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BSKT #12

Il numero di maggio 2022 di BSKT, la rivista ufficiale di Aquila Basket Trento

Il numero di maggio 2022 di BSKT, la rivista ufficiale di Aquila Basket Trento

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SPECIALE

AQUILA

BASKET

EARTH DAY

2022

MAGGIO 2022


BSKT – Il magazine di Aquila Basket

Numero 12 / Maggio 2022

5 I EDITORIALE

6 I AMARCORD

29 I BIANCONERI IN VETTA

Luca Lechthaler e Lele Molin

Registrazione Tribunale di Trento n° 1275

del 10 gennaio 2006

Direttore Responsabile:

Luigi Longhi

Redazione:

Francesco Costantino Ciampa e Marcello Oberosler

Direttore Artistico:

Daniele Montigiani

Grafica e impaginazione:

Lorenzo Manfredi

Hanno collaborato:

Martina Quintarelli, Cristian Ferrari

Fotografie:

Daniele Montigiani, Cristian Ferrari – SAT,

Federico Modica, Matteo Pavana

Redazione:

Piazzetta Lunelli, 8 -12 – 38122 Trento Tel. 0461

931035, e-mail: bskt@aquilabasket.it

Spazi pubblicitari:

marketing@aquilabasket.it

Tipografia:

Grafiche Dalpiaz - Via Stella, 11/B, 38123 Ravina TN

© Copyright Aquila Basket Trento srl

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa rivista

può essere riprodotta con mezzi grafici, meccanici,

elettronici o digitali. Ogni violazione sarà perseguita

a norma di legge.

Numero chiuso alle ore 23 di lunedì 2 maggio 2022.

8 I BEST OF SEASON

10 I HELLO MY NAME IS

Marco Albanesi

12 I LA COPERTINA

Aquila Basket Earth Day

16 I IL PARTNER

La commissione glaciologica SAT

18 I LA SCUOLA

Gli studenti del Martino Martini

21 I LA TESTIMONIAL

Tamara Lunger

26 I IL PERSONAGGIO

Lele Molin in vetta

30 I IL PERSONAGGIO

Federico Modica

34 I I PARTNER

38 I MONDO STATISTICHE

40 I CINEMA&AMBIENTE

41 I LIBRI&AMBIENTE

43 | IL SETTORE GIOVANILE

Noi siamo i giovani

44 I APPUNTI SPARSI

Scegli Cavit, bevi responsabilmente.


05 | EDITORIALE

Power

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Liberare le energie positive per creare un futuro migliore.

Non è certo facile, in questi mesi, essere ottimisti: prima la pandemia

e ora la guerra ci proiettano in un periodo storico complicato.

Tuttavia questo non deve essere un alibi per abbassare il nostro livello

di impegno e di partecipazione. Tra i temi fondamentali che proprio

la pandemia e la guerra mettono in crisi, c’è l’ambiente a 360 gradi.

Ambiente significa il nostro vivere e il rapporto con tutto quello che

ci circonda. Possiamo fare qualcosa? Certo, possiamo fare molto.

Ognuno di noi. Un Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente

evidenzia come un ambiente sano in Europa svolga un ruolo chiave nel

determinare la salute e il benessere dei suoi cittadini. L’inquinamento

atmosferico e acustico, gli impatti dei cambiamenti climatici come

le ondate di calore e l’esposizione a sostanze chimiche pericolose

contribuiscono al 13% dei decessi, e sono i più vulnerabili a subirne gli

effetti più pesanti. L’inquinamento atmosferico rimane la principale

minaccia ambientale europea per la salute, con oltre 400.000 morti

premature dovute all’inquinamento atmosferico ogni anno nell’UE.

L’inquinamento acustico è al secondo posto, contribuendo a 12.000

morti premature, seguito dagli impatti dei cambiamenti climatici,

in particolare dalle ondate di calore.Il peso dell’inquinamento e del

cambiamento climatico varia in Europa, con chiare differenze tra

i Paesi dell’Europa orientale e occidentale. La percentuale più alta

di morti nazionali (27%) è attribuibile all’ambiente in Bosnia ed

Erzegovina e la più bassa in Islanda e Norvegia (9%).

Nella ricerca si sottolinea come sia necessario un approccio integrato

delle politiche ambientali e sanitarie per affrontare i rischi ambientali,

proteggere i più vulnerabili e realizzare appieno i benefici che la

natura offre a sostegno della salute e del benessere. Come Aquila

Basket abbiamo a cuore questo tema e da tempo abbiamo realizzato

e condiviso alcune iniziative non solo per l’Earth Day, che vengono

illustrate in questo numero della rivista. Per noi l’ambiente è una

scelta fondamentale per garantire il benessere dei nostri associati in un

virtuoso rapporto che sappia coniugare il rispetto della natura con il

rispetto di sé stessi. Non esiste, a mio avviso, un ambiente pulito

e positivo senza un sano stile di vita. Le due cose devono andare di pari

passo ed è per questo importante cominciare fin dalla tenerà età.

E noi vogliamo partire dal minibasket.

Il Pres


6 | AMARCORD

7 Maggio 2021, Trento

Dolomiti Energia Trentino

VS Happy Casa Brindisi

Nella foto: Kelvin Martin attacca

il canestro, i giocatori di Trento

hanno indossato la maglia

celebrativa di colore Verde.

Daniele Montigiani


8 | BEST OF SEASON

23 Aprile 2022, Trento

Dolomiti Energia Trentino

VS Prosciutto Carpegna VL Pesaro

Nella foto: L’esultanza di Cameron

Reynolds, dopo una Tripla, davanti

al pubblico esultante di Trento.

Spicca la divisa realizzata per

celebrare l’EARTHDAY2022.

Daniele Montigiani


10 | HELLO MY NAME IS

Hello

my name is

G R U P P O K O N I G P R I N T

NOME:

MARCO ALBANESI

.....................................................................................................

IN AQUILA DA:

2019

..................................................................................................

TI OCCUPI DI:

RESPONSABILE SETTORE GIOVANILE

..................................................................................

GIOCATORE AQUILA PREFERITO:

MAX LADURNER

..................................................................................

SPORT PREFERITO:

CICLISMO E ATLETICA LEGGERA

..................................................................................

IG, FB O TW:

FACEBOOK

..................................................................................

PRINCIPALE PREGIO:

PAZIENZA

.....................................................

PRINCIPALE DIFETTO:

NOSTALGICO

..............................................

MATERIA PREFERITA:

LETTERATURA

..........................................

ANIMALE PREFERITO:

SQUALO BIANCO

.......................................

VACANZA

PREFERITA:

OVUNQUE LONTANO

DAL CAOS E SENZA

TELEFONO

.......................................

HOBBY:

IL CINEMA,

PRIMA DI TUTTO

...........................................

CITTÀ DOVE VIVERE:

MILANO O MADRID

HOBBY:

ACQUARIOLOGIA

...................................................................................................

PIATTO PREFERITO:

VITELLO TONNATO

................................................................................

VINO O BIRRA:

BIRRA

.............................................................................

LIBRO O FILM:

FILM

.............................................................................

SERIE TV PREFERITA:

TWIN PEAKS

...............................................................................

ATTORE E ATTRICE PREFERITI:

ROBERT DE NIRO E MICHELLE PFEIFFER

................................................................................

CANZONE PREFERITA:

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI

.................................................

BICICLETTA O

MONOPATTINO?

CHOPPER

............................................

CANI O GATTI?

GATTI

.........................................

TIRO DA TRE O

SCHIACCIATA?

SCHIACCIATA

.........................................

ESTATE O INVERNO?

ESTATE

..........................................

IDOLO SPORTIVO:

MARCO PANTANI

............................................

