Waste n. 16 giugno 2021

casaeditricelafiaccola
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Bioplastiche e forsu. Per un composto di qualità

Nuove rubriche, ma il cambiamento non finisce qui...

Anno V

Giugno

2021

Casa Editrice

la fiaccola srl

3,2,1

IMPATTO… ZERO!

SU

DI

GIRI!

BIOPLASTICHE

E FORSU.PER UN

COMPOST DI QUALITÀ

NUOVE RUBRICHE,

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per la raccolta, la movimentazione

e il trasporto dei rifiuti e l’igiene urbana

Casa Editrice la fiaccola srl

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2 SOMMARIO

ISSN 2610-9069

Numero 16

Giugno 2021

In primo piano

8 Cestino d’oro

Processo per il riciclo

upcycling delle vetroresine

10 Up e Downcycling

Progetti geniali, idee bizzarre

11 Waste Strategy

Cosa sta cambiando

nel business dei rifiuti

12 Recupero materiali

Aeromobili parte 3.

Il quadro della situazione

16 Veicoli fuori uso

Soluzioni e tecnologie per il

riuso e riciclo dei componenti

Economia circolare

20 Discografia green

Produrre musica a impatto

zero, si può !

24 L’intervista

Bioplastiche e FORSU.

Marco Versari, Presidente

di Assobioplastiche

28 CircolarMente

Esempi di valorizzazione

delle risorse materiche

da rifiuto

Energia

32 Idrogeno verde e rinnovabili

Obiettivo 2030: l’Unione

Europea mette il turbo

Rifiuti solidi

34 Sistemi di sicurezza

Obiettivo zero infortuni

all’interno degli impianti

42 Attrezzature

Pinza di selezione in aiuto

al riuso e riciclo

44 Vaglio a tamburo

Tecnologia per la separazione

dei materiali più svariati

46 Selezionatrici

Alto grado di separazione

per rifiuti tessili misti

48 Rifiuti da C&D

In arrivo l’End of Waste

per detriti da demolizione

e costruzione

50 Sperimentazione RENTRi

Evoluzione digitale nella

tracciabilità dei rifiuti

Biowaste

54 Impianti 4.0

Due nuovi ecoprogetti per

ottimizzare il compostaggio

58 Scarti da macellazione

Tecnologie sofisticate per

trasformare i sottoprodotti

Acque reflue

64 Patrimonio blu

Il punto sul ruolo

della risorsa idrica

66 Innovazione digitale

L’industria idrica deve

darsi una mossa

Veicoli&Allestimenti

Rubriche

3 Editoriale

4 Advertiser e aziende citate

6 Numeri e poltrone

27 News economia circolare

31 News energia

38 News rifiuti solidi

56 News biowaste

62 News acque reflue

wasteweb.it

waste@fiaccola.it

74 Igiene urbana

Il compattatore con motore

a gas per una raccolta rifiuti

stellare

72 News veicoli&allestimenti

Direttore Responsabile

Lucia Edvige Saronni

lsaronni@fiaccola.it

General Manager

Giuseppe Guzzardi

gguzzardi@fiaccola.it

Consulenza Tecnico-Scientifica

Marco Comelli

mcomelli@fiaccola.it

Coordinamento Editoriale

Federica Lugaresi

flugaresi@fiaccola.it

Redazione

Mauro Armelloni, Matthieu Colombo

Fabrizio Parati, Gianenrico Griffini

(Responsabile della sezione veicoli

e allestimenti), Emilia Longoni

waste@fiaccola.it

Collaboratori

Ludovica Bianchi, Marco Capellini, Damiano

Diotti, Antonio Fargas, Ginevra Fontana,

Alessandro Marangoni, Giovanni Milio, Mattia

Molena, Eliana Puccio, Michele Ragonese,

Riccardo Rossi

Segreteria

Jole Campolucci

jcampolucci@fiaccola.it

Impaginazione e progetto grafico

Studio Grafico Page

Novate Milanese (MI)

Amministrazione

Francesca Lotti

flotti@fiaccola.it

Margherita Russo

amministrazione@fiaccola.it

Abbonamenti

Mariana Serci

abbonamenti@fiaccola.it

Traffico e pubblicità

Laura Croci

marketing@fiaccola.it

Marketing e pubblicità

Sabrina Levada (Responsabile estero)

slevada@fiaccola.it

Agenti

Giorgio Casotto

T 0425 34045 - Cell. 348 5121572

info@ottoadv.it per Friuli Venezia Giulia,

Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna

(escluse Parma e Piacenza)

Trimestrale - LO/CONV/059/2010

Reg. Trib. Milano N. 230 del 19/07/2017

Stampa

Colorshade - Peschiera Borromeo (Mi)

ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE

STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio 313

21/11/1985 - Roc 32150

Prezzi di vendita

abb. annuo Italia Euro 60,00

abb. annuo Estero Euro 120,00

una copia Euro 20,00

una copia Estero Euro 40,00

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di testi, articoli, pubblicità ed immagini pubblicate su questa

rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici, digitali,

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nella nostra mailing list esclusivamente per l'invio delle nostre

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ricevere in futuro altre informazioni, può far richiesta

alla Casa Editrice la fiaccola srl scrivendo a: info@fiaccola.it

Organo di informazione e

documentazione

Questo periodico è associato all’Unione

Stampa Periodica Italiana: numero di

iscrizione 15794

Casa Editrice

la fiaccola srl

20123 Milano | Via Conca del Naviglio 37

Tel. +39 02 89421350 - Fax +39 02 89421484

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EDITORIALE

3

È UNA QUESTIONE

DI CELL(UL)E.

A COMBUSTIBILE.

Il tema del momento è l’idrogeno, in tutti i colori immaginabili,

dall’innominabile grigio al molto sospetto

blu, fino al verde (ma non dimentichiamo il turchese

e il rosa, due opzioni interessanti almeno per chi scrive).

Se ne parla perché sono in arrivo una valanga di soldi

pubblici, sia nazionali che europei, dentro e fuori il PNRR

e Next Generation Europe… Ciò che lascia perplessi è la

guerra intestina (aggettivo scelto non a caso) che si è scatenata

contro l’idrogeno soprattutto nella mobilità, da parte dei fautori dell’elettrico

a batteria contro quelli dell’elettrico a celle a combustibile. Attacchi

che si sono spostati anche sul fronte lessicale, dove si cerca di far passare

il concetto che elettrico=batterie, e che hanno coinvolto anche il novello

MITE, accusato di tradimento della causa per avere seguito le direttive europee

in materia (basterebbe leggersi i documenti). Forse l’Europa è un bestione

troppo grosso con cui prendersela…

Naturalmente si tratta alla fine solo di liti per la spartizione dei denari pubblici,

dove scatta sempre la sindrome da “gioco a somma zero”: se danno i soldi

agli altri ce n’è di meno per noi. Un’impostazione che purtroppo infesta da

sempre ogni discorso ambientale, abituato a vivere di sussidi, anche nel nostro

settore specifico. Di idrogeno parliamo nella nuova sezione energia

della rivista, incidentalmente perché l’idrogeno cui si pensa sarà quello ricavabile

dall’acqua utilizzando l’eccesso di produzione delle rinnovabili non

programmabili, che altrimenti diverrebbe scarto perché se immesso in rete

ne provocherebbe l’instabilità.

Le novità di questo numero pre-estivo non finiscono qui. Abbiamo tre nuove

rubriche fisse. La prima è affidata a Marco Capellini, CEO di Matrec, già conosciuto

dai lettori per l’intervista dello scorso numero, e che naturalmente

si occuperà di materiali. La seconda vede in campo Alessandro Marangoni,

fondatore e anima di Althesys, punto di riferimento dello studio nel settore

della gestione rifiuti, energia e utilities. Suo argomento le strategie in evoluzione

nel mondo del waste e dell’economia circolare. Terza rubrica,

fatta in casa dalla redazione, sui temi top e down del settore. Ma questo

è un numerone, anche dal punto di vista della foliazione: c’è l’intervista

a Marco Versari sulle bioplastiche, la terza e ultima parte

dello speciale sul riciclo degli aerei di linea, le rubriche fisse…

Insomma, nonostante l’incertezza della situazione, sì… viaggiamo.

Marco Comelli


4 ADVERTISERS

bongioannimacchine.com . . . . . . . . .5

mercedes-benz-trucks.com/it_IT/ . . .73

Anno V

Giugno

2021

Casa Editrice

la fiaccola srl

3,2,1

IMPATTO… ZERO!

IN COPERTINA

canginibenne.com . . . . . . . . . . .III Cop

pal-greendivision.it . . . . . . . . . . . . . .15

ecomondo.com . . . . . . . . . . . . . . . . .63

palmierigroup.com . . . . . . . . . . . . . .23

SU

DI

GIRI!

BIOPLASTICHE

E FORSU.PER UN

COMPOST DI QUALITÀ

NUOVE RUBRICHE,

MA IL CAMBIAMENTO

NON FINISCE QUI…

ecotecsolution.com . . . . . . . . . . .39,41

atlantide-web.it . . . . . . . . . . . . .IV Cop

forrec.eu . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .13

iesbiogas.it . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .9

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sardiniasymposium.it . . . . . . . . . . . .71

tanaitalia.com . . . . . . . . . . . . . . . . . .53

tomra.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .27

Un po’ vintage e un po’ no. La scelta della cover

di giugno è caduta sul long playing, che è

stato introdotto per la prima volta nel 1948

dalla Columbia Records.

Noto anche con la sigla LP, identifica il formato

standard di disco in vinile sul quale vengono

incisi, in forma analogica, gli album discografici.

Nell’industria musicale di oggi,

esistono artisti che vogliono fare la differenza

registrando e producendo album a impatto

zero, ossia azzerando le emissioni di CO 2 .

Nella pratica? Utilizzando energie rinnovabili

per il funzionamento delle attrezzature musicali,

e producendo musica autonomamente,

in uno studio di proprietà. Una sfida che dovrebbe

diventare un modello di business sostenibile.

Per tutti coloro che fanno musica.

incofin.it . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .57

volvoce.it . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .19

xylem.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .65

indeco.it . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .61

wheeliot.com . . . . . . . . . . . . . . . .II Cop.

zeroemission.show . . . . . . . . . . . . . .79

AZIENDE CITATE

A

Agylix Corporation ..................10

Allison ....................................74

Althesys..................................11

Asso Bioplastiche ..................24

Audi........................................18

B

Baux ......................................29

BMW ......................................18

British Airwase ......................12

C

Cangini ..................................42

D

Data4........................................6

Dulevo International ..............72

E

Ecotech Solution ....................44

EIT InnoEnergy ......................31

Euroinformatica......................50

F

Farid ......................................74

H

Hyundai ..................................17

I

Incofin ....................................35

Irizar ......................................78

K

Kokoboard ..............................29

Korec........................................8

M

Marie Tecnimont SpA..............10

Matrec....................................28

Mercedes-Benz ......................74

Michelin..................................30

N

NextChem ..............................10

P

Peugeot..................................18

Polestar..................................18

Pyratecs ................................56

R

RedUnit ..................................59

Renault ..................................18

Rice House ..............................7

S

Saxa Gres ................................6

Snam......................................54

Stadlear..................................46

T

Tomra ....................................46

V

Vogelsang ..............................58

Volvo ......................................18

X

Xylem Water Solutions............66


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

2 3

4

6 PRIMO PIANO Soluzioni

NUMERI E POLTRONE

1 2 3 4

Numeri e poltrone

Saxa Gres

Obiettivo Circular

Economy

Sostenibilità

ambientale e

competitività

delle imprese passano

attraverso le

competenze. Il gruppo

imprenditoriale Saxa

Gres con sede ad

Anagni, è la prima

Circular Factory a

realizzare

12 3

4

pavimentazione urbana

con un processo “end of

waste” che consente di

recuperare fino al 30%

di materiali provenienti

dal ciclo dei rifiuti (come

le ceneri da

termovalorizzatori).

La nuova generazione di

prodotti, realizzati con

spessori da 5 a 6,5 cm, è

ottenuta con un mix di

argille e ceneri

recuperate da

inceneritori locali e

cave, ed è in grado di

rispondere ad

importanti sollecitazioni.

A fine febbraio, l’utility

milanese A2a ne ha

rilevato il 27,7% del

capitale…

Ecolamp

Eureka!

Il trattamento

dei RAEE

garantisce

vantaggi ambientali,

sanitari ed economici.

La raccolta di R4 e R5

(rispettivamente

apparecchi

elettrodomestici e

lampadine fluorescenti,

lampade a led), avviene

capillarmente

attraverso una

struttura che copre

tutto il territorio

nazionale.

I dati raccolti dal

1°gennaio a inizio del

mese di marzo

registrano 314.702,40

12 3

4

Kg di R5, con un tasso

di recupero annuale

pari al 96,1%.

308.888 sono i Kg di R4

ritirati, con un recupero

del 97,7%.

Dal 2008 al 2020, sono

state 159,5 milioni le

lampadine raccolte.

DATA4

Più green

con il referente

per la sostenibilità

Jean-Paul

Leglaive è il

nuovo Direttore

QHSE (Qualità, salute,

sicurezza e ambiente) e

responsabile delle

strategie di sviluppo

sostenibile per Data4.

La società ha nominato

Leglaive il quale dovrà

supervisionare e

coordinare la strategia

CSR (Corporate social

responsability) di

Data4. Il progetto ha

l’obiettivo di rendere

Data4 un attore green

di riferimento nel

settore dei data center,

riducendo il proprio

impatto ambientale -

compreso quello dei

clienti – lungo tutta la

catena di valore.

“Sono particolarmente

entusiasta di unirmi a

Data4 in un momento

chiave della sua

attività. È una sfida che

si inserisce in modo

naturale tra le altre

missioni di cui sono

stato incaricato, come

migliorare la

soddisfazione del

cliente (ISO 9001),

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

NUMERI E POLTRONE

PRIMO PIANO

12 3

4

7

Ricehouse

W gli “sposi”

Una startup (che

noi teniamo

d’occhio da tempo),

e che trasforma gli scarti

derivanti dalla lavorazione

del riso in materiali

naturali per la bioedilizia.

Recentemente è avvenuto

il “salto”… e non stiamo

parlando di ricette.

Ricehouse ha concluso un

aumento di capitale pari a

600 mila euro con

l’ingresso di nuovi soci

nella compagine

societaria. L’iniezione

consentirà alla startup di

12 3

4

raggiungere 3 milioni di

fatturato entro il 2021 e di

sviluppare progetti legati

ad efficienza energetica ed

economia circolare.

“Siamo davvero felici che

abbiano deciso di darci

fiducia realtà importanti

del mondo del venture

capital come Boost Heroes

(Gruppo B Holding),

Impact Hub e a|impact,

insieme a imprenditori

come Jean-Sébastien

Decaux e eccellenze

alimentari riconosciute a

livello nazionale come

Riso Gallo” ha dichiarato

Tiziana Monterisi, Founder

e CEO di Ricehouse.

L’azienda ha tutti i numeri

per diventare punto di

riferimento internazionale,

proponendo prodotti

leggeri, atossici e naturali.

ridurre gli impatti

ambientali e il

consumo di energia

(ISO 14001 e 50001),

migliorare la salute e

la sicurezza degli

stakeholder (ISO

45001) o la sicurezza

dei sistemi informativi

(ISO 27001), nell’ambito

del Sistema di Gestione

Integrato (IMS) di

DATA4” ha dichiarato

Leglaive.

European Pellet Council (EPC)

Incarico di fuoco!

L’associazione europea che dà

voce al settore del pellet di

legno, ha annunciato il nuovo

incarico per Annalisa Paniz nel ruolo di

vicepresidente.

La nuova nomina è arrivata pochi

giorni dopo la pubblicazione dei nuovi

standard revisionati dallo schema di

certificazione di qualità del pellet

ENplus ® .

Tra questi, saranno imprescindibili

norme più stringenti su tracciabilità e

catena di custodia del materiale, una

migliore regolamentazione dei

contratti di intermediazione, e l’obbligo

di indicazione sui sacchi del lotto di

produzione.

“Accolgo questa nomina – ha spiegato

Annalisa – come la conferma del ruolo

guida dell’Italia nel settore del pellet

europeo. Il nostro Paese è il più

importante mercato mondiale del

pellet su scala domestica-residenziale.

Sono convinta che lavorando in

sinergia e facendo squadra a livello

comunitario, il settore potrà vincere le

principali sfide che lo attendono: la

decarbonizzazione del settore del

riscaldamento e del raffrescamento e

la salvaguardia della qualità dell'aria.

In questo senso, il pellet di legno è una

delle principali soluzioni già

disponibili”. E noi non possiamo che

augurare in bocca al lupo!


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

8 PRIMO PIANO Soluzioni

WASTE AWARD

Cestino d’oro

Marco Comelli

Ricerca con R maiuscola se ne fa anche nel nostro Paese.

Come nel caso di Korec che brevetta un processo

per il riciclo upcycling della vetroresina. Un materiale a larga

diffusione che è destinato in massima parte alla discarica

Il riciclo delle

vetroresine

è sempre stato

complesso perché

trattasi di materiali

compositi.

Ora col nuovo

brevetto, tramite

pirolisi si scindono

i due componenti

base: la fibra

di vetro (che viene

totalmente

recuperata)

e la resina (con

le medesime

caratteristiche

di quella vergine)

che può così essere

rimiscelata.

Un’opinione corrente relativa all’Italia recita

che il punto debole dell’economia

nazionale risieda nella mancanza di ricerca,

di base ma soprattutto industriale.

C’è moltissimo di vero, ma spesso l’opinione,

che si dovrebbe basare su fatti, diventa una

profezia che si auto avvera.

Se un’innovazione radicale è di origine italiana

non può essere vera, quindi non vale la pena

parlarne, e tantomeno finanziarla.

Nel nostro settore questo meccanismo ha colpito

più di una volta.

Citiamo solo due storie a lieto fine come le plastiche

biobased di Novamont e, ancora più clamorosa,

la vicenda di cui

Col processo brevettato

da Korec, il riciclo upcycling

delle vetroresine, diventa

fattibile e sostenibile

abbiamo parlato più volte,

di Aquafil.

In via preventiva e quasi

apotropaica assegniamo il

Cestino d’Oro di questo

mese a Korec, azienda italiana

(con sede in provincia

di Pisa e impianto pilota nei pressi di Livorno),

che ha sviluppato (e brevettato in tutto il mondo)

un processo per il riciclo upcycling delle

vetroresine.

Ne abbiamo già accennato nel numero di febbraio

dello scorso anno, parlando di un progetto

europeo a cui Korec partecipa.

Le vetroresine, uno dei primi materiali compositi

ad avere larga diffusione (basta citare la

nautica da diporto e le pale delle turbine eoliche)

sono molto difficili da riciclare a meno di

rassegnarsi al downcycling (triturazione e inclusione

in materiali da costruzione) o all’incenerimento

(con rendimento bassissimo), o

come forma di smaltimento più semplice, alla

discarica (oggi il 90% dei prodotti finisce lì).

Soluzione assai poco sostenibile, anche visti i

volumi in gioco: 100.000 tonnellate l’anno solo

in Italia.

Korec, brainchild di due ricercatori e consulenti

di grande esperienza, Laura Saviano e An -

tonello Dimiccoli, ha messo a punto un procedimento

di trattamento della vetroresina a pirolisi

in atmosfera di anidride carbonica.

Sottoposto a temperature

e pressioni precise, il materiale

si scinde nella due

componenti base, la fibra di

vetro, che viene totalmente

recuperata, e la resina, che

ritorna allo stato liquido originario

per l’85% del peso.

La resina ha le stesse caratteristiche di quella

vergine e può essere miscelata con questa,

per ora sino al 20%.

I risultati di qualità sono lusinghieri (si misura con

il numero di iodio, ossia la percentuale di legami

in sa turi che permettono la polimerizzazione),

ma soprattutto il processo ha costi convenienti.

Ora Korec sta per partire con uno stabilimento

di produzione. In bocca al lupo, e intanto complimenti.

l

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

10 PRIMO PIANO Soluzioni

PUNTI COSPICUI

Upcycling e Downcycling

Federica Lugaresi

La rubrica che mette in evidenza le cose interessanti

del momento ma anche del futuro, in antitesi con baggianate

sapienti e idee fuori moda o che hanno stancato

wow

Avanti coi progetti

di riciclo chimico

Plastica. Quasi fosse la piaga

del XXI secolo. Perché inquina

e non sempre può essere

riciclata, e… bla bla bla. Ma

NextChem, società

controllata Marie Tecnimont

Spa, e Agilyx Corporation

hanno siglato un accordo per

supportare lo sviluppo di

impianti di riciclo chimico

avanzato su scala mondiale.

