Numero di Luglio

Inchiostro

Direttore Responsabile: Marta Calcagno

dal 1985... la voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo

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ANNO XXXVI / N. 01 - LUGLIO 2021

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Dante ospite

della fortezza di Gavi

Siamo sicuri

che sia finita?

Si sente

parlare

di brindisi

e di evviva.

I Tg

sono pieni

di facce

sorridenti e tutti sbandierano il

grido: “Siamo in zona bianca” e

giù commenti a non finire sulla

libertà ritrovata, sui giovani

che socializzano, sulle spiagge

nuovamente piene e sui ristoratori

che finalmente possono far

sedere i loro clienti anche all’interno

dei locali. Anche le discoteche

aprono, ma dentro non

si potrà ballare. E allora cosa si

andrà a fare nelle discoteche?

Mah! Politici, economisti, associazioni

di categoria si presentano

dunque tutti felici e sorridenti

al microfono di turno per

dire: “Siamo fuori dal tunnel” e

poi si affrettano ad aggiungere,

quasi per lavarsi la coscienza:

“Ma stiamo attenti, però!”. Non

parliamo degli esperti, quelli

che quasi due anni fa ci dicevano

che questo virus era né più

né meno che una semplice forma

influenzale. Anche costoro,

facendo coro al neo Presidente

del Consiglio, gridano vittoria.

Ma siamo sicuri che sia proprio

così? Non saprei. Personalmente

mi sembra che questo virus

sia stato studiato molto bene:

sta giocando con noi come il

gatto gioca col topo. Si nasconde,

cambia, si trasforma. A mio

modesto modo di vedere questa

guerra sarà ancora lunga,

anche perché non sappiamo nel

tempo come si comporteranno

queste vaccinazioni. Vorrei

però sinceramente sbagliarmi.

Gian Battista Cassulo

Marta Calcagno - pag. 2

Arquata:

l’estate apre

le porte alla

cultura

Fausto Cavo - pag. 2 Fausto Cavo - pag. 3

Andrea Macciò - pag. 4

Storie di cultura, scienza ed eroismo nell’Oltregiogo passato

GLI UOMINI E LA PANDEMIA

La storia è fatta dagli uomini.

Questa verità è universale

ma è facile da trascurare

in tempi di gravi malattie,

dove la narrazione è dominata

da numeri, ipotesi matematiche,

concetti ed idee medico-scientifiche.

È questa verità emerge rivivendo

la storia delle epidemie

dell’Oltregiogo.

Domenico Fiasella è un pittore

ligure. Il Sarzana, come è conosciuto

nell’ambiente, è artista ufficiale

della Repubblica, autore di

opere come l’effige della Madonna

riprodotta sulle monete od i

disegni della stessa nel ruolo di

Regina di Genova.

Nel 1658 è un uomo anziano

e malato, che passa la maggior

parte nel tempo nella sua bottega

ad insegnare e supervisionare

il lavoro dei suoi numerosi allievi.

È però a lui che il Senato della

Superba si rivolge per un ultimo,

importante compito: trasportare

su tela la peste, che ha colpito i

territori liguri dal 1656. Nonostante

i problemi di salute, privo

di molti collaboratori uccisi

dalla malattia, il Sarzana si mette

al lavoro: nasce così “La pesta di

Genova”. Il quadro una fusione

di reale e simbolico. In primo

piano, una rappresentazione

della città, con la chiesa di San

Domenico ed i commerci, gestiti

dalle Logge locali e protetti dalla

lanterna. Sullo sfondo, emerge

da un cielo fosco una figura mostruosa:

è la peste, il suo muso

feroce pieno di zanne. Nella

zona del porto, fumo e fiamme

segnalano i roghi dei cadaveri,

misura estrema, presa in opposizione

al costume ed alle norme

della Chiesa.

