La Torre di Veglia settembre-ottobre 2021

parrocchiadisangiacomodiveglia

settembre-ottobre 2021

Imgi poco cciute

di S Gio

d

Anno LX - n° 5

settembre/ottobre 2021

“Poste Italiane spa sped. abb. post. D/L 353/2003

(conv. in L.27/2/2004 n° 46)

art. 1. comma 2, dcb tv”

PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

LA TORRE DI VEGLIA

25 luglio 1927 festa del patrono San Giacomo Apostolo:

ordinazioni sacerdotali conferite dall’allora

Vescovo Mons. Eugenio Beccegato



www.sangiacomoapostolo.it

e-mail: sangiacomodiveglia@libero.it

sito a cura di: Federica Spinazzè

Per Richiesta Certificati Storici inviare email a:

archivio.sangiacomo@libero.it

Per scaricare il modulo di richiesta

visitare il sito della parrocchia

ANNO LX – N. 5

SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

“Poste Italiane spa sped. abb. post. D/L 353/2003

(conv. in L.27/2/2004 n° 46) art. 1. comma 2, dcb tv”

PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

Direttore responsabile:

don Giampiero Moret

Coordinatore redazione:

Angelo Turbian

Redazione:

Maria Teresa Cesa,

Stefania Chies,

Bruno Dall’Anese,

Raffaella Marcon,

don Giulio Fabris,

Elisa Frare,

Angelo Turbian,

Marta Zanette

Impaginazione:

Elisa Frare

Stampa: Tipse

La riflessione pagina 2

Come leggere la Bibbia 4

Inaugurazione della nuova torre campanaria 6

Largo ai Giovani 13

Padre Cosma Spessotto 14

Andiamo a Messa! 16

Dalla Colombia 18

Lauree 22

Bonus facciate - Nomine 23

Scienza e Società 24

In cucina con Giulia 26

Terra Fertile 27

L’angolo del benessere 28

Il ricordo di Anna – Orari sante Messe 29

Sport 30

Dall’Archivio Parrocchiale 32

Didascalia alla prima di copertina:

Novembre-Dicembre 2001 - “Sorvolando il Paese”

Foto ravvicinate dall’alto di quartieri di S. Giacomo

Redazione e Amministrazione:

Piazza Fiume, 58

San Giacomo di Veglia TV

tel. 0438.500295

redazione.torrediveglia@gmail.com

Finito di redigere

il 06 – 08 – 2021

Hanno collaborato a questo numero:

Mario BORTOLOT

Andrea DE NADAI

Ass. TERRA FERTILE

Giulia MAIUTTO

MANIERO Campane

Fabio NASSUATO

Pietro OSSI

Fabiola SALGUERO

Ezio TONON

Riccardo SCARABEL

Gruppo GIOVANI

SANGIO


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La riflessione

Settembre•Ottobre 2021

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6 °

COVID...

LA TORRE DI VEGLIA

Carissimi Parrocchiani,

mi permetto di proporvi qualche spunto di riflessione

per questo periodo di “ferie”, naturalmente per

chi le può fare.

In questo tempo, forse non ci sono tutti gli impegni

e appuntamenti “frenetici” che ci hanno accompagnato

durante l’anno.

È un tempo di “relativa calma” che possiamo impiegare

in maniera fruttuosa per il nostro spirito.

Sono pensieri che mi hanno accompagnato in questo

ultimo periodo.

Quello che abbiamo vissuto e che ancora stiamo vivendo

a causa della pandemia è stato come un uragano

che ha sconvolto la vita della nostra società, con molte

preoccupanti conseguenze. Pensiamo solo alle famiglie

ferite dal lutto, i problemi del mondo del lavoro, della

scuola, le relazioni inquinate dalla paura. Ripercussioni

profonde segnano la vita delle persone di ogni età.

Un dato diffuso dall’Agenzia Italiana del farmaco dice

che nel 2020 il consumo di ansiolitici è aumentato del

12%. Non solo, tra i giovani la tendenza ad assumere

psicofarmaci per fronteggiare l’ansia ha assunto dimensioni

preoccupanti, diventando una sorta di automedicazione.

Questo dato, forse non suffi cientemente valutato,

mostra le profonde conseguenze della pandemia su

giovani e giovanissimi, e quanto sia diffuso questo eccessivo

e inappropriato ricorso ad ansiolitici e antidepressivi

su consiglio anche da parte di troppi medici.

Questo rivela, da una parte, la non suffi ciente capacità

di guardare al dolore, alla tristezza e alla fragilità

come dimensioni costitutive della persona umana e non

come sintomi di malattia e, dall’altra, l’illusione di poter

risolvere con una pillola disagi che hanno cause ben

più profonde.

Non si può scambiare come patologia – e quindi da

curare farmacologicamente – il disagio e la sofferenza sul

senso dell’esistere, del dolore e della morte.

Il coronavirus costringe a farci domande che coinvolgono

il significato della vita, domande che appartengono

alla nostra esperienza umana e con le quali, forse, abbiamo

smesso di misurarci. Domande che non vanno

confuse con stati depressivi ma che vanno affrontate in

modo profondo e globale. Il facile ricorso ai farmaci, soprattutto

da parte di giovanissimi, può diventare una

scorciatoia pericolosa, se non addirittura una nuova dipendenza.

Molti dei problemi sollevati dalla pandemia sono legati

alla concezione dell’uomo e della società, e non semplicemente

sintomi di un “disagio”. Certo, non esistono

risposte semplici a queste nuove sfide, di cui dobbiamo

accettarne la complessità. Se la scienza medica conserva

un suo ruolo importante, non dobbiamo però mettere

sotto il tappeto tutte le vere questioni che sono in gioco.

Don Giulio


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6 °

Settembre•Ottobre 2021

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LA TORRE DI VEGLIA

... E SANTA MESSA

Carissimi Parrocchiani,

la presenza alle nostre messe domenicali (sabato e

domenica) in quest’ultimo anno si è di molto ridotta

a causa del Covid. Ma, personalmente, oltre a questa

macroscopica motivazione, penso e credo ce ne siano

altre un po’ meno evidenti ma certamente presenti in

modo sostanzioso.

«Non vengo a messa perché posso ascoltarla per televisione,

disteso sul divano, a casa mia, senza rumori vari,

senza persone attorno che mi disturbano… e sono io con

Dio». Ascoltare la Messa alla TV è sempre stato consigliato

dalla Chiesa per chi è ammalato, chi è molto

anziano, chi ha problemi seri di salute, ecc… ma per

tutti gli altri l’invito è di partecipare all’eucaristia in

chiesa. Ho detto “partecipare” e non assistere. Perché

alla TV si ascolta, si assiste alla messa, come si fa con

un film o un documentario.

Invece in chiesa c’è l’ascolto, diretto, vis à vis. È

molto importante “partecipare” cioè prestarsi per

leggere la parola di Dio, cantare, suonare l’organo

o qualche altro strumento, fare la comunione sacramentale

ecc… e non ultimo incontrare la comunità.

Se partecipo all’Eucaristia incontro altri fratelli e sorelle

che come me vivono in paese. Posso ascoltare e

comunicare problemi, situazioni, avvenimenti belli,

situazioni che hanno bisogno anche del mio aiuto

non solo materiale, ma anche spirituale. Vivo perciò

non isolato, ma dentro una comunità con tutti i suoi

pregi e difetti.

A volte invece si ha l’impressione che si preferisca

vivere da soli, nel silenzio, non visti, non partecipi

della vita della comunità. Da qui nascono forse anche

critiche, depressioni, non voglia di fare e di stare insieme,

rifiuto del dialogo, ecc…

Ecco, queste situazioni e tante altre, possono avverarsi

proprio quando uno si chiude in sé stesso, nella

sua casa, si estranea dalla comunità e vive dentro

il suo piccolo mondo, crogiolandosi in esso. La S.

Messa, vista solo e ascoltata dalla TV alla fine genera

un cristianesimo individualista e non comunitario;

un cristianesimo e una fede intimistica che è l’esatto

contrario di quanto ci propone il Vangelo.

La fede è e deve essere comunitaria, deve fare i conti

certamente con Dio, ma anche con i fratelli, con la

comunità.

Perciò carissimi faccio a voi un caldo appello

a ritornare in Chiesa, per partecipare attivamente

all’Eucaristia, cibandosi del Corpo di Cristo ma anche

ritornare ad incontrare la comunità in mezzo a

cui vivo che certamente ha i suoi pregi ed i suoi difetti…

ma è vivere pienamente il Vangelo.

Don Giulio


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Settembre•Ottobre 2021

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Come leggere la Bibbia

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L’incontro con Nicodemo (Gv 3)

LA TORRE DI VEGLIA

Nicodemo è uno degli uomini più rappresentativi

di Israele e viene spontaneamente, di notte, da uno

che non ha studiato, lo chiama «rabbì» e lo interroga

sulla sua dottrina: sono tutte cose che devono essergli

costate! Egli inizia con parole gravi, che si addicono

ad un maestro, quasi una dichiarazione dottrinale;

sulla base dell’AT i segni manifestano Gesù come un

inviato di Dio.

Gesù ha compreso che a Nicodemo sta a cuore il

problema che agita la mente di ogni buon giudeo:

«entrare nel regno di Dio che verrà» e risponde andando

subito al nocciolo del discorso: gli giura che per

entrare nel regno di Dio non basta l’opera e lo sforzo

dell’uomo nell’adempimento della legge, ma occorre

l’opera di Dio che rinnova radicalmente l’uomo, facendolo

rinascere, cioè riprendere la vita fin dall’inizio.

Il linguaggio di Gesù è misterioso, ma serio, il

tono è secco, brusco, perentorio: così com’è, l’uomo

non ha affatto possibilità di «vedere il regno di Dio»,

e nemmeno di rendersene conto. “Se uno non rinasce

dall’alto, non può vedere il Regno di Dio”.

Lo stupore incredulo di Nicodemo circa la nuova

nascita manifesta la sua incapacità di comprendere

e di elevarsi al livello di Gesù. C’è una nascita sola,

all’inizio della vita. Alle parole di Gesù egli aggiunge

un tratto nuovo, che sottolinea ancor di più l’impossibilità:

«da vecchio»! Pone così il massimo di distanza

temporale, e quindi anche fisica, con l’epoca della

gestazione e della nascita: ri-nascere da vecchi!

Nicodemo ha capito la portata radicale delle parole

di Gesù; sente in sé il desiderio di rinascere e tenta

di immaginarlo, proiettandosi all’indietro, quando

ancora tutto era possibile: poter riprendere la propria

vita dall’inizio, senza le meschinità e i difetti, e costruire

un’esistenza nuova! Sarebbe bello, ma… E poi

«nuova», come? Non sarebbe condannata a ripetere

più o meno se stessa all’infinito? Si indovina in lui

l’angoscia dell’uomo che vorrebbe, ma non può realizzare

quanto gli sta profondamente a cuore! Non si

entra infatti nel regno di Dio né per conquista né per

genio: ci si entra come nella vita: attraverso la grazia

dell’amore infinito, come un neonato, in Cristo Gesù.

Gesù non risponde all’obiezione di Nicodemo, ma

chiarisce come avviene la nascita «dall’alto»: qualsiasi

cristiano, udendo le sue parole, pensa immediatamente

al battesimo in cui, attraverso l’acqua, gli è stata donata

la vita nuova nello Spirito ed è divenuto creatura

di Dio! Qui l’accento deve essere posto sullo Spirito,

l’agente della rinascita e la guida del cammino di maturazione

di fede del battezzato; lo Spirito lo fa entrare nel

regno di Dio, facendogli progressivamente interiorizzare

e assimilare la Parola. Senza la sua azione, la nascita

«di nuovo e dall’alto», è impossibile, perché l’uomo è

carne, creatura terrena, caduca, fragile e impotente, e

sta su un piano totalmente differente da quello di Dio e

del suo regno, per cui quel che nasce da lui, nonostante

tutti i suoi sforzi, non potrà essere che carne!

Tra il mondo della carne e quello dello Spirito, infatti,

non c’è passaggio graduale; c’è solo possibilità

di nuova creazione da parte dello Spirito. Quando

questo avviene, si entra in uno spazio nuovo, infinito,

luminoso, dove non vige più la legge della carne, ma

la libertà dello Spirito. Occorre quindi credere semplicemente,

senza pretendere di «voler sapere e sperimentare

prima»: dall’esterno non si può far esperienza

del regno di Dio.

