Numero di Maggio

Inchiostro

dal 2022 una piccola voce della Vallée!

Direttore Responsabile: Marta Calcagno

Dal 2022 anche

“l’inchiostro fresco”

della Val d’Aosta…

dal 1985... la voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo

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ANNO XXXVII / N. 04 - MAGGIO 2022

Sped. in abb. post. D.L. 353/03 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) art. 1 comma 1 D.C.B. / Alessandria / nr 570 anno 2005 / Taxe perçue / Tassa risc. ord. (inf. 500 pz)

...una piccola voce della Vallée!

Giacomo Piombo - pag. 2

Franco Astengo - pag. 2 Marta Calcagno - pag. 3

Avv. Fabiana Rovegno - pag. 3

Campo Ligure e Masone: chiesto un incontro urgente con il Prefetto di Genova

VIABILITÀ IN VALLE STURA: UN DISASTRO

La Valle Stura sempre più

isolata non intende più

sopportare i disagi legati alla

mobilità pubblica e privata.

Chi vive da sempre nell’entroterra

ligure è abituato

a fare i conti con qualche

disagio legato al territorio, è consapevole

che durante la stagione

invernale si deve mettere in conto

qualche copiosa nevicata che può

rendere avventuroso un normale

giorno di scuola o lavoro, ma

come dicono anche i primi cittadini

di Campo Ligure e Masone

“quando è troppo, è troppo...”

È infatti dell’ultimo momento

il comunicato, che abbiamo ricevuto

nella nostra redazione

delle Valli Stura e Orba, da cui

apprendiamo che i Comuni di

Campo Ligure e Masone hanno

richiesto un incontro urgente con

il Prefetto di Genova per valutare

alcune importanti proposte volte

a recuperare, almeno in minima

parte, una situazione legata

al trasporto pubblico divenuta

insostenibile per i cittadini della

Valle Stura.

Una storia

di lunghi disagi

Salviamo

Telemasone

Va ricordato che le Valli Stura,

Orba e il vicino ovadese stanno

vivendo una serie di disagi legati

al trasporto pubblico e alla mobilità

in generale che non conosce

precedenti. Infatti dal 2018, dopo

il tragico crollo del ponte Morandi

a Genova, è iniziato, per i residenti

in questa porzione di entroterra

che si trova alle immediate

spalle del capoluogo ligure, un

vero e proprio girone infernale in

cui giorno dopo giorno è sempre

più difficile raggiungere Genova

ed il vicino Basso Piemonte, sia

con i mezzi pubblici sia con quelli

privati. Questo accade perché ad

una già arcinota situazione legata

al servizio di trasporto ferroviario

locale sulla linea “Genova

– Ovada - Acqui Terme”, che i

pendolari da decenni lamentano

essere inadeguata alle esigenze di

chi vive nel territorio, si sono aggiunti

i problemi legati alle disastrose

condizioni della rete autostradale

A26, emerse a seguito di

ispezioni di verifica avviate solo

dopo il tragico evento genovese

in cui persero drammaticamente

la vita 43 persone.

Le franee la pandemia

Come se ciò fosse cosa da poco,

si aggiunsero nel breve periodo

successivo la pandemia e la frana

caduta sulla statale 456 del

Turchino in località Gnocchetto

che, per parecchi mesi, complicò

ulteriormente la vita a migliaia

Governabilità e

rappresentanza

di residenti e non solo. Gli amministratori

locali hanno sempre

affrontato le situazioni, cercando

di volta in volta le possibili soluzioni

per alleviare le difficoltà dei

loro concittadini, ma in questi

giorni, con la scadenza dei termini

dell’emergenza sanitaria,

imposta a suo tempo per contrastare

la pandemia da covid19,

si sono trovati a fare i conti con

la soppressione da lunedì di ben

13 bus locali, utilizzati principalmente

dagli studenti, comunicata

con il nuovo orario e decisa

senza alcun preavviso (benché il

termine dell'emergenza sanitaria

fosse noto da fine Febbraio)

e senza una motivazione, dato

che gli orari scolastici non hanno

avuto alcuna variazione.