IL TUO SALUTO

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12 | LA COPERTINA

Aquila Basket

Earth Day

2022

DI MARCELLO OBEROSLER

FOTO DI DANIELE MONTIGIANI

La Dolomiti Energia Basket Trentino è da

sempre una società legata in maniera profonda

al proprio territorio: dal settore giovanile,

passando per le società dell’Academy,

al mondo delle associazioni e delle

collaborazioni con le scuole, la società

bianconera negli anni è riuscita a trasmettere

valori importanti e significativi, legati allo

sport ma non solo.

L’Aquila Basket Earth Day 2022 non ha fatto

eccezione, anzi: è stato un appuntamento

coinvolgente e sentito, che non si è limitato

alle parole ma che ha saputo anche passare

ai fatti, nonostante la complessità del tema

scelto per la sua edizione di quest’anno,

i ghiacciai del Trentino.


“La sostenibilità

è stata la parola chiave

anche dell’incontro

andato in scena

nell’aula magna del

Martino Martini

proprio il 22 aprile,

la data in cui a livello

internazionale

si celebra la giornata

della Terra”

I GHIACCIAI

I ghiacciai hanno plasmato il

territorio trentino nel corso dei secoli

e dei millenni: non si tratta solo di

ghiaccio, ma di un elemento che fa

parte del DNA stesso del territorio

di cui Trento è il capoluogo. Oggi i

cambiamenti climatici ci impongono

di affrontare continuamente nuove

sfide e di farlo in maniera sempre più

consapevole e proiettata al futuro,

con l’obiettivo di fare di tutto per non

disperdere questi tesori di ghiaccio:

si parte dalla sensibilizzazione

sulla conoscenza e sulla fusione dei

ghiacciai, e a come preservarli.

Forte del supporto di partner

importanti come la SAT, Aquila

Basket ha voluto coinvolgere il

più possibile i giovani e le scuole,

partendo dalle elementari fino ai

licei del territorio: con gli alunni

delle scuole primarie che hanno

aderito durante l’anno al progetto

Eagle Chicks per avvicinare i piccoli

al mondo dello sport e del tifo pulito

si sono messi in campo in prima

linea gli esperti della Commissione

Scuola e Formazione della SAT, e in

particolare Claudio Bassetti. Nelle

classi sono state proposte lezioni

e attività interattive, coinvolgendo i

giovanissimi alunni con video e foto

alla scoperta delle nostre montagne,

degli elementi del territorio quali

ghiaccio e acqua, dei cambiamenti

climatici e di come stiano cambiando

l’ambiente che ci circonda.

Dal mese di febbraio è stato inoltre

avviato un progetto di alternanza

scuola-lavoro in collaborazione

con l’Istituto “Martino Martini” di

Mezzolombardo: i ragazzi della

classe III sono stati coinvolti in

un’attività di progettazione di un

evento di marketing e comunicazione

con lo staff della Dolomiti Energia

Basket Trentino, per mettere a punto

l’Aquila Basket Earth Day 2022.

Durante le due settimane di attività

di alternanza scuola-lavoro con

Aquila Basket sono uscite molte idee

interessanti, frutto dell’inventiva

e dell’intraprendenza dei ragazzi,

che si sono dimostrati entusiasti e

propositivi fin dal primo momento:

non sono mancati anche con loro gli

incontri con il glaciologo, in questo

caso Cristian Ferrari, che ha posto

di fronte agli studenti le grandi

tematiche ambientali che tutti siamo

chiamati a fronteggiare.

22 APRILE, Giornata della Terra:

L’INCONTRO AL MARTINO MARTINI

La sostenibilità, con le sue varie

declinazioni, è stata la parola chiave

anche dell’incontro andato in scena

nell’aula magna del Martino Martini

proprio il 22 aprile, la data in cui

a livello internazionale si celebra

la giornata della Terra. Studenti,

esperti e aziende si sono confrontati

sul tema dei ghiacciai andando

oltre al “semplice” problema e

sviluppandone gli aspetti e le

ricadute sulla vita di tutti giorni

e le attività delle imprese locali.

Il momento più emozionante e

coinvolgente però è stato l’intervento

di Tamara Lunger, testimonial

dell’evento al Martino Martini:

la grande scialpinista e climber

altoatesina ha rapito l’attenzione

di tutti con i racconti delle sue

avventure ed esperienze sui più

alti ghiacciai del pianeta, con foto e

video mozzafiato, mostrando il lato

anche più tragico e doloroso della

montagna.

GAME DAY

L’Aquila Basket Earth Day 2022 è

proseguito anche oltre la giornata del

22 aprile, culminando nella partita

casalinga del giorno successivo, il 23

aprile contro la Carpegna Prosciutto

Pesaro. Il brutto tempo ha imposto il

rinvio della camminata di tutti i tifosi

e delle associazioni legate al progetto

Dolomiti Energia For No Profit dal

centro città fino al palazzetto, ma

tutto sommato potrebbe aver fatto

bene alla terra trentina visto il

lungo periodo di siccità invernale.

Vediamola così.

In una partita combattutissima e

risolta a fil di sirena da una tripla di

Lamb, la Dolomiti Energia è scesa

in campo con uno speciale completo

biancoblù prodotto in edizione

limitata: un colore che ispirasse

proprio quello dei ghiacciai, e un

layout che oltre al profilo di una

montagna prevedesse l’aggiunta

del nome di un ghiacciaio per ogni

giocatore, oltre ai loghi dei partner

dell’iniziativa, la SAT e La Sportiva.

Le divise indossate dai giocatori

della Dolomiti Energia Trentino

durante l’Aquila Basket Earth Day

e autografate dai protagonisti sono

poi state acquistate online nei giorni

successivi alla partita attraverso

un’asta di beneficenza sulla

piattaforma Charity Stars. I proventi

dell’asta sono stati devoluti proprio

alla SAT per dare un contributo

all’ammodernamento del centro

studi Julius Payer.


16 | IL PARTNER

SAT,

competenza

e conoscenza

DI MARCELLO OBEROSLER

FOTO CRISTIAN FERRARI – SAT, DANIELE MONTIGIANI

“Il centro Payer

nasceva nei primi

anni ’90 dall’idea di

creare un presidio

permanente in alta

montagna per portare

avanti studi sulla

glaciologia

e allo stesso tempo

sensibilizzare

e informare i

visitatori”

I

ghiacciai. Una risorsa preziosa, un

elemento che è parte integrante del

DNA del nostro territorio. Hanno

scavato le nostre valli, definito le

pareti delle nostre montagne, creato

laghi e cascate. I ghiacciai sono una

cosa viva.

Lo ripete più volte Cristian Ferrari,

Presidente della Commissione

Glaciologica della SAT, incontrando

gli studenti: pensare al ghiacciaio

come un essere vivente cambia

la percezione che abbiamo

di questa risorsa preziosa

e in pericolo.

La Società degli Alpinisti Tridentini

che quest’anno compie i suoi 150

dalla fondazione è stato uno dei

partner decisivi dell’Aquila Basket

Earth Day 2022, una collaborazione

che si è concretizzata in tante forme:

dalla presenza degli esperti nelle

scuole al logo sulle maglie da gioco,

dalla scelta del tema dell’edizione

dell’Earth Day alla destinazione dei

proventi dell’asta di beneficenza.

E in prima linea fin dall’inizio

c’è stato anche Cristin Ferrari,

Presidente della commissione

glaciologica della SAT: «Siamo una

commissione tecnico-consultiva –

racconta Cristian -, tracciamo linee

guida e portiamo avanti attività di

studio, tutela e valorizzazione dei

ghiacciai. Curiosamente la SAT parlò

proprio di ghiacciai nel giorno della

sua fondazione a Campiglio, nel

1872: venivano visti come una cosa

molto lontana, come un ostacolo.

Ma si cominciava già a percepire

il loro valore alpinistico, turistico

e ambientale. Dal 1990 esiste il

comitato glaciologico trentino,

oggi per studiare i ghiacciai abbiamo

fatto grandi passi in avanti anche

grazie alle tecnologie che

ci aiutano come droni e laser».

