INSIEMI - CCL, storie da abitare_Cohabitat Lambrate
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Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare
<strong>INSIEMI</strong>: LEGGIMI + ASCOLTAMI<br />
un progetto multimediale di<br />
<strong>CCL</strong> per raccontare le <strong>storie</strong> più<br />
significative di questi ultimi anni.<br />
Dando voce ai protagonisti.<br />
ASCOLTAMI<br />
IL PODCAST DI <strong>CCL</strong>
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
© Stefano Anzini<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare
© Stefano Anzini<br />
LA MAPPA<br />
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
MATILDE ARDUINI<br />
SIMONE PERACCHI<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
33 ANNI, DESIGNER TITOLARE DELLO<br />
STUDIO GRAFICO UR APPLIED DESIGN<br />
A LAMBRATE.<br />
31 ANNI, COFONDATORE INSIEME A<br />
MATILDE DELLO STUDIO GRAFICO<br />
UR APPLIED DESIGN.
| IL QUARTIERE |<br />
LE RADICI<br />
<strong>Lambrate</strong> ha una storia antica. Un’identità<br />
forte che arriva <strong>da</strong> lontano.<br />
Comune autonomo rispetto a Milano fino al<br />
1923, ancora oggi è un quartiere vivace, ricco<br />
di botteghe, trattorie, luoghi del lavoro e della<br />
socialità, circoli e oratori.<br />
La cesura della ferrovia rende il quartiere<br />
una zona interclusa, eppure <strong>Lambrate</strong> è<br />
parte integrante della città.<br />
L’ANIMA INDUSTRIALE<br />
Il quartiere ha attraversato tante vite.<br />
Negli anni Trenta, e ancor più nel secondo<br />
dopoguerra, è stato sede di vere eccellenze<br />
dell’industria italiana come l’Innocenti, culla<br />
della mitica Lambretta, la Colombo, la Cinelli,<br />
la FAEMA, la Bracco, la Brionvega solo per<br />
citare le più importanti. Fabbriche che nel<br />
periodo d’oro facevano affluire <strong>da</strong>ll’hinterland<br />
circa 20mila lavoratori pendolari creando<br />
un indotto di attività artigianali, sin<strong>da</strong>cali e<br />
politiche. Dalla fine degli anni Settanta, le<br />
fabbriche hanno chiuso i battenti o si sono<br />
delocalizzate lasciando dietro di sé capannoni<br />
abbandonati e grandi aree <strong>da</strong> reinventare.<br />
4_
GLI ANNI DEL DESIGN<br />
Una ‘secon<strong>da</strong> vita’ più glamour e mon<strong>da</strong>na<br />
<strong>Lambrate</strong> l’ha avuta negli anni Duemila<br />
quando è diventato uno dei poli più vivaci del<br />
Fuorisalone. Gallerie d’arte e di design hanno<br />
invaso via Ventura e l’area limitrofa, aprendo<br />
il quartiere a giovani e stranieri. Gli spazi sono<br />
diventati estremamente ambiti e appetibili<br />
e, nel giro di qualche anno, i prezzi sono<br />
schizzati alle stelle costringendo il rutilante<br />
mondo del design a spostarsi altrove.<br />
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
GRANDI SFIDE PER IL FUTURO<br />
Nei prossimi dieci anni <strong>Lambrate</strong> vivrà diverse<br />
metamorfosi: lo scalo ferroviario fa parte del<br />
piano strategico per la rigenerazione degli<br />
scali dismessi milanesi, le aree industriali<br />
sono location ambite per nuove iniziative<br />
immobiliari a prevalenza residenziale, e la<br />
Scala ha scelto di trasferire qui, entro il 2026,<br />
la sua Magnifica Fabbrica con le prestigiose<br />
sale prove e gli atelier oggi in via Tortona.<br />
Insomma <strong>Lambrate</strong> si prepara a scrivere un<br />
altro capitolo della sua storia.<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
5_
Indice<br />
4_ Il quartiere 7_ Il coordinatore: un cambio di passo 10_ Il testimonial: la parola al Puma di<br />
<strong>Lambrate</strong> 14_ La voce dei soci: rispetto alla casa di prima questo è un salto di qualità 16_ Sarà<br />
bello veder crescere qui la nostra bambina 18_ Da affittuari a proprietari 20_ Cohousing<br />
mon amour 22_ Gente di quartiere: otto murales raccontano l’anima industriale e agricola di<br />
questa parte di città 24_ Caffè, tè e cordialità 26_ Vivi<strong>Lambrate</strong> 30_ I numeri: il progetto<br />
nel quartiere 31_ I numeri di <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> 32_ Il progettista: un case study che mi<br />
rende orgoglioso 36_ Il direttore lavori: la sfi<strong>da</strong> maggiore: mediare tra le parti 38_ Cooperativa<br />
Dorica: una storia lunga quarant’anni 40_ I partner: l’incontro di due mondi, in un’unica visione<br />
42_ La parola a <strong>CCL</strong>: con <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> si apre una nuova fase di <strong>CCL</strong> 46_ Glossario<br />
6_
| IL COORDINATORE |<br />
UN CAMBIO<br />
DI PASSO<br />
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
È<br />
in uno dei grandi vuoti urbani<br />
di <strong>Lambrate</strong>, quello un<br />
tempo occupato <strong>da</strong>ll’azien<strong>da</strong><br />
Gola Bombelli, che è nato il progetto<br />
di cui vi vogliamo parlare in queste<br />
pagine: le due palazzine di nuova<br />
costruzione in via Pitteri 93 realizzate<br />
<strong>da</strong>lla Cooperativa Dorica, che fa capo<br />
al Consorzio Cooperative Lavoratori, e<br />
<strong>da</strong> Ecopolis Casa, che compete a Delta<br />
Ecopolis.<br />
La Cooperativa Dorica ha un<br />
legame collau<strong>da</strong>to e di lunga <strong>da</strong>ta<br />
con <strong>Lambrate</strong>, qui gode di un’ottima<br />
reputazione grazie a due progetti<br />
precedenti risalenti rispettivamente<br />
agli anni Ottanta e Duemila.<br />
L’intervento di via Pitteri però<br />
registra un salto di qualità.<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
7_
| IL COORDINATORE |<br />
Le ragioni sono diverse:<br />
è stata avviata una collaborazione virtuosa<br />
con Delta Ecopolis, cooperativa del mondo di<br />
Lega Coop, con cui abbiamo condiviso l’intero<br />
progetto, lavorando gomito a gomito in tutte le fasi<br />
dell’intervento. L’esito positivo dimostra come si<br />
può fare cooperazione mettendo insieme energie<br />
ed esperienze diverse, senza gelosie e pregiudizi.<br />
Coesione<br />
sociale<br />
per città<br />
più eque e<br />
vivibili.<br />
Abbiamo affi<strong>da</strong>to il progetto a un grande<br />
studio di architettura, l’Atelier(s) Alfonso Femia,<br />
che ha perseguito soluzioni di qualità difficili <strong>da</strong><br />
trovare in altri interventi destinati a edilizia residenziale sociale. Un risultato<br />
ottenuto grazie ad un dialogo continuo tra le parti.<br />
I valori di assegnazione - per vendita e affitto - sono stati eccezionalmente<br />
vantaggiosi. Il nostro obiettivo di calmierare i prezzi e di contrastare il processo<br />
di gentrificazione diffuso in questa zona della città, particolarmente ambita per la<br />
vicinanza dell’università, può dirsi riuscito.<br />
Abbiamo riservato una quota sostanziosa di appartamenti alla locazione (46<br />
rispetto ai 104 in proprietà) <strong>da</strong>ndo anche a chi non ha i mezzi per comprare casa<br />
l’opportunità di trovare una consona soluzione abitativa.<br />
Gui<strong>da</strong>ti <strong>da</strong>llo stesso principio, abbiamo realizzato due cohousing, abitazioni<br />
condivise, per un totale di 26 posti letto destinati a giovani o genitori single. Una<br />