Le proposte dei sindaci

di Campo Ligure

e Masone

Le proposte che i Sindaci di

Campo Ligure e Masone dichiarano

di voler presentare al Prefetto

di Genova sono le seguenti:

• Ripristinare almeno le più

importanti (2/3) corse tagliate

sino a fine anno scolastico.

Ciò è ampiamente motivato dal

fatto che con la fine dello stato

di emergenza non sono stati

modificati gli orari di ingresso/

uscita degli studenti;

• Nel caso non fosse possibile

ripristinare le corse, richiedere

di condividere eventuali modifiche

agli orari in modo da

ASD SCUDERIA

LA BELLARIA

L'Assessore Protopapa

al Barletti di Ovada

ASD SCUDERIA

LA BELLARIA

tel. 320 43 67 088

ridurre al minimo i disagi,

• Discutere la non più accettabile

situazione dei costi di trasporto

per chi risiede nella nostra valle

e deve farsi carico di 3 diversi

abbonamenti per spostarsi da

Campo Ligure a Genova (treno

+ ATP + AMT per un costo di

circa 140 euro/mese.

Fausto Piombo

Cognome

del padre

non più

automatico

L’editoriale

di Marta

Calcagno

Come al solito vi presento

in queste nostre pagine

un riassunto di quanto abbiamo

fatto in rete nel mese di

aprile, scegliendo i pezzi più

significativi che abbiamo pubblicato

sulla pagina online de

“l’inchiostro fresco”. Certo che

il mese di aprile per tutti noi,

con i venti di guerra che hanno

soffiato e soffiano sulla nostra

testa, è stato veramente duro e

di questo c’è traccia soprattutto

sui nostri social (Facebook

– Twitter e Linkedin) collegati

con la nostra pagina online,

ma su questo sfogliabile abbiamo

voluto oggi fare apparire

articoli non riportanti l’ansia

di questo conflitto, ma relativi

alla vita di tutti i giorni che è

a noi più vicina. E così in questo

sfogliabile vi presentiamo i

problemi che ormai da anni affliggono

la Valle Stura, il grido

accorato di TeleMasone per la

sua sopravvivenza, il SoCial-

New di Genny Notarianni,

l’impegno delle scuole dell’ovadese

per preparare al meglio

gli studenti, una riflessione

politologica di Franco Astengo

sul nostro sistema politico

e un’interessantissima nota di

Fabiana Rovegno sulla questione

del doppio cognome.

Cerchiamo insomma di concentrarci

sulla normalità delle

cose, anche per ricacciare indietro

i fantasmi della guerra.

Marta Calcagno


2

l’inchiostro fresco

Maggio 2022

Cronaca

SALVIAMO TELEMASONE

Telemasone verso la fine immeritata o una auspicata rinascita?

Le nuove norme che regolano

le trasmissioni delle di una rete di I livello o, nella

60.000 euro annui per l’utilizzo

emittenti private nel nuovo

sistema digitale coinvolgono

anche la piccola televisione che

dai lontani anni Ottanta opera

nell’entroterra genovese, in Valle

Stura.

Nel corso della seduta pubblica,

tenutasi in Liguria il 18 marzo

2022, è stata confermata la graduatoria,

già stilata dal Ministero,

che indica tra le reti televisive

che potranno proseguire

la loro attività, tra questa anche

Telemasone. Purtroppo quella

che a prima vista può apparire

come un’ottima notizia è per una

piccola realtà come Telemasone

una vera è propria doccia fredda,

perché le nuove indicazioni,

che potrebbero consentire alla

piccola televisione valligiana la

diffusione dei suoi programmi

su tutto il territorio regionale,

migliore ipotesi, in 27.000 euro

per la diffusione dei programmi

attraverso una rete di II livello.

Va da sé che per il piccolo gruppo

editoriale televisivo masonese,

tenuto in vita dalla sola forza

di pochi volontari e dal sostegno

derivante esclusivamente dai

contributi dei comuni della vallata,

questo nuovo stato di cose

rischia di decretare la fine delle

trasmissioni di questa realtà

piccola ma significativamente

importante per la Valle Stura e

per la Liguria.