Girardo de Berneriis è un medico

attivo nell’Alessandria del 15°

secolo, scrittore dei “Dieci consigli

medici”, sorta di best-seller salutistico

dell’epoca. Come altri medici,

de Berneriis si confronta con

la peste: come altri medici, offre

L'Arca di Noè di Davide Ferreri

“Dolci ... al verde”:

volontari al lavoro

Avanti

popolo?

Una delle espressioni più ricorrenti, surreali e irritanti è, subito

dopo un qualsiasi evento, meglio se minimo o di nessun

interesse, «si è scatenato il popolo del web». Una domanda tuona

impetuosa: cosa significa? Punto primo: qualcuno ha sciolto le catene,

che quindi potevano benissimo rimanere serrate, anche con

lucchetti di sicurezza. Punto due: (quattro) voci disperse e disparate

nel turbine di una dichiarazione al secondo, sono tutto, per

numero e compattezza, tranne che un popolo. A volte viene voglia

di rimpiangere, pacificamente, le catene.

"L’estate che

ho dentro"

di Viviana

Maccarini

Un’istantanea scattata all’ospedale Fiera di Milano,

ma sarà finita veramente, o questo è solo il secondo tempo?

consigli a metà tra tradizione popolare

e scienza. Il rimedio principe

sono così i “poma odorifera

perforata”: scatolette in metallo

pregiato, contenenti aromi naturali

attivi contro la corruzione

dell’aria, vista come causa principe

Davide Ferreri

del morbo. Tuttavia, de Berneriis

critica l’uso di salassi e purganti,

apprezzati come rimedi universali,

per sostenere invece le “suffumigazioni”:

piccoli fuochi, a base

di erbe aromatiche, accesi nelle

stanze del malato per stimolare la

respirazione.

Infine, padre Bernardino Crestadoro.

Religioso dell’ordine degli

Scolopi, nel 1863 viene inviato a

Ovada per insegnare nelle locali

Scuole Pie, ma viene coinvolto

in una grave epidemia di colera.

Padre Crestadoro sarà attivo nel

soccorso materiale e spirituale

dei malati, tanto da meritare l’elogio

di storici come Bartolomeo

Bozzano. Nel suo “Elogio dei Liguri

illustri” si dice infatti come

lo scolopio “Dimentico dei propri

mali, vegliava la notte presso il letto

dei morenti per riceverne le confessioni,

cibarli del Pane Celeste e

versare sull'addolorata anima loro

parole di conforto”.

Matteo Clerici

L’editoriale

di Marta

Calcagno

Eccoci al nostro ormai

consueto appuntamento

mensile con lo “sfogliabile” di

luglio 2021 nel quale troverete

un riassunto dei temi più significativi

che abbiamo trattato

durante tutto il mese di giugno.

Apriamo queste nostre

quattro pagine con un pezzo

a firma di Matteo Clerici sulle

pandemie che nei secoli hanno

colpito l’umanità e come,

sul piano artistico e culturale,

sono rimaste impresse nella

memoria storica collettiva. Ma

parliamo anche del 2 Giugno,

la Festa della Repubblica, che,

anche quest’anno non si è stata

onorata con la consueta parata

e anche noi, qui a Novi Ligure,

non abbiamo potuto allestire

l’abituale recita di Fine Anno

Scolastico, tratta da una serie

di incontri sulla Costituzione

tenuti dal nostro Gian Battista

Cassulo nelle scuole primarie

di Acqui Terme e Novi

Ligure, per via delle restrizioni

anti-Covid. Nello sfogliabile,

per la serie “Giovani autori”,

curata dall’infaticabile Andrea

Macciò, vi presentiamo una

giovane scrittrice di Voghera,

residente a Milano, Viviana

Maccarini, che recentemente

ha dato alle stampe un libro di

sicuro successo: “L’estate che

ho dentro”. Non vorrei però

anticiparvi più di tanto e vi lascio

tutti ad una buona lettura.

