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Waste n. 20 maggio 2022

Arma letame Rifiuti prodotti dai materiali compositi: sfide e strategie Dalla geotermia il litio utilizzato nelle batterie

Arma letame

Rifiuti prodotti dai materiali compositi: sfide e strategie

Dalla geotermia il litio utilizzato nelle batterie

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Anno VI

Maggio

2022

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Casa Editrice

la fiaccola srl

ARMA

LETAME

ISSN 2610-9069

0 0 0 2 0 >

772610 906904

9

RIFIUTI PRODOTTI

DAI MATERIALI

COMPOSITI: SFIDE

E STRATEGIE

DALLA GEOTERMIA

IL LITIO

UTILIZZATO

NELLE BATTERIE


Il noleggio Xylem

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1. Elimini tutti i costi legati a manutenzione e stoccaggio

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• By-pass fognari

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• Drenaggio in emergenza

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2 SOMMARIO

wasteweb.it

waste@fiaccola.it

Direttore Responsabile

Lucia Edvige Saronni

lsaronni@fiaccola.it

ISSN 2610-9069

Numero 20

Maggio 2022

EDITORIALE

3

In primo piano

8 Cestino d’oro

Il piano rifiuti del Sindaco

Gualtieri

10 Up e Downcycling

Progetti geniali, idee bizzarre

11 Waste Strategy

Cosa sta cambiando

nel mondo dei rifiuti

12 I rifuti della guerra

Effetti su uomo e ambiente

delle attività militari

16 Pillole dal Laboratorio

Gestione rifiuti: le novità

del PNGR

18 Ifat 2022

Eventi e argomenti suggeriti

da Waste

20 App e Sturtup

L’angolo delle nuove idee

Economia circolare

22 Network plastic free

Progetti creativi legati

all’ambiente

26 CircolarMente

Esempi di valorizzazione delle

risorse materiche da rifiuto

28 Rifiuti nei compositi

Sfide e strategie per

riutilizzare e riciclare gli

scarti di questi materiali

Energia

32 Litio geotermico

Risorsa alternativa

all’estrazione classica

Rifiuti solidi

36 Green division

Eco-efficienza nel trattare

i rifiuti

38 Compattatori smart

Le migliori soluzioni per il waste

40 Rivoluzione in valle

Nuovo centro trattatamento

rifiuti EnVal aostano

44 Eventi

A RemTech, si accendono

i motori

48 Impianti innovativi

Alta automazione e AI

50 Tecnologie di selezione

Una storia lunga 50 anni

52 Riciclo intelligente

Opzioni tailor made

54 Trituratore bimotore

Potente, efficiente,

e risparmioso

56 Compattatori 4.0

Più efficenza in discarica

62 Riciclo dei metalli

Valorizzarne al massimo gli

scarti per chiudere il cerchio

65 Bonifiche dei suoli

Fitodepurazione per

rimuovere sostanze inquinanti

Biowaste

70 Nuovi packaging

Imballaggi circolari

completamente compostabili

72 Triturare scarti alimentari

Con un nuovo concetto

di service

Acque reflue

76 Vasche di zavorra

Metodologie e tecnologie per

la sterilizzazione delle acque

Veicoli&Allestimenti

82 Pesanti silenziosi

Trazioni elettriche per la

raccolta dei solidi urbani

86 Compattatori rifiuti

Elettrici per un impatto zero

Rubriche

3 Editoriale

6 Numeri e poltrone

21 News economia circolare

35 News energia

46 News rifiuti solidi

68 News biowaste

74 News acque reflue

85 News veicoli&allestimenti

Direttore Editoriale

Giuseppe Guzzardi

gguzzardi@fiaccola.it

Consulenza Tecnico-Scientifica

Marco Comelli

mcomelli@fiaccola.it

Coordinamento Editoriale

Federica Lugaresi

flugaresi@fiaccola.it

Redazione

Mauro Armelloni, Matthieu Colombo

Fabrizio Parati, Gianenrico Griffini

(Responsabile della sezione veicoli

e allestimenti), Emilia Longoni

waste@fiaccola.it

Collaboratori

Ludovica Bianchi, Marco Capellini, Damiano

Diotti, Antonio Fargas, Ginevra Fontana,

Annalisa Gussoni, Alessandro Marangoni,

Giovanni Milio, Mattia Molena, Eliana Puccio,

Michele Ragonese, Riccardo Rossi

Segreteria

Jole Campolucci

jcampolucci@fiaccola.it

Impaginazione e progetto grafico

Studio Grafico Page

Novate Milanese (MI)

Amministrazione

Francesca Lotti

flotti@fiaccola.it

Margherita Russo

amministrazione@fiaccola.it

Abbonamenti

Mariana Serci

abbonamenti@fiaccola.it

Traffico e pubblicità

Giovanna Thorausch

marketing@fiaccola.it

Marketing e pubblicità

Sabrina Levada (Responsabile estero)

slevada@fiaccola.it

Consulente marketing

Cinzia Rosselli

crosselli@fiaccola.it

Agenti

Giorgio Casotto

T 0425 34045 - Cell. 348 5121572

info@ottoadv.it per Friuli Venezia Giulia,

Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna

(escluse Parma e Piacenza)

Trimestrale - Lombardia/00516/02.2021 CONV

Reg. Trib. Milano N. 230 del 19/07/2017

Stampa

Colorshade - Peschiera Borromeo (Mi)

ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE

STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio 313

21/11/1985 - Roc 32150

Prezzi di vendita

abb. annuo Italia Euro 60,00

abb. annuo Estero Euro 120,00

una copia Euro 20,00

una copia Estero Euro 40,00

È vietata e perseguibile per legge la riproduzione totale o parziale

di testi, articoli, pubblicità ed immagini pubblicate su questa

rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici, digitali,

ecc. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati

rimane esclusivamente agli autori. Il suo nominativo è inserito

nella nostra mailing list esclusivamente per l'invio delle nostre

comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo

regolamento UE sulla Privacy N.2016/679. Qualora non desiderasse

ricevere in futuro altre informazioni, può far richiesta

alla Casa Editrice la fiaccola srl scrivendo a: info@fiaccola.it

Organo di informazione

e documentazione

Questo periodico è associato

all’Unione Stampa Periodica Italiana:

numero di iscrizione 15794

Casa Editrice

la fiaccola srl

20123 Milano | Via Conca del Naviglio 37

Tel. +39 02 89421350 - Fax +39 02 89421484

fiaccola@fiaccola.it | www.fiaccola.com

L’ETERNA

BATTAGLIA

Nel luglio del 1919 venne pubblicato in Germania un testo

che si rivelerà fondamentale per la sociologia e la scienza

della politica, “La politica come professione” di Max Weber.

Una delle sue tesi centrali è che esistono due approcci all’agire

politico (forse all’intero agire), l'etica dell’intenzione

e l'etica della responsabilità. Il politico aderente alla prima

agirà sulla base di norme valoriali indipendentemente dalle conseguenze.

Chi invece segue la seconda (per Weber il “vero politico”),

sa che ogni fatto e atto sociale produce conseguenze. Se queste sono tali

da mettere in pericolo anche i principi che il politico ha e segue normalmente

(tutti abbiamo valori, e una scala su dove li collochiamo), egli si deve adattare.

Questi concetti, studiati all’università migliaia di secoli fa, mi sono tornati in mente

seguendo gli scontri in atto su una serie di questioni, dalle possibili soluzioni

relative alla crisi del gas alla collocazione delle rinnovabili, alla realizzazione dei

termovalorizzatori e degli impianti per la digestione anaerobica della FORSU. Un

approccio neutro per capire gli schieramenti è vederli come esponenti di una o

dell’altra etica, aldilà delle convinzioni ideologiche spicciole. Chi si oppone al termovalorizzatore

che il sindaco Gualtieri vuole costruire a Roma, non sarebbe

quindi un ideologizzato demagogo alla ricerca di facile consenso per prolungare

la propria miracolata carriera (politica, accademica o funzionariale non importa)

ma una persona che aderisce fino in fondo ai propri principi. Naturalmente vale

anche il contrario speculare, altrimenti, come diceva Brancaleone da Norcia,

stiamo tutti a prenderci per le natiche.

Stiamo solo assistendo ad un episodio dell’eterna battaglia tra principi e responsabilità,

quindi. Una battaglia dove spesso le parti si invertono in corso d’opera,

per cui abbiamo degli ambientalisti di lungo corso che si schierano per il termovalorizzatore,

ricchi capitalisti esteti che si schierano contro i biodigestori,

sindaci a favore del biogas e altri a cui l’idea della vista (perché da terra non si

vedono) dei parchi eolici galleggianti provoca istinti di rivolta. Bene! Così pacificati,

siamo pronti per affrontare alcuni eventi di settore cui Waste partecipa, da IFAT

a Monaco di Baviera, ad AquaFarm/NovelFarm a Pordenone. Se ci andate, ci

troverete, in carne, ossa e carta.

Però, molto prima di frequentare l’università già ascoltavo The Battle of

Evermore (1971), che dice così: Queen Of Light Took Her Bow And Then

She Turned To Go. The Prince Of Peace Embraced The Gloom And

Walked The Night Alone. Oh Dance In The Dark Of Night, Sing To The

Morn Ing Light. The Dark Lord Rides In Force Tonight And Time Will

Tell Us All. Oh Throw Down Your Plow And Hoe, Rest Not To Lock

Your Homes. Side By Side We Wait The Might, Of The Darkest Of

Them All… Chissà, magari nello specifico Weber non c’entra.

Marco Comelli


9

4 ADVERTISERS

VISITACI AD IFAT!

B6 339/438

bomag.com/it-it . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .45

bongioannimacchine.com . . . . . . . . . . . . .1

busigroup.it . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .23

pal-greendivision.it . . . . . . . . . . . . . . . . .53

Casa Editrice

la fiaccola srl

Anno VI

Maggio

2022

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

IN COPERTINA

cesaromacimport.com . . . . . . . . . . . . . .15

palmierigroup.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . .61

ARMA

LETAME

ISSN 2610-9069

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772610 906904

RIFIUTI PRODOTTI

DAI MATERIALI

COMPOSITI: SFIDE

E STRATEGIE

DALLA GEOTERMIA

IL LITIO

UTILIZZATO

NELLE BATTERIE

cgt.it/komptech . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .37

conexpoconagg.com . . . . . . . . . . . . . . . .79

ecomondo.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .64

ecotecsolution.com . . . . . . . . . . . . . . .57,59

forrec.eu . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .25

panizzolo.it . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .47

remtechexpo.com . . . . . . . . . . . . . . . . . .73

scaispa.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .69

siplifleet.it . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .IV Cop

stadler-italia.com . . . . . . . . . . . . . . . . . .19

I conflitti bellici producono un grande volume

di rifiuti che impatta pesantemente sull’uomo

e sull’ambiente. Vengono generati scarti e

componenti chimiche che rilasciano sul terreno

residui pericolosi e tossici per la salute

degli esseri viventi. Insomma, una guerra nella

guerra i cui effetti permangono a distanza di

tempo. Purtroppo ad oggi (ma anche in passato)

non esiste un protocollo per il loro smaltimento:

quando possibile, si bonifica sminando

il terreno e facendo brillare gli eventuali

materiali inesplosi con recupero di quelli nobili

inviati poi alle fonderie. Nel caso di materiali

sensibili, il trattamento segue quello dei rifiuti

speciali, se fattibile…

indeco.it . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .III Cop

tanaitalia.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .9

wme-expo.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .75

mercedes-benz-trucks.com/it_IT/ . . . . . . .81

tomra.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .5

wheeliot.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .39

AZIENDE CITATE

olmark.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .21

A

A2A Ambiente S.p.A . . . .46

Acea S.r.l . . . . . . . . . . . . .36

Altamin . . . . . . . . . . . . . .34

Althesis . . . . . . . . . . . . . .11

B

Balestrieri . . . . . . . . . . . .46

Busi Group . . . . . . . . . . .38

C

Circularity S.r.l . . . . . . . .20

Continental . . . . . . . . . . .21

D

Daf . . . . . . . . . . . . . . . . .86

E

Ecolight . . . . . . . . . . . . . .59

EnVal . . . . . . . . . . . . . . . .40

F

Flyability . . . . . . . . . . . . .80

Fratelli Ronc . . . . . . . . . .40

G

Greener than Green . . . .68

Gruppo Esposito . . . . . . .40

Gruppo Greenthesis . . . .40

Gruppo Hera . . . . . . . . . .20

H

HBI S.r.l . . . . . . . . . . . . . . .6

Human Bio Innovation . . .6

vogelsang.info . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .67

I

Italgas . . . . . . . . . . . . . . . .6

M

Man . . . . . . . . . . . . . . . . .85

Marco Longana . . . . . . . .28

Mazzocchia . . . . . . . . . . .82

Meta . . . . . . . . . . . . . . . .60

N

Nova Capital . . . . . . . . . . .6

Novamont . . . . . . . . . . . .71

O

OMB Technology S.p.A . . .38

xylem.com . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .II Cop

P

Pal . . . . . . . . . . . . . . . . .36

Panizzolo . . . . . . . . . . . .62

PepsiCo . . . . . . . . . . . . . .35

R

Remeo Oy . . . . . . . . . . . .48

Renault Trucks . . . . . . . .82

S

Stadler . . . . . . . . . . . . . .48

STR . . . . . . . . . . . . . . . . .58

T

Tana . . . . . . . . . . . . . . . .56

Tomra . . . . . . . . . . . . . . .50

V

Vogelsang . . . . . . . . . . . .72

W

Worldrise . . . . . . . . . . . .22

V

ZenRobotics . . . . . . . . . .48

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offriamo l‘intero spettro della tecnologia di selezione insieme a un servizio

impeccabile. Quando il successo dipende da un recupero di alta qualità,

affi datevi a TOMRA.

Fatti, non

opinioni


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

2 3

4

6 PRIMO PIANO Soluzioni

IN EVIDENZA

1 2 3 4

IN EVIDENZA

PRIMO PIANO

12 3

4

7

Numeri e poltrone

GALILEO GREEN ENERGY

Un po’ di pink

nel green

È fresca la nomina dell’avv. Laura

Belardinelli nel GGE (Galileo

Green Energy), la piattaforma

panaeuropea di sviluppo e

investimento nel settore delle

energie rinnovabili, in qualità di

General Counsel da gennaio 2022.

Una nomina che va ad arricchire

ulteriormente il team esecutivo,

pilotato e costruito dal CEO

Ingmar Wilhelm, per guidare e

rafforzare tutte le attività di

sviluppo, investimento e gestione,

sviluppando nuovi progetti e

soluzioni energetiche in tutta

Europa.

"Laura ha una profonda

conoscenza del settore

dell’energia e un’ampia

esperienza internazionale,

competenze molto complementari

e additive per il team di Galileo

Green Energy.

Le sue skills risulteranno preziose

nell’ulteriore allargamento del

nostro perimetro di business che

spazia dagli impianti fotovoltaici

allo stoccaggio e include anche le

attività eoliche onshore e offshore.

Inoltre, facendo leva sulle sue

numerose esperienze in ambito

regolamentare e commerciale,

Laura giocherà un ruolo di primo

piano nella creazione di soluzioni

sostenibili e durature tra nuovi

progetti di generazione e

consumatori finali di energia

verde.

Siamo molto lieti di averla nel

nostro team, che già opera in sei

grandi mercati in Europa" ha

dichiarato Ingmar Wilhelm.

CONSORZIO ECOLIGHT

E la raccolta

dei RAEE

volaaaaaaa

Con i cassonetti sviluppati

per la raccolta di prossimità

dei RAEE R4 ed R5 (piccoli

elettrodomestici), nel 2021

si è registrato un aumento

di oltre il 27% dei volumi

collettati. Sono state infatti

circa 20 le tonnellate di

smartphone, lampadine a

risparmio energetico e

piccoli elettrodomestici che

sono state conferite nelle

33 Ecoisole RAEE del

consorzio Ecolight. Gli

speciali cassonetti sono

preposti ad incentivare la

raccolta capillare di questa

tipologia di rifiuti - che

facilmente viene dispersa -

12 3

4

e per questo posizionati in

corrispondenza dei grandi

punti vendita e centri

commerciali.

Sono state oltre 25mila le

persone che li hanno

utilizzati nel corso

dell’anno, consentendo in

tal modo la raccolta di

quasi 800 kg di lampadine

fluorescenti e oltre 19

tonnellate di piccoli

elettrodomestici. Giancarlo

Dezio, direttore generale

del consorzio, ha

dichiarato: “Si stima che

solamente uno su cinque

segua un corretto percorso

di gestione. La parte

restante, spesso rimane

nelle case, in fondo a un

cassetto o in cantina, se

non addirittura segue canali

irregolari. L’importanza di

questi rifiuti è nella loro

elevata potenzialità di

recupero: sono infatti

riciclabili per oltre il 90%

del loro peso, potendo dare

così un importante apporto

all’economia circolare”.

NOVACAPITAL E HBI

Questo matrimonio

s’ha da fare

Un’azienda veneta (Human Bio

Innovation) che progetta soluzioni

industriali per lo sviluppo dell’economia

circolare. E NovaCapital, la

holding di partecipazioni

guidata da imprenditori e

manager, che decide di

entrare nel capitale sociale di

HBI per le potenzialità del suo

know-how tecnologico.

Infatti la tecnologia brevettata

da HPI è capace di

trasformare fanghi di

depurazione in materiali

rinnovabili, facendo sì che un normale

depuratore delle acque diventi una

bioraffineria poligenerativa con riduzione

di scarti da smaltimento pari al 90% e

produzione di energia pulita.

Si rinnova quindi il Consiglio di

Amministrazione di HBI che, oltre a

riconfermare Daniele Basso come CEO e

Presidente del CdA, e Renato Pavanetto

(anche lui founder di HBI), si accresce di

altri cinque membri: il dott. Alberto

Dell’Acqua, attuale Presidente di Italgas e

docente presso la SDA Bocconi di Milano.

Il CdA sarà completato dal dott. Domenico

Greco, CEO di GIG (Gestioni Industriali

Group) e Presidente di NGV, e dall’ing.

Carlo Germano Ravina.

ACQUE

ITALIANE

Un po’

di chiarezza

Secondo la Relazione

sullo Stato della Green

Economy, l’Italia è il

12 3

4

Paese europeo che

preleva acqua per uso

potabile, dai corpi idrici

e falde, in maggiore

quantità. Si parla infatti

di 9,2 milioni di m 3 nel

2018, collocandosi al

secondo posto per

prelievo pro capite (153

m 3 /ab, a differenza di 20

Paesi su 27, che hanno

prelevato tra 45 e 90 m 3

di acqua dolce per

persona per

approvvigionamento

pubblico).

Mentre prosegue la

diminuzione di quantità

di acqua erogata in

Italia (215 l/ab/g),

aumentano le perdite

della rete di

distribuzione, che nel

2018 sono state stimate

pari al 42% sul volume

immesso. Mappando le

regioni invece, si va dal

22,1% della Valle

d’Aosta, al 55,6%

dell’Abruzzo.

In ben 14 regioni l’acqua

dispersa risulta

superiore al 40%.

Ma il PNRR ha stanziato

15,06 miliardi di euro

sulla Misura tutela del

territorio e della risorsa

idrica. Facciamo un

nodo al fazzoletto?

Maggio 2022

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

8 PRIMO PIANO Soluzioni

WASTE AWARD

Cestino d’oro

Marco Comelli

Un po’ come il Nobel per la Pace a Obama prima

che avesse fatto nulla, questo mese il nostro premio

va al piano rifiuti del sindaco Gualtieri. Per la realizzazione

di un termovalorizzatore e di una discarica di servizio,

rispettivamente da 600.000 e 60.000 tonnellate all’anno

Un premio sulla

fiducia per il piano

rifiuti del Sindaco

Gualtieri,

che prevede la

realizzazione di un

termovalorizzatore

e discarica di

servizio per lucidare

Roma. In realtà, si

vuole accelerare

approfittando del

capitale politico

e dei poteri

straordinari

del sindaco stesso,

per “scavallare”

il piano rifiuti

regionali del Lazio.

Acapitale interamente pubblico, verrà (se

preferite, sostituite il futuro con il condizionale)

finanziata in parte con denari in

uscita dal bilancio del Comune e in parte a debito.

La tecnologia sarà la stessa o simile a quella

del famoso impianto di Copenhagen, quindi sistema

termico a caldaia e turbina a vapore per

la produzione di elettricità in modalità cogenerazione

con filtri catalitici, e alimenterà anche

un impianto di teleriscaldamento e magari di teleraffrescamento.

Sul tetto, improbabile la pista

da sci, magari dei prosaici pannelli fotovoltaici.

Dove si farà, ancora non è dato saperlo. Si vocifera

nella zona di Santa Palomba, all’estremo

sud dei confini comunali, dove era già stato fatta

l’analisi per piazzare un centro TMB (Trattamento

Maccanico Biologico).

La vera ragione

Il dato più interessante, attorno cui gira tutto, è però

la scadenza di entrata in funzione. Entro l’inizio del

2025, Anno del Giubileo. Giusto, direte voi, mica si

può lasciare la monnezza in giro per Roma in vista

ai pellegrini (che poi ne aggiungeranno di loro). E

infatti Gualtieri lo ha anche spiegato così. Ma il vero

motivo della scadenza ravvicinata (per gli standard

italiani) è che il sindaco è il Commissario Straor -

dinario per il Giubileo, e come tale detiene poteri,

appunto, straordinari. Tipo passare sopra a tutta

una serie di fasi burocratiche che sono le trappole

formali in cui finiscono questi progetti in Italia. Quelle

informali, che però sono nulla senza le prime, derivano

da opposizioni politiche, comitati spintanei

(ooops, spontanei), interventi dall’alto. Gualtieri, che

per ora ha ancora capitale politico da spendere,

confida di riuscire a portare avanti il progetto, superando

(eufemismo) anche il piano rifiuti regionale

del Lazio, che non prevede termovalorizzatori. Le

elezioni regionali si avvicinano e non è detto che

partiti e gruppi no-termovalorizzatori abbiano lo

stesso successo della scorsa volta. L’impianto e relativa

piccola discarica tra l’altro sono affiancati nelle

intenzioni da biodigestori, impianti di preparazione

e selezione della differenziata (qualcosa anche nel

PNRR), quindi per la prima volta si tratta di un approccio

integrato. Insomma, forse il nostro

Cestino d’Ora sulla fiducia è più azzeccato del

Nobel a Obama. Ma vedi anche quello che si dice

nell’Editoriale di questo numero.

l

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

10 PRIMO PIANO Soluzioni

PUNTI COSPICUI

STRATEGIE

PRIMO PIANO

11

Upcycling e Downcycling

Federica Lugaresi

La sostenibilità (e non

solo) come driver…

Non è di certo una novità,

ma una buona pratica. E nel

settore delle nuove

tecnologie in tanti stanno già

applicando. Alla faccia

dell’obsolescenza

programmata! Con

qualcuno che, con un nuovo

paradigma, elabora facendo

sì che lo scenario futuro

dell’Hi-Tech sia

caratterizzato da nuove

principali tendenze;

di fatto legate senza dubbio

a sostenibilità e circular

economy. Chi acquista

prodotti tecnologici infatti

esige sempre di più che

rispettino l’ambiente, e che

La pagina che sottolinea le notizie più interessanti

del momento ma anche del futuro, in antitesi con baggianate

sapienti e idee fuori moda o che hanno stancato

Rifiuti tessili, a quando la

differenziata?