Nei giorni scorsi l’Unione dei

Comuni S.O.L. si è fatta portavoce

dei volontari della televisione

locale avanzando la

proposta di una richiesta di una

frequenza riservata con operatività

limitata ai soli comuni del

comprensorio della Valle Stura.

comportano per la stessa costi

insostenibili quantificabili in

Giacomo Piombo

LA STORIA DI TELEMASONE

Telemasone nasce nel 1984

a Masone (Ge) con una

propria testata giornalistica

curando la diffusione in Valle

Stura, nei comuni di Masone,

Campo Ligure e Rossiglione, di un

notiziario molto seguito nell’intera

vallata e realizzando documentari

con finalità conservative della

cultura e delle tradizioni locali.

La natura di Telemasone è quella

di emittente comunitaria, che fu

prima proprietà dell’Associazione

Pro Loco di Masone e successivamente

di un’associazione senza

fini di lucro creata ad hoc e denominata

“Multimedia no profit”, la

cui attività viene da sempre svolta

e garantita da volontari che hanno

a cuore la tutela e la difesa di quel

patrimonio

immateriale

che solo una

tv locale con

finalità non

certo venali

può assicurare.

Infatti,

nei suoi quasi

quarant’anni di costante attività,

la piccola redazione televisiva

masonese ha raccolto in un archivio

organizzato una importante

raccolta di video, costituita da

registrazioni di programmi realizzati

nello studio televisivo, da

brevi documentari, notiziari ed

altro materiale, che costituisce già

oggi una vera e propria memoria

storica dei paesi della vallata

e non solo, delle attività dei suoi

abitanti, degli usi e dei costumi e

delle tante storie, più o meno datate,

tramandate da persone, più o

meno note, in maggior parte ormai

scomparse raccolte attraverso

interessanti interviste.

(g.p.)

In quella stagione convulsa che

si stava sviluppando all’ombra

della caduta, prima del Muro

di Berlino (1989) e poi, nel 1991,

del crollo, anzi dell’implosione

dell’Unione Sovietica (chi l’avrebbe

mai creduto?), io mi sentivo ancor

più piccolo di fronte a quegli avvenimenti

epocali e, anche se come

formazione politica mi riconoscevo

in quel socialismo liberale ipotizzato

dai Fratelli Rosselli, mi sentivo

scorrere sulla pelle i brividi di

un cambiamento. Non sapevo dire

se quel cambiamento lo consideravo

positivo o negativo, ma capivo

che il mondo non sarebbe più stato

lo stesso e mi aspettavo un qualcosa

che, comunque, già da tempo era

nell’aria. Un po’ come quando si si

inizia un’escursione in montagna e

guardando il cielo si vedono certi

La bocciatura in due occasioni

consecutive (2014 e

2017) da parte della Corte

Costituzionale della formula

elettorale scelta dal Parlamento

Italiano per essere adottata in occasione

delle elezioni politiche generali,

l'adozione di una formula

mista maggioritaria e proporzionale

a separazione completa, altre

modifiche del sistema come quelle

riguardanti il voto all'estero hanno

contribuito nel corso di questi

ultimi anni a portare il sistema politico

italiano in un quadro di crisi

verticale.

Una crisi sistemica derivante essenzialmente

dall'esasperazione

del personalismo, dalla caduta di

ruolo dei partiti, dallo spostarsi

dei termini concreti dell'agire

politico verso la governabilità in

L'ALTRO 18 APRILE,

QUELLO DEL 1993

nuvoloni che non promettono nulla

di buono. E qui, nel nostro Paese,

il temporale non si fece aspettare!

A cercare per primo riparo dagli

acquazzoni fu il P.C.I. di Achille

Occhetto che, dopo la “svolta della

Bolognina”, chiuse baracca e burattini

per cambiare nome e diventare,

facendo i salti mortali, P.D.S..

Grave errore quello di Occhetto

che avrebbe potuto cogliere quella

storica occasione per mettere

finalmente una pietra sopra alla

scissione di Livorno del ’21 e dare

finalmente vita qui da noi ad un

vero partito socialdemocratico

comprensivo di tutte le sfaccettature

della sinistra italiana.

