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La Plastica - N.2 Maggio / Giugno 2021

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ANNO X - NUMERO 2 - MAGGIO/GIUGNO <strong>2021</strong><br />

ATTUALITÀ<br />

<strong>La</strong> direttiva europea<br />

per il monouso<br />

AMBIENTE<br />

Da bottiglie di PET<br />

a collant ecosostenibili<br />

ESTRUSIONE<br />

Tecnologie bi-vite<br />

per il compounding<br />

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sommario<br />

la plastic a<br />

OGGI<br />

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la<br />

plastic a<br />

OGGI DOMANI<br />

e<br />

5<br />

Editoriale<br />

Una transizione<br />

basata sulla scienza<br />

6<br />

In primo piano<br />

“Vi svelo i falsi miti<br />

che accusano la plastica”<br />

14<br />

Attualità<br />

20<br />

Attualità<br />

Gli effetti della<br />

pandemia sulle priorità<br />

del procurement<br />

28<br />

Appuntamenti<br />

30<br />

Ambiente<br />

Da bottiglie di PET<br />

a collant ecosostenibili<br />

10<br />

Attualità<br />

Le regole europee<br />

per il monouso<br />

24<br />

Attualità<br />

Oerlikon si rafforza nella<br />

lavorazione dei polimeri<br />

32<br />

Ambiente<br />

34<br />

Ambiente<br />

Una partnership per<br />

accelerare sul riciclo<br />

2 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

01_03_SOMMARIO.indd 2 14/06/21 14:15


sommario<br />

ANNO X - N. 2 MAGGIO/GIUGNO <strong>2021</strong><br />

38<br />

Macchine<br />

39<br />

Saldatura<br />

40<br />

Estrusione<br />

Estrusori bi-vite<br />

per il compounding<br />

42<br />

Estrusione<br />

44<br />

Stampaggio a iniezione<br />

Centesima pressa in MTA<br />

46<br />

Componenti<br />

47<br />

Software<br />

48<br />

Automazione/strumentazione<br />

50<br />

Materiali<br />

Covestro cresce<br />

in tutti i segmenti<br />

52<br />

Materiali<br />

54<br />

Materiali<br />

Materiali da biomasse<br />

e dal riciclo chimico<br />

della plastica<br />

56<br />

Elenco Inserzionisti<br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 3<br />

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editoriale<br />

Una transizione<br />

basata sulla scienza<br />

Potremo condurre con successo la transizione<br />

ecologica se sapremo prendere decisioni sulla<br />

base di dati scientifici e sulla considerazione del<br />

ciclo di vita completo di un prodotto, di un materiale o<br />

di un vettore energetico. È evidente che il fine vita delle<br />

materie plastiche costituisce un problema per le società<br />

avanzate e, soprattutto, per quelle che sono ancora in<br />

sviluppo o in rapida crescita. Ce lo ricordano le immagini<br />

degli oceani e delle spiagge invasi da bottiglie, sacchetti<br />

e altri rifiuti in plastica, che stanno giustamente<br />

indignando e preoccupando l’opinione pubblica. Ma il<br />

forte impatto emotivo di queste immagini non deve far<br />

venir meno un approccio razionale, teso a trovare soluzioni<br />

concrete e non solo di facciata, concepite soprattutto<br />

per compiacere chi vede nella plastica l’origine di<br />

ogni male. Nel suo ultimo libro “The Plastic Paradox”,<br />

Chris DeArmitt, uno scienziato esperto di materie plastiche,<br />

ha cercato di mettere ordine fra le notizie ormai<br />

dilaganti sui danni della plastica, smascherando<br />

diverse fake news e rimettendo al centro i fatti reali e<br />

le informazioni supportate da dati scientifici, gli unici<br />

che una politica effettivamente ecosostenibile dovrebbe<br />

considerare. Occorre allargare lo sguardo sull’intero<br />

ciclo di vita del prodotto e sul suo complessivo impatto<br />

sull’ambiente. È sufficiente, ragiona DeArmitt, l’analisi<br />

dell’LCA per comprendere che la plastica va persino<br />

annoverata fra i materiali più verdi. Basti pensare che ci<br />

vorrebbero volumi di altri materiali 3 o 4 volte superiori<br />

per sostituirla, moltiplicando così la quantità di rifiuti da<br />

gestire. Va considerato ogni aspetto della produzione<br />

e della distribuzione: l’energia impiegata, le emissioni<br />

prodotte, l’impatto dei trasporti, fino alle tecnologie di<br />

smaltimento e riciclo. Confrontando questi dati, spesso<br />

si hanno delle sorprese sul grado di ecosostenibilità dei<br />

materiali ritenuti comunemente più pericolosi per l’ambiente.<br />

Non serve dunque demonizzare e cancellare la plastica<br />

per risolvere il problema dell’inquinamento, anche<br />

se certamente occorre fare molti passi avanti sul fronte<br />

dello smaltimento, del riciclo e dei comportamenti<br />

post-consumo, soprattutto nei paesi a forte crescita<br />

o in via di sviluppo, da cui proviene la maggior parte<br />

dei rifiuti dispersi nell’ambiente. Rimettere la scienza<br />

al centro e sfruttare i tanti dati oggi a disposizione<br />

su produzioni e materiali ci consentirà di ottenere una<br />

concreta transizione ecologica, senza punire ma anzi<br />

coinvolgendo un settore che rappresenta un’eccellenza<br />

dell’industria italiana.<br />

Alessandro Bignami<br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 5<br />

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in primo piano<br />

Foto Matthias Wewering (Pixabay)<br />

“Vi svelo i falsi miti<br />

che accusano la plastica”<br />

Nel suo libro “The Plastic Paradox”, Chris DeArmitt,<br />

tra i massimi esperti internazionali di materie plastiche, analizza<br />

fatti e dati scientifici che smontano molte convinzioni su cui<br />

si fonda la crescente demonizzazione di questo materiale.<br />

di Eva De Vecchis<br />

Raccoltala Giusta è il progetto che si<br />

occupa di plastica, di come riciclarla<br />

e di come avere le giuste informazioni<br />

per conoscerla. Sulla scia della<br />

sua mission, Raccoltala Giusta ha dedicato<br />

una presentazione al nuovo libro<br />

di Chris DeArmitt “The Plastic<br />

Paradox”. Il volume, nato<br />

dalla raccolta di 400 articoli<br />

scientifici, sfata molti miti di<br />

oggi che accusano la plastica<br />

di essere il materiale più inquinante<br />

fra tutti. Ma è davvero<br />

così? Secondo le voci della<br />

scienza ci sono molte cose<br />

Chris DeArmitt<br />

che ancora non sappiamo o che scordiamo<br />

di considerare quando definiamo “green”<br />

un qualsiasi materiale di uso quotidiano.<br />

Informarsi in modo corretto è dunque il primo<br />

passo per conoscere il ciclo di vita dei<br />

prodotti e il loro impatto ambientale,<br />

ed è anche la base<br />

migliore per aiutare noi stessi<br />

e le future generazioni.<br />

Rimettere la scienza<br />

al centro<br />

L’inquinamento ambientale e<br />

la sostenibilità sono diventati<br />

temi sempre più centrali nel di-<br />

battito pubblico, eppure molte informazioni<br />

sulla plastica e su altri prodotti definiti nocivi<br />

per l’ambiente sono ancora poco diffuse.<br />

Quando dobbiamo prendere decisioni importanti<br />

ci informiamo con estrema attenzione:<br />

più la scelta è vitale, maggiore è il<br />

tempo che dedichiamo a valutare le diverse<br />

informazioni e opzioni. Lo facciamo, per<br />

esempio, quando compriamo una casa, o<br />

un’auto: analizziamo nel dettaglio le diverse<br />

proposte, valutiamo i pro e i contro, fino<br />

a giungere alla conclusione più razionale.<br />

Ma quando si tratta del futuro del nostro<br />

pianeta non è sempre così. È questa la tesi<br />

espressa da Chris DeArmitt nel suo libro<br />

“The Plastics Paradox: Facts for a brighter<br />

Future”, che è stato presentato in un incontro<br />

on-line dal progetto Raccoltala Giusta e<br />

Unionplast che, insieme ad Assogomma,<br />

fa parte della Federazione Gomma <strong>Plastica</strong><br />

aderente a Confindustria. Il volume è<br />

basato su oltre 400 articoli scientifici e si<br />

propone di sovvertire molti dei falsi miti che<br />

6 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

06_09_ART THE PLASTIC PARADOX.indd 6 11/06/21 16:48


in primo piano<br />

circolano sulle plastiche, portando al centro<br />

del dibattito ambientale un elemento<br />

chiave spesso trascurato: la scienza.<br />

Chris DeArmitt è uno dei massimi esperti di<br />

plastiche al mondo. Ha un dottorato di ricerca<br />

in chimica ed è membro onorario<br />

della Royal Society of Chemistry. È consulente<br />

di società della lista Fortune 100 tra<br />

cui HP, P&G, Disney ed è spesso ospite di<br />

programmi televisivi su CBS, BBC. <strong>La</strong> sua<br />

profonda e complessa conoscenza della<br />

materia l’ha fatto giungere a una conclusione<br />

piuttosto semplice: quando si tratta di<br />

plastica e ambiente la maggior parte delle<br />

informazioni che circolano online, o sui<br />

media, non sono scritte da esperti e non<br />

sono fondate su dati scientifici.<br />

Ci viene detto che la plastica non è verde,<br />

quando in realtà è la scelta più verde secondo<br />

l’analisi del ciclo di vita (LCA). Ci<br />

viene detto che la plastica crea un problema<br />

di rifiuti quando è dimostrato che riduce<br />

drasticamente i rifiuti: per esempio, sostituire<br />

1 libbra di plastica richiederebbe 3<br />

o 4 libbre di un altro materiale sostitutivo.<br />

Ci viene detto che la plastica impiega 1000<br />

anni per degradarsi, quando in realtà un<br />

sacchetto di plastica si disintegra in<br />

un solo anno all’aperto. Siamo portati<br />

a credere che i sacchetti di plastica e<br />

le cannucce siano un problema<br />

quando si registrano a malapena<br />

nelle statistiche.<br />

“Sono uno scienziato, quindi non<br />

vendo e non produco plastica ma<br />

sono molto interessato al tema”, ha<br />

introdotto così la sua presentazione<br />

Chris DeArmitt. “Un giorno le<br />

mie figlie sono venute da me dicendomi<br />

che a scuola avevano<br />

imparato tante cose nuove sulla<br />

plastica e sul riciclo, ma erano<br />

cose false che i loro insegnanti gli<br />

avevano raccontato. Ecco ciò<br />

che sta alla base di questo libro,<br />

“Se considerassimo tutto il ciclo di vita dei materiali,<br />

la plastica verrebbe solo dopo il legno nella classifica<br />

della sostenibilità, dato che il suo processo produttivo richiede<br />

poca energia e genera poco monossido di carbonio”<br />

l’analisi e la critica verso le dichiarazioni<br />

fatte da persone che odiano la plastica e<br />

dicono cose spesso infondate ad altri solo<br />

per convincerli. Soprattutto se questi altri<br />

sono i nostri figli, gli elettori di domani convinti<br />

di cose che non esistono e che solo la<br />

scienza può contraddire e verificare”.<br />

500 milioni di cannucce<br />

immaginarie<br />

Nell’introduzione al suo libro DeArmitt cita<br />

un esempio piuttosto illuminante che riguarda<br />

uno degli oggetti in plastica più<br />

controversi, le cannucce. Nel 2018 un ragazzino<br />

di 9 anni, Milo Cress, diffonde online<br />

un’informazione in cui sostiene che gli<br />

americani userebbero 500 milioni di cannucce<br />

di plastica al giorno. <strong>La</strong> notizia viene<br />

ripresa, a cascata, dalle testate più autorevoli<br />

come, ad esempio, Fox News, Wall<br />

Street Journal e New York Times. Nessuno<br />

però si preoccupa di verificare la fonte e<br />

così la notizia si diffonde a macchia d’olio<br />

su media e social media. Solo più tardi ci si<br />

rende conto di come il conteggio fosse largamente<br />

sovrastimato e che, soprattutto,<br />

fosse stato fatto da un bambino.<br />

I problemi legati alla diffusione di fake<br />

news come queste sono molteplici come lo<br />

sono le decisioni che vengono prese di<br />

conseguenza.<br />

“Il fatto che una notizia di questo tipo arrivi<br />

da un bambino di 9 anni e che molta gente<br />

ci abbia creduto la dice lunga sulla sicurezza<br />

delle informazioni”, ha confermato<br />

l’autore del libro. “<strong>La</strong> prima cosa importante<br />

dunque è non lasciarsi affascinare da<br />

informazioni che non hanno prove o dati<br />

che le possano confermare”.<br />

Green o no?<br />

Oltre a dover spendere più tempo<br />

nel capire quale notizia sia vera e<br />

quale no, la seconda cosa da chiedersi<br />

è cosa si intende per prodotto<br />

“green”. L’unico modo per saperlo,<br />

dice DeArmitt, è conoscere il suo ciclo<br />

di vita. Per essere sicuri che un<br />

prodotto sia amico dell’ambiente,<br />

dunque, bisogna considerare ogni<br />

singolo aspetto della sua produzione:<br />

L’ultimo libro di Chris DeArmitt,<br />

“The Plastic Paradox”, nasce<br />

dalla raccolta di 400 articoli<br />

scientifici e sfata molti miti<br />

che accusano la plastica di essere<br />

il materiale più inquinante<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 7<br />

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in primo piano<br />

Foto Marjon Besteman (Pixabay)<br />

i materiali grezzi di cui è composto, quanta<br />

energia viene usata per produrlo e quanto<br />

monossido di carbonio viene rilasciato,<br />

quali trasporti sono stati coinvolti e in che<br />

modo è avvenuta la distribuzione, fino al<br />

suo smaltimento e riciclaggio a fine vita.<br />

Certo, un materiale perfetto che non abbia<br />

impatto ambientale non esiste, ma anche<br />

quelli che sono accusati di essere i principali<br />

nemici della sostenibilità forse sono<br />

meno pericolosi di quanto sembri.<br />

Un esempio sono le grocery bags o le<br />

shopping bags che molti studi hanno evidenziato<br />

essere il prodotto più pericoloso<br />

in assoluto per l’ambiente. “Eppure, 25<br />

altri studi condotti nel mondo hanno confermato<br />

il contrario, e cioè che le tanto accusate<br />

buste di plastica per la spesa sono<br />

più sostenibili della carta e del cotone.<br />

Allora, viene da chiedersi, perché i politici<br />

le tassano, perché le denigrano tanto e<br />

perché non vale lo stesso per le buste di<br />

carta? <strong>La</strong> plastica, infatti, considerando<br />

tutto il suo ciclo di vita è molto meno inquinante<br />

di altri materiali”.<br />

Nello specifico il PET, usato per confezionare<br />

cibi e bevande è molto meno inquinante<br />

e consuma molta meno energia di<br />

quanta ne venga impiegata nella produzione<br />

di alluminio e vetro.<br />

“Se infatti mettessimo in fila una serie di elementi<br />

ordinati dal meno inquinante al più<br />

inquinante – ha proseguito DeArmitt nella<br />

sua presentazione – e se considerassimo<br />

tutto il loro ciclo di vita, la lista inizierebbe<br />

dal legno, che è il più sostenibile (peccato<br />

solo non sia possibile costruirci gli aerei, le<br />

macchine o i computer); seguirebbe la plastica,<br />

perché nel suo processo produttivo<br />

richiede poca energia e poco monossido di<br />

carbonio; poi la carta, che a volte può vincere<br />

sulla plastica ma più spesso la seconda<br />

è meno inquinante in termini di materiale<br />

impiegato: il prodotto in carta infatti, sarà<br />

sempre più pesante di quello in plastica,<br />

per garantire lo stesso grado di resistenza.<br />

Infine l’acciaio, l’alluminio e il vetro che sono<br />

i peggiori e necessitano di molta energia<br />

per essere realizzati”.<br />

Una valanga di plastica?<br />

Sentiamo spesso dire che annegheremo in<br />

un mare di plastica, eppure ci sono molti<br />

dati da considerare prima di definire vera<br />

questa notizia. Per esempio, può aiutare<br />

sapere che i rifiuti in plastica rappresentano<br />

solo il 13% dei rifiuti totali presenti negli<br />

Usa, mentre la carta, per esempio, ne rappresenta<br />

il 25%.<br />

“Un’altra domanda da porsi prima di parlare<br />

male della plastica è: da dove vengono i rifiuti?<br />

È un punto interessante e alternativo<br />

che va oltre la classica domanda: quanti rifiuti<br />

vengono gettati nell’ambiente?”.<br />

In verità, sapere chi produce i rifiuti è anche<br />

il dato più importante, spiega DeArmitt,<br />

perché permette di scoprire che, in<br />

realtà, paesi come America ed Europa non<br />

“Per un futuro davvero<br />

sostenibile è importante<br />

che le decisioni di governi,<br />

aziende e cittadini<br />

siano sempre fondate<br />

su dati scientifici”<br />

gestiscono male gli scarti e anzi, applicano<br />

le soluzioni migliori per smaltirli. <strong>La</strong><br />

maggior parte dei rifiuti non smaltiti proviene<br />

da continenti come Africa o Asia, che<br />

hanno sistemi e tecnologie per lo smaltimento<br />

molto meno efficienti. I gruppi di tutela<br />

ambientale dunque si rivolgono ai paesi<br />

occidentali perché sono i più ricchi ma<br />

anche quelli dove, a dire il vero, il problema<br />

dello smaltimento dei rifiuti è minore.<br />

“Incolpare le multinazionali perché generano<br />

materiali devia l’attenzione da quella<br />

che potrebbe essere una soluzione reale.<br />

Se ci fosse più disciplina, per esempio, sarebbe<br />

una grande svolta per il pianeta”, ha<br />

concluso DeArmitt. “I soldi non vengo buttati<br />

perché hanno un valore, se dessimo un<br />

valore alla plastica, probabilmente non<br />

verrebbe gettata sulle spiagge o per le<br />

strade delle città”.<br />

L’obiettivo che ha guidato lo scienziato De-<br />

Armitt nella scrittura del suo libro è lo stesso<br />

che sta alla base del progetto Raccoltala<br />

Giusta: raccogliere e “differenziare” i<br />

dati sulle plastiche per promuovere un’informazione<br />

corretta, di modo che le decisioni<br />

delle aziende e dei comuni cittadini –<br />

su quali prodotti utilizzare e perché – siano<br />

sempre fondate su dati scientifici. Solo<br />

così si potrà costruire un presente e un futuro<br />

realmente sostenibili per noi e per le<br />

prossime generazioni.<br />

8 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

06_09_ART THE PLASTIC PARADOX.indd 8 11/06/21 16:49


attualità<br />

L’Italia ha recepito, introducendo alcune<br />

novità, la Direttiva SUP (Single Use<br />

Plastics) con cui la UE mira a contrastare<br />

il fenomeno del “marine littering”<br />

e dell’impatto ambientale dei rifiuti<br />

in plastica.<br />

di Eva De Vecchis<br />

Le regole europee<br />

per il monouso<br />

Il Senato ha approvato, in via definiva, la<br />

Legge di delegazione europea che recepisce<br />

nel nostro ordinamento 39 direttive<br />

europee tra le quali, all’art.22, anche la<br />

Direttiva SUP (Single Use Plastics). Questa<br />

è mirata a contrastare il fenomeno del “marine<br />

littering” e introduce divieti sull’immissione<br />

di alcuni prodotti monouso e imballaggi<br />

in plastica all’interno del mercato UE.<br />

<strong>La</strong> crescita dell’utilizzo di materie plastiche,<br />

il basso tasso di riciclo, l’elevata e facile dispersione<br />

di microplastiche o rifiuti nell’ambiente<br />

e il contributo crescente della filiera<br />

delle materie plastiche al fenomeno dei<br />

cambiamenti climatici sono solo alcune<br />

delle ragioni che hanno spinto i paesi<br />

dell’Unione europea ad incrementare le<br />

normative e i divieti destinati al tema delle<br />

plastiche monouso. Nel frattempo, qualche<br />

azienda del settore ha già iniziato a protestare,<br />

anche perché la Direttiva non esclude<br />

dal suo campo di applicazione anche<br />

prodotti in plastica monouso biodegradabili<br />

e compostabili.<br />

Misure più stringenti<br />

Nel documento dal titolo “Indicazioni per il<br />

recepimento della direttiva SUP” destinato a<br />

Greenpeace – nel quale si fornisce “una panoramica<br />

delle politiche e delle strategie<br />

messe a punto (o in via di definizione) a livello<br />

europeo per affrontare i problemi di sostenibilità<br />

connessi alla produzione, trasformazione,<br />

utilizzo, dispersione e gestione del<br />

fine vita delle materie plastiche” – viene spiegato<br />

bene il fine della Direttiva 2019/904/UE<br />

“sulla riduzione dell’incidenza di determinati<br />

prodotti di plastica sull’ambiente”.<br />

Il 21 maggio 2019 l’Unione europea ha approvato<br />

questa normativa pubblicata il 12<br />

giugno dello stesso anno ed entrata in vigore<br />

il 4 luglio 2019, con obbligo di recepimento<br />

da parte degli Stati membri entro il 3<br />

luglio <strong>2021</strong>.<br />

<strong>La</strong> SUP (Single Use Plastics) mira a contrastare<br />

il fenomeno del “marine littering” –<br />

l’abbandono in mare di oggetti pericolosi<br />

per la fauna e la flora delle acque – attraver-<br />

10 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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nefici sull’ambiente sono discutibili e poattualità<br />

so l’introduzione di divieti più stringenti inclusa<br />

l’immissione sul mercato UE di alcuni<br />

prodotti monouso e imballaggi in plastica<br />

che spesso si rintracciano sulle spiagge europee<br />

rovinando fauna e flora locali.<br />

Contro ogni aspettativa inoltre, la Direttiva<br />

non esclude dal suo campo di applicazione<br />

i prodotti in plastica monouso biodegradabili<br />

e compostabili.<br />

Ma da cosa nasce la necessità di una direttiva<br />

simile? Oltre alla sempre maggiore attenzione<br />

destinata al tema della plastica sia<br />

a livello europeo che internazionale, i motivi<br />

alla base di questo allarme nei confronti<br />

dell’ambiente sono stati: la crescita costante<br />

dell’utilizzo di materie plastiche all’interno<br />

dell’Unione e a livello globale; il basso tasso<br />

di riciclo di queste materie; l’elevata e facile<br />

dispersione all’interno degli ecosistemi acquatici<br />

e terrestri di microplastiche e di rifiuti<br />

derivanti da prodotti in plastica (in particolare<br />

di prodotti in plastica monouso) capaci<br />

di mettere a repentaglio non solo la vita degli<br />

ecosistemi, ma anche quella degli animali;<br />

il contributo crescente della filiera delle<br />

materie plastiche al fenomeno dei<br />

cambiamenti climatici.<br />

A questo si è aggiunta la chiusura (a partire<br />

dal 1° Gennaio 2018) del mercato cinese<br />

alle importazioni di rifiuti di materie plastiche<br />

e il conseguente venir meno di un facile<br />

sbocco per la chiusura del ciclo degli imballaggi<br />

non riciclabili o difficili da riciclare:<br />

tutto questo ha sollecitato l’attenzione sulla<br />

filiera dei rifiuti in plastica.<br />

Per i motivi sopraelencati la Commissione<br />

Europea ha deciso di includere le materie<br />

plastiche tra i settori prioritari di intervento<br />

del Primo Piano d’azione per l’economia circolare.<br />

In questo senso è stata elaborata la<br />

Strategia sulla plastica nell’economia circolare,<br />

la Plastic Strategy, adottata nel gennaio<br />

del 2018 e finalizzata al totale riutilizzo o<br />

riciclo degli imballaggi in plastica immessi<br />

sul mercato entro il 2030.<br />

Gli oggetti vietati dalla direttiva<br />

Con decorrenza al <strong>2021</strong>, la Direttiva SUP vieta<br />

l’utilizzo di determinati prodotti in plastica<br />

usa e getta per i quali esistono alternative in<br />

commercio, tra questi: bastoncini cotonati<br />

per la pulizia delle orecchie, posate (forchette,<br />

coltelli, cucchiai, bacchette), piatti (sia in<br />

plastica che in carta con film plastico), cannucce,<br />

mescolatori per bevande, aste per<br />

palloncini (esclusi per uso industriale o professionale),<br />

contenitori con o senza coperchio<br />

(tazze, vaschette con relative chiusure)<br />

in polistirene espanso (EPS) per consumo<br />

immediato (fast-food) o asporto (take-away)<br />

di alimenti senza ulteriori preparazioni, contenitori<br />

per bevande e tazze sempre in EPS,<br />

ogni genere di articolo monouso in plastica<br />

oxodegradabile.<br />

Non sono ammessi neppure i manufatti realizzati<br />

in materiale poliaccoppiato o laminato<br />

composto da carta e da un rivestimento<br />

in materiale plastico. <strong>La</strong> normativa<br />

fa cenno anche alla plastica oxo-degradabile,<br />

un materiale trattato al quale vengono<br />

aggiunti additivi per accelerarne la successiva<br />

biodegradazione e i cui effetti be-<br />

tenzialmente tossici. Persino le bioplastiche<br />

e le plastiche vegetali, siano esse derivate<br />

da fonti rinnovabili (totalmente o parzialmente)<br />

o da petrolchimiche, rientrano tra i<br />

polimeri modificati chimicamente e quindi<br />

fra i materiali vietati. Gli unici prodotti consentiti<br />

dalla direttiva infatti, sono quei “polimeri<br />

naturali che non sono stati modificati<br />

chimicamente”, ovvero i prodotti naturali<br />

organici come le fibre naturali non sottoposte<br />

a modifiche chimiche per ottenere il<br />

manufatto. Si può trattare di fibre di canna<br />

da zucchero, bambù, canapa, cellulosa,<br />

riso, caucciù e cocco: sarà quindi permesso<br />

consumare articoli monouso realizzati<br />

con questi materiali.<br />

Direttiva SUP e Plastic tax<br />

Con l’espressione “plastic tax”, si fa riferimento<br />

sia alla tassa sulla plastica introdotta<br />

dal legislatore comunitario con la decisione<br />

(UE, Euratom) 2020/2053 relativa al sistema<br />

delle risorse proprie dell’Unione europea,<br />

sia alla tassa sulla plastica introdotta a livello<br />

nazionale con la Legge di Bilancio per il<br />

2020. Mettendo da parte per un momento le<br />

svariate polemiche sulla sua entrata in vigo-<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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attualità<br />

re nel bel mezzo del suo iter di approvazione,<br />

la tassa sui manufatti in plastica riciclata<br />

fa parte di quelle misure volte a recepire la<br />

Direttiva Europea SUP.<br />

<strong>La</strong> Plastic tax è un’imposta che andrà a colpire<br />

produttori e commercianti dei manufatti<br />

per il consumo con singolo impiego, cosiddetti<br />

MACSI, l’importo sarà di 45 centesimi<br />

di euro per chilogrammo. Per premiare i<br />

comportamenti virtuosi sarà previsto un credito<br />

d’imposta pari al 10% delle spese sostenute<br />

nel primo anno per l’adeguamento<br />

tecnologico mirato alla produzione di manufatti<br />

compostabili ai sensi dello standard EN<br />

13432:2002.<br />

Le novità italiane<br />

Con 215 voti a favore, 19 contrari e un astenuto,<br />

il Senato ha dunque approvato in via<br />

definiva la Legge di delegazione europea<br />

che recepisce nel nostro ordinamento 39 direttive<br />

europee tra le quali, all’art.22, anche<br />

la Direttiva SUP.<br />

<strong>La</strong> legge di recepimento italiana ha introdotto<br />

due novità: la prima è stata l’inclusione<br />

dei bicchieri di plastica tra i prodotti monouso<br />

soggetti ad una riduzione dell’impiego,<br />

elencati nell’allegato A, equiparati alle tazze<br />

per bevande. Nello specifico, è necessario<br />

“includere i bicchieri di plastica tra i prodotti<br />

monouso cui si applica l’articolo 4 della<br />

direttiva (UE) 2019/904, compatibilmente<br />

con gli orientamenti di cui all’articolo 12, secondo<br />

comma, della direttiva stessa”.<br />

<strong>La</strong> seconda novità invece riguarda l’apertura<br />

agli articoli monouso in plastica compostabile<br />

certificata conforme allo standard europeo<br />

della norma UNI EN 13432 e con percentuali<br />

crescenti di materia prima rinnovabile: “ove<br />

non sia possibile l’uso di alternative riutilizzabili<br />

ai prodotti di plastica monouso destinati ad<br />

entrare in contatto con alimenti elencati nella<br />

parte B dell’allegato alla direttiva (UE)<br />

2019/904, prevedere la graduale restrizione<br />

all’immissione nel mercato dei medesimi nel<br />

rispetto dei termini temporali previsti dalla<br />

suddetta direttiva (UE) 2019/904, consentendone<br />

l’immissione nel mercato qualora realizzati<br />

in plastica biodegradabile e compostabile<br />

certificata conforme allo standard europeo<br />

della norma UNI EN 13432 e con percentuali<br />

crescenti di materia prima rinnovabile”<br />

Le proteste delle aziende<br />

Ma la direttiva SUP ha acceso non poche<br />

polemiche. A parlarne è stata la Federazione<br />

Gomma <strong>Plastica</strong>, che ha rilevato come<br />

sette aziende – tra cui le italiane FLO, Dopla,<br />

ILIP e Aristea – hanno presentato un<br />

ricorso al tribunale europeo con il fine di<br />

“stabilire l’illegittimità dei requisiti di marcatura<br />

previsti dalla IR 2020/2151 per i bicchieri<br />

per bevande e l’annullamento degli<br />

stessi”. Il regolamento sugli articoli monouso<br />

previsto dalla SUP impone infatti l’apposizione<br />

di marchi specifici sui bicchieri realizzati<br />

al 100% oppure parzialmente in<br />

plastica.<br />

Secondo le sette aziende le previsioni di<br />

marcatura riportate nel regolamento attuativo<br />

sono “sproporzionate e fuorvianti” rispetto<br />

agli obiettivi di prevenire e ridurre l’impatto<br />

di determinati prodotti in plastica, dovuti<br />

alla loro dispersione e al loro conseguente<br />

impatto ambientale, in particolare quello acquatico,<br />

da parte dei consumatori.<br />

I ricorrenti hanno portato avanti la protesta<br />

sostenendo che secondo l’analisi condotta<br />

dalla Commissione europea, i bicchieri si<br />

trovano solo al 35° posto nella lista dei prodotti<br />

più rinvenuti sulle spiagge, e che non<br />

erano stati presi in considerazione nemmeno<br />

dalla valutazione di impatto preliminare<br />

alla stesura della Direttiva SUP e in particolare<br />

dell’art. 7.<br />

<strong>La</strong> Commissione Europea ha deciso di<br />

mettere in consultazione pubblica, fino al<br />

17 giugno <strong>2021</strong> le linee guida per il calcolo,<br />

la verifica e il reporting dei dati relativi<br />

alla raccolta separata delle bottiglie in plastica<br />

ai fini della direttiva 2019/904, coerentemente<br />

ai nuovi target che sono stati<br />

fissati dalla direttiva SUP. Le linee guida<br />

servono per indicare il corretto metodo di<br />

calcolo e verifica degli obiettivi, ma anche<br />

il modo in cui gli Stati membri dovranno comunicare<br />

i dati sui rifiuti di bottiglie monouso,<br />

raccolti ogni anno attraverso la differenziata:<br />

questo al fine di disporre di valori<br />

che siano il più possibili omogenei a livello<br />

comunitario.<br />

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<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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attualità<br />

