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TuttoBallo20 Luglio/Agosto 2022.EnjoyArt

Carissimi amici di TuttoBallo, l'estate è esplosa prima del previsto. Temperature tipiche di Algeria e Medio Oriente in pieno giugno: i cambiamenti climatici sono in atto anche in Italia. E anche se le aspettative per il resto della stagione non sono rosee, noi di TuttoBallo, vogliamo immaginare che con la nostra rivista possiate rinfrescarvi in questa torrida estate. Vi consiglio di leggere tutto il numero 29 perché ci sono come al solito tante notizie sul cinema, teatro, musica, mostre, benessere e cucina... La copertina l'abbiamo dedicata ad un big della musica italiana: Riccardo Fogli. In occasione del 40° anniversario dalla vittoria del Festival di Sanremo (1982), Riccardo Fogli presenta "Predestinato (Metalmeccanico)" un libro disco lanciato sul mercato con la nuova versione di "Storie di tutti i giorni". L'intervista completa potete ascoltarle sul canale podcast "L'uomo con la radio". https://www.spreaker.com/user/fabriziosilvestri12/luomo-con-la-radio-riccardo-fogli-1 La controcopertina, invece, abbiamo deciso di dedicarla ad un ballerino e un pittore. Jacopo Tissi, ballerino premiato ad DanzArenzano Arte... e al pittore Mauro Roberto Gavazzi che ha realizzato "Jacopo Tissi in Danza", opera su cartoncino che ho avuto l'onore di consegnare all'artista Tissi. Dopo mesi di lavoro e limitazioni è giunto il momento di godersi un pò di meritato riposo. Divertiti e ricaricatevi... Settembre sarà un anno impegnativo... Buona estate e Buona ballo!!!

Carissimi amici di TuttoBallo, l'estate è esplosa prima del previsto. Temperature tipiche di Algeria e Medio Oriente in pieno giugno: i cambiamenti climatici sono in atto anche in Italia. E anche se le aspettative per il resto della stagione non sono rosee, noi di TuttoBallo, vogliamo immaginare che con la nostra rivista possiate rinfrescarvi in questa torrida estate. Vi consiglio di leggere tutto il numero 29 perché ci sono come al solito tante notizie sul cinema, teatro, musica, mostre, benessere e cucina... La copertina l'abbiamo dedicata ad un big della musica italiana: Riccardo Fogli. In occasione del 40° anniversario dalla vittoria del Festival di Sanremo (1982), Riccardo Fogli presenta "Predestinato (Metalmeccanico)" un libro disco lanciato sul mercato con la nuova versione di "Storie di tutti i giorni". L'intervista completa potete ascoltarle sul canale podcast "L'uomo con la radio".
https://www.spreaker.com/user/fabriziosilvestri12/luomo-con-la-radio-riccardo-fogli-1
La controcopertina, invece, abbiamo deciso di dedicarla ad un ballerino e un pittore. Jacopo Tissi, ballerino premiato ad DanzArenzano Arte... e al pittore Mauro Roberto Gavazzi che ha realizzato "Jacopo Tissi in Danza", opera su cartoncino che ho avuto l'onore di consegnare all'artista Tissi. Dopo mesi di lavoro e limitazioni è giunto il momento di godersi un pò di meritato riposo. Divertiti e ricaricatevi... Settembre sarà un anno impegnativo...
Buona estate e Buona ballo!!!

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29

Riccardo Fogli

Predestinato

(Metalmeccanico)


TuttoBallo - maggio - giugno 2022 - n. 28

Copertina: Riccardo Fogli

Editore "Stefano Francia" EnjoyArt

Direttore - Fabrizio Silvestri

Vice direttore - Eugenia Galimi

Segretaria di redazione - Pina delle Site

Redazione - Marina Fabriani Querzè

COLLABORATORI: Maria Luisa Bossone, Antonio Desiderio, Francesco

Fileccia, David Bilancia, Giovanni Fenu, Mauri Menga, Sandro Mallamaci,

Walter Garibaldi, David Iori, Giovanni Battista Gangemi Guerrera, Lara Gatto,

Lucia Martinelli, Patrizia Mior, Ivan Cribiú, Danilo Pentivolpe, Alessia

Pentivolpe, Carlo De Palma, Rita Martinelli, Assia Karaguiozova, Federico

Vassile, Elza De Paola, Giovanna Delle Site, Jupiter, Francesca Meucci,

Alberto Ventimiglia.

Fotografi: Luca Di Bartolo, Elena Ghini, Cosimo Mirco Magliocca Photographe

Paris, Monica Irma Ricci, Luca Valletta, Raul Duran, DsPhopto, Raul, Alessio

Buccafusca, Alessandro Canestrelli, Alessandro Risuleo. Altre foto pubblicate

sono state concesse da uffici stampa e/o scaricate dalle pagine social dei

protagonisti.

Le immagini e le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto d’autore,

vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai sensi degli artt. 65

comma 2 e 70 comma 1bis della Lg. 633/1941.

É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.

É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dal

direttore. I collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.

Testata giornalistica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia EnjoyArt

per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com

Contro Copertina

Carissimi amici di TuttoBallo, l'estate è esplosa prima del

previsto. Temperature tipiche di Algeria e Medio Oriente in

pieno giugno: i cambiamenti climatici sono in atto anche in

Italia. E anche se le aspettative per il resto della stagione

non sono rosee, noi di TuttoBallo, vogliamo immaginare

che con la nostra rivista possiate rinfrescarvi in questa

torrida estate. Vi consiglio di leggere tutto il numero 29

perché ci sono come al solito tante notizie sul cinema,

teatro, musica, mostre, benessere e cucina... La copertina

l'abbiamo dedicata ad un big della musica italiana:

Riccardo Fogli. In occasione del 40° anniversario dalla

vittoria del Festival di Sanremo (1982), Riccardo Fogli

presenta "Predestinato (Metalmeccanico)" un libro disco

lanciato sul mercato con la nuova versione di "Storie di tutti

i giorni". L'intervista completa potete ascoltarle sul canale

podcast "L'uomo con la radio".

https://www.spreaker.com/user/fabriziosilvestri12/luomocon-la-radio-riccardo-fogli-1

La controcopertina, invece, abbiamo deciso di dedicarla ad

un ballerino e un pittore. Jacopo Tissi, ballerino premiato

ad DanzArenzano Arte... e al pittore Mauro Roberto

Gavazzi che ha realizzato "Jacopo Tissi in Danza", opera

su cartoncino che ho avuto l'onore di consegnare all'artista

Tissi. Dopo mesi di lavoro e limitazioni è giunto il momento

di godersi un pò di meritato riposo. Divertiti e ricaricatevi...

Settembre sarà un anno impegnativo...

Buona estate e Buona ballo!!!

© F R E E P R E S S O N L I N E r i p r o d u z i o n e r i s e r v a t a - D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "


ASD Golden Dance Viterbo

Golden Tango Viterbo

V I A S . M A R I A I N S E L I C E , 1 3 V I T E R B O

* 3 9 0 7 6 1 3 0 5 7 5 7 - * 3 9 3 4 7 3 8 0 9 3 4 0

Direzione Artistica

Massimo Polo


World Dance Award “Como Lake Edition”

WE CARE:”Show your talent, we’ll take care of you!“

Premio speciale

“GIOVANE PROMESSA”

Evan Frau

Arte Danza Novara

Premio Speciale

“VIVI IL TUO TALENTO”

Helena Mongodi

Liceo Coreutico

“A. Locatelli” Bergamo

Premio Speciale

“BEST COREOGRAPHER”

Marta Castelletta

Arte Danza Novara

Elisabetta Bortolotto

ARTI’S Genova

Le perle più preziose del lago di Como sono tornate a brillare

sul palcoscenico del Teatro Sociale. Due giornate di concorso

(21 e 22 maggio) per assegnare il World Dance Award, Como

Lake Edition, giunto alla quarta edizione, con la co-direzione

artistica di Lella Colombo e Antonio Desiderio. I due direttori,

da sempre, in sinergia con Enti, Istituzioni e Partners privati,

perseguono l’obiettivo della valorizzazione della cultura e

dell’arte coreutica come fattore educativo e di crescita dei

giovani. Ad ogni edizione hanno assegnato un tema che

determina lo sviluppo della progettualità, lo stile e l’immagine

coordinata, guida le proposte artistiche, la scelta delle

Partnership e delle comunità coinvolte, il contenuto degli

eventi. Quest’anno la parola prescelta che ha guidato tutta la

manifestazione è stata “CURA”, parola declinata in tutti i suoi

aspetti. Oltre al concorso, a cui hanno partecipato circa 400

giovani e giovanissimi danzatori provenienti da molte nazioni

europee, si sono svolti laboratori nelle scuole primarie e

secondarie di primo grado, tenuti dallo staff di WDA e dai

docenti del Liceo Musicale Coreutico G.Pasta. Per mantenere il

concetto di socialità è stata organizzata una cena di solidarietà

con raccolta fondi per la mensa di solidarietà della Caritas, in

collaborazione con l’iniziativa civica Città Fratelli Tutti e una

interna giornata in cui le vie e le piazze di Como si sono

animate con eventi legati alla danza e di promozione sociale.

A giudicare i giovani danzatori in concorso, una giuria

internazionale altamente qualificata. Arantxa Carmona

pedagoga, coreografa di Danza Tradizionale, e direttrice del

Real Conservatorio Profesional de Danza Mariemma di Madrid.

Melanie Person, Co-Direttrice dell’ Ailey School, New York

City. Dalla Russia, Dmitry Povolotsky Direttore Bolshoi Ballet

Academy Summer Intensives. Gali Kalef Yun danzatrice,

coreografa, Co-Direttrice del “Kibbutz Contemporary Dance

Company’s Second Company (KCDC 2)” in Israele. Fabrizio

Silvestri, il nostro direttore, che ha sostituito due personalità

della danza impossibilitate a raggiungere Como causa Covid. Il

direttore di TuttoBallo ha assegnato il premio della critica, un

riconoscimento che la nostra rivista on line ha voluto assegnare

a due giovani promesse della danza che nel prossimo numero

di settembre vi presenteremo, Emanuele Mascitti e Vittoria

Baraldi. Da quattro anni il punto di forza del World Dance

Awards Como Lakes Edition è la qualità. I due direttori,

Colombo e Desiderio, ogni anno mettono in campo uno

spettacolo straordinario adeguato alla danza, quella danza che

Carla Fracci definiva “poesia perché il suo fine ultimo è

esprimere sentimenti, anche se attraverso una rigida tecnica. Il

nostro compito è quello di far passare la parola attraverso il

gesto”. Appuntamento al 2023… sempre su quel ramo del Lago

di Como…

Premio della critica

" TuttoBasllo"

Emanuele Mascitti

Vittoria Baraldi

Premio Speciale

“CITTÀ DI COMO”

Liceo Coreutico

Candiani Bausch

Accademia Danza Merate (LC)

Attitude, Ranica (Bergamo)


Danze Sacre e Movimento

"Cerco un centro di gravità permanente"

Le danze sacre, amate da Battiato, sono un'antichissima disciplina che insegna a rimettersi in sintonia con le parti più

profonde. Per vivere meglio e più a lungo. Tutti abbiamo cantato almeno una volta “voglio vederti danzare”, insieme a

Franco Battiato, sulle note di uno dei suoi successi più amati. Era il 1982 e, accarezzando con la voce che sembrava

filtrare da mondi lontanissimi la ritmica di quel ritornello, il maestro siciliano – profondo studioso di mistica orientale e di

culture iniziatiche – accennava qualche passo insolito.

In realtà si ispirava alle Danze Sacre: una disciplina scoperta e rielaborata all’inizio del Novecento dal filosofo e scrittore

d’origine armena Georges Ivanovič Gurdjieff, che la apprese nei monasteri di Asia, Medio Oriente e Turchia e la fece

conoscere in Occidente dopo averla organizzata in un corpus di oltre 250 esercizi suddivisi fra rituali femminili, danze

dervisce, preghiere e Movimenti. Sono sequenze apparentemente semplici ma intrise di ritualità, che si eseguono con un

sottofondo di musica dal vivo, in genere suonata al pianoforte su spartiti creati ad hoc dallo stesso Gurdjieff con l’aiuto

del compositore russo Thomas de Hartmann. E la caratteristica peculiare di questa attività è che deve svolgersi sempre e

rigorosamente in gruppo. Del resto, mai come adesso, dopo più di un anno e mezzo trascorso in balìa delle restrizioni e

dell’isolamento, si avverte urgente la necessità di recuperare la dimensione collettiva della vita. E la danza è in assoluto

lo strumento più spontaneo e naturale per stare insieme attivando contemporaneamente il corpo, la mente e le emozioni.

Dal 15 al 17 Luglio, a pochi chilometri da Assisi si svolgerà il Training DANZE SACRE E MOVIMENTI,

In uno dei centri addestramento dell'International Dance of Self Awareness, il Monastero di San Biagio, c'è una location

di rara bellezza che cura Corpo e Spirito, in due giorni si può arricchire la propria spiritualità per poter avere una visione

più ampia e illuminante della danza. Immersi nella Natura con vista sulla meravigliosa vallata umbra, tra tramonti

mozzafiato, cieli stellati, aria pulita e tanto relax, ogni partecipante inizia a prendersi del tempo per lasciare andare il

passato, nutrire il presente e orientare il proprio futuro.

Danze sacre e Movimenti, infatti, non è soltanto un corso dove si insegnano nozioni di danza o dei movimenti, è molto di

più. I trainer dell’International School of Self Awareness infatti, guideremo con amore e aiuteremo a comprendere meglio

come vivere con più consapevolezza per vivere pienamente.

“DIO TI RISPETTA QUANDO LAVORI, ma ti ama quando danzi”, recita un’antica massima sufi.


CONSCIOUS DANCE ITALY

I 5 RITMI E TUTTE LE PRATICHE CHE CI AIUTANO A SPEGNERE LA TESTA E A

RIATTIVARE L’INTELLIGENZA DEL CORPO.

La Conscious Dance è una pratica espressiva che si basa sul movimento libero.

È un modo semplice e potente per connettersi con se stessi. È una danza liberatoria, che riattiva l’energia. È una

medicina. È uno spazio sicuro, sacro, non competitivo, in cui è possibile esplorare se stessi insieme agli altri.

È uno spazio di ascolto e di crescita. È uno spazio aperto dove la musica ci aiuta a fare un viaggio con lo strumento più

potente che abbiamo: il nostro corpo. E ci aiuta a portare una forma di spiritualità nuova nelle nostre vite. Una

spiritualità che non è religione, ma pura connessione con qualcosa di più grande di noi che ci include.Le parole sono di

Marcella Panseri, insegnante di 5Ritmi e Soul Motion e co-fondatrice di ConsciouDanceItaly con Nishta Maria

Matarrese.La danza c’è dall’inizio dei tempi, è stata e fortunatamente sta tornando ad essere una delle forme primarie

d’espressione, non solo un’arte per danzatori professionisti. In una società dove lo strapotere della testa e della ragione

è indiscusso, lavorare con il corpo a livello fisico, emotivo e spirituale è una necessità. Ci sono moltissime discipline che

lavorano con la danza e con il movimento. La Conscious Dance è il nome che ‘raggruppa’ le pratiche che derivano dai

5Ritmi di Gabrielle Roth e che hanno quindi questa forte radice comune.I fondatori di Open Floor, Soul Motion,

Movement Medicine e Azul, sono insegnanti di 5Ritmi che Gabrielle Roth ha formato e che nel tempo, hanno creato

scuole che hanno e stanno portando avanti nuove modalità espressive. A queste pratiche si unisce l’Ecstatic Dance che

dalla fondatrice riprende il concetto di estasi. Di essere così pienamente nel corpo da sentirlo vivo in ogni sua cellula.

Gabrielle Roth (1942-2012) americana, era una donna straordinaria che ha vissuto in un periodo fertile dove sono nate

alcune fra le più importanti discipline del mondo contemporaneo. Negli anni Settanta ha creato e diffuso i 5Ritmi in tutto

il mondo proponendo una prospettiva radicalmente nuova sull’architettura dell’anima.Ha formato centinaia di insegnati,

scritto 3 libri, prodotto 20 album e ha fatto danzare uomini di ogni età, forma fisica, genere, colore, creando tribù di

anime libere e in cerca di una nuova forma espressiva. Oggi la sua visione e le sue mappe continuano attraverso il

lavoro dei tanti insegnanti di 5Ritmi. In Italia sono 8 gli insegnanti certificati, più 3 space holders. A Roma c’è un

collettivo di 5Ritmi dove è possibile praticare con diversi insegnanti, e poi ci sono workshop con maestri internazionali e

retreat. Si danza dal 2008 grazie al lavoro di alcuni produttori molto attivi e appassionati: Jyoti de Gregorio, Mauro e

Max Passante. Ma Roma è una città fra le poche fortunate in Italia che hanno insegnanti di quasi tutte le pratiche:

Movement Medicine, Azul, Ecstatic dance.

Ma cosa sono questi 5Ritmi?

Fluire, Staccato, Caos, Lirico e Quiete sono i 5Ritmi che compongono un’onda. Si balla insieme in modo destrutturato,

senza passi e coreografie. Si è guidati da un insegnante che costruisce la musica in modo da creare un’onda. Se la si

segue con fiducia l’onda rilassa, sblocca, ricarica, permette di far uscire quello che abita in noi. L’insegnante propone,

invita alla ricerca e alla sperimentazione di movimenti, ognuno poi è libero di seguire il proprio ritmo interiore, il proprio

livello di energia, imparando a fidarsi del proprio intuito e della saggezza del proprio corpo: che non mente mai.

