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Tecnologie Alimentari n° 2 - Marzo / Aprile 2022

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sommario<br />

pag. 8<br />

8 In primo piano<br />

Le nuove frontiere del sapore: integratori e shape shake<br />

Per il crescente successo di integratori e shape shake, il gusto è un aspetto fondamentale.<br />

Per questo i produttori puntano ad ampliare il bouquet di aromi di alta qualità disponibili.<br />

Un obiettivo reso possibile da L.R. Industries, in grado di proporre sapori unici e ricercati.<br />

pag. 20<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 MARZO/APRILE <strong>2022</strong><br />

2<br />

20 Crisi materie prime: “L’Europa punti all’autonomia strategica”<br />

Fieragricola ha affrontato le sfide più urgenti del settore: dalla riforma della Pac<br />

all’aumento dei prezzi agricoli. La diversificazione degli approvvigionamenti e<br />

l’autonomia strategica delle produzioni alimentari fra le proposte emerse per il<br />

futuro dell’Europa.<br />

26 SipaPro-Oat, il primo concentrato proteico d’avena<br />

biologico al mondo<br />

SipaPro-Oat è un concentrato proteico di avena che garantisce minimo 56% di<br />

proteine, 26,5% di carboidrati (il 15% di questi costituito da fibre) e 8,5% di lipidi.<br />

Una risposta ideale per i produttori di alimenti e bevande, sempre più alla ricerca di<br />

proteine vegetali alternative per creare ed arricchire le formulazioni.<br />

32 La trigenerazione per ridurre la carbon footprint della pasta<br />

Nello stabilimento di Barilla a Muggia, un impianto di trigenerazione E.ON fornirà in<br />

modo congiunto energia elettrica, termica e frigorifera necessarie per la produzione<br />

della pasta, portando ad una riduzione delle emissioni di CO 2<br />

di circa il 16%.<br />

38 Sistema IoT per il confezionamento di caramelle<br />

Nella nuova linea di Perfetti Van Melle, l’ecosistema Industrial Edge di Siemens<br />

permette di visualizzare i dati della performance e dei parametri in tempo reale e di<br />

trasferirli automaticamente ai sistemi di gestione.<br />

EDITORIALE<br />

Alla ricerca di un nuovo equilibrio (A. Bignami) 4<br />

IN COPERTINA<br />

Le nuove frontiere del sapore: integratori e shape shake 6<br />

ATTUALITÀ<br />

I frutti dell’innovazione digitale 10<br />

Notizie attualità 14<br />

Crisi materie prime: “L’Europa punti all’autonomia strategica” 20<br />

APPUNTAMENTI<br />

<strong>Tecnologie</strong> e relazioni protagoniste a SPS Italia 24<br />

Il packaging e la sfida dell’economia circolare 25<br />

INGREDIENTI<br />

SipaPro-Oat, il primo concentrato proteico d’avena biologico al mondo<br />

(a cura di Meurens Natural) 26<br />

AMBIENTE<br />

Farina proteica amica dell’ambiente 30<br />

Carne genuina a impatto zero 31<br />

ENERGIA<br />

La trigenerazione per ridurre la carbon footprint della pasta 32<br />

pag. 32<br />

pag. 26<br />

pag. 38<br />

MACCHINE<br />

I pallettizzatori non sono pericolosi: accolta la richiesta di Ucima 34<br />

Laboratorio di formazione sulle macchine per il packaging 35<br />

COMPONENTI<br />

Gommini apribili multi-range 36<br />

PACKAGING<br />

Etichettatrici senza spreco di carta 37<br />

AUTOMAZIONE E STRUMENTAZIONE<br />

Sistema IoT per il confezionamento di caramelle 38<br />

Sensore radar che semplifica la misura di livello 40<br />

Alimenti ben conservati grazie alla liofilizzazione 41<br />

INDAGINE DI MERCATO<br />

Impianti di food packaging, l’automazione<br />

spinge la crescita (G. Tamburini) 42<br />

APPROFONDIMENTI<br />

Grani antichi: il rilancio della biodiversità<br />

(A. Cuoco, M. Iannone, R. Cavallo, M. d’Amore, A. A. Barba) 48<br />

RUBRICHE<br />

Elenco inserzionisti 56<br />

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W


|di Alessandro Bignami<br />

Eeditoriale<br />

Incertezza e instabilità dominano i mercati internazionali, a partire dalla filiera agroalimentare. La febbre del prezzo<br />

delle materie prime è un sintomo delle malattie globali che si sono innestate via via una sull’altra: prima la<br />

lunga pandemia sul cambiamento climatico e ora la guerra in Ucraina sulle prime due, in una escalation di gravità.<br />

Il conflitto in corso colpisce al cuore un’area che molti definiscono il granaio del mondo. Russia e Ucraina, infatti,<br />

sono due eccezionali esportatori di grano (30% del commercio mondiale), mais (18%), orzo (32%), semi oleosi<br />

(50%) e altri prodotti agricoli primari, ma anche di fertilizzanti (20%). E i principali importatori sono i paesi in via<br />

sviluppo, tra cui quelli nordafricani. Per questo è fondato il timore, paventato anche dalla Fao, dell’esplosione di<br />

una crisi alimentare, e quindi umanitaria, che potrebbe destabilizzare ulteriormente il quadro internazionale, come<br />

accadde già nel 2007 e 2008 per il pane.<br />

L’ignobile guerra sferrata da Putin ha reso l’opinione pubblica consapevole di quanto siano strategiche quelle<br />

immense distese nell’Oriente d’Europa – tra Ucraina, Russia e Bielorussia – per la filiera alimentare mondiale. Si<br />

aggiunge quindi un altro fattore di crisi al cambiamento climatico e al Covid che già avevano portato da 800 a 961<br />

milioni il numero delle persone che nel mondo soffrono la fame, secondo i dati della Fao.<br />

ALLA RICERCA<br />

DI UN NUOVO EQUILIBRIO<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

4<br />

Le tensioni internazionali rendono anche per l’Italia sempre più urgente un riorientamento del proprio modello di<br />

sviluppo agroalimentare. Ne ha parlato anche Maurizio Martina, vicedirettore generale aggiunto della Fao ed ex<br />

ministro delle Politiche agricole e forestali, in occasione di Fieragricola a Verona. Secondo Martina, l’Italia deve<br />

puntare su un maggiore autoapprovvigionamento nelle produzioni nazionali meno forti, oltre che diversificare<br />

coltivazioni e fonti di materie prime per l’industria trasformatrice. Il che non significa ovviamente scivolare verso<br />

l’autarchia, che sarebbe incomprensibile e deleteria, ma ricercare un reale equilibrio fra sostenibilità ambientale,<br />

sociale e anche economica. Perché, al di là di tanti discorsi virtuosi, se gli agricoltori non saranno in grado di mantenersi<br />

con la propria attività, si ricadrà inevitabilmente in modelli produttivi dannosi per l’ambiente e per le popolazioni<br />

più fragili. Certamente la strada verso questo nuovo equilibrio è complicata e ricca di insidie, ma è necessario<br />

percorrerla.<br />

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in copertina<br />

Per il crescente successo<br />

di integratori e shape<br />

shake, il gusto è un<br />

aspetto fondamentale.<br />

Per questo i produttori<br />

puntano ad ampliare il<br />

bouquet di aromi di alta<br />

qualità disponibili.<br />

Un obiettivo reso possibile<br />

da L.R. Industries, in<br />

grado di proporre sapori<br />

unici e ricercati.<br />

LE NUOVE FRONTIERE DEL SAPORE:<br />

INTEGRATORI E SHAPE SHAKE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

6<br />

Forte di un’esperienza più che ventennale, oggi<br />

L.R. Industries è un’azienda leader nel settore della<br />

creazione e produzione di fragranze e aromi alimentari.<br />

È un partner in grado di offrire prodotti<br />

dall’elevato standard di qualità, ma soprattutto<br />

originali e raffinati. Il consolidamento a livello nazionale<br />

e internazionale è dovuto, certamente, alla qualità<br />

e all’efficienza dei processi produttivi: L.R. Industries è<br />

ormai un punto di riferimento riconosciuto nel mercato<br />

degli aromi e delle fragranze.<br />

All’interno di uno sviluppo aziendale costante, nel 2014<br />

è nata la divisione “Flavours”, specializzata nella creazione<br />

e produzione di aromi alimentari per il comparto food.<br />

Nel 2017 L.R. Industries apre una propria sede commerciale<br />

a Brescia, mentre nel 2020 approda a Milano; elementi,<br />

questi, che testimoniano una solidità e una crescita<br />

aziendale robusta e continuativa.<br />

Nel <strong>2022</strong> si inaugura il nuovo stabilimento: una struttura<br />

innovativa e performante che ospita sia la Divisione<br />

Fragranze che la divisione Aromi.<br />

Le nuove frontiere del mercato dei sapori si chiamano<br />

integratori alimentari e shape shake, con i loro trend in<br />

forte ascesa.<br />

GLI INTEGRATORI ALIMENTARI, FULCRO DEL MERCATO<br />

DELLA SALUTE E DEL BENESSERE<br />

Il settore degli integratori alimentari, da diversi anni, ha<br />

fatto registrare una crescita esponenziale nella richiesta e<br />

nel consumo. Questa rapida evoluzione è coincisa con la<br />

ricerca, talvolta spasmodica, del benessere del proprio<br />

corpo e di uno stile di vita sano, adatto all’organismo.<br />

Ma tutto ciò è sempre possibile? In verità, i ritmi di vita a<br />

giorni nostri sono spesso frenetici e non permettono agevolmente<br />

di seguire un’alimentazione corretta e bilanciata<br />

o di praticare con continuità l’attività fisica. Quando<br />

diventa complesso mantenere l’equilibrio tra i vari elementi<br />

nutritivi, ecco che l’apporto degli integratori alimentari<br />

assume un ruolo determinante.<br />

Quali sono le funzioni principali degli integratori?<br />

L’obiettivo primario è quello di sopperire alle carenze di<br />

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06_09_Storia cover LR_INDUSTRIES.indd 6 15/04/22 12:06


sostanze nutritive, quali vitamine e<br />

minerali, oltre a coadiuvare specifiche<br />

funzioni fisiologiche e ricreare<br />

l’armonia fisica e mentale per l’organismo.<br />

In Italia, secondo alcuni studi<br />

recenti, è alta la fiducia riposta negli<br />

integratori: oltre 30 milioni di persone,<br />

infatti, li considera preziosi per il<br />

benessere fisico e utili per equilibrare<br />

il metabolismo. C’è da sottolineare,<br />

però, che esistono diverse tipologie<br />

di integratori alimentari, non<br />

solo per la loro composizione ma<br />

anche per forma e consistenza.<br />

Stimolare le funzioni del fegato e<br />

dell’intestino, combattere l’affaticamento,<br />

migliorare la salute delle<br />

ossa sono alcuni dei principali effetti<br />

legati agli integratori. E proprio da<br />

qui è scaturita la crescita verticale del<br />

settore, legata a un’attenzione sempre<br />

maggiore alla propria salute,<br />

manifestata soprattutto dal pubblico<br />

femminile.<br />

Negli ultimi anni, la vendita di integratori<br />

alimentari è cresciuta di quasi<br />

il 5% a livello globale: è questo il<br />

quadro di un mercato in ottima salute,<br />

quanto mai dinamico, sia sotto<br />

il profilo della produzione che per<br />

quanto concerne la distribuzione. La<br />

filiera degli integratori è costituita<br />

principalmente da produttori di materie<br />

prime, aziende di produzione<br />

per conto terzi e altre aziende a marchio<br />

proprio sul mercato di consumo.<br />

Tutti orientati verso l’innovazione.<br />

Circa il 70% della produzione<br />

nazionale è destinata all’Italia, ma le<br />

aziende di settore aprono sempre<br />

più ai mercati internazionali, preferibilmente<br />

entro i confini europei. In<br />

merito alla distribuzione, il canale di<br />

riferimento continua a essere la farmacia<br />

che rappresenta più dell’80%<br />

del valore complessivo dell’intero<br />

comparto; il secondo canale, invece,<br />

è rappresentato dalla parafarmacia.<br />

A seguire c’è la grande distribuzione,<br />

dove gli integratori alimentari si<br />

ritagliano il proprio spazio nei corner<br />

dedicati, proprio all’interno dei supermercati.<br />

La filiera degli<br />

integratori,<br />

fortemente<br />

orientata<br />

all’innovazione,<br />

è costituita<br />

principalmente<br />

da produttori<br />

di materie<br />

prime, aziende<br />

di produzione per<br />

conto terzi e altre<br />

a marchio proprio<br />

sul mercato<br />

di consumo<br />

Cosa bisogna attendersi in futuro?<br />

Per confermare il trend in ascesa, è<br />

fondamentale che le aziende di settore<br />

puntino sulla qualità, sull’innovazione<br />

e la diversificazione. Oggi i<br />

consumatori, sempre più eruditi e<br />

consapevoli, prediligono un prodotto<br />

che rispetti gli elevati standard di qualità<br />

e garantisca il raggiungimento di<br />

uno specifico risultato.<br />

SHAPE SHAKE, QUANDO SOSTITUIRE<br />

UN PASTO DIVENTA SEMPLICE<br />

Nutriente e sano, pratico ed efficace,<br />

ma soprattutto un pasto velocissimo<br />

da preparare. Gli shape shake si sono<br />

affermati in pochissimo tempo sul<br />

mercato e oggi si registra un’offerta<br />

davvero ampia. Permette di preparare<br />

bevande proteiche che garantiscono<br />

un apporto di proteine sufficiente<br />

e adeguato agli obiettivi di ognuno.<br />

Qual è il segreto per distinguersi?<br />

Tanti brand propongono sempre<br />

nuovi prodotti, cercando di volta in<br />

volta caratteristiche distintive su cui<br />

puntare per fare la differenza. Il gusto,<br />

in questo senso, è un fattore centrale<br />

per il gradimento dei consumatori:<br />

gli shape shake, infatti,<br />

rappresentano un pasto sostitutivo<br />

per chi li assume, ecco perché consumare<br />

qualcosa di buono diventa,<br />

quindi, fondamentale.<br />

Cosa prediligono i consumatori? Oltre<br />

alla qualità come elemento imprescindibile,<br />

l’attenzione si rivolge soprattutto<br />

all’innovazione del prodotto, alla<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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7<br />

06_09_Storia cover LR_INDUSTRIES.indd 7 15/04/22 12:06


sua efficacia e praticità. Il consumatore,<br />

che ha a disposizione un ventaglio<br />

di offerte sempre più ampio e variegato,<br />

tiene in considerazione alcuni fattori<br />

che portano all’acquisto: il sapore,<br />

in special modo, risulta determinante.<br />

I gusti canonici non soddisfano più,<br />

per distinguersi dalla concorrenza è<br />

basilare proporre una gamma di sapori,<br />

dolci e salati, originali e totalmente<br />

innovativi.<br />

Insaporire significa<br />

catturare l’essenza<br />

di un ingrediente,<br />

cogliere la<br />

combinazione<br />

ideale, definire un<br />

gusto specifico e<br />

sintetizzarlo nella<br />

formula più idonea<br />

LA SFIDA DEL SAPORE<br />

COME ASSIOMA DI QUALITÀ<br />

Il sapore è un elemento fondamentale<br />

per qualsiasi prodotto alimentare.<br />

Insaporire significa catturare l’essenza<br />

di un ingrediente, azzeccare la combinazione<br />

perfetta, definire un gusto<br />

specifico e sintetizzarlo nella formula<br />

più idonea. Il sapore, di conseguenza,<br />

è determinante sia per gli integratori<br />

alimentari che per gli shape shake.<br />

L’elemento del gusto, a volte, tende a<br />

essere trascurato: gli integratori o i sostitutivi<br />

pasto diventano una routine<br />

per chi ne fa uso, ma è certo che nessuno<br />

vuol seguire un’abitudine spiacevole,<br />

che prevede di assumere quotidianamente<br />

qualcosa che non abbia un<br />

buon sapore. Questa variabile, infatti,<br />

assume il valore di una discriminante<br />

nel momento in cui il consumatore si<br />

trova a decidere se acquistare nuovamente<br />

lo stesso prodotto o meno. Ecco<br />

perché è condizione necessaria per i<br />

produttori di integratori e shape shake<br />

concentrarsi sul sapore, scegliendo aromi<br />

di qualità e ampliando il bouquet di<br />

gusti disponibili. Rivolgendosi, chiaramente,<br />

a chi di aromi se ne intende!<br />

L.R. Industries è in grado di proporre<br />

sapori unici e ricercati anche per il<br />

settore nutraceutico, proponendo<br />

aromi alimentari di altissimo livello. Si<br />

va da quelli più tradizionali a quelli<br />

più particolari, sino ad aromi del tutto<br />

originali, creati appositamente. L.R.<br />

Industries, il partner ideale per la ricerca<br />

del sapore perfetto.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

8<br />

La nuova sede di L.R. Industries a Belpasso, in provincia di Catania<br />

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attualità<br />

Il mercato<br />

dell’agricoltura 4.0<br />

in Italia vale 1,6<br />

miliardi di euro.<br />

Cresce l’adozione<br />

di macchinari<br />

connessi e di sistemi<br />

di monitoraggio e<br />

controllo per mezzi e<br />

attrezzature. Il nostro<br />

è tra i primi 10<br />

paesi per numero di<br />

startup, ma raccoglie<br />

meno dell’1% dei<br />

finanziamenti.<br />

I FRUTTI DELL’INNOVAZIONE<br />

DIGITALE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

10<br />

Nonostante la crisi Covid-19, negli ultimi due anni l’Agricoltura<br />

4.0 ha continuato il percorso di crescita ed evoluzione<br />

in Italia. Il mercato è esploso, passando dai 540<br />

milioni di euro di fatturato del primo semestre del 2020<br />

a 1,3 miliardi a fine 2020, fino ad arrivare a 1,6 miliardi<br />

nel 2021 (+23). Una crescita guidata dalla spesa per macchine<br />

e attrezzature agricole nativamente connesse, pari<br />

al 47% del mercato e in aumento del +17%, seguita da<br />

quella per sistemi di monitoraggio e controllo applicabili<br />

a mezzi e attrezzature agricole post-vendita (35%).<br />

In parallelo, è cresciuta la superficie coltivata con strumenti<br />

di Agricoltura 4.0 da parte delle aziende agricole, che<br />

nel 2021 ha toccato il 6% del totale, il doppio dell’anno<br />

precedente. Il 60% degli agricoltori italiani nel 2021 utilizza<br />

almeno una soluzione di Agricoltura 4.0, +4% rispetto<br />

al 2020, e oltre quattro su dieci ne utilizzano almeno<br />

due, in particolare software gestionali e sistemi di monitoraggio<br />

e controllo delle macchine. Si segnala anche la<br />

crescente attenzione ai sistemi di analisi dei dati e supporto<br />

delle decisioni, confermata dal 26% di aziende agricole<br />

che prevede investimenti in questo ambito dell’Agricoltura<br />

4.0 per il prossimo futuro.<br />

La crescita del mercato è trainata dagli incentivi, in particolare<br />

dalle agevolazioni dei Programmi di Sviluppo Rurale<br />

e dal Piano transizione 4.0: tre quarti delle aziende agricole<br />

hanno impiegato almeno un incentivo di Agricoltura<br />

4.0 e l’84% sostiene che abbiano avuto un impatto determinante<br />

sulle scelte di investimento, consentendo di<br />

anticiparli (per il 44% delle aziende), di investire in più<br />

soluzioni (20%) o in una soluzione più costosa (20%).<br />

Anche se non mancano le criticità, in particolare l’eccesso<br />

di burocrazia e incentivi non del tutto mirati alle esigenze<br />

delle aziende agricole.<br />

Sono questi alcuni risultati della ricerca realizzata dall’Os-<br />

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attualità<br />

IL DIGITALE PER LA TRACCIABILITÀ<br />

ALIMENTARE<br />

Tra i fattori che stanno guidando l’innovazione<br />

nel settore agroalimentare,<br />

emerge con forza la richiesta di<br />

una maggiore trasparenza e sicurezza.<br />

La tracciabilità è uno degli ambiti<br />

in cui le aziende stanno maggiormente<br />

utilizzando il digitale, anche<br />

per finalità di marketing e comunicazione<br />

nei confronti del consumatore<br />

finale. Secondo l’indagine condotta<br />

dall’Osservatorio Smart AgriFood sui<br />

consumatori, oltre metà degli italiani<br />

(53%) ricerca sempre o spesso informazioni<br />

legate alla tracciabilità del<br />

cibo che acquista. Il 35% lo fa ogni<br />

tanto e soltanto il 12% non è interessato.<br />

Tra le varie informazioni, c’è<br />

attenzione in particolare per la provenienza<br />

geografica, tanto che l’italianità<br />

del marchio e l’origine della<br />

materia prima sono i fattori che maggiormente<br />

influenzano l’acquisto. Il<br />

sito internet è lo strumento principale<br />

per avere accesso alle informazioni<br />

di tracciabilità sul prodotto, consultato<br />

spesso dal 22% dei consumatoservatorio<br />

Smart Agrifood della School<br />

of Management del Politecnico di<br />

Milano e del Laboratorio RISE<br />

(Research & Innovation for Smart<br />

Enterprises) dell’Università degli Studi<br />

di Brescia, presentata a marzo durante<br />

il convegno “Smart agrifood: raccogliamo<br />

i frutti dell’innovazione digitale!”.<br />

“Sempre di più gli attori della filiera<br />

agroalimentare riconoscono le opportunità<br />

ed i benefici dell’innovazione<br />

digitale che oggi rappresenta una<br />

leva strategica per la resilienza e la<br />

competitività del settore”, ha affermato<br />

Andrea Bacchetti, direttore<br />

dell’Osservatorio Smart AgriFood.<br />

“Lo certifica l’importante crescita del<br />

mercato e della superficie coltivata<br />

con strumenti di Agricoltura 4.0, sostenute<br />

certamente dagli incentivi<br />

fiscali legati al credito d’imposta, che<br />

in particolare hanno contribuito al<br />

rinnovo del parco macchine, ma<br />

avrebbero potuto avere un impatto<br />

ancora maggiore se fossero stati pensati<br />

specificatamente per il settore<br />

agricolo. La Smart Agrifood ha compiuto<br />

molta strada, ma molta ne resta<br />

da percorrere, a cominciare dalla necessità<br />

di aumentare la superficie coltivata<br />

con pratiche 4.0 e il ricorso ad<br />

applicazioni che integrino i diversi<br />

stadi della catena del valore”.<br />

“Sempre più centrale sarà il ruolo dei<br />

dati e la loro valorizzazione lungo tutta<br />

la filiera”, ha continuato Chiara<br />

Corbo, direttrice dell’Osservatorio<br />

Andrea Bacchetti<br />

e Chiara Corbo,<br />

entrambi nella<br />

direzione<br />

dell’Osservatorio<br />

Smart AgriFood<br />

Il mercato<br />

dell’agricoltura 4.0<br />

in Italia<br />

Smart AgriFood. “E del resto, l’indagine<br />

sui consumatori finali conferma<br />

che gli italiani sono sempre più attenti<br />

alla tracciabilità e alle caratteristiche<br />

di ciò che mettono nel piatto. E, in<br />

questa linea, il settore agroalimentare<br />

continua a guardare con forte interesse<br />

alle tecnologie Blockchain. Ma sarà<br />

necessario incrementare la cultura<br />

digitale e la fiducia nelle potenzialità<br />

delle tecnologie. Oggi, infatti, solo<br />

una minoranza degli italiani impiega<br />

in modo sistematico strumenti digitali<br />

per informarsi su ciò che acquista e<br />

meno della metà di quelli che conoscono<br />

la Blockchain hanno fiducia<br />

nelle sue potenzialità per la sicurezza.<br />

Una situazione che non deve scoraggiare<br />

le aziende del settore agrifood<br />

nell’adozione di questi strumenti, ma<br />

guidare scelte consapevoli sulla selezione<br />

delle soluzioni da utilizzare a<br />

seconda del pubblico, degli obiettivi e<br />

del prodotto”.<br />

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11<br />

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attualità<br />

ri, seguito dalle piattaforme social di<br />

terze parti (13%) e dai QR Code<br />

(13%), mentre sono ancora poco<br />

diffusi strumenti come NFC e realtà<br />

aumentata. Per quanto vi sia disponibilità<br />

da parte del consumatore a<br />

ricevere informazioni, l’utilizzo sistematico<br />

delle tecnologie digitali per<br />

approfondire la propria conoscenza<br />

sui prodotti agroalimentari acquistati<br />

è ancora piuttosto limitato.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

