Numero di Giugno

Inchiostro
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Direttore Responsabile: Marta Calcagno

dal 1985... la voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo

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ANNO XXXVI / N. 01 - GIUGNO 2021

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PAURA SUL TRENO

REGIONALE

Ancora in quel dormiveglia

che regna sui treni del

primo mattino, i pendolari del

locale n. 12113 “Acqui – Ovada

– Genova”, nei pressi i Rivarolo

sono stati svegliati da un boato

di vetri in frantumi. Un l’archetto

strisciante del pantografo

della motrice, molto probabilmente

rimasto impigliato nei

“pendini” che sostengono la linea

aerea di alimentazione, ha

ceduto allo sforzo e, staccatosi

dal suo supporto, ha frantumato

il finestrino di una vettura di

testa provocando l’immediato

fermo del convoglio e il panico

tra i passeggeri. A lanciare l’allarme

e quindi ad allertare la

Polfer, è stato un pendolare di

Campo Ligure, Giorgio Orsellino

dell’Università di Genova,

che, tramite la pagina Facebook

“Pendolari Acqui Terme – Comitato

difesa trasporti Valle Stura”,

ha lanciato, quasi come una

sorta di S,O,S. il seguente messaggio:

“Siamo nei pressi di Sampierdarena,

all’altezza dell’Ansaldo,

su uno scambio di più binari.

Si aspettano soccorsi”. Grazie al

pronto intervento della Polfer,

i numerosi pendolari sono così

riusciti a scendere dal convoglio

e avviarsi, lungo la massicciata e

scortati dagli agenti, verso la vicina

stazione di Rivarolo, dove,

dopo le necessarie attese, sono

stati trasportati a Genova Principe

e Brignole.

Gian Battista Cassulo

Continua a pagina 4

Pernigotti:

previsti

importanti

investimenti

Fausto Cavo - pag. 2

Il Viale della

Memoria

di Capriata

D’Orba

Gian Battista Cassulo - pag. 3 Goian Battista Cassulo - pag. 3

Fausto Piombo - pag. 4

Presentato il “Progetto condiviso di sviluppo del territorio piemontese”

Terzo valico: opportunità per

la provincia di Alessandria

Venerdì 14 maggio 2021

alle ore 11.00 presso

l’Aula Magna della

Scuola Allievi Agenti della Polizia

di Stato si è svolto l’incontro

per la presentazione del “Progetto

condiviso di sviluppo del territorio

piemontese”. All’evento hanno

partecipato il Presidente della

Regione, Alberto Cirio, il Commissario

Straordinario di Governo

per il Terzo Valico, Calogero

Mauceri, gli amministratori delegati

di RFI, Vera Fiorani, e di

ITALFERR, Aldo Isi, il Presidente

della Provincia di Alessandria,

Gianfranco Baldi, nonché tutti i

sindaci del territorio interessato

dalla realizzazione dell’infrastruttura

in oggetto. Alla presenza

inoltre dei Parlamentari della

zona e dei rappresentanti delle

Forze dell’Ordine, è altresì intervenuto,

in collegamento da remoto,

il Ministro delle Infrastrutture

e della Mobilità Sostenibile,

Enrico Giovannini. L’incontro è

stato finalizzato a consentire l’illustrazione

del progetto che pone

al centro il tema delle opere di

accompagnamento alla realizzazione

della linea Terzo Valico dei

Giovi, con l’obbiettivo di coniugare

le caratteristiche progettuali

e realizzative dell’infrastruttura

con le opportunità e gli interessi

del territorio. Come illustrato nel

corso dell’incontro, la linea del

Terzo Valico è finalizzata a creare

un collegamento veloce tra

Genova e l’Europa centrale per il

trasporto delle merci che transitano

giornalmente dal porto ligure,

inserendosi così tra quelle reti

L'Arca di Noè di Davide Ferreri

Prego,

si

accomodi

Non mancano i risolutori, sono le soluzioni che mancano. In

ogni situazione, a partire dall’emergenza Covid, accanto agli

esperti e ai preposti, agli incaricati e ai tecnici, dalle tastiere, dagli

angoli di strada e (adesso) dai tavolini dei bar, pontificano e discettano

tutti quelli che farebbero di sicuro diversamente e meglio.