E all’interno del vasto panorama di

enti e associazioni che studiano e

analizzano costantemente lo stato dei

ghiacciai trentini c’è un’eccellenza

del territorio individuata dalla SAT

e da Aquila Basket come la perfetta

destinataria dei proventi dell’asta

di beneficenza dei completi Earth

Day: il centro studi Julius Payer,

in Val Genova. «Il centro Payer

nasceva nei primi anni ’90 dall’idea

di creare un presidio permanente

in alta montagna per portare avanti

studi sulla glaciologia e allo stesso

tempo, con una sua parte più

museale, sensibilizzare e informare i

visitatori: oggi vogliamo rilanciarlo e

ammodernarlo. Una volta dal centro

studi, posto a un’altitudine di circa

2.400 metri, si vedevano attorno tutti i

ghiacciai dell’Adamello, ora quasi non

si vede più ghiaccio perché si sono

ritirati di centinaia di metri».

Sensibilizzare e informare: le due

parole chiave degli interventi degli

esperti della SAT che hanno portato

le loro lezioni alle superiori ma anche

nelle scuole elementari, nelle classi

della città già coinvolte nel progetto

Eagle Chicks di Aquila Basket. E’ stata

in quel caso la commissione scuola

della SAT,

e in particolare Claudio Bassetti,

a raccontare agli alunni cosa sia

il ghiaccio come elemento, come

e perché si trasformi, quali siano

le conseguenze del cambiamento

climatico che il pianeta sta

affrontando.

Con un messaggio finale che vale per

tutti, grandi e piccini: «Prendetevi

il tempo e andate a vederli, i nostri

ghiacciai. Ne abbiamo tanti sulle

nostre montagne: salite in alto e

osservateli».


18| LA SCUOLA

Alternanza

scuola-Aquila

DI STEFANO TRAINOTTI

FOTO DANIELE MONTIGIANI

“Aquila Basket,

la sua mission,

gli eventi sviluppati

sul territorio

e in particolare

quanto fatto nelle

precedenti edizioni

dell’Earth Day”

L’alternanza scuola-lavoro è

una metodologia didattica che

permette agli studenti e alle

studentesse di

mettersi alla prova con compiti di

realtà, acquisendo competenze utili

per il proprio percorso grazie alla

presenza di tutor che li seguono nelle

loro attività. Aquila Basket Trento

collabora con le scuole su questi

temi fin dal 2016 ospitando studenti

presso i propri uffici o collaborando

con le scuole nell’organizzare

attività presso le aule degli istituti

scolastici. Nel mese di febbraio

Aquila Basket, in collaborazione con

la Commissione glaciologica della

SAT, ha supportato la classe III del

Liceo Scientifico ad indirizzo sportivo

dell’istituto “Martino Martini” in

un’attività di alternanza scuola-lavoro

legata all’Earth Day con grande

soddisfazione sia di Aquila che di

studenti e docenti.

L’attività è durata due settimane,

durante le quali la classe III

ha interrotto le proprie lezioni

proprio per sviluppare attività di

progettazione e organizzazione

di eventi sportivi: nella prima

settimana gli studenti hanno ricevuto

una formazione sui temi della

comunicazione e del marketing di

eventi sportivi da parte di esperti del

CONI trentino e contestualmente

hanno conosciuto la struttura di

Aquila Basket, la sua mission,

gli eventi sviluppati sul territorio

e in particolare quanto fatto nelle

precedenti edizioni dell’Earth Day.

Così, nei primi giorni si sono alternati

nell’aula del Martino Martini diverse

voci di Aquila Basket per raccontare

ai ragazzi il mondo Aquila Basket:

da Massimo Komatz, Francesco

Ciampa, Martina Quintarelli, Sara

Biasioni e Andrea Bonetti hanno

offerto stimolato nei ragazzi interesse

verso la progettazione di eventi

sportivi, condividendo con loro le

proprie esperienze e le proprie

strategie. A questi si è aggiunto anche

Cristian Ferrari, presidente della

commissione glaciologica della SAT,

che ha spiegato le problematiche

relative al ritiro dei ghiacciai che sta

caratterizzando questi ultimi decenni.

Dopo questa prima settimana di

formazione, la classe si è divisa in due

gruppi per iniziare a lavorare sugli

obiettivi previsti dalle attività

proposte da CONI e Aquila Basket.

In particolare, otto studenti della

classe, seguiti da Martina Quintarelli,

hanno provato a ragionare su come

sfruttare l’occasione dell’Earth Day

per fare comunicazione su questo

tema ai tanti appassionati sportivi

che avrebbero seguito tale evento.

E così i ragazzi hanno provato a

realizzare una serie di proposte legate

soprattutto ai social con ipotesi di

post, reel e altri suggerimenti su

come impostare l’informazione

relativa al tema dei ghiacciai sia

presso il Martino Martino che nelle

altre scuole. Il percorso di alternanza

per loro però non si ferma qui: perché

per giugno è prevista un’uscita sul

territorio proprio presso uno dei

ghiacciai del Trentino di cui hanno

potuto approfondire la conoscenza

durante il percorso di alternanza

scuola lavoro.

“La classe

si è divisa

in due gruppi

per iniziare

a lavorare sugli

obiettivi previsti dalle

attivitàproposte

da CONI

e Aquila Basket”


21 | LA TESTIMONIAL

Tamara

Lunger,

cuore di ghiaccio

DI MARCELLO OBEROSLER

FOTO MATTEO PAVANA

“Il ghiaccio è uno

degli elementi

chiave della vita da

alpinista di Tamara,

e anche una parte

fondamentale del

territorio in cui

viviamo: ecco perché

il tema dell’Aquila

Basket Earth Day

2022 è così caro alla

bolzanina classe ’86”

Tamara Lunger si definisce

come il ghiaccio che conosce

bene, che ha affrontato sulle

vette più alte del pianeta:

fragile e forte.

Fragile perché la Natura e la

montagna, a quelle altitudini,

sa farti sentire piccolo e indifeso. Ti

mette di fronte a sconfinate bellezze

e drammatiche tragedie. Forte,

perché dalle tragiche vicende cha

ha vissuto e sperimentato, Tamara

ha saputo continuamente rinascere.

Il suo sorriso e la sua passione per

la vita mettono i brividi tanto sono

intensi e autentici.

Non poteva esserci un testimonial

più appropriato per l’evento

organizzato con gli studenti il 22

aprile, la giornata mondiale della

Terra. Perché in pochi hanno

la montagna nel cuore come la

straordinaria alpinista altoatesina:

«La montagna è la mia maestra.

Spesso a causa della tecnologia

tendiamo ad allontanarci dalla

Natura, e invece solo quando siamo

capaci di riconnetterci con questa

Madre scopriamo noi stessi

e diventiamo persone più positive

e serene».

Un messaggio che a una platea

di oltre 80 studenti delle Superiori

arriva diretto, forte e chiaro.

Ed è proprio a loro che Tamara

si rivolge, in tutto quello che dice

e che fa. Una donna che sa ispirare

gli adulti di domani con la potenza

delle cose che dice e che fa.

«Credo che quello che dobbiamo fare

capire alle nuove generazioni

e a tutti sia che ognuno di noi conta,

in questa difficile e lunga battaglia:

e non è una questione solo di

conoscenza e di sensibilizzazione,

ma anche e soprattutto di

responsabilità individuale, nelle

piccole e grandi azioni quotidiane

su cui possiamo fare una scelta.

C’è chi lavora per un mondo

migliore mettendosi in prima linea,

attivandosi “ad alto livello”;

c’è chi invece si ricorda di chiudere il

rubinetto mentre si lava i denti.

Nella gestione dei rifiuti di casa,

nel riciclo, nel risparmio dell’acqua o

nell’abbassare il riscaldamento:

i comportamenti di ognuno fanno

la differenza. Sentire la

responsabilità individuale di queste

azioni è decisivo per riuscire a fare

il meglio possibile».