Marta Calcagno


2

l’inchiostro fresco

1 - Luglio 2021

DANTE OSPITE

DELLA FORTEZZA DI GAVI

ARQUATA: L’ESTATE APRE

LE PORTE ALLA CULTURA

Nel 2021 ricordiamo la morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna, ove era costretto

all’esilio, nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321. Questa iniziativa di Gavi

rientra nel novero delle tantissime le iniziative culturali in tutta Italia, volte a celebrare

il Sommo poeta, simbolo dell'unità del nostro Paese.

Il Comune di Gavi di concerto

con la Direzione Regionale

dei Musei del Piemonte, oltre

che con le associazioni locali e i

comuni limitrofi, ha organizzato

dal 20 giugno al 4 luglio 2021 una

mostra degli elaborati prodotti

dagli studenti delle Scuole secondarie

dell’Istituto comprensivo

“De Simoni” di Gavi in occasione

dell’anno dedicato ai 700 anni dalla

scomparsa del Sommo poeta.

“Con questa iniziativa – ha detto

il sindaco di Gavi, Carlo Massa

- la volontà è quella di associare

manifestazioni di diverso tipo alla

conoscenza sia territoriale che dei

nostri patrimoni artistici, valorizzandone

l'importanza e il potenziale

che possono apportare al territorio”,

e in tal senso Francesca

Regoli, Assessore Beni e Politiche

culturali del Comune di Gavi,

pone in evidenza, accanto all’iniziativa

della mostra, anche l’intervento

dell’associazione “I Mancini

del Quarto” di Acqui Terme

che, domenica 20 giugno, giorno

dell’inaugurazione, si produrranno

nella Sala conferenze del Forte

di Gavi in letture di alcuni canti

della Divina Commedia.

La performance, nell’ottica delle

misure anti-Covid è stata curata

dagli “Amici dell’Arte di Serravalle

Scrivia”.

Una serie di eventi dunque, che

ha visto e vedrà, attorno alla figura

di Dante, protagonista tutto

il territorio gravitante attorno a

Gavi e alla sua Fortezza.

Marta Calcagno

Per info: Francesca Regoli,

Assessore Beni e Politiche culturali

2 GIUGNO 2021 - 75 ANNI DI REPUBBLICA

Il 2 Giugno è la Festa nazionale

perché ricorre l’anniversario

del Referendum che nel

1946 sancì la vittoria della forma

di stato repubblicana su quella

monarchica, anche se il Paese di

allora in questa scelta si presentò

spaccato con un Sud a maggioranza

monarchica e un Nord a

netta prevalenza repubblicana.

del Comune di Gavi

Cell.: 338-5306831

oppure: Amici dell’Arte

di Serravalle Scrivia:

http://amici-dell-arte-serravalle2.

reservio.com

T

ra il novero degli eventi,

un incontro con l’editoria

locale e una mostra

per celebrare i 50 anni di attività

del pittore arquatese, Enrico Debenedetti

Una serie di proposte culturali

volte a catturare tutte le fasce

d’età sono proposte dal Comune

della Valle Scrivia. Per iniziare

citiamo "ViaggiAMO con

I LIBRI", evento frutto della

collaborazione con il sistema

bibliotecario tortonese ed organizzato

con l’importante

supporto dell'Associazione “Librialsole”.

L'ambizioso obiettivo è quello

di promuovere la cultura, i libri

e la lettura. La Rassegna dopo

alcune tappe in comuni del tortonese

si è fermata ad Arquata

Scrivia nelle giornate del 18 e

Il 2 giugno del 1946 non si tenne

però solo il Referendum Monarchia/Repubblica,

ma, con

suffragio universale maschile e

femminile, venne eletta anche

l’Assemblea costituente incaricata

di redigere la nuova Costituzione

repubblicana che entrò in vigore

il 1° gennaio 1948. Una Costituzione

basata sui principi della

separazione dei poteri e della volontà

generale.

Noi de “l’inchiostro fresco” sino

al 2005 abbiamo incontrato nel

corso di vari anni scolastici, gli

alunni delle Scuole primarie

dell’Oltregiogo e con l’ausilio delle

maestre della Scuola primaria

“Giuseppe Saracco” di

Acqui Terme, di concerto

con la Scuola primaria

“Giovanni Pascoli”

di Novi Ligure, abbiamo

annualmente allestito la

Recita di Fine Anno Scolastico

dedicata alla Costituzione,

dove gli alunni

illustravano questi principi

con una similitudine

con una partita di calcio.

