a riuscirci.

• E’ stata creata a San Giacomo una nuova società con una

squadra di atletica leggera: la Stilnuovo Jesse. Organizza varie

gare tra cui prove valide per il Campionato del Centro Sportivo

Italiano e partecipa alle varie rassegne dei Giochi della Gioventù

a livello nazionale. In una di queste manifestazioni a Firenze,

le nostre atlete sono salite sul podio conquistando la medaglia

di bronzo. Sono: Daniela Da Re, Daniela Piccin, Daniela

Possamai ed Emanuela Scarabel. Un successo strepitoso per le

giovani atlete sangiacomesi allenate da Piero Gallonetto.


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LA TORRE TORRE DI VEGLIA

• Tutti i fiori sono belli a vedersi, ma… i “Fiori

Musicali” sono piacevoli a sentirsi.

Era questo il titolo con il quale il nostro storico

collaboratore Angelo Turbian presentava la nascente

Corale Polifonica Femminile, presieduta da

Pino Ton con Nives Cais e sorta a San Giacomo

con la direzione del maestro Nino Botteon. Erano

tutte giovanissime ragazze sangiacomesi che proponevano

un repertorio di canti di due generi ben

precisi: FOLKLORE DA TUTTO IL MONDO

e POLIFONIA RINASCIMENTALE. Era veramente

un piacere ascoltarle ed applaudirle!

• Si compiono 25 anni di ministero

sacerdotale del carissimo compaesano

Don Pietro Zaros (secondo da destra

in prima fila), professore in Seminario

e Cappellano della Villa delle Rose

in città. A lui vanno le felicitazioni e

gli auguri di quanti ne apprezzano le

doti e soprattutto dalla redazione di

“Torre di Veglia” che beneficia delle

sue stupende fotografie, disegni e

consulenze artistiche.


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LA TOR

TORRE RE DI VEGLIA

ACCOGLIERE GLI IMMIGRATI

SUPERANDO PAURE E PREGIUDIZI

L’associazione “12Ponti” ha un nome che può sembrare strano. In realtà i vittoriesi sanno che c’è una

zona del territorio cittadino che si chiama “i dodese pont” ed è stato proprio questo luogo che ci ha

ispirato il nome: noi vogliamo creare ponti. Tanti ponti. Di fronte ai tanti muri che sorgono in varie parti

del mondo, noi vogliamo moltiplicare i ponti tra persone, tra popoli, tra culture. L’associazione ha come

obiettivo generale quello di creare inclusione per tutte le persone che per vari motivi sono escluse. Di

fatto, da quando è sorta nel 2016, si è subito presa a cuore la situazione degli immigrati, in particolare

di quelli che escono dalle strutture di prima accoglienza e che si trovano letteralmente su una strada.

Senza casa, senza lavoro, senza conoscenza della lingua. Da notare che la maggioranza esce da queste

strutture perché è stato loro negato il permesso di soggiorno e quindi diventano irregolari. Una situazione

disperata. Nel territorio non esiste alcuna realtà pubblica specifi ca a cui possano ricorrere. Ciò che esiste

sono solo iniziative di privati cittadini.

Che cosa facciamo per loro?

Per prima cosa offriamo un tetto, soprattutto nella stagione invernale quando rischiano di morire per

il freddo, e sotto il tetto un letto e una tavola dove trovano da mangiare. Noi non riceviamo alcun sussidio

dallo stato, tutto è a carico dell’associazione. Attualmente abbiamo in affi tto una casa in Via Stella

a Vittorio Veneto dove ospitiamo 7-8 persone. Altri sono ospitati in qualche famiglia. Dopo l’alloggio li

aiutiamo per tutte le pratiche legali e burocratiche perché abbiano un minimo di riconoscimento civile.

Gli irregolari, ad esempio, se non vogliono essere espulsi, devono subito reiterare la domanda di asilo o

ricorrere presso il tribunale e devono essere aiutati a compilare carte e nella penosa peregrinazione da un

uffi cio all’altro. Quindi il lavoro, prima condizione per diventare autonomi, e sappiamo quanto sia diffi cile

soprattutto in questo tempo. Comunque, attraverso varie vie, in questi anni siamo riusciti a inserire varie

decine di persone al lavoro. Trovata un’occupazione devono uscire dalla casa dove sono stati accolti per

lasciare il posto ad altri sfortunati e qui si apre il dramma della ricerca dell’alloggio. Un dramma per loro

e una vergogna per noi cittadini italiani. Sappiamo che, soltanto nella zona del vittoriese, ci sono migliaia

di case sfi tte, eppure non si trova chi le voglia affi ttare ad un immigrato in possesso di un regolare contratto

di lavoro e in grado pagare l’affi tto. Scattano subito pregiudizi e paure inconsistenti. Anche quando

l’associazione garantisce di seguirli ed eventualmente di intervenire in caso di qualche scorrettezza, la

risposta è sempre “no”.

Il nostro programma futuro è di continuare questo impegno perché, purtroppo, molte di queste persone

continuano ad essere sempre sulle strade. Ma ci stiamo impegnando anche a creare rete con altre realtà

che lavorano in questo ambito, e con esse sollecitare i responsabili comunali a farsi carico della situazione

offrendo volentieri la nostra collaborazione.

