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Ottopagine Storie 10 Irpiniambiente

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Grafica di Annalisa Di Vito


Erano come una<br />

zattera<br />

alla deriva<br />

di <strong>Ottopagine</strong><br />

Le negatività trovate al mio arrivo avrebbero<br />

avuto esiti letali per l’azienda:<br />

ma adesso la rotta è stata invertita<br />

Grazie alle certificazioni e a procedure garantite<br />

<strong>Irpiniambiente</strong> ora naviga serena<br />

Per capire l’ordine di grandezza, 600 dipendenti,<br />

bisogna pensare alla Fiat di Flumeri prima della<br />

chiusura o agli anni ruggenti della potente Banca<br />

popolare dell’Irpinia: poco meno di due milioni di<br />

euro ogni mese solo per pagare gli stipendi base.<br />

Poi ci sono le manutenzioni dei mezzi, le spese<br />

correnti, gli onorari dei consulenti, gli investimenti<br />

da programmare, i contenziosi con i sindaci<br />

abituati all’andazzo di sempre: paghiamo domani!<br />

Lui, il professore Armando Masucci, è come un<br />

chimico dei fantasmi: lo chiamano al capezzale di<br />

aziende che sono a un passo dall’esalare l’ultimo<br />

respiro e lui le riporta in vita. Lavora a testa bassa<br />

e ha un segreto: non molla finché un guaio non<br />

è risolto, anche se deve lavorarci giorni su giorni,<br />

esaurendo fino a sfiancarle, tutte le persone che gli<br />

ruotano attorno. <strong>Irpiniambiente</strong> per il direttore<br />

generale è stata una sfida combattuta su due fronti:<br />

quello dei conti da mettere a posto e quello del<br />

fuoco amico ad orologeria, prerogativa dei cattivi<br />

politici, pronti a spararti addosso per dare spinta<br />

alla propaganda.<br />

L’ultima bordata vigliacca, partorita da uno sniper<br />

interessato: “Farà la fine dell’Alto Calore”, poi<br />

si scopre che è figlia di qualche debituccio non<br />

saldato e di una contingenza, triste attualità, molto<br />

negativa: il passivo mostruoso accumulato dall’Alto<br />

L’AZIENDA FORNIVA<br />

IL SERVIZIO A 800<br />

MENTRE LO PAGAVA<br />

<strong>10</strong>00


SITUAZIONE EREDITATA<br />

593 DIPENDENTI<br />

160 PERSONE<br />

INABILI AL SERVIZIO<br />

O IN PERMESSO


Calore, sul quale la Procura di Avellino ha aperto<br />

un procedimento.<br />

Masucci ha gli occhi vispi ed è un superattivo.<br />

Capisce l’antifona e glissa l’argomento spinoso:<br />

“Guardi, io polemiche non ne faccio perché le ritengo<br />

una inutile perdita di tempo. Posso rispondere con<br />

i numeri. Soprattutto, posso dirle, carte alla mano,<br />

quale era la situazione che ho trovato insediandomi<br />

alla guida di questa azienda”.<br />

Bene, mano ai conti allora.<br />

“Quando sono arrivato questa azienda aveva 50<br />

milioni di euro di crediti poche decine di contratti con<br />

i comuni serviti non riscossi e i dipendenti in sciopero<br />

sotto la sede perché senza liquidità non si riuscivano<br />

a pagare gli stipendi. E non è tutto. Convinti che<br />

un’azienda pubblica debba per forza chiudere uno o<br />

entrambi gli occhi all’occorrenza, i miei predecessori<br />

continuavano ad effettuare un servizio senza una<br />

verifica di un piano industriale atto a quantizzare<br />

l’equilibrio dei costi nella gestione del lavoro. Questo<br />

sì che a lungo andare avrebbe ricreato, ma certamente<br />

in minor tempo, un tracollo simile a quello dell’Alto<br />

Calore o, peggio, a quello che si è verificato alla<br />

Samte, l’azienda gemella di <strong>Irpiniambiente</strong><br />

partecipata dalla Provincia di Benevento, fallita e con<br />

centinaia di persone finite in strada”.<br />

