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Costruzioni n. 761 giugno

LA BENNA FRANTOIO MB OTTIMIZZA L’ATTIVITÀ IN CAVA GUIDA AUTONOMA ED ELETTRICO Ai Volvo Days 2022 il costruttore annuncia la sua visione sostenibile per contenere le emissioni di CO2 TREVI BENNE CORRE A MARANELLO RAD Service è protagonista di una demolizione industriale da 450 mila m3 vuoto per pieno WALKAROUND ESCAVATORE TAKEUCHI TB2150R

LA BENNA FRANTOIO MB OTTIMIZZA L’ATTIVITÀ IN CAVA

GUIDA AUTONOMA ED ELETTRICO
Ai Volvo Days 2022 il costruttore annuncia la sua visione sostenibile per contenere le emissioni di CO2

TREVI BENNE CORRE A MARANELLO
RAD Service è protagonista di una demolizione industriale da 450 mila m3 vuoto per pieno

WALKAROUND ESCAVATORE TAKEUCHI TB2150R

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n. 761 | anno LXX

6 giugno 2022

ostruzioni

Giugno 2022

Casa editrice la fiaccola srl

1952/2022 settant’anni

LA BENNA

FRANTOIO

MB OTTIMIZZA

L’ATTIVITÀ

IN CAVA

Costruzioni

GUIDA AUTONOMA

ED ELETTRICO

Ai Volvo Days 2022

il costruttore annuncia la sua

visione sostenibile per

contenere le emissioni di CO 2

TREVI BENNE CORRE

A MARANELLO

RAD Service è protagonista

di una demolizione

industriale da 450 mila m 3

vuoto per pieno

WALKAROUND ESCAVATORE TAKEUCHI TB2150R

9

ISSN 0010-9665

770010 966504

0 0 7 6 1 >


ROUGE

ROT

ROJO

RØD

ROSSO

ROOD

www.yanmar.com


ISSN: 0010 - 9665

costruzioni

rivistacostruzioni

30 Successo della

generazione 7

DGLCostruzioni e Hitachi

31 Nuovi investimenti

Volvo CE acquisisce Limach

CAVE&CALCESTRUZZO

90 Qualità per durabilità

Il mondo del calcestruzzo è evoluto.

Tekna Chem porta ai massimi livelli la

formula dei calcestruzzi speciali

COSTRUZIONI

COMPIE SETTANT’ANNI

Dal 1952 la nostra rivista non

si è mai arrestata nel diffondere

la cultura delle costruzioni, delle

macchine e attrezzature

da cantiere. Non siamo nati ieri...

ATTUALITÀ&PRODOTTI

6 Anni Novanta

Ripercorriamo i primi anni di attività

della nostra rivista

14 Piccolo spazio pubblicità

Inserzioni pubblicitarie d’epoca

16 Cover Story

Facciamo il punto sull’HVO. Una

soluzione senza problemi secondo

le Case produttrici di motori. Pareri

positivi, ma...

26 Ancoraggi speciali

Stabilzzare rocce con Atlas Copco

28 Vita residua del sottocarro

La piattaforma di Berco come

monitoraggio

29 Tosti e versatili

Sollevatori Magni per il mining

32 In crescita

Alta reddittività per Wacker Neuson

33 Sinergia vagliante

Mix tra Metso Outotec e Malvern

34 Il ritorno a Parigi

Al Batimat per restare aggiornati

MACCHINE&COMPONENTI

54 Tornano (belli) alla ribalta

CASE CE acquisisce Euromach. E

arrivano i mini Sedie D tutti italiani che

tanto piacciono ai padroncini

54

6

60 Non si butta via niente

La benna frantoio MB valorrizza gli

scarti di produzione alla Eurocave

66 Abbattere i CO 2

VOLVO CE si presenta come partner

super green, capace di monitorare e

ridurre sempre più le emissioni

74 Non teme l’armato

Frantuma i rifiuti da demolizione la

benna Simex CBE 40

RICICLAGGIO&DEMOLIZIONE

78 Final countdown

A Maranello RAD Service e Trevi Benne

sono protagoniste di una demolizione

industriale a tempi record

86 Un bel casino

Il decreto relativo all’End of Waste

dei rifiuti da C&D, rischia di grippare

l’intera filiera del riciclo

96 Produttività in crescendo

Rocksure International possiede una

flotta di perforatrici Sandvic: in cava e

miniera con efficienza

SOLLEVAMENTO&NOLEGGIO

99 Per carichi pesanti indoor

Autogru AC 3.045-1 Tadano

100 Un comparto da tutelare

Ad IPAF ANCH’IO 2022 più sicurezza e

formazione

102 Va dove tira il vento

Parco macchine rinnovato per Magis

103 Debutto in laguna

La Nuova Pilosio presenta Sicurblind

con un cantiere d’eccezione: Palazzo

Ducale a Venezia

78

60

TRUCK&ALLESTIMENTI

106 Innovazioni stellari

Produzione di serie per la versione

elettrica eActros, il pesante della Casa

tedesca. Motori e cambio aggiornati

110 Elettrici in cantiere

Con gli FMX Electric, l’elettrificazione

arriva nel settore di edilizia urbana

106

WALKAROUND

36

Escavatore cingolato

Takeuchi TB2150R

Stage V

[2] giugno 2022 Costruzioni

ostruzioni

Fondato nel 1952

da Giuseppe Saronni

761 6 GIUGNO 2022

DIRETTORE RESPONSABILE

Lucia Edvige Saronni

lsaronni@fiaccola.it

DIRETTORE EDITORIALE

Matthieu Colombo

mcolombo@fiaccola.it

COORDINAMENTO EDITORIALE

Federica Lugaresi

flugaresi@fiaccola.it

REDAZIONE

Mauro Armelloni, Edvige Fornara,

Emilia Longoni

costruzioni@fiaccola.it

COLLABORATORI

Paolo Cosseddu, Antonio Fargas,

Gianenrico Griffini (responsabile

sezione veicoli e allestimenti),

Fabrizio Parati, Eliana Puccio,

Isabella Visentin

SEGRETERIA

Jole Campolucci

jcampolucci@fiaccola.it

segreteria@fiaccola.it

IMPAGINAZIONE

Studio Grafico Page

AMMINISTRAZIONE

Francesca Lotti flotti@fiaccola.it

Margherita Russo

amministrazione@fiaccola.it

ABBONAMENTI

Mariana Serci

abbonamenti@fiaccola.it

TRAFFICO E PUBBLICITÀ

Giovanna Thorausch

gthorausch@fiaccola.it

AGENTI

Giorgio Casotto

T 0425 34045 - cell. 348 5121572 -

info@ottoadv.it

per Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto

Adige, Veneto, Emilia Romagna

(escluse Parma e Piacenza)

Mensile

LOMBARDIA/00516/02.2021CONV

Reg. Trib. Milano N. 2562 del

22/1/1952

STAMPA

Colorshade - via Colombo 7

Peschiera Borromeo (MI)

ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE

STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio

313 21/11/1985 Roc 32150

PREZZI DI VENDITA

abb. annuo Italia Euro 90,00

abb. annuo Estero Euro 200,00

una copia Euro 8,00

una copia Estero Euro 16,00

È vietata e perseguibile per legge la riproduzione

totale o parziale di testi, articoli, pubblicità ed

immagini pubblicate su questa

rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici,

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Organo di informazione e documentazione

Unione Costruttori Italiani

di Macchine per Cantieri Edili,

Stradali, Minerari e Affini

Questo periodico è

associato all’Unione

Stampa Periodica Italiana:

numero di iscrizione 14440

Casa Editrice

la fiaccola srl

20123 Milano

Via Conca del Naviglio, 37

Tel. +39 02 89421350

Fax +39 02 89421484

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MARKETING E PUBBLICITÀ

COSTRUZIONIWEB.COM

Sabrina Levada RESPONSABILE ESTERO

slevada@fiaccola.it

Cinzia Rosselli

crosselli@fiaccola.it


9

ISSN 0010-9665

770010 966504

0 0 7 6 1 >

Partner

13 bobcat.com

31 brokk.com/it

IV Cop merlo.com

33 olmark.com

IN COPERTINA

ostruzioni

Giugno 2022

Casa editrice la fiaccola srl

1952/2022 settant’anni

LA BENNA

FRANTOIO

MB OTTIMIZZA

L’ATTIVITÀ

IN CAVA

Avete il

controllo

24 ore su 24

GUIDA AUTONOMA

ED ELETTRICO

Ai Volvo Days 2022

il costruttore annuncia la sua

visione sostenibile per

contenere le emissioni di CO 2

TREVI BENNE CORRE

A MARANELLO

RAD Service è protagonista

di una demolizione

industriale da 450 mila m 3

vuoto per pieno

35 camssrl.it

29 eberspaecher.it

53 indeco.it

1 rht.it

III Cop samoter.it

15 scaispa.com

WALKAROUND ESCAVATORE TAKEUCHI TB2150R

n Secondo il pilastro dell’economia

circolare, il miglior rifiuto è quello

non prodotto. Ovvero quello che

si può riciclare e che può diventare

risorsa. È quanto accade presso

Eurocave di Verghereto (FC)

dove la pietra serena e alberese

estratte vengono commercializzate.

Con l’arrivo della benna frantoio

MB Crusher BF 120.4 S4 di ultima

generazione gli sfridi non sono

più un costo: il materiale frantumato

si recupera per sistemare le piste

in cava o per essere venduto alle

imprese che l’utilizzano come inerti

per sottofondi stradali.

GESTIONE DELLA FLOTTA

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85 vermeeritalia.it

59 malagutisrl.com

27 volvoce.it

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TEMPO DI

INATTIVITÀ RIDOTTO

I Cop mbcrusher.com

73 vtneurope.com 32 yokohama-oht.com

Aziende citate

A

Atlas Copco . . . . . . 26

B

Berco . . . . . . . . . . . . 28

C

Case CE . . . . . . . . . . 55

F

Fiat . . . . . . . . . . . . . . . 7

Fondazione ICC . . . . 90

Ftp Industrial . . . . . . 18

H

Hitachi . . . . . . . . . . . 30

I

Ipaf . . . . . . . . . . . . . 100

J

JCB . . . . . . . . . . . . . . 11

L

Liebherr . . . . . . . . . 102

M

Magis . . . . . . . . . . . 102

Magni . . . . . . . . . . . . 29

Malvern

Panalytical . . . . . . . . 33

MB. . . . . . . . . . . . . . . 60

Mercedes . . . . . . . . 106

Metso . . . . . . . . . . . . 33

P

Pilosio . . . . . . . . . . 103

R

Rad Service . . . . . . . 78

Rammer . . . . . . . . . . . 7

Rocksure . . . . . . . . . 96

S

Salomoni . . . . . . . . . 30

Sandvik. . . . . . . . . . . 96

Simex . . . . . . . . . . . . 75

T

Tadano . . . . . . . . . . . 99

Takeuchi. . . . . . . . . . 36

Tekna Chem . . . . . . 91

Trevi Benne . . . . . . . 78

V

Volvo CE . . . . . . . 31,66

Volvo Trucks . . . . . 110

W

Wacker Neuson . . . 32

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MacchinadelTempo

1990-2000

1990-2000

Anni Novanta

La morte della Prima Repubblica e il blocco dei cantieri

Fine anni Ottanta, in Italia: una congiuntura

economica davvero sfavorevole

produce un portafoglio

ordini delle industrie uguale a zero. La

situazione, per il mercato delle macchine

movimento terra, è allarmante.

Regna, anche secondo il Censis, una situazione

di immobilismo. Se da noi si

piange, in Europa e negli Stati Uniti non

si ride. Il discorso cambia di poco e lo

testimonia l'annuale congresso del

Comitato europeo costruttori di macchine

da cantiere e per movimento terra

(Cece), che si tiene in Italia a fine

settembre 1991, nel corso della presidenza

italiana del Comitato. Il decennio,

per di più (e il fatto suona d'attualità)

si apre con l'inizio della Guerra

del Golfo (2 agosto 1990), che sconvolgerà

l'assetto economico mondiale.

Il conflitto del Golfo è la tormentata

overture degli anni Novanta, che saranno

agitati anche in Italia.

I costruttori italiani, ciò nonostante,

stanno dotando di indispensabili infrastrutture

i paesi emergenti. A darne

conto, ancora una volta interro-

gando con attenzione il panorama

non solo italiano dei grandi lavori, CO-

STRUZIONI presenta uno "speciale",

nel dicembre del 1990, che descrive

un certo numero di lavori stradali, progetti

e costruzione di strade, viadotti,

gallerie, aeroporti, con relativi lavori di

ampliamento e ammodernamento,

oltre ai nuovi interventi.

Lo sguardo di COSTRUZIONI è quel-

lo di un precursore soggetto "glocal"

(che pensa globalmente e agisce localmente),

se tiene conto anche, sempre

nel corso del 1990, della contro-

GIORNALISTI

E POLITICA

Gianni Brera

ha lasciato una

profonda impronta

sul giornalismo

sportivo italiano

del XX secolo.

A lato, la nomina

a Presidente del

Consiglio di Silvio

Berlusconi.

LA FIAT COMPIE CENTO ANNI

Anniversario che il gruppo torinese

celebra con due giorni di intensi

festeggiamenti e manifestazioni che

culmineranno con la presentazione

della nuova Punto.

tendenza specificamente milanese:

grande massa di lavori di costruzione

e di infrastrutture che coinvolge Mi -

lano. In un articolo firmato da alcuni

progettisti e responsabili di una importante

impresa è analizzato un metodo

per la costruzione di gallerie nel

terreno di Milano.

Un servizio speciale, della serie "settori

di lavoro", è dedicato, nella parte

finale della rivista, all'aria compressa:

si tratta di un argomento di particolare

interesse dato il crescente impiego

in cantiere dell'aria compressa, per

l'appunto. Occupandosi di compressori

stazionari, motocompressori mobili,

attrezzature per la perforazione

Un Rammer su gennaio 1990

A piena pagina, un martello

demolitore Rammer s 86.

Autostrada A7

Il tratto tra Milano e Beregurado

con pannelli TRAF - INFORM

a messaggio variabile.

Costruzioni marzo 1992

Un rivoluzionario martellone

Montabert. Modula energia

e colpi in rappoto al materiale.

[6] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [7]


MacchinadelTempo

1990-2000

Gli anni Novanta nel mondo

Il decennio si apre con una formidabile buona notizia:

dopo una carcerazione di ben 27 anni, Nelson Mandela

torna in libertà e il Presidente del Sud Africa, De Klerk,

annuncia la fine della clandestinità per le organizzazioni

anti-apartheid. E, mentre la Russia si divide

in repubbliche autonome, sulla Piazza Rossa viene inaugurato

il Mc Donald più grande del mondo. Un simbolico

ma inequivocabile segno dell'apertura al mondo occidentale

operata dalla politica di Gorbaciov. E, intanto,

Giovanni Paolo II va in Polonia ed è accolto con tripudio

dalla folla. Il comunismo si è dileguato! Non solo buone

notizie, però, come sempre: Saddam Hussein invade

il Kuwait.

"Free climbing", "Bungee jumping", "Rafting": il decennio

si apre con l'affermazione degli sport estremi, mentre

Reinold Messner attraversa, a piedi, l'Antartide.

Il 1991 è l'anno della prima guerra del Golfo. Gli eventi

bellici hanno risonanza mondiale.

Peter Arnett, corrispondente dal fronte, diventa in questo

periodo uno dei giornalisti più popolari del mondo.

Nel cinema il decennio vede l'uscita di "Balla coi lupi",

il film più famoso di Kevin Costner che vince anche

l'Oscar, "Pretty woman", con la grande coppia rivelazione

Richard Gere e Giulia Roberts, "Il silenzio degli

innocenti", interpretato da Anthony Hopkins, "JFK", grande

capolavoro di Oliver Stone e "Mediterraneo", la pellicola

tutta italiana di Gabriele Salvatores che si aggiudicherà

anche l'oscar. Appare Sharon Stone, icona sexy

con il film "Basic instinct", in cui recita al fianco di Michael

Douglas. Non vanno dimenticati "Pulp fiction", pellicola

cult che porta alla ribalta il regista Quentin Tarantino,

e "Forrest Gump", film che frutta l'Oscar a Tom Hanks.

A Berlino, il grande concerto dei Pink Floyd celebra la

caduta del muro. Nelle discoteche nasce il genere

House, dal quale deriveranno in seguito anche la Techno

e l'Underground.

Nel mese di febbraio del 1992, dodici paesi europei, tra

cui anche l'Italia, firmano il trattato di Maastricht, che

sancisce di fatto la nascita dell'Unione Europea.

Scoppia la guerra civile in Bosnia. L'esercito federale jugoslavo

inizia l'assedio di Sarajevo, città simbolo di una

lunga e cruenta guerra tra Serbi e Croati che non sarà

esime da crimini ed atrocità paragonabili al terribile

Olocausto.

Il democratico Bill Clinton diventa il nuovo Presidente

degli Stati Uniti. Cresce la vendita dei personal computer.

Il mercato è diviso in maniera equilibrata tra IBM

e Apple, i due maggiori produttori del momento. Inizia

la sua scalata anche la Microsoft che presenta la sua

prima versione di Windows NT.

Nel 1994, Internet, la rete mondiale, diventa finalmente

realtà. Nel mese di maggio si svolge a Ginevra la prima

conferenza internazionale sul World Wide Web. E, un

anno dopo, Bill Gates, è l'uomo più ricco del mondo. Ai

più giovani di tutto il mondo occidentale, però, interessa

il fenomeno Take That.

Un argomento che farà discutere il mondo intero. Si ini-

zia a parlarne nel 1997: la "clonazione". Alcuni scienziati

scozzesi annunciano la nascita di Dolly, la prima pecora

clonata.

Il 15 luglio viene assassinato nella propria villa di Miami

lo stilista italiano Gianni Versace.

Il 30 agosto il mondo viene scosso dalla tragica morte

di Diana Spencer vittima, assieme al suo nuovo compagno

Dody Al Fayed, di un incidente stradale in un sottopassaggio

nel centro di Parigi.

Fondatrice delle missionarie della carità, figura centrale

del secolo, Madre Teresa di Calcutta muore il 5 settembre.

La stagione cinematografica mondiale è dominata

dal colossal "Titanic", con Leonardo Di Caprio e

Kate Winslet.

Un innegabile primato: gli Oasis, in una sola giornata,

vendono ben 300.000 copie del loro album "Be here

now".

Nel 1998, si parla di "WAP", la rivoluzionaria tecnologia

che permette di navigare in Internet col proprio cellulare,

mentre i Tacs lasciano spazio ai più moderni GSM.

Si parla anche del caso Monica Lewinsky, cioè di una

vicenda che finisce per travolgere il presidente degli

Stati Uniti Bill Clinton. A proposito di sesso: arriva sul

mercato mondiale un nuovo farmaco per combattere

l'impotenza: il Viagra.

Il 24 marzo del 1999 nel tunnel del Monte Bianco, a causa

di un incendio, 39 persone perdono la vita intrappolate

all'interno della galleria, carente di adeguati sistemi

di sicurezza.

Cambio al vertice in Russia: a fine anno Eltsin, nella bufera

a causa del suo coinvolgimento in uno scandalo

per tangenti, presenta le sue dimissioni. Nel mondo politico

sovietico si affaccia Vladimir Putin, ex agente del

KGB, futuro successore di Eltsin alla guida del Paese (e

protagonista attuale di una tragica quotidianità).

Nel mese di novembre per la prima volta si parla di proteste

contro la globalizzazione dei mercati e di no-global

o "popolo di Seattle".

e la demolizione e tutta l'utensileria

pneumatica per l'industria e le attrezzature

oleo-idrauliche, l'articolo dedicato

all'aria compressa dimostra che,

ancora una volta, lo sguardo della rivista

abbraccia argomenti che hanno

una reale incidenza sul mondo dei

cantieri.

All'inizio del decennio, si parla del

Mercato Unico Europeo, perché l'Eu -

ropa si è imposta di crearlo entro il 31

dicembre 1992. Si tratta della più ampia

area commerciale di tutti i tempi:

uno spazio in cui vivono 320 milioni di

consumatori (il mercato statunitense

ne conta 250) e che copre il 45% del

mercato mondiale. Si prevedono benefici

per l'economia europea nell'ordine

di 300 mila miliardi di lire, oltre

alla nascita di numerosi posti di la-

voro in ogni settore. Si parla di grande

rivoluzione economica, anzi della più

grande rivoluzione economica della

storia dell'umanità. E, si dice, la realizzazione

di questo epocale obiettivo

impegnerà duramente i governi nazionali

e le imprese. Alla politica spetterà

il compito di varare profonde riforme

legislative, mentre all'imprese

sarà chiesto di adeguarsi all'accesa

competizione che questa svolta radicale

non mancherà di produrre. Ma

quali le ricadute sul mondo del cantiere?

Si parla, tanto per iniziare, dell'evoluzione

“manageriale” del mondo

dell'edilizia, vale a dire della strategia

della qualità.

Si considera l'urgenza dell'applicazione

di tecniche produttive e gestionali

d'avanguardia in tutti i segmenti di pro-

duzione, dai manufatti e materiali alle

macchine e mezzi d'opera. Si dibatte

di strategia della qualità anche intendendo

la necessità di un profondo

cambiamento della mentalità del personale

aziendale, un cambiamento di

cultura aziendale (sono i cosiddetti "investimenti

in un'area intangibile"). Ma

siamo all'approssimarsi della tempesta

e allora addio a voli lirici: un arre-

PIU’ DI 100 ANNI

Da oltre un secolo

i professionisti si

affidano a Ingersoll

Rand. Qui sulla

copertina di

maggio 1993.

Un Merlo bianco

Un telescopico d’insolita colorazione

bianca per il costruttore piemontese.

Copertina del 1995.

Marzo 1995

Ancora un prodotto Merlo sulla

copertina di Costruzioni. Questa

volta un’autobetoniera.

Tyrolit su giugno 1996

Tra i principali produttori mondiali

di utensili per la rettifica, il taglio,

la perforazione e la levigatura.

E non solo.

[8] giugno 2022 Costruzioni

DA OLTRE 170 ANNI

Stanley perfeziona le prestazioni dei

propri utensili. Copertina del 1994.

C’erano una volta...

Due sollevatori telescopici

di Italmacchine campeggiano

sulla copertina di Costruzioni.


MacchinadelTempo

1990-2000

Gli anni Novanta in Italia

Il Presidente più amato dagli italiani, il 24 febbraio del 1990,

muore all'età di 94 anni. È Sandro Pertini: in carica dal 1978

al 1985, primo socialista e unico esponente del PSI a ricoprire

la carica. Durante e dopo il periodo presidenziale

non rinnovò la tessera del PSI, al fine di presentarsi al di

sopra delle parti, pur senza rinnegare il suo essere socialista.

Del resto, lasciato il Quirinale al termine del suo mandato

presidenziale, e rientrato in Parlamento come senatore

a vita di diritto, si iscrisse al gruppo senatoriale del

Partito Socialista Italiano. Gli anni Novanta, da noi, si aprono,

dunque, con una reale perdita.

Per rimanere in ambito strettamente politico, in Italia la sinistra

si trasforma radicalmente: il PCI cambia nome e

simbolo. Nasce la quercia del PDS. Il Partito Democratico

della Sinistra (PDS) è il partito politico italiano (1991-1998)

più importante della sinistra italiana del decennio. Nasce

come fase storica del Partito Comunista Italiano negli

anni successivi al crollo del muro di Berlino e al dissolvimento

del blocco sovietico. Il momento fondativo è il 3

febbraio 1991: a Rimini, a conclusione del XX Congresso

del PCI, la maggioranza dei delegati sancisce il cambio

del nome e del simbolo del partito, sostituendo la falce

e martello con una quercia alla cui base rimane il simbolo

rimpicciolito del PCI quale elemento di congiunzione

alla tradizione comunista italiana. In continuità con il

PCI, il primo segretario è Achille Occhetto.

Per quanto riguarda lo sport, il 1990 è l'anno dei Mondiali

di calcio in Italia. Il mondiale in terra italiana porta decisamente

bene alla Germania, che vince il suo terzo titolo.

In finale supera l'Argentina di Diego Maradona. Inno ufficiale

dell'evento è “To Be Number One”, di Giorgio Moroder

Project, musicata da Giorgio Moroder con testo di Tom

Whitlock, la cui versione italiana “Un'estate italiana” (divenuta

nota anche come Notti magiche) è interpretata da

Gianna Nannini e Edoardo Bennato. L'Italia va forte anche

in mare: "Il Moro", la barca italiana guidata da Paul Cayard,

sfiora l'America's Cup. In campo televisivo ci sono alcune

novità. Va in vigore la legge Mammì che regola l'emittenza

pubblica e privata. La norma è emanata dopo la pronuncia

di incostituzionalità da parte della Corte costituzionale

della Repubblica Italiana del decreto Berlusconi

del 1984 poiché permetteva alle emittenti locali, attraverso

il meccanismo delle syndication, di trasmettere a livello

nazionale. Per rimanere sempre nel piccolo schermo: nascono

nuove trasmissioni di successo, tra le quali "Striscia

la notizia". Iniziano anche soap opera molto popolari:

su tutte, "Beautiful".

Gianni Agnelli e Silvio Berlusconi, intanto, sono tra le cento

persone più ricche del mondo, secondo la rivista

"Fortune" (insieme ad altri nove italiani).

Nel 1990 la torre di Pisa viene chiusa ai turisti perché pericolante.

Sarà riaperta al pubblico solo undici anni dopo,

nel 2001.

Prosegue la lotta alla Mafia: nasce la DNA (Direzione

Nazionale Antimafia).

Un incendio doloso distrugge uno dei teatri storici più belli

d'Italia: il Petruzzelli di Bari, mentre un traghetto partito

da Livorno, il Moby Prince, si scontra con una petroliera

dell'Agip: 141 persone perdono la vita. Cose più liete: l'esibizione

dei tre tenori Domingo, Carreras e Pavarotti alle

terme di Caracalla e la tappa italiana del tour di Madonna.