Ma così non fu perché a quei tempi

vi era il P.S.I. di Bettino Craxi, il

cui decisionismo era inviso a non

pochi e proprio su Craxi e sul suo

luogo della rappresentanza con

conseguente riduzione di funzioni,

ruolo, status dei consessi elettivi,

in primis di quelli legislativi

centrali. Un fenomeno questo riguardante

il Parlamento nei suoi

due rami che ha raggiunto l'apice

della distruzione di senso con la

riduzione del numero dei deputati

e dei senatori da eleggere portando

al lumicino la possibilità di rappresentanza

territoriale e politica.

Per questa vera e propria "difficoltà

sistemica", collocata al centro

di fenomeni epocali di trasformazione

economica, sociale, tecnologica,

si può individuare una data

d'inizio indicandola nel 18 aprile

1993, ventinove anni fa.

Nella storia d’Italia la data del 18

aprile ha rappresentato per ben

due volte l’occasione per segnare

una svolta epocale: nella prima

occasione, quella del 1948 quando

si svolsero le elezioni per la

Prima Legislatura Repubblicana

con il successo della Democrazia

Cristiana e la sconfitta del Fronte

Popolare.

In un’occasione successiva, quella

piglio da “un uomo solo al comando”

nel ’92 si abbatté la scure del

Pool Mani Pulite di Milano, che

scavò la fossa a tutti i partiti storici

della cosiddetta Prima Repubblica.

Io vissi quella pagina, che all’epoca

definii epica perché conoscevo

molto bene le dinamiche clientelari

dei partiti dove a fronte degli incentivi

collettivi (a favore delle politiche

pubbliche) a dominare era la

distribuzione degli incentivi selettivi

(a favore di pochi “fortunati”),

avendo militato sino al 1983 nel

P.S.I. e dal 1983 al 1991 nel P.R.I.,

per poi uscire dalla logica partiti e

costituire, nel Consiglio comunale

di Novi Ligure (Al) un mio gruppo

autonomo dal titolo “Il Club

della Torre - capitale e lavoro nelle

stesse mani”. Vedevo comunque in

quell’azione della magistratura una

del 1993, le urne furono aperte per

un referendum che (tra altri convocati

in quell’occasione) interessava

la legge elettorale del Senato.

La riforma elettorale era considerata

allora, semplicisticamente,

la chiave di volta per modificare

l’intero assetto del sistema politico.

C’era chi, come il movimento

capeggiato da Mario Segni oppure

parte del PDS proclamava che

l’adozione di un sistema elettorale

maggioritario avrebbe semplificato

il sistema, resa stabile la governabilità,

fatta giustizia della corruzione,

reso trasparente il rapporto

sorta di “pulizia igienica della politica”

e scrissi anche un libro su quegli

eventi, ma mi stavo sbagliando e

se tornassi indietro quel libro non

lo scriverei più, perché non bisognava

eliminare, demonizzandoli,

i partiti ma ristrutturarli, disciplinarli

per legge, come poi si tentò di

fare, in modo maldestro, con i vari

provvedimenti sul “finanziamento

pubblico dei partiti”, perché senza

strutture partitiche organizzate e

disciplinate che sappiano fare da

trait d’union tra i grandi numeri,

il corpo elettorale, e le Istituzioni,

un sistema democratico non può

funzionare, come oggi non sta funzionando

e come ci ricorda Franco

Astengo nel suo pezzo che qui di

seguito vi presento.

Gian Battista Cassulo

GOVERNABILITà E RAPPRESENTANZA

Da Franco Astengo, politologo

ed esperto di flussi

elettorali, riceviamo e con grande

disponibilità pubblichiamo questa

riflessione su una data che ha

cambiato (in peggio?) il nostro

sistema politico

tra eletti ed elettori.

Mai promesse da marinaio come

quelle enunciate all’epoca hanno

causato una vera e propria distorsione

nella capacità pubblica di

disporre di una corretta visione

politica.

L’esito referendario del 18 aprile

1993 significò un punto di vera e

propria battuta d’arresto per lo sviluppo

democratico del nostro Paese,

considerato che dalle elezioni

del 1994 in avanti il corpo elettorale

non ha mai avuto la possibilità

Continua alla pagina seguente

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Rubriche e Territorio

l’inchiostro fresco

Maggio 2022

3

L’ASSESSORE PROTOPAPA

ALL’ISTITUTO BARLETTI DI OVADA

Marco Protopapa si rivolge

agli studenti dell’agrario:

“sono loro il futuro dell’agricoltura

di domani”

Prosegue dalla pagina precedente

concreta di scegliere i propri rappresentanti.

