Mondo Agricolo n. 10/2021 - ottobre 2021

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Magazine di Confagricoltura
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RITORNA ECOMONDO • SUCCESSO DI FOOD&SCIENCE • FARNETTI A AGRONETWORK • RIPARTE IL VINO • IL TAVOLO FOOD

LIBRO BIANCO DEL VERDE • 90 ANNI DI ENTE RISI • QUESTIONE PROSEK • TABACCO DOMANI • CONVEGNO ZOOTECNIA

Crescita green

Conservare, valorizzare e sviluppare

il nostro patrimonio boschivo

Anno LXXII - n. 10 - OTTOBRE 2021 - TAR. R.o.c. - Poste Italiane spa - Periodico di Tecnica, Economia e Politica Agraria - 1 copia euro 3

Autorizz. Trib. di Roma n. 1662 del 22/06/1950 - Editrice Confagri Consult - 00186 Roma - Corso Vittorio Emanuele II, 101


La

collaborazione,

il motore

per accelerare

l’innovazione

In Syngenta crediamo che la collaborazione sia lo strumento più potente per portare

l’innovazione nelle mani di tutti. Siamo da sempre impegnati a costruire una fitta rete di

accordi con tutti i partner della filiera agroalimentare per generare un impatto migliore sulla

vita di milioni di agricoltori e per rendere l’agricoltura più resiliente, più sicura e più sostenibile.

Perché noi sappiamo che solo uniti si va più lontano.

Syngenta è una delle principali realtà dell’agroindustria nel mondo. Presente in oltre 90 Paesi e con più di 28.000 dipendenti, lavora al fianco degli

agricoltori per contribuire a nutrire il mondo in modo sicuro prendendosi cura del pianeta. La sua mission è essere il partner più collaborativo e

affidabile in agricoltura.

www.syngenta.it


L’EDITORIALE

•••

I negoziati sul clima

Ecomondo, a cui Confagricoltura parteciperà come di consueto, quest’anno si svolge alla vigilia di

un appuntamento cruciale per il futuro del nostro Pianeta: la 26esima Conferenza delle Parti sul

cambiamento climatico delle Nazioni Unite, meglio conosciuta con l’acronimo COP26, presso

lo Scottish Exhibition Centre di Glasgow dal 31 ottobre al 20 novembre 2021. I negoziati sul

clima costituiranno il più grande vertice internazionale che il Regno Unito abbia mai ospitato;

riuniranno oltre 30.000 delegati, tra cui Capi di Stato, esperti climatici e attivisti, per concordare

un piano d’azione coordinato per affrontare i cambiamenti climatici. Dalla prima conferenza

tenutasi nel 1992 a Rio de Janeiro, i cambiamenti climatici sono passati dall’essere una questione

marginale a diventare una priorità globale. L’obiettivo della COP è quello di giungere ad un

accordo comune tra le nazioni su come affrontare la crisi climatica, intensificando la risposta

globale, ponendo degli obiettivi ambiziosi e perseguendoli insieme.

Il settore agricolo sarà uno dei principali protagonisti del vertice perché, come altri è produttore

di gas serra ma, al tempo stesso, è forse il settore socio-economico che subirà le più gravi

conseguenze dai cambiamenti del clima globale (sono molti gli studi che prospettano variazioni

nella produttività agricola e forestale e nella disponibilità di prodotti commestibili). Esso,

tuttavia, può diventare una parte essenziale della soluzione ai problemi del cambiamento

climatico, diminuendo l’accumulo di gas serra, sia attraverso azioni attive di riduzione delle

emissioni, sia attraverso l’aumento della capacità di stoccare carbonio nei sistemi agricoli e

forestali. Si calcola che il potenziale tecnico di mitigazione globale del settore agricolo ammonti a

circa 5,5-6 Gt di CO 2

equivalenti all’anno al 2030, di cui l’89%

risiede nel mantenimento e nell’incremento della capacità di

assorbimento di carbonio organico all’interno dei terreni e della

vegetazione e l’11% circa è atteso dalla riduzione delle emissioni.

L’agricoltura è chiamata, dunque, a fornire soluzioni che siano

in grado di incrementare l’adattamento delle colture agli effetti

diretti del cambiamento climatico e di contribuire alla riduzione

delle emissioni di gas climalteranti. Per questo è necessario

investire con decisione nella ricerca e nell’acquisizione di

nuove conoscenze, garantire la diffusione e la condivisione

delle informazioni sui risultati e adottare politiche e misure

che facilitino le azioni di adattamento attraverso una forte

partecipazione di tutte le componenti (agricoltori, decisori politici,

istituzioni di ricerca, consumatori) coinvolte nel processo di

produzione e consumo.

L’agricoltura rappresenta un ottimo terreno di prova per avviare

efficaci processi di mitigazione del riscaldamento globale. Che è

l’obiettivo dei negoziati che stanno per iniziare in Scozia.

Massimiliano Giansanti

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 3


SOMMARIO

L’EDITORIALE

I negoziati sul clima

Massimiliano Giansanti................. 3

APERTURA VINO

Special Edition

Anna Gagliardi ........................... 5

Canto di vino

Anna Gagliardi ........................... 8

Il clima minaccia l’ape

Raffaele Cirone ......................... 28

Col vento in poppa

Elisabetta Tufarelli .................... 30

Libro bianco del verde

Elisabetta Tufarelli .................... 32

(foto del neonato di Mariangela Carfora)

Direttore responsabile

Gabriella Bechi

Coordinatore responsabile

Gaetano Menna

Editrice Confagri Consult

Presidente

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Stampa e diffusione

a cura di New Business Media srl

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Stampa: Faenza Group - Faenza (RA)

Degustazioni internazionali

G. B. ..................................... 10

C’è Prosek… e Prosecco (Dop)

Francesco Bellizzi ...................... 12

Il leone alato

spicca il volo

Anna Gagliardi ......................... 14

PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Think tank sul cibo

Gabriella Bechi ......................... 18

Tabacco domani

C.S. ...................................... 20

FOCUS SOSTENIBILITÀ

Raccontare il futuro

G.M. ..................................... 23

La nuova stagione

Claudio Costantino .................... 26

SPECIALE ECOMONDO

Ritorno a Rimini

Francesco Bellizzi e Gaetano Menna.... 34

Boscaiolo 4.0

Ercole Zuccaro.......................... 40

NOVITÀ IN CAMPO

Indicare la rotta

Daniele Rossi........................... 44

Rubriche

EPS Confronto su biodiversità...... 48

Organizzazione Cambiamenti clima.... 50

ANGA Carbon sequestration ........ 53

Enapra Marketing associativo...... 56

Over65 Voglia di mare.............. 58

Agriturismo Perugia................ 60

Buono a sapersi Mostra Mantova.... 64

4 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


APERTURA VINO

Vinitaly è ripartito

con una formula

ristretta per operatori.

L’affluenza allo stand

di Confagricoltura

è stata importante

di Anna Gagliardi

Special

Edition

I

nnovare attraverso le opportunità

dell’agricoltura

4.0 e della ricerca per contrastare

gli impatti negativi

del cambiamento climatico

e perseguire gli obiettivi di

sostenibilità e transizione ecologica;

favorire le operazioni di

aggregazione dell’offerta e la

crescita dimensionale delle imprese.

Sono i primi obiettivi di

sviluppo indicati da Nomisma

nella ricerca sulla competitività

del settore vitivinicolo italiano,

presentata a Verona nella

giornata inaugurale del Vinitaly

Special Edition. Tre giorni,

dal 17 al 19 ottobre, con una

formula ristretta riservata agli

operatori, per traghettare la

manifestazione verso la prossima

primavera, con il ritorno del

Vinitaly vero e proprio dal 10 al

13 aprile.

L’edizione, che ha visto protagoniste

400 aziende, ha permesso

al mondo del vino di

riflettere su dove stia andando

il comparto all’indomani dell’emergenza

pandemica che ha

scardinato le regole degli scambi

commerciali.

Il sistema fieristico, al di là degli

entusiasmi del ritorno in pre-

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 5


APERTURA VINO

Il sistema fieristico

si interroga su come

adattarsi a nuove esigenze

A inaugurare lo stand Confagricoltura il ministro Patuanelli,

con vicepresidente Emo Capodilista e direttore generale Postorino

senza, si sta infatti interrogando

su come adattarsi alle nuove

esigenze delle imprese, visti

i mutamenti del mercato post

Covid. Lo scenario svela esportazioni

in crescita - quest’anno

il valore italiano sfiora per la

prima volta i 7 miliardi di euro

- ma anche piccole aziende che

con la pandemia hanno perso il

20% delle quote di export. Da

qui la necessità di realizzare

accorpamenti per aumentare la

capacità contrattuale e di internazionalizzazione

delle microrealtà,

che da sole non riescono

ad incrementare il portafoglio

clienti all’estero. Oggi - è stato

ricordato da Nomisma - 20

aziende del vino rappresentano

il 40% dell’export: la crescita dimensionale

è quindi urgente e

necessaria.

Per il futuro, lo scenario è carico

di nuove sfide e opportunità

per il settore: i consumi sono in

calo e le indicazioni dell’Unione

europea spingono in questa

direzione; i cambiamenti climatici

causano volatilità dei prezzi

e la transizione ecologica è un

dogma. A fronte di questo quadro

poco positivo, è necessario

innovare, non solo con l’agricoltura

di precisione, ma anche

con il miglioramento genetico,

per aumentare la resistenza delle

piante alle minacce del clima

e delle nuove patologie e per

perseguire gli obiettivi di sostenibilità

e transizione ecologica.

Conforta il fatto che la filiera

vino Italia pesi per il 17% sull’agroalimentare

e che il nostro

Paese incida per il 21% in ambito

mondiale, preceduto soltanto

dalla Francia, più avanti di otto

punti, ma comunque in calo.

Le aziende che hanno preso

parte a questa edizione del Vinitaly,

sebbene siano meno del

10% di quelle che solitamente

animano la fiera del vino più

importante d’Italia, sono comunque

soddisfatte della partecipazione.

L’affluenza allo

stand di Confagricoltura è stata

importante: dal ministro delle

Politiche agricole, Stefano

Patuanelli, ai presidenti delle

Commissioni Agricoltura di Camera

e Senato, Filippo Gallinella

e Gianpaolo Vallardi, il presidente

dell’ICE, Carlo Ferro, e

6 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Numerosi buyer stranieri

presenti nello stand

di Confagricoltura

rappresentanti delle istituzioni

locali.

Lo spazio confederale è stato

tra i più frequentati della fiera,

grazie agli incontri B2B, alle

etichette delle aziende esposte

nella vetrina della Grande Italia

del Vino e agli addobbi floreali

a cura di Confagricoltura Liguria,

che richiamavano i colori

dei vini e della stagione autunnale.

Numerosi i buyer ospitati,

di diversi Paesi: Canada, Russia,

Regno Unito, Nord Europa,

Francia, Ungheria, Lituania,

Estonia e Romania.

La formula è stata quella del

walk-around tasting, con protagonisti

i vini delle aziende

di Confagricoltura di quasi

tutta la Penisola: spumanti,

bianchi e rossi espressione

dei vari territori, presentati

dai produttori.

•••

g GIANSANTI ALL’INCONTRO “TRE BICCHIERI 2022”

La cerimonia dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso da sempre

è un momento di festa per le aziende vinicole. Quest’anno, a

Roma, il clima di ottimismo per la ripresa dei mercati e per la

manifestazione di nuovo in presenza era tangibile. Il dibattito

sulle prospettive dei consumi di vino nel mondo, con giornalisti

internazionali e diverse voci, è stato concluso dal presidente

di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, a conferma

del ruolo che la Confederazione ricopre nel comparto vitivinicolo,

forte anche delle numerose imprese associate premiate

con il massimo riconoscimento del Gambero Rosso.

Sostenibilità, export, Ocm, Pac e ricerca sono stati i punti salienti

del discorso di Giansanti - particolarmente apprezzatodalla

platea di imprenditori - che ha saputo interpretare il

sentimento positivo per la ripresa, ma anche la grande attenzione

sulle questioni più delicate riguardanti il comparto: il piano di lotta al cancro sviluppato in sede europea e l’analogo rapporto

dell’OMS, i fondi europei per i progetti di promozione e la difesa delle denominazioni in ambito internazionale.

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 7


APERTURA VINO

Confagricoltura

a Milano Wine Week

ha proposto

percorso musicale

con arie liriche

che vedono

protagonista

il nettare di Bacco

di Anna Gagliardi

Il critico musicale

Alberto Bazzano

C

onfagricoltura ha firmato

la serata inaugurale

della Milano Wine

Week, la manifestazione

tornata nuovamente in

presenza per la quarta

edizione. Il sipario si è alzato sabato

2 ottobre ed è calato il 10:

sulla scia di quanto consolidato

nel tempo per i grandi eventi

della moda e del design, il vino

ha animato i quartieri del capoluogo

lombardo in centinaia di

locali, con degustazioni, abbinamenti,

aperitivi tematici dedicati

ai grandi territori viticoli della

Penisola. Gli organizzatori,

a kermesse conclusa, parlano

di “straordinario successo”, con

1500 produttori coinvolti in tutto

il circuito, 450 appuntamenti, di

cui 150 destinati esclusivamente

al business, e oltre 250.000 persone

che hanno partecipato alle

diverse iniziative.

Palazzo Bovara è stato uno dei

Canto di vi

palcoscenici più prestigiosi degli

appuntamenti e la platea

della serata organizzata da Confagricoltura

lo ha confermato:

erano presenti, insieme al presidente

di Confagricoltura Massimiliano

Giansanti e al fondatore

e presidente della MWW Federico

Gordini, il sottosegretario

g WALK-AROUND TASTING

Nel corso della stessa serata del 2 ottobre,

il piano nobile di Palazzo Bovara ha ospitato

il walk-around tasting con le aziende

di Confagricoltura che hanno presentato

agli operatori del settore e al pubblico

selezionato le proprie etichette. Anche in

questo caso si è trattato di un viaggio che

ha attraversato l’Italia e che ha permesso

ai visitatori di conoscere territori e volti

della grande Italia del vino, con alcune

piacevoli divagazioni sul food.

Queste le aziende enoiche e agroalimentari presenti: LOMBARDIA: Cooperativa Vitivinicola Cellatica (vino e olio); Marchese

Adorno; Poderi di San Pietro; Zafferano Rosso Fino (zafferano). MARCHE: Tenuta Tavignano. TOSCANA: Agricola San Felice;

Streda Belvedere. CAMPANIA: Castello Ducale; Cantine Marisa Cuomo; Pastificio Marulo (pasta). BASILICATA: Battifarano.

CALABRIA: Statti. SICILIA: Tenuta San Giaime.

8 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


no

Bazzano, Ricci Curbastro, Ricagno, Gordini, Castellucci, Giansanti, Centinaio

Grande Italia del Vino:

a Palazzo Bovara

walk-around tasting

alle Politiche agricole

Gian Marco Centinaio,

l’europarlamentare Danilo

Lancini, il capo di Gabinetto

del Mipaaf Francesco

Fortuna, il presidente

della Commissione Agricoltura

del Senato Gianpaolo

Vallardi, oltre a giornalisti,

produttori e addetti al settore.

La formula proposta da Confagricoltura

è stata un percorso

musicale attraverso alcuni brani

d’opera lirica in cui il vino è

protagonista, abbinato a tre tappe

di degustazione di altrettanti

spumanti. “Un’Opera italiana” il

titolo della serata, curata, per la

parte musicale, dal critico Alberto

Bazzano, firma della prestigiosa

rivista “L’Opera”.

Sono tantissimi i brani che portano

in scena il vino, sia nell’opera

lirica, sia nelle operette. La

scelta, per la serata inaugurale

di Milano, è ricaduta sul “Don

Giovanni” di Mozart, l’ “Hamlet”

di Thomas, la “Cavalleria Rusticana”

di Mascagni, il “Macbeth”

e “La Traviata” di Verdi.

Le cinque arie sono state introdotte

da Bazzano e sono state

ascoltate e viste attraverso proiezioni

di alcune interpretazioni

internazionali. Tre di queste

sono state idealmente abbinate

a un viaggio in tre tappe con

altrettanti spumanti italiani. Si è

partiti dalle Marche con il Verdicchio

dei Castelli di Jesi doc “Arnigiat”,

prodotto da Castellucci e

presentato dal titolare, nonché

presidente della Federazione nazionale

Vino di Confagricoltura,

Federico Castellucci; quindi ci

si è spostati in Lombardia. Qui

Gualberto Ricci Curbastro, ultima

generazione della celebre famiglia

di produttori, ha raccontato

il Franciacorta Extra Brut 2015,

che anche quest’anno è stato incoronato

con i Tre Bicchieri del

Gambero Rosso. Si è chiuso con

l’Asti docg “Acquesi” di Cuvage,

l’azienda piemontese diretta da

Stefano Ricagno (vicepresidente

del Consorzio dell’Asti), che ha

conquistato più volte il primo

posto al concorso Champagne

& Sparkling Wine World Championships

nella categoria delle

bollicine aromatiche. •••

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 9


APERTURA VINO

Aziende di Confagri

alle Masterclass

di Milano Wine Week.

Incontri innovativi

con gli operatori

del settore enoico

aziende partecipanti hanno fatto

arrivare i loro vini. A condurre le

degustazioni con professionalità,

ma anche con la simpatia e

la passione, tutte italiane, Stefania

Zona, sorrentina di nascita,

ma napoletana di adozione, che

ha iniziato il suo percorso nel

mondo del vino molto giovane

e si è diploma sommelier AIS

nel 2016 a 24 anni. Nel 2017 ha

iniziato l’attività di relatore per

corsi di avvicinamento al vino

e contemporaneamente ad occuparsi

della comunicazione

G

rande soddisfazione per più Paesi contemporaneamente

le aziende vitivinicole in diretta da Palazzo Bovara, che digitale di cantine e ristoranti

associate a Confagricoltura

che hanno preso della manifestazione che trasfor-

di comunicazione napoletana.

si conferma il cuore pulsante presso un’importante agenzia

parte alle Masterclass ma Milano nel centro mondiale Wine educator per la regione

organizzate dalla Milano

della promozione vinicola. Oltre Campania dal 2018, dove si oc-

Wine Week. Un’iniziativa di 100 gli appuntamenti, che hanno cupa sia di corsi di degustazione

successo, che ha preso il via la coinvolto più di 1000 operatori. sia di sommelier, ha ampliato le

passata edizione a causa della Confagricoltura ha partecipato a sue conoscenze a livello internazionale

pandemia, e che quest’anno ha otto Masterclass, in collegamento

conseguendo prima il

da Milano con Londra, New WSET 2 nel 2018 e nel 2020 il

connesso Milano con 11 città

di 7 mercati chiave per l’export York e Chicago/Miami dove le WSET 3. (G. B.)

•••

vinicolo: Usa, Canada, Regno

Unito, Russia, Cina, Hong Kong

g QUATTORDICI LE AZIENDE CHE HANNO PRESO PARTE ALLE MASTERCLASS

e Giappone. Un innovativo momento

di incontro tra aziende, • Marchese Adorno - Saia Spa

• Tenuta Badia di Morrona (Toscana)

operatori del trade e della ristorazione,

(Lombardia)

• Ca’ Nova (Emilia Romagna)

importatori, stampa • Il Molino di Rovescala (Lombardia)

qualificata e opinion leader, che • CVCG - Cooperativa Vitivinicola

• Tenuta Tavignano (Marche)

• Bocale (Umbria)

abbatte le distanze grazie alla

tecnologia ed enfatizza la qualità

Cellatica Gussago s.c.a. (Lombardia)

• Cobue (Lombardia)

• Gotto d’Oro (Lazio)

• Rossovermiglio (Campania)

dell’esperienza degustativa, che • Tacchino (Piemonte)

ha reso possibile raggiungere • San Felice (Toscana)

• Cantine Marisa Cuomo (Campania)

• Tenuta San Giaime (Sicilia)

Degustazioni

internazionali

10 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Il presidente Giansanti

al dibattito di Manduria.

Le sfide dell’agricoltura

e del comparto enoico

sono anche quelle di dar vita

a nuovo modello produttivo

di Gabriella Bechi

“L

a

hanno davanti le

sostenibilità è la

grande sfida che

imprese agricole

del nostro Paese e

vincerla sarà fondamentale

per il futuro del sistema

agricolo ed agroalimentare.” Lo

ha detto il presidente di Confagricoltura

Massimiliano Giansanti

alla prima edizione dell’evento

Forum in Masseria, la due giorni

organizzata da Comin&Partener

alla masseria Li Reni, a Manduria,

in Puglia. Un confronto dedicato

a “Economia e Vino” con l’obiettivo

di analizzare la situazione economia

nazionale post Covid-19,

con particolare riferimento al

Made in Italy e alle eccellenze

italiane come driver per la ripresa

del Paese. Nel corso del panel

“Filiere sostenibili: l’onda verde

dell’agricoltura italiana”, moderato

da Bruno Vespa, il presidente

Giansanti ha ricordato che nel

mondo ci sono 570 milioni di

aziende agricole e che di queste

solo 70 milioni, le più strutturate

sul mercato, sfamano 7 miliardi

persone, che presto diventeranno

9. “È chiaro quindi - ha spiegato

- che dovremo produrre di più,

ma al tempo stesso dovremo farlo

meglio, preservando le risorse

naturali. E questo si può fare

solo investendo in sostenibilità,

grazie al contributo che la scienza

e la ricerca possono offrire. Si

prospettano dunque due strade

all’agricoltura italiana: continuare

a produrre beni alimentari e

contribuire alla transizione ecologica,

sequestrando carbonio

grazie ad un miglior utilizzo di

boschi, foreste e coltivazioni agricole,

e partecipando attivamente

alla transizione energetica, con la

produzione di energia elettrica e

biometano. L’agricoltura sta cambiando:

questo è il messaggio forte

che dobbiamo riuscire a comunicare.

Per valorizzare le nostre

Forum in

masseria

Masseria Li Reni a Manduria

produzioni agricole e difenderle

da un futuro dove potrebbero facilmente

trovare spazio cibi sintetici,

prodotti in laboratorio, che

sono un reale pericolo per la nostra

identità alimentare”.

