Tecnologie Alimentari n° 2 - Marzo / Aprile 2022
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sommario<br />
pag. 8<br />
8 In primo piano<br />
Le nuove frontiere del sapore: integratori e shape shake<br />
Per il crescente successo di integratori e shape shake, il gusto è un aspetto fondamentale.<br />
Per questo i produttori puntano ad ampliare il bouquet di aromi di alta qualità disponibili.<br />
Un obiettivo reso possibile da L.R. Industries, in grado di proporre sapori unici e ricercati.<br />
pag. 20<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 MARZO/APRILE <strong>2022</strong><br />
2<br />
20 Crisi materie prime: “L’Europa punti all’autonomia strategica”<br />
Fieragricola ha affrontato le sfide più urgenti del settore: dalla riforma della Pac<br />
all’aumento dei prezzi agricoli. La diversificazione degli approvvigionamenti e<br />
l’autonomia strategica delle produzioni alimentari fra le proposte emerse per il<br />
futuro dell’Europa.<br />
26 SipaPro-Oat, il primo concentrato proteico d’avena<br />
biologico al mondo<br />
SipaPro-Oat è un concentrato proteico di avena che garantisce minimo 56% di<br />
proteine, 26,5% di carboidrati (il 15% di questi costituito da fibre) e 8,5% di lipidi.<br />
Una risposta ideale per i produttori di alimenti e bevande, sempre più alla ricerca di<br />
proteine vegetali alternative per creare ed arricchire le formulazioni.<br />
32 La trigenerazione per ridurre la carbon footprint della pasta<br />
Nello stabilimento di Barilla a Muggia, un impianto di trigenerazione E.ON fornirà in<br />
modo congiunto energia elettrica, termica e frigorifera necessarie per la produzione<br />
della pasta, portando ad una riduzione delle emissioni di CO 2<br />
di circa il 16%.<br />
38 Sistema IoT per il confezionamento di caramelle<br />
Nella nuova linea di Perfetti Van Melle, l’ecosistema Industrial Edge di Siemens<br />
permette di visualizzare i dati della performance e dei parametri in tempo reale e di<br />
trasferirli automaticamente ai sistemi di gestione.<br />
EDITORIALE<br />
Alla ricerca di un nuovo equilibrio (A. Bignami) 4<br />
IN COPERTINA<br />
Le nuove frontiere del sapore: integratori e shape shake 6<br />
ATTUALITÀ<br />
I frutti dell’innovazione digitale 10<br />
Notizie attualità 14<br />
Crisi materie prime: “L’Europa punti all’autonomia strategica” 20<br />
APPUNTAMENTI<br />
<strong>Tecnologie</strong> e relazioni protagoniste a SPS Italia 24<br />
Il packaging e la sfida dell’economia circolare 25<br />
INGREDIENTI<br />
SipaPro-Oat, il primo concentrato proteico d’avena biologico al mondo<br />
(a cura di Meurens Natural) 26<br />
AMBIENTE<br />
Farina proteica amica dell’ambiente 30<br />
Carne genuina a impatto zero 31<br />
ENERGIA<br />
La trigenerazione per ridurre la carbon footprint della pasta 32<br />
pag. 32<br />
pag. 26<br />
pag. 38<br />
MACCHINE<br />
I pallettizzatori non sono pericolosi: accolta la richiesta di Ucima 34<br />
Laboratorio di formazione sulle macchine per il packaging 35<br />
COMPONENTI<br />
Gommini apribili multi-range 36<br />
PACKAGING<br />
Etichettatrici senza spreco di carta 37<br />
AUTOMAZIONE E STRUMENTAZIONE<br />
Sistema IoT per il confezionamento di caramelle 38<br />
Sensore radar che semplifica la misura di livello 40<br />
Alimenti ben conservati grazie alla liofilizzazione 41<br />
INDAGINE DI MERCATO<br />
Impianti di food packaging, l’automazione<br />
spinge la crescita (G. Tamburini) 42<br />
APPROFONDIMENTI<br />
Grani antichi: il rilancio della biodiversità<br />
(A. Cuoco, M. Iannone, R. Cavallo, M. d’Amore, A. A. Barba) 48<br />
RUBRICHE<br />
Elenco inserzionisti 56<br />
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W
|di Alessandro Bignami<br />
Eeditoriale<br />
Incertezza e instabilità dominano i mercati internazionali, a partire dalla filiera agroalimentare. La febbre del prezzo<br />
delle materie prime è un sintomo delle malattie globali che si sono innestate via via una sull’altra: prima la<br />
lunga pandemia sul cambiamento climatico e ora la guerra in Ucraina sulle prime due, in una escalation di gravità.<br />
Il conflitto in corso colpisce al cuore un’area che molti definiscono il granaio del mondo. Russia e Ucraina, infatti,<br />
sono due eccezionali esportatori di grano (30% del commercio mondiale), mais (18%), orzo (32%), semi oleosi<br />
(50%) e altri prodotti agricoli primari, ma anche di fertilizzanti (20%). E i principali importatori sono i paesi in via<br />
sviluppo, tra cui quelli nordafricani. Per questo è fondato il timore, paventato anche dalla Fao, dell’esplosione di<br />
una crisi alimentare, e quindi umanitaria, che potrebbe destabilizzare ulteriormente il quadro internazionale, come<br />
accadde già nel 2007 e 2008 per il pane.<br />
L’ignobile guerra sferrata da Putin ha reso l’opinione pubblica consapevole di quanto siano strategiche quelle<br />
immense distese nell’Oriente d’Europa – tra Ucraina, Russia e Bielorussia – per la filiera alimentare mondiale. Si<br />
aggiunge quindi un altro fattore di crisi al cambiamento climatico e al Covid che già avevano portato da 800 a 961<br />
milioni il numero delle persone che nel mondo soffrono la fame, secondo i dati della Fao.<br />
ALLA RICERCA<br />
DI UN NUOVO EQUILIBRIO<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
4<br />
Le tensioni internazionali rendono anche per l’Italia sempre più urgente un riorientamento del proprio modello di<br />
sviluppo agroalimentare. Ne ha parlato anche Maurizio Martina, vicedirettore generale aggiunto della Fao ed ex<br />
ministro delle Politiche agricole e forestali, in occasione di Fieragricola a Verona. Secondo Martina, l’Italia deve<br />
puntare su un maggiore autoapprovvigionamento nelle produzioni nazionali meno forti, oltre che diversificare<br />
coltivazioni e fonti di materie prime per l’industria trasformatrice. Il che non significa ovviamente scivolare verso<br />
l’autarchia, che sarebbe incomprensibile e deleteria, ma ricercare un reale equilibrio fra sostenibilità ambientale,<br />
sociale e anche economica. Perché, al di là di tanti discorsi virtuosi, se gli agricoltori non saranno in grado di mantenersi<br />
con la propria attività, si ricadrà inevitabilmente in modelli produttivi dannosi per l’ambiente e per le popolazioni<br />
più fragili. Certamente la strada verso questo nuovo equilibrio è complicata e ricca di insidie, ma è necessario<br />
percorrerla.<br />
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in copertina<br />
Per il crescente successo<br />
di integratori e shape<br />
shake, il gusto è un<br />
aspetto fondamentale.<br />
Per questo i produttori<br />
puntano ad ampliare il<br />
bouquet di aromi di alta<br />
qualità disponibili.<br />
Un obiettivo reso possibile<br />
da L.R. Industries, in<br />
grado di proporre sapori<br />
unici e ricercati.<br />
LE NUOVE FRONTIERE DEL SAPORE:<br />
INTEGRATORI E SHAPE SHAKE<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
6<br />
Forte di un’esperienza più che ventennale, oggi<br />
L.R. Industries è un’azienda leader nel settore della<br />
creazione e produzione di fragranze e aromi alimentari.<br />
È un partner in grado di offrire prodotti<br />
dall’elevato standard di qualità, ma soprattutto<br />
originali e raffinati. Il consolidamento a livello nazionale<br />
e internazionale è dovuto, certamente, alla qualità<br />
e all’efficienza dei processi produttivi: L.R. Industries è<br />
ormai un punto di riferimento riconosciuto nel mercato<br />
degli aromi e delle fragranze.<br />
All’interno di uno sviluppo aziendale costante, nel 2014<br />
è nata la divisione “Flavours”, specializzata nella creazione<br />
e produzione di aromi alimentari per il comparto food.<br />
Nel 2017 L.R. Industries apre una propria sede commerciale<br />
a Brescia, mentre nel 2020 approda a Milano; elementi,<br />
questi, che testimoniano una solidità e una crescita<br />
aziendale robusta e continuativa.<br />
Nel <strong>2022</strong> si inaugura il nuovo stabilimento: una struttura<br />
innovativa e performante che ospita sia la Divisione<br />
Fragranze che la divisione Aromi.<br />
Le nuove frontiere del mercato dei sapori si chiamano<br />
integratori alimentari e shape shake, con i loro trend in<br />
forte ascesa.<br />
GLI INTEGRATORI ALIMENTARI, FULCRO DEL MERCATO<br />
DELLA SALUTE E DEL BENESSERE<br />
Il settore degli integratori alimentari, da diversi anni, ha<br />
fatto registrare una crescita esponenziale nella richiesta e<br />
nel consumo. Questa rapida evoluzione è coincisa con la<br />
ricerca, talvolta spasmodica, del benessere del proprio<br />
corpo e di uno stile di vita sano, adatto all’organismo.<br />
Ma tutto ciò è sempre possibile? In verità, i ritmi di vita a<br />
giorni nostri sono spesso frenetici e non permettono agevolmente<br />
di seguire un’alimentazione corretta e bilanciata<br />
o di praticare con continuità l’attività fisica. Quando<br />
diventa complesso mantenere l’equilibrio tra i vari elementi<br />
nutritivi, ecco che l’apporto degli integratori alimentari<br />
assume un ruolo determinante.<br />
Quali sono le funzioni principali degli integratori?<br />
L’obiettivo primario è quello di sopperire alle carenze di<br />
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sostanze nutritive, quali vitamine e<br />
minerali, oltre a coadiuvare specifiche<br />
funzioni fisiologiche e ricreare<br />
l’armonia fisica e mentale per l’organismo.<br />
In Italia, secondo alcuni studi<br />
recenti, è alta la fiducia riposta negli<br />
integratori: oltre 30 milioni di persone,<br />
infatti, li considera preziosi per il<br />
benessere fisico e utili per equilibrare<br />
il metabolismo. C’è da sottolineare,<br />
però, che esistono diverse tipologie<br />
di integratori alimentari, non<br />
solo per la loro composizione ma<br />
anche per forma e consistenza.<br />
Stimolare le funzioni del fegato e<br />
dell’intestino, combattere l’affaticamento,<br />
migliorare la salute delle<br />
ossa sono alcuni dei principali effetti<br />
legati agli integratori. E proprio da<br />
qui è scaturita la crescita verticale del<br />
settore, legata a un’attenzione sempre<br />
maggiore alla propria salute,<br />
manifestata soprattutto dal pubblico<br />
femminile.<br />
Negli ultimi anni, la vendita di integratori<br />
alimentari è cresciuta di quasi<br />
il 5% a livello globale: è questo il<br />
quadro di un mercato in ottima salute,<br />
quanto mai dinamico, sia sotto<br />
il profilo della produzione che per<br />
quanto concerne la distribuzione. La<br />
filiera degli integratori è costituita<br />
principalmente da produttori di materie<br />
prime, aziende di produzione<br />
per conto terzi e altre aziende a marchio<br />
proprio sul mercato di consumo.<br />
Tutti orientati verso l’innovazione.<br />
Circa il 70% della produzione<br />
nazionale è destinata all’Italia, ma le<br />
aziende di settore aprono sempre<br />
più ai mercati internazionali, preferibilmente<br />
entro i confini europei. In<br />
merito alla distribuzione, il canale di<br />
riferimento continua a essere la farmacia<br />
che rappresenta più dell’80%<br />
del valore complessivo dell’intero<br />
comparto; il secondo canale, invece,<br />
è rappresentato dalla parafarmacia.<br />
A seguire c’è la grande distribuzione,<br />
dove gli integratori alimentari si<br />
ritagliano il proprio spazio nei corner<br />
dedicati, proprio all’interno dei supermercati.<br />
La filiera degli<br />
integratori,<br />
fortemente<br />
orientata<br />
all’innovazione,<br />
è costituita<br />
principalmente<br />
da produttori<br />
di materie<br />
prime, aziende<br />
di produzione per<br />
conto terzi e altre<br />
a marchio proprio<br />
sul mercato<br />
di consumo<br />
Cosa bisogna attendersi in futuro?<br />
Per confermare il trend in ascesa, è<br />
fondamentale che le aziende di settore<br />
puntino sulla qualità, sull’innovazione<br />
e la diversificazione. Oggi i<br />
consumatori, sempre più eruditi e<br />
consapevoli, prediligono un prodotto<br />
che rispetti gli elevati standard di qualità<br />
e garantisca il raggiungimento di<br />
uno specifico risultato.<br />
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Nutriente e sano, pratico ed efficace,<br />
ma soprattutto un pasto velocissimo<br />
da preparare. Gli shape shake si sono<br />
affermati in pochissimo tempo sul<br />
mercato e oggi si registra un’offerta<br />
davvero ampia. Permette di preparare<br />
bevande proteiche che garantiscono<br />
un apporto di proteine sufficiente<br />
e adeguato agli obiettivi di ognuno.<br />
Qual è il segreto per distinguersi?<br />
Tanti brand propongono sempre<br />
nuovi prodotti, cercando di volta in<br />
volta caratteristiche distintive su cui<br />
puntare per fare la differenza. Il gusto,<br />
in questo senso, è un fattore centrale<br />
per il gradimento dei consumatori:<br />
gli shape shake, infatti,<br />
rappresentano un pasto sostitutivo<br />
per chi li assume, ecco perché consumare<br />
qualcosa di buono diventa,<br />
quindi, fondamentale.<br />
Cosa prediligono i consumatori? Oltre<br />
alla qualità come elemento imprescindibile,<br />
l’attenzione si rivolge soprattutto<br />
all’innovazione del prodotto, alla<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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sua efficacia e praticità. Il consumatore,<br />
che ha a disposizione un ventaglio<br />
di offerte sempre più ampio e variegato,<br />
tiene in considerazione alcuni fattori<br />
che portano all’acquisto: il sapore,<br />
in special modo, risulta determinante.<br />
I gusti canonici non soddisfano più,<br />
per distinguersi dalla concorrenza è<br />
basilare proporre una gamma di sapori,<br />
dolci e salati, originali e totalmente<br />
innovativi.<br />
Insaporire significa<br />
catturare l’essenza<br />
di un ingrediente,<br />
cogliere la<br />
combinazione<br />
ideale, definire un<br />
gusto specifico e<br />
sintetizzarlo nella<br />
formula più idonea<br />
LA SFIDA DEL SAPORE<br />
COME ASSIOMA DI QUALITÀ<br />
Il sapore è un elemento fondamentale<br />
per qualsiasi prodotto alimentare.<br />
Insaporire significa catturare l’essenza<br />
di un ingrediente, azzeccare la combinazione<br />
perfetta, definire un gusto<br />
specifico e sintetizzarlo nella formula<br />
più idonea. Il sapore, di conseguenza,<br />
è determinante sia per gli integratori<br />
alimentari che per gli shape shake.<br />
L’elemento del gusto, a volte, tende a<br />
essere trascurato: gli integratori o i sostitutivi<br />
pasto diventano una routine<br />
per chi ne fa uso, ma è certo che nessuno<br />
vuol seguire un’abitudine spiacevole,<br />
che prevede di assumere quotidianamente<br />
qualcosa che non abbia un<br />
buon sapore. Questa variabile, infatti,<br />
assume il valore di una discriminante<br />
nel momento in cui il consumatore si<br />
trova a decidere se acquistare nuovamente<br />
lo stesso prodotto o meno. Ecco<br />
perché è condizione necessaria per i<br />
produttori di integratori e shape shake<br />
concentrarsi sul sapore, scegliendo aromi<br />
di qualità e ampliando il bouquet di<br />
gusti disponibili. Rivolgendosi, chiaramente,<br />
a chi di aromi se ne intende!<br />
L.R. Industries è in grado di proporre<br />
sapori unici e ricercati anche per il<br />
settore nutraceutico, proponendo<br />
aromi alimentari di altissimo livello. Si<br />
va da quelli più tradizionali a quelli<br />
più particolari, sino ad aromi del tutto<br />
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attualità<br />
Il mercato<br />
dell’agricoltura 4.0<br />
in Italia vale 1,6<br />
miliardi di euro.<br />
Cresce l’adozione<br />
di macchinari<br />
connessi e di sistemi<br />
di monitoraggio e<br />
controllo per mezzi e<br />
attrezzature. Il nostro<br />
è tra i primi 10<br />
paesi per numero di<br />
startup, ma raccoglie<br />
meno dell’1% dei<br />
finanziamenti.<br />
I FRUTTI DELL’INNOVAZIONE<br />
DIGITALE<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
10<br />
Nonostante la crisi Covid-19, negli ultimi due anni l’Agricoltura<br />
4.0 ha continuato il percorso di crescita ed evoluzione<br />
in Italia. Il mercato è esploso, passando dai 540<br />
milioni di euro di fatturato del primo semestre del 2020<br />
a 1,3 miliardi a fine 2020, fino ad arrivare a 1,6 miliardi<br />
nel 2021 (+23). Una crescita guidata dalla spesa per macchine<br />
e attrezzature agricole nativamente connesse, pari<br />
al 47% del mercato e in aumento del +17%, seguita da<br />
quella per sistemi di monitoraggio e controllo applicabili<br />
a mezzi e attrezzature agricole post-vendita (35%).<br />
In parallelo, è cresciuta la superficie coltivata con strumenti<br />
di Agricoltura 4.0 da parte delle aziende agricole, che<br />
nel 2021 ha toccato il 6% del totale, il doppio dell’anno<br />
precedente. Il 60% degli agricoltori italiani nel 2021 utilizza<br />
almeno una soluzione di Agricoltura 4.0, +4% rispetto<br />
al 2020, e oltre quattro su dieci ne utilizzano almeno<br />
due, in particolare software gestionali e sistemi di monitoraggio<br />
e controllo delle macchine. Si segnala anche la<br />
crescente attenzione ai sistemi di analisi dei dati e supporto<br />
delle decisioni, confermata dal 26% di aziende agricole<br />
che prevede investimenti in questo ambito dell’Agricoltura<br />
4.0 per il prossimo futuro.<br />
La crescita del mercato è trainata dagli incentivi, in particolare<br />
dalle agevolazioni dei Programmi di Sviluppo Rurale<br />
e dal Piano transizione 4.0: tre quarti delle aziende agricole<br />
hanno impiegato almeno un incentivo di Agricoltura<br />
4.0 e l’84% sostiene che abbiano avuto un impatto determinante<br />
sulle scelte di investimento, consentendo di<br />
anticiparli (per il 44% delle aziende), di investire in più<br />
soluzioni (20%) o in una soluzione più costosa (20%).<br />
Anche se non mancano le criticità, in particolare l’eccesso<br />
di burocrazia e incentivi non del tutto mirati alle esigenze<br />
delle aziende agricole.<br />
Sono questi alcuni risultati della ricerca realizzata dall’Os-<br />
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attualità<br />
IL DIGITALE PER LA TRACCIABILITÀ<br />
ALIMENTARE<br />
Tra i fattori che stanno guidando l’innovazione<br />
nel settore agroalimentare,<br />
emerge con forza la richiesta di<br />
una maggiore trasparenza e sicurezza.<br />
La tracciabilità è uno degli ambiti<br />
in cui le aziende stanno maggiormente<br />
utilizzando il digitale, anche<br />
per finalità di marketing e comunicazione<br />
nei confronti del consumatore<br />
finale. Secondo l’indagine condotta<br />
dall’Osservatorio Smart AgriFood sui<br />
consumatori, oltre metà degli italiani<br />
(53%) ricerca sempre o spesso informazioni<br />
legate alla tracciabilità del<br />
cibo che acquista. Il 35% lo fa ogni<br />
tanto e soltanto il 12% non è interessato.<br />
Tra le varie informazioni, c’è<br />
attenzione in particolare per la provenienza<br />
geografica, tanto che l’italianità<br />
del marchio e l’origine della<br />
materia prima sono i fattori che maggiormente<br />
influenzano l’acquisto. Il<br />
sito internet è lo strumento principale<br />
per avere accesso alle informazioni<br />
di tracciabilità sul prodotto, consultato<br />
spesso dal 22% dei consumatoservatorio<br />
Smart Agrifood della School<br />
of Management del Politecnico di<br />
Milano e del Laboratorio RISE<br />
(Research & Innovation for Smart<br />
Enterprises) dell’Università degli Studi<br />
di Brescia, presentata a marzo durante<br />
il convegno “Smart agrifood: raccogliamo<br />
i frutti dell’innovazione digitale!”.<br />
“Sempre di più gli attori della filiera<br />
agroalimentare riconoscono le opportunità<br />
ed i benefici dell’innovazione<br />
digitale che oggi rappresenta una<br />
leva strategica per la resilienza e la<br />
competitività del settore”, ha affermato<br />
Andrea Bacchetti, direttore<br />
dell’Osservatorio Smart AgriFood.<br />
“Lo certifica l’importante crescita del<br />
mercato e della superficie coltivata<br />
con strumenti di Agricoltura 4.0, sostenute<br />
certamente dagli incentivi<br />
fiscali legati al credito d’imposta, che<br />
in particolare hanno contribuito al<br />
rinnovo del parco macchine, ma<br />
avrebbero potuto avere un impatto<br />
ancora maggiore se fossero stati pensati<br />
specificatamente per il settore<br />
agricolo. La Smart Agrifood ha compiuto<br />
molta strada, ma molta ne resta<br />
da percorrere, a cominciare dalla necessità<br />
di aumentare la superficie coltivata<br />
con pratiche 4.0 e il ricorso ad<br />
applicazioni che integrino i diversi<br />
stadi della catena del valore”.<br />
“Sempre più centrale sarà il ruolo dei<br />
dati e la loro valorizzazione lungo tutta<br />
la filiera”, ha continuato Chiara<br />
Corbo, direttrice dell’Osservatorio<br />
Andrea Bacchetti<br />
e Chiara Corbo,<br />
entrambi nella<br />
direzione<br />
dell’Osservatorio<br />
Smart AgriFood<br />
Il mercato<br />
dell’agricoltura 4.0<br />
in Italia<br />
Smart AgriFood. “E del resto, l’indagine<br />
sui consumatori finali conferma<br />
che gli italiani sono sempre più attenti<br />
alla tracciabilità e alle caratteristiche<br />
di ciò che mettono nel piatto. E, in<br />
questa linea, il settore agroalimentare<br />
continua a guardare con forte interesse<br />
alle tecnologie Blockchain. Ma sarà<br />
necessario incrementare la cultura<br />
digitale e la fiducia nelle potenzialità<br />
delle tecnologie. Oggi, infatti, solo<br />
una minoranza degli italiani impiega<br />
in modo sistematico strumenti digitali<br />
per informarsi su ciò che acquista e<br />
meno della metà di quelli che conoscono<br />
la Blockchain hanno fiducia<br />
nelle sue potenzialità per la sicurezza.<br />
Una situazione che non deve scoraggiare<br />
le aziende del settore agrifood<br />
nell’adozione di questi strumenti, ma<br />
guidare scelte consapevoli sulla selezione<br />
delle soluzioni da utilizzare a<br />
seconda del pubblico, degli obiettivi e<br />
del prodotto”.<br />
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attualità<br />
ri, seguito dalle piattaforme social di<br />
terze parti (13%) e dai QR Code<br />
(13%), mentre sono ancora poco<br />
diffusi strumenti come NFC e realtà<br />
aumentata. Per quanto vi sia disponibilità<br />
da parte del consumatore a<br />
ricevere informazioni, l’utilizzo sistematico<br />
delle tecnologie digitali per<br />
approfondire la propria conoscenza<br />
sui prodotti agroalimentari acquistati<br />
è ancora piuttosto limitato.<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
LA BLOCKCHAIN<br />
Il settore agroalimentare continua a<br />
guardare con forte interesse alle tecnologie<br />
Blockchain & Distributed<br />
Ledger: l’agrifood è il quarto settore<br />
per adozione di questa tecnologia nei<br />
progetti internazionali. In Italia però<br />
solo il 6% i consumatori ha già sentito<br />
parlare di applicazioni della Blockchain<br />
nel settore agrifood e ben il 60% non<br />
ne ha mai sentito parlare in generale.<br />
Tra i consumatori che conoscono la<br />
tecnologia, il 45% ha fiducia nelle sue<br />
potenzialità per poter garantire maggiore<br />
sicurezza dei prodotti alimentari<br />
grazie a controlli più efficaci e il 51%<br />
ritiene che possa dare accesso a informazioni<br />