Verrà utilizzata la tecnologia

avanzata di pirolisi di Agilyx

nel processo di conversione

dei rifiuti plastici misti in

olefine e carburanti circolari.

Grazie al riciclo chimico, la

plastica post consumo verrà

trasformata in componenti

chimici, senza un

“declassamento” in termini

qualitativi. I prodotti così

ottenuti possono essere

riutilizzati in modo continuo,

implementando il recupero

della plastica.

In molti si impegnano a

trovare soluzioni per la

sostenibilità della plastica

(che non può essere riciclata

coi metodi tradizionali), e ora

NextChem contribuisce ad

allungarne il suo ciclo di vita

in ottica di economia circolare

e low carbon. Ora

forse la finiremo di

demonizzare le

materie plastiche…

bleah!

Le scarpe

coi peli di cane

Partiamo dal presupposto che

una scarpa si debba portare ed

usare più e più volte. Partiamo

anche dal concetto che una

calzatura debba durare nel

tempo e soprattutto, se non

indossata, la si possa “ritrovare”.

E invece…

Da un progetto della designer

tedesca Emilie Burfeind,

nominato tra i progetti candidati

al Green Concept Award 2021,

nasce il prototipo di una

calzatura sportiva biodegradabile

realizzata con l’impiego di

materiali da fonte rinnovabile e di

scarto, di uso non convenzionale.

La tomaia della sneaker a

calzino è costituita da una

“lana” ottenuta da peli di cane

recuperati dalla toelettatura.

Chi si occupa di ciò è una startup

che raccoglie e trasforma in

filato questa risorsa che

generalmente viene gestita

come rifiuto. Attraverso

un processo di lavorazione di

maglieria 3D è stato possibile

produrre una tomaia senza

cuciture e senza scarti,

caratterizzando le aree con

diversa funzionalità. La calza

viene poi immersa in gomma

naturale liquida, con l’obiettivo

di creare una protezione

idrorepellente. Mentre la suola

è realizzata con micelio

mescolato a cellulosa

derivante da scarti

agricoli.

…Ma veramente?????

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

STRATEGIE IN EVOLUZIONE

PRIMO PIANO

11

Waste management,

cambia il business dei rifiuti

Secondo i dati dell’Annual Report di WAS - Waste Strategy,

il valore della produzione è cresciuto fino a 12 miliardi.

Aumentano la quota di mercato dei maggiori

player (+6,4 per cento) e gli investimenti (+4%)

Alessandro Marangoni

Nel 2019 le maggiori 230 aziende del waste

management (raccolta, trattamento, smaltimento

e selezione rifiuti urbani) hanno

registrato un valore di produzione pari a 11,7 miliardi

di euro, con un aumento dei rifiuti gestiti

(+6,4%) e degli investimenti (+4,1%), rispetto al

2018. Le aziende chiamate a raccogliere e gestire

i rifiuti stanno cambiando, investendo in tecnologie

innovative per recuperarli e trasformarli in energia,

carburanti, nuovi materiali e tanto altro. Le nuove

multiutility stringono alleanze con società energetiche

o multinazionali chimiche e allargano il

proprio perimetro di business in una crescita costante.

Anche nel 2019 sono stati soprattutto i maggiori

player a crescere, nonostante il quadro macroeconomico

debole. I rifiuti gestiti dalle Top 120 si

sono attestati su 26,5 milioni di tonnellate, con un

aumento del 6,4% sull’anno precedente. Crescono

anche gli investimenti (+4,1% rispetto al 2018), pari

a circa 535 milioni di euro.

Le Top 120 pubbliche e private, che coprono il 56%

dei Comuni italiani, servono circa il 70% degli abitanti

e raccolgono il 76% dei rifiuti urbani; hanno

investito il 5,7% del loro valore di produzione, mezzo

punto in più rispetto all’anno precedente. Ancora

maggiore è l’incidenza per le aziende di trattamento

e smaltimento, che cresce al 12,5%. Il 60%

degli investimenti è stato destinato alla realizzazione

di nuovi impianti e al miglioramento di quelli

esistenti.

Un elemento che trova conferma nel Was Report

di quest’anno è l’eterogeneità del quadro italiano:

la distanza tra la prima delle 120 aziende per valore

Alessandro Marangoni, economista

e docente universitario, è fondatore e ceo di

Althesys, società professionale indipendente

specializzata nella consulenza strategica

e nello sviluppo di conoscenza.

Opera con competenze di eccellenza nei

settori chiave di ambiente, energia,

infrastrutture e utility, nei quali assiste

imprese e istituzioni.

della produzione (multiutility con circa 1,2 miliardi

di euro nel 2019 solo nel waste) e l’ultima (monoutility

locale con meno di 10 milioni) è infatti molto

ampia. Il 30% delle Top 120 opera nelle aree del

Nord Ovest, il 25% nel Centro, il 21% nel Sud e

Isole, il 18% nel Nord Est; solo il 6% è attivo a livello

nazionale.

La raccolta differenziata media aumenta di 1,7

punti percentuali, passando dal 63% al 64,7%, rispetto

ad un dato nazionale che nel 2018 era del

58,1%.

Il comparto del waste management italiano sta

dunque crescendo e cambiando in fretta.

L’innovazione tecnologica sta cambiando il volto

del settore e in particolare dei segmenti del recupero

dei materiali. Nuovi player da altri settori ne

accelerano l’evoluzione e ne aumentano al contempo

la complessità.

l

WAS – Waste Strategy è il think tank di Althesys dedicato all’analisi della filiera

produzione-consumo del waste management e del riciclo con un approccio integrato,

che unisce la prospettiva aziendale e industriale a una visione di sistema. Lo scopo

è fornire un quadro unitario e proporre strategie d’impresa e politiche di sistema

che integrino i diversi aspetti: ambientali, sociali, industriali, economici, normativi

e tecnologici. Superare approcci parziali e frammentati è infatti fondamentale

per lo sviluppo del settore e per definire le policy migliori per il Paese.

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

12 PRIMO PIANO Soluzioni

SMANTELLAMENTO AEREI

Riciclare progettando

Marco Comelli

La metodologia di design for disassembly approda nell’industria

aeronautica, mentre l’aviazione civile resta sospesa in un limbo.

Ondata di aerei di linea da smantellare in arrivo?

Uno dei Boeing

747-400

della British

Airways ritirati

e avviati

al riciclo l’anno

scorso.

Da quando abbiamo iniziato questa piccola

serie sullo smantellamento ed il riciclo degli

aerei di linea, l’andamento del mercato

ha seguito traiettorie non pienamente previste.

La riduzione del traffico avrebbe in teoria dovuto

spingere le compagnie a liberarsi dei jet widebody

(detti anche twin-aisle, ossia a doppio corridoio)

più anziani. In effetti qualcosa è accaduto,

a partire dalla dismissione dei Boeing 747-400

British Airways che è arrivata sui media di tutto il

mondo. Nove di questi ora, attendono di essere

smantellati sulle piazzole dell’ex base aerea della

RAF a Cotswold nel Gloucestershire. Uno verrà

preservato intatto, ma a disposizione della Air

Salvage International che opera sul sito ci sono

già altri sei Jumbo-jet. Per il resto, la quantità di

aerei di linea dismessi nel 2020 è calata, a 420 unità,

contro le 500 del 2019. Le ragioni sono diverse.

Per alcuni tipi, come l’Airbus 330, i ritiri sono stati

comparabili, 113 nel 2020 contro 118 nel 2019. Ma

per il Boeing 737NG c’è stato un dimezzamento:

da 56 a 24, a causa delle difficoltà del 737 MAX che

ha rallentato il rinnovamento delle flotte di 737.

Una causa più generale è la mancanza di domanda

per le parti riciclate. Negli ultimi mesi si

calcola che solo il 5% della flotta mondiale di

wide-body fosse operativa, contro il 68% dei narrow

body (single aisle) utilizzati nelle linee interne.

Aerei che non volano significano meno manutenzione

e quindi meno ricambi. Diversi A380,

per esempio, non sono stati avviati al riciclo ma

solo parcheggiati perché non esiste domanda

delle loro spoglie. Per i 747 la situazione è migliore

perché vengono usati come aerei cargo.

Una nuova fonte di reddito…

Il quadro comunque non è stabile. I principali operatori

del settore registrano un aumento di richieste

per il semplice parcheggio di aerei non utilizzati,

tant’è che per alcuni di essi l’affitto delle

piazzole sta diventando una linea di business, potendo

offrire prezzi di molto inferiori a quelli carissimi

degli aeroporti, soprattutto in Europa. Ma

il clima europeo non è quello favorevole dei deserti

americani e australiani, casa dei grandi depositi

di aerei “a riposo”. Mantenere efficienti i velivoli

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

SMANTELLAMENTO AEREI

PRIMO PIANO

13

da noi è molto più dispendioso. Le società di ricerca

di mercato prevedono - tra la fine di quest’anno e

il 2022 - l’inizio di un boom dei ritiri e degli smantellamenti;

circa un raddoppio rispetto ai 500 su

cu si era stabilizzato il mercato pre-pandemia. Se

il valore degli aerei interi e volabili scenderà sotto

quello della somma delle loro parti, arriverà l’ondata.

Occorre tuttavia considerare che raddoppiare

di colpo l’offerta di parti di ricambio (come i motori

e l’avionica, ma anche i carrelli e le parti idrauliche)

in un mercato ancora incerto nel recupero, avrà

sicuramente un effetto sui prezzi. Se questi ultimi

scenderanno sotto al minimo necessario per ripagare

i costi di smantellamento, l’ondata si infrangerà

sugli scogli della sostenibilità economica.

Per non parlare degli effetti sui produttori di parti

di ricambio. Un crollo dei prezzi in questo senso,

potrebbe anche spingere molte compagnie “povere”

a prolungare il servizio di aerei già anziani,

una situazione paradossale ma che si è già vista

in altri settori.

…ma è necessario pianificare

Per prodotti con un lungo ciclo di vita come gli aerei

di linea, questi alti e bassi nella parte terminale

della vita utile sono difficili da evitare, aldilà di pro-

Lo spazio

destinato

al singolo

passeggero.

Anche gli interni

sono stati pensati

con materiali

completamente

riciclabili.

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

14 PRIMO PIANO SMANTELLAMENTO AEREI Soluzioni

blematiche contingenti come la pandemia. I produttori

fino a poco tempo fa, non si preoccupavano

del fine vita dei loro aerei in fase di progettazione

e costruzione. Al massimo “ragionavano” in termini

di facilità di manutenzione. Troppo complesso

prevedere la situazione a 30 anni dall’entrata in

servizio. Ma qualcosa sta cambiando, e le grandi

aggregazioni politiche si stanno muovendo con

decisione per introdurre regole da applicare per

la gestione del fine vita. Nel settore automotive

esistono e sono attive da anni. Gli aeroplani costituiscono

una flotta molto piccola, e per dimensioni

singole non hanno lo stesso impatto di una

nave. Ma sono anche molto visibili per cui c’è da

attendersi, soprattutto in Europa, qualche azione

in tal senso. Inoltre, per un operatore conoscere

in anticipo le prospettive di smantellamento e riciclo

della sua flotta può garantire una pianificazione

economica più affidabile.

Esiste sempre una prima volta

Precedentemente (almeno ufficialmente) ai

grandi costruttori come Boeing e Airbus, a ragionare

sui principi del “design for disassembly

and recycling” è stata Boom Technology, la startup

che sta realizzando un piccolo aereo di linea

supersonico a 55 posti, l’Overture. L’azienda -

che ha un direttore per la sostenibilità e l’ambiente

- in parallelo alla progettazione di dettaglio

e alla scelta dei materiali, sta concependo un

vero e proprio piano di fine vita. Non esistendo

ancora degli standard industriali per il riciclo di

alcuni dei materiali che Boom intende usare nella

costruzione del suo supersonico, i progettisti

si stanno concentrando, oltre che sulla sicurezza

e le prestazioni, anche su materiali che abbiano

la maggiore probabilità di essere riciclati. E ciò

comporta cercare di prevedere se, da qui a 30-

40 anni, possa esistere un mercato per i materiali

di cui sopra.

I recenti progressi tecnologici aiutano. Boom

prevede di usare per la fusoliera dell’Overture

quasi esclusivamente fibra di carbonio.

Soprattutto facendo attenzione che sia agevolmente

riciclata con i nuovi metodi che sono

stati descritti nella seconda parte di questa

serie. Medesimo approccio per i fluidi idraulici

e i lubrificanti, che oggi vengono spesso bruciati.

La società è convinta di riuscire in questo

modo a garantire oggi, che fra 40 anni, il proprio

aereo sia riciclabile al 100% o quasi.

La circolarità vola.

l

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

16 PRIMO PIANO Soluzioni

VEICOLI FUORI USO

Ultima corsa?

Cosa succede quando si arriva alla rottamazione di un veicolo?

Ma soprattutto quanti e quali sono i componenti

che hanno già nel loro DNA una second life?

Altri potrebbero averla? Sembra che non si butti via nulla

Federica Lugaresi

Fine corsa, fine vita. In realtà non è proprio

così. Diversamente da quanto si creda infatti,

i veicoli da rottamare identificano una

risorsa molto preziosa ma, prima, devono essere

trattati secondo quanto previsto dalla Direttiva

ELV (2000/53/EC), per poter poi continuare a “vivere”

nel pieno rispetto dell’ambiente.

I target normativi

In ottica di economia circolare, non è corretto

quindi che i veicoli fuori uso si vedano come rifiuto

(all’interno della Comunità europea se ne

generano tra i sette e otto milioni all’anno) poiché

è possibile recuperarne, reimpiegarne o riciclarne

fino al 95% in peso dei componenti. Solo

il 5% resterebbe nella parte non riusabile o riciclabile.

Ed è proprio con la Direttiva di cui sopra,

che si tende al raggiungimento di questi

numeri, e a fare sì che questo volume da potenziale

diventi reale.

Ma secondo il Rapporto Italia del Riciclo 2020,

“per i veicoli a fine vita la percentuale di reimpiego

è ancora al di sotto dell'85% in peso del

veicolo (obiettivo al 2015 fissato dall'art. 7, comma

2, del D.Lgs.209/2003). E ancora appare lontano

l'obiettivo del recupero totale del 95% a

causa dell'assenza di forme di recupero energetico;

una mancanza che decisamente compromette

la possibilità di raggiungere il target

complessivo di recupero”.

Una delle principali ragioni di questi mancati

raggiungimenti è data dalla difficoltà di promuovere

- da parte dei centri di raccolta e degli impianti

di frantumazione - il tema di riciclaggio

per alcuni componenti dei veicoli (ad es. cruscotti,

imbottiture e rivestimenti dei sedili) che,

ad oggi, vengono assemblati in fase di progettazione/costruzione

con modalità tali da rendere

inefficaci, complesse ed onerose le operazioni

di disassemblaggio, recupero e/o riciclo.

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

VEICOLI FUORI USO

PRIMO PIANO

17

Il flop…

Secondo il Rapporto Italia del Riciclo

2020, le principali criticità al mancato raggiungimento

del target di recupero dei

veicoli rottamati, restano:

- l’esportazione illegale di veicoli fuori

uso che sottrae notevole quantità di materiali

e ricambi usati, nonché centinaia

di migliaia di tonnellate dei rottami ferrosi

(diversamente disponibili per l’industria

siderurgica nazionale).

- il peggioramento del livello qualitativo

del materiale in ingresso nei centri di demolizione.

Si tenga presente poi, che molti micro impianti

di frantumazione sono ancora sprovvisti di BAT

(Best Available Techniques) che impediscono il

recupero estremo dei materiali derivanti dalla

stessa.

Ci si ingegna…

A parte le soluzioni di recupero delle componenti

“classiche” dei veicoli a fine vita (pneumatici fuori

uso, motore, batterie, lampadine e alluminio),

diventa indispensabile la creazione di mercati

per i materiali provenienti dalla lavo ra zio ne dei

rifiuti generati con la loro demolizione (come per

esempio vetri e plastiche); ma anche consentire

il recupero energetico del

Il fluff è il residuo delle operazioni

di frantumazione e selezione

dei rottami metallici, che

rappresenta in peso una frazione

significativa tra il 15 e il 20%

di un veicolo fuori uso.

fluff (scarto derivante dalla

medesima sorgente) che attualmente

è conferito e

smaltito in discarica.

In realtà le cose stanno

cambiando.

Un esempio tra tutti è dato

da Hyundai che ha lanciato

una collezione di moda upcycling

chiamata “Re:Style

2020″, realizzata impiegando materiali di scarto

derivati sia dalla rottamazione che dal processo

produttivo del veicolo, per riutilizzare i componenti

ferrosi e i metalli normalmente non destinati al

riciclo. La capsule collection (costituita da accessori,

borse e capi di abbigliamento) quindi è la dimostrazione

che i rifiuti considerati scarto, possono

invece diventare una risorsa e prolungare

così la propria vita. Nella pratica? Collane e braccialetti

riutilizzano cinture di sicurezza e vetri delle

auto ed espansi uniti ad oro e perle; gilet realizzati

con airbag e borse create con tessuto dei tappetini

e imbottiture; ma anche tute realizzate con denim

e pelle scartati durante la fase di produzione.

Relativamente agli scarti da fluff, si punta (e già

si sta applicando) ad ottenere in output metalli

EoW tramite il recupero di acciaio, alluminio e

rame (anche da indotti e motori elettrici) in forma

di granuli monomateriale, completamente separati

e classificati come

materia prima seconda (grazie

ad impianti adeguati).

Le modalità di riciclaggio a

fine vita dei veicoli demoliti

hanno quindi un importante

impatto in termini di economia

circolare, ed è per ciò

che sono sempre di più le

case automobilistiche che

stanno iniziando ad utilizzare

materiali riciclati per gli interni (e non solo) dei

loro modelli.

Stessa faccia della medaglia

Se è vero che si cercano soluzioni e tecnologie

sempre nuove per recuperare e riciclare le componenti

e i materiali di un veicolo a fine vita, è altrettanto

vero che le Case costruttrici tendono a

minimizzare l’impatto ambientale dei loro veicoli,

Nel 2018

il riciclo

e il reimpiego

dei veicoli fuori

uso sono stati,

rispettivamente,

di 860.620

e 132.244 kt;

ma la percentuale

di reimpiego

è ancora inferiore

all’85% in peso

del veicolo.

In alto,

un esempio

di rivestimenti

per sedili,

costituiti in PET

riciclato.

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

18 PRIMO PIANO VEICOLI FUORI USO Soluzioni

Con i vetri delle

auto rottamate,

Hyundai ha creato

collane

e braccialetti

della linea

Re:Style.

Gli airbag sono

stati riutilizzati

per gilet, mentre

i tessuti

dei tappetini

e la pelle

(scartata durante

le fasi

di lavorazione),

rispettivamente

riusati per borse

e tute.

utilizzando per gli interni materiali alternativi. E

già a partire dalla fase di progettazione, ogni nuovo

veicolo deve integrare materiali riciclati che

vengono valutati in base alla loro fabbricazione

e al loro fine vita.

In Audi per esempio, i materiali riciclati postconsumo

(integrati con alcune nuove sostanze)

vanno a costituire le coperture di plastica sotto

i tergicristalli, la cui produzione comprende il

50% della plastica proveniente dagli involucri

delle batterie, mentre i tessuti riciclati vengono

utilizzati per lo smorzamento dei rumori nella

zona del pavimento dell’auto.

La nuova BMW i3 presenta interni fatti per la

maggior parte di kenaf, un materiale leggero derivato

dalla pianta di malva.

I sedili, invece, sono costruiti con legno sostenibile

e persino il pannello di controllo, rifinito in

eucalipto, è green.

Anche Hyunday con la sua Ioniq Electric, ha deciso

di ridurre l’utilizzo di plastica del 20%. Gli interni

sono prodotti utilizzando plastica riciclata, combinata

con polvere di legno e pietre vulcaniche.

L’ultimo modello della Ford Eco Sport, presenta

un abitacolo di plastica tutta riciclata ed i tappetini,

ad esempio, derivano dal riutilizzo di 470

vecchie bottigliette.