Un metodo semplice,

non demagogico, per far

comprendere agli alunni

le teorie di Montesquieu

e Rousseau che sono alla

19 giugno e continuerà nell'estate

in vari paesi. Durante le

due giornate arquatesi hanno,

alle quali aderito molti editori

locali e non solo, si sono svolte

presentazioni di libri per adulti

base delle moderne costituzioni.

Dal 2019, per via del Covid, abbiamo

dovuto sospendere questo

nostro impegno pedagogico indirizzato

al sostegno e alla promozione

della cittadinanza attiva,

basata in primo luogo sulla partecipazione

consapevole dal basso.

E quest’anno, così come lo scorso

anno, non potendo proporvi

la solita e ormai consueta recita

di Fine Anno Scolastico sulla

Costituzione, sul nostro sito vi

riproponiamo alcune foto e spezzoni

filmati delle recite degli anni

scorsi interpretate dagli alunni

delle Scuole Giuseppe Saracco di

Acqui Terme con spettatori consapevoli

gli alunni delle Scuole

Giovanni Pascoli di Novi Ligure.

W la Repubblica, W il 2 Giugno!!!!

Gian Battista Cassulo

e ragazzi con la partecipazione

di diversi autori tra cui un

incontro speciale con Eleanor

Ann Peterson (autrice arquatese

di origini canadesi ndr.) per

divertirsi con il suo libro per

ragazzi in inglese (lingua madre

dell'autrice).

A completare il ricco calendario

di eventi nelle due giornate

ricordiamo la mostra che vuole

celebrare i 50 anni di attività

artistica di Enrico Debenedetti,

aperta nella mattina di sabato

19 giugno nell’atrio del Palazzo

Comunale. L’artista arquatese

che ha raggiunto questo notevole

traguardo nel 2020, espone

le sue opere più significative e

la mostra rimarrà allestita per i

successivi 15 giorni.

Fausto Cavo

BREVE STORIA

DEL 2 GIUGNO

I

festeggiamenti per il 2

Giugno con tanto di parata

militare furono introdotti

nel 1950 dall’allora Ministro

della Difesa, Randolfo Pacciardi.

Poi sull’ondata di un montante

pacifismo la sfilata delle Forze

Armate nel 1977 venne cancellata

e in seguito, tra gli anni

Ottanta e Novanta, fu più volte

sospesa e ripresa.

Solo con l’avvento alla Presidenza

della Repubblica di

Carlo Azeglio Ciampi, con un

nuovo anelito di patriottismo,

nel 2001 la parata fu ripresa e

per la prima volta sfilarono le

donne in divisa.

Se si esclude la sospensione

per Covid, questi festeggiamenti

durano ancora oggi.

(GBC)

Vicolo del Teatro, 7/14 - 15067 Novi Ligure (AL)

Tel. 0143.46569 - cell. 348.8085692 - redazione@inchiostrofresco.it

• Direttore responsabile: Marta Calcagno

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Luca Serlenga (Valli Stura e Orba)

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Fausto Cavo (Valle Scrivia)

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Fausto e Giacomo Piombo (Videomakers)

• Presidente e Legale rappresentante

Gian Battista Cassulo

• Consiglio Direttivo:

Marta Calcagno,

Samantha Brussolo,

Giuseppina Croazzo,

Luca Serlenga

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Anna Barisone

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Ilenia Procopio, Lorenzo Muscarà


l’inchiostro fresco

1 - Luglio 2021

3

“VOGLIO DIGNITÀ, NON

UN SALARIO DA FAME”