Concludiamo facendo un accorato appello ai lettori di Torre di Veglia, ai cristiani della comunità di San

Giacomo, perché chi ha un alloggio disponibile rifl etta. Non chiediamo regali (anche se non li rifi utiamo)

ma contratti di affi tto. Ricordate? “Via da me… Ero forestiero e non mi avete ospitato...”.


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Vita Della Comunità 23

LA TORRE

RE DI VEGLIA

Incontri virtuali dell’ACAT: IL

Cara pandemia, hai interrotto le nostre riunioni settimanali ma non la nostra crescita e voglia di star

bene. Continuiamo con impegno gli incontri virtuali fortifi cando l’amicizia, nell’attesa di riprendere le

attività. In questo mese abbiamo riflettuto sulla parola “RISPETTO” esprimendo i nostri pensieri che

abbiamo anche inviato all’INTERCLUB REGIONALE di metà aprile e che desideriamo condividere

con i lettori di TORRE DI VEGLIA.

Il rispetto: tutti lo meritano! Non lo si vede nei giorni di festa,

ma nella quotidianità. Ogni giorno ci sono persone che muoiono

sui posti di lavoro, o di fame, o di altre ingiustizie umane.

Ogni giorno ognuno di noi ha una sua debolezza e “ignorare”

signifi ca mancanza di rispetto. Ogni giorno dovrebbe essere

un’occasione per non essere egoisti e pensare ai diritti umani.

[...] L’amore, l’amicizia, la sincerità, la fi ducia, la serenità: tutto

questo è frutto del rispetto. Tanti parlano di rispetto, molti vogliono

dare lezioni di vita, tutti grandi maestri pronti a giudicare

tutto e tutti… “Peccato!” Rispetto, Educazione e Sincerità sono

parole che nella vita dimostrano chi è in grado di usare il cuore.

Non importa quanto sia alto il ruolo che una persona ricopre:

l’egoismo, la falsità, l’ipocrisia e le parole usate con leggerezza

non si accorciano con il rispetto. Il rispetto è l’unica strada che

porta nella giusta direzione della vita. [...] Il rispetto è sincerità,

coerenza e lealtà. È saper guardare gli altri come guarderesti

te stesso, nel rispetto di tutto, di tutti e dell’ambiente e che

ci

circonda. Passiamo troppo tempo a dubitare tra mille paure e

timori, e intanto la vita ci scivola tra le mani. Ci dimentichiamo

iamo

che anche il rispetto delle regole del Club è una forma di rispetto,

è aver rispetto per i compagni di viaggio. Laura F.

Per me la parola rispetto può avere

diverse sfaccettature: prima di tutto il

rispetto verso noi stessi che ci aiuta a

capire gli altri, accettare i loro pregi e

difetti e rispettarli. Daniela

Rispetto: è molto più di una semplice parola

formata da otto lettere, il suo signifi cato

ha un immenso valore, il suo ruolo nella

nostra vita ruota a 360° perchè non deve

essere rivolto solo da/per gli altri ma anche

verso tutto ciò che è la natura, gli animali

e le cose materiali perché è con il nostro

comportamento rispettoso che spieghiamo

chi siamo, ed è quello che dovremmo apprezzare

di più nelle persone. Il rispetto non

basta pronunciarlo, ha maggiore importanza

quando viene dimostrato anche con piccoli

gesti di attenzione. Sandra

Il rispetto è molto più di una parola, il rispetto

non si vede, si dimostra. Il rispetto

è riconoscere, praticarlo con tutte le zone

d’ombra che ci possano essere. È il saper

guardare gli altri con empatia, riconoscere

le loro sofferenze come le nostre, le

loro delusioni come quelle che abbiamo

avuto noi. Il rispetto è coerenza, sincerità,

lealtà a partire dal Club, fi no alla vita, nostra

e quella degli altri, per crescere ogni

giorno. Laura B.

Rispetto èanche

provare re a capire cosa

tentano di comunicare gli altri in forma diversa

dalle parole scritte. Rispetto verso sé

stessi e verso gli altri è anche esprimere ciò

che ci infastidisce e parlarne per arrivare ad

una soluzione che sia accettabile per tutti

senza offendersi, portare rancore o alterarsi

inutilmente. Rispetto all’interno del Club è

ammirare i pro e i contro di ognuno di noi

invece di “giudicarli”, perchè è proprio il fatto

di essere così eterogenei che ci permette

di confrontarci ed essere sempre più uniti.

Lucia

Cara famiglia, morire non è

un peccato, il peccato è di non

vivere. Difendere, proteggere e

amare la vita è la più grande e

nobile manifestazione di rispetto

nei confronti di noi stessi e

di chi ce l’ha donata. Laura C.

Rispetto signifi ca ascoltare

tutto ciò che le persone trasmettono

sia in positivo che

in negativo e poi valutarne il

contenuto. Giacomo


L’angolo della scienza

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LA

TOR

TORRE RE DI

VEGLIA

VACCINO

ASTRAZENECA

Benvenuti all’Angolo della

Scienza, una nuova rubrica

il cui scopo è approfondire

un argomento scientifico di

attualità. Per tale ragione ogni

affermazione dovrà essere

supportata da adeguate

evidenze scientifiche,

evidenziandone sia i limiti che

le potenzialità.