Il ghiaccio è uno degli elementi

chiave della vita da alpinista

di Tamara, e anche una parte

fondamentale del territorio

in cui viviamo: ecco perché il tema

dell’Aquila Basket Earth Day 2022

è così caro alla bolzanina classe ’86.

«Magari sulle vette degli Ottomila

che ho scalato non si nota,

ma è molto triste vedere sulle nostre

montagne i ghiacciai che

si ritirano a questi ritmi: fa

impressione pensare che nel

giro di qualche anno potremmo


“Quella tra l’Aquila

e la Sportiva

nell’Earth Day

è una partnership

molto importante,

un esempio di come

due realtà di alto

livello possano

aggregarsi

e fare squadra”

addirittura perderli, sarebbe davvero

un disastro, soprattutto per le

generazioni future».

Tamara è testimonial de La Sportiva,

outdoor partner di Aquila Basket:

due brand in sinergia da anni, con

sensibilità affini verso temi che vanno

anche al di là delle rispettive sfere

di azione.

«Quella tra l’Aquila e La Sportiva

nell’Earth Day è una partnership

molto importante, un esempio di

come due realtà di alto livello che

operano nel territorio in ambiti

diversi possano aggregarsi e fare

squadra, unite da valori e progetti

forti e autentici.

La Sportiva è una grande azienda,

di respiro internazionale, e l’Aquila

Basket è un’eccellenza nel campo

della pallacanestro e come club.

La visibilità e il bacino di persone

raggiunte da questi due soggetti

credo che possa essere di stimolo

a persone, aziende, club per portare

avanti queste iniziative

e per combattere assieme il global

warming e le cause

del cambiamento climatico».

L’evento al Martino Martini dimostra

come le tematiche ambientali

abbiano un impatto su tante realtà

diverse: «Mi è piaciuto molto

ascoltare le esperienze e le idee

di tante persone e tanti esperti,

affrontando a 360 gradi il tema della

sostenibilità. Ho imparato tanto

anche io!».


26 | BIANCONERI IN VETTA

Lele Molin,

coach

tra le vette

DI MARCELLO OBEROSLER

FOTO DANIELE MONTIGIANI

Poche persone in Aquila

Basket sono genuinamente

appassionate di montagna

quanto coach Lele Molin.

Lele, da dove nasce questo amore?

Beh, è una passione nata fin da

piccolo, imparando a conoscere

e ammirare le bellezze dell’area

dolomitica in particolare. Avendole

vissute fin da giocane, e con una

frequentazione continua, le montagne

sono fonte di ricordi di momenti

intensi in cui esplorare il mondo

e raggiungere le vette. C’è tanta

soddisfazione, tanta gratificazione,

in quello sforzo condiviso. Poi con

il passare del tempo ho alimentato

questa passione leggendo tanti libri,

biografie e guide sulle montagne e sui

personaggi che le hanno affrontate e

vissute in tutto il mondo. Le emozioni

di quei libri e di quelle persone mi

hanno coinvolto ulteriormente.

Cos’è per te la montagna?

Per chi come me vive ogni anno

tra palestre, viaggi, stress e

pallacanestro, la montagna è lo

spazio in cui d’estate e d’inverno,

quando si può, fuggo per ritrovarmi.

In quegli ambienti naturali ritrovo

posti, amicizie, e la magia è che

anche i posti che si conoscono meglio

regalanmo ogni volta nuove emozioni

e nuove sensazioni. Interpreto la

montagna come cultura, come un

modo di vivere e affrontare la vita.

La montagna è anche una preziosa

maestra di vita.

Sì, insegna veramente tantissime

cose. Per raggiungere la vetta devi

essere preparato, armarti di pazienza,

essere consapevole

dei tuoi limiti. E quando vissuta

in compagnia, trasmette tantissimo

per il modo in cui si condividono le

fatiche e i limiti e ci si dà una mano

a vicenda per superare le difficoltà.

È una vera e propria palestra di

solidarietà. Sono lezioni che non solo

provo a mettere nel mondo dello sport

che ho vissuto per tanti anni e che vivo

ancora giorno dopo giorno, ma che

provo a mettere anche nella mia vita.

A proposito di libri e di montagna, chi

sono i tuoi riferimenti

in materia?

Tra fine aprile e inizio maggio

sono riuscito a prendere parte da

spettatore ad alcuni eventi legati

al Film Festival della Montagna di

Trento, mi ha colpito molto il racconto

di Messner che ha parlato dai suoi 70

anni di alpinismo collegandolo alle 70

edizioni del Film Festival.

Lui è una vera e propria icona del

vivere la montagna a 360 gradi.

Uno degli ultimi libri che ho letto

invece è “Cervino”, di Hervé

Barmasse: è affascinante il modo in

cui alcuni alpinisti e autori riescano

a comunicare la passione e le

emozioni del vivere la montagna,

e Barmasse lo fa in maniera

straordinaria sia per i conoscitori

più esigenti che per chi invece non è

particolarmente dentro

a questo mondo.


27 | BIANCONERI IN VETTA

Luca

Lechthaler,

basket altitude

DI MARCELLO OBEROSLER

FOTO DANIELE MONTIGIANI

La pallacanestro nel cuore,

la montagna nel sangue.

Luca Lechthaler a basket

ha giocato per una vita intera,

inseguendo un sogno, andando via

di casa giovanissimo con il coraggio

di chi vuole investire su se stesso,

vincendo alla fine tutto da atleta

professionista esemplare.

Oggi è il volto della Dolomiti Energia

Basketball Academy, e chiusa la

carriera da giocatore può dedicarsi

a coltivare la sua sconfinata passione

per il territorio, per la natura,

per la montagna.

«Una passione nata un po’ per

caso – racconta il gigante di

Mezzocorona -, che mi è stata

trasmessa all’interno della famiglia:

poi ho cominciato ad andare

ai campi estivi in montagna,

a fare gite alle malghe, alle cime.

All’inizio era un bel modo di stare

con i miei compagni, poi ha prevalso

quel senso di libertà che ti pervade

salendo di quota ed entrando in

contatto con la natura.

Ogni volta si vivono emozioni diverse

e sempre nuove».

E chissà che dopo l’Aquila Basket

Earth Day il Lech non punti ad

attaccare anche le superfici

ghiacciate delle vette trentine…

«Ho un po’ di sogni nel cassetto

che riguardano i ghiacciai in effetti:

mi hanno sempre affascinato,

e devo dire che il progetto Earth

Day di quest’anno ha permesso

anche a me di imparare tante cose

sull’argomento che non avrei masi

saputo e andare a fondo sulle cause

di tante problematiche.

La conoscenza poi ti fa vivere con più

rispetto e consapevolezza

quegli ambienti».

«La montagna punta verso l’alto,

come il basket».

E’ la frase che ama ripete Luca

quando gli si chiede cosa unisca le

sue grandi passioni.

«Cosa insegna la montagna?

A me in questi anni ha insegnato a

vivere, a conoscere me stesso fino in

fondo. È una straordinaria maestra

che ti porta a riconoscere i propri

limiti, a saperli in qualche modo

controllare. E poi trasmette quella

tanto affascinante forma semplice

della vita, in cui la felicità e la

bellezza non sono negli oggetti

o nelle comodità della nostra

vita quotidiana».


30 | IL PERSONAGGIO

Federico Modica,

raccontare

il ghiaccio

DI ANDREA ORSOLIN

FOTO FEDERICO MODICA

La sua casa è la Val di Fiemme,

ma Federico Modica è un

professionista costantemente

“on the road”. Ispirato e incuriosito

dal mondo, dalla natura, dalle

persone, Federico ormai da anni

lavora per raccontare storie, luoghi,

volti. Lo fa da fotografo, videomaker,

regista, esploratore: è difficile

definire con una parola il 32enne

fiemmazzo, che ha l’entusiasmo di

un ragazzino e l’esperienza di un

veterano.