Sarebbe bello, per un’ipotesi della irrealtà, che i “solutori” di sedia

e parola potessero davvero agire con un budget, un incarico, una

responsabilità e dimostrare quanto sono bravi. Qualcuno che finalmente

li invitasse a farsi avanti, “prego, s’accomodi, risolva lei, che lo

dice così bene e così convinto”.

Davide Ferreri

Le parole

di

Vittorio

Foa

transeuropee dei trasporti, ossia

quell’insieme di infrastrutture di

trasporto integrate previste per

sostenere il mercato unico, la libera

circolazione delle merci e

delle persone, e per rafforzare la

crescita, l’occupazione e la competitività

dell’Unione Europea.

La realizzazione di questa importante

opera infrastrutturale, che

consentirà certamente uno sviluppo

delle interconnessioni nel

commercio sul nostro continente,

non deve però essere esaminata

singolarmente ma rappresenta,

come è stato detto, un’occasione

di crescita per le aree che da

questa vengono attraversate e, in

modo particolare, per la Provincia

di Alessandria.

Prendendo difatti in considerazione

aspetti come turismo,

sostenibilità, rigenerazione urbana

e digitalizzazione, molte

sono le opere in progetto che

affiancheranno la realizzazione

della linea ad alta velocità, come

per esempio opere di riqualificazione

urbana, interventi sulla

sicurezza idraulica e geologica,

piste ciclabili, un secondo ponte

sul torrente Bormida ed altro

ancora. Nel pieno rispetto dei

vincoli ambientali, di sicurezza

del territorio e della salute, la realizzazione

di questa importante

opera infrastrutturale potrebbe

dunque diventare una grande opportunità

di sviluppo del nostro

territorio oltreché rappresentare

un esempio da imitare anche per

progetti futuri.

Campo: un consorzio per la

ripresa del comparto orafo

Samantha Brussolo

L’editoriale

di Marta

Calcagno

Con questo numero termina

il primo semestre

del 2021. Un anno difficile

per tutti, non c’è bisogno

di dirlo, ma non si può fare

a meno di pensarlo, anche

perché, ragionandoci sopra,

quasi ci sembra di vivere in

una realtà fantascientifica.

Ci saremmo mai immaginati

due anni fa che ci saremmo

trovati di lì a poco chiusi in

casa, distanziati anche tra

parenti stretti e tutti con le

mascherine al viso? Per non

parlare dei numeri da bollettino

di guerra sui decessi

giornalieri. Le guerre si sa,

capitano sempre all’improvviso,

ma sui libri di storia

eravamo abituati a studiarle

con le date d’inizio e con i

nomi dei nemici. Ora invece,

se è vero che siamo in guerra,

chi è il nemico? Quale è stata

la data della dichiarazione di

guerra? Non si sa. Si dice che

il nemico sia un virus, ma i

virus non si combattono con

gli eserciti. Si sconfiggono

con la ricerca scientifica. Ed

è qui il punto. C’è stata una

spettacolarizzazione di questa

pandemia e la si è affrontata

con le armi sbagliate, con

i laboratori di ricerca lasciati

al palo. Noi siamo sopravvissuti,

anche come giornale,

ma non ci sentiamo più quelli

di prima.

Marta Calcagno


2

l’inchiostro fresco

1 - Giugno 2021

Smart Working - novità e

disciplina degli infortuni

Pernigotti: previsti

importanti investimenti

Smart “

working”, in italiano

definito lavoro agile,

è indubbiamente uno dei

termini maggiormente impiegati

nell’ultimo anno, da quando la

pandemia ha imposto il distanziamento

anche nei luoghi di

lavoro.

Ultime novità

Per la pubblica amministrazione

il decreto proroghe ha eliminato

la soglia minima del 50% in

smart working e per il settore

privato la bozza del decreto sostegni

bis (ad oggi ancora da

approvare), prevede la proroga

fino al 30 settembre 2021 della

possibilità per i datori di lavoro

di applicare tale modalità di

svolgimento dell’attività lavorativa

ad ogni rapporto di lavoro

subordinato anche in assenza

degli accordi individuali previsti

dalla normativa vigente.

Qual è la legge

che disciplina

lo smart working?

Il lavoro agile è disciplinato agli

artt. 18 e segg. della legge n.

81/2017, che si applica, in quanto

compatibile e fatta salva l'applicazione

delle diverse disposizioni

specificamente previste,

anche ai rapporti di lavoro alle

dipendenze delle pubbliche amministrazioni.