Introduzione: dopo l’articolo qui pubblicato relativo

al vaccino prodotto da Pfizer, procederemo con

Vaxzevria, il vaccino prodotto da AstraZeneca, in

quanto sarà uno dei più distribuiti nella popolazione

adulta. I risultati della Fase 3 della sperimentazione

del vaccino sono stati pubblicati dalla rivista scientifica

Lancet 1 . Tale vaccino può essere considerato,

data la sostanziale similitudine di principio attivo

e formulazione, un esempio anche per altri vaccini

in corso di approvazione, quali lo statunitense della

Johnson&Johnson 2,3 e il russo Sputnik 4 .

Meccanismo d’azione e ingredienti: Durante l’iniezione

intramuscolare viene introdotto nelle nostre

cellule un frammento di dsDNA che consente, analogamente

al modRNA contenuto nel vaccino di Pfizer,

di istruire la cellula a produrre la proteina Spike del

virus, un frammento innocuo della superficie esterna

del SARS-CoV2. Una volta che la cellula, grazie alle

sue macchine molecolari, produce tale proteina, viene

avviata la risposta immunitaria necessaria a neutralizzarla.

Il corpo impara quindi a riconoscere il virus

e combatterlo, senza ricorrere al contagio naturale

e proteggendo a lungo il corpo da successive eventuali

infezioni. In questo vaccino il principio attivo viene

protetto da un involucro di un adenovirus (chiamato

ChAdOx1). Si tratta di un innocuo virus che in natura

causa il raffreddore negli Scimpanzé, ma che in

questo contesto è stato opportunamente modificato

e reso incapace di replicarsi. Oltre al principio attivo

nella formulazione sono necessari una serie di eccipienti,

presenti in dosaggi minimi, necessari a garantire

una corretta salinità, acidità, sterilità e stabilità

in ogni istante fino alla somministrazione. Tutti gli

eccipienti sono elencati nel foglio informativo 5 e sono

tutti o già presenti naturalmente nel nostro corpo o

ampiamente usati in molti prodotti alimentari o farmaceutici.

Risulta quindi estremamente improbabile

il verificarsi di effetti collaterali imprevisti sul breve,

medio e lungo periodo causati da queste sostanze.

Efficacia e sicurezza: Lo studio clinico è stato realizzato

su un variegato campione di circa 12.000 volontari;

ad una metà del campione sono state somministrate

2 dosi di vaccino, mentre alla restante metà

un placebo salino. Nei mesi successivi sono stati raccolti

tutti gli eventuali effetti collaterali e registrate

tutte le infezioni. Gli effetti collaterali che sono stati

registrati sono gli stessi degli altri vaccini, di entità da

lieve a moderata e sono svaniti entro qualche giorno 5 .

Sono stati identificati 64 casi di infezione sintomatica

nel gruppo dei vaccinati (con 2 sole ospedalizzazioni,

registrate prima del tempo necessario a sviluppare la

protezione) contro i 154 nel gruppo di controllo (con

16 ospedalizzazioni, di cui 1 grave). Da questi dati si

evince un’elevata protezione dalla malattia sintomatica,

soprattutto da quella grave. Studi osservazionali


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LA TORRE DI VEGLIA

successivi condotti su campioni più numerosi hanno

confermato l’elevata efficacia di questo vaccino 6,7 , che

viene mantenuta contro le varianti del virus attualmente

conosciute 8 , in particolare contro la “variante

inglese”, ritenuta la più preoccupante in Europa.

Stanno inoltre emergendo nuovi studi che dimostrano

che, oltre ad impedire lo sviluppo della malattia,

i vaccini prevengono anche l’infezione e quindi il

contagio a persone terze 9 . Colgo l’occasione per ricordare

che tra le possibili conseguenze negative della

malattia (anche per i giovani) non c’è solo la morte,

ma anche altri gravi danni a lungo termine detti Sindrome

Post-Covid 10 .

AstraZeneca e allarmismi: Nel recente passato abbiamo

assistito a roboanti prime pagine di giornali in

cui sono stati riportati effetti mortali in seguito alla

vaccinazione, in particolar modo eventi trombotici.

Per poter analizzare i dati in modo critico occorre

confrontarsi con le evidenze scientifiche disponibili.

La farmaco-vigilanza è una materia complessa ed

è necessaria ad identificare tutti gli effetti collaterali

molto rari o sul lungo periodo che non possono

essere identificati durante gli studi clinici, ma solo

dopo l’immissione sul mercato. La regolamentazione

è molto severa ed è la maggior tutela che le istituzioni

sanitarie possono offrire all’intera popolazione.

Nel caso specifico di ciò che è avvenuto occorre innanzitutto

ricordare che le trombosi sono fenomeni

spesso mortali, normalmente responsabili nel solo

Regno Unito di circa 30.000 morti annui 11 . È quindi

lecito aspettarsi statisticamente possibile, durante

il corso di una massiccia campagna di vaccinazione,

un EVENTO AVVERSO come la morte di una o

più persone per un evento trombotico in seguito alla

somministrazione del vaccino. Per poter stabilire che

si tratti effettivamente di un EFFETTO AVVERSO,

e quindi esista un nesso di causalità tra i due eventi,

il primo passo necessario è verificare se questi avvengano

con una maggior frequenza nella popolazione

vaccinata (confrontata con la popolazione non vaccinata)

e se possibile stimare con che probabilità questo

avvenga. In seguito, SE E SOLO SE questa causalità

viene stabilita si procede a valutare il bilancio costo/

beneficio, come per qualunque altra situazione. Ad

oggi, tuttavia, il numero di trombosi registrate ogni

milione di dosi somministrate di vaccino indica che

questi eventi siano addirittura meno frequenti nei

vaccinati, e molto simili per tutti i vaccini approvati.

