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TuttoBallo20 APRILE 2022.EnjoyArt

Aprile, finito il periodo di emergenza Covid, tutti siamo pronti a ripartire. Per quest'anno ci auguriamo che il simpatico proverbio "Aprile dolce dormire" si trasformi in azione e motivazione. Aprile porta con sè eventi religiosi e laici. I riti religiosi della Settimana Santa, la festa della Liberazione e la XL Giornata Internazionale della Danza. Un evento che l'Associazione Stefano Francia EnjoyArt, quest'anno, organizza a Terni, la città natale del maestro Stefano. Il 30 aprile vi diamo appuntamento a Terni per festeggiare insieme alla cittadinanza la dea Tersicore e Il CantaMaggio 2022 manifestazione popolare che da oltre 120 anni celebra, per le strade del centro storico della cittadina umbra, l'arrivo della primavera. Con il patrocinio del CID-UNESCO e il comune di Terni presenteremo il convegno "Il Futuro dell'Arte" e la fase finale del terzo concorso MultiArte "Dillo Alla Danza". Appuntamento per tutti, dunque, alle ore 15 del 30 aprile presso il CAOS Centro Arti Opificio Siri per discutere, ammirare e respirare d' arte. Convegno, mostra, esibizioni e degustazioni dei prodotti tipici umbri con Slow Food, gli ingredienti per brindare al rinascimento. La copertina e contro copertina di questo numero le abbiamo dedicate al cinema presentandovi due film italiani: "Mancino Naturale" con Claudia Gerini e "Bla Bla Baby" la nuova commedia di Fausto Brizzi con l'amico Alessandro Preziosi. E sfogliando aprile leggerete di teatro, musica, viaggi, libri, cucina, make up, interviste e molto altro ancora. Io e tutta redazione, vi auguriamo una felice Pasqua, una Pasqua di resurrezione per tutti i vostri desideri e sogni. Una Pasqua soprattutto di PACE...

Aprile, finito il periodo di emergenza Covid, tutti siamo pronti a ripartire.
Per quest'anno ci auguriamo che il simpatico proverbio "Aprile dolce dormire" si trasformi in azione e motivazione.
Aprile porta con sè eventi religiosi e laici. I riti religiosi della Settimana Santa, la festa della Liberazione e la XL Giornata Internazionale della Danza.
Un evento che l'Associazione Stefano Francia EnjoyArt, quest'anno, organizza a Terni, la città natale del maestro Stefano.
Il 30 aprile vi diamo appuntamento a Terni per festeggiare insieme alla cittadinanza la dea Tersicore e Il CantaMaggio 2022 manifestazione popolare che da oltre 120 anni celebra, per le strade del centro storico della cittadina umbra, l'arrivo della primavera.
Con il patrocinio del CID-UNESCO e il comune di Terni presenteremo il convegno "Il Futuro dell'Arte" e la fase finale del terzo concorso MultiArte "Dillo Alla Danza".
Appuntamento per tutti, dunque, alle ore 15 del 30 aprile presso il CAOS Centro Arti Opificio Siri per discutere, ammirare e respirare d' arte. Convegno, mostra, esibizioni e degustazioni dei prodotti tipici umbri con Slow Food, gli ingredienti per brindare al rinascimento.
La copertina e contro copertina di questo numero le abbiamo dedicate al cinema presentandovi due film italiani: "Mancino Naturale" con Claudia Gerini e "Bla Bla Baby" la nuova commedia di Fausto Brizzi con l'amico Alessandro Preziosi.
E sfogliando aprile leggerete di teatro, musica, viaggi, libri, cucina, make up, interviste e molto altro ancora.
Io e tutta redazione, vi auguriamo una felice Pasqua, una Pasqua di resurrezione per tutti i vostri desideri e sogni.
Una Pasqua soprattutto di PACE...

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27


TuttoBallo - APRILE 2022 - n. 27

Copertina: Claudia Gerini protagonista del film "Mancino Naturale di

Salvatore Allocca.

Editore "Stefano Francia" EnjoyArt

Direttore - Fabrizio Silvestri

Vice direttore - Eugenia Galimi

Segretaria di redazione - Pina delle Site

Redazione - Marina Fabriani Querzè

COLLABORATORI: Maria Luisa Bossone, Antonio Desiderio, Francesco

Fileccia, David Bilancia, Giovanni Fenu, Mauri Menga, Sandro Mallamaci,

Walter Garibaldi, David Iori, Giovanni Battista Gangemi Guerrera, Lara

Gatto, Lucia Martinelli, Patrizia Mior, Ivan Cribiú, Danilo Pentivolpe,

Alessia Pentivolpe, Carlo De Palma, Rita Martinelli, Assia Karaguiozova,

Federico Vassile, Elza De Paola, Giovanna Delle Site, Jupiter, Francesca

Meucci, Alberto Ventimiglia.

Fotografi: Luca Di Bartolo, Elena Ghini, Cosimo Mirco Magliocca

Photographe Paris, Monica Irma Ricci, Luca Valletta, Raul Duran,

DsPhopto, Raul, Alessio Buccafusca, Alessandro Canestrelli, Alessandro

Risuleo.

Altre foto pubblicate sono state concesse da uffici stampa e/o scaricate

dalle pagine social dei protagonisti.

Le immagini e le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto d’autore,

vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai sensi degli artt. 65

comma 2 e 70 comma 1bis della Lg. 633/1941.

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É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dal

direttore. I collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.

Testata giornalistica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia EnjoyArt

per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com

Contro Copertina

Aprile, finito il periodo di emergenza Covid, tutti siamo pronti a ripartire.

Per quest'anno ci auguriamo che il simpatico proverbio "Aprile dolce

dormire" si trasformi in azione e motivazione.

Aprile porta con sè eventi religiosi e laici. I riti religiosi della Settimana

Santa, la festa della Liberazione e la XL Giornata Internazionale della

Danza.

Un evento che l'Associazione Stefano Francia EnjoyArt, quest'anno,

organizza a Terni, la città natale del maestro Stefano.

Il 30 aprile vi diamo appuntamento a Terni per festeggiare insieme alla

cittadinanza la dea Tersicore e Il CantaMaggio 2022 manifestazione

popolare che da oltre 120 anni celebra, per le strade del centro storico

della cittadina umbra, l'arrivo della primavera.

Con il patrocinio del CID-UNESCO e il comune di Terni presenteremo il

convegno "Il Futuro dell'Arte" e la fase finale del terzo concorso MultiArte

"Dillo Alla Danza".

Appuntamento per tutti, dunque, alle ore 15 del 30 aprile presso il CAOS

Centro Arti Opificio Siri per discutere, ammirare e respirare d' arte.

Convegno, mostra, esibizioni e degustazioni dei prodotti tipici umbri con

Slow Food, gli ingredienti per brindare al rinascimento.

La copertina e contro copertina di questo numero le abbiamo dedicate al

cinema presentandovi due film italiani: "Mancino Naturale" con Claudia

Gerini e "Bla Bla Baby" la nuova commedia di Fausto Brizzi con l'amico

Alessandro Preziosi.

E sfogliando aprile leggerete di teatro, musica, viaggi, libri, cucina, make

up, interviste e molto altro ancora.

Io e tutta redazione, vi auguriamo una felice Pasqua, una Pasqua di

resurrezione per tutti i vostri desideri e sogni.

Una Pasqua soprattutto di PACE...

© F R E E P R E S S O N L I N E r i p r o d u z i o n e r i s e r v a t a - D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "


Massimo Polo

Direzione Artistica


World Dance Day - 29 Aprile 2022

Messaggio del Presidente dell'International Dance Council CID UNESCO,

Prof. Dr. Alkis Raftis

Questo messaggio viene scritto mentre i missili colpiscono edifici residenziali e la gente

combatte per le strade. Probabilmente è troppo ottimista sperare che la gente il 29 aprile ballerà

nelle strade per celebrare la pace. La situazione richiede ai danzatori di mostrare solidarietà agli

altri danzatori. Individualità e 'do it alone' sono fuori moda.

Molte persone sono pronte ad aiutare ma rischiano di cadere vittime di truffe. È molto difficile

distinguere tra organizzazioni, siti web, persone, notizie ecc. genuini e falsi. Ci si può fidare solo

di chi si conosce da molti anni, solo di chi ha una lunga storia di una politica seria con cui si è

d'accordo - certamente non di chi promette di fare ora quello che non ha mai fatto prima. Il

passato è la migliore garanzia per il futuro.

Il CID non farà da intermediario. Noi sosteniamo la comunicazione diretta da persona a

persona, l'assistenza e la collaborazione. Questo è ciò che proponiamo:

- Andate all'Elenco Globale della Danza. Digita parole chiave come: nome della città, tipo di

danza ecc. Prova varie parole chiave.

- Trovate i professionisti della danza e chiamateli, o chiedete al CID il loro indirizzo e-mail.

- Dite loro che vi preoccupate, chiedete di cosa hanno bisogno

- Mandate quello che potete

- Mantenete il contatto, date coraggio per superare le difficoltà, preparate la cooperazione dopo

la crisi.

Non è il momento di fare sfoghi romantici sulle virtù della danza e affermazioni simpatiche ma

vaghe. La danza, dopo essere stata duramente colpita dalla pandemia, è ora colpita dal conflitto

armato e dalla prospettiva di una guerra fredda su scala globale. È il momento di azioni

concrete e risultati tangibili, il momento di mettersi insieme per avanzare uniti.

www.DanceDay.CID-world.org


TERNI 30 APRILE 2022 "DILLO ALLA DANZA"

CONCORSO MULTI ARTE E CONVEGNO NAZIONALE

ORGANIZZAZIONE STEFANO FRANCIA ENJOYART.

MADRINA DELL’EVENTO LA FATINA DELLA TV MARIA GIOVANNA ELMI

"Il 30 aprile 2022 festeggia con noi la XL Giornata Internazionale della danza. L’associazione Stefano

Francia EnjoyArt organizza a Terni la quarantesima giornata mondiale della danza con un convegno e il

Concorso Multi Arte "DILLO ALLA DANZA"...

Con il patrocinio del CID UNESCO e del Comune di Terni, l’associazione Stefano Francia EnjoyArt ha

deciso di ripartire con l’organizzazione degli eventi, dopo il fermo di due anni causa pandemia, da Terni,

comune di nascita del Maestro Stefano Francia, come ha spiegato il presidente Fabrizio Silvestri:

>

La storia di un popolo parte dalla tradizione del luogo, in questa edizione al fianco dell’associazione

Stefano Francia scende in campo anche Slow Food Terni, l’associazione internazionale no profit impegnata

a ridare il giusto valore al cibo. Con loro e il folklore ternano del Cantamaggio si riscoprono i sapori e saperi

della terra umbra. Ambasciatrice dell’evento Maria Giovanna Elmi, la rassicurante fatina della tv, mecenate

e divulgatrice della cultura italiana.

Nelle precedenti edizioni, svoltesi on line, i protagonisti sono stati i concorrenti delle 4 sezioni che, con i loro

elaborati, hanno raccontato la danza attraverso la fotografia, la pittura, la scultura, la musica e la danza

stessa. In occasione della Giornata Internazionale della Danza, le migliori composizioni musicali (inedite e

cover) sono entrate a far parte della Compilation “DILLOALLADANZA”, prodotta dalla Stefano Francia

EnjoyArt e dall’etichetta discografica Pomodoro Studio Always e distribuita in tutti i digital store. Le due

copertine delle precedenti compilation sono state firmate da artisti che hanno partecipato al concorso.


soprattutto in questo periodo, la bellezza dell’arte nella società, collante che unisce le persone attraverso il

linguaggio universale dell’arte. Per noi è importante diffondere il virus dell’arte nella scuola, tra i bambini, i

giovani, gli adulti, affinché tutti diventino appassionati dell’arte, con la speranza che tutti un giorno

possiamo essere "artigiani" dell’arte, come i direttori artistici scelti per questa edizione: per la danza la

professoressa Maria Luisa Bossone già prima ballerina nei maggiori teatri italiani, per la musica Ciro Vinci,

musicoterapeuta e compositore per trasmissioni tv e cinema, per le arti letterarie e visive il maestro

Giovannino Montanari, artista internazionale conosciuto come il pittore delle cupole>>

Il concorso "DILLO ALLA DANZA" è scrivere un racconto, una poesia, scattare una foto, dipingere una

tela, cantare o suonare una canzone per la dea Tersicore.

Il concorso è suddiviso in 4 sezioni:

1. Sezione Arti letterarie (poesia e racconto breve/narrativa)

2. Sezione Arti visive (scultura, fotografia, disegno)

3. Sezione Musica e Canto (opere originali)

4. Sezione Coreutica

Ciascuna sezione è divisa in due categorie: under e over 18 anni.

L’organizzazione per questa edizione della rinascita ha messo in palio prestigiosi premi:

Sezione Letteratura, le opere saranno raccolte in un ebook distribuito sulla webkiosk di Yumpu, come

allegato alla rivista TuttoBallo. Shooting fotografico realizzato dalla fotografa Monica Irma Ricci.

Sezione Arti visive, le opere saranno raccolte in un catalogo on line allegato alla rivista TuttoBallo.

Shooting fotografico realizzato dalla fotografa Monica Irma Ricci.

Sezione Canto, le migliori 10 composizioni entreranno a far parte del terzo volume di “DilloAllaDanza

2022”, distribuito in tutti i digital store dalla label Always - Pomodoro Studio. Contratto con l’etichetta

indipendente Tilt Music Production. Shooting fotografico realizzato dalla fotografa Monica Irma Ricci.

Sezione Coreutica. Borsa di studio di un mese presso Barcelona Ballet Project

WorkShoop di una settimana presso International Creative Hub Roma.

Shooting fotografico realizzato dalla fotografa Monica Irma Ricci.

L’artista partecipa al concorso, a numero limitato, iscrivendosi sul sito www.dancematick.ite inviando in

allegato le proprie opere nel formato richiesto dal regolamento.

Inoltre, la documentazione dovrà essere inoltrata in copia a dilloalladanza@gmail.com

Il Concorso “DILLOALLADANZA” è rivolto a ballerini, artisti, alunni e persone comuni maggiorenni e

minorenni che amano esprimere l'amore per la danza attraverso tutte le arti: letteratura, poesia, pittura,

fotografia, musica e danza. Le presentazioni delle opere scadono il 10/04/2022 iscrivendosi sul sito

dancematick.it e inoltrando l’elaborato anche a: dilloalladanza@gmail.com

Le premiazioni di "DILLO ALLA DANZA" si terranno il 30 Aprile 2022, presso il CASO Centro Artisti

Opificio Siri - Teatro Secci - Terni nel rispetto delle normative Covid-19.


DILLO ALLA DANZA" CONVEGNO NAZIONALE

Appuntamento nazionale per discutere sul futuro dell’arte in Italia, con illustri personaggi del mondo

dell’arte. Questa emergenza-pandemia e la crisi, già in atto ma di deflagrante e persistente durata, stanno

dimostrando quanto l’Italia abbia bisogno di nuova valorizzazione a partire dai suoi Beni Artistici e Culturali

e dai suoi artisti, troppo spesso dimenticati nei vari piani di ricostruzione oltre che nelle Unità operative di

pronto intervento; in questa miope visione del Futuro manca la concezione di una progettazione condivisa,

partecipata ai processi di (ri)costruzione ed è assente l’Arte.

Media Partner SoloMente diretto da Francesca Meucci e TuttoBallo la rivista edita dall’associazione

Stefano Francia EnjoyArt e distribuita gratuitamente sulla webkiosk Yumpu.


Si riprende da dove ci eravamo lasciati…

Eugenia Galimi

Vice Direttore

Ci eravamo lasciati precisamente nel mese di febbraio di due anni fa con l’esibizione per il Carnevale 2020

- come sempre organizzata dal Maestro Filippo De Salvo in collaborazione con l'Asc - presso il Centro

commerciale "Porto Bolaro" di Reggio Calabria. Nessuno di noi poteva ancora immaginare cosa sarebbe

successo a distanza di poche settimane: ci sentivamo comunque ed erroneamente protetti da un virus

sconosciuto e, fortunatamente, geograficamente lontano.

Ricordo ancora la comunicazione televisiva di qualche giorno dopo riguardante il lockdown, la corsa ad

accaparrarsi un posto sull'ultimo treno, pullman o aereo disponibile per rientrare a casa dai propri affetti e

l'angoscia che ci chiudeva il petto per una cosa che non conoscevamo, che non capivamo ma che,

sicuramente, era più grande di tutti noi.

Nonostante tutto, però, dopo due anni di chiusure, riaperture, regioni a colori, vittime e vaccini, lunedì

scorso 28 febbraio 2022 - con molta felicità e ancora qualche apprensione - lo stesso Team Asc ha voluto

riproporre lo spettacolo carnevalesco come un inno alla vita, una testimonianza della voglia di ricominciare

nonostante mascherine, distanziamento e gel sanificante. La nutrita partecipazione di ballerini e pubblico

ha testimoniato che, dopo due anni di restrizioni, nonostante la lunga chiusura di tutte le palestre,

l’abbandono della pratica sportiva da parte di molti atleti e la chiusura definitiva di molte associazioni e

scuole di ballo - oberate di spese senza alcuna entrata - la voglia di ballare e di veder ballare è ancora

veramente tanta. Ed è proprio su questa voglia che il virus non ha potuto spegnere, che tutto il mondo della

Danza sportiva deve puntare per rinascere dalle sue stesse ceneri come l’Araba fenice


Tempi

Bui

Sandro Mallamaci

Tempi bui, a cui non eravamo certamente preparati, noi europei.

Dopo la seconda guerra mondiale, a pochi anni dal termine dell’altro conflitto devastante, la prima, l’idea principale che

ha pervaso i popoli europei è stata quella di fare in modo che non si ripetessero quegli orrori causati da mire

espansionistiche di qualche capo popolo, o da idee secessioniste o da rivendicazioni di autonomie locali. Illuminati

governanti sono riusciti a sedersi attorno ad un tavolo per trovare il modo di convivere in pace.