Hanno preso parte alla tavola

rotonda Michele Emiliano, presidente

della Regione Puglia; Laura

Latini, amministratore delegato

Coop; Renato Mazzoncini, amministratore

delegato A2A; Antonio

Samaritani, amministratore delegato

Abaco Group. Tutti concordi

sul fatto che la sostenibilità nella

filiera agroalimentare sia sempre

più importante. Aumenta l’interesse

delle persone per i prodotti

che vengono portati a tavola, cresce

il consumo critico di alimenti

e bevande e il settore è impegnato

nello sviluppo di sistemi

di produzione efficienti, catene

di approvvigionamento a limitato

impatto ambientale, nell’offerta

di prodotti di qualità, sani e sicuri.

Le nuove tecnologie possono

fornire un valido contributo in

questo percorso. A cominciare dal

digitale, motore della rivoluzione

verde che siamo chiamati a fare,

passando attraverso la transizione

energetica e un corretto piano dei

rifiuti, per arrivare a quella economia

circolare che deve essere

l’obiettivo ultimo di cittadini, imprese

e istituzioni.

•••

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 11


APERTURA VINO

No di Confagricoltura

alla richiesta di

menzione tradizionale

per il passito croato.

Castellucci: “Confusione

con il prodotto italiano”

C’è Prosek… e

di Francesco Bellizzi

I

l Prosecco si conferma il

prodotto made in Italy più

richiesto all’estero con 620

milioni di bottiglie commercializzate

nel 2020 dalle tre

Dop, Prosecco Doc, Prosecco

di Conegliano Valdobbiadene

Docg e Asolo Prosecco Docg, che

nel 2019 hanno ricevuto il riconoscimento

Unesco per le Colline

del Prosecco. Complessivamente

il vino spumante italiano

(dati di Consorzio Prosecco) l’anno

scorso ha fatturato 2,4 miliardi

di euro, pari al 16% dell’intero

export nazionale con 370 milioni

di bottiglie andate oltre confine.

Oggi, però, questa punta di diamante

della produzione italiana

affronta il rischio della concorrenza

sleale, rappresentata dal

Prosek. Lo sa bene il presidente

della Fnp Vino di Confagricoltura,

Federico Castellucci, presente

lo scorso 27 settembre al tavolo

tecnico organizzato dal Mipaaf

sulla richiesta da parte del governo

croato della protezione della

menzione tradizionale per questo

vino dolce da dessert, proveniente

dalla zona meridionale della

Dalmazia. La domanda di Zagabria

è stata ritenuta ammissibile

da Bruxelles e, quindi, recepita

e pubblicata in gazzetta ufficiale

dalla Commissione europea all’Agricoltura

il 13 settembre.

Consapevole della delicatezza

Federico Castellucci

Ricorso italiano atteso

in Commissione Ue

entro il 21 novembre

del caso, il commissario europeo

all’agricoltura Janusz Wojciechowski

è intervenuto pochi

giorni dopo, rivolgendosi al ministro

delle Politiche agricole italiano,

Stefano Patuanelli: “Nulla è

stato ancora deciso, la questione

del Prosecco è molto specifica.

Considererò in modo molto serio

le obiezioni dell’Italia”.

Le obiezioni di certo non mancano

e sono quelle presentate

da Confagricoltura durante

l’audizione del 5 ottobre presso

l’ufficio di presidenza della Commissione

Agricoltura del Senato.

L’organizzazione professionale

agricola ha ribadito l’importanza

della presentazione di una opposizione

formale alla richiesta

croata. Il no motivato dell’Italia

dovrà arrivare alla Commissione

europea entro il 21 novembre. La

12 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


La legge vieta omonimìe

se inducono in errore

i consumatori

Prosecco (Dop)

dead line che ci si è dati a livello

nazionale è il 10 novembre. Entro

quella data saranno definite tutte

le argomentazioni.

“Una menzione omonima che

induca in errore il consumatore

circa la natura, la qualità o la vera

origine dei prodotti vitivinicoli

non è registrata, nemmeno se è

esatta”. Questo è quanto recita il

secondo comma dell’articolo 33

del regolamento n. 33, approvato

dalla commissione agricoltura di

Bruxelles nel 2019 a integrazione

del regolamento sulle richieste di

tutela di prodotti tipici, di menzioni

tradizionali e etichettature.

Quello del Prosek sembra proprio

rientrare nella fattispecie descritta

dall’articolo 33, dato che il nome

scelto per il prodotto croato crea

confusione con il Prosecco Dop

soprattutto in chi non conosce il

prodotto, se non per il nome. Un

rischio dal quale produttori e viticoltori

italiani devono essere difesi

rigettando la richiesta di protezione

del passito croato.

Inoltre, la confusione tra i due

prodotti è indotta anche dalla

modalità con cui, in alcuni casi,

viene comunicata in etichetta la

menzione Prosek. Infatti, in gran

parte delle etichette disponibili di

Prosek la menzione tradizionale

“Prosek” è riportata in caratteri

più grandi rispetto a quelli usati

per il nome delle denominazioni

di origine a cui essa sono collegate:

“Dalmatinska zagora”, “Sjeverna

Dalmacija”, “Srednja i Južna

Dalmacija” e “Dingač”.

“Non è ammissibile che tale filiera,

così importante non solo per

la viticoltura italiana, ma europea

e che ha lavorato con dedizione

all’affermazione di queste

importanti Dop nel mondo, venga

danneggiata per proteggere la

menzione Prosek della Croazia -

commenta il presidente della Fnp

Vino di Confagricoltura, Castellucci

-. Questo riconoscimento indebolirebbe

la posizione italiana nei

negoziati tuttora in corso per la

tutela del nome Prosecco”.

Gli effetti della menzione tradizionale

Prosek non sarebbero

limitati al Prosecco, ma si estenderebbero

all’intero sistema di

protezione delle Dop e Igp. “Il

luogo geografico non sarebbe

più elemento prioritario da tutelare

e generebbe inoltre un potenziale

pericolo per le richieste

dai Paesi terzi dove sono presenti

casi simili - continua Castellucci

-. All’epoca della questione Tocai,

nel 1993, l’Italia ha dovuto rinunciare

al suo vitigno in virtù della

prevalenza della denominazione

sul vitigno. Il principio di prevalenza

del luogo geografico deve

essere applicato anche in questa

occasione.

•••

Il Prosek croato

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 13


APERTURA VINO

Il leone alato

spicca il volo

In occasione

di MWW e Vinitaly

il debutto del nuovo

polo vitivinicolo

di Genagricola

di Anna Gagliardi

U

n calice stilizzato comprendente

uno scudo

araldico con il profilo di

un leone e la criniera arricchita

da sei cerchi che

rimandano all’uva e linee

che ricordano i filari dei vigneti.

Con questo logo Le Tenute del

Leone Alato hanno debuttato ufficialmente

alla Milano Wine Week

e al Vinitaly Special Edition. È il

nuovo polo di Genagricola dedicato

esclusivamente al vino e che

racchiude al momento cinque

tenute di tre regioni: Piemonte,

Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Tradotto in numeri,

si tratta di circa 800

ettari di vigneto, 47

vitigni, 65 vini di cui

56 dop. “L’obiettivo è

duplice - spiega Francesco

Domini, direttore

commerciale de Le

Tenute del Leone Alato

- rafforzare sui mercati

la presenza dei nostri

vini nel settore premium e

allargare nel frattempo le partnership

con altre realtà presenti

nelle zone target dell’enologia

italiana: penso alla Toscana, ma

anche a Sicilia, Puglia, Sardegna…”.

Per Genagricola, la più

estesa azienda agricola della penisola

- di proprietà del gruppo

assicurativo Generali - allargare

gli orizzonti e consolidare visibilità

e prestigio attraverso progetti

innovativi fa parte del proprio

DNA. Impegno evidenziato anche

al recente G20 Agricoltura di Firenze

dall’amministratore delegato

di Genagricola, Igor Boccardo,

che ha raccontato gli obiettivi

di sviluppo attraverso

progetti fortemente

improntati alla sostenibilità

e finalizzati

a tagliare per primi,

nel settore, il traguardo

dell’impatto zero.

In ambito vitivinicolo,

questo impegno è

un dogma e i risultati

sono elementi chiave del

racconto di un vino: lo richiedono

i mercati, in particolare il

Nord Europa e il Nord America,

ma anche in Italia la sensibilità

su questi temi è aumentata.

Conciliare questo obiettivo

mantenendo inalterati identità e

appeal di un’etichetta è la sfida a

cui oggi è chiamato il mondo del

vino. L’Italia, dal canto suo, ha la

forza dei terroir e della biodiversità,

carta che può essere vincente

laddove riesce a superare ec-

14 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Bricco dei Guazzi

L’obiettivo è rafforzare

sui mercati la presenza

nel settore premium

Costa Arente

cessive esaltazioni della nicchia

per esprimere, invece, reale valore

aggiunto. Sotto le ali del leone di

Genagricola ci sono, al momento,

le tenute “Bricco dei Guazzi”,

nel Monferrato; “Costa Arente”,

in Valpantena; “Torre Rosazza” in

Friuli, oltre a “Tenuta Sant’Anna” e

“V8+” in Veneto. Queste due ultime

realtà sono specializzate nella

produzione di Prosecco nelle varie

denominazioni. Il progetto di

Francesco Domini

rafforzamento sui mercati riguarda

in particolare le prime tre realtà.

Bricco dei Guazzi ha sede a

Olivola, un piccolissimo comune

dell’Alessandrino in uno dei posti

più belli, e poco conosciuti, delle

terre di Aleramo. Qui è il Barbera

a farla da padrone, ma anche l’Albarossa,

a cui vengono affiancati

anche altri vitigni internazionali.

Costa Arente si trova a Grezzana,

a 250 metri di altitudine nel cuore

della Valpantena: qui si parla di

Valpolicella, Ripasso e Amarone. E

si offre anche accoglienza turistica.

Nella Torre Rosazza a Oleis di

Manzano e a Le Telizze nelle Grave

del Friuli si producono bianchi,

rossi, spumanti e dolci, tra cui

spiccano Ribolla Gialla, Picolit,

ma anche Merlot e una chicca: un

Metodo Classico di Schioppettino

prodotto in edizione limitata, da

oggi anche in versione rosé. •••

g EVIDENZE SCIENTIFICHE PER ETICHETTATURA

Se a livello europeo non si arrivasse ad un sistema di etichettatura basato su evidenze

scientifiche, e non su algoritmi, che tenga conto delle quantità, delle diete e

delle culture, sarebbe auspicabile che ogni Stato scegliesse il proprio”. Così il presidente

di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, intervenendo al convegno istituzionale

“Nutriscore, le Etichette e la Libertà dei Consumatori”, organizzato dall’Osservatorio

per la nutrizione sostenibile di ‘Competere.eu’. Giansanti ha difeso il sistema a batteria

proposto dall’Italia, che tiene conto di quanti grammi di ogni prodotto si consumano

al giorno, in alternativa al Nutriscore che paragona 100 grammi di prodotti diversi, senza

tenere in alcun conto delle quantità che si utilizzano. “A tutti a sta a cuore la salute e il benessere

dei consumatori - ha detto -. Ma quello che bisogna fare è educazione alimentare

attraverso informazioni chiare, che diano la possibilità di scegliere consapevolmente. Non può essere un algoritmo a decidere se

un prodotto fa bene o fa male”. Giansanti, che è anche vicepresidente del Copa, il comitato delle Organizzazioni agricole europee,

ha sottolineato come tutti gli agricoltori europei si siano espressi in maniera contraria al Nutriscore. (G.B.)

OTTOBRe 2021 | MONDO AGRICOLO | 15


APERTURA VINO

S

i è svolto il “vertice urgente”

che la filiera Vino

aveva chiesto al ministro

Patuanelli per discutere

delle questioni più impellenti

riguardanti il

comparto. Un Tavolo importante,

con il ministro, il sottosegretario

Centinaio ed i presidenti delle

varie organizzazioni della filiera

(Confagricoltura, Alleanza delle

Cooperative, Assoenologi, Cia,

Copagri, Federdoc, Federvini e

Unione Italiana Vini).

Innanzitutto il piano di lotta contro

il cancro sviluppato in sede

europea e il rapporto di implementazione

della strategia alcol

dell’Organizzazione Mondiale

della Sanità, che contengono proposte

in grado di arrecare seri

pregiudizi al vino italiano. Nel

documento presentato, la Commissione

indica alcune azioni che

intende mettere in campo per

raggiungere l’obiettivo di riduzione

del consumo dannoso di alcol.

Il piano è anche supportato da un

progetto di relazione parlamentare

che inasprisce ulteriormente le

indicazioni della Commissione e

che rischia di dare legittimità politica

alle stesse. L’OMS, inoltre,

nel piano di azione dedicato, intende

ridurre del 20% il consumo

di alcol (e non il consumo ‘dannoso’

di alcol) entro il 2030.

Filiera

enoica

“Entrambi i documenti - ha spiegato

la filiera - sono in una fase

piuttosto avanzata della discussione:

è fondamentale che l’Italia

porti avanti con atti ufficiali, in

tutte le sedi opportune, istanze

di equilibrio, buon senso e ragionevolezza,

elementi che da

sempre contraddistinguono la

posizione italiana, evitando raccomandazioni

fiscali e normative

di tipo proibizionistico che, lungi

dal colpire l’abuso, hanno il potenziale

di infliggere un danno

ingiustificato a un settore fiore

all’occhiello dell’agroalimentare

del nostro Paese e che penalizzano

proprio il consumo moderato

di vino, uno dei componenti

principali della dieta mediterranea,

riconosciuta dall’Unesco Patrimonio

dell’Umanità”.

Altro tema urgente è stato quello

della promozione. In Europa

è stata avviata una riforma che

rischia di escludere i prodotti

vitivinicoli dalla possibilità di

accedere al budget dedicato alle

attività promozionali in Europa e

nel mondo. La filiera ha chiesto

al ministro Patuanelli grande attenzione

affinché il settore non

sia escluso dai progetti che hanno

permesso, negli anni, di raggiungere

risultati importanti in

termini di valore e di export. Le

stesse Organizzazioni della filiera

Vertice urgente

con Patuanelli

e Centinaio.

Non demonizzare

un prodotto

che, se consumato

con moderazione,

fa bene alla salute

vitivinicola hanno ribadito la necessità

di essere coinvolte nella

definizione del piano nazionale

di comunicazione istituzionale

per il settore che il Mipaaf ha deciso

di adottare.

Quindi la questione Prosek (v.

pag, 12, ndr) sulla quale la filiera

ha apprezzato il sostegno del

governo e la costituzione di un

gruppo di lavoro dedicato. Ora

- è stato ribadito - è necessario

uniformare gli argomenti a difesa

compatta del rigetto del riconoscimento

della menzione tradizionale

croata.

Sono state poi rappresentate le

imminenti scadenze riguardo

l’OCM vino e lo standard unico

sulla sostenibilità, nonché le difficoltà

rispetto ai pagamenti sullo

stoccaggio, riduzione delle rese e

concessione delle nuove autorizzazioni.

Il ministro Patuanelli ha assicurato

il massimo impegno personale

e della struttura per un settore

così determinante per l’economia

nazionale, al fine di preservare

gli operatori dalle difficoltà

riportate.

La filiera ha espresso soddisfazione

per l’incontro e per il fatto che

il ministro abbia dato attenzione

e indicato le modalità di approccio

e gestione per ogni argomento

trattato. (C. S.)

•••

16 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Attenzione del Mipaaf

su ristorazione

e enogastronomia.

Confronto con

chef e operatori.

Annunciata nascita

della direzione

ministeriale

Tavolo food

I

l binomio agricoltura e cibo

si fa sempre più stretto e la

filiera agroalimentare si allunga

dando un nuovo ruolo

al mondo dell’enogastronomia.

Per questo il ministro

delle Politiche agricole, alimentari

e forestali ha voluto istituire

il “Tavolo della gastronomia

italiana”, che si è riunito per la

prima volta a Via XX Settembre

il 6 ottobre. Al Tavolo hanno partecipato

cuochi, operatori e imprenditori

della ristorazione, in

rappresentanza di Associazione

Italiana Ambasciatori del Gusto,

Federazione Italiana Cuochi, Associazione

Le Soste, Associazione

Prof. Cuochi Italiani, Euro Toques

Italia, Charming Italian Chef e

Jeunes Restaurateurs Italia, insieme

al ministro Patuanelli e al

viceministro allo Sviluppo economico

Alessandra Todde.

“Sono molto contento e soddisfatto

di questo percorso e ringrazio

le associazioni intervenute

perché portano le nostre

eccellenze sulle tavole italiane ed

estere - ha detto il ministro Patuanelli

-. C’è stata concretezza

nel dialogo: abbiamo parlato del

tema del lavoro, dalla tutela del

reddito alla necessaria flessibilità,

per cui dal prossimo tavolo

verrà coinvolto anche il ministero

competente; della necessità di

rivedere i codici ateco; di come

rendere strutturale la misura del

fondo ristorazione; di formazione,

per avvicinare i giovani a

questa professione. E, più in generale,

di come

sostenere un

settore così importante

per il

nostro Paese,

a partire dalle

misure di decontribuzione.

Prima delle legge

di bilancio

dovremo dare

delle risposte,

per cui il prossimo

Tavolo

sarà convocato

molto presto.”

“Questo Tavolo è stato importante

perché segna un inizio - ha

aggiunto il viceministro Alesssandra

Tode -. Per renderlo concreto

e strutturato è necessario

darsi dei compiti e così abbiamo

fatto. Ci saranno altri incontri su

temi che verranno definiti dai

ristoratori, che saranno seguiti

anche da tecnici di ministeri

diversi. La cosa importante è il

senso di urgenza che abbiamo

percepito per aiutare la categoria

in una giusta ripresa”.

È stata annunciata inoltre la creazione

di una direzione all’interno

del Mipaaf dedicata alla ristorazione.

Alla conferenza stampa che è

seguita all’incontro hanno partecipato

anche gli chef Cristina

Bowerman e Carlo Cracco

dell’Associazione Italiana Ambasciatori

del Gusto e Rocco

Pozzollo, presidente della Federazione

Italiana Cuochi che

hanno ringraziato il ministro

Patuanelli per aver voluto questo

Tavolo, importante momento

di confronto per il rilancio di un

settore fiore all’occhiello del nostro

Paese, in Italia e nel mondo.

Un settore che viene fuori da un

momento molto difficile, a causa

dalla pandemia, e che ora ha bisogno

del sostegno delle Istituzioni.

(G. B.)

•••

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 17


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

L’assemblea

di Agronetwork

elegge presidente

Sara Farnetti.

Ringraziamento

a Luisa Todini

per consolidamento

e crescita associativa

Todini e Giansanti

di Gabriella Bechi

S

ara Farnetti, specialista in

Medicina Interna, Ph.D.

in Fisiopatologia del Metabolismo

e della Nutrizione,

esperta in Nutrizione

Funzionale Medica

è la nuova presidente di Agronetwork,

l’associazione di promozione

dell’agroindustria costituita da

Confagricoltura, Nomisma e università

Luiss. L’ha eletta l’assemblea

dei soci riunita per il rinnovo

delle cariche. Succede a Luisa Todini,

che ha guidato l’associazione

dalla nascita, nel 2016. “Una

scelta - ha commentato la presidente

uscente - innovativa, ma

anche nel segno della continuità,

Th

s

legata all’evoluzione del sistema

agroalimentare, sempre più

orientato verso i temi del food,

della nutrizione, del benessere e

della salute dei consumatori, con

i quali è necessario confrontarsi

con un approccio scientifico.”

Luisa Todini ha ripercorso le

tappe salienti di Agronetwork,

che in questi anni è cresciuta acquisendo

molti nuovi soci e si è

consolidata diventando un vero

e proprio “brand” nel settore. Un

“think tank” dove le imprese si

confrontano, insieme al mondo

della ricerca, per trovare soluzioni

sui grandi temi e sulle urgenze

dell’agroalimentare del nostro Paese:

dai sistemi di etichettatura ai

nuovi modelli alimentari, dal lavoro

al credito, dai fondi del PNNR

all’economia circolare, affrontati

durante i numerosi incontri che

si sono tenuti periodicamente,

anche durante la pandemia.

g CINQUE ANNI DI AGRONETWORK

Agronetwork è l’associazione di promozione dell’agroindustria, costituita

da Confagricoltura, Nomisma e LUISS, con l’obiettivo di valorizzare il made

in Italy e favorire la competitività delle imprese agroalimentari attraverso

l’integrazione tra produzione, trasformazione industriale e nuovi modelli di

business. L’associazione prende le mosse dal costante processo di avvicinamento

delle aziende produttrici al sistema agroindustriale e dalla consapevolezza

che la sola produzione non è più sufficiente per stare sul mercato e guardare all’export, con rapporti di filiera

che si fanno sempre più stretti. Mondo delle imprese, della ricerca e della formazione hanno quindi deciso di fare

network per promuovere - attraverso modelli innovativi di business, integrazioni e strategie di filiera, creazione di reti

ad hoc, realizzazione di eventi - lo sviluppo delle imprese e più in generale del patrimonio agroalimentare come dato

identitario del Paese. Aziende associate: Heineken spa, Pancrazio spa, S. Margherita, Gruppo Rago, Monini Spa, Coca

Cola, Todini spa, Philarmonica - Folonari, British American Tobacco, Casale Spa, Iccrea credito cooperativo, Bnl Paribas,

Agriconsulting Spa, Universitá di Torino, Unilever Italia.

18 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


g SARA FARNETTI

in k tank

ul cibo

Approfondimenti e dibattiti

su grandi temi e urgenze

dell’agroalimentare

Un sentito ringraziamento per il

lavoro svolto è giunto alla presidente

uscente da tutti i partecipanti

all’assemblea, a cominciare

dal presidente di Confagricoltura

Massimiliano Giansanti, che ha ricordato

l’importante lavoro svolto

dall’associazione, al passo con

i grandi cambiamenti che hanno

coinvolto il sistema agroalimentare

negli ultimi cinque anni. “Ora ci

attendono nuove sfide - ha detto

Giansanti - prima fra tutte quella

di produrre di più, preservando

le risorse naturali. Il sistema agroalimentare

deve quindi ripensarsi

ed è fondamentale il ruolo di una

guida come Agronetwork, capace

di accompagnare le imprese verso

modelli di produzione sostenibili,

con il contributo della scienza

e della ricerca applicata.”

