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LUI - GUIDO STRATTA _ENEL e VALERIANA MARIANI _DONNA IMPRESA

È con grandissima emozione che mi sono trovata ad un “tu per tu” con Guido Stratta Direttore People and Organization di ENEL ENERGIA un Gruppo vivo, proiettato nel futuro che rispetta i diritti umani e garantisce la non discriminazione, le pari opportunità e l'inclusione della diversità ovunque operi: “il welfare - dice Guido - non è una formalità, ma una fede aziendale”. Un incontro coinvolgente tra un'introversa ipersensibile con la passione per le storie e una “Blue Mind” (come la definisce il biologo marino Wallace J. Nichols): ovvero, metaforicamente, la bussola che aiuta a levare le ancore e spiegare le vele. In un'epoca in cui siamo legati allo stress della tecnologia, dell'esilio dal mondo naturale, del soffocamento professionale, dall'ansia personale e privi di un'autentica privacy, sciogliere gli ormeggi è meraviglioso! Ma la grandezza di Guido Stratta non si esaurisce qui. È Founder & CEO de Ilmareintasca; Founder & CEO dell'Accademia della Gentilezza; autore – insieme a Bianca Straniero Sergio – di “Ri-evoluzione. Il potere della leadership gentile” (Franco Angeli, 2021) un dialogo con Oscar Farinetti alla scoperta del senso rivoluzionario della gentilezza: una pratica quotidiana che può rendere ognuno di noi strumento di cambiamento per sé e, soprattutto, per gli altri. “Ri-evoluzione“: concetto che descrive come i processi che portano al cambiamento partano dal tornare sui propri passi per sperimentare il punto di vista altrui ... (CONTINUA) GUARDA IL VIDEO DEL WEBINAR A TU PER TU CON VALERIANA MARIANI https://www.dimagazine.it/interviste/

È con grandissima emozione che mi sono trovata ad un “tu per tu” con Guido Stratta Direttore People and Organization di ENEL ENERGIA un Gruppo vivo, proiettato nel futuro che rispetta i diritti umani e garantisce la non discriminazione, le pari opportunità e l'inclusione della diversità ovunque operi: “il welfare - dice Guido - non è una formalità, ma una fede aziendale”. Un incontro coinvolgente tra un'introversa ipersensibile con la passione per le storie e una “Blue Mind” (come la definisce il biologo marino Wallace J. Nichols): ovvero, metaforicamente, la bussola che aiuta a levare le ancore e spiegare le vele. In un'epoca in cui siamo legati allo stress della tecnologia, dell'esilio dal mondo naturale, del soffocamento professionale, dall'ansia personale e privi di un'autentica privacy, sciogliere gli ormeggi è meraviglioso! Ma la grandezza di Guido Stratta non si esaurisce qui. È Founder & CEO de Ilmareintasca; Founder & CEO dell'Accademia della Gentilezza; autore – insieme a Bianca Straniero Sergio – di “Ri-evoluzione. Il potere della leadership gentile” (Franco Angeli, 2021) un dialogo con Oscar Farinetti alla scoperta del senso rivoluzionario della gentilezza: una pratica quotidiana che può rendere ognuno di noi strumento di cambiamento per sé e, soprattutto, per gli altri. “Ri-evoluzione“: concetto che descrive come i processi che portano al cambiamento partano dal tornare sui propri passi per sperimentare il punto di vista altrui ... (CONTINUA)
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Guido

Stratta

Direttore People & Organisation Gruppo Enel presso Enel Group

Founder & CEO Ilmareintasca - Founder & CEO Accademia della Gentilezza

Il

Leader

gentile

UI

www.dimagazine.it

70


Guido

Stratta

Direttore People & Organisation Gruppo Enel presso Enel Group

Founder & CEO Ilmareintasca - Founder & CEO Accademia della Gentilezza

Il

Leader

gentile

UI

www.dimagazine.it

70


Valeriana

Mariani

Founder & President of Donna Impresa

The

influence

of women

EI


Gui

do

background professionale:

Guido Stratta ricopre il ruolo di Direttore People and Organization del Gruppo Enel dal 1° ottobre 2020.

In passato è stato Responsabile People Development and Senior Executives Business Partner, occupandosi in quest'ambito anche di compensation, training e

recruiting per il Gruppo.

È entrato nel Gruppo Enel nel 2003, ricoprendo diversi incarichi nell'area HRO, fino ad essere nominato Responsabile Human Resources di Enel Green Power nel

2008. Successivamente, nella prima fase di forte sviluppo delle rinnovabili, è stato nominato Amministratore Delegato di Enel.SI e poi di 3SUN, società del Gruppo di

sviluppo e commercializzazione di soluzioni di generazione distribuita in ambito solare e di efficienza energetica, per poi dal 2014 ricoprire l'attuale ruolo.

La sua carriera professionale è iniziata nel 1988 presso il Gruppo Italgas, dove ha ricoperto diversi ruoli in ambito HRO, tra cui Responsabile per le Relazioni Industriali

e Compensation; nel 2001, è entrato a far parte del Gruppo Wind ricoprendo diversi ruoli tra cui Responsabile Relazioni Industriali e Responsabile Sviluppo e Gestione.