La logica puramente umana di Nicodemo è disorientata

e scettica di fronte alle parole di Gesù: egli

non sa più nemmeno far tesoro di quanto già nell’AT

gli annunciava, non sa vedere come questo si sta compiendo

in Gesù!


Come leggere la Bibbia

Gesù, nonostante l’incomprensione di Nicodemo,

dona lo stesso la sua rivelazione. Purtroppo, nonostante

egli presenti le più forti garanzie, i giudei non

gli credono! Non gli hanno creduto quando parlava

di cose che hanno un forte aggancio con questa vita

e questo mondo, come gli potranno credere quando

parlerà «delle cose del cielo», cioè sulla preesistenza del

Figlio dell’Uomo, sulla sua ascensione al cielo, sulla

vita divina donata ai credenti?

E tuttavia ne parla lo stesso, perché sono cose

fondamentali. La rigenerazione, infatti, è possibile

perché c’è qualcuno (il Figlio dell’uomo) che è disceso

dal cielo e che al cielo salirà mediante il suo «innalzamento

sulla croce». E’ il primo annuncio della passione

del vangelo di Giovanni, in cui come nei Sinottici

appare il termine Figlio dell’uomo e il verbo dei (bisogna),

ma insieme anche due elementi originali di

Giovanni:

• Il riferimento al serpente di bronzo di Num. 21,8-9:

come Israele guardando il serpente di bronzo, innalzato

da Mosè secondo la parola di Dio, veniva

salvato dall’effetto del morso dei serpenti velenosi,

così nello sguardo di fede al Figlio dell’uomo innalzato

in croce sta la salvezza dell’uomo; l’acqua e

il sangue che scaturiscono dal costato di Cristo, il

dono dello Spirito e lo sguardo al Crocifisso espresso

con la citazione di Zaccaria;

• l’uso del verbo innalzare, ripreso da Is. 53,13 che

contiene ambedue i significati: appeso e innalzato!

L’origine ultima del mistero del Figlio dell’uomo sta

tutto nell’amore smisurato (umanamente incomprensibile)

del Padre che ha fatto dono al mondo di ciò

che aveva di più caro e prezioso, del Figlio Unigenito!

La frase, scultorea e insieme estatica, ha al centro il

dono di Dio all’umanità, dalla nascita alla croce-risurrezione,

quest’atto libero e gratuito con cui Dio ha

colmato l’abisso tra lui e l’umanità peccatrice. Quanto

farà Gesù sarà rivelazione di questo amore che vuol

strappare l’uomo alla rovina!

Sull’uomo infatti pende la minaccia della rovina

eterna! Giovanni, che non conosce sfumature, ma

procede per contrapposizioni, lo dice chiaramente: è

il rifiuto dell’amore, l’incredulità e, di conseguenza,

l'auto condanna.

L’iniziativa di Dio è di salvezza, ma la risposta dell’uomo

non è scontata: può accoglierla nella fede e può rifiutarla,

e quindi autocondannarsi. Ciò che non può

fare è rimanere indifferente e non scegliere; la vita umana

è scelta, e di fronte a Gesù, luce definitiva, non si

può non scegliere. La sua presenza provoca il giudizio

e quindi la separazione tra vedenti e ciechi, giudei e discepoli,

amici e traditori, figli di Dio e figli del mondo.

Conclusione

Nell’incontro con Nicodemo Giovanni proclama la

novità radicale portata dal Figlio dell’uomo: per un

libero, gratuito e immenso atto d’amore. Qualcuno

di quel mondo celeste è venuto a noi e, grazie alla

sua vicenda di morte e di gloria, ha donato alla carne

d’esser permeata e trasformata dallo Spirito e così di

partecipare a quel mondo celeste. L’uomo può quindi

rinascere in forza dello Spirito, e da uomo di carne

diventare figlio di Dio; ad una condizione, però: che

creda all’amore del Padre, sollevi gli occhi con fede al

Figlio dell’uomo innalzato sulla croce, creda alla possibilità

della sua trasformazione nello Spirito.

È un invito a verificare la propria fede: è suggestione,

illusione, che poggia su esperienze gratificanti oppure

è capacità di vedere le «cose del cielo», di lasciarsi

rigenerare e guidare dallo Spirito, nella coscienza della

definitività della propria decisione di fronte a Cristo?

Don Giulio


Settembre•Ottobre 2021

6 Vita di Comunità

d

6 °

Di seguito riportiamo tre articoli riguardanti l’inaugurazione della Torre campanaria del 6 giugno 2021 e

che non sono stati riportati nel numero precedente per mancanza di spazio. Ci sarà prima una presentazione

generale dell’evento, grazie al contributo dell’ingegnere Mario Bortolot, e poi sono riportati integralmente

gli interventi dell’architetto Nassuato e del dottor Maniero della ditta che ha restaurato le campane.

Inauguazione dea nuova

toe campanaia

LA TORRE DI VEGLIA

Nel pomeriggio della domenica di Corpus Domini,

lo scorso 6 giugno, nella chiesa parrocchiale si è tenuta

la cerimonia per la formale inaugurazione della nuova

torre campanaria, la nostra Torre di Veglia. Nonostante

le limitazioni ancora imposte dall'emergenza Covid, i

banchi della chiesa erano occupati in tutti gli spazi ammessi

dai parrocchiani che hanno voluto assistere a tale

avvenimento, congiuntamente con gli invitati in rappresentanza

delle ditte realizzatrici del restauro. Oltre

al nostro parroco don Giulio, ha voluto presenziare il

nostro Vescovo Corrado ed era presente il sig. Sindaco

in rappresentanza della comunità civile.

Si è trattato di un evento che, senza timore di essere

smentiti, può essere definito storico per la nostra comunità:

a quasi 100 anni dalla capitozzatura dell’antica

torre campanaria, imposta per motivi di sicurezza nel

1922, è stato presentato alla Comunità civile e parrocchiale

il risultato dei lavori di restauro conservativo e

di consolidamento statico del manufatto, a tutti bene

visibile già alcuni mesi.

La torre è stata ricostruita con un simulacro metallico

che riprende le iniziali dimensioni di inizio 1900, con

tecniche e materiali dei nostri giorni, riportando la cella

campanaria ed il relativo

impianto alle loro originarie

posizioni. Ciò secondo

un intelligente e coraggioso

progetto predisposto già dal

2003 dall'architetto Nassuato

e ritenuto originale

ed innovativo nel metodo

e nell'idea, e dunque meritevole

di approvazione dalla

competente Soprintendenza

ai beni architettonici,

certamente non facile da

convincere. La sagoma della

nostra torre riprende pertantogli ingombri ele forme

volumetriche che aveva 100 anni fa, è stata riportata

ai 22 metri di altezza, rinforzata nelle sue preesistenze,

risanata nelle strutture portanti, restaurata negli intonaci,

sicura. Le opere sulla base esistente hanno anche

permesso di recuperare dei lacerti di intonaco decorati,

resti di un vecchio orologio posto sulla parete Sud che

permetterà di meglio comprendere anche la genesi e le

funzioni che la nostra torre aveva in origine, alla luce

anche delle risultanze delle indagini archeologiche che

sono state fatte contemporaneamente sulle fondazioni.

I lavori di restauro e consolidamento non sono stati

certo facili: ingegneristicamente il rifacimento del nuovo

simulacro metallico, con le pesantissime campane

ricollocate in sommità, ha comportato la realizzazione

di delicate strutture di fondazione e di un traliccio metallico

portante interno, svincolato ed autonomo dalle

vecchie murature, magistralmente pensato e progettato

per resistere alle pesanti sollecitazioni sia statiche che

dinamiche, oltre che per permetterne un facile montaggio.

Di tutte le problematiche progettuali e delle operazioni

tecniche è stato dato conto ai presenti con una

relazione del progettista e con la proiezione di un prezioso

filmato che ha documentato le fasi salienti e più

impressionanti dell'opera completata.

La cerimonia si è chiusa con la benedizione della nostra

torre campanaria ricostruita, fatta “a piè di fabbrica”

da monsignor Vescovo e don Giulio e sempre con la

presenza partecipe del signor Sindaco e dei parrocchiani

ed ospiti invitati; ciò per testimoniare l'importanza

liturgica, di riunione, di identificazione e di riconoscimento

nei valori cristiani che la torre, rinnovata e con le

campane in funzione, continuerà ad avere per la nostra

comunità.

Mario Bortolot


d

6 °

Settembre•Ottobre 2021 Inaugurazione della torre campanaria

7

LA TORRE DI VEGLIA

Nel 2022 si compiono 100 anni dall’abbattimento

del campanile di San Giacomo, questa figura mozzata

ha caratterizzato per quasi un secolo l’immagine di

questa Comunità; circa 17 anni fa per un fenomeno di

cedimento è stato necessario rimuovere le tre campane

presenti, infatti un mozzo in legno aveva evidenziato

una situazione di pericolo. Il campanile appariva vuoto,

un rudere privo di un’anima, e fu proprio in questo

contesto che don Michele Ossi, allora responsabile

dell’Ufficio diocesano per l’arte sacra, un giorno riflettendo

sulla nuova situazione che si era creata, con le

campane depositate all’interno della barchessa nord del

vicino Monastero cistercense, mi invitò a ragionare su

un possibile intervento di recupero dell’antico campanile

di San Giacomo. Don Michele era un uomo di

notevole intelligenza e cultura, questa sua visione mi

colpì particolarmente perché l’elemento campanile non

è solo un manufatto architettonico, ma è soprattutto

simbolo ed elemento di appartenenza di una Comunità,

la quale si riconosce in un determinato ambito territoriale,

con una precisa connotazione urbana e sociale.

Quindi, poter intervenire su un campanile rappresentava

un’azione di responsabilità, situazione che si articolò

ulteriormente quando presentai la proposta, in cui

si prevedeva, oltre al restauro e consolidamento della

porzione eretta, anche una ricostruzione della porzione

mancante, agendo con un linguaggio architettonico

contemporaneo. Di questa

scelta don Michele fu entusiasta,

perché rappresentava

una sfida importante

ed estremamente difficile,

infatti, realizzare una sovrastruttura

moderna che

potesse creare un connubio

con quella esistente, legandosi

in maniera armoniosa

ma allo stesso tempo dichiarando

la propria contemporaneità,

sarebbe stata

un’operazione complessa

che poteva migrare verso la

banalizzazione se mal interpretata.

Ci sono due persone alle quali devo dire “Grazie”, la

prima sicuramente fu Don Michele, perché in quel momento

decise di darmi fiducia, parola semplice ma dal

significato profondo e dal valore immenso, il progetto

quindi doveva agire su nuove strade, scelta non facile,

ma stimolante, la possibile soluzione di interpretare la

porzione mancante con un ripristino “dov’era e com’era”

era assolutamente impossibile sia per la totale mancanza

di dati a riguardo (dimensioni, materiali, finiture,

ecc), ma soprattutto perché non aveva un senso ricreare

un falso storico, ciò che è andato perduto ha fatto il

suo tempo, e per una questione di coerenza intellettuale

dobbiamo operare con un gesto contemporaneo.

Lo sviluppo del progetto è stato di considerare, con

un linguaggio architettonico contemporaneo, la composizione

del campanile secondo lo schema originale,


Settembre•Ottobre 2021

8 Inaugurazione della torre campanaria

d

6 °

LA TORRE DI VEGLIA

in cui il fusto

era sormontato

dalla cella

campanaria,

la quale era

caratterizzata

da un coronamento,

questi

elementi stilizzati

trovano

la loro

rievocazione

a t t r a v e r s o

una struttura

metallica che

sostiene una

serie di doghe

(in origine in legno) che a ritmo diverso evidenziavano

i vari elementi citati. Una scelta dettata fin dall’inizio

era il recupero integrale del castello in metallo delle

campane, realizzato con lastre in metallo unite da una

serie di chiodature ribattute a caldo, perché tale elemento

rappresentava il simbolo di riconoscibilità della

Comunità per quasi un secolo.

Il progetto fu autorizzato prima dall’Ufficio diocesano

per l’arte sacra e poi direttamente dal Soprintendente

arch. Monti, ma per una serie di condizioni

economiche in cui si trovava la parrocchia venne sospesa

qualsiasi attività che avrebbe portato all’avvio dei

lavori.