I benefici?

Sono tantissimi e diversi per ognuno di noi. Il mio consiglio è di provare. Ci sono libri, testimonianze, scritti, potremmo

fare un articolo di 100 pagine, ma è con il corpo e l’esperienza che possiamo sentire i benefici, e decidere se queste

pratiche possono aiutarci e sostenerci nel grande cammino che è la vita e portarci a una consapevolezza più piena.

www.5ritmi.it

www.consciousdanceitlay.com

www.marcellapanseri.it


MOVIMENT MEDICINE

MEDITAZIONE IN MOVIMENTO

La Movement Medicine è stata creata da Ya’Acov e Susannah Darling Khan e affonda le sue radici nella danza

estatica, nello sciamanesimo, nelle costellazioni familiari, nell’integrazione delle nuove scoperte delle

neuroscienze con tradizioni e culture antiche. Abbiamo chiesto che cos'è la Movemente Medicine, a Tamara

Candiracci, infermiera e Counsellor Sistemicod e soprattutto una maggiori esperte della disciplinna...

Tamara, che cos’è la Movement Medicine?

La Movement Medicine è una pratica di meditazione in movimento, che ci radica nel corpo e ci riconnette con la

saggezza di vivere dallo spazio del cuore, con la gioia di conoscere chi realmente siamo e la soddisfazione di

dare il proprio contributo alla vita. Individuale e collettivo.

Tutto questo attraverso la danza?

Si, un passo alla volta entriamo in relazione con il corpo e la sua intelligenza profonda e immediata, frutto di

milioni di anni di evoluzione. Una relazione dove non è importante l’esterno, come appare un passo, ma il

sentire il corpo da dentro e permettere al movimento di essere espresso. Un passo alla volta e ripentendolo nel

tempo.

Cosi il nostro sistema impara e crea nuove connessioni nervose, nuovi comportamenti. Così il movimento

diventa medicina. MQuando danziamo, lo facciamo con curiosità: la pratica è la stessa e la condizione del

momento è sempre diversa, e così pure la danza che emerge nel presente. Danzando creiamo una relazione tra

lo spazio interiore e l’esterno. Abitando maggiormente il corpo, anche il panorama emozionale può essere

sentito e danzato. Qualsiasi emozione è energia nel corpo, che cerca un canale di espressione e la danza è un

grande contenitore, tutto può essere danzato e affidato al movimento.

“Tutto quello che viene compresso, crea depressione” Gabor Matè

Viceversa, creare uno spazio sicuro dove esplorare il movimento autentico e permetterne una sana

espressione, nella danza da soli, in coppia e in gruppo, rende più ampia la nostra finestra di tolleranza e la

capacità di agire, invece di reagire. Danziamo per riconnetterci con noi stessi, con il significato più profondo

della nostra vita, con quello che sogniamo e con le risorse, interne ed esterne, necessarie per manifestare i

nostri sogni nella realtà fisica. Lo spazio sicuro, intimo che si crea in una sala, è un incubatore dove

sperimentare movimenti nuovi, più in sintonia con il nostro vero essere, per creare ponti con la quotidianità delle

nostre vite, dove la danza con la vita accade. Tutto è danza, quando c’è presenza, ossia quando siamo presenti

e connessi alla realtà, mentre accade. E’ questa la pratica, semplice e complessa al tempo stesso, integrando

l’intelligenza del corpo, con quella del cuore e della mente, nel momento presente, con la consapevolezza

dell’interconnessione presente nella rete della vita. Una pratica sempre presente nella Movement Medicine

viene chiamata risvegliare la Danzatrice! il Danzatore: ossia chiamarci, attraverso il respiro, il movimento

consapevole, nelle varie parti del corpo, abitandole, sentendo le sensazioni presenti e permettendo al

movimento di accadere, dandogli espressione con il respiro.

Chi è il Danzatore | la Danzatrice?

È quella parte di te che è presente, che danza co-creando con quello che la vita propone, con un senso di

responsabilità e di interconnessione con il tutto. Per danzare non serve ritenersi un danzatore | una danzatrice.

È sufficiente avere un corpo, ascoltare l’impulso al movimento e permettergli di accadere.

All’inizio ci può essere del disagio, il nostro giudice interiore con il dito puntato. L’invito è quello di accoglierlo

con un respiro e continuare a muoversi. Sentendo il piacere del corpo che danza.


Cosa significa risvegliare la danzatrice / il danzatore?

È un invito a richiamarsi ed entrare nel corpo, come prima cosa. Con gentilezza e determinazione al tempo stesso.

Sentendo lo spazio sotto la pelle (interoception), la struttura e la fluidità del corpo ed entrando in contatto con

l’intelligenza che lo abita, che va oltre le idee su come dovrebbe essere e muoversi.

Risvegliare la danzatrice / il danzatore è diventare più consapevole della tua responsabilità nella vita, nelle scelte che fai,

che diventano meno automatiche e più mirate alla situazione, con un senso interiore di libertà e di possibilità. Entrando in

contatto con le risorse presenti, dentro e fuori di te. Persone, qualità, posti, tutto quello che nutre e rende forte il tuo

cerchio. Risvegliare la danzatrice / il danzatore è uscire dall’idea che dobbiamo fare tutto da soli ed accogliere la

consapevolezza che siamo insieme e che co-creare amplifica la creatività. Danziamo per creare comunità di persone

che stanno insieme senza il bisogno di omologarsi per appartenere. Comunità che celebrano la differenza come valore.

Chi è Tamara Candiracci?

Si è formata in Inghilterra con Ya’Acov e Susannah Darling Khan.

Insegnante certificata di Movement Medicine,

con formazione di approfondimento per lavorare

con le emozioni, i rituali, il SEER e il Phoenix Process e Initiation.

Fa parte della School of Movement Medicine Association, di cui segue

il codice etico. Infermiera e Counsellor Sistemico.

Da 15 anni lavora con un’organizzazione umanitaria e si occupa

di sviluppo umano.

Nel suo insegnamento unisce sensibilità, capacità di inclusione,

umorismo e porta la sua esperienza pluriennale di conduzione

di gruppi e di lavoro con persone appartenenti a contesti e culture differenti.

Insegna regolarmente a Roma da 7 anni

MarteBeat - classe aperta settimanale presso

Centro Sportivo LaSalle Italia Sport - Istituto Pio IX,

Via di Santa Prisca, 8

Voglio vederti danzare,

Roma - incontri itineranti nei parchi e in altri luoghi suggestivi

di Roma, con le Cuffie SilentDisco.

Un progetto pensato e realizzato con il team romano

che da anni sogna e co-crea insieme:

Giulia Belardelli, Elisa Massaroni, Annalisa Napoleoni

e Oliver Mellenthin

Dance with Life - cicli di incontri online dalle 7:21 per 21’

dove si alternano Movement Medicine

con Tamara e Azul con Paolo Srajan Rampin

contatti

mail tamara.movementmedicine@gmail.com

whatsapp 3396571488

Canale Telegram

https://t.me/MOVEmentMedicineTam

sito: https://www.movementmedicinecontamara.com

altre/i insegnanti di Movement Medicine in Italia

FB https://www.facebook.com/MovementMedicineItalia

https://movementmedicineassociation.org

altre/i insegnanti Conscious Dance in Italia

https://www.consciousdanceitaly.com


speciale "Swell"

Sandro Mallamaci

Antonio Eraclini, lo Swell e l’Asc

Nell'ambito dello Swell 2022 non potevamo non sentire Antonio Eraclini che, come dice alla nostra vicedirettore Eugenia

Galimi, aprendo l'intervista, è consigliere nazionale ASC nonché presidente provinciale del comitato di Reggio Calabria. Come

si legge sul sito istituzionale, l'ASC è un Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI, ma non un semplice ente sportivo,

piuttosto il risultato dell’impegno e della dedizione di un insieme di persone con elevata competenza, professionalità ed

esperienza pluriennale nel mondo dello sport, dell’associazionismo, della comunicazione e del Management sportivo ed

imprenditoriale.

D. - Come l'ASC ha affrontato la pandemia?

R. - Tutti insieme abbiamo affrontato un momento catastrofico sostenendoci a vicenda e grazie al nostro spirito costruttivo ne

siamo usciti alla grande facendo di necessità virtù e adesso che siamo qui ci resta solo un brutto ricordo che però ci fa

apprezzare di più quello che abbiamo organizzato.

D. - Da dove scaturisce il tuo amore per lo sport che ti impegna 24 ore su 24?

R. - Ovviamente è una passione che ho sempre coltivato, ma che col tempo mi ha fatto anche acquisire una sorta di pazienza

indispensabile per il ruolo che ricopro, che mi fa sentire un punto di riferimento per tutti quelli che confidano nel mio impegno

costante al loro supporto.

D. – Swell: come è nata l'idea che ormai si è dimostrata vincente già da qualche anno?

R. - È stata una scommessa con i miei collaboratori più vicini e ci siamo lanciati con entusiasmo. Era un piccolo evento alla

prima edizione, oggi siamo l'evento più importante in termini di numeri dell'intera regione.

D. - Progetti per il futuro?

R. - Da subito inizieremo a lavorare per il 2023 ma già da settembre contiamo di organizzare eventi sia in città (Reggio

Calabria) che in montagna (Aspromonte).


Uno tra i più popolari dance influencer del momento

su Youtube fa ballare milioni di follower

A TU PER TU CON LUIS CAPASSO

di

Eugenia Galimi

VIce Direttore

Ballerino, cantante, coreografo, maestro di

Ballo e Youtuber, è nato a Napoli. Dopo

essersi formato nel settore delle danze

caraibiche in un Accademia Cubana, nel

2004 si trasferisce a Roma per frequentare

per 3 anni il “Cinecittà Campus” diretto da

Maurizio Costanzo dove perfezionagli studi

di danza, canto e dizione. Vanta, inoltre,

numerose esperienze in teatro, TV e

Villaggi Turistici di tutta Italia come

ballerino e performer. Successivamente si

specializza come Insegnante di Balli

Caraibici e Danze Coreografiche fondando

già dal 2005 una sua linea di Balli Sociali

che divulga attraverso il canale YouTube

“Baila con Luis CHANNEL” con oltre

40.000 iscritti e circa 15 milioni di

visualizzazioni: è, ad oggi, uno tra i più

popolari e seguiti coreografi del settore sul

territorio nazionale

Lo abbiamo incontrato e intervistato allo

Swell (Asc) che si è svolto dal 02 al 5 Giugno

a Cutro (KR) presso il Villaggio Serenè dove

ha tenuto lezioni, animato serate e insegnato

a tutti i ballerini presenti la sua nuova

coreografia sulla musica de “La dolce vita” di

Fedez per poi registrare il suo nuovo video.

Fortemente voluto dagli organizzatori

dell’evento per il suo grande seguito, ha

subito accettato di partecipare, memore

anche delle sue vacanze estive dell’infanzia

trascorse con la famiglia proprio in questa

bellissima regione.

Nel 2019 ha debuttato come cantante col

suo primo inedito “Baila Conmigo” accolto

con entusiasmo da pubblico e critica

entrando subito in classifica ITunes. Nel

2020 pubblica una cover di Maluma,

ADMV (Amor De mi Vida) in versione

bachata sensual. A oggi vanta

un’esperienza ventennale come

insegnante di ballo, lavora in numerose

scuole della Capitale e tiene regolarmente

stage in tutta Italia. Per l’estate 2022,

tornerà sulla scena musicale con il brano

OTRA VEZ di cui è coautore del testo e

della musica, prodotta da Gianni Testa e

distribuito dalla JOSEBA Publishing..

speciale "Swell"

L’impressione di lui che ci siamo fatti durante

questa quattro giorni di sport e benessere è

quella di un giovane ragazzo che ama il

proprio lavoro e che ne cura personalmente

ogni aspetto: registrazione e montaggio video,

sponsorizzazioni, canale Youtube, lezioni di

ballo, ecc…

Costretto anche lui – come tutti noi - a uno

stop lungo e improvviso, dovuto al Covid e al

lockdown, ha tantissimi progetti per l’estate in

arrivo: spettacoli ed esibizioni in Centro e Sud

Italia a stretto contatto con quel pubblico che

tanto ama, perché – ci ha confessato – anche

se il suo successo è stato decretato dal canale

Youtube, la parte del suo lavoro che ama di

più è il contatto con il pubblico e il suo calore.


NINO D’AMICO E PROGETTO SALSA

Eugenia Galimi

Vice Direttore

Chi parla di Danze Caraibiche in Calabria e non solo,

parla di Nino D’amico fondatore e Maestro della Scuola

di Ballo PROGETTO SALSA: “un connubio di

professionalità e divertimento” come cita l’omonima

pagina Facebook - che è riuscito a coinvolgere, negli

anni, un numero infinito di persone.

Neppure la pandemia, sebbene abbia creato molti

problemi a causa della chiusura totale delle palestre, è

riuscita ad annientare nei giovani e meno giovani

calabresi la voglia di volteggiare in pista al suono di una

bachata, una salsa o un merengue. Di questo è stat

prova lampante la manifestazione organizzata dall’Asc e

denominata Swell - che si è svolta dal 02 al 5 Giugno a

Cutro (KR) presso il Villaggio Serenè - dove abbiamo

incontrato il Maestro Nino D’Amico alle prese con lezioni,

stage e serate animate fino a notte fonda insieme al suo

nutritissimo staff. Nell’intervista che ci ha concesso ci ha

parlato del suo amore per le Danze caraibiche nato nel

1995, come lui stesso lo definisce “un modo per uscire

dal contesto in cui vivevo in quegli anni” che lo ha portato

oggi, dopo ben ventisette anni di sacrifici e duro lavoro,

agli altissimi livelli che tutti gli addetti del settore gli

riconoscono.

Proprio per questo Nino, continua lanciando un invito a

tutti i genitori, dopo lo stop dovuto al Covid: “invogliate i

vostri figli a fare sport, un vero toccasana per il corpo e

la mente che aiuta la socializzazione, accresce lo spirito

di squadra, insegna sani valori e allontana i ragazzi dalla

strada e dalle cattive compagnie”.

L’intervista si conclude con la rituale domanda sui

progetti futuri e Nino con la sua proverbiale simpatia e il

suo sorriso ci parla del suo punto di vista: “come per

l’edizione Swell di quest’anno, tutto ciò che avverrà post

covid avrà una valenza diversa, in quanto la pandemia ha

costretto la gente a una scelta. C’è chi impaurito ha

deciso di mollare e chi, invece, sta vivendo questo

periodo come una ripartenza. Io sono fra coloro che

speciale "Swell"

vuole riprendere a vivere e a divertirsi come negli anni

passati”.


speciale "Swell"

Sandro Mallamaci incontra

Gennaro Calabrese

Per chi non conoscesse l’eclettico Gennaro Calabrese può scoprirlo visitando il

suo personale sito internet all’indirizzo www.calabresegennaro.it È attore,

showman, comico, imitatore, come lui stesso si definisce. Da buon imitatore è

un profondo conoscitore di dialetti a cominciare dal calabrese, ma anche del

napoletano, palermitano, romano, e di innumerevoli cadenze come il catanese,

livornese, fiorentino, emiliano, romagnolo, umbro, piemontese, barese, leccese,

abruzzese, genovese, milanese, bresciano, bergamasco, con accenti divertenti

in tedesco, giapponese, francese, arabo, africano, americano.È stato per tre

stagioni la voce del fortunato programma di satira politica di Sky 1 “Gli

sgommati” e del Cartone animato di Gazzetta dello Sport “Gazzettoons”. Dietro

quella maschera da trasformista si nasconde un avvocato, abilitato alla

professione forense, come lui stesso tiene a precisare, con un percorso di studi

completo a cominciare dal liceo classico. Lo studio però non gli ha impedito di

coltivare la sua vera passione per il teatro, frequentando scuole di recitazione di

primo piano come l’“Accademia Beatrice Bracco” di Roma. Ricco il suo

curriculum di esperienze professionali, che vi invitiamo a scoprire sulla sua

pagina. L’occasione dello Swell, organizzato dall’ASC di Reggio Calabria, ci ha

dato la possibilità di avvicinarlo per scambiare due chiacchiere, in un

pomeriggio caldissimo seduti ad un tavolino approfittando di un raro angolo di

ombra. La domanda per rompere il ghiaccio:

Come è la ripresa dopo la pandemia?

Bella e stimolante, lenta come un diesel, ma bisogna stare attenti a non

ingolfare il motore per la troppa voglia di fare. Dopo i segnali di ripresa, a

mozzichi e bocconi, già dall’estate scorsa, con diverse false partenze,

quest’anno sembra che sia la volta buona per una ripartenza definitiva, a meno

che non ci si metta di mezzo questa nuova malattia, il vaiolo delle scimmie – e

qui non si lascia sfuggire l’occasione per una battuta che riproporrà nel suo

spettacolo – e io davanti al vaiolo delle scimmie... “macacu”, che in dialetto

reggino significa “mi spavento”.

Il tuo è un appuntamento fisso con Swell?

Io sono un figlio adottivo dello Swell, nonostante non abbia un fisico

propriamente da sportivo né tantomeno faccia molto sport, ma per l’ASC Reggio

Calabria sono una sorta di portafortuna, e questa è la quarta volta che ci sono.

La volta scorsa sei stato uno degli ospiti della manifestazione, quest’anno

ti cimenti nel ruolo di conduttore e direttore artistico, per te è la prima

volta in questa veste?

No, ma ogni volta è sempre un’esperienza stimolante, anche perché è

un'occasione per conoscere da vicino il mondo dello sport e del ballo, per stare

a contatto con tanti giovani e meno giovani, in un’atmosfera completamente

diversa da quella di un classico teatro, con un pubblico più frizzante e brioso,

che spero si diverta al mio spettacolo che mi vedrà protagonista nella serata

conclusiva di sabato.