L’assemblea ha quindi provveduto

ad eleggere i vicepresidenti:

confermati Matteo Caroli (Luiss),

Alfredo Pratolongo (Heineken),

Annibale Pancrazio (Federalimentare),

Guido Folonari (Confagricoltura);

nuovo eletto Emanuele

Di Faustino (Nomisma), che

prende il posto di Danis Pantini.

Confermati anche il presidente

del comitato tecnico scientifico

Remigio Berruto dell’Università

di Torino, il segretario generale

Daniele Rossi e il revisore unico

Gaetano De Gregorio. La delega

per lo sviluppo delle filiere sul

territorio a Massimiliano Colognese

(BAT Italia).

•••

Sara Farnetti è specialista in Medicina Interna

con Ph.D. in Fisiopatologia della Nutrizione e del

Metabolismo all’Università Cattolica del Sacro

Cuore di Roma. Professor presso il Diabetes Research

Institute, University of Miami, Miller School

of Medicine (USA), dove si occupa della prevenzione

e cura della Sindrome Metabolica e delle

malattie ad essa correlate (diabete, malattie cardiovascolari,

dislipidemie, steatosi epatica, policistosi

ovarica, infertilità). Componente del DRI

(Diabetes Research Institute) Federation, Wellness

and Nutrition Program Assistant. Esperta in

Nutrizione Funzionale Medica. Le è stato conferito

honoris causa il Ph.D. in Chimica e Sicurezza

degli Alimenti dall’Università degli studi di Messina.

Nel 2019 ha ricevuto il riconoscimento ‘100

Eccellenze Italiane’, organizzato dall’Associazione

LIBER, con lo scopo di premiare cento protagonisti

della migliore Italia, in virtù del prezioso

contributo recato da ciascuno di essi alla valorizzazione

di un marchio distintivo riconosciuto

in tutto e alla crescita del nostro Paese. Attivamente

impegnata nella ricerca nel campo della

nutrizione e sugli effetti dell’alimentazione sul

metabolismo umano e l’equilibrio ormonale, è

autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e

divulgative sui temi della nutrizione funzionale

in diverse condizioni cliniche, della valutazione

dello stato nutrizionale, della sindrome metabolica.

Interviene nell’ambito di dibattiti scientifici

e mediatici a livello nazionale e internazionale e

collabora con diversi quotidiani e periodici. Tra

i suoi titoli ricordiamo ‘Ricette funzionali’ (BUR

Biblioteca Univ. Rizzoli), scritto in collaborazione

con Michela Coppa, ‘Mai più a dieta’ (BUR) ‘Alimentazione

funzionale e sovrappeso corporeo’

(CESI), ‘Tutto quello che sai sul cibo è falso’ (BUR),

‘Tutta la verità sui segnali che devi ascoltare’ (Rai

Eri), con Vira Carbone e Claudia Manari.

OTTOBRE 2021| MONDO AGRICOLO | 19


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Dibattito a Roma,

a Villa Blanc,

di Confagricoltura

e JTI Italia sul

futuro della filiera.

Leva fiscale cruciale

Cervesato, Freni, Barrile e Minenna

Tabacco domani

Un dibattito per ragionare

sul futuro della filiera

tabacchicola italiana:

questo il fulcro dell’incontro

che si è svolto a

Villa Blanc, storica sede

della Luiss Business School di

Roma - a cui hanno partecipato

pure i sottosegretari al Mef Federico

Freni ed al Mipaaf Gian Marco

Centinaio - per confrontarsi su

urgenze, priorità, interventi per

mettere al sicuro il ciclo produttivo

del tabacco Made in Italy.

La filiera del tabacco rappresenta

un’eccellenza del nostro Paese,

che è infatti fra i principali

produttori di tabacco in Europa

con una quota di quasi il 30%

del totale prodotto in UE. Una

filiera storica, universalmente riconosciuta,

che negli ultimi anni

ha però mostrato segni di sofferenza,

dovuti tanto ai mutamenti

economici del comparto, quanto

a una normativa che non è riuscita

ad adattarsi ai cambiamenti

intercorsi.

“La mancanza di certezze e

di programmazione è nemica

dell’innovazione e della sostenibilità.

JTI Italia - ha affermato il

suo presidente ed AD Gian Luigi

Cervesato - da sempre crede nel

potenziale di questo Paese e lo

dimostra il fatto che negli ultimi

20 anni ha investito oltre 600 milioni

di euro nei territori in cui

opera, di cui oltre 350 destinati

allo sviluppo e il miglioramento

della filiera del tabacco, seguendo

i principi delle buone pratiche

agricole”.

Nodo cruciale del tavolo di confronto,

la leva fiscale: il mercato

negli ultimi 10 anni ha registrato

una riduzione di quasi il 28% in

termini di vendite delle sigarette

tradizionali, anche e soprattutto

a causa della progressiva espansione

dei prodotti alternativi di

nuova generazione. “La situazione

richiede l’intervento congiunto

di tutti i player a tutela di

imprese e produttori, lavorando

insieme per la semplificazione

del sistema fiscale”, ha aggiunto

Cervesato.

La programmazione degli investimenti

è necessaria per generare

quel processo di innovazione

sostenibile da cui dipende in

buona parte la competitività del

nostro sistema Paese, un processo

che deve includere l’aspetto

ambientale, ma anche quello sociale

ed economico per garantire

il futuro del settore. Un impegno

da raggiungere solo tramite

la collaborazione tra le diverse

realtà della filiera in gioco: dai

produttori diretti alle associazioni

di categoria, dalle aziende al

mondo della politica.

“L’importanza di proseguire nella

coltivazione di tabacco in zone

nevralgiche del Paese - ha affermato

Annamaria Barrile, responsabile

Relazioni Istituzionali di

Confagricoltura - impone di mantenere

alta la fiducia dei produttori

e della cooperazione, provati

dalla mancanza di uno scenario

certo di medio e lungo periodo,

di accordi con le manifatture non

sempre rinnovati; una situazione

di incertezza che non permette

alle aziende e alle OP una programmazione

delle operazioni

colturali e dei relativi nuovi investimenti

necessari”.

Un impegno da raggiungere solo

tramite la collaborazione tra le diverse

realtà della filiera in gioco:

dai produttori diretti alle associazioni

di categoria, dalle aziende

al mondo della politica.

“Il tabacco è parte della storia di

questo paese, sia per la produzione

che per la filiera distributiva -

ha ricordato il direttore Agenzia

Dogane e Monopoli Marcello Minenna

- . ADM sta lavorando per

velocizzare i processi che interessano

il settore. (C. S.) •••

20 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Celebrazione per

l’importante traguardo

di Ente Risi.

Contrastare import

senza dazi da Cambogia

e Myanmar

da sinistra: assessore Piemonte

Protopapa, presidente ENR Carrà,

presidente Confagricoltura Giansanti,

capogabinetto Mipaaf Fortuna,

sottosegretario Centinaio, assessore

Lombardia Rolfi

Disegnare la risicoltura

L’

Ente Nazionale Risi ha

celebrato il traguardo

dei novant’anni con l’orgoglio

e la consapevolezza

di rappresentare

una filiera compatta nella

difesa e nella valorizzazione

del riso italiano. Lo dovrà ribadire

a gran voce in questi mesi,

visto che a gennaio 2022 scadrà

la clausola di salvaguardia che ha

permesso, negli ultimi tre anni,

di diminuire drasticamente le importazioni

di riso senza dazi da

Cambogia e Myanmar. A fianco

dell’Ente c’è l’intera filiera risicola

europea.

Il presidente Paolo Carrà, nella

giornata che ha visto un’ampia

g SALA DIDATTICA: LAB DIGITALE E SHOW COOKING

La sala è un grande openspace, all’interno dell’antica cascina dell’ENR, pensato

secondo le più moderne tecniche di comunicazione digitale e suddiviso in

quattro aree tematiche.

La prima è l’Educational LAB, una zona dedicata all’apprendimento, tramite immagini

e video, della filiera del riso; la seconda è il Farm LAB, lo spazio in cui sono

illustrate le varie fasi della lavorazione del cereale, dal campo alla tavola. Il Media

LAB consente di immergersi virtualmente nella risaia con le immagini in 3D; il

Kitchen LAB è la cucina in cui si possono realizzare show cooking. A battezzarla

in occasione dell’inaugurazione, il sottosegretario Gian Marco Centinaio, che ha

accettato la sfida e si è cimentato nella preparazione di un risotto.

platea di istituzioni, agricoltori,

giornalisti e tecnici presenti al

Centro Ricerche di Castello d’Agogna,

in provincia di Pavia, ha

riferito che la Commissione ha

adottato una nuova proposta di

regolamento relativa alle preferenze

generalizzate che non

considera né le indicazioni (provenienti

dalla società incaricata

dalla stessa Commissione) di modificare

i punti critici dell’attuale

sistema, né quanto emerso dalla

consultazione pubblica indetta

sempre dalla Commissione, e

neppure quanto sostenuto nei

Comitati di Gestione a Bruxelles.

“Ora il Parlamento e il Consiglio

europeo - ha aggiunto Carrà

- sono l’ultima possibilità per

correggere la bozza della Commissione

durante il suo iter di

approvazione. Sono certo che anche

il Mipaaf sarà insieme a noi

in questa battaglia”.

Al di là della cronaca, la celebrazione

dei 90 anni è stata a

tutto tondo, con l’inaugurazione

della Sala didattica polifunzionale

che trova spazio nell’antica

cascina del Centro; la presentazione

del libro fotografico “Dal

1931 il riso italiano”, di Livio

Bourbon e Fabio Nale; la realizzazione

di un “Risegno”, ovvero

il disegno di riso in campo,

a forma di un’enorme Rosa dei

Venti grande quanto 25 campi

da tennis.(A.G.)

•••

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 21


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Convegno OICB

a Bari.

Le risorse PNRR

per la crescita del

settore allevatoriale

di Gaetano Menna

L’

Organizzazione Interprofessionale

Carne

Bovina (OICB, in via di

riconoscimento) è momento

importante di

raccordo di tutta la filiera

della carne bovina (ha come

soci fondatori Confagricoltura,

Cia-Agricoltori, Copagri, Uniceb,

Assograssi, Fiesa-Confesercenti e

Assalzoo) -. Prosegue il suo percorso

di coinvolgimento degli allevatori

e degli attori della filiera,

con una serie di convegni sul territorio.

Dopo l’appuntamento di

Padova a fine luglio, il 6 ottobre

si è tenuto quello di Bari. In tale

occasione, in particolare, ha voluto

far conoscere le opportunità

che si profilano per le aziende

zootecniche e per quelle della

filiera tutta, grazie ai fondi del

PNRR, ma anche della Pac. Sono

importanti, in particolare, le risorse

complessive per il settore

agricolo, previste dal PNRR (6,8

miliardi di euro), un’occasione

che anche gli allevatori dovranno

prontamente cogliere.

All’evento in presenza ed in videoconferenza

sono intervenuti,

oltre i rappresentanti delle varie

organizzazione aderenti a OICB,

anche Elio Catania e Francesco

Saverio Abat in rappresentanza

del MIPAAF e Donato Pentassuglia,

assessore all’Agricoltura della

Regione Puglia.

Nella sua prolusione il presidente

di Confagricoltura Massimiliano

Giansanti ha sottolineato come,

con OICB, la filiera della carne

Riscossa

zootecnia

“si indirizza nell’economia reale,

presentandosi con progetti e idee

che danno senz’altro un contributo

per la crescita della filiera

carne, ma anche per quella del

sistema alimentare del Paese”.

Quindi si è soffermato sulla nuova

politica agricola comune che,

così come è stata definita, sottrae

risorse importanti all’agricoltura

ed anche alla zootecnia. “Il PNRR

può essere l’occasione per far sì

che la riduzione del budget della

Pac per l’Italia possa essere

compensata da politiche di investimento

all’interno del Recovery

Plan e che, grazie ad esse, possa

nascere un grande progetto per il

rilancio della zootecnia da carne

in Italia”.

In via generale, nell’incontro di

Bari, è stato evidenziato che una

delle criticità del settore della

carne bovina è la sua forte dipendenza

dall’estero (circa il 50%

del fabbisogno) e che i fondi del

Con OICB la filiera

della carne si indirizza

verso l’economia reale

PNRR potrebbero rappresentare

un’opportunità per colmare

il più possibile tale gap. Se solo

si investisse per riportare gli allevamenti

meno produttivi alla

media nazionale, ci sarebbe una

crescita di circa 500 mila capi

allevati, aumentando il valore

dell’autoapprovvigionamento,

oltre ad un’ottimizzazione del

processo produttivo e ad una riduzione

dei costi all’origine che,

soprattutto oggi, stanno mettendo

in forte difficoltà le aziende

zootecniche e incidendo gravemente

sulla redditività. Nel dibattito

è emersa quindi la necessità

di instaurare un nuovo rapporto

con i cittadini-consumatori, attraverso

il pieno coinvolgimento

della distribuzione, soprattutto

quella al dettaglio, per maggiore

trasparenza e tutela della qualità,

fornendo una sempre più incisiva

informazione ai consumatori

su questioni come il benessere

animale, i processi allevatoriali

virtuosi, la logistica all’ingrosso

improntata a criteri sostenibili e

la creazione di valore nei sottoprodotti

all’insegna dell’economia

circolare.

•••

22 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


FOCUS SOSTENIBILITÀ

Conclusa a Mantova

la V edizione

di Food&Science.

In più di cento eventi

scienziati, divulgatori

ed esperti hanno

sviluppato riflessioni

su sviluppo, progresso

e cambiamento

Raccontare

il futuro

foto di Roberta Baria

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 23


FOCUS SOSTENIBILITÀ

Massimiliano Giansanti

A

Mantova, per tre

giorni, gli ospiti del

Food&Science Festival

hanno provato a

immaginare un futuro

migliore attraverso

conferenze, laboratori, visite

guidate, exhibit, spettacoli e panel

a più voci. Promosso da Confagricoltura

Mantova, il Festival

ha dedicato la quinta edizione

alla sostenibilità ambientale e

alimentare, all’innovazione della

tradizione, alle frontiere della

“next generation” in diversi settori,

all’analisi del tessuto produttivo

locale, al confronto con

esempi, storie e buone pratiche

a livello globale. In città e online

scienziati, divulgatori, esperti

in ambito agroalimentare e professionisti

dell’attuale panorama

scientifico e culturale hanno

partecipato al dibattito pubblico

sviluppando riflessioni attorno

a sviluppo, crescita e cambiamento

della ricerca e della tecnica

nelle fasi della filiera agroalimentare,

dalla produzione

alimentare alla sostenibilità ambientale.

Ne hanno parlato, tra

gli altri, la senatrice Elena Cattaneo,

il coordinatore della più

grande banca dei semi a livello

mondiale nelle isole Svalbard

Åsmund Asdal, la responsabile

della divisione Agro-food Trade

and Markets dell’OECD Lee Ann

Jackson, la neuroscienziata Anna

D’Errico, Simon Lillico, professore

del Roslin Institute dell’Università

di Edimburgo, le giornaliste

scientifiche Anna Meldolesi

e Elisabetta Tola.

Una panoramica di tematiche

raccontante in modo chiaro e

mai banale, come da natura del

Festival: dalla nutrizione, con

Sara Olivieri, all’editing genomico,

con Luigi Cattivelli e Michele

Morgante; passando per il cambiamento

climatico, con Roberto

Mezzalama, la storia dell’alimentazione,

con Alessandro Marzo

Magno, fino alle nuove abitudini

Giansanti: “Fondamentale

innovare, ma anche

essere i primi a farlo”

a tavola, con la coppia formata da

Matteo Bordone e Simona Stano.

Occasioni di riflessione anche gli

“spettacoli”, grazie alla presenza

di ospiti come Giobbe Covatta e

Antonio Pascale, sempre capaci

di coinvolgere ed entusiasmare.

Gli oltre 100 appuntamenti con

130 ospiti hanno permesso di colorare

il social-wall del Festival,

occasione di scambio e incontro

virtuale. Instagram in particolare,

ha registrato in soli 7 giorni

oltre 330 mila impression, arrivando

a raggiungere quasi 70

mila utenti e aumentando costantemente

i propri follower, mentre

su Facebook la copertura ha toccato

quota 469 mila.

Il cibo - scoperto, gustato, studiato

e valorizzato - è stato al centro

delle esperienze organizzate grazie

al coinvolgimento del Con-

24 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Cortesi ed il sindaco Palazzi

Cortesi: “Il Festival

ha raggiunto

la sua piena maturità”

sorzio Tutela Grana Padano, del

Consorzio Formaggio Parmigiano

Reggiano, e dell’IGI, Istituto

Del Gelato. Novità di quest’anno,

inoltre, gli incontri itineranti tra

arte, architettura e scienza: in collaborazione

con il Polo territoriale

di Mantova del Politecnico di

Milano, e grazie al contributo di

Fondazione BAM, si è andati alla

(ri)scoperta della cucina dei Gonzaga,

attraverso i tour a Palazzo

Ducale, e del legame tra uomo e

acqua, visitando l’impianto idrovoro

Valletta-Valsecchi, mentre

la collaborazione di Confcommercio

ha reso possibile il tour

gastronomico-scientifico delle

Pescherie di Giulio Romano. E

se una ritrovata presenza, per il

secondo anno consecutivo, è stata

quella di Unaitalia con il progetto

europeo “Eu Poultry” per

la promozione delle carni avicole

di qualità, una novità è stata

l’ingresso di Purina e del Gruppo

Giancarlo Bianchini & c. S.n.c.,

con un particolare “viaggio” dai

mangimi al formaggio, e di Chr.

Hansen, con un panel focalizzato

sulla scienza della fermentazione.

“Un’altra edizione di successo,

che ha saputo interessare e coinvolgere

un pubblico ampio e di

ogni età”, ha commentato il sindaco

di Mantova Mattia Palazzi.

“Il Festival ha raggiunto la sua

piena maturità - ha dichiarato

con soddisfazione Alberto Cortesi,

presidente di Confagricoltura

Mantova -. Lo dimostrano i

temi affrontati, capaci di spaziare

in ambiti molteplici e attuali,

e l’afflusso di un pubblico ogni

anno più partecipe e curioso. Fin

dall’apertura delle prenotazioni

degli oltre cento eventi abbiamo

avuto non soltanto la conferma

dell’interesse della cittadinanza

verso la manifestazione, ma anche

di tutti coloro che, non potendo

partecipare, hanno seguito

gli incontri in streaming, affollando

la nostra ‘piazza virtuale’ con

grande entusiasmo”.

Assegnato anche il premio “Agricoltura

mantovana 2021”, che è

andato a Vittoria Brambilla, ricercatrice

presso il Dipartimento

di Scienze Agrarie e Ambientali

dell’Università di Milano, per gli

studi di genetica per il miglioramento

del riso con CRISPR,

la tecnica di editing del DNA. A

consegnare il premio il presidente

di Confagricoltura Massimiliano

Giansanti, che ha poi tenuto

l’intervento di chiusura dell’incontro

d’inaugurazione della

kermesse. Sul palco ha parlato di

agricoltura professionale che è

motore di sviluppo, di scienza ‘in

campo’ e progresso tecnologico,

di sostenibilità e competitività.

“Noi produttori - ha detto - dobbiamo

chiederci: cosa devo fare

per continuare a fare agricoltura?

La risposta non può che essere

‘innovare’. L’importante poi è essere

i primi a farlo; se saremo secondi,

sarà probabilmente troppo

tardi”. (G. M.)

•••

L’attore Giobbe Covatta

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 25


FOCUS SOSTENIBILITÀ

La nuova stagione

A

determinare la buona riuscita

del Food&Science momento di confronto in cui rac-

sottolineato l’importanza di un

Dibattito promosso

Festival di Mantova c’è cogliere le idee e capire quali siano

da Syngenta

senz’altro anche la collaborazione

di partner coltura. Quindi, da Bruxelles, con

le proposte per il futuro dell’agri-

al Food&Science

importanti che hanno un video messaggio dedicato, è intervenuto

l’europarlamentare Her-

Festival. Cambiare

creduto nella sua formula fin dal

è necessario e questo

principio. Rientra certamente tra bert Dorfmann. “Penso sia necessario

guardare la catena alimentare

questi Syngenta Italia, che ha partecipato,

per il quinto anno conse-

nel suo insieme, dall’agricoltore

è il momento giusto

per farlo

cutivo, con due importanti incontri fino al consumatore”, ha dichiarato,

sottolineando l’importanza e la

di formazione e divulgazione sui

temi caldi dell’agricoltura: La Nuova

Stagione dell’agricoltura eula

scelta consapevole dei prodotti.

responsabilità di quest’ultimo nel-

di Claudio Costantino

ropea e Il Party dell’Innovazione. “Servono soluzioni nuove per garantire

la sicurezza alimentare man-

Nel primo dibattito, in particolare,

istituzioni politiche e protagonisti tenendo la qualità e le quantità dei

del mondo dell’agricoltura hanno prodotti alimentari. L’agricoltura di

approfondito le strategie europee domani non dev’essere necessariamente

quella di ieri”. Dorfmann ha

Farm to Fork e New Green Deal.

L’amministratore delegato di Syngenta

Italia, Riccardo Vanelli, ha ricorrere a tecniche di

inoltre evidenziato la necessità di

ingegneria


Riccardo Vanelli

AD Syngenta Italia

genetica, di utilizzare antiparassitari

meno impattanti e di migliorare

la catena dei fertilizzanti.

Anche il ministro delle Politiche

agricole Stefano Patuanelli ha

voluto mandare un proprio messaggio

un messaggio incentrato

Video Messaggio dell’On.

Dorfmann

I ciclamini di Syngenta

hanno colorato location

e piazze di Mantova

sulla grande sfida che l’agricoltura

deve affrontare: produrre

di più e meglio, salvaguardando

l’ambiente. Ha inoltre ricordato

come il nostro Paese sia dotato

di un patrimonio agricolo unico

al mondo e ha posto l’attenzione

sulle generazioni più giovani,

che hanno un ruolo chiave

per implementare le nuove tecnologie.

A seguire, il presidente

di Ismea Angelo Frascarelli ha

offerto una panoramica sul Green

Deal, che comprende anche

la strategia Farm to Fork, e in

particolare sull’obiettivo di raggiungere

la neutralità climatica

entro il 2050. Ha quindi commentato

i risultati dei sondaggi

condotti dall’UE per la stesura

della Politica agricola comune,

che evidenziano come le

priorità dei consumatori siano

agricoltura biologica, occupazione

e benessere animale. È quindi

chiara l’importanza che i cittadini

attribuiscono a salute ed ambiente

e la conseguente direzione che

l’agricoltura dovrà intraprendere.

