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8 L’Accademia Olimpica

AD MEMORIAM

Antonio Franco Dal Maso

Domenico Toniolo

Si è spento il 12 dicembre

scorso, a 89 anni, Franco Dal

Maso, accademico olimpico

onorario, già primario di

Ostetricia e ginecologia ad

Arzignano. Sempre presente

per le sue pazienti quanto

attivamente impegnato sul

fronte politico e sociale, Dal

Maso ha ricevuto l’estremo

saluto nell’Odeo dell’Olimpico,

per la prima volta reso

disponibile per una cerimonia

funebre dal Comune di

Vicenza, che nel 2006 aveva

insignito Dal Maso della medaglia

d’oro della città.

In quell’occasione, davanti ai

tanti amici giunti a porgergli

l’estremo saluto, il presidente

Gaetano Thiene gli ha dedicato

un commosso ricordo

a nome dell’Accademia, che

lo aveva eletto onorario nel

2019: «Era un uomo coraggioso

e generoso - ha ricordato

-, assiduo frequentatore

delle nostre tornate e di

esemplare umanità, punto

di riferimento per i suoi nipoti

e per i giovani tutti della

sua amata Vicenza».

Angelo Fiori

Il 2 gennaio scorso è scomparso

Angelo Fiori, accademico

olimpico onorario dal

1998, professore emerito di

Medicina legale all’Università

Cattolica di Roma, laurea

honoris causa a Granada e

Coimbra e figura di spicco

della Medicina forense internazionale.

Nato a Valdagno nel 1927,

si laureò e si specializzò a

Padova. Studioso e ricercatore

acuto e brillante, è stato

ricordato con queste parole

dal presidente dell’Accademia,

Gaetano Thiene: «Un

personaggio di tale spicco,

che aveva dato così tanto lustro

alla vicentinità, meritava

un riconoscimento da parte

della nostra Accademia. Ho

riletto le lusinghiere lettere

di presentazione, all’epoca

della sua candidatura, scritte

da molti accademici fra

i quali Ettore Gallo, Mario

Brillante la sua carriera di

medico ospedaliero, prima a

Vicenza e poi, dal 1971 e per

26 anni, ad Arzignano, polo

sanitario che rese un’eccellenza

regionale, tra l’altro

dando l’avvio alla prevenzione

delle neoplasie uterine

con il Pap-test.

Durante la pandemia, volle

partecipare all’iniziativa

online Il quarto d’ora accademico,

condividendo una

sua poesia, accompagnata

da questa introduzione: «In

questi giorni di tristezza è

necessario non lasciarsi travolgere.

A darci una mano,

per fortuna c’è la primavera

che sta scoppiando con tutta

la sua forza, la sua bellezza.

Ho pensato che la mia

partecipazione debba essere

rivolta a esaltare questa

lotta tra la morte (corona

virus) e la vita (primavera). Il

“polemos”, il contrasto, deve

concludersi con il “logos”,

dice Eraclito, e allora abbiamo

una speranza: dalla lotta

tra la vita e la morte nascerà

una nuova armonia».

Bonsembiante, Andrea Drusini

(suo concittadino valdagnese),

Osvaldo Petrella,

Tito Berti, Francesco Busnelli

e io stesso. L’allora presidente

dell’Accademia, Lorenzo

Pellizzari, decise che il ruolo

più adatto per un personaggio

così illustre era quello di

“Onorario” e l’Assemblea lo

votò unanime. Memorabili le

sue letture “La Medicina e le

fasi finali della vita”, del 2 ottobre

1988, e “Lo stato attuale

della Bioetica”, del 2 aprile

2000. Erano con lui, in quel

1988, Enrico Berti e Giovanni

Felice Azzone, loro pure

deceduti a breve distanza da

Fiori. Questo nostro accademico

- ha concluso Thiene -

è quindi stato una figura di

altissimo profilo nel campo

della Medicina legale e della

Bioetica, degno di essere

consegnato alla storia di

queste discipline».

Cordoglio per la scomparsa il 23 maggio scorso, a 87 anni,

di Domenico Toniolo, professore emerito di Fisica all’Università

di Padova. Tra i suoi progetti più significativi, da

ricordare il sistema - elaborato a quattro mani con il matematico

Massimo Fornasier - per consentire tecnicamente

il restauro degli affreschi del Mantegna nella Cappella

Ovetari della chiesa degli Eremitani a Padova, colpiti dai

bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Nato a Rossano Veneto nel 1935, Toniolo era stato eletto

accademico nel 2003.

Giuseppe La Greca

Il 19 aprile è venuto a mancare Giuseppe La Greca, accademico

olimpico dal 1996. Ricercatore e clinico, tra i nomi di

spicco della Nefrologia italiana e internazionale, è stato tra

i protagonisti indiscussi dello sviluppo di questo reparto

e dell’ospedale San Bortolo di Vicenza nel suo complesso.

Primario per oltre trent’anni, dal 1968 al 2002, guida lungimirante

nella nascente disciplina dei trapianti di rene, era

nato a Campobasso nel 1935. Laureatosi a Parma nel 1960,

iniziò fin da subito a raggiungere prestigiosi risultati sul

fronte della ricerca e dell’attività clinica.

Giunto a Vicenza a 34 anni, costituì un’equipe con altri

giovani brillanti, tra i quali l’accademico Claudio Ronco,

successivamente destinato a lasciare anch’egli un segno

indelebile nella storia di questa disciplina.

Agostino Cacciavillani

È scomparso a 95 anni, il 5 marzo scorso, il cardinale

Agostino Cacciavillan, accademico dal 1990 nella

Classe di Diritto economia e amministrazione.

Valdagnese, per oltre sessant’anni diplomatico per la Santa

Sede, ha operato con sette pontefici, da Pio XII fino a

papa Francesco. Ordinato sacerdote nel 1949, iniziò il suo

mandato alla Nunziatura apostolica delle Filippine, spostandosi

poi in diversi Paesi, dall’Europa all’Africa, dall’Asia

alle Americhe. Fu creato cardinale da Giovanni Paolo II nel

2001. Di grande rilievo anche il suo impegno come presidente

dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede

Apostolica.

Tra i messaggi di cordoglio inviato alla famiglia, quello di

papa Francesco: «Nell’apprendere la notizia del decesso

del cardinale Agostino Cacciavillan - ha scritto tra l’altro

il pontefice - desidero esprimere la mia vicinanza e il

mio cordoglio. Penso a questo fratello che, con dedizione

esemplare e acutezza di pensiero, ha generosamente

profuso i tanti talenti ricevuti per il bene della Chiesa. Con

gratitudine faccio memoria del suo ministero, iniziato nella

diocesi natia di Vicenza e proseguito al servizio della

Santa Sede attraverso numerosi incarichi, svolti con grande

competenza, infaticabile abnegazione e gioviale apertura

d’animo, specialmente nell’ambito della diplomazia

pontificia».

Le sue esequie si sono svolte nella basilica di San Pietro a

Roma e nel duomo di Ognissanti ad Arzignano, città sempre

rimasta nel suo cuore.

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