Dopo questa parentesi quali saranno i tuoi prossimi impegni?

Si inizia a girare le piazze, visto che il clima lo permette, le sagre ricominciano.

Hai nuovi personaggi da proporre?

Certamente, la pandemia mi ha fatto studiare molto – e continua a rispondere

imitando, sia la voce che la mimica facciale, di una serie di personaggi, da

Alessandro Borghese, il premier Conte, Vincenzo De Luca, Cristiano Malgioglio

- da consumato improvvisatore e intrattenitore da palcoscenico.

L’intervista si conclude ringraziando Gennaro per la sua squisita disponibilità,

con l’augurio e la speranza che tutto quello che ha causato la pandemia sia

davvero finito, dandoci l’appuntamento alla prossima edizione 2023 dello Swell.


BIENNALE DANZA 2022 - BOUNDARY-LESS

5 p r o g r a m m i t e m a t i c i : L i v e / I n s t a l l a z i o n i , B i e n n a l e C o l l e g e , C o l l a b o r a z i o n i , F i l m , C o n v e r s a z i o n i / W o r k s h o p .

Il 16. Festival Internazionale di Danza Contemporanea si svolgerà dal 22 al 31 luglio 2022, diretto da Wayne McGregor. In

programma numerosi appuntamenti quotidiani con solisti e compagnie internazionali e l’attività di Biennale College Danza

dedicata a progetti di formazione e training che diventano parte integrante del programma del Festival.

La danza è, da sempre, la forma d’arte più collaborativa. La biennale sviluppa un dialogo tra i corpi, un dialogo continuo tra

spirito e materia. Spesso, noi non parliamo; consentiamo al nostro essere più profondo di irradiarsi e, d’istinto, cominciamo a

muoverci; musica, immagini, sentimenti, pulsioni, contatto fisico… stimoli che scaturiscono da una miriade di fonti e risuonano

dentro di noi, sollecitando la nostra creatività. Il più delle volte, non ricordiamo da dove nasce un’idea, né dove finisce. Siamo

tutti perpetuità e scambio, metamorfosi e trasformazione, come navi che vagano nell’oceano, senza limiti di esplorazione né

di potenziale.

I nostri corpi sono più trasmutabili che mai mentre ci addentriamo in mondi virtuali, ci trasformiamo attraverso la meditazione

o semplicemente ci teletrasportiamo per un attimo in una sorta di metaverso, quel mondo fantastico in cui tutto è possibile.

I confini fisici svaniscono con la stessa rapidità con cui vengono ridisegnati quelli geografici; lo spirito umano trascende sé

stesso più e più volte, verso uno stato permanente di indefinitezza, impermeabilità, libertà.

Cosa significa oggi per un’artista o per un’opera d’arte essere senza confini? Lo ritroviamo nelle persone con cui scegliamo di

collaborare, negli strumenti di espressione che rinnoviamo dall’interno, nel luogo dal quale lavoriamo o nel tentativo di

superare le categorie che definiscono noi stessi e gli altri? Il fare arte non è forse, di per sé, l’atto attraverso il quale

superiamo confini, limiti e barriere? Un modo per re-immaginare? Una nuova modalità di pensiero? Arte, probabile spazio

liminale dell’intermedio. 10 giorni ricchi di eventi, incontri. Quest’anno, la Biennale ripropone il format vincente del 2021, la

danza su pellicola e nel cinema per rappresentare la potente forza sociale e artistica. Dalle nuove avvincenti forme di

animazione ai documentari intimi, la varietà e l’ampiezza del lavoro sono sorprendenti. Biennale Danza 22 tratterà il lavoro

cinematografico degli artisti del Festival, le opere importanti di registi affermati e visioni sperimentali.


Nel sostenere attivamente una nuova generazione di danzatori, Biennale Danza porterà avanti i due programmi di

commissioni che mirano a valorizzare, per il futuro, nuove realtà emergenti. Il primo dedica risorse al Leone d’Argento; il

secondo è una commissione assegnata a un artista della danza italiano che comprende sostegno finanziario e artistico, oltre

all’impegno a presentare il lavoro commissionato in occasione della Biennale successiva. In questa edizioni tanti i nomi illustri

a partire dallo scultore, danzatore, disegnatore e artista visionario, già vincitore del Leone D'Oro, Saburo Teshigawara, che

presenta alla Biennale la prima mondiale entusiasmante: la rivisitazione di Petrouchka, uno dei lavori più significativi dei Ballet

Russes. Rocío Molina ( Leone d’Argento) porta in scena Carnación, una straordinaria esplosione di energia fisica e creativa,

la battaglia tra il suo corpo vulcanico e cinque estatici musicisti che si esibiscono dal vivo. Diego Tortelli, il vincitore del primo

concorso per coreografi italiani della Biennale Danza, con il suo immaginifico progetto coreografico intitolato Fo:NO entrare

nel corpo attraverso la gola, per un esperimento sonoro e viscerale in cui si mescolano beat boxing, politica identitaria e

danza, in tutta la sua complessità.

Bottega Veneta sostiene ancora una volta la visione e il programma della Biennale Danza 2022. Non solo per il sostegno e il

patrocinio al lavoro degli incredibili artisti internazionali invitati a Venezia, ma anche per il dialogo creativo e la collaborazione

condivisa al fine di realizzare i progetti artistici. La Biennale Boundary-less invita il pubblico a un’esperienza di danza con

danzatori, coreografi, compositori e artisti che sono veri e propri distruttori di confini, che scelgono di operare in questi spazi

liminali in-between o in collaborazioni inaspettate e viscerali, spesso provocatorie. Biennale Danza 22 dal 22 al 31 luglio.

requiem

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TOR BELLA MONACA

TEATRO FESTIVAL – ARENA ESTATE

È partita con grande entusiasmo la grande estate al Tor Bella Monaca, periferia sud est di Roma

Capitale. 44 serate di spettacolo nell’arena del teatro con nomi illustri del panorama teatrale e non

solo, debutti assoluti, teatro per ragazzi e una programmazione dedicata al cinema.

La stagione si è aperta con EXODUS uno spettacolo di sculpture dance e physical theatre con

tecniche illusionistiche. La coreografia è firmata da Emiliano Pellisari & Mariana. Exodus è il nome

della nave che portò in Palestina gli ebrei nel 1947. L’esodo biblico ritorna nella storia ebraica come

una ricorrenza ciclica e rappresenta il tema universale dell’immigrazione. Essere migranti oggi è

come vivere l’esodo di duemila anni fa.

C i n e m a d i r a c c o r d o 2

d a l 1 6 a g o s t o a l 2 s e t t e m b r e

T o r B e l l a M o n a c a T e a t r o

F e s t i v a l

f i n o a l 1 5 a g o s t o

M u s i c F e s t

d a l ' 1 a l 3 0 s e t t e m b r e

Programma ► https://tinyurl.com/28mtldxy


FUTURO FESTIVAL

TEMPO E FUTURO, LA DANZA AL TEATRO BRANCACCIO

È dedicato alla percezione di Tempo e Futuro, che di giorno in giorno muta tra stravolgimenti sanitari e

socio-politici del nostro millennio, la seconda edizione del Futuro Festival, kermesse internazionale di

danza e cultura contemporanea, in programma negli spazi del Teatro Brancaccio dal 2 al 17 luglio. Nel

cartellone, firmato dalla direttrice artistica Alessia Gatta, undici progetti con due prime nazionali e una

internazionale, una compagnia dalla Francia e una dalla Spagna, una danzatrice coreana e cinque

coreografi di chiara fama come Kimberly Bartosik, Claudia La Vista, Patcharaporn Krüger-Distakul,

Matthias Kass & Clément Bugnon. "Nello scenario del presente, è importante per me domandarsi che

significato abbia danzare, programmare, organizzare la danza.

Che funzione può avere Futuro Festival e, più in generale, la cultura tutta? - si chiede Gatta,

presentando il festival con il direttore del Brancaccio, Alessandro Longobardi - Vorrei davvero che la

danza generasse movimento, non solo del corpo, ma anche delle idee, grazie a flussi e incroci di

pensieri e scambi di materiali. L'obiettivo è dunque creare opportunità per danzatori e artisti italiani ma

con uno sguardo attento rivolto al resto del mondo". Si parte dunque, tra Brancaccio e lo spazio Boa-

Brancaccino Open Air, con la tavola rotonda Re_Movere tema del Post-human nel Metaverso. E poi, uno

dopo l'altro, seguono i progetti vincitori di premi per la danza nel 21/22; il Futuro Festival dance contest

dedicato a qualunque tipo di danzatore che si sfiderà davanti a una giuria tecnica; le compagnie

internazionali Equilibrio Dinamico, Sine Qua Non Art, Ritmi Sotterranei, Lali Ayguadé Company; e in

chiusura la storica compagnia italiana Zappalà Danza, più un ricco calendario di workshop e attività

collaterali. Dal 2 al 17 al teatro Brancaccio Roma


FESTIVAL

INTERNAZIONALE

NOVARA


DANCE EXPERIENCE TEMPO E FUTURO


Il Teatro Coccia ha riacceso le luci sul Festival Internazionale Novara Dance Experience: cinque

giornate intense, con concorsi, di danza classica, danza moderna e urban, masterclass e il Gran Galà

finale a coronamento di un immenso lavoro con la certezza che l’arte e la bellezza continueranno a

danzare. Il Festival, dopo la sospensione del 2020 per l’emergenza sanitaria, ha voluto fortemente che

questa terza edizione fosse quella della ripartenza e un monito positivo per tutto un settore dimenticato.

Un’edizione attesa ed emotiva, un grido e un canto per celebrare la danza e la sua regina indiscussa,

Carla Fracci: lei non è mai mancata e, ne siamo certi, con i suoi passi lievi ed eleganti, ha calcato il

palcoscenico del Teatro anche quest’anno.

Un applauso liberatorio ha aperto la serata del Gran Galà nel bellissimo Teatro Coccia di Novara

accompagnando le parole, cariche di emozione, del direttore artistico Francesco Borelli: “Non potevamo

non iniziare questa notte magica se non omaggiando lei, una donna che ha attraversato le nostre vite a

passi lievi ma incisivi, una donna che ha letteralmente scritto la storia della danza in Italia e nel Mondo.

Una donna amica del Novara Dance Experience con la quale tutti noi abbiamo condiviso momenti

straordinari e bellissimi: a Carla Fracci va il nostro più sentito, caloroso, struggente, lungo addio.

Renderemo omaggio a Carla con un Premio alla sua memoria, ricordando come abbia sempre sostenuto

che la danza fosse di tutti e per tutti”.


Un Festival Internazionale dove regine indiscusse sono state, ancora una volta, la danza e la bellezza,

conferendo all’evento un’identità forte e inconfondibile. Il progetto, nato dalla volontà

dell’AssociazioneDance Hall di promuovere e diffondere la cultura della danza e dell’arte coreutica, ha

portato ancora una volta a Novara i grandi nomi della danza nazionali e internazionali. Un commosso

Francesco Borelli nel premiare Luciana Savignano, étoile del Teatro alla Scala e Prima ballerina di

Maurice Béjart col Premio alla carriera 2021, ha ricordato la prima volta che ebbe il privilegio di ballare

con lei: “Mi prese le mani e mi disse, Francesco non preoccuparti siamo soli io e te. Io mi agitai ancora

di più. Un’esperienza bellissima danzare con lei che ha saputo dare un significato profondo ad ogni

gesto impercettibile di un dito, di un braccio. Non dimenticherò mai la prima volta che la presi tra le

braccia, per questo affetto profondo che mi lega a lei, ho voluto essere io a consegnarle il Premio”.

Luciana Savignano, nel ricevere il Premio, ha voluto sottolineare con eleganza: “Vorrei che fosse un

Premio all’artista e non alla carriera. All’artista per quello che ha fatto, quello che è e farà. Francesco,

vorrei che lo rifacessimo ancora: è una promessa e una sfida, l’anno prossimo su questo Palco,

balleremo ancora insieme”. L’étoile, nel ricordare la Fracci, ha aggiunto come non potrà mai essere un

addio, perché un’artista come Carla, vivrà per sempre non solo nel ricordo, ma nei suoi passi, che lievi,

continueranno a danzare portando il suo messaggio, ovunque nel mondo.

La terza edizione del Festival Novara Dance Experience è stata realizzata in collaborazione con il

Comune di Novara in co-produzione con il Teatro Coccia e a favore della LILT Novara Onlus, nella

persona della Dottoressa Giuseppina Gambaro, la lega italiana per la lotta contro i tumori.

Crediti per le foto Luca Vantusso


La quarta edizione del festival

interculturale dedicato alla musica

internazionale

Fino al 21 luglio, tra l’Emilia-Romagna e la Lombardia, si

terrà AHYMÉ, il festival interculturale dedicato alla

musica internazionale, ideato dall’artista, musicista e

autore Bessou Gnaly Woh (Presidente dell’Associazione

“Colori d’Africa – APS”) con il coordinamento musicale di

Giovanni Amighetti, insieme alla casa di produzione

Arvmusic e all’agenzia di management Griot.de.

Ahymé è un festival di condivisione in cui la musica ha un

ruolo fondamentale in quanto ha la capacità di essere uno

strumento di dialogo tra i popoli, una forma d’espressione

che unisce le diverse culture. Un momento di incontro fra

persone con differenti tradizioni e costumi al fine di

sensibilizzare e promuovere l’inclusione sociale e la

convivenza civile. Quest’anno il festival si svolgerà nelle

splendide cornici del Parco Ducale di PARMA, dell’Arena

Milano Est di MILANO e di Villa Terzaghi a ROBECCO

SUL NAVIGLIO (MI), con ospiti del calibro di Mauro

Durante e Justin Adams (23 e 24 giugno), Gabin Dabiré

(1 e 3 luglio), le Tarantate! con Consuelo Alfieri, Ninfa

Giannuzzi, Roberto Chiga, Nico Berardi, Luigi Panico,

Valerio Combass (7 luglio), Mokoomba (14 e 15 luglio) e

Genesis Piano Project (20 e 21 luglio).

L’iniziativa, prodotta dall’Associazione di Promozione

Sociale Colori d’Africa con Arvmusic, Solares

Fondazione delle Arti, Teatro Martinitt e Associazione

Maestro Martino, è realizzata con il contributo di

Fondazione Cariparma e della Regione Emilia-

Romagna per la sua parte parmense.

I biglietti per gli eventi al Parco Ducale di Parma sono

acquistabili online su Vivaticket oppure tramite

prenotazione telefonica al numero 0521 992044, con

ritiro presso la biglietteria del Teatro al Parco.

I biglietti per gli eventi all’Arena Milano Est di Milano

sono acquistabili su prenotazione telefonica al numero

0236580010, mail (info@teatromartinitt.it) o fisicamente

in biglietteria. Per il concerto a Villa Terzaghi si

consiglia la prenotazione info@villaterzaghi.it.


RICCI

WEEKENDER…

Ritorna dal 9 all’11 settembre a Catania, nel cuore della Sicilia orientale Ricci Weekender, il festival

internazionale che tra musica, cucina e vini siciliani, offre in un unico cartellone il meglio per un

week end di fine estate sull’isola. Nato dalla collaborazione tra il circolo Mercati Generali, la radio

britannica con base a Londra Worldwide FM fondata dal dj e producer Gilles Peterson, e il cuoco Ed

Wilson del ristorante Brawn di Londra, Ricci Weekender porta nel nome il sentimento guida della

sua identità che lo rende unico sulla scena nazionale: creare un club di viaggiatori da ogni parte

d’Europa e d’Italia- i weekender- che si ritrova ogni anno in quest’angolo di Sicilia tra l’Etna e il

mare per riscoprire la bellezza della condivisione e dell'essere comunità.


Tra gli storici Mercati Generali, le sale del Palazzo Biscari, testimonianza del più

bel barocco siciliano, il cortile del monumentale Castello Ursino e il giardino

botanico di Radicepura a Giarre, il festival torna con una line up ricercata, più

aperta alla club culture ma con la consueta ambizione di connettere jazz e musica

indipendente con il meglio della cucina contemporanea, come di consueto

rappresentata da Ed Wilson, quest’anno affiancato da un cuoco del territorio: il

vulcanico “etneo doc” Seby Sorbello. Ciascuno di essi proporrà uno speciale

menù da accompagnare alla selezione di vini.

In programma il collettivo di riscoperta musicale partenopea Napoli Segreta,

il nu jazz inglese dell’italianissima polistrumentista Maria Chiara Argirò; le

atmosfere del duo Gebbia&Gerbino con il progetto Bhakti tra ambient,

sperimentazione e ritmi indiani che aprono il festival il 9 settembre a

Palazzo Biscari; Rbsn al secolo Alessandro Rebesani, compositore,

produttore e musicista italo-americano che fonde jazz, cantautorato, folk ed

elettronica, il 10 settembre nel suggestivo cortile del Castello Ursino.

Gli ospiti internazionali sono sempre stati uno dei fiori all’occhiello della rassegna

e anche quest’anno Ricci Weekendernon si smentisce a partire

dall’appuntamento di sabato 10 settembre ai Mercati Generali con il fascino

ammaliante di Rebecca Vasmant, musicista, produttrice e DJ di Glasgow a

metà tra Matthew Halsall, Greg Foat Group, e Floating Points; e Antal, producer

olandese tra le figure più influenti della club culture europea.