Da una persona sfortunata nella vita, abbiamo ricevuto una richiesta di aiuto per

trovare un lavoro dignitoso. Noi abbiamo provveduto ad inquadrare la sua richiesta alla

luce degli avvenimenti politici e sociali più importanti che hanno caratterizzato la fase

di cambiamento che tutti noi stiamo vivendo

Sono nato a Busalla nel

1967, un anno prima del

mitico ’68, quando nel

modo si agitavano i grandi cambiamenti

sospinti dall’universo

giovanile che stava prendendo

coscienza di sé e prepotentemente

invocava nuovi spazi. Io

però, nella realtà della mia cittadina,

che molti la chiamano

ancora la piccola capitale della

Valle Scrivia, non sono stato

toccato da quei cambiamenti.

Sono andato a scuola e ho conseguito

la Licenza media, poi la

qualifica di segretario d’azienda,

e quindi mettermi subito

alla ricerca di un lavoro.

Nell’ottobre 1989, proprio quando

stava per crollare il Muro di

Berlino e il mondo si apprestava

a vivere un altro epocale cambiamento,

entravo come manovale

nei Magazzini Standa, e le

mie mansioni erano quelle di tenere

in ordine il magazzino.

Credevo di aver trovato la mia

strada, ma non fu così. Nuovi

cambiamenti erano nell’aria. I

partiti storici come il P.C.I. e la

D.C., con la caduta del Muro, si

stavano disfacendo come neve al

sole e in Italia c’era aria di crisi e

in quel quadro di diffusa incer-

tezza, nel 1991 persi il lavoro.

Non mi persi d’animo e mi misi

alla ricerca di un altro lavoro,

ma nel 1992, il terremoto del

Pool Mani Pulite di Milano, pur

dando un colpo di scopa al vecchio

sistema politico, creò anche

un periodo di forte instabilità

che per me, povero diavolo,

si tramutò in una infinita precarietà,

fatta di lavori saltuari

sottopagati, per competere con

la nascente globalizzazione che

faceva giungere in Italia prodotti

a prezzi stracciati, perché

realizzati in paesi lontani, dove

anche i bambini lavoravano 10

o 12 ore in fabbriche da noi impossibili!

Dal settembre 1999 ad oggi ho

trovato un nuovo lavoro: faccio

le pulizie, perché in questa

“rivoluzione tecnologica” coi

computer non me la cavo tanto

bene (faccio parte dei cosiddetti

“analfabeti digitali“), ma, in

uno Stato ormai preda delle privatizzazioni

più selvagge targate

“Prodi & Company“, dove

domina la legge del più forte,

non ho nessuna tutela e sono

stato lasciato in balia del cosiddetto

“prendere o lasciare” e così

da 22 anni lavoro senza essere

messo in regola con i contributi

e ho uno stipendio bassissimo,

da fame.

Adesso ci si è messo di mezzo

anche il Covid e abbiamo un

Generale a non so quante stelle

che ci comanda in questa guerra

contro un virus che sta cambiando

sempre aspetto e forma,

quasi come il gatto che gioca col

topo e, mentre qualcuno in questa

pandemia guadagna soldi a

palate, io non ce la faccio più,

nonostante tutti i “Decreti cura

Italia” che a me personalmente

non hanno giovato a nulla!.

E allora lancio un grido d’aiuto

e di dolore nello stesso momento:

nel mio Paese forse non

esiste più un imprenditore che

possa offrirmi un lavoro dignitoso

e uno stipendio adeguato?

Eppure, anche se ho 54 anni, la

voglia di lavorare non mi manca!!!

Se qualcuno mi volesse

aiutare trovandomi un lavoro,

scriva sotto questo articolo un

post e io sarò l’uomo più felice

di questa terra!

Un 54enne con tanta voglia di

lavorare

Gian Battista Cassulo

“DOLCI ….. AL VERDE”:

VOLONTARI AL LAVORO

ECCO COME È NATO IL NOSTRO GRUPPO

Cari lettori

Vorrei chiedervi un minuto

del vostro tempo

per aver modo di

raccontarvi la nostra giornata.