Covestro acquisisce il comparto RFM da DSM<br />

Covestro ha completato l’acquisizione del<br />

comparto RFM (Resins & Functional Materials)<br />

dall’azienda olandese Royal DSM. <strong>La</strong> transazione<br />

ha ricevuto l’approvazione regolamentare<br />

dopo che Covestro e DSM hanno firmato un accordo<br />

di acquisizione a fine settembre 2020.<br />

Grazie a questa operazione, il portafoglio di resine<br />

di rivestimento sostenibili di Covestro è cresciuto<br />

in maniera sostanziale: ora il gruppo è<br />

uno dei fornitori leader a livello mondiale in questo<br />

mercato in crescita. L’integrazione del nuovo<br />

comparto farà aumentare le entrate del gruppo<br />

di circa 1 miliardo di euro e aggiungerà oltre 20<br />

siti alla sua rete di produzione globale.<br />

“L’acquisizione del comparto RFM contribuisce<br />

in maniera significativa all’implementazione<br />

della nostra nuova strategia aziendale. Con questa<br />

transazione facciamo un ulteriore passo in<br />

avanti verso gli obiettivi di sostenibilità e generiamo<br />

allo stesso tempo una crescita sostenibile”,<br />

ha commentato Markus Steilemann, CEO di<br />

Covestro. “Non vediamo l’ora di incontrare i<br />

nuovi colleghi e dare loro un caloroso benvenuto<br />

nella famiglia Covestro”.<br />

<strong>La</strong> transazione comporta un’espansione del<br />

business aziendale in varie aree. Il gruppo è già<br />

uno dei fornitori leader di dispersioni poliuretaniche<br />

a base d’acqua. Con l’acquisizione del<br />

comparto RFM, si aggiungono una gamma<br />

completa di resine poliacrilate a base d’acqua,<br />

alcuni marchi rinomati in termini di sostenibilità<br />

come Niaga ® , soluzioni per la produzione di additivi<br />

e un business di rivestimenti per impianti<br />

fotovoltaici. Inoltre, Covestro sta potenziando il<br />

suo portafoglio tecnologico in modo da includere<br />

tecnologie ibride a base d’acqua, resine di rivestimento<br />

in polvere e resine indurite UV.<br />

“Questa transazione ci permette di rafforzare<br />

il nostro portafoglio già molto ricco mediante<br />

tecnologie e prodotti innovativi con cui potremo<br />

soddisfare le necessità della nostra clientela”,<br />

ha commentato Sucheta Govil, Chief Commercial<br />

Officer di Covestro. “Ora ci impegneremo<br />

per integrare i team, sfruttare al meglio il talento<br />

dei nostri collaboratori e fornire il miglior supporto<br />

possibile ai nostri clienti, nuovi e storici”.<br />

Secondo un’attenta analisi, Covestro prevede<br />

che dall’integrazione completa gli effetti<br />

sinergici permanenti (“run-rate”) toccheranno<br />

circa 120 milioni di euro all’anno entro il 2025;<br />

due terzi circa riguarderanno i costi e un terzo<br />

le entrate.<br />

Basf celebra i suoi primi 75 anni in Italia<br />

Dal 1946 Basf Italia alimenta profondi<br />

legami con il mondo delle imprese,<br />

delle istituzioni e con le comunità dei<br />

territori in cui opera. Quest’anno, l’azienda<br />

celebra i suoi primi 75 anni in<br />

Italia con “<strong>La</strong> formula del futuro”: una<br />

campagna di comunicazione che ribadisce<br />

il contributo che il Gruppo offre<br />

per risolvere le sfide del nuovo millennio<br />

e difendere la competitività del<br />

Made in Italy.<br />

Protezione globale del clima, mobilità<br />

moderna e pulita, transizione verso<br />

un’economia circolare che trasformi i<br />

rifiuti in risorse, produzione alimentare<br />

a minor impatto ambientale. Sono le<br />

sfide che Basf Italia si impegna a vincere<br />

insieme ai propri partner, forte dei<br />

costanti investimenti in competenze,<br />

soluzioni, processi, tecnologie e materiali.<br />

È questo il punto di partenza di un<br />

racconto, che si snoda nel corso<br />

dell’anno <strong>2021</strong> e che ha come incipit<br />

un video testimonial, già on line.<br />

“Lo storytelling della campagna è<br />

sostenuto da una vera e propria video<br />

strategy: una serie articolata di filmati<br />

con soluzioni, collaboratori e clienti di<br />

Basf Italia nella parte dei protagonisti.<br />

Il racconto de ‘<strong>La</strong> formula del futuro’ si<br />

articola su diversi media”, ha dichiarato<br />

Filippo Bertacchini, responsabile comunicazione<br />

e relazioni istituzionali di<br />

Basf Italia. “Descrive il contributo della<br />

chimica nell’affrontare e vincere le sfide<br />

per uno sviluppo sostenibile e competitivo<br />

dei settori chiave del Made in<br />

Italy e rimarca come un mix equilibrato<br />

tra l’esperienza delle generazioni più<br />

senior e l’entusiasmo dei giovani supporti<br />

con successo la costruzione del<br />

Paese che vogliamo”.<br />

Filippo Bertacchini,<br />

responsabile comunicazione<br />

e relazioni istituzionali<br />

di Basf Italia<br />

14 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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attualità<br />

Unilever e Seri Plast riconvertono lo stabilimento di Pozzilli<br />

Unilever e Seri Plast (controllata della Seri Industrial Spa, azienda<br />

quotata sul listino MTA di Milano) hanno annunciato la costituzione di<br />

una partnership per riconvertire lo stabilimento di Pozzilli attraverso<br />

una joint venture paritetica. Realizzato insieme al Governo, alla Regione<br />

Molise e di concerto con i sindacati confederali e con il supporto<br />

del Ministero per lo Sviluppo Economico, il progetto ha l’obiettivo di<br />

creare uno stabile e solido futuro per l’intera regione, convertendo il<br />

sito esistente e salvaguardando l’occupazione e l’indotto.<br />

Lo stabilimento, in cui attualmente vengono prodotti detergenti per<br />

la pulizia della casa e degli indumenti, diverrà uno dei più avanzati siti<br />

in Europa per la produzione di plastica riciclata e l’unico nel Sud Italia<br />

in grado di recuperare materiale plastico misto da post-consumo, altrimenti<br />

destinato a impianti di termovalorizzazione e cementifici.<br />

Grazie al suo carattere innovativo, il progetto si candida a ricevere finanziamenti<br />

nazionali a supporto di un investimento complessivo<br />

stimato di 75 milioni di euro.<br />

“In questi mesi abbiamo lavorato con Unilever e le istituzioni locali<br />

non solo per evitare la chiusura dello stabilimento ma per individuare<br />

la migliore soluzione capace di garantire al sito produttivo e al territorio<br />

un solido futuro dal punto di vista economico, occupazionale, sociale<br />

e ambientale”, ha commentato Alessandra Todde, viceministro<br />

dello Sviluppo Economico.<br />

“Il progetto è il risultato di un nuovo modello di co-creazione multi-stakeholder<br />

in cui Unilever ha fortemente creduto sin dall’inizio”, ha<br />

spiegato Gianfranco Chimirri, HR Director Unilever e responsabile del<br />

progetto. “Il progetto è inoltre innovativo perché è il primo esempio<br />

per Unilever a livello globale di piano Future of Work messo in atto<br />

tramite riconversione industriale.”<br />

“Lo stabilimento, una volta riconvertito, sarà l’unico nel Sud Italia in<br />

grado di recuperare la frazione mista degli imballaggi da post-consumo,<br />

che attualmente viene inviato a discarica, a impianti di termovalorizzazione<br />

e cementifici”, hanno spiegato Vittorio e Andrea Civitillo,<br />

rispettivamente presidente/CEO e CEO di Seri Plast.<br />

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<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 15<br />

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attualità<br />

Un impianto da 100 mila tonnellate annue di PLA<br />

Maire Tecnimont Spa annuncia che la sua controllata NextChem<br />

si è aggiudicata un contratto da Total Corbion PLA, una joint venture<br />

al 50% tra Total e Corbion, per realizzare un Front End Engineering<br />

Design per un impianto di 100.000 tonnellate annue di<br />

Acido Polilattico (PLA) a Grandpuits, Francia.<br />

L’impianto, che dovrebbe essere operativo nel 2024, sarà il primo<br />

del suo genere in Europa. Potrebbe rendere Total Corbion<br />

PLA il leader di mercato a livello mondiale di PLA, già ben posizionato<br />

per soddisfare la domanda in rapida crescita di resine<br />

Luminy ® PLA.<br />

L’esperienza di Maire Tecnimont nella polimerizzazione di plastiche<br />

tradizionali insieme al portfolio di NextChem di soluzioni innovative<br />

per la chimica verde garantisce il know-how necessario per<br />

gestire un’iniziativa industriale di questo tipo.<br />

“Questo contratto è la conferma che il nostro Gruppo è un partner<br />

tecnologico e di ingegneria di fiducia e apprezzato per progetti<br />

su larga scala, innovativi e complessi. Siamo orgogliosi di lavorare<br />

con la joint venture del nostro storico cliente Total per<br />

aumentare la disponibilità di plastica sostenibile in Europa”, ha<br />

spiegato Pierroberto Folgiero, amministratore delegato del Gruppo<br />

Maire Tecnimont e di NextChem<br />

“<strong>La</strong> firma di questo contratto con NextChem è un’importante<br />

milestone in quanto rafforza il nostro impegno, nel mercato mondiale<br />

delle bioplastiche, come la prima azienda che implementerà<br />

su scala commerciale in Europa un impianto di conversione di acido<br />

lattico in PLA”, ha aggiunto Thomas Philipon, amministratore<br />

delegato di Total Corbion PLA. “Siamo orgogliosi di consentire ai<br />

nostri clienti di progettare e proporre soluzioni importanti e di sostenere<br />

lo sviluppo dell’economia circolare”.<br />

Le resine Luminy PLA sono a base biogenica e realizzate con<br />

risorse rinnovabili ogni anno, offrendo una ridotta impronta di<br />

carbonio rispetto a molte plastiche tradizionali.<br />

<strong>La</strong>stre in policarbonato: Makrolon diventa Exolon<br />

Exolon Group compie il passo più lungo<br />

finora nella sua pur giovane storia aziendale<br />

e dice addio al nome del suo prodotto di<br />

punta Makrolon ® . In futuro, le lastre alveolari<br />

e compatte in policarbonato saranno<br />

prodotte e distribuite con il nuovo marchio<br />

Exolon. Questo cambio di marchio riflette la<br />

nuova identità e direzione aziendale. Il gruppo<br />

ha prodotto e distribuito per molti anni<br />

lastre alveolari e compatte in policarbonato<br />

Makrolon, rendendo così noto questo marchio.<br />

È ovvio che un prodotto che ha avuto<br />

un tale successo non subirà modifiche e<br />

che le caratteristiche che lo hanno reso famoso<br />

continueranno a essere sviluppate<br />

anche in futuro.<br />

“Ad eccezione del nome, non cambia nulla.<br />

Continuiamo a essere sinonimo di eccellenza<br />

per qualità, service e sicurezza”, ha sottolineato<br />

Jens Becker, CEO di Exolon Group.<br />

Il marchio è cresciuto, ma tutti gli interlocutori<br />

all’interno del gruppo continuano ad<br />

essere gli stessi e sono a disposizione per<br />

rispondere a tutte le domande sui prodotti.<br />

Makrolon come marchio registrato di proprietà<br />

del gruppo Covestro continuerà a essere<br />

utilizzato per la materia prima policarbonato<br />

e, quindi, nella produzione di lastre<br />

Exolon. Cosa significa in concreto: consueta<br />

qualità di lavorazione e finitura delle superfici,<br />

così come stesse caratteristiche del materiale.<br />

Tutti i processi di produzione e i requisiti<br />

di sicurezza (classificazione antincendio,<br />

CE, ecc.) sono classificati e certificati come<br />

di consueto secondo le normative vigenti.<br />

Exolon Group affronta un cambiamento<br />

“soft” nell’aspetto del marchio e nel nome dei<br />

prodotti. In futuro, i film protettivi, tutta la<br />

documentazione e i campioni esibiranno il<br />

nuovo logo, dal design chiaro e pulito.<br />

Anche la nota nomenclatura del prodotto<br />

rimarrà sostanzialmente inalterata. Ad<br />

esempio, l’assortimento di lastre alveolari<br />

Makrolon multi UV diventa ora Exolon<br />

multi UV.<br />

I rivenditori che hanno ancora in magazzino<br />

le lastre Makrolon possono utilizzare il<br />

materiale e il logo fino a esaurimento scorte.<br />

Date le identiche caratteristiche del materiale<br />

è possibile utilizzare insieme le vecchie lastre<br />

Makrolon e le nuove lastre Exolon.<br />

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<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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attualità<br />

Radici Novacips è “Supplier of the Year” per Stihl<br />

Radici Novacips Spa, società con sede in Italia (Chignolo d’Isola,<br />

Bergamo) e appartenente alla Business Area RadiciGroup High Performance<br />

Polymers, ha ricevuto il prestigioso premio “Supplier of the<br />

Year 2019” promosso da Stihl, nota azienda produttrice di motoseghe<br />

e altri attrezzi per l’esterno tra cui decespugliatori, tosaerba, soffiatori.<br />

Non è la prima volta che Stihl manifesta la sua riconoscenza nei<br />

confronti di RadiciGroup: già nel 2016 infatti, High Performance Polymers<br />

era stata premiata dai vertici dell’azienda tedesca come partner<br />

strategico nella fornitura di materiali polimerici di qualità.<br />

“Ringrazio RadiciGroup per l’eccellente collaborazione dimostrata<br />

in questi dieci anni di lavoro fianco a fianco”, ha commentato Marc<br />

Moser, Senior Vice President Purchasing di Stihl. “<strong>La</strong> consolidata<br />

esperienza nel settore dei tecnopolimeri e la capacità di saper cogliere<br />

i bisogni di Stihl fanno di RadiciGroup un fornitore per noi di assoluta<br />

fiducia in grado di offrirci tecnologia, innovazione, servizio e ottimizzazione<br />

dei costi”.<br />

A differenza delle altre edizioni e a causa delle restrizioni anti Covid,<br />

questa volta la premiazione è stata “virtuale” con un video messaggio<br />

indirizzato a RadiciGroup da parte di Marc Moser e Martin Schwarz,<br />

Executive Board Member Manufactuing and Materials di Stihl.<br />

“Siamo onorati del premio e della stima di Stihl nei nostri confronti”,<br />

ha dichiarato Cesare Clausi, Global Sales Director di RadiciGroup<br />

High Performance Polymers. “Siamo pronti ad affrontare nuove sfide<br />

e non vediamo l’ora di rafforzare la nostra collaborazione su scala<br />

globale. Con il consueto lavoro di squadra sono certo che saremo<br />

capaci di raggiungere, insieme, traguardi sempre più ambiziosi”.<br />

IMG ottiene il Cribis Prime Company<br />

IMG ottiene il Cribis Prime Company<br />

per l’affidabilità commerciale.<br />

Cribis, la società del Gruppo Crif specializzata<br />

nella fornitura di informazioni<br />

commerciali, è l’unica società in<br />

Italia in grado di garantire ai propri<br />

clienti un patrimonio informativo<br />

completo, costantemente aggiornato<br />

e certificato dalla qualità dei controlli<br />

di Dun & Bradstreet, esperto nella Business<br />

Information a livello globale.<br />

Il Cribis Prime Company ricevuto<br />

da IMG è un riconoscimento basato<br />

sul Cribis Rating, un indicatore dinamico<br />

e costantemente aggiornato sulla<br />

affidabilità dell’azienda.<br />

L’affidabilità di un’impresa dal punto<br />

di vista commerciale equivale alla<br />

probabilità che si verifichino insoluti<br />

nel pagamento delle fatture ai propri<br />

fornitori nei 12 mesi successivi al momento<br />

della rilevazione. Vengono<br />

inoltre analizzate numerose variabili<br />

come indici di bilancio, esperienze di<br />

pagamento, informazioni pregiudizievoli<br />

oltre, ovviamente, a dati anagrafici<br />

e relativi alla forma giuridica, all’area<br />

geografica di appartenenza, alla<br />

dimensione e all’anzianità aziendale.<br />

IMG fa parte dell’8% di imprese italiane<br />

che hanno meritato il titolo di<br />

Cribis Prime Company, ovvero le<br />

aziende a cui viene riconosciuto il<br />

massimo livello di affidabilità dal punto<br />

di vista delle relazioni commerciali.<br />

<strong>La</strong> sede di IMG a Cipriano del Colle (BS).<br />

L’azienda, specializzata nelle tecnologie<br />

per lo stampaggio e la produzione di plastiche<br />

e gomma, ha ottenuto il Cribis Prime Company<br />

grazie all’affidabilità dimostrata nelle relazioni<br />

commerciali<br />

18 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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attualità<br />

Renolit, membrane e plastiche di qualità da 75 anni<br />

Renolit compie 75 anni. L’azienda è un<br />

marchio affidabile e riconosciuto a livello<br />

globale nella produzione di membrane,<br />

pellicole e altri prodotti plastici di alta qualità.<br />

Conta più di 30 sedi tra unità di vendita<br />

e siti produttivi in oltre 20 paesi e ha un<br />

giro di affari che ha raggiunto i 1.032 milioni<br />

di euro grazie all’impegno e alla collaborazione<br />

di più di 4.800 dipendenti.<br />

Settantacinque anni fa l’inizio di questa<br />

straordinaria avventura. Era il 4 maggio<br />

1946 quando a Worms, nella regione tedesca<br />

della Renania-Palatinato, nacque la<br />

Renolit Werke GmbH grazie a Jakob Müller<br />

e una sua felice intuizione. <strong>La</strong> guerra era finita da pochi mesi e Müller<br />

possedeva una fabbrica di pelletteria. <strong>La</strong> produzione veniva però spesso<br />

interrotta, la pelle scarseggiava e dal bisogno arrivarono l’intuizione<br />

e il genio. Jakob Müller capì che il PVC poteva essere un valido sostituto<br />

della pelle, trovò una fabbrica adatta a Worms e fondò Renolir. A quel<br />

tempo i dipendenti erano sette. Ben presto il PVC diventò un sostituto<br />

non solo della pelle, ma fu utilizzato e proposto anche per pavimenti,<br />

pellicole, coperture dei tetti, piscine e molto<br />

altro. Da quell’idea visionaria in pochi anni<br />

Renolit diventò un’azienda internazionale,<br />

prima in Olanda, poi in Spagna, Gran Bretagna,<br />

Italia e ovunque nel mondo, fino alle<br />

30 sedi attuali. Jakob Müller morì nel 1976<br />

ma la sua lungimiranza, conoscenza, solidità<br />

finanziaria sono rimasti patrimonio<br />

aziendale, della famiglia e del management<br />

che ancora oggi guidano Renolit. Da una<br />

piccola impresa a un attore globale, la storia<br />

di Renolit è fatta di innovazione, ricerca,<br />

condivisione degli obiettivi, consapevolezza<br />

del valore sociale dell’impresa, come dimostrato<br />

anche dall’adesione alla Circular Plastics Alliance (CPA), iniziativa<br />

promossa da oltre 100 realtà europee, tra PMI, grandi società, istituti di<br />

ricerca ed autorità amministrative il cui fine è promuovere azioni volontarie<br />

per un mercato europeo attento e sensibile al riciclo delle materie<br />

plastiche. Renolit Alkorplan roofing products è il punto di riferimento<br />

per la produzione di membrane sintetiche per l’impermeabilizzazione di<br />

tetti e coperture ed è parte di questa storia di successo.<br />

Alberto Bondavalli a capo delle vendite e dell’assistenza di Nordson Italia<br />