Si è laureato con lode in giurisprudenza presso l' Università di Torino e ha ottenuto un master con lode in biologia marina presso l' Università Politecnica delle

Marche..

Stra

tta

GUIDO

STRATTA


Vale

ria

na

background professionale:

ValerianaMariani Fondatrice e Presidente dell’ Associazione Donna Impresa; Editore e Presidente Donna Impresa Magazine www.dimagazine.it; Presidente

International Women (International AssociationWomen Entrepreneurs and Business Leaders - Employment, Social Affaire

& Equal Opportunities); Ambasciatrice della Moda nel Mondo per la Camera della Moda Italiana, Fondatrice Donna Impresa Network Community & Business;

Esperta in Analisi e Valutazione di Politiche di Welfare; Esperta in materia di Prevenzione e Contrasto alla Violenza di Genere e Lotta agli Stereotipi afferentialServizio

Politiche Sociali e Socio Educative; Esperta in Politiche per l'Integrazione Sociale e Contrasto alla povertà; International Affaire Professional Knowledge Visionary

( Esperta in Politiche e Strategie Aziendali Internazionali); Accademico d'Onore dell' Accademia Internazionale Mauriziana;

Accademico d'Onore della Norman

Academy INC; Professoressa Norman Academy INC; Gran Croce d'Argento al Merito Sociale del Corpo Internazionale di Pubblica.

Assistenza Humanitas Soccorso Italia; Medaglia d’Oro Accademia Mondiale di Cultura Tullia Romano: Accademico d'Onore per la sezione Enogastronomica

Norman Academy INC; Medaglia d’Oro di Merito nel settore dell' Editoria Norman Academy INC; Award of Excellence Creative Industrie Award; Ambasciatrice Le

Ragioni della Nuova Politica; Accademico d'Onore dell’ Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali; Ambasciatrice per la Pace e la Cooperazione

fra i Popoli Repubblica delle Filippine; Ambasciatrice Club Internazionale “ Billionaires Elite VIP” (USA); Membro del Consiglio di Amministrazione dell' Investment

Migration Council IMC; Membro dell’ International Parliament Higher Education Ministry ( Women & Leadership).

www.dimagazine.it

Mari

ani

VALERIANA

MARIANI


Connecting Manager

Ri-evoluzione

WEBINAR: ABCSTRAT.

È con grandissima emozione che mi sono trovata ad

un “tu per tu” con Guido Stratta Direttore People and

Organization di ENEL ENERGIA un Gruppo vivo,

proiettato nel futuro che rispetta i diritti umani e

garantisce la non discriminazione, le pari opportunità

e l'inclusione della diversità ovunque operi: “il welfare

- dice Guido - non è una formalità, ma una fede

aziendale”. Un incontro coinvolgente tra un'introversa

ipersensibile con la passione per le storie e una “Blue

Mind” (come la definisce il biologo marino Wallace J.

Nichols): ovvero, metaforicamente, la bussola che

aiuta a levare le ancore e spiegare le vele. In

un'epoca in cui siamo legati allo stress della

tecnologia, dell'esilio dal mondo naturale, del

soffocamento professionale, dall'ansia personale e

privi di un'autentica privacy, sciogliere gli ormeggi è

meraviglioso! Ma la grandezza di Guido Stratta non

si esaurisce qui. È Founder & CEO de

Ilmareintasca; Founder & CEO dell' Accademia

della Gentilezza; autore – insieme a Bianca

Straniero Sergio –di“ Ri-evoluzione.

Il potere

della leadership gentile” ( Franco Angeli, 2021) un

dialogo con Oscar Farinetti alla scoperta del senso

rivoluzionario della gentilezza: una pratica quotidiana

che può rendere ognuno di noi strumento di

cambiamento per sé e, soprattutto, per gli altri. “Rievoluzione“:

concetto che descrive come i processi

che portano al cambiamento partano dal tornare sui

propri passi per sperimentare il punto di vista altrui.

Si allargano, così, i propri orizzonti: dall'ambiente di

lavoro al proprio ruolo nella società e sul Pianeta.

Guido Stratta è infine co-autore sempre insieme a

Bianca Straniero Sergio di HR On Line:

il Primo

Periodico di Risorse Umane dell' AIDP (Associazione

Italiana per la Direzione del Personale) che è

diventata un punto di riferimento in Italia per tutti

coloro che si occupano professionalmente della

relazione individuo/azienda, coniugando le esigenze

dello sviluppo dell'impresa e delle persone

https://www.aidp.it/hronline/2021/5/10/rievoluzionebr-il-potere-della-leadership-gentile.php