Si è proseguito poi con le testimonianze

di alcune realtà italiane che

hanno già fatto del Green la loro

missione: Cascina Pulita, che si

occupa dello stoccaggio, raccolta e

smaltimento dei rifiuti prodotti dalle

imprese agricole e dagli allevamenti;

Genagricola, la più grande

azienda agricola in Italia, fondata

nel 1831, con una mission basata

su sostenibilità, sicurezza e sociale;

Valagro, azienda leader nella produzione

e commercializzazione di

biostimolanti e specialità nutrizionali,

da sempre impegnata nell’innovazione

e nella sperimentazione

di nuove tecniche, tra le quali la

trascrittomica come sistema di indagine

sulla salute vegetale.

Da sottolineare, infine, che Syngenta,

anche in questa edizione,

ha voluto colorare le principali location

e piazze di Mantova con le

proprie varietà di ciclamino bianco

e del rosso (in sintonia con i colori

della città) e con piantine di

pomodoro a grappolo. Un omaggio

orto-floreale ad una città e ad

una kermesse che stanno dando

un’eccezionale contributo alla conoscenza.

•••

g

IL PARTY DELL’INNOVAZIONE

Grande successo ha riscosso, presso

piazza Leon Battista Alberti, lo show

“Il party dell’innovazione” che ha visto

il giornalista divulgatore Antonio Pascale

impegnato in una vera e propria

celebrazione dell’innovazione. Dopo il

saluto di Riccardo Vanelli, e con la presenza

fissa sul palco del prof. Sergio

Saia dell’Università di Pisa, hanno preso

parte all’evento Vittoria Brambilla

dell’Università di Milano, Valentina Buffagni, Maria Zucchelli e Fosca Vezzulli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza

e Roberto Confalonieri, presidente di Cassandra Tech srl. L’obiettivo è stato quello di ascoltare, attraverso l’esperienza dei vari ospiti,

il ruolo dell’innovazione in agricoltura, come essa sia cambiata nei secoli e come ancora esistano nuove prospettive future legate alla

ricerca attuale.

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 27


FOCUS SOSTENIBILITÀ

Convegno nazionale

di Fai alla Fiera

di Lazise. Apicoltori

sempre più impegnati

sul fronte ecosistemico

Il clima

di Raffaele Cirone

Dal Colle, Vallardi e Cirone

O

rmai stanno tutti dalla

parte delle api, ma la

ricetta per salvarle in

concreto non può essere

improvvisata e il futuro

del più importante

impollinatore del Pianeta è nelle

mani degli apicoltori. Questo il

succo del convegno tenutosi a

Lazise (VR) in occasione della

Fiera nazionale dell’apicoltura

per l’agricoltura, che nel 2021

ha celebrato la sua 42a edizione:

con Luca Sebastiano, sindaco;

Elena Buio, assessore all’Agricoltura

e Stefano Dal Colle,

presidente degli Apicoltori in

Veneto, che hanno aperto i lavori

dedicati quest’anno al tema

“L’alveare Italia e il cambiamento

climatico”.

È qui sul Lago di Garda che

gli addetti ai lavori si ritrovano

ogni anno per verificare la

condizione in cui versano le

api mellifere, puntuali misuratrici

dei mutamenti ambientali

in corso. E se un’ape è così

sensibile di suo, immaginatevi

un intero “alveare Italia”, composto

di circa 80 miliardi di api

che ispezionano ogni giorno,

ciascuna, 10 milioni di fiori. Si

capisce già così, senza essere

grandi specialisti, che nell’arnia

c’è un superorganismo che interagisce

con il mondo esterno e

la cui sopravvivenza dipende da

una miriade di fattori.

Quando un apicoltore professionale

del taglio di Pier Antonio

Belletti, già agronomo vocato

alla ricerca, arriva a dire che

“ormai l’allevamento delle api

dipende dalle nutrizioni supplementari”,

ci vuole poco altro

per comprendere come un

equilibrio naturale sia già stato

compromesso. “L’apicoltura di

questo tempo non è più vocata

alle grandi produzioni di un

tempo, manca un adeguato apporto

proteico e il sistema immunitario

delle api non è più

capace di resistere ai crescenti

fattori di stress”.

Allora viene spontaneo chiedersi

di cosa ci sia bisogno per restaurare

un ambiente - naturale,

rurale o urbano che sia - e farne


minaccia l’ape

Buio, Dal Colle, Sebastiano e Cirone

un luogo adatto ad api mellifere

e altri impollinatori.

Antonella Canini, botanica e

professore ordinario all’Università

di Roma Tor Vergata, smorza

gli entusiasmi di prevedere

piantagioni di miliardi di alberi,

per compensare le emissioni

di carbonio in eccesso. “Poco si

calcola, però, che le piante hanno

bisogno di tempo per crescere,

che richiedono costose

manutenzioni e, soprattutto, che

non sempre sono utili alle api.

Meglio allora, lo certificano studi

recenti pubblicati sulla rivista

scientifica Nature, diffondere foraggere

e officinali, così da rendere

gli agroecosistemi ospitali

e produttivi per le api”.

Non c’è dunque restauro ambientale

che tenga se non si appronta

una macro e micro pianificazione

del verde.

C’è infine da mettere in conto la

perdita di biodiversità, competenza

di Marino Quaranta, tassonomo

ed entomologo del Consiglio

per la Ricerca in Agricoltura

(CREA). Intanto un mito da sfatare:

“La situazione italiana non

è compromessa, anzi il nostro è

un Paese dove gli impollinatori

sono ancora numerosi”. La popolazione

di api mellifere è in

costante aumento e “non esistono

conflitti tra api e altri pronubi,

anzi abbiamo tutto l’interesse

a rendere gli ambienti più accoglienti

per qualsiasi specie di insetto

utile”.

Gianpaolo Vallardi, presidente

Api mellifere, puntuali

misuratrici dei mutamenti

ambientali in corso

della Commissione Agricoltura

del Senato della Repubblica, ma

anche Federico Caner, assessore

all’Agricoltura della Regione Veneto,

hanno seguito i lavori di

questo convegno esortando gli

apicoltori, i primi ad esser colpiti

dalle avversità climatiche,

ma anche dalle complicazioni

burocratiche, a proseguire l’opera

meritoria svolta nel tenere in

vita alveari.

Pare chiaro, dall’evento organizzato

dalla Federazione Apicoltori

Italiani (FAI), che il dramma

ambientale di cui si parla non

sia lo specchio fedele di una realtà

italiana. Così come risulta

indiscutibile che sia da riconoscere

al mondo apistico il merito

di aver finora preservato

e sviluppato un patrimonio di

alveari di tutto rispetto, che

per essere offerto in dote alle

future generazioni ha bisogno

di apicoltori più impegnati sul

fronte ecosistemico che non

su quello produttivo.

È questo il volto sostenibile

dell’apicoltura che verrà, in logica

conseguenza del cambiamento

climatico.

•••

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 29


FOCUS SOSTENIBILITÀ

AssoPiscicoltori

alla storica regata

Barcolana di Trieste

all’insegna di

#acquacoltura

sostenibile

casione per presentare i meravigliosi

prodotti dell’acquacoltura

nazionale, tra cui il pregiatissimo

storione d’allevamento, di cui l’Italia

è il primo produttore dell’Unione

europea. “Il nostro obiettivo

- ha sottolineato Salvador

- è lo stesso che anima il nostro

impegno da sempre: porre l’accento

sulla qualità, la salubrità e

la bontà delle nostre produzioni

Made in Italy, mettendo in risalto

la sostenibilità dei nostri allevamenti.

Il nostro settore non coindi

Elisabetta Tufarelli

L’

Associazione Piscicoltori

Italiani ha partecipato

alla 53° Barcolana

di Trieste, la più grande

regata del mondo e una

festa per la città, gli appassionati

di vela e i turisti. Con

l’imbarcazione di 11 metri #Acquacoltura

sostenibile - che al

tempo stesso è stato anche lo slogan

con cui l’associazione è intervenuta

alla regata internazionale

e alle manifestazioni correlate

- e un equipaggio interamente

composto da piscicoltori, tra cui

il presidente Api, Pier Antonio

Salvador, il vicepresidente Marco

Gilmozzi, allevatore di orate e

branzini ad Orbetello, Pier Giorgio

Stipa dell’Agroittica toscana, è

partita la gara. Nemmeno la bora,

che ha soffiato forte, è riuscita a

Col vento

fermare né le iniziative organizzate

dai piscicoltori, né la regata

di #Aquacoltura sostenibile. D’altronde

i piscicoltori sono abituati

a districarsi tra le difficoltà e non

si sono smentiti nemmeno questa

volta: la loro barca si è onorevolmente

piazzata nella classifica

generale. La manifestazione, che

si svolge nella seconda domenica

di ottobre in uno degli scenari

tra i più suggestivi del mar

Adriatico, tra Trieste e le acque

della Slovenia, è stata anche l’oc-

30 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Ministro Patuanelli e Salvador

Il pesce d’allevamento

per preservare habitat

e fauna marina

in poppa

volge esclusivamente piscicoltori

o gente del mare, ma è anche

fortemente radicato nelle tradizioni

locali e regionali italiane”.

Durante lo svolgimento della

Barcolana si sono tenuti diversi

workshop e convegni che hanno

visto la partecipazione di autorità

ed istituzioni, referenti per il

comparto acquacoltura e pesca

a livello nazionale e regionale.

Più di 25 relatori, tra esperti,

rappresentanti del mondo della

produzione e ricerca, hanno analizzato

le opportunità di sviluppo

dell’acquacoltura sostenibile a livello

locale, nazionale e globale e

le responsabilità di tutti gli attori

pubblici e privati. Il presidente

dei piscicoltori di Confagricoltura,

in occasione del convegno

a cui ha partecipato il ministro

Stefano Patuanelli, ha rimarcato

la necessità di favorire la crescita

del settore anche per la forte

dipendenza dall’estero. “Solo

due pesci su dieci sono italiani

e, in considerazione dell’aumento

consistente e continuo

del consumo di prodotti ittici,

occorre sviluppare il settore

nazionale, che tra l’altro offre

anche importanti servizi ecosistemici”.

Dagli eventi è emerso

che l’unica alternativa possibile

allo svuotamento degli oceani

dai pesci, considerato che il

60% degli stock ittici del mondo

è sfruttato oltre la massima capacità

sostenibile, è proprio l’acquacoltura.

L’API ha rimarcato

il trend positivo del comparto,

con le buone le prospettive di

vendita attraverso i canali della

GDO, cresciute, in particolare,

per le spigole e le orate. In generale,

si registra una maggiore

attenzione verso i prodotti ittici

allevati localmente o in Italia,

che garantiscono la freschezza

del prodotto. Per il presidente

dei piscicoltori è necessario prevedere

uno sportello unico per

le imprese che operano in acquacoltura,

per consentire loro

di interfacciarsi più facilmente

e correttamente con la pubblica

amministrazione.

•••

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 31


FOCUS SOSTENIBILITÀ

Presentato a Palazzo

della Valle il cofanetto

di Confagri e Assoverde.

Dare valore al green

pubblico e privato,

migliorandone la cura

e le conoscenze pratiche

di Elisabetta Tufarelli

C

onfagricoltura e Assoverde,

con la pubblicazione

del primo Libro Bianco

del Verde, hanno raccolto,

mettendole nero su

bianco, le proposte tecniche

e le soluzioni concrete di una

rete di specialisti. “Da oggi - ha

affermato la presidente di Assoverde

Rosi Sgaravatti - è partito

un percorso di sostanza e di stimolo

per tutti gli operatori istituzionali,

pubblici e privati, che si

articola in un tavolo permanente,

con eventi nazionali, regionali

e una campagna informativa di

sensibilizzazione. Siamo convinti

che conoscere il significato

di una corretta manutenzione

del verde sia indispensabile

per un vero neo Rinascimento.

Rimettere al centro dell’agenda

politica la cura dei nostri alberi,

dei nostri giardini salvaguardando

i complessi equilibri della

biodiversità è l’unico modo per

garantire e tutelare la salute e il

benessere di tutti”.

“È indubbio - ha osservato il presidente

di Confagricoltura, Massimiliano

Giansanti - che in questo

straordinario periodo di transizione

ecologica, la rinascita delle

città passi dalla cura del verde.

Abbiamo posto, con questa prima

edizione, una pietra miliare,

che segnerà l’avvenire delle nostre

città. Sono orgoglioso, perché

penso che siamo riusciti a

dare delle risposte esaurienti alle

tante attese che oggi ruotano attorno

ai temi della sostenibilità,

a partire dal ruolo strategico del

verde urbano, dell’abbattimento

della CO 2

, degli effetti che il verde

pubblico e privato hanno sul

benessere e sulla salute di tutti

noi. Saranno importanti le strategie

del governo, a partire dal

Recovery plan”. Dal ministro delle

politiche Agricole, Alimentari

e Forestali, Stefano Patuanelli, è

Libro bian

arrivato un messaggio di pieno

sostegno. “Stiamo attraversando

un momento particolare per

l’agricoltura: le ingenti risorse

delineano un nuovo percorso in

termini di sostenibilità, innovazione

e transizione ecologica ed

il florovivaismo, allo stesso modo

dell’agricoltura, può essere un

elemento portante e giocare un

ruolo cruciale nel benessere della

collettività e nella transizione

verde. Questo libro rappresenta

un momento di sintesi ed un

manifesto per le città del futuro.

Stiamo lavorando per dare conti-

32 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Giansanti, Centinaio e Sgaravatti

Avviato un percorso

di sostanza e stimolo

per tutti gli operatori

della “Emergenza pini in Italia”,

particolarmente sentita in Campania,

dove è iniziata l’infestazione

di cocciniglia tartaruga,

un insetto proveniente dal Nord

America e nel Lazio. A Roma, in

particolare, è un vero e proprio

allarme fitopatologico, che mette

a rischio distruzione l’80% del

patrimonio pini. Ottimi risultati

hanno dato le soluzioni adottate

all’interno dei giardini Vaticani

che, con una gestione ecocompatibile,

usando endoterapia e

lavaggio delle chiome, sono riuscite

a salvare i 150 alberi, aprendo

un importante spiraglio per

arrivare a risolvere questo problema.

Infine, l’ultimo volume,

raccoglie in un “Quaderno tecnico”

le specificità delle aziende e

dei professionisti che hanno sostenuto

l’iniziativa.

•••

co del verde

nuità alla misura del bonus verde

nella prossima legge di bilancio

e promuovere una vera cultura

del verde”. Il sottosegretario del

Mipaaf Gian Marco Centinaio,

ricevendo una copia del Libro

Bianco dai presidenti di Confagricoltura

e Assoverde, ha sottolineato:

“Parlare di verde urbano

è doveroso per la parte ecologica

da valorizzare e per la bellezza

delle nostre città. C’è un ruolo

strategico svolto dal verde urbano

e deve essere un tema presente

nell’agenda della pubblica

amministrazione e della politica”.

Quest’ambiziosa opera è composta

da tre volumi, quello intitolato

“per un neo rinascimento

della cura e della gestione del

verde” è dedicato all’ambito urbano

e raccoglie 74 autori e 50

interventi tecnico scientifici tra

università, esperti delle amministrazioni,

referenti delle associazioni

di settore, professionisti e

imprenditori, con l’obiettivo di

portare efficaci proposte all’attenzione

della politica per attuarle,

a livello nazionale e regionale,

sui territori. Il secondo

volume analizza l’attuale tema

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 33


SPECIALE ECOMONDO

Nei dibattiti

in fiera la transizione

green dell’agricoltura

e le infrastrutture

verdi per l’ambiente

di Francesco Bellizzi

e Gaetano Menna

T

ransizione ecologica e

nuovi modelli di economia

circolare e rigenerativa.

Sono questi i temi

centrali di “Ecomondo

2021”, in programma dal

26 al 29 ottobre alla Fiera di Rimini.

con quattro aree tematiche:

Rifiuti e risorse - sistemi e tecnologie

per il recupero delle materie

prime secondarie; Bioenergie

e biocarburanti - trasporto e logistica

low carbon; Rigenerazione

dei suoli - tutela del territorio e

della risorsa idrica; Ecodesign e

servizi di riparazione e ripristino

- progetti di economia circolare,

soluzioni per la digitalizzazione

delle imprese. In contemporanea

a Ecomondo si svolge Key

Energy, la fiera dedicata all’energia,

alle smart cities e alla mobilità

sostenibile. La tradizionale

manifestazione di Rimini torna

con questa edizione in presenza

dopo lo stop imposto per due

anni dall’epidemia di Covid-19.

Come consuetudine in fiera torna

a esserci l’area espositiva di Confagricoltura

(nel padiglione della

Bioeconomia D1, stand 075),

realizzata in collaborazione con

Confagricoltura Emilia Romagna

e Confagricoltura Forlì-Cesena e

Rimini. Lo stand vuole essere la

casa della sostenibilità, dell’innovazione

e della ricerca; momento

catalizzatore e vetrina.

Il progetto dello stand

Ritorno

Molti gli appuntamenti convegnistici,

di confronto e dibattito

che si svolgono in fiera. A partire

dagli Stati Generali della Green

Economy a cui partecipano 66

organizzazioni di imprese della

green economy in Italia, tra cui

Confagricoltura.

Tra i convegni spiccano due

eventi previsti per il 26 e il 28

di ottobre. “Obiettivi europei di

neutralità climatica: politiche

e investimenti per una filiera

agroalimentare competitiva e

sostenibile”, è il titolo del convegno

previsto per martedì 26

ottobre ore 14, nella Sala Biobased

Industry (padiglione D1).

Organizzato da Confagricoltura,

in collaborazione con Comitato

tecnico scientifico di Ecomondo,

Federalimentare e Enea, il

dibattito verterà sul piano d’azione

dell’Ue per raggiungere gli

obiettivi del New Green Deal e

su quali potranno essere gli effetti

della riduzione dell’impatto

ambientale sulla filiera agroalimentare.

I relatori rifletteranno

anche sulle strategie che gli Stati

membri stanno delineando per

raggiungere la neutralità climatica

fissata per il 2050. Il secondo

convegno è in programma giovedì

28, ore 10, sempre nella sala

Biobased Industry ed è organizzato

da Confagricoltura, Comitato

tecnico scientifico di Ecomondo

e Università della Tuscia di

Viterbo (Unitus). Il tema dell’incontro

è chiaro già nel titolo:

“Alberi, boschi e agro-foresta-

34 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Casa della sostenibilità:

Confagricoltura presente

con stand 075 al Pad. D1

a Rimini

contributo al Green New Deal

europeo.

Inoltre, in fiera, sono previsti

specifici interventi di Confagricoltura

nei seguenti convegni: il

26 ottobre 2021 alle ore 10 (Sala

Biobased Industry pad.D1) su

“Agrifood post Covid”, organizzato

dal Cluster Agrifood (interverrà

Matteo Brunelli di Ortogest;

sempre il 26 alle ore 14.30 (Sala

Agorà Energy 2 pad.D7) su “Tecnologie

e qualità dei progetti

per l’agrivoltaico sostenibile”,

organizzato da ENEA & ETA Florence

Renewable Energies (interverrà

Alberto Mazzoni vice presidente

FNP Bioeconomia); ancora

lo stesso giorno alle ore 15 (Sala

Neri 2) su “Il ruolo della green

economy per la transizione ecologica

del sistema agroalimentare

italiano”, organizzato dagli

Stati Generali della Green Economy

(sarà presente Giovanna

Parmigiani, componente di giunta

delegato all’Ambiente). Il 29

ottobre alle ore 10 (Sala Biobased

Industry) su “Il ruolo dell’industria

bio-based per un pianeta

in salute nell’era post-covid”,

organizzato da Comitato Tecnico

Scientifico di Ecomondo, Cluster

Spring (sarà presente Alessandro

Bettoni, presidente FNP Bioeconomia);

sempre il 29 alle ore 10

Sala Agorà Energy 2 su “La Transizione

ecologica e il futuro

delle bioenergie”, organizzato

da Elettricità Futura e associazioni

del settore delle bioenergie (interverrà

Enrico Allasia presidente

FNP Risorse boschive). •••

zione: le infrastrutture verdi a

supporto dell’ambiente, dell’economia

e della qualità della

vita”. Al centro delle riflessioni ci

sarà il Piano nazionale di ripresa

e resilienza (PNRR), all’interno

del più vasto programma Next

Generation per l’Europa, nei

punti in cui affronta il tema della

riforestazione, del recupero e del

ripristino ecologico (ecological

restoration) di ambienti naturali

e del paesaggio. Gli interventi

si concentreranno sul “restauro

ecologico” negli ambienti di pianura,

aree costiere, zone umide

e ripariali lungo i fiumi e i canali,

nelle quali la piantagione

di alberi, in combinazione con

terreni agricoli (agroselvicoltura

o agroforestry), potrà dare un

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 35


SPECIALE ECOMONDO

Attività

connessa

“A

umentare la produttività

e la competitività.

Sono queste le

sfide che l’agricoltura

ha di fronte per

affrontare i nuovi

scenari mondiali che chiedono da

una parte di sfamare una popolazione

in continuo aumento, dall’altra

un sempre maggiore impegno

per preservare le risorse naturali.

Da qui la necessità per le imprese

di diversificare sempre di più le

proprie attività”. Così il presidente

di Confagricoltura Massimiliano

Giansanti, intervenuto alla tavola

rotonda “La nuova agricoltura.

Agriturismo, vendite dirette, agroenergie:

la rivoluzione delle attività

connesse”, organizzata da Agribusiness

24, la recente piattaforma

de Il Sole 24 Ore che raggruppa

tutta l’offerta del gruppo nel settore

food, dal campo normativo

a quello industriale e finanziario,

con analisi ed approfondimenti

esclusivi.

Tra le attività connesse, particolarmente

importante, a parere del

presidente di Confagricoltura, c’è

Giansanti al dibattito

del Sole24Ore.

Produrre agroenergie

come integrazione

reddituale

quella della produzione di energie

rinnovabili. “Gli agricoltori - ha ribadito

- devono continuare a produrre

cibo, ma sempre più saranno

chiamati a fornire servizi ecosistemici.