Come è nata la tua passione per la

fotografia?

La prendo larga: da ragazzino facevo

atletica a livelli abbastanza alti, a 18

anni però mi sono infortunato. Un

infortunio che poi non si è rivelato

così grave, ma che tra una cosa e

l’altra mi ha fatto perdere un intero

anno di preparazione e allenamenti.

A quel punto, pur continuando a

praticare tantissimi tipi di sport

all’aperto, volendo rimanere

comunque nel mondo dello sport e

avendo conosciuto un fotografo che

seguiva i nostri eventi ho cominciato

a scattare fotografie. Ho avuto

la fortuna di trovare subito due

figure che mi hanno incoraggiato

e avviato a questa professione:

Bruno Felicetti, che mi ha dato la

possibilità di lavorare con l’APT della

Val di Fiemme; e Matteo Lunelli,

giornalista del quotidiano l’Adige,

che mi ha aperto le porte del fotogiornalismo.

In quella prima fase ho

iniziato a capire la fortuna di vivere

in un posto come la Val di Fiemme,

che ho cominciato a scoprire proprio

da dietro l’obiettivo. A quel punto

ho preso la decisione di fare della

fotografia la mia vita professionale.

Fotografia, ma non solo.

No, è vero. Mi piace molto cambiare

prospettiva, seguire anche gli

sviluppi tecnologici e i nuovi modi

di comunicare che cambiano

giorno dopo giorno anche grazie

ai social network: nel 2015 è stata

la pubblicità di una nuova Go-Pro

a ispirare uno dei grandi progetti

a cui ho lavorato in questi anni,

assieme all’amico Mattia Felicetti

di Moena, il video-documentario

Between Heaven & Ice. Nello spot

c’erano due climber molto famosi

che arrampicavano un iceberg, è

stata la scintilla che ha dato vita alla

nostra idea di raccontare proprio

l’arrampicata sui ghiacci della

Groenlandia. Un documentario che

è piaciuto, che ha vinto anche alcuni

premi a livello internazionale, e ci

ha dato la spinta a continuare ad

investire in questo tipo di racconti,

molto potenti per emozioni e

immagini.

Ti senti più fotografo o più

videomaker?

Nel cuore io mi sento un fotografo.

Ma in ogni caso, il mio lavoro

non è produrre set di immagini.

Le fotografie che scatto voglio

che vadano dietro alla semplice


“Non facciamo i nostri

lavori per vincere

l’Oscar, ma per

affascinare la gente,

per rendere tutti

quelli che guardano

i nostri documentati

più consapevoli di ciò

che ci circonda e ciò

che stiamo vivendo”

immagine, che raccontino una

storia. Non è una questione di

occhio, è una questione di cuore.

Ecco perché per me è importante

anche vivere in prima persona

certi ambienti e certi elementi. È

fondamentale conoscere, imparare,

studiare, vivere esperienze, per poi

avere gli elementi per raccontare:

è quello che spinge me e Nuranak

Film, la casa di produzione che

ho fondato. Non facciamo i nostri

lavori per vincere l’Oscar, ma per

affascinare la gente, per rendere

tutti quelli che guardano i nostri

documentati più consapevoli di ciò

che ci circonda e ciò che stiamo

vivendo.

Ad esempio i cambiamenti

climatici.

Credo che la conoscenza generi

rispetto, e questo vale a maggior

ragione per la natura e per

l’ambiente. Anche per questo è

sempre importante puntare ad

avere grande qualità nelle immagini.

Il problema dei cambiamenti

climatici è lungo e complesso, ma

in questi anni è indubbio che al di

là dei singoli episodi o delle singole

stagioni il panorama delle nostre

montagne stia cambiando.

Di sport ti occupi anche e

soprattutto nelle discipline

invernali: sci di fondo, e non solo,

con collaborazioni che ti hanno

portato anche a vivere l’atmosfera

dei Giochi Olimpici Invernali di

Pyeongchang e Pechino.

Seguo durante tutta la stagione

della coppa del mondo le gare di

sci di fondo, ma sono un grande

appassionato di tanti altri sport

invernali. Il più spettacolare per un

fotografo? Direi il salto con gli sci. Il

basket? Mi appassiona molto, anche

se non lo conosco bene come altri

sport. Sono però sempre gasato

dalle società trentine che riescono

a portare in giro, grazie allo sport,

iniziative di cultura ed essere

presenti nel benessere

per la società e le persone.


34| I PARTNER

Anche in questa

edizione dell’Earth

Day, Aquila Basket

ha potuto contare

sul sostegno e la

collaborazione

di molti partner,

coinvolti nelle varie

attività del progetto

e nelle campagne

social e di

comunicazione

degli eventi.

Un grazie di

cuore a chi ci ha

accompagnati in

questo percorso!

DOLOMITI ENERGIA

La sostenibilità è un gioco di

squadra

Sostenibilità significa costruire

insieme un mondo migliore.

Abbiamo scelto di farlo rendendo

accessibili ai nostri clienti forniture

energetiche che si prendono cura

dell’ambiente, delle persone e del

futuro delle prossime generazioni.

La sostenibilità è da sempre al

centro della nostra strategia

aziendale, una parola che racchiude

azioni quotidiane che vanno oltre

i buoni propositi: sostenibile per

natura, sostenibile per scelta

è la sintesi di un impulso al

cambiamento positivo. Con questa

visione ben chiara, il nostro impegno

si fa concreto ogni giorno: fornire

e utilizzare energia 100% pulita,

compensare le emissioni di anidride

carbonica dovute all’uso di gas

naturale, fare cultura su un uso

consapevole delle risorse, offrire

servizi di efficienza energetica,

investire sulla mobilità sostenibile,

creare e ridistribuire valore alla

comunità e sostenere progetti

solidali.

È così che, insieme ai nostri clienti,

vogliamo tutelare il pianeta e

garantire una vita di qualità per tutti.

LA SPORTIVA

“For your mountain, For our planet”

è per La Sportiva molto più di un

pay-off, è la base di un pensiero

che si percepisce in un approccio

evolutivo e produttivo sempre più

sostenibile. Questo modus operandi

si concretizza nel termine Ecolution

dove il rispetto del Pianeta e la

sostenibilità ambientale sono

centrali, ma soprattutto sono parte

della storia dell’azienda trentina

e di un percorso che ha portato

nel tempo ad innovare sempre di

più le collezioni. La nuova linea

X-Cursion ha così l’intento di

raccontare la montagna con uno

spirito più consapevole, valorizzando

ciò che ci circonda e insegnandoci

a prendercene cura. La maggior

parte dei capi d’abbigliamento è

realizzata, infatti, con l’utilizzo di

cotone organico, tessuti sintetici

riciclati o bio-degradabili. La

categoria footwear è parte di questo

processo di trasformazione e gli

accorgimenti tecnici per impattare

meno sul pianeta prevedono

l’utilizzo del 65% di materiali

riciclati, come nella nuova linea da

Hiking TX HIKE.

L’eco-sostenibilità è per La Sportiva

uno dei cinque driver aziendali che

si traduce in scelte di ottimizzazione

della produzione e riduzione

al minor l’impatto ambientale

possibile.

AGRIDUEMILA HUB INNOVATION

Nel DNA di Agriduemila Hub

Innovation c’è l’innovazione e da

sempre è “fornitore” di idee di

frontiera e suggestive espressioni di

diverse visioni. Diversi punti di vista

necessari per ampliare il proprio

bagaglio e le proprie conoscenze.