più affidabili.<br />
Gli attori del settore agrifood guardano<br />
con interesse alla Blockchain soprattutto<br />
per obiettivi di marketing e<br />
comunicazione (54% dei casi), ma<br />
nel 47% dei casi anche per una maggiore<br />
efficienza nei processi di gestione<br />
e coordinamento della supply<br />
chain e nel 26% per una supervisione<br />
dei processi al fine di migliorare la sostenibilità<br />
della filiera. Nel 13% dei<br />
progetti, inoltre, si punta a rendere<br />
più efficaci ed efficienti le procedure<br />
legate al richiamo dei prodotti in caso<br />
di criticità. L’implementazione della<br />
Blockchain nel settore continua a essere<br />
spinta dai soggetti a valle della<br />
filiera, in particolare grandi attori della<br />
trasformazione e della distribuzione,<br />
ma rispetto al passato aumentano<br />
i casi in cui sono i produttori di<br />
materia prima (agricoltura e allevamento)<br />
e di input produttivi a rendersi<br />
promotori.<br />
Gli obiettivi<br />
dichiarati dei<br />
progetti Blockchain<br />
agrifood nel<br />
mondo, 2016-<br />
2021 (Base:<br />
106 progetti, un<br />
progetto può avere<br />
più obiettivi)<br />
L’interesse dei<br />
consumatori per<br />
le informazioni<br />
di tracciabilità e<br />
utilizzo del digitale<br />
LE STARTUP<br />
Continua a crescere il numero di startup<br />
dello smart agrifood, così come i<br />
finanziamenti raccolti. Nel 2021 le<br />
oltre 750 imprese censite a livello globale<br />
hanno totalizzato oltre 15 miliardi<br />
di dollari di raccolta. Oltre il 60%<br />
delle startup è distribuito tra Nord<br />
America e Europa, ma la maggioranza<br />
dei finanziamenti è erogata in<br />
Asia, in particolare in Cina (per la forte<br />
diffusione dell’eCommerce), con<br />
un importante ruolo di Paesi come gli<br />
Emirati Arabi, Singapore e Arabia<br />
Saudita per l’attenzione alla food security<br />
e all’autosufficienza per la produzione<br />
di prodotti agroalimentari.<br />
L’Italia è tra i primi 10 Paesi per numero<br />
di startup, ma incide meno dell’1%<br />
sui finanziamenti ricevuti.<br />
Le startup internazionali nello smart<br />
agrifood si rivolgono principalmente<br />
ai due estremi della filiera agroalimentare:<br />
ai consumatori, con servizi<br />
di eCommerce o applicazioni/servizi<br />
per informazioni sulla tracciabilità dei<br />
prodotti o sullo stato di conservazione<br />
e freschezza, e alle aziende agricole,<br />
con soluzioni di Agricoltura 4.0<br />
per la mappatura e il monitoraggio<br />
da remoto delle coltivazioni o delle<br />
macchine agricole, e per la gestione<br />
d’impresa. Cresce l’attenzione per i<br />
sistemi di Indoor Vertical Farming e<br />
per la gestione delle eccedenze alimentari.<br />
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news [fatti, persone, aziende]<br />
CONFINDUSTRIA ROMAGNA PREMIA VALENTINA AURELI DI AETNA GROUP<br />
Donne impegnate, promotrici dello sviluppo<br />
individuale e collettivo. Donne imprenditrici<br />
che coniugano con successo le responsabilità<br />
del proprio ruolo con la propria vita<br />
personale: in occasione del centenario della<br />
Giornata Internazionale della Donna, l’8<br />
marzo <strong>2022</strong>, il Comune di Rimini ha voluto<br />
premiare otto imprenditrici di successo che,<br />
grazie alla loro sensibilità e alla loro dedizione<br />
al lavoro e alla comunità, sono state<br />
capaci di visione e pragmatismo, di proporre<br />
e di innovare, di guardare al futuro con<br />
creatività.<br />
In Comune a Rimini, alla presenza della vicesindaca<br />
Chiara Bellini, Valentina Aureli,<br />
amministratrice delegata di Aetna Group,<br />
è stata scelta e premiata da Confindustria<br />
Romagna come esempio di integrazione<br />
tra realizzazione professionale e personale,<br />
in quanto figura lungimirante alla guida di<br />
importanti realtà internazionali, in grado di<br />
conciliare le proprie convinzioni con le aspirazioni<br />
extra lavorative.<br />
“Ogni individuo è imprenditore della propria<br />
vita, professionale e familiare”, ha<br />
commentato Aureli durante la cerimonia di<br />
premiazione. “Spetta a tutti impegnarsi per<br />
esprimere al meglio i propri talenti”.<br />
Nata a Rimini nel 1972, madre di due figli,<br />
Valentina Aureli ha intrapreso un brillante<br />
percorso di formazione e di esperienze professionali<br />
in ambito finanziario internazionale,<br />
maturando così una visione del mondo<br />
evoluta che le ha consentito di gestire l’azienda<br />
e farla crescere, con delega a risorse<br />
umane e finanza, in armonia con il fratello<br />
Enrico, che si occupa di prodotto e clienti.<br />
“L’emancipazione di pensiero che mi ha<br />
tramesso la mia famiglia, gli studi, il lavoro<br />
nelle grandi metropoli – ha aggiunto Aureli<br />
– mi ha permesso di attuare una governance<br />
di seconda generazione in Aetna Group,<br />
con una forte propensione alla crescita e<br />
all’innovazione, e una governance di terza<br />
generazione in SCM Group, che punta alla<br />
creazione di valore”.<br />
Negli ultimi vent’anni Valentina Aureli<br />
ha condotto Aetna Group (con i brand<br />
Robopac e OCME) verso una crescita costante<br />
a livello globale, avvenuta organicamente<br />
e attraverso diverse acquisizioni<br />
strategiche in Italia e all’estero, fino ad affermare<br />
il Gruppo tra le primissime realtà<br />
della Packaging Valley.<br />
KONICA MINOLTA ENTRA NEL BUSINESS DELL’IMAGING IPERSPETTRALE<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
14<br />
Konica Minolta è entrata anche nel mercato dell’imaging<br />
iperspettrale (HSI) tramite l’acquisizione della società finlandese<br />
Specim, Spectral Imaging Oy Ltd., (Specim), il maggior<br />
attore nel settore HSI presente sul mercato. Grazie<br />
alla tecnologia HSI, che consente di visualizzare l’invisibile,<br />
Konica Minolta rafforza la strategia di crescita della divisione<br />
Sensing, ampliandone il business e fornendo soluzioni sostenibili<br />
in grado di fronteggiare le sfide sociali globali nelle<br />
aree della sicurezza, della protezione e dell’ambiente. Con<br />
l’acquisizione di Specim, del know-how e della tecnologia<br />
di imaging iperspettrale ad alta precisione e della base clienti<br />
relativa, Konica Minolta si pone alla guida nello sviluppo<br />
dell’HSI applicata a settori industriali quali le fasi di separazione<br />
nel riciclaggio delle plastiche, lo smistamento nel settore<br />
food e il telerilevamento.<br />
Basandosi sulla tecnologia ottica acquisita tramite il business<br />
delle fotocamere, Konica Minolta fornisce prodotti e<br />
soluzioni di misurazione ad alta precisione nei campi della<br />
misurazione della luce, del colore e della superficie visiva.<br />
L’azienda si ripropone di andare oltre l’aspetto visivo umano<br />
nei campi della sicurezza, protezione e scienze ambientali<br />
implementando una strategia di crescita in grado di fornire<br />
ai clienti valori nuovi e sostenibili per rispondere nel modo<br />
più efficace alle sfide sociali globali. L’HSI rappresenta una<br />
delle tecnologie centrali per realizzare le strategie di crescita<br />
dell’azienda.<br />
In qualità di azienda leader nel settore HSI, Specim possiede<br />
una linea di prodotti molto ampia e in grado di coprire<br />
un’ampia gamma di lunghezze d’onda di misura, dal visibile<br />
fino al lontano infrarosso, nonché strumenti adatti ad ambienti<br />
di utilizzo specifici come portatili, in linea e anche aerotrasportati.<br />
La base clienti copre trasversalmente una vasta<br />
gamma di comparti nell’ambito del riciclaggio delle materie<br />
plastiche, dell’alimentare e del farmaceutico, tutti nell’ambito<br />
della selezione prodotti. Inoltre, Specim ha sviluppato<br />
la piattaforma SpecimONE destinata a rendere più facile e<br />
veloce l’integrazione della tecnologia di imaging iperspettrale<br />
in macchine selezionatrici, con l’obiettivo di espandere<br />
ulteriormente il business HSI in applicazioni industriali.<br />
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news [fatti, persone, aziende]<br />
ZUCCHERO: LE STRATEGIE DI ADATTAMENTO DOPO L’ABOLIZIONE DELLE QUOTE<br />
Lo studio di Areté per la Commissione UE rivela che la filiera bieticolo-saccarifera europea sta dimostrando capacità<br />
di adattamento, diversificazione e innovazione, anche attraverso la cooperazione fra le imprese.<br />
Porta la firma di Areté –<br />
l’azienda italiana specializzata<br />
nella valutazione<br />
di politiche per il settore<br />
agroalimentare – lo studio<br />
della Commissione<br />
UE sulle strategie messe<br />
in atto nella filiera bieticolo-saccarifera<br />
europea<br />
per rispondere agli<br />
shock causati dalla riforma<br />
PAC del 2006.<br />
Da allora la filiera italiana ha conosciuto<br />
un drastico ridimensionamento, passando<br />
da 17 a 4 zuccherifici in attività nei soli<br />
anni tra il 2006 e il 2009, fino a ridursi ai<br />
soli due impianti oggi attivi, mentre<br />
nell’intera UE (ex UE-28) il numero degli<br />
impianti scendeva da 189 a 102.<br />
Altrettanto importante la diminuzione degli<br />
occupati negli zuccherifici italiani (da<br />
5.000 unità circa a meno di mille, oggi) e<br />
della produzione, che in Italia è passata da<br />
oltre 1,5 milioni di tonnellate nel periodo<br />
precedente alla riforma a meno di 200.000<br />
degli ultimi anni (su un ettaraggio che passava<br />
da oltre 250.000 ha del periodo preriforma<br />
ai circa 30.000 ha odierni), rendendo<br />
così il Paese strutturalmente<br />
dipendente dalle importazioni proprio<br />
negli anni in cui si torna a parlare di autosufficienza<br />
alimentare e di strategie di accorciamento<br />
e “rimpatrio” delle filiere.<br />
A livello UE, dopo una riduzione negli anni<br />
immediatamente successivi alla riforma,<br />
l’ettarato a bietole è rimasto sostanzialmente<br />
stabile, sia pure con alcune oscillazioni<br />
(1,4/1,6 milioni di ha), e con esso<br />
anche la produzione totale di zucchero.<br />
La fine del regime delle quote ha contribuito<br />
a determinare, nella prima campagna<br />
di piena attuazione (2017/18), una<br />
produzione eccezionalmente elevata di<br />
zucchero nell’Unione, che unita anche alla<br />
concomitante situazione di surplus produttivo<br />
a livello globale si è tradotta in una<br />
prolungata depressione del prezzo dello<br />
zucchero sul mercato UE. Il prezzo medio<br />
Enrica Gentil,<br />
CEO di Areté<br />
dello zucchero bianco,<br />
a partire da gennaio<br />
2018, si è mantenuto<br />
costantemente sotto il<br />
prezzo di riferimento<br />
(404,40 euro/ton), toccando<br />
un minimo di<br />
312 euro a gennaio<br />
2019, per riportarsi sopra<br />
i 400 euro/ton solo<br />
nel luglio 2021. A queste<br />
condizioni, senza il<br />
sostegno accoppiato alla bietola (passato<br />
da 433 a 741 euro/ha nelle ultime tre<br />
campagne) in alcune annate ed alcune<br />
aree produttive i margini lordi per ettaro<br />
sarebbero stati negativi.<br />
Resilienza e adattamento<br />
Guardando all’UE nel suo complesso, lo<br />
studio conclude che varie tra le soluzioni<br />
volte e prevenire e gestire i rischi produttivi<br />
e di mercato hanno confermato la loro<br />
efficacia anche nel periodo post-quota,<br />
sebbene in molti casi si tratti di strumenti<br />
tuttora scarsamente diffusi.<br />
Un ruolo cruciale è stato giocato dalla diversificazione<br />
produttiva e dall’innovazione<br />
(anche attraverso forme di cooperazione<br />
tra imprese, ed avvalendosi dell’importante<br />
sostegno finanziario dell’UE alla ricerca<br />
applicata), ma anche dalla capacità degli<br />
operatori di esplorare nuove ed innovative<br />
forme contrattuali.<br />
In merito alle misure UE di gestione delle<br />
crisi di mercato, di fatto non utilizzate per<br />
lo zucchero nel periodo post-quota e sulla<br />
cui efficacia teorica la Commissione e gli<br />
operatori della filiera hanno visioni altamente<br />
divergenti, lo studio osserva come<br />
eventuali aggiustamenti dei meccanismi<br />
d’azione non possano prescindere dall’orientamento<br />
al mercato della PAC.<br />
“Lo studio ha evidenziato chiaramente, tra<br />
le altre cose, come le strategie di adattamento<br />
e gli strumenti di gestione del rischio<br />
non possano comunque sopperire a<br />
svantaggi competitivi di natura strutturale,<br />
il cui superamento richiede interventi mirati<br />
e radicali”, spiega Enrica Gentile,<br />
Project Manager dello studio e CEO di<br />
Areté. “In periodi di prezzi bassi i margini<br />
della filiera sono stati gravemente deteriorati.<br />
Decisivo guardare al ruolo che hanno<br />
giocato gli aiuti accoppiati alla bietola (nei<br />
Paesi in cui vengono concessi) e gli altri<br />
pagamenti diretti nel migliorare la resilienza<br />
dei bieticoltori UE”.<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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news [fatti, persone, aziende]<br />
CRISI MATERIE PRIME: “SERVE UN INDUSTRIAL NEW DEAL EUROPEO”<br />
L’appello di Ucima, Amaplast<br />
e Acimac: “Rischio concreto di stop<br />
della produzione. Lavoriamo assieme<br />
per una nuova politica industriale<br />
europea”.<br />
Continua a crescere la preoccupazione per l’incremento<br />
dei costi di produzione e lo shortage<br />
di materie prime e componentistica: una sfavorevole<br />
congiuntura già in atto nel 2021 e che il<br />
conflitto in Ucraina ha aggravato ulteriormente.<br />
L’incontrollato aumento dei costi energetici<br />
e l’indisponibilità dei materiali, con conseguente<br />
incremento dei prezzi per l’acquisto, rischia<br />
di mettere in serio pericolo la produzione e di<br />
conseguenza di bloccare intere filiere, minando<br />
da un lato la forte ripresa in atto e dall’altro indebolendo<br />
la competitività internazionale della<br />
meccanica avanzata made in Italy.<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
Scarseggiano i materiali per la produzione<br />
delle macchine<br />
I comparti delle macchine e delle attrezzature<br />
per la ceramica, la plastica, la gomma<br />
e l’imballaggio avevano già denunciato negli<br />
scorsi mesi tale situazione critica che sta<br />
assumendo sempre più i toni dell’emergenza:<br />
i costi energetici sono schizzati alle stelle<br />
e si stanno drasticamente riducendo le<br />
disponibilità di alcune materie prime essenziali<br />
per la produzione delle complesse macchine<br />
automatiche, ad iniziare dagli acciai e<br />
dai metalli di cui le aree interessate dal conflitto<br />
sono grandi produttori.<br />
A questo si aggiunge la difficoltà di reperire,<br />
se non con notevolissimi ritardi e a prezzi salatissimi,<br />
componentistica industriale, materie<br />
plastiche e argille. Un ulteriore colpo alla<br />
tenuta dei tre settori è dato dal blocco degli<br />
ordini degli impianti diretti in quelle zone e in<br />
quelle limitrofe.<br />
Dopo un 2021 chiuso con una crescita che<br />
confermava la ripresa in atto nel nostro paese<br />
– con un fatturato aggregato dei tre settori di<br />
oltre 15 miliardi di euro, in aumento del 13,2%<br />
rispetto al 2020 – Acimac (Associazione<br />
Costruttori Italiani Macchine e Attrezzature per<br />
Ceramica), Amaplast (Associazione Nazionale<br />
Costruttori di Macchine e Stampi per Materie<br />
Plastiche e Gomma) e Ucima (Unione<br />
Costruttori Italiani Macchine Automatiche per<br />
il Confezionamento e l’Imballaggio) si uniscono<br />
all’allarme già lanciato da altri settori e<br />
rivolgono un appello alle istituzioni per avere<br />
aiuti immediati e duraturi e non palliativi temporanei.<br />
“Siamo nel mezzo di una situazione paradossale:<br />
le nostre aziende hanno un corposo portafoglio<br />
ordini che non riescono ad evadere. Il<br />
rischio che si sta facendo via via più reale è<br />
quello dello stop produttivo”, sottolinea Paolo<br />
Mongardi, presidente di Acimac. “La situazione<br />
è arrivata al limite e, salvo inversioni di marcia<br />
improvvise, ci avviciniamo ad un punto di<br />
non ritorno”.<br />
“Servono subito proposte mirate – prosegue<br />
Dario Previero, presidente di Amaplast – per<br />
calmierare non solo il costo di gas ed elettricità<br />
ma anche quello delle materie prime necessarie<br />
per la produzione dei nostri macchinari e quello<br />
delle materie plastiche usate dai trasformatori<br />
nostri clienti. Non possiamo permetterci un<br />
rallentamento di un settore strategico per il Pil<br />
del paese come quello dei beni strumentali, ma<br />
il rischio di scivolare in una crisi peggiore di quella<br />
pandemica è concreto”.<br />
“Se già alla fine dello scorso anno – conclude<br />
Matteo Gentili, presidente di Ucima - il rincaro<br />
dei costi di produzione e delle materie prime,<br />
i ritardi di consegna della componentistica, gli<br />
incrementi delle tariffe per i trasporti e la crescita<br />
smisurata dei costi energetici erano elementi<br />
che ci facevano stare in allerta, adesso<br />
il paese è vicino a fermarsi. Per evitarlo è fondamentale<br />
intervenire al più presto a livello<br />
nazionale ed europeo”.<br />
I vertici delle tre associazioni chiedono a gran<br />
voce che Unione Europea e Governo nazionale<br />
si adoperino per scongiurare in futuro una<br />
situazione come quella attuale. Gli ultimi due<br />
anni, infatti, hanno mostrato tutte le fragilità<br />
dei sistemi di approvvigionamento globali.<br />
“Per questo è necessaria una seria politica industriale<br />
continentale che consenta alla manifattura<br />
nazionale ed europea di ridurre la sua<br />
dipendenza da materie prime e semilavorati<br />
provenienti da altre regioni”, avvertono i tre<br />
presidenti. “Chiediamo che istituzioni e mondo<br />
industriale si mettano al lavoro al più presto<br />
per un nuovo Industrial New Deal europeo<br />
che tuteli la manifattura continentale con misure<br />
di breve periodo che supportino le aziende<br />
in questo difficile momento, ma soprattutto<br />
che ne salvaguardino il futuro”.<br />
Vanno in questa direzione le misure legislative<br />
della Commissione Europea a sostegno<br />
dell’industria europea dei semiconduttori, a<br />
cui però devono essere aggiunte nuove misure<br />
su materie prime, energia e logistica. “Ci<br />
mettiamo dunque a disposizione delle istituzioni<br />
– chiosano Mongardi, Previero e Gentili<br />
– per costruire assieme un futuro di sviluppo<br />
per il nostro tessuto industriale”.<br />
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news [fatti, persone, aziende]<br />
SICK FESTEGGIA I 25 ANNI IN<br />
ITALIA CON UN FATTURATO RECORD<br />
Festeggiare i 25 anni di storia è un traguardo sempre meno<br />
scontato per un’azienda oggi. Farlo sotto l’ala protettrice di<br />
una casa madre che ne ha celebrati 75, lo è ancor meno.<br />
Vantare, in tutto questo, performance di crescita e ambiziosi<br />
obiettivi di fatturato raggiunti sono la ciliegina sulla torta. La<br />
filiale italiana del gruppo tedesco Sick AG, realtà globale da 10<br />
mila dipendenti, oltre 50 filiali, 1,7 miliardi di euro di fatturato<br />
(dato 2020) e 3.500 brevetti, specializzata nella produzione e<br />
fornitura di tecnologie e applicazioni all’avanguardia per una<br />
gestione efficiente dei processi, in particolare nel campo dei<br />
sensori industriali, realizza in pieno tutte queste condizioni.<br />
Sick si trova letteralmente all’apice di un percorso rinnovato<br />
solo tre anni fa con il riassetto di gruppo. A maggio 2018, Sick<br />
AG annunciava infatti la riorganizzazione della sua struttura<br />
territoriale, affidandone la guida la guida a partire dal 1° luglio<br />
2018 all’allora Marketing Director Massimo Azzerri e al Sales<br />
Manager Factory Automation Costantino Ghigliotti. Da quel<br />
momento, lo scenario si è modificato rapidamente. L’obiettivo<br />
mediano che Azzerri e Ghigliotti si erano posti fin da subito –<br />
raggiungere i 100 milioni di euro di fatturato – è diventato realtà,<br />
coronando la celebrazione dei 25 anni di storia della filiale.<br />
“Per arrivare a questo risultato, che per noi rappresentava una<br />
soglia psicologica, avevamo definito una serie di cambiamenti,<br />
con nuovi dipartimenti aziendali e una struttura solida ma<br />
flessibile, idonea a cogliere diverse opportunità e pronta alla<br />
crescita”, commenta Costantino Ghigliotti. “Abbiamo fatto<br />
le scelte giuste? Di certo la pandemia ha rivoluzionato tutto<br />
il contesto, ma noi non saremmo arrivati dove siamo, se non<br />
avessimo potuto far tesoro delle azioni messe in atto a livello<br />
formativo, organizzativo e di mindset aziendale. Se oggi<br />
guardiamo alla nuova normalità con uno sguardo di sfida, è<br />
perché abbiamo lavorato anche su noi stessi, non ultimo con<br />
la certificazione ISO 9001, rinnovandoci dal profondo”.<br />
“L’azienda è cresciuta ed oggi conta oltre 130 dipendenti; il<br />
merito della nostra efficienza operativa sta nella riorganizzazione<br />
per processi, anche a livello di competenze”, ha spiegato<br />
Massimo Azzerri.<br />
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news [fatti, persone, aziende]<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
18<br />
CENTRO CARNI COMPANY RIDUCE DEL 25%<br />
IL PACKAGING DEI BURGER FRESCHI<br />
Il <strong>2022</strong> si è aperto per Centro Carni<br />
Company nel segno della sostenibilità:<br />
tra le prime iniziative dell’azienda vi è<br />
infatti la riduzione dei materiali impiegati<br />
per la realizzazione dei packaging<br />
delle diverse linee di prodotto. Sono<br />
state ridotte, infatti, del 25% le confezioni<br />
dei burger, un cambiamento<br />
frutto di attente ricerche e numerose<br />
prove, per garantire al consumatore la<br />
qualità di sempre, diminuendo però<br />
l’impatto ambientale delle confezioni<br />
che solo nel 2020 hanno cubato globalmente,<br />
secondo il report Conai,<br />
13,1 milioni di tonnellate, pari a circa<br />
un terzo dei rifiuti urbani complessivi.<br />
Nello specifico, per il nuovo pack<br />
dei burger, verrà utilizzato un vassoio<br />
più piccolo, composto al 75% da<br />
materiale riciclato (da un materiale<br />
“accoppiato” si è giunto a uno “monomateriale”);<br />
si passa infatti da un<br />
contenitore di 253x182 mm ad uno<br />
di 190x190 mm. Ciò comporta la riduzione<br />
del 25% di plastica, di conseguenza<br />
anche il film che avvolge il<br />
prodotto e la fascetta saranno ridotti<br />
del 25%. Un processo questo in continuità<br />
con la politica aziendale di riduzione<br />
degli sprechi, efficienza e sostenibilità<br />
e che ha visto negli ultimi<br />
anni l’evoluzione già di diversi packaging<br />
sia delle linee retail che BtoB.<br />
In termini di trasporto, il ripensamento<br />
del packaging porta un ulteriore vantaggio:<br />
+13% di prodotto per pallet<br />
box, ciò significa ricevere più merce<br />
per ogni singola consegna, ottimizzando<br />
non solo la quantità di prodotto ma<br />
impattando positivamente in termini di<br />
logistica e di inquinamento. Inoltre, la<br />
riduzione di materiali per il confezionamento<br />
incide positivamente anche sui<br />
magazzini, sul punto vendita e sul frigo<br />
in ottica di ottimizzazione degli spazi.<br />