Negli ultimi anni la volontà inossidabile di don Giulio,

che decise di procedere, nonostante le difficoltà

incontrate, con la realizzazione dell’intervento, ha di

fatto riattivato la procedura originaria che si è evoluta

con una serie di verifiche tecniche aggiornate rispetto

alle autorizzazioni rilasciate nel passato. In tale contesto

il progetto ha incontrato un ulteriore avallo da parte

degli Enti sopra citati dando la possibilità di iniziare

i lavori. In questo momento storico la Soprintendenza

competente ha chiesto di eseguire una verifica archeologica

dato che nel passato sono stati rilevati alcuni

elementi risalenti anche ad epoca romana, motivo per

il quale si è proceduto con la formazione dello scavo

interno al campanile, effettuando quindi una serie di

indagini conoscitive (carotaggi) che ha permesso di far

emergere la presenza, a pochi centimetri di profondità,

di un basamento sopra il quale poggia il campanile.

Questo manufatto realizzato in pietrame e calce ha

uno spessore di circa 1.30 metri, l’archeologo responsabile

e la Soprintendenza preposta, che hanno indagato

la situazione, ritengono che tale opera sia antica,

presumibilmente prossima al periodo romano.

Questo ritrovamento ha comportato una modifica

del sistema di fondazione previsto, al fine di salvaguardare

il reperto citato, con l’esecuzione di tiranti

in acciaio, dall’interno del campanile è stata installata

una struttura in acciaio che si sviluppa in verticale sostenendo

il piano solaio su cui insistono le campane

ricollocate e la struttura allargata con installate le doghe

metalliche. Quest’ultime erano previste in legno

di cedro, ma al fine di evitare una costante azione di

manutenzione si è optato per elementi metallici, tut-


Inaugurazione della torre campanaria

9

te le nuove componenti sono state verniciate con un

prodotto opaco e dall’effetto ruvido al fine di conferire

“matericità” visiva all’insieme.

Un progetto di restauro è un’azione che inizia con il

rilievo del manufatto, con lo sviluppo di una proposta

di intervento, con l’esecuzione dei lavori previsti, ma

continua anche a lavori finiti con attività di manutenzione

periodica, quindi un percorso continuo che ha un

inizio ma non dovrebbe avere una fine. In questo scenario

lo studio del manufatto, degli elementi ritrovati,

scoperti, le indagini e analisi dello stato dei luoghi, dei

materiali, permettono di arricchire spesso quella che è

la storia che ha caratterizzato un elemento, fornendo

informazioni storiche e tecniche dell’evoluzione che ha

subito l’opera, il manufatto , nel corso del tempo. Con

l’attività di restauro dei paramenti murari esterni esistenti

è emersa la traccia (con delle porzioni di intonaco

affrescato) di un antico quadrante di orologio, collocato

sul fronte sud

del campanile ad una

quota di circa 6.00

metri dal piano stradale,

quindi oltre al

quadrante di orologio

che era presente

sulla porzione di manufatto

demolita nel

1922, in precedenza

vi era un ulteriore elemento analogo, una situazione simile

alla torre con orologio presente in prossimità del

Museo del Cenedese a Serravalle, anche in questo caso

il quadrante inferiore venne scoperto a seguito di un

intervento di restauro.

L’antico quadrante scoperto sul campanile di San

Giacomo (databile XIV secolo) ha dato anche una

spiegazione alla presenza, all’interno della muratura, di

una nicchia verticale

che era impiegata per

lo scorrimento dei

contrappesi di caricamento

dell’orologio.

Alla luce di questo

ulteriore elemento,

in precedenza sconosciuto,

analizzando

la tessitura della muratura

della struttura

presente e verificando

della documentazione

storica di archivio,

è possibile formulare una nuova teoria sulle vicende

che hanno caratterizzato il campanile di San Giacomo.

Infatti, le considerazioni alle quali sono giunto, con un

confronto diretto anche con autorevoli storici, risulta

diversa da quanto fin oggi attribuito.

Secondo uno studio condotto dal Prof. G. Tomasi e

arch. S. de Nardi, che hanno ricostruito la griglia della

centuriazione romana presente nel territorio di Vittorio

Veneto, si rileva che in prossimità del campanile di San

Giacomo, fatte le debite calibrature e tolleranza, fosse

presente il punto d’angolo di tale tessitura urbana, chiamata

“ombelico di centuriazione”, luogo preposto ad

ospitare una piazza pubblica o un edificio pubblico o

religioso, uno spazio comunque legato alla Comunità.

Sappiamo che nel XV secolo era già presente un campanile

con relativa Chiesa dedicata a San Giacomo, probabilmente

l’edificio ecclesiastico era il risultato di una

trasformazione di un volume esistente, forse di origine

pagana (pratica molto in uso), che venne riadattato ad

edificio ecclesiastico, il tutto edificato su un basamento

che aveva dimensioni importanti i cui resti attualmente

sono presenti sotto il campanile ma che un tempo erano

probabilmente più estesi, ma l’evoluzione dell’edificato

adiacente ha probabilmente compromesso.

Nei documenti storici non si cita della presenza di

una torre di avvistamento prima del campanile attuale,

per un motivo semplice, una costruzione di così modeste

dimensioni non permetteva di avere, in quella posizione,

una visuale lontana, Nel corso dei secoli tutte

le costruzioni fortificate della zona sono state edificate

lungo la linea collinare in quanto posizione elevata che

favoriva una difesa importante e un punto di vista favorevole

verso la pianura, Castello di Sant’Eliseo ora San

Rocco, Castello sul colle di Santa Augusta, ecc...).

La denominazione “Veglia” non deriva da “vista o

avvistamento” ma facilmente dal termine “Ovilia”, in-


Settembre•Ottobre 10 Inaugurazione della torre campanaria

d

tembre

b

e2

2021

°

LA TOR

TORRE RE DI VEGLIA

dicando un luogo di allevamento di ovini, pratica in

uso in terreni pubblici destinati a tale allevamento fin

dall’epoca romana e proprio in prossimità di quel luogo

citato in precedenza come “ombelico di centuriazione”.

Quindi, un filo conduttore concreto e logico. Con il

tempo il termine latino “Ovilia” si trasforma in “Vegla”

e poi in “Veglia” ma mantiene il riferimento all’uso dei

terreni della zona.

Quindi, la prima costruzione era un piccolo campanile,

di epoca romanica XII-XIII secolo, alto circa una decina

di metri con la presenza del quadrante di orologio

citato, recentemente scoperto, con adiacente la chiesa

di San Giacomo. Quest’ultima nel corso dei secoli viene

perduta, il tessuto urbano ne occupa lo spazio, ma il

campanile originale viene riutilizzato quando nel XVIII

secolo la parrocchia si sposta. La casa Canonica era in

prossimità della posizione della Chiesa di Sant’Antonio

posta a nord, dalla parte opposta della strada, ma

con la donazione del terreno su cui sorge l’attuale chiesa

parrocchiale e la Casa Canonica la Comunità di San

Giacomo si espande verso sud. La nuova chiesa (1750)

necessita di un campanile e quindi la struttura esistente

viene elevata, raddoppiando l’altezza, eliminando l’antico

quadrante a favore di un nuovo orologio collocato

in posizione più elevata.

Ma, a differenza di tutte le strutture architettoniche

analoghe, quindi campanili, torri di fortificazioni o

torri civiche, che hanno le fondazioni impostate sulla

roccia o incastrate nel terreno per alcuni metri, il campanile

di San Giacomo era semplicemente poggiato su


d

6 °

Settembre•Ottobre 2021 Inaugurazione della torre campanaria

11

LA TORRE DI VEGLIA

un basamento superficiale, e l’innalzamento del manufatto,

che alla base ha murature possenti ma verso l’alto

queste si rastremano, ha fatto registrare nel corso degli

ultimi decenni dell’800 una situazione strutturale critica

che poi ne ha comportato la parziale demolizione.

Una vicenda straordinaria, complessa ma soprattutto

antica, che ha seguito lo sviluppo di una Comunità

attraverso i secoli, testimone di eventi e trasformazioni

importanti. Oggi la riqualificazione attraverso un intervento

che impone un linguaggio sobrio ma deciso,

quasi di “rottura” con il passato. In realtà ha ricomposto

la lettura di un elemento architettonico che rappresenta

la “porta di ingresso” alla città di Vittorio Veneto sul

versante sud, diventando elemento riconoscibile di un

luogo, attraverso il quale si possono leggere le vicende

antiche che sono giunte fino a noi e alle future generazioni,

un simbolo di cultura e storia.

Da tutto questo, il mio ringraziamento ad una seconda

persona, come citato all’inizio, che ha permesso

che tutto questo si potesse concretizzare, nonostante

le importanti difficoltà, don Giulio, perché la fiducia

che ha riposto in questo progetto è stata un dono prezioso

e raro.

Un ringraziamento a tutto il team di professionisti e

aziende che hanno collaborato per la realizzazione di

questo intervento, perché il sottoscritto da solo non

va da nessuna parte, sono necessarie competenze, preparazione,

umiltà e profondo senso di collaborazione.

Un ringraziamento al notevole impulso e supporto

dato da parte dell’Ufficio diocesano per l’arte sacra,

che in momenti di difficoltà è stato fondamentale, per

continuare lungo la strada intrapresa. La collaborazione

è stata viva e fattiva anche da parte dell’Amministrazione

comunale di Vittorio Veneto, dalla Polizia

locale per la gestione delle operazioni di cantiere, e

dalla Soprintendenza competente per aver accompagnato

questo percorso passo dopo passo con importanti

stimoli e sollecitazioni.

Arch. Fabio Nassuato


Settembre•Ottobre 2021

12 Inaugurazione della torre campanaria

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6 °

LA TORRE DI VEGLIA

Salve a tutti,

volevamo soffermarci su un particolare momento, il

giorno in cui ci siamo trovati di fronte alle campane.

Siamo rimasti impressionati dalla maestosità dei

bronzi e dai ceppi in legno massello. Davanti ai nostri

occhi si presentavano tre manufatti pregni di storia che

raccontavano, ed oggi raccontano, eventi del territorio

e di San Giacomo.

Era chiaro fin dal primo momento che il progetto

non era finalizzato solamente alle campane, l’idea era di

trattare la campana come un’opera d’arte, mostrandone

tutta la sua bellezza ed il suo vissuto.

Stiamo parlando di campane fuse dalla fonderia De

Poli di Vittorio Veneto, che furono in un primo momento

requisite per scopi bellici durante la Grande

Guerra e successivamente restituite dallo stato mediante

L’Opera di Soccorso.

La campana numero 2 nasconde una particolarità, fu

fusa nel 1940 quando la fonderia sarebbe dovuta essere

chiusa a causa del II° conflitto mondiale. Il fatto che

la campana fu fusa in quel preciso anno mostra come

fonderia e paese avessero un forte legame, tanto forte

da prendersi il rischio di rifondere la campana in un

periodo in cui non era possibile farlo.

La campana così divenne simbolo di legame tra la

fonderia e tutta la comunità.

Per noi la sfida era mantenere ciò che il passato ci

ha tramandato, si è trattato di un percorso che andava

oltre il lavoro commissionato. Il lavoro terminato doveva

possedere un significato molto forte. Per noi doveva

rappresentare ciò che abbiamo vissuto quando nostro

padre ci ha tramandato questo mestiere, per San Giacomo

significava restituire la bellezza ai bronzi e riavere

una torre campanaria.

In entrambi i casi il filo comune è la fusione tra la

tradizione ed il futuro, ed un forte ringraziamento va a

don Giulio e l’architetto Nassuato per aver colto questo

aspetto a noi molto caro.

Infine, un ringraziamento a tutte le istituzioni, le

aziende e le persone che hanno reso Possibile restituire

a San Giacomo la sua Torre e le sue campane.

F. Maniero


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6 °

Settembre•Ottobre 2021 Largo ai giovani

13

LA TORRE DI VEGLIA

Anche quest'anno ci sarà il Grest organizzato da

noi giovani della parrocchia.

Il tema che abbiamo scelto per il 2021 è il fi lm

COCO e sarà aperto ai bambini dalla 1 a elementare

ai ragazzi della 3 a media.

Dal 30 agosto al 10 settembre, il grest si svolgerà

dalle 8:00 alle 13:00, con la possibilità di

portare il bambino/ragazzo già dalle 7:30.

G est

2021

Durante la mattina i ragazzi avranno la possibilità di

destreggiarsi tra giochi a squadre ben organizzati,

lavoretti e attività manuali e avranno la possibilità di

fare dei laboratori con del personale qualifi cato.