Agriduemila Hub Innnovation è

una Società con un forte focus sui

servizi a favore di imprenditori

agricoli singoli o associati, nonché

da sempre braccio operativo di

Co.Di.Pr.A. La Società si occupa di

servizi editoriali, servizi informatici

sviluppo delle attività di innovazione

dei servizi e l’organizzazione di

eventi. Ci occupiamo anche di servizi

di assistenza e consulenza in campo

informatico compresa l’ideazione, la

realizzazione, l’implementazione e

lo sviluppo di programmi e pacchetti

applicativi. Il tutto sempre con un

occhio di riguardo alla sostenibilità

a 360 gradi! Innovare per essere

sostenibili.

AGRIRISK

L’agricoltura è un fattore di

ricchezza e valore aggiunto per il

nostro Paese. Il legame indissolubile

di questa attività con il territorio

ne fa un elemento indispensabile,

che pertanto dobbiamo difendere

e salvaguardare con tutti gli

strumenti disponibili. Come tutti

gli imprenditori, anche chi svolge

attività agricola ha l’obiettivo di

produrre reddito, ma in agricoltura

il rischio biologico e atmosferico

incide in modo sempre più grave e

imprevedibile. In questo contesto si

inserisce la Gestione del rischio, con

importanti strumenti a disposizione

dell’imprenditore agricolo per

salvaguardare il proprio reddito.

AgriRisk, società del gruppo Co.Di.

Pr.A., si occupa proprio di rendere

sostenibili le soluzioni di Gestione

del Rischio attraverso attività di

analisi dei dati e servizi connessi,

inoltre si occupa di intermediazione

assicurativa.

VETRI SPECIALI, LA NATURA IN

UNA BOTTIGLIA

Fin dall’antichità l’uomo ha

costruito il suo futuro insieme

alla natura. Con la rivoluzione

industriale qualcosa è cambiato:

l’equilibrio mantenuto per secoli

è mutato con conseguenze

ormai insostenibili per il pianeta.

Vetri Speciali ha interpretato

la necessità di ripristinare tale

equilibrio costruendo una cultura

imprenditoriale che abbia come

obiettivo la produzione di vetro ad

impatto minimo per le generazioni

future. Tra i materiali il vetro

rappresenta una delle più virtuose

economie circolari: può essere

riciclato all’infinito. L’utilizzo di

vetro riciclato consente al processo

produttivo di minimizzare l’impiego

di risorse energetiche e le emissioni

in atmosfera. Mediamente ciascuna

bottiglia in commercio è costituita

per l’80% da vetro riciclato.

Vetri Speciali ha voluto spingersi

oltre, implementando un innovativo

processo per produrre bottiglie

massimizzando l’utilizzo di vetro

riciclato, vicino al 100%. Nasce così

il vetro denominato Wild Glass,

che rappresenta oggi il prodotto

più innovativo nella gamma Vetri

Speciali. Alla direzione intrapresa

da Vetri Speciali con Wild Glass

possiamo contribuire tutti quanti

mediante una corretta ed efficace

differenziazione dei rifiuti in vetro

che parte dalle nostre case.


MAIN SPONSOR

TOP SPONSOR

GOLD SPONSOR

PREMIUM SPONSOR

AUTOMOTIVE PARTNER

C.A.S.T. - CONSORZIO AQUILA SPORT TRENTINO

ECOOPERA

SERVIZI AMBIENTALI ED ECOLOGICI

A 360°

Il Gruppo Ecoopera fornisce

un’ampia gamma di servizi ecologici

seguendo rigorosamente le norme

ambientali e le procedure di

qualità. Ci occupiamo di ecologia

intesa anche come strumento di

cultura, innovazione e rispetto

dell’ambiente: per noi questo tema

è una vera e propria linea guida

che ci permette di attuare scelte

sostenibili e durature. Utilizziamo

tecnologie innovative che tengono

in considerazione prima di tutto la

salvaguardia della natura e della

biodiversità. Il nostro ampio knowhow

è in continua evoluzione, per

questo riusciamo a soddisfare ogni

esigenza relativa ai servizi ecologici

e ambientali.

NETAFIM

Ogni giorno, possiamo scrivere

insieme il nostro futuro, a partire

dall’utilizzo consapevole dell’acqua.

La storia di Netafim inizia nel 1965,

nel deserto del Negev in Israele:

osservando la crescita rigogliosa

diun grande albero grazie a una

minima perdita di acqua di una

tubazione vicina, l’ingegnere

Simcha Blass ebbe l’intuizione

che portò all’invenzione

dell’irrigazione a goccia,

metodo che permette maggiore

efficienza e risparmio idrico rispetto

alle tecniche tradizionali.

Da allora promuoviamo la ricerca

e lo sviluppo di nuove tecnologie

irrigue applicate all’agricoltura

e incentiviamo l’adozione di massa

di soluzioni di irrigazione intelligenti

per fronteggiare la scarsità di

cibo, acqua e terre coltivabili.

“Crediamo sia davvero possibile

ottenere di più, con meno.

L’impegno per la sostenibilità

e lasalvaguardia dell’ambiente è

essenziale per permettere alle

nuove generazioni di diventare

protagoniste

del cambiamento” afferma Stefano

Ballerini, Country Manager di

Netafim Italia.

Co.Di.Pr.A.

Co.Di.Pr.A., Consorzio di difesa

dei produttori agricoli di Trento,

si occupa di trovare e fornire

soluzioni ampie e diversificate agli

agricoltori associati che permettano

di difendere le produzioni e, quindi,

il reddito aziendale. Da oltre 45 anni

siamo al servizio del territorio per

tutelare gli agricoltori dalle bizze

del clima e del mercato investendo

costantemente in innovazione.

Abbiamo sviluppato importanti

strumenti di gestione del rischio che

permettono di tutelare l’impresa

agricola, consentendo ai nostri

associati di pensare al futuro con

serenità. Con questo spirito il

Consorzio è da sempre attivo per

tutelare la sostenibilità del nostro

territorio, con particolare attenzione

al tema dell’acqua. Acqua che per

le produzioni agricole riveste un

doppio ruolo: fonte imprescindibile

di sviluppo e “arma” per proteggere

le piante dal rischio delle gelate.

Proprio sulla multifunzionalità

della risorsa “ Acqua” Co.Di.Pr.A.

ha attivato un progetto di ricerca,

con numerosi partner scientifici

e tecnici ed il mondo agricolo

trentino, per sviluppare un sistema

antibrina che utilizzi in maniera

sostenibile l’acqua al fine di formare

un sottile strato di ghiaccio che,

mantenendo ad una temperatura

costante fiori e germogli, li protegga

dall’abbassamento termico.

Innovazione quindi che punta alla

sostenibilità dal punto di vista

economico, ambientale e sociale.

MEDICAL PARTNER

EDUCATIONAL

PARTNER

FOOD

PARTNER

FORNITORI

EARTH DAY PARTNER

MEDIA PARTNER

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TECNICO

PASTA

PARTNER

DRESS

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WATER

PARTNER

SUPPORTERS

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PARTNER

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WINTER

PARTNER

WELLNESS

PARTNER


38 | MONDO STATISTICHE

Mondo

statistiche

DI BASKET DATA SCOUTING

TRENTO IN SERIE A: ANALISI DELLA STAGIONE

Arrivati ormai alla fine della regular season della serie A è tempo

di fare un bilancio della stagione. Il grafico qua a fianco rappresenta

ciascuna squadra di LBA di questa stagione e le proprie prestazioni in

campo, rispetto alla qualità della fase offensiva e di quella difensiva.