Un’azione questa, messa a terra da<br />
Centro Carni Company, che va oltre<br />
la mera riduzione del contenitore, ma<br />
un progetto che sposa in pieno la filosofia<br />
e mission aziendale che hanno,<br />
da sempre, come punti cardine l’innovazione<br />
e il continuo miglioramento.<br />
La riduzione del pack ha comportato,<br />
inoltre, un investimento importante<br />
a livello economico, in quanto l’innovazione<br />
tecnologica ha riguardato<br />
anche gli impianti e i macchinari utili<br />
per la produzione e la messa a punto<br />
di questa nuovo e importante programma<br />
che mira a lungo tendere a<br />
salvaguardare il pianeta e il benessere<br />
delle persone.<br />
“Il problema del packaging in eccesso<br />
è un fenomeno enorme e globale”,<br />
afferma Nicola Pilotto, direttore amministrazione,<br />
finanza e controllo di<br />
gestione di Centro Carni Company.<br />
“La nostra azienda sta lavorando con<br />
grande impegno e dedizione per rendere<br />
i packaging dei nostri prodotti<br />
sempre più sostenibili, e questo nuovo<br />
progetto ne è la prova. Nei prossimi sei<br />
mesi abbiamo l’ambizioso obiettivo di<br />
ridurre ulteriormente del 40% il materiale<br />
plastico del vassoio. Abbiamo<br />
all’attivo diversi studi e ricerche a riguardo,<br />
a dimostrazione del ruolo-guida<br />
che l’azienda intende svolgere per<br />
la gestione responsabile e sostenibile<br />
dei packaging”.<br />
IMA ACQUISISCE<br />
LA MAGGIORANZA<br />
DI IMA DAIRY & FOOD<br />
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Dopo tre anni di proficua collaborazione,<br />
IMA e Thomas Becker hanno<br />
deciso di rafforzare ulteriormente il<br />
loro rapporto e di scambiare quote<br />
societarie. IMA diventerà il principale<br />
azionista, con il 74,9%, di<br />
Ima Dairy & Food Holding GmbH,<br />
mentre Thomas Becker rimarrà un<br />
importante azionista di minoranza.<br />
Allo stesso tempo, Thomas Becker<br />
entrerà a far parte del management<br />
team di IMA, assumendo la<br />
responsabilità completa del “Dairy<br />
Business”, inclusa la divisione IMA<br />
Fillshape. Questo nuovo assetto<br />
non solo rafforzerà il rapporto tra<br />
entrambe le parti, ma assicurerà<br />
anche la coerenza della direzione<br />
strategica di IMA Dairy&Food, che<br />
continuerà a concentrarsi sullo sviluppo<br />
di nuovi prodotti e sull’innovazione,<br />
guidata dalle richieste dei<br />
suoi clienti.<br />
Alberto Vacchi, presidente e amministratore<br />
delegato di IMA, ha<br />
dichiarato: “Questa transazione<br />
completa il posizionamento di IMA<br />
nel Dairy Business e consente di<br />
avere Thomas Becker nel nostro<br />
management team. Ci sono molte<br />
opportunità per sviluppare questo<br />
interessante business e insieme<br />
possiamo raggiungere risultati molto<br />
importanti”.<br />
“Dopo tre anni di partnership, sono<br />
molto soddisfatto di rafforzare ulteriormente<br />
la relazione con IMA”, ha<br />
detto Thomas Becker, amministratore<br />
delegato di IMA Dairy&Food<br />
Holding GmbH. In questa più ampia<br />
organizzazione, sono convinto che<br />
sarà possibile generare maggiori risultati<br />
sia per IMA Dairy and Food<br />
GmbH, che per IMA”.<br />
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attualità<br />
Fieragricola ha<br />
affrontato le sfide più<br />
urgenti del settore:<br />
dalla riforma della<br />
Pac all’aumento<br />
dei prezzi agricoli.<br />
La diversificazione<br />
degli<br />
approvvigionamenti<br />
e l’autonomia<br />
strategica delle<br />
produzioni alimentari<br />
fra le proposte<br />
emerse per<br />
il futuro dell’Europa.<br />
CRISI MATERIE PRIME: “L’EUROPA<br />
PUNTI ALL’AUTONOMIA STRATEGICA”<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
20<br />
La 115esima edizione di Fieragricola, la rassegna internazionale<br />
biennale dedicata all’agricoltura, posticipata a marzo a<br />
causa della coda pandemica, ha registrato nei padiglioni di<br />
Veronafiere 68 mila operatori professionali da 80 nazioni.<br />
Con oltre 520 espositori il mondo agricolo è ripartito da<br />
Verona. Un format trasversale, ma specializzato, che in questa<br />
edizione ha riservato un focus particolare al digital farming e<br />
alle agroenergie. In fiera a Verona sono arrivate delegazioni<br />
organizzate di top buyer stranieri da 29 Paesi target, grazie alle<br />
iniziative di incoming di Veronafiere e Ice Agenzia, con il finanziamento<br />
Maeci e la collaborazione di Federunacoma. Gli<br />
operatori esteri provenivano per il 72% dall’Europa, il 12%<br />
dall’Africa, l’11% dall’Asia e il 5% dall’America.<br />
“Fieragricola ha mostrato il volto di una rassegna riprogettata,<br />
rivitalizzata, aggiornata nei contenuti e inserita con una posizione<br />
di leadership sui grandi temi del dibattito agricolo europeo”,<br />
commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di<br />
Veronafiere. “Sono approdati a Veronafiere quasi 70 mila<br />
buyer e operatori professionali fortemente interessati a investire<br />
in nuove tecnologie. Altro dato interessante è stata la<br />
presenza internazionale da molte aree target, come Europa<br />
ed Est Europa, Nordafrica con Marocco, Tunisia e Algeria, India<br />
e Turchia e Centro Sudamerica, dove operiamo già con le<br />
nostre società controllate. Una fiera, quindi, che si conferma<br />
orientata al business e di ampia soddisfazione per gli espositori,<br />
anche grazie al format sempre più ricco di contenuti innovativi<br />
e focus come il digitale e le bioenergie”.<br />
Oltre agli incontri b2b, alle prove dinamiche dei mezzi agricoli<br />
e ai concorsi zootecnici, Fieragricola ha dato ampio spazio al<br />
confronto tra istituzioni, protagonisti della filiera, aziende,<br />
giovani e organizzazioni agricole, con occasioni di incontro e<br />
aggiornamento professionale, e con oltre 120 convegni e<br />
workshop in programma nei quattro giorni di rassegna. Sotto<br />
la lente temi d’attualità come la riforma della Pac, l’aumento<br />
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20_21_articolo fieragricola.indd 20 15/04/22 11:46
attualità<br />
dei prezzi delle materie prime, l’autonomia<br />
strategica delle produzioni alimentari,<br />
il ricambio generazionale e la digitalizzazione<br />
nelle imprese agricole, le<br />
azioni di contrasto al cambiamento climatico<br />
e la sostenibilità economica, ambientale<br />
e sociale.<br />
A ribadire l’internazionalità dell’evento,<br />
quest’anno, anche il Summit internazionale<br />
dedicato ai 60 anni della Politica<br />
agricola comune che ha inaugurato il<br />
salone il primo marzo, con l’intervento<br />
della presidente del Parlamento europeo,<br />
Roberta Metsola, che ha definito la<br />
fiera “fonte di ispirazione per le nuove<br />
generazioni di agricoltori”.<br />
Nonostante i venti di guerra, in questi<br />
giorni a Fieragricola operatori da tutto il<br />
mondo hanno testimoniato come l’agricoltura<br />
sia un importante ponte di dialogo<br />
tra i popoli.<br />
“È responsabilità di tutti noi coltivare la<br />
crescita e la pace e, in questo senso, la<br />
Politica agricola comune ha contribuito<br />
per 60 anni a costruire un’Europa unita<br />
nelle diversità”, ha detto il presidente di<br />
Veronafiere, Maurizio Danese. “Se vogliamo<br />
un’Europa più forte dobbiamo<br />
puntare a sviluppare le nostre radici agricole,<br />
tenendo presenti le necessità del<br />
nostro tempo e del futuro che guardino<br />
a sostenibilità alimentare, economica e<br />
sociale”.<br />
MERCATI ALLE STELLE<br />
PER CEREALI E SEMI OLEOSI<br />
“In questa fase di incertezza le imprese<br />
agricole devono diversificare le produzioni<br />
e le imprese di trasformazione diversificare<br />
le fonti di approvvigionamento,<br />
perché la soluzione dell’acquisto di<br />
materie prime nel breve periodo può<br />
mettere in difficoltà le aziende. Serve<br />
maggiore trasparenza dei mercati e rafforzare<br />
le filiere nazionali, cogliendo<br />
questa fase di tensione dei prezzi per<br />
ipotizzare nuove soluzioni operative”.<br />
Sono queste le indicazioni che Angelo<br />
Frascarelli, presidente di Ismea ed economista<br />
agrario, ha consegnato alla<br />
platea di Fieragricola per fronteggiare un<br />
<strong>2022</strong> all’insegna della volatilità, nell’ambito<br />
del convegno “I mercati agricoli nel<br />
<strong>2022</strong>: previsioni, attese e strategie”.<br />
Il boom dei prezzi delle materie<br />
prime, su tutti cereali (mais<br />
passato da 170 a 287 euro/<br />
tonnellata, grano duro da<br />
280 a 522 euro/ton, grano<br />
tenero da 186 a 307 euro/<br />
ton, orzo da 159 a 295 euro/<br />
ton) e semi oleosi (soia da 357<br />
a 627 euro/ton, farina di soia<br />
da 320 a 549 euro/ton, farina<br />
di girasole da 161 a 281 euro/<br />
ton) stanno mettendo sotto<br />
pressione le catene di approvvigionamento<br />
a livello mondiale, con la previsione<br />
per buona parte del <strong>2022</strong> che i<br />
listini si mantengano su livelli alti.<br />
A tutto ciò si aggiungono le tensioni sui<br />
prezzi del gas, del petrolio e dell’energia,<br />
partita già da alcuni mesi e acuita con la<br />
guerra scatenata dall’invasione russa in<br />
Ucraina.<br />
“L’agricoltura ha davanti a sé tre sfide<br />
enormi: la pandemia, i cambiamenti<br />
climatici e il conflitto che si è aperto<br />
fra Russia e Ucraina”, ha dichiarato al<br />
convegno di Fieragricola Maurizio<br />
Martina, vicedirettore aggiunto della<br />
Fao e già ministro delle Politiche agricole.<br />
“Per l’Europa sarebbe assolutamente<br />
necessario impostare un piano<br />
di autonomia strategica, perché<br />
Russia e Ucraina sono player fondamentali<br />
dei mercati agricoli globali:<br />
insieme rappresentano il 30% del<br />
commercio di grano, il 32% dell’orzo,<br />
il 50% del volume totale dei semi<br />
oleosi, il 18% dei volumi totali del<br />
mais”.<br />
Di autonomia strategica il Consiglio europeo,<br />
ricorda Martina, “ne sta parlando<br />
dal 2020, come conseguenza della<br />
crisi pandemica; oggi il contesto è cambiato<br />
dal punto di vista strutturale, dobbiamo<br />
pensare al cambiamento climatico<br />
e alla questione ambientale non più<br />
come una variante temporanea, ma<br />
strutturale e con la crisi ucraina il tema<br />
dell’autonomia strategica deve riguardare<br />
sia l’agroalimentare che l’energia,<br />
senza per questo condannare a priori la<br />
globalizzazione, perché gli scambi inter-<br />
Il summit di Ismea<br />
a Fieragricola.<br />
La biennale<br />
internazionale<br />
dedicata<br />
all’agricoltura<br />
ha accolto nei<br />
padiglioni di<br />
Veronafiere 68<br />
mila operatori<br />
professionali da 80<br />
nazioni<br />
nazionali hanno contribuito in questi<br />
anni a far uscire dalla povertà milioni di<br />
persone. L’agricoltura è l’infrastruttura<br />
economico-sociale più importante e<br />
decisiva, perché coinvolge 4 miliardi e<br />
mezzo di persone, che lavorano e vivono<br />
attraverso la loro partecipazione ai<br />
sistemi agroalimentari”, puntualizza<br />
Martina. “Il Covid e la crisi climatica<br />
hanno portato nell’insicurezza alimentare<br />
161 milioni di persone in pochissimo<br />
tempo, che si aggiungono agli oltre<br />
800 milioni di persone che soffrono la<br />
fame. Ora l’instabilità geopolitica fra<br />
Russia e Ucraina potrebbe generare altre<br />
tensioni”.<br />
Martina ricorda bene le rivolte del<br />
2007-2008 nel Nord Africa, scatenate<br />
per i rialzi dei prezzi del grano e del<br />
pane: “Paesi come l’Egitto acquistano<br />
una buona parte del grano da Ucraina<br />
e Russia, dove acquisteranno in futuro?<br />
I rialzi sui prezzi, in particolare per il<br />
mais, sono stati generati dall’import<br />
crescente della Cina, che detiene – ha<br />
precisato Frascarelli – il 65% delle<br />
scorte mondiali. Ma altre tensioni dei<br />
listini coinvolgono soia, frumento tenero<br />
e frumento duro, con prevedibili<br />
rincari su pane, pasta, prodotti da<br />
forno. “In questa fase a soffrire maggiormente<br />
sono le filiere zootecniche<br />
– ha spiegato il presidente di Ismea<br />
– in quanto i costi di produzione tra<br />
energia, mezzi tecnici, trasporti, razione<br />
alimentare sono cresciuti, comprimendo<br />
così la redditività dei produttori,<br />
in particolare di latte e di<br />
suini”.<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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21<br />
20_21_articolo fieragricola.indd 21 19/04/22 15:47
attualità<br />
EMILIANA CONSERVE PUBBLICA IL SUO PRIMO BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ<br />
Tra i principali produttori di derivati del pomodoro conto terzi, l’azienda mette le performance ambientali e sociali al centro<br />
della propria strategia di crescita. L’ad Bosoni: “Prima tappa di un percorso consentito da importanti investimenti”.<br />
Gli stabilimenti di Emiliana Conserve a Busseto (PR) e San Polo di Podenzano (PC)<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
Con due stabilimenti nel cuore<br />
della Food Valley italiana e<br />
260mila tonnellate di pomodoro<br />
lavorato ogni anno, Emiliana<br />
Conserve si conferma come<br />
una delle più importanti realtà<br />
del settore. E ora mette la sostenibilità<br />
al centro della propria<br />
strategia di crescita.<br />
Fra le più grandi aziende private<br />
del nord Italia nella produzione<br />
di derivati di pomodoro<br />
conto terzi, Emiliana Conserve<br />
ha pubblicato infatti il suo primo<br />
bilancio di sostenibilità.<br />
Una tappa importante e necessaria<br />
all’interno di un percorso<br />
L’amministratore<br />
delegato<br />
Gian Mario Bosoni<br />
di miglioramento continuo delle<br />
proprie performance ambientali,<br />
sociali e di governance<br />
(ESG). Il documento, disponibile<br />
nel sito web dell’azienda, è<br />
relativo all’esercizio 2021 (dal<br />
primo luglio 2020 al 30 giugno<br />
2021). È stato approvato dal<br />
Consiglio di amministrazione il<br />
22 dicembre 2021 ed è stato<br />
sottoposto a revisione da parte<br />
di Deloitte.<br />
Sulla base degli standard definiti<br />
dalla Global Reporting<br />
Initiative (GRI), ampiamente<br />
adottati a livello internazionale,<br />
la metodologia di rendicontazione<br />
prende il via da un’analisi<br />
di materialità che ha permesso<br />
di individuare gli aspetti più<br />
rilevanti per Emiliana Conserve<br />
e i suoi stakeholder.<br />
Tra di essi c’è innanzitutto la<br />
tutela dei consumatori ed etichettatura<br />
responsabile. La filosofia<br />
di Emiliana Conserve<br />
prevede di produrre pomodoro<br />
100% italiano, rispettando il<br />
Disciplinare di produzione integrata<br />
della Regione Emilia-<br />
Romagna e le norme contenute<br />
nella certificazione “Servizio<br />
di controllo della filiera del pomodoro<br />
italiano sostenibile”.<br />
Nel 2021 (quindi successivamente<br />
al periodo di rendicontazione<br />
del primo report di sostenibilità)<br />
quest’ultima si è<br />
evoluta nel sistema Filiera<br />
Sostenibile Certificata Emiliana<br />
5.0, composto da cinque certificazioni<br />
ISO, a garanzia di alti<br />
standard di qualità e sostenibilità<br />
in tutta la filiera.<br />
UN IMPATTO CLIMATICO<br />
DESTINATO A CALARE<br />
In merito all’ambito Emissioni in<br />
atmosfera e climate change, le<br />
emissioni dirette dell’esercizio<br />
2021 (Scope 1) sono pari a<br />
19.797 tCO2. Si registra quindi<br />
un aumento di circa il 22% rispetto<br />
all’esercizio 2020 che,<br />
tuttavia, risulta meno che proporzionale<br />
rispetto all’aumento<br />
della produzione, a testimonianza<br />
dell’adozione di tecnologie<br />
ad alta efficienza energetica.<br />
Stabili le emissioni indirette<br />
legate al consumo di energia<br />
elettrica (Scope 2), pari a 4.225<br />
tCO2. Nei prossimi esercizi l’impatto<br />
climatico dell’azienda è<br />
destinato a calare in modo netto,<br />
grazie agli investimenti già<br />
deliberati per dotare entrambi<br />
gli stabilimenti (S. Polo di<br />
Podenzano e Busseto) di nuovi<br />
impianti di concentrazione che<br />
non consumano gas naturale.<br />
“Questo bilancio di sostenibilità<br />
è la prima tappa del percorso<br />
con cui ci impegniamo a comunicare<br />
le nostre iniziative legate<br />
alle tematiche ambientali, sociali<br />
e di governance. Scattare<br />
questa fotografia dell’esercizio<br />
2021, che potremmo ritenere<br />
come il ‘momento zero’, è fondamentale<br />
per poter rendicontare<br />
in modo dettagliato i risultati<br />
che raggiungeremo nel<br />
tempo, anche in virtù di importanti<br />
investimenti già approvati<br />
dal Cda”, dichiara l’amministratore<br />
delegato Gian Mario<br />
Bosoni.<br />
“Si colloca all’interno di questa<br />
strategia la recente emissione<br />
del prestito obbligazionario del<br />
valore di 8 milioni di euro, sottoscritto<br />
da Unicredit, che prevede<br />
il rispetto sia di covenants<br />
economico-finanziari, sia di parametri<br />
legati alla sostenibilità”.<br />
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appuntamenti<br />
TECNOLOGIE E RELAZIONI PROTAGONISTE A SPS ITALIA<br />
A Parma dal 24 al 26 maggio, l’edizione <strong>2022</strong> punta a confermare la fiera<br />
come vetrina di riferimento nel settore dell’automazione industriale,<br />
oltre che osservatorio privilegiato della trasformazione digitale. Mantenendo<br />
una prospettiva che mette la persona al centro.<br />
Persone, tecnologie, prospettive. Sono le tre<br />
parole che formano il claim di SPS Italia <strong>2022</strong> e<br />
ne rappresentano l’essenza. Componente fondamentale<br />
di SPS Italia in programma dal 24 al<br />
26 maggio a Fiere di Parma, sono naturalmente<br />
le tecnologie, ma elementi imprescindibili restano<br />
persone e relazioni. Come manifestazione<br />
di riferimento per l’industria e osservatorio<br />
privilegiato della trasformazione digitale, SPS<br />
Italia guarda alle dinamiche di mercato e alle<br />
nuove prospettive, tenendo una visione “umanocentrica”,<br />
tangibile nell’evento di presentazione<br />
della decima edizione, lo scorso 3 marzo,<br />
nella sede di MADE Competence Industria 4.0<br />
a Milano, con il coinvolgimento di partner ed<br />
esponenti del settore.<br />
“Registriamo oltre il 90% di riconferme<br />
dall’ultima edizione, con un incremento<br />
dell’11% di espositori che per la prima volta<br />
saranno a SPS Italia”, ha commentato<br />
Donald Wich, amministratore delegato di<br />
Messe Frankfurt Italia.<br />
Il settore dell’automazione industriale ha registrato<br />
un’ottima ripresa dopo l’andamento<br />
negativo del 2020, recuperando nel 2021 i<br />
valori di fatturato e crescendo del 10%<br />
sul 2019. Il dato dei preconsuntivi di ANIE<br />
Automazione è stato presentato da Marco<br />
Vecchio, Segretario dell’Associazione che ha<br />
sottolineato: “Questo malgrado il problema<br />
dell’approvvigionamento dei componenti e<br />
del caro materiali che incidono negativamente<br />
sui margini e sulle consegne”.<br />
Distretto 4.0<br />
In occasione dell’evento sono stati affrontati<br />
due temi importanti per SPS Italia, che troveranno<br />
spazio in fiera nel “Distretto 4.0”:<br />
Additive Manufacturing e 5G. Per le tecnologie<br />
additive è intervenuta Bianca Maria<br />
Colosimo, professoressa del Dipartimento di<br />
Ingegneria Meccanica Politecnico di Milano<br />
- MADE Competence Center I4.0. “Le tecnologie<br />
additive hanno avuto un ruolo da<br />
protagonista nel settore industriale durante<br />
la pandemia, supportando un sistema produttivo<br />
resiliente e flessibile, rispondendo<br />
alle criticità della supply chain. Un set di tecnologie<br />
dal DNA digitale, a sostegno delle<br />
transizioni gemelle, da un lato quella verde,<br />
dall’altro quella digitale. Così promettenti<br />
da essere nominate nel PNRR come tecnologie<br />
chiave per il futuro di un Made in Italy<br />
circolare e sostenibile, aprendo nuove sfide<br />
per il mondo della ricerca e per quello industriale”.<br />
Di 5G nell’industria manifatturiera si parlerà a<br />
SPS Italia, il 26 maggio, nella Tavola Rotonda<br />
“5G e mondo industriale: matrimonio necessario”,<br />
organizzata con il contributo<br />
scientifico dell’Osservatorio 5G & Beyond<br />
del Politecnico di Milano. Lo ha anticipato<br />
nel suo intervento Giovanni Miragliotta,<br />
professore associato e responsabile scientifico<br />
dell’Osservatorio 5G & Beyond del<br />
Politecnico di Milano. “La vera rivoluzione<br />
portata dal 5G si vedrà sul mondo industriale,<br />
più che in quello consumer. Nel 2020 sono<br />
state definiti gli standard tecnologici della<br />
fase 2 ‘industrial 5G’ e dallo scorso anno<br />
hanno iniziato ad arrivare sul mercato i primi<br />
device industriali pronti a sfruttare queste caratteristiche;<br />
in questa fase sono pochi ancora<br />
i casi commerciali, mentre le potenzialità<br />
sono state già dimostrate nelle sperimentazioni<br />
portate avanti negli anni passati”.<br />
Sostenibilità<br />
La sostenibilità in ambito industriale è il fil<br />
rouge attorno al quale ruotano molte delle<br />
iniziative di SPS Italia <strong>2022</strong>. Prima fra tutte<br />
l’Osservatorio in collaborazione con i Partner<br />
ANIE Energia, Porsche Consulting e CIM 4.0.<br />
Si tratta di un’indagine per valutare il grado<br />
di diffusione e orientamento alle soluzioni<br />
sostenibili per l’industria. I risultati saranno<br />
presentati in fiera e i migliori progetti verranno<br />
premiati con un Award.<br />
“La transizione energetica in atto è uno dei<br />
fenomeni più significativi del secolo”, ha detto<br />
Marco Vecchio, Segretario ANIE Energia.<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
24<br />
Un momento della presentazione della decima edizione di SPS Italia nella sede di MADE Competence<br />
Industria 4.0, a Milano<br />
Formazione<br />
“Viviamo in un’epoca in cui i ragazzi nascono<br />
con i dispositivi tecnologici e si ritrovano<br />
ad averli in mano quasi sempre prima dei<br />
10 anni. Incoraggiare lo studio delle materie<br />
STEM, come l’informatica, fin da piccoli,<br />
aiuterebbe dal punto di vista della sicurezza,<br />
per una maggiore consapevolezza sull’utilizzo<br />
di questi, oltre molto probabilmente a diminuire<br />
il gender gap che spesso si riscontra<br />
più avanti”. Questo il commento sul livello di<br />
formazione in Italia e sull’importanza di avvicinarsi<br />
alle materie STEM per le nuove generazioni<br />
di Greta Galli, Studentessa Università<br />
Bicocca di Milano e Creator.<br />
www.interprogettied.com<br />
24_25_news appuntamenti.indd 24 15/04/22 11:50
appuntamenti<br />
IL PACKAGING E LA SFIDA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE<br />
Con la partecipazione di brand leader a livello<br />
globale come Alibaba, Ferrarelle e Nestlè, docenti<br />
e ricercatori, istituzioni e consorzi nazionali<br />
e internazionali, Packaging Speaks Green<br />
si appresta a vivere la sua terza edizione.<br />
Torna infatti dal 3 al 6 maggio in contemporanea<br />
a Ipack-Ima e Greenplast il Forum<br />
Internazionale che si propone di fare cultura<br />
sulle reali sfaccettature del termine green e<br />