Sono poi intervenute

le disposizioni d’urgenza

legate alla pandemia.

Infortuni sul lavoro

Dal 3 febbraio 2021 è possibile

inserire la denuncia di infortunio

INAIL tramite la procedura

online anche per la categoria del

lavoro agile. I mass media hanno

riportato la notizia di una

dipendente amministrativa di

un’azienda procuratasi lesioni a

seguito di una caduta dalle scale

durante lo svolgimento dell’attività

lavorativa da casa mentre

era al telefono, rispetto alla quale

sarebbe stato riconosciuto infortunio

INAIL. Pare che si tratti

del primo caso di infortunio in

smart working.

Cosa prevede la legge per gli infortuni

in smart working?

La legge che disciplina il lavoro

agile, la n. 81/2017, stabilisce

che “Il lavoratore ha diritto alla

tutela contro gli infortuni sul

lavoro e le malattie professionali

dipendenti da rischi connessi

alla prestazione lavorativa resa

all'esterno dei locali aziendali”.

Si deve quindi trattare di rischi

connessi con il lavoro svolto.

E per gli infortuni

in itinere?

È prevista copertura anche rispetto

a tali infortuni, ossia

durante il percorso di andata e

ritorno dal luogo di abitazione

a quello prescelto per lo svolgimento

della prestazione lavorativa

all'esterno dei locali aziendali

(nei limiti e secondo le condizioni

previsti dall'art. 2 del D.P.R.

1124/1965), quando il luogo

sia stato scelto, secondo criteri

di ragionevolezza, per esigenze

connesse alla prestazione stessa

o alla necessità del lavoratore di

conciliare le esigenze di vita con

quelle lavorative.

Avv. Fabiana Rovegno

Bu o n e

notizie

per lo

storico stabilimento

di

Novi Ligure.

Dall’incontro

avvenuto con i

sindacati nella

giornata di venerdì

scorso,

trapela la notizia

di investimenti

importanti

per un

totale di circa

3,5 milioni di

Euro, 750 mila

dei quali stanziati per un nuovo

macchinario per gli stampi delle

tavolette di cioccolato. Senza

dubbio un’importante somma

per il rilancio dello stabilimento

della cittadina che ha vissuto

"Dantedì e le api

nella letteratura"

venti di burrasca in molte occasioni.

Piero Frescucci, delegato sindacale

UILA-UIL rivela “La notizia

importante in primis è che non

sono previsti esuberi di personale.

Inoltre dall’incontro si è riusciti

Come già avevamo anticipato

in un nostro precedente

articolo al “Museo

dell’Apicoltura” sito nella

Frazione Merella di Novi Ligure,

dal 18 aprile 2021, è possibile

visitare la

mostra “Dantedì

e le api nella letteratura”,

curata

dall’associazione

“Maglietto”. Tutto

ciò nel quadro

dei 700 anni dalla

morte di Dante e

nel 5° anniversario

dell’inaugurazione

del museo.

Sabato 22 maggio

alle ore 10,30, la

Mostra è stata ufficialmente

inaugurata

e possiamo

dire che da oggi al

Maglietto, l’ambiente

si sposa a pieno titolo con

la cultura. Vi invitiamo dunque

a visitare il “Museo dell’Apicoltura”

per trascorrere una giornata

all’aria aperta e apprendere

cose nuove, vedendo

da vicino come lavorano le

api e rinverdendo i ricordi scolastici

sul grande Poeta!

Marta Calcagno

ad accelerare sulla partenza della

cassa integrazione per ristrutturazione.

Per la produzione natalizia

è prevista la riassunzione

di tutto il personale e da gennaio

con l’arrivo del nuovo macchinario

per le creme spalmabili si potrà

ragionare per una nuova produzione

entro la fine del 2022”.

Roberto de Mari (RSU UILA-

UIL) completa dichiarando

cautamente “abbiamo fissato un

nuovo incontro il 19 Maggio, un

esame congiunto, dove si capirà

nel dettaglio se la cassa integrazione

per ristrutturazione riuscirà

effettivamente a collegarsi con

la cassa covid-19 così da non perdere

la continuità”.

Notizie incoraggianti per lo stabilimento,

dove occorre però

fare una delucidazione sulla situazione

amministrativa collegata,

con la sede di Milano.