In tale contesto le aziende

agricole possono assumere un

ruolo centrale nella transizione

energetica, contribuendo non solo

alla decarbonizzazione del settore

attraverso la produzione di energia

rinnovabile nei comparti della

termica, elettricità e biocarburanti,

da filiere a biomasse agricole

e forestali, senza demonizzare il

fotovoltaico da utilizzare nei terreni

marginali e meno produttivi che

esistono in ogni azienda, ma anche

favorendo un incremento della

capacità di assorbimento di CO 2

nei suoli e nei vegetali. Consentendo

così di partecipare al processo

di crescita della bioeconomia e

dell’economia circolare e portando

nuove opportunità di reddito nelle

aree interne del Paese dove la

disponibilità di biomasse è ampia

ma scarsamente valorizzata.”

Per la transizione energetica il

Recovery fund mette a disposizione

4,5 miliardi. “È un’occasione

che non possiamo perdere

- ha concluso Giansanti -. Gli

agricoltori sono pronti ad investire

nelle rinnovabili. C’è bisogno

però di iter procedurali e autorizzativi

snelli e veloci, che ci consentano

di utilizzare questi soldi

nel breve tempo a disposizione.

Sarebbe veramente grave se, per

mancanza di coraggio, ci trovassimo

un giorno a dover acquistare

energie rinnovabili da altri

Paesi a noi vicini”. (G. B.) •••

36 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


La crisi delle supply chain

rallenta la produzione

di legno in Italia e Ue,

ma la domanda

continua a crescere

Enrico Allasia

L

a principale conseguenza

del rallentamento delle

merci è il costante incremento

dei prezzi. Questo

vale anche per il legname,

arrivato tra luglio e fine

settembre ad un +45%, dopo l’aumento

record di maggio (+70%).

La diminuzione dell’offerta rispetto

a una domanda in costante crescita

rende il miliardo di metri cubi

di alberi, annualmente coltivato in

Europa, non sufficiente alla

produzione, costringendo

i Paesi comunitari a ricorrere

massicciamente

all’importazione di

materia prima. Discorso

che vale anche per l’Italia

che, secondo il Rapporto

sullo stato

delle foreste e del

settore forestale

in Italia (Raf), nel

2017 ha utilizzato

solo il 37,4% della

propria risorsa naturale.

Nettamente

al di sotto della media

dell’Europa meridionale (67%).

A distanza di quattro anni, le

cose non sono cambiate molto.

“Oggi il tasso di ottimizzazione

delle foreste italiane non raggiunge

il 40% e questo ci rende

dipendenti dal mercato estero”,

commenta a Mondo Agricolo

Enrico Allasia, alla guida della

Federazione nazionale di prodotto

delle Risorse boschive di

Confagricoltura. Eppure, i dati

del recente Inventario Nazionale

Foreste e dei Serbatoi forestali,

realizzato da Arma dei Carabinieri

e Crea ci dicono che i

boschi italiani hanno raggiunto

quota 11 milioni di ettari, con

una crescita di 587.000 ha negli

ultimi dieci anni.

La causa del paradosso di avere

alberi in abbondanza, ma di dover

ricorrere all’importazione è

da ricercare nel rallentamento

delle supply chain che rende la

capacità produttiva europea non

in linea con degli ordinativi. Basti

pensare che le grandi segherie

hanno già esaurito le scorte

del primo trimestre 2021. La

carenza di legname è a livello

europeo e si prevede che

proseguirà fino al quarto

trimestre di quest’anno.

Lo stato delle infrastrutture

forestali

viarie non aiuta. Il

problema è sentito

molto dalle

aziende forestali

italiane, vista la

grande presenza

di boschi in quota. “Al contrario di

altri Paesi come la Francia, in cui

sono tante le aree forestali pianeggianti

e quindi più facili da gestire,

noi dobbiamo affrontare i dislivelli

di montagne e colline - commenta

Allasia -. Spesso macchinari e mezzi

moderni non possono essere

sfruttati al meglio, viste le condizioni

della viabilità forestale, spesso

fatta di mulattiere”.

Insomma, l’indotto produttivo del

legno ha bisogno di interventi

importanti, visto anche il valore

pubblico e generale che gli operatori

del settore svolgono. “Noi

siamo vincolati a impegni molto

rigidi per la prevenzione di

incendi boschivi e del dissesto

idrogeologico - dice il presidente

della Federazione nazionale di

prodotto delle Risorse boschive di

Confagricoltura -. Si tratta di oneri

e doveri che non ci vengono

riconosciuti in alcun modo”. Con

l’arrivo della nuova Pac e con la

definizione degli ambiti di applicazione

degli ecoschemi “speriamo

che l’Unione Europea proceda

ad una quantificazione economica

delle attività di interesse pubblico

e collettivo attraverso la monetizzazione

dei servizi ecosistemici.

Abbiamo bisogno di ripensare il

concetto di preservazione del patrimonio

boschivo - prosegue -.

La sostenibilità ambientale di cui

parla il Recovery Fund non può

essere perseguita senza una tutela

della produttività”.

•••

Problema strade molto sentito

per i boschi ad alta quota

Infrastrutture viarie

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 37


SPECIALE ECOMONDO

Confagri collabora

con Conaibo

e Fondazione Alberitalia

per valorizzare foreste

e imprese boschive

Insieme per

le foreste

L

e tematiche forestali e di

gestione dei soprassuoli

arborei stanno sempre

più diventando argomenti

d’elezione degli obiettivi

delle strategie comunitarie

e nazionali in tema di

agricoltura ed ambiente.

Diverse sono le novità in ambito

legislativo e programmatico

del comparto forestale: dall’iter

di approvazione in via di conclusione

dei tanto attesi decreti attuativi

sulla pianificazione e sulla

viabilità forestale, alla definizione

dello strumento degli accordi di

foresta e delle future opportunità

a valere sul fondo complementare

del PNRR.

Proprio nell’ottica di ampliare la

molteplicità di attività sindacali su

tematiche più prettamente tecniche

del comparto forestale, Confagricoltura

ha avviato due collaborazioni

con enti di rappresentanza

del comparto.

Un primo accordo è stato sottoscritto

con Conaibo, il Coordinamento

nazionale delle Imprese.

Confagricoltura ha aderito in qualità

di socio onorario. Le specifiche

dell’accordo che ha sottoscritto

mirano a valorizzare, in primis, la

crescita professionale delle imprese

boschive, la tutela e la valorizzazione

della figura dell’impresa

boschiva e dell’operatore forestale,

oltre che promuovere e sviluppare

dgli utilizzi forestali. Ha, inoltre,

altri obiettivi condivisi che interessano

progettualità congiunte

inerenti alla tracciabilità di filiera

ed alla valorizzazione delle produzioni

legnose di origine nazionale,

di Silvia Piconcelli

Manutenzione del bosco

anche attraverso la partecipazione

a bandi europei e nazionali.

Una seconda collaborazione si è

avviata con la Fondazione Alberitalia,

i cui principi fondamentali

sono ispirati alla promozione

ambientale, al contrasto ed alla

mitigazione del cambiamento climatico

attraverso l’impiego di soluzioni

basate sulla natura, quali,

ad esempio, l’attività di piantumazione

di alberi e boschi di specie

ecologicamente idonee. L’intento

dei soci della fondazione è quella

di supportare una gestione sostenibile

delle foreste, nell’ottica di

massimizzare la fissazione e l’immagazzinamento

del carbonio negli

alberi e di promuovere la sostituzione

con il legno delle materie

prime esauribili. Quale socia aderente

alla fondazione, Confagricoltura

mirerà a valorizzare i servizi

ecosistemici delle risorse forestali

e del patrimonio florovivaistico,

sia in ambiente urbano che rurale,

anche alla luce del raggiungimento

degli obiettivi del Green Deal

europeo e dei progetti di piantumazioni

di nuovi alberi previsti nel

Dl clima.

La formalizzazione di questo accordo,

che avverrà a breve, garantirà

benefici alle nostre aziende forestali

e florovivaistiche attraverso la

condivisione di nuovi know-how,

progetti di impianto innovativi, sostenibili

e costantemente monitorati,

nel quadro della promozione

di una cultura del verde. •••

38 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Più alberi

contro la Co 2

Mercatino Franchising

e Up2You

al convegno di

Confagricoltura

con il loro progetto

di piantumazione

di nuovi alberi

di Francesco Bellizzi

Q

uarantacinquemila tonnellate

di gas serra, pari

a quanto riescono ad

assorbire 240.000 alberi

in 5 anni. Ecco quanto

Mercatino Franchising

è riuscito a risparmiare all’atmosfera

con la vendita di 7 milioni

oggetti usati in un anno di attività.

Il calcolo è stato realizzato

grazie all’applicazione del Life3

Cycle Assesment (Lca), sistema di

valutazione di impatto ambientale

dell’Enea messo a punto dal

suo spin-off, Eco-innovazione.

Tutti i risultati di questa collaborazione

con l’ente di ricerca verranno

raccontati al convegno “Alberi,

boschi e agro-forestazione:

le infrastrutture verdi a supporto

dell’ambiente, dell’economia e

della qualità della vita”, in programma

a Ecomondo di Rimini il

prossimo 28 ottobre e organizzato

da Confagricoltura insieme al

comitato tecnico scientifico del

festival e l’Università degli Studi

della Tuscia di Viterbo (Unitus).

Il convegno sarà l’occasione per il

presidente della catena di negozi

di usato, Sebastiano Marinaccio,

per parlare anche del progetto “I

Boschi Mercatino Franchising”.

L’iniziativa, realizzata con la community

Up2You (startup fondata

da Andrea Zuanetti, Alessandro

Broglia e Lorenzo Vendemini),

prevede la messa a dimora di 750

piante (per più di 1.000 tonnellate

di CO2 catturata), attraverso

l’acquisto di oggetti usati. A partire

da questo autunno, nei 200

punti vendita di Mercatino Franchising

sarà possibile, insieme

all’acquisto di articoli, partecipare

ad uno dei quattro progetti di

tutela ambientale che Up2You ha

in corso in Puglia, Piemonte, Sardegna,

Toscana, Lazio e Sicilia.

“Applicare una valutazione di impatto

ambientale all’attività dei

nostri 200 negozi è stato entusiasmante

- spiega Marinaccio -. In

Eco-innovazione, diretta dal professore

Paolo Masoni, abbiamo

trovato una grande esperienza

per la valutazione di sostenibilità

e mancato impatto ambientale

del ciclo di vita dei prodotti. È

emersa anche la grande passione

lavorativa dei ricercatori, guidati

dall’ingegnere Alessandra Zamagni,

che hanno lavorato concretamente

a questa collaborazione.

Questa sperimentazione scientifica

sul riuso dei beni – aggiunge

il presidente - prima di essere

accreditata con certificazione

dall’Enea è stata sottoposta a ben

due revisioni critiche”.

I risultati dell’analisi dell’impatto

sull’ambiente della rivendita di

oggetti di seconda mano effettuata

da Enea sono molto interessanti.

A partire dalla ricaduta economica

positiva nelle tasche dei

venditori di Mercatino che, nel

periodo preso in considerazione,

hanno ottenuto rimborsi per 40

milioni di euro. Il risparmio di

materie prime e energia ottenuto

è pari alle risorse consumate in

1 anno da un comune di 14.000

abitanti o a quelle necessarie

per costruire 310 appartamenti

da 80 metri quadri. Scorrendo il

report di Mercatino Franchising

sui risultati della collaborazione

con l’Enea, si scopre anche che

la vendita di 7 milioni oggetti

usati ha risparmiato all’ambiente

anche 30mila chili di Pm 2.5, l’equivalente

di quanto emesso da 3

miliardi di sigarette. •••

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 39


SPECIALE ECOMONDO

Boscaiolo 4.0

In provincia di Novara

l’impresa familiare

di Lorenzo Cattellino

si occupa di gestione

forestale. Impegno

per sviluppo sostenibile

condare questa tendenza, impostando

un’attività a conduzione

familiare che produce lavoro e

reddito. La passione di stare all’aria

aperta in mezzo alla natura

e l’interesse di coniugare questo

desiderio con un business

profittevole hanno spinto, oltre

vent’anni fa, Lorenzo Cattellino,

classe 1977, ad abbandonare il

suo primo lavoro di giardiniere

dipendente per dedicarsi, con la

moglie Elena, alla gestione forestale,

che oggi conduce insieme

al socio Alessandro Spagnoli

di Fara Novarese ed a cinque

dipendenti che lo coadiuvano

nell’impegno. “La nostra - spiega

Lorenzo Cattellino - è una società

a responsabilità limitata che occupa

a tempo pieno le nostre fadi

Ercole Zuccaro

P

er alcuni è il piacere del

sapore antico di riscaldarsi

al fuoco della stufa

o del camino; per altri la

necessità di attivare un

sistema di combustione

che possa fare a meno di combustibili

fossili stante l’impossibilità

di allaccio alla rete del gas, per

altri ancora è la scelta di sfruttare

le energie rinnovabili, pur con le

discussioni in atto sulle emissioni

in atmosfera di polveri sottili:

oggi gli impianti di riscaldamento

con generatori che utilizzano

la biomassa quale combustibile si

stanno diffondendo a una platea

sempre più vasta di fruitori.

“Energia dal legno” è un’impresa

di Borgomanero, in provincia

di Novara, che ha scelto di asse-

40 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


miglie. Nel corso di quindici anni

l’impresa si è sviluppata e consolidata,

diventando un punto di

riferimento importante del comparto

a livello territoriale. Oggi

lavoriamo su diversi fronti: abbiamo

un’attività che si occupa

di gestione dei giardini, di

manutenzione del verde,

mentre “Energia dal legno”

si dedica alla gestione

forestale. Acquistiamo

lotti di boschi, pioppi e

altre essenze forestali in

piedi, li abbattiamo e commercializziamo

il legname

ottenuto”.

La legna da ardere viene

consegnata già spaccata,

pronta per l’utilizzo,

ai privati consumatori,

mentre le segherie,

prevalentemente

locali,

acquistano legname

da opera; altri

operatori acquistano

il cippato.

L’impresa si è sempre

mantenuta al passo

con i tempi, innovando

attrezzature e

macchinari. “L’ultimo

acquisto che abbiamo

effettuato è un

cippatore installato

su un apposito automezzo

- ci racconta

Elena che segue la

parte amministrativa

dell’azienda -

così possiamo arrivare

nell’impianto

da trattare e procedere

con l’abbattimento

degli alberi

e la cippatura: tronchi

e rami, in base

alle caratteristiche

e alle dimensioni,

vengono destinati

alla produzione

di legna da ardere

o di legname

da opera, mentre

le ramaglie e gli

scarti di lavorazione

vengono

Servono sostegni in grado

di incentivare l’impegno

economico dei conduttori

cippati sul posto. Siamo in grado

di offrire un servizio chiavi in

mano ai nostri clienti: entriamo

in una pineta, un impianto di latifoglie

o un bosco, con tutte le

autorizzazioni previste, procediamo

agli abbattimenti e lasciamo

il terreno pulito e in ordine”.

L’attività è molto apprezzata anche

dalle imprese di costruzione

che effettuano lavori stradali. In

questo caso “Energia dal legno”

precede e affianca l’attività di realizzazione

dell’opera, predisponendo

il terreno per il tracciato

e disboscando il ciglio stradale.

Un’attività che appassiona in

modo particolare l’impresa è la

realizzazione di potature di piante

secolari o di particolare pregio.

“I nostri collaboratori - spiega

Elena - hanno frequentato corsi

di tree climbing senza creare

nessun ingombro a terra; operiamo

senza l’utilizzo di piattaforme

anche in zone impervie. Gli operatori

svolgono lavori accurati calandosi

con le funi dagli alberi”.

Per i soci di “Energia dal Legno” la

gestione forestale avrà ampi spazi

in futuro. “Con l’attenzione che

sviluppando a livello ambientale

il nostro lavoro acquisirà sempre

maggior interesse: purtroppo -

commenta Lorenzo - fatichiamo

a trovare personale perché sono

pochi i giovani che vogliono dei

dubbi dedicarsi a questo tipo di

attività”. Un altro aspetto che sottolineano

i soci è la necessità che

lo Stato adotti una politica forestale

nazionale, declinata a livello

territoriale, che tenga in maggior

considerazione gli investimenti

che vengono realizzati per costituire

boschi e foreste. “Le spese

sono ingenti - dice Lorenzo - e il

ciclo di coltivazione è lungo: per

questo occorrerebbero sostegni

in grado di incentivare l’impegno

economico dei conduttori dei

fondi”.

•••

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 41


SPECIALE ECOMONDO

Il fascino del legno

42 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Un impegno imprenditoriale

di tutto rispetto,

con l’Albo regionale

di categoria.

In Abruzzo l’azienda

di Giò Felice Grossi:

professionalità,

manutenzione

forestale e allevamento

di Elisabetta Tufarelli

S

iamo proprio nel cuore

dell’Appennino abruzzese,

non lontani da Tagliacozzo,

uno dei più

bei borghi d’Italia, che fu

anche capitale della Marsica.

A pochi chilometri di distanza,

sulla strada provinciale per

Sante Marie, immersi nella natura

tra le maestose montagne, verdi

d’estate e bianche d’inverno, incontriamo

Giò Felice Grossi, che

insieme al fratello Domenico e

al socio Mario Giansante, manda

avanti un’attività agricola dedicata

al taglio della legna destinata

ad uso combustibile e al legname

per la lavorazione. L’Italia è piena

di boschi, la superficie forestale è

triplicata nell’ultimo secolo e rappresenta

più di un terzo del territorio.

L’Abruzzo, in particolare, a

livello nazionale, con il 37% del

territorio occupato da area protetta

e tre parchi nazionali che si

estendono su circa 274mila ettari,

è al primo posto. I boschi,

però, vanno gestiti con attenzione

e professionalità sulla base

della pianificazione territoriale.

“La mia famiglia, da generazioni -

spiega Giò Felice - si occupa del

taglio, della raccolta di legna e

legname, fino alla consegna. Nel

nostro lavoro utilizziamo boschi

di proprietà o che gestiamo per il

taglio. Generalmente si tratta di

querce e castagno, e il legname

viene destinato per lavorazioni

artigianali ed industriali, mentre

da quelli cedui si estrae la legna

da ardere”. Non esistono più i

taglialegna e nemmeno i boscaioli

delle fiabe, ma un impegno

imprenditoriale di tutto rispetto,

con regolare iscrizione alla Camera

di Commercio e all’Albo

regionale di categoria. “La nostra

- prosegue - è un’attività impegnativa,

dura e affascinante, che

richiede professionalità, perché

ci occupiamo di una risorsa

preziosissima, il legno, utilizzato

da sempre per gli scopi più

diversi”. Il patrimonio boschivo

privato è molto ricco e occorre

curare le piante di pregio, così

come agire con tagli appropriati

per la produzione di legna e

legname. Fondamentale intervenire

sempre nel rispetto dell’ambiente,

così come non rinunciare

alle soddisfazioni economiche.

Sempre con il fratello Domenico

e Mario Giansante, l’altro ramo

d’attività è l’Agricola zootecnica

Poggetello, una società cooperativa

dedita all’allevamento di

vacche da carne e da latte, con

trasformazione e vendita diretta

dei propri prodotti. “L’allevamento

- racconta l’imprenditore

Occorre curare le piante

di pregio, così come

agire con tagli appropriati

- è nato da un’idea che ci è venuta

nel 1983, anche se è entrato

in piena produzione nel 1987.

Dalle nostre 120 Frisone italiane

ricaviamo un ottimo latte e abbiamo

anche 75 vacche da carne,

tra Marchigiane e Limousine,

che ci danno carne di elevata

qualità, molto apprezzata dai

consumatori”. In azienda opera

anche un punto vendita diretto:

la “Macelleria Poggetello”, che

viene gestita dalla moglie di Giò

Felice, Antonella e da quella di

Domenico, Agata. “È un’attività

che ci dà soddisfazione. I nostri

clienti - conclude l’imprenditore -

apprezzano la qualità della carne

che produciamo. Non trasformiamo

direttamente il nostro latte,

che viene raccolto e lavorato da

An.Sa.Pe., una cooperativa di cui

siamo soci anche noi, che punta

proprio sulla valorizzazione di

tutte le produzioni del territorio.

Devo sottolineare con orgoglio

che anche i nostri latticini e i nostri

formaggi, dalle mozzarelle alle

ricotte, da quelli appassiti come le

scamorze a quelli secchi, piacciono

molto”.

•••

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 43


NOVITÀ IN CAMPO

Confagricoltura

partner del progetto

internazionale

di ricerca NoAW.

Approcci innovativi

per dare valore

a sottoprodotti

e residui agricoli

di Daniele Rossi

Indicare

C

reare più valore dai sottoprodotti

e dalle materie

prime residuali dell’agricoltura:

il progetto di ricerca

NoAW (noaw2020.

eu) ha trovato soluzioni

innovative e rivoluzionarie per i

sottoprodotti continuamente generati

dall’agricoltura.

NoAW è l’acronimo di ‘No Agro-

Waste’: approcci innovativi per

trasformare i residui agricoli in

beni ecologici ed economici”.

Grazie al progetto, i residui di

paglia, il letame e gli scarti di

cantina vengono trasformati in

bioplastiche, biofertilizzanti e

biogas eco-compatibili. Pertanto,

il principio dell’economia

circolare offre soluzioni sostenibili

per la valorizzazione dei

sottoprodotti agricoli, riducendo

la plastica convenzionale, mitigando

il riscaldamento globale e

proteggendo le risorse naturali.

Il progetto - a guida francese

(INRAE di Montpellier) e al

quale ha attivamente partecipato

Confagricoltura - è stato interamente

finanziato dal Programma

Quadro Horizon 2020 dell’Unione

Europea. Sono stati coinvolti

32 partner provenienti da Università,

organizzazioni di ricerca

pubbliche, rappresentanze e

altre istituzioni di una dozzina

di Paesi, compresi i partecipanti

da Cina, Taiwan e Hong Kong.

“Abbiamo sviluppato sinergie di

collaborazione chiave e rivoluzionarie,

che speriamo vengano

sfruttate ulteriormente nel quadro

della prossima proposta di

progetto collaborativo UE-Cina

nell’ambito di Orizzonte Europa”,

ha detto Nathalie Gontard,

coordinatrice del progetto.

