Enjoy Elba and The Tuscan Archipelago

enjoyelba

Food Lifestyle Free Magazine Siamo il primo magazine dedicato alle eccellenze elbane che lavorano nel mondo della ristorazione e della produzione enogastronomica

2021

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO N.2 - GIUGNO 2021 - EURO 5,00 - REGISTRAZIONE PRESSO IL TRIBUNALE DI LIVORNO NR. 4/2020 DEL 25/05/2020 - WWW.ENJOYELBA.EU

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


ANNO II - N. 2 - EDIZIONE 2021

Registrazione presso il Tribunale di Livorno

n.4/2020 in data 25 maggio 2020

Editore / Editor: Pacini Editore srl - Via della Gherardesca n. 1 – 56100 Pisa

Direttore Responsabile / Director in Chief: Patrizia Lupi Ph. +39 3396974753 patlupi@gmail.com

Proprietà / Property: Patrizia Lupi - Fabio Murzi

Agenzia di Comunicazione/Communication Agency: Studio Mezzanotte di Cosimo Michelotti

Grafica e impaginazione/ Graphic Design & Layout: Federico Del Vecchio

Traduzioni, Translations: Patricia Finlayson

Versione on line: www.enjoyelba.eu

FB: enjoyelba Instagram: enjoy_elba YouTube: Enjoy Elba

info@enjoyelba.eu | Web Design: InfoElba.it

Hanno collaborato / Contributing Authors:

Elvira Arnaldi, Antonella Avataneo, Michele Barsotti, Maria Gabriella Bassani, Giuseppe Battaglini, Chiara

Benedettini, Stefano Bramanti, Beniamino Brogi, Maurizio Burlando, Sabrina Busato, Sebastiana Catta, Maria

Gisella Catuogno, Federico Massimo Ceschin, Aurora Ciardelli, Giulio Colombo, Franco De Simone, George

Edelman, Stefano Feri, Silvestre Ferruzzi, Leonardo Forbicioni, Annie Francisca, Maria Frangioni, Diletta

Frescobaldi, Matteo Galeazzi, Rossana Galletti, Paolo Gasparri, Gian Mario Gentini, Giorgio Giusti, Luca Giusti,

Giovanna Lo Giacco, Simone Innocenti, Ilaria Leonelli, Andrea Lunghi, Amerigo Lupi, Antonio Lupi, Patrizia Lupi,

Cecilia Luzzetti, Antonello Marchese, Leonardo Marras, Umberto Mazzantini, Cosimo Michelotti, Manrico Murzi,

Antonio Musarra, Laura Pagliantini, Noemi Paolini Giachery, Patrizia Pellegrini, Leonardo Preziosi, Antonella

Querci, Luciano Regoli, Graziano Rinaldi, Andrea Rossi, Giampiero Sammuri, Domenica Sardi, Marisa Sardi,

Giampiero Sammuri, Massimo Scelza, Roberto Signorini, Alessandro Talini, Giuseppe Tanelli, Marco Tenucci,

Toscana Promozione Turistica, Gianfranco Vanagolli, Vetrina Toscana

Ringraziamenti/Thank to:

Antonella Avataneo, Maria Gabriella Bassani, Maria Giusi Canova, Flavio Caprabianca, Francescalberto De Bari,

Franco De Simone, Federico Del Vecchio, Davide Cappai, FEISCT, GreyRock.it, Italia Nostra Arcipelago Toscano,

Caterina Mantovani, Marco Marconi, Silvestro Mellini, Daniela Mugnai, Fabio Murzi, Parco Minerario Isola

d’Elba, Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Patrizia Pellegrini, Francesca Pinochi, Emiliano Provenzali, Lorena

Provenzali, Walter Rossi, Toscana Promozione Turistica, Vetrina Toscana,VisitCapraia.it, www.simtur.it.

Foto/ Photo:

Marina Aldi, Andrea Amato, Daniele Anichini, Archivio Artescienza, Adriano Bacchella, Marco Barretta, Calata

Mazzini15, Paolo Calcara, Ristorante Calanova, Maria Giusi Canova, Flavio Caprabianca, Manuela Cavallin, Michele

Cervellino, Aurora Ciardelli, Mirko Conforti, Marco Costa, Giovanni De Luca, Stefano Feri, Daniele Fiaschi, Angela

Giusti, Fabio Guidi, Andrea Lunghi, Patrizia Lupi, Cecilia Luzzetti, Antonello Marchese, Museo dei Minerali

dell’Elba – Rio, Nena&Tony Fotografi, Francesca Pagliai, Maura Paolini, Patrizia Pellegrini, Monica Pileri, Valerie

Pizzera, RobertoRidi/PNAT, Studio Foto Ridi, Tanya Scotto d'Aniello, Palma Silvestri, Margherita Siviero, Tenuta

delle Ripalte, Marco Tenucci, Toscana Promozione Turistica, Mariella Ugolini, Vetrina Toscana

Foto di copertina/ Cover Photograph:

Daniele Fiaschi

Raccolta pubblicitaria / ADV Account:

Pacini Editore – Via della Gherardesca 1 – 56100 Pisa – scampigli@pacinieditore.it

Ph.: + 39 050 3130214

Distribuzione/Distribution: Ape Agenzia di Massimo Zottola

Via Francesco De Sanctis 11 - Portoferraio

www.apeagenzia.it tel. + 39 329 245 3202 info@apeagenzia.it

Stampa/ Printer: Pacini Grafica srl. - Via della Gherardesca 1 – 56100 Pisa

Enjoy Elba & The Tuscan Archipelago N.2/2021 è stato stampato nel mese di maggio 2021

Tutti i diritti riservati – All rights reserved – Alle Rechte vorbehalten


Indice

5 ENJOY ARCIPELAGO

di Patrizia Lupi

7 VIAGGIATORI FRA GUSTO E NATURA

di Leonardo Marras

8 TOSCANA: RINASCIMENTO SENZA FINE

di Toscana Promozione Turistica

10 ARCIPELAGO ANTIFRAGILE

di Sabrina Busatto

12 ISOLA DA GODERE

di Antonella Querci

14 I FARI DELLE ISOLE DI TOSCANA

di Antonello Marchese

16 I PRODUTTORI EROICI DI CAPRAIA

di Annie Francisca

18 EFFETTO NOTTE A PIANOSA

di Maria Gabriella Bassani

20 PIANOSA: L’OTIUM DI AGRIPPA

di M.G.B.

22 AL GIGLIO SULLE TRACCE DEGLI ETRUSCHI

di Alessandro Talini

24 ISOLA DEL GIGLIO PERLA FRA LE PERLE

di Patrizia Lupi

26 COTE CIOMBELLA NEL CUORE DEL GIGLIO

di Marina Aldi

58 PIETRO SENNO UN ROMANTICO SIMBOLISTA

di Diletta Frescobaldi

60 ELBA DA SCOPRIRE

di Luciano Regoli

62 RICORDANDO EOLO PUPPO

di P.L.

64 TEMPI DI MARCIANA MARINA

di Noemi Paolini Giachery

66 ELBA ISOLA MUSICALE D’EUROPA

di Massimo Scelza

68 IL FESTIVAL CHE VERRÁ

di George Edelman

70 CAVOLI: UNA MEZZALUNA

D’ORO E ACQUAMARINA

di Silvestre Ferruzzi

72 FORTEZZE ETRUSCHE:

CASTIGLIONE IN CAMPO

di Giorgio Giusti

74 LA CULTURA NON ISOLA

di Maria Gisella Catuogno

76 PAOLO CALCARA FRA FINITO E INFINITO

di P.L.

78 ANTONELLA AVATANEO:

DALLA TERRA ALLA TERRA

di A.L.

28 MONTECRISTO E I PESCATORI PONZESI

di Patrizia Pellegrini

30 AVVENTURE DI UN QUASI

SCENZIATO A MONTECRISTO

di Giulio Colombo

32 GIANNUTRI: UN NUOVO CENTRO SERVIZI

di Stefano Feri

34 GORGONA: L’ARTE DELL’OLIO

INSEGNATA AI DETENUTI

di Marco Tenucci

36 ENJOY - CULTURE AND ARTS

38 IL GENIO IDRAULICO DEI ROMANI

di Laura Pagliantini

40 L’ORO DELL’ELBA

di Antonio Musarra

42 PASSEGGIATA NELLA STORIA

AL PODERE SAN MARCO

di Paolo Gasparri

46 L’ELBA FRANCESE: 15 ANNI DI STORIA

di Giuseppe Massimo Battaglini

48 CIMELI NAPOLEONICI NELLE

ARCICONFRATERNITE A PORTOFERRAIO

di Marisa Sardi

50 ELBA NAPOLEONICA

di Manrico Murzi

52 ELBA BOOK FESTIVAL

di Andrea Lunghi

53 I DANNATI DEL PRIAMAR

di P.L.

54 NAVIGARE IN UN MARDILIBRI

di Michele Barsotti

56 I MONDI DI CHIARA SCALABRINO

di P.L.

80 MARIA GIUSI CANOVA: QUANDO

LA PASSIONE DIVENTA ARTE

di Domenica Sardi

82 ENJOY - LIFESTYLE AND SPORT

84 ELBA: DESTINAZIONE BELLEZZA

di Andrea Rossi

86 LE NUOVE ROTTE

DELLA NAUTICA SOSTENIBILE

di Chiara Benedettini

88 BARTOLINI YACHTING:

IL FASCINO DELL’ANDAR PER MARE

di A.T.

90 É TEMPO DI LOCMAN

di Patrizia Lupi

92 VELE: IL KETCH JAVELIN

di Gianfranco Vanagolli

94 UN VEDEMECUM PER L’ELBA

di Franco De Simone

96 PORTO SOLE ROOMS B&B A PORTOFERRAIO

97 PIAZZA CAVOUR 44 PORTOFERRAIO

BELLEZZA IN TAVOLA

98 BAIA BIANCA SUITES ALLA BIODOLA

di C.M.

100 ELBA WEDDING STYLE

CELEBRA L’AMORE E LA BELLEZZA

di P.L.

103 ALESSANDRO GENTINI: UN

AMBASCIATORE DEL TURISMO

di M.G.B.

104 VILLA OTTONE A PORTOFERRAIO

di A.T.

106 BANCA DELL’ELBA: OPERAZIONE FIDUCIA

di Elvira Arnaldi

4


108 PRENOTAZIONI24: DALL’ELBA IN RETE CON L’EUROPA

di P.L.

110 SPORT CHE PASSIONE

di Cosimo Michelotti

112 DUE RUOTE PER IL PARADISO

di Roberto Signorini

114 IL MONDIALE MTB ALL’ISOLA D’ELBA

di C.M.

116 CIBO, SPORT E SALUTE

di A.T.

118 WE ARE DAMPAÍ

di Marco Tenucci

120 VILLA ROSSANA: CHARME MEDITERRANEO

di M.T.

122 STARE BENE ALL’ELBA

di Maria Frangioni

126 OSTELLO ELBA DEL VICINO A RIO

di Giovanna Lo Giacco

127 ELBA FILM FESTIVAL

di Beniamino Brogi

128 PAGLICCE BEACH A MARINA DI CAMPO

di P.L.

130 ENJOY - FOOD AND WINE

132 SOSTENIBILITÁ NEL PIATTO

di Vetrina Toscana

133 ARRIGHI: GENERAZIONI A CONFRONTO

di M.G.B.

135 ENOTECA CALATAMAZZINI 15 E FORTE FALCONE

A PORTOFERRAIO

di C.M.

138 TENUTA DELLE RIPALTE: SOGNI, VINI E STELLE

di Patrizia Lupi

142 RISTORANTE CALANOVA ALLE RIPALTE

di C.M.

145 CASTAGNACCIO, TORTA E ALTRI SFIZI

di M.G.B.

146 BIRRA DELL’ELBA

di Antonella Avataneo

147 BINOMIO SWEETSALTY A CAPOLIVERI

di Cosimo Michelotti

148 ARTE E CIBO ALLA LOCANDA

CECCONI DI PORTO AZZURRO

di A.T.

150 RISTORANTE FLORIANO A PORTO AZZURRO

di A.T.

151 STILE DIVINO A PROCCHIO

di Cosimo Michelotti

152 BLACK&WINE ENOTECA & BISTROT

di C.M.

154 AGRICOLA PIANO B: VINI E BIRETTA

NATI SU UN’ISOLA

di P.L.

160 RISTORANTE LA BARCA DELLE MATTE A PORTOFERRAIO

di M.G.B.

162 CANTINA ELBANA CERCANDO LA

CAMPAGNA IN MEZZO AL MARE

di Marco Tenucci

164 LA TAVERNA DEI POETI A CAPOLIVERI

di C.M.

166 TERRA & CUORE UN GELATO BUONO PER NATURA

di C.M.

168 GRUPPO NOCENTINI: FARE IMPRESA ALL’ELBA

di Patrizia Lupi

170 MIELE NETTARE MEDITERRANEO

di Maria Gabriella Piana

172 I FICHI MIELATI

di Gian Mario Gentini

173 COCKTAIL BAR LE SIRENE ALLE GHIAIE

di C.M.

174 I PRODOTTI DEL BOSCO: LA FUNGAIA

di Rossana Galletti

176 ENJOY - ENVIRONMENT

178 L’ISOLA DEI MILLE FUOCHI

di Patrizia Lupi

181 LA MAPPA DELLE MERAVIGLIE

di Federico Massimo Ceschin

182 I GIOIELLI DELLE TERRA

di Alessandro Talini

184 ELBA 2035: UNA VISIONE CONDIVISA DI FUTURO

di Ilaria Leonelli

186 LA FONDAZIONE ISOLA D’ELBA

PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

di Patrizia Lupi

188 IL PARCO DELL’ARCIPELAGO

FRA LE ECCELLENZE MONDIALI

di Maurizio Burlando

190 L’IMPEGNO DI ITALIA NOSTRA

PER L’AGENDA 2030

di Leonardo Preziosi

192 LA FOCA MONACA É TORNATA

di Giampiero Sammuri

194 LA GRANDE TRAVERSATA ELBANA:

GEOLOGIA E DINTORNI

di Giuseppe Tanelli

196 FESTIVAL DEL CAMMINARE

di Aurora Ciardelli

198 ELBA DELLE MERAVIGLIE

di Graziano Rinaldi

200 IL FIOCINARO E L’ESTATE DELLE OCCHIATE

di Umberto Mazzantini

202 FORBIX, LA MEIRA DEL CALAMTIA

E LA BIODIVERSITÁ

di Leonardo Forbicioni

204 UN SOMARO PER AMICO

di Luca Giusti

156 CONSERVERIA TONNINA:

ALLA RICERCA DELLA TRADIZIONE

di A.T.

158 RISTORANTE SALEGROSSO A MARCIANA MARINA

di C.M.

205 UN GIARDINO FIORITO DA SALVARE

di Stefano Bramanti

206 IL PARADISO DEI SUBACQUEI

di Simone Innocenti

208 REFILLNOW: LA RIVOLUZIONE DELL’ACQUA

di Matteo Galeazzi

Pomonte foto ©DanieleFiaschi


Fetovaia

foto ©PaoloCalcara

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Enjoy

Archipelago

Isolani, naviganti, viaggiatori abbiamo conosciuto, nel nostro andare, le Isole di

Toscana. Molti non le hanno più lasciate, alcuni sono partiti e poi tornati, i più le

portano nel cuore. Impossibile rimanere indifferenti. Sarà merito dei plutoni di

granito o delle tormaline che sbocciano come fiori fragili dentro le rocce o del

vulcano che l’Arcipelago costudisce mille leghe sotto il mare. Sarà la promessa

di salute dell’aria cristallina, dell’acqua di sorgente, delle coltivazioni eroiche dei

nuovi paladini della natura. Oppure l’incanto delle linee sensuali dei mille golfi

o del riverbero della luce, che sia di sole, luna o riflesso di stelle. O le essenze

che profumano in ogni stagione, le dita di scoglio e di sabbia che si tuffano nelle

trasparenze iridescenti di un mare popolato da una biodiversità unica. Esempio di

come la natura sia più fantasiosa della fantasia. Una cosa è certa: la qualità della

vita, per chi le abita e per chi le sceglie come destinazione, è assicurata tutto l’anno.

Raccontiamo le Isole, anche quest’anno, il quarto della nostra sfida, con immagini

e parole, per celebrarle, svelarle, prendersene cura, esaltarne la bellezza e l’unicità.

Crediamo che sia possibile quel cambiamento, anche culturale, capace di mettere

insieme le forze sane, le eccellenze dell’Arcipelago, in una comunità coesa e

solidale, che abbia chiaro che l’unica strada che ha davanti è quella dello sviluppo

sostenibile. É una rotta che cerchiamo di seguire attraverso queste pagine alle quali

hanno collaborato amici, partner, artisti, fotografi, autori, grafici, lettori, imprese

e sostenitori. Insieme immaginiamo un futuro che faccia tesoro dell’esperienza.

Abbiamo imparato, da chi è vissuto prima di noi su questi scogli tagliati dai venti,

che ogni crisi è occasione di rinascita, che le ginestre e l’elicriso fioriscono ogni

anno.

The Tuscan Islands have been visited by islanders, navigators, travelers. Some have

never left, some have departed and then returned, many carry them in their hearts.

It is impossible to remain indifferent.It might be due to the granite plutons or to

the tourmaline that blossom like fragile flowers in the rocks or due to the volcano

that the Archipelago is guarding a thousand leagues under the sea. It could be

the promise of health in the pure clear air, the water from the spring, the heroic

cultivations of the new defenders of nature. Or it may be the charm of the sensual

lines of the thousand gulfs or the reflection of the light whether it be sun, moon

or stars. Or the essences that perfume in every season the outcrops of rock and

sand, that dive into the crystal clear sea with its unique biodiversity. An example

of how nature is more creative than fantasy. One thing is sure: the quality of life,

both for those who live here and those who chose it as a destination, is guaranteed

all the year round. We are recounting the Islands again this year, the fourth of our

challenge, with images and words, to celebrate them, to reveal them, take care of

them and exalt their beauty and originality. We believe that it is possible to make

that change, a cultural one too, to put healthy energy together, the delights of the

Archipelago, in a united, sound community that clearly believes that the only way

forward is that of sustainable development. This is the route that we want to follow

through these pages where friends, partners, artists, photographers, authors,

designers, readers, businesses and supporters have collaborated. Together we hope

for a future that can build on the experience. We have learned, from those who

lived before us on these rocks cut by the wind, that every crisis is an opportunity to

regenerate, that the gorse and the helichrysum bloom every year.

To be born is not enough.

La direttrice responsabile

Nascere non basta.

E’ per rinascere che siamo nati.

Ogni giorno

To be born is not enough.

We are born to be reborn.

Every day

(Pablo Neruda)


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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Viaggiatori

tra gusto e natura

Quante volte è capitato, un po’ ad ognuno di noi, di pensare ad un viaggio ed

associare al ricordo un sapore? I prodotti enogastronomici sono la cartolina della

nostra vacanza. Li incontriamo per caso, in un ristorante o in una bottega, oppure li

scoviamo dopo un’attenta ricerca, magari andando direttamente dal produttore: ci

parlano della storia, di quel pezzo di Toscana che ci ospita, ma anche di futuro e di

voglia di tramandare e reinterpretare la tradizione.

Siamo convinti che il turismo sostenibile passi anche da qui. Dalla consapevolezza

dei prodotti che scegliamo di consumare ed acquistare, del loro valore identitario. Il

progetto di Vetrina Toscana è nato per dare una finestra collettiva ai tesori dell’enogastronomia

toscana e ai loro rivenditori, chi si è associato condivide con noi,

con la Regione, la volontà di preservare, valorizzare e promuovere questo enorme

patrimonio. In venti anni abbiamo fatto molta strada e oggi la “Toscana dei sapori” è

una motivazione di viaggio importantissima per il nostro mercato turistico.

Poi c’è la sostenibilità ambientale, legata strettamente, ed inevitabilmente, al mondo

della produzione e dell’ospitalità. Rispettare il territorio è un dovere di ciascuno

di noi, di chi lo vive sempre e di chi solo per qualche giorno; ed è contemporaneamente

preliminare e conseguente alla realizzazione di prodotti di alta qualità. La

Regione è impegnata da tempo in modo concreto e convinto nella sensibilizzazione

alla cultura green, abbiamo messo in campo campagne e azioni per rendere efficace

una vera e propria rivoluzione nell’approccio al tema, a partire dalle spiagge con il

progetto Costa e Isole toscane per arrivare ad ogni settore economico.

Un’esperienza di viaggio autentica di scoperta e riscoperta della natura non può

prescindere da prodotti locali di qualità, l’Elba e le Isole di Toscana sono il luogo

perfetto dove viverla. Buona estate 2021 a tutti!

How often has it happened to consider a journey and combine it with the memory

of a taste? Food and wine products are the postcard of our holiday. It may be by

chance we find them in a restaurant or a shop or perhaps we go looking for them

after careful research, going straight to the producer: they tell us about the history,

about that piece of Tuscany that is hosting us, but also about the future and the

desire to hand down tradition. We are sure that sustainable tourism passes through

here and the “Flavours of Tuscany” is a good reason for tourists to make the journey.

Environmental sustainability is closely linked to the world of production, hospitality

and respect for the territory. A true travel experience to find out more about nature

cannot be separated from quality local produce. Elba and the Tuscan Islands are the

perfect place to live all this. Have a good 2021 summer everyone!

Leonardo Marras

Assessore al turismo e commercio

della Regione Toscana

ARCHIPELAGO

9


Toscana,

Rinascimento senza fine:

sette motivi per viaggiare

www.toscanapromozione.it

Sette temi di viaggio,

protagonisti della campagna

“Toscana, Rinascimento

senza fine”, per

una vacanza in linea con

le tendenze del mercato e

coerente con i vari asset

della Toscana.

La Regione prosegue con forte convinzione

il suo cammino di promozione

della destinazione ed è di nuovo pronta

a rilanciare il turismo attraverso un

piano da 5,5 milioni di euro per favorire

la ripresa del settore. La campagna

di promozione di livello nazionale ed

internazionale mantiene il concept

generale dove la vacanza ruota intorno

alle parole chiave “rinascita” e “rigenerazione”

e dove la Toscana, terra madre

del Rinascimento, continua a rivolgersi

al viaggiatore attraverso una lettura

moderna e contemporanea delle sue

mete turistiche.

“La campagna – ha spiegato il presidente

della Regione Eugenio Giani

– punta su un progetto di promozione

turistica e di identità, che vuol delineare

i tratti distintivi di tutta la Toscana. Un

progetto di promozione anche culturale

al quale hanno lavorato Fondazione e

Toscana Promozione attraverso un disegno

strategico coordinato dall’assessorato

regionale al turismo, mettendo in

campo risorse consistenti per consentire

la ripartenza ad un settore cruciale.

Ciò che vogliamo diffondere è un messaggio

trasversale che sfrutta identità

e freschezza per creare attrazione ed

interesse. In esso sono contenuti tutti gli

aspetti che riguardano la Toscana”.

Sette appunto i temi di viaggi: la vacanza

al mare; il city quitting ovvero il

ritorno ai borghi e sapori autentici; la

disconnessione, outdoor e ricarica in

natura; il living culture: cultura, eventi

e creatività; new wellness, relax e rigenerazione;

smart working e long stay;

alla scoperta delle città d’arte. Le Isole

di Toscana, per il loro ricco patrimonio

materiale e immateriale, rappresentano

una meta che propone quasi tutti

questi temi. “Abbiamo lavorato a lungo

per farci trovare pronti – ha commentato

Leonardo Marras, assessore regionale

al turismo - con una strategia ben

strutturata che promuoverà la Toscana

in Italia e in Europa. La campagna è

importante rispetto a ciò che abbiamo

fatto nel passato: investiamo risorse

ingenti sui social ed in rete, nei giornali,

nei grandi centri, nelle stazioni, alla

radio e nelle TV e non ci limiteremo all’Italia,

ma punteremo in modo crescente

anche ai mercati internazionali. Con

‘Toscana, rinascimento senza fine’ – ha

aggiunto – ci presentiamo con quei

valori che oggi tutti noi ricerchiamo:

ambiente, salute, sicurezza, rigenerazione.

Sono particolarmente soddisfatto

perché è frutto anche del lavoro condiviso

nell’ultimo anno con gli ambiti

turistici e, quindi, con i territori”.

I territori come destinazioni, per vivere

il tempo a ritmi reali, riscoprendo

sapori autentici, artigianalità, vivendo

borghi e sentieri con la capacità indiscussa

della Toscana di sorprendere il

viaggiatore, accoglierlo nelle sue tante

e diversificate mete turistiche per

organizzare la propria vacanza approfittando

delle tante proposte presenti

su visittuscany.com, sito ufficiale della

destinazione, e vetrina di tutte le offerte

turistiche proposte dagli operatori.

“Sette motivazioni strettamente legate

alle offerte delle nostre imprese, ha dichiarato

Francesco Tapinassi direttore

di Toscana Promozione Turistica, sviluppando

una campagna di promozione

“smart”, completamente modulabile,

che si concentrerà principalmente nei

mesi di maggio, giugno e settembre, e

che si estenderà al centro nord Italia,

punterà su Germania, Francia, Regno

Unito, Olanda e Svizzera e infine ai

mercati di lungo raggio, seguendo l’andamento

della domanda e dell’offerta,

oltre all’evoluzione delle prenotazioni in

base alla situazione sanitaria”.

“Un lavoro di progettazione che è stato

realizzato per la prima volta sulla piattaforma

digitale “Tuscany Together”

coinvolgendo tutti gli attori del settore

e concentrando la strategia su grandi

azioni di marketing, ha detto Francesco

Palumbo direttore di Fondazione

Sistema Toscana. L’operazione di

marketing, oltre che di branding della

destinazione, punta infatti a veicolare

traffico web verso le centinaia di offerte

caricate su visittuscany.com, per i turisti

italiani ed europei”.

www.toscanapromozione.it

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


TUSCANY, never-ending Renaissance:

Seven reasons for travelling

The travel campaign “Tuscany, never-ending

Renaissance” has seven

themes. The Region is proposing

holidays in line with market trends,

investing 5.5 million euros to boost

tourism and support the sector. This

promotional campaign maintains the

general concept where the holiday

revolves around the keywords “rebirth”

and “regeneration” and where Tuscany,

the motherland of the Renaissance,

speaks to the traveller with a modern,

contemporary explanation of its tourist

destinations.

“We intend outlining the distinctive

features of Tuscany - explains the

President of the Region, Giani - with

a project of cultural development that

the Foundation and Toscana Promotion

have been working on. A strategic plan

coordinated by the Regional Tourism

Council, putting in place substantial

resources. We want to spread a transversal

message that uses identity and

freshness to create attraction and interest.”

The seven themes are: holidays

at the sea; city quitting or the return

to villages and simplicity; disconnecting,

outdoor living and a return to

nature; living culture through events

and creativity; wellness, relaxation

and regeneration; smart working and

long stay; discovering the cities of art.

The Tuscan Islands, for their wealthy

heritage, both material and immaterial,

represent a destination that offers

almost all of these themes.

“We are ready to resume activities -

added Leonardo Marras, councilor for

culture - investing resources in social

networks and in the internet, in newspapers,

in large centres, in stations,

on radio and television, aiming at Italy

and increasingly even to international

markets. With “Tuscany, never-ending

Renaissance” we introduce ourselves

with those values we are all searching

for today: environment, health, safety,

regeneration. I am particularly

satisfied because this is the result of

the work shared over this last year with

the tourist areas.” Tuscany invites you

to rediscover genuine tastes, craftsmanship,

small villages, landscapes

and pathways that will surprise the

traveller, welcoming him to the various

tourist destinations and inviting him

to organize his holiday using the ideas

on visittuscany.com.

“Seven reasons closely linked to the proposals

of our companies, said Francesco

Tapinassi, Director of Tuscany Tourism

Promotion, developing a ‘smart’

fully modular promotion campaign

that will extend to central north Italy,

aimed at Germany, France, the United

Kingdom, Holland, Switzerland then

the longer range markets, following the

trend of supply and demand, also on the

basis of the healthcare system”.

“A project that has been carried out for

the first time on the digital platform

“Tuscany Together” involving every part

of the sector and focusing the strategy

on large marketing actions - said

Francesco Palumbo, director of the

Fondazione Sistema Toscana. In fact,

the marketing and branding operation

of the destination aims to lead web

traffic to the hundreds of offers found

on visittuscany.com.”

ARCHIPELAGO 11


Arcipelago

antifragile

-

Sabrina Busato

Pomonte foto ©DanieleFiaschi

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Isole al centro del rinascimento contemporaneo, protagoniste

della trasformazione culturale in atto.

“La cultura non isola”, questo è il tema che ha permesso a

Procida di diventare Capitale italiana della cultura 2022.

Ed è la vittoria di tutte le isole, di quelle piccole realtà,

ambasciatrici di un Mediterraneo accogliente, culla di una

cultura millenaria fatta di scambi e dialogo tra i popoli, dalla

quale ripartire. Microcosmi dove l’uomo è interconnesso

con gli altri, con lo spazio, con il tempo, perché tutto acquista

un valore più autentico. La necessità di sopravvivere, e

di farlo in autonomia, sviluppa capacità di autoimprenditorialità,

una riflessione più profonda, un senso critico ed

una responsabilità di azione che si esprime nell’etica alla

base delle esperienze, sane e genuine che animano l’isola.

E che diventano eccellenze. Quel rapporto simbiotico tra la

natura e la mano dell’uomo, in grado di esprimere qualità,

creatività e benessere: è il privilegio dell’essenziale. Il tema

dell’isolamento che al contempo è una spinta per creare

relazioni. La rigenerazione passa dalla diversità, dall’apertura,

dalla rielaborazione del passato e dalla trasformazione

della contemporaneità in una sfida che rilegge i territori e li

reinterpreta. E’ il concetto di territori antifragili espresso da

Nassim Nicholas Taleb: la capacità di un territorio di incassare

il colpo e trasformarlo migliorandolo.

Dalle difficoltà possono nascere opportunità, e questo le

isole lo sanno bene: abituate a combattere l’isolamento,

hanno saputo trasformare il disagio in rigenerazione,

mettendo al centro l’uomo e l’ambiente. E in questo nuovo

Rinascimento, gli itinerari culturali dell’isola d’Elba diventano

ambasciatori della cultura e della tradizione elbana

nel mondo: un caleidoscopio di storie, arte, cibo e tradizioni:

dalla Via del Granito, al Cammino della Rada, passando per

le Vie dei Medici, la rotta del Ferro e molte altre. Strade che

avvicinano, e connettono i territori e le persone, valorizzando

il passato e riscoprendolo nella contemporaneità

attraverso le passeggiate a piedi, in bike o in mille altri modi.

In una fase storica in cui rinasce l’attenzione verso la sostenibilità,

e i borghi diventano nuovi miti per uno stile di vita

slow all’insegna del benessere, anche gli itinerari pensati

per visitare l’isola riscoprono la multisensorialità: al di là dei

tematismi culturali, l’attenzione è rivolta alle sensazioni ed

alle suggestioni. Nascono gli itinerari olfattivi, che risvegliano

i sensi e ci conducono alla scoperta di una lettura diversa

del paesaggio, privilegiando sensazioni e profumi.

E gli itinerari inclusivi, una splendida esperienza dedicata

agli ipovedenti, a testimonianza della sensibilità verso

un’accessibilità universale, e dell’attenzione all’altro.

E’ la spinta dell’economia della bellezza, fondata su etica ed

estetica, valori portanti del turismo del futuro, perché, se il

futuro sarà smart e green, sarà bello viverlo tutti insieme.

Islands at the centre of the contemporary Renaissance, protagonists

of the ongoing cultural transformation. “Culture

doesn’t isolate”, this is the theme that has allowed Procida to

become the Italian Capital of Culture 2022. And it is a victory

for all the islands, of those small realities, ambassadors of

a welcoming Mediterranean, cradle of a millenary culture

made up of exchanges and dialogue between peoples, from

which to start again.

Microcosms where man is interconnected with others,

with space, with time, because everything acquires a

more authentic value … the need to survive, and to do it

independently, to develop entrepreneurship skills, deeper

reflection, critical thinking and to take responsibility for

action which is expressed in the ethics underlying the healthy,

genuine experiences that animate the island.

And become excellence. That symbiotic relationship between

nature and the hand of man, able to express quality,

creativity and well-being: it’s the privilege of the essential.

The theme of isolation which at the same time is a push

to create relationships … Regeneration crosses through

diversity, through openness, from the reworking of the past,

from the transformation of modernity in a challenge that

re-reads the territories and reinterprets them.

This is the concept of antifragile territories expressed by

Nassim Nicholas Taleb: the ability of a territory to take the

blow and transform it by improving it.

Opportunities can arise from difficulties, and the islands

know this well: they are used to fighting isolation, they have

been able to transform discomfort into regeneration, putting

man and the environment at the centre.

And in this new renaissance, the cultural itineraries of the

Island of Elba become ambassadors of culture and of Elba’s

tradition in the world: a kaleidoscope of stories, art, food

and traditions: from the Granite Way, the Walk of the Rada,

crossing the Medici Way, the Iron Route and many others …

roads that bring together, connecting territories and people,

enhancing the past and rediscovering it in the contemporary

world through walking, biking or in a thousand other

ways. In a historical moment where attention to sustainability

is growing, and the villages become new myths for a

slow, healthy lifestyle, even the itineraries designed to visit

the island rediscover the multisensory nature: beyond the

cultural themes, attention is paid to sensations and suggestions…The

olfactory itineraries awaken the senses and lead

us to discover a different interpretation of the landscape,

favoring sensations and scents.

And inclusive itineraries …. a wonderful experience dedicated

to the visually impaired, witnesses of sensitivity towards

universal accessibility, and caring for others.

It‘s the thrust of the economics of beauty, founded on ethic

and aesthetic, core values of future tourism, because if the

future is smart and green, it will be a pleasure to live it all

together.

ARCHIPELAGO 13


Isola da godere:

porti, pronti, via!

Āntonella Querci

Foto ©ADSP Alto Tirreno

L’Autorità di Sistema Portuale del

Mar Tirreno Settentrionale [Ports of

Livorno] mette insieme un grande

scalo internazionale come Livorno,

il porto industriale e passeggeri di

Piombino ed i porti di Portoferraio, Rio

Marina, Cavo e Capraia. È proprio la

dimensione insulare a fare di questo

sistema un unicum a livello nazionale.

L’isola d’Elba ed i suoi scali rappresentano

una grande sfida ed offrono

opportunità importanti. L’idea? Fare

dell’Elba - la più grande delle piccole

isole - un banco di prova per progettare

e realizzare soluzioni innovative

e sostenibili e proporre un modello

a livello mediterraneo. Le coordinate

di questo ambizioso progetto per il

futuro sono incardinate su comunità,

ambiente e sviluppo, le “3P” proposte

dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite:

“People, Planet, Prosperity”.

- People. Un’isola vitale, dove persone

vivono tutto l’anno. Sono in corso investimenti

importanti a supporto di una

smart mobility che potenzia l’accessibilità

e la sicurezza degli spostamenti

marittimi tra l’isola ed il continente.

La “isolitudine” resta come elemento

proprio dell’esperienza di vita dei

residenti all’Elba, ma non significa più

isolatezza e perifericità.

- Planet. Un’isola sostenibile, in

equilibrio con la natura, il paesaggio

14 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


• Prosperity. It is an island to enjoy,

open to tourists and lovers of beauty

and history. Quality tourism starts with

the first encounter that the traveller

meets on reaching the Island, its ports.

However, at the same time, it is an

Island that can seize the opportunities

of the Blue Economy and the ecological

transition where ports back private

initiatives by introducing new marine

fuels and the use of renewable sources.

It is an island to enjoy today and

tomorrow, beautiful, welcoming, connected:

the ports are ready to welcome

you to Elba.

e gli ecosistemi marini. La rete di

monitoraggi ambientali sta diventando

sempre più capillare ed aiuta a

mirare bene gli interventi per ridurre

drasticamente - e in prospettiva azzerare

- i molteplici impatti che l’attività

portuale genera.

-Prosperity. Un’isola da godere, aperta

a turisti e cultori della bellezza e della

storia. Il turismo di qualità inizia con il

primo punto che il viaggiatore incontra

raggiungendo l’Isola, i suoi porti. Ma

al contempo un’isola che coglie anche

le opportunità della Blu Economy e

della transizione ecologica, dove i

porti sostengono le iniziative private

nell’introduzione di nuovi combustibili

marittimi e l’uso di fonti rinnovabili.

Un’isola da godere, oggi e domani, bella,

accogliente, connessa: i porti sono

pronti a darvi il benvenuto all’Elba.

AN ISLAND TO ENJOY: ports, ready, go!

The restart is underway after this stormy

year. The ports are ready to play

their part to reinterpret the Islands

of Mare Nostrum in an innovative,

sustainable way.

The Port Authority of the North Tyrrhenian

Sea (Ports of Livorno) brings

together a large international port,

Livorno, the industrial and passenger

port of Piombino and the ports of Portoferraio,

Rio Marina, Cavo and Capraia.

It is precisely the insular dimension

that makes this system unique at

national level. The Island of Elba and

its ports represent a huge challenge

and offer important opportunities. Our

Idea? To make Elba - the largest of the

Islands - a testing ground to plan and

implement innovative, sustainable

solutions and propose a model at

Mediterranean level. The coordinates

of this ambitious project for the future

are based on community, environment

and development, the “3P” proposed

by the United Nations Agenda 2030:

“People, Planet, Prosperity”.

• People. A vital Island where people

live all year round. Important investments

are underway to support a

smart mobility that reinforces accessibility

and the safety of maritime travel

between the Island and the mainland.

The ‘island solitude’ is an element of

life experience of the residents of Elba,

but it need not mean isolation and

remoteness.

• Planet. A sustainable island in harmony

with nature, the landscape and

the marine ecosystems. The network

of environmental monitoring is becoming

more and more widespread

and helps to target operations that will

reduce - and eventually eliminate

- the many impacts that port activity

creates.

Youtube “Livorno Port Innovation”

video MEDECA

Monica On board QR per Android / QR per Apple

ARCHIPELAGO 15


I Fari

delle Isole

di Toscana

Āntonello Marchese

Guida turistica e ambientale e Guida Ufficiale del Parco Nazionale Arcipelago Toscano. Fotografo di Natura.

Giornalista pubblicista. Promotore dell’azione Elba Foto Natura, nell’ambito dei progetti della Carta Europea per il Turismo Sostenibile

Una passione, quella per i fari, nata

dall’amore per il mare, per la sua

luce, i colori, i riflessi, gli scenari e

la vita, ricchissima, sopra e sotto i

flutti. Nell’immaginario collettivo i

fari rappresentano metafore di aiuto,

sicurezza e dedizione umana, luoghi

romantici e remoti, enclave del sogno

e simboli dell’incontro tra mare e costa

e di tutto ciò che si oppone alla routine

della vita moderna. Punti di confine

tra due mondi, landmark per eccellenza,

che segnalano il limite dove

il mutevole elemento liquido cede il

posto alla solidità della terra: dove le

armoniose ma fragili chiglie delle navi

devono temere la durezza degli scogli.

Allo stesso tempo sono punti fermi e

durevoli nella violenza della tempesta,

torri che le onde cercano di ghermire

dissolvendosi in nuvole di schiuma.

Elementi, caratterizzanti e caratteristici

dei territori marittimi e insulari,

componenti specifici degli scenari

costieri, hanno richiamato da sempre

gli sguardi e l’attenzione dei marinai:

oggi però sembrano servire, più

che a segnalare la terra, a indicare il

mare ai terrestri. E’ stata la fotografia

ad accendere la fiamma della ricerca,

ma l’interesse c’era già, mosso

dalle immagini di Philip Plisson e Jean

Guichard, che ritraevano alcuni fari,

soprattutto quelli bretoni in mezzo

alla tempesta, a dare il via a un lavoro

fotografico sull’Elba e l’Arcipelago

Toscano, divenuto poi un’ indagine culturale.

Man mano che approfondivo

la materia scoprivo storie di mare e di

natura. Accanto a queste apparivano

nuovi spunti rappresentati dai racconti

degli uomini, dalle esperienze di vita

dei faristi, vicende che si intrecciavano

con i colori delle onde e del paesaggio,

a volte in modo dolce e armonico, altre

volte in maniera più aspra. É il racconto

del mare e di come l’uomo cerchi

di adattarsi ad esso, che accomuna

tutte le isole. Alcuni dei segnalamenti

marittimi isolani presentano importanti

elementi storici, architettonici e

strutturali; in altri casi, anche se i loro

edifici non rappresentano particolari

emergenze architettoniche, sono il

paesaggio e il contesto naturale in cui

sono inseriti a renderli affascinanti. Le

torri luminose, per loro esigenza funzionale,

si trovano infatti sul mare, su

promontori, isole, isolotti, scogli e scogliere

dall’elevato valore ambientale e

paesaggistico. Hanno costituito spesso

gli ultimi presidi umani, marcando

il limite prima della realtà mutevole,

selvaggia e solitaria rappresentata

dall’elemento acquatico.

Ogni segnalamento ha le sue storie da

raccontare, oltre a quelle fermate nella

fissità degli scatti fotografici. Tra i fari

più antichi e storici - e più belli della

nostra penisola, isole comprese - è

quello di Portoferraio, come sosteneva

il cosmopolitano Sebastiano Lambardi,

16

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


che sul finire del ‘700 lo descriveva

addirittura come il più bello e maestoso

del Mediterraneo. La costruzione

della sua torre fu iniziata sul bastione

di grecale del Forte Stella nel 1788 e

completata nel 1790, lo stesso anno in

cui il Granduca Pietro Leopoldo divenne

Imperatore.

Nel 1844 fu realizzato il segnalamento

di Palmaiola sull’antica torre dell’isolotto,

e nel 1848 quello di Focardo sul

bastione del forte spagnolo. Con l’Unità

d’Italia il nuovo governo s’impegnò a

rendere sicura la navigazione creando

i fari della Meloria, dello Scoglio

d’Africa e delle Secche di Vada (1867), di

Capraia e Pianosa (1868), di Giannutri

(1882), del Giglio, con i due segnalamenti

diversi di Fenaio e Capel Rosso

(1883), delle Formiche di Grosseto

(1901), e ancora dell’Elba con Punta

Polveraia (1909), lo Scoglietto (1910).

Infine la piccola torretta di Monte Poro,

realizzata nel secondo dopoguerra.

Stelle, in un cielo di mare, che guidano

ancora le rotte dei naviganti.

E’ il racconto del mare

e di come l’uomo

cerchi di adattarsi ad esso,

che accomuna tutte le isole

THE LIGHTHOUSES

OF THE TUSCAN ARCHIPELAGO

My passion for lighthouses was born

from my love of the sea, full of light

and colours, and for photography. For

all of us, in our minds, lighthouses

stand for safety, help, human commitment,

remote, romantic places, symbols

of dialogues between the sea and

the coast, far from the daily routine.

A crossing point between two worlds,

the ultimate landmark, a stable point

in a storm, impenetrable towers that

break up the waves in clouds of froth.

The images of Philip Plisson and Jean

Guichard fascinated me. They depicted

some lighthouses, mostly those in

Brittany during a storm and from there

I began my photographic production

on the island of Elba and the Tuscan

Archipelago that became a cultural

investigation. Every report has its own

tale to tell. Stories of sea and nature

that were enriched by the stories of

men, the life of the lighthouse keepers

intertwined with the landscape, at

times sweet and harmonious, at others

harsh. Some lighthouses offer interesting

historical elements, architectural

and structural, others captivate us for

their natural surroundings, guardians

of beauty. The luminous towers that,

for the very reason of their existence,

are situated by the sea, on a headland

or on an island, on a rock or a cliff with

a high environmental and landscape

value. Among the oldest - and

the most beautiful in Italy - is the

lighthouse of Portoferraio, built on

the orders of the Grand Duke Pietro

Leopoldo, on the Grecale bastion of

Forte Stella in 1788 and completed in

1790, the same year that the Grand

Duke became Emperor. After that it

was the turn of Palmaiola (1844) built

on the ancient tower of the tiny island,

then of Focardo (1848) built on the

ramparts of the Spanish Fort. With the

Unification of Italy, the new government

committed to making navigation

safer by creating the lighthouses of La

Meloria on the Scoglio d’Africa and the

Secche di Vada (1867), then on Capraia

and Pianosa (1868) on Giannutri (1882)

on Giglio with two different signals

of Fenaio and Capel Rosso (1883), the

Formiche di Grosseto (1901) and again

on Elba with Punta Polveraia (1909),

the Scoglietto (1910) and lastly, the little

tower of Monte Poro, created during

the second World War. Stars in a sky of

sea that still guide navigators.

In alto a sinistra: il faro di Punta Polveraia

In basso a sinistra: il faro di Forte Focardo

Al centro: Punta del Ferraione a Capraia

in basso a destra: il faro Forte Stella

foto ©AntonelloMarchese

ARCHIPELAGO 17


I produttori eroici di Capraia

Annie Francisca

Per natura le isole rappresentano i

territori migliori per le produzioni agroalimentari

di qualità, recuperando tradizioni

molto antiche, salvaguardandone la

biodiversità. L’isola di Capraia si racconta

attraverso i suoi sapori tipici, resi tali

dalla cura e dall’amore di tutti coloro

che hanno scelto quest’isola vulcanica

come sede delle loro produzioni. Il Parco

Nazionale dell’Arcipelago Toscano, con

Valter Giuliani di Elba Taste, sta lavorando

all’Atlante dei prodotti della Riserva

della Biosfera MAB UNESCO Isole di

Toscana. Il fine è quello di far conoscere

le produzioni e i produttori “eroici” di

questo ricco territorio, le eccellenze di

Capraia nella produzione di vino, olio,

miele e formaggi a Km 0 i cui sapori si

mescolano agli antichi usi dei popoli che

in epoche diverse hanno abitato l’Isola.

“Capraia è un luogo vocato per le api,

l’isola è fiorita in tutti i mesi dell’anno e, se

la pioggia non manca, le api trovano cibo

in tutte le stagioni” così racconta Roberta,

apicultrice dell’azienda agricola San

Rocco, la quale, alla soglia dei sessant’anni,

ha cambiato vita decidendo di tornare

alle proprie origini, recuperando l’apiario

lasciato “orfano” dal nonno.

La stessa avventura è stata intrapresa

da Riccardo Mozzo dell’azienda agricola

L’Apaio, che, da Verona, ha deciso di

stabilirsi sull’isola perché “Capraia è il

paradiso delle api.”

Con la chiusura della colonia penale

molti terreni erano stati abbandonati.

Il Sindaco di Capraia, Marida Bessi, ha

favorito il recupero di questi terreni destinandoli

ad usi civici. Nel 2000, quando

la macchia mediterranea rischiava di

sopraffare ogni cosa è iniziato un lavoro

volto al restauro ambientale che ha

riportato alla luce lo splendore di questi

luoghi. Il paesaggio è delineato dalla

discontinuità dei suoi pendii, da terrazzamenti

colmi di filari di vite e da specie

ornamentali di piante spontanee. Si sono

così insediate, nei terreni dell’ex carcere,

l’azienda agricola biologica La Piana,

la cui passione dei produttori fa eco al

proverbio “il vino si fa in vigna”, l’azienda

agricola La Mursa, secondo cui “degustare

il Mursa è un viaggio a Capraia senza

esserci mai stato” e l’azienda agricola Orti

Grandi che produce vino, ortaggi e birra

da luppolo che si può gustare nel piccolo

bar del porto.

La storia di Capraia ci insegna che i romani

la chiamavano così perché abitata

da capre selvatiche. Nel 2016 sull’isola

sono tornati questi docili animali grazie

al progetto dell’azienda agricola Il Saracello

che produce formaggi di capra

pluripremiati “dal sapore complesso,

come complessa è la terra da cui derivano”

e la cui freschezza richiama i profumi

e gli aromi della macchia mediterranea,

come quello dell’elicriso. Ad usufruire

della ricca vegetazione è l’azienda

agricola Arura i cui prodotti, conservati

alla maniera antica, sono raccolti nella

macchia: bacche, foglie, fiori e radici

spontanee. A coltivare capperi e ulivi è

invece l’azienda agricola La Sorgente,

una struttura da poco recuperata e che

deve il suo nome alla presenza di una

sorgente, una delle poche a Capraia, che

scorre all’interno dell’edificio stesso.

Sempre di nicchia è la produzione olearia

dell’azienda agricola L’Aghjale, la cui

dedizione ha portato al recupero degli

olivi abbandonati dell’ex colonia penale:

ad oggi ne sono stati salvati un centinaio

e piantati 200 nuovi. Inoltre, per rilassarsi

e godersi appieno la tranquillità

di quest’isola immersa nella natura, c’è

l’agriturismo Valle di Portovecchio i cui

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


prodotti seguono il ritmo delle stagioni; dispongono di una sola

camera che i proprietari chiamano “La camera”, sottolineando

la cura con cui accolgono i loro ospiti.

THE BRAVE PRODUCERS OF THE ISLAND OF CAPRAIA.

In alto: Capraia dal mare con il Castello foto ©MariaGiusiCanova

Al centro: I vigneti di Capraia foto ©AuroraCiardelli

In basso: Scogliere di Capraia foto ©MariellaUgolini

The Island of Capraia tells us about itself through the typical

tastes made with love by those who have chosen this volcanic

island as the workplace for their production, aiming for

quality as the end result. The National Park of the Tuscan

Archipelago with Valter Giuliani of Elba Taste, are working

on the Atlas of the products of the Biosphere Reserve MAB

UNESCO Tuscan Islands with the aim of making known the

production and the “heroic” producers of this land.

“Capraia is a place suited to bees” says Roberta, beekeeper of

the San Rocco farm who changed her life around by deciding

to renovate her grandfather’s apiary when she was sixty.

Riccardo Mozzo of the Apaio farm embarked on a similar

adventure, deciding to settle on the island from Verona to devote

himself to beekeeping. From 2000, it has been possible

to recoup, for civic use, the land of the former penal colony

that was closed in 1986. Here the farms La Piana, La Mursa

and Orti Grandi have started production of excellent local

produce. In addition, in 2016, goats have returned to Capraia

thanks to the project of the Saracello farm that produces

cheeses with scents of the shrubland. Taking advantage of

the fruits offered by the rich vegetation is the farm Arura

whose products come from the berries, leaves, flowers and

spontaneous roots. Capers and olive trees are cultivated by

the farms La Sorgente, recently renovated and L’Aghjale

which has saved over a hundred olive trees of the former

penal colony and planted new ones. So, to fully enjoy the

tranquility of this Island and its natural surroundings, there

is the Valle di Portovecchio Farm Stay with only one room and

whose products follow the rhythm of the seasons.