Pur essendo l’Europa abitata da popolazioni con forti tradizioni nazionalistiche, si pensi alla Francia, alla

Germania, all’Inghilterra, da secoli uniti sotto la stessa bandiera, ma anche all’Italia che era nata dall’unione di

stati e staterelli, da sempre accomunati dai tempi dell’Impero Romano, si è costituita l’Unione Europea in cui ci

si è riconosciuti condividendo scelte e decisioni prese in forma democratica attraverso il Parlamento Europeo

in cui si trovano rappresentati tutte le nazioni. Non saremo mai un unico popolo, ma questa scelta ci ha consentito

di vivere in pace per più di ottanta anni. Intere generazioni non hanno quindi mai conosciuto direttamente gli orrori di

una guerra in casa propria. Si è dato sempre per scontato che le guerre raccontate in tv da noi non potessero mai

accadere. Tutt’ora è così. Ma il conflitto che è scoppiato all’inizio di marzo ci ha scosso profondamente. Innanzitutto le

ripercussioni sul piano economico ed energetico le stiamo subendo direttamente, ma anche sul piano umano perché

molte persone che vivono e lavorano in tutta Europa hanno origini e legami affettivi proprio con quei popoli che si

trovano a combattere una guerra che in molti non condividono, sia da un lato che dall’altro. Quei due popoli che da

sempre hanno vissuto in un precario equilibrio, in diffuse autonomie locali, ma condividendo cultura e tradizioni che si

sono inevitabilmente contagiate, e che da un giorno all’altro hanno scoperto di essere di nuovo nemici acerrimi.

Nell’immaginario di chi si interessa di arte e in particolare di danza, la Russia e le repubbliche dell’ex Unione

Sovietica sono tra le nazioni più rappresentative, con i teatri e le scuole di danza tra i più famosi e rinomati al

mondo, come il teatro di San Pietroburgo o il Bolshoi di Mosca. L’accostamento delle due nazioni oggi in

conflitto porta inevitabilmente alla memoria il ballo più caratteristico del popolo sovietico, l’hopak, la danza dei

cosacchi. Fatta propria dall’intera Unione Sovietica, in realtà è il ballo nazionale ucraino. Nota in tutto il mondo, è

una danza prevalentemente maschile molto energica, che veniva praticata già all’inizio del XVI secolo e ha tra

le sue varianti l’hopak marziale. Nell’hopak viene usato tutto il corpo: chi lo pratica deve essere robusto ma

molto agile, abile anche nel maneggiare armi e oggetti, oltre a saper cantare.

È una danza che ricorda le arti marziali e in Ucraina viene tramandata in scuole che creano veri e propri atleti; la più

importante è il Balletto Statale che ha anche la finalità di tramandare la tradizione delle danze cosacche e del folklore

ucraino, che come tutte le tipiche danze russe e ucraine sono ballate dagli uomini indossando lunghe casacche

decorate e i pantaloni larghi infilati negli stivali, accompagnati da pugnali e sciabole, e dalle donne che indossano vesti

ricamate, gonne ampie, copricapo e foulard abito dalle tinte più vivaci. Il Hopak si sviluppò inizialmente nelle terre

dell’Ucraina attuale già dal 16esimo secolo da formazioni militare, per celebrare vittorie dopo cruente battaglie.

Gli esecutori erano quindi i giovani mercenari e non dei veri ballerini professionisti; per questo i passi di ballo erano

prevalentemente improvvisati, con lo scopo unico di dimostrazione di virilità ed eroismo con ripetuti salti acrobatici per

simulare le lotte sul campo di battaglia, con vere spade e lance. Sembra quasi rappresentare l’identikit di questi popoli

di tradizione guerriera sempre in lotta tra di loro. Basta navigare sui motori di ricerca per trovare tanti video di gruppi di

ballo che si esibiscono in questa particolare forma di danza; molti in luoghi aperti delle città che oggi sono devastate dai

bombardamenti. Le immagini di dolore e sofferenza della gente in fuga che i media ci propongono tutti i giorni stridono

con quelle che fino a qualche settimana fa erano solo di allegria e voglia di vivere in pace. Nella speranza che non si

generi una escalation e che tutto quello che vediamo adesso non interessi un’area più ampia dell’Europa, ringraziamo

quei popoli e i loro rissosi e irresponsabili governanti per averci regalato altri momenti tristi di questi anni, come se la

pandemia, che ancora non è stata superata definitivamente, non fosse stata già abbastanza. Verrebbe da dire: chi è

causa del proprio mal…


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Il Lago dei Cigni e il Romae Capital

Ballet nella magica Arabia

Antonio Desiderio Artist Management torna dopo due anni in tour e con il

suo Romae Capital Ballet metterà in scena a Riyadh in Arabia Saudita il

famoso balletto in tre fantastiche serate dal 29 al 31 marzo.

Dopo i grandi successi della tournée del 2019 che ha visto impegnata la

compagnia per più di 25 recite in tutta la Cina, Antonio Desiderio, manager

internazionale di danza e fondatore del Romae Capital Ballet, torna

nuovamente in scena con il grande classico"Il Lago dei Cigni" con le

coreografie di Maria Grazia Garofoli, già Direttore del Corpo di Ballo della

Fondazione Arena di Verona, riprese per l'occasione da Sabrina Bosco,

Maitre du Ballet e Coreografa Internazionale qui affiancata da Federico

Mella. La compagnia, ricostituita con un organico di 40 persone, sarà infatti

impegnata per diverse recite nella città di Riyadh, in Arabia Saudita, nel

grande Teatro Open Air della Capitale e vedrà la partecipazione

straordinaria delle due etoiles Marta Petkova e Nikola Hadijtanev, Primi

ballerini del Teatro dell'Opera di Sofia, nei ruoli della Principessa Odette e

Principe Siegfried.

"Siamo tutti molto emozionati nel ripartire con questa produzione ed in una

città come Riyadh in cui la danza e l'arte sono molto sentite ed attese. In

fondo credo che il nostro compito primario sia quello divulgare cultura in

ogni parte del mondo" afferma Antonio Desiderio.

I costumi dello spettacolo sono affidati alla storica sartoria partner da tempo

di Antonio Desiderio, Triunfo Dance di Pasquale Triunfo, che per

l'occasione ha rivisitato i costumi dei 24 Cigni in un nuovo elegantissimo

design, mentre luci e proiezioni dello spettacolo sono affidate a Luigi

Magnani. Attesa altissima per la compagnia e tutti i loro interpreti con

biglietti esauriti da gia da tempo. Una ripartenza quindi ancora una volta

che, con Antonio Desiderio, porta l'Italia all'estero in una posizione di

assoluto prestigio e rilievo.


Il manager di balletto internazionale Antonio Desiderio dopo la tournée in Arabia Saudita con Il Lago Dei Cigni porta in scena un altro

progetto a cui tiene tantissimo, il Mas alla de la Oscuridad nel prestigioso Teatro Apolo di Barcellona. La danza in questo spettacolo

non è solo strumento di bellezza e di tecnica, ma anche mezzo di comunicazione di scottanti argomenti sociali dato che viene

raccontata la lotta contro la violenza sulle donne. La creazione coreografica dello spettacolo è a cura dei coreografi internazionali

Emanuela Campiciano e Gino Labate con “Mas de la Oscuridad” che andrà in scena nella caldissima Catalogna dal 31 Marzo al 03

Aprile. "Mas allá de la oscuridad" è uno spettacolo di danza contemporanea che fa capo a un più ampio progetto di

sensibilizzazione, informazione e prevenzione contro la violenza sulle donne, portato in scena dal Barcelona Ballet Project - The

Company, compagnia di danza contemporanea composta da giovani danzatori tra i 18 e i 24 anni, e la direzione artistica è affidata

proprio a Gino Labate ed Emanuela Campiciano. Obiettivo del progetto è sensibilizzare il pubblico sul valore della vita e su come va

tutelata e valorizzata, comprendere che uno stile di vita lontano dalla violenza può migliorare le relazioni interpersonali e il rispetto

per gli altri. La danza per soddisfare questo fine diviene un veicolo forte, ricco di significato ed espressione, un mezzo attraverso il

quale lo spettatore rivive un'importante riflessione sui sentimenti di amore, amicizia, amore materno, energia positiva. Il progetto è a

cura di Antonio Desiderio Artist Management, il quale afferma: “Sono felice di poter portare dopo un lungo lavoro, questo progetto sul

palcoscenico del Teatro Apolo. In una città multietnica come quella di Barcellona, il pubblico potrà usufruire di una serata di grande

danza contemporanea che permetterà una riflessione e soprattutto interrogarci con noi stessi sul valore del concetto donna.” Una

coreografia di spessore quindi, non solo da un punto di vista tecnico ma anche umano, che vuole far riflettere su questo tema che

purtroppo rappresenta una piaga sociale che ci affligge da troppo tempo e probabilmente non viene sanzionato nella giusta maniera.


Concerti Museo Del Saxofono

A Fiumicino (RM) riprendono con la primavera, al Museo del Saxofono, i concerti

settimanali della stagione 2022.Una grande e doppia opportunità, per chi non

conosce ancora questo giovane spazio espositivo, che oltre a proporre musica di

grande qualità con interpreti di assoluto spessore, offre la possibilità di ammirare da

vicino la collezione di saxofoni più grande del mondo. A tale proposito, sabato 9

aprile alle ore 18, verrà presentato in anteprima il catalogo ufficiale del Museo,

realizzato con il contributo della Regione Lazio: frutto del grande lavoro di

acquisizione, studio e di ricerca svolto da Attilio Berni sugli strumenti delle Collezioni

del museo. L’opera si è avvalsa del contributo di prestigiosi esperti internazionali del

settore; un volume prestigioso di grande formato che include numerose immagini di

qualità, approfondimenti e notazioni tecnico-descrittive delle varie metamorfosi dello

strumento che si intrecciano con le storie personali degli inventori e dei musicisti che

lo hanno imbracciato. In relazione alla stagione musicale primaverile 2022, si inizierà

sabato 26 marzo con i Big Night Players, orchestra che celebra la cultura italoamericana

proponendo l'energia assoluta dello swing mescolata alla musicalità

frenetica e ritmica degli anni ’50-’60. La formazione è composta da Francesco Sofia

(voce), Andrea Pedroni (sax tenore), Carlo Capobianchi (tromba), Walter Fantozzi

(trombone), Paolo Bernardi (pianoforte), Giordano Panizza (contrabbasso), Marco

Della Torre (batteria).

Domenica 3 aprile, per celebrare il grande repertorio del Gospel, musica nata per

dare energia al corpo e speranza all'anima, sarà di scena Gospel Energy, con Dimitri

Espinoza Grechi al sax tenore e Paolo “Pee Wee" Durante all’organo Hammond.

Sabato 9 aprile, presentazione di Saxophones, catalogo del Museo del Saxofono con,

a seguire, il concerto del Classic Jazz Quintet costituito da Attilio Berni (saxofoni),

Maurizio Oriente (tromba), Alessandro Crispolti (pianoforte), Christian Antinozzi

(contrabaso) e Alfredo Romeo (batteria)

Sabato 23 aprile saranno protagonisti i musicisti del Big Block City, titolo dell’ultimo

lavoro di Angelo Trane & Andrea Rongioletti, totalmente composto e realizzato

durante il periodo del “lockdown”. Il repertorio, che abbraccia sonorità jazz/smooth

con melodie mediterranee spesso influenzate da sonorità afroamericane, sarà

eseguito insieme a Letizia Liberati, voce solista.

Sabato 7 maggio la Ciribiribin Italian Swing Orchestra composta da Coky Ricciolino

(voce), Andrea Tardioli (Clarinetto e Sax), Dario Pierini (Piano), Flavia Ostini

(Contrabbasso), Antonio Donatone (Batteria) proporrà il concerto Do You speak

Italiano, un viaggio tra melodie indimenticabili, dedicato ad artisti come Alberto

Rabagliati, Bruno Martino, Natalino Otto, Fred Buscaglione, il Trio Lescano e molti

altri.

A chiudere la rassegna primaverile, sabato 21 maggio, il quartetto capitanato da

Susanna Stivali con un progetto interamente dedicato all’enorme e diversificato lavoro

del poeta, scrittore, autore e compositore Chico Buarque de Hollanda. La cantante,

considerata una delle piu interessanti voci del panorama jazz italiano ed

internazionale, si esibirà in Caro Chico accompagnata da Alessandro Gwis

(pianoforte), Marco Siniscalco (basso elettrico e contrabasso) e Marco Rovinelli

(batteria). Tutti i concerti (esclusi quelli di domenica 3 e sabato 9 aprile), si

svolgeranno alle ore 21:30 al costo di € 15 e saranno anticipati, per chi lo desidera,

da un’apericena a pagamento al costo di € 15. L'entrata del pubblico sarà disposta in

base ai vigenti regolamenti ministeriali sulle norme anti-Covid.


F A R Ó C U L T U R A

Presentato a Roma il programma nazionale EDU 2022 dell’Associazione Italiana giovani per l’UNESCO

È stato presentato a Roma, presso l’università LUISS, il Programma Nazionale EDU 2022 che vede l’Associazione Italiana

Giovani per l’UNESCO coinvolta nell’ambizioso obiettivo di creare nuovi legami tra scuole, istituzioni e realtà

imprenditoriali innovative, con maggior attenzione verso quelle giovanili, per cercare di ampliare le conoscenze verso le

opportunità di sviluppo sostenibile. La sesta edizione di EDU, dal titolo “Farò cultura” si propone di rispondere con

flessibilità, e al contempo in maniera concreta, alle diverse esigenze educative, collocandosi in un contesto sociale

pandemico in cui il benessere psico-fisico dell’individuo, il mantenimento e miglioramento della salute e del benessere

globale viene ad essere relazionato con la fruizione di un patrimonio identitario comune. Impegno primario di questa

missione è quindi quello di “fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, oltre all’opportunità di apprendimento

permanente per tutti, esattamente in linea con la cornice programmatica dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

adottata dell’ONU nel 2015 e, ancor prima, con la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale

dell’UNESCO del 2003.

I progetti EDU, per ogni regione italiana, sono iniziati il 24 marzo scorso attraverso specifici laboratori incentrati su diversi

argomenti il cui fil rouge è proprio la Cultura. Ogni territorio tratterà argomenti divisi...

Abruzzo - Una nuova veste per i Vestini. Patrimonio accessibile in 3D, lavori che entreranno a fare parte del “Museo

Tattile Diffuso” della Regione Abruzzo.

Basilicata - SEat, storie di territori e della loro dieta mediterranea. Elaboreranno quindi un ricettario digitale pensato per

le nuove generazioni.

Calabria - Photovoice & Paesaggio: un laboratorio per il monitoraggio civico del paesaggio dell’Area Grecanica, utile ad

apprendere l’uso della piattaforma Monithon per il monitoraggio civico dei progetti

Campania - AIGU on the road, imparare a promuoverne la fruizione attraverso la narrazione di alcuni siti culturali del

patrimonio territoriale urbano e rurale

Lazio – La Mia Scuola Creativa, con la collaborazione del partner Fondazione Cinema per Roma, approccio all’audiovisivo

come strumento di narrazione, imparando a sfruttarlo per raccontare la loro azione per una “Scuola Creativa”.

Liguria - Navigando farò cultura. Fari e Patrimonio costiero che rappresenta un patrimonio culturale condiviso, da rendere

accessibile attraverso un’operazione “ri-creativa”.

Lombardia - Luce sul Patrimonio UNESCO Lombardo, laboratori esperienziali che coinvolgono attività creative come il

teatro e l’archeologia sperimentale, per fruire del patrimonio divertendosi.

Marche - Farò RigenerAzione. Rigenerazione culturale, che diventi uno stimolo alla cittadinanza attiva e inclusiva, garante

di benessere sociale e ambientale.

Molise - L’Incontro. Frammenti Identitari, integrazione delle minoranze etniche.

Piemonte – Il paesaggio come patrimonio culturale identitario. Langhe, Roero e Monferrato, patrimonio culturale

riconosciuto dall’UNESCO nel 2014.

Puglia - La conoscenza di mezzo: tra reale e digitale

Sardegna - IIHE. Innovative Intangible Heritage laboratorio formativo sulla tutela e la salvaguardia del patrimonio

immateriale regionale, tra tradizione e innovazione.

Sicilia - Oltre l’Opera dei Pupi. Nuove prospettive di inclusione sociale

Toscana – Old but Gold, laboratorio di valorizzare e rilanciare l’artigianato e i mestieri d’arte in generale, con il beneficio

di un’economia sostenibile per le generazioni future.

Umbria - Heritage: ‘trekking for life’. Nuovi possibili racconti del territorio e del suo patrimonio culturale, materiale e

immateriale, attraverso il linguaggio grafico e le nuove tecnologie.

Valle D’Aosta - L’immatériel vive! Riscoperta del territorio regionale, mappando le usanze e le tradizioni valdostane e

raccontandole tramite installazioni interattive su statue, monumenti, piazze e strade.

Veneto - Veneto: In-Tessere, laboratorio sul patrimonio materiale e immateriale dell’Alto Vicentino, per poi creare un

gioco di società finalizzato a valorizzare i luoghi storici e le dinamiche sociali legate al territorio.


Giovanni Bellini, Imago Pietatis, 1456 circa; Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia,

Museo Correr. 2021 © Archivio Fotografico - Fondazione Musei Civici di Venezia

Donatello, Amore-Attis, 1435-1440 circa; Firenze, Museo Nazionale del Bargello. Su

concessione del Ministero della Cultura - Foto Bruno Bruchi

Fino al 31 luglio 2022 la Fondazione Palazzo Strozzi e i Musei del

Bargello presentano Donatello, il Rinascimento, una mostra storica e

irripetibile che mira a ricostruire il percorso eccezionale di uno dei maestri

più importanti e influenti dell’arte italiana di tutti i tempi, a confronto con

capolavori di artisti a lui contemporanei quali Brunelleschi e Masaccio,

Mantegna e Giovanni Bellini, ma anche successivi come Raffaello e

Michelangelo.

La mostra, evento culturale di punta del 2022, nasce come

celebrazione del grande maestro per allargare la riflessione su questo

artista rivoluzionario nei materiali, nelle tecniche e nei generi.

Scultore supremo del Quattrocento – tra i secoli d’oro dell’arte italiana – e

prediletto della famiglia Medici, insieme a Brunelleschi e Masaccio,

Donatello diede il via alla straordinaria stagione del Rinascimento,

proponendo nuove idee e soluzioni figurative che hanno segnato per

sempre la storia dell’arte occidentale. Attraverso le sue opere Donatello

rigenera l’idea stessa di scultura, con una potenza di visione unica in cui

unisce le scoperte sulla prospettiva e un concetto totalmente moderno di

umanità. La dimensione psicologica dell’arte di Donatello abbraccia in

tutta la loro profondità le più diverse forme delle emozioni, dalla dolcezza

alla crudeltà, dalla gioia al dolore più straziante.