Come è noto dal primo

gennaio 2022 è entrato in

vigore l’obbligo - attraverso il

D.L 116/2020 - di raccogliere i

rifiuti tessili con modalità

differenziata. In

anticipo di tre

per questo vengono

progettati con una fine in

mente, ossia con un ciclo di

vita del prodotto per poterlo

riusare e far tornare in

circolo le materie prime.

I devices devono essere

riparabili e standardizzati:

un'altra modalità per

riutilizzarne delle parti o

materiali, ed allungare la

vita dei prodotti stessi. Un

esempio già realtà di questi

trend, è il nuovo notebook

Acer Aspire Vero, progettato

per essere facilmente

disassemblabile, agevolando

le eventuali operazioni di

riciclo, e favorendone la

riparazione e sostituzione.

La scocca è stata realizzata

bleah!

al 30% plastica riciclata

post-consumo ricavata da

resine, impiegata anche per

la cornice dello schermo, il

piano di lavoro e la tastiera.

Ma attenzione: affinchè la

buona pratica funzioni, i

RAEE devono adeguarsi e

implementarsi a livello

locale.Dai dai dai, alla via

così!

anni rispetto alle direttive

dell’UE che fanno riferimento

al “Pacchetto di direttive

sull’economia circolare” del

2018. Ciò comporta che entro

il 2025 il numero delle

discariche venga ridotto, e

siano fissati obiettivi

vincolanti per il

riciclo dei rifiuti.

Bene ma non

benissimo. Infatti

gli operatori del

settore hanno

manifestato diverse

perplessità in quanto non tutti

i meccanismi di raccolta e

riciclo sono “oliati” e

correttamente dimensionati.

Intanto, i Comuni non ancora

wow

pronti, si dovranno

organizzare per avviare un

sistema di raccolta del tessile.

A tal proposito l’Anci

(Associazione nazionale dei

Comuni italiani) chiederà che

tale obbligo venga posticipato

di almeno un anno, additando

come motivazione la poca

chiarezza della normativa e il

fatto che mancherebbero le

linee guida del Mite. Con un

bell’emendamento (già

approvato) al Di Milleproroghe.

Non critichiamo la

lodevolissima

iniziativa/pensata: ma poi… chi

pagherà?

Siamo alle solite: poche idee

ma confuse!

Maggio 2022

La tariffa puntuale spinge

la differenziata: dal 52%

al 66% in dieci anni

Le aziende che implementano la tariffa puntuale

nel 2020 hanno superato la metà delle Top 100, mentre

torna a salire anche l’adozione del porta a porta Alessandro Marangoni

Nell’ultimo decennio, le maggiori utility italiane

hanno migliorato i servizi, riducendo

i tempi di intervento, le perdite idriche e aumentando

la raccolta differenziata. Per il futuro,

punteranno sempre più su digitalizzazione e innovazione.

Più in particolare, l’industria del waste

management ha resistito bene alla crisi, mantenendo

un fatturato aggregato sostanzialmente

inalterato rispetto al 2019.

Risultati e traguardi

È uno dei dati della decima edizione dello studio

“Le performance delle utility italiane. Analisi

delle 100 maggiori aziende dell’energia, dell’acqua,

del gas e dei rifiuti”, presentato di recente

da Alessandro Marangoni, CEO di Althesys e

capo del team di ricerca, nel corso del Top Utility,

l’evento organizzato in collaborazione con Utilitalia.

Il tradizionale appuntamento fa il punto dello stato

dell’arte nei settori acqua, energia e rifiuti, ed è

molto atteso dagli operatori anche per i premi alle

migliori società dei servizi pubblici.

Quest’anno Top Utility ha poi segnato un traguardo

importante, tracciando l’evoluzione del settore

nell’arco di un decennio; settore che, secondo i

dati, gode di buona salute, nonostante la graduale

ma costante erosione delle marginalità. Quanto

alle performance operative, le dinamiche di lungo

termine sono positive: in dieci anni la raccolta differenziata

è passata dal 52% al 66%. La curva mostra

tuttavia un progressivo appiattimento, il che

Maggio 2022

Alessandro Marangoni, economista

e docente universitario, è fondatore e ceo di

Althesys, società professionale indipendente

specializzata nella consulenza strategica

e nello sviluppo di conoscenza.

Opera con competenze di eccellenza nei

settori chiave di ambiente, energia,

infrastrutture e utility, nei quali assiste

imprese e istituzioni.

parrebbe indicare che i margini di miglioramento

sono sempre più limitati. Tra il 2016 ed oggi è stato,

inoltre, netto l’aumento delle aziende che implementano

la tariffa puntuale: nel 2020 hanno superato

la metà del campione. Infine, torna a salire l’adozione

del porta a porta, dopo un calo nel 2019.

Notizie positive anche sul fronte della sostenibilità:

i servizi ambientali paiono avviati su sentieri di miglioramento.

In tre anni è scesa l’energia elettrica

consumata (quest’anno sotto i 26 kWh per tonnellata),

così come la CO2 emessa dai mezzi di raccolta

e igiene urbana. Aumentano infine i veicoli a basso

impatto, che raggiungono in questa edizione il 20%

delle flotte delle monoutility dei rifiuti, un risultato

storico.

l

WAS – Waste Strategy è il think tank di Althesys dedicato all’analisi della filiera

produzione-consumo del waste management e del riciclo con un approccio integrato,

che unisce la prospettiva aziendale e industriale a una visione di sistema. Lo scopo

è fornire un quadro unitario e proporre strategie d’impresa e politiche di sistema

che integrino i diversi aspetti: ambientali, sociali, industriali, economici, normativi

e tecnologici. Superare approcci parziali e frammentati è infatti fondamentale

per lo sviluppo del settore e per definire le policy migliori per il Paese.


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

12 PRIMO PIANO Soluzioni

SCARTI E CONTAMINAZIONI

SCARTI E CONTAMINAZIONI

PRIMO PIANO

13

Marco Comelli,

Federica Lugaresi

Una sporca guerra

Gli effetti dei conflitti non sono solo socio-economici

e umanitari. Viene infatti prodotto un importante volume

di rifiuti che impatta pesantemente anche sull’uomo…

Esistono molteplici interconnessioni tra

ambiente e guerre. La prima, e più evidente,

è quella diretta. Distruzione di

infrastrutture, di edifici, di terreni e aree alberate.

Basta guardare qualche foto delle aree

del fronte della Prima Guerra Mondiale per

vedere alberi divelti, campi coltivati sconvolti,

canali interrotti. Tutti danni causati sia dalle

armi che dall’intervento di apprestamento di

opere difensive ma anche offensive (durante

la guerra sino-giapponese nei tardi anni ’30

vennero provocate alluvioni rompendo le dighe

su diversi fiumi). Vera e propria guerra

ambientale.

Ci sono poi gli effetti indiretti, causati dalla dispersione

nell’ambiente di manufatti bellici,

resti e rottami degli stessi e residui del loro

utilizzo. In genere, più i residui ed i resti sono

di piccole dimensioni, più sono insidiosi e difficili

da rimuovere.

Proiettili inesplosi

Il caso classico che viene alla mente quando

si parla di residui di attività belliche è relativo

agli ordigni che non sono esplosi, per malfunzionamento

o semplicemente perché abbandonati

o persi. Senza entrare nei dettagli tecnici,

si distinguono due grandi categorie: gli

ordigni armati e quindi pronti ad esplodere, e

quelli non armati (in sicura). Nel secondo caso,

il recupero è relativamente semplice e, se non

riutilizzati, lo smaltimento segue protocolli

stabiliti.

Lo smaltimento degli esplodenti, intesa come

categoria dei rifiuti speciali, di uso civile, e per

estensione di quelli militari, viene normato dal

Credit: Wikipedia

Decreto Interministeriale 12 maggio 2016 n.

101 - Smaltimento esplodenti e pirotecnici,

che risponde al dettato del decreto legislativo

29 luglio 2015, n. 123 recante “Attuazione della

direttiva 2013/29/UE”. La maggior parte del

testo si riferisce ai pirotecnici, sia intesi come

fuochi d’artificio e ordigni di segnalazione, in

ambito marittimo e non solo (razzi di segnalazione),

sia giunti a fine vite che come residui.

Per effettuare lo smaltimento dei pirotecnici

da segnalazione è stato costituito nel 2018 un

consorzio volontario, il COGEPIR, su cui torneremo

in un prossimo articolo. Esiste poi il

capitolo spesso dimenticato degli airbag.

In estrema sintesi, la normativa prevede una

catena inversa, che parte dagli utilizzatori

devono conferire gratuitamente i prodotti scaduti

ai distributori, che istituiscono a spese

proprie centri di conferimento dotati di appositi

contenitori sicuri sia per le persone che

conferiscono e/o che ritirano i prodotti sia

per l’ambiente. Il tutto viene iscritto in un registro

di tracciamento delle consegne. Una

volta raccolti nei centri preposti, le successive

fasi di ritiro, trasporto e conferimento agli

impianti di smaltimento è a cura dei fabbricanti

e degli importatori. Il ritiro deve avvenire

ogni tre mesi od ogni qualvolta il quantitativo

depositato superi i 10 chilogrammi; in ogni

caso, il deposito presso i distributori non può

superare l’anno.

Mine vaganti

Tornando ai rifiuti prodotti dalle attività belliche,

nel caso di ordigni inesplosi ma pronti ad

esplodere (caso classico, bombe e razzi d’aereo,

ma anche mine), la questione si fa delicata

e infatti sia le forze armate che dell’ordine

posseggono corpi e reparti di specialisti incaricati

di disinnescare e, in casi estremi, far

esplodere in sicurezza gli ordigni. In certi casi,

anche per gli ordigni disinnescati si può procedere

allo smaltimento.

Rifiuti in esercitazione

Per quanto riguarda le munizioni usate in fase di addestramento,

dove non c’è necessità di abbandono sul terreno, si procede col totale

recupero e successivo riciclo. Parliamo di bossolame (non soltanto

relativo ai colpi delle armi individuali quali pistole e fucili) ma anche

del munizionamento di carro armato.

Si tratta infatti di materiali “nobili” e ricercati: leghe di rame e ottone,

o alluminio (come alcune ogive di esercitazione), con un valore economico

abbastanza elevato.

Premesso che tutti gli inesplosi pongono problemi,

ed escludendo per ora i casi di ordigni

appositamente nascosti, come le mine o le

trappole esplosive, i più ostici sono gli ordigni

che si diffondono nell’ambiente per progettazione.

É il caso delle armi a frammentazione

tipo le “bombe a grappolo” a due stadi. In queste,

il primo stadio è costituito da un ordigno

portatore che giunto in prossimità del bersaglio,

tramite esplosione o altri mezzi, disperde

una serie di sub-munizioni in un’area anche

molto vasta. A loro volta queste sub-munizioni

esplodono e disperdono dei frammenti sotto

forma di schegge o anche di biglie di metallo.

Alcune delle sub-munizioni possono restare

sul terreno inesplose. Per recuperale, l’area

deve essere circoscritta e bonificata come se

ci si trovasse in un campo minato. A questo

punto il terreno può tornare riusabile ma se

sono state utilizzate bombe a grappolo in

grande numero le operazioni possono durare

molto a lungo.

Bomba cluster: solo

dopo aver fatto

brillare il materiale

inesploso, il terreno

può tornare usabile.

(Autore: Mohammed

Zaatari; Credit: The

Associated Press).

Maggio 2022

Maggio 2022


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

14 PRIMO PIANO

SCARTI E CONTAMINAZIONI

Carrarmato russo

distrutto dagli

ukraini. (Licenza

internazionale -

attribuzione:

Mvs.gov.ua)

English abstract

Proiettile perforante

a freccia con nucleo

in metallo pesante.

(Autore David

Monniaux - Opera

propria, CC BY-SA 3.0)

Waste war

Anche nel caso che proiettili,

bombe e munizioni funzionino

come previsto, i loro

residui possono essere pericolosi.

Le cartucce e le munizioni,

ad esempio, sono costituite da

plastica, alluminio, ferro e ottone. Gli

esplosivi di lancio sono composti da miscele

di materiali, calibrati a seconda

dell’uso che se ne vuole fare. La polvere

nera è composta da nitrato di potassio, zolfo

e carbonella di legna, ma nelle munizioni moderne

gli ultimi due componenti possono essere

sostituiti da prodotti plastici e/o fosforo.

In molti casi i bossoli vengono abbandonati

sul terreno, mentre i residui dei proiettili, ridotti

in schegge o in granuli, finiscono nel terreno.

Se le operazioni ristagnano in una deter -

minata località a lungo, la loro concentrazione

può diventare pericolosa.

The disposal of explosives, understood as a category of special waste,

for civil use, and by extension of military waste, is regulated by the

Interministerial Decree 12 May 2016 n. 101 - Disposal of explosives

and pyrotechnics, which responds to the provisions of the legislative

decree 29 July 2015, n. 123 on "Implementation of Directive 2013/29 /

EU".

War's effects produce a large volume of waste, which is highly dangerous

to human health and environmental pollution. Usually, minefields

are cleared. In case of cluster bombs, the remaining iron is recovered

(after blasting). In the case of projectiles with a depleted uranium core,

the waste is treated as special. The procedure is different for ammunitions

used during exercises (gun and tank shells) which are fully recovered

and recycled for the presence of noble materials (copper, brass

and aluminium).

Le polveri metalliche iper-reattive

Un caso a parte costituiscono le munizioni perforanti

il cui proiettile ha la forma di una freccetta

in acciaio con nuclei di metalli particolarmente

duri e ad alta densità, come l’uranio

impoverito in lega con zinco e nickel, molibdeno

o titanio, o il carburo di tungsteno. Quando queste

colpiscono i bersagli, l’attrito dovuto alla

penetrazione delle corazze e le esplosioni causate

dalle corazze cosiddette reattive, provocano

la distruzione totale o parziale dei nuclei

che emettono polveri metalliche molto sottili.

Queste polveri sono caratterizzate da una elevata

reattività, tant’è che arrivano a prendere

fuoco a contatto con l’ossigeno dell’aria. La

loro reattività si manifesta anche a contatto

con tessuti biologici. Se durante l’attacco, nell’immediato

(quando ancora le polveri galleggiano

nell’aria) e anche diverso tempo dopo -

se per esempio le polveri depositate al suolo

e su superfici vengono disturbate - il pulviscolo

entra nel corpo umano e gli effetti sono molto

gravi. A differenza di quanto si dice, non è quasi

certamente la radioattività dell’uranio a causare

danni (non esistono prove certe, e comunque

il decadimento dell’uranio è di tipo alfa,

che viene fermato anche dalla pelle) ma la

iper-reattività dei metalli a contatto con i tessuti

interni. Il pericolo maggiore si ha quando le

polveri entrano nei polmoni, in quanto i normali

sistemi di autodepurazione dell’organismo non

riescono a rimuoverle. La durata della contaminazione

nel terreno non sembra particolarmente

lunga, proprio per l’iper reattività delle

particelle che in quanto tali si ossidano e neutralizzano.

Anche i bersagli colpiti contribuiscono

alla contaminazione ambientale.

Nei mezzi corazzati per esempio, si trovano

concentrazioni notevoli di ferro, plastica e

componenti elettroniche ed elettriche.

Quando il mezzo viene distrutto, queste sostanze

si riversano nell’ambiente in quantitativi

elevati.

l

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

16 PRIMO PIANO Soluzioni

NORMATIVE

NORMATIVE

PRIMO PIANO

17

di Andrea Ballabio,

Donato Berardi,

Antonio Pergolizzi

e Nicolò Valle

del Laboratorio

REF Ricerche

Il Laboratorio REF

Ricerche è un think tank

che intende riunire

selezionati

rappresentanti del mondo

dell´impresa, delle

istituzioni e della finanza

al fine di rilanciare il

dibattito sul futuro dei

Servizi Pubblici Locali.

Pillole dal Laboratorio

Un Programma Nazionale o Regionale per gestire i rifiuti?

Ecco cosa dicono le recentissime novità contenute nel PNGR

Come già approfondito in un precedente

intervento su questa rivista (Waste n.

19 - marzo), il Piano Nazionale di

Ripresa e Resilienza (PNRR) punta maggiormente

sul pilastro delle riforme, rispetto a

quello degli investimenti, per il settore dei rifiuti.

Uno dei principali interventi riformatori

attesi è il Programma Nazionale per la

Gestione dei Rifiuti (PNGR), che sta entrando

nella fase decisiva per la sua implementazione,

con l’adozione definitiva della riforma prevista

entro il 30 giugno 2022.

Strumento strategico e specifico

A metà marzo, è stata diffusa dal Ministero della

Transizione Ecologica (MiTE), la proposta di

PNGR, avente come orizzonte temporale il periodo

2022-2028. Il Programma costituisce uno

dei tasselli strategici e attuativi dell’altra grande

riforma del PNRR relativa ai rifiuti, ovverosia la

Strategia Nazionale per l’Economia Circolare.

Al contempo, il PNGR vuole essere uno strumento

strategico con cui indirizzare l’azione

delle Regioni e delle Province Au tonome di

Trento e di Bolzano in materia di pianificazione

della gestione dei rifiuti. Senza, con ciò,

andare a definire interventi o progetti

puntuali sul territorio, essendo ciò demandato

ai Piani Regionali di Gestione

dei Rifiuti (PRGR).

Relativamente a quest’ultimi, il loro

adeguamento è previsto entro 18 mesi

dalla pubblicazione del PNGR, salvo

risultare già conformi nei contenuti o

essere in grado di offrire il conseguimento

degli obiettivi comunitari.

Il naturale disegno sotteso all’implementazione

della riforma vedeva l’aggiornamento

dei PRGR avvenire a valle

dell’adozione del PNGR, con la pianificazione

regionale che andava a recepire

le linee strategiche nazionali, a

loro volta contenenti l’attuazione delle

policy europee.

Eppur si muove

Tuttavia, come si può osservare dalla

tabella della pagina accanto, le Regioni hanno

già iniziato il processo di approvazione dei nuovi

PRGR, ancorché ciò si sia concluso in pochi casi,

anticipando nei fatti la fine dei lavori afferenti al

PNGR. Appare fondamentale, nel complesso,

che i futuri PRGR non solo siano allineati con le

indicazioni del PNGR, ma che siano anche conformi

con la normativa comunitaria, in quanto

tale aspetto è una condizione abilitante per poter

ottenere i fondi europei e di coesione nazionale.

Tra le novità di rilievo, contenute nella Pro posta,

si segnala come le Regioni dovranno indicare

nei PRGR un percorso di riduzione dello smaltimento

in discarica, ai fini del conseguimento

del livello massimo del 10% al 2035, prevedendo

dei target intermedi fissati a fine 2023, a fine

2024, a fine 2026 e a fine 2028.

Ancorché il PNRR precluda alla possibilità di finanziare

dei termovalorizzatori, gli orientamenti

del PNGR vanno nella direzione di (ri)affermare

un ruolo centrale per il recupero energetico,

nella veste di opzione gestionale preferibile alla

discarica per il trattamento del rifiuto urbano

indifferenziato, all’interno del quadro di preferibilità

ambientale delineato dalla gerarchia dei

rifiuti. Tra le azioni regionali per colmare il gap

impiantistico nazionale, il PNGR indica il recupero

energetico diretto dell’indifferenziato, senza

pretrattamento, così da massimizzare la valorizzazione

energetica del rifiuto.

Esistono dei gap…

Senza dimenticare, che permangono consistenti

deficit territoriali nell’avvio a recupero energetico

e nello smaltimento dei rifiuti urbani indifferenziati,

come si può vedere nel grafico che va ad

aggiornare per l’anno 2020 i saldi riportati in un

precedente articolo (Waste n.18 - novembre) riferiti

al 2019. In qualche misura connessa con

il recupero energetico, è, poi, la previsione per

cui la possibilità di definire accordi di macroarea,

previo accordo tra Regioni, per razionalizzare

gli impianti, permanga unicamente per tale modalità

gestionale con riferimento ai rifiuti urbani

indifferenziati, agli scarti della raccolta differenziata

e ai rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti

urbani indifferenziati. Tale possibilità appare essere

vietata per la frazione organica che, in ossequio

ad una lettura stringente del principio di

prossimità, dovrà essere gestita all’interno del

territorio regionale, per ridurre il più possibile

la movimentazione di tali flussi.

Tutto considerato, l’effettiva realizzazione delle disposizioni

del PNGR sembra essere demandata

all’azione delle Regioni e delle Province Autonome,

chiamate ad assolvere ai rinnovati compiti in maniera

maggiormente responsabile rispetto a quanto

avvenuto sin qui, essendo la non efficace azione

pianificatoria una delle principali cause che ha

originato una gestione del ciclo dei rifiuti non uniformemente

efficace in tutto il Paese. l

Per approfondire

Programma Nazionale

Gestione Rifiuti: occorrono

strategia, tempi certi

e percorsi cogenti

Position Paper n. 204 -

Laboratorio REF, febbraio

2022

Maggio 2022

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

18 PRIMO PIANO Soluzioni

WASTE SEGNALA

GLI APPUNTAMENTI

DA NON PERDERE

La mattinata del 30 maggio, presso il

Padiglione A5, si terrà la conferenza

“Riciclo del fosforo: stato del lancio sul

mercato” che tratterà di questo elemento

indispensabile in agricoltura (per la

produzione di fertilizzante) e che presenta

diverse criticità a causa delle difficoltà

in termini di reperimento. Nel pomeriggio

seguirà “Oggi macerie -

domani materiale da costruzione” dove

sarà centrale il tema del recupero e

reimpiego dei materiali da C&D, per evitare

che finiscano in discarica. Ma anche

la tavola rotonda “Design circolare:

come superare gli ostacoli” sempre

presso il Padiglione A5. Nel pomeriggio

del 31 maggio, si parlerà di “Produzione

e utilizzo di idrogeno da rifiuti urbani”,

mentre il 1° giugno verrà tenuta la tavola

rotonda “Al banco di prova: riciclo chimico-

alternative e innovazioni nel riciclo

delle materie plastiche”, in cui si parlerà

dell’insieme di tecnologie per incrementarne

il riutilizzo.

Giovedì 2 giugno, presso il padiglione

C3, si terrà nel pomeriggio la conferenza

“Recupero fanghi di depurazione e fosforo”,

mentre al Padiglione B4, si parlerà

di “Trattamento innovativo delle acque

reflue” tramite ozono contro i

microinquinanti.