LA BLOCKCHAIN<br />

Il settore agroalimentare continua a<br />

guardare con forte interesse alle tecnologie<br />

Blockchain & Distributed<br />

Ledger: l’agrifood è il quarto settore<br />

per adozione di questa tecnologia nei<br />

progetti internazionali. In Italia però<br />

solo il 6% i consumatori ha già sentito<br />

parlare di applicazioni della Blockchain<br />

nel settore agrifood e ben il 60% non<br />

ne ha mai sentito parlare in generale.<br />

Tra i consumatori che conoscono la<br />

tecnologia, il 45% ha fiducia nelle sue<br />

potenzialità per poter garantire maggiore<br />

sicurezza dei prodotti alimentari<br />

grazie a controlli più efficaci e il 51%<br />

ritiene che possa dare accesso a informazioni<br />

più affidabili.<br />

Gli attori del settore agrifood guardano<br />

con interesse alla Blockchain soprattutto<br />

per obiettivi di marketing e<br />

comunicazione (54% dei casi), ma<br />

nel 47% dei casi anche per una maggiore<br />

efficienza nei processi di gestione<br />

e coordinamento della supply<br />

chain e nel 26% per una supervisione<br />

dei processi al fine di migliorare la sostenibilità<br />

della filiera. Nel 13% dei<br />

progetti, inoltre, si punta a rendere<br />

più efficaci ed efficienti le procedure<br />

legate al richiamo dei prodotti in caso<br />

di criticità. L’implementazione della<br />

Blockchain nel settore continua a essere<br />

spinta dai soggetti a valle della<br />

filiera, in particolare grandi attori della<br />

trasformazione e della distribuzione,<br />

ma rispetto al passato aumentano<br />

i casi in cui sono i produttori di<br />

materia prima (agricoltura e allevamento)<br />

e di input produttivi a rendersi<br />

promotori.<br />

Gli obiettivi<br />

dichiarati dei<br />

progetti Blockchain<br />

agrifood nel<br />

mondo, 2016-<br />

2021 (Base:<br />

106 progetti, un<br />

progetto può avere<br />

più obiettivi)<br />

L’interesse dei<br />

consumatori per<br />

le informazioni<br />

di tracciabilità e<br />

utilizzo del digitale<br />

LE STARTUP<br />

Continua a crescere il numero di startup<br />

dello smart agrifood, così come i<br />

finanziamenti raccolti. Nel 2021 le<br />

oltre 750 imprese censite a livello globale<br />

hanno totalizzato oltre 15 miliardi<br />

di dollari di raccolta. Oltre il 60%<br />

delle startup è distribuito tra Nord<br />

America e Europa, ma la maggioranza<br />

dei finanziamenti è erogata in<br />

Asia, in particolare in Cina (per la forte<br />

diffusione dell’eCommerce), con<br />

un importante ruolo di Paesi come gli<br />

Emirati Arabi, Singapore e Arabia<br />

Saudita per l’attenzione alla food security<br />

e all’autosufficienza per la produzione<br />

di prodotti agroalimentari.<br />

L’Italia è tra i primi 10 Paesi per numero<br />

di startup, ma incide meno dell’1%<br />

sui finanziamenti ricevuti.<br />

Le startup internazionali nello smart<br />

agrifood si rivolgono principalmente<br />

ai due estremi della filiera agroalimentare:<br />

ai consumatori, con servizi<br />

di eCommerce o applicazioni/servizi<br />

per informazioni sulla tracciabilità dei<br />

prodotti o sullo stato di conservazione<br />

e freschezza, e alle aziende agricole,<br />

con soluzioni di Agricoltura 4.0<br />

per la mappatura e il monitoraggio<br />

da remoto delle coltivazioni o delle<br />

macchine agricole, e per la gestione<br />

d’impresa. Cresce l’attenzione per i<br />

sistemi di Indoor Vertical Farming e<br />

per la gestione delle eccedenze alimentari.<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

CONFINDUSTRIA ROMAGNA PREMIA VALENTINA AURELI DI AETNA GROUP<br />

Donne impegnate, promotrici dello sviluppo<br />

individuale e collettivo. Donne imprenditrici<br />

che coniugano con successo le responsabilità<br />

del proprio ruolo con la propria vita<br />

personale: in occasione del centenario della<br />

Giornata Internazionale della Donna, l’8<br />

marzo <strong>2022</strong>, il Comune di Rimini ha voluto<br />

premiare otto imprenditrici di successo che,<br />

grazie alla loro sensibilità e alla loro dedizione<br />

al lavoro e alla comunità, sono state<br />

capaci di visione e pragmatismo, di proporre<br />

e di innovare, di guardare al futuro con<br />

creatività.<br />

In Comune a Rimini, alla presenza della vicesindaca<br />

Chiara Bellini, Valentina Aureli,<br />

amministratrice delegata di Aetna Group,<br />

è stata scelta e premiata da Confindustria<br />

Romagna come esempio di integrazione<br />

tra realizzazione professionale e personale,<br />

in quanto figura lungimirante alla guida di<br />

importanti realtà internazionali, in grado di<br />

conciliare le proprie convinzioni con le aspirazioni<br />

extra lavorative.<br />

“Ogni individuo è imprenditore della propria<br />

vita, professionale e familiare”, ha<br />

commentato Aureli durante la cerimonia di<br />

premiazione. “Spetta a tutti impegnarsi per<br />

esprimere al meglio i propri talenti”.<br />

Nata a Rimini nel 1972, madre di due figli,<br />

Valentina Aureli ha intrapreso un brillante<br />

percorso di formazione e di esperienze professionali<br />

in ambito finanziario internazionale,<br />

maturando così una visione del mondo<br />

evoluta che le ha consentito di gestire l’azienda<br />

e farla crescere, con delega a risorse<br />

umane e finanza, in armonia con il fratello<br />

Enrico, che si occupa di prodotto e clienti.<br />

“L’emancipazione di pensiero che mi ha<br />

tramesso la mia famiglia, gli studi, il lavoro<br />

nelle grandi metropoli – ha aggiunto Aureli<br />

– mi ha permesso di attuare una governance<br />

di seconda generazione in Aetna Group,<br />

con una forte propensione alla crescita e<br />

all’innovazione, e una governance di terza<br />

generazione in SCM Group, che punta alla<br />

creazione di valore”.<br />

Negli ultimi vent’anni Valentina Aureli<br />

ha condotto Aetna Group (con i brand<br />

Robopac e OCME) verso una crescita costante<br />

a livello globale, avvenuta organicamente<br />

e attraverso diverse acquisizioni<br />

strategiche in Italia e all’estero, fino ad affermare<br />

il Gruppo tra le primissime realtà<br />

della Packaging Valley.<br />

KONICA MINOLTA ENTRA NEL BUSINESS DELL’IMAGING IPERSPETTRALE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

14<br />

Konica Minolta è entrata anche nel mercato dell’imaging<br />

iperspettrale (HSI) tramite l’acquisizione della società finlandese<br />

Specim, Spectral Imaging Oy Ltd., (Specim), il maggior<br />

attore nel settore HSI presente sul mercato. Grazie<br />

alla tecnologia HSI, che consente di visualizzare l’invisibile,<br />

Konica Minolta rafforza la strategia di crescita della divisione<br />

Sensing, ampliandone il business e fornendo soluzioni sostenibili<br />

in grado di fronteggiare le sfide sociali globali nelle<br />

aree della sicurezza, della protezione e dell’ambiente. Con<br />

l’acquisizione di Specim, del know-how e della tecnologia<br />

di imaging iperspettrale ad alta precisione e della base clienti<br />

relativa, Konica Minolta si pone alla guida nello sviluppo<br />

dell’HSI applicata a settori industriali quali le fasi di separazione<br />

nel riciclaggio delle plastiche, lo smistamento nel settore<br />

food e il telerilevamento.<br />

Basandosi sulla tecnologia ottica acquisita tramite il business<br />

delle fotocamere, Konica Minolta fornisce prodotti e<br />

soluzioni di misurazione ad alta precisione nei campi della<br />

misurazione della luce, del colore e della superficie visiva.<br />

L’azienda si ripropone di andare oltre l’aspetto visivo umano<br />

nei campi della sicurezza, protezione e scienze ambientali<br />

implementando una strategia di crescita in grado di fornire<br />

ai clienti valori nuovi e sostenibili per rispondere nel modo<br />

più efficace alle sfide sociali globali. L’HSI rappresenta una<br />

delle tecnologie centrali per realizzare le strategie di crescita<br />

dell’azienda.<br />

In qualità di azienda leader nel settore HSI, Specim possiede<br />

una linea di prodotti molto ampia e in grado di coprire<br />

un’ampia gamma di lunghezze d’onda di misura, dal visibile<br />

fino al lontano infrarosso, nonché strumenti adatti ad ambienti<br />

di utilizzo specifici come portatili, in linea e anche aerotrasportati.<br />

La base clienti copre trasversalmente una vasta<br />

gamma di comparti nell’ambito del riciclaggio delle materie<br />

plastiche, dell’alimentare e del farmaceutico, tutti nell’ambito<br />

della selezione prodotti. Inoltre, Specim ha sviluppato<br />

la piattaforma SpecimONE destinata a rendere più facile e<br />

veloce l’integrazione della tecnologia di imaging iperspettrale<br />

in macchine selezionatrici, con l’obiettivo di espandere<br />

ulteriormente il business HSI in applicazioni industriali.<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

ZUCCHERO: LE STRATEGIE DI ADATTAMENTO DOPO L’ABOLIZIONE DELLE QUOTE<br />

Lo studio di Areté per la Commissione UE rivela che la filiera bieticolo-saccarifera europea sta dimostrando capacità<br />

di adattamento, diversificazione e innovazione, anche attraverso la cooperazione fra le imprese.<br />

Porta la firma di Areté –<br />

l’azienda italiana specializzata<br />

nella valutazione<br />

di politiche per il settore<br />

agroalimentare – lo studio<br />

della Commissione<br />

UE sulle strategie messe<br />

in atto nella filiera bieticolo-saccarifera<br />

europea<br />

per rispondere agli<br />

shock causati dalla riforma<br />

PAC del 2006.<br />

Da allora la filiera italiana ha conosciuto<br />

un drastico ridimensionamento, passando<br />

da 17 a 4 zuccherifici in attività nei soli<br />

anni tra il 2006 e il 2009, fino a ridursi ai<br />

soli due impianti oggi attivi, mentre<br />

nell’intera UE (ex UE-28) il numero degli<br />

impianti scendeva da 189 a 102.<br />

Altrettanto importante la diminuzione degli<br />

occupati negli zuccherifici italiani (da<br />

5.000 unità circa a meno di mille, oggi) e<br />

della produzione, che in Italia è passata da<br />

oltre 1,5 milioni di tonnellate nel periodo<br />

precedente alla riforma a meno di 200.000<br />

degli ultimi anni (su un ettaraggio che passava<br />

da oltre 250.000 ha del periodo preriforma<br />

ai circa 30.000 ha odierni), rendendo<br />

così il Paese strutturalmente<br />

dipendente dalle importazioni proprio<br />

negli anni in cui si torna a parlare di autosufficienza<br />

alimentare e di strategie di accorciamento<br />

e “rimpatrio” delle filiere.<br />

A livello UE, dopo una riduzione negli anni<br />

immediatamente successivi alla riforma,<br />

l’ettarato a bietole è rimasto sostanzialmente<br />

stabile, sia pure con alcune oscillazioni<br />

(1,4/1,6 milioni di ha), e con esso<br />

anche la produzione totale di zucchero.<br />

La fine del regime delle quote ha contribuito<br />

a determinare, nella prima campagna<br />

di piena attuazione (2017/18), una<br />

produzione eccezionalmente elevata di<br />

zucchero nell’Unione, che unita anche alla<br />

concomitante situazione di surplus produttivo<br />

a livello globale si è tradotta in una<br />

prolungata depressione del prezzo dello<br />

zucchero sul mercato UE. Il prezzo medio<br />

Enrica Gentil,<br />

CEO di Areté<br />

dello zucchero bianco,<br />

a partire da gennaio<br />

2018, si è mantenuto<br />

costantemente sotto il<br />

prezzo di riferimento<br />

(404,40 euro/ton), toccando<br />

un minimo di<br />

312 euro a gennaio<br />

2019, per riportarsi sopra<br />

i 400 euro/ton solo<br />

nel luglio 2021. A queste<br />

condizioni, senza il<br />

sostegno accoppiato alla bietola (passato<br />

da 433 a 741 euro/ha nelle ultime tre<br />

campagne) in alcune annate ed alcune<br />

aree produttive i margini lordi per ettaro<br />

sarebbero stati negativi.<br />

Resilienza e adattamento<br />

Guardando all’UE nel suo complesso, lo<br />

studio conclude che varie tra le soluzioni<br />

volte e prevenire e gestire i rischi produttivi<br />

e di mercato hanno confermato la loro<br />

efficacia anche nel periodo post-quota,<br />

sebbene in molti casi si tratti di strumenti<br />

tuttora scarsamente diffusi.<br />

Un ruolo cruciale è stato giocato dalla diversificazione<br />

produttiva e dall’innovazione<br />

(anche attraverso forme di cooperazione<br />

tra imprese, ed avvalendosi dell’importante<br />

sostegno finanziario dell’UE alla ricerca<br />

applicata), ma anche dalla capacità degli<br />

operatori di esplorare nuove ed innovative<br />

forme contrattuali.<br />

In merito alle misure UE di gestione delle<br />

crisi di mercato, di fatto non utilizzate per<br />

lo zucchero nel periodo post-quota e sulla<br />

cui efficacia teorica la Commissione e gli<br />

operatori della filiera hanno visioni altamente<br />

divergenti, lo studio osserva come<br />

eventuali aggiustamenti dei meccanismi<br />

d’azione non possano prescindere dall’orientamento<br />

al mercato della PAC.<br />

“Lo studio ha evidenziato chiaramente, tra<br />

le altre cose, come le strategie di adattamento<br />

e gli strumenti di gestione del rischio<br />

non possano comunque sopperire a<br />

svantaggi competitivi di natura strutturale,<br />

il cui superamento richiede interventi mirati<br />

e radicali”, spiega Enrica Gentile,<br />

Project Manager dello studio e CEO di<br />

Areté. “In periodi di prezzi bassi i margini<br />

della filiera sono stati gravemente deteriorati.<br />

Decisivo guardare al ruolo che hanno<br />

giocato gli aiuti accoppiati alla bietola (nei<br />

Paesi in cui vengono concessi) e gli altri<br />

pagamenti diretti nel migliorare la resilienza<br />

dei bieticoltori UE”.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

CRISI MATERIE PRIME: “SERVE UN INDUSTRIAL NEW DEAL EUROPEO”<br />

L’appello di Ucima, Amaplast<br />

e Acimac: “Rischio concreto di stop<br />

della produzione. Lavoriamo assieme<br />

per una nuova politica industriale<br />

europea”.<br />

Continua a crescere la preoccupazione per l’incremento<br />

dei costi di produzione e lo shortage<br />

di materie prime e componentistica: una sfavorevole<br />

congiuntura già in atto nel 2021 e che il<br />

conflitto in Ucraina ha aggravato ulteriormente.<br />

L’incontrollato aumento dei costi energetici<br />

e l’indisponibilità dei materiali, con conseguente<br />

incremento dei prezzi per l’acquisto, rischia<br />

di mettere in serio pericolo la produzione e di<br />

conseguenza di bloccare intere filiere, minando<br />

da un lato la forte ripresa in atto e dall’altro indebolendo<br />

la competitività internazionale della<br />

meccanica avanzata made in Italy.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

Scarseggiano i materiali per la produzione<br />

delle macchine<br />

I comparti delle macchine e delle attrezzature<br />

per la ceramica, la plastica, la gomma<br />

e l’imballaggio avevano già denunciato negli<br />

scorsi mesi tale situazione critica che sta<br />

assumendo sempre più i toni dell’emergenza:<br />

i costi energetici sono schizzati alle stelle<br />

e si stanno drasticamente riducendo le<br />

disponibilità di alcune materie prime essenziali<br />

per la produzione delle complesse macchine<br />

automatiche, ad iniziare dagli acciai e<br />

dai metalli di cui le aree interessate dal conflitto<br />

sono grandi produttori.<br />

A questo si aggiunge la difficoltà di reperire,<br />

se non con notevolissimi ritardi e a prezzi salatissimi,<br />

componentistica industriale, materie<br />

plastiche e argille. Un ulteriore colpo alla<br />

tenuta dei tre settori è dato dal blocco degli<br />

ordini degli impianti diretti in quelle zone e in<br />

quelle limitrofe.<br />

Dopo un 2021 chiuso con una crescita che<br />

confermava la ripresa in atto nel nostro paese<br />

– con un fatturato aggregato dei tre settori di<br />

oltre 15 miliardi di euro, in aumento del 13,2%<br />

rispetto al 2020 – Acimac (Associazione<br />

Costruttori Italiani Macchine e Attrezzature per<br />

Ceramica), Amaplast (Associazione Nazionale<br />

Costruttori di Macchine e Stampi per Materie<br />

Plastiche e Gomma) e Ucima (Unione<br />

Costruttori Italiani Macchine Automatiche per<br />

il Confezionamento e l’Imballaggio) si uniscono<br />

all’allarme già lanciato da altri settori e<br />

rivolgono un appello alle istituzioni per avere<br />

aiuti immediati e duraturi e non palliativi temporanei.<br />

“Siamo nel mezzo di una situazione paradossale:<br />

le nostre aziende hanno un corposo portafoglio<br />

ordini che non riescono ad evadere. Il<br />

rischio che si sta facendo via via più reale è<br />

quello dello stop produttivo”, sottolinea Paolo<br />

Mongardi, presidente di Acimac. “La situazione<br />

è arrivata al limite e, salvo inversioni di marcia<br />

improvvise, ci avviciniamo ad un punto di<br />

non ritorno”.<br />

“Servono subito proposte mirate – prosegue<br />

Dario Previero, presidente di Amaplast – per<br />

calmierare non solo il costo di gas ed elettricità<br />

ma anche quello delle materie prime necessarie<br />

per la produzione dei nostri macchinari e quello<br />

delle materie plastiche usate dai trasformatori<br />

nostri clienti. Non possiamo permetterci un<br />

rallentamento di un settore strategico per il Pil<br />

del paese come quello dei beni strumentali, ma<br />

il rischio di scivolare in una crisi peggiore di quella<br />

pandemica è concreto”.<br />

“Se già alla fine dello scorso anno – conclude<br />

Matteo Gentili, presidente di Ucima - il rincaro<br />

dei costi di produzione e delle materie prime,<br />

i ritardi di consegna della componentistica, gli<br />

incrementi delle tariffe per i trasporti e la crescita<br />

smisurata dei costi energetici erano elementi<br />

che ci facevano stare in allerta, adesso<br />

il paese è vicino a fermarsi. Per evitarlo è fondamentale<br />

intervenire al più presto a livello<br />

nazionale ed europeo”.<br />

I vertici delle tre associazioni chiedono a gran<br />

voce che Unione Europea e Governo nazionale<br />

si adoperino per scongiurare in futuro una<br />

situazione come quella attuale. Gli ultimi due<br />

anni, infatti, hanno mostrato tutte le fragilità<br />

dei sistemi di approvvigionamento globali.<br />

“Per questo è necessaria una seria politica industriale<br />

continentale che consenta alla manifattura<br />

nazionale ed europea di ridurre la sua<br />

dipendenza da materie prime e semilavorati<br />

provenienti da altre regioni”, avvertono i tre<br />

presidenti. “Chiediamo che istituzioni e mondo<br />

industriale si mettano al lavoro al più presto<br />

per un nuovo Industrial New Deal europeo<br />

che tuteli la manifattura continentale con misure<br />

di breve periodo che supportino le aziende<br />

in questo difficile momento, ma soprattutto<br />

che ne salvaguardino il futuro”.<br />

Vanno in questa direzione le misure legislative<br />

della Commissione Europea a sostegno<br />

dell’industria europea dei semiconduttori, a<br />

cui però devono essere aggiunte nuove misure<br />

su materie prime, energia e logistica. “Ci<br />

mettiamo dunque a disposizione delle istituzioni<br />

– chiosano Mongardi, Previero e Gentili<br />

– per costruire assieme un futuro di sviluppo<br />

per il nostro tessuto industriale”.<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

SICK FESTEGGIA I 25 ANNI IN<br />

ITALIA CON UN FATTURATO RECORD<br />

Festeggiare i 25 anni di storia è un traguardo sempre meno<br />

scontato per un’azienda oggi. Farlo sotto l’ala protettrice di<br />

una casa madre che ne ha celebrati 75, lo è ancor meno.<br />

Vantare, in tutto questo, performance di crescita e ambiziosi<br />

obiettivi di fatturato raggiunti sono la ciliegina sulla torta. La<br />

filiale italiana del gruppo tedesco Sick AG, realtà globale da 10<br />

mila dipendenti, oltre 50 filiali, 1,7 miliardi di euro di fatturato<br />

(dato 2020) e 3.500 brevetti, specializzata nella produzione e<br />

fornitura di tecnologie e applicazioni all’avanguardia per una<br />

gestione efficiente dei processi, in particolare nel campo dei<br />

sensori industriali, realizza in pieno tutte queste condizioni.<br />

Sick si trova letteralmente all’apice di un percorso rinnovato<br />

solo tre anni fa con il riassetto di gruppo. A maggio 2018, Sick<br />

AG annunciava infatti la riorganizzazione della sua struttura<br />

territoriale, affidandone la guida la guida a partire dal 1° luglio<br />

2018 all’allora Marketing Director Massimo Azzerri e al Sales<br />

Manager Factory Automation Costantino Ghigliotti. Da quel<br />

momento, lo scenario si è modificato rapidamente. L’obiettivo<br />

mediano che Azzerri e Ghigliotti si erano posti fin da subito –<br />

raggiungere i 100 milioni di euro di fatturato – è diventato realtà,<br />

coronando la celebrazione dei 25 anni di storia della filiale.<br />

“Per arrivare a questo risultato, che per noi rappresentava una<br />

soglia psicologica, avevamo definito una serie di cambiamenti,<br />

con nuovi dipartimenti aziendali e una struttura solida ma<br />

flessibile, idonea a cogliere diverse opportunità e pronta alla<br />

crescita”, commenta Costantino Ghigliotti. “Abbiamo fatto<br />

le scelte giuste? Di certo la pandemia ha rivoluzionato tutto<br />

il contesto, ma noi non saremmo arrivati dove siamo, se non<br />

avessimo potuto far tesoro delle azioni messe in atto a livello<br />

formativo, organizzativo e di mindset aziendale. Se oggi<br />

guardiamo alla nuova normalità con uno sguardo di sfida, è<br />

perché abbiamo lavorato anche su noi stessi, non ultimo con<br />

la certificazione ISO 9001, rinnovandoci dal profondo”.<br />

“L’azienda è cresciuta ed oggi conta oltre 130 dipendenti; il<br />

merito della nostra efficienza operativa sta nella riorganizzazione<br />

per processi, anche a livello di competenze”, ha spiegato<br />

Massimo Azzerri.<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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CENTRO CARNI COMPANY RIDUCE DEL 25%<br />