Le vendite e il servizio assistenza ai<br />

clienti italiani dell’intera gamma di<br />

prodotti BKG® di Nordson Corporation<br />

verranno gestiti direttamente dalla<br />

filiale italiana.<br />

<strong>La</strong> responsabilità dell’assistenza di<br />

tutti i clienti italiani sarà affidata al responsabile<br />

vendite regionale Alberto<br />

Bondavalli, il quale dirigerà il team<br />

italiano BKG che si occupa principalmente<br />

di sistemi di pellettizzazione,<br />

pompe volumetriche e sistemi di filtrazione<br />

per l’industria dei polimeri.<br />

“Alberto Bondavalli segue i nostri<br />

clienti dal 2013, e prima di approdare<br />

nella nostra azienda ha maturato<br />

un’esperienza decennale nella vendita<br />

di beni strumentali nei settori della<br />

plastica e degli imballaggi in Italia”,<br />

dichiara il responsabile vendite Andreas<br />

Trouvain. “Quindi già conosce<br />

la nostra clientela italiana e ha le carte<br />

in regola per poter lavorare direttamente<br />

con le aziende interessate e<br />

coordinare le attività fondamentali di<br />

supporto alle applicazioni e assistenza<br />

tecnica con i responsabili della<br />

zona Emea”.<br />

“Per 17 anni GUPA è stata un partner<br />

capace e affidabile della nostra<br />

azienda – afferma Alberto Bondavalli<br />

– e ora che entrambe le aziende si<br />

stanno preparando a una svolta, desidero<br />

ringraziare tutto il team GUPA<br />

per essere riuscito a introdurre e consolidare<br />

i nostri prodotti sul mercato<br />

italiano e gli auguro di avere successo<br />

in quelli che saranno gli sviluppi futuri<br />

della sua attività”.<br />

Nordson Corporation progetta,<br />

produce e commercializza tutta una<br />

serie di prodotti e sistemi per l’erogazione<br />

di recisione di adesivi, rivestimenti,<br />

sigillanti, biomateriali, polimeri,<br />

plastica ed altri materiali, gestione<br />

dei fluidi, prove e collaudi, invecchiamento<br />

UV e trattamenti superficiali al<br />

plasma.<br />

Nordson Polymer Processing Systems<br />

fornisce componenti appositamente<br />

realizzati per la pellettizzazione,<br />

la filtrazione, la misurazione e la formatura<br />

di materiali di rivestimento<br />

plastici e fluidi. Nordson fornisce una<br />

gamma completa di prodotti per la<br />

gestione di precisione del polimero<br />

fuso, dai sistemi di filtrazione alle<br />

pompe e alle valvole, alle teste di<br />

estrusione e ai sistemi di pellettizzazione,<br />

per venire incontro alle esigenze<br />

in costante evoluzione dell’industria<br />

dei polimeri.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 19<br />

14_19_NEWS ATTUALITA.indd 19 15/06/21 14:23


attualità<br />

Gli effetti della pandemia<br />

sulle priorità del procurement<br />

Individuare modalità<br />

più efficaci ed efficienti<br />

di gestione del<br />

procurement<br />

e dei fornitori è vitale<br />

per il settore chimicoplastico.<br />

Le tecnologie<br />

digitali possono aiutare<br />

a adeguare i flussi<br />

di approvvigionamento<br />

ai ritmi di produzione<br />

richiesti dall’emergenza<br />

pandemica, aumentando<br />

resilienza,<br />

qualità e sostenibilità<br />

dei processi.<br />

di Fabio Moretti, Account Executive<br />

di Jaggaer Italia<br />

In un anno caratterizzato da<br />

estrema volatilità, complici<br />

l’emergenza sanitaria a livello<br />

mondiale e il perdurare di<br />

una situazione di incertezza<br />

economica e di tensioni politiche,<br />

il controllo della spesa è<br />

tornato in cima alle priorità delle<br />

funzioni acquisti delle aziende.<br />

Lo conferma anche l’indagine<br />

“Procurement Key Issue<br />

<strong>2021</strong>” elaborata dalla società<br />

di consulenza The Hackett Group. È ancora<br />

più evidente, in situazioni come questa,<br />

come il Procurement riveli lo stato di salute<br />

di un’impresa e la sua capacità di riorganizzarsi<br />

rapidamente in base a mutate condizioni<br />

di mercato. Garantire continuità negli<br />

approvvigionamenti, riducendo l’impatto<br />

sui costi, è infatti la seconda tra le 10 priorità<br />

aziendali evidenziate da The Hackett<br />

Group. In questo contesto, rispetto ad altri, il<br />

settore delle materie plastiche ha mostrato<br />

ottime capacità di reazione agli effetti della<br />

pandemia Covid-19. Se pensiamo ai numerosi<br />

campi di applicazione dei materiali polimerici<br />

nell’industria medicale, per la realizzazione<br />

di dispositivi medici, apparecchiature,<br />

imballaggi di prodotti e nel settore dell’igiene,<br />

grazie alle proprietà antibatteriche di alcuni<br />

tipi di plastiche, ancora di più in questo<br />

momento garantire continuità operativa<br />

dell’intera supply chain è di fondamentale<br />

importanza per assicurare la produzione e la<br />

distribuzione necessarie al mercato.<br />

Per riportare un esempio clamoroso, i dipendenti<br />

di Braskem, uno dei più grandi<br />

produttori di biopolimeri a livello mondiale,<br />

hanno lavorato a ritmi intensissimi, dormendo<br />

addirittura nelle fabbriche, per garantire<br />

20 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

20_23_ART JAGGAER.indd 20 14/06/21 09:02


attualità<br />

la consegna del polipropilene necessario<br />

alla produzione delle tute monouso indossate<br />

dagli operatori sanitari.<br />

Le tecnologie digitali come<br />

soluzione per garantire efficienza,<br />

gestione dei rischi e sostenibilità<br />

della supply chain<br />

Individuare modalità più efficaci ed efficienti<br />

di gestione del Procurement e dei fornitori<br />

è vitale per il settore chimico-plastico. L’adozione<br />

di tecnologie digitali può aiutare il<br />

comparto a garantire flussi di approvvigionamento<br />

adeguati ai serrati ritmi di produzione<br />

richiesti dall’emergenza pandemica,<br />

aumentando resilienza, qualità e sostenibilità<br />

dei processi.<br />

Gli strumenti digitali, infatti, possono aiutare<br />

le aziende a massimizzare la visibilità su<br />

tutta la supply chain, sfruttando le informazioni<br />

raccolte dall’analisi dei dati di business<br />

intelligence per monitorare l’intero ciclo<br />

di vita di un fornitore – a partire dal<br />

processo di selezione – migliorando la gestione<br />

del rischio. Visibilità e tempestività<br />

sono due fattori fondamentali: avere un<br />

controllo continuo da remoto consente di<br />

evidenziare eventuali nodi che possono<br />

creare problemi nel garantire la business<br />

continuity della catena di fornitura. Nella<br />

piattaforma Jaggaer One il rischio può essere<br />

gestito attraverso un sistema di valutazione<br />

dei fornitori nei diversi step della supply<br />

chain, attraverso strumenti di scorecard<br />

personalizzabili (vedi figure a pagina 22).<br />

Basate sull’incrocio di informazioni raccolte<br />

da più fonti sia interne all’azienda (pensiamo<br />

ai dati di qualità o puntualità nelle consegne),<br />

sia esterne (ad esempio il rischio<br />

geo-politico del paese del fornitore o dei<br />

suoi subfornitori o le informazioni sulla sostenibilità<br />

degli stessi) le scorecard consentono<br />

di avere una visione globale sul<br />

fornitore utile, ad esempio, per attuare<br />

eventuali azioni correttive.<br />

Un altro elemento di vitale importanza nel<br />

settore dell’industria plastica è la compliance:<br />

tante sono le normative in vigore in questo<br />

settore, basti pensare alle Good Manufacturing<br />

Practice per le plastiche a uso<br />

Il decalogo della società di consulenza internazionale The Hackett Group<br />

sulle 10 priorità chiave del Procurement<br />

alimentare; oppure alle aziende che si sono<br />

riconvertite per la produzione di dispositivi<br />

medici nel rispetto delle normative della Federal<br />

Drug Administration. Anche in questo<br />

caso, il supporto di un’adeguata piattaforma<br />

tecnologica per la gestione del Procurement<br />

può contribuire ad assicurare governance e<br />

rispetto di normative di settore, locali, nazionali<br />

e internazionali, monitorando l’adeguamento<br />

dei fornitori ai requisiti contrattuali e di<br />

legge e condividendo con tutti gli attori della<br />

filiera le politiche di gestione della compliance,<br />

tramite processi strutturati e report periodici.<br />

Poter disporre di un cruscotto informativo<br />

digitale che offre una visione completa di<br />

tutta la filiera e dei fornitori consente alle<br />

aziende di mantenere adeguati standard<br />

qualitativi e scegliere i partner più affidabili<br />

con cui lavorare per ridurre i rischi di non<br />

conformità e presentarsi sul mercato con<br />

prodotti di primissimo livello.<br />

<strong>La</strong> pandemia da Covid-19 ha reso infatti<br />

evidente la vulnerabilità delle filiere globali:<br />

nel momento in cui la produzione dei fornitori<br />

asiatici si è arrestata, i responsabili degli<br />

acquisti e della supply chain hanno immediatamente<br />

dovuto trovare soluzioni alternative<br />

per garantire la continuità delle forniture:<br />

disporre di un sistema di qualificazione<br />

dei fornitori già strutturato e specifico per il<br />

settore, accessibile ai fornitori via web in<br />

piena sicurezza, snellisce i processi di ricerca,<br />

selezione e “on-boarding” delle alternative<br />

di fornitura.<br />

Nel settore chimico-plastico, i laboratori di<br />

ricerca richiedono un’attenzione particolare<br />

per l’approvvigionamento di prodotti e reagenti<br />

chimici che, oltre ad essere spesso di<br />

non facile reperimento, sono regolati da moltissime<br />

norme in materia di salute e sicurezza,<br />

proprietà intellettuale, antincendio e molto<br />

altro. Anche in questo caso la tecnologia<br />

aiuta. <strong>La</strong> funzionalità Jaggaer Research Material<br />

Management, ad esempio, permette di<br />

approvvigionarsi più rapidamente grazie an-<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 21<br />

20_23_ART JAGGAER.indd 21 15/06/21 14:22


attualità<br />

<strong>La</strong> gestione digitale del processo di spend e procurement<br />

Con un’esperienza ventennale e oltre guidata da una solida analisi della spesa,<br />

2000 clienti in tutto il mondo, Jaggaer è da una gestione completa del ciclo di vita<br />

una multinazionale indipendente protagonista<br />

nell’offerta di soluzioni per la ge-<br />

fatturazione e pagamento. Erogate in mo-<br />

del contratto a efficienti meccanismi di<br />

stione digitale dell’intero processo di dalità SaaS, hanno il vantaggio di essere<br />

spend e procurement management. Le scalabili, personalizzabili e specializzate<br />

sue soluzioni – all’interno delle quali Jaggaer<br />

One è la piattaforma di punta – supfrire<br />

una visibilità unica dell’intero proces-<br />

per i diversi settori industriali al fine di ofportano<br />

le aziende nella gestione dell’intero<br />

processo di acquisto source-to-pay rement e ai fornitori.<br />

so di acquisto a professionisti del procu-<br />

rendendo la catena di fornitura fluida, Tantissime aziende dell’industria plastica<br />

in tutto il mondo si affidano a Jaggaer, dalle<br />

realtà che ne utilizzano i manufatti, come<br />

l’automotive, il packaging e il mondo delle<br />

costruzioni, alle aziende che lavorano i<br />

materiali polimerici.<br />

In azienda dal 2004, Fabio Moretti ricopre<br />

il ruolo di Account Executive di Jaggaer<br />

Italia. Responsabile dello sviluppo business<br />

in diversi settori tra i quali il chimico e<br />

il farmaceutico, Fabio è il referente per le<br />

aziende che decidono di procedere nel<br />

percorso di innovazione digitale dei processi<br />

di procurement.<br />

che all’integrazione con cataloghi specifici<br />

(in particolare l’eMolecules), con la sicurezza<br />

di acquistare prodotti conformi ai regolamenti.<br />

<strong>La</strong> funzionalità offre inoltre piena visibilità<br />

sulla merce in giacenza e sullo stato di evasione<br />

degli ordini, con conseguente risparmio<br />

e riduzione degli acquisti superflui.<br />

L’impatto della supply chain nella<br />

sostenibilità delle aziende<br />

Il futuro del settore della plastica passa da<br />

sostenibilità ed economia circolare. Per questo<br />

comparto aziendale il rispetto dell’ambiente<br />

è un tema centrale: secondo i dati più<br />

recenti, nell’Unione Europea si utilizzano oltre<br />

50 milioni di tonnellate di materie plastiche<br />

ogni anno, che generano circa 25 milioni<br />

di tonnellate di rifiuti. Meno di un terzo, pari a<br />

circa 8 tonnellate, viene riciclato. Adottare<br />

scelte sostenibili è diventato un tema di responsabilità<br />

sociale all’interno delle aziende<br />

e l’approvvigionamento ha acquisito nel tempo<br />

un ruolo centrale. Essere un’azienda sostenibile<br />

non significa più solo rispettare le<br />

normative, ma operare investimenti per gestire<br />

le proprie risorse in modo etico e responsabile.<br />

Gli obiettivi del Green Deal europeo<br />

intendono promuovere la transizione<br />

verso un’economia circolare che favorisca<br />

estensione del ciclo di vita dei prodotti, riduzione<br />

dei rifiuti e riutilizzo dei materiali nel ciclo<br />

produttivo. Ed è attraverso la supply<br />

chain che le aziende possono promuovere<br />

un percorso di innovazione sostenibile come<br />

base per costruire il proprio valore e vantaggio<br />

competitivo sul mercato.<br />

In queste dinamiche, le funzioni Procurement<br />

hanno un ruolo centrale se pensiamo<br />

che il 90% dell’impatto sulla sostenibilità di<br />

un’azienda può essere causato dalla catena<br />

di approvvigionamento (fonte McKinsey).<br />

<strong>La</strong> digitalizzazione dei processi di Procurement<br />

consente di avere un controllo su<br />

tutta la filiera produttiva, selezionando<br />

quei partner che possono condividere le<br />

stesse strategie e obiettivi di sostenibilità,<br />

in linea con le aspettative del mercato e<br />

con le normative.<br />

22 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

20_23_ART JAGGAER.indd 22 15/06/21 14:22


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attualità<br />

Oerlikon si rafforza<br />

nella lavorazione dei polimeri<br />

<strong>La</strong> società svizzera ha firmato un accordo per l’acquisizione<br />

di INglass, eccellenza italiana nelle apparecchiature<br />

di controllo del flusso dei polimeri ad alta precisione.<br />

Oerlikon, fornitore di servizi leader<br />

nel campo dell’ingegneria delle<br />

superfici, della lavorazione dei polimeri<br />

e della produzione additiva, ha annuncriiato<br />

lo scorso 23 aprile di aver firmato<br />

un accordo per acquisire l’azienda italiana<br />

INglass Spa e la sua innovativa tecnologia<br />

di sistemi a canale caldo con la quale opera<br />

sotto il marchio leader di mercato HRSflow.<br />

Questa acquisizione strategica è un passo<br />

significativo verso l’espansione dell’attuale<br />

business di fibre sintetiche di Oerlikon nel<br />

più ampio mercato della lavorazione dei polimeri.<br />

L’acquisizione accelera e potenzia le<br />

iniziative organiche in essere volte a diversificare<br />

e rafforzare prodotti, servizi e capacità<br />

di controllo del flusso dei polimeri di alta<br />

precisione dell’azienda. Il perfezionamento<br />

della transazione è soggetto alle consuete<br />

approvazioni normative e dovrebbe avvenire<br />

entro il secondo trimestre del <strong>2021</strong>.<br />

Al fine di riflettere l’espansione di Oerlikon in<br />

un mercato più ampio in forte crescita, il<br />

segmento Manmade Fibers sarà rinominato<br />

segmento Polymer Processing Solutions.<br />

Questo segmento avrà due Business Unit:<br />

Flow Control Solutions e Manmade Fibers<br />

Solutions. <strong>La</strong> BU Flow Control Solutions<br />

unirà l’esperienza della linea d’attività di<br />

pompe dosatrici a ingranaggi di Oerlikon<br />

Barmag alle operazioni HRSflow di INglass.<br />

<strong>La</strong> BU Manmade Fibers Solutions continuerà<br />

a concentrarsi sulla crescita dell’attività<br />

esistente di macchinari per le fibre chimiche<br />

e di impiantistica, offrendo soluzioni<br />

per impianti produttivi di poliestere, polipropilene<br />

e poliammide.<br />

“Il nostro nuovo segmento Polymer Proces-<br />

sing Solutions e l’acquisizione di INglass e<br />

della sua divisione HRSflow sono componenti<br />

fondamentali della strategia di crescita<br />

del gruppo Oerlikon”, ha dichiarato Roland<br />

Fischer, CEO del gruppo Oerlikon.<br />

“Stiamo accelerando il nostro impegno per<br />

una crescita organica e inorganica sostenibile<br />

in tutte le nostre attività. L’acquisizione<br />

permette nuove opportunità di sinergia tra i<br />

due segmenti Oerlikon in mercati finali specifici<br />

come quello automobilistico. Con INglass<br />

e le sue operazioni HRSflow, acquisiamo<br />

fornitori leader nei loro mercati con<br />

un successo comprovato delle loro tecnologie<br />

e dei loro servizi”,<br />

“Siamo fermamente convinti che all’interno<br />

del gruppo Oerlikon potremo sfruttare ulteriormente<br />

il potenziale della nostra tecnologia<br />

di sistemi a canale caldo e, in combinazione<br />

con le capacità delle pompe<br />

dosatrici a ingranaggi con la competenza<br />

ingegneristica nella distribuzione del fuso<br />

di Oerlikon Barmag, potremo posizionarci<br />

come uno dei principali specialisti nel controllo<br />

del flusso di precisione per molteplici<br />

24 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

24_25_ART_OERLIKON.indd 24 14/06/21 09:44


attualità<br />

applicazioni in un mercato in crescita globale”,<br />

ha dichiarato Antonio Bortuzzo, Ceo<br />

di INglass Spa.<br />

<strong>La</strong> sede di INglass<br />

a San Polo Piave (TV)<br />

Il potenziale di crescita<br />

della nuova BU<br />

Il marchio di competenza Oerlikon Barmag<br />

offre già componenti di alta precisione per il<br />

controllo del flusso, compresa un’ampia selezione<br />

di pompe dosatrici a ingranaggi per<br />

i mercati tessili e non tessili. Queste pompe<br />

ad alta efficienza sono utilizzate nella colata<br />

siliconica, nella miscelazione dinamica e<br />

nella spruzzatura del grasso per l’industria<br />

chimica, delle vernici, della lavorazione dei<br />

polimeri e nel settore automobilistico. Questo<br />

business con ricavi di oltre 2 miliardi di<br />

CHF, che ha registrato una crescita negli<br />

ultimi anni, sarà fusa con le tecnologie di<br />

soluzioni a canale caldo HRSflow di INglass<br />

nella nuova Business Unit Flow Control Solutions.<br />

L’eccellente accesso al mercato di<br />

HRSflow a molti OEM all’interno e al di fuori<br />

del settore automobilistico comporta considerevoli<br />

opportunità di crescita.<br />

Sistemi a canale caldo<br />

leader nell’automotive<br />

INglass è un gruppo di riflerimento internazionale<br />

fondato nel 1987. Il suo portfolio di<br />

prodotti comprende canali caldi e servizi di<br />

ingegneria e di consulenza per lo sviluppo<br />

avanzato di prodotti per la lavorazione dei<br />

polimeri. I sistemi a canale caldo HRSflow<br />

di INglass vengono utilizzati in diversi settori<br />

applicativi, quali l’automotive, i beni di<br />

consumo e gli elettrodomestici, il packaging,<br />

componenti per la gestione dei rifiuti,<br />

l’edilizia e i trasporti.<br />

INglass ha sede a San Polo di Piave, in Italia,<br />

vicino a Venezia. Il fatturato per il 2020 è<br />

stato di circa CHF 135 milioni e si prevede<br />

che l’acquisizione avrà subito un impatto<br />

significativo sui margini e sui flussi di cassa<br />

di Oerlikon. INglass conta circa 1 000 dipendenti<br />

e 55 siti in tutto il mondo, compresi<br />

gli impianti di produzione in Italia, Cina e<br />

Stati Uniti. Tra questi vi sono le sedi centrali<br />

e la produzione di INglass, recentemente<br />

rinnovate, presso il sito principale di San<br />

Polo di Piave vicino a Venezia, Italia. L’investimento<br />

ha modernizzato gli stabilimenti<br />

con produzione automatizzata, sottolineando<br />

l’impegno dell’azienda per la sostenibilità<br />

e l’ambiente. Gli altri due moderni siti di<br />

produzione si trovano nello Zhejiang (provincia<br />

Hangzhou) in Cina e nel Michigan<br />

(Grand Rapids) negli Stati Uniti.<br />

In seguito all’integrazione con l’attività di<br />

pompe dosatrici a ingranaggi di Oerlikon<br />

Barmag, con circa 200 dipendenti a Remscheid,<br />

in Germania, la nuova BU Flow Control<br />

Solutions avrà circa 1 200 dipendenti.<br />

“Vediamo grande potenziale di crescita nella<br />

nostra nuova BU Flow Control Solutions”,<br />

ha affermato Georg Stausberg, Ceo del<br />

segmento Polymer Processing Solutions e<br />

membro del comitato esecutivo del gruppo<br />

Oerlikon. “Le attività costituiscono i due<br />

principali pilastri di crescita e traggono beneficio<br />

l’uno dall’altro nello sviluppo globale<br />

del mercato, nella produzione moderna e<br />

digitalizzata e nei servizi ai clienti. Osserviamo<br />

inoltre potenziali sinergie nella ricerca e<br />

sviluppo unendo il know-how esistente nel<br />

campo della lavorazione dei polimeri. Sono<br />

possibili nuove soluzioni tecnologiche tra<br />

sistemi a canale caldo e pompe dosatrici a<br />

ingranaggi. Prevediamo inoltre una collaborazione<br />

più stretta con il segmento Surface<br />

Solutions di Oerlikon, in particolare nell’ambito<br />

di future applicazioni per la mobilità e<br />

soluzioni di componenti polimerici funzionali<br />

per il settore automobilistico. Nel complesso,<br />

offriremo ai nostri clienti soluzioni innovative<br />

e interessanti nel campo della<br />

lavorazione dei polimeri e dei componenti<br />

di controllo del flusso ad alta precisione”.<br />

Verso un’ulteriore<br />

iersificazione el portafoglio<br />

<strong>La</strong> combinazione dei segmenti relativi a impiantistica<br />

e know-how del processo e<br />

dell’esperienza con tecnologie di componenti<br />

di controllo del flusso ad alta precisione<br />

ha un impatto significativo sulla qualità<br />

del prodotto in quasi tutte le applicazioni, il<br />

che apre una piattaforma per l’ulteriore crescita<br />

organica e inorganica. “Stiamo osservando<br />

da vicino i megatrend sui mercati e<br />

sviluppando nuovi modelli aziendali adatti.<br />

Siamo ormai vicini a una svolta nel campo<br />

della sostenibilità, che copre tematiche<br />

come l’economia circolare, il riciclo di materiali<br />

mediante l’utilizzo di soluzioni di riciclo<br />

meccaniche e chimiche come pure la gestione<br />

di nuovi materiali, più rispettosi<br />

dell’ambiente e biodegradabili. Siamo pronti<br />

a partecipare attivamente in queste aree<br />

di crescita”, ha aggiunto Georg Stausberg.<br />

“Nell’ambito della ridefinizione del segmento<br />

Polymer Processing Solutions, Oerlikon<br />

continuerà ad applicare la sua ricetta vincente<br />

che prevede una struttura organizzativa<br />

snella per gestire in modo efficiente<br />

l’attività. Questo significa processi chiari,<br />

percorsi decisionali brevi e team competenti<br />

all’interno di un’organizzazione eterogenea<br />

e multiculturale, in cui tutti possono<br />

contribuire in modo innovativo a creare valore<br />

per il cliente”.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 25<br />

24_25_ART_OERLIKON.indd 25 14/06/21 09:44


attualità<br />

Amaplast: rimbalzo di ordini e fatturato per i costruttori di macchine<br />

Nel primo trimestre <strong>2021</strong>, i costruttori<br />

italiani di macchine per<br />

plastica e gomma aderenti all’associazione<br />

di categoria Amaplast<br />

hanno registrato un incremento a<br />

doppia cifra degli ordini e del fatturato,<br />

rispetto allo stesso periodo<br />

del 2020.<br />

Infatti, in base all’indagine congiunturale<br />

svolta dal Centro Studi<br />

MECS-Amaplast tra gli associati, le<br />

vendite hanno segnato una progressione<br />

media di 12 punti percentuali,<br />

grazie soprattutto al buon<br />

andamento del mercato domestico<br />

(+16%), in particolare per quanto<br />

riguarda la ricambistica. Il fatturato<br />

realizzato all’estero risulta altresì in<br />

aumento di quasi dieci punti.<br />

Il rimbalzo degli ordini risulta ancora<br />

più significativo, nuovamente<br />

in funzione della domanda nazionale<br />

che rispetto a macchinari e impianti<br />

nuovi segna un +64% (verosimilmente<br />

grazie anche alle<br />

misure di incentivo agli investimenti<br />

previste dal Piano Transizione<br />

4.0) e per quanto riguarda i ricambi<br />

un altrettanto consistente<br />

+29%. Gli ordinativi da parte dei<br />

clienti esteri mostrano un contenuto<br />

ma soddisfacente +8%. Le<br />

aziende riportano un orizzonte del<br />

portafoglio ordini a 6 mesi.<br />

Le previsioni per il secondo trimestre<br />

sono improntate all’ottimismo,<br />

in particolare per quanto concerne<br />

i mercati internazionali: la<br />

relativa domanda è attesa in aumento<br />

del 18% e le vendite potrebbero<br />

segnare addirittura un +52%,<br />

picco che peraltro potrebbe concretizzarsi<br />

anche in ambito nazionale,<br />

dove però il livello degli ordini<br />

dovrebbe scendere per riportarsi a<br />

un comunque apprezzabile +4%.<br />

Dal punto di vista delle applicazioni,<br />

dalla congiunturale Amaplast<br />

emerge che i quattro principali<br />

segmenti di riferimento dei costruttori<br />

di macchine per plastica e<br />

gomma – imballaggio, automotive,<br />

edilizia e medicale – hanno un outlook<br />

stabile con tendenza al miglioramento,<br />

con una sfumatura<br />

più positiva per il packaging.<br />

Quest’ultima applicazione anche<br />

nei mesi più critici della pandemia<br />

ha comunque tenuto bene e continua<br />

a mostrare un trend favorevole;<br />

al contrario, tutto il comparto<br />

dell’auto ha sofferto molto ma<br />

nell’ultimo periodo mostra finalmente<br />

qualche segnale di ripresa;<br />

l’edilizia beneficerà dei consistenti<br />

incentivi fiscali.<br />

Oltre 30 aziende al servizio della<br />

campagna vaccinale<br />

Anche i costruttori italiani di<br />

macchine, attrezzature e stampi<br />

per materie plastiche e gomma –<br />

rappresentate dall’associazione<br />

di categoria Amaplast – aderiscono<br />

al progetto di Confindustria<br />

“fabbriche di comunità”, mettendo<br />

a disposizione i propri spazi<br />

aziendali.<br />

Sono più di 30 le imprese italiane<br />

del comparto macchine per plastica<br />

e gomma che hanno accolto l’iniziativa<br />

messa a punto da Confindustria<br />

di offrire i propri spazi<br />

nell’ambito del piano nazionale di<br />

vaccinazione anti Covid.<br />

Di queste realtà industriali una<br />

ventina proviene dalla Lombardia<br />

(province di Varese, Bergamo, Brescia,<br />

Milano, Lecco e Como); 5<br />

sono in Piemonte, tra Biella, Novara<br />

e Torino; 4 si trovano in Veneto<br />

Foto KLA Industries<br />

ed Emilia-Romagna (nelle provincie<br />

di Venezia e Reggio Emilia); infine,<br />

un paio di imprese in Toscana<br />

e nelle Marche.<br />

L’iniziativa di Confindustria è<br />

stata attivata dopo aver condiviso<br />

il progetto con il commissario<br />

straordinario all’emergenza, Generale<br />

Figliuolo, con l’obiettivo di individuare<br />

le imprese disponibili a<br />

supportare la campagna vaccinale<br />

mettendo a disposizione i propri<br />

siti. Un’operazione di grande valore<br />

che dimostra spirito di servizio<br />

verso il Paese e vicinanza al territorio,<br />

una risposta sociale oltre<br />

che imprenditoriale alla lotta contro<br />

il Covid-19.<br />

Secondo i dati forniti da Confindustria,<br />

il 48,8% delle oltre 7.000<br />

aziende aderenti proviene dalle regioni<br />

del Nord-Ovest (il 36% del<br />

totale nella sola Lombardia); il<br />

24,2% nelle regioni del Nord-Est (il<br />

12% nel Veneto), il 14,1% nelle regioni<br />

del Centro, il 10,4% in quelle<br />

del Sud e il 2,5% nelle Isole.<br />

Nell’85% dei casi, si tratta di imprese<br />

del Sistema Confindustria<br />

ma si sono candidate anche realtà<br />

quali terminal aeroportuali, porti,<br />

stazioni ferroviarie, alberghi, ippodromi<br />

e palestre.<br />

<strong>La</strong> possibilità di una campagna<br />

vaccinale più rapida e strutturata<br />

permetterà alle imprese italiane di<br />

tornare a proporre al meglio il proprio<br />

know-how in tutti i mercati internazionali,<br />

con l’usuale prontezza<br />

che le contraddistingue.<br />

26 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

26_27_NEWS ATTUALITA.indd 26 15/06/21 14:22


attualità<br />

Battista Faraotti nominato Cavaliere del <strong>La</strong>voro<br />

Battista Faraotti è stato nominato Cavaliere del <strong>La</strong>voro dal Presidente della Repubblica Sergio<br />

Mattarella lo scorso 31 maggio. Faraotti è fondatore e amministratore unico di Fainplast,<br />

società con sede ad Ascoli Piceno e specializzata nella produzione di compound. Fondata nel<br />

1993, Fainplast è cresciuta costantemente e ha ampliato nel tempo gli spazi produttivi. Oggi<br />

lo stabilimento si estende su un’area di oltre 85.000 m 2 ed è costituito da 8 edifici per un totale<br />

di 52.000 metri quadrati di strutture coperte. Può contare su una capacità produttiva di<br />

circa 90.000 MT/anno, con oltre 80 silos di stoccaggio e 20 linee di produzione, di cui nove<br />

dedicate ai compound a base di PVC e 11 dedicate ai prodotti a base poliolefinica.<br />