Trovate il link per l’iscrizione nella nostra pagina

Facebook @Sangio!!

Iscrivetevi!!

Cinesangio 2021

Una 14 a edizione

molto particolare

Come defi nire questa edizione? Sicuramente insolita.

Quando a metà maggio ci siamo trovati per capire se

fossimo in grado di organizzare qualcosa per quest'anno

i dubbi erano molti, soprattutto perché avevamo a disposizione

un terzo del tempo che solitamente occupiamo

per l'organizzazione, ma non volevano far passare un'altra

estate senza Cinesangio!

Quindi ci sono impegnati e, anche se in forma ridotta,

siamo riusciti a riportare il cinema all'aperto a San Giacomo

di Veglia.

Il nostro obbiettivo primario è stato quello di riprendere

in mano tutta la macchina organizzativa che avevamo abbandonato

due anni fa, e ripartire, così da poter tornare

alla "normalità" il prossimo anno.

Siamo molto contenti di come siano andate le serate, anche

se, come al solito, il tempo non sempre è dalla nostra

parte, ma anche questo fa parte del gioco!

Volevamo ringraziare nuovamente tutte le persone che ci

hanno sostenuto e in particolare: IAM, Michele Paludetti,

Banca della Marca e Banca Prealpi San Biagio.

Quindi vi salutiamo per quest'anno e ci diamo già appuntamento

per il prossimo anno!

Lo Staff del Cinesangio


Settembre•Ottobre 2021

14 Vita della Comunità

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6 °

LA TORRE DI VEGLIA

PADRE

COSMA

SPESSOTTO

L’opera sociale

Nei numeri di “Torre di Veglia” di alcuni mesi fa abbiamo

presentato la vita e il martirio di P. Cosma Spessotto.

Ora vi presentiamo un aspetto particolare della sua vita:

“L’Opera sociale” che lui ha espresso con le sue scelte di vita.

Dal punto di vista sociale due furono le opere principali

di p. Cosma: la costruzione della scuola parrocchiale

e le sue scoperte sulla coltivazione dell’uva. Il paese

contava di una scuola elementare pubblica, l’unica in

tutto il municipio, che non riusciva a contenere tutta

la gioventù. Soprattutto gli ambienti contadini, trascuravano

la loro partecipazione all’educazione scolastica,

e preferivano il lavoro manuale. P. Cosma si decise di

darsi da fare per aprire una scuola. I mezzi economici

erano molto limitati, ma la Divina Provvidenza gli venne

veramente incontro.

La sola idea di aprire “un altro centro scolastico” creò

il problema degli insegnanti che temettero la fuga dei

loro alunni verso la scuola parrocchiale, quindi si diedero

da fare per ostacolarla. Questo diede molto filo da

torcere a p. Cosma.

Il secondo problema fu cercare il terreno per la costruzione.

C’era una donna protestante, nubile, che

detestava i preti e non ne faceva mistero, padrona di

una bella estensione di terra nel centro del paese che lei

aveva adibito a locali da affittare. Ammalandosi, ebbe

paura della morte e, ciò che fece meravigliare tutti,

chiamò p. Cosma perché gli amministrasse i sacramenti:

confessione, comunione e santi oli.

P. Cosma non si fece sfuggire l’occasione, subito si

presentò alla casa della signora, compì il suo dovere di


d

6 °

Settembre•Ottobre 2021 Vita della Comunità

15

LA TORRE DI VEGLIA

sacerdote cattolico e finì per consigliare la donna, dato

che non aveva eredi, di lasciare la proprietà della sua casa

alla parrocchia. E così fu, la scuola aveva il suo terreno.

Bisognava trovare gli insegnanti. Il Governo, per

combattere l’analfabetismo, aveva promesso che avrebbe

pagato gli insegnanti se gli enti religiosi si fossero

fatti carico della costruzione e del mantenimento dei

centri educativi. P. Cosma vide l’occasione propizia.

Fatta richiesta, si poteva andare avanti cercando i benefattori

per il resto. Purtroppo questa promessa dello

Stato durò soltanto alcuni anni, poi abbandonò i centri

scolastici a loro stessi.

P. Cosma si rivolse allora alle Suore Francescane dell’Immacolata

Concezione, messicane, che erano arrivate a El

Salvador, e ricevevano già delle vocazioni locali. Il primo

anno, 1966, fu avventuroso. Secondo alcune testimonianze,

i ragazzi il lunedì prendevano alcuni banchi

della chiesa e li portavano alla scuola (distante 200 m.

dalla chiesa). Si Installavano

dentro uno dei

locali. Finite le lezioni

dovevano liberare il

locale perché doveva

servire da camera alle

suore, quindi portare

fuori nel corridoio

i banchi della chiesa

e introdurre i letti

delle suore; il giorno

seguente: prelevare

i letti delle suore e

introdurre i banchi

della chiesa che servivano

per sedersi e per

scrivere agli alunni; il

sabato riportavano i

banchi in chiesa. Ma

col passare del tempo

e dandosi da fare, p.

Cosma riuscì a fornire di mobili adatti le aule e il posto

dove le suore potevano alloggiare tranquille. Rimaneva

il progetto di costruire la scuola in “cemento armato”,

per evitare guai in caso di terremoto. La costruzione era

di terra, canne di bambù e lamiera. La scuola parrocchiale

venne intitolata a Giovanni XXIII.

La denutrizione dei bambini era un’altra piaga da

affrontare, impediva l’apprendimento. In questo caso

p. Cosma si rivolse all’Italia: la Procura delle Missioni

Francescane della Provincia Veneta di S. Antonio, la

parrocchia di Mansuè, la Caritas Italiana, e altri benefattori

pescati qua e là. Cercò di assicurare ai bambini

una colazione, prima dell’inizio delle lezioni.

La costruzione dell’edificio scolastico in forma solida

e stabile richiese molti altri sforzi che p. Cosma seppe

affrontare mendicando a destra e a sinistra. Alla fine, il

paese di S. Juan Nonualco era l’unico nella zona, munito

di un centro scolastico che permettesse agli studenti

di raggiungere l’allora maturità pre-universitaria.

Il secondo contributo sociale che p. Cosma diede a El

Salvador fu la coltivazione dell’uva. Il suo scopo era di

trovare un mezzo che permettesse alla popolazione di

guadagnarsi qualche soldo. Si trattò di un lavoro molto

personale: portarsi delle viti dai campi dei suoi parenti

in Italia, osservare bene lo sviluppo delle pianticelle.

Ore e ore a osservare. Purtroppo dovette constatare che

questa coltivazione richiedeva troppo cura, specie applicare

i veleni contro gli insetti dell’ambiente tropicale.

Il tropico è privo di una stagione invernale, ci sono

soltanto due stagioni,

quella delle piogge

(maggio-ottobre) e

quella secca (novembre-aprile).

La vite

non si riposava, cresceva,

produceva, ma

dopo due o tre anni

“si esauriva”, bisognava

trovare qualche

tecnica che salvasse la

vite. P. Cosma riuscì

a sperimentarla con

la potatura forzata. Il

risultato fu ottimo ma

occorreva personale

preparato. Alla fine,

l’università statale, in

segno di ringraziamento,

diede a p. Cosma

un diploma e la

pubblicazione di tutte le sue ricerche.

Il missionario deve tener presente che, in qualsiasi

posto arrivi, in nome del Vangelo, deve preoccuparsi

per lo sviluppo integrale della persona umana. Darsi da

fare, nei propri limiti, perché la persona migliori, passi

da situazioni meno umane a più umane (parole di Paolo

VI) costituisce un imperativo per ogni cristiano in

qualsiasi posto si trovi.

P. Cosma Spessotto lo ha attuato


16 Vita della Comunità

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Settembre•Ottobre 2021

ANDIAMO

A MESSA!

È DOMENICA

Perché andiamo a messa? Abbiamo coscienza del suo

significato? Oppure la messa si è ridotta a un “dovere” da

compiere nei giorni festivi? un dovere che si cerca di sbrigare

al più presto, che non lascia alcuna traccia e che non

cambia nulla?

Oggi si sentono cristiani affermare: “Io vado a messa quando

ne ho voglia”. E, con questo principio, si passano dei

mesi in attesa… che venga la voglia, la quale invece di venire,

se ne va.

Un obbligo?

Il Catechismo della chiesa cattolica sottolinea che “la celebrazione

domenicale del giorno e dell’eucaristia del Signore

sta al centro della vita della chiesa”.

Il Compendio dello stesso catechismo afferma che “la chiesa

fa obbligo ai fedeli di partecipare alla santa messa ogni

domenica e nelle feste di precetto e raccomanda di parteciparvi

anche negli altri giorni”.

Anche il Codice di diritto canonico ricorda che “il giorno

di domenica, in cui si celebra il mistero pasquale, per

la tradizione apostolica deve essere osservato in tutta

la chiesa come il primordiale giorno festivo di precetto.

Ugualmente, devono essere osservati i giorni del Natale del

Signore nostro Gesù Cristo, dell’Epifania, dell’Ascensione

e del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, della Santa

Madre di Dio Maria, della sua Immacolata Concezione e

Il Catechismo della chiesa cattolica ricorda che “i fedeli

sono tenuti a partecipare all’eucaristia nei giorni di precetto,

a meno che non siano giustificati da un serio motivo” e

aggiunge: “Durante la domenica e gli altri giorni festivi di

precetto, i fedeli si asterranno dal dedicarsi a lavori o attività

che impediscano il culto dovuto a Dio, la letizia propria

del giorno del Signore, la pratica delle opere di misericordia

e la necessaria distensione della mente e del corpo”.

Fin qui le norme. Cerchiamo di capirne lo spirito: perché

è stato imposto l’obbligo della «messa domenicale? Che

senso ha?

È il giorno del Signore

La nostra vita è scandita da date e da anniversari, che celebriamo

più o meno solennemente. Anche per chi crede,

per chi ha incontrato Cristo mediante la fede, celebrare

in modo ricorrente i misteri del Signore è un fatto assolutamente

irrinunciabile. Per questo possiamo dire, con

ragione, che abbiamo bisogno della domenica e dell’anno

liturgico.

La prima Chiesa, quella degli apostoli, si è gradualmente

differenziata dalla tradizione ebraica, sostituendo al sabato

(giorno di festa ebraico) il giorno successivo, primo giorno

della settimana, per mostrare che la rivoluzione di Cristo

inaugurava un tempo nuovo. La domenica è la memoria

settimanale della risurrezione di Gesù nel «primo giorno»

settimanale dopo il sabato.

Inoltre, questo primo giorno della settimana è chiamato

dies Domini, «giorno del Signore» (Ap 1,10) anche perché

è un’espressione che evoca il giorno di Jahvè, giorno carico

del simbolismo della creazione. Sant’Ambrogio scrive:

«Come primo giorno della creazione, questo giorno è già

privilegiato, ma esso deve il suo carattere sacro alla risurrezione

del Cristo». Come dire: con il Risorto è cominciato

Assunzione, di San Giuseppe, dei santi apostoli Pietro e un mondo nuovo. A mondo nuovo, tempo nuovo!

Paolo e, infine, di tutti i santi.

Infine, nel mondo romano era il dies solis, il «giorno del

sole» (nelle lingue anglosassoni ancora oggi si dice Sunday,

Sonntag). Questa indicazione, all’inizio solo cronologica,

si caricò ben presto di un significato squisitamente cristologico.

Scrive Massimo di Torino (anno 423 circa, primo

vescovo di Torino di cui si conosca il nome): «la domenica

è per noi un giorno venerabile e festivo, perché è quel-

lo in cui il Salvatore si è innalzato risplendendo come

il

sole, dopo avere dissipato le tenebre degli inferi nella

luce della risurrezione. Perciò questo giorno, presso i figli

di

questo secolo ha il nome di “giorno del sole”, perché

Cristo, sole di giustizia, risorgendo lo ha illuminato».