delle applicazioni dell’economia circolare alle<br />
filiere del packaging e della plastica che concorrono<br />
alla realizzazione dei beni di largo<br />
consumo.<br />
Una panoramica di quattro giorni che coinvolge<br />
professionisti provenienti da Europa,<br />
Asia, Australia e Africa che parte dalla trattazione<br />
degli orientamenti della legislazione<br />
internazionale e del sostegno finanziario fino<br />
all’industrializzazione green. Sul palco anche<br />
il punto di vista del mondo dell’e-commerce<br />
con Alibaba, il Life Cycle Assessment (LCA)<br />
e l’eco-design, ovvero una progettazione<br />
del prodotto basata sull’impiego efficiente<br />
di materiali, riducendo la quantità di rifiuti<br />
generati, intervenendo su durabilità, riparabilità,<br />
possibilità di aggiornamento e riciclabilità<br />
del prodotto stessi. Focus, inoltre, sulle<br />
possibili alternative di riciclo, individuando<br />
quelle con il maggior potenziale in termini di<br />
sostenibilità ambientale, per toccare anche<br />
i temi del risparmio alimentare. Voce anche<br />
alle best practice e alle esperienze di diversi<br />
Brand Owners.<br />
Pharma, beauty & chemicals, plastics and<br />
recycling, save food, food & beverage, saranno<br />
i settori industriali coinvolti attraverso<br />
tematiche trasversali a tutti.<br />
Sono aperte anche le iscrizioni sul sito del<br />
Convegno che danno la possibilità di accedere<br />
gratuitamente al complesso fieristico per<br />
due giornate.<br />
Il Forum si svolgerà in concomitanza con<br />
due importanti fiere: Ipack-Ima, dedicata<br />
alle tecnologie per il processing & packaging<br />
e GreenPlast, incentrata sull’industria delle<br />
materie plastiche e della gomma.<br />
Packaging Speaks Green <strong>2022</strong> è organizzato<br />
con il supporto di Ucima (Unione costruttori<br />
italiani macchine italiani per il confezionamento<br />
e l’imballaggio) e Amaplast<br />
(Associazione nazionale costruttori di<br />
macchine e stampi per materie plastiche e<br />
gomma).<br />
L’agenda<br />
Anuga FoodTec<br />
26-29 aprile <strong>2022</strong><br />
Colonia, Germania<br />
www.anugafoodtec.com<br />
Packaging Speaks Green<br />
3-5 maggio <strong>2022</strong><br />
Milano<br />
www.packagingspeaksgreen.com<br />
Cibus<br />
3-6 maggio <strong>2022</strong><br />
Parma<br />
www.cibus.it<br />
Ipack-Ima<br />
3-6 maggio <strong>2022</strong><br />
Milano<br />
www.ipackima.com<br />
IFFA<br />
14-19 maggio <strong>2022</strong><br />
Monaco di Baviera, Germania<br />
www.iffa.de<br />
www.interprogettied.com<br />
Convegno Giflex: “Imballaggio<br />
flessibile: in equilibrio nell’era<br />
della discontinuità”<br />
18-19 maggio <strong>2022</strong><br />
Roma<br />
www.giflex.it<br />
MECFOR<br />
24-26 maggio <strong>2022</strong><br />
Parma<br />
www.mecfor.it<br />
Packaging Première<br />
24-26 maggio <strong>2022</strong><br />
Milano<br />
www.packagingpremiere.it<br />
SPS Italia<br />
24-26 maggio <strong>2022</strong><br />
Parma<br />
www.spsitalia.it<br />
Hyspack<br />
24-27 maggio <strong>2022</strong><br />
Barcellona, Spagna<br />
www.hyspack.com<br />
Algaefarm<br />
25-27 maggio <strong>2022</strong><br />
Pordenone<br />
www.algaefarm.show<br />
Aquafarm<br />
25-27 maggio <strong>2022</strong><br />
Pordenone<br />
www.aquafarm.show<br />
Novelfarm<br />
25-27 maggio <strong>2022</strong><br />
Pordenone<br />
www.novelfarm.show<br />
In Vino Analytica Scientia<br />
3-7 luglio <strong>2022</strong><br />
Neustadt an der Weinstraße,<br />
Germania<br />
www.infowine.com<br />
FI Asia Indonesia<br />
7-9 settembre <strong>2022</strong><br />
Jakarta, Indonesia<br />
www.figlobal.com<br />
Drinktec<br />
12-16 settembre <strong>2022</strong><br />
Monaco, Germania<br />
www.drinktec.com<br />
Anufood India<br />
14-16 settembre <strong>2022</strong><br />
Bombay, India<br />
www.anufoodindia.com<br />
Terra Madre Salone del Gusto<br />
22-26 settembre <strong>2022</strong><br />
Torino<br />
www.slowfood.it<br />
FI Asia Thailandia<br />
5-7 ottobre <strong>2022</strong><br />
Bangcock, Thailandia<br />
www.figlobal.com<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
25<br />
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ingredienti<br />
SipaPro-Oat è un<br />
concentrato proteico<br />
di avena che garantisce<br />
minimo 56%<br />
di proteine, 26,5%<br />
di carboidrati (il 15%<br />
di questi costituito da<br />
fibre) e 8,5% di lipidi.<br />
Una risposta ideale per<br />
i produttori di alimenti<br />
e bevande, sempre più<br />
alla ricerca di proteine<br />
vegetali alternative<br />
per creare ed arricchire<br />
le formulazioni.<br />
a cura<br />
di Meurens<br />
Natural<br />
SIPAPRO-OAT, IL PRIMO<br />
CONCENTRATO PROTEICO D’AVENA<br />
BIOLOGICO AL MONDO<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
26<br />
Le proteine assolvono a molti ruoli nel nostro corpo. Sono<br />
fondamentali per la costruzione e la riparazione dei tessuti,<br />
sono necessarie per la trasmissione di molteplici segnali,<br />
svolgono un ruolo vitale in molte reazioni metaboliche<br />
e coordinano numerose funzioni corporee. Inoltre,<br />
le proteine mantengono anche il giusto pH e l’equilibrio<br />
acido-base del nostro corpo.<br />
Il veganismo è in aumento e, con esso, la ricerca di nuove<br />
proteine vegetali alternative. I produttori di alimenti e bevande<br />
sono alla ricerca di proteine per creare ed arricchire<br />
nuove formulazioni ad alta concentrazione proteica. La<br />
scelta del tipo proteico dipende principalmente dalle proprietà<br />
organolettiche come il gusto ma anche dal prezzo,<br />
dalla disponibilità e dalla sostenibilità che rimangono fattori<br />
altrettanto determinanti. SipaPro-Oat è un candidato<br />
perfetto per soddisfare tutti questi requisiti. SipaPro-Oat<br />
è un concentrato proteico di avena che garantisce minimo<br />
56% di proteine, 26,5% di carboidrati (il 15% di questi<br />
costituito da fibre) e 8,5% di lipidi.<br />
SIPAPRO-OAT E LA SOSTENIBILITÀ<br />
SipaPro-Oat è una fonte proteica sostenibile. È un sottoprodotto<br />
della nostra produzione, completamente naturale,<br />
privo di sostanze chimiche e di sciroppi d’avena (figura 1).<br />
Di solito iniziamo il nostro processo di produzione con cereali<br />
o farina, diversamente dalle industrie tradizionali che<br />
utilizzano principalmente l’amido come punto di partenza.<br />
Dopo il passaggio iniziale, aggiungiamo acqua e scaldiamo.<br />
Poi raffreddiamo a una temperatura accettabile affinché<br />
gli enzimi possano compiere la loro idrolisi. Dopo l’idrolisi,<br />
separiamo la materia solubile da quella insolubile. La parte<br />
solubile passa attraverso una fase di evaporazione e concentrazione<br />
e alla fine si ottengono i nostri sciroppi di avena.<br />
Il sottoprodotto insolubile è ricco di proteine e fibre.<br />
www.interprogettied.com<br />
26_28_articolo meurens.indd 26 15/04/22 11:52
ingredienti<br />
Questo flusso passa attraverso una<br />
fase di arricchimento ed essiccazione,<br />
che alla fine fornisce il nostro concentrato<br />
proteico SipaPro-Oat. Questo<br />
processo produttivo unico e innovativo<br />
è al 100% in linea con la filosofia<br />
della produzione biologica. Il fatto che<br />
questo processo convalidi tutti i flussi<br />
e utilizzi tutti i componenti dell’avena,<br />
lo rende una fonte proteica completamente<br />
sostenibile.<br />
SIPAPRO-OAT, UN PROFILO<br />
NUTRIZIONALE E UN PRODOTTO UNICO<br />
Oltre ad un contenuto proteico minimo<br />
del 56%, SipaPro-Oat contiene<br />
anche in media il 26,5% di carboidrati,<br />
di cui il 15% fibre. SipaPro-Oat<br />
contiene anche l’8,5% di lipidi.<br />
SipaPro-Oat ha anche un buon profilo<br />
di aminoacidi. Contiene, oltre alla<br />
lisina, quantità di aminoacidi essenziali<br />
piuttosto elevate rispetto ad altri<br />
cereali. Questo perché le proteine<br />
dell’avena sono costituite principalmente<br />
da globuline. Questa forma di<br />
proteina di accumulo è più ricca di<br />
aminoacidi essenziali rispetto a un’altra<br />
proteina di accumulo che va sotto<br />
il nome di prolamine e che è più predominante<br />
in altri cereali (figura 3).<br />
Il valore degli aminoacidi corretto per la<br />
digeribilità delle proteine (PDCAAS,<br />
Protein Digestibility Corrected Amino<br />
Acid Score) è 0,59. Ciò è dovuto principalmente<br />
alla minore quantità di lisina<br />
presente nelle proteine dell’avena. Per<br />
correggere il PDCAAS, viene adoperata<br />
una semplice soluzione: combinare con<br />
le proteine dei piselli. La proteina dei<br />
piselli tende ad essere piuttosto povera<br />
di aminoacidi contenenti zolfo (come<br />
la metionina essenziale e la cisteina non<br />
essenziale), ma è ricca di lisina. SipaPro-<br />
Oat è piuttosto ricco di metionina e cisteina,<br />
ma a basso contenuto di lisina.<br />
Combinando entrambi, si ottiene un<br />
profilo aminoacidico perfettamente<br />
bilanciato.<br />
SipaPro-Oat è particolarmente ricco<br />
di glutammina.<br />
Sebbene la glutammina non sia un<br />
aminoacido essenziale, è considerata<br />
Figura 1 - Processo di<br />
produzione SipaPro-Avena<br />
un aminoacido condizionatamente<br />
essenziale.<br />
Tende a esaurirsi durante i periodi di<br />
malattia o in caso di problemi di salute.<br />
L’aggiunta di glutammina alla dieta<br />
individuale può essere molto utile.<br />
La glutammina è uno degli aminoacidi<br />
più importanti per un apparato<br />
digerente sano poiché è coinvolta nel<br />
mantenimento dell’integrità della parete<br />
intestinale. La glutammina è anche<br />
soprannominata “l’aminoacido<br />
calmante” poiché è stato dimostrato<br />
che riduce l’ansia, così come il desiderio<br />
di zucchero e alcol. Studi hanno<br />
anche dimostrato che la glutammina<br />
supporta il sistema immunitario ed è<br />
particolarmente benefica per i pazienti<br />
che combattono virus o infezioni<br />
schiaccianti.<br />
SipaPro-Oat ha una buona digeribilità<br />
del 90% e viene fornito con un<br />
fattore di capacità di ritenzione idrica<br />
(WHC) di 2,48. In questo caso, il<br />
WHC è la capacità delle proteine di<br />
trattenere da sole o di aggiungere<br />
acqua durante la lavorazione. Un ingrediente<br />
ad alto WHC può migliorare<br />
la consistenza di un prodotto alimentare.<br />
Può essere utilizzato anche<br />
per migliorare la succosità di un prodotto<br />
alimentare dopo la cottura.<br />
SipaPro-Oat è una polvere fine, scorre-<br />
Figura 3 - Composizione<br />
aminoacidica di SipaPro-Oat<br />
Figura 2 - Profilo nutrizionale di SipaPro-Oat<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
www.interprogettied.com<br />
27<br />
26_28_articolo meurens.indd 27 15/04/22 11:52
ingredienti<br />
vole, non appiccicosa, di colore da marrone<br />
chiaro a marrone che può essere<br />
facilmente incorporata in molte formulazioni<br />
di alimenti e bevande (figura 4).<br />
Figura 5<br />
SIPAPRO-OAT, UNA PLETORA<br />
DI APPLICAZIONI<br />
Grazie al suo gusto neutro e leggero<br />
ai cereali, che rappresenta un vantaggio<br />
significativo rispetto a molte altre<br />
proteine vegetali, SipaPro-Oat è un<br />
ottimo ingrediente per molte applicazioni.<br />
Le applicazioni vanno da pane e pasta<br />
ad alto contenuto proteico a frullati e<br />
barrette di cereali arricchiti di proteine<br />
fino ad alternative alla carne.<br />
Figura 4<br />
Perché non fare un OatBurger per<br />
esempio (figura 5)?<br />
O che ne dite di un po’ di pasta proteica<br />
all’avena (figura 6)!<br />
SIPAPRO-OAT, UNA<br />
SOLUZIONE CLEAN LABEL<br />
La tendenza delle etichette pulite<br />
(Clean Label) continua a crescere con<br />
consumatori che desiderano sempre<br />
maggiori informazioni su ciò che acquistano<br />
e consumano. Oltre a ciò, la<br />
maggior parte dei consumatori oggigiorno<br />
chiede trasparenza ai propri<br />
produttori. Questa richiesta si concretizza<br />
sotto forma di un elenco di ingredienti<br />
che i consumatori possono<br />
comprendere e con parole che possano<br />
pronunciare.<br />
Di conseguenza, molti consumatori<br />
Meurens Natural SA, l’innovazione sostenibile come valore fondamentale<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
Meurens Natural è stato un pioniere nel settore biologico<br />
e da oltre 30 anni si concentra sulla produzione di<br />
estratti di cereali biologici e naturali clean label. Con un<br />
processo produttivo unico e innovativo, al 100% in linea<br />
con la filosofia del biologico, prevede cinque passaggi essenziali: molitura,<br />
idrolisi, filtrazione meccanica (la fase di filtrazione avviene in modo<br />
completamente meccanico, senza l’utilizzo di metodi convenzionali,<br />
tecnici e agenti chimici, e senza demineralizzazione), evaporazione e<br />
confezionamento. L’azienda è in grado di offrire ai nostri clienti ingredienti<br />
del tutto naturali e biologici. In qualità di specialista europeo<br />
nell’idrolisi dei cereali, Meurens Natural è in grado di idrolizzare un’ampia<br />
varietà di cereali utilizzando farina, e non solo amido come nell’industria<br />
convenzionale del glucosio.<br />
L’idrolisi della farina, nell’ambito di un processo produttivo pulito, semplice<br />
ed ecologico, comporta i seguenti vantaggi: nessun utilizzo di additivi<br />
chimici come avviene nelle industrie convenzionali (come H 2<br />
SO 4<br />
- acido solforico, NaOH - idrossido di sodio, Na 2<br />
CO 3<br />
- sodio carbonato,<br />
SO 2<br />
- anidride solforosa), nessun metodo di lavorazione convenzionale<br />
come l’uso di resine a scambio ionico per demineralizzare<br />
(raffinare) succhi zuccherati o succhi di frutta ed una completa<br />
tracciabilità dalla materia prima allo sciroppo.Tutte<br />
le caratteristiche del cereale trasformato si conservano al<br />
massimo: gusto, colore e mineralità. Ciò consente un’etichettatura breve,<br />
chiara e pulita.<br />
A causa di un’ampia varietà di strutture zuccherine, dolcezza, viscosità,<br />
colori, aromi e materie prime, i prodotti Sipal ® (biologico) e Natu ® (convenzionale)<br />
soddisfano molteplici funzionalità per diverse applicazioni<br />
alimentari.<br />
Le ultime innovazioni includono proteine di riso ed avena, organiche e<br />
convenzionali.<br />
Oltre agli esempi sopra citati, la gamma di prodotti include anche estratti<br />
organici e naturali provenienti da mais, malto d’orzo e grano. Meurens<br />
Natural produce anche una vasta gamma di ingredienti su misura, appositamente<br />
progettati per soddisfare le diverse esigenze dei clienti.<br />
Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo<br />
contact@meurensnatural.com o visitare il sito www.meurensnatural.com.<br />
28<br />
www.interprogettied.com<br />
26_28_articolo meurens.indd 28 15/04/22 11:52
ingredienti<br />
basano le loro decisioni di acquistare<br />
un prodotto sulla base di un elenco di<br />
ingredienti chiaro, pulito e breve.<br />
Tuttavia, con questo in mente, i consumatori<br />
vogliono ancora un prodotto<br />
dall’ottimo gusto!<br />
Figura 6<br />
Ciò rappresenta una sfida per i produttori<br />
nel riformulare alcuni dei loro prodotti<br />
originali. Questo deve essere fatto<br />
senza compromettere gusto, colore,<br />
consistenza e sensazione al palato.<br />
Etichetta pulita significa prodotto contenente<br />
solo ingredienti naturali e/o<br />
biologici coltivati secondo standard<br />
non OGM, il meno trasformato possibile,<br />
originato da pratiche agricole<br />
sostenibili, con un basso impatto ambientale<br />
e contraddistinto da elenco di<br />
ingredienti brevi e comprensibili.<br />
Gli alimenti trasformati chimicamente,<br />
chiamati anche alimenti ultra-lavorati,<br />
tendono ad essere ricchi di<br />
zuccheri, ingredienti artificiali, carboidrati<br />
raffinati ed acidi grassi trans. Per<br />
questo motivo, causono in maniera<br />
importante obesità e altre malattie in<br />
tutto il mondo.<br />
SipaPro-Oat è un perfetto esempio di<br />
ingrediente clean label prodotto attraverso<br />
un processo completamente<br />
naturale e pulito. Dichiarabile sia come<br />
“concentrato proteico dell’avena biologico”<br />
nel caso della nostra versione<br />
biologica o sia come “concentrato<br />
proteico dell’avena” nel caso della nostra<br />
versione convenzionale.<br />
> estrusori > dosatori > componenti > trasporto pneumatico > sistemi completi<br />
ESTRUSORE PER ALIMENTI ZSK.<br />
DESIGN IBRIDO. PER PRODOTTI<br />
SOSTITUTIVI DELLA CARNE<br />
+ Estrusore a doppio uso altamente flessibile per TVP e HMMA<br />
+ Attrezzature per la movimentazione degli ingredienti a base<br />
vegetale dalla produzione all’imballaggio<br />
+ Leader affermato del settore per sistemi TVP e sostitutivi della<br />
carne installati a livello globale<br />
+ Rigoroso rispetto di tutti gli standard alimentari<br />
+ Dosaggio a perdita di peso ad alta precisione di polveri e liquidi<br />
+ Rete di assistenza mondiale<br />
L’estrusore per alimenti ZSK permette la produzione di un’ampia varietà di prodotti sostitutivi della carne. Su<br />
questo estrusore si possono produrre sia TVP che HMMA. La linea offre ai produttori la massima flessibilità<br />
per rispondere alle mutevoli richieste del mercato. www.coperion.com/it/estrusori-alimentari<br />
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Montenegro S.r.l.<br />
Via Volturno, 37<br />
20861 Brugherio (MB)<br />
Tel: +39 039 883107<br />
Fax: +39 039 880023<br />
info@montenegrosrl.it<br />
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TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
29<br />
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ambiente<br />
FARINA PROTEICA AMICA DELL’AMBIENTE<br />
Presentata a Beer & Food<br />
Attraction di Rimini l’esclusiva<br />
farina di birra LEY, prodotta<br />
dalla veneta Circular Food srl e<br />
già accolta dal trade e dal consumer<br />
perché, oltre a essere<br />
buona e sana, fa bene anche<br />
all’ambiente.<br />
Grazie a un innovativo processo<br />
brevettato (HSCD - High<br />
Speed Cold Dryer) che consente<br />
di trasformare in farina i<br />
prodotti di risulta di distillati e<br />
fermentati, Circular Food è entrata<br />
ufficialmente nel mercato<br />
dell’economia circolare. La<br />
svolta è LEY, la rivoluzionaria<br />
farina ottenuta dalla trebbia<br />
di birra che recupera gli scarti<br />
di produzione dei birrifici fino<br />
ad ora trattati come rifiuti organici<br />
o destinati a mangime.<br />
Circular ha saputo restituire<br />
dignità a tali scarti traendone<br />
un’ottima farina di birra<br />
integrale e proteica, ad alto<br />
contenuto di fibre (52%), dal<br />
caratteristico sapore tostato<br />
che la rende ideale come base<br />
per la produzione di prodotti<br />
da forno. La pasta, i grissini e<br />
gli snack salati prodotti con farine<br />
LEY non sono solo buoni,<br />
ma anche sani grazie al basso<br />
contenuto di glutine e all’alto<br />
contenuto di fibre e proteine<br />
vegetali. I prodotti LEY sono<br />
anche rispettosi dell’ambiente:<br />
l’approccio circolare, sostenibile<br />
e di cooperazione adottato<br />
da Circular food con grandi<br />
e piccoli birrifici consente di<br />
ridurre gli elevati sprechi che<br />
caratterizzano il mondo della<br />
produzione alimentare con<br />
un atteggiamento rispettoso<br />
nei confronti dell’ambiente<br />
e delle persone. Il tutto con<br />
un risparmio del 60% del<br />
fabbisogno energetico, un<br />
ridotto impatto CO 2<br />
, il recupero<br />
dell’acqua estratta, l’assenza<br />
di uso di combustibili<br />
fossili. L’economia circolare di<br />
Circular food parte dal territorio.<br />
RIDUZIONE DELLE EMISSIONI BASATA SULLA SCIENZA<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
L’emergenza climatica è sotto gli occhi di<br />
tutti e molte aziende si stanno muovendo<br />
per contribuire all’obiettivo comune,<br />
definito negli Accordi di Parigi, di limitare<br />
l’aumento del riscaldamento globale<br />
a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.<br />
Fra queste Atlas Copco, multinazionale<br />
svedese, i cui obiettivi di riduzione delle<br />
emissioni saranno, a partire da quest’anno,<br />
convalidati dalla Science Based Target<br />
initiative (SBTi), iniziativa, nata da CDP<br />
(il Global Compact delle Nazioni Unite,<br />
da WRI (World Resources Institute) e dal<br />
WWF (World Wide Fund for Nature) con<br />
l’intento di guidare le aziende nell’impostazione<br />
di obiettivi che abbiano una<br />
convalidata base scientifica.<br />
Atlas Copco, che lavora da molto tempo<br />
per offrire prodotti e soluzioni sempre<br />
più efficienti dal punto di vista energetico<br />
e per ridurre le emissioni dovute alle<br />
attività produttive, ha ottenuto in questi<br />
anni una riduzione delle emissioni CO 2<br />
dovute alle attività produttive e al trasporto<br />
del 28% in relazione al costo del<br />
venduto rispetto al 2018. Questi risultati<br />
sono stati possibili grazie all’acquisto di<br />
energia prodotta da fonte rinnovabile,<br />
all’installazione di pannelli solari, all’attuazione<br />
di misure di risparmio energetico,<br />
al miglioramento dei processi logistici<br />
e all’utilizzo di mezzi di trasporto meno<br />
inquinanti.<br />
Il passaggio a obiettivi “basati sulla<br />
scienza” è un’indicazione importante<br />
dell’attenzione dell’azienda verso la sostenibilità:<br />
questi nuovi target, infatti,<br />
coinvolgono l’intera catena del valore<br />
con una visione olistica dell’impatto<br />
delle aziende sull’ambiente. In base<br />
all’impostazione definita dalla Science<br />
Based Target initiative, infatti, sono tre<br />
gli ambiti a cui devono fare riferimento<br />
i calcoli: l’impatto climatico diretto di<br />
un’azienda; le emissioni indirette generate<br />
dall’energia utilizzata per alimentare<br />
il processo produttivo; le emissioni<br />
indirette, generate a monte e a valle<br />
delle attività produttive. A seguito di<br />
un processo di analisi che ha coinvolto<br />
i rappresentanti di ciascuna area aziendale,<br />
Atlas Copco ha fissato i seguenti<br />
obiettivi “basati sulla scienza”: riduzione<br />
entro il 2030 di almeno il 46% delle<br />
emissioni dovute alle attività interne<br />
e di almeno il 28% delle attività sulla<br />
catena del valore. Questi obiettivi, valutati<br />
usando come base di riferimento il<br />
2019, sono applicati a partire dal <strong>2022</strong><br />
e saranno rivisti almeno ogni cinque<br />
anni per assicurarsi che siano ancora in<br />
linea con le ultime scienze del clima e<br />
con le ambizioni aziendali.<br />
30<br />
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30_31_News Ambiente.indd 30 15/04/22 11:58
ambiente<br />
CARNE GENUINA A IMPATTO ZERO<br />
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A MILANO<br />
“All’inizio è stata una sfida, ma abbiamo dimostrato a tutti che<br />
si può fare”. A raccontarlo è Mattia Assanelli, Ceo di Carne<br />
Genuina, startup innovativa fondata a Treviglio in provincia di<br />
Bergamo nel 2020, ma dalle origini molto lontane. Per questo<br />
i fratelli Mattia e Simone, terza generazione di allevatori,<br />
hanno fondato Carne Genuina, un progetto che compensa<br />
l’inquinamento prodotto con l’energia pulita e i Baobab piantati<br />