soluzione mai percorsa prima che ha richiesto una normativa specifica messa a<br />
punto con il Comune di Milano.<br />
8_
Abbiamo mischiato proprietà/affitto/cohousing creando un mix abitativo<br />
fertile e vitale.<br />
Insieme ai soci abbiamo scelto come utilizzare gli spazi comuni, come<br />
arre<strong>da</strong>rli, quali attività organizzare per tenerli vivi. Le nostre scelte non sono mai<br />
calate <strong>da</strong>ll’alto ma sono sempre scelte condivise. Solo così si crea quel senso di<br />
appartenenza fon<strong>da</strong>mentale per <strong>da</strong>r vita a una comunità che si regge sulle relazioni<br />
Cohousing:<br />
esperimento<br />
riuscito<br />
a<strong>da</strong>tto ai<br />
giovani.<br />
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
tra i suoi abitanti. La coesione sociale è il primo<br />
passo per città più eque, sicure e vivibili.<br />
Infine, abbiamo voluto che l’intervento<br />
fosse permeabile rispetto al quartiere. <strong>Cohabitat</strong><br />
<strong>Lambrate</strong> nasce dentro a input urbanistici che<br />
destinano una quota a spazi commerciali. La scelta<br />
è stata di interconnettere i servizi con le nostre case<br />
e con il quartiere. Così la farmacia, la profumeria,<br />
il parrucchiere e l’asilo si affacciano su uno spazio<br />
che è di proprietà delle cooperative ma di fatto è<br />
anche uno spazio semi pubblico fruibile <strong>da</strong> tutti.<br />
Volevamo creare una comunità di abitanti, credo di non peccare di presunzione<br />
se dico che ci siamo riusciti. Con <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> abbiamo reso visibile il<br />
principio che un progetto è sempre il risultato di un’idea, un obiettivo, e soprattutto,<br />
di un lavoro corale.<br />
ALESSANDRO GALBUSERA<br />
58 ANNI, ARCHITETTO, HA COORDINATO COHABITAT LAMBRATE. VICEPRESIDENTE DI <strong>CCL</strong> SEGUE IN PRIMA PERSONA<br />
L’ASSOCIAZIONE ‘NOI COOP’ CHE SI PONE L’OBIETTIVO DI CREARE OPPORTUNITÀ DI CONDIVISIONE TRA I SOCI.<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
9_
| IL TESTIMONIAL |<br />
Qui c’è un<br />
senso di<br />
appartenenza<br />
difficile<br />
<strong>da</strong> trovare<br />
altrove.<br />
FABIO TREVES<br />
72 ANNI, È UNO DEI BLUESMAN PIÙ FAMOSI D’ITALIA. HA COLLABORATO CON FRANK ZAPPA, MINA, CELENTANO,<br />
BRANDUARDI, BERTOLI, IVAN GRAZIANI, ELIO E LE STORIE TESE E J-AX. DAGLI ANNI SETTANTA È CONOSCIUTO COME<br />
‘IL PUMA DI LAMBRATE’, DA QUANDO UN GIORNALISTA - IN OCCASIONE DI UN CONCERTO MILANESE DEL GRANDE<br />
JOHN MAYALL CONOSCIUTO COME ‘IL LEONE DI MANCHESTER’ – SCRISSE: ‘QUI NOI ABBIAMO IL PUMA DI LAMBRATE,<br />
CIOÈ FABIO TREVES’. NEL 1974 FONDA LA TREVES BLUES BAND CON LA QUALE SI ESIBISCE ANCORA OGGI.<br />
10_
LA PAROLA AL<br />
PUMA DI LAMBRATE<br />
Il mio Mississippi è stato il fiume Lambro.<br />
Per me <strong>Lambrate</strong> è un quartiere blues,<br />
soli<strong>da</strong>le e popolare. Non è stato travolto<br />
<strong>da</strong>lla frenesia e <strong>da</strong>ll’indifferenza milanesi. Amo<br />
<strong>Lambrate</strong>. Sono legato a questo quartiere. Mi<br />
fa sentire a casa. <strong>Lambrate</strong> ha una sua identità<br />
forte. C’è un senso di appartenenza. Rispetto a<br />
sessant’anni fa, non mi sembra tanto cambiato.<br />
Certo allora c’era più verde e i casermoni di via<br />
Feltre non erano ancora stati costruiti. C’erano<br />
le fabbriche quelle sì: l’Innocenti, la Bracco,<br />
la FAEMA. Erano gli anni delle lotte sociali. Mi<br />
piaceva quel senso di fratellanza e di soli<strong>da</strong>rietà<br />
che si respirava. Da studente del Liceo Classico<br />
Carducci, animato <strong>da</strong> idee di equità sociale,<br />
an<strong>da</strong>vo a volantinare di fronte ai cancelli delle<br />
fabbriche. ‘Tu sei uno studente – mi dicevano gli<br />
operai - se vuoi torni a casa e ti rimetti sotto le<br />
coperte, noi invece iniziamo un turno di 8 ore’.<br />
Era vero. Mi è servito a ragionare con la mia<br />
testa, a capire che se volevo fare musica dovevo<br />
trasmettere emozioni e possibilmente servire<br />
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
nobili cause per un mondo migliore. Per me il<br />
blues è una filosofia di vita. Come l’esperanto,<br />
unisce, riesce a far parlare tra loro lingue<br />
diverse, generi, persone. Il blues è apertura.<br />
Milano è il comune della mo<strong>da</strong>, del design,<br />
della Scala, di tante eccellenze eppure rischia<br />
di imboccare una stra<strong>da</strong> di esclusione sociale,<br />
di espulsione delle masse a favore di un’élite<br />
facoltosa e lontana <strong>da</strong>lla realtà. La mia ricetta<br />
per la città del futuro è una tautologia: quando<br />
la gente sta bene... sta bene. Cioè quando ai<br />
cittadini <strong>da</strong>i qualcosa che li fa stare bene sei già<br />
sulla buona stra<strong>da</strong>. Parlo di iniziative semplici,<br />
inclusive, che non necessitano di grandi<br />
investimenti. Un esempio per tutti: permetti ai<br />
musicisti di suonare per stra<strong>da</strong> gratis. Costruisci<br />
palchi dove far suonare musica classica, pop,<br />
jazz, blues, rock. Insomma, crea occasioni<br />
di incontro, di aggregazione, di conoscenza<br />
dell’altro... solo così si forma coesione sociale<br />
che porta con sé anche sicurezza. Questi<br />
sono semi che un giorno diventeranno alberi.<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
11_
LEGGIMI<br />
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Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare
| LA VOCE DEI SOCI |<br />
RISPETTO ALLA CASA DI PRIMA<br />
QUESTO È UN SALTO DI QUALITÀ<br />
Sono venuto a conoscenza del progetto<br />
di <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> in maniera<br />
fortuita. È stata una mia cliente a<br />
parlarmene: ’Perché non vai a vedere?’ mi<br />
ha detto. Così un giorno sono passato a <strong>da</strong>re<br />
un’occhiata, c’era solo un grande buco nel<br />
terreno. Mi sono fermato a fare due chiacchiere<br />
con un signore cortese ed entusiasta, era Cesare<br />
Monti, il presidente di Dorica. È merito suo se<br />
mi si è accesa una lampadina. Il fatto che anche<br />
lui, uno dei fon<strong>da</strong>tori della cooperativa, avesse<br />
preso casa lì mi è sembrata una garanzia in più<br />
sull’ottima qualità dell’iniziativa.<br />
Gli appartamenti erano già quasi tutti<br />
assegnati. Non avevo molta scelta, uno però<br />
era perfetto: al 6° piano, una vista spettacolare<br />
sullo skyline di Milano, doppia esposizione, due<br />
balconi. Non avrei potuto desiderare niente di<br />
meglio. Insieme a mia moglie abbiamo colto la<br />
palla al balzo.<br />
Il condominio dove vivevamo prima era degli<br />
anni ‘70, se il vicino tossiva era come averlo in<br />
casa. Qui abbiamo fatto un balzo eccezionale<br />
in termini di coibentazione, insonorizzazione,<br />
impianto geotermico, ventilazione. Le finiture,<br />
che in parte abbiamo personalizzato rispetto<br />
al capitolato, ci piacciono. Insomma è un<br />
bel appartamento inserito in un più ampio<br />
intervento di edilizia di qualità. Credo che se<br />