Curata da Francesco Caglioti, professore ordinario di Storia dell’Arte

medievale presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, Donatello, il

Rinascimento ospita circa 130 opere tra sculture, dipinti e disegni con

prestiti unici, alcuni dei quali mai concessi prima, provenienti da quasi

sessanta tra i più importanti musei e istituzioni al mondo come la

National Gallery of Art di Washington, il Metropolitan Museum of Art di

New York, il Victoria and Albert Museum e la National Gallery di Londra, il

Musée du Louvre di Parigi, gli Staatliche Museen di Berlino, il

Kunsthistorisches Museum di Vienna, le Gallerie degli Uffizi, la Basilica di

Sant’Antonio a Padova e le basiliche fiorentine di San Lorenzo, Santa

Croce e Santa Maria Novella.

Distribuita su due sedi, Palazzo Strozzi e il Museo Nazionale del

Bargello, la mostra propone un viaggio attraverso la vita e la fortuna

di Donatello articolato in quattordici sezioni. Si inizia dagli esordi e dal

dialogo con Brunelleschi, proponendo il confronto tra i due celebri

Crocifissi lignei provenienti dalla Basilica di Santa Croce e da quella di

Santa Maria Novella. Si procede poi attraverso i luoghi per cui Donatello

ha lavorato (Siena, Prato e Padova, oltre a Firenze), trovando moltissimi

seguaci, entrando in dialogo con altri celebri artisti molto più giovani quali

Mantegna e Bellini, e sperimentando nei materiali più diversi le sue

formidabili invenzioni plastiche e scultoree. Conclude la mostra una

sezione speciale dedicata all’influenza di Donatello sugli artisti a lui

successivi, tra cui Raffaello, Michelangelo e Bronzino, testimoniando così

l’importanza capitale della sua opera per le vicende dell’arte italiana.

Donatello, Madonna col Bambino (Madonna del Pugliese - Dudley), 1440 circa; Londra,

Victoria and Albert Museum


di Assia Karaguiozova

Un dinamismo tra forme incisive e

colori vivaci nei volti di Giovanni

Tagliavini. Mostra milanese, curata

da Jean Blanchaert

Giovanni Tagliavini, dopo un lungo

percorso trentennale, ha trovato

la sua impeccabile cifra

stilistica, quella che gli

consente di essere pittore,

maestro del colore, psicologo,

sociologo,

umorista e antropologo della

nostra società.

I suoi lavori su carta sembrano

magicamente tridimensionali, quasi

fossero sculture in legno.

Disegna, scannerizza, usa

sapientemente Photoshop e alla

fine ottiene un quadro digitale.

Il file rimane nel suo archivio,

ma il dipinto in questione, perché

di dipinto si tratta, avrà una

tiratura a tre esemplari, come

accade per molti lavori

fotografici


di Assia Karaguiozova

Forme, prive di dettagli, che lasciano spazio all’immaginazione, luce che

emerge dal contorno. Racconta Emanuele Kind a Torino con i suoi ‘Animali

antichi’, curatela di Jean Blanchaert

Emanuele Kind:

"Avevo sei anni, feci il

mio primo disegno a

Colori su una lavagna.

Diplomato all’Accademia

di Belle Arti di Brera,

Con 100 su 110: perché

non avevo studiato.

Sotto le maestranze del

pittore cileno Rodrigo

Vergara divento adesso

indipendente."


di Assia Karaguiozova

La potenza della gioventù, raccontata

attraverso i volti puri di Kurt Ammann

La fotografia che conduce alla

riflessione

A VENEZIA - ZATTERE - fino al 14

Aprile, nell’incantevole Palazzo

Trevisan degli Ulivi, presso il

Consolato di Svizzera a Venezia

La Mostra fotografica: KURT AMMANN:

Youth - L’età dell’innocenza


di Assia Karaguiozova

Ai Weiwei, La Commedia Umana


Photo credit Daniele Peruzzi


Courtesy of the Artist and Berengo Studio

di Assia Karaguiozova

Installazione in vetro, da togliere il fiato,

perfettamente inserita nel contesto

delle Terme di Diocleziano - Museo

Nazionale Romano.

Un forte e imponente urlo, che rompe

gli schemi e va oltre ad ogni pregiudizio.

L’arte come strappo dell’anima.

Produzione di Berengo Studio,

Fondazione Berengo, di Adriano

Berengo


di Assia Karaguiozova

Nei delicati toni della laguna una nuova luce per il

classico goto veneziano. La tradizione rivive attraverso

le trasparenze del vetro.

L’arte a tavola di Maurizio Toso Borella (designer

vetraio) per New Murano Gallery, lavorazioni presso

l’Atelier Muranese.


STEFANO FRANCIA ENJOYART - POMODORO STUDIO ALWAYS

presenrtano

"Rhythm " & "Relaxing"

di Julie Collins e Ciro Vinci

UNA NUOVA COLLANA CHE TI AIUTA,

NELL'ALLENAMENTO DEL TUO BALLO

PREFERITO E A RILASSARTI CON LE NOTE

DI JULIE COLLINS E CIRO VINCI.

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Sono oltre 2 milioni gli spettatori che in Italia e in Europa hanno già

vissuto le grandi emozioni di "Jesus Christ Superstar", il Musical di

Massimo Romeo Piparo considerato un vero e proprio fenomeno

internazionale, prodotto dalla PeepArrow Entertainment nella versione

originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, che a Pasqua dal palco

del Sistina inizierà un nuovo, imperdibile tour italiano. Straordinario

protagonista di un cast di incredibile talento sarà ancora una volta il

carismatico Ted Neeley, il Gesù originale del celebre film di Norman

Jewison del 1973, chiamato a dare volto, corpo e voce a un

personaggio che rinnova un mito eterno, il cui messaggio di pace,

spiritualità e dialogo è oggi più che mai necessario.

La “resurrezione” di Cristo sul palcoscenico sarà emblema di rinascita,

dopo la catastrofe umana e culturale lasciata dalla pandemia, e anche

ora che si sta consumando l’ennesima, sanguinosa guerra.

Tra le assolute novità del 2022, l'esordio di Frankie Hi-Nrg nel ruolo di

Erode, per la prima volta in versione hip-hop. Precursore italiano del

genere (è stato il primo italiano a pubblicare un brano hip-hop per una

major nel 1992), Frankie Hi-Nrg vestirà infatti i panni di un

personaggio che evoca tristemente la tremenda attualità di un

“comandante” egoista e concentrato su se stesso al punto di

trascurare il reale interesse del proprio popolo e del Regno che

dovrebbe rappresentare.

Nel suo essere veicolo di valori eterni e positivi, attraverso il racconto

della passione di un uomo-simbolo capace di fare della spiritualità la

sua bandiera rivoluzionaria, lo spettacolo non poteva non

rappresentare anche l'immane tragedia a cui il mondo assiste ormai

da settimane e offrire con il linguaggio universale dell'arte la propria

vicinanza all'Ucraina. Scandendo il tempo della incalzante musica

nella scena delle 39 frustate inferte a Gesù, saranno dunque

proiettate le ormai mitiche 39 immagini di martiri contemporanei, con

un “nuovo”, potente finale che sarà il grido di dolore del popolo

ucraino.

TO

Con l’Orchestra dal vivo diretta dal Maestro Emanuele Friello e un

cast di oltre 30 artisti, la storica edizione italiana firmata Piparo, in

scena dal 1994, oltre Roma (Teatro Sistina dal 6 al 17 aprile) toccherà

nel corso del 2022 molte città italiane: Firenze (Teatro Verdi dal 22 al

24 aprile), Bari (Teatro Team dal 30 aprile al 1 maggio), Bassano del

Grappa (Pala Bassano 2, 6 maggio) Genova (Politeama Genovese,

dall’11 al 14 maggio), Torino (Teatro Colosseo dal 17 al 19 maggio),

Reggio Emilia (Teatro Municipale Valli dal 27 al 29 maggio), Bologna

(Teatro EuropAuditorium dal 31 maggio al 1 giugno), Parma (Teatro

Regio dal 7 all’8 giugno).

Con il suo imponente e spettacolare allestimento, lo spettacolo, in

scena in lingua inglese, non solo celebra il talento ma rende onore

all'Italia sui palcoscenici internazionali, dimostrando che il nostro

Paese ha raggiunto ormai livelli competitivi in termini di qualità

artistica e professionalità nel musical. Ne sono prova i sold out e le

standing ovation a scena aperta che da anni accompagnano lo

spettacolo, così come il prestigioso MusicalWorld Award, uno dei

riconoscimenti internazionali più autorevoli nell'ambito del musical,

che ha premiato il Jesus Christ Superstar prodotto dalla PeepArrow

Entertainment di Massimo Romeo Piparo come migliore produzione

internazionale in Olanda nel 2016.

Jesus Christ Superstar è un musical che non

conosce confini, capace di conquistare

spettatori di tutte le età e di ogni nazionalità.

12 anni consecutivi in cartellone nei Teatri

italiani dal 1994 al 2006; più di 1.600

rappresentazioni; oltre 2 milioni di spettatori

in Italia e in Europa; oltre 190 artisti che si

sono alternati nelle diverse edizioni. Tutto

combinato in modo perfetto con la musica

rock in stile anni '70. La tradizione del

musical e una storia dai valori universali


Il racconto, sebbene incentrato su una storia e su argomenti drammatici, è dotato

di forti elementi umoristici tipici della commedia romantica, insiti naturalmente

nella vicenda e nei suoi personaggi. "Mancino Naturale" genera un’alternanza di

dramma e ironia, tenuti insieme, in un’unica amalgama, da un’ambientazione e da

un registro espressivo realistico. Questo consente di indagare e raccontare

l’umanità e i drammi legati alla vicenda e ai personaggi, ma anche di sorridere, e

ridere delle loro debolezze, dei loro tic, e delle situazioni paradossali ed eccessive

che si vengono a creare di volta in volta. In questo senso il genere del film che

immaginiamo è quello che viene oggi propriamente definito "commedia

drammatica" o "dramedy". Un genere che per molti versi si rifà anche alla vecchia

commedia all’italiana, dove proprio all’interno di drammi importanti si originava un

tono umoristico: una mescolanza di dramma e commedia, che riflette la vita

quotidiana di tutti i giorni. In Italia un bambino su cinque (nell’età tra i 5 e i 16

anni) gioca a calcio nel circuito della FIGC, sperando di diventare il nuovo Totti o

Del Piero. A volte, ancor più che i ragazzi, sono i genitori i più accaniti perseguitori

dell'obiettivo, e pur animati dalle migliori intenzioni, capita che perdano di vista i

limiti di intervento nelle vite dei figli o che cadano vittime di ciarlatani e

approfittatori.

In Paesi come l’Italia, dove al calcio è data molta attenzione, non è raro che un

bambino che dimostra del talento venga spinto a mettere in primo piano la

carriera calcistica e a sacrificare tutto il resto. La realtà è però diversa da quella

che viene prospettata ai giovani calciatori, infatti solo uno su 5000 riuscirà a

sfondare, gli altri 4999 rimarranno nell’anonimato. Il mondo del calcio giovanile

diventa perciò una fabbrica di illusioni, costellato da personaggi la cui priorità non

è sempre la tutela e la formazione dei bambini. Sedicenti procuratori e faccendieri

senza scrupoli fanno leva sui sogni di gloria di bambini e famiglie per lucrare

promettendo occasioni e opportunità che molto spesso non possono garantire.

Mancino Naturale tocca sia temi umani universali (relazioni familiari, amore,

senso di colpa, redenzione) che temi più specifici (passione per lo sport, calcio,

difficoltà economiche), inseriti in un contesto realistico ed esplorati attraverso uno

stile di narrazione drammatico alleggerito da un tocco di commedia. Il risultato è

un prodotto sofisticato ma accessibile che si rivolge a un pubblico di tutte le età e

estrazioni sociali. Il nucleo del film è la relazione madre-figlio di Isabella e Paolo.

La storia parla della forza e la determinazione di una madre nel dare a suo figlio

un futuro migliore, ma esplora anche le sue debolezze e gli errori che ha

commesso in passato, rendendola un personaggio realistico e credibile in cui il

pubblico si può identificare. Il film parla anche del mondo del calcio giovanile, un

mondo fatto di sogni e opportunità ma con un lato oscuro. Con la costante

crescita dell’industria dal calcio, questo tema sta acquisendo sempre più visibilità

e popolarità: l’esempio più recente è il documentario “No hunger in Paradise”

(2018), basato sul libro dell’autore premiato Micheal Calvin.

MANCINO NATURALE

di

SALVATORE ALLOCCA

con

CLAUDIA GERINI

FRANCESCO COLELLA

MASSIMO RANIERI

ALESSIO PERINELLI

e

KATIA RICCIARELLI


Emma Film srl - Promenades Films sarls - Adler Entertainment in collaborazione con Rai Cinema


Dopo avervi presentato “Welcome Ballroom” anime sul mondo del ballo di

coppia, ( poco reclamizzata su Amazion, ma di grande impatto), vi presentiamo

in questo numero il primo adattamento anime in assoluto di un manga di George

Asakura (in Italia noto per Piece of Cake edito da Goen). Dance Dance Danseur

è incentrato su Junpei Murao, un adolescente che sin da bambino era

affascinato dalla danza classica, ma nel suo secondo anno di scuola media, suo

padre muore e lui decide di dover diventare più “maschile” per aiutare la famiglia,

rinunciando così alle sue aspirazioni. Pur avendo ancora un devozione per la

danza classica, Junpei si dedica all’arte marziale del Jeet Kune Do e diventa

popolare nella sua classe. Però un giorno arriva Miyako Godai, una nuova

studentessa figlia di una maestra di danza classica. Miyako si rende subito conto

che Junpei ha un portamento da ballerino e non sapendo nulla del passato del

suo compagno di classe lo invita nella scuola della madre per ballare con lei…

Dance Dance Danseur debutterà l’8 aprile su Amazon…


Alessandro Preziosi

protagonista della nuova

commedia di Fausto Brizzi

Bla Bla Baby


Alessandro Preziosi è Luca, uomo affascinante e perspicace, costretto a

quarantacinque anni a lavorare all’interno di un asilo nido in una grande azienda,

la Green Light, dopo una vita passata a inseguire il successo senza alcun

risultato. Tra i suoi sogni c’è sicuramente Silvia (Matilde Gioli), splendida e

giovane madre in carriera: ogni mattina i due si incontrano all’asilo, quando la

donna lascia il piccolo Martino nelle mani di Luca e delle sue colleghe Celeste

(Maria Di Biase) e Doriana (Chiara Noschese). I tre, ogni giorno, si trovano ad

affrontare i piccoli dei dipendenti della Green Light, tra continui pianti, urla e

l’impossibilità di instaurare un vero rapporto di comunicazione con i bambini,

incapaci di parlare. O almeno così, fino al giorno in cui Luca, a casa dell’amico

e scienziato Ivano (Massimo De Lorenzo), mangia un omogeneizzato alla

platessa “contaminato” e appena ritirato dal commercio. Il giorno dopo, tornato

all’asilo dopo una notte insonne, le voci incomprensibili dei bambini diventano

per Luca parole di senso compiuto: con suo grande stupore, li sente parlare. Da

qui, insieme ad Ivano, gli viene l’idea per una nuova App Bla Bla Baby, con cui

diventare finalmente ricco usando il nuovo “dono” per i suoi scopi. Come provare

ad entrare nelle grazie di Silvia, sebbene il piccolo Martino si dimostra più furbo

della sua età ostacolando continuamente l’agguerrito quarantenne. Con il tempo

però Luca impara a conoscere i pargoli dell’asilo, scoprendo casualmente il

piano ordito da Mattia De Bortoli (Cristiano Caccamo), amministratore delegato

della Green Light e amante di Silvia, per mandare in bancarotta l’azienda e

scappare all’estero con diversi brevetti e idee, tra cui l’Ape Robot di Ivano. In

balia dei suoi stessi sotterfugi, Luca sta per gettare la spugna, ma sono gli stessi

bambini a dargli il coraggio di salvare l’azienda e conquistare finalmente il cuore

di Silvia...

BLA BLA BABY

un film di

FAUSTO BRIZZI

prodotto da

LUCA BARBARESCHI

con ALESSANDRO PREZIOSI-MATILDE GIOLI-

MASSIMO DE LORENZO - MARIA DI BIASE -

CHIARA NOSCHESE

CRISTIANO CACCAMO - NICOLAS VAPORIDIS -

NINA TORRESI

NICO DI RENZO - FABRIZIO NARDI


Lo spettacolo IL PRISMA: Viaggio tra storia e leggenda del

capolavoro dei Pink Floyd “The Dark Side Of The Moon”, dove

Sergio Muniz omaggia uno dei dischi più venduti di sempre.

“Il Prisma” è uno spettacolo composito: l’attore Sergio Muniz

racconta l’Opera in maniera suggestiva, esplicitandone i

contenuti universali (la nascita, il tempo, il denaro,

l’incomunicabilità, l’alienazione, l’ingiustizia sociale, la morte,

la speranza), con la narrazione di temi, storie, aneddoti e delle

curiose e fortunate casualità che hanno contribuito a

modellare l’Opera stessa. Le parti narrate vengono seguite da

accurate e fedeli esecuzioni dal vivo dei brani dell’album,

grazie a otto musicisti, l’Experience Ensemble: Antonio Nasca -

voce, Clara Trucchi – voce, Valentina Ciaffaglione - voce,

Massimo Telli - tastiere, Andrea Di Pasqua – chitarre, Marco

Tardioli - batteria e percussioni, Cesare Ceo – sax e lap steel,

Stefano Nori - basso e cori.

L’esecuzione di ogni brano è integrata da immagini e luci che

ne aumentano l’impatto emotivo.

Alla base del progetto, diretto da Stefano Nori e Massimo Telli,

vi sono anni di ricerche bibliografiche e giornalistiche; uno

studio attento della partitura, delle sonorità e delle soluzioni

tecniche di allora (1973) e di oggi (2022) da riproporre in

modo comparativo al pubblico con la consapevolezza che

ancora oggi, dopo 49 anni dalla sua realizzazione, The Dark

Side of the Moon rappresenti un’opera sublime e viva, che ha

attraversato e coinvolto emotivamente generazioni e che non

accenna minimamente a perdere la sua spinta emotiva. La

scelta è quella di un approccio rispettoso sia della partitura che

delle sonorità, riproponendo fedelmente l’Album nella sua

versione originale. Per concludere: un magico “Prisma” grazie

al quale ognuno può scegliere il colore con cui vedere il

proprio “Lato Oscuro Della Luna”.