Ciò rende molto improbabili legami causa-effetto tra

la somministrazione del vaccino ed eventi trombotici.

La sospensione precauzionale di qualche giorno

del vaccino per procedere alle dovute verifiche, nonostante

sia indice di una efficace farmacovigilanza,

deve essere comunque contestualizzata. La decisione

è stata presa per motivi politici, sotto la spinta dell’opinione

pubblica, legittimamente ma ingiustificatamente

allarmata da notizie che di scientifico hanno

spesso avuto ben poco fondamento. Occorre sottolineare

che questa scelta, priva di basi documentate, ha

comportato un enorme prezzo, perché la sfiducia e i

ritardi sulle vaccinazioni continueranno a prolungare

la pandemia che, oltre ad aver causato un eccesso di

mortalità di circa 100.000 persone nel 2020 rispetto


26

agli anni precedenti, sta continuando a causare

mediamente 400 morti al giorno solo

in Italia, mettendo in ginocchio l’economia

di moltissime famiglie e pregiudicando la

formazione umana e sociale delle giovani

generazioni.

Conclusioni: tutti i dati raccolti nelle

varie campagne di vaccinazione mostrano

una significativa riduzione dello sviluppo

di malattie sintomatiche, anche e soprattutto

di quelle gravi, prevenendo il contagio e

riducendone la trasmissione. Il tutto indipendentemente

dal tipo di vaccino somministrato.

Rappresentano quindi la migliore

forma di prevenzione e non vi è quindi nessuna

evidenza che porti a dubitare dell’efficacia

delle somministrazioni o avere paura

degli effetti collaterali. Allo stato attuale di

conoscenza rappresentano l’unica via di protezione

soprattutto per le categorie fragili e

l’unica via per la rimozione delle restrizioni

con le quali conviviamo da oltre un anno.

Scritto da: Andrea De Nadai

In Cucina con Giulia

Ricette Salutari Facili & Veloci

Dopo la stagione invernale, la natura ci regala dei vegetali dai poteri

depurativi e rivitalizzanti, dalle proprietà disintossicanti e diuretiche:

uno di questi è senza dubbio rappresentato dagli asparagi che,

grazie a diversi fi to-composti solforati, svolgono un’azione antiinfi

ammatoria, cardiotonica, diuretica, antidiabetica e ipotensiva. Gli

asparagi contengono inoltre quercetina, fi bra, una dose importante

di acido folico, vitamine (A, C ed E), fosforo, calcio e carotenoidi.

L’odore pungente è dovuto all’asparagina (acido aspartico) che

sembra avere proprietà diuretiche anche per l’elevato contenuto di

acqua (ben il 92%!) che rende gli asparagi un alimento a bassa

densità energetica. Questa volta lo abbineremo a delle zucchine,

per una pasta decisamente diversa dal solito. Buon appetito!

PASTA CON

ASPARAGI E ZUCCHINE

Portata: primo piatto

Tempo di preparazione: 15-20 minuti

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

320 gr. di penne (o pasta a scelta) – 1 mazzetto di asparagi

– 2 zucchine medie tagliate a rondelle – 1 cipolla – 70 gr.

di pecorino romano grattugiato – Mezzo bicchiere di latte –

Olio EVO qb

Approfondimento consigliato: “Oxford-

AstraZeneca e il piacere del dubbio” di Martina

Patone, PhD. scienzainrete.it.

(1 Voysey et al. Lancet 2021.

(2) Sadoff et al. N Engl J Med 2021.

(3) FDA. https://www.fda.gov/media/146217/

download 2021.

(4) Logunov et al. Lancet 2021.

(5) https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/

aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfF

ileName=footer_000690_049314_RCP.

pdf&retry=0&sys=m0b1l3.

(6) Hung et al. Lancet 2021, 397, 854.

(7) Jamie Lopez Bernal et al. British Medical

Journal, [Pre-Print] 2021.

(8) Liu et al. N Engl J Med 2021.

(9) Thompson et al. MMWR Morb Mortal Wkly

Rep 2021.

(10) Cortinovis et al Lancet 2021.

(11) Monreal et al. Clin Appl Thromb Hemost

2019.

Procedimento:

Pulite bene gli asparagi con un pelapatate, tagliate le punte e

sbollentatele in acqua per pochi minuti (devono rimanere croccanti).

In una padella fate rosolare in un fi lo d’olio un po’ cipolla tritata e

aggiungete i gambi degli asparagi tagliati fi ni a rondelle e le zucchine,

sempre a rondelle. Aggiungete un po’ d’acqua (le verdure dovranno

ammorbidirsi, ma non troppo!). Prendete due cucchiai del composto

e frullateli con mezzo bicchiere di latte.

Scolate la pasta al dente e conditela con la salsa frullata, unite poi

le altre verdure. Servite con una spolverata di pecorino romano

grattugiato.

E buon appetito!!

Giulia Maiutto


d

°

Maggio•Giugno gio

iugno

2021

21

Rubriche 27

LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

SORRIDERE CON GLI OCCHI

I n questi mesi molto particolari, che hanno messo distanza fra

le persone, qui al Centro di Lavoro Guidato cerchiamo di non

far mancare l’accoglienza e il benessere alle persone che ci sono

affidate.

Sopra le mascherine svettano gli occhi: utilizziamo lo sguardo

per sorridere ugualmente e far arrivare alle persone espressioni di

rassicurazione e serenità.