in Kenya.<br />
“Gli studi di settore ci dicono che un chilo di carne di manzo<br />
produce 25 Kg di CO 2<br />
”, racconta Mattia Assanelli. “In<br />
base alla nostra produzione di carne, in un anno produciamo<br />
mediamente 225 tonnellate di CO 2<br />
. Per questo abbiamo installato<br />
pannelli fotovoltaici su tutta la struttura in grado di<br />
neutralizzare circa il 60% dell’anidride carbonica prodotta,<br />
mentre un altro 40% è compensato dai 35 Baobab che abbiamo<br />
adottato in Kenya. Facendo due conti, compensiamo più<br />
CO 2<br />
di quanta ne produciamo e questo è un bene inestimabile<br />
per le persone e per l’ambiente”.<br />
“La nostra startup seleziona aziende agricole a conduzione familiare<br />
e si occupa direttamente del packaging e della logistica<br />
fino alla spedizione”, spiega Assanelli. È facile intuire come<br />
la sostenibilità sia nel DNA di Carne Genuina, dal momento<br />
che le aziende agricole a gestione familiare sono sostenibili<br />
per definizione, hanno terreni di proprietà e non si dedicano<br />
ad allevamento intensivo come fanno i grandi allevamenti<br />
industriali.<br />
L’espansione di Carne Genuina ha bisogno adesso di nuovi<br />
capitali per potenziare la propria scalata investendo in marketing<br />
e assumendo nuovo personale. Per questo è stata lanciata<br />
una campagna di equity crowdfunding su Opstart che ha un<br />
obiettivo minimo di 150mila euro e ha già raccolto circa la<br />
metà del capitale.<br />
“Stimiamo che nel 2025 potremo già eseguire una exit strategica.<br />
Per raggiungere questo successo, gli obiettivi prefissati<br />
lungo il cammino sono un EBITDA positivo e un fatturato che<br />
tocchi i 5 milioni di euro”, ha concluso Mattia Assanelli.<br />
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TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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31<br />
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energia<br />
Nello stabilimento<br />
di Barilla a Muggia,<br />
un impianto di<br />
trigenerazione<br />
E.ON fornirà in<br />
modo congiunto<br />
energia elettrica,<br />
termica e frigorifera<br />
necessarie per la<br />
produzione della<br />
pasta, portando ad<br />
una riduzione delle<br />
emissioni di CO2 di<br />
circa il 16%.<br />
LA TRIGENERAZIONE PER RIDURRE<br />
LA CARBON FOOTPRINT DELLA PASTA<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
In alto: una linea di<br />
produzione di pasta<br />
nello stabilimento<br />
di Barilla a Muggia,<br />
in provincia<br />
di Trieste<br />
In un mondo che va sempre più verso le energie rinnovabili,<br />
con l’ottica di diminuire i costi di gestione e,<br />
soprattutto, le emissioni inquinanti, il Gruppo Barilla<br />
– il cui brand Mulino Bianco già utilizza solo energia<br />
proveniente da fonti rinnovabili come l’acqua, il sole<br />
e il vento – continua a migliorare i processi tecnologici<br />
dei propri impianti, contribuendo al benessere del<br />
Pianeta.<br />
L’ultima novità su questo fronte, che è stata annunciata<br />
in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio<br />
Energetico (18 febbraio), riguarda l’impianto di trigenerazione<br />
nello stabilimento di Muggia, in provincia di<br />
Trieste. Nel pastificio, acquisito nell’ottobre 2020 da<br />
Pasta Zara e fra i più grandi al mondo nel settore, sono<br />
in corso i lavori per la costruzione di un sistema di trigenerazione<br />
da 4,4 MWe, di proprietà e gestione di<br />
E.ON, che produrrà l’energia elettrica, termica e frigorifera<br />
necessari alla produzione della pasta e permetterà<br />
di ridurre le emissioni di CO 2<br />
di circa il 16%.<br />
Il progetto di Muggia fa seguito a quelli di Pedrignano<br />
(PR) e Marcianise (CE), dove sono già presenti degli<br />
impianti di trigenerazione.<br />
OLTRE 8,8 MILIONI DI EURO PER ABBASSARE<br />
L’IMPATTO AMBIENTALE<br />
Nel 2020 Barilla ha investito oltre 8,8 milioni di euro<br />
per ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi,<br />
dei quali circa 2 milioni di euro sono stati destinati<br />
a interventi di efficientamento negli stabilimenti. Tra<br />
gli interventi di efficientamento ci sono per esempio<br />
l’utilizzo di forni e impianti di condizionamento ad<br />
alta efficienza energetica, la sostituzione dei bruciatori,<br />
il migliore isolamento termico, la realizzazione di<br />
sistemi di recupero di calore e ottimizzazione del la-<br />
32<br />
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energia<br />
Il progetto di Muggia<br />
fa seguito a quelli<br />
di Pedrignano (PR)<br />
e Marcianise (CE), dove<br />
sono già presenti<br />
degli impianti<br />
di trigenerazione<br />
vaggio trafile. Ulteriori interventi<br />
di efficientamento energetico hanno<br />
riguardato i sistemi di illuminazione<br />
attraverso l’installazione di<br />
nuove soluzioni basate su tecnologie<br />
LED.<br />
L’investimento ha consentito l’implementazione<br />
del programma<br />
Energy Saving Project (ESP),<br />
nell’ambito del quale ogni stabilimento<br />
del Gruppo si impegna a<br />
ricercare nuovi progetti per ridurre<br />
il consumo di energia. Le iniziative<br />
intraprese hanno consentito di ridurre<br />
negli anni l’energia consumata<br />
per tonnellata di prodotto<br />
finito.<br />
Per quanto riguarda l’energia elettrica<br />
acquistata, una consistente<br />
www.interprogettied.com<br />
quota, circa il 64% del totale, è<br />
dotata di certificazione Garanzia<br />
d’Origine (GO), certificazione che<br />
attesta l’origine rinnovabile delle<br />
fonti utilizzate. Dal 2010 ad oggi,<br />
l’azienda di Parma ha ridotto del<br />
31% le emissioni di CO 2<br />
eq. e del<br />
Un’azienda familiare con 145 anni di storia<br />
A Muggia sono<br />
in corso i lavori<br />
per la costruzione<br />
di un impianto<br />
di trigenerazione<br />
da 4,4 MWe<br />
Barilla è un’azienda familiare, non quotata in Borsa, presieduta dai fratelli Guido, Luca e Paolo<br />
Barilla. Fu fondata dal bisnonno Pietro Barilla, che aprì un panificio a Parma nel 1877. Oggi,<br />
Barilla è famosa in Italia e nel mondo per l’eccellenza dei suoi prodotti alimentari. Con i suoi<br />
brand – Barilla, Mulino Bianco, Pan di Stelle, Gran Cereale, Harrys, Pavesi, Wasa, Filiz, Yemina<br />
e Vesta, Misko, Voiello, Cucina Barilla, Catelli, Lancia, Tolerant e Pasta Evangelists – promuove<br />
una dieta gustosa, gioiosa e sana, ispirata alla dieta mediterranea e allo stile di vita italiano.<br />
Quando Pietro ha aperto il suo negozio più di 140 anni fa, il suo scopo principale era quello<br />
di fare del buon cibo. Oggi quel principio è diventato il modo di fare business di Barilla: “Buono<br />
per Te, Buono per il Pianeta”, uno slogan che esprime l’impegno quotidiano di oltre 8.000<br />
persone che lavorano per l’azienda e di una filiera che condivide i suoi valori e la passione per<br />
la qualità.<br />
“Buono per Te” significa migliorare costantemente l’offerta di prodotti, incoraggiare l’adozione<br />
di stili di vita sani e favorire l’accesso al cibo.<br />
“Buono per il Pianeta” significa impegnarsi a ridurre e compensare le emissioni di CO 2<br />
eq, promuovere<br />
filiere sostenibili e progettare gli imballi affinché possano essere riciclati.<br />
Dal 1987, un archivio storico raccoglie e custodisce la storia dei 145 anni di vita dell’azienda,<br />
che oggi, grazie al portale-museo www.archiviostoricobarilla.com è una risorsa accessibile a<br />
tutti e testimonia il viaggio di un’icona del Made in Italy e i cambiamenti della società italiana.<br />
23% il consumo idrico per tonnellata<br />
di prodotto finito. Va in questa<br />
direzione il traguardo della completa<br />
compensazione delle emissioni<br />
di gas a effetto serra dei<br />
brand Wasa, Gran Cereale, Harrys<br />
e Mulino Bianco, i primi ad aver<br />
raggiunto la compensazione totale<br />
delle emissioni di CO 2<br />
eq.<br />
In un’ottica di comunicazione trasparente<br />
delle proprie performance<br />
ambientali, Barilla aderisce alle<br />
iniziative promosse da Carbon<br />
Disclosure Project (CDP), organizzazione<br />
internazionale indipendente<br />
che fornisce a imprese, autorità<br />
locali, governi e investitori<br />
un sistema globale di misurazione<br />
e rendicontazione degli impatti<br />
ambientali. Ogni anno il Gruppo<br />
partecipa compilando i questionari<br />
in ambito Climate Change,<br />
Forest e Water. Nel corso del 2021,<br />
il Gruppo ha ottenuto una valutazione<br />
(su una scala che va da un<br />
minimo di D- sino al massimo di A)<br />
di: “B” nell’ambito Climate<br />
Change; una valutazione di “B”<br />
per quanto concerne Forest e una<br />
valutazione “B” anche nell’ambito<br />
Water.<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
33<br />
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macchine<br />
I PALLETTIZZATORI NON SONO PERICOLOSI: ACCOLTA LA RICHIESTA DI UCIMA<br />
Un’importante vittoria in seno al<br />
Parlamento Europeo da parte di<br />
Ucima. Su richiesta dell’Associazione,<br />
infatti, è stato soppresso<br />
un emendamento al nuovo<br />
Regolamento Macchine. La nuova<br />
normativa è in fase in approvazione<br />
a Bruxelles e andrà a<br />
sostituire la precedente Direttiva<br />
del 2006.<br />
Il punto in questione era molto<br />
controverso, poiché inseriva i<br />
pallettizzatori, i depallettizzatori<br />
e gli avvolgipallet nell’allegato relativo alle macchine<br />
pericolose. La normativa avrebbe quindi costretto tutti i<br />
costruttori di tali sistemi a farsi approvare preventivamente<br />
i modelli e le macchine da immettere sul mercato<br />
da Enti notificati ai sensi della Direttiva Macchine, in<br />
quanto appunto macchinari da considerarsi pericolosi.<br />
L’ufficio tecnico di Ucima, appena venuto a conoscenza<br />
di questa possibilità e coordinandosi con Confindustria<br />
Bruxelles, è intervenuto contattando uno ad uno in prima<br />
persona tutti i parlamentari italiani della<br />
Commissione Mercato Interno e Protezione dei<br />
Consumatori del Parlamento Europeo, rappresentando<br />
le esigenze del settore.<br />
In particolare, l’Associazione ha dimostrato che l’emendamento<br />
appariva privo di significato, alla luce della<br />
completa assenza di dati infortunistici, report o statistiche<br />
che attestino la pericolosità di tali impianti. Inoltre,<br />
secondo il centro studi Mecs-Ucima, ad essere coinvolte<br />
sarebbero state ben 13mila macchine in Europa ogni<br />
anno. Dati che si riferiscono principalmente alle aziende<br />
italiane, che rappresentano almeno il 50% del fatturato.<br />
ASTUCCIATRICI PER LA PASTA<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
Il Gruppo Altopack, attivo nella progettazione<br />
di macchine per il packaging di pasta,<br />
prenderà parte all’edizione <strong>2022</strong> di<br />
Ipack-Ima presentando lo stato dell’arte<br />
della propria produzione dedicata all’astucciamento<br />
e al confezionamento in cartone.<br />
La kermesse milanese sarà anche occasione<br />
per presentare in anteprima mondiale<br />
“Cyborg Line”, azienda che va ad affiancare<br />
e potenziare il mercato già presidiato<br />
da Altopack e Gammapack. Una nuova e<br />
inedita realtà dedicata allo sviluppo di soluzioni<br />
robotiche avanzate con applicazioni<br />
nel settore del packaging.<br />
Il Gruppo Altopack è composto dalla stessa<br />
Altopack, azienda con un’esperienza<br />
ultraventennale nel confezionamento della<br />
pasta; da Gammapack e dalla startup<br />
innovativa Cyborg Line. Altopack inventa,<br />
progetta e produce sistemi automatici per<br />
il packaging alimentare, con una specifica<br />
competenza nel settore della pasta e grainbased<br />
food, dove l’azienda gode di una<br />
reputazione consolidata a livello mondiale<br />
presso tutti i principali brand.<br />
Ultima nata all’interno della compagine<br />
Altopack è Cyborg Line che risponde ad un<br />
problema avvertito da tutto il mondo del<br />
packaging: le movimentazioni a basso carico<br />
ma ad alta frequenza, come l’approvvigionamento<br />
dei consumabili, sono fortemente<br />
logoranti per l’operatore e vanno ad<br />
incidere sulla produttività complessiva.<br />
È la prima volta che Altopack partecipa in<br />
maniera così strutturata e completa ad un<br />
evento di caratura internazionale come<br />
Ipack-Ima, dove l’azienda si propone di offrire<br />
all’intero settore una finestra su quelli<br />
che ritiene saranno gli orizzonti dell’innovazione<br />
guidati nei prossimi anni da<br />
tecnologie esponenziali come la robotica e<br />
l’internet delle macchine.<br />
L’astucciatrice APL-Veloce è l’ultimo modello<br />
appartenente alla famiglia di astucciatrici<br />
per pasta lunga di Gammapack. La<br />
macchina è stata progettata per sostenere<br />
gli alti livelli di produttività resi possibili dalle<br />
due pesatrici brevettate da Altopack ed<br />
è in grado di confezionare fino a 180<br />
astucci al minuto. Questa soluzione si differenzia<br />
dalle precedenti anche per la riduzione<br />
degli ingombri e la compattezza<br />
grazie al posizionamento strategico del<br />
magazzino astucci all’interno della macchina<br />
stessa. APL-Veloce, inoltre, consente di<br />
eseguire rapidamente il cambio formato.<br />
La cartonatrice wrap around Rola’ è la new<br />
entry della famiglia di cartonatrici Altopack.<br />
La macchina si caratterizza per la sua alta<br />
velocità (fino a 30 cartoni/minuto) e per la<br />
sua estrema versatilità, potendo essere<br />
usata per soddisfare le più svariate esigenze<br />
produttive: dai settori legati al mondo<br />
alimentare, al beverage ma anche al nonfood.<br />
A Milano, Altopack esporrà anche la rivoluzionaria<br />
applicazione nel settore della<br />
robotica di Cyborg Line.<br />
34<br />
www.interprogettied.com<br />
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macchine<br />
LABORATORIO DI FORMAZIONE SULLE MACCHINE PER IL PACKAGING<br />
Siropack Italia, azienda specializzata nella<br />
produzione di macchine industriali per il<br />
packaging, è nota per il proprio approccio<br />
sostenibile al mercato e per la registrazione<br />
di brevetti, come ad esempio la tecnologia<br />
Respect, che risolve definitivamente il problema<br />
della sigillatura dei contenitori alimentari<br />
in PET per permetterne il completo<br />
riciclo.<br />
Proprio sul piano dei brevetti l’azienda è stata<br />
vittima, come tante altre, delle ripercussioni<br />
del conflitto russo-ucraino: il Governo<br />
russo ha stabilito che, per lo sfruttamento<br />
di alcuni titoli di proprietà industriale i cui<br />
titolari siano aziende di origine, o con sede<br />
principale, negli Stati che hanno compiuto<br />
atti ostili nei confronti della Russia (tra i quali<br />
rientra anche l’Italia) non sia più riconosciuto<br />
alcun compenso, a partire dal 7 marzo<br />
<strong>2022</strong>.<br />
La situazione internazionale ha confermato<br />
all’azienda che la strada per incidere nella<br />
realtà attuale rimane quella di proseguire<br />
negli investimenti per la formazione: si delinea<br />
così la Respect culture di Siropack, un<br />
network di iniziative e ispirazioni<br />
per lo sviluppo condiviso.<br />
Da anni Siropack porta avanti<br />
una politica di sostenibilità che<br />
dal settore del packaging si<br />
estende sul territorio: dal 1°<br />
giugno 2019 l’azienda in collaborazione<br />
con l’Università di<br />
Bologna ospita all’interno del<br />
proprio stabilimento Tailor<br />
(Technology and Automation<br />
for Industry LabORatory), uno<br />
spazio per far dialogare proficuamente<br />
il mondo dell’Impresa<br />
e l’Università.<br />
Il laboratorio è incentrato sulla<br />
ricerca e la formazione, sede di<br />
tirocini e tesi sperimentali per il Dipartimento<br />
di Ingegneria Industriale nei settori di Impianti<br />
industriali meccanici (professore Augusto<br />
Bianchini), Meccanica applicata alle macchine<br />
(professore Marco Troncossi) e<br />
Progettazione meccanica e costruzione di<br />
macchine (professore Giangiacomo Minak).<br />
Tailor è un centro su misura in cui nuovi talenti<br />
hanno la possibilità di sviluppare e applicare<br />
eccellenza scientifica. Gli ambiti di ricerca<br />
del laboratorio sono plurimi e<br />
indipendenti dal core business di Siropack<br />
Italia: l’azienda ha messo a disposizione della<br />
comunità scientifica e delle aziende locali un<br />
hub di open local innovation, i cui studi sono<br />
accomunati dal motto “circularity is our playground”.<br />
IMPIANTI INDUSTRIALI A PORTATA DI SMARTPHONE<br />
Goglio, uno dei principali player<br />
in Europa nel packaging flessibile,<br />
ha lanciato l’App Mobile<br />
“MIND”. L’innovativa applicazione<br />
per smartphone sarà fornita<br />
gratuitamente a tutti i clienti che<br />
già utilizzano la piattaforma IIOT<br />
Goglio MIND e consentirà di<br />
controllare da ovunque e in tempo<br />
reale lo stato, l’efficienza e il<br />
funzionamento degli impianti,<br />
nonché di interagire con i sistemi<br />
di diagnostica e reportistica.<br />
Goglio MIND è la punta di diamante<br />
delle soluzioni di automazione<br />
e digitalizzazione sviluppate<br />
da Goglio per incrementare<br />
l’efficienza e prevenire malfunzionamenti<br />
degli impianti industriali.<br />
Acronimo di Machine<br />
Insight Data, è una piattaforma<br />
cloud per il monitoraggio in tempo<br />
reale – 7 giorni su 7 e h24 –<br />
delle linee di confezionamento e<br />
degli impianti progettati e realizzati<br />
da Goglio o di altri costruttori.<br />
Attraverso l’analisi dei dati di<br />
produzione, di funzionamento e<br />
di processo raccolti è possibile<br />
fornire una nuova tipologia di<br />
servizi innovativi per migliorare i<br />
livelli di manutenzione e di efficienza.<br />
Non solo, grazie alle informazioni<br />
raccolte ed elaborate<br />
dalla piattaforma MIND, le aziende<br />
possono prendere decisioni<br />
consapevoli basate su elementi<br />
concreti, ripensando i processi e<br />
rivedendo i flussi. Questo è il fine<br />
ultimo: la creazione di valore attraverso<br />
il miglioramento dei<br />
processi, l’aumento dell’efficienza<br />
e la riduzione degli imprevisti.<br />
Lanciato sul mercato 5 anni fa,<br />
quando fu adottato per la prima<br />
volta da Lavazza, il sistema<br />
Goglio MIND è oggi installato su<br />
oltre 100 impianti di importanti<br />
clienti in tutto il mondo ed è in<br />
continua evoluzione.<br />
Recentemente sono state integrate<br />
funzioni avanzate come<br />
Goglio MIND chatbot, un assistente<br />
virtuale che consente di<br />
interagire in modo semplice e<br />
immediato con il sistema, impostando<br />
soglie di allarme per le<br />
notifiche e report periodici che<br />
possono essere inviati al cliente<br />
anche attraverso chat Telegram.<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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35<br />
34_35_News Macchine.indd 35 15/04/22 14:23
componenti<br />
GOMMINI APRIBILI MULTI-RANGE<br />
Con la serie KTMBS, icotek presenta i<br />
nuovi gommini multi-range scanalati per<br />
i telai passacavi. Grazie al suo design, la<br />
nuova serie di gommini apribili KTMBS<br />
viene utilizzata per il passaggio di cavi preassemblati<br />
o liberi. Sono disponibili dodici<br />
diverse dimensioni di gommini. L’intera<br />
serie di gommini copre un campo di serraggio<br />
da 4 a 29 mm.<br />
Inoltre, il lato apribile del gommino è sagomato<br />
con un innovativo taglio ondulato.<br />
Questo taglio ondulato e la membrana flessibile<br />
del passacavo KTMBS consentono una<br />
maggiore tenuta dei cavi posati.<br />
Il diametro del cavo può variare fino a 3 mm<br />
grazie alla membrana speciale. La flessibilità<br />
del passacavo offre all’installatore un ampio<br />
margine di manovra in campo: se il diametro<br />
esatto del cavo non è noto prima dell’installazione,<br />
l’installatore può gestire comunque<br />
l’esigenza in modo rapido e flessibile<br />
con il gommino passacavo multi-range<br />
KTMBS di icotek.<br />
Il KTMBS è costituito da elastomero. La serie<br />
KTMBS è priva di silicone e alogeni. La temperatura<br />
consentita è compresa tra -40°C e<br />
100°C. Il nuovo passacavo multi-range apribile<br />
è già disponibile.<br />
Campioni e certificati possono essere richiesti<br />
al produttore.<br />
SERVOMOTORIDUTTORI IN ACCIAIO INOX<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
Sicurezza e igiene hanno un<br />
ruolo estremamente rilevante<br />
soprattutto nei settori del Food<br />
& Beverage e nell’industria farmaceutica.<br />
I comparti sono infatti<br />
regolamentati da stringenti<br />
normative sanitarie nazionali<br />
e internazionali che hanno l’obiettivo<br />
di tutelare la salute dei<br />
cittadini.<br />
Sew-Eurodrive ha sviluppato soluzioni<br />
specifiche per macchine<br />
e impianti destinati all’industria<br />
alimentare o per applicazioni in<br />
ambito farmaceutico, che consentono<br />
di rispettare i massimi<br />
standard di qualità richiesti dalle<br />
normative, offrendo anche una<br />
maggiore igiene e sicurezza nei<br />
processi produttivi e prolungando<br />
l’affidabilità delle componenti<br />
di automazione.<br />
I nuovi servomotoriduttori in<br />
acciaio inox PSH..CM2H.., costituiti<br />
dall’unione di un servomotore<br />
sincrono e da un riduttore<br />
epicicloidale, rappresentano<br />
infatti gli azionamenti ideali per<br />
tutte quelle applicazioni che richiedono<br />
igiene impeccabile e<br />
frequenti lavaggi di sanificazione<br />
e ad alta pressione o temperatura.<br />
Progettati proprio per<br />
garantire un funzionamento<br />
senza rischi in ambienti ostili o<br />
particolarmente corrosivi, i nuovi<br />
servomotoriduttori in acciaio<br />
inossidabile PSH..CM2H.. sono<br />
particolarmente indicati per l’industria<br />
delle bevande e alimentare<br />
o per applicazioni in ambito<br />
farmaceutico.<br />
Sew-Eurodrive anticipa un’esigenza<br />
normativa prevedendo<br />
una carcassa sempre in acciaio<br />
inox, con un grado di protezione<br />
IP69K: ciò garantisce prestazioni<br />
più affidabili e durature<br />
poiché i servomotoriduttori non<br />
sono soggetti a usura che potrebbe<br />
derivare dai processi di<br />
lavaggio o dall’impiego di acidi<br />
e alcali (processi di pulizia CIP,<br />
Clean-in-place, e di sterilizzazione<br />
SIP, Sterilization-in-place).<br />
I servomotoriduttori della serie<br />
PSH..CM2H..vantano un<br />
Hygienic Design in grado di garantire<br />
maggiore sicurezza e<br />
semplicità di pulizia: con una<br />
rugosità inferiore a 0,8 µm e<br />
raggi superiori a 3 mm, la struttura<br />
dei servoazionamenti presenta<br />
infatti una superficie eccezionalmente<br />
liscia, senza<br />
alcun bordo ruvido o superficie<br />
orizzontale; l’assenza di scanalature<br />
ne facilita ulteriormente il<br />
lavaggio, impedendo che lo<br />
sporco rimanga intrappolato<br />
all’interno dell’alloggiamento<br />
del motore.<br />
Infine, i servomotoriduttori in<br />
acciaio inossidabile PSH..<br />
CM2H.. rappresentano una soluzione<br />
anche efficiente in<br />
quanto, grazie ai sistemi di<br />
feedback integrati, quali resolver<br />