Marco Giovannini presidente di Proplast<br />

Passaggio di testimone tra<br />

Piergiacomo Guala (a destra)<br />

e Marco Giovannini<br />

L’assemblea dei soci del Consorzio Proplast<br />

ha eletto l’ingegner Marco Giovannini nuovo<br />

presidente.<br />

Giovannini raccoglie il testimone di Piergiacomo<br />

Guala, storico presidente del Consorzio Proplast<br />

sin dai tempi della costituzione di 23 anni fa.<br />

Proplast opera nel settore della realizzazione e<br />

promozione di soluzioni innovative per l’industria<br />

delle materie plastiche. Il consorzio punta su un<br />

modello di business che integra tutte le fasi della<br />

catena del valore e le migliori competenze. All’integrazione<br />

verticale in ambito progettuale per la<br />

realizzazione di manufatti completi, si sono affiancate<br />

produzioni di preserie, di stampi rapidi sino<br />

alla recente introduzione della stampa 3D per la<br />

formulazione di materiali specifici.<br />

Dall’engineering alla ricerca passando per il testing,<br />

Proplast si occupa del controllo dell’intero<br />

processo.<br />

Il piano di espansione internazionale, avviato già<br />

da una decina di anni, ha il compito di trasformare<br />

Proplast in un centro di competenze globale.<br />

Un impianto solare per 4 stabilimenti italiani di Solvay<br />

Solvay punta sull’energia rinnovabile e sottoscrive un Corporate<br />

Power Purchase Agreement (PPA) fisico con Falck Renewables Spa<br />

della durata di 10 anni per lo sviluppo di un progetto solare in Puglia.<br />

Il 70% dell’elettricità prodotta dall’impianto solare andrà a beneficio<br />

di quattro dei sei siti italiani di Solvay: Bollate, Ospiate, Livorno<br />

e Rosignano (Unità produttiva Perossidati), ottenendo una riduzione<br />

di emissioni annue di CO 2<br />

di oltre 15.000 tonnellate.<br />

Da tempo Il Gruppo è impegnato nel ridurre il carbon footprint<br />

utilizzando sempre più energie rinnovabili e pulite. Nel 2020 ha implementato<br />

Solvay One Planet, la strategia che si ispira agli obiettivi<br />

di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, per affrontare le principali<br />

sfide ambientali e sociali attraverso la scienza e l’innovazione.<br />

Un programma con obiettivi concreti che riguardano il clima, l’ambiente<br />

e il miglioramento della qualità della vita.<br />

Il progetto solare, ubicato in provincia di Foggia, avrà una capacità<br />

di 41,1 MW e una produzione di circa 70 GWh di elettricità all’anno,<br />

equivalente all’energia necessaria a coprire il fabbisogno di circa<br />

26.000 famiglie.<br />

Il progetto è ideato per consentire un’integrazione tra la produzione<br />

elettrica rinnovabile e l’attività agricola. Il disegno attuale prevede<br />

l’alternanza di filari di pannelli solari e filari di ulivo.<br />

Il piano prevede che la gestione dell’uliveto verrà affidata a operatori<br />

specializzati, anche organizzati in impresa sociale, consentendo<br />

la creazione di reddito ed occupazione locale.<br />

“Il progetto di Falck Renewables è tra i più innovativi nell’ambito<br />

della valorizzazione delle energie rinnovabili”, commenta Marco Colatarci,<br />

Country Manager di Solvay in Italia. Questa è la linea intrapresa<br />

dal nostro Gruppo per l’ottimizzazione delle risorse: l’energia<br />

è una componente fondamentale per tutte le nostre attività industriali.<br />

<strong>La</strong> chimica moderna punta su ricerca e innovazione per soddisfare<br />

i trend di sviluppo collettivi e si pone concreti obiettivi di<br />

sostenibilità. Un approvvigionamento energetico pulito è la base di<br />

partenza per processi produttivi che possono raggiungere questi<br />

traguardi. Siamo orgogliosi che la maggior parte dei nostri stabilimenti<br />

italiani saranno presto alimentati con energia solare. Il nuovo<br />

impianto pugliese sarà anche integrato con una coltivazione di ulivi:<br />

questo ci piace ancor di più perché l’inclusione nel territorio è una<br />

delle nostre priorità, ovunque operiamo”.<br />

“Il nostro obiettivo con questo progetto è trovare una sintesi tra<br />

investimenti in tecnologia e in agricoltura al servizio dei nostri clienti<br />

industriali”, dichiara Toni Volpe, amministratore delegato di Falck<br />

Renewables. “Siamo soddisfatti di contribuire al raggiungimento<br />

degli obiettivi di sostenibilità di un’importante realtà industriale<br />

come Solvay”.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 27<br />

26_27_NEWS ATTUALITA.indd 27 14/06/21 09:52


appuntamenti<br />

A Save <strong>2021</strong> un focus anche sui cobot<br />

Torna Save, mostra convegno delle soluzioni e applicazioni<br />

verticali di automazione, strumentazione, sensori in programma<br />

il 27 e 28 ottobre a Verona. Gli ultimi decreti prevedono<br />

la riapertura agli eventi fieristici dal 15 giugno, con una situazione<br />

che (anche grazie all’andamento del piano vaccinale)<br />

consentirà alla mostra di svolgersi in sicurezza per aziende e<br />

operatori partecipanti.<br />

<strong>La</strong> quattordicesima edizione di Save conferma la vocazione<br />

all’aggiornamento professionale di alto profilo e ripropone le<br />

Smart Conference, sessioni verticali con focus specifici per<br />

andare incontro alle esigenze di target ancor più specializzati.<br />

Anche nel <strong>2021</strong> a Verona, insieme ai tradizionali convegni<br />

tematici, gli interventi dedicati all’aggiornamento professionale<br />

saranno organizzati in Smart Conference verticali, ampliando le<br />

tematiche trattate e aggregando gli argomenti su focus specifici,<br />

a beneficio di tutti gli interessati. <strong>La</strong> grande novità per gli<br />

operatori sarà la possibilità di partecipare anche in streaming ai<br />

convegni e ai vari appuntamenti formativi previsti, beneficiando<br />

dell’esperienza più che positiva maturata negli eventi Save Web<br />

organizzati in questo anno e mezzo di pandemia.<br />

Novità nelle tematiche: a Save <strong>2021</strong> si parlerà anche di cobot,<br />

ovvero i robot collaborativi molto importanti sia per l’automazione<br />

dei processi produttivi, ma utilissimi anche nella<br />

gestione della manutenzione industriale.<br />

Il mercato degli automi utilizzati nell’industria negli ultimi<br />

anni ha registrato una forte crescita. I cobot si stanno imponendo<br />

come ausilio importante per le attività produttive e<br />

manutentive anche delle PMI, e risultano facili da programmare,<br />

concepiti come sono per poter lavorare accanto alle<br />

persone e potenziare così il lavoro umano. I robot collaborativi<br />

sono costruiti per completare compiti complessi (e<br />

normalmente eseguiti da persone) per aumentarne l’accuratezza<br />

e ridurre ovviamente la fatica della prestazione. I cobot<br />

sono più piccoli e leggeri rispetto ai robot tradizionali, sono<br />

inoltre progettati per essere utilizzati in modo flessibile alle<br />

richieste di produzione.<br />

L’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico consentono<br />

inoltre ai robot di imparare durante il lavoro così da<br />

assumere le proprie decisioni, anche riguardo alle operazioni<br />

di manutenzione, prima che la produzione ne risenta: un<br />

modo per migliorare anche la manutenzione preventiva in<br />

una linea produttiva.<br />

L’agenda<br />

Plastec West<br />

10-12 agosto <strong>2021</strong><br />

Anaheim, Usa<br />

www.plastecwest.com<br />

Equiplast<br />

14-18 settembre <strong>2021</strong><br />

Barcellona, Spagna<br />

www.equiplast.com<br />

Plastpol<br />

21-23 settembre <strong>2021</strong><br />

Targi Kielce, Polonia<br />

www.targikielce.pl/en/plastpol<br />

Ethiopia plastprintpack<br />

23-25 settembre <strong>2021</strong><br />

Addis Abeba, Etiopia<br />

www.ppp-ethiopia.com<br />

Interplas<br />

28-30 settembre <strong>2021</strong><br />

Birmingham, Regno Unito<br />

www.interplasuk.com<br />

Plastic Recycling World Expo<br />

29-30 settembre <strong>2021</strong><br />

Essen, Germania<br />

eu.plasticsrecyclingworldexpo.<br />

com<br />

EMO Milano<br />

4-9 ottobre <strong>2021</strong><br />

Milano<br />

www.ucimu.it<br />

Fakuma<br />

12-16 ottobre <strong>2021</strong><br />

Friedrichschafen, Germania<br />

www.fakuma-messe.de<br />

VietnamPlas<br />

13-16 ottobre <strong>2021</strong><br />

Ho Chi Minh City, Vietnam<br />

www.chanchao.com.tw/Vietnamplas<br />

Nigeria plastprintpack<br />

26-28 ottobre <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong>gos, Nigeria<br />

www.ppp-nigeria.com<br />

Plastico Brasil<br />

8-12 novembre <strong>2021</strong><br />

San Paolo, Brasile<br />

www.plasticobrasil.com.br<br />

Arabplast<br />

15-18 novembre <strong>2021</strong><br />

Dubai, EAU<br />

www.arabplast.info<br />

SPS<br />

23-25 novembre <strong>2021</strong><br />

Norimberga, Germania<br />

sps.mesago.com<br />

Iraq plastprintpack<br />

24-27 novembre <strong>2021</strong><br />

Erbil, Iraq<br />

www.ppp-iraq.com<br />

Interplastica<br />

25-28 gennaio 2022<br />

Mosca, Russia<br />

www.interplastica.de<br />

Solids<br />

16-17 febbraio 2022<br />

Dortmund, Germania<br />

www.solids-dortmund.de<br />

JEC World<br />

8-10 marzo 2022<br />

Parigi, Francia<br />

www.jec-world.events<br />

Plast Alger<br />

14-16 marzo 2022<br />

Algeri, Algeria<br />

www.plastalger.com<br />

Tyre Technology Expo<br />

5-7 aprile 2022<br />

Hannover, Germania<br />

www.tiretechnology-expo.com<br />

FIP<br />

5-8 aprile 2022<br />

Lione, Francia<br />

www.f-i-p.com<br />

28 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

28_29_NEWS APPUNTAMENTI.indd 28 14/06/21 09:59


appuntamenti<br />

<strong>Plastica</strong> e gomma di nuovo protagoniste a K 2022<br />

Messe Düsseldorf, tra i più importanti<br />

organizzatori di fiere B2B a livello mondiale,<br />

riparte con il suo calendario di eventi<br />

in presenza che vedranno nuovamente<br />

protagonisti gli incontri d’affari tra i player<br />

internazionali delle più importanti filiere<br />

produttive.<br />

Sono iniziati i preparativi per K 2022, la<br />

fiera più importante al mondo per le industrie<br />

della plastica e della gomma. L’appuntamento<br />

è fissato presso il comprensorio<br />

fieristico di Messe Düsseldorf, dal 19 al 26<br />

ottobre 2022.<br />

I professionisti dei settori plastica e<br />

gomma stanno già programmando i prossimi<br />

appuntamenti in presenza, e tra questi<br />

K 2022 figura come uno dei più importanti<br />

per aggiornarsi e ristabilire le dinamiche<br />

di business necessarie a riavviare proficui<br />

processi di vendita e di acquisto sui mercati<br />

internazionali. <strong>La</strong> fiera presenterà le<br />

innovazioni proposte dai produttori negli<br />

ambiti di macchinari e attrezzature, materie<br />

prime e ausiliari, prodotti semilavorati,<br />

componenti tecnici e prodotti in plastica<br />

rinforzata. Sono attesi visitatori provenienti<br />

dai seguenti settori dell’industria:<br />

chimica, aeronautica e automobilistica,<br />

elettrotecnica, edilizia, energia e fotovoltaico,<br />

industria manifatturiera ma anche<br />

converting e packaging.<br />

L’occasione per un forte impulso al settore<br />

“K di Düsseldorf non è un semplice barometro<br />

delle prestazioni di un’industria,<br />

ma anche e soprattutto un’occasione per<br />

dare nuovo impulso economico al settore<br />

e un approccio concreto”, afferma Erhard<br />

Wienkamp, Managing Director Messe<br />

Düsseldorf. L’occasione sarà unica in<br />

quanto costituirà un momento di ritrovo<br />

post pandemia, ci sarà un’enorme richiesta<br />

di scambi personali e un riordinamento<br />

su scala globale per i settori di plastica e<br />

gomma.<br />

K 2022 affronterà tutte le sfide dei nostri<br />

tempi, trattando temi quali la sostenibilità,<br />

il risparmio delle risorse, l’economia circolare<br />

e la digitalizzazione. Tra gli eventi<br />

speciali durante i giorni di fiera, lo show<br />

“Plastics shape the future” avrà come tematica<br />

principale l’utilizzo della plastica in<br />

futuro, grazie all’ausilio di nuove tecnologie.<br />

Nell’edizione di K 2019 lo show è stato<br />

accompagnato da sequenze di film sul potenziale<br />

innovativo delle materie plastiche,<br />

uno spettacolo di sperimentazione chimica<br />

e dimostrazioni in stampa 3D. Le sorprese<br />

non mancheranno neanche a K 2022.<br />

Un altro evento speciale sarà lo Science<br />

Campus, che nella scorsa edizione di K ha<br />

fornito un momento importante di dialogo<br />

tra scienza e industria: oltre 25 espositori<br />

hanno infatti presentato qui le loro innovazioni<br />

e i risultati di ricerche svolte per<br />

i settori di plastica e gomma. Università,<br />

istituti di istruzione superiori e scientifici<br />

hanno offerto approfondimenti sulle loro<br />

tecnologie e soluzioni pionieristiche.<br />

Messe Düsseldorf è al lavoro già da ora<br />

per garantire una ripartenza in presenza di<br />

tutti i prossimi eventi a calendario. È importante<br />

infatti ripristinare gli incontri internazionali<br />

in presenza per tutti i settori<br />

del business. A K 2022 manca ancora più<br />

di un anno: è sempre possibile tenersi aggiornati<br />

grazie a K-MAG, il magazine online<br />

della manifestazione con notizie dalle industrie<br />

di plastica e gomma. Essendo infatti<br />

la fiera un evento triennale, l’esigenza di<br />

mantenere i contatti e di un aggiornamento<br />

live è alta: ecco come è nata questa piattaforma<br />

di informazione e ispirazione per i<br />

professionisti. K-MAG è rivolta a tutti loro<br />

e offre notizie, storie e tendenze dell’industria<br />

delle materie plastiche e della gomma<br />

a livello internazionale, 365 giorni all’anno.<br />

Le aziende italiane che desiderassero<br />

partecipare a K 2022 possono e contattare<br />

Honegger – rappresentante ufficiale in Italia<br />

per la fiera di Düsseldorf, che fornirà assistenza<br />

nella pianificazione della partecipazione<br />

all’evento: dalla compilazione della<br />

domanda di adesione, all’allestimento personalizzato<br />

dello stand, Honegger da oltre<br />

50 anni è a fianco alle aziende italiane a<br />

supporto dei processi di internazionalizzazione<br />

ed espansione del proprio business.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 29<br />

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ambiente<br />

Da bottiglie di PET<br />

a collant ecosostenibili<br />

Dalla collaborazione<br />

tra RadiciGroup e CSP<br />

International nasce il primo<br />

collant made in Italy realizzato<br />

attraverso il riciclo delle<br />

bottiglie di plastica.<br />

Un esempio di filiera<br />

trasparente, tracciabile<br />

e a km zero, compresa<br />

nell’area tra Bergamo<br />

e Mantova.<br />

Creare un prodotto tessile di qualità<br />

e alla moda e che sia allo stesso<br />

tempo sostenibile grazie a un limitato<br />

impatto sull’ambiente. È questa la sfida<br />

che ha portato RadiciGroup – realtà<br />

duzione di poliammidi, fibre sintetiche e<br />

tecnopolimeri destinati ad applicazioni in<br />

diversi ambiti, principalmente nel settore<br />

tessile/moda – e Oroblù – marchio di calze<br />

di alta gamma di proprietà di CSP International,<br />

gruppo che opera nel settore della<br />

produzione e distribuzione delle calze, intimo<br />

uomo e donna e costumi da bagno situato<br />

nella zona di Mantova – a collaborare<br />

per realizzare in Italia il primo collant realizzato<br />

con filati ottenuti dal riciclo del PET<br />

delle bottiglie.<br />

Due realtà simbolo dell’eccellenza Made In<br />

Italy, orientate all’innovazione e alla soste-<br />

Oroblù Save the Oceans è il collant<br />

nero realizzato con Repetable,<br />

il nuovo filato di poliestere prodotto<br />

da RadiciGroup, ottenuto mediante<br />

un processo di riciclo post-consumer<br />

delle bottiglie di plastica<br />

italiana nata a Bergamo leader nella pronibilità,<br />

che hanno deciso di unire il proprio<br />

know-how con l’obiettivo di creare un prodotto<br />

performante, elegante e rispettoso<br />

dell’ambiente.<br />

È in quest’ottica che nasce “Oroblù Save<br />

the Oceans”, il collant nero, 50 denari, realizzato<br />

con Repetable, il nuovo filato di poliestere<br />

prodotto da RadiciGroup, ottenuto<br />

mediante un processo di riciclo post-consumer<br />

delle bottiglie di plastica, che consente<br />

di abbattere le emissioni di CO 2<br />

e ridurre<br />

i consumi di acqua ed energia.<br />

Repetable è stato scelto da Oroblù, dopo<br />

un’attenta fase di studio e valutazione, per<br />

30 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

30_31_ART_RADICI.indd 30 14/06/21 10:07


ambiente<br />

le sue caratteristiche uniche e per le prestazioni<br />

tecniche elevate, che rispondono<br />

pienamente alle esigenze del progetto<br />

Save the Oceans. Oltre a non consumare<br />

nuova materia prima vergine, Repetable<br />

viene anche tinto in massa, consentendo<br />

un ulteriore risparmio di acqua ed energia<br />

elettrica impiegate nella lavorazione.<br />

“<strong>La</strong> nostra strategia di prodotto è orientata<br />

a incrementare l’uso di materia prima da<br />

recupero, senza però rinunciare alle performance<br />

delle soluzioni che proponiamo<br />

ai clienti”, ha sottolineato Angelo Radici,<br />

presidente di RadiciGroup. “Abbiamo lavorato<br />

fianco a fianco con Oroblù per mettere<br />

sul mercato un collant di qualità, bello<br />

e sostenibile che potesse soddisfare le esigenze<br />

anche delle consumatrici più attente<br />

e sensibili a queste tematiche. Ed è per<br />

noi motivo di orgoglio poter lavorare con<br />

realtà di eccellenza del nostro territorio”.<br />

Il presidente<br />

di RadiciGroup<br />

Angelo Radici<br />

Un’iniziativa che valorizza un prodotto<br />

tessile normalmente comprato<br />

d’impulso, rendendolo un oggetto<br />

desiderabile specialmente per le<br />

nuove generazioni, alla ricerca di<br />

capi confortevoli, femminili e allo<br />

stesso tempo sostenibili. Questa<br />

calza rappresenta un prodotto alla<br />

moda, che da simbolo dell’emancipazione<br />

femminile, ora risponde anche<br />

al bisogno di estetica e di sostenibilità<br />

delle giovanissime.<br />

“<strong>La</strong> nostra azienda sviluppa collezioni<br />

che offrono prodotti di qualità, in cui l’attenta<br />

mano stilistica, in concerto con il team<br />

di sviluppo prodotto, cura la costante attenzione<br />

all’eco-innovazione”, spiega Carlo<br />

Bertoni, amministratore delegato di CSP International<br />

Fashion Group. “Abbiamo sviluppato<br />

il concetto di sostenibilità integrandolo<br />

al nostro metodo di lavoro, attraverso<br />

Carlo Bertoni,<br />

amministratore<br />

delegato<br />

di CSP<br />

International<br />

la selezione di materie prime riciclate e riciclabili,<br />

garantendone l’intero percorso di<br />

tracciabilità, forti anche del fatto che il ciclo<br />

produttivo è basato prevalentemente in Italia<br />

nel territorio mantovano. Da anni lavoriamo<br />

con RadiciGroup con il quale abbiamo<br />

concretizzato l’importante progetto Save<br />

the Oceans, realizzando collant che vestono<br />

le gambe delle donne e che di pari passo<br />

fanno bene all’ambiente”.<br />

Grazie a questa collaborazione tra due<br />

aziende familiari, fortemente radicate sul<br />

territorio, ma con una dimensione internazionale,<br />

nasce così una filiera di produzione<br />

italiana totalmente trasparente, tracciabile<br />

e a km zero, compresa nell’area tra<br />

Bergamo e Mantova.<br />

Sarà possibile acquistare i Collant “Oroblù<br />

Save the Oceans” presso le migliori boutique<br />

di intimo e grandi magazzini premium<br />

selezionati a partire da agosto <strong>2021</strong>, con<br />

l’arrivo nei punti vendita della collezione<br />

autunno-inverno <strong>2021</strong>.<br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 31<br />