Le attività nei nostri laboratori proseguono: le intendiamo

come veri e propri strumenti per incanalare le energie delle persone

con fragilità e favorire benessere e soddisfazione. Gli operatori

studiano modalità personalizzate affinché ciascuno possa

essere parte attiva di un flusso lavorativo.

Varie sono le attività che le persone possono sperimentare. L’assemblaggio

favorisce costanza e precisione: nei nostri laboratori

trovate gruppi di persone che lavorano insieme, confezionando

prodotti e articoli richiesti da aziende locali.

Potreste incontrare un gruppo di persone che si occupa anche

di riordino e pulizia dei nostri locali e dell’area delle Filande: attività

che favoriscono le capacità di prendersi cura dell’ambiente,

sia esso lavorativo o domestico.

Al mattino potreste incrociare un gruppo diretto in campagna:

l’attività agricola nei campi di ortaggi ed erbe officinali, coltivati

con metodo biologico, permette il contatto con la natura e il

rispetto e la cura per il territorio e per l’ambiente.

Nei laboratori si sperimentano lavori con il legno e con il colore:

l’attività artistica è utile per gustare la bellezza e apprezzare

l’arte. Modellare e creare con il legno è affascinante e coinvolgente.

Disegnare e colorare rilassa e allena attenzione e concentrazione.

Da poco alcune persone sono state coinvolte nel confezionamento

dei prodotti cosmetici naturali prodotti nel nuovo laboratorio

di Terra Fertile (Rugiada Mediterranea ®). Questo ci permette

di essere coinvolti nel nuovo progetto della cooperativa in

molte fasi della filiera: dalle erbe officinali del campo alla crema

finita, pronta per la vendita.

Siamo in trepidante attesa dell’apertura del nuovo negozio, che

rappresenta una nuova opportunità esterna al Centro di Lavoro

Guidato. Vi aspettiamo in via del Gelsolino vicino alla Palestra

Bobadilla, dove negozio ed erboristeria confluiranno in un unico

punto vendita: a breve l’inaugurazione!

Associazione soci

ione

Terra ra Fertile

Per maggiori informazioni, oni,

tel. 0438

501744

Fb: @terrafertileprodotti rafe

rtil

epro

rodo

tti @terrafertilecoop

rafe

rtil

ecoo

Laboratorio sperimentale di falegnameria

al Centro di Lavoro Guidato delle Filande.


Maggio•Giugno 2021

28

d

CARNEVALE

6 °

ALLA SCUOLA “SAURO”

Abbiamo provato a far festa! Un vuoto pieno di felicità e di sogno… facendo

finta che non sia successo niente. Perchè il tempo da solo non riesce a

guarire, ci vuole anche un sorriso, ci serve la bacchetta magica!

Con coraggio abbiamo indossato la mascherina anti-covid, assieme alle

maschere del Carnevale e, parlando ancora di attenzioni e rispetto per la

salute di tutti, abbiamo festeggiato. Ci siamo mascherati da vincitori perchè

è da dentro le nostre favole che, a volte, si riescono a superare le difficoltà

e anche qualche momento

particolarmente difficile,

che potrebbe ingabbiare la

speranza.

LA TORRE DI VEGLIA

Dimenticheremo tutte ste paure, gli allarmi e ricominceremo

prima o poi a

que-

vivere oltre la lontananza

come supereroi che deside-erano

solo normalità.

Nella nostra scuola ci abbiamo

provato con la leggerezza

e la determinazione ne

di tanti sorrisi uniti assieme.

Le Insegnanti

FARMACIE DI TURNO IN CITTA'

MAGGIO – GIUGNO 2021

07 MAGGIO – MARSON – Via Garibaldi,114 (ai Frati) - 0438 53378

14 MAGGIO – COMUNALE n.1 – V. Brandolini, 111 (Centro) - 0438 53198

21 MAGGIO – PALATINI – Via Cavour, 114 - 0438 53274

28 MAGGIO – COMUNALE n. 2 – Piazza Fiume, 29 - 0438 500351

04 GIUGNO – PANCOTTO – P.zza Flaminio, 10 – 0438 53365

11 GIUGNO – COMUNALE n.3 – Via L. De Nadai (Costa) – 0438 556628

18 GIUGNO – ZAMPERLINI – Via Da Ponte, 26 – 0438 53958

25 GIUGNO – MARSON – Via Garibaldi,114 (ai Frati) – 0438 53378

Guardia Medica risponde al n. 0438 553708

La Guardia Medica pediatrica al n. 0438 668243 (Conegliano)

LE VOSTRE OFFERTE

dal 06/02/2021 al 06/04/2021

8

N.N. - N.N. per fi ori – N.N. per Sangio

sottoscrizione – In memoria di Attilia

Zanardo,

In

memoria di Remo Serafi n, dalla

famiglia – In memoria di Sante Da

Re, dalla famiglia – In memoria di Cecilia

Romanin - In memoria di Adriano

Rizzo, dalla famiglia – Da una

famiglia in memoria di Adriano Rizzo

– In memoria di Pietro Fioretti, dalla

famiglia – In memoria di Lidia Costa,

per benedizione ceneri – In memoria

di Italo Balbinot, dalla famiglia – In

memoria di Angelina Piccin, dalla

famiglia – In memoria di Pasquala

Nelida Bignucolo, dalla famiglia – In

memoria di Azzolina Baccichetti, dalla

famiglia – Elemosine San Fermo di

Febbraio e Marzo – Alla Madonna per

intervento chirurgico – Comunione

ammalati – GSE febbraio e marzo.