A questo scopo utilizziamo due variabili di efficienza quali l’Offensive

e il Defensive Rating. L’Offensive Rating esprime quanti punti segna la

squadra su cento possessi giocati, mentre il Defensive Rating quanti

punti subisce la squadra per cento possessi degli avversari. L’analisi

viene condotta su statistiche normalizzate a cento possessi in quanto

alcune squadre giocano una pallacanestro ad alto ritmo e quindi con

tanti possessi, altre invece esprimono il proprio basket ad un ritmo

più lento. Prendendo la media del campionato delle due statistiche

in esame (109 per entrambe le variabili in quanto la media della

differenza tra i due rating deve essere pari a 0) possiamo dividere il

grafico in quattro quadranti, ognuno rappresentato da un buono o un

cattivo utilizzo di entrambe le fasi di gioco. Nell’angolo in alto a destra

troveremo le squadre che esprimono meglio entrambe le fasi (non a

caso le prime tre in classifica: Virtus, Milano e Brescia). Nell’angolo

in basso a sinistra invece le squadre che risultano meno efficienti in

entrambi i fondamentali. Nei restanti due quadranti infine troveremo

squadre che fanno bene una fase ma non l’altra. Trento risulta in media

per il defensive Rating ma tra le peggiori per Offensive.

LA FASE OFFENSIVA

Andiamo ora ad osservare più nel dettaglio le singole fasi di gioco

dell’Aquila. Partiamo da quella offensiva che, come visto già

nel precedente grafico, è sicuramente stata sotto la media del

campionato. In questo grafico sono stati individuati sei indici di

efficienza per ciascuna parte fondamentale di un gioco di attacco.

Ogni indice contiene sia variabili di quantità che di qualità al fine

di rendere in un’unica informazione entrambe le sfaccettature di

quella parte del gioco. Scoring rappresenta l’abilità nel realizzare

canestri, playmaking l’abilità nel servire i compagni, e Rebounding

quella di catturare rimbalzi. I rimanenti tre indici sono rappresentativi

delle tre differenti tipologie di tiro: tiri liberi (FT), tiri da due punti

(2PT), e tiri da tre punti (3PT). Trento risulta ultima per Scoring e

playmaking a conferma delle difficoltà offensive, mentre è settima in

Rebounding. Per quanto riguarda le abilità al tiro, è quattordicesima

e tredicesima per tiri dietro l’arco dei tre punti e per tiri liberi, mentre

è quarta nei tiri da due punti (anche se lontana delle prime tre in

questo fondamentale). In conclusione, l’attacco concentra tanto

della sua efficienza nei tiri da due punti e rafforzato dalla lotta a

rimbalzo che garantisce all’Aquila possessi extra da giocare. Negli

altri fondamentali, invece, Trento risulta tra le peggiori in serie A,

offensivamente parlando.

LA FASE DIFENSIVA

La salvezza di Trento è passata sicuramente dalla fase difensiva dove è

stata capace di esprimere al meglio le proprie qualità. Come avevamo

osservato nel primo grafico, in questa fase di gioco è in media rispetto

alle altre partecipanti al campionato. In questo caso, per approfondire

seguiamo lo stesso ragionamento fatto in precedenza e ritroviamo i

nostri sei indici di efficienza per ciascuna parte fondamentale del un

gioco ma dal lato difensivo, quindi associati alla fase offensiva degli

avversari. Defense rappresenta l’abilità nell’impedire canestri agli

avversari, Playmaking l’abilità nel contrastare il gioco degli avversari

e la loro abilità nel servire i compagni, e Rebounding quella di lasciar

catturare meno rimbalzi possibili agli sfidanti. I rimanenti tre indici sono

rappresentativi delle tre differenti tipologie di tiro e quindi dell’abilità

di difendere su ciascuno di essi: sui tiri liberi (OPP FT), sui tiri da due

punti (OPP 2PT), e sui tiri da tre punti (OPP 3PT). Trento è settima per

Defense, undicesima per difesa sulla gestione dei possessi avversari,

e dodicesima per rimbalzi concessi Per quanto riguarda la difesa sul

tiro, è tredicesima per tiri da due punti concessi, mentre dietro l’arco

dei tre punti la sua è la settima miglior difesa del campionato, in ultimo

è tra le migliori difese per quanto riguarda i tiri liberi concessi ai propri

avversari. In conclusione, l’attacco sotto media è stato contrastato da

una fase difensiva sopra media che ha consentito all’Aquila di salvarsi e

guadagnarsi così la nona stagione consecutiva in serie A.

CHI SIAMO

MIGLIOR GIOCATORE DI TRENTO IN SERIE A 2021/22

A nostro avviso le statistiche parlano chiaro e il miglior giocatore di

Trento in questa LBA 2021/22 è Diego Flaccadori. La sua stagione

realizzativa è stata tra le più prolifiche dell’intero campionato. Infatti,

il Flacca è, a due giornate dal termine, il sesto miglior marcatore e

il terzo miglior marcatore italiano di questa stagione. Ha realizzato

433 punti (15.5 di media a partita) che è la quarta miglior stagione

realizzativa nella storia in serie A di Trento. Mancando ancora due

partite può raggiungere e superare le performance di Julian Wright del

2015/16 (445 punti totali) e Jacorey Williams dell’anno scorso (473 punti

totali). Rimane al primo posto la stagione di Tony Mitchell del 2014/15

in cui segnò ben 601 punti. La stagione di Flaccadori è però già ad oggi

la miglior stagione in termini di realizzazioni di un italiano di Trento in

Serie A, superando il precedente primato di Davide Pascolo del 2015/16

(402 punti totali). Nelle sei stagioni disputate in Serie A con l’Aquila

(cinque consecutive dal 2014 al 2019 prima del ritorno quest’anno),

il Flacca ha collezionato 1447 punti in serie A (8.6 di media a partita),

diventando così anche il secondo miglior marcatore di sempre dei

trentini in serie A, dietro soltanto a Forray che però dista solo 4 punti.

Infatti, sono 1451 i punti segnati per Toto e può essere superato da

Flaccadori già al termine di questa stagione.

Siamo una StartUp innovativa che studia, progetta e sviluppa soluzioni digitali per la pallacanestro. Uniamo

informatica e statistica al servizio della palla a spicchi. In quest’articolo tutti i dati forniti provengono dal

nostro database, creato appositamente tramite il nostro strumento di scouting e analisi statistica. Vieni a

trovarci sui nostri canali!

@data_basket basket_data_scouting @BasketDataScouting


40 | CINEMA E SPORT

41 | LIBRI E SPORT

Una

scomoda

verità

La storia

del

clima

IL DOCUMENTARIO A TEMA AMBIENTE

DI CRISTIAN FERRARI, SAT

IL LIBRO SULL’AMBIENTE

DI CRISTIAN FERRARI, SAT

Regia di Davis Guggenheim. Un film con Al Gore. Sceneggiatura

al Gore. Usa 2006, durata 118 minuti. Uscita 26 maggio 2006

New York e Los Angeles. Distribuito da Paramount Pictures

Premio Oscar 2007 come miglior documentario, Premio Oscar

2007 come miglior musica.

Autore: Pascal Acot

Editore: Donzelli

Anno edizione: 2001

In commercio dal: 2001

Pagine: 265, brossura

La trama

“Il fiume scorre dolcemente ti accorgi delle foglie, agitate dal

vento, ascolti gli uccelli agitate del vento ascolti gli uccelli, le rane

arboricole che gracidano e in lontananza senti una mucca, l’erba

ti sfiora, lungo gli argini dei fiumi si forma del fango, c’è pace e

all’improvviso qualcosa si muove dentro di te vedi di respirare

profondamente per riuscire a dire: tutto questo sparirà..”

La prima frase del film apre ad una bellissima storia della terra,

da quando l’uomo ha potuto fotografarla dallo spazio nel 1968,

e da quando studiandola ha potuto comprendere come nei

ghiacci siano nascoste informazioni sul suo stato passato. Un

grido d’allarme supportato da dati scientifici, su come l’effetto

antropico stia incidendo sul riscaldamento del pianeta e sulle

possibili conseguenze qualora non si intervenga a livello globale.

Perché guardarlo

Un documentario quantomai attuale, con delle previsioni che

se non sono state rispettate è solo perché le condizioni sono

addirittura peggiorate. Nel documentario Al Gore spinge per

azioni di cooperazione a livello globale, le uniche in grado

di rallentare gli effetti del riscaldamento globale, ma che

suggerisce anche una serie di buone abitudini che possono

essere intraprese a livello personale per ridurre il problema.