°

LA TORRE TORRE DI VEGLIA VEGLIA


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Settembre•Ottobre 2021

Vita della Comunità

17

LA TORRE TORRE DI VEGLIA VEGLIA

La domenica è la Pasqua settimanale

Che la domenica sia la Pasqua settimanale è dimostrato

dall’insistenza degli evangelisti nel sottolineare che il Risorto

si è manifestato alla chiesa riunita nel primo giorno

della settimana. Bisogna ricordare che, nei primi secoli, la

domenica era giorno lavorativo e che i cristiani dovevano

organizzarsi con sacrificio per riunirsi. Si ritrovavano, perciò,

anche di notte, come si legge negli Atti degli apostoli:

«Il primo giorno della settimana ci eravamo riuniti a

spezzare il pane e Paolo conversava con loro e, poiché

doveva partire il giorno dopo, prolungò la conversazione

fino a mezzanotte» (At 20,7)

Ritroviamo questa situazione nell’attuale domenica secolarizzata,

in cui, per andare a

messa, bisogna, spesso,

rinunciare a qualche attività

più… allettante. I

cristiani che vivono nei

paesi islamici conoscono

la stessa situazione. Il riposo

non è, quindi, l’essenziale

della domenica!

È il giorno

dell’assemblea eucaristica

Nei primi secoli, la domenica era giorno di fede, di gioia,

di memoria e di attesa, di carità e di preghiera, giorno di

festa, di riposo e di culto; era un distintivo e un segno di

appartenenza alla Chiesa. Per essa, si poteva anche morire,

perché i cristiani «non possono vivere, senza celebrare il

giorno del Signore».

C’è, dunque, uno stretto legame che unisce Chiesa-assemblea-domenica.

Il fatto è che alla domenica «andiamo a

messa» non tanto per essere in regola con Dio, ma per

fare assemblea, comunità credente.

La domenica non è solamente il giorno della risurrezione

di Cristo, ma anche quello delle sue prime apparizioni alle

donne al sepolcro e ai suoi discepoli: a Emmaus, nel cenacolo

e sulle sponde del lago. In quello stesso giorno della

settimana lo Spirito Santo discese sugli apostoli riuniti in

preghiera e nacque la Chiesa, nuovo popolo di Dio.

Questo giorno, dunque, contiene tutti gli eventi fondanti

della fede cristiana: la risurrezione di Gesù, le apparizioni

pasquali, l’effusione dello Spirito Santo.

Gli scritti del Nuovo Testamento testimoniano abbondantemente

che la Chiesa delle origini adottò questo ritmo

settimanale, così che «il primo giorno dopo il sabato» divenne

«il giorno del Signore» e, proprio per questo e per

fare memoria di lui, divenne il giorno della Chiesa, del

convenire in ecclesiam (riunirsi in assemblea).

Il libro degli Atti degli apostoli narra che i cristiani «erano

assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione

fraterna, nella frazione del pane

e nelle preghiere». Lo stesso apostolo

Paolo considera la cena

del Signore il centro delle

assemblee domenicali.

Infine, è veramente interessante

ricordare la

descrizione dell’assemblea

eucaristica domenicale che San

Giustino (II secolo) ci ha lasciato in eredità:

«Nel giorno, detto del Sole, si fa l’adunanza. Tutti coloro che

abitano in città o in campagna convengono nello stesso luogo e

si leggono le memorie degli apostoli o gli scritti dei profeti per

quanto il tempo lo permette. Poi, quando il lettore ha finito,

colui che presiede rivolge parole di ammonimento e di esortazione

che incitano a imitare gesta così belle. Quindi tutti

insieme ci alziamo ed eleviamo preghiere e, finito di pregare, si

portano pane, vino e acqua. Allora colui che presiede formula

la preghiera di lode e di ringraziamento con tutto il fervore

e il popolo acclama: Amen! Infine, a ciascuno dei presenti si

distribuiscono e si partecipano gli elementi sui quali furono

rese grazie, mentre i medesimi sono mandati agli assenti per

mano dei diaconi. Alla fine, coloro che hanno in abbondanza

e lo vogliono, danno a loro piacimento quanto credono. Ciò

che viene raccolto, è deposto presso colui che presiede ed egli

soccorre gli orfani e le vedove e coloro che per malattia o per

altra ragione sono nel bisogno, quindi anche coloro che sono

in carcere e i pellegrini che arrivano da fuori. In una parola,

si prende cura di tutti i bisognosi».

(continua nel prossimo numero)


Rubriche

Settembre•Ottobre 2021

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tembre

e•O

ttobre 21

Una

DRAMMATICA VIDEOCHIAMATA

dalla COLOMBIA

6 °

LA TORRE DI VEGLIA

Fabiola racconta la vita al Centro Medico San

Camillo al tempo della pandemia.

È domenica 5 luglio 2021. Sono le ore 20 quando

faccio una videochiamata a Fabiola in Colombia per

avere notizie sue e del Centro Medico. Da sempre è

stata il braccio destro di Padre Dino. In Colombia

sono le 13 del pomeriggio e dalla luce che illumina il

volto di Fabiola capisco che lì è una bella domenica

di sole mentre da noi cade una pioggia rinfrescante e

tranquilla. Molti di noi già la conoscono. Non ha bisogno

di presentazioni. Lei ricopre il ruolo di amministratrice

e coordinatrice dell’opera di Padre Dino. E

lo fa con la stessa identica passione con cui ha visto

per tanto tempo lavorare il suo fondatore.

Come spesso succede tra amici che non si vedono

da un po’ di tempo le prime battute sono un misto

di gioia e ironia. Questa volta però noto qualcosa di

diverso nel suo volto e nei suoi occhi: un misto di

dolore, fatica e preoccupazione. Finalmente le chiedo

come vanno realmente le cose. Sembra non aspettasse

altro. Trovo difficile sintetizzare in poche righe quanto

mi racconta ma ci provo.

“In questo preciso momento in Colombia ci sono

32.000 contagi al giorno e circa 700 morti. Gli ospedali

sono saturi oltre ogni misura. I medici di base non

riescono a seguire come si deve le persone a loro affidate.

Anche i centri medici dell’opera di Padre Dino

lavorano a pieno ritmo su tutti i fronti: dai tamponi

agli esami del sangue, alle visite mediche alla distribuzione

di medicinali. C’è chi, tra la popolazione più

povera, quando sta male non ha forza né mezzi per

recarsi al Centro Medico. Alcuni sono anche in età

giovane se non addirittura bambini. Allora andiamo

noi da loro bardati dalla testa ai piedi per non essere

contagiati. Prestiamo le prime drammatiche cure.

Isolamento e igiene? Sono parole difficili da vivere in

pochi metri quadrati fatti di mattoni, tavole e lamiere

dove vivono nuclei familiari di sei, sette persone senza

acqua corrente.

Tutto il personale del Centro Medico è stato contagiato.

Solo la farmacista, la dottoressa del laboratorio

analisi ed io siamo rimaste indenni.

La spesa per comprare guanti, mascherine, camici,

disinfettanti è schizzata alle stelle. Una scatola di

guanti che un tempo la si comprava per 8.000 pesos

(2 euro circa) ora vale tredici volte di più, ossia

60.000 pesos (26 euro circa).

Numerosi sacerdoti della capitale, conoscendo la

serietà dell’opera di Padre Dino, si rivolgono al Centro

Medico per l’esecuzione dei tamponi.

La scuola? Abbiamo dovuto chiuderla. Abbiamo

cambiato la vita a centinaia di ragazzi per il passato

ma ora la situazione è diventata insostenibile per due

precisi motivi: 1- per i ragazzi di questi quartieri poveri

è impensabile seguire lezioni da casa, non possono

permettersi un computer e se hanno un computer

non hanno nessuna rete di collegamento; 2- il SENA

(l'ente statale che finanzia i corsi professionali) ci pagava

pochissimo. Così, per poter avere delle entrate,

abbiamo affittato ad altri le aule scolastiche del Centro

di Formazione.

In cambio, l’attività della distribuzione pasti per i

più poveri è stata potenziata. Molte mense comunitarie,

sotto il peso di una nuova e complicata burocrazia,

hanno chiuso. Il municipio ci ha affidato la

preparazione di 100 pasti in più oltre ai 300 che già

distribuiamo. Per molti, da queste parti e in questi

tempi, anche solo un pasto al giorno è un lusso! Fac-


d

6 °

Settembre•Ottobre 2021

19

LA TORRE DI VEGLIA

Rubriche

ciamo questo servizio con gioia ed impegno nonostante

i prezzi dei generi alimentari siano aumentati

a dismisura.

La causa dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari

è in parte dovuta alla grande instabilità politicosociale

che sta vivendo la Colombia. Da più di due

mesi la nazione è attraversata da continui scioperi. Il

blocco da parte dei manifestanti delle principali strade

del paese è pane quotidiano. Assalti e saccheggi di

negozi o mezzi di trasporto sono aumentati vertiginosamente.

Gli scontri con la polizia sono all’ordine

del giorno. Feriti e morti tutti i giorni. Guerriglia,

paramilitari e narcotraffico non stanno a guardare.

Insomma, mi dice con un sospiro Fabiola, devi sempre

stare attento anche solo a muoverti per uscire a

prendere il pane.”

Quando Fabiola con gli occhi lucidi e la voce leggermente

rotta finisce di raccontare io rimango in silenzio,

senza parole. Alla fine riesco a balbettare qualcosa:

Dai Fabi, vi siamo vicino; stiamo organizzando

per il 28 luglio un incontro a Osigo per ricordare

Padre Dino. È un modo per poter raccogliere anche

qualcosa per potervi aiutare. E’ una goccia nel mare

ma lo facciamo con tutto il cuore.

Fabiola torna a sorridere. Anche solo raccontare

aiuta ad alleggerire momenti difficili. Non serve che

gli ricordi cosa avrebbe fatto padre Dino in questa

difficile situazione. Lo sa già e anche tutti noi lo sappiamo!

Sarebbe andato avanti con ancor più determinazione

pur di aiutare, in uno dei quartieri più disagiati

della capitale, la sua gente di Juan Rey.

Ezio Tonon


Settembre•Ottobre 2021

20 Rubriche

d

BOGOTÀ

29/07/2021

Cari Amici di Padre Dino,

leggendo i messaggi che scrivete nel gruppo

whatsapp assieme alla gioia di aver potuto partecipare

all'Eucaristia celebrata in ricordo di

Padre Dino, mi è stato impossibile trattenere le

lacrime durante tutta la Santa Messa. Non sono

lacrime di dolore o tristezza per il vuoto lasciato

da Padre Dino ma al contrario sono lacrime

di una immensa emozione nel vedere l’affetto

e l’entusiasmo della sua gente e dei suoi amici.

Mentre seguivo l'Eucaristia mi domandavo

6 °

solo questo. Vedere e sentire quello che voi fate e

COME lo fate ci riempie il cuore di commozione;

tutto questo non ha prezzo mi ha detto una

persona e non si può ricompensare nemmeno con

mille mani piene d’oro!

Vi ricompensi la grande preghiera e benedizione

che Padre Dino sono sicura dona a ciascuno

di voi.

Il Signore vi accompagni con abbondanti

benedizioni e a nome di tutta la gente di

JUAN REY che DIO VI RICOMPENSI.

“Tutto quello che faccio, lo faccio anche a

nome di tutti voi” - Padre Dino

LA TORRE DI VEGLIA

Un caro saluto,

come questo momento fosse vissuto in altre dimensioni.

Mi sono permessa di immaginare P.

Dino vicino al Padre Celeste, sereno, felice, con

questi suoi occhi ben aperti, commosso nel vedere

la sua gente e pregando per tutti e ciascuno di

voi. Pregava sempre per tutti voi qui in terra e

ora a maggior ragione continua a farlo.

Le risorse che voi raccogliete per l’Opera del

Padre Dino per noi sono una vera boccata di

ossigeno, sono un aiuto immenso. Ma non è

Fabiola Salguero

Amministratrice Centro San Camillo


d

°

Settembre•Ottobre t

e 2021

Rubriche 21

LA TOR

TORRE RE DI VEGLIA

Compagnia teatrale

vittoriese

Dopo lunghi mesi di forzata inattività, anche

per noi della Compagnia Vittoriese del Teatro

Veneto l'estate ha portato fi nalmente una ventata

di normalità. La ben nota situazione attuale

ha di fatto bloccato tutte le nostre attività, interrompendo

tra l'altro anche i lavori già iniziati per

l'allestimento di una nuova commedia. L'estate

scorsa l'unico spettacolo che siamo riusciti a

presentare è stato, al parco Dan, la commedia "I

Lazzaroni", che ha sempre ricevuto ottimi riscontri

da parte del pubblico e che ci ha regalato tante

soddisfazioni. Anche quest'anno l'area di via

Schiaparelli ci ha visto nuovamente protagonisti

venerdì 23 luglio, in questa cornice sangiacomese

che sta diventando sempre più una piacevole

tradizione. Abbiamo presentato la divertentissima

"La cena dei cretini", una produzione che

un po' si discosta dal nostro classico repertorio

ma che è garanzia di leggerezza e buonumore

(e diciamocelo, ne abbiamo tutti tanto bisogno!).