TOTALE €. 10.105,51


ADDIO STANCHEZZA!

Carissimi Amici,

Dopo aver parlato a lungo di abitudini e condiviso

qualche spunto per migliorare la nostra vita fi n da

subito, vorrei affrontare con voi un tema molto

sentito: la stanchezza fi sica e mentale, che mai

come in questo periodo a cavallo tra primavera ed

estate si fa sentire.

Moltissimi di noi sono regolarmente stanchi e

affaticati, ma solo raramente questa stanchezza

cronica è causata da fattori patologici; nella maggior

parte dei casi, infatti, le ragioni più profonde risiedono

nel nostro stile di vita errato.

Il corpo umano è una macchina raffi nata e complessa

e se il rapporto tra le attività che svolgiamo e i recuperi

che ci concediamo è corretto, ogni giornata che

segue una notte di sonno dovrebbe cominciare con

energia ed entusiasmo. Molto spesso però, nella vita

frenetica che viviamo ogni giorno, questo rapporto

viene sovvertito e la capacità di recupero di corpo e

mente diventa sempre più esigua fi no a scomparire.

Troppe ore lavorative, impegni familiari, diffi coltà

economiche, traffi co, stress psicologico e tanti

altri fattori alla fi ne creano le basi per una profonda

stanchezza che rende ogni aspetto della nostra vita

meno piacevole: i dati rivelano che circa il 45% della

popolazione dei paesi occidentali si sente stanca

su base regolare e oltre il 90% presenta almeno un

sintomo indicatore di affaticamento cronico.

Come combattere allora questa stanchezza?

Poiché nella maggior parte dei casi si tratta di

una conseguenza di uno stile di vita sbagliato,

possiamo implementare delle

azioni

correttive. Quali? Vediamole qui sotto:

ALIMENTAZIONE:

1. Evita cereali raffi nati e zuccheri, che

danno una sferzata di energia che

però dura poco. Meglio ricorrere a

cereali integrali e frutta fresca, che

rilasciano energia in modo o lento

ed equilibrato, evitando i picchi

glicemici.

2. Mangia a suffi cienza: senza

l’energia del cibo sano e

genuino il corpo non riesce e a

recuperare; ricorda inoltre di

assumere quantità suffi cienti di proteine, poiché

diverse ricerche indicano che un’assunzione

corretta di proteine sane aumenta il metabolismo

e migliora la tolleranza allo sforzo.

3. Idratati: molto spesso la causa della fatica

è un’insuffi ciente assunzione di acqua. La

disidratazione si associa rapidamente ad un

calo della prestazione mentale e ad una maggior

percezione di stanchezza.

4. Al bisogno, assumi integratori energizzanti: puoi

aiutarti con degli integratori ad hoc, solitamente

contenenti vitamine del gruppo B, coenzima Q10

o alcune piante adattogene come il ginseng.

ATTIVITÀ FISICA E SONNO

1. Fai regolarmente attività fi sica: sembra un

paradosso, ma uno sforzo ben dosato stimola un

processo di adattamento che rafforza l’organismo

e lo rende capace di tollerare meglio la fatica.

2. Cura la qualità del sonno: impariamo a proteggere

le ore di sonno da altri impegni. È sempre meglio

andare a letto prima e svegliarsi presto la mattina,

l’importante è dormire almeno 7-8 ore a notte, la

quantità ideale per ricaricarci.

3. Fai micro-pause o il

cosiddetto “power-nap”: fare

delle brevi interruzioni o, ancora meglio, staccare

completamente la spina per 10-15 minuti a metà

giornata ha un potente effetto sul recupero.

MEDITAZIONE E DIARIO

1. Le tecniche di rilassamento sono

uno strumento utile per ridurre il carico

di lavoro

mentale a cui siamo esposti:

bastano una decina di minuti al giorno

in cui concentrarci sul nostro respiro per

sentirci subito più sereni.

2. Utilizza

un diario per la pianifi cazione

della giornata: molto spesso vogliamo

fare troppo, scriviamo mille attività da

fare ma

poi tra un imprevisto e l’altro

non riusciamo a concludere niente.

Proviamo ad essere più realisti e a

pensare

alla fattibilità del piano e

all’energia che consumiamo.

Buon lavoro e alla prossima!

Giulia Maiutto


Maggio•Giugno 2021

30

d

Aria di

primavera

A pochi giorni dal termine della breve ma intensa

stagione invernale possiamo già fare un bilancio delle

gare ad oggi concluse, prima di poter ripartire con

la nuova stagione estiva. Nonostante la situazione

sanitaria precaria, federazione e organizzatori si

sono prodigati per la creazione di protocolli che

ne consentissero lo svolgimento in tutta sicurezza.

E grazie al forte senso di responsabilità di atleti e

allenatori le gare si sono potute comunque svolgere

regolarmente senza grossi intoppi.