44 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Residui, letame, scarti

trasformati in bioplastiche,

biofertilizzanti e biogas

la rotta

“Abbiamo creato valore ben oltre

la digestione anaerobica dei

sottoprodotti agricoli”, ha aggiunto

Gontard. L’azione di potenziamento

del pre e post trattamento

dei residui agricoli ha

esteso il campo di applicazione

alle materie prime che possono

essere utilizzate negli impianti di

biogas. L’innovativa digestione

anaerobica a due fasi consente

di produrre biogas, bioidrogeno,

biometano, biofertilizzanti e biopolimeri

di poliidrossi-alcanoato

(PHA) ad alto valore aggiunto

nello stesso impianto.

La prossima generazione di plastiche

ecocompatibili nel settore

agroalimentare è arrivata utilizzando

processi innovativi di

conversione di paglia, vigneti e

altri residui vegetali in materiali

compositi biodegradabili innovativi

(combinando ad esempio

PHA e fibre lignocellulosiche)

da destinare alla produzione di

imballaggi alimentari e non alimentari

sostenibili e molte altre

applicazioni in agricoltura e orticoltura,

per sostituire alcune

plastiche monouso di derivazione

petrolchimica.

Inoltre la personalizzazione di

concetti di marketing e business

regionali sostenibili - con un

approccio integrativo e strategico

- ha suggerito di combinare

le risorse tecnico-economiche

con quelle ambientali, attivando

business regionali circolari,

coerenti, pertinenti e applicabili

a diverse filiere agro-alimentari

caratterizzate da più dimensioni.

“Connettere persone e imprese

per promuovere l’innovazione fa

sempre bene”, sostiene il presidente

di Confagricoltura Massimiliano

Giansanti.

Il progetto NoAW si va concludendo

con successo, fornendo

agli stakeholders dell’agrifood

l’opportunità di discutere le innovazioni

attuali e future nella

gestione dei sottoprodotti agricoli

e la creazione di materiali

ed energia di origine biologica.

I massimi esperti in tutti i continenti,

dall’Europa e dalla

Cina, hanno condiviso le loro

conoscenze ed esperienze su

soluzioni innovative di successo,

strumenti, metodi e tecnologie

emergenti sviluppati nel

progetto NoAW e oltre: un’opportunità

unica di networking

e matchmaking.

•••

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 45


MAPPAMONDO

di Jordan Nash

Tre miliardi di dollari

per l’agricoltura Usa

B

uone notizie per

gli agricoltori a

stelle e strisce. Il

Dipartimento dell’Agricoltura

degli Stati Uniti

(USDA) ha annunciato

un pacchetto di investimenti

da 3 miliardi di

dollari per affrontare

le sfide più urgenti con

cui il settore primario

si deve confrontare,

sfide senza precedenti

su più fronti. “La

pandemia ha avuto un

impatto su ogni fase

della nostra catena di

approvvigionamento

alimentare, dalla produzione

di materie prime

alla lavorazione e alla

consegna. Gli agricoltori,

gli allevatori e i

proprietari di terreni

forestali sperimentano

sempre più le conseguenze

che derivano

dai cambiamenti climatici

con forti tempeste,

inondazioni, siccità e

incendi”, ha detto Il segretario

all’Agricoltura

Tom Vilsack. Il pacchetto

di aiuti contiene, tra

l’altro, 500 milioni di

dollari di sostegno per

le imprese colpite dalla

siccità e per incoraggiare

l’adozione di

pratiche intelligenti per

la gestione dell’acqua.

Ulteriori 500 milioni

servono a prevenire la

diffusione della peste

suina africana (PSA) di

cui c’è stata una recente

epidemia nella Repubblica

Dominicana; altri

500 sono dedicati a

calmierare le perturbazioni

finanziarie dei

mercati agricoli.

OLIO D’OLIVA TUNISINO, PRODUZIONE CRESCE DEL 42%

La produzione di olio

d’oliva in Tunisia dovrebbe

crescere del 42%

in questa campagna. I

dati diffusi dalla direzione

generale della

Produzione agricola

del ministero tunisino

dell’Agricoltura, delle

Risorse idriche e della Pesca stimano una raccolta

di 240.000 tonnellate, con un aumento di 100.000

tonnellate rispetto alla precedente, ma i dati definitivi

dipenderanno dalle condizioni meteorologiche

di ottobre. Lo scorso anno è stata un’annata di “bassa”,

con la produzione diminuita del 65%. La filiera

tunisina dell’olio d’oliva è il principale contribuente

al bilancio dell’export agricolo del Paese e il ministero

prevede, per fine ottobre, un’esportazione di

180mila tonnellate.

NUOVA ZELANDA SCEGLIE AGRICOLTURA RIGENERATIVA

In Nuova Zelanda esiste una concreta e significativa

opportunità di riuscire a sviluppare i mercati sfruttando

la tendenza globale verso l’agricoltura rigenerativa.

Lo ha rivelato un’indagine commissionata da

Beef + Lamb New Zealand e New Zealand Winegrowers.

Secondo i ricercatori questo trend è destinato

sicuramente a crescere. Il Paese ha il vantaggio di

trovarsi in una posizione migliore rispetto ad altri

per i sistemi di allevamento, così diversi dall’agricoltura

convenzionale.

Anche la vitivinicoltura

neozelandese è avanzata,

perché dal 1995 ha

avviato un programma

leader di sostenibilità. I

consumatori, conclude lo

studio, sarebbero anche

disposti a pagare di più

per questi prodotti.

46 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


Francia: cambiamento climatico

colpisce le produzioni

L’

agricoltura sarebbe

una delle

principali vittime

dei cambiamenti climatici

con l’aumento

della temperatura media

globale. Per correre ai

ripari, in Francia, serve

una profonda riforma

che punti su ricerca e

sviluppo, irrigazione e

assicurazione dei raccolti,

altrimenti si rischia

di mettere in gioco

sovranità alimentare e

peso internazionale del

settore. Quest’anno, il

clima ha colpito indistintamente

tutte le regioni.

Gelate, alluvioni,

grandinate, siccità, ma

anche patologie come la

peronospora. La frutticoltura

registra perdite

che arrivano anche al

70%. Si stima che anche

la produzione di vino

sarà inferiore di quasi

il 30% rispetto a quella

del 2020. In questo

scenario sfavorevole

sembrano salvarsi solo

i cereali, con la produzione

di grano tenero

che dovrebbe aumentare

del 26,4%, di grano

duro che segna + 36%

e di orzo che cresce del

27%. Intanto, dinnanzi

al tribunale amministrativo

di Parigi è in corso

un’azione legale, promossa

da: Notre Afaire

à Tous, la Fondazione

Nicolas Hulot per la Natura

e l’Umanità, Oxfam

France e Greenpeace

France per costringere

la Francia a intraprendere

azioni concrete

proprio contro i cambiamenti

climatici.

GERMANIA, BRACCIO DI FERRO TRA GDO E AGRICOLTORI

In Germania continua a mantenersi alta la tensione

tra gli agricoltori e la grande distribuzione

sui prezzi dei prodotti alimentari. Ma non solo.

Come ha segnalato Agrapress nella rassegna della

stampa estera, Land schafft Verbindung (Lsv) e

l’Associazione dei produttori lattiero-caseari tedeschi

(Bdm), avevano bloccato con i loro trattori i

magazzini di Aldi ed Edeka per chiedere prezzi

più alti per i loro prodotti, con risultati deludenti.

Il timore ora è che la

Deutscher Bauernverband

(Dbv), all’interno

del Centro di coordinamento

tra commercio e

agricoltura (Zkhl) possa

negoziare direttamente

con l’industria agricola

senza consultare le altre

Organizzazioni.

UN’APP PER DEGUSTARE IL VINO SPAGNOLO

In Spagna, un’azienda

valenciana, Wine Luthier,

è riuscita a sviluppare,

attraverso l’intelligenza

artificiale, un sistema

capace di descrivere le

sensazioni gustative del

vino. Come suggerisce il

nome, che unisce i termini

vino e liutaio, lo strumento è in grado di offrire

informazioni oggettive su un vino ai viticoltori

e alle aziende di marketing. Tutto è partito dalla

volontà di riuscire ad inserire matematica, analisi

e scienza dei dati. Dopo otto anni di ricerca, che

ha coinvolto più di 300 assaggiatori, una ventina

di enologi e l’Università Politecnica di Valencia, è

ora possibile conoscere con precisione la differenza

di sapore dei singoli appezzamenti dei 12.000

vini analizzati.

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 47


EPS Ente Produttori Selvaggina di Landolfo di Napoli

Confronto sulla biodiversità

Mentre si attende la conclusione

della campagna per le raccolte

delle firme necessarie a promuovere

il referendum per l’abolizione

della legge 197/92 (Norme per

la protezione della fauna selvatica

omeoterma e per il prelievo

venatorio), si sta manifestando

all’orizzonte un nuovo argomento

che sicuramente sarà oggetto,

nei prossimi mesi, di ampia discussione.

Si tratta della proposta

di Piano per la Transizione Ecologica

all’esame, al momento in

cui scriviamo, delle Commissioni

Ambiente di Camera e Senato.

Con questo atto - ne seguirà un

secondo con dati quantitativi e

cronoprogramma - sottoposto al

parere parlamentare, il governo

“intende fornire informazioni di

base e un inquadramento generale

sulla strategia e dare un quadro

concettuale che accompagni gli

interventi del PNRR. E promuovere

riflessioni su temi di grande

impatto culturale”.

Il Piano per la Transizione Ecologica

prevede pure misure per il

ripristino e il rafforzamento della

biodiversità, con l’obiettivo di invertire

il degrado degli ecosistemi,

che naturalmente interessano

molto anche il mondo venatorio.

La strategia ipotizzata comprende

impegni e azioni specifici da

realizzarsi entro il 2030. Appare

opportuno prestare particolare

attenzione al punto A.1.6. che,

in linea con le strategie europee,

propone pure un consistente potenziamento

ed allargamento delle

aree protette che passerebbero

dall’ attuale 10,5 al 30% della

superficie; rigorosa protezione

degli habitat a

rischio da 3 al

10%; rafforzamento

della

biodiversità in

14 aree metropolita-

ne; adozione

di

“soluzioni

basate sulla

natura” per il

ripristino degli

ecosistemi degradati; forte spinta

al monitoraggio a fini scientifici

di habitat e specie a rischio.

La necessità di contenere gli effetti

negativi dello “sviluppo selvaggio”,

da tutti condivisa, tuttavia fa

nascere motivi di preoccupazione.

Per la sopravvivenza dell’ecosistema

non basta vietare le

attività - l’esperienza di questi

ultimi anni dovrebbe essere di

insegnamento - ma sarà necessario

avviare un’effettiva, duratura e

concreta gestione del territorio e

delle sue risorse.

Il cronoprogramma proposto dal

governo appare estremamente

concentrato e di avvio temporalmente

rapido. È urgente quindi

- se l’interesse è di posizionare

in avanti il Paese Italia -

che il necessario confronto,

sia in sede parlamentare, sia

con le rappresentanze socio

economiche, avvenga

non solo in modo

rapido, ma anche

e

soprattutto

costruttivo.

48 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


PATRONATO di Elisabetta Tufarelli

Due domande a…

Franco Caria

Continua il nostro viaggio sul territorio

con i responsabili dei patronati

provinciali. Ci fermiamo ad Oristano

dove incontriamo Franco Caria,

responsabile patronato Oristano.

Ci racconta la sua esperienza?

Ho iniziato in Confagricoltura nel

‘90. Quattro anni dopo sono diventato

responsabile del patronato. La nostra

struttura è ben articolata sul territorio:

la sede di Oristano copre tutta

la città e i comuni limitrofi, mentre

tra le sedi zonali di Cabras, Ghilarza,

Arborea e Terralba e i recapiti riusciamo

a soddisfare tutto il territorio.

E’ un lavoro interessate in cui tatto e

rapporto umano sono fondamentali

perché si toccano situazioni personali,

disagi, malattie e occorre riuscire

a trasmettere fiducia a tante persone

diverse. Chi si rivolge a noi è alle

prese con problemi che non riesce a

risolvere da solo: il nostro impegno è

quello trovare e indicare le soluzioni

più adatte al singolo caso.

Qual è il problema

più sentito dalla vostra

utenza?

Ci chiedono le informazioni

più disparate

perché il

nostro è un lavoro

di consulenza personalizzata

sul proprio

caso di disagio.

Il nostro sforzo è

quello di aiutare, in

ogni caso, i nostri

utenti a prendere

la decisione giusta.

Ora moltissime

sono le domande

per quota 100, in

dirittura d’arrivo;

seguono le richieste

legate al Covid:

chiarimenti sul

Green pass e sugli

indennizzi, seguono

l’assegno ponte e

l’invalidità.

ASSEGNO UNIVERSALE PONTE

L’assegno universale ponte è già vigore, è possibile richiederlo

fino al 31 dicembre prossimo, ma se la domanda

viene fatta entro la fine di ottobre, saranno salvaguardati

gli arretrati. Ne dà notizia il patronato Enapa di Confagricoltura,

sottolineando la proroga per farne richiesta che,

per questa soluzione tampone individuata dal governo

in attesa dell’adozione dell’assegno universale sui figli,

scade il 31 ottobre. La misura si rivolge a professionisti,

lavoratori autonomi, inoccupati, disoccupati che non rientrano

nell’ANF (assegno nucleo familiare).

DOMANDE D’INVALIDITÀ

Hai già fatto domanda d’invalidità? L’Inps, con un messaggio

pubblicato il 1° ottobre, ha comunicato la possibilità

di inoltrare online, all’Istituto, la documentazione

sanitaria probante, per snellire le procedure agevolando

l’utenza. Così, anche senza visita medica sarà possibile

accertare lo stato di invalido civile. Il servizio riguarda chi

ha già presentato una domanda di invalidità; la definizione

delle domande o posizioni in attesa di valutazione

sanitaria di prima istanza o aggravamento; le revisioni di

invalidità. Per informazioni rivolgersi all’Enapa.

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 49


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

di Alessandra Porro

SARDEGNA

PAOLO MELE

PRESIDENTE

CONVEGNO DI CONFAGRICOLTURA VERONA

Cambiamenti climatici

Paolo Mele è il nuovo

presidente di Confagricoltura

Sardegna. Imprenditore

agricolo impegnato

per promuovere la crescita

e lo sviluppo sostenibile

del comparto agricolo,

dal 1986 è al timone della

società Sa Marigosa, oggi

la più importante organizzazione

di produttori

di melone, anguria e cultivar,

con produzioni tra cui

spicca il Carciofo Spinoso

di Sardegna D.O.P. con

un mercato che va ben

oltre i confini regionali. È

stato presidente del Consiglio

di amministrazione

della Sinis Ortofrutticola,

dedita al commercio

all’ingrosso di prodotti

ortofrutticoli. Dal 2020 è

amministratore della Società

agricola Evaristiano.

Da sempre impegnato

in attività di rappresentanza

e tutela sindacale

delle aziende agricole,

dal 2017 è presidente di

Confagricoltura Oristano.

È stato presidente nazionale

della Federazione

nazionale di prodotto Orticolo

di Confagricoltura.

Dal 2012 è consigliere

e membro del comitato

esecutivo di Unaproa,

l’Unione Nazionale tra le

Organizzazioni dei Produttori

Ortofrutticoli.

Nuove varietà di riso e viti resistenti,

pomodori con tolleranza

a stress, meli con cicli vegetativi

più lunghi. E ancora: flussimetri,

stazioni meteo, elettrovalvole

e modelli predittivi che indicheranno

come comportarsi nei

campi in caso di carenze idriche

e situazioni meteo anomale. L’agricoltura

si affida alla ricerca

per affrontare la sfida dei cambiamenti

climatici, che stanno

stravolgendo le stagioni e i cicli

delle colture, causando danni e

perdita di redditività. Se ne è parlato

al convegno “Cambiamenti

climatici e frutticoltura: subirne

le conseguenze o gestirle?”, promosso

da Confagricoltura Verona

in collaborazione con Crédit

Agricole. “I cambiamenti climatici,

con eventi sempre più violenti

e imprevedibili, stanno mettendo

a dura prova l’agricoltura,

che anche quest’anno ha pagato

un prezzo altissimo, con intere

colture decimate da grandine

e tempeste, oltre che da gelate

tardive e lunghi periodi di siccità

- ha detto Alberto De Togni,

presidente di Confagricoltura

Verona -. Abbiamo già parziali risposte

dalle tecnologie avanzate

per cercare di gestire gli eventi

imprevedibili, ma la strada è ancora

lunga. Dovremo sempre di

più puntare su strumenti innovativi

come app, big data, sensori,

immagini satellitari e droni, che

potranno rendere le coltivazioni

italiane più adatte al clima che

cambia”. Secondo Davide Leonardi,

vicedirettore regionale di

Crédit Agricole, “sarà importante

garantire forme di sostegno dedicate

in questo delicato passaggio,

che sta avendo un impatto enorme

sui bilanci delle aziende agricole”.

Giordano Emo Capodilista,

vicepresidente nazionale di Confagricoltura

e Paolo Ferrarese,

vicepresidente regionale, hanno

auspicato più attenzione e sostegno

alle imprese agricole e un’accelerazione

sulla ricerca, che in

Italia e in Europa vede ancora

molti pregiudizi nei confronti

delle tecniche più innovative. Al

convegno sono intervenuti inoltre

Stefano Vaccari, direttore del

CREA; Raffaele Giaffreda, ricercatore

della Fondazione Bruno

Kessler; Lucio Fedrigo, direttore

di Gestifondo Impresa; Elisa De

berti, vicepresidente della Regione,

Marco Andreoli, presidente

III Commissione della Regione;

l’eurodeputato Paolo Borchia.

50 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


CONFAGRI CUNEO RICHIAMA ATTENZIONE SU MONTAGNA

Il ritorno della mandria

ALESSANDRIA

SCATTA

IL VERDE

“Caluma el vache, il ritorno

della mandria a valle”, organizzato

dalla Confagricoltura di

Cuneo in collaborazione con

il consorzio Cascine Piemontesi,

il Comune di Celle Macra e

l’ATL del Cuneese, è stato l’occasione

per fare il punto sulle

criticità del comparto e, più in

generale, richiamare l’attenzione

alle esigenze di chi lavora

in montagna. Giunta alla quarta

edizione, viene realizzata in

concomitanza con la discesa dai

pascoli montani dei capi di razza

Piemontese dell’azienda di

Manuele Allione, ed ha visto la

partecipazione di Enrico Allasia

e Roberto Abellonio, presidente

e direttore di Confagricoltura;

l’assessore regionale alla Sanità

Luigi Icardi; il consigliere regionale

Paolo Demarchi; il presidente

ATL Mauro Bernardi e il

direttore Daniela Salvestrin.

“Dopo un’estate segnata dalla

siccità anche in alta quota e da

numerose altre problematiche,

come i crescenti danni provocati

dalla fauna selvatica, un sistema

viario in molti punti delle nostre

vallate precario, la mancanza di

un’adeguata connessione a internet

e la costante burocrazia

che rallenta le operazioni aziendali,

i malgari con le loro famiglie

in queste settimane hanno

cominciato a raggiungere le pianure

della nostra provincia - ha

dichiarato Enrico Allasia, presidente

di Confagricoltura Cuneo

-. A loro dedichiamo questa

iniziativa che si rinnova per il

quarto anno consecutivo e che

vuole essere anzitutto occasione

di confronto con le rappresentanze

del mondo politico ed

istituzionale proprio sulle difficoltà

legate alla pastorizia e alla

montagna. Se a parole tutti riconoscono

il ruolo centrale di chi

vive e lavora in montagna, mancano

molto spesso fatti concreti

per aiutare le aziende che operano

in un ambiente impervio

e tra numerose difficoltà”. Confagricoltura

ha voluto premiare

due malgari storici della zona,

consegnando loro la “Ciocca

d’Oro”. Sono Filippo Allione, nativo

di Celle Macra, classe 1956,

e Giuseppe Mustat, nato a Elva

nel 1935, che hanno dedicato la

loro vita alla montagna e all’allevamento,

tramandandone i valori

ai figli, che adesso gestiscono

aziende agricole con oltre 300

capi di bestiame.

Continua l’impegno di

Agriturist e Confagricoltura

Alessandria al servizio

delle scuole e delle famiglie.

Gran parte della comunicazione

delle attività

delle fattorie didattiche

associate è sempre stata

affidata all’opuscolo “Scatta

il verde, vieni in campagna“,

in versione cartacea

(tramite invio diretto agli

Istituti) e digitale (scaricabile

su www.confagricolturalessandria.it

e www.

agrituristmonferrato.com).

In occasione del trentennale

dell’iniziativa, l’ufficio

stampa dell’Organizzazione

e MF Studios, con il

contributo della Fondazione

Cassa di Risparmio di

Alessandria e il patrocinio

della Regione Piemonte e

dell’Ufficio Scolastico regionale

(Alessandria e Asti),

hanno realizzato “Vieni in

campagna nelle fattorie didattiche”,

quale ulteriore

strumento di promozione

delle vacanze verdi. Un video

istituzionale volto alla

presentazione del programma

d’informazione, accompagnato

da 14 clip diverse,

ognuna delle quali racconta,

attraverso un viaggio

virtuale, la vita in fattoria e

i laboratori didattici (canale

youtube Confagricoltura

Alessandria).

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 51


CAMPI ROSA

di Elisabetta Tufarelli

MARKET PLACE TUTTO AL FEMMINILE

Network

siciliano

GIORNATA DONNA RURALE

Alessandra Oddi Baglioni

Nasce il primo market place dedicato

all’agricoltura per volontà di

“Confagricoltura Donna Sicilia”.

In nome della competitività, questa

rete, al momento, raggruppa

dieci imprese rosa produttrici di

olio, vino, miele, mandorle, pasta,

ortaggi. Vendita, ma non solo. Le

imprenditrici hanno le idee chiare e

hanno deciso di riunire le forze per

impiantare un vero e proprio network

tutto siciliano, che si occupi

di prodotti tipici, ma punti anche

alla crescita del turismo enogastronomico,

allo sviluppo dell’agriturismo,

al sostegno alle piccole realtà

imprenditoriali. «Siamo più concrete,

rispetto agli uomini. E anche

più determinate - ha sottolineato, la

presidente di Confagricoltura Donna

Sicilia - perché veniamo spesso

sottovalutate e, in un mondo tipicamente

maschile come quello dell’agricoltura,

abbiamo dovuto lavorare

il doppio per farci rispettare, ma la

capacità e il merito alla fine premiano».