ARCHIPELAGO 19


Effetto notte

a Pianosa

“Gli astri d’intorno alla leggiadra

-Maria Gabriella Bassani

luna/ nascondono l’immagine

lucente, / quando piena più

risplende, bianca/ sopra la terra”

(Saffo).

Se c’è qualcosa di ancora più bello dei colori brillanti di

Pianosa sotto il sole, con le sfumature che vanno dal verde

della macchia all’azzurro laccato dell’acqua, questo è il cielo

di notte sopra Pianosa: misterioso e sublime, così trapunto

di stelle da sembrare più vicino ad inglobare anche il mare,

vincendo il buio con la sola presenza degli astri e della luna.

L’esperienza di una visione notturna di Pianosa è sicuramente

da provare, la ricorderete per sempre. La maggior

parte dei pochi edifici dell’Isola piatta non sono agibili al

pubblico, poiché sono strutture dell’ex carcere. Tuttavia esiste

un solo albergo dove è possibile soggiornare: l’Albergo

Milena, l'ex casa del direttore ristrutturata e resa accogliente

con sole 25 posti letto. Per rifocillarsi un unico bar ristorante,

con un grande spazio all’aperto nel grande cortile

vicino alle antiche cantine. Pianosa infatti era una florida

colonia agricola penale, ricca di coltivazioni e animali d’allevamento.

Grazie al regime di semi libertà, alcuni detenuti

sono inseriti in un progetto che riprende la vocazione agricola

di Pianosa: già ora, nella cucina del ristorante, vengono

proposti piatti con i prodotti degli orti, utilizzati anche da alcuni

ristoranti elbani. Quest’anno, grazie alla collaborazione

tra due cooperative sociali, Arnera e Linc, attive nell’ambito

rieducativo di chi dal carcere rientra nel mondo del lavoro,

in sinergia con il Comune di Campo nell’Elba, di cui Pianosa

fa parte, verrà proposto un programma di iniziative dedicate

sia agli ospiti dell’albergo, che ai turisti giornalieri. Sarà un

contributo aggiuntivo alle visite guidate e alle interessanti

attività già previste dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano,

che custodisce il delicato ecosistema del luogo.

Si potranno osservare le stelle con i telescopi e la guida

esperta degli Astrofili elbani, di seguire e partecipare a

conversazioni sulla storia e la cultura pianosina, di assaggiare

i cibi assolutamente genuini preparati al ristorante e

degustati in sicurezza all’aria aperta nelle calde serate estive,

sorseggiando un buon vino. Vivere la notte a Pianosa significa

ritornare ad una dimensione quasi atemporale, per

chi desidera ricongiungersi al respiro e al segreto del creato.

20 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Naturalmente, sull’isola non si trovano

i confort aggiuntivi di una hotellerie

standardizzata, ma è tutto compensato

dal calore dell’accoglienza e dal

recupero dei ritmi lenti, dal silenzio

che favorisce un dialogo interno che

aiuterà a ritrovare equilibrio e serenità.

A settembre ed ottobre si punterà

proprio sul benessere organizzando

soggiorni a tema e laboratori didattici,

dall’utilizzo delle erbe spontanee in

cucina all’uso di piante e fiori della

macchia per addobbi di grande effetto.

Ma non solo: corsi di yoga, laboratori

di scrittura e sceneggiatura, corsi di

cucina tradizionale, lezioni di pittura

e fotografia naturalistica, residenze

d’artista, o conversazioni con esperti

per curarsi con le erbe o fabbricare

creme o prodotti cosmetici. Assaporare

i profumi della macchia ed ascoltare

il frangersi delle onde nel silenzio

della notte, rimanderà alle atmosfere

di quei grandi conoscitori ed amanti

della natura che erano i lirici greci. Le

emozioni non hanno tempo: “Gli astri

d’intorno alla leggiadra luna/ nascondono

l’immagine lucente, / quando

piena più risplende, bianca/ sopra la

terra” (Saffo).

www.enjoypianosa.it

tel. +39 340 8573218

NIGHT EFFECT ON PIANOSA

If there is anything more beautiful than the bright colours

of Pianosa under the sun, it is the night sky: so full of stars

that it seems closer and takes over the sea, overcoming

the darkness with the mere presence of the stars and the

moon. There is only one hotel to stay in: Hotel Milena, a

house that has been renovated to make it welcoming.

Only one restaurant bar with a large outdoor area in

the spacious courtyard near the ancient cellars. In fact,

Pianosa used to be a thriving agricultural penal colony,

rich in crops and livestock. Some prison inmates on

semi-release are working on a project, taking up their

agricultural vocation on Pianosa. Already, they are using

their home-grown vegetables in the restaurant kitchen.

The beauty and potential of this wonderful island have

been enhanced by the collaboration between the social

cooperatives, Arnera and Linc, helping to re-educate

those who will be returning to the world of work when

they leave prison. The Municipality of Campo nell’Elba, of

which Pianosa is part, is also involved. A programme of

initiatives dedicated both to hotel guests and day tourists

will be created. There will be the chance to observe the

night sky with amateur astronomers, to follow and take

part in conversations about the history of Pianosa, to taste

the genuine food prepared by the restaurant and outside,

enjoy sipping good wine on a hot summer’s evening.

Living Pianosa by night means returning to an almost

timeless dimension, rejoining the breath of creation.

Short stays will be organized in October when the sun is

still shining and the island shows its most secret charm.

The initiatives will be related to psychophysical

well-being, cooking, creative writing, painting,

photography, and recognizing wild plants and their uses.

Enjoying the fragrance of the maquis and listening to the

waves breaking in the silence of the night, will take you

back to the spirit of the ancient Mediterranean world.

ARCHIPELAGO 21


-Maria Gabriella Bassani

Pianosa:

l'otium di Agrippa

I resti della grande villa romana del

I secolo d.C sono sicuramente tra le

più affascinanti attrattive di Pianosa,

sia perchè rappresentano l’ennesima

testimonianza della presenza romana

in tutte le isole dell’Arcipelago, luoghi

di otium e villeggiatura per gli aristocratici,

sia perchè questa villa è legata

a vicende storiche drammatiche, che

vedono protagonisti di altissimo rango,

uomini e donne sui quali sono stati

scritti libri, manuali di storia, romanzi.

E' qui, di fronte a questo mare d' un azzurro

quasi abbacinante, che trascorse

l'ultima parte di esilio e subì una morte

violenta, su ordine di Tiberio, Agrippa

Postumo, nipote diretto dell'Imperatore

Augusto e figlio di quel Marco Vipsanio

Agrippa, il cui nome ancora si legge

scolpito sul frontone del Pantheon.

I personaggi di questo intreccio

dinastico sono degni di una tragedia

di Shakespeare, dove la sete di potere

conduce alla violenza, all'inganno, al

delitto: Augusto, primo imperatore

di Roma, Livia Drusilla, sua seconda

moglie e madre di Tiberio, Giulia, unica

figlia di Augusto, Agrippa, grande generale

e marito di Giulia. Ed infine lui,

Agrippa Postumo, nato dopo la morte

del padre, il più piccolo di tre figli, i due

maggiori destinati ad essere i legittimi

successori del nonno, ma morti

precocemente. Il fato sparigliò le carte,

Livia giocò d'astuzia...e, come sappiamo,

ad Augusto successe Tiberio, suo

figliastro.

Questa è la vicenda narrata dagli

storici romani, in prima fila Tacito.

Seguono poi le considerazioni dei

moderni, che di Tacito non si fidano

molto ma non hanno testimonianze

alternative, pur sapendo che sono

probabilmente infondate le accuse

infamanti riguardanti Giulia, l'altra

tragica vittima di questo dramma.

Dall'apice del potere, figlia dell'imperatore,

madre di due eredi designati,

moglie, successivamente, anche di

Tiberio, precipitò in disgrazia, accusata

di condotta dissoluta ed adulterio, ed

esiliata. Ma si sa che gli antichi, quando

volevano colpire una donna, l'accusavano

di meretricio, Maria Maddalena

o Teodora imperatrice di Bisanzio ne

sono esempi illustri. Con tali premesse,

anche la tradizione acquisita di un

Agrippa Postumo violento, squilibrato,

interessato unicamente a pescare, va

presa per quello che è: un'affermazione

successiva, tesa a giustificare il suo

omicidio. E' impossibile per noi contemporanei

ristabilire una parvenza

di verità per epoche così lontane. Ma,

guardando la zona a mare della villa di

Agrippa, possiamo provare a chiudere

gli occhi ed intuire i suoi pensieri...

La corporatura massiccia, forse sgraziata,

gli derivava dal padre, valoroso

militare ma senza la raffinatezza di

Giulia. Che fosse violento è possibile,

ma l'epoca e l'ambiente in cui visse

lo erano in maniera efferata. Dopo la

morte dei suoi fratelli maggiori, rappresentava

l'unico ostacolo all’ascesa

di Tiberio: probabilmente fu questa

la sua più grande colpa. Sia la villa di

Sorrento, suo primo esilio, sia quella

di Pianosa, erano ville marittime,

riccamente decorate, dotate di ninfei e

peschiere, collocate in posizioni meravigliose,

quasi sull'acqua, dove è normale

che Agrippa si appassionasse alla

pesca: la ricchezza e varietà di specie

acquatiche doveva essere stupefacente,

anche nei colori. Che potesse paragonarsi

al dio Poseidone, rientra nelle

complesse attinenze che legavano gli

esponenti della famiglia imperiale ad

identificazioni mitologiche.

Fu così che Livia, seconda moglie di

Augusto, ottenne una momentanea

vittoria. La storia di Roma proseguì,

lasciandoci l'immagine di un giovane

che scrutava, in attesa di altro destino,

questo mare che ancora oggi guardiamo

pieni di stupore per la sua bellezza.

PIANOSA: AGRIPPA’S HOLIDAY HOME

Just as on the other Islands of the

Archipelago, Pianosa had a majestic

Roman Villa from the 1st Century, a

place of relaxation and resort for aristocrats

but also theatre for the events

that have important players in the

historic characters whose deeds have

been written for centuries.

Agrippa Postumo was the direct

22

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grandson of the Emperor Augustus

and son of Marco Vipsanio Agrippa

whose name can still be read carved

on the pediment of the Pantheon. The

young Agrippa was exiled to the villa

and found his death there on Tiberius’s

orders. A story worthy of a Shakespearian

tragedy where the thirst for

power leads to deception and crime.

The Actors: Augustus, first emperor of

Rome; Livia Drusilla his second wife

and Tiberio’s mother; Giulia, the only

daughter of Augustus; Agrippa, the

great general and Giulia’s husband.

And finally, Agrippa Postumo, born

after his father’s death, the youngest of

three children but the two elders, destined

to be the legitimate successors

of his grandfather, had died prematurely.

Probably Agrippa Postumo’s only

fault was that he was an obstacle to

Livia’s ambitions of power going to her

own son, Tiberio.

To justify the murder, historians of

the time say that Agrippa Postumo

was violent and unbalanced, convinced

that he was a god and comparing

himself to Poseidon. Even his mother

Giulia, despite being Augustus’s legitimate

heir, later Tiberio’s wife, suffered

the same fate, accused of adultery and

prostitution, she was also exiled.

Young Agrippa had a massive body,

perhaps ungainly, that came from his

father, a valiant soldier but without

Giulia’s refinement. That he was

violent is possible, but the times and

the atmosphere in which he lived were

so brutal. His passion for fishing was

nourished by the seaside villas where

he had lived since childhood, first in

Sorrento then on Pianosa, full of nymphs

and fish ponds, richly decorated,

in wonderful locations, practically in

the water, with a variety of aquatic

species and amazing colours. It would

have been easy to think of himself as

a god, being the grandson of Augustus

and the son of one of the most valiant

Roman generals. It was also customary

for imperial families to favour mythological

identifications. It is certain that,

closing your eyes, you can imagine the

thoughts of that unfortunate young

aspiring emperor, expecting another

fate, in the face of such beauty.

A sinistra: Agrippa Postumo

A destra: Cala Giovanna con vista sugli scavi

In basso: La villa romana di Pianosa

foto ©MariaGiusiCanova

ARCHIPELAGO 23


Al Giglio, sulle tracce

degli etruschi

-

Alessandro Talini

Bellissimo, con due serpenti incisi

per sopracciglia e due cinghiali sulle

guance, l’elmo corinzio in bronzo ritrovato

nel mare del Giglio nel 1962 dal

sommozzatore inglese Reg Vallintine

che indagava su un relitto del 600 a.C.

nella baia del Campese. Preziosissimo,

unico nel suo genere, il più bello che

sia stato mai trovato, è transitato in

una cassetta di sicurezza in Germania,

ma non è più stato possibile recuperarlo

e restituirlo all’Isola.

Molti sono i reperti che le Isole di

Toscana hanno restituito ai posteri, alcuni

per incuria, malafede o ignoranza

sono andati persi. Molto contadini

raccontano di aver trovato sotto i colpi

del piccone e della pala, vasi, manufatti,

utensili risalenti ad epoche lontane.

Per non parlare di quello che riposa

sui fondali marini di queste isole che

erano un crocevia delle incessanti

rotte in questo specchio di mare fra i

più frequentati dell’antichità. Famosa

la battaglia di Alalia combattuta nel VI

sec. a.C. per il controllo del Mar Tirreno

fra Etruschi e Fenici, alleati contro i

Greci e i Focesi.

Gli Etruschi, erano conosciuti per la

loro perizia nel navigare. Quella nave

dalla quale proviene l’elmo, greca

o etrusca, trasportava le merci più

ricche provenienti dalle terre orientali.

Risultato delle arti e delle “tecnologie”

raggiunte 2700 anni fa. Gli etruschi

amavano la musica, l’arte, l’oreficeria,

la pittura, la scultura, in una parola il

bello. E lo producevano o lo commerciavano.

Fra i ritrovamenti più interessanti

in quel sito, quelli di un tipico

strumento a fiato, il doppio flauto che

vediamo spesso raffigurato nei colorati

decori delle tombe etrusche, salvato

per essere rimasto sotto uno strato di

pece nel momento del naufragio.

Lo sentiremo suonare ancora. Quando?

In occasione degli eventi per

“Giglio, Isola etrusca”, organizzati dal

Comune del Giglio, insieme alla Pro

Loco e all’Associazione San Rocco. Si

potrà rivivere l’atmosfera del tempo

grazie agli allestimenti per vivere

come gli etruschi con gli etruschi.

Danze, musiche, abiti, maschere, cibi

e vino, rivivendo le storie e le mitiche

battaglie marine. Escursioni guidate

lungo gli antichi sentieri con le grandi

lastre di granito a gradoni, degustazioni,

visite ai siti archeologici, alle antiche

necropoli, ai palmenti scavati nel

granito, perché già allora si produceva

vino in quelle terre strappate alla roccia.

Alla ricerca di testimonianze per

disvelare il mistero che ancora avvolge

questo popolo.

ON GIGLIO: TRACING

THE ETRUSCANS

The Corinthian bronze helmet with

two snakes engraved as eyebrows and

a wild boar on each cheek is amazingly

beautiful. It was found in the sea

off Giglio in 1962 by the English diver

Reg Vallintine who was investigating

a shipwreck from 600 BC in Campese

Bay. The Islands of Tuscany have returned

many of the finds to posterity, lost

either through carelessness, bad faith

or ignorance.

Many farmers say they have found

vases, artifacts and tools dating back

to distant times, under the blows of the

pick and the shovel. Not to mention

what remains on the seabed of these

islands that were a crossroads of the

most frequented trade routes in this

stretch of sea in ancient times.

The Etruscans were known for their

navigating skills. The ship where the

helmet comes from was either Greek

or Etruscan and was transporting the

wealthiest goods from the east. The

Etruscans loved music, art, working

gold, painting, sculpture, in a word,

beauty. They produced it or traded it.

Among the most interesting finds on

that site, was a typical wind instrument,

the double flute that we often

see depicted in the colourful decorations

on Etruscan tombs, saved

because it had remained under a layer

of pitch at the time of the shipwreck.

This year the Etruscan history of the

Island will be relived through an event

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“Giglio, Etruscan Island”, organized by

the City of Giglio with their local tourist

office and the San Rocco Association.

Guided walks along the ancient

footpaths with huge granite slabs in

steps, tastings, visits to archeological

sites, to the ancient necropolis, to the

grape-pressing troughs dug out of

granite. Searching for proof to unveil

the mystery that still surrounds this

population.

A sinistra: Elmo di probabile fattura greca, ricostruito in base alle

foto dell’originale dal Prof. Mario Brandaglia

In alto a destra: foto©FlavioCapranica

In basso a destra: Antico palmento etrusco. foto©PalmaSilvestri

ARCHIPELAGO 25


Isola del Giglio:

una perla fra le perle

-

Patrizia Lupi

foto©Flavio Capranica

Il Giglio, perla fra le perle del Tirreno,

conserva quel fascino inafferrabile che

solo mettendo in campo tutti e cinque

i sensi si può provare a definire. Bellezza

senza tempo, odore di salsedine e

fioriture, canto di gabbiani e di sirene,

carezze di vento e d’acqua, sapore di

nettari antichi. Scoglio fra gli scogli,

vestita d’azzurro profondo e verdi

smeraldini, patria di vigne e contadini

assolati sulle rocce trasformate in conche

di terra per ricavarne nutrimento.

Le Isole sono un concentrato di natura

ma anche di quello che l’uomo ha

saputo fare di meglio per preservarla e

ricavarne doni.

Per viverla basta percorrerla in lungo

e in largo: 60 km di sentieri ti portano

dai siti preistorici attraversando le valli

con i palmenti etruschi scavati nella

roccia, ai vigneti scoscesi con un merletto

di muri a secco, i nidi nascosti nel

fitto della macchia profumata, un faro

in lontananza che sembra uscito da un

romanzo d’avventura.

All’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago

Toscano ha preservato il suo

habitat e il paesaggio senza togliere

niente al confort di una vacanza di tutto

riposo. Le spiagge, con aree libere o

attrezzate: Caldane, Cannelle, Arenella

e la grande baia sabbiosa del Campese,

invogliano a immergersi o fare escursioni

per scoprire quei fondali da dove,

si racconta, nacque Venere. Una piccola

Isola dove non mancano le tradizioni

e i campanili che fanno da sfondo alle

gare remiere o alle feste patronali:

San Lorenzo al Porto, San Rocco per il

Campese, San Mamiliano al Castello.

Se siete appassionati di pesca molte

le competizioni di pesca a traina o

subacquea. Potrete praticare trekking,

hiking, running, bike, birdwatching,

nuoto, kayaking, snorkling, diving, surf

a vela, ogni sport per un’accoglienza

open air ma senza rinunciare alla buona

tavola e al buon vino. Un consiglio?

Assaporate un bicchiere di Ansonaco il

vino dell’Isola conosciuto dalle epoche

più lontane. Le viti crescono basse sul

terreno impervio in grande pendenza,

terra, sole e salsedine regalano un

vino di grande valore, giallo paglierino,

con profumi spiccati, sapore caldo e

armonico e acidità contenuta. Quelle

stese sulle rocce al sole per passirle

danno vita a un vino dolce di grande

qualità. Vini eroici, in quantità minime,

premiati e apprezzati a livello internazionale.

Da abbinare ai piatti della

cucina tradizionale di pesce e di terra a

km 0, negli ottimi ristoranti dell’Isola.

Pesce in scafeccio, infarinato, fritto e

condito con una salsa a base di aceto,

tonnina cioè filetti di pesce conservati

sotto sale, panficato come dessert a

base di fichi neruccioli, uvetta, noci,

mandorle, cioccolato e miele. Ed infine,

fatevi affascinare dalla narrazione

di quest’Isola fra storia e leggenda. Il

granito scavato per farne menhir, tombe

o cisterne, le ville romane di pregevole

fattura con mosaici e peschiere, le

mura medievali con il castello di epoca

pisana, le chiese rinascimentali hanno

molto da raccontare.

THE ISLAND OF GIGLIO: A PEARL

AMONG PEARLS

To discover Giglio, you need all five

senses. Timeless beauty, salty smells

and blooms, the song of seagulls and

mermaids, the caress of wind and

water, the taste of ancient nectars. A

rock among rocks, dressed in deep blue

and emerald green, home to vineyards

and farmers. The Islands have a natural

wealth but also show how man has

adapted best for living there. Within the

National Park of the Tuscan Archipelago,

it has preserved the habitat and

the landscape without taking anything

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away from the comfort of a relaxing holiday. The beaches

are free or with organized areas: Caldane, Cannelle, Arenella

and the large sandy bay of Campese. They entice you to go

diving or go on trips to discover the seabeds where, legend

has it, Venus was born. It is a small island where there is no

shortage of traditions and bell towers as a backdrop to rowing

competitions or patron celebrations. If you love fishing or

scuba diving, you can enjoy the numerous competitions. You

can go hiking, running, biking, bird watching, swimming,

kayaking, snorkeling, diving, sailing, every open air sport

without giving up on good food and wine. A piece of advice?

Try a glass of Ansonaco, an important wine, amber in colour

with strong aromas, warm, harmonious flavour and moderate

acidity. It is best paired with local, traditional fish and

land-based dishes in the excellent restaurants of the Island.

Fish “in scafeggio”, floured, fried and tossed in a vinegar sauce,

or Tonnina, that is salted tuna fish fillets, then for dessert

the fig bread made with dried fruit and grape jam. Finally,

enjoy being captivated by the history and legend of this Island,

tread along the ancient footpaths, among the granite excavated

to make menhir, tombs or cisterns, see the Roman villas

with their fine workmanship, mosaics and fish ponds, the medieval

walls with the Pisan Castle, the Renaissance churches.

The Island has many tales to tell.

Francesco Petrarca - Itinerarium ad sepulcrum domini - 1358

“Aegilium insula, vino et marmore nobilis”

Paolo Giovio - Historiarum sui temporis tomus secundus, in

officina Laurentii Torrentini - 1552

“Insula suavissimo vino celebris”

Stendhal - Viaggio in Italia - 1831

“Je jètte dans la mer les grappes d’un excellent raisin q’on

nous apporte de l’ile de Giglio”

ARCHIPELAGO 27


Cote Ciombella,

nel cuore del Giglio

Ā.L.

“Cote” significa masso granitico di

grandi dimensioni. Se ne trovano

parecchie, sui monti come in mare,

in tutto l’Arcipelago. Ma al di là di

essere testimoni della formazione

delle Isole di Toscana all’alba della loro

formazione, queste grandi rocce, con

forme spesso antropomorfe, hanno un

fascino particolare, una magia spettacolare,

ricordano popolazioni preistoriche

e riti antichi. E’ il caso della Cote

Ciombella, solo venti minuti da Giglio

Castello.

Da lì si domina l’orizzonte e si osserva

la linea sinuosa di Giannutri. Uno spettacolo

non solo per la suggestione dei

paesaggi, ma per quello che un luogo

così speciale lascia immaginare.

Sono frequenti nelle Isole di Toscana,

i siti preistorici: raccontano di epoche

glaciali, di terre emerse e di popoli

arrivati chi sa da quale migrazione.

Quell’itinerario al Giglio, di unica bellezza,

che porta alla Cote Ciombella, va

dritto al cuore dell’Isola, per dipanarsi

fino al Dolmen, poco più avanti, costituito

da quattro piedritti che sorreggono

un lastrone granitico. Accanto

un menhir spezzato in due parti, chi

sa se da mano umana o artificio della

natura, perfettamente combacianti.

Continuando quel sentiero si finisce

alla Spiaggia delle Cannelle. Il sito, nel

2015, ha suscitato l’interesse della Sovrintendenza

ai beni archeologici della

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Toscana che si propone di indagare

quel sorprendente sito archeologico,

sconosciuto ai più. Qualche traccia è

emersa in superficie: negli anni ’70 del

secolo scorso. Ne hanno scritto in Studi

Etruschi, Vol. XXXVIII, gli archeologi

Bronson e Uggeri e nel 1978 Mario

Brandaglia in Studi per l’Ecologia del

Quaternario.

Altri frammenti che documentano

una probabile frequentazione umana

fin dai tempi più remoti sono stati

occasionalmente rinvenuti da Marina

Aldi, Guida Ufficiale del Parco Nazionale

dell’Arcipelago Toscano, referente

per il Giglio di Italia Nostra Arcipelago

Toscano. Il rischio, come purtroppo

accade spesso, è la dimenticanza. Più

del tempo può l’incuria sui monumenti

o sui luoghi di interesse culturale.

Anche di fronte a tanta bellezza si

trovano incoscienti che fanno campeggio

abusivo in mezzo alle coti o

bambini lanciati in gare di cross da

genitori irresponsabili. Per arrivare

dove? Non sarebbe meglio insegnare

per tempo cosa siano il rispetto e il silenzio?

Marina, stregata da quei massi

dove la mano dell’uomo ha lasciato il

segno più del vento, ne è diventata la

custode. Ha sventato la costruzione

di una pala eolica, ha ripulito il sito

aiutata da volontari, l’ ha restituito a

nuova vita con l’aiuto di Italia Nostra.

Con lei è possibile aggirarsi lungo quei

pendii che si tuffano nell’orizzonte,

ascoltando il racconto di tutto quello

che ha scoperto, o che qualcuno le ha

sussurrato magari in sogno, da chi sa

quale altrove, ringraziandola per quel

lavoro tenace e amorevole che permette

all’uomo di ricordare quel che

era, prima di essere quel che è.

COTE CIOMBELLA, in the heart of

island

What does “cote” mean? A huge granite

boulder. There are several, on the

mountains as in the sea, throughout

the Archipelago.

However, beyond witnessing the

formation of the Tuscan Islands at

the dawn of their history, these huge

rocks have a special magic, reminding

us of ancient rites. Such as the Cote

Ciombella, only twenty minutes

from Giglio Castle, and from there it

dominates the horizon.

That amazing, unique pathway leads

right to the heart of the Island, as far

as the Dolmen, a little further on,

made up of four rocks that hold up

a granite slab. Beside that a menhir

broken into two parts, perfectly

matching. If you continue, you end

up on the Cannelle Beach.In 2015, this

site arose the interest of the Tuscan

Superintendence of Archeological

Heritage that promised to investigate

that surprising archeological site,

practically unknown.

The archeologists Bronson and Uggeri

had described it in the seventies, when

they had found ancient evidence of

compounds from the Neolithic era.

Other fragments have been found

more recently by Marina Aldi, an

Official Guide of the National Park of

the Tuscan Archipelago, the contact

person for Giglio of Italia Nostra

Tuscan Archipelago who had created

the itinerary. The risk is that neglect

and disinterest will destroy those

places of great cultural interest. Even

in the face of so much beauty, they find

careless people who illegally camp in

the middle of these “coti” or children

encouraged to have motocross races

by irresponsible parents. To get where?

Would it not be better to teach them in

time what respect and silence are?

Marina is enchanted by those rocks

where the hand of man has left his

mark more than the wind has, has

become their guardian. She impeded

the construction of a wind turbine,

she has cleaned the site aided by

volunteers, has given it back a new

lease of life with the help of Italia

Nostra. With her, it is possible to

wander along those slopes that plunge

il sito preistorico di Cote Ciombella

foto©MarinaAldi

ARCHIPELAGO 29


-Patrizia Pellegrini

Montecristo

e i pescatori

ponzesi

La leggenda da cui trasse ispirazione Alexander Dumas per

il suo celebre romanzo “Il Conte Di Montecristo” narra di

un ipotetico tesoro che i monaci avrebbero nascosto in una

grotta, prima che i saraceni distruggessero il Monastero di

San Mamiliano, edificato proprio sull’Isola.

In effetti un tesoro c’è ed è proprio questo gioiello

incastonato nella riserva naturale nel Parco dell’Arcipelago

Toscano, un angolo di paradiso e biodiversità. Il turismo

è oggi contingentato e da anni la pesca è vietata: i

pescatori possono avvicinarsi alle sue coste solo in caso di

particolari emergenze. Non è stato sempre così. Nei primi

anni del ‘900, i pescatori provenienti dalla Isole Pontine,

si fermarono nel triangolo fra Montecristo, Pianosa e

l'Africhella, attratti dal mare molto pescoso.

Negli anni successivi, quattro o cinque barche stazionavano

per lunghi periodi nel mare a sud dell’Isola d’Elba, spesso

cercando riparo a Montecristo, benignamente accolte dalla

Famiglia Reale Savoia, che aveva concesso ai pescatori

l’utilizzo del Magazzino di Cala Maestra come riparo e

ricovero dei materiali da pesca: i tramagli, le sciabiche da

spiaggia, le nasse e le reti. Gli equipaggi, per lo più composti

da gruppi di consanguinei (i Sandolo, i Calisi, i Vitiello,

i Feola, gli Avellino per ricordarne alcuni), pescavano

aragoste, ma anche dentici, scorfani, murene e polpi.

“A Montecristo - racconta Raffaele Sandolo nei sui scritti

- l’alimentazione era molto semplice e povera. I pescatori

mangiavano pesce arrosto, o lesso o in umido, cicerchie

e fave lesse, verdura selvatica come la cicoria e poi pane

secco, gallette e “freselle”. Non c’erano divertimenti ma solo

momenti di riposo, si passava il tempo chiacchierando o

giocando a “la maniglia”, gioco tipicamente ponzese con carte

napoletane. L’isola era di fatto abitata soltanto dai guardiani

e per brevi periodi estivi, dai membri della famiglia reale, che

talvolta si intrattenevano con i pescatori".

Dopo il periodo di abbandono che seguì la fine della seconda

guerra mondiale, le barche ritornarono a Montecristo, ora

avevano il motore e non più solo la vela. Il pescato veniva

venduto sempre più spesso all’Isola d’Elba e alla fine, molti

dei pescatori, vi si trasferirono definitivamente. Anche

Michele Sandolo, che aveva sposato Concetta e si era

stabilito a Campo nell’Elba, con la sua Motobarca “Mario”

si spingeva verso Montecristo moltissime volte all’anno,

diventando buon amico dei coniugi Mimma e Millo Burrelli,

che avevano accettato l’incarico di Guardiani dell’Isola,

appena sposati nel 1956.

Senza l’aiuto di Michele e degli altri pescatori, nei primi anni

privi di corrente elettrica e di mezzi di comunicazione, non

ce l’avrebbero fatta: erano l’unico filo diretto con la terra

ferma.

30 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


pane fresco e a fare la pizza. Poi Franco

mi portava a scoprire i luoghi segreti

dell’Isola: la Grotta del Drago e la Fonte

del Santo, spiagge dorate cristalline di

Cala Maestra, di Cala del Diavolo. Ero

un ragazzo che scopriva per la prima

volta tutte le cose più grandi, più belle

e anche quelle più faticose e pericolose

della vita. Dopo, niente mi spaventava

più, nemmeno la solitudine”

Ascoltando Peppe Sandolo descrivere

Montecristo sembra di essere entrati

tra le pagine del libro di Elsa Morante

"L’Isola di Arturo”:

“Fra quelle rocce torreggianti, che

sovrastano l’acqua, fanno il nido i

gabbiani e le tortore selvatiche, di cui,

specialmente al mattino presto, s’odono

le voci, ora lamentose, ora allegre. Là,

nei giorni quieti, il mare è tenero e

fresco, e si posa sulla riva come una

rugiada”.

MONTECRISTO AND THE FISHERMEN

FROM PONZA

motorboat “Mario” and often head

over to Montecristo, becoming good

friends with the couple Mimma and

Millo Burelli. They had accepted the

position of Guardians of the Island just

after they married in 1956. Without

Michele’s help, in these first years there

without electricity or other means of

communication, they would not have

managed: he was the only direct line

with the mainland.

In 1967, his son Peppe Sandolo who was

only 14 and had no intention of studying,

ran off to Montecristo and stayed there

in punishment with the Burelli’s for 5

months. “On Montecristo - recounts

Peppe - I learned how to bake fresh

bread and make pizza. I ventured

into the Dragon’s Cave and the Saint’s

Fountain. After that, nothing frightened

me any more, not even loneliness”.

Listening to Peppe, it feels like being

inside the pages of the book by Elsa

Morante, “L’Isola di Arturo” (Arturo’s

Island).

Michele Sandolo è morto parecchi

anni fa: è suo figlio Peppe, che lo ha

accompagnato in molte battute di

pesca, a raccontarci la vita quotidiana

a Montecristo. Nel 1967, quando nel

mondo stavano per esplodere le rivolte

studentesche, lui che aveva solo 14

anni e nessuna voglia di studiare,

scappò a Montecristo e lì rimase

in punizione, ospite dei Burrelli

per 5 mesi. Ogni tre giorni arrivava

Michele e lo portava a pesca: se non

voleva studiare doveva imparare

quel mestiere, che nella sua durezza

e nella sua fatica, doveva garantirgli

il futuro. Gli altri giorni li passava

insieme a Franco, figlio dei Burrelli, in

quel paradiso incontaminato di una

bellezza aspra e misteriosa.

“A Montecristo – ricorda – si imparava

l’arte di arrangiarsi: dovevi essere un po’

boscaiolo, un po’ fabbro, un po’ fornaio.

E’ li che ho ho imparato a sfornare il

The legend that inspired Alexandre

Dumas to write his “Count of Monte

Cristo” tells of a hypothetical treasure

that the monks had hidden in a cave. In

fact, there is a treasure there, this jewel

set in the nature reserve of the Park

of the Tuscan Archipelago, a corner

of paradise and biodiversity. Tourism

today is limited, fishing is prohibited and

fishermen can only approach the coast

in case of particular emergency.

It has not always been this way. In the

first years of the 1900s, the fishermen

from Ponza stopped at Montecristo,

attracted by the amount of fish in these

waters. They often had to tie up in the

little coves of the Island. The Savoy Royal

family had granted the fishermen the

use of the boatshed in Cala Maestra as a

shelter and a place to save their fishing

gear.

After the end of the Second World War,

the boats had grown in number, they

returned to Montecristo and many of the

Ponza fishermen came to live on Elba.

One of those, Michele Sandolo,

would leave Marina di Campo on his

A sinistra: Pescatori, foto©Paolo Calcara

A destra: Il pescatore di Marina di Campo,

Michele Sandolo, a Montecristo con la motobarca “Mario”

ARCHIPELAGO 31


Avventure

di un quasi scienziato

a Montecristo

Ḡiulio Colombo

Immaginate una calda mattina di

primavera di sei anni fa. La prua del

motoscafo si incastra delicatamente

tra due scogli sospesa dalle onde del

mare. Scendiamo a terra salutando

i due agenti forestali e il custode

dell’isola che ci hanno accompagnato

e torneranno a prenderci alle sette di

sera, sempre che il mare non si ingrossi.

Rimaniamo in due. Non c’è niente,

non ci siamo portati neppure il cellulare,

tanto sull’isola non c’è una tacca

di segnale. Solo lo stretto necessario:

cibo, acqua e due radio satellitari. Di

fronte a noi, una valle scoscesa e irta

di massi con pochissima vegetazione.

Dall’altra parte, il mare limpido delle

Cale Gemelle è così calmo che sembra

di miele.

Benvenuti a Montecristo. Niente

acqua potabile, internet, telefono.

Quasi nessun sentiero. Elettricità sei

ore al giorno. Con noi, solo la Natura

praticamente intatta e tantissime

capre selvatiche. Ci troviamo sull’isola

più irraggiungibile del Mediterraneo

per raccogliere campioni di roccia per

la mia tesi di laurea e con un misto di

euforia e rassegnazione sappiamo già

che saremo relegati in questo Paradiso

per altre due settimane, fino al cambio

turno dei forestali.

La ripida silhouette di Montecristo

vista dal mare è inconfondibile. Da

geologo, so che la forma del paesaggio

non è mai un caso: anche per Montecristo

sono le rocce e la loro storia che

le conferiscono quella forma. L’isola è

composta quasi totalmente da monzogranito

e infatti più in là vediamo

liscioni bianchi, massi tondeggianti

scavati dal vento, grossi cristalli di

ortoclasio che sporgono dalla roccia.

Sette milioni di anni fa questa enorme

massa di granito era un plutone,

cioè una sacca di magma che poi si è

raffreddato molto lentamente nel sottosuolo.

Mentre il plutone si raffreddava,

i movimenti tettonici della crosta

terrestre lo hanno fatto affiorare in

superficie fin dove si trova oggi.

Finalmente arriviamo in cima, sopra la

Cala dei Ladri. Iniziamo a camminare

tra i nidi di gabbiano reale alla ricerca

di rocce diverse dal granito. Qualcuno,

prima di noi, le ha segnate in carta.

Ma dobbiamo prestare la massima

attenzione: un passo falso e potremmo

cadere giù dalla falesia.

Siccome i plutoni sono oggetti molto

caldi, quando si intrudono nelle rocce

intorno, le scaldano. Queste rocce scaldate

si chiamano termometamorfiche

e quelle di Montecristo sono veramente

poco conosciute, perché sono scarse

e si trovano in cima alle falesie a stra-

Foto©GiulioColombo

piombo sul mare. Vale la pena campionare

quelle rocce per tutto il resto della

giornata: sono l’unica testimonianza di

ciò che c’era intorno al plutone quando

si è intruso.

Torniamo a tarda sera con la barca del

custode al fresco silenzio del tramonto,

prima di essere travolti dal cielo più

stellato che abbia mai visto in vita mia.

Ho ancora l’odore del camedrio marino

e del rosmarino nelle narici.

32

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Adventures of a scientist, or nearly,

on Montecristo.

Imagine a warm spring morning, six

years ago. The bows of the motorboat

gently moved between two rocks, lifted

by the waves of the sea. We landed and

said goodbye to the two Forestry agents

and the guardian of the Island who had

accompanied us and would return to

pick us up at seven in the evening, as

long as the sea did not worsen.

The two of us were left. We had nothing,

not even a mobile phone, only the bare

necessities: food, water and two satellite

radios. Ahead of us, a steep, rocky valley

with little vegetation. Behind us, the calm

sea of the Cale Gemelle, so calm that it

seemed like honey. Welcome to Montecristo.

Only pure Nature and lots of wild

goats for company. We had come to the

most unreachable island in the Mediterranean

to collect rock samples for my

degree thesis.

The steep silhouette of Montecristo,

seen from the sea, is unmistakable. As

a geologist, I know that the shape of

the landscape is never a cioncidence:

Montecristo and its rocks have their

own history that have given it this form.

The island is almost entirely made up

of monzogranite and in fact, further on,

we could see some smooth white rock,

rounded and scooped out by the wind,

huge orthoclase crystals protruding

from the rock.

Seven million years ago, this huge granite

block was a pluton, that is a pocket

of magma that then cooled down slowly

underground. While the pluton cooled,

the tectonic movements of the earth’s

crust made them come to light on the

surface where they are today, above the

Cala dei Ladri. We started walking among

the herring gulls’ nests, searching for

rocks other than granite. Plutons are very

hot objects that heat the surrounding

rock when they intrude into them. These

heated rocks are called thermometamorphic

and those of Montecristo are

little known because they are scarce and

are found at the top of cliffs overhanging

the sea. One must take care not

to fall. We returned late evening with

the guardian’s boat in the fresh silence

of sunset, before being amazed by the

starriest sky that I have ever seen in my

life. I can still smell the marine camedrio

and rosemary.

ARCHIPELAGO 33


Un nuovo Centro

Servizi a Giannutri

-

Stefano Feri

Il nuovo centro servizi che verrà costruito

dal Parco Nazionale Arcipelago

Toscano a Giannutri rappresenterà un

passaggio chiave nel percorso di rinascita

dell’ isola, interamente compresa

nel perimetro del Parco Nazionale

sia a terra che a mare. Unica eccezione

i due coni di accesso alle cale di

sbarco. La presenza umana è stabile

durante la bella stagione, con numeri

importanti, se sommiamo chi vi abita

a chi vi transita per poche ore, vista la

sua vicinanza alla costa e l’insistenza

sull’isola di molte abitazioni. Anche il

diportismo è rilevante, sebbene i tratti

più delicati siano protetti da zone di

riserva integrale.

La piccola isola conserva un ambiente

incontaminato e numerose sono

le testimonianze della antica civiltà

romana, oggi in parte visitabili grazie

ad un accordo tra Parco e Soprintendenza.

Le molte presenze sull’isola, necessitano

di servizi più articolati e quindi di

strutture, uffici e alloggi, per l’apparato

pubblico. Nasce così l’idea di una

azione coordinata che possa consentire

da un lato la riqualificazione di

una delle aree più degradate dell’isola

e dall’ altro la costruzione di uffici ed

alloggi per il personale in servizio. Le

strutture potranno essere utilizzate

dai dipendenti e dalle guide del Parco,

dai Carabinieri Forestali e dal Comune

del Giglio.

L’area individuata è interessata, da

decenni, da fabbricati fatiscenti e

diroccati e sulla quale insistono cumuli

di macerie e rifiuti che stridono in

confronto alla particolare bellezza di

Giannutri. Grazie all’ accordo con il Comune

del Giglio che ha concesso l’area,

il Parco procederà all’abbattimento

degli immobili e alla pulizia dei terreni,

dove sorgerà il nuovo centro servizi

progettato dall’ Architetto Emanuele

Garufi, che, baricentrico e di facile

raggiungimento sia da cala Maestra

che da cala Spalmatoio, sarà il nuovo

riferimento pubblico per Giannutri.

34

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Se da un lato rimangono ancora aperte

alcune questioni non risolte come il

cosiddetto “ecomostro di Giannutri”,

la ridefinizione delle zone a mare del

Parco e la predisposizione di un sistema

completo di boe per dare alternativa

agli ancoraggi è anche vero che

sono stati fatti, sono in corso o sono in

programma importanti investimenti

pubblici per risolvere le criticità.

Gli interventi del parco, che hanno

riguardato anche il rifacimento della

cisterna di Monte Mario, l’istallazione

del sistema di videosorveglianza

e alcuni interventi di conservazione

della natura, quali la derattizzazione

completa dell’ isola ed il contrasto al

carpobrotus, si sommano a quelli di

Soprintendenza e Comune. Le convenzioni

stipulate con la Guardia Costiera

e con il Reparto Operativo Aereo Navale

della Guardia di Finanza consentono

oggi un attento monitoraggio delle

acque protette e la realizzazione del

presidio dei Carabinieri Forestali a

terra permette un controllo quotidiano

dei flussi turistici e delle attività antropiche

sull’ isola.

The whole of the Island of Giannutri is

within the National Park of the Tuscan

Archipelago, both on land and at sea

except for access to the landing bays.

The environment is uncontaminated

and there are many archeological

remains from Roman times. Owing to

the number of visitors in the summer

season, the Island needs better services

and for this reason, the Park has

decided to renovate some abandoned

buildings to use them as offices and

living quarters for the staff who work

there: employees and Park guides, the

Forestry Carabinieri commissioned

by the Municipality of Giglio that has

made the buildings and the whole area

available for redevelopment by the

Park. The new Service Centre designed

by the architect Emanuele Garufi,

is easily reached from the two landing

places of Cala Maestra and Cala

Spalmatoio. Many investments have

been made to solve the critical issues,

starting with the refurbishment of the

cistern of Monte Mario, the installation

of a video surveillance system and

some steps to conserve nature such

as complete rat extermination on the

island and the fight against the carpobrotus.

There are also those of the

Superintendence and of the Municipality.

The agreement made between the

Coastguard and the Naval Air Operations

Department of the Finance Police

today allow careful monitoring of the

protected waters and with the Forestry

Carabinieri the checking of the flow of

tourists.

Rendering del nuovo Centro Servizi

progettato dall'arch. Emanuele Garufi

In alto a sinistra e in basso a destra:

La villa romana di Giannutri.

foto©StefanoFeri

GIANNUTRI

ARCHIPELAGO 35


-Marco Tenucci

Gorgona: l'arte dell'olio

insegnata ai detenuti

Un olio unico, reso ancora più speciale da chi lo fa: i detenuti della Casa di

reclusione dell’isola di Gorgona. In ogni bottiglia c’è molto più che un prodotto

esclusivo e di qualità, ottenuto da una varietà particolare di olive. Ci sono percorsi

di formazione per acquisire conoscenze agronomiche, competenze su marketing

e comunicazione ma soprattutto la possibilità di trovare nella dignità del lavoro il

riscatto di una vita. È questo il cuore dell'innovativo progetto Recto Verso

(www.rectoversoitalia.it) vincitore del bando ‘Agro-Social: seminiamo valore’, realizzato

da Confagricoltura e JTI Italia con lo scopo di creare opportunità e nuovi

modelli di sviluppo per le comunità rurali, attraverso progetti virtuosi d’impresa

e solidarietà.

Lo scorso novembre l’annuncio del primo premio per l’Azienda agricola biologica

Santissima Annunziata di San Vincenzo. “Un’idea che è nata un anno fa ed è cresciuta

grazie all’entusiasmo di tutti e 85 i detenuti e dei responsabili del penitenziario",

racconta Beatrice Massaza, titolare dell’azienda agricola vincitrice e da

sempre impegnata nel sociale. “Non è beneficenza, ma uno scambio alla pari tra

persone che cercano una strada nuova e aziende che hanno bisogno di manodopera

specializzata. Gorgona ci è sembrata subito il territorio ideale per impostare

e sviluppare un modello di agricoltura 4.0 che esporteremo anche in altre colonie

penali. Grazie all’Associazione Produttori Olivicoli Toscani abbiamo creato una rete

di aziende interessate a partecipare attivando percorsi formativi e d’inserimento lavorativo.

Vogliamo che dal carcere non escano ex detenuti, ma agricoltori, potatori

esperti e frantoiani in grado di coniugare innovazione, antichi saperi e sostenibilità”.

INVESTIRE SULLA FORMAZIONE

PER CRESCERE INSIEME

I detenuti hanno iniziato con la fase

Recto del progetto, già prima della

proclamazione del vincitore del

bando, occupandosi delle potature e

delle concimazioni, che seguono un

protocollo biologico a basso impatto

ambientale. Il passo successivo - la

fase Verso - sarà la formazione sulla

commercializzazione e la comunicazione,

dalla creazione delle etichette al

packaging, fino alle campagne pubblicitarie

e le strategie di vendita. Previste

anche prove d’assaggio, poiché per

raccontare l’olio è importante saperlo

degustare e conoscerne le caratteristiche

organolettiche, orientando il

consumatore verso scelte più consapevoli.

Per questo ad ottobre verranno

organizzati dei percorsi guidati sull’isola

con degustazioni emozionali.

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Saranno poi realizzati dei videotutorial

che serviranno a far conoscere il

modello di lavoro di Gorgona in altri

istituti penitenziari. “Stiamo pensando

di creare anche una web tv - aggiunge

Beatrice Massaza - perché vogliamo divulgare

il più possibile questo progetto

che si basa sul rispetto dell’ambiente,

il rispetto del lavoratore, la qualità del

prodotto e l’attenzione al consumatore.

Il passo finale sarà una nuova tracciabilità

dell’olio attraverso l’istituzione

di un ente di certificazione sostenibile

biologica ed etica secondo il protocollo

blockchain, un registro digitale la

cui integrità è garantita dall'uso della

crittografia”.

L’Azienda agricola Santissima Annunziata,

ispirata e motivata dal percorso

in Gorgona, ha deciso di aderire sia

all’inserimento lavorativo dei detenuti

sia all’utilizzo della tecnologia

blockchain. Il modernissimo frantoio

biologico dell’azienda di San Vincenzo

farà rete con un’altra isola dell’arcipelago,

l’Elba. Grazie all’aiuto dei detenuti

di Gorgona, le olive elbane potranno

avere in poche ore una frangitura

“dedicata”.

GORGONA: TEACHING THE ART OF

OLIVE GROWING TO THE DETAINEES

This is a unique olive oil, even more

special because of those who make it:

the inmates of the prison on the Island

of Gorgona. Every bottle contains

much more than an exclusive, quality

product obtained from a particular

variety of olive. They do training courses

to acquire agronomic knowledge,

marketing and communication skills

but above all the opportunity of being

able to find redemption in the dignity

of work. This is the heart of the project

Recto Verso (www.rectoversoitalia.it)

winner of the competition ‘Agro-Social:

we sow value’, carried out by

Confagricoltura and JTI Italy with the

aim of creating opportunities and new

development models for rural communities

through virtuous business

projects and solidarity.

Last November the first prize for the

Organic farm Santissima Annunziata

of San Vincenzo was announced. “It

was an idea that came to us a year ago

and has grown thanks to the enthusiasm

of all 85 detainees and prison

managers”, says Beatrice Massaza,

owner of the winning farm and forever

committed in social work. “It is not

charity but an equal exchange between

people looking for a new road and

companies that need skilled labour.

Gorgona immediately seemed to us the

ideal territory to set up and develop a

model of agriculture 4.0 that we will

also export to other penal colonies.

Thanks to the Tuscan Olive Producer’s

Association, we have created a network

of companies interested in participating

by activating training courses and

job placement. The idea is that it is not

prisoners that are leaving the prison

but farmers, experienced in pruning

and running the olive presses, able to

combine innovation, ancient experience

and sustainability”.