Vada avanti, si liberi di ogni punto croce che le<br />

hanno cucito addosso…<br />

“Ci sono gli atti: al mio insediamento ho trovato su<br />

593 dipendenti ben 160 persone inabili, che non<br />

svolgevano alcuna mansione in modo completo.<br />

In pratica, pagavamo 593 dipendenti ma in 350<br />

dovevano fare il lavoro per tutti. L’azienda era<br />

costretta a quote di straordinario agghiaccianti.<br />

Non c’era una organizzazione, non erano stabilite<br />

le procedure, nessuna attività era stata avviata<br />

per effettuare nuove assunzioni e poter immettere<br />

forze fresche. E tutto questo avveniva con un piano<br />

industriale risalente al 20<strong>10</strong>, senza individuazione<br />

dettagliata dei centri di costo. Su 1<strong>10</strong> comuni della<br />

provincia di Avellino serviti e 40 della provincia di<br />

Benevento c’erano pochissimi contratti attivi con uno<br />

squilibrio di prestazioni e servizi erogati rispetto ai<br />

INFORTUNI<br />

ASSENTEISMO<br />

OGGI


SITUAZIONE EREDITATA<br />

GRAZIE A<br />

UN INVESTIMENTO DI<br />

900.000 EURO


costi di gestione.”<br />

Assenteismo, infortuni, come andava?<br />

“Le malattie professionali e gli asseriti impedimenti<br />

al lavoro erano su cifre insopportabili. Anche gli<br />

infortuni erano frequentissimi. Questo rendeva<br />

quasi impossibile la programmazione e una accurata<br />

gestione”.<br />

Sembra la declinazione, in carta copiativa, di<br />

quanto è accaduto alla Samte, a Benevento.<br />

Neanche i ripetuti appelli dell’allora presidente<br />

della Provincia ai sindaci sanniti, affinché<br />

collaborassero e pagassero almeno parte delle<br />

loro esposizioni, ha salvato quell’azienda. Se è<br />

vero quello che lei descrive, così come accaduto<br />

per decenni all’Alto Calore, dove anche i<br />

sindacati sono stati conniventi e corresponsabili<br />

con il disastro finanziario che copriva privilegi<br />

e imboscati, la chiave di volta, l’inversione di<br />

tendenza come l’ha realizzata?<br />

“Grazie al nuovo piano industriale, affidato ad<br />

una delle società più quotate in Europa, fortemente<br />

voluto dall’amministratore unico Antonio Russo,<br />

che ha condiviso ogni mia scelta, abbiamo ottenuto<br />

un controllo sistematico di costi e gestione. Inoltre<br />

il management ha portato ad ottenere le seguenti<br />

certificazioni: etica e trasparenza SA800, ISO<br />

9001:2015 per i sistemi di gestione di qualità e ISO<br />

14001:2015 per i sistemi di gestione ambientale che<br />

adesso identificano questa come una azienda modello,<br />

affidabile al <strong>10</strong>0 per cento nei confronti di Anac,<br />

degli enti con cui collaboriamo e, circostanza non<br />

meno importante, abbiamo linee di credito certe e<br />

garantite rispetto alle banche, che con <strong>Irpiniambiente</strong><br />

adesso lavorano in totale serenità”.<br />

Lei è saltato ai titoli di coda, ma c’è ancora<br />

da spiegare come è stata rimessa in ordine<br />

l’azienda.<br />

“Le malattie professionali si sono praticamente<br />

azzerate, abbiamo annullato 300 giorni di infortuni<br />

sul lavoro, le procedure sono fissate: adesso io so chi<br />

deve fare cosa e se quella cosa non viene fatta so chi è<br />

il responsabile. Gli straordinari contuinano ad essere<br />

sotto la lente di ingrandimento e con l’inserimento<br />

MARZO 2020<br />

CREDITI<br />

NON RISCOSSI<br />

PER 50 MILIONI<br />

DI EURO<br />

APRILE 2020<br />

SCIOPERO<br />

DEI DIPENDENTI<br />

PER IL RITARDO<br />

DEI PAGAMENTI<br />

OGGI(LUGLIO 2021)<br />

GIÀ INCASSATO<br />

L’80% DEI CREDITI


SITUAZIONE EREDITATA