in periferia ci fossero più riqualificazioni di<br />
questo tipo Milano avrebbe un futuro più roseo.<br />
Ho scoperto<br />
il progetto<br />
per caso:<br />
un gran<br />
colpo di<br />
fortuna.<br />
14_
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
FABRIZIO LEPRI<br />
57 ANNI, TITOLARE DI UN SALONE DI BELLEZZA IN CENTRO, È NATO ED È SEMPRE VISSUTO IN CITTÀ STUDI. NEL 2014 HA ADERITO<br />
ALL’INIZIATIVA COHABITAT LAMBRATE DIVENTANDONE SOCIO. OGGI È PROPRIETARIO DI UN APPARTAMENTO IN VIA PITTERI E<br />
CONSIGLIERE DI SCALA.<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
15_
| LA VOCE DEI SOCI |<br />
FRANCESCA SILVA, ALBERTO SAMORI E LA PICCOLA DIANA<br />
FRANCESCA, 39 ANNI, LAVORA NELLA MODA, ALBERTO, 39 ANNI, È INGEGNERE. HANNO ADERITO A COHABITAT LAMBRATE NEL 2014.<br />
SONO PROPRIETARI DI UN APPARTAMENTO. LA PICCOLA DIANA DI 1 ANNO È NATA QUI.<br />
16_
SARÀ BELLO VEDER CRESCERE<br />
QUI LA NOSTRA BAMBINA<br />
Possiamo dire che Diana, la nostra<br />
bambina di un anno, è nata qui.<br />
I due edifici di <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> in<br />
via Pitteri sono pieni di giovani coppie con figli<br />
piccoli. Sarà bello vederli crescere insieme,<br />
sentirli giocare all’aperto al piano terra come<br />
accadeva nei cortili di una volta.<br />
Il primo compleanno di Diana lo abbiamo<br />
organizzato nello spazio comune, una festa<br />
con tanto di palloncini, addobbi e torta con<br />
‘LA’ candelina. Sempre qui, abbiamo brin<strong>da</strong>to<br />
per il Capo<strong>da</strong>nno 2019/20 con alcuni soci della<br />
cooperativa, quelli con cui abbiamo legato in<br />
questi anni di realizzazione del progetto. Perché<br />
è vero, una casa in cooperativa favorisce di<br />
più i rapporti rispetto a ciò che accade in un<br />
condominio classico.<br />
All’inizio l’iter del progetto non è stato<br />
semplice perché i vicini hanno fatto ricorso e<br />
il progetto ha subito uno stop di un anno. Per<br />
fortuna, sorpassato l’intoppo iniziale le cose<br />
sono an<strong>da</strong>te via lisce. A quel punto, partecipare<br />
alle riunioni della Cooperativa Dorica ed essere<br />
aggiornati sullo stato di avanzamento lavori era<br />
una vera soddisfazione.<br />
Abbiamo partecipato a ogni fase del progetto<br />
e oggi è come se la casa fosse un po’ più nostra.<br />
Quando finalmente abbiamo avuto le chiavi in<br />
mano è stato un momento di grande emozione:<br />
eravamo giunti alla fine di un processo lungo ma<br />
ce l’avevamo fatta!<br />
Seguendo<br />
ogni<br />
fase del<br />
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
progetto,<br />
la casa<br />
alla fine<br />
la senti<br />
più tua.<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
17_
| LA VOCE DEI SOCI |<br />
DA AFFITTUARI A PROPRIETARI<br />
Siamo soci dell’iniziativa Common Housing<br />
Bisceglie che si concluderà nel 2023.<br />
Certo avremmo anche potuto acquistare<br />
casa con i prezzi di mercato ma, in questo caso,<br />
avremmo dovuto accontentarci di una soluzione<br />
meno a<strong>da</strong>tta alle nostre esigenze e fare comunque<br />
sacrifici notevoli che non ci avrebbero permesso<br />
di affrontare serenamente il nostro matrimonio e<br />
questa fase della nostra vita.<br />
Due anni fa eravamo alla ricerca di una casa<br />
in affitto in attesa che si completasse il progetto<br />
Bisceglie: ci siamo guar<strong>da</strong>ti in giro e ci è caduta<br />
la mascella, i prezzi milanesi erano altissimi.<br />
Per questo ci siamo rivolti a <strong>CCL</strong> chiedendo se<br />
avessero delle soluzioni di transizione fino al 2023,<br />
ed eccoci qui a <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong>.<br />
L’appartamento è luminoso, silenzioso, dotato<br />
di un grande balcone che durante la pandemia è<br />
stata la nostra salvezza. Queste qualità, le finiture,<br />
la domotica, la distribuzione degli spazi, tutto ci<br />
fa ben sperare su quella che sarà la nostra futura<br />
casa di proprietà.<br />
Qui a <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> abbiamo anche<br />
potuto verificare con mano che i rapporti umani<br />
sono più caldi che altrove. Una cooperativa ha<br />
dietro di sé persone che hanno voglia di vivere in<br />
un contesto comunitario. La pandemia è stata la<br />
cartina di tornasole: quando abbiamo chiesto se<br />
c’era qualcuno che potesse prestarci la tastiera<br />
del pc per fare smart working - il lockdown ci<br />
aveva presi alla sprovvista - più di uno si è reso<br />
disponibile.<br />
È un ambiente bello per le famiglie con<br />
bambini piccoli ma anche per gli anziani che si<br />
trovano a giocare a carte nello spazio comune.<br />
I rapporti<br />
umani qui<br />
sono più<br />
caldi, è il<br />
DNA di chi<br />
sceglie la<br />
cooperativa.<br />
18_
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
SIMONE GALPAROLI E MARGHERITA BANAL<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
MARGHERITA 32 ANNI, EDITOR; SIMONE 29 ANNI, SVILUPPATORE SOFTWARE: I GENITORI DI SIMONE VIVONO IN UNA CASA DI <strong>CCL</strong><br />
E I SUOI NONNI IN UNA CASA COSTRUITA DALLE ACLI. INSOMMA UNA LUNGA TRADIZIONE FAMILIARE COSTRUITA SULLA FIDUCIA.<br />
19_
| LA VOCE DEI SOCI |<br />
COHOUSING<br />
MON AMOUR<br />
KAVE NIKINEZHAD<br />
IRANIANO, 27 ANNI, LAUREATO IN ARCHITETTURA A RASHT (IRAN), A MILANO SEGUE LA SPECIALIZZAZIONE IN PIANIFICAZIONE URBANA<br />
E POLITICHE TERRITORIALI. LAVORA COME MEDIATORE CULTURALE IN TRIENNALE. È AFFITTUARIO DI UNA STANZA DEL COHOUSING.<br />
20_
Sono arrivato a Milano nel settembre<br />
2019. Per cinque mesi ho condiviso<br />
un bilocale ad Abbiategrasso con<br />
tre amici iraniani. Spendevo 300 euro al mese<br />
ma ero lontano <strong>da</strong>ll’università e la qualità era<br />
bassa. Quando una mia amica mi ha parlato<br />
di questo progetto, mi sono precipitato nella<br />
sede di <strong>CCL</strong> e ho compilato i moduli richiesti.<br />
Dopo poco mi hanno chiamato: ero stato<br />
accettato.<br />
A <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> spendo la stessa<br />
cifra di prima ma ho molti vantaggi: la casa è<br />
moderna e minimalista, il condominio ha spazi<br />
comuni, nel canone mensile sono comprese<br />
tutte le spese e vivo a due passi <strong>da</strong> Città Studi.<br />
L’aspetto più interessante è che condivido la<br />
casa con altri studenti: due indiani, un iraniano,<br />
cinque italiani, una ragazza russa. È bello vivere<br />
a contatto di tante culture diverse. La considero<br />
un’opportunità di crescita personale molto<br />
importante.<br />
Quando torno a casa c’è sempre qualcuno<br />
con cui bere un bicchiere e fare due chiacchiere,<br />
non sono mai solo. Per me, che vivo tanto<br />
lontano <strong>da</strong> casa, è una consolazione. Tra alcuni<br />
di noi sono nate proprio delle belle amicizie.<br />
Il cohousing è un concetto nuovo soprattutto<br />
in Italia: non è un dormitorio, non è una famiglia,<br />
è una via di mezzo.<br />
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
È bello<br />
vivere a<br />
contatto<br />
con tante<br />
culture<br />
diverse.<br />
Non sempre tutto scorre liscio. Vivere<br />