La scena cult

Il documentario passa attraverso scene reali di convegni dove

al Gore sotto gli occhi stupiti ed attenti del pubblico alterna

sapientemente grafici con risultati scientifici, ad immagini e

video di luoghi iconici o luoghi compromessi o ecosistemi che

rischieremo di perdere.

Forse la parte più cult del film rimangono alcune frasi celebri:

“Oggi sento che potremo perdere tutto. Che quello che per noi è

scontato potrebbe non esserlo per i nostri figli”

“Ci sarà un momento, in cui le generazioni future si chiederanno:

a cosa pensavano i nostri genitori? Perché non si sono svegliati

quando ne avevano la possibilità? Prepariamoci sin d’ora a

rispondere a questa domanda..”.

Un film molto potente, reale, allarmante per i dati

scientifici e la cruda realtà dei fatti che vengono mostrati:

nonostante sia ormai di 16 anni fa, questo documentario

è ancora straordinariamente attuale, anzi, forse lo è a

maggior ragione visto che ciò che viene previsto nel film

in parte è già successo o si sta verificando.

REGIA

DCDCDCCDCC

SCENEGGIATURA

DCDCDCCDCC

MUSICA

DCDCDCCDCC

FOTOGRAFIA

DCDCDCCDCC

MEDIA:

7,75

I VOTI

I cambiamenti climatici come motore che spinge la

storia e i grandi passaggi epocali della civiltà mondiale:

affascinante il libro di Acot, che dà una nuova chiave di

lettura alla narrazione dei momenti chiave della storia

remota e recente in funzione del clima del Pianeta.

LESSICO

DCDCDCCDCC

STILE

DCDCDCCDCC

GIUDIZIO

DCDCDCCDCC

MEDIA:

8,00

I VOTI

La trama

È possibile rileggere la storia dell’umanità sulla base della storia

del clima? L’autore, Pascal Acot sulla base di interessanti dati

ed evidenze scientifiche dimostra come le circostanze climatiche

abbiano plasmato la vita sulla superficie del nostro pianeta.

Approfondisce inoltre come alcuni passaggi storici controversi

della civiltà umana, come il medioevo e le sue carestie, il declino

dell’impero romano, le disfatti militari durante il “Generale

inverno” in Russia prima con Napoleone Bonaparte, secoli dopo

con le truppe tedesche di Adolf Hitler, siano legati agli importanti

cambiamenti climatici. L’analisi dell’autore rimane sempre

prudente dimostrando come il nesso tra clima e storia sia in realtà

molto più articolato di quello che sembra e che l’umanità in realtà si

è saputa adattare ai vincoli imposti dal contesto ambientale via via

mutato. Il cambiamento delle condizioni climatiche ha richiesto di

inventare ed applicare soluzioni nuove, così per esempio durante

la Glaciazione del Riss “l’addomesticamento” del fuoco è acquisito

dalle società umane. L’autore osserva però come nella fase più

recente dell’era industriale, i rapporti di forza si siano invertiti e

sia stato l’uomo ad influenzare direttamente il clima con una fase

spinta di riscaldamento globale.

Perché leggerlo

Il libro è pieno di richiami multidisciplinari, passando dalla

paleontologia, alla storia, alla metereologia alla geografia, con

un testo sempre facilmente leggibile anche per i non addetti

del mestiere. Un viaggio nel tempo dove il lettore assume la

forte consapevolezza di come il clima sia riuscito ad influenzare

miliardi di anni di vita del pianeta e come in pochi decenni gli

abitanti del pianeta abbiano fatto la stessa cosa, dando al lettore

una importante riflessione politica del destino del nostro pianeta

qualora non venga invertita questa tendenza. Un messaggio

quantomai attuale anche quello di Acot in chiusura al suo libro:

“Sarebbe illusorio pretendere di cambiare i rapporti distruttivi

degli uomini con la biosfera senza cambiare contemporaneamente

i rapporti distruttivi degli esseri umani tra di loro: è un’ecologia

della liberazione umana che resta da edificare. Ma ci stiamo

avviando su questa strada?”


43 | IL SETTORE GIOVANILE

2021|22:

noi siamo

i giovani!

01 06

07

02

03

08

09

01: Il settore giovanile e minibasket Aquila in campo durante l’intervallo della

partita contro Reggio Emilia;

02: il gruppo U14 regionale, Elite, U15 regionale;

03: il gruppo U15 Eccellenza qualificato per le finali nazionali;

04: il gruppo Under 17 Eccellenza;

05: il gruppo Under 19 Eccellenza;

06: il gruppo aquilotti del PalaBocchi;

07: il gruppo U13 regionale, U14 regionale;

08: il gruppo U15 e U17 regionale;

09: il gruppo aquillotti/esordienti del PalaBocchi;

10: il gruppo esordienti e U13 del PalaBocchi.

04

05

10


44 | APPUNTI SPARSI

La montagna

come un rum

d’annata

DI FRANCESCO COSTANTINO CIAMPA

La prendo da lontano. Mi sono sposato il 24 luglio del 2013. Credo. Il mio addio al celibato l’ho fatto il giorno prima a Trento, al Briamasco.

Hellas Verona – Feyenoord: 1-0, gol di Luca Toni. Dopo la partita siamo andati alla Forst e del resto ricordo poco. Quando sono arrivato

in comune, l’allora sindaco Tosi mi disse: «Avendoti visto allo stadio non credevo saresti mai venuto». E, invece, sono arrivato pure

puntuale. Giusto perché nelle situazioni complicate trovo risorse inaspettate. Ma, in realtà, la vera festa l’ho fatta nella mia amata

Valsabbia il successivo 25 agosto (Verona-Milan, doppietta di Toni e tutti i miei sodali veronesi esentati dal presenziare alla suddetta

festa) con un relativo addio al celibato BIS consumato una settimana prima sulle Bocchette del Brenta. Perché dovete sapere che

per noi bresciani quella montagna è un po’ nostra, anche se notoriamente trentina. Resta il fatto che ho passato tre giorni con i miei

migliori amici beandomi di un ambiente (e di una compagnia) fantasmagorica. La notte prima della salita alle Bocchette Alte abbiamo

dormito al Tuckett, un rifugio dedicato anche a Quintino Sella e non solo all’inglese Francis Fox. Eravamo guidati da Martino, detto

The Good Shepard, un elegantissimo (nei modi e nei fatti) avvocato di alto lignaggio che da sempre cerca di spiegarci la bellezza della

montagna. Il gruppo era veramente eterogeneo, il Duca Bianco (oggi fresco di corso d’alpinismo tenuto proprio dal già citato Avvocato) e

l’anarcoinsurrezionalistatrotzkista Apo (anche lui corsato dal Buon Pastore e, ormai, maniaco dell’arrampicata). A questi stambecchi di

comprovata fede montana si era poi aggiunto il famigerato Dottor Lova Lova che, totalmente digiuno in materia, aveva tentato di mettersi

i ramponcini da nevaio nel parcheggio del Vallesinella. ATTENZIONE SPOILER: siamo tutti tornati interi. Anche il sottoscritto e, l’ormai

noto ai miei fedeli lettori, Giaci. Ecco, nello specifico, io e lui siamo entrati nudi nelle stanze del rifugio con le sole calze ai piedi e lo zaino

in spalle tra lo sconcerto di tutti i presenti. Raramente credo di aver riso così tanto. E raramente credo di aver visto, la sera, un cielo così

stellato. Giuro, è stata una di quelle selezionate volte in cui mi sono sentito al posto giusto nel momento giusto. La montagna può fare

questo effetto, specie a chi, come il sottoscritto, la gusta come un rum d’annata: a piccoli sorsi e in compagni di amici fidati.


Per i nati dal 2008 al 2015

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