Nel 1992 prende il via l'operazione denominata "Mani pulite",

che porta alla ribalta delle cronache il giudice Antonio

Di Pietro. Tra il 1992 e il 1993 si avvia la crociata contro le

tangenti, ribattezzata in seguito "Tangentopoli".

Un'operazione che cambia il volto della politica e della società

italiane.

La Mafia, intanto, lancia la sua sfida allo Stato: il giudice

Giovanni Falcone assieme alla moglie Francesca Morvillo

e tre uomini della scorta vengono uccisi in un attentato

sull'autostrada che collega Punta Raisi a Palermo. Neppure

un mese dopo, stessa sorte tocca al giudice Borsellino:

colpito da un'autobomba sotto casa della madre a

Palermo. Si apre l'era delle grandi stragi di stampo mafioso.

A causa di un incidente stradale se ne va uno dei più grandi

giornalisti sportivi italiani: l'indimenticabile Gianni Brera.

Nel 1994, a maggio, Berlusconi diventa Presidente del

Consiglio. Il partito Forza Italia si conferma vittorioso alle

elezioni europee, nel mese di giugno, mentre continua la

raffica di avvisi di garanzia ai politici da parte della magistratura

milanese impegnata nella vasta operazione denominata

"mani pulite". Tra gli scrittori contemporanei

emerge Susanna Tamarro, che ottiene un grande successo

con "Va dove ti porta il cuore", uno dei romanzi

più venduti del decennio. Il 1994 è l'anno dei Mondiali di

calcio negli Stati Uniti. La stella del momento è un italiano,

Roberto Baggio, che sbaglia però un rigore decisivo.

A giugno, il cinema italiano perde uno dei suoi più brillanti

protagonisti: Massimo Troisi. La musica perde Mia

Martini.

s ss

problema nazionale". Il problema nazionale

riesce a chiarirsi: la sola qualità

che contrassegna l'Italia sembra

essere quella esercitata per il compimento

di una indaffarata azione di diffusa

illegalità. Da quella data in poi tutsto,

il 17 febbraio del 1992, a Milano,

è la fiammella da cui consegue l'incendio

di "Tangentopoli": corruzione,

concussione e finanziamento illecito

dei partiti e impossibilità dello svolgersi

del dibattito sulla "qualità come

to ciò che è stato, non soltanto non

è più né sarà, ma è come non fosse

mai stato: Tangentopoli, o "Mani pulite",

è una metastasi della politica e della

società civile che uccide la cosiddetta

Prima Repubblica (tra il 1992 e

il 1994, gli anni dell'apice di Mani pulite,

70 Procure italiane indagano su

12.000 persone e compiono 5.000 arresti)

e che segna un profondo mutamento,

fra gli altri, della storia dei

Lavori Pubblici e imprime il blocco

pressoché totale dell'attività dei cantieri,

con inevitabili ripercussioni negative

sull'occupazione e sui finanziamenti.

Due leggi per far ripartire la costruzione

di strade, ponti, trafori, acque-

dotti, ferrovie (la legge-delega sulle infrastrutture

e il provvedimento sulle

grandi opere collegato alla Finanziaria

2002) permettono che progettazione,

finanziamento, esecuzione e gestione

delle opere siano affidate al "gene-

Italdreni (oggi Gruppo Maccaferri)

Prima azienda in Italia attiva nella

produzione di geo-sintetici, Italdreni

è sulla copertina di marzo 1998.

Telescopici JCB e dumper

Sullo scorcio del decennio si parla

della validità dei sollevatori Jcb

e dei dumper del 2000!

Il giallo svedese

Un compressore Atlas Copco

dall’inconfondile colore giallo sulla

copertina di Costruzioni del mese

di febbraio 1999.

Un insolita copertina

Milano Serravalle e Milano

tangenziali Spa sulle pagine

di Costruzioni.

[10] giugno 2022 Costruzioni

Una nuova formula

Sul numero di aprile del 1998

compaiono più spunti in copertina.

Nuovi dumper in copertina

Astra fu fondata nel 1946 per il

ricondizionamento di residuati bellici,

destinati così all’uso per finalità civili.


1990-2000

Nel mese di gennaio del 1995 Lamberto Dini forma un

nuovo governo composto in gran parte da tecnici. Sulle

ceneri del disciolto Movimento Sociale Italiano, nasce, intanto,

"Alleanza Nazionale": nuova formazione di centrodestra

guidata da Gianfranco Fini.

Parallelamente Romano Prodi, ex presidente dell'IRI, da

vita ad una nuova compagine di centro-sinistra che si chiama

"Ulivo".

La politica cambia, ma la società non è da meno: dal 1995,

inizia la grande espansione della telefonia cellulare nel nostro

Paese e dall'America arriva "X files", che è una serie

televisiva sul mondo dell'occulto e del paranormale destinata

ad un grande successo.

Nel 1996 l'anno inizia all'insegna dell'ottimismo: finalmente

possiamo respirare una boccata d'ossigeno grazie alla ripresa

dell'economia, settore che aveva conosciuto una

forte crisi negli ultimi anni. Anche la lira rientra nello SME.

Il tribunale di Milano, intanto, emette la sentenza di condanna

ad otto anni di reclusione per Bettino Craxi, coinvolto

nello scandalo delle tangenti legate alla metropolitana

milanese. L'ex leader del PSI, dal suo esilio di

Hammamet, in Tunisia, non farà mai più ritorno in Italia.

Nel 1996 Internet fa il suo ingresso nelle case e nelle aziende

italiane. Molte di queste si dotano di siti commerciali

per pubblicizzare i propri prodotti e servizi attraverso la

rete.

Lo sci italiano ai Mondiali di sci in Sierra Nevada trionfa.

Alberto Tomba e Deborah Compagnoni si impongono entrambi

nello slalom gigante. Nel complesso ci portiamo

a casa 13 medaglie d'oro.

Il 1997 è l'anno delle riforme costituzionali. È per quesat

ragione che si istituisce, durante la XIII Legislatura, la commissione

bicamerale. Si vuole la riforma della giustizia, la

modifica della figura del Presidente della Repubblica, la

forma dello Stato ed il criterio di formazione dei governi.

A fine 1997, scompare Giorgio Strehler, protagonista del

teatro italiano. Dalla fusione di Stet e Telecom nasce

Telecom Italia. Dal 15 giugno Roma ospita i paesi dell'ONU

come sede dei lavori della conferenza per l'istituzione del

Tribunale Penale Permanente contro i crimini di guerra.

Ancora soddisfazioni dallo sport. Questa volta è il ciclismo:

Marco Pantani si impone al Tour de France.

All'età di 55 anni, muore Lucio Battisti, uno dei più grandi

interpreti della musica leggera italiana. Ancora musica: si

afferma Andrea Bocelli. Siamo allo scorcio del decennio:

nel 1999 si celebra il centenario della Fiat. Romano

Prodi diventa il nuovo Presidente della Commissione

Europea. Sarà proprio lui uno dei grandi sostenitori del passaggio

all'euro, la moneta unica europea. Da noi fa gran

rumore il crollo di Mediobanca, guidata da Enrico Cuccia.

Il cinema mondiale consacra Roberto Benigni: conquista

dell'Oscar con "la vita è bella". Personaggio musicale dell'anno

è Vasco Rossi, che con l'album "Rewind" ottiene uno

straordinario successo di vendite.

BOBCAT TI OFFRE

LE SOLUZIONI

DEL DOMANI, ORA!

Abbiamo inventato l’industria delle macchine compatte e ora la stiamo reinventando.

Trova la soluzione giusta per il tuo cantiere nella nostra ampia offerta di macchine

potenti e versatili.

GLI INDIMENTICABILI

Madre Teresa di Calcutta, a sinistra.

Il suo lavoro instancabile tra le

vittime della povertà di Calcutta l'ha

resa una delle persone più famose al

mondo. A destra, Giorgio Strehler.

[12] giugno 2022 Costruzioni

ral contractor". Ci si muove faticosamente

tentando di varare un nuovo

corso. Sicurezza e grandi lavori: CO-

STRUZIONI prosegue a esercitare il

proprio sguardo panoramico, occupandosi

nel 1993 del tunnel sotto la

Manica; di come nell'Europa comunitaria

sia necessità ineluttabile la pianificazione

della sicurezza nelle imprese

di costruzione (tema ancora

oggi di rigorosa attualità); di una crescente

sensibilità per l'ecologia del

cantiere: apposite leggi regionali, che

attingono dal decreto legge 21 gennaio

1990 per la regolamentazione del

problema del riciclo, promuovono

sempre più lo sviluppo delle attrezzature

per il riciclaggio dei materiali derivanti

dalle attività di demolizione e

scavo; e della messa in opera del calcestruzzo.

Nella seconda metà degli

anni Novanta, i cantieri edili, stradali,

industriali e portuali invocano i sollevatori

telescopici: la domanda stimo-

la i costruttori a aumentare le portate

e le altezze, a migliorare i sistemi di sicurezza

e a introdurre il braccio rotante.

COSTRUZIONI fa ammirare ai

propri lettori ogni singola evoluzione

di queste macchine che, nel decennio

successivo, diventano protagoniste

di ogni cantiere.

Pale gommate compatte

Mini escavatori - serie R2

Pale compatte cingolate - serie R

Telescopici - serie R

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1950-1960 Anni Novanta

Piccolo spazio pubblicità

Tutto sommato gli anni Novanta

hanno visto l’industria e il cantiere

superare nuove frontiere, sempre alla

ULTRA

CONTEMPORANEA

Oggi si fatica a tenere

il conto delle aziende

che fanno demolizioni

e solitamente

si guarda al parco

macchine per

prenderne le “misure”.

La verità è che

l’esperienza lunga

oltre trent’anni conta

più delle macchine...

ricerca della qualità e delle

prestazioni. Dal decennio successivo

le carte in tavola sono cambiate

ITALIANI NEL MONDO

Già negli anni

Novanta Berco

poteva dichiarare

di essere tra

i maggiori produttori

di cingoli al mondo.

Oggi è un’azienda

leader del settore,

ma prendere le misure

del mercato cinese

è impossibile...

SOSTENIBILITÀ

PER IL FUTURO

Sono trent’anni che

anche il settore

construction guarda

alla sostenibilità

e al riciclaggio dei

materiali. Oggi sono

questioni sulla

bocca di tutti che

influenzano anche

i mercati

internazionali.

[14] giugno 2022 Costruzioni

NOSTALGIA

PER MOLTI

Durante gli anni

Novanta

l’elettronica fa il suo

ingresso nella

gestione idraulica

degli escavatori

medio grandi. Oggi

permette

un’efficienza

ai tempi,

inimmaginabile.

NON ANCORA KOMATSU

Tra gli inserzionisti di Costruzioni

degli anni Novanta, la FAI era tra

i più assidui. Poi arrivò

l’acquisizione giapponese.

L’APICE DEI 125

Dai 30 ai 38 Cv per

100/120 kg di moto.

I sedicenni degli anni

Novanta sono quelli

che hanno sognato

le moto più potenti

e volevano prendere

la patente. Oggi?

Sorvoliamo. A destra,

la Honda NSR125R II

con autografo

Loris Capirossi.

FACCIO TUTTO IO

Un dumper trilaterale con

braccio escavatore

per gestire in autonomia

ogni micro cantiere.

L’idea piace, ma non

ha preso piede...


Attualità&Prodotti

Carburanti alternativi

HVO, una soluzione

A PORTATA

DI MANO

Abbiamo interpellato le Case produttrici

di motori chiedendo loro di esprimersi

sull’impiego di questo tipo di

carburante, raccogliendo pareri

genericamente positivi. Con

qualche distinguo

testi di Paolo Cosseddu

Vegetable Oil”, ovvero: olio vegetale

idrotrattato (o talvolta, nella versione “hydrogenated”,

vale a dire idrogenato). Nome in

“Hydrotreated

codice Hvo, e di certo è una sigla di cui si parla parecchio,

anche nell’ambito delle macchine “da lavoro”, quelle

che svolgono le mansioni più pesanti in edilizia o nei

cantieri. Il motivo è presto detto: si tratta di carburanti

che, se usati con i motori diesel, miscelati al diesel stesso

o addirittura puri, possono arrivare ad abbattere le

emissioni fino al 90 per cento circa. Senza bisogno di acquistare

altri costosi macchinari, senza modifiche, e –

almeno in teoria – senza controindicazioni. Parliamo di

“carburanti”, al plurale, perché diverse possono essere le

materie prime di provenienza: dai grassi di scarto dell’industria

alimentare all’olio di colza. Nel primo caso si

realizza un ricircolo perfetto, nel secondo si crea invece

un problema collaterale, quello di sottrarre terreni alle coltivazioni

agricole per produrre carburanti: una questione

apertissima. Ma, in un momento storico in cui tutti parlano

di transizione ecologica, e in cui le aziende assistono

preoccupate al dibattito chiedendosi quanto costerà,

con quali tempi, e soprattutto chi la pagherà, l’HVO è una

soluzione possibile, immediata, disponibile.

Senza controindicazioni? Questo è un altro paio di maniche,

ed ecco perché abbiamo voluto sentire il parere

delle Case produttrici di motori. Abbiamo contattato molte

di loro: alcune hanno risposto, altre no; alcune si dichiarano

molto ottimiste, altre meno. Tutte concordano

sulle possibilità di impiego, ma con alcuni distinguo: per

qualcuno va messa in conto, per esempio, una perdita

in prestazioni. Piccola, ma che forse può farsi sentire in

applicazioni gravose, come lo sono quelle di questo settore

specifico. Per tutti gli interpellati, comunque, l’idea

è che si tratti di una soluzione ponte, magari unita ad

altre (a partire dall’idrogeno), in attesa delle prossime

evoluzioni tecnologiche. E non è poco.

[16] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [17]


Attualità&Prodotti

Carburanti alternativi

Per Fpt una soluzione

senza problemi

Come si pone Fpt Industrial rispetto al tema dei carburanti

alternativi, nello specifico gli HVO? Con grande

tranquillità, verrebbe da dire, anche nel confronto

con le posizioni più prudenti espresse da alcuni

concorrenti, e anche rispetto a quelle di quelli che hanno

preferito, per il momento, non rispondere. La società di

Iveco Group (che nel mondo impiega più di 8mila persone,

suddivise in undici stabilimenti e sette centri ricerca &

sviluppo, 73 concessionari e circa 800 centri assistenza)

dedicata alla progettazione, produzione e vendita di sistemi

di propulsione per applicazioni on-road e off-road,

marine e di power generation ha sull’argomento un atteggiamento

che in un certo senso è orientato al cliente: è

il cliente che ha bisogno di esser rassicurato, dopotutto, e

che vuole saperne di più, anche se ovviamente è nell’interesse

dell’azienda accontentarlo. E quello della sostenibilità

è un tema che sempre più si pone, anche in ambiti altamente

specializzati come quelli in cui operano le

macchine da lavoro

Secondo Diego Rotti, Product Marketing Manager motori

off-road per FPT Industrial, l’utilizzo di carburanti Hvo

sui motori della Casa non ha controindicazioni note,

nemmeno dal punto di vista delle prestazioni.

(Fpt, peraltro, produce un’ampia gamma di motori

a gas naturale per applicazioni industriali). Questo

e altro, ciò che è emerso nella chiacchierata con

Diego Rotti, Product Marketing Manager motori

off-road.

Iniziamo dalla questione ovvia, la compatibilità dei

carburanti Hvo nell’impiego con i vostri motori.

«La nostra risposta, come azienda, è positiva: i motori Stage

V lo sono dal lancio nel 2019 e 2020, compatibilità che può

essere estesa ai modelli precedenti Tier4. Lo scopo di Fpt

è quello di offrire ai propri clienti una soluzione sostenibile

tramite la compatibilità con i combustibili che rispondono

alla normativa EN15940».

Ci sono cose che i vostri clienti devono sapere, prima di

questo tipo di impiego, in particolare sulla manutenzione?

«No, al momento non sono previste differenze».

Nessuna controindicazione da segnalare?

«Non vediamo controindicazioni, a livello di prestazioni e di

utilizzo. Sarà interessante raccogliere feedback dai clienti che

ne fanno uso, nel tempo. Dopotutto, si tratta di combustibili

analoghi al diesel, soggetti a normativa specifica in Europa

(EN15940) e addirittura inclusi nella normativa diesel negli

Stati Uniti. Diverso, invece, sarebbe il caso dei biodiesel

(FAME/RME) per cui esistono normative specifiche e mag-

La Casa dichiara una completa compatibilità della

propria gamma motori con i carburanti Hvo, con

particolare riferimento a partire dai modelli 2019 e 2020,

precisando però la possibilità di impiego anche sulle

versioni precedenti.

IL MOTORE FPT F28, disponibile

per applicazioni edili e agricole, un multipower

con architettura modulare alimentato a diesel,

gas naturale, e con predisposizione

per applicazioni ibride.

giori prescrizioni a proposito di stoccaggio

e gestione».

Un vantaggio immediato

Invece, allo stato attuale, uno dei limiti

nell’impiego di questi carburanti sembra

essere quello della disponibilità.

«Sì, è una delle domande che ci facciamo

noi in Fpt, specialmente in prospettiva.

Anche a proposito del costo, rapportato

a quello del diesel, poi ci sono

le quote di produzione, la diffusione e la

capillarità della sua distribuzione e dei

punti di rifornimento. In un cantiere edile

lontano dai centri abitati, in cui è più difficile

fare rifornimento, e il carburante va portato direttamente

sul sito, il limite all’impiego non è certo tecnico,

è piuttosto geografico, infrastrutturale. Molto dipenderà

dall’interesse del mercato nella tematica della riduzione

di CO 2 , che potrebbe costituire un elemento di accelerazione

insieme ad eventuali aggiornamenti e modifiche

nelle normative specifiche. Al momento, riscontriamo un forte

interesse del mercato inglese, in particolare nei settori dell’edilizia

e del movimento terra. Lo scenario produttivo è complesso,

e dipenderà anche dall’origine delle materie prime

impiegate, se da coltivazioni o se da rifiuti. Il carburante Hvo

permette una riduzione delle emissioni CO 2 well-to-wheel,

con una soluzione immediata sui mezzi attuali; non si tratta

però di una soluzione a zero emissioni inquinanti».

L’Hvo potrebbe col tempo sostituire il diesel?

«Non abbiamo la risposta al momento, le cose sono in evoluzione

e vanno monitorate, bisogna capire cosa succederà. La

cosa più probabile, che è possibile immaginare già ora, è che

avremo più soluzioni a disposizione, a seconda delle esigenze».

In questo ventaglio c’è posto anche per l’idrogeno?

«Prima, una premessa: Fpt è sempre stata molto attiva sul

fronte dei carburanti alternativi. C’è un’esperienza che si è

consolidata prima in ambito stradale, sui bus e nel trasporto

a lungo raggio, un’esperienza storica legata al metano, una

sperimentazione in ambito agricolo con un trattore attualmente

in produzione, e quanto fatto nel settore dei servizi,

pensiamo soprattutto alla gestione dei rifiuti. Ecco, nella stessa

ottica abbiamo iniziato a esplorare la possibilità di impiego

dell’idrogeno. Certo, deve trattarsi di idrogeno verde,

per garantire l’utilizzo di un vettore energetico sostenibile».

[18] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [19]


Attualità&Prodotti

Carburanti alternativi

Per JCB un tema da FAQ

Altri esemplari

della Casa

all’opera in

cantiere.

A sinistra,

uno di motori

compatibili

con i carburanti

HVO. In alto,

l’escavatrice

86 C-1.

tenuto da JCB sull’argomento di questo

servizio, ovvero l’uso dei carburanti HVO in un contesto

molto specifico e “faticoso” come quello delle

L’approccio

macchine “da lavoro”, è particolarmente pragmatico, nel

tentativo di andare incontro al cliente chiarendogli i numerosi

dubbi che forse lo angustiano rispetto al suo impiego:

di cosa si tratta? Che impatto ha sulle emissioni? E

soprattutto, è compatibile con i motori JCB? Raccogliendo

queste e numerose altre domande, la Casa ha quindi optato

per la realizzazione di un vero è proprio documento

di Faq pubblicate sul sito della Casa. Per approfondire la

questione, invece, per conto di JCB ha risposto l’ingegner

Giovanni Pellizza.

L’utilizzo di HVO impone manutenzioni specifiche o varia

gli intervalli di manutenzione standard?

No per quanto riguarda le nostre macchine che abbiamo

dichiarato compatibili con HVO, che sono la stragrande

maggioranza della nostra gamma. Non c’è nessuna richiesta

di manutenzione specifica né variazione né nei tempi

di intervallo. Va sottolineato che nel caso di funzionamento

a gasolio vegetale in abbinamento all’olio idraulico

di tipo biodegradabile, bisogna stare attenti a non mischiare

quest’ultimo con olio idraulico di tipo minerale.

Avete realizzato test specifici sui vostri motori, e avete rilevato

differenze o dati da segnalare, ad esempio nelle

prestazioni?

Ogni soluzione tecnologica adottata sulle macchine JCB

o propedeutica al loro funzionamento viene studiata e testata

dai nostri centri di ricerca. Proprio sulla base di questa

intensa attività di ricerca e sviluppo, non sono emerse

differenze di funzionamento o di prestazioni sulle nostre

Nella foto, Giovanni Pellizza. In alto, una delle macchine

JCB, compatibile HVO, in azione.

macchine alimentate con HVO, e di conseguenza abbiamo

dichiarato compatibile il suo utilizzo con molti dei nostri

modelli di macchine.

L’utilizzo di HVO ha delle controindicazioni?

Secondo JCB nessuna.

Secondo voi questo carburante andrà a sostituire il diesel?

Difficile per un costruttore formulare un’ipotesi del genere.

Molto dipende da fattori – politici, economici, ecc. – che

sono indipendenti dalle strategie dell’industria. Al momento

questo tipo di combustile presenta problemi per quanto ri-

guarda la disponibilità. Va sottolineato che non si tratta di

un’alternativa “vegetale” al 100% (il molto “pubblicizzato”

HVO100 proveniente solo da fonti rinnovabili, come ad

esempio l’olio da cucina usato), ma parliamo dell’HVO sempre

miscelato con diesel fossile, secondo le percentuali da

normativa.

Tecnicamente quali sono i limiti di questi carburanti?

Dal punto di vista del funzionamento tecnico non vediamo

limiti particolari. Il limite oggettivo che vediamo in questo

momento è di ordine pratico: la difficile reperibilità del combustibile,

e di conseguenza il costo.

Attualmente la produzione è inferiore alla domanda, quanto

questo fattore ne ostacola la diffusione? Pensate che

in futuro vi sarà maggiore disponibilità?

È chiaro che una maggiore disponibilità potrebbe incidere

favorevolmente sulla diffusione, ma come già detto si tratta

di temi sui quali un costruttore non ha controllo: si parla

di strategie per quanto riguarda la produzione di materia

prima, di obblighi normativi, di sviluppo delle reti distributive,

ecc.

Cosa pensate dei motori a idrogeno e della loro applicazione

nel settore delle macchine da cantiere, da miniera

e nei generatori di elettricità (gruppi elettrogeni, gruppi di

continuità)?

Per JCB l’idrogeno è assolutamente il futuro! JCB è pioniere

e capofila a livello mondiale nello sviluppo industriale

dell’alimentazione a idrogeno di motori a combustione

interna (non fuell cell). Il motore a idrogeno a zero CO2 appositamente

progettato da JCB è il risultato di una vera e

propria sfida raccolta dagli ingegneri dell'azienda britannica.

La tecnologia di alimentazione a idrogeno sviluppata

da JCB è stata protagonista della mostra “Green Zone” alla

COP26 di Glasgow, conferenza che dal 9 al 20 novembre

2021 ha riunito nella città scozzese i leader mondiali per

discutere elle misure per ridurre drasticamente le emissioni

di gas serra. Su questo progetto JCB sta investendo

100 milioni di sterline e sta testando da tempo, oggi anche

in campo e con l’ipotesi a breve di iniziarne la

commercializzazione, due prototipi di macchine alimentate

a idrogeno: una terna e un sollevatore telescopico.

[20] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [21]


Attualità&Prodotti

Carburanti alternativi

L’approvazione di Kohler

Puro HVO per Liebherr

un crescente interesse dei clienti per

l’utilizzo del diesel sintetico (HVO) e degli altri

«Vediamo

combustibili rinnovabili. Gli eFuel sono particolarmente

interessanti per l’impatto ambientale, nonché

per il raggiungimento di performance paragonabili a quelle

raggiunte utilizzando i carburanti diesel»: così parlò Luigi

Arnone, direttore Engineering, Diesel Engines di Kohler, che

ha poi aggiunto: «l’HVO è un carburante stabile, che non

richiede modifiche o manutenzioni aggiuntive al motore»,

dando così semaforo verde per quanti attendevano l’ufficializzazione

della Casa produttrice. È arrivata a febbraio,

dopo “approfonditi test, in laboratorio e sul campo,

condotti dalla squadra di ingegneria”, confermando un’idea

già diffusa, e soprattutto tranquillizzando gli utilizzatori,

potenziali ed effettivi, su questo carburante completamente

riciclato.

FONDATA NEL 1873, l’azienda con sede nel Wisconsin

produce motori da più di un secolo: l’uso di carburanti

HVO su tutta la gamma, precisano dalla Casa madre,

non necessita di alcuna modifica o aggiornamento.

Piccole differenze

Del resto, la decisione era attesa: anche in Kohler si pone

l’obbiettivo della decarbonizzazione, della sostenibilità in

tutti i settori di applicazione industriale in cui i suoi motori

sono presenti: agricoltura, giardinaggio, generatori, movimento

terra e, ovviamente, costruzioni. I test raccontano

anche le possibili differenze di prestazione: siccome il carburante

HVO ha una densità inferiore rispetto al diesel tradizionale

EN590, le prestazioni stesse scendono di una

percentuale tra l’1 e il 5%, un effetto parzialmente compensato

da un più alto numero di cetano (75 dell’HVO

contro 51 del diesel) che ha un effetto positivo sulla combustione.