Beatrice Massaza, titolare dell'azienda

agricola biologica SS.Annunziata

foto©PierangeloCampolattano

ARCHIPELAGO 37


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ENJOY ELBA 2021


Opera di Luca Polesi [ www.lucapolesi.com]

ambientata in un torrente del Monte Capanne, Marciana

foto©Paolo Calcara

Enjoy

Culture and Arts


Il genio

idraulico

dei romani

-

Laura Pagliantini

"Chi vorrà considerare con

attenzione la quantità delle

acque di uso pubblico per le

terme, le piscine, le fontane,

le case, i giardini suburbani,

le ville; la distanza da cui

l'acqua viene, i condotti che

sono stati costruiti, i monti

che sono stati perforati, le

valli che sono state superate,

dovrà riconoscere che

nulla in tutto il mondo è mai

esistito di più meraviglioso"

Plinio il Vecchio

La Villa Romana delle grotte a S.Giovanni, Portoferraio

foto©LauraPagliantini

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Il legame tra l’acqua e l’uomo è sempre stato complesso, specialmente su un’isola,

dove la ricerca e la conservazione delle acque ha richiesto in passato una cura

e una dedizione particolare. In epoca romana il consumo di questo bene preziosissimo

era imponente: l’acqua era necessaria per gli usi alimentari e domestici

ma anche per i bagni pubblici e privati, per le piscine delle dimore più lussuose,

oltre che per gli opifici e per gli animali. La necessità di un costante approvvigionamento

idrico spinse i romani ad ideare un ingegnoso sistema di captazione,

incameramento e ridistribuzione delle acque potabili, attraverso la costruzione

di monumentali acquedotti e cisterne: tutto aveva inizio con l'importantissimo

lavoro di ricerca delle sorgenti e delle vene acquifere da utilizzare, le quali, oltre

alla qualità, all'abbondanza ed alla regolarità del flusso dell'acqua, dovevano

rispondere anche all'essenziale requisito dell'altezza, indispensabile a fornire

la giusta pendenza alla conduttura. Le cisterne, la cui capacità poteva variare da

poche decine di litri a migliaia di metri cubi d’acqua, furono costruite allo scopo

di intercettare e raccogliere acque sorgive e piovane, per costituire una riserva

cui attingere durante l'anno. La conservazione dell’acqua ed il suo progressivo

utilizzo erano rese possibili grazie all’avanzata tecnica costruttiva: gli ambienti

erano perfettamente impermeabilizzati con una speciale malta, il “cocciopesto”,

composta da una miscela di calce, sabbia o pozzolana e frammenti di terracotta.

Splendidi e ben conservati esempi di queste strutture sono ancora oggi visibili

presso la Villa romana delle Grotte, costruita agli inizi dell’impero di Augusto

(fine I secolo a.C.) per il riposo e l’otium dei suoi facoltosi proprietari. La villa

conserva ben due cisterne: quella sotterranea che si trova all’interno della villa e

quella superiore, a sud est e separata dalla villa dalla Strada Provinciale. Queste

strutture erano caratterizzate da due funzioni distinte, ovvero la raccolta dell’acqua

piovana per la cisterna inglobata nel complesso residenziale, e la canalizzazione

delle acque sorgive per quella ubicata a monte. Grazie a questo semplice

ma ingegnoso sistema, la villa romana poteva essere perennemente rifornita

d’acqua, per bere ma anche per l’alimentazione delle piscine, delle fontane e

delle terme di cui la villa era dotata. Passeggiando lungo i viali del parco archeologico

non è difficile immaginarsi lo scintillio delle acque della monumentale

piscina, che precipitavano nel piccolo ninfeo della terrazza sottostante, e che

destavano meraviglia e stupore in chiunque giungeva dal mare e approdava nel

golfo di Portoferraio. La visita delle cisterne vi permetterà non solo di apprezzare

la loro incredibile conservazione e la grande perizia dei romani ma anche di

comprenderne, attraverso le tecniche costruttive, il loro funzionamento. Vale la

pena attraversare la provinciale e raggiungere la piccola collina che custodisce i

resti: godrete di un bellissimo panorama dalla cima della cisterna, che domina

dall’alto la sua villa e la sorveglia da oltre duemila anni.

Pliny the Elder had already affirmed the importance of water for the Romans and

exalted their ability to bring it from the most remote places to the villas, spas and

gardens where they lived. It was essential to conserve the water that in Roman

times was used generously for public and private baths, for pools of the most luxurious

residences, as well as for factories and as drinking water for the animals.

The need for a constant water supply led the Romans to devise an ingenious

system of collecting, saving and redistributing drinking water through the

construction of monumental aqueducts and cisterns; it all began with the very

important task of researching the sources and the water veins to be used.

The cisterns, whose capacity could vary from a few tens of litres to thousands

of cubic metres of water, were therefore built in order to intercept and collect

spring and rain water, to create a reserve, possible thanks to advanced construction

techniques: these places

were in fact perfectly waterproofed

using a special mortar, the “cocciopesto”

(opus signinum). Splendid,

well-preserved examples of these

structures are still visible today in the

Roman Villa of Le Grotte built at the

beginning of the Augustan Empire

in the late 1st century BC. The villa

retains two cisterns for collecting

water: the underground one and the

upper cistern, one for rain water and

the other for spring water. Thanks

to this simple, ingenious system, the

Roman Villa could be permanently

supplied with water, needed not only

for preparing food, but also to fill the

swimming pools, fountains and thermal

spas of the villa. Walking along the

avenues of the archaeological park, it

is not difficult to imagine the sparkling

waters of the monumental pool that

cascaded into the small nymphaeum

of the terrace below, causing astonishment

and amazement to all those

who were arriving by sea in the gulf of

Portoferraio.

THE HYDRAULIC GENIUS OF THE ROMANS

CULTURE AND ARTS 41


L'oro dell'Elba

Genova, Pisa, Firenze

e il commercio

del ferro isolano

Āntonio Musarra

Sapienza Università di Roma

Il 6 agosto del 1284, nei pressi delle

secche della Meloria, al largo di Livorno,

Genovesi e Pisani si affrontarono in

quella ch’è solitamente ritenuta la più

grande battaglia navale del Medioevo.

Non si trattò d’uno scontro estemporaneo,

bensì del punto d’arrivo d’una

rivalità di lunga, lunghissima data, trascinatasi

nel corso del tempo, sfociata

in una guerra combattuta sul mare.

Il conflitto coinvolse anche l’Elba,

meta consueta nelle rotte di cabotaggio,

ambita – oltre che per i suoi vini

eccellenti – per il suo granito e per le

sue miniere di ferro, esportato in tutto

il Mediterraneo. Da tempo, l’isola era

sottoposta al controllo di Pisa, la cui

presenza ha lasciato molteplici tracce.

Basti pensare alle numerose chiese

romaniche, testimoni del legame con

la terraferma, o a strutture difensive

come la torre di San Giovanni in Campo.

Il trattato di pace stipulato tra le

due città marinare nel 1288 impegnava

i Pisani a versare un’ingente indennità

di guerra, a garanzia della quale era

richiesta la cessione dell’isola. Cosa

che effettivamente avvenne. Tuttavia,

non passò molto tempo prima che

Pisa decidesse di tornare sui propri

passi, riappropriandosi di quella che

risultava, a tutti gli effetti, una voce

essenziale della propria economia: per

tutto il Trecento, l’estrazione del ferro

elbano avrebbe seguitato a garantire

a Pisa ingenti introiti fiscali; e ciò, a

42

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


ELBA'S GOLD

Genoa, Pisa, Florence and the trade of

Island iron ore

maggior ragione, dopo l’occupazione

catalano-aragonese della Sardegna,

tra il 1323 e il 1326, quando – stando

alla documentazione superstite – tali

introiti risultano occupare la voce più

importante dell’intero bilancio comunale.

Il minerale era commercializzato

in tutta Italia, grazie all’intermediazione

di società mercantili pisane e

genovesi. Un quadro, questo, destinato

a mutare a seguito della presa di possesso

dell’isola da parte degli Appiani,

signori di Piombino, alla fine del

secolo, e dell’assoggettamento di Pisa a

Firenze, nel 1406. Le aziende fiorentine

misero mano velocemente sul ferro elbano,

estromettendo le vecchie società

pisane e facendo leva su uomini nuovi,

spesso d’umile origine. È il caso dei

fratelli Maschiani, lanaioli e mercanti,

sostenuti indirettamente dal banco

Medici, capaci di tenere testa a Jacopo

III Appiani e d’affermare una sorta di

monopolio sul minerale grezzo. Verso

la fine degli anni Ottanta, tuttavia,

Jacopo IV Appiani avrebbe stretto un

accordo nientemeno che con Lorenzo

il Magnifico, che si sarebbe assicurato

il monopolio del commercio all’ingrosso

del minerale elbano, confermando

la rilevanza dell’isola quale capitale del

ferro di tutto il Mediterraneo.

A sinistra: La Torre di S.Giovanni

In alto: La pieve di S.Stefano

In basso: Navi pisane, formella

della Torre di Pisa in bassorilievo

foto©PaoloCalcara

In 1284, the greatest naval battle of

the Mediterranean was fought in the

waters of the Archipelago between the

Marine Republics of Pisa and Genova.

The conflict involved Elba too, a

common destination in coastal

shipping routes, sought after - as

well as for its excellent wines - for

its granite and iron ore exported

everywhere. For some time, the

island had been under the control of

Pisa, whose presence has left many

traces. Just think of the numerous

Romanesque churches, witnesses

of the link with the mainland, or

defensive structures like the tower of

San Giovanni in Campo.

So it was that Elba passed under the

dominion of Genoa even though

the PIsans continued to trade in the

precious mineral. Throughout the

four-teenth century, the extraction

of Elban iron ore would continue

to guarantee Pisa substantial tax

revenues, even in later periods.

This situation was destined to change

following the takeover of the island

by the Appiani family, the lords of

Piombino at the end of the century

and the submission of Pisa to Florence

in 1406. Florentine companies

quickly got their hands on Elban iron,

ousting the old Pisan companies

and leveraging on new men, often of

humble origin. This is the case of the

Maschiani brothers, wool makers and

merchants, indirectly supported by

the Medici Bank, able to stand up to

Jacopo III Appiani and to assert a kind

of monopoly on the raw ore. However,

Jacopo IV Appiani managed to strike

an agreement with none other than

Lorenzo the Magnificent, securing the

monopoly of the wholesale trade of

Elban ore, confirming the importance

of the Island as the iron capital of the

Mediterranean.

CULTURE AND ARTS 43


Passeggiata nella storia

al podere San Marco

-di Paolo Gasparri

Il podere San Marco a San Giovani, Portoferraio,

durante gli scavi della villa agricola romana.

foto ©PaoloCalcara

Il podere San Marco nel Golfo di Portoferraio, è una tenuta

dove si scoprono significative tracce di chi l’ha abitata nei

secoli passati. E’ come fare quattro passi nella storia incontrando

quelle persone che sono oggi i personaggi di questo

racconto. I duemilacinquecento anni di storia del Podere sono

testimoniati, tra l’altro, dagli scavi archeologici condotti dal

Prof. Franco Cambi dal 2012, e dalle Memorie antiche e moderne

dell’Isola d’Elba di Sebastiano Lambardi del 1791 e dal

Catasto Leopoldino del 1840.

Cartiglio rettangolare con le iniziali "HE" di Hermia

HERMIA

Sono nato in Grecia e arrivato in Italia come schiavo, ma

grazie ai miei servigi sono stato liberato. Produco tegole,

mattoni e grandi contenitori per la fermentazione del vino.

A cavallo tra il primo secolo a.C. e il primo secolo d.C. ho avuto

come compito quello di gestire la villa agricola, nella Baia

di Fabricia. Il mio marchio di fabbrica è un cartiglio rettangolare

con un delfino e le iniziali del mio nome (HE).

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Per conto del mio ex padrone, Marco Valerio Messalla

Corvino, la cui villa si trova nella collina poco più in alto, mi

occupo dell’approvvigionamento di derrate alimentari e

vettovaglie provenienti da tutte le parti del Mediterraneo,

nel piccolo porticciolo ai piedi della villa. Questa è composta

da una parte produttiva e rustica al piano terra e da un

primo piano destinato agli ambienti residenziali, finemente

stuccati e decorati da intonaci policromi. Ci dedichiamo alla

coltivazione di uva, grano e al piccolo allevamento, ma non

mancano attività produttive legate alla lavorazione della

ceramica da fuoco, come le lucerne, e alla fabbricazione di

utensili in metallo, attraverso semplici forge improvvisate.

La villa, dopo due generazioni di vita florida, è stata completamente

distrutta da un incendio e mai più ricostruita.

ELIA

Sono ebreo e vengo da Creta. Accolto dai Medici con altri

esperti Turchi nella navigazione e nel commercio, sono

stato Capitano di una trireme della Toscana. Nella guerra di

Maremma, combattuta per mare e terra dai Toscani aiutati

dagli Spagnoli, contro Senesi, Francesi e Turchi, nel 1555 un

cordone di navi turche strinse d’assedio Portoferraio.

Sulla mia triremi raccolsi il pisano Rosselmini e alcuni

marinai che parlavano l’arabo. Ci vestimmo da turchi e di

notte, confondendoci con le altre navi turche, accostammo

sotto l’attuale palazzina dei Mulini. Sbarcammo viveri, munizioni

e armati che all’alba fecero sentire la loro presenza

con spari di cannone, sventolio di bandiere e grida di gioia.

I Turchi, capito l’inganno, abbandonarono Portoferraio e ebbero

la peggio dopo un tentativo di sbarco presso Populonia.

Il Duca Cosimo, che non era ancora Granduca, mi ricevette

a Livorno e mi regalò una collana d’oro con la sua effige,

donandomi alcuni poderi nel piano di San Giovanni, presso

le Grotte. Mi feci cattolico e presi il nome di Cosimo da Roncisvalle.

Nell’anno 1619 mio figlio, che ha il mio stesso nome,

ha edificato nel podere la cappella dedicata ai santi Giovanni,

Giuseppe e Marco, per comodità della sua famiglia e

degli agricoltori del posto.

dei Conti e Senatore del Regno. Possiamo immaginarlo nel

podere con giacca e gilet, cappello di paglia di Firenze e

orologio nel taschino.

GIUSEPPE GASPARRI

Sono l’Avvocato Giuseppe Gasparri. Con l’aiuto di mia moglie

Relina, Aurelia Anselmi, nel 1913 ho acquistato il Podere

San Marco dagli eredi di Augusto Duchoquè Lambardi. Ne

ho fatto un podere moderno, a mezzadria con il colono

Francesco Cintoi e il figlio Marco, detto Marchino, nonostante

la mole. Ho realizzato intorno alla villa un giardino di

palme, pini e lecci e ho rinnovato il podere con un impianto

di irrigazione, vigneti e uliveti, la stalla e la cantina del vino.

Tutti i contadini di San Giovanni accorrevano per la mietitura

a mano del grano e per la trebbiatura con il trattore

Nuffield e la trebbiatrice Laverda di Domingo Giulianetti.

Ricordo ancora i nomi degli animali che avevamo nel 1959 a

partire dalle mucche da latte Carolina e Rosetta. All’alba e al

tramonto gli abitanti di San Giovanni in processione venivano

alla stalla con il bidoncino vuoto da scambiare con quello

del latte appena munto. Saranno i miei figli Renata, Pietro

e Annamaria e i miei nipoti Chiara, Raffaella e Paolo, figli di

Pietro e di Valeria Bitossi, a portare avanti l’azienda, custodi

del fil rouge della memoria familiare.

PASQUALE LAMBARDI

Portoferraiese si direbbe oggi, Cosmopolitano ai miei tempi,

sono dottore in diritto civile ed ecclesiastico, soprintendente

alle finanze regie dell’Elba. Nel 1828, patrono della

cappella eretta dal mio antenato Cosimo da Roncisvalle, ne

ho consolidato il tetto, rifatto il pavimento, restaurato l’immagine

di S.Marco e ho ottenuto l’indulgenza per coloro che

qui pregheranno il giorno dell’Evangelista e nei sette giorni

seguenti. Con mia moglie Francesca ho adottato suo nipote,

Augusto Duchoqué, figlio del colonnello belga dell’esercito

napoleonico Alexandre Duchoqué di Tournai, e di Teresa

Rutigni di Portoferraio, nato il 5 luglio 1813 all’Elba, dopo

che il padre era caduto in combattimento. Lo avviammo agli

studi giuridici a Pisa, divenne alto funzionario del Granducato

e poi del Regno d’Italia, primo presidente della Corte

CULTURE AND ARTS 45


A STROLL THROUGH HISTORY

The San Marco Estate is not only a beautiful property in the Gulf

of Portoferraio, it is a place where there are important traces of

the inhabitants of past centuries. The archeological excavations

led by Professor Cambi of the University of Siena are a proof

of this. Let us introduce some of the characters who have lived

here.

HERMIA

I am a Greek slave. I am a good craftsman and my master Marco

Valerio Messalla Corvino has freed me, allowing me to make

and trade tiles, bricks and large containers for fermenting wine.

My trademark is a rectangle with a dolphin and my initials HE.

He commissioned me to manage the agricultural Villa in the

Fabricia Bay between the first century BC and the first AD. I

also deal with the supply of goods that arrive from all over the

Mediterranean in the small harbour in front of the villa. This is

made up of a production area on the ground floor and a first

floor as a living area, with fine stuccoes and decorated with

coloured wall-plastering. We produce wine, wheat and there is

a small farm. Unfortunately, after two thriving generations, it

was completely destroyed in a fire and never rebuilt.

ELIA

I am a Jew from Crete and I came to Tuscany with other experts

in navigation and trade with the Medici Court, becoming

commander of a trireme. In the war of Maremma, fought

by land and sea by the Tuscans and Spaniards, against the

Sienese, French and Turks, in 1955, I was the leader of a valiant

enterprise, regaining Cosmopoli from the hands of the Turks.

For this reason, Cosimo I made me a gift of a gold necklace and

some farms on the flat land of San Giovanni, under Le Grotte. I

converted to Catholicism and changed my name to Cosimo da

Roncisvalle. My son built the chapel dedicated to Saints John,

Joseph and Mark.

PASQUALE LAMBARDI

I am a doctor in civil and ecclesiastical law, superintendent of

the royal finances of Elba, heir of the Roncisvalle. In 1828 I restored

the chapel built by my ancestor. With my wife Francesca,

I adopted her nephew, Augusto Duchoqué who added Lambardi

to his name. Augustus, who had lost his father, a Belgian

colonel in the Napoleonic army before he was born. We sent

him to study in Pisa and he became a high official of the Grand

Duchy in the Kingdom of Italy, First President of the National

Audit Court and Senator of the Kingdom.

GIUSEPPE GASPARRI

In 1913, I bought the San Marco Estate with my wife Aurelia

Anselmi, turning it into a modern farm, sharecropping with

the Cintoi family. Around the villa, I built a garden of palm trees,

pines and holm oaks, renovating the farm with an irrigation

system, vineyards and olive groves, a stable and a wine cellar.

All the nearby farmers came to give a hand to harvest the wheat

and thresh it. They also came to stock up on milk from our

cows in the morning and in the evening. It will be my children

Renata, Pietro and Annamaria with my grandchildren Chiara,

Raffaella and Paolo, children of Pietro and Valeria Bitossi, who

will carry on the important fil rouge of memory.

46

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


LIVORNO ‹ – › PIOMBINO ‹ – › LE ISOLE

Costruire

una realtà unica

ed interconnessa

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AMBIENTE 47


Elba francese:

15 anni di storia

Ḡiuseppe Massimo Battaglini

L'attenzione degli storici e l'interesse

di ricercatori e curiosi si sono sempre

concentrati sulla cronaca dei dieci

mesi del cosiddetto esilio di Napoleone

all'Elba, un lasso di tempo piuttosto

breve. In realtà, la prospettiva andrebbe

ampliata ad un arco temporale

molto più ampio, che va dal 1799 al

1815: un periodo durante il quale l'isola

non solo entrò sotto il controllo della

Francia, ma venne a far parte prima

della Repubblica e poi dell'Impero, con

un proprio rappresentante presente

a Parigi ed una costante attenzione

di Napoleone alla riorganizzazione

militare, politica, sociale ed economica

dell'Elba, considerata territorio

francese a tutti gli effetti e “sorella”

della Corsica, tanto da mutare anche

nella circoscrizione religiosa, passando

dalla diocesi di Massa Marittima

a quella di Ajaccio. Si venne a

realizzare per il territorio elbano una

riunificazione amministrativa, dopo i

secoli di tripartizione tra i governi del

Granducato di Toscana, Principato di

Piombino, Regno di Napoli (succeduto

a quello di Spagna ) ed una razionalizzazione

legislativa. Ma soprattutto, per

la prima volta si avviò la formazione di

una classe dirigente fatta di funzionari

e borghesi, di impronta massonica,

quando in precedenza il potere era stato

in mano o agli autoritari governatori

delle piazzeforti militari, come Ferraio

e Longone, oppure ai paternalistici

e decaduti signori di Piombino, che

lasciavano una forma di autogestione

alle comunità locali, attraverso gli antichi

statuti. Dalla primavera del 1801

sino al 1802 si giocò sul campo diplomatico

una partita a scacchi, al termine

della quale, con la pace di Amiens, i

piccoli signori italiani lasciarono il gioco

in mano alle grandi potenze. L'Elba

si vide passare dal controllo inglese a

quello francese: l'Inghilterra puntò su

Malta e la Francia sull'Elba, che uscì

dalla situazione in cui si era trovata sin

dal Medioevo e si affacciò alla contemporaneità.

Napoleone aveva in mente

un ambizioso progetto economico per

le miniere elbane, nell'ottica di una

estensione verticale del patrimonio

naturale dell'isola, che inglobasse

la fase estrattiva con quella della

riduzione e della fusione. Il suo piano,

supportato da una attenta analisi e dai

rilievi dei sui commissari, era quello

di creare una connessione triangolare

tra il ferro elbano, la legna dei boschi

corsi ed una fase siderurgica, con la

lavorazione finale sulle coste della Provenza.

Ma noi sappiamo bene che, nel

gioco dei troni, il destino diede scacco

al re e, dopo la caduta di Napoleone

ed il Congresso di Vienna, l'Elba passò

sotto il Granducato di Toscana per poi

entrare a far parte del Regno d'Italia,

anche grazie al contributo politico dei

vecchi bonapartisti. La conoscenza

di questo quindicennio francese può

meglio spiegare sia la scelta dell'Elba

da parte di Napoleone come luogo

d'esilio, sia chiarire l'impatto dei sui interventi

di governo sull'isola, da vedere

come sviluppo di progetti ideati già in

precedenza.

FRENCH ELBA: 15 YEARS OF HISTORY

When we remember Napoleon’s

stay on Elba, we consider only the

period of his exile from 1814 to 1815.

In fact, the contact between Napoleon

and Elba began in 1799 when the

island came under the control of

France and became part, first of the

Republic and then of the Empire

with its own representative present

in Paris. Napoleon’s concern was

about the military, political, social

and economic reorganization of Elba

that was considered French territory

and Corsica’s “sister” so much so

that even the religious district was

changed, passing the diocese of Massa

Marittima to that of Ajaccio. Elba was

unified by overcoming the division

between the Kingdom of Naples,

the Principality of Piombino and the

Grand Duchy of Tuscany. From the

spring of 1801 to 1802, a game of chess

was played on the diplomatic field

until the peace of Amiens when the

small Italian lords left the game in

the hands of the great powers: Elba

went from English rule to French:

England concentrated on Malta and

France on Elba. Napoleon had in mind

an ambitious economic plan for the

Elban mines, thinking of a vertical

extension of the natural wealth of the

island, that would incorporate the

extraction phase with that of reduction

and fusion of the iron ore. His plan,

supported by careful analysis and

surveys by his commissioners, was

48

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


to create a triangular connection

between Elban iron ore, Corsican wood

(therefore coal) and a steelmaking

phase with the final processing on the

coast of Provence. Knowledge of this

fifteen year French period helps to

explain both Napoleon’s choice of Elba

as his place of exile and to clarify the

impact of government intervention

on the island as a development of

previously designed plans.

In alto a sinistra: Le tre api napoleoniche

In alto a destra: foto di ©MariaGiusiCanova

In basso a destra: celebrazioni per il bicentenario

per l'arrivo di napoleone nel 1814 all'Elba

foto ©MariaGiusiCanova

CULTURE AND ARTS 49


-di Marisa Sardi

Portoferraio: i cimeli napoleonici

delle Arciconfraternite

Il 4 maggio 1814

Napoleone Bonaparte

sbarcava a Portoferraio

entusiasticamente accolto

al molo "La Punta", dove il

sindaco Traditi gli consegnò

le chiavi della città. Sotto un

baldacchino di seta rossa

ricamata in oro, raggiunse

il Duomo per il solenne Te

Deum, officiato da

monsignor Arrighi.

La stoffa che ricopriva il baldacchino

mostra ancora oggi tutto il suo

splendore, insieme ad altri oggetti

napoleonici, presso la chiesa di Maria

Assunta in Cielo, l'oratorio della

prima confraternita di Portoferraio,

istituita nel 1551 dal Duca Cosimo I

de' Medici con il nome di Corpus Domini,

trasformata dal 1792 in SS.mo

Sacramento. Su un lato del presbiterio

del sacro oratorio troneggia una

monumentale Cattedra del Vescovo,

realizzata con i parati sontuosi a

motivi floreali, che appartennero

al letto di Napoleone. Nel piccolo

museo è esposta la poltrona, sulla

quale sedette Napoleone alla messa

del Corpus Domini, il 12 giugno 1814.

Questi sono tre dei principali cimeli

presenti presso l'Arciconfraternita,

che conserva anche un'altra testimonianza,

in tema con il bicentenario

della morte di Napoleone: la maschera

funeraria in bronzo, ricavata dal

calco in gesso, che il medico personale

dell'Imperatore dott. Antonmarchi,

50

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


effettuò a S. Elena, subito dopo il

decesso del Grande Corso, donata nel

1904 all'Arciconfraternita del SS.mo

Sacramento dallo scrittore parigino

Paul Gruyer (1868- 1930).

Analoga maschera, ricavata dal

medesimo calco e fusa dalla stessa

ditta Susse Frères, si trova nel museo

annesso alla chiesa di S. Cristino, sede

della Arciconfraternita della Misericordia

e regalata nel 1852 dal principe

Anatolio Demidoff insieme al sarcofago,

identico a quello che si trova agli

Invalidi di Parigi.

Nel 1929 la Direzione del "Musèe

dell'Armèe" di Parigi donò all'Arciconfraternita

della Misericordia

( presente a Portoferraio fin dal 1556)

la prima copia in bronzo della mano

di Napoleone, ricavata dall'originale

in gesso realizzata sempre dal medico

Antonmarchi. Nel museo è conservata

anche la poltrona sulla quale si sedette

l'Imperatore per assistere al Te Deum

cantato in Duomo il 4 maggio al suo

arrivo e una ottocentesca bandiera di

seta, con tre api d'oro su banda rossa

in campo bianco, ideata dallo stesso

Napoleone per il suo regno elbano,

ispirandosi alla vecchia bandiera

elbana degli Appiani, a cui aveva aggiunto

tre api dorate, continuando così

l'usanza da lui introdotta in Francia nel

1809 per le "Bonnes Villes", nelle quali

i bravi cittadini vivevano sotto la guida

di un solo imperatore, così come le api

sotto la loro regina. Agli Elbani piacque

ed ancora oggi ne sono fieri, tant'è che

la considerano simbolo della propria

isola, mostrandola ed esibendola con

orgoglio di appartenenza.

NAPOLEONIC RELICS IN THE CONFRA-

TERNITY OF PORTOFERRAIO

On May 4th, 1814, Napoleon landed in

Portoferraio. Under a canopy of red

silk embroidered in gold, he reached

the Cathedral for the solemn Te Deum.

The fabric that covered the canopy can

be seen in all its splendor nowadays,

along with other Napoleonic objects,

in the church of Maria Assunta in Cielo.

The oratory of the first Confraternity

was established in 1551 by Duke

Cosimo I de’ Medici and from 1792, it

was named the Most Holy Sacrament.

On one side of the presbytery of the

sacred oratory stands a monumental

Bishop’s Throne, with sumptuous floral

hangings that belonged to Napoleon’s

bed.

The Confraternity also preserves

another testimony: the bronze funerary

mask, made from a plaster cast by

the Emperor’s personal physician and

donated in 1904 by the Parisian writer

Paul Gruyer. A similar mask, from the

same mould and fused by the same

firm, Susse Frères, is located in the

museum attached to the church of St.

Cristino, seat of the Fraternity of the

Misericordia and donated in 1852 by

Prince Anatolio Demidoff along with

the sarcophagus, identical to the one

found in the Invalides of Paris.

In 1929, the management of the “Musèe

dell’Armèe” in Paris donated the

first bronze copy of Napoleon’s hand

to the Fraternity of the Misericordia

(present in Portoferraio since 1556),

made from the original plaster cast

made by the same doctor. In the museum

there is also the armchair where

the Emperor sat to attend the Te Deum

on the day of his arrival and a nineteenth-century

silk flag with three gold

bees embroidered on a red diagonal

band on a white background, designed

by Napoleon himself for his reign on

Elba. The use of bees as a symbol was

introduced by Napoleon in France in

1809 for the “Bonnes Villes” where the

good citizens lived under the leadership

of a single emperor just like bees

under their queen. The Elbans liked

it and are still proud of it, so much so

that they consider it the symbol of

their island.

In alto a sinistra: Maschera funeraria in bronzo ricavata

dal calco in gesso realizzato dal dott. Antonmarchi,

medico personale dell'imperatore

In basso a sinistra: calco in bronzo della mano di

Napoleone, conservato dall'Arciconfraternita della

Misericordia

In basso a destra: foto di ©MariaGiusiCanova

CULTURE AND ARTS 51


-Manrico Murzi

Elba napoleonica

[...] uno di quegli uomini dei quali sta

bene che l'Umanità s'inorgoglisca e che li

ammiri, ma è grazia di Dio il mandarceli

molto di rado.

Nella primavera del 1814 Bonaparte vive giornate buie:

sconfitto da prussiani e austriaci sul campo di battaglia,

abbandonato da molti, chiuso in una difesa precaria ma

testarda di Parigi. Il 6 aprile viene costretto a rinunciare al

trono accettando l'esilio all'isola d'Elba. Il 20 aprile, dopo

un commovente addio all'Armata, lascia Fontainbleau e il

4 maggio sbarca a Portoferraio. La sua breve sosta all'Elba,

durerà fino alla sua fuga il 26 febbraio 1815.

Gino Capponi

Imperatore della piccola isola scende ricevuto dalle autorità

che gli consegnano le chiavi della città. Si reca nel duomo

per un Te Deum, poi nel palazzo del Municipio dove risiede

per pochissimi giorni, prima di trasferirsi a Villa dei Mulini,

residenza curata dall'architetto massone Paolo Bargigli. La

piccola reggia sorge fra i forti medicei Stella e Falcone e il

suo giardino si affaccia su un'alta scogliera. Nel giardino

stesso la Galatea del Canova di cui è stata modella Paolina,

sorella fedelissima. Napoleone, con il suo seguito di savants

ha un'attività frenetica sull'isola, della quale dice: questo

scoglio di pescatori, contadini e minatori!... Distribuisce

denaro ai bisognosi, disegna nuove strade, costruisce ponti,

fa alberare con i gelsi alcuni viali, si occupa delle miniere

nella parte orientale dell'isola, sviluppa l'agricoltura e la

cura dei boschi. Promuove lavori di fognatura, di risanamento

di alcune parti in pianura eliminando paludi e acque

stagne, rivede le condutture dell'acqua potabile. Organizza

la raccolta dei rifiuti, ristruttura le caserme, fa costruire

un ospedale e un teatro a Portoferraio, dove lascerà una

biblioteca di 1.100 volumi. Le dà una bandiera bianca con

una striscia trasversale rossa e il disegno di tre api dorate.

Ama i monti della parte occidentale da dove si può vedere la

Corsica. Soggiorna nel romitorio, al Santuario della Madonna

del Monte. Qui ospita per pochi giorni la contessa Maria

Walewska col suo piccolo Alessandro di quattro anni, il figlio

avuto dalla relazione con l'imperatore. Della Walewska si

ricordano le parole dette a Napoleone: Quand tu cesseras

de m'aimer, n'oublie pas que je t'aime. Corre la falsa notizia

che sia venuta all'Elba Maria Luisa col suo figlioletto, il Re di

Roma, ma sappiamo ch'essa non è accanto al marito nell'esilio.

Gli stanno accanto invece la sorella Paolina e la madre

Letizia Ramolino, che, giunta in agosto, risiede in una casa

a Portoferraio e, per un breve periodo, a Marciana Alta. Napoleone

ama molto la bella campagna di San Martino, dove

acquista da un massone elbano un terreno per costruirvi

un'ampia dimora disegnata dall'architetto Bargigli, ma non

la vedrà completata. Gli Elbani vogliono bene a Napoleone,

e ogni tanto si sente, al suo passaggio, il grido: Viva il nostro

babbo! Addirittura lo si è visto in darsena a Portoferraio

mentre su una barca mangia il cacciucco.

Ma la notte del 26 febbraio il Bonaparte lascia l'isola sul

brigantino Inconstant. A bordo 607 granatieri della vecchia

guardia esultano al grido Parigi o morte!

La notte precedente la partenza Napoleone stava leggendo

una biografia dell'imperatore Carlo V d'Austria, che lasciò

aperta sul tavolo. La sua anziana governante non la toccò, e

non toccò nemmeno i fogli scritti e sminuzzati in pezzettini

disseminati per la stanza. Subito dopo, quando i visitatori

britannici le fecero delle domande, espresse un sincero affetto

e rivelò con schiettezza che il suo padrone era sempre

di buon umore.

52 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


NAPOLEON’S ELBA

When Napoleon was defeated, he landed on the Island of

Elba on the 4th May 1814 to take up his new Kingdom. He

left it on the 26th February, 1815. He lived in the Villa dei

Mulini, a residence designed by the Freemason architect

Paolo Barigli. The small mansion stands between the Medici

Forts Stella and Falcone and its gardens overlook a high cliff.

In the garden itself, there is “Galatea”, a sculpture by Canova

for which Paolina, Napoleon’s faithful sister was the model.

With his retinue of savants, he had a busy time on the island,

about which he says: this rock of fishermen, farmers and

miners … He gave money to the needy, projected new roads,

built bridges, planned avenues of mulberry trees, dealt

with the mines in the eastern part of the island, developed

agriculture and care of the woodland. He advanced work

on the drains, recovered some of the flat land, eliminating

marshland and stagnant water, he reviewed the pipes for

drinking water. He organized waste collection, renovated

the barracks, built a hospital and a theatre in Portoferraio

where he then left a library of 1,100 volumes. He also gave

Elba its flag: white with a red diagonal cross with three

golden bees on it. Apart from his faithful sister Paulina, his

mother Letizia Ramolino came to visit him as did the Countess

Maria Walewska with her son Alexander who was 4, the

natural son of the Emperor. In the pretty countryside of San

Martino, he bought a property to be his country villa, but he

never saw it completed: he left the Island to meet his sad

fate on the brig Inconstant with on board 607 grenadiers of

the old guard who left shouting Paris or death!

"Piano del tavolo intarsiato

dall'ebanista Lampridio Giovanardi

(1845-50). Un medaglione centrale

con Napoleone a cavallo nel Campo

di Marte a Parigi, contornato da

quattro triangoli con figure della

famiglia napoleonica: Napoleone

I, Giuseppina Beauharnais,

Maria Luigia, il Re di Roma.

In quattro ovali scene delle

grandi battaglie: Le Pyramidi,

Marengo, Eylau, Waterloo.

Tra un ovale e l'altro i quattro

Duomi primari dell'Universo.

Nel cerchio che tutto abbraccia

quaranta arcate con gli

avvenimenti della vita del

Bonaparte. Nel contorno

del tavolo l'Ode 5 Maggio del

Manzoni. ("Tavola napoleonica"

di M. Murzi, ed. F.G. 2017, Attilio

Montorsi Collections).

Part of the inlayed table by the

cabinet-maker Lampridio Giovanardi

(1845-50). A central medallion with

Napoleon on horseback in the Champs de

Mars in Paris.

CULTURE AND ARTS 53


Elba Book Festival

e l'editoria indipendente

Āndrea Lunghi

Elbabook Festival nasce nel fascinoso

territorio di Rio, borgo medievale nel

cuore dell'antico territorio minerario.

Qui, dove il ferro ha fatto la storia,

l'industria turistica è meno invasiva: le

locali amministrazioni hanno privilegiato

nel tempo un turismo diverso rispetto

al resto dell’isola. Rio è luogo di vacanza

per intellettuali provenienti dall'Italia e

dall'Europa: scrittori, fotografi, pittori,

giornalisti, musicisti hanno acquistato e

restaurato le piccole case degli minatori

per poter venire qui sia a lavorare che

a trascorrere periodi di riposo durante

tutto l'anno. Questo luogo di buen retiro

ha permesso loro di scrivere o dipingere

con tranquillità, creando un parterre

di intellettuali e persone appassionate

di cultura. Da questa vivace comunità è

scaturita l'idea di organizzare una manifestazione

dedicata al mondo dei libri,

dall’idea di tre amici: Roberta Bergamaschi,

Marco Belli, ed Andrea Lunghi.

Nel 2015 la prima edizione e nel 2016

viene costituita l'omonima associazione

culturale, con l'istituzione del Premio

Lorenzo Claris Appiani per la traduzione

letteraria, un importante tributo ai

traduttori, che rendono fruibili in Italia

opere contemporanee scritte all'estero.

La manifestazione è dedicata all’editoria

indipendente italiana, e pone al centro

libri, autori e editori. Nelle passate edizioni

pre covid, per quattro sere a luglio,

le piazze di Rio erano gremite di stand,

di curiosi ed appassionati lettori a caccia

di novità. Un’atmosfera piacevolmente

stimolante, fatta di incontri e scambi

culturali. Ampio spazio veniva dato alle

presentazioni e alle conversazioni a tu

per tu con gli autori. Dibattiti, tavole

rotonde e concerti rappresentavano i

consueti eventi collaterali. Tutto questo,

ed altro ancora riprenderà appena

possibile, anzi con più entusiasmo e

creatività. Per gli organizzatori valenza

culturale significa anche impegno civile

e coinvolgimento delle realtà territoriali

come scuole e associazioni, collaborazione

con il Penitenziario di Porto

Azzurro per il recupero educativo dei

detenuti, oppure con il Parco Nazionale

Arcipelago Toscano nel comune

obiettivo di preservare l'ambiente naturale.

Molti sono stati gli ospiti importanti che hanno partecipato

in questi anni agli incontri, come ad esempio il giornalista

Sigfrido Rinucci e l'attore Giuseppe Cederna con la sua

pièce “Da questa parte del mare”. Novità importante dell’

edizione 2021: il premio “Demetra” dedicato alla letteratura

ambientale indipendente, perchè, oltre a quella dei libri,

sarà anche la bellezza della natura a salvare il mondo!

ELBA BOOK FESTIVAL AND INDEPENDENT PUBLISHING

The Independent Publishing Festival started in 2015 in Rio

from an idea of three friends: Roberta Bergamaschi, Marco

Belli and Andrea Lunghi: the Elba Book Festival. A medieval

village in the heart of the ancient mining area, the town

of Rio is a holiday destination for intellectuals from Italy

and Europe: writers, photographers, painters, journalists

and musicians have bought and restored the small miner’s

houses to come here either to work or to rest throughout

the year. The Lorenzo Claris Appiani Award for literary

translation was established in 2016, an important tribute to

translators who make contemporary works written abroad

available in Italy. Schools and associations are involved,

together with Porto Azzurro prison for the re-education of

prisoners or with the National Park of the Tuscan Archipelago

with the common aim of preserving the natural environment.

In the pre-Covid era, for four evenings the squares of

Rio were crowded with stands, curious passionate readers

searching for anything new. This year the novelty will be the

“Demetra” award, dedicated to independent environmental

literature because, in addition to that of books, it will also be

the beauty of nature that will save the world!

54

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


I dannati del Priamar

-

Patrizia Lupi

Degna di un film la vicenda umana che

si snoda fra costa toscana e Arcipelago,

ripresa da Gianfranco Vanagolli

per farne un romanzo: I dannati del

Priamar, edito dal Frangente di Verona.

Una realtà romanzata, costruita su

un fatto accaduto nell’ottobre 1943,

nell’Italia disorientata dell’armistizio,

che l’autore costruisce sapientemente

dando fisionomia precisa ai personaggi.

La trama: quattordici detenuti

indesiderabili, tisici o mal ridotti per le

botte ricevute durante una sommossa,

vengono imbarcati su un rimorchiatore,

il Priamar, che dividono con i sei

membri dell’equipaggio e una scorta di

militari tedeschi. Devono raggiungere

il carcere di Porto Longone, che però

li rifiuta; né trovano accoglienza negli

altri reclusori dell’arcipelago. Alla

fine approdano a Marina di Campo da

dove raggiungono, incatenati, Procchio.

Su quella spiaggia, di fronte a

tanta bellezza, una giustizia sommaria

interrompe la loro speranza di vivere.

Significativamente apre il racconto

una preziosa citazione di Omero,

“Dormimmo, dunque, sul frangente del

mare…” (Odissea, IV, 575). Chi ricostruisce

l’episodio è Millo Lanteri, il

nostromo del Priamar, divenutone poi

il comandante, che torna all’Elba dopo

molti anni per tentare di dare un senso

alla tragedia che, suo malgrado, lo ha

coinvolto. Egli incontra un vecchio

cronista locale, con il quale cerca di

trovare testimoni che lo aiutino a capire:

non ha dimenticato; a riportarlo

all’Elba è il legame che si era instaurato

progressivamente in quel gruppo,

un quadro di varia umanità, persone

così diverse, mondi e destini lontani,

che inaspettatamente si erano incrociati

e conosciuti. Equipaggio, soldati

e detenuti affrontano molte peripezie

sul Priamar, che dopo la guerra sarà

restaurato e riportato a nuova vita da

alcuni di quelli lo avevano governato.

A causa di un’avaria c’è una lunga sosta

a Capraia, dove la vita sembra tornare

ai ritmi lenti della pesca e dei sentimenti

e dove quasi si dimenticano le

traversie sofferte. Nascono legami

inaspettati, che coinvolgono la popolazione

dell’Isola, all’inizio diffidente, al

punto che fiorisce una delicata storia

d’amore fra il mozzo Cleto e Rosa, una

ragazza livornese sfollata su quella

zattera di mondo. Cleto ritrova un’idea

di casa, fa progetti di futuro, cresce in

quella esperienza così dura, ma nello

stesso tempo carica di emozioni. A

tracciare i caratteri, che sono quelli

del romanzo classico, bastano poche

pennellate sfumate, brevi dialoghi e

brani di sapienza popolare, alcuni in

dialetto, che rendono più tangibili i

personaggi. Comune ai marinai e ai

soldati il desiderio di tornare dai propri

cari, di mettere un punto fermo a quel

carosello di incertezza. Tutte le vicende

confluiscono in un’acme, che però

non conclude il libro. C’è un ritorno, un

recupero ragionato di tutta la vicenda,

il racconto del “dopo” di ognuno dei

protagonisti. Nessuno conosceva il

proprio destino durante quell’ultima

cena, prima della partenza da Capraia,

consumata tutti insieme. Dice il

nostromo: “Stasera succedono miracoli”,

accarezzando l’idea di andarsene

davvero tutti insieme, in Corsica ad

aspettare la fine della guerra, per

aggiungere, rassegnato: “Ma così i

miracoli sarebbero troppi”. Cleto muore

dopo essersi arruolato nella X Mas; c’è

chi fugge e chi scompare. Il fuochista

e il motorista entrano nelle brigate

partigiane. La sorte, la fortuna, interrogativi

profondi, pietas, permeano intimamente

questo bel romanzo di mare,

il secondo di Gianfranco Vanagolli,

dopo “Bandiera a bruno per la Diletta

Mauro” (Roma, Ensemble, 2019), che

arricchisce il panorama della migliore

narrativa di settore.

CULTURE AND ARTS 55


Navigare

in un Mardilibri

-

Michele Barsotti

La Libreria Mardilibri dal 2017 colora di

azzurro, bianco e giallo Piazza Cavour

a Portoferraio in attesa che torni ad

essere, invece che un parcheggio, un

salotto, dove, sotto i platani, si torni a

condividere un giardino dove passeggiare,

giocare, mangiare all’aperto e

leggersi, appunto, un libro. Ogni centro

storico merita una libreria che offra

libri agli adulti per riflettere, ai giovani

per crescere, ai bambini per divertirsi.

Una libreria che amplifica le parole

incontrando gli autori, supportando

progetti sociali e promuovendo il territorio,

apre le porte dell’Isola al mondo,

accogliendo turisti e residenti in un

continuo scambio di esperienze. É un

porto sicuro per tutti, per chi parte e

per chi torna. Ma per fare accoglienza

non basta il luogo, sono le persone che

lo animano e lo fanno vivere.

Silvia è la regina del focolare, la vestale

della lettura, lei che per venticinque

anni ha lavorato da Il Libraio in Calata,

del quale conserva ancora l’insegna,

arricchendo il suo invidiabile bagaglio

di saperi sul mondo dell’editoria.

Ma i libri creano dipendenza, come dice

Silvia, forse per questo tutta la famiglia

l’ha seguita in questa avventura: i figli,

la sorella, e me che sono il marito, nonostante

la mia professione sia diversa:

medico veterinario, votato però alla

cura dell’intelligenza e del sapere, oltre

che a quella degli animali.

56

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Michaela è insegnante di pianoforte, i

nostri figli vanno a scuola, ma il nostro

pensiero, cosi come il nostro tempo

libero, è dedicato costantemente a

Mardilibri.

Le difficoltà non sono poche, alla fine

bisogna tirare le somme e non sempre

i conti tornano. Ma vendere libri è

soprattutto amarli, sceglierli, ordinarli,

raccontarli. E’ interpretare i desideri

delle persone e quindi ascoltarle, è

immaginazione e fantasia, è cultura

da alimentare di continuo: è poesia ed

arte, è mettersi in gioco.

La nostra porta è sempre aperta, un

raggio di sole fa da ponte fra l’esterno e

l’interno, i nostri clienti, molti dei quali

diventano amici, possono scegliere con

calma seduti sui divanetti esterni dove

non mancano fiori colorati, riviste da

sfogliare e dolcetti da sgranocchiare.

Silvia li vizia: mettendo a posto gli

scaffali ne mette sempre qualcuno da

parte: “questo è per Giovanni che ama la

poesia, questo aiuterà Maria con i suoi

pazienti, questo è per il figlio di Alessandra

che non sta mai fermo, questo

per Patrizia che sta creando una piccola

biblioteca personale dedicata all’Isola

dei suoi antenati.”

Abbiamo due grossi concorrenti, la

fretta e Amazon. Ma un computer non

sostituirà mai una parola che consola,

un consiglio spassionato, un suggerimento

intelligente, un gesto affettuoso.

Contiamo sul rapporto personale

e sulle emozioni. Dall’altra parte le

tecnologie ci aiutano, ad esempio con

i social, e lo fanno anche alcuni cari

amici come Elbareport o Edicola Elbana

Show, ora anche Enjoy Elba Magazine,

che promuovono le nostre iniziative e

proposte di lettura.

Con i nostri clienti amiamo stabilire

un rapporto fatto di rispetto e ascolto

e, come segno della nostra amicizia,

lasciamo sempre un omaggio o un piccolo

sconto che li invogli a tornare.

Nel tempo abbiamo ospitato nel nostro

“salotto”, aspettando quello più ampio

della Piazza, giovani musicisti, ottimi

fotografi, grandi artisti, scrittori di tutte

le età, scanzonati o raffinati. Una comunità

dell’intelligenza che rende più

leggero il vivere quotidiano, superando

le difficoltà che certamente incontreremo

in attesa che un raggio di sole ci

mostri l’approdo. Non a caso il nostro

logo, disegnato da Emanuele Scelza,

ha come simbolo le onde: avanti tutta,

quindi, e buon vento.

MARDILIBRI

Since 2017, Mardilibri has been colouring

Piazza Cavour in the historic centre

of Portoferraio with blue, white and

yellow. It seems like a sitting room

where you can stop to buy a book

but also choose it, have a chat, nibble

something sweet. It is the people who

make all the difference and Silvia the

bookseller, welcomes you like family,

ready to advise you well and interpret

your needs. All this thanks to her twenty-five

years’ experience at “Il Libraio”

on the Quay of the Medici Harbour.

However, books are addictive and Silvia

has involved her whole family: her

husband, a vet, her sister Michaela, a

piano teacher, and her children who are

students. They all dedicate their free

time and energy to Mardilibri.

There are many difficulties, even to

make ends meet, but the love for books

is stronger and selling them is poetry,

it is art. The door of the bookshop is

always open, a ray of sunshine acts as

a bridge between outside and inside,

customers enjoy spending time sitting

on the sofas. Silvia spoils them: putting

the shelves in order, she always puts

some aside, knowing their tastes.

They have two competitors, haste and

Amazon. However, a computer will

never replace a kind word, unbiased

advice, an intelligent suggestion, a

gesture of affection. What matters is

the personal touch. A gift or a discount

will entice customers to return. On

the other hand, technology does help

such as social media, dear friends like

Elbareport or Edicola Elbana Show, and

now also Enjoy Elba Magazine which

all promote reading initiatives and

suggestions.

Many young musicians, great

photographers, artists and writers of

all ages have been guests in the sitting

room of the Bookshop. A community of

intelligence that lightens everyday life,

overcoming the difficulties that we will

certainly encounter while waiting for a

ray of sunshine to show us our destination.

It is no coincidence that the logo

designed by Emanuele Scelza represents

a boat riding the waves. So, good

sailing and happy reading.

Foto di ©MariaGiusiCanova

CULTURE AND ARTS 57


-Patrizia Lupi

I mondi

di Chiara

Scalabrino

E’ una Via Lattea in miniatura, il

laboratorio di Chiara Scalabrino nel

centro storico di Portoferraio, a due

passi dalla Biscotteria, l’antico palazzo

comunale che ne avrebbe di vicende

da raccontare. Anche i mondi di

Chiara, appesi al soffitto dalle travi

di castagno, hanno tante storie da

narrare. Ognuno ha un significato, una

personalità: sulla loro superficie i motivi

imperscrutabili di una creazione

sempre diversa. D’altra parte anche in

natura non esiste niente di identico.

Sfere separate, sospese, multicolori,

sia grandi che piccole, ma alle quali un

soffio di vento, o un big bang, danno la

stessa direzione.

La mano di Chiara ha trasformato quei

materiali in qualcosa di magico, in

un’armonia di colori e di suggestioni,

siano esse parole o fotografie, disegni

o vecchie stampe, che parlano la stessa

lingua: quella dell’arte e della bellezza.

I suoi mondi non li trovate solo all’Elba,

ormai sono in molti a portarsi a casa

il proprio, quello che ha per ognuno

di noi un valore scaramantico e un

significato propiziatorio. Ha esposto

in Francia, in Inghilterra e le sue sfere

le trovate al Raw Interior Designer

in Corso Magenta e in Via Palermo a

Milano.