Ma il festival è anche occasione di ritorni e di rincontri come quello con il talento

rivoluzionario e inarrestabile di Gilles Peterson, precursore musicale che nel suo

percorso ha attraversato generi stili e nazioni della musica, rilanciando

l’elettronica come suono globale, mixando soul, hip hop e jazz ai suoni del

mondo. Le frequenze del live set di Peterson risuoneranno tra i meravigliosi

giardini di Radicepura a Giarre domenica 11 settembre per l’ormai consueta

chiusura del festival in uno degli angoli verdi più rigogliosi e suggestivi dell’intera

Sicilia.

Tra piante tropicali, fiori, e profumi, vibreranno nella stessa sera le note della

cantante londinese Muva of Earth, l’astro nascente dell’alternative jazz dalle

influenze afro futuristiche, per chiudere in bellezza con un vero maestro della

consolle: Mr Scruff, -nome di battesimo Andy Carthy- artista tra i più eclettici e

completi del panorama musicale che da più di 20 anni si destreggia tra soul, funk,

hip hop, jazz e reggae accompagnandoli con i “visual lo-fi”da lui stesso disegnati.

Sin dalla prima edizione Ricci Weekender ha coltivato il legame con il territorio e

con le sue eccellenze, come per esempio le rinomate cantine dell’Etna conosciute

in tutto il mondo.

Quest’anno sarà la Cantina Benanti, partner del festival a ospitare il tradizionale

brunch domenicale con la cucina di Seby Sorbello, nell’ottocentesca tenuta di

Viagrande alle pendici dell'Etna, con vigneti che si estendono a perdita d’occhio.

Una realtà vitivinicola che negli ultimi trent'anni è stata un vero e proprio punto di

riferimento e traino, non solo per quello che oggi viene definito come il "miracolo

etneo", ma anche per tutta l’enologia regionale.

Foto Letizia Cigliutti

Info

Email info@ricciweekender.com

Infotel. / Whatsapp +39 334 9197 095


CAMPO BASE

FESTIVAL

Il festival dedicato alla cultura della montagna,

alle attività outdoor e alla relazione fra essere umano e ambiente.

Scienza, filosofia, sport, musica, arte, cucina, natura, esplorazione.

2 – 4 settembre Oira Crevoladossola (VCO)


250 speaker sospesi che riproducono

il suono delle api e un concerto

notturno immersi nella natura per

ascoltare il transito delle stelle.

Avventurose escursioni e racconti di

storie di esplorazione, lotta e

sopravvivenza attorno al fuoco. Dj set

sciamanici e vortici di jodel e ipnotici

canti di montagna.

Dopo il grande successo della prima

edizione, torna dal 2 al 4 settembre in

Val D’Ossola Campo Base, il festival

dedicato alla cultura della montagna,

agli sport e alle attività outdoor e alla

relazione fra essere umano e

ambiente.

Incontri con i grandi nomi della

scienza e della filosofia, con

esploratori e arrampicatori ma anche

con artisti e chef. Pratiche sportive

all’aria aperta come canyoning,

arrampicata, hiking, parapendio e

yoga, e attività dedicate ai più piccoli.

Installazioni e performance musicali,

proposte cinematografiche e

laboratoriali, escursioni e degustazioni

alla scoperta di un modo diverso di

concepire la cucina e il rapporto con il

cibo.

Un festival unico che si prepara ad

accogliere, nello scorcio di fine estate

e in un campeggio immerso nella

natura, una vera e propria comunità

temporanea pronta a condividere

esperienze e riflessioni, visioni e

progetti.

Curato da Nicola Giuliani e Chantal

Ferrari e con la curatela scientifica di

Alessandro Gogna, prodotto dalla

Fondazione Tones on the Stones,

Campo Base Festival è uno degli

eventi di punta di Tones Teatro

Natura, uno spazio progettuale e

performativo realizzato in un’ex cava

di granito in Val D’Ossola ma

soprattutto un ecosistema dedicato

alla ricerca artistica, all’innovazione,

alla conoscenza e al benessere

situato in un territorio montano di rara

bellezza, tra boschi, vigneti terrazzati

e antichi borghi in pietra. Questo vero

e proprio “teatro di pietra” circondato

da meraviglie naturalistiche ospiterà

buona parte della programmazione di

Campo Base Festival, così come il

campeggio sarà soltanto il naturale

punto di partenza per esplorare il

territorio della Val d’Ossola. Tr a gli

ospiti il climatologo e divulgatore

scientifico Luca Mercalli, l'esploratore

Franco Michieli.

Franco Michieli.

Luca Mercalli

Nicola Giuliani

https://www.ticketmaster.it/artist/campo-base-festival-biglietti/1168374


"LÌ È TUCTO EL CORE NOSTRO ET TUCTA

L’ANIMA NOSTRA"

LA GRANDE MOSTRA FEDERICO DA MONTEFELTRO E GUBBIO

Una grande mostra per celebrare i 600 anni dalla nascita del duca Federico da Montefeltro, avvenuta a Gubbio nel

1422. Palazzo Ducale, Palazzo dei Consoli e Museo Diocesano ospiteranno un’ampia esposizione di opere concesse

in prestito da prestigiose istituzioni italiane e straniere, nonché da collezionisti privati: manoscritti, dipinti,

documenti, medaglie, monete, armi, armature, sculture, arredi. La mostra sarà visibile fino al 2 ottobre.

La mostra ripercorre i momenti gloriosi vissuti dalla città di Federico e del figlio Guidubaldo, l’ultimo dei Montefeltro,

dalla nascita del duca nel 1422 alla morte di Guidubaldo nel 1508. Diventa occasione per rileggere la storia di Gubbio

tra la fine del Trecento e gli inizi del Cinquecento. Il percorso espositivo dà spazio, secondo ambiti peculiari, alle

opere concesse in prestito da prestigiose istituzioni italiane e straniere nonché da collezionisti privati: manoscritti,

dipinti, documenti, medaglie, monete, armi, armature, sculture, arredi.

Federico fece edificare proprio a Gubbio un suo palazzo, in posizione urbica elevata e fronteggiante la cattedrale,

riproponendo la condizione del palazzo a Urbino. La mostra è promossa dal Comitato nazionale per la celebrazione

del sesto centenario della nascita di Federico da Montefeltro, Direzione Regionale Musei Umbria, Comune di Gubbio,

Diocesi di Gubbio, Palazzo Ducale di Gubbio, Palazzo dei Consoli e Museo Diocesano con il contributo della Regione

Umbria, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in collaborazione con Gubbio Cultura e

Multiservizi e Festival del Medioevo. Il catalogo è di Silvana editoriale. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura.

La mostra sarà visibile fino al 2 ottobre.


FAVOLA

UNO SPETTACOLO IDEALMENTE DEDICATO A PIER PAOLO PASOLINI,

“Favola” è il primo spettacolo del “Progetto Vulnerabili”, una trilogia a cura di Piccola Compagnia della Magnolia, che dal 2022

al 2024 indagherà il tema dell’umana vulnerabilità rispetto al tempo, all’ingiustizia, alle apparenze. Lo spettacolo potrà essere

visto anche in rassegne a partire dalla 44esima edizione di AstiTeatro e di Operaestate Festival (il 26 agosto) per riprendere il

tour in autunno, dal TeatroBasilica di Roma (dal 20 ottobre) e proseguire al CTB di Brescia, al Teatro Franco Parenti di Milano,

alla Fondazione TPE di Torino, nello spazio de Gli Scarti/La Spezia, al Teatro della Città/Catania.

Scritto nel 2020, “Favola” viene definito dai suoi autori come “tragedia da camera contemporanea”, una storia che vede una

coppia, G. e D., chiusa in una stanza. Sul palco - luogo del reale - i protagonisti ripercorrono ogni giorno le favole del proprio

dolore, i racconti di ciò che li ha segnati, nell'arco esistenziale che sta tra il reale e il rimosso, tra il sonno e la veglia. Il soggetto

è un libero richiamo al “Calderòn” di Pier Paolo Pasolini, cui lo spettacolo è infatti idealmente dedicato. Il ponte di accesso a

questa via oscura è un grande schermo che invade lo spazio: siamo dentro al cranio di G., il luogo della trasformazione, il

setaccio della memoria di sequenze perdute. La donna inscena tre racconti, tre sogni, ognuno dei quali si verifica in un diverso

momento della storia umana: a Londra nel 1617, a Parigi nel 1793, nella contea di Boone nel 1856. In ogni episodio la coppia è

protagonista di una violenza, una sopraffazione dell’uomo sulla donna, del potente sull’inerme. Ogni trasformazione è un punto

di snodo della modernità occidentale, un momento chiave per capire la contraddittoria identità del presente. Ma ogni sogno è

anche un enigma attraverso cui si nasconde la ferita della donna, che attraverso questi racconti prova a toccare il trauma del

suo passato: una figlia, nata dall’amore della coppia, di cui fin dall’inizio viene annunciata la presenza, ma che misteriosamente

non si vede mai. “Favola” restituisce l’attraversamento di territori a cavallo tra realtà e immaginazione, tra pubblico e privato,

attraverso l’osmosi tra i linguaggi del teatro e del video. Fabrizio Sinisi ha scritto questo testo visionario, poetico e politico

insieme a partire da elementi biografici di Giorgia Cerruti e Davide Giglio: una danza a due, un rito laico attraverso cui una

giovane coppia, nello specchio della propria relazione, mette radicalmente in discussione la giustizia della società attuale.

FAVOLA


Testo di Fabrizio Sinisi

Ideazione, regia, costumi | Giorgia Cerruti

In scena e in video | Giorgia Cerruti e Davide Giglio

Con la partecipazione video | Elvis Flanella

Assistente alla regia | Raffaella Tomellini

Disegno luci, consulenza scenotecnica | Lucio Diana

Aiuto regia video, fotografia, montaggio | Giulio Cavallini

Musiche, sound design, fonica | Guglielmo Diana

Operatore video | Marco Rossini

Tecnico di Compagnia | Marco Ferrero

Responsabile organizzativo | Angelo Pastore

Segretaria di compagnia | Emanuela Faiazza

Ufficio stampa | Elisa Sirianni


L’esperienza della creazione dei due video destinati alla partecipazione al

bando indetto da Coorpi era stata abbastanza impegnativa, soprattutto per il

progetto assieme a Theo Più, di cui non ho fotografie in quanto ci eravamo

concentrati solo sulla parte video (https://vimeo.com/709691093); provavo

dunque il desidero di creare qualcosa di leggero nella concezione visiva.

Così ho deciso di chiedere al danzatore Stefano Camba, col quale desideravo

realizzare alcuni scatti sempre per il progetto dedicato ai danzatori Sardi,

https://www.lucadibartolo.it/esposizioni/sardinia-japan-exhibition/ ,

di accompagnarmi anche in un progetto di video danza.

Mi ha proposto come luogo per le fotografie l’ex colonia “Francesco Sartori” a

Funtanazza, nel comune di Arbus, sfondando una porta aperta, in quanto io

architetto proveniente da Rimini e appassionato di colonie marine.

Ricordo che la costa romagnola era stata una delle zone con maggiore sviluppo

a partire da fine Ottocento in quanto a colonie, con la nascita durante il

Ventennio di alcune vere e proprie opere d’architettura (una delle poche cose

buone del periodo fascista), opere che, purtroppo come avviene costantemente

in Italia, hanno visto l’oblio e l’abbandono, al posto della conservazione e

riqualificazione come luoghi preziosi sotto diversi punti di vista. Avevo già

messo gli occhi sulla colonia Sartori, sin dal mio arrivo in Sardegna, ed ecco

finalmente l’occasione di poterci andare. Questo luogo, ‘disperso’ nel nulla in un

certo senso, mi ispirava un viaggio. Così pensai che il nostro racconto potesse

proprio iniziare con Stefano in auto, al volante, verso una destinazione

sconosciuta, ed è durante questo viaggio che ad un certo punto Stefano di

ritrova in un altro luogo, senza esserci realmente arrivato, semplicemente

cambiando brano musicale alla radio. È una scoperta della colonia fatta a passi

di danza, qualcosa di fondamentalmente semplice.

Ammaliati dai porticati assolati in cui le ombre della struttura diventano

architettura in movimento, in cui una parete con molte finestre sta ad ispirare

lavori coreografici infiniti, in cui una ampia terrazza ispira al volo!

https://vimeo.com/712622987/779b855a1a

Il corto non è ancora completato, manca di una colonna sonora dedicata.


VIDEO DANZA

L ' E S P E R I E N Z A D I U N V I D E O M A K E R

Questa volta si parla di video danza. Non molte settimane fa esce il bando di Coorpi la danza in 1 minuto,

sezione Beyond One Minute – Swans Never Die; decido di proporre agli amici danzatori di partecipare con un

nostro progetto di video danza. Ivonne Bello, venezuelana e Theo Più di Cagliari, rispondono! Ivonne guarda

caso stava già lavorando ad un discorso coreografico con l’origami di un cigno. Il suo però era un grande cigno, a

dire il vero ne preferivo uno più in versione nipponica, piccolo e delicato.

La prima problematica da risolvere era il fattore tempo, poco per creare una coreografia completa, da poter poi

tradurre in film, considerando che Ivonne sarebbe dovuta partire a breve per Barcellona. Ci siamo incontrati al

Poetto, la spiaggia di Cagliari, per inventarci qualcosa, la fantasia per fortuna non manca mai. Prima questione,

abito, risolto fortunosamente e immediatamente, Ivonne si era portata dietro un pantalone blu ed una camicia ocra:

meravigliosi, due colori complementari! Lavorando con la video danza si possono prendere diverse strade: in

genere ho spesso lavorato con l’improvvisazione pura da parte del danzatore; questo metodo però porta con sé

l’incognita del non avere nulla di precostituito, possono uscire gioielli come invece risultati mediocri, inoltre può

presentarsi il caso che il montaggio risulti più lungo e vago nella strada che percorrerai.

Per partecipare a questo bando il desiderio era di portare di fronte alla macchina da presa qualcosa di strutturato.

Come creare qualcosa di strutturato senza averlo? L’idea iniziale fu dunque quella di pensare a delle

improvvisazioni che avessero al loro interno dei punti chiave, punti in cui le riprese in sostanza potessero

incrociarsi, creando degli anelli visivi obbligati ma non ci convinceva! Ivonne mi aveva parlato del suo desiderio di

creare qualcosa a camera fissa con lei che appariva e spariva, così abbiamo fatto una prova lì sul posto.

L’abbiamo guardata e ci è piaciuta: sabbia, mare, cielo, tre strisce, Ivonne a due colori complementari, in mezzo.

Restava, si fa per dire, da risolvere l’inizio e la fine. Esistono diverse tipologie di prodotti di video danza, due di

questi sono: quelli più teatrali, dunque concentrati dall’inizio alla fine solo sul lavoro coreografico, per quanto

traslato in spazi non canonici, poi quelli più cinematografici dove la danza diventa parte di un racconto.

Personalmente prediligo il secondo tipo, proprio perché ho sempre amato ‘raccontare’ la danza e non ‘fotografarla’.

Al Poetto c’era vento, durante le nostre prove l’origami a volte ‘volava via’. Da lì li pensiero di legare questo

accadimento all’idea della partenza/morte. E così esce l’inizio, col cigno che vola via e la fine, col cigno che

ritorna/non muore. Una settimana dopo ci siamo recati ad Is Arutas, una bellissima spiaggia dell’Oristanese e lì

abbiamo girato!

https://vimeo.com/703615154


Ivonne Bello


Fontana e Gormley scultura al di là del tempo

N E G O Z I O O L I V E T T I , S E G N O E C O R P O D I A L O G A N O I N T I M A M E N T E

di Assia Karaguiozova

Presentato dalla FAI, a Venezia, in Piazza San Marco,

Evento Collaterale della 59. Biennale Arte.

Esposizione a cura di Luca Massimo Barbero

Un connubio perfetto tra lo stile Olivetti, dello spazio

ospitante, l’arredamento inconfondibile di Carlo Scarpa

e le impronte caratteristiche dei due Artisti Fontana e

Gormley (sono esposti schizzi nei blocchetti ).

Fino al 27 Novembre


Tadashi Kawamata riveste

Milano di luci e di ombre

T A D A S H I K A W A M A T A R I V E S T E M I L A N O D I L U C I E D I O M B R E

di Assia Karaguiozova

Fino al 23 luglio 2022, a partire dalla meravigliosa Building

Gallery, i suoi nidi di legno, si estendono tra Grand Hotel et de

Milan, Centro Congressi Fondazione Cariplo e Cortile della

Magnolia, Palazzo di Brera, ADI Design Museum.


di Assia Karaguiozova

LA BIENNALE DELLE FORME

59.Esposizione Internazionale d’Arte

Le forme di Vita: le nuove forme di convivenza,

di esistenza, di espressione, di mutazione e

dell’utilizzo dei materiali. Un’edizione, quella di

Cecilia Alemani, molto ricca, ma concentrata

uniformemente, nella varietà, nella stessa

direzione: ‘Il Latte dei Sogni’.


90 anni della Mostra

Internazionale d’Arte

Cinematografica

La prima edizione della mostra si svolse dal 6 al 21 agosto del 1932 sulla terrazza dell'Hotel Excelsior al Lido, dove

La Biennale di Venezia sabato 9 luglio ha celebrato i suoi primi 90 anni.

Le celebrazioni sono iniziate con un convegno internazionale nella Biblioteca dell’Archivio Storico della Biennale

(ASAC) ai Giardini. Dopo il saluto del Presidente della Biennale, Roberto Cicutto, è iniziato un dialogo fra il

Direttore della Mostra, Alberto Barbera e professor Gian Piero Brunetta autore del libro “La Mostra Internazionale

d’Arte Cinematografica di Venezia 1932 – 2022, frutto della collaborazione fra La Biennale e l’editore Marsilio

Editori. Il convegno articolato indue sessioni mattino e pomeriggioha visto la partecipazione di storici, critici e

docenti per riflettere sul valore dell’esperienza storica e culturale della Mostra Internazionale d'Arte

Cinematografica, raccogliendo testimonianze, memorie ed emozioni della meravigliosa avventura del festival

cinematografico più antico al mondo.