Gli esempo continuano. In casa del Leone, il modello

Peugeot 508 ha una media del 31% dei

materiali riciclati e presenti in natura e circa 80

parti di polimeri contengono materiali di questo

tipo. L’uso di fibre di canapa nei condotti di sbrinamento

del parabrezza e l’uso di polipropilene

riciclato nei deflettori o nel vano della ruota di

scorta ne sono solo un esempio.

Polestar, la società di Volvo, nell’ultimo Model 2

per ridurre l’utilizzo di plastiche, ha realizzato

un abitacolo utilizzando solo fibre naturali.

I sedili invece derivano da bottiglie di plastica riciclate

e il resto degli interni è fatto da scarti di

plastica derivati dalla produzione di sughero;

mentre i tappetini, provengono dal riciclo di reti

da pesca. Anche Renault ZOE, ha un abitacolo

super green, costituito da materiali che arrivano

da cinture di sicurezza riciclate, scarti di tessuto

e recupero di bottiglie di plastica. l

Rottamare un veicolo: ecco cosa si può riciclare

• Batterie che contengono al loro interno metalli

pesanti. Devono essere opportunamente

raccolte e trattate.

• Pneumatici da cui si ricava, previo trattamento,

granulato di gomma e polverino per

applicazioni del settore edile e stradale.

Rappresentano anche un’importante fonte

energetica per settori industriali altamente

energivori.

• RAEE e lampadine i cui vetri, lavati e triturati,

possono essere riusati come lane di vetro

ed isolanti in campo edilizio, ma anche nella

vetrificazione delle superfici di piastrelle.

• Vetri del parabrezza, lunotto posteriore, finestrini

ed interni all’abitacolo, vengono inviati

in stabilimenti specializzati e riciclati.

• Plastica che costituisce diversi componenti

presenti in un veicolo, può essere recuperata

prima della demolizione (paraurti) ed inviata

al riciclo; o recuperata in seguito alla frantumazione

della carcassa e separata in base al

colore ed al polimero di composizione.

Giugno 2021


PERFORMANCE

TOTALE


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

20 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni

DISCOGRAFIA ECO

Note greentose

Eliana Puccio

L’artista polacco Wojtek ha registrato e prodotto il suo album

a emissioni zero. L’obiettivo è sensibilizzare l’industria musicale

e spingerla ad abbracciare un modello di business sostenibile

Di musica che inquina ne abbiamo

parlato negli scorsi numeri

di Waste. Avevamo accennato

anche ad alcuni artisti che si erano rifiutati

di andare in tour per evitare conseguenze

gravi sull’ambiente. Abbiamo

intervistato Wojtek, un pianista e compositore

autodidatta polacco che vive e

crea musica a Berlino, che ha deciso

di provare ad offrire un proprio contributo

dando vita ad un’album a impatto

zero. Fin dall'inizio, Wojtek è stato coinvolto

nel movimento per il clima “Fri -

days for Future” e il suo “Atmo sphere”

è stato registrato e prodotto a emissioni

zero. Con il suo lavoro discografico,

Wojtek vuole ispirare le persone ad agire

al fine di minimizzare le proprie

emissioni di carbonio, e spingere l'industria

musicale a passare ad abbracciare

un modello di business più sostenibile,

consentendo la creazione, il

rilascio e il consumo di musica entro i

confini planetari. L’album parla per lo

stesso Wojtek, che ha sempre preferito

comunicare con la sua musica e le sue

azioni. Artista appassionato ma schivo,

è guidato dal desiderio di creare un

cambiamento a lungo termine.

Wojtek catturerà sicuramente i cuori,

ma anche le menti appassionate di chi,

come lui, tiene a questo pianetae vuol

far di tutto per migliorarlo.

Sotto la cover

dell’album

di Wojtek,

“Atmosphere”.

Il titolo deriva

da un seminario

che l’artista ha

seguito durante

i suoi studi.

Come viene realizzato un album carbon neutral

e cosa significa?

Nel caso del mio album “Atmosphere”, carbon

neutral vuol dire ridurre le emissioni quando

possibile, compensando quello che è impossibile

da eliminare. Possiamo fare la stessa cosa nelle

nostre case, utilizzando

le energie rinnovabili

e riducendo

ciò che consumiamo.

Vale la pena sottolineare

che quel termine

si riferisce sia

alle emissioni dirette

sia indirette. Nel mio

caso non ho dovuto

pensare ad emissioni

molto distanti dal

mio quotidiano.

Parlo in particolare

di quelle generate

dalla produzione delle attrezzature musicali.

Mi stavo preoccupando per la situazione che da

anni ci minaccia e ci tenevo a fare la differenza.

Tentare di cambiare qualcosa nel mondo musicale

era la mossa più importante che potessi

fare nella mia posizione.

Ho proposto l’idea al mio team e l’hanno accolta

con grande entusiasmo, è stato sfidante ma davvero

necessario. Poi, il processo di creazione della

musica carbon neutral si è rivelato più semplice

di quanto pensassi.

Il primo passo era quello di capire quali fossero

le azioni da intraprendere ed eventualmente valutare

le loro possibili conseguenze in termini

del carbon footprint (emissioni di gas serra che

generano). Ho preparato un foglio di calcolo per

controllarlo ed avere tutti i numeri a portata di

mano. Quando possibile, azzeravo completamentele

emissioni usando il cento per cento delle

energie rinnovabili.

Ho affrontato diverse sfide e mi sono posto

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

DISCOGRAFIA ECO

ECONOMIA CIRCOLARE

21

molte domande durante il percorso, ma sono

stato fortunato da avere la possibilità di consultarmi

con un esperto in cambiamenti climatici

ed energie.

Tutti i miei dubbi, ma anche soluzioni e consigli

su come essere un abitante migliore di questo

pianeta, si possono trovare sul mio sito Web

(www.iamwojtek.com), che può essere fonte di

ispirazione per altri artisti.

Conosci qualcun altro che l’ha già fatto prima?

Non proprio nel mondo della musica ma sì, conosco

tante aziende che sono diventate carbon

neutral e tante altre che ci stanno lavorando

(Google, Ikea, ecc.). Addirittura alcuni stati hanno

annunciato di voler diventare ad emissioni zero

entro il 2050 (inclusa la Cina entro il 2060).

Tuttavia non conosco nessun progetto simile nel

mondo della musica. Se però, una persona sta

producendo tutta la sua musica autonomamente,

alimentata da energie rinnovabili ed in uno

studio di proprietà, si può parlare di una produzione

carbon neutral.

Nel mio caso è stato più complesso perché le diverse

fasi del progetto si sono svolte in luoghi

differenti: registrazione a Londra, mixing a

Berlino e masterizzazione a Varsavia.

Questo ha creato sfide aggiuntive al processo

di creazione del progetto pienamente carbon

neutral.

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Marzo 2021

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Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

22 ECONOMIA CIRCOLARE

DISCOGRAFIA ECO

L’album è stato

registrato

e prodotto

a emissioni zero.

Lo scopo

è puntare

su di un modello

di business

sostenibile.

photo di Przemek Dzienis

Con quali materiali è stato realizzato “At -

mosphere”? Come mai hai scelto di intitolarlo

proprio così?

Spesso utilizzo un microfono portatile, soprattutto

quando viaggio. Quelle registrazioni diventano

poi una specie di cartoline, le mie memorie

registrate in formato audio.

Ho deciso di includerle nell’album perché quelle

persone, eventi, esperienze mi hanno reso

chi sono trasformando il genere di musica che

faccio. Puoi letteralmente sentire i miei genitori,

mia nonna o amici. Non so se gli ascoltatori

possano comprendere perché le conversazioni

sono tutte in polacco, ma per me

significa molto e crea una seconda, più intima,

storia dietro ogni traccia.

Il titolo “Atmosphere” ha origine da un seminario

che ho seguito durante i miei studi di architettura

a Berlino nel 2019. È stata una lezione

molto teorica su come viene creata

un’atmosfera specifica e cosa può significare.

Stavamo discutendo sull’impatto dell’illuminazione,

temperatura, materiali, spazio, dimensioni,

proporzioni, circostanze storiche

ecc. Mi è rimasta impressa e mi sono sono ispirato

a ciò per poter tradurre questa mia conoscenza

in musica e creare la mia atmosfera

con tutti gli elementi diversi, includendo le registrazioni

di cui parlavo prima. Il secondo significato

è relativo al problema globale che accomuna

l’umanità: la crisi climatica che invade

la nostra atmosfera.

Secondo te cosa dovrebbero gli operatori del

mondo musicale per aiutare ad affrontare il

problema del cambiamento climatico?

In primo luogo, dovrebbero parlarne costantemente

perché la gente deve rendersi conto

del problema del riscaldamento globale per

poterlo risolvere.

Secondo me è la questione in assoluto più importante

di questi tempi. Il mio progetto non

rappresenta un grande cambiamento se teniamo

conto della scala delle emissioni globali.

Ma sicuramente lancia un chiaro messaggio:

dobbiamo e possiamo fare qualcosa per affrontare

la crisi.

In secondo luogo, dovremmo smettere di utilizzare

i combustibili fossili e sostituirli con le

energie rinnovabili nei nostri studi di registrazione,

aree concerti e festival.

Pensi che in futuro diventerà sempre più comune

per le case discografiche produrre dischi

a impatto zero?

Lo spero davvero perché è anche una strategia

attuata da diversi stati, quella di diventare carbon

neutral in futuro. Dobbiamo farlo per sfidare

il cambiamento climatico e mantenere le

temperature globali inferiori ai 2C° impegnandoci

a scendere a 1,5 C°.

E’ necessario cambiare ogni singolo settore,

industria musicale inclusa. Mi auguro che tra

qualche anno non sarà nemmeno più necessario

parlarne, perché ritenuto scontato farlo.

Cosa pensi, invece, sui concerti e festival a

impatto zero?

È un ottimo trend! Sono tanti i festival di musica

elettronica organizzati in Germania, per esempio

Feel Festival, che sono sensibili a questo tema

e si impegnano a limitare il più possibile il proprio

impatto sul clima.

l

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

24 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni

L’INTERVISTA AL PROTAGONISTA

Marco Versari,

Presidente

Assobioplastiche.

Work in progress

Le bioplastiche compostabili consentono

di risolvere alcuni dei problemi ambientali.

Uno fra tutti lo spreco della frazione organica

dei rifiuti, ricca di materia di alta qualità

che, opportunamente trattata, si identifica

come importante risorsa per ripristinare il suolo

Marco Comelli

Bioplastiche e FORSU, due argomenti di cui

ci occupiamo regolarmente sulle pagine

della rivista. Chi ci segue, ha ormai capito

che cerchiamo di tenere anche su di essi un approccio

che si discosti da quanto si può trovare negli

ormai innumerevoli inserti e speciali dei media

generalisti, relativamente alle tematiche genericamente

“verdi”. In particolare, sposiamo in pieno

la tesi che la ricerca di base ed industriale

sulle bioplastiche debba essere indirizzata verso

sostituti biobased dei polimeri oggi ricavati

da fonti fossili, e non verso polimeri biodegradabili

o compostabili. Il perché lo abbiamo

spiegato ad abundantiam nello speciale

del numero di novembre. Per la

plastica “durevole”, biobased o no, la

strada è il riciclo strettamente controllato.

Unico settore in cui bisogna fare

eccezione è quello della plastica che

fatalmente finisce nella frazione organica

dei rifiuti solidi urbani, in particolare

certi imballaggi, e i famigerati

sacchetti per la raccolta dei

rifiuti. Qui le bioplastiche biodegradabili

e compostabili sono necessarie,

perché eliminano la dispendiosa

(e non sempre efficace operazione

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

L’INTERVISTA AL PROTAGONISTA ECONOMIA CIRCOLARE 25

Economia Circolare

Film

di bioplastica

compostabile.

di “pulitura”) dell’organico da tutto quello che organico

non è. Naturalmente in questa posizione

seguiamo la guada di chi ne sa e ne fa molto più

di noi e da più tempo. E che negli ultimi trent’anni

ha costruito contemporaneamente la leadership

italiana nelle bioplastiche monouso e nel riciclo

della FORSU.

Lo spiega meglio di noi Marco Versari, presidente

di Assobioplastiche, nell’intervista che segue.

Si mette spesso in rilievo che la leadership italiana

nelle bioplastiche compostabili è strettamente

legata alla sua focalizzazione sulla gestione

della FORSU. Da cosa è nata questa

filosofia rivelatasi vincente?

Nasce dalla visione estremamente innovativa con

cui i pionieri dell’industria italiana delle bioplastiche,

verso la fine degli anni ’80, si sono dedicati

allo sviluppo di nuovi prodotti, pensati non tanto

come alternative tout court ad altri già disponibili

sul mercato quanto come strumenti utili a risolvere

veri e problemi ambientali, nello specifico lo spreco

della frazione organica dei rifiuti, risorsa ricca di

materia organica in elevate quantità, che nella

maggior parte dei casi veniva smaltita in discarica.

Attraverso un approccio di sistema e grazie alla

collaborazione con alcuni Comuni l’industria ha

messo a punto le prime soluzioni idonee per consentire

una raccolta della frazione organica igienica

ed efficiente e il successivo avvio a riciclo in impianti

di compostaggio.

Infatti, l’utilizzo di bioplastiche compostabili, potendo

essere trattate insieme al rifiuto organico

senza intaccare la qualità del compost e/o del biogas

generato dopo lo smaltimento, offre una gestione

più semplice dei rifiuti e contemporaneamente

una soluzione per la raccolta stessa.

Utilizzando sacchi per la raccolta differenziata,

shopper e sacchi frutta e verdura compostabili per

la raccolta del rifiuto, è possibile ottimizzare le modalità

di raccolta ed aumentarne la quantità senza

diminuire la qualità. Le bioplastiche compostabili

sono una soluzione anche per altre applicazioni a

Giugno 2021

contatto con i rifiuti organici, come nel caso degli

imballaggi alimentari.

Grazie a questo approccio, l'Italia è oggi in Europa

il paese con la più alta quantità di frazione organica

domestica raccolta e il paese con la maggiore produzione

e consumo di plastiche compostabili.

Come si sta muovendo l'Europa, o non muovendo,

relativamente alla FORSU e al suo trattamento

in ottica di circolarità?

L’Europa ha introdotto una raccolta differenziata

obbligatoria della frazione organica a partire dal

2024. Tuttavia, ad oggi, i dati europei sul trattamento

della frazione organica sono deludenti: dei 113 mi-

Compost

da FORSU, ricco

di sostanza

organica che può

essere riportata

nel suolo.


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

26 ECONOMIA CIRCOLARE

L’INTERVISTA AL PROTAGONISTA

La bioplastica

può essere

riciclata

e/o compostata,

ma è il

compostaggio

una forma

di riciclo, nonché

migliore fine vita

della bioplastica

stessa.

lioni di frazione organica, solo il 34% viene avviato

a riciclo. Un recente studio condotto da Zero Waste

Europe ed il Biobased Industry Con sortium ha analizzato

il trattamento della frazione organica derivante

da scarti alimentari negli Stati Membri europei.

I numeri mostrano che dei 60 milioni di

tonnellate di rifiuti alimentari solo 9,5 milioni di tonnellate,

pari al 16% del totale, vengono avviato al

riciclo. In questo contesto, l’Italia è il primo paese

europeo per percentuale di riciclo: infatti, su un potenziale

di tonnellate di rifiuto organico alimentare

pari a 7,7 milioni di tonnellate annue, ne vengono

riciclate circa 3,6 milioni di tonnellate, pari al 47%

del totale (il valore più alto in tutta la EU27+). Tutto

ciò con innegabile beneficio per l’ambiente perché

il rifiuto organico, trasformato in compost con specifici

processi industriali, è una risorsa straordinaria

per ripristinare la materia organica del suolo. Non

possiamo non occuparci dello stato di degrado in

cui versa il suolo, inquinato, depredato, desertificato,

e la minaccia che questa condizione rappresenta

per l’umanità e per il Pianeta. Il suolo svolge un

ruolo centrale nella nostra vita perché è il punto di

partenza per la produzione alimentare, la crescita

della vegetazione, per la ritenzione, filtrazione e

moderazione del flusso di acqua verso le falde acquifere

e i fiumi, la rimozione di contaminanti e riduzione

della frequenza e del rischio di alluvioni,

la regolazione dei flussi di energia da e verso l’atmosfera

e la mitigazione del clima e impatto della

siccità. Il suolo è una risorsa non rinnovabile - occorrono

più di 2000 anni per formare 10 cm di terreno

– e riportarci sostanza organica attraverso il

compost significa, aiutare gli agricoltori ad aumentare

lo stoccaggio di carbonio organico e contribuire

così a ridurre le emissioni di gas serra, incrementando

la fertilità e produttività degli ecosistemi e rigenerare

i territori.

Venendo alle bioplastiche in senso generale,

quale pensa sia la strada giusta in ottica di fine

vita dei prodotti: riciclo, compostaggio o un mix?

La legislazione italiana attuale e potenziale è

conscia delle diverse vie possibili?

Il compostaggio è una forma di riciclo, fine vita

perfetto delle bioplastiche. Come ho già spiegato

l'Italia ha messo a punto un sistema virtuoso di

trattamento della frazione organica all'interno del

quale le plastiche compostabili hanno svolto la

propria azione per la raccolta di qualità. Da ultimo,

proprio negli ultimi mesi, è diventato operativo il

primo consorzio di responsabilità estesa del produttore

per le bioplastiche - BIOREPACK - che

coinvolge i produttori, i trasformatori, gli utilizzatori

e i compostatori.

Il nuovo consorzio, primo al mondo nel settore degli

imballaggi in plastica compostabile, si colloca

all’interno del sistema CONAI come nuovo consorzio

di filiera (settimo) per la gestione a fine vita

degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile

certificati UNI EN 13432, che possono

essere riciclati con la raccolta della frazione organica

dei rifiuti (art. 182 ter del TUA – d.lgs. n.

152/2006) e trasformati, con specifico trattamento

industriale, in compost. Alla base dello sviluppo

dell’industria del riciclo e degli attuali schemi di

compliance risiede il concetto di “responsabilità

estesa del produttore” (Extended Producer

Responsibility, EPR), coniato trent’anni fa e adottato

dall’UE per affrontare il tema delle cosiddette

“esternalità” ossia degli effetti delle attività economiche

che ricadono verso soggetti che non hanno

avuto alcun ruolo in esse.

l

Giugno 2021


NEWS

ECONOMIA CIRCOLARE

27

Vietato

sperperare

n Stop agli sprechi con gli

RPC (contenitori in plastica

riutilizzabili) di IFCO,

azienda leader nella

fornitura di imballaggi.

Pericolo scampato grazie a

questi contenitori che

garantiranno comunque il

trasporto sicuro di alimenti

e la durata di

conservazione. Nessuna

minaccia, dunque, alla

qualità. Tutti i contenitori in

plastica riutilizzabile di

IFCO vengono riusati tra 30

e 120 volte prima di essere

rimossi dal servizio in

seguito a usura, danni o

modifiche al design. Quelli

danneggiati vengono

riciclati al 100% e utilizzati

per la produzione di nuovi

RPC, riducendo

sensibilmente la richiesta

di materie prime.

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28 ECONOMIA CIRCOLARE NUOVI MATERIALI

CircolarMente

Parte da questo numero una nuova e curiosa rubrica.

Uno spazio dedicato agli aspetti di economia circolare,

relativi alla valorizzazione delle risorse materiche

e, in particolare, di ciò che viene considerato rifiuto

Marco Capellini

matrec.com

Il tema è fondamentale. Anche in relazione

ai molteplici obiettivi prefissati dalla

Commissione Europea in ambito di Green

New Deal, la nuova agenda europea per la

crescita sostenibile e il Piano d’azione per

l’Economia Circolare. Quello che vi proponiamo,

è una serie di contributi finalizzati a stimolare

e influenzare positivamente il mercato

nel proporre materiali sostenibili frutto di strategie

di economia circolare. Questo è quello

che come Matrec facciamo ogni giorno, per

supportare le imprese a cercare soluzioni innovative

di materiali da impiegare nei propri

processi produttivi.

Nel panorama mondiale, molte grandi aziende

hanno ridefinito la propria mission considerando

COFFEEPANEL 3D: Pannelli

decorativi costituiti per il 95%

da fondi di caffè riciclati postconsumo,

pressati con

l’ausilio di un legante,

attraverso un processo di

produzione che ha eliminato

totalmente gli scarti.