IL PACKAGING DEI BURGER FRESCHI<br />

Il <strong>2022</strong> si è aperto per Centro Carni<br />

Company nel segno della sostenibilità:<br />

tra le prime iniziative dell’azienda vi è<br />

infatti la riduzione dei materiali impiegati<br />

per la realizzazione dei packaging<br />

delle diverse linee di prodotto. Sono<br />

state ridotte, infatti, del 25% le confezioni<br />

dei burger, un cambiamento<br />

frutto di attente ricerche e numerose<br />

prove, per garantire al consumatore la<br />

qualità di sempre, diminuendo però<br />

l’impatto ambientale delle confezioni<br />

che solo nel 2020 hanno cubato globalmente,<br />

secondo il report Conai,<br />

13,1 milioni di tonnellate, pari a circa<br />

un terzo dei rifiuti urbani complessivi.<br />

Nello specifico, per il nuovo pack<br />

dei burger, verrà utilizzato un vassoio<br />

più piccolo, composto al 75% da<br />

materiale riciclato (da un materiale<br />

“accoppiato” si è giunto a uno “monomateriale”);<br />

si passa infatti da un<br />

contenitore di 253x182 mm ad uno<br />

di 190x190 mm. Ciò comporta la riduzione<br />

del 25% di plastica, di conseguenza<br />

anche il film che avvolge il<br />

prodotto e la fascetta saranno ridotti<br />

del 25%. Un processo questo in continuità<br />

con la politica aziendale di riduzione<br />

degli sprechi, efficienza e sostenibilità<br />

e che ha visto negli ultimi<br />

anni l’evoluzione già di diversi packaging<br />

sia delle linee retail che BtoB.<br />

In termini di trasporto, il ripensamento<br />

del packaging porta un ulteriore vantaggio:<br />

+13% di prodotto per pallet<br />

box, ciò significa ricevere più merce<br />

per ogni singola consegna, ottimizzando<br />

non solo la quantità di prodotto ma<br />

impattando positivamente in termini di<br />

logistica e di inquinamento. Inoltre, la<br />

riduzione di materiali per il confezionamento<br />

incide positivamente anche sui<br />

magazzini, sul punto vendita e sul frigo<br />

in ottica di ottimizzazione degli spazi.<br />

Un’azione questa, messa a terra da<br />

Centro Carni Company, che va oltre<br />

la mera riduzione del contenitore, ma<br />

un progetto che sposa in pieno la filosofia<br />

e mission aziendale che hanno,<br />

da sempre, come punti cardine l’innovazione<br />

e il continuo miglioramento.<br />

La riduzione del pack ha comportato,<br />

inoltre, un investimento importante<br />

a livello economico, in quanto l’innovazione<br />

tecnologica ha riguardato<br />

anche gli impianti e i macchinari utili<br />

per la produzione e la messa a punto<br />

di questa nuovo e importante programma<br />

che mira a lungo tendere a<br />

salvaguardare il pianeta e il benessere<br />

delle persone.<br />

“Il problema del packaging in eccesso<br />

è un fenomeno enorme e globale”,<br />

afferma Nicola Pilotto, direttore amministrazione,<br />

finanza e controllo di<br />

gestione di Centro Carni Company.<br />

“La nostra azienda sta lavorando con<br />

grande impegno e dedizione per rendere<br />

i packaging dei nostri prodotti<br />

sempre più sostenibili, e questo nuovo<br />

progetto ne è la prova. Nei prossimi sei<br />

mesi abbiamo l’ambizioso obiettivo di<br />

ridurre ulteriormente del 40% il materiale<br />

plastico del vassoio. Abbiamo<br />

all’attivo diversi studi e ricerche a riguardo,<br />

a dimostrazione del ruolo-guida<br />

che l’azienda intende svolgere per<br />

la gestione responsabile e sostenibile<br />

dei packaging”.<br />

IMA ACQUISISCE<br />

LA MAGGIORANZA<br />

DI IMA DAIRY & FOOD<br />

HOLDING GMBH<br />

Dopo tre anni di proficua collaborazione,<br />

IMA e Thomas Becker hanno<br />

deciso di rafforzare ulteriormente il<br />

loro rapporto e di scambiare quote<br />

societarie. IMA diventerà il principale<br />

azionista, con il 74,9%, di<br />

Ima Dairy & Food Holding GmbH,<br />

mentre Thomas Becker rimarrà un<br />

importante azionista di minoranza.<br />

Allo stesso tempo, Thomas Becker<br />

entrerà a far parte del management<br />

team di IMA, assumendo la<br />

responsabilità completa del “Dairy<br />

Business”, inclusa la divisione IMA<br />

Fillshape. Questo nuovo assetto<br />

non solo rafforzerà il rapporto tra<br />

entrambe le parti, ma assicurerà<br />

anche la coerenza della direzione<br />

strategica di IMA Dairy&Food, che<br />

continuerà a concentrarsi sullo sviluppo<br />

di nuovi prodotti e sull’innovazione,<br />

guidata dalle richieste dei<br />

suoi clienti.<br />

Alberto Vacchi, presidente e amministratore<br />

delegato di IMA, ha<br />

dichiarato: “Questa transazione<br />

completa il posizionamento di IMA<br />

nel Dairy Business e consente di<br />

avere Thomas Becker nel nostro<br />

management team. Ci sono molte<br />

opportunità per sviluppare questo<br />

interessante business e insieme<br />

possiamo raggiungere risultati molto<br />

importanti”.<br />

“Dopo tre anni di partnership, sono<br />

molto soddisfatto di rafforzare ulteriormente<br />

la relazione con IMA”, ha<br />

detto Thomas Becker, amministratore<br />

delegato di IMA Dairy&Food<br />

Holding GmbH. In questa più ampia<br />

organizzazione, sono convinto che<br />

sarà possibile generare maggiori risultati<br />

sia per IMA Dairy and Food<br />

GmbH, che per IMA”.<br />

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attualità<br />

Fieragricola ha<br />

affrontato le sfide più<br />

urgenti del settore:<br />

dalla riforma della<br />

Pac all’aumento<br />

dei prezzi agricoli.<br />

La diversificazione<br />

degli<br />

approvvigionamenti<br />

e l’autonomia<br />

strategica delle<br />

produzioni alimentari<br />

fra le proposte<br />

emerse per<br />

il futuro dell’Europa.<br />

CRISI MATERIE PRIME: “L’EUROPA<br />

PUNTI ALL’AUTONOMIA STRATEGICA”<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

20<br />

La 115esima edizione di Fieragricola, la rassegna internazionale<br />

biennale dedicata all’agricoltura, posticipata a marzo a<br />

causa della coda pandemica, ha registrato nei padiglioni di<br />

Veronafiere 68 mila operatori professionali da 80 nazioni.<br />

Con oltre 520 espositori il mondo agricolo è ripartito da<br />

Verona. Un format trasversale, ma specializzato, che in questa<br />

edizione ha riservato un focus particolare al digital farming e<br />

alle agroenergie. In fiera a Verona sono arrivate delegazioni<br />

organizzate di top buyer stranieri da 29 Paesi target, grazie alle<br />

iniziative di incoming di Veronafiere e Ice Agenzia, con il finanziamento<br />

Maeci e la collaborazione di Federunacoma. Gli<br />

operatori esteri provenivano per il 72% dall’Europa, il 12%<br />

dall’Africa, l’11% dall’Asia e il 5% dall’America.<br />

“Fieragricola ha mostrato il volto di una rassegna riprogettata,<br />

rivitalizzata, aggiornata nei contenuti e inserita con una posizione<br />

di leadership sui grandi temi del dibattito agricolo europeo”,<br />

commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di<br />

Veronafiere. “Sono approdati a Veronafiere quasi 70 mila<br />

buyer e operatori professionali fortemente interessati a investire<br />

in nuove tecnologie. Altro dato interessante è stata la<br />

presenza internazionale da molte aree target, come Europa<br />

ed Est Europa, Nordafrica con Marocco, Tunisia e Algeria, India<br />

e Turchia e Centro Sudamerica, dove operiamo già con le<br />

nostre società controllate. Una fiera, quindi, che si conferma<br />

orientata al business e di ampia soddisfazione per gli espositori,<br />

anche grazie al format sempre più ricco di contenuti innovativi<br />

e focus come il digitale e le bioenergie”.<br />

Oltre agli incontri b2b, alle prove dinamiche dei mezzi agricoli<br />

e ai concorsi zootecnici, Fieragricola ha dato ampio spazio al<br />

confronto tra istituzioni, protagonisti della filiera, aziende,<br />

giovani e organizzazioni agricole, con occasioni di incontro e<br />

aggiornamento professionale, e con oltre 120 convegni e<br />

workshop in programma nei quattro giorni di rassegna. Sotto<br />

la lente temi d’attualità come la riforma della Pac, l’aumento<br />

www.interprogettied.com<br />

20_21_articolo fieragricola.indd 20 15/04/22 11:46


attualità<br />

dei prezzi delle materie prime, l’autonomia<br />

strategica delle produzioni alimentari,<br />

il ricambio generazionale e la digitalizzazione<br />

nelle imprese agricole, le<br />

azioni di contrasto al cambiamento climatico<br />

e la sostenibilità economica, ambientale<br />

e sociale.<br />

A ribadire l’internazionalità dell’evento,<br />

quest’anno, anche il Summit internazionale<br />

dedicato ai 60 anni della Politica<br />

agricola comune che ha inaugurato il<br />

salone il primo marzo, con l’intervento<br />

della presidente del Parlamento europeo,<br />

Roberta Metsola, che ha definito la<br />

fiera “fonte di ispirazione per le nuove<br />

generazioni di agricoltori”.<br />

Nonostante i venti di guerra, in questi<br />

giorni a Fieragricola operatori da tutto il<br />

mondo hanno testimoniato come l’agricoltura<br />

sia un importante ponte di dialogo<br />

tra i popoli.<br />

“È responsabilità di tutti noi coltivare la<br />

crescita e la pace e, in questo senso, la<br />

Politica agricola comune ha contribuito<br />

per 60 anni a costruire un’Europa unita<br />

nelle diversità”, ha detto il presidente di<br />

Veronafiere, Maurizio Danese. “Se vogliamo<br />

un’Europa più forte dobbiamo<br />

puntare a sviluppare le nostre radici agricole,<br />

tenendo presenti le necessità del<br />

nostro tempo e del futuro che guardino<br />

a sostenibilità alimentare, economica e<br />

sociale”.<br />

MERCATI ALLE STELLE<br />

PER CEREALI E SEMI OLEOSI<br />

“In questa fase di incertezza le imprese<br />

agricole devono diversificare le produzioni<br />

e le imprese di trasformazione diversificare<br />

le fonti di approvvigionamento,<br />

perché la soluzione dell’acquisto di<br />

materie prime nel breve periodo può<br />

mettere in difficoltà le aziende. Serve<br />

maggiore trasparenza dei mercati e rafforzare<br />

le filiere nazionali, cogliendo<br />

questa fase di tensione dei prezzi per<br />

ipotizzare nuove soluzioni operative”.<br />

Sono queste le indicazioni che Angelo<br />

Frascarelli, presidente di Ismea ed economista<br />

agrario, ha consegnato alla<br />

platea di Fieragricola per fronteggiare un<br />

<strong>2022</strong> all’insegna della volatilità, nell’ambito<br />

del convegno “I mercati agricoli nel<br />

<strong>2022</strong>: previsioni, attese e strategie”.<br />

Il boom dei prezzi delle materie<br />

prime, su tutti cereali (mais<br />

passato da 170 a 287 euro/<br />

tonnellata, grano duro da<br />

280 a 522 euro/ton, grano<br />

tenero da 186 a 307 euro/<br />

ton, orzo da 159 a 295 euro/<br />

ton) e semi oleosi (soia da 357<br />

a 627 euro/ton, farina di soia<br />

da 320 a 549 euro/ton, farina<br />

di girasole da 161 a 281 euro/<br />

ton) stanno mettendo sotto<br />

pressione le catene di approvvigionamento<br />

a livello mondiale, con la previsione<br />

per buona parte del <strong>2022</strong> che i<br />

listini si mantengano su livelli alti.<br />

A tutto ciò si aggiungono le tensioni sui<br />

prezzi del gas, del petrolio e dell’energia,<br />

partita già da alcuni mesi e acuita con la<br />

guerra scatenata dall’invasione russa in<br />

Ucraina.<br />

“L’agricoltura ha davanti a sé tre sfide<br />

enormi: la pandemia, i cambiamenti<br />

climatici e il conflitto che si è aperto<br />

fra Russia e Ucraina”, ha dichiarato al<br />

convegno di Fieragricola Maurizio<br />

Martina, vicedirettore aggiunto della<br />

Fao e già ministro delle Politiche agricole.<br />

“Per l’Europa sarebbe assolutamente<br />

necessario impostare un piano<br />

di autonomia strategica, perché<br />

Russia e Ucraina sono player fondamentali<br />

dei mercati agricoli globali:<br />

insieme rappresentano il 30% del<br />

commercio di grano, il 32% dell’orzo,<br />

il 50% del volume totale dei semi<br />

oleosi, il 18% dei volumi totali del<br />

mais”.<br />

Di autonomia strategica il Consiglio europeo,<br />

ricorda Martina, “ne sta parlando<br />

dal 2020, come conseguenza della<br />

crisi pandemica; oggi il contesto è cambiato<br />

dal punto di vista strutturale, dobbiamo<br />

pensare al cambiamento climatico<br />

e alla questione ambientale non più<br />

come una variante temporanea, ma<br />

strutturale e con la crisi ucraina il tema<br />

dell’autonomia strategica deve riguardare<br />

sia l’agroalimentare che l’energia,<br />

senza per questo condannare a priori la<br />

globalizzazione, perché gli scambi inter-<br />

Il summit di Ismea<br />

a Fieragricola.<br />

La biennale<br />

internazionale<br />

dedicata<br />

all’agricoltura<br />

ha accolto nei<br />

padiglioni di<br />

Veronafiere 68<br />

mila operatori<br />

professionali da 80<br />

nazioni<br />

nazionali hanno contribuito in questi<br />

anni a far uscire dalla povertà milioni di<br />

persone. L’agricoltura è l’infrastruttura<br />

economico-sociale più importante e<br />

decisiva, perché coinvolge 4 miliardi e<br />

mezzo di persone, che lavorano e vivono<br />

attraverso la loro partecipazione ai<br />

sistemi agroalimentari”, puntualizza<br />

Martina. “Il Covid e la crisi climatica<br />

hanno portato nell’insicurezza alimentare<br />

161 milioni di persone in pochissimo<br />

tempo, che si aggiungono agli oltre<br />

800 milioni di persone che soffrono la<br />

fame. Ora l’instabilità geopolitica fra<br />

Russia e Ucraina potrebbe generare altre<br />

tensioni”.<br />

Martina ricorda bene le rivolte del<br />

2007-2008 nel Nord Africa, scatenate<br />

per i rialzi dei prezzi del grano e del<br />

pane: “Paesi come l’Egitto acquistano<br />

una buona parte del grano da Ucraina<br />

e Russia, dove acquisteranno in futuro?<br />

I rialzi sui prezzi, in particolare per il<br />

mais, sono stati generati dall’import<br />

crescente della Cina, che detiene – ha<br />

precisato Frascarelli – il 65% delle<br />

scorte mondiali. Ma altre tensioni dei<br />

listini coinvolgono soia, frumento tenero<br />

e frumento duro, con prevedibili<br />

rincari su pane, pasta, prodotti da<br />

forno. “In questa fase a soffrire maggiormente<br />

sono le filiere zootecniche<br />

– ha spiegato il presidente di Ismea<br />

– in quanto i costi di produzione tra<br />

energia, mezzi tecnici, trasporti, razione<br />

alimentare sono cresciuti, comprimendo<br />

così la redditività dei produttori,<br />

in particolare di latte e di<br />

suini”.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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21<br />

20_21_articolo fieragricola.indd 21 19/04/22 15:47


attualità<br />

EMILIANA CONSERVE PUBBLICA IL SUO PRIMO BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ<br />

Tra i principali produttori di derivati del pomodoro conto terzi, l’azienda mette le performance ambientali e sociali al centro<br />

della propria strategia di crescita. L’ad Bosoni: “Prima tappa di un percorso consentito da importanti investimenti”.<br />

Gli stabilimenti di Emiliana Conserve a Busseto (PR) e San Polo di Podenzano (PC)<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

Con due stabilimenti nel cuore<br />

della Food Valley italiana e<br />

260mila tonnellate di pomodoro<br />

lavorato ogni anno, Emiliana<br />

Conserve si conferma come<br />

una delle più importanti realtà<br />

del settore. E ora mette la sostenibilità<br />

al centro della propria<br />

strategia di crescita.<br />

Fra le più grandi aziende private<br />

del nord Italia nella produzione<br />

di derivati di pomodoro<br />

conto terzi, Emiliana Conserve<br />

ha pubblicato infatti il suo primo<br />

bilancio di sostenibilità.<br />

Una tappa importante e necessaria<br />

all’interno di un percorso<br />

L’amministratore<br />

delegato<br />

Gian Mario Bosoni<br />

di miglioramento continuo delle<br />

proprie performance ambientali,<br />

sociali e di governance<br />

(ESG). Il documento, disponibile<br />

nel sito web dell’azienda, è<br />

relativo all’esercizio 2021 (dal<br />

primo luglio 2020 al 30 giugno<br />

2021). È stato approvato dal<br />

Consiglio di amministrazione il<br />

22 dicembre 2021 ed è stato<br />

sottoposto a revisione da parte<br />

di Deloitte.<br />

Sulla base degli standard definiti<br />

dalla Global Reporting<br />

Initiative (GRI), ampiamente<br />

adottati a livello internazionale,<br />

la metodologia di rendicontazione<br />

prende il via da un’analisi<br />

di materialità che ha permesso<br />

di individuare gli aspetti più<br />

rilevanti per Emiliana Conserve<br />

e i suoi stakeholder.<br />

Tra di essi c’è innanzitutto la<br />

tutela dei consumatori ed etichettatura<br />

responsabile. La filosofia<br />

di Emiliana Conserve<br />

prevede di produrre pomodoro<br />

100% italiano, rispettando il<br />

Disciplinare di produzione integrata<br />

della Regione Emilia-<br />

Romagna e le norme contenute<br />

nella certificazione “Servizio<br />

di controllo della filiera del pomodoro<br />

italiano sostenibile”.<br />

Nel 2021 (quindi successivamente<br />

al periodo di rendicontazione<br />

del primo report di sostenibilità)<br />

quest’ultima si è<br />

evoluta nel sistema Filiera<br />

Sostenibile Certificata Emiliana<br />

5.0, composto da cinque certificazioni<br />

ISO, a garanzia di alti<br />

standard di qualità e sostenibilità<br />

in tutta la filiera.<br />

UN IMPATTO CLIMATICO<br />

DESTINATO A CALARE<br />

In merito all’ambito Emissioni in<br />

atmosfera e climate change, le<br />

emissioni dirette dell’esercizio<br />

2021 (Scope 1) sono pari a<br />

19.797 tCO2. Si registra quindi<br />

un aumento di circa il 22% rispetto<br />

all’esercizio 2020 che,<br />

tuttavia, risulta meno che proporzionale<br />

rispetto all’aumento<br />

della produzione, a testimonianza<br />

dell’adozione di tecnologie<br />

ad alta efficienza energetica.<br />

Stabili le emissioni indirette<br />

legate al consumo di energia<br />

elettrica (Scope 2), pari a 4.225<br />

tCO2. Nei prossimi esercizi l’impatto<br />

climatico dell’azienda è<br />

destinato a calare in modo netto,<br />

grazie agli investimenti già<br />

deliberati per dotare entrambi<br />

gli stabilimenti (S. Polo di<br />

Podenzano e Busseto) di nuovi<br />

impianti di concentrazione che<br />

non consumano gas naturale.<br />

“Questo bilancio di sostenibilità<br />

è la prima tappa del percorso<br />

con cui ci impegniamo a comunicare<br />

le nostre iniziative legate<br />

alle tematiche ambientali, sociali<br />

e di governance. Scattare<br />

questa fotografia dell’esercizio<br />

2021, che potremmo ritenere<br />

come il ‘momento zero’, è fondamentale<br />

per poter rendicontare<br />

in modo dettagliato i risultati<br />

che raggiungeremo nel<br />

tempo, anche in virtù di importanti<br />

investimenti già approvati<br />

dal Cda”, dichiara l’amministratore<br />

delegato Gian Mario<br />

Bosoni.<br />

“Si colloca all’interno di questa<br />

strategia la recente emissione<br />

del prestito obbligazionario del<br />

valore di 8 milioni di euro, sottoscritto<br />

da Unicredit, che prevede<br />

il rispetto sia di covenants<br />

economico-finanziari, sia di parametri<br />

legati alla sostenibilità”.<br />

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appuntamenti<br />

TECNOLOGIE E RELAZIONI PROTAGONISTE A SPS ITALIA<br />

A Parma dal 24 al 26 maggio, l’edizione <strong>2022</strong> punta a confermare la fiera<br />

come vetrina di riferimento nel settore dell’automazione industriale,<br />

oltre che osservatorio privilegiato della trasformazione digitale. Mantenendo<br />

una prospettiva che mette la persona al centro.<br />

Persone, tecnologie, prospettive. Sono le tre<br />

parole che formano il claim di SPS Italia <strong>2022</strong> e<br />

ne rappresentano l’essenza. Componente fondamentale<br />

di SPS Italia in programma dal 24 al<br />

26 maggio a Fiere di Parma, sono naturalmente<br />

le tecnologie, ma elementi imprescindibili restano<br />

persone e relazioni. Come manifestazione<br />

di riferimento per l’industria e osservatorio<br />

privilegiato della trasformazione digitale, SPS<br />

Italia guarda alle dinamiche di mercato e alle<br />

nuove prospettive, tenendo una visione “umanocentrica”,<br />

tangibile nell’evento di presentazione<br />

della decima edizione, lo scorso 3 marzo,<br />

nella sede di MADE Competence Industria 4.0<br />

a Milano, con il coinvolgimento di partner ed<br />

esponenti del settore.<br />

“Registriamo oltre il 90% di riconferme<br />

dall’ultima edizione, con un incremento<br />

dell’11% di espositori che per la prima volta<br />

saranno a SPS Italia”, ha commentato<br />

Donald Wich, amministratore delegato di<br />

Messe Frankfurt Italia.<br />

Il settore dell’automazione industriale ha registrato<br />

un’ottima ripresa dopo l’andamento<br />

negativo del 2020, recuperando nel 2021 i<br />

valori di fatturato e crescendo del 10%<br />

sul 2019. Il dato dei preconsuntivi di ANIE<br />

Automazione è stato presentato da Marco<br />

Vecchio, Segretario dell’Associazione che ha<br />

sottolineato: “Questo malgrado il problema<br />

dell’approvvigionamento dei componenti e<br />

del caro materiali che incidono negativamente<br />

sui margini e sulle consegne”.<br />

Distretto 4.0<br />

In occasione dell’evento sono stati affrontati<br />

due temi importanti per SPS Italia, che troveranno<br />

spazio in fiera nel “Distretto 4.0”:<br />

Additive Manufacturing e 5G. Per le tecnologie<br />

additive è intervenuta Bianca Maria<br />

Colosimo, professoressa del Dipartimento di<br />

Ingegneria Meccanica Politecnico di Milano<br />

- MADE Competence Center I4.0. “Le tecnologie<br />

additive hanno avuto un ruolo da<br />

protagonista nel settore industriale durante<br />

la pandemia, supportando un sistema produttivo<br />

resiliente e flessibile, rispondendo<br />

alle criticità della supply chain. Un set di tecnologie<br />

dal DNA digitale, a sostegno delle<br />

transizioni gemelle, da un lato quella verde,<br />

dall’altro quella digitale. Così promettenti<br />

da essere nominate nel PNRR come tecnologie<br />

chiave per il futuro di un Made in Italy<br />

circolare e sostenibile, aprendo nuove sfide<br />

per il mondo della ricerca e per quello industriale”.<br />

Di 5G nell’industria manifatturiera si parlerà a<br />

SPS Italia, il 26 maggio, nella Tavola Rotonda<br />

“5G e mondo industriale: matrimonio necessario”,<br />

organizzata con il contributo<br />

scientifico dell’Osservatorio 5G & Beyond<br />

del Politecnico di Milano. Lo ha anticipato<br />

nel suo intervento Giovanni Miragliotta,<br />

professore associato e responsabile scientifico<br />

dell’Osservatorio 5G & Beyond del<br />

Politecnico di Milano. “La vera rivoluzione<br />

portata dal 5G si vedrà sul mondo industriale,<br />

più che in quello consumer. Nel 2020 sono<br />

state definiti gli standard tecnologici della<br />

fase 2 ‘industrial 5G’ e dallo scorso anno<br />

hanno iniziato ad arrivare sul mercato i primi<br />

device industriali pronti a sfruttare queste caratteristiche;<br />

in questa fase sono pochi ancora<br />

i casi commerciali, mentre le potenzialità<br />

sono state già dimostrate nelle sperimentazioni<br />

portate avanti negli anni passati”.<br />

Sostenibilità<br />

La sostenibilità in ambito industriale è il fil<br />

rouge attorno al quale ruotano molte delle<br />

iniziative di SPS Italia <strong>2022</strong>. Prima fra tutte<br />

l’Osservatorio in collaborazione con i Partner<br />

ANIE Energia, Porsche Consulting e CIM 4.0.<br />

Si tratta di un’indagine per valutare il grado<br />

di diffusione e orientamento alle soluzioni<br />

sostenibili per l’industria. I risultati saranno<br />

presentati in fiera e i migliori progetti verranno<br />

premiati con un Award.<br />

“La transizione energetica in atto è uno dei<br />

fenomeni più significativi del secolo”, ha detto<br />

Marco Vecchio, Segretario ANIE Energia.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

24<br />

Un momento della presentazione della decima edizione di SPS Italia nella sede di MADE Competence<br />

Industria 4.0, a Milano<br />

Formazione<br />

“Viviamo in un’epoca in cui i ragazzi nascono<br />

con i dispositivi tecnologici e si ritrovano<br />

ad averli in mano quasi sempre prima dei<br />

10 anni. Incoraggiare lo studio delle materie<br />

STEM, come l’informatica, fin da piccoli,<br />

aiuterebbe dal punto di vista della sicurezza,<br />

per una maggiore consapevolezza sull’utilizzo<br />

di questi, oltre molto probabilmente a diminuire<br />

il gender gap che spesso si riscontra<br />

più avanti”. Questo il commento sul livello di<br />

formazione in Italia e sull’importanza di avvicinarsi<br />

alle materie STEM per le nuove generazioni<br />

di Greta Galli, Studentessa Università<br />

Bicocca di Milano e Creator.<br />

www.interprogettied.com<br />

24_25_news appuntamenti.indd 24 15/04/22 11:50


appuntamenti<br />

IL PACKAGING E LA SFIDA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE<br />