Dario Allievi, RSA UILA-UIL

sui 48 dipendenti presenti nella

sede milanese è intervenuto

esprimendo infatti una “forte”

preoccupazione. “Sulla parte

commerciale ci sono più problemi

e non è chiaro quante persone

effettivamente torneranno a lavorare.

Sulla questione abbiamo

chiesto ed ottenuto un incontro

specifico che si terrà nella giornata

di lunedì 17 Maggio. A seguire

il 19 Maggio faremo l’esame congiunto

per la cassa integrazione

per la riorganizzazione.”

Fausto Cavo

Vicolo del Teatro, 7/14 - 15067 Novi Ligure (AL)

Tel. 0143.46569 - cell. 348.8085692 - redazione@inchiostrofresco.it

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Fausto e Giacomo Piombo (Videomakers)

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Gian Battista Cassulo

• Consiglio Direttivo:

Marta Calcagno,

Samantha Brussolo,

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l’inchiostro fresco

1 - Giugno 2021

3

Il Viale della Memoria

di Capriata D’Orba

Inaugurata la statua

di Giorgio Parodi

Curare la memoria

storica dei

propri luoghi

è sinonimo di grande

civiltà e di rispetto per

la storia passata, non

solo per preservarne il

ricordo, ma anche per

evitare gli inevitabili

errori nei quali l’uomo,

per sua natura, spesso

cade.

I cimiteri sono per eccellenza

il luogo della

memoria, quella pubblica

e quella privata

e da come sono conservati

si può intendere

il grado di cultura civica e di

amorevole sensibilità di una comunità

intera. Capriata d’Orba

ha saputo esprimere al massimo

e al meglio questa sua duplice

sensibilità, rinnovando il Viale

della Memoria d’accesso all’area

cimiteriale, che è mantenuta in

maniera esemplare.

Il Viale della Memoria è stato

infatti di recente completamente

rinnovato e ai suoi lati sono allineate

le croci che ricordano i soldati

capriatesi caduti nelle due

Grandi Guerre e accanto alle croci,

dove su ognuna non mancano

i fiori, sono stati messi a dimora i

nuovi cipressi, che, una volta cresciuti,

saranno i muti custodi di

questo tempio del ricordo.

Nel rinnovato Viale, acquista

ora ancor più pregio lo spartano

Monumento ai Caduti delle due

Grandi Guerre e della Liberazione,

sormontato dalla imponente

croce in pietra.

Il cimitero di Capriata, a differenza

di altri cimiteri di paese

ubicati lontano dall’abitato, quasi

nascosti, è sito invece, per chi

proviene da Ovada, in posizione

ben visibile all’inizio del concentrico

urbano ed è inserito, con il

suo antistante vasto parcheggio,

in un contesto molto dinamico

avendo, di fronte, una laboriosa

area artigianale e accanto

un complesso sportivo dotato di

numerosi impianti frequentato

dai giovani sia del paese come da

quelli del circondario.

Una scelta urbanistica felice questa,

che viene da lontano perché lì

da sempre si giocava a tamburello,

lo sport “nazionale” di Capriata,

quasi a significare un senso di

vicinanza e di continuo affetto

L’8 maggio 2021, è stata sancita

ufficialmente, con un

accordo tra il Comune di

Campo Ligure ed il locale Comitato

della Croce Rossa Italiana,

la Convenzione per la Protezione

Civile.

con quelli che ormai non sono

più tra noi.

Un senso di vicinanza e di rispetto

per la memoria che continua,

rinnovato, ancora oggi.

Gian Battista Cassulo

LA BANDIERA DELLA

C.R.I. SVENTOLA SUL

TORRIONE DEL CASTELLO

DI CAMPO LIGURE

L’evento, molto atteso, è stato

siglato proprio nella Giornata

Mondiale della Croce Rossa e va

a coronare un apprezzato servizio

in ambito di Protezione Civile in

essere da molti anni. La cerimonia

ufficiale si è svolta nella Sala Consiliare

del Palazzo Comunale

alla presenza

del Sindaco, Giovanni

Oliveri, del Presidente

del Comitato Cri di

Campo Ligure, Duilio

Rosi, e di altre autorità

locali e per l’occasione

la bandiera della CRI

è stata issata anche sul

pennone del Castello

Spinola.