Resta necessario l’utilizzo di sistemi post trattamento

del gas di scarico, dove già previsti, e la possibilità

di usare l’olio vegetale idrotrattato puro o miscelato

con il combustibile convenzionato.

Non solo un via libera, qualcosa di più: “A partire da settembre

2021, Liebherr-Werk Ehingen GmbH rifornisce

le proprie gru mobili e cingolate esclusivamente

con carburante HVO puro”, così scrive il produttore

prendendo una posizione inequivocabile sull’argomento.

Dall’istante in cui i mezzi escono dallo stabilimento, tutti i

collaudi e i test si svolgono già con questo tipo di carburante,

fino al rifornimento al momento della consegna al

cliente: «Se prendiamo in considerazione l'intero ciclo di vita

di una gru ‘dalla culla alla tomba’, compresa la produzione,

quando si usa l'HVO le emissioni di CO 2 di una gru mobile

a cinque assi si riducono del 74 % rispetto a quando si

utilizza il diesel fossile», spiega Ulrich Hamme, direttore del

reparto Costruzione e sviluppo presso la Liebherr di Ehingen,

che poi aggiunge una importante postilla: «Per ottenere la

massima riduzione di CO 2 , una gru deve ovviamente essere

utilizzata permanentemente con carburante HVO puro».

Una soluzione immediata

Non solo sugli ultimi modelli, ma più in generale sulle macchine

già esistenti: l’impiego del carburante riciclato, a

patto che rispetti le caratteristiche fissate dalla normativa,

secondo il costruttore è sostanzialmente privo di controindicazioni

e soprattutto rappresenta una soluzione

immediatamente a portata di mano.

A patto di trovarlo, certo: «Affinché l'HVO o altri carburanti

sintetici diventino interessanti anche per i gruisti, devono naturalmente

essere disponibili su tutto il territorio nazionale

e in quantità sufficienti nelle stazioni di servizio, come avviene

oggi per il diesel. Questo non succede da un giorno all'altro,

ma Liebherr sta rompendo il ghiaccio, e speriamo di

dare un segnale», chiosa Hamme.

Secondo il direttore della produzione di Liebherr-Werk

Ehingen GmbH, Ulrich Heusel, nello stabilimento,

«passando al carburante HVO, saremo in grado di

risparmiare 2,5 milioni di litri di diesel all'anno. Questo

consentirà una riduzione annuale di circa 6.500

tonnellate di CO2».

[22] giugno 2022 Costruzioni


Attualità&Prodotti

Carburanti alternativi

Yanmar, avanti ma con

giudizio

ma con giudizio”: così si potrebbe

riassumere la posizione

di Yanmar sulla questio-

“Avanti

ne HVO. L’azienda ha accettato di

partecipare a questo nostro excursus,

ma ha chiesto di attribuire le risposte riportate

qui di seguito direttamente a

Yanmar in quanto tale.

Più cautela, quindi, di alcuni concorrenti

che si sono “lanciati” in maniera più sciolta

sull’argomento. Già questa prima differenza è

rivelatoria di un atteggiamento più circospetto

da quanto riscontrabile sul mercato.

Prima questione, la compatibilità con i motori: «Bisogna

subito fare una premessa: l’HVO viene utilizzato in blend o

puro. Questo già differenzia gli scopi. Se dovessimo dare

una risposta secca diremmo “sì”, i nostri motori sono compatibili.

In realtà la questione è più complessa e merita un

approfondimento: quando l’HVO viene usato in blend, mira

a migliorare le prestazioni del carburante, come un additivo.

Se invece lo si utilizza puro, lo si fa per ridurre le emissioni,

perché in quel caso le prestazioni diminuiscono.

Scendendo nel dettaglio, usando un blend è possibile restare

dentro ai parametri stabiliti dalla normativa EN590.

Quando invece viene usato puro, il carburante non risponde

più a quella normativa, ma fa riferimento alla

EN15940. In questo caso ci sono alcune controin-

Per Yanmar l’utilizzo dei carburanti

Hvo sui propri motori è possibile,

a patto che si tengano presenti

le variazioni di prestazioni

rispetto a quelle dichiarate

dal costruttore.

dicazioni, perché questi carburanti hanno una più bassa

densità e un minor potere calorifico. Ciò si traduce in prestazioni

inferiori da parte del motore, rispetto a quelle dichiarate.

Il discorso non vale esclusivamente per Yanmar,

ma per qualsiasi motore diesel in cui si usano carburanti

differenti da quelli inizialmente previsti. Tutto questo ci fa

dire che sì, i motori sono compatibili, ma attenzione poiché

le prestazioni non saranno più quelle garantite e dichiarate.

La questione, quindi non è che usando l’HVO

il motore si grippi, ma che un motore con potenza

di 20 kW, potrebbe ad esempio darne 19».

«Quanto detto ci porta a una seconda considerazione,

legata al tipo di applicazione

di cui stiamo parlando. Come

sappiamo, ve ne sono di più o

meno gravose, e quelle edili

sono certamente parte del-

Il motore endotermico non è una tecnologia da superare,

secondo Yanmar. Si tratta invece di passare

dai carburanti fossili ad altri più sostenibili,

come parte di un processo complessivo verso

una visione di rispetto ambientale.

la seconda categoria. Basti pensare ad applicazioni idrostatiche

dove il motore lavora sempre in coppia. In quelle

situazioni, e magari in presenza di condizioni ambientali

particolari, un calo di potenza può essere molto rilevante.

Insomma, dove in altri ambiti un derating del motore potrebbe

essere tollerato, in alcuni casi si rivelerebbe critico.

E questo dato non lo si desume dalle semplici caratteristiche

tecniche del carburante usato, è un qualcosa che

emerge solo dall’esperienza sul campo, dal fatto di trovarsi

in quel momento, in certe condizioni. Una casistica dettagliata

ancora non c’è, perché questi carburanti sono molto

giovani in questo genere di utilizzo. Da queste considerazioni

discende la posizione di Yanmar, che vorremmo

fosse chiara: la nostra filosofia si basa sulla qualità, sul fatto

di consegnare un motore potendo garantire le prestazioni

dichiarate, ed essendo sicuri che funzionerà nella

macchina in cui è installato come l’utilizzatore si aspetta.

Da qui viene la nostra prudenza. Prima di poterci sbilanciare

serviranno abbastanza prove sul campo da permetterci

di farlo, e per questo ci vorrà del tempo».

Quanto alle manutenzioni, stesso discorso: «Esatto, non

c’è ancora alle spalle uno storico sufficiente per potersi

pronunciare in termini assoluti. Per esempio, non possiamo

dire se con questi carburanti gli iniettori abbiano la medesima

vita utile. Le considerazioni che possiamo fare al

momento sono tutte sulla carta, mentre noi vogliamo esprimerci

sulla base dell’esperienza».

Attenzione però, cautela sì ma non per questo mancanza

di interesse o sottovalutazione: «Al contrario, questo è

certamente un passaggio molto importante nel cammino

verso la decarbonizzazione e la transizione ecologica.

Semmai, il limite che si riscontra in questi carburanti deriva

dal fatto che sono ricavati principalmente da colture vegetali.

Rispetto alla questione della loro diffusione credo

che questo punto ne costituisca il principale limite. Infatti,

nel momento in cui fossero adottati su larga scala, finirebbero

per sottrarre terreno ad altre colture, banalmente

a quelle agricole. È un problema ineludibile, un gioco a somma

zero. Nonostante questo sia gli HVO, come altri carburanti

alternativi, ad esempio i GTL, potranno certamente

dare un loro contributo agli obiettivi di superamento delle

fonti fossili, verso un passaggio cruciale a un’economia di

tipo circolare».

Senza demonizzare il motore endotermico: «È un grande

fraintendimento: nel tempo si è puntato il dito contro questa

tecnologia come responsabile dell’inquinamento quando

semplicemente non è così. Semmai questo è vero finché

usiamo fonti fossili, che sono le vere responsabili

dell’inquinamento. Invece, se usiamo carburanti che nella

combustione restituiscono la parte di carbonio che avevano

sequestrato le materie prime utilizzate per realizzarli,

allora ci rendiamo conto che la parte residua è davvero

molto più gestibile e piccola. Per questo Yanmar

guarda con grande interesse a tutte le soluzioni alternative,

compreso l’idrogeno che probabilmente è l’altro grande

candidato a portare il motore endotermico dentro una

visione di rispetto ambientale. Certo, ci aspettiamo evoluzioni

anche sul fronte dell’elettrico, sulla scia di quanto

sta avvenendo nel settore auto. Probabilmente, i macchinari

di piccola taglia saranno quelli maggiormente interessati

dall’elettrificazione. Nel campo degli escavatori, per

esempio, abbiamo visto le prime applicazioni da 2 tonnellate,

e più di recente fino a 5 tonnellate. Le macchine più

grandi, però restano equipaggiate con motore endotermico,

e probabilmente lo saranno ancora a lungo».

Costruzioni giugno 2022 [25]


Compressori elettrici

Ancoraggi

speciali

Jahning GmbH Felssicherung si è affidata

al compressore elettrico di Atlas Copco per

un progetto di stabilizzazione delle rocce

nel parco nazionale di Bastei, in Germania

Jähnig GmbH

Felssicherung

gestisce un progetto

di stabilizzazione delle

rocce, nel parco nazionale

di Bastei, in Germania,

che garantirà la sicurezza

dei visitatori. Per lavorare

in questo contesto,

l’azienda ha scelto un

compressore elettrico

mobile Atlas Copco privo

di emissioni, silenzioso ed

adatto alle proprie

apparecchiature

pneumatiche. Il Bastei in

Sassonia è un ponte

monumentale che

attraversa formazioni

rocciose di arenaria e fa

parte di un patrimonio

mondiale dell'UNESCO.

La impresa Jähnig

Felssicherung sta

consolidando la roccia

porosa, installando reti di

sicurezza che

manterranno stabile il

punto di vista.

Nell’ambiente è

necessario il minimo

rumore assoluto e un

compressore elettrico

E-Air VSD è proprio quello

che serve. Jähnig usa il

suo compressore per

perforare gli ancoraggi

speciali e premere

speciali sospensioni per

mantenere le rocce in

posizione. Queste

operazioni di perforazione

richiedono varie

impostazioni di pressione,

fino al compressore E-Air

VSD. La tecnologia PACE

consente all'operatore di

scegliere digitalmente

una pressione specifica,

che corrisponde

all'utensile pneumatico.

Presto la piattaforma

panoramica del ponte

Bastei potrà riaprire ai

turisti di tutto il mondo e

la fauna e la flora

rimarranno indisturbate,

grazie all'esperienza di

Jähnig GmbH

Felssicherung e alla loro

scelta per le

apparecchiature

elettriche. “Il Gruppo Atlas

Copco ha aumentato le

ambizioni climatiche

fissando importanti

obiettivi di riduzione

dell’impatto ambientale

per l'intera catena del

valore. È importante

sottolineare il nostro

impegno nello sviluppo di

soluzioni efficienti dal

punto di vista energetico

per consentire ai nostri

clienti di ridurre le loro

emissioni di gas serra.

L’impatto ambientale

causato della nostra

azienda deriva dall’utilizzo

dei nostri prodotti nei

processi produttivi dei

clienti”, afferma Juan

Manuel Tejera Martinez,

General Manager Atlas

Copco Italia, Divisione

Compressori.

www.atlascopco.com

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PIú EFFICIENZA,

MENO COSTI

Gli escavatori Volvo EC530E e EC550E sono realizzati per offrire forze di scavo e di strappo

straordinarie per una produttività ottimale. Questi escavatori Volvo definiscono nuovi standard per

una macchina da 50 ton e consentono di ottenere un’efficienza dei consumi superiore del 25% e un

miglioramento della produttività del 20%.

Per maggiori informazioni, rivolgetevi al vostro concessionario Volvo.

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Volvo Construction Equipment

[26] giugno 2022 Costruzioni


Attualità&Prodotti

Piattaforme web

Berco ha lanciato le

rinnovate versioni

delle applicazioni

mobile e web di Bopis

Life. Bopis Life è una

piattaforma basata su

cloud che consente ai

clienti il monitoraggio

dello stato di usura di

ogni componente del

sottocarro e

conseguentemente di

conoscerne la vita

residua. Fornisce quindi

un'informazione molto

importante per gli

utilizzatori finali. Inoltre, i

dati raccolti sul campo e

archiviati su Bopis Life

permettono a Berco di

migliorare

costantemente le proprie

tecnologie, in termini di

sviluppo prodotto e

processi produttivi.

“Il sottocarro - spiega

Luca Bellintani, Field

Engineer di Berco -

comporta una grande

spesa di manutenzione

per il proprietario di

macchine cingolate.

Berco sta continuando a

sviluppare soluzioni

digitali sempre più userfriendly

e complete per il

monitoraggio dell’usura

dei componenti. L'utilizzo

della piattaforma

consente al cliente di

monitorare l'usura dei

componenti e pianificare

al meglio la gestione del

magazzino e l’efficienza

Vita residua

del sottocarro

Bopis Life è la piattaforma basata su cloud,

realizzata da Berco, per monitorare lo stato

di usura di ogni singolo componente

del sottocarro e conoscerne la vita residua

operativa, con una

significativa riduzione del

TCO (Total Cost of

Ownership)."

La versione rinnovata

dell'applicazione Bopis

Life, installabile su

qualsiasi tipo di PC,

tablet o smartphone,

consente ai dealer o ai

tecnici della divisione

Field Engineering che

sono sul campo, di

caricare le caratteristiche

della macchina che sta

per essere ispezionata

insieme alle indicazioni

geografiche. Chiarito il

contesto di analisi, i

tecnici possono iniziare

l’ispezione e registrare

sulla app di Bopis Life i

dati raccolti dalle

misurazioni delle parti

sottocarro. La

misurazione può avvenire

con kit di strumenti

manuali o con strumento

ad ultrasuoni collegato

via bluetooth al tablet o

smartphone. Lo

strumento ad ultrasuoni

dà valori più precisi e

consente tempi ridotti

per la misurazione e

l’elaborazione dati.

Sulla homepage del

portale web l'utente

accreditato trova una

dashboard accurata con

l'indicazione geografica

dell’ubicazione delle

macchine e la lista delle

singole ispezioni con il

dettaglio di chi le ha

effettuate. Una seconda

schermata mostra lo

stato di ogni componente

ed eventuale

sottocomponente,

identificati tramite foto;

posizionamento su lato

destro o sinistro della

macchina; codice; ore di

utilizzo; grado di usura e

vita residua, calcolata al

100% e al 120%.

www.thyssenkruppberco.com

Sollevatori telescopici

Tosti e versatili

n Magni potenzia la sua presenza nel

mercato minerario grazie alla sua gamma

fissa di sollevatori telescopici. Alla luce di due

nuove consegne, Gerhard Kloppers, Eazi

Access Business Development Manager,

spiega perché gli HTH Magni sono la

soluzione ideale per il mining. In Sud Africa ha

consegnato due modelli della gamma HTH a

Eazi Access, key account di Magni SA. La

prima macchina consegnata è una HTH 20.10

che Eazi Access ha venduto all'appaltatore

Mynbou Rigs. Dotata dell'attacco della pinza

per pneumatici, la macchina verrà utilizzata

per movimentare pneumatici da 57 pollici da

una flotta di autocarri con cassone ribaltabile

Belaz.

La seconda macchina è una HTH 10.10 che

entrerà a far parte della flotta a noleggio di

Easy Access. Questi sollevatori telescopici per

impieghi gravosi sono scelti da diverse

aziende che lavorano nelle miniere nel

A WORLD OF COMFORT

Northern Cape. Gerhard Kloppers spiega le

caratteristiche che rendono Magni HTH la

soluzione ideale per il mining: "L'ampia gamma

di accessori Magni per miniere e cave è stata

sviluppata per garantire la massima

flessibilità. Questi accessori consentono di

movimentare materiali molto diversi tra loro

come pneumatici, cilindri e bobine di acciaio".

www.magnith.com

SISTEMI DI CONDIZIONAMENTO E RISCALDATORI

DAL PROGETTO AL TEST:

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[28] giugno 2022 Costruzioni


Attualità&Prodotti

Escavatori gommati

Il successo della generazione 7

La nuova generazione

di escavatori Hitachi

serie 7 conquista

anche il Friuli Venezia

Giulia con una proposta

ampliata di modelli

innovativi e

all’avanguardia.

Particolare novità è

l’escavatore gommato

ZX175W-7, il primo in

casa giapponese della

taglia da 185 q dotato di

una eccezionale forza di

scavo, capacità di

sollevamento e una

maggiore produttività.

Lo sa bene DGL

Costruzioni Srl, impresa di

Pordenone attiva nel

Triveneto. Ha scelto infatti

di affidarsi alla solidità di

Hitachi inserendo nel suo

parco macchine il nuovo

ZX175W-7 accessoriato

ad hoc e dalle

caratteristiche specifiche

che garantiscono una

maggiore efficienza

energetica, versatilità,

sicurezza e comfort.

“Un escavatore che

risponde in modo

proattivo alle nostre

esigenze di cantiere per

flessibilità di applicazione

e massima produttività -

commenta il titolare di

DGL, Andrea Lisetto -. Un

escavatore che abbiamo

apprezzato fin da subito

per la dotazione di

tecnologica avanzata, la

disposizione ordinata e

intuitiva dei comandi, la

comodità della cabina e

del posto di guida; tutto è

pratico e quando ci si

guarda intorno si apprezza

all’istante una visibilità a

tutto tondo". Il primo

ZX175W-7 consegnato in

Friuli Venezia Giulia già

impegnato in diversi

cantieri tra cui in un’opera

di riqualificazione

ambientale nei pressi del

Parco Galvani di

Pordenone incontra il

favore degli operatori

www.hitachicm.eu

www.salomonisrl.it

DGL Costruzioni si affida alla generazione 7

di Hitachi. Consegnato in Friuli Venezia Giulia

l’innovativo escavatore gommato ZX175W-7

nei pressi del Parco Galvani di Pordenone

Escavatori elettrici

Nuovi investimenti

Volvo Construction Equipment ha investito

nell’azienda olandese Limach, un produttore

che da anni trasforma escavatori termici

Volvo in 100% elettrici. 4 i modelli in gamma

Volvo CE accelera

l'elettrificazione

della gamma,

anche acquisendo il

costruttore olandese

Limach. Quest’ultimo

offre escavatori elettrici

gommati e cingolati

sulla base di macchine

Volvo.

“Il cambiamento

climatico è reale e

crediamo che collaborare

in nuovi modi sia la

chiave per soddisfare la

crescente domanda di

soluzioni sostenibili.

In qualità di leader nelle

soluzioni per l'edilizia

elettrica, consideriamo

Limach un attore

interessante in un

mercato all'avanguardia e

un ottimo complemento

al nostro portafoglio

esistente di macchine

elettriche, il che significa

che i nostri clienti

beneficeranno di una

gamma più ampia per

soddisfare le loro

esigenze.

Lavorare insieme e con la

nostra base di clienti

combinata, apre

opportunità per il colearning

e per ampliare le

esperienze di questi tipi

di soluzioni, mentre

continuiamo a guidare la

trasformazione verso

fonti di energia

sostenibili", afferma

Thomas Bitter, Head of

Technology di Volvo CE.

“L'attuale gamma va dal

miniescavatore elettrico

compatto E18.3 con una

portata operativa di

1.810 kg all'E140.1 e

integra la gamma

esistente di macchine

elettriche di Volvo CE.

Insieme, offrono ai clienti

una varietà di soluzioni

per soddisfare le loro

ambizioni di riduzione

delle emissioni”, afferma

Henri de Groot, CTO di

Limach.

www.volvoce.com

Certificato

INDUSTRIA 4.0

[30] giugno 2022 Costruzioni

www.brokk.com/it/brokk-connect

Siamo presenti al GIC Piacenza

Costruzioni febbraio 2022 [31]


Attualità&Prodotti

Fatturati

n Per Wacker Neuson, produttore leader

di apparecchiature leggere e compatte,

l’anno è iniziato bene. I ricavi del gruppo

per il primo trimestre sono stati pari a

521,6 milioni di euro, con un aumento

del 20,2% rispetto al precedente anno. Al

netto degli effetti valutari, ciò

In crescita

corrisponde a un aumento del

18,4%.

La redditività è stata influenzata

dalle inefficienze causate dalle

continue tensioni nella catena di

approvvigionamento e dal forte

aumento dei costi di input: l'utile

prima di interessi e tasse (EBIT)

è sceso del 10,3% a 39,1 milioni

di euro

(1° trimestre 21: 43,6 milioni di

euro). Il margine EBIT è stato del

7,5%, che rappresenta un calo di

250 punti base. Nonostante il

periodo di pandemia, l’azienda si

è difesa bene: “I nostri team

sono riusciti ancora una volta a

soddisfare la domanda dinamica dei

nostri prodotti e hanno registrato un

altro trimestre di forte crescita”,

commenta dott. Karl Tragl, CEO del

gruppo Wacker Neuson.

www.wackerneuson.it

Impianti fissi

Sinergia vagliante

n Metso Outotec e Malvern

Panalytical firmano un

accordo di collaborazione per

fornire soluzioni di

smistamento degli inerti sfusi

tramite sensori sviluppati per

l'industria mineraria.

L’unione delle loro esperienze

offre un portafoglio di

soluzioni del settore per lo

smistamento di minerali

sfusi. Le soluzioni che

arrivano ad offrire alle miniere

permettono di migliorare

l’efficienza preconcentrando il

minerale nella fase di

frantumazione e riducendo

quindi il consumo di energia e

il relativo impatto ambientale

nella fase di frantumazione.

"La sostenibilità è una priorità

assoluta per il nostro intero

settore - dichiara Rashmi

Kasat, Vice President, Digital

Technologies di Metso

Outotec. “La collaborazione

con partner come Malvern

Panalytical ci consentirà di

soddisfare le crescenti

esigenze di sostenibilità

ed efficienza delle risorse del

settore nella fase iniziale

della triturazione.

Smistamento del minerale

sfuso, basato su sensori

e basato sui dati, l'analisi

aggiorna le scorte di rifiuti

di bassa qualità, rendendole

economiche dal punto di vista

energetico da trattare”.

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Dai progetti fluidodinamici

di tecnologia

integrata

deriva il nostro

impegno nel

promuovere

soluzioni

ibride

affinchè

l'esperienza

virtuosa possa

diventare sistematica

garantendo i molteplici vantaggi

dell'esecuzione in unica soluzione di tubo

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di gestione, riduzione lead-time d'installazione, risparmio

economico e semplificazione della gestione ricambi.

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BATIMAT 2022

Il ritorno a Parigi

L'edizione 2022 di BATIMAT, organizzata

da RX France, presenterà per la prima volta

alcune soluzioni emergenti per

la decarbonizzazione degli edifici, nell’ambito

del nuovo Spazio Low Carbon Construction

IL FUTURO È VERDE

Torna a Parigi “Le

Mondial du

Bâtiment” in

programma al Paris Expo

Porte de Versailles dal 3

al 6 ottobre 2022.

Attraverso i suoi tre

saloni BATIMAT,

IDÉOBAIN e

INTERCLIMA,

rappresenta un punto di

incontro per tutti gli

operatori della filiera per

raccogliere informazioni

utili e aggiornarsi sulle

tendenze attuali e future.

L'obiettivo è valorizzare le

soluzioni, presentare

esempi di progetti

realizzati in diversi paesi

e condividere le

esperienze di maggior

successo.

Il primo passo è quello di

incontrare gli attori locali

attraverso

l'organizzazione del Low

Carbon Construction

Tour che comprenderà

una serie di conferenze e

momenti di confronto

con esperti locali in 12

paesi.

Altri highlights proposti

esclusivamente a

BATIMAT: una

conferenza

internazionale sul tema

della Low Carbon

Construction; una

conferenza

internazionale

sull’industrializzazione

edilizia sul tema

"Recuperare la

produttività e migliorare il

bilancio del carbonio";

un programma di

conferenze organizzato

dall'École des Ponts, che

prevede 27 sessioni con

27 relatori internazionali

e trasmesso in digitale.

Si contano già 850

espositori iscritti e

l’evento ruoterà attorno a

una grande tematica:

“Orizzonte 2030, tutto un

mondo da costruire”.

Situato al centro del

Padiglione 1, lo Spazio

Low Carbon

Construction di BATIMAT

metterà in evidenza, su

oltre 600 m 2, soluzioni e

materiali per la

decarbonizzazione degli

edifici. “Siamo felici della

fiducia che gli espositori

ci stanno testimoniando

e possiamo contare sulla

presenza di numerosi

leader in tutti i settori.

Siamo impegnati con i

nostri partner per fornire

ai visitatori tutte le

risposte alle grandi sfide

di oggi e di domani che

essi devono confrontare.

Ci vediamo a Parigi.”,

dichiara Guillaume

Loizeaud, Direttore del

Mondial du Bâtiment. Tra

le novità del 2022: Forum

Construction e Forum

Architecture, sessioni di

incontro che

permetteranno di

dibattere sulle principali

questioni sociali e

proporre una visione del

futuro con le relative

soluzioni, spazio

dedicato al fotovoltaico

per gli edifici in

partnership con Enerplan

e GMPV; Interior&Garden,

lo spazio che riunisce

produttori di elementi per

la sistemazione degli

interni e degli esterni

www.batimat.com

SALVIAMO

IL FUTURO

RICICLANDO

IL PASSATO

Alimentazione ibrida

o

Completamente elettrico

[34] giugno 2022 Costruzioni

camsrecycling.com


ostruzioni

WALKAROUND

ostruzioni

Testi e foto di Matthieu Colombo

TB2150R

Peso operativo

Motore Deutz

Forza di strappo

16.395 kg

85 kW

9.630 daN

[36] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [37]


Takeuchi TB2150R

ostruzioni

1

Compatto ma non girosagoma,

disegna un nuovo rapporto

tra dimensioni e prestazioni

puntando su idraulica e stabilità.