Con la partecipazione di brand leader a livello<br />

globale come Alibaba, Ferrarelle e Nestlè, docenti<br />

e ricercatori, istituzioni e consorzi nazionali<br />

e internazionali, Packaging Speaks Green<br />

si appresta a vivere la sua terza edizione.<br />

Torna infatti dal 3 al 6 maggio in contemporanea<br />

a Ipack-Ima e Greenplast il Forum<br />

Internazionale che si propone di fare cultura<br />

sulle reali sfaccettature del termine green e<br />

delle applicazioni dell’economia circolare alle<br />

filiere del packaging e della plastica che concorrono<br />

alla realizzazione dei beni di largo<br />

consumo.<br />

Una panoramica di quattro giorni che coinvolge<br />

professionisti provenienti da Europa,<br />

Asia, Australia e Africa che parte dalla trattazione<br />

degli orientamenti della legislazione<br />

internazionale e del sostegno finanziario fino<br />

all’industrializzazione green. Sul palco anche<br />

il punto di vista del mondo dell’e-commerce<br />

con Alibaba, il Life Cycle Assessment (LCA)<br />

e l’eco-design, ovvero una progettazione<br />

del prodotto basata sull’impiego efficiente<br />

di materiali, riducendo la quantità di rifiuti<br />

generati, intervenendo su durabilità, riparabilità,<br />

possibilità di aggiornamento e riciclabilità<br />

del prodotto stessi. Focus, inoltre, sulle<br />

possibili alternative di riciclo, individuando<br />

quelle con il maggior potenziale in termini di<br />

sostenibilità ambientale, per toccare anche<br />

i temi del risparmio alimentare. Voce anche<br />

alle best practice e alle esperienze di diversi<br />

Brand Owners.<br />

Pharma, beauty & chemicals, plastics and<br />

recycling, save food, food & beverage, saranno<br />

i settori industriali coinvolti attraverso<br />

tematiche trasversali a tutti.<br />

Sono aperte anche le iscrizioni sul sito del<br />

Convegno che danno la possibilità di accedere<br />

gratuitamente al complesso fieristico per<br />

due giornate.<br />

Il Forum si svolgerà in concomitanza con<br />

due importanti fiere: Ipack-Ima, dedicata<br />

alle tecnologie per il processing & packaging<br />

e GreenPlast, incentrata sull’industria delle<br />

materie plastiche e della gomma.<br />

Packaging Speaks Green <strong>2022</strong> è organizzato<br />

con il supporto di Ucima (Unione costruttori<br />

italiani macchine italiani per il confezionamento<br />

e l’imballaggio) e Amaplast<br />

(Associazione nazionale costruttori di<br />

macchine e stampi per materie plastiche e<br />

gomma).<br />

L’agenda<br />

Anuga FoodTec<br />

26-29 aprile <strong>2022</strong><br />

Colonia, Germania<br />

www.anugafoodtec.com<br />

Packaging Speaks Green<br />

3-5 maggio <strong>2022</strong><br />

Milano<br />

www.packagingspeaksgreen.com<br />

Cibus<br />

3-6 maggio <strong>2022</strong><br />

Parma<br />

www.cibus.it<br />

Ipack-Ima<br />

3-6 maggio <strong>2022</strong><br />

Milano<br />

www.ipackima.com<br />

IFFA<br />

14-19 maggio <strong>2022</strong><br />

Monaco di Baviera, Germania<br />

www.iffa.de<br />

www.interprogettied.com<br />

Convegno Giflex: “Imballaggio<br />

flessibile: in equilibrio nell’era<br />

della discontinuità”<br />

18-19 maggio <strong>2022</strong><br />

Roma<br />

www.giflex.it<br />

MECFOR<br />

24-26 maggio <strong>2022</strong><br />

Parma<br />

www.mecfor.it<br />

Packaging Première<br />

24-26 maggio <strong>2022</strong><br />

Milano<br />

www.packagingpremiere.it<br />

SPS Italia<br />

24-26 maggio <strong>2022</strong><br />

Parma<br />

www.spsitalia.it<br />

Hyspack<br />

24-27 maggio <strong>2022</strong><br />

Barcellona, Spagna<br />

www.hyspack.com<br />

Algaefarm<br />

25-27 maggio <strong>2022</strong><br />

Pordenone<br />

www.algaefarm.show<br />

Aquafarm<br />

25-27 maggio <strong>2022</strong><br />

Pordenone<br />

www.aquafarm.show<br />

Novelfarm<br />

25-27 maggio <strong>2022</strong><br />

Pordenone<br />

www.novelfarm.show<br />

In Vino Analytica Scientia<br />

3-7 luglio <strong>2022</strong><br />

Neustadt an der Weinstraße,<br />

Germania<br />

www.infowine.com<br />

FI Asia Indonesia<br />

7-9 settembre <strong>2022</strong><br />

Jakarta, Indonesia<br />

www.figlobal.com<br />

Drinktec<br />

12-16 settembre <strong>2022</strong><br />

Monaco, Germania<br />

www.drinktec.com<br />

Anufood India<br />

14-16 settembre <strong>2022</strong><br />

Bombay, India<br />

www.anufoodindia.com<br />

Terra Madre Salone del Gusto<br />

22-26 settembre <strong>2022</strong><br />

Torino<br />

www.slowfood.it<br />

FI Asia Thailandia<br />

5-7 ottobre <strong>2022</strong><br />

Bangcock, Thailandia<br />

www.figlobal.com<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

25<br />

24_25_news appuntamenti.indd 25 15/04/22 11:50


ingredienti<br />

SipaPro-Oat è un<br />

concentrato proteico<br />

di avena che garantisce<br />

minimo 56%<br />

di proteine, 26,5%<br />

di carboidrati (il 15%<br />

di questi costituito da<br />

fibre) e 8,5% di lipidi.<br />

Una risposta ideale per<br />

i produttori di alimenti<br />

e bevande, sempre più<br />

alla ricerca di proteine<br />

vegetali alternative<br />

per creare ed arricchire<br />

le formulazioni.<br />

a cura<br />

di Meurens<br />

Natural<br />

SIPAPRO-OAT, IL PRIMO<br />

CONCENTRATO PROTEICO D’AVENA<br />

BIOLOGICO AL MONDO<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

26<br />

Le proteine assolvono a molti ruoli nel nostro corpo. Sono<br />

fondamentali per la costruzione e la riparazione dei tessuti,<br />

sono necessarie per la trasmissione di molteplici segnali,<br />

svolgono un ruolo vitale in molte reazioni metaboliche<br />

e coordinano numerose funzioni corporee. Inoltre,<br />

le proteine mantengono anche il giusto pH e l’equilibrio<br />

acido-base del nostro corpo.<br />

Il veganismo è in aumento e, con esso, la ricerca di nuove<br />

proteine vegetali alternative. I produttori di alimenti e bevande<br />

sono alla ricerca di proteine per creare ed arricchire<br />

nuove formulazioni ad alta concentrazione proteica. La<br />

scelta del tipo proteico dipende principalmente dalle proprietà<br />

organolettiche come il gusto ma anche dal prezzo,<br />

dalla disponibilità e dalla sostenibilità che rimangono fattori<br />

altrettanto determinanti. SipaPro-Oat è un candidato<br />

perfetto per soddisfare tutti questi requisiti. SipaPro-Oat<br />

è un concentrato proteico di avena che garantisce minimo<br />

56% di proteine, 26,5% di carboidrati (il 15% di questi<br />

costituito da fibre) e 8,5% di lipidi.<br />

SIPAPRO-OAT E LA SOSTENIBILITÀ<br />

SipaPro-Oat è una fonte proteica sostenibile. È un sottoprodotto<br />

della nostra produzione, completamente naturale,<br />

privo di sostanze chimiche e di sciroppi d’avena (figura 1).<br />

Di solito iniziamo il nostro processo di produzione con cereali<br />

o farina, diversamente dalle industrie tradizionali che<br />

utilizzano principalmente l’amido come punto di partenza.<br />

Dopo il passaggio iniziale, aggiungiamo acqua e scaldiamo.<br />

Poi raffreddiamo a una temperatura accettabile affinché<br />

gli enzimi possano compiere la loro idrolisi. Dopo l’idrolisi,<br />

separiamo la materia solubile da quella insolubile. La parte<br />

solubile passa attraverso una fase di evaporazione e concentrazione<br />

e alla fine si ottengono i nostri sciroppi di avena.<br />

Il sottoprodotto insolubile è ricco di proteine e fibre.<br />

www.interprogettied.com<br />

26_28_articolo meurens.indd 26 15/04/22 11:52


ingredienti<br />

Questo flusso passa attraverso una<br />

fase di arricchimento ed essiccazione,<br />

che alla fine fornisce il nostro concentrato<br />

proteico SipaPro-Oat. Questo<br />

processo produttivo unico e innovativo<br />

è al 100% in linea con la filosofia<br />

della produzione biologica. Il fatto che<br />

questo processo convalidi tutti i flussi<br />

e utilizzi tutti i componenti dell’avena,<br />

lo rende una fonte proteica completamente<br />

sostenibile.<br />

SIPAPRO-OAT, UN PROFILO<br />

NUTRIZIONALE E UN PRODOTTO UNICO<br />

Oltre ad un contenuto proteico minimo<br />

del 56%, SipaPro-Oat contiene<br />

anche in media il 26,5% di carboidrati,<br />

di cui il 15% fibre. SipaPro-Oat<br />

contiene anche l’8,5% di lipidi.<br />

SipaPro-Oat ha anche un buon profilo<br />

di aminoacidi. Contiene, oltre alla<br />

lisina, quantità di aminoacidi essenziali<br />

piuttosto elevate rispetto ad altri<br />

cereali. Questo perché le proteine<br />

dell’avena sono costituite principalmente<br />

da globuline. Questa forma di<br />

proteina di accumulo è più ricca di<br />

aminoacidi essenziali rispetto a un’altra<br />

proteina di accumulo che va sotto<br />

il nome di prolamine e che è più predominante<br />

in altri cereali (figura 3).<br />

Il valore degli aminoacidi corretto per la<br />

digeribilità delle proteine (PDCAAS,<br />

Protein Digestibility Corrected Amino<br />

Acid Score) è 0,59. Ciò è dovuto principalmente<br />

alla minore quantità di lisina<br />

presente nelle proteine dell’avena. Per<br />

correggere il PDCAAS, viene adoperata<br />

una semplice soluzione: combinare con<br />

le proteine dei piselli. La proteina dei<br />

piselli tende ad essere piuttosto povera<br />

di aminoacidi contenenti zolfo (come<br />

la metionina essenziale e la cisteina non<br />

essenziale), ma è ricca di lisina. SipaPro-<br />

Oat è piuttosto ricco di metionina e cisteina,<br />

ma a basso contenuto di lisina.<br />

Combinando entrambi, si ottiene un<br />

profilo aminoacidico perfettamente<br />

bilanciato.<br />

SipaPro-Oat è particolarmente ricco<br />

di glutammina.<br />

Sebbene la glutammina non sia un<br />

aminoacido essenziale, è considerata<br />

Figura 1 - Processo di<br />

produzione SipaPro-Avena<br />

un aminoacido condizionatamente<br />

essenziale.<br />

Tende a esaurirsi durante i periodi di<br />

malattia o in caso di problemi di salute.<br />

L’aggiunta di glutammina alla dieta<br />

individuale può essere molto utile.<br />

La glutammina è uno degli aminoacidi<br />

più importanti per un apparato<br />

digerente sano poiché è coinvolta nel<br />

mantenimento dell’integrità della parete<br />

intestinale. La glutammina è anche<br />

soprannominata “l’aminoacido<br />

calmante” poiché è stato dimostrato<br />

che riduce l’ansia, così come il desiderio<br />

di zucchero e alcol. Studi hanno<br />

anche dimostrato che la glutammina<br />

supporta il sistema immunitario ed è<br />

particolarmente benefica per i pazienti<br />

che combattono virus o infezioni<br />

schiaccianti.<br />

SipaPro-Oat ha una buona digeribilità<br />

del 90% e viene fornito con un<br />

fattore di capacità di ritenzione idrica<br />

(WHC) di 2,48. In questo caso, il<br />

WHC è la capacità delle proteine di<br />

trattenere da sole o di aggiungere<br />

acqua durante la lavorazione. Un ingrediente<br />

ad alto WHC può migliorare<br />

la consistenza di un prodotto alimentare.<br />

Può essere utilizzato anche<br />

per migliorare la succosità di un prodotto<br />

alimentare dopo la cottura.<br />

SipaPro-Oat è una polvere fine, scorre-<br />

Figura 3 - Composizione<br />

aminoacidica di SipaPro-Oat<br />

Figura 2 - Profilo nutrizionale di SipaPro-Oat<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

www.interprogettied.com<br />

27<br />

26_28_articolo meurens.indd 27 15/04/22 11:52


ingredienti<br />

vole, non appiccicosa, di colore da marrone<br />

chiaro a marrone che può essere<br />

facilmente incorporata in molte formulazioni<br />

di alimenti e bevande (figura 4).<br />

Figura 5<br />

SIPAPRO-OAT, UNA PLETORA<br />

DI APPLICAZIONI<br />

Grazie al suo gusto neutro e leggero<br />

ai cereali, che rappresenta un vantaggio<br />

significativo rispetto a molte altre<br />

proteine vegetali, SipaPro-Oat è un<br />

ottimo ingrediente per molte applicazioni.<br />

Le applicazioni vanno da pane e pasta<br />

ad alto contenuto proteico a frullati e<br />

barrette di cereali arricchiti di proteine<br />

fino ad alternative alla carne.<br />

Figura 4<br />

Perché non fare un OatBurger per<br />

esempio (figura 5)?<br />

O che ne dite di un po’ di pasta proteica<br />

all’avena (figura 6)!<br />

SIPAPRO-OAT, UNA<br />

SOLUZIONE CLEAN LABEL<br />

La tendenza delle etichette pulite<br />

(Clean Label) continua a crescere con<br />

consumatori che desiderano sempre<br />

maggiori informazioni su ciò che acquistano<br />

e consumano. Oltre a ciò, la<br />

maggior parte dei consumatori oggigiorno<br />

chiede trasparenza ai propri<br />

produttori. Questa richiesta si concretizza<br />

sotto forma di un elenco di ingredienti<br />

che i consumatori possono<br />

comprendere e con parole che possano<br />

pronunciare.<br />

Di conseguenza, molti consumatori<br />

Meurens Natural SA, l’innovazione sostenibile come valore fondamentale<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

Meurens Natural è stato un pioniere nel settore biologico<br />

e da oltre 30 anni si concentra sulla produzione di<br />

estratti di cereali biologici e naturali clean label. Con un<br />

processo produttivo unico e innovativo, al 100% in linea<br />

con la filosofia del biologico, prevede cinque passaggi essenziali: molitura,<br />

idrolisi, filtrazione meccanica (la fase di filtrazione avviene in modo<br />

completamente meccanico, senza l’utilizzo di metodi convenzionali,<br />

tecnici e agenti chimici, e senza demineralizzazione), evaporazione e<br />

confezionamento. L’azienda è in grado di offrire ai nostri clienti ingredienti<br />

del tutto naturali e biologici. In qualità di specialista europeo<br />

nell’idrolisi dei cereali, Meurens Natural è in grado di idrolizzare un’ampia<br />

varietà di cereali utilizzando farina, e non solo amido come nell’industria<br />

convenzionale del glucosio.<br />

L’idrolisi della farina, nell’ambito di un processo produttivo pulito, semplice<br />

ed ecologico, comporta i seguenti vantaggi: nessun utilizzo di additivi<br />

chimici come avviene nelle industrie convenzionali (come H 2<br />

SO 4<br />

- acido solforico, NaOH - idrossido di sodio, Na 2<br />

CO 3<br />

- sodio carbonato,<br />

SO 2<br />

- anidride solforosa), nessun metodo di lavorazione convenzionale<br />

come l’uso di resine a scambio ionico per demineralizzare<br />

(raffinare) succhi zuccherati o succhi di frutta ed una completa<br />

tracciabilità dalla materia prima allo sciroppo.Tutte<br />

le caratteristiche del cereale trasformato si conservano al<br />

massimo: gusto, colore e mineralità. Ciò consente un’etichettatura breve,<br />

chiara e pulita.<br />

A causa di un’ampia varietà di strutture zuccherine, dolcezza, viscosità,<br />

colori, aromi e materie prime, i prodotti Sipal ® (biologico) e Natu ® (convenzionale)<br />

soddisfano molteplici funzionalità per diverse applicazioni<br />

alimentari.<br />

Le ultime innovazioni includono proteine di riso ed avena, organiche e<br />

convenzionali.<br />

Oltre agli esempi sopra citati, la gamma di prodotti include anche estratti<br />

organici e naturali provenienti da mais, malto d’orzo e grano. Meurens<br />

Natural produce anche una vasta gamma di ingredienti su misura, appositamente<br />

progettati per soddisfare le diverse esigenze dei clienti.<br />

Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo<br />

contact@meurensnatural.com o visitare il sito www.meurensnatural.com.<br />

28<br />

www.interprogettied.com<br />

26_28_articolo meurens.indd 28 15/04/22 11:52


ingredienti<br />

basano le loro decisioni di acquistare<br />

un prodotto sulla base di un elenco di<br />

ingredienti chiaro, pulito e breve.<br />

Tuttavia, con questo in mente, i consumatori<br />

vogliono ancora un prodotto<br />

dall’ottimo gusto!<br />

Figura 6<br />

Ciò rappresenta una sfida per i produttori<br />

nel riformulare alcuni dei loro prodotti<br />

originali. Questo deve essere fatto<br />

senza compromettere gusto, colore,<br />

consistenza e sensazione al palato.<br />

Etichetta pulita significa prodotto contenente<br />

solo ingredienti naturali e/o<br />

biologici coltivati secondo standard<br />

non OGM, il meno trasformato possibile,<br />

originato da pratiche agricole<br />

sostenibili, con un basso impatto ambientale<br />

e contraddistinto da elenco di<br />

ingredienti brevi e comprensibili.<br />

Gli alimenti trasformati chimicamente,<br />

chiamati anche alimenti ultra-lavorati,<br />

tendono ad essere ricchi di<br />

zuccheri, ingredienti artificiali, carboidrati<br />

raffinati ed acidi grassi trans. Per<br />

questo motivo, causono in maniera<br />

importante obesità e altre malattie in<br />

tutto il mondo.<br />

SipaPro-Oat è un perfetto esempio di<br />

ingrediente clean label prodotto attraverso<br />

un processo completamente<br />

naturale e pulito. Dichiarabile sia come<br />

“concentrato proteico dell’avena biologico”<br />

nel caso della nostra versione<br />

biologica o sia come “concentrato<br />

proteico dell’avena” nel caso della nostra<br />

versione convenzionale.<br />

> estrusori > dosatori > componenti > trasporto pneumatico > sistemi completi<br />

ESTRUSORE PER ALIMENTI ZSK.<br />

DESIGN IBRIDO. PER PRODOTTI<br />

SOSTITUTIVI DELLA CARNE<br />

+ Estrusore a doppio uso altamente flessibile per TVP e HMMA<br />

+ Attrezzature per la movimentazione degli ingredienti a base<br />

vegetale dalla produzione all’imballaggio<br />

+ Leader affermato del settore per sistemi TVP e sostitutivi della<br />

carne installati a livello globale<br />

+ Rigoroso rispetto di tutti gli standard alimentari<br />

+ Dosaggio a perdita di peso ad alta precisione di polveri e liquidi<br />

+ Rete di assistenza mondiale<br />

L’estrusore per alimenti ZSK permette la produzione di un’ampia varietà di prodotti sostitutivi della carne. Su<br />

questo estrusore si possono produrre sia TVP che HMMA. La linea offre ai produttori la massima flessibilità<br />

per rispondere alle mutevoli richieste del mercato. www.coperion.com/it/estrusori-alimentari<br />

www.interprogettied.com<br />

Montenegro S.r.l.<br />

Via Volturno, 37<br />

20861 Brugherio (MB)<br />

Tel: +39 039 883107<br />

Fax: +39 039 880023<br />

info@montenegrosrl.it<br />

<strong>Tecnologie</strong><strong>Alimentari</strong>_CK-IT_Food-Extrusion-pbp_194x121mm_it_<strong>2022</strong>.indd 1 08.11.2021 09:05:53<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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ambiente<br />

FARINA PROTEICA AMICA DELL’AMBIENTE<br />

Presentata a Beer & Food<br />

Attraction di Rimini l’esclusiva<br />

farina di birra LEY, prodotta<br />

dalla veneta Circular Food srl e<br />

già accolta dal trade e dal consumer<br />

perché, oltre a essere<br />

buona e sana, fa bene anche<br />

all’ambiente.<br />

Grazie a un innovativo processo<br />

brevettato (HSCD - High<br />

Speed Cold Dryer) che consente<br />

di trasformare in farina i<br />

prodotti di risulta di distillati e<br />

fermentati, Circular Food è entrata<br />

ufficialmente nel mercato<br />

dell’economia circolare. La<br />

svolta è LEY, la rivoluzionaria<br />

farina ottenuta dalla trebbia<br />

di birra che recupera gli scarti<br />

di produzione dei birrifici fino<br />

ad ora trattati come rifiuti organici<br />

o destinati a mangime.<br />

Circular ha saputo restituire<br />

dignità a tali scarti traendone<br />

un’ottima farina di birra<br />

integrale e proteica, ad alto<br />

contenuto di fibre (52%), dal<br />

caratteristico sapore tostato<br />

che la rende ideale come base<br />

per la produzione di prodotti<br />

da forno. La pasta, i grissini e<br />

gli snack salati prodotti con farine<br />

LEY non sono solo buoni,<br />

ma anche sani grazie al basso<br />

contenuto di glutine e all’alto<br />

contenuto di fibre e proteine<br />

vegetali. I prodotti LEY sono<br />

anche rispettosi dell’ambiente:<br />

l’approccio circolare, sostenibile<br />

e di cooperazione adottato<br />

da Circular food con grandi<br />

e piccoli birrifici consente di<br />

ridurre gli elevati sprechi che<br />

caratterizzano il mondo della<br />

produzione alimentare con<br />

un atteggiamento rispettoso<br />

nei confronti dell’ambiente<br />

e delle persone. Il tutto con<br />

un risparmio del 60% del<br />

fabbisogno energetico, un<br />

ridotto impatto CO 2<br />

, il recupero<br />

dell’acqua estratta, l’assenza<br />

di uso di combustibili<br />

fossili. L’economia circolare di<br />

Circular food parte dal territorio.<br />

RIDUZIONE DELLE EMISSIONI BASATA SULLA SCIENZA<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

L’emergenza climatica è sotto gli occhi di<br />

tutti e molte aziende si stanno muovendo<br />

per contribuire all’obiettivo comune,<br />

definito negli Accordi di Parigi, di limitare<br />

l’aumento del riscaldamento globale<br />

a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.<br />

Fra queste Atlas Copco, multinazionale<br />

svedese, i cui obiettivi di riduzione delle<br />

emissioni saranno, a partire da quest’anno,<br />

convalidati dalla Science Based Target<br />

initiative (SBTi), iniziativa, nata da CDP<br />

(il Global Compact delle Nazioni Unite,<br />

da WRI (World Resources Institute) e dal<br />

WWF (World Wide Fund for Nature) con<br />

l’intento di guidare le aziende nell’impostazione<br />

di obiettivi che abbiano una<br />

convalidata base scientifica.<br />

Atlas Copco, che lavora da molto tempo<br />

per offrire prodotti e soluzioni sempre<br />

più efficienti dal punto di vista energetico<br />

e per ridurre le emissioni dovute alle<br />

attività produttive, ha ottenuto in questi<br />

anni una riduzione delle emissioni CO 2<br />

dovute alle attività produttive e al trasporto<br />

del 28% in relazione al costo del<br />

venduto rispetto al 2018. Questi risultati<br />

sono stati possibili grazie all’acquisto di<br />

energia prodotta da fonte rinnovabile,<br />

all’installazione di pannelli solari, all’attuazione<br />

di misure di risparmio energetico,<br />

al miglioramento dei processi logistici<br />

e all’utilizzo di mezzi di trasporto meno<br />

inquinanti.<br />

Il passaggio a obiettivi “basati sulla<br />

scienza” è un’indicazione importante<br />

dell’attenzione dell’azienda verso la sostenibilità:<br />

questi nuovi target, infatti,<br />

coinvolgono l’intera catena del valore<br />

con una visione olistica dell’impatto<br />

delle aziende sull’ambiente. In base<br />

all’impostazione definita dalla Science<br />

Based Target initiative, infatti, sono tre<br />

gli ambiti a cui devono fare riferimento<br />

i calcoli: l’impatto climatico diretto di<br />

un’azienda; le emissioni indirette generate<br />

dall’energia utilizzata per alimentare<br />

il processo produttivo; le emissioni<br />

indirette, generate a monte e a valle<br />

delle attività produttive. A seguito di<br />

un processo di analisi che ha coinvolto<br />

i rappresentanti di ciascuna area aziendale,<br />

Atlas Copco ha fissato i seguenti<br />

obiettivi “basati sulla scienza”: riduzione<br />

entro il 2030 di almeno il 46% delle<br />

emissioni dovute alle attività interne<br />

e di almeno il 28% delle attività sulla<br />

catena del valore. Questi obiettivi, valutati<br />

usando come base di riferimento il<br />

2019, sono applicati a partire dal <strong>2022</strong><br />

e saranno rivisti almeno ogni cinque<br />

anni per assicurarsi che siano ancora in<br />

linea con le ultime scienze del clima e<br />

con le ambizioni aziendali.<br />

30<br />

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30_31_News Ambiente.indd 30 15/04/22 11:58


ambiente<br />

CARNE GENUINA A IMPATTO ZERO<br />

ORIGINALE DAL<br />

PRODUTTORE<br />

ORA CON FILIALE<br />

A MILANO<br />

“All’inizio è stata una sfida, ma abbiamo dimostrato a tutti che<br />

si può fare”. A raccontarlo è Mattia Assanelli, Ceo di Carne<br />

Genuina, startup innovativa fondata a Treviglio in provincia di<br />

Bergamo nel 2020, ma dalle origini molto lontane. Per questo<br />

i fratelli Mattia e Simone, terza generazione di allevatori,<br />

hanno fondato Carne Genuina, un progetto che compensa<br />

l’inquinamento prodotto con l’energia pulita e i Baobab piantati<br />

in Kenya.<br />

“Gli studi di settore ci dicono che un chilo di carne di manzo<br />

produce 25 Kg di CO 2<br />

”, racconta Mattia Assanelli. “In<br />

base alla nostra produzione di carne, in un anno produciamo<br />

mediamente 225 tonnellate di CO 2<br />

. Per questo abbiamo installato<br />

pannelli fotovoltaici su tutta la struttura in grado di<br />

neutralizzare circa il 60% dell’anidride carbonica prodotta,<br />

mentre un altro 40% è compensato dai 35 Baobab che abbiamo<br />

adottato in Kenya. Facendo due conti, compensiamo più<br />

CO 2<br />

di quanta ne produciamo e questo è un bene inestimabile<br />

per le persone e per l’ambiente”.<br />

“La nostra startup seleziona aziende agricole a conduzione familiare<br />

e si occupa direttamente del packaging e della logistica<br />

fino alla spedizione”, spiega Assanelli. È facile intuire come<br />

la sostenibilità sia nel DNA di Carne Genuina, dal momento<br />

che le aziende agricole a gestione familiare sono sostenibili<br />

per definizione, hanno terreni di proprietà e non si dedicano<br />

ad allevamento intensivo come fanno i grandi allevamenti<br />

industriali.<br />

L’espansione di Carne Genuina ha bisogno adesso di nuovi<br />

capitali per potenziare la propria scalata investendo in marketing<br />

e assumendo nuovo personale. Per questo è stata lanciata<br />

una campagna di equity crowdfunding su Opstart che ha un<br />

obiettivo minimo di 150mila euro e ha già raccolto circa la<br />

metà del capitale.<br />

“Stimiamo che nel 2025 potremo già eseguire una exit strategica.<br />

Per raggiungere questo successo, gli obiettivi prefissati<br />

lungo il cammino sono un EBITDA positivo e un fatturato che<br />

tocchi i 5 milioni di euro”, ha concluso Mattia Assanelli.<br />

Soluzioni Hygienic Design | Supporti passacavo<br />

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31<br />

30_31_News Ambiente.indd 31 15/04/22 11:58


energia<br />

Nello stabilimento<br />

di Barilla a Muggia,<br />

un impianto di<br />

trigenerazione<br />

E.ON fornirà in<br />

modo congiunto<br />

energia elettrica,<br />

termica e frigorifera<br />

necessarie per la<br />

produzione della<br />

pasta, portando ad<br />

una riduzione delle<br />

emissioni di CO2 di<br />

circa il 16%.<br />

LA TRIGENERAZIONE PER RIDURRE<br />

LA CARBON FOOTPRINT DELLA PASTA<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