in mezzo a persone tanto diverse è difficile,<br />
bisogna essere flessibili, sapersi a<strong>da</strong>ttare.<br />
Per questo è più facile quando si è giovani. Il<br />
cohousing insegna che si può vivere insieme.<br />
È un esercizio. Questo è un seme che spero si<br />
diffon<strong>da</strong> e contagi il quartiere e la città.<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
21_
| GENTE DI QUARTIERE |<br />
di realizzare<br />
dei murales negli<br />
L’idea<br />
androni degli edifici<br />
di <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> e lungo<br />
il muro di cinta è nata <strong>da</strong>lle<br />
Cooperative.<br />
La prima telefonata che<br />
abbiamo ricevuto è stata<br />
quella del presidente, Cesare<br />
Monti, che ci ha ventilato<br />
l’idea di omaggiare le aziende<br />
storiche del quartiere con dei<br />
murales dedicati seguendo la<br />
tradizione del quartiere.<br />
Lo sviluppo è stato lungo.<br />
Abbiamo iniziato con una fase<br />
di ricerca storica su quelle<br />
che erano state le aziende<br />
del comparto industriale di<br />
<strong>Lambrate</strong>: Faema, Cinelli,<br />
Brionvega, Gola Bombelli e<br />
altre. In tutto una decina.<br />
A questa ricerca è<br />
seguita una fase di bozzetto.<br />
Tecnicamente la realizzazione<br />
dei murales è stata piuttosto<br />
curiosa: prima li abbiamo<br />
disegnati al computer, poi sono<br />
stati proiettati e ricalcati a<br />
matita e solo alla fine dipinti a<br />
pennello.<br />
Il progetto è costituito <strong>da</strong><br />
6 murales interni, ogni scala<br />
presenta il suo specifico.<br />
L’idea era quella di far sì che<br />
i condomini si identificassero<br />
con il murale e dicessero:<br />
‘abito nella scala Brionvega’,<br />
‘io invece in quella Bombelli’.<br />
22_
Tutti i murales a livello<br />
stilistico si assomigliano.<br />
Abbiamo adottato scelte<br />
omogenee sia <strong>da</strong> un punto<br />
di vista cromatico sia<br />
dell’approccio al soggetto. Per<br />
quanto riguar<strong>da</strong> quest’ultimo<br />
c’è sempre il prodotto legato<br />
all’azien<strong>da</strong> di riferimento e<br />
l’inserimento di figure umane<br />
fuori scala a volte grandi altre di<br />
dimensioni lillipuziane. Uomini<br />
che salgono sul prodotto come<br />
nel caso dei ballerini sopra al<br />
radiofonografo Brionvega o<br />
dentro alla macchina del caffè di<br />
FAEMA che nel murales assume<br />
le sembianze di un bar affollato<br />
di avventori.<br />
Oltre a quelli negli androni<br />
delle nuove palazzine abbiamo<br />
realizzato altri due murales<br />
più lunghi che corrono sul<br />
muro di cinta perimetrale, uno<br />
verso l’interno del complesso<br />
residenziale, l’altro affacciato<br />
verso la città.<br />
In questi due interventi,<br />
sono rappresentate tematiche<br />
più generali: all’interno le<br />
cascine e i mulini storici<br />
raccontano l’anima più agricola<br />
di questa parte di città,<br />
all’esterno sono la ferrovia e<br />
le due stazioni di <strong>Lambrate</strong> ad<br />
essere le protagoniste.<br />
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
MATILDE ARDUINI<br />
SIMONE PERACCHI<br />
MATILDE 33 ANNI, SIMONE 31 ANNI,<br />
SONO DUE GIOVANI DESIGNER<br />
TITOLARI DI UR APPLIED DESIGN<br />
STUDIO CON SEDE A LAMBRATE.<br />
SI OCCUPANO DI GRAFICA,<br />
EDITORIA, BRAND IDENTITY. SI<br />
DEDICANO A PROGETTI I CUI<br />
OBIETTIVI RIGUARDANO TEMI<br />
LEGATI ALLA COLLETTIVITÀ, ALLA<br />
VALORIZZAZIONE DELLE DIVERSITÀ,<br />
ALLA TERRITORIALITÀ, ALLA<br />
DIFFUSIONE DELLA CULTURA E<br />
ALL’INCLUSIONE.<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
23_
| GENTE DI QUARTIERE |<br />
CAFFÈ, TÈ<br />
E CORDIALITÀ<br />
L<br />
ambrate è nel mio cuore, quando parlo<br />
di questo quartiere mi commuovo.<br />
Da bambino abitavo in via Conte Rosso<br />
dove mio nonno prima e mio padre poi gestivano<br />
una drogheria. Nel 1964 ricordo ancora che mia<br />
mamma mi prese per mano e mi portò qui in via<br />
Rombon a visitare il cantiere di questo palazzo<br />
dove al piano terra papà voleva trasferire la sua<br />
attività. Nacque allora la Torrefazione Consolini.<br />
Intorno c’erano solo campi.<br />
Nei primi anni Sessanta, <strong>Lambrate</strong> era un<br />
paese, vivace, bello, pieno di negozi e attività.<br />
Ci si conosceva tutti: c’era il salumiere con la<br />
matita dietro l’orecchio, d’estate si mangiava<br />
l’anguria, c’erano i cortili dove noi bambini<br />
giocavamo, la trattoria aveva una bocciofila<br />
dove mio nonno si fermava a fumare il sigaro<br />
e a scrivere con la sua bella calligrafia le<br />
lettere di chi non era altrettanto istruito...<br />
un altro pianeta! La gente era molto diversa.<br />
Ci si aiutava, si faceva festa insieme.<br />
Oggi le cose sono completamente diverse, di<br />
quel clima non è rimasto quasi nulla. Eppure non<br />
andrei mai a vivere in un’altra zona di Milano,<br />
piuttosto mi trasferisco in montagna. Per me,<br />
<strong>Lambrate</strong> è un timbro, mi ha marchiato a fuoco.<br />
In senso positivo naturalmente!<br />
Un tempo<br />
ci si<br />
conosceva<br />
tutti,<br />
come in<br />
un paese.<br />
24_
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
ANDREA MEAZZA<br />
66 ANNI, DAL 1998 GESTISCE LA TORREFAZIONE DI FAMIGLIA IN VIA ROMBON ATTIVA DAL LONTANO 1964. OLTRE AL CAFFÈ IL RICCO<br />
ASSORTIMENTO PREVEDE 30 VARIETÀ DI CIOCCOLATINI, 40 DI CARAMELLE, 20 QUALITÀ DI MIELE ITALIANO OLTRE A CONSERVE,<br />
CONFETTURE E MARMELLATE ARTIGIANALI.<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
25_
| GENTE DI QUARTIERE |<br />
VIVILAMBRATE<br />
N<br />
el 2014 Piazza Rimembranze versava in<br />
uno stato di degrado ed era bivacco per<br />
persone senzacasa. Decidemmo che il<br />
modo migliore per riqualificarla era semplicemente...<br />
viverla. Per farlo organizzammo incontri, giochi,<br />
manifestazioni e piano piano i cittadini di <strong>Lambrate</strong><br />
se ne riappropriarono. Contemporaneamente si<br />
progettò un nuovo arredo urbano con tanto di tavoli<br />
<strong>da</strong> ping pong e nuove panchine. Fu quella la prima<br />
azione <strong>da</strong> cui prese il via Vivi<strong>Lambrate</strong>, una rete di<br />
associazioni a cui collaboro <strong>da</strong>lla prima ora.<br />
Oggi Vivi<strong>Lambrate</strong> è un punto di riferimento<br />
importante per chi abita il quartiere.<br />
Una volta al mese, partecipiamo a ‘I Sabati di<br />
<strong>Lambrate</strong>’ evento che riscuote un grande successo<br />
e anima via Conte Rosso e Piazza Rimembranze<br />
con street-market e bancarelle di artigianato.<br />
In più, siamo arrivati alla sedicesima<br />
passeggiata di ‘Piedi su <strong>Lambrate</strong>’, camminate<br />
in cui persone ‘informate sui fatti’ raccontano<br />
il quartiere. Ne emerge un mosaico di notizie<br />
storiche ma anche di aneddoti e curiosità.<br />
Un esempio? Le case dei ferrovieri erano<br />
soprannominate ‘ca’ dei bec’ perché si diceva che<br />
quando i ferrovieri erano in trasferta per lavoro le<br />
mogli si divertissero a loro insaputa.<br />
Ci siamo<br />
riappropriati<br />