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ambiente<br />

Un biopolimero ricavato dalla lavorazione delle alghe rosse<br />

Le microplastiche secondarie,<br />

ovvero i frammenti di plastica<br />

di dimensioni inferiori ai 5<br />

mm che derivano dall’utilizzo e<br />

dall’abbandono di oggetti come<br />

buste o bottiglie di plastica,<br />

rappresentano circa il 68-81%<br />

delle microplastiche presenti<br />

negli oceani (fonte: Parlamento<br />

Europeo). Un prodotto inventato<br />

e brevettato da Marco Caniato,<br />

ricercatore e docente della<br />

Facoltà di Scienze e Tecnologie<br />

della Libera Università di Bolzano<br />

(gruppo di ricerca di Andrea<br />

Gasparella) che si è rivelato<br />

estremamente promettente nella<br />

battaglia contro la dispersione<br />

ambientale delle microplastiche.<br />

Caniato ha utilizzato un<br />

biopolimero che si è dimostrato<br />

estremamente efficace come<br />

isolante termico e acustico per<br />

applicazioni industriali, civili e<br />

marittime. Per crearlo, in collaborazione<br />

con l’Università di<br />

Trieste, ha impiegato un estratto<br />

dell’alga rossa agar agar,<br />

un polisaccaride normalmente<br />

usato come gelificante naturale<br />

della consistenza di un gel che,<br />

dopo essere stato addizionato<br />

con carbonato di calcio, può<br />

essere mescolato alla plastica<br />

polverizzata. Dopo la gelificazione,<br />

i campioni vengono<br />

congelati a -20°C per 12 ore e<br />

infine liofilizzati per rimuovere<br />

l’acqua. Il risultato finale è un<br />

materiale poroso che può essere<br />

utilizzato, ad esempio, al<br />

posto della lana di roccia. Ma<br />

non è solo il prodotto ad essere<br />

eco-compatibile. Il processo di<br />

realizzazione prevede infatti il<br />

riciclo dell’acqua che viene raccolta<br />

al termine della liofilizzazione,<br />

dopo lo scongelamento.<br />

<strong>La</strong> raccolta di materie plastiche non si ferma<br />

In un contesto di generale difficoltà,<br />

la riduzione dei consumi di materie plastiche,<br />

nel 2020, è stata nel complesso<br />

contenuta, grazie alla consistente crescita<br />

del settore medicale e di quello<br />

della disinfezione/detergenza, al deciso<br />

rilancio dell’alimentare confezionato e a<br />

un recupero generalizzato nella seconda<br />

metà dell’anno.<br />

“I risultati di questo bilancio, a fronte di<br />

un periodo emergenziale senza precedenti,<br />

dimostrano i passi avanti che il nostro<br />

Paese ha compiuto nell’ambito dell’organizzazione<br />

di un sistema di raccolta e<br />

riciclo degli imballaggi in plastica capace<br />

anche di fronteggiare cambi di prospettiva<br />

imprevisti e repentini”, ha commentato<br />

Giorgio Quagliuolo, presidente<br />

di Corepla. “Si è parallelamente diffusa<br />

una più spiccata sensibilità al corretto<br />

conferimento di questo tipo di rifiuti, che<br />

fa onore all’intera collettività nazionale.<br />

Non basta ovviamente. Siamo convinti<br />

che negli anni a venire sapremo offrire<br />

risposte adeguate agli ambiziosi target da<br />

conseguire”.<br />

Il quantitativo complessivo di imballaggi<br />

immessi al consumo sul territorio nazionale,<br />

per lo scorso anno, è stato stimato<br />

in 2.198 kt, con una flessione di circa<br />

il 5% rispetto al 2019. In controtendenza<br />

a questo dato, la raccolta differenziata<br />

degli imballaggi in plastica è cresciuta<br />

anche nel 2020: la raccolta conferita ai<br />

Centri di selezione, inclusiva di quella di<br />

competenza dei Sistemi autonomi, è stata<br />

pari a 1.433.203 tonnellate, con un aumento<br />

del 4% rispetto al 2019. Un nuovo<br />

record in termini di quantità trattata,<br />

che porta l’Italia ad un pro capite medio<br />

annuo di 23,7 kg. A guidare la classifica<br />

Valle d’Aosta, Umbria e Sardegna, con<br />

oltre 32 kg per abitante.<br />

Da notare come i risultati della raccolta<br />

delle singole Regioni si stiano<br />

sempre più avvicinando al dato medio<br />

nazionale, superando gli enormi divari<br />

che sino a tre anni fa caratterizzavano<br />

la situazione italiana.<br />

A fronte di 1.914.000 tonnellate di<br />

imballaggi in plastica immesse sul mercato<br />

e di pertinenza Corepla nel 2020, il<br />

Sistema Italia è riuscito a recuperarne<br />

1.820.270, che corrisponde al 95%, un<br />

dato che porta l’Italia sul podio dei paesi<br />

europei più virtuosi. Alle cifre della gestione<br />

consortile, vanno aggiunti i quantitativi<br />

di imballaggi in plastica riciclati da<br />

operatori industriali indipendenti provenienti<br />

dalle attività commerciali e industriali<br />

(249.500 tonnellate) per un riciclo<br />

complessivo di oltre 900.000 tonnellate.<br />

Sono stati recuperati poi anche quegli<br />

imballaggi che ancora non possono essere<br />

riciclati; Corepla ha infatti avviato a recupero<br />

energetico 377.807 tonnellate che<br />

sono state utilizzate per produrre energia<br />

al posto di combustibili fossili. ll materiale<br />

avviato da Corepla a recupero è stato<br />

destinato per il 75% a cementifici (43%<br />

in Italia e 32% all’estero) e per il restante<br />

25% a termovalorizzazione.<br />

32 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

32_33_NEWS AMBIENTE.indd 32 14/06/21 10:12


ambiente<br />

Una bottiglia elicoidale, al 100% di plastica riciclata<br />

Sostenibile, 100% riciclata, elicoidale<br />

con le gocce disposte nel<br />

rapporto aureo e prodotta nello<br />

stabilimento di Garessio che funziona<br />

ad energia eolica, naturale e<br />

pulita.<br />

S. Bernardo presenta la nuova<br />

bottiglia di plastica completamente<br />

riciclata arrivata sul mercato nel<br />

mese di maggio.<br />

“Questo è un naturale completamento<br />

di un percorso che pone<br />

sempre più al centro l’attenzione<br />

all’ambiente”, ha spiegato Antonio<br />

Biella direttore generale di S. Bernardo.<br />

L’azienda è da sempre attiva nella<br />

diffusione del consumo di acqua<br />

in vetro, possibilmente a rendere,<br />

e nella lattina in alluminio riciclabile<br />

anch’essa al 100% e vuole dare<br />

un’alternativa in più al consumatore,<br />

seguendone le esigenze e le<br />

sensibilità.<br />

Acqua S. Bernardo è un’azienda<br />

100% italiana che pone la massima<br />

attenzione nell’attuare concretamente<br />

un’economia elicoidale,<br />

evoluzione di quella circolare.<br />

Queste nuove bottiglie sono firmate<br />

dal designer Gabriele Gioria<br />

dello studio Kumooku.<br />

“Per questa bottiglia speciale<br />

abbiamo scelto di usare una forma<br />

a spirale e costellata con le caratteristiche<br />

Gocce disposte lungo la<br />

successione di Fibonacci, genio<br />

italiano della matematica, che ha<br />

applicato il rapporto aureo nel suo<br />

lavoro”, ha commentato Gabriele<br />

Gloria. “<strong>La</strong> nostra nuova bottiglia di<br />

Acqua S. Bernardo avrà un packaging<br />

completamente sostenibile”.<br />

“Anche dall’etichetta deve passare<br />

il messaggio ai nostri consumatori”,<br />

ha spiegato il direttore Biella.<br />

“Abbiamo pensato di posizionare<br />

le tipiche gocce S. Bernardo nella<br />

successione di Fibonacci, sotto<br />

l’etichetta invitando così il consumatore<br />

a differenziare il packaging<br />

e scoprire così un nuovo lato della<br />

nostra bottiglia. Per Acqua S. Bernardo<br />

l’attenzione all’ambiente è<br />

una costante nel tempo, tanto che<br />

da sempre consideriamo i nostri<br />

contenitori come una risorsa e non<br />

un rifiuto, a cui dare una seconda<br />

vita a ciclo produttivo ultimato”.<br />

Come le bottiglie di vetro che si<br />

trasformano in oggetti da collezione<br />

grazie alla creatività di artisti e<br />

artigiani italiani.<br />

<strong>La</strong> nuova bottiglia prodotta da S.<br />

Bernardo, oltre ad essere completamente<br />

riciclabile, come tutte le Gocce<br />

in Pet S. Bernardo, è composta al<br />

100% da plastica che ha già avuto<br />

una vita precedente. Questo avviene<br />

in completa sicurezza, perché il<br />

PET riciclato (Recycled polietilene<br />

tereftalato) mantiene le stesse caratteristiche<br />

del PET tradizionale: si<br />

tratta dunque di uno dei materiali<br />

migliori per mantenere inalterate<br />

le caratteristiche uniche di purezza<br />

originaria dell’acqua minerale.<br />

S. Bernardo ha scelto di cogliere<br />

immediatamente la grande opportunità<br />

della nuova normativa in materia<br />

che consente da quest’anno<br />

l’utilizzo di PET riciclato al 100%.<br />

From bottle to bottle<br />

“Il nostro impegno è per sostenere<br />

il circolo virtuoso del riuso e<br />

del riciclo, sperando che possa essere<br />

sempre maggiore: è per questo<br />

che abbiamo aderito a Coripet,<br />

il consorzio nazionale imballaggi in<br />

PET per alimenti che grazie all’azione<br />

del consumatore crea un circolo<br />

virtuoso attraverso il riuso dei materiali<br />

con il “from bottle to bottle”,<br />

ha aggiunto Biella.<br />

Attualmente, sul mercato, S.<br />

Bernardo è presente con confezioni<br />

di PET che utilizzano il 50%<br />

di materiale riciclato, rispettando<br />

a pieno il limite della precedente<br />

disposizione europea.<br />

Tutto ciò aggiunge un importante<br />

tassello nel completamento<br />

del progetto per un’attività sostenibile<br />

di Acqua S. Bernardo: da<br />

anni alimentiamo i nostri stabilimenti<br />

con energia eolica e ci poniamo<br />

come ambizioso obiettivo<br />

un consumo negativo delle risorse<br />

ambientali, in piena condivisione<br />

dell’Agenda 2030 Onu per<br />

lo sviluppo sostenibile.<br />

“Facciamo tutto quello che è<br />

possibile per dare il nostro contributo<br />

nel raggiungimento di<br />

questi obiettivi”, ha concluso il<br />

direttore Biella. Perché ogni goccia<br />

conta, come recita il claim di<br />

S. Bernardo.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 33<br />

32_33_NEWS AMBIENTE.indd 33 14/06/21 10:12


ambiente<br />

Una partnership<br />

per accelerare sul riciclo<br />

Dow e Mura Technology collaboreranno per lo sviluppo<br />

di un nuovo processo di riciclo avanzato delle materie plastiche.<br />

<strong>La</strong> tecnologia può recuperare tutte le tipologie,<br />

compresi i film flessibili multistrato spesso usati per gli imballaggi<br />

alimentari.<br />

Dow, società di primo piano nella<br />

scienza dei materiali, e Mura Technology,<br />

pioniera nel campo del riciclo<br />

avanzato della plastica a livello globale, hanno<br />

annunciato una partnership per preservare<br />

l’ambiente dai rifiuti di plastica.<br />

<strong>La</strong> collaborazione sosterrà il rapido sviluppo<br />

del nuovo processo di riciclo avanzato Hydro-<br />

PRS (Hydrothermal Plastic Recycling Solution)<br />

di Mura, volto a impedire che la plastica<br />

e il carbonio entrino nell’ambiente, creando al<br />

contempo le materie prime per un’economia<br />

circolare e sostenibile della plastica. L’accordo<br />

segna un passo importante in linea con<br />

l’impegno Dow a promuovere un’economia<br />

circolare della plastica e preservare l’ambiente<br />

dai rifiuti di plastica.<br />

<strong>La</strong> partnership combina l’esperienza di Dow<br />

nella scienza dei materiali, la sua presenza<br />

globale e le risorse finanziarie con la tecnologia<br />

innovativa di Mura, per produrre le materie<br />

prime circolari che vengono poi convertite<br />

nella plastica da riciclo, sempre più richiesta<br />

dai consumatori e dai marchi globali.<br />

<strong>La</strong> soluzione proprietaria di Mura HydroPRS è<br />

un rivoluzionario processo di riciclo avanzato<br />

che utilizza il vapore supercritico per riconvertire<br />

la plastica nelle sostanze chimiche e negli<br />

olii da cui è stata prodotta, da utilizzare in nuovi<br />

prodotti di plastica vergine equivalenti. HydroPRS<br />

può riciclare tutte le tipologie di plastica,<br />

comprese le plastiche flessibili multistrato<br />

utilizzate negli imballaggi, che sono attualmente<br />

più difficili da riciclare e spesso vengono<br />

incenerite o inviate in discarica.<br />

È importante tenere presente che la plastica<br />

ottenuta utilizzando questi prodotti riciclati è<br />

adatta per l’uso in imballaggi a contatto con<br />

gli alimenti, a differenza della maggior parte<br />

dei processi di riciclo convenzionali. Il processo<br />

di Mura non prevede alcun limite al<br />

numero di volte in cui lo stesso materiale può<br />

essere riciclato, il che significa che ha il potenziale<br />

per ridurre in modo significativo la<br />

Il nuovo sito industriale di Mura in<br />

costruzione a Teesside, nel Regno Unito<br />

34 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

34_35_ART DOW.indd 34 14/06/21 10:16


ambiente<br />

Steve Mahon, CEO<br />

di Mura Technology<br />

plastica utilizzata una sola<br />

volta e creare le materie prime<br />

per un’economia circolare.<br />

Inoltre, è previsto che i processi di riciclo<br />

avanzati consentiranno di risparmiare<br />

circa 1,5 tonnellate di CO 2<br />

per tonnellata di<br />

plastica riciclata, rispetto all’incenerimento di<br />

plastica non riciclata.<br />

Dow giocherà un ruolo importante come produttore<br />

globale di materie plastiche, dimostrando<br />

che la soluzione di Mura può soddisfare<br />

sia la sostenibilità sia i bisogni<br />

dell’industria e che i prodotti realizzati tramite<br />

HydroPRS possono essere utilizzati su larga<br />

scala per produrre nuove materie plastiche.<br />

Il primo impianto al mondo che utilizzerà HydroPRS<br />

è in fase di sviluppo a Teesside, nel<br />

Regno Unito, con la prima linea da 20.000<br />

tonnellate all’anno che dovrebbe essere<br />

operativa nel 2022. Una volta completate tutte<br />

e quattro le linee, Mura sarà in grado di riciclare<br />

fino a 80.000 tonnellate di rifiuti di<br />

plastica all’anno, fornendo a Dow i materiali<br />

prodotti dal processo. Dow utilizzerà questi<br />

materiali per sviluppare nuova plastica vergine<br />

per applicazioni come imballaggi alimentari<br />

e altri prodotti di imballaggio da far ricircolare<br />

nella supply chain globale, creando<br />

una vera economia circolare della plastica.<br />

“Siamo lieti di offrire le nostre risorse e la nostra<br />

esperienza per supportare lo sviluppo di<br />

Carsten <strong>La</strong>rsen, Commercial Director Plastic<br />

Circularity EMEA & APAC, Dow Packaging<br />

and Specialty Plastics<br />

cial Director Plastic Circularity<br />

EMEA & APAC, Dow<br />

Packaging and Specialty<br />

Plastics. “Ci impegniamo<br />

ad attuare<br />

un vero cambiamento<br />

per impedire che<br />

la plastica vada sprecata<br />

e per accelerare il<br />

percorso verso un’economia<br />

più circolare. Sappiamo<br />

che il raggiungimento di questo<br />

obiettivo richiederà un alto livello di<br />

innovazione e investimenti e non possiamo<br />

farlo da soli. Ecco perché la nostra partnership<br />

con Mura è così entusiasmante e perché<br />

crediamo che costituirà un pilastro chiave<br />

della nostra strategia di riciclo”.<br />

“L’inquinamento da plastica è una sfida globale<br />

e il nostro obiettivo è affrontarlo a testa<br />

alta recuperando milioni di tonnellate di rifiuti<br />

di plastica ogni anno e rimettendoli in circolo<br />

come una preziosa risorsa per i più grandi<br />

marchi del mondo”, dichiara Steve Mahon,<br />

CEO di Mura Technology. “Stiamo cambiando<br />

il modo in cui il mondo pensa alla plastica,<br />

non come a qualcosa da buttare via, ma<br />

come a un prodotto che può essere utilizzato<br />

più e più volte e in modo sostenibile, senza<br />

danneggiare l’ambiente naturale. <strong>La</strong> nostra<br />

partnership con Dow contribuirà a rendere<br />

tutto ciò una realtà per i marchi globali e a realizzare<br />

un’economia circolare della plastica a<br />

livello mondiale entro il prossimo decennio”.<br />

Questa “risorsa persa” di rifiuti di plastica è<br />

un’enorme opportunità economica, valutata<br />

fino a 120 miliardi di dollari all’anno secondo il<br />

World Economic Forum. <strong>La</strong> produzione globale<br />

di plastica crea inoltre circa 390 milioni di<br />

tonnellate di CO 2<br />

ogni anno, equivalenti a oltre<br />

172 milioni di automobili. <strong>La</strong> produzione di<br />

questo processo di riciclo davvero rivoluzionario”,<br />

commenta Carsten <strong>La</strong>rsen, Commerplastica<br />

rappresenta circa il 6% del consumo<br />

globale di petrolio: implementando una tecnologia<br />

in grado di riciclare tutta la plastica e<br />

creando gli ingredienti per un’economia circolare<br />

della plastica, il riciclo avanzato può ridurre<br />

l’uso del petrolio da parte dell’industria chimica.<br />

Mura offre la prospettiva di ridurre<br />

drasticamente i rifiuti di plastica e le emissioni<br />

associate attribuite a tali rifiuti.<br />

Per ridurre i rifiuti di plastica, Mura ha progettato<br />

il suo modello di business per una rapida<br />

diffusione e sta costruendo una rete di partner<br />

a livello globale. Dow si unisce ad altri<br />

importanti player come KBR Inc., una società<br />

multinazionale di servizi di ingegneria con<br />

sede negli Stati Uniti, Wood, una società di<br />

consulenza e ingegneria, e Igus GmbH, leader<br />

nelle materie plastiche industriali, come<br />

partner per accelerare l’implementazione<br />

della tecnologia di Mura in tutto il mondo. Il<br />

processo HydroPRS di Mura utilizza al suo<br />

interno la tecnologia Cat-HTR che è stata sviluppata<br />

ed è proprietà di Licella Holdings Limited,<br />

Nuovo Galles del Sud, Australia.<br />

Accanto al suo primo stabilimento nel Regno<br />

Unito, Mura ha identificato opportunità di sviluppo<br />

in Germania e negli Stati Uniti, dove<br />

svilupperà nuovi impianti di riciclo nei prossimi<br />

cinque anni, e nei mercati asiatici, come<br />

parte di un rapido lancio che vedrà una capacità<br />

di riciclo di un milione di tonnellate in tutto<br />

il mondo entro il 2025. <strong>La</strong> partnership con<br />

Dow sarà un fattore chiave di questo obiettivo.<br />

Mura sta continuando a raccogliere fondi per<br />

attuare un’ulteriore espansione ed è in trattativa<br />

con una serie di investitori.<br />

Questa nuova collaborazione è un ulteriore<br />

esempio di come Dow stia lavorando con i<br />

partner per dare slancio alle tecnologie di riciclo<br />

avanzate e per promuovere soluzioni<br />

innovative che impediscano ai rifiuti di plastica<br />

di entrare nell’ambiente. Nel 2019, Dow<br />

ha annunciato una partnership con Fuenix<br />

per fornire materie prime ottenute da rifiuti di<br />

plastica riciclata.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 35<br />

34_35_ART DOW.indd 35 14/06/21 10:16


ambiente<br />

L’obiettivo di Basf: neutralità climatica entro il 2050<br />

Sulla base dei più recenti progressi<br />

nello sviluppo di tecnologie<br />

che permettono basse o nulle<br />

emissioni di CO 2<br />

, Basf prevede<br />

di ridurre entro il 2030 le sue<br />

emissioni di gas serra in tutto il<br />

mondo del 25% rispetto al 2018,<br />

nonostante la crescita programmata<br />

e la costruzione di un grande<br />

sito Verbund nel sud della Cina.<br />

Escludendo gli effetti della crescita<br />

programmata, il target significa<br />

dimezzare le emissioni di CO 2<br />

nelle<br />

attività correnti entro la fine di<br />

questo decennio. Per raggiungere<br />

l’obiettivo Basf investirà fino a 4<br />

miliardi di euro entro il 2030.<br />

“Il cambiamento climatico è la<br />

più grande sfida del XXI secolo”,<br />

afferma Martin Brudermüller<br />

Chairman del Board of Executive<br />

Directors di Basf. “In risposta,<br />

dobbiamo adattare i nostri<br />

processi e la nostra offerta di<br />

prodotti. Dobbiamo accelerare<br />

questa trasformazione adesso.<br />

Dobbiamo prima concentrarci sui<br />

passi iniziali di questo viaggio,<br />

non su quelli finali. Questo è il<br />

motivo per cui Basf aumenterà il<br />

suo utilizzo di energie rinnovabili.<br />

Intendiamo accelerare lo sviluppo<br />

Martin Brudermüller<br />

Chairman del Board of Executive<br />

Directors di Basf<br />

e la diffusione di nuovi processi<br />

per la produzione di sostanze<br />

chimiche senza emissioni CO 2<br />

.<br />

Con la trasparenza e le offerte di<br />

prodotti Basf in cui ridurremo in<br />

modo sistematico e incrementale<br />

l’impronta di carbonio, aiutiamo<br />

i nostri clienti, in tutti i settori, a<br />

ridurre a loro volta l’impronta di<br />

carbonio delle loro soluzioni”.<br />

Nuove tecnologie per superare i<br />

combustibili fossili<br />

Al centro della transizione c’è<br />

l’uso di nuove tecnologie, che<br />

sostituiranno i combustibili fossili<br />

come il gas naturale con l’elettricità<br />

da fonti rinnovabili.<br />

<strong>La</strong> maggior parte di queste tecnologie<br />

sono state sperimentate<br />

da Basf in collaborazione con i<br />

partner e sono attualmente in una<br />

fase pilota. Una delle nuove tecnologie<br />

più importanti che l’azienda<br />

sta attualmente sviluppando sono<br />

gli steamcracker riscaldati elettricamente<br />

per la produzione di prodotti<br />

chimici di base come etilene,<br />

propilene e butadiene. Parallelamente<br />

l’azienda sta lavorando anche<br />

per ottenere una produzione<br />

di idrogeno senza CO 2<br />

, attraverso<br />

l’elettrolisi dell’acqua e la pirolisi<br />

del metano, e sull’uso di pompe<br />

di calore elettriche per produrre,<br />

dal calore di scarto, vapore senza<br />

emissioni di CO 2<br />

.<br />

Basf prevede che questo passaggio<br />

a processi di produzione<br />

neutrali dal punto di vista climatico<br />

porterà a un forte aumento della<br />

domanda di elettricità nei principali<br />

stabilimenti del gruppo, incluso<br />

il più grande sito di produzione a<br />

Ludwigshafen. Dal 2035 circa, la<br />

domanda di elettricità del gruppo<br />

dovrebbe essere più di tre volte<br />

superiore a quella odierna.<br />

“Ciò richiederà investimenti per<br />

lo sviluppo e la costruzione di nuovi<br />

impianti di produzione”, aggiunge<br />

Brudermüller. “Una condizione<br />

preliminare per la trasformazione<br />

della produzione chimica è l’affidabile<br />

disponibilità di grandi quantità<br />

di elettricità rinnovabile a prezzi<br />

competitivi. Al momento non è<br />

così in Germania. Basf mira quindi<br />

a partecipare agli investimenti in<br />

impianti di generazione di energia<br />

rinnovabile per soddisfare la propria<br />

domanda. Anche le condizioni<br />

quadro normative sono essenziali<br />

per rendere questa trasformazione<br />

economicamente fattibile”.<br />

Poiché sostituire i processi di<br />

produzione esistenti che sono<br />

altamente efficienti con nuovi<br />

impianti è una attività ad alta intensità<br />

di capitale, Basf sta cercando<br />

di ottenere finanziamenti<br />

da programmi europei e nazionali<br />

come IPCEI (Important Projects<br />

of Common European Interest).<br />

“Siamo convinti che alla fine tutti<br />

gli attori coinvolti lavoreranno<br />

insieme per rendere economicamente<br />

efficace questa trasformazione<br />

unica nel suo genere”,<br />

afferma ancora Brudermüller.<br />

“Ciò include anche il fatto che<br />

i consumatori accettino prezzi<br />

più elevati per i prodotti a basso<br />

impatto di CO 2<br />

in tutta la catena<br />

del valore per compensare costi<br />

operativi più elevati e investimenti<br />

aggiuntivi. Per raggiungere questo<br />

obiettivo, abbiamo bisogno di<br />

una nuova cooperazione tra l’industria<br />

e i responsabili politici che<br />

porti a normative positive e orientate<br />

ai risultati e preservi la nostra<br />

competitività internazionale”.<br />

36 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

36_37_NEWS AMBIENTE.indd 36 14/06/21 10:25


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CE LA FAREMO<br />

GUARDIAN TM<br />

ICF - Rivista dell'Industria Chimica<br />

e Farmaceutica è la nuova rivista di<br />

Interprogetti che, oltre ad offrire un quadro<br />

esaustivo sullo stato dell'arte dei due<br />

settori di riferimento, rappresenta uno<br />

strumento di lavoro qualificato, attraverso<br />

una presentazione completa dell'innovazione<br />

tecnologica ad essi dedicata.<br />

Tecnologie Alimentari, la rivista<br />

tecnico-scientifica di riferimento per<br />

i tecnologi alimentari, illustra le reali<br />

innovazioni, con i contributi dei massimi<br />

esperti dei diversi comparti del<br />

settore. Ingredienti macchine e attrezzature<br />

per ottenere l'eccellenza<br />

del prodotto alimentare.<br />

<strong>La</strong> Subfornitura, la rivista che presenta<br />

l'attuale realtà della lavorazione<br />

per conto terzi, i cui protagonisti<br />

hanno acquisito una maggiore specializzazione<br />

e collaborano con il<br />

committente per la messa a punto<br />

del prodotto finito.<br />

<strong>La</strong> <strong>Plastica</strong> Oggi e Domani rivista<br />

dedicata al settore materie plastiche<br />

che fornisce, un’informazione esaustiva<br />

sulle nuove tecnologie, i materiali<br />

e le applicazioni.<br />

icf<br />

RIVISTA<br />

DELL’ INDUSTRIA<br />

CHIMICA E<br />

FARMACEUTICA<br />

Italia: ❏ spedizione ordinaria 40,00 €<br />

❏ contrassegno 43,00 €<br />

Estero: ❏ spedizione ordinaria 58,50 €<br />

❏ spedizione prioritaria Europa 65,00 €<br />

❏ spedizione prioritaria Africa, America, Asia 92,00 €<br />

❏ spedizione prioritaria Oceania 140,00 €<br />

Italia: ❏ spedizione ordinaria 61,00 €<br />

❏ contrassegno 65,00 €<br />

Estero: ❏ spedizione ordinaria 89,50 €<br />

❏ spedizione prioritaria Europa 101,00 €<br />

❏ spedizione prioritaria Africa, America, Asia 125,00 €<br />

❏ spedizione prioritaria Oceania 140,00 €<br />

Italia: ❏ spedizione ordinaria 61,00 €<br />

❏ contrassegno 65,00 €<br />

Estero: ❏ spedizione ordinaria 89,50 €<br />

❏ spedizione prioritaria Europa 101,00 €<br />

❏ spedizione prioritaria Africa, America, Asia 125,00 €<br />

❏ spedizione prioritaria Oceania 140,00 €<br />

Indirizzo a cui vanno effettuate le spedizioni:<br />

Nome ..............................................................................................<br />

Cognome........................................................................................<br />

Ditta/ente ........................................................................................<br />

Via...................................................................................................<br />

Città ...............................................................................................<br />

Prov .................Cap ..........................Naz .......................................<br />

Tel. ..................................................................................................<br />

e-mail .............................................................................................<br />

Informativa a richiesta di consenso - d.lgs 196/2003. Ai sensi dell’art.11 della Legge 675/96<br />

ed in relazione all’informativa che avete fornito sui dati richiesti, si esprime il consenso al trattamento<br />

ed alla comunicazione degli stessi.<br />

Firma ...............................................................................................<br />

Modalità di pagamento:<br />

❏<br />

Assegno bancario allegato alla presente in busta chiusa<br />

❏ Bonifico bancario IBAN IT10 T031 0422 9030 0000 0820 424<br />

❏<br />

Carta di credito:<br />

❏<br />

❏<br />

Scadenza ..................................................................................<br />

Italia: ❏ spedizione ordinaria 45,00 €<br />

❏ contrassegno 48,00 €<br />

Estero: ❏ spedizione ordinaria 60,00 €<br />

❏ spedizione prioritaria Europa 70,00 €<br />

❏ spedizione prioritaria Africa, America, Asia 85,00 €<br />

❏ spedizione prioritaria Oceania 100,00 €<br />

n. carta<br />

Titolare carta .............................................................................<br />

Firma ...............................................................................................<br />

Servizio abbonamenti<br />

Interprogetti Editori Srl - Via Statale 39 - 23888 <strong>La</strong> Valletta Brianza (LC)<br />

Tel/fax +39 039 5153705 - E-mail: abbonamenti@interprogettied.com<br />

36_37_NEWS AMBIENTE.indd 37 14/06/21 10:25


macchine<br />

Granulatori per il riciclo di plastiche biodegradabili<br />

CMG fornisce tecnologie e soluzioni<br />

progettate per l’industria del riciclo, tutte<br />

certificate per conformità Industria 4.0. Le<br />

soluzioni di CMG prevedono granulatori, trituratori,<br />

nastri di alimentazione integrati, sistemi<br />

di evacuazione e trasporto rimacinato,<br />

depolverazione, gestione delle polveri e<br />

filtraggio dell’aria. Il parco macchine installato<br />

di CMG è considerevole: oltre 30.000<br />

unità fornite ai propri clienti nei 42 anni di<br />

attività della società.<br />

Le plastiche biodegradabili sono polimeri<br />

speciali progettati per biodegradarsi dopo<br />

l’uso. Inoltre, le plastiche biodegradabili<br />

hanno caratteristiche fisiche uniche che non<br />

corrispondono a quelle dei polimeri convenzionali.<br />

<strong>La</strong> lavorazione delle plastiche biodegradabili<br />

è altrettanto unica, in quanto sono<br />

molto sensibili al calore ed allo stress meccanico.<br />

<strong>La</strong> disponibilità di tecnologie per<br />

trattare i cosiddetti scarti post-industriali o<br />

post-consumo è scarsa o inesistente.<br />

Sovente i sistemi di granulazione convenzionali<br />

non riescono a processare adeguatamente<br />

gli scarti da produzioni di biodegradabili.<br />

Di conseguenza questi non sono<br />

reintrodotti nel processo produttivo, bensì<br />

vengono immessi in circuiti di riciclo convenzionali<br />

a loro volta scarsamente equipaggiati<br />

di tecnologie specifiche.<br />

<strong>La</strong> nuova tecnologia Bio-Gran di CMG è<br />

stata progettata per raggiungere l’obiettivo di<br />

consentire il riciclo e la reintroduzione degli<br />

scarti di produzione nel sito di produzione,<br />

eseguendo un’adeguata riduzione dimensionale<br />

e conseguente stoccaggio/trattamento/<br />

lavorazione così da non compromettere l’integrità<br />

del polimero. Il tasso di scarto, prevalentemente<br />

derivante dalle fasi finali di post<br />

produzione del prodotto, può essere di pochi<br />

punti percentuale fino a decine di punti percentuale.<br />

<strong>La</strong> tecnologia Bio-Gran è stata progettata<br />

per gestire da piccole a grandi quantità<br />

di polimero in modo efficace ed affidabile<br />

preservando tutte le caratteristiche fisiche e<br />

meccaniche del polimero stesso.<br />

Le prime unità Bio-Gran sono oggi in funzione<br />

presso siti industriali che producono<br />

prodotti di plastica biodegradabile e un’unità<br />

è disponibile presso il Technical Center di<br />

CMG a Budrio (BO). <strong>La</strong> gamma di capacità<br />

della linea Bio-Gran si estende da 200<br />

kg/h a 2.000 kg/h.<br />

Bio-Gran è una tecnologia “patent<br />

pending” (domanda di brevetto depositata)<br />

ed è stata sviluppata al 100%<br />

da CMG.<br />

Una forte presenza internazionale<br />

Con headquarters, sito produttivo e technical<br />

center in Italia, e un grande network distributivo<br />

nell’industria della plastica, CMG è<br />

attiva in tutto il mondo con centri di servizio<br />

tecnico, ricambi e vendite localizzati.<br />

L’azienda oggi dispone di una delle più<br />

ampie e qualificate gamme di prodotto che<br />

coprono tutti i settori della trasformazione<br />

delle materie plastiche.<br />

Con oltre 30.000 unità installate in Europa,<br />

America, Medio Oriente e Asia, CMG è<br />

oggi tra le società di riferimento internazionale<br />

nel settore.<br />

38 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

38_38_NEWS MACCHINE.indd 38 14/06/21 10:33


saldatura<br />

Un e-shop dedicato alla saldatura della plastica<br />

Leister Technologies Italia, filiale<br />

della multinazionale svizzera<br />

specializzata nella progettazione<br />

e realizzazione di soluzioni per<br />

la saldatura della plastica e l’aria<br />

calda di processo, è ora presente<br />

anche sul mercato online con il<br />

proprio e-shop.<br />

Il nuovo sito nasce a seguito<br />

di una riflessione sullo sviluppo<br />

delle vendite online, in particolare<br />

nell’attuale congiuntura.<br />

“Sono diversi anni che il trend<br />

del commercio elettronico è in<br />

continua espansione; un ulteriore<br />

impulso è stato dato dalla pandemia<br />

e dalla conseguente riduzione<br />

della possibilità e opportunità di<br />

frequentare punti vendita fisici”,<br />

ha spiegato Paolo Possa, General<br />

Manager di Leister Technologies<br />

Italia. “L’accelerazione non ha riguardato<br />

solo gli acquisti in rete nel settore solo nel<br />

B2C: l’incremento è stato notevole anche nel<br />

B2B. Per un’azienda sotto molti aspetti all’avanguardia<br />

come Leister, essere presenti con<br />

una propria vetrina virtuale era doveroso”.<br />

Il sito per il mercato italiano, leistershop.<br />

it, arriva quindi in un momento in cui l’esigenza<br />

di avere a disposizione un ampio<br />

catalogo di soluzioni efficienti per il proprio<br />

lavoro e riceverle comodamente senza doversi<br />

muovere dalla sede della propria attività<br />

è particolarmente sentita.<br />

Praticità e sicurezza<br />

Da oggi chi è alla ricerca di soluzioni per la<br />

saldatura e la lavorazione della plastica può<br />

acquistare i prodotti Leister 24 ore su 24,<br />

7 giorni su 7, in maniera molto semplice,<br />

pratica e sicura. Il sito è costruito su piattaforma<br />

Shopify: le transazioni avvengono<br />

con carta di credito in totale sicurezza grazie<br />

alla competenza del partner a cui l’azienda<br />

si appoggia.<br />

<strong>La</strong> semplicità e la praticità derivano dal fatto<br />

di poter ordinare in pochi click, con un iter<br />

snello e prezzi chiari in partenza.<br />

Rispetto al processo di acquisto tradizionale<br />

– che prevede la richiesta di un’offerta via<br />

telefono o mail, la preparazione dell’offerta da<br />

parte di Leister, la conferma da parte del cliente,<br />

la trasmissione delle coordinate bancarie e<br />

il perfezionamento del pagamento mediante<br />

bonifico – l’acquisto online è indubbiamente<br />

un processo di acquisto più semplice e agile.<br />

Oltre a non presentare limitazioni di orario,<br />

il sito non impone limiti di spesa: è infatti<br />

a disposizione per acquisti di qualsiasi<br />

entità, senza importo minimo fatturabile. Se<br />

l’ordine è superiore a 75 euro la consegna è<br />

gratuita in tutta Italia.<br />

Per acquistare tramite il sito è necessario<br />

indicare una partita IVA italiana: poiché il sito<br />

si rivolge ad aziende e ad artigiani che usano i<br />

prodotti Leister per fini professionali, questo<br />

non costituisce una particolare limitazione.<br />

Non solo vendite<br />

Le funzioni del nuovo sito vanno oltre il<br />

classico servizio di vendita online: leistershop.it<br />

si propone anche come piattaforma<br />

di comunicazione con il cliente.<br />

Una sezione del sito sarà dedicata agli eventi<br />

in programmazione: Leister Italia, infatti,<br />

durante tutto l’anno organizza o partecipa ad<br />

eventi che possono essere interessanti per il<br />

cliente, come le fiere (confidando nella ripresa<br />

degli eventi in presenza) oppure i webinar dedicati<br />

ai vari segmenti di mercato (formula più<br />

innovativa che grazie a tecnologie sempre più<br />

diffuse consente di mettere a disposizione dei<br />

clienti informazioni e contenuti di valore pur<br />

rimanendo a distanza).<br />

Non mancherà inoltre un’area blog, dedicata<br />

alle storie che arrivano direttamente dai<br />

cantieri o dalle aziende.<br />

Una sezione del sito leistershop.it sarà<br />

dedicata alle novità di prodotto. Non sempre<br />

è possibile far arrivare a tutti i clienti l’informazione<br />

su un nuovo prodotto disponibile;<br />

il sito fornisce una “vetrina” che rende facilmente<br />

disponibili a tutti e simultaneamente i<br />

dettagli riguardanti queste novità.<br />

Dalla navigazione semplice e intuitiva, leistershop.it<br />

presenta il prodotto del momento<br />

in home page (attualmente, la nuova saldatrice<br />

automatica per pavimenti Unifloor 500, ma<br />

il posto d’onore sarà assegnato a turno anche<br />

ad altri prodotti di punta dell’azienda, che si<br />

tratti di novità o di articoli in promozione).<br />

In home page è immediatamente visibile<br />

anche la suddivisione dei prodotti in nove<br />

macroaree: sei dedicate alle soluzioni per la<br />

saldatura e lavorazione della plastica e tre<br />

dedicate a soluzioni particolari per il Process<br />

Heat (Calore di processo), per il DIY<br />

(Weldy) e per l’accensione di caldaie a legno<br />

o a pellet (Igniter).<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 39<br />