Come molti altri artisti e artigiani

di talento anche Chiara è approdata

sullo Scoglio, un po’ per caso un po’

per destino. Un ritorno che invece,

a distanza di quasi venti anni, non è

casuale, come pensava inizialmente

quando per amore ha scoperto l’Isola.

Abitandola ha trovato connessioni,

antiche parentele, come accade spesso

all’Elba, in Toscana, nel Mediterraneo,

su queste isole che erano rifugio e

speranza di nuovi inizi.

Entrando nel bell’atelier, se segui le

sfere, oggetti conclusi nei loro confini

ma in contatto con le galassie, arrivi

nello studio, dove Chiara da anni

svolge il suo lavoro di decoratrice di

interni. Utilizza una tecnica pittorica

che consiste nell’incollare frammenti

disparati di carta, dando nuove interpretazioni,

che rendono le sue creazioni,

anche vecchi mobili od oggetti,

pezzi unici e originalissimi. Paraventi,

cappelliere, tavoli e comodini, salvati

dalla dimenticanza e restituiti a nuova

vita. Chiedetele un consiglio, portatele

pagine di carta, un diario, un libro, una

rivista, un album da disegno, cercando

quel che per voi ha un senso. Vi

parleranno in un magico dialogo fra

mondi: quello interiore, dentro la sfera

e quello esteriore, del contatto con gli

altri. Un piccolo universo.

CHIARA SCALABRINO’S WORLD

Near Portoferraio town hall, you will

come across Chiara Scalabrino’s workshop

that looks like miniature Milky

Way. Spheres of varying sizes, colours

and materials hang from the chestnut

wood ceiling. They seem like a lot of

small worlds that, either due to the

wind, or the big bang, will all move in

the same direction.

Chiara’s hand has transformed the

materials into something magical, a

harmony of colours and ideas: they

are made out of sheets of newspapers,

photographs, old drawings or old prints,

all speaking the same language: art

and beauty.

Chiara has exhibited in France, in

England and her spheres can be seen

at the Raw Interior Designer in Corso

Magenta and in Via Palermo in Milan.

As with many other talented artists

and craftsmen, Chiara came to Elba, a

58

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


little by chance, a little by destiny; on

the island she has found something of

her family history as well as a family

and a job.

On entering the beautiful atelier, if

you follow the spheres, you will find

Chiara at her work table. She is an

interior decorator. She uses a pictorial

technique that consists of gluing

fragments of paper, giving them new

life, new creations which can be old

furniture and objects, unique, original

pieces. Screens, hatboxes, tables and

bedside tables have a new existence.

Ask her advice, bring pieces of paper, a

diary, a book, a magazine, a sketch pad,

looking for what makes sense to you.

It will help you to connect the inner

sphere with the outer one: a small

universe of emotions.

Foto di ©ManuelaCavallin

Via G. Garibaldi 25 – 57030 Portoferraio

elbachiara@libero.it +39 339 2110165

FB chiara scalabrino

INSTAGRAM @scalabrino.c

CULTURE AND ARTS 59


-Diletta Frescobaldi

Pietro Senno,

un romantico simbolista

Portoferraio 1831 – Pisa 1904

La mia passione per l’Isola d’Elba e per

la storia dell’arte mi ha portato ad interessarmi

del pittore Pietro Senno, nato

a Portoferraio nel 1831 e morto a Pisa

nel 1904. Ho scoperto l’artista, stimato

e ambito dai collezionisti dell’epoca

per i suoi quadri di paesaggio, durante

la ricerca per la mia tesi di laurea in

Storia dell’Arte all’Università di Firenze,

che aveva come oggetto la collezione

di pittura contemporanea di Frederick

Stibbert; quest’ultimo, che era

un collezionista eccentrico di origine

inglese maggiormente conosciuto per

la sua dedizione alla ricostruzione e

reinvenzione di un passato romantico

nella sua Villa di Montughi a Firenze,

oggi museo, aveva collocato all’interno

della sua quadreria contemporanea,

nel Salone delle Feste, la bellissima

opera paesaggistica di Senno ‘La

Brinata’ del 1900, dipinto che appare

sospeso tra un’osservazione del vero

e una trasfigurazione simbolista. Il

pittore, considerato dalla critica affine

alla corrente del romanticismo e poi

del naturalismo, dimostrò negli ultimi

anni della sua vita un avvicinamento

ad una rappresentazione della natura

con una temperie simbolista.

Pietro Senno proveniva dal ramo più

modesto di una famiglia benestante di

navigatori e commercianti di origine

ligure che, alla fine del Settecento, si

trasferì all’Elba per la sua posizione

strategica. Gli antenati del pittore, che

comprarono dei vigneti e una casa a

Poggio, si arricchirono in attività economiche

legate al commercio del vino

e della pesca. Tra le tante proprietà

è da ricordare quella della splendida

tenuta la Chiusa, situata sul golfo di

Portoferraio, una delle più antiche

realtà vitivinicole elbane, che poi fu

venduta alla famiglia Foresi. L’artista,

compiuti gli studi a Portoferraio, si

arruolò nell’esercito granducale, intraprendendo

una carriera militare: il

padre era stato al seguito di Napoleone

e aveva combattuto a Waterloo. Dopo

aver partecipato alle battaglie di Curtatone

e Montanara nella prima Guerra

d’Indipendenza nel 1848 con l’ufficiale

Cesare De Laugier, lasciò l’esercito per

tornare all’Elba. Fu proprio durante

quella sosta a Portoferraio, ma in

particolare durante il soggiorno dallo

zio a Poggio, stimolato dalle vedute e

dalla bellezza della sua terra di origine

alla quale rimase sempre legato, che

iniziò a dedicarsi alla pittura. Come

scrisse Giampaolo Daddi nella biografia

dedicata all’artista: “Il Senno, nato

all’Elba dove gli ampi orizzonti imprimono

nel cuore effetti di albe splendide,

di tramonti abbaglianti, di meriggi,

di chiari di luna, di cieli plumbei, di

tempeste, quasi splendide sinfonie nelle

quali il mare mette sempre la sua nota

di azzurro, di verde o di glauco, tradusse

mirabilmente nei suoi quadri quella

vivacità e molteplicità di verità, di colore

cui fin da giovinetto aveva abituato

lo sguardo”. Si trasferì a Firenze per

studiare con il noto maestro Antonio

Ciseri, pittore di origine ticinese, e

sotto la sua guida perfezionò il disegno

e l’uso dei colori. Anche se i primi

dipinti giovanili furono di storia contemporanea,

il suo interesse rimase la

pittura di paesaggio, che interpretò in

un modo vicino alla scuola di Staggia,

un gruppo di pittori che sulle colline

senesi dipingevano en plein air, con la

quale ebbe in comune il sentimento

appassionato per la natura. I suoi soggetti

preferiti furono la costa tirrenica,

l’Isola d’Elba, gli effetti di temporale, i

luoghi selvaggi e impervi con un’attenzione

alla resa dell’atmosfera e con

forti effetti chiaroscurali, che in parte

anticipano gli esiti del naturalismo

toscano di fine Ottocento. Alternò la

vita artistica Firenze a quella familiare

a Portoferrario. Senno si avvicinò ai

Macchiaioli, ma non ne fece mai parte.

Come sottolineò Daddi “Di carattere

schivo e riservato non si imbrancò con

le chiassose brigate degli artisti a lui

contemporanei, frequentatori rumorosi

del Caffè Michelangelo, preferendo

approfondire la sua preparazione con lo

studio all’Accademia degli antichi maestri”.

Seguì con interesse le loro teorie,

partecipò alla rivoluzione della pittura

di paesaggio di quegli anni.

Tra le esperienze importanti di Senno

ci fu il viaggio in Francia per visitare la

Grande Esposizione del 1867, dove poté

osservare con quale diverso spirito

60 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


ed esiti i pittori francesi interpretassero la natura; motivi e

modi che al rientro cercò di applicare nella sua pittura con

successo. Incontrò così i consensi della critica e del pubblico.

Senno raggiunse il massimo della fama intorno agli anni

Ottanta dell'800, molti dei suoi dipinti impreziosirono le

dimore di nobili, finanzieri e collezionisti nel mondo; partecipò

a numerose Esposizioni Nazionali e Universali, come

quella di Melbourne, fino ai primi anni del Novecento. Morì

dipingendo il suo ultimo quadro. Oggi la sua opera, poco

nota al pubblico, dovrebbe essere maggiormente conosciuta

e valorizzata.

PIETRO SENNO: A ROMANTIC SYMBOLIST

Pietro Senno was the heir to a rich family of landowners

who had a house in Poggio, as well as being owners of the

Chiusa Estate before the Foresi family. He was born in Poggio

in 1831 and died in Pisa in 1904. He was well-respected

and art collectors of the time aspired to having one of his

landscape paintings even if he was less well-known on

Elba, he deserves as much consideration as he had love for

the Island. The artist finished his studies in Portoferraio,

joined the Grand Duke’s army and took up a military career.

His father had been in Napoleon’s retinue and had fought

at Waterloo. However, after taking part in the battles of

Curtatone and Montanara in the first War of Independence

in 1848 with the officer Cesare de Laugier, he left the army

to return to Elba. During his stop in Portoferraio, but in

particular during his stay with his uncle in Poggio, he was

attracted by the views and the beauty of his land of origin

that he remained attached to forever and here he started to

devote himself to painting. He moved to Florence to follow

the teachings of Antonio Ciseri, starting off with paintings

of Renaissance history, then passing to landscapes, deeply

in love with Nature and becoming closer to those artists

who painted en plein air. Among his favourite subjects there

was the Tyrrhenian coast and the Island of Elba, with the

chiaroscuro effect typical of Tuscan naturalism at the end of

the 1800s. He approached the Macchiaioli but was not part

of it, with his reclusive, reserved character, different from

the noisy group that frequented the Michelangelo Caffè.

One of Senno’s important experiences was a trip to France

to visit the Great Exhibition of 1867 where he was able to see

the different approach and ways that French painters interpreted

Nature; ways and methods that, on his return, he

successfully applied to his painting. Many of his paintings

were to be found in the homes of nobles, financiers and collectors

all over the world; he took part in many National and

Universal Exhibitions, like that of Melbourne, into the first

years of the 1900s. He died while doing his last painting.

A sinistra: Giacomo Martinetti, ritratto di Pietro Senno

CULTURE AND ARTS 61


Elba da scoprire

-Luciano Regoli

www.lucianoregoli.com

A sinistra: Luciano Regoli

In alto a destra: Dalla Torre del Giove, olio su tavola,

15x31,5 cm , 2020

In basso a destra : Punta Calamita, olio su tela,

62x75 cm, 2020

Ho camminato per anni immerso nella

natura dell’Isola con cavalletto e tele

per cercare il “motivo” da dipingere. In

questo mi vedo un uomo del Novecento,

anzi un po' ottocentesco e fuori

tempo, ma ciò non mi disturba, anzi mi

lusinga. È una benedizione essere vicino

alla natura, e ce ne siamo accorti

negli ultimi disgraziati tempi, è Lei che

ci sta curando. Ma a volte mi chiedo, e

vorrei chiederlo a voi, se la Natura ci

preme veramente. Nelle mie peregrinazioni,

solitarie o in compagnia di

Alessandra, mia fedele collaboratrice

e ideatrice di tutto ciò che sto facendo

negli ultimi anni, nella solitudine vera

amica degli uomini, mi chiedo se è

solo ipocrisia, la nostra. Il ritornello

del ritorno alla natura nel mercato, nei

mass-media, nel turismo, non interessa

fondamentalmente a nessuno e

continuiamo a fare le stesse cose, gli

stessi errori, aspettando il nulla. Forse

nemmeno questi tempi disgraziati

saranno d’insegnamento: stiamo solo

aspettando di ripetere la stessa vita

appena sospesa.

Questo è il prezzo che stiamo pagando,

disperandoci perché ci hanno tolto il

giocattolo. Intanto, la Natura ci guarda.

Ci guarda perché gli alberi, gli animali,

le rocce vivono proprio come noi.

Pensano, si difendono, sopravvivono.

Credere di godere, rispetto a loro, della

facoltà di pensare ci rende arroganti,

ma è solo un’illusione. il Pensiero di

fatto è l’unico nemico che abbiamo e

l’abbiamo dentro: la rabbia, la paura,

l’aggressività, il dolore, la gelosia, sono

frutto di un nemico sbagliato, che non

sappiamo sottomettere.

Diventa il padrone della nostra mente,

l’ha colonizzata.

E allora la Scienza, l’Arte, la Poesia?

Sono solo un’illusione ben riuscita del

nemico, per sopravvivere a se stesso.

Sono andato troppo lontano? Scusate,

ma ho l’impressione che il titolo di

quella canzone di Giorgio Gaber sia

l’unica verità dei nostri tempi:

Tutto è falso, il falso è tutto!

Ma torniamo alla bellezza e all’Elba

da scoprire. Non mi dilungherò,

tutti sappiamo che è la più bella

del Mediterraneo. Tanti anni fa

navigatori solitari scendevano dal

nord dell’Europa attraverso i fiumi,

sbucavano nel Mediterraneo, covavano

il desiderio di scoprire terre lontane.

Prima tappa d’obbligo era l’Isola

d’Elba. E molti qui si fermavano con le

loro barchette sgangherate, alcuni vi

rimanevano per sempre.

Solo per dire che la conosciamo la

bellezza. Io ho cercato di affrontarne

la difficoltà sacrificandomi un

anno intero, scalando le montagne,

attraversando boschi, cascatelle,

fiumiciattoli, per fermarne qualche

piccolo umile schizzo, che certo non fa

onore alla meraviglia della sua natura.

Ho fatto solo la mia parte, il resto, la

maggior parte, l’ha fatta un uomo di

valore come Beppe Tanelli, geologo che

ha diviso l’isola in tre parti, la Terra del

Granito, la Terra di Mezzo, la Terra del

Ferro, per studiarne la composizione

geologica. Alessandra Allori ha avuto

l’idea del progetto, che poi è diventato

una mostra, prima virtuale su

www.elbadascoprire.com,

concretizzatosi poi a Villa Ottone, nel

golfo di Portoferraio, nell’estate 2020.

L’interesse che destò e desta ancora

“Elba da scoprire” è la prova che se una

ricerca ha un cuore, senza secondi fini,

senza ipocrisie, ne rende partecipe il

fruitore. Come quando si dipinge per

se stessi, senza l’assillo della commissione;

in ciò sta la verità e la Verità non

ha ostacoli, arriva, e sconfigge anche il

Pensiero.

DISCOVERING ELBA

I have been walking for years, with

canvas and easel, searching for inspiration

in Nature. For this, I feel like

a man out of the 1900s, out of time,

but this pleases me. It is a blessing

to feel close to Nature, it is she who

looks after us in this time of pandemic.

Walking, alone or with Alessandra my

faithful associate and mastermind of

62

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


my work in the last years, I often wonder if Nature matters

to man or if it is only hypocrisy. Perhaps we will learn

nothing from this experience thinking only to return to the

life we had before.

In the meantime, Nature is watching us because the trees,

the animals and even the rocks are alive like us. They think,

they defend themselves, they survive. We think that we are

superior because we have the ability to think, this makes

us arrogant but we are fooling ourselves. Thought is our

only enemy and we have that inside ourselves: anger, fear,

aggression, pain, jealousy, arrogance are all the outcome,

we are not able to conquer it, it settles in our mind. So what

role do Science, Art, Poetry have? They are an illusion too,

a creation of the mind to outlive itself. I agree with the title

of one of Giorgio Gaber’s songs: “Everything is false, false is

everything”. However, I would like to speak about discovering

Elba. I have no desire to dwell on describing the beauty

that we have known about for centuries. I have dedicated a

whole year to knowing her, I climbed the mountains, crossed

the woodlands, waterfalls, streams, to do some humble

little sketches that certainly do not do justice to the wonder

of Nature. I have done only my part, the rest, the largest

part, was done by a valuable man, Beppe Tanelli, geologist,

who divided the island in three parts, The Land of Granite,

The Middle Land, The Iron Land, to study the geological

composition. Alessandra Allori had the idea of the project,

that first of all was virtual on www.elbadascoprire.com and

then materialized at Villa Ottone in the Gulf of Portoferraio

in summer 2020. The interest that it aroused both then

and now “Elba da scoprire”is proof that if a project has a

heart without ulterior motives, with no hypocrisy, it makes

the user participate in it. Like when you paint for yourself,

without the hassle of the commission; in this there is truth

and the Truth has no obstacles, it arrives, and also defeats

Thought

CULTURE AND ARTS 63


-Patrizia Lupi

Ricordando

Eolo Puppo

Eolo Puppo aveva scelto Marciana Marina, come Llewelyn

Lloyd o Raffaello Brignetti, per viverci. Sulla tela ha fermato

paesaggi ed emozioni, testimonianze di un’isola, scorci,

pillole di poesia. In paese, dove ancora oggi la sua arte fa da

ponte fra passato e presente, ha lasciato oltre ai figli Walter

e Luciano, molti amici, come le famiglie Bononi e Catta.

Qualcuno, a partire da Piero Franceschini, lo ha seguito in

quell’altrove dove, forse ancora insieme, ricordano i tempi

andati e le personali da Sergio alla Perla o alla Libreria

Onetto.

Aveva frequentato negli anni ’50, l’Istituto Superiore d’Arte

a Parma e l’Accademia di Belle Arti di Brera con Carrà e Carpi.

Poi Livorno, Firenze, Milano per tornare all’Elba, sempre

con i pennelli in valigia ed i colori della sua Isola. Il professore

era amato dai suoi studenti e apprezzato dai compaesani.

Le sue opere invece hanno viaggiato per il mondo: le

troviamo in collezioni pubbliche e private in Italia, Svizzera,

Germania, Irlanda, Inghilterra, Venezuela, Stati Uniti. E’ facile

vederne nelle case marinesi o di quegli elbani migranti

che si portano appesi alle pareti pezzi della loro storia e

paesaggi mai dimenticati.

MEMORIES OF EOLO PUPPO

Like Llewelyn Lloyd or Raffaello Brignetti, Eolo Puppo had

chosen to live in Marciana Marina. On his canvas, he left us

landscapes and emotions, reports of an island, glimpses,

snippets of poetry. His sons, Walter and Luciano are still

present in the village, where his art even today forms a

bridge between past and present, as are his many friends,

like the Bononi and the Catta families. Some of them,

starting with Piero Franceschini, have followed him to the

great beyond, perhaps together again remembering bygone

times and the personal exhibitions of Sergio at La Perla or at

the Onetto Bookshop. In the fifties, he had attended the

Superior Art Institute in Parma and the Academy of Fine

Arts in Brera with Carrà and Carpi. Then he went on to

Livorno, Florence and Milan to later return to Elba with his

paintbrushes in his suitcase and the colours of his island.

Lo è il quadro che accompagnava i pranzi festivi della mia

famiglia nel salotto con vista sulla chiesa di San Jacopo a

Livorno. Rappresentava la casa dei nonni, a Marciana: la

casa degli Appiani con la chiesetta di San Francesco in

fondo alla via, dove giocavamo d’estate a nascondino fra

ragnatele e ortensie. Autunnale, la luce, fatta di malinconia

e abbandoni. Come sospesa, la casa con quella finestrella

dove Elvira aspettava di vederci spuntare dal fondo del

carugio, quando arrivavamo in fila indiana, lasciando la

Topolino for di Porta. Come sospeso, il tempo nei ricordi.

64 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


The professor was much loved by his students and appreciated

by his fellow villagers. Of course his works have travelled

all over the world: we find them in public and private

collections in Italy, Switzerland, Germany, Ireland, England,

Venezuela and the United States. It is common to see them

in people’s homes in Marciana Marina or in the homes of

those Elbans who had migrated and hung pieces of their

history or never-forgotten landscapes on their walls.

In basso a sinistra: BARCA ARENATA di Eolo Puppo ‘Collezione Angelo Catta

presso hotel Gabbiano Azzurro’

In alto a destra: EOLO PUPPO, Autoritratto, collezione famiglia Puppo

In basso a destra : CAMPAGNA ELBANA di Eolo Puppo

‘Collezione Angelo Catta presso hotel Gabbiano Azzurro’

In the same way there is the painting that accompanied

all the festive meals of my family in the dining room with a

view over the Church of San Jacopo in Livorno. It represented

the home of my grandparents in Marciana. The Appiani

House with the little church of San Francesco at the end of

the street, where we used to play hide-and-seek in the summer

among cobwebs and hydrangeas. The light is autumnal,

made of melancholy and abandonment. As if suspended,

the house with that tiny window where Elvira was waiting

to see us emerge from the end of the alleyway when we

would arrive in single file, having left the Topolino at For di

Porta, just outside the town walls. As if suspended, time in

memories.

CULTURE AND ARTS 65


Tempi di

Marciana Marina

-

Noemi Paolini Giachery

... “Io che vivevo in città capivo che il paese (Marciana

Marina) era bello, era se stesso, come paese. Chi viveva

sempre in paese aspirava al modello cittadino e mi

considerava passatista. Ma forse gli artisti marcianesi o

comunque elbani, scrittori o pittori, amavano la mia stessa

Marciana, la mia stessa Elba. Penso al nostro Brignetti che

nel suo "Gabbiano Azzurro" - cui rende omaggio col suo

nome l’Hotel che ha promosso questa bella manifestazione

- e poi nella "Spiaggia d'oro" ha evocato con amore l’isola

del passato, anteriore al degrado tecnologico ed alla

banalizzazione turistica. Anzi proprio Brignetti svolge

il tema che ho toccato in apertura, quello dell’isola e del

paese (“un paese è un paese”) intesi come entità originarie,

naturali, che si conoscono nella loro indicibile identità

vivendone l’assolutezza che non ha bisogno di nomi, ma

che hanno anche necessità, per “trasformarsi in un mondo

ben definito” (uso le sue parole) dell’esperienza del distacco,

del confronto con l’alterità (“ma eravamo andati in un’altra

terra. Per la prima volta nella vita avevamo lasciato la nostra

isola. E la vedevamo da fuori”). E anche tutti i pittori che

hanno scelto di rappresentare Marciana Marina, antichi o

recenti, dilettanti o professionisti, locali o venuti da lontano

come il Lloyd, che ha scelto questo paese come seconda

patria d’elezione affettiva ed estetica, hanno saputo porsi

66 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


idealmente a quella distanza dall’oggetto del loro amore,

necessaria a cogliere in Marciana Marina un modello ideale,

un archetipo, l’archetipo del paese marino nitidamente

disegnato tra l’armoniosa curva del golfo, dal Cotone

alla Torre - cioè al porto che dal 1911 ha rispettosamente

prolungato quella curva che i prolungamenti più recenti

hanno grossolanamente sbiecato - e la corona dei monti

consacrati dalle creste che sole danno a un monte dignità

di vero monte. E all’interno il piano dei vigneti e poi quello

dei boschi e infine quello della nuda roccia. Marciana

Marina conobbe una certa fioritura di pittura d’arte fin

dai primi decenni del Novecento - potrei citare il Parilli,

buon pittore che meriterebbe di essere più ricordato,

e la brava Modesta Tancredi (forse agiva, come centro

irradiante, Livorno con la sua scuola postmacchiaiola solo

di recente rivalutata dopo l’oblio imposto dalla esclusiva

attenzione da parte della critica ufficiale per le avanguardie

e la diffidenza per certa pittura considerata rètrò). Ma

quanti di noi non pittori hanno fin dall’infanzia cercato di

riprodurre almeno sulla carta con matite o acquerelli quella

curva magica dominata dalla Torre! La Torre garante di

durata, di immortalità. Io ho tentato più volte. Mia madre

aveva tentato con migliori risultati in un suo bell’album

da disegno. Nessuno di noi si sarebbe lasciato ispirare dai

nuovi condomìni o dallo stabilimento per la lavorazione del

tonno e delle sardine. Chiedo perdono per questo discorso

biecamente contenutistico che scandalizzerebbe anche

il vecchio Marangoni, ma mi sembra che di fatto, anche i

veri pittori di Marciana abbiano condiviso queste scelte.

Anche il nostro Puppo - a questo punto mi concedo di

coinvolgerlo abusivamente nella mia chiaccherata - indugia

su immagini patinate dal tempo, vecchie mura sgretolate,

vecchie barche in precario riposo o in precaria resistenza

tra i marosi; c’è anche, e campeggia nel manifesto, un

breve tratto della mitica curva delle tamerici, in cui, come

spesso avviene il cromatismo si smorza nella discrezione

dei colori scialbati. Dappertutto dominano cieli vibranti

e scialbati. Anche questo artista, come tutti gli artisti che

vogliono fissare un’immagine con figure o con parole

proprio per contrapporre alla contingenza un’illusione

di durata, ha maturato in sè, attraverso il necessario

straniamento, la coscienza del destino di precarietà a cui

tutto soggiace, anche le torri che sembrano resistere al

tempo. E la sua sfida al tempo, la sfida che ogni creazione

d’arte esprime, lascia sempre più emergere col passar degli

anni,specialmente attraverso la drammatica frantumazione

della luce, la mobilità dei barbagli e dei guizzi cromatici,

quella minaccia di dissoluzione cui nessuna cosa si sottrae.

Per ogni artista, come del resto per ogni pensatore, è

sempre questione di dosaggio: transitorietà e durata, moto e

stasi compaiono in proporzioni diverse in ognuno e spesso

nei vari tempi di ognuno. Puppo, per esempio, specialmente

l’ultimo Puppo è lontanissimo dal suo metafìsico

maestro, se è vero, come è vero, che ha studiato a Milano

con Carlo Carrà. E, per tornare al mio tema più modesto e

personale, è anche lontano dalla trasfigurazione memoriale

in cui a me bambina appariva nei sogni Marciana lontana,

una mitica immagine fatta di larghi piani sintetici e

compatti e di colori inverosimilmente smaglianti e anche di

vertiginosi rapporti spaziali. E tuttora quei colori smaglianti

cerco se a tutti i visitatori amici ripeto il mio lagno dei giorni

di cielo e mare più spento e opaco:

“Ci vorrebbe una bella tramontanata!”.

Ringraziamo Noemi Paolini Giachery e Jacopo Bononi per averci

autorizzato a pubblicare parte di questo scritto uscito in occasione della

mostra dedicata a Eolo Puppo, allestita presso l’Hotel Gabbiano Azzurro.

Thanks to Noemi Paolini Giachery and Jacopo Bononi for the permission to

publish this piece that was written on the occasion of the exhibition dedicated

to Eolo Puppo, presented in the Hotel Gabbiano Azzurro.

In basso a sinistra: LE TAMERICI DI MACIANA MARINA di Eolo Puppo

‘Collezione Angelo Catta presso hotel Gabbiano Azzurro’

In basso a destra : CASA APPIANI di Eolo Puppo, Collezione Patrizia

Lupi

CULTURE AND ARTS 67


-Massimo Scelza

Elba isola

musicale

d'Europa

Co-fondatore del Festival

4 Ottobre 1997, ore 21,30: si apre il sipario storico ottocentesco

di Alberto Rivelli, del Teatro dei Vigilanti e alla presenza

della Vice Presidente della Giunta regionale Toscana,

Marialina Marcucci, parte la I° edizione del Festival Elba

Isola Musicale d'Europa: otto concerti per sottolineare la

valenza comprensoriale dell'evento, ognuno adottato, inizialmente

senza grande convinzione e partecipazione, dalle

otto municipalità elbane.

Venivamo da circa un ventennio (il tempo di una generazione!)

di ibernazione culturale, senza un cinema, senza

un teatro e l'offerta culturale era sostenuta da iniziative di

associazioni e gruppi. Nei primi anni '90 l'Amministrazione

Comunale di cui facevo parte attrezzò il Salone delle Feste

della Villa napoleonica dei Mulini e rappresentammo pièces

teatrali, monologhi, presentazione di libri e azzardammo,

con una buona dose di incoscienza, la messa in scena del

“Bagno finale” di Roberto Lerici, non proprio da Museo!

Quando in un giorno di mezza estate del 1994 incontrai, in

qualità di Assessore pro tempore per la Cultura, il

Maestro George Edelman, già Direttore artistico del Festival

di Camerino, ebbi l'immediata percezione che mi proponesse

qualcosa di affascinante ma di pressochè impossibile

realizzazione: un festival di musica classica e jazz, in una

realtà dove la gente da vent'anni non andava a teatro, che,

sì, aveva una familiarità con l'operetta, il nostro Giuseppe

Pietri, o con il melodramma, ma che non frequentava se

non tra le mura domestiche di melomani appassionati,

quel tipo di musica. Il Teatro dei Vigilanti-Renato Cioni,

poi, era oggetto di una lenta, pigra, inconcludente attività

di restauro. Tutto era contro. Ma il tarlo della curiosità e

della fascinazione, alimentato da una assidua e stimolante

comunicazione epistolare e telefonica del Maestro Edelman

si mise in moto e, con il Sindaco Fratini che curò con tenacia

e passione i rapporti con la Regione per la conclusione del

restauro, ci portò in un percorso che si dimostrò vincente.

in alto:

Giuliano Carmignola, Mario Brunello, Andrea Lucchesini

Villa Romana della Linguella - Portoferraio

Foto ©AndreaMessana

in basso:

Cinquecentesimo anniversario dalla nascita di Cosimo Iº De' Medici

Ensemble La Pifarescha

Forte Falcone - Portoferraio

Foto ©AndreaMessana

68 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


perché aveva il concerto un'ora dopo, o sorprendersi per

un paio di fiammanti scarpe rosse calzate, quasi ostentate,

da Stefano Bollani la sera, al suo concerto, o scoprire la

passione del grande Mario Brunello, icona del Festival, per

i peperoncini piccantissimi di Pianosa o, infine, fare l’alba,

dopo ogni concerto, alla Stella Marina ad inventarsi, magari

con Uto Ughi, o Viktor Tretiakov, o Gidon Kremer, o Yuri Bashmet

o altre straordinarie star della musica, brindisi colti

ed avvolgenti a suggello di serate eccezionali: anche queste

emozioni originalissime erano per noi il Festival.

Ventiquattro anni: un tempo infinito per questo tipo di

eventi. Ma, per dirla con Pablo Picasso, ci vuole molto tempo

per diventare giovani e la XXV edizione in cartellone ci

confermerà in questa condizione: giovani e liberi, aperti

intellettualmente ed emotivamente, refrattari ad ogni

condizionamento.

ELBA ISOLA MUSICALE D’EUROPA: A FESTIVAL FOR

EVERYONE

Prese così il via una meravigliosa avventura che ha segnato

la nostra vita: ha contribuito a sprovincializzare la nostra

offerta culturale, ci ha educato ad ascoltare la musica, con

le sue regole, i suoi tempi, i suoi movimenti, facendoci cogliere

quel supplemento d'anima che quella musica, in quei

contesti ambientali, eseguita da artisti straordinari riesce a

regalare, ha fidelizzato un pubblico che da lustri segue con

affettuoso entusiasmo i concerti, ci ha permesso di scoprire

luoghi dell'Elba e dell'Arcipelago, vocati per eventi musicali

di alto livello artistico, come la Fortezza Pisana e la Madonna

del Monte a Marciana, la Villa Romana delle Grotte, le

Fortezze Medicee, la Linguella e il Monte del Volterraio a

Portoferraio, la Piazza Matteotti di Capoliveri per eccezionali

concerti Jazz, le Chiese di Rio e Marciana Marina, la Piazza

della Chiesa nell'Isola di Pianosa. Decine di artisti che nelle

due settimane del Festival si mescolavano con la gente sulle

spiagge, nelle pizzerie e nei ristoranti, nei luoghi canonici

delle vacanze isolane, e si stringevano amicizie, si scambiavano

esperienze, si raccontavano storie che avevano

sempre una dolce colonna sonora!

Incontrare Michel Portal che con la sua naivetè, il suo

proverbiale candore, in Piazza Cavour ti chiedeva dove era

il mare o trovare Yuri Bashmet, addormentato al sole delle

Ghiaie, esausto dopo le ore di prove, e tentare di svegliarlo,

On the 4th of October 1997, the Vigilanti Theatre in

Portoferraio, opened the curtain on the first day of the

Musical Festival. The new cultural activities resumed in

1994 - after 20 years of pause - with performances of plays

and book representations in the Ballroom of Napoleon’s

Palazzina dei Mulini. The same year, I met maestro Edelman

who proposed a project that was as exciting as it was

difficult to realize. However, we succeeded in making this

adventure come true forever changing the cultural level of

our lives.

Since then, thanks to the Festival, many locations on Elba

and in the Archipelago opened up for musical events of

a high artistic level: the Pisan Fortress and Madonna del

Monte Sanctuary in Marciana, the Roman Villa delle Grotte,

the Medici Fortress, the Linguella and Volterraio Castle in

Portoferraio, Piazza Matteotti in Capoliveri, the Parish

Churches in Rio and Marciana Marina, the Church

Square on the island of Pianosa. During two weeks of the

Festival, the artists mingled with people on the beaches,

in restaurants, making friends, exchanging experiences,

all at the backdrop of everyday concerts and rehearsals.

You could meet Michel Portal in Piazza Cavour who naively

asked you where the sea was; you could find Yuri Bashmet,

exhausted after hours of rehearsals, asleep in the sun at

the Ghiaie beach, and try to wake him up because he had a

concert an hour later; you could be surprised to see Stefano

Bollani in his fiery-red shoes worn at his evening concert;

you could discover the passion of the great icon of the

Festival, Mario Brunello for the very hot pepper of Pianosa;

finally, you could see the dawn at Stella Marina, with Uto

Ughi or Viktor Tretiakov or Gidon Kremer or Yuri Bashmet

or other extraordinary artists, exchanging incessant stories

after the enchanting concerts.

AMBIENTE 69


Twenty-four years: an infinity for this type of event.

However, as Pablo Picasso says, it takes a long time to

become young and the XXV Edition will confirm it: young

and free, intellectually and emotionally open, resistant to

conditioning.

Il festival

che verrà

In basso:

Orchestra I Solisti di Mosca - Yuri Bashmet

Villa Romana delle Grotte - Portoferraio

Foto ©MassimoScelza

in alto:

Duo Jacopo Taddei - Roberto Porroni

Fortezza Pisana - Marciana

Foto ©AndreaMessana

Ḡeorge Edelman

Fondatore e Direttore Artistico

Quest’anno Elba Isola Musicale d’Europa taglia l’importante

traguardo della 25esima edizione. Dal 1997, ogni anno arrivano

all’Elba per il Festival musicisti da tutto il mondo e si fermano

sull’isola per diversi giorni, entrando in sintonia con

l’ambiente circostante e con il pubblico, che viene in questo

modo coinvolto in esperienze di ascolto preziose, uniche,

avvolte da un contesto ambientale e storico straordinario.

L’idea del Festival è abbracciare l’isola nella sua interezza,

raggiungendo magari in futuro anche altre isole dell’Arcipelago,

come già avvenuto per Pianosa. Stiamo anche pensando

di sviluppare attività al di là della stagione estiva, per

integrarci sempre più con il tessuto culturale e sociale del

territorio, nel segno della sostenibilità, con iniziative anche

nel resto dell’anno.

La prossima edizione, dal 26 agosto al 12 settembre, sarà

caratterizzata da molti anniversari: oltre al nostro, celebreremo

i 200 anni dalla morte di Napoleone, con l’esecuzione

dei quartetti di Haydn in luoghi napoleonici, e i 700 anni

dalla morte di Dante, con due progetti originali, uno con il

compositore colombiano Arturo Cuellar, l’altro con l’attore

Massimo Popolizio e l’Orchestra Leonore diretta da Daniele

Giorgi.

Dopo la forzata assenza dell’anno scorso, tornerà Yuri Bashmet

con I Solisti di Mosca, mentre Gidon Kremer e la Kremerata

Baltica (altro graditissimo ritorno) apriranno il Festival

con un omaggio al centenario della nascita di Astor Piazzolla.

La manifestazione si concluderà con Mario Brunello

insieme al Coro del Friuli Venezia Giulia. Ci sarà, sempre con

Brunello, un concerto nel carcere di Porto Azzurro. Gli eventi

del Festival verranno trasmessi in diretta streaming.

70 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


The future festival

The next edition, from 26 th August to 12 th September, will

feature many anniversaries: in addition to ours, we honor

the 200 th anniversary of Napoleon’s death with Haydn quartets

performed in Napoleonic venues, the 700 th anniversary

of Dante’s death with two original projects: the première of

specially written for the Festival piece by Colombian composer,

Arturo Cuellar, and an event with the actor Massimo

Popolizio and Orchestra Leonore conducted by Daniele

Giorgi. After last year’s forced absence, Yuri Bashmet will be

back with the Moscow Soloists orchestra. Gidon Kremer and

Kremerata Baltica (another welcome return) will open the

Festival with a tribute to the centenary of Astor Piazzolla’s

birth. Mario Brunello will take part in the concert in Porto

Azzurro Prison. The Festival will close with Mario Brunello

and the Friuli Venezia Giulia Choir. The concerts of the

Festival will be broadcast in live-streaming.

CULTURE AND ARTS 71


Cavoli: una mezzaluna

d’oro e acquamarina

-

Silvestre Ferruzzi

In alto: foto ©MarcoCosta

A destra: foto dal Volume di Silvestre Ferruzzi e Fausto Carpinacci,

Cavoli, Edizioni Persephone

Arrivando nella bellissima baia dove la spiaggia di Cavoli

continua a stupire i viaggiatori per la sua bellezza, esaltata

dal colore dei gioielli con l’oro della sabbia e l’acqua marina

cangiante in mille sfumature, pochi immaginano la vita di

cavatori, contadini e pescatori, che vi si svolgeva fino a pochi

decenni fa, prima che diventasse meta di curiosi turisti.

«Cavoli può tornare come era un tempo - scrivo nel mio saggio

«Cavoli», scritto con Fausto Carpinacci, edito da Persephone,

ma questo lo si può ottenere solo chiudendo gli occhi e

facendo rivivere la bellezza di un piccolo mondo fragile, di una

tenda bianca mossa dalla brezza dell’estate, delle vigne di

procanico che lambivano la spiaggia, dei fichidindia spazzolati

con rametti della viscosa pétricia e dati in pasto ai maiali,

di quella bimba con un’ochetta che la seguiva passo passo

sulla battigia come fosse stato l’unico suo oggetto d’amore,

di quell’eterna risacca, come respiro affaticato del viandante

stanco che ritorna». Il saggio illustra con gli occhi sapienti e

innamorati degli storici e dei fotografi, la storia e l’ambiente

di Cavoli. Un territorio unico dal punto di vista storico, tra le

cui alture si possono ancora osservare colonne di granito

di età romana e medievale, destinate ad esser fatte scendere

con le «vie di lizza» fino all’imbarco sulla spiaggia ma

abbandonate sul posto perché lesionatesi durante il difficoltoso

trasporto. Almeno due di queste colonne riportano

l’iscrizione in latino medievale

«Opera Pisane Ecclesie Sancte Marie», ovvero appartenente

all’Opera della Primaziale Pisana, l’ente che ancora oggi

gestisce il comprensorio del Duomo, del Battistero e della

Torre di Pisa. Con Fausto ripercorriamo le vicende umane

e ambientali di questo microcosmo isolano, con riferimenti

storici al vecchio Arsenale impiantato sulla spiaggia di Cavoli

nel 1835, al Quartiere Militare del primo Ottocento sulla

vicina collina, alle antiche case dei Batignani e dei Lazzeri,

al magazzino dei Ricciotti (queste ultime due famiglie erano

giunte dall’Appennino emiliano come contadini, i cosiddetti

«lombardi» per gli elbani), al casottino sulla spiaggia da cui

72 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


partiva il cavo telegrafico sottomarino

che univa Pianosa all’Elba, alla

poetica abitazione abitata, dal 1906 al

1914, dalla famiglia tedesca Zimmer.

Conrad Zimmer, laureato in chimica,

era il proprietario delle cave di granito

affacciate sul litorale di Cavoli; visse

là – nella casa che sorgeva dalla sabbia

e che oggi corrisponde al bar «Il Convìo»

– con la moglie Elsa Meyer e i due

figli Mathilde e Conrad. La famiglia fu

sconvolta, nel novembre 1908, da due

tragici lutti; morirono di meningite fulminante,

infatti, gli altri due figli, Andreas

Georg e Maria Luisa. Allo scoppio

della prima guerra mondiale, la famiglia

Zimmer dovette lasciare Cavoli e le

cave di granito, che vennero acquisite

dalla famiglia Mellini, poi dalla società

S.A.G.E. («Seccheto Anonima Graniti

Elba») e infine dalla famiglia Federici.

La storia di quel luogo è testimoniata

nel saggio da molte fotografie , alcune

attuali, opera di Adriano Locci, come

la suggestiva immagine di copertina,

altre storiche, che gettano luce sul

passato di una spiaggia, e di chi l’ha

abitata, che vale la pena ricordare.

Cavoli: a golden, aquamarine crescent

When you reach the bay where Cavoli

beach always amazes visitors for its

beauty and the golden, aquamarine

colours, it is difficult to imagine how

the fishermen, miners and farmers

have lived with these jewels long

before Elba knew tourism, only hard

daily labour. We can only remember

Cavoli as it was by closing our eyes and

imagining a fragile, lost world when

the vineyards grew as far as the beach

and the prickly pears were food for the

pigs. The sea as far as the eye could

see with “the constant riptide, like the

tired breath of an exhausted traveler

returning” - Silvestre Ferruzzi reminds

us in his book written alongside

Fausto Carpinacci: “Cavoli”, published

by Persephone, embellished with

vintage photos and current photos

by Adrian Locci. Historically, it is a

unique place as in the hills above, you

can still see the Roman and Medieval

granite columns, ready to be brought

down to be embarked from Cavoli

beach but left abandoned because

they had broken during this difficult

transfer. Two of these columns, with a

Medieval inscription, were destined for

Pisa Cathedral. On the beach, in 1835,

they set up an arsenal for the military

garrison that sat on the nearby hill.

Here, the Batignani, Lazzeri and Ricciotti

families lived, having come down

from the Tuscan-Emilian Apennines

to help to dig the vineyards, they were

called “Lombardi” by the Elbans. In the

old photos you can see humble houses,

the tiny house on the beach where the

submarine telegraph cable left from,

connecting Pianosa to Elba and the

poetic house that was inhabited by the

German family Zimmer from 1906 to

1914. Conrad Zimmer, with his degree

in Chemistry, was the owner of the

granite quarry that overlooks Cavoli

bay; he lived there with his wife, Elsa

Meyer and his two children, Mathilde

and Conrad. He left his house at the

outbreak of the First World War and

the granite quarry was bought by the

Mellini family, of the SAGE society and

the Federici family. Witnesses of a past

worth remembering.

CULTURE AND ARTS 73


Fortezze etrusche:

Castiglione in

Campo

Ḡiorgio Giusti

Presidente del gruppo storico

culturale La Torre di Campo

nell'Elba

Il sito storico-archeologico di Castiglione

di Marina di Campo è situato

su una collinetta tra Marina di Campo

e San Piero: in una zona anticamente

nota come “Terra di Campo". Qui i miei

nonni materni, e successivamente mio

padre, hanno coltivato per decenni le

viti sui terrazzamenti digradanti, dalla

cui cima la vista spazia sul golfo di

Campo e sull'ampio specchio di mare

che lambisce la lunga spiaggia.

Il toponimo “Castiglione" svela chiaramente

l'antica presenza di un avamposto,

di una costruzione fortificata

e d'avvistamento. Secondo gli storici

moderni e gli studiosi di archeologia,

questa collina può ritenersi una delle

numerose “Fortezze di Altura" edificate

dal V° al III° sec. a.C. dagli Etruschi a

protezione dei traffici marittimi. Le altre

“Fortezze” note, identificate con lo

stesso toponimo, sono rispettivamente:

Castiglione di San Martino nella

terra di Portoferraio, e Monte Castello

di Procchio, già oggetto di scavi o rilievi

stratigrafici.

Per Castiglione di Marina di Campo,

invece, sono stati eseguiti sopralluoghi

da parte della Soprintendenza Archeologica,

a fronte della consegna di

numerosi reperti, raccolti in momenti

diversi e sempre conservati quasi

religiosamente dai miei congiunti. La

loro analisi ha evidenziato la presenza

di un insediamento risalente,

presumibilmente, ad un periodo

intorno al IV°-III° sec. a.C. Da qui è

nato l'interesse da parte delle autorità

competenti per un intervento di saggi

archeologici, se non una vera e propria

campagna di scavo.

E' stato tramandato in famiglia un

curioso aneddoto che vede protagonista

mio nonno Agostino, il quale, un

giorno di tanti anni fa, dissodando il

terreno, trasse dalla terra un'anfora,

convinto che contesse monete d'oro la

frantumò in mille pezzi...e così di quel

vaso, distrutto in maniera sconsiderata,

oggi non abbiamo più nulla.

Con il trascorrere del tempo e dei

ripetuti cicli di zappatura, di tanto in

tanto venivano alla luce frammenti di

ceramica grezza o colorata, qualche

frammento di ossa umane o di fragilissimo

vetro. Dalle analisi effettuate

si è effettivamente compreso che i

materiali potevano essere inseriti in

un ciclo di frequentazione della collina

di Castiglione dal IV° sec. a.C. fino al

periodo medievale.

Purtroppo, durante l'ultima fase della

seconda guerra mondiale, dopo l'8 settembre

del '43, un drappello di soldati

tedeschi si insediò nella casa colonica

dei nonni, costruendo una postazione

per controllare il golfo sottostante e

scavando una trincea, danneggiando

sicuramente parte dell'insediamento

antico e cancellando elementi fondamentali

per rileggere le diverse fasi

della sua storia.

Resta comunque importante pensare

ad un futuro intervento di saggio e

scavo in questo sito, che possa finalmente

fornire dati più precisi e certi

sulle genti che ci hanno preceduto e

che hanno abitato su questa collina,

dove continua a vivere tutt'ora la mia

famiglia.

ETRUSCAN FORTRESSES:

CASTIGLIONE DI MARINA DI CAMPO

The historic archeological site of

Castiglione of Marina di Campo sits on

a hillside between Marina di Campo

and San Piero. Here my family has

always grown its vines on terraces with

dry stone walls, with views that sweep

over the Gulf of Campo.

The name “Castiglione” clearly tells us

that there was an outpost, a fortified

construction and an outlook. Scholars

say that the hill could be considered

one of the numerous “Fortresses of

Altura” built between the 5th and

3rd centuries BC by the Etruscans to

protect maritime traffic. The Archeological

Superintendence carried out

inspections on site which highlighted

the presence of a settlement dating

74

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


back to a period around the 4th-3rd century BC. From here

the competent authorities became interested in a future

excavation campaign.

In alto : Veduta del golfo di Campo da Castiglione

foto ©PaoloCalcara

In basso a destra : Bronzetto etrusco “L’offerente” del VI sec. A.C.

ritrovato in località Le Trane conservato

al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

A curious tale was handed down in the family about my

grandfather Augustine. One day, many years ago while

turning the soil, he dug up an amphora and, convinced

that it contained gold coins, he shattered it into a thousand

pieces… and so, of that vase, recklessly destroyed, we have

nothing left today.

With the passing of the years and repeated cycles of digging,

from time to time some fragments of rough, coloured ceramics,

some pieces of human bones or very delicate shards

of glass came to light. From examinations carried out, it was

in fact understood that these materials could be traces of

activity on the Castiglione hill from the 4th century BC up to

the Medieval period.

Sadly, during the latter part of the Second World War, a

group of German soldiers established themselves in my

grandparents’ farmhouse, built a lookout post over the gulf

and dug a trench which damaged part of the ancient settlement,

erasing fundamental elements for reviewing the

various phases of its history.

CULTURE AND ARTS 75


-Maria Gisella Catuogno

La cultura

non isola

Procida sarà città della cultura nel 2022. Ne siamo felici perché è stata scelta

un’isola che è “luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, modello

delle culture e metafora dell’uomo contemporaneo”. Procida è “un modello di vita

urbana attiva – scrivono i sostenitori della candidatura - orientata alla cultura e

ai desideri della comunità. Procida è l’isola che non isola, laboratorio culturale

di felicità sociale” E l’Elba, la terza Isola d’Italia, avrebbe potuto candidarsi? Oltre

che di un cospicuo appannaggio, avrebbe potuto godere di una grande ritorno

di immagine e di un turismo lento e sostenibile, durante tutto l’anno, perché la

cultura è fruibile, a differenza delle spiagge, in qualsiasi stagione. Per bellezza e

storia, l’Elba non è seconda a nessuno. Su una superficie di 223 chilometri quadrati

può condividere, con i suoi ospiti, mare stupendo, coste frastagliate o alte a

precipizio, spiagge sabbiose, dolci o aspri declivi collinari, vera montagna, sparsi

pianori e paesi di costa e d’altura, che raccontano da soli il proprio passato. Le

memorie storiche sono copiose e radicate in tempi lontanissimi: la Villa romana

delle Grotte, il castello medievale del Volterraio, le chiese romaniche come

Santo Stefano alle Trane, le imponenti Fortezze Medicee rinascimentali come la

stessa città di Portoferraio, le Ville Napoleoniche, le più visitate in Toscana dopo

gli Uffizi. Dunque come paesaggio naturale, umano e storico avremmo le carte

in regola. E anche per la cultura, si potrebbe fare dell’Isola un vero Parco Letterario

o artistico. Hanno tratto ispirazione dallo “Scoglio” scrittori come Raffaello

Brignetti, Carlo Laurenzi o Oreste del Buono e molti altri come nel campo

dell’arte: Telemaco Signorini, Llewelyn Lloyd con la schiera dei post macchiaioli

fino a Carlo Domenici, De Chirico con i “Pittori delle Dune”, e più recentemente

Italo Bolano, Giuseppe Mazzei, Giancarlo Castelvecchi, fino ai giovani emergenti,

che hanno trasferito sulla tela le linee

sinuose e colorate del nostro paesaggio

o modellato sculture ispirate

ad esso. Quello che manca all’Elba è

l’unità. Una visione unitaria di futuro.

L’Isola dovrebbe presentarsi come un

“unicum”, una variegata complessa comunità

composta da differenze che la

rendono più ricca, invece di separarla.