di spazi della<br />
convivialità.<br />
26_
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
ATTILIA COZZAGLIO<br />
VIVILAMBRATE È UNA RETE DI ASSOCIAZIONI NATA NEL 2014, UN INSIEME DI REALTÀ RADICATE IN ZONA 3. SI PONE L’OBIETTIVO<br />
DI PROMUOVERE INIZIATIVE CULTURALI E SOCIALI PER REVITALIZZARE IL QUARTIERE, RIQUALIFICARE SPAZI PUBBLICI E PRIVATI,<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare<br />
ORGANIZZARE ATTIVITÀ DI ANIMAZIONE SOCIALE CHE PREVEDONO LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI CITTADINI, IN COLLABORAZIONE<br />
CON IL MUNICIPIO 3 E CON LE ISTITUZIONI.<br />
27_
Dove la nuova<br />
socialità è di casa<br />
<strong>da</strong> leggere<br />
<strong>da</strong> ascoltare
| I NUMERI |<br />
IL PROGETTO NEL QUARTIERE<br />
© Atelier(s) Alfonso Femia (précédemment 5+1AA)<br />
SUPERFICIE TOTALE<br />
53.534 m 2 SLP<br />
SLP* RESIDENZE<br />
12.404 m 2 di cui:<br />
*superficie lor<strong>da</strong> di pavimento<br />
}<br />
SLP* COMMERCIO<br />
700 m 2<br />
8.360 m 2<br />
edilizia residenziale convenzionata agevolata di proprietà<br />
3.344 m 2<br />
edilizia residenziale convenzionata agevolata in locazione<br />
30_
I NUMERI DI COHABITAT LAMBRATE<br />
STEP PROGETTO<br />
2014 2017<br />
Prima assemblea<br />
Avvio dei lavori<br />
2019<br />
Fine dei lavori<br />
ALLOGGI<br />
2<br />
2 cohousing<br />
46 affitti<br />
46 52<br />
52<br />
52 Coop. Dorica<br />
52 Coop.<br />
Ecopolis Casa<br />
}<br />
104 alloggi<br />
in proprietà<br />
in edilizia<br />
convenzionata<br />
CLASSE DI<br />
EFFICIENZA<br />
ENERGETICA<br />
A<br />
DESTINATARI<br />
DEGLI ALLOGGI<br />
IN AFFITTO<br />
canone annuo alloggi<br />
75 €/mq + IVA<br />
canone mensile cohousing<br />
220 € + SPESE<br />
DESTINATARI<br />
DEGLI ALLOGGI<br />
IN PROPRIETÀ<br />
costi di assegnazione a partire <strong>da</strong><br />
1.990 €/mq<br />
costo medio<br />
2.150 €/mq<br />
I SOGGETTI<br />
COINVOLTI NELLA<br />
REALIZZAZIONE<br />
DI COHABITAT<br />
LAMBRATE<br />
OPERATORI: Cooperative Dorica e Ecopolis Casa<br />
IMPRESA ESECUTRICE: Cooperativa Arte Edile Abbiategrasso<br />
PROGETTISTA: Atelier(s) Alfonso Femia<br />
DIRETTORE LAVORI: Arch. Marinella Ni<strong>da</strong>sio<br />
ASSISTENTI ALLA COOPERATIVA: Arch. Guido Galbiati – Arch. Diego Gennusa -<br />
Ing. Silvia Sangalli<br />
PARTNER FINANZIARIO: Intesa San Paolo<br />
31_
| IL PROGETTISTA |<br />
UN CASE<br />
STUDY CHE<br />
MI RENDE<br />
ORGOGLIOSO<br />
La sfi<strong>da</strong> maggiore, nell’intervento di<br />
via Pitteri a <strong>Lambrate</strong>, è stata quella<br />
di dimostrare che anche nell’edilizia<br />
convenzionata agevolata promossa <strong>da</strong>lle<br />
cooperative la parola ARCHITETTURA non deve<br />
spaventare. In questo senso <strong>CCL</strong> - e Alessandro<br />
Maggioni nello specifico - hanno avuto coraggio.<br />
Uscire <strong>da</strong>l seminato, <strong>da</strong>lla famosa comfort zone,<br />
è sempre un percorso faticoso. Da parte mia, ho<br />
sottolineato più volte che questa era l’occasione<br />
giusta per son<strong>da</strong>re nuovi paesaggi estetici,<br />
funzionali, qualitativi, che un nuovo approccio<br />
non snaturava i valori fon<strong>da</strong>nti della cooperativa<br />
ma al contrario apriva a nuove possibilità.<br />
ALFONSO FEMIA<br />
55 ANNI, L’ARCH. ALFONSO FEMIA È FONDATORE DELLO STUDIO<br />
5+1 CHE NEL 2005 PRENDE IL NOME E LA FORMA DI 5+1AA SRL E<br />
NEL 2017 LA DENOMINAZIONE ATTUALE DI ATELIER(S) ALFONSO<br />
FEMIA. DAL 2007, CON LA CREAZIONE DELL’AGENCE DI PARIGI,<br />
SVILUPPA I TEMI DEL PROGETTO IN UN ‘ATELIER’ COMPOSTO<br />
DA TRE LUOGHI CARATTERIZZATI DALL’IDENTITÀ DI TRE CITTÀ,<br />
GENOVA, MILANO E PARIGI, DOVE UN TEAM MULTIDISCIPLINARE<br />
LO ANIMA COME UN UNICO LUOGO DI PROGETTO.<br />
IL PROGETTO È STRUMENTO DI DIALOGO<br />
Sedersi attorno a un tavolo e <strong>da</strong>rsi del tempo<br />
per concertare insieme scelte condivise è <strong>da</strong><br />
sempre il modus operandi che preferisco. Il<br />
dialogo è strumento di progetto, e il progetto è<br />
strumento di dialogo.<br />
Insieme a <strong>CCL</strong> abbiamo <strong>da</strong>to vita a un<br />
laboratorio di comunicazione. Così il progetto<br />
finale è il risultato di un processo lungo<br />
e complesso, fatto di scambi fruttuosi, sempre<br />
costruttivi.<br />
Parlare, ascoltare, saper giungere a un<br />
compromesso. Sono convinto che l’architetto<br />
debba discutere gli aspetti fon<strong>da</strong>tivi di un progetto,<br />
e battersi per mantenerli. Ma allo stesso tempo<br />
ci sono scelte che possono essere modificate<br />
rispetto all’originale senza che per questo l’idea<br />
iniziale ne sia snaturata. Un progetto se è forte<br />
deve essere in grado di metabolizzare alcuni<br />
imprevisti di percorso. Un esempio concreto:<br />
inizialmente le scale delle due palazzine di<br />
via Pitteri erano state previste all’interno del<br />
volume. Questioni economiche hanno reso<br />
quest’opzione impraticabile. Quando ho capito che<br />
era una battaglia persa ho accettato di spostarle<br />
all’esterno ma a una condizione, quella di ‘vestirle’<br />
di una struttura in ferro. Un escamotage per <strong>da</strong>re<br />
omogeneità alla facciata. In quel frangente è stata<br />
brava <strong>CCL</strong> a venirmi incontro.<br />
Trovarsi a metà stra<strong>da</strong> a volte è l’unica<br />
soluzione percorribile. Per riuscirci bisogna<br />
prendersi del tempo per dialogare, mettere sul<br />
tavolo le ragioni dell’uno e dell’altro, concertare<br />
insieme una via d’uscita capace di mettere tutti<br />
d’accordo.<br />
VISIONE DI LUNGO PERIODO<br />
Quando si interviene sulla città c’è un tema<br />
di responsabilità. Per noi l’uso della ceramica<br />
in facciata è un atto di generosità verso Milano<br />
perché questo materiale manterrà nel tempo le<br />
sue caratteristiche e la sua qualità.<br />
32_
© Atelier(s) Alfonso Femia (précédemment 5+1AA)<br />
33_
| IL PROGETTISTA |<br />
© Atelier(s) Alfonso Femia (précédemment 5+1AA)<br />
Se si ragionasse di più sul lungo periodo ci<br />
si accorgerebbe che certe scelte portano con<br />
sé un discorso di responsabilità perché sono<br />
legate alla manutenzione dei materiali e alla loro<br />
deteriorabilità negli anni.<br />
ANCHE L’ARCHITETTO SPERIMENTA<br />
‘Living in the blue’ , è così che ho chiamato<br />
l’intervento di via Pitteri. Con l’azzurro acceso<br />
della piastrella in facciata, che oggi è l’elemento<br />
che connota questi due edifici, ho voluto<br />
sperimentare, mi sono preso dei rischi. Non<br />
sempre l’architetto conosce l’effetto finale di una<br />
scelta progettuale. Anche noi siamo attraversati<br />
<strong>da</strong> dubbi ma il nostro compito resta quello di<br />
tenere il timone dritto verso ciò che ci siamo<br />
prefigurati inizialmente. La piastrella diamantata,<br />
con superficie tridimensionale scompone la luce,<br />
la superficie si fa cangiante e assume mille<br />
riflessi durante le diverse ore del giorno. Una<br />
bellissima sorpresa anche per me.<br />
Le facciate così articolate, ci hanno permesso<br />
di alleggerire il volume dei due edifici. Il gioco<br />