La giornata è prosegiuita con la proiezione serale nella storica Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido, di due

capolavori presenti nel programma della prima edizione della Mostra del 1932:

Regen (Pioggia) di Mannus Franken e Joris Ivens

Gli uomini, che mascalzoni... di Mario Camerini.

Dal 9 luglio a Ca’ Giustinian (sede della Biennale) a Venezia, è stata aperta al pubblico un’esposizione dedicata

alla prima edizione della Mostra del 1932, realizzata con materiali dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee

(ASAC) della Biennale, quali documenti inediti, foto, manifesti, articoli d’epoca, manifesti, locandine, filmati.

Durante i lavori del convegno sui 90 anni della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, è stato presentato

Dieci - Biennale College Cinema 2012–22, un volume che raccoglie scritti di Roberto Cicutto, Paolo Baratta,

Alberto Barbera, Savina Neirotti, Glenn Kenny, Stephanie Zacharek, Federica Polidoro, Michel Reilhac, Jane

Williams, interviste agli autori dei film, dati e cifre di ciascuno dei progetti prodotti o sviluppati nell’ambito di

Biennale College Cinema. Una presentazione per festeggiate i 10 anni di attività del Biennale College Cinema, il

laboratorio internazionale della Biennale di Venezia per la realizzazione di lungometraggi a microbudget (€

150.000) e opere VR (€ 60.000) da parte di cineasti emergenti di tutto il mondo. Dal 2012 Biennale College Cinema

e Virtual Reality hanno prodotto 83 opere audiovisive, realizzate da altrettanti team composti da un regista e un

produttore, provenienti da ogni continente e da 48 paesi.

Per festeggiare, raccontare e documentare quest’esperienza unica nel panorama festivaliero, la Biennale di

Venezia ha pubblicato


“Elvis” il biopic sul mito del Rock’n Roll diretto da Baz Luhrmann è stato record di incassi della prima stagione post

covid. La vita di questo artista che ha cambiato la storia della musica internazionale, ha battuto, persino, il ritorno

di Tom Cruise in “Tog Gun”.

C'è tutto il cinema di Luhrmann, il regista di Moulin Rouge! e del Grande Gatsby, applicato alla biografia di Presley

e non delude: la vita, della prima vera rock star musicale, oltre a cambiare la storia della musica ha cambiato la

vita dello stesso Elvis, morto prematuramente a soli 42 anni. Il biopic su Presley è un mix fantasmagorico

strabordante pieno di ritmo, di colori, di adrenalina che è da sempre la cifra stilistica del regista australiano.

Pensavamo di sapere tutto sul cantante del Mississippi cresciuto a gospel con i ragazzini neri… Invece no,

Luhrmann riesce a far emergere anche altro, affidando il punto di vista al colonnello Tom Parker (Tom Hanks), il

suo enigmatico scopritore che colonnello poi non era affatto. Un incontro-scontro in cui al legame di business si

sovrappone quello ben più importante di padre-figlio. Elvis è Austin Butler, ormai lanciatissima nuova stella a

Hollywood, 30 anni, attore, cantante, modello racconta: "Ho speso due anni della mia vita per prepararmi a questo

ruolo, cercando di imparare tutto ciò che si poteva su di lui, ho lavorato sulla somiglianza, sui capelli, sullo stile,

sullo sguardo e naturalmente sui movimenti in cui Elvis è stato davvero unico, ma quel che più di tutto volevo far

emergere la sua anima speciale. Ho rischiato di esserne ossessionato per cercare di restituire la sua umanità

dietro l'icona rock che tutti conosciamo". Se Butler ricorda Elvis, Tom Hanks si è trasformato completamente, quasi

irriconoscibile, per interpretare il manager che lo ha scoperto nel 1955 giovanissimo talento bianco con il gospel

nel sangue e l'estasi spirituale dei neri del Sud. Sovrappeso, con una vocina suadente e lo sguardo mefistofelico,

Hanks è il manovratore di Elvis, Tom Parker, che ha gestito quasi tutta la sua carriera con una provvigione del ben

50%, responsabile secondo alcuni anche della sua fine. "Non ho mai avuto paura del personaggio, è il mio

mestiere di attore mettermi nei panni di qualcun altro. Quello che ho fatto è stato non giudicarlo, ma interpretarlo,

anche nelle sue sfumature, nel confine tra bene e male che pure gli apparteneva", spiega Hanks, due Oscar e una

carriera costellata di personaggi per lo più gentili, positivi come in Forrest Gump o The Terminal per citarne due tra

i tantissimi. "Era un truffatore, un cialtrone con il vizio del gioco delle carte, ma anche una persona dotata di un

intuito straordinario. La storia dovrebbe dare a Parker ciò che gli è dovuto per aver contribuito a creare il fenomeno

che era Elvis Presley". Tom Parker incontra Presley ragazzino che si esibisce nel Sud, facendo ululare le donne e

ha una intuizione: trasformare quel talento in un fenomeno di massa mondiale. A tutti i costi.


Venti anni che sono anche il simbolo del cambiamento

dell'american way of life, il puritanesimo e i diritti civili,

un panorama culturale in evoluzione, le uccisioni di

Martin Luther King e Robert Kennedy, la perdite

dell'innocenza in America. Ed è questo che racconta

l'Elvis di Luhrmann, una vita sulle montagne russe

condotta in Cadillac rosa con canzoni e musica

immortali.

Recitano al fianco di Butler e Hanks, Helen Thomson

nei panni della madre di Elvis, Gladys; Richard

Roxburgh in quelli del padre di Elvis, Vernon, mentre

Olivia DeJonge interpreta Priscilla. Le riprese

principali di "Elvis" si sono svolte nel Queensland, in

Australia. La colonna sonora di cui fanno parte i

Måneskin con la loro versione dell'iconica hit di Elvis

Presley, 'If I Can Dream', presenta lo straordinario mix

di capolavori di Elvis, che attraversa gli anni '50, '60 e

'70 celebrando anche le sue diverse influenze musicali

e l'impatto duraturo sugli artisti di oggi. Il Film oltre a

fare bene allo spettatore ha fatto bene anche a chi

detiene i diritti del brand Presley. Il nuovo film su Elvis

ha accesso lo stimolo all’ascolto di Elvis da parte del

pubblico giovane. Oltre a «That’s All Right» (eseguita

da Gary Clark Jr.) e a «Can’t Help Falling In Love»

(Kacey Musgraves), il film potrebbe rilanciare la meno

nota «Edge of Reality» (remixata dai Tame Impala),

così come il remake di «Ocean’s Eleven» del 2001,

rilanciò «A Little Less Conversation» remixata da

Junkie XL.


Lorna Feijóo diplomata al National Ballet School dell'Avana è diventata prima ballerina del National Ballet di Cuba. Si è

esibita in diversi festival internazionali di balletto all'Avana e in tournée in tutto il mondo e ha ottenuto il plauso della critica

nei ruoli principali di molti balletti classici e contemporanei. Attualmente è una delle insegnanti più richieste.

Cara Lorna, che piacere averti qui con noi! Parliamo un po' di te... ti sei avvicinata al mondo della danza?

Ciao caro Antonio! Grazie per avermi con te. Beh, penso che la cultura della danza sia nel nostro sangue, sono nata in una

famiglia di artisti. Mio padre era un attore, mia madre era una ballerina del Balletto Nazionale Cubano e poi insegnante e

coreografa alla scuola di danza cubana. Inoltre anche mia sorella è una ballerina, quindi penso che era un po’ nel mio

destino!!! Ho chiesto a mia madre di farmi fare l'esame di accesso alla scuola di danza e l'ho superato! è così che ho

iniziato a ballare!

Qual è stato il tuo primo ruolo da ballerina e quali ricordi conservi?

Il mio primo ruolo come ballerina con il Balletto Nazionale Cubano è stato nel corpo di ballo di Giselle, che mi ha dato molto

da fare, in seguito poi come Myrtha, la regina dei Willis, personaggio bello ma molto duro. Mi ha insegnatoquanto sia

importante per un corpo di ballo l’essere tutti assieme e creare una perfetta sincronia; se non l’avessimo eseguita bene e

coordinati, anche i primi ballerini non sarebbero cosi belli. Tutto deve essere come un quadro perfetto. Ecco cosa ci ha

insegnato Alicia Alonso. Il lavoro in corpo di ballo mi ha insegnato la disciplina e il desiderio di aiutare gli altri come hanno

fatto con me. Sforzati di più e fai il meglio con testesso, per ottenere ruoli più grandi. Questo era il mio sogno e motto.

Anche tua sorella Lorena è una famosa ballerina. Come hai vissuto il tuo successo?

Lorena per me è sempre stata un idolo. Il modo di muoversi di Lorena era diverso da quello di tutti gli altri. Non c'è mai

stata competizione tra noi, penso che mia madre ci abbia insegnato moltobene che eravamo e siamo così diverse che

ognuna di noi due aveva qualcosa di speciale.Avevamo un accordo ed era che se ci avessero mai assegnato lo stesso

ruolo, sarebbe stato per noi di sicuro un errore accettarlo, tanto che ci siamo sempre dette "allora non balleremo nessuna

delle due!"


Sei stata invitata nei teatri più famosi del mondo. Quale città o

produzione ti è rimasta più nel cuore?

È molto difficile rispondere a questo, perché ogni città, teatro,

balletto e pubblico rappresentano molto per me. Cuba ad esempio,

ha un tipo di pubblico molto difficile da trovare altrove. La Spagna,

invece, è quasi stata la nostra casa, ogni anno eravamo lì. Ho

conosciuto quasi tutta la Spagna, in particolare Madrid e

Barcellona. Ricordo i bellissimi momenti in cui i toreri di allora

vennero sfoggiando il “Don Chisciotte”, fu molto emozionante!

Anche durante un tour con la Boston Ballet Company, i Queen e le

loro famiglie sono venuti alla nostra esibizione! Qualcosa che mi

ha segnato molto è stato in Italia, insieme a mio marito Nelson

Madrigal, Lorena ed io abbiamo avuto la felicità diballare il Il lago

dei cigni invitati da Carla Fracci per il Teatro dell'Opera di Roma.

Anche il Gala Nureyev a Milano fu un’esperienza indimenticabile.E

ancora, ho ballato in Giappone con José Carreño and Friends,

dove il pubblico è molto simile ai cubani e questo incita e sostiene

molto un ballerino. E molti altri. Ogni città, ogni balletto, ogni ruolo

e ogni persona che ho incontrato nella mia carriera ha

rappresentato una parte della mia vita e di quello che sono oggi. È

stato come un sogno!

Sei sposata con Nelson Madrigal, anche lui ballerino. Come

sei riuscita a conciliare la vita professionale con la vita

privata?

Per molti forse è difficile capire che le persone che stanno insieme

24 ore al giorno non possono capirsi. Per noi non è stato così. La

realtà è che siamo così diversi nel carattere e questo ci ha aiutato.

Penso che al contrario sarebbestato difficile avere una relazione

con una persona che non fosse del nostro settore, anche perché

non ci saremmo praticamente mai visti! La verità è che, nel bene e

nel male, siamo sempre stati insieme e lui è la persona migliore

che avrei potuto scegliere come marito e come padre, oltre ad

essere un essere umano straordinario.

Oggi dirigi un importante centro di formazione professionale.

Che responsabilità senti in questo ruolo?

Sento molte responsabilità, perché so che tutto ciò che faccio può

essere giudicato. È molto difficile dirigere qualcosa e che tutti

siano felici, impiantare la propria etichetta, una disciplina ed

impartire un amore per quest'arte anche per chi non la vede

magari come una carriera. La danza per noi è la nostra vita e

senza di essa non sappiamo respirare. Cerco di fare sempre del

mio meglio con il mio esempio, con amore, ma soprattutto far

sapere a studenti e genitori che la cultura è qualcosa di importante

per l'essere umano. Quest'arte insegna molto ai nostri figli, lo

sforzo non solo fisico ma mentale, fare cose per l'altro e lavorare

in gruppo senza pensare solo a se stessi, la disciplina è

fondamentale per la vita dentro di noi in generale, lavorare sotto

pressione, risolvere problemi dell'ultimo minuto, insegnare valori,

responsabilità e etica che un domani in cui non balleranno più,

saranno bravi lavoratori qualunque cosa faranno.

In una parola, cosa significa per te ballare?

Vita!


con mia

nonna

ho scorto il

balletto


Caterina Tamburro è molisana, classe 2002 nasce a

Campobasso, dove inizia lo studio della danza classicoaccademica

all’età di sei anni. Frequenta dunque i corsi presso

la scuola di danza ASD ARABESQUE, studiando danza

classica e successivamente anche danza moderna con i

maestri Irene Fratangelo, Barbara Mosca e Dino Carano. Nel

corso del percorso di studi ha avuto modo di approfondire gli

studi coreutici partecipando a diversi stages di carattere

nazionale e internazionale, studiando con personaggi di fama

internazionale nel mondo della danza. Inoltre molte sono state

le esperienze di scena prima della pandemia,vista la

partecipazione a diversi concorsi come il concorso

internazionale “GRAND PRIX DE LA DANSE”, classificandosi

al terzo posto nella sezione danza classica (International

class) e al secondo posto nella sezione danza moderna, e il

concorso nazionale “DANCING FESTIVAL”, classificandosi al

primo posto nella sezione danza moderna e ricevendo il premio

per la migliore interpretazione nella sezione danza classica

dalla grande Luciana Savignano. A questi si aggiungono altri

concorsi, quali il concorso nazionale “I LOVE DANCE”, in cui si

classifica al terzo posto nella sezione danza classica e il

concorso internazionale “EXPRESSION” nell’ambito dell’evento

DANZAINFIERA. Dal novembre 2021 inizia a frequentare il

Triennio Classico all’Accademia Nazionale di Danza di Roma,

con l’obiettivo di poter concludere il percorso universitario,

arrivando al Biennio specialistico e di poter fare della danza

una professione.

Com’è nata la passione per la danza?

In realtà incontro sempre difficoltà nel rispondere a questa

domanda, perché non so cosa mi abbia spinta effettivamente

ad approcciarmi alla danza, forse grande influenza ha avuto

l’ambiente familiare, dal momento che sono cresciuta in una

famiglia in cui c’è sempre stato grande interesse non solo per il

balletto, di cui mia nonna era una grande appassionata, ma

anche per il teatro in generale. A questo si aggiunge anche il

fatto che quando ero più piccola mi sedevo davanti alla

televisione, cercando di imitare i passi e i movimenti eseguiti

da ballerini professionisti, visti durante la messa in onda di

balletti o in alcuni programmi come “Amici”. Tutto ciò ha spinto

i miei genitori ad iscrivermi in una scuola di danza, per

permettermi di avvicinarmi allo studio di questa disciplina e di

socializzare il più possibile. Così, con il passare degli anni, la

danza, iniziata per gioco, è diventata realmente una grande

passione, che mi ha aiutata a crescere non solo dal punto di

vista artistico, ma soprattutto dal punto divista umano,

permettendomi di affrontare con una prospettiva diversa i miei

problemi e ogni tipo di situazione del quotidiano.


Ovviamente in seguito ho cercato sia di studiare sempre di più, passando molte ore in sala danza per poter migliorare

progressivamente, sia di documentarmi molto sul mondo della danza, leggendo molti libri, guardando numerosi dvd e andando

molto spesso a teatro, cosa che mi è mancata durante il periodo della pandemia. Per riuscire a vivere a pienoì questa passione

sicuramente non è da escludere il supporto della mia famiglia, in particolare dei miei genitori, che mi hanno accompagnata e

sostenuta in ogni momento del mio percorso, anche quando si è trattato di scegliere se nel futurofare della danza una professione o

meno. Sembra che questa sia una cosa scontata, ma penso che non lo sia, perché non sempre le famiglie accettano questa scelta

per i propri figli e credo di essere fortunata a poter condividere con loro gioie e soddisfazioni e avere una spalla su cui appoggiarmi

nei momenti bui di difficoltà. Accanto a loro cisono stati i miei insegnanti che pian piano, come dicevo prima, hanno fatto in modo

che attraverso la danza riuscissi a crescere sia artisticamente che umanamente, spronandomi sempre a fare nuove esperienze e a

superare i miei limiti, riuscendo a credere sempre più in me stessa.

Quali sono state le difficoltà affrontate?

Come in ogni percorso anche nel mio ci sono stati molti alti e bassi e continueranno ad esserci, ma sono stati specialmente i

momenti di difficoltà a non farmi mollare e a farmi continuare a credere nella mia grande passione. In particolare c’è stato un anno

assai turbolento nel mio percorso di studio, in cui sembrava che quasi nessuno riuscisse a credere in me, a tal punto da sentirmi

completamente ignorata, nonostante continuassi a lavorare con tutte le mie forze.

Questo mi ha portata ad essere giù di morale, a non sentirmi

all’altezza di ciò che facevo e a pormi numerosi punti di

domanda, chiedendomi se questa potesse essere la strada giusta

per me oppure no. A ciò tre anni dopo è seguita la pandemia che,

purtroppo, essendo stata una causa di forza maggiore, ha

costretto tutti noi a fermarci.