Maggiori dettagli sulle sessioni, sono reperibili

sul sito del Salone (www.ifat.en)

Economia circolare

in terra teutonica

Apartire dal 30 maggio sino al 3 giugno, si svolge IFAT, la

più grande kermesse mondiale leader delle tecnologie

ambientali. Nella vetrina di Monaco di Baviera vengono

infatti presentate soluzioni - efficienti e già pronte per le sfide future

- relative all’ingegneria dei rifiuti, utilizzo dell’acqua, riciclo

e materie prime seconde. Occhi puntati dunque sulle tecnologie

capaci di trasformare il rifiuto in risorsa (adottando un sistema

di gestione coerente, smart e a circuito chiuso) ma anche di generazione

di energia da materiali di scarto nonché applicate ad

impianti di trattamento delle acque, acque reflue e fanghi (gli

sviluppatori si stanno concentrando sempre più sul recupero e

riutilizzo di sostanze utili contenute in essi).

STADLER: per un mondo più pulito!

UN’ECONOMIA CIRCOLARE

FATTA BENE

Il riciclo, in quanto elemento chiave dell‘economia circolare, è

essenziale per le nostre vite e sarà cruciale per le generazioni

future. Per ottenere un riciclo efficace e un’economia circolare

funzionante è necessario un processo di selezione efficiente e

di alta qualità.

La competenza principale di STADLER consiste nell‘offrire

impianti all‘avanguardia per la selezione dei rifiuti, con formula

chiavi in mano e garantendo elevate purezze dei prodotti in

uscita.

Potete contare su di noi. Creiamo insieme l‘economia circolare!

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Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

20_20_rubrica_app_startup.qxp-ok1.qxp_Layout 1 03/05/22 17:56 Pagina 20

20 PRIMO PIANO Soluzioni

ANGOLO INNOVAZIONE

NEWS

ECONOMIA CIRCOLARE

21

App e Startup

Eliana Puccio

La tecnologia può essere un ottimo alleato dell’uomo,

anche nella raccolta differenziata. Spazio quindi

ad app, idee, piccole imprese che generano nuove

opportunità di business sostenibile. Iniziative

che possono semplificare il nostro quotidiano

IL RIFIUTOLOGO Il Rifiutologo è l’app gratuita

di Hera che aiuta a fare una raccolta differenziata

di qualità. Viene costantemente aggiornato per

fornire un servizio sempre più utile ed efficace.

Recentemente, infatti, è stata implementata la

funzione che permette di prenotare

gratuitamente il ritiro degli ingombranti

direttamente dall’app, e che presto sarà fruibile

anche tramite Alexa. Per accedere al servizio, è

sufficiente indicare città, via e numero civico

dell'abitazione o dell'attività. Si potranno così

avere tutte le informazioni sui servizi ambientali

disponibili in zona. Sviluppato e testato nel 2011,

Il Rifiutologo è stato promosso e adottato nei

comuni serviti dell'Emilia-

Romagna a partire dall'anno

successivo.

CIRCU

LARITY

Start up

fondata nel

2018 e

compartecipata

al 20 per cento da

Innovatec, la cui

mission è fornire

servizi innovativi

alle imprese,

guidandole verso

l'ottimizzazione del

consumo di risorse e la

riduzione degli scarti nei

sistemi produttivi.

Circularity, che integra in

un sistema completo

tutti gli attori coinvolti

nell’economia circolare,

ha lanciato il primo

motore di ricerca per

avviare un sistema di

collaborazione peer to

peer per scambiare

materiali da riutilizzare

nei processi di

produzione, tracciare e

rendere trasparenti i

flussi di materia.

L'obiettivo è promuovere

e affermare una nuova

tipologia di impresa che

sia in grado di soddisfare

il proprio bisogno di

materie prime attraverso

l’utilizzo efficiente degli

scarti di produzione di

altre filiere. Motivo per

cui è stato creato un

network che offre alle

aziende i servizi

necessari per

implementare

l’economia circolare nel

proprio modello di

business.

Maggio 2022

Un, deux, trois!

n È iniziato il conto alla rovescia per la

corsa ciclistica più importante e famosa

del mondo in programma il 1° luglio 2022

a Copenaghen, il Tour de France.

L'élite del ciclismo mondiale sarà

accompagnata dai veicoli ufficiali

dell'organizzazione A.S.O. (Amaury Sport

Organization) e fa affidamento alla

tecnologia Continental: i modelli ŠKODA

che guideranno il gruppo fino a Parigi

monteranno gli pneumatici

PremiumContact 6 e EcoContact 6 Q.

Dai progetti fluidodinamici

di tecnologia

integrata

deriva il nostro

impegno nel

promuovere

soluzioni

ibride

affinchè

l'esperienza

virtuosa possa

diventare sistematica

garantendo i molteplici vantaggi

dell'esecuzione in unica soluzione di tubo

rigido e flessibile. PLUS: unico codice dell'insieme, facilità

di gestione, riduzione lead-time d'installazione, risparmio

Giugno

economico

2020

e semplificazione della gestione ricambi.

Nello scegliere i pneumatici, gli ingegneri

hanno infatti prestato particolare

attenzione a utilizzare un'elevata

percentuale di materiali sostenibili. Il filato

di poliestere della carcassa è ricavato

senza alcun passaggio chimico intermedio

da vecchie bottiglie in PET, che non

possono più essere riutilizzate.

«Chi ha occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.»

HYBRID

Made in OLEOMARKET

TUBI COMPOSITI

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e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

22 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni

NETWORK PLASTIC FREE

NETWORK PLASTIC FREE

ECONOMIA CIRCOLARE

23

Una promessa

al Pianeta Blu

Eliana Puccio

Sensibilizzare, coinvolgere, mobilitare, formare. L'obiettivo della

Onlus Worldrise è quello di (ri)connettere le persone al mare

con progetti creativi. L'intervista alla co-founder Virginia Tardella

una serie di fornitori convenzionati (c’è un database

in continuo aggiornamento) che in alcuni

casi offrono anche degli sconti molto consistenti.

Il locale viene poi certificato.

La comunicazione ha un ruolo importante per

la campagna. Ai locali aderenti forniamo tutti i

materiali necessari: il certificato incorniciato,

poster che comunicano l’iniziativa. Ciò aiuta a

identificare l’appartenenza al network, ma soprattutto

a comunicare al cliente il cambiamento.

“Ecorider” nasce successivamente, come

esigenza spontanea.

Avevamo reso plastic free locali che ospitano

artisti molto importanti internazionali e i proprietari

si trovavano a dover spiegare come mai

non potevano rispondere alle richieste di rider

che sono poi parte del contratto. È importante

spiegare perché all’artista “X” non veniva garantita

la cassa di bottigliette d’acqua ma la distribuzione

di brocche in vetro o acqua in lattina.

Motivo per cui è nato il progetto.

Ci appoggiamo alle location di “No Plastic More

Fun” e ci mettiamo in contatto con il manage-

Roy Paci,

trombettista,

compositore,

arrangiatore,

produttore

discografico,

è uno dei artisti

aderenti

al progetto

“Ecorider”

di Worldrise.

Worldrise, ci racconta Virginia Tardella,

vicepresidente e co-fondatrice, project

Manager di “No Plastic More Fun” e

“Ecorider”, è un’associazione no profit che nasce

nel 2013 fondata insieme alla presidente e biologa

marina Mariasole Bianco.

Si occupa di conservazione dell’ambiente marino,

e sviluppa progetti creativi che coinvolgono giovani

e giovanissimi unendo formazione, informazione

e divertimento.

Come nasce Wolrdrise?

A partire dal 2013 si ci siamo focalizzati su diverse

aree tematiche, da quelle più legate all’ambiente

marino in sé al problema che tutti conosciamo

benissimo dell’inquinamento marino da plastica.

Negli anni ci siamo resi conto che c’era un gap

nella percezione dell’importanza del mare nelle

grandi città dove tendiamo a dimenticarci quanto

sia fondamentale, poiché ci dona più del 70 per

cento dell’ossigeno che respiriamo.

Abbiamo così dato vita a uno slogan che è

“Portare il mare in città”, tramite progetti che

rendono i locali plastic free con consulenza gratuita.

Il progetto “No Plastic More Fun” ad oggi

conta quasi 200 aderenti tra locali, bar e discoteche

che hanno completamente eliminato la

plastica monouso, coinvolgendo in un secondo

momento anche i musicisti, smettendo di richiedere

plastica nei loro documenti di contratto.

Ci parli in particolare di “No Plastic More Fun”

e “Ecorider”. Come vi muovete nella selezione

e ricerca di locali e artisti aderenti? E quali le

criticità riscontrate nel realizzarli?

No Plastic More Fun è stato fondato nel 2019,

all’inizio andavamo, ma lo facciamo tuttora, porta

a porta, tramite i nostri volontari sparsi sul

territorio. Abbiamo capito che inviare una mail

al gestore di un locale non era efficace.

Era molto più proficuo recarsi fisicamente sul

posto e farci conoscere. Adesso non nego che

grazie alla diffusione del progetto, molte richieste

ci arrivano direttamente da loro. Se il locale

ha ancora la plastica monouso, noi gli forniamo

una consulenza personalizzata, ci affidiamo a

Maggio 2022

SPECIALISTS IN WASTE MANAGEMENT SYSTEMS

Maggio 2022

www.busigroup.it


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

24 ECONOMIA CIRCOLARE

NETWORK PLASTIC FREE

Worldrise

insieme al locale

milanese

TornaVento

ha organizzato

una giornata

di pulizia del

Naviglio Grande,

realizzando

un cartellone

speciale dove

i passanti

possono

attaccare

un pezzo

di plastica e fare

la loro promessa

al mare.

ment dell’artista. Genericamente sono tutti felici

di aderire. A quel punto viene semplicemente

cambiato rider e richiesti prodotti locali a km

zero e non in packaging come rinfresco/cena e

la differenziata in camerino. A differenza del tipico

sacco nero. Al momento siamo più presenti

sulla Lombardia e sulla Liguria e da poco anche

su Roma. Rispetto al sud, probabilmente per

questione logistiche nostre e di location loro, le

città sono più sensibilizzate.

Worldrise projects

Waste interviews Virginia Tardella, vice president and co-founder,

project Manager of “No Plastic More Fun” and “Ecorider”,

is a non-profit organization that was founded in 2013 and was

founded together with the president and marine biologist

Mariasole Bianco.

It deals with the conservation of the marine environment, and

develops creative projects that involve young and very young

people who combine training, information and entertainment.

The first festival organized by the "Festivalmar" association

will be held next June in Milan. Three days dedicated to disclosure,

aperitifs and music with the artists belonging to

Ecorider. Communication plays an important role in the campaign.

Worldrise provides all the necessary materials to the

adhering premises. The "No Plastic More Fun" project to date

has almost 200 members including clubs, bars and discos

who have completely eliminated single-use plastic.

English abstract

Facciamo molta più fatica a rendere plastic free

una spiaggia, paradossalmente.

Che obiettivi vi prefiggete entro l’anno?

Adesso stiamo lavorando al nostro primo festival,

in programma 8-9-10 giugno a Milano:

FestivalMar. Una manifestazione di tre giorni

che riunirà tutte le nostre attività con spazi di

divulgazione e aperitivi scientifici, e suoneranno

alcuni artisti aderenti a Ecorider.

Food e beverage, ovviamente, saranno totalmente

plastic free. Inoltre, stiamo organizzando la

più grande raccolta di rifiuti insieme a un nostro

sponsor. Entro l’anno vorremmo arrivare a 250-

300 locali aderenti all’iniziativa “No Plastic More

Fun”. Sicuramente resteremo aggiornati con i

fornitori per ipotetiche alternative.

Con i locali che aderiscono al progetto organizziamo

eventi su richiesta. Abbiamo organizzato insieme

al locale TornaVento una giornata clean up

sul Naviglio Grande.

Per l’occasione, abbiamo realizzato un cartellone

con scritte sotto le regole della protezione del mare

che poi è rimasto al locale, chiedendo a ogni passante

di attaccarci su un pezzettino di plastica e

fare una promessa al mare. È un’attività che funziona

benissimo, realizzata sia con bambini sia

con top manager aziendali. Ti permette di capire

bene cosa spesso si trova in spiaggia: spazzolini,

lattine ad edizione limitata, vecchio giocattoli di

bambini.

l

Maggio 2022


26 ECONOMIA CIRCOLARE NUOVI MATERIALI

NUOVI MATERIALI

ECONOMIA CIRCOLARE

27

CircolarMente

Secondo appuntamento con lo spazio dedicato

ai materiali circolari, risorse materiche molto spesso

frutto di processi di riciclo e valorizzazione

di scarti e/o rifiuti. Protagonista di questo numero

il mondo della carta con le sue principali

applicazioni nel packaging

Marco Capellini

matrec.com

Materiale dalla storia antica, inizialmente

ottenuto dalla lavorazione di stracci, tessuti

usati e cordami, viene oggi prodotto

a partire da risorse rinnovabili, riciclate e a fine

vita riciclabili.

La maggior parte della carta recuperata attualmente

viene impiegata a ciclo chiuso, ovvero

riassorbita dalle cartiere stesse e riutilizzata per

la produzione di nuova carta e cartone.

Tutto parte da qui

Il processo di riciclo ha inizio con la separazione

dei materiali estranei contaminanti e prosegue

con la preparazione dell’impasto, che avviene

mediante processi meccanici durante i quali la

carta viene messa a macerare, per poi essere

successivamente essiccata e tagliata in nuovi

fogli. Ma ciò comporta un progressivo deterioramento

delle fibre, le quali possono essere riutilizzate

da cinque a sette volte, finché non perdono

totalmente la consistenza necessaria per

produrre altra carta. Come per altri materiali,

l’accuratezza della fase di raccolta e di selezione

influenza notevolmente il valore tecnico ed economico

della carta riciclata, mentre appositi

trattamenti eseguiti durante la lavorazione

(come ad esempio la disinchiostrazione effettuata

per ottenere un sufficiente grado di bianco)

ne migliorano l’aspetto e le prestazioni.

Avanti a tutta “carta”

La filiera della carta rappresenta uno dei primi

modelli di economia circolare: basti pensare

che in Italia per la produzione complessiva di

carta vengono impiegate oltre 5 milioni di fibre

riciclate, che rappresentano il 57% del totale.

(dati 2019 fonte Comieco)

Negli anni più recenti molte aziende di grandi

dimensioni, trasversali a tutti i settori, hanno

redatto politiche ambientali e linee guida interne,

che forniscono indicazioni a tutti gli stakeholders,

in merito alla strategia di sostenibilità

intrapresa in ambito packaging.

Sempre più frequenti sono le imprese che

scelgono di adottare o perseguire gradualmente

nel tempo un approccio plastic free,

principalmente spinto dalla futura applicazione

della pastic tax. Questa direzione ha inevitabilmente

creato un’ulteriore pressione nel

settore cartario.

Nella progettazione di un imballaggio sono

molteplici gli aspetti da tenere in considerazione,

aspetti tecnici, economici e di sostenibilità

ambientale. Attraverso l’applicazione di

principi di Ecodesign, R&D e progettisti delle

aziende che sviluppano imballaggi, sono alla

continua ricerca di soluzioni materiche circolari

e soluzioni progettuali innovative orientate

alla sostenibilità ambientale.

Sempre migliorabile

Per poter ottenere una buona qualità del

materiale dal processo di riciclo, è di fondamentale

importanza, prevedere in fase di design

la possibilità di separare la carta dagli

altri componenti materici come film, pellicole

in plastica ed evitare la presenza di sostanze

inquinanti.

Anche in merito alla stampa grafica, direttamente

sugli imballi in carta, è importante

utilizzare inchiostri che non contengono metalli

pesanti.

Molte aziende del packaging hanno scelto

inoltre di sviluppare nuovi materiali circolari

che impiegano, in sostituzione di una certa

componete di carta vergine, scarti a base fibrosa

per l’estrazione di cellulosa, come alghe,

scarti agricoli o alimentari, con il fine di garantirne

la monomatericità per non inficiare

sulla riciclabilità del materiale a fine vita.

In evidenza alcuni esempi di materiali che vengono

impiegati per la realizzazione di imballaggi

orientati alla sostenibilità ambientale,

presenti in Matrec Lab, laboratorio di ricerca

internazionale che attraverso una mappatura

a livello globale, seleziona materiali circolari

presenti sul mercato.

l

Il copyright delle

immagini appartiene alle

aziende menzionate.

NOTPLA PAPER: Carta a base di alghe

riciclate, ottenute dai sottoprodotti della

lavorazione industriale delle alghe, unite

a carta riciclata e certificata, proveniente

da foreste gestite in modo sostenibile.

Priva di additivi sintetici, agenti collanti e

stabilizzanti, viene

impiegata nella

realizzazione di

imballaggi e

prodotti per

la cartotecnica.

(notpla.com)

CRUSH: Materiale costituito al 40% in fibre di cellulosa

riciclata post-consumo con l'aggiunta di scarti di lavorazione

agro-industriali (agrumi, kiwi, mais, chicchi di caffè, olive,

nocciole e mandorle) che sostituiscono fino al 15% la cellulosa

vergine. Tali sottoprodotti sono comunemente utilizzati come

integratori in zootecnia, combustibili per la produzione di

energia o smaltiti in discarica. Commercializzato in fogli, trova

impiego nel settore cartotecnico. (favini.com)

MATERICA:

Carte e

cartoncini

realizzati al

25% in

cellulosa

riciclata, al

25% in

cellulosa certificata ed al 10% in cotone.

Disponibile nella versione bianca o in

sette tinte colorate in impasto, ed

utilizzabile con i principali sistemi di

stampa, trova impiego nella realizzazione

di materiale cartotecnico. (fedrigoni.com/)

GMUND BIER PAPIER: Materiale realizzato con luppolo,

malto e cellulosa certificata proveniente da foreste

gestite in modo sostenibile. Trova impiego nella

realizzazione di prodotti per la cartotecnica.

(gb.gmund.com/)

Maggio 2022

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

28 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni

SCARTI NEI COMPOSITI

SCARTI NEI COMPOSITI

ECONOMIA CIRCOLARE

29

I rifiuti nel ciclo di vita

dei materiali compositi:

sfide e strategie

Riutilizzare e riciclare gli scarti generati dal ciclo di vita

dei compositi per dargli una seconda vita non è semplice.

Ma i materiali a matrice polimerica e rinforzati con fibre

ingegnerizzate, possono essere gestiti e non finire in discarica

Marco L. Longana,

Lecturer in Composites Manufacture and Design, Bristol Composites Institute, University of Bristol, UK

m.l.longana@bristol.ac.uk

Figura 1.

Diagramma di flusso

dei rifiuti prodotti durante

il ciclo di vita dei materiali

compositi e strategie

per il loro riciclo.

II materiali compositi nascono dalla combinazione

di una fase continua, detta matrice,

quasi sempre costituita da un polimero termoindurente,

e una fase dispersa costituita da

fibre continue o discontinue che possono essere

allineate in arrangiamenti unidirezionali

o intrecciate in tessuti e feltri.

Forti e resistenti ma difficilmente riciclabili

Tale natura multifasica consente elevate proprietà

specifiche (ovvero un alto rapporto fra

rigidezza o resistenza e peso) che rendono i

materiali compositi adatti ad un'ampia gamma

di applicazioni industriali ma, allo stesso tempo,

pone notevoli sfide nella gestione e trattamento

dei rifiuti. Inoltre matrice e fibra sono,

tipicamente, ottenuti mediante processi ad alta

intensità di energia e la matrice è quasi sempre

derivata da fonti fossili non rinnovabili, per cui

questi costituenti incorporano un alto impatto

ambientale. Le due fasi possono essere combinate

prima della manifattura del prodotto finale

e quindi fornite sotto forma di tessuti

preimpregnati, oppure durante la produzione

dello stesso quindi combinate attraverso processi

di infusione. Indipendentemente da ciò,

una volta che le due fasi sono state consolidate,

o “curate”, in un prodotto finito, esse sono intimamente

amalgamate e spesso legate irreversibilmente.

Tipologie diverse

Una panoramica semplificata dei flussi di rifiuti

prodotti durante il ciclo di vita “cradle-to-grave”

dei compositi e un primo accenno alle varie

strategie per reintrodurli nella catena di produzione

secondo i precetti dell’economia circolare,

sono schematizzati in Figura 1.

Ma per capire come riutilizzare tali scarti è prima

necessario fornire una classificazione dei

diversi formati di rifiuto in base alle loro caratteristiche.

I prodotti di scarto e le emissioni generate dalla

produzione dei costituenti sono al di fuori dello

scopo di quest’articolo, tuttavia, in entrambi i

casi, si tratta di processi chimici che spesso richiedono

di operare ad alte temperature. Le

matrici, tra cui le più comuni sono le resine

epossidiche, sono spesso resine reticolate bicomponente

il cui indurimento, o cura, è causato

dall’aggiunta di un agente indurente ad

una base polimerica attraverso un processo

irreversibile. Nel caso dei tessuti preimpregnati

questo è di particolare rilevanza, in quanto vengono

commercializzati dopo che la matrice bicomponente

è stata accoppiata con il tessuto

tecnico: ciò significa che questi devono essere

conservati a basse temperature (-18°C) per

rallentare la reazione di reticolazione e che comunque

devono essere utilizzati entro un tempo

prestabilito; se ciò non succede, e quindi

“scadono”, essi non sono più utilizzabili e devono

essere smaltiti.

Tanti rifiuti di produzione

In entrambe le tipologie di manifattura descritte

sopra e illustrate in Figura 1, il processo inizia

tipicamente con la tessitura delle fibre che, oltre

al tessuto desiderato, genera delle cimosse

(il materiale in eccesso ai bordi del tessuto che

nel caso dei tessuti tecnici viene rimosso) costituite

da bandoli di fibre lunghi alcuni centimetri,

come mostrato in Figura 2. Nel prossimo

articolo si tratterà di come questi residui possano

essere riutilizzati tali e quali come filler

per materie plastiche, oppure rilavorati per ottenere

nuovi formati di materiale.

Le prestazioni meccaniche dei materiali compositi

dipendono principalmente dalla direzione

delle fibre che, in genere, devono essere orientate

parallelamente al carico. Durante il processo

produttivo le diverse “pelli”, prima di essere

sovrapposte e consolidate, devono essere

Fig. 2.

Rifiuti di cimossa.

Maggio 2022

Maggio 2022


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

30 ECONOMIA CIRCOLARE

SCARTI NEI COMPOSITI

SCARTI NEI COMPOSITI

ECONOMIA CIRCOLARE

31

Fig. 3.

Sfridi dopo

il taglio

automatizzato

delle pelli

necessarie.

Fig.4.

Sezione di un’ala

a fine vita.

tagliate secondo vari angoli da un singolo rotolo

in cui le fibre dell’ordito sono disposte parallelamente

alla direzione principale. Questo processo,

sebbene possa essere ottimizzato con

appositi programmi di “nesting”, genera degli

sfridi di varie forme e dimensioni con le fibre

spesso orientate secondo angoli inusuali, come

mostrato in Figura 3.