AIDP è partner riconosciuto dalle istituzioni per

analizzare e interpretare lo scenario del lavoro

italiano, nonché anticipare e proporre soluzioni

coerenti ed efficaci. A livello internazionale, è

componente attiva di EAPM ( Associazione Europea

di Direzione del Personale), WFPMA ( Federazione

Mondiale delle Associazioni di Direzione del

Personale) e fondatrice di FMRH ( Federazione

Mediterranea per lo studio e la diffusione delle

tematiche relative alla gestione delle Risorse

Umane). Nel 2006 aderisce al Global Compact

dell'ONU e contribuisce alla stesura del primo Codice

Etico-Deontologico dei Responsabili delle Risorse

Umane nell'area euro. Il 12 febbraio 2019

l'Associazione ha rinnovato il proprio sostegno al

Global Compact e ai suoi dieci principi nelle aree

dei diritti umani, del lavoro, dell'ambiente e della lotta

alla corruzione. Nel 2018 AIDP aderisce all' ASviS

(Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). AIDP

è attiva nel campo dell'editoria con Direzione del

Personale, HR On Line e dal 2019 con una nuova

collana editoriale con Franco Angeli, dedicata a chi

si occupa della gestione e della crescita delle

persone, per offrire alla propria community un

ambiente di confronto e di dialogo diretto, libero e

immediato AIDP ha dato vita nel 2009 al gruppo

AIDP Linkedin, il più grande e attivo social group in

ambito HR (oltre 17.000 membri). Le parole di Guido

fanno riflettere, poiché ricche di concetti ed

espressioni emozionali; parole che nascono da uno

slancio esistenziale laddove questa peculiarità viene

ottemperata in modo elegante, dolce, non

aggressivo, mai ridondante e, soprattutto, lontana da

rigurgiti retorici. Pensieri e parole - le sue - che

celebrano la forza interiore, che sviluppano una

concezione vitale dove la gentilezza non è più

“leggenda” bensì movimento costante dell'intero

essere vivente. I concetti diventano sempre lucenti,

capaci di raggiungere cristalli di pura ontologia e di

etica umana senz'alcuna banalità ai contenuti; ci

raggiungono nel cuore ed affondano nella nostra

pelle per divenire patrimonio personale che crea un

legame indissolubile tra "noi" e "gli altri".

A TU PER TU:

Il sapore

delle cose

vere.

GUIDO

Diamo un grande benvenuto a Valeriana Mariani nel

nostro mondo Enel. Complimenti per i tuoi

innumerevoli successi professionali, la tua eco è

internazionale, tanti i meriti ed i riconoscimenti che ti

sono stati attribuiti negli anni per Donna Impresa, un

progetto nato con le donne e per le donne. Siccome

ritengo difficile presentare una donna, chiedo a

Valeriana Mariani di presentarsi.

VALERIANA

Bentrovato Guido, onorata di essere all'interno della

“famiglia Enel”, di cui, non a torto mi sento parte in

considerazione che sono vostra affezionatissima

cliente. Donna Impresa www.dimagazine.it e

www.donnaimpresa.com nata per amplificare i valori

dell'omonima associazione no-profit che si occupa di

www.dimagazine.it

Il potere della leadership gentile

contrasto alla violenza di genere e pari opportunità,

pluripremiata dalle massime Istituzioni nazionali ed

internazionali

(https://www.dimagazine.it/2017/05/25/presidentedonna-impresa-magazine/)

è oggi è il punto di

riferimento N.1 nel panorama dell'editoria femminile

globale. Il nostro target sono le libere professioniste,

imprenditrici e manager di età diverse provenienti da

background professionali differenti. Lavoriamo verso

lo standard stabilito nell'Obiettivo di Sviluppo

Sostenibile sull'uguaglianza di genere dell'ONU: la

parità di genere, è una questione Etica e di Diritto.

Consentire alle donne di partecipare pienamente a

tutti gli aspetti della vita è essenziale per costruire

economie più forti e migliorare la qualità della vita per

le famiglie e le comunità. Tutta l'economia e tutta la

finanza funzionerebbero meglio se il potenziale

femminile fosse riconosciuto: è una questione di

sguardo sul mondo. Le organizzazioni, con le loro

gerarchie, i loro linguaggi, i loro ritmi, non sono

pensate a misura di donna. La nostra rivista non solo

è un potentissimo strumento di marketing e business

per le aziende, ma è anche una fonte d'ispirazione: le

nostre protagoniste sono modelli da seguire ed

imitare per raggiungere un determinato status quo.

GUIDO

Ti dico subito alcune regole di questi a tu per tu

Valeriana: è essenziale che tu metta passione ed

autenticità in questo nostro incontro. Ci sono tre

cose che regolano questo “a tu per tu” che io

ritengo essere fondamentali:

la passione e

l'autenticità. In questo sono un Direttore del

personale un po' atipico e ti dirò il clima culturale

che stiamo creando. Perché atipico? Perché ho

alcuni pregiudizi. Primo: credo fermamente che le

idee non abbiano gerarchia. Tutte le persone,

indipendentemente dalla scala gerarchica,

racchiudono un mondo unico ed inimitabile: uno


scrigno prezioso. La gerarchia invece ha dei

pregiudizi contrari che vedono una stretta

correlazione tra intelligenza e potere. L'intelligenza

invece è distribuita. Secondo: il confronto tra i

saperi è determinante: nessuno ha la verità in tasca

ed è solo confrontandoci con autenticità che

possiamo farci venire qualche dubbio ed avanzare.