Inizialmente è stato un altro fulmine a ciel sereno, che mi ha

fatto temere di non realizzare i progetti futuri, ma

successivamente, al contrario di quanto molti potessero

pensare, non mi sono persa d’animo e ho continuato anche in

questo caso a studiare e a lavorare duramente, seppure a casa

come tutti del resto, arrivando così nell’estate del 2021 a

superare la tanto attesa audizione per il Triennio Classico

dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma. In sintesi posso

dire che tutte queste esperienze negative mi hanno portata a

una crescita personale che solo nel tempo ho avuto modo di

vedere.

Quali sono i progetti futuri?

I progetti futuri sono molti ma il primo di tutti sicuramente è

terminare il ciclo di studi universitari all’Accademia Nazionale di

Danza, arrivando al Biennio specialistico. Ovviamente mi

auguro di poter diventare un domani una professionista,

riuscendo a ballare quanto più possibile, ma anche

l’insegnamento è una prospettiva che non escluderei, perché

penso che non ci sia cosa più bella di condividere e trasmettere

la propria passione e la propria esperienza agli altri. Quindi

questi per il momento sono i progetti che spero di portare

avanti, ma è anche veroche la vita è imprevedibile e molto

spesso offre delle occasioni e delle opportunità che possono

arrivare in maniera improvvisa e totalmente inaspettata, per cui

starò anche a vedere cosa succederà in futuro.

Credit:

Ph. Monica Irma Ricci

Dancer Caterina Tamburro

Mua Mauri Menga

www.monicairmaricci.com

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www.istagram.com/caterinatamburro__


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Loreena McKennit

… la fata che canta…

SONIA LIPPI

BLOGGER GITERRANTI

Questa mattina mi sono svegliata pensando che dovevo postare un articolo su questo blog. Avevo deciso di scrivere di

Giordano Bruno, sulla sua morte sul rogo nel 1600, ma poi ho sentito un grande impulso a celebrare la vita e non la

morte.

Ho quindi pensato di scrivere un articolo sulle Amazzoni, ma su di loro c’è così tanto da dire, che saranno oggetto

sicuramente di un articolo dopo che avrò trovato il modo di riassumere la mole di informazioni che vorrei darvi. Così ho

deciso di scrivere la vita di una Donna, Loreena Mckennit, un’artista che mi ha da sempre affascinato, una cantante che

con la sua voce mi trasporta in mondi incantati… A coloro che saranno incuriositi dalla musica di questa profonda e

bravissima artista auguro di cuore un buon ascolto...a tutti gli altri una buona lettura...

I venti del destino soffiano quando meno ce lo aspettiamo. A volte hanno la furia di un uragano, a volte sono lievi come

brezze. Ma non si possono negare, perché spesso portano un futuro impossibile da ignorare.

Questa frase, tratta dal film:” Le parole che non ti ho detto” si sposano splendidamente alla vita di Loreena Isabel Irene

Mckennit, poliedrica cantante e musicista Canadese che mi fa compagnia oramai da più di venti anni con la sua voce

argentina e carezzevole.

Nasce il 17 febbraio del 1957 a Morden in Canada, da genitori di origine irlandese e scozzese, e già da piccolissima

dimostra un talento per la musica e l’arte in genere.

Il padre era un commerciante di bestiame e lei cresce in un ambiente rurale, a contatto con la natura. Sente da sempre il

richiamo delle sue radici, la magia dell’Irlanda e il suono dell’arpa celtica la incantano e la seducono, così, nonostante i 5

anni di canto e i 10 anni di pianoforte, i suoi primi componimenti nascono proprio quando mette le mani sulle corde

dell’arpa. È una giovane donna piena di interessi, organizza festival e manifestazioni musicali e intraprende studi di

veterinaria che però abbandona quando si trasferisce a Stratford in Ontario. La musica le scorre dentro e la attraversa

come una corrente elettrica e il suo DNA irlandese e scozzese risuona in lei prepotentemente.

Per un certo periodo suona in strada, cercando di vendere le registrazioni dei suoi componimenti, così conosce tante

persone e soprattutto si fa conoscere dalla gente che inizia ad apprezzare la musica di questa bella artista di strada.

Per mantenersi scrive colonne sonore per alcuni film canadesi, ma compone anche e soprattutto per se stessa.

Nel 1985 autoproduce il suo primo disco “Elemental” che ha subito una risonanza e un successo mondiali.

Questo disco è il frutto di una settimana passata in una fattoria circondata da campi di girasole, con una sala di

registrazione costruita in un fienile. Così nasce la splendida “She Moved Through the Fair” dove l’emozionante voce di

Loreena viene accompagnata solo da canti di uccellini e suoni della natura. Un capolavoro senza eguali, dove l’assenza

di strumenti mette in risalto la sua voce priva di imperfezioni e cristallina come una cascata in primavera. Sempre nello

stesso anno fonda la sua etichetta discografica, la “Quinlan Road” con la quale pubblicherà tutti i suoi dischi.

Nel 1987 pubblica “To Drive The Cold Winter Away”, un disco dove si respira l’inverno, la nebbia, la pioggerellina

irlandese. Il vero successo lo raggiunge dopo la pubblicazione dell’album “The Mask And The Mirror” un viaggio musicale

emozionante e coinvolgente, dove sapori andalusi si mescolano a quelli mediorientali. Durante una traversata

transiberiana compone “The Book Of Secrets”, (1997) l'album che la consacra star mondiale con tre milioni di copie

vendute. Musiche poetiche ed evocative, che si sposano magnificamente con la brezza notturna in una campagna dorata.


E poi di seguito “A Mediterranean Odyssey” un

album commemorativo che contiene brani registrati

dal vivo ed altri in studio che hanno come tema

l’area mediterranea.

Nel novembre del 2010 pubblica il suo nono lavoro

discografico “The Wind That Shakes the Barley”,

che rappresenta un ritorno alle origini,

all’essenzialità. Nuovi racconti della sua terra,

momenti evocativi di luoghi incantati, e poi la sua

voce così sublime, cristallina perfetta. Nel Marzo

del 2012 esce “Troubadours on the Rhine”, una

raccolta di canzoni tradizionali che è stato

nominato nella 55 esima edizione dei Grammy

Awards.

Nel 2018 pubblica ”Lost Souls” , un disco

incantato, che solo lei poteva rendere speciale.

E i venti del destino hanno soffiato nella vita di

Loreena regalandoci un artista meravigliosa che sa

donare con la sua voce emozioni profonde. E se

mai dovessi rappresentare una fata, la disegnerei

esattamente come lei, con capelli lunghi rossi e

una voce meravigliosa.

Un libro dei segreti che alcune volte sembra preannunciare la

tragedia e la sofferenza che colpirà Loreena nel 1998, ovvero la

perdita del suo futuro marito Ronald Rees, del fratello Richard

Rees e dell’amico Greg Cook in un incidente di canottaggio; come

nella canzone “Skelling” dove Loreena racconta la storia di John:

“Le onde laveranno le mie lacrime, il vento, la mia memoria. Ora

prendi la clessidra, e capovolgila: perché quando le sabbie si

fermeranno solo allora mi troverai senza vita.” Dopo l’incidente al

suo futuro marito, Loreena lascerà le scene per quasi nove anni

fondando in memoria degli scomparsi il Cook-Rees Memorial

Fund For Water Search and Safety, per il quale ha deciso di

devolvere gli incassi di “Live in Paris and Toronto” registrato

durante la tournee del 1998 di “The Book of Secrets”.

Fino al 2006 Loreena viaggia in Europa, in Medioriente e in Asia,

approfondendo la sua cultura musicale e vivendo emozioni

diverse e molto intense. Da questi viaggi nascerà “An Ancient

Muse”(Novembre 2006) settimo album della sua discografia. Un

disco sublime, dove Loreena mette in musica le emozioni vissute

nei suoi viaggi. Un album dove troviamo la meravigliosa

“Caravanserai” che prende il nome da un luogo in Turchia, ma che

in verità è stata ispirata da una famiglia nomade di origine

mongolica con la quale Loreena ha passato un certo periodo,

studiando e osservando i collegamenti che essa aveva con i Celti.

Nel 2007, dopo quasi dieci anni di assenza, torna in Tournee,

toccando anche L’Italia. Nell’Ottobre del 2008 pubblica “A

Midwinter Night's Dream” un album leggero, fresco, dove i

componimento sono brevi ed orecchiabili.


Il singolo “Non finisce cosi”, inedito del nuovo album “The Best Of” dei Matia

Bazar, prodotto da DM Produzioni di Danilo Mancuso e distribuito da ADA Music

Italy, fuori su tutti i digital store da venerdì 13 maggio e in radio da venerdì 20

maggio.

Il nuovo progetto artistico dei Matia Bazar riparte esattamente da dove tutto ha

avuto inizio, da un testo di Giancarlo Golzi, scritto prima della sua prematura

scomparsa, ritrovato da Fabio Perversi (tastierista della band da oltre 25 anni) e

musicato da Piero Cassano

Il brano, arrangiato, suonato, cantato e confezionato dai Matia Bazar con la guida

di Piero Cassano, affronta un tema classico in modo inedito, a partire proprio

dall’ambientazione sonora fresca e dal ritmo incalzante, quasi antitetico al tema

dell’abbandono. Il testo segue la stessa impostazione, senza la lirica del dolore,

della delusione e della rabbia, ma con il desiderio di superare le singole ragioni

come primo passo per un nuovo inizio.

A recuperare il rapporto è la donna, come spesso accade, attraverso una visione

non narcisistica che mette da parte la verità di ciascuno. Non finisce così...la

relazione nella quale ci si rimette in gioco con dignità e nuova consapevolezza,

all’insegna del rispetto reciproco e dell’amore che ne ha ispirato l’inizio. Il singolo è

un inedito tratto dal nuovo album “The Best of" cheracchiude in dodici tracce

alcuni dei successi del gruppo, e rappresenta un vero e proprio passaggio di

testimone, la continuità di una storia eccezionale, all’insegna di uno stile che

unisce ricercatezza e avanguardismo, tratti distintivi della band che continua ad

essere un vero e proprio laboratorio musicale. Dopo i vari cambiamenti, i Matia

Bazar si presentano con una formazione rinnovata guidata da Fabio Perversi

(tastierista della band da oltre 25 anni), Piercarlo(Lallo) Tanzi alla batteria e voce,

Silvio Melloni al basso, tastiere e voce, Gino Zandonà alla chitarra e voce e Luna

Dragonieri, voce solista.

Puoi ascoltare la storia dei Matia Bazar cliccando qui

"L'uomo con la radio - Matia Bazar"


"STORIE DI TUTTI I GIORNI"

RICCARDO FOGLI

A 40 anni dalla vittoria sanremese il cantante toscano pubblica "Predestinato (Metalmeccanico)"

un libro, un cd con le canzoni e un audiolibro

In occasione del 40° anniversario dalla vittoria del Festival di

Sanremo, era il 1982, Riccardo Fogli torna il 22 aprile con

"Predestinato (Metalmeccanico)" un libro disco che viene lanciato

sul mercato con la nuova versione di "Storie di tutti i giorni",

realizzata con gli arrangiamenti di Mauro Ottolini che nel brano ha

suonato il Trombone e ha diretto L'Orchestra OTTOVOLANTE

Riccardo Fogli ha fatto parte dei Pooh fino al 1973, nel 1976

pubblica “Mondo”, brano di Carla Vistarini e Luigi Lopez, che

diventa un successo ed entra nella Top Ten della Hit Parade, dopo

vari progetti da solista nel 1982 partecipa al Festival di Sanremo e

vince con “Storie di tutti i giorni”, sul palco dell'Ariston Riccardo

Fogli torna nel 1992 con “In una notte così”. Nel 2015, dopo 42

anni di assenza, rientra nei Pooh per il tour "Reunion" del 2016,

organizzato per celebrare il cinquantesimo anno di attività del

gruppo: oltre a suonare in tutte le date del tour, Riccardo incide

con i Pooh le nuove versioni, a cinque voci, di alcuni dei loro

grandi successi: “Pensiero”, “Noi due nel mondo e nell'anima”, “Chi

fermerà la musica”, “Piccola Katy” e “Pierre”, oltre ai quattro brani

inediti presenti nel triplo cd/DVD live “Pooh 50 – L'ultima notte

insieme”. Per raccontare la sua vita e la sua carriera Riccardo ha

pubblicato l'autobiografia “Un uomo che ha vissuto - Storie di tutti i

miei giorni, "Predestinato (Metalmeccanico)" che contiene alcuni

suoi successi riarrangiati e la nuova versione di "Storie di tutti i

giorni" a 40 anni dalla vittoria del Festival di Sanremo.

Riccardo Fogli

scarica la puntata: cliccando qui

si racconta nel podcast "L'uomo con la radio".

L'uomo con la radio -Riccardo Fogli


M¥SS KETA E

IL «CLUB TOPPERIA»

“STOP. FERMA IL TEMPO.”

di Luca Fochetti

Lo dice la M¥SS al suadente vocalist che invita la gente in fila

ad aprire il proprio cuore prima di entrare al CLUB TOPPERIA.

Ma KETA non si fa dettare il tempo da nessuno. Il mood, il

ritmo, il tempo li stabilisce lei, la proprietaria e manager del

club. La sacerdotessa del rito. L’unica in grado di dominare le

leggi della fisica e riavvolgere il nastro infinite volte per farlo

ripartire verso infinite direzioni.

CLUB TOPPERIA, nuovo album della diva antidiva delle notti

milanesi, è un ipotetico club della M¥SS fuori dallo

spaziotempo, un luogo sia fisico che spirituale in cui

convergono cultura, divertimento, passione. Dal Cocoricò di

Riccione allo Studio 54 di New York, dal Piper di Roma al

Plastic di Milano, tutto confluisce nelle 16 tracce di CLUB

TOPPERIA, album anticipato dal tormentone dell'estate

"Finimondo" featuring di Edoardo Vianello.

E come in ogni club che si rispetti, non mancano gli ospiti che

animano il privè della SIGNORA, un vero baccanale assediato

dai paparazzi e protetto dai fedeli. Così, fra interventi di vario

tipo, camei e featuring si alternano nel disco il giovane talento

nu-soul David Blank, BigMama, una delle rapper più

chiacchierate del momento, la pornostar Malena, gli alfieri della

nuova psichedelia Post Nebbia, la soubrette Francesca Cipriani

e la “night icon” La Baby, il capostipite di tutto il rap italiano

contemporaneo Guè e la giovane regina della nu-dance

cmqmartina, la performer più radicale della scena italiana Silvia

Calderoni, la cantrice della Napoli più misterica LA NIÑA, il

rapper, cantautore e produttore Dargen D’Amico, il dj-producer

salentino Populous, la “crazy Lolita” Boyrebecca, la cantante

con una delle più belle voci in circolazione Noemi, il re delle

ballroom parigine Kiddy Smile e, infine, la scrittrice dall’animo

dark Isabella Santacroce.

CLUB TOPPERIA è un boudoir post-apocalittico colorato da

acconciature bizzarre e da drink fluorescenti, look spaziali e

make-up disciolti dal sudore. Il tempio di un culto dionisiaco

dove il piacere diventa strumento di rivendicazione identitaria,

di assoluta libertà dei corpi e autodeterminazione dei soggetti.

Un culto che crea e guida comunità.

M¥SS Keta vi aspetta in tour...É facile riconoscere la Regina

delle notti milanesi icona pop che dal 2013 non smette di

stupire con un elettropop scintillante e zeppo di ironia…


GIUSY FERRERI

“Causa Effetto”, il nuovo singolo di

Giusy Ferreri estratto dall’album

“Cortometraggi”, sesto album in studio

dell’artista, uscito a 5 anni di distanza

dal precedente “Girotondo”.

“Causa Effetto” è una potente rock

ballad in cui emerge la voce graffiante

di Giusy. Il brano è stato scritto da

Bungaro, Cesare Chiodo e Matteo

Valicelli. Nel testo la Ferreri racconta di

un amore travolgente, di quelli in cui

l’uno è causa ed effetto dell’altro.

Sono innumerevoli i brani che negli anni

hanno mostrato l’incredibile capacità

della Ferreri di interpretare generi e stili

più disparati, spaziando dal rock al pop,

dal blues alla world music, tra cui, solo

per citarne alcuni, “Non ti scordar mai di

me”, “Novembre”, “Il Mare Immenso”,

“Ti Porto A Cena Con Me”, “Partiti

Adesso”, “Volevo Te”. Una vita segnata

da grandi successi e importanti

collaborazioni con alcuni dei nomi più

rilevanti del panorama italiano quali

Tiziano Ferro, Nicola Piovani, Marco

Masini, Michele Canova, Sergio

Cammariere, Takagi & Ketra, Corrado

Rustici, Federico Zampaglione,

Bungaro e molti altri, e con Linda Perry

autrice internazionale.

Da Blegny in Belgio é partito con

grande successo “Cortometraggi Live”,

il tour di Giusy Ferreri che girerà tutta

l’Italia, fino a fine agosto, per poi

tornare dal vivo in teatro questo

autunno, a partire dalle due anteprime il

1° ottobre al Parco della Musica di

Roma (Sala Sinopoli) e il 3 ottobre al

Teatro dal Verme di Milano.

“Cortometraggi live”

La regina dei tormentoni in tour con

“Cortometraggi live”

01 luglio – CESENATICO (FC)

31 luglio – BADIA POLESINE (RO)

14 agosto – GIULIANOVA (TE)

26 agosto – CELANO (AQ)


IL VOLO


Con oltre 22 milioni di dischi venduti e 250 milioni di streaming, Piero Barone,

Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto, oltre ad essere il trio dei record, con le

loro fantastiche voci sono gli ambasciatori della musica italiana.