del personale previsto hanno avuto un abbattimento<br />

notevole. Gli infortuni si sono abbassati del 47%<br />

in un solo anno, anche grazie all’investimento di<br />

900mila euro in sistemi di protezione e sicurezza<br />

per il personale prevalentemente per l’emergenza<br />

covid. Abbiamo immesso forze fisiche, eliminando<br />

i privilegi nel lavoro, ma, me lo lasci dire con una<br />

personale soddisfazione: abbiamo avviato e tra poco<br />

porteremo a termine la contrattualizzazione di tutti i<br />

Comuni che serviamo su notevole pressione dell’A.U.<br />

Dottor Antonio Russo. Devo evidenziare la presenza<br />

costante e la collaborazione su tutte le iniziative<br />

da parte del Presidente della Provincia Domenico<br />

Biancardi. Tutti adesso pagano assecondando il price<br />

cap, che regola i prezzi dell’operatore garantendo<br />

i clienti, stabilendo gli standard del servizio, e<br />

tutelando l’azienda che sa con sicurezza cosa deve fare<br />

e quanto deve farsi pagare”.<br />

Già, farsi pagare. La quota di Comuni morosi è<br />

ancora alta, vero?<br />

“Ci sono, inutile negarlo. Ma mettersi in pari<br />

conviene anche a loro. Noi i decreti ingiuntivi li<br />

facciamo partire senza se e senza ma. Poi i sindaci<br />

pagheranno con gli interessi a spese dei propri<br />

contribuenti e dovranno spiegare perché le tariffe sono<br />

più alte di altri posti. Guardi, a luglio di quest’anno<br />

avevamo già incassato quello che in tutto il 2020 non<br />

eravamo riusciti a fare. E le quote salgono sempre di<br />

più. Lo sa il segnale positivo che registriamo? Anche<br />

i Comuni più ostinati e quelli che fino a poco tempo<br />

fa preferivano organizzarsi con servizi alternativi<br />

adesso ci stanno chiedendo di rientrare. Ne abbiamo<br />

già una buona decina che chiedono di utilizzare<br />

<strong>Irpiniambiente</strong>”.


SITUAZIONE EREDITATA<br />

140 COMUNI TRA<br />

L’IRPINIA E IL SANNIO<br />

NEL 2020 UNA DECINA<br />

DI CONTRATTI ESISTENTI<br />

ENTRO FEBBRAIO 2022<br />

TUTTI CON CONTRATTO,<br />

CON TARIFFE<br />

CERTIFICATE<br />

E PROCEDURE ETICHE<br />

SA8000,<br />

ISO 14001 :2015,<br />

ISO 9001:2015


Gli alti e i bassi<br />

dei rapporti<br />

con i Comuni<br />

di <strong>Ottopagine</strong><br />

I contratti sottoscritti ex novo, i rinnovi ottenuti<br />

con i decreti: ecco per chi (e facendo cosa )<br />

<strong>Irpiniambiente</strong> si confronta tutti i giorni<br />

Il rapporto con le amministrazioni è il core<br />

business dell’azienda. Ovviamente, essendo un<br />

capitolo mediato da sensibilità politiche e qualità<br />

organizzative differenti, variabili da Comune<br />

a Comune, è come procedere su un terreno<br />

sconnesso. In poco più di un anno l’inversione di<br />

tendenza è netta, anche se il risultato finale, offrire<br />

un servizio preciso e ottenerne il giusto ristoro,<br />

presenta ancora delle criticità.<br />

Per una azienda la chiarezza nei rapporti è tutto.<br />

Soltanto i contratti, ovvero i rinnovi dopo<br />

l’approvazione delle nuove tariffe e procedure<br />

stabilite con il piano industriale, riescono a<br />

rappresentare punti di riferimento indifferibili. Al<br />

momento <strong>Irpiniambiente</strong> lavora in esclusiva per<br />

73 Comuni complessivamente. Con 26 Comuni<br />

gestisce il servizio di raccolta in condominio<br />

con aziende private, per sedici amministrazioni<br />

comunali <strong>Irpiniambiente</strong> effettuata esclusivamente<br />

lo smaltimento, in discarica o presso Stir.<br />

Tre Comuni della provincia di Avellino<br />

attualmente non effettuano neanche lo<br />

smaltimento degli indifferenziati.