Per chi è di Novi Ligure non

sarà una novità ciò che sto per

scrivere perché grazie ai nostri

giornalisti di zona la notizia si è

sparsa velocemente. Quelli che

vedete qui nelle foto sono i componenti

del gruppo "Dolci...al

verde", un gruppo di volontari

che da oggi ha deciso di andare a

ripulire le zone limitrofe di Novi

Ligure.

Non voglio aprire discorsi "pesanti"

anzi, voglio raccontarvi

che cosa c'è di bello dietro

ad una simile iniziativa. Oltre

all'ovvio (vedere finalmente

pulito) c'è una storia di grande

amicizia e unione con i colleghi

della Pernigotti che mi hanno

supportato in questa iniziativa,

c'è la collaborazione di novesi

a me fino ad oggi sconosciuti

Come già avevamo documentato

sulla nostra

pagina online, già da un

po’ di tempo è operativo a Novi

Ligure un gruppo di volontari,

quasi tutti dipendenti o ex dipendenti

della Pernigotti, che

hanno preso a cuore l’ambiente

e la tutela dell’ambiente a partire

dalla sua pulizia. Anima di

questo gruppo nato in frazione

Merella, è Lidia Moro, anche

lei dipendente della Pernigotti,

che si sta battendo contro chi

abbandona i rifiuti ai bordi delle

strade e nei campi. È questo un

bel esempio di partecipazione

sociale dal basso, dove gente

comune non aspetta l’intervento

dall’alto quando le cose non vanno,

ma che si “rimbocca le maniche”

e si dà da fare per il bene

comune. Pubblichiamo qui di seguito

una lettera di Lidia Moro,

estrapolata dalla sua pagina Facebook,

con la quale questa intrepida

organizzatrice ringrazia

tutti quanti hanno aiutato questo

gruppo di volontari che si riuniscono

sotto la sigla di “Dolci…

al verde”. “Dolci” perché quasi

che si sono aggiunti a noi, c'è la

riconoscenza di alcuni abitanti

della Merella (la zona da cui abbiamo

iniziato stamattina) che ci

hanno offerto da bere, ci hanno

portato termos con caffè caldo,

ci hanno raggiunto per poterci

fare un' offerta per comprare

sacchi e guanti che fortunatamente

sono forniti dall'azienda

Pernigotti, ci sono state risate,

complicità e allegria.

Questa è la Novi bella, quella che

ho conosciuto quando Pernigotti

ha chiuso e che continua ad

essere vicino a me, a noi. Stiamo

ricevendo molti messaggi contenenti

e di complimenti.

Ciò fa piacere ma farebbe ancora

più piacere vedere che altri decidano

di aggiungersi al gruppo.

Se qualcuno volesse farlo mi

contatti su Messenger e sarà il

benvenuto.

La prossima uscita sarà, meteo

permettendo, sabato 24 aprile

tutti lavorano alla Pernigotti.

“Al verde” perché molti hanno

sofferto le restrizioni della cassa

integrazione in un periodo che

fortunatamente sembra essere

ormai superato.

Fausto Cavo

sempre di mattina, in zona Lodolino

e zona industriale. Vorrei

chiedervi un ultimo favore.

Non date la colpa di questa sporcizia

sparsa nei campi al nuovo

ingresso del “Porta a Porta”

perché è l'inciviltà e l'ignoranza

del singolo e l'incapacità dell'individuo

nel capire cosa è giusto

o sbagliato la causa di questo

scempio alle nostre campagne

e prati.

Concludo ringraziando tutti i

partecipanti tra cui i consiglieri

Luca Patelli e Cristina Sabbadin,

i due giovani ragazzini in

primo piano nella foto che hanno

lavorato tantissimo, i fotografi,

i giornalisti, Monica Puppo

del gruppo Acos e Gestione Ambiente

che ci aiuterà per ciò che

riguarda il recupero di ciò che è

stato raccolto nel momento in

cui non riusciremo ad affrontarlo

da soli. Grazie

Lidia Moro


4

l’inchiostro fresco

1 - Luglio 2021

L’ESTATE CHE HO DENTRO di VIVIANA MACCARINI

L’Estate che ho dentro è un

romanzo che ci affascina già

dal titolo.