Caratterizzati da un design

elegante e d’impatto visivo, le

piastrelle che compongono

gli stessi pannelli, possono

assumere varie forme che

successivamente vengono

fissate ad un supporto in fibra

di legno. A fine vita le diverse

componenti, possono essere

facilmente separate ed i fondi

di caffè, a seguito di un

processo di macinazione,

vengono rilavorati per essere

trasformati in nuovi pannelli.

(designpanels.com)

NATURESCAST:

Materiale composto

da scarti agroforestali

recuperati e

uniti con leganti a

base d'acqua che lo

rendono

biodegradabile e

riciclabile a fine vita.

Applicabile a quasi

tutte le superfici,

trova impiego nella

realizzazione di

prodotti per l’edilizia,

per l’arredamento,

oggettistica e

rivestimenti. Un

materiale circolare

VOC free, leggero,

ignifugo e isolante,

che conferisce una

finitura organica al

prodotto finale

valorizzando tutti

gli aspetti di

naturalità che lo

contraddistinguono.

(natureslegacy.com)

Giugno 2021


NUOVI MATERIALI

ECONOMIA CIRCOLARE

29

prioritario un intervento in tema di sostenibilità,

pianificando azioni che coinvolgono la progettazione,

i processi produttivi ed i prodotti, orientando

le attività verso modelli di business circolari per

rafforzare la propria competitività. I materiali devono

svolgere un ruolo chiave per favorire strategie

di durabilità, riparabilità e riciclabilità dei

prodotti, oltre ad un ridotto impatto ambientale.

Come funziona…

Tutti gli appuntamenti della rubrica saranno

incentrati nel presentare soluzioni di materiali

differenti in relazione all’origine del rifiuto.

In questo numero, presentiamo materiali circolari

ed innovativi ottenuti dagli scarti agricoli

e dell’industria alimentare, rifiuti che se reimpiegati

consentono di ridurre gli sprechi, di valorizzare

risorse materiche di origine rinnovabile

(che non hanno ancora esaurito la loro funzione)

e che possono essere riciclate e messe nuovamente

a disposizione di un sistema economico

virtuoso e rispettoso dell’ambiente.

I materiali circolari organici, scartati in fase di

raccolta, dai processi produttivi o in alcuni casi

anche post-consumo, vengono riciclati e reimpiegati

in molteplici settori come architettura,

packaging, arredamento, oggettistica e più

recentemente introdotti con maggior frequenza

anche nel mondo della moda.

In ambito di architettura e come soluzioni di

rivestimenti alternativi ai tradizionali materiali,

fanno capolino molte proposte interessanti

che, attraverso la ricerca e sviluppo, hanno

saputo sfruttare al meglio le caratteristiche

intrinseche dei rifiuti derivanti dal mondo agroalimentare.

l

Il copyright di tutte le

immagini appartiene alle

aziende menzionate.

RICE STRAW BOARD: E’ costituito per il 94% in paglia di riso riciclata

e lacca a base d'acqua, ideato al fine di aggiungere valore ai residui

agricoli, utilizzati come sottoprodotti per la realizzazione di pannelli

alternativi al legno. La sua monomatericità lo rende riciclabile a fine vita

ed è principalmente impiegato per la decorazione interna, nella

realizzazione di pareti, soffitti, pavimenti e mobili. (kokoboard.com)

BAUX ACOUSTIC PULP:

Viene realizzato in legno di abete

e pino coltivati in modo

sostenibile, unito a crusca di

frumento, fecola di patate, cera

di origine vegetale e bucce di

Giugno 2021

agrumi. Le sue diverse

colorazioni sono ottenute

utilizzando differenti percentuali

di crusca di grano.

Caratterizzato da diversi motivi

geometrici, è ideale nelle

applicazioni a parete; la

superficie una volta essiccata

viene perforata utilizzando una

tecnica laser avanzata, che

garantisce un migliore

assorbimento acustico. Un

materiale circolare ignifugo,

impermeabile e durevole nel

tempo, che combina alte

prestazioni di isolamento termico

e acustico con design e

sostenibilità ambientale. 100%

biodegradabile e riciclabile alla

fine della sua vita utile.

(baux.com)


30 ECONOMIA CIRCOLARE NEWS

Un enzima di... gomma

Michelin produrrà pneumatici

100% sostenibili. Il tutto

grazie alla collaborazione

di Carbios, che ha sviluppato

una tecnologia interessante

Irene Boschi

Pneumatici 100 per cento riciclabili. Si

tratta del frutto della collaborazione tra

il noto produttore di pneumatici; Mi -

chelin e Carbios (azienda francese nel campo

della biochimica) che ha condotto allo sviluppo

di una nuova tecnologia.

Michelin ha comunicato il successo dei test

fatti sulla tecnologia di riciclaggio enzimatico

per i rifiuti PET, sviluppata da Carbios, nella

produzione di pneumatici.

Per la prima volta al mondo, le gomme per

auto potranno essere prodotte usando fibre

riciclate, sostenibili e performanti allo stesso

tempo. Carbios ha progettato una tecnologia

di riciclaggio che trasforma qualsiasi tipo di

plastica a base di PET in una fibra ad alte prestazioni,

idonea per costruire gomme per auto.

“Siamo molto orgogliosi di essere i primi ad

aver prodotto e testato fibre tecniche riciclate

per pneumatici. Questi rinforzi sono stati realizzati

con bottiglie colorate e riciclate utilizzando

la tecnologia enzimatica del nostro partner

Carbios.

Questi rinforzi high-tech hanno dimostrato la

loro capacità di fornire prestazioni identiche a

quelle dell’industria petrolifera“, ha commentato

Nicolas Seeboth, direttore per la ricerca

sui polimeri di Michelin.

Non si tratta della prima volta in cui le plastiche

complesse vengono riciclate utilizzando

dei metodi termomeccanici, solo che finora

non avevano mai risposto ai requisiti giusti per

l’applicazione nella produzione di pneumatici.

L’’azienda ha semplicemente preso bottiglie

di plastica usate, indumenti in poliestere e altri

prodotti in plastica, che altrimenti sarebbero

semplicemente stati degli scarti, e usato un

enzima per depolimerizzare il PET.

Tale enzima può quindi essere impiegato in

una varietà di applicazioni come appunto la

produzione di pneumatici per auto.

E’ giusto dire infatti che il settore automobilistico

- che guarda a un un futuro sostenibile

- non deve ridursi al lancio di veicoli 100% elettrici

ma avvalersi anche dell’utilizzo di materiali

riciclabili, quando possibile, per le varie componenti

come gli pneumatici.

l

Giugno 2021


NEWS

ENERGIA

31

Acciaio verde

Irene Boschi

La startup Green Steel realizzerà il primo

impianto siderurgico senza l’utilizzo di fonti

fossili. L’obiettivo è produrre 5 milioni

di tonnellate di lega green all’anno

Sarà il primo impianto siderurgico a non

utilizzare fonti fossili. H2 Green Steel,

startup, sostenuta da EIT InnoEnergy,

costruirà a Boden-Luleå, nel nord della Svezia,

il primo impianto siderurgico alimentato da

idrogeno verde.

Si tratta di un progetto, altamente innovativo,

da 2,5 miliardi che creerà 10.000 posti di lavoro.

Tra gli obiettivi vi è quello di produrre 5

milioni di tonnellate di acciaio all’anno entro

il 2030.

"Il progetto H2 Green Steel - commenta l’ amministratore

delegato di EIT InnoEnergy, Diego

Pavia - ha la portata, l'ambizione, il modello

di business innovativo e il team di implementazione

per farsi portavoce della posizione

dell'Europa nella trasformazione delle industrie

ad alta intensità energetica. Questo caso,

che è replicabile, è fondamentale per rispettare

gli impegni di neutralità climatica del nostro

continente.

Queste sono condizioni fondamentali per la

missione di EIT InnoEnergy, e il progetto industriale

Green Steel è un altro esempio convincente

dell'impegno di EIT InnoEnergy ad

essere un elemento chiave per la transizione

energetica, sviluppando catene di valore industriali

strategiche in Europa".

"Siamo estremamente felici di collaborare

ancora una volta con EIT InnoEnergy.

Insieme, accelereremo la decarbonizzazione

dell'industria dell'acciaio e daremo

il via all'economia dell'idrogeno.

Questo sarà fondamentale per raggiungere

gli obiettivi climatici dell'UE", dice Carl-Erik

Lagercrantz, presidente del consiglio di H2

Green Steel e Northvolt. È proprio l’ubicazione

della regione di Norrbotten a rendere sostenibile

la costruzione dell’impianto: con condizioni

favorevoli per la produzione di acciaio

non fossile, con un pronto accesso all'energia

a basso costo da fonti rinnovabili, minerali di

ferro di alta qualità, un grande porto marittimo

a Luleå. L’idrogeno verde sarà un tassello importante

per i piani dell'UE relativi alla neutralità

climatica.

l

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

32 ENERGIA Soluzioni

SOLUZIONE IDROGENO

Idrogeno verde

e rinnovabili, una

questione di eccessi

Marco Comelli

L’Unione Europea nel luglio 2020 ha dato una forte accelerazione

sull’idrogeno, dalla produzione all’utilizzo nei vari settori,

dall’industria pesante alla mobilità. La chiave è non sprecare

l’energia in eccesso prodotta dalle fonti rinnovabili

Molta acqua è passata sotto i pronti dal

tempo dell’uscita del best seller, in

gran parte dimenticato, di Jeremy

Rifkin, “L’economia dell’idrogeno”. Dopo avere

fornito per qualche mese materia per articoli,

editoriali e trasmissioni televisive, l’argomento

andò in sordina.

Oltre alla constatazione che alle parole non

aveva fatto seguito alcun fatto significativo (almeno

in Europa e in Italia), le tesi di Rifkin non

erano riuscite a superare un’obiezione fondamentale:

perché usare energia pregiata come

quella elettrica (la definizione di idrogeno verde

non era ancora stata inventata, ma il concetto

è il medesimo) per produrre un vettore energetico

comunque difficile da gestire con l’obiettivo

di produrre… altra energia elettrica, con

notevoli perdite di conversione?

Trovare il senso

L’obiezione è perfettamente valida anche oggi. Ciò

che ha cambiato l’equazione ha cambiato, o almeno

è in procinto di cambiare, è la diffusione

delle rinnovabili elettriche non programmabili,

ossia fotovoltaico ed eolico. Entrambe queste fonti

hanno infatti la caratteristica di produrre energia

elettrica non quando serve, ma quando c’è. Per

superare questa limitazione, l’unica soluzione ragionevole

si identifica negli accumuli. Ma l’energia

elettrica, in grandi quantità, è impossibile oggi da

conservare per lunghi periodi. L’idrogeno è una

soluzione - anzi, per l’Unione Europea, LA soluzione

- con un doppio obiettivo: portare la decarbonizzazione

in settori ostici (Hard To Abate), come

quello dell’industria chimica e pesante, e costituire

un’alternativa all’utilizzo delle batterie, per esempio

nella mobilità elettrica.

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

SOLUZIONE

per l’ambiente

Economia Circolare

IDROGENO ENERGIA

33

Esempio

di stazione

di rifornimento

a idrogeno.

In Germania,

ubicate

anche all’interno

delle città.

La soluzione possibile

L’energia elettrica in eccesso, nella visione europea,

verrebbe utilizzata per scindere l’acqua. L’idrogeno

sarebbe poi stoccato sul posto o trasportato tramite

condotte (che a determinate condizioni potrebbero

essere quelle usate per il gas naturale)

là dove verrebbe utilizzato direttamente, o per generare

elettricità (con celle a combustibile o turbine).

La modalità di utilizzo è tutt’ora una questione

aperta. Come ha spiegato Marcello Capra,

Delegato SET Plan del MITE nel corso della recente

Next Generation Mobility (NGM) di Torino e

di cui Waste era media partner, gli investimenti

relativi all’idrogeno nel PNRR cubano per 3640

milioni di euro. La mobilità nel breve termine è

prioritaria: su 530 milioni destinati al segmento di

utilizzo di questo tipo, 230 milioni verrebbero investiti

nella realizzazione di stazioni di servizio a

700 bar (distribuite in 40 punti di rifornimento) lungo

la direttrice del Brennero, il corridoio To-Ts, e

nei tratti transfrontalieri (Monte Bianco e Gottardo).

Obiettivo: raggiungere entro il 2030 una penetrazione

dell’idrogeno, nel settore del trasporto su

gomma a lungo raggio, pari al 5-7%. Altri 300 milioni

di euro sarebbero poi destinati alla sostituzione

dei locomotori diesel con macchine a celle

a combustibile, in alcune tratte non elettrificate

della rete ferroviaria italiana, che oggi rappresentano

il 10% del totale.

Giugno 2021

Arrivano le aziende

Di fronte a queste risorse, cui si aggiunge un altro

miliardo di dollari per il Clean Hydrogen nel quadro

di Next Generation Europe e altro ancora nel

quadro dei programmi di ricerca EU (300 milioni

in tre anni), le aziende si stanno mobilitando. Per

citarne solo alcune, Bosch - come ha spiegato

Carlo Mannu a NGM - sta lavorando contemporaneamente

sia sull’idrogeno che sull’e-fuel,

un’altra forma di utilizzo di elettricità in eccesso

delle rinnovabili (su cui torneremo). Punch Torino,

la ex GM Powertrain oggi di proprietà belga, sta

lavorando su tre fronti: produzione, logistica e utilizzo

per la mobilità - come ha rivelato Vincenzo

Verdino, capo della unit dedicata – anche in ambito

navale, uno dei settori in cui i vettori energetici a

base di idrogeno hanno un futuro assicurato. Iveco

Bus vede l’elettrico a idrogeno come il prossimo

step alla decarbonizzazione per i trasporti collettivi

su gomma, grazie alle sue caratteristiche di “pieno”

e grande autonomia” in tempi brevi.

L’azienda, ha spiegato il product manager Marco

Zanchetta, sta comunque iniziando a sviluppare

una propria soluzione di bus a celle a combustibile

in ambito urbano, in attesa che i costi permettano

l’estensione al mercato, più naturale,

dei bus di linea e turistici.

l

Tabella

relativa

agli investimenti

destinati

all’idrogeno,

previsti

nel PNRR.

Sopra, locale

di elettrolizzatori

che separano

l’idrogeno

dall’ossigeno

dell’acqua.


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

34 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

SICUREZZA IMPIANTI

Obiettivo primo

zero infortuni

Matthieu Colombo

Silea adotta un sistema anticollisione uomo-macchina per

elevare la sicurezza all’interno dell’impianto di compostaggio,

nella quale l’intera provincia di Lecco conferisce FORSU e verde

si raggiunge puntando alla

perfezione dei processi, mettendo in

L’eccellenza

prima linea la sicurezza sul lavoro di

ogni operatore, anche nel settore della raccolta

e del trattamento rifiuti. Con questa consapevolezza

Silea di Val madrera (LC) ha cercato

una tecnologia anticollisione uomo-macchina

per elevare ai massimi livelli la sicurezza

dei propri dipendenti che operano all’interno

dell’efficiente impianto di compostaggio della

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

SICUREZZA IMPIANTI

RIFIUTI SOLIDI

35

Le macchine operatrici

sono in noleggio full

service e vengono

regolarmente

sostituite. Il sistema

Kigis si trasferisce

da una macchina

ad un’altra

in pochi istanti.

Sotto, le aree

di maturazione.

La sicurezza è facile

L’immagine qui sotto raggruppa tutti i

componenti del sistema anticollisione

uomo-macchina Kigis, distribuito in Italia

dalla Incofin di Origgio (VA). La trasmittente

da installare sul mezzo è quella

rossa, che va associata al modulo nero

con il cavo che serve a trasmettere allarmi

visivi ed acustici all’operatore della

macchina operatrice. Il trasmettitore più

compatto è quello vibrante, ricariabile

con micro usb, che gli uomini a terra possono

mettere in tasca o indossare con

una fascia da braccio o sul caschetto di

sicurezza. incofin.it

frazione organica ad Annone di Brianza (LC).

L’impianto aerobico, entrato in attività nel 2008

e ammodernato nel 2016 è d’esemplare efficienza

e prevede un ambiente chiuso per la

ricezione dell’umido e la conseguente triturazione,

quindi un corridoio coperto per alimentare

le 5 biocelle e le successive aree di

maturazione e permettere al vaglio cilindrico

rotativo (pezzatura 10 mm) di lavorare al riparo

da luce e intemperie.

Queste caratteristiche architettoniche, necessarie

per favorire la maturazione in biocella

del materiale conferito ed evitare fuoriuscite

di odori, portano le due pale gommate in azione

all’impianto a operare in condizioni gravose

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

36 RIFIUTI SOLIDI SICUREZZA IMPIANTI

Sopra, la trasmittente

veicolo del sistema

anticollisione Kigis.

Il Pedestrian

Tag che vibra

per allertare

l’operatore

a terra si tiene

in tasca

o indossa

con appositi

supporti.

Silea è il gestore

dell’intero ciclo

integrato

dei rifiuti dell’intera

provincia di Lecco

ed altri comuni

delle province di Como

e Bergamo.

Sopra, gli esterni

dell’impianto

di compostaggio

di Annone di Brianza.

sia per le caratteristiche biologiche del materiale

movimentato, sia per i ristretti spazi di

manovra disponibili. In ottica del tutto preventiva,

per elevare la tutela sul lavoro in impianto,

Silea ha ricercato una tecnologia per mettere

in sicurezza gli operatori a terra che eseguono

attività di monitoraggio dei processi e manutenzioni

ordinarie.

Sicurezza assoluta, sistema modulare

La scelta della società è caduta sul sistema

di sicurezza attiva IPAS (Intelligent Proximity

Alert System), della Kigis Safety Technology,

proposto da Daniele Da vanzo dell’italiana

Incofin, come soluzione per prevenire la collisione

tra uomini e macchine operatrici.

Si tratta di una tecnologia espressamente sviluppata

per elevare l'incolumità degli operatori

a terra in ambienti in cui lavorano macchine

operatrici come ad esempio macchine movimento

terra, carrelli elevatori o movimentatori

industriali.

Per semplificare al massimo possiamo dire

che l’IPAS ha la stessa funzionalità dei sensori

di retromarcia di un’auto, ma con monitoraggio

dell’ambiente a 360° e con una tecnologia

applicata totalmente differente, senza ultrasuoni,

radar o sensori. In sostanza ogni lavoratore

in cantiere deve indossare una trasmittente

Pedestrian Tag (rigorosamente non

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

SICUREZZA IMPIANTI

RIFIUTI SOLIDI

37

A destra la pala

gommata con benna

ad alto ribaltamento

e sistema anticollisione

uomo-macchina

che alimenta

il trituratore

del FORSU e verde

conferito.

nominale, ricaricabile tramite mini Usb, impermeabile

e indossabile con supporto a fascia

elastica o su caschetto) e ogni macchina operatrice

deve avere a bordo sia un Vehicle Tag,

sia un modulo d’allarme (sono componenti

facilmente trasferibili da una macchina ad

un’altra). Le due tipologie di trasmittente

emettono un segnale a banda ultra larga

UWB, assolutamente non nocivo per la salute

dell’uomo, caratterizzato da impulsi di energia

a radiofrequenza. La precisione del segnale è

centimetrica, quindi ben superiore a quella

bluetooth o di una rete 4G e permette quindi

di vegliare sul distanziamento tra i differenti

dispositivi in modo puntuale con distanze parametrabili

da 1 a 30 metri!

Quando una trasmittente Vehicle Tag si avvicina

a una Pedestrian Tag (distanza d’allarme

configurabile), la prima emette segnali

luminosi e poi acustici tramite il modulo indicatore

posto in cabina, mentre la seconda

emette una vibrazione importante (differenti

impostazioni possibili) per allertare l’uomo

a terra. Il numero di trasmittenti

configurabile per lo stesso luogo di

lavoro è infinito.

“Gli 87 Comuni serviti da Silea producono 23.000

tonnellate annue di FORSU e altrettante di verde.

L’impianto di compostaggio di Annone di Brianza

è autorizzato per 28.000 t/anno (70% FORSU

e 30% verde il mix trattato 2020). Parte del FORSU

e del verde sono quindi trattati fuori provincia.