Si è passati da un sistema

misto di collegi uninominali

e liste proporzionali bloccate

a un sistema proporzionale

interamente formato da liste e,

dopo aver tentato addirittura di

proporre un sistema che avrebbe

fornito la maggioranza assoluta

Recentemente presso l’Istituto

Barletti di Ovada

(Al) ha avuto luogo un

importante incontro tra due attori

del territorio: Regione e Scuola.

Sono state le classi quinte dell’Istituto

tecnico (Indirizzo di Agraria

e di Amministrazione Finanza

e Marketing) con la Prof.ssa Cristina

Brugnone, che ha realizzato

con loro il progetto: "i fondi strutturali

e di investimento europei"

(inserito nel POF), unitamente al

Dirigente scolastico, dott. Felice

Arlotta e alla Vicaria, prof.ssa

Gisella Campagnolo, a rivolgere

un accorato invito all’Assessore

regionale all’Agricoltura Marco

Protopapa, per illustrare l’attuale

situazione delle politiche comunitarie

europee in campo agricolo,

utili per accedere ai fondi di

finanziamento strutturali della

programmazione vigente.

Un incontro fondamentale specialmente

per i giovani studenti

dell’indirizzo agrario dell’Istituto

Barletti che si avviano a diventare

i futuri tecnici, gli specialisti del

mondo agricolo, coloro che dovranno

possedere le competenze

necessarie per cogliere le sfide del

cambiamento e del progresso in

agricoltura. “Per questo l’incontro

con l’Assessore regionale Propopapa

costitutisce – spiega l’insegnante

Cristina Brugnone - un

momento formativo indispensabile,

un anello comunicativo fondamentale

per nostri giovani agricoltori

e viticoltori di domani”.

Tanti i temi sul tavolo della discussione

a partire dalle misure

di finanziamento del PSR (Piano

di sviluppo rurale) per il periodo

di transizione 2021-22.

L’assessore Protopapa con grande

chiarezza ha illustrato i bandi

promossi dalla Regione per il sostegno

alle aziende del territorio,

al fine di garantire continuità

nelle azioni intraprese dagli imprenditori

agricoli, in particolare

per gli investimenti agroambientali,

in agricoltura biologica, per

la partecipazione ai regimi di

qualità dei prodotti agroalimentari

e vitivinicoli negli eventi fieristici.

Di grande rilievo il “pacchetto

giovani” per favorire l’insediamento

dei giovani agricoltori

con meno di 40 anni e gli investimenti

delle loro aziende; non

meno importante il bando per il

miglioramento e il rendimento

della sostenibilità delle aziende

agricole piemontesi e quello per

la riduzione delle emissioni di gas

serra e ammoniaca nell’atmosfera.

con liste bloccate senza alcuna

soglia da raggiungere sul modello

della legge fascista Acerbo del

1924, ad un altro sistema misto

con collegi uninominali e liste

ancora bloccate.

L’esito referendario del 18 aprile

1993 significò un punto di vera

e propria battuta d’arresto per lo

sviluppo democratico del nostro

Paese, considerato che dalle elezioni

del 1994 in avanti il corpo

elettorale non ha mai avuto la

possibilità concreta di scegliere

i propri rappresentanti arrendendosi

all'idea del prevalere di

una logica di "voto di scambio"

di massa elargito sulla spinta di

una crescente sfiducia nelle istituzioni

repubblicane.

Franco Astengo

“Notevoli opportunità contributive

- ha evidenziato l’assessore Marco

Protopapa - sono state attivate

per favorire gli investimenti per

la ristrutturazione delle aziende

agricole e per la promozione dei

vini nei mercati extraeuropei. Argomento

che ha suscitato grande

interesse nei giovani studenti, che

a vario titolo frequentano indirizzi

di studio che li proietteranno direttamente

nel mondo lavorativo

sopradescritto”.

Nella ricca carrellata di temi, un

importante argomento di discussione

è stato quello della nuova

PAC (Programmazione agricola

comune), il cui avvio è stato rinviato

dall’Unione Europea a gennaio

2023.