39_39_NEWS SALDATURA.indd 39 14/06/21 10:35


estrusione<br />

Estrusori bi-vite<br />

per il compounding<br />

A Chinaplas <strong>2021</strong> Coperion<br />

ha presentato diverse<br />

tecnologie per affrontare<br />

le attuali sfide del comparto:<br />

dal riciclo alla produzione<br />

di plastiche biodegradabili.<br />

a cura di Elena Marzorati<br />

All’ultima edizione di Chinaplas, ad<br />

aprile scorso, presso lo Shenzen<br />

World Exhibition & Convention<br />

Center, Coperion GmbH di Stoccarda e Coperion<br />

K-Tron, rappresentata in Italia da<br />

Montenegro, hanno presentato le ultime<br />

tecnologie per la lavorazione delle materie<br />

plastiche. Tra i prodotti esposti nella hall 10,<br />

spiccava l’estrusore bivite ZSK 70 Mc18<br />

con il dosatore bivite a perdita di peso K<br />

Tron T35. In mostra anche l’estrusore bivite<br />

da laboratorio STS 25 Mc11, con dosatore<br />

NT28 di Colormax Systems. Entrambi i sistemi<br />

per la compoundazione sono ottimali<br />

per affrontare le attuali sfide del comparto<br />

della plastica, come il riciclo o la produzione<br />

di plastiche biodegradabili. Sono state<br />

disponibili ulteriori soluzioni di alta precisione<br />

e alimentazione flessibile: il dosatore vibrante<br />

Colormax Systems V50 e il sistema<br />

completo Coperion K-Tron in una struttura<br />

mobile composta da un dosatore bivite a<br />

perdita di peso T35 Quick Chance munito di<br />

attivatore smart di solidi sfusi, un’EPC (Compensatore<br />

di pressione elettronico) e un ricevitore<br />

a vuoto per la ricarica. Allo stand di<br />

Coperion i visitatori hanno altresì potuto informarsi<br />

sui vantaggi delle soluzioni modulari<br />

“chiavi in mano” Coperion MTS. Queste<br />

linee intelligenti di compoundazione includono<br />

la tecnologia all’avanguardia per tutte<br />

le fasi della lavorazione di Coperion e Coperion<br />

K-Tron e sono “plasmate” sul mercato<br />

asiatico.<br />

Tecnologie per diverse lavorazioni<br />

delle materie plastiche<br />

Quale rappresentante della serie ZSK di<br />

estrusori bivite a elevate performance, Coperion<br />

ha esposto all’ultimo Chinaplas l’estrusore<br />

ZSK 70 Mc18 con vite dal diametro<br />

di 70 mm. Con una coppia specifica di<br />

18 Nm/cm 3 , raggiunge elevati livelli di portata<br />

e la massima qualità del prodotto fina-<br />

le. Gli estrusori ZSK offrono una notevole<br />

flessibilità, affidabilità e una produzione<br />

ottimizzata. L’estrusore ZSK 70 Mc 18<br />

esposto in fiera è progettato per la produzione<br />

di tecnopolimeri e può lavorare tra i<br />

1200 e i 1600 kg/h. Per via di alcune aree<br />

particolarmente gravose del processo, Coperion<br />

utilizza un materiale per i barilotti<br />

dell’estrusore capaci di garantire un’elevata<br />

protezione contro l’usura e la corrosione.<br />

Lo ZSK 70 Mc18 è stato esposto con un<br />

dosatore bivite gravimetrico di elevata precisione,<br />

il Coperion K-Tron T 35.<br />

Coperion ha introdotto anche un estrusore<br />

da laboratorio STS 25 Mc11 con un diametro<br />

vite da 25 mm che include tutti i vantaggi<br />

della serie STS Mc11. Con la sua progettazione<br />

semplice, è molto user-friendly e facile<br />

da igienizzare. <strong>La</strong> struttura di base ha una<br />

superficie chiusa e semplice da pulire ed è<br />

dotata di rotelle per un’agevole movimentazione<br />

dell’estrusore e una facile installazione.<br />

Avendo lo stesso rapporto del diametro<br />

della vite D0/D1 pari a 1,55 e la stessa coppia<br />

massima specifica Md/a 3 pari a 11,3<br />

Nm/cm3 dell’intera serie di estrusori STS<br />

Mc11, i parametri di produzione dell’STS 25<br />

40 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

40_41_ART_COPERION.indd 40 14/06/21 10:38


estrusione<br />

Mc 11 possono essere affidabilmente scalati<br />

a dimensioni più ampie dell’STS, il che lo<br />

rende il sistema di compoundazione ottimale<br />

per lo sviluppo di ricette e per la ricerca<br />

scientifica di base. È altresì ideale per la<br />

produzione di lotti di piccole dimensioni di 2<br />

kg e oltre e raggiunge produttività sino a 80<br />

kg/h. L’STS 25 Mc11 che Coperion ha esposto<br />

a Chinaplas era abbinato al dosatore<br />

bivite a perdita di peso C/S-LW-NT28 di Colormax<br />

Systems.<br />

Dosatori di precisione<br />

Coperion ha esposto anche un dosatore di<br />

precisione Coperion K-Tron K2-ML-<br />

D5-T35/S60 Quick Change, caratterizzato<br />

dall’attivatore smart di solidi sfusi e dalla<br />

compensazione elettronica della pressione<br />

(EPC) unita al ricevitore a vuoto per ricarica<br />

della serie 2400. Il dosatore con cambio<br />

formato veloce (QC quick change) esposto<br />

è stato progettato per applicazioni che<br />

richiedono un cambio rapido dei materiali<br />

e la comodità di una pulizia veloce. Il dosatore<br />

QC consente di rimuovere l’intero modulo<br />

di alimentazione con le viti in posizione<br />

per la sostituzione con una seconda<br />

unità. Il modulo rimosso si può successivamente<br />

trasportare in un centro di igienizzazione<br />

per un ulteriore disassemblaggio e<br />

pulizia e approntare per un altro materiale.<br />

Estrusore bivite ZSK 70 Mc18<br />

vono polveri a flusso libero, granuli, pellet e<br />

altri materiali più solidi, mentre le unità bivite<br />

sono perfette per polveri poco fluibili, e<br />

materiali più difficili, appiccicosi e dal transito<br />

difficoltoso.<br />

L’attivatore smart di solidi sfusi ActiFlow offre<br />

un metodo innovativo per evitare in modo affidabile<br />

l’ostruzione di materiali sfusi coesivi<br />

in tramogge in acciaio inox senza agitazione<br />

interna. ActiFlow è un dispositivo composto<br />

da un azionamento vibratorio in fase di brevetto<br />

e di un’unità di controllo intelligente,<br />

specificamente progettata per operare con<br />

la linea Coperion K-Tron di dosatori gravimetrici<br />

a perdita di peso. Assieme all’unità di<br />

controllo ActiFlow, attiva continuamente il<br />

materiale all’interno della tramoggia con una<br />

frequenza e un’ampiezza ottimizzate, senza<br />

esercitare nessuna forza meccanica sul materiale<br />

sfuso. Il T35 è altresì munito del sistema<br />

EPC (Electronic Pressure Compensation)<br />

di Coperion K-Tron per i dosatori a perdita di<br />

peso. EPC è una soluzione intelligente, ma<br />

semplice per una compensazione della<br />

pressione precisa e stabile nelle tramogge e<br />

negli sbocchi degli alimentatori.<br />

<strong>La</strong> serie 2400 di ricevitori a vuoto offre un<br />

sistema di sequenziamento di elevata capacità<br />

usato soprattutto quando sono richiesti<br />

alti livelli di trasporto o lunghe distanze,<br />

nel caso di applicazioni con<br />

destinazione singola o multipla. Vengono<br />

progettati per standard di elevata qualità<br />

per movimentare pneumaticamente polveri,<br />

pallet e materiali granulari per le industrie<br />

che muovono materiali sfusi. I tassi di<br />

trasporto variano da 720 a 15.000 ib/h (da<br />

327 a 6804 kg all’ora). In fiera è stato esposto<br />

il ricevitore di pellet 2415.<br />

Soluzioni modulari collaudate<br />

e chiavi in mano<br />

All’ultima edizione di Chinaplas, Coperion<br />

ha anche presentato le sue linee di compoundazione<br />

progettate in modo speciale<br />

Dosatore<br />

bivite<br />

gravimetrico<br />

Coperion<br />

K-Tron T 35<br />

Sono disponibili moduli a vite doppia e singola.<br />

Le unità di dosaggio monovite muoper<br />

il mercato asiatico. Queste linee prefigurate<br />

includono la tecnologia avanzata<br />

Coperion e Coperion K-Tron per tutte le<br />

fasi del processo: dalla movimentazione<br />

di materie prime ai dosatori, l’estrusore bivite<br />

Coperion STS Mc11 e il palettizzatore<br />

a trefoli e soluzioni di trasporto e insaccamento.<br />

Tali soluzioni totali sono disponibili<br />

in diverse versioni, ognuna delle quali ottimizzata<br />

per un’applicazione di lavorazione<br />

plastica. Il concetto “smart” contempla<br />

un elevato livello di automazione con la<br />

massima digitalizzazione e la movimentazione<br />

ottimizzata di polveri per mantenere<br />

l’area di produzione pulita. Inoltre, Coperion<br />

offre un ampio supporto per una progettazione<br />

ottimale comprensiva di tutti i<br />

requisiti per la logistica di consegna di<br />

materie prime e la movimentazione di prodotti<br />

finiti, come pure spazio per la manutenzione.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 41<br />

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estrusione<br />

Sistema di schiumatura integrato nella linea<br />

Meaf Machines ha aggiunto alla sua linea<br />

di dimostrazione un sistema Promix per la<br />

schiumatura integrato nella linea d’estrusione.<br />

A partire da metà maggio, ciò consente<br />

ai clienti di acquisire esperienza pratica con<br />

questa attrezzatura per il risparmio di materiale<br />

utilizzando, per il processo, i propri<br />

polimeri. I potenziali risparmi derivanti dai sistemi<br />

Promix si aggiungono ai vantaggi degli<br />

estrusori Meaf, che sono già tra i migliori per<br />

efficienza energetica ed economia.<br />

“L’espansione fisica offre un notevole potenziale<br />

di risparmio di materiale per i processi<br />

di estrusione”, ha affermato Roald de<br />

Bruijne, direttore delle vendite presso Meaf.<br />

“Promix sta definendo nuovi standard nella<br />

produzione di espansi microcellulari con una<br />

struttura cellulare molto omogenea e una stabilità<br />

del processo senza precedenti, mentre<br />

utilizzano agenti espandenti eco-compatibili<br />

come CO 2<br />

e azoto. A seconda dell’applicazione,<br />

è possibile ottenere riduzioni di densità<br />

dal 5 a oltre il 30%. Il conseguente risparmio<br />

di materiale non solo andrà a vantaggio dei<br />

trasformatori di plastica, ma anche dei loro<br />

clienti e dell’ambiente”.<br />

“Quando si sceglie un nuovo tipo di materia<br />

prima, miscela di materiali o un nuovo<br />

fornitore di macchinari, è sempre utile poter<br />

eseguire un test prima di decidere il modo<br />

migliore per procedere”, ha aggiunto Roald.<br />

“È come fare un giro di prova quando vuoi<br />

comprare un’auto nuova. Con la linea di test<br />

pilota e dimostrazione interna di Meaf, forniamo<br />

questa possibilità ai nostri clienti. <strong>La</strong><br />

nostra linea di estrusione è stata progettata<br />

e costruita per integrare le più recenti tecnologie,<br />

come l’espansione fisica e un’ampia<br />

varietà di materiali per le esigenze di confezionamento,<br />

che si tratti di PET, PE, GPPS,<br />

PS, PP, PLA o biodegradabili”.<br />

Per qualsiasi estrusione di fogli o film, il<br />

maggior contributo ai costi di produzione<br />

sono di gran lunga le materie prime, che<br />

spesso superano il 70% dei costi di produzione<br />

totali, solitamente seguite dal consumo<br />

di energia. Pertanto ogni produttore<br />

sta cercando di diminuire i propri costi di<br />

produzione complessivi riducendo le spese<br />

per le materie prime. Un approccio consiste<br />

nell’aumentare la quantità di materiale riciclato,<br />

macinare scarti o scaglie di bottiglie<br />

nel caso dell’estrusione di film PET o l’utilizzo<br />

di componenti di riempimento come CaCO 3<br />

.<br />

“Per ridurre ulteriormente i costi complessivi<br />

delle materie prime, è necessario fare<br />

ancora di più”, ha spiegato Roald. “È qui che<br />

entra in gioco la linea di estrusione Meaf in<br />

combinazione con la schiuma Promix. Non<br />

solo ridurrà il costo della plastica del 20%<br />

rispetto agli imballaggi convenzionali, ma<br />

la riduzione del peso complessiva dal 10 al<br />

30% porta ulteriori vantaggi, poiché alcuni<br />

paesi lo utilizzano per gli imballaggi a causa<br />

della tassazione. Inoltre l’imballaggio può<br />

essere reso riciclabile al 100%, consentendo<br />

anche l’utilizzo di materia prima riciclata, anche<br />

schiumata”.<br />

Il processo di microschiuma offre un’eccellente<br />

rigidità, isolamento e resistenza ai<br />

graffi e si traduce nel più basso consumo<br />

di energia per kg del settore. Configurando<br />

i processori, si può lavorare con più tipi di<br />

materiali in un estrusore, come PP, PS, PET,<br />

PE, GPPS e PLA. Sia i fogli espansi che quelli<br />

non espansi possono essere prodotti sulla<br />

stessa linea, anche consentendo un multistrato<br />

A/B/A, dove lo strato A è uno strato<br />

solido non espanso e lo strato B è un materiale<br />

espanso.<br />

Macchine di estrusione per l‘imballaggio<br />

Fondata nel 1947, Meaf progetta, sviluppa<br />

e costruisce macchine di estrusione per<br />

l’industria globale dell’imballaggio, della<br />

base per moquette e della lavorazione delle<br />

materie plastiche. L’azienda è uno ‘onestop-shop’<br />

per estrusori per un’ampia gamma<br />

di polimeri e applicazioni. Il successo<br />

di Meaf deriva da un approccio innovativo<br />

e flessibile focalizzato sul cliente, che offre<br />

supporto in ogni fase del processo di produzione.<br />

I settori di applicazione sono quelli<br />

dell’imballaggio alimentare, dei prodotti usa<br />

e getta, delle applicazioni mediche e delle<br />

pavimentazioni, nonché dell’industria automobilistica<br />

e aeronautica.<br />

42 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

42_43_NEWS ESTRUSIONE.indd 42 14/06/21 10:42


estrusione<br />

Compounding modulari per lavorare il PVC morbido<br />

Per risultati ottimali nella lavorazione del PVC morbido sono a disposizione<br />

i sistemi di compounding modulari Compeo, ora offerti da<br />

Buss anche in configurazione a cascata. Le unità di scarico e granulazione<br />

sono meccanicamente disaccoppiate dall’estrusore e vengono<br />

alimentate a caduta libera tramite un condotto di collegamento. Questa<br />

disposizione previene la creazione di una contropressione nella<br />

zona di transizione dall’estrusore all’unità di scarico ed evita di conseguenza<br />

un eccessivo carico termico sul compound di PVC.<br />

Il nuovo modello a due stadi è progettato per un’elevata facilità d’uso<br />

e per la sicurezza dell’operatore. Il condotto e la valvola deviatrice<br />

possono essere azionati e puliti senza l’uso di utensili. L’unità di scarico<br />

a vite singola, disposta ad angolo retto rispetto all’estrusore per<br />

contenere l’ingombro in lunghezza, genera la pressione richiesta per il<br />

processo di granulazione. A seconda dei requisiti, è possibile montare<br />

viti con rapporto L/D di 4:1 o 6:1.<br />

Il taglio in testa Buss, orientabile e facilmente accessibile, è dotato<br />

di coltello a 2, 3 o 4 lame ed è montato anch’esso sull’unità di<br />

scarico in modo tale da risparmiare ulteriore spazio. L’azionamento<br />

regolabile del coltello offre una qualità di taglio ottimale per produrre<br />

granuli di forma cilindrica dalle dimensioni uniformi. Un motore con<br />

freno per il bloccaggio sicuro dell’azionamento del coltello aumenta<br />

di molto la sicurezza del personale negli interventi di manutenzione<br />

e pulizia. In caso di superamento del limite di pressione massima,<br />

un sensore posto sulla piastra riscaldata dell’ugello attiva l’arresto<br />

automatico di sicurezza.<br />

Alta tecnologia per l’estrusione del PVC<br />

Australian Plastic Profiles<br />

(A.P.P.), azienda di proprietà<br />

familiare con sede a Sydney,<br />

prosegue la collaborazione<br />

pluriventennale con Bausano<br />

– player internazionale nella<br />

progettazione e produzione di<br />

linee di estrusione personalizzate<br />

per la trasformazione delle<br />

materie plastiche – alla quale<br />

continua ad affidarsi al fine di<br />

garantire elevate performance<br />

nei suoi reparti produttivi.<br />

A.P.P è da più di 40 anni una<br />

delle primarie realtà industriali<br />

in Australia, con 6 centri di<br />

distribuzione sparsi sul territorio<br />

nazionale di cui due nella<br />

regione in cui è ubicata, il New<br />

South Wales. Il suo successo<br />

è riconducibile ai costanti investimenti<br />

nelle tecnologie in<br />

automazione e strumentazione,<br />

che le permettono di produrre<br />

oltre 100 tonnellate al giorno<br />

di tubi e profili in PVC per applicazioni<br />

in ambito idraulico,<br />

elettrico e civile.<br />

“I nostri prodotti di qualità<br />

sono ottenuti grazie a uno staff<br />

specializzato e all’eccellenza<br />

degli estrusori firmati Bausano”,<br />

ha commentato Peter Chivers,<br />

Manufacturing Manager<br />

di Australian Plastic Profilese.<br />

“Le nuove linee di estrusione<br />

soddisfano pienamente le nostre<br />

esigenze, grazie anche ai<br />

sistemi innovativi al cuore delle<br />

soluzioni high-tech Bausano”.<br />

In tal senso, per soddisfare<br />

la necessità di A.P.P di prestazioni<br />

costanti 7/7 H24 per 50<br />

settimane all’anno, Bausano<br />

dota i suoi estrusori, esportati<br />

in tutto il mondo, delle esclusive<br />

tecnologie Multidrive,<br />

Smart Energy e Digital Extruder<br />

Control 4.0.<br />

Il Brevetto Multidrive è un sistema<br />

di trasmissione che consente<br />

di ridurre lo stress di albero<br />

motore, ingranaggi e viti,<br />

grazie ad una ripartizione dello<br />

sforzo torcente su due coppie<br />

di motori, che si traduce in<br />

una potenza superiore sulle<br />

viti, a parità di quella erogata,<br />

con una ricaduta positiva sia in<br />

termini di precisione che di risparmio<br />

energetico. Rispetto ai<br />

sistemi tradizionali, la distribuzione<br />

del moto riduce altresì la<br />

possibilità di guasti dovuti ad<br />

eccessive sollecitazioni delle<br />

componenti meccaniche e garantisce<br />

una vita media superiore<br />

della macchina.<br />

Ulteriore plus della soluzione<br />

è l’innovativo Smart Energy<br />

System per il riscaldamento<br />

del cilindro senza contatto,<br />

attraverso un campo elettromagnetico<br />

alternato, a favore<br />

di una sensibile riduzione<br />

dell’usura e di un risparmio<br />

energetico fino al 35%. Infine,<br />

il nuovo Digital Extruder Control<br />

4.0, con schermo panoramico<br />

multitouch capacitivo,<br />

esegue uno screening continuo<br />

di tutto l’impianto, elaborando<br />

report e grafici in tempo reale,<br />

per analizzare con semplicità e<br />

precisione i parametri di estrusione<br />

e i consumi in ogni fase<br />

del ciclo produttivo.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 43<br />

42_43_NEWS ESTRUSIONE.indd 43 14/06/21 10:42


stampaggio<br />

a iniezione<br />

Affidabilità e precisione con bassi consumi<br />

<strong>La</strong> macchina per lo stampaggio<br />

a iniezione eKW Full Electric<br />

di BMB si ispira a una nuova<br />

concezione per sviluppare l’efficienza<br />

e ridurre i costi di produzione,<br />

capace di offrire molteplici<br />

vantaggi: risparmio sull’energia<br />

elettrica, riduzione del consumo<br />

di acqua, consistente abbattimento<br />

delle emissioni sonore,<br />

riduzione dei costi di lubrificante<br />

dovute all’uso di apposite viti a<br />

rulli che lavorano sigillate in bagno<br />

d’olio con raffreddamento<br />

ad acqua. Per queste sue caratteristiche<br />

assicura elevata affidabilità,<br />

ripetibilità e precisione,<br />

senza pezzi da scartare.<br />

Tramite l’apposito sistema<br />

di chiusura KW, che azzera le<br />

flessioni dei piani, consente un<br />

ottimale parallelismo e consente<br />

corse di apertura particolarmente<br />

ampie. Il movimento del piano<br />

avviene tramite speciali viti a rulli<br />

satellite, con sviluppo in linea<br />

bilanciato, che assicurano una<br />

maggiore capacità di carico e un<br />

migliore rendimento. L’affidabilità<br />

e la razionalità della macchina<br />

sono esaltate da ridotti ingombri<br />

longitudinali, motori elettrici di<br />

azionamento raffreddati a liquido<br />

e ottimale pulizia dell’area<br />

stampo. Caratterizzata da una<br />

originale tecnologia BMB, la<br />

macchina è in grado di assicurare<br />

un approccio funzionale completamente<br />

innovativo. L’unità di<br />

iniezione è infatti costituita da<br />

una vite a ricircolazione di rulli<br />

satelliti ad alta capacità di carico<br />

che lavora in bagno d’olio.<br />

I movimenti di plastificazione<br />

e iniezione vengono sviluppati<br />

da due motori sincroni accoppiati:<br />

il primo effettua il movimento<br />

di iniezione, il secondo di<br />

rotazione. Il comando è diretto,<br />

senza organi di trasmissione: in<br />

questo modo il contatto è privo<br />

di coppia, evitando perdite di<br />

rendimento e garantendo minima<br />

usura. I motori sono raffreddati<br />

a liquido e permettono cicli<br />

molto rapidi e precisi e totale<br />

riproducibilità senza surriscaldamenti.<br />

Motori e funzioni meccanico-idrauliche<br />

delle macchine<br />

BMB sono governati da un apposito<br />

sistema a controllo numerico<br />

CNC perfezionato in azienda<br />

per assicurare il migliore rendimento<br />

in totale sicurezza. I vari<br />

azionamenti sono fra loro collegati<br />

e dialogano in tempo reale<br />

anche per recuperare l’energia di<br />

frenatura e aumentare così l’efficienza<br />

energetica del sistema.<br />

Centesima pressa in MTA<br />

MTA, con sede a Codogno (LO), è una delle poche aziende certificate<br />

per la produzione di fusibili per il settore auto. Al fine di<br />

combinare le elevate esigenze di qualità con l’efficienza, l’azienda<br />

si affida principalmente a presse a iniezione senza colonne<br />

di Engel. Nella primavera del <strong>2021</strong>, la centesima macchina, una<br />