Tanta sostanza e affidabilità

3 4

Cabina confortevole, sicura

(Rops, Opg Level II) e con

un’abitabilità superiore alla

media. Sembra di lavorare con

un escavatore di peso superiore

2

Impianto idraulico tradizionale,

LS negativo, performante anche

grazie al controllo elettronico.

Quattro linee idrauliche ausiliarie

di serie. Aux 1 con High Flow

Motore Stage V che nel suo

segmento è tra i più diffusi

nel settore construction. Potente

e affidabile ha un post

trattamento super collaudato

È il primo Takeuchi con braccio incernierato sulla torretta.

Si chiama TB2150R e punta tutto su prestazioni, comfort,

sicurezza, qualità dell’idraulica e un allestimento completo.

Analizziamo nel dettaglio la versione R con braccio triplice

5 6

Dalla cabina si ha una visibilità

diretta ottima, indiretta molto

curata (5 specchi convessi)

ed integrata da 2 telecamere.

Qui nulla è al risparmio

Con il braccio posizionatore

si hanno le valvole di sicurezza

su braccio e avambraccio

e un occhiello per sollevamento.

Indicatore sovraccarico visivo

7

Forza di trazione ai vertici

dell’intera categoria. Baricentro

basso grazie al sottocarro dalle

strutture molto robuste

e una lama flottante di qualità

8

Ha di serie due chiavi con

transponder (le copie non

avviano), un codice avviamento

impostabile, il localizzatore Gps

e la trasmissione dati Gprs.

9

Serbatoio gasolio da 221 litri

con pompa di rifornimento

ad arresto automatico e fruibile

da terra. Anche il pieno di urea

(20 litri) si fa con i piedi per terra

10

Unico escavatore della categoria

ad essere disponibile oltre che

con braccio monolitico

o posizionatore, anche in versione

con braccio brandeggiante

[38] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [39]


Takeuchi TB2150R

3.045 mm di passo

Ben 2.395 mm di sbalzo lama

Compatto, stabile,

forte e accogliente

IL PRIMO BRACCIO FISSO DI TAKEUCHI

In Giappone l’escavatore con peso

operativo tra le 14 e le 16 t e dimensioni

compatte è un must. Takeuchi ha

perfezionato il TB2150 in tre versioni,

pensando al mercato interno ma con una

visione globale. Noi mettiamo in prima linea

la versione con braccio posizionatore

incernierato alla torretta che esalta

la compattezza e la versatilità d’utilizzo.

C’è poi il classico braccio mono, anche con

avambraccio lungo (2.850 mm in luogo dei

2.320 mm standard) e anche la versione

Heavy con braccio su blocco di brandeggio.

IL DNA TAKEUCHI È BEN PRESENTE

Il TB2150R non è una fotocopia delle

macchine concorrenti prodotte per la

maggior parte in Giappone. Le carte che

gioca la Casa di Nagano sono, una torretta

“Round” compatta ma non troppo (definibile

short radius) in modo da avere una cabina

con dimensioni da escavatore di classe

superiore, un bilanciamento che si riflette

sulle elevate forze di lavoro, una stabilità

ottima con tutti i bracci e, con lo stesso

obiettivo, un sottocarro con un passo

superiore alla media di categoria. La lama

robusta abbassa ulteriormente il baricentro.

A TUTTO

TONDO

A piede pagina

il TB2150R

mentre ruota

di 360 gradi

nel minor spazio

possibile, ovvero

con il triplice

raccolto e benna

chiusa come

se fosse carica.

L’ingombro

frontale

è di 2.590 mm

e lo sbalzo

posteriore

di 1.700 mm (455

mm oltre cingolo)

per un totale

di 4.290 mm.

DESIGN

RIUSCITO

Le linee del

TB2150R, messe

in risalto dalla

colorazione,

permettono

di riconoscere

il maxi Takeuchi

da lontano.

Caratteristici

i fari posteriori

di tipo

automobilistico.

Evidente anche

l’ampia vetratura

(maggiore

visibilità)

della cabina

certificata

Rops Fops.

[40] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [41]


WALKAROUND di

ostruzioni

Takeuchi TB2150R

Pilotaggi

Compensazione

refrigerante

COFANI LATERALI AD ALA DI GABBIANO

Dal cofano di destra si accede al vano

pompe idrauliche, ben abbracciate

dall’avvolgente zavorra, ed ai punti service

e di controllo della macchina. In alto

si intravede una parte del post trattamento.

Olio idraulico

Olio motore

al TOP della categoria

Idraulica

di precisione

Totale indipendenza nei movimenti,

controllabilità sorprendente e linee

idrauliche con portata e pressione

regolabile. L’High Flow raddoppia i litri

della Aux 1 portandoli a 224 l/min

CLASSICO CON ELETTRONICA L’impianto

idraulico ha un’architettura load sensing

“negativ”. La macchina ha quindi

un distributore idraulico a centro aperto che

controlla il flusso della pompa

KPM-Kawasaki a portata variabile e doppia

mandata (P1+P2 – 2x112 l/min) che

alimenta tra l’altro Aux 1. A questa

è calettata una KPM a ingranaggi da 54,8

litri/min per i pilotaggi e alimentare Aux 2,

quindi una Shimadzu per servocomandi

e cambio velocità. Infine una Shimadzu

dedicata alla ventola di raffreddamento

termocontrollata. La regolazione di portata

e pressione o il passaggio da singolo

a doppio effetto si fanno da monitor.

QUALITÀ

EVIDENTE

L’accumulatore

di pressione

in acciaio

compensa

le sovrapressioni

dell’impianto

allungandone

la vita utile.

In caso

di emergenze,

inoltre, permette

di affrontare

manovre

di rientro del

braccio.

DISTRIBUTORE

IDRAULICO

“SCOMPOSTO’

A destra il vano

anteriore destro

in cui sono

raggruppati dei

distributori Kayaba.

Un modulo singolo

non avrebbe

permesso

di sagomare

il cofano per favorire

la visibilità.

Qui prestazioni,

qualità e sicurezza

operativa

si incontrano.

ANIMA MULTIFUNZIONALE

Come ogni Takeuchi,

anche il TB2150R ha linee

ausialiarie curate in ogni

dettaglio, dalla qualità dei

supporti ai componenti.

In questo caso l’elettronica

esalta le qualità

fluidodinamiche

permettendo all’operatore

di regolare la portata

di Aux 2 e Aux 4

(Aux 3 attacco rapido

o rotazione). Per Aux 1

si regolano portata,

pressione e la funzione

High Flow (Bosch Rexroth)

raddoppia la portata

da 112 l/min

a 224 l/min.

NON CI SI SBAGLIA

Quando si cambiano

funzioni e modalità che

coinvolgono l’idraulica

la macchina lo segnala

a monitor. Sotto,

l’attivazione dell’High Flow

e quella della modalità

sollevamento.

[42] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [43]


Scambiatotre olio motore

Sensore intasamento Dpf

WALKAROUND di

ostruzioni

Takeuchi TB2150R

Tendicinghia

automatico

• COMMON RAIL DA 190 MPA

• ARRESTO AUTOMATICO DEL MOTORE

PROGRAMMABILE DA MONITOR

• AFFIDABILE TURBO FISSO

CON WASTEGATE

• CAMBIO OLIO MOTORE A 500 ORE

Pipe AdBlue ® mixer

SCR + DPF

DOC

Stage V

TECNOLOGIA SUPER COLLAUDATA

L’iniezione d’urea avviene Tra

modulo Doc e modulo Scr-Dpf

così che l’additivo si misceli

ai gas di scarico in modo

uniforme per favorire la riduzione

catalitica selettiva. L’impianto urea è un

Bosch Denoxtronic 2.2 che esegue lo

spurgo in automatico (sempre prioritario

allo stacco delle batterie) per evitare la

formazione di cristalli alle temperature più

estreme.

Sui 4 cilindri per applicazioni construction

è il sistema più noto e diffuso, quindi

affidabile. Le rigenerazioni sono attive

e automatiche: senza fermo macchina.

Cuore europeo

1

2

3

85 KW A 2.000 GIRI/MIN Il TCD3.6 del TB2150R ha una

taratura che privilegia longevità ed emissioni sonore

contenute. La velocità media del pistone è di 8 m/s.

Motore diffusissimo su macchine construction.

460 NM A 1.600 GIRI/MIN Tanta e subito. La curva

di coppia del Deutz è alta da primi giri per supportare

bene il carico idraulico, anche in Eco mode.

MADE IN EUROPE Il TCD3.6 Stage V è prodotto

in Germania ed è considerato così affidabile

da convincere Takeuchi a importarlo dal Vecchio

Continente per montarlo sugli escavatori cingolati

e gommati più grandi della sua gamma.

CARI VECCHI PULSANTI Oggi un monitor LCD

a colori sembra irrinunciabile per questa categoria

di escavatori. Per fortuna sul Takeuchi non

si imposta tutto a monitor ma si richiamano

rapidamente modalità e funzioni. Con un dito.

ECO, MONTAGNA, RISPARMIO

Lavorando con il Takeuchi “grande”

l’operatore può impostare

lo spegnimento del motore per

inattività, il ritorno al minimo

a manipolatori immobili, la modalità

Eco che limita il numero massimo

di giri a 1.800 giri/min. C’è anche

la funzione antistallo che permette

di avere la massima potenza

possibile anche quando si lavora

in quota e scarseggia l’ossigeno.

ECU lontana dal calore

INIEZIONE AL TOP Questo Deutz

sfrutta ogni goccia di gasolio

al meglio. L’iniezione è degna dei

diesel automotive più potenti.

Iniettori piezoelettrici

POST TRATTAMENTO COMPLETO

Per abbattere le emissioni

allo scarico, oltre alla

combustione ultra efficiente,

lavorano un catalizzatore

ossidante, un sistema Scr

a iniezioni di urea e un filtro

antiparticolato. Quest’ultimo

è garantito per almeno 8mila

ore d’esercizio. Le sue

rigenerazioni avvengono

in modo automatico, senza

fermo macchina.

Quest’ultimo è richiesto

se si rinvia manualmente

la rigenerazione più volte.

3 PRESE

Il sistema

diagnostico

è diviso tra

motore, MCU

e interfaccia lcd.

Tutte e tre le prese

sono raggruppate

e in cabina,

accessibili da terra;

così come

il run/off motore.

LA POMPA

GASOLIO...

...è di serie

e accessibile

da terra.

Una volta avviato

il rifornimento

si arresta

in automatico per

il troppo pieno.

È presente

il filtro impurità

in aspirazione.

20 LITRI di urea

a fronte di 221

litri di gasolio.

Il rifornimento

di urea si effettua

da terra.

Il bocchettone

è a circa

1.350 mm

d’altezza, così

come l’indicatore

ottico di livello.

Livello ottico urea (utile al rifornimento)

Pompa rifornimento gasolio (arresto automatico)

[44] giugno 2022 Costruzioni

Zavorra posteriore con botola porta attrezzi che permette di accedere al filtro olio motore


Vaso d’espansione refrigerante integrato alla testa

del radiatore. Più alto della testa motore,

perfetto per scongiurare surriscaldamenti

WALKAROUND di

ostruzioni

Takeuchi TB2150R

Condensatore

climatizzatore

Gasolio

CONCENTRATO

D’INFORMAZIONI

Come sulle auto

giapponesi, per

leggere la home

page di gestione

della macchina

bisogna avere

l’occhio attento.

Grazie a semplici

icone, l’operatore

ha la situazione

sempre sotto

controllo, linee

Aux comprese.

MULTIFUNZIONE Dalla home page del sistema si può

modificare la visualizzazione di alcuni indicatori.

Il semicerchio sinistro per esempio, può indicare il regime

motore, l’avvicinarsi del limite di carico in fase

di sollevamento, oppure l’intasamento del Dfp.

Scambiatore olio

idraulico

Refrigerante

motore

Intercooler

aria/acqua

OPERATORI

DIFFERENTI

Per l’avvio

della

macchina,

oltre alla

chiave con

transponder

è possibile

scegliere

una password

di sicurezza.

Sistema

semplice

ed efficace.

HA BUONA

MEMORIA

Le attrezzature

idrauliche

possono essere

memorizzate

con icona,

effetto singolo

o doppio,

portata

e pressione

di lavoro.

Come un buon

escavatore

di classe

superiore.

FINO A TRE

DIVERSE

Il sistema

permette

di impostare

tre tipologie

a scelta.

Si possono

memorizzare

tre martelli

o tre differenti

tipologie

di attrezzature.

COME UNA RAGNATELA, ROBUSTA

Il cofano del vano rifornimento

e raffreddamento è ad apertura

assistita, ed è per metà superficie

composto da micro griglie per non

aspirare impurità.

Cooling chirurgico

VENTOLA ASPIRANTE IDROSTATICA Nonostante la torretta

compatta la disposizione degli scambiatori è in posizione

ottimale (non in serie salvo il condensatore clima). Per

disallineare la ventola di raffreddamento e il motore e fare

spazio all’affusolata zavorra, Takeuchi ha infatti scelto

l’azionamento idrostatico e termocontrollato. Nel vano

posteriore sinistro della torretta troviamo gli scambiatori

di olio idraulico, refrigerante motore e intercooler,

tutti in verticale in modo da agevolare il flusso dello scambio

termodinamico. Davanti a loro il condensatore del

climatizzatore, tra l’altro montato su telaietto apribile a libro.

Alla destra del condensatore si vede anche il radiatore del

gasolio che incrementa l’affidabilità del sistema d’iniezione.

TUTTO CALCOLATO

AL MILLIMETRO

Da sinistra, la ventola 7

pale con motore

idrostatico, uno dei

supporti elastici tra

gruppo scambiatori

e macchina, quindi

l’essiccatore clima

disassato dal

condensatore per

permettere l’apertura

di quest’ultimo per pulire

tutti gli scambiatori.

Laterale

SEMPLICI

ICONE

Le icone per

memorizzare

le attrezzature

idrauliche che

si utilizzano

più spesso

sono:

martello,

selezionatore,

frantumatore,

pinza, fresa,

trivella.

C’è anche

il simbolo per

attrezzature

rotative.

Posteriore

TUTTE

REGOLABILI

La portata

delle linee Aux

1, Aux 2 e Aux

4 si regolano

a 25, 50, 75

e 100%.

Con l’High

Flow

disponibile

su Aux 1

si arriva fino

a 200%.

La Aux 3

è attacco

rapido o 360°.

ALTA

RISOLUZIONE

La telecamera

posteriore

e laterale

si possono

visualizzare

singolarmente

o assieme.

In questo caso

si vedono anche

pressione olio

motore e livello

del carburante.

NON MANCA

NULLA

Il sistema

diagnostico

della macchina

ha molti

sensori

di controllo.

A sinistra

i “parametri

vitali” che

l’operatore può

richiamare

a monitor.

L’ultimo è

l’intasamento

del Dpf.

Costruzioni giugno 2022 [47]


Takeuchi TB2150R

CLIMATIZZATORE

AUTOMATICO

Non aria

condizionata,

ma un vero

climatizzatore

che raggiunge

e mantiene

la temperatura.

C’è anche

la funzione

sbrinamento.

Radio DAB, Usb, bluetooth

CHIAVE

CODIFICATA

La chiave che apre

tutte le serrature

e avvia il motore,

ha un chip

interno.

Un duplicato

può aprire,

ma non avvia...

5 fari a led Nordics Light da 1600 lumen - 2 laterali alogeni

Sicurezza

ROPS, OPG LEVEL II La cabina del

TB2150R è, ovviamente certificata

Rops. L’allestimento standard

prevede anche la griglia di protezione

superiore Opg di secondo livello.

L’uscita di sicurezza è prevista dal

lunotto posteriore removibili grazie

alla speciale guarnizione. Detto

questo, abbiamo notato come

la vetratura ampia e priva

di guarnizioni a vista esalti

la visibilità dell’operatore,

la qualità della cintura

autoavvolgente, la

presenza della funzione

sbrinamento (visibilità)

e la cura con cui sono

studiati gli specchi retrovisori

convessi, integrati da due telecamere

di serie. Anche l’accesso alla cabina

è lineare e sicuro.

ANCHE

LATERALI

Tre fari sono

frontali tra tetto

e torretta, due sul

braccio di scavo.

Due alogeni sono

sui rispettivi lati

dell’escavatore.

LO SPAZIO NON

MANCA Dietro

al sedile c’è lo

spazio per una

borsa o una borsa

frigo. Giusto

accanto anche

una pratica presa

di ricarica Usb.

Comando posizionatore

Spazio al comfort

Porta vivande retrattile

Grammer pneumatico/riscaldabile

OPERATORE

AL CENTRO

Lo spazio a bordo

è notevole

rispetto alla

classe di peso

del TB2150R.

Anche le finiture

sono curate.

Nessuna lamiera

è a vista.

Pavimento piano

NON RISPARMIA SULLA SICUREZZA - 5 SPECCHI CONVESSI E 2 TELECAMERE

PERFETTO Il quadro fusibili

è in cabina, accessibile

rapidamente e dotato

di legenda riassuntiva

a icone. Pratico e veloce.

DOPPIA BATTERIA

L’impianto è un 24V come

sugli escavatori cingolati

di taglia “importante”.

Sulla base anteriore della

torretta e dietro cabina

sono predisposte prese

elettriche per accessori.

Costruzioni giugno 2022 [49]


Takeuchi TB2150R

L’UNICO CON

IL BRANDEGGIO

Non tutti

i mercati

lo apprezzano,

ma se Takeuchi

lo produce...

Lama scatolata-doppio cilindro

Anche mono o con brandeggio

TRIPLA OFFERTA ESCLUSIVA Solo

Takeuchi offre tre macchine

strutturalmente differenti nella

fascia di peso operativo che

va dalle 15,7 alle 16, 4 tonnellate.

Oltre al modello posizionatore

si può infatti avere il tradizionale

braccio monoblocco per chi

fa soprattutto movimento terra

o uso di martello, mentre si può

anche avere la più unica che rara

versione Heavy con braccio mono

montato su blocco di brandeggio.

INGRASSAGGIO

NIENTE SCUSE

Ogni punto

d’ingrassaggio

è ben accessibile

e protetto.

L’attenzione

progettuale

si vede e queste

attenzioni

allungano la vita

della macchina.

A sinistra, il punto

d’ingrassaggio

ralla remoto.

TB2150R MONO TB2150R POSIZIONATORE TB2150 HEAVY BRAND.

MOTORE STAGE V 85 KW MOTORE STAGE V 85 KW MOTORE STAGE V 85 KW

MOVIMENTO TERRA/MARTELLO SCAVO/SOLLEVAMENTO MASSIMA VERSATILITÀ/FILOMURO

PESO OPERATIVO 15,73 T PESO OPERATIVO 16,39 T PESO OPERATIVO 15,80 T

FORZA DI STRAPPO 9.630 daN FORZA DI STRAPPO 9.630 daN FORZA DI STRAPPO 9.630 daN

FORZ. PENETRAZIONE* 6.540 daN FORZ. PENETRAZIONE* 6.540 daN FORZ. PENETRAZIONE* 5.980 daN

CAP. SOLLEVAMENTO 3.510 KG CAP. SOLLEVAMENTO 3.560 KG CAP. SOLLEVAMENTO 3.990 KG

(0 H, R 4 M, LATERALE, LAMA SU) (0 H, R 4 M, LATERALE, LAMA SU) (0 H, R 4 M, LATERALE, LAMA SU)

*Nota: avambraccio da 2.320 mm

al TOP della categoria

BEN 15.670 DAN

DI FORZA

DI TRAZIONE

Anche

il sottocarro

è assolutamente

degno di nota.

Non è quello

di un mini

cresciuto,

ma è realizzato

come quello

di un 20 t ma

con misure più

compatte.

Ruota folle in fusione dedicata

Guida cingolo da maxi

Carro sempre pulito Rulli a 4 flange Trasmissione giapponese

[50] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [51]


Takeuchi TB2150R

I Takeuchi TB2150 Stage V in numeri

Versione

Peso operativo

Cap. sollev. (360°

Distanza (altezza)

Potenza netta

Motore Deutz

Cilindrata

Cilindri

Alesaggio x corsa

Regime taratura

Velocità pistone

Valvole x cilindro

Distribuzione

Iniezione

Fasi d'iniezione

Egr

Post trattamento

Alimentazione

Pompe

Portata max (HF)

Regolaz. pompa

Distributore

Pressione

Velocità traslaz.

Rotaz. torretta

Passo

Carreggiata (LC)

Lungh. braccio

Penetratore std

Prof. di scavo

Scavo al plinto

Dist. a terra

Altezza di carico

Forza strappo

Forza penetraz.

Sbalzo post.

Largh. torretta

Larg. cingoli

Suole

Lung. trasporto

Altezza cabina

Batteria

Alternatore

Serb. gasolio (urea)

Sistema idraulico

R mono (triplice)

15,73 (16,39)

3.510 (3.560)

4 (0h)

85

TDC 3.6

3,6

6

98 x 120

2.000

8

4

conv.

CR

multi

no

DOC,SCR,DPF

turbo

portata var.

2 x 112 (224)

LS neg.

centro ap.

34,3-39 bst

2,7 - 5,1

11

3.045

1.990

n.d.

2.320

5.530 (5.750)

5.025 (5.160)

8.195 (8.730)

6.815 (7.460)

9.630 (9.630)

6.540 (6.540)

1.700

2.500

2.490 (2.490)

500

7,470 (7.785)

2.950

2 x 90

80

221 (20)

235

Heavy posiz.

15,80

3.990

4 (0h)

85

TDC 3.6

3,6

6

98 x 120

2.000

8

4

conv.

CR

multi

no

DOC,SCR,DPF

turbo

portata var.

2 x 112 (224)

LS neg.

centro ap.

34,3-39 bst

2,7 - 5,1

11

3.045

1.990

n.d.

2.320

5.195

4.365

8.320

6.070

8.630

5.980

1.700

2.500

2.490

500

7.770

2.950

2 x 90

80

221 (20)

235

t

kg

m

kW

litri

mm

giri/min

m/s

l/min

MPa

km/h

giri/min

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

daN

daN

mm

mm

mm

mm

mm

mm

Ah

A

litri

litri

ANTIFURTO E GPS La macchina ha di serie

due chiavi con transponder (le copie non

avviano), un codice avviamento impostabile,

il localizzatore Gps e la trasmissione dati.

Sempre connesso

FLOTTA CONNESSA I TB2150 Takeuchi

montano tutti da stabilimento una

centralina di localizzazione Gps

e trasmissione dati Gprs con scheda

dati integrata. Il sistema permette

di prevenire eventuali anomalie.

Se il cliente lo desidera, accedendo

al portale Takeuchi può localizzare

la macchina, scaricare i dati di utilizzo

della stessa, rilevare codici errore

da remoto, vedere le ore operative

reali e pianificare la manutenzione.

INTERVALLI DI MANUTENZIONE

• OLIO MOTORE E FILTRO 500 ORE

• FILTRO GASOLIO 1.000 ORE

• FILTRO OLIO IDRAULICO 1.000 ORE

• OLIO IDRAULICO 4.000 ORE/ 2 ANNI

• LIQUIDO REFRIGERANTE 2.000 ORE

www.takeuchi-italia.it


Macchine&Componenti

Miniescavatori

Tornano (belli)

alla ribalta

Testi di Matthieu Colombo

Dopo la parentesi coreana,

CASE CE fa il colpo del secolo

acquisendo Eurocomach.

Ecco i mini Serie D

Made in Italy

Passione. È la prima parola che ci viene alla mente pensando

allo sviluppo prodotto di Sampierana, costruttore

italiano di macchine movimento terra Eurocomach

che negli ultimi anni ha concentrato gli investimenti sulla

gamma di miniescavatori, distinguendosi per le scelte tecniche

offerte (come il braccio triplice) e per il design davvero

curato e riuscito. Negli ultimi 20 anni, ogni fiera è stata l’occasione

per vedere gli uomini del reparto ricerca e sviluppo

di San Piero in Bagno (FC) con la testa sotto i cofani delle

macchine concorrenti per studiare e capire il perché delle

scelte tecniche, proprio come noi della redazione.

Verso l’acquisizione integrale

Oggi, la gamma romagnola di macchine perfezionata con

passione, si presenta con nuove vesti sul mercato globale,

quelle di CASE Construction Equipment che a settembre

[54] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [55]


Miniescavatori

Il CASE CX15EV

è il primo mini 100%

elettrico

del costruttore

2021 ha acquisito il 90% di Sampierana con l’accordo di ottenere

il 100% del controllo dell’azienda nei quattro anni successivi

alla chiusura dell’operazione. In quell’occasione

Stefano Pampalone, President Construction presso CNH

Industrial, ha dichiarato: “Questo accordo rappresenta un

passo importante nella nostra strategia di crescita del brand

e ci permetterà di servire ancora meglio i nostri clienti, offrendo

una linea completa di mini e midi escavatori. Un investimento

così importante non fa che confermare l’impegno

di CNH Industrial nei confronti del nostro segmento

construction, permettendoci di posizionare i nostri marchi

nel mercato ad alta richiesta dei mini e midi escavatori e integrando

la nostra gamma attuale con prodotti di comprovate

qualità e affidabilità”.

CX50D ZERO TAIL Motore da oltre 42 kW, 4.800 kg

di peso operativo, allestibile con tre linee Aux e carro largo

1.900 mm. Da notare il cilindro di brandeggio a sinistra.