Giacomo Piombo

Su "Il Secolo XIX" del 16

maggio 2021, sotto il titolo

"La statua dedicata a Parodi

indigna l'Anpi e i pacifisti: (che

dicono) sbagliato quel tributo, partecipò

al colonialismo". Con tutto il

rispetto per l'Anpi e per i pacifisti

(ai quali personalmente mi sento

di appartenere) vorrei rispondere,

sia pure nell'ambito del mio personale

pensiero, con le parole di

Vittorio Foa, unanimemente considerato

un Padre della Patria.

Dice Foa: "Nell'immediato dopoguerra

per l'abilità sia di Alcide De

Gasperi, sia di Togliatti, s'impose

l'idea che l'Italia avesse partecipato

al conflitto mondiale dalla

parte dei vincitori. Si riuscì a fare

dimenticare che l'Italia la guerra

l'aveva persa dimostrando il contrario.

Come? Una strada fu quella

di dire che gli italiani erano sempre

tati antifascisti, ma non era vero.

è un mito che abbiamo costruito

Venerdì 14 Maggio, a

Genova, è stata inaugurata

in corso Podestà

di fronte al civico 39 nei pressi

del Belvedere di Mura delle

Cappuccine, la nuova statua

dedicata a Giorgio Parodi, cofondatore

della celeberrima casa

motociclistica Moto Guzzi, aviatore

e fondatore dell’Aeroclub

di Genova. Nel centenario della

fondazione del marchio Guzzi,

il capoluogo ligure rende così

omaggio al famoso imprenditore

ed aviatore con questa opera

d’arte a lui dedicata e realizzata

dallo scultore (e guzzista d.o.c.)

Ettore Gambioli. Sono intervenuti

Massimo Nicolò, Vice sindaco

di Genova; Giovanni Toti,

Presidente Regione Liguria; Elena

Bagnasco, nipote e presidente

Associazione Giorgio Parodi; Ettore

Gambioli, scultore. Moderatore:

gen. Salvatore Gagliano

dell’Associazione Arma Aeronautica.

Scopre la statua la figlia di

Giorgio Parodi, Marina Cais di

Pierlas Parodi. Durante la celebrazione

la Pattuglia Acrobatica

Nazionale dell’Aeronautica

La polemica

seguita all’evento

Militare, nonostante la pioggia,

in coincidenza con la scopertura

della statua, ha sorvolato i cieli di

Genova permettendo a tutti i cittadini

di ammirare lo spettacolo.

Luca Serlenga

noi, da una parte con la Resistenza,

dall'altra con il comportamento

di De Gasperi alla conferenza di

pace. Ma l'aver dimenticato di

non essere stati antifascisti ha voluto

dire cancellare anche altre cose

dalla nostra memoria. Con effetti

negativi. ci sono dei difetti che ci

siamo trascinati dietro nel tempo.

Una non sufficiente comprensione

di che cosa è la legalità e in

ultima analisi lo Stato. Si è creato

un qualcosa di malato nell'unità

nazionale. La mia è anche un'autocritica.

Noi abbiamo lavorato

fortemente per creare un'immagine

dell'Italia del periodo fascista non

compromessa dal regime. Questo

è sicuramente un elemento mitologico,

non corrispondente alla

realtà, che siamo riusciti a fare

entrare di prepotenza nella storia

del dopoguerra". E alla domanda

se fu un errore cancellare l'idea di

un Paese compromesso col fascismo.

Foa risponde: "No, io penso

che allora fu una cosa straordinariamente

utile, penso che abbiamo

fatto molto bene. Però oggi cerchiamo

di non rendere troppo virtuoso

il passato. Perché di questo passato

abbiamo ancora tante cose di cui

rendere conto. Dalle colonie ai rapporti

con i Paesi europei, per fare

un esempio". Questo diceva Vittorio

Foa in un'intervista rilasciata

a Goffredo De Marchis e apparsa

su "la Repubblica" del 19 dicembre

2003. Alla luce di queste parole,

credo dunque che oggi, più che

dividere i ricordi tra antifascismo

e fascismo, sia giunto il momento

di onorare la storia per quello che

è e per quello che dice e, sulla base

di quella eredità drammatica, costruire

finalmente un nuovo futuro

fatto non più di divisioni, ma di

un comune ricordo.