L’estate come stagione dell’anima,

la stagione della spensieratezza,

della libertà, dell’amore, della sospensione.

E nello stesso tempo,

l’estate speciale della protagonista

Nina.

Nina è una quattordicenne di Milano,

vivace e spensierata, nel pieno

della stagione dei primi amori.

Grande appassionata di nuoto, trova

nello sport una sorta di stanza

tutta per sé, come direbbe Virginia

Woolf. La sensazione di piacevole

estraneità dal mondo esterno che

si prova nuotando è nota a tutti gli

appassionati di questo sport.

Una sera Nina, dopo una serata

non piacevole trascorsa con un

ragazzo, Leonardo, che cerca di

forzarla a fare quel che non vuole,

ha un brutto incidente in moto. La

ragazza rimane col volto sfregiato e

vede svanire come neve al sole tutti

i programmi per l’estate e le vacanze.

Sostenuta dal suo miglior amico

Filo, mette a punto il suo nuovo

programma: sparire. La possibilità

che le offre il destino è quella di

passare un’estate appartata a Volpedo,

il paesino dei colli tortonesi

noto per aver dato i natali al pittore

Pellizza e per la produzione di pesche

e fragole dop.

Nina arriva a Volpedo un mattino

di inizio estate, in treno fino a Tortona

e poi in autobus. Come il protagonista

de “L’equilibrio dei sassi”

di Gianluigi Mignacco, Nina si trova

catapultata dalla città postmoderna

e modaiola al piccolo mondo

antico della provincia alessandrina

(nel caso di Nina i colli tortonesi)

caratterizzata da ritmi lenti e dilatati

e popolata da “spiriti liberi”.

Uno di questi è il padre Gabriel, fotografo

bohémien che sbarca il lunario

realizzando book ad aspiranti

modelle. A Volpedo conosce anche

il giovane assistente del padre

Tommaso, che conosce a memoria

il finale dei libri, e Alisha, una ragazza

vivace e sfrontata di origine

indiana figlia dell’unico negoziante

del paese. A Volpedo trova l’amore

e l’idea per rinascere come una fenice

a nuova vita.

Viviana Maccarini ricostruisce be-

nissimo l’atmosfera lenta e sospesa

dei piccoli paesi collinari come Volpedo.

Oggi i social network offrono la

possibilità di essere nello stesso

tempo dentro e fuori dal mondo.

E così, dal buen retiro di Volpedo,

Nina crea un alter ego social, Mia,

per cercare di condividere il suo

smarrimento. Non si sente solo “la

ragazza ferita” o “la tipa ustionata”

ma sente di non essere più la ragazza

di prima.

Con l’uso sapiente dei social che

caratterizza molti adolescenti (in

particolare Nina pubblica su Instagram,

Twitch e Youtube) la ragazza

inizia una sorta di autoterapia che

la porta prima a diventare una sorta

di influencer esperta dei temi del

body positive, della paura e dell’emarginazione,

e poi a ritrovare sé

stessa.

L’estate che ho dentro è un testo di

grande qualità, non riconducibile

a un lavoro di genere young adult

al quale pure s’ispira come tematica.

Fra le tematiche trattate, quello

dell’importanza della bellezza

e dell’estetica in una società nella

quale l’apparenza è la realtà stessa,

BOSCO LIBERO

DAL NUCLEARE

Il 18 giugno 2021

si è svolto a Bosco

Marengo

(Al) un incontro

divulgativo/informativo,

per spiegare

le ragioni del NO al

deposito nazionale

dei rifiuti radioattivi.

Tra i partecipanti, il sindaco

di Bosco, Gianfranco Gazzaniga,

gli esponenti politici

firmatari della mozione On.

Federico Fornaro e On. Riccardo

Molinari, il tecnico ingaggiato

dal Comitato Dott.