Della gestione dei frammenti più piccoli discuteremo

in seguito, mentre è importante

notare che le “pezze” più grandi potrebbero

essere utilizzate talquali e quindi avere un certo

valore commerciale. Di particolare interesse

è il caso dei preimpregnati, che in quanto composti

da resine non curate costituiscono rifiuti

speciali (con relativi costi di smaltimento) ma

che per poter essere riutilizzati necessitano

di essere correttamente identificati (tipo di matrice

e fibra, e orientazione) e conservati alla

temperatura adeguata: in questo caso è necessario

prendere una decisione basata su

considerazione economiche ed ambientali

sfruttando metodologie di life cycle assessment

e life cycle costing.

Complessità del fine vita

Le maggior parte dei rifiuti prodotti nel ciclo di

vita dei materiali compositi è costituita, da parti

e componenti, in cui la matrice è stata completamente

consolidata. Questi possono provenire

da attività di ricerca e sviluppo, dal processo produttivo

(sia come piccoli frammenti asportati durante

il processo di finitura e assemblaggio che

come intere parti che non hanno superato i necessari

di controlli di qualità), e, in massima parte,

da componenti a fine vita o danneggiati irreparabilmente.

Bisogna inoltre sottolineare che,

al di là dell’intrinseca natura multifasica, i componenti

a fine vita sono da considerare come dei

rifiuti misti: infatti conterranno anche adesivi,

parti metalliche (inserti, fissaggi e rinforzi), l’anima

delle strutture a sandwich (nido d'ape o

schiuma), vernici e rivestimenti, che

richiedono uno smontaggio e una

preventiva separazione, come mostrato

in Figura 4.

Un’ulteriore problematica in merito

alla gestione dei compositi a fine vita

è la durata della loro vita utile, che

rende difficile il tracciamento e l’identificazione

degli specifici costituenti:

infatti la qualità delle fibre recuperate

risulta forte mente legata ai parametri

dei processi d’estrazione che devono

essere adeguati alla specifica

tipologia di matrice e fibre.

Un’ultima, ma importante, considerazione deve

essere dedicata ai cosiddetti materiali ancillari,

cioè quei materiali, in genere monouso, che sono

necessari al consolidamento ed alla cura dei compositi

e che sono contaminati durante il processo

di manifattura, come mostrato in Figura 5.

Sebbene siano in corso numerose attività di ricerca

finalizzate alla produzione di materiali riutilizzabili,

quest’ultimi sono smaltiti come rifiuti

speciali.

Prospettive future

Concludendo, sebbene i materiali compositi,

grazie alle loro elevante proprietà specifiche,

permettono una maggiore sostenibilità in varie

applicazioni ingegneristiche, il loro processo

produttivo genera una elevata quantità di rifiuti

(la Boeing ha riportato una relazione di 3:1 fra

i materiali compositi acquistati e quelli che effettivamente

verranno utilizzati in volo) e, attualmente,

più del 90% dei rifiuti in composito

vengono smaltiti in discarica, nonostante il loro

valore commerciale, ingegneristico e l’alto impatto

ambientale che incorporano. Nell’ultimo

decennio numerose attività di ricerca, sia accademiche

che industriali, si sono concentrate

nella risoluzione di questo problema dal punto

di vista tecnico e con risultati promettenti.

Tuttavia, considerando la complessità della catena

produttiva dei compositi, sia dal punto di

vista logistico che commerciale, ulteriori sforzi

sono necessari dal punto di vista legislativo e

gestionale. Tutto ciò rappresenta senza dubbio

un’interessante opportunità commerciale, in

linea con i recenti trend in ottica di sostenibilità

e di economia circolare.

l

Composite materials lifecycle

waste: challenges and strategies

Because of their multiphasic nature and laborious manufacturing,

composites materials generate significant volumes

and various formats of manufacturing and end-of-life waste.

The former consists of discontinuous fibres from the selvedge

of the weaving process and patches of various size of dry or

impregnated fabrics.

The latter are consolidated composites that require thermal

or chemical processes to reclaim the fibres and a remanufacturing

step to produce a usable recycled material.

Moreover, further waste is generated by single-use ancillary

materials needed for consolidation and curing. Waste management

technical solutions are being developed within academia

and industry, however further legislative and operational

efforts are needed to develop a sustainable and circular

composites industry.

Fig. 5

Sacco a vuoto

dopo la cura

di un pannello

in composito,

è evidente l’alto

numero

di materiali

ancillari.

English abstract

Maggio 2022

Maggio 2022


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

32

ENERGIA

RISORSE ALTERNATIVE

RISORSE ALTERNATIVE ENERGIA

33

Economia Circolare

Marco Comelli

Oro bianco

Nelle acque geotermali, tra i minerali disciolti sono presenti

anche i sali di litio. In passato il metallo aveva poche

applicazioni e l’interesse ad estrarlo era nullo.

Ora però molto è cambiato. Anche in Italia.

metallo e 399.000 o poco più equivalenti di carbonato

di litio. I dati di dettaglio confermano

le stime generali. Secondo gli analisti di

Adamas Intelligence, nel secondo semestre

del 2021 per le auto elettriche immatricolate

nel mondo sono state impiegate 107.200 tonnellate

equivalenti di carbonato di litio, anche

se di fatto solo il 56% era effettivamente carbonato,

con l’idrossido al 44%.

Il lago Salton Sea

ad est di Los Angeles.

Anni fa il litio era utilizzato in diverse lavorazioni

e prodotti industriali (vetro,

ceramica, lubrificanti… ), ma anche

come stabilizzatore per alcune malattie mentali

(una famosa canzone dei Nirvana, Lithium,

si riferisce al disturbo bipolare). Dai primi anni

’90 del secolo scorso, le batterie sono progressivamente

diventate il campo di applicazione

dominante per questo metallo. La crescita

dell’utilizzo per l’accumulo di energia, soprattutto

a causa della diffusione dei veicoli elettrici,

ne ha moltiplicato la domanda e la produzione.

Il 2021 ha segnato il picco storico

nell’estrazione del litio, con 100.000 tonnellate

di litio metallico. In realtà già nel 2018 si era

arrivati a 95.000 tonnellate, per poi scendere

nei due anni successivi essenzialmente per

un calo della domanda e un crollo dei prezzi.

Lezione di chimica

Parlare di litio metallico ha poco senso al di fuori

di una questione strettamente statistica, in

quanto si tratta di un elemento estremamente

reattivo e per conservarlo (senza che si degradi

o peggio) va tenuto immerso in un liquido inerte.

In pratica, le tre forme in cui il litio è commerciato

sono il carbonato, l’ossido e l’idrossido. Per

ottenere la massa di carbonato bisogna moltiplicare

quella di metallo per 5.323, per avere

l’ossido per 2.153, per l’idrossido 3.448. Lo precisiamo,

poiché spesso si trovano sui media notizie

relative alla sua estrazione, alla domanda

e relativo utilizzo, dove le forme del materiale

sono date come se fossero equivalenti.

Nel 2021 secondo il consenso delle stime, il

75 per cento del litio disponibile è stato utilizzato

nelle batterie. Quindi 75.000 tonnellate di

No panic

La previsione di crescita relativa al numero dei

veicoli elettrici per i prossimi trent’ anni, fa temere

già da tempo, faceva temere sino a poco

tempo fa la poca disponibilità di litio. Ma si tratta

di una questione superata. Infatti solo con le attuali

riserve confermate, e con l’attuale livello

di utilizzo nelle batterie (dagli 8 ai 10 chilogrammi

per veicolo), si stima di soddisfare ogni esigenza

sino a fine secolo, senza calcolare nuove

scoperte e la buona pratica del riciclo, che dal

2030 diventerà importante. Un problema però

c’è. A differenza del petrolio, la produzione del

litio grezzo è limitata a pochi Paesi: il 90% è

ascrivibile a Australia, Cina e Cile. Ancora più

concentrata la lavorazione del grezzo, dove la

Cina ha oltre il 60% del mercato. Motivi di sicurezza

nelle forniture spingono quindi gli operatori

- sia produttori di batterie che di veicoli - a cercare

alternative, spesso anche in termini di risorse

alternative vere e proprie.

Attualmente, il litio si ricava da miniere di minerale,

di solito della famiglia dei graniti, che

lo contiene (come lo spodumene) o da sorgenti

termali, dove si trova mescolato con altri sali

portati in superficie dall’acqua.

Sulla cresta dell’onda

Negli ultimi anni è salito alla ribalta il litio geotermico,

che va recuperato raggiungendo il livello

delle acque bollenti in profondità, usate

per esempio per produrre vapore e generare

energia elettrica. Potenzialmente il litio geotermico

si trova ovunque ci sia energia geotermica,

anche in Europa. Negli Stati Uniti la maggior

fonte di litio in attività si trova per esempio nelle

salamoie degli impianti geotermici che circondano

il Salton Sea, a est di Los Angeles.

La società tedesca Vulcan ha recentemente firmato

un accordo vincolante per fornire a

Stellantis, o meglio alla francese SAFT produttrice

di batterie, a partire dal 2026, fino a 99mila

tonnellate di idrossido di litio da fonte geotermica.

La prima parte delle forniture proverrà

Localizzazione

della più grande

risorsa

di litio in Europa.

Sotto, il Salar

di Atacama in Cile.

Miniera a cielo aperto

che detiene il 40%

delle risorse mondiali

di litio.

Maggio 2022

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

34 ENERGIA Soluzioni

RISORSE ALTERNATIVE

NEWS

ENERGIA

35

Litio minerale.

Ubicazione relativa

al permesso di ricerca

ottenuto dalla società

mineraria Altamin.

English abstract

White Gold

da pozzi posti al confine tra Francia e Germania

(v. mappa di pagina precedente). Più avanti, parte

del litio potrebbe arrivare dall’Italia. Un paio di

mesi fa infatti è arrivata la notizia che Vulcan ha

ottenuto un primo permesso per cercare la materia

prima (anche) nelle salamoie geotermiche

del Lazio.

Al via le ricerche

La presenza di litio geotermico nell’area non

è infatti una novità. La zona del permesso di

It has long been known that lithium salts are also present

among the minerals dissolved in geothermal waters, of

which Italy is rich. When the metal had few applications,

the interest in extracting it was nil.

But now a lot has changed. Two companies, Vulcan from

Germany and Altamin from Australia has recently obtained

permits to research in the Camagnano area north of Rome.

Geothermal waters there contain the highest percentage

of dissolved lithium in the world for that type of geological

setting.

ricerca minerario, identificato

con il nome “Ce-

sano”, si trova nella regione

vulcanica dei monti Sibillini, a pochi chilometri

dal lago di Bracciano; ricade in un’area di 11,5

kmq nel Comune di Camagnano di Roma, che

a sua volta fa parte della Città metropolitana

di Roma Capitale.

Nel 1975 fu l’Enel a scoprire un fluido geotermico

d’interesse, scavando il pozzo Cesano 1

fino a 1.390 metri di profondità, trovando una

temperatura di circa 200°C e un contenuto di

litio pari a 350-380 mg/L.

Questi dati storici sulla concentrazione di litio

sono tra i più alti a livello mondiale registrati

in un ambiente geotermico con falda acquifera

confinata. Quasi in contemporanea anche

Altamin Resources, società mineraria australiana

attiva in tutto il mondo, Italia compresa,

ha annunciato di avere ottenuto un permesso

di ricerca. L’area è sempre quella di Cama -

gnano, anche se le zone Altamin comprendono

anche un settore più a sud, tra Cesano e

Anguillara Sabazia (vedi mappa a lato). Ma non

finisce qui. L’Unione geotermica italiana (Ugi)

da tempo sottolinea che in Emilia, Sardegna,

Sicilia e Toscana si conoscono acque di minor

temperatura con contenuti significativi di litio.

E nella famosissima Lardarello (precisamente

nel granito situato a poca profondità nel campo

geotermico) è presente una mica (biotite) ricca

in litio; il cui contenuto stimato è pari a circa

500g per m3 di roccia, comparabile a quello

delle miniere australiane.

Che l’Italia potesse diventare una (almeno

media) potenza nel materiale chiave per la

transizione ecologica nessuno lo credeva (e

alcuni non lo gradirebbero, in Italia soprattutto).

I treni però passano. Stavolta il biglietto

ce l’abbiamo.

l

Maggio 2022

Patatina, che forza!

Una tecnologia innovativa per recuperare metà dell'acqua

utilizzata nella produzione di patatine. La ricerca arriva

da PepsiCo, presso lo stabilimento di Calcutta, in India

Recuperare più del 50 per cento di acqua

utilizzata nella produzione di patatine

dal vapore delle friggitrici.

Lo studio è condotto da PepsiCo. Tra l’altro,

l’energia recuperata dalla condensazione può

essere utilizzata per altri scopi produttivi,

come il raffreddamento di una parte dell'impianto,

o la sua conversione in energia elettrica.

L’azienda ha implementato questa tecnologia

nel suo stabilimento di Calcutta, in

India, dove il proof-of-concept ha mostrato

che l'approccio potrebbe far risparmiare circa

60 milioni di litri di acqua all'anno. Nei prossimi

sette anni, la tecnologia dovrebbe essere

adottata in quasi 30 impianti di produzione di

patatine in aree ad alto rischio idrico.

Durante il processo di produzione delle patatine,

le patate vengono lavate, sbucciate,

affettate e inviate alla friggitrice. Circa l'80%

dell'acqua inerente alle patate durante questo

processo viene rilasciata sotto forma di

vapore attraverso la pila della friggitrice.

Maggio 2022

“Guidati dalla vittoria con la filosofia pep+, ci siamo

impegnati a essere un'azienda sostenibile

e vogliamo essere in prima linea in questo viaggio.

Nel corso degli anni, abbiamo continuamente

esplorato nuove tecnologie per ridurre

l'uso dell'acqua e per identificare le opportunità

di utilizzare l'acqua riciclata anziché l'acqua dolce’,

afferma Rinkesh Satija, Direttore & Supply

Chain PepsiCo India.

l

Irene Boschi


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

36 RIFIUTI SOLIDI SVILUPPO SOSTENIBILE Soluzioni

INSIEME PER

L‘AMBIENTE

PAL, azienda italiana leader

nel settore della preparazione

di particelle di legno, investe

nell’economia circolare

La conversione

dei rifiuti urbani

in combustibili

dell’impianto

di Acea Ambiente Srl,

ha visto l’intervento

di PAL nella

realizzazione di una

linea di CSS.

English abstract

Green division:

nuova vita ai rifiuti

Dal 1978 PAL è impegnata nella realizzazione

di macchine e impianti

chiavi in mano di alta gamma, affidabili

e performanti, sulla base di un’esperienza

e una struttura produttiva organizzate

New life waste

PAL invests in the circular economy by designing reliable

and high-performance turn-key machines and systems.

PAL Green Division, a department of PAL company, bases

his work on three important principals: research

and design, development and production, installation

and assistance. Environmental protection is central to

the development process, carried out by maximizing the

recovery of material and reducing waste. PAL Green

Division produces tailor-made structures and plants

that combine technology and environmental enhancement.

Thanks to a significant network of branches, the

group is able to respond with competence, through increasingly

sophisticated techniques that aim to improve

their existing services.

a livello internazionale. Partner tecnologico

serio e concreto, PAL è in grado di accompagnare

i suoi clienti lungo tutto il processo

produttivo: dalla ricerca e progettazione,

fino allo sviluppo e all’installazione.

Per rispondere in maniera qualificata alle

numerose richieste provenienti dal mondo

del riciclo e del trattamento dei rifiuti industriali

e urbani esiste la PAL Green Di -

vision, dipartimento che si pone al centro

del passaggio di transizione ecologica, offrendo

architetture su misura che combinano

tecnologia e valorizzazione dell’ambiente.

Una business unit in grado di creare

opportunità di sviluppo sostenibile, utilizzando

gli scarti di produzione e smaltimento,

convertendoli in nuovi usi che possano

ridurre l’impatto ambientale e i costi di produzione.

Lavorando in maniera collaborativa e supportando

i propri partner in tutte le fasi del

processo, l’azienda è così in grado di rispondere

con competenza alle crescenti

richieste di eco-efficienza.

l

Dal 1934 CGT fornisce soluzioni alle imprese che operano nei settori delle costruzioni, delle cave, dell’industria o che

hanno bisogno di energia. I nostri servizi si integrano alla perfezione con i prodotti di costruttori leader del mercato come

Caterpillar, Sandvik e Komptech.

Komptech è un’azienda austriaca leader nella progettazione e produzione di macchine, sistemi e impianti mobili e

stazionari, sia per il trattamento meccanico e biologico di rifiuti solidi, sia per il trattamento di biomasse come fonte di

energia rinnovabile. Da trent’anni investe in innovazione e tecnologia, come testimonia l’introduzione nella gamma di

trituratori mobili elettrici che risparmiano il 70% di energia rispetto ai motori diesel.

Da 10 anni, CGT e Komptech sono un punto di riferimento professionale e affidabile per tutti i Clienti che operano al

servizio dell’ambiente per un futuro sempre più sostenibile.

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komptech@cgt.it

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

38 RIFIUTI SOLIDI COMPATTATORI SMART Soluzioni

Le migliori soluzioni

per la gestione rifiuti

Esprimi il tuo vero potenziale

Migliora la gestione della tua flotta grazie

ad un approccio multidisciplinare

Semplifica la gestione dei tuoi sistemi

informatici

Veicoli sempre più ecologici con diverse

tipologie di alimentazione e sistemi

di raccolta, compattazione e trasporto

sempre più smart: le tecnologie Busi Group

Busi Group, la realtà italiana leader nelle

soluzioni complete per la raccolta, compattazione

e trasporto dei rifiuti, a IFAT

Monaco 2022 presenta le ultime soluzioni e le

novità ad alimentazione elettrica a marchio

OMB Technology, BTE e MEC. Allo stand

English abstract

The best solutions

for waste management

Busi Group - the Italian leader in complete

solutions for the collection, compaction and

transport of waste - presents at IFAT

Munich 2022 ultimate electrically-powered

solutions and innovations by OMB Technology,

BTE and MEC.

At stand FGL.811/13 you can discover the

latest compactor vehicles for waste collection

with side and rear loading system and

the best electrically powered trucks with

roll-off equipment for the transport of waste

and raw materials.

FGL.811/13 (padiglione esterno) è possibile

scoprire i più recenti veicoli compattatori per

la raccolta rifiuti con sistema di conferimento

laterale e posteriore e gli ultimi camion ad alimentazione

elettrica con attrezzatura scarrabile

per il trasporto rifiuti e le materie prime.

Le novità del Gruppo Busi non si focalizzano

solo l’alimentazione dei veicoli (e di conseguenza

anche l’alimentazione dei sistemi compattatori):

le tecnologie smart si sono diffuse anche nel

settore della raccolta e trasporto rifiuti. Si tratta

di sensori, videocamere e tecnologie come +B

Connect, il sistema di telerilevamento di parametri

chiave, che permettono monitorare da

remoto il prodotto e fare analisi di utilizzo per

pianificare meglio il lavoro e risparmiare tempo,

denaro e consumare meno energia.

“IFAT Monaco ci permette di incontrare tutti i

nostri principali clienti e contatti europei, una

rete che in questi anni è cresciuta notevolmente

nonostante il periodo di crisi.

Abbiamo deciso di scommettere sulle nostre

soluzioni e siamo certi verranno apprezzate,

perché sono già pronte per il futuro e permettono

agli operatori di lavorare meglio” hanno

dichiarato i fratelli Busi.

l

Busi Group's innovations do not only focus

on the fuelling of vehicles (and consequently

also the powering of compactor systems):

smart technologies have also made

their way into the waste collection and transport

sector; these include sensors, video

cameras and technologies such as +B

Connect - the system for remote monitoring

of key parameters - that allows remote

tracking of the product and analysis of usage

in order to plan workflows and save

time, money and energy.

Maggio 2022

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previsti dal Piano Nazionale

Transizione 4.0

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e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

40 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

IMPIANTI A FREDDO

IMPIANTI A FREDDO

RIFIUTI SOLIDI

41

Révolution en Vallée

Le nostre guide

a Brissogne.

Da sinistra,

l’ing. Matteo Millevolte

direttore tecnico

e datore di lavoro

EnVal e l’ing. Alma

Rodriguez dell’ufficio

tecnico EnVal.

Il revamping del centro trattamento rifiuti di Brissogne (AO)

è ultimato. Abbiamo visitato il nuovo impianto di trattamento

a freddo firmato Cesaro Mac Import che permette a EnVal

di ridurre al minimo i rifiuti da smaltire in discarica

Un nuovo corso all’insegna dell’economia

circolare. Le linee guida del Piano regionale

per la gestione dei rifiuti della

Regione Autonoma Valle d’Aosta hanno portato

in campo una vera rivoluzione (iniziata nel 2013

con un referendum) che ha preso forma a fine

2019 con la costituzione EnVal che si è aggiudicata

il servizio di gestione integrata dei rifiuti

urbani della Regione fino al 2037. EnVal, acronimo

di “environnement en Vallée” ma con un

suffisso che richiama anche la parola valorizzare,

è una associazione temporanea d’imprese

tra lo specialista in gestione dei rifiuti e bonifiche

ambientali Gruppo Greenthesis, qui

presente con la controllata REA Dalmine,

la Fratelli Ronc, ovvero una realtà d’impresa

edile e di energia radicata e nota sul territorio,

quindi il partner tecnico Cesaro Mac Import,

ritenuto dalla Regione fondamentale per garantire

l’applicazione delle tecnologie ambientali

e d’impianto a freddo più avanzate, come

la loro manutenzione ed efficienza nel tempo.

La concessione a EnVal, per la gestione integrata

dei rifiuti urbani fino al 2037, si è sviluppata

subito con la riorganizzazione operativa

e funzionale del centro di conferimento di

Brissogne (AO), quindi con la realizzazione di

nuovi impianti per la gestione del ciclo integrato

dei rifiuti. Il tutto è avvenuto in meno di 24 mesi,

nonostante l’imprevisto pandemia. Grazie a

questo importante investimento, oggi sono già

in essere processi per il recupero in qualità

delle frazioni valorizzabili. Questo ha permesso

di ridurre drasticamente lo smaltimento in loco

delle componenti residuali.

Brissogne, unico centro

della Valle d’Aosta

A livello locale, l’evoluzione dell’impianto è una

svolta molto importante perché Brissogne è

l’unico centro di trattamento della Valle

d’Aosta, la Regione più piccola d’Italia, e quindi

tutti i circa 120 mila abitanti delle otto Unités

des Communes Valdôtaines vi conferiscono

rifiuti. Va poi tenuto conto di quanto sia importante

il turismo per l’economia locale e di

come non sia facile sensibilizzare ad un regime

di raccolta differenziata efficiente. Al riguardo

è in atto una campagna informativa,

con focus tematici sui singoli materiali, per

educare sia i residenti, sia coloro che frequentano

la Regione a fare bene e tutelare il terri-

torio, la montagna, la natura incontaminata

(il monte più alto

d’Europa Monte Bianco, il Monte

Rosa, il Cervino e il Parco Na -

zionale del Gran Paradiso, ndr).