Ad oggi, i Comuni con i quali sono stati sottoscritti atti<br />

di rinnovo e di rimodulazione attraverso la stipulazione<br />

di nuovi contratti, e che sono serviti esclusivamente da<br />

<strong>Irpiniambiente</strong> sono i seguenti:<br />

1 Ariano Irpino, in data 07/02/2019<br />

2 Atripalda, in data <strong>10</strong>/01/2019<br />

(anche spazzamento e servizi accessori)<br />

3 Avellino, in data 20/07/2017<br />

(anche spazzamento e servizi accessori)<br />

4 Cairano, in data 19/11/2018<br />

(anche spazzamento)<br />

5 Cervinara, in data 11/<strong>10</strong>/2017<br />

6 Guardia dei Lombardi, in data 06/09/2018<br />

7 Montemarano, in data 22/12/2016<br />

8 Pietrastornina, in data 31/<strong>10</strong>/2016<br />

9 Rotondi, in data 20/03/2017<br />

<strong>10</strong> Sant’Angelo dei Lombardi,<br />

in data 21/11/2019<br />

11 San Martino Valle Caudina,<br />

In data 26/<strong>10</strong>/2017<br />

12 Summonte, in data 05/06/2018.<br />

13 Taurasi, in data 17/05/2021<br />

In altri 50 Comuni il servizio di raccolta è effettuato esclusivamente<br />

da <strong>Irpiniambiente</strong> (attuazione del piano industriale<br />

con presa d’atto/delibera G.C. o C.C.):<br />

Aiello del Sabato, Bagnoli Irpino, Bisaccia, Candida, Capriglia Irpina,<br />

Cassano Irpino, Castel Baronia, Castelfranci,<br />

Castelvetere sul Calore, Contrada, Flumeri, Fontanarosa, Frigento,<br />

Gesualdo, Grottaminarda, Lauro, Luogosano,<br />

Manocalzati, Melito Irpino, Mercogliano<br />

(anche spazzamento), Mirabella Eclano, Montecalvo Irpino, Montefredane,Montaguto,<br />

Montella, Montemiletto, Monteverde,<br />

Moschiano, Mugnano del Cardinale, Nusco, Ospedaletto D’Alpinolo,<br />

Parolise, Paternopoli, Quadrelle, Quindici (anche spazzamento), San Nicola<br />

Baronia, San Potito Ultra, San Sossio Baronia, Santa Lucia di Serino,<br />

Sant’Angelo all’Esca, Savignano Irpino, Solofra, Sorbo Serpico, Sturno,<br />

Teora (anche spazzamento), Torella dei Lombardi, Tufo, Vallata,<br />

Vallesaccarda, Villamaina e Villanova del Battista.<br />

Nei seguenti 36 Comuni il servizio di raccolta è effettuato in parte<br />

dal Comune o da ditte private, ed è in essere proroga<br />

contratti/convenzioni con i Consorzi AV1 o AV2:<br />

Andretta, Aquilonia, Bonito, Calitri,<br />

Caposele, Carife, Cesinali, Chiusano San Domenico, Conza della<br />

Campania, Forino (anche spazzamento), Greci, Grottolella, Lacedonia,<br />

Lapio, Lioni,<br />

Montefalcione, Monteforte Irpino (anche spazzamento), Morra De<br />

Sanctis (anche spazzamento), Petruro Irpino,<br />

Pietradefusi, Prata Principato Ultra, Rocca San Felice, Salza Irpina,<br />

San Mango sul Calore, San Michele di Serino, Santa Paolina,<br />

Sant’Andrea di Conza,<br />

Sant’Angelo a Scala, Santo Stefano del Sole, Scampitella, Serino,<br />

Trevico,<br />

Venticano, Volturara Irpina, Torrioni, Zungoli.<br />

Nei sottoriportati 17 Comuni il servizio di raccolta è gestito<br />

in proprio dal Comune stesso od attraverso ditte private,<br />

con il conferimento, per alcuni, presso gli impianti di<br />

<strong>Irpiniambiente</strong>:<br />

Altavilla Irpina (indifferenziato impianto STIR)<br />

Avella ( indifferenziato e umido impianto STIR)<br />

Baiano (indifferenziato e umido impianto STIR)<br />

Calabritto, Casalbore, Chianche<br />

(indifferenziato impianto STIR)<br />

Domicella, Marzano di Nola<br />

(indifferenziato impianto STIR)<br />

Montefusco<br />

(indifferenziato ed umido impianto STIR)<br />

Montoro (indifferenziato ed umido impianto STIR)<br />

Pago del Vallo di Lauro<br />

(indifferenziato ed umido impianto STIR)<br />

Roccabascerana<br />

(indifferenziato ed umido impianto STIR)<br />

Senerchia, Sirignano<br />

(indifferenziato impianto STIR)<br />

Sperone (indifferenziato ed umido impianto STIR)<br />

Taurano (indifferenziato impianto STIR)<br />

Torre Le Nocelle (indifferenziato impianto STIR)