Sempre questo spettacolo ci ha visto in scena

(a Duna Verde, San Michele al Tagliamento e

Porto Santa Margherita) tra la fi ne di luglio e i

primi giorni di agosto.

Torneremo

poi a casa per

quella che è al

momento l'ultima

data in programma,

sempre

con “La cena dei

cretini” sabato 111

settembre presso

l'area Fenderl di

Vittorio Veneto.

Vi aspettiamo numerosi

(e sempre

distanziati) per dere insieme ancora

una volta Compagnia

Vittoriese

del Teatro Veneto.

ri-

Riccardo

Scarabelabel


Lauree

22

d

Settembre•Ottobre 2021

6 °

• Ciao a tutti!

Sono Alessio Belli, un animatore del gruppo giovani di San Giacomo di Veglia.

Il

giorno 22 luglio 2021 sono stato proclamato Dottore in Ingegneria dell'Informazione

e Organizzazione d'Impresa presso l'Università di Trento. Il mio lavoro di tesi

ha riguardato l'utilizzo di un rilevatore automatico di oggetti in immagini scattate da

droni per applicazioni di sorveglianza territoriale.

Recentemente sono stato ammesso al corso di laurea magistrale in Artificial Intelligence

Systems.

Ringrazio i miei genitori, la mia fidanzata, i miei amici e tutti gli animatori del Sangio che

mi

hanno sostenuto durante questo percorso.

• Ciao a tutti, sono Rosa Scarabel e mercoledì 7 luglio ho concluso il mio percorso universitario

laureandomi in Gestione del turismo culturale e degli eventi a Udine. La mia tesi, intitolata

“Comunicazione e marketing negli eventi culturali: il caso Mittelfest”, era dedicata all’analisi

della presenza mediatica del festival culturale che si tiene ogni anno a Cividale

del Friuli.

Sono stati due anni trascorsi in modo anomalo e del tutto inaspettato, ma nonostante

tutto lascio l’università senza rimpianti, arricchita di amicizie ed esperienze che, nonostante

tutto, nemmeno il Covid mi ha potuto togliere.

Ringrazio con tutto il cuore i miei amici sangiacomesi per ogni risata insieme, e in particolare

Lucia e Anna che sono certezze da sempre presenti nella mia vita; i miei zii per

la

costante presenza e l’enorme affetto che riservano a noi nipoti; infine, un infinito grazie

va ai miei fratelli e ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuta, guidata e, soprattutto,

sono sempre riusciti a strapparmi un sorriso.

E il pensiero va spesso anche alla nonna Antonia, che senza dubbio era in prima linea anche alla laurea

della sua nipote più piccola.

• Sono Giovanni Zava e lo scorso 23 luglio mi sono laureato in Ingegneria Chimica e dei

Materiali presso l’Università di Padova, discutendo il mio elaborato “Recupero di metalli da

batterie agli ioni litio: stato dell'arte e caratterizzazione” e conseguendo la valutazione di

110 e Lode. Questo lavoro, motivato dal mio interesse e dall’attenzione internazionale

per l’ecologia, ha riguardato lo studio delle batterie al litio, che sono diffuse ormai trasversalmente

in tutti i settori, e dei processi di riciclo attualmente sviluppati, concentrandosi

in particolare sul recupero di metalli come Litio, Cobalto, Nichel e Manganese.

Per quel che riguarda l’avvenire, ho deciso di iscrivermi presso lo stesso ateneo al

corso di laurea magistrale in Ingegneria dei Materiali, conclusione naturale del percorso

iniziato con la triennale.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato (e sopportato) in questi tre anni, in particolare

la mia

famiglia.

• Ciao

a tutti,

sono

Elena Paladin e il 16 luglio 2021 ho conseguito la laurea magistrale a ciclo

unico in Scienze della Formazione Primaria presso l’università degli studi di Udine, con

votazione 102 su 110. La mia tesi, dal titolo “L’illustrazione per l’infanzia come risorsa

per promuovere l’intercultura”, nasce dal connubio tra la realtà delle classi in cui

lavoro e dove ho svolto i tirocini diretti e gli studi svolti presso l'università, ponendo

poi l’attenzione sulla Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia di Sarmede.

Vorrei ringraziare la mia famiglia e i miei amici per avermi sopportata e soprattutto

supportata durante il mio percorso di studi,

perché senza di loro non ce l’avrei fatta.

LA TORRE DI VEGLIA


d

6 °

Settembre•Ottobre 2021 23

LA TORRE DI VEGLIA

“BONUS

FACCIATE”

Lo Stato Italiano ha proposto un fi nanziamento del

90% per coloro che, secondo le modalità richieste,

restaurano le facciate degli edifi ci storici inseriti nelle

zone A e B e ammissibili stabilite dai comuni.

La nostra canonica è rientrata tra gli edifi ci “ammissibili”

al contributo.

Sentito il parere della Curia e del commercialista

che hanno dato parere favorevole, si è proceduto

in tutta fretta e commissionando all’arch. Piccin, di

preparare una relazione con i relativi rilievi e la progettazione

da presentare sia all’Uffi cio Arte Sacra

della Diocesi sia alla Soprintendenza alle Belle Arti

di Venezia.

Il tecnico, “pressato” dal Parroco e dal consiglio per

gli Affari Economici, in tempi record ha presentato tutti

gli elaborati agli organi competenti che a loro volta, in

tempi brevi, hanno approvato interamente il progetto.

É stata interpellata la Ditta, già di nostra conoscenza

perché ha realizzato i lavori in maniera esemplare

dell’interno della nostra chiesa, che ha accettato l’incarico

approvando la cifra globale del lavoro da eseguirsi

in tempi molto contingentati. Infatti il contributo

arriverà se le fatture quietanzate saranno disponibili

entro la fi ne di dicembre 2021.

NOMINE

DEL VESCOVO

Come consuetudine nel periodo estivo il Vescovo

Corrado Pizziolo procede con le nomine di nuovi

parroci e attribuisce incarichi pastorali. Quest’anno

tra le varie novità desideriamo segnalare che Don

É stata una corsa ad ostacoli arrivare a realizzare

l’opera nei tempi prescritti dalla legge. Ora ci sembra

che l’iter burocratico sia stato completato. Nei primi

giorni di agosto verranno poste le impalcature che

daranno il via ai lavori.

Per quanto riguarda i pagamenti la Banca Prealpi

– San Biagio ha accettato la “cessione del credito”.

La spesa complessiva dell’opera è stimata per

€ 275.000, ma si spera di arrivare al fi ne lavori, salvo

imprevisti, a € 250.000, di cui il 20% è a carico della

parrocchia. Si pensa circa € 50.000. Se tutto ciò

andrà bene come progettato, avremo raggiunto un

ottimo risultato.

Naturalmente confi diamo come in passato, per le

altre opere realizzate, nella comprensione e generosità

di tutti i parrocchiani.

Se ognuno dà con generosità, senza critiche, quello

che può, certamente in breve tempo copriremo il

defi cit.

Un grazie fi n d’ora a chi ci vorrà aiutare.

Il Parroco

Fabrizio Casagrande è stato nominato Moderatore

dell’Unità Pastorale di Gaiarine assumendo gli incarichi

di Arciprete-Parroco di Francenigo e Parroco

di Gaiarine. Di lui ci ricordiamo con piacere perché

per alcuni anni è stato in servizio nella nostra

parrocchia prima di essere ordinato sacerdote nel

2012, mettendosi al servizio con umiltà e impegno

e instaurando bei legami con tutti, in particolare con

i giovani.

Altra nomina che ci piace ricordare è quella di Don

Andrea Forest a Direttore della Caritas diocesana e

Presidente della Fondazione Caritas Vittorio Veneto.

Manterrà l’incarico di Delegato vescovile dell’Uffi cio

diocesano per la Pastorale Sociale, del lavoro, giustizia,

pace e salvaguardia del creato ed è in questa veste

che da un anno sta supportando la nostra comunità

nel cammino di approfondimento della Laudato sì.

A don Fabrizio e a Don Andrea, che abbiamo avuto

modo di apprezzare, auguriamo buon lavoro e che il

loro incarico li trovi sempre pronti a superare le diffi

coltà sostenuti dall’affetto e dalla stima che sicuramente

non faranno fatica a ottenere.


24 Rubriche

d

Settembre•Ottobre 2021

Fallacia logica

ed errori della

mente

°

LA TOR

TORRE RE DI VEGLIA

Nello scorso articolo avevamo indagato sulla

sinergia che deve necessariamente esserci tra

Scienza e Società (frutto del concetto più ampio

di democrazia che vige in ambito scientifi co,

derivante direttamente dal metodo galileiano) e

ci eravamo dati appuntamento per indagare sugli

errori che la nostra mente tende più o meno intenzionalmente

a fare.

Tali errori (o bias in inglese) sono il vero e proprio

punto cruciale per ogni indagine della realtà che

ci circonda. L’attenzione di qualunque ricercatore,

adeguatamente preparato, è quella di ideare

ragionamenti, metodi di indagine ed esperimenti

che riducano il più possibile l’errore che la distorsione

personale della realtà produce, frutto

di opinioni, stereotipi e preconcetti. Se ciò non

viene fatto, manca l’oggettività necessaria per

prendere qualunque decisione ponderata.

Come si può intuire, questo è un argomento

estremamente ampio e con implicazioni sottili

molto delicate, e forse non basterebbe un corso

di laurea in psicologia o neuroscienze per

comprendere a fondo ogni concetto. Spero con

questo articolo di poter fornire alcuni esempi e

spunti di rifl essione che possano essere di aiuto

per vivere meglio la nostra quotidianità. Questi

concetti non si applicano solo alla scienza, ma

sono molto sfruttati ad esempio nel linguaggio

pubblicitario per indurre nelle persone determinate

scelte.

Innanzitutto: perché la nostra mente si è evoluta

mantenendo queste forme di errore? L’origine è

ovviamente molto antica, In situazioni di emergenza

la rapidità con cui si prende una decisione può

essere più importante della ponderatezza della

decisione stessa. Per contro, non è adatto alla

risoluzione di problemi più complessi e con molte

sfaccettature. Questi errori sono quindi il tentativo

della nostra mente di dare risposte semplici

e immediate sulla base della propria esperienza

personale, delle proprie paure e dei propri schemi

mentali già consolidati, senza avere il tempo di

avviare un percorso logico e strutturato.

Vediamo quindi alcuni dei principali errori che

commettiamo nella quotidianità:

Bias di sopravvivenza: La nostra mente tende a

vedere solo gli eventi che sono sopravvissuti fi no

al nostro momento di osservazione. Quante volte

ci è stato detto “mio nonno beve 3 litri di vino al

giorno e a 95 anni sta benone!”. Questa osservazione

ci potrebbe erroneamente far pensare che

bere esagerate quantità di vino faccia vivere a lungo

e in salute, ma in realtà non abbiamo informazioni

sullo stato di salute di tutte le persone che

bevendo la stessa quantità di vino hanno avuto

grossi problemi di cirrosi e che magari non sono

sopravvissute per raccontarlo. Oppure quando

pensiamo che gli edifi ci antichi siano sempre più

resistenti di quelli moderni: in realtà vediamo solo

la piccola percentuale di edifi ci sopravvissuti fi no

ad oggi, ma ignoriamo quelli che si sono distrutti

nel corso del tempo.

Bias di campionamento: Quando indaghiamo

su un argomento generalmente analizziamo solo

una piccola parte della realtà e da questa cerchiamo

di avere informazioni su tutto l’insieme. Occorre

quindi che il nostro piccolo campione analizzato

sia rappresentativo dell’insieme totale. Se volessi


d

°

Settembre•Ottobre 2021

Rubriche 25

LA TOR

TORRE RE DI VEGLIA

è un errore comune tra i movimenti di stampo negazionista,

i quali generalmente si appoggiano a

pochissime informazioni semplicistiche (spesso di

dubbia validità) ignorando completamente la maggior

parte delle prove provenienti dall’idea opposta

che considerano mainstream (generalmente

più complete, riconosciute ma anche di più complessa

comprensione).

Bias di ancoraggio: È la tendenza ad “affezionarci”

alla prima informazione che ci viene data e

che diventa improvvisamente il nostro punto di riferimento.

