La Traccia n46 domenica 14 novembre 2021

parrocchiadisangiacomodiveglia

domenica 14 novembre 2021

La traccia

Parrocchia di San Giacomo Apostolo

14 novembre 2021 n. 46

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ELOGIO ALLA TENEREZZA

L’incontro con Dio è la grande promessa del Vangelo. Al centro di questa pericope c’è la venuta del Figlio dell’uomo:la fine del mondo non è dunque qualcosa di

tremendo, il crollare di tutto ciò che esiste, ma il desiderio ultimo, il compimento della speranza dell’uomo. La parabola del fico invita all’arte del discernimento e

introduce i giorni di passione, morte e risurrezione di Cristo.

Chi ascolta è chiamato a produrre frutti di conversione e chi discerne sa riconoscere i segni dei tempi e non ha bisogno di conoscere giorni o orari.

Gesù indica la tenerezza del ramo di fico come profezia del suo farsi vicino. Chissà se mentre raccontava questa parabola si è ricordato di quell’albero di fico che poco

prima aveva maledetto. Anche allora parlava di tenerezza. All’affermazione di Pietro: “Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato” (Mc 11,20), il

Maestro propose la fede e la preghiera come vie di salvezza. Non tutto è perduto! C’è una tenerezza che ci porta a far attenzione ai germogli nuovi. C’è una tenerezza che

ci fa apprezzare la primavera quale anticipo dell’estate. Ci possono essere tribolazioni, paure, difficoltà che non ci aiutano a percepire la presenza della luce, ma non è la

fine. E’ come se volesse dirci: quando vivete esperienze di tribolazione non induritevi, siate teneri. E’ dalla tenerezza che nascono i germogli nuovi. Chissà se mentre

raccontava questa parabola si è ricordato che quell’albero era già presente nel momento della creazione: era l’albero dal quale Adamo ed Eva intrecciarono foglie per farsi

cinture (Gen 3,7). Si riconobbero improvvisamente nudi, ma non tutto era perduto. Dio aveva desiderio ancora di passeggiare e parlare con loro. Dio aveva scelto ancora

una volta di fidarsi dell’uomo e di usare tenerezza nei loro confronti, tanto da tessere con le sue mani abiti di pelle quando uscirono dall’Eden (Gen 3,21). Sicuramente

pensava alla sua passione e morte: su quel legno della Croce, che aveva il sapore amaro di dolore e di morte, anche da lì si sono intravisti germogli di vita nuova. E’

germogliata la vita con chi lo stava uccidendo, attraverso le parole di perdono; con il “ladrone buono”, accogliendolo nel Paradiso; con sua Madre e il discepolo amato,

affidandoli alla cura reciproca; consegnando lo Spirito, per permetterci di continuare la sua missione. E’ la tenerezza che ci salverà! Le nostre questioni rigide e cieche, i

nostri ripiegamenti egoistici appartengono al mondo che passa, del quale non resterà pietra su pietra.

Sante Messe dal 13 al 21 novembre 2021

Sabato 13

18.30

Def.ti Tomè Dino e Familiaria

Def.ti Domenico e Carolina

Def.ti Da Rios Valeria e Piai Loris e

Campodall’orto Antonio

Def.ta Branka Batistic

Def.ti Pagotto Attilio, Giuseppe e Gilda

Rito di accoglienza


Def.ta Branka Batistic

Domenica 14

XXX III ^del T.O.

8.30

10.30

Def.ti Pagotto Attilio, Giuseppe e Gilda

Rito di accoglienza

Def.ti Dal Bo Maria, Santuz Tomaso e Isacco,

ann.

Def.to Maiutto Antonio, ann.

Def.ti di Dan Giorgio

Lunedì 15

Sant’Alberto Magno

Martedì 16

S.Margherita di Scozia,

Mercoledì 17

S.Elisabetta di Ungheria

Giovedì 18

Dedic. delle Basiliche dei Santi Pietro e Paolo

16.30 Def.to Dall’Anese Mario

16.30 Def.ti Perin Piergiorgio, Dina e Giovanni, ann

16.30 Def.ti Famiglia Grosso

16.30

Venerdì 19 16.30

Sabato 20

18.30 Def.to Canal Franco

Domenica 21

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

8.30

10.30

Def.to Amadio Ottavio

Def.ti Da Ros Dino e Dora

Def.ti Famiglia Bottega Ermenegildo

Domenica 21 novembre : Cristo Re

I^ lettura: Dn 7,13-14 Salmo: 92

II^ Lettura: Ap 1,5-8 Vangelo: Gv 18,33b-37


AVVISI

Lunedì 15 – Ore 20.30 in oratorio incontro Genitori di 1^ elemen.