ed ecoder hiperface e hiperface<br />
functional safety, garantiscono<br />
un posizionamento tanto<br />
dinamico quanto sicuro. Con<br />
cinque varianti di lunghezza in<br />
un range di coppia nominale<br />
compreso fra 1,0 e 103,6 Nm e<br />
quattro diversi rapporti di riduzione<br />
per ogni riduttore, i nuovi<br />
azionamenti con servomotore<br />
in acciaio inossidabile CM2H.. si<br />
integrano perfettamente nella<br />
piattaforma di automazione<br />
modulare MOVI-C ® per un facile<br />
e rapido start-up.<br />
Tutte queste caratteristiche soddisfano<br />
i più elevati requisiti di<br />
igiene e sicurezza, per facilitare<br />
la pulizia e per aumentare la durata<br />
del servomotoriduttore in<br />
ambienti ostili e umidi: requisiti<br />
tipicamente richiesti dal settore<br />
Food & Beverage e da quello<br />
farmaceutico, ma indispensabili<br />
anche per tanti altri settori industriali<br />
come ad esempio quello<br />
chimico o dell’industria<br />
cosmetica.<br />
36<br />
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packaging<br />
ETICHETTATRICI SENZA SPRECO DI CARTA<br />
Le soluzioni premiate e brevettate dalla giapponese Sato<br />
consentono di configurare con precisione la posizione di stampa<br />
iniziale, evitando inutili sprechi di carta.<br />
Domenico<br />
Cianferri,<br />
responsabile<br />
Sato Italia<br />
Arriva dal Giappone la multinazionale<br />
che fornisce soluzioni per l’identificazione<br />
e per la tracciabilità dei prodotti. È<br />
un’azienda che punta sulla sostenibilità<br />
e sull’innovazione: per questo è stata<br />
insignita nel 2021 dell’ “Encouragement<br />
Award for Invention” all’evento “Kanto<br />
Region Invention Awards” sponsorizzato<br />
dal Japan Institute of Invention and<br />
Innovation (JIII). La tecnologia premiata,<br />
e brevettata da Sato, consente di configurare<br />
con precisione la posizione di<br />
stampa iniziale, evitando inutili sprechi<br />
di carta.<br />
L’Encouragement Award for Invention<br />
è un’iniziativa nata per incoraggiare e<br />
promuovere l’innovazione, quindi<br />
contribuire al miglioramento di scienza<br />
e tecnologia dell’industria giapponese.<br />
Il primo evento nazionale di<br />
premiazione si tenne nel 1919. Dal<br />
1921 si sono sviluppate manifestazioni<br />
regionali per promuovere l’industria<br />
locale e le iniziative di ricercatori e ingegneri<br />
che, con la loro creatività,<br />
hanno sviluppato importanti innovazioni.<br />
Numerosi i premi assegnati negli<br />
anni nei settori della chimica e della<br />
tecnologia elettronica.<br />
Grazie all’innovazione introdotta le<br />
nuove etichettatrici Sato permettono<br />
di stampare con precisione anche la<br />
prima etichetta del nastro. La tecnologia<br />
è basata su un sensore e un sistema<br />
di avvolgimento del nastro all’indietro<br />
che permette di identificare le dimensioni<br />
delle etichette, quindi procedere<br />
con precisione già dalla prima stampa.<br />
È una tecnologia innovativa e una delle<br />
dimostrazioni degli investimenti<br />
dell’azienda a supporto della sostenibilità.<br />
La produzione e lo sviluppo di<br />
prodotti rispettosi dell’ambiente sono<br />
infatti importanti sia per l’azienda che<br />
per suoi clienti, uniti dall’obiettivo comune<br />
di ridurre ed eliminare l’uso della<br />
plastica e affrontare il riscaldamento<br />
globale.<br />
Identificazione automatica<br />
e tracciabilità<br />
Fondata nel 1940, l’azienda è oggi<br />
una multinazionale che fornisce soluzioni<br />
intelligenti per l’identificazione<br />
automatica e per la tracciabilità dei<br />
prodotti, mantenendo sempre grande<br />
attenzione all’innovazione.<br />
Produce stampanti dal 1962, anno<br />
nel quale il fondatore Yo Sato ha ideato<br />
la prima etichettatrice manuale.<br />
Nel 1981 ha progettato, prima nel<br />
mondo, una stampante di codici a<br />
barre a trasferimento termico e nel<br />
2003 ha sviluppato la sua prima<br />
stampante RFID; dal 2013 è proprietaria<br />
della tecnologia d’avanguardia<br />
PJM RFID. L’azienda è attiva in oltre<br />
90 paesi, in 27 dei quali è presente<br />
direttamente; in Italia opera direttamente<br />
dal 2006.<br />
L’etichettatura dei prodotti è oggi, grazie<br />
all’adozione di sistemi per l’identificazione<br />
automatica, uno degli elementi<br />
fondamentali per migliorare<br />
l’organizzazione e la produttività delle<br />
aziende. Da non dimenticare, inoltre,<br />
nel settore alimentare il sempre maggiore<br />
interesse da parte dei consumatori<br />
a conoscere l’origine dei prodotti<br />
che finiscono sulla loro tavola, e la spinta<br />
verso la tracciabilità data dalla normativa.<br />
Dal 2018 è obbligatorio indicare<br />
sull’etichetta di tutti i prodotti<br />
alimentari la sede dello stabilimento di<br />
produzione e, se diverso, di quello di<br />
confezionamento. Altrettanto importante<br />
il settore dell’healthcare, uno dei<br />
più regolamentati, con un’attenzione<br />
del legislatore a definire processi di<br />
tracciabilità per garantire la tutela della<br />
salute pubblica.<br />
“Sato supporta le attività di identificazione<br />
delle merci per garantire alle<br />
aziende efficienza, tracciabilità e sicurezza,<br />
sempre e comunque nel rispetto<br />
dell’ambiente. È inoltre un’azienda che<br />
investe nella sostenibilità, con un’attenzione<br />
particolare ai prodotti di consumo,<br />
sviluppati per eliminare gli sprechi<br />
di carta e ridurre l’uso della<br />
plastica”, afferma Domenico Cianferri,<br />
responsabile Sato Italia. “Il <strong>2022</strong> sarà<br />
per Sato Italia un anno importante,<br />
nel corso del quale consolideremo la<br />
nostra presenza sul mercato. Abbiamo<br />
recentemente inserito nel nostro staff<br />
due risorse dedicate al supporto prevendita<br />
e commerciale per favorire lo<br />
sviluppo di nuovi progetti. Inoltre, alla<br />
nostra sede storica in provincia di<br />
Como si aggiunge la nuova sede a<br />
Bologna che sarà operativa a breve”.<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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automazione/strumentazione<br />
Nella nuova linea<br />
di Perfetti Van<br />
Melle, l’ecosistema<br />
Industrial Edge di<br />
Siemens permette<br />
di visualizzare i dati<br />
della performance<br />
e dei parametri<br />
in tempo reale<br />
e di trasferirli<br />
automaticamente ai<br />
sistemi di gestione.<br />
SISTEMA IOT PER IL<br />
CONFEZIONAMENTO DI CARAMELLE<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
38<br />
Tra i principali produttori al mondo di chewing gum e<br />
caramelle, Perfetti Van Melle è presente in oltre 150 Paesi.<br />
I brand commercializzati dal Gruppo sono Mentos, Chupa<br />
Chups, Alpenliebe, Frisk, Vivident, Fruitella, Big Babol,<br />
Airheads, Smint, conosciuti a livello mondiale, mentre a<br />
livello locale in Italia troviamo anche Golia, Morositas, Air<br />
Action, Vigorsol, Brooklyn, Goleador, Happydent.<br />
L’azienda nasce come “Dolcificio Lombardo” nel 1946 a<br />
Lainate (Milano), ma è solo nel 2001 che il Gruppo assume<br />
l’assetto attuale con l’acquisizione dell’olandese Van<br />
Melle. Nel 2006 fa un ulteriore passo a livello internazionale<br />
con l’acquisizione della società spagnola Chupa<br />
Chups, famosa in tutto il mondo per i suoi lecca-lecca.<br />
Presente in tutto il mondo con 37 società, tra cui 30 unità<br />
produttive e 18.000 dipendenti, in Italia Perfetti Van<br />
Melle opera con quattro società e cinque stabilimenti<br />
produttivi grazie a una struttura organizzativa che occupa<br />
circa 1.200 persone. Il fatturato globale del Gruppo nel<br />
2020 è stato di 2.246 milioni di euro, in Italia di 528 milioni<br />
di euro. Le unità produttive italiane hanno una capacità<br />
di oltre 60 mila tonnellate l’anno di chewing gum e<br />
caramelle. Sono 9 i milioni di italiani che acquistano questi<br />
prodotti ogni giorno.<br />
La missione è quindi quella di sviluppare e realizzare prodotti<br />
sempre innovativi che possano ispirare e gratificare<br />
i consumatori in tutto il mondo, con una grande attenzione<br />
ad avere il minor impatto ambientale possibile.<br />
LA SFIDA DELL’INNOVAZIONE, DALLA FORMULAZIONE<br />
DEL PRODOTTO AL PACKAGING<br />
I prodotti Perfetti Van Melle sono considerati come “Fast<br />
Moving Consumer Goods”, ovvero parte della routine<br />
quotidiana dei consumatori. Si possono infatti acquistare<br />
nei bar e tabacchi, nella distribuzione moderna, nei ne-<br />
www.interprogettied.com<br />
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automazione/strumentazione<br />
gozi al dettaglio, ai distributori automatici,<br />
su e-commerce e anche in<br />
farmacia. Va però considerato che<br />
sono prodotti comprati di impulso.<br />
Ecco perché è fondamentale che si<br />
adattino costantemente a nuove esigenze<br />
in modo che il consumatore li<br />
consideri sempre indispensabili.<br />
L’innovazione è allora nel DNA dell’azienda,<br />
in tutti gli ambiti, dalla formulazione<br />
del prodotto al suo design,<br />
dal packaging alla comunicazione<br />
above and below the line.<br />
Innovazione e digitalizzazione sono<br />
le sfide che coinvolgono costantemente<br />
anche l’aspetto produttivo e<br />
impiantistico.<br />
IL PROGETTO: UNA LINEA DI<br />
CONFEZIONAMENTO PER UN<br />
NUOVO FORMATO DI PRODOTTO<br />
L’esigenza di Perfetti Van Melle era<br />
quella di sottoporre l’impianto ad<br />
ammodernamento del sistema produttivo<br />
in coerenza con Industria<br />
4.0, ovvero integrando alcune nuove<br />
tecnologie produttive per migliorare<br />
le condizioni di lavoro, creare<br />
nuovi modelli di business e aumentare<br />
la produttività e la qualità produttiva<br />
degli impianti.<br />
La nuova linea di confezionamento<br />
si presentava complessa e all’avanguardia<br />
sotto vari profili: la sostenibilità;<br />
la necessità di un processo<br />
integrato che consentisse la formazione<br />
del packaging sulla linea già<br />
esistente; l’ergonomia, con postazioni<br />
degli operatori che ottimizzassero<br />
la gestione dei flussi; la quasi<br />
totale assenza di scarti di prodotto;<br />
l’alta qualità, compreso l’utilizzo di<br />
raggi x per il rilevamento di metalli<br />
e altri materiali, e infine la raccolta<br />
di dati e di parametri di processo<br />
effettuata in tempo reale.<br />
INTEGRAZIONE DIGITALE<br />
“Con Marchiani abbiamo studiato<br />
sia l’integrazione digitale di tutte le<br />
componenti della linea sia il suo interfacciamento<br />
a monte e valle con<br />
i sistemi gestionali aziendali<br />
(Enterprise Resource Planning), i sistemi<br />
di gestione del magazzino<br />
(WMS), di etichettatura, e di tracciabilità”,<br />
spiega Roberto Ripa, direttore<br />
dello stabilimento Perfetti Van<br />
Melle di Lainate. “Questo ci ha permesso<br />
di intervenire in tempo reale<br />
e raggiungere livelli ancor più alti di<br />
produttività ed efficienza delle risorse<br />
e dei materiali impiegati”.<br />
In seguito alle esigenze presentate<br />
da Perfetti Van Melle, l’azienda ha<br />
realizzato un impianto di automazione<br />
innovativo in cui hanno implementato<br />
un’applicazione di monitoraggio<br />
sviluppata con tool open<br />
source, standard in ambito IoT, appoggiati<br />
sull’infrastruttura Industrial<br />
Edge. Grazie a questo programma,<br />
i dati provenienti dai numerosi PLC<br />
e PC delle macchine automatiche<br />
installate in linea, ma anche PLC\PC<br />
di differenti marche, i dati vengono<br />
acquisiti velocemente e storicizzati.<br />
“Grazie alle ampie funzionalità di<br />
connettività della piattaforma<br />
Industrial Edge di Siemens siamo<br />
riusciti a mettere in comunicazione<br />
tutti i diversi dispositivi presenti sulla<br />
macchina – spiega Tomas<br />
Marchiani – mentre è stato possibile<br />
implementare facilmente il resto,<br />
ove necessario, grazie all’apertura<br />
del sistema”.<br />
Compiuta l’acquisizione, il sistema,<br />
In Italia Perfetti Van<br />
Melle opera con<br />
quattro società e<br />
cinque stabilimenti<br />
produttivi grazie<br />
a una struttura<br />
organizzativa che<br />
occupa circa 1.200<br />
persone<br />
con le stesse modalità, è quindi in<br />
grado di comunicare con software<br />
di alto livello di tipo SAP (software<br />
gestionale) e\o altri modelli di ERP.<br />
Il sistema è dotato di un layout macchine<br />
con diverse colorazioni, ciascuna<br />
indicativa di un preciso “stato<br />
macchina”: questo permette una<br />
lettura immediata e intuitiva dello<br />
stato di linea, con conseguente<br />
tempestivo intervento da parte<br />
dell’operatore.<br />
Il programma consente, inoltre, di<br />
rilevare le performance delle singole<br />
macchine nonché quelle di linea,<br />
oltre all’assorbimento del consumo<br />
di energia elettrica e al modulo di<br />
manutenzione linea.<br />
I VANTAGGI DEL SISTEMA IOT<br />
I vantaggi del sistema IoT e dell’implementazione<br />
grazie ad Industrial<br />
Edge di Siemens dal punto di vista<br />
di Marchiani sono numerosi: si riduce<br />
il downtime; è possibile effettuare<br />
un’analisi veloce ed intuitiva dei<br />
dati (ad esempio il fermo linea, la<br />
performance di linea, l’assorbimento<br />
di corrente ecc.); non è richiesto<br />
alcun PC in quanto il sistema è raggiungibile<br />
tramite indirizzo IP; c’è la<br />
possibilità di creare app ad hoc in<br />
modo da sopperire ad eventuali necessità;<br />
la possibilità di collegamento<br />
con tantissimi plc\pc (in questo<br />
caso abbiamo 14 pc/plc in campo);<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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39<br />
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automazione/strumentazione<br />
Marchiani si occupa<br />
di progettazione,<br />
installazione e<br />
collaudo di linee<br />
per il settore<br />
food&beverage,<br />
pharma e logistica<br />
facilità di uso del sistema, in quanto<br />
per operare su una supervisione ci<br />
vogliono 6 mesi e 4 persone da parte<br />
del cliente. C’è inoltre la possibilità<br />
di controllare e mantenere il sistema<br />
a distanza, riuscendo ad<br />
eseguire tutte le operazioni dal sistema<br />
di gestione centralizzato.<br />
Quest’ultima caratteristica, la gestione<br />
centralizzata, è stata fondamentale<br />
soprattutto per la riduzione dei<br />
tempi di sviluppo e messa in servizio.<br />
Potendo infatti gestire completamente<br />
i device in maniera remota e<br />
sicura, Marchiani ha potuto implementare,<br />
testare e correggere il software<br />
direttamente dai propri uffici.<br />
“Inizialmente si pensava alla necessità<br />
di uno sviluppo interno di due mesi<br />
con circa due risorse; in realtà l’impegno<br />
è stato di circa un mese con una<br />
persona sola”, spiega soddisfatto<br />
Tomas Marchiani. “Questo eccezionale<br />
risultato va attribuito anche alla<br />
semplicità d’utilizzo del sistema IOT e<br />
anche alla preparazione e alle capacità<br />
dei miei collaboratori”.<br />
Secondo Giulia Favrin, Process<br />
Engineer di Perfetti Van Melle, “l’u-<br />
tilizzo di Industrial Edge di Siemens<br />
ha permesso di visualizzare i dati<br />
della performance e dei parametri in<br />
tempo reale e di gestire l’intera linea<br />
con dati di produzione e consumi<br />
trasferiti automaticamente ai sistemi<br />
di gestione: un risultato ottenuto,<br />
peraltro, con tempistiche che hanno<br />
superato le aspettative”.<br />
SENSORE RADAR CHE SEMPLIFICA LA MISURA DI LIVELLO<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
40<br />
Normalmente, la ricerca del sensore di livello radar idoneo inizia<br />
chiedendosi quale frequenza si presta meglio a soddisfare le<br />
esigenze del caso applicativo o comunque considerando fattori<br />
quali caratteristiche del prodotto, range di temperatura e attacchi<br />
di processo. Con il nuovo VEGAPLUS 6X, VEGA rivoluziona<br />
completamente la procedura, semplificandola al massimo. “In<br />
ultima analisi ciò che conta non è il sensore, ma quello che<br />
gli utilizzatori desiderano raggiungere impiegandolo nei propri<br />
processi individuali”, afferma Florian Burgert, il manager<br />
prodotti che ha accompagnato fin dall’inizio lo sviluppo del<br />
nuovo strumento. “A fare la differenza<br />
nella realtà quotidiana, oltre alla certezza<br />
di raggiungere più velocemente il proprio<br />
obiettivo, è anche la sicurezza di impiegare<br />
la soluzione migliore.“<br />
La storia di successo dell’odierno leader<br />
di mercato nel campo della misura di livello<br />
radar, i cui sensori nel frattempo<br />
ottimizzano milioni di processi, è iniziata<br />
30 anni fa. Tra le pietre miliari si annoverano<br />
il primo strumento radar bifilare al<br />
mondo o il lancio sul mercato del primo<br />
sensore radar a 80 GHz per i liquidi. A<br />
scrivere questa storia sono le persone,<br />
tante persone unite da una passione comune:<br />
“Non facciamo un centinaio di<br />
cose, ci concentriamo su ciò che sappiamo<br />
fare meglio. Ossia la tecnologia radar“, riassume Jürgen<br />
Skowaisa, manager prodotti.<br />
Protezione a tutto tondo<br />
Anche sotto il profilo tecnico, il nuovo VEGAPULS 6X offre il meglio<br />
attualmente disponibile: un sistema per l’autodiagnosi che<br />
identifica immediatamente eventuali disturbi e garantisce una disponibilità<br />
nettamente superiore, un nuovo chip radar, possibilità<br />
applicative ampliate e un uso più semplice. Oltre a disporre della<br />
certificazione SIL, il nuovo strumento è ottimale anche sotto il profilo<br />
della cyber security: è conforme ai più<br />
severi requisiti per la sicurezza della comunicazione<br />
e il controllo dell’accesso secondo<br />
la norma IEC 62443-4-2. I sensori di livello<br />
hanno il compito di facilitare il monitoraggio<br />
dei processi industriali degli utilizzatori.<br />
Per questo la parola d’ordine del VEGAPULS<br />
6X è: semplificare al massimo. È il sensore<br />
che copre tutte le esigenze applicative. In<br />
futuro il cliente non dovrà più preoccuparsi<br />
di tecnica di misura, frequenza o applicazione.<br />
Anche la messa in funzione è stata<br />
ridotta al minimo, bastano infatti pochi clic<br />
e alcuni dati di base. Il VEGAPULS 6X può<br />
infatti essere configurato fin nei dettagli in<br />
laboratorio. Montaggio, collegamento e via<br />
con la misura: più semplice di così.<br />
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automazione/strumentazione<br />
ALIMENTI BEN CONSERVATI GRAZIE ALLA LIOFILIZZAZIONE<br />
L’industria alimentare è sempre più concentrata<br />
sulla riduzione degli sprechi e<br />
sull’aumento della durata di conservazione<br />
dei prodotti senza pregiudicare le caratteristiche<br />
organolettiche degli stessi. La liofilizzazione<br />
è un metodo efficace per conservare<br />
a lungo i prodotti preservandone la<br />
qualità. Vediamo in cosa consiste il processo<br />
e il contributo delle soluzioni Ellab per<br />
la convalida dei liofilizzatori. Il termine liofilizzazione<br />
deriva da liofilo (“affine al solvente”,<br />
per la tendenza dei prodotti liofilizzati<br />
a reidratarsi).<br />
La liofilizzazione (o freeze-drying o crioessiccazione)<br />
è un metodo di essiccazione che<br />
viene utilizzato soprattutto in ambito farmaceutico<br />
e alimentare; consiste nella disidratazione<br />
per sublimazione di prodotti previamente<br />
congelati, in particolari condizioni di<br />
temperatura (
indagine di mercato<br />
Le tecnologie per<br />
l’imballaggio alimentare<br />
sono sempre più<br />
personalizzate e flessibili.<br />
Nei prossimi anni il settore<br />
continuerà a crescere.<br />
L’area asiatica si conferma<br />
il principale mercato<br />
internazionale.<br />
di Giuseppe<br />
Tamburini<br />
IMPIANTI DI FOOD PACKAGING,<br />
L’AUTOMAZIONE SPINGE LA CRESCITA<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
42<br />
Il mercato mondiale degli impianti per imballaggio alimentare<br />
ha raggiunto nel 2021 il valore di 21,85 miliardi di<br />
dollari, con un tasso di crescita del 4,8% medio annuo<br />
nell’arco dell’ultimo decennio e una leggera flessione nel<br />
2020 per effetto pandemico (figura 1).<br />
La crescita è stata alimentata, oltre che da un progressivo<br />
aumento dalla domanda, anche da una continua e rapida<br />
evoluzione delle tecnologie verso soluzioni sempre più automatizzate<br />
e intelligenti. L’offerta infatti si va sempre più<br />
orientando verso progetti customizzati, dove ogni singolo<br />
dettaglio contribuisce a rendere unico tutto il processo di<br />
confezionamento, che diviene sempre più flessibile. Le linee,<br />
operanti in automatico, e le relative apparecchiature<br />
sono progettate e realizzate in modo da offrire la maggior<br />
facilità di utilizzo possibile, la massima flessibilità, con ricambi<br />
facilmente reperibili; ogni impianto è sottoposto ad<br />
un’attenta sostituzione di componenti fuori mercato: ogni<br />
cliente può personalizzare la sua soluzione di imballaggio.<br />
La tipologia dei vari tipi di industrie acquirenti di apparecchiature<br />
e impianti è molto ampia: una suddivisione di<br />
massima è riportata in tabella 1.<br />
La tipologia di impianti per l’imballaggio alimentare è estremamente<br />
variegata; pertanto, una classificazione dettagliata<br />
risulterebbe alquanto complessa. In linea di massima<br />
si possono distinguere alcune macro-categorie:<br />
• macchine inscatolatrici con relativi dispositivi di sigillatura;<br />
• confezionatrici flow pack: la confezione flow pack è una<br />
tipologia di imballaggio in materiale plastico confezionato<br />
mediante l’ausilio di una macchina confezionatrice<br />
operante per lo più in orizzontale: le confezionatrici operanti<br />
in orizzontale sono utilizzate soprattutto per il confezionamento<br />
di prodotti dolciari e prodotti da forno; ma<br />
esistono anche confezionatrici flow pack a flusso verticawww.interprogettied.com<br />
42_46_art_tamburini.indd 42 15/04/22 14:47
indagine di mercato<br />
Figura 1 - Mercato mondiale degli impianti per imballaggio alimentare:<br />
2011 - 2021<br />
IMA% (Incremento medio annuo 2011 – 2021: + 4,8%<br />
Fonte: analisi incrociata aziende alimentari – aziende produttrici di impianti<br />
Tabella 1 - Tipologie di industrie alimentari acquirenti di<br />
impianti di imballaggio in Asia - Pacifico: anno 2021<br />
Figura 2 - Tipologie di industrie alimentari acquirenti di impianti<br />
di imballaggio in Asia - Pacifico (in %): anno 2021<br />
Tipo di industria Milioni $<br />
Industria lattiero-casearia 2.220<br />
Industria dei prodotti da forno 1.250<br />
Industria degli oli e grassi<br />
(compreso burro e margarina) 1.000<br />
Industria degli alimenti disidratati 540<br />
Industria dolciaria e del cioccolato 580<br />
Industria degli alimenti congelati 515<br />
Industria degli alimenti surgelati 280<br />
Industria degli snack dolci e salati 445<br />
Industria del gelato 315<br />
Industria delle salse e condimenti 265<br />
Industria degli alimenti in scatola 155<br />
Altre varie 485<br />
Totale 8.050<br />
Fonte: analisi incrociata aziende alimentari – aziende produttrici<br />
di impianti in Cina<br />
