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BSKT #13

Il numero di giugno 2022 di BSKT, il magazine ufficiale di Aquila Basket.

Il numero di giugno 2022 di BSKT, il magazine ufficiale di Aquila Basket.

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SPECIALE

AQUILAB

GIUGNO 2022


BSKT – Il magazine di Aquila Basket

Numero 13 / Giugno 2022

Registrazione Tribunale di Trento n° 1275

del 10 gennaio 2006

5 I EDITORIALE

6 I AMARCORD

26 | ONE TEAM

Alessio Bonetti

30 I EVERYBODY NEEDS SOME BASKET

Direttore Responsabile:

Luigi Longhi

Redazione:

Francesco Costantino Ciampa e Marcello Oberosler

Direttore Artistico:

Daniele Montigiani

Grafica e impaginazione:

Lorenzo Manfredi

Hanno collaborato:

Stefano Trainotti, Massimo Komatz

Fotografie:

Daniele Montigiani, Sergio Mazza,

Liceo Artistico A. Vittoria

Redazione:

Via Adalberto Libera 13, 38121 Trento

Tel. 0461 931035, e-mail: bskt@aquilabasket.it

Spazi pubblicitari:

marketing@aquilabasket.it

Tipografia:

Grafiche Dalpiaz - Via Stella, 11/B, 38123 Ravina TN

8 I BEST OF SEASON

10 I HELLO MY NAME IS

Massimo Komatz

12 I AQUILAB FOR SCHOOL

Alternanza Scuola - Aquila

18 I AQUILAB FOR NO PROFIT

I Progetti Di Natale

34 I L’OSPITE

Aaron Craft

39 I LUCILLA IN THE SKY

42 I IL SETTORE GIOVANILE

44 I APPUNTI SPARSI

© Copyright Aquila Basket Trento srl

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa rivista

può essere riprodotta con mezzi grafici, meccanici,

elettronici o digitali. Ogni violazione sarà perseguita

a norma di legge.

Numero chiuso alle ore 23 di giovedì 2 giugno 2022.

23 | LA FONDAZIONE AQUILA

Giovanni Zobele

46 | FOOD & STYLE

Cooperativa Samuele

Scegli Cavit, bevi responsabilmente.


Vieni a visitare il museo del caffè di Omkafè

e a degustare le miscele nel negozio di Arco.

Presenta questo coupon e avrai il 10% di sconto sui tuoi acquisti!

via Aldo Moro 7, Arco - TN - omkafe.com

Validità: 1.6.2022 - 30.9.2022


05 | EDITORIALE

Questo numero della nostra rivista parla quasi esclusivamente

delle attività sociali di Aquila Basket. Le attività sociali contenute

in AquiLab sono ciò che noi siamo e rappresentano uno degli

aspetti che ci caratterizza fin dalla nostra nascita.

Riteniamo infatti che essere presenti sul territorio significhi

essere coscienti di operare con impegno pari a quello che

mettiamo in palestra. Significa altresì dare un senso alla nostra

presenza e aiutare, nei limiti delle nostre possibilità, la crescita

e il miglioramento della vita sociale della comunità.

Non vogliamo essere presuntuosi ma crediamo che in questi anni

abbiamo messo in cantiere e realizzato progetti importanti che

hanno riguardato i vari settori della società trentina.

Abbiamo cercato di dare qualche risposta ai bisogni di chi fa più

fatica ma anche di creare le condizioni per molte associazioni

no profit di avere una visibilità che permetta loro di essere

sempre più conosciute e quindi di saper coinvolgere sempre

più volontari. In qualche modo ci sentiamo dei catalizzatori

di interessi positivi che vengono veicolati attraverso l’attività

sportiva e l’attività di Aquilab.

La società che sta cambiando molto rapidamente: prima la

pandemia e adesso il vento di guerra che soffia da est Europa,

ci costringe a ripensare alcuni paradigmi del nostro vivere

quotidiano che è comunque sempre correlato al vivere del nostro

prossimo in maniera inscindibile.

Il ruolo di una società sportiva è dunque anche quello di non

chiudere gli occhi di fronte a quello che sta succedendo ma

cercare di essere soggetto attivo nel creare la possibilità a chi ha

bisogno di avere una seconda chances.

Il mondo del volontariato spazia in settori molto diversi tra

di loro ma è un mondo accomunato dalla voglia e dal desiderio

di essere in prima fila per rendere migliore la società in cui

viviamo. Ringrazio quindi tutti i volontari che lavorano per

AquiLab nei vari progetti solidali e mi auguro che le associazioni

con cui collaboriamo siano sempre più attive anche nel

promuovere l’attività di Aquila Basket i valori che attraverso

lo sport si possono veicolare. E ora buona estate a tutti!

Il Pres


6 | AMARCORD


25 Settembre 2017

Trento, Piazzetta Lunelli,

Presentazione Stagione

sportiva 17/18

Nella foto: Le associazioni del

progetto Dolomiti Energia Aquilab

for no profit

Daniele Montigiani


8 | BEST OF SEASON


7 Maggio 2022

Trento, Allenamento Everybody

needs some basket

Nella foto: Coach Lele

Molin, durante un momento

dell’allenamento

Daniele Montigiani


10 | HELLO MY NAME IS

Hello

my name is

NOME:

MASSIMO KOMATZ

.....................................................................................................

IN AQUILA DA:

2015

...................................................................................................

TI OCCUPI DI:

ACADEMY E AQUILAB

...................................................................................

GIOCATORE AQUILA PREFERITO:

QUELLI CHE ARRIVERANNO

....................................................................................

SPORT PREFERITO:

RUGBY

....................................................................................

IG, FB O TW:

UN BUON SETTIMANALE

..............................................................

PRINCIPALE PREGIO:

GENEROSITÀ

..............................................

PRINCIPALE DIFETTO:

UMORALITÀ

.........................................

MATERIA PREFERITA:

TUTTE (DAVVERO!)

.......................................

ANIMALE PREFERITO:

BALENA

......................................

VACANZA

PREFERITA:

IN VIAGGIO IN

MACCHINA LUNGO E

CON MOLTE TAPPE

......................................

HOBBY:

LEGGERE

........................................

CITTÀ DOVE VIVERE:

BERLINO, MA TRENTO

È SUPER

PIATTO PREFERITO:

MANGIARE LEGGERO È IMPORTANTE

.....................................................................................................

VINO O BIRRA:

VINO

....................................................................................................

LIBRO O FILM:

GUERRA E PACE

..................................................................................

SERIE TV PREFERITA:

ETHOS (LA TURCHIA VA DI MODA

TRA I BASKETTARI)

...............................................................................

ATTORE E ATTRICE PREFERITI:

ERLAND JOSEPHSON E KEIRA KNIGHTLEY

.....................................................................................

CANZONE PREFERITA:

BANDIERA BIANCA DI BATTIATO

............................................................................

BICICLETTA O MONOPATTINO?

PIEDI

................................................................

CANI O GATTI?

UOMO

.............................................................

TIRO DA TRE O SCHIACCIATA?

ASSIST

..........................................................

ESTATE O INVERNO?

PRIMAVERA

.........................................................

IDOLO SPORTIVO:

MARCO PANTANI

.........................................................

EUROLEGA O NBA?

NCAA: IL SENSO DI

APPARTENENZA E

LA DEDIZIONE SONO

INEGUAGLIABILI

.....................................................