Dubitare è un gesto di forza, di autorevolezza del

nostro pensiero. Terzo: la gentilezza come stile di

vita anche nelle relazioni professionali. Atal

proposito ho lanciato una proposta all'interno di Enel

che si chiama “Leadership Gentile” che già, solo a

pronunciarlo, fa venire i brividi al machismo

imperante. Attenzione, non parliamo più di maschile

e femminile ma di un concetto (o meglio una virtù)

che si sposa indistintamente con tutti prevaricando il

sesso ed il genere, che scardina quei vecchi

preconcetti che la ritenevano un'attitudine

tipicamente femminile, quasi a demarcarne la

subalternità rispetto ad altre. Talvolta la gentilezza

viene scambiata come debolezza e liquidata come

sentimentalismo ma non lo è affatto, anzi: la

gentilezza fortifica gli individui perché occorre forza

interiore per manifestarla. È la virtù più difficile,

richiede forza e sicurezza d'animo. Non può essere

confusa con quei valori che consideriamo recessivi,

inadatti, deboli. In un momento di grande

trasformazione sociale, economica ed esistenziale

come quello che stiamo vivendo, è certamente uno

strumento, ed un valore, che può davvero fare la

differenza, che ci guida verso un nuovo modello di

leadership, con effetti benefici scientificamente

dimostrati su più livelli, dalla salute alla qualità della

vita, da una differente gestione dello stress a un

nuovo modello lavorativo-imprenditoriale, fino al

raggiungimento di un reale benessere individuale,

relazionale e collettivo. Per la maggior parte della

gente lavorare non è esclusivamente un'attività utile

a procurarsi mezzi di sostentamento, ma una vera e

propria fonte di realizzazione personale, di

espressione delle proprie potenzialità, un modo per

dare il proprio contributo alla società e un luogo dove

stringere relazioni umane e professionali positive per

la crescita sia interiore che professionale.

Considerando quante ore ciascuno trascorre con i

propri colleghi e superiori è facilmente intuibile come

sia importante la presenza di un clima positivo e

sereno all'interno del posto di lavoro. Se la gentilezza

diventa un pilastro fondamentale dell'esistenza, verrà

esercitata ovunque, anche e soprattutto al lavoro, in

modo completamente trasversale, svincolato dai

livelli gerarchici. È importante essere gentili in tutte le

direzioni: non solo con i superiori o in modo mirato

verso qualcuno che pensiamo possa esserci utile per

i nostri obiettivi. Alla mancanza di gentilezza,

specialmente in ufficio, viene spesso data come

giustificazione la “mancanza di tempo”. La velocità

con cui sentiamo di dover fare tutto infatti ci

impedisce di dedicare la dovuta attenzione alle cose

perché va a contrarre sia i tempi che i modi di

sviluppo di una relazione. Ma la gentilezza in sé non

richiede tempo, bensì comprensione della diversità

(ognuno di noi è diverso e non bisogna mai dare

nulla per scontato); richiede attenzione per le piccole

cose; mantenere gli impegni presi; chiarire le

aspettative; essere coerenti; capacità di chiedere

scusa, perché a ciascuno può capitare di sbagliare.

Le emozioni sono contagiose: se io sono gentile,

inevitabilmente anche chi mi è accanto proverà il

desiderio di esserlo a sua volta. Il fatto che spesso la

gentilezza sia considerata come un atteggiamento

debole e remissivo, tipico di persone eccessivamente

sensibili, fa in modo che molti manager e leader

sentano di doverla nascondere, perché non vogliono

apparire deboli e troppo coinvolti emotivamente agli

occhi dei dipendenti. La gentilezza del leader per

essere efficace ed effettiva deve sempre essere

affiancata dalla fermezza delle decisioni, dall'integrità

e onestà nei confronti dei propri dipendenti. Il leader

gentile infatti è colui che si conosce bene, è

cosciente sia dei suoi punti di forza che delle sue

debolezze, quando serve sa essere rigoroso ma

senza arroganza e prepotenza, in grado di affrontare

difficoltà, esprimere le sue emozioni e comprendere

quelle altrui, mostrandosi dunque capace di empatia.

I manager e datori di lavoro per favorire un ambiente

gentile devono essere un modello di ispirazione per

gli altri; il vero leader, è una persona che seguiamo

senza costrizioni, una persona che sa ispirarci

perché richiama rispetto, competenza, ammirazione,

fiducia e amore: guida il gruppo, sa ascoltare, motiva

e aiuta, senza imporsi o sopprimere le idee altrui.