In alto: una linea di<br />

produzione di pasta<br />

nello stabilimento<br />

di Barilla a Muggia,<br />

in provincia<br />

di Trieste<br />

In un mondo che va sempre più verso le energie rinnovabili,<br />

con l’ottica di diminuire i costi di gestione e,<br />

soprattutto, le emissioni inquinanti, il Gruppo Barilla<br />

– il cui brand Mulino Bianco già utilizza solo energia<br />

proveniente da fonti rinnovabili come l’acqua, il sole<br />

e il vento – continua a migliorare i processi tecnologici<br />

dei propri impianti, contribuendo al benessere del<br />

Pianeta.<br />

L’ultima novità su questo fronte, che è stata annunciata<br />

in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio<br />

Energetico (18 febbraio), riguarda l’impianto di trigenerazione<br />

nello stabilimento di Muggia, in provincia di<br />

Trieste. Nel pastificio, acquisito nell’ottobre 2020 da<br />

Pasta Zara e fra i più grandi al mondo nel settore, sono<br />

in corso i lavori per la costruzione di un sistema di trigenerazione<br />

da 4,4 MWe, di proprietà e gestione di<br />

E.ON, che produrrà l’energia elettrica, termica e frigorifera<br />

necessari alla produzione della pasta e permetterà<br />

di ridurre le emissioni di CO 2<br />

di circa il 16%.<br />

Il progetto di Muggia fa seguito a quelli di Pedrignano<br />

(PR) e Marcianise (CE), dove sono già presenti degli<br />

impianti di trigenerazione.<br />

OLTRE 8,8 MILIONI DI EURO PER ABBASSARE<br />

L’IMPATTO AMBIENTALE<br />

Nel 2020 Barilla ha investito oltre 8,8 milioni di euro<br />

per ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi,<br />

dei quali circa 2 milioni di euro sono stati destinati<br />

a interventi di efficientamento negli stabilimenti. Tra<br />

gli interventi di efficientamento ci sono per esempio<br />

l’utilizzo di forni e impianti di condizionamento ad<br />

alta efficienza energetica, la sostituzione dei bruciatori,<br />

il migliore isolamento termico, la realizzazione di<br />

sistemi di recupero di calore e ottimizzazione del la-<br />

32<br />

www.interprogettied.com<br />

32_33_articolo barilla.indd 32 15/04/22 12:30


energia<br />

Il progetto di Muggia<br />

fa seguito a quelli<br />

di Pedrignano (PR)<br />

e Marcianise (CE), dove<br />

sono già presenti<br />

degli impianti<br />

di trigenerazione<br />

vaggio trafile. Ulteriori interventi<br />

di efficientamento energetico hanno<br />

riguardato i sistemi di illuminazione<br />

attraverso l’installazione di<br />

nuove soluzioni basate su tecnologie<br />

LED.<br />

L’investimento ha consentito l’implementazione<br />

del programma<br />

Energy Saving Project (ESP),<br />

nell’ambito del quale ogni stabilimento<br />

del Gruppo si impegna a<br />

ricercare nuovi progetti per ridurre<br />

il consumo di energia. Le iniziative<br />

intraprese hanno consentito di ridurre<br />

negli anni l’energia consumata<br />

per tonnellata di prodotto<br />

finito.<br />

Per quanto riguarda l’energia elettrica<br />

acquistata, una consistente<br />

www.interprogettied.com<br />

quota, circa il 64% del totale, è<br />

dotata di certificazione Garanzia<br />

d’Origine (GO), certificazione che<br />

attesta l’origine rinnovabile delle<br />

fonti utilizzate. Dal 2010 ad oggi,<br />

l’azienda di Parma ha ridotto del<br />

31% le emissioni di CO 2<br />

eq. e del<br />

Un’azienda familiare con 145 anni di storia<br />

A Muggia sono<br />

in corso i lavori<br />

per la costruzione<br />

di un impianto<br />

di trigenerazione<br />

da 4,4 MWe<br />

Barilla è un’azienda familiare, non quotata in Borsa, presieduta dai fratelli Guido, Luca e Paolo<br />

Barilla. Fu fondata dal bisnonno Pietro Barilla, che aprì un panificio a Parma nel 1877. Oggi,<br />

Barilla è famosa in Italia e nel mondo per l’eccellenza dei suoi prodotti alimentari. Con i suoi<br />

brand – Barilla, Mulino Bianco, Pan di Stelle, Gran Cereale, Harrys, Pavesi, Wasa, Filiz, Yemina<br />

e Vesta, Misko, Voiello, Cucina Barilla, Catelli, Lancia, Tolerant e Pasta Evangelists – promuove<br />

una dieta gustosa, gioiosa e sana, ispirata alla dieta mediterranea e allo stile di vita italiano.<br />

Quando Pietro ha aperto il suo negozio più di 140 anni fa, il suo scopo principale era quello<br />

di fare del buon cibo. Oggi quel principio è diventato il modo di fare business di Barilla: “Buono<br />

per Te, Buono per il Pianeta”, uno slogan che esprime l’impegno quotidiano di oltre 8.000<br />

persone che lavorano per l’azienda e di una filiera che condivide i suoi valori e la passione per<br />

la qualità.<br />

“Buono per Te” significa migliorare costantemente l’offerta di prodotti, incoraggiare l’adozione<br />

di stili di vita sani e favorire l’accesso al cibo.<br />

“Buono per il Pianeta” significa impegnarsi a ridurre e compensare le emissioni di CO 2<br />

eq, promuovere<br />

filiere sostenibili e progettare gli imballi affinché possano essere riciclati.<br />

Dal 1987, un archivio storico raccoglie e custodisce la storia dei 145 anni di vita dell’azienda,<br />

che oggi, grazie al portale-museo www.archiviostoricobarilla.com è una risorsa accessibile a<br />

tutti e testimonia il viaggio di un’icona del Made in Italy e i cambiamenti della società italiana.<br />

23% il consumo idrico per tonnellata<br />

di prodotto finito. Va in questa<br />

direzione il traguardo della completa<br />

compensazione delle emissioni<br />

di gas a effetto serra dei<br />

brand Wasa, Gran Cereale, Harrys<br />

e Mulino Bianco, i primi ad aver<br />

raggiunto la compensazione totale<br />

delle emissioni di CO 2<br />

eq.<br />

In un’ottica di comunicazione trasparente<br />

delle proprie performance<br />

ambientali, Barilla aderisce alle<br />

iniziative promosse da Carbon<br />

Disclosure Project (CDP), organizzazione<br />

internazionale indipendente<br />

che fornisce a imprese, autorità<br />

locali, governi e investitori<br />

un sistema globale di misurazione<br />

e rendicontazione degli impatti<br />

ambientali. Ogni anno il Gruppo<br />

partecipa compilando i questionari<br />

in ambito Climate Change,<br />

Forest e Water. Nel corso del 2021,<br />

il Gruppo ha ottenuto una valutazione<br />

(su una scala che va da un<br />

minimo di D- sino al massimo di A)<br />

di: “B” nell’ambito Climate<br />

Change; una valutazione di “B”<br />

per quanto concerne Forest e una<br />

valutazione “B” anche nell’ambito<br />

Water.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

33<br />

32_33_articolo barilla.indd 33 15/04/22 12:30


macchine<br />

I PALLETTIZZATORI NON SONO PERICOLOSI: ACCOLTA LA RICHIESTA DI UCIMA<br />

Un’importante vittoria in seno al<br />

Parlamento Europeo da parte di<br />

Ucima. Su richiesta dell’Associazione,<br />

infatti, è stato soppresso<br />

un emendamento al nuovo<br />

Regolamento Macchine. La nuova<br />

normativa è in fase in approvazione<br />

a Bruxelles e andrà a<br />

sostituire la precedente Direttiva<br />

del 2006.<br />

Il punto in questione era molto<br />

controverso, poiché inseriva i<br />

pallettizzatori, i depallettizzatori<br />

e gli avvolgipallet nell’allegato relativo alle macchine<br />

pericolose. La normativa avrebbe quindi costretto tutti i<br />

costruttori di tali sistemi a farsi approvare preventivamente<br />

i modelli e le macchine da immettere sul mercato<br />

da Enti notificati ai sensi della Direttiva Macchine, in<br />

quanto appunto macchinari da considerarsi pericolosi.<br />

L’ufficio tecnico di Ucima, appena venuto a conoscenza<br />

di questa possibilità e coordinandosi con Confindustria<br />

Bruxelles, è intervenuto contattando uno ad uno in prima<br />

persona tutti i parlamentari italiani della<br />

Commissione Mercato Interno e Protezione dei<br />

Consumatori del Parlamento Europeo, rappresentando<br />

le esigenze del settore.<br />

In particolare, l’Associazione ha dimostrato che l’emendamento<br />

appariva privo di significato, alla luce della<br />

completa assenza di dati infortunistici, report o statistiche<br />

che attestino la pericolosità di tali impianti. Inoltre,<br />

secondo il centro studi Mecs-Ucima, ad essere coinvolte<br />

sarebbero state ben 13mila macchine in Europa ogni<br />

anno. Dati che si riferiscono principalmente alle aziende<br />

italiane, che rappresentano almeno il 50% del fatturato.<br />

ASTUCCIATRICI PER LA PASTA<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

Il Gruppo Altopack, attivo nella progettazione<br />

di macchine per il packaging di pasta,<br />

prenderà parte all’edizione <strong>2022</strong> di<br />

Ipack-Ima presentando lo stato dell’arte<br />

della propria produzione dedicata all’astucciamento<br />

e al confezionamento in cartone.<br />

La kermesse milanese sarà anche occasione<br />

per presentare in anteprima mondiale<br />

“Cyborg Line”, azienda che va ad affiancare<br />

e potenziare il mercato già presidiato<br />

da Altopack e Gammapack. Una nuova e<br />

inedita realtà dedicata allo sviluppo di soluzioni<br />

robotiche avanzate con applicazioni<br />

nel settore del packaging.<br />

Il Gruppo Altopack è composto dalla stessa<br />

Altopack, azienda con un’esperienza<br />

ultraventennale nel confezionamento della<br />

pasta; da Gammapack e dalla startup<br />

innovativa Cyborg Line. Altopack inventa,<br />

progetta e produce sistemi automatici per<br />

il packaging alimentare, con una specifica<br />

competenza nel settore della pasta e grainbased<br />

food, dove l’azienda gode di una<br />

reputazione consolidata a livello mondiale<br />

presso tutti i principali brand.<br />

Ultima nata all’interno della compagine<br />

Altopack è Cyborg Line che risponde ad un<br />

problema avvertito da tutto il mondo del<br />

packaging: le movimentazioni a basso carico<br />

ma ad alta frequenza, come l’approvvigionamento<br />

dei consumabili, sono fortemente<br />

logoranti per l’operatore e vanno ad<br />

incidere sulla produttività complessiva.<br />

È la prima volta che Altopack partecipa in<br />

maniera così strutturata e completa ad un<br />

evento di caratura internazionale come<br />

Ipack-Ima, dove l’azienda si propone di offrire<br />

all’intero settore una finestra su quelli<br />

che ritiene saranno gli orizzonti dell’innovazione<br />

guidati nei prossimi anni da<br />

tecnologie esponenziali come la robotica e<br />

l’internet delle macchine.<br />

L’astucciatrice APL-Veloce è l’ultimo modello<br />

appartenente alla famiglia di astucciatrici<br />

per pasta lunga di Gammapack. La<br />

macchina è stata progettata per sostenere<br />

gli alti livelli di produttività resi possibili dalle<br />

due pesatrici brevettate da Altopack ed<br />

è in grado di confezionare fino a 180<br />

astucci al minuto. Questa soluzione si differenzia<br />

dalle precedenti anche per la riduzione<br />

degli ingombri e la compattezza<br />

grazie al posizionamento strategico del<br />

magazzino astucci all’interno della macchina<br />

stessa. APL-Veloce, inoltre, consente di<br />

eseguire rapidamente il cambio formato.<br />

La cartonatrice wrap around Rola’ è la new<br />

entry della famiglia di cartonatrici Altopack.<br />

La macchina si caratterizza per la sua alta<br />

velocità (fino a 30 cartoni/minuto) e per la<br />

sua estrema versatilità, potendo essere<br />

usata per soddisfare le più svariate esigenze<br />

produttive: dai settori legati al mondo<br />

alimentare, al beverage ma anche al nonfood.<br />

A Milano, Altopack esporrà anche la rivoluzionaria<br />

applicazione nel settore della<br />

robotica di Cyborg Line.<br />

34<br />

www.interprogettied.com<br />

34_35_News Macchine.indd 34 15/04/22 14:23


macchine<br />

LABORATORIO DI FORMAZIONE SULLE MACCHINE PER IL PACKAGING<br />

Siropack Italia, azienda specializzata nella<br />

produzione di macchine industriali per il<br />

packaging, è nota per il proprio approccio<br />

sostenibile al mercato e per la registrazione<br />

di brevetti, come ad esempio la tecnologia<br />

Respect, che risolve definitivamente il problema<br />

della sigillatura dei contenitori alimentari<br />

in PET per permetterne il completo<br />

riciclo.<br />

Proprio sul piano dei brevetti l’azienda è stata<br />

vittima, come tante altre, delle ripercussioni<br />

del conflitto russo-ucraino: il Governo<br />

russo ha stabilito che, per lo sfruttamento<br />

di alcuni titoli di proprietà industriale i cui<br />

titolari siano aziende di origine, o con sede<br />

principale, negli Stati che hanno compiuto<br />

atti ostili nei confronti della Russia (tra i quali<br />

rientra anche l’Italia) non sia più riconosciuto<br />

alcun compenso, a partire dal 7 marzo<br />

<strong>2022</strong>.<br />

La situazione internazionale ha confermato<br />

all’azienda che la strada per incidere nella<br />

realtà attuale rimane quella di proseguire<br />

negli investimenti per la formazione: si delinea<br />

così la Respect culture di Siropack, un<br />

network di iniziative e ispirazioni<br />

per lo sviluppo condiviso.<br />

Da anni Siropack porta avanti<br />

una politica di sostenibilità che<br />

dal settore del packaging si<br />

estende sul territorio: dal 1°<br />

giugno 2019 l’azienda in collaborazione<br />

con l’Università di<br />

Bologna ospita all’interno del<br />

proprio stabilimento Tailor<br />

(Technology and Automation<br />

for Industry LabORatory), uno<br />

spazio per far dialogare proficuamente<br />

il mondo dell’Impresa<br />

e l’Università.<br />

Il laboratorio è incentrato sulla<br />

ricerca e la formazione, sede di<br />

tirocini e tesi sperimentali per il Dipartimento<br />

di Ingegneria Industriale nei settori di Impianti<br />

industriali meccanici (professore Augusto<br />

Bianchini), Meccanica applicata alle macchine<br />

(professore Marco Troncossi) e<br />

Progettazione meccanica e costruzione di<br />

macchine (professore Giangiacomo Minak).<br />

Tailor è un centro su misura in cui nuovi talenti<br />

hanno la possibilità di sviluppare e applicare<br />

eccellenza scientifica. Gli ambiti di ricerca<br />

del laboratorio sono plurimi e<br />

indipendenti dal core business di Siropack<br />

Italia: l’azienda ha messo a disposizione della<br />

comunità scientifica e delle aziende locali un<br />

hub di open local innovation, i cui studi sono<br />

accomunati dal motto “circularity is our playground”.<br />

IMPIANTI INDUSTRIALI A PORTATA DI SMARTPHONE<br />

Goglio, uno dei principali player<br />

in Europa nel packaging flessibile,<br />

ha lanciato l’App Mobile<br />

“MIND”. L’innovativa applicazione<br />

per smartphone sarà fornita<br />

gratuitamente a tutti i clienti che<br />

già utilizzano la piattaforma IIOT<br />

Goglio MIND e consentirà di<br />

controllare da ovunque e in tempo<br />

reale lo stato, l’efficienza e il<br />

funzionamento degli impianti,<br />

nonché di interagire con i sistemi<br />

di diagnostica e reportistica.<br />

Goglio MIND è la punta di diamante<br />

delle soluzioni di automazione<br />

e digitalizzazione sviluppate<br />

da Goglio per incrementare<br />

l’efficienza e prevenire malfunzionamenti<br />

degli impianti industriali.<br />

Acronimo di Machine<br />

Insight Data, è una piattaforma<br />

cloud per il monitoraggio in tempo<br />

reale – 7 giorni su 7 e h24 –<br />

delle linee di confezionamento e<br />

degli impianti progettati e realizzati<br />

da Goglio o di altri costruttori.<br />

Attraverso l’analisi dei dati di<br />

produzione, di funzionamento e<br />

di processo raccolti è possibile<br />

fornire una nuova tipologia di<br />

servizi innovativi per migliorare i<br />

livelli di manutenzione e di efficienza.<br />

Non solo, grazie alle informazioni<br />

raccolte ed elaborate<br />

dalla piattaforma MIND, le aziende<br />

possono prendere decisioni<br />

consapevoli basate su elementi<br />

concreti, ripensando i processi e<br />

rivedendo i flussi. Questo è il fine<br />

ultimo: la creazione di valore attraverso<br />

il miglioramento dei<br />

processi, l’aumento dell’efficienza<br />

e la riduzione degli imprevisti.<br />

Lanciato sul mercato 5 anni fa,<br />

quando fu adottato per la prima<br />

volta da Lavazza, il sistema<br />

Goglio MIND è oggi installato su<br />

oltre 100 impianti di importanti<br />

clienti in tutto il mondo ed è in<br />

continua evoluzione.<br />

Recentemente sono state integrate<br />

funzioni avanzate come<br />

Goglio MIND chatbot, un assistente<br />

virtuale che consente di<br />

interagire in modo semplice e<br />

immediato con il sistema, impostando<br />

soglie di allarme per le<br />

notifiche e report periodici che<br />

possono essere inviati al cliente<br />

anche attraverso chat Telegram.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

www.interprogettied.com<br />

35<br />

34_35_News Macchine.indd 35 15/04/22 14:23


componenti<br />

GOMMINI APRIBILI MULTI-RANGE<br />

Con la serie KTMBS, icotek presenta i<br />

nuovi gommini multi-range scanalati per<br />

i telai passacavi. Grazie al suo design, la<br />

nuova serie di gommini apribili KTMBS<br />

viene utilizzata per il passaggio di cavi preassemblati<br />

o liberi. Sono disponibili dodici<br />

diverse dimensioni di gommini. L’intera<br />

serie di gommini copre un campo di serraggio<br />

da 4 a 29 mm.<br />

Inoltre, il lato apribile del gommino è sagomato<br />

con un innovativo taglio ondulato.<br />

Questo taglio ondulato e la membrana flessibile<br />

del passacavo KTMBS consentono una<br />

maggiore tenuta dei cavi posati.<br />

Il diametro del cavo può variare fino a 3 mm<br />

grazie alla membrana speciale. La flessibilità<br />

del passacavo offre all’installatore un ampio<br />

margine di manovra in campo: se il diametro<br />

esatto del cavo non è noto prima dell’installazione,<br />

l’installatore può gestire comunque<br />

l’esigenza in modo rapido e flessibile<br />

con il gommino passacavo multi-range<br />

KTMBS di icotek.<br />

Il KTMBS è costituito da elastomero. La serie<br />

KTMBS è priva di silicone e alogeni. La temperatura<br />

consentita è compresa tra -40°C e<br />

100°C. Il nuovo passacavo multi-range apribile<br />

è già disponibile.<br />

Campioni e certificati possono essere richiesti<br />

al produttore.<br />

SERVOMOTORIDUTTORI IN ACCIAIO INOX<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