IL TUO SALUTO

AI LETTORI:

NO MAN IS AN ISLAND WE ARE

ALL PART OF A MAIN


12 | FOR SCHOOL

La scuola

incontra

il mondo

Aquila

DI STEFANO TRAINOTTI

FOTO DI DANIELE MONTIGIANI

“Tra i 19 ragazzi

c’erano grandi tifosi

di Forray e compagni,

appassionati di basket

e di altri sport,

altri interessati al

lavoro in ambito

sportivo, tutti

curiosi di scoprire

come lavora un club

professionistico”

Ogni anno Aquila Basket

coinvolge decine di studenti

in attività di alternanza

scuola-lavoro all’interno della

propria realtà: in questo anno

scolastico, in particolare, sono stati

circa 50 gli studenti e le studentesse

che hanno avuto la possibilità di

svolgere le proprie ore di alternanza

in varie modalità in collaborazione

con lo staff bianconero. Nel numero

precedente di BSKT abbiamo

raccontato l’esperienza di una

classe del Liceo sportivo dell’Istituto

“Martino Martini”, che ha fatto il

proprio percorso di alternanza legato

all’evento dell’Earth Day;

in aggiunta, alcuni studenti

dell’Istituto Arti Grafiche Artigianelli

hanno effettuato un tirocinio

curriculare presso la sede

bianconera nell’area comunicazione,

altri, dell’Istituto “Martino Martini”

invece con l’area marketing.

Pochi giorni fa si è concluso

il percorso di alternanza scuolalavoro

con 19 studenti provenienti

dal Liceo Scientifico “Galilei”, Liceo

Scientifico “Da Vinci”,

Liceo Linguistico “Scholl”

e Liceo delle Scienze Umane

“Rosmini”, che hanno potuto

approfondire in una serie di

incontri la struttura e i processi

aziendali interni ad Aquila Basket

per orientarsi tra le professioni del

mondo dello sport e non solo.

Tra i 19 ragazzi c’erano grandi tifosi

di Forray e compagni, appassionati di

basket e di altri sport,

altri interessati al lavoro in ambito

sportivo, tutti curiosi di scoprire

come lavora un club professionistico.

I sette incontri formativi e orientativi,

tenuti in presenza presso le sale

di Villa Sant’Ignazio, si sono aperti

oltre un mese fa con la presenza

del Presidente Luigi Longhi, che ha

illustrato la storia e la mission di

Aquila Basket, e si sono conclusi con

l’incontro con Luca Conti,

che ha raccontato il proprio percorso

personale per arrivare ad essere un

giocatore professionista.

Negli altri incontri sono stati

approfonditi, invece, i lavori possibili

nell’area commerciale, nell’area

marketing, nell’area comunicazione,


nell’area “prima squadra” e anche

le possibilità di collaborazione nelle

attività sviluppate sul territorio con

AquiLab e Academy.

Il percorso di alternanza

scuola-lavoro, però, non si è limitato

alla parte di formazione: gli studenti

hanno dovuto presentare in un ultimo

appuntamento un’idea progettuale

da sviluppare all’interno del mondo

Aquila, tenendo conto di quanto

appreso durante gli appuntamenti

precedenti, in particolare durante

l’incontro con l’esperto esterno

Andreas Fernandez, responsabile

comunicazione di CSV Trentino,

che ha fornito ai partecipanti

alcuni elementi di progettazione

fondamentali per realizzare il proprio

compito. Il 17 maggio, quindi,

gli studenti hanno presentato

i loro progetti, e con ottimi risultati!


14 | FOR SCHOOL

Parola

ai

protagonisti

DI MARCELLO OBEROSLER

FOTO DI DANIELE MONTIGIANI

“Ci sono state tante

figure interessanti

da scoprire,

anche dal punto

di vista dei percorsi

professionali e delle

carriere che si possono

intraprendere:

mi ha affascinato

molto il ruolo del

team manager”

Un Punto a Favore dell’Ambiente

e Storie da Collezionare:

questi i titoli dei due progetti

scelti come “vincitori” tra quelli

presentati dai gruppi di lavoro dei

ragazzi protagonisti del percorso

di alternanza scuola-lavoro a tinte

bianconere. La sfida era quella di

presentare al resto del gruppo,

tramite una presentazione e

un’esposizione orale, un progetto

che Aquila Basket potesse realizzare

e che andasse a toccare tutti gli

ambiti di lavoro del club presentati

nelle settimane precedenti dai

vari professionisti della società

tra parte sportiva, marketing,

comunicazione e sociale. Jacopo

Paoli, Giacomo Bertotti, Sebastiano

Riccadonna e Francesco Sala

hanno proposto “Un Punto a Favore

dell’Ambiente”, un progetto coerente

con l’anima “green” di Aquila: in una

collaborazione con l’associazione No

Profit “One Tree Planted” e con la

Cooperativa Samuele, Aquila Basket

si impegnerebbe a creare un “circolo

virtuoso” per la produzione di ortaggi

biologici e piante su terreni colpiti

dalla tempesta Vaia, in un numero

che possa legarsi ai canestri segnati

dalla prima squadra nelle partite

ufficiali della stagione. “Abbiamo

scelto l’ambiente - dice Sebastiano

– perché è un tema trasversale e

che ci riguarda in prima persona

come giovani generazioni: dobbiamo

tutti fare i conti con gli effetti del

cambiamento climatico, inoltre la

tempesta Vaia negli scorsi anni ha

colpito duramente il nostro Trentino”.

“Questo percorso – prosegue - ci ha

insegnato come funziona un’azeinda

sportiva di alto livell, un progetto

molto interessante e che credo ci

abbia dato tanti spunti importanti

per il nostro futuro. Ci sono state

tante figure interessanti da scoprire,

anche dal punto di vista dei percorsi

professionali e delle carriere che

si possono intraprendere: mi ha

affascinato molto il ruolo del team

manager, una figura capace di

risolvere i problemi della squadra e

di avere tante cose sotto controllo per

dare il massimo supporto ai giocatori

e allo staff in ogni situazione, anche e

soprattutto fuori dal campo”.

L’altro progetto premiato è stato

quello titolato Storie da Collezionare,

proposto da Filippo Pedrotti ed

Enrigo Frigerio: l’idea è quella di

creare un cartone animato e un

album di figurine collezionabili che

ritragga giocatori della squadra e

delle giovanili per coinvolgere i più

piccoli e appassionare tifosi anche

oltre a quelli già appassionati di

basket e dell’Aquila. “Siamo stati

molto contenti di affrontare questo

percorso – racconta Filippo -, anche

perché sia io che il mio compagno

Enrico giochiamo a pallacanestro:

l’obiettivo di quello che abbiamo

proposto nell’ultimo appuntamento

degli incontri è far scoprire a più

persone possibili il basket anche

attraverso nuove forme di linguaggio

coinvolgendo i più piccoli e trovando

partner importanti tra quelli già

sponsor del club”.


sportivo, tutti curiosi di scoprire

come lavora un club professionistico.