Occorrerebbero programmazioni culturali,

prestigiose, non solo stagionali,

che valorizzassero il nostro passato e

l’attuale, pur difficile, presente. Partendo

dalla convinzione che “la cultura

non isola”, come recita lo slogan scelto

da Procida per presentarsi al mondo,

bensì costituisce un ponte immaginario

ma, non per questo, meno solido

per legarci alla contemporaneità. E

che anzi è proprio con la cultura che si

costruisce il benessere sociale ed economico

di un territorio. Soltanto così,

negli anni a venire, potremo sognare

un’Isola d’Elba capitale della cultura.

76

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


CULTURE DOES NOT ISOLATE

Could the Island of Elba have applied

to be the Culture Capital like the

Island of Procida? For its beauty and

history, it is second to none. Over an

area of 223 square kilometers, with its

guests it can share its amazing sea,

rugged coastline with high cliffs and

sandy beaches, gentle, wild hillsides,

true mountain, scattered plains and

coastal or highland villages which tell

their own past. Historical treasures

are plentiful, from prehistoric times,

Etruscan and Roman settlements, the

medieval castle of Volterraio, Romanesque

churches like Santo Stefano alle

Trane, the imposing Renaissance Medici

Fortresses, the Napoleonic Villas,

the most visited attraction in Tuscany

after The Uffizi. Both in literary and

artistic areas, it can be proud of illustrious

presences. What Elba lacks is

unity. A unified vision of the future.

The island should present itself as a

“unicum”, a diverse, complex community

made up of differences that make

it richer instead of dividing it. Culture

does not isolate. Indeed, it is precisely

with culture that the social, economic

well-being of a territory is created.

In alto: Il Castello del Volterraio foto ©PaoloCalcara

Al centro: Pieve di Santo Stefano alle Trane foto ©MariaGiusiCanova

In basso: Villa Romana delle Grotte a Portoferraio, foto ©MariaGiusiCanova

CULTURE AND ARTS 77


Paolo Calcara

fra finito e infinito

-

Patrizia Lupi

Le persone abituate a guardare la

realtà attraverso la lente di un obiettivo,

distinguono particolari che ad

altri sfuggono. O forse li vedono prima,

nella loro testa, prima che la macchina

fotografica restituisca per sempre in

una lastra o in un frame l’oggetto del

loro desiderio. E se la realtà fosse solo

questa, in quell’attimo?

E’ una magia, la medesima cosa non

sarebbe più la stessa una frazione di

secondo dopo. Viene da chiedersi quanto

è voluto e quanto è casuale riuscire

ad immobilizzare in quella posa o in

quel muoversi immobile di un oggetto,

di una figura, di una goccia d’acqua, il

movimento della vita perchè la vita è

incessante movimento e trasformazione.

Magico lo scatto, quindi, che cristallizza

l’attimo. Una sfida contro il tempo

degli orologi che non si ferma mai, ma

anche un inno a quel tempo del cuore

che coltiva i ricordi lasciandoli intatti,

per sempre.

Cosa sia l’attimo fuggente lo dimostrano

le foto del progetto “Water Wigs”

che Paolo Calcara, Arnaldo Defedilta

e Simona Mazza, del collettivo “Diaframmi

Confusi” cresciuto alla scuola

di Alessandro Beneforti, al quale si è

aggiunta successivamente Maria Cristina

Spinetti, riescono a fare con le loro

intangibili collane d’acqua, perché è

acqua quella che è stata fotografata, ma

potrebbe essere anche luce o vapore o

miraggio. Sembrano forme concluse

con contorni precisi che in realtà non ci

sono, eppure ci sono ancora perché

c’erano un milionesimo di secondo

prima. Calmo, riflessivo, uno che sa

ascoltare ed anche vedere oltre quello

che si vede, Paolo coltiva la passione per

la fotografia da molti anni. La bellezza

dell’Isola in cui vive certamente gli ha

fornito gli stimoli per fotografarla, un

grazie tacito per essere parte di una natura

generosa e di paesaggi continuamente

diversi al muovere delle stagioni.

Ma sono le persone che lo colpiscono

particolarmente. E come fanno i veri

artisti riesce a svelarne i caratteri in

modo naturale, riempiendo di significati

uno sguardo o il movimento di una

mano.

Il guizzo degli occhi con una luce di

tristezza o d’ ironia, la timidezza d’un

sorriso, la sorpresa di un incontro,

l’energia contagiosa di un pensiero, il

dolore sottile della delusione in una

impercettibile piega delle labbra, tracciano

una mappa delle emozioni che,

se fosse fatta di parole diventerebbe un

romanzo.

É attento agli altri, Paolo Calcara, se ne

cura da anni con il progetto

Diversamente Sani, il gruppo di aiuto

per i malati oncologici che si occupa

della fragilità di chi attraversa questa

malattia per accompagnarlo in un percorso

di coraggio e resilienza.

78 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


É persona generosa e riconoscente, sa

cos’è l’amicizia, è uno di quelli che non

dimenticano , soprattutto se ha fatto

una promessa. Il suo primo pensiero

appena uscito dalla rianimazione in

questo tempo offeso dalla pandemia, è

stato quello di porgere il suo saluto pieno

di rispetto per gli amici Diversamente

Sani che non ce l’hanno fatta. Sulla

cima più alta dell’Isola, a due passi dalle

nuvole, in una giornata di sole invernale

cristallino, circondato da altri volontari

ha guardato l’orizzonte pensando a loro.

Forse su quella linea fra mare e cielo,

fra quello che si vede e quello che si

immagina, c’è il senso del nostro essere

uomini e donne, finiti ed infiniti.

PAOLO CALCARA BETWEEN FINITE

AND INFINITE

People who are used to looking

at reality through a camera lens,

distinguish details that escape others.

Or perhaps they see them first in

their heads before the camera returns

the object of their desire into a plate

or a frame. What if the reality were

only this, in that moment? So, the

shot is magic, stops it, defying the

time of watches that never stop, but

also rewarding the time of the heart

that creates memories, saving them,

intact, forever. Whatever the fleeting

moment is, is demonstrated by the

photos of the project “Water Wigs”

by Paolo Calcara, Arnaldo Defedilta

and Simona Mazza, their Collective

“Diaframmi Confusi” developed at

the school of Alessandro Beneforti.

Necklaces of water, but it could also be

light or vapour or a mirage.

what is seen.. The beauty of the island

where he lives has certainly given

him the incentive to photograph it, a

tacit thanks for being part of nature

so generous but it is the people who

particularly impress him. As true

artists do, he manages to reveal his

characters in a natural way, filling

every glance or hand movement with

meaning. He is very caring for others,

having followed for years the project

Diversamente Sani, a help group for

cancer patients that deals with the

frailty of those who go through this

illness, accompanying them along a

pathway of courage and resilience.

He is generous and grateful, he knows

what friendship is, he is one of those

who never forgets especially if he

has made a promise. When he went

through the terrible experience of

Covid, he thought that every year he

would celebrate the friends who are no

longer with us by climbing to the top

of Mount Capanne. Up there, one step

away from heaven where the finite

merges with infinite.

AQUA

Si lascia piegare, lei che tutto può piegare.

Non oppone resistenza

ogni tocco è una carezza

nella pazienza la sua forza.

Non crea muri

nulla può fermare.

Va dove vuole

niente le si può opporre

aggira l'ostacolo

pur di arrivare al mare.

Consuma il granito

perfora il ferro

smangia lo scoglio.

Voce cristallina

rischiara la mente

purifica i pensieri.

Aqua

Eco primordiale dei popoli

In ogni goccia la paura della notte dei tempi

il respiro ansimante dell'uomo braccato.

In ogni sorso il sale della Terra

la pioggia del cielo

l'onda dell'oceano.

Aqua

prodigio divino

che perpetua il ciclo della vita.

Rosalia Pucci

Paolo Calcara is someone who knows

how to listen and how to see beyond

Collane d’acqua e altre foto ©PaoloCalcara

A sinistra: Arnaldo Defedilta, Simona Mazza,

Paolo Calcara, Autoscatto

CULTURE AND ARTS 79


Āntonio Lupi

Antonella Avataneo:

dalla terra alla terra

foto ©MariaGiusiCanova

Dalle Langhe, terre interne piemontesi, al mare di Toscana.

Un percorso, quello di Antonella Avataneo, anche interiore

che l’ha portata a scegliere l’sola d’Elba come approdo,

anche se la sua tempesta non è ancora finita.

Nelle sue opere, oltre all’arte appresa da grandi maestri, ci

sono colori, emozioni, ricordi, simboli, luci ed ombre, materiali,

come le sabbie, che raccontano luoghi e culture.

Il simbolismo concettuale, e la preziosa cultura che sottende

al suo lavoro, appaiono nei suoi quadri dove, ad esempio,

nel bianco abbacinato della neve, spicca quel che rimane del

fuoco de “La luna e i falò” di Cesare Pavese, suo conterraneo.

In occasione della mostra “Dalla terra alla terra” organizzata

dall’Officina Caviello di Milano, un critico ha commentato:

“I colori si ritirano dentro di sé, tornano al pigmento, alla

materia. Eppure all’inizio era così semplice tra il bello delle

colline e la nostalgia di Pavese che la abita. Un’onda che passava

dalla memoria alla natura. Era tutto a portata di mano

bastava seguire la forma dei colori, obbedire ai maestri. Già e

poi? Poi qualcosa non è più tornato indietro e al suo posto si è

fatta strada la materia: sabbia, cemento. Ciò che compone il

paesaggio è diventato il paesaggio: è il dito che conta non ciò

che indica.”

Una land art fatta con la pittura. “Esploratrice di pianure

senza fine – commenta il critico Turtulici – oltre la linea

dell’orizzonte, alla ricerca inesausta di grandi spazi aperti, di

un “sublime naturale”, di una nuova consapevolezza dell’ambiente,

di un riequilibrio armonico tra il sé e il reale, nel

contesto naturale ed umano. Una sorta di pittorica, nicciana

“filosofia del viandante”, la ricerca interiore e sulle piste

e del mondo, di quanto si può ancora trovare di libertà, di

pulizia dei sentimenti, di innocenza, di energia che alimenti

la soggettività.

Allieva di Antonio Carena, ricordato come “il pittore del cielo”,

Antonella si avventura oltre gli spazi chiusi, in territori

e prospettive sconosciute, mossa da istinto e sentimento,

utilizzando materiali e tecniche antiche ma anche materiali

edili, sabbia, cemento, gesso, legno, come a cercare banchine

riparate dai venti alle quali approdare. “Come cercasse,

pittrice viandante ed esploratrice dello spazio, nell’esperienza

del viaggio che in definitiva è esperienza di sé, nell’avventura

esistenziale, di posare il piede su terreno solido, sicuro”

(Turtulici).

Nei suoi quadri lo spazio sembra dilatarsi, senza confini,

uno spazio che rende liberi di muoversi ma contemporaneamente

spaventa chi abbandona luoghi conosciuti per un

altrove solo immaginato, non si vede il traguardo, rimane

solo il moto, senza alcun ancoraggio.

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


“Come il letto di un falò” di Antonella Avataneo

da "la luna e i falò", 70x70cm, sabbia, pigmenti e acrilico

“Le colline di Pavese” di Antonella Avataneo,

premio Casa natale di Pavese, 70x70, sabbia e pigmenti

Oltre le immagini, i colori netti, certe volte prepotenti, che

Antonella utilizza, delineano paesaggi dell’anima dove

l’uomo è assente. Rimangono di lui solo tracce del suo passaggio,

evidenti in alcuni quadri dove è chiara la denuncia

sociale e l’impegno civile. Al non senso del vivere si contrappone

il bisogno di esistere, vivendo. Dove non ha importanza,

che sia Portoferraio o Pinerolo, la vita ha senso solo nel

viaggio.

ANTONELLA AVATANEO, FROM EARTH TO EARTH

From the Langhe, in inland Piedmont to the Tuscan sea. This

is also an interior journey for Antonella Avataneo which led

her to choose the Island of Elba as a haven and a source of

inspiration.

In addition to the art learned from great masters, in her

works there are colours, emotions, memories, symbols, light

and shade, materials such as sand which tell about places

and cultures. Antonella’s is a land art, made with painting.

“Explorer of endless plains” - comments the critic Turtulici

- “beyond the horizon, in a never-ending search for wide

open spaces”.

Antonio Carena, remembered as the “painter of the sky”,

was her master and she went beyond closed spaces into

unknown territories and perspectives, moved by instinct

and sentiment, using ancient materials but also building

materials like sand, cement, plaster, wood, durable materials,

like looking for a harbour to berth in. “A wandering

painter and explorer of spaces, through the experience

of the journey that is ultimately a self-experience in the

existential adventure, it is as if she were trying to set foot on

solid, safe ground” (Turtulici). In her paintings, space seems

to expand, vast and without boundaries, a space that leaves

freedom of movement but at the same time frightens those

who abandon places they know to reach somewhere only

imagined, you never see the finishing line, only the motion

remains without any anchors.

Beyond the images, the clear colours, sometimes overbearing,

that Antonella uses, outline landscapes of the

soul where mankind is absent. Only traces of his passage

remain, evident in some paintings where social condemnation

and civil commitment are clear. The lack of meaning

of living contrasts with the need to exist, living. Where does

not matter, be it Portoferraio or Pinerolo, life only makes

sense in movement.

CULTURE AND ARTS 81


Maria Giusi Canova:

quando la passione

diventa arte

-

Domenica Sardi

Dal giallo al rosso, richiamando i colori pompeiani e le tele

del Rinascimento, Maria Giusi Canova, attraverso il colore,

crea una continuità con altre esperienze, altre epoche, con

quelli che lei definisce i suoi maestri.

Approdata all’Elba dove la presenza di Cosimo I

de’ Medici è ancora prepotente, indagando l’antica

Cosmopoli, immaginando luoghi e personaggi di altri

tempi, rappresenta nelle sue opere, pur mantendosi

nell’astratto, oggetti reali, richiami ad un presente mai

dimenticato. Ma soprattutto simboli, come le sfere che

sono pianeti, rappresentazione di un inizio, scrigno di

contenuti, concluse ma in movimento. Trasparenze che

lasciano intravedere sfumature e arcobaleni. Oggetti

che ne racchiudono altri, più intimi e immaginati. Opere

surrealiste e simboliche dove mondi molecolari si

sovrappongono a visioni oniriche di piani paralleli, stream

of consciousness che si traducono sulla tela in figure

dominate dai rosso lacca, bordeaux, cremisi, porpora,

arancio, borgogna ed ancora giallo cromo e ambra. Come

nella sua opera “Oltre l’orizzonte”: “Leopardiani silenzi e

profondissime quieti– scrive il critico Aldo Carpineti - di

là dallo sguardo e dalla realtà eppure movimento e sentire

progressivamente crescente, qualcosa che abbandona lo

statico per andare verso lontane mete e conoscere nuovi

mondi, eterno divenire della vita, stasi e ripartenze”

L’immagine e il pensiero interiore che diventano pittura,

Maria li esprime anche attraverso la fotografia. Si definisce

“fotoamatrice pragmatica” perché ritiene che i fotografi

siano quelli che di quest’arte hanno fatto una professione,

sviluppando tecniche e strumenti sempre più raffinati.

Belli i suoi “scatti di strada”, ricchi di fascino i suoi ritratti,

pieni di simboli e storie interrotte nel momento della

rappresentazione, ma non per questo concluse, tutte ancora

da srotolare. Pianeti paralleli, arcipelaghi, universi costituiti

da un immensamente piccolo e un immensamente grande,

lunatici, marziani, con i colori delle diverse terre che

costituiscono la materia.

Come le rocce dell’Elba, e delle Isole di Toscana,

sorprendentemente diverse, arcobaleni di minerali, sempre

esistiti, perenni. Forse è questo il suo rapporto con l’Elba.

Che continua ad esplorare, con il pennello e la macchina

fotografica, con lo sguardo lucido dell’osservatrice e il cuore

caldo di chi, straniera, si lega per sempre ad un approdo,

ad un’isola parte di un arcipelago così ben rappresentato in

alcuni suoi quadri.

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Arcipelago, acrilico

Qualcosa di rosso, acrilico.

Maria Giusi vive a Porto Azzurro ed insieme ad un gruppo

di amici artisti tiene alta la passione, attraverso gruppi di

lavoro, laboratori e mostre collettive. Ne fanno parte coloro

che, innamorati dell’Elba, attraverso l’espressione artistica,

tentano di coglierne l’essenza.

Through her use of colour, Maria Giusi Canova reminds us

of Roman art and the Renaissance creating a continuity

with other periods and their masters. She came to Elba

where the presence of Cosimo I de’ Medici is still stongly felt

in Portoferraio, the ancient Cosmopoli, representing real

objects in her works but yet maintaining the abstract. She

uses symbols, such as spheres that are planets, a representation

of a beginning, a treasure trove of moving contents.

Transparencies that reveal shades and rainbows. Objects

that contain others, more intimate and imaginary. Surrealist,

symbolic works where molecular worlds translate on

the canvas into figures dominated by lacquer red, burgundy,

crimson, purple, maroon and then chrome and amber.

as her portraits, full of symbols and stories interrupted in

that moment of capture, but not for this reason concluded,

all still to be lived. Parallel planets, archipelagos, lunatic and

Martian universes with the colours of the different soils

that make up matter. Like the rocks of Elba and the Tuscan

islands, surprisingly different, rainbows of minerals that

have existed forever. It could be this, her relationship with

Elba. She continues exploring, paintbrushes and camera in

hand with that bright glance of who observes and the warm

heart of who, even if not from the island, remains tied to it.

Maria Giusi lives in Porto Azzurro and with a group or artist

friends, they keep their passions alive by working together,

collaborating and having collective exhibitions. They are

those who love Elba and through their artistic expression,

try to catch the essence of the island.

Maria also expresses her vision through photography. She

calls herself a “pragmatic amateur photographer” because

she believes that photographers are those who do it as a

profession. Her “street shots” are beautiful, as full of charm

CULTURE AND ARTS 83


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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Sant'Andrea - Veduta aerea

foto©DanieleFiaschi

Enjoy

Lifestyle and Sport

AMBIENTE 85


Elba: destinazione

bellezza, salute

e sostenibilità

Āndrea Rossi

L’Elba e l’Arcipelago Toscano stanno lavorando da tempo su un futuro sostenibile e

un turismo di qualità. Il paradigma “Isola” è certamente diverso da quello di “città

d’arte” o “campagna toscana”, ma per coglierne appieno le potenzialità bisogna

partire dagli aspetti positivi di un territorio, seppure fragile, unico per bellezza,

geo-biodiversità, patrimonio storico-culturale, tradizione enogastronomica.

L’Elba è la terza isola italiana, una zattera di roccia sopravvissuta ai movimenti

tettonici, abbastanza grande, ma non troppo da creare distanze che non possano

essere colmate in breve tempo. Dal mare alla montagna offre una gamma di

proposte turistiche, in qualsiasi stagione, per il clima mite e la vita salubre. Pur

essendo in mezzo al mare non è troppo distante dalle rotte del turismo mediterraneo

e soprattutto è un’Isola verde, molto verde. L’ambiente è la sua vera forza,

sia per chi ci vive tutto l’anno che per chi viene per turismo, su questo scoglio da

sempre frequentato da chi cerca luoghi genuini e suggestivi.

L’ecosistema marino e terrestre incontaminato è meta di appassionati escursionisti.

La flora ricca di endemismi offre essenze e colori in ogni stagione. La sua

ricchezza geologica viene studiata da scienziati di tutto il mondo. I siti storico

culturali tracciano la mappa delle migrazioni umane fin dal neolitico. Un incredibile

caleidoscopio di elementi che generano curiosità e interesse negli ospiti

dell’Isola di ogni età.

Partiamo quindi dalle buone pratiche in tema ambientale che l’Isola può

vantare. Vita sana e all’aria aperta, ottima qualità dell’aria, 400 km di

percorsi outdoor, 200 spiagge, 147 km di costa, colline di diverse

altezze fino a oltre mille metri, biodiversità unica e specie autoctone

conservate o recuperate. Alimentazione a “metro

zero” con una schiera sempre più nutrita di viticoltori,

agricoltori, allevatori capaci di mettere in circolo

prodotti di alta qualità e genuinità.

86

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Tradizioni culinarie che riassumono le

contaminazioni culturali essendo l’Elba

un crocevia di genti mediterranee.

La presenza di un Parco Nazionale che

preserva e valorizza il territorio, creando

valore aggiunto con la certificazione

CETS. Il riconoscimento come zona

Mab Unesco. Il santuario dei Cetacei.

Infine i paesaggi, i panorami mozzafiato

sempre diversi, luoghi poco affollati

e scarsa urbanizzazione.

“Si tratta di mettere a

sistema tutti questi elementi

– sostiene Niccolò

Censi, Presidente della

Gestione Associata del

Turismo che riunisce i

sette comuni dell’Isola –

per farli dialogare, creare

una rete di cittadini, istituzioni

e imprese virtuosi

per remare tutti nella

stessa direzione, se si

vuole essere competitivi,

seguendo il nuovo trend

del turismo sostenibile. I

turisti sono oggi viaggiatori

che vogliono mettere

in valigia un’esperienza,

condita da una bella dose

di emozioni e di nuovi

saperi, creando la mappa

di quei luoghi capaci

di rigenerare il corpo e

l’anima, grazie ad un’accoglienza

generosa e ricca

di sorprese.”

ELBA: a destination for beauty, health

and sustainability

For some time, Elba and the Tuscan

Archipelago have been working

towards a sustainable future and quality

tourism. In addition to the cities of

art and the countryside, Tuscany can

be proud of its coastline and a range of

islands that are unique in their beauty,

geo-biodiversity, historical and cultural

heritage, food and wine tradition.

Elba is the third Italian Island in size,

a raft of rock quite close to the coast,

that has survived the tectonic movements

that formed the continents.

From the sea to the mountains, it

offers a wide range of tourist options

in every season. The Island is green,

very green. The environment is its true

strength, both for those who live on it

all the year round and for those who

come to relax for shorter or longer

periods. The unspoiled marine and

terrestrial ecosystem is a destination

for enthusiastic hikers. Its flora so rich

in endemisms offers essences and

colours in every season. Its geological

wealth is being studied by scientists all

over the world. Historical, cultural sites

trace human presence since Neolithic

times. What does the Island have to

offer? A healthy outdoor life, excellent

air quality, 400 kilometres of outdoor

tracks, 200 beaches, 147 kilometres

of coastline, varying heights of hills

up to over a thousand metres, unique

biodiversity and native species either

protected or recovered. Locally sourced

food with even more winegrowers,

famers and breeders able to distribute

high quality, genuine products.

Culinary traditions that explain the

cultural intermingling that Elba has

had over the centuries, crossroads for

peoples from the Mediterranean and

beyond. The National Park safeguards

and promotes the territory.

“At this point, we have to put in place all

these elements” - says Niccolò Censi,

President of the Associated Management

of Tourism that unites the

seven municipalities of the Island - “to

guarantee the best hospitality. Nowadays,

tourists are travelers who want to

put experience in their luggage, tossed

with a good dose of emotions and new

knowledge, drawing a map of these

places which can regenerate both mind

and body, thanks to generous hospitality

rich with surprises.”

www.visitelba.info

Relitto di Pomonte

foto ©AndreaAmato

LIFESTYLE AND SPORT 87


Le nuove rotte

della nautica sostenibile

-

Chiara Benedettini

Cielo Stellato a Fetovaia

foto ©AndreaFiaschi

88 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Cosa significa nautica sostenibile

oggi? Secondo Alessandro Vismara,

da 35 anni progettista di imbarcazioni

a vela, e da sempre fautore di una

filosofia “essenziale” dell’andar per

mare, è quella che parte dalle esigenze

di sicurezza e libertà delle persone e di

qualità della vita, pur nel rispetto delle

inevitabili regole. Con il Covid anche

l’idea stessa di turismo sostenibile

è cambiata drasticamente: dopo un

anno nel quale i nostri viaggi si sono

fermati spesso ai confini della regione

e le barche sono state ferme per mesi

in porto, anche la nautica sta vivendo il

suo cambio di prospettiva.

La pandemia non ha risparmiato

nessun settore e sta forzando anche

nella nautica alcune tenenze, magari

non “romantiche” e forse anche un po’

inaspettate, ma chiaramente visibili e

con le quali fare i conti. Eccole:

Nomadismo – Abbandonata l’idea della

barca a vela, salvo che per gli appassionati,

e della casa sul lungomare di

qualche località costiera tranquilla ma

sufficientemente conosciuta, è il grande

momento degli yacht a motore, il più

possibile comodi e mediamente veloci.

Per farne cosa? Per viverci, in comodità

e in un isolamento naturalmente molto

diverso da quello dell’appartamento

di città, ma a contatto con la natura, e

per raggiungere località dove magari la

situazione sanitaria è meno stressante,

e dove è possibile comunque lavorare

dal proprio computer. Dall’autunno

scorso, prima negli USA e poi in Europa,

si è infatti registrato un boom di

richieste di yacht a motore tanto che,

terminata l’offerta del nuovo, da mesi

si sta ricorrendo alla ristrutturazione di

imbarcazioni di seconda mano, riportando

alla vita attiva imbarcazioni che

rischiavano di terminare la loro storia

tra ruggine e abbandono.

Essenzialità – Materiali naturali, essenzialità,

vita frugale, mangiare sano,

pochi acquisiti di cose semplici e utili:

gli aperitivi, le serate mondane, il dress

code lavorativo non hanno più senso, e

investiamo più volentieri nella qualità

del cibo che acquistiamo piuttosto che

in un nuovo abito. Anche

Alessandro Vismara

in barca: abbandonato il glamour della

vita di porto, delle serate al ristorante,

si vive il mare con semplicità ed essenzialità.

Isole – Il 2020 è stato l’anno delle isole

greche, della Turchia, dove le autorità

hanno lavorato nella direzione di

creare ambienti protetti e sicuri, con

spiagge e mare puliti, a cui accedere

solo dopo rigorosi controlli sanitari

e quarantene e dove però gli ospiti

potevano ritrovare una quotidianità

senza mascherine, di negozi e ristoranti

aperti. E l’Elba e le Isole di Toscana?

A ben guardare fanno proprie queste

tendenze, e avrebbero tutte le carte in

regola per divenire il luogo del nuovo

turismo sostenibile. Un turismo controllato,

aperto a una nautica residenziale,

sicuro dal lato sanitario, con

rigorosi controlli in entrata e in uscita,

dove poter tenere tutto aperto e dove

ritrovare l’essenzialità, l’autenticità

delle produzioni locali e la qualità del

cibo semplice. L’Arcipelago riunisce in

sé proprio queste possibilità, e la sua

bellezza, correttamente amministrata,

diventerebbe certamente destinazione

di questa nuova forma di turismo sostenibile.

A patto però di dotare le isole

delle strutture necessarie per un’accoglienza

qualitativa e di alto profilo, partendo

dall’ABC: ormeggi sicuri a prezzi

ragionevoli, colonnine per le ricariche

elettriche, scarichi controllati e non

nelle acque dei porti, campi boe per

non danneggiare le poseidonie. Giusto

per partire dalle cose semplici.

What does sustainable boating mean

today? According to Alessandro Vismara,

who has been designing sailing boats

for 35 years and has always been an

advocate of an “essential” philosophy

regarding sea-going, it means that

which starts from the needs of safety,

freedom of people and quality of life,

while respecting the inevitable rules.

Nomadism - abandoning the idea

of sailing boats, except for enthusiasts,

and the idea of the house on the

seafront of some quiet but reasonably

well-know coastal town, it is the great

moment of motor yachts, comfortable

and averagely fast. What for? To live in,

comfortable and isolated but in contact

with nature, with the possibility of working

remotely. Since last autumn, first

in the US and then in Europe, there

has been a boom in demand for motor

yachts.

Essentiality - frugal life, healthy

eating, acquiring a few simple, useful

objects, social evenings, the dress code

for work has no longer any meaning,

we invest more willingly in the quality

of the food we buy rather than in a

new outfit. Even by boat: gone is the

glamour of port life, the evenings at the

restaurant, the sea can be lived with

simplicity and essentiality.

Islands - 2020 was the year of the

Greek Islands, Turkey, where the

authorities worked in the direction of

creating protected, safe environments

with clean beaches and sea. You can

only access them after rigorous health

checks and quarantine, however guests

could live an everyday life without

masks with shops and restaurants

open. Elba and the Tuscan Islands

combine these possibilities. Their

beauty, properly managed, would

certainly become a destination for

this new form of sustainable tourism.

Provided however, that they offer the

necessary facilities for a high-quality

and high-profile reception, starting

from ABC: safe berths at reasonable

prices, columns for electric recharging,

controlled discharges and not in port

waters, buoy fields to avoid damaging

the poseidonia, the seagrass.

LIFESTYLE AND SPORT 89


Bartolini Yatching:

il fascino dell'andar

per mare

-

Alessandro Talini

Le isole, si sa, vanno guardate dal mare, altrimenti che isole

sono? Il fascino di un paesaggio, che stupisce anche visto da

terra, è esaltato quando lo si osservi a pelo d’acqua. Il cambio

di prospettiva arricchisce un isola già spettacolare con un

caleidoscopio di inquadrature che vi convinceranno che l’Elba

è davvero unica per il continuo variare della costa, i colori

sempre diversi del mare, la vegetazione che arriva sugli scogli,

i paesi arrampicati su pendi di roccia arcobaleno, il verde della

macchia che si abbraccia con l’azzurro del cielo, i profumi che

arrivano fino in mezzo al mare, sulla barca che vi ha portato

fin lì. C’è anche un secondo vantaggio, nell’andar per mare. In

barca arrivi dove vuoi, e angoli da esplorare ce ne sono davvero

tanti. Puoi arrivare addirittura sulle isole vicine o avvicinarti

alla costa degli Etruschi o in Corsica, a poche miglia.

Un indirizzo sicuro è quello di Bartolini Yachting, quattro basi

nautiche nei quattro angoli dell’Isola. A Portoferraio al Grigolo

e al Cantierino di Viale Teseo Tesei, a Marciana Marina per il

versante nordovest, e a Capoliveri – Porto Azzurro nel Golfo

di Mola, a sudest. Che sia per un’ora o per una minicrociera

Roberto Bartolini, con il suo staff, hanno l’imbarcazione che fa

per voi. Barche e gommoni a motore, fino agli yacht di lusso.

Indimenticabili le escursioni giornaliere in barca a vela o a motore,

oppure quelle di pesca sportiva. Potrete usufruire anche

di una serie di servizi, indispensabili per chi non sa rinunciare

al piacere di navigare: farvi portare la barca

a domicilio, ormeggiare alla boa, fare rimessaggio

invernale all’aperto e al chiuso,

avere perizie navali e frequentare corsi

di patente nautica, usufruite di taxi boat.

Presso la base di Marciana Marina, per chi

preferisce rimanere in spiaggia e guardare

l’orizzonte da terra, si trovano attrezzatura

da spiaggia, lettini, ombrelloni, pedalò,

canoe, SUP e wind-surf. E per completare

il quadro se volete organizzare un evento

davvero speciale o un matriomonio al

sapore di mare affidatevi all’esperienza di

Bartolini, in completa sicurezza. Un consiglio:

dalla barca guardate, oltre ai panorami

mozzafiato, la superficie del mare. Se siete

fortunati farete il viaggio in compagnia di

balenottere e delfini.

BARTOLINI YACHTING: THE FASCINA-

TION OF GOING BY SEA

Islands, as we know, should be seen from

the sea, if not, what islands are they? A

landscape seen from the surface of the

water, is even more interesting. Apart from

Elba, the other islands of the Archipelago

are spectacular, full of beaches and

coves, with rocky coastlines of all colours,

a rich, fragrant vegetation, and the sea

every shade of blue. By boat, you can go

anywhere without the problem of parking

or difficult roads. You can moor in nearby

Corsica or on the Etruscan Coast a few

miles away. For those who do not have

their own boat, the solution is Bartolini

Yachting. Four nautical bases in the four

corners of the Island: In Portoferraio at

the Grigolo, or at Viale Teseo Tesei n.9, at

Marciana Marina and in Capoliveri - Porto

Azzurro in the Gulf of Mola. Boats, dinghies,

motorboats even luxury yachts. Unforget-

90 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


LE ESCURSIONI

• da Portoferraio e Marciana Marina: lo Scoglietto, le spiagge

bianche fini a Sansone, promontorio dell’Enfola, Viticcio, Biodola,

Procchio, Scoglio della Paolina, Marciana Marina, costa nord

ovest fino a Sant’Andrea e Patresi, la sedia di Napoleone, fino

al relitto di Pomonte, oppure costa nord est verso Cavo e zona

mineraria di Rio.

• dal Golfo di Mola: itinerario nord est verso Rio/Cavo e itinerario

miniera di Calamita e tutti i golfi fino a relitto.

table day trips sailing or by motor boat or

sport fishing excursions. Bartolini offers a

series of services, essential for those who

cannot go without the pleasure of sailing:

mooring at a buoy, winter storage indoors

and out, have naval expertise and attend

boat license courses and have the use of a

taxi boat. At the Marciana Marina base, for

who prefers to stay and study the horizon

from land, there is beach equipped with

sunbeds, beach umbrellas, pedal boats,

canoes, stand up paddle boards and for

windsurfing. To complete the picture, to

arrange a special event or a wedding with a

marine atmosphere, you can rely on Bartolini’s

experience with complete confidence.

A tip: apart from the superb scenery, take

a look at the surface of the sea. If you are

lucky, you could be travelling in the company

of whales and dolphins.

Base Nautica Portoferraio

At Grigolo e Viale Teseo Tesei 9

T. +39 348 0906945

T. +39 349 3030591

M. +39 347 6076937

bartoliniyachting@gmail.com

portoferraio@elbarentboat.com

N 42.813.558 E 10.332.958

Base Nautica Golfo di Mola

At Loc. Gualdo

T. +39 348 0906945

T. +39 391 7948800

bartoliniyachting@gmail.com

elbarentboat@gmail.com

N. 43.757.895 E 10.390.742

Base Nautica Marciana Marina

at Lungomare Regina Margherita

T. +39 333 6863986

M. +39 347 6076937

elbarentboat@gmail.com

marcianamarina@elbarentboat.com

N 42.806.949 E 10.195. 589

LIFESTYLE AND SPORT 91


-Patrizia Lupi

È tempo di

Locman

Un link fra l’Elba e Milano, per connettersi

poi con tutto il mondo, quello creato

negli anni ’90 a Marina di Campo,

quando, con intuito e coraggio, Marco

Mantovani ha dato vita al brand

Locman, un nome dell’orologeria

italiana affermatosi sui mercati internazionali

per la qualità, la tecnologia

e il design delle sue linee di prodotto.

Ancora oggi la produzione, l’amministrazione

e la logistica dell’azienda è

gestita dalla sede sulla banchina del

porto di Campo, di fronte a quell’orizzonte

che Marco, con i suoi collaboratori,

non ha mai smesso di guardare,

andando oltre. Belle le linee che si

sono affermate, dai primi originali

modelli a quelli di ultima generazione,

sempre nuovi, alcuni abbinati con altri

brand del Made in Italy, come Ducati.

Novità di quest’anno l’ omaggio per

il bicentenario di Napoleone, con la

Special Edition con la N napoleonica,

del modello 1960.

Ma, oltre a lanciare orologi di qualità,

la Locman “lancia” nel mondo giovani

esperti orologiai grazie alla ormai

affermata Scuola italiana di orologeria.

Una grande opportunità per quei

ragazzi che vogliono cimentarsi, per

l’assemblaggio degli orologi, con un

mestiere antico e modernissimo, dove

la pazienza e la creatività sono messi

continuamente alla prova. “Abbiamo

puntato fin dall’inizio al rigore estetico

dei nostri prodotti – dice Marco Mantovani

– affinando il nostro know how per

creare orologi moderni, eleganti, leggeri,

anallergici, resistenti. Per questo

siamo andati alla ricerca di materiali

innovativi come le fibre di carbonio o il

titanio, resistenti come l’acciaio ma più

leggeri e inscalfibili. L’Italia è conosciuta

nel mondo come la patria di artisti,

inventori, stilisti, disegner - continua

Mantovani - ne abbiamo testimonianze

ovunque ed anche l’Elba è un luogo

magico dove abita la bellezza. Non è

stato difficile attingerne a piene mani

In alto: La sede a Marina di campo

In alto a destra: Marco Mantovani

A sinistra: "Montecristo OpenHeart"

In basso: il laboratorio a Marina di Campo

per i nostri prodotti prendendo spunto,

anche per i nomi delle nostre linee,

dalle magnifiche isole dell’Arcipelago

Toscano.”

All’armonia delle linee ed alla raffinatezza

del disegno, Locman ha

sommato il costante aggiornamento

tecnologico. Qualcuno lo definisce

“La Ferrari” degli orologi, ed in effetti il

brand corre veloce, fino ad attraversare

l’Oceano, anzi “gli” oceani sbarcando

recentemente in Giappone, con

un’idea che parla non solo la lingua

dell’orologeria ma di tutte le eccellenze

elbane. Mantovani ha ricompattato

con il progetto “L’Elbana”, sulle sponde

di un altro continente, questa comunità

laboriosa e intelligente, tenace

e coraggiosa che è uscita dai confini

dell’Isola toscana portando in valigia,

sapori, bellezza, ambiente, gusto,

profumi mediterranei. L’Elba è luogo

magico di arrivi e partenze e Marco,

come altri imprenditori elbani, la porta

sempre nel cuore. Non sono solo gli

affari a muovere le idee: è la voglia di

riportare sullo scoglio quello che si è

imparato per creare sviluppo, ma che

sia sviluppo sostenibile. Non a caso

Mantovani è presidente della Fonda-

92 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Mantovani: “Gli orologi hanno un valore

simbolico, sono il tentativo dell’uomo di

misurare con qualcosa di finito, l’infinito.

In un mondo in costante movimento il

tempo ha un valore inestimabile: per

questi motivi non riesco a resistere al loro

fascino”

“Watches have a symbolic value, they are

man’s attempt to measure the infinite

with something finite. In a world of

constant motion, time has an inestimable

value: that is why I cannot resist their

charm.”

the company, has gone further by targeting international markets

and thanks to original models, combines with other Made

in Italy brands like Ducati. “We have designed beautiful, elegant,

light, hypoallergenic, resistant watches - explains Mantovani

- For this reason, we searched for innovative materials such as

carbon fibres or titanium, as resistant as steel but lighter and that

cannot be scratched. Italy is known throughout the world as the

home of artists, inventors, stylists, designers - continues Mantovani

- we have proof of that everywhere. The Tuscan archipelago

is a magical place where beauty reigns and that has given us the

inspiration for the names of our models”.

zione Isola d’Elba, nata per volontà di un pungo di “visionari”

convinti che l’Elba del futuro non possa prescindere da

una programmazione attenta e condivisa, oltre che dalla

salvaguardia del suo territorio e delle sue risorse.

IT IS LOCMAN TIME

In addition to the harmony of the lines and the refinement of

the design, Locman adds constant technological updating. In

Marina di Campo there is even an Academy for young watchmakers.

Locman might be defined as the “Ferrari” of watches

and in fact, the brand moves fast, even across the Ocean as far

as Japan, with a project called “L’Elbana” that speaks not only

the language of watchmaking, but carrying in its luggage all

the tastes, the beauty, the environment, the Mediterranean

fragrances, all the excellence of the Island. Elba is a magical

place for arrivals and departures and Marco, with other Elban

entrepreneurs, always carry it in their hearts and believe in

sustainable development. In fact Mantovani is the president of

the Island of Elba Foundation, created by the will of a handful

of “visionaries”, convinced that the Island should focus on a

shared future project and on the protection of its environmental

and cultural heritage.

Locman is now an established watch brand all over the world. It

began in the 90s between Milan and the Island of Elba where it

has its administrative headquarters, production and distribution

in Marina di Campo, right down on the harbour where you

can see the horizon. However, Marco Mantovani, the founder of

LIFESTYLE AND SPORT 93


Vele

Il ketch Javelin

-

Gianfranco Vanagolli

Arrivano col vento e col vento se ne

vanno, spesso nel giro di poche ore o

di pochi giorni. Così bisogna opporsi

alla loro fugacità, che è quella di tutte le

cose belle. Lo facciamo da molto tempo,

scrivendone su “Lo Scoglio” e ora anche

su “Enjoy Elba and The Tuscan Archipelago”.

Parliamo delle barche d’epoca

e classiche che si alternano ad ogni

buona stagione ai nostri ormeggi, dove

si lasciano ammirare con la nonchalance

di cui ritengono, a ragione, di avere diritto.

Come il ketch Javelin – un 85 piedi

di 50 tonnellate, 380 mq. di superficie

velica - una vera e propria icona, tra le

barche d’epoca. A disegnarne l’elegantissima

linea fu il celebre Arthur Edward

Payne, che firmò centosessanta progetti,

tutti destinati a restare negli annali del

diporto internazionale. Il cantiere da cui

scese in mare fu il Summers & Payne

di Northam (Southampton). Era l’anno

1897 e sulla Gran Bretagna regnava

ancora felicemente la regina Vittoria.

Accolto nel 1898 nel Lloyd’s Register of

Yachts, l’alcione reclamò il suo posto nel

locale panorama sportivo, tradizionalmente

ricco, partecipando nel 1899 a

una regata nelle acque della Manica, la

classica Cowes-Weymouth, che concluse

con un onorevole secondo piazzamento.

Di ulteriori competizioni che condivise

con altre barche del suo rango lungo il

secolo XX rimane una traccia troppo

labile per essere ricostruita, mentre

appare puntuale l’elenco dei suoi

fortunati armatori, a partire dal primo,

Ert Croxall, lord del Castello di Aldridge

nello Stafforshire, cui seguirono, tra gli

altri, Philippe de Vilmorin, presidente

del Cannes Yacht Club; sir Duncan Hay,

membro del prestigioso Royal Yatch

Squadron; il navigatore Mak Oliver; lo

“Squadron leader” Donald Taylor, che lo

riportò nel Mediterraneo a cinquant’anni

dalla prima volta in cui ce lo aveva

condotto Vilmorin. Tale trasferta venne

sancita ufficialmente con l’iscrizione, nel

1950, al Real Club Nautico di Barcellona

e si parlò con insistenza di un’attenzione

nei suoi confronti della famiglia reale

spagnola. Fu questo, forse, il momento

in cui il ketch conobbe l’apice della

sua notorietà, ma anche l’inizio di un

declino per cui, passato molte volte

di mano senza averne nuovo lustro e,

anzi, progressivamente disceso in zone

d’ombra sempre meno penetrabili, finì

per rimanere abbandonato nel porto

di Soto Grande, nei pressi di Gibilterra

col nome di Javelin of Northam. Nel suo

destino, tuttavia, era scritta una resurrezione,

che venne nel 2002, quando

lo yachtman Hervé Decker lo segnalò

all’imprenditore torinese Daniele Canelli,

che ne fu affascinato e lo acquistò,

affidandolo prima al noto maestro

d’ascia malagueño Fabian Lomez e poi

al cantiere Alto Adriatico di Monfalcone.

Qui un’équipe di architetti e di maestri

d’ascia, facenti capo allo Studio Faggioni

di La Spezia, ne curò amorevolmente il

restauro, che mise insieme interventi

ispirati al più rigoroso scrupolo filologico

e a un necessario ammodernamento nel

comfort e nella sicurezza. Si saldarono

così, senza soluzioni di armonia, nella

coperta, nell’opera viva, nel fasciame e

nei raffinati interni, in una tarsia d’antan

e di nuovo, il teack del Burma, il mogano

dell’Honduras, il Douglas, il Pitch-pine, la

quercia e il castagno. L’alberatura veniva

impostata ex novo attraverso due capi

d’opera del maestro d’ascia Nico Giraldi.

Dal 2007 il prestigioso scafo coglie allori,

quali il premio per il miglior restauro alla

94

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


A sinistra: Acquarello di Patrizia Pellegrini

Sopra: la darsena di Portoferraio

foto ©Daniele Fiaschi

In basso: la vetrina di Boutique Joelle con un

opera di Antonella Avataneo

Barcolana Classic di Trieste e il trofeo La

Belle Classe dello Yacht Club de Monaco.

Tra il 2009 e il 2010 è stata costante la

sua partecipazione a tutti i raduni di

barche d’epoca e classiche del Tirreno. Al

Javelin, nella certezza di un suo ritorno

nelle nostre acque, il “Buon vento!” mio

personale e della Redazione di “Enjoy

Elba and The Tuscan Archipelago”.

SAILING SHIPS ARRIVE

WITH THE WIND

Sailing ships arrive with the wind, and

with the wind they go, often within a few

hours or a few days. Therefore we must

oppose their fleeting nature which is

that of all beautiful things.

Like the Javelin ketch, a true icon among

vintage boats - an 85-foot, 50 ton, 380

sq metres of sail area - designed by Ar-

thur Edward Payne who has signed one

hundred and sixty projects. Launched in

1897 at the Summers & Payne shipyard

in Northam (Southampton), it was

accepted in 1898 into the Lloyd’s Register

of Yachts, taking part in 1899 in a regatta

in the waters of the English Channel,

the classic Cowes-Weymouth coming

in in second place.The first owner was

Ert Croxall, lord of Aldridge Castle in

Staffordshire, followed , among others,

by Philippe de Vilmorin, president of

the Cannes Yacht Club; Sir Duncan Hay,

member of the prestigious Royal Yacht

Squadron; the navigator Mark Oliver;

the “Squadron leader” Donald Taylor,

who brought her back to the Mediterranean

fifty years after the first time

Vilmorin had brought her. In 1950 she

was enrolled in the Royal Nautical Club

of Barcelona and attracted the interest

of the Spanish Royal family, reaching the

height of her fame. After that, she began

passing into the hands of several owners

to be forgotten and a slow decline in

the port of Soto Grande near Gibraltar.

In 2002 it was bought by the entrepreneur

from Turin, Daniele Canelli.

He entrusted it first to the well-known

Malaguayan shipwright Fabian Lomez

and then to the Alto Adriatico shipyard

in Monfalcone. Here a team of architects

and shipwrights headed by the Studio

Faggioni of La Spezia lovingly cared for

the meticulous and faithful restoration,

gaining an award for the best restoration

at the Barcolana Classic Regatta of

Trieste and the trophy La Belle Classe

of the Yacht Club de Monaco, Between

2009 and 2010, her participation in all

the rallies of vintage and classic boats in

the Tyrrhenian was constant.

BOUTIQUE JOELLE A PORTOFERRAIO

Eleganza mediterranea. I costumi più originali, di

tutte le fogge e per tutti i gusti, gli abbinamenti con i

copricostumi più fantasiosi, gli accessori più glamour,

li trovate al Porto Mediceo, Calata Mazzini 18.

JOELLE BOUTIQUE IN PORTOFERRAIO

Mediterranean elegance. The most original costumes, of

every shape and every taste, combinations with imaginative

cover-ups, the most glamorous accessories can all be found

at Porto Mediceo, Calata Mazzini 18.

LIFESTYLE AND SPORT 95


Un vademucum

per l’Elba

-Franco de Simone

www.infoelba.it

L’Isola d’Elba è un luogo di grande

suggestione, dove l’infinita bellezza

della natura lascia spazio al singolare

paesaggio delle miniere e al fascino

incontaminato delle coste e delle

spiagge. Un’isola in cui sono presenti

innumerevoli testimonianze storiche

e culturali che, unite alle straordinarie

possibilità di esperienze e attività

sportive la rendono una meta unica al

mondo. Un posto magico dove scoprire

il gusto dell’esplorazione, che

Infoelba ha voluto raccontare ed esaltare

in questa guida inedita.

Infoelba srl da oltre venti anni lavora

nel settore del turismo, impegnandosi

nel cercare sempre soluzioni nuove e

originali per far scoprire i paesaggi da

sogno, Ie spiagge, i piccoli borghi senza

tempo e l’incantevole natura dell’Elba.

Il network di Infoelba è composto da

numerosi portali turistici: infoelba.it,

che è il sito turistico più completo e

visitato sull’Isola d’Elba, elbaeventi.it, dedicato

a eventi e manifestazioni che si

susseguono tutto l’anno nel territorio

elbano, il blog iloveelba.it, che racconta

l’isola con gli occhi di chi l’ama in

maniera viscerale. Sempre di Infoelba,

e sempre gratuite, sono le APP ormai

indispensabili per vivere al meglio le

vacanze: Elba Traghetti, Elba Eventi ed

Elba Spiagge, quest’ultima dedicata

alla scoperta di tutte le spiagge dell’isola

in maniera smart.

foto ©InfoElba.it

Un po’ nostalgici della carta e un po’

convinti che, per alcuni, una guida cartacea

da sfogliare sia più pratica di uno

smarthphone, abbiamo realizzato la

guida delle Spiagge dell’Isola d’Elba. Le

spiagge sono accuratamente illustrate,

con descrizioni dettagliate, indicazioni

per raggiungerle e parcheggi,

tutti i servizi presenti e i suggerimenti

in base al vento. Quest’anno, dopo il

successo della guida sulle spiagge,

abbiamo realizzato una nuova guida

cartacea dedicata a tutta l’Isola d’Elba.

Infoelba ha ancora una volta voluto

offrire il proprio bagaglio di esperienze

per aiutare tutti gli ospiti dell’isola a

pianificare al meglio la propria

vacanza, esplorandola e suggerendo

esperienze uniche ed emozionanti:

dalle visita alle fortezze, chiese,

monumenti, alle attività sportive nella

natura, fino alle visite guidate e alle

escursioni. Un panorama dettagliato

che non dimentica i sapori della cucina

locale e le diverse opportunità per

conoscere i paesi dell’Elba.

Grazie ai QR Code presenti nella

guida è possibile accedere a ulteriori

contenuti multimediali, come video

e mappe, che facilitano la selezione

delle mete, la creazione di percorsi

di visita e consentono di cogliere il

meglio di ogni luogo, con contenuti

sempre aggiornati! Abbiamo unito così

il piacere della carta all’immediatezza

del multimediale. Arricchiscono la

guida le curiosità e i suggerimenti per

scoprire gli aspetti più insoliti e curiosi

dell’Isola d’Elba e i box di approfondimento

per una trattazione più diffusa

di alcuni temi. Con 260 pagine di testi

e meravigliose fotografie, la guida

Isola d’Elba di Infoelba è la guida più

completa e aggiornata che si possa

trovare. Stampata in formato tascabile

è comoda e pratica, da portare sempre

con sé durante tutta la vacanza!