Sicurezza e igiene hanno un<br />

ruolo estremamente rilevante<br />

soprattutto nei settori del Food<br />

& Beverage e nell’industria farmaceutica.<br />

I comparti sono infatti<br />

regolamentati da stringenti<br />

normative sanitarie nazionali<br />

e internazionali che hanno l’obiettivo<br />

di tutelare la salute dei<br />

cittadini.<br />

Sew-Eurodrive ha sviluppato soluzioni<br />

specifiche per macchine<br />

e impianti destinati all’industria<br />

alimentare o per applicazioni in<br />

ambito farmaceutico, che consentono<br />

di rispettare i massimi<br />

standard di qualità richiesti dalle<br />

normative, offrendo anche una<br />

maggiore igiene e sicurezza nei<br />

processi produttivi e prolungando<br />

l’affidabilità delle componenti<br />

di automazione.<br />

I nuovi servomotoriduttori in<br />

acciaio inox PSH..CM2H.., costituiti<br />

dall’unione di un servomotore<br />

sincrono e da un riduttore<br />

epicicloidale, rappresentano<br />

infatti gli azionamenti ideali per<br />

tutte quelle applicazioni che richiedono<br />

igiene impeccabile e<br />

frequenti lavaggi di sanificazione<br />

e ad alta pressione o temperatura.<br />

Progettati proprio per<br />

garantire un funzionamento<br />

senza rischi in ambienti ostili o<br />

particolarmente corrosivi, i nuovi<br />

servomotoriduttori in acciaio<br />

inossidabile PSH..CM2H.. sono<br />

particolarmente indicati per l’industria<br />

delle bevande e alimentare<br />

o per applicazioni in ambito<br />

farmaceutico.<br />

Sew-Eurodrive anticipa un’esigenza<br />

normativa prevedendo<br />

una carcassa sempre in acciaio<br />

inox, con un grado di protezione<br />

IP69K: ciò garantisce prestazioni<br />

più affidabili e durature<br />

poiché i servomotoriduttori non<br />

sono soggetti a usura che potrebbe<br />

derivare dai processi di<br />

lavaggio o dall’impiego di acidi<br />

e alcali (processi di pulizia CIP,<br />

Clean-in-place, e di sterilizzazione<br />

SIP, Sterilization-in-place).<br />

I servomotoriduttori della serie<br />

PSH..CM2H..vantano un<br />

Hygienic Design in grado di garantire<br />

maggiore sicurezza e<br />

semplicità di pulizia: con una<br />

rugosità inferiore a 0,8 µm e<br />

raggi superiori a 3 mm, la struttura<br />

dei servoazionamenti presenta<br />

infatti una superficie eccezionalmente<br />

liscia, senza<br />

alcun bordo ruvido o superficie<br />

orizzontale; l’assenza di scanalature<br />

ne facilita ulteriormente il<br />

lavaggio, impedendo che lo<br />

sporco rimanga intrappolato<br />

all’interno dell’alloggiamento<br />

del motore.<br />

Infine, i servomotoriduttori in<br />

acciaio inossidabile PSH..<br />

CM2H.. rappresentano una soluzione<br />

anche efficiente in<br />

quanto, grazie ai sistemi di<br />

feedback integrati, quali resolver<br />

ed ecoder hiperface e hiperface<br />

functional safety, garantiscono<br />

un posizionamento tanto<br />

dinamico quanto sicuro. Con<br />

cinque varianti di lunghezza in<br />

un range di coppia nominale<br />

compreso fra 1,0 e 103,6 Nm e<br />

quattro diversi rapporti di riduzione<br />

per ogni riduttore, i nuovi<br />

azionamenti con servomotore<br />

in acciaio inossidabile CM2H.. si<br />

integrano perfettamente nella<br />

piattaforma di automazione<br />

modulare MOVI-C ® per un facile<br />

e rapido start-up.<br />

Tutte queste caratteristiche soddisfano<br />

i più elevati requisiti di<br />

igiene e sicurezza, per facilitare<br />

la pulizia e per aumentare la durata<br />

del servomotoriduttore in<br />

ambienti ostili e umidi: requisiti<br />

tipicamente richiesti dal settore<br />

Food & Beverage e da quello<br />

farmaceutico, ma indispensabili<br />

anche per tanti altri settori industriali<br />

come ad esempio quello<br />

chimico o dell’industria<br />

cosmetica.<br />

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packaging<br />

ETICHETTATRICI SENZA SPRECO DI CARTA<br />

Le soluzioni premiate e brevettate dalla giapponese Sato<br />

consentono di configurare con precisione la posizione di stampa<br />

iniziale, evitando inutili sprechi di carta.<br />

Domenico<br />

Cianferri,<br />

responsabile<br />

Sato Italia<br />

Arriva dal Giappone la multinazionale<br />

che fornisce soluzioni per l’identificazione<br />

e per la tracciabilità dei prodotti. È<br />

un’azienda che punta sulla sostenibilità<br />

e sull’innovazione: per questo è stata<br />

insignita nel 2021 dell’ “Encouragement<br />

Award for Invention” all’evento “Kanto<br />

Region Invention Awards” sponsorizzato<br />

dal Japan Institute of Invention and<br />

Innovation (JIII). La tecnologia premiata,<br />

e brevettata da Sato, consente di configurare<br />

con precisione la posizione di<br />

stampa iniziale, evitando inutili sprechi<br />

di carta.<br />

L’Encouragement Award for Invention<br />

è un’iniziativa nata per incoraggiare e<br />

promuovere l’innovazione, quindi<br />

contribuire al miglioramento di scienza<br />

e tecnologia dell’industria giapponese.<br />

Il primo evento nazionale di<br />

premiazione si tenne nel 1919. Dal<br />

1921 si sono sviluppate manifestazioni<br />

regionali per promuovere l’industria<br />

locale e le iniziative di ricercatori e ingegneri<br />

che, con la loro creatività,<br />

hanno sviluppato importanti innovazioni.<br />

Numerosi i premi assegnati negli<br />

anni nei settori della chimica e della<br />

tecnologia elettronica.<br />

Grazie all’innovazione introdotta le<br />

nuove etichettatrici Sato permettono<br />

di stampare con precisione anche la<br />

prima etichetta del nastro. La tecnologia<br />

è basata su un sensore e un sistema<br />

di avvolgimento del nastro all’indietro<br />

che permette di identificare le dimensioni<br />

delle etichette, quindi procedere<br />

con precisione già dalla prima stampa.<br />

È una tecnologia innovativa e una delle<br />

dimostrazioni degli investimenti<br />

dell’azienda a supporto della sostenibilità.<br />

La produzione e lo sviluppo di<br />

prodotti rispettosi dell’ambiente sono<br />

infatti importanti sia per l’azienda che<br />

per suoi clienti, uniti dall’obiettivo comune<br />

di ridurre ed eliminare l’uso della<br />

plastica e affrontare il riscaldamento<br />

globale.<br />

Identificazione automatica<br />

e tracciabilità<br />

Fondata nel 1940, l’azienda è oggi<br />

una multinazionale che fornisce soluzioni<br />

intelligenti per l’identificazione<br />

automatica e per la tracciabilità dei<br />

prodotti, mantenendo sempre grande<br />

attenzione all’innovazione.<br />

Produce stampanti dal 1962, anno<br />

nel quale il fondatore Yo Sato ha ideato<br />

la prima etichettatrice manuale.<br />

Nel 1981 ha progettato, prima nel<br />

mondo, una stampante di codici a<br />

barre a trasferimento termico e nel<br />

2003 ha sviluppato la sua prima<br />

stampante RFID; dal 2013 è proprietaria<br />

della tecnologia d’avanguardia<br />

PJM RFID. L’azienda è attiva in oltre<br />

90 paesi, in 27 dei quali è presente<br />

direttamente; in Italia opera direttamente<br />

dal 2006.<br />

L’etichettatura dei prodotti è oggi, grazie<br />

all’adozione di sistemi per l’identificazione<br />

automatica, uno degli elementi<br />

fondamentali per migliorare<br />

l’organizzazione e la produttività delle<br />

aziende. Da non dimenticare, inoltre,<br />

nel settore alimentare il sempre maggiore<br />

interesse da parte dei consumatori<br />

a conoscere l’origine dei prodotti<br />

che finiscono sulla loro tavola, e la spinta<br />

verso la tracciabilità data dalla normativa.<br />

Dal 2018 è obbligatorio indicare<br />

sull’etichetta di tutti i prodotti<br />

alimentari la sede dello stabilimento di<br />

produzione e, se diverso, di quello di<br />

confezionamento. Altrettanto importante<br />

il settore dell’healthcare, uno dei<br />

più regolamentati, con un’attenzione<br />

del legislatore a definire processi di<br />

tracciabilità per garantire la tutela della<br />

salute pubblica.<br />

“Sato supporta le attività di identificazione<br />

delle merci per garantire alle<br />

aziende efficienza, tracciabilità e sicurezza,<br />

sempre e comunque nel rispetto<br />

dell’ambiente. È inoltre un’azienda che<br />

investe nella sostenibilità, con un’attenzione<br />

particolare ai prodotti di consumo,<br />

sviluppati per eliminare gli sprechi<br />

di carta e ridurre l’uso della<br />

plastica”, afferma Domenico Cianferri,<br />

responsabile Sato Italia. “Il <strong>2022</strong> sarà<br />

per Sato Italia un anno importante,<br />

nel corso del quale consolideremo la<br />

nostra presenza sul mercato. Abbiamo<br />

recentemente inserito nel nostro staff<br />

due risorse dedicate al supporto prevendita<br />

e commerciale per favorire lo<br />

sviluppo di nuovi progetti. Inoltre, alla<br />

nostra sede storica in provincia di<br />

Como si aggiunge la nuova sede a<br />

Bologna che sarà operativa a breve”.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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37<br />

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automazione/strumentazione<br />

Nella nuova linea<br />

di Perfetti Van<br />

Melle, l’ecosistema<br />

Industrial Edge di<br />

Siemens permette<br />

di visualizzare i dati<br />

della performance<br />

e dei parametri<br />

in tempo reale<br />

e di trasferirli<br />

automaticamente ai<br />

sistemi di gestione.<br />

SISTEMA IOT PER IL<br />

CONFEZIONAMENTO DI CARAMELLE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

38<br />

Tra i principali produttori al mondo di chewing gum e<br />

caramelle, Perfetti Van Melle è presente in oltre 150 Paesi.<br />

I brand commercializzati dal Gruppo sono Mentos, Chupa<br />

Chups, Alpenliebe, Frisk, Vivident, Fruitella, Big Babol,<br />

Airheads, Smint, conosciuti a livello mondiale, mentre a<br />

livello locale in Italia troviamo anche Golia, Morositas, Air<br />

Action, Vigorsol, Brooklyn, Goleador, Happydent.<br />

L’azienda nasce come “Dolcificio Lombardo” nel 1946 a<br />

Lainate (Milano), ma è solo nel 2001 che il Gruppo assume<br />

l’assetto attuale con l’acquisizione dell’olandese Van<br />

Melle. Nel 2006 fa un ulteriore passo a livello internazionale<br />

con l’acquisizione della società spagnola Chupa<br />

Chups, famosa in tutto il mondo per i suoi lecca-lecca.<br />

Presente in tutto il mondo con 37 società, tra cui 30 unità<br />

produttive e 18.000 dipendenti, in Italia Perfetti Van<br />

Melle opera con quattro società e cinque stabilimenti<br />

produttivi grazie a una struttura organizzativa che occupa<br />

circa 1.200 persone. Il fatturato globale del Gruppo nel<br />

2020 è stato di 2.246 milioni di euro, in Italia di 528 milioni<br />

di euro. Le unità produttive italiane hanno una capacità<br />

di oltre 60 mila tonnellate l’anno di chewing gum e<br />

caramelle. Sono 9 i milioni di italiani che acquistano questi<br />

prodotti ogni giorno.<br />

La missione è quindi quella di sviluppare e realizzare prodotti<br />

sempre innovativi che possano ispirare e gratificare<br />

i consumatori in tutto il mondo, con una grande attenzione<br />

ad avere il minor impatto ambientale possibile.<br />

LA SFIDA DELL’INNOVAZIONE, DALLA FORMULAZIONE<br />

DEL PRODOTTO AL PACKAGING<br />

I prodotti Perfetti Van Melle sono considerati come “Fast<br />

Moving Consumer Goods”, ovvero parte della routine<br />

quotidiana dei consumatori. Si possono infatti acquistare<br />

nei bar e tabacchi, nella distribuzione moderna, nei ne-<br />

www.interprogettied.com<br />

38_39_articolo siemens.indd 38 15/04/22 14:38


automazione/strumentazione<br />

gozi al dettaglio, ai distributori automatici,<br />

su e-commerce e anche in<br />

farmacia. Va però considerato che<br />

sono prodotti comprati di impulso.<br />

Ecco perché è fondamentale che si<br />

adattino costantemente a nuove esigenze<br />

in modo che il consumatore li<br />

consideri sempre indispensabili.<br />

L’innovazione è allora nel DNA dell’azienda,<br />

in tutti gli ambiti, dalla formulazione<br />

del prodotto al suo design,<br />

dal packaging alla comunicazione<br />

above and below the line.<br />

Innovazione e digitalizzazione sono<br />

le sfide che coinvolgono costantemente<br />

anche l’aspetto produttivo e<br />

impiantistico.<br />

IL PROGETTO: UNA LINEA DI<br />

CONFEZIONAMENTO PER UN<br />

NUOVO FORMATO DI PRODOTTO<br />

L’esigenza di Perfetti Van Melle era<br />

quella di sottoporre l’impianto ad<br />

ammodernamento del sistema produttivo<br />

in coerenza con Industria<br />

4.0, ovvero integrando alcune nuove<br />

tecnologie produttive per migliorare<br />

le condizioni di lavoro, creare<br />

nuovi modelli di business e aumentare<br />

la produttività e la qualità produttiva<br />

degli impianti.<br />

La nuova linea di confezionamento<br />

si presentava complessa e all’avanguardia<br />

sotto vari profili: la sostenibilità;<br />

la necessità di un processo<br />

integrato che consentisse la formazione<br />

del packaging sulla linea già<br />

esistente; l’ergonomia, con postazioni<br />

degli operatori che ottimizzassero<br />

la gestione dei flussi; la quasi<br />

totale assenza di scarti di prodotto;<br />

l’alta qualità, compreso l’utilizzo di<br />

raggi x per il rilevamento di metalli<br />

e altri materiali, e infine la raccolta<br />

di dati e di parametri di processo<br />

effettuata in tempo reale.<br />

INTEGRAZIONE DIGITALE<br />

“Con Marchiani abbiamo studiato<br />

sia l’integrazione digitale di tutte le<br />

componenti della linea sia il suo interfacciamento<br />

a monte e valle con<br />

i sistemi gestionali aziendali<br />

(Enterprise Resource Planning), i sistemi<br />

di gestione del magazzino<br />

(WMS), di etichettatura, e di tracciabilità”,<br />

spiega Roberto Ripa, direttore<br />

dello stabilimento Perfetti Van<br />

Melle di Lainate. “Questo ci ha permesso<br />

di intervenire in tempo reale<br />

e raggiungere livelli ancor più alti di<br />

produttività ed efficienza delle risorse<br />

e dei materiali impiegati”.<br />

In seguito alle esigenze presentate<br />

da Perfetti Van Melle, l’azienda ha<br />

realizzato un impianto di automazione<br />

innovativo in cui hanno implementato<br />

un’applicazione di monitoraggio<br />

sviluppata con tool open<br />

source, standard in ambito IoT, appoggiati<br />

sull’infrastruttura Industrial<br />

Edge. Grazie a questo programma,<br />

i dati provenienti dai numerosi PLC<br />

e PC delle macchine automatiche<br />

installate in linea, ma anche PLC\PC<br />

di differenti marche, i dati vengono<br />

acquisiti velocemente e storicizzati.<br />

“Grazie alle ampie funzionalità di<br />

connettività della piattaforma<br />

Industrial Edge di Siemens siamo<br />

riusciti a mettere in comunicazione<br />

tutti i diversi dispositivi presenti sulla<br />

macchina – spiega Tomas<br />

Marchiani – mentre è stato possibile<br />

implementare facilmente il resto,<br />

ove necessario, grazie all’apertura<br />

del sistema”.<br />

Compiuta l’acquisizione, il sistema,<br />

In Italia Perfetti Van<br />

Melle opera con<br />

quattro società e<br />

cinque stabilimenti<br />

produttivi grazie<br />

a una struttura<br />

organizzativa che<br />

occupa circa 1.200<br />

persone<br />

con le stesse modalità, è quindi in<br />

grado di comunicare con software<br />

di alto livello di tipo SAP (software<br />

gestionale) e\o altri modelli di ERP.<br />

Il sistema è dotato di un layout macchine<br />

con diverse colorazioni, ciascuna<br />

indicativa di un preciso “stato<br />

macchina”: questo permette una<br />

lettura immediata e intuitiva dello<br />

stato di linea, con conseguente<br />

tempestivo intervento da parte<br />

dell’operatore.<br />

Il programma consente, inoltre, di<br />

rilevare le performance delle singole<br />

macchine nonché quelle di linea,<br />

oltre all’assorbimento del consumo<br />

di energia elettrica e al modulo di<br />

manutenzione linea.<br />

I VANTAGGI DEL SISTEMA IOT<br />

I vantaggi del sistema IoT e dell’implementazione<br />

grazie ad Industrial<br />

Edge di Siemens dal punto di vista<br />

di Marchiani sono numerosi: si riduce<br />

il downtime; è possibile effettuare<br />

un’analisi veloce ed intuitiva dei<br />

dati (ad esempio il fermo linea, la<br />

performance di linea, l’assorbimento<br />

di corrente ecc.); non è richiesto<br />

alcun PC in quanto il sistema è raggiungibile<br />

tramite indirizzo IP; c’è la<br />

possibilità di creare app ad hoc in<br />

modo da sopperire ad eventuali necessità;<br />

la possibilità di collegamento<br />

con tantissimi plc\pc (in questo<br />

caso abbiamo 14 pc/plc in campo);<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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39<br />

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automazione/strumentazione<br />

Marchiani si occupa<br />

di progettazione,<br />

installazione e<br />

collaudo di linee<br />

per il settore<br />

food&beverage,<br />

pharma e logistica<br />

facilità di uso del sistema, in quanto<br />

per operare su una supervisione ci<br />

vogliono 6 mesi e 4 persone da parte<br />

del cliente. C’è inoltre la possibilità<br />

di controllare e mantenere il sistema<br />

a distanza, riuscendo ad<br />

eseguire tutte le operazioni dal sistema<br />

di gestione centralizzato.<br />

Quest’ultima caratteristica, la gestione<br />

centralizzata, è stata fondamentale<br />

soprattutto per la riduzione dei<br />

tempi di sviluppo e messa in servizio.<br />

Potendo infatti gestire completamente<br />

i device in maniera remota e<br />

sicura, Marchiani ha potuto implementare,<br />

testare e correggere il software<br />

direttamente dai propri uffici.<br />

“Inizialmente si pensava alla necessità<br />

di uno sviluppo interno di due mesi<br />

con circa due risorse; in realtà l’impegno<br />

è stato di circa un mese con una<br />

persona sola”, spiega soddisfatto<br />

Tomas Marchiani. “Questo eccezionale<br />

risultato va attribuito anche alla<br />

semplicità d’utilizzo del sistema IOT e<br />

anche alla preparazione e alle capacità<br />

dei miei collaboratori”.<br />

Secondo Giulia Favrin, Process<br />

Engineer di Perfetti Van Melle, “l’u-<br />

tilizzo di Industrial Edge di Siemens<br />

ha permesso di visualizzare i dati<br />

della performance e dei parametri in<br />

tempo reale e di gestire l’intera linea<br />

con dati di produzione e consumi<br />

trasferiti automaticamente ai sistemi<br />

di gestione: un risultato ottenuto,<br />

peraltro, con tempistiche che hanno<br />

superato le aspettative”.<br />

SENSORE RADAR CHE SEMPLIFICA LA MISURA DI LIVELLO<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

40<br />

Normalmente, la ricerca del sensore di livello radar idoneo inizia<br />

chiedendosi quale frequenza si presta meglio a soddisfare le<br />

esigenze del caso applicativo o comunque considerando fattori<br />

quali caratteristiche del prodotto, range di temperatura e attacchi<br />

di processo. Con il nuovo VEGAPLUS 6X, VEGA rivoluziona<br />

completamente la procedura, semplificandola al massimo. “In<br />

ultima analisi ciò che conta non è il sensore, ma quello che<br />

gli utilizzatori desiderano raggiungere impiegandolo nei propri<br />

processi individuali”, afferma Florian Burgert, il manager<br />

prodotti che ha accompagnato fin dall’inizio lo sviluppo del<br />

nuovo strumento. “A fare la differenza<br />

nella realtà quotidiana, oltre alla certezza<br />

di raggiungere più velocemente il proprio<br />

obiettivo, è anche la sicurezza di impiegare<br />

la soluzione migliore.“<br />

La storia di successo dell’odierno leader<br />

di mercato nel campo della misura di livello<br />

radar, i cui sensori nel frattempo<br />

ottimizzano milioni di processi, è iniziata<br />

30 anni fa. Tra le pietre miliari si annoverano<br />

il primo strumento radar bifilare al<br />

mondo o il lancio sul mercato del primo<br />

sensore radar a 80 GHz per i liquidi. A<br />

scrivere questa storia sono le persone,<br />

tante persone unite da una passione comune:<br />

“Non facciamo un centinaio di<br />

cose, ci concentriamo su ciò che sappiamo<br />

fare meglio. Ossia la tecnologia radar“, riassume Jürgen<br />

Skowaisa, manager prodotti.<br />

Protezione a tutto tondo<br />

Anche sotto il profilo tecnico, il nuovo VEGAPULS 6X offre il meglio<br />

attualmente disponibile: un sistema per l’autodiagnosi che<br />

identifica immediatamente eventuali disturbi e garantisce una disponibilità<br />

nettamente superiore, un nuovo chip radar, possibilità<br />

applicative ampliate e un uso più semplice. Oltre a disporre della<br />

certificazione SIL, il nuovo strumento è ottimale anche sotto il profilo<br />

della cyber security: è conforme ai più<br />

severi requisiti per la sicurezza della comunicazione<br />

e il controllo dell’accesso secondo<br />

la norma IEC 62443-4-2. I sensori di livello<br />

hanno il compito di facilitare il monitoraggio<br />

dei processi industriali degli utilizzatori.<br />

Per questo la parola d’ordine del VEGAPULS<br />

6X è: semplificare al massimo. È il sensore<br />

che copre tutte le esigenze applicative. In<br />

futuro il cliente non dovrà più preoccuparsi<br />

di tecnica di misura, frequenza o applicazione.<br />

Anche la messa in funzione è stata<br />

ridotta al minimo, bastano infatti pochi clic<br />

e alcuni dati di base. Il VEGAPULS 6X può<br />

infatti essere configurato fin nei dettagli in<br />

laboratorio. Montaggio, collegamento e via<br />

con la misura: più semplice di così.<br />

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automazione/strumentazione<br />

ALIMENTI BEN CONSERVATI GRAZIE ALLA LIOFILIZZAZIONE<br />

L’industria alimentare è sempre più concentrata<br />

sulla riduzione degli sprechi e<br />

sull’aumento della durata di conservazione<br />

dei prodotti senza pregiudicare le caratteristiche<br />

organolettiche degli stessi. La liofilizzazione<br />

è un metodo efficace per conservare<br />

a lungo i prodotti preservandone la<br />

qualità. Vediamo in cosa consiste il processo<br />

e il contributo delle soluzioni Ellab per<br />

la convalida dei liofilizzatori. Il termine liofilizzazione<br />

deriva da liofilo (“affine al solvente”,<br />

per la tendenza dei prodotti liofilizzati<br />

a reidratarsi).<br />

La liofilizzazione (o freeze-drying o crioessiccazione)<br />

è un metodo di essiccazione che<br />

viene utilizzato soprattutto in ambito farmaceutico<br />

e alimentare; consiste nella disidratazione<br />

per sublimazione di prodotti previamente<br />

congelati, in particolari condizioni di<br />

temperatura (


indagine di mercato<br />

Le tecnologie per<br />

l’imballaggio alimentare<br />

sono sempre più<br />

personalizzate e flessibili.<br />

Nei prossimi anni il settore<br />

continuerà a crescere.<br />

L’area asiatica si conferma<br />

il principale mercato<br />

internazionale.<br />

di Giuseppe<br />

Tamburini<br />

IMPIANTI DI FOOD PACKAGING,<br />

L’AUTOMAZIONE SPINGE LA CRESCITA<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

42<br />

Il mercato mondiale degli impianti per imballaggio alimentare<br />

ha raggiunto nel 2021 il valore di 21,85 miliardi di<br />

dollari, con un tasso di crescita del 4,8% medio annuo<br />

nell’arco dell’ultimo decennio e una leggera flessione nel<br />

2020 per effetto pandemico (figura 1).<br />

La crescita è stata alimentata, oltre che da un progressivo<br />

aumento dalla domanda, anche da una continua e rapida<br />

evoluzione delle tecnologie verso soluzioni sempre più automatizzate<br />

e intelligenti. L’offerta infatti si va sempre più<br />

orientando verso progetti customizzati, dove ogni singolo<br />

dettaglio contribuisce a rendere unico tutto il processo di<br />

confezionamento, che diviene sempre più flessibile. Le linee,<br />

operanti in automatico, e le relative apparecchiature<br />

sono progettate e realizzate in modo da offrire la maggior<br />

facilità di utilizzo possibile, la massima flessibilità, con ricambi<br />

facilmente reperibili; ogni impianto è sottoposto ad<br />

un’attenta sostituzione di componenti fuori mercato: ogni<br />

cliente può personalizzare la sua soluzione di imballaggio.<br />

La tipologia dei vari tipi di industrie acquirenti di apparecchiature<br />

e impianti è molto ampia: una suddivisione di<br />

massima è riportata in tabella 1.<br />

La tipologia di impianti per l’imballaggio alimentare è estremamente<br />

variegata; pertanto, una classificazione dettagliata<br />

risulterebbe alquanto complessa. In linea di massima<br />

si possono distinguere alcune macro-categorie:<br />

• macchine inscatolatrici con relativi dispositivi di sigillatura;<br />

• confezionatrici flow pack: la confezione flow pack è una<br />

tipologia di imballaggio in materiale plastico confezionato<br />

mediante l’ausilio di una macchina confezionatrice<br />

operante per lo più in orizzontale: le confezionatrici operanti<br />

in orizzontale sono utilizzate soprattutto per il confezionamento<br />

di prodotti dolciari e prodotti da forno; ma<br />

esistono anche confezionatrici flow pack a flusso verticawww.interprogettied.com<br />

42_46_art_tamburini.indd 42 15/04/22 14:47


indagine di mercato<br />

Figura 1 - Mercato mondiale degli impianti per imballaggio alimentare:<br />

2011 - 2021<br />

IMA% (Incremento medio annuo 2011 – 2021: + 4,8%<br />

Fonte: analisi incrociata aziende alimentari – aziende produttrici di impianti<br />