Engel victory, è stata consegnata a MTA, giusto in tempo per il<br />

25esimo anniversario di cooperazione tra le due aziende a conduzione<br />

familiare.<br />

MTA ha puntato dall’inizio sulla tecnologia senza colonne di Engel.<br />

Già la primissima macchina Engel consegnata a MTA in Italia<br />

nel 1996 era un modello senza colonne della serie ES, il precursore<br />

dell’odierna serie di macchine victory. Ora ci sono quasi 60 macchine<br />

Engel a Codogno. MTA utilizza<br />

macchine Engel anche negli<br />

impianti produttivi in Slovacchia,<br />

Marocco e Brasile. <strong>La</strong> victory è<br />

il modello di macchina preferito<br />

in tutti gli stabilimenti. Da minuscoli<br />

fusibili a lama, connettori,<br />

portafusibili, tappi del radiatore<br />

a centraline di potenza complete,<br />

MTA copre una gamma molto<br />

ampia di parti elettroniche per<br />

l’industria automobilistica, motociclistica,<br />

dei veicoli commerciali<br />

e dei veicoli fuoristrada. Di conseguenza i cambi stampo sono<br />

frequenti, e qui l’unità di chiusura senza colonna delle macchine<br />

victory si dimostra un chiaro vantaggio in termini di efficienza. I<br />

brevi tempi di cambio stampo aumentano la disponibilità produttiva<br />

delle macchine per lo stampaggio a iniezione.<br />

L’elevato livello di affidabilità rappresenta un fattore decisivo per<br />

MTA nella lunga cooperazione con Engel. “I processi consistenti e<br />

l’elevata precisione sono per noi essenziali. Con le macchine Engel<br />

victory, possiamo mantenere i nostri elevati standard di qualità<br />

producendo grandi quantità di pezzi in modo molto efficiente”,<br />

sottolinea Maria Vittoria Falchetti, Marketing & Communication<br />

Manager di MTA. “Qualità, tecnologia e innovazione: questi valori<br />

comuni definiscono la nostra cooperazione. A questi si aggiunge<br />

la presenza globale. In tutti i paesi in cui MTA produce, è presente<br />

anche Engel con un forte servizio locale”.<br />

44 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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componenti<br />

Bielletta di collegamento<br />

in materiale flessibile<br />

Gli snodi di collegamento<br />

sono esposti ai più svariati tipi<br />

di sollecitazione, come le vibrazioni<br />

continue, i carichi di<br />

spigolo oppure elevate forze<br />

di trazione e di compressione.<br />

Ecco perché il materiale utilizzato<br />

deve soddisfare molti requisiti<br />

estremamente stringenti.<br />

Con il nuovo igubal GPZM,<br />

igus, lo specialista delle motion<br />

plastics, presenta un giunto<br />

con doppia testa che non solo<br />

è esente da lubrificazione e da<br />

manutenzione, ma, grazie al<br />

nuovo materiale dell’alloggiamento,<br />

è anche del 20% più<br />

flessibile rispetto alle soluzioni<br />

tradizionali. Questo giunto permette<br />

di aderire saldamente al<br />

perno sferico, impedendo allo<br />

sporco di penetrare; di conseguenza<br />

l’applicazione risulta<br />

più resistente e duratura.<br />

Gli snodi sferici in polimeri<br />

tribologicamente ottimizzati<br />

vengono impiegati in molti settori,<br />

nelle macchine agricole ma<br />

anche nella costruzione di macchine<br />

industriali e impianti. Nel<br />

solo settore dell’automotive, si<br />

contano svariate applicazioni:<br />

dal collegamento di sensori,<br />

attuatori, valvole a farfalla, leve<br />

del cambio fino ai turbocompressori;<br />

quasi tutti i tiranti<br />

di collegamento in metallo si<br />

possono realizzare anche con<br />

prodotti in polimero ad elevate<br />

prestazioni. Il peso ridotto, la<br />

resistenza a temperature fino a<br />

300 gradi Celsius, la resistenza<br />

alla corrosione, la lunga durata<br />

d’esercizio così come anche costi<br />

inferiori del 40% rispetto al<br />

metallo sono tanti vantaggi che<br />

fanno prediligere l’utilizzo delle<br />

biellette di collegamento igubal.<br />

Grazie ai lubrificanti solidi incorporati<br />

nel materiale del giunto,<br />

non serve più aggiungere olio o<br />

grasso; ecco perché sono prodotti<br />

esenti da manutenzione.<br />

Questo vale anche per il nuovo<br />

giunto doppio GPZM, che igus<br />

ha introdotto tra le novità dello<br />

scorso autunno.<br />

Pur essendo molto resistente,<br />

il giunto doppio è anche<br />

flessibile. I test eseguiti nel<br />

grande laboratorio igus (di<br />

3.800 m 2 ) hanno messo in evidenza<br />

un’elasticità maggiore<br />

del 25% del materiale RN283<br />

rispetto al materiale standard<br />

igumid G. Il materiale dell’alloggiamento<br />

permette di accoppiarsi<br />

saldamente al perno<br />

sferico, in questo modo è protetto<br />

dall’ingresso di polvere<br />

e sporco. Nell’area di prova, è<br />

stata immessa polvere liquefatta;<br />

grazie al materiale elastico<br />

questo sporco non ha avuto effetti<br />

negativi sul funzionamento.<br />

Nel laboratorio è stata testata<br />

anche la resistenza all’usura<br />

nei perni sferici in metallo. Il<br />

risultato è stato sorprendente<br />

anche per il team di ricerca e<br />

sviluppo igus: con un coefficiente<br />

di usura 20 volte migliore,<br />

il nuovo materiale TPU ha<br />

indubbiamente surclassato la<br />

poliammide, garantendo una<br />

resistenza ai guasti notevolmente<br />

maggiore nelle applicazioni<br />

in movimento.<br />

Fotomicrosensore per 3D<br />

e sistemi industriali<br />

Omron Electronic Components Europe ha<br />

lanciato un nuovo fotomicrosensore riflettente<br />

(PMS, photomicrosensor) EE-SY1201 eccezionalmente<br />

compatto, caratterizzato da una distanza<br />

di rilevamento di 3-4mm. Il nuovo PMS<br />

colma una lacuna del mercato, offrendo un dispositivo<br />

SMD progettato per applicazioni quali<br />

stampanti 3D, mini-stampanti, serrature elettroniche<br />

e apparecchiature per l’automazione<br />

industriale.<br />

“Con la crescente attenzione alle dimensioni<br />

del sistema, si sta manifestando una chiara tendenza<br />

di mercato che alimenta il passaggio dai<br />

PMS dotati di terminali alle soluzioni SMD: a<br />

ciò si aggiunge una reale esigenza di dispositivi<br />

miniaturizzati con una distanza di rilevamento a<br />

medio raggio di 3-4mm”, ha commentato Gabriele<br />

Fulco, Product Marketing Manager Sensori<br />

di Omron. “Grazie alla lente incorporata, il<br />

nostro nuovo EE-SY1201 assicura una distanza<br />

di rilevamento relativamente elevata considerando<br />

le dimensioni compatte”.<br />

Il nuovo PMS riflettente Omron EE-SY1201<br />

ha un ingombro di soli 3mmx4mmx2mm ma<br />

offre una distanza di rilevamento di 3mm. Le<br />

applicazioni tipiche includono il rilevamento<br />

carta nelle mini-stampanti, la rotazione del perno<br />

o del cilindro nelle serrature elettroniche, il<br />

rilevamento del supporto nelle macchine da taglio<br />

e la rotazione del filamento nelle stampanti<br />

3D. Altre destinazioni d’uso includono apparecchiature<br />

per l’automazione industriale.<br />

Per le applicazioni che richiedono una distanza<br />

di rilevamento ridotta a soli 0,5mm Omron<br />

offre l’unità EE-SY1200.<br />

46 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

46_46_NEWS COMPONENTI.indd 46 14/06/21 10:55


software<br />

Software per la migrazione<br />

dei dati nel cloud<br />

Emerson, esperta nelle soluzioni di trasformazione digitale, ha portato<br />

a termine con successo la migrazione nel cloud dei dati di esplorazione<br />

di Repsol, una società del comparto energetico globale. Le funzionalità<br />

cloud consentono alle aziende di archiviare in modo sicuro i dati<br />

che potenziano le analisi, contribuendo ad ottimizzare le operazioni e a<br />

raggiungere livelli di prestazioni più elevati.<br />

<strong>La</strong> migrazione verso il cloud si è rivelata un’alternativa conveniente<br />

per Repsol, eliminando la necessità di investire in nuovi hardware e<br />

aumentando la collaborazione, le funzionalità di visualizzazione e le prestazioni<br />

delle sue attività di esplorazione. Durante i tre mesi del progetto,<br />

il team ha eseguito la migrazione verso il cloud della suite software<br />

E&P di Emerson e di circa 90 terabyte di dati dalle sedi locali di Repsol<br />

a Houston e Madrid.<br />

Dopo solo un’ora di onboarding, gli utenti erano attivi e operativi,<br />

beneficiando di tutti i vantaggi del lavoro in un ambiente cloud. Dopo<br />

il completamento del progetto, Repsol ha registrato un miglioramento<br />

delle prestazioni. I team dedicati agli asset di Repsol, distribuiti a livello<br />

globale, stanno prendendo decisioni più rapidamente e ottenendo ottimi<br />

risultati grazie all’analisi dei dati, oltre a poter collaborare in modo<br />

più efficace su tutti i progetti.<br />

Il passaggio al cloud fa parte del programma di digitalizzazione avviato<br />

da Repsol. Grazie all’approccio ottimizzato di Emerson per la migrazione<br />

di software e dati, il progetto è stato realizzato senza alcuna interruzione<br />

delle attività. I geoscienziati di Repsol hanno lasciato il lavoro il<br />

venerdì e il lunedì successivo hanno trovato un nuovo ambiente, senza<br />

tempi di inattività o perdita di dati.<br />

“Repsol è uno dei nostri partner più stretti e abbiamo lavorato fianco<br />

a fianco per eseguire una migrazione senza problemi da un ambiente<br />

all’altro”, ha affermato Steve Santy, presidente del software E&P di Emerson.<br />

“Il nostro team ha sviluppato un approccio personalizzato, mirato in<br />

modo specifico ad ottimizzare la migrazione delle nostre soluzioni e dei<br />

dati dei clienti verso il cloud in modo del tutto trasparente per gli utenti.<br />

In poche parole, i nostri strumenti e servizi rendono semplice e veloce la<br />

migrazione verso il cloud, con un impatto minimo sugli utenti”.<br />

Analisi avanzata per applicazioni IIoT<br />

Seeq Corporation, specialista<br />

nei software di analisi avanzata<br />

per la produzione e applicazioni<br />

IIoT (Industrial Internet of<br />

Things), annuncia i due nuovi<br />

pacchetti applicativi Seeq Team<br />

Edition e Seeq Enterprise Edition.<br />

Queste due nuove edizioni degli<br />

applicativi software rispondono<br />

alle esigenze di clienti che spaziano<br />

dalla singola azienda idrica<br />

locale alla grande multinazionale<br />

chimica, farmaceutica o del settore<br />

del petrolio e gas.<br />

Entrambe le nuove edizioni del<br />

software Seeq, che funzionano<br />

al meglio come SaaS (Software<br />

as a Service) sulle piattaforme<br />

cloud AWS o Microsoft Azure,<br />

rappresentano il frutto dell’esperienza<br />

accumulata nelle centinaia<br />

di implementazioni di Seeq nelle<br />

industrie di processo. Per questa<br />

tipologia di produttori, il software<br />

Seeq consente di ottenere informazioni<br />

analitiche avanzate che<br />

aiutano a migliorare l’efficienza<br />

della produzione e la redditività<br />

dell’organizzazione.<br />

Seeq Cortex, il nuovo nome<br />

di Seeq Server, è incluso in entrambe<br />

le edizioni ed è il motore<br />

di esecuzione che fornisce le<br />

caratteristiche chiave, tra cui la<br />

connettività dei dati multi-fonte e<br />

multi-tipo, la sicurezza, la scalabilità<br />

del calcolo e altre funzionalità<br />

avanzate. Seeq Cortex garantisce<br />

il supporto immediato e a lungo<br />

termine per le architetture di dati<br />

e i requisiti IT dei clienti.<br />

“Seeq Cortex consente di accedere<br />

immediatamente alle più<br />

recenti innovazioni nel campo<br />

dell’analisi dei dati, con le architetture<br />

correnti e in presenza di silos<br />

di dati indipendenti, favorendo al<br />

contempo l’evoluzione tecnologica<br />

dei clienti verso architetture<br />

basate sul cloud”, afferma Steve<br />

Sliwa, Ceo e co-fondatore di Seeq<br />

Corporation. “Cortex è la spina<br />

dorsale delle analisi predittive,<br />

diagnostiche, di apprendimento<br />

automatico e descrittive utilizzate<br />

dai clienti di tutto il mondo”.<br />

I vantaggi di Cortex comprendono:<br />

- astrazione delle fonti di dati<br />

con connettività ad alta velocità in<br />

presenza di serie temporali multiple<br />

e diverse e fonti di dati contestuali,<br />

inclusi dati storici e fonti di<br />

dati basati su SQL;<br />

- velocità di calcolo con un<br />

motore altamente parallelizzato,<br />

specifico per le serie temporali,<br />

che consente l’esecuzione rapida<br />

di numerose analisi;<br />

- sicurezza dei dati e controllo<br />

dell’accesso degli utenti attraverso<br />

l’integrazione con OSIsoft<br />

PI per il controllo dell’accesso a<br />

livello di tag.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 47<br />

47_47_NEWS SOFTWARE.indd 47 14/06/21 10:57


automazione/<br />

strumentazione<br />

Uno sguardo al futuro dell’automazione industriale<br />

Gefran, multinazionale italiana specializzata nella progettazione e produzione<br />

di sensori, strumentazione per il controllo di processi industriali,<br />

azionamenti elettrici e sistemi per l’automazione, è stata protagonista della<br />

seconda edizione degli SPS Italia Digital Days. Tre giorni ricchi di tavole<br />

rotonde, convegni scientifici e workshop dedicati agli sviluppi più innovativi<br />

nell’automazione industriale, un’occasione unica di confronto per le<br />

aziende sul tema digitalizzazione per il comparto manifatturiero italiano.<br />

<strong>La</strong> manifestazione è stata anche la vetrina per il lancio dei sensori<br />

di posizione WPA-F e WRA-F, i primi con tecnologia magnetostrittiva<br />

Hyperwave e connettività Profinet ® , disponibili con protocollo di trasmissione<br />

RT (Real-Time Ethernet) o IRT (Isochronous Real Time) Synchronized.<br />

I nuovi trasduttori si distinguono per la capacità di rilevare contemporaneamente<br />

posizione e velocità fino a 16 cursori indipendenti su una<br />

corsa di 4.000 mm, con una frequenza di aggiornamento di lettura della<br />

posizione pari a 4kHz, ovvero oltre 4.000 volte al secondo, per una lettura<br />

puntuale con il massimo grado di ripetibilità.<br />

“I nuovi sensori, certificati Profinet con profilo Encoder<br />

vr.4.2., si arricchiscono di nuove funzionalità<br />

ancora più performanti, mantenendo<br />

allo stesso tempo i vantaggi<br />

della serie Hyperwave, che continua<br />

a distinguersi per una risoluzione<br />

inferiore ai 0,5 micron<br />

e un errore di linearità molto basso, pari allo 0,01%/FS”, ha spiegato<br />

Edoardo Zilioli, Sensors Marketing Manager di Gefran. “Un ulteriore<br />

punto di forza è rappresentato dalla semplicità di implementazione delle<br />

nostre soluzioni: i trasduttori Profinet sono progettati per garantire la<br />

massima compatibilità con tutta la gamma Hyperwave, oltre che con<br />

l’attuale offerta di mercato”.<br />

“IO-Link è la tecnologia in grado di soddisfare pienamente le necessità<br />

dell’odierna Industria 4.0, nella quale sempre più piccole e medie<br />

imprese stanno investendo con ottimi risultati”, ha commentato Paolo<br />

Buzzi, Controllers & Power Controllers Marketing Manager di Gefran.<br />

“<strong>La</strong> nostra azienda accompagna con successo le trasformazioni del<br />

tessuto industriale italiano e in tal senso, il <strong>2021</strong> sarà un anno ricco<br />

di novità in termini di upgrade di prodotto, al fine di rispondere alle<br />

esigenze applicative dei nostri clienti”.<br />

Controlli e informazioni a portata di mano<br />

Una nuova funzionalità della<br />

soluzione HMI mapp View di<br />

B&R garantisce che i controlli<br />

e le informazioni siano sempre<br />

a portata di mano, in modo da<br />

potersi muovere liberamente<br />

all’interno dell’impianto continuando<br />

a lavorare. In questo<br />

modo gli operatori possono ora<br />

trasferirsi il controllo della loro<br />

macchina senza interruzioni tra<br />

l’HMI principale e i loro dispositivi<br />

mobili.<br />

“Fino ad ora l’accesso fisico ai<br />

terminali HMI delle macchine ha<br />

limitato gli operatori a lavorare<br />

entro un certo raggio d’azione”,<br />

spiega Manuel Sánchez, esperto<br />

di software B&R. “Non potendo<br />

toccare lo schermo, si trovavano<br />

impossibilitati a controllare<br />

le macchine”. <strong>La</strong> soluzione HMI<br />

web-based di B&R ora consente<br />

di portare con sé il controllo della<br />

macchina sul proprio dispositivo<br />

mobile, ovunque si debba<br />

andare. Una volta completata<br />

l’operazione, è possibile semplicemente<br />

ri-passare il controllo<br />

all’HMI principale.<br />

Il nuovo widget QRViewer, disponibile<br />

nella soluzione mapp<br />

View HMI di B&R, genera codici<br />

QR dinamici nell’interfaccia<br />

utente della macchina; basta<br />

inquadrare per accedere all’H-<br />

MI. Oltre a trasferire il funzionamento<br />

dell’HMI a uno smartphone,<br />

questi codici possono<br />

inoltre abilitare tutta una serie<br />

di altre nuove comode funzioni<br />

per ottimizzare le prestazioni e<br />

la disponibilità della macchina.<br />

Ma non finisce qui. Attraverso<br />

un codice QR generato dinamicamente,<br />

in caso di errore nel<br />

sistema, gli operatori possono<br />

accedere rapidamente alla documentazione<br />

di supporto, ai<br />

video didattici, ai part number,<br />

al numero del supporto tecnico<br />

da chiamare e altro ancora, direttamente<br />

e comodamente sul<br />

proprio smartphone.<br />

E ancora, durante la visualizzazione<br />

dello storico dei dati di<br />

performance, è possibile accedere<br />

a sistemi ERP di livello superiore,<br />

tenendo così traccia dei<br />

lotti lungo l’intera supply chain.<br />

Le informazioni giuste, nel posto<br />

giusto, al momento giusto<br />

aiutano a mantenere la macchina<br />

in produzione in maniera sicura<br />

con tempi di fermo minimi.<br />

48 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

48_49_NEWS AUTOM/STRUMENTAZ.indd 48 15/06/21 14:21


automazione/<br />

strumentazione<br />

Ampia gamma di sensori<br />

RS Components, marchio commerciale di Electrocomponents<br />

plc, partner globale di soluzioni omni-channel<br />

per clienti e fornitori industriali, ha annunciato<br />

un ampliamento della gamma di sensori del suo<br />

marchio RS PRO, offrendo così ai clienti una scelta<br />

ancora più completa per le applicazioni di automazione<br />

industriale. <strong>La</strong> gamma è composta da sensori<br />

e accessori di alta qualità ed eccezionale affidabilità.<br />

I sensori di prossimità a ultrasuoni e i sensori a fibra<br />

ottica sono stati aggiunti per completare l’offerta di<br />

sensori di prossimità fotoelettrici (a sbarramento, a riflessione<br />

e a diffusione), sensori di prossimità induttivi<br />

e sensori capacitivi, già disponibili. A seconda della<br />

tecnologia del sensore selezionato, i prodotti RS PRO<br />

possono essere utilizzati per rilevare un’ampia gamma<br />

di materiali tra cui metalli, plastica, carta, liquidi,<br />

polveri e particelle. Sono ideali per l’incorporazione in<br />

sistemi di qualità e verifica: ad esempio, per contare<br />

con precisione le unità, rilevare la presenza o l’assenza<br />

di un oggetto o misurare parametri come pressione,<br />

flusso e viscosità.<br />

Le applicazioni vanno dall’automazione, ai laboratori,<br />

al food and beverage, all’imballaggio automatizzato<br />

e ai magazzini di distribuzione.<br />

Oltre a queste integrazioni, la gamma RS PRO comprende<br />

un’ampia selezione di celle di carico, encoder<br />

rotativi, termocoppie, interruttori per sensori e cavi.<br />

Figurano anche accessori essenziali come le staffe di<br />

montaggio e sensori tester per interruttore. Questa<br />

ampia offerta consente ai responsabili della progettazione<br />

e/o della manutenzione di potersi rifornire agilmente<br />

dei chiave componenti da un unico fornitore per<br />

soddisfare le loro esigenze in tema di automazione.<br />

Tutti i prodotti RS PRO sono sottoposti a test secondo<br />

gli esigenti standard internazionali, per assicurare<br />

qualità, durata e collaudo. Riportano il sigillo di<br />

approvazione RSP PRO e sono dotati di una garanzia<br />

di tre anni così da garantire qualità, affidabilità e durata<br />

necessarie per operare efficacemente in ambienti<br />

industriali.<br />

<strong>La</strong> gamma estesa di sensori RS PRO viene ora distribuita<br />

da RS a livello globale.<br />

Unità di azionamento decentralizzato<br />

Esperta nelle soluzioni di automazione, Sew-Eurodrive porta sul mercato<br />

un’importante novità: l’unità di azionamento Movimot ® nella versione<br />

performance e advanced. Questa soluzione, in entrambi gli adattamenti,<br />

è stata realizzata al fine di completare, in ambito di elettronica<br />

decentralizzata montata direttamente sul motore, le funzionalità della<br />

piattaforma modulare di automazione MOVI-C ® , ampliando così le possibilità<br />

applicative della tecnologia di azionamento decentralizzata sviluppata<br />

dal brand.<br />

Movimot rappresenta la scelta ideale per i costruttori di macchine e impianti<br />

per il trasporto e la movimentazione dei materiali e per gli utilizzatori<br />

che necessitano di un sistema efficiente, con ingombri ridotti, elevate<br />

performance ed estrema flessibilità, semplicità e rapidità di installazione<br />

nonché ridotto numero di varianti.<br />

Analizzando nel dettaglio Movimot performance, questa soluzione è costituita<br />

dall’unione di un motore sincrono ad alta efficienza energetica della<br />

nuova serie CM3C, con un convertitore di frequenza decentralizzato integrato,<br />

in modo da permettere all’unità di azionamento di superare la classe<br />

di efficienza energetica del motore ≥ IE4 secondo IEC TS 60034-30-2.<br />

Movimot performance è un azionamento modulare in quanto può essere<br />

combinato con tutti i servoriduttori a marchio Sew-Eurodrive e con<br />

tutti i riduttori standard delle serie 7 e 9 per un uso ancora più versatile;<br />

inoltre è compatibile con tutti i protocolli standard basati su Ethernet.<br />

<strong>La</strong> flessibilità dell’azionamento è dovuta sia alla compattezza e alla forma<br />

costruttiva universale che alla facilità di integrazione tramite funzionalità<br />

“Plug and Produce” con tecnologia Movilink ® DDI (Digital Data Interface),<br />

che consente di accedere ai dati digitalizzati dai sensori presenti<br />

nel motore per una rapida messa in servizio e un monitoraggio ancora<br />

più puntuale e in tempo reale, eliminando tutte le problematiche legate ad<br />

un avviamento manuale del motore.<br />

<strong>La</strong> versione Movimot advanced, invece, consente di ottenere il massimo<br />

della performance in termini di tecnologia decentralizzata scalabile,<br />

intelligente e flessibile: infatti, attraverso l’integrazione di un motore<br />

asincrono ad alta efficienza energetica della serie DRN. Con un convertitore<br />

di frequenza decentralizzato integrato, l’unità di azionamento decentralizzata<br />

raggiunge la classe di efficienza energetica del motore IE3<br />

secondo IEC TS 60034-30-2.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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48_49_NEWS AUTOM/STRUMENTAZ.indd 49 14/06/21 11:03


materiali<br />

Covestro cresce<br />

in tutti i segmenti<br />

Il rimbalzo della domanda nel primo trimestre ha consentito<br />

alla società di iniziare con slancio il <strong>2021</strong> e induce ottimismo<br />