A GUIDE TO ELBA

The Island of Elba is a place of great

charm where the beauty of nature

gives way to the unique landscape of

the mines and the unspoiled appeal

96

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


of the coast and the beaches. There

are countless historical and cultural

features that, together with the superb

possibilities of new things to do, sporting

activities, make it an unrivalled

destination. It is a magical place to discover

the taste for exploring. Infoelba,

that has been working in the tourism

sector for over twenty years, have

wanted to recount and enhance it in

this new guide. The Infoelba network

is made up of numerous tourist portals:

infoelba.it is the most complete,

well-visited tourist site on the Island

of Elba; elbaeventi.it is dedicated to all

the events that take place during the

year; the iloveelba.it blog recounts it

through the eyes of those who love it.

Essential Apps for holidays on Elba

are Elba Ferries, Elba Events and Elba

Beaches, the latter dedicated to the

discovery of all the beaches of the

island in a smart way. The paper form

of the guide is also full of information

and images about the beaches,

with precise instructions on how to

reach them, parking availability, all

the services on offer and suggestions

based on the wind direction of the

day. With their latest guide, Infoelba

helps you to explore Elba by having

new, exciting experiences, helping

your guests to best plan their holiday.

It explains how to visit churches and

monuments, which sporting activities

are in the open air, where to take part

in guided tours and excursions. It is a

detailed overview that does not forget

the tastes of the local cuisine while

discovering the Island villages.

Thanks to the QR code you can access

additional multimedia content,

in-depth analysis, videos and maps

that help in the selection of destinations,

planning routes so that you can

get the best out of each place, keeping

you up to date. Some boxes with give

more details on some themes. With

260 pages of texts and wonderful

photographs, Elba Island is the most

complete and updated guide that you

can find. Printed in a pocket edition, it

is practical to carry with you throughout

your entire holiday.

In alto a sinistra: Il golfo di Portoferraio

In basso a destra: la Spiaggia di Cavoli

foto ©InfoElba.it

AMBIENTE 97


Porto Sole Rooms B&B

a Portoferraio

Porto Sole rooms

PORTOFERRAIO - Isola d’Elba

www.elbaportosole.com

mob + 39 388 7433736

Ai viaggiatori, oppure se preferite chiamarli ospiti, piace

assaporare il luogo che hanno deciso di visitare, condividendolo

con chi ci vive da sempre e lo conosce bene. Che sia

un giorno o un periodo più lungo, sentirsi accolti e coccolati

fa bene all’anima e aiuta a superare quella sottile incertezza

che suscita un luogo nuovo. Cosa fare, cosa vedere, dove

assaggiare un buon piatto locale, come muoversi: per chi

arriva all’Elba un consiglio, e persone amiche, sono sempre

graditi.

Nel centro storico di Portoferraio da qualche anno, è nato

Porto Sole rooms: un piccolo b&b che i proprietari, Anna e

Davide, hanno voluto aprire per condividere la bellezza di

questa isola dove sono nati con i viaggiatori di tutto il mondo.

Porto Sole, è una piccola struttura composta da quattro

camere dove il mare si riflette sulle pareti e sul soffitto: un

acquario di serenità e luce.

“Porto” simboleggia l’idea del riposo che evoca un approdo.

“Sole”, quello che illumina le grandi finestre ogni sera teatro

di spettacolari tramonti. Le stanze spaziose e climatizzate

hanno tutte bagno privato e vista mare. L’arredamento,

curato nei particolari, è sobrio ma raffinato. L’accoglienza

familiare ma rispettosa. La prima colazione è all’italiana,

con pasticceria e pane fresco. Ad accogliervi tutto l’anno

troverete Anna e la sua famiglia, tutti ancora si ricordano il

primo ospite: un francese arrivato senza valigie, solamente

con una un’ elegante borsa di stoffa, ciabatte e cappello.

Jacques torna tutti gli anni con lo stesso minimo bagaglio.

Gli basta per sentirsi a casa.

PORTOSOLE B&B

For some years now, in the old town centre of Portoferraio,

the Porto Sole rooms have been open: the owners, Anna and

Davide wanted to start this small B&B to share the beauty

of their native island with travelers from all over the world.

Porto Sole is a small property with four rooms where the

sea is reflected on the walls and on the ceiling: it is an aquarium

of serenity and light. “Porto” gives the idea of rest that

comes from a harbour. “Sole” for the sun that illuminates

the large windows every evening with spectacular sunsets.

The spacious, air-conditioned rooms all have a private bathroom

and a sea view. The furniture, sober but refined, has

been studied in detail. The greeting is warm and courteous.

The breakfast is Italian with pastries and fresh bread. Anna

and her family are there to welcome you all year round.

foto © Nena&TomyPhotography

98 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Bellezza in tavola

Piazza Cavour 44

Portoferraio

Alla passione per il vino Serena ha unito la passione per le

forme e la bellezza. Durante una visita al Bargino, nel bel

ristorante dell’azienda Antinori, Serena rimase colpita dagli

oggetti che erano in vendita nello Shop: eccellenze del made

in Italy dove troneggiavano le belle e colorate creazioni

di Marioluca Giusti, leader fiorentino dell’interior design,

estremamente innovative per l’uso dei materiali acrilici

pur mantenendo le armoniose forme classiche. Amore per

l’antico e fascino del nuovo. Calici, brocche, vasi coloratissimi,

ad imitare le forme perfette del cristallo. Collezioni che

si arricchiscono ogni anno, adatte ad ogni ambientazione,

dagli yacht ai giardini, dalle eleganti sale da pranzo al buffet

bordo piscina.L’arredo della tavola, si sa, fa parte dell’ospitalità

e del rito del cibo. Nasce così il negozio in Piazza Cavour

dedicato agli oggetti, quelli da accarezzare con lo sguardo

senza mai stancarsene. Oltre alle collezioni di Marioluca

Giusti si trovano manufatti con il prestigioso marchio Bitossi,

o l’estrosa collezione di accessori per la tavola disegnata

dal duo italo-greco Ctrlazak per Seletti: due culture che si

uniscono, piatti divisi a metà, in una porcellana new bone

china. Un angolo di Italian Lifestyle con oggetti ed accessori

adattissimi per un regalo, utile ma raffinato. Se entrerete

per curiosare negli scaffali, e ci sarà l’imbarazzo della scelta,

non riuscirete ad andarvene a mani vuote.

BEAUTY ON THE TABLE

Serena has combined her passion for wine with a passion

for shapes and beauty. She loves the excellence of Made in

Italy such as the gorgeous coloured creations by Marioluca

Giusti, a Florentine leader in interior design, innovative for

the use of acrylic materials while maintaining the harmonious

classic shapes. Love for the old and appeal for the

new. Goblets, jugs, colourful vases all imitating the perfect

shapes of crystal. Collections suitable for any setting, from

yachts to gardens, from elegant dining rooms to poolside

buffets. The table setting is part of the ritual of eating. This

is how the shop in Piazza Cavour came about, dedicated

to objects, those to be caressed with a gaze without ever

tiring. In addition to Marioluca Giusti’s collections, there are

objects of the well-known Bitossi brand, or the whimsical

collection of table accessories designed by the Italian-Greek

duo Ctrlzak for Seletti, two cultures that come together,

plates divided in half in a single, refined porcelain new bone

china.

Shop Piazza Cavour 44 - Portoferraio

+39 0565 916380 - +39 3358113208

www.calatamazzini15.it

info@calatamazzini15.it

FB E INSTAGRAM @calatamazzini15

LIFESTYLE AND SPORT 99


-Cosimo Michelotti

Baia

Bianca

Suites

alla Biodola

Bellezza, gusto, armonia, tranquillità, cura, educazione e…

un’accoglienza calda e gioviale. Parole che rappresentano

desideri accarezzati per tutto l’anno, condite dalla voglia

di staccare per trovare un luogo dove raccogliere le forze e

rigenerarsi.

Baia Bianca Suites ti accoglie e ti accarezza già al primo

sguardo per il paesaggio in cui è immerso il resort, appoggiato

com’è nella natura, luogo sognato, dove si cammina a

piedi nudi per ritrovare le emozioni antiche.

Intrigante e romantico, è l’ ideale per chi ama lo sport e la

vita all’aria aperta, ma anche il riposo e la privacy. Arredi di

gusto, una cornice di oggetti di design, un lusso educato e

sensuale, gli ospiti riservati e gentili, il personale accogliente

e rispettoso, sono gli ingredienti di un soggiorno all’insegna

della qualità, garantita dalle cinque stelle. Luogo ideale

di sicuro successo per eventi o serate intime, è il ristorante

B.Bistrot, una vera oasi culinaria sul mare. Accarezza tutti i

sensi per il profumo, i colori, la ricercatezza dei suoi piatti

del creativo e abile Chef Marco Miarelli, che mescolano i

profumi della cucina con quelli della macchia verdeggiante

e del mare che ammicca a pochi metri. Non perdetevi un

aperitivo al tramonto o una cena gourmet per un’occasione

speciale, il locale è accessibile a tutti, il menù impareggiabile

e l’atmosfera di grande charme con il Maitre Luca Buluggiu

che vi accompagnerà con classe e raffinatezza.

Simona Sardi, General Manager foto ©FrancescaPagliai

Se deciderete quindi, di regalarvi un soggiorno taylor made,

potete contare sulla professionalità ed eleganza del Sales

Manager Francesco Campagna, che vi accoglierà con tutto

lo Staff, si prenderà cura di voi suggerendovi le opportunità

che l’Elba e la Toscana offrono. Il Baia Bianca vi aspetta con

la sua spiaggia privata, fitness room, SPA, piscina, salottini

nei gazebo vista mare, servizio e pulizia impeccabile

guidato dall’ospitalità e la grazia dell’Housekeeper Tiziana

Romano nel rispetto alla lettera delle regole sulla sicurezza.

100

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Un binomio per l’Elba.

La sinergia al top fra l’Elba e Punta Ala è

la novità di questa estate. Sarà possibile

raggiungere, con lo yacht privato del Baia

Bianca, lo Yacht Club di Punta Ala per un

aperitivo esclusivo con il suo Presidente, per

una giornata nel campo da Polo o in quello da

Golf da 18 buche che ha appena inaugurato la

nuova Club House, per finire, è il caso di dirlo,

“in bellezza”, nella SPA di mille metri quadrati

del prestigioso Golf Hotel.

Da quest’anno è possibile noleggiare uno yacht per escursioni

in mare aperto: dieci metri, ultimissima generazione,

dotato di ogni comfort e lussuose rifiniture. Un’occasione

per vedere l’Elba da un’altra prospettiva, con il suo arcobaleno

di coste e spiagge colorate.

Rimane consolidata la gestione di qualità e stile di Simona

Sardi, General Manager. Un’esperienza che viene da lontano,

la sua, e una irrefrenabile voglia di inventare sempre

qualcosa di nuovo per il benessere dei suoi ospiti. Riuscirà a

stupirvi anche se pensavate di aver già visto tutto nel mondo:

può darsi, ma vi mancava questo angolo di Paradiso.

Località La Biodola 16, Portoferraio

+39 0565 969916

www.baiabiancasuites.it

IG: @baiabiancasuites

BAIA BIANCA SUITES

LA BIODOLA

Beauty, taste, harmony, tranquility, care, courtesy and… a

warm, cheerful welcome. All this can be found at the Baia

Bianca Suites, a dream location in natural surroundings

on Biodola Beach. Intriguing and romantic, it is ideal for

those who love sport and the outdoor life, but also for

rest and privacy. This “five stars” is tastefully furnished,

decorated with designer objects, full of sensual, cultured

luxury, guests who are reserved and considerate, the

staff who are careful and willing, like the Sales Manager,

Francesco Campagna, the Housekeeper Tiziana Romano,

the Chef Marco Miarelli and the Maitre Luca Buluggiu. You

really must try an aperitif or a gourmet dinner in the lovely

BBistrot restaurant, a real culinary oasis on the sea, suitable

for these special moments, it is open to all, the menu is

unrivalled and the atmosphere full of charm.

If you decide to make yourself a present of a tailor-made

stay, you will find everything you want: beach, fitness, Spa,

Sky service, swimming pool, private parking place, lounges

in the gazebos overlooking the sea. You can hire a yacht

for sea trips and see the island from a new perspective.

You will be looked after by Simona Sardi, the general

manager, always taking care of your requests and your wellbeing.

She will be able to surprise you and make you live

unforgettable emotions in this corner of paradise.

A combination for Elba

The novelty of this summer is the best collaboration

between Elba and Punta Ala. With Baia Bianca’s private

yacht, it will be possible to reach the Yacht Club of Punta Ala

for an exclusive aperitif, a day on the Polo courses, a round

on the 18 hole Golf Course or else for an evening in the

newly inaugurated spa of the exclusive Golf Hotel.

LIFESTYLE AND SPORT 101


-Patrizia Lupi

Elba Wedding Style

celebra l’amore e la

bellezza

Un sogno non può essere vissuto che

in un luogo da sogno. La bellezza rende

l’anima più leggera, i sensi si accendono

stimolati dalla natura e dai profumi,

il pensiero si fa positivo e quell’attimo

di pura gioia rimane impresso per

sempre, nel bagaglio della memoria.

Qualsiasi cosa accada sarà stato vissuto

con gioia e pienezza, e la felicità, si

sa, è fatta di istanti.

Ci sono momenti che meritano una

cura speciale. In particolare quando si

celebra l’amore. Che sia appena scoperto,

promesso, dichiarato, rinnovato,

è comunque magica quella speranza

di infinito che accomuna due persone.

Insieme, potranno affrontare più

salde, il futuro, dichiarandosi disposte

a condividere anche inquietudini e

difficoltà ma affogandole in un mare

di disponibilità, comprensione e tenerezza.

Essere felici in coppia, con le

sole persone care strettissime, con una

intera famiglia, con gli amici di una

vita: la felicità va condivisa, altrimenti

che felicità è? Per questo nascono le

feste, le cerimonie, che già nel nome

hanno un che di sacro, ricordano riti

propiziatori e preghiere. C’è chi nasce

con un talento, quello di accudire gli

altri, per accompagnarli nei momenti

di gioia per facilitare la riuscita del rito,

risvegliando le emozioni. E’ il caso di

Silvia Sottocasa che ha scoperto il suo

talento, e le sue incredibili capacità

organizzative, nel prendersi cura della

felicità degli altri, amplificandola in un

contesto di bellezza. Wedding Planner

certificata secondo la Pdr 61:2019 di

UNI, aderente all’Associazione Italiana

Wedding Planner, ricercata sulle Isole

e in “continente”, con un target non

solo italiano ma internazionale, Silvia

prima di organizzare uno dei giorni più

belli della vostra vita, interpreta i vostri

sogni. Coppie di tutte le età, con gusti

e abitudini diverse, di ogni lingua o

religione, troveranno quello che fa per

loro, consigliati e seguiti passo passo

dal primo approccio per coltivare l’idea

al saluto quando il sipario si chiuderà

su un evento memorabile.

Può accadere di tutto durante un

evento organizzato da Silvia, anche

qualcosa di magico. Come è successo

sulla spiaggia di Straccoligno, alle ore

18,18 del 18 agosto 2018, pratica comunale

n. 18, matrimonio organizzato

tutto in bianco in una delle spiagge più

selvagge dell’Elba.

Forse le tartarughe caretta caretta

che da tempo non nidificavano più

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


A sinistra: Matrimonio a Pianosa e Matrimonio a

Cala Giovanna, Pianosa foto ©AngelaGiusti

In alto: Matrimonio a Straccoligno

foto ©StudioFotoRidi

In basso: Matrimonio a Marciana Marina

foto ©Nena&TomyFotografi

sull’Isola hanno pensato che quelle

centoventi persone partecipassero ad

una cerimonia sacra, per ringraziare la

natura di tanta bellezza. E così hanno

deciso di schiudere le loro uova in quel

momento. Aprendosi a nuova vita, per

raggiungere il loro elemento, il mare,

chiudendo il ciclo naturale della nascita

che è il compimento dell’amore.

Mare, ma anche campagna, bosco, borgo

incantato, pieve romantica, antica

fortezza, spiaggia con i colori dell’arcobaleno,

ognuno può scegliere il proprio

habitat preferito per condividere la

felicità. Da un matrimonio “ecologico e

sostenibile” dove tutto è rigorosamente

a km 0 e plastic free, utilizzando le

risorse del territorio e attingendo ai

piatti della tradizione enogastronomica

isolana, alla festa sulla terrazza più

romantica con il più bel tramonto

nell’ hotel più charmant dell’Isola,

Silvia offre una gamma inesauribile

di opportunità. All’Elba o nelle altre

meravigliose Perle del Tirreno perchè

ognuna è diversa, ha il proprio carattere,

rispecchia diverse emozioni e

aspettative. Silvia le conosce a menadito,

le ha scoperte fin da piccola, sia da

mare che da terra. Forse per questo ha

pensato ad organizzare eventi anche in

mare, barche a vela, catamarani, yacht,

con un numero più limitato di persone,

per cerimonie più intime dove il viaggio

fa parte della festa, ed è anche luna

di miele. Chi invece preferisce stare

con i piedi in terra avrà il previlegio di

vivere la propria festa in una villa di

quelle che si vedono nei film, proprio a

picco sul mare.

Un plus che Silvia non vi farà mancare

se deciderete di contattarla per

organizzare il vostro evento, saranno

i consigli. Escursioni guidate alla

scoperta dei posti più belli e meno

conosciuti delle Isole, programmi di

attività per l’intero soggiorno di ospiti

e festeggiati, servizi dei più vari, dai

trasporti alla baby sitter, ai celebranti

EOMI autorizzati e riconosciuti dallo

stato italiano a celebrare in qualsiasi

luogo. Essere felici significa anche

essere senza pensieri o incombenze.

LIFESTYLE AND SPORT 103


Potete stare sicuri che Silvia risolverà

ogni problema grazie alla sua disponibilità

e alla squadra di persone che

lavorano con lei e che hanno la stessa

mission: dare la massima soddisfazione

alle persone che credono in loro.

Silvia da vent’anni abita all’Elba innamorata

dello “scoglio” e di Alessandro,

con le due figlie Giulia e Nicole, e qui

riesce a conciliare la famiglia con il

lavoro, perchè le donne riescono a fare

per amore anche l’impossibile. Lei è

un’ambasciatrice dell’Arcipelago, lo

promuove e lo valorizza, perché sa

bene che chi sarà felice una volta vorrà

ripetere per sempre quel momento, e

tornerà a cercare sè stesso e la propria

emozione in quel luogo. Lo racconterà

ai figli ed agli amici che torneranno

anche loro per rivivere la stessa

esperienza. Un’opportunità in più,

per il territorio, dove alle meravigliose

città d’arte o alle conosciute dolci

campagne senza tempo, si aggiunge

il territorio incontaminato delle Isole

che suscitano stupefatta meraviglia e

continuo desiderio.

ELBA WEDDING STYLE CELEBRATES

LOVE AND BEAUTY

A dream can only be lived in a dream

location. Beauty lightens the soul, the

senses awaken stimulated by nature

and perfumes, thoughts become positive

and that moment of pure joy remains

etched forever in our memory.

There are moments that deserve

special care. Especially when we are

celebrating love, when two people are

making a promise of infinity to each

other. Together, they will be able to

face the future more steadily. As a couple,

with only the closest loved ones,

with an entire family, with friends of

a lifetime, happiness must be shared,

otherwise what happiness is it? This is

why we organize parties.

Some people are born with a talent,

that of looking after others, to accompany

them in their moments of joy.

This is the case of Silvia Sottocasa who

discovered her talent and her incredible

organizing skills when taking care

of the happiness of others, elaborating

it in a context of beauty. She is a certified

Wedding Planner according to the

Pdr 61:2019 of UNI, member of the Italian

Wedding Planner Association and

is much sought after on the Islands

and on the mainland with a target not

only Italian but international.

Couples of all ages, with varying tastes

and habits, of every language or religion,

will find what is right for them,

advised and followed step by step from

their first approach to cultivate the

idea of their final greeting when the

curtain comes down on a memorable

event. Anything can happen during

an event organized by Silvia, even

something magical. This happened on

the Straccoligno Beach at 18:18, August

the 18 th , 2018, Municipal practice number

18, an all-white wedding organized

on one of the wildest beaches on the

Island of Elba.

Perhaps the loggerhead turtles that

had not nested on the island for some

time thought that those one hundred

and twenty people were taking part in

a sacred ceremony thanking nature for

so much beauty. So they decided to

hatch their eggs at that moment in

time. Sea, but also countryside, woodland,

an enchanted village, a romantic

parish church, an ancient fortress, a

beach with the colours of the rainbow,

everyone can choose his favourite

locality to share his happiness. From

an “ecological, sustainable” wedding

to a party on the most romantic

terrace with the most amazing sunset

in the most charming hotel on the

island, Silvia offers an infinite range of

opportunities. On Elba or in the other

wonderful Pearls of the Tyrrhenian

Sea. This is why she also organizes

events by boat where the journey

becomes a honeymoon. Or in a villa

overlooking the sea like in a film. Silvia

will arrange a calendar of excursions

for you to discover the secrets of the

Islands with your guests. She will offer

all kinds of services from transport to

babysitting, from interpreters to EOMI

celebrants authorized and recognized

by the Italian state to celebrate in any

location. She will solve all your problems,

thanks to the willingness of her

whole team of experts.

Silvia is an ambassador of the Archipelago,

she promotes and enhances

it because she knows well that those

who are happy once will forever want

to repeat that moment and will come

back to look for themselves and their

emotions in that place. Elba Wedding

Style is one of those excellences that is

good for Elba, Tuscany, hosting you in

an uncontaminated location that still

arouses wonder and desire.

Al centro: foto ©Nena&TomyFotografi

104

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Alessandro Gentini:

un ambasciatore

del turismo elbano

Maria Gabriella Bassani

le vacanze erano lunghe villeggiature e gli

ospiti diventavano habituè: all’ Hotel Elba

continuano tuttora a venire figli e nipoti dei

vecchi clienti.

Alessandro Gentini, oltre a gestire alberghi

e un’agenzia immobiliare, è impegnato nella

vita associativa e nella promozione dell’Isola.

Alessandro ha una visione strategica

d’insieme, per migliorare l’offerta turistica

elbana: per chi ama il golf un campo a 18

buche, invece che 9, o centri benessere e

termali in tutte le stagioni, ed anche marine

bene organizzate per la nautica da diporto.

Recandosi all’estero per l’Associazione

Albergatori elbani, continua a pubblicizzare

tutta l’Elba coinvolgendo le pubbliche amministrazioni,

le associazioni e l’ imprenditoria

partendo da un elemento che ritiene

fondamentale: l’aeroporto.

Nel frattempo, il mondo cambia: ai tedeschi,

svizzeri ed austriaci, tradizionali amici

dell’Elba, si aggiungono nuovi visitatori da

tutta Europa. Quasi tutti i viaggiatori oggi

chiedono pacchetti all inclusive, comprensivi

di viaggio e soggiorno, ma anche

aeroporto ed efficienti servizi di trasporto

pubblico.

La carenze logistiche del settore trasporti

non fermano Gentini, che punta ad una

sempre maggiore visibilità attraverso i

network televisivi e i social mostrando le

bellezze naturali ed il variegato patrimonio

storico-artistico. Ma pensa anche al futuro

ed all’occupazione sull’Isola, dove sarebbe

possibile un turismo tutto l’anno, creando

le competenze necessarie. Punta sui

giovani e sulla formazione universitaria,

specialmente nel marketig del turismo,

grazie a contatti con l’Università degli Studi

Niccolò Cusano per la creazione di un campus

proprio a Marina di Campo.

Un esempio di professionalità e preparazione

in questo vitale settore economico è

dato proprio da sua figlia Romina che, dopo

gli studi all’estero, ha deciso di vivere qui e

proseguire l’attività paterna nella gestione

alberghiera. Mai come ora il turismo elbano

ha bisogno di persone pronte ad affrontare

una realtà in continua trasformazione

con nuovi mezzi ed energie, superando le

carenze del passato. Soprattutto con una

visione d’insieme che colleghi l’Elba

all’Arcipelago e alla Toscana.

Negli anni ‘70 l’Elba visse una mitica età

dell’oro, sulla scia di quei favolosi Sixties che

avevano inaugurato un modo spensierato

di vivere le vacanze.

E’ proprio allora che la famiglia Gentini

apre a Marina di Campo l’Hotel Elba, gestito

in maniera familiare per accogliere più

che turisti, ospiti desiderosi di conoscere

l’isola. Una sorta di boutique hotel per chi

cercava luoghi tranquilli di dimensioni

contenute. A questo si è aggiunto, proprio

di fronte, il Residence dei Fiori. In passato

ALESSANDRO GENTINI: AN AMBASSA-

DOR FOR ELBAN TOURISM

Tourism on Elba began in the seventies in

the wake of the economic boom and the

new way of having a holiday. Alessandro

Gentini’s family started with a “boutique”

hotel, the Hotel Elba on the road into

Marina di Campo and later with the nearby

Residence dei Fiori. His guests came back

year after year and even today, relatives

continue to return.

Gentini also has a real estate agency, La

Torre, in the centre of town and represents

the Elban Hoteliers Association as an

“ambassador” in Italy and abroad.

His is an overall strategy, to make Elba a

desirable destination not only for Germans

and Austrians but by all European citizens.

To improve the range of facilities, he would

focus on spa tourism, golf and sailing which

can be available all the year round. Above

all, concentrating on the airport to improve

connections with the world.

In addition to promoting its beauty and

the wealth of its environmental, historical

cultural heritage, on social and tv networks,

Gentini looks to the future towards the

training of young Elbans in tourism marketing.

His contacts with the Niccolò Cusano

University could lead to the creation of

a Campus in Marina di Campo. Having

studied abroad, his daughter Romina is following

in the footsteps of her father and her

grandparents; young, vital energy that will

bring new ideas to this important sector.

Hotel Elba - Residence dei Fiori

Via per Portoferraio, 319

57034 Marina di Campo

Tel +39 0565 976224

Email: info@hotelelba.it

www.agenzialatorre.it

LIFESTYLE AND SPORT 105


VIlla Ottone a Portoferraio

Alessandro Talini

Sembra di vederla, la marchesa Vittoria Altoviti Avila Toscanelli fra gli eucalipti

di Villa Ottone con l’amato figlio Giovan Battista, respirare quell’aria salmastra

che prometteva salute e quiete e conversare con gli amici giunti da Firenze nel

paradiso elbano, che era diventato ispirazione e fonte delle sue letture e dei suoi

appassionati studi scientifici. Nei suoi salotti, era frequente incontrare scrittori e

poeti come Giuseppe Giusti, Edmondo De Amicis, Renato Fucini, il pittore Antonio

Ciseri, i macchiaioli Telemaco Signorini, Eugenio Cecconi e molti altri. Amica

di scienziati come il diatomologo conte Francesco Castracane degli Antelminelli

e l’algologo Francesco Ardissone, la marchesa si dedicò per nove anni all’esplorazione

della flora marina dell’Elba e delle isole vicine, che le furono compagne in

quel decennio, sul finire del XIX secolo.

Quel palazzo signorile, costruito a un passo dalla spiaggia, nei fertili terreni

dell’Ottone, non ha perso nulla della sua grazia e della sua struggente bellezza,

con i colori del cielo e del mare che si riflettono nelle grandi vetrate, inquadrature

diversamente perfette di un’unica bellezza.

L’accoglienza che riserva la Villa ai suoi “moderni” ospiti è pari alla storia del

luogo.

L’Hotel offre ai visitatori un percorso, individuato dallo scrittore e cercatore

d’alberi Tiziano Fratus, che conduce alla scoperta di alcune bellezze botaniche

del parco secolare. Il giardino ben curato, le camere eleganti e luminose, il bar

accogliente ad ogni ora del giorno, il ristorante con un menù ricco di sapori, la

106

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


gentilezza dello staff, il silenzio ovattato del tempo, che

sembra essersi fermato a riposare, sono gli ingredienti di

un soggiorno unico sull’Isola. Camere e Suite della Villa

sono improntate all’eleganza e alla ricercatezza, con pezzi

di antiquariato, tessuti preziosi e naturali, affreschi nelle

camere romantiche e nei saloni. Sobrie ma raffinate quelle

nei cottage, con terrazze immerse nel parco. Accogliente

la SPA, che assicura equilibrio e benessere con trattamenti

personalizzati. I servizi sono molteplici, dalla spiaggia

privata con terrazza panoramica e taverna sul mare, al mini

club per i più piccoli, al campo da tennis. Il campo da golf

a 9 buche è a soli 3 km. Se volete anche solo un assaggio di

quello che vi verrà proposto a Villa Ottone per una vacanza

indimenticabile, vi consiglio una sosta al Ristorante del

Parco o all’Ottonella, a bordo piscina. Menù ricco e raffinato

dove l’eccellenza è d’obbligo. Si basa su un’accurata selezione

delle materie prime e una cucina ricercata che predilige

prodotti e pescato locali. Potete arrivarci dal mare, attraccando

al bel pontile che ricorda approdi d’altri tempi. E non

perdetevi un aperitivo di gran classe al Bar della Villa, con

tramonti, cocktail fantasiosi e la simpatia esuberante di Paolo.

Chi assaggia una delle sue “pozioni” ne rimarrà stregato.

You feel you can catch a glimpse of the Marquess Vittoria

Altoviti Avila Toscanelli among the eucalyptus of Villa

Ottone with her beloved son Giovan Battista, breathing that

salty air that promised health and tranquility, chatting with

friends from Florence in the Elban paradise where she had

spent nine years exploring the marine flora of Elba and the

foto ©AndrèSilingardi

neighboring islands at the end of the 19th century.

That stately mansion, built a stone’s throw from the beach

in the fertile grounds of Ottone, has not lost any of its grace

and poignant beauty with the colours of the sky and the sea

reflected in the large windows, differently perfect shots of

a single beauty. The well-kept garden, the elegant, bright

rooms, the welcoming bar at any time of day, the restaurant

with a menu full of tasty dishes, the kindness of the staff,

the muffled silence of time which seems to have stopped

to rest, all these are the ingredients of a unique stay on the

island. The Rooms and Suites of the Villa are elegant and

sophisticated, with antiques, precious, natural fabrics, frescoes

in the romantic rooms and in the lounges. Sober but

refined those in the cottages, with terraces set in the park.

The Wellness Centre ensures balance and well-being with

personalized treatments. There is a variety of services from

the private beach with a panoramic terrace and a tavern

on the sea, to the mini-club for the little ones to the tennis

court. The 9-hole golf course is only 3 kilometres away.

If you just want a taste of what will be offered at Villa Ottone

for an unforgettable holiday, I recommend a stop at the

Park Restaurant or Ottonella by the pool. The menu is rich

and refined and excellence is essential. There is a careful

selection of ingredients and a refined cuisine that uses local

produce and freshly caught fish. You can reach the Villa by

sea, docking at the charming pier that reminds us of landings

of bygone times. You must not miss a classy aperitif at the

Bar della Villa with Paolo’s imaginative cocktails and lively

geniality. Whoever tastes one of his “potions” will remain

bewitched.

Località Ottone - Portoferraio,

Tel +39 0565 933042

Email: hotel@villaottone.com

www.villaottone.com

LIFESTYLE AND SPORT 107


Banca dell'Elba:

operazione fiducia

Ēlvira Arnaldi

Un gioiello l’Isola, bella per quanto

dura era la vita dei suoi abitanti,

un tempo, costretti a strappare allo

scoglio e alla montagna minerali,

graniti e lembi di terra dove coltivare

quel che cresceva, viti e castagni, orti

e frumento che davano raccolti a volta

generosi a volte magri, quando i pirati

non facevano razzia di tutto, uomini e

donne compresi.

La natura generosa e aspra aveva

insegnato loro, da sempre, a far tesoro

di quel che si raccoglieva in tempi d’abbondanza,

per non trovarsi in difficoltà

se la ruota della fortuna girava al contrario.

Che fosse sotto il mattone o la

cassaforte della banca, tutti, o meglio

quelli che avevano la fortuna di poter

accantonare qualcosa, avevano risparmi

per far studiare i figli, elemento di

riscatto sociale ed economico, o per il

medico o per il corredo della ragazza

da maritare. I “possidenti” che erano

proprietari di pezzetti sparsi di vigna,

orti e bosco, di solito investivano in

terra, i pescatori in barche, i minatori

in strumenti di lavoro, gli allevatori

nel gregge, consolidando attraverso i

loro saperi le tradizioni ereditate dalla

famiglia. Forse per questo, fin dal suo

nascere, la Banca dell’Elba, una banca

di Credito Cooperativo tutta isolana, ha

raccolto tanti consensi. E’ stato come

avere il libretto di risparmio del nonno

sotto il materasso. Un rapporto fatto di

fiducia e rispetto, come quando bastava

una stretta di mano per concludere

gli affari. Nata l’8 maggio 1997 e operativa

dal 1 giugno 1998 con due filiali,

foto ©AndreaAmato

a Capoliveri e Portoferraio, la Banca è

partita da un progetto “visionario” su

iniziativa di un comitato promotore

composto da privati, aziende e categorie

economiche. Tutti rappresentati

ancora oggi dai nove membri del Consiglio

di Amministrazione, presieduto

da Luca Bartolini, imprenditore storico

del turismo e autorevole esponente di

quell’imprenditoria sana e laboriosa

che ha permesso all’Isola ed ai suoi

abitanti di affrancarsi dal bisogno,

adattandosi ai tempi nuovi dell’industria

turistica, ma non solo, e sfidando

la globalizzazione. Dal 2006 è operativa

la terza filiale a Marina di Campo.

Oggi sono più di 1700 i soci e continuano

a crescere, come i correntisti.

Gli addetti sono rigorosamente elbani,

senza togliere niente a chi viene dal

“continente” al quale si guarda sempre

per imparare qualcosa di nuovo. Ma

portare insieme i figli sulla spiaggia,

incontrarsi al panificio o al bar dopo il

lavoro, condividere il tempo libero e le

passioni, non lascia scampo all’anonimato.

Ognuno è responsabile di quel

che fa, anche verso i clienti, che spesso

sono anche amici. Ci si mette la faccia.

La parola d’ordine è “fiducia”.

Quella fiducia che ha permesso alla

Banca di crescere costantemente negli

anni e di creare valore , aumentando

il patrimonio e i mezzi propri, fondamentali

per fornire le garanzie al

sistema, ma anche da ridistribuire con

attenzione ai soci e al territorio.

Lo spirito solidale dei vecchi isolani

sempre uniti nelle avversità, il forte

senso identitario di comunità, l’orgoglio

e la tenacia del carattere elbano si

esprimono nello Statuto della Banca

che persegue non solo finalità

economiche ma delinea precisi scopi

sociali e mutualistici, per favorire lo

sviluppo del territorio, aiutando e consigliando

chi decide di investire sullo

“Scoglio” entrando a far parte del suo

tessuto sociale che da sempre accoglie

persone provenienti da luoghi diversi,

integrandole. Senza dimenticare ogni

anno, con azioni di beneficenza e mutualità,

chi ne ha più bisogno.

108

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


ones. Whether it was under a brick or

in the safe in the bank, they all tried to

save for their children’s studies or for

the doctor or for weddings.

It might well be for this reason that,

since it was established, the Bank of

Elba, an island bank of Cooperative

Credit, has become popular. It was like

having Grandfather’s savings account

under the mattress, a relationship of

trust and respect, like when a handshake

was enough to conclude business.

Founded on May 8th, 1997 and

operational since June 1st 1998 with

two branches, Capoliveri and Portoferraio,

the Bank came from a “visionary”

project on the initiative of a promoter

committee made up of individuals,

companies and economic categories.

All this is still represented today by

the nine members of the Board of

Directors, chaired by Luca Bartolini,

an established business man and

well-respected representative of that

healthy, laborious entrepreneurship

that has allowed the island and its

inhabitants to free themselves from

need, adapting to the new times of the

tourism industry, but not only, and

challenging globalisation. The third

branch in Marina di Campo has been

operational since 2006. Today there

are more than 1,700 members and the

number of current account holders

continues to grow. The employees are

strictly from Elba and this makes them

more responsible towards their fellow

citizens.

THE BANK OF ELBA: OPERATION

TRUST

From ancient times, the inhabitants

of Elba have had to fight for a living,

ripping the soil away from the granite

to be able to cultivate vines and a vegetable

garden, digging in the mines,

relying on the sea for fish, when the

pirates did not come along to plunder

it all. The generous but difficult nature

of the island taught them to treasure

what they had in good times so that

they would not be in trouble in bad

The key word is “trust”, that trust that

has allowed the Bank to grow steadily

over the years, creating value and

increasing its assets and its own resources

which are essential to provide

guarantees to the system but also to

be carefully redistributed to members

and to the territory. The spirit of

solidarity of the old islanders always

united in adversity, the strong sense

of identity of the community, the pride

and tenacity of the character of Elba

are expressed in the Statute of the

Bank that pursues not only economic

purposes but also outlines precise

social, mutual aims to promote the

development of the territory.

www.bancaelba.it

+39 0565 979083

LIFESTYLE AND SPORT 109


-Patrizia Lupi

Prenotazioni24:

dall’Elba in rete con l’Europa

Se volete parlare di rete, chiedete a Silvia

Cioni. Immaginando tante linee che

dall’Elba si connettono con il mondo, il

centro, il punto di partenza, lo trovate a

Casa del Duca. Come? Dove? A Portoferraio,

in quel grande open space che

assomiglia ad un mappamondo - perché

il mondo ormai è un open space -

dove oltre settanta persone si connettono

con tutta Europa, per trovarvi la

soluzione giusta per la vacanza giusta,

togliendovi ogni preoccupazione,

rassicurandovi sull’itinerario. Prenotazioni24,

vi trova il traghetto migliore al

prezzo migliore, per ogni destinazione:

punto di riferimento e primo operatore

in Italia per le prenotazioni traghetti

è fra i primi tre in Europa. Che sia

l’Arcipelago Toscano o le Baleari, che

sia la Grecia, la Croazia o l’Albania, la

Francia, la Sardegna, la Sicilia o le isole

sorrentine, sarete connessi in un batter

d’occhio con il biglietto pronto da

stampare o salvare sullo smartphone.

Per Silvia - figlia “d’arte” di uno dei

primi imprenditori del settore turistico

elbano - dall’Elba, alla Sardegna, al

resto del Mediterraneo, il passo è stato

breve. Ultima conquista le sponde del

Nord Europa. E’ così che, in quindici

anni, dalle prime tre compagnie di navigazione

connesse oggi se ne contano

cinquantacinque. E non è detto che

Prenotazioni24 non varchi l’Oceano:

work in progress.

I punti di forza dell’azienda sono: intuito

e tempismo rispetto all’andamento

del mercato, anche in momenti di crisi;

alta specializzazione che dà la possibilità

di vagliare ogni opzione di viaggio;

soddisfazione del cliente per risolvere

qualsiasi emergenza curando soprattutto

il post vendita; costante aggiornamento

tecnologico ed informatico

perché la rete è in continuo mutamento;

velocità nella risposta a qualsiasi

esigenza, in qualsiasi lingua.

E qui entra in gioco tutta la squadra:

composta da quelle persone che si

possono vedere nell’open space a Casa

del Duca che provengono da tutto il

mondo e che hanno scelto l’Elba per

viverci. Con il loro lavoro restituiscono

all’Elba qualcosa del loro bagaglio,

per portare altri come loro su questo

“scoglio”, difficile da abbandonare una

volta scoperto. Un’azienda all’avanguardia,

quella di Silvia Cioni, che

investe molto nella qualità del servizio,

utilizzando le più moderne tecnologie:

ha saputo tener testa dall’Elba ai grandi

portali internazionali, affermandosi

sempre di più nel panorama europeo,

e lo ha fatto mantenendo una qualità

ad personam, prendendosi cura ventiquattro

ore al giorno dei propri clienti

e dei propri fornitori.

PRENOTAZIONI24

FROM ELBA ON THE NET WITH EU-

ROPE

Imagine how many lines connect Elba

with the world: the centre, the departure

point, you find it all at Casa del

Duca. How? Where?

In Portoferraio, in that huge open

110

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


space that looks like a world map -

because the world however is an open

space - where over seventy people

connect with Europe to find the right

solutions for the best vacation. With

Prenotazioni24 (a booking centre) you

will find the best-priced ferry for any

destination: it is the reference point

and first operator in Italy for booking

a ferry and among the first three

in Europe. The Tuscan Archipelago

and the other Italian Islands, Spain,

France, Greece, the whole Mediterranean

and Northern Europe too are

at a click: you will have your ticket

on your smartphone or else printed

out in a blink of an eye. Silvia Cioni,

daughter of one of the first entrepreneurs

in the Elban tourist sector, in

fifteen years has managed to connect

from three to fifty-five the number of

navigation companies involved. It is

also quite possible that Prenotazioni24

will cross the ocean: work in progress.

The strong points of the company are:

intuition and speed compared to market

trends, even in moments of crisis;

a high degree of specialization that

allows you to explore every option of

your journey; customer satisfaction for

solving emergencies by caring about

the after-sale; constant technological

update because internet is in constant

movement; a speedy reply to any requirement

in any language.

This is where the whole team come

into play: made up of those you can see

in that open space at Casa del Duca

that come from all over the world

and have chosen Elba as their home.

A state-of-the-art company that has

known how to keep Elba ahead of the

great international websites, establishing

itself in the European panorama,

maintaining quality ‘ad personam’,

taking care twenty-four hours a day of

their customers and contractors.

WWW.TRAGHETTILINES.IT

Il più evoluto booking engine per i traghetti

WWW.MISTERFERRY.COM

Il portale dedicato ai viaggiatori europei

WWW.TRAGHETTIGDS.IT

Global Distribution System

per agenzie di viaggio

WWW.TRAGHETTISERVICE.IT

Il network specifico per ogni destinazione

Prenotazioni24 S.r.l.

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Tel + 39 0565 912011

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amministrazione@prenotazioni24.it

LIFESTYLE AND SPORT 111


-Cosimo Michelotti

Sport che passione

Per gli appassionati di trekking, bike, automobilismo, enduro, ma anche vela,

diving, snorkeling, birdwatching, ed ancora kayak, yoga, pesca, passeggiate, l’Elba

offre mille opportunità per chi ama lo sport o la vita all’aria aperta, alla ricerca di

benessere psicofisico, in primavera come in autunno. Lo dimostra il ricco calendario

di attività che anche quest’anno interessa tutte le aree interne e costiere

dell’Isola.

Capoliveri Legend Cup 2017

foto ©RobertoSignorini

Aa sinistra e destra foto ©DanieleFiaschi

La stagione si è aperta in aprile con gli

Internazionali d’Italia Serie, seconda

tappa con la Capoliveri Legend XCO,

categoria UCI C.1, per chiudersi ad

ottobre con i Mondiali UCI MTB Marathon

2021.

Alla Capoliveri Legend XCO era presente

il Team SCOTT-SRAM, la squadra

che ha vinto più premi nella storia della

Mountain Bike, capitanata dal Campione

Olimpico Nino Schurter. Sempre

fra le fila del Team SCOTT-SRAM hanno

prerso parte parte all’evento anche

la Campionessa del Mondo 2018 Kate

Courtney e l’ex Campione Europeo

Lars Forster, quest’ultimo vincitore

della prima prova di Internazionali

d’Italia Series ad Andora.

Gli Internazionali d’Italia Series sono il

risultato dell’impegno della GAT, la Gestione

Associata del Turismo elbano,

e dal Comune di Capoliveri che hanno

realizzzato un circuito cross country

all’interno del Bike Park Capoliveri.

“Siamo felici di accogliere Capoliveri e

l’isola d’Elba nel circuito Internazionali

d’Italia Series – commenta Michele

Mondini di CM Outdoor Events, organizzatore

di Internazionali d’Italia Series

– Questo territorio ha dimostrato di

credere nella Mountain bike ospitando

eventi Marathon di caratura internazionale.

L’arrivo del cross country era

soltanto una questione di tempo: la

macchina organizzativa è collaudata e

112

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


siamo veramente convinti di realizzare

una manifestazione di spessore e ad

alta spettacolarità”.

Tutti gli sport outdoor occupano una

posizione di primo piano sull’isola

con i suoi oltre 400 km di percorsi

che si snodano tra mare e montagna.

Scegliere e “sperimentare” in anteprima

i sentieri da affrontare è semplice e

immediato grazie a #ElbaSmartExploring,

progetto di mappatura digitale

dell’isola che ha reso disponibili su

Google Street View tutti i tracciati che

si dipanano sull’intero territorio.

Tra gli altri appuntamenti sportivi in

evidenza: l’Iron tour Mountain Bike

dal 24 al 28 aprile, la Maratona d’Elba

del 9 maggio, l’Iron Tour Road dal 22

al 26 maggio, la Conquistadores Cup il

6 giugno, l’Elbaman il 26 settembre, il

Mondiale FIM Enduro Vintage dal 20 al

24 ottobre.

“L’Elba è una vera palestra all’aperto,

dove si svolge ogni anno una vera e

propria kermesse sportiva che celebra

le due ruote e lo sport outdoor a tutto

tondo – spiega Niccolò Censi, coordinatore

della GAT – Aumenta ogni anno

il numero degli sportivi che frequentano

la nostra Isola dove trovano accoglienza

e servizi. Oltre ad offrire occasioni di

svago e di benessere, assicuriamo ai

nostri ospiti spettacoli di qualità, nel

rispetto delle regole della sicurezza che

tutelano la salute dei partecipanti e

degli spettatori.”

LOVE FOR SPORT

For those who love hiking, cycling,

car-racing, enduro, but also sailing,

diving, snorkeling, bird watching

and then again kayak, yoga, fishing,

walking, Elba offers a thousand opportunities

for those who love sport and

life in the open air, searching for physical

and mental well-being, in spring

and in autumn. This can be seen from

the rich calendar of events this year

in every inland and coastal area of the

island. The season opens in April with

the second stage of the Italian International

Series of Mountain Bike, with the

Capoliveri Legend XCO, Category UCI

C.1, and closes in October with the UCI

MTB Marathon World Championships,

2021. All outdoor sports on the island

have a prime position with its 400 kilometres

of tracks that wind their way

between the sea and the mountains.

Choosing and “trying out” the routes to

follow is easy and immediate thanks to

#ElbaSmartExploring, a project of digital

mapping of the island that has been

made available on Google Street View

with all the tracks that stretch over the

whole territory.

“Elba is a real open-air gym, where every

year there is a real celebration of sport

both two-wheeled and outdoor sport

in general - explains Niccolò Censi, the

organizer of GAT - Every year there is

an increase in the number of sportsmen

and women who come to the Island

where they find hospitality and services.

Apart from giving them the opportunity

of recreation and well-being, we guarantee

our guests quality entertainment

respecting all the safety regulations that

protect the health of participants and

spectators.”

Tutte le gare sportive del 2021

3-5 Aprile Internazionali d’Italia XCO www.internazionaliditaliaseries.it

6-17 Aprile Rally moderno Campionato Italiano WRC www.rallyelba.com

24-28 Aprile 2021 Iron tour Mountain Bike www.irontour.it/mtb

9 Maggio Maratona D’Elba www.maratonadellisoladelba.it

16-23 Maggio 30° Giro Podistico dell’Elba www.giropodisticoisolaelba.com

22-26 Maggio 2021 Iron Tour Road www.irontour.it

29-30 Maggio - Campionato Italiano E-Bike www.elbaebikecup.com

6 Giugno Conquistadores Cup www.conquistadorescup.it

4-5 Settembre Swimtheisland www.swimtheisland.com

23-25 Settembre Rally Storico Campionato Europeo www.rallyelbastorico.net

26 Settembre Elbaman www.elbaman.it/default.asp

2 Ottobre MTB World Cup www.capoliverilegendcup.it

3 Ottobre Legend Cup www.capoliverilegendcup.it

20-24 Ottobre Mondiale FIM Enduro Vintage www.motoclubisoladelba.com

LIFESTYLE AND SPORT 113


Due ruote

per il paradiso

-Roberto Signorini

Capoliveri Legend Cup 2018

foto ©RobertoSignorini

la competizione è altissima, appena

si scioglie la tensione la solidarietà e

l’amicizia uniscono chi pratica questo

sport, perché non c ‘è niente che unisce

di più della passione e dell’interesse per

la stessa disciplina.

TWO WHEELS FOR HEAVEN

Per chi cerca all’Isola d’Elba o nelle Isole

dell’Arcipelago qualcosa che vada oltre

alla vacanza, al mare, alle spiagge, sa

che non resterà deluso. Lo sanno gli

appassionati di sport all’aria aperta che

soprattutto in primavera ed autunno

esplorano le strade dell’Elba con i suoi

400 km di percorsi outdoor che collegano

la costa con le belle colline fino al

massiccio di oltre mille metri del Monte

Capanne. Lo sanno gli appassionati delle

due ruote che possono percorrere il giro

completo sull’Isola che conta 165 km con

4100 mt di dislivello. Sia per chi va su

strada che su trail tutto è a dimensione

isola. Grande quanto basta per cambiare

sempre orizzonte, piccola quanto basta

per arrivare da est ad ovest, da nord a

sud in poche ore.

Appassionati e professionisti della due

ruote hanno di che sbizzarrirsi, grazie

anche all’esperienza maturata in questi

anni da chi all’Elba si occupa di questo

settore e da chi organizza gare per tutte

le categorie. Uomini, donne e bambini

con le loro bici potranno godere del clima

mite tutto l’anno, di percorsi semplici

per i “principianti”, più complessi per chi

cerca sfide nuove e impegnative. L’isola

vanta dagli anni ’90 una vocazione per il

ciclismo e la mountain bike conosciuta

in tutto il mondo. Non a caso è stata scelta

per importanti competizioni di livello

internazionale. E’ un appuntamento

imperdibile per chi vuole avvicinarsi a

questo mondo grazie al variegato calendario

di appuntamenti sportivi.

Le gare sono uno spettacolo per chi le

guarda e un momento di divertimento

puro per gli atleti. Se entra in gioco

l’agonismo si gioca il tutto per tutto: la

preparazione è faticosa e la gara dura,

ma inebriante, la vittoria spesso si gioca

su una manciata di secondi e la tensione

è alta. Per i professionisti i tracciati sono

impegnativi e mantenere il controllo

sul terreno impervio non è semplice, ci

vuole un grande allenamento, tecnica

e nervi saldi. Oltre a coraggio. Ma

l’ambiente meraviglioso che circonda

i percorsi e l’energia che l’Isola emana

aiutano gli sportivi a superare ogni

difficoltà. La passione si legge sul viso

degli atleti che pur stremati sono orgogliosi

della loro partecipazione alle gare.