La nuova offerta CASE

L’operazione di acquisizione di Sampierana è piaciuta da

subito a tutta la rete di concessionari europei, con in testa

quelli italiani. Ricordiamo che i mini, oggi CASE Serie D,

sono molto apprezzati da una clientela di padroncini esigenti

e particolarmente dai mercati del centro Europa,

come ad esempio quello tedesco.

La gamma di miniescavatori che CASE ha presentato il

mese scorso conta ben venti modelli con peso operativo

compreso tra le 1,3 e le 6,2 t, di cui sedici girosagoma,

quattro con braccio posizionatore e due 100% elettrici (da

1,5 e 2,5 t di peso operativo) che saranno disponibili tra

qualche mese. Il modello CX15EV sarà il primo della futura

gamma elettrica (seguito dal fratello CX25EV da 2,3

t di peso operativo) ed è stato presentato in occasione

del CNH Industrial Capital Markets day a febbraio 2022.

Disponibile sul mercato europeo a partire dal primo trimestre

del 2023, il CX15EV pesa poco più di 1,3 tonnellate

ed è dotato di un motore elettrico da 16 kW, con una

batteria da 21,5 kWh che può essere ricaricata con il caricatore

in dotazione standard o in alternativa con un caricatore

rapido esterno in poco più di un'ora, riducendo al

minimo il tempo di inattività. Questi nuovi prodotti a zero

emissioni permettono di assicurare la produttività, ad

esempio in ambito urbano, senza emissioni allo scarico

e in modo nettamente più silenzioso.

Parlando proprio dei modelli con motore termico, CASE

presenta nell’ordine i modelli: CX12D Zero Tail, CX14D

CASE ROAD

SHOW 2022

A sinistra,

Egidio Galano,

Product

Management

Director CASE

CE Europa,

CNH Industrial,

fotografato

durante il tour

con cui CASE

ha presentato

i mini Serie D

in Europa.

Short Radius, CX17D Zero Tail, CX18D Zero Tail, CX19D

Zero Tail, CX20D Short radius con braccio triplice, CX22D

Short radius , CX25D Zero Tail, CX28D Zero Tail, CX35D

Zero Tail, CX37D Zero Tail, CX42D Zero Tail, CX45D Short

radius con braccio triplice, CX50D Zero Tail, CX55D Short

radius con braccio triplice, CX58D Zero Tail, CX60D Zero

Tail e CX65D Short radius con braccio triplice. In totale

sono 18 modelli Stage V che, a partire dal modello da 4,2

t di peso operativo hanno un motore a controllo elettronico

con sistema di post trattamento dei gas di scarico

composto da DOC + DPF.

Detto in altri termini è una gamma che non ha pari sul

mercato per densità di modelli e configurazioni. Tutti i modelli,

inoltre, possono essere personalizzati. Si arriva fino

all’allestimento con tre linee ausiliarie (AUX1, AUX2 e

AUX3) con regolazione della portata dal quadro strumenti

digitale (a partire dal 4,2t) con comandi elettroidraulici

proporzionali, oltre a una gamma di innesti rapidi sia idraulici,

sia meccanici di qualità elevata. Le macchine sono

altresì concepite per lavorare con molte tipologie di attrezzature,

dalle benne ai martelli, fino alle trinciatrici.

Diamo la parola a Egidio Galano

“Quello dei miniescavatori è un segmento in forte crescita

e rappresenta circa la metà delle vendite di macchine in

Europa” – ha dichiarato Egidio Galano, Product Ma nagement

Director CASE CE Europa. “CASE ha risposto alle richieste

dei clienti con una linea completa di 20 miniescavatori della

Serie D, da 1 a 6 tonnellate, con 2 modelli elettrici da 1,5

e 2,5 tonnellate. E con la sede produttiva in Italia per servire

l’intero mercato europeo, siamo orgogliosi di produrre

dove vendiamo. Producendo le macchine in Europa, possiamo

garantire ai nostri clienti la consegna in cantiere delle

prime macchine della Serie D a partire dal terzo trimestre

del 2022. Uno dei vantaggi principali di questa ampia linea

è la versatilità: offriamo soluzioni su misura per ogni

esigenza del cliente, che si tratti di siti ad accesso ridotto

o di godere del vantaggio offerto da una vasta gamma di

allestimenti ed attrezzature”, continua Egidio Galano. “Le

macchine più utilizzate, e quindi più ricercate, in Europa sono

quelle tra 1 e 3 tonnellate e tra 5 e 6 tonnellate e noi abbiamo

ben 15 modelli con queste misure”.

Comfort e sicurezza

L’attenzione per la postazione di comando e il comfort degli

operatori è evidente. Le luci di lavoro sul braccio di sollevamento,

sul cofano anteriore destro e sulla parte an-

[56] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [57]


Miniescavatori

ENTRY LEVEL PREMIUM A sinistra, il CX12D è molto

curato. Si notino i comandi joystick e il rollbar ribaltabile

con tettuccio e struttura totalmente in sagoma.

teriore dell’abitacolo, la luce di cortesia in cabina, il sedile

in tessuto dotato di sistema di sospensione pneumatica

e riscaldamento, oltre ai joystick sospesi opzionali,

sono progettati per offrire all’operatore comfort e sicurezza.

Sono disponibili funzionalità antifurto, una telecamera

posteriore e delle luci di lavoro opzionali sul retro

della cabina in modo da lavorare in ogni condizione di

cantiere in totale sicurezza. Tra le opzioni anche la radio

DAB opzionale con Bluetooth integrato, presa USB, slot

per memory card SD/SDHC e una presa aux-in per gestire

contenuti multimediali e telefonate in vivavoce.

[58] giugno 2022 Costruzioni

Saranno anche connessi

A partire dal 2023 saranno disponibili sulla nuova gamma

di miniescavatori della Serie D anche gli strumenti

SiteConnect e SiteWatch. CASE SiteConnect permette di

monitorare i dati di telemetria utilizzati dal team Uptime

Center di CASE per fornire ai concessionari allarmi basati

sulle prestazioni della macchina e scongiurare imprevisti,

intervenendo per tempo per evitare i fermi macchina.

Questa tecnologia da macchine di categoria superiore

permette ai concessionari ufficiali di gestire proattivamente

le macchine dei clienti, aumentandone il tempo di

attività. Per chi necessita di uno strumento per gestire la

propria flotta di macchina, c’è poi la tecnologia SiteWatch

GSM/Gprs che permette la geolocalizzazione delle macchine

e di attivare funzioni geofence con allarmi impostabili

nel caso le macchine escano da un determinato

perimetro.

La combinazione di queste tecnologie permette di monitorare

gli indicatori chiave di prestazione (consultabili tramite

portale online) di ogni macchina, come il consumo

di carburante, il tasso di utilizzo, le ore di utilizzo della macchina

o i sui tempi di fermo. Tutto questo per calcolare la

redditività reale di ogni singola macchina e permettere alle

imprese di ottimizzare il proprio lavoro. I dati sono facilmente

accessibili tramite un portale online.

MALAGUTI azienda leader sul mercato da oltre 50 anni, offre una gamma

completa di attrezzature per escavatore ed attrezzature frontali adatte alla

compattazione, al contenimento, alla perforazione ed alla messa in sicurezza

del terreno, come la nostra FRESACEPPI che garantisce una produttività e

un’efficienza ottimali.

L’eccellenza della produzione, la qualità made in Italy e la professionalità

è ciò che ci differenzia e ci consente una crescita costante.

Vieni a scoprire la gamma completa dei nostri prodotti, visitando il sito:

www.malagutisrl.com

Per informazioni puoi scriverci all’email: commerciale@malagutisrl.com

Oppure puoi contattarci telefonicamente al numero: +39.0547.1932186


Macchine&Componenti

Attrezzature idrauliche

Alla Eurocave di Verghereto (FC), entra

in servizio una maxi benna frantoio

MB Crusher per dare valore ad ogni scarto

di produzione. La BF120.4 S4 processa fino

a 25 m 3 di pietra Alberese e pietra Serena

con materiale in uscita a 50 mm

Testi e foto di Matthieu Colombo

Non si butta via

NIENTE

Proprio come del maiale. Della pietra serena e pietra alberese

non si butta via niente. Così la pensano i Deluca

della Eurocave, forti di 40 anni d’esperienza e attivi su

5 differenti fronti estrattivi, tutti prossimi alla moderna sede

di Verghereto (FC). Proprio dove lo stesso materiale estratto

viene tagliato, trattato e rifinito a mano, con macchine tradizionali

da taglio o con gli innovativi dispositivi a controllo

numerico che utilizzano utensili orientabili su 5 assi.

Detto in altri termini, alla Eurocave lavorano la pietra come

artisti e lo fanno quasi come se fosse plastilina, con maestria

e facilità, per rispondere alla domanda specifica dei singoli

progetti, dei singoli clienti di tutta Europa.

Dal fronte cava alla fornitura

L’attività estrattiva di Eurocave avviene oggi in quattro distinte

cave, due sono di pietra serena e due della più rara

[60] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [61]


Macchine&Componenti

Attrezzature idrauliche

e resistente pietra alberese. La squadra di lavoro sul fronte

è una e, in base alla domanda di materiale o alla particolarità

delle commesse, si attiva in un sito piuttosto che

un altro. Noi abbiamo visitato un sito avviato da non molto,

dove è stato tolto il cappellaccio, una prima parte di pietra

arenaria tendente al giallo, per raggiungere la caratteristica

pietra serena dal caratteristico colore grigio, tipico

degli elementi d’architettura storica toscana, in particolare

nella città di Firenze. Proprio per la città simbolo del

Rinascimento, Eurocave fornisce periodicamente la materia

prima lavorata, ad esempio per rigenerare strade carrabili

e vie pedonali del centro storico.

Tornando all’estrazione, avviene tramite perforazione per

inserire microcariche esplosive e conseguente “volata”, poi

segue lo sgaggio del blocco mediante escavatore (nel punto

che abbiamo visto, lo spessore del filone era di poco

inferiore ai 2 metri) e si conclude col carico su truck cava

cantiere, tramite una pala cingolata che permette di affrontare

le pendenze più forti.

Gli sfridi diventavano un costo

Nel 2021 Eurocave ha estratto circa 600 m 3 di pietra serena

e 1.200 m 3 di pietra alberese. Circa l’80% dell’estratto

viene portato in stabilimento e lavorato ad arte per essere

commercializzato, soprattutto, per applicazioni su

misura. Da un 10% del materiale di scarto con dimensioni

e geometrie sufficienti vengono realizzate “opere minori”

che vanno dalle classiche roccie da scogliera, fino ai

cubetti detti anche “sampietrini”.

Ed eccoci alla ragione della nostra visita alla Eurocave: l’acquisto

di una benna frantoio MB Crusher BF120.4 S4 di

ultima generazione. Questa scelta è stata ragionata a lungo.

In passato gli scarti di produzione che non permettevano

di realizzare prodotti finiti venivano accumulati su

piazzale, occupando spazio utile per i blocchi estratti, e

frantumati tramite un frantoio mobile preso a noleggio. In

sostanza, ogni volta era un costo da affrontare e si bloccava

il lavoro della squadra sul fronte estrattivo per frantumare

gli sfridi e liberare il piazzale.

UN MEZZO DA INTENDITORI Sempre sul fronte cava,

Eurocave movimenta i blocchi con una pala cingolata,

senza perdere tempo a traslare con l’escavatore che,

oltrettutto, ne soffrirebbe. L’esperienza qui non manca...

Benna frantoio, una svolta

Oggi, con la nuova benna frantoio MB Crusher BF120.4

S4, Eurocave può frantumare materiale, in ogni momento,

sia per sistemare le piste in cava senza dover acquistare

frantumato all’esterno, sia per accantonare materiale

per la commercializzazione verso imprese di

costruzioni locali, ad esempio come inerti per sottofondi

stradali. Inutile dire che quando la nuova benna frantoio è

stata consegnata a Eurocave, l’attrezzatura è stata subito

messa alla frusta per ottimizzare gli spazi su piazzale.

Le prestazioni della BF120.4 S4 si sono addirittura superiori

alle aspettative della famiglia Deluca, proprietaria e

fondatrice di Eurocave. Frantumando gli sfridi del fronte

UNA COPPIA VINCENTE La benna frantoio scelta da Eurocave è stata scelta per lavorare su un CAT 336F e il risultato

è una produttività elevata, in piena sicurezza, con una macchina molto stabile. In realtà il 336F è una macchina piccola

per il fronte cava, ma è stata scelta per il carro con larghezza inferiore ai 3.000 mm per passare da una cava all’altra.

[62] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [63]


Macchine&Componenti

Attrezzature idrauliche

Le mascelle reversibili

Bocca d’uscita regolabile

Eurocave alla terza

generazione

La famiglia Deluca opera nel settore escavazione e

lavorazione della pietra serena da oltre trent’anni.

Negli anni Settanta, Francesco e Rita hanno individuato

nella propria azienda agricola dei filari di arenaria

che utilizzarono per la produzione di lastre a piano

naturale per pavimentazioni con lavorazioni

esclusivamente manuali. Iniziarono a svolgere questa

attività nei periodi dell’anno in cui l’attività agricola

era meno impegnativa.Dagli anni Ottanta il figlio

Paolo ha scelto di sviluppare questo tipo di attività

ampliando notevolmente la produzione con l’utilizzo

di macchinari per il taglio e la lavorazione della pietra

e ben presto anche il fratello Gabriele lo seguì in questa

avventura che oggi, fortunatamente, coinvolge

anche i Deluca più giovani: i figli di Gabriele, Marco

e Simone, quindi il figlio di Paolo, ovvero Nicola.

Online: eurocavesnc.com

Regolazione granulometrica

cava di pietra serena, che hanno anche dimensioni importanti

(al limite dal poter essere sollevati a mano da

un operatore), la BF120.4 S4, montata su un escavatore

cingolato, 336F ha frantumato dai 22 ai 25 metri cubi/ora

con materiale in uscita a 50 mm.

L’innovazione che ha oltre 20 anni

La benna frantoio MB Crusher è nata nei primi anni

Duemila ed è una attrezzatura idraulica per tecnologia

ispirata al tradizionale frantoio a mascelle, ma funziona

sfruttando l’impianto idraulico degli escavatori su cui è

montata. E rispetto a un frantoio mobile su cingoli la benna

MB Crusher offre una significativa produzione oraria,

è economica da trasportare, costa poco in termini di manutenzione,

non ha bisogno di un operatore dedicato oltre

a quello che aziona l’escavatore, fa risparmiare il consumo

carburante di un frantoio mobile che sarebbe

alimentato comunque da un escavatore.

ALLA QUARDA GENERAZIONE La BF120.4 S4

è l’evoluzione ultima di un concept innovativo. Efficiente,

questo modello vanta una produttività elevata.

Si tratta di una scelta congrua per le realtà in cui la frantumazione

identifica uno dei processi della catena produttiva

in quanto permette di fare economie con una soluzione

sostenibile. A lungo ammiraglia della flotta di MB

Crusher, la “120” è parte di una gamma di benne frantoio

composta da 12 modelli ed è stata per diverso tempo

la più grande prodotta a Fara Vicentino.

Oggi ha due sorelle maggiori “maxi” come la BF135.8 e

la BF150.10. Attualmente siamo alla quarta evoluzione

della 120 la cui bocca è larga 1.200 mm, come si evince

dalla sigla completa del modello BF120.4 S4. Negli anni

le evoluzioni sono state molteplici, quasi invisibili all’occhio

inesperto, mirate a ottimizzare il design, la cinematica

ed a irrobustire la struttura.

Il DNA delle benne frantoio MB Crusher

Le caratteristiche base sono quelle tipiche delle benne frantoio

MB Crusher: la dimensione della bocca della benna è

la stessa sia in ingresso materiale, sia in uscita per evitare

intasamento di materiale. La distanza tra le mascelle si

varia inserendo da uno a cinque spessori per mascella e

regolando le “molle” di sostegno della mascella mobile. In

appena dieci minuti di lavoro l’operatore può impostare

la pezzatura del materiale in uscita, da 15 a 120 mm.

A proposito delle mascelle - che assieme a geometria e cinematica

sono il cuore delle benne frantoio MB - sono realizzate

con una speciale ghisa al manganese, che vanta resistenze

meccaniche superiori agli acciai più duri e il loro

disegno simmetrico permette di invertire il loro senso di

montaggio e la loro posizione all’interno della bocca.

Una soluzione intelligente che permette di uniformare l’eventuale

usura delle mascelle stesse e di abbattere i costi di

Nicola

Deluca

operatore

Eurocave

Paolo

Deluca

Capo cava

Eurocave

Marco

Deluca

Commerciale

Eurocave

Attualmente la nostra offerta è rivolta al 90% e più al mercato

europeo. Oltre che lavorare bene sul mercato italiano, con

cui Eurocave è nata, esportiamo molto in Germania, Francia,

ma anche in Spagna. La grande differenza tra i diversi mercati

è che i clienti esteri sono puntualissimi nei pagamenti e

questo si traduce in una certezza che ci permette di programmare

investimenti a lungo termine, ad esempio introducendo

nuovi macchinari per taglio e finitura, con serenità.

gestione sul lungo termine. Va precisato che l’unico tipo di

usura delle mascelle può essere dato dall’attrito delle stesse

con il tipo di materiale frantumato, e che MB Crusher

spiega da sempre come la lega delle mascelle aumenti la

sua resistenza lavorando.

[64] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [65]


Macchine&Componenti

Volvo Days 2022

Testi di Matthieu Colombo

Abbattere i CO 2

Volvo CE si presenta come partner delle imprese

per ridurre la carbon footprint, monitorando

e riducendo progressivamente le emissioni

Guida autonoma, macchine elettriche e sempre più efficienti:

Change starts here. Questo il fil rouge dei Volvo

Days 2022 che, come prima della pandemia, ospitano

al Customer Center di Eskilstuna (Svezia) migliaia di clienti

provenienti da tutto il mondo. Costruzioni, assieme alla

stampa internazionale di settore, ha aperto le danze di questo

evento lungo quasi un mese.

Il messaggio più forte che permane nella nostra mente dopo

la due giorni in Svezia è che Volvo CE punta a supportare le

imprese e i clienti che vogliono o devono ridurre la loro carbon

footprint monitorando e riducendo progressivamente

le emissioni di CO 2 derivanti dal loro operato. Gli strumenti

messi in campo dalla Casa svedese sono molteplici e si scoprono

sul campo attraverso un percorso in 12 tappe tema-

IL DUMPER

AUTONOMO

Nuovo dumper

a guida autonoma

TARA TA15-B

che permette

di ridurre del 95%

le emissioni

di CO 2 riconducibili

al trasporto in sito.

[66] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [67]


Macchine&Componenti

Volvo Days 2022

IL PIENO IN UN’ORA E MEZZA Il nuovo Volvo EC230

Electric si può ricaricare da rete ad alta tensione, ma anche

tramite il container Power Unit che vedete in foto.

A batterie cariche il nuovo 23 t ha un’autonomia di 4 ore.

tiche. Le più rilevanti, in termini di contenimento delle emissioni

o del rapporto tra CO 2 emessi e produttività delle macchine,

sono certamente la postazione della nuova società

Volvo Autonomous Solutions che guiderà i clienti di cave, miniere,

siti di lavorazione e logistica di sfusi in ambito portuale,

verso una transizione ecologica dei processi tramite il

nuovo dumper a guida autonoma TARA TA15-B che permette

di ridurre del 95% le emissioni di CO 2 riconducibili al

trasporto in sito.

Il nuovo EC230 Electric

La seconda dimensione in cui Volvo CE sta investendo

alla grande è certamente l’elettromobilità. Alla gamma di

5 macchine elettriche compatte già in commercio (dal 2022

disponibili anche in Italia) e alla recente acquisizione del

A BREVISSIMO IN ITALIA ANCHE L’ECR18 ELECTRIC

costruttore olandese Limach (che da anni realizza escavatori

elettrici su base Volvo), l’azienda aggiunge una novità

di peso. A Eskilstuna abbiamo infatti toccato con mano

un nuovo escavatore cingolato elettrico da 23 t che è stato

battezzato EC230 Electric ed è strutturalmente parente

di un EC220NL. Al posto del motore, trovano posto 4 maxi

batterie al litio (220 kWh di capacità) che alimentano un

motore elettrico accoppiato alle pompe idrauliche tramite

una scatola di trasmissione. La notizia è che sarà disponibile

anche in versione NLC (!), ma solo monoboom, non

con braccio posizionatore.

Per ora il nuovo escavatore è presente sono in Norvegia,

scelta come mercato pilota per sviluppare questo progetto

e arrivare nel più breve tempo possibile alla produzione

di serie. Viste le dimensioni delle batterie, impa-

ELETTRICO E GIROSAGOMA Il mese scorso abbiamo analizzato il nuovo ECR25 Electric constatandone la qualità del

progetto. In Svezia abbiamo visto in azione anche il fratello più compatto ECR18 Electric, perfetto per lavorare in interni.

rentate con quelle sviluppate da Volvo Trucks per l’FE

Electric (vedi pag. 116), per caricare l’EC230 Electric è

consigliabile la rete ad alta tensione che, soprattutto in

cantiere, non è sempre disponibile. Per questo, Volvo

CE ha studiato una Power Unit da 330 kWh. In sostanza

si tratta di un piccolo container che contiene 6 batterie

identiche e intercambiabili (se mai fosse necessario) con

quelle della macchina. Con questa unità al seguito, l’EC230

Electric ha due giorni di autonomia e può effettuare una

ricarica completa in un’ora e mezza appena.

TRE SCAMBIATORI Dietro cabina si trovano il radiatore

del sistema idraulico e il condensatore del clima, mentre

sopra le pompe idrauliche c’è uno scambiatore per

mantenere le batterie alla temperatura ideale di 25° C.

Per Volvo CE la via dell’elettrico sembra quindi tracciata.

Guardando al 2040, il costruttore immagina un’offerta fatta

all’80% di macchine elettriche (batterie e fuel cell), al 10%

da macchine con motore termico a Bio LNG e un altro 10%

tra alimentazione a biocarburanti tipo HVO e idrogeno.

MONITORARE

LA FLOTTA

Per i clienti che

scelgono

macchine

elettriche

da gestire

al meglio

le ricariche,

Volvo

ha sviluppato

EMMA, una App

dedicata.

[68] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [69]


Macchine&Componenti

Volvo Days 2022

La movimentazione legname è nel DNA

La pala L200H High Lift è la più recente evoluzione di

mezzo secolo di esperienza ed è stata sviluppata sull’attuale

L180H High Lift, leader di mercato, di cui prende

il posto. Il miglioramento principale è avvenuto nel disegno

della cinematica e nell’incremento delle prestazioni

idrauliche per ottenere una capacità di sollevamento del

L’anello mancante

Tra gli escavatori in azione ai Volvo Days 2022 non potevano

certo mancare i nuovissimi EC530E L ed EC550E L, che danno

continuità di gamma inserendosi tra l’EC480E L e il maxi

EC750E L (che ha lasciato la corona del Volvo più grande

all’EC950E). Se l’EC530E L è una macchina perfetta per grandi

sbancamenti e condizioni operative intensive ed ha dalla sua

una larghezza di trasporto di 2.990 mm, l’EC550E L è decisamente

vocato alla cava con un carro HD largo 3.400 mm. Sotto

al loro cofano lo stesso 6 cilindri Volvo D13J tarato a 340 kW

di potenza massima e l’innovativa idraulica IMVT.

UNA SCALA

RETRATTILE

Ora salire a bordo

dell’EC750E L è un

gioco da ragazzi.

Questione

di sicurezza...

27%. Questo permette quindi di montare pinze fino al

13% più grandi. La nuova unità di carico è dotata di sistema

con avambraccio di sollevamento, traversa e unità

rotante tutti rinforzati. Grazie a questa maggiore robustezza,

la capacità di sollevamento massima è stata

aumentata dalle 8,8 tonnellate della “180” a ben 11,2 tonnellate.

Rispetto all’apprezzatissima “180”, la nuova L200H

High Lift riesce a movimentare più metri cubi di legname

all'ora riducendo i costi operativi.

La L350H consuma il 20% in meno!

Sembra uguale ma non lo è. La nuova pala gommata

Volvo L350H cambia sottopelle aggiornando la catena

cinematica che ora è completamente progettata, sviluppata

e costruita in casa, espressamente per questo

modello. Questo ha comportato un adeguamento sia del

telaio anteriore, sia di quello posteriore che ora sono

tra loro uniti da una articolazione irrobustita nella parte

superiore. Il risultato lo si vede alla pompa del carburante

visto che Volvo dichiara consumi in calo del 20%. Questa

sostanziale modifica permette inoltre di integrare il sistema

OptiShift di terza generazione con funzione RBB

DRIVELINE 100% SVEDESE

Gli assali e il cambio della

L350H non hanno più gli occhi

a mandorla, ma sono sviluppati

e costruiti internamente.

(Reverse by Braking) e Lock-up

della trasmissione risparmiando

carburante nelle fasi di trasferimento

veloce. L'efficienza

è ottimizzata anche grazie a

nuovi rapporti del cambio e ad

un nuovo convertitore. In termini

di spinta la forza di trazione arriva ad essere superiore

anche del 22%.

La ciliegina sulla torna è una nuova gestione dell’impianto

idraulico che ora è più reattivo, lavora con cilindri di sollevamento

e inclinazione maggiorati, quindi con una pressione

massima di lavoro superiore. Tutte queste attenzioni

permettono alla L350H “aggiornata” di ottenere cicli

di lavoro più rapidi del 10% e una maggiore produttività

rispetto all’attuale modello.

[70] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [71]


Volvo Days 2022

DISCOVER

THE

PD SERIES

Sulla guista strada

Nella strategia a lungo termine di Volvo CE, il settore delle

macchine stradali è tutt’ora considerato strategico. La

diffusione delle tecnologie Volvo per lo stradale (settore

su cui si è affacciata tramite acquisizioni anni fa) avviene

a livello globale, secondo le priorità dei singoli mercati.