I sette incontri formativi e orientativi,

tenuti in presenza presso le sale

di Villa Sant’Ignazio, si sono aperti

oltre un mese fa con la presenza

del Presidente Luigi Longhi, che

ha illustrato la storia e la mission

di Aquila Basket, e si sono conclusi

con l’incontro con Luca Conti, che

ha raccontato il proprio percorso

personale per arrivare ad essere

un giocatore professionista. Negli

altri incontri sono stati approfonditi,

invece, i lavori possibili nell’area

commerciale, nell’area marketing,

nell’area comunicazione, nell’area

“prima squadra” e anche le

possibilità di collaborazione nelle

attività sviluppate sul territorio con

AquiLab e Academy.

Il percorso di alternanza scuolalavoro,

però, non si è limitato alla

parte di formazione: gli studenti

hanno dovuto presentare in un ultimo

appuntamento un’idea progettuale

da sviluppare all’interno del mondo

Aquila, tenendo conto di quanto

appreso durante gli appuntamenti

precedenti, in particolare durante

l’incontro con l’esperto esterno

Andreas Fernandez, responsabile

comunicazione di CSV Trentino,

che ha fornito ai partecipanti

alcuni elementi di progettazione

fondamentali per realizzare il proprio

compito. Il 17 maggio, quindi, gli

studenti hanno presentato i loro

progetti, e con ottimi risultati!


16 | FOR SCHOOL

Born

in the

USA

DI STEFANO TRAINOTTI

FOTO LICEO ARTISTICO A. VITTORIA

“L’ala statunitense,

in una mattinata

ricca di entusiasmo

e curiosità, ha

risposto con grande

partecipazione

e trasporto

alle tante domande

dei ragazzi del Liceo

delle Arti Vittoria

di Trento”

Do you prefer the italian food or

the american food?

Questa è l’immancabile

domanda formulata dagli studenti

e studentesse trentine negli

appuntamenti organizzati presso

le scuole trentine con i giocatori

americani della Dolomiti Energia

Trentino all’interno del progetto

“Basketball and life in the USA”.

In tali occasioni i ragazzi e le ragazze

hanno l’opportunità di sentire dalla

voce degli stessi giocatori

le loro storie, i differenti percorsi di

studio e sport, le difficoltà e le sfide

della vita da atleta professionista:

nasce così sempre un dialogo,

rigorosamente in lingua inglese,

tra atleti e studenti in cui si passa

dal momento serio, in cui si ragiona

su come conciliare il tempo dello

studio con quello dello sport,

ad altri più divertenti con qualche

aneddoto sulla vita da “americano

in Trentino”.

Così è stato nei tre appuntamenti

organizzati in questa stagione

sportiva in cui Jordan Caroline

è stato ospite degli studenti delle

scuole medie Arcivescovile,

mentre Cameron Reynolds ha

dialogato con gli studenti

dell’Istituto “La Rosa Bianca”

di Cavalese-Predazzo e con gli

studenti del Liceo delle Arti

“Vittoria” di Trento.

Anche Cameron Reynolds

è stato protagonista di una

bella conversazione in inglese con

gli studenti del Liceo Artistico

“Vittoria” di Trento: l’ala statunitense,

in una mattinata ricca di entusiasmo

e curiosità, ha risposto con grande

partecipazione e trasporto

alle tante domande dei ragazzi.


18 | FOR NO PROFIT

distributori

automatici

ristoro

www.eurovending.info

Il mondo Aquila Basket Trento

è formato da tante realtà

che trovano sempre il modo

di collaborare per realizzare

piccoli progetti a vantaggio

di chi ne ha bisogno.

E questo è quello che è successo

con l’iniziativa

“Progetti di Natale” promossa

da AquiLab e realizzata grazie alla

generosa collaborazione

delle aziende del CAST,

il Consorzio di Aziende per lo

Sport Trentino,

che hanno finanziato piccoli

progetti proposti da 14

organizzazioni No Profit.

Da alcuni anni la

Cooperativa Sociale SOS

Villaggio del Fanciullo

di Trento si occupa di

progetti a sostegno di

mamme con bambini che

si trovano in situazioni

di disagio sociale.

Attualmente le donne

accolte nel Progetto

SOS MAMMA sono tre,

con i relativi figli (sono

accolti 5 bambini-ragazzi

nella fascia di età dai 3

ai 15 anni). Questi nuclei

vengono accolti nelle

strutture del Villaggio,

viene dato loro un alloggio

e un supporto educativo;

Movitrento ha dato il

proprio contributo per

sostenere alcune spese

per la cura e il benessere

di queste famiglie, come

ad esempio l’iscrizione

ad un gruppo sportivo

per i figli o anche solo la

possibilità di andare dalla

parrucchiera.

Grazie ad un’azienda del

CAST con il progetto di

Natale del 2018 il gruppo

video di Anffas Trentino

ha potuto acquistare la

prima telecamera. Da lì si

è sempre più concretizzato

il progetto “Senza filtri”

con cui si vuole rovesciare

il paradigma secondo il

quale alle persone con

disabilità intellettiva

(DI) siano destinati

solo lavori manuali e

rutinari. Le persone con

disabilità, affiancate dal

personale di Anffas e con

il supporto di esperti in

comunicazione, studiano

e propongono esperienze

di comunicazione con

video e immagini, che

hanno al centro il “modo

di vedere il mondo” delle

persone con disabilità.

Grazie al supporto di

Eurovending il gruppo ha

potuto implementare la

dotazione strumentale con

l’acquisto di un NAS per

l’archiviazione del girato e

di due fari.


Quadri colorati, cuscini,

tovaglie: con piccoli

accorgimenti uno spazio

diventa accogliente e

confortevole. A Trento

LILT gestisce una Casa

Accoglienza dove possono

essere ospitati pazienti

adulti che arrivano

a Trento per le cure

oncologiche. Sui due piani

ci sono 22 posti letto in 16

stanze, 2 cucine e 2 sale

da pranzo. Per rendere la

Casa ancor più familiare,

perché anche vivere in un

ambiente sereno e curato

può aiutare ad affrontare

le terapie, Studio

Facchinelli ha finanziato

l’acquisto di quadri per

rendere gli ambienti il più

accoglienti possibile.

A Casa “Sebastiano”

è attivo il progetto

denominato “Bottega

delle arti”. Il laboratorio

ha come finalità

principale quella di

offrire un’occasione per

i ragazzi e ragazze con

autismo di esprimere

la propria creatività e

manualità, trovando

anche canali espressivi

inaspettati, imparando

a padroneggiare delle

tecniche specifiche. Tali

attività richiedono l’uso

di materiali di consumo,

quali tele, pennelli, colori

a olio, acrilici, tempere,

diluenti, carte e cartoncini,

fogli in PVC ecc: grazie a

Fabbro investigazioni è

stato possibile acquistare

molti materiali per poter

svolgere con regolarità

le diverse attività della

“Bottega delle arti”

Presso il Laboratorio della

falegnameria del Punto

di Incontro si ritrovano in

formazione diversi ragazzi

che stanno vivendo un

periodo di difficoltà. La

soluzione di tali difficoltà

passa anche attraverso

la creazione di un gruppo

coeso e il ritorno alla

normalità. Pertanto,

proprio su richiesta degli

stessi corsisti, Selco ha

regalato loro la possibilità

di trascorrere una serata

insieme agli operatori tra

pizza e cinema.