E l’isola, con ben 25.167, è prima

nella classifica delle donne alla

guida di un’impresa agricola. «Non

ne facciamo una questione di sesso

- conclude Maria Pia - perché il nostro

obiettivo è far crescere l’appeal

e il mercato dei prodotti agricoli siciliani.

Apriremo anche agli uomini

che, per una volta, sono convinta ci

seguiranno in questa iniziativa».

In Italia sono 207mila le imprenditrici

agricole, il 31% totale. “Partiamo

da questi dati - ha osservato la

presidente nazionale Alessandra

Oddi Baglioni, in occasione del

15 ottobre, la giornata internazionale

dedicata alla donna rurale -

per evidenziare il forte potenziale

imprenditoriale femminile ancora

inespresso”. Lo spazio per far

nascere nuove imprese rosa c’è

“ma restano da sciogliere i dubbi

sull’ambito di applicazione dei

sostegni economici previsti dal

Fondo Impresa Donna. Saremo

vigili sull’iter del decreto interministeriale,

affinché l’applicazione

comprenda anche il settore produttivo

agricolo”.

Marina Colonna

CONFAGRICOLTURA DONNA MOLISE è stata recentemente

costituita. Presidente della neo nata associazione è stata

eletta l’imprenditrice agricola Marina Colonna, titolare della

“Masseria Bosco Pontoni” a San Martino in Pensilis, Campobasso.

La presidente è specializzata nella produzione di oli extra

vergine, agrumati e infusi, che esporta nei principali mercati di

nicchia in tutto il mondo. “Abbiamo assoluto bisogno di incoraggiare

- ha detto - l’imprenditoria femminile nel nostro bellissimo

territorio. È stata importante l’estensione alle donne,

senza limiti di età, delle agevolazioni previste dalla misura ‘Più

impresa’ di Ismea.

52 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


DIBATTITO ANGA A FOOD&SCIENCE

IL PUNTO

Carbon sequestration

Unire minori emissioni di CO 2

con il miglioramento della fertilità dei

suoli, la biodiversità e produttività delle aziende agricole: questo è possibile

con il carbon farming, l’insieme di metodi agricoli utili per facilitare

l’assorbimento del carbonio nel suolo, nelle radici, nel legno e nelle

foglie delle colture e per ridurre, al tempo stesso, la presenza di carbonio

nell’atmosfera. Ne hanno parlato - nell’incontro “Carbon sequestration”,

organizzato da Anga a Mantova, nell’ambito del Food&Science Festival

- Dwayne Beck, docente al Plant Science Department della South

Dakota State University degli Stati Uniti (in collegamento digitale) e

Mauro Grandi, imprenditore di Confagricoltura, co-fondatore e dirigente

di HiWeiss srl, start-up che produce isolati proteici da fonti vegetali.

Beck, uno dei maggiori esperti al mondo di agricoltura rigenerativa,

ha illustrato il suo lavoro, iniziato oltre trent’anni fa, raccontando la

realtà della Dakota Lakes Research Farm. L’agricoltura rigenerativa - ha

evidenziato - imita la diversità e i cicli della natura. La Dakota Lakes

Research Farm, grazie a questo tipo di agricoltura, entro il 2026 sarà

completamente neutra in termini di combustibili fossili. Anche Mauro

Grandi ha raccontato la sua esperienza: di come abbia applicato un

processo di gestione virtuosa del carbonio nella sua azienda cerealicolaforaggera,

attuando una completa riconversione a partire dall’erba medica.

Un processo che ha comportato una serie di vantaggi e risparmi.

L’incremento della sostanza organica, ottenuto con la riconversione, ha

portato enormi benefici in termini di irrigazione e transitabilità delle

macchine e oggi il 100% dell’azienda è gestita a sodo, tecnica che, grazie

all’utilizzo di appositi macchinari, consente di seminare direttamente sul

terreno non lavorato, quindi con un impatto ridottissimo. “Come giovani

agricoltori - ha detto Edoardo Gibelli, presidente Anga Mantova - siamo

chiamati ogni giorno a rispondere a sfide decisive per il futuro e una

delle più importanti riguarda di certo la lotta ai cambiamenti climatici”.

“Gli agricoltori - ha commentato il presidente nazionale di Anga Francesco

Mastrandrea - devono essere protagonisti di questa rivoluzione e

i Giovani di Confagricoltura sono in prima linea”.

Sostenibilità è un termine ormai

imprescindibile quando si parla

dell’agricoltura di oggi e di domani.

Agroenergie, water footprint

(l’impronta idrica), carbon footprint

(l’impronta di carbonio) sono

diventate rilevanti per qualsiasi

attività di programmazione si voglia

fare in agricoltura. Una delle sfide

dei Giovani di Confagricoltura -

Anga è portare oggi gli agricoltori,

soprattutto gli under 40, ad essere

protagonisti attivi della transizione

verso la sostenibilità. Le tecnologie

supportano in questo percorso e

occorre sfruttarle al massimo, mantenendo

la centralità della nostra

mission: produrre cibo. È importante

far passare l’idea che gli agricoltori

possono essere testimoni e protagonisti

di una vera e propria “rivoluzione”,

che risponde a bisogni

ambientali, sociali ed economici.

Questo è l’obiettivo a cui dovremo

lavorare nei prossimi anni. Siamo in

un momento di definizione del piano

strategico nazionale e si parla

ancora poco di questi temi. Il lavoro

da fare è ancora molto.

Francesco Mastrandrea

Presidente Nazionale Anga

Giovani di Confagricoltura

a cura di Paola Castello

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 53


INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ

GRUPPO LINO CANAPA COPA

Giovani di Confagricoltura

È una realtà innovativa e

all’insegna della sostenibilità

la “GM Pozzuto

srl - Società agricola” di

Gianmarco Pozzuto, a

San Marco dei Cavoti

(Benevento). Azienda

vivaistica, specializzata

nella produzione di piante

tartufigene (micorrizate) di

alta qualità destinate ad

essere impiantate in terreni

idonei alla coltivazione

Gianmarco Pozzuto

del tartufo. Nata da una

passione coltivata in famiglia, l’azienda viene avviata nel 2015,

quando Pozzuto acquista dei terreni ed usufruisce del PSR per il

primo insediamento. L’azienda si avvale di attrezzature all’avanguardia

e di studi di fattibilità; è partita da una produzione iniziale

di 5000 piante l’anno, arrivando oggi a produrne più di 20.000.

“Oggi l’impresa è all’avanguardia - ci racconta Gianmarco - con

un laboratorio interno e una camera fitologica di crescita, utilizzata

per la sperimentazione e lo sviluppo di piante micorrizate con

il pregiato tartufo bianco, attraverso dei protocolli di produzione

in un ambiente sterile con temperatura e umidità controllate. La

micorrizazione è una tecnica di coltivazione che consiste nell’attecchimento

simbiotico del fungo sulla radice della pianta”. La GM

Pozzuto è un ottimo esempio di economia circolare e di sostenibilità

a impatto e spreco zero. “L’intero processo produttivo - precisa

- avviene senza l’utilizzo di fitofarmaci, per tutelare l’attecchimento

delle micorrize sulle piante evitando che queste possano essere

contaminate da altri funghi. Le serre sono automatizzate e l’energia

elettrica viene prodotta da pannelli solari. Viene effettuato il riciclo

delle acque, anche di quelle piovane, e vengono riutilizzati i residui

di fogliame e delle piante in generale. Le piante coltivate sono per

lo più boschive e sono utili a contrastare il dissesto idrogeologico”.

L’azienda, certificata bio, inoltre, fa consulenza per le imprese che

vogliano fare forestazione da tartufo, seguendole dalla pianificazione

del progetto, passando per la scelta delle piante più idonee

al terreno, fino alla realizzazione vera e propria della tartufaia.

Tra i problemi che riscontra il principale è la burocrazia: le certificazioni

di cui necessita richiedono infatti numerosi controlli con

annessa documentazione da produrre.

Progetti per il futuro: chiudere la filiera a 360°, introducendo anche

la trasformazione del prodotto ed aprire un laboratorio di micropropagazione,

per ottenere così le materie prime senza dover

ricorrere all’acquisto dei semi da altri fornitori.

Giovanni Gioia

vicepresidente

Giovanni Gioia, presidente di Anga Sicilia,

è stato eletto vice presidente del gruppo

di lavoro lino e canapa del Copa Cogeca,

che riunisce le associazioni di categoria

a livello europeo. Palermitano, 29 anni,

gestisce l’azienda agricola di famiglia

“Kibbò”, che produce grano duro, colture

oleoproteiche, canapa, lino, olio di oliva

e miele. Da sei anni coltiva canapa industriale

per la produzione di olio di semi e

farina. Esperto del comparto della canapa

industriale, Gioia ha contribuito alla stesura

del “Disciplinare di Produzione Italiana

Fiori di Canapa” di Confagricoltura,

redatto in collaborazione con CIA e Federcanapa.

Collabora con il Di3A (Laurea

Magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie)

dell’Università di Catania proprio per

la sperimentazione in campo della canapa

industriale. È anche delegato della Federazione

nazionale di prodotto “Bioeconomia”

di Confagricoltura, consigliere nazionale

FAI-Federazione Apicoltori Italiani,

componente del Copa-Cogeca WP Miele e

Civil Dialogue Group Expert per il Ceja

nel settore lino-canapa. (A. P.)

54 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


ALLEVAMENTO GUALENI A ORZINUOVI (BS)

Produrre biogas

Nel 2011 l’azienda Gualeni di Orzinuovi (provincia di

Brescia) si è trovata davanti ad una scelta: aumentare

il numero di capi di bestiame oppure investire sulla

struttura dell’azienda. “Ci siamo resi conto che i margini

di crescita erano molto ridotti, così, dopo ricerche

e valutazioni economiche e finanziarie, abbiamo

deciso di investire in un impianto di biogas”, ci spiega

Diego, imprenditore agricolo e allevatore che porta

avanti l’attività insieme alla sua famiglia. È così che

la loro fattoria è diventata una delle prime in Italia a

tentare la strada dell’autoproduzione di energia. Per

la precisione, di biogas. Una strada che, a distanza

di dieci anni, si è rivelata vincente, visto che oggi il

bestiame ha raggiunto i 120 capi e nel 2017 è stato

aggiunto un allevamento di galline ovaiole che oggi

conta 40mila esemplari. È aumentato anche il personale, passato dai due addetti del 2011 ai sette di oggi.

“Abbiamo visto crescere la nostra liquidità finanziaria. Si è trattato di un cambiamento radicale”, commenta

Diego Gualeni. L’impianto ha una potenza di 250 kilowatt, a cui si aggiungono altri 57, prodotti dall’impianto

fotovoltaico sul tetto della stalla. Il sistema è anaerobico: il materiale organico viene sottoposto a fermentazione

in assenza di ossigeno con l’aggiunta di batteri naturali; una volta estratto il gas, i residui stabilizzati vengono

usati come fertilizzante. Il “carburante” è composto al 75% dai liquami e dagli scarti degli allevamenti e

il restante 15% dagli scarti delle colture. L’investimento complessivo è stato di 1 milione e 400 mila euro. La

convenienza, oltre all’autoconsumo energetico e al risparmio nello smaltimento degli scarti, è costituita dagli

incentivi: 0,28 centesimi per kilowatt prodotto. Oggi le condizioni per chi lavora in stalla sono cambiate. Nel

2013, la potenza massima installabile è scesa da 1 Mw a 300 Kw e gli incentivi per Kw sono passati a 0,23

centesimi per 20 anni e non più 15. Modifiche che per Diego Gualeni sono giuste. “Impianti meno potenti

mettono al sicuro il settore da investimenti che puntano più alla vendita dell’energia prodotta, che all’offerta

di servizi per l’agricoltura”. (F. B.)

Giovani di Confagricoltura

g AGRICOLTURA 4.0 E I FONDI SVILUPPO RURALE

Agricoltura 4.0 e i fondi di sviluppo rurale, l’importanza

della cedibilità del credito come leva strategica per favorire

l’innovazione in agricoltura, la cumulabilità degli

strumenti finanziari con il credito d’imposta: di questo

ha parlato il presidente dei Giovani di Confagricoltura

- Anga, Francesco Mastrandrea, al webinar organizzato

dall’UNGDCEC (Unione Nazionale Giovani dei Dottori

Commercialisti ed Esperti Contabili) dal titolo: “La gestione

del credito 4.0 nelle aziende agricole”. Sono intervenuti

Alessandra Caputo (Studio Tosoni), componente

della Commissione di Studio Agricoltura e Cooperative

dell’UNGDCEC, che ha approfondito la trasferibilità del

credito ai soci e nell’ambito di operazioni aziendali e

Alberto Tealdi, presidente della Commissione di Studio

Agricoltura e Cooperative dell’UNGDCEC e componente

della Commissione Reti d’Impresa, che ha trattato la

gestione del credito nelle reti d’impresa.

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 55


FORMAZIONE

di Antonella Torzillo

SECONDO INCONTRO TEMATICO DI ALTA FORMAZIONE PER I DIRETTORI

Academy su marketing associativo

Inaugurata nello scorso mese di

giugno con l’incontro tematico in

materia di “Lobby e relazioni istituzionali”,

la Scuola dei Direttori

(percorso di alta formazione contemplato

nell’Academy dell’Associazione),

dopo la pausa estiva,

si è data appuntamento, a Roma,

per un secondo workshop tematico

sul rilevante tema del “Marketing

associativo”. Il workshop

formativo si è svolto in tre edizioni,

tra il 20 settembre e il 5 ottobre,

durante le quali, con il supporto

di un’esperta formatrice in

materia di marketing associativo

e importanti contributi interni, si

è ragionato insieme con i direttori

sulle condizioni di scenario,

sui molteplici cambiamenti in

atto, e su strumenti e opportunità

per consolidare la base associativa

esistente, fidelizzandola,

e ampliarla, creando attrattività

per potenziali associati. Tutto

questo attraverso l’applicazione

pratica nel contesto organizzativo

di riferimento dei principi teorici

della scienza del marketing

associativo. “Con Confagricoltura

Academy abbiamo inaugurato

un ampio luogo di condivisione

della conoscenza, di crescita e

valorizzazione delle risorse umane

- ha dichiarato Luca Brondelli

di Brondello presidente di Enapra

e componente della giunta

confederale -. Ma stiamo facendo

anche molto di più. Approvando

questo articolato programma di

formazione che si declina in varie

Scuole, ognuna con obiettivi e

destinatari specifici, intendiamo

dare nuovo impulso alla leadership

della nostra Organizzazione

nel campo della rappresentanza

datoriale agricola attraverso il

coinvolgimento e il contributo

di tutte le risorse umane che a

vario titolo operano nell’Associazione.

In un periodo di rapidi

cambiamenti, trasformazioni,

incertezze e difficoltà dovute anche

alla pandemia da Covid 19,

la leva della conoscenza, delle

competenze e della qualificazione

dei ruoli può fare la differenza

e determinare il successo o l’insuccesso

degli obiettivi strategici

dell’Organizzazione”. Dello stesso

tenore l’intervento di apertura

degli incontri sul marketing associativo

del direttore generale di

Confagricoltura Francesco Postorino,

che, puntellando le dichiarazioni

di Brondelli, ha sottolineato

la maturità dei tempi per

una decisa evoluzione dell’Associazione

verso la digitalizzazione

e una cultura organizzativa “dato-centrica”,

cioè basata su una

meticolosa attività di analisi dei

dati di contesto disponili finalizzata

a monitorare l’andamento

evolutivo del settore agricolo in

generale, delle aziende agricole

associate e le loro specifiche necessità

nei vari campi di attività,

al fine di qualificare ulteriormente

l’azione di rappresentanza,

assistenza e consulenza svolta

per i propri associati; arrivando

a fortificare la brand reputation

anche tra potenziali soci. L’intero

ciclo dei tre incontri formativi

in materia di marketing, che ha

contato una partecipazione quasi

collegiale dei direttori, si è concluso

con una diffusa soddisfazione

dei partecipanti, che hanno

acquisito spunti e riflessioni utili,

alcuni nuovi strumenti di lavoro,

e linee guida che individuano in

Organizzazione, Comunicazione,

Innovazione e Formazione i task

su cui lavorare per convergere

sull’obiettivo strategico del consolidamento

e ampliamento della

base associativa.

56 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


OSSERVATORIO SMART AGRIFOOD DEL POLITECNICO

Innovazione e tracciabilità

Lo scorso 6 ottobre siamo tornati

a partecipare in presenza agli

eventi dell’Osservatorio Smart

Agrifood del Politecnico di Milano

e Università di Brescia di cui

Confagricoltura è partner. L’occasione

è stata quella del workshop

dal titolo “Innovazione digitale

per la tracciabilità e le filiere

corte: il punto di vista dei consumatori

italiani” dedicato alla

community dell’Osservatorio.

Tanti gli spunti di discussione e

di riflessione emersi dalla survey,

realizzata indagando un campione

di oltre mille rispondenti. L’indagine

ha messo in evidenza che

la tracciabilità alimentare è un

elemento sempre più importante

per il consumatore e che orienta

fortemente le sue scelte di acquisto.

Il digitale diventa quindi

essenziale, sia per garantire l’integrità

delle informazioni, sia per

una comunicazione efficace tra

produttori e clienti. Altro dato

rilevante emerso dalla ricerca è

l’evoluzione del concetto di filiera

corta, che si arricchisce di una

nuova dimensione: quella della

prossimità informativa. Rientrano

in questa tipologia di filiera corta

quelle che associano ai flussi di

prodotti nei vari stadi della filiera

un set di informazioni di valore

per costruire una supply chain

trasparente. È una nuova connotazione

della filiera corta, che va

ad aggiungersi a quelle più tradizionali

di prossimità geografica e

relazionale. Per i risultati completi

della ricerca occorrerà attendere

l’annuale Convegno dell’Osservatorio

Smart Agrifood fissato per

il prossimo 3 marzo.

g INCONTRO FOR.AGRI CON GLI ENTI ATTUATORI

For.Agri lo scorso 7 ottobre ha organizzato il primo incontro in presenza

con gli enti attuatori, dall’inizio della pandemia da Covid 19. Per gli operatori

degli enti di formazione che lavorano cocon il Fondo è stata una giornata

molto proficua di consolidamento e aggiornamento delle competenze professionali.

Tanti i temi in agenda: dalle novità procedurali, di monitoraggio

e rendicontazione degli Avvisi del Fondo, alle nuove linee e impostazioni

per i prossimi Avvisi, fino ad arrivare agli approfondimenti in materia di Sistema

nazionale di certificazione delle competenze. Inteso come l’insieme

dei servizi di individuazione e validazione e certificazione delle competenze

acquisite, questo complesso impianto normativo già da qualche anno

sta modificando l’assetto degli Avvisi del Fondo e la conseguente progettazione degli interventi formativi per i dipendenti

delle imprese beneficiarie che operano in agricoltura.

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 57


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

Voglia di mare

per i senior

Dopo circa un anno e mezzo di

chiusure, limitazioni e soprattutto

timori generati dalla pandemia da

Covid19, i pensionati di Confagricoltura

hanno espresso il desiderio

di ricominciare a viaggiare e soprattutto

di riassaporare la gioia di stare

insieme. Così, con le dovute cautele

e protezioni, i nostri Senior hanno

trascorso dal 12 al 19 settembre una

rilassante vacanza in due meravigliose

località di mare: ad Ischia ed

in Sardegna.

Quasi tutte del nord Italia le ANPA

provinciali che hanno aderito all’iniziativa

- Torino, Alessandria,

Cuneo, Novara, Parma, Piacenza,

Milano, Padova e Roma - con

i loro pensionati desiderosi di sole,

caldo, mare e divertimento.

Il Club Hotel Torre Moresca sulla

bellissima spiaggia di Cala Ginepro

nel Golfo di Orosei in Sardegna

e il Grand Hotel Re Ferdinando

ad Ischia porto, sono le

due strutture scelte quest’anno per

i soggiorni estivi.

Nel Golfo di Orosei, oltre al buon

cibo ed ai lunghi bagni nel mare

cristallino, i nostri over 65 hanno

partecipato a numerose escursioni,

sia in barca alla scoperta delle

meravigliose calette e grotte - Cala

Luna, Cala Goloritzè, Cala Mariolu,

Grotta del Fico, Grotta del

Bue Marino solo per citarne alcune

- sia via terra per visitare i siti

archeologici ed i nuraghi. Attività

58 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


fisica e relax di giorno, e la sera

dopo cena tanta musica, spettacoli

e giocate a carte. Non da meno

il gruppo di senior fedelissimi ad

Ischia, l’Isola Verde, come viene

chiamata per il suo microclima e

una vegetazione rigogliosa e sempreverde,

ed anche isola terapeutica

per le sue acque preziose e i fanghi

termali. Anche qui tra mare,

piscine, passeggiate, escursioni

nelle isole vicine - Capri prima fra

tutte - shopping e cose buone da

mangiare, i pensionati di Confagricoltura

hanno ricaricato le batterie

prima di riaffrontare il grigio

inverno.

“Siamo molto soddisfatti - ha commentato

il segretario nazionale di

ANPA Angelo Santori - per avere

avuto il coraggio di ripartire con i

soggiorni estivi e che i nostri pensionati

siano stati bene. Ci auguriamo

che nei prossimi mesi la curva pandemica

continui la sua discesa e ci

consenta di organizzare anche il soggiorno

invernale che dovrebbe tenersi

a marzo 2022 sul Lago di Garda”.

Monica De Nicola

STUDI SUI SUPER-ANZIANI. Esistono rare varianti genetiche legate alla longevità,

vantaggiose per la salute, che metterebbero al riparo dalle malattie, comprese

quelle tipiche dell’età avanzata. Si può arrivare e superare i cent’anni solamente

se si possiede una componente genetica forte. Lo ha rivelato uno studio dell’Albert

Einstein College of Medicine di New York. I ricercatori hanno confrontato il DNA di

515 ebrei ashkenaziti ultracentenari con quello di quasi 500 anziani tra i 70 e i 95

anni. Nei centenari sono emersi rari geni protettivi, che risultano invece assenti nel

DNA degli individui con una normale aspettativa di vita. Una scoperta, che potrebbe

essere usata per sviluppare farmaci che aiutino la popolazione in generale a vivere

fino a 35 anni in più. Come dire, la durata della nostra vita è scritta nel DNA.