Non viene seguito perché ha il potere dovuto alla sua

posizione. Guidare un team significa essere modello

con l'esempio, offrire il proprio supporto, fidarsi delle

persone e valutare la loro opinione, considerare

l'esistenza dell'altro nella sua totalità. Un ambiente di

lavoro eccellente è quello in cui si ha fiducia nelle

persone per cui si lavora, si prova orgoglio per ciò

che si fa e ci si trova bene con le persone con cui si

lavora. Fiducia, Orgoglio e Spirito di squadra. Queste

rappresentano le tre relazioni principali tra l'individuo

e il luogo in cui lavora. Nella pratica della gentilezza,

possiamo infatti realizzare un ambiente che ci

permetta la reale manifestazione delle nostre

aspirazioni profonde, dei nostri talenti, del nostro

essere e del nostro sentire. Sappiamo quanto sia

importante, per il successo economico aziendale,

raggiungere anche una piena soddisfazione

personale dei membri dell'organizzazione: un leader

gentile è un ponte straordinario per permettere

questo! La gentilezza diventa dunque un modo per

affrontare la vita attraverso la capacità di connettersi

con gli altri per creare un ambiente inclusivo e

piacevole per tutti, in cui sentirsi accettati e protetti.

Ecco perchè ha i suoi vantaggi quando viene

applicata all'interno dei rapporti professionali;

dovrebbe addirittura far parte delle soft skill in quanto

migliora la produttività. Un clima di lavoro più sereno

permette di ottenere il massimo dalle persone, che in

questo modo si sentono più responsabilizzate. Non

bisogna perdere l'occasione per essere gentili e

migliorare la qualità di vita, sia propria che del

prossimo. Tornando a noi Valeriana, sappiamo che

sul terreno delle pari opportunità si gioca una partita

importante per il nostro sviluppo, perché oggi sono le

donne il valore aggiunto per vincere le sfide del

futuro ma quale è, secondo te, il limite che non

consente loro di sfondare quel simbolico tetto di

cristallo che pregiudica le loro carriere e le loro

esistenze? Che cosa manca alle donne per vincere

veramente? Che cosa possiamo e dobbiamo fare

perché questo accada?

VALERIANA

Hai ragione Guido, la gentilezza deve essere

considerata una possibilità di atteggiamento per ogni

individuo a prescindere dal sesso; la riscoperta della

gentilezza interessa sia uomini che donne di tutto il

mondo, desiderosi di riappropriarsi di questo

sentimento che a lungo è stato represso. Il modello

sociale prevalente nel mondo occidentale (e non

solo) premia “il migliore”: chi ottiene più successo:

questo non fa che incoraggiare la competitività, che a

sua volta innesca ansia e provoca stress. Questo è

un grave danno per la vita di ciascuno: viviamo

immersi in un ciclo senza fine di negatività, in cui

prevale la violenza (sia verbale che fisica) e

l'arroganza. A subirne i danni maggiori sono le

relazioni interpersonali: è difficile instaurare un

rapporto equilibrato e costruttivo se alla base manca

la gentilezza, il desiderio di ascolto e di prendersi

cura dell'altro. Ps. Se non abbiamo rotto, abbiamo

quantomeno scalfito quel soffitto di cristallo che

ancora esiste nella società. Ed ho una grande

speranza: che in futuro la presenza di donne ai vertici

delle istituzioni non sia più un'eccezionale novità, ma

una consolidata normalità. Una Società inclusiva,

moderna, capace di anticipare, e non solo attendere,

il futuro. Viviamo in un'epoca che vede una perdita di

fiducia (con differenti accenti, ma abbastanza

generalizzata), nelle istituzioni. Una tendenza che –

giocoforza – deve anche far interrogare le istituzioni

stesse sul loro ruolo nella società. Che cosa manca

alle donne per vincere veramente? Che cosa

possiamo e dobbiamo fare perché questo accada?

Innanzitutto diciamo quello che NON dobbiamo fare.

Non dobbiamo, ad esempio, lasciare che si parli di

noi donne come “della questione femminile” perché

ritengo che sia un ulteriore modo per ghettizzarci. La

società è composta da donne e gli uomini: siamo

parte integrante della comunità e non possiamo

ancora oggi, alla luce del terzo millennio essere

ancora additate come “un problema”. È un fatto che

le donne siano una risorsa per l'immenso contributo

che danno alla nostra società, dalla quale spesso

non ricevono un riconoscimento adeguato. D'altro

canto dobbiamo ricordare che i Paesi più prosperi,

solidi e competitivi del mondo sono anche quelli in

cui lo squilibrio tra uomini e donne nell'occupazione,

nelle carriere e nei salari è minore. Il progetto

editoriale Donna Impresa Magazine è un ulteriore

sforzo in questa direzione al fine di contrastare e

rimuovere gli ostacoli politici, sociali, economici e

culturali all'effettiva realizzazione delle pari

opportunità. Per far sì che questo accada bisogna

intervenire su tutti i fronti; quello culturale in primis.

NON dobbiamo ostacolarle nella carriera:

immaginate l'arrivo di una donna dentro un ambiente

di lavoro maschile. Il suo modo diverso di vedere le

cose rompe tutti gli equilibri. Il potere costituito si

vede messo in discussione attraverso modalità mai

viste prima. Per i maschi coalizzarsi contro

quell'elemento di disturbo diventa una cosa naturale

come respirare. La donna viene messa

nell'impossibilità di importare nuove dinamiche sociali

nel gruppo e l'unico modo per farlo e bloccarle

l'accesso a ruoli dirigenziali. NON dobbiamo

sottovalutare le sue potenzialità: non è esagerato né

sbagliato affermare che le donne sono sottovalutate

in molti settori, a cominciare da quello professionale.