La raccolta è già ad ottimi livelli, ma per

migliorare ulteriormente è stato avviato il nuovo

sistema di misurazione puntuale con

l’introduzione progressiva sul territorio del “Sacco

rosso” per il rifiuto indifferenziato compatibile con

il nuovo sistema di rilevazione a radiofrequenza

(Rfid) in dotazione alle squadre di raccolta. Silea

è in costante evoluzione e il sistema anticollisione

di Incofin è in linea con la filosofia del Gruppo,

molto attento alla sicurezza dei dipendenti

e dotato di un Sistema di Gestione della Salute

e Sicurezza nei luoghi di lavoro certificato ISO

45001. Lo utilizziamo da circa un anno e per noi

è un grande valore aggiunto. Diamo dei tag

(trasmettitori) anche agli operatori esterni che

effettuano le manutenzioni.”

Andrea Corti

responsabile

esercizio impianto

di compostaggio

Silea.

Un fiore all’occhiello

A capitale totalmente pubblico, Silea

fornisce servizi di raccolta e igiene urbana

a 87 comuni e conta su un impianto

di selezione avanzata delle plastiche derivanti

dalla raccolta differenziata, di un impianto di

termovalorizzazione con recupero energetico

e dell’impianto di compostaggio della frazione

organica protagonista in queste pagine.

Il sito di Annone di Brianza è uno dei fiori all’occhiello

della società per la sua efficienza

e per il minimo impatto sul territorio grazie al

raffinato e monitorato sistema di depurazione

dell’aria e alla produzione di compost di qualità

offerto gratuitamente ai cittadini, così come

per le aziende agricole.

l

L’impianto di compostaggio Silea è dotato di moderna tecnologia aerobica,

opera all’interno di una infrastruttura completamente chiusa

e in depressione. Le emissioni di processo sono convogliate in un biofiltro

a materiale legnoso (foto sopra) che permette la completa ossidazione della

componente organica, risultando quindi inodore, grazie anche al recente

inserimento di una linea di pretrattamento chimico dell’aria con torre

di lavaggio (in alto) e biotrickling Mónashell® con conchiglie.

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

38

RIFIUTI SOLIDI NEWS Soluzioni

Ancorati all’ambiente

Tetra Pak si allinea alla Direttiva UE

sugli articoli monouso. L’azienda annuncia

di esser pronta a lanciare la sua linea

di tappi “tethered” per evitarne la dispersione

Ginevra Fontana

Tappi “tethered”

secondo quanto

richiesto

dalla Direttiva UE

sugli articoli

monouso.

Tetra Pak, produttore di imballaggi poliaccoppiati,

ha annunciato di allinearsi

alla Direttiva UE sugli articoli monouso

(SUP) adottando sulle proprie confezioni tappi

ancorati, i cosiddetti "tethered".

Il tappo fissato al contenitore è infatti uno dei

requisiti richiesti dalla Direttiva SUP (Single

Use Plastics, con divieti o limitazioni alla vendita

di alcuni articoli monouso in plastica), ai

contenitori monouso in plastica per bevande,

proprio per evitare la dispersione in ambiente

dei rifiuti plastici.

Obiettivo dell'azienda sarà inoltre passare al

"polietilene verde", prodotto con bioetanolo

da risorse rinnovabili. Lo scorso febbraio

l'azienda ha anche annunciato di voler sostituire

parte del polietilene utilizzato nei propri

contenitori in cartone e poliaccoppiato PE/Al

con una resina circolare attribuita mediante

bilancio di massa.

"Ci concentriamo sul riciclaggio - spiega Lars

Holmquist, vicepresidente esecutivo per le soluzioni

di imballaggio e le operazioni commerciali

di Tetra Pak - in base alla progettazione,

impegnandoci a investire circa 100 milioni di

euro all'anno nei prossimi 5-10 anni per sviluppare

soluzioni di imballaggio più sostenibili.

Ciò include alternative per sostituire la plastica

di origine fossile ed evitare i rifiuti, nonché

massimizzare l'uso di materiali rinnovabili

nelle nostre confezioni. Rispondere alle esigenze

di riciclaggio delle persone è una componente

fondamentale non solo per diventare

più sostenibili, ma anche per rendere il cibo

più disponibile e più sicuro per tutti i consumatori".

“Circa il 32 per cento di tutti gli imballaggi

in plastica non viene raccolto e la plastica

può impiegare centinaia di anni per

degradarsi - conclude Lars Holmquist,

Vicepresidente Packaging Solutions and

Commercial Operations presso Tetra Pak -.

Ci stiamo concentrando sull'ecodesign finalizzato

al riciclo".

L’azienda ha annunciato che la prima ad essere

rilasciata sul mercato è la chiusura

HeliCap 26 Pro, con l'obiettivo di garantire la

protezione degli alimenti e, al tempo stesso,

la praticità per il consumo domestico. l

Giugno 2021


NEWS

RIFIUTI SOLIDI

39

Il segreto del pallet

n A volte la chiave di volta per rendere il

nostro futuro migliore è semplicemente

fare un passo indietro. Nessun prodotto

inventato dall’uomo può infatti

paragonarsi ai benefici insiti nel legno.

Ed è proprio il legno a rendere il pallet

EPAL più sicuro e sostenibile rispetto a

uno in plastica. La sua attività

antibatterica è infatti 13 volte superiore a

quest’ultima. A confermarlo è uno studio

del tedesco Institut für Holztechnologie.

I pallet in legno sono perfetti per

trasportare merci in tutta sicurezza,

soprattutto in questo periodo pandemico.

Possono essere riutilizzati fino a quando

non vengono poi riciclati per dare vita a

nuovi prodotti ed hanno una “carboon

footprint” fra il 72 e l’80 per cento inferiore

rispetto a quelli in plastica.

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e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

40

RIFIUTI SOLIDI NEWS Soluzioni

Imballaggi killer

Uno studio svedese ha rivelato la presenza

di alcuni contaminanti pericolosi per la salute.

È bastato analizzare gli imballaggi in carta

e cartone destinati al contatto con il cibo

Ginevra Fontana

Attenzione agli imballaggi alimentari e

prodotti in carta e cartone a contatto

col cibo. A lanciare il segnale di prudenza

è uno studio dell’ Agenzia svedese per

le sostanze chimiche (Kemi). L’agenzia ha infatti

analizzato - con prove di laboratorio questi

contenitori - rilevando la presenza in quantità

inaspettate di diversi contaminanti come il bisfenolo

A e gli ftalati (sostanze chimiche organiche).

Da quanto emerso dalla ricerca, il fenomeno

interesserebbe l’80 per cento dei campioni

analizzati. Sono stati sottoposti a test confezioni

per hamburger, patatine fritte e popcorn,

cannucce, piatti, imballaggi per diversi prodotti

alimentari come cereali per bambini e confezioni

di biscotti. Dei 61 materiali di imballaggio

testati, ben 49 contengono Dehp (Ftalato di bis

(2-etilesile), noto interferente endocrino e classificato

come tossico per la riproduzione.

L'uso di queste sostanze è vietato in Europa

in prodotti come giocattoli e articoli per l’infanzia

perché appunto pericolosi per la salute.

Tuttavia tali sostanze possono essere usate

per produrre plastiche destinate a entrare in

contatto con gli alimenti, secondo l’attuale

Regolamento sui polimeri. L'uso di Dehp e

Dbp, purtroppo, non è contro la legge.

Secondo la bozza di decreto (in vigore il 1° gennaio

2022), chi commercializza prodotti di consumo

dovrà dichiarare su un’apposita piattaforma

digitale pubblica, la presenza nei propri

prodotti di eventuali interferenti endocrini. l

Dei 61 materiali

di imballaggio testati,

ben 49 contengono

Dehp, noto

interferente

endocrino, classificato

come tossico

per la riproduzione.

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

NEWS

RIFIUTI SOLIDI

41

E la discarica ringrazia

n Sport, ambiente, economia

circolare. Bastano tre parole

a descrivere perfettamente il

progetto “esosport”, nato

dalla collaborazione tra

Regione Marche, federazioni

sportive marchigiane di

atletica, ciclismo e tennis, e

Legambiente Marche.

Il piano consiste nella

realizzazione di nuovi parco

giochi e piste di atletica da

donare ai Comuni colpiti dal

dal terremoto. “Il progetto del

riciclo dei materiali sportivi -

commenta Nicolas Meletiou,

managing director eso –

aiuterà alla creazione dei

Giardini di Betty negli 89

Comuni che hanno subito i

danni del terremoto e il

nostro desiderio di aprire a

breve uno dei 10 impianti in

Italia, previsti per la

trasformazione e riciclo e

produzione, in questa

meravigliosa terra”.

terremoto. Il tutto riciclando

oggetti sportivi come scarpe

o palline da tennis ormai

vecchi e usurati.

Pertanto se siete degli

sportivi fatevi avanti e

prendetene parte.

Il progetto, finanziato dalla

Regione Marche, prevede il

recupero di copertoni di

biciclette, camere d’aria,

scarpe e palline da tennis,

per arrivare ad avere granulo

sfuso che, una volta

riagglomerato in piastrelle,

sarà donato gratuitamente

alle amministrazioni

pubbliche delle aree colpite

Giugno 2021

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e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

42 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

ATTREZZATURE

Pinza selezione “green”:

continuo impegno al riciclo

Damiano Diotti

Consapevole che l’incentivo al riuso e al riciclo

sia un tema all’ordine del giorno anche tra le imprese,

la pinza selezione Cangini si tinge di verde,

in aiuto alla sostenibilità ambientale

Cangini rappresenta un’idea

di produzione che guarda lontano,

L’azienda

nel rispetto dell’ambiente e in linea

con i principi dello sviluppo sostenibile.

Il focus sulla pinza selezione PF di casa

Cangini ne è un esempio concreto.

Tra le molteplici funzionalità della pinza selezione

c’è anche il suo utilizzo nell’ambito

del riciclo.

Grazie alle sue chele progettate in acciaio

antiusura HB400, che montano lame reversibili

imbullonate, riesce ad effettuare anche

leggere demolizioni e permette di lavorare

con rapidità e maneggevolezza. È in grado

di movimentare in maniera affidabile qualsiasi

tipologia di materiale.

La vediamo infatti in azione in un centro di

riciclaggio, fornitore di servizi per il recupero

sostenibile.

In questo caso l’obiettivo della pinza diventa

quello di compattare e raccogliere il materiale

da riciclo: dalla plastica al cartone, ma

non solo, in quanto è efficace anche per la

selezione e movimentazione degli inerti, dei

rottami e dei materiali di natura ferrosa. (In

foto è visibile la pinza in azione). Anche in

questo campo la pinza selezione Cangini ne

esce vincente.

Grande è la sua funzionalità grazie alla ro-

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

ATTREZZATURE

RIFIUTI SOLIDI

43

La pinza PF di Cangini

ha rotazione idraulica

bidirezionale e chele

in acciaio antiusura

HB400, con lame

reversibili

imbullonate.

tazione idraulica bidirezionale (dotazione di

serie su tutti i modelli), che la rende molto

versatile in cantieri dove la movimentazione

avviene in tempi rapidi. Anche le chele sono

state analizzate e diversificate: le configurazioni

realizzate rendono possibile, infatti, la

movimentazione rapida e in sicurezza di

qualsiasi materiale, anche di quelli più voluminosi

che richiedono una presa efficace.

Le configurazioni delle chele sono state progettate,

infatti, per far fronte a più necessità.

Il modello PF è caratterizzato da chele asolate,

mentre il modello alternativo, nella versione

PG, presenta chele grigliate particolarmente

resistenti e adatte a lavori gravosi.

La pinza è disponibile per l’applicazione su

escavatori da 1.2 ton fino a 14.00 ton, per

soddisfare qualsiasi esigenza in svariati ambiti

di utilizzo.

Optional per ogni evenienza

L’attrezzatura può essere equipaggiata di kit sollevamento

cordoli costituito da utensili con superficie

in gomma per la movimentazione di cordoli

in cemento. Può essere dotata di chiusura

laterale o di chiusura laterale dentata. La chiusura

laterale aumenta la capacità di carico della

pinza. La chiusura laterale dentata, invece, permette

la movimentazione di pietre e legname,

garantendo una presa maggiormente efficace.

I nostri valori

Uno dei valori in evidenza per il mondo Cangini

è il perseguimento di uno sviluppo economico

che guardi al benessere generale, sociale e

ambientale. Ne sono testimonianza i suoi prodotti

ma anche la concezione interna all’azienda,

che si basa sull’impegno alla riduzione dei

consumi.

l

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

44 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

VAGLI A TAMBURO

Guarda come ti vaglio

Federica Lugaresi

Gli operatori del settore ne sono ben consapevoli.

Investire, ed avere ritorni veloci in termini economici,

non è scontato. Ma è fattibile. Solo scegliendo accuratamente

il macchinario, si raggiunge una vagliatura efficiente

Vagliatura di rifiuti

biologicamente

stabilizzati.

Il migliore rifiuto è quello non prodotto.

Aumentare la riciclabilità e utilizzare materie

prime seconde al posto di quelle vergini,

è infatti il meccanismo per far durare all’infinito

risorse finite. Ma è necessario

l’indispensabile aiuto della tecnologia, come

quella fornita dai vagli a tamburo di Pronar,

distribuiti in esclusiva da Ecotec Solution.

Stiamo parlando di soluzioni utilizzate per separare

il materiale in ingresso a differenti granulometrie,

e che ben si adattano alla lavorazione

dei più svariati materiali, con attenzione

ai rifiuti urbani, legname di scarto e cippato,

biomassa e inerti.

Chi meglio si adatta...

MPB 14.44, MPB 18.47, MPB 20.55 e MPB

20.72 sono i fiori all’occhiello di Pronar, a cui

è stato aggiunto il nuovo vaglio MPB 18.47/1,

che garantisce tutte le funzionalità del modello

più venduto MPB 18.47, ma che grazie ad un

design piu compatto consente un ulteriore risparmio

sull’investimento. La superficie di vagliatura

effettiva varia dai 16 m 2 ai 40,6 m 2 , in

base al modello prescelto.

Ogni macchina viene concepita per potersi

plasmare sulle specifiche esigenze del cliente.

In pratica un “tailor made” che, mediante

l’adattamento dei vagli, la capacità di lavorare

diverse tipologie di materiale e l’ampia

scelta degli accessori, contribuisce ad un

miglioramento delle prestazioni sia in termini

qualitativi che quantitativi ampliando la gamma

di prestazioni da poter offrire ai clienti

dei clienti.

Equipaggiamenti che fanno la differenza

Scegliere un vaglio da acquistare non è cosa

semplice. Diversi sono i fattori che le aziende

devono prendere in considerazione per assicurarsi

un vero ritorno sull’investimento.

Intanto la scelta del tamburo che deve lavorare

il materiale. A fare la differenza è la forma della

foratura: le più comuni sono quelle quadrate

e rotonde con dimensioni che vanno da 10 mm

ad un massimo di 100 mm; a cui si potrebbe

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

VAGLI

per l’ambiente

Economia Circolare

A TAMBURO

RIFIUTI SOLIDI

45

Dettaglio dei dischi

del vaglio stellare.

Viene utilizzato

per la lavorazione

del materiale umido,

quali rifiuti urbani,

industriali, compost

legno o corteccia.

aggiungere una maglia a griglia speciale

(montata attorno allo scheletro del tamburo)

in caso fosse necessario raggiungere granulometrie

inferiori.

La dimensione e la forma dei fori possono

essere decise dall’acquirente. Il tamburo infatti

può essere dotato di coltelli apri-sacco,

che favoriscono la rottura dei sacchetti di

plastica e di altri materiali quali zolle e terriccio,

oppure di facchini che sollevano il materiale

durante il processo di vagliatura, migliorandone

la qualità.

La funzionalità dei vagli può essere ulteriormente

incrementata sostituendo il tamburo

montato di serie con un vaglio stellare, utile

alla lavorazione del materiale umido, quali

rifiuti urbani, industriali, compost legno o

corteccia.

È possibile poi, scegliere se equipaggiare la

macchina di un motore Diesel Deutz, oppure

Caterpillar o, in alternativa, di un motore

elettrico, perfetto per l’utilizzo in aree chiuse

ed entrambi montati su telaio estraibile, che

ne facilita la manutenzione.

Telaio gommato o cingolato (su cui viene allestito

il vaglio) vengono decisi in base alla tipologia

del terreno su cui il cliente deve operare,

ed alla disponibilità dei mezzi edili per lo

spostamento del vaglio stesso.

Opzioni su opzioni

Diverse sono quindi le possibili configurazioni

dei vari modelli.

Tra i principali equipaggiamenti, sono presenti

la griglia sassi a sollevamento idraulico

(per la protezione della tramoggia e del tamburo

da pietre e sassi di grandi dimensioni);

il separatore ad aria (per la separazione della

frazione leggera dal sopravaglio e un conseguente

ulteriore recupero di materie prime

Giugno 2021

secondarie come pellicole o carta); ed i rulli

magnetici montati su entrambi i nastri di

scarico (per la rimozione efficace di elementi

ferrosi e metallici dal materiale in uscita).

Ogni vaglio Pronar include tra gli allestimenti

di serie un sistema di lubrificazione

centralizzato, che permette

un funzionamento senza manutenzione

degli elementi in movimento che

sono esposti a carichi pesanti e a condizioni

operative difficili e una spazzola

a comando idraulico, che protegge la

foratura del vaglio da eventuali intasamenti.

A dimostrazione, che la Casa costruttrice

“si e sempre dimostrata in grado

di recepire ciò che il mercato richiede

e questo aspetto si traduce in continue

migliorie sulle macchine”, come ha dichiarato

Martin Mairhofer, Managing

Director di Ecotec Solution. l

Dettaglio dei fori

del tamburo.

Facchini

di sollevamento

all’interno del tamburo.


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

46 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

SELEZIONATRICI

Taylor made… è

proprio il caso di dirlo!

Federica Lugaresi

Selezionare e recuperare i rifiuti tessili da pre e post consumo

è imprescindibile dall’impiego di tecnologie sviluppate

su sensori. Lo dimostra l’impianto pilota svedese, primo

al mondo ad essere completamente automatizzato

studio articolato in più fasi, rientra nel progetto

finanziato dal governo svedese SIPTex (Swedish

Innovation Platform for Textile Sorting), che

mira a sviluppare una soluzione per la selezione

dei tessuti adatta alle esigenze dei riciclatori e

dell'industria dell'abbigliamento. STADLER ha

progettato e costruito l'impianto, mentre TOM-

RA ha fornito i separatori ottici NIR.

del tessile identifica uno dei

settori a maggiore impatto ambientale.

Non solo: nell’intera UE genera L’industria

rifiuti stimati in 16 mln di tonnellate all’anno,

dei quali circa i due terzi finiscono in discarica

o, alla meglio, vengono inceneriti.

Le risorse preziose (non recuperate) contenute

in tali scarti vengono quindi perdute.

Recentemente STADLER e TOMRA hanno consegnato

l'impianto di selezione completamente

automatizzato Sysav Industri AB, che seleziona

i rifiuti tessili misti - pre e post consumo - nel

sud della Svezia. L’impianto, risultato da uno

Passo dopo passo

Il riciclaggio delle fibre richiede una separazione

ad alto grado di selezione poiché il 50%

dei tessuti è costituito da fibre miste.

Attualmente si procede manualmente ma il

risultato non soddisfa le aziende di riciclo e

dell’industria della moda, e quindi si recupera

solo una parte di questi scarti che hanno un

grande potenziale. Nella la terza fase del progetto

SIPTex - che vede l’operatività dell’impianto

di Malmö - si seleziona il rifiuto tessile

con modalità completamente automatizzata.

La capacità raggiunge fino a 4,5 tonnellate/ora

in una linea. Il materiale in entrata viene consegnato

in balle, che pesano in genere da 350

a 500 kg e include rifiuti pre e post consumo

(ritagli, filati e scarti dei produttori tessili nel

primo caso, abbigliamento e tessili domestici

nel secondo che possono contenere cerniere

e bottoni). Il primo consiste in rifiuti industriali

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

SELEZIONATRICI

RIFIUTI SOLIDI

47

Il sensore ottico

TOMRA seleziona

gli scarti tessili

che scorrono

sul nastro.

secchi dei produttori tessili, come ritagli, filati

e scarti. Il secondo è costituito da abbigliamento

e tessili domestici, che includono materiale

non selezionato dalla raccolta differenziata

da fonti come i centri di riciclo, e rifiuti

industriali e preselezionati manualmente da

servizi di leasing e noleggio tessile. Il materiale

viene selezionato intero e può contenere bottoni,

cerniere e altre parti non tessili. Come

detto sopra, l’impianto è stato interamente

progettato da STADLER in stretta collaborazione

con TOMRA ed ha incluso la fornitura

dei sistemi di dosaggio, di nastri trasportatori,

delle unità di selezione ottica NIR, dei nastri

trasportatori ad alta velocità, della pressa, del

sistema sia elettronico di controllo, sia di aria

compressa che di depolverazione.