Oggi è arrivato anche il momento di introdurre con più decisione

le innovazioni di Volvo per il settore stradale, anche

lungo lo stivale. Ai Volvo Days 2022 abbiamo visto il

funzionamento del sistema connesso Connected Pave

che collega telematicamente la finitrice, i camion e l'impianto

di asfalto per ottimizzare la logistica, posare il tappetino

alla corretta temperatura e semplificare la parte

burocratica (bolle di trasporto).

La grande novità è però l’opzione E+ Screed che apre la

strada verso l'elettrico. Si tratta di un sistema che permette

di collegare le finitrici alla rete elettrica per il preriscaldamento,

così la finitrice è pronta a partire non appena la

squadra arriva sul posto. L’E+ Screed sarà presto disponibile

come kit retrofit per le recenti finitrici Volvo.

create per

SPACCARE

[72] giugno 2022 Costruzioni

vtneurope.com


Macchine&Componenti

Benne frantumatrici

La bolognese

Trascavi

sceglie

una benna

frantumatrice

Simex CBE 40

per trattare scarti

di demolizione

con ferro

di armatura.

In campo

la produttività rima

con affidabilità

Testi di Antonio Fargas

La Simex CBE 40 in numeri

Peso attrezzatura

2.900 kg

Peso escavatori consigliato

24-40 t

Capacità benna 1 m 3

Larghezza bocca di carico

1.630 mm

Portata olio richiesta

200-350 l/min

Online

simex.it

FERRO DA ARMATURA

La benna frantumatrice

Simex CBE 40 in azione

nel sito della Trascavi,

dove processa soprattutto

calcestruzzo armato

proveniente da demolizioni.

NON TEME

l’armato

Al centro di riciclaggio di materiali da demolizione

Trascavi, in provincia di Bologna, una benna frantumatrice

Simex CBE 40 è chiamata a trattare uno dei

materiali più impegnativi da frantumare, ossia il calcestruzzo

armato, ma non solo. Nelle immagini scattate la CBE 40

stà ad esempio trattando materiali che presentano al loro

interno una massiccia presenza di ferro d'armatura, come

dei resti di pavimentazione industriale, pali e tralicci.

La presenza del ferro di armatura nel materiale da frantumare,

oltre a richiedere attenzione nella fase di alimentazione

per evitare l’ausilio di un uomo a terra, allunga i tempi di

lavorazione rispetto a del materiale inerte non armato. Al riguardo

Sergio Martini, titolare della Trascavi, commenta:

“Proprio a causa del ferro di armatura, il nostro mulino ad

urto è fuori uso, in attesa di essere riparato. Dal mio punto di

vista il sistema a rotore della benna frantumatrice CBE riduce

il rischio di bloccaggio con qualsiasi tipo di materiale da

demolizione e, non di meno, con il calcestruzzo armato”.

Dedicata ad escavatori da 24 a 40 t di peso

Progettate per la riduzione volumetrica degli inerti direttamente

in cantiere, le benne frantumatrici per escavatore

CBE trovano la loro principale destinazione d’uso proprio

in presenza di materiale derivante da demolizioni e

[74] giugno 2022 Costruzioni


100% ELETTRICO

Benne frantumatrici

ZERO EMISSIONI

NEW ELECTRIC RANGE

scavi e non temono quindi ferro, roccia, terra (anche umida

o bagnata), legno e altri materiali deformabili, grazie al

loro sistema a rotore. Come fosse un compattissimo frantoio

a rotore, la CBE 40 è progettata per escavatori di peso

compreso fra le 24 e le 40 tonnellate ed esprime una forza

di taglio al dente di 152 kN generata dai motori idraulici

a pistoni radiali, di grande cilindrata, in presa diretta col

tamburo. Con una capacità di carico di 1 m 3 , la benna si

distingue inoltre per robustezza e affidabilità di tutti gli elementi

più soggetti ad usura. L'albero è infatti prima forgiato

e poi lavorato a freddo con macchine a controllo numerico,

fino a raggiungere i dimensionamenti e le tolleranze

previste. Questa procedura produttiva garantisce ancora

più durevolezza e affidabilità a questo componente, sempre

soggetto a sforzi dinamici (quali torsione e taglio) ma

anche agli effetti dell'abrasività e resistenze tipiche del calcestruzzo

armato.

Produttività senza intoppi

La benna CBE 40 della Trascavi, montata su di un escavatore

cingolato New Holland E245B, lavora in presenza di

scarti da demolizione in calcestruzzo armato con un’elevata

presenza di tondino di ferro di vario diametro e lunghezza.

Il ferro da costruzione in fase di demolizione tende

ad aggrovigliarsi rendendo ancora più complessa la fase

di caricamento con la benna e la successiva frantumazione.

Ma la CBE 40 non ha riscontrato alcuna difficoltà nella

riduzione volumetrica degli inerti, anche grazie al sistema

di inversione automatica del tamburo, che ha garantito continuità

di lavoro in condizioni particolarmente difficili.

Il materiale in uscita prodotto dalla CBE 40 è di pezzatura

0-70 mm, cioè della stessa granulometria di quello processato

dall’impianto di frantumazione aziendale. In una

DESIGN OTTIMIZZATO La CBE 40

ha una bocca di frantumazione

largha 1.630 mm. Il suo rotore

è azionato da motori in presa diretta

e l’inversione della rotazione

è automatica. Gli utensili

si sostituiscono rapidamente.

seconda fase, il calcestruzzo frantumato verrà poi pulito

dal ferro tramite appositi deferrizzatori magnetici, quindi

vagliato per togliere parti non conformi, ossia plastiche e

detriti che non rientrano nei parametri normativi.

Il calcestruzzo di recupero è un materiale prezioso per le

aziende del comparto, che garantisce sia un’adeguata areazione,

prevenendo l'insorgere di umidità proveniente dal

suolo, che la stabilità strutturale necessaria, nelle destinazioni

d’uso in cui viene reimpiegato. “Il riciclato prodotto

dalla benna frantumatrice CBE 40 non ha sostanziali differenze

con quello del nostro impianto di frantumazione -

afferma Sergio Martini - e noi lo utilizziamo come stabilizzato

da cantiere, come inerte nel settore edile per parti

non strutturali (come getti di pulizia e massetti perimetrali),

oppure nello stradale per i sottofondi”.

Simex mira ad espandere il concetto di frantumazione

affiancandolo a quello di recupero in sito di tutti quei materiali

che, una volta frantumati, ridotti volumetricamente

o vagliati, possono essere recuperati immediatamente. E

lo sta facendo puntando sulla versatilità delle proprie attrezzature

per tutte le tipologie di macchine motrici, sia da

braccio escavatore che per attacco frontale.

Anche all’interno di realtà già strutturate e ben equipaggiate

come quella visitata, la benna frantumatrice Simex

CBE ha assicurato prestazioni elevate e una produttività

superiore alle aspettative, anche in presenza di ferro di

armatura, senza incorrere nel rischio di bloccaggio o, peggio

ancora, di rotture da fermo macchina. La benna frantumatrice

CBE diventa così un vero e proprio frantoio mobile

a rotore, capace di recuperare direttamente in sito tutto

l’inerte di scarto, garantendo allo stesso tempo ampia autonomia

di gestione all’operatore senza nessuna spesa aggiuntiva

di trasporto o smaltimento materiali.

Unisciti ai leader nell’innovazione elettrica che lavorano per un futuro più

sostenibile. La nostra pionieristica gamma di macchine è al 100% elettrica con

zero emissioni, zero compromessi sulle prestazioni e molto più silenziosa.

Oggi nessun altro produttore di macchine edili ha più esperienza di noi nella

costruzione di macchine elettriche. Ora puoi scegliere: contatta il tuo rivenditore

JCB e scopri la vera innovazione per il cantiere.

[76] giugno 2022 Costruzioni

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Demolizione&Riciclaggio

Attrezzature idrauliche

A Maranello, RAD Service

è protagonista di una

demolizione industriale

in tempi record,

con una squadra

di attrezzature

Trevi Benne

di Matthieu Colombo

FINAL countdown

Diamo subito i numeri. 450 mila m 3 di strutture industriali

da demolire vuoto per pieno, su un’area

di 100 mila m 2 di cui 48.600 m 2 edificati, una stima

di materiali inerti frantumati in loco di 50 mila m 3 a

granulometria 40/70 mm e circa 800 t di ferro tra traverse

e tondini. Il tutto demolito, tranciato e selezionato

dalla RAD Service di Gubbio (PG), con una decina di attrezzature

Trevi Benne tra cesoie, frantumatori, pinze per

demolizione primaria di precisione e pinze Multi Kit.

Teatro dello spettacolo, un’area industriale edificata negli

anni Sessanta e Settanta dove erano presenti aziende

specializzate nella lavorazione del legno, aziende metalmeccaniche,

una cartiera e relative strutture di servizio.

In tutto 14 strutture distinte, di cui due adiacenti.

Obiettivo dei lavori, fare spazio ad una tra le maggiori realtà

industriali con sede a Maranello (MO), paese sinonimo

di Ferrari, il costruttore di auto sportive più conosciuto

al mondo.

Lavoro con il cronometro alla mano

L’assenza di strutture elevate potrebbe far sembrare questo

cantiere un gioco da ragazzi. In realtà non lo è per le

[78] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [79]


Attrezzature idrauliche

Planimetria di cantiere con cronologia operativa

FR28 CON NUOVO PROFILO

Tra le attrezzature per il cantiere

di Maranello, anche una FR28

di nuovo disegno in consegna.

DRONE CHE

PASSIONE Per

documentare

al meglio

la cronologia

dei cantieri più

rappresentativi,

RAD Service

ha scelto la UAV

Solution

di Medolla (MO).

Diverse foto

in pagina sono

firmate da loro.

tempistiche da record richieste dalla direzione lavori.

RAD Service ha infatti ricevuto conferma di aver vinto la gara

d’appalto praticamente alla vigilia di Natale 2021 e deve

consegnare il lavoro di bonifica e demolizione entro agosto

2022. Praticamente una corsa contro il tempo.

L’opera è stata suddivisa in tre fasi sequenziali: A (rosso

in cartina), 2A (giallo) e 2B (blu).Q uando siamo stati in cantiere

a fine maggio con RAD Service e Trevi Benne, era in

stato molto avanzato la fase di lavorazione 2A, nel senso

che tutte le strutture erano ormai a terra e RAD Service era

a fondo sulla riduzione granulometrica e selezione dei materiali.

Per mantenere il ritmo di lavoro necessario in cantiere

è fondamentale un costante monitoraggio dell’efficienza

del programma delle lavorazioni, così come è

importante saper cambiare strategie e mettere in campo

un numero importante di macchine e di operatori che lavorano

al quotidiano.

Per rendere l’idea di quanto i ritmi siano serrati, pensate

che gli uomini di fiducia di RAD Service hanno in cantiere

FRANTUMATORI GIREVOLI SERIE FR RAD

Serviceha quattro frantumatori girevoli Serie FR.

I modelli FR 18P e FR 23P sono in versione

Premium con moltiplicatore di potenza Impact

Booster, mentre l’FR 35RD in cantiere è una versione

standard con moltiplicatore di velocità. Le

caratteristiche di questo frantumatore consentono

di affrontare le fasi di demolizione primaria

e secondaria con un’unica attrezzatura. Preciso

e veloce come una pinza grazie alla rotazione

idraulica continua, l’FR 35RD è potente e produttivo

grazie alle ganasce tipiche di un demolitore.

un vero e proprio “motorhome”, come i piloti di Formula 1,

che permette loro di vivere sul posto tutta la settimana e

compensare eventuali ritardi sulla tabella di marcia.

Affidabilità come condizione essenziale

In questo tipo di contesto operativo, capite bene, ogni fermo

macchina ha conseguenze importanti che rallentano

il cronoprogramma di cantiere che, lo ricordiamo, prevede

già un ritmo serrato. Per quanto riguarda gli escavatori,

RAD Service ha una prevalenza di macchine Doosan per

merito del servizio di assistenza garantito dal concessionario

DMO, mentre per le attrezzature idrauliche da demolizione

la scelta è praticamente un ampio ventaglio dell’offerta

Trevi Benne.

Ovviamente, per sicurezza, RAD Service tiene anche in cantiere

sia degli escavatori “muletto” pronti ad entrare in azione

sostituendo quelli che hanno bisogno di interventi, sia

PINZE DEMO PRIMARIA SERIE HC La HC 40 è

un’attrezzatura solida e performante, affidabile in

quanto rapida nel ciclo apri/chiudi delle ganasce

ed estremamente potente in chiusura. Questa pinza,

parte di una gamma articolata in ben 16 modelli,

è dedicata ad escavatori da 40-49 t di peso operativo.

Le pinze HC sono perfette per le fasi di demolizione

primaria. Rapide, precise e potenti, sono perfette

per l’impiego su bracci lunghi da demolizione.

[80] giugno 2022 Costruzioni


Demolizione&Riciclaggio

Attrezzature idrauliche

Christian

Tadiotto

marketing

manager

Trevi Benne.

Luca Odorici

diettore

commerciale

RAD Service.

La nostra azienda nasce nel 2002 dall’idea di Eros

Radicchi, operando ed acquisendo fin dai primi anni,

professionalità e competenza nel settore del movimento

terra. Nel 2009, già operanti nel settore delle demolizioni,

RAD Service ha contribuito alla demolizione di molti edifici

civili al fine della ricostruzione post-sisma de L’Aquila. Io sono

arrivato nel 2018 da una storica azienda italiana del settore demolizioni

e abbiamo iniziato a dedicarci al segmento delle demolizioni

industriali e bonifiche. Recentemente, abbiamo svolto

vari lavori per Cartiere Burgo, Italcementi e Ceramiche Castelvetro,

affidandoci a Trevi Benne, che, con la loro versatilità, velocità e

potenza, sono le nostre mani in cantiere.

Sviluppare un rapporto di collaborazione e fiducia con i nostri

clienti è nel DNA di Trevi Benne. Con RAD Service è nato un rapporto

di sinergia che è dato dal numero di attrezzature che hanno

a parco, questo ci ha permesso di capire velocemente le loro

esigenze, ma anche dal rapporto diretto con tutta la squadra, una

condizone essenziale per monitorare lo stato delle attrezzature.

un numero di attrezzature idrauliche Trevi Benne superiore

alle macchine e che vengono controllate periodicamente

per verificarne la perfetta efficienza. Nel momento in cui

abbiamo visitato il cantiere, abbiamo contato una Multi Kit

MK28 Premium con moltiplicatore di potenza idraulica

“booster”, dei frantumatori girevoli FR18 Premium e FR 23

Premium, tutti con moltiplicatore di potenza idraulica “booster”,

un frantumatore girevole FR35 RD, una pinza idraulica

per le fasi di demolizione primaria HC40 e due cesoie

idrauliche per metallo CS30 e CS40.

Produttività in punta di braccio

Le qualità che RAD Service riconosce alle attrezzature Trevi

Benne sono molteplici. Prima di tutto sono sviluppate in

Italia, raccogliendo i consigli di che le utilizza, e per conseguenza

le loro caratteristiche tecniche ricalcano la maggior

parte delle esigenze europee in termini di geometrie e

prestazioni. A tal proposito, i frantumatori girevoli Premium

e le Multi Kit Premium di Trevi Benne sono tutte dotate di

moltiplicatore di potenza idraulica Impact Booster che mol-

FRANTUMATORI MULTI KIT SERIE MK

RAD Service ha due attrezzature della serie MK con

moltiplicatore di potenza Impact Booster: una Multi

Kit MK 18P ed una Multi Kit MK 28P. La loro caratteristica

principale è la multifunzionalità resa possibile

dai Kit intercambiabili in cantiere grazie al sistema

“IZI-Lock ® ”. RAD ha scelto il Kit Frantumatore “FR”

(separare calcestruzzo e tondini) e il Kit Combi “CB”

(calcestruzzo con molto ferro).

Sono inoltre disponibili: il Kit pinza HC (per demolizione

primaria di precisione), il Kit Cesoia CS (per il taglio

di materiali ferrosi come profilati, lamiere, tubazioni),

il Kit cesoia-lamiere CH (riduzione del tondino

di armatura durante la frantumazione) ed il Kit CL (profilo

specifico per il taglio di serbatoi, silos, cisterne).

[82] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [83]


Attrezzature idrauliche

DREAM TEAM La squadra RAD Service

in azione a Maranello. Da sinistra,

Marco Ruggeri, Lorenzo Vantaggi, Roberto

Vantaggi, il capo cantiere

Lorenzo Rossi e Giuseppe Celia.

tiplica la pressione da 250 a 750 bar, consentendo di demolire

direttamente senza dover riaprire le ganasce. Questa

caratteristica permette di avere attrezzature capaci di potenze

molto elevate rispetto al loro peso e al diametro dei

cilindri di lavoro utilizzati. Questa tecnologia è stata applicata

a tutte le principali serie di attrezzature per la demolizione

nei modelli da 1,5 a 4 t e quindi al multi kit Serie MK,

alla pinza primaria Serie HC, al frantumatore fisso Serie F

e al frantumatore girevole Serie FR.

Detto in altri termini, grazie al booster un’attrezzatura compatta

e leggera permette di assicurare una produttività di

classe superiore e una velocità di lavoro elevata. Il tutto si

traduce, scegliendo il giusto escavatore di supporto, in una

produttività oraria da riferimento. Va poi aggiunto che le

materie prime utilizzate per realizzare le attrezzature a

Noventa Vicentina (VI) sono di prima qualità e che in Italia

l’assistenza Trevi Benne è capillare su tutto il territorio.

CESOIE SERIE CS Le Cesoie idrauliche

scelte da RAD SERVICE sono una CS

07RS, una Marilyn CS 30RS e due

Marilyn CS 40RS, rispettivamente per

escavatori da 4-7 t, da 20-25 t e 25-30 t

di peso operativo. Parte di una gamma

composta da ben 15 modelli,

le Marilyn Serie CS

sono ideali per le aziende

che si occupano di recupero

di rottame o imprese

specializzate in

decommissioning.

Una realtà in costante crescita

Quest’anno RAD Service festeggia i 20 anni d’attività e possiamo

dire che lo fa nel migliore dei modi, visto che da un

fatturato di 2 milioni di euro registrato nel 2018, è passata

a 4,5 milioni nel 2021 e nel 2022 si pone come obiettivo

quello dei 7 milioni di euro di fatturato. Numeri di tutto rispetto

che non fanno altro che confermare che il lavoro

svolto in qualità porta sempre buoni frutti.

[84] giugno 2022 Costruzioni


Demolizione&Riciclaggio

End of Waste

RIFIUTI DA C&D

Arrivano

da demolizione

di edifici civili

e sono

classificati come

rifiuti speciali

non pericolosi.

Un bel CASINO

Destinazione diversa

per i rifiuti da C&D,

ma il Decreto tanto

bramato, ora in arrivo,

rischia di bloccare

la filiera del riciclaggio.

In puro Italian style…

Attenzione che…

Il Decreto End of Waste è però molto restrittivo in merito

ai nuovi requisiti a cui devono rispondere i valori degli aggregati

riciclati. Se quindi viene approvato nella sua forma

attuale, rischia di paralizzare tutta la filiera. È stato notificato

lo scorso 14 marzo alla Commissione Europea e a

partire da questa data, dopo 90 giorni potrà infine essere

pubblicato. Rispettando così la scadenza del 30 giugno fisdi

Federica Lugaresi

Ça va sans dire che il miglior rifiuto è quello che può

essere riciclato e riutilizzato. Nel nostro Paese

gli scarti da demolizione e costruzione prodotti,

identificano il 61,2% di quelli speciali non pericolosi (su

di un volume complessivo prodotto pari a 134 Mt). Si tratta

di rifiuti classificati appunto come speciali non pericolosi

e sino ad oggi normati dalla direttiva 2008/98/CE,

che prevede il 70% di preparazione per il recupero, riciclaggio

e quindi riutilizzo di materia. Obiettivo già ampiamente

raggiunto e superato dall’Italia nel 2018, con

un tasso pari al 77,4% (dati Ispra).

Lo stato di fatto

Attualmente e, negli ultimi anni, il riciclo di questa tipologia

di rifiuti è senza dubbio migliorato sia in termini qualitativi

che in termini quantitativi, soprattutto grazie alla sempre

più avanzata tecnologia ed efficienza degli impianti. In

ottica di economia circolare, si vuole incrementare il reimpiego

e riciclo di qualità, a sfavore del riempimento o copertura

delle discariche. A cui si aggiunge il vantaggio di limitare

l’apertura di nuove cave naturali, ed il risparmio delle

imprese che possono conferire i rifiuti presso gli impianti

di riciclaggio, con costi inferiori rispetto al conferimento in

discarica.

PAOLO

BARBIERI

Presidente

ANPAR,

Associazione

Nazionale

di Produttori

di Aggregati

Riciclati.

sata dal PNRR. Le norme transitorie durano circa sei mesi,

dopo i quali entrano in vigore. Paolo Barbieri, Presidente di

ANPAR (Associazione Nazionale Produttori di Aggregati

Riciclati) ha dichiarato: “Il problema di base riguarda i criteri

dei controlli da effettuare sui prodotti delle nostre lavorazioni.

Ed in particolare i valori di concentrazione limite

di solventi e idrocarburi policiclici aromatici”.

Italians do it better

Continua Barbieri: “I solventi non esistono nei nostri prodotti,

quindi costringerci a cercarli equivale a imporci un

unico balzello. Anche inutile, dato che la presenza degli IPA

è legata in massima parte ai conglomerati bituminosi, identificati

da uno dei codici EER disciplinati dal decreto. Ed il

limite fissato è anche più basso di quello previsto nel decreto

EoW del 2018 sul fresato d’asfalto. Il nuovo schema

fissa quindi dei limiti di concentrazione assolutamente

restrittivi”. Sulla base di questi limiti, gli aggregati riciclati

possono essere riutilizzati solo su suolo agricolo o verde

pubblico, e non nel settore delle costruzioni di infrastrutture

(ed in minima parte al confezionamento di calcestruzzo)

o in edilizia. “L’errore di base è che ci viene imposta

la verifica su elementi che sono costituenti e non

contaminanti dei nostri prodotti” specifica Barbieri. Da qui

il paradosso: infatti applicando le stesse regole anche per

i materiali neo costituiti come i conglomerati bituminosi,

non si potrebbero asfaltare le strade. Oltre al danno, la beffa.

Perché il settore degli aggregati è molto effervescente

ed in continua evoluzione. “Gli aggregati riciclati si usano

in parte anche per misti cementati e calcestruzzi a bassa

resistenza. Molte aziende stanno sperimentando e svolgendo

ricerca per calcestruzzi ad alta resistenza con aggregati

riciclati a base di rifiuti provenienti da strutture in

solo calcestruzzo armato. Un settore vivace, quindi, dove

RICICLATO DI

CALCESTRUZZO

Sulla base dei

nuovi limiti, gli

aggregati riciclati

potranno essere

utilizzati su suolo

agricolo o verde

pubblico e non

nel settore delle

costruzioni

e infrastrutture.

[86] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [87]


End of Waste

le aziende investono per trovare soluzioni ecologiche ed

economicamente convenienti” spiega Barbieri.

Non contaminanti

Ci sono poi i test di cessione per valutare solfati e cloruri, ed

anche qui regna ignoranza ed incompetenza. “È vero che i

limiti solfati e cloruri sono stati innalzati a 750 mg/litro però

questi continuano ad essere elementi che costituiscono i

nostri prodotti e non sono dei contaminanti” spiega Barberi.

I solfati sono presenti in quantità elevate negli intonaci, e

con i nuovi limiti fissati si dovrà applicare entro la prossima

primavera. E con il programma di efficientamento energetico

(cui le scadenze serrate consentono di garantire una

corretta gestione dei rifiuti prodotti), sicuramente si verificheranno

degli intoppi. Infatti Barbieri racconta che “Per fare

il cappotto termico bisogna rimuovere l’intonaco. Che è fatto

da materiale inerte legato a calce. Se l’intonaco sarà riciclato

nei nostri impianti, quell’intonaco darà origine a prodotti

che supereranno in maniera importante il limite di 750

mg per litro per i solfati. Ma senza che questo sia una minaccia

per l’ambiente”. E di ciò sono perfettamente consapevoli

sia Ispra, che l’Istituto Superiore di Sanità che il

Ministero della Transazione Ecologica. “Purtroppo però

l’eventuale riciclo degli intonaci generati dai lavori dell’ecobonus

nei nostri impianti darà origine a

prodotti non conformi al decreto End

of Waste. Ciò significa non riciclarli e

conferirli in discarica” conclude il Pre -

sidente di ANPAR.

Nel 2023, se le condizioni (e parametri)

si manterranno così restrittivi, si sarà

costretti a fermare le attività di riciclo

a partire da gennaio, con chiusura degli

impianti preposti, e conseguente riconferimento

in discarica.

SCARTI DI DEMOLIZIONE Col nuovo

decreto, più restrittivo, gli aggregati

riciclati derivanti da C&D devono

rispondere a nuovi requisiti.

SABBIA

RICICLATA

Sabbia

Conforme UNI

EN 13242:2008,

con pezzatura

0-10 mm

utilizzata per

allettamento

di tubazioni

e riempimenti.

Chiude

in maniera

ottimale senza

cedimenti nel

tempo.

Carta d’identità

Associazione Nazionale di Produttori di Aggregati

Riciclati, questo l’acronimo di ANPAR, che nasce

nel 2000 come associazione di categoria degli

impianti fissi e mobili che riciclano i rifiuti inerti.

Rappresentata in tutte le regioni, tutela le aziende

associate, incentivando e promuovendo l’utilizzo

degli aggregati prodotti da processi di recupero

degli scarti inerti. La valorizzazione

dell’elevata qualità degli aggregati riciclati e artificiale

è un altro pilastro su cui poggia la filosofia

dell’associazione. A tal fine, il processo produttivo

degli associati viene costantemente

monitorato affinchè i prodotti risultanti siano conformi

al Regolamento Europeo (e fregiarsi quindi

della marcatura CE).