In questo ambito, infatti, gli uomini rivestono funzioni

che godono di un prestigio più elevato, e al tempo

stesso, vedono il proprio lavoro riconosciuto con più

gratificazioni, non solo economiche. L'empowerment

femminile dovrebbe essere nell'agenda di tutti. Non

c'è ragione per non fare di più individualmente, o

attraverso le nostre aziende e i nostri governi per

dare potere alle donne e sostenerle nella

realizzazione del loro potenziale. Sia gli uomini che le


Connecting Manager

Ri-evoluzione

atupertu con:

GUIDO STRATTA e VALERIANA MARIANI

www.dimagazine.it

donne dovrebbero contribuire allo stesso modo

all'ambiente economico e contribuire allo stesso

modo alle loro famiglie e alla società. Il nostro Paese

si colloca invece male nel campo dell'empowerment.

Partiamo da una situazione molto più arretrata

rispetto ad altri Paesi avanzati. Basti guardare al

tasso di occupazione femminile che abbiamo che non

dipende solo dalla pandemia, la pandemia si è

innestata in una situazione già critica. Il nostro Paese

ha un problema della valorizzazione complessiva

delle sue risorse femminili: non solo c'è un problema

di carenza di crescita, ma di produttività. C'è bisogno

poi di “sorellanza” se vogliamo davvero cambiare il

modo in cui il mondo funziona per le donne o

quantomeno accelerarne il passo. Ed in questo, voi

uomini non potete aiutarci (sorrido). Le amicizie tra

donne garantiscono il piacere di sentirsi capite e

protette. Un'amica può sostenerti ed imprimerti

coraggio: è solo attraverso un forte legame che le

donne avranno l'opportunità di cambiare il modo in

cui vivono. Al contrario, gli antagonismi non fanno

altro che danneggiare e perfino indebolire il genere

femminile. Una vecchia battuta diceva: “Gli uomini tra

amici si insultano, le donne tra nemiche si fanno i

complimenti”. La prima cosa da tenere a mente

quando si affronta uno stereotipo culturale sono le

eccezioni: l'amicizia tra donne esiste proprio come

esiste tra uomini ma ci sono dei motivi socio-culturali

che sbilanciano la frequenza di questi comportamenti

tra i generi. Il termine “sorellanza” non è certo di

recente introduzione: le origini di questo concetto

risalgono, all'incirca, agli anni Settanta del secolo

scorso. Fu la scrittrice Kate Millet la prima a usare la

parola “sisterwood”, tradotta in italiano appunto come

“sorellanza”. Di che cosa si tratta? Si può intendere la

sorellanza come una complicità tra donne, una dote

di cui non si può fare a meno se si vuol raggiungere

l'obiettivo dell'affermazione dei diritti femminili unito al

superamento della disparità di genere. Ancora oggi,

infatti, è troppo ampio il divario tra le donne e gli

uomini: la discriminazione coinvolge numerosi ambiti,

che spaziano dalla disuguaglianza dei salari fino ai

più tragici femminicidi. Ma se vogliamo essere sinceri

fino in fondo Guido, vi è però anche un altro

atteggiamento che pregiudica il rapporto fra donne

demolendo quell'illusione di “sorellanza” che ha

animato e anima da sempre il femminismo: l'atavica

competizione tra donne. A tal proposito citiamo

testualmente un passo dal libro “La passione triste” di

Elena Pulcini: “L'invidia femminile è pervasiva e

onnipresente, coglie ogni pretesto per posare

sull'altra il proprio sguardo maligno, e tende a

moltiplicarsi, riconfermando la sua sostanziale

indifferenza all'oggetto, e finendo per investire non

solo quella singola donna, ma le donne in generale

(…). E allora? Che ne è delle conquiste del

femminismo e di quella solidarietà in cui abbiamo

intensamente creduto?” Pulcini dice ancora: “La

condizione di impotenza e di subalternità

all'egemonia maschile si è tradotta in una sorda

rivalità reciproca, spingendo le donne a farsi

subdolamente la guerra tra loro…” sebbene sia

doveroso riconoscere che la prima cosa da tenere a

mente quando si affronta uno stereotipo culturale

sono le eccezioni: l'amicizia tra donne esiste proprio

come esiste l'odio tra uomini. Ma perché le donne

non si sentono mai sufficientemente belle,

sufficientemente preparate, sufficientemente

intelligenti ecc. ecc. ecc.? Potremmo definirla,

ironicamente, la "sindrome di Renée", la portinaia nel

libro "l'eleganza del riccio" (L'Élégance du hérisson)

un romanzo del 2006 scritto da Muriel Barbery. Se

così non fosse, in considerazione che le donne

rappresentano oltre la metà della popolazione

mondiale, non staremmo ancora oggi a parlare di pari

opportunità. Se solo fossimo più coese, più solidali

ma soprattutto più sicure di noi stesse potremmo fare

cose grandiose, come ad esempio, governare il

mondo... un'aspettativa altissima, forse eccessiva?