A farla da padrone in questa seconda parte di

stagione invernale è stata soprattutto l’attività

campestre che, in seguito alla prima tappa regionale

di Vittorio Veneto, è proseguita con la seconda

tappa a Grumolo delle Abbadesse (VI), valida come

campionato regionale e per la qualifi cazione alle

fi nali nazionali di Campi Bisenzio (FI). Al 1° Cross

Grumolove, svoltosi il 14 febbraio, si sono ottimamente

piazzati Giovanni Gri (7° CM), Maddalena Pin (7°

AF), Alice Biz (7° JF), Alderico Tonin (31° SM),

Marco Meneghel (48° SM) e Massimiliano Peris (61°

SM) e infi ne il triplete (questa volta conquistato)

degli Allievi Francesco Cao (1°), Andrea Botteon

(2°) e Francesco Bon (3°). Nella fi nale nazionale, alle

porte di Firenze, si sono ben comportate Maddalena

Pin (giunta 57°) e Alice Biz (25°), mentre i tre allievi

hanno conquistato il 2° posto come squadra dietro

alla fortissima Quercia Trentingrana di Rovereto

grazie alle prestazioni di Botteon (11°), Cao (25°)

e Bona (36°). Infi ne, un ottimo 18° posto per il

quartetto composto da Andrea Uliana, Luigi De Col,

Marco Meneghel e Alderico

6 °

Tonin nella staffetta campestre da 4x2km.

Non di sola terra e campi è composta l’attività

invernale, si sono infatti disputate anche attività su

pista, nella seconda tappa dei lanci lunghi invernali e

nei diversi meeting nazionali al Palaindoor di Padova.

I nostri lanciatori si sono sbizzarriti nella nuova pista di

Conegliano, con occhio particolare rivolto a Martina

Rebellato (39.65 m nel lancio del martello JF),

Elena Sartori (39.18 m nel lancio del disco), Angela

Carrer (37.61 m nel lancio del giavellotto) e Davide

Pierobon (38.01 m nel lancio del disco e 45.65 m nel

lancio del giavellotto JM). Chiudiamo infi ne questa

carrellata di risultati con quelli giunti dall’attività “in

sala”, con gli ottimi salti di Davide Nensi (1.75 m

nel salto in alto), Giada Doretto (4.84 m nel salto in

lungo) e Massimiliano Ruggio (3.60 m nel salto con

l’asta, categoria SM50). Completano

il quadro Andrea De Nadai, vicino al

PB nei 3000m in 9’27”33 ed Elena

Busetti, miglioratasi a 2’25”37 nella

per lei ancora tutta da scoprire

distanza degli 800m.

Seguiteci sui nostri social per

rimanere aggiornati sull’atletica

vittoriese e vedere i nostri ragazzi in

azione! Stay tuned!

Andrea De Nadai

Facebook: Vittorio Atletica

Instagram: @vittorioatletica

LA TORRE DI VEGLIA


d

°

Maggio•Giugno gio

iu

gno

2021 21

31

LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

calcio

VITTSANGIACOMO

ANNULLATA ANCHE

QUESTA STAGIONE…

MA L’ESTATE CI GUARIRÀ!

dell’anno scolastico per i ragazzi dai 6

ai 13 anni. Allestiremo, come lo scorso

anno, due tendoni per poter accogliere

il maggior numero di ragazzi consentito.

Saranno suddivisi in piccoli gruppi,

ciascuno seguito da un mister e da un

assistente, con la presenza di un esperto di motoria,

da una psicologa e con il coordinamento di un responsabile

organizzativo. Stiamo anche verifi cando la

possibilità di organizzare per i nostri ragazzi dai 14 ai

16 anni un’attività estiva di svago sportivo in orario

Abbiamo sperato fi no all’ultimo

che ci fosse la ripresa dei campionati,

purtroppo dalla FIGC è

arrivato lo stop defi nitivo della stagione

2020/21.

Avevamo continuato con gli allenamenti;

ma poi, con la zona rossa,

anche i campi sportivi hanno

dovuto chiudere. Ora contiamo di

poter proseguire almeno con gli

allenamenti del Settore Giovanile,

nella speranza che con l’arrivo

dell’estate sia possibile “giocare a

calcio”.

Al momento di chiudere questo

articolo, la Federazione sta valutando

l’ipotesi di congelare lo

scorrimento delle annate, e di ripartire

con il mantenimento delle

categorie della stagione incompiuta.

Valuteremo la situazione per essere pronti ai

blocchi di ripartenza con tutte le nostre squadre.

Se il Torneo Biason per Esordienti salta anche

quest’anno, certamente organizzeremo il 12° “Camp

Estate – non solo calcio”, che rappresenta un

ottimo sfogo, molto atteso dalle famiglie, al termine

GIOVANISSIMI 2007 in piedi da sx: Luciano Frare (dir.), Tommaso Frare, Gabriele

Marcon, Valter Lala, Giacomo De Marchi, Marco Paternò, Nicola Di Benedetto,

Mishell Mihidukulasuriya Arachchige, Antonio Bistante, Andrea Corocher, Fabio

Sordon (dir.); seduti da sx: Giuseppe Paternò (dir.), Nicola Cancian Casoni, Paolo

Dassiè, Simone Sordon, Samuele Dalla Cia, Massimiliano Della Giustina (allenatore),

Christian Sperandio, Giuseppe Giusti, Lorenzo Zampieri, Michele Leonardo

Facco, Guido Cancian Casoni (vicepres.).