tempo. Possono essere a masse rotanti<br />
corredate di PLC, controllo temperature,<br />
diagnostica integrata, memorizzazione<br />
di differenti formati,<br />
touch screen, multifunzione e multilingue;<br />
• riempitrici automatiche di buste,<br />
sacchetti e contenitori rigidi in materiale<br />
diverso (plastica, vetro, metallo):<br />
insieme alle macchine di etichettatule,<br />
utilizzate soprattutto per l’imballaggio<br />
di prodotti in forma fisica di<br />
polvere (per esempio riso e pasta), o<br />
in forma di granuli. Il confezionamento<br />
flow pack ha essenzialmente<br />
lo scopo di aumentare la shelf life del<br />
prodotto, evitando quanto più possibile<br />
modifiche di tipo chimico, fisico,<br />
microbiologico, strutturale e sensoriale,<br />
in ogni caso inevitabili nel<br />
ra e codifica rappresentano la fetta<br />
più consistente del business totale<br />
(tabella 2);<br />
• impianti di etichettatura e codifica:<br />
servono per identificare il lotto di produzione<br />
per l’immissione del prodotto<br />
confezionato sul mercato:<br />
• altre macchine: per esempio macchine<br />
nastratrici, imbustatrici con<br />
chiusura zip, macchine nastratrici,<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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43<br />
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indagine di mercato<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
macchine per la pallettizzazione ecc.;<br />
• parti e accessori di ricambio.<br />
IL QUADRO INTERNAZIONALE<br />
Nonostante un certo rallentamento del<br />
mercato negli ultimi due anni, l’area asiatica<br />
si conferma il maggior mercato mondiale,<br />
seguita da Europa Occidentale e<br />
Nord America (tabella 3).<br />
Il mercato USA continua ad essere un<br />
mercato di primaria importanza, più<br />
che dal punto di vista della crescita<br />
della domanda in quantità di macchine,<br />
dal punto di vista della richiesta<br />
di tecnologie sempre più innovative.<br />
Esistono nel paese grosse attività<br />
agroalimentari, che, grazie alla leva<br />
finanziaria di cui dispongono, sono<br />
in grado di investire in nuove soluzioni<br />
di imballaggio.<br />
Il mercato latinoamericano, nonostante<br />
la forte crisi da pandemia,<br />
continua a mostrare segni di vitalità,<br />
soprattutto in Brasile e Messico, i due<br />
mercati di maggiori dimensioni (tabella<br />
4). Anche in questi paesi si vanno<br />
diffondendo nuove tipologie di<br />
confezionamento: per esempio, anziché<br />
grosse confezioni di plastica<br />
rigida, confezioni più piccole con<br />
chiusura a tenuta sotto vuoto anche<br />
dopo l’apertura (le cosiddette chiusure<br />
zip press). Con vendite al dettaglio<br />
di alimenti prossime oramai a<br />
100 miliardi di dollari all’anno nel<br />
solo Brasile, produttori e distributori<br />
vanno sempre più esplorando nuove<br />
soluzioni che consentano il loro accesso<br />
ad un mercato in continua crescita<br />
con alimenti pre-confezionati<br />
che vadano incontro alle esigenze dei<br />
consumatori. Anche in questi paesi,<br />
inoltre, in particolare in Brasile e<br />
Messico, la regolamentazione circa la<br />
sicurezza degli alimenti confezionati<br />
si fa sempre più stringente: la confezione<br />
non deve contenere componenti<br />
tossici e indesiderati oltre determinati<br />
limiti rigorosamente stabiliti<br />
dalla legislazione vigente; non ci deve<br />
essere migrazione dalla confezione<br />
all’alimento di composti che possano<br />
risultare nocivi all’organismo umano<br />
e non devono verificarsi nell’alimento<br />
variazioni della composizione che ne<br />
modifichino le caratteristiche sensoriali.<br />
A questo proposito, ad esempio,<br />
in Brasile già a partire dalla fine degli<br />
anni ’90 del secolo scorso sono state<br />
emesse numerose risoluzioni e regolamenti.<br />
In Messico, in relazione ai<br />
crescenti problemi di diabete e obesità<br />
della popolazione, è richiesto,<br />
per legge, un sempre maggior nume-<br />
Il mercato USA<br />
continua ad<br />
essere di primaria<br />
importanza, più<br />
che dal punto di<br />
vista della crescita<br />
della domanda<br />
in quantità di<br />
macchine, dal<br />
punto di vista<br />
della richiesta di<br />
tecnologie sempre<br />
più innovative<br />
ro di informazioni sulle caratteristiche<br />
nutrizionali dell’alimento contenuto.<br />
Sempre in crisi il mercato argentino,<br />
in relazione alla difficile situazione<br />
finanziaria del paese.<br />
In Europa Occidentale, Germania,<br />
Francia, Italia e Regno Unito rappresentano<br />
insieme poco meno del<br />
50% della domanda totale di impianti<br />
per imballaggio alimentare in<br />
quest’area geografica. Anche in<br />
Europa Occidentale la domanda di<br />
impiantistica è sostenuta soprattutto<br />
dall’ammodernamento delle tecnologie<br />
di imballaggio e dall’affacciarsi<br />
di soluzioni innovative.<br />
In generale nei principali paesi<br />
dell’Est Europa – Polonia, Repubblica<br />
Ceca, Slovacchia e Ungheria – dopo<br />
il pesante colpo all’economia nel<br />
2020, si sta verificando un considerevole<br />
aumento degli investimenti<br />
soprattutto nel settore privato.<br />
In Russia, maggior paese dell’area<br />
Est Europa - CSI (tabella 5), tutti gli<br />
investimenti del settore alimentare<br />
hanno subito un notevole colpo nel<br />
2020, a causa di una serie di fattori:<br />
misure di quarantena, crollo dei<br />
prezzi del petrolio, riduzione delle<br />
esportazioni di prodotti minerari. Si<br />
sperava in una ripresa nel 2021, ma<br />
i dati di fine anno hanno purtroppo<br />
smentito tale previsione. Il perdurare<br />
delle chiusure delle attività commerciali<br />
e il galoppare dell’inflazione<br />
continuano a frenare gli<br />
investimenti. Anche nei prossimi<br />
anni l’incidenza del PIL russo sul PIL<br />
mondiale è prevista in progressiva<br />
diminuzione.<br />
In Asia Pacifico il mercato di maggiori<br />
dimensioni è quello cinese,<br />
che assorbe il 45% delle vendite<br />
totali in Asia (vedi tabella 6).<br />
In generale la domanda di impiantistica<br />
è concentrata in un numero<br />
relativamente ristretto di grosse<br />
unità alimentari in paesi quali Cina,<br />
Indonesia, Vietnam; più frazionata<br />
la domanda in India, dove gran parte<br />
del mercato alimentare è ancora<br />
nelle mani di piccole aziende, meno<br />
44<br />
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indagine di mercato<br />
Tabella 2 – Il mercato mondiale degli impianti per<br />
imballaggio alimentare suddiviso per principali tipologie<br />
di macchine: anno 2021<br />
Figura 3 – Mercato mondiale degli impianti per imballaggio alimentare<br />
suddiviso per principali tipologie di macchine (in %): anno 2021<br />
Tipologia di impianto Milioni $<br />
Inscatolatrici con relativi sistemi per la sigillatura 2.725<br />
Macchine flow – pack 4.620<br />
Impianti di etichettatura e codifica (1) 6.200<br />
Riempitrici automatiche (2) 4.825<br />
Altre varie 770<br />
Parti e accessori 2.710<br />
Totale mondo 21.850<br />
(1)<br />
Sono compresi anche impianti per etichettatura<br />
di integratori alimentari / prodotti parafarmaceutici<br />
(2)<br />
Escluse macchine di imbottigliamento di bevande<br />
Fonte: analisi incrociata aziende alimentari –<br />
aziende produttrici di impianti<br />
Tabella 3 – Vendite mondiali di impianti per<br />
imballaggio alimentare per area geografica: anno 2021<br />
Figura 4 – Vendite mondiali di impianti per imballaggio alimentare per<br />
area geografica (in %): anno 2021<br />
Area geografica Milioni $<br />
Nord America, di cui: 4.420<br />
. USA 3.950<br />
. Canada 470<br />
America Latina 1.790<br />
Europa Occidentale 4.710<br />
Europa dell’ Est 450<br />
CSI 720<br />
Asia – Pacifico 8.050<br />
Africa – Medio Oriente, di cui 1.710<br />
. Sud Africa 120<br />
. Turchia 230<br />
. altri paesi 1.360<br />
Totale mondo 21.850<br />
Fonte: analisi incrociata aziende alimentari –<br />
aziende produttrici di impianti<br />
propense ad investire in nuovi impianti<br />
e tecnologie; ma anche in<br />
India il processo di consolidamento<br />
dell’industria alimentare è in progressivo<br />
aumento, con la conseguenza<br />
che si generano nuove opportunità<br />
di investimento con<br />
l’affermarsi di nuove unità di maggiori<br />
dimensioni, e quindi con una<br />
più forte leva finanziaria.<br />
Il mercato più dinamico si conferma<br />
comunque ancora quello cinese:<br />
dopo un rallentamento della domanda<br />
di impiantistica tra il 2018 e<br />
il 2020, nel 2021 la domanda è ripresa<br />
sostenuta, grazie ad un forte<br />
recupero dell’economia del gigante<br />
asiatico.<br />
Nel 2021, nonostante una frenata<br />
a fine anno, il PIL cinese ha fatto un<br />
balzo dell’8,1% e anche nell’anno<br />
terribile della pandemia, il 2020, il<br />
PIL cinese, forse unico al mondo, ha<br />
registrato un segno positivo:<br />
+2,3%. La crescita del PIL nel 2021,<br />
+ 8%, centra il duplice obiettivo di<br />
una crescita abbastanza elevata e<br />
di un tasso di inflazione relativamente<br />
basso. Nel 2021 il tasso di<br />
sfruttamento della capacità industriale<br />
nazionale è stato di circa il<br />
78%, tre punti percentuali in più<br />
rispetto al 2020. Nonostante alcuni<br />
elementi di incertezza – crisi energetica,<br />
che peraltro interessa un po’<br />
tutti i paesi del mondo, bolla immobiliare<br />
e alcuni lock down – il potenziale<br />
e la sostenibilità a lungo<br />
termine dell’economia cinese rimangono<br />
pertanto elevate.<br />
UN SETTORE DESTINATO<br />
A ESPANDERSI ANCORA<br />
La domanda mondiale di impianti<br />
ed accessori per imballaggio ali-<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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indagine di mercato<br />
Tabella 4 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare<br />
in America Latina suddivise per paese: anno 2021<br />
Figura 5 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare in<br />
America Latina suddivise per paese (in %): anno 2021<br />
Paese Milioni $<br />
Brasile 710<br />
Messico 590<br />
Argentina 105<br />
Cile 75<br />
Colombia 110<br />
Venezuela 90<br />
Perù 60<br />
Ecuador 30<br />
Altri paesi 20<br />
Fonte: analisi incrociata aziende alimentari – aziende<br />
produttrici di impianti in America Latina<br />
Tabella 5 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare<br />
in Europa dell’Est / CSI suddivise per paese: anno 2021<br />
Figura 6 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare in<br />
Europa dell’Est / CSI suddivise per paese (in %): anno 2021<br />
Paese Milioni $<br />
Russia 530<br />
Ucraina 70<br />
Polonia 190<br />
Repubblica Ceca 60<br />
Slovacchia 30<br />
Ungheria 56<br />
Romania 49<br />
Bulgaria 20<br />
Paesi Baltici (1) 30<br />
Altri paesi 135<br />
Totale 1.170<br />
Fonte: analisi incrociata aziende alimentari –<br />
aziende produttrici di impianti in Europa dell’Est / CSI<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
mentare è prevista crescere a tassi<br />
positivi anche nei prossimi anni, in<br />
considerazione di una serie di fattori:<br />
• è in progressivo aumento il consumo<br />
di alimenti nel mondo, in particolare<br />
nei paesi “emergenti” dove<br />
i consumi pro capite di cibo sono<br />
più bassi;<br />
• si assiste ad un progressivo spostamento<br />
dal consumo di cibi non confezionati<br />
verso cibi confezionati;<br />
• ci si va sempre più orientando da<br />
una produzione artigianale tradizionale<br />
verso una produzione industriale<br />
o para-artigianale, dove per<br />
para-artigianale si intendono produzioni<br />
di cibi “di nicchia” in volu-<br />
mi ridotti, ma che richiedono pur<br />
sempre una tecnologia di confezionamento;<br />
• mutano gli stili di vita e di alimentazione:<br />
nei paesi ad economia<br />
“emergente” il progressivo inurbamento<br />
e l’aumento dell’attività lavorativa<br />
delle donne porta ad una<br />
crescente domanda di alimenti non<br />
più fatti in casa. Inoltre nei paesi ad<br />
economia avanzata si vanno affermando<br />
nuove preferenze di confezionamento:<br />
confezioni più piccole<br />
e adatte a nuclei familiari più piccoli,<br />
confezioni più leggere, nuovi<br />
design, nuove modalità di apertura<br />
e chiusura della confezione per un<br />
uso del contenuto prolungato nel<br />
tempo, orientamento verso nuovi<br />
materiali: in particolare continua il<br />
processo di sostituzione di altri materiali<br />
più tradizionali, quali carta,<br />
cartone, vetro e metallo, con la plastica.<br />
Tutto ciò comporta ovviamente<br />
una continua modifica degli impianti<br />
di confezionamento;<br />
• si va sempre più diffondendo la<br />
grande distribuzione organizzata,<br />
soprattutto nei paesi “emergenti”,<br />
dove la quota di tale modalità di<br />
vendita è più bassa rispetto ai paesi<br />
ad economia avanzata;<br />
• evolvono in continuazione le tecnologie<br />
di processo e di confezionamento<br />
degli alimenti: in particolare<br />
si va sempre più verso impianti<br />
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indagine di mercato<br />
Tabella 6 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare<br />
in Asia - Pacifico suddivise per paese: anno 2021<br />
Figura 7 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare in Asia -<br />
Pacifico suddivise per paese (in %): anno 2021<br />
Paese Milioni $<br />
Cina 3.620<br />
India 365<br />
Giappone 2.520<br />
Sud Corea 285<br />
Filippine 140<br />
Indonesia 315<br />
Malesia 90<br />
Singapore 55<br />
Taiwan 105<br />
Thailandia 110<br />
Australia – Nuova Zelanda 240<br />
Vietnam – Cambogia – Laos 55<br />
Altri paesi 150<br />
Totale 8.050<br />
Fonte: analisi incrociata aziende alimentari – aziende<br />
produttrici di impianti in Asia – Pacifico<br />
Tabella 7 – Previsioni di sviluppo del mercato mondiale<br />
degli impianti di imballaggio alimentare: 2021 – 2025 (1)<br />
Area geografica / paese Milioni $ IMA% (2)<br />
Nord America 4.420 5.065 + 3,5<br />
Europa Occidentale 4.710 5.380 + 3,4<br />
Giappone 2.520 2.755 + 2,3<br />
Russia 530 580 + 2,3<br />
Brasile 710 800 + 3,0<br />
Messico 590 690 + 4,0<br />
Cina 3.620 5.150 + 9,2<br />
India 365 500 + 8,2<br />
Turchia 230 245 + 1,6<br />
Resto mondo 4.155 5.095 + 5,2<br />
Totale mondo 21.850 26.260 + 4,7<br />
(1)<br />
Tutti i dati sono a $ costante 2021<br />
(2)<br />
IMA% = Incremento medio annuo percentuale 2021 - 2025<br />
Fonte: consensus aziende alimentari – produttori e venditori di impianto<br />
Nei principali paesi dell’Est Europa – Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia<br />
e Ungheria – dopo il pesante colpo all’economia nel 2020, si sta verificando<br />
un considerevole aumento degli investimenti soprattutto nel settore privato<br />
di confezionamento automatizzati<br />
e flessibili: le varie parti dell’impianto<br />
sono sempre più integrate fra<br />
loro (PLC manufacturing technology);<br />
impianti e personale devono<br />
operare nella massima sicurezza, i<br />
tempi di fermo dell’impianto devono<br />
essere ridotti al minimo, la<br />
quantità di scarti deve essere ridotta<br />
al minimo.<br />
A livello mondiale il mercato degli<br />
impianti di imballaggio alimentare<br />
è previsto crescere ad un tasso medio<br />
annuo del 4,7%, non dissimile<br />
da quello registrato nell’ultimo decennio,<br />
per arrivare ad un valore di<br />
26,26 miliardi di dollari nel 2025.<br />
Il tasso di crescita più elevato spetterà<br />
ancora alla Cina, seguita<br />
dall’India (tabella 7).<br />
Per quanto riguarda gli altri paesi<br />
dell’area BRIC le prospettive di crescita<br />
degli investimenti restano deboli,<br />
ma positive per il Brasile, e<br />
ancor più deboli per la Russia.<br />
Tra i paesi “emergenti” diventa<br />
sempre più critica la situazione in<br />
Turchia: svalutazione della lira turca,<br />
interventi della Banca Centrale<br />
al limite della disperazione, crisi<br />
creditizia ai massimi livelli, inflazione<br />
alle stelle e crollo degli investimenti<br />
esteri con fuga di capitali<br />
hanno ridotto il paese sul lastrico,<br />
anche se ha potenzialmente buone<br />
potenzialità di crescita.<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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47<br />
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approfondimenti<br />
Il rinnovato interesse verso<br />
la coltivazione di grani antichi<br />
è motivato da fattori socioculturali,<br />
nonché dagli accertati<br />
benefici nutrizionali e salutistici<br />
dei prodotti di trasformazione.<br />
La ricerca scientifica promuove<br />
il rilancio della biodiversità di<br />
tali coltivazioni cerealicole,<br />
proponendo strategie<br />
innovative e sostenibili per<br />
la stabilizzazione postraccolta<br />
dei frumenti antichi,<br />
considerati un patrimonio<br />
alimentare unico.<br />
di Alessia<br />
Cuoco 1 , Marco<br />
Iannone 2 , Rosario<br />
Cavallo 2 , Matteo<br />
d’Amore 1,2 Anna<br />
Angela Barba 1,2,3<br />
GRANI ANTICHI: IL RILANCIO<br />
DELLA BIODIVERSITÀ<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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Eng4Life srl;<br />
2<br />
Dipartimento<br />
di Farmacia, Università<br />
degli Studi di Salerno;<br />
3<br />
EST srl<br />
Nel precedente numero di <strong>Tecnologie</strong> <strong>Alimentari</strong> (n.1<br />
Gennaio/Febbraio <strong>2022</strong>), è stato messo in luce come, negli<br />
ultimi anni, la coltivazione dei grani antichi, molto diffusa<br />
sul territorio italiano, e il loro mercato stiano riscuotendo<br />
un crescente interesse. In questo secondo articolo vengono<br />
presentate note a carattere più tecnologico, legate alla<br />
problematica della preservazione post-raccolta delle proprietà<br />
nutritive e sensoriali dei semi dei grani antichi.<br />
IL RITORNO AI VECCHI SAPORI<br />
Il bacino del Mediterraneo è considerato hotspot di biodiversità<br />
globale, grazie alla posizione geografica, al clima,<br />
alle caratteristiche del terreno, alla variabilità dei paesaggi<br />
e alle molteplici interazioni con fattori biotici: l’ISPRA<br />
(Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca<br />
Ambientale) evidenzia che la biodiversità vegetale e animale<br />
rafforza la produttività di un qualsiasi ecosistema,<br />
apportando benefici alle popolazioni che lo abitano in<br />
termini economici, ambientali, alimentari, energetici e<br />
terapeutici. Limitando l’attenzione ad aspetti relativi alla<br />
alimentazione umana, è ben noto che la dieta mediterranea<br />
moderna, per il corretto stile di apporto di nutrienti, è<br />
riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale e immateriale<br />
dell’umanità. La sua rappresentazione iconografica<br />
attraverso una struttura piramidale (figura 1) mette<br />
bene in evidenza che tra le specie vegetali quelle cerealicole,<br />
insieme a frutta e ortaggi, ne determinano la base. In<br />
particolare, i cereali e loro derivati sono sempre stati nell’alimentazione<br />
italiana la fonte principale di amido e quindi<br />
di carboidrati che, assorbiti e utilizzati dall’organismo in<br />
forma semplice o complessa, assicurano un continuo rifornimento<br />
di glucosio, cioè di energia, nonché l’apporto di<br />
fibre, acidi grassi, proteine, vitamine, minerali e altri importanti<br />
micronutrienti [1].<br />
48<br />
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approfondimenti<br />
Il grano o frumento, appartenente al<br />
genere Triticum, è un cereale di antica<br />
coltura, rappresenta una delle prime<br />
piante domesticate dall’uomo ed è ad<br />
oggi, nella sua forma integrale, un alimento<br />
fondamentale per una dieta<br />
bilanciata. La specie Triticum aestivum,<br />
comunemente chiamato grano tenero,<br />
insieme al Triticum durum o grano<br />
duro costituiscono le varietà di frumento<br />
più coltivate e da sempre utilizzate<br />
per la produzione, rispettivamente,<br />
del pane e della pasta. La<br />
terminologia “grano antico” oggi è in<br />
uso per indicare varietà di grano che<br />
non hanno subito modificazioni genetiche<br />
e selezioni da parte dell’uomo,<br />
conservando così peculiari caratteristiche<br />
morfologiche e nutrizionali originali<br />
(dettagli presenti in schema 1). Il<br />
ritorno ai “vecchi sapori” dei prodotti<br />
derivati dei grani antichi (pane, pasta,<br />
altri prodotti da forno) sta guidando<br />
verso consumi sempre maggiori per<br />
diverse motivazioni: coltivazioni e prodotti<br />
Made in Italy, migliori caratteristiche<br />
salutistiche accertate con studi,<br />
promozione di biodiversità territoriali,<br />
maggiore attenzione alla salvaguardia<br />
ambientale durante la coltivazione [2].<br />
Di fatto, i frumenti antichi implicano<br />
procedure agricole a basso impatto<br />
ambientale non richiedendo l’impiego<br />
di concimanti e diserbanti come quanto<br />
per i grani moderni, fondamentalmente<br />
per predisposizione genetica di<br />
adattabilità anche in ambienti ostili.<br />
Come per i grani moderni anche per<br />
quelli antichi lo stoccaggio post-raccolta<br />
dei semi richiede l’applicazione<br />
di metodi di sanitizzazione in grado<br />
di inibire la proliferazione di infestanti<br />
al fine di preservane proprietà igieniche,<br />
patrimonio nutritivo, aspetti<br />
sensoriali. Allo scopo nuove tecnologie<br />
a basso impatto ambientale sono<br />
correntemente investigate.<br />
L’irraggiamento assistito da microonde<br />
è una di quelle più esplorate per i<br />
vantaggi che offre: rapida, efficace e<br />
sicura. Studi sulla sanitizzazione assistita<br />
da microonde su alcuni tipi di<br />
grani moderni hanno dato risultati<br />
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Anna Angela Barba<br />
Anna Angela Barba è Ingegnere Chimico; ricopre il ruolo di professore<br />
associato di Impianti Chimici presso l’Università degli Studi di Salerno,<br />
Dipartimento di Farmacia. Svolge attività di ricerca sulle innovazioni di<br />
processo nei settori farmaceutico-nutraceutico e alimentare, attraverso<br />
l’applicazione dei principi dell’”intensificazione”. È co-leader del gruppo<br />
di ricerca Transport Phenomena & Processes. È co-fondatrice degli spin off universitari: Eng4Life<br />
srl e EST srl. È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche su giornali e in libri a diffusione internazionale,<br />
è guest editor di alcuni numeri speciali di riviste internazionali.<br />
Enhanced Systems and Technologies, EST srl, è uno spin-off accademico che ha come obiettivo il<br />
trasferimento tecnologico delle ricerche accademiche sviluppate dal gruppo di ricerca Transport<br />
Phenomena & Processes nel campo delle Life Science su scala industriale attraverso un approccio<br />
ingegneristico. Per maggiori informazioni: http://est.srl.<br />
soddisfacenti [3]; sulla scorta di tali<br />
risultati, ricerche in corso sui grani<br />
antichi stanno confermato il successo<br />
di questa nuova tecnologia.<br />
ASPETTI NUTRIZIONALI E<br />
SALUTISTICI<br />
I grani antichi, analogamente ai grani<br />
moderni, sono costituiti dalle stesse<br />