L’obiettivo è elevare la qualità

della raccolta differenziata, che

qui solo in parte è porta a porta,

per migliorare l’efficienza operativa

del nuovo impianto e ridurre

i costi di conferimento.

Differenziati di qualità

e frazione secca ai minimi

Nei giorni in cui abbiamo visitato l’impianto di

Brissogne è stata presentata la sezione Green

dell’App TabUi (in piemontese significa cane

da tartufo) che permette agli utenti, residenti

e non, di differenziare correttamente i materiali

segnalando, tra l’altro, gli ecocentri più

vicini. Inoltre, attualmente sono a calendario

delle visite guidate proprio all'impianto Enval

di Brissogne per scuole e cittadini.

I materiali conferiti a Brissogne sono FORSU,

vetro, carta - cartone, plastica, ferro - allumi

nio, legno, verde e le selezioni di farmaci sca-

L’App TabUi

che permette agli

utenti, residenti

e non, di differenziare

correttamente

i materiali.

Maggio 2022

Maggio 2022


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

42 RIFIUTI SOLIDI IMPIANTI A FREDDO

IMPIANTI A FREDDO

RIFIUTI SOLIDI

43

Flusso di linea differenziati

multimateriale

• Fossa di carico e nastro di caricamento

Te.Ma.

• Trituratore “aprisacco” Dopp -

stadt DW2060E

• Nastro di carico alla vagliatura

• Separatore balistico a vaglio

STT2000

• Separatore magnetico metalli

ferrosi Steinert 3D

• Separatore metalli non ferrosi

Steinert

• Nastri di trasporto

• Cabina di cernita manuale 12 vani

• 4 vani di accumulo sottocabina

• Nastro caricamento linea di

pressatura

• By pass per reimmissione in linea

Te.Ma.

• Pressa compattatrice Te.Ma.

• Impianto di aspirazione localizzata

Il Girasole

• Trattamento aria mediante filtro

a maniche Il Girasole

• Display di comando in prossimità

della linea

• Sala di monitoraggio delle operazioni

Flusso di linea

indifferenziati

• Trituratore Doppstadt CERON

TYPE 256

• Nastro di carico alla vagliatura

• Vaglio Doppstadt SST 725 a tamburo

vagliante da 2,5 m

Sopravaglio

• Nastri di trasporto

• Separatore magnetico metalli ferrosi

Steinert 3D

• Pressa compattatrice del flusso di

sopravaglio

• Trattamento aria mediante filtro a

maniche Il Girasole

• Display di comando in prossimità

della linea

• Sala di monitoraggio delle operazioni

Sottovaglio - biostabilizzazione aerobica

• Nastri di trasporto

• Separatore magnetico metalli ferrosi

Steinert 3D

• Separatore metalli non ferrosi

Steinert sul flusso di sottovaglio

• Trattamento aria mediante filtro a

maniche Il Girasole

• Impianto mobile Doppstadt SM-518

Profi

• 3 biocelle isolate/aria forzata/biofiltro

legno

• Display di comando in prossimità

della linea

• Sala di monitoraggio delle operazioni

duti, pile esauste e RAEE.

Per posare a terra l’impianto di trattamento rifiuti

a freddo tra i più tecnologici d’Italia, il partner

tecnico di EnVal, Cesaro Mac Import, ha

messo in campo la sua grande esperienza di

consulenza tecnica e realizzazione di soluzioni

tecnologiche “sartoriali”. Una volta perfezionato

il progetto dell’impianto, il primo passo operativo

delle opere di revamping del centro di

Brissogne è stato lavorare agli ampliamenti

strutturali, funzionali ad accogliere due nuove

linee di trattamento rifiuti, tre biocelle e un maxi

biofiltro con materiale naturale legnoso.

La linea di trattamento più importante per dimensioni

è quella definita multimateriale, dedicata

alla selezione dei rifiuti differenziati, a

base di plastica e cellulosa, in modo da adeguarli

agli standard di qualità richiesti delle

consortili Corepla, Coripet, Comieco, Ricrea

e Cial, che si occupano poi del recupero e del

riciclo fuori dalla Valle d’Aosta. Questa linea è

sovrastata da un impianto di aspirazione dell’aria

a bocche puntuali che confluisce in un

efficiente sistema di trattamento dell'aria con

filtro a maniche.

La seconda linea è stata progettata per il trattamento

meccanico con trito vagliatura dei rifiuti

di tipo indifferenziato (sulla base di una

stima di 23.000 t/anno di materiale da processare)

per separare la frazione secca sopravaglio

(ridotta al minimo e poi conferita nell’attigua

discarica) da quella umida che passa

sottovaglio ed è poi soggetta a biostabilizzazione

aerobica in biocelle. In complemento,

l'aria dell'impianto di stabilizzazione è filtrata

grazie ad un maxi biofiltro.

Discarica in quattro lotti,

obiettivo 2037

EnVal ha oggi in gestione anche la coltivazione

della discarica per rifiuti non pericolosi di

Maggio 2022

Brissogne, avviata nel 1986, che oggi conta tre

lotti completati e un ultimo, oggi attivo, che ha

una capacità di stoccaggio di 383.000 m 3 .

Calcolatrice alla mano, EnVal ha stimato un

raggiungimento della capacità massima del

lotto in uso nel corso del 2034 ma le variabili

da considerare sono molte. Prima tra tutte

l'efficacia del nuovo impianto e la possibile integrazione

di ulteriori processi, i volumi potrebbero

ridursi in modo da far coincidere la

chiusura della discarica in concerto con il termine

della concessione, nel 2037.

Attualmente il percolato della discarica (liquido

che deriva dalla decomposizione dei

rifiuti accelerata dalla pioggia) è canalizzato

da una rete di tubazioni fino all’impianto di

pretrattamento chimico fisico che separa gli

inquinanti addensati dall’acqua (poi trattata

dall’attiguo impianto di depurazione della

SubATO Monte Emiluis).

La discarica integra anche una rete di captazione

che canalizza i biogas a una centrale di

estrazione che permette poi di generare energia

elettrica utile al centro di trattamento, ma

in gran parte immessa in rete pubblica. Il biogas

prodotto in un anno è pari a un volume di

4 milioni di Nm 3 , equivalenti al consumo medio

di 6.500 famiglie.

l

Maggio 2022

La linea degli

indifferenziati si divide

a valle del vaglio

a tambuto

Doppstadt SST 725.

La parte sottovaglio

va alla fase

di stabilizzazione

aerobica.

Révolution en Vallée

We visited the new cold plant signed by Cesaro Mac Import which allows

EnVal to minimize waste disposed of in landfills. EnVal is a temporary association

between the waste management specialist Greenthesis Group,

here with the subsidiary REA Dalmine, Fratelli Ronc, a construction company

rooted and known in the territory, therefore the technical partner

Cesaro Mac Import, considered by the Region essential to guarantee the

application of the most advanced cold plant technologies, such as their

maintenance over time.

English abstract


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

44 RIFIUTI SOLIDI TECNOLOGIE AMBIENTALI Soluzioni

In uno scambio di idee

Eliana Puccio

RemTech Expo si prepara ad accogliere la sua prossima

edizione. Un’agenda ricca con nuovi spunti tematici

RemTech Expo si prepara alla prossima

edizione, dal 21 al 23 settembre a

Ferrara. Un vero e proprio hub innovativo

che coniuga l’esposizione di idee, progetti

e soluzioni con momenti dedicati all’appro-

fondimento, allo scambio, all’incontro colto e

costruttivo. Sono quattro i nuovi pilastri dell'edizione

2022 saranno: rigenerazione (infrastrutture,

città, sicurezza civile, bene culturali),

risanamento ed economia circolare, rischi naturali

(dissesto idrogeologico, rischi sismico,

clima, coste) e rilancio (industria, porti, ricostruzione).

La fiera si caratterizza per una

community qualificata e ampia, composta da

realtà governative, enti pubblici, organi di controllo,

società private, start up innovative, università,

centri di ricerca, associazioni di categoria,

professionisti. L’agenda è ricca ed

articolata e punta alla massima condivisione

della conoscenza e all’applicazione delle più

innovative tecnologie nonché allo scambio tra

domanda e offerta.

l

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

46 RIFIUTI SOLIDI NEWS Soluzioni

Strada facendo

Ludovica Bianchi

Soluzioni impiantistiche per effettuare un efficace recupero

di materia. Anche nel Sud Italia, ora è possibile

recuperare e trattare i rifiuti da spazzamento stradale

ISPRA, vengono prodotte 421 mila

tonnellate all’anno di terre) che in

ottica di economia circolare, possono

essere sottratti alle discariche

per essere riutilizzati. Per essere

trasformati in sabbia, ghiaia e ghiaietto;

tutti materiali edili certificati.

B6 - 223/322

30 maggio - 03 giugno

Monaco (Germania)

U36-7

22-23 giugno

Dortmund (Germania)

Impianto Soil Washing

per il recupero

e trattamento

dei rifiuti

da spazzamento

stradale.

Un brevetto made in Bergamo. Per una

tecnologia volta a smaltire 30mila tonnellate

all’anno di rifiuti che diventeranno

materiali edili sostenibili. È ciò che accade

nell’innovativo impianto di smaltimento

appena inaugurato ad Ariano Irpino (AV), il

primo del Mezzogiorno. L’impianto è stato

progettato dal Gruppo Esposito, leader di settore

nella progettazione, realizzazione e gestione

di applicazioni relative al recupero dei

rifiuti.

E sono proprio quelli derivati da spazzamento

stradale (nel nostro Paese secondo i dati

La tecnologia

Il brevetto messo a punto sfrutta il

processo di Soil Washing, mirato al

recupero di materiali inerti, ed

estremamente efficace anche per

la bonifica dei terreni.

Committente di questa operazione

è la holding Balestrieri, specializzata

in servizi per il recupero ambientale.

“Questa è una buona notizia – ha dichiarato

Fulvio Roncari, Con sigliere

delegato di Assorem, e Presidente

A2A Ambiente SpA – perché ogni tonnellata

di rifiuto trattata nel nuovo impianto evita di

finire in discarica, generando ritorni economici

e soprattutto ambientali.

Tuttavia, il quantitativo stimato dall’ultimo

Rapporto Italia del Riciclo 2021 sulla produzione

di terre da spazzamento sul territorio

nazionale supera 1,2 milioni di tonnellate all’anno.

Quindi, la quantità di rifiuto che dovremmo

essere in grado di trattare è tre volte

superiore”.

Una buona partenza ma la strada è ancora

lunga.

l

Maggio 2022

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e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

48 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

IMPIANTI INNOVATIVI

IMPIANTI INNOVATIVI

RIFIUTI SOLIDI

49

Parla finlandese l’impianto

di recupero materiali

più avanzato d’Europa

Separatore balistico

di STADLER presso

il nuovo impianto

di Remeo Oy.

L’impianto di Remeo Oy, azienda di servizi ambientali,

presenta un livello altissimo di automazione e AI.

Unico nel suo genere, integra le linee di rifiuti

commerciali e industriali a quelle dei rifiuti da C&D

Ci sono STADLER e ZenRobotics dietro

all’ingegneria progettuale e all’automazione

del nuovo impianto di recupero

materiali di Remeo Oy, un'azienda finlandese

specializzata in servizi ambientali. STADLER

ha progettato e costruito l'impianto, mentre

ZenRobotics ha fornito le tecnologie di selezione

dei rifiuti basate sulla robotica AI. La

struttura, situata nella regione finlandese di

Greater Helsinki, si distingue non solo per la

tecnologia di ultima generazione in fatto di intelligenza

artificiale (AI) e l'alto livello di automazione,

ma anche per l'integrazione delle

linee di rifiuti commerciali e industriali (C&I)

e di rifiuti di costruzione e demolizione (C&D)

nello stesso impianto - una novità assoluta

nel settore. L'impianto è stato completato tre

mesi prima del previsto, nonostante le difficoltà

create dalla pandemia, un risultato che

testimonia il successo della collaborazione

tra Remeo, STADLER e ZenRobotics.

L’impianto di Remeo è stato inaugurato il 14

febbraio 2022 dal ministro finlandese dell'economia,

Mika Lintillä, che ha tagliato il nastro,

sottolineando il significativo balzo in avanti che

l'innovativo impianto costituisce per l'economia

circolare finlandese.

Due impianti in uno ed alta automazione

Il nuovo impianto di Remeo presentava sfide di

progettazione uniche e complesse per il fatto

di essere il primo nel suo genere a combinare

un impianto di rifiuti di costruzione e demolizione

(da 30 t/h) e un impianto di rifiuti commerciali

e industriali (da 15 t/h), con un alto livello

di automazione.

"La nostra esperienza con le linea dei rifiuti da

costruzione e demolizione, la familiarità di STA-

DLER con la linea di rifiuti commerciali e industriali

e la vasta conoscenza della robotica di

ZenRobotics hanno reso questa una cooperazione

eccellente con i migliori risultati", ha detto

Mauri Lielahti di Remeo.

Il risultato di questa collaborazione è un progetto

che "combina separatori balistici, tamburi

di vagliatura, tamburi 3D, selezionatori ottici,

Maggio 2022

separatori ad aria, robot di selezione, magneti,

correnti parassite e i robot Zen Robotics, rendendolo

l'impianto di selezione rifiuti più avanzato

d’Europa", ha detto Nikolaus Hofmann di

STADLER. Juha Mieskonen di ZenRobotics ha

aggiunto: "L'impianto Remeo è dotato di 12

bracci robotici che raccolgono oggetti dai rifiuti

ingombranti da costruzione e demolizione, che

pesano fino a 30 kg e insieme eseguono fino a

24.000 prelievi all'ora. In altre parole, i robot

fanno tutto il lavoro pesante che non è né sicuro

né fattibile per gli umani. È il più grande impianto

di recupero materiali nel suo genere

completamente robotizzato".

Un progetto importante su scala europea

L’impianto di recupero materiale di Remeo

è unico in Europa perché utilizza la tecnolo-

The most advanced MRF in Europe speaks Finnish

STADLER and ZenRobotics have built the pioneering new

sorting plant with Remeo Oy, a Finnish company specializing

in environmental management. STADLER designed the

Materials Recovery Facility (MRF) in collaboration with Remeo

and built it, while ZenRobotics supplied AI-based robotics

waste sorting technologies. The facility, located in the Greater

Helsinki Region in Finland, stands out not only for the stateof-the-art

AI technology and high level of automation, but

also for integrating Commercial & Industrial (C&I) and

Construction & Demolition (C&D) waste lines in the same

plant – an industry first. The facility was completed ahead of

schedule, despite the difficulties created by the pandemic –

an achievement that is testament to the successful collaboration

between Remeo, STADLER and ZenRobotics.The new

Remeo MRF was inaugurated on 14 February 2022 by the

Finnish Minister of Economic Affairs, Mika Lintillä who highlighted

the significant leap forward that the innovative facility

constitutes for the Finnish circular economy.

Maggio 2022

gia più recente e, grazie al suo funzionamento,

il recupero dei materiali avrà per la prima

volta un ruolo molto più importante del recupero

energetico. La capacità annuale di

trattamento dell'impianto è di 120.000 tonnellate

di rifiuti edili e 60.000 tonnellate di

rifiuti industriali. Questi rifiuti vengono riciclati

in prodotti di altà qualità, ottime alternative

ai materiali vergini, dando ai rifiuti una

nuova vita e riducendo la necessità di incenerimento.

L’impianto coprirà più del 30% di tutte le esigenze

di riciclo dei rifiuti nella regione di

Helsinki in Finlandia. Così facendo, questo impianto

elimina la necessità di esportare i rifiuti

dalla Finlandia oltre a contribuire ad aiutare i

clienti a soddisfare il tasso di riciclo minimo

del 70% richiesto dalla legge.

l

A unique design challenge: two plants in one,

high automation

The new Remeo MRF presented unique and complex design

challenges for being the first of its kind, combining a C&D

plant capable of processing 30 t/h and a C&I plant with 15 t/h

capacity, and its high level of automation.

“The combination of our experience with the C&D line,

STADLER’s solid familiarity with the C&I line and ZenRobotics’

impressive knowledge of robotics made this an excellent cooperation

with the best results,” Mauri Lielahti, Remeo.

The result of this collaboration is a design that “combines

ballistic separators, screening drums, 3D drums, optical sorters,

air separators, sorting robots, magnets, eddy-currents

as well as the ZenRobotics robots, making it the most advanced

waste sorting facility in the European Union,” says

Nikolaus Hofmann, Sales Engineer at STADLER.

Thanks to the plant, material recovery will play a much greater

role than energy recovery for the first time.

Vaglio a tamburo

lungo la linea

di separazione rifiuti.

A sinistra, braccio

robotizzato

ZenRobotics

per la selezione dei

materiali metallici.

English abstract


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

50 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

TECNOLOGIE DI SELEZIONE

TECNOLOGIE DI SELEZIONE

RIFIUTI SOLIDI

51

I fratelli Petter

e Tore Planke,

fondatori

di TOMRA.

Mission

possible

Fornitore globale di tecnologie avanzate di raccolta

e selezione, TOMRA celebra il 50°anniversario

all’insegna della missione di un mondo senza rifiuti

Un traguardo importante che le quattro

divisioni del Gruppo – Collection, Food,

Recycling e Mining – hanno celebrato

con il comune obiettivo di “trasformare la modalità

in cui tutti noi otteniamo, utilizziamo e

riusiamo le risorse del pianeta”.

Tove Anderson, Presidente e AD di TOMRA,

ha spiegato: “Viviamo in un mondo che ha

necessità di una grande trasformazione.

Abbiamo urgente bisogno di migliorare la sostenibilità,

sviluppare l'economia circolare e

fare un uso più efficiente delle risorse. Tutte

sfide che le soluzioni di TOMRA possono aiutare

ad affrontare”.

Tutto è partito da qui…

L’azienda è stata fondata in Norvegia il 1° aprile

1972 dai fratelli Petter e Tore Planke che, dopo

aver visto un negoziante locale lottare con la

raccolta dei vuoti delle bottiglie, hanno sviluppato

nel garage di famiglia, il primo distributore

automatico per la restituzione dei vuoti.

Un’invenzione che è stata accolta da diversi

rivenditori e che ha dato il via a un’intera industria

per gestire in modo efficiente la restituzione

e riciclo dei contenitori di bevande.

Cinquant’anni dopo TOMRA è diventata leader

di mercato in tutto il mondo. “Questa è la prova

della nostra capacità di adattarci, innovare e

fornire le soluzioni di cui i nostri clienti hanno

bisogno, ma dobbiamo anche guardare avanti

e impegnarci a guidare la rivoluzione delle risorse”

ha continuato Andersen. L’approccio

illuminato di TOMRA ha portato al suo continuo

sviluppo nel corso del tempo, per passare

dalla progettazione e produzione di macchine

automatiche per i resi, alle tecnologie di selezione

avanzata per l’industria alimentare,

mineraria e del riciclo. Soluzioni taylor made

per il cliente, capaci di ottimizzarre il recupero

delle risorse, riducendo il volume dei rifiuti.

…Ed oggi

Attualmente TOMRA impiega più di 4.600 persone

in tutto il mondo con un fatturato annuo

di 1 miliardo di euro. Il 20% della forza lavoro

del gruppo e l'8% dei suoi ricavi sono dedicati

alla ricerca e allo sviluppo. Al centro della vi-

Maggio 2022

sione dell'azienda per il futuro resta la trasformazione

digitale, come dimostra TOMRA

Insight, la piattaforma di analisi dei dati basata

su cloud con possibilità di assistenza da remoto.

Il servizio offre agli impianti di riciclo

una panoramica sui dati di processo, in grado

di migliorare le prestazioni di selezione e ridurre

i costi operativi.

TOMRA Recycling è un fornitore leader mondiale

di tecnologie di selezione basate su sensori

e servizi digitali connessi che trasformano

i rifiuti in preziose materie prime seconde.

L'azienda ha installato oltre 8.200 unità di selezione

per il riciclo di rifiuti e metalli in più di

100 paesi in tutto il mondo. Inoltre, le selezionatrici

TOMRA - progettate e costruite per

massimizzare le rese di riciclo in ottica di economía

circolare- possono essere messe alla

prova in uno dei sette test center sparsi in tutto

il mondo. Tom Eng, responsabile di TOMRA

Mission possible

In 2022 TOMRA, the global provider of advanced collection

and sorting systems, celebrates its 50th anniversary. Each

of the group’s four divisions - Collection, Food, Recycling

and Mining – marked the milestone by declaring a collective

mission for the future to “transform how we all obtain,

use and reuse the planet’s resources to enable a world

without waste.”

Tove Andersen, TOMRA’s president and CEO, explained:

“We live in a world that needs big transformation. We urgently

need to improve sustainability, develop the circular

economy, and make more efficient use of resources - challenges

which TOMRA’s solutions can help address.

Fifty years after its humble beginnings, TOMRA can be

proud of the fact that it is a highly respected global market

leader. This is also a time to look forward because we are

now opening the chapter in TOMRA’s story where we step

up our role leading the resource revolution.”

TOMRA was founded in Norway on April 1, 1972 by brothers

Maggio 2022

Recycling, ha dichiarato: "Continuiamo a innovare

e a supportare i nostri clienti nel raggiungimento

dei loro obiettivi commerciali e

di quelli stabiliti dalla legislazione. In questo

nostro 50° anniversario, vorremmo ringraziare

i clienti e i partner che hanno reso possibile il

nostro successo".

l

L’ultima tecnologia

di selezione.

Petter and Tore Planke. After seeing a local grocer struggle

with the manual collection of empty bottles in their store,

the brothers developed the first fully-automated reverse

vending machine in their family’s garage. This invention

was groundbreaking for recycling processes and its concept

is used today around the world.

Today, TOMRA employs more than 4,600 people around

the world and has annual sales of €1bn. Committed to innovation,

20% of the group’s workforce and 8% percent of

its revenues are dedicated to research and development.

To meet TOMRA’s ambition to have increased global recycling

collection to 40 % and increased plastics in closedloop

systems to 30% by 2030, the company plans to continue

its growth and increase headcount. Tom Eng, head

of TOMRA Recycling, said: “We continue to innovate and

support our customers in achieving their business goals

as well as those set by legislation.

As we celebrate our 50th anniversary, we would like to recognize

our customers and partners that made our longstanding

success possible.”

English abstract


52 RIFIUTI SOLIDI RICICLO INTELLIGENTE

FOR REC SRL

Viale dell'Artigianato, 24

35010 Santa Giustina

in Colle (PD) Italia

Stand a IFAT: 209/308 - Hall B6

®

Macchine singole

performanti e sistemi

completi chiavi in mano

Soluzioni uniche che si basano sulle specifiche

richieste del cliente. Un vero tailor made

Forrec realizza soluzioni smart per il

riciclo, progettate per una facile gestione

e può contare oggi su 60 diversi

modelli (trituratori industriali, mulini

a martelli, granulatori e macinatori), che

combinano diverse tipologie di opzioni e

caratteristiche per il trattamento di moltissimi

tipi di rifiuti: pneumatici, RAEE, cavi

e motori, frigoriferi, plastica, materiali ferrosi

e non ferrosi.