Giugno 2021

Insieme si vince

Nell’ultima fase del progetto, è stato accertato

“che il sistema progettato potesse funzionare

con successo su scala industriale e che le frazioni

in uscita potessero raggiungere la purezza

e il tasso di recupero necessari per il riciclo e il

riutilizzo. Non esiste una tecnologia su scala industriale

per il riciclo dei tessili senza downcycling,

quindi si è dovuta sviluppare la soluzione

completa di selezione", ha spiegato Matej Fuerst,

Project Manager di STADLER.

Elemento indispensabile alla realizzazione di

questo progetto pionieristico in ottica di economia

circolare tessile, la tecnologia basata

su sensori di TOMRA che ha fornito sia un separatore

ottico AUTOSORT® NIR VIS per la

fase 2 (col progetto pilota di Avesta), sia altri

quattro per l'impianto di Malmö. "Finora sono

disponibili poche ricerche sul riciclo delle frazioni

tessili. Per essere efficaci nella selezione

dei tessili pre e post consumo non indossabili

ai fini del riciclo, la selezione automatizzata a

sensori è fondamentale. In questo progetto,

la nostra tecnologia si è dimostrata efficiente

nel separare diverse frazioni tessili per tipo di

materiale e colore” ha dichiarato László

Székely, Vicepresidente e Head of Plastic

Applications di TOMRA.

Una partnership vincente, con cui si è concretizzato

un impianto unico nel suo genere e di

alta qualità, nonostante la selezione tessile

automatizzata sia una tecnologia nuova. l

Viste dell’impianto

di selezione tessile

in funzione.


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

48 RIFIUTI SOLIDI SCARTI DA C&D Soluzioni

Il detrito è servito

Ludovica Bianchi

In arrivo l’End of Waste per i rifiuti da demolizione

e costruzione, che da soli identificano un volume

pari a 60 milioni di tonnellate l’anno.

Finalmente una destinazione diversa anche per loro

I rifiuti da C&D

identificano il 61,2%

di quelli speciali

non pericolosi,

che vengono prodotti

complessivamente nel

nostro Paese.

Il miglior rifiuto è quello non prodotto. O

comunque quello che può essere riciclato

e riutilizzato. La Comunità europea - compreso

il nostro Paese con l’introduzione del

Superbonus del 110% - ha puntato i riflettori

sulle ristrutturazioni degli edifici, affinchè sia

minimizzato il loro impatto ambientale in termini

di consumi energetici e materiali utilizzati.

Nei prossimi mesi quindi, occhi puntati

su questo settore ‘spinto’ dall’accesso a finanziamenti

mirati e dall’utilizzo di materiali

per costruzioni provenienti da operazioni di

recupero e reimpiego.

Anche il Ministero dell’Ambiente sta ultimando

(al momento in cui stiamo scrivendo) il

nuovo decreto End of Waste sulla destinazione

delle diverse tipologie di rifiuti provenienti da

costruzioni e demolizioni. “Si tratta di 60 milioni

di tonnellate l’anno tolte dal mondo dei

rifiuti. E in questi rifiuti rientrano, per esempio,

quelli del terremoto” ha dichiarato il Ministro

Sergio Costa.

Un ‘nuovo’ valore al vecchio

flusso di rifiuti

Stiamo parlando di rifiuti speciali non pericolosi

- sino ad oggi normati dalla direttiva

2008/98/CE - che prevede il 70% di preparazione

per il recupero, riutilizzo e riciclaggio di

materia. Un obiettivo ampiamente raggiunto

e superato dall’Italia già nel 2018 con un tasso

pari al 77,4% (dati Ispra); e con tale percentuale

che presenta un aumento di oltre 2 punti

rispetto al 2017.

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

SCARTI DA C&D RIFIUTI SOLIDI

49

Economia Circolare

Gli scarti da C&D rappresentano il 61,2% dei

rifiuti speciali non pericolosi prodotti complessivamente

in Italia (134 Mt). Un trend decisamente

in aumento, visto che negli ultimi anni

ha registrato un + 20%.

Attualmente, i rifiuti delle operazioni di costruzione

e demolizione smaltiti in discarica sono

pari a 488 kt, ben oltre il 9% del totale dei rifiuti

speciali non pericolosi smaltiti nel 2018.

Per gli scarti di questo settore dunque, in ottica

di un’economia più circolare, il Ministero vuole

definire una destinazione ed incentivare la loro

trasformazione in materie prime seconde. Ma,

tanto esistono potenzialità di miglioramento

nel riciclo di rifiuti da C&D, quanto esistono

problematiche.

La gestione italiana

Negli ultimi dieci anni il riciclo di questa tipologia

di rifiuti è decisamente migliorato, sia in

termini quantitativi che qualitativi grazie anche

alle tecnologie di trattamento e modernizzazione

degli impianti. Si dovrà proseguire sulla

strada tracciata, puntando a ridurre l’utilizzo

dei rifiuti da C&D a scopo di riempimento o di

copertura delle discariche, ed “incrementare

il reimpiego ed il riciclo di qualità”; ma anche

migliorare la raccolta differenziata a monte

degli impianti di trattamento.

Il riciclo degli inerti presenta una serie di importanti

vantaggi: per le pubbliche amministrazioni

ed Enti locali, che possono incrementare

le attività di recupero limitando il ricorso allo

smaltimento in discarica e l’apertura di nuove

cave di inerti naturali; ma anche per le imprese

del settore costruzioni che possono conferire i

Giugno 2021

rifiuti presso gli impianti di riciclaggio (con costi

inferiori rispetto al conferimento in discarica),

e allo stesso tempo, rifornirsi di materiali che,

a parità di qualità e prestazioni, hanno un costo

inferiore rispetto ai materiali naturali.

Oggi nel nostro Paese si seguono fondamentalmente

due strade: il recupero e lo smaltimento

le cui operazioni sono classificate dal

decreto legislativo 152/06 (R per il recupero e

D per lo smaltimento). Nel 2018 è stato destinato

al recupero il 67,7% dei rifiuti speciali,

mentre la quantità restante viene gestita mediante

lo smaltimento in discarica, incenerimento

e coincenerimento.

L’approccio attuale

In attesa dell’End of Waste per questo flusso

di rifiuti - che ne incentiverà la produzione di

materia prima seconda (da riposizionare nella

filiera limitando l’estrazione di materie prime)

- la diffidenza regna sovrana.

La carenza di conoscenze delle caratteristiche

dei materiali e delle procedure di controllo

da applicare, fanno sì che si sia restii

all’utilizzo di materiali provenienti da rifiuti.

Esiste comunque un mercato per gli

aggregati riciclati rappresentato dal

settore delle costruzioni di infrastrutture

(strade, ferrovie, piste

ciclabili ecc.) ed in minima parte

al confezionamento di calcestruzzi

strutturali. Ma ciò è dovuto

alla normativa tecnica che

richiede aggregati riciclati di solo

calcestruzzo, per la fabbricazione

di nuovo calcestruzzo. l

Le macerie del ponte

Morandi. Una parte

di esse verrà

riutilizzata

nella costruzione

del Memoriale.

Struttura progettata

dall’architetto Boeri

per non dimenticare

le 43 vittime.

Esempio di calcestruzzo

riciclato.


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

50 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

TRACCIABILITÁ DEGLI SCARTI

Sperimentazione RENTRi,

c’è già chi è attivo

Riccardo Rossi

MiTE ha messo ai blocchi di partenza i lavori di implementazione

del RENTRi, il nuovo sistema informatico di tracciabilità

dei rifiuti. Le prime applicazioni a partire da luglio 2021

Cominciamo dall’acronimo. RENTRi,

Registro Elettronico Nazionale per la

Tracciabilità dei Rifiuti.

Perché senza tracciabilità e controlli, la guerra

dei rifiuti non si vince.

Molti pensavano che non sarebbe mai entrato

in vigore, altri ne ipotizzavano un flash veloce

come è accaduto per il SISTRI nel dicembre

del 2009. Invece, a seguito di tante voci ed incontri

con le associazioni di categoria in seguito

ad Ecomondo 2019, è confermato che il

MiTE (Ministero della Transizione Ecologica)

farà partire la sperimentazione del RENTRi

tra pochissime settimane.

In pole position

Euroinformatica, con Atlantide DS.8 (la propria

piattaforma software per la gestione dei

rifiuti), ha seguito già in fase embrionale, la

genesi di questa nuova modalità per effettuare

le registrazioni fiscali dei rifiuti e relative

formulazioni. È infatti parte attiva dei tavoli

tecnici per la sperimentazione RENTRi, e segue

con attenzione gli sviluppi e le evoluzioni

di questo nuovo sistema di digitalizzazione.

Un valore aggiunto, che si ritrova direttamente

nello strumento principe di cui sopra, dedicato

espressamente alla gestione della filiera

dei rifiuti e dei flussi aziendali in ottica

di economia circolare e industria 4.0.

Cos’è il RENTRi…

L’art. 188-bis del DLGS 152/2006 con la modifica

del D.Lgs.116 entrato in vigore il 26 settembre

2020, stabilisce, attualmente, che il

sistema di tracciabilità dei rifiuti si compone

delle procedure e degli strumenti di tracciabilità

che dovranno essere integrati nel nuovo

sistema informatico RENTRi.

Tale sistema sarà composto di un REN

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

TRACCIABILITÁ

per l’ambiente

Economia Circolare

DEGLI SCARTI

RIFIUTI SOLIDI

51

(Registro Elettronico Nazionale: un grosso

Database Nazionale centralizzato) che riceverà

i dati dai vari gestionali di mercato (che sono

la componente TRi di tracciabilità) in una modalità

di invio e gestione molto simile alla fatturazione

elettronica che ora tutte le aziende

conoscono.

Questo significa che, per registrarsi al RENTRi

verrà creato un apposito portale, gestito presso

la competente struttura organizzativa del

Ministero della Transizione Ecologica.

Tale struttura verrà supportata tecnicamente

dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali sulla

base di modalità operative stabilite da una regolamentazione

ministeriale di prossima uscita.

Il ruolo dell’Albo gestori Ambientali è fondamentale

perché dovrà gestire i rapporti con

gli utenti e la riscossione dei contributi.

… e per chi

Gli utenti che si dovranno iscrivere a questo

nuovo sistema (e applicarlo) – come indicato

da Ecocamere – si identificano nei produttori

di rifiuti pericolosi; enti ed imprese che effettuano

il trattamento dei rifiuti, che raccolgono

o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale;

commercianti ed intermediari di rifiuti

pericolosi; e consorzi istituiti per il recupero

e riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti.

Ma si dovranno iscrivere al RENTRi anche coloro

che operano con i rifiuti non pericolosi,

quindi chiunque effettui a titolo professionale

attività di raccolta e trasporto di rifiuti; i commercianti

e gli intermediari di rifiuti senza detenzione,

le imprese e gli enti che effettuano

operazioni di recupero e di smaltimento di rifiuti.

Ed anche i Consorzi istituiti per il recupero

e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;

nonché le imprese e gli enti produttori iniziali

di rifiuti pericolosi e di rifiuti non pericolosi di

Giugno 2021

cui all’articolo 184, comma 3, lettere c) d ) e

g), ad esclusione degli imprenditori agricoli di

cui all’articolo 2135 del codice civile, con un

volume di affari annuo non superiore a 8000

euro; le imprese che raccolgono e trasportano

i propri rifiuti non pericolosi (di cui all’articolo

212 comma 8) e, non da ultimo - in merito ai

soli rifiuti non pericolosi - le imprese e gli enti

produttori iniziali che non hanno più di 10 dipendenti.

Si parte avvantaggiati

Gli utenti di Atlantide conoscono già queste

tematiche, poiché la componente di ingegnerizzazione

della piattaforma è nota da tempo,

così come l’approccio all’innovazione tecnologica.

La tabella di marcia è stata presentata nel corso

dei diversi incontri con le associazioni, ed

è molto serrata.

Sono state indicate le date di Luglio 2021 per

la partenza, e Novembre 2021 per la fine della

sperimentazione: ciò che ne risulterà funzionante

ed efficace, sarà ufficializzato nel prossimo

decreto attuativo.

Il resto verrà affrontato in decreti successivi.

EUROINFORMATICA che è parte attiva nella

sperimentazione, realizza a partire da fine giugno

fino a ottobre, una serie di webinar con

l’obiettivo di tenere costantemente informati

sui risultati della sperimentazione e su tutte

le novità, non solo i propri clienti ma anche la

vasta platea di soggetti che dovranno aderire

al RENTRI: una sorta di “reality” costruito per

far interagire i diversi soggetti coinvolti in maniera

dinamica e proattiva.

A fine ottobre l’appuntamento sarà in presenza

con un convegno all’interno di ECOMONDO

2021. Il programma degli incontri/eventi è disponibile

su www.atlantide-web.it l

Atlantide DS.8,

la piattaforma

software

per la gestione

dei rifiuti,

è utilizzabile

su tutti i tipi

di devices.


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

52

RIFIUTI SOLIDI NEWS Soluzioni

Giocare coi numeri

Anno 2020, nel nostro Paese recupero record

di plastica da imballaggi.Il sistema funziona

Riccardo Rossi

Che l’Italia fosse una nazione virtuosa,

lo si era già capito. Grazie anche ad

una maggiore sensibilità sul corretto

conferimento della plastica. La raccolta ha

registrato infatti un aumento del 4% rispetto

all’anno precedente, con 1.433.203 tonnellate

di plastica da imballaggi conferite ai Centri

di selezione (dati Corepla). Un nuovo record

relativo alla quantità trattata, nonostante una

pandemia ancora in corso; e nonostante siano

stati immessi imballaggi al consumo sul

territorio nazionale per un quantitativo pari

a 2.198 kt (in flessione di circa il 5% rispetto

al 2019).

Snocciolando qualche numero, il sistema è

riuscito a recuperare 1.820.270 tonnellate di

imballaggi in plastica, equivalenti al 95%.

“I risultati di questo bilancio, a fronte di un

periodo emergenziale senza precedenti, dimostrano

ii passi avanti che il nostro Paese

ha compiuto nell’ambito dell’organizzazione

di un sistema di raccolta e riciclo degli imballaggi

in plastica capace di fronteggiare

cambi di prospettiva imprevisti e repentini”

spiega Giorgio Quagliolo, presidente di

Corepla.

Nel 2020 sono state riciclate 655.393 tonnellate

di imballaggi in plastica, soprattutto provenienti

da raccolta differenziata urbana. A

queste si devono aggiungere i quantitativi

prodotti dalle attività commerciali e industriali,

per un riciclo complessivo di oltre 900.000

tonnellate.

377.907 tonnellate sono state avviate a recupero

energetico, fornendo energia in sostituzione

dei combustibili fossili. Di queste, il

75% è stato destinato a cementifici ed il restante

25% alla termovalorizzazione. l

Giugno 2021


54

BIOWASTE IMPIANTI 4.0

Rifiuti,dalla frazione

organica al biometano

Eliana Puccio

Ecoprogetto Milano ed Ecoprogetto Tortona, le nuove

tecnologie per il completamento del ciclo virtuoso dei rifiuti

Ecoprogetto

Milano. Sistema

di upgrading.

Due impianti moderni e di ultima generazione

che rappresentano l’evoluzione e l’ottimizzazione

tecnica e gestionale dei tradizionali

impianti di compostaggio. Eco progetto

Milano ed Ecoprogetto Tortona sono di proprietà

di Snam4Environment, società controllata al 100%

da Snam con la missione di sviluppare infrastrutture

per il biometano e promuovere green business

volti al raggiungimento dei

target di decarbonizzazione,

in particolare nei trasporti.

La realizzazione delle nuove

linee di pretrattamento e di

upgrading per la produzione

di biometano avanzato è stata

affidata a IES Biogas, attiva

nella progettazione, fornitura,

realizzazione e assistenza di

impianti biogas e biometano,

che opera all’interno del gruppo

Snam con la funzione di

EPC Contractor ed EPCM.

Attualmente, Ecoprogetto

Milano è in fase di ampliamento

con la costruzione

del terzo digestore e l’adeguamento

dei sistemi per il

pretrattamento della Forsu.

Per Ecoprogetto Tortona,

IES Biogas ha già installato

un nuovo sistema di pretrattamento

ed è in fase di rea-

lizzazione l’upgrading. Il primo impianto sorge

nel Comune di Albairate (MI) su un’area di 40.000

mq all’interno del Parco Agricolo Sud Milano,

mentre il secondo è inserito in posizione strategica

all’interno del triangolo industriale Milano-

Torino-Genova.

Gli impianti sono in grado di trattare la frazione

organica del rifiuto solido urbano e il verde proveniente

da potature e manutenzioni, attraverso

un processo di digestione anaerobica a umido

tramite il quale, in assenza di ossigeno e grazie

a reazioni biochimiche a opera di specifici batteri,

la sostanza organica viene trasformata in biogas.

Successivamente, attraverso un processo di purificazione

del biogas (eliminazione di CO 2 , umidità

e impurità), si ottiene biometano avanzato,

combustibile rinnovabile del tutto assimilabile

al gas naturale: viene immesso nella rete gas

nazionale e utilizzato nel trasporto, garantendo

una mobilità a zero emissioni.

La fase anaerobica

Il pretrattamento consente di eliminare le componenti

di disturbo come imballi e inerti non putrescibili

e di preparare, con la triturazione e

l’aggiunta di acqua di ricircolo, la sospensione

grezza da avviare ai digestori per la fase biologica

anaerobica.

Il substrato, preliminarmente riscaldato e portato

alla temperatura di 37°-40°C e condotto al digestore,

alimentato più volte al giorno, in cui si

sviluppa il processo biochimico anaerobico a

Giugno 2021


IMPIANTI 4.0

BIOWASTE 55

opera di batteri metanigeni. Il materiale è continuamente

mescolato per mezzo di agitatori

verticali e lance di ricircolo biogas, che evitano

fenomeni di sedimentazione e garantiscono

l’omogeneizzazione dello stesso e il mantenimento

costante del pH e della temperatura del

substrato all’interno del digestore. In questa fase

si producono biogas, avviati a un gasometro per

la successiva raffinazione in biometano, e digestato

avviato, invece, alla disidratazione e al successivo

stadio di post-fermentazione. La valorizzazione

del biogas avviene tramite un impianto

di upgrading per la produzione di biometano.

La fase aerobica

Ciò che resta dal trattamento anaerobico, il digestato,

viene trattato attraverso un processo

aerobico per la produzione di compost di qualità

da utilizzare per ripristini ambientali o in agricoltura

a pieno campo come ottimo fertilizzante

naturale, in grado di sostituire la concimazione

chimica di origine fossile.

Il substrato in uscita dal digestore viene trattato in

centrifughe, in modo da separare la fase liquida

dalla fase solida. La fase liquida separata viene ricircolata

nel processo, mentre l’acqua in eccesso

viene avviata all’impianto di depurazione interno e

quindi alla fognatura pubblica. Il materiale disidratato

viene avviato alla fase di compostaggio aerobico,

previa miscelazione con le matrici strutturanti

triturate. Terminata la fase di miscelazione, il materiale

viene caricato all’interno delle celle in cui

avviene il processo di biossidazione accelerata.

Ecoprogetto. Potenzialità e benefici

La potenzialità complessiva prevista per i due

impianti è di 123.000 ton/anno per la produzione

di 9,8 mln di biometano che consentirà di risparmiare

un quantitativo annuo di energia equivalente

a quella prodotta da oltre 7.600 tonnellate

di petrolio, e alimentare 6.800 auto a metano in

un anno, evitando di immettere in atmosfera

19.110 ton di CO 2 . Saranno, inoltre, prodotte

Giugno 2021

350.000 ton/anno di compost per uso agricolo in

sostituzione dei fertilizzanti chimici.

Grazie all’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili,

gli impianti limiteranno al minimo l’impatto

sull’ambiente circostante, prevedendo la depurazione

di tutti i liquidi e il trattamento dell’aria

per tutte le fasi che possano generare fenomeni

odorigeni - già limitati in questo tipo di impianti

- rispetto ai classici impianti di compostaggio,

in quanto tutti i processi avvengono al chiuso.