Rifiuti, firmato il<br />

contratto: a Teora<br />

l’impianto per<br />

20mila tonnellate<br />

di umido<br />

di <strong>Ottopagine</strong><br />

<strong>Irpiniambiente</strong> affida l’appalto a un consorzio di<br />

cooperative di Forlì, per un importo di 7 milioni<br />

L’Irpinia prova a recuperare i ritardi sulla<br />

realizzazione dell’impiantistica necessaria<br />

a chiudere il ciclo integrato dei rifiuti.<br />

Sottoscritto a Teora il contratto di appalto<br />

per i lavori di ammodernamento funzionale<br />

dell’impianto di compostaggio in località<br />

Fiumicello.<br />

Irpinimbiente, in qualità di stazione<br />

appaltante, ha affidato l’opera a un consorzio<br />

di cooperative di Forlì per un importo<br />

complessivo di 7 milioni di euro. Alla firma<br />

dell’atto sono intervenuti l’amministratore<br />

unico Antonio Russo e il direttore generale<br />

della società provinciale di gestione dei<br />

rifiuti, Armando Masucci con il delegato del<br />

consorzio di cooperative che si è aggiudicato<br />

l’appalto, Maurizio Errico.<br />

Il progetto esecutivo di tutti gli interventi<br />

dovrà essere consegnato entro 45 giorni<br />

dalla stipula del contratto. Il tempo utile<br />

per ultimare tutti i lavori è fissato in 432<br />

giorni, ovvero un anno tre mesi circa. Nel caso<br />

di mancato rispetto del termine sarà applicata<br />

una penale giornaliera dell’1 per mille<br />

dell’intero importo contrattuale.<br />

Il finanziamento dell’opera di ampliamento<br />

dell’impianto di Teora è regionale, e rientra in<br />

una programmazione nota da tempo, giunta<br />

ora alla soglia del cantiere. Il potenziamento<br />

dell’attuale impianto (con una capacità


Il momento della firma<br />

del contratto da parte<br />

del direttore Masucci<br />

IL FUTURO


suppletiva di 12mila tonnellate in più porterà<br />

il sito a trattare fino a 20 mila tonnellate di<br />

rifiuto umido (organico) all’anno. Attualmente<br />

è autorizzato per una potenzialità di 6mila<br />

tonnellate. L’impianto di Teora riceve la frazione<br />

organica derivante dagli sfalci e dalle potature da<br />

raccolta differenziata di 15 comuni confinanti.<br />

Stando a quanto dichiarato dal Governatore<br />

Vincenzo De Luca nel febbraio scorso, Teora (come<br />

Pomigliano d’Arco, dove si tratteranno 330mila<br />

tonnellate l’anno) è giunta alla fase esecutiva in<br />

breve tempo poiché non richiede una Via (la<br />

Valutazione di Impatto Ambientale) essendo già un<br />

impianto esistente.<br />

Con l’ampliamento di Teora la provincia di<br />

Avellino non raggiunge un livello di autonomia<br />

completo: a regime le 20mila tonnellate di Teora<br />

non copriranno per intero il fabbisogno interno,<br />

destinato a crescere con il raggiungimento della<br />

soglia minima del 65 per cento di raccolta<br />

differenziata.<br />

Sarà dunque necessario procedere con la<br />

realizzazione del secondo impianto previsto<br />

dal Piano Regionale, probabilmente quello di<br />

Chianche, a dispetto delle forti proteste dei<br />

territori che si oppongono da tempo a un nuovo<br />

sito di stoccaggio e trattamento dei rifiuti nel cuore<br />

dell’areale del Greco di Tufo, uno dei tre vini Docg<br />

del nostro territorio.<br />

La partita tuttavia non può dirsi chiusa. E’ stato<br />

convocato per il prossimo 4 dicembre alle <strong>10</strong> e 30<br />

il Consiglio d’ambito dell’Ato rifiuti di Avellino nel<br />

corso del quale si procederà all’elezione del nuovo<br />

presidente dell’ente. L’articolo 34 della Legge<br />

regionale 26 maggio 2016, n. 14 prevede infatti<br />

che la scelta per la localizzazione degli impianti<br />

spetti agli Ato Rifiuti.<br />

IL FUTURO