“Il Prisma” farà tappa a:

9 Aprile - Teatro Tognazzi , Velletri (RM)

20 Maggio - Cineteatro Fanin, San Giovanni in Persiceto (BO)

27 Maggio - Teatro Puccini, Firenze

15 Luglio - Anfiteatro Romano, Terni

21 Ottobre - Teatro Moderno, Grosseto

11 novembre – Teatro 4 Mori- Livorno


Da quanti anni siete in coppia nel ballo e nella vita?

Ci siamo conosciuti nel Gennaio del 1997 a Bornemouth Inghilterra allo UK Campionship dove è iniziata la

nostra carriera insieme. Siamo diventati coppia anche nella vita il 7/7/1997 e ci siamo sposati nel Novembre

del 2003 e siamo ancora insieme!!! Fai tu i conti di quanti anni sono!

Hayden vostro figlio, balla pure ha scelto di fare altro?

Hayden ha iniziato a ballare a 6 anni e ha fatto alcune gare, con vittorie e ottimi risultati in genere ma poi ha

scelto circa 3 anni fa di fare tutt’altro. Ha scelto Hockey su ghiaccio e al momento è sotto contratto con le

giovanili degli Ontario Reigns. Quando ha tempo (poco) fa ancora qualche lezione di danza come extra e

come seconda passione, ma è totalmente coinvolto nell’Hockey 6 giorni a settimana.

Come vi siete innamorati? Galeotto fu il ballo anche per voi….

Qui la cosa si complica un pochino. Torno indietro nel lontano 1992 nella mia prima competizione a

Blackpool. Mi ricordo che stavo guardando la categoria professionisti e non riuscivo a staccare gli occhi

dalla coppia degli USA formata da Melissa Dexter and Rick Valenzuela, mi ricordo come fosse ora dire ai

miei amici che il mio sogno nella danza era quello di riuscire, un giorno, a ballare con una dama come

Melissa Dexter. Pochi anni dopo Espen Salberg mi chiese se volessi provare con lei. Una cosa simile è

successa anche a Melissa. Stava guardando il campionato Italiano dove io stavo ballando e le è stato

suggerito che sarebbe stata una bella idea ballare con me, pochi anni dopo…. e il resto è storia. Nei primi

giorni di prova non potevamo neanche avvicinarci, ogni volta che entravamo in contatto erano letteralmente

scintille. Scosse elettriche appena le mani si incontravano, è durata così per 3 giorni. Quando si dice

elettricità nell’aria. Sapere che eravamo fatti uno per l’altra non è stato così difficile.

Voi siete stati campioni italiani, danze latino americane, vice campioni di Showdance, finalisti europei

e mondiali… Quanto vi è costato lasciare la pista da ballo?

Penso si debba fare chiarezza sul fatto che quando uno lascia la pista lascia la gara, la competizione, ma

non la Danza. Ci sono altri modi per esprimere la propria passione. Io e Melissa abbiamo coreografato

anche per teatro e ballato in teatro, in film sia come coreografi che come ballerini. Le competizioni sono

state solo una parte della nostra vita di ballerini. Melissa ha avuto una carriera anche come ballerina di

danza classica etc… Lasciare le competizioni non è stato difficile, un giorno durante una competizione prima

di entrare in pista ci siamo guardati e abbiamo capito che non avevamo più interesse a partecipare alle

competizioni! L’amore per la danza è e sarà sempre dentro di noi, così come l’interesse nel migliorare e

capire sempre di più tutto ciò che concerne la vita di un ballerino. Per quello che riguarda cosa spinge un

atleta o ballerino a ritirarsi, pensiamo che sia una cosa decisamente personale. Per ciascuno di noi può

essere diverso.

Oggi siete insegnanti stimati e giudici internazionali… Quante volte rivedete nelle coppie che ballano

la vostra vita?

Entrambi abbiamo la tendenza ad andare sempre avanti e lasciare il passato dove si trova, alle spalle. Non

abbiamo la tendenza ad identificarci con le persone con le quali lavoriamo o vediamo in pista, preferiamo

aiutare ciascuno di loro a trovare la propria strada e personalità e a fare le proprie e uniche esperienze

dentro e fuori dalla pista.


Secondo voi, come è cambiata la danza in questi

anni?

Come tutte le cose, anche la danza ha sviluppato alcune

caratteristiche e ne ha mantenuto altre. Ci sono molte

più federazioni e scuole di pensiero che hanno concetti

di danza diversi e promuovono priorità diverse. Alcune

sono forse più sull’artistico altre più sull’atletico. Alcune

hanno sviluppato una struttura accademica più rigida,

sia nel modo di giudicare che nella preparazione e

crescita dei ballerini. Altre lasciano più libertà ai singoli

atleti e insegnanti, o alle singole scuole su come

sviluppare le varie carriere. Ci sono federazioni che

fanno parte del IOC pertanto prettamente in ottica

sportiva e altre che fanno danza come sport ma forse

meno organizzate in tal senso. Il che non significa che

non siano altrettanto valide sotto altri aspetti.

Decisamente oggi rispetto a quando eravamo noi in

pista ci sono molte più alternative, possibilità e

soprattutto una quantità e accesso ad informazioni

decisamente maggiori. Forse troppe. Unica differenza

costante che noto ovunque oggi, è la tendenza ad

acquisire una quantità di informazioni enorme, ma non

uno sviluppo approfondito dell’informazione acquisita.

Non viene dato tempo al ballerino o atleta, come lo si

voglia chiamare, di maturare. Troppa fretta di vincere,

senza preoccuparsi del come. Logicamente le risposte

sono intese in senso generale. Ci sono sempre

eccezioni! Ci sono molti più eventi a cui si può o si deve

partecipare, lasciando meno tempo per curare dettagli e

maturare. Dal punto di vista fisico decisamente, oggi

sono più ……tutto!

Da direttori artistici di una delle scuole di danza più

importanti in Americana, quali differenze notate tra

voi quando eravate allievi e i vostri allievi?

Le differenze penso siano dovute a quanto detto sopra.

Avevamo più tempo di capire, crescere, maturare,

curare i dettagli. Imparare da discipline diverse dalla

nostra per essere più completi. Non che ora non venga

fatto ma da meno coppie rispetto a prima. Atleticamente

oggi trovo i ballerini più preparati, hanno un supporto

maggiore da molti punti di vista. Organizzazioni (club o

federazioni) alle spalle, aiuti psicologici, facilità

nell’accedere alle informazioni, luoghi dove allenarsi e

molto altro. I costumi, l’alimentazione, i trucchi, le

musiche e quanto altro di livello superiore.

Melissa, come nasce una coreogorafia per uno

show?

Il fattore più importante è la mia ispirazione interiore. Mi

approccio allo show come a una nuova vita e come nella

vita ci sono differenti livelli di crescita, questo significa

per un coreografo che l’ispirazione cambia con la

crescita dello show. Ai primi stadi dello sviluppo la mia

ispirazione può essere influenzata dalla musica, dai

ballerini, dalle indicazioni del direttore, da qualcosa che

succede nel mondo adesso o che è successo in

passato. Questo accade indipendentemente dal fatto

che la danza sarà per uno spettacolo o per una

competizione.


Giacomo, qual è lo stato attuale della danza. Arte

o Politica?

La politica è ovunque e c’è sempre stata, non saprei

neanche se chiamarla politica o semplicemente

comportamento sociale di un cosmo a sé stante. La

cosa che si nota oggi è che tutti ne parlano o credono

di applicarla, ballerini di ogni età, livello, stile etc…

Prima era solo, forse, riservata ai livelli più alti e fatta

o controllata da poche persone. Il fatto che ci siano

così tante federazioni lo trovo deleterio. La divisione

non porta mai, a lungo termine, a niente di buono.Una

volta un campione del mondo aveva un titolo con

valore, in quanto quasi tutti, e decisamente i migliori,

partecipavano a quel singolo evento, Il campione era

uno. Oggi ogni federazione ha un campione ed al

momento sono tanti. Personalmente penso siano

troppi. I big pensano al proprio interesse? Alcuni ma

non tutti, come è sempre stato. Oggi come in tutti gli

sport o attività la quantità di denaro, persone,

interesse è maggiore e questo porta a dover gestire le

cose in modo diverso. C’è bisogno di strutture e

sistemi più organizzati. E un sistema all’inizio è

nell’interesse di ciò’ per cui viene creato, ma con il

tempo la priorità è la vita e il funzionamento del

sistema stesso, e ciò ne cambia le priorità. Esempio di

alcune federazioni dove i ballerini all’inizio sono la

priorità ma poi diventano secondari in quanto le

priorità con il tempo cambiano.

In America, nomi diversi ma stesse situazioni. Tutto il

mondo è paese.

Avete mai pensato di tornare a lavorare in Italia?

Giacomo torna spesso in Italia per lavoro, circa 4 o 5

volte l’anno. I suoi genitori vivono ancora in Italia

pertanto li va a trovare spesso. Melissa solo ogni

tanto. Hayden è indipendente ma non abbastanza da

lasciarlo solo troppo a lungo.

Cosa c’è nel futuro di Giacomo e Melissa?

Nel nostro futuro ci sono ancora tante idee e progetti

da portare a termine. Alcuni già a buon punto di

sviluppo, riguardanti benessere e spiritualità. Altri

ancora in fase di progettazione. La danza ovviamente

sempre una delle nostre passioni, ci tiene sempre

impegnati e attivi. Un’idea che entrambi coltiviamo è

quella di tornare a vivere in Italia, ma il quando e il

dove non sono ancora chiari. Ci sono altre cose da

realizzare prima.


Michela Cagnin


Presentati come fossi ad una audizione.

Mi chiamo Michela Cagnin, sono nata a Roma e lavoro come ballerina allo State Opera di

Stara Zagora, Bulgaria, dall’anno 2018/2019.

Non ho mai davvero pensato alla danza come una professione, quando ero piccola non

sapevo cosa avrei fatto da grande, ci sono sempre state tante cose che avrei voluto fare

per tutta la vita, ma poi si cresce e il nostro percorso personale ci porta a scegliere una via,

la mia è stata la danza, ma non solo.

Come hai iniziato a danzare?

Ho iniziato il mio percorso nel mondo della danza all'età di soli tre anni, i miei genitori mi

portarono a vedere una lezione di classico nella scuola di danza che si trovava di fronte a

dove lavorava mia madre. Ero ancora troppo piccola per partecipare ai corsi, non c’erano

lezioni di giocodanza, quindi la maestra disse ai miei che avrei solo assistito alla classe e

che magari, fra qualche anno, avrei potuto prendere parte ai corsi. Con sorpresa di tutti alla

fine della lezione la maestra Giorgia disse ai miei genitori che avrei potuto tranquillamente

partecipare alle lezioni dal giorno successivo, seguivo molto e l’unico ostacolo sarebbe

stato trovare una sbarra più bassa per me. Così ho iniziato a seguire i corsi di classico, mi

sono poi affacciata alla danza moderna a circa otto anni. Sin da subito le mie insegnanti

dissero ai miei genitori che avrei dovuto seguire le lezioni ogni giorno, con il mio corso e

con quello avanzato. Quando la mia prima scuola di danza chiuse per trasferirsi in un’altra

struttura i miei decisero di cercare una scuola di danza che avesse dei corsi più

professionali. Seguendo le indicazioni dei miei insegnanti. Feci l’audizione alla scuola

“Maison de la Danse” sotto la direzione del maestro Denis Ganio e rimasi nei corsi per un

anno. La maestra del mio corso, dopo avermi vista un paio di volte a lezione, parlò con i

miei genitori per la prima volta della scuola del Teatro dell’Opera di Roma, proponendo loro

di prepararmi per le audizioni ai primi corsi.

Come hai vissuto questa evoluzione di eventi?

Non mi resi davvero conto del mondo nel quale mi stavo addentrando fin quando non iniziai

i corsi, tutti i giorni, sabato compreso. Per una bambina di nove anni era difficile dover dire

di no alle uscite con le amiche o alle gite per dover seguire i corsi di danza. All’inizio non

capivo perché fosse così importante andare tutti i giorni in sala, in quel momento fu molto

importante mia madre che mi fece tenere duro fino alla fine del primo anno. Da lì in poi la

mia visione della danza cambiò, studiavo per diventare una ballerina professionista. Fu

molto difficile come percorso, non si piace mai a tutti gli insegnanti, molto di quello che ho

imparato in quella scuola lo devo sia agli insegnanti che non credevano in me e sia a quelli

che invece hanno sempre saputo che, con i miei tempi, ce l’avrei fatta anche io.

Il più grande insegnamento ricevuto?

Dopo sei anni di scuola fui bocciata, non so dire se sia stato un bene o un male, avevo

perso un po’ la motivazione, e quella porta che mi si chiuse in faccia, in realtà mi diede la

possibilità di guardare indietro, al percorso fatto fino a quel momento e alle possibilità che

ancora avevo di fronte a me. Spesso chi entra in scuole così prestigiose pensa che essere

bocciati sia la fine, che se si esce di lì senza un diploma, tutti quegli anni sono stati

sprecati. A me quella bocciatura è servita per farmi capire che questa volta non bastavano

le doti fisiche per continuare a ballare, ma dovevo sudare ogni singola lezione di danza da

lì in poi. È stato un percorso molto difficile, ma porto con me molti bei ricordi e tante

persone che sono ancora oggi molto importanti nella mia vita. Dopo la bocciatura a sedici

anni, iniziai a seguire delle lezioni private con i miei insegnanti Augusto Paganini ed

Elisabetta Intini, a loro devo moltissimo, sono riusciti con la loro passione per la danza e i

loro insegnamenti a trasformarmi da bambina a donna. Dopo un anno di lezioni decisi di

fare l’audizione per la scuola del Balletto di Roma per poter studiare sia classico che danza

contemporanea e confrontarmi di nuovo con altri ragazzi. Anche lì, ogni insegnate è stato

fondamentale per farmi guardare la danza con occhi diversi, dal primo all’ultimo, anche nel

momento più buio della mia vita, quando ho perso mia madre. Nessuno di loro ha smesso

di trattarmi come qualsiasi altro allievo, insegnandomi che lo spettacolo continua davvero,

che la vita non si ferma, che dobbiamo ringraziare per ogni minuto in cui possiamo fare

quello che vogliamo davvero. Dopo due anni di corsi ho conseguito il diploma ed è iniziata

la ricerca del lavoro.


E come è andata?

ro

È stato molto difficile trovare un posto di lavoro, ci sono sempre più ballerini e sempre

meno teatri. Ho fatto diverse audizioni in Italia, ma non ho mai davvero avuto voglia di

rimanere ancorata alle mie radici, forse tutto quello che avevo passato negli anni

precedenti mi aveva fatto capire che avrei dovuto sfruttare l’opportunità di poter lavorare

fuori, o forse cercavo solo di scappare dalla mia vecchia vita che in quel momento mi

stava stretta. Dopo due anni di ricerca, pensai di smettere di ballare, nessuna audizione

era andata bene e pensai di non essere abbastanza preparata tecnicamente per

nessuna compagnia, poi il mio migliore amico, Manuel, mi disse che Diana Ferrara, per

la quale lui lavorava da un anno, cercava una ballerina che in dieci giorni sostituisse la

protagonista dello spettacolo “Il Flauto Magico” che si sarebbe tenuto in due date a

Roma al Teatro Greco. Fu un lavoro estremamente stressante, le coreografie di Paolo

Arcangeli erano molto diverse rispetto a quello che avevo fatto fino a quel momento, ma

alla fine riuscii ad andare in scena e a godermi quel momento così magico. Dopo due

anni di lavoro con la compagnia Astra Roma Ballet, sono entrata nell’attuale teatro dove

lavoro da tre anni e mezzo. Non ero sicura di voler stare in un teatro d’opera dove si

lavorasse il repertorio, soprattutto venendo da una compagnia di

neoclassico/contemporaneo, fino a quando non sono salita sul palcoscenico con il Lago

dei Cigni. So che può sembrare il tipico cliché, la ballerina che si innamora della danza

con il Lago dei Cigni, ma quello fu davvero il mio primo spettacolo di repertorio, ricordo

perfettamente come fosse oggi quello che pensai mentre ero in scena, davanti a quella

platea piena, tremante per l’adrenalina e la stanchezza dei tre atti appena passati, dissi

a me stessa ‘questo è quello che voglio fare da oggi in poi’ e da quel giorno c’è stato

solo sudore, fatica, lacrime e tante soddisfazioni.

Come vedi il tuo futuro?

Nel futuro spero di ballare ancora, non sono mai stata soddisfatta di fare una sola cosa,

la vita mi ha insegnato che non bisogna mai accontentarsi finché c’è aria nei polmoni e

un tetto sulla testa.

Quali sono le passioni che riesci a unire alla danza?

C’era una promessa che avevo fatto molti anni fa a mia madre, avrei studiato

all’università, solo che la mia prima scelta non fu quella giusta, Beni Culturali non era la

mia strada, così decisi di iscrivermi all’università solo dopo aver ottenuto il primo

contratto in un teatro. La scelta di studiare Psicologia è stata molto semplice e naturale,

ero nella mia camera a Roma e guardavo i libri che avevo collezionato negli anni

passati. Ero sempre stata convinta di essere una persona che leggeva molti libri fantasy,

quando mi sono resa conto che su duecento volumi, almeno centoventi erano di

psicologia o materie umanistiche. Sono sempre stata un’aspirante psicologa, ma la

danza non mi ha mai lasciato un momento di respiro, non mi sono mai resa conto di

avere anche un altro talento fino a che non ho iniziato a studiare. Spero davvero che una

volta finita la carriera di ballerina, il mio nuovo inizio sia in uno studio privato, o in un

ospedale o chissà magari in un tribunale, ma so che voglio aiutare le persone, voglio che

ognuno abbia la possibilità di essere davvero felice, voglio sfruttare le mie capacità per

permettere alle persone che soffrono di vivere con dignità e di essere curate come

meritano, c’è ancora troppo scetticismo nei confronti delle cure psicologiche, il cervello è

un organo che va curato nel modo adeguato, sempre.

Quali consigli potresti dare alle giovani ballerine?