delle scomposizioni bianche e grigie sull’intonaco<br />
è un omaggio a Bruno Munari.<br />
EDUCARE ALLA BELLEZZA NON SOLO ESTETICA<br />
Le logge aperte, i grandi atri al piano terra,<br />
gli spazi comuni, le coperture vivibili sono valori<br />
aggiunti, un modo per far dialogare la dimensione<br />
collettiva con una più intima e privata. Anche i<br />
servizi al piano terra, il basamento che diventa<br />
luogo di relazione sono scelte che determinano<br />
la qualità del vivere. Un luogo appartiene a chi<br />
lo abita quando viene utilizzato spontaneamente<br />
com’è accaduto in via Pitteri quest’estate durante<br />
gli Europei di calcio quando i condomini si sono<br />
ritrovati nella piazza sottostante.<br />
L’architettura, se pensata bene, educa. Educa<br />
a un’idea civile di dialogo, di rispetto, a un’idea<br />
di bellezza che va oltre a quella semplicemente<br />
estetica e stilistica.<br />
34_
© Stefano Anzini<br />
LOREM IPSUM<br />
DOLOR SIT AMET<br />
CONSECTETUR<br />
4040 BATTUTE<br />
Un luogo<br />
appartiene<br />
a chi lo abita<br />
in maniera<br />
spontanea.<br />
35_
| IL DIRETTORE LAVORI |<br />
Per tre anni<br />
ho condiviso<br />
gioie e<br />
dispiaceri<br />
con i soci.<br />
© Alessandro Castiglioni<br />
36_
LA SFIDA<br />
MAGGIORE:<br />
MEDIARE TRA<br />
LE PARTI<br />
Per me la sfi<strong>da</strong> più interessante del<br />
cantiere di via Pitteri è stata quella<br />
di collaborare con uno studio di<br />
architetti di fama internazionale. Riuscire a farsi<br />
rispettare, coordinare le richieste dell’architetto<br />
Femia, rispettare il contratto senza sminuire il<br />
progetto, far quadrare i conti... insomma è stato<br />
impegnativo ma credo che ci siamo riusciti.<br />
Il risultato è lì <strong>da</strong> vedere.<br />
La partita più difficile è stata la facciata. La<br />
finitura con le piastrelle di gres diamantate era<br />
complessa sia per i dettagli costruttivi sia <strong>da</strong>l<br />
punto di vista economico.<br />
MARINELLA NIDASIO<br />
60 ANNI, DOPO IL DIPLOMA DA GEOMETRA, SI LAUREA IN<br />
ARCHITETTURA. APPRODA NEL MONDO DELLE COOPERATIVE<br />
AGLI INIZI DEGLI ANNI NOVANTA. IN COHABITAT LAMBRATE HA<br />
RIVESTITO IL RUOLO DI DIRETTORE DEI LAVORI DURANTE TUTTA LA<br />
FASE DI CANTIERE.<br />
C’era anche un discorso cromatico, di<br />
accostamento di materiali diversi, di dialogo con<br />
i serramenti. Alla fine siamo riusciti a risolvere<br />
tutti i nodi anche grazie alla collaborazione dei<br />
diversi soggetti coinvolti: impresa, architetto,<br />
Coop. Dorica ed Ecopolis Casa. L’architetto<br />
Alfonso Femia, <strong>da</strong> parte sua, ha dimostrato<br />
grande disponibilità aggiustando il tiro per venirci<br />
incontro in un paio di occasioni.<br />
Un’altra partita importante sono state le<br />
vetrate al piano terra che fanno <strong>da</strong> zoccolatura<br />
per le zone commerciali e gli atri dei due edifici.<br />
Sono molto alte e non è stato semplicissimo<br />
trovare la quadra con il produttore e l’impresa.<br />
Certo, una volta montate, l’impatto è notevole.<br />
È una soluzione costosa che però si<br />
ammortizza nel tempo, per il socio corrisponde<br />
a un grande risparmio economico nell’arco degli<br />
anni perché alleggerisce di molto le bollette.<br />
La griglia dei balconi e del vano scala è un<br />
semplice rivestimento. Una scelta esteticamente<br />
interessante che dona omogeneità. Certo è stata<br />
piuttosto dispendiosa anche perché ha richiesto la<br />
realizzazione di una struttura portante interna così<br />
come le logge di legno dei balconi.<br />
Ammetto che all’inizio le piastrelle azzurre<br />
mi lasciavano perplessa. A edificio completato<br />
penso che l’effetto finale sia piacevole, riprende<br />
l’azzurro del cielo e non passa inosservato.<br />
Quella del fotovoltaico e della geotermia<br />
erano scelte contrattuali. Per quest’ultima<br />
abbiamo realizzato 4 pozzi, 2 di presa e 2 di resa,<br />
che attingono all’acqua di fal<strong>da</strong> fornendo acqua<br />
preriscal<strong>da</strong>ta all’impianto di riscal<strong>da</strong>mento.<br />
Ho passato tre anni fissa in cantiere. Ero<br />
sempre a disposizione per ogni richiesta, ogni<br />
esigenza. Ho condiviso gioie, dispiaceri, e molto<br />
altro con i soci. È stata una bella esperienza che<br />
ha valorizzato la mia professionalità.<br />
37_
| COOPERATIVA DORICA |<br />
UNA STORIA<br />
LUNGA<br />
QUARANT’ANNI<br />
L’<br />
esperienza di Cooperativa Dorica<br />
inizia a <strong>Lambrate</strong> negli anni Ottanta.<br />
Eravamo undici amici in cerca di casa<br />
<strong>da</strong> acquistare. Ci siamo rimboccati le maniche<br />
e ce la siamo costruita su un piccolo terreno in<br />
via dei Canzi. A quella prima iniziativa ne sono<br />
seguite altre due: la prima agli inizi degli anni<br />
Duemila in via Caduti di Marcinelle, la secon<strong>da</strong><br />
in via Pitteri 93 è <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong>.<br />
Oggi a <strong>Lambrate</strong> tutti sanno cosa sono<br />
Cooperativa Dorica e <strong>CCL</strong> perché, in tutti questi<br />
anni, abbiamo dimostrato con i fatti di saper<br />
fare le case bene e a un buon prezzo.<br />
La richiesta per interventi di questo tipo è<br />
molto alta ma non sempre è facile creare le<br />
condizioni concrete perché diventino realtà, ci<br />
vuole il terreno ma anche i partner giusti.<br />
LUOGO DI SOCIALITÀ<br />
Il Circolo Acli di <strong>Lambrate</strong> raccoglie circa<br />
650 soci. Organizziamo tante attività, <strong>da</strong>l<br />
doposcuola per i bambini ai corsi d’italiano<br />
per stranieri. C’è una forte relazione tra<br />
la cooperativa Dorica e l’Acli, qui abbiamo<br />
ospitato tutte le riunioni dei soci di <strong>Cohabitat</strong><br />
<strong>Lambrate</strong> che oggi tra queste mura si sentono<br />
a casa.<br />
Legare le relazioni al territorio per non<br />
creare quartieri dormitorio, questa è la nostra<br />
filosofia. A <strong>Lambrate</strong>, il legame tra nuovi e<br />
vecchi abitanti è forte grazie anche al ruolo del<br />
Circolo Acli vero catalizzatore di socialità.<br />
38_
Legare<br />
le relazioni<br />
al territorio<br />
è la nostra<br />
filosofia.<br />
CESARE MONTI<br />
72 ANNI, SOCIO FONDATORE E PRESIDENTE DELLA COOPERATIVA<br />
DORICA. È STATO PER MOLTI ANNI CONSIGLIERE DEL MUNICIPIO 3.<br />
VINCENZO CASATI<br />
73 ANNI, PRESIDENTE DEL CIRCOLO ACLI DI VIA CONTE ROSSO.<br />
SOCIO FONDATORE E VICEPRESIDENTE DELLA COOPERATIVA DORICA.<br />
39_
| I PARTNER |<br />
Abbiamo<br />
siglato una<br />
partnership<br />
importante.<br />
IVAN BARBIERI<br />
48 ANNI, IN DELTA ECOPOLIS DAL 2013, RESPONSABILE PROGETTI EDILIZI DI ECOPOLIS CASA.<br />
40_
L’INCONTRO DI DUE MONDI,<br />
IN UN’UNICA VISIONE<br />
I<br />
l desiderio di realizzare qualcosa assieme a <strong>CCL</strong><br />
esiste <strong>da</strong> tempo. I nostri due mondi - in origine<br />
diversi per provenienza politica - hanno sempre<br />
avuto grande stima uno dell’altro eppure il coraggio di<br />
saltare il fossato lo abbiamo avuto solo ora. Ricordo che<br />
quando ho incontrato per la prima volta Cesare Monti e<br />