L’approccio di

Forrec e i suoi

punti di forza:

• gli agenti

venditori Forrec

sono come

consulenti,

• le macchine e gli

impianti Forrec

sono costruiti sulla base

delle esigenze del cliente,

grazie alla realizzazione di

un progetto preciso

• massima attenzione alle

partnership con fornitori di

alto livello;

• Forrec gestisce

completamente

l’installazione e la

fornitura di linee

complete per il

trattamento di diverse

tipologie di rifiuto

solido;

• l’investimento si

ripaga rapidamente,

ogni impianto da profitti

misurabili;

• servizio e supporto:

Forrec offre un servizio

post-vendita completo,

assistenza da remoto,

magazzino ricambi,

squadre di operatori

presso cliente entro

le 48h;

• possibilità di visitare

i clienti che già usano

le macchine Forrec e

possibilità di

eseguire test interni con

i prodotti del cliente.

Siamo presenti a

30 MAGGIO

3 GIUGNO

HALL B5

STAND 435

English abstract

Shredders and turnkey

systems for municipal

and industrial waste

Unique and smart solutions based on specific customer requirements

Forrec creates smart solutions for recycling, designed for easy

management and can count today on 60 different models (industrial

shredders, hammer mills, granulators and grinders), which

combine different types of options and features for the treatment

of many types of waste: tires, WEEE, cables and motors, refrigerators,

plastics, ferrous and non-ferrous materials.

Hightlights

Forrec has developed a unique approach to fully meet customer

requirements:

• Forrec sales agents are like consultants technically trained to

suggest the best solution to the customer based on years of experience

in the field;

• Forrec machines and plants are customized and built on the

basis of customer needs, with the realization of a precise project;

• maximum attention to partnerships with high level suppliers;

• Forrec completely manages the installation and supplies complete

lines for the treatment of different types of solid waste;

- the investment pays off quickly, each plant gives measurable

profits;

• service and support: Forrec offers a complete after-sales service,

remote assistance, spare parts warehouse, teams of operators

at the customer within 48h and professional and qualified personnel

always available;

• possibility to visit customers who already use Forrec machines

and possibility to perform internal tests with the customer's products.

Idee e soluzioni

per uno sviluppo sostenibile

PAL Green Division è il partner ideale per supportare

i vostri progetti di economia circolare.

Con oltre 40 anni di esperienza e leadership riconosciuta

a livello internazionale, offriamo soluzioni impiantistiche

complete e personalizzabili per convertire i vostri scarti

di produzione e smaltimento in nuove opportunità,

riducendo l’impatto ambientale e i costi di produzione.

Scopri di più su

pal-greendivision.it

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

54 RIFIUTI SOLIDI TRITURATORI BIROTORI Soluzioni

TRITURATORI BIROTORI

RIFIUTI SOLIDI

55

Trituratore UNTHA ZR

versione stazionaria.

Sistema di taglio “H” per la

triturazione grossolana di

diverse tipologie di rifiuti.

Sistema UNTHA Eco

Power Drive ad alta

efficienza energetica.

Nuovo UNTHA ZR:

talmente efficiente

da ripagarsi da solo

Ecotec Solution ed UNTHA hanno lanciato il nuovo trituratore

birotore ZR. Dopo 24 mesi di rigorosa ricerca

e sviluppo, la macchina promette ora il più

basso costo del ciclo di vita nella sua classe

La potente serie ZR è una macchina ad

alte prestazioni, appositamente progettata

per la triturazione grossolana di materiali

difficili, che alcuni considererebbero

economicamente non triturabili.

L'azionamento a bassa velocità, e la coppia

elevata della macchina le permettono di lavorare

efficacemente il materiale anche in caso

di funzionamento continuo, e nelle condizioni

più difficili.

Pensato nei particolari

L'azionamento elettrico ad alta efficienza

energetica con motore sincrono raffreddato

ad acqua è un vero campione di risparmio e

consuma fino al 75% di energia in meno rispetto

a un azionamento diesel-idraulico convenzionale.

L’azionamento diretto, esente da

usura, riduce i costi di manutenzione, in quanto

non richiede l’utilizzo di cinghie o mozzi rotore.

La regolazione dei giri albero in base al

carico garantisce un’elevata potenzialità.

Il design modulare e il sistema di cambio rapido

della tavola di taglio e dei rotori consentono

una manutenzione efficiente e tempi di

fermo impianto ridotti al minimo.

Il potente sistema di taglio a due alberi a rotazione

lenta è estremamente resistente ai

materiali intriturabili. I rotori, essendo indi-

pendenti assicurano una perfetta triturazione

del materiale e di conseguenza l'ottenimento

di una pezzatura precisa. Questi triturano il

materiale in entrambe le direzioni e assicurano

una produttività costante ed elevata.

Per tanti tipi di rifiuto

La macchina è disponibile in due versioni, con

due sistemi di taglio differenti pensati per lavorazioni

differenti: la ZR2400H, ad esempio,

è stata progettata per la triturazione primaria

di rifiuti ingombranti, rifiuti industriali, legno

di scarto, RSU, materassi, tappeti, traversine

ferroviarie, balle e merci arrotolate.

Disponibile come macchina stazionaria o mobile

su cingoli, l'obiettivo di questo modello è

la riduzione volumetrica (90%


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

56 RIFIUTI SOLIDI COMPATTATORI 4.0

NEWS

RIFIUTI SOLIDI

57

English abstract

Video Compattatore

serie H TANA

Più efficienza con

i nuovi compattatori

da discarica H series

La miglior soluzione per la compattazione dei rifiuti in discarica

Il design unico dei compattatori da discarica

di TANA, con due tamburi a tutta larghezza

e telaio rigido, garantisce da sempre

i migliori risultati di compattazione.

Le caratteristiche della nuova serie H, migliorano

l’efficienza ed affidabilità unendo la

massima capacità di compattazione e di

New landfill compactors

Tana Oy is one of the leading developer and provider of mobile equipment

for solid waste management. Main products are landfill compactors,

waste shredders and waste screening technologies which are all equipped

with state-of-the-art control and remote monitoring systems.

Versatile TANA mobile shredder is capable of handling a wide range of

materials.

In addition to tyres, TANA shredders can swallow almost any type of industrial

and construction waste. The secret of TANA industrial waste

shredders is the unique TANA Control System. With TCS you can optimize

your TANA shredder for different types of waste by adjusting rotor and

conveyor speeds and other features easily from a touchscreen.

Tana Italia is the authorized distributor Tana Oy. Tana Italia provides excellent

customer service throughout Italy with the most experienced and

flexible team.

Visit us at IFAT in hall B5, booth 227/326

spinta ad una manovrabilità ancora più agile

in ogni condizione di lavoro.

La cabina

Ascoltando chi utilizza i compattatori TANA

tutti i giorni ci siamo impegnati ad offrire il

maggior comfort possibile.

La cabina della nuova serie H è sensibilmente

più spaziosa con un’eccellente visibilità in

tutte le direzioni.

Oltre alla telecamera posteriore di prossimità,

un sistema di supervisione a 360° permette

di monitorare costantemente l’intera area di

lavoro e la posizione della macchina sia in

fase di avanzamento che di retromarcia senza

dover cambiare la postura.

Un sedile di ultima generazione accoglie

l’operatore in uno spazio dove tutti i comandi

e le funzioni di controllo sono a portata di

mano e visualizzati su un monitor dedicato

HD Touch Screen.

TANA Control System

Il TANA Control System (TCS) ha una nuova

interfaccia intuitiva che permette un costante

controllo sul display del funzionamento della

macchina, delle manutenzioni e delle anomalie:

un menu di facile gestione visualizza rapidamente

tutte le informazioni e gli allarmi

in caso di guasto o malfunzionamento.

TANA ProTrack®

Tutti i compattatori TANA sono dotati del sistema

di tracciamento TANA ProTrack®, che

connesso ad una rete dati inserisce la macchina

in un network tra Operatore, Mana -

gement e Assistenza Tecnica consentendo un

controllo continuo dell’operatività e delle performance

ed inviando segnali immediati in

caso di anomalia.

l

Maggio 2022

Innovare, innovare

n Easy One è un vaglio

stazionario resistente

progettato per trattare

legno, compost,

pneumatici e C&D

triturato e che risponde

alle esigenze degli

operatori in tutto il

mondo. Studiato per

separare materiali

semplici in modo

preciso, e rinforzato per

resistere a urti di

materiali pesanti.

Missione: semplificare il

difficile, minimizzando i

problemi. La sua

resistenza deriva

dall'alta qualità dei

materiali con cui è stata

realizzata. E non è

l'unica caratteristica che

la contraddistingue: è

stata progettata per

The reliable brand!

AFFIDABILITÀ GARANTITA

ridurre

le sollecitazioni

e le vibrazioni causate

dai materiali più pesanti,

minimizzando usura e

operazioni di

manutenzione

generando così costi di

gestione complessivi

inferiori. Il ridotto

ingombro dovuto ad una

larghezza di 1,3m,

consente di essere

adattabile a qualsiasi

tipo di installazione.

È disponibile in quattro

modelli: 3000, 4000, 5000

e 6000 con una

superficie vagliante da 3

a 6 metri di lunghezza.

PRODUZIONE DI CDR E CSS CON I TRITURATORI PRIMARI E SECONDARI DELLA LINEA UNTHA XR

» Massima flessibilità per materiali e pezzatura

» Motorizzazioni a ridotto consumo energetico

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Trituratore mobile con

azionamento elettrico

» Alta produttività anche in un solo passaggio

» Facile accessibilità per una manutenzione semplice


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

58 RIFIUTI SOLIDI NEWS Soluzioni

NEWS

RIFIUTI SOLIDI

59

Piccoli sforzi per grandi finali

Ludovica Bianchi

Mastello (30-50 litri)

per la modalità

di raccolta nel caso

di utenze domestiche

o piccoli condomini.

Cassonetti chiusura

gravimetrica per la

raccolta “porta

a porta”.

Toc Toc

Da modalità stradale al porta a porta. Il modello di raccolta

differenziata per il vetro, con gestione attenta e puntuale,

consente di raggiungere l’eccellenza quantitativa e qualitativa

La sostenibilità e il riciclo degli imballaggi

sono temi molto caldi per l’economia

circolare.

La raccolta del solo vetro, cioè monomateriale,

si applica mediante campane stradali oppure

tramite il “porta a porta”. In entrambi i casi ci

si trascina però una certa quantità di impurità

e scarti.

Per ottenere risultati ottimali, nel primo caso

è indispensabile garantire adeguati standard

di servizio (una campana con foro calibrato

da 20 cm, ogni 250-300 abitanti e distanze

non più lunghe di 200-300 metri da percorrere),

in aggiunta ad adeguati intervalli di

svuotamento (al raggiungimento del 70%

della capienza).

Modalità puntuale

Nel secondo caso, con il sistema porta a porta,

è fondamentale l’utilizzo di contenitori parametrati

al contesto, oltre ad una programmazione

in termini di frequenze di svuo tamento

ed alle attività di controllo qualitativo.

Si dovranno utilizzare quindi mastelli dedicati

(da 20 a 50 litri) nel caso di utenze domestiche

singole, o isolate, e piccoli condomini e per

utenze domestiche che non producono grandi

quantità di rifiuti in vetro.

Ma anche bidoni carrellati (da 120, 240, 260 litri),

con aperture di conferimento calibrate da 20

cm e adeguate chiusure, gravimetriche o di altro

tipo (per es. lucchetto) - che permettano il conferimento

esclusivamente di bottiglie o vasetti,

impedendo che vengano depositate altre tipologie

di rifiuti – sia per condomini di dimensioni

medio-grandi (oltre le 8-10 unità abitative) che

per utenze non domestiche come nel caso di

bar e ristoranti.

I bidoni da 120 o 240 litri, sono da collocarsi in

zone comuni condominiali, oppure presso grandi

“conferitori” di rifiuti da imballaggio in vetro

come i bar, ristoranti e simili.

l

Maggio 2022

n Ecopolietilene, il consorzio

per il riciclaggio dei rifiuti dei

beni in polietilene, insieme

alla società piemontese STR

ed Ecolight Servizi, ha messo

a punto un progetto di

monitoraggio sul

conferimento dei rifiuti in

ambito urbano."Possiamo

migliorare la qualità della

raccolta e contribuire

concretamente all’economia

circolare", spiega il direttore

Giancarlo Dezio.

Dei rifiuti in plastica dura che

vengono conferiti nelle isole

ecologiche, quattro su dieci

sono beni in polietilene,

ovvero rifiuti interamente

riciclabili. Dal progetto pilota

del Consorzio è emerso che

basta davvero poco per

arrivare all’80 per cento.

"Abbiamo iniziato a

quantificare questa tipologia

di rifiuto in abito urbano per

individuare delle possibili

nuove modalità di una

raccolta differenziata dei beni

in polietilene.

Essendo interamente

Maggio 2022

riciclabile, è una risorsa che

può essere reimmessa nei

cicli di produzione di

moltissimi oggetti, con

ECOTEC SOLUTION SRL

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risparmi in termini energetici

di consumo di materie prime,

nonché minor inquinamento”,

conclude Dezio.


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

60 RIFIUTI SOLIDI NEWS Soluzioni

La creatività va in scena

Eliana Puccio

Nata da menti tutte al femminile e si dedica al recupero

e riutilizzo di materiali e scenografie, META promuove

la riduzione degli sprechi e si concentra sulle risorse esistenti

Spazio META nasce

nel quartiere

di Milano Bovisa.

META è una start up milanese nata dall'idea

di tre giovani donne Martina

Bragadin, Margherita Crespi e Bene -

detta Pomini. Si dedica alla ricostruzione dell’identità

della materia, mantenendola in vita

con nuove possibili riusi. Si tratta dunque di

una start up che affronta la materia come risorsa

circolare attraverso il recupero e riutilizzo

di materiali e scenografie provenienti da

allestimenti effimeri.

Si mette al servizio di artisti e designer, e promuove

la riduzione degli sprechi spostando

l'attenzione sul potenziale delle risorse esistenti.

Nella sede operativa nel quartiere di

Milano Bovisa, troviamo le strutture e gli elementi

utilizzati per set, mostre e installazioni

sono raccolti, lavorati ed esposti per la vendita

al pubblico. Sono acquistabili al kg o al pezzo,

e suddivisi per tipologia a seconda delle loro

caratteristiche tecniche. Oltre all'attività di recupero

e vendita, la start up meneghina sostiene

le più diverse forme di creatività e apre

il suo spazio alla progettazione curando e organizzando

attività di formazione, laboratori

e workshop dedicati alle pratiche del riuso in

collaborazione con artisti e designer. l

Maggio 2022


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

62 RIFIUTI SOLIDI RICICLO METALLI

RICICLO METALLI

RIFIUTI SOLIDI

63

Mattia Molena

Soluzioni di riciclo:

è tempo di valorizzare

al massimo i metalli

Le soluzioni progettate da Panizzolo Recycling Systems

sono per elevare la qualità dei rifiuti metallici e chiudere

concretamente il cerchio dell’economia circolare

Da una parte l’attenzione all’ambiente,

dall’altra l’ottimizzazione dell’attività

produttiva e il contenimento dei costi,

ovvero l’ideale connubio al quale deve mirare

chi si occupa di servizi per il trattamento dei

rifiuti. Nel caso della padovana Panizzolo

Recycling Systems, parliamo di riciclaggio dei

rifiuti metallici: lo facciamo con Mauro

Panizzolo, titolare e responsabile tecnico.

Efficacia ed efficienza

“Le nostre soluzioni di riciclaggio – spiega

Mauro Panizzolo - partono da un’impostazione

completamente customer-oriented. Abbiamo

basato la nostra mission e vision nel produrre

soluzioni efficienti, flessibili e innovative per

massimizzare la resa dell’investimento del

cliente. Forniamo opzioni corrette per svilupparne

il business, senza dimenticare di essere

anche un prezioso alleato per l’ambiente. In

particolare, scopo dei nostri impianti è il trattamento

e recupero di tutti i rifiuti contenenti

metalli come rame, alluminio, ottone, acciaio

e ferro per trasformarli da rifiuti a risorse da

reintrodurre nel ciclo produttivo”. Se la soddisfazione

del cliente è la priorità, per ottenerla

bisogna fornire i macchinari adeguati a massimizzare

le performance del business.

“Rispetto ad altri competitor - sottolinea

Panizzolo - abbiamo scelto di specializzarci in

un solo settore, quello dei rifiuti con metalli.

C’è un buon potenziale di lavoro e ci stiamo

aprendo a nuovi mercati, ma teniamo sempre

i piedi per terra. Quello che per noi è fondamentale

è fornire ai nostri clienti soluzioni che

sappiano concretamente migliorare il loro lavoro.

Penso infatti che raggiungere gli obiettivi

insieme al cliente sia una delle cose che più

ci dà soddisfazione. Per noi un cliente soddisfatto

significa un cliente che sta facendo un

buon business con i nostri impianti”.

Customer first

Dalla sua nascita Panizzolo Recycling Systems

ha ampliato il raggio d’azione dall’Italia in paesi

come Cina, Corea, Africa e Nord Africa,

Australia, Sud America. Il trend positivo è partito

nel 2014, con una linea abbastanza retta.

Dal 2018 la linea retta è diventata un’iperbole

verticale, registrano aumenti del fatturato del

+25, +30, +40% l’anno. In virtù di ciò, Panizzolo

da quest’anno sta eseguendo importanti investimenti

al suo interno: progetti di formazione

per il personale, strutturazione dei ruoli

e dei processi aziendali, introduzione di nuove

attrezzature e l’apertura di una terza e nuova

sede dedicata al magazzino e al service. Altro

plus che conferma Panizzolo come azienda

customer-oriented, è l’investimento nella

creazione di una vera e propria Accademy, de-

Maggio 2022

dicata ai clienti che lavorano con i macchinari

dell’azienda. “Inoltre quest'anno – spiega

Mauro Panizzolo – procederemo con una serie

di investimenti dedicati al rinnovamento della

sede storica a Piove di Sacco. Installeremo

nuovi upgrade, rinnoveremo i macchinari e,

allo stesso tempo, miglioreremo l’aspetto generale

tale da renderla una perfetta vetrina e

un’area test per le aziende valutano l’acquisto

dei nostri impianti”.

La vetrina nella vetrina

Quest’anno Panizzolo Recycling Systems sarà

ad IFAT con uno stand completamente rinno-

On the one hand, attention to the environment, on the other hand

the optimization of production and cost containment, that is the

ideal combination to which those involved in waste treatment services

must aim. In the case of Panizzolo Recycling Systems from

Padua, we are talking about scrap recycling: we do it with Mauro

Panizzolo, owner and technical manager.

“Our recycling solutions - explains Mauro Panizzolo - start from a

completely customer-oriented approach. We have based our corporate

mission and vision on producing efficient, flexible and innovative

solutions to maximize the return on the customer's investment.

We provide the right options to develop their business,

without forgetting that we are also a precious ally for the environment.

What is fundamental for us is to give to our customers solutions

able to concretely improve their work. For us, a satisfied

customer means a customer who is doing a good business with

our systems “.

Since its foundation Panizzolo Recycling Systems has expanded

its range of action from Italy to countries such as China, Korea,

Africa and North Africa, Australia, South America. The positive

trend started in 2014, with a fairly straight line. Since 2018 the

straight line has become a vertical hyperbole, recording increases

in turnover of +25, +30, + 40% per year. For this reason Panizzolo

Maggio 2022

vato, presentandosi con un’ottica più industriale

e una visione e un’estetica più internazionale,

in linea con le sue esigenze strategiche.

Un trend che proseguirà anche ad

Ecomondo, l’altra maggior fiera europea di

quest’anno.

“Abbiamo idee molto chiare su quali saranno

i prossimi mercati in cui intervenire. Allo stesso

tempo stiamo intervenendo per strutturaci

coerentemente.

Quello che voglio è che tutti i nostri clienti siano

ottimamente serviti sul territorio, specialmente

per le attività riguardanti il post vendita”

conclude Mauro.

l

Panizzolo recycling systems: it's time

to maximise the value of metals

Impianto per

il trattamento

e lavorazione degli

scarti metallici.

has been carrying out important investments internally this year:

training projects for staff, structuring of roles and company processes,

introduction of new equipment and the opening of a third

and new location dedicated to the warehouse and service. In addition

to this, another plus that confirms Panizzolo as a customer-oriented

company is the investment in the creation of a real Academy, dedicated

to customers who work with the company's solutions.

“Also this year - explains Mauro Panizzolo - we will proceed with

a series of investments dedicated to the renovation of the historic

headquarters in Piove di Sacco. We will install new upgrades, we

will renew the machinery and, at the same time, we will improve

the general appearance so as to make it a perfect showcase and

a test area».

This year Panizzolo Recycling Systems will be at IFAT with a completely

renovated stand, presenting itself with a more industrial

perspective and a more international vision and aesthetic, in line

with its strategic needs. A trend that will also continue at Ecomondo,

the other major European fair this year.

“We have very clear ideas on what the next markets will be in which

to intervene. At the same time we are taking action to structure

ourselves consistently, because all our customers must be optimally

served in their country”.

English abstract


BONIFICHE IN VERDE

RIFIUTI SOLIDI

65

Disinquiniamo!

Alle piante si guarda da tempo con interesse, per comprendere

se sia possibile utilizzarle in modo efficiente per la rimozione

di sostanze inquinanti dalle matrici ambientali. I vantaggi?

D.ssa Annalisa Gussoni

Biologa Ambientale

Direttore

Commerciale

(Pasa Labs)

Dai primi studi degli anni ’50 si è arrivati

alla definizione di fitotecnologie quali

“strumenti di ripristino ambientale che

si servono di piante erbacee o alberi per il trattamento

di contaminanti come metalli pesanti,

elementi radioattivi e composti organici nel suolo,

nelle acque di falda, nelle acque superficiali

ed in scarichi di origine agricola, civile o industriale”

(Baker et al., 1991; Raskin et al., 1997;

Wenzel et al., 1999).

La fitodepurazione è un sistema di depurazione

naturale delle acque reflue progettato in modo

da riprodurre una zona umida naturale dove i

processi di depurazione avvengono spontaneamente.

Efficienza

Gli impianti di fitodepurazione, utilizzati per il

trattamento di reflui civili, agricoli ed in parte

anche industriali, sono generalmente classificati

sia in base alla tipologia di piante utilizzate per

il processo, microfite (alghe unicellulari) o macrofite

(piante superiori), sia in funzione delle

diverse modalità di passaggio del refluo lungo

il sistema.

Maggio 2022


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

66 RIFIUTI SOLIDI BONIFICHE IN VERDE

English abstract

Il sistema

di fitodepurazione

richiede ampie

superfici

di realizzazione.

Let’s de -pollute

Una buona efficienza di disinquinamento è dimostrata

sulla sostanza organica, dove entrano

in gioco i fenomeni di degradazione dovuti al

metabolismo degli organismi presenti (piante,

funghi e batteri) ma anche su metalli pesanti e

su composti particolarmente tossici quali diossine

e PCB.