Una visione utopistica? Forse. Ma io credo che

l'utopia sia una verità prematura. Quando tutto questo

potremo considerarlo desueto vorrà dire che nel

mondo del lavoro, così come in quello della politica,

dell'economia e di tutti gli altri settori della vita

pubblica, si saranno trovate le soluzioni più adeguate

poter guardare al valore della persona in quanto tale;

si saranno potenziati i servizi in risposta alla diversità

delle esigenze, si sarà riusciti ad avanzare in un

disegno democratico e politico, espressione di

maturazione civile e di deontologia professionale.

“ Ah, se fosse tutto così semplice... ” canta

Noemi…

GUIDO

Nel settore maschile permane questa sorta di

“sistema delle alleanze” è contemplato da secoli di

storia. Circa le quote rosa devo dirti però, Valeriana,

che se solo non avessi avuto questi strumenti a

disposizione, non sarei riuscito a nominare delle

donne ruoli di responsabilità nel momento in cui mi


trovavo ad adempiere al compito di eleggere delle

rappresentanze. Sono onorato di dire, a chi ci

segue, che è invece proprio grazie alle quote rosa

se questo è potuto accadere, ed aggiungo, per la

prima volta in Enel, che a parità di merito ho potuto

privilegiare delle donne. Come dire ai “maschietti”

(sorrido) che è tempo, noi uomini, di fare un passo

indietro. Di nuovo non ce l'avremmo fatta senza le

quote rosa. Io che sono filosofico e odio le quote,

devo però riconoscere che il risultato è arrivato.

Bada bene Valeriana, non sono quote non su

merito: sono note su merito, a disciplinarle è la

meritocrazia. Per me la discussione è: la quota non

deve abilitare donne non di valore. Questa è una

cosa che ci tengo a dire perché laddove ci sia il

merito la quota deve aiutare. E' più accettabile da te

detta così? Te la rigiro…

VALERIANA

Certamente. Ma in effetti non mi piacciono le quote

rosa perché non si basano sul merito. La mia

visione è la meritocrazia e le quote rosa ho auto

l'impressione che non riconoscessero i meriti.

Questo va benissimo ed io auspico che avvenga

così, in qualsiasi tipo di contesto sia esso

imprenditoriale piuttosto che politico. Ed anche noi

donne dobbiamo essere consapevoli di avere la

preparazione necessaria ad affrontare le sfide per le

quali ci candidiamo piuttosto che far leva sulle quote

di genere perché questo non giova all'economia

così come non giova alla politica. Noi per prime

dobbiamo essere oneste con noi stesse. E dunque

Guido ti faccio i mie più sentiti complimenti per

essere riuscito ad accogliere nel management di

Enel, attraverso lo strumento delle quote rosa,

donne che meritavo di occupare quelle posizioni.

Devo essere sincera Guido, quando ho letto il tuo

post su LinkedIn in cui si affrontavano queste

tematiche, ma anche sulla scia di quello che avevo

letto su Enel circa il riconoscimento formale del

valore delle donne, non ho esitato un attimo dal

contattarti. Si fa un gran parlare di donne e di meriti

riconosciuti ma, in realtà, di cose concrete non ce

ne sono molte al di là delle promesse. Complimenti

Guido, e complimenti anche ad Enel per dare

fattivamente prova della sua Mission.

GUIDO

È dunque una sufficienza, a voler ragionare in

termini di voti?

VALERIANA

NO. Direi che è un 110 e lode Guido (sorrido).

GUIDO

Voglio tornare un attimo sul “codice” della sorellanza

o della fratellanza e/o comunque il codice del NOI.

Quando arriva una sorellina o un fratellino in

famiglia, i bambini sono portati a pensare che

perdano in parte l'affetto dei genitori. Ma anche

potere. Idem in un'azienda. Quando arriva

un'intruso si è portati a pensare il perché di quella

assunzione e se questa provochi dei “disequilibri”

all'interno delle dinamiche esistenti. Poi però, se c'è

l'intelligenza, il fratellino o la sorellina scoprono la

gioia del noi: che possono giocare insieme, possono

aiutarsi e che i genitori vogliono bene a tutti e due. E

così capita anche nelle imprese quando c'è

l'intelligenza e la generosità. Ecco, questi codici

sono una ricetta molto sana per creare relazioni.

Vengo alla domanda scomoda sulle donne,

Valeriana… che le donne o agiscono codici

maschili, perché le rassicurano nell'essere

accettate, oppure agendo codici femminili eccessivi.

Allora la domanda è: cosa dire alle colleghe che ci

seguono per rimane leaders femminili ed

intraprendere senza perdere la propria femminilità

ma neppure eccedervi? Che sensi di colpa avete ad

essere leaders?