Da 10 anni Aquila Basket

è testimonial ufficiale

di AIL Trento. A Natale

l’associazione è stata

come sempre nelle piazze

trentine per vendere le

proprie stelle di Natale:

il ricavato della vendita

viene destinato alla

ricerca. AIL Trento ha

chiesto ad un’azienda

del CAST di acquistare

stelle di natale per il

valore di 500 euro, soldi

poi destinati alla ricerca:

grazie a Sovecar tali

stelle di natale sono state

regalate ai vincitori delle

borse di studio in memoria

di Manuel Bobicchio


GANDALF

REAL ESTATE

CARPENTERIA METALLICA

Mezzolombardo

ATAS è una delle

associazioni che ha

sviluppato il progetto

“C.A.M.M.I.N.O”, un

percorso che ha coinvolto

un gruppo di donne vittime

di violenza desiderose

di voltare pagina,

ricominciare a vivere e

sorridere. Anche Aquila

Basket è stata partner di

questo progetto e durante

la stagione di Eurocup

il Presidente Longhi ha

premiato le organizzatrici

e le partecipanti. ATAS

ha chieto un contributo di

500 euro per organizzare

un momento conviviale

con le donne partecipanti

per avere un momento di

confronto, condivisione

e restituzione alla

conclusione del progetto.

Grazie ad Ecotrentino tutto

questo è stato possibile.

All’interno dei servizi

diurni inclusivi della

cooperativa sociale La

Rete l’area sportiva ha

sempre avuto un ruolo

di rilevanza. Da qualche

anno all’interno dell’area

sportiva si è sviluppato

il gruppo T.U., trekking

urbano. All’interno di tale

attività si è approcciato il

Nordic Walking disciplina

che con il passare del

tempo si sta accostando,

per le sue caratteristiche

e benefici, sempre di più

anche al mondo della

riabilitazione funzionale.

Ad oggi le persone con

disabilità coinvolte

nell’ambito delle attività

sportive della cooperativa

sono 20 (gruppo Trekking

urbano e gruppo Sport).

Grazie a Gandalf, la

coop La Rete ha potuto

acquistare i bastoncini da

nordic walking per poter

fare le uscite con il proprio

gruppo.

Il Centro Trentino di

solidarietà onlus, operante

in Trentino nella cura e

nella prevenzione delle

dipendenze patologiche

e dell’HIV-AIDS ha

approntato una parete da

arrampicata su un masso

presente all’interno della

comunità “Casa di Giano”.

Grazie a Giampieretti

Bruno Rappresentanze

e Selco è stato possibile

acquistare le scarpe da

arrampicata per gli utenti

delle nostre comunità

nell’ambito del progetto

“Sport come alternativa

alle dipendenze”.

La Coop Samuele sta

lavorando per creare

nuove sinergie tra i

propri laboratori di

agricoltura sociale e

ristorazione. Una filiera

che, dalla coltivazione

fino alla creazione e

alla vendita di nuovi

trasformati, coinvolga le

persone fragili in nuove

opportunità di formazione

e inserimento lavorativo.

I canali di vendita? Il

Mercato di San Martino

e La Botega di Samuele,

nati grazie al progetto.

Per riuscire a rendere più

efficace la trasformazione

dei prodotti, c’era la

necessità di acquistare

un essiccatore che

consentisse di superare

i limiti imposti dalla

stagione agricola, evitando

sprechi. Grazie a Cosma è

stato possibile farlo.


APPM (Associazione

Provinciale per il

minore) ha la necessità

di implementare nei

propri centri la dotazione

informatica, specie alla

luce della situazione di

emergenza sanitaria che

ha determinato nella

scuola un’accelerazione

dell’utilizzo degli

strumenti digitali per

poter garantire agli

studenti una continuità

dell’attività didattica. In

particolare per il Centro

Socio Educativo di Levico

Terme c’era la necessità di

acquistare un Pc Portatile:

grazie a Selco i ragazzi

hanno potuto svolgere

le proprie attività in

tranquillità.

Gli ambulatori pediatrici

dell’ospedale di Trento

hanno chiesto ad ABIO

Trento la disponibilità ad

acquistare un fasciatoio

nuovo. ABIO ha quindi

deciso quest’anno di

utilizzare il contributo di

Tramontin per l’acquisto di

un fasciatoio ospedaliero

da collocare nella sala

d’aspetto degli ambulatori

pediatrici del S. Chiara.

Con la ripresa delle attività

relative alla promozione

della “cultura del dono”,

AIDO ha ripreso la propria

attività di informazione sul

tema della donazione degli

organi. L’associazione

aveva la necessità di

acquistare il necessario

per la realizzazione di uno

stand per la presentazione

di tutto il materiale

informativo. Grazie al

contributo di Pragmatica

Plus da alcuni mesi è

possibile sviluppare

attività di informazione

all’aperto in totale

tranquillità.

Il Laboratorio Sociale “Le

Formichine“ crea percorsi

formativi per l’acquisizione

dei prerequisiti

lavorativi per donne

in difficoltà segnalate

dai Servizi Sociali. I

settori di formazione

del laboratorio sono

oggettistica, lavanderia/

stireria e pulizie

professionali: l’impegno

delle Formichine e dei

tanti volontari permette

a questa iniziativa di dare

ogni anno opportunità di

formazione al lavoro a

circa 30 donne, spesso

vittime di violenza. Uno

dei prodotti di maggior

successo del Laboratorio

è l’Uovo solidale de Le

Formichine che ogni anno

viene proposto con stoffe

e sorpresa diverse. L’Uovo

è confezionato non con la

carta che si vede su tutti

i prodotti pasquali, ma

con una bellissima stoffa

che può essere utilizzata

come centro tavola.

Tama ha dato il proprio

sostegno all’acquisto di

tali stoffe per realizzare

il confezionamento

dell’Uovo.


23 | LA FONDAZIONE AQUILA

La Fondazione

Aquila per lo

Sport Trentino

DI MARCELLO OBEROSLER

FOTO DANIELE MONTIGIANI

La Fondazione Aquila per lo

Sport Trentino è un soggetto

giuridico fiduciario costituito

a garanzia dei valori e dei principi

su cui si fonda il progetto Aquila

Basket, inteso non solo come

iniziativa sportiva ma anche sociale

e promozionale.

Promossa a fine 2014 da Giovanni

Zobele, già presidente di Aquila

Basket per 11 anni, e da Marco

Angelini, fondatore del club assieme

a Gianni Brusinelli, la “Fondazione”

si è inserita nel modello di proprietà

rappresentativa di Aquila Basket con

due obiettivi sostanziali: garantire

la continuità del progetto nel

rispetto dei valori e dei principi di

condivisione su cui lo stesso

si fonda, e costruire, attraverso

gli apporti raccolti da vari soggetti

pubblici e privati, un patrimonio

destinato al mantenimento ed alla

continuità del progetto

Aquila Basket.

“La Fondazione - racconta Zobele -

è nata un po’ per caso e un po’ per

opportunità, visto che abbiamo colto

l’occasione della crescita

di struttura del club per cambiare

il suo assetto e garantirgli il migliore

futuro possibile.

La Fondazione in questo senso non

voleva avere solo uno scopo sportivo,

ma per dare vita e alimentare

iniziative che potessero lasciare

un segno nel sociale, nella nostra

comunità, rimanendo coerenti

con i valori che vogliamo

trasmettere”.

Valori che ormai fanno parte

dell’identità del club.