classi di composti quali carboidrati,<br />
proteine, fibre, svariati tipi di molecole<br />
antiossidanti e minerali, vitamine,<br />
ma con anche importanti scostamenti<br />
quali-quantitativi<br />
[1]. L’amido, il maggior costituente<br />
dei cereali, è presente<br />
nell’endosperma sotto forma<br />
di granuli ed è composto da: amilosio<br />
e amilopectina, il cui rapporto influenza<br />
i livelli di glucosio e insulina<br />
nel sangue dopo i pasti e mantenendo<br />
la sazietà più a lungo. È stato riscontrato<br />
che, per alcune specie di<br />
grani antichi, il contenuto in amilosio<br />
risulta essere decisamente inferiore<br />
alle specie moderne, con un minor<br />
indice glicemico dei prodotti che ne<br />
derivano [4-6]. I grani antichi sono<br />
costituiti da una percentuale proteica<br />
maggiore rispetto ai grani moderni e<br />
ciò ne determina valori nutrizionali e<br />
proprietà tecnologiche differenti.<br />
Inoltre, contenuto e composizione<br />
proteica sono elementi chiave che<br />
Figura 1 - La piramide alimentare della dieta mediterranea moderna<br />
(fonte: www.fondazioneveronesi.it)<br />
possono determinare il valore economico<br />
maggiore del frumento costituendo<br />
una caratteristica fondamentale<br />
per la qualità dei prodotti<br />
trasformati (pasta e pane). I grani<br />
antichi hanno un contenuto lipidico<br />
maggiore rispetto ai grani moderni.<br />
Da un punto di vista nutrizionale tale<br />
fattore contribuisce alla prevenzione<br />
di malattie cardiovascolari riducendo<br />
il rischio di trombosi e aterosclerosi<br />
oltre che offrire una minore ossidabilità<br />
dei prodotti e una maggiore shelflife.<br />
La fibra, che regola diverse fun-<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
49<br />
48_54_articolo barba.indd 49 15/04/22 14:51
approfondimenti<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
È stato dimostrato<br />
che, in confronto<br />
a pane e pasta<br />
prodotti a partire<br />
da grani moderni,<br />
quelli preparati<br />
utilizzando<br />
specie antiche<br />
sono più ricchi<br />
di amminoacidi,<br />
vitamine e<br />
minerali, oltre che<br />
ad avere proprietà<br />
sensoriali superiori<br />
zioni fisiologiche all’interno<br />
dell’organismo umano, è uno dei<br />
componenti dei cereali più importante<br />
da un punto di vista nutrizionale. I<br />
dati disponibili in letteratura scientifica<br />
evidenziano che, rispetto alle cultivar<br />
moderne, i grani antichi sono<br />
generalmente meno ricchi in arabinoxilani<br />
e β-glucani ma mostrano un<br />
più alto contenuto in fruttani, composti<br />
che favoriscono lo sviluppo di<br />
microrganismi endogeni collegati a<br />
vari effetti benefici sull’organismo<br />
umano, come l’incremento della biodisponibilità<br />
di alcuni micronutrienti<br />
tra cui calcio e ferro. I cereali sono<br />
ricchi in vitamine del gruppo B e E e il<br />
loro contenuto dipende dalle specie<br />
prese in esame. In particolare, alcune<br />
varietà di grani antichi mostrano un<br />
contenuto in vitamine del gruppo E<br />
decisamente superiore ai grani moderni.<br />
I carotenoidi sono un’altra classe<br />
di importanti antiossidanti liposolubili<br />
presenti nel genere Triticum<br />
nella forma di luteina. Il contenuto<br />
medio in luteina delle farine ricavate<br />
da grani antichi è da quattro a otto<br />
volte maggiore rispetto a quella riscontrata<br />
nei grani teneri moderni e<br />
due volte quella presente nei grani<br />
duri comunemente utilizzati. I polifenoli<br />
sono importanti metaboliti antiossidanti,<br />
essenziali per la crescita e<br />
la riproduzione della pianta e, per<br />
alcune landrace come Carosella e il<br />
Gentil Rosso, è stato riscontrato un<br />
maggior numero di polifenoli totali<br />
(nella forma libera e legata) rispetto<br />
alle cultivar moderne. I fitosteroli<br />
hanno una struttura molto simile al<br />
colesterolo e sono conosciuti per i<br />
molteplici effetti benefici che esercitano<br />
sulla salute dell’uomo come<br />
quello di ridurre i livelli di colesterolo<br />
totale nel sangue oltre che possedere<br />
attività antiossidanti e antinfiammatorie.<br />
In alcune specie di grani antichi<br />
ne sono stati riscontrati valori considerevoli<br />
che risultano essere maggiori<br />
del 25% rispetto a quelli ritrovati<br />
nei grani comuni. Infine, i grani antichi<br />
presentano un maggiore quantitativo<br />
di minerali (potassio, ferro, fosforo,<br />
manganese e zinco) rispetto ai<br />
grani moderni, probabilmente perché<br />
essendo piante più alte hanno anche<br />
radici più lunghe che riescono ad assorbire<br />
un maggior quantitativo di<br />
micronutrienti dal terreno [1] (dettagli<br />
presenti in schema 1). Sul piano<br />
salutistico, diversi studi hanno messo<br />
a confronto le varietà di grano antico<br />
con quelle moderne, rilevando per le<br />
prime importanti funzioni come: attività<br />
antiossidante più spiccata; azione<br />
anti-diabetogenica; riduzione<br />
dell’insorgenza della celiachia; attività<br />
di prevenzione per malattie croniche<br />
(per migliori parametri antiossidativi,<br />
stato glicemico e lipidico) e<br />
riduzione dei sintomi legati alla sindrome<br />
dell’intestino irritabile [7-10].<br />
Schema 1<br />
PRODOTTI TRASFORMATI<br />
Nella nostra società, i prodotti derivati<br />
dal frumento comunemente consumati<br />
sono frutto dell’utilizzo di<br />
grani moderni geneticamente modificati<br />
(ovvero ottenuti da farine raffinate<br />
che migliorano l’attitudine alla<br />
lavorazione) e dell’impiego di nuove<br />
tecniche molitorie che aumentano la<br />
produttività, il tutto a discapito del<br />
loro valore nutritivo che può essere<br />
significativamente ridotto. Pane e pasta<br />
sono prodotti di trasformazione<br />
di farine moderne a base di grano<br />
tenero e semola o il semolato di grano<br />
duro. È proprio relativamente ai<br />
processi di panificazione e pastificazione<br />
che, negli ultimi anni, diverse<br />
aziende agricole, così come la comunità<br />
scientifica, si sono interessate al<br />
recupero e allo studio di varietà di<br />
frumento tradizionali, allo scopo di<br />
valorizzare coltivazioni locali e ottenere<br />
prodotti dalle caratteristiche<br />
nutrizionali, tecnologiche e organolettiche<br />
superiori. I prodotti derivati<br />
dai grani antichi sono quindi alimenti<br />
definibili funzionali e sostenibili che,<br />
caratterizzati da una maggiore variabilità<br />
di elementi nutritivi, offrono<br />
proprietà nutrizionali uniche. È stato<br />
ad esempio dimostrato che in confronto<br />
a pane e pasta prodotti a par-<br />
50<br />
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approfondimenti<br />
tire da grani moderni, quelli preparati<br />
utilizzando specie antiche sono più<br />
ricchi di amminoacidi, vitamine e<br />
minerali, oltre ad avere proprietà sensoriali<br />
superiori.<br />
I TRATTAMENTI DI STABILIZZAZIONE<br />
POST RACCOLTA, NUOVI PROCESSI<br />
APPLICATI E RISULTATI<br />
Per la produzione di alimenti derivati<br />
(sfarinati, pasta, pane, altri prodotti<br />
da forno) naturalmente è richiesto<br />
l’impiego di materie prime integre,<br />
non degradate durante lo stoccaggio<br />
post-raccolta per attività di infestanti/<br />
agenti microbici, e da fattori ambientali.<br />
Non esistendo ancora un quadro<br />
normativo che regolamenti i trattamenti<br />
di disinfestazione dei grani antichi,<br />
la gestione delle avversità fungine<br />
e degli insetti dannosi è<br />
condotta seguendo i principi dell’agricoltura<br />
biologica. Le filiere di tali<br />
cereali si rifanno dunque alle stesse<br />
linee guida che disciplinano i prodotti<br />
di agricoltura biologica secondo cui<br />
gli interventi di lotta diretta agli infestanti<br />
sono maggiormente orientati<br />
alla prevenzione piuttosto che all’azione<br />
a posteriori e sono autorizzati<br />
solo quando si verifica un pericolo o<br />
un danno tale da compromettere il<br />
risultato finale della coltura [11]. Se<br />
per i grani moderni durante i processi<br />
di stoccaggio i parassiti infestanti<br />
possono essere combattuti mediante<br />
mezzi sia fisici che chimici, la produzione<br />
biologica dei grani antichi<br />
esclude l’impiego di mezzi chimici per<br />
cui maggiore attenzione è posta verso<br />
azioni precauzionali e trattamenti<br />
biologici e fisici.<br />
Come per i grani moderni, anche per<br />
quelli antichi, i metodi fisici utilizzati<br />
per il controllo dei parassiti in fase di<br />
stoccaggio comprendono prevalentemente<br />
l’utilizzo di gas inerti (anidride<br />
carbonica, azoto), l’utilizzo di polveri<br />
di diatomee e di sistemi di<br />
stoccaggio come i silobag, che attuano<br />
un’azione antiproliferativa degli<br />
infestanti fondamentalmente per<br />
asfissia. Il controllo dell’umidità o l’uso<br />
delle basse o delle alte temperature<br />
agiscono invece sul rallentamento<br />
del metabolismo dei fitofagi o provocano<br />
la loro distruzione termica.<br />
L’applicazione delle tecniche elencate<br />
può costituire una spesa ingente non<br />
trascurabile in alcuni contesti rurali<br />
per strutture e materiali richiesti nonché<br />
per l’impiego di manodopera<br />
qualificata. A tal fine nuove tecnologie<br />
a basso impatto ambientale e<br />
semplici da implementare su grande<br />
scala sono costantemente studiate.<br />
Tra queste l’uso delle applicazioni di<br />
potenza delle microonde si presenta<br />
come una tecnologia adatta e sostenibile<br />
poiché basata su metodi fisici<br />
(esposizione al calore per brevi tempi<br />
mediante irraggiamento di letti di<br />
Schema 2<br />
Figura 2 -<br />
Fotografie dei<br />
quattro tipi di grani<br />
antichi studiati<br />
(fonte: Azienda<br />
Agricola<br />
Regionale<br />
Sperimentale<br />
Improsta sita a<br />
Eboli, Salerno)<br />
semi), tra l’altro testata con successo<br />
sui grani moderni [3]. Da studi scientifici<br />
è ben noto che i grani possono<br />
essere sanitizzati mediante l’uso di<br />
microonde per le caratteristiche uniche<br />
del riscaldamento elettromagnetico<br />
(regione microonde): rapidità e<br />
selettività [12]. In particolare, esso<br />
permette la realizzazione di condizioni<br />
high temperature - short time, con<br />
conseguente riduzione delle perdite<br />
di nutrienti negli alimenti per i ridotti<br />
tempi di esposizione al calore. Al contempo<br />
gli shock termici indotti possono<br />
esse letali per distruggere organismi<br />
infestanti in tutti i possibili stadi<br />
di sviluppo [13]. L’azione termica discriminante<br />
è insita nella diversa composizione<br />
chimico-fisica degli infestanti<br />
rispetto a quella dei semi: i<br />
primi sono selettivamente e severamente<br />
più esposti ad incrementi di<br />
temperatura (fino al raggiungimento,<br />
in tempi estremamente rapidi, delle<br />
condizioni termiche letali) per una<br />
maggiore interazione con i campi<br />
elettromagnetici. Ciò che non consente<br />
ancora una più larga applicazione<br />
della tecnologia è l’assenza<br />
diffusa di expertise nella conduzione<br />
di processo. In quest’ambito sono in<br />
corso di sviluppo le ricerche del progetto<br />
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TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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approfondimenti<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
Tabella 1 -<br />
Contenuto<br />
di umidità e<br />
caratteristiche<br />
dimensionali pre<br />
e post<br />
irraggiamento<br />
(100 s e 300<br />
s a 1 KW) di<br />
proprietà fisiche<br />
quali spessore,<br />
lunghezza e<br />
altezza, relative<br />
alle varie tipologie<br />
di grani antichi<br />
presi in esame<br />
Campania 2014-2020 Misura 16<br />
Tipologia 16.1 Azione 2 “Sostegno<br />
ai progetti operativi di innovazione<br />
POI” - https://giovanincampo.it/) i cui<br />
risultati sono presentati a seguire.<br />
Letti di semi di quattro differenti ecotipi<br />
di grani antichi (Carosella e Risciola, grani<br />
teneri, e Saragolla e Senatore Cappelli,<br />
grani duri) sono stati campionati stesso<br />
batch di raccolta e suddivisi in modo da<br />
costituire diversi lotti modello di campioni<br />
non trattati e campioni irradiati.<br />
L’irraggiamento a microonde è stato<br />
effettuato in una cavità multimodale<br />
chiusa (LBP 210/50 Microwave Oven<br />
2300 W, InLand, USA; 2450 MHz)<br />
equipaggiata con due agitatori modali.<br />
I semi sono stati irradiati in condizioni<br />
statiche (in contenitore in<br />
Pirex) operando a 1 kW per tempi di<br />
trattamento variabili in modo da avere<br />
il raggiungimento e il mantenimento<br />
di temperature tra 60 e 70°C<br />
[13] nella massa dei semi e di variare<br />
il tempo di esposizione.<br />
I semi dei grani antichi, sebbene abbiano<br />
modeste proprietà dissipative<br />
e ridotta capacità termica, sono in<br />
grado di interagire con le microonde<br />
riscaldandosi rapidamente anche in<br />
modo volumetrico (la bassa permittività<br />
consente alle microonde di penetrare<br />
nel letto dei grani [3; 12]).<br />
L’intensità variabile del campo di temperature<br />
è stata osservata effettuando<br />
esposizioni per diversi tempi a<br />
parità di potenza: 75 s, 90 s, 100 s e<br />
300 s. I tempi di esposizione applicati<br />
sono stati selezionati per simulare<br />
trattamenti mild e più drastici al fine<br />
di valutarne gli effetti su alcune importati<br />
proprietà dei semi come quelle<br />
meccaniche (rilevanti per la macinazione),<br />
germinative (rilevanti per<br />
usi di semina), di comportamento al<br />
calore (rilevanti per osservazioni di<br />
fenomeni degradativi) e di stabilità<br />
allo stoccaggio (inibizione dello sviluppo<br />
di infestanti). Nella tabella 1<br />
sono riassunte alcune caratteristiche<br />
inziali e post-trattamento dei semi dei<br />
grani antichi esaminati.<br />
L’analisi dei risultati permette di affermare<br />
che non è evidente alcun effetto<br />
di riduzione di umidità statisticamente<br />
significativo a seguito del<br />
trattamento termico 100 s mentre<br />
tale effetto è ben evidente per tempi<br />
di esposizione maggiori (300 s). Il<br />
trattamento a 100 s non influenza lo<br />
spessore dei chicchi, mentre il trattamento<br />
termico protratto a 300 s tende<br />
a determinare un aumento del<br />
loro spessore per tutte le tipologie di<br />
grano (rigonfiamento dovuto alla formazione<br />
di vapore interno al seme).<br />
Prove meccaniche di penetrazione e<br />
compressione, condotte mediante<br />
TA.XTplus Texture Analyzer e appositi<br />
protocolli e probe di misura (sonda ad<br />
ago, a cilindro; applicazione norma<br />
ASAE S368.4 DEC2000 R2008<br />
“Compression Test of Food Materials<br />
of Convex Shape”), hanno permesso<br />
di determinare parametri quali forza di<br />
penetrazione necessaria alla rottura del<br />
seme, deformazione al punto di rottura<br />
e elasticità, imponendo una deformazione<br />
nota. Questi parametri sono<br />
indici delle caratteristiche dei grani utili<br />
nei processi di trasformazione come<br />
ad esempio la molitura. I dati misurati<br />
e calcolati sono riassunti nella tabella 2.<br />
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approfondimenti<br />
Tabella 2 - Valori<br />
medi di forza<br />
di penetrazione<br />
necessaria alla<br />
rottura del seme,<br />
deformazione al<br />
punto di rottura<br />
e elasticità alla<br />
deformazione del<br />
5% per i quattro<br />
ecotipi di grani<br />
antichi presi in<br />
esame pre e post<br />
irraggiamento<br />
(100 s e 300 s<br />
a 1 KW)<br />
valori; particolarmente significativa è<br />
la riduzione del modulo per la varietà<br />
Saragolla.<br />
I risultati relativi ai test di germinazione<br />
(espressi come rapporto tra<br />
semi germinati su semi totali per<br />
100), condotti su un numero di semi<br />
statisticamente significativo a condizioni<br />
ambientali con umidificazione<br />
periodica dei letti di semina simulati,<br />
sono stati i seguenti. I grani non trattati<br />
hanno presentato capacità germinative<br />
dal 92 al 98% (ma è da<br />
puntualizzare che le condizioni indoor<br />
hanno sicuramente favorito lo<br />
sviluppo di germogli) mentre i trattamenti<br />
prolungati, 300 s, non hanno<br />
condotto alla germinazione per<br />
esposizione prolungata alle alte temperature<br />
(130-140°C), non rendendo<br />
quindi idonei i grani a scopi di<br />
semina. I semi sottoposti a 100 s (70<br />
-100°C) di irraggiamento hanno invece<br />
mostrato germogli in maniera<br />
quantitativa non trascurabile (tra il<br />
18 e il 38%) e differenziata in base<br />
alla varietà di grano (la germinazione<br />
è meno inibita per le varietà di grano<br />
tenero). Ulteriori test condotti per<br />
tempi di esposizione inferiori (90 s e<br />
75 s) hanno condotto a percentuali<br />
Analizzando i risultati ottenuti dai<br />
test relativi alla forza di penetrazione<br />
a rottura risulta che il trattamento a<br />
microonde a 100 s non ha un effetto<br />
statisticamente significativo sulle tipologie<br />
di grani teneri Carosella<br />
Risciola e Senatore Cappelli, mentre<br />
si osserva una diminuzione della forza<br />
per la varietà Saragolla. Relativamente<br />
invece al trattamento a 300 s si riscontra<br />
un effetto statisticamente<br />
significativo della diminuzione della<br />
forza di penetrazione a rottura per<br />
tutti i tipi di semi. Lo stesso andamento<br />
è stato riscontrato per le misure del<br />
parametro deformazione al punto di<br />
rottura. Si può affermare dunque<br />
che, in riferimento ai test di penetrazione,<br />
il trattamento termico più drastico<br />
determina un indebolimento<br />
generale della struttura del chicco di<br />
grano: si rompe a forze più basse e a<br />
deformazioni più basse. Sempre dai<br />
risultati ottenuti si nota come il trattamento<br />
a microonde a 100 s non ha<br />
effetto sui valori dei moduli elastici<br />
calcolati al 5% di deformazione per<br />
le diverse tipologie di grano.<br />
Applicando invece il trattamento più<br />
drastico si evince una riduzione dei<br />
Nuove tecnologie<br />
a basso impatto<br />
ambientale<br />
vengono oggi<br />
esplorate per<br />
lo stoccaggio postraccolta<br />
dei semi<br />
dei grani antichi.<br />
L’irraggiamento<br />
assistito<br />
da microonde è fra<br />
quelle che offrono<br />
maggiori rapidità,<br />
efficacia<br />
e sicurezza<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
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53<br />
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approfondimenti<br />
Infine, tutti i lotti di semi irradiati a microonde<br />
(100 s e 300 s), osservati dopo<br />
oltre 10 mesi non hanno mostrano lo<br />
sviluppo significativo di infestanti, contrariamente<br />
ai campioni non trattati<br />
(alcuni lotti hanno mostrato chiari segni<br />
di sviluppo di infestanti).<br />
di germinazione decisamente maggiori<br />
(superiori al 50%), confermando<br />
le evidenze sperimentali di letteratura<br />
per le quali la germinabilità si<br />
riduce all’aumentare della esposizione<br />
alle alte temperature.<br />
I risultati di misure di calorimetria differenziale<br />
a scansione (DSC), condotte<br />
sui prodotti macinati dei grani,<br />
hanno evidenziato termogrammi simili<br />
per tutte le matrici analizzate,<br />
indice del mantenimento generale<br />
delle proprietà chimico-fisiche dei<br />
semi trattati. Sono evidenti, per tutti<br />
Figura 3 - Misure<br />
di calorimetria<br />
differenziale a<br />
scansione per due<br />
ecotipi di grani<br />
antichi presi in<br />
esame pre e post<br />
irraggiamento<br />
i profili calorimetrici i seguenti effetti<br />
termici: i) un picco endotermico prima<br />
dei 100°C, ragionevolmente dovuto<br />
alla perdita di umidità nel campione<br />
piuttosto che dalla fusione dei<br />
cristalliti di amido; ii) un secondo<br />
picco endotermico a circa 220°C dovuto<br />
alla denaturazione proteica; iii)<br />
un primo picco esotermico a circa<br />
350°C che indica la degradazione<br />
della cellulosa (in figura 3 termogrammi<br />
relarivi alla varietà Carosella<br />
- grano tenero; e alla varietà Saragolla<br />
- grano duro).<br />
CONCLUSIONI<br />
Le evidenze sperimentali ottenute,<br />
benché limitate solo ad alcune fondamentali<br />
osservazioni termofisiche<br />
e meccaniche, permettono di concludere<br />
che i trattamenti a microonde,<br />
metodo fisico a basso impatto<br />
ambientale e di facile implementazione<br />
su scala di produzione, opportunamente<br />
applicati, possono essere<br />
utilizzati con efficacia per scopi di<br />
stabilizzazione. Emerge altresì che il<br />
metodo oggetto di studio si mostra<br />
innovativo e di applicazione responsabile,<br />
caratteri rispondenti agli scopi<br />
dell’attuale politica socio-economica<br />
promossa dall’ONU-Agenda<br />
2030, per uno sviluppo più sostenibile<br />
(https://unric.org/it/agenda-2030/).<br />
Bibliografia essenziale<br />
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DIRETTORE RESPONSABILE: Simone Ghioldi<br />
REDAZIONE: Alessandro Bignami (a.bignami@interprogettied.com),<br />
Eva De Vecchis (e.devecchis@interprogettied.com)<br />
HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Anna Angela Barba, Rosario Cavallo, Alessia Cuoco, Matteo<br />
d’Amore, Marco Iannone, Giuseppe Tamburini<br />
IMPAGINAZIONE: Vincenzo De Rosa, Simona Viapiana, Rossella Rossi (www.studiograficopage.it)<br />
TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />
56<br />
ABS FOOD 17<br />
ACIMAC 16<br />
AETNA GROUP 14<br />
AGRIFOOD 10<br />
ALTOPACK 34<br />
AMAPLAST 16<br />
ARETÉ 15<br />
ATLAS COPCO 30<br />
BARILLA 32<br />
BIOCHIM 13<br />
BÜHLER 1<br />
CARNE GENUINA 31<br />
CENTRO CARNI COMPANY 18<br />
CIRCULAR FOOD 30<br />
CONFINDUSTRIA ROMAGNA 14<br />
DELOITTE 22<br />
E.ON 32<br />
EIOM 19<br />
ELLAB 3, 41<br />
EMILIANA CONSERVE 22<br />
FARAVELLI 5<br />
FIERAGRICOLA 20<br />
GAMMAPACK 34<br />
GEORG FISHER<br />
2A COP.<br />
GOGLIO 35<br />
ICOTEK 31, 36<br />
IMA 18<br />
IPACK-IMA 25, 34<br />
ISMEA 21<br />
ISPRA 48<br />
KONICA MINOLTA 14<br />
LR INDUSTRIES 1A COP., 6<br />
MECFOR<br />
3A COP.<br />
MEURENS NATURAL 26<br />
MONTENEGRO 29<br />
PERFETTI VAN MELLE 38<br />
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SATO 37<br />
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INTERPROGETTI EDITORI S.R.L.<br />
Via Statale 39 - 23888 La Valletta Brianza (LC)<br />
Redazione, vendite e abbonamenti<br />
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Registrazione Tribunale di Milano n. 30 in data 23/01/1987 - Iscrizione al ROC nr. 19882<br />
Direttore responsabile: Simone Ghioldi<br />
Finito di stampare il 15/4/<strong>2022</strong> presso Aziende Grafiche Printing S.r.l.<br />
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della rivista e per svolgere le attività a ciò connesse. Titolare del trattamento è Interprogetti Editori S.r.l. - via<br />
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alla fonte della notizia.<br />
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