“You are my everything (Grande amore)”, una nuova sorprendente veste per la hit “Grande Amore” con gli arrangiamenti rock sinfonici

del Maestro Enrico Melozzi, ha mandato in delirio i fan degli ambascaitori della musica italiana.

il nuovo brano cantato alternando inglese e italiano, è un rifacimento rock sinfonico, a opera del Maestro Enrico Melozzi, della hit

"Grande Amore” vincitrice del Festival di Sanremo 2015. Il Maestro Melozzi in questa nuova versione ha sostituito i violini con le chitarre

elettriche rivoluzionando l’arrangiamento e dando nuova vita a un brano che ha segnato la carriera de Il Volo. Un singolo in crescendo

che si apre nel ritornello con una nuova energia rock! Presentato all'Eurovision Song Contest di Torino, il brano è stato accolto da una

fantastica standing ovation...

Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto ora sono impegnati con il Tour, “Il Volo sings Morricone and more”, ripartito da

Barcellona, in cui i tre giovani cantanti sono accompagnati dall’orchestra sinfonica. Il Tour toccherà le principali città europee per poi

approdare negli Stati Uniti.

“Il Volo live in concert”, presenta i più grandi successi accompagnati da nuovi brani estratti dall’ultimo disco “IL VOLO SINGS

MORRICONE” dedicato al Maestro... In occasione della data di Ferrara, al quotidiano "Il Resto del Carlino, i tre componenti hanno

dichiarato:


ALESSANDRA AMOROSO


“Quanto mi era mancata, questa maledetta felicità” … ritrovarsi,

riscoprire quella sana leggerezza e quella spensieratezza, che

non significano superficialità, ma che consentono di vivere al

massimo ogni istante della vita e goderne fino in fondo: questo è

il messaggio contenuto in “CAMERA 209”, il nuovo brano di

Alessandra Amoroso, scritto da Davide Petrella, prodotto da Zef

e contiene un omaggio ai DB Boulevard e al loro celebre

successo “Point of view”.

“Camera 209”, uno dei tormentoni di questa estate, è una

canzone dal gusto dance, il racconto di una notte spensierata

ma al tempo stesso un inno all’indipendenza e alla capacità di

liberarsi da quegli schemi mentali che ci impediscono di vivere a

pieno ogni momento, fregandosene dei giudizi altrui. Nel mentre

è iniziato il conto alla rovescia per “TUTTO ACCADE a San

Siro”, il primo concerto di Alessandra Amoroso allo Stadio G.

Meazza di Milano.

L’evento, previsto per il 13 luglio, segna un importante traguardo

nella carriera dell’artista che sarà la seconda donna italiana a

conquistare uno dei palchi più ambiti della musica pop e rock

italiana e internazionale.

La dimensione del live ha avuto un ruolo fondamentale nel

percorso di Alessandra che con concerti sempre all’avanguardia

e innovativi, ogni volta è stata capace di stupire ed emozionare.

“TUTTO ACCADE a San Siro” non fa eccezione e si

preannuncia come uno show totale per vivere insieme al suo

pubblico un’esperienza travolgente e indimenticabile.

Alessandra è stata inoltre tra le protagoniste di “UNA.

NESSUNA. CENTOMILA. IL CONCERTO”, il più grande evento

musicale di sempre contro la violenza di genere, che si è tenuto

l’11 giugno alla RCF ARENA REGGIO EMILIA (Campovolo).

Insieme a lei le amiche e colleghe FIORELLA MANNOIA,

EMMA, GIORGIA, ELISA, GIANNA NANNINI, LAURA PAUSINI

Conto alla rovescia per il suo

primo concerto allo stadio

Meazza di Milano con “Tutto

Accade a San Siro”.

In attesa del 13 luglio

Alessandra Amoroso ci

tormenta con “Camera 209”


Silvia Enriconi

nasce a Milano nel 1971, la sua passione per il disegno inizia

quando è solo una bambina, nel corso degli anni amplia la sua creatività iniziando a

TuttoBallo

dipingere e dando sfogo alle sue idee sperimentando sempre cose nuove, il tutto

da autodidatta.

Seguendo i tempi inizia a creare illustrazioni digitali lavorando con

una tavoletta grafica. Illustrazioni utilizzate per diversi progetti come copertine di

libri, poster, pubblicità su riviste o web, vetrofanie e come immagini su prodotti

destinati alla vendita. Un’altra sua passione è il disegno che esegue spesso su

supporti di carta fatta a mano di sua produzione i suoi soggetti sono solitamente

astratti e di pura fantasia. Ha partecipato a diverse collettive e fiere. Non ha un solo

stile ama vari generi di espressione. Ora dopo tante esperienze ha deciso di

contare sulle sue forze e dopo mille e sempre diversi consigli sulla strada da

seguire su cosa fare e non fare ha deciso che seguire il proprio cuore è sempre la

cosa migliore.


TuttoBallo

L'ACCHIAPPARANE

DI JEFF LEMIRE

recensione Valentina Sanzi

L'ACCHIAPPARANE

di Jeff Lemire

Prezzo: € 16,00 | Ebook: € 8,99

Pagine: 112 | Genere: Sei già stato in questo posto

Editore: BAO Publishing|

TRAMA

Jeff Lemire torna a raccontare da autore completo con una storia in bianco e nero, con

improvvisi sprazzi di colore, in cui un uomo misterioso si risveglia in un hotel, senza

memoria di come ci sia arrivato, e deve scappare da misteriosi agenti-rana, aiutato da

un ragazzino che sembra sapere molto più di quel che dice. Una storia che si fa via via

più concreta, e che con delicatezza tocca uno dei temi più dolorosi che esistano in

narrativa (e nella vita): quello della paura di morire, nell’imminenza della propria fine.

Una prova d’autore magistrale.

Rubrica a cura del blog

"Il COLORE DEI LIBRI"


http://ilcoloredeilibri.blogspot.com/

Vengono definite NDE, near death experiences, esperienze premorte, le sensazioni di

chi si trova temporaneamente bloccato nel limbo che separa la vita da ciò che vi è al di

là di essa. Riferibile per lo più al campo del misticismo religioso, il fenomeno assume di

volta in volta significati e manifestazioni differenti: dall’iconica luce bianca in fondo al

tunnel alla visione di entità e paesaggi ultraterreni, dal riabbracciare parenti e amici fino

al rivedere se stessi e le proprie azioni soprattutto attraverso gli occhi e le percezioni

degli altri. Ma non è tutto qui. Come per molti altri misteriosi accadimenti, in grado di

lambire l’inintelligibile, la scienza prova (e riesce) a darne una precisa spiegazione: gli

episodi sembrerebbero, infatti, associabili a delle vere e proprie esperienze

psicologiche rare e profonde, capaci di infondere un senso di pace e serenità in chi li

sta affrontando.

Tra esse non così fortemente incompatibili, entrambe queste visioni della questione

sono divenute parte integrante della letteratura e del cinema mondiali e testimoni ne

sono nomi dal calibro di Ernest Hemingway, Lev Tolstoj e Victor Hugo da una parte e

Peter Jackson e Clint Eastwood dall’altra. Ma nemmeno il fumetto, ormai sempre più

protagonista dei nostri scaffali, si sottrae all’onere di raccontare attraverso la fusione di

immagini e parole un momento tanto intimo, complesso ed enigmatico come questo.

Con grazia e maestria, uno dei fumettisti contemporanei più prolifici e completi, Jeff

Lemire, cimentandosi ancora una volta sia nella sceneggiatura sia nel comparto

grafico, e quindi nelle vesti di autore unico, affronta i delicati temi della vita, della morte

e del cammino che separa l’una dall’altra ne L’acchiapparane, un graphic novel quasi

del tutto privo di dialoghi che ne mette fortemente in evidenza le capacità comunicative

ed emozionali.

Un bambino intento a catturare, per gioco, le rane. Un uomo risvegliatosi senza

memoria in una stanza d’albergo di cui non ha alcuna conoscenza. Una chiave, quella

della stanza 309, alla cui porta giace uno stesso anfibio trafitto da un lungo chiodo, e

un imperativo: non utilizzarla mai, non svelare, soprattutto a se stessi, cosa vi si

nasconde all’interno. Aiutato dal medesimo ragazzino, che sembrerebbe avere chiara

la meta da raggiungere, l’uomo si ritrova protagonista di una guerra senza tempo, dove

per avere salva la vita occorre fuggire dalle grinfie dei misteriosi agenti-rana che danno

loro la caccia. Qual è il vero significato che si cela dietro ogni figura incontrata? È tutto

reale oppure ci si muove sui leggeri confini di una metafora molto più profonda e

penetrante di quanto si possa pensare?

A tratti criptica, fortemente onirica e surreale, la narrazione de L’acchiapparane, forse

più di altre o comunque al loro pari, racchiude in sé l’essenza più vivida dell’autore

canadese: scevro da qualsiasi tipo di inutile artificio, infatti, il fumetto si rivela essere fin

da subito un vero e proprio approfondimento psicologico dell’essere umano. Attraverso

la forma più cara a Lemire, quella del character driven, secondo la quale scrittori e

disegnatori nell’atto di raccontare qualcosa si focalizzano maggiormente sui

personaggi, sui rapporti tra di essi e sui conflitti che li attanagliano piuttosto che sulla

storia e sul suo svolgimento (plot driven), la paura della morte viene esorcizzata con il

ricordo di ciò che si è stati in vita.

Le azioni compiute, le persone incontrate, i valori perduti e ritrovati, le priorità prima

assecondate e poi abbandonate, i pensieri abbracciati, i desideri e i rimpianti anelati e

rifuggiti scorrono, allora, davanti agli occhi di un uomo che alla vita non ha più nulla da

chiedere, se non il proprio perdono. Percorso per eccellenza irto di insidie e pericoli

che Jeff Lemire non fa compiere in solitaria al suo protagonista: al suo fianco, infatti,

prende il ruolo di guida quello stesso bambino che con la disinvoltura tipica della sua

età riconosce nelle rane dei compagni di gioco leali ed elettrizzanti, definendo così la

simbologia tagliente, drammatica e commovente dell’opera.

La giovinezza e la vecchiaia si pongono l’una di fronte all’altra ne L’acchiapparane,

dando vita ad un dialogo per lo più silenzioso, in cui alle parole si sostituiscono sguardi

e sensazioni, che diviene il corpo centrale del fumetto. Due generazioni a confronto,

nel cui mezzo si inserisce anche l’età adulta, che trovano inaspettatamente forza e

conforto nella reciproca presenza e che insieme compiono un viaggio dal sentore

surreale dove la spontaneità della prima si contrappone al senso di perdita ed

impotenza della seconda lasciando così Lemire libero di esprimere appieno se stesso,

anche attraverso il suo tratto più caratteristico.

La ricerca della pace interiore e la corsa verso la volontà di rimediare al proprio

presunto fallimento ben si sposano, infatti, con il disegno nervoso, frenetico e affilato

del pluripremiato fumettista, che riesce a far trasparire intimamente la disperata

urgenza di un uomo comune di svelare il vero significato della vita e soprattutto di

porre rimedio agli errori commessi. Non a caso tutto ruota intorno alla rana: già

presente nel titolo, l’anfibio in simbologia è emblema di saggezza e purificazione e

nella narrazione di Lemire ne diviene quasi il coprotagonista, mostrando ancora una

volta lo studio accurato e approfondito che ogni storia necessita per arrivare al cuore di

ciascun lettore. Tutto, infine, trova compimento nella scelta stilistica dell'autore di

relegare il colore unicamente a qualche tavola, quelle rivelatorie, lasciando che siano il

bianco e il nero, insieme alle diverse tonalità di grigio, a far parlare il fumetto e

l’atmosfera inebriante e rarefatta che la commistione di tutti questi elementi finisce

inevitabilmente per creare.

Un’ulteriore prova d’autore quella che Jeff Lemire ci regala con L’acchiapparane, un

volume fortemente intimistico che prendere per mano il lettore e lo accompagna, passo

dopo passo, tra le pagine di una vita qualsiasi resa, però, speciale proprio dalla sua

capacità di essere umana.


Le collane musicali per la cura del copro, dell’anima e della mente. Prodotte

dall’associazione Stefano Francia EnjoyArt, Pomodoro Studio Edizioni

Musicale - Always Record e composte dalla compositrice americana Judie

Collins e dal maestro Ciro Vinci. Ultima produzione "Dillo Alla Danza 2002"

In arrivo "Dillo Alla Danza vol 3" pubblicazione dei musicisti che hanno partecipato alla

Giornata Mondiale della Danza del 30 Aprile a Terni. Con la copertina realizzata con

l'opera del vincitore della sezione visiva del concorso "Dillo Alla Danza", Pierangeli

Antonio, con il quadro "il mio paese", la compilation contiene 11 tracce che comprendono

8 inediti e 3 bonus track, musica d'ascolto e relaxing che spazia dal pop alle ballate rock,

alla new age.

01. Giulia Muti – Opera d’Arte

02. Neroelettrico – La Stanza Favola

03. Roberto Funaro – Come Se

04. Massimo Zanetti - The Old New York

05. Movie Brass Quintet - Clash on Mars

06. Lorenzo Sebastianelli - Carnevale Romano

07. Piera Mussardo - Swing Blues on a Winter Afternoon

08. INK- Bisogna Solo credersi

09. Julie Collins – Happy Feet – Bonus Track

10. Julie Collins – Sweethearts – Bonus Track

11. Ciro Vinci – Iris – Bonus Track

L'associazione Stefano Francia EnjoyArt, con la produzione discografica vuole offrire una

vetrina agli artisti emergenti e non, promuovendo la loro arte, pubblicando stili e generi

diversi. Il listino delle produzioni ALWAYS Pomodoro Studio Edizioni Musicali e Stefano

Francia EnjoyArt è disponibile su tutti i digital store (Spotify, Deezer, Amazon Music,

Apple Music… ) è comprende vari volumi, ognuno dei quali presentano i generi che

spaziano dal pop al rock, dalla Dance to Rhythm al Relaxing.

"Rhythm" è un progetto discografico creato dalla ALWAYS Pomodoro Studio e al quale

l'associazione Stefano Francia EnjoyArt ha aderito subito. Bernando Lafonte ideatore dei

progetti insieme all'artista americana Julie Collis, hanno studiato i ritmi di tutti i balli

proponendo tracce dedicate al Cha Cha Cha, Rumba, Bachata, ritmi che permettono ai

danzatori di esercitarsi e studiare attraverso i battiti della musica.

La musica e la danza aiutano a conoscersi meglio, sondando con cautela e tranquillità le

fragili pieghe del nostro corpo psichico. Secondo la Federazione Italiana Musicoterapia

(FEDIM) “le motivazioni che muovono le persone ad ascoltare o a produrre musica

nascono per lo più dalla necessità pressante di entrare in una dimensione mentale che

permetta il contatto con la propria sfera emotiva, dove è possibile la strutturazione di uno

spazio immateriale gestibile secondo le regole della propria fantasia”. Una serie di

concetti importanti che vanno ad avvalorare il nostro valore della musica: ascoltare

(oppure fare) della musica è una vera a propria attività artistica. Per questo abbiamo

deciso di divulgare anche la collana musicale "Relaxing", brani composti da esperti

esperti in musicoterapia: Julie Collins e Ciro Vinci. I due compositori con le loro

musiche accompagnano chiunque, ballerini e non, nell’attività di rilassamento quotidiano

e meditazione. I brani inclusi nei volumi sono composti a 432 Hz. L’accordo a 432 Hertz

(Hz) risuona con le frequenze fondamentali del vivente: battito cardiaco, replicazione del

DNA, sincronizzazione cerebrale, e con la Risonanza di Schumann e la geometria della

creazione. Le pubblicazioni discografiche prodotte dalla Always - pomodoro studio

edizioni musicali e Stefano Francia EnjoyArt sono state realizzate per divulgare suoni in

grado di influenzare tutte le cose con le quali vengono in contatto. L'esperienza musicale

può influenzare, infatti, molteplici ambiti, come le funzioni cognitive, le capacità motorie,

lo sviluppo emozionale, le abilità sociali e la qualità della vita.

Le varie produzioni psono scaricabili direttamente dai digital store.


TuttoBallo

Tra leggenda e realtà.