Solo in questo modo, si può superare la diffidenza

dell’utilizzatore nei confronti di un prodotto derivante

da scarto, sviluppando così il mercato di

materiali alternativi, proteggendo le materie prime

naturali. Il sito web ufficiale: anpar.org

PER NON DIMENTICARE Le macerie del Ponte Morandi

verranno parzialmente utilizzate per realizzare

il Memoriale pensato dall’Architetto Stefano Boeri.

IN USCITA

LA NUOVA

EDIZIONE

Guida CAVE d’Italia

Un manuale dedicato ai siti autorizzati con l’ubicazione e i dati

della società esercente e la tipologia del materiale estratto

La guida comprende

n le cave dei materiali di origine estrattiva

n i produttori di bitumi

n i produttori di calcestruzzo

La guida è consultabile anche sul sito

www.guidacaveditalia.it

Per maggiori informazioni o prenotazioni di spazi personalizzati marketing@fiaccola.it | Tel. 02 89421350

[88] giugno 2022 Costruzioni

Casa Editrice la fiaccola srl


Cave&Calcestruzzo

Calcestruzzi speciali

Qualità per

Durante le Giornate Italiane del Calcestruzzo, andate

in onda a Piacenza Expo, l’Istituto Italiano

per il Calcestruzzo ha dato vita a un convegno che,

pur nella limitatezza di un pomeriggio di lavoro,

ha disegnato un mondo del calcestruzzo evoluto

e ha delineato come l’esperienza di Tekna Chem porti

oggi ai massimi livelli la formula: qualità per durabilità

Testi di Fabrizio Parati

Il convegno

“Nuove frontiere

per calcestruzzi

speciali”

si è tenuto

durente il GIC.

In foto,

un passaggio

dell’intervento

del Geom.

Gianluigi

Pesenti,

Direttore

Commerciale

delle Imprese

Pesenti.

DURABILITÀ

Il Geom. Silvio

Cocco,

Presidente

Fondazione ICC,

Istituto Italiano

per il Calcestruzzo.

Il GIC si è tenuto

a Piacenza

dal 28 al 30 aprile

scorsi. Un

appuntamento

importante per

l’intera filiera.

Un fedele e costante impegno per la ricerca della qualità

che vagheggia l’ideale: un mondo del calcestruzzo

perfetto. Non astrazione, tuttavia, ma propositiva

e inesausta ricerca che intensifica l’ingegno e il coraggio di

chi la porta avanti da anni, stimola il processo di formazione

(sin dai banchi di scuola) e promuove il civile consorzio degli

addetti ai lavori (dal progettista sino a chi in cantiere del calcestruzzo

se ne serve).

Trasparente sintesi di questo inesausto impegno si è avuta

lo scorso aprile, nel quartiere fieristico di Piacenza Expo, all’interno

delle Giornate Italiane del Calcestruzzo (GIC), cioè la

mostra-convegno dedicata alle tecnologie, agli impianti, alle

attrezzature e ai materiali per la produzione, la messa in opera

e il ripristino del calcestruzzo, ma anche alla prefabbricazione,

alla demolizione delle strutture in cemento armato, al

riciclaggio e al trasporto degli inerti. In quella specifica cornice

si è tenuto il convegno “Nuove frontiere per calcestruzzi

speciali”, organizzato da Tekna Chem, con un qualificatissimo

parterre di relatori: a partire da chi con lucida, acuta,

ferma volontà si occupa «da sempre (da 63 anni) di calcestruzzi

di qualità», vale a dire il Geom. Silvio Cocco, Presidente

Fondazione IIC (Istituto Italiano per il Calcestruzzo), per proseguire

con la dott.ssa Valeria Campioni, Responsabile tecnico

dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo, il Dott. Ing. Giovanni

Cardinale, Principal, founder, Ceo Gpa srl e Vicepresidente

del CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri), l’Ing. Gianni Massa,

Amministratore Officine 18 Società di Ingegneria e

Vicepresidente Vicario Consiglio Nazionale degli Ingegneri,

l’Ing. Rocco Antonio Gravinese, Progettista e Sviluppatore

software della Di Sciascio srl, di Napoli, l’Ing. Giovanni Di

Sciascio, Ammini stratore dello Studio Tecnico Ing. Di Sciascio

Giovanni. Ad arricchire ulteriormente il tavolo dei relatori anche

la presenza del Prof. Ing Paolo Mannella, Direzione

Operation e Coor dinamento Territoriale Ponti, Viadotti e

Gallerie, di Anas, per fornire un dettagliato quadro di quanto

ci troviamo di fronte, anche alla luce della considerazione che

oltre il 35% dei fondi dell’agognato PNRR si prevede sia destinato

alla sistemazione delle nostre strade e autostrade.

Progettare

in calcestruzzo

armato

e verificarne

qualità

e durabilità.

Queste le linee

guida dettate

dall’Dott. Ing.

Giovanni

Cardinale,

Principal,

founder,

Ceo GPA srl e

Vicepresidente

del CNI

(Consiglio

Nazionale

Ingegneri).

Al tavolo dei relatori, per finire, anche la testimonianza di chi

ha più immediata, diretta incidenza sull’esperienza di cantiere:

il Geom. Gianluigi Pesenti, Direttore Commerciale delle

Imprese Pesenti, di Covo (BG).

L’insieme di queste qualificate voci ha inteso essere espressione,

innanzitutto, di cosa c’è che non va, ma anche essere

manifestazione di un’energica testimonianza degli impegni

di ciascuno degli attori che gravitano intorno al mondo

del calcestruzzo e, più in generale, al mondo delle costruzioni,

per tentare di indicare efficaci percorsi correttivi di quanto,

per l’appunto, non va. L’occasione del convegno è stata

anche per presentare l’ultimo nato in casa Tekna Chem Spa,

vale a dire il microcalcestruzzo Aeternum HTE: un prodotto,

concordemente considerato tra le prove più originali, più

valide e più tipiche di quell’arte della ricerca della qualità dell’azienda

Tekna Chem, di Renate (MB), nato da una fervida

collaborazione con l’Istituto Italiano del Calcestruzzo, per rispondere,

come ha sottolineato il Geom. Cocco, «a una richiesta

impellente del mercato». Oggi, la richiesta è anche

quella di poter disporre di una soluzione per il progetto degli

interventi sugli edifici esistenti in c.a. e Tekna Chem, anche

in questo caso sensibile alle punte di eccellenza del mercato,

ha risposto a tale richiesta presentando, nella stessa occasione

del convegno, “Tekna Struct”: un software pensato

per il progetto di rinforzo di travi e pilastri in c.a. mediante

[90] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [91]


Cave&Calcestruzzo

Calcestruzzi speciali

Anche’Ing.

Paolo Mannella,

della Direzione

Operation e

Coordinamento

Territoriale

Ponti, Viadotti

e Gallerie,

di Anas

è intervenuto

durante

il convegno

dedicato

ai calcestruzzi

speciali.

incamiciatura con il microcalcestruzzo Aeternum HTE. Nella

necessaria economia di spazio di un articolo non ci è consentito

di calarci nelle pieghe di un convegno ricchissimo di

riflessioni, la cui cronaca dettagliata richiederebbe un articolo

per ogni singolo intervento di ogni singolo relatore. Basterà

ricordare, qui, l’impulso corale dei relatori: fare qualità nell’ambito

del mondo del calcestruzzo armato significa intervenire

su tutta la filiera. Significa, innanzitutto, disporre della

conoscenza del materiale calcestruzzo nella sua interezza

(e ciò implica studio e formazione), ma anche riuscire a controllare

il complesso delle circostanze che vanno dal progetto

alla posa del materiale in cantiere.

La somma di tante qualità

Con l’intervento “Progettare in calcestruzzo armato.

Tradizione, innovazione, formazione”, il Dott. Ing. Giovanni

Cardinale, non presente al convegno ma collegato in video,

ha esattamente sottolineato, in modo esemplare,

Alcuni passaggi dell’intervento dell’Ing. Rocco Antonio

Gravinese, Amministratore dello Studio Tecnico

Gravinese di Napoli, che ha provato l’Aeternum HTE.

quanto noi, ben più prosaicamente, abbiamo detto sopra,

e cioè il fatto che «l’esito finale della costruzione è la somma

di tante qualità. Tra di esse ci sono sicuramente la

qualità della concezione, della costruzione, la qualità del

progetto, la qualità dei dettagli e la qualità della capacità

di armonizzare tutto quello che attiene alla realizzazione

dell’opera in calcestruzzo». E ha proseguito il proprio

intervento perorando la causa della formazione e

della possibilità di progettare la durabilità: «Oggi, contrariamente

a quanto avveniva una volta, i fattori su cui intervenire

per eliminare il degrado delle opere in calcestruzzo

impongono che la produzione di un calcestruzzo

dipenda da un progetto. Ci vogliono, pertanto, gli specialisti.

Ci vogliono persone che questa materia la cono-

Le prestazioni del micro calcestruzzo Aeternum HTE

Aeternum HTE è uno speciale micro-calcestruzzo fibrorinforzato

costituito da aggregati quarziferi (con

diametro massimo di 6 millimetri) di elevata purezza

e un compound di additivi che permettono un’ottima

reologia in assenza di ritiro e di permeabilità. Con

l’aggiunta dell’acqua assume le caratteristiche di un

micro-calcestruzzo autolivellante – colabile, a ritiro

compensato, non segregabile, privo di bleeding, con

alte resistenze meccaniche iniziali e finali, impermeabile,

durevole, con elevata adesione ai ferri d’armatura,

alle parti metalliche ed al calcestruzzo.

La tecnologia Aeternum® HTE UHPFRCC (Ultra High

Performance Fiber Reinforced Cementitious Com -

posites) rappresenta un’evoluzione formulativa degli

HPFRC (High Performance Fiber Reinforced Con -

cretes); i prodotti appartenenti a questa tecnologia

uniscono elevati valori di resistenze meccaniche (resistenza

caratteristica cilindrica a compressione pari

a 100 MPa) con ottimali valori di duttilità (Classe di

tenacità 14d ed Energia di Frattura 15.000-35.000

N/m) e di resistenza a trazione pura ≥ 9 MPa.

Grazie alla propria elevata resistenza a compressione,

associata ad una non trascurabile resistenza a trazione,

il microcalcestruzzo microarmato Aeternum

HTE, ultimo nato dalla fervida ricerca Tekna Chem,

costituisce una vera e propria innovazione nel settore

dei materiali cementizi, perché permette di aumentare

notevolmente le prestazioni di travi e pilastri

in condizioni statiche e sismiche con spessori applicati

contenuti.

L’Aeternum HTE, microcalcestruzzo microarmato ad

alta duttilità/tenacità (classe 14D), che consente l’utilizzo

di calcestruzzo fibrorinforzato senza armatura

tradizionale, si candida come principale soluzione per

gli interventi sulle strutture e sulle infrastrutture esistenti,

in Italia e nel mondo.

scono. La presenza di queste persone è, oggi, ancora più

necessaria. Nei corsi universitari, per esempio, la tecnologia

del calcestruzzo non si insegna più. I giovani ingegneri,

che pur si laureano acquisendo una formazione

molto qualificata, conoscono il calcestruzzo unicamente

attraverso la sua sigla. E quindi conoscono del calcestruzzo

solo un aspetto.

Oggi fare una progettazione basata sul ciclo di vita significa

partire dalla progettazione della miscela. In questo,

la ricerca che alcuni conducono (e quella del Geom.

Cocco è paradigmatica) diventa partner fondamentale di

chi sviluppa il progetto, perché nell’approccio progettuale

basato sul ciclo di vita ci sono degli aspetti, di cui è indispensabile

tener conto, che fanno parte dei capitolati,

cioè fanno parte dei contratti in maniera più cogente di

quanto succedeva una volta. È oggi possibile misurare la

durabilità e basare la progettazione sul ciclo di vita.

L’uso di calcestruzzi speciali, l’uso di sviluppo di resistenze

altissime con le opere in calcestruzzo, da un lato è un’opportunità,

perché il calcestruzzo continui ad essere un

materiale competitivo con altri, e, dall’altro, è una sfida

che richiama la complessità e le capacità della progettazione

e che fa del produttore di calcestruzzo e dei costruttori

delle figure fondamentali per ottenere costruzioni

solide, resistenti e anche durature».

Abbattimento delle frontiere e formazione

Per introdurre il proprio intervento, “Professione e Qualità”,

l’Ing. Gianni Massa è ricorso alla parola “frontiere” (presente

anche nel titolo del convegno “Nuove frontiere per calcestruzzi

speciali”). L’ing. Massa ha voluto fare avvertire il rischio, per

chiunque e in tutte le attività, derivante dalle «frontiere culturali

che tutti in questi anni abbiamo costruito. Esse sono

entrate nell’amministrazione, nelle istituzioni, nella scuola.

Limitare le competenze e le responsabilità, ricorrendo alla

costruzione di mondi separati, appare più semplice, ma,

abbiamo poi scoperto, che non è possibile gestire la complessità

della nostra società riducendola a frontiere culturali

e a competenze separate».

La separatezza denunciata dall’Ing. Massa ha inevitabilmente

coinvolto anche il mondo delle costruzioni. Oggi, tuttavia, «il

digitale ha avvicinato i momenti del progetto, che sono sostanzialmente

tre: la percezione del mondo, la cognizione

(quindi l’elaborazione di ciò che percepiamo) e l’azione. Nel

[92] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [93]


Cave&Calcestruzzo

Calcestruzzi speciali

mondo analogico essi erano distanti nel tempo e nello spazio,

mentre oggi sono ravvicinati. Cosa significa l’avvicinamento

di questi tre pezzi del progetto e della costruzione?

Significa che queste frontiere abbattute devono vedere un

nuovo approccio di tutte le figure che intervengono dal momento

dell’ideazione del progetto sino al momento della gestione

di un’opera: l’ideazione, la programmazione, il progetto,

il controllo del progetto, l’esecuzione e la gestione. Vanno

abbattute le frontiere tra progettista, fornitore, impresa, committente.

E quindi bisogna lavorare sulla formazione trasversale

delle figure della filiera.

Non a caso, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha creduto

e crede molto nel progetto dell’Istituto Italiano del

Calcestruzzo, perché è una fondazione che lavora con lo

sguardo orientato alla formazione, a partire dai banchi di

scuola per arrivare a tutti i protagonisti della filiera (sino al trasportatore).

Infine, diro di più: va progettato anche il monitoraggio

delle infrastrutture. È necessario che anch’esso

sia un tassello del progetto».

L’Ing. Giovanni Di Sciascio, Progettista e Sviluppatore

Software della società Di Sciascio, ha illustrato alla

platea le potenzialità del nuovo software Tekna Struct

proposto da Tekna Chem.

Alcuni vantaggi del microcalcestruzzo

microarmato

L’Ing. Rocco Antonio Gravinese ha aperto il proprio intervento

ricordando la genesi del progetto microcalcestruzzo:

«È un’iniziativa nata con l’amico Silvio Cocco qualche anno

addietro, quando si iniziava a parlare della possibilità di utilizzare

calcestruzzi che potessero surrogare il calcestruzzo

armato». Dopo una parentesi decisamente interessante

dedicata al tema degli incrementi prestazionali (in parte

impensabili) che il calcestruzzo ha registrato nel corso degli

anni, a partire dai bassi valori del dopoguerra («per tutto

il dopoguerra, in Italia si utilizzavano calcestruzzi con resistenze

intorno ai 200/250 Kg/cm2»), Gravinese ha

proseguito esponendo nel dettaglio le caratteristiche del

microcalcestruzzo e evidenziando gli «enormi vantaggi offerti

dal suo impiego».

È necessaria una premessa, per arrivare a comprendere il

ruolo centrale che l’Aeternum HTE potrebbe avere. La maggior

parte delle opere in c.a. realizzate in Italia dal primo dopoguerra

fino ai primi anni Ottanta si compone di strutture

che non sono sismo-resistenti, che presentano frequenti

difetti costruttivi e, soprattutto, che sono state realizzate con

l’impiego di un calcestruzzo poco performante, poco compatto

e, dunque, parzialmente permeabile all’acqua e all’aria.

Sono opere, pertanto, che denunciano un alto tasso di degrado:

hanno armature ossidate e la perdita del cosiddetto

copriferro. Ma c’è di più: pilastri e piloni realizzati in quel periodo

storico, poiché sono stati pensati per resistere alle sole

sollecitazioni gravitazionali, sono poco resistenti alle sollecitazioni

di tipo flessotagliante. Nel caso di sollecitazioni di origine

sismica si avrebbero serie conseguenze. Alla luce di tutte

queste considerazioni, precisa l’Ing. Gravinese, «è evidente

che le tecniche di rinforzo e di recupero materico, soprattutto

dei pilastri e dei piloni di c.a., sono di centrale importanza

(…). Una soluzione efficace, offerta dalla tecnica attuale, per

risolvere queste problematiche può essere considerata il microcalcestruzzo

microarmato Aeternum HTE».

Il denso intervento tecnico di Gravinese ha fornito dati dettagliatissimi.

Ci bastino alcuni passaggi: «Per quanto riguarda

il microcalcestruzzo armato, in questo caso stiamo parlando

dell’Aeternum HTE, viene caratterizzato a livello di scheda

tecnica oppure in prove ministeriali con una resistenza

a compressione che risulta essere la massima attualmente

disponibile e utilizzabile per normativa: stiamo parlando di

100/115 MPa, ovvero di una resistenza caratteristica cilindrica

di 1.000 kg/cm², o equivalentemente di una resistenza

caratteristica cubica di 1.150 kg/cm².

Le prove condotte da Teckna Chem dicono che il materiale

arriva a 1500 kg/cm² di resistenza. Diciamo che riesce a prendere

la massima premialità normativa, ma oltre i 115 MPa

non è possibile utilizzarlo da un punto di vista progettuale.

Poi abbiamo una resistenza a trazione pura che normalmente

non trovate nei calcestruzzi ordinari». L’Aeternum HTE, ha

precisato Gravinese, «assicura grandi performance in diversi

ambiti applicativi: nella prefabbricazione, dove le tensioni

richieste sono enormi, o dove si possono eliminare o ridurre

le armature e quindi si ha la possibilità di produrre traversine

per i binari ferroviari, ricoprimenti a guscio di gallerie, cioè

un’infinità di prodotti che possono essere forniti dall’industria

tramite stampaggio. Terreno d’impiego ideale dell’Aeternum

HTE è nell’ambito dell’ingegneria sismica, in quanto può

essere utilizzato per lavorare in campo plastico e quindi per

smaltire energia sismica in ingresso».

Ciclopico impegno

Con il proprio intervento, dal titolo “Vigilanza e monitoraggio

dei ponti in gestione Anas”, l’Ing. Paolo Mannella, della

Direzione Operation e Coordinamento Territoriale Ponti,

Viadotti e Gallerie di Anas, ha illustrato l’avventura vissuta

da Anas negli corso degli ultimi dieci anni: «Un decennio

che ci ha visti particolarmente impegnati nella manutenzione

dei ponti in gestione, per garantire la sicurezza di un

patrimonio vastissimo e bisognoso di molti interventi, di

moltissimi fondi e sicuramente di prodotti come quello presentato

oggi in questo convegno, capaci di assicurare maggiore

durabilità alle nostre opere».

Alcuni dati possono rendere l’idea del ciclopico impegno

che Anas si trova a dover sostenere: «L’azienda gestisce un

patrimonio di oltre 36 mila chilometri di strade, tale rete -

già di per sé molto estesa - continua ad espandersi in quanto

le Province e le Regioni seguitano a trasferire ad Anas ulteriori

strade da gestire. Negli anni più recenti anche il

Piemonte, la Lombardia e l’Emilia Romagna hanno trasferito

ad Anas la gestione di migliaia di chilometri di strade

ricche di ponti, viadotti e gallerie. Sulla nostra rete si muove

l’economia del Paese, che vede 400.000 veicoli merci al

giorno e otto milioni di passeggeri. Ci troviamo ormai a gestire

quasi 19.000 ponti, viadotti e sovrappassi (un numero

destinato inesorabilmente a crescere), e più di 2.000 gallerie,

il numero più alto di gallerie gestite da una singola

azienda in Europa.

In merito agli interventi di manutenzione straordinaria di

ponti e viadotti, oltre agli interventi locali, eseguiamo sempre

più spesso interventi di miglioramento sismico e, più

raramente, di adeguamento sismico. In merito all’adeguamento

sismico dei ponti esistenti, devo dire che molte volte

si tratta di interventi estremamente costosi, come dimostrano

i lavori in corso sull’importante Viadotto “Molise

II” lungo la S.S. n. 647 “Fondo Valle Biferno”. In questo quadro,

l’introduzione da parte del Consiglio Superiore dei Lavori

Pubblici delle “Linee Guida per la classificazione e gestione

del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio

dei ponti esistenti” pone delle difficoltà - a mio giudizio

- insuperabili per gli enti gestori più piccoli e, forse,

anche per alcune regioni; con la conseguenza che sia gli

enti locali minori sia le regioni, saranno costretti a trasferire

ulteriori strade alla gestione di Anas che dovrà farsi trovare

pronta».

L’innovazione passa per il software Tekna Struct

L’Ing. Giovanni Di Sciascio ha illustrato Tekna Struct, il nuovo

software, messo a disposizione da Tekna Chem, per il

progetto di rinforzo di travi e pilastri in c.a. mediante incamiciatura

con il microcalcestruzzo microarmato Aeternum

HTE. Tekna Struct è in grado di eseguire le verifiche alle sollecitazioni

di pressoflessione (N, M) e taglio (V) previste dal

DM 17/01/2018 per le sezioni in c.a. Rettangolari, a T, ad

L e circolari degli edifici esistenti, nelle condizioni ante-intervento

e post-intervento. Il programma elabora domini di

resistenza, diagrammi momento-curvatura, consentendo

l’esportazione dei tabulati ottenuti e la generazione della relazione

di calcolo. Tekna Struct integra procedure innovative,

in grado di gestire l’analisi per fasi, vale a dire l’applicazione

del rinforzo su una sezione esistente precaricata),

e di controllare le tensioni tangenziali di aderenza tra il microcalcestruzzo

Aeternum HTE e il substrato esistente.

Di Sciascio ha poi illustrato, con profusione di dottrina, tre

esempi applicativi in cui sono emersi i vantaggi derivanti

dall’impiego del microcalcestruzzo Aeternum HTE negli interventi

di ripristino/rinforzo: notevoli incrementi di resistenza

e duttilità degli elementi in c.a., pur con spessori applicati

contenuti e armature integrative ridotte o assenti,

grazie alla elevata resistenza a trazione dell’Aeternum HTE.

Dura secoli e costa il giusto

La cosa fondamentale da capire, oggi, secondo il Geom.

Gianluigi Pesenti, Direttore Commerciale delle Imprese

Pesenti, è che per produrre certi calcestruzzi antiritiro, quasi

totalmente impermeabili o ad alta resistenza si deve sostenere

un costo che ha un’incidenza a m 3 di prodotto di

circa novanta euro in più rispetto al costo per produrre un

calcestruzzo standard. «E qui apro una piccola parentesi»,

dice Pesenti: «I progettisti possono fare la differenza sull’opera

finale. Se essi mettessero a capitolato che si debba

utilizzare l’AeternumCAL, di Tekna Chem, o un altro prodotto

di qualità (pur considerando che, ad oggi, non esiste un calcestruzzo

di qualità superiore all’AeternumCAL) anche le

imprese nei propri preventivi lo indicherebbero, evitando

sorprese all’utilizzatore finale».

Ma quali sono i tangibili vantaggi offerti dall’impiego

dell’AeternumCAL, la tecnologia pienamente consolidata

messa a punto da Tekna Chem, a cui fa riferimento il Geom.

Pesenti? Il prodotto, nato nel 2004 da un lungo, rigoroso e

avanzato percorso di ricerca, e realizzato con il compound

Aeternum (Aeternum è un compound, non è un additivo,

e dal “concetto” Aeternum nasce anche Aeternum HTE),

assicura la totale impermeabilità, il doppio delle resistenze

(rispetto a un calcestruzzo ordinario) ed è ecosostenibile,

perché ha una durata plurisecolare. Un manufatto realizzato

con Aeternum garantisce, infatti, una vita utile che può

andare anche ben oltre i 250 anni!

«Il tutto a un costo di venti euro in più al m 3 (non di novanta)

rispetto a un tradizionale calcestruzzo», precisa opportunamente

il Geom. Pesenti.

«Noi, come Imprese Pesenti, lo stiamo usando su larga scala.

In due anni abbiamo fornito e realizzato oltre 700 mila

m 2 di strutture per la logistica.

Se l’avessimo utilizzato anche in precedenza, avremmo certamente

ottenuto una maggiore durabilità nel tempo delle

pavimentazioni soggette ad usure elevate, ma, soprattutto,

avremmo contribuito a ridurre notevolmente le future

emissioni di CO 2 in atmosfera derivanti dalle attività di demolizione

e di rifacimento (considerando la durata media

di vita del calcestruzzo di 60 anni)».

[94] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [95]


Sollevamento&Noleggio

Cava&Calcestruzzo

Perforatrici

PRODUTTIVITÀ

in crescendo

PANTERA

Il carro Sandvik

più utilizzato

da Rocksure,

il Pantera DP1500i.

È una perforatrice

a percussione

idraulica per

la produzione

o la perforazione

preliminare

in cava e miniera.

Rocksure International

è stata fondata nel 2009

e fornisce servizi

minerari in Ghana, Africa.