Paolo Canavese, l’Avv. Alessandro

Provera (Comitato

Gente del Territorio) e i sindaci

della zona. Moderatrice

della serata la Dott.ssa Giulia

Bocchio, giornalista e scrittrice.

Tra gli ospiti il Vicepresidente

della Regione Piemonte,

Dott. Carosso, alcuni sindaci

dei comuni limitrofi e dei siti

potenzialmente idonei.

Marta Calcagno

Domenica 20 giugno

2021 in Val d’Aosta,

con partenza e arrivo a

Courmayeur, si è svolta la

“Ganten MontBlanc”, una

gran fondo di 109 chilometri

sulle strade più panoramiche

di questa valle

che del turismo, accanto

alle sue già tipiche occupazioni,

ne sta facendo

un’industria rispettosa del

territorio e dell’ambiente.

Questa Gran fondo rientra

in quest’ottica: far conoscere ed

apprezzare il territorio unendo lo

sport alle eccellenze paesaggistiche

locali. In questo senso il percorso

della “Ganten MontBlanc” è stato

duro perché si sono sfiorate le

come scriveva nel 1993 il sociologo

Michel Maffesoli in “Aux creux des

apparences”.

Il brutto trauma dell’incidente e

dello sfregio del viso sarà un’occasione

inaspettata per Nina per far

emergere la sua estate interiore.

Un altro tema centrale è quello

dell’importanza dei social e della

loro ambiguità. Se in molte occasioni

il ruolo di questi strumenti

nella vita degli adolescenti è demonizzato

o criticato, Viviana Maccarini

sottolinea con grazia e competenza

le opportunità che offrono:

condivisione delle esperienze,

auto-terapia “gratuita”, possibilità

di farsi conoscere e portare all’attenzione

tematiche che ci stanno a

cuore come quella del body positive

per Nina.

Il terzo tema, che ho già trattato

in diverse recensioni e chi mi interessa

molto, è quella della vita

della provincia italiana profonda

(in particolare quella piemontese)

così diversa con i suoi ritmi lenti e

ancorati alla natura dalle vicinissime

metropoli di Milano e Torino e

popolata da personaggi stravaganti

e spiriti liberi. E proprio i social e le

alte vette, ma ne

valeva la pena. Noi

de “l’inchiostro

fresco” l’abbiamo

seguita e non abbiamo potuto fare

a meno di compararla al nostro

“Gran Tour di Rondinaria”, che

alcuni anni fa abbiamo organizzato

sulle strade dell’Oltregiogo con

gli stessi intenti: far conoscere ed

nuove tecnologie rendono possibile

a chi vive in luoghi relativamente

isolati di essere con un piede dentro

e uno fuori la contemporaneità.

Una scrittura limpida, poetica, raffinata

e appassionante, quella di

Viviana Maccarini, che ricostruisce

alla perfezione la difficile età dell’adolescenza

e il rapporto conflittuale

che a quell’età si ha con il corpo.

L’estate che ho dentro (bellissima

anche la cover, con il viso della

ragazza coperto dal fiore simbolo

dell’estate) è un romanzo complesso

e articolato che riesce a riunire

nelle stesse pagine tre diverse tematiche

appassionando lettori di

ogni età.

Andrea Macciò

Viviana Maccarini, originaria

di Voghera, è nata nel 1992

e attualmente vive a Milano.

Dopo la laurea in filosofia presso

l’Università di Pavia, ha conseguito

un master in sceneggiatura e ha

iniziato a lavorare nel cinema,

per poi intraprendere una

collaborazione con l’editoria. L’estate

che ho dentro è il suo romanzo

d’esordio.

“GRAN TOUR DI RONDINARIA”

IN VAL D’AOSTA

apprezzare l’ambiente praticando

lo sport, non tanto per vincere una

gara quanto per apprezzare il contatto

con la natura.

Gian Battista Cassulo

Nelle foto: un passaggio a La Salle

della “Ganten MontBlanc” e un

alpino del servizio d’Ordine

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