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LUI - GUIDO STRATTA _ENEL e VALERIANA MARIANI _DONNA IMPRESA

È con grandissima emozione che mi sono trovata ad un “tu per tu” con Guido Stratta Direttore People and Organization di ENEL ENERGIA un Gruppo vivo, proiettato nel futuro che rispetta i diritti umani e garantisce la non discriminazione, le pari opportunità e l'inclusione della diversità ovunque operi: “il welfare - dice Guido - non è una formalità, ma una fede aziendale”. Un incontro coinvolgente tra un'introversa ipersensibile con la passione per le storie e una “Blue Mind” (come la definisce il biologo marino Wallace J. Nichols): ovvero, metaforicamente, la bussola che aiuta a levare le ancore e spiegare le vele. In un'epoca in cui siamo legati allo stress della tecnologia, dell'esilio dal mondo naturale, del soffocamento professionale, dall'ansia personale e privi di un'autentica privacy, sciogliere gli ormeggi è meraviglioso! Ma la grandezza di Guido Stratta non si esaurisce qui. È Founder & CEO de Ilmareintasca; Founder & CEO dell'Accademia della Gentilezza; autore – insieme a Bianca Straniero Sergio – di “Ri-evoluzione. Il potere della leadership gentile” (Franco Angeli, 2021) un dialogo con Oscar Farinetti alla scoperta del senso rivoluzionario della gentilezza: una pratica quotidiana che può rendere ognuno di noi strumento di cambiamento per sé e, soprattutto, per gli altri. “Ri-evoluzione“: concetto che descrive come i processi che portano al cambiamento partano dal tornare sui propri passi per sperimentare il punto di vista altrui ... (CONTINUA) GUARDA IL VIDEO DEL WEBINAR A TU PER TU CON VALERIANA MARIANI https://www.dimagazine.it/interviste/

È con grandissima emozione che mi sono trovata ad un “tu per tu” con Guido Stratta Direttore People and Organization di ENEL ENERGIA un Gruppo vivo, proiettato nel futuro che rispetta i diritti umani e garantisce la non discriminazione, le pari opportunità e l'inclusione della diversità ovunque operi: “il welfare - dice Guido - non è una formalità, ma una fede aziendale”. Un incontro coinvolgente tra un'introversa ipersensibile con la passione per le storie e una “Blue Mind” (come la definisce il biologo marino Wallace J. Nichols): ovvero, metaforicamente, la bussola che aiuta a levare le ancore e spiegare le vele. In un'epoca in cui siamo legati allo stress della tecnologia, dell'esilio dal mondo naturale, del soffocamento professionale, dall'ansia personale e privi di un'autentica privacy, sciogliere gli ormeggi è meraviglioso! Ma la grandezza di Guido Stratta non si esaurisce qui. È Founder & CEO de Ilmareintasca; Founder & CEO dell'Accademia della Gentilezza; autore – insieme a Bianca Straniero Sergio – di “Ri-evoluzione. Il potere della leadership gentile” (Franco Angeli, 2021) un dialogo con Oscar Farinetti alla scoperta del senso rivoluzionario della gentilezza: una pratica quotidiana che può rendere ognuno di noi strumento di cambiamento per sé e, soprattutto, per gli altri. “Ri-evoluzione“: concetto che descrive come i processi che portano al cambiamento partano dal tornare sui propri passi per sperimentare il punto di vista altrui ... (CONTINUA)
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Ri-evoluzione<br />

atupertu con:<br />

<strong>GUIDO</strong> <strong>STRATTA</strong> e <strong>VALERIANA</strong> <strong>MARIANI</strong><br />