GIOVANISSIMI 2006 in piedi da sx: Stefano Somera (aiuto all.), Michele Fontana,

Denny Bet, Nicola Borsoi, Matteo Giusti, Yassine El Hachimi, Alessandro Silvestri,

Nicola Biz, Riccardo Salvador, Matteo Daniel Mezin, Tommaso Perin, Giuseppe Zaros

(dir.); seduti da sx: Mauro Poldelmengo (dir.), Riccardo Pivato, Michele Longo,

Martino Poldelmengo, Vittorio Arnosti, Alberto Giust (allenatore), Matteo Tardo, Andrea

Segat, Alessandro Zaros, Mirco Segat (dir.).

serale al Vitt.

Anticiperemo ancora l’assemblea ordinaria di fi ne

anno, così da ripartire subito con rinnovato impegno,

con una base societaria ancora più allargata che raccolga

le energie necessarie per proseguire l’attività,

sia della seconda categoria che

del vasto settore giovanile.

Intanto sono continuati i lavori

negli impianti: un nuovo spogliatoio

al Vitt e l’acquisto di un arieggiatore

per il tappeto erboso a San

Giacomo. Grazie anche a coloro

che sottoscrivono il 5 per mille a

favore di questa associazione (saliti

a 117 per un gettito di 3.808

€). È suffi ciente indicare nella

dichiarazione dei redditi, nella casella

dei “benefi ciari”, il numero di

partita iva: 03374390262.

Ringraziamo tutti coloro che ci

aiuteranno.

Pietro Ossi


32 Dall'Archivio Parrocchiale

d

Le famiglie ricordano

6 °

LA TORRE DI VEGLIA

MINELLI AUSILIA in Bassetto

n. 21.08 1927 m. 28.05.1982

BASSETTO ENRICO

n. 05.05.1926 m. 04.05.2009

PICCIN GIUSEPPE - DOMENICO MEL PICCIN MARIA

† 2002 (19°) † 1975 (46°) † 1985 (35°)

I nipoti li ricordano negli anniversari

DAL VECCHIO RAFFAELE

n. 22.08.1932 m. 16.06.2006

DE BASTIANI GIOVANNI

n. 19.09.1921 m. 18.03 1999

ANTONIOLI ADORNA

ved. De Bastiani

n. 23.06.1922 m. 24.04.2001

BAREL EMMA ved. Alpago

n. 20.01.1923 m. 08.03.2016

Nell’anniversario

i tuoi ti ricordano

CADALT VINCENZO

n. 01.10. 1913 m. 08.05.2007

FRARE BONIFACIO

n. 29.09.1929 m. 16.06.1986

BOTTEON ANTONIO NINO

n. 06.08.1930 m. 29.04.2018

BALBINOT ITALO

n. 11.11.1944 m. 27.03.2020

LONGO MARIO

n. 31.05.1941 m. 03.05.2012

Anagrafe

DEFUNTI

7 ZANARDO ATTILIA

ved. Tavian

di anni 90 – (il 09.02.2021)

Via Cal di Mezzo, 10

9 ROMANIN CECILIA

di anni 90 – (il 07.03.2021)

Piazza Fiume, 72

11 PICCIN ANGELINA

ved. Bin

di anni 95 – (il 25.03. 2021)

Via Margogne, 22

13 BACCICHETTI

AZZOLINA ved. D’Assiè

di anni 91 – (il 05.04.2021)

Via Quarto dei Mille, 5

8 DA RE SANTE

di anni 76 – (il 04.03.2021)

Via Sile, 11

10 RIZZO ADRIANO

di anni 65

(il 10.03.20219)

Via Calesele,19

12 BORSOI NELLI

nata Bignucolo

di anni 90 – (il 01.04.2021)

Via Mezzavilla, 17


Agenda Pastorale

MAGGIO 2021

Sabato 1:

Domenica 2:

Lunedì 3;

Domenica 9:

Giovedì 13:

Venerdì 14:

Domenica 16:

Martedì 18:

Giovedì 20:

Sabato 22:

Domenica 23:

Lunedì 24:

Mercoledì 26:

Sabato 29:

Domenica 30:

Lunedì 31:

San Giuseppe, lavoratore

5ª DOMENICA DI PASQUA

Santi Filippo e Giacomo

6ª DOMENICA DI PASQUA

Beata Vergine Maria di Fatima

San Mattia, apostolo

ASCENSIONE DEL SIGNORE

San Giovanni I°, papa e martire

San Bernardino da Siena, sacerdote

Santa Rita da Cascia, religiosa

DOMENICA DI PENTECOSTE

Beata Vergine Maria, madre della chiesa

San Filippo Neri, sacerdote

San Paolo VI

SANTISSIMA TRINITÀ

Visitazione della Beata Vergine Maria

GIUGNO 2021

Martedì 1:

Giovedì 3:

Sabato 5:

Domenica 6:

San Giustino, martire

Santi Carlo, Lwanga e compagni, martiri

Santo Bonifacio, vescovo e martire

SANTISSIMO CORPO

E SANGUE DI CRISTO

Venerdì 11:

Sabato 12:

SANTISSIMO CUORE DI GESÙ

CUORE IMMACOLATO DELLA BEATA

VERGINE MARIA

Domenica 13:

Domenica 20:

Lunedì 21:

Giovedì 24:

Domenica 27:

Lunedì 28:

Martedì 29:

11ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Festa di Sant’Antonio da Padova

12ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

San Luigi Gonzaga, religioso

Natività di San Giovanni Battista

13ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Sant’Ireneo, vescovo e martire

Santi Pietro e Paolo, apostoli


Imgi poco cciute

di S Gio

1918 la torre del campanile prima dell’abbattimento

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