Tabella 1 - Tipologie di industrie alimentari acquirenti di<br />

impianti di imballaggio in Asia - Pacifico: anno 2021<br />

Figura 2 - Tipologie di industrie alimentari acquirenti di impianti<br />

di imballaggio in Asia - Pacifico (in %): anno 2021<br />

Tipo di industria Milioni $<br />

Industria lattiero-casearia 2.220<br />

Industria dei prodotti da forno 1.250<br />

Industria degli oli e grassi<br />

(compreso burro e margarina) 1.000<br />

Industria degli alimenti disidratati 540<br />

Industria dolciaria e del cioccolato 580<br />

Industria degli alimenti congelati 515<br />

Industria degli alimenti surgelati 280<br />

Industria degli snack dolci e salati 445<br />

Industria del gelato 315<br />

Industria delle salse e condimenti 265<br />

Industria degli alimenti in scatola 155<br />

Altre varie 485<br />

Totale 8.050<br />

Fonte: analisi incrociata aziende alimentari – aziende produttrici<br />

di impianti in Cina<br />

tempo. Possono essere a masse rotanti<br />

corredate di PLC, controllo temperature,<br />

diagnostica integrata, memorizzazione<br />

di differenti formati,<br />

touch screen, multifunzione e multilingue;<br />

• riempitrici automatiche di buste,<br />

sacchetti e contenitori rigidi in materiale<br />

diverso (plastica, vetro, metallo):<br />

insieme alle macchine di etichettatule,<br />

utilizzate soprattutto per l’imballaggio<br />

di prodotti in forma fisica di<br />

polvere (per esempio riso e pasta), o<br />

in forma di granuli. Il confezionamento<br />

flow pack ha essenzialmente<br />

lo scopo di aumentare la shelf life del<br />

prodotto, evitando quanto più possibile<br />

modifiche di tipo chimico, fisico,<br />

microbiologico, strutturale e sensoriale,<br />

in ogni caso inevitabili nel<br />

ra e codifica rappresentano la fetta<br />

più consistente del business totale<br />

(tabella 2);<br />

• impianti di etichettatura e codifica:<br />

servono per identificare il lotto di produzione<br />

per l’immissione del prodotto<br />

confezionato sul mercato:<br />

• altre macchine: per esempio macchine<br />

nastratrici, imbustatrici con<br />

chiusura zip, macchine nastratrici,<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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43<br />

42_46_art_tamburini.indd 43 15/04/22 14:47


indagine di mercato<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

macchine per la pallettizzazione ecc.;<br />

• parti e accessori di ricambio.<br />

IL QUADRO INTERNAZIONALE<br />

Nonostante un certo rallentamento del<br />

mercato negli ultimi due anni, l’area asiatica<br />

si conferma il maggior mercato mondiale,<br />

seguita da Europa Occidentale e<br />

Nord America (tabella 3).<br />

Il mercato USA continua ad essere un<br />

mercato di primaria importanza, più<br />

che dal punto di vista della crescita<br />

della domanda in quantità di macchine,<br />

dal punto di vista della richiesta<br />

di tecnologie sempre più innovative.<br />

Esistono nel paese grosse attività<br />

agroalimentari, che, grazie alla leva<br />

finanziaria di cui dispongono, sono<br />

in grado di investire in nuove soluzioni<br />

di imballaggio.<br />

Il mercato latinoamericano, nonostante<br />

la forte crisi da pandemia,<br />

continua a mostrare segni di vitalità,<br />

soprattutto in Brasile e Messico, i due<br />

mercati di maggiori dimensioni (tabella<br />

4). Anche in questi paesi si vanno<br />

diffondendo nuove tipologie di<br />

confezionamento: per esempio, anziché<br />

grosse confezioni di plastica<br />

rigida, confezioni più piccole con<br />

chiusura a tenuta sotto vuoto anche<br />

dopo l’apertura (le cosiddette chiusure<br />

zip press). Con vendite al dettaglio<br />

di alimenti prossime oramai a<br />

100 miliardi di dollari all’anno nel<br />

solo Brasile, produttori e distributori<br />

vanno sempre più esplorando nuove<br />

soluzioni che consentano il loro accesso<br />

ad un mercato in continua crescita<br />

con alimenti pre-confezionati<br />

che vadano incontro alle esigenze dei<br />

consumatori. Anche in questi paesi,<br />

inoltre, in particolare in Brasile e<br />

Messico, la regolamentazione circa la<br />

sicurezza degli alimenti confezionati<br />

si fa sempre più stringente: la confezione<br />

non deve contenere componenti<br />

tossici e indesiderati oltre determinati<br />

limiti rigorosamente stabiliti<br />

dalla legislazione vigente; non ci deve<br />

essere migrazione dalla confezione<br />

all’alimento di composti che possano<br />

risultare nocivi all’organismo umano<br />

e non devono verificarsi nell’alimento<br />

variazioni della composizione che ne<br />

modifichino le caratteristiche sensoriali.<br />

A questo proposito, ad esempio,<br />

in Brasile già a partire dalla fine degli<br />

anni ’90 del secolo scorso sono state<br />

emesse numerose risoluzioni e regolamenti.<br />

In Messico, in relazione ai<br />

crescenti problemi di diabete e obesità<br />

della popolazione, è richiesto,<br />

per legge, un sempre maggior nume-<br />

Il mercato USA<br />

continua ad<br />

essere di primaria<br />

importanza, più<br />

che dal punto di<br />

vista della crescita<br />

della domanda<br />

in quantità di<br />

macchine, dal<br />

punto di vista<br />

della richiesta di<br />

tecnologie sempre<br />

più innovative<br />

ro di informazioni sulle caratteristiche<br />

nutrizionali dell’alimento contenuto.<br />

Sempre in crisi il mercato argentino,<br />

in relazione alla difficile situazione<br />

finanziaria del paese.<br />

In Europa Occidentale, Germania,<br />

Francia, Italia e Regno Unito rappresentano<br />

insieme poco meno del<br />

50% della domanda totale di impianti<br />

per imballaggio alimentare in<br />

quest’area geografica. Anche in<br />

Europa Occidentale la domanda di<br />

impiantistica è sostenuta soprattutto<br />

dall’ammodernamento delle tecnologie<br />

di imballaggio e dall’affacciarsi<br />

di soluzioni innovative.<br />

In generale nei principali paesi<br />

dell’Est Europa – Polonia, Repubblica<br />

Ceca, Slovacchia e Ungheria – dopo<br />

il pesante colpo all’economia nel<br />

2020, si sta verificando un considerevole<br />

aumento degli investimenti<br />

soprattutto nel settore privato.<br />

In Russia, maggior paese dell’area<br />

Est Europa - CSI (tabella 5), tutti gli<br />

investimenti del settore alimentare<br />

hanno subito un notevole colpo nel<br />

2020, a causa di una serie di fattori:<br />

misure di quarantena, crollo dei<br />

prezzi del petrolio, riduzione delle<br />

esportazioni di prodotti minerari. Si<br />

sperava in una ripresa nel 2021, ma<br />

i dati di fine anno hanno purtroppo<br />

smentito tale previsione. Il perdurare<br />

delle chiusure delle attività commerciali<br />

e il galoppare dell’inflazione<br />

continuano a frenare gli<br />

investimenti. Anche nei prossimi<br />

anni l’incidenza del PIL russo sul PIL<br />

mondiale è prevista in progressiva<br />

diminuzione.<br />

In Asia Pacifico il mercato di maggiori<br />

dimensioni è quello cinese,<br />

che assorbe il 45% delle vendite<br />

totali in Asia (vedi tabella 6).<br />

In generale la domanda di impiantistica<br />

è concentrata in un numero<br />

relativamente ristretto di grosse<br />

unità alimentari in paesi quali Cina,<br />

Indonesia, Vietnam; più frazionata<br />

la domanda in India, dove gran parte<br />

del mercato alimentare è ancora<br />

nelle mani di piccole aziende, meno<br />

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indagine di mercato<br />

Tabella 2 – Il mercato mondiale degli impianti per<br />

imballaggio alimentare suddiviso per principali tipologie<br />

di macchine: anno 2021<br />

Figura 3 – Mercato mondiale degli impianti per imballaggio alimentare<br />

suddiviso per principali tipologie di macchine (in %): anno 2021<br />

Tipologia di impianto Milioni $<br />

Inscatolatrici con relativi sistemi per la sigillatura 2.725<br />

Macchine flow – pack 4.620<br />

Impianti di etichettatura e codifica (1) 6.200<br />

Riempitrici automatiche (2) 4.825<br />

Altre varie 770<br />

Parti e accessori 2.710<br />

Totale mondo 21.850<br />

(1)<br />

Sono compresi anche impianti per etichettatura<br />

di integratori alimentari / prodotti parafarmaceutici<br />

(2)<br />

Escluse macchine di imbottigliamento di bevande<br />

Fonte: analisi incrociata aziende alimentari –<br />

aziende produttrici di impianti<br />

Tabella 3 – Vendite mondiali di impianti per<br />

imballaggio alimentare per area geografica: anno 2021<br />

Figura 4 – Vendite mondiali di impianti per imballaggio alimentare per<br />

area geografica (in %): anno 2021<br />

Area geografica Milioni $<br />

Nord America, di cui: 4.420<br />

. USA 3.950<br />

. Canada 470<br />

America Latina 1.790<br />

Europa Occidentale 4.710<br />

Europa dell’ Est 450<br />

CSI 720<br />

Asia – Pacifico 8.050<br />

Africa – Medio Oriente, di cui 1.710<br />

. Sud Africa 120<br />

. Turchia 230<br />

. altri paesi 1.360<br />

Totale mondo 21.850<br />

Fonte: analisi incrociata aziende alimentari –<br />

aziende produttrici di impianti<br />

propense ad investire in nuovi impianti<br />

e tecnologie; ma anche in<br />

India il processo di consolidamento<br />

dell’industria alimentare è in progressivo<br />

aumento, con la conseguenza<br />

che si generano nuove opportunità<br />

di investimento con<br />

l’affermarsi di nuove unità di maggiori<br />

dimensioni, e quindi con una<br />

più forte leva finanziaria.<br />

Il mercato più dinamico si conferma<br />

comunque ancora quello cinese:<br />

dopo un rallentamento della domanda<br />

di impiantistica tra il 2018 e<br />

il 2020, nel 2021 la domanda è ripresa<br />

sostenuta, grazie ad un forte<br />

recupero dell’economia del gigante<br />

asiatico.<br />

Nel 2021, nonostante una frenata<br />

a fine anno, il PIL cinese ha fatto un<br />

balzo dell’8,1% e anche nell’anno<br />

terribile della pandemia, il 2020, il<br />

PIL cinese, forse unico al mondo, ha<br />

registrato un segno positivo:<br />

+2,3%. La crescita del PIL nel 2021,<br />

+ 8%, centra il duplice obiettivo di<br />

una crescita abbastanza elevata e<br />

di un tasso di inflazione relativamente<br />

basso. Nel 2021 il tasso di<br />

sfruttamento della capacità industriale<br />

nazionale è stato di circa il<br />

78%, tre punti percentuali in più<br />

rispetto al 2020. Nonostante alcuni<br />

elementi di incertezza – crisi energetica,<br />

che peraltro interessa un po’<br />

tutti i paesi del mondo, bolla immobiliare<br />

e alcuni lock down – il potenziale<br />

e la sostenibilità a lungo<br />

termine dell’economia cinese rimangono<br />

pertanto elevate.<br />

UN SETTORE DESTINATO<br />

A ESPANDERSI ANCORA<br />

La domanda mondiale di impianti<br />

ed accessori per imballaggio ali-<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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indagine di mercato<br />

Tabella 4 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare<br />

in America Latina suddivise per paese: anno 2021<br />

Figura 5 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare in<br />

America Latina suddivise per paese (in %): anno 2021<br />

Paese Milioni $<br />

Brasile 710<br />

Messico 590<br />

Argentina 105<br />

Cile 75<br />

Colombia 110<br />

Venezuela 90<br />

Perù 60<br />

Ecuador 30<br />

Altri paesi 20<br />

Fonte: analisi incrociata aziende alimentari – aziende<br />

produttrici di impianti in America Latina<br />

Tabella 5 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare<br />

in Europa dell’Est / CSI suddivise per paese: anno 2021<br />

Figura 6 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare in<br />

Europa dell’Est / CSI suddivise per paese (in %): anno 2021<br />

Paese Milioni $<br />

Russia 530<br />

Ucraina 70<br />

Polonia 190<br />

Repubblica Ceca 60<br />

Slovacchia 30<br />

Ungheria 56<br />

Romania 49<br />

Bulgaria 20<br />

Paesi Baltici (1) 30<br />

Altri paesi 135<br />

Totale 1.170<br />

Fonte: analisi incrociata aziende alimentari –<br />

aziende produttrici di impianti in Europa dell’Est / CSI<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

mentare è prevista crescere a tassi<br />

positivi anche nei prossimi anni, in<br />

considerazione di una serie di fattori:<br />

• è in progressivo aumento il consumo<br />

di alimenti nel mondo, in particolare<br />

nei paesi “emergenti” dove<br />

i consumi pro capite di cibo sono<br />

più bassi;<br />

• si assiste ad un progressivo spostamento<br />

dal consumo di cibi non confezionati<br />

verso cibi confezionati;<br />

• ci si va sempre più orientando da<br />

una produzione artigianale tradizionale<br />

verso una produzione industriale<br />

o para-artigianale, dove per<br />

para-artigianale si intendono produzioni<br />

di cibi “di nicchia” in volu-<br />

mi ridotti, ma che richiedono pur<br />

sempre una tecnologia di confezionamento;<br />

• mutano gli stili di vita e di alimentazione:<br />

nei paesi ad economia<br />

“emergente” il progressivo inurbamento<br />

e l’aumento dell’attività lavorativa<br />

delle donne porta ad una<br />

crescente domanda di alimenti non<br />

più fatti in casa. Inoltre nei paesi ad<br />

economia avanzata si vanno affermando<br />

nuove preferenze di confezionamento:<br />

confezioni più piccole<br />

e adatte a nuclei familiari più piccoli,<br />

confezioni più leggere, nuovi<br />

design, nuove modalità di apertura<br />

e chiusura della confezione per un<br />

uso del contenuto prolungato nel<br />

tempo, orientamento verso nuovi<br />

materiali: in particolare continua il<br />

processo di sostituzione di altri materiali<br />

più tradizionali, quali carta,<br />

cartone, vetro e metallo, con la plastica.<br />

Tutto ciò comporta ovviamente<br />

una continua modifica degli impianti<br />

di confezionamento;<br />

• si va sempre più diffondendo la<br />

grande distribuzione organizzata,<br />

soprattutto nei paesi “emergenti”,<br />

dove la quota di tale modalità di<br />

vendita è più bassa rispetto ai paesi<br />

ad economia avanzata;<br />

• evolvono in continuazione le tecnologie<br />

di processo e di confezionamento<br />

degli alimenti: in particolare<br />

si va sempre più verso impianti<br />

46<br />

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indagine di mercato<br />

Tabella 6 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare<br />

in Asia - Pacifico suddivise per paese: anno 2021<br />

Figura 7 - Vendite di impianti per imballaggio alimentare in Asia -<br />

Pacifico suddivise per paese (in %): anno 2021<br />

Paese Milioni $<br />

Cina 3.620<br />

India 365<br />

Giappone 2.520<br />

Sud Corea 285<br />

Filippine 140<br />

Indonesia 315<br />

Malesia 90<br />

Singapore 55<br />

Taiwan 105<br />

Thailandia 110<br />

Australia – Nuova Zelanda 240<br />

Vietnam – Cambogia – Laos 55<br />

Altri paesi 150<br />

Totale 8.050<br />

Fonte: analisi incrociata aziende alimentari – aziende<br />

produttrici di impianti in Asia – Pacifico<br />

Tabella 7 – Previsioni di sviluppo del mercato mondiale<br />

degli impianti di imballaggio alimentare: 2021 – 2025 (1)<br />

Area geografica / paese Milioni $ IMA% (2)<br />

Nord America 4.420 5.065 + 3,5<br />

Europa Occidentale 4.710 5.380 + 3,4<br />

Giappone 2.520 2.755 + 2,3<br />

Russia 530 580 + 2,3<br />

Brasile 710 800 + 3,0<br />

Messico 590 690 + 4,0<br />

Cina 3.620 5.150 + 9,2<br />

India 365 500 + 8,2<br />

Turchia 230 245 + 1,6<br />

Resto mondo 4.155 5.095 + 5,2<br />

Totale mondo 21.850 26.260 + 4,7<br />

(1)<br />

Tutti i dati sono a $ costante 2021<br />

(2)<br />

IMA% = Incremento medio annuo percentuale 2021 - 2025<br />

Fonte: consensus aziende alimentari – produttori e venditori di impianto<br />

Nei principali paesi dell’Est Europa – Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia<br />

e Ungheria – dopo il pesante colpo all’economia nel 2020, si sta verificando<br />

un considerevole aumento degli investimenti soprattutto nel settore privato<br />

di confezionamento automatizzati<br />

e flessibili: le varie parti dell’impianto<br />

sono sempre più integrate fra<br />

loro (PLC manufacturing technology);<br />

impianti e personale devono<br />

operare nella massima sicurezza, i<br />

tempi di fermo dell’impianto devono<br />

essere ridotti al minimo, la<br />

quantità di scarti deve essere ridotta<br />

al minimo.<br />

A livello mondiale il mercato degli<br />

impianti di imballaggio alimentare<br />

è previsto crescere ad un tasso medio<br />

annuo del 4,7%, non dissimile<br />

da quello registrato nell’ultimo decennio,<br />

per arrivare ad un valore di<br />

26,26 miliardi di dollari nel 2025.<br />

Il tasso di crescita più elevato spetterà<br />

ancora alla Cina, seguita<br />

dall’India (tabella 7).<br />

Per quanto riguarda gli altri paesi<br />

dell’area BRIC le prospettive di crescita<br />

degli investimenti restano deboli,<br />

ma positive per il Brasile, e<br />

ancor più deboli per la Russia.<br />

Tra i paesi “emergenti” diventa<br />

sempre più critica la situazione in<br />

Turchia: svalutazione della lira turca,<br />

interventi della Banca Centrale<br />

al limite della disperazione, crisi<br />

creditizia ai massimi livelli, inflazione<br />

alle stelle e crollo degli investimenti<br />

esteri con fuga di capitali<br />

hanno ridotto il paese sul lastrico,<br />

anche se ha potenzialmente buone<br />

potenzialità di crescita.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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47<br />

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approfondimenti<br />

Il rinnovato interesse verso<br />

la coltivazione di grani antichi<br />

è motivato da fattori socioculturali,<br />

nonché dagli accertati<br />

benefici nutrizionali e salutistici<br />

dei prodotti di trasformazione.<br />

La ricerca scientifica promuove<br />

il rilancio della biodiversità di<br />

tali coltivazioni cerealicole,<br />

proponendo strategie<br />

innovative e sostenibili per<br />

la stabilizzazione postraccolta<br />

dei frumenti antichi,<br />

considerati un patrimonio<br />

alimentare unico.<br />

di Alessia<br />

Cuoco 1 , Marco<br />

Iannone 2 , Rosario<br />

Cavallo 2 , Matteo<br />

d’Amore 1,2 Anna<br />

Angela Barba 1,2,3<br />

GRANI ANTICHI: IL RILANCIO<br />

DELLA BIODIVERSITÀ<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

1<br />

Eng4Life srl;<br />

2<br />

Dipartimento<br />

di Farmacia, Università<br />

degli Studi di Salerno;<br />

3<br />

EST srl<br />

Nel precedente numero di <strong>Tecnologie</strong> <strong>Alimentari</strong> (n.1<br />

Gennaio/Febbraio <strong>2022</strong>), è stato messo in luce come, negli<br />

ultimi anni, la coltivazione dei grani antichi, molto diffusa<br />

sul territorio italiano, e il loro mercato stiano riscuotendo<br />

un crescente interesse. In questo secondo articolo vengono<br />

presentate note a carattere più tecnologico, legate alla<br />

problematica della preservazione post-raccolta delle proprietà<br />

nutritive e sensoriali dei semi dei grani antichi.<br />

IL RITORNO AI VECCHI SAPORI<br />

Il bacino del Mediterraneo è considerato hotspot di biodiversità<br />

globale, grazie alla posizione geografica, al clima,<br />

alle caratteristiche del terreno, alla variabilità dei paesaggi<br />

e alle molteplici interazioni con fattori biotici: l’ISPRA<br />

(Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca<br />

Ambientale) evidenzia che la biodiversità vegetale e animale<br />

rafforza la produttività di un qualsiasi ecosistema,<br />

apportando benefici alle popolazioni che lo abitano in<br />

termini economici, ambientali, alimentari, energetici e<br />

terapeutici. Limitando l’attenzione ad aspetti relativi alla<br />

alimentazione umana, è ben noto che la dieta mediterranea<br />

moderna, per il corretto stile di apporto di nutrienti, è<br />

riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale e immateriale<br />

dell’umanità. La sua rappresentazione iconografica<br />

attraverso una struttura piramidale (figura 1) mette<br />

bene in evidenza che tra le specie vegetali quelle cerealicole,<br />

insieme a frutta e ortaggi, ne determinano la base. In<br />

particolare, i cereali e loro derivati sono sempre stati nell’alimentazione<br />

italiana la fonte principale di amido e quindi<br />

di carboidrati che, assorbiti e utilizzati dall’organismo in<br />

forma semplice o complessa, assicurano un continuo rifornimento<br />

di glucosio, cioè di energia, nonché l’apporto di<br />

fibre, acidi grassi, proteine, vitamine, minerali e altri importanti<br />

micronutrienti [1].<br />

48<br />

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approfondimenti<br />

Il grano o frumento, appartenente al<br />

genere Triticum, è un cereale di antica<br />

coltura, rappresenta una delle prime<br />

piante domesticate dall’uomo ed è ad<br />

oggi, nella sua forma integrale, un alimento<br />

fondamentale per una dieta<br />

bilanciata. La specie Triticum aestivum,<br />

comunemente chiamato grano tenero,<br />

insieme al Triticum durum o grano<br />

duro costituiscono le varietà di frumento<br />

più coltivate e da sempre utilizzate<br />

per la produzione, rispettivamente,<br />

del pane e della pasta. La<br />

terminologia “grano antico” oggi è in<br />

uso per indicare varietà di grano che<br />

non hanno subito modificazioni genetiche<br />

e selezioni da parte dell’uomo,<br />

conservando così peculiari caratteristiche<br />

morfologiche e nutrizionali originali<br />

(dettagli presenti in schema 1). Il<br />

ritorno ai “vecchi sapori” dei prodotti<br />

derivati dei grani antichi (pane, pasta,<br />

altri prodotti da forno) sta guidando<br />

verso consumi sempre maggiori per<br />

diverse motivazioni: coltivazioni e prodotti<br />

Made in Italy, migliori caratteristiche<br />

salutistiche accertate con studi,<br />

promozione di biodiversità territoriali,<br />

maggiore attenzione alla salvaguardia<br />

ambientale durante la coltivazione [2].<br />

Di fatto, i frumenti antichi implicano<br />

procedure agricole a basso impatto<br />

ambientale non richiedendo l’impiego<br />

di concimanti e diserbanti come quanto<br />

per i grani moderni, fondamentalmente<br />

per predisposizione genetica di<br />

adattabilità anche in ambienti ostili.<br />

Come per i grani moderni anche per<br />

quelli antichi lo stoccaggio post-raccolta<br />

dei semi richiede l’applicazione<br />

di metodi di sanitizzazione in grado<br />

di inibire la proliferazione di infestanti<br />

al fine di preservane proprietà igieniche,<br />

patrimonio nutritivo, aspetti<br />

sensoriali. Allo scopo nuove tecnologie<br />

a basso impatto ambientale sono<br />

correntemente investigate.<br />

L’irraggiamento assistito da microonde<br />

è una di quelle più esplorate per i<br />

vantaggi che offre: rapida, efficace e<br />

sicura. Studi sulla sanitizzazione assistita<br />

da microonde su alcuni tipi di<br />

grani moderni hanno dato risultati<br />

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Anna Angela Barba<br />

Anna Angela Barba è Ingegnere Chimico; ricopre il ruolo di professore<br />

associato di Impianti Chimici presso l’Università degli Studi di Salerno,<br />

Dipartimento di Farmacia. Svolge attività di ricerca sulle innovazioni di<br />

processo nei settori farmaceutico-nutraceutico e alimentare, attraverso<br />

l’applicazione dei principi dell’”intensificazione”. È co-leader del gruppo<br />

di ricerca Transport Phenomena & Processes. È co-fondatrice degli spin off universitari: Eng4Life<br />

srl e EST srl. È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche su giornali e in libri a diffusione internazionale,<br />

è guest editor di alcuni numeri speciali di riviste internazionali.<br />

Enhanced Systems and Technologies, EST srl, è uno spin-off accademico che ha come obiettivo il<br />

trasferimento tecnologico delle ricerche accademiche sviluppate dal gruppo di ricerca Transport<br />

Phenomena & Processes nel campo delle Life Science su scala industriale attraverso un approccio<br />

ingegneristico. Per maggiori informazioni: http://est.srl.<br />

soddisfacenti [3]; sulla scorta di tali<br />

risultati, ricerche in corso sui grani<br />

antichi stanno confermato il successo<br />

di questa nuova tecnologia.<br />

ASPETTI NUTRIZIONALI E<br />

SALUTISTICI<br />

I grani antichi, analogamente ai grani<br />

moderni, sono costituiti dalle stesse<br />

classi di composti quali carboidrati,<br />

proteine, fibre, svariati tipi di molecole<br />

antiossidanti e minerali, vitamine,<br />

ma con anche importanti scostamenti<br />

quali-quantitativi<br />

[1]. L’amido, il maggior costituente<br />

dei cereali, è presente<br />

nell’endosperma sotto forma<br />

di granuli ed è composto da: amilosio<br />

e amilopectina, il cui rapporto influenza<br />

i livelli di glucosio e insulina<br />

nel sangue dopo i pasti e mantenendo<br />

la sazietà più a lungo. È stato riscontrato<br />

che, per alcune specie di<br />

grani antichi, il contenuto in amilosio<br />

risulta essere decisamente inferiore<br />

alle specie moderne, con un minor<br />

indice glicemico dei prodotti che ne<br />

derivano [4-6]. I grani antichi sono<br />

costituiti da una percentuale proteica<br />

maggiore rispetto ai grani moderni e<br />

ciò ne determina valori nutrizionali e<br />

proprietà tecnologiche differenti.<br />

Inoltre, contenuto e composizione<br />

proteica sono elementi chiave che<br />

Figura 1 - La piramide alimentare della dieta mediterranea moderna<br />

(fonte: www.fondazioneveronesi.it)<br />

possono determinare il valore economico<br />

maggiore del frumento costituendo<br />

una caratteristica fondamentale<br />

per la qualità dei prodotti<br />

trasformati (pasta e pane). I grani<br />

antichi hanno un contenuto lipidico<br />

maggiore rispetto ai grani moderni.<br />

Da un punto di vista nutrizionale tale<br />

fattore contribuisce alla prevenzione<br />

di malattie cardiovascolari riducendo<br />

il rischio di trombosi e aterosclerosi<br />

oltre che offrire una minore ossidabilità<br />

dei prodotti e una maggiore shelflife.<br />

La fibra, che regola diverse fun-<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