Presto una nuova sede,<br />

la Fondazione con i corsi<br />

universitari<br />

e il ritorno degli operatori<br />

di quartiere<br />

di <strong>Ottopagine</strong><br />

A Pianodardine il trasferimento di tutti gli uffici<br />

Accordi con Unisa, Arpac e Istituto zooprofilattico<br />

A gennaio la stazione di trasferenza per Avellino


Non c’è soltanto l’impianto di<br />

compostaggio a Teora a rappresentare il futuro<br />

già tracciato per <strong>Irpiniambiente</strong>.<br />

La società è a un passo dal realizzare il<br />

proprio posizionamento all’interno della<br />

zona di Pianodardine. La nuova sede di<br />

<strong>Irpiniambiente</strong> prenderà posto in un ex<br />

agglomerato industriale capace di accorpare<br />

la palazzina per gli uffici amministrativi e i<br />

600 dipendenti, unitamente a 20mila metri<br />

quadri del parcheggio per i propri mezzi. Tutto<br />

sarà più facile e funzionale, dimensionato<br />

all’importanza dei numeri con i quali la società<br />

fa business su due province.<br />

Un risultato, questo della nuova sede,<br />

ottenuto non senza le difficoltà ad insinuarsi<br />

nel fallimento del gruppo precedentemente<br />

titolare degli impianti.<br />

Attraverso un protocollo d’intesa con<br />

l’Università degli Studi di Fisciano, l’Istituto<br />

zooprofilattico di Portici, l’Arpac e grossi<br />

imprenditori privati, <strong>Irpiniambiente</strong> ha anche<br />

dato vita ad un progetto per una Fondazione,<br />

che presto avvierà corsi universitari di<br />

Istruzione tecnica superiore, equiparabili<br />

a lauree triennali per la formazione di<br />

figure specifiche a sostegno delle aziende e<br />

dell’ambiente e marketing delle produzioni e<br />

trasformazioni agroalimentari.<br />

In tema di premialità per le migliori<br />

performance di raccolta differenziata,<br />

il direttore Masucci e l’amministratore<br />

Russo stanno per concretizzare l’attività<br />

dell’operatore ecologico di quartiere. Un<br />

ritorno a quello che negli anni ‘70 era<br />

rappresentato dal netturbino di strada, una<br />

figura di riferimento fissa, molto popolare, che<br />

si occupava dello spazzamento di specifiche<br />

parti della città, fino a diventare un punto di<br />

riferimento per interi quartieri.<br />

L’evoluzione di questo strumento gestionale<br />

porterà all’istituzione di premi legati alle<br />

strade più pulite. Premi che avranno come<br />

riferimento le squadre di <strong>Irpiniambiente</strong><br />

che si occupano dei quartieri (nel caso di<br />

strade trascurate l’azienda saprà con chi<br />

prendersela), alle quali saranno destinate<br />

parte delle risorse che a pioggia venivano<br />

riconosciute come premi di produzione. Uno<br />

storno che incentiverà la serietà nel lavoro e<br />

che, d’intesa con le amministrazioni locali,<br />

potrà sfociare anche in agevolazioni e sconti<br />

sulle tariffe per gli abitanti che, collaborando<br />

per rendere altissima la quota di differenziata,<br />

contribuiranno al funzionamento di tutto il<br />

sistema.<br />

Passi che ci avvicinerebbero ai sistemi<br />

avanzatissimi delle città del nord, d’Italia e<br />

d’Europa. Partendo dal recupero anche di<br />

infrastrutture venute meno negli ultimi tempi:<br />

come la stazione di trasferenza prima attiva<br />

presso campo Genova e di punto in bianco<br />

dismessa per far spazio al mercato settimanale.<br />

I lavori presso gli ex impianti della Cecchini<br />

termineranno entro dicembre per rendere<br />

agibile l’area per il deposito di ingombranti a<br />

partire dai primi giorni di febbraio.<br />

L’Amministratore<br />

Unico<br />

Antonio Russo

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