Venerdì 19 – Ore 20.30 in oratorio incontro Genitori 1^ media con don Andrea Forest

OFFERTE DELLA SETTIMANA

Per Sant’Antonio € 30; per Comunione Anziani ed Ammalati € 260; N.N. € 50; in memoria di Marchioni Ottorino dalla Famiglia € 90; Cresime:

sabato (10 fam.) € 200, domenica (9 fam.) € 330; per lavoro canonica € 200.

Il parroco e la comunità intera ringraziano di cuore tutti coloro che danno generosamente per le necessità urgenti della parrocchia.

www.sangiacomoapostolo.it

e-mail: sangiacomodiveglia@libero.it

IN CAMMINO SINODALE IN UNA REALTA’ DI “ESCULTURATO” CRISTIANESIMO

Da Avvenire, di B. Salvarani

C’è un tempo per ogni cosa, sostiene il Qohelet. E questo, certo, è tempo di interrogarsi a fondo sui diversi significati di una pandemia che sta smascherando

le nostre fragilità. Ma per le nostre diocesi – al pari delle altre della cattolicità sparse nel mondo – è altresì tempo di mettersi in cammino, anzi: di avviarsi

per un cammino sinodale, come l’hanno definito i vescovi (scelta che non è una diminutio rispetto a sinodo, rinviando a uno stile, una metodologia, un

atteggiamento ecclesiale, ben più di quello che, nel caso peggiore, potrebbe risultare anche solo un mero adempimento burocratico). Il titolo è

programmatico: «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione». Un impegno, va detto, da far tremare i polsi, pur limitandosi al piano

organizzativo: ma anche, e soprattutto, un’occasione preziosa, da cogliere al volo e sfruttare appieno, che avrà bisogno da parte di tutti noi di pazienza,

capacità di ascolto e umiltà. Imparare ad agire sinodalmente, da parte di laici, presbìteri e vescovi, docili all’azione dello Spirito, non sarà facile. Anche per

la nostra disabitudine a camminare insieme.

La posta in gioco, in effetti, è davvero alta. Anche perché, per ragioni anagrafiche, dell’evento potrà sentirsi partecipe per l’ultima volta di un’esperienza

ecclesiale importante una generazione ancora in grado di riferirsi al Concilio Vaticano II con cognizione di causa, avendo udito i racconti dai diretti

protagonisti e respirato l’atmosfera unica di quell’assise di quasi sei decenni fa. Una generazione che può ancora scaldarsi il cuore su temi (dalle riforme

ecclesiali al sacerdozio comune) che alla stragrande maggioranza dei nostri giovani probabilmente appaiono sospesi fra l’astruso e l’insensato: eppure,

ovvio, il coinvolgimento di questi ultimi nel processo sinodale resta vitale. Nessuno si senta escluso!

Credo che la domanda sottesa a tale percorso, sull’identità della Chiesa e su cosa significhi essere Chiesa oggi, vada declinata in un’unica modalità sensata:

non rassegnandosi a contemplare il proprio ombelico né cimentandosi in analisi autoconsolatorie o lamentazioni laceranti, ma misurandola sulla sua

disponibilità a relazionarsi con il mondo esterno, con quell’alterità che ormai ci abita e ci mette in crisi e spesso ci inquieta; con la vasta porzione di Paese

che non soltanto ha smarrito il senso di Dio, ma non sente per nulla la spinta a un’appartenenza ecclesiale e neppure ha la percezione di cosa voglia dire


un’appartenenza simile (penso all’analisi di un teologo di vaglia, il gesuita Theobald, che parla apertamente di esculturazione del cristianesimo dalla cultura

europea).

Per orientarci disponiamo, dal 2013, di una bussola non ancora sperimentata a fondo, l’Evangelii gaudium, che papa Francesco ci ha donato come mappa di

una Chiesa capace di uscita. Mappa tutta da decifrare, perché, come rileva il vescovo Erio Castellucci, «non sono concetti: sono volti, esperienze, urgenze

che riguardano tutte la necessità di ripensare l’annuncio di Cristo, in un contesto nel quale si sono riscoperte alcune grandi domande esistenziali». Volti

ammaccati, confusi, e mascherati. Sì, c’è tanto da riflettere, in vista del sinodo che si è appena aperto. Come si legge nella Mishnà, trattato Pirkè Avot: «La

giornata è corta e il lavoro è tanto; gli operai sono pigri, il compenso è abbondante e il padrone di casa incalza. Ma non è tuo il compito di completare

l’opera, né sei libero di esentartene ». Se c’è un tempo per ogni cosa, è proprio questo il tempo per non esentarsi dal tentare l’opera e dal sentirsene partecipi.

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