“I due progetti - spiega Marco Mazzero, CEO di

IES Biogas - promuovono il completamento del

ciclo virtuoso dei rifiuti e l’economia circolare:

gli interventi permettono, infatti, di produrre più

energia, aumentando l’efficienza del pretrattamento,

riducendo i sovvalli e ottimizzando, così,

i costi di smaltimento”.

I processi gestionali e di recupero così ottimizzati

hanno ricadute positive sotto il profilo economico

sulle amministrazioni pubbliche e sui cittadini,

dando impulso alla mobilità sostenibile e abbattendo

le emissioni legate al trasporto dei rifiuti

verso altre Regioni.

l

Ecoprogetto

Tortona.

Sistema

di pretrattamento.

Immagini fornite

da IES Biogas

www.iesbiogas.it

mail:

info@iesbiogas.it


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

56 BIOWASTE

NEWS

L’alga fa l’abito

Paillettes di alghe che sono l’alternativa sostenibile

alla plastica. Il vestito è ricoperto di lustrini evitando

così l’uso di materiali derivati dal petrolio. L’idea

dei due stilisti Phillip Lim e Charlotte McCurdy

Eliana Puccio

Per le bio-paillettes

derivate dalle alghe

nel vestito è stato

utilizzato

un materiale

realizzato

con una base in rete

creata dalla Pyratex.

Moda e sostenibilità vanno sempre più

a braccetto. C'è una bella notizia per

le amanti delle paillettes, fortunatamente,

non solo i consumatori ma anche i designer

sono più attenti all’ambiente.

Phillip Lim e Charlotte McCurdy hanno realizzato

un abito ricoperto di lustrini fatti di alghe,

senza ricorrere a nessun tipo di materiale

derivato dal petrolio. La coppia di designer ha

attinto dal processo di McCurdy che estrae il

carbonio dall’atmosfera e unisce la sostanza

organica al calore. La bioplastica che si forma

viene versata in stampi e tagliata a forma di

paillettes. Il capo è 100 per cento ecologico.

Il materiale del vestito è stato realizzato con

una base in rete creata dalla Pyratex (società

con sede a Madrid specializzata nella ricerca

di nuovi materiali), fatta in fibra di alghe e bambù

chiamata SeaCell, che è sia un antitraspirante

che un termoregolatore.

E’ stato realizzato durante il programma iniziativa

della Slow Factory Foundation, One X

One 2019-2020. Un format in cui scienziati e

stilisti si incontrano e si confrontano con l’intento

di creare ed esplorare nuove tecnologie

e tipologie di produzione. Potremmo quindi

definirlo un lusso sostenibile, frutto dell’unione

tra scienza e design.

La ricercatrice Charlotte McCurdy spiega: "La

sostenibilità nella moda non riguarda solo i

tessuti organici, naturali o riciclati.

Se vogliamo arrivare a zero sulle nostre emissioni,

dobbiamo pensare a come sostituire il

60 per centro dei tessuti che sono attualmente

realizzati con combustibili fossili".

Signore, potrete indossare le vostre amate

paillettes senza sentirvi in colpa. l

Giugno 2021


58

BIOWASTE

SCARTI DA MACELLAZIONE

Tritura et labora

Ludovica Bianchi

Dal processo di macellazione si generano sottoprodotti

e scarti di origine animale che, se adeguatamente preparati,

forniscono valore aggiunto. Una trasformazione che avviene

tramite trituratori e sistemi di pompaggio altamente affidabili

Materiali trattati

con la RedUnit.

Ossa, frattaglie, cotenne. Apparentemente

scarti di lavorazione di difficile gestione,

ma in realtà risorse preziose se opportunamente

trattate. Produzione di gelatina, mangimi

per animali o substrato per impianti di biogas,

ne sono solo alcuni esempi. Ma per rientrare

nel ciclo, questi materiali devono essere trasformati

in una soluzione pompabile utilizzando una

tecnologia appropriata. Perché, più le particelle

sono piccole, più ampio è il campo di utilizzazione

successivo.

Tecnologia sofisticata

Prerequisiti dei macchinari per questo tipo di lavorazione,

sono la robustezza, l’affidabilità ed

una triturazione che sia coordinata alla tecnologia

del pompaggio.

La corretta filiera di preparazione per il riciclo

degli scarti e dei sottoprodotti della macellazione

varia in maniera importante, in funzione delle

caratteristiche dei materiali da triturare e della

resa finale desiderata. Con RedUnit, Vogelsang

ha sviluppato una soluzione compatta (che ri-

Giugno 2021


SCARTI DA MACELLAZIONE

BIOWASTE 59

RedUnit

installata.

Punti di forza

chiede meno spazio e potenza), plug-and-play,

e che identifica una combinazione perfetta di

tecnologia - per triturazione e pompaggio – finalizzata

proprio alla valorizzazione degli scarti

alimentari.

Triturazione efficace ed efficiente

Dai macelli avicoli e suini ai produttori di gelatina,

sono numerose le aziende con i più ampi requisiti

di lavorazione che si affidano alla RedUnit.

Un esempio su tutti, quello di una cooperativa

bolognese attiva sia nel settore agroalimentare

che in quello dei salumi, che effettua macellazione

e sezionamento bovini e suini.

Una realtà anche sensibile al tema di economia

circolare e sostenibilità, tanto che ha deciso di

realizzare un impianto di biogas per la produzione

di energia elettrica e calore, derivanti proprio

dai sottoprodotti aziendali.

Come detto poc’anzi, è però necessaria una

preparazione. Ecco che quindi gli scarti di macellazione

(soprattutto pacchi intestinali suini)

prima di essere inviati al pastorizzatore, vengono

sminuzzati con il trituratore e successivamente

pompati da un sistema di pompaggio

volumetrico. Il processo prevede lo scarico del

materiale in una tramoggia di carico e successivamente

l’invio tramite una coclea ad un sistema

di triturazione. Interviene quindi la pompa

volumetrica che trasporta il prodotto nel

pastorizzatore, nel quale subisce l’obbligatorio

RedUnit consente di risparmiare spazio, energia e tempo rispetto

ai trituratori utilizzati in precedenza, poiché non richiede ulteriori

pompe a valle o trasportatori a coclea. Tanti sono i vantaggi:

• I singoli elementi sono impilati verticalmente uno sopra l'altro

in modo che il materiale triturato cada direttamente nella pompa

integrata.

• L'assenza di tratti di trasporto intermedi comporta una riduzione

complessiva del consumo di elettricità.

• La RedUnit non necessita di acqua, neanche durante il processo

di triturazione, quindi i consumi idrici diminuiscono.

• Manutenzione rapida e semplice con QuickService che offre

diverse opzioni per la sostituzione del rotore e dello statore e

per i cambi di tenuta.

• Installazione semplice grazie alla modularità del sistema

RedUnit, che offre quindi una soluzione plug-and-play per tutte

le più svariate esigenze di pompaggio e triturazione.

L’unità viene messa in servizio da personale qualificato già prima

di lasciare la fabbrica.

processo prima di essere inviato al digestore.

Precedentemente la soluzione installata prevedeva

la triturazione attraverso un tritacarne classico

con una potenza installata sopra i 35 kW:

non risultava ottimale e creava diverse problematiche

operative ed economiche.

Industria 4.0

Lavorando con una logica automizzata, RedUnit

consente un notevole risparmio tempo-lavoro

del personale, che riesce a modulare la macchina

in base alle proprie necessità e ad individuare

velocemente eventuali blocchi impiantistici,

intervenendo direttamente sul problema.

Per fare ciò, a corredo è stato fornito un quadro

con PLC ed il software sviluppato da Vogelsang,

che si interfaccia perfettamente con la logica

dell’intero impianto a biogas. Un sistema di allarmi

poi, ne controlla il funzionamento nei parametri

di lavoro impostati.

l

Giugno 2021


60 BIOWASTE

NEWS

Microalghe, 200 t all’anno

Ammonta a circa

200 tonnellate all'anno

la domanda italiana

di microalghe per utilizzi

alimentari. Dati forniti

nel corso della presentazione

del progetto AlgaeFarm,

nell’ambito della digital

preview di AquaFarm

e NovelFarm

Irene Boschi

La domanda di microalghe essiccate in

Italia è di circa 200 tonnellate all'anno,

per utilizzi che vanno dall’alimentare

alla nutraceutica e dalla cosmesi alla farmacopea,

fino ai mangimi per i pesci.

Solo meno del 13 per cento della domanda

viene oggi soddisfatta dalla produzione nazionale,

per i tre quarti concentrata sulla spirulina

e in capo ad una decina di aziende. La catena

del valore italiana comprende anche alcune

realtà che producono componenti, come i fotobioreattori,

o impianti completi per la coltivazione.

Sono alcuni dei dati forniti in esclusiva da

Alberto Bertucco, presidente di AISAM, Asso -

ciazione Italiana per lo Studio e le Appli -

cazioni delle Microalghe, e Liliana Rodolfi,

docente dell’Università degli Studi di Firenze,

nel corso della presentazione del nuovo progetto

AlgaeFarm, nell’ambito della Digital

Preview di AquaFarm e NovelFarm di Por -

de none Fiere.

Entrambe sono affiancate quest'anno da

AlgaeFarm, appuntamento dedicato a tecnologie

e applicazioni in alghicoltura, in programma

il 9 e il 10 giugno. Il mercato italiano

richiede elevata qualità, ma i nostri produttori

subiscono la concorrenza di aziende europee

più strutturate e con offerte comparabili.

Le stime sulla produzione mondiale sono molto

variabili, da un minimo di 25.000 ton nel la -

te/anno ad un massimo di 130.000, suddivisa

tra una ventina di generi ognuna con più specie.

Dal 50 al 90% delle quantità, a seconda delle

stime, si concentra su due generi, spirulina e

clorella. Il valore supera abbondantemente il

miliardo di dollari a livello globale ed è caratterizzato

da un prezzo al kg molto elevato che

lo rende rilevante sebbene in quantità non sia

comparabile al contiguo comparto delle macroalghe

che ogni anno ne produce 4,6 milioni

di tonnellate.

La ricerca, di base e industriale, si concentra

oggi sul miglioramento della produttività delle

microalghe coltivate, attraverso la maggiore

efficienza del processo della fotosintesi, su cui

si basa la fisiologia della maggior parte dei

generi utilizzati su scala industriale. l

Giugno 2021


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bisogni

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Per questo siamo sempre al tuo fianco: per ascoltare i tuoi consigli, per comprendere

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tua domanda in termini di produttività, efficienza, affidabilità, versatilità, durabilità.

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e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

62

Soluzioni

ACQUE REFLUE

NEWS

Una spia anti-Covid

Marco Comelli

Un sensore elettrochimico che individua due proteine costituenti

il coronavirus. Il test messo a punto dall’Università di Tor Vergata

e quella dell’Insubria con l’Ospedale Militare del Celio

Uno dei problemi della lotta al Covid-19 è

scoprire i molti casi asintomatici ma comunque

contagiosi. A parte i tamponi cosiddetti

molecolari, che però richiedono laboratori

specializzati e tempi lunghi per la risposta, i test

in uso hanno scarsa specificità soprattutto quando

la carica virale è bassa. Se si passa dall’essere

umano al monitoraggio ambientale, per esempio

le acque reflue, i problemi si moltiplicano. Nelle

acque fognarie, infatti, sono presenti moltissimi

virus, parti di virus, proteine isolate, per cui il test

deve essere molto specifico. Inoltre, la quantità di

virus per unità di volume è molto bassa (elevata

diluizione).

Questi fattori ostacolano la possibilità di utilizzare

l’analisi in continuo o semicontinuo delle acque

reflue come sentinella per l’allarme precoce del

verificarsi di focolai dell’infezione, prima che questa

diventi conclamata con le analisi sugli umani.

L’Università di Tor Vergata e quella dell’Insubria,

con la collaborazione dell’Ospedale Militare del

Celio, hanno messo invece a punto un test elettrochimico

in grado di individuare due proteine

costituenti il coronovirus, la S e la N. I test sono

stati eseguiti utilizzando campioni salivari, fatti

reagire con anticorpi secondari all’enzima alcalino

fosfatasi utilizzando microsferule magnetiche

come supporto. Il marcatore della reazione

è l’1-Naftolo, che viene identificato su elettrodi

stampati ricoperti da un nanomateriale a base

di carbonio puro. Il test riesce ad identificare la

presenza delle due proteine rispettivamente a

19 ng/mL and 8 ng/mL (nanogrammi per millilitro).

La specificità è comparabile a quella del

tampone molecolare, che però utilizza l’amplificazione

delle sequenza genetiche. l

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

64

Soluzioni

ACQUE REFLUE

PATRIMONIO BLU

Cittadini

dell’acqua

Federica

Lugaresi

In occasione della Giornata Mondiale

dell’Acqua, il Laboratorio REF

Ricerche ha fatto il punto sul ruolo

della risorsa idrica e la percezione

degli italiani in merito ad essa.

Ne è emerso un quadro interessante…

è indispensabile

alla

L’acqua

vita ed è una

risorsa molto fragile

che va tutelata. Un

concetto su cui stiamo

tutti d’accordo. Ma le

stiamo dando il giusto valore? La risposta arriva

da un’indagine lunga un anno - compiuta su oltre

2.200 cittadini e utenti tra i 18 e 70 anni di età - che

mette in evidenza il grado di consapevolezza riguardo

anche al servizio idrico pubblico.

Scarsa consapevolezza

L’84% dei cittadini si dice disposto a versare una

somma di denaro (pari a 44 euro) per tutelare l’ambiente

e conservare il capitale naturale, poiché la

risorsa acqua non è illimitata nel tempo e nello

spazio. Manca però il corretto “sentire” in merito

alla reale quantità sul consumo di acqua, che ci

porta a pensare di utilizzarne, quotidianamente,

meno della metà. La risorsa idrica non identifica

quindi un concetto astratto, ma un bene concreto

che, per essere fruito necessita di reti, tecnologie,

LA CONOSCENZA DI ARERA

SUL TERRITORIO NAZIONALE

investimenti, competenze e persone. In una parola,

servizio idrico. E qui un’altra sorpresa: solo un cittadino

su tre riconosce correttamente i 4 ambiti di

servizio (fornitura di acqua alle utenze, investimenti

lungo tutto il ciclo integrato, raccolta e depurazione

degli scarichi e controlli sulla qualità dell’acqua)

di cui il gestore è responsabile.

La fornitura dell’acqua è l’ambito che viene maggiormente

“percepito” dato che entra nelle case

ed è quindi concretamente visibile; mentre è sconosciuta

la voce relativa agli investimenti per mantenere

le reti. In pratica, la maggioranza degli utenti

ha una visione parziale o incompleta del servizio

che viene assicurato.

Guadagnare fiducia

In virtù di quanto sopra, diventa necessario costruire

un’alleanza tra gestori, cittadini e autorità

attraverso un servizio che generi soddisfazione.

Il livello di gradimento degli utenti è distribuito diversamente

per aree geografiche. Al nord e al centro

Italia si raggiungono rispettivamente il 50% e

40%, mentre al sud e nelle isole l’asticella si abbassa

(38% e 30%) a causa dei ripetuti disservizi

quali interruzioni nella fornitura, bassa qualità

dell’acqua potabile, divieti di balneazione.

Come dire… soddisfazione e fiducia vanno a braccetto

e se il gestore è attento ai bisogni dei cittadini,

i valori si alzano. Ne consegue che gli italiani

hanno più fiducia negli operatori del servizio

idrico, che nelle amministrazioni locali o nello

Stato. Ed è anche grazie a ciò, che il 50% di loro

è disposto ad impegnarsi a pagare un 4% in più

in bolletta, per migliorare e mantenere alto lo

standard del servizio.

l

Giugno 2021


Il noleggio Xylem

Xylem mette a disposizione le più recenti tecnologie

per il pompaggio e il trattamento delle acque.

Perché scegliere il noleggio?

1. Elimini tutti i costi legati a manutenzione e stoccaggio

2. Potenzi il parco macchine senza immobilizzare capitali

3. Paghi solo per le attrezzature e i servizi di cui hai bisogno

4. Utilizzi i più recenti e tecnologici prodotti

5. Puoi provare un prodotto e capire se fa al caso tuo

Applicazioni:

• Stazioni di pompaggio

• By-pass fognari

• Drenaggio in cantieri

• Drenaggio in emergenza

• Trattamento acque

info.italia@xylem.com

xylem.com/it-it


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

66 ACQUE REFLUE Soluzioni

INNOVAZIONE DIGITALE

Digital Transformation,

l’industria idrica è in ritardo

Stefano Sampaolo, Regional Director

di Xylem Water Solutions, fa il punto

sulla trasformazione digitale

nell’industria idrica italiana e offre

qualche riflessione per accelerarne

il processo. Ecco l’intervista

Ing. Domenico Santoro

Nella relazione “Digital Single Market for

Water Services Action Plan”, redatta da

ICT4WATER.eu nel 2018, vengono presentate

le azioni e le attività necessarie per far fronte

alle sfide emergenti dell’industria idrica.

Da questo report si evince come le soluzioni digitali

possano svolgere un ruolo di primaria importanza

nella gestione di queste criticità. È l’ulteriore

conferma della centralità della

Digital Transformation nel settore idrico.

Per promuovere efficacemente

questa trasformazione è necessario

che le tecnologie siano mature e disponibili

e che le principali aziende di

settore operino in questa direzione.

Una delle aziende più attive in questo

ambito è Xylem Water Solutions e

Stefano Stefano Sampaolo, Regional Director

Sampaolo South & West Europe, è convinto che

proprio la Digital Trasformation del

settore rivesta un ruolo determinante.

Digital Trasformation, però, è un termine ormai

abusato. Nello specifico cosa si intende per trasformazione

digitale nel Servizio Idrico Inte -

grato?

Le aziende del settore idrico sono cresciute per

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

INNOVAZIONE DIGITALE

ACQUE REFLUE

67

Il monitoraggio

continuo

permette

di riconoscere

situazioni

di allarme, come

pompe in blocco

o operazioni

non autorizzate,

sulle quali

si inerviene

prima possibile,

ma sempre

a “posteriori”.

Da qui, la scelta

di investire

sulle tecnologie

Ict.

decenni innovando gli aspetti meccanici e idraulici

delle proprie soluzioni. Con l’avvento del nuovo

millennio, il concetto di “innovazione” ha cambiato

forma, incentrandosi in particolar modo in

tutto ciò che riguarda lo sviluppo e l’adozione di

tecnologie digitali. Xylem sta investendo ingenti

risorse su quattro assi strategici: Big Data,

Internet delle cose, Cyber-Security e Cloud.

Perché proprio su questi quattro elementi?

L’Internet delle Cose, conosciuto anche come

IoT, permette di monitorare in tempo reale e da

remoto tutti i componenti delle infrastrutture idriche.

Questo genera grandi quantità di dati, i cosiddetti

Big Data, che vengono poi trasformati in

informazioni dagli Analytics. Per ottenere questi

risultati servono importanti risorse informatiche,

destinate all’elaborazione e allo stoccaggio di dati

che non sempre le aziende sono in grado di gestire

con il personale interno. Da qui il ricorso al

Cloud, che mette a disposizione le risorse necessarie

a fronte del solo pagamento di un canone

mensile. Tutto questo consente di compiere

scelte guidate dai dati, per ottimizzare le risorse

disponibili. Utilizzare tecnologie Ict, di contro,

espone ai rischi di questo settore, da qui la necessità

di adottare la cyber-security per prevenire

accessi criminali. Queste tecnologie possono essere

integrate lungo tutta la catena del valore del

ciclo dell’acqua: dalla gestione delle infrastrutture

alle relazioni con gli utenti finali.

Facciamo un esempio per le infrastrutture.

Le classiche piattaforme di telerilevamento,

consentono di monitorare, in tempo reale, tutti

i parametri degli impianti di movimentazione e

trattamento delle acque, sempre più spesso

auto matizzati. Il monitoraggio continuo permette

di riconoscere situazioni di allarme, come pompe

in blocco o operazioni non autorizzate, sulle quali

si interviene prima possibile, ma sempre “a posteriori”.

Investire nelle tecnologie appena citate,

invece, porta ad anticipare i problemi, poiché

permette di individuare i segnali premonitori di

un guasto. Ad esempio, con prodotti come Xylem

Avensor e Xylem Acquaview, è possibile avere

contezza dei livelli, delle ore di marcia, del numero

di avviamenti delle macchine e degli assorbimenti

elettrici. Ogni anomalia viene immediatamente

segnalata, prevenendo così guasti

imminenti. Un altro chiaro esempio è la recente

piattaforma Xylem XDM che permette di elaborare

e gestire il piano di manutenzione dell’intero

impianto. Davvero una rivoluzione.