Alessandro Galbusera, di Cooperativa Dorica, mi fecero<br />
un’impressione così positiva che non ebbi più alcun<br />
dubbio sulla buona riuscita dell’iniziativa.<br />
Nel 2014, all’inizio dell’avventura di <strong>Cohabitat</strong><br />
<strong>Lambrate</strong>, abbiamo discusso se era preferibile <strong>da</strong>re<br />
vita ad un’unica società oppure mantenere le due entità<br />
giuridiche distinte. Per prudenza, siamo restati separati<br />
ma durante questi anni abbiamo agito condividendo ogni<br />
passaggio. Un percorso che oggi ci ha portati a <strong>da</strong>r vita a<br />
Cooperativa Unitaria Abitare Milano con la quale stiamo<br />
già affrontando un progetto all’interno dell’area dell’ex<br />
macello.<br />
COSA ABBIAMO ASSIMILATO DA <strong>CCL</strong><br />
La collaborazione su <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> ha fatto sì<br />
che ci contaminassimo a vicen<strong>da</strong>. Noi di Delta Ecopolis<br />
per esempio abbiamo assimilato la mo<strong>da</strong>lità con cui si<br />
acquista il terreno. <strong>CCL</strong> procede solo nel momento in cui<br />
raggiunge l’80% delle prenotazioni (sottoscritte <strong>da</strong> parte<br />
dei soci con un impegno economico). Una procedura<br />
che noi non avevamo mai adottato e che invece ha due<br />
aspetti positivi: <strong>da</strong> una parte la condivisione del rischio<br />
tra la cooperativa e i soci, <strong>da</strong>ll’altra rende l’intervento<br />
molto più appetibile nei confronti degli istituti di credito.<br />
ATTENZIONE AI SOCI<br />
Un altro aspetto che ci ha colpito del modo di<br />
operare di <strong>CCL</strong> è stata l’attenzione puntuale verso i soci<br />
che sono coccolati <strong>da</strong>ll’inizio alla fine. La trasparenza<br />
sta alla base di tutto: si condividono tanto i punti di forza<br />
quanto quelli di debolezza. Quando emerge una criticità<br />
non viene mai nascosta o minimizzata, al contrario la<br />
discussione prende le mosse proprio <strong>da</strong> lì per capire<br />
assieme come affrontarla. Ecco perché se dovessi<br />
abbinare un colore a quest’intervento direi bianco,<br />
perché è limpido, senza macchie, trasparente.<br />
MAI CONFLITTI, SOLO CONFRONTI<br />
Un passo alla volta insieme a <strong>CCL</strong> stiamo<br />
costruendo qualcosa di importante. Abbiamo creduto<br />
che si potessero condividere gli stessi valori e le stesse<br />
mo<strong>da</strong>lità. E siamo stati premiati. Non abbiamo mai avuto<br />
il sentore di essere prevaricati. È stato un completarsi<br />
a vicen<strong>da</strong>. Magari non sempre eravamo d’accordo<br />
ma il pensarla in maniera diversa non è stato motivo<br />
di conflitto ma di costruzione di soluzioni concrete.<br />
Siamo riusciti a superare quel fossato che un tempo ci<br />
separava. Ne vado orgoglioso.<br />
41_
| LA PAROLA A <strong>CCL</strong> |<br />
Per <strong>CCL</strong><br />
le persone<br />
non sono<br />
clienti ma<br />
soci con<br />
bisogni reali.<br />
ALESSANDRO MAGGIONI<br />
49 ANNI, ARCHITETTO, APPRODA AL MOVIMENTO COOPERATIVO CON UN CORSO DI FORMAZIONE PER GIOVANI DA AVVIARE ALLA<br />
COOPERAZIONE EDILIZIA. NEL 1999 ENTRA COME STAGISTA AL CONSORZIO COOPERATIVE LAVORATORI DI MILANO, PROMOSSO<br />
DA ACLI E CISL, DOVE CRESCE PROFESSIONALMENTE FINO A DIVENTARE NEL 2012 PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI GESTIONE<br />
E POI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. È STATO PRESIDENTE DI CONFCOOPERATIVE HABITAT LOMBARDIA.<br />
DA GIUGNO 2014 È PRESIDENTE NAZIONALE DI CONFCOOPERATIVE HABITAT.<br />
42_
CON COHABITAT LAMBRATE<br />
SI APRE UNA NUOVA FASE DI <strong>CCL</strong><br />
In <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> assistiamo a un salto di<br />
scala rispetto ai precedenti interventi di <strong>CCL</strong>; il<br />
merito principale lo attribuisco alla collaborazione<br />
con l’architetto Alfonso Femia, professionista di grande<br />
esperienza e molto attento alla qualità del progetto.<br />
Da sempre <strong>CCL</strong> realizza buone case, questo è un<br />
<strong>da</strong>to di fatto. Buone case <strong>da</strong>l punto di vista dell’ottimo<br />
rapporto qualità prezzo. In passato però la cura del<br />
progetto non era una priorità, come se l’indulgere in<br />
questioni più propriamente estetiche equivalesse a un<br />
mero esercizio di stile.<br />
Non è così! Per un operatore del settore<br />
immobiliare quale <strong>CCL</strong> è, i fon<strong>da</strong>mentali del progetto -<br />
morfologia, tipologia e composizione - sono elementi<br />
centrali, così come la cura del dettaglio. Dopo molti<br />
anni posso dire senza falsa modestia di essere stato<br />
tra i più caldi promotori del dibattito sulla qualità del<br />
progetto nel Consorzio, partendo <strong>da</strong>l 2008 quando ho<br />
ideato e promosso AAA architetticercasi TM , concorso<br />
che ha permesso di selezionare, con criteri trasparenti<br />
e meritocratici, giovani progettisti di talento a cui offrire<br />
concrete occasioni professionali: incarichi e progetti<br />
nell’ambito di <strong>CCL</strong> e di Confcooperative Habitat. Con<br />
<strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> siamo an<strong>da</strong>ti oltre. Per la prima<br />
volta, ci siamo confrontati <strong>da</strong> protagonisti con un<br />
professionista di chiara fama. È avvenuto quasi per<br />
caso – Alfonso era il progettista della precedente<br />
committenza - ma è stata una congiunzione astrale<br />
estremamente positiva, incoronata <strong>da</strong>ll’ottimo rapporto<br />
che si è instaurato tra progettista, cooperativa e<br />
Consorzio.<br />
COSTRUIRE CASA PER PERSONE NORMALI<br />
In tale rapporto ci sono stati anche momenti di<br />
discussione ma, grazie a rapporti franchi e aperti, si è<br />
sempre trovata una soluzione capace di soddisfare tutti.<br />
Ci sono altre due ragioni che rendono <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong><br />
un’esperienza unica per <strong>CCL</strong>: la prima è legata al fatto<br />
che si è trattato della realizzazione concreta di una norma<br />
urbanistica di valenza “civile” messa a punto nel passato,<br />
insieme al Consiglio Comunale e ad altri attori del settore<br />
milanesi; è la norma di Pgt che prevede una quota di<br />
Edilizia Residenziale Sociale (ERS), così <strong>da</strong> garantire<br />
una più ampia offerta di alloggi di qualità a canone<br />
convenzionato, sia in proprietà sia in locazione. Siccome<br />
quello di <strong>da</strong>re una bella casa a costi equi è uno dei nostri<br />
scopi statutari, con il Comune ci siamo battuti e ci battiamo<br />
per far sì che a Milano non si costruiscano solo case per<br />
chi ha disponibilità economiche elevate ma anche per le<br />
persone ”normali”. A <strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> però c’è di più:<br />
tutto questo si è realizzato senza nessuna provvigione<br />
pubblica. Una scommessa vinta, dunque, che abbiamo<br />
© Atelier(s) Alfonso Femia (précédemment 5+1AA)<br />
43_
| LA PAROLA A <strong>CCL</strong> |<br />
riassunto in un convegno <strong>da</strong>l titolo ‘Case in affitto senza<br />