Uno studio del 2020, pubblicato su Science of

The Total Environment, ha misurato la capacità

di rimozione di metalli pesanti (ferro, alluminio

e cromo) e farmaci da parte di due macrofite,

dimostrando un’efficienza fino al 97%.

La fitodepurazione è poco costosa rispetto alla

depurazione tradizionale ma richiede ampie superfici

di realizzazione e comporta difficoltà di

dimensionamento in fase progettuale.

Per il disinquinamento del suolo parliamo di

phytoremediation che si esplica in diversi modi:

Fito-estrazione (la pianta assorbe inquinanti dal

suolo), Fito-stabilizzazione (la pianta, immobilizza

il contaminante), Fito-trasformazione (la

pianta metabolizza e trasforma gli inquinanti),

Fito-stimolazione (degradazione rizosferica da

parte di microrganismi), Fito-volatilizzazione (la

Plants have been looking with interest

for some time to understand

whether it is possible to use

them efficiently for the removal

of pollutants from environmental

matrices.

Among phytotechnologies we find

phytodepuration, applied to wastewater

and phytoremediation

to contaminated soils.

Phytotechnologies offer numerous

advantages over traditional

technologies but also various critical

issues that often make dialogue

with current regulations

difficult.

pianta assorbe gli inquinanti liberandoli poi in

atmosfera).

Alcune tra le piante più attive nel processo di

phytoremediation sono il girasole, l’amaranto,

il vetiver, la senape ed il pioppo ibrido.

Si riportano alla pagina precedente, gli esiti di

un lavoro sperimentale di phytoremediation

svolto da Pasa Labs srl con la scuola Primo Levi

di Bollate dove è interessante osservare il riscontro

sull’efficienza di degradazione.

Verde…conviene?

I vantaggi della phytoremediation, più frequentemente

riportati in bibliografia, sono: un costo

di allestimento contenuto, un minor impatto

ambientale con recupero naturale di siti contaminati,

il contrasto alla produzione di CO 2 ,

una maggiore accettazione sociale e la possibilità

di recuperare le sostanze accumulate

nella pianta reimmettendole sul mercato.

Il recupero dei prodotti accumulati in realtà

non è di semplice realizzazione e nella maggior

parte dei casi il materiale vegetale, ricco

di contaminanti, viene trattato come un rifiuto

e smaltito in idonei impianti di conferimento

traslocando gli inquinanti da un sito

ad un altro.

Un aspetto interessante è la possibilità di applicare

questa tecnologia a contaminazioni di

entità contenuta ma diffuse su aree molto vaste

ed in questo caso il vantaggio economico

è indubbio.

Di contro però la phytoremediation ha alcuni

svantaggi: rischio di assunzione per gli animali

di piante superaccumulatrici di contaminanti,

impossibilità di raggiungere contaminazioni

profonde, tempi lunghi di realizzazione con efficienza

soggetta alla stagionalità, assenza di

garanzia di raggiungimento dei limiti tabellari

e gestione complessa del materiale vegetale

contaminato: limiti che impediscono di dialogare

con le normative vigenti ancora troppo ancorate

a procedure che penalizzano l’innovazione. l

Maggio 2022

TECNOLOGIA

PER IL FUTURO

In tutto ciò che facciamo, non perdiamo mai di vista quello che

è più importante per te: lavorare in modo economico con una tecnologia

moderna e affidabile.

In qualità di azienda inventrice della pompa a lobi rotativi rivestiti

in elastomero, e motore di innovazione nel campo delle tecnologie di

pompaggio e triturazione, Vogelsang è da decenni una delle aziende

ingegneristiche, leader a livello mondiale.

Grazie al nostro vasto know-how e ai molti anni di esperienza in diversi

settori, utilizziamo la tecnologia a livello ambientale al fine di esser,

per i nostri clienti, un partner competente al loro fianco.

Infatti, oltre alle nostre macchine, potenti e di facile utilizzo, offriamo

un servizio efficiente di consulenza pre e post vendita per garantire sempre

la soluzione migliore per ogni singola applicazione, e la sua perfetta

manutenzione nel tempo.

VOGELSANG – LEADING IN TECHNOLOGY

vogelsang.info


68 BIOWASTE NEWS

Sfrutta la frutta

Eliana Puccio

L'impianto di un produttore greco ha dimostrato un approccio

circolare che trasforma i succhi di frutta in risorsa, poiché

contengono una varietà di materiali pregiati recuperabili

Le acque reflue generate dalle aziende

industriali di tutto il mondo non sono

solo una risorsa riutilizzabile di per sé:

contengono spesso componenti pregiati che

possono essere estratti, depurati e commercializzati.

Questo è l'approccio adottato da

Ultimate, progetto quadriennale Horizon2020

nell'ambito del programma EU Water in the

Context of the Circular Economy. L'obiettivo

è creare valore economico e aumentare la

sostenibilità valorizzando le risorse all'interno

del ciclo dell'acqua. Tra i settori interessati

rientra sicuramente l'industria delle bevande.

In particolare, quella dei succhi di frutta.

Il lavaggio e la lavorazione della frutta, per la

produzione di succhi, genera infatti un grande

volume di acqua sporca, ma questi “rifiuti” avanzati

contengono anche una varietà di materiali

pregiati che possono essere recuperati per applicazioni

farmaceutiche. Genera anche biomassa

inutilizzata, come bucce e semi di frutta,

che possono essere venduti come mangime

per animali o fertilizzante.

Greener than Green, società partner del progetto,

ha sviluppato un approccio circolare che

trasforma questi succhi di frutta in qualcosa di

prezioso. Utilizza un impianto di trattamento

delle acque reflue trasportabile per recuperare

i materiali e quindi trasformarli in una gamma

di nuovi prodotti sostenibili.

l

Maggio 2022


70 BIOWASTE IMBALLAGGI CIRCOLARI

IMBALLAGGI CIRCOLARI

BIOWASTE

71

Federica Lugaresi

Vaschetta

termosaldata, film

termosaldato

ed etichetta: tutto

100% biodegradabile

e compostabile.

Savoire faire

Utilizzare un packaging completamente compostabile,

identifica un piccolo grande gesto. Grazie al MATER-BI,

dall’organico della cucina al compost…il passo è breve

Ricerca, innovazione e tecnologia. Sono i

pilastri per offrire soluzioni sostenibili e

rispettose per l’ambiente. Ma anche per

promuovere il riciclo e riuso dei materiali secondo

il paradigma dell’economia circolare.

Nel settore del food, il packaging compostabile

consente non solo di evitare il fine vita in discarica

del rifiuto organico, ma anche di non

contaminare altri flussi di rifiuto, come per

esempio la plastica o la carta, con gli

scarti alimentari.

Altamente innovativo

L’overpacking di un alimento

deve garantirne

freschezza e integrità, in aggiunta

a performance ambientali

che non interferiscano

col nostro ecosistema.

Novamont, azienda leader nel panorama

internazionale nel

settore delle bioplastiche

e dei biochemicals, ha

messo a punto una soluzione

che si trasformerà

in compost una volta

gestita e smaltita.

“Dalla terra alla terra”,

questa innovazione

senza precedenti

è applicata al

segmento della pasta

fresca: si tratta di

una nuova vaschetta confezionata ed etichettata

interamente compostabile, e dunque riciclabile

con la raccolta dell’umido.

Al plin piace green

La sostenibilità passa dunque (e soprattutto)

dagli imballaggi che, tra quelli alimentari, fa

da driver per le principali tendenze di consumo

e comportamenti d’acquisto. Infatti secondo

l’ultima edizione dell’Osservatorio Packaging

del Largo Consumo realizzato da Nomisma,

per i consumatori italiani con il 33% identifica

Vaschetta in MATER-BI, materiale che

si smaltisce direttamente nell’umido.

il secondo tra i macro aspetti che contribuiscono

a definire l’etichetta green di un prodotto

alimentare, dopo metodi di produzione (34%)

e prima di filiera e dell’origine di materie prime

(22%) e responsabilità etica sociale (13%).

Il progetto è stato avviato alla fine del 2019 e

prevedeva la sostituzione dell’imballo multistrato

in plastica tradizionale con un pack certificato

e compostabile industrialmente, costituito

da vaschetta termoformata, film

termosaldato ed etichetta.

Garantita e certificata

L’applicazione deve garantire elevate caratteristiche

prestazionali tecniche: dalla barriera

all’ossigeno e all’umidità, necessaria per la

conservazione della pasta fresca ripiena pastorizzata

(per una shelf life di circa 50 giorni)

fino all’elevata resistenza meccanica del materiale

nelle diverse condizioni atmosferiche

e di temperatura, considerando anche la trasparenza

- per consentire la visibilità del contenuto

- e un’efficienza di trasformazione industriale

del polimero compostabile, uguale

(se non superiore) a quella del packaging tradizionale.

È stato ottenuto un pack compostabile multicomponente,

interamente certificato OK

COMPOST (TUV Austria), costituito da una vaschetta

100% in bioplastica biodegradabile e

compostabile Mater-Bi di Novamont, prodotta

MATER-BI

Ideato e prodotto da NOVAMONT, identifica un’innovativa famiglia di

bioplastiche che utilizza componenti vegetali, quali mais e cellulosa.

Date le sue prerogative di biodegradabilità e compostabilità (anche

in compostaggio domestico) e biodegradabilità in suolo (per applicazioni

agricole), permette di minimizzare il volume di rifiuti che finisce

in discarica, ottimizzando la gestione degli scarti organici e

contribuendo alla messa in pratica di sistemi virtuosi in tutta la filiera

produzione- consumo-smaltimento. Una delle componenti che entra

nel processo di realizzazione, è la famiglia degli ORIGO-BI, biopoliesteri

ottenuti da materie prime di origine rinnovabile, grazie ad una

tecnologia proprietaria NOVAMONT.

I gradi di MATER-BI sono tutti certificati secondo le norme europee

ed internazionali presso organismi accreditati. I prodotti così costituiti,

trovano applicazione in molteplici settori quali GDO, raccolte differenziate,

foodservice, agricoltura e, appunto, packaging.

da ILIP con un film multistrato contenente

Mater-Bi, prodotto da Gualapack, e completato

da un’etichetta compostabile realizzata dal

Gruppo Poligrafico Tiberino.

l

Savoire faire

Research, innovation and technology. Three focuses that

identify the rules of recycling and reuse of materials, but

also offer sustainable solutions.

Novamont has launched a totally biodegradable and compostable

bioplastic packaging. It is made of MATER_BI, a family

of biopolyesters produced from corn and cellulose, a

technology that guarantees high performance and is therefore

perfect for use in retail, catering, agriculture and packaging.

MATER-Bi minimises the volume of waste to be sent to landfill,

optimising the management of organic material and

improving the virtuous systems of the entire supply chain.

Finally, MATER-Bi avoids contamination of other waste streams

(e.g. plastic or paper) with food.

English abstract

Maggio 2022

Maggio 2022


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

72

BIOWASTE

APPLICAZIONI

Patrocini richiesti

Potente e intelligente:

la nuova RedUnit XRL260

La soluzione per una triturazione potente con un

concetto innovativo di assistenza e manutenzione

Ginevra Fontana

tare, nell'industria del riciclo e negli impianti di

biogas.“I nostri clienti presenti in tali settori hanno

bisogno di un trituratore ad alte prestazioni per

una lavorazione affidabile e flessibile anche di

grandi quantità di materiale, “dice Harald

Vogelsang, CEO di Vogelsang GmbH & Co. KG.

Il trituratore

industriale RedUnit

XRL260 di Vogelsang

/ The Vogelsang

RedUnit XRL260

industrial grinder.

Ci sono innumerevoli applicazioni in cui i

materiali devono essere macinati per essere

preparati per la fase successiva del

processo. La soluzione di triturazione ottimale

dipende dalla natura di questi materiali e dal risultato

finale richiesto.

Sono solidi duri o molli? Sono secchi, umidi o

bagnati e sono facili da macinare o molto resistenti?

Con la nuova RedUnit XRL260, Vogelsang offre

una soluzione che può essere adattata a qualsiasi

processo di riduzione grazie alle caratteristiche

ben pensate di questo trituratore industriale, per

grandi portate. Queste caratteristiche ne fanno

una macchina ideale per il trattamento degli scarti

dell'industria della carne, del pesce ed alimen-

Un concetto di manutenzione

completamente nuovo

La nuova RedUnit XRL260 è un potente trituratore

a due alberi, azionato da un motoriduttore

per albero fino a 37 kW, una portata che

può raggiungere 100 t/h circa. I motori di ciacun

albero consentono ai rotori di funzionare

autonomamente: anche a velocità diverse o in

direzioni opposte per adattare individualmente

il processo di macinazione ai materiali da trattare.

Per la manutenzione, Vogelsang ha sviluppato

un concetto di service nuovo. I rotori

del trituratore possono essere facilmente rimossi

e sostituiti con l'ausilio di uno strumento

di montaggio, grazie a comodi sportelli di apertura

laterale. I sistemi di alimentazione e scarico

non devono essere smantellati per questo

processo e rimangono inalterati. Questo significa

che la sostituzione può essere effettuata

da una singola persona, in autonomia. I corpi

estranei all’interno del materiale in ingresso

che bloccano il processo possono essere rimossi

dalla RedUnit senza dover svuotare faticosamente

la tramoggia.

l

English abstract

Largest industrial grinder

Vogelsang GmbH & Co. KG has further developed its RedUnit grinding

system and launches the RedUnit XRL260, its largest industrial

grinder. The new RedUnit reduces large quantities of solid materials

in a short time and is therefore ideal for processing abattoir waste,

food waste and recycling materials. Two geared motors, each with

up to 37 kW, ensure high throughput performance of up to 100

m3/h. Lateral service hatches – part of the new Vogelsang service

concept – offer direct, simplified access to the rotors. In addition,

it is now easier to remove foreign bodies, since the fill area of the

machine no longer requires elaborate clearing.

The RedUnit's core features two ripper rotors, each driven by his

own motor.

Users can individually guide the rotation direction and speed of the

respective rotors. If materials block the rotors, they reverse and

the foreign bodies can be removed through the lateral hatches.

The hatches offer direct, easy access to the rotors.

As a result, the latter are easy to reach with the associated installation

tools during maintenance or replacement.

One person can demount the ripper rotors independently. Removing

the feed and discharge systems is unnecessary.

Vogelsang thus has boosted the system's availability and cut the

downtime of the machine to a minimum.

Support feet, a filling shaft or a system solution for easy integration

with existing installations are also available as additional options.


74 BIOWASTE NEWS

www.wme-expo.com

HOST SPONSOR

Exhibition & Conference

Una nuova alleata dell’ambiente:

la carta ricavata dal polline. Una valida

alternativa a quella tradizionale.

Lo studio arriva da Singapore

Carta

soffiata

Committed to a Greener Planet

21–23 JUNE 2022 | BERGAMO, ITALY

The European exhibition

and conference for Waste

Management and the

Circular Economy.

EXHIBITION

SPACE –75%

SOLD OUT

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AT THE LOWEST RATE AND ENSURE

YOUR BUSINESS WITH THE NEXT

COMMERCIAL OPPORTUNITIES

Eliana Puccio

Una carta ricavata dal polline. L’inven -

zione di un gruppo di scienziati della

Nanyang Technological Uni versity

(NTU) di Singapore. Presenta le stesse caratteristiche

della tradizionale, ma può essere

stampata e ripulita più volte.La ricerca,

pubblicata su Advanced Materials, ha mostrato

come una stampante laser possa

stamparvi immagini a colori ad alta risoluzione.

Non solo, potrebbe presentarsi come

una valida alternativa ecologica, soprattutto

nel processo di produzione. Sappiamo infatti

che la carta tradizionale si ottiene dalle fibre

di cellulosa del legno, sottoposte a diversi

trattamenti con un certo consumo energetico.

Il Professor Cho Nam-Joon, principale

autore dello studio, spiega: “A differenza della

carta tradizionale a base di legno, il polline

è generato in grandi quantità ed è naturalmente

rinnovabile”.

Il processo di produzione risulta decisamente

meno impattante, per realizzarla gli scienziati

hanno infatti rimosso i componenti cellulari

i grani di polline di girasole usando

idrossido di potassio. I grani duri sono stati

quindi trasformati in particelle di microgel

morbido, passaggio che elimina anche le

componenti polliniche che generano allergie.

Con l'acqua deionizzata, gli scienziati hanno

purificato il microgel, prima di metterlo in

uno stampo di quadrato dove è stato lasciato

a essiccare all’aria. Si è formato così un foglio

di carta con un diametro di circa 0,03 millimetri,

pari alla metà di un capello umano.l

Supporting partner

Association partner

Supporting association

Organised by

Venue partner

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

76 ACQUE REFLUE Soluzioni

GUERRA AGLI ALIENI

GUERRA AGLI ALIENI

ACQUE REFLUE

77

Marco Comelli

Io ti purifico

Per lo sviluppo e la scelta di un sistema tecnologico

sono centrali due parti della normativa

IMO: l’eliminazione degli organismi

alieni, secondo lo standard D2 di cui abbiamo parlato

nello scorso numero, e la non tossicità abiotica

dell’acqua di zavorra trattata per l’ecosistema marino

in cui viene scaricata. L’eliminazione degli organismi

in realtà ha duplice interpretazione: per

la Guardia Costiera degli Stati Uniti gli organismi

scaricati con l’acqua devono essere morti, mentre

per l’IMO è sufficiente che non siano vitali; ciò sottintende

a sua volta, che non riescano a sopravvivere

a lungo nell’ambiente o che non sia possibile

la loro riproduzione.

Criticità relative

alle acque di zavorra

e normative internazionali

che ne prescrivono

la sterilizzazione

a monte del loro scarico.

In questa seconda parte

esaminiamo le diverse

tecnologie sviluppate,

finalizzate allo scopo

e già applicabili

Sterilizzazione (elettro)chimica

Il metodo classico per la sterilizzazione, a che a

volte è potabilizzazione dell’acqua, è l’aggiunta di

una sostanza attiva in grado di eliminare gli organismi.

Ne esistono diverse di biocide, ma per l’acqua

di zavorra solitamente si utilizza il Mena -

dione/Vitamina K oppure il cloro.

Teoricamente quest’ultimo rappresenta una soluzione

semplice, ma a bordo di una nave comporta

dei rischi. Il cloro puro è estremamente tossico

e il suo maneggio altrettanto. In caso di

incidente, la sua dispersione nell’ambiente è catastrofica.

Ma esiste una soluzione per produrre

il cloro necessario alla bisogna.

Applicando corrente in una cella elettrolitica in fase

di carico dell’acqua, si genera ipoclorito di sodio

che penetra nella membrana cellulare degli organismi

e li uccide. Il cloro viene lasciato agire per

tutto il viaggio e in buona parte si disattiva. Per eliminare

quello rimanente, prima di scaricare a

mare, vengono aggiunti ossidanti come il tiosolfato

di sodio, il solfito di sodio o il metabisolfito di sodio,

in una quantità dosata automaticamente per ottenere

una concentrazione allo scarico inferiore a

0,1 parti per milione.

La variante a questo metodo (per esempio quella

di OceanSaver), prevede una filtrazione preventiva

dell’acqua al momento dell’imbarco con un filtro

molto fitto (40 micrometri), che consente di elimi-

nare a monte gli organismi più voluminosi e resistenti.

Il filtro è autopulente ma comporta comunque

alcune controindicazioni, quali la riduzione

della portata del sistema di carico, che quindi richiede

un monitoraggio preciso delle attività di

scarico del carico utile.

Una problematica più generale dei sistemi elettrochimici

è legata alla temperatura e salinità dell’acqua.

Dove entrambe sono basse, è necessario

aggiungere salamoia affinché il sistema funzioni

bene. Naturalmente questa occupa spazio e diminuisce

la capacità di carico disponibile.

Comunque, i sistemi al cloro

di entrambi i tipi rappresentano il 46%

dei sistemi di gestione delle acque di

zavorra installati a livello mondiale.

Ultraviolenza dagli ultravioletti

L’utilizzo dei raggi UV per la sterilizzazione

è noto e molto diffuso in tutti

i campi. Il meccanismo di funzionamento

è la ionizzazione delle molecole

che compongono le pareti cellulari

degli organismi e del loro DNA.

In base all’intensità e alla durata dell’irradiazione,

gli organismi vengono

uccisi o resi sterili. Un tipico sistema

di gestione delle acque di zavorra prevede

il filtraggio dell’acqua in fase di

carico che poi viene inviata a delle vasche

di irradiazione e quindi ai serbatoi

di zavorra.

Per evitare che qualche organismo

sfuggito alla sterilizzazione riformi

colonie nei serbatoi, prima dello scarico

l’acqua viene rifatta passare nelle

vasche bypassando i filtri. L’utilizzo

dei filtri nei sistemi UV è fondamentale

perché gli ultravioletti si trasmettono

nell’acqua ma in grado diverso

secondo la sua torbidità. Il massimo

della trasmittanza si ottiene in liquidi

perfettamente puliti, ma nei porti è

Sezione

di irradiazione

del sistema

a UV.

difficile che ciò avvenga. Nel porto di Brisbane, in

Australia, l’acqua ha una trasmittanza UV media

del 92%, ma a Houston, nel Golfo del Messico

scende al 74%, per precipitare al 49% nel porto di

Shanghai. Per compensare, i sistemi aumentano

la potenza applicata oppure riducono la velocità

del flusso d’acqua, o entrambe le cose. Regolazioni

dello stesso tipo avvengono per soddisfare le richieste

della Coast Guard. Per uccidere un organismo

è necessario che la potenza degli UV sia

pari a tre volte di quella necessaria per sterilizzarlo.

Sistema

di sterilizzazione

elettrochimica

dell’acqua.

Questa modalità

rappresenta

il 37% dei sistemi

di gestione delle

acque di zavorra

a livello

mondiale.

Maggio 2022

Maggio 2022


Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

78 ACQUE REFLUE

GUERRA AGLI ALIENI

Distribuzione

percentuale

delle tecnologie

applicate per la

sterilizzazione

delle acque

di zavorra.

Se la torbidità fosse elevata, oltre un certo limite,

è necessario rallentare il flusso parallelamente all’aumento

di potenza. Il che impatta immediatamente

sia sulle fasi di carico della zavorra (e quindi

di sbarco) che sullo scarico della stessa (e di relativo

imbarco). Ma ciò non ha impedito ai sistemi UV di

contare per il 31% sull’insieme dell’installato.

Altri ultra, gli ultrasuoni

Fenomeno noto da tempo, è quello degli ultrasuoni

in grado di sterilizzare l’acqua - uccidendo i microrganismi

rompendone le pareti cellulari - attraverso

il fenomeno della cavitazione. Agli inizi

degli anni 2000 la Carderock Division del Naval

Surface Warfare Center di West Bethesda nel

Maryland, condusse studi sperimentali su un sistema

ad ultrasuoni per sterilizzare l’acqua di zavorra.