Quello che nota un osservatore esterno,

vedendo sfrecciare gli atleti per i sentieri

elbani è che, se nel momento della gara

Elba will not disappoint you if you are

looking for something beyond a holiday,

such as open-air activities. Two-wheeled

enthusiasts know all about it as they can

cover the complete tour of 165 kilometres

of the Island with its 4100 metres of

altitude difference. Both on road or on

trail, everything is island-sized, reachable

in a few hours. Enthusiasts and professionals

have many options to choose

from thanks to the experience gained

in recent years by those who organize

races for all categories. Men, women

and children can enjoy the mild climate

on their bikes all the year round, simple

routes for ‘beginners’, more complex for

those looking for new, demanding challenges.

Elba has been home to important

international competitions since the

nineties and this year too, the calendar is

full of events. The races are spectacular

to watch and great fun for the athletes. If

competition comes into play, you give it

everything you have: the preparation is

tiring and the race is hard but intoxicating:

the victory can be played out on

a handful of seconds and the tension is

sky high. The trails are demanding and

it takes a lot of training, technique and

strong nerves, in addition to courage.

But if at the moment of the race, competition

is very high, as soon as the tension

dissolves, solidarity and friendship unite

those who enjoy cycling, because there

is nothing that unites more than sharing

enthusiasm for the same sport.

114

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Il calendario MTB 2021

• 03/04 GP Inverno Giovanile classe XC (Capoliveri)

• 05/04 2° Prova Internazionali Italia Series classe XCO (Capoliveri)

• 25/04 Toscano Enduro Series 2021 1° tappa classe Enduro Nozionale (Campo nell’Elba)

• 29-30/05 e-Enduro Lacona

• 06/06 Conquistadores Cup 2021 classe XCM Marathon (Porto Azzurro)

• 02/10 Mondiale XCM 2021 classe XCM UCI Marathon (Capoliveri)

• 03/10 Capoliveri Legend Cup 2021 classe XCM Marathon CL3 (Capoliveri)

Appuntamenti di ciclo escursionismo:

Cycling excursion appointments:

• 02/05 Escursione CAI Sulle Vie del Ferro capo gita Roberto Signorini (Capoliveri)

• 10/10 Escursione CAI Sulle Vie del Ferro capo gita Roberto Signorini (Capoliveri)

Le ASD Ciclismo

The Amateur Cycling Associations

• Elba Bike

• Capoliveri Bike Park (Organizza La Legend Cup Mondiale Xcm e gli Internazionali d’Italia)

• Cicli Brandi Elba Team

• Elba Ovest (Organizza Il Toscano Enduro Series)

• Longone Bike (Organizza La Conquistadores Cup)

I Gruppi di Mtb

The Mtb Groups

• Elba Freeride

• MTB Elba Singletrack

• Elba Trail Area

• Gruppo Guide Accademia Mtb Elba

• Escursioni Mountain Bike Elba

• Elba Mtb Experiences

Le Guide Mtb certificate

The Certified Mtb Guides

• Signorini Roberto (Mtb Elba Singletrack)

• Matacera Damiano (Guide Accademia Mtb Elba)

• Cervellino Michele (Camping Santa Maria)

• Saielli Andrea (Residence Il Mandorlo)

• Del Vita Alessio (Elba Mtb Esperiences)

• Scattu Dario (Elba Trail Area)

• Mocali Giampiero (Escursioni Mtb Elba)

• Cottone Mauro (BikElba)

• Finetto Davide (Costa dei Gabbiani Bike Center)

• Papi Marco (Elba Freeride)

• Michele Zonca (Bee-Bike Elba)

• Anselmi Matteo (Guide Accademia Mtb Elba)

• Mancusi Paolo (Guide Accademia Mtb Elba)

• Anselmi Dario (Hotel Tirrenia)

LIFESTYLE AND SPORT

115


Il mondiale MTB all’Elba

-

Cosimo Michelotti

116

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Centinaia di atleti si daranno battaglia

sulle strade elbane per il prossimo

mondiale di Mountain Bike: Uci Mtb

Marathon World Championship. L’Elba

sarà una vetrina importante per le eccellenze

sportive e vedrà il due ottobre

i più prestigiosi nomi del mondo MTB

lungo il percorso sul Monte Calamita,

nella suggestiva parte sud orientale

dell’Elba famosa per le sue miniere,

con arrivo e partenza a Capoliveri.

La Uci Mtb Marathon World Championship

vedrà in gara la disciplina

XC Marathon ed assegnerà la maglia

di campione del Mondo della categoria

Open M/W. Il percorso misura 115

chilometri per 4500 metri di dislivello.

Al via ci saranno circa trecento atleti

provenienti da molte parti del mondo,

specialisti delle distanze Marathon ma

anche specialisti della disciplina olimpica

XCO, a cui il percorso per caratteristiche

è particolarmente adatto, sia

per tecnica che per salite corte e ripide.

Il sindaco di Capoliveri e presidente

GAT, Walter Montagna, con il consigliere

Marco Landi, e gli assessori Enrico

Castellacci e Alessio Bellissimo, il

presidente della Federazione ciclistica

italiana, Cordiano Dagnoni, nonché

Maurizio Melis, presidente del comitato

organizzatore e Presidente della

Asd Capoliveri Bike Park, insieme al

Presidente della Regione Eugenio Giani

hanno dato con orgoglio l’annuncio

di questo appuntamento che dimostra

come l’Elba sia meta appetibile in ogni

stagione soprattutto per chi pratica

sport ed è alla ricerca di un equilibrio

e benessere psicofisico, creando un

nuovo indotto e flusso turistico che

oggi vanta migliaia di visitatori in molti

periodi dell’anno in compagnia della

propria Mtb.

MOUNTAIN BIKE WORLD

CHAMPIONSHIP

By Alessandro Talini

Hundreds of athletes will battle it out

on Elban tracks for the next World

Championship of Mountain Bike: UCI

MTB Marathon World Championship.

Elba will be an important showcase for

sporting excellence. On the second of

October, the most important names

in the MTB world will race along the

Mount Calamita circuit in the attractive

south-eastern part of Elba, famous

for its iron mines, with the start and

finish line in Capoliveri.

The UCI MTB Marathon World Championship

will also see the discipline

XC Marathon racing and will be giving

the jersey of World Champion for the

category Open M/W. The total distance

is 115 kilometres for 4500 metres difference

in altitude. At the starting line,

there will be around three hundred

athletes from many parts of the world,

specialists in the Marathon distance

but also specialists in the Olympic

discipline XCO. For them, the circuit is

particularly appropriate for the technical

characteristics and for the short,

steep uphill climbs.

The Mayor of Capoliveri and president

GAT, Walter Montagna, with the councillor

Marco Landi and the commissioners

Enrico Castellacci and Alessio

Bellissimo, the president of the Italian

Cycling Federation, Cordiano Dagnoni,

as well as Maurizio Mellis, president

of the organizing committee and

President of the ASD Capoliveri Bike

Park have all been proud to announce

this date. It shows how Elba is an

appealing destination in every season,

especially for those who enjoy sport,

creating a new avenue of tourism that

brings thousands of visitors in many

moments of the year, in the company

of their Mountain bikes.

foto ©RobertoSignorini

LIFESTYLE AND SPORT 117


Cibo, sport

e salute

Ālessandro Talini

Chi l’ha detto che tavola, salute e sport

non vanno d’accordo?

Mens sana in corpore sano, ma soprattutto

ognuno di noi è ciò che mangia.

Ancora oggi non è difficile trovare testimoni

centenari di quando l’Isola era

miniera, cava e vigna, e si mangiava

quel che c’era, trovando nei piatti della

tradizione quell’energia, e soprattutto

la salute, che servivano per lavorare

e far vivere la famiglia, abitualmente

numerosa. Oggi l’Elba, come le Isole

dell’Arcipelago, è l’Isola del benessere.

Clima eccellente anche d’inverno,

spiagge riparate sui quattro punti cardinali

per godersi le giornate di sole,

sentieri dove si respira, oltre alla storia

l’aria pura del bosco e della macchia,

piante spontanee e cibo a metro zero,

vino a volontà. Anche quello per i nostri

vecchi era parte della dieta, come

nell’antica Roma.

Michele Nardi, elbano doc, sportivo per

passione e chef rinomato non poteva

che conciliare amore per l’Isola, sapori

isolani e arte culinaria per inventarsi

un percorso fra fornelli e attività open

air all’insegna della tipicità elbana.

Diete pensate con i piatti della tradizione,

ricette che sono racconti,

consigli utili per chi è alla scoperta del

territorio e della sua cucina, omaggio

ai nostri antenati e ai giovani, per non

118 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


perdere la memoria ricordando da

dove siamo venuti. Uscirà prestissimo,

sarà il nostro regalo di Natale, il Quaderno

di Enjoy Elba, curato da Patrizia

Lupi, con la firma di Michele Nardi e

l’aiuto di tanti amici esperti e cultori

delle tradizioni enogastronomiche

elbane.

Ecco un “assaggio” prendendo spunto

dall’introduzione di Michele: “L’Isola

d’Elba. Un luogo unico per bellezza e

biodiversità, dove la natura è stata generosa

e prolifica. Abbiamo ricreato nicchie

di gastronomia elbana a partire da

“qualche lega sotto il mare” fino ad arrivare

al Monte Capanne. Uno zero-mille

culinario che ci proietta indietro nel

tempo e ci fa scoprire che, l'alimentazione

sana e genuina dei tempi andati, non

si discosta più di tanto dalla moderna

scienza della nutrizione.

L'obiettivo che ci siamo posti è quello

di far sì che nella mediterraneità dei

piatti che proponiamo, ad ogni boccone,

possiate assaporare una molteplicità di

suggestioni. Partendo dalla storia che

ha condizionato la cucina elbana grazie

all'inconfutabile e palpabile contaminazione

delle varie culture che hanno

dominato l'Elba nel corso dei secoli.

Suscitando emozioni, che si provano

ogni qual volta si presenti l'occasione

di vivere l’isola e le sue meraviglie.” E

allora: buon appetito … all’aria aperta!

FOOD, SPORT AND HEALTH

Who said that food, health and sport

do not go together?

Mens sana in corpora sano. Even now,

it is not difficult to find centenarians

who remember when the island was

iron mines, quarries and vineyards,

food was what you were given, finding

on the traditional plates that energy

and most of all the health that was

needed to make a living for the family,

usually numerous.

Nowadays Elba, like the islands of the

Archipelago, is the Island of wellbeing.

The climate is excellent, also in

winter, sheltered beaches on the four

points of the compass to enjoy the

sunshine, pathways where, apart from

its history, you breathe in the pure air

of the woodland and the Mediterranean

shrubs, herbs and local produce,

plenty of wine, all that was part of our

ancestors’ diet, as in ancient Rome.

Michele Nardi has a passion for sport

and is a well-known chef therefore

could only combine his love for the

island with local tastes and culinary

art to invent a way to link cooking and

open-air activities in the Elban spirit.

Diets thought out with traditional

dishes, recipes that tell stories, useful

tips for those who want to explore the

territory and its cuisine, homage to

our ancestors and young people to not

forget where we came from.

It will be out very soon, our Christmas

gift, the Notebook of Enjoy Elba with

the signature of Michele Nardi and the

help of many experienced friends and

enthusiasts of Elba’s food and wine traditions.

Just to give a “taste”, inspired

by Michele’s introduction:

“The Island of Elba. A unique location

of beauty and biodiversity where

nature has been generous and prolific.

We have recreated niches of Elban gastronomy

starting with “some leagues

under the sea” and reaching Mount

Capanne. A culinary zero to a thousand

that takes us back in time to discover

that the healthy, genuine diet of the

past does not differ much from modern

science of nutrition…”

A sinistra:foto ©AndreaAmato

A destra: foto ©PaoloCalcara

LIFESTYLE AND SPORT 119


WE ARE DAMPAÌ

-Marco Tenucci

Nata all’Elba dieci anni fa, DAMPAÌ

produce accessori moda/design. È

una factory di amici che vivono tutti

sull’isola ma provengono da esperienze

diverse, accomunati dal pensiero

romantico e ambizioso che un accessorio

moda possa essere accostato a

un oggetto di design, venga prodotto

nel rispetto del lavoro, sia accessibile a

tutti e, non ultimo, sostenibile. Al centro

l’anima creativa di Simona Giovannetti,

architetto e fashion designer che

tesse una feconda rete di relazioni

con i fotografi Andrea Lunghi e Marco

Barretta, l’editrice e artista Angela

Galli, il giornalista Marco Tenucci. Con

Sinan e Yosmari, detenuti nel carcere

“Pasquale De Santis” di Porto Azzurro,

Simona taglia, cuce e crea i campioni

delle sue borse. Questi i claim che più

le stanno a cuore.

DESIGN FOR ALL & RESPECT FOR

HUMAN. “Tutte le borse sono prodotte

su nostro disegno. Hanno uno stile

minimalista ed essenziale, perché per

noi less is more. Sono progettate per

limitare la mano d’opera, contenere il

prezzo ed essere acquistate ‘da tutti’,

rispecchiando la nostra idea di ‘design

democratico’. Le borse in pelle vengono

confezionate nel nostro laboratorio

toscano, nel rispetto dell’artigianalità e

della professionalità italiane”.

WE ARE FASHION DAMPAÌ. “Creiamo

oggetti di design che chiunque possa

indossare. Le modelle e i modelli delle

nostre campagne pubblicitarie non

sono professionisti ma amici elbani,

gente comune, ognuno con la propria

storia da raccontare e tutti partecipi di

un progetto corale”.

FRIENDLY. “Utilizziamo la pelle riciclata,

il feltro ottenuto dalle bottiglie

di plastica, il neoprene delle vecchie

mute subacquee. E il silicone che è

un materiale durevole e riciclabile, in

poche parole amico dell’ambiente. Perché

il futuro della Terra è nelle nostre

mani”.

ETHICAL. “Il nostro magazzino è

all’interno della casa di reclusione di

Porto Azzurro. Alcune borse vengono

prodotte interamente da alcuni

detenuti nel laboratorio del carcere.

Perché la dignità del lavoro non si nega

a nessuno”.

120

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


foto ©MarcoBarretta/AndreaLunghi

WE ARE DAMPAÌ

Dampaì Stores:

- Portoferraio

- Porto Azzurro

- Capoliveri

DAMPAÌ started on Elba ten years ago

producing fashion accessories. It is a

factory of friends who all live on the

island but come from varying experiences.

Simona Giovannetti is the

creative spirit at its centre, an architect

and fashion designer. These are the

claims that she most cares about.

DESIGN FOR ALL & RESPECT FOR

HUMANS. “All the bags are produced

using our designs. They are planned

to limit the handwork, keep the price

down and be accessible to everyone,

reflecting our idea of ‘democratic design’.

The leather bags are made in our

Tuscan laboratory, respecting craftsmanship

and Italian professionalism”.

WE ARE FASHION DAMPAÌ. “We create

design objects that anyone can wear.

Those who model in our advertising

campaigns are Elban friends who feel

to be part of a choral project”.

FRIENDLY. “We use recycled leather,

felt from plastic bottles, neoprene

from old diving suits and silicone that

is a lasting, recyclable material”.

ETHICAL. “Our warehouse is inside the

prison in Porto Azzurro. Some of the

bags are produced by the detainees

in the prison laboratory. Because you

cannot deny the dignity of work to

anyone”.

LIFESTYLE AND SPORT 121


Villa Rossana:

charme mediterraneo

a due passi dal mare

foto ©MarcoTenucci

-Marco Tenucci

A un centinaio di metri dal dorato arenile

di Marina di Campo c’è una dimora

di charme ingoiata dal verde di un inebriante

giardino in cui il salmastro si

mischia ai profumi della macchia. Candida

come una casa delle Cicladi, Villa

Rossana sembra un panfilo in attesa

di salpare verso lidi caraibici. Ombrosi

pini marittimi, bouganville, oleandri,

piante grasse, esuberanti cespugli di

rosmarino, tutto riporta alla mente le

ville mediterranee dove un tempo si

consumavano rigeneranti villeggiature.

Il posto giusto per chi è alla ricerca

di privacy, quiete e tranquillità, per

famiglie con bambini, sportivi, amanti

del turismo da meditazione.

Vicina al centro del paese, Villa

Rossana è arredata in modo elegante

e funzionale al tempo stesso. Dispone

di quattro camere direttamente

affacciate sul giardino, due bagni, un

salone interamente vetrato, una sala

da pranzo, una luminosa cucina con lavastoviglie

e attrezzata di tutto punto.

Nella bella stagione la vita della casa si

concentra inevitabilmente attorno alla

grande veranda con tende comandate

elettricamente, tavolo per pranzi e

cene conviviali, barbecue, poltrone

e divani di giunco per la lettura e il

riposo pomeridiano. Il lungo viale d’ingresso

e il parcheggio privato sono illuminati

da lampade ad energia solare

che creano una suggestiva atmosfera

notturna. Gli ospiti dispongono di biciclette,

wifi, doccia esterna riscaldata, tv

con circuito satellitare Sky e tanti altri

comfort. Gli appassionati di cicloturismo

possono ricoverare la propria bici

122

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


al coperto e hanno a disposizione una

vera e propria officina meccanica dove

coccolare il proprio mezzo.

MEDITERRANEAN CHARM JUST A

SHORT WALK FROM THE SEA

The golden beach of Marina di Campo

is about a hundred metres away from

this charming residence surrounded

by the greenery of an intoxicating garden

where the saltiness mingles with

the fragrance of the shrubs. As white

as a house of the Cyclades, Villa Rossana

looks like a yacht waiting to sail

towards Caribbean shores. Shady maritime

pines, bougainvillea, oleanders,

succulents plants, exuberant rosemary

bushes all bring to mind the Mediterranean

villas where once visitors came

for regenerating vacations. It is the

right place for those seeking privacy,

peace and tranquility, for families with

children, sportsmen, those who want

to relax and meditate.

Close to the town centre, Villa Rossana

is elegantly furnished and at the

same time functional. There are four

bedrooms directly overlooking the

garden, two bathrooms, a living room

with picture windows, a dining room,

a bright, fully equipped kitchen with

dishwasher.

In summer, the life of the house naturally

centres around the large veranda

with electrically controlled curtains,

table for convivial lunches and dinners,

barbeques, rattan armchairs and

sofas for reading or an afternoon nap.

The long driveway and private car park

are illuminated by solar lamps that

create a gentle atmosphere at night.

Guests have bicycles, WiFi, heated outdoor

shower, Sky satellite tv and many

other comforts. Cycling enthusiasts

can keep their bikes indoors and have

a real mechanical workshop at their

disposal to care for them.

www.villarossanaelba.com

LIFESTYLE AND SPORT 123


Stare bene all'Elba

-

Maria Frangioni

foto ©AndreaAmato

124

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


I Romani, i membri delle famiglie più

potenti, consideravano l’Elba e le Isole

d’intorno le mete ideali dove trascorrere

quello che chiamavano “otium,”

inteso come momento di risposo, utile

e creativo, fisico e mentale, che serviva

per recuperare energie, dedicarsi alle

arti e allo studio, pensare e progettare.

Anche in tempi molto più recenti l’Elba

è stata considerata l’Isola del benessere,

della vita all’aperto, del contatto

con la natura, dei tempi lenti. Molti

vengono sull’Isola per prendersi cura

di sé stessi, per rigenerarsi nella bellezza,

negli ampi orizzonti, nella vita

genuina. Molti hanno bisogno di cure.

Soprattutto le persone più svantaggiate.

Da oltre venti anni AltaMarea, la

cooperativa che opera nel sociale con

lo scopo di promuovere l'integrazione

dei cittadini, aiuta a trovare sull’Isola, e

in sè stessi, il giusto equilibrio psicofisico,

attraverso l’ascolto, la condivisione

e la cura. I suoi principi sono quelli

di mutualità tra i soci, solidarietà,

democraticità, impegno, legame con il

territorio ed equilibrato rapporto con

le istituzioni. Una sfida che ha dato i

suoi frutti.

“Abbiamo cercato sinergie con il tessuto

sociale – spiega Silvia Dini, la Presidente.

Abbiamo promosso la collaborazione

tra entità diverse con fini simili, la

messa in rete delle risorse dei soggetti

presenti sul territorio per migliorare la

qualità dei servizi ai cittadini. E’ stato

così per il centro diurno per anziani non

autosufficienti "Blu Argento", aperto nel

2003; il centro diurno di salute mentale

“Bauhaus”, aperto nel 2001; la casa-famiglia

“Villa Gramante”, residenza di

riabilitazione psichiatrica, nel comune

di Portoferraio, inaugurata a maggio

2005 che ospita ad oggi 8 utenti, luogo

terapeutico e di formazione alla vita”.

Negli ultimi due anni la cooperativa

sta sviluppando nuove filoni di

intervento come la terapia d’aiuto e la

medicina olistica, tessendo una rete di

relazioni più ampia e trasversale per

la costruzione di progetti culturali e

educativi. Nel 2020, con l’emergenza

Covid, è iniziata la collaborazione

con quattordici psicologi, psicoterapeuti

e counsellor che hanno messo

a disposizione lo sportello d’ascolto

gratuito “Elbatiascolto”. Altamarea ha

generosamente collaborato fornendo

un numero verde, attivo tutti i giorni

per rispondere all’ansia e alle domande

dei cittadini. Sono in molti ad essere

grati alle terapeute, gentili, disponibili

e preparate.

Il lavoro di questa squadra di donne,

continua con altre iniziative e proposte.

E’ capitato a tutti di aver bisogno di

un consiglio, di aiuto, o semplicemente

di ascolto. Molti invece hanno voglia di

porsi domande e affrontare un percorso

di consapevolezza. Capire ed essere

capiti, riconoscere le proprie emozioni,

affinare i propri talenti. Silvia, Giada,

Margherita, Roxana, Francesca, Ida,

Eleonora, Maria, Michela, Viola, Alice

Nadia, vi accompagneranno in questo

percorso.

FEELING GOOD ON ELBA

Previously the ancient Romans chose

the islands of the Archipelago to build

their wonderful villas, not only for the

beauty of the landscape but also for the

wealth of the land that was fertile and

salubrious. Elba, even in recent times,

is considered the Island of well-being,

outdoor living, harmony with nature,

the slow pace of life. Many come to the

Island to take care of themselves, to

relax, to be treated, especially people

with difficulties.

For over 20 years, Alta Marea, the

cooperative that deals with social problems,

has been helping them to find

their psychophysical balance through

listening, sharing and treatment.

In the last two years, the cooperation

has been developing new ways of

intervening such as aid therapy and

holistic medicine, weaving a wider and

more transversal network of relationships

so that they can construct

cultural and educational projects.

In 2020 with the COVID emergency

and the growing need for requests

for psychological support, collaboration

began with a group of fourteen

psychologists, psychotherapists and

counselors who made the “Elbatiascolto”,

a free listening desk available

to the area. Altamarea has generously

collaborated by providing a toll-free

number, active every day to respond to

citizens’ anxiety and questions.

The work of this team of women is

aimed at those who need help, those

who want to understand and be understood,

recognize their emotions,

improve their talents.

LIFESTYLE AND SPORT 125


LA SQUADRA / THE TEAM

Silvia Dini, Pedagogista e laureata in psicologia,

Presidente di Altamarea.

Pedagogist with a degree in psychology,

President of Alta Marea.

Giada Giusti, Psicoterapeuta familiare e

relazionale, responsabile di progetti con la

Asl di Portoferraio e la Casa di Reclusione di

Porto Azzurro, pianifica sempre nuove idee

e progetti.

Family and relational psychotherapist, responsible

for projects in collaboration with

the Local Health Authority of Portoferraio

and the Prison in Porto Azzurro.

Margherita Serpi, Psicoterapeuta, counselor

, mediatrice familiare, da più di 20 anni

viaggia col suo cane tra Milano e Portoferraio

per amore dell’Elba.

Psychotherapist, counselor and family

mediator who lives between Milan and

Portoferraio.

Roxana Amalia Sosa, Psicoterapeuta e

artigiana della parola, arrivata 20 anni fa

dall’Argentina. Ha condotto per Alta Marea

un laboratorio di scrittura creativa che ha

portato alla pubblicazione del libro, “Frammenti

contro l’oblio”.

Argentinean psychologist and psychotherapist

organizes creative writing workshops

one of which led to the edition of the book

“Fragments against oblivion”.

Francesca Mastrogiovanni, Psicologa

dell'Emergenza impegnata da anni nel

volontariato di Protezione Civile, ha coordinato

lo sportello e porta nel gruppo la lunga

esperienza di Coach. Formatrice, Specialista

di Orientamento

Trainer and Orientation Specialist, an

Emergency Psychologist engaged for years

in voluntary work with the Civil Protection.

Ida Goglia, counselor ad indirizzo umanistico,

facilitatrice in mindfulness, educatrice

ambientale.

Humanistic counselor, mindfulness facilitator,

environmental educator.

Eleonora Mazzarri, Psicologa Clinica e tutor

di apprendimento, si occupa principalmente

di disturbi dell'età evolutiva.

Clinical Psychologist and learning tutor,

deals with developmental age disorders.

Maria Frangioni, Analista transazionale

ed esperta in processi partecipativi ed in

Mindfulness.

Transactional Analyst and expert in participatory

processes and Mindfulness.

Michela Caristi, specializzanda in psicoterapia

sistemico familiare, membro dello staff

del progetto contro la povertà educativa

“L’Isola che c’è”.

Specialist in family systematic psychotherapy,

member of staff of the project against

educational poverty “The Island that exists”.

Viola Fantozzi, specializzata in Mediazione

Familiare a Siviglia, coordina le attività

psicoeducative sulle emozioni e i conflitti

rivolte alle scuole del territorio elbano.

Specialized in Family Mediation, coordinates

psychoeducational activities on emotions

and conflicts aimed at schools.

Alice Fiorentini, Cognitivo costruttivista

impegnata nella realizzazione di nuovi

progetti per minori e adolescenti.

Cognitive constructivist psychotherapist

creating new projects for minors and adolescents.

Nadia Silvietti, Ostetrica libero professionista

ed esperta in medicina non convenzionale,

stregata dall'isola, ha trovato in

Altamarea quella collaborazione, apertura

e progettualità difficili da trovare altrove.

Freelance midwife and expert in unconventional

medicine.

www.altamareascs.it

tel. + 39 0565 944963

+ 39 0565 919714

segreteria@altamareascs.it

foto ©PaoloCalcara

126

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Dopo navigatori greci e artigiani etruschi, patrizi romani e

mecenati fiorentini, pirati e saraceni, condottieri spagnoli,

guarnigioni francesi e flotte inglesi, capi di stato e imperatori,

L’ELBA INCANTERA’ ANCHE TE

Dopo navigatori greci e artigiani etruschi,

patrizi romani e mecenati fiorentini,

pirati e saraceni, condottieri spagnoli,

guarnigioni francesi e flotte inglesi,

capi di stato e imperatori,

L'ELBA INCANTERÁ ANCHE TE

.

foto ©MarcoCosta

Associazione Albergatori Isola d'Elba d’Elba

Consorzio Servizi Albergatori

Calata

Calata

Italia,

Italia,

26

26 -

57030

57037

Portoferraio

Portoferraio

(Livorno)

(Livorno) Italy

Italy

+ 39 0565 91961 - +39 0565 915555

0565 www.elbapromotion.it

915555 fax 0565 917865

www.elbapromotion.it

AMBIENTE 127


Ostello

Elba del

vicino a Rio

Marina

Ḡiovanna Lo Giacco

A Rio Marina, in una bella villa

ottocentesca che è sede dell'Istituto

Sacro Cuore, a quattro passi dal centro

del paese, con la sobrietà e la cura che

contraddistingue l’ospitalità schietta

e genuina dell’Ostello gestito dalle

suore salesiane e da un gruppo di laici,

troverete una comunità di persone

capaci di accogliervi e guidarvi alla

scoperta dell’Isola. Un’esperienza

all’insegna della condivisione e delle

emozioni, immersi fra arte e storia,

accompagnati durante escursioni

o passeggiate o coinvolti in attività

di gruppo. Ogni anno con il bando

“una stagione d’artista” si ritrovano

fotografi, pittori, scrittori, creativi

di ogni genere per una settimana

all’insegna delle produzioni artistiche

che saranno condivise pubblicamente

alla fine del lavoro. Diverse le tipologie

di camere, da due fino a 14 posti

letto, con la possibilità di ospitare

anche persone con disabilità. Ampi

spazi comuni, come la cappella o la

sala polifunzionale per condividere

momenti di svago e animazione,

ma anche corsi di formazione. Il

giardino con i grandi platani che

regalano momenti di relax anche nella

stagione più calda, il campo sportivo

polifunzionale, l’area gioco per i più

piccoli vi permetteranno di godere

all’aria aperta le splendide giornate di

sole che l’Elba regala in ogni stagione

ai suoi visitatori. La struttura rimane

aperta tutto l’anno. E’ richiesto un

soggiorno minimo di due notti, ma

non vi basteranno per scoprire la

ricchezza di questa destinazione

turistica.

HOSTEL ELBA DEL VICINO

In the centre of Rio Marina in a lovely

19th century villa, the Salesian sisters

and a group of lay people offer you hospitality

in their Hostel, sincere, simple

and genuine, full of comfort and

sharing. It is a welcoming community

and will help you to discover the island

for an emotional experience steeped

in art and history, accompany you on

trips or carry out group activities.

There are different types of rooms,

from two up to fourteen beds with the

possibility of accommodating people

with disabilities. There are spacious

common areas, the hall, the chapel, the

multipurpose room for meals or for

sharing moments of entertainment or

learning. Outdoors there is a garden

with high plane trees, a sports field

and a play area for children. The hostel

is open all year round. The minimum

stay is two nights but that will not be

enough to uncover the wealth of this

tourist destination.

Via Don Minzoni 5 – 57038 Rio Marina

www.elbadelvicino.com

+39 348 1589655 +39 0565 962042

foto ©MargheritaSiviero

128

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Terzo anno

per Elba Film Festival

-Beniamino Brogi

Si alza il sipario anche quest’anno per

il terzo appuntamento annuale di Elba

Film Festival che si tiene come tutti

gli anni a settembre. Dopo la prima

edizione, ospitata nel 2019 a Marciana

Marina, del concorso internazionale di

cortometraggi ideato da Nora Jaenicke

e Beniamino Brogi, lo scorso anno

il Festival è diventato itinerante con

proiezioni sia a Marciana Marina che

a Portoferraio. Novità della passata

edizione sono state le proiezioni

speciali fuori competizione, come

la prima nazionale del film “Cherry

blossom and demons” di Doris Doerrie,

un’importante figura nel panorama

del cinema d’autore, membro dell’Academy

Motion Pictures Art and Science

(Oscar) e in passato della giuria del

Festival di Cannes.

Molte le novità previste per il 2021, a

partire dalle collaborazioni internazionali

con il Goethe Institut, ai reportage

sul territorio elbano realizzati con i

registi ospiti del festival, alla sinergia

con Nostos Screenwriting Retreat, il

ritiro di sceneggiatura dedicato agli

sceneggiatori professionisti condotto

da Nora Jaenicke. Lo staff del Festival,

dopo aver visionato i numerosi

cortometraggi canditati che arrivano

ogni giorno da tutto il mondo sceglierà,

dopo una attenta selezione quelli candidati

ai premi. “Crediamo che portare

queste storie – racconta Nora Jaenicke

alla nostra redazione che sarà media

partner dell’evento - solitamente difficili

da vedere perchè fuori dai circuiti

commerciali tradizionali, in una delle

isole più belle del Mediterraeno, possa

essere il miglior modo per celebrarle, offrirle

ad un pubblico curioso, stimolare i

registi a raccontare ancora, nonostante

la difficoltà del mestiere del filmaker.

Essere su un’isola può farci sentire

spesso decentrati e lontani ma al tempo

stesso può essere il posto migliore per

trovare la calma necessaria che apre le

porte della nostra fantasia”.

Figure di spicco del mondo del cinema

internazionale faranno parte della

giuria. Il programma coinvolgerà, oltre

a Marciana Marina, altri paesi elbani.

“Arrivato alla sua terza edizione – dichiara

Beniamino Brogi - Elba Film Festival

continua il suo viaggio attraverso

i film di artisti emergenti provenienti da

tutto il mondo, per portare storie preziose

e lontane in uno degli angoli più belli

del Mediterraneo. Come lo scorso anno

il Festival sarà itinerante, attraversando

luoghi rappresentativi dell’isola, con

proiezioni sia nei cinema elbani che

all’aperto, e celebrerà la premiazione

finale a Marciana Marina”.

THIRD YEAR FOR THE ELBA FILM

FESTIVAL

This year the curtain will be raised on

the third annual appointment of the

Elba Film Festival that, as always, takes

place in September. Its first edition

was held in 2019 in Marciana Marina

with Nora Jaenicke and Beniamino

Brogi’s idea of an international

competition for short films. Last year

the Festival became itinerant, with

screenings both in Marciana Marina

and Portoferraio. There are many

new ideas for 2021 starting with an

international collaboration with the

Goethe Institut, to reportage on Elban

territory made with the guest directors

of the festival in cooperation with

Nostos Screenwriting Retreat, a retreat

dedicated to professional screenwriters

led by Nora Jaenicke.

“We believe that to bring these stories, -

Nora Jaenicke tells our editors who will

be the media partners of the eventusually

difficult to view because they

are outside the traditional commercial

circuits, to one of the most beautiful

islands of the Mediterranean, can be the

best way to present them to a curious

audience, motivating directors to

recount again, in spite of the difficulties

of the profession of film maker. Being

on an island can often make us feel decentralized

and distant but at the same

time it can be the best place for finding

the necessary tranquility that opens the

door to our fantasy”.

Leading figures from the world of

international cinema will make up

part of the jury. The programme will

involve, apart from Marciana Marina,

other Elban towns. “At its third edition

- says Beniamino Brogi - the Elba

Film Festival will continue its journey

through films by emerging artists from

all over the world, to bring their precious

remote stories to one of the most

enchanting corners of the Mediterranean.

As last year, the Festival will be

itinerant, visiting characteristic parts of

the Island, with the final prize-giving in

Marciana Marina”.

foto ©FedericaBettocchi

LIFESTYLE AND SPORT 129


-Patrizia Lupi

Paglicce Beach

a Marina di Campo

foto ©DanieleAnichini

Chi frequenta la più lunga spiaggia

elbana, quella di Marina di Campo, che

con un ampio arenile ad arco perfetto

di sabbia dorata ed un mare di velluto

acquamarina, congiunge l’antica torre

medicea alle scogliere della costa di

Segagnana, è stato almeno una volta

da Paglicce Beach. Un’imperdibile sosta

in un luogo di charme, con un piede

nell’acqua o sotto la bella pineta nello

spazio elegantemente attrezzato con

vele d’ombra, comodi divani, romantiche

alcove, un bar attrezzatissimo per

cocktail indimenticabili e una cucina

per i golosi che hanno voglia di mangiarsi

non solo i prodotti ma anche

i profumi di questo mare cristallino

dove la pesca è una tradizione antica.

Informale per un veloce brunch, la

sera si veste d’eleganza e i tavoli sulla

sabbia, le candele e la scia delle luci nel

golfo, il personale gentile e disponibile,

fanno il resto. Ricercata anche la carta

dei vini come fornitissima la bottiglieria

del bar dove i barman preparano

cocktail fantasiosi dal gusto magico.

Per una passeggiata potrete percorrere

1400 mt di bellezza, guardando

l’ Isola di Montecristo all’orizzonte. La

spiaggia è rinomata per i bassi fondali

che permettono di stare in acqua a

tutti, a tutte le età, oltre che per il clima

incredibilmente mite, posta com’è sul

versante meridionale dell’Isola. Infine

il richiamo del vicino paese di Campo

per la sua effervescente vita diurna e

notturna.

Gianfranco Marchiani è cresciuto in

paese e su quelle dune, ne conosce

ogni alito di vento e l’umore del mare.

Paglicce Beach è la sua seconda casa,

e proprio come ospiti vi farà sentire

quando cercherete un momento di

elegante relax o avrete voglia di curiosare

in un menù dove la freschezza e la

qualità made in Elba è assicurata.

PAGLICCE BEACH

Everyone who knows that amazing

long beach in Marina di Campo, a

perfect arch of golden sand and velvet

aquamarine sea, has been at least once

to Paglicce Beach. It is a popular spot

not far from the town and fashionable

for its sparkling energy both by night

and day. A charming location with

one foot in the water or keeping cool

under the pine-trees in the elegantly

furnished area with sails for shade,

comfortable sofas, romantic alcoves,

a well-stocked bar for unforgettable

cocktails and a tasty cuisine to try out

the flavours and smell of the sea with

its crystal clear waters where fish is

an ancient tradition. Informal for a

quick brunch, Paglicce is more elegant

in the evenings with the tables on the

sand, candlelight and the reflections

of lights on the gulf, the staff courteous

and ready to please. An excellent

wine-list too.

You can enjoy a walk of 1400 metres

of beauty, looking over at the Island of

Montecristo on the horizon. The beach

is well-known for its shallow waters

so that everyone at any age can go into

the sea. Gianfranco Marchiani grew

up in the town and on these dunes so

he knows every breath of wind and

the moods of the sea. Paglicce Beach

is his second home and he makes you

feel at ease too when you are looking

for a moment of elegant relaxation or

else if you feel like browsing a menu

where fresh food and Elban quality is

guaranteed.

130

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Paglicce Beach Bar & Restaurant

Spiaggia di Marina di Campo

Ph +39 335 5330148

www.paglicce.com

FB: @pagliccebeach

LIFESTYLE AND SPORT 131


132

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


foto©DanieleFiaschi

Enjoy

Food and Wine

AMBIENTE 133


www.vetrina.toscana.it

Sostenibilita’

nel piatto

Non si può pensare di mangiare bene senza prendersi cura del

territorio che ci circonda, possiamo scegliere i prodotti migliori,

ma se la natura non viene rispettata, il risultato non potrà mai

essere all’altezza delle aspettative. Capire come nasce un prodotto,

la storia che c’è dietro, aumenta il rispetto per il prodotto

e per il paesaggio che ne permette la crescita, favorendo anche

una maggiore consapevolezza ambientale e di sostenibilità. Da

oltre 20 anni il progetto di Vetrina Toscana testimonia l’attenzione

costante che la Regione Toscana ha da sempre riservato

ai temi della produzione locale, del biologico, della stagionalità,

e della sostenibilità perché sostenere il territorio significa

prendersene cura e tutelarlo. Vetrina Toscana è il progetto di

Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti,

botteghe e produzioni di qualità che esprimono l’identità del

territorio e valorizzano la cultura enogastronomica come

attrattore turistico. Oltre 1000 ristoranti, 320 botteghe e più di

300 produttori vanno a comporre la più grande rete regionale

italiana di questo genere. Vetrina Toscana ha un duplice scopo:

aiutare l’utente ad orientarsi nell’offerta, fornendogli indicazioni

su dove mangiare piatti “tipici” e autentici e al contempo dare

a ristoranti, botteghe e produttori l’occasione per farsi conoscere

e proporre le loro eccellenze. La cultura enogastronomica

diventa leva fondamentale per l’economia locale ed il turismo

e per promuovere l’identità e la cultura materiale. La sostenibilità

è uno degli elementi su cui si fonda il progetto. Chi entra

a far parte della rete, sia come consumatore che come attore,

può sperimentare non solo un’esperienza di gusto, ma capire il

valore di quello che c’è nel piatto e anche delle proprie scelte.

Tra le iniziative sostenute da Vetrina Toscana come buona

pratica ne segnalamo una partita proprio dall’Isola d’Elba:

Marco Olmetti, cuoco del ristorante dell’Osteria Pepenero di

Portoferraio, ha ideato “Food for Trash: passeggia e pulisci”.

L’iniziativa consiste nell’invitare amici e clienti a raccogliere

buste, sacchetti, bottiglie, carta degli snack, lattine, bossoli...

tutto quello che inquina l’ambiente, durante le loro passeggiate.

Chi raccoglie più plastica e metallo durante le proprie

Lasciarsi alle spalle la città,

rifugiarsi tra antichi borghi

e sapori senza tempo.

camminate sui sentieri elbani, riceverà come premio una cena

di coppia con un menu degustazione.

SUSTAINABILITY ON YOUR PLATE

It is impossible to think about eating well without taking

care of the land around you; we can choose the best products

but if nature is not respected, there will never be the

hoped-for result. Understanding how a product is created

and the story behind it adds to our respect for the product

and the land that permits it to grow, making for a greater

environmental awareness and sustainability. For over twenty

years, the project Vetrina Toscana has been exalting the

food and wine culture as a tourist attraction, backed by the

constant attention that Tuscany Region has always had regarding

local production, biological and seasonal. Over 1000

restaurants, 320 shops and over 300 producers make up

the largest regional network in Italy. Vetrina Toscana has a

dual purpose: to help the user find his way around the offer,

giving directions on where to eat “typical”, authentic dishes

and at the same time giving restaurants, shops and producers

the opportunity of making themselves and their quality

products known. Marco Olmetti, the cook at the restaurant

Pepenero in Portoferraio, has created the idea of “Food for

Trash”. The initiative consists of inviting friends and customers

to collect trash that pollutes and who collects most will

have the prize of a dinner for two with the tasting menu.

Ph Nicola Santini

134

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


-Maria Gabriella Bassani

Arrighi:

generazioni a confronto

foto ©VetrinaToscana

La natura è forte per definizione ed

Antonio Arrighi è una forza della natura.

Da una piccola azienda agricola che

conta più di cento anni, sulle colline

di Porto Azzurro, Arrighi è riuscito a

creare una casa vinicola conosciuta

in tutto il mondo. I vitigni sono quelli

autoctoni, con nomi suggestivi come

Biancone, Riminese, ed Ansonica

per i bianchi , Sangioveto e Tintiglia

per i rossi. E naturalmente l’Aleatico,

vino passito DOC, prezioso perchè se

ne produce poco e la lavorazione è

complessa: un tempo veniva tenuto in

serbo solo per le occasioni speciali.

Antonio è il primo ambasciatore dell’Isola

raccontando le antiche tradizioni

vitivinicole di quando l’Elba era una

delle zone di produzione più importanti

in Toscana. Non solo la rappresenta

negli appuntamenti internazionali

del vino italiano. Accompagna i

suoi ospiti a fare trekking tra le vigne

e a visitare la sua cantina. Alla gente

piace ascoltare il miracolo del vino e le

degustazioni diventano appuntamenti

per conoscere la storia dell’Isola e della

sua gente, l’enologia ed il grande lavoro

che sta dietro una buona bottiglia.

Turismo e agricoltura si sostengono a

vicenda.

Sul filo diretto che lega la storia

mediterranea al lavoro descritto da

Esiodo ne “ Le opere e i giorni”, Arrighi

ha messo in pratica un metodo in uso

nell’antichità per produrre e mantenere

il vino, quello della vinificazione

in anfora. Nascono così Tresse, Hermia

e Valerius vini che rimandano a nomi

etruschi e romani.

Ma esiste un legame fra passato e presente.

Fra le mitologiche isole greche,

come quella egea di Chio, ed il futuro dei giovani elbani che si dedicano al vino

come Giulia Arrighi, figlia d’arte, laureanda in agraria. Da un esperimento che è

diventato la tesi di Giulia, nasce Nesos. Il vino marino estratto da uve immerse

nel mare. La stessa curiosità del padre e la stessa voglia di sperimentare che

hanno prodotto un vino unico al mondo. L’esperimento ha ispirato addirittura

un libro: due scrittori veneziani, Roberto Bianchin e Gian Antonio Cibotto, ne

hanno ricavato la trama per un rocambolesco romanzo giallo , “ I misteri di Porto

Longone”, nel quale personaggi reali, come il poliedrico Antonio, si mescolano a

personaggi inventati e coinvolti in un misterioso delitto.

Giulia Arrighi ha vinto nel 2020 l’ Oscar Green Coldiretti Giovani per la categoria

Creatività. Un segnale importante, soprattutto per un’isola da cui molti giovani

se ne vanno ed una dimostrazione che il futuro può passare da un ritorno alla

FOOD AND WINE 135


maintain wine, that of vinification in

amphora. Therefore he started producing

Tresse, Hermia and Valerius.

However he was driven by the desire to

make new experiments and he created

Nesos, marine wine, as they used to do

on the ancient island of Chios in Greece.

He did this with his daughter Giulia,

who is also an enology enthusiast, and

doing a degree in agriculture. Nesos

has now even inspired a detective

novel, “The Mysteries of Porto Longone”

by Roberto Bianchin and Gian

Antonio Cibotto. Giulia Arrighi won the

2020 Green Coldiretti Young Oscar for

the Creativity category. An important

message, especially for an Island that

terra, con giovani donne protagoniste

e competenti.

Intanto è stata impiantata una vigna

didattica in una scuola superiore di

Portoferraio proprio per far conoscere

agli studenti uno tra i più antichi vitigni

elbani, l’Ansonica, prodotta qui sin

dall’età romana. Arrighi insegna ai giovani

anche l’arte di costruire i muretti

a secco che un tempo disegnavano il

paesaggio elbano. La forza del progetto

ha già messo le sue radici e la fortuna,

si sa, asseconda quelli più audaci.

ARRIGHI: DIFFERENT GENERATIONS

The Arrighi farm has been producing

wine for over a hundred years: Biancone,

Reminese and Ansonica for the

whites, Sangioveto and Tintiglia for the

reds. And of course Aleatico. Antonio is

the prime ambassador for the Island,

recounting the ancient, traditional

wine-making traditions of when Elba

was one of the most important areas

of production in Tuscany. He takes his

guests on walks through his vineyards

and visits to the wine-cellar. People

enjoy listening to the miracle of wine

and tastings become moments of

learning about the history of the Island

and its folk. Tourism and agriculture

side by side. Inspired by excavations

of the Roman Villa in San Giovanni,

Arrighi has put into practice a method

used in ancient times to produce and

so many young people are leaving and

a demonstration that the future can

pass from a return to the land, with

young women as competent protagonists.

It is vital to pass on traditions

to the new generations, which is why

Arrighi has planted a didactic vineyard

of Ansonica at a school in Portoferraio

and is also teaching children how to

build dry stone walls as their grandparents

did.

Località Pian del Monte – Porto Azzurro

+39 0565 95604

www.arrighivigneolivi.it

136

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Enoteca Calata Mazzini 15

e Forte Falcone a Portoferraio

-

Patrizia Lupi

La cultura della produzione vitivinicola

si perde nel tempo legandosi strettamente

alla storia delle popolazioni che

da migliaia di anni vivono nelle aree

del bacino Mediterraneo, o qui migravano

da est, portandosi dietro il sapere

antico della vite e del suo nettare: il

vino, legato da sempre ai riti religiosi e

alle antiche tradizioni.

Da questa cultura sono partiti Serena

e Fabrizio che hanno coltivato la loro

passione per i vini accettando una

sfida: conoscerli, selezionarli e farli conoscere

ai propri clienti. Solo raccontandoli.

Con la sapienza e l’amore di chi

ne ha fatto un percorso di vita.

L’inizio è stato casuale, tutto è iniziato

con un corso per sommelier e da

lì la voglia di saperne sempre di più

e di raccontare le proprie scoperte

legate al territorio: quindi vini toscani.

Ma anche bollicine e champagne.

“La storia, i viticoltori, la cultura, la

tradizione, ,assieme al vitigno, rendono

ogni vino unico - ci dice Serena, nel

locale intimo ed accogliente come una

bomboniera affacciato sulla Darsena

Medicea di Portoferraio. “Siamo ambasciatori

di una conoscenza tramandata

da generazioni, cultori di un’arte perché

fare vino è arte.”

Nel negozio fornitissimo di Calata

Mazzini 15 ogni target trova il prodotto

adatto alle proprie esigenze: gli italiani

prediligono le produzioni locali, e

l’Arcipelago Toscano parla di vino da

quando è abitato. Gli stranieri preferiscono

i vini toscani e italiani, dai Super

Tuscans ai sempre amati Brunello di

Montalcino delle migliori annate. I

crocieristi hanno una passione per il

Prosecco, molti richiedono la spedizione

all’estero. Per i più golosi fra gli

scaffali troverete conserve, sottoli, olii

e aceti, spirits e prodotti gourmet.

Da due anni poi la stessa esperienza

è stata trasferita anche online. Il sito

calatamazzini15.it si propone infatti

di seguire i propri clienti tutto l’anno e

di comunicare agli appassionati le eccellenze

enogastronomiche già offerte

in negozio. Breve Il passo dal negozio

in Calata al locale con terrazza fra i

bastioni, arroccato sulla pietra a dominare

il paese, dentro Forte Falcone, con

la più bella vista che possiate immaginare

sul golfo di Portoferraio.

Non solo vino, ma anche aperitivo e

la Schiaccina Elbana di Fabrizio. Per

passare una happy hour guardando il

tramonto e incontrando gli amici. In

molti scelgono il Forte per organizzare

eventi, matrimoni, serate speciali, anche

con la collaborazione di chef elbani

di grande livello come Michele Nardi.

Se passate da Portoferraio non per-

In alto: Serena Becucci e Fabrizio Falcone

nell'enoteca di Calata Mazzini15

foto ©MariaGiusiCanova

FOOD AND WINE 137


detevi né lo “struscio” in Calata né

una “arrampicata” fino a dominare

il golfo in compagnia di Cosimo De

Medici. Dove lo trovate? Nel bel museo

comunale allestito dentro il Forte

dove si conservano i documenti storici

dell’antica Cosmopoli. E così, ancora

una volta, cultura, cibo e benessere si

daranno la mano.

WINE SHOP IN CALATA MAZZINI 15 –

PORTOFERRAIO AND FORTEFALCONE

Attached to Elban wine traditions and

enthusiastic connoisseurs, Serena

Becucci and Fabrizio Falcone have

opened a wine shop on Portoferraio

waterfront to explain their wines with

the experience and love of those who

chose to devote themselves to this profession.

In particular, Tuscan wines but

also sparkling wines and champagne.