“Credo che AquiLab e tutte le

iniziative della Fondazione siano uno

dei motivi principal per cui Aquila

Basket esiste ed è sopravvissuta

a tutti questi anni di attività ad alto

livello. E’ un aspetto imprescindibile

per noi come club, fa proprio parte

del nostro DNA: nello sport c’è la

componente della passione,

ci sono tante emozioni che possono

essere anche esaltate o sopite dai

risultati. Le iniziative che portiamo

avanti fuori dal campo, invece,

ci permettono di “vincere sempre”,

in un certo senso.

Ecco perché credo che possiamo

davvero essere orgogliosi di quanto

messo in campo finora ed ecco

perché vogliamo continuamente

rilanciare gli sforzi e il lavoro per

questo tipo di progetti”.

Negli anni quali sono stati i progetti

più significativi?

“Non è facile nominarne solo alcuni

perché poi davvero tutti hanno avuto

ricadute positive e significative su

tante persone, quelli a cui mi sento

più legato personalmente però

sono la Borsa di Studio in memoria

di Manuel Bobicchio ed Everybody

Needs Some Basket. E’ fantastico

vedere l’affiatamento che si crea

tra i ragazzi, ognuno con le proprie

difficoltà eppure in campo pronti

a stare uniti per annullare ogni

differenza. Credo che sia l’essenza

e la magia dello sport, e del basket.

Siamo fortunati ad avere tante

persone, allenatori e collaboratori,

che mettono il proprio tempo

al servizio degli altri. La parola

chiave che uso per raccontare

AquiLab è proprio “insieme”:

perchè è un progetto che unisce

e che in tutte le sue declinazioni

crea relazioni e occasioni

di crescita”.


26 | PROJECT

We Are

All One

Team!

STEFANO TRAINOTTI

FOTO DANIELE MONTIGIANI

“A guidare

in palestra il gruppo

di ragazzi c’era

il One Team coach

Alessio Bonetti,

che per oltre

trent’anni è stato

il coordinatore

del settore minibasket

di Aquila Basket”

Le sei stagioni di EuroCup della

Dolomiti Energia Trentino sono

state sempre accompagnate dalla

partecipazione al “One Team”,

il progetto di responsabilità sociale

di Euroleague Basketball che vuole

usare la pallacanestro per raggiungere

un vero impatto nelle nostre comunità.

Per individuare i componenti del

One Team 2021-22 è stata coinvolta

come partner dell’iniziativa Appm,

l’Associazione Provinciale per i Minori,

un’associazione che fa parte da

sempre del progetto Dolomiti Energia

for no profit, operante sul territorio

provinciale trentino nel campo

dell’educazione e dell’assistenza

sociale e socio-sanitaria,

accompagnando nella crescita

personale i bambini, gli adolescenti,

i giovani e i genitori attraverso percorsi

di consapevolezza, autonomia

e responsabilità.

A guidare in palestra il gruppo

di ragazzi c’era il il One Team coach

Alessio Bonetti, che per oltre trent’anni

è stato il coordinatore del settore

minibasket di Aquila Basket.

Con quali obiettivi hai portato avanti il

tuo ruolo di One Team Coach?

Fin dal primo giorno ho cercato

di coinvolgere il più possibile i ragazzi

nella nostra attività in modo tale che

fossero il più possibile stimolati a

partecipare con costanza ai nostri

allenamenti: ad ogni sessione, poi,

ho cercato di concentrarmi su un

obiettivo di competenza diverso,

usando la pallacanestro come

occasione per sviluppare nei ragazzi

valori come la fiducia in sé stessi, il

rispetto per gli altri, la capacità di

lavorare in gruppo e di risolvere

i problemi.

Quali miglioramenti hai potuto

apprezzare nel gruppo?

Devo dire che ho visto miglioramenti

sia dal punto di vista tecnico che dal

punto di vista della crescita del gruppo,

anche se questo non era omogeneo

per età o esperienze pregresse.

Allenamento dopo allenamento ho

visto un desiderio sempre maggiore

di fare parte di una squadra, di giocare

insieme cercando di valorizzare

le caratteristiche di ciascuno.

Agli allenamenti sono intervenuti

anche il One Team Ambassador


“Lo sport in generale

è una risorsa enorme

per affrontare

problematiche

giovanili, soprattutto

se si tratta di uno

sport di squadra come

la pallacanestro che

aiuta a mediare tra le

varie posizioni

o a trovare un ruolo

nel proprio gruppo”

Toto Forray, il senior OTA

Luca Lechthaler e anche

Desonta Bradford.

I loro interventi sono stati un incentivo

ulteriore alla partecipazione,

perché, oltre a poter ascoltare i loro

consigli, c’era la soddisfazione

di potersi rapportare con i campioni

della Dolomiti Energia Trentino,

scoprendo che si trattava di ragazzi

molto semplici e disponibili verso

di loro. Ai partecipanti del One Team

ha fatto piacere poter vedere una

partita dal vivo alla BLM Group Arena e

calpestare lo stesso parquet su cui

si disputano le partite di serie A.

Anche con il progetto One Team

hai potuto constatare quanto la

pallacanestro possa essere utile per

la crescita delle persone.

Lo sport in generale è una risorsa

enorme per affrontare problematiche

giovanili, soprattutto se si tratta

di uno sport di squadra come la

pallacanestro che aiuta a mediare tra

le varie posizioni o a trovare un ruolo

nel proprio gruppo, in particolare per

ragazzi che magari possono vivere

difficoltà famigliare. Per tutti loro

lo sport è senza dubbio un contesto

importante e formativo.

Che ricordo ti porti via da questa

esperienza?

Guidando settimanalmente il One

Team ho ritrovato il piacere di

supportare i ragazzi nel loro percorso

sportivo, costruendo con loro un

rapporto di fiducia reciproca: per

questo motivo, senza dubbio, mi

rimarrà il ricordo del rapporto con i

ragazzi, i loro miglioramenti, il loro

benessere nel fare gruppo in palestra.


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30 | PROJECT

Everybody

Needs

Some Basket

DI STEFANO TRAINOTTI

FOTO DANIELE MONTIGIANI

“Così, le persone

diversamente abili

sono state introdotte

in attività inclusive, le

persone in recupero

da dipendenze

hanno sviluppato un

percorso di sport che

ha fatto sicuramente

bene al proprio

benessere fisico

e psicologico”

Ma davvero tutti hanno bisogno

di un po’ di pallacanestro?

Certo che sì, come dimostra

anche la terza edizione di “Everybody

needs some basket”, un progetto

che si basa su uno strumento

potentissimo, ossia la pallacanestro,

che riesce a far star bene insieme

tante persone con esperienze

diverse. Da novembre a maggio, ogni

sabato mattina, presso la palestra

“Pigarelli” di Gardolo, un gruppo

composto da raggazze e ragazzi con

disabilità, ragazzi inseriti in percorsi

di recupero da dipendenze o in

percorsi di inserimento lavorativo,

giovani stranieri, volontari si sono

allenati insieme per diventare

squadra: e tutto con il supporto delle

organizzazioni coinvolte sia nella fase

progettuale che nella fase di gestione

del progetto, ossia Centro Trentino di

Solidarietà, ANFFAS Trentino, Coop

Samuele e Una Comunità intera.