per il futuro. L’economia circolare è fra i temi fondamentali<br />

della strategia aziendale.<br />

<strong>La</strong> crescita decisa di Covestro non si<br />

arresta. Nel primo trimestre del <strong>2021</strong><br />

la domanda ha continuato a rimbalzare,<br />

provocando una ripresa significativa<br />

delle prestazioni aziendali. Di conseguenza<br />

il volume di base è aumentato del 5,3% rispetto<br />

al primo trimestre dell’anno scorso.<br />

Ciò è riconducibile in primo luogo alla vigorosa<br />

ripresa della domanda nella regione<br />

Asia-Pacifico (APAC), in cui la pandemia da<br />

coronavirus aveva fatto registrare un notevole<br />

calo dei volumi nel primo trimestre del<br />

2020. Tuttavia, arresti di produzione non<br />

pianificati legati alle condizioni atmosferiche<br />

nella regione dell’America del Nord<br />

(NA), nonché impasse nella disponibilità<br />

delle materie prime<br />

hanno ostacolato le opportunità<br />

complessive di crescita del<br />

gruppo. Nel primo trimestre, le<br />

vendite sono aumentate del<br />

18,8% toccando 3,3 milioni di<br />

euro, soprattutto grazie a prezzi di vendita<br />

medi superiori. Questo risultato, insieme<br />

alla crescita dei volumi di vendita e ad altri<br />

fattori, ha provocato un aumento quasi triplice<br />

dell’Ebitda, che ha raggiunto i 743 milioni<br />

di euro (anno precedente: 254 milioni di<br />

euro). Di conseguenza, il reddito netto nel<br />

primo trimestre è salito a 393 milioni di euro<br />

(anno precedente: 20 milioni di<br />

euro). Il free operating cash<br />

flow (FOCF) ha toccato 318 milioni<br />

di euro, un risultato che<br />

corrisponde a un balzo di circa<br />

600 milioni di euro rispetto<br />

all’anno precedente (anno precedente:<br />

-249 milioni di euro).<br />

“Abbiamo iniziato il <strong>2021</strong> nel migliore<br />

dei modi e guardiamo<br />

con ottimismo ai risultati complessivi<br />

per il prossimo anno”, ha commentato<br />

Markus Steilemann, CEO di Covestro. “Vogliamo<br />

sfruttare questo slancio per<br />

l’implementazione della nostra nuova strategia<br />

che guarda con decisione al futuro. Tutti i<br />

nostri sforzi sono rivolti alla creazione di un’economia<br />

circolare: sono convinto che la sostenibilità<br />

del futuro non può prescindere dai<br />

50 ı <strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

50_51_ART COVESTRO.indd 50 14/06/21 12:57


nostri materiali”. Nel febbraio <strong>2021</strong> Covestro<br />

ha presentato “Sustainable Future”, la nuova<br />

strategia aziendale che si fonda sul ruolo<br />

centrale della clientela e sulla crescita sostenibile.<br />

Durante la realizzazione di questo ambizioso<br />

progetto, il gruppo riorganizzerà le<br />

sue attività in sette entità di business a partire<br />

dal 1° luglio <strong>2021</strong>. In futuro Covestro distinguerà<br />

tra due aree di business: “Materiali ad<br />

alte prestazioni” e “Soluzioni e specialità”.<br />

Previsioni positive<br />

per lanno fiscale <br />

Le prestazioni aziendali hanno superato ogni<br />

aspettativa, pertanto il 13 aprile <strong>2021</strong> Covestro<br />

ha rivisto le sue previsioni per l’anno fiscale<br />

<strong>2021</strong> e ha corretto le stime al rialzo.<br />

Attualmente il gruppo prevede un Ebitda<br />

compreso tra 2,2 miliardi di euro e 2,7 miliardi<br />

di euro. Si stima un FOCF compreso tra<br />

1,3 miliardi di euro e 1,8 miliardi di euro, con<br />

un Roce tra il 12% e il 17%. <strong>La</strong> crescita del<br />

volume di base di Covestro è ancora prevista<br />

tra il 10% e il 15%. Il 6% di questo dato<br />

complessivo va attribuito al comparto RFM<br />

(Resins & Functional Materials), acquisito da<br />

DSM il primo aprile <strong>2021</strong> e attualmente in<br />

corso di integrazione nell’azienda. Inoltre, l’agenzia<br />

di rating Moody’s ha confermato l’investment<br />

grade di Covestro nel marzo <strong>2021</strong><br />

e ha migliorato le sue previsioni, ora “stabili”.<br />

“Il nuovo anno è cominciato con un primo trimestre<br />

eccellente. <strong>La</strong> domanda per i nostri<br />

prodotti rimane sostenuta, e abbiamo tratto<br />

vantaggio da ottimi margini”, ha spiegato<br />

Thomas Toepfer, CFO di Covestro.<br />

Secondo le previsioni dell’azienda, nel secondo<br />

trimestre del <strong>2021</strong> l’Ebitda si attesterà<br />

tra 730 milioni di euro e 870 milioni di euro.<br />

a ricerca punta<br />

sulleconoia circolare<br />

<strong>La</strong> crescita sostenibile è una delle principali<br />

ambizioni di Covestro. Il gruppo mira a diventare<br />

completamente circolare sul lungo<br />

<strong>La</strong> sede centrale di Covestro<br />

a Lerverkusen, in Germania<br />

periodo e sta facendo progressi costanti su<br />

questo fronte.<br />

Dall’inizio dell’anno l’azienda collabora con<br />

partner industriali e scientifici per sviluppare<br />

ulteriori applicazioni della sua innovativa<br />

tecnologia che sfrutta l’anidride carbonica.<br />

Essa permette a Covestro di sostituire con<br />

la CO 2<br />

fino al 20% delle materie prime fossili<br />

in uso, realizzando un valido precursore<br />

per la plastica. Altri successi della ricerca<br />

includono i nuovi tensioattivi a base di CO 2<br />

da sfruttare in tanti prodotti diversi per l’uso<br />

quotidiano come i detergenti e i prodotti per<br />

la pulizia. Essendo più sostenibili, in futuro i<br />

materiali a base di CO 2<br />

potrebbero essere<br />

usati anche per la produzione di pannelli<br />

isolanti per l’edilizia o di schiume flessibili<br />

con cui foderare calzature per la corsa, l’escursionismo<br />

e lo sci.<br />

Covestro ha tagliato un altro traguardo importante<br />

nel campo delle energie rinnovabili.<br />

Dal primo aprile <strong>2021</strong>, ricava da turbine<br />

eoliche onshore circa il 45% dell’energia<br />

elettrica necessaria per la produzione ad<br />

Anversa (Belgio). Il contratto di fornitura con<br />

il distributore di energia belga Engie è il secondo<br />

di questo tipo firmato dal gruppo.<br />

Infatti, già nel dicembre 2019, Covestro<br />

aveva concluso un contratto con Ørsted,<br />

che a partire dal 2025 fornirà una quota<br />

considerevole dell’energia elettrica necessaria<br />

per gli stabilimenti di produzione di<br />

Covestro in Germania.<br />

Per continuare a ridurre l’impronta ecologica<br />

dei suoi materiali, Covestro prosegue<br />

con le sue attività di ricerca e sviluppo per<br />

dare vita a nuove tecnologie per il rici-<br />

claggio. Dal marzo <strong>2021</strong>, nello stabilimento<br />

di Leverkusen (Germania) è in funzione<br />

un impianto pilota per il riciclo chimico<br />

della schiuma poliuretanica flessibile dei<br />

materassi.<br />

olui auentano in tutti<br />

i segenti, oana eleata<br />

allsiaacifico<br />

Nel primo trimestre <strong>2021</strong>, i volumi di base di<br />

vendita del segmento Poliuretani sono cresciuti<br />

del 2,5% rispetto allo stesso trimestre<br />

dell’anno precedente. Lo sviluppo positivo<br />

dei volumi nella regione Apac ha più che<br />

compensato la disponibilità limitata dei prodotti<br />

e il conseguente effetto negativo sul potenziale<br />

di crescita in altre regioni. I margini<br />

più elevati e, in particolare, una costellazione<br />

competitiva favorevole hanno prodotto un<br />

aumento del 30,7% delle vendite, che hanno<br />

toccato 1,7 miliardi di euro circa. Nel primo<br />

trimestre, anche l’Ebitda è aumentato in maniera<br />

sostanziale e ha raggiunto 443 milioni<br />

di euro, grazie ai prezzi di vendita superiori<br />

(anno precedente: 50 milioni di euro). Un incremento<br />

degli stanziamenti per le retribuzioni<br />

variabili e un balzo temporaneo dei costi<br />

di produzione hanno ridotto i guadagni.<br />

Nel primo trimestre <strong>2021</strong>, i volumi di base di<br />

vendita del segmento Policarbonati sono<br />

cresciuti dell’11,6% rispetto allo stesso trimestre<br />

dell’anno precedente.<br />

I volumi di base del segmento Rivestimenti,<br />

Adesivi, Specialità hanno visto un incremento<br />

del 7,1% rispetto allo stesso trimestre<br />

dell’anno precedente, soprattutto nella regione<br />

APAC.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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materiali<br />

Smalti all’acqua poliuretanici per aggiungere un tocco di colore<br />

Il colore è protagonista di ogni ambiente<br />

della casa, è capace di creare uno stile ma<br />

anche di determinare un’atmosfera: per questo<br />

aggiungere degli accenti di colore nelle<br />

proprie stanze, magari ridipingendo un mobile<br />

o un complemento di arredo, può fare<br />

davvero la differenza. MaxMeyer – il marchio<br />

di Cromology Italia che si rivolge agli esperti<br />

di fai da te – con la sua gamma di smalti<br />

all’acqua poliuretanici offre una soluzione ottimale<br />

per innovare e decorare la casa con un<br />

tocco di colore e di personalità.<br />

Tecnologia e ricerca si uniscono in uno<br />

smalto all’acqua ideale per i lavori di manutenzione<br />

della casa: la formula totalmente<br />

inodore e antigoccia,<br />

permette di applicare il<br />

prodotto in modo pratico,<br />

veloce e confortevole e la<br />

speciale formula acrilica<br />

rinforzata con poliuretani<br />

lo rende performante e resistente.<br />

Le vernici poliuretaniche<br />

sono, infatti, un tipo<br />

di prodotto con un’altissima<br />

resistenza meccanica e con<br />

ottime qualità chimico-fisiche,<br />

che le rendono inattaccabili a molti<br />

liquidi. Gli smalti all’acqua poliuretanici di<br />

Max Meyer sono inoltre pronti all’uso, adatti<br />

per interni ed esterni ed ideali per essere<br />

applicati su legno, ferro, PVC, alluminio e<br />

lamiera zincata.<br />

Sono disponibili in tre diversi formati: da<br />

0,125 l, da 0,750 l e da 2 l. <strong>La</strong> gamma offre<br />

inoltre tre diverse finiture: brillante, satinata<br />

e opaca, e una ampia gamma colori, in<br />

grado di soddisfare ogni esigenza di arredo<br />

e manutenzione. Lo smalto opaco è disponibile<br />

in 10 colorazioni, mentre gli smalti<br />

satinati e brillanti sono declinati in ben 18<br />

tonalità: le sfumature vanno dai colori più<br />

neutri a quelli più accesi e<br />

decisi, perfetti per dare un<br />

tocco di colore alle proprie<br />

stanze.<br />

Per dare un po’ di vivacità<br />

alla stanza e renderla più accogliente<br />

si possono pitturare<br />

gli arredi, come ad esempio<br />

le sedie della cucina, con<br />

toni diversi, magari abbinando<br />

toni neutri e toni vivaci,<br />

in modo che si armonizzino<br />

bene nell’ambiente; oppure regalare nuova<br />

vita ad accessori e piccoli arredi.<br />

Inoltre questi prodotti sono particolarmente<br />

adatti per essere utilizzati negli spazi<br />

interni e sicuri per la salute di tutta la famiglia<br />

perché sono inodore e soprattutto<br />

privi di formaldeide, un composto organico<br />

volatile dannoso per la salute che può provocare<br />

irritazioni alla pelle, agli occhi e alle<br />

vie respiratorie.<br />

Vassoio in polistirolo espanso a basso impatto ambientale<br />

<strong>La</strong> Commissione Europea ha indicato l’obiettivo<br />

strategico di una svolta green per le economie della<br />

UE. È un obiettivo al contempo di carattere economico<br />

e di salvaguardia dell’ambiente. Se da un<br />

lato infatti spinge nella direzione di una riduzione<br />

delle emissioni delle attività produttive, dall’altra<br />

spinge l’industria a cimentarsi in sfide tecnologiche<br />

che producano un equilibrio più avanzato tra<br />

produzione e rispetto per la natura. È una sfida<br />

epocale, una sfida alla quale tutti siamo chiamati<br />

a partecipare.<br />

E Coopbox non si sottrae. Per questo ha sviluppato<br />

R-XPS: una nuova linea di vassoi a minor<br />

impatto ambientale rivolti alla GDO e all’industria<br />

alimentare.<br />

Realizzato in polistirene espanso, R-XPS è caratterizzato<br />

da una sua struttura A-B-A dove, tra<br />

due fogli di XPS vergine, è inserito un livello di<br />

polistirolo espanso prodotto da Versalis Revive<br />

ricavato dalla raccolta differenziata domestica e<br />

contenente una percentuale di plastica riciclata<br />

pari al 75% del totale.<br />

Grazie a questa particolare conformazione l’R-<br />

XPS è composto fino al 50% di PS riciclato e garantisce<br />

al contempo un’ottimale compatibilità al<br />

contatto con gli alimenti.<br />

<strong>La</strong> leggerezza a parità di formato tipica dei vassoi<br />

espansi, combinata con le sue caratteristiche<br />

specifiche rendono R-XPS meno impattante<br />

sull’ambiente, con una carbon footprint ridotta e<br />

decisamente vantaggiosa anche in termini economici,<br />

determinando risparmi su Plastic Tax e CAC.<br />

Frutto di un progetto di ricerca che ha visto collaborare<br />

Versalis e Pro Food Italia nell’intento di dare<br />

vita a imballaggi plastici più sostenibili e che si inseriscano<br />

in modo virtuoso in una filiera di economia<br />

circolare, R-XPS diventa oggi un prodotto che amplia<br />

la gamma di Coopbox ed è disponibile in tutti<br />

i principali formati per quelle aziende desiderose di<br />

dotarsi di un packaging innovativo ed ecosostenibile.<br />

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<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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materiali<br />

Silicone per la sicurezza dei bambini<br />

Oldrati Group – gruppo internazionale tra più importanti nella<br />

produzione di manufatti in gomma, plastica e silicone – spiega<br />

perché è importante utilizzare prodotti e materiali affidabili, soprattutto<br />

quando questi hanno a che fare con la protezione e il<br />

benessere dei bambini.<br />

Gli articoli per il babycare, in particolare, vengono prodotti in silicone<br />

proprio perché questo tipo di materiale è caratterizzato da<br />

una bassa crescita batterica e minime contaminazioni. Inoltre, i<br />

manufatti in silicone sono in grado di mantenere intatte le proprie<br />

caratteristiche fisico-meccaniche anche se sottoposti a sterilizzazione<br />

effettuata in ambito domestico per un<br />

elevato numero di cicli.<br />

Un’altra proprietà importante riguardante<br />

il silicone è la sua resistenza alle<br />

basse e alte temperature. È anche per<br />

questo motivo che, negli ultimi anni, si è<br />

verificato uno sviluppo notevole nell’applicazione<br />

del silicone anche in ambito<br />

Food & Beverage: basti pensare ai pirottini<br />

per i cupcake o alle tortiere.<br />

Sotto certi punti di vista l’utilizzo del silicone in alcuni prodotti<br />

può essere considerata una vera e propria rivoluzione. Se prima, ad<br />

esempio, prodotti del settore babycare o salute venivano creati o integravano<br />

componenti in lattice, caucciù o altri materiali, oggi molti<br />

di questi sono fatti in silicone proprio perché lo sviluppo continuo<br />

e la ricerca hanno portato a scoprire i benefici di questo materiale,<br />

ottimale per quei prodotti che richiedono un livello massimo di igiene<br />

e affidabilità.<br />

“Sappiamo quanto sia importante utilizzare materiali in grado di<br />

garantire il massimo dell’igiene e della sicurezza quando si parla<br />

di prodotti che riguardano direttamente<br />

la salute dei consumatori finali”, ha commentato<br />

Giacinto Di Stefano, Product Manager<br />

del Gruppo. “Ecco perché per i prodotti<br />

come tettarelle, massaggiagengive<br />

oppure mascherine per l’aerosol abbiamo<br />

una linea di produzione in cui mettiamo in<br />

atto i più rigorosi controlli per garantire<br />

l’integrità del prodotto ed il rispetto delle<br />

rigide norme sanitarie sui materiali”.<br />

EPS per la conservazione e il trasporto dei vaccini Covid-19<br />

Elevato potere isolante,<br />

protezione, igiene e sicurezza<br />

caratterizzano i contenitori<br />

isotermici in EPS o polistirene<br />

espanso, in grado di assicurare<br />

condizioni ottimali e costanti<br />

del contenuto imballato per i<br />

tempi logistici necessari. Ed<br />

è proprio grazie a queste proprietà<br />

senza eguali che i contenitori<br />

in EPS stanno avendo un<br />

ruolo chiave a livello mondiale<br />

nella lotta al Covid19, in particolare<br />

nel supporto alla campagna<br />

vaccinale. Tra le criticità di<br />

questa importante operazione<br />

di protezione della salute della<br />

popolazione c’è infatti l’aspetto<br />

logistico. Tutti i sieri disponibili<br />

richiedono il trasporto e la<br />

conservazione a temperatura<br />

controllata: dai -70°C del siero<br />

Pfizer-BioNTech ai “soli” -20°C<br />

del Moderna, per arrivare ai<br />

+2/+8°C di Astrazeneca. Eumpes,<br />

l’Associazione europea<br />

di riferimento per la filiera del<br />

polistirene espanso, di cui anche<br />

Aipe fa parte, ha riportato<br />

uno studio condotto da DHL<br />

e McKinsey, che evidenzia le<br />

sfide poste dal trasporto: la<br />

spedizione di dieci miliardi<br />

di unità di vaccino in tutto il<br />

mondo comporta il trasporto<br />

di 15 milioni di celle frigorifere<br />

su circa 200.000 pallet, in<br />

15.000 voli cargo, a cui vanno<br />

aggiunti i trasporti fino ai punti<br />

di somministrazione, il cosiddetto<br />

“ultimo miglio”. Pertanto<br />

gli specialisti della logistica e<br />

le case farmaceutiche devono<br />

scegliere la giusta soluzione di<br />

trasporto perché gli intervalli<br />

di temperatura richiesti differiscono<br />

a seconda del vaccino.<br />

<strong>La</strong> sfida, quindi, coinvolge<br />

direttamente anche i produttori<br />

di imballi isotermici in<br />

EPS che possono supportare<br />

la “macchina vaccinale”. Numerose<br />

aziende, infatti, stanno<br />

contribuendo al successo<br />

della distribuzione e somministrazione<br />

dei vaccini Covid-19<br />

con le loro scatole refrigerate.<br />

L’uso di contenitori in EPS in<br />

ambito sanitario non è però<br />

certo una novità. <strong>La</strong> struttura a<br />

celle chiuse dell’EPS, costituite<br />

al 98% di aria, gli conferisce<br />

le caratteristiche irrinunciabili<br />

per questo impiego: un’elevata<br />

capacità di isolamento<br />

termico nel tempo, oltre che<br />

di resistenza agli urti, leggerezza<br />

e impermeabilità. Inoltre<br />

i contenitori o box in EPS,<br />

come tutti gli altri manufatti in<br />

polistirene espanso, sono riciclabili<br />

e riciclati.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

<strong>La</strong><strong>Plastica</strong>OggieDomani ı 53<br />

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materiali<br />

Materiali da biomasse<br />

e dal riciclo chimico<br />

della plastica<br />

BASF sostiene la transizione green delle aziende<br />

italiane offrendo materie prime sostenibili<br />

e certificate. Con importanti applicazioni<br />

alimentari nell’ambito del confezionamento<br />

e della preservazione della catena del freddo.<br />

Sempre più aziende, anche nel<br />

packaging alimentare, sono alla ricerca<br />

di materie prime sostenibili e<br />

con contenuti riciclati in grado di rispettare<br />

l’ambiente e garantire al contempo prestazioni<br />

pari a quelle delle materie ottenute da<br />

fonti fossili. Per questo BASF, azienda all’avanguardia<br />

nella ricerca di soluzioni sostenibili,<br />

ha da tempo introdotto nel suo modello<br />

di produzione nuove tecnologie e<br />

processi – ChemCycling © e Biomass Balance<br />

Approach – che consentono di ottenere<br />

prodotti chimici utilizzando materie prime di<br />

origine rinnovabile provenienti da biomassa<br />

sostenibile (come rifiuti organici) o da cicli<br />

Neopor ©<br />

di recupero dei rifiuti plastici.<br />

I primi prodotti disponibili sono l’EPS espandibile,<br />

sia nella classica formulazione bianca<br />

Styropor © sia nella versione grigia caricata<br />

a grafite NEOPOR © particolarmente<br />

indicata per il mercato dell’isolamento termico<br />

degli edifici.<br />

Con Styropor CCycled © o BMB (biomasse<br />

sostenibili) è possibile realizzare tutte le applicazioni<br />

tradizionali di questo materiale<br />

apprezzato da 70 anni come soluzione ideale<br />

per il packaging e particolarmente indicato<br />

per garantire la catena del freddo in<br />

numerosi mercati, tra cui l’alimentare, per<br />

esempio con le vaschette del gelato.<br />

Styropor e Neopor sono solo i primi esempi.<br />

Nei prossimi mesi, infatti, BASF Italia ren-<br />

derà disponibili sul mercato ulteriori prodotti<br />

basati su queste tecnologie di riciclo.<br />

“L’azienda è fortemente impegnata nell’individuare<br />

per i propri clienti soluzioni sostenibili<br />

e performanti”, ha dichiarato Giovanna<br />

Di Tommaso, direttore commerciale di BASF<br />

in Italia. “I prodotti BMB e CCycled possono,<br />

infatti, essere utilizzati in sostituzione di<br />

quelli ottenuti da fonti fossili senza alcuna<br />

modifica dei processi industriali. Inoltre,<br />

grazie alle certificazioni già disponibili, i nostri<br />

clienti possono partecipare da subito<br />

alla innovazione dell’economia circolare e<br />

cogliere le opportunità che essa rappresenta.<br />

Per alimentare i propri impianti, dal 2025<br />

in poi, BASF arriverà ad impiegare annualmente<br />

fino a 250.000 tonnellate di materia<br />

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<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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materiali<br />

Carsten <strong>La</strong>rsen, Commercial Director Plastic<br />

Circularity EMEA & APAC, Dow Packaging<br />

and Specialty Plastics<br />

Italia, un mercato strategico per il Gruppo<br />

In un 2020 caratterizzato fin dall’inizio sente di guardare con cauto ottimismo al<br />

dell’anno da forti tensioni commerciali internazionali<br />

e segnato, a partire da marzo, anniversario di presenza in Italia.<br />

<strong>2021</strong>, anno in cui BASF celebra il suo 75°<br />

dal grave impatto della pandemia, il Gruppo<br />

BASF conferma la strategicità del mer-<br />

di tutti noi e impattato negativamente<br />

“<strong>La</strong> pandemia ha sovvertito la quotidianità<br />

cato italiano, terzo in Europa per dimensione<br />

e fatturato. Le vendite generate in Italia Lorenzo Bottinelli, amministratore delegato<br />

sull’economia per tutto il 2020”, commenta<br />

si attestano complessivamente a 1,615 e vice presidente di BASF Italia. “In questo<br />

miliardi di euro, in calo del 8,7% rispetto scenario BASF Italia è riuscita a garantire<br />

all’anno precedente, ma grazie al deciso la sicurezza dei collaboratori e a mantenere<br />

attive le produzioni e il supporto ai clien-<br />

rimbalzo registrato nell’ultimo trimestre<br />

dell’anno (+8,6% rispetto allo stesso periodo<br />

del 2019) e in particolare nel mese di anche le filiere fondamentali nella gestione<br />

ti, potendo continuare così ad alimentare<br />

dicembre (+24%), il Gruppo ha chiuso della crisi. A partire dalla seconda parte<br />

l’anno con uno slancio positivo che con-<br />

dell’anno siamo riusciti ad intercettare il<br />

rimbalzo dell’economia italiana chiudendo<br />

con dei risultati incoraggianti. <strong>La</strong> pandemia<br />

sta avendo ancora impatti negativi sui<br />

consumi, ma il <strong>2021</strong> è iniziato bene e,<br />

presso i nostri clienti, stiamo osservando<br />

un crescente interesse per i nostri prodotti<br />

realizzati con materie prime rinnovabili o<br />

ottenute con il riciclo chimico delle materie<br />

plastiche. Inoltre, a conferma della volontà<br />

del gruppo di continuare ad investire nel<br />

nostro paese, a febbraio abbiamo inaugurato<br />

un nuovo reparto produttivo nel sito di<br />

Pontecchio Marconi. Questi esempi concreti<br />

dimostrano il nostro continuo supporto<br />

sostenibile alle filiere italiane, che pensiamo<br />

sia il giusto contributo per favorire la<br />

ripresa nel <strong>2021</strong>”.<br />

prima ottenuta da rifiuti, sostituendo così<br />

quella fossile. Questo permetterà di avere<br />

soluzioni BMB e CCycled per le diverse industrie<br />

in quantitativi sufficienti alla domanda,<br />

che auspichiamo crescente a dimostrazione<br />

di un fattivo impegno comune per la<br />

sostenibilità”.<br />

Styropor ©<br />

Gli utilizzatori dei prodotti di BASF<br />

certificati BMB e CCycled possono<br />

certificare tramite Remade in Italy<br />

il contenuto di materiale riciclato<br />

dei loro prodotti finali<br />

BASF riesce a definire, attraverso un rigoroso<br />

calcolo matematico, in che percentuale i<br />

prodotti ottenuti alla fine del ciclo produttivo<br />

sono stati ottenuti utilizzando alimentazione<br />

alternativa, sia essa materia prima biobased<br />

o olio di pirolisi ricavato dal processo di<br />

ChemCycling. Una procedura che viene<br />

certificata da un ente indipendente secondo<br />

lo schema REDCert2, universalmente<br />

accettato in tutta Europa, e che in Italia viene<br />

recepita e riconosciuta anche da Remade<br />

in Italy, l’associazione senza finalità di<br />

lucro proprietaria del primo schema di certificazione<br />

accreditato in Italia per la verifica<br />

del contenuto di materiale riciclato in un<br />

prodotto.<br />

In questo modo, gli utilizzatori dei prodotti di<br />

BASF certificati BMB e CCycled possono<br />

certificare tramite Remade in Italy il contenuto<br />

di materiale riciclato dei loro prodotti<br />

finali, ottenendo concreti vantaggi in termini<br />

di conformità del materiale/prodotto, come<br />

previsto dai Criteri Ambientali Minimi (CAM)<br />

del Ministero della Transizione Ecologica.<br />

<strong>Maggio</strong>/<strong>Giugno</strong> <strong>2021</strong><br />

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ANNO X - NUMERO 2 - MAGGIO/GIUGNO <strong>2021</strong><br />

ATTUALITÀ<br />

<strong>La</strong> direttiva europea<br />

per il monouso<br />

AMBIENTE<br />

Da bottiglie di PET<br />

a collant ecosostenibili<br />

ESTRUSIONE<br />

Tecnologie bi-vite<br />

per il compounding<br />

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la<br />

plastic a<br />

OGGI DOMANI<br />

e<br />

ANNO X NUMERO 2<br />

MAGGIO/GIUGNO <strong>2021</strong><br />

la plastic a<br />

OGGI<br />

e<br />

DOMANI<br />

DIRETTORE RESPONSABILE: Simone Ghioldi<br />

REDAZIONE: Alessandro Bignami (a.bignami@interprogettied.com), Eva De Vecchis<br />

(e.devecchis@interprogettied.com)<br />

HANNO COLLABORATO: Elena Marzorati, Fabio Moretti<br />

GRAFICA: Studio Grafico Page Vincenzo De Rosa, Simona Viapiana - www.studiopage.it<br />

In questo numero<br />

abbiamo parlato di...<br />

(in nero sono indicate le inserzioni<br />

pubblicitarie)<br />

AIPE ..............................................................................................53<br />

AUSTRALIAN PLASTIC PROFILES ................................................. 43<br />

B&R ..............................................................................................48<br />

BASF ................................................................................ 14, 36, 54<br />

BMB .............................................................................................44<br />

BUSS ............................................................................................43<br />

CALDARA PLAST ........................................................................... 1<br />

CHINAPLAS...................................................................................40<br />

CMG .............................................................................................38<br />

COLORTECH ................................................................................23<br />

COOPBOX .....................................................................................52<br />

COPERION ............................................................................. 15, 40<br />

COREPLA ......................................................................................32<br />

COVESTRO ......................................................................... 9, 14, 50<br />

DHL ..............................................................................................53<br />

DOW .............................................................................................34<br />

DSM .............................................................................................14<br />

EIOM .............................................................................................. 4<br />

ELECTROCOMPONENTS PLC ........................................................49<br />

EMERSON.....................................................................................47<br />

EUMPES .......................................................................................53<br />

EXOLON........................................................................................16<br />

FAINPLAST ...................................................................................27<br />

FIMIC ...........................................................................................13<br />

GEFRAN ........................................................................................48<br />

IGUS .............................................................................................46<br />

IMAC TECNOLOGIE ......................................................................17<br />

IMG ......................................................................BATT. 1A COP., 18<br />

INTERPROGETTI EDITORI ...................................................... 37, 45<br />

IPM ......................................................................................1A COP.<br />

JAGGAER ......................................................................................20<br />

K 2022 .........................................................................................29<br />

LEISTER TECHNOLOGIES ..............................................................39<br />

LIBERA UNIVERSITÀ DI BOLZANO .................................................32<br />

MAIRE TECNIMONT ......................................................................16<br />

MAX MEYER .................................................................................52<br />

MCKINSEY ....................................................................................53<br />

MEAF MACHINES ..........................................................................42<br />

MECFOR ..............................................................................3A COP.<br />

MONTENEGRO .............................................................................15<br />

MTA ..............................................................................................44<br />

MURA TECHNOLOGY ....................................................................34<br />

OERLIKON ....................................................................................24<br />

OLDRATI GROUP ...........................................................................53<br />

OMRON ........................................................................................46<br />

OROBLÙ .......................................................................................30<br />

PRESMA ..............................................................................2A COP.<br />

PROMIX ........................................................................................42<br />

PROPLAST ....................................................................................27<br />

RADICI GROUP ........................................................18, 30, 4A COP.<br />

RENOLIT .......................................................................................19<br />

RS COMPONENTS ........................................................................49<br />

S. BERNARDO ...............................................................................33<br />

SAVE ............................................................................................28<br />

SEEQ CORPORATION ....................................................................47<br />

SERI PLAST ..................................................................................15<br />

SEW EURODRIVE ..........................................................................49<br />

SOLVAY .........................................................................................27<br />

SPS ..............................................................................................48<br />

STIHL ...........................................................................................18<br />

THE HACKETT GROUP...................................................................20<br />

TOTAL CORBION ...........................................................................16<br />

UNILEVER .....................................................................................15<br />

INTERPROGETTI EDITORI S.R.L.<br />

Via Statale, 39 - 23888 <strong>La</strong> Valletta Brianza (LC)<br />

Redazione, vendite e abbonamenti<br />

Tel./fax +39 039 5153705<br />

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integrazioni. Pertanto non può essere rilasciata fattura.<br />

Registrazione Tribunale di Milano n. 315 in data 03/06/2010<br />

Direttore Responsabile: Simone Ghioldi<br />

Finito di stampare il 14/06/<strong>2021</strong> presso Aziende Grafiche Printing S.r.l.<br />

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segreto professionale, limitatamente alla fonte della notizia.<br />

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