Gian Battista Cassulo

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l’inchiostro fresco

1 - Giugno 2021

Paura sul treno

regionale

Campo: un consorzio guiderà la

ripresa del comparto orafo locale

Una linea

ottocentesca

Questo incidente rivela quanto

sia necessaria un’opera di radicale

manutenzione e di rinnovamento

di questa ottocentesca

linea ferroviaria, aperta

al traffico nel 1894 per volere

dell’allora Ministro dei lavori

Pubblici, Giuseppe Saracco di

Acqui Terme che ebbe un durissimo

scontro parlamentare

con l’on. Edilio Raggio di Novi

Ligure, una sorta di “eminenza

grigia” dell’epoca per via del suo

conflitto d’interessi tra la sua

attività imprenditoriale di fornitore

unico delle “mattonelle

di carbone” alle ferrovie e la sua

attività politica.

Lo scontro tra

Giuseppe Saracco e

Edilio Raggio

Questa linea ferroviaria rappresentò

a quei tempi, accanto alle

altre due storiche line di valico,

la “Torino – Genova” (1853) e la

“Succursale del Giovi” (1889), il

vero “Terzo Valico” ferroviario

alle spalle di Genova verso il suo

retroterra, ma nacque a binario

unico (se si esclude il doppio

binario sotto il Turchino), perché

gli interessi dell’epoca erano

accesi più che sulla Valle Stura,

sulla Valle Scrivia in quanto a

Novi Ligure Edilio Raggio aveva

impiantato il suo grande stabilimento

della “Carbonifera”

(sulle cui ceneri ad inizio ‘900

nascerà l’ILVA) ove venivano

prodotte le pestifere “mattonelle

di carbone” che nel 1898 provocheranno

il terribile incidente

ferroviario di Pontedecimo.

Il “Porto lungo”

Forse oggi sarebbe il caso di riequilibrare

quelle scelte di fine

Ottocento e potenziare la “Genova

– Ovada – Acqui Terme”,

la quale, con la sua deviazione

ad Ovada per Alessandria,

potrebbe rappresentare il vero

cordone ombelicale del sistema

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

dei porti liguri, in primo luogo

quello del bacino di “Vado - Savona

- Voltri – Genova”, verso

il suo naturale retroterra che, se

una volta era l’Oltregiogo, oggi

è l’Alessandino. Il vero “porto

lungo” di Genova, anche in previsione

del futuro casello autostradale

di Predosa e dell’auspicabile

bretella “Predosa – Carcare

– Albenga”.

Gian Battista Cassulo

Nel piccolo paese dell’entroterra

genovese famoso in

tutto il mondo per l’arte

orafa della filigrana si è costituita

giovedì 6 maggio 2021 la nuova

associazione nazionale produttori

e commercianti della filigrana di

Campo Ligure denominata “Intrecci

preziosi”. Si tratta di un nuovo organo

associativo, composto da otto

aziende e da 35 artigiani campesi,

nato con l’obiettivo di rilanciare la

filigrana nel mondo attraverso una

efficace azione promozionale.

La presenza

della Regione Liguria

A conferma dell’interesse dell’Amministrazione

Regionale per questa

eccellenza dell’artigianato ligure

l’assessore regionale allo Sviluppo

economico, Andrea Benveduti,

si è recato a Campo Ligure e con

l’occasione ha ricordato quanto a

livello regionale si stia facendo in

questo momento per sostenere le

imprese artigiane. Nel corso della

visita, Benveduti ha manifestato il

Una volta si diceva che

anche l’occhio voleva la

sua parte. Oggi invece

potremmo dire che “ogni paese

vuole la sua panchina”. Gigante,

s’intende. L’ultima arrivata infatti

delle ormai più di 100 installate

nel nostro Paese, è stata collocata

in località Tana dell’Orso del Comune

di Ronco Scrivia e abbiamo

deciso di andare a vederla.

Dopo aver lasciato la frazione di

Porale, e percorso l'ultimo tratto

della tortuosa strada che arriva

alla Chiesetta degli Alpini e all’aquila

bronzea degli alpini, in località

Tana d'Orso, si parcheggia

l’auto e, percorsi a piedi un centinaio

di metri, si arriva alla panchina

posta sul crinale. Il sentiero

sulla costa, accessibile a tutti, ci

fa scoprire tutta la vallata ai piedi

della frazione che il Prof. Giovanni

Meriana descriveva così: "In

capo a terreni pianeggianti, ben

lavorati, fertilissimi, vi sono poche

case abitate dai sopravvissuti alla

diaspora che ha spopolato l'Appennino.

Così la vasta conca di

questo straordinario paese conosce

ancora i segni dell'antico amore

per la terra".