L’idea di base è che lo sport possa

essere un elemento straordinario

per aggregare le persone: infatti,

grazie al contributo importante di

tutti i partecipanti, da un gruppo

di persone con storie personali

diversissime è nata una squadra

unita e affiatata che ha potuto vivere

un’esperienza significativa. Così,

le persone diversamente abili sono

state introdotte in attività inclusive, le

persone in recupero da dipendenze

hanno sviluppato un percorso di

sport che ha fatto sicuramente

bene al proprio benessere fisico e

psicologico, gli stranieri hanno fatto

un’attività che li ha messo a contatto

con italiani favorendo l’integrazione.

Dopo sei mesi di esercizi in palestra,

è arrivata anche il momento della

prima amichevole: infatti, nelle

prossime settimane la squadra di

“Everybody needs some basket”

disputerà la prima partita vera,

andando in trasferta a Feltre per

giocare con gli amici del Portaperte

Basketball Team, squadra di basket

unificato con cui Aquila Basket

ha stabilito da tempo rapporti di

amicizia e collaborazione. A guidare

la squadra, composta da circa 20

giocatori, in panchina ci sarà Matteo

Taverna, esperto coach del settore

giovanile bianconero, vera e propria

guida del gruppo in questi mesi,

che ha saputo trasmettere a tutti

i partecipanti il giusto spirito di

squadra e forti motivazioni.

Durante il percorso i ragazzi hanno

ricevuto anche la visita di Toto

Forray e di coach Lele Molin, che

hanno potuto apprezzare il grande

entusiasmo del gruppo e i tanti

progressi fatti quest’anno. Ora il

progetto, finanziato grazie ai fondi

raccolti dal pranzo di beneficenza

in memoria di Stefano Rossi, si

avvia alla conclusione ma con una

certezza…”Everybody needs some

basket” tornerà anche nel 2022/23!


32 | FOR NO PROFIT

La Sportiva

Community

Award

FOTO DANIELE MONTIGIANI

I

giocatori della Dolomiti Energia

Trentino in questa stagione sportiva

hanno disputato ben 52 gare

ufficiali. Il loro apporto alla causa

trentina però non si è concretizzato

solo nel lavoro sul parquet, ma

anche nella presenza ai tanti eventi

che sono stati attivati, nonostante le

limitazioni connesse alla pandemia,

all’interno del mondo AquiLab e

della Dolomiti Energia Basketball

Academy. Si tratta di un impegno

importante che la società bianconera

porta avanti volentieri per fare rete

con un territorio che sa restituire

alla squadra molto in termini di

entusiasmo e passione.

Per premiare l’impegno dei giocatori,

che sanno vivere le varie iniziative

sempre con lo spirito giusto, La

Sportiva, l’azienda trentina leader

nel mondo delle calzature per la

montagna e partner per l’outdoor

della Dolomiti Energia Trentino,

ha istituito dal 2018 il premio “LA

SPORTIVA COMMUNITY AWARD”,

da assegnare al giocatore che si è

distinto più di tutti nel sostenere

con la propria presenza le varie

attività delle realtà partner dei

bianconeri. Quest’anno, così come

era successo lo scorso anno, il

giocatore premiato è stato il capitano

Toto Forray, sempre presente in

tantissime iniziative AquiLab, in

primis nell’attività One Team dove

ha ricoperto il ruolo di One Team

Ambassador. Toto Forray ha ricevuto

il premio nella gara casalinga contro

Brindisi dalle mani di Alessandro

Tedoldi, Athletes & Sponsorship

Specialist de La Sportiva:

un’occasione per il pubblico della

BLM Group Arena per ringraziare

Toto non solo per l’immancabile

impegno sul parquet che non fa

mai mancare da oltre dieci anni, ma

anche per la sua grande disponibilità

in ogni momento.

La Sportiva ha consegnato a Toto

anche un assegno da 1000 euro da

destinare ad un’associazione del

progetto no profit bianconero per

finanziare un’attività di volontariato

sociale legata alla montagna.

L’assegno è stato consegnato così

ad Anffas Trentino nella figura del

suo presidente Luciano Enderle,

un contributo fondamentale per

attivare nel periodo estivo una serie

di noleggi di biciclette inclusive a

pedalata assistita, in particolare

dei tandem con pedana per carico

carrozzine.

Questi noleggi permetteranno

di strutturare un’attività presso

i centri socio educativi di zona,

organizzando alcune uscita sulle

piste ciclabili coinvolgendo diversi

utenti. Questa iniziativa è stata

organizzata anche l’estate scorsa

e l’impatto sulle persone è stato

decisamente positivo: per alcuni è

stata un’esperienza sportiva, per altri

inclusiva, per qualcuno una nuova

esperienza sensoriale.

“Quest’anno, così

come era successo lo

scorso anno, i

l giocatore premiato

è stato il capitano

Toto Forray, sempre

presente

in tantissime iniziative

AquiLab, in primis

nell’attività One Team

dove ha ricoperto

il ruolo di One Team

Ambassador”


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34 | L’OSPITE

Aaron, campione

anche fuori

dal campo

DI MARCELLO OBEROSLER

FOTO DANIELE MONTIGIANI

“Sono fortunato

in questo percorso ad

avere a fianco

mia moglie Amber,

che mi dà grande

supporto e che

si occupa anche

di Owen e Evelyn,

i nostri figli”

Pochi giocatori stranieri nella

storia della Dolomiti Energia

Trentino sono rimasti nel

cuore dei tifosi

bianconeri come Aaron Craft:

il playmaker classe ‘91 non ha

saputo conquistare l’amore della

città solo con le sue straordinarie

prestazioni in campo e per la sua

leadership totale sul parquet, ma

anche e soprattutto per il modo in

cui ha saputo entrare in contatto con

la comunità trentina, traducendo il

suo ruolo di atleta professionista in

quello di un uomo capace di ispirare

le nuove generazioni e di coinvolgere

con il suo carisma e il suo sorriso

anche le persone in difficoltà.

Non è un caso se proprio per

inseguire quell’amore di “fare del

bene” al prossimo Aaron si sia

ritirato da giocatore professionista

a nemmeno 30 anni di età per

inseguire una carriera da medico,

arrivata quasi al terzo anno di

studi. Ma la strada è ancora lunga!

L’università è davvero impegnativa,

mi aspettano altri due anni sui

banchi di scuola e poi fra i tre e

i cinque a formarmi in ospedale.

Sono fortunato in questo percorso

ad avere a fianco mia moglie Amber,

che mi dà grande supporto e che

si occupa anche di Owen e Evelyn, i

nostri figli.

Evelyn ha otto mesi, Owen invece,

3 anni compiuti lo scorso gennaio, è

nato proprio a Trento.

E’ una città che per la nostra

famiglia significa molto.

Ci mancano le persone conosciute

in Italia, eravamo davvero parte

di una comunità. Spero di tornare

presto a trovarvi. È un posto dove

sono cresciuto molto, come persona

ancora prima che come atleta:

ho imparato tantissimo, conosciuto

persone significative, ho cambiato

modo di pensare guardando le cose

da un nuovo punto di vista.

Non smetterò mai di ringraziare

Salvatore Trainotti, gli allenatori

che ho avuto in bianconero, tutti i

miei compagni, le persone che ho

incontrato lungo il cammino.

Di quegli anni all’Aquila cosa

ti rimane più impresso nella

memoria?