Nella nuova programmazione

risulterà chiara la linea comune

per la quale risicultura, apicultura,

florovivaismo e zootecnia

dovranno essere tutelati alla pari

delle altre importanti, perché è

fondamentale che a livello europeo,

unitamente alla programmazione

del futuro Psr, vengano

riconosciute le importanti peculiarità

della produttività piemontese.

“Nel frattempo, la Regione Piemonte

- spiega ai giovani l’Assessore

Protopapa - continuerà

a sostenere i giovani agricoltori

e promuovere le produzioni vinicole

e agroalimentari di qualità,

puntando al miglioramento della

rete irrigua e nella difesa del suolo”.

“L’Istituto Barletti – dichiara il Dirigente

Felice Arlotta - da anni si

distingue per le numerose iniziative

votate alla ricerca e alla collaborazione

con le aziende del territorio,

inoltre ha strutturato importanti

accordi con la Fondazione

“Agrion”, per l’innovazione e la

ricerca in tema di agricoltura, con

l’obiettivo di offrire agli studenti

quel bagaglio di competenze specifiche,

che oggi sono indispensabili

per avviare attività economiche

innovative al passo con i tempi”.

Marta Calcagno

IL COGNOME DEL PADRE

NON SARÀ PIÙ AUTOMATICO

Il figlio assumerà il cognome

di entrambi i genitori salvo

diverso accordo

Non sono trascorse neppure

24 ore dalla sentenza

della Corte Costituzionale,

che già il Tribunale

di Pesaro ha assegnato ad una

bambina il cognome della madre

nonostante il “no” del padre

(Fonte: Il Secolo XIX del 30 aprile

2022). E così, primo caso in Italia,

Negli ultimi giorni non si

parla d’altro, da quando

l’Ufficio comunicazione e

stampa della Corte Costituzionale

ha emesso un comunicato in cui ha

annunciato una sentenza destinata

ad essere ritenuta storica. La Consulta

ha infatti dichiarato illegittime

le norme che regolano l’attribuzione

del cognome ai figli. Finora

era già possibile l’attribuzione del

doppio cognome. Si rammenta che

già nel 2016 la Corte Costituzionale

aveva dichiarato l’illegittimità

delle disposizioni relative al cognome

nella parte in cui non consentivano

ai genitori, che ne facessero

concorde richiesta al momento

della nascita, di attribuire al figlio

anche il cognome della madre.

Qual è quindi la novità?

La regola espressa nella sentenza è

che il figlio assume il cognome di entrambi

i genitori nell’ordine dai medesimi

concordato, salvo che essi decidano,

di comune accordo, di attribuire

nello stato civile del comune, sarà

registrato accanto al cognome del

padre della bambina, anche quello

della madre. Certo è che con

la recentissima decisione della

Consulta, molto probabilmente

assisteremo nei tribunali a numerosissime

cause in merito. Per

saperne di più, abbiamo chiesta

all’Avv. Fabiana Rovegno, che

su queste pagine cura la rubrica

“Dalla vostra parte” lumi sulla

nuova normativa.

Red

soltanto il cognome di uno dei due.

E se i genitori non si accordano

sull’ordine di attribuzione del

cognome?

Sarà possibile l’intervento del giudice,

come precisato anche nel comunicato

della Corte.

Cosa succederà ora?

La sentenza sarà depositata nelle

prossime settimane e sarà compito

del legislatore regolare le disposizioni

in conformità a quanto disposto

nella decisione della Consulta.

Avv. Fabiana Rovegno

Il "SoCial News"

di Genny Notarianni

Ricordiamo ai nostri lettori

che ogni venerdì,

è in rete sulla pagina

online de "l'inchiostro fresco",

l'edizione settimanale del "So-

Cial News" condotto da Genny

Notarianni.

Questo Tg rappresenta l'informazione-video settimanale della

Confederazione Italiana Agricoltori di Alessandria 8C.I.A.) ed

è diffuso in collaborazione con "l'inchiostro fresco". Al suo interno

tanti servizi video che raccontano di settimana in settimana l'agricoltura,

la tradizione e l'economia del nostro territorio. Red


4

l’inchiostro fresco

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