Elza De Paola


Ho visitato il Castello di Dracula più volte, serbando sempre nel cuore la sua

splendida bellezza. E' per questo che ho sentito la necessità di farlo ancora,

scegliendo una splendente giornata di Maggio di quest’anno. L’ho ritrovato laggiù,

aggrappato in cima alla sua roccia, sempre osando quell’aria orgogliosa e magnifica

tipica dei monumenti importanti. Stava guardando silenzioso il paesaggio mozzafiato

primaverile che lo circondava, fatto dalle catene montuose Bucegi e Piatra Craiului,

ancora da qualche parte innevate. Il suo silenzio era disturbato dalle voci e dalle

esclamazioni dei numerosi turisti che brulicavano nel suo immense giardino - parco,

dei flash dei cellulari sempre in azione, dei canti meravigliosi degli uccellini tra gli

alberi secolari e del rumore incessante dei motori delle auto che transitavano sulla

strada adiacente. Il Castello di Dracula è stato costruito tra gli anni 1226 e 1388,

essendo all’inizio una sede militare di difesa. Ulteriormente è stato modificato in una

Fortezza. La leggenda di Dracula fa di questo Castello uno degli obbiettivi turistici

più ricercati e visitati della Romania. E' diventato celebre nel mondo intero tramite il

romanzo del scrittore Bram Stocker, rendendolo il noto castello di Dracula. Il nome

Dracula proviene dal soprannome attribuito a Vlad Tepes, il sovrano della Romania

all’epoca, che ha regnato tra 1456 e 1467. Gli storici del tempo lo descrivevano

come fosse un despota crudele e assetato di sangue. Il resto del mito Dracula si

deve all’influenza delle leggende e delle credenze popolari della gente di

Transilvania riguardo i vampiri e i fantasmi. Anche se è ben saputo che Vlad Tepes

non ha mai vissuto in questo castello, la leggenda è più forte della realtà stessa,

attirando come una calamita ogni anno migliaia di turisti di tutto il mondo, desiderosi

e curiosi di vedere una parte della leggenda del conte Dracula, ma anche il luogo

dove sono stati girati numerosi film di cui il più famoso è stato il film americano

“L’intervista con un vampiro” regia di Neil Jordan con Tom Cruise e Antonio

Banderas. Si tratta di un film horror in cui si fa riferimento alle presupposte tendenze

malvagie del vampiro Dracula. Forse alcuni turisti rimangono delusi di non poter

incontrare dal vivo il conte Dracula, il vampiro che succhia il sangue umano, ma in

compenso si possono godere la visita di uno dei più di valore castelli del mondo

dell'architettura medievale gotica, ricco di un mistero speciale. Una volta entrati

all’interno del castello si prova la sensazione di tornare nel tempo delle principesse

e dei principi abitanti in questo tipo di castelli, apparentemente freddi. Tutto diventa

misterioso, affascinante man mano che si visita. Ad ogni piano ci sono diversi

camini, bellissimi quali con il fuoco della legna accesa rendevano l’aria molto

romantica, particolare e calda, magica direi, così come soltanto un camino acceso

può regalarlo. Al piano terra del castello c’è la camera del sovrano Mircea cel Batran

e una sala di proiezione dove si presentano immagini dei diversi film della famiglia

reale. Al primo piano c’è il salone grande, la sala gotica e la camera da letto della

regina Maria che al suo tempo ha trasformato e sistemato questo castello dalle

caratteristiche della favola in uno moderno, conservando comunque quegli elementi

dell’architettura gotica medievale che li presta un aria misteriosa e affascinante. In

seguito diventa la residenza d’estate della famiglia reale. Al secondo piano si può

ammirare la sala, la sala rustica e la camera da letto del re Ferdinando. Al terzo

piano c’è la sala della regina Maria e la stanza del principe Nicolae. Al quarto piano

ci sono le stanze delle armi, degli oggetti di terracotta, oggetti in argento, delle

icone... L’accesso alle stanze è tortuoso, tramite numerosi corridoi semi bui, dando

l’impressione di essere spaesati, creando anche alcuni sentimenti di ansia e forse

anche di claustrofobia per alcuni. Ci sono dei corridoi stretti, con delle scale dai

gradini in pietra che si devono salire con certa attenzione perché un po’ lisci. Nel

cortile interno del castello sorge una vecchia fontana profonda, scavata nella roccia.

Alzando lo sguardo in alto si possono ammirare dei balconi lavorati in legno

massiccio. All’esterno il Castello gode di un immenso parco, ben curato, con degli

alberi secolari, di un grazioso laghetto e delle aiuole di fiori meravigliosi. Una volta

usciti da questo immenso parco, ci si imbatte in una serie di negozi di souvenir che

vendono di tutto, dei depliant, delle cartoline, dei giocatoli per i bambini, delle armi,

dei vestiti tradizionali romeni e dei prodotti tipici della zona, come dei formaggi, dei

salumi e diversi dolci. Accanto al parco del castello si può visitare anche un piccolo

museo con delle case tradizionali esistenti all’epoca da quelle parti, che riflettono la

vita dei contadini della zona Rucar Bran. Con l’occasione della Festa di Halloween,

il Castello Bran diventa la meta preferita dei turisti inglesi e americani che

festeggiano questa festa fino alle tre di notte, festa resa “da brividi” dagli

organizzatori che ogni anno si impegnano di festeggiarlo meglio, includendo

ovviamente il mito di Dracula. Sono stata incantata di visitare nuovamente il Castello

di Dracula e invito anche gli altri a farlo. Sicuramente non saranno delusi, al

contrario, rimarranno con dei bei ricordi indelebili.

TuttoBallo


UNA BOCCATA D’ARTE

20 ARTISTI 20 BORGHI 20 REGIONI

TuttoBallo

Fino al 18 settembre 2022 torna l’appuntamento con Una Boccata d’Arte, il progetto d’arte contemporanea diffuso in tutta Italia promosso da

Fondazione Elpis in collaborazione con Galleria Continua, con la partecipazione di Threes Productions, che valorizza l’incontro tra artee

patrimoniostorico, artisticoe paesaggistico.

Per tutta l’estate, fino al 18 settembre, 20 borghi tra i più

belli ed evocativi d’Italia, uno per ogni regione, saranno

teatro di 20interventi d’arte realizzati da 20 artisti e artiste

di età, culture, provenienza geografica e linguaggi artistici

differenti.

Novità di questa terza edizione sarà inoltre la presenza di

un ventunesimo artista con un progetto speciale che

metterà in connessione tutti i borghi.

Da nord a sud, progetto corale e originale, nato nel 2020

in piena pandemia, Una Boccata d’Arte si configura come

uno speciale itinerario culturale che invita il pubblico a

scoprire ogni anno 20 nuovi borghi italiani, ricchi di

tradizioni secolari e bellezze paesaggistiche, lontani dai

principali flussi turistici e dai circuiti dell’arte. Grazie alla

loro dimensione raccolta, i borghi diventano il luogo

privilegiato per dar vita a un incontro autentico e

ravvicinato con l’arte contemporanea, reso unico dal

sorprendente dialogo che si genera fra territorio, opere

d’arte, abitanti e visitatori.

Gaia Di Lorenzo, Temmatemenetè, Pietramontecorvino (FG), Puglia.

Una Boccata d’Arte 2021. Foto Christian Mantuano

Jem Perucchini, AB-ERRANTI, Battaglia Terme (PD), Veneto.

Una Boccata d’Arte 2021. Foto Camilla Glorioso

Selezionati dai promotori dell’iniziativa per il loro talento e

la loro ricerca, 20 artisti e artiste, tra voci emergenti e nomi

più affermati, sono invitati a trascorrere un breve periodo

di residenza all’interno di un borgo, entrando in relazione

con la sua storia e la sua identità. Dopo una fase di

ascolto, esplorazione e progettazione, ogni artista

restituisce alla comunità un’installazione site-specific,

prodotta appositamente in relazione al territorio e

all’esperienza vissuta: nascono così 20 interventi che

abbracciano le diverse forme d’arte, dalla pittura alla

scultura fino alla fotografia, al video, al suono e alla

performance, frutto della comprensione del luogo e del

prezioso dialogo intessuto con i suoi abitanti. Visibili per

tutta l’estate, le installazioni realizzate contribuiscono alla

crescita di un turismo di prossimità rivolto a un pubblico

ampio e trasversale e invitano a riscoprire, con uno

sguardo nuovo, storie e angoli di bellezza diffusi in tutta

Italia.

Camille Norment, Pulse – Single Formation, Santa Gertrude (BZ), Trentino-

Alto Adige. Una Boccata d’Arte 2021. Foto Marta Tonelli

Binta Diaw, It Is Not Wrong To Go Back and Take Something You Forgot,

Monastero Bormida (AT), Piemonte. Una Boccata d’Arte 2021.Foto Agnese Bedini


©Tine Steinthaler


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Una delle mete da visitare durante l'estate 2022 è la Carinzia,

una regione in cui l’elemento acqua è molto presente.

Con oltre 1000 laghi, per la maggior parte balneabili e con

temperature che raggiungono anche i 28°C, e diversi fiumi, la

regione più a sud dell’Austria può essere definita una “terra

d’acqua”.

Le attività e gli sport da praticare nei laghi e nei fiumi sono

tantissimi, adatti a tutte le età e le strutture presenti nei lidi

noleggiano attrezzature sempre all’avanguardia. Guide e

istruttori preparati soddisfano ogni esigenza o curiosità nella

pratica delle attività sull’acqua.

I caldi laghi balneabili della Carinzia sono perfetti per nuotare e

praticare tante altre attività acquatiche. Tra le più gettonate

sicuramente c’è SUP, stand-up paddle, uno sport sempre più

diffuso sulle spiagge di tutto il mondo. Nato come variante del

surf, prevede l’utilizzo di una tavola più ampia e voluminosa in

grado di supportare il peso dell’atleta, che si avvale di

un’apposita pagaia per lo spostamento e la propulsione. E in

©SUEDKAERNTEN

Carinzia si può praticare dovunque. Da visitare assolutamente

Wörthersee: il lago più grande della Carinzia.

Trascorrere l’estate sulle sponde di questo meraviglioso lago

offre tanti vantaggi, tra cui anche un aspetto di mondanità

notturna che non guasta quando si è in vacanza. Oltre al

divertimento balneare per tutta la famiglia, il Wörthersee offre

molte altre attività sportive in acqua, come lo sci nautico,

wakeboard, parasailing con barca a motore, vela, kayak e

wakesurf. Per i più piccoli e le famiglie, inoltre, le occasioni di

puro divertimento acquatico sono diverse: pneumatici trainati da

motoscafi, noleggio di barche elettriche o pedalò, immersioni e

corsi come l’aqua-jogging. Per chi cerca il benessere, una visita

alla casa balneare Werzer’s Badehaus aiuta a liberare lo spirito.

Costruito nel 1895, l’edificio è stato restaurato e dal 2013 offre

al pubblico tutti i vantaggi di una moderna spa: saune sul lago,

una piscina riscaldata aperta tutto l’anno, suggestive oasi relax

e un ristorante per buongustai che soddisfa ogni desiderio.

©E.Groeger_KW


foto Serena Abbate


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A fronte di migliaia di followers, secondo una recente ricerca effettuata negli Stati Uniti, 1 millennial su 5 dice di

non avere neanche un amico e lo stesso riportano i loro coetanei europei. In un’epoca post pandemia, in cui i

social dicono che siamo pieni di compagni, spesso nella realtà non è veramente così. Ecco perché fare

un’esperienza in cammino può essere anche per i giovani un momento di condivisione che riporta all’essenza

delle cose: viaggiare con zaino e tenda in spalla, solo con lo stretto necessario, guadagnare la strada con gli altri,

dormire in luoghi dispersi sotto il cielo stellato, senza troppe comodità per ritrovare la propria natura “selvatica”.

L’attenzione durante il cammino è rivolta al proprio corpo e alle proprie emozioni, ma anche alla natura intorno e

ai rapporti di interdipendenza con gli altri, a chi si incontra lungo il cammino. Il viaggio diventa curiosità verso il

mondo dal gusto per l’avventura e dall’approccio esplorativo: fondamentali saranno la lentezza dei passi, il

contatto fisico con la natura, lo spirito d’amicizia, contro ogni fretta di raggiungere la meta. La sera spesso si

accende il fuoco o ci si abbandona all’osservazione delle stelle, dando spazio ai pensieri e alla condivisione di

riflessioni sulle giornate trascorse e su quelle a venire, coniugando emozioni, esperienze e attesa. Per queste

ragioni, il cammino è un’esperienza più che adatta e consigliata per i giovani che, in questo contesto diverso,

necessariamente devono “disconnettersi” e ritrovare la propria energia fisica e lo spirito di adattamento insieme

agli altri. La Compagnia dei Cammini, associazione di turismo sostenibile dedita al Cammino, per questo motivo

ha aperto i cammini ai più giovani con percorsi specifici per gli adolescenti e ne ha selezionati altri aperti a tutti,

ma particolarmente consigliati per una fascia più young. Camminare per scoprire le bellezze della Valle Camonica

in Lombardia, il sud della Corsica da Tattone fino al mare. Oppure scoprire i villaggi di pietra di Zagori in Grecia.

La condivisione di una camminata è per tutte l'età, gli adolescenti dai 14 ai 16 anni senza genitori, si avventurano

sul Civetta dal Passo Duran fino al Passo Staulanza, un viaggio vagabondo con esplorazioni nel cuore delle

Dolomiti Bellunesi. Mentre i ragazzi ancora più piccoli, dagli 11 ai 14 anni, senza genitori vanno alla scoperta dei

Monti Sibillini. Un viaggio a piedi da Montemonaco, piccola località delle Marche incastonata tra le vette dei

Sibillini, fino al mare Adriatico.

foto Franco Michieli

foto NicoDiP

foto Franco Michieli

foto Franco Michieli


In un estate torrida come questa in cui la gente spera di passare dei

momenti sereni, ci apprestiamo ad andare in vacanza ovunque il nostro

cuore ci vorrà portare.

Rimanendo nella nostra bellissima penisola tra sole, buon cibo ed arte ci si

addentra in luoghi magnificamente scolpiti nella memoria. Tra questi posti

meravigliosi oggi vi vorrei trasportare, con un pensiero dolce e romantico, in

quel di Volterra.

Volterra è una meta perfetta per un’escursione in giornata o per una visita

ben più lunga quando vi trovate in Toscana e, dopo averla visitata, vi

accorgerete della magia che sentirete respirare in questo luogo. Volterra è

una graziosa città in provincia di Pisa, non lontana da Firenze, Siena ed il

litorale costiero, particolarmente conosciuta per le sue origini etrusche e per

i numerosi reperti archeologici appartenenti a quell’epoca. Situata a circa

sessanta chilometri da Pisa e altrettanti da Siena, Volterra è conosciuta fin

dal tempo degli Etruschi per essere il borgo dell’alabastro. Velathri, nome

etrusco di Volterra, era una delle 12 città più importanti della confederazione

etrusca; alla fine del IV secolo A.C. fu terminata la realizzazione della cinta

muraria, lunga ben 7300 metri e pensata per proteggere non solo l'abitato

ed il centro urbano, ma anche le fonti, i campi coltivati ed i pascoli, spesso

soggetti ad incursioni da parte di popoli stranieri. Dopo un periodo passato

sotto il dominio dei Franchi e, successivamente, dei Longobardi, Volterra

passò sotto l'egemonia romana cambiando il suo nome in Volaterrae (dal

quale deriva quello attuale). Infine, fu sottomessa dalla supremazia

fiorentina prima, per poi seguire le vicende del Granducato di Toscana e

votare quasi all'unanimità per l'annessione al Regno d'Italia nel 1860.

Come molti borghi storici della Toscana, Volterra si raggiunge attraversando

una bellissima campagna. È arroccata su una collina e si accede al suo

centro storico attraverso otto porte. La Porta dell’Arco, eretta fra IV e III

secolo a.C. dagli Etruschi, ancora oggi rappresenta l’accesso principale dal

lato sud e ha mantenuto il suo aspetto originario praticamente intatto. Il

miglior modo per scoprire Volterra è andarsene in giro con le mani in tasca e

gli occhi curiosi.

Camminare all’interno delle mura di Volterra, arroccata su un colle, è come

tornare indietro nel tempo, tra torri e vicoli che sembrano magici. Volterra è

un borgo affascinante e ricco di storia, perfettamente conservato.

Percorrendo i suoi viottoli intrisi di magia storica ed addentrandoci in

atmosfere che ricordano i famosi fasti della città attraverso i secoli viene

naturale chiudere gli occhi e viaggiare con la fantasia.

Detta la città dell’alabastro, che risale a ben 7 milioni di anni fa ed è il più

pregiato d’Europa, ogni cava ne presenta una tipologia differente, per

consistenza ed aspetto. La sua lavorazione richiede molta esperienza. Quel

genere d’esperienza che viene tramandata di generazione in generazione,

risultando una pratica antichissima e producendo oggetti che spesso sono il

frutto del lavoro di svariati artigiani.

Molteplici sono i luoghi da visitare all’insegna della storia e della cultura. Tra

questi c’è di certo il Museo Etrusco, il Guarnacci, che custodisce un antico

reperto archeologico, considerato tra i più rilevanti al mondo. Si tratta di una

scultura, L’Ombra della sera. A darle il nome fu D’Annunzio, che vedeva

nella sua sagoma allungata l’effetto delle ombre al tramonto.

Uno dei luoghi cardine del centro storico è il Palazzo dei Priori, i cui lavori di

realizzazione iniziarono nel 1208. Il suo primo utilizzo fu come Palazzo del

Comune, sfruttato dagli Anziani come residenza. Quelli che in origine erano

i 24 Anziani, si trasformarono nel 1283 nei 18 Priori del Popolo, per poi

divenire i 12 Difensori del Popolo nel 1289. Il Duomo, con l’annesso

Battistero di San Giovanni. Il teatro romano del I s.a.c.. I molteplici musei

dislocati in tutta la città vi accompagneranno alla scoperta dei suoi segreti.

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Volterra durante il periodo estivo ospita molteplici eventi di folklore che vi allieteranno durante il vostro soggiorno.

Come per tutte le antiche città italiane, anche Volterra vanta una ben radicata tradizione culinaria. Alcuni piatti da

voler provare assolutamente, una volta giunti in città, sono: la zuppa alla volterrana, funghi e tartufi, selvaggine e

cinghiale, trippa alla volterrana e il panforte.

Volterra, come tutto il territorio della Valdelsa e della Valdicecina, è il luogo perfetto per degustare la cucina rustica

e genuina, basata sulla tradizione locale. Da assaggiare assolutamente il pecorino delle Balze Volterrane DOP, un

formaggio fatto esclusivamente da latte crudo con caglio vegetale che si ricava dal fiore del cardo selvatico o del

carciofo. Per non dimenticare il prosciutto di Cinta senese, il tartufo bianchetto e il nero scorzone, il pane toscano,

l’olio evo Dop toscano e il Chianti DOCG.

“Isabella forse in quell'ora viaggiava per Volterra, a traverso le crete