nessun contributo pubblico: si, può, fare’ parodia di un film<br />
che i cinefili non faticheranno a riconoscere (‘Frankenstein<br />
Junior’, 1974, ndr).<br />
INSIEME AI ‘FRATELLI’ DI DELTA ECOPOLIS<br />
La secon<strong>da</strong> ragione che ci rende orgogliosi di<br />
<strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong> è la collaborazione avviata con<br />
Delta Ecopolis. Sono sincero: inizialmente li abbiamo<br />
coinvolti perché ci spaventava in quell’epoca di crisi<br />
affrontare <strong>da</strong> soli un’operazione <strong>da</strong> 150 appartamenti.<br />
Ma al contempo c’era anche un motivo più nobile: <strong>da</strong><br />
tempo volevamo provare a cooperare su un terreno<br />
concreto con i nostri ‘fratelli’ di Delta Ecopolis e quindi<br />
di Legacoop.<br />
L’esperienza è stata così positiva che, terminato<br />
<strong>Cohabitat</strong> <strong>Lambrate</strong>, abbiamo <strong>da</strong>to origine insieme<br />
a una nuova realtà, la cooperativa “Unitaria Abitare<br />
Milano”. Dunque l’intervento di via Pitteri ha una sua<br />
dimensione germinativa; non solo architettonica ma<br />
anche di concretizzazione ”politica”.<br />
IL FUTURO DI MILANO<br />
Milano ha <strong>da</strong>vanti a sé grandi sfide: gli scali<br />
ferroviari, l’ex macello, San Siro.<br />
La nostra città è ormai un nodo della rete di poli<br />
urbani globali dove si riversano enormi investimenti.<br />
Metropoli legate a una dimensione fortemente<br />
finanziaria. Si tratta di una deriva preoccupante perché<br />
viene a mancare quell’armatura civile costituita <strong>da</strong>l ceto<br />
produttivo, borghese e industriale che un tempo aveva a<br />
cuore la città e il benessere dei suoi cittadini.<br />
Se oggi si pensa che case di edilizia convenzionata a<br />
3800 euro/mq siano economiche, non stiamo costruendo<br />
la città che vorremmo noi cooperatori. Oggi chi dice:<br />
‘state attenti, questa città sta prendendo una deriva che<br />
non sta nelle sue corde’ viene spesso liqui<strong>da</strong>to come<br />
passatista, comunista o antagonista tout court. Ma in<br />
quella frase c’è del vero: Milano si sta trasformando in<br />
una città d’élite.<br />
L’ambizione di <strong>CCL</strong>, invece, è quella di fare una città<br />
che sia buona <strong>da</strong> vivere per tanti. Una città semplice,<br />
senza sovrastrutture, popolare, interclassista, che non<br />
© Stefano Anzini<br />
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dimentica le relazioni con l’altro e con la sua provincia.<br />
Se pensiamo che Milano sia solo la città delle torri<br />
senza tener conto delle enormi masse di pendolari che<br />
vengono qui ogni giorno, allora sbagliamo.<br />
In questi ultimi mesi si parla tanto della città dei<br />
15 minuti. Io la definisco una delle tante narrazioni<br />
dominanti che rischiano di trasformarsi in semplici<br />
slogan di marketing. La città dei 15 minuti ha senso se<br />
significa creare le condizioni perché i quartieri tornino a<br />
vivere in una dimensione di urbanità popolare.<br />
Per <strong>CCL</strong> il tema dell’inclusività è un obiettivo<br />
concreto in ogni intervento. Gli spazi che pensiamo sono<br />
aperti al quartiere, permeabili; sono parti di città e mai<br />
porzioni alternative a essa.<br />
Per noi la creazione delle relazioni è un punto<br />
fon<strong>da</strong>mentale. Se non ci sono relazioni si creano<br />
atomismi, <strong>da</strong>ndo vita a delle ‘non città’.<br />
Una città<br />
per tanti<br />
non per<br />
pochi ricchi.<br />
Una cooperativa che non ponesse attenzione alla<br />
costruzione di relazioni non sarebbe una cooperativa.<br />
Tradirebbe in toto la sua stessa natura.<br />
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| GLOSSARIO |<br />
LE PAROLE PER CAPIRE<br />
Cohousing: definisce degli insediamenti abitativi composti <strong>da</strong> alloggi privati, corre<strong>da</strong>ti <strong>da</strong> ampi spazi comuni destinati<br />
all’uso collettivo e alla forte condivisione tra i coresidenti.<br />
<strong>Cohabitat</strong>: è il nome scelto per il progetto di <strong>CCL</strong> a <strong>Lambrate</strong> che ruota attorno a una proposta abitativa fon<strong>da</strong>ta su<br />
un mix tipologico di alloggi e grandi spazi comuni.<br />
ERS - Edilizia residenziale sociale: è una categoria di edilizia prevista <strong>da</strong>l Piano di Governo del Territorio del Comune<br />
di Milano che mira a garantire una soluzione abitativa a individui e nuclei familiari di ceto medio, il cui reddito non<br />
è sufficiente per l’acquisto di un immobile sul mercato libero, ma al contempo è troppo elevato per accedere a<br />
soluzioni di edilizia economica e popolare.<br />
Edilizia convenzionata agevolata: è una delle categorie dell’ERS privata che offre la possibilità ai nuclei familiari a<br />
basso/medio reddito, di acquistare immobili a condizioni agevolate o di diventare – per la parte in affitto – inquilini<br />
alle medesime condizioni di agevolazione.<br />
ERP - Edilizia residenziale pubblica: si tratta di abitazioni di proprietà pubblica locate a canoni molto bassi a individui<br />
e nuclei familiari in particolare condizione di disagio economico e sociale, che vi accedono attraverso appositi bandi<br />
pubblici e relative graduatori.<br />
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© Stefano Anzini
LA VOCE DI <strong>INSIEMI</strong><br />
Valentina De Poli<br />
Giornalista e podcaster, è esperta in<br />
comunicazione integrata e storytelling<br />
azien<strong>da</strong>le. Grazie a una ventennale<br />
esperienza in Disney si è misurata con<br />
le più importanti realtà culturali italiane,<br />
con l’insolito privilegio di interagire con<br />
un pubblico eterogeneo. Oggi presta la<br />
sua esperienza ad aziende interessate<br />
alla costruzione di contenuti mirati, tra cui<br />
podcast di cui è autrice e speaker.<br />
LA PENNA DI <strong>INSIEMI</strong><br />
Silvia Icardi<br />
Giornalista, laureata in Architettura, lavora<br />
<strong>da</strong> più di vent’anni nella comunicazione sia<br />
per la televisione sia per la carta stampata.<br />
Dal 2012 collabora continuativamente<br />
per le pagine ‘Cultura e Spettacolo’<br />
del Corriere della Sera occupandosi di<br />
architettura, design, società. Firma articoli<br />
per riviste di settore dell’architettura e<br />
dell’interior design come Abitare e Marie<br />
Claire Maison.
Colophon<br />
DIRETTORE RESPONSABILE: Alessandro Maggioni<br />
CONCEPT E PROGETTO EDITORIALE: Itaca Comunicazione - Milano<br />
REDAZIONE TESTI E CURATELA: Silvia Icardi<br />
COORDINAMENTO: Ester Bachis<br />
GRAFICA E IMPAGINAZIONE: Maria Stella Gara<br />
CREDITI FOTOGRAFICI: Michela Lau<strong>da</strong>dio | Alessandro Castiglioni |<br />
Stefano Anzini per Atelier(s) Alfonso Femia<br />
ILLUSTRAZIONE DELLA MAPPA: Matilde Arduini e Simone Peracchi<br />
PODCAST: Valentina De Poli | Matteo Scandolin<br />
STAMPA: Boniardi Grafiche - Via Gian Battista Vico, 40 - Milano<br />
Stampato in Italia<br />
Finito di stampare a gennaio 2022
ASCOLTAMI<br />
IL PODCAST DI <strong>CCL</strong>