VALERIANA

Nessun senso di colpa Guido. Presumo che

investire sui tratti femminili della leadership può

davvero essere, oltre che eticamente giusto,

strategicamente ed economicamente opportuno. Tu

mi chiedi il perché del non essere semplicemente sé

stesse… beh, nella gran parte dei luoghi di lavoro

tradizionali esiste un pregiudizio diffuso che associa

la leadership all'essere uomo la leadership è

connessa nella nostra mente all'idea di mascolinità

e questo probabilmente induce molte donne a

“mortificare la femminilità” ; dall'altra le donne

puntano sull'arma della seduzione. Da secoli è così.

Io penso che dovremmo semplicemente essere noi

stesse. Credere in noi stesse.

GUIDO

Questo scenario Covid ha peggiorato il gender gap?

VALERIANA

No, non credo. Tutt'altro. La pandemia ha mutato il

nostro mondo. Probabilmente, con lasciti indelebili

tutt'altro che a sfavore del gender gap. Usando un

termine, forse ora quasi abusato, la nostra è stata

una formidabile prova di resilienza. Sono convinta

che quando la cronaca – col passare degli anni – si

cristallizzerà in storia, metteremo ancor meglio a

fuoco quanto tutti e tutte noi abbiamo saputo fare, e

quanto stiamo continuando a mettere in atto, in

questo periodo, uniti. Per la prima volta, non si è

badato più al sesso e/o al genere, abbiamo

dismesso le “armi” a favore della sopravvivenza. E

questo è stato un grandissimo insegnamento.

Significa che tutti insieme ce la possiamo fare. Noi

dobbiamo pensare alle generazioni future, a cosa

lasciamo loro. Quale patrimonio di conoscenze

erediteranno le nuove generazioni? Quale tipo di

insegnamento? Dobbiamo essere consapevoli di

questo e dobbiamo agire con grande maturità

poiché saremo sotto il giudizio delle generazioni che

verranno ma anche dei nostri figli. Uomini e donne

devono esprimere il meglio. Noi donne perché

siamo generatrici di vita e gli uomini, non di meno,

perché è anche grazie a loro che si concepisce un

figlio. Dobbiamo entrambi assumerci la

responsabilità di dare una continuità a questo

mondo nella maniera migliore che sappiamo, e

possiamo fare.

GUIDO

Valeriana ti sei ispirata a qualcuno in questo tuo

percorso oppure hai giocato una tua partita?

VALERIANA

Ho giocato la mia partita, anche se, il giocarla mi ha

privata di tante cose (mi commuovo). Posso dire

con merito (e non demerito) che sei stato l'uomo

che mi ha fatta piangere Guido? Le persone,

precisamente, possono sperimentare due tipi di

delusione. La delusione per uno scopo mancato:

volevo un buon lavoro e non l'ho avuto, volevo fare

un viaggio e non l'ho fatto, volevo possedere una

bella casa e non l'ho posseduta, volevo essere

amato e non sono stato amato, ecc., e perciò sono

insoddisfatto; e la delusione per uno scopo

conseguito, la delusione, cioè, che si prova perché il

conseguimento di un certo scopo non ci soddisfa

come ci eravamo aspettati: volevo un buon lavoro e

l'ho avuto, volevo fare un viaggio e l'ho fatto, volevo

una bella casa e l'ho posseduta, volevo essere

amato e sono stato amato, ecc., eppure, ogni volta,

contrariamente alle mie aspettative, pur avendo

investito moltissime energie per cogliere questo

scopo, non sono appagato. Questo secondo tipo di

delusione ha una natura rivelativa, perché consente

di comprendere che l'oggetto del desiderio umano

non è rinvenibile in nessuna esperienza finita. La

struttura antropologica è quella di un essere

essenzialmente inquieto, teso a “sfuggire ad ogni

determinazione, esterna o interna, e ad affermare la

sua indipendenza nei confronti di tutti i limiti esterni

o interni, fino a desiderare il superamento, in

qualche modo, dei confini stessi della sua natura”.

Ecco allora delinearsi una nuova nozione di

desiderio, non più in equazione con dei bisogni

specifici, ma esteso nella sua anima. Come nota

Tommaso d'Aquino, tutti i nostri obiettivi suscitano

una reazione comune: quando essi vengono

raggiunti e posseduti non li si apprezza più e si

desiderano altre cose, cioè il desiderio non viene

mai appagato da essi. Ovvero, per tutti questi

oggetti vale l'“esperienza del disinganno”. Ecco

allora delinearsi una nuova nozione di desiderio,

non più in equazione con dei bisogni. “CHIEDIMI SE

SONO FELICE”... e se fosse il nostro prossimo

webinar ?

Valeriana Mariani

FrancoAngeli

Il saggio suggerisce che

ognuno di noi può essere

uno strumento di

cambiamento,

promuovendo la crescita

personale e quella degli

altri, attraverso l'esercizio di

una leadership gentile. Rievoluzione:

perché i

processi che portano alle

vere trasformazioni partono

sempre da noi stessi, dal

fatto di sentire che le cose

possono essere viste in un

modo diverso, che è

possibile allargare gli

orizzonti e avere una

prospettiva più inclusiva.

Attraverso l'esercizio di una

leadership gentile, ognuno

di noi potrà essere uno

strumento di cambiamento

e promuovere la crescita

personale e altrui.

BOO

K

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