“The history, the winegrowers, the culture,

the tradition which, together with

the vine, make each wine a unique

wine” explains Serena, in their intimate,

homely little shop overlooking the

Medici harbour of Portoferraio. “We

are ambassadors of knowledge handed

down from generations, lovers of an

art because making wine is art.”

In Calata Mazzini n°15, you will find

the wine that is right for you. Italians

prefer local products and wines from

the Archipelago. Foreigners prefer

Tuscan and Italian wines, from Super

Tuscans to Brunello. Cruise passengers

have a taste for Prosecco, often

requiring shipping abroad. For the

gourmet, on the shelves you will find

preserves, pickles, oils and vinegars,

spirits and other interesting products.

It is possible to order them online, the

calatamazzini15.it website intends to

follow its customers all year round.

If you would like to spend an evening

absorbed in history with an astoni-

Calata Mazzini 15 – 57037 Portoferraio (Li)

+39 0565 916380

+39 335 8113208

https://calatamazzini15.it

info@calatamazzini15.it

Facebook e Instagram @calatamazzini15

In alto: Il locale di ForteFalcone

138

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


shing view of the Gulf of Portoferraio,

enjoying an aperitif or an Elban

Schiaccina, or to spend a happy hour

watching the sunset and meeting

friends, we recommend the restaurant

run by Serena and Fabrizio, on the terrace

of the spectacular Forte Falcone.

Ideal for organizing events, weddings,

special evenings with the collaboration

of top Elban chefs such as Michele

Nardi. Inside the fort, there is also

a museum dedicated to the Medici

family, lords of Cosmopoli, the ancient

Portoferraio. In this way, culture, food

and well-being will join hands.

FOOD AND WINE 139


-Patrizia Lupi

Tenuta delle

Ripalte:

sogni, vini

e stelle

Avete mai visto la via lattea? Se andate alle Ripalte,

raccontano, la vedrete. Sarà colpa del buio assoluto del cielo

o del rosso che avete bevuto, ma le stelle si vedono davvero.

Nata nel 2002 seguendo la vocazione vitivinicola della

Tenuta di 450 ettari, con 16,5 ettari di vigneti sapientemente

coltivati lungo la Costa dei Gabbiani, a meno di 10 km da

Capoliveri, l’azienda declina in mille colori il paesaggio che

si apre sull’orizzonte. I filari sembrano tuffarsi in acqua,

il tempo è sospeso, gli odori della macchia mediterranea

inseguono il ritmo lento delle stagioni. La strada per

arrivarci, che costeggia le antiche miniere, vi proietta subito

in un’altra dimensione. Mare e cielo, bosco e terreni coltivati

si confondono in una unica, irripetibile , prospettiva dove

trionfa la bellezza.

Ognuno alle Ripalte trova quello che ha sempre sognato

per un soggiorno glamour. Ville gelose della loro privacy,

appena sedici, sparse sulle pendici del Monte Calamita con

viste mozzafiato. il Resort nella Villa ottocentesca, dove gli

antichi arredi e le soluzioni più moderne abbinano antica

eleganza e comfort. Dalle camere, con le finestre che si

aprono sulla pineta secolare, si intravedono Montecristo

e Pianosa e ancor più lontani orizzonti. Una novità sono

le strutture per chi ama il “glamping” ed una vacanza

alternativa in piena sintonia con l’ambiente, senza perdere

il gusto di un’accoglienza originale. Le fattorie, nello stile

delle case coloniche toscane, con comodi appartamenti per

chi preferisce vivere la famiglia o in compagnia, dotate di

giardini attrezzati e barbecue per una sana vita open air,

ed un servizio di navetta verso le ineguagliabili spiagge di

Calanova o Remaiolo.

Località Ripalte, Capoliveri

www.tenutadelleripalte.it

+39 0565 94211

foto ©AdrianoBacchella

140 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


I Ristoranti, soddisfano ogni esigenza. Quello in Villa,

Ripalte il nome, ricavato dalle antiche cantine, ma con

ampio spazio anche all’esterno per godere della profumata

brezza che viene dal mare, abbina la cucina tipica toscana

con piatti di carne e pesce internazionali. Il Ristorante

Calanova, (vedi pag. 140) circondato da sughere secolari,

direttamente sulla spiaggia, dove si può arrivare anche via

mare, per chi ama le cene romantiche, a sfioro sull’acqua

cristallina che esalta i profumi dei piatti mediterranei

sapientemente proposti da Simona e Cristophe, ospiti

squisiti che vi accolgono come a casa. Il Bar presso la

Spiaggia di Remaiolo, con i tavoli immersi nella rilassante

pineta per una veloce sosta “di gusto” e infine il Bar la

Vela, a due passi dalle piscine e dai campi da tennis, dove

darsi appuntamento, fare colazione, rifocillarsi dopo una

sessione di sport, sorseggiare un drink dopo una sessione

di yoga o una passeggiata a cavallo. Il maneggio vi mette

a disposizione quelli che sono stati in altre epoche fedeli

compagni di viaggio, che sembrano sbucare dalle vecchie

mulattiere, quando erano l’unico mezzo per muoversi sulle

colline e per le campagne, oltre alle barche.

Un consiglio? Non fermatevi sulle spiagge o sotto i pini. La

tenuta offre mille opportunità per gli sportivi, ma anche

per chi volesse cimentarsi per la prima volta nel trekking,

bike o diving. Oppure nella vela o nel tennis. Inserita nel

comprensorio del Calamita Bike Park, la Tenuta delle Ripalte

è ricamata da una fitta rete di sentieri, dal mare fino ai 413

metri del monte Calamita: 100 km di percorsi tracciati e ben

segnalati, che non conoscono l’asfalto, dove innamorarsi

di paesaggi selvaggi e incontaminati, dalle prospettive

sempre diverse. Il free diving center, aperto da maggio a

ottobre a Remaiolo, è invece specializzato in corsi e stage

di apnea, con didattica SSI per ogni livello e istruttori

qualificatissimi. Escursioni in gommone o snorkeling

completano l’offerta.

Infine, dulcis in fundo, la cantina della Tenuta che merita

una menzione speciale. Disegnata da Tobia Scarpa, la

struttura sembra un baluardo in difesa di un antico tesoro

di saperi, quelli legati alla viticultura che per secoli è stata,

insieme alle miniere, la principale risorsa economica

dell’Isola. Essenziale, pulita, geometrica, con una terrazza

affacciata sull’infinito, che si fa finito quando nelle giornate

chiare si scorgono i monti della Isole d’intorno, come fosse

un lago. Racchiude vini inconfondibile che non hanno

niente da invidiare ai dirimpettai in continente, quelli

della Costa degli Etruschi. A partire dal rosso delle Ripalte:

Alicante il vitigno, tipicamente mediterraneo, adatto al

clima insulare e alla natura aspra e secca dei terreni. Ma

anche Vermentino, per i bianchi, o l’utilizzo dell'Aleatico

per il rosè al quale conferisce profumi di rosa selvatica e

di macchia. Immancabile il passito Aleatico, il vino tipico

elbano per eccellenza, conosciuto ovunque.

Non perdetevi una wine experience indimenticabile,

oppure, se volete fare una gran figura regalate un voucher

degustazione. Suggeriamo un tour in cantina, dove non

è inconsueto trovare mostre d’arte o fotografia, oppure

una degustazione al tramonto con le migliori produzioni

dell’azienda. Ma anche un aperitivo esclusivo per quei

sailers attratti dalla magnifica Costa dei Gabbiani, oppure

una esperienza speciale da condividere con gli amici o

con chi si ama. Si chiama “Osteria senz’oste” la proposta

per vivere un momento unico nella casina isolata tra i

vigneti di Poggio Turco. Con affaccio sull'Arcipelago avrete

intimamente a disposizione un salottino privato, una buona

bottiglia di Spumante Brut Rosé Tenuta Ripalte, stuzzichini

che sanno di Toscana... e tutta una vita per ricordarvelo.

RESORT TENUTA DELLE RIPALTE, DREAMS, WINE AND

STARS

Have you ever seen the Milky Way? They say that if you go

to the Tenuta delle Ripalte Resort, you will see it. It will be

either thanks to the complete darkness or the red wine you

have been drinking, but it is true that you will see the stars.

It is on the Costa dei Gabbiani (the Seagull Coast), not far

from Capoliveri. The access road goes past the ancient iron

mines and takes you into a new dimension, through

landscapes between land and sky of unique beauty.

Everyone who goes there, finds everything they have always

FOOD AND WINE 141


dreamed of for a glamorous holiday. There are sixteen villas

spread over Mount Calamita with breathtaking views and

complete privacy. From the windows of the 19th century

villa you can make out Pianosa, Montecristo and all around.

There is also the original idea of “glamping”, a holiday with

a difference but totally eco-friendly. The flats are organised

for families with a barbeque in the garden of the ancient

Tuscan farmhouses. There is also a shuttle service for going

to the Calanova and Remaiolo beaches. The restaurants

also cater for every taste. The one in the Villa, the Ripalte

Restaurant, has been made out of the old wine cellar but has

an outdoor area too. It serves local produce and international

meat or fish dishes. The Calanova Restaurant on the

beach, surrounded by secular cork oaks, can also be reached

by sea for those who love romantic dinners where Simona

and Cristophe serve tasty Mediterranean dishes. The Bar

on the Remaiolo Beach, with its tables in the shade of the

pine-trees for a quick, tasty snack and lastly the Bar La

Vela only two steps away from the swimming pools and the

tennis courts where you can meet up, have breakfast, have

refreshment after sport, sip a drink. A bit of advice? Do not

stop only at the beaches or under the pine trees. The resort

presents you with many opportunities to go hiking, cycling,

sailing or playing tennis. It lies in the Calamita Bike Park

and the Resort has 100 kilometres of well signposted routes,

unmade tracks where you can really appreciate the wild,

uncontaminated landscape. The Freediving Centre, open

from May to October at Remaiolo, is specialized in courses

in Apnea – freediving. They also provide trips in rubber dinghies

or snorkeling. You can go horse-riding too along the

many trails of the Tenuta. The beautiful winery designed by

Tobia Scarpa is worth a special mention. The structure feels

like a fortress defending its ancient treasure of knowledge,

that tied to wine production which for centuries, along

with the iron mines, was the main economy of the Island.

The lines are essential, clean-cut, geometric with a terrace

overlooking infinity. They produce high quality wines,

starting with the Rosso delle Ripalte, the vine is Alicante,

typically Mediterranean, appropriate for the insular climate,

the harsh, dry nature of the soil. Vermentino grapes for the

white wine or the Aleatico grapes used for the Rosè that

gives the perfumes of wild rose and Mediterranean scrub.

Of course there is the ever-present Aleatico, the renowned

sweet wine of the Island of Elba. You must not miss a wine

experience and maybe even make a gift of a tasting voucher

for a friend. We suggest a tour of the wine-cellar where they

often host art or photographic exhibitions, or a wine-tasting

at sunset with the best the farm has to offer. There is an

exclusive aperitif for those sailers attracted by the magnificent

Costa dei Gabbiani. The “Osteria senzOste” experience

is truly unique, in an isolated cottage among the vineyards

of Poggio Turco, overlooking the Archipelago. At your disposal,

a private sitting room, a good bottle of Sparkling Brut

Rosé Tenuta Ripalte, appetizers that taste of Tuscany and a

lifetime to remind you of it all.

142 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


In alto a destra: La cantina della tenuta

progettata da Tobia Scarpa

In basso a sinistra: il glamping della tenuta

foto ©AdrianoBacchella

FOOD AND WINE 143


Calanova:

un ristorante

alle Ripalte

-

Cosimo Michelotti

foto ©Calanova

A Calanova sughere secolari fanno da sfondo al paesaggio

che sembra uscito da una fiaba. Il mare da annusare che

incontra l’infinito all’orizzonte, la macchia mediterranea

fiorita che tappezza il cielo di verde, una tavola apparecchiata

in un angolo di paradiso, romantico quanto basta

per non dimenticarlo mai. Arrivando da terra o dal mare,

grazie al pontile attrezzato, la cucina generosa e ricca degli

ingredienti del territorio ti accoglie con il pescato del giorno,

con ricette mediterranee e creative, ma senza scontentare

i vegetariani o chi preferisce il gluten free. Simona e Christophe

hanno messo nel loro bagaglio passione e talento

per far diventare questo luogo, inserito nella Tenuta delle

Ripalte, già benedetto dalla natura, un santuario dell’accoglienza

e del gusto, semplice, genuino, garbato. Una buona

cantina assicura gli abbinamenti giusti con i piatti sfiziosi

e decorati con cura. Gentile ed elegante il servizio. Il bar

con un piede nell’acqua è aperto tutto il giorno e vi serve

dalla colazione al mattino per proseguire per un intervallo

gustoso con focacce, frullati, centrifughe di frutta e verdura,

frutta fresca, mousse di yogurt e tanto altro per finire con

l’aperitivo al tramonto. C’è chi ne approfitta tutto il giorno.

La spiaggia, molto riservata, è attrezzata con lettini in legno

e ombrelloni in paglia. Per chi vuole portarsi via un assaggio

di paradiso consigliamo di fare un salto nella boutique del

ristorante dove troverete confetture di peperoncino, petali

di rosa, corbezzolo, arancia amara preparate con prodotti

del territorio.

CALANOVA

The centuries-old cork trees form the backdrop to the fairy

tale landscape of Calanova. The smell of the sea meets

the infinite horizon, the flowering Mediterranean shrubs

carpet the sky with green, a table set in a corner of paradise,

romantic enough to never be forgotten. Whether you come

in from land or sea, thanks to the mooring jetty, you will be

welcomed by the well-planned menu full of local products,

144

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


the catch of the day, Mediterranean, creative recipes but

without upsetting vegetarians or those who must eat gluten

free. Simona and Christophe have invested their enthusiasm

and talent into making this place, part of the Tenuta

delle Ripalte, already blessed by nature, into a sanctuary of

hospitality and taste, simple, genuine and courteous. A good

wine-cellar guarantees the right combinations with the

delicious dishes, carefully presented. The service is friendly

and elegant. The bar on the water’s edge is open all day and

serves you from morning breakfast, on to a tasty break

with focaccia, milkshakes, fruit and vegetable juices, fresh

fruit, yoghurt mousse and much more to finish up with an

aperitif at sunset. Some make the most of it all day long. The

exclusive beach has wooden sun loungers and straw beach

umbrellas. If anyone would like to take away a taste of paradise,

the restaurant has a boutique with jams made with

chili peppers, rose petals, with the fruit of the strawberry

tree, bitter orange, all prepared with local ingredients.

Località Calanova, Capoliveri

+ 39 0565 968958

www.ristorantecalanova.it

FOOD AND WINE 145


146 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Sino a pochi decenni fa, si trovavano all'Elba alcuni luoghi,

dove si andava a mangiare qualcosa che solo lì si poteva

trovare, era una specie di riconoscimento, se non un rito al

momento dello sbarco, quando tutti si andava dal Benassi

a mangiare le penne in barca e quel piatto aveva il sapore

dell'isola ritrovata. La ricerca della tipicità non è mai stata

tanto inseguita come ora che va scomparendo.

Uno dei pochi locali storici rimasti è Il Castagnacciaio

a Portoferraio. Gestito dalla medesima famiglia dal

1975, le stesse teglie di rame, basse e grandi, lo stesso

forno a legna, l'impasto semplicissimo a base di acqua e

farina di ceci che si chiama Cecina, se vai a Pisa, oppure

semplicemente “La Torta” a Livorno. E’ la specialità tipica

dei luoghi di mare, in Toscana, Liguria, Sardegna e Sicilia.

Quella del Castagnacciaio rappresenta, servita caldissima e

cosparsa abbondantemente di pepe, l'entrée per qualsiasi

menù, così come, a conclusione, si consiglia una fetta

di quel castagnaccio che dà il nome al locale, nato alla

fine dell'Ottocento, quando le osterie erano luoghi di

incontro per bere vino, parlare di politica, giocare a carte,

commentare i fatti del giorno: locali genuini, senza nessuna

H davanti, ma con molta vita dentro. Farina di ceci e farina

di castagne: due ingredienti poveri, che si trovavano anche

nelle dispense di casa, di cui, in fondo, l'osteria era il

prolungamento per chi abitava in paese e l'alternativa per

chi veniva da fuori. Il segreto del Castagnacciaio, il gusto

delle sue specialità e la cordialità dell'ambiente sta proprio

nel non avere modificato quelle caratteristiche di genuinità

nelle materie prime e nei modi di essere, senza i quali

tutto diventa scontato. Il grande rischio delle peculiarità

isolane sta proprio nell'omologazione, sia per i materiali

d'arredo che per gli ingredienti di cucina: un tavolo di legno,

una torta di ceci ed una fetta di castagnaccio con pinoli e

uvetta, già di per sé possono rappresentare una appetitosa

soluzione, o quantomeno un punto di partenza da cui

cominciare ad assaporare l’Isola.

Castagnaccio,

torta e altri sfizi

-

Maria Gabriella Bassani

THE CASTAGNACCIAIO

The Castagnacciaio is one of the few original taverns left in

Portoferraio. It has been run by the same family since 1975,

the same copper pans, low but wide, are placed in the same

wood-burning oven with the very simple paste of that savoury

dish made out of water and chickpea flour, called Cecina

if you go to Pisa, or simply “La Torta” if you are passing

through Livorno. It is the typical specialty of seaside towns,

found in Tuscany, Liguria, Sardinia and Sicily. The Chickpea

cake of the Castagnacciaio is served really hot and sprinkled

generously with pepper. It is the entrée for any dish to

follow, as well as, at the end, a good slice of castagnaccio, the

chestnut cake that gives its name to the place. It opened at

the end of the nineteenth century when the taverns were

meeting places to drink wine, discuss politics, play cards,

comment on the events of the day, without pretences, genuine

places full of life. Chickpea flour and chestnut flour: two

simple ingredients that were present in every home where

really the tavern was an extension for those who lived nearby

and the alternative for those who came from faraway.

The secret of the Castagnacciaio, the taste of its specialties

and the friendliness of the place lies in the fact that they

have never changed the genuine ingredients nor their

attitude, taking nothing for granted. If passing through Portoferraio,

it is a must, a tasty way to start enjoying the island.

foto ©MariaGiusiCanova

Via del Mercato Vecchio 5, Portoferraio

+ 39 0565 915845

www.ilcastagnacciaio.com

FOOD AND WINE 147


Birra

dell'Elba

Āntonella Avataneo

Assaporando le birre di Marina Zuffi e Valerio Tamagni ti

accorgi subito della raffinata ricerca e dello straordinario gusto

per la sperimentazione che li ha spinti nel 2007 a creare

la loro prima birra da autodidatti, aprire un brew pub a Rio

Marina e approfondire sempre più, negli anni, la conoscenza,

tanto da arrivare nel 2021 al primo premio Best Italian Beer

per la “Caldarrosta”, prodotta artigianalmente con fiocchi

e miele di castagna, da gustarsi con formaggi o risotto ai

porcini. Il birrificio è rinomato per la ricerca e la genuinità

del prodotto ottenute grazie all’uso di materie selezionate

e ricercate in tutto il mondo. Dall’uso di luppoli americani

selezionati personalmente, sono arrivati oggi a quelli italiani,

ricercando stile e qualità.

L’azienda, che vanta 9 etichette base più 4 birre stagionali

a quantità limitata, è passata dalle duemila bottiglie degli

inizi alle attuali duecentomila bottiglie e mille fusti all’anno.

Produce anche birre conto terzi.

Ultima nata è Aethalia Sport Beer prodotta con il 100% di materia

prima italiana. Ma il sogno di questi giovani Mastri birrai

elbani è poter produrre le loro birre coltivando in proprio

il luppolo. Per questo hanno appena acquistato un terreno.

Nel laboratorio fanno bella mostra alcune barriques di rovere

americano e qui si scopre la “chicca” del Birrificio: birre ad

alta gradazione, undici gradi, fermentate per lunghi anni

nelle botti dove, in alcune in passato avveniva la fermentazione

dei vini di Bordeaux, che conferiscono alla birra note di

vino, mentre altre fermentate in Anfora da cui si ottengono

birre dai sapori simili ai vini da meditazione come il Porto e

il Marsala. In collaborazione con la distilleria Nannoni nasce

un distillato (che parte proprio dalla distillazione di una

delle loro birre) a cui sono state aggiunte botaniche elbane

e ginepro toscano dall’indescrivibile profumo di macchia

mediterranea. Per la qualità e la varietà dei prodotti Marina e

Valerio non hanno niente da invidiare alle migliori tradizioni

trappiste.

Via Rodolfo Manganaro 146 – Portoferraio

+39 0565 880069

www.birradellelba.it

FB e INSTAGRAM @birradellelba

ELBA BEER

Marina Zuffi and Valerio Tamagni started producing Elba

Beer (Birra dell’Elba) as a passion and a desire to experiment,

using choice materials to create a genuine product, 9 basic

labels and 4 seasonal ones. The latest one is Aethalia Sport

Beer, produced with 100% Italian raw material. The quality

has had confirmation through the prestigious award won this

year with Caldarrosta, for the Best Italian Beer, fermented by

craftsmen with chestnut honey and flakes, to taste with

cheese or a porcini mushroom risotto. The American oak

barrels allow the fermentation of some beers to reach a high

alcohol content, to eleven degrees with flavours similar to

meditation wines: the brewery’s specialty. They also produce

a distillate, with Elba plants and Tuscan juniper giving the

unmistakable fragrance of Mediterranean scrub. A beer

fermented in terracotta amphorae is being tested.

148 ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Binomio SweetSalty a Capoliveri

-

Cosimo Michelotti

Piazza Matteotti 9, Capoliveri

+39 329 437 92049204 binomio@binomiolab.it

FB e IG: @binomiosweetsalty

Se chiedete di un mixology lounge bar a Capoliveri, anche

i bambini vi indicheranno Binomio, che non è solo un bar.

Chi entra lì rimane stregato. Perché? Per gli accostamenti

impensabili ma semplicemente perfetti, per la fantasia e gli

abbinamenti di gusto, la delicatezza dei gelati, la preparazione

e la presentazione accurata, l’originalità di un prodotto che

richiama nel gusto, nel colore e nel profumo il paesaggio della

Costa dei Gabbiani. Una pozione magica fatta di miniere, ferro,

roccia, elicriso, ginestre, more, rosmarino, corbezzoli, salmastro,

miele, lavanda, cisto, olivastro, fico, aleatico e tutto quello

che il vostro naso o i vostri occhi riescono a percepire.

Quando assaggi la frutta fresca che diventa gelato o i drink abbinati

a piatti golosi, non ti muoveresti più di lì per gustare tutto

quello che lo Staff inventa di nuovo, a seconda della stagione

con quello che questa ricca terra offre a km0.

Potete esserne certi che sono prodotti freschi: le piante aromatiche

fanno capolino dagli scaffali e dai vasi decoro nel locale

e finiscono affogate nei bei bicchieri colorati, originalissimi

anche quelli. Gamberi sgusciati o carpaccio di tonno con more,

lamponi e fragole, con un gustosissimo gelato all’aleatico.

Gelato di avocado servito con salmone crudo accompagnato

dal cocktail Binomio Signature, una prelibatezza. Tartare di palamita

con gelato gusto ricotta e fichi o tartare di chianina con

pallina gelato al rosmarino abbinata al cocktail Herbs Island

homemade. Le cruditè di pesce ti fanno veramente girare la

testa, sembra di sentire la voce del pescatore che l’ha pescato.

Così, come nella favole, il cocomero diventa un bicchiere o il

gorgonzola una squisita pallina di gelato, con un gusto unico.

L’ostrica, abbinata al gelato al Franciacorta, si posa su un pugno

di sassolini colorati che hai appena visto su qualche spiaggia

elbana, stuzzicante dopo una giornata di mare. Per incanto

tutto sembra diverso dal solito, compreso lo spritz che, voilà,

diventa viola. Una esperienza sensoriale magistralmente unica

e sicuramente magica.

BINOMIO SWEETSALTY

A mixology lounge bar in Capoliveri that will enchant you

with the fantasy of the combination of flavours that are

used in the ingredients and tastes of the Costa dei Gabbiani

(The Seagull Coast) with its colours and its fragrances. All

the ingredients are locally sourced starting with the herbs

that decorate the bar and change with every season.

An example of a combination of sweet and salt? Shelled

prawns or Tuna slices with blackberries, raspberries and

strawberries with a tasty Aleatico ice-cream or else there is

avocado ice-cream served with raw salmon, accompanied

by a Binomio Signature cocktail. Bonito tartare with ricotta

and fig ice-cream, chianina beef tartare and rosemary

ice-cream accompanied by a homemade Herbs Island

cocktail. The fish crudités make your head spin, you still

feel the echo of the sea. Just as in fairy tales, watermelon

becomes a glass and gorgonzola becomes a superb ball of

ice-cream, even the spritzer turns violet. At Binomio you

will live a unique sensorial experience, certainly magic.

FOOD AND WINE 149


Arte e Cibo alla

Locanda Cecconi

a Porto Azzurro

Piatti preparati con “Quello che s’è trovato”

recita il menù. Garanzia di genuinità.

Un giusto equilibrio fra semplicità

e sapore, fra tradizione e fantasia, fra

pietanze che sembrano uscite dalla

cucina della nonna e ricette sfiziose

che rigorosamente utilizzano i prodotti

del territorio come gli ortaggi delle

vicine aziende agricole. Assaggerete

pescato locale, quello che si trova solo

aspettando le barche al ritorno dalla

pesca, oppure i dolci della tradizione,

come la schiaccia bria’a ma fatta con

gli ingredienti d’una volta. Vale la pena

comunque assaggiare un po’ di tutto di

quello che offre la carta. Ad esempio,

vi piace la bottarga? Be’ qui ne potreste

trovare di tre tipi sullo stesso spaghetto.

Piatti generosi oltre che gustosi.

Il locale è un misto fra una vecchia

osteria, dove potrebbe spuntare qualche

botte dei tempi andati, con la finestra

interna che dà su un cortile pieno

di rampicanti, e una galleria d’arte. Ma

un’arte anche quella spontanea e piena

di inventiva, che si innamora degli

oggetti per dargli nuova vita.

Vi chiederete chi è l’autore di quelle

intelligenti intriganti installazioni che

arredano le pareti. Ebbene, è lo stesso

ragazzo gentile che vi sta servendo ai

tavoli: Federico Russo. Figlio d’arte

-culinaria è vero ma che si cimenta

anche nell’Arte, quella con la A

maiuscola- è cresciuto nel ristorante

di famiglia, ma senza mai smettere di

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LOCANDA CECCONI

IN PORTO AZZURRO

guardare oltre. Traspare nel carattere

e nelle sue opere un bagaglio fatto

di curiosità e voglia di sperimentare,

in cucina come nel suo laboratorio

artistico. Nel cuore di Porto Azzurro,

in quelle stradine dove la vita scorreva

laboriosa fra reti di pescatori, calafati

e vecchie cantine, Locanda Cecconi

è un indirizzo sicuro per i curiosi, i

buongustai, gli artisti, i viaggiatori,

quelli che vogliono portarsi via da una

vacanza qualcosa di più che un paio di

cartoline.

The menu reads that dishes are

prepared with “what we found”. A

guarantee of authenticity. The right

balance between simplicity and taste,

tradition and fantasy, dishes straight

out of grandma’s kitchen and delicious

recipes using local produce like

vegetables from the nearby farms. The

fish from the daily local catch when it

comes in, or the traditional desserts

like the Schiaccia Bria’a (Tipsy Cake)

made from original ingredients. However,

it is worth having a taste of a bit of

everything on the menu. For example,

do you like fish roe? Here you can find

three types on the same spaghetti. The

dishes are generous as well as tasty.

The restaurant is a mixture of an old

tavern, old-fashioned barrels, an inside

window overlooking a courtyard full

of vines, and an art gallery. But an art

so spontaneous and inventive that the

love for the objects gives them new life.

You might wonder who the author is

of those clever, intriguing installations

that decorate the walls. Well, it is the

same nice chap who has been serving

you: Federico Russo. Growing up in

the family restaurant, it is in his blood,

but Art with a capital A is where he

loves to venture. His character and his

artworks reveal a wealth of curiosity

and desire to experiment, both in the

kitchen and in his artistic laboratory.

In the heart of Porto Azzurro, in those

narrow streets where life flowed

laboriously among fishermen’s nets,

caulkers and old cellars, Locanda

Cecconi is a safe haven for the curious,

gourmets, artists, travelers, those who

want a souvenir that is more than just

a postcard.

Via Bettino Ricasoli, 21

57036 Porto Azzurro LI

Telefono: + 329 138 1159

FB @locandacecconi

In alto e a destra:

foto ©MariaGiusiCanova

In basso al centro: l'artista

Federico Russo

A sinistra: un'opera di Federico Russo

FOOD AND WINE 151


Ristorante Floriano

a Porto Azzurro

-

Alessandro Talini

foto ©MariaGiusiCanova

Ci si va apposta, da Floriano, anno

dopo anno per quei tagliolini a vongole

e bottarga che riesci a mangiare solo

lì, a Porto Azzurro, nel cuore del paese,

dietro la grande piazza sul mare. Ancora

oggi gli eredi di quei pescatori che

abitavano quelle stradine assicurano il

pesce fresco ogni mattina.

Oltre ai bei tavoli interni, nel classico

stile delle genuine trattorie toscane,

è possibile fermarsi nella simpatica

veranda fiorita che guarda sulla strada

o all’aperto, entrando a contatto diretto

con la gente del luogo. E sembrerà di

essere a casa.

La ricca carta assicura numerosi vini

locali, sull’onda dell’ antica tradizione

vitivinicola dell’Isola mentre il menù

propone piatti semplici ma cucinati

come una volta. A partire da quelli che

preparavano i minatori delle vicine

miniere del versante orientale

dell’Isola per una dieta povera ma

saporita e nutriente. Stefano, il proprietario,

insieme allo staff gentile e

disponibile, è orami un mito a Porto

Azzurro, per la lunga esperienza che

vanta nella ristorazione fin dagli anni

’70. Avrà sempre il consiglio giusto e

l’abbinamento giusto.

Angela Cecconi è invece l’anima della

cucina, sempre attenta alla qualità

dei piatti che finiscono sulla tavola dei

clienti, per vederli soddisfatti. Perché

di una vacanza si ricorda anche una

ricetta particolare o un sapore. Il

servizio professionale e il conto onesto

vi invoglieranno a tornare per assaggiare,

poco a poco, tutti i piatti sfiziosi

della tradizione elbana.

RESTAURANT DA FLORIANO

Year after year, people go back to Da

Floriano for these tagliolini with clams

and fish roe that you eat only there, in

Porto Azzurro in the heart of the town.

Even now, the heirs of the fishermen

who lived in those streets ensure fresh

fish every morning. As well as the beautiful

indoor tables, in the classic style

of genuine Tuscan trattorias, you can

sit on the pretty flowered veranda. The

extensive wine-list has numerous local

labels while the menu offers simple

dishes cooked as they used to be. Like

the dishes prepared for the miners

who went down the nearby iron mines

in the eastern part of the island, basic

ingredients but tasty and nutritious.

The owner, Stefano, along with his

friendly, helpful staff is well-known in

Porto Azzurro for his long experience

in catering. Angela Cecconi is the vital

energy in the kitchen. The professional

service and the honest bill will entice

you back time and again to taste all the

delicious dishes of Elban tradition.

Via Bettino Ricasoli, 33,

57036 Porto Azzurro

+ 39 0565 95092

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Stile DiVino

wine bar & enoteca

a Procchio

Cosimo Michelotti

Già nel nome, lo stile di questo storico

wine bar nel cuore di Procchio: un appuntamento

imperdibile per chi si ferma

sulle dune di una delle più rinomate

spiagge dell’Isola. La stessa cura che si

nota negli accoglienti spazi interni ed

all’esterno, disegnato da pergole profumate

e fiori colorati, la si trova in cucina,

nella scelta degli ingredienti genuini e

nella preparazione. Non solo wine bar il

locale è conosciutissimo per gli aperitivi

sfiziosi, le gustose apericene, le feste di

compleanno o per altre ricorrenze. La

cucina propone piatti rigorosamente

elbani e cruditè, pane fatto in casa con

il lievito madre da abbinare agli affettati

toscani superlativi, ma il pezzo forte del

locale sono le grigliate che esaltano la

qualità della carne e del pesce appena

pescato. L’atmosfera è amichevole e

rilassata, il servizio cortese e premuroso,

Davide sempre pronto a consigliarvi la

scelta giusta navigando nella ricca carta

dei vini, che potrete acquistare nell’Enoteca

di famiglia, accanto: Casa del Vino.

Bianchi, rossi, rosè provenienti da tutte le

regioni italiane per gli intenditori raffinati

ma anche tanti vini elbani per ricordare,

a casa, il sapore dell’Isola che affonda

le sue radici proprio nella viticultura.

Anche a Procchio le vigne arrivavano fino

al mare e tutti avevano il palmento sotto

casa. Il fil rouge fra passato e presente è

l’amore per questa terra che si esprime

nell’accoglienza informale e sincera,

Maria Antonietta, Davide e la mamma

Marisa vi faranno sentire a casa.

STILE DIVINO WINE-BAR

From the name, you can understand

the style of this well-known wine-bar in

Procchio: one of the most famous beaches

of the island. The same care that you

find in the flowers and the pergolas, you

find in the kitchen, in the choice of the

genuine ingredients and the preparation.

It is not just a wine bar, but is noted

for its delicious aperitifs, tasty apericena,

birthday parties or other occasions. The

dishes are strictly Elban and the crudités,

Tuscan meats and homemade bread are

superlative but the highlight of the restaurant

is the grill that exalts the quality

of the meat and the freshly caught fish.

The atmosphere is friendly and relaxed,

the service courteous and attentive,

Davide always ready to recommend the

right wine which you can buy in the family

wine-shop next door: Casa del Vino.

White, red and rosé wines from every

Italian region for refined connoisseurs,

but many Elban wines too reminding us

of the flavour of the island that has its

roots in viticulture. The common thread

between past and present is the love

for this land, expressed in the informal,

sincere welcome from Marie Antoinette,

Davide and their mother Marisa that put

you at your ease.

Sopra: un fenicottero sulla spiaggia di Procchio

foto ©MauraPaolini

Via Delle Ginestre, 12, Procchio, Marciana

Tel +39 339 1375743

FOOD AND WINE 153


-Cosimo Michelotti

Black & Wine

Enoteca

Bistrot

a Portoferraio

Come le vecchie stazioni di posta dove non si vedeva l’ora di

fermarsi, quest’angolo “divino” sulla strada provinciale

all’uscita di Portoferraio, alla Sghinghetta, è una sosta

irrinunciabile, per chi cerca un wineshop ben fornito, una

degustazione guidata nell’elegante winebar, una cucina

talentuosa nell’accogliente bistrot, e prodotti locali genuini

da portarsi a casa per riassaporare la vacanza. Andrea

Ferrini insieme a Milena hanno fatto del loro enoteca bistrot

un luogo d’accoglienza informale e sincera, dove trovate

gentilezza e, soprattutto, le eccellenze delle etichette elbane,

italiane e straniere a partire da bollicine e champagne.

Molte le novità in cucina, da quest’anno, e sugli scaffali.

Andrea propone ricette classiche ma rivisitate con i prodotti

tipici elbani come il vitello “palamitato” utilizzando la Palamita

locale che Andrea mette anche sott’olio per la nuova

linea dei conservati e confetture dal marchio Black&Wine

Laboratorio gastronomico. Alla base del suo successo c’è la

cura, la passione e la ricerca perché la riuscita di un piatto

dipende dalla scelta degli ingredienti.

Per i buongustai il Ristorante propone menù di mare, terra

e vegetariano con gli indimenticabili paccheri al ragù di polpo,

oppure lo stoccafisso o il pescato fresco con verdure di

stagione a km0. Da provare il filetto di maiale cotto a bassa

temperatura con purea di ceci e mele al ginepro. Imperdibili

i dolci, la novità saranno i grandi lieviti come la “schiaccia

bria’a” lavorata come il panettone e servita con una riduzione

di aleatico. Una ricetta speciale che troverete anche

sotto l’albero di natale nella nuova confezione che potrete

ordinare on line. Tutte le leccornie uscite dal laboratorio di

Andrea e Milena, compreso i ragù di cinghiale o le confetture

di arancio e cannella oppure di limone e rosmarino, oltre

a vederli sugli scaffali a Portoferraio potrete trovarli nello

shop online www.blackandwine.eu

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


BLACK AND WINE WINE-BAR AND BISTROT

In Portoferraio in the locality of La Sghinghetta, on the main

road, there is Andrea Ferrini’s ‘divine’ Black&Wine Wine-bar

and Bistrot. If you are looking for a well stocked wine shop,

tasting wines in the elegant wine-bar, an expert cuisine in

the delightful bistrot, genuine local products to take home

to uncover the flavours of Elba, then this is the place.

Andrea and Milena have created a warm, sincere welcoming

atmosphere in their bistrot where you will find courtesy

and, above all, excellent wine labels from Elba, Italy and

beyond, starting with bubbly and champagne.

This year, in the kitchen and in the shop, new things are

happening. Andrea is suggesting classical dishes but with a

new slant using typical Elba products such as ‘Bonito’ veal,

using local Bonito that Andrea prepares for the new line of

preserves and jams with the brand Black&Wine Gourmet

Laboratory. At the root of his success is care, enthusiasm

and research because the favourable outcome of a dish

depends on the choice of the ingredients.

For their gourmet customers, the Restaurant has menus

from the sea, the land and vegetarian too, with the unforgettable

paccheri in octopus sauce, or else stockfish or

fresh fish of the day with local seasonable vegetables. It is

worth trying the pork fillet cooked at a low temperature

with chickpea and apple puré with juniper. The desserts

are a must, the novelty is the great yeasts like the “schiaccia

bria’a” (Tipsy cake) but softer and served with a reduction of

Aleatico. A special recipe that you will find in new packaging,

to order online. All the delicacies that come from their

laboratory, like Wild Boar sauce, orange and cinnamon or

lemon and rosemary jams, can be bought in the shop on the

Facebook page @blackandwineelba.

Via Sghinghetta 1 – Portoferraio

+39 327 7808092 + 39 0565 1931529

www.blackandwine.eu

info@blackandwine.eu

FB: @blackandwine2019

In alto: foto ©MariaGiusiCanova

Al centro e in basso: foto ©FabioDiCarlo

FOOD AND WINE 155


Agricola Piano B

Vini e "biretta"

nati su un'isola

Patrizia Lupi

Un nonno, un campo di grano e una

vigna che stava per essere estirpata.

Questi gli ingredienti di un racconto,

che è diventato un progetto in bottiglia.

Imbottigliato? Certo, trasformato

in birra, vino e aleatico. Perché per fare

qualsiasi cosa si parte da un’ idea ma

sono l’amore e la passione che fanno

il resto. Da generazioni la famiglia

di Anna e Simone Galletti seminava

grano. L’idea, alimentata dalla voglia di

sperimentare e crescere, è stata quella

di utilizzarlo per fare una birra locale

di qualità. E’ così, per gioco, che è nata

la Biretta Elbana. Una blanche artigianale

non filtrata, realizzata con grano

Senatore Cappelli, e scorze di arance

amare, prodotti coltivati naturalmente

senza trattamenti chimici. Grazie alle

nuove richieste, l’azienda ha ampliato

la superfice di terreno coltivato a

grano Senatore Cappelli, potendo così

aumentare la produzione, ma restando

sempre fedeli al progetto iniziale:

creare prodotti di qualità che risaltino

il territorio elbano.

Nella primavera del 2017, Anna e Simone

hanno acquistato un podere di 3

ettari circa, che includeva una piccola

vigna di Aleatico. Il passito di Piano B,

che sarà imbottigliato due anni dopo,

porterà il nome di Fabrizio, il padre di

Simone e Anna, come una dedica. E’

stato proprio grazie al suo continuo

incoraggiamento, che la vigna, anziché

essere estirpata come i canoni agricoli

suggerivano, è stata riportata a piena

produzione. Il desiderio iniziale era

quello di poter produrre due vini: un

passito e un rosato. Il passito DOCG

simboleggia la storia elbana, proprio

come la tradizione vuole, le uve vengono

sottoposte a una prima scelta al

momento della vendemmia, poi messe

a passire su filari e graticci, per poi

essere selezionate ancora una volta

prima di entrare nella cantina di Italo

Sapere per la vinificazione. Il secondo

vino invece è “Margotta” un fresco rosato

dal bouquet fine ed elegante, che

prende il nome da Margherita, nipote

di Fabrizio e parte attiva all’interno

dell’azienda. Il passato e il presente

che convivono sulla stessa tavola.

Geniale l’etichetta per la sua semplicità

ed eleganza. Un acquarello della

restauratrice Ilaria Cellini, pronipote di

“quel” Cellini, dipinta su idea di Anna.

Ha il colore caldo delle cose fatte con

amore.

AGRICOLA PIANO B

ELBAN BEER - BORN ON AN ISLAND

A grandfather, a wheat field and a

vineyard that was about to be uprooted.

These are the ingredients of a story

that has become a project in a bottle,

transformed into beer, wine and

Aleatico. Because to do anything, you

start with an idea but it is the love

and enthusiasm that do the rest. For

generations, the family of Anna and

Simone Galletti had planted wheat.

The idea was to use it to make a

quality local beer. So, for fun, the Elban

Biretta was created. It is an unfiltered

artisan lager made with the wheat of

Senatore Cappelli and bitter orange

peel, products all grown without

chemical treatments. Even when their

production grew, they maintained their

aim of making quality products that

enhance the Island of Elba.

In the spring of 2017, Anna and Simone

bought a farm which had a small

Aleatico vineyard. The passito of Piano

B, bottled two years later was dedicated

to Fabrizio, Simone’s father, bearing his

name. It was thanks to his continued

encouragement that the vineyard had

been restored to full production. Two

wines are produced: a passito and a

rosé. The passito DOCG tells the history

of Elba: the grapes are first chosen at

156

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


the time of harvesting and then spread

out to dry on racks and trellises to be

selected once again before going into

Italo Sapere’s wine-cellar. The second

wine is “Margotta”, a fresh rosé with a

fine, elegant bouquet and named after

Margherita, Fabrizio’s granddaughter

and an active part of the company. Past

and present sit at the same table. The

label is brilliant in its simplicity and

elegance. A watercolour by the restorer

Ilaria Cellini, great granddaughter of

“that” Cellini, and Anna’s idea. It has the

warm colour of things made with love.

Via Schiopparello 64, Portoferraio

pianob.elba@gmail.com

tel. +39 327 360 7719

FB @agricolapianob

foto ©DanieleFiaschi

157


Conserveria

Tonnina:

alla ricerca

della

tradizione

Alessandro Talini

A sinistra: foto ©TanyaScottoD'Aniello | A destra: foto ©MariaGiusiCanova

Nelle vecchie cantine si trovano ancora

le “giarrette” di terracotta o vetro, che

tutti avevano in casa per salare le

acciughe, anche i contadini o i minatori,

perché tutti sapevano fare tutto, e le acciughe,

come la tonnina, facevano parte

del loro pasto quotidiano.

Oggi sono gli ingredienti prelibati dei

piatti della tradizione, e proprio a quella

si sono ispirati Luca Saglimbeni, Pietro

Oliveri e Luca Fiorini con il marchio

Tonnina che è diventato un must per chi

arriva all’Elba e cerca qualcosa al sapore

d’isola. Era una tradizione antica quella

della pesca del tonno, Cosimo I aveva

fatto arrivare dalla Sicilia i tonnaroti

per sfruttare quel mare pescoso del suo

Granducatao, era nata così la tonnara

nel golfo fra il Bagno e l’Enfola dove

per secoli i tonni di passaggio erano

intercettati per imbandire le tavole. Per

garantirne la conservazione, magari dei

pezzi meno pregiati, gli elbani lo salavano

abbondantemente, per conservarlo.

La pesca del pesce azzurro era invece

praticata dai “ponzesi” che si erano

trasferiti dal “cugino” arcipelago pontino

fino ai mari dell’alto Tirreno. Con il marchio

Tonnina trovate appunto la tonnina

ma anche lo sgombro, la palamita, il

tonnetto alletterato. E da quest’anno le

acciughe, pescate nel Mediterraneo e salate

nel nuovo laboratorio di Portoferraio

in Via delle Galeazze, proprio davanti

agli antichi cantieri medicei dove avrà

sede il Museo del Santuario dei Cetacei.

Un inno alla tradizione, confermato

anche dalla scelta del locale, dove aveva

sede una antica pescheria. Il mestiere

Luca lo hanno “appreso” da un esperto

elbano, figlio della mitica “Friggera”. Uno

spirito da pioniere e una continua sfida,

quello dei tre soci, che hanno inaugurato

diverse iniziative di successo. Il segreto?

Metterci il cuore, un pizzico di coraggio,

e rispettare quello che gli altri possono

insegnarti. “Nessuno nasce imparato” si

dice sull’Isola, ma tutto si impara.

I prodotti Tonnina, oltre che presso il

laboratorio dove sarà possibile anche

fare degustazioni, li trovate presso l’omonimo

Ristorante Tonnina o l’Osteria

“portuale” Molo G, oppure presso le

gastronomie che distribuiscono i prodotti

made in Elba, o le enoteche come

a Forte Falcone.

Conserveria Tonnina

Via delle Galeazze, Portoferraio

+39 335 5239617

tonninaisoladelba@gmail.com

IG: @conserveriatonnina

CONSERVERIA

TONNINA

You can still find terracotta or glass

jars in the old wine-cellars, everybody

had them for salting anchovies, both

farmers and miners, because everybody

knew how to do everything, and

anchovies, like Tonnina, salted Tuna,

was part of their daily meal.

Nowadays these have turned into

gourmet traditional dishes, just like

158

ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


the one that inspired Luca Saglimbeni,

Pietro Oliveri and Luca Fiorini

with their trademark Tonnina that has

become a must for who comes to Elba

looking for local flavours. Tuna fishing

was an ancient tradition; Cosimo I had

tunafish sent up from Sicily from his

Grand Duchy, taking advantage of the

sea there teeming with fish, and set up

the tuna fishery in the gulf between

Bagno and Enfola. To guarantee conservation,

also of the lower quality pieces,

the Elbans salted them. Fishing for oily

fish was carried out by the fishermen

from Ponza who had moved from their

‘cousin’ Archipelago Pontino up to the

Tyrrhenian Sea. With the trademark

Tonnina, of course you will find Tuna

but also mackerel, bonito, little tuna.

From this year, anchovies as well,

fished in the Mediterranean and salted

in the new laboratory in the old centre

of Portoferraio in Via delle Galeazze. A

hymn to tradition, as well as the choice

of the location where there was once

an ancient fishmonger’s. You can find

and taste the products Tonnina in the

laboratory as well as in the Ristorante

Tonnina or the Osteria ‘portuale’ Molo

G , if not, in the gourmet shops that sell

products made in Elba, or else in wineries

like the one in Forte Falcone.

FOOD AND WINE 159


Ristorante

Salegrosso

a Marciana

Marina

foto ©PaoloCalcara

Cosimo Michelotti

Sapevate che Pineta, il paese

dove si svolge la serie

“I delitti del Bar Lume”, è

Marciana Marina? E proprio

lì, nel luogo dove ogni

estate si gira la fiction televisiva,

trovate Salegrosso.

L’avreste trovato lo

stesso, questo ristorante

di livello e di gusto, chiedendo

informazioni sulla

buona cucina “marinese”.

A quattro anni dalla sua apertura

Cristiano, Andrea e Antonio, rispettivamente

in sala i primi due e ai fornelli

il terzo, ne hanno fatto un locale dove

si sta bene, l’accoglienza è educata ma

affabile, i piatti sono quelli cucinati con

gli ingredienti di stagione e soprattutto

il pescato lo vedete sbarcare la mattina

al Moletto dalle zaccarene dei pescatori

locali. A primavera la margherita

(nome locale della granseola) trionfa

nel menù e non potete perderla sui

tagliolini o nella zuppa, come la cucinavano

una volta. E poi, ben presentati,

polpo, totano ripieno, spaghettoni

Mancini ai frutti di mare e bottarga,

tagliolini al basilico con crostacei e

burro alle alghe, oppure pesce ancora

lucente di sale o un crudo che ti “leva

di sentimento” anche se il sentimento

ce l’ha messo tutto lo chef nel preparare

le sue specialità. Un sorriso sempre

pronto, una buona cantina, l’accurata

pulizia, la capacità di esaudire le

richieste per bambini o diete speciali,

fanno parte dell’accoglienza.

Se vi riuscirà alzare lo sguardo dal

piatto, dritta davanti a voi la Torre,

simbolo del paese. Consigliata una

passeggiata al chiaro di luna nell’antico

borgo dei pescatori, Il Cotone, a due

passi da lì. E se trovate la serata giusta,

vi capiterà di vedere seduti ai tavoli di

Salegrosso il tramonto più colorato

della vostra vita. Il rumore delle onde

sulle ghiaie lì davanti, un volo di gabbiani,

le voci ovattate dei bambini sulla

spiaggia, il conto onesto e la voglia di

assaggiare il resto del menù, vi faranno

tornare in Piazza della Vittoria, quella

del Bar Lume.

SALEGROSSO RESTAURANT

In Marciana Marina, everybody knows

Salegrosso Restaurant. Since its opening

four years ago, Cristiano and Andrea

in the dining room and Antonio,

the chef, have created a comfortable,

welcoming atmosphere. The dishes

are prepared with seasonal ingredients,

particularly the fish that is brought

in every morning to the nearby quay

from the local fishermen. In spring,

the spider crab is the triumph of the

menu, particularly good with tagliolini

or in a crab stew like once upon a

time. They use fantasy in the presentation,

octopus, stuffed squid, Mancini

spaghettoni with seafood and fish roe,

basil tagliolini with crustaceans and

seaweed butter, or shiny fresh fish or a

plate of raw sea-food. A ready smile, a

great wine-list, spotlessly clean, able to

fulfill requests for children or special

diets are part of the welcome.

If you can lift your eyes from your

plate, right in front of you there is the

Tower, the symbol of the village. A walk

in the moonlight through this ancient

fishing village, the Cotone, a stone’s

throw from here, is worthwhile. If you

happen on the right night, sitting at

the tables of Salegrosso, you can see

the most colourful sunset of your life.

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ENJOY ELBA AND THE TUSCAN ARCHIPELAGO 2021


Piazza della Vittoria 14

Marciana Marina