Oggi ha 20 perforatrici

in flotta, tutte Sandvik,

e ben 1.200 dipendenti

Ghana, Africa, anno 2009. Per mano di operatori di

buona esperienza nasce Rocksure International,

una società con otto dipendenti e un parco macchine

le cui unità si contano sulle dita di una mano. L’idea

è quella di offrire servizi al settore minerario ed estrattivo,

diventando un riferimento per precisione, efficacia e

serietà. Oggi, a quasi tredici anni da quel giorno, Rocksure

conta un parco di 123 mezzi selezionati dalle gamme dei

principali marchi specializzati in mining e ben 1.200 dipendenti.

Scegliendo le pratiche di lavoro più efficienti e

utilizzando macchine e attrezzature premium, l'azienda ha

fatto registrare una crescita importante e in Ghana inizia

ad acquisire lavori che un tempo erano appannaggio di

multinazionali occidentali. Nel 2020 Rocksure ha consegnato

circa 50 milioni di tonnellate di materiale ai suoi clienti

attivi in giacimenti auriferi e presto lavorerà a un importante

progetto per l’estrazione di bauxite.

Fiducia incondizionata a Sandvik

A raccontarci la crescita della Rocksure è Sandvik. Sì perché

tutte le venti le perforatrici della società ghanese sono

del costruttore svedese. Una delle strategie che Rocksure

segue e ha seguito sin dalla nascita, è quella di scegliere

pochi costruttori di macchinari, quelli ai loro occhi miglio-

[96] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [97]


Sollevamento&Noleggio

Perforatrici

ri per qualità assoluta e qualità del servizio garantito in

Ghana, e coltivare un rapporto di fiducia e collaborazione

con pochi concessionari e poche case costruttrici per creare

una sinergia che oggi da i suoi frutti al quotidiano in

termini di efficienza della flotta, quindi in produttività per i

clienti finali che scelgono Rocksure. Il modello più utilizzato

da Rocksure è la Sandvik Pantera DP1500i. Si tratta

di una perforatrice a percussione idraulica progettata per

la produzione o la perforazione preliminare in miniere a cielo

aperto, perforando fori con un diametro da 89 mm a 152

mm (da 3,5 a 6 pollici). L'azienda dispone anche di altri modelli

e di punte di diamante come la piattaforma esplorativa

multiuso Sandvik DE881.

La vendita si chiude con service e formazione

Tutte e 20 le perforatrici Sandvik della Rocksure sono state

fornite con allestimenti completi di attrezzature, set di

attrezzature di “scorta” per evitare fermo macchina, contratti

di manutenzione estesa e supporto tecnico per la formazione

degli operatori. Una recente consegna di Pantera

DP1500i, ad esempio, ha visto Sandvik supportare

Rocksure con un percorso di formazione intensiva della

durata di quattro settimane, sia pratica per operatori, sia

tecnica (manutenzione), oltre a tre mesi di supporto in loco

on demand.

Ciò implica che tecnici altamente qualificati siano in loco

per il 100% a tempo pieno, fornendo coaching sul lavoro e

ispezioni per garantire che gli impianti operino al massimo

delle loro potenzialità. In termini di service, le sfide sono diverse.

In primis è necessario essere strutturati per tenere

il passo della produttività elevata che Rocksure è in grado

di assicurare al cliente finale e poi non bisogna dimenticare

le gravose condizioni in cui le macchine lavorano,

anche per le condizioni climatiche.

"Lavoriamo a stretto contatto con clienti come Rocksure

per comprendere le loro esigenze", afferma Daniel Korsah,

Sandvik Business Line Manager per Surface Drilling in Africa

occidentale. “Esaminiamo un lungo elenco di variabili del

sito, tra cui l'efficienza dell'esplosione, la profondità del foro,

la lunghezza, il tipo di roccia, ecc. – e questo aiuta a definire

il tipo di attrezzatura che consigliamo. Ma questa è

solo metà della storia: anche il pacchetto di assistenza

post-vendita è fondamentale per il successo dei clienti".

Sostituzioni preventive e revisioni ad hoc

Grazie alle ispezioni preventive intelligenti, possibili grazie

all’esperienza in analisi d’usura dei componenti, Sandvik

può calcolare i costi operativi predittivi e consigliare la sostituzione

di parti e componenti prima che si guastino causando

un fermo macchina. Comunque, quando i Pantera

DP1500i della Rocksure raggiungono le 14.000 ore di funzionamento

vengono sottoposti a una revisione completa,

che può includere l'installazione di nuovi motori, pompe,

telai dei cingoli e parti del sottocarro.

L'aggiunta di componenti più moderni può anche portare

le macchine a condizioni migliori del nuovo, con una significativa

riduzione del consumo di carburante. Inoltre l’installazione

di nuovi sistemi di sicurezza come le telecamere

aiuta a elevare la sicurezza e a creare le condizioni

ottimali per incrementare ulteriormente la produttività.

Autogru multistrada

Per carichi pesanti indoor

Le dimensioni e le

prestazioni della AC

3.045 City hanno

conquistato la Hack

Schwerlastservice.

Il parco veicoli

all'avanguardia

dell'azienda tedesca

comprende gru mobili

con un'altezza di

sollevamento fino a 145

metri e una capacità di

sollevamento fino a 500

tonnellate, comprese le

gru City. “In questo

momento, abbiamo due

AC 40 City gru e una AC

30 City duro lavoro, ed è

proprio così che

sappiamo che le loro

caratteristiche

prestazionali non sono un

problema da ridere.

Sappiamo anche che l'AC

3.045 City è il loro

successore

all'avanguardia e che alza

il livello ovunque sia

importante, quindi era

solo questione di tempo

prima che ne ottenessimo

uno", spiegano Werner e

L’azienda tedesca Hack Schwerlastservice

ha scelto l’autogru AC 3.045-1 Tadano.

La macchina sarà utilizzata principalmente

per i lavori al chiuso senza fumi di scarico

Udo Hack, i proprietari

della Hack

Schwerlastservice

mentre raccoglievano la

gru in persona da Frank

Brachtendorf.

L'AC 3.045 City si

caratterizza anche per un

design compatto senza

rivali in combinazione

con ottime capacità di

sollevamento e una

trasmissione

eccezionale.

Altre peculiarità della

macchina sono

un intuitivo sistema

di controllo della gru IC 1

Plus e il sistema di

stabilizzatori Flex Base,

che consente

di estendere gli

stabilizzatori della gru

in qualsiasi punto nel loro

raggio d'azione.

Il braccio principale può

essere abbassato a un

angolo inferiore a 0°:

"Tutto ciò che riduce

il rischio di lavorare in

quota e rende i nostri

dipendenti più sicuri è

qualcosa che

accoglieremo a braccia

aperte", sottolineano.

E ancora, l'E-Pack

opzionale: "Questa

soluzione ecologica, che

rende possibile il

funzionamento silenzioso

della gru a emissioni zero,

è semplicemente perfetta

per noi e per i nostri

clienti: ci consentirà di

lavorare in ambienti chiusi

senza fumi di scarico,

aiutandoci anche a ridurre

il consumo di diesel e

AdBlue".

www.tadano.com

[98] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [99]


Sollevamento&Noleggio

Formazione

IPAF ANCH’IO

Alla conferenza

hanno preso

parte tutte

le aziende

operanti nel

settore del

sollevamento

aereo in Italia.

Di lato, i nomi

degli sponsor

di questa

edizione.

Obiettivo primo, trasmettere i valori del lavoro aereo

in sicurezza a tutta la filiera italiana e creare sinergie

per diffondere la formazione di qualità sul territorio.

Ma IPAF ANCH’IO è anche un momento per incontrarsi,

scambiare opinioni e, per le aziende, di presentare i

propri prodotti e nuove attrezzature. È un’occasione di networking

importante, che va oltre la platea del convegno

con coffee break, aperitivo e cena a bordo piscina. Tutto

questo è IPAF ANCH’IO, tenutosi a Bologna presso il Savoia

Hotel Recency, il 26 maggio. L’evento richiama tutti coloro

che lavorano nella filiera del lavoro in quota e delle piattaforme

aeree, ad assumersi le responsabilità in tema di

sicurezza - secondo i criteri dell’aggregazione e dell’inclusività

- rappresentati nella scelta del nome dell’evento,

già espressi nella prima edizione del 2018.

Centri di formazione IPAF, produttori, noleggiatori e concessionari

di piattaforme aeree, soci e non soci, si impegnano

in questo obiettivo. Il convegno articolato in quattro aree tematiche:

Manutenzione (una delle principali cause degli incidenti

è proprio un inadeguato e superficiale controllo tecnico

delle macchine in circolazione); Consapevolezza (la

presa di coscienza del proprio ruolo nel settore, che conduce

a un comportamento più proattivo); Coinvolgimento (sentirsi

chiamati con altri a rafforzare questo impegno con una

partecipazione impegnata e responsabile, informarsi sulle

cause degli incidenti e sui correttivi). Infine, Azione (intesa

come la capacità di produrre effetti virtuosi attraverso condotte

e pratiche esemplari, quale testimonianza quotidiana

e fonte di ispirazione).

Un comparto

DA TUTELARE

Testi di Eliana Puccio

IPAF ANCH’IO 2022,

il più importante evento

dedicato alla formazione

e all’utilizzo in sicurezza

delle PLE, è andato

in onda al Savoia Hotel

Recency di Bologna

Le novità della seconda edizione

Sicuramente lo #showmysafety, uno spazio destinato a

rapide presentazioni (di 3 minuti ciascuna) in cui le aziende

presentano le proprie soluzioni studiate per incrementare

la sicurezza. In chiusura, un talk show di confronto

con alcuni giornalisti guidati da Pier Angelo Cantù. E poi,

il via alle danze: l'evento ha ospitato uno spettacolo con il

corpo di ballo del coreografo Prof. Pierpaolo Trani e la musica

degli ‘SOS Save our souls’, organizzato con la collaborazione

dell’azienda Faraone.

"Il ringraziamento mio e di IPAF - commenta Maurizio

Quaranta, Responsabile di IPAF in Italia - va a tutti i produttori,

noleggiatori e distributori di PLE e di PLAC, di componenti,

accessori e attrezzature di sicurezza, ai fornitori di

servizi e di materiali, alla nostra Squadra, alla Stampa specializzata,

alle Associazioni Partner, a chi ha deciso di sponsorizzare

l’evento fidandosi dei nostri contenuti e delle nostre

idee. Grazie, grazie, grazie".

[100] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [101]


Sollevamento&Noleggio

Autogru

Recinzioni

Debutto in

LAGUNA di

Damiano Diotti

Va dove tira il vento

L’italiana Magis accoglie in flotta una Liebherr

LTM 1750-9.1 da 800 t di capacità massima,

braccio telescopico da 52 m che in volata

variabile arrivano a massimo 152 m

Negli ultimi quattro

anni, Magis ha

progressivamente

rinnovato il proprio parco

macchine

configurandolo per

rispondere alla domanda

di movimentazione di

carichi pesanti e

trasporti eccezionali. Tra

i criteri base che

l’azienda ha utilizzato per

selezionare i nuovi

modelli da acquistare,

uno dei più importanti

era avere a disposizione

la massima tecnologia

per elevare la sicurezza

operativa ai massimi

livelli, oltre che gli

standard di affidabilità e

competitività.

Andrea Caroppi, Direttore

Tecnico, Commerciale e

Consigliere di

Amministrazione di

Magis ha spiegato: “Le

ragioni per investire in un

mezzo così importante

sono molteplici”.

E ha proseguito: “Con la

nuova autogrù stiamo

ampliando le prestazioni

della nostra offerta.

Come per tutte le altre

nuove macchine della

nostra flotta, abbiamo

scelto Liebherr perché

l'azienda è sinonimo di

affidabilità tecnica,

rendimento, innovazione

e attenzione ai dettagli”.

“Alla fine delle nostre

valutazioni - continua

Caroppi - abbiamo

deciso per una gru

mobile telescopica

Liebherr che offre

un'elevata mobilità e

brevi tempi di

allestimento ed è anche

potente nelle sue varie

configurazioni”.

“Riteniamo che una gru

di questo tipo e capacità

possa permetterci di

svolgere attività di

sollevamento dove

prima eravamo limitati,

come l'installazione di

turbine eoliche” –

conclude Andrea

Caroppi.

La Magis di Taranto, è

attiva nel settore delle

gru mobili dal 1983.

Il core business

dell'azienda che conta

18 dipendenti, sono i

grandi sollevamenti, il

noleggio di gru e

piattaforme aeree

nonché i trasporti

eccezionali.

La LTM 1750-9.1 sarà la

nuova ammiraglia della

flotta di Magis ed è la

gru con la maggiore

capacità che sostituirà la

LTM 1500-8.1.

La gamma di impieghi

prevista da Magis per la

nuova LTM 1750-9.1 è

molto ampia.

I potenziali campi di

applicazione della nuova

arrivata in flotta

comprendono sia le

nuove costruzioni che la

demolizione di impianti e

strutture nel settore

industriale, ad esempio

acciaierie, impianti

chimici e petrolchimici e

componenti

prefabbricati, nonché la

costruzione e la

manutenzione di parchi

eolici.

liebherr.com

La Nuova Pilosio presenta Sicurblind. Un prodotto

che ribadisce la storica qualità dell’azienda

Al GIC (Giornate Italiane del Calcestruzzo) di Piacenza

si è potuta apprezzare, finalmente, la presentazione

al mercato italiano delle costruzioni della Nuova

Pilosio. La fase di rilancio della storica azienda friulana produttrice

di ponteggi e casseforme è in piena attività: dal 31

agosto 2021, data dell’acquisizione di Pilosio, si è proceduto

alla riorganizzazione completa di tutti processi ed in

soli otto mesi i dipendenti sono raddoppiati. La ricerca costante

del miglioramento, timbro caratteristico della Pilosio,

continua ora più che mai, per perpetrare i valori che hanno

sempre contraddistinto l’azionda fin dalll’atto di nascita,

nel 196: passione, qualità, innovazione e cura del dettaglio.

Pilosio conferma, quindi, di essere una realtà sempre attenta

a fornire un servizio completo e di massima atten-

[102] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [103]


Sollevamento&Noleggio

Attrezzature

PER PIÙ USI

Sicurblind s’impiega

come «elegante»

recinzione da cantiere

e anche come

provvidenziale

schermatura per

proteggere e poter

salvaguardare

l’ambiente dalla

presenza di eventuali

scorie e polveri

prodotte dal cantiere.

zione al cliente. In quest’ottica, è stata anche creata una

nuova Divisione per i Sistemi di Sollevamento a pignone e

cremagliera per integrare l’attuale offerta di ponteggi con

attrezzature complementari.

IL PRIMO, PRESTIGIOSO IMPIEGO

Cantiere d’eccezione per inaugurare Sicurblind:

la ristrutturazione di Palazzo Ducale, a Venezia.

Le novità di prodotto

La fiera GIC è stata, quindi, l’occasione per il rilancio dello

storico marchio friulano e, insieme, l’opportunità di presentare

alcune novità. Tra di esse, la Piattaforma di

Sollevamento ESC 1000 e il sistema di recinzione da cantiere

Sicurblind. Sicura e semplice da usare, Sicurblind si

attacca al ponteggio o ad una struttura tubolare, sostituisce

la tradizionale rete di recinzione cantiere e contribuissce

a migliorare l’estetica del cantiere stesso.

Il sistema è costituito da pannelli ciechi o grigliati inseriti

all’interno di guide in alluminio. Le guide sono fissate in

maniera semplice e veloce sui tubi (con diametri di 48,3

mm) del ponteggio o su qualsiasi altra struttura tubolare,

per mezzo di un morsetto a tenaglia. Profili angolari e cancelli

di ingresso completano il sistema.

Sicurblind si avvale di componenti leggeri e veloci da montare

e di elementi studiati ad hoc dall’ufficio Ricerca e

Sviluppo Pilosio, per soddisfare le esigenze di ogni cliente.

I componenti, essendo modulari, possono essere fa-

cilmente riadattati in occasione dell’allestimento di altri

cantieri. Per creare una protezione ermetica, il sistema viene

fornito, su richiesta, accompagnato da un’apposita guarnizione

tra pannelli e guide.

Sicurblind si utilizza come recinzione per protezione del

cantiere, ma anche come schermatura per proteggere e

salvaguardare l’ambiente dalle eventuali scorie e polveri

prodotte da lavorazioni speciali quali sabbiature o lavori di

rimozione di amianto e, tra l’altro, offre maggior sicurezza

contro l’intrusione rispetto ad una comune rete. I pannelli

in acciaio zincato possono essere realizzati in lamiera piena,

oppure dotati di una griglia metallica, che consente il

controllo del cantiere dall’esterno e anche il passaggio di

luce. I pannelli standard pieni e con griglia presentano le

dimensioni delle campate del ponteggio, vale a dire 50x100,

50x180 cm, 50x200 cm, 50x250 cm, ma, su richiesta, si

possono realizzare di qualsiasi dimensione secondo le

specifiche esigenze del cantiere. Sempre a richiesta, i pannelli

possono anche essere colorati o rivestiti. Le guide

sono profili Pilosio in alluminio chiusi alla base da un piedino

che blocca i pannelli.

Le applicazioni in cui Sicurblind può essere fruttuosamente

chiamato in causa: può essere impiegato, ovviamente, in

ogni cantiere di costruzione, ristrutturazione e manutenzione

industriale in cui sia richiesta una recinzione sicura

o una schermatura di protezione.

I vantaggi del sistema

Si possono condensare in poche parole chiave. A partire

da innovazione: nuovo sistema molto semplice e veloce

da montare; flessibilità: può adattarsi a qualsiasi esigenza

di cantiere e può essere utilizzato con ogni tipo di ponteggio;

sicurezza: offre maggiore protezione antintrusione

rispetto ad una rete da cantiere; semplicità e velocità:

s’intende, di montaggio e smontaggio; impermeabilità alle

polveri: elevata protezione dell’ambiente circostante da polveri

e scarti di lavorazioni grazie ad una guarnizione che

rende la recinzione ermetica. E ancora: variabilità di dimensioni:

a seconda delle necessità del cantiere, Pilosio è

in grado di realizzare dimensioni di pannelli diverse e rispondenti

ai bisogni; infine, su richiesta è possibile realizzare

pezzi speciali per rispondere alle esigenze più disparate

del cantiere

L’idea di Securblind

Ha la propria genesi nell’osservazione di un progetto speciale

che Pilosio aveva studiato e realizzato una decina di

anni fa per un edificio in fase di ristrutturazione nella stazione

di Roma Tiburtina. Il fabbricato era stato avvolto

da un ponteggio Multidi rezionale MP e rivestito da impalcati

Pilosio opportunatamente modificati e montati in verticale

sulla struttura. Da qui l’idea di adattare quel sistema

per una recinzione da cantiere semplificandolo in modo

da renderlo veloce da montare, modulare e flessibile.

È stato scelto un cantiere di eccezione per inaugurare la

recinzione Sicurblind: la ristrutturazione del Palazzo Ducale

in piazza San Marco, a Venezia. Oltre ai ponteggi, Pilosio

ha offerto l’opportunità di chiudere il cantiere con Sicurblind.

I pannelli della recinzione sono grigliati per rispettare una

normativa specifica che chiede la possibilità di poter sempre

controllare l’interno del cantiere. Un cancello realizzato

con lo stesso sistema assicura l’ingresso in cantiere ai

soli addetti.

[104] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [105]


Truck&Allestimenti

Mercedes-Benz

In produzione di serie

la versione elettrica

eActros del pesante

della Casa tedesca.

Aggiornamenti per

i motori OM 471

e il cambio PowerShift

di Gianenrico Griffini

L’ELETTRICO

Al centro,

un eActros

con scarrabile.

Sotto, la

strumentazione

digitale,

i cablaggi

ad alta tensione

e la ricarica

del veicolo.

Innovazioni

STELLARI

Da costruttore globale, presente su tutti i principali mercati

mondiali, Mercedes-Benz punta sull’innovazione

continua. Lo fa sia per i veicoli tradizionali con motorizzazioni

diesel, sia per i camion elettrici destinati a gestire

la transizione energetica verso la decarbonizzazione del trasporto

su strada. Nell’ambito dei pesanti a tecnologia avanzata,

la Stella punta sull’elettrico a batterie (Bev) eActros, entrato

in produzione di serie lo scorso anno. E’ disponibile in due

modelli - eActros 300 e eActros 400 - che si differenziano

per il numero di pacchi batterie installati a bordo. L’eActros

300 ne ha tre da 112 chilowatt-ora ciascuno, mentre l’eActros

400 dispone di quattro unità della stessa capacità installata.

In quest’ultima configurazione il Bev della Stella ha un’autonomia

operativa di circa 400 chilometri in condizioni di carico

parziale, con le batterie pre-condizionate (cioè portate al livello

termico ottimale di funzionamento) e con una temperatura

esterna di 20 gradi centigradi. Il cuore tecnologico dell’eActros

è costituito da un assale di trazione elettrificato, dotato di due

[106] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [107]


Truck&Allestimenti

Mercedes-Benz

HI-TECH

A fianco, un

Arocs 3342 con

il nuovo motore

OM 471 e le

telecamere

al posto degli

specchi. Sotto,

la seconda

generazione

di MirrorCam.

I RISPARMI Sotto, le riduzioni

(il 23% in tutto) dei consumi

ottenute dal 2011 al 2022 con le

migliorie apportate ai motori. Sopra,

il cambio automatizzato PowerShift.

IL SEI CILINDRI OM 471 Molteplici

le migliorie introdotte sulla nuova

famiglia di propulsori. Spaziano

dalla geometria del cielo dei pistoni

ai nuovi turbocompressori.

motori integrati e di un cambio a due rapporti. Le unità di trazione,

raffreddate a liquido, generano una potenza in continuo

di 330 chilowatt (400 chilowatt di potenza di picco). Il veicolo

può essere ricaricato presso un impianto di potenza fino

a 160 chilowatt.

Si ricarica in poco più di un’ora

Per portare tre pacchi batterie dal 20 all’80 per cento del livello

di carica occorre poco più di un’ora, se si dispone di una presa

in corrente continua da 400 Ampere. La Casa tedesca sta

testando sull’eActros diverse tipologie di allestimenti - furgonature

standard o isotermiche con piattaforma di carico posteriore

- incluse le attrezzature, come gli scarrabili e i ribaltabili,

per il rifornimento dei cantieri situati in aree urbane.

Grazie a una presa di forza elettrica (ePto), è possibile azionare

la sovrastruttura con emissioni localmente nulle e con

un elevato livello di silenziosità. Un’altra importante innova-

zione presentata da Mercedes-Benz riguarda l’introduzione

sul mercato, a partire dall’ottobre di quest’anno, della terza generazione

dei motori a sei cilindri in linea OM 471, destinati agli

Actros e agli Arocs per impieghi cantieristici. La nuova famiglia

di propulsori, che promette risparmi di carburante fino al

4 per cento rispetto alla precedente generazione lanciata nel

2019, è stata ampiamente rivisitata nei principali componenti.

A cominciare dalla geometria del cielo dei pistoni, dagli iniettori

e dalla testa. Nel complesso è stato aumentato il rapporto

di compressione da 18:1 a 23:1, il che favorisce l’efficienza

del processo di combustione, mentre la pressione di accensione

raggiunge i 250 bar. Per i nuovi OM 471 sono stati sviluppati

due turbocompressori. Uno destinato alle unità di potenza

fino a 476 Cv ed uno per i propulsori per impieghi gravosi

(incluso il settore delle costruzioni) di potenza fino a 530 Cv.

Novità anche per il cambio automatizzato PowerShift e per il

sistema di post-trattamento dei gas.

[108] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [109]


Truck&Allestimenti

Volvo Trucks

Elettrici

IN CANTIERE

Con gli FMX Electric

della Casa svedese

l’elettrificazione

arriva nel comparto

dell’edilizia urbana

di Gianenrico Griffini

Per Volvo Trucks, come per altri costruttori di mezzi pesanti,

il comparto cantieristico leggero - insieme ai settori

della distribuzione e della raccolta rifiuti in ambito

urbano - riveste particolare importanza nel processo di elettrificazione

dell’offerta di prodotto. Che, per quanto riguarda

la Casa svedese, spazia dagli FL ed FE Electric in produzione

di serie dal 2019 agli FM, FH ed FMX per i quali l’inizio delle

consegne è previsto per l’autunno di quest’anno. In ambito

cantieristico, Volvo Truck ha iniziato già nel 2020 i test in

condizioni operative con alcuni FM ed FMX Electric (equipaggiati

con betoniera e cassone scarrabile) presso la Swerock,

uno fra i principali player scandinavi nella fornitura di materiali

e servizi per l’edilizia. Il line-up previsto per gli FMX a propulsione

elettrica prevede trattori in configurazione 4x2, 6x2 e 6x4

e autotelai cabinati 4x2, 6x2, 6x4, 8x2 e 8x4, equipaggiati con

2-6 pacchi batterie agli ioni di litio e 2 o 3 motori elettrici di potenza

complessiva compresa fra 330 e 490 chilowatt. Sono

disponibili tre tipologie di prese di forza.

CON LA SCOSSA IN CANTIERE

In alto, un FMX Electric a quattro

assi con gru retrocabina ad

azionamento elettrico. Sopra e a

fianco, alcuni FM ed FMX Electric.

[110] giugno 2022 Costruzioni

Costruzioni giugno 2022 [111]


un domani

migliore

dell’8%

Il futuro è Super

Anche se nessuno può dire con certezza cosa ci riserverà il domani,

noi sappiamo già oggi che sarà radioso.

Il nuovo Scania Super non solo offre la guida più fluida in assoluto,

ma è anche il veicolo più efficiente da noi mai progettato.

Ancora una volta, fissiamo un nuovo riferimento nella nostra industria

per le catene cinematiche endotermiche,

con un risparmio di carburante di almeno l’8%.

Pronti oggi alle sfide di domani. Un domani migliore dell’8%.

La catena cinematica Scania Super, basata sul nuovo motore endotermico, permette

un risparmio di carburante di almeno l’8% rispetto alla precedente gamma Scania 13 litri.

Confronto effettuato per trasporti a lungo raggio.

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