Uno degli aspetti che ha reso Trento

così speciale per me prima ancora

dei bei risultati in campo è la

grande attenzione del club e di

tutti coloro che ci lavorano per la

comunità, il territorio, le persone:

non è scontato che per una società

di basket interessarsi a questi

aspetti sia una priorità. Nelle mie

due stagioni in bianconero ho avuto

la possibilità di incontrare tanti

studenti e tante associazioni, ho

potuto condividere con loro la mia

esperienza in tanti modi diversi:

è sempre stato facile farlo per me,

grazie alla grande organizzazione di

questo tipo di eventi. Sono momenti

a cui ho sempre dato grande valore.


“Ho sempre sentito

dire che quello che

fai fuori dal campo ha

un impatto anche sul

campo. Il mio ruolo

come playmaker

è sempre stato quello

di mettere tutti

i compagni nelle

condizioni di fare

il proprio meglio”

Owen ogni tanto indossa ancora la

maglietta della Fondazione Trentina

per l’Autismo!

È una responsabilità che hai

sempre sentito di dover avere?

Sì, personalmente sono convinto

che un atleta professionista

abbia una responsabilità verso la

comunità: èimportante saper usare

nel migliore dei modi la piattaforma

di visibilità che ci viene data,

trasmettendo valori e insegnamenti.

Però più che come una rsponsabilità

lo vivo come un onore,

come una grande opportunità

per fare del bene.

L’altruismo era il tuo forte anche

in campo d’altronde, dalla difesa

agli assist.

Ho sempre sentito dire che quello

che fai fuori dal campo ha un

impatto anche sul campo. Il mio

ruolo come playmaker è sempre

stato quello di mettere tutti i

compagni nelle condizioni di fare il

proprio meglio, di “fare tutti felici”

in un certo senso.

È una vocazione che ho sempre

sentito e che non ho mai nascosto.

E che ora con la carriera in

medicina si concretizza in un altro

passo importante della tua vita.

È qualcosa che volevo davvero

fortemente fare, avere la possibilità

di aiutare e per certi versi servire le

persone in un modo tangibile,

in un modo ancora più reale.

C’è tanta gente vulnerabile e in

difficoltà, e voglio avere un ruolo che

mi permetta per quanto possibile di

aiutarle.


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39 | LUCILLA IN THE SKY

Lucilla

in

the sky

DI STEFANO TRAINOTTI

FOTO DANIELE MONTIGIANI

Dal 2007 la Fondazione Aquila

Basket per lo sport trentino

promuove un bando per le

borse di studio in memoria di Manuel

Bobicchio riservato agli atleti della

Dolomiti Energia Basketball Academy

con la fondamentale collaborazione di

CAF Acli e FIP Trentino Alto-Adige.

Manuel scomparve all’età di 17 anni

per un male improvviso quando stava

terminando la sua prima stagione

in maglia Aquila Basket: era un

ottimo giocatore ed era anche molto

concentrato sugli studi, tanto che

in quell’anno stava completando il

suo terzo anno dell’Istituto Biologico

“Ivo del Carneri” di Civezzano con

ottimi voti. Da tutti quelli che lo hanno

conosciuto, allenatori e professori,

è ricordato ancora come un ragazzo

vivace e sveglio, che sapeva mettere

sempre il 100% in ogni cosa che

faceva, con impegno, passione e con il

sorriso sulle labbra. Per partecipare

al bando per le borse di studio

due sono i requisiti fondamentali:

l’impegno nella pallacanestro e i

risultati scolastici.

Tra i 15 vincitori delle borse di studio

relative all’a.s. 2020-21 la migliore

di tutti è stata Lucilla Quaresima,

15 anni, studentessa del Liceo

Scientifico “Galilei” e atleta del

Belvedere Ravina, che ha ricevuto

in premio la possibilità di allenarsi,

insieme alle sue compagne, con il

capitano bianconero Toto Forray.

“L’anno scorso ho frequentato la

prima superiore – racconta Lucilla

– Mi sono iscritta al “Galilei” anche

perché mi piace molto la matematica

e tutte le materie scientifiche in

generale. Non ho avuto difficoltà nel

passaggio dalle medie alle superiori

e sono riuscita ad organizzarmi

tranquillamente tra sport e scuola.

Infatti, per fortuna, i miei allenamenti

con il Belvedere Ravina sono alla sera

e quindi riesco sempre a studiare 3

ore al pomeriggio” Lucilla si allena

con uno spirito da vera “We die hard”:

si butta su ogni pallone come se

fosse l’ultimo e in difesa si danna

per recuperare su ogni avversaria.

“La pallacanestro mi piace molto –

continua Lucilla – Devo migliorare nel

tiro soprattutto; cerco di capire dove

sbaglio e provo a correggere il mio

gesto tecnico anche grazie ai consigli

del mio coach Giuseppe Lucente. Mi

piace molto giocare a basket, perché

è uno sport che esalta lo spirito di

squadra. Mi trovo molto bene con

le mie compagne: potermi allenare

con loro, al termine di una giornata

caratterizzata da scuole e studio, è

davvero una fonte di svago e mi carica

di energia” Ovviamente Lucilla è tifosa

della prima squadra bianconera. “Il

mio giocatore preferito è Toto Forray,

ma quest’anno ho anche apprezzato

Johnathan Williams. Quindi, sono

stata davvero felice di potermi

allenare con Toto che è stato davvero

super con tutte noi.”


40 | FOR SCHOOL

Le partite

non durano

40 minuti

DI STEFANO TRAINOTTI

FOTO DANIELE MONTIGIANI

Ogni domenica i tifosi della BLM

Group Arena vedono nei 40

minuti della partita il frutto

del lavoro programmato ad inizio

settimana o ad inizio anno dallo staff

tecnico bianconero.

In quei 40’ di gioco si vedono

i risultati della parte tecnica, tattica

e fisica degli allenamenti, delle

attività di recupero dagli infortuni

e di analisi delle caratteristiche

degli avversari.

Per provare a capire questi aspetti,

AquiLab organizza da anni per i Licei

scientifici ad indirizzo sportivo del

“Rosmini” di Rovereto e del “Martino

Martini” di Mezzolombardo l’attività

“Le partite non durano 40’”,

che si sviluppa presso le strutture

della BLM Group Arena. In totale

sono stati circa 80 gli studenti

e le studentesse, suddivisi nei

due appuntamenti previsti per

entrambe scuole, che hanno potuto

dialogare per due ore con alcuni dei

protagonisti dello staff tecnico

e dirigenziale bianconero.

Coach Lele Molin ha parlato

soprattutto di come si possono

motivare i giocatori durante gli

allenamenti di avvicinamento

alla partita; Massimo Komatz,

direttore AquiLab, ha spiegato le

caratteristiche di Aquila Basket come

società professionistica,

il suo coinvolgimento in FIP,

Legabasket ed Eurocup, la sua

organizzazione; gli assistant coach

Davide Dusmet e Nicolò Gilmozzi

hanno mostrato agli studenti i

software utilizzati dallo staff tecnico

per studiare gli avversari;

il preparatore fisico Matteo Tovazzi

ha analizzato il programma di

lavoro settimanale, mensile e

annuale per tenere in forma la

squadra; il direttore sportivo Rudy

Gaddo ha presentato la complessità

organizzativa nella gestione di un

doppio appuntamento settimanale

tra coppa e campionato con tante

trasferte e viaggi in tutta Europa.