Mentre si prosegue ammirando il

suo interesse per i prodotti dell’artigianato

orafo campese definendo la

filigrana “uno dei fiori all’occhiello del

saper fare regionale”, e ha aggiunto:

“Crediamo che lo sviluppo sostenibile,

cadenzato e radicato nelle nostre tradizioni,

passi anche nel tramandare

antichi saperi verso il futuro. Con gli

uffici, e la gradita competenza delle

associazioni di categoria, stiamo finalizzando

il percorso di ingegneria

finanziaria di Cassa Artigiana, che

verrà approvato dalla giunta regionale

nelle prossime settimane, dando

il via immediato alla presentazione

delle domande”. Ma l’assessore non si

è limitato a questa sola dichiarazione

e ha proseguito sottolineando che:

“Un strumento nuovo dalla dotazione

complessiva di circa 11 milioni di

euro, che conterrà rilevanti novità rispetto

al passato, come l’abbattimento

dei costi d’interesse sui prestiti, l’attivazione

di strumenti di garanzia che

faciliteranno l’accesso al credito degli

artigiani e l’ottenimento di importanti

La solitaria panchina di Tana d’Orso

luogo, silenzioso ed aspro, eccola

spuntare piano alla vista; lì, ferma

e solitaria, con il suo colore sgargiante

che però ben si accompagna

al panorama.

Una breve sosta di rito sdraiati

sopra ci fa scoprire la calma e la

pace del luogo.

Tornando alla vettura parcheggiata

vicino alla cappelletta abbiamo

incontrato per caso un

uomo anziano che non ha voluto

farsi fotografare ma che ha detto

di esser stato presente il giorno

della posa “È stata portata qui

con un grande carrello e poi fino

al punto dell’installazione con una

gru montata su cingoli. È stato un

lavoro complicato, ma ne è valsa la

pena”.

Anche noi siamo della stessa opinione.

Anche Ronco e la Valle

Scrivia ora hanno la loro panchina

gigante, la 131° di colore lillà.

Da lì si possono vedere le case

arroccate delle piccole frazioni, il

Comune a valle, la chiesetta posta

sul vicino Monte Alpe e, più in la

a perdita d’occhio il Monte Fasce

e alcuni antichi forti a difesa di

Genova.

Fausto Cavo

contributi a fondo perduto”.

La voce dell’associazione

Il Presidente della neonata associazione,

Davide Oddone, ha detto

“Abbiamo entusiasmo ed obiettivi

ambiziosi, vogliamo far conoscere

sempre più il nostro artigianato, attirando

nuovi turisti a Campo Ligure,

che come sapete fa parte de “I

Borghi più belli d’Italia” ed ha tra

le sue attrattive il Museo dedicato

proprio alla filigrana, inoltre intendiamo

muoverci prendendo parte a

mostre ed eventi settoriali in Italia e

all’estero e questa associazione nasce

proprio per cogliere delle opportunità

che da soli ci sarebbero precluse”. E

poi, sempre con molto entusiasmo,

ha aggiunto: “Ovviamente tutti gli

artigiani contribuiranno inoltre a rilanciare

la Mostra Nazionale della

Filigrana, un evento che, non appena

sarà possibile, verrà riproposto

in una versione rinnovata, in stretta

collaborazione con l’amministrazione

comunale.”

La soddisfazione

del sindaco

e di Campo Ligure

Anche il Sindaco di Campo Ligure,

Giovanni Oliveri, ha espresso la sua

soddisfazione, il quale ha dichiarato

ai nostri taccuini: “Si tratta di un

passo molto importante e di un’opportunità

di sviluppo per il nostro artigianato

e per l’intero borgo di cui l’amministrazione

si è fatta promotrice". Tutto

ciò rappresenta un’ottima notizia,

non solo per Campo Ligure ma per

l’intera Valle Stura che, pur avendo

tutte le carte in regola, per uscire a

testa alta da questo periodo difficile

per le piccole imprese italiane ha

necessità di nuove infrastrutture

più efficienti ed adeguate all’epoca

contemporanea in cui, purtroppo, la

rete autostradale, quella stradale e

quella del trasporto pubblico locale

non lo sembrano affatto e la speranza

è quella di vedere quanto prima eseguiti

quegli importanti interventi che

i cittadini della Valle Stura chiedono

ormai da tanti anni.

Fausto Piombo

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