Questo errore di percezione viene sfruttato

ad esempio per la vendita degli oggetti: se il

venditore mostra per primo un oggetto costoso e

solo in seguito un oggetto più economico, questo

apparirà molto più vantaggioso rispetto allo stesso

oggetto presentato in assenza del primo.

conoscere ad esempio quante sono le persone

Cattoliche credenti e praticanti rispetto all’intera

popolazione italiana, non sarebbe opportuno diffondere

un questionario solamente agli abbonati

del giornale Famiglia Cristiana, in quanto essendo

un giornale cattolico sarà acquistato prevalentemente

da persone di orientamento cattolico. I

risultati ottenuti non sarebbero rappresentativi

dell’intera popolazione italiana in quanto andrei

ad escludere dalla mia indagine tutte le persone

appartenenti alle altre religioni e intere fette di popolazione

che hanno deciso di non abbonarsi.

Apofenia: è la tendenza umana a cercare regole

ricorrenti in mezzo ad eventi del tutto casuali. Il

gioco d’azzardo è l’esempio più comune. Spesso

ci aspettiamo un numero all’Enalotto solo perché

è da molto tempo che non esce. In realtà le probabilità

di uscita dei numeri, come il lancio dei dadi

o il pescare la carta da un mazzo intero, segue

sempre probabilità indipendenti dagli eventi precedenti.

Bias di omissione o dello status quo: il cambiamento

spaventa? La tentazione inconscia è quella

di prendere le decisioni più facili o non prenderle

affatto, in modo da non intervenire attivamente nella

realtà e non assumersi quindi le responsabilità

delle proprie azioni. Tendiamo quindi a percepire

in modo molto più grave gli eventi che derivano

dalle nostre scelte anche se questi sono estremamente

rari rispetto al lasciare che gli eventi (anche

di gravità accertata) scorrano senza il nostro intervento.

Prossimamente vedremo quindi come è possibile

nel mondo scientifi co, in particolare quello

medico, intervenire per fare in modo che i risultati

della sperimentazione non vengano condizionati

dalle idee e aspettative sia dei ricercatori, sia dei

pazienti stessi.

Andrea De Nadai

Bias di selezione e di conferma: La nostra mente

tende a selezionare solo le informazioni che

confermano la nostra idea iniziale, trascurando

tutte le altre che dimostrano il contrario. Questo


26

FARMACIE

DI TURNO IN CITTA'

FARMACIE

DI TURNO

SETTEMBRE

OTTOBRE 2021

03 Settembre

COMUNALE n. 2

Piazza Fiume, 29 - 0438 500351

10 Settembre

PANCOTTO

P.zza Flaminio, 10 – 0438 53365

17 Settembre

COMUNALE n.3

Via L. De Nadai – 0438 556628

24 Settembre

ZAMPERLINI

Via Da Ponte, 26 - 0438 53958

01 Ottobre

MARSON

Via Garibaldi,114 – 0438 5337

08 Ottobre

COMUNALE n.1

Via Brandolini,111 – 0438 53198

15 Ottobre

PALATINI

Via Cavour, 114 – 0438 53274

22 Ottobre

COMUNALE n. 2

Piazza Fiume, 29 – 0438 500351

29 Ottobre

PANCOTTO

P.zza Flaminio, 10 – 0438 53365

Guardia Medica risponde al

n. 0438 553708

La Guardia Medica pediatrica al

n. 0438 668243 (Conegliano)

In Cucina con Giulia

Ricette Salutari Facili & Veloci

Eccoci di nuovo in autunno, con un ricordo però vivo

della stagione estiva appena trascorsa: per questo

ho pensato ad un contorno (che può diventare piatto

unico con l’aggiunta ad esempio di tonno scottato

o formaggio come mozzarella o provola) sano e

sostanzioso. Possiamo utilizzarlo per accompagnare

secondi piatti di carne o pesce e a piacere possiamo

arricchirlo con altre verdure di stagione, come carote,

rape rosse o la mia amata zucca.

Il grano saraceno è un cereale noto per le sue proprietà

nutritive, in particolare per l’alto contenuto di vitamina

B e di fi bre. Qui è unito con i broccoli e qualche

spolverata di pecorino per un pizzico di sapore in più.

GRANO SARACENO

CON I BROCCOLI

PORTATA: CONTORNO (o PIATTO UNICO)

TEMPO DI PREPARAZIONE:

30 minuti + 50 minuti di cottura

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

250 g di grano saraceno

250 g di broccoli verdi

20 g pecorino

1 spicchio d’aglio

Olio EVO qb

Sale qb

Procedimento:

Pulisci e taglia a fette i pomodori, sbuccia il cetriolo e

taglialo a cubetti.

In un frullatore inserisci il cetriolo e i pomodori, aggiungi

un cucchiaio di concentrato di pomodoro, i pomodori

secchi, l’olio di oliva e se vuoi un po’ di tabasco e frulla

tutto.

Versa il composto ottenuto in una ciotola, aggiungi lo

yogurt bianco e mescola il tutto. Servi accompagnando

con il pane carasau. Buon appetito!


d

6 °

Settembre•Ottobre 2021 Rubriche 27

LA TORRE DI VEGLIA

Il ccso Orto-Colta

pmia T Ftile

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ri

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Nel mese di giugno il Centro Diurno L’Incontro della cooperativa

Terra Fertile ha partecipato al primo concorso fotografico

“Cos’è l’orto per te?”, organizzato da Associazione Democrazia

di Pieve di Soligo. La mostra “Orto-Cultura”, legata al concorso,

intendeva promuovere valori quali la sostenibilità, la socialità

e l’autoproduzione. Il tema scelto si proponeva di far emergere le

diverse sensibilità e percezioni che i partecipanti hanno dell’orto

tramite l’espressione fotografica.

Il Centro Diurno L’Incontro ha inviato la foto qui riportata,

che ritrae alcuni degli ospiti della cooperativa lungo il viale che

attraversa il brolo di San Giacomo di Veglia, dove Terra Fertile

coltiva ortaggi e piante officinali. Prodotti che vengono poi venduti

nel nuovo Negozio Bio & Erboristeria in via del Gelsolino

a Vittorio Veneto.

Questa immagine vuole trasmettere l'impegno di tutta la cooperativa

nell’attivare nuove sinergie per lo sviluppo locale, per

contribuire a mantenere fertile la comunità, con la consapevolezza

che tutti hanno diritto ad accedere alla bellezza della

natura.

Sabato 17 luglio Associazione Democrazia ha anche promosso

una festa presso gli orti sociali – solidali “Orto Felice” che si trovano

lungo il percorso ciclo pedonale in Via dei Troi, in località

Solighetto. In quel contesto sono state selezionate ed esposte 22

delle 80 immagini pervenute al concorso e la nostra fotografia

è stata premiata con il primo goloso premio!

Associazione Democrazia si è resa disponibile anche ad accogliere

in visita presso l’Orto Felice una delegazione del Centro

Diurno L’Incontro, che ha così avuto modo di vedere la mostra

e apprezzare gli orti.

E’ stata una esperienza che ha arricchito il patrimonio di relazioni

di Terra Fertile e soprattutto è stata una bella soddisfazione

per tutti gli ospiti, le loro famiglie, gli educatori e gli operatori

che hanno seguito il progetto.

Il Centro Diurno L’Incontro


Co coltive la gtitude,

gi dopo gi

Carissimi Amici,

Dopo aver scoperto insieme che cos’è la pratica della

gratitudine e tutti i benefici ad essa collegati, oggi vedremo

insieme per che cosa possiamo essere grati e come

coltivarla in pratica. Cominciamo!

Essere grati: per cosa?

Spesso si pensa che per essere grati di qualcosa ci debbano

essere delle ragioni “eclatanti”, dei fatti unici, rari

e speciali; in realtà ci dovrebbe essere un vero e proprio

cambio di prospettiva per cui dovremmo tutti imparare

a soffermarci sulle piccole cose.

Come fare?

• Innanzitutto impariamo a smettere di dare tutto per

scontato: se oggi siamo qui, se possiamo parlare, camminare,

incontrare persone è già di per sé un miracolo per

cui essere profondamente grati in ogni momento. Anche

i piccoli gesti che condividiamo con gli altri, il sorriso

del nostro partner o di nostro figlio che torna a casa, la

bellezza di una passeggiata nella natura o quel tramonto

meraviglioso sono tutti aspetti per cui essere grati e che

spesso non vengono nemmeno considerati nella frenesia

della nostra vita quotidiana.

• Un altro consiglio è quello di imparare a non osservare

il mondo attraverso il filtro deformato della negatività:

guardiamo il telegiornale e tutto sembra brutto, preoccupante,

allarmante, ma non facciamoci condizionare; ogni

giorno accadono altrettanti fatti meravigliosi, di cui però

nessuno parla (o molto poco).

• Infine, cerchiamo di smettere di attribuire al mondo

e agli altri tutti i torti, assumendoci la responsabilità delle

nostre scelte e cercando dove possibile di migliorarci

continuamente.

Questi tre passi ci aiuteranno a capire per quante cose

ognuno di noi può essere grato e soprattutto che vederle

o meno è una questione di scelta consapevole.

Come coltivare la gratitudine, giorno dopo giorno

Anche per la gratitudine vale la regola d’oro della pratica

costante: il punto di partenza può essere quello della

scrittura nel proprio diario di una serie di fatti per

cui essere grati, corredati magari da azioni concrete che

verranno svolte durante il giorno per manifestare questo

sentimento agli altri. Man mano che la pratica verrà

svolta con regolarità, il concetto stesso di gratitudine diventerà

più chiaro anche per noi e ci verrà quasi automatico

esprimerla con costanza. Questo farà in modo

che tutti quegli atteggiamenti arroganti, vittimistici e

lamentosi che così spesso vediamo ci sembreranno davvero

fuori luogo.

Coltivare la gratitudine va anche a braccetto con la

pratica dell’altruismo: fare del bene agli altri, aiutare,

mettersi a disposizione del prossimo non fa bene solo a

chi riceve il nostro aiuto, ma anche a noi che lo diamo.

Essere altruisti ha dei risvolti concreti sul nostro benessere

in quanto riduce lo stress, rafforza i rapporti, ci fa

adottare nuove prospettive e sviluppa la nostra empatia.

Essere grati ed esprimere questo sentimento meraviglioso

porta luce e serenità nella vita di chi lo percepisce

a di riflesso nell’anima delle persone con cui interagiamo.

Alla prossima!

Giulia Maiutto


d

6 °

Settembre•Ottobre 2021 Vita di Comunità 29

LA TORRE DI VEGLIA

IN RICORDO DI

ANNA ULIANA

Sei mancata al nostro affetto tragicamente

e improvvisamente.

Eri felice di vivere e servire la tua

amata famiglia e nipoti.

Hai collaborato per diversi anni

in parrocchia come catechista di

due gruppi di ragazzi.

Eri sempre presente, puntuale, pronta a trasmettere alle

nuove generazioni i valori in cui hai creduto e vissuto.

Hai collaborato anche per la diffusione del nostro

giornalino parrocchiale, “Torre di Veglia”.

Hai fatto parte con impegno del coro parrocchiale.

Eri felice di prestare la tua bella voce per lodare il

Signore nelle celebrazioni eucaristiche.

Hai partecipato con gioia ai viaggi organizzati dalla

parrocchia e la tua risata emergeva fra tutti e ci contagiavi

con la tua allegria.

La parrocchia tutta ma in particolare le catechiste e

i componenti del coro ti salutano, e ti ricorderanno

sempre nelle loro preghiere.

Tu dal cielo, nell’abbraccio infinito di Dio, continua a

seguirci e accompagnarci, intercedendo grazie presso

Dio per la tua amata famiglia e per tutta la tua amata

parrocchia.

[Il gruppo delle pulizie ti

ricorda con un semplice gesto.

“Ciao Anna, ci manchi”]

Anna in compagnia di alcune

partecipanti ad una gita della

parrocchia.