www.dimagazine.it<br />

donne dovrebbero contribuire allo stesso modo<br />

all'ambiente economico e contribuire allo stesso<br />

modo alle loro famiglie e alla società. Il nostro Paese<br />

si colloca invece male nel campo dell'empowerment.<br />

Partiamo da una situazione molto più arretrata<br />

rispetto ad altri Paesi avanzati. Basti guardare al<br />

tasso di occupazione femminile che abbiamo che non<br />

dipende solo dalla pandemia, la pandemia si è<br />

innestata in una situazione già critica. Il nostro Paese<br />

ha un problema della valorizzazione complessiva<br />

delle sue risorse femminili: non solo c'è un problema<br />

di carenza di crescita, ma di produttività. C'è bisogno<br />

poi di “sorellanza” se vogliamo davvero cambiare il<br />

modo in cui il mondo funziona per le donne o<br />

quantomeno accelerarne il passo. Ed in questo, voi<br />

uomini non potete aiutarci (sorrido). Le amicizie tra<br />

donne garantiscono il piacere di sentirsi capite e<br />

protette. Un'amica può sostenerti ed imprimerti<br />

coraggio: è solo attraverso un forte legame che le<br />

donne avranno l'opportunità di cambiare il modo in<br />

cui vivono. Al contrario, gli antagonismi non fanno<br />

altro che danneggiare e perfino indebolire il genere<br />

femminile. Una vecchia battuta diceva: “Gli uomini tra<br />

amici si insultano, le donne tra nemiche si fanno i<br />

complimenti”. La prima cosa da tenere a mente<br />

quando si affronta uno stereotipo culturale sono le<br />

eccezioni: l'amicizia tra donne esiste proprio come<br />

esiste tra uomini ma ci sono dei motivi socio-culturali<br />

che sbilanciano la frequenza di questi comportamenti<br />

tra i generi. Il termine “sorellanza” non è certo di<br />

recente introduzione: le origini di questo concetto<br />

risalgono, all'incirca, agli anni Settanta del secolo<br />

scorso. Fu la scrittrice Kate Millet la prima a usare la<br />

parola “sisterwood”, tradotta in italiano appunto come<br />

“sorellanza”. Di che cosa si tratta? Si può intendere la<br />

sorellanza come una complicità tra donne, una dote<br />

di cui non si può fare a meno se si vuol raggiungere<br />

l'obiettivo dell'affermazione dei diritti femminili unito al<br />

superamento della disparità di genere. Ancora oggi,<br />

infatti, è troppo ampio il divario tra le donne e gli<br />

uomini: la discriminazione coinvolge numerosi ambiti,<br />

che spaziano dalla disuguaglianza dei salari fino ai<br />

più tragici femminicidi. Ma se vogliamo essere sinceri<br />

fino in fondo Guido, vi è però anche un altro<br />

atteggiamento che pregiudica il rapporto fra donne<br />

demolendo quell'illusione di “sorellanza” che ha<br />

animato e anima da sempre il femminismo: l'atavica<br />

competizione tra donne. A tal proposito citiamo<br />

testualmente un passo dal libro “La passione triste” di<br />

Elena Pulcini: “L'invidia femminile è pervasiva e<br />

onnipresente, coglie ogni pretesto per posare<br />

sull'altra il proprio sguardo maligno, e tende a<br />

moltiplicarsi, riconfermando la sua sostanziale<br />

indifferenza all'oggetto, e finendo per investire non<br />

solo quella singola donna, ma le donne in generale<br />

(…). E allora? Che ne è delle conquiste del<br />

femminismo e di quella solidarietà in cui abbiamo<br />

intensamente creduto?” Pulcini dice ancora: “La<br />

condizione di impotenza e di subalternità<br />

all'egemonia maschile si è tradotta in una sorda<br />

rivalità reciproca, spingendo le donne a farsi<br />

subdolamente la guerra tra loro…” sebbene sia<br />

doveroso riconoscere che la prima cosa da tenere a<br />

mente quando si affronta uno stereotipo culturale<br />

sono le eccezioni: l'amicizia tra donne esiste proprio<br />

come esiste l'odio tra uomini. Ma perché le donne<br />

non si sentono mai sufficientemente belle,<br />

sufficientemente preparate, sufficientemente<br />

intelligenti ecc. ecc. ecc.? Potremmo definirla,<br />

ironicamente, la "sindrome di Renée", la portinaia nel<br />

libro "l'eleganza del riccio" (L'Élégance du hérisson)<br />

un romanzo del 2006 scritto da Muriel Barbery. Se<br />

così non fosse, in considerazione che le donne<br />

rappresentano oltre la metà della popolazione<br />

mondiale, non staremmo ancora oggi a parlare di pari<br />

opportunità. Se solo fossimo più coese, più solidali<br />

ma soprattutto più sicure di noi stesse potremmo fare<br />

cose grandiose, come ad esempio, governare il<br />

mondo... un'aspettativa altissima, forse eccessiva?<br />

Una visione utopistica? Forse. Ma io credo che<br />

l'utopia sia una verità prematura. Quando tutto questo<br />

potremo considerarlo desueto vorrà dire che nel<br />

mondo del lavoro, così come in quello della politica,<br />

dell'economia e di tutti gli altri settori della vita<br />

pubblica, si saranno trovate le soluzioni più adeguate<br />

poter guardare al valore della persona in quanto tale;<br />

si saranno potenziati i servizi in risposta alla diversità<br />

delle esigenze, si sarà riusciti ad avanzare in un<br />

disegno democratico e politico, espressione di<br />

maturazione civile e di deontologia professionale.<br />

“ Ah, se fosse tutto così semplice... ” canta<br />

Noemi…<br />

<strong>GUIDO</strong><br />

Nel settore maschile permane questa sorta di<br />

“sistema delle alleanze” è contemplato da secoli di<br />

storia. Circa le quote rosa devo dirti però, Valeriana,<br />

che se solo non avessi avuto questi strumenti a<br />

disposizione, non sarei riuscito a nominare delle<br />

donne ruoli di responsabilità nel momento in cui mi

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