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 59


AGRITURISMO

di Elisabetta Tufarelli

LA GINESTRELLA A PERUGIA

Relax tra le ginestre

S

iamo in una location ideale:

ad un tiro di schioppo

da Perugia e non lontano

da Assisi, Perugia, Gubbio, Spoleto,

il Lago Trasimeno e i castelli

medievali sparsi sulle colline.

Nella campagna perugina Paola

e Daniela Casagrande Pierantoni

sono le titolari dell’agriturismo

“La Ginestrella”, una meravigliosa

oasi di pace immersa nella natura

umbra. La struttura, un ex edificio

vincolato del 700, dà ai visitatori

un accogliente benvenuto. “È

stata mia sorella Paola ad iniziare

quest’avventura: siamo una delle

famiglie più antiche di Civitella,

mio padre era un mezzadro e ci

ha trasmesso il suo amore per la

terra. Oggi - spiega Daniela- nei

dieci ettari aziendali produciamo

grani di varietà antiche, come

Senatore Cappelli e Verna, da cui

ricaviamo la nostra pasta, i nostri

pani e i dolci”. In quest’agriturismo

a conduzione familiare i sapori

unici di una cucina eccellente

s’incrociano con i saperi delle

ricette genuine della tradizione.

Un’atmosfera idilliaca, in mezzo

alle colline, protette da una

natura incontaminata, per offrire

un soggiorno indimenticabile e

riscoprire le campagne, i borghi e

le città del cuore verde d’Italia. “Il

nostro obiettivo - continua Daniela

- è quello di offrire ai nostri

clienti tranquillità e relax. Con

l’immersione nella nostra campagna,

vogliamo farli sentire come

a casa loro, ma senza il caos e la

frenesia della vita cittadina. Offriamo

cortesia, semplicità e pulizia

in una cornice curata, dove

il tempo sembra essersi fermato,

scandito dai ritmi della campagna”.

Faraona al salmì, strangozzi

al tartufo, tagliatelle al ragù e

pollo alla ghiotta sono solo alcune

delle specialità da gustare alla

Ginestrella. Il ristorante, oltre

che per gli ospiti dell’agriturismo,

è aperto soltanto su prenotazione

per cene esclusive destinate a

piccoli gruppi di 20/25 persone.

“Impegnandoci da sempre in un

contesto contadino - sottolinea

l’imprenditrice associata ad Agriturist

- puntiamo le nostre offerte

sui cibi locali. Nei nostri menu

60 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


utilizziamo animali del nostro

allevamento: tacchini, oche, faraone,

galline ed anatre, preparati

con il nostro olio extravergine e

accompagnati dalle verdure rigorosamente

di stagione del nostro

orto; per i legumi, le lenticchie e

il farro abbiamo un contratto di

filiera. Per gli affettati, il vitello, il

maiale abbiamo un altro contratto

con un allevatore vicino che ha

anche la macelleria e, perfino per

il caffè ci riforniamo ad una torrefazione

del nostro territorio”.

L’azienda agricola offre un’ampia

scelta di cibi di produzione diretta,

preparati e conservati come

da tradizione, come l’olio extra

vergine d’oliva non filtrato, il

vino, le confetture classiche e con

i gusti più originali, ad esempio:

pesche ed uva, mele cotogne ed

LA GINESTRELLA

Via Maiole Baldelli, 10

Perugia

Tel. 075602915

Cell 3283272016

Mail info@laginestrella.com

uva, prugna e pesche. L’agriturismo

dispone di otto camere ed

un appartamento: una struttura

praticamente perfetta, che garantisce

il distanziamento naturale

così ricercato di questi tempi.

Progetti futuri? “Principalmente

due - conclude Daniela - il

primo è essenzialmente agricolo

perché, attraverso il bando Inail,

abbiamo deciso di rinnovare il

nostro parco macchine; il secondo

è molto ambizioso: vorremmo

ampliare la nostra produzione,

anche introducendo grani diversi

con l’obiettivo, per l’agriturismo,

di tendere all’autosufficienza

alimentare”.

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 61


VINO di Gabriella Bechi

MARINO SUPERIORE DOC LINEA SETTANTACINQUE75 DI CANTINA GOTTO D’ORO

L’oro di Roma

È

il il 10 luglio 1945 quando 41

viticoltori di Castelli romani

costituiscono un consorzio

denominato “Cantina Sociale Cooperativa

di Marino”. Nei primi anni

la lavatura dei fiaschi e l’etichettatura

erano fatte a mano e sui fiaschi

compariva il logo del tradizionale

carretto a vino dell’Agro Romano,

ancor oggi riprodotto sull’etichetta

delle bottiglie, che rende riconoscibili

i territori di Marino e Frascati,

principali serbatoi di uve per quella

che oggi è diventata la Cantina

Gotto d’oro. Dagli spazi alle tecnologie

in cantina, sono tanti i passi

che sono stati fatti in questi lunghi

anni, a cui ha dato un contributo

determinante Ezio Rivella, uno dei

personaggi che più ha influenzato

la storia del vino italiano. Oggi i

soci sono 200, con 1000 ettari di

superficie vitata e una produzione

annuale di 7.000.000 di bottiglie,

esportate in 20 Paesi del mondo. Il

presidente, dal 2003, è Luigi Caporicci,

componente della

Federazione nazionale

vitivinicola di Confagricoltura,

consigliere

storico della cantina. Il

territorio dei Castelli

Romani è uno degli

areali più vocati per

la viticoltura, che già

prima dei Romani

veniva praticata tra

olivi, olmi e ciliegi.

Un territorio vulcanico, con un

terreno vigoroso e fertile, in quanto

giovane e poco sfruttato, ricco

di minerali, su tutti il potassio, e

povero di calcio e di calcare attivo,

con una buona stabilità di acqua

nel sottosuolo.

“I nostri vini - spiega Luigi Caporicci

- hanno conosciuto vicende

alterne, momenti di grande fama

non solo in Italia (il Frascati era

il vino più famoso al mondo) e

momenti di declino. È un problema

legato al Lazio e alla città di

Roma che non hanno saputo

costruire la giusta immagine

per loro vini, legandola al

territorio, come altre regioni,

certamente più brave di noi,

hanno saputo fare. Noi, in

particolare scontiamo anche la

visione distorta che molti hanno

della cantina sociale, che invece

ha la grande opportunità di selezionare

le uve migliori della zona.

Una zona, mi lasci dire, che, con i

suoi ettari di vigneti, rappresenta il

polmone verde della città.”

Tre le linee di vini: la Classica, che

celebra l’approdo dei vini di Roma

sulle tavole di tutti gli italiani, destinata

alla GDO; la Vinea Domini,

che rappresenta l’eccellenza della

produzione Gotto d’oro, creata nel

2017 per il canale Ho.Re.Ca. E la

nuova linea Settantacinque75, pensata

per un consumatore giovane,

attento alla sostenibilità, nata in

occasione del 75° anniversario della

cantina, con la quale si punta ad

utilizzare accessori il più possibile

riciclabili. Dodici vini tradizionali,

autoctoni e moderni, che esaltano e

si integrano con il meglio della tradizione

enogastronomica dell’Urbe

e dei Castelli Romani. Tra questi, il

Marino Superiore DOC è l’etichetta

“tessuto” dell’azienda. Da uve

Malvasia di Candia e altre varietà

a bacca bianca viene affinato in

acciaio. Colore giallo paglierino

intenso, caratterizzato da sentori

agrumati e di frutta fresca. Al

gusto è deciso e sapido; chiude

con un finale delicato, amaricante,

lievemente ammandorlato.

62 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


NUOVA AVVENTURA DI STEFANO CALLEGARI, RE DEL TRAPIZZINO

Romanè,

la cucina accentata

una novità nel mondo

della ristorazione capi-

C’

è

tolina. Una novità attesa

da molto: ‘Romanè’, il nuovo

ristorante di Stefano Callegari,

famoso pizzaiolo, conosciuto e

apprezzato per il suo talento, non

solo in Italia. “La passione per la

pizza non è finita - dice Stefano,

ma da molto tempo pensavo di

mettermi alla prova nel mondo

della cucina, convinto di avere

ancora qualcosa da dire e da

dare.” Così nasce ‘Romanè’: un

progetto che si è concretizzato

grazie alla spinta di due grandi

amici, Perla Ambrosetti e Axel

Casali, anch’essi conosciuti da

tempo nel panorama gastronomico

italiano. Il locale è stato

completamente ristrutturato e

arredato con grande originalità: i

tavoli in legno sono stati realizzati

da un piccolo artigiano;

le sedie, Thonet originali, sono

state acquistate in diversi mercatini

in Germania e le pareti sono

state decorate con duecento Piatti

del Buon Ricordo collezionati

negli anni dai soci del ristorante

e da una serie di piatti dipinti

dall’artista Giampaolo Atzeni che

mettono in risalto le ricette tipiche

di ‘Romanè’. Quaranta i posti

a sedere all’interno e 20 all’esterno.

Aperto a pranzo e cena.

Praticamente nato con il lievito

nel sangue, la storia di Stefano

Callegari è nota a tutti. Una storia

di successi, che lo hanno accompagnato

in questi anni in tutte

le esperienze intraprese, frutto

di professionalità, volontà

e tanta creatività, come

dimostra; la sua grande

invenzione del “Trapizzino”,

che ha spopolato nel mondo.

Ma in fin dei conti che

cos’è il “Trapizzino” se non

un triangolo di pizza dove

dentro ci puoi mettere i

piatti storici della cucina che

più desideri? Una trovata

geniale ed originale basata

sulla semplicità.

Ecco, sono quei piatti e tanti altri

quelli che si possono assaggiare a

‘Romanè’: piatti classici della tradizione

romana e italiana, sapori

casalinghi, utilizzando sistemi di

cottura quasi dimenticati: niente

forni a convezione e niente cotture

a vapore. Solo tegami, padelle,

fuoco e friggitrici. Ma soprattutto

grande attenzione alle materie

prime, non per forza griffate, ma

di grande qualità e scelte sulla

base della loro fedeltà a sapori

e tradizioni. In cucina lo chef

Andrea Cibak, romano, classe

1994, con una lunga esperienza

MURGE INVERSE

Con il Marino Superiore Doc

Linea Settantacinque75 di Gotto d’Oro

Stefano Callegari consiglia Murge inverse:

polpette di fave su crema di cicoria

alle spalle. Ecco alcuni piatti da

assaggiare assolutamente: tra gli

antipasti, l’Uovo in trippa, Ceci

e rosmarino, Pane e polpo; tra i

primi Fettuccine al sugo di carne,

Fettuccine al tortellino; Vermicelli

aglio, olio e gamberi crudi; tra

i secondi l’Umido, il Pollo alla

Cacciatora, l’Arrosto abbacchiato.

E, infine, i dolci, tra cui il Cannolo

romano, di pasta frolla all’olio

extravergine d’oliva, quadrato,

anziché rotondo, riempito con

ricotta di pecora e cioccolato.

Originale anche la carta dei vini,

scrupolosamente selezionata da

Stefano: 200 etichette che privilegiano

i vini naturali non troppo

estremi, di piccoli produttori italiani

e francesi. Ricca la proposta

di Champagne, ma c’è anche

il vino sfuso, bianco e rosso,

anche questo scelto accuratamente,

proveniente dalla Fattoria

di Caspri, nell’Aretino. La sala è

sotto la supervisione di Alessio,

socio di ‘Romanè’ e, soprattutto,

grande amico.

Romanè, via Cipro 106, Roma

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 63


BUONO A SAPERSI

MOSTRA MULTIMEDIALE A “FOOD & SCIENCE”

I segreti della vita

g

GUARDA IL TEASER

DELLA MOSTRA DI MANTOVA

D

i Paul Starosta, biologo

e fotografo francese di

fama internazionale,

ricordiamo una particolare

mostra, di due anni fa, al Parco

delle Terme di Levico, con

l’esposizione all’aperto di 22

stampe delle sue particolarissime

foto di semi. C’è poi il libro

illustrato “Uova” (con i testi di

Laurent Vallotton) che ci aveva

affascinato; il fotografo aveva

saputo cogliere ed esaltare,

nelle sue foto, i disegni della

natura sulle pure linee curve

della superficie delle uova, con

arabeschi a puntini, macchie,

ombre e velature. Abbiamo

ritrovato gli scatti d’autore di

Starosta al Food&Science Festival

alla mostra multimediale

“Embryonica”; realizzata da

Vincenzo Guarnieri (FRAME -

Divagazioni scientifiche) con

la collaborazione di Sebastiano

Barbieri per la parte visual

e Federico Primavera per il

sound design. Per tutta la durata

del Festival al pubblico che

è entrato all’interno della Loggia

del Grano è sembrato di

intraprendere un ideale viaggio

nella (ri)nascita e nel cambiamento,

tra fatiche, mutamenti,

attese, occasione di maturazione

e ripartenze, anche attraverso

il racconto sonoro che

ha accompagnato la visita. Fil

rouge della mostra, proprio le

spettacolari immagini di semi e

uova di Starosta, che uniscono

bellezza, natura e arte; hanno

permesso di ammirare la

bellezza degli organismi viventi

da prima della loro nascita e

raccontano la lunga e complessa

storia evolutiva. Forme,

colori, dettagli inaspettati sono

stati l’occasione per riflettere

sulla creatività della Natura,

per stupirsi della complessità

g PER GLI AMANTI DEL WESTERN ALL’ITALIANA

dell’infinitamente piccolo e dei

segreti legati alla biodiversità.

Cuore pulsante della mostra è

stato il video realizzato con un

sistema di intelligenza artificiale

in grado di prevedere e

mostrare embrioni, germinazioni

e schiuse che non esistono

in natura, grazie a un software

di machine learning basato

sull’acquisizione di migliaia

di immagini di semi, uova e

soggetti scaricati dalla rete con

parole chiave come rinascita,

innovazione, futuro. Un’esperienza

immersiva e coinvolgente

in cui l’accurato racconto

scientifico dell’evoluzione si

è dipanato seguendo le trame

della tecnologia, dell’arte,

dell’innovazione e dello stimolo

sensoriale, portando a chiedersi,

ancora una volta, come

sarà la Nuova Stagione che ci

attende. (G. M.)

Si conclude la trilogia del Signor Oz di Stefano

Orlando Puracchio. Dopo “Io e il signor Oz”

(2019) e “Un maestro particolare” (2020), Demian

Edizioni pubblica “Caccia al Diablero”, terzo e

ultimo romanzo del ciclo, come sempre brillante

e vivace nel mix di fantasy e western all’italiana,

con tanti riferimenti letterari e cinematografici.

Ad arricchire il volume due copertine (la prima,

firmata da Mauro Talarico, la seconda, riprodotta

in terza di copertina, di Egidio Panaioli), l’appendice con una storia breve

(“La vedova del fiume”) e una sorta di “guida alle fonti” che fornisce preziosi

consigli di lettura, ascolto e visione. Chicca finale la postfazione con i ricordi

dell’attrice Erika Blanc sul film western cult del 1970 “C’è Sartana... vendi la

pistola e comprati la bara!”.

64 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021


BUONO A SAPERSI

ALL’ITALIA IL TROFEO DI PASTICCERIA ALL’INSEGNA DELL’APE

Campioni del mondo

C

on un dolce alto

ben 165 centimetri

- una vera e propria

scultura in zucchero

e cioccolato, con protagonista

un alveare, con fiori

e insetti di cioccolato,

tra cui due grandi formiche

e un’ape gigante

che offre loro del miele

- l’Italia si è aggiudicata

il titolo di “Campione del

mondo di Pasticceria”. Il

concorso, nato nel 1989

per iniziativa del pasticcere

Gabriel Paillasson

e giunto alla 16esima

edizione, ha visto in competizione

undici squadre arrivate il

25 settembre a Lione da tutto

il mondo. L’impresa culinaria è

stata compiuta da tre pasticcieri

italiani: Lorenzo Puca, Massimo

Pica e Andrea Restuccia. Lorenzo

Puca, il capitano, che aveva già

gareggiato nell’edizione del 2019,

è l’addetto alle opere d’arte con

lo zucchero; Andrea Restuccia,

anche lui presente nel 2019, è

invece un esperto nelle sculture

con il ghiaccio che però quest’anno,

per il nuovo regolamento,

non potevano essere presenti.

Massimo Pica, la new entry, è

un vero esperto nel mondo del

cioccolato. La squadra era sapientemente

guidata da Alessandro

Dalmaso. È la terza volta che gli

azzurri si aggiudicano la medaglia

d’oro, confermando così la

forte tradizione, professionalità

e creatività della scuola italiana.

Tema di questa edizione era

“Tutta l’arte è imitazione della

natura”. Con le loro creazioni

incentrate sul mondo delle api

e sull’impollinazione, gli azzurri

hanno conquistato non solo la

giuria internazionale, ma l’intero

pubblico mondiale per la difficoltà

tecnica, i dettagli e il prestigio

estetico. Dieci ore a disposizione

per realizzare un dessert al cioccolato

da condividere, una torta

gelato, un dessert da ristorante,

una scultura di zucchero, una

pièce al cioccolato. Dietro l’Italia,

al secondo posto, il Giappone

e al terzo la Francia.

La Svizzera invece vince

il premio per la sostenibilità

e il Cile quello per

lo spirito di squadra. “Lo

scopo della competizione

- ha sottolineato il

presidente del Club della

Coupe du Monde de la

Pâtisserie Pierre Hermé

- è stato quello di rimarcare

l’importanza della

professione del pasticcere

nell’ambito della ristorazione

e di evidenziare i

legami sempre più forti

fra lo chef e il pastry chef.” Proprio

per queste ragioni la prova

è stata sottoposta al vaglio di una

speciale giuria composta sia da

pastry chef sia da chef, tra i quali

Giuseppe Amato, che lavora al

tristellato La Pergola di Roma.

Un’altra affermazione dell’Italia,

in questo 2021, che arriva dopo

la vittoria agli Europei di calcio, le

numerose medaglie alle Olimpiadi

di Tokyo e le recenti coppe conquistate

dalla pallavolo, maschile e

femminile, e, per ultimo il grande

riconoscimento del premio Nobel

per la fisica a Giorgio Parisi.

A fare gli auguri su Instagram ai

“campioni del mondo” anche il

presidente di Fai, Raffaele Cirone:

“Una composizione creativa

che ha vinto per bellezza, bontà

e genuinità. Complimenti al team

Italia, l’Apicoltura Nazionale gioisce

con voi!”

Gabriella Bechi

OTTOBRE 2021 | MONDO AGRICOLO | 65


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

AROMATICA MISCELA

Tabacco e caffè

P

A tazzulella ‘e cafè

Nella tazzina c’è

un pezzo di mondo

DIARIO INTIMO E UNIVERSALE

Pensiero nomade

n cerchio perfetto” (Filibusta Records - Goodfellas)

“U è il settimo album di Pensiero Nomade, il progetto

del pluristrumentista Salvo Lazzara che è un vero e proprio

laboratorio di nomadismo musicale. Sin dal debutto del 2008

ha avuto l’obiettivo di coinvolgere temi, provenienze, ispirazioni

e culture diverse. Il nuovo disco, come dichiarato dallo

stesso autore, è allo stesso

tempo, un ritorno al passato

- geografico, culturale,

compositivo - e l’inizio di un

nuovo cammino. “Questo disco

- osserva l’artista - è un ritorno

alle mie origini diciamo

culturali, quindi alla Sicilia, ai

suoi colori, alla bellezza della

mia isola. Poi alle origini della

mia musica, quella suonata in maniera naturale, senza troppa

elettronica, e anche alle origini stilistiche, certamente; quindi

il progressive, il jazz, la musica classica contemporanea”.

Tra viaggi nel tempo, inni alla vita, nostalgia della terra e riflessioni

disincantate sul presente, l’album si rivela un diario

intimo ma universale, tra splendori primaverili e crepuscoli

autunnali.

ausa caffè e sigaro toscano,

magari ascoltando i brani

del CD “Tabacco e caffè” (Dodicilune)

del trio jazz Mirabassi,

Di Modugno e Balducci (clarinetto,

chitarra e basso). Composizioni

originali e riletture per

un viaggio sonoro, evocativo

e suggestivo, dal Mediterraneo

all’America del Sud. Sulla rotta

dei Paesi produttori di tabacco e

caffè si intersecano jazz, folklore

ed echi della tradizione classica.

In evidenza, tra i grandi classici

contemporanei della musica

brasiliana,”Frevo” del compositore

Egberto Gismonti. Noi abbiamo

alla memoria, di questo

brano, l’esecuzione dello

stesso autore al piano con il

chitarrista John McLaughlin

del 1994; quella del trio italiano

è altrettanto memorabile

e sorprendente e rivela

tutta la capacità, il feeling, il

fascino di questo formidabile

ensemble. Nella tazzina sorseggiata

nella pausa, a ben riflettere,

c’è un pezzo di mondo,

che ritroviamo splendidamente

‘raccontato’ in note. “La musica

che condividiamo qui - spiega

Gabriele Mirabassi - è nata nella

cordialità delle cucine delle nostre

case, appunto tra un caffè

e un sigaro, raccontando e suonando

mondi lontani ed esotici.

Moka sul fuoco, volute di fumo,

essenze selvagge, profumo esotico,

calore domestico”.

Non sparare alle nuvole

La copertina del CD di Fernando Fidanza, “Old

folk for new poets” (New Model Label) è un vero

e proprio manifesto programmatico: mani-radici che

si immergono in una comfort zone che può apparire

rassicurante, ma che rischia di essere asfissiante per

tutto ciò che è nuovo. Il progetto che l’artista romano

porta avanti è quello di unire musica “old” a poesia

“new”, di fondere così linguaggi

e generazioni, ma anche (e

soprattutto) di liberare l’oggi

dai lacci opprimenti di ieri. Il

sound è una grande, suggestiva

e sorprendente commistione di

Metallica, Slayer, Iron Maiden,

Pearl Jam, Radiohead, Tom

Waits, Dave Matthews Band

e Francesco Guccini. Fidanza

dà un’ulteriore chiave di lettura all’artwork di Enrico

Natoli per la copertina; essa rivela come i new poets

siano riusciti, con la loro freschezza e fiducia, a ridare

linfa vitale alle mani (e al cuore) dell’old folk che li ha

cantati. C’è energia nel disco, c’è creatività, c’è libertà e

ce lo fa capire un verso del poeta Jonathan Rizzo: “Non

puoi sparare alle nuvole, son fatte d’aria e di gocciole”.

66 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2021



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