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

68 ACQUE REFLUE

INNOVAZIONE DIGITALE

Avere a disposizione molti dati vuol dire conoscere

e capire i propri impianti?

Non è sufficiente l’acquisizione. I dati poi devono

essere interpretati, combinati con tutte

le altre informazioni disponibili, compresi. Solo

a quel punto si ha accesso a una conoscenza

effettiva delle condizioni e del funzionamento

delle reti e dei sistemi.

Questo passaggio è decisivo per orientare la

spesa verso le reali priorità, per pianificare accuratamente

interventi a medio e lungo termine

e ottimizzare le manutenzioni basandosi

sulla conoscenza dello stato delle reti più che

sulla loro vita utile. I dati interpretati orientano

il processo decisionale verso l’azione migliore,

con algoritmi predittivi e prescrittivi, prevedendo

i potenziali guasti, automatizzando i processi

e le scelte.

Inoltre le Utility possono informare puntualmente

gli utenti, aumentando fiducia e credibilità.

Malgrado tutto questo, secondo l’Orange Book

2018 di Utilitatis, il settore idrico risulta quello

a più bassa percentuale di investimenti in tecnologie

digitali tra i servizi a rete.

Purtroppo, rispetto alla distribuzione di gas ed

elettricità, il settore idrico ha accumulato un notevole

ritardo. Come sperimentiamo ormai quotidianamente,

le aziende di maggiori dimensioni,

sopra il milione di abitanti serviti, investono maggiormente

in digitalizzazione. Ma devono ancora

misurarsi con aree del Paese in cui mancano adeguate

infrastrutture di trasmissione dati. L’impiego

di nuove tecnologie, inoltre, implica una radicale

riorganizzazione interna, con investimenti economici

e nella formazione delle persone. Il tutto in

un settore in cui 425mila km di infrastrutture della

rete idrica sono obsoleti. In un simile scenario,

quindi, rimane prioritario rinnovare la rete.

Xylem ha

investito

su inverter

e dispositivi

di controllo

degli impianti

delle stazioni

di sollevamento,

software avanzati

di gestione,

monitoraggio

e telecontrollo,

e tecnologie

di ricerca perdite.

Allora come è possibile “smuovere le acque”?

Un’importante opportunità per il nostro settore è

offerta dai fondi europei di NextGenerationEU.

Il piano nazionale di ripresa e resilienza prevede

4,38 miliardi di risorse destinate al settore, di cui

2,36 miliardi per le infrastrutture idriche primarie

per la sicurezza dell'approvvigionamento, 0,52 miliardi

per la resilienza dell'agrosistema irriguo

(compresa la digitalizzazione e il monitoraggio

delle reti), 0,9 miliardi per le reti di distribuzione

idrica e per la digitalizzazione delle reti di monitoraggio

e 0,6 miliardi per fognature e depurazione.

È un impulso sufficiente?

Lo stanziamento di 0,9 miliardi di euro per la voce

“acquedotti e la digitalizzazione delle reti” risulta

inadeguata se confrontata con il fabbisogno potenziale

stimato in 2,1 miliardi di euro, solo per

la digitalizzazione delle reti.

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

INNOVAZIONE DIGITALE

ACQUE REFLUE

69

Dobbiamo però considerare anche il “Piano

Transizione 4.0”, nello specifico per gli impianti

di trattamento delle acque. La legge di bilancio

2021, infatti, proroga e il rafforza l’ex Piano

Industria 4.0, portando il credito di imposta al

50% recuperabile in tre anni ed esteso anche

alla formazione dei dipendenti e imprenditori.

Si tratta di incentivi significativi, che le Utility devono

saper cogliere.

Ma le diverse tecnologie si integrano tra loro?

Le aziende che producono prodotti e soluzioni

per l’industria idrica oggi devono essere partner

affidabili per le utility.

Noi di Xylem siamo tra i promotori del cambiamento,

avendo investito su inverter e dispositivi

di controllo degli impianti e delle stazioni di sollevamento,

software avanzati di gestione, monitoraggio

e telecontrollo, piattaforme di valutazione

dello stato delle reti di adduzione, tec no logie di

ricerca perdite, software di gestione della manutenzione

delle apparecchiature. La digitalizzazione

dei processi, quindi, è ormai parte integrante di

tutti i nostri prodotti. La trasformazione digitale

è una vera e propria sfida necessaria e improrogabile,

che implica un processo di allineamento

di tecnologie, competenze professionali, processi

organizzativi, modelli di business, finalizzato

a contribuire a creare valore e a mantenere condizioni

di competitività in un ecosistema in costante

cambiamento.

Gli incentivi statali offrono un’opportunità unica, per

digitalizzare il nostro settore, ma Utility, compagnie

di telecomunicazione, produttori di tecnologie, enti

di regolazione, istituzioni scientifiche ed enti di ricerca

devono creare insieme un ecosistema digitale

per rafforzare il Servizio Idrico.

l

Giugno 2021


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

70 ACQUE REFLUE NEWS Soluzioni

Missione

Nanobond

Tra i laboratori dell’Università di Siena prende

vita un progetto basato sui nanomateriali

ecocompatibili per la depurazione delle acque

Irene Boschi

Di agente 007’ ce n’è uno solo e sappiamo

benissimo che il suo nome è

James. Quando sentiamo parlare di

Nanobond, quindi, non illudiamoci pensando

a un ipotetico continuo del celebre film dove

il protagonista è un agente segreto.

Dopo questa simpatica e nostalgica parentesi

torniamo a parlare di un argomento che ci sta

molto a cuore: le acque inquinate. In particolare,

del progetto Nanobond, prima citato, cofinanziato

dal Fondo europeo per lo sviluppo

regionale, di cui è coordinatrice scientifica la

professoressa Ilaria Corsi, ecologa del dipartimento

di Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente

dell’Università di Siena.

In cosa consiste? Si tratta di una sorta di “nanospugne”

per la pulizia delle acque, porti e

fiumi. Parliamo quindi di nanomateriali che si

ottengono da scarti o rifiuti agricoli utilizzabili

appunto per la depurazione.

Lo chiarisce meglio la professoressa Corsi: ”I

nanomateriali che abbiamo utilizzato per creare

le nanospugne provengono dal settore del

recupero degli scarti. Per questo tra i partner

c’è anche Bartoli, un’azienda cartaria.

Le nanospugne sono prodotte da cellulosa di

carta da macero o da prodotti di scarto organico,

i tuberi, da cui abbiamo ricavato l’amido".

La missione di Nanobond è elaborare una

strategia di bonifica delle acque inquinate, utilizzando

dei nanomateriali che non siano nocivi

per l’ambiente. “Nanomateriali che siano ecocompatibili

– spiega la professoressa -.

La ricerca sulla tecnologia di nanoremediation

di Nanobond ha permesso di sviluppare

un documento di raccomandazioni che contiene

le linee guida per l’utilizzo dei nanomateriali

ecocompatibili per la bonifica di

siti contaminati”.

l

Giugno 2021


SARDINIA SYMPOSIUM IS BACK!

La prossima edizione del Sardinia - 18° Simposio Internazionale sulla Gestione dei rifiuti e sulla discarica sostenibile - si

terrà dall’11 al 15 Ottobre 2021 in una meravigliosa location sulla costa sud della Sardegna. Dopo un anno difficile e impegnativo

come quello appena passato, non vediamo l’ora di incontrarvi di nuovo di persona per un’entusiasmante edizione piena di novità!

Come da tradizione, il Sardinia 2021 includerà sessioni orali parallele, workshop pratici, presentazioni poster, business meetings e

un’esposizione commerciale. Per questa edizione abbiamo in serbo nuovi format, nuove tipologie di sessioni e numerosi contenuti

multimediali che si aggiungeranno alle tradizionali sessioni per creare un programma innovativo e coinvolgente: una delle grandi

novità saranno le visite tecniche virtuali all’interno degli impianti più importanti del mondo! E un entusiasmante programma serale!

INVIA SUBITO UN ABSTRACT E PARTECIPA COME AUTORE! WWW.SARDINIASYMPOSIUM.IT

ULTIME NEWS! E’ nata l’Academy del Sardinia, un programma di aggiornamento promosso dall’IWWG - International Waste

Working Group. Da ora fino a tutto Giugno, esperti di livello internazionale terranno (tutti i Giovedì, in inglese) un Webinar di 3 ore su

diversi aspetti della gestione dei rifiuti.

LEGGI IL PROGRAMMA E REGISTRATI: https://www.sardiniasymposium.it/it/training-programme

CALENDARIO DEI CORSI


72 VEICOLI&ALLESTIMENTI NEWS

I primi passi

verso il futuro

Guida autonoma anche per spazzatrici.

Al via i test per città più sostenibili e intelligenti

Esattamente dall’altra parte del mondo,

a Singapore, sono iniziati i primi test su

strada per la prima spazzatrice stradale

a guida autonoma. Si tratta della Dulevo 6000,

caratterizzata da un’elevatissima efficienza

meccanico-aspirante- filtrante e, soprattutto,

dalla forte connotazione ecosostenibile.

Dulevo International ha ottenuto in collaborazione

con ST Engineering e 800 Super

Waste Management, dalla Land Transport

Autority di Singapore il via libera ai test. Un

traguardo che ha consentito all’azienda di

portare la fondamentale innovazione della

guida autonoma all’interno del settore della

pulizia urbana. La macchina spazzatrice risparmia

fino al 60 per cento del consumo di

acqua e adotta un sistema integrato di filtraggio,

sviluppato in collaborazione con Gore,

che garantisce l'abbattimento totale delle particelle

PM10.

“Siamo felici di collaborare a un’innovazione

che contribuirà a rendere le città sempre più

intelligenti e sostenibili e a cambiare il mondo

della mobilità”, ha dichiarato Tighe Noonan,

Presidente e Ceo di Dulevo International.

“Il successo del progetto dimostra come

Dulevo rappresenti un’eccellenza non solo per

l’efficacia e l’efficienza dei propri prodotti, ma

anche per la capacità di portare il proprio contributo

di idee, ricerca e sviluppo in complessi

programmi internazionali come questo”. Il

progetto fa parte del programma di robotica

ambientale della National Environment Agen -

cy (NEA) di Singapore ed è in linea con i continui

sforzi dell’agenzia per ottimizzare le risorse,

e migliorare la produttività nel settore

dei servizi ambientali. Durante il suo utilizzo,

la spazzatrice a guida autonoma viene monitorata

a distanza tramite un centro di tele-operazione

in cui vengono determinati percorsi e

tempi di pulizia, regolati e ottimizzati. l

Giugno 2021


Mercedes-Benz Econic.

La sicurezza non si rifiuta mai.

Abbiamo migliorato il lavoro quotidiano in città. Anche per chi non è a bordo.

Econic è pensato per coniugare al meglio le esigenze degli operatori e le situazioni

tipiche della mobilità urbana. È progettato per offrire al conducente la massima visibilità

su auto, ciclisti, pedoni, grazie all’ampia vetratura panoramica e ai suoi sistemi di visione

opzionali. Disponibile con motore diesel o a gas metano e nelle versioni

a due o tre assi, Econic unisce efficienza e sicurezza, sempre.


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

74

Soluzioni

VEICOLI&ALLESTIMENTI

MERCEDES-BENZ ECONIC

In città pulizia a tutto gas

Gianenrico Griffini

Motore di 7,7 litri di cilindrata a gas naturale

da 302 Cv e cambio automatico Allison a sei rapporti

per il tre assi della Stella, in forza all’Amsa di Milano

Il Mercedes-Benz

Econic con

motorizzazione

a gas naturale

compresso

durante un turno

di lavoro

per le strade

di Milano.

Propulsore di 7,7 litri di cilindrata alimentato

a gas naturale compresso (Cng), cambio

automatico Allison a sei rapporti, compattatore

a carico posteriore Farid T1 SM e alza-voltacassonetti

automatico della Zoeller sono i principali

componenti del Mercedes-Benz Econic

2630 NGT fotografato in queste pagine. Il tre assi

della Stella è in forza all’Amsa, l’Azienda Milanese

Servizi Ambientali, che lo impiega nei servizi di

raccolta porta a porta dei rifiuti solidi urbani, con

continue fermate e ripartenze ogni 250 metri circa.

La scelta della motorizzazione alternativa, ba-

sata sul sei cilindri in linea OM 936 G alimentato

a gas naturale compresso, è stata determinata

da molteplici fattori operativi. Prima di tutto, l’esigenza

di abbattere le emissioni gassose in ambiente

urbano, in modo particolare quelle di anidride

carbonica (CO 2) .

Come scendono le emissioni

Che vengono ridotte del 20 per cento con il metano

di origine fossile, rispetto a un diesel Euro

VI di potenza equivalente. In prospettiva, con l’impiego

di bio-metano ottenuto dalla fermentazione

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

MERCEDES-BENZ ECONIC

VEICOLI&ALLESTIMENTI

75

I principali componenti della bocca

di carico Zoeller del compattatore

a carico posteriore della Farid.

Anche elettrico a batterie

delle bio-masse e dagli scarti delle lavorazioni

agricole, si possono addirittura azzerare le quantità

di gas a effetto serra prodotte.

Raccoglie e compatta in silenzio

Un altro importante fattore di scelta riguarda la

silenziosità del propulsore NGT (che ha un rapporto

di compressione nettamente inferiore a

un’unità a gasolio), particolarmente utile durante

le operazioni di raccolta e compattazione dei rifiuti

nelle prime ore del mattino. Sull’Econic a gas le

bombole in acciaio composito sono distribuite a

fianco del telaio a longheroni e traverse in due

gruppi di quattro. Quelle di sinistra sono di 100

litri ciascuna, mente sul lato destro del veicolo i

contenitori hanno una capacità unitaria di 70 litri.

Nel complesso, i 680 litri di carburante stivati a

Si chiama Q-Econic il Mercedes-Benz Econic a propulsione

elettrica, realizzato dallo sviluppatore e integratore di sistemi

tedesco Quantron. Che è specializzato nell’offerta di soluzioni

di mobilità elettriche sia mediante batterie, sia a fuel cell. Il veicolo,

dotato di compattatore a carico posteriore, è stato testato

in condizioni operative reali per la raccorta dei rifiuti porta a porta

(900 cassonetti in un turno di lavoro) nella città di Ulm, con percorrenze

giornaliere attorno agli 80 chilometri.

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

76 VEICOLI&ALLESTIMENTI

MERCEDES-BENZ ECONIC

A destra,

un sensore

a ultrasuoni

della bocca

di carico. Sotto,

lo scarico dietrocabina

e l’apertura

della porta

sul lato destro.

All’estrema

sinistra

le bombole

di metano.

Sopra,

il sollevamento

di un bidone.

Sotto, uno

dei sensori

di sicurezza.

bordo permettono un’autonomia operativa di almeno

10 ore. Il propulsore a gas, che ha una potenza

massima di 302 Cv e una coppia di picco di

1.200 Newtonmetro, è abbinato a un cambio automatico

Allison della Serie 3000 a sei rapporti

con convertitore di coppia. Le principali caratteristiche

costruttive dell’Allison sono descritte nel

box della pagina a fianco. L’automatico è adatto

al montaggio di due prese di forza, predisposte

con flangia per albero di trasmissione o per l’applicazione

diretta di una pompa.

Automatico con convertitore

Il cambio può essere dotato di rallentatore idraulico,

che consente di limitare al massimo il ricorso

all’impianto frenante di servizio tuttodischi e, quindi,

di ridurre i costi degli interventi di manutenzione.

L’Econic monta una cabina in alluminio ad

accesso facilitato (low entry), con un’altezza utile

di 1.745 millimetri. In alternativa, è disponibile un

abitacolo ribassato, che offre una luce interna di

1.295 millimetri. In entrambi i casi rimane invariato

lo sbalzo anteriore di 1.880 millimetri.

Giugno 2021


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

MERCEDES-BENZ ECONIC

VEICOLI&ALLESTIMENTI

77

L’Allison ai raggi X

L’automatico Allison dell’Econic è

dotato di convertitore di coppia, che

moltiplica la coppia in ingresso. Alle spalle

del convertitore si trovano un treno di ingranaggi, un modulo

di controllo, e un circuito di raffreddamento del fluido idraulico.

Il convertitore di coppia, a sua volta, prevede una pompa collegata

all’albero motore, una turbina azionata dalla pompa,

uno statore, che funge da elemento di reazione, e una frizione

di blocco. L’insieme degli ingranaggi planetari determina i rapporti

disponibili e la direzione del moto.

Numerosi i dispositivi di sicurezza di ultima generazione

disponibili per l’Econic, che sono stati

pensati per un veicolo che opera prevalentemente

in ambiente urbano. Il 2630 NGT fotografato in

queste pagine è allestito con un compattatore

monopala a carico posteriore T1 SM della Farid

(con bocca di carico di 1.785 millimetri) che, a sua

volta, è abbinato a un’attrezzatura alza-voltacassonetti

Rotary 2418 costruita dalla Zoeller. Sul

cinematismo vuota bidoni è presente un sistema

di sicurezza a ultrasuoni, che blocca il movimento

in presenza di un ostacolo (passante, operatore,

animale domestico), situato o in procinto d’entrare

nel raggio d’azione della macchina.

di persone: 1,4 milioni di residenti e 800mila city

users nella città di Milano e circa 430 mila residenti

negli altri comuni dell’area metropolitana

milanese e della provincia di Varese serviti dall’azienda.

Amsa ha oltre 3mila dipendenti e dispone

di dodici riciclerie. Ha una flotta di circa

1.370 automezzi, un terzo dei quali alimentati a

metano. La società raccoglie a Milano oltre il 63

per cento di rifiuti riciclabili.

Questa percentuale, pone il capoluogo lombardo

ai primi posti per la raccolta differenziata fra

tutte le metropoli europee.

l

Uno dei

dispositivi

di sicurezza

disponibili

per l’Econic

che garantisce

la frenata

automatica

d’emergenza.

I numeri di Amsa

Amsa, società del gruppo A2A, si occupa di servizi

ambientali e serve cittadini e imprese di

Milano e di numerosi comuni dell’hinterland milanese.

Fra questi, Bresso, Buccinasco, Cor -

mano, Corsico, Gerenzano, Novate Milanese,

Paderno Dugnano, Pero, Pioltello, Segrate, San

Do nato Milanese, San Giuliano Milanese, Sa -

ronno, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio

e Uboldo. Amsa offre soluzioni studiate in base

alle esigenze delle diverse utenze. Si occupa

dell’igiene urbana in un’area di 360 chilometri

quadrati, sulla quale gravitano oltre 2,6 milioni

Giugno 2021


78 VEICOLI&ALLESTIMENTI NEWS

Elettromobilità

Made in Euskadi

Trazione elettrica con range extender

per il tre assi ie Truck del costruttore basco allestito

con compattatore per la raccolta dei rifiuti

In apertura, l’ie Truck

in configurazione 6x2,

allestito

con compattatore

per la raccolta

dei rifiuti.

Sopra, il posto guida.

A destra, i due

serbatoi per il gas,

che alimentano

il range extender.

Se l’energia erogata dalle batterie non è

sufficiente (oggi) a garantire l’autonomia

operativa di un camion elettrico, si può

ricorrere, almeno per le applicazioni heavy

duty, a un range externder. E’ la soluzione

adottata dal costruttore basco Irizar per l’ie

Truck, un autotelaio disponibile in configurazione

4x2 e 6x2 per missioni di trasporto in

aree urbane, come la raccolta e la compattazione

dei rifiuti. Dotato di cabina ad accesso

facilitato con piano di calpestio a 370 millimetri

da terra, il veicolo monta un motore elettrico

sincrono a magneti permanenti da 235 o da

350 kW, alimentato da un pacco batterie agli

ioni di litio con capacità compresa fra 127,5 e

340 kWh. Le batterie sono collocate fra i longheroni

(come il motore elettrico) e sul lato

sinistro del telaio. Il range extender, responsabile

della ricarica degli accumulatori (quindi

non collegato alla catena cinematica), è un

propulsore Cursor 9 a gas da 400 Cv. In questa

configurazione, l’autonomia operativa del compattatore

è compresa fra 175 e 225 km. l

Giugno 2021


TECNOLOGIE • IMPIANTI • PRODOTTI • SERVIZI

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5 Saloni tematici

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imprese elettriche italiane

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