ORARIO ESTIVO

DELLE SANTE MESSE FESTIVE

Chiesa Prefest. Festiva

SAN GIACOMO 19.00 8.30 10.30

SS. PIETRO E PAOLO 18.00 8.30 10.30

SAN FRANCESCO 18.30 7.30 9.00 18.30

CATTEDRALE 19.00 8.30 10.30 19.00

CATTEDRALE

in Luglio e Agosto

19.00 8.30 10.30 19.00

MESCHIO 8.30 10.00

SANTA GIUSTINA 18.30 11.00

SANT’ANDREA 19.00 10.00 18.30

SERRAVALLE 8.30 11.00

SAN GIOVANNI 17.30 10.00

SANTA AUGUSTA

in Maggio e Ottobre

9.00

COSTA 18.30 9.30

SALSA 18.30 11.00

ORARIO S.te MESSE FERIALI

IN PARROCCHIA

IN CHIESA:

ore 17.00


Settembre•Ottobre 2021

30 Lo Sport

d

6 °

LA TORRE DI VEGLIA

Ritornano le gare

Bentornati ti alla rubrica dedicata di ai nostri atletici

ti i

risultati, conseguiti dopo un lungo anno di preparazione

invernale e ora concretizzati nelle piste di

tutta Italia. Da Piacenza a Trieste, da Bressanone a

Rieti ormai non c’è pista che i nostri atleti non abbiano

solcato in lungo e in largo. Ma andiamo con

ordine: dopo l’iniziale fervore agonistico primaverile,

giunto al culmine con i Campionati Regionali Individuali

Assoluti di fi ne maggio, svoltisi a Mestre,

la stagione è proseguita con numerosi meeting, e

completata con i Campionati Italiani di categoria.

In particolare, le sedi sono state Rieti per gli allievi,

Grosseto per le categorie Junior e Promesse e infi ne

Rovereto per la categoria assoluta.

Tra i velocisti si sono migliorati Monia Andrighetto

(13”13/100 m e 27”31/200 m), Elenora Magro

(13”19/100 m), Andrea Dal Cin (12”22/100 m e

24”45/200 m), Giacomo De Osti (23”83/200 m) e

infi ne Filippo Peruch (24”39/200 m). Aumentando

la distanza miglioramento monstre per Elena Busetti,

al suo primo sub-60” nei 400 m (58”84/400 m e

2’17”64/800 m) e Lucrezia Rizzo (64”14/400 m).

Passando dalla velocità prolungata al mezzofondo

ottime prove sono state conseguite da Alvise Bona

(2’07”77/800 m, 4’22”26/1500 m e 6’32”74/2000

m siepi), Andrea Botteon (4’07”14/1500 m e

8’44”86/3000 m), Alice Biz (4’54”02/1500 m e

10’40”14/3000 m), Alderico Tonin (8’54”36/3000

m e 15’18”85/5000 m) e infi ne Marco Meneghel

(10’13”31/3000 m siepi).

Nei concorsi invece gran volo per Giorgia Rizzo

(5.38 m nel salto in lungo) e lanci lunghi per Elena

Sartori (41.25 m nel lancio del disco), Angela Carrer

(39.59 m nel lancio del giavellotto) e Martina Rebellato

(46.30 m nel lancio del martello).

Seguiteci sui nostri social per rimanere aggiornati

sull’atletica vittoriese e vedere i nostri ragazzi in

azione! Stay tuned!

Andrea De Nadai

Facebook: Vittorio Atletica

Instagram: @vittorioatletica


d

°

Settembre•Ottobre tembre

ttobr

e 2021

31

LA

TOR

TORRE RE DI VEGLIA

calcio

VITTSANGIACOMO

PRONTI A PARTIRE PER UNA NUOVA STAGIONE

A rchiviata un’altra stagione da dimenticare, ci

siamo dedicati, con la collaudata esperienza

di Luigi Taborelli, al 12° Camp Estate che per sei

settimane ha divertito e impegnato complessivamente

ben 124 bambini/e e ragazzi. E’ andato tutto bene.

Oltre all’apprezzamento dei partecipanti e delle

famiglie, c’è stato quello dell’Amministrazione

Comunale, presente alle consegne degli attestati di

partecipazione nei venerdì con l’Assessore Caldart, il

Vicesindaco Posocco e il Sindaco Miatto. Anche l’on.

Toni Da Re è venuto a premiare Mara e Luciano

Da Ros, i quali hanno festeggiato i loro 50 anni di

matrimonio confezionando tutti i giorni le porzioni

monodose di frutta già tagliata per la merenda di

metà mattina per ciascun ragazzo! Al campo del Vitt

abbiamo organizzato invece il centro estivo serale

per i giovani delle classi 2005-07.

Nella riunione di luglio, il Consiglio del

Vittsangiacomo ha rinnovato gli incarichi operativi per

la stagione 2021/22 e stabilito che nella prossima

stagione sarà allestita una squadra in più nel Settore

Giovanile. Gli Juniores (2004/03/02) saranno

allenati da Dario De Biasi. Due saranno le squadre

Allievi: (2005/06) allenati da Tarcisio Ostet e Alessio

Poldelmengo. Confermato anche lo sdoppiamento

nella categoria Giovanissimi: (2007/08) con

Massimiliano Della Giustina e Marco Canzian. Per

gli Esordienti (2009/10) ci saranno Alberto Giust e

Massimo Sandrin. Tre sono le formazioni previste

per i Pulcini (2011/12/13) con Massimo Canal,

Andrea Possamai, Alberto Dal Paos e Salvatore

Vienna. Anche i Primi Calci (2014/15) avranno

un loro mister Tommaso Minet, oltre alla docente di

psicomotricità.

Camp Estate 2021, foto di gruppo in attesa di cantare l’inno

Il 20/7, nell’agriturismo il Cortivo, c’è stata la

presentazione da parte del D.S. Walter Russolo della

Prima Squadra che sarà a disposizione dell’allenatore

Massimo Marcon e dello staff tecnico (Giovanni

Saccon, Antonio Pischedda e Luca Saccon). Oltre

ai confermati Bellotto, De Luca, Gava, Saccon,

Samuele Canal, Ilyadis, Brescacin, Polesel, Tonon,

Behar, Vienna, Zanette, Della Giustina, Masini,

Stefano e Longari, si aggiungeranno Diego Chinazzi

(portiere), Alessio Piovesana e Stefano De Martin

(difensori), Marco Bellotto (centrocampista) e

Matteo Cais (attaccante). La preparazione inizierà

il 16 agosto. Il 5 settembre la prima partita di Coppa.

Domenica 26/9 si comincia il campionato (covid

permettendo!), e non vediamo l’ora!

Pietro Ossi

Il Sindaco Miatto e Giuseppe Ton

premiano i fratelli Frare al 12° Camp


32 Dall'Archivio Parrocchiale

d

Anagrafe Le famiglie ricordano

BATTESIMI

1 – ROSSI SOFIA di Mauro e di Basso Erik

Via Friuli, 36/A – Mareno di Piave (TV)

2 – PERIN BEATRICE di Flavio e di Bortoluzzi Valnea

Via Adige, 12

6 °

LA TORRE DI VEGLIA

Neo battezzati di domenica 4 luglio 2021

DEFUNTI

RIZZO ADRIANO

n. 13.10.1975 m. 10.03.2021

LONGO LUIGI

n. 26.03.1913 m. 14.09.1992

PAGOTTO ANGELA ved. Longo

n. 13.07.1917 m. 30.04.1997

16 – FAVERO GIOVANNI

di anni 83 – (il 05.06.2021)

Via Mezzavilla, 23

18 – ULIANA ANNA ved. Pin

di anni 73 (il 19.07.2021)

Via delle Filande

Funerale di ex-parrocchiani:

VILLANOVA LUIGI

n. 30.06.1946 m. 25.08.2018

L’onestà fu il suo ideale

I suoi cari ne serbano nel cuore

la memoria

LONGO SILVIA

n. 14.01.1981 m. 01.09.2011

17 – PIASENTIN GIOVANNA

di anni 90 – (il 19.07.2021)

Via Tagliamento

LE VOSTRE

OFFERTE da

15 – PERIN GABRIELE

di anni 80

(† Marocco il 26.05.2021)

Funerale celebrato nella

chiesa parrocchiale

di Colle Umberto (TV)

OFFERTE dal 1/06/2021 /202

021 al 25/07/2021

/202

021

7 N.N. N – N.N. per gruppo po

giovani – 1 sottoscrizione to

scri

on

Offerte fert

S.

Antonio – Candele S. Antonio ni

o – Un pane

di

S. Antonio nio – In memoria di Piasentin Giovanna,

na,

dalla famiglia ia

– In memoria mo

di Uliana Anna

na

in Pin,

dalla famiglia ia – Apostolato ol

della Preghiera era – Per il

50° di

Matrimonio – Candele S.

Fermo , maggio gi

e

giugno – Per

comunione ne ammalati alat

at

– Benedizione

Famiglia ia – Uso

stanza a oratorio orio

– Per

due

Battesimi,

tesi

dalle famiglie ie – GSE

TOTALE TA

€ 4.241,57

41

DA RE LUIGI

Anniversario 31 luglio 2021

DALL’ANESE FERDINANDO

n. 27.02.1925 m. 13.10.2007

GIACOMIN NELLINO

n. 15.08.1935 m. 07.09.2013

ANTIGA SAMUELE

n. 21.06.1917 m. 08.09.1994

DAL PONTE AUGUSTA ved. Antiga

n. 26.05.1924 m. 21.08.2013


Redazionale

Agenda Pastorale

Carissime lettrici e carissimi lettori di Torre di Veglia,

eccoci di nuovo in arrivo nelle vostre case con un numero

dal sapore particolarmente estivo. Ci siamo lasciati alle spalle un

periodo non facile e abbiamo bisogno di riposare e lasciare andare

per un po’ i soliti impegni, di riscoprire e riassaporare le cose belle

della vita. Quindi speriamo che la lettura delle varie rubriche vi possa

accompagnare in questi giorni di meritato riposo.

In questo numero troverete riportati alcuni interventi che

sono stati fatti il 6 giugno in occasione dell’inaugurazione della

Torre campanaria, e che non avevano trovato posto nel numero

precedente, e poi delle interessanti riflessioni di don Giulio sul

tempo delle vacanze e sull’importanza della partecipazione alla

messa comunitaria domenicale.

Ci sono novità anche per quanto riguarda il restauro della canonica,

troverete i particolari nell’articolo all’interno.

Non ci resta che augurarvi buona lettura e, soprattutto, buone

vacanze!

La Redazione

SETTEMBRE 2021

Mercoledì 1:

Giovedì 2:

Venerdì 3:

Sabato 4:

Domenica 5:

Mercoledì 8:

Venerdì 10:

Domenica 12:

Lunedì 13:

Martedì 14:

Mercoledì 15:

Giovedì 16:

Domenica 19:

Lunedì 20:

Martedì 21:

Giovedì 23:

Domenica 26:

Lunedì 27:

Mercoledì 29:

Giovedì 30:

OTTOBRE 2021

Venerdì 1:

Sabato 2:

Domenica 3:

Lunedì 4:

Martedì 5:

Mercoledì 6:

Giovedì 7:

Domenica 10:

Lunedì 11:

Venerdì 15:

Domenica 17:

Lunedì 18:

Venerdì 22:

Domenica 24:

Giovedì 28:

Sabato 30:

Domenica 31:

Santa Giuliana da Collalto, vergine

7ª Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato

e 16ª Giornata per la custodia del Creato

Beato Claudio Granzotto, religioso

San Gregorio Magno, papa e Dottore della Chiesa

San Giuseppe Toniolo

23ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Santa Maria Goretti, vergine e martire

Natività della Beata Vergine Maria

24ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

San Giovanni Crisostomo, vescovo e Dottore della Chiesa

Esaltazione della Santa Croce

Beata Vergine Maria Addolorata

Santi Cornelio papa e Cipriano vescovo, martiri

25ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Santi Andrea Kim Taegon, sacerdote

e Paolo Chong Hasang e compagni, martiri

San Matteo, apostolo ed evangelista

San Pio da Pietrelcina, sacerdote

26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dedicazione della Chiesa Cattedrale

San Vincenzo de Paoli, sacerdote

San Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli

San Girolamo, sacerdote e Dottore della Chiesa

Santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e Dottore della Chiesa

Santi Angeli custodi

27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia

Santa Maria Faustina Kowalska, vergine

San Magno, vescovo e patrono secondario della diocesi

Beata Vergine Maria del Rosario

28ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

San Giovanni XXIII, papa

Santa Teresa di Gesù, vergine e Dottore della Chiesa

29ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

San Luca, evangelista

San Giovanni Paolo II, papa

30ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Santi Simone e Giuda, apostoli

Anniversario della dedicazione della propria Chiesa

Questa notte riprende l’orario solare

(spostare indietro di un’ora le lancette)

31ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


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