Oltre ai due appuntamenti previsti

per i Licei sportivi, AquiLab ha

organizzato un incontro di due ore

con due classi dell’istituto tecnico

economico della “Rosa bianca” di

Cavalese sempre presso la BLM

Group Arena, durante il quale

il responsabile comunicazione

Francesco Ciampa e Massimo

Komatz hanno dialogato con gli

studenti sul modello organizzativo

di Aquila Basket. In tutti questi

incontri i vari relatori hanno risposto

alle domande degli studenti cercando

di coinvolgere tutti negli aspetti

che caratterizzano il mondo

bianconero.

“In quei 40’

di gioco si vedono

i risultati della parte

tecnica, tattica

e fisica degli

allenamenti, delle

attività di recupero

dagli infortuni

e di analisi delle

caratteristiche

degli avversari”


42 | PROJECT

Il settore

giovanile

si mette in gioco

DI STEFANO TRAINOTTI

FOTO SERGIO MAZZA

AquiLab sviluppa progetti con le

diverse realtà del territorio cercando

mettere in relazione le persone:

partendo da questo presupposto è

nata l’idea di costruire un percorso

che facesse incontrare i ragazzi del

settore giovanile bianconero e le

associazioni no profit con l’obiettivo

di offrire ai ragazzi momenti

valoriali possibilmente utili nel loro

percorso di crescita. Dopo un’attenta

programmazione, nel mese di maggio

sono iniziate le prime attività, che

hanno visto subito protagonisti i

ragazzi della U14 di coach Sergio

Mazza che hanno trascorso una

mattinata presso uno degli orti dove

la Cooperativa Samuele sviluppa

i propri progetti di agricoltura

sociale: i ragazzi hanno visitato il

terreno nella zona di Trento sud dove

Samuele coltiva secondo il protocollo

biologico mais, frumento e patate.

Hanno potuto apprendere i principi

di base della rotazione colturale e

dell’agricoltura biologica aiutando

le persone inserite nei percorsi

lavorativi della cooperativa nella

semplice ma fondamentale opera di

diserbo del campo di mais. I ragazzi

dell’U17 di coach Albanesi, invece,

sono stati a Casa di Giano, una delle

comunità per persone in recupero

da dipendenze del Centro Trentino

di Solidarietà. I giovani bianconeri

hanno condiviso con gli ospiti della

comunità un pomeriggio di sport e di

riflessione: infatti, prima tutti insieme

si sono esercitati nel percorso salute

presente nei boschi di Casa di Giano,

che era stato realizzato tre anni fa

grazie ad un progetto condiviso tra

Fondazione Aquila, CTS e Istituto “De

Carneri” di Civezzano, e poi è arrivata

in modo spontaneo la proposta di una

partita di calcio con gli U17 che hanno

perso contro i più esperti avversari.

Dopo il pomeriggio di sport insieme,

durante la merenda offerta da Casa di

Giano, è stato il momento di riflettere

sul tema delle dipendenze patologiche

con il contributo significativo delle

testimonianze di alcuni degli ospiti

di Casa di Giano. Per le due squadre

U15, invece, il momento formativo

è stato realizzato in collaborazione

con il GAP, “Gruppo Ambiente Pulito”

di Anffas Trentino: le due squadre,

in due momenti diversi, sono stati

guidate alla scoperta dei segreti del

Lago Pudro a Madrano da alcuni

ragazzi con disabilità che si occupano

di educazione ambientale. Anche in

questo caso, poter vivere insieme

un’esperienza di amicizia è stato

gratificante per tutti, raggiungendo

l’obiettivo di abbattere le barriere,

che molto spesso nascono solo per

pregiudizi legati alla non conoscenza

dell’altro. Questi progetti ripartiranno

ovviamente anche l’anno prossimo,

con la speranza che nel corso della

propria esperienza in Aquila Basket,

tutti i ragazzi possano crescere non

solo dal punto di vista tecnico

e atletico ma anche umano.

“Dopo il pomeriggio

di sport insieme,

durante la merenda

offerta da Casa

di Giano, è stato

il momento di

riflettere sul tema

delle dipendenze

patologiche con

il contributo

significativo delle

testimonianze di

alcuni degli ospiti di

Casa di Giano”


44 | APPUNTI SPARSI

Le anime

belle

di Aquilab

DI FRANCESCO COSTANTINO CIAMPA

FOTO DANIELE MONTIGIANI

Ho incontrato Aquilab sotto un pergolato mangiando gnocco fritto e salumi. A Trento. Ho capito subito che davanti avevo qualcosa di

anomalo. Come se mi fossi ritrovato con amici di una vita che non vedevo da tempo ma con cui si ricrea subito la giovanile intesa. Ho

trovato idee, prima di tutto. Condite da incisi aperti e mai chiusi, perifrasi, prossemica asservita alla narrazione e sorrisi. Abbiamo bevuto

lambrusco, il vino che preferisco. Bicchiere povero ma terribilmente conviviale. Senza tante pose da intenditori, con un vetro bordato

di rosso che ricorda il passato di un sorso chiamandone subito un altro. Trattasi di vita. Almeno la mia. Cazzeggio allo stato puro in un

caleidoscopio di progetti all’apparenza sconclusionati eppure così solidi da affondare le proprie radici nell’animo delle persone che li

pensano e, cosa fondamentale, li realizzano. Stefano Trainotti era mia amico. Poi, pochi minuti dopo il 3-2 del Milan contro il Verona, mi

ha mandato un messaggino irridente e ha rovinato un così bel rapporto. Per carattere non sono particolarmente rancoroso ma quando

mi toccano gli affetti, quelli importanti, fatico a perdonare. Con lui sto facendo un’eccezione anche se il percorso di redenzione sarà

lungo. Nel frattempo mi godo Massimo Komatz. L’altro lato della stessa medaglia. Ecco, Massimo non segue il calcio e, già questo, lo

mette al riparo da qualsiasi gaffe. È un malato di basket ma è, soprattutto, una persona di buon senso. Una dote rarissima in questi

tempi bui. Per questo starei ore a parlare con lui, a confrontarmi e a confessarmi. La cosa che mi fa impazzire di entrambi è l’assoluta

nonchalance con cui migliorano la comunità. In punta di fioretto, eppure con quella feroce determinazione che li colloca di diritto nel

pantheon dei Giusti. Non vorrei dare troppa importanza a questa coppia di bravi dicendo che con loro il bene s’ha da fare a prescindere

eppure mi sembra chiaro che sono stato bloccato do codesti soggetti come un Renzo Tramaglino qualsiasi e convinto con le buone a

diventare una persona migliore. Perché, a conti fatti. È questo quello che fa Aquilab. Ti costringe ad alzare l’asticella dell’introspezione

spingendo la condivisione del tempo a vette inusitate. Io li amo, entrambi. Certo, ci sarebbe quella storiaccia di San Siro ma, vabbè, me

ne farò una ragione. Loro lo meritano.


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sociale Samuele € 2,30, Schiacciate alla curcuma e zenzero, Cooperativa sociale Samuele € 2,40, Farina

Sociale, Cooperativa sociale Samuele / Mas del Gnac – Cooperativa Sociale Gruppo 78 € 3,30, Succo

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