Alle giovani donne che sono lì fuori e vogliono intraprendere la carriera di ballerine voglio

solo dire di ricordarsi sempre da dove sono partite, guardarsi dietro fa sempre bene,

ognuna di noi ha il diritto di essere felice, qualunque professione si scelga. Spesso

mollare sembra la via più semplice, a volte è quella giusta, non importa il tempo passato

in sala, le delusioni, le lacrime, le occasioni perse, fin che fate ciò che vi rende felici non

è stato tempo perso. Vedo troppe ragazze dannarsi e perdere il focus vero della danza,

regalare emozioni, e so che non è facile nel mondo del lavoro, ma non è mai troppo tardi

per provarci. Ricordate di essere artisti e di coltivare sempre tutte le vostre passioni, non

siate ciechi alla vita e alle opportunità che vi riserba.

Ph. Monica Irma Ricci - www.monicairmaricci.it - www.istagram.com/i.r.m.a19

Mua. Mauri Menga - www.istagram.com/maurimenga

Studio. Linea B - Studio b49 - www.istagram.com/linea_b_


Mirko

Luigi

Giannini

Ph. Monica Irma Ricci


Ph. Monica Irma Ricci

Ph. Monica Irma Ricci

Mirko Luigi Giannini, è nato a Napoli nell’aprile del 1999. Ha

vissuto sempre in un piccolo paese, Castel Volturno in provincia

di Caserta, e negli ultimi tre anni si è trasferito a Roma per

studio. Ha sempre avuto la voglia di ballare,

dichiara Mirko.

Alle età di 8 anni, Mirko entra per la prima volta dentro una

scuola “Profilo Danza” di Gloria Palazzo, dove studia fino alla

maggiore età. In seguito frequenta il corso di perfezionamento

professionale (CPP) dell’associazione Italiana Danzatori presso

Molinari Art Center di Roma, istituito da oltre 10 anni per

formare ballerini con corsi di alta formazione riconosciuti dal

Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turismo, grazie

all’assegnazione di una borsa di studio. Negli ultimi anni ha

avuto molte soddisfazioni, grazie ad una crescita personale e

fisica, a causa della pandemia le difficoltà non sono mancate, i

vari lockdown hanno inciso molto sull'allenamento, perdendo

così alcuni risultati che aveva ottenuto per poi ricominciare da

capo. Ma nonostante tutto Mirko non ha mai mollato, grazie alla

passione che ha per la danza! Ultimamente ha partecipato ad

alcuni spettacoli della "The Movement Company" e ha fatto

parte del corpo di ballo del "Christmas World Italy" che si è

tenuto lo scorso dicembre all'Auditorium Parco della Musica.

Per il futuro ci sono alcuni progetti in fase di costruzione con la

"Compagnia Nazionale del Balletto" del maestro Giacomo

Molinari.

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Mirko Luigi Giannini

Kamil Pawel Jasinshi

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Mirko Luigi Giannini

Kamil Pawel Jasinshi

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Mirko Luigi Giannini

Vittoria Tagliapietra e

Kamil Pawel Jasinshi

Ph. Monica Irma Ricci


ALICE IN WONDERLAND


AL TEATRO ARCIMBOLDI MILANO

DA VENERDÌ 8 A DOMENICA 10 APRILE


“Alice in Wonderland”, tratto da “Alice nel paese delle

meraviglie” di Lewis Carroll del 1865 e rielaborato

nell'impianto estetico dal Circus-Theatre Elysium di Kiev, è

uno spettacolo per un pubblico di tutte le età, capace di

raccontare l’onirico intrecciando molte discipline: teatro

acrobatico, recitazione, danza, ginnastica acrobatica e arti

circensi. Alice, il Cappellaio Matto, il Coniglio, il Gatto del

Cheshire e la Regina Nera appariranno nella loro

interpretazione circense, sullo sfondo di straordinarie scene

3D, grazie ai giovanissimi acrobati-danzatori della compagnia.

La storia di Alice si arricchisce nella linea dell’amore - la

ragazza si innamora del Principe Azzurro ed entrambi gli eroi

devono superare ostacoli inimmaginabili. Una favola

romantica e strabiliante che saprà conquistare il pubblico del

TAM. CIRCUS-THEATRE ELYSIUM è la nuova arte

circense, luminosa ed elegante, nella quale le abilità fisiche

e espressive degli artisti si fondono con le più sofisticate

soluzioni scenotecniche. Fondato nel 2012, il CIRCUS-

THEATRE ELYSIUM è un circo collettivo che accoglie i più

esperti acrobati, ballerini e clown. Ha iniziato con pochi numeri

inseriti nello spettacolo Fairytale Show. Dopo il sold-out in

Francia, lo spettacolo si è trasformato in ALICE IN

WONDERLAND. È stato cosi applaudito in Ucraina e in

Russia, in Bielorussia e in Francia fino in Cina.

Il progetto è fondato da un gruppo di creativi della capitale

ucraina tra i quali Maria Remneva, direttrice del Circo

Nazionale dell’Ucraina e vincitrice di molteplici premi tra cui

tre medaglie d’oro e della competizione internazionale degli

artisti circensi a Parigi, Yuliia Sacharova, nota coreografa

ucraina insieme al direttore artistico Oleksandr Sacharov.

Show Bees ha aderito a una rete di solidarietà di alcuni

teatri italiani grazie alla quale gli artisti ucraini del Circus-

Theatre Elysium di Kiev potranno restare al sicuro in Italia

proseguendo la tournée iniziata in Italia l’8 febbraio prima

dell’inizio del conflitto.


Vi siete mai chiesti come è la quotidianità di una

persona che vive di arte?

Quando ero piccola era una curiosità che provavo a

soddisfare con l’immaginazione, ora invece ci vivo

dentro visto che mi sono sposata un

chitarrista/compositore poliedrico che vive

costantemente immerso nella musica e che, proprio

pochi giorni fa, ha pubblicato il suo nono album

intitolato “My Standars”, un lavoro musicale che ho

visto nascere e del quale conosco ogni attimo

creativo, o almeno quello manifesto, perché ciò che

avviene dentro l’animo dell’artista, solo lui può

cercare di raccontarcelo. È per questa ragione che

ho deciso di intervistare il chitarrista/compositore

Francesco Mascio, che oltre ad essere un fantastico

musicista è anche mio marito. Non vi aspettate però

la solita intervista, perché mentre io cercavo di

buttarla sull’ironia, Francesco professionale e serio

mi rispondeva come se fossi Lilli Gruber. Comunque

noi ci siamo molto divertiti a farla e spero che

questa allegria pervada anche voi, buona lettura.

Backstage di un Artista.

Incontro con Francesco Mascio

Dopo mesi di nottate insonni seduto al tavolo

della cucina suonando incessantemente la

chitarra per trovare accordi e accordature a te

più congeniali, finalmente il 21 Marzo è uscito il

tuo nuovo Album intitolato “My Standars”, quale

è stata la tua prima sensazione nel vedere

pubblicato questo nuovo lavoro discografico?

Sinceramente non so rispondere, ma la sensazione che più si

avvicina è quella del rilassamento. Dopo questo lungo periodo di

circa due anni in cui è stato difficile vedersi per fare anche solo

delle prove in studio, sapere che finalmente questo lavoro

discografico è stato portato a termine e pubblicato mi fa stare

bene, soprattutto perché la mia vena compositiva non si è affatto

bloccata con la pandemia e stavo accumulando tantissima musica.

In questo Album infatti, ci sono anche brani che ho composto oltre

dieci anni fa e che ancora non avevano trovato la giusta

collocazione e saperli sistemati e pubblicati mi dà una sensazione

di sollievo, come se li avessi messi in cassaforte.

Da dove prendi l’ispirazione e soprattutto come fai a

concentrarti in maniera corretta e precisa, visto che viviamo in

un piccolo appartamento di 50 mq in tre e che tra libri,

giocattoli e chitarre lo spazio vitale sarà più o meno la metà?

L’ispirazione musicale mi arriva da qualsiasi cosa, a volte da

elementi prettamente musicali come la musica tradizionale di altri

popoli,altre volte da un’emozione che può essere scaturita da una

semplice routine di vita familiare, dalla lettura di un libro o

semplicemente osservando la natura. Per quanto riguarda invece

la concentrazione, negli anni ho imparato a chiudermi in una sorta

di bolla, poi credo però che aiutano anche la pazienza, la

tolleranza e la meditazione che pratico regolarmente.

Come in ogni lavoro musicale anche su questo Album ci sono

degli aneddoti, vuoi raccontarne qualcuno?

Forse la particolarità di questo Album sta nel fatto che è stato realizzato

con un ensemble di professionisti che sono anche amici e quindi sia

durante le prove che durante le pause scherzavamo e ridevamo molto.


Su “Soul of New York”, che è un brano di improvvisazione radicale con un approccio irruento e vene free, ricordo

che il fonico rimase un pochino frastornato, ma io ero sicuro che invece sarebbe stato uno dei brani più

interessanti dell’album. A distanza di tempo dopo il mixaggio, anche il fonico è stato di quest’avviso, il ripensare

alla sua espressionedi quel giorno mi fa sorridere ancora.

Qual è il brano di questo album al quale sei più legato e perché?

Il brano di questo album a cui sono più legato è “Notes from the Heart” che è il brano di chiusura realizzato in solo

con la chitarra. È particolare perché è un brano di rottura rispetto agli altri, ha delle influenze folk e classiche e si

discosta dal resto del lavoro che ha un taglio invece jazzistico. Ci sono legato perché secondo me esprime molto il

mio lato emotivo. È un brano che durante questo periodo di stasi lavorativa mi suonavo spesso, e poi mi sono

convinto che potesse essere il brano giusto per chiudere questo disco. Sono note che mi sono uscite dal cuore,

perché l’amore è ciò che fa “muovere il sole e le altre stelle” e in questo caso invece ha fatto muovere le mie mani

per comporre questa musica.

Ci racconti come è nata la Front Cover di questo Album?

Succede spesso che un artista abbia bisogno di foto, così ho chiesto a una mia carissima amica

Simona Mililli, che è una grande appassionata di fotografia e una brava fotografa, di farmi qualche scatto

particolare. Mi ha proposto di recarci in un luogo dove ci sono tutt’ora dei murales per fare alcuni scatti e così una

mattina siamo andati armati di buone intenzioni. Dopo una serie di scatti tutti molto belli e particolari è uscita

questa foto che mi è così tanto piaciuta da indicarla al produttore come immagine per la Front Cover dell’album.

Dopo il lavoro di grafica per inserire le scritte e altro, posso dire che mi piace davvero tanto perchè mi trasmette

una sensazione di armonia, di originalità e anche di contrasto. Una Front Cover perfetta per questo Album.

Conosco i musicisti che hanno registrato con te e sono persone simpaticissime, come sei arrivato a capire

che loro erano quelli giusti?

È da qualche anno che collaboro con questi musicisti e il motivo principale, oltre alla loro professionalità e alle loro

caratteristiche di apertura su vari generi e stili musicali, è il loro lato umano. Sono dell’avviso che quando si va in

studio bisogna andarci con lo spirito giusto, ci deve essere uno scambio e una stima reciproca e questo permette

di dare un valore aggiunto alla musica che deve trasmettere a chi l’ascolta una sensazione di benessere, ma ciò

può accadere solo se questa sensazione si vive prima in studio.

Spesso abbiamo discusso sul fatto che nessuno riuscisse a catalogare la tua musica in maniera corretta,

forse il termine che si avvicina di più è Jazz Crossover ma ora che puoi esprimerti liberamente come la

definiresti la tua musica?

Come sai odio le etichette e le classificazioni, anche se capisco che alcune volte sono necessarie. La mia musica

mi viene da classificarla come universale, perché è sempre diversa e si ispira al momento che sto vivendo. Se per

esempio sto approfondendo la musica Africana, ovviamente nelle mie composizioni ci sarà quella sfumatura che fa

pensare all’Africa e così via, è una musica libera dal punto di vista compositivo, timbrico ed espressivo con la

quale io cerco di trasmettere un messaggio innovativo. Sicuramente la parola crossover può essere associata alla

mia musica perché crea dei ponti fra stili musicali e non, nella musica si possono unire tutti, continenti, popoli e

nazioni perché la musica è Universale


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Convinci le persone ad ascoltare e acquistare la tua musica.

Questo è un disco realizzato accordando gli strumenti alla frequenza 432 Hz chiamata anche

Love Frequency, con un altissimo livello tecnologico perché è stato registrato e mixato al Nightingale Studios che è

famoso per la sua alta professionalità, suonato da musicisti bravissimi, professionali e simpaticissimi, masterizzato

da un Audio Master mondiale Bob Katz, che ha vinto ben tre Grammy Award ed è il più acclamato tra gli audiofili,

ha delle liner notes di un grandissimo chitarrista come Umberto Fiorentino, prodotto dalla Birdbox Records che è

una casa discografica fantastica, la Front Cover è davvero bella e dentro ci sono dieci brani tutti da scoprire, in più

è stato seguito dalla bravissima Social Media Manager Valentina Villa. Noi l’abbiamo realizzato al massimo delle

nostre possibilità ora ovviamente tocca a voi ad acquistarlo e a godere delle nostre fatiche.

Ultima domanda: Lancia un messaggio a chi ci legge.

Il messaggio che vorrei dare è quello di scegliere musica che possa essere identificata come arte, so che non è

facile da comprendere questo concetto ma vi aiuto ripetendo una frase che viene attribuita a San Francesco: Chi

lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e la testa è un artigiano, chi lavora con le mani, la testa e il

cuore è un artista." Quindi è importante riconoscere quando un artista usa il cuore in ciò che fa e quando invece il

lavoro ha solo una valenza commerciale.

Nel Disco “My Standards” hanno suonato:

Francesco Mascio - Electric & Classic Guitar

Esharef Alì Mhagag - voice

Alberto La Neve - Sax

Paolo Mazziotti - bass

Nicola Scagliozzi - Double Bass

Domenico Benvenuto - Drums

Si ringraziano i grilli e le cicale che hanno fatto da perfetta colonna sonora alle giornate di registrazione. Buona

musica a tutti ...

Informazioni: L’Album “My Standards” potete trovarlo su tutte le piattaforme digitali

Clikkando qui puoi ascoltare l’album sulle diverse piattaforme : https://orcd.co/mystandards_francescomascio?

fbclid=IwAR34W9OPI91HHxmWnkvVSpjSAolJkuFI3JA_3wDrLCDm6jmHX89RjOY3uUI

Puoi seguire Francesco Mascio su Instagram: https://www.instagram.com/francesco_mascio/

Su Facebook https://www.facebook.com/FrancescoMascioArtist/

Su YouTube https://www.youtube.com/francescomascio

Su Twitter https://twitter.com/francescomasc10

Potete curiosare sul sito di Francesco Mascio clikkando qui : https://www.francescomascio.com/

Potete avere info su Bob Katz leggendo qui https://en.wikipedia.org/wiki/Bob_Katz

Questo invece è il sito della casa discografica: https://www.birdboxrecords.com/it/


NO FILTER IL NUOVO ALBUM DI

KARIMA

No Filter è il nuovo lavoro di Karima che con il suo quartetto propone un progetto ‘senza filtri’ dove la sua musica,

contaminazione di jazz e pop, si presenta in una rinnovata versione acustica, intima e ancor più espressiva. No Filter è

anche il titolo del suo ultimo album, prodotto da Aldo Mercurio per Parco della Musica Records e Jando Music, con gli

arrangiamenti di Piero Frassi. Karima affronta con con un’interpretazione personale e autentica una magnifica selezione di

intramontabili successi: “Dal primo incontro con i miei compagni di lavoro abbiamo sentito l’esigenza di creare un

nuovo progetto lontano dalle mie precedenti esperienze musicali, che mi desse nuovi stimoli”. L’elaborazione è

stata complessa, ma al tempo stesso spontanea e immediata: “In due giorni abbiamo inciso tutto”, racconta Karima,

“abbiamo scelto di fare al massimo due registrazioni per ogni pezzo, così da conservare le migliori emozioni che

si trasmettono sempre nelle prime volte”. “Cercavo un suono che mi identificasse e abbiamo scelto di utilizzare

solo strumenti acustici”. In concerto, come in sala di registrazione, Karima si avvale di persone speciali, amici e grandi

musicisti: Gabriele Evangelista al contrabbasso, Bernardo Guerra alla batteria e Piero Frassi che, con la sua penna e la

lunga collaborazione con Karima, è riuscito a vestire la sua voce con le sorprendenti Walk on the Wild Side, Tears in

Heaven, Come Together e Man in the Mirror. Nella vocalità di Karima convivono e si esprimono i colori del soul, del blues

e perfino del gospel. Da Livorno, sua città natale, eredita la permeabilità alle contaminazioni. Fin da bambina, sostenuta

dal suo talento, si avvicina alla musica partecipando prima a Bravo Bravissimo e poi a Domenica In. Nell’ottobre del 2006

entra nel programma Amici di Maria De Filippi. Si classifica al terzo posto e vince il premio della critica, decretato

all’unanimità dalla giuria tecnica, che la ritiene la nuova voce più interessante del panorama musicale italiano. Nello stesso

anno Karima sigla il suo primo contratto discografico con Sony Bmg e incide il suo primo album. Nonostante la giovane

età, Karima ha già una lunga e variegata esperienza artistica, tra cui spicca il Festival di Sanremo nel 2009 e soprattutto la

collaborazione con Burt Bacharach. Ha inoltre aperto i concerti di Whitney Houston e di John Legend. Ha collaborato con

Dado Moroni, Riccardo FIoravanti e con Stefano Bagnoli.


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ENRICO RUGGERI

racconta

“LA RIVOLUZIONE”

www.instagram.com/p/CaZOmnjg2pD/?utm_medium=copy_link.


Ho passato la vita a fare 1 album all’anno e poi a un certo

punto ho saltato 3 anni. Questo disco quindi arriva dopo un

lungo periodo di lavoro e programmazione, per me è come se

fosse un best of, in cui ho raccolto le canzoni più belle che ho

scritto in questi ultimi anni.

È un album che mi è costato tanto lavoro, tanti giorni passati

con gli amici in studio, da Fortu Sacka a Sergio Bianchi (già

mio ingegnere del suono in anni precedenti). Sono stati

fondamentali anche la creatività della band, Marco Montanari,

arrivato in corsa, e Massimo Bigi, che firma con me alcune

canzoni alle quali ci siamo approcciati in maniera diversa,

partendo da un suo spunto e elaborandolo.