49<br />

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approfondimenti<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

È stato dimostrato<br />

che, in confronto<br />

a pane e pasta<br />

prodotti a partire<br />

da grani moderni,<br />

quelli preparati<br />

utilizzando<br />

specie antiche<br />

sono più ricchi<br />

di amminoacidi,<br />

vitamine e<br />

minerali, oltre che<br />

ad avere proprietà<br />

sensoriali superiori<br />

zioni fisiologiche all’interno<br />

dell’organismo umano, è uno dei<br />

componenti dei cereali più importante<br />

da un punto di vista nutrizionale. I<br />

dati disponibili in letteratura scientifica<br />

evidenziano che, rispetto alle cultivar<br />

moderne, i grani antichi sono<br />

generalmente meno ricchi in arabinoxilani<br />

e β-glucani ma mostrano un<br />

più alto contenuto in fruttani, composti<br />

che favoriscono lo sviluppo di<br />

microrganismi endogeni collegati a<br />

vari effetti benefici sull’organismo<br />

umano, come l’incremento della biodisponibilità<br />

di alcuni micronutrienti<br />

tra cui calcio e ferro. I cereali sono<br />

ricchi in vitamine del gruppo B e E e il<br />

loro contenuto dipende dalle specie<br />

prese in esame. In particolare, alcune<br />

varietà di grani antichi mostrano un<br />

contenuto in vitamine del gruppo E<br />

decisamente superiore ai grani moderni.<br />

I carotenoidi sono un’altra classe<br />

di importanti antiossidanti liposolubili<br />

presenti nel genere Triticum<br />

nella forma di luteina. Il contenuto<br />

medio in luteina delle farine ricavate<br />

da grani antichi è da quattro a otto<br />

volte maggiore rispetto a quella riscontrata<br />

nei grani teneri moderni e<br />

due volte quella presente nei grani<br />

duri comunemente utilizzati. I polifenoli<br />

sono importanti metaboliti antiossidanti,<br />

essenziali per la crescita e<br />

la riproduzione della pianta e, per<br />

alcune landrace come Carosella e il<br />

Gentil Rosso, è stato riscontrato un<br />

maggior numero di polifenoli totali<br />

(nella forma libera e legata) rispetto<br />

alle cultivar moderne. I fitosteroli<br />

hanno una struttura molto simile al<br />

colesterolo e sono conosciuti per i<br />

molteplici effetti benefici che esercitano<br />

sulla salute dell’uomo come<br />

quello di ridurre i livelli di colesterolo<br />

totale nel sangue oltre che possedere<br />

attività antiossidanti e antinfiammatorie.<br />

In alcune specie di grani antichi<br />

ne sono stati riscontrati valori considerevoli<br />

che risultano essere maggiori<br />

del 25% rispetto a quelli ritrovati<br />

nei grani comuni. Infine, i grani antichi<br />

presentano un maggiore quantitativo<br />

di minerali (potassio, ferro, fosforo,<br />

manganese e zinco) rispetto ai<br />

grani moderni, probabilmente perché<br />

essendo piante più alte hanno anche<br />

radici più lunghe che riescono ad assorbire<br />

un maggior quantitativo di<br />

micronutrienti dal terreno [1] (dettagli<br />

presenti in schema 1). Sul piano<br />

salutistico, diversi studi hanno messo<br />

a confronto le varietà di grano antico<br />

con quelle moderne, rilevando per le<br />

prime importanti funzioni come: attività<br />

antiossidante più spiccata; azione<br />

anti-diabetogenica; riduzione<br />

dell’insorgenza della celiachia; attività<br />

di prevenzione per malattie croniche<br />

(per migliori parametri antiossidativi,<br />

stato glicemico e lipidico) e<br />

riduzione dei sintomi legati alla sindrome<br />

dell’intestino irritabile [7-10].<br />

Schema 1<br />

PRODOTTI TRASFORMATI<br />

Nella nostra società, i prodotti derivati<br />

dal frumento comunemente consumati<br />

sono frutto dell’utilizzo di<br />

grani moderni geneticamente modificati<br />

(ovvero ottenuti da farine raffinate<br />

che migliorano l’attitudine alla<br />

lavorazione) e dell’impiego di nuove<br />

tecniche molitorie che aumentano la<br />

produttività, il tutto a discapito del<br />

loro valore nutritivo che può essere<br />

significativamente ridotto. Pane e pasta<br />

sono prodotti di trasformazione<br />

di farine moderne a base di grano<br />

tenero e semola o il semolato di grano<br />

duro. È proprio relativamente ai<br />

processi di panificazione e pastificazione<br />

che, negli ultimi anni, diverse<br />

aziende agricole, così come la comunità<br />

scientifica, si sono interessate al<br />

recupero e allo studio di varietà di<br />

frumento tradizionali, allo scopo di<br />

valorizzare coltivazioni locali e ottenere<br />

prodotti dalle caratteristiche<br />

nutrizionali, tecnologiche e organolettiche<br />

superiori. I prodotti derivati<br />

dai grani antichi sono quindi alimenti<br />

definibili funzionali e sostenibili che,<br />

caratterizzati da una maggiore variabilità<br />

di elementi nutritivi, offrono<br />

proprietà nutrizionali uniche. È stato<br />

ad esempio dimostrato che in confronto<br />

a pane e pasta prodotti a par-<br />

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approfondimenti<br />

tire da grani moderni, quelli preparati<br />

utilizzando specie antiche sono più<br />

ricchi di amminoacidi, vitamine e<br />

minerali, oltre ad avere proprietà sensoriali<br />

superiori.<br />

I TRATTAMENTI DI STABILIZZAZIONE<br />

POST RACCOLTA, NUOVI PROCESSI<br />

APPLICATI E RISULTATI<br />

Per la produzione di alimenti derivati<br />

(sfarinati, pasta, pane, altri prodotti<br />

da forno) naturalmente è richiesto<br />

l’impiego di materie prime integre,<br />

non degradate durante lo stoccaggio<br />

post-raccolta per attività di infestanti/<br />

agenti microbici, e da fattori ambientali.<br />

Non esistendo ancora un quadro<br />

normativo che regolamenti i trattamenti<br />

di disinfestazione dei grani antichi,<br />

la gestione delle avversità fungine<br />

e degli insetti dannosi è<br />

condotta seguendo i principi dell’agricoltura<br />

biologica. Le filiere di tali<br />

cereali si rifanno dunque alle stesse<br />

linee guida che disciplinano i prodotti<br />

di agricoltura biologica secondo cui<br />

gli interventi di lotta diretta agli infestanti<br />

sono maggiormente orientati<br />

alla prevenzione piuttosto che all’azione<br />

a posteriori e sono autorizzati<br />

solo quando si verifica un pericolo o<br />

un danno tale da compromettere il<br />

risultato finale della coltura [11]. Se<br />

per i grani moderni durante i processi<br />

di stoccaggio i parassiti infestanti<br />

possono essere combattuti mediante<br />

mezzi sia fisici che chimici, la produzione<br />

biologica dei grani antichi<br />

esclude l’impiego di mezzi chimici per<br />

cui maggiore attenzione è posta verso<br />

azioni precauzionali e trattamenti<br />

biologici e fisici.<br />

Come per i grani moderni, anche per<br />

quelli antichi, i metodi fisici utilizzati<br />

per il controllo dei parassiti in fase di<br />

stoccaggio comprendono prevalentemente<br />

l’utilizzo di gas inerti (anidride<br />

carbonica, azoto), l’utilizzo di polveri<br />

di diatomee e di sistemi di<br />

stoccaggio come i silobag, che attuano<br />

un’azione antiproliferativa degli<br />

infestanti fondamentalmente per<br />

asfissia. Il controllo dell’umidità o l’uso<br />

delle basse o delle alte temperature<br />

agiscono invece sul rallentamento<br />

del metabolismo dei fitofagi o provocano<br />

la loro distruzione termica.<br />

L’applicazione delle tecniche elencate<br />

può costituire una spesa ingente non<br />

trascurabile in alcuni contesti rurali<br />

per strutture e materiali richiesti nonché<br />

per l’impiego di manodopera<br />

qualificata. A tal fine nuove tecnologie<br />

a basso impatto ambientale e<br />

semplici da implementare su grande<br />

scala sono costantemente studiate.<br />

Tra queste l’uso delle applicazioni di<br />

potenza delle microonde si presenta<br />

come una tecnologia adatta e sostenibile<br />

poiché basata su metodi fisici<br />

(esposizione al calore per brevi tempi<br />

mediante irraggiamento di letti di<br />

Schema 2<br />

Figura 2 -<br />

Fotografie dei<br />

quattro tipi di grani<br />

antichi studiati<br />

(fonte: Azienda<br />

Agricola<br />

Regionale<br />

Sperimentale<br />

Improsta sita a<br />

Eboli, Salerno)<br />

semi), tra l’altro testata con successo<br />

sui grani moderni [3]. Da studi scientifici<br />

è ben noto che i grani possono<br />

essere sanitizzati mediante l’uso di<br />

microonde per le caratteristiche uniche<br />

del riscaldamento elettromagnetico<br />

(regione microonde): rapidità e<br />

selettività [12]. In particolare, esso<br />

permette la realizzazione di condizioni<br />

high temperature - short time, con<br />

conseguente riduzione delle perdite<br />

di nutrienti negli alimenti per i ridotti<br />

tempi di esposizione al calore. Al contempo<br />

gli shock termici indotti possono<br />

esse letali per distruggere organismi<br />

infestanti in tutti i possibili stadi<br />

di sviluppo [13]. L’azione termica discriminante<br />

è insita nella diversa composizione<br />

chimico-fisica degli infestanti<br />

rispetto a quella dei semi: i<br />

primi sono selettivamente e severamente<br />

più esposti ad incrementi di<br />

temperatura (fino al raggiungimento,<br />

in tempi estremamente rapidi, delle<br />

condizioni termiche letali) per una<br />

maggiore interazione con i campi<br />

elettromagnetici. Ciò che non consente<br />

ancora una più larga applicazione<br />

della tecnologia è l’assenza<br />

diffusa di expertise nella conduzione<br />

di processo. In quest’ambito sono in<br />

corso di sviluppo le ricerche del progetto<br />

“GIC - Giovani in campo” (PSR<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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approfondimenti<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

Tabella 1 -<br />

Contenuto<br />

di umidità e<br />

caratteristiche<br />

dimensionali pre<br />

e post<br />

irraggiamento<br />

(100 s e 300<br />

s a 1 KW) di<br />

proprietà fisiche<br />

quali spessore,<br />

lunghezza e<br />

altezza, relative<br />

alle varie tipologie<br />

di grani antichi<br />

presi in esame<br />

Campania 2014-2020 Misura 16<br />

Tipologia 16.1 Azione 2 “Sostegno<br />

ai progetti operativi di innovazione<br />

POI” - https://giovanincampo.it/) i cui<br />

risultati sono presentati a seguire.<br />

Letti di semi di quattro differenti ecotipi<br />

di grani antichi (Carosella e Risciola, grani<br />

teneri, e Saragolla e Senatore Cappelli,<br />

grani duri) sono stati campionati stesso<br />

batch di raccolta e suddivisi in modo da<br />

costituire diversi lotti modello di campioni<br />

non trattati e campioni irradiati.<br />

L’irraggiamento a microonde è stato<br />

effettuato in una cavità multimodale<br />

chiusa (LBP 210/50 Microwave Oven<br />

2300 W, InLand, USA; 2450 MHz)<br />

equipaggiata con due agitatori modali.<br />

I semi sono stati irradiati in condizioni<br />

statiche (in contenitore in<br />

Pirex) operando a 1 kW per tempi di<br />

trattamento variabili in modo da avere<br />

il raggiungimento e il mantenimento<br />

di temperature tra 60 e 70°C<br />

[13] nella massa dei semi e di variare<br />

il tempo di esposizione.<br />

I semi dei grani antichi, sebbene abbiano<br />

modeste proprietà dissipative<br />

e ridotta capacità termica, sono in<br />

grado di interagire con le microonde<br />

riscaldandosi rapidamente anche in<br />

modo volumetrico (la bassa permittività<br />

consente alle microonde di penetrare<br />

nel letto dei grani [3; 12]).<br />

L’intensità variabile del campo di temperature<br />

è stata osservata effettuando<br />

esposizioni per diversi tempi a<br />

parità di potenza: 75 s, 90 s, 100 s e<br />

300 s. I tempi di esposizione applicati<br />

sono stati selezionati per simulare<br />

trattamenti mild e più drastici al fine<br />

di valutarne gli effetti su alcune importati<br />

proprietà dei semi come quelle<br />

meccaniche (rilevanti per la macinazione),<br />

germinative (rilevanti per<br />

usi di semina), di comportamento al<br />

calore (rilevanti per osservazioni di<br />

fenomeni degradativi) e di stabilità<br />

allo stoccaggio (inibizione dello sviluppo<br />

di infestanti). Nella tabella 1<br />

sono riassunte alcune caratteristiche<br />

inziali e post-trattamento dei semi dei<br />

grani antichi esaminati.<br />

L’analisi dei risultati permette di affermare<br />

che non è evidente alcun effetto<br />

di riduzione di umidità statisticamente<br />

significativo a seguito del<br />

trattamento termico 100 s mentre<br />

tale effetto è ben evidente per tempi<br />

di esposizione maggiori (300 s). Il<br />

trattamento a 100 s non influenza lo<br />

spessore dei chicchi, mentre il trattamento<br />

termico protratto a 300 s tende<br />

a determinare un aumento del<br />

loro spessore per tutte le tipologie di<br />

grano (rigonfiamento dovuto alla formazione<br />

di vapore interno al seme).<br />

Prove meccaniche di penetrazione e<br />

compressione, condotte mediante<br />

TA.XTplus Texture Analyzer e appositi<br />

protocolli e probe di misura (sonda ad<br />

ago, a cilindro; applicazione norma<br />

ASAE S368.4 DEC2000 R2008<br />

“Compression Test of Food Materials<br />

of Convex Shape”), hanno permesso<br />

di determinare parametri quali forza di<br />

penetrazione necessaria alla rottura del<br />

seme, deformazione al punto di rottura<br />

e elasticità, imponendo una deformazione<br />

nota. Questi parametri sono<br />

indici delle caratteristiche dei grani utili<br />

nei processi di trasformazione come<br />

ad esempio la molitura. I dati misurati<br />

e calcolati sono riassunti nella tabella 2.<br />

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approfondimenti<br />

Tabella 2 - Valori<br />

medi di forza<br />

di penetrazione<br />

necessaria alla<br />

rottura del seme,<br />

deformazione al<br />

punto di rottura<br />

e elasticità alla<br />

deformazione del<br />

5% per i quattro<br />

ecotipi di grani<br />

antichi presi in<br />

esame pre e post<br />

irraggiamento<br />

(100 s e 300 s<br />

a 1 KW)<br />

valori; particolarmente significativa è<br />

la riduzione del modulo per la varietà<br />

Saragolla.<br />

I risultati relativi ai test di germinazione<br />

(espressi come rapporto tra<br />

semi germinati su semi totali per<br />

100), condotti su un numero di semi<br />

statisticamente significativo a condizioni<br />

ambientali con umidificazione<br />

periodica dei letti di semina simulati,<br />

sono stati i seguenti. I grani non trattati<br />

hanno presentato capacità germinative<br />

dal 92 al 98% (ma è da<br />

puntualizzare che le condizioni indoor<br />

hanno sicuramente favorito lo<br />

sviluppo di germogli) mentre i trattamenti<br />

prolungati, 300 s, non hanno<br />

condotto alla germinazione per<br />

esposizione prolungata alle alte temperature<br />

(130-140°C), non rendendo<br />

quindi idonei i grani a scopi di<br />

semina. I semi sottoposti a 100 s (70<br />

-100°C) di irraggiamento hanno invece<br />

mostrato germogli in maniera<br />

quantitativa non trascurabile (tra il<br />

18 e il 38%) e differenziata in base<br />

alla varietà di grano (la germinazione<br />

è meno inibita per le varietà di grano<br />

tenero). Ulteriori test condotti per<br />

tempi di esposizione inferiori (90 s e<br />

75 s) hanno condotto a percentuali<br />

Analizzando i risultati ottenuti dai<br />

test relativi alla forza di penetrazione<br />

a rottura risulta che il trattamento a<br />

microonde a 100 s non ha un effetto<br />

statisticamente significativo sulle tipologie<br />

di grani teneri Carosella<br />

Risciola e Senatore Cappelli, mentre<br />

si osserva una diminuzione della forza<br />

per la varietà Saragolla. Relativamente<br />

invece al trattamento a 300 s si riscontra<br />

un effetto statisticamente<br />

significativo della diminuzione della<br />

forza di penetrazione a rottura per<br />

tutti i tipi di semi. Lo stesso andamento<br />

è stato riscontrato per le misure del<br />

parametro deformazione al punto di<br />

rottura. Si può affermare dunque<br />

che, in riferimento ai test di penetrazione,<br />

il trattamento termico più drastico<br />

determina un indebolimento<br />

generale della struttura del chicco di<br />

grano: si rompe a forze più basse e a<br />

deformazioni più basse. Sempre dai<br />

risultati ottenuti si nota come il trattamento<br />

a microonde a 100 s non ha<br />

effetto sui valori dei moduli elastici<br />

calcolati al 5% di deformazione per<br />

le diverse tipologie di grano.<br />

Applicando invece il trattamento più<br />

drastico si evince una riduzione dei<br />

Nuove tecnologie<br />

a basso impatto<br />

ambientale<br />

vengono oggi<br />

esplorate per<br />

lo stoccaggio postraccolta<br />

dei semi<br />

dei grani antichi.<br />

L’irraggiamento<br />

assistito<br />

da microonde è fra<br />

quelle che offrono<br />

maggiori rapidità,<br />

efficacia<br />

e sicurezza<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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48_54_articolo barba.indd 53 15/04/22 14:51


approfondimenti<br />

Infine, tutti i lotti di semi irradiati a microonde<br />

(100 s e 300 s), osservati dopo<br />

oltre 10 mesi non hanno mostrano lo<br />

sviluppo significativo di infestanti, contrariamente<br />

ai campioni non trattati<br />

(alcuni lotti hanno mostrato chiari segni<br />

di sviluppo di infestanti).<br />

di germinazione decisamente maggiori<br />

(superiori al 50%), confermando<br />

le evidenze sperimentali di letteratura<br />

per le quali la germinabilità si<br />

riduce all’aumentare della esposizione<br />

alle alte temperature.<br />

I risultati di misure di calorimetria differenziale<br />

a scansione (DSC), condotte<br />

sui prodotti macinati dei grani,<br />

hanno evidenziato termogrammi simili<br />

per tutte le matrici analizzate,<br />

indice del mantenimento generale<br />

delle proprietà chimico-fisiche dei<br />

semi trattati. Sono evidenti, per tutti<br />

Figura 3 - Misure<br />

di calorimetria<br />

differenziale a<br />

scansione per due<br />

ecotipi di grani<br />

antichi presi in<br />

esame pre e post<br />

irraggiamento<br />

i profili calorimetrici i seguenti effetti<br />

termici: i) un picco endotermico prima<br />

dei 100°C, ragionevolmente dovuto<br />

alla perdita di umidità nel campione<br />

piuttosto che dalla fusione dei<br />

cristalliti di amido; ii) un secondo<br />

picco endotermico a circa 220°C dovuto<br />

alla denaturazione proteica; iii)<br />

un primo picco esotermico a circa<br />

350°C che indica la degradazione<br />

della cellulosa (in figura 3 termogrammi<br />

relarivi alla varietà Carosella<br />

- grano tenero; e alla varietà Saragolla<br />

- grano duro).<br />

CONCLUSIONI<br />

Le evidenze sperimentali ottenute,<br />

benché limitate solo ad alcune fondamentali<br />

osservazioni termofisiche<br />

e meccaniche, permettono di concludere<br />

che i trattamenti a microonde,<br />

metodo fisico a basso impatto<br />

ambientale e di facile implementazione<br />

su scala di produzione, opportunamente<br />

applicati, possono essere<br />

utilizzati con efficacia per scopi di<br />

stabilizzazione. Emerge altresì che il<br />

metodo oggetto di studio si mostra<br />

innovativo e di applicazione responsabile,<br />

caratteri rispondenti agli scopi<br />

dell’attuale politica socio-economica<br />

promossa dall’ONU-Agenda<br />

2030, per uno sviluppo più sostenibile<br />

(https://unric.org/it/agenda-2030/).<br />

Bibliografia essenziale<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

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il forum dei Mugnai<br />

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and effect of thermal treatment, 2014, Università di Parma.<br />

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10. Sofi, F., et al., Effect of Triticum turgidum subsp. turanicum wheat on<br />

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13. Fields P.G., The control of stored-product insects and mites with<br />

extreme temperatures, J. Stored Prod. Res, 1992, 28, 89 –118<br />

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DIRETTORE RESPONSABILE: Simone Ghioldi<br />

REDAZIONE: Alessandro Bignami (a.bignami@interprogettied.com),<br />

Eva De Vecchis (e.devecchis@interprogettied.com)<br />

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Anna Angela Barba, Rosario Cavallo, Alessia Cuoco, Matteo<br />

d’Amore, Marco Iannone, Giuseppe Tamburini<br />

IMPAGINAZIONE: Vincenzo De Rosa, Simona Viapiana, Rossella Rossi (www.studiograficopage.it)<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.2 <strong>2022</strong><br />

56<br />

ABS FOOD 17<br />

ACIMAC 16<br />

AETNA GROUP 14<br />

AGRIFOOD 10<br />

ALTOPACK 34<br />

AMAPLAST 16<br />

ARETÉ 15<br />

ATLAS COPCO 30<br />

BARILLA 32<br />

BIOCHIM 13<br />

BÜHLER 1<br />

CARNE GENUINA 31<br />

CENTRO CARNI COMPANY 18<br />

CIRCULAR FOOD 30<br />

CONFINDUSTRIA ROMAGNA 14<br />

DELOITTE 22<br />

E.ON 32<br />

EIOM 19<br />

ELLAB 3, 41<br />

EMILIANA CONSERVE 22<br />

FARAVELLI 5<br />

FIERAGRICOLA 20<br />

GAMMAPACK 34<br />

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2A COP.<br />

GOGLIO 35<br />

ICOTEK 31, 36<br />

IMA 18<br />

IPACK-IMA 25, 34<br />

ISMEA 21<br />

ISPRA 48<br />

KONICA MINOLTA 14<br />

LR INDUSTRIES 1A COP., 6<br />

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3A COP.<br />

MEURENS NATURAL 26<br />

MONTENEGRO 29<br />

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SIEMENS 38<br />

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INTERPROGETTI EDITORI S.R.L.<br />

Via Statale 39 - 23888 La Valletta Brianza (LC)<br />

Redazione, vendite e abbonamenti<br />

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dall’editore ai sensi dell’art. 74 primo comma lettera C del 26/10/72 n.633 e successive modificazioni e<br />

integrazioni. Pertanto non può essere rilasciata fattura.<br />

Registrazione Tribunale di Milano n. 30 in data 23/01/1987 - Iscrizione al ROC nr. 19882<br />

Direttore responsabile: Simone Ghioldi<br />

Finito di stampare il 15/4/<strong>2022</strong> presso Aziende Grafiche Printing S.r.l.<br />

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Informativa ai sensi dell’art. 13 d. lgs. 196/2003. I dati sono trattati, con modalità anche informatiche, per l’invio<br />

della rivista e per svolgere le attività a ciò connesse. Titolare del trattamento è Interprogetti Editori S.r.l. - via<br />

Statale 39 - 23888 La Valletta Brianza (LC). Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le<br />

finalità suddette sono gli addetti alla registrazione, modifica, elaborazione dati e loro stampa, al confezionamento e<br />

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elenco completo ed aggiornato, rivolgendosi al titolare al succitato indirizzo.<br />

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39, vengono conservati gli archivi personali e di immagini fotografiche cui i giornalisti, praticanti, pubblicisti e altri<br />

soggetti (che occasionalmente redigono articoli o saggi) che collaborano con il predetto titolare attingono nello<br />

svolgimento della propria attività giornalistica per le finalità di informazione connesse allo svolgimento della stessa.<br />

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alla fonte della notizia.<br />

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