I risultati furono positivi e oggi, circa l’11%

dei sistemi di gestione dell’acqua di zavorra applica

questa modalità. L’architettura dei sistemi è simile

a quelli che usano gli UV: generatori piezoelettrici

di ultrasuoni vengono ubicati in vasche dove si ha

il passaggio di acqua, sia durante il pompaggio a

bordo che durante lo scarico.

Gli ultrasuoni (con frequenza di 200 kHz), creano

microbolle che esplodono, generando altissime

temperature e getti di fluido ad alta velocità su

English abstract

I clean you

In the last issue we illustrated the

problem that ballast water for marine

ecosystems constitutes and the international

regulations that require it to

be sterilized before being discharged.

In this second part, we look at the different

technologies that have been

developed for this purpose.

They are disinfectants, electrochlorination,

ultraviolet, ultrasound, oxidation

and advanced oxidation.

scala locale, capaci così di uccidere gli organismi.

Controindicazioni: l’elevato consumo di energia e

capacità di sterminio (adeguata per la Coast Guard)

ma eccessiva per l’IMO.

Ossidazione

Il metodo classico per la sterilizzazione tramite

ossidazione è quello che prevede di trattare l’acqua

con ozono, le cui proprietà biocide sono ben note.

L’ozono viene prodotto con sistemi a UV oppure

con scariche elettriche ad alto voltaggio. L’acqua

in fase di imbarco viene fatta passare attraverso

dei tubi Venturi dove si crea un vuoto che aspira

l’ozono nel liquido. L’efficacia del gas nell’uccidere

batteri e distruggere virus è superiore a quella del

cloro. Due sono le criticità: la produzione di ozono

richiede apparecchiature complesse; e l’iper-reattività

dell’ozono stesso con gli elementi sciolti

nell’acqua produce bromuri e ossidi di metallo

insolubili (che possono risultare tossici se scaricati

in mare senza essere filtrati). Da qualche anno

esistono sistemi di ossidazione, detti avanzati, che

però hanno poco in comune con quelli a ozono. Si

tratta in realtà di sistemi a UV cui viene aggiunto

un catalizzatore a biossido di titanio su maniche

di vetro al quarzo. La reazione produce radicali liberi

che sono letali per i microorganismi. La tecnologia

è recente e costituisce una piccola parte

dell’11% di installato dei sistemi a ossidazione. Il

punto critico è la progettazione delle unità di catalizzazione,

la cui presenza può creare zone d’ombra

per l’azione degli UV.

l

Maggio 2022

PORTIAMO L’EDILIZIA

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T. Scherber Demolition & Excavating


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

80 ACQUE REFLUE Soluzioni

APPLICAZIONI

Droni, uno sporco lavoro

Elios 2 è un drone

intuitivo che consente

di ispezionare

le fognature

in modo rapido

e sicuro,

e progettato

soprattutto per gli

spazi limitati

Ginevra Fontana

Droni per l'ispezione delle acque reflue.

Il fornitore di droni per interni Flyability

ha stretto una partnership con il fornitore

di software di ispezione delle fognature

WinCan, con lo scopo di rendere le ispezioni

delle fognature più sicure, più rapide e più convenienti.

I professionisti del settore utilizzano il drone

Elios 2 di Flyability per raccogliere dati visivi

all'interno dei tubi delle fognature.

Una collaborazione che consentirà agli ispettori

di importare i dati raccolti direttamente

nel software di ispezione dove potranno quindi

elaborarli, analizzarli e creare report dettagliati

e conformi agli standard.

"Questa partnership con WinCan porterà ai

professionisti dell'ispezione delle acque reflue

più di uno strumento di acquisizione dati, ma

una soluzione completa per ispezionare, analizzare,

archiviare e condividere i propri dati in

modo conforme agli standard", afferma

Patrick Thévoz, co-fondatore di Flyability e amministratore

delegato. "Il valore aggiunto -

continua - è enorme in termini di risparmio di

costi e tempo, nonché in termini di sicurezza,

poiché gli ispettori possono raccogliere dati

visivi da remoto anziché di persona".

Tale soluzione completa end-to-end eviterà

agli ispettori di entrare in spazi confinati. l

Maggio 2022

Mercedes-Benz Econic.

La sicurezza non si rifiuta mai.

Abbiamo migliorato il lavoro quotidiano in città. Anche per chi non è a bordo.

Econic è pensato per coniugare al meglio le esigenze degli operatori e le

situazioni tipiche della mobilità urbana. È progettato per offrire al conducente la

massima visibilità su auto, ciclisti, pedoni, grazie all’ampia vetratura panoramica

e ai suoi sistemi di visione opzionali. Disponibile nelle versioni a due o tre assi,

Econic unisce efficienza e sicurezza, sempre.


82

VEICOLI&ALLESTIMENTI

RENAULT TRUCKS D WIDE Z.E.

RENAULT TRUCKS D WIDE Z.E.

VEICOLI&ALLESTIMENTI

83

Gianenrico Griffini

Il silenzio del pulito

Dalla Casa francese un tre assi a propulsione elettrica

di 26 tonnellate, allestito con compattatore Maktron2

di Mazzocchia azionato da una presa di forza elettrica

Uno dei settori di utilizzo più promettenti

dei pesanti stradali a trazione elettrica

è quello della raccolta e compattazione

dei rifiuti solidi urbani. A questo comparto, oltre

che ai compiti di distribuzione, è rivolto il D

Wide Z.E (adesso ribattezzato E-Tech) di

Renault Trucks, un cabinato mosso da due motori

sincroni a corrente alternata con tecnologia

a magneti permanenti, in grado di sviluppare

una potenza di 260 kW in continuo e di 370 kW

come valore di picco. Il D Wide Z.E., proposto

nelle versioni a due e a tre assi - illustrata in

queste pagine - si affianca al D Wide Z.E. Lec

con cabina ad accesso facilitato (offerto in configurazione

6x2) e al D Z.E. 16 T di 16 tonnellate

di massa totale a terra. Completa verso il basso

l’offerta di elettrici della Casa francese il Master

Z.E., disponibile con peso complessivo di 3,1 e

di 3,5 tonnellate. Sul D Wide Z.E. a tre assi allestito

con compattatore a carico posteriore

Maktron2 realizzato da Mazzocchia le batterie

di trazione agli ioni di litio da 265 kWh con

celle al Nickel-Manganese-Cobalto sono installate

fra il primo e il secondo assale, a fianco

dei longheroni del telaio. Sono suddivise

in quattro pacchi da 66 kWh ciascuno.

Sopra, la presa per

la ricarica dei pacchi

batterie, situata dietro

la cabina di guida

sul lato sinistro

del veicolo,

la pulsantiera

per l’apertura

dell’allestimento

e il logo della gamma

elettrica, che è stata

recentemente

ribattezzata E-Tech.

A fianco, una vista tre

quarti posteriore

del compattatore.

Sotto, la bocca

di carico e il quadro

di comando.

Frenata rigenerativa

Come per tutti i veicoli elettrici, il motore di

trazione funge da generatore di corrente durante

le frenate rigenerative. Il processo si

attiva rilasciando il pedale dell’accelleratore,

oppure agendo sulla leva a più stadi posta a

fianco del piantone dello sterzo che sui camion

tradizionali con motore a combustione

interna serve per far intervenire il rallentatore.

La ricarica delle batterie può essere effettuata

in corrente alternata con un connettore

di tipo 2, nell’arco di 8-12 ore con una

potenza di carica fino a 22 kW. Invece, sfruttando

una sorgente di corrente continua con

potenza fino a 150 kW e un connettore CCS

Combo 2, le tempistiche si riducono a meno

di due ore. Per azionare il compattatore a carico

posteriore Maktron2 di 21 metri cubi di

volumetria è prevista una presa di forza elettrica

con un motore alimentato dalla corrente

a 600 Volt delle rete del veicolo. Il motore è in

grado di generate una coppia continua di 286

Nm al regime di 2.450 giri al minuto.

Con la presa di forza elettrica

La coppia di picco raggiunge, invece, i 530 Nm.

Il compattatore con monopala articolata e il

dispositivo di sollevamento dei cassonetti sono

Maggio 2022

Maggio 2022


84 VEICOLI&ALLESTIMENTI

RENAULT TRUCKS D WIDE Z.E.

NEWS

VEICOLI&ALLESTIMENTI

85

English abstract

SCHEDA TECNICA

Marca e mod.

Renault Trucks D Wide Z.E.

Lunghezza veicolo allestito 9.382 mm

Larghezza veicolo allestito 2.550 mm

Altezza veicolo allestito 3.600 mm

Volumetria cassone 21 m 3

Pot. massima motori

260 kW

Potenza di picco

370 kW

Coppia massima

850 Nm

Interassi

3.900 + 1.350 mm

Peso totale a terra

26.000 kg

Tara veicolo allestito

16.700 kg

Gommatura 315/80 R 22.5

Electric waste collection in the

inner city, the sound of silence

Collection and compaction of municipal solid waste are among the most promising

sectors for the battery-electric heavy-duty trucks that are coming to the market.

The Renault Trucks D Wide Z.E. (now renamed E-Tech) is a 4x2 or 6x2 rigid with

two A.C. synchronous motors with permanent magnet technology, rated at 260

kW in continuous and 370 kW peak power, suitable for this specific mission. The

D Wide Z.E. range includes the D Wide Z.E. Lec with a low entry cab (offered in

6x2 configuration) and the D Z.E. 16 T of 16 tons GVW. The Master Z.E., available

with a total weight of 3.1 and 3.5 tons, completes the electric offer of the French

truck manufacturer. The 6x2 D Wide Z.E. equipped with Maktron2 rear load compactor

made by Mazzocchia features 265 kW / h lithium-ion traction batteries

with Nickel-Manganese-Cobalt cells alongside the chassis side members. These

batteries consist of four packs of 66 kW / h each. As with all-electric vehicles,

the traction motors act as a power generator during regenerative braking. The

process is activated by releasing the accelerator pedal or by acting on the multi-stage

lever located next to the steering column, which on traditional trucks

with an internal combustion engine (ICE) triggers the retarder.

azionati da un circuito oleodinamico (messo

in pressione dal motore elettrico) con una

pressione di esercizio di 180 bar. Questa soluzione

permette di ridurre drasticamente la

rumorosità esterna durante le fasi di innalzamento,

svuotamento dei contenitori e compattazione

dei rifiuti. L’operazione richiede

mediamente 22 secondi (per un ciclo completo),

mentre per lo scarico del cassone, preceduto

dall’innalzamento della sezione di coda

dell’attrezzatura, occorrono 120 secondi.

Meno rumore, meno stress

L’abbattimento delle emissioni sonore è un fattore

cruciale nella raccolta porta a porta dei rifiuti

urbani, che prevede continui stop and go

ogni 150-200 metri e l’impiego intensivo dell’attrezzatura

durante le prime ore del giorno.

Un altro vantaggio legato all’utilizzo dei camion

elettrici riguarda la riduzione delle emissioni

di anidride carbonica, il principale responsabile

dell’effetto serra che porta al surriscaldamento

del pianeta. Secondo i calcoli effettuati dai

tecnici di Renault Trucks, in una tipica missione

di raccolta rifiuti in ambito urbano, caratterizzata

da una percorrenza media di 73

chilometri, le quantità di CO2 emesse da un

elettrico D Wide Z.E. raggiungono i 36,9 kg,

nel calcolo globale dalla sorgente alla ruota.

Si tratta di un valore molto contenuto rispetto

alle emissioni generate da un camion con motorizzazione

a metano di origine fossile (Cng),

pari a 143 kg, o alle quantità dovute a un mezzo

convenzionale dotato di propulsore diesel (159

chilogrammi).

l

Ricarica l’elettrico

La Concessionaria MAN Nord

Diesel di Tavagnacco, ha

inaugurato di fianco alla sua

sede una stazione di ricarica

per van e auto elettriche

Eliana Puccio

Sorge al fianco della concessionaria MAN,

una stazione di ricarica per van e auto

elettriche. MAN si mostra particolarmente

aperta alla transizione ecologica sia

per i nuovi veicoli sia per le infrastrutture per

la loro ricarica. In Italia sono circa 26 mila i

punti di ricarica attivi, ma ne servirebbero 3

milioni. “Siamo stati la prima concessionario

MAN in Italia ad abbracciare le trazioni elettriche

e dotarci in officina di un’attrezzatura

specifica per questi veicoli - spiega Tiziana

Pontarini, una dei titolari della Nord Diesel. -

L’inaugurazione della EV Station (Electric

Vehicle, ndr) chiude il cerchio di questo nostro

virtuoso impegno per la promozione dell’elettro

mobilità. È infatti nostra ferma convinzione

che non ci sarà transizione ecologica verso

forme di trazione più pulite se gli utenti, sia

del trasporto sia i normali automobilisti, non

saranno educati e invogliati ad avvicinarsi a

questi veicoli”. Il layout prevede otto piazzole

di ricarica, quattro per la carica ultraveloce a

75 kW e quattro con la carica a 22 kW.

La stazione è sempre aperta e disponibile 24

ore su 24. Il suo allestimento è stato curato

dalla start up GasGas Srl.

l

La nuova stazione

sorge proprio a fianco

della Concessionaria

MAN.

Maggio 2022

Maggio 2022


86

VEICOLI&ALLESTIMENTI

DAF CF ELECTRIC

DAF CF ELECTRIC

VEICOLI&ALLESTIMENTI

87

Gli incentivi in California

In California (Usa), tre modelli di camion elettrici a batteria

di Peterbilt - brand del gruppo Paccar, insieme a Daf e

Kenworth - possono accedere agli incentivi statali ideati

per i mezzi ibridi e per quelli a emissioni localmente nulle.

Si tratta dei 579Ev, 520Ev e 220Ev (sopra), per i quali sono

previsti sostegni all’acquisto compresi fra 150mila dollari

(circa 142mila euro) e 85mila dollari (poco più di 80mila

euro), secondo i modelli e la specifica missione di trasporto

prevista. Gli importi sono erogati dall’Ente californiano

per la salvaguardia della qualità dell’aria (Carb).

Raccolta a impatto zero

Gianenrico Griffini

Sopra, il Cf Electric

con compattatore sulle

strade di Zwolle

(Paesi Bassi). Sotto,

il sistema di carico

laterale dei cassonetti

e la presa

standardizzata per la

ricarica delle batterie.

Studiato per le missioni di presa e compattazione dei rifiuti

urbani il Cf elettrico in configurazione 6x2 del costruttore

olandese. Le principali caratteristiche tecniche del veicolo

Anche Daf, come gli altri principali costruttori

di camion, guarda con interesse

all’elettrificazione dei mezzi destinati alla

raccolta e al trasporto dei rifiuti urbani. Per

questo comparto, la Casa olandese propone il

Cf Electric in configurazione 6x2 con terzo asse

sterzante, dotato di presa di forza anch’essa

elettrica (e-Pto) per l’azionamento del compattatore

e del dispositivo di sollevamento dei cassonetti.

I test sul campo per la validazione dei

prototipi (quattro in tutto) sono iniziati nel 2020,

con la consegna del primo Cf Electric a Rova,

azienda pubblica senza fini di lucro attiva in 18

centri olandesi con una popolazione residente

di oltre 750mila abitanti. La sperimentazione

con i cabinati 6x2 rappresenta un altro tassello

nella messa a punto dei Cf Electric in condizioni

operative. Che è iniziata nel 2018 con i primi

trattori a batterie (Bev) entrati in servizio nei

Paesi Bassi, Belgio e Germania. Il 6x2 elettrico

consegnato a Rova, di 28 tonnellate di massa

totale a terra (incluse 2 ton di tolleranza ammesse

nei paesi della Ue), monta un motore

da 210 chilowatt di potenza nominale e 240 chilowatt

di potenza di picco, capace di generare

una coppia massima di 2.000 Newtonmetro.

L’energia elettrica è fornita da cinque moduli

batteria, posizionati ai lati del telaio. Si tratta di

unità al litio ferro fosfato prive di carbonio, mantenute

a temperatura controllata per garantire

il contenuto energetico, indipendentemente

dalle condizioni meteorologiche esterne. Sulla

seconda generazione dei Cf Electric, grazie ai

progressi tecnologici degli accumulatori, è stato

possibile ridurre di 700 chilogrammi il peso

complessivo dei pacchi batteria. La ricarica

delle unità agli ioni di litio, dal 20 all’80 per cento

del livello massimo richiede circa 75 minuti con

un dispositivo in corrente continua da 150 chilowatt.

Le tempistiche si riducono a 45 minuti

nel caso di una colonnina da 250 chilowatt. Per

promuovere la diffusione dei veicoli elettrici Daf,

attraverso l’organizzazione Paccar Parts di distribuzione

dei ricambi, propone un’ampia

gamma di caricabatterie (con connettore standard

Ccs 2) con potenze di 120-180 e 360 chilowatt,

secondo le esigenze (e il numero di veicoli

elettrici in flotta) delle aziende di trasporto. l

The Dutch way to garbage

truck electrification

In 2020, as part of a field test comprising four comparable vehicles,

the first Daf Cf Electric 6x2 refuse collection truck has entered operations

with Dutch public waste disposal company Rova. The vehicle

features a zero-emission VDL electric powertrain alongside a fully

electric VDL refuse collection superstructure. The 3-axle truck, which

is operated by Rova in the Dutch city of Zwolle, has a Gross Vehicle

Weight (GVW) of 28 tonnes and an enhanced manoeuvrability, thanks

to a steered trailing axle. The VDL E-power driveline fitted to the Daf

Cf Electric 6x2 waste collection truck provides 210 kW of power (240

kW peak power) and a torque of 2,000 Nm, like the Cf Electric tractor

unit.The driveline is powered by a battery pack with a (gross) energy

content of 170 kWh, sufficient for covering regular garbage collection

routes. Waste collection trucks typically return to the depot every few

hours to unload. At the depot, the Cf Electric can recharge up to 80%

battery capacity in only 45 minutes. The 6x2 electric truck has three

levels of regenerative braking, controlled by a steering column stalk,

similar to an hydraulic retarder on a diesel-powered truck.

English abstract

Maggio 2022

Maggio 2022


e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

9

000_000_COVER_20_maggio_2022 Ok3.qxp_Layout 1 03/05/22 16:36 Pagina 5

Anno VI

Maggio

2022

22_24_worldrise_ok.qxp-OK1.qxp_Layout 1 03/05/22 17:57 Pagina 22

22 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni

NETWORK PLASTIC FREE

Casa Editrice

la fiaccola srl

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

74_74_biowaste_polline Ok1.qxp_Layout 1 04/05/22 09:23 Pagina 74

74 BIOWASTE NEWS

Una nuova alleata dell’ambiente:

la carta ricavata dal polline. Una valida

alternativa a quella tradizionale.

Lo studio arriva da Singapore

Una promessa

al Pianeta Blu

Eliana Puccio

Sensibilizzare, coinvolgere, mobilitare, formare. L'obiettivo della

Onlus Worldrise è quello di (ri)connettere le persone al mare

con progetti creativi. L'intervista alla co-founder Virginia Tardella

W

orldrise, ci racconta Virginia Tardella,

vicepresidente e co-fondatrice, project

Manager di “No Plastic More Fun” e

“Ecorider”, è un’associazione no profit che nasce

nel 2013 fondata insieme alla presidente e biologa

marina Mariasole Bianco.

Si occupa di conservazione dell’ambiente marino,

e sviluppa progetti creativi che coinvolgono giovani

e giovanissimi unendo formazione, informazione

e divertimento.

Come nasce Wolrdrise?

A partire dal 2013 si ci siamo focalizzati su diverse

aree tematiche, da quelle più legate all’ambiente

marino in sé al problema che tutti conosciamo

benissimo dell’inquinamento marino da plastica.

Negli anni ci siamo resi conto che c’era un gap

nella percezione dell’importanza del mare nelle

grandi città dove tendiamo a dimenticarci quanto

sia fondamentale, poiché ci dona più del 70 per

cento dell’ossigeno che respiriamo.

Abbiamo così dato vita a uno slogan che è

“Portare il mare in città”, tramite progetti che

rendono i locali plastic free con consulenza gratuita.

Il progetto “No Plastic More Fun” ad oggi

conta quasi 200 aderenti tra locali, bar e discoteche

che hanno completamente eliminato la

plastica monouso, coinvolgendo in un secondo

momento anche i musicisti, smettendo di richiedere

plastica nei loro documenti di contratto.

Ci parli in particolare di “No Plastic More Fun”

e “Ecorider”. Come vi muovete nella selezione

e ricerca di locali e artisti aderenti? E quali le

criticità riscontrate nel realizzarli?

No Plastic More Fun è stato fondato nel 2019,

all’inizio andavamo, ma lo facciamo tuttora, porta

a porta, tramite i nostri volontari sparsi sul

territorio. Abbiamo capito che inviare una mail

al gestore di un locale non era efficace.

Era molto più proficuo recarsi fisicamente sul

posto e farci conoscere. Adesso non nego che

grazie alla diffusione del progetto, molte richieste

ci arrivano direttamente da loro. Se i locale

ha ancora la plastica monouso, noi gli forniamo

una consulenza personalizzata, ci affidiamo a

Maggio 2022

ISSN 2610-9069

0 0 0 2 0 >

772610 906904

RIFIUTI PRODOTTI

DAI MATERIALI

COMPOSITI: SFIDE

E STRATEGIE

DALLA GEOTERMIA

IL LITIO

UTILIZZATO

NELLE BATTERIE

ARMA

LETAME

Eliana Puccio

U

Carta

soffiata

na carta ricavata dal polline. L’inven -

zione di un gruppo di scienziati della

Nanyang Technological Uni versity

(NTU) di Singapore. Presenta le stesse caratteristiche

della tradizionale, ma può essere

stampata e ripulita più volte.La ricerca,

pubblicata su Advanced Materials, ha mostrato

come una stampante laser possa

stamparvi immagini a colori ad alta risoluzione.

Non solo, potrebbe presentarsi come

una valida alternativa ecologica, soprattutto

nel processo di produzione. Sappiamo infatti

che la carta tradizionale si ottiene dalle fibre

di cellulosa del legno, sottoposte a diversi

trattamenti con un certo consumo energetico.

Il Professor Cho Nam-Joon, principale

autore dello studio, spiega: “A differenza della

carta tradizionale a base di legno, il polline

è generato in grandi quantità ed è naturalmente

rinnovabile”.

Il processo di produzione risulta decisamente

meno impattante, per realizzarla gli scienziati

hanno infatti rimosso i componenti cellulari

i grani di polline di girasole usando

idrossido di potassio. I grani duri sono stati

quindi trasformati in particelle di microgel

morbido, passaggio che elimina anche le

componenti polliniche che generano allergie.

Con l'acqua deionizzata, gli scienziati hanno

purificato il microgel, prima di metterlo in

uno stampo di quadrato dove è stato lasciato

a essiccare all’aria. Si è formato così un foglio

di carta con un diametro di circa 0,03 millimetri,

pari alla metà di un capello umano.l

Maggio 2022

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• Rifiuti solidi • Trattamento acque reflue • Biowaste

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