Ho pensato a lungo alla copertina, ma dato che questo è un

album che parla di rapporti umani, di generazioni, di sogni

dell’adolescenza, della vita che si scontra con quello che

pensavamo la vita avrebbe dovuto essere, mi è sembrato

naturale tirare fuori una foto del liceo. In quell’immagine ci sono

non solo i miei sogni, ma di tutti i ragazzi, qui c’è una

generazione che vide arrivare la Lotta Armata, le bombe di

Piazza Fontana, l’eroina, l’Aids che portò a una retromarcia

nella liberazione sessuale… ma anche tanti tipi di musica,

suonata bene, che hanno segnato la storia. Ed ora veniamo da

un periodo logorante, che ha esasperato la solitudine, in cui

abbiamo ascoltato poco.

Ecco, sono cambiate tante cose ma la voglia di fare musica è

sempre la stessa.

L’album si apre con “Magna Charta”, una sorta di bilancio e

allo stesso tempo una dichiarazione programmatica, che

prepara a “La Rivoluzione”, che racconta il passaggio

dall’adolescenza all’età adulta, con uno sguardo affettuoso alla

mia generazione. Poi si comincia a picchiare duro, con “La fine

del mondo”, in bilico tra sentimenti e voglia di combattere, e

“Non sparate sul cantante”, metaforica cavalcata sul ruolo

dell’artista nel mondo di oggi.

Il trittico sull’interiorità si apre con “Parte di me”, che racconta

del dolore di una perdita, prosegue con “Che ne sarà di noi”, in

bilico tra speranza e smarrimento (e qui c’è un Francesco

Bianconi che aggiunge poesia con la sua voce profonda ed

evocativa) e “Alessandro”, la storia vera di un mio amico

fraterno costretto a una non vita da una terribile malattia.

Con “Gladiatore” si torna al mio “nuovo rock”, che trova in

“Vittime e colpevoli” il suo risvolto epico-orchestrale e in “Glam

bang” la sua parte più coinvolgente (con un esplosivo finale

cantato da Silvio Capeccia).

Il finale è “La mia libertà”, epico e struggente racconto di un

suicidio, in stile Jacopo Ortis.

Un album che mi mette a nudo più di tante parole.

Enrico Ruggeri


Francesco De Gregori e Antonello Venditti, hanno unito le loro voci reinterpretando due brani che hanno segnato le loro

carriere e la storia della musica italiana, “Generale” e “Ricordati di Me”. I brani, disponibili sulle piattaforme streaming e in

digital download, sono contenuti in un 45 giri da collezione disponibile in esclusiva su Amazon.

Attualmente è in radio, “Generale”, brano pubblicato originariamente da Francesco De Gregori nel 1978, mentre

“Ricordati di me” apre il disco di Antonello Venditti “In questo mondo di ladri”, uscito 10 anni più tardi.

Due personalità differenti, ma affini. Due stature artistiche, ognuna con la sua poetica. VENDITTI & DE GREGORI

cominciano a collaborare poco più che ventenni durante un viaggio in Ungheria e iniziano a scrivere le loro prime canzoni

insieme, per arrivare al comune esordio discografico con “Theorius Campus” dove Antonello incide “Roma Capoccia”,

subito grandissimo successo, e Francesco “Signora Aquilone”.

Un disco che sancì per entrambi l’inizio del proprio percorso artistico. 50 anni dopo i due cantautori creszciuti al folk

studio tornano ad emozionare il pubblico italiano con un atteso concerto.

Per la prima volta i genitori del cantautorato romano saranno insieme sullo stesso palco e con un’unica band, in alcune

delle location più suggestive d’Italia, tra cui l’Arena di Verona dove gli artisti si esibiranno il 12 luglio .

Il tour verrà anticipato dall’esclusivo concerto di sabato 18 giudno allo Stadio Olimpico di Roma, nel cuore della loro città,

là dove tutto ebbe inizio, nella cantina della loro musica. Venditti & De Gregori emozioneranno il pubblico con uno show

irripetibile in cui daranno nuova veste ai loro più grandi successi, canzoni che sono entrate nel cuore della gente, nelle

storie delle persone, che sono la colonna sonora di intere generazioni.

Ad affiancarli sul palco una band d’eccezione che darà vita ad un suono unico e straordinario. Composta da musicisti che

da anni collaborano con i due artisti, la band è formata da Alessandro Canini (batteria), Danilo Cherni (tastiere), Carlo

Gaudiello (piano), Primiano Di BIase (hammond), Fabio Pignatelli (basso), Amedeo Bianchi (sax), Paolo Giovenchi

(chitarre) e Alessandro Valle (pedal steel e mandolino).


Dopo lo show del 18 giugno allo Stadio Olimpico di Roma, queste le date del tour estivo di VENDITTI & DE GREGORI:

7 luglio - FERRARA - Piazza Trento Trieste (Summer Festival)

10 luglio - LUCCA - Piazza Napoleone (Summer Festival)

12 luglio - VERONA - Arena di Verona (NUOVA DATA)

14 luglio - MAROSTICA (VI) - Piazza Castello (Summer Festival)

16 luglio - CATTOLICA - Arena della Regina

18 luglio - TREVISO - Arena della Marca

24 luglio - PALMANOVA (UD) - Piazza Grande (Estate di Stelle) - (NUOVA DATA)

19 agosto - FASANO (BR) - Piazza Ciaia

21 agosto - LECCE - Pala Live (Oversound Festival)

23 agosto - ROCCELLA JONICA (RC) - Teatro al Castello (Summer Festival)

25 agosto - PALERMO – Velodromo (NUOVA DATA)

27 agosto - TAORMINA (ME) - Teatro Antico

28 agosto - TAORMINA (ME) - Teatro Antico

Tutte le informazioni sui biglietti per tutte le date del tour sono disponibili al seguente link: www.friendsandpartners.it.

I biglietti acquistati in precedenza per il concerto allo Stadio Olimpico di Roma, inizialmente previsto il 5 settembre 2020 e

poi il 17 luglio 2021, restano validi per la data di sabato 18 GIUGNO.


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Gabriel Baltoc nasce a Bucarest nel 1973.

Si trasferisce in Italia alla fine degli anni '90 stabilendosi a

Bagnasco (CN) dove tuttora vive e lavora. Fin dalla più

giovane età dimostra grandi interessi per l’arte avvicinandosi

alla scultura, alla fotografia, ma soprattutto alla pittura, la

disciplina di molteplici tecniche diventando così un artista

completo: acquerello, olio, acrilico, carboncino e matita sono

alcune delle tecniche che utilizza nella realizzazione delle sue

opere.

Ma è soprattutto nell’acquerello che trova la sua massima

realizzazione. Con grande padronanza della tecnica riesce a

dominare acqua e colore con ottimi risultati. Attento

osservatore di luci e ombre, di colori e proporzioni, riporta alla

perfezione quanto vede donando alle sue opere esemplarità e

sensibilità.

La sua produzione artistica è principalmente rivolta al ritratto,

sia soggetti etnici che locali, ma anche ad animali e paesaggi.

Osservando i quadri si avverte immediatamente lo stato

d’animo dei raffigurati: odio, amore, gioia, dolore, rabbia,

allegria traspaiono prepotentemente.

Viene notato dalla scrittrice ed esperta d’arte Claudia

Ghirardello la quale di lui scrive così:

”Gabriel Baltoc, autodidatta, partendo dal cuore della figura da

lui ritratta sa entrare nel cuore del riguardante. Bambini,

adulti… uomini, donne… dell’Occidente e dell’Oriente. I

bambini raffigurati da tale pittore si rivelano magnetici, negli

occhi che guardano oltre la scena e cercano lo sguardo di chi li

osserva. È l’innocenza palesata nelle risate argentine, ma

anche nelle meditazioni solitarie. Il bambino è disarmante

fragilità, ma l’anima del bambino è purezza d'acciaio. È il

prodigioso dell’essenza umana creata dalla divinità, con tutta

l’emozione che ne deriva. Attento osservatore, Gabriel dà vita

alle sue creature. Facendole respirare. Per capacità di resa

anatomica e per raffinata azione di introspezione psicologica.

Personaggio eclettico, Gabriel sa destreggiarsi in diverse

tecniche: la matita, il carboncino, l’acquerello, l’olio, l’acrilico…

Lavorando di sfumato, egli ottiene effetti delicatissimi negli

incarnati, nelle capigliature, nelle stoffe dell’abbigliamento. Il

bianco/nero gareggia con la policromia sempre nell’intento

principe di innestare sulla lettura fotografica del soggetto

ritratto l’analisi accattivante del pensiero”.

https://www.facebook.com/

miticoGABRIELBALTOC/

baltocgabriel@gmail.com

Cellulare 327/9877716


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Mi sono addentrato molto nel mondo delle

emozioni attraverso la fotografia ed ho

scoperto caratteristiche uniche che mi

abitano.

Sono passato dall'essere un fanatico

delle macchine fotografiche a sentire la

consistenza delle pareti della mia anima

semplicemente fotografando ed

ascoltando il ritmo biologico della mia

esistenza; ho scoperto luoghi lontani,

terre sconosciute ed ho provato anche il

paracadutismo insieme alla canoa sul

fiume, tutto insieme.

I luoghi inaspettati del cuore sono

impossibili da contare e sarebbe anche

un'impresa inutile ed uno spreco di

risorse.

Fotografare non è uguale per tutti perché

la vita non è identica in nessuno di noi.

Qui porto la mia esperienza come essere

umano e come fotografo o artista o

qualsivoglia appellativo darmi ma essere

umano basta.

Sono fortunato a scrivere per una rivista?

Me la sono cercata? Non sono domande

che mi pongo. Semplicemente faccio ciò

che più sento di fare e questo per me è

vitale, pertanto, qualunque sia il mestiere

che hai scelto di fare non esitare e non

prendere spunto da quello che fanno gli

altri dicendoti "Voglio essere come…".

Niente di più sbagliato.

Ad oggi non mi conosco, anche oggi non

conoscendomi ho appreso qualcosa di e

da me stesso, come un fiume che rinnova

la sua acqua giorno dopo giorno.

Dimenticatevi di voi stessi per come

credete di essere e di dover essere e

sicuramente andando oltre si scoprirà uno

sguardo pulito e limpido, scoprirai,

scoprirete lo sguardo puro dell'esistenza,

quello che ho raggiunto fotografando.

Lo so, forse non è quello che qualcuno si

aspettava di trovare in un articolo di

fotografia ma magari è l'esperienza

narrata che serve in questo momento.


L'Italia e l'Argentina sono legate da molteplici fattori culturali, basti pensare alle

massicce migrazioni che hanno interessato il paese sudamericano dalla fine dell'800

agli inizi del '900. Il movimento di tali masse di italiani ha portato con sé storie e

leggende legate anche al mondo del calcio, solo apparentemente lontano da quello del

Tango; sono storie esilaranti, malinconiche e struggenti, a cavallo tra le due sponde

dell'oceano, che hanno dato origine a squadre mitiche come il Boca Juniors, il River

Plate, il Peñarol e l'Audax Italiano di Santiago del Cile.

La febbre del calcio si trasmise a tutto il continente e gli italiani ebbero un ruolo

determinante nei grandi agglomerati urbani di Buenos Aires, San Paolo del Brasile,

Caracas, Asunción e Montevideo. Gli stessi italiani che diffusero la febbre del calcio

furono coinvolti nel processo di sviluppo e maturazione del Tango; per questo motivo,

Tango y Fútbol hanno sempre marciato di pari passo. Il sentimento triste che pervade il

popolo argentino, così fortemente segnato dalle lagnanze musicali del tango e dai

sospiri di uno strumento struggente come il bandoneón, sembra esprimersi

compiutamente nell'incertezza delle origini che tanti emigrati hanno trasmesso ai figli

per ignoranza, analfabetismo, paura del passato, morte rapida in un paese, come

spiega Jorge Luis Borges, dove non ci sono leggende e nessun fantasma cammina

nelle strade.

Così molti argentini hanno una origine vaga e indefinita, come raccontano tanti temi

tangueros. Questo vale anche per i miti nazionali come ad esempio Carlos Gardel, colui

che nel 1928 sancì il connubio tra tango e calcio nella composizione Sami che dedicò

alla leggenda Josep Samitier, giocatore del Barcellona dal 1919 al 1932. Altri pezzi di

tango di Gardel che onorano il fútbol sono Patadura, Largue a esa Mujica e Mi primer

gol.

Oggi si contano almeno cinquanta temi di tango con sfondo calcistico. Il primo tanguero

a esprimere la passione del calcio fu Rodríguez Peña che immortalò il Racing,

l'Accademia del calcio di Avellaneda, nel momento del suo massimo splendore, dal

1913 al 1919, quando vinse sette titoli. Roberto Firpo regalò al Racing una sua

composizione nel 1913 e Francisco Canaro fece lo stesso nel 1915. Il Racing è stato

nei cuori e nelle note anche di Carlos Di Sarli nel 1940, di Ángel D'Agostino nel 1946, di

Rodolfo Biagi nel 1950 e di Alfredo Gobbi nel 1949, brano registrato quattro anni dopo

anche da Héctor Varela. A pochi isolati di distanza dalla sede del Racing si trova quella

dell'Independiente, rivale storica della prima, e alla quale Augustin Bardi dedicò il brano

Rey de Copas.

A Buenos Aires è storica la rivalità tra Boca Juniors e River Plate. Questo derby

secolare si è combattuto anche a colpi di bandoneón. Sostenitore del River fu Francisco

Canaro che ha realizzato l'inno ufficiale della squadra con la voce di Domingo Conte.

Ma non si possono dimenticare neanche le struggenti note del brano River Plate scritto

da Leopoldo Díaz Vélez e inciso da Armando Pontier. I tifosi del Boca, dal canto loro,

hanno replicato con giri di Cumparsita e passi lenti, voci calcate e armonie di rimpianti

come nel tango del 1916 Boca Juniors Club composto da José Quevedo,

bandoneonista di Eduardo Arolas, e registrato da Roberto Firpo e ¡Campeón! scritto da

Alfredo Bigeschi in occasione del primo trofeo nazionale vinto dai boquenses.

Il tifoso Juan D'Arienzo si è cimentato con la magistrale miscela dei colori sociali del

Boca Juniors in Azul y oro nel 1946, seguito da José Basso, di origine ligure, autore del

tango Once y uno registrato nel 1952 in omaggio ai supporter della squadra del barrio

più italiano della capitale federale, e da Miguel Caló con il pezzo Boca Juniors del 1954.

A fondere canzone e pallone ci ha pensato Julio Elías Musimessi, portiere degli anni

Cinquanta, definito El Arquero cantor, che portava a spasso i suoi bei baffetti alla Errol

Flynn nelle balere della zona sud della capitale cantando Viva Boca di Américo Lalo

Cipriano e Eduardo Pauloni.

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Insigne ph. Mosca

A Buenos Aires è storica la rivalità tra Boca Juniors e River Plate. Questo

derby secolare si è combattuto anche a colpi di bandoneón. Sostenitore del

River fu Francisco Canaro che ha realizzato l'inno ufficiale della squadra con la

voce di Domingo Conte. Ma non si possono dimenticare neanche le struggenti

note del brano River Plate scritto da Leopoldo Díaz Vélez e inciso da Armando

Pontier. I tifosi del Boca, dal canto loro, hanno replicato con giri di Cumparsita

e passi lenti, voci calcate e armonie di rimpianti come nel tango del 1916 Boca

Juniors Club composto da José Quevedo, bandoneonista di Eduardo Arolas, e

registrato da Roberto Firpo e ¡Campeón! scritto da Alfredo Bigeschi in

occasione del primo trofeo nazionale vinto dai boquenses.

Il tifoso Juan D'Arienzo si è cimentato con la magistrale miscela dei colori

sociali del Boca Juniors in Azul y oro nel 1946, seguito da José Basso, di

origine ligure, autore del tango Once y uno registrato nel 1952 in omaggio ai

supporter della squadra del barrio più italiano della capitale federale, e da

Miguel Caló con il pezzo Boca Juniors del 1954. A fondere canzone e pallone

ci ha pensato Julio Elías Musimessi, portiere degli anni Cinquanta, definito El

Arquero cantor, che portava a spasso i suoi bei baffetti alla Errol Flynn nelle

balere della zona sud della capitale cantando Viva Boca di Américo Lalo

Cipriano e Eduardo Pauloni.

José Rebolini e Carlos Pesce hanno elaborato l'inno del San Lorenzo a ritmo di

tango. Esplicito è il titolo del tango di Francisco Caso e Francisco Lío, San

Lorenzo, e pure El ciclón di Anselmo Aieta e Francisco Laino e El Azulgrana di

Osvaldo Requena. El expreso de la Plata è l'omaggio di Horacio Pezzi e Carlos

Espíndola al club Gimnasia y Esgrima. Nel 1950 Fumagalli e Brioschi hanno

composto Platense in onore alla squadra biancoblu. Lo stesso anno, in una

sorta di derby musicale, Francisco Rotundo ed Ernesto Rossi resero onore alla

squadra del cuore, l'Estudiantes, con il tango strumentale Estudiantes de La

Plata.

Me elevo a las nubes è il titolo della canzone di Pedro e Roberto Sassone che

celebra la vittoria dell'Huracán nel 1928. El Taladro di Alfredo de Angelis

sancisce l'accesso alla prima divisione del Banfield nel 1946. Anche le società

minori non si sono fatte mancare tanghi di grande fascino come Nueva

Chicago, registrato nel 1925 dall'orchestra di Firpo, e Casaca Roja, omaggio al

Club Deportivo Español alla fine degli anni Cinquanta.

Non solo i club di calcio vennero omaggiati dal Tango, ma anche molti

calciatori trovarono spazio nelle canzoni e nei testi. A Domingo Alberto

Tarasconi, eroe degli anni Venti del Boca, venne dedicato il brano Tarasca e

Pedro Ochoa del Racing fu il protagonista del tango Ochoíta di Osvaldo

Fresedo. Canaro immortalò Bernabé Ferreyra, acquistato nel 1932 dal River

Plate per la cifra record di 35 mila pesos, con il brano Bernabé, la Fiera. In quel

periodo Miguel Padula scrisse due brani per l'Orquesta Típica Víctor, El

Mortero del Globito e Lemita, il primo per consacrare la gloria di Herminio

Masantonio, giocatore dell'Huracán, il secondo per celebrare Jaime Lema,

detto Lemita.

Anche Luisito Monti, forzuto centromediano del San Lorenzo e della Juventus,

è stato celebrato da Alejandro Scarpino col brano Monti solo per ricordare le

Olimpiadi del 1928 ad Amsterdam. Enrique Francini e Armando Pontier nel

1949 osannarono le gesta di José Manuel Moreno del River con il brano A

José Manuel Moreno, protagonista nello stadio ma anche nella notte tanguera

di Buenos Aires.

La lista degli idoli del calcio non finisce qui, ma furono le nazionali trionfatrici

delle Olimpiadi del 1924 e dei Mondiali del 1978 ad essere le grandi ispiratrici

del tango fútbolero: quando l'Uruguay vinse le Olimpiadi, Juan Rodríguez e

Francisco Brancatti incisero Campeones Olímpicos, mentre nel 1961 Edmundo

Rivero realizzò il brano Gol argentino, rivisto per i Mondiali del 1978. La stessa

nazionale argentina trionfatrice nel mondiale venne esaltata da Astor Piazzolla,

che celebrò l'evento con il tema Mundial 78, inciso in Italia.


Il Buongiorno si vede dal croissant

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IL BUONGIORNO SI VEDE DAL CROISSANT

di Camille Andrea

Ebook: € 9,99 |Cartaceo : € 17,90

Pagine: 272|

Genere: Narrativa contemporanea\autostima

Editore: Garzanti|

TRAMA

Pierre è un uomo di successo. La sua azienda, Happy

Croissants,produce dolci venduti in tutto il mondo e

aiuta le persone a cominciare la giornata con il sorriso.

Pierre, invece, non sorride da molto. Non sa più cosa

sia la felicità. Tutto, intorno, gli appare grigio, persino il

poco tempo che passa con la famiglia. Fino al giorno in

cui si ferma per caso a un chiosco. E proprio lì succede

qualcosa che cambia il suo futuro. L'anziano venditore

gli fa una proposta: assaggiare una colazione capace di

migliorare la vita. Pierre se ne intende di brioche, e non

crede alle parole dell'uomo. Eppure, ogni giorno ritorna

al negozio e ascolta i consigli dell'ambulante; per

esempio che nella vita c'è un'unica occasione e non va

sprecata lamentandosi; o che il fallimento non è un

errore, ma la strada per diventare chi si vuole essere; o

ancora che non bisogna dare per scontato chi abbiamo

accanto, perché è in loro che troviamo la forza di

affrontare gli ostacoli. Mattina dopo mattina, Pierre

prova a mettere in pratica questi insegnamenti e sente

qualcosa risvegliarsi dentro di sé. Il sorriso che per lui

era solo la forma dei croissant prodotti dalla sua

azienda diventa parte delle sue giornate. Perché dare

una svolta alla propria esistenza non solo è possibile,

ma è un dovere. Il sole, il suono dell'acqua che scorre,

l'odore della pioggia, il frusciare del vento, l'amore,

l'amicizia sono un regalo che necessita di cure. Rendere

grazie per le piccole cose è il primo passo per godersi

appieno le gioie più immense. Il romanzo che ha

convinto i lettori e i librai francesi. Una storia che tocca

chi di noi è imprigionato in giornate che si ripetono

sempre uguali, senza più provare grandi emozioni. Il

cambiamento è possibile, tornare a ridere è davvero

possibile. Ci vuole impegno, ci vogliono dei piccoli

segreti, ma nulla che una buona storia non possa far

accadere.

Rubrica a cura del blog

"Il COLORE DEI LIBRI"


http://ilcoloredeilibri.blogspot.com/

Sono stata attratta da questo libro dopo aver letto la sinossi che mi ha catapultato

subito in un mondo che odora di burro e zucchero, e da buona golosa non ho potuto

fare a meno di “assaggiare” questo romanzo.

Pierre è un pasticcere molto famoso, talmente famoso che molte celebrità vanno a

trovarlo direttamente dentro il laboratorio per assaporare le sue creazioni appena

sfornate, ma mentre all’inizio della sua carriera tutto questo gli creava felicità, ora il

suo mondo sembra grigio e lui non riesce a sorridere più, nonostante i suoi

croissants abbiano proprio la forma di un sorriso.

Una mattina tra le tante mentre si appresta ad andare al suo negozio, si ferma per

caso davanti a un chiosco di hot dog e intraprende una bizzarra conversazione con

lanziano venditore, il quale gli offre un caffè che lui classifica come il più buono del

mondo. E così ogni mattina diventa routine fermarsi ad assaporare quella delizia

nera e profumata e a parlare con l’uomo, che gli dispensa consigli saggi e lo fa

riflettere sulla sua vita. Pierre si rende conto che a causa del suo immenso

patrimonio da gestire e della sua smania di espansione non si gode la famiglia e

soprattutto si accorge che le preoccupazioni e le incombenze giornaliere gli hanno

tolto il sorriso.

Il vecchio lo sprona e lo consiglia e quando si rende conto che Pierre è pronto, lo

sfida a cambiare vita per un giorno.

Pierre accetterà la proposta? Per cambiare vita ci vuole davvero così poco?

Pierre Boulanger è un uomo che si è fatto da solo, in pochi anni ha creato un

impero dopo aver avuto un’intuizione che ha portato i suoi croissants ad essere i più

ambiti degli Stati Uniti. È un uomo d’azione che, nonostante abbia molte persone

alle sue dipendenze, ama ancora mettere le mani in pasta per trovare nuove

alchimie burrose, ma questa attività da lui amata è purtroppo diventata marginale,

perché ogni giorno deve destreggiarsi tra le scartoffie in ufficio.

Questo cambiamento di prospettiva lo ha reso serio, triste e proiettato solo verso gli

obiettivi lavorativi, lasciando la famiglia e i piaceri della vita sullo sfondo.

È un personaggio ben descritto e caratterizzato sia psicologicamente che

caratterialmente, il prototipo dell’uomo in carriera.

È davvero emozionante assistere alla sua metamorfosi pagina dopo pagina, una

metamorfosi che avviene insieme al lettore. La lettura è piacevole e scorrevole, lo

stile è chiaro, discorsivo, a tratti introspettivo ma sempre ritmato e leggero. Dialoghi

e descrizioni si alternano in maniera perfetta, dando al lettore una sensazione di

continuità, di temporalità che scorre e che muta.

Ben descritta l’ambientazione, si sente l’odore caratteristico dei croissants, la loro

croccante friabilità, si avverte il profumo intenso del caffè e la bellezza di alcuni

panorami.Finale che lascia il lettore soddisfatto anche se con qualche lacrima

attaccata alle ciglia. Un libro che mi ha fatto riflettere, mi ha emozionata e divertita e

mi ha lasciato quella sensazione speciale che solo libri particolari riescono a

donare, ovvero la sensazione di essere una persona felice e fortunata.

Da leggere in ogni stagione, sprofondati in poltrona bevendo caffè e assaporando

croissants freschi e friabili.

Consigliato a tutti ma in particolare a coloro che hanno bisogno di vedere la vita in

una prospettiva diversa.

Sonia Poli


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Rancore

di Gianfranco Carofiglio

Come è morto, davvero, Vittorio Leonardi?

Perché Penelope Spada ha dovuto lasciare la magistratura?

Un’investigazione su un delitto e nei meandri della coscienza.

Un folgorante romanzo sulla colpa e sulla redenzione.

Un barone universitario ricco e potente muore all’improvviso; cause naturali,

certifica il medico. La figlia però non ci crede e si rivolge a Penelope Spada,

ex Pm con un mistero alle spalle e un presente di quieta disperazione.

L’indagine, che sulle prime appare senza prospettive, diventa una

drammatica resa dei conti con il passato, un appuntamento col destino e con

l’inattesa possibilità di cambiarlo. Nelle pieghe di una narrazione tesa fino

all’ultima pagina, Gianrico Carofiglio ci consegna un’avventura umana che va

ben oltre gli stilemi del genere; e un personaggio epico, dolente, magnifico.

EINAUDI STILE LIBERO BIG - € 18,50 - pp. 248

Gianrico Carofiglio ha scritto racconti, romanzi, saggi.

I suoi libri, sempre in vetta alle classifiche dei best seller,

sono tradotti in tutto il mondo. Ha creato il popolarissimo

personaggio dell'avvocato Guido Guerrieri. Per Einaudi

ha pubblicato il racconto La doppia vita di Natalia Blum

raccolto nell'antologia Crimini italiani (Stile libero 2008),

Cocaina, con Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo

(Stile libero 2013 e e Super ET 2014), Una mutevole

verità(Stile libero 2014, Super ET 2016 E Super ET

2018, Premio Scerbanenco),La regola dell'equilibrio

(Stile libero 2014, Super ET 2016 e Super ET 2018),

Passeggeri notturni (Stile libero 2016 e Super ET 2017),

L'estate fredda (Stile libero 2016 e Super ET 2018), Le

tre del mattino (Stile libero 2017 e Super ET 2019), La

versione di Fenoglio (Stile Libero 2019), La misura del

tempo (2019 e 2022) e Non esiste saggezza. Edizione

definitiva (2020).


Tre nuove collane musicali per la cura del copro, dell’anima e della mente.

Prodotte dall’associazione Stefano Francia EnjoyArt, Pomodoro Studio

Edizioni Musicale - Always Record e composte dalla compositrice

americana Judie Collins e dal maestro Ciro Vinci.

Dopo il successo di "Dillo Alla Danza vol 2" pubblicato in occasione della Giornata

Mondiale della Danza, l'associazione Stefano Francia EnjoyArt, lancia una nuova

produzione discografica dedicata ai ritmi di tutti gli stili di danza. La collana

discografica, disponibile su ogni digital store (Spotify, Deezer, Amazon Music, Apple

Music… ) sarà composta da vari volumi, ognuno dei quali studierà il ritmo di una

singola danza. I primi 3 volume sono dedicati al ritmo del Cha Cha Cha e Rumba e un

volume dedicato al relax e meditazione.

"Rhythm" è studiata per agevolare l'insegnamento musicale e coreutico di ogni

singolo ballo. In ogni volume amatori e professionisti possono sviluppare la loro

tecnica seguendo il ritmo della danza selezionata…

"Relaxing" invece, è una collana che raccoglie brani composti per accompagnare il

danzatore nell’ attività di rilassamento quotidiano e meditazione composte a 432 Hz.

L’accordo a 432 Hertz (Hz) risuona con le frequenze fondamentali del vivente: battito

cardiaco, replicazione del DNA, sincronizzazione cerebrale, e con la Risonanza di

Schumann e la geometria della creazione.

“Musicoterapia” La musicoterapia è una disciplina basata sull'uso della musica come

strumento educativo, riabilitativo o terapeutico. Basandosi su questa definizione il

Pianista, musicoterapista, compositore, vocal coach, Ciro Vinci, presenta il suo primo

album sul benessere dell’essere umano intitolandolo “Musicoterapia”, un lavoro

composto da 8 track con lo scopo di educare, riabilitare e accrescere la cultura del

benessere. Diversi studi hanno dimostrato che la musica influenza il cervello ed il

corpo, l’ascolto delle note musicali sono utili per alleviare lo stress, ridurre la

depressione e contrastare stati mentali negativi. Molte ricerche sull’argomento hanno

evidenziato che alcuni dei principali modi in cui la musica può aiutarci a sentirci

meglio, è ridurre l’ansia, migliorando l’accettazione di sé e facilitando la

comunicazione e le relazioni con gli altri, ascoltare musica è altamente legato

all’aumento di stati di felicità. La musica a questa frequenza è stata utilizzata per

migliaia di anni come musico terapia anche se è decollata nei primi anni 2000.

Le pubblicazioni discografiche prodotte dalla Stefano Francia EnjoyArt sono state

composte scegliendo melodie musicali, concentrate sui ritmi accompagnati da sole

armonie per sviluppare maggiore concentrazione e apprendere meglio il ritmo di un

ballo. Avere una conoscenza di base della musica, e in particolare del ritmo, aiuta nei

movimenti e armonia del corpo. Una base ritmica è il giusto supporto per memorizzare

la coreografia, per migliorare la coordinazione con il partner o i partner e, soprattutto,

a muoverci a tempo. Ogni singolo album è utile ai principianti, agli amatori ai

professionisti, ai semplici appassionati di musica, e ai coach. L’utilizzo della musica

nell’apprendimento sviluppa maggiori endorfine rendendolo più facile. Il progetto è

stato realizzato da Fabrizio Silvestri e Bernardo Lafonte. La produzione è affidata al

Pomodoro Studio Edizioni Musicale e la distribuzione, negli store digitali, alla Always

Record. La composizione delle basi musicali ritmiche di latini, standard, liscio e ballo

da sala e caraibici è affidata all’artista Americana Julie Collins, mentre la musico

terapia al maestro Ciro Vinci, Pianista, musicoterapista, compositore, vocal coach. La

sua musica innovativa ed elegante dotata d’intensa espressività è frutto di una ricerca

profonda ed elaborata di contaminazioni sonore che si aprono al new age, al jazz, alla

musica mediterranea e la rendono pienamente compatibile come colonna sonora d’

immagini surreali. Dal 2019 compone musiche per programmi televisivi in onda su “La

7” e per spot pubblicitari per reti nazionali e Web. Gli album sono disponibili su tutti i

digital store.


di Rita Martinelli

IL VIAGGIO A ROMA CONTINUA …

IL “PONTE DI FERRO”

Il Ponte dell'Industria, così si chiama, realizzato - su commessa di Papa Pio IX - tra

il 1862 e il 1863 in Inghilterra, con componenti prefabbricate. Il montaggio viene

effettuato a Roma, da una società belga, in subappalto da una società francese,

appaltatrice dal governo pontificio dei lavori di raccordo tra la tratta ferroviaria Porta

Portese Civitavecchia e il resto della Linea Pio Centrale. È a tre luci, su travate

metalliche in ghisa acciaio, poggiate su piloni tubolari in ghisa e riempiti di

calcestruzzo. Al centro, un ponte levatoio, apribile, per consentire il transito di

piroscafi e bastimenti verso il porto di Ripa Grande. L'inaugurazione avviene il 24

settembre 1863, alla presenza del Papa: all'ora stabilita, si apre la campata centrale

per il passaggio di un vaporetto, poi, successivamente, viene abbassato il ponte

levatoio e, sbuffando, passa il treno, fra la meraviglia generale.

Ponte di ferro è di ghisa - Ghisa = lega ferro-carbonio di solidificazione eutettica,

con tenore in carbonio tra 1,9 e 6,5% - così in Eniciclopedia Treccani. Eutettico, dal

greco, significa facile a fondersi.

È un bel materiale, la ghisa. Ho ammirato, negli anni, tanti oggetti di fine fattura:

lampioni, vecchi termosifoni, mascheroni, panchine, sedili da giardino, battenti per

porta e una gamma ricchissima di ringhiere. Come in un fotogramma, mi scorrono in

mente le ringhiere raffinate lungo la Mojka e la Fontanka, mentre scivolo su un

piccolo battello, nel cuore di San Pietroburgo.

A Longiano, la Fondazione Neri - Museo Italiano della Ghisa espone, dislocate in

due sedi suggestive, una pregevolissima raccolta di manufatti.

H. 23.30 del 2 ottobre 2021 - si sviluppa un incendio (forse alimentato dalle

sterpaglie?) che interessa principalmente una delle passerelle per il passaggio di

cavi e condotte gas che crolla parzialmente.

Lo sto guardando, Ponte di Ferro, da sotto, come ho fatto tante e tante volte. Mi

piace molto guardarli da sotto, i ponti. È la passerella laterale che s'è accartocciata

ed è crollata: è qui, carcassa inquietante che ostruisce la pista ciclabile - il tutto

"messo in sicurezza" dalle arcinote reti arancioni e transenne che stazionano,

poliennali e arricchite dai rifiuti, in tutta l'urbe.

Incuria totale tutto intorno, l'offensiva bruttezza del condominio bianco che spicca

sulla sponda di Ostiense.

E, allora, mi concentro sull'erba che cresce lo stesso e rigogliosa, sull'acqua del

fiume, sulle minuscole calette di rena fine fine e su di LUI, il PONTE, eccolo, saldo -

non ha fatto una piega. Ha una bellezza essenziale, con un lieve, elegante decoro,

in alto, intorno ai piloni.


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La settimana santa che precede la domenica di resurrezione è celebrata in tutto il mondo cristiano. Sono

numerosi i riti e le processioni che partono dalla Domenica delle Palme fino al Sabato Santo che precede la

Pasqua. Culmine delle celebrazioni è il venerdì con i riti della Via Crucis, le processioni e le veglie al sepolcro.

Noi vi segnaliamo queste:

Orte

La processione del Cristo Santo di Orte è molto probabilmente la più antica

celebrazione d'Italia. Nel borgo in provincia di Viterbo il venerdì santo le sette

confraternite sfilano in processione con fiaccole e cappucci. La statua della bara di

Cristo è Sorretta da 14 uomini ed è seguita dalla Macchina della Madonna Addolorata.

Per maggiori informazioni visitate la pagina ufficiale

Sulmona

A Sulmona va in scena uno dei più curiosi riti della settimana santa, conosciuto come la

Madonna che Scappa in Piazza ed organizzato dalla confraternita S. Maria di Loreto.

L'evento si tiene la domenica di Pasqua. La statua della Madonna Addolorata viene

spinta a grande velocità dal centro della piazza gremita di gente, atto che ricorda il

momento in cui la Madonna va ad abbracciare il figlio risorto.

Savona

Ci spostiamo in Liguria, dove annualmente si tiene la processione del venerdì santo

organizzata da sei Confraternite. La processione di Savona è articolata in poste, delle

stazioni scandite dai capocassa che guidano le quindici casse lignee delle confraternite.

Si tratta di gruppi scultorei che rappresentano i misteri della Passione di Cristo.

Procida

La processione dei Misteri di Procida risale alla fine del 600 ed è organizzata dalla

Confraternita dell’Immacolata Concezione. Sin dal mattino del venerdì santo i membri

della confraternina portano in processione per le strade del paese, carri allegorici con

rappresentazioni realizzati in cartapesta che rievocano gli episodi del Vangelo e del

vecchio testamento.

Isernia

Il venerdì santo l'appuntamento è a Isernia con la tradizionale processione del Cristo

Morto dove i penitenti, incappucciati e vestiti con tuniche bianche sfila per le strade

della cittò. I penitenti sorreggono le statue del Cristo Morto e della Mater Dolorosa, i

busti degli Ecce Homo e le croci.

Enna

Ad Enna si svolgono alcune delle celebrazioni più belle di tutta la Sicilia. In occasione

della processione del venerdì santo oltre 2500 confratelli camminano per le strade della

città portando statue di Gesù morto e della Madonna Addolorata. I confratelli, seguendo

le note delle marce funebri intonate dalle bande, iniziano la camminata lenta che crea

un caratteristico ondeggiamento delle statue, quasi a riprodurre il dolore e la difficoltà

del cammino.

Iglesias

In Sardegna non perdete almeno una volta i riti della Settimana Santa di Iglesias che

culminano con la processione del Venerdì Santo che ha inizio al mattino presto e che

passa per le chiese della città secondo un percorso che richiama la salita di Cristo al

Calvario. In serata va in scena la processione del descenso che mette in scena una

vera e propria rappresentazione sacra del funerale di Cristo che ricalca la tradizione

barocca spagnola. Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale.


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Voglio vederti danzare

Pièce di Uova di Cioccolato

La mostra delle Uova di Pasqua dedicata alla danza resta aperta fino al 18 aprile presso la Pasticceria Walter Musco in a

Roma. Lo spunto artistico della danza nasce dall’incontro professionale ed artistico con Daniele Cipriani direttore artistico

ed intellettuale che da anni lavora unendo danza, musica, parole, costumi e forme in spettacoli da mettere in scena nei

più importanti teatri italiani ed europei. La Pasqua del 2022 è una danza. Un momento di massima espressione della

libertà individuale, di ritorno alla libertà di movimento, di felicità, di cessazione di barriere fisiche e strutturali che negli

ultimi mesi ci hanno lasciato statici. Le uova di cioccolato sono dedicate ad artisti come Mirò, Chagall, Picasso, Depero,

De Chirico, Matisse e Burri; a couturier come Chanel, Versace, Givenchy, Miyake e Capucci; a ballerini come Carla

Fracci, Michael Clark, Lindsay Kemp e Piana Bausch; e molti altri artisti.


La primavera è alle porte ed io, da buon trapper, inizio a vagare come un nomade giramondo.

Mi ha sempre affascinato la vita delle escursioni. Con la primavera inoltrata, mentre la natura

si risveglia in tutto il suo splendore, le strade si riempiono di gente e di colore. E’ giunto il

momento di lasciare la tranquillità del nostro intimo focolare di casa ed avventurarci in gite e

viaggi fuori porta. Oggi con un salto tra natura, arte, enogastronomia e storia proviamo a

conoscere uno dei piccoli borghi medioevali della pianura romagnola, Forlimpopoli.

Forlimpopoli si trova lungo la via Emilia, l’antica via Romana che collegava Rimini a Piacenza.

Questa cittadina, fondata dai romani nel II secolo a.C, è chiamata anche “Città Artusiana”, un

appellativo legato al gastronomo Pellegrino Artusi che nacque a Forlimpopoli nel 1820.

La piccola città rispecchia ancora oggi tutti i suoi fasti storici di centro poliedrico dell’Impero

Romano. Detta la Forlì piccola, è un piacere passeggiare tra le sue vie. Tanti sono i punti di

interesse storico/culturale come la Rocca Albornoziana a pianta quadrata che domina la

piazza principale. Costruita verso la metà del XIV secolo sulle rovine dell'antica cattedrale, la

Rocca tutt'ora ospita il municipio ma sono i suoi sotterranei a celare la storia della cittadina

ospitando le sale del Museo Archeologico “Tobia Aldini” con manufatti e reperti paleolitici

romani (fra i quali mosaici ed anfore), medioevali e tardo medievali ritrovati nel territorio

circostante.

Il Teatro Verdi, anch’esso posto entro le poderose mura della Rocca, fu lo scenario di un

drammatico accadimento, di cui Forlimpopoli serba ancora la memoria: nella notte del 25

gennaio 1851 Stefano Pelloni, meglio conosciuto come “Il Passatore”, brigante che infestava

le terre di Romagna e sulla cui testa pendeva un’ingente taglia, irruppe nel teatro cittadino

interrompendo lo spettacolo e derubando dei loro averi gli spettatori. Un’epigrafe all’interno

del teatro ricorda quella tremenda notte. Recentemente restaurata la piccola Chiesa, edificata

dai Servi di Maria nel XV secolo presso l’Ospedale dei Battuti Neri, venne modificata nel corso

del Settecento, quando assunse le attuali forme. All’interno sono da segnalare la tavola con

l’Annunciazione del pittore rinascimentale forlivese Marco Palmezzano, terminata nel 1533, e

un organo del XVI secolo, le cui ante sono state dipinte dal pittore Livio Modigliani nel 1576.

La Collegiata di San Ruffillo, esempio di architettura del VI secolo, conserva le reliquie del

Santo, primo vescovo di Forlimpopoli. Fu rifatta nel corso del ‘400 e restaurata nel 1821.

All’interno, profondamente rimaneggiato nel corso dell’Ottocento, sono conservate numerose

opere di maestri romagnoli del XV e XVIII secolo. Molte sono le chiese e chiesette sparse sul

territorio della cittadina che potrete vistare gratuitamente facendo una passeggiata nei suoi

vicoli.

Forlimpopoli ha dato i natali a Pellegrino Artusi, celebre per avere codificato e dato alle

stampe il primo manuale di cucina, con interessanti consigli dietetici e aneddoti legati alla

cultura gastronomica che lega insieme la Romagna e la Toscana, “La scienza in cucina e l’arte

di mangiar bene”. Il successo fu travolgente: Artusi ne curò 15 edizioni in appena 20 anni e

negli anni ’30 era il libro più letto in Italia dopo I Promessi Sposi e Pinocchio. Fu tradotto in

quasi tutte le lingue del mondo. Il libro didattico, di approccio positivista, racchiude quasi 800

ricette della tradizione culinaria italiana, accompagnate da riflessioni, aneddoti ed arguti motti

di spirito. Insomma, un trattato di cucina declinato al buon gusto, all’igiene e all’economia,

poiché consigliava vari modi di riutilizzare gli avanzi. Ormai un “must” editoriale, è stato anche

lo spunto per la nascita di un importante progetto, a Forlimpopoli, dedicato all’illustre figlio:

“Casa Artusi” è un luogo polivalente che ospita una corposa biblioteca di gastronomia e spazi

ove degustare, leggere e partecipare a dibattiti sul tema dell’arte della cucina.

Il suo celebre cittadino, nasce a Forlimpopoli il 4 agosto 1820 e muore a Firenze il 30 marzo

1911. Eclettico personaggio, letterato e gastronomo, ci ha lasciato una delle più complete

opere di cucina gastronomica mondiale che ancora oggi va tanto di moda.

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A fine giugno il paese rende omaggio a

Pellegrino Artusi con la grande “Festa

Artusiana”.

La manifestazione anima per un'intera

settimana il centro storico, offrendo menù

ispirati all’opera artusiana, spettacoli,

rassegne, degustazioni e incontri. La “Festa

Artusiana” è l’occasione più allettante per

visitare la cittadina. Nei nove giorni di

durata della manifestazione, i ristoranti,

molti dei quali all’aperto, offrono menù

elaborati per l’occasione. L’offerta è

estremamente varia: dai ristoranti di pesce,

alla cucina Slow Food, agli stand dove fare

piccole degustazioni e acquistare prodotti

rari, alle trattorie allestite come una vecchia

aia romagnola dove i camerieri,

rigorosamente vestiti in abiti contadini,

accolgono il pubblico intrattenendolo con

filastrocche e detti della Romagna di una

volta.

Tra i prodotti del territorio possiamo

degustare i passatelli in brodo di carne o al

ragù, i cappelletti in brodo di cappone, gli

strozzapreti (tipica pasta fresca di semola

romagnola), le pappardelle e le tagliatelle,

la ciambella romagnola (tipico dolce con il

buco o a panetto inzuppata nel vino).

Anche i vini hanno un posto d’onore nella

storia del paese, il Sangiovese rosso rubino

che si sposa molto bene con minestre,

selvaggina, brasati, agnello e carni dai

sapori forti. Il Trebbiano bianco (antipasti e

piadina). Il Cagnina (caldarroste, formaggi

freschi e dolciumi). L’Albana bianco

(formaggi di fossa ed erborinati). Il

Pagadebit con sentori di biancospino

(risotti, carni bianche e pesce).

Quindi una filosofia di cucina positiva, oltre

che positivista, espressa in maniera come

sempre impeccabile e briosa dalla celebre

“preghiera” artusiana:

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“Amo il bello ed il buono ovunque si trovino

e mi ripugna di vedere straziata, come suol

dirsi, la grazia di Dio. Amen.”...

“Il mondo ipocrita non vuol dare importanza

al mangiare; ma poi non si fa festa, civile o

religiosa, che non si distenda la tovaglia e

non si cerchi di pappare del meglio”

Pellegrino Artusi


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INGREDIENTI PER 4 P

200 gr di pangrattato

200 gr di parmigiano

4 uova

50 gr di farina 0 (facoltativa)

scorza di un limone grattugiata

sale

noce moscata

brodo di carne 1 lt

PROCEDIMENTO

Preparare un brodo saporito di carne (sedano, carote, cipolla, zucchina, patata, manzo, pollo o gallina)

Preparare l’impasto dei passatelli, amalgamando tutti gli ingredienti insieme, fino ad ottenere un composto morbido

e saporito. Lasciare riposare per un’oretta.

Se l’impasto risultasse troppo duro, ammorbidirlo con poco brodo caldo.

Una volta avuta la consistenza desiderata, mettere l’impasto nello schiacciapatate con fori grandi da 5 mm o con

l’attrezzo apposito per i passatelli e schiacciarli direttamente nella pentola del brodo bollente e fare cuocere qualche

minuto, fino a quando vengono a galla.

Servire ben caldi con il loro brodo di cottura, spolverati di abbondate parmigiano reggiano.

(Sono ottimi anche cucinati nel brodo, scolati e conditi con dell’ottimo ragù.).

INGREDIENTI

150 gr di farro

150 gr di orzo

200 gr di riso integrale

1 lt di latte

300 gr di miele

3 uova

scorza di un limone e di un’arancia

300 gr di uva passa

300 gr di pangrattato

150 gr di liquore Strega

6 tazze di caffè

150gr di fichi secchi

200 gr di cacao amaro

150gr di farina di mais

150 gr di farina 0

3 cucchiaio di olio EVO

500 gr di mele

500 gr di pere

50 gr di gherigli di noci

20 gr di pinoli

20 gr di mandorle

PROCEDIMENTO

Mettete a bagno il farro, l'orzo perlato e il riso integrale per almeno un'ora e poi cuoceteli nel

latte per 50 minuti. Nel frattempo, mettete in un contenitore il miele, le uova, la scorza

grattugiata del limone e dell'arancia, l'uva passa, il pangrattato bagnato con latte, il liquore, il

caffè, i fichi secchi tritati grossolanamente, le farine, il cacao in polvere, l'olio, le mele e le

pere tagliate a pezzi, i gherigli di noce, le mandorle e i pinoli. Mescolate tutto bene e cuocete

in padella a fuoco basso per qualche minuto, aggiungete il composto di riso cotto e mescolate

bene. Trasferite il tutto in una teglia unta e cosparsa di pangrattato; il composto steso risulta

alto 5 cm. Se il composto risulta un po' duro aggiungete un pochino di latte e di liquore.

Mettete in forno a 150°C per un'ora, lasciatelo riposare ancora un quarto d'ora circa a forno

spento, rovesciatelo su un piatto di portata, cospargetelo di zucchero a velo e tagliatelo a

cubetti grossi.


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Vista l’attuale impopolarità della Russia, troppo impegnata a mettere in chiaro

una guerra umanitaria, in questo articolo oggi ci tengo a sottolineare come la

bar industry sia tanto vicino, quanto influente, come una volta era il cibo in

tempo di guerra.

Quindi cosa è successo di così stravagante? Un drink nato a Los Angeles, per

caso da tre amici, che per caso miscelarono la vodka Smirnoff (prodotta e

creata a Mosca) alla bevanda allo zenzero e per caso aggiunsero un po’ di

lime fino a quando non scoprirono e capirono che il gusto era eccezionale e

che avevano bisogno di qualcosa per far capire che era un nuovo intrigo….

Quindi comprarono delle tazze di rame con un asino disegnato sopra, da qui

l’omonimo nome appunto Moscow mule, che, pensate, la strategia adottata

per far conoscere il drink ai baristi e ai bar Americani fu di impiegare gli attori

del tempo, tra cui anche un suo consumatore, Mr. Woody Allen.

Oggi appunto, l’iniziativa degli American Bar è stata proprio di boicottare la

vodka Russa e di censurarne anche le tipicità del luogo. E non solo il Moscow,

che da oggi passerà a Kiev Mule, ma anche il White & Black Russian, oggi

White Ukranian & Black Ukranian, e la Caipiroska in Caipi Island.

In conclusione, questa decisione, per me non molto efficace, su una

considerazione mi trova d’accordo; e sarebbe il fatto che la vodka migliore,

come ha precisato Cipriani dello storico Harry’s bar di Venezia, è Polacca.

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WEB SITE: www.bartendersclassheroes.com

Facebook: https://www.facebook.com/pentivolpe.danilo/

Danilo Pentivolpe


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MAURI MENGA

TENDENZE

MAKE UP 2022

COME TRUCCARSI IN QUESTA

PRIMAVERA ESTATE


Per chi ama rinnovare il proprio aspetto ed essere sempre alla moda, le tendenze

make up 2022 chiudono il capitolo del nude look e trasformano il viso di chi lo

vorrà in una bellissima tavolozza dai toni pastello o glitterati. Per chi cerca consigli

di make up ecco come truccarsi in questa primavera estate, tutti i suggerimenti

beauty per un look vibrante, creativo e personalizzato.

Il dominio dei nude e del morbido e sofisticato degli ultimi anni sta per essere

sostituito dal colore, soprattutto sulle labbra. Dopo un anno e mezzo di bocca

coperta dalla mascherina, torna allo scoperto e lo fa alla grande con il rosso e il

viola su tutti, anche abbinati a smokey eyes scuri. Infatti anche sugli occhi

ricompaiono lampi brillanti tra azzurri, rosa, gialli e verdi fluo, mentre la base è

sempre più nuda e fusa con la pelle, abbandonando il glow estremo in favore del

trucco opaco ma leggeri, impalpabili. Anche questa primavera estate indosseremo

il look monocromo, dove lo stesso colore tocca bocca, guance e occhi nel nome

dei rosa, dei rossi e dei pescati, anche intensi, mentre gli illuminanti saranno

cremosi e leggeri, dall’effetto non troppo bagnato. Nella storia degli stili di trucco

abbiamo imparato ad apprezzare nuove mode, abbiamo visto tramontare

velocemente alcune tendenze, abbiamo visto tornare dei beauty di tendenza

particolari.

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Tra le tendenze make up 2022 c’è proprio un grande ritorno: quello dei toni pastello che si rifà agli anni del trucco ottanta e

duemila Quest’anno sarà una vera esplosione di colore, dove tonalità creative colorano labbra e occhi in modo unico e

incredibile, dove gli occhi si trasformano in piccole opere d’arte, dove ombretti pastelli si fondono tra loro in modo energico e

sgargiante, oppure dove le labbra tornano protagoniste, un punto luce rosso ultra femminile che non può passare inosservato!

Per le amanti del nude look e della bellezza al naturale, è chiaro che ognuna fa quello che vuole di sé e del proprio corpo quindi

non è necessario doversi arrendere alle nuove tendenze make up ma continuare con la propria scelta di trucco ideale. Lo stesso

vale per chi ha ceduto

Le sopracciglia sembrano tatuate, quest’anno la parola d’ordine è sopracciglia sottili ma ben definite e questa nuova moda non

fa per chi ha ceduto al ritocchino di rinfoltimento! Alla base delle tendenze trucco 2022 c’è il rosso, in tutte le sue sfumature,

Questa tonalità romantica si ripete su zigomi e labbra, per una nuance rosata naturale, fresca e luminosa. Questa tonalità è la

chiave di bellezza in quanto è un colore che simboleggia il benessere, la salute, il romanticismo. Un effetto benessere

totalizzante per chi vuole esprimere la sua femminilità nella sua delicatezza. La tendenza per quest’anno è dare volume e

colorare le labbra di tinte rosse per un effetto luminoso, metallizzato, lucido ma allo stesso tempo confortevole. Una nota

audace, che va dai rossi accesi a quelli più delicati oppure con tonalità più scure, dal borgogna al vinaccia.

Il glitter non è mai scomparso totalmente dal mondo del make up ma nel 2022 torna alla ribalta sia per il trucco labbra sia per il

trucco occhi: ombretti in crema, in polvere, liquidi, per un make up luminoso, brillante, abbinato a ombretti dai toni scuri per

trovare le giuste sfumature e dare vita ad un trucco perfetto. Al rosa si affiancano argento, oro, bronzo o bianco in base al

proprio incarnato. Per chi ama i colori pastello, nel make up 2022 non ci sono solo ombretti glitterati ma anche tante favolose

tonalità pastello. la nuova tendenza vuole il bianco come base trucco occhi, a cui abbinare lilla o viola Very!


Pensiero del mese

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE

Un giorno decidi di fare qualcosa di concreto per la

popolazione ucraina. Raccogli un sacco di roba, la dividi per

genere in scatole predisposte e vai a consegnarle a Santa

Sofia, il punto di raccolta di Roma. Però quando arrivi non ti

limiti a consegnare e andare via. Chiedi se puoi visitare la

chiesa. É meravigliosa. Fuori è tutta bianca. Dentro tutta

piena di mosaici colorati che ti ricordano quelli bizantini della

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna. C'è un'altare.

Sul lato destro la bandiera illuminata dai raggi del sole che

entrano dalle vetrate. Io prego. C'è una grande pace. In

chiesa non c'è nessuno. Al piano di sotto ci sono almeno

duecento volontari che smistano le donazioni dei romani. I

romani hanno un grande cuore e fanno la fila per

consegnare quello che possono. Ogni giorno parte un tir. I

miei figli hanno scritto dediche in ucraino (per una volta lo

smartphone è stato utile) sui giochi per i bambini come loro,

che prima vivevano come loro e ora si ritrovano in guerra.

Una guerra che non gli appartiene e che non dovrebbero

vivere. I bambini non si toccano. Mai. Qualcuno ha messo

bigliettini nelle tasche dei vestiti (sempre in ucraino).

Qualcuno ha scritto 'Forza Ucraina' sul tappo del barattolo di

Nutella. Qualcuno domanda perché? Io non ho risposte.

Come la spieghi questa guerra assurda a un bambino?

Guardo la bandiera illuminata dal sole nella chiesa. C'è una

grande pace. Tanto silenzio. E penso che i bambini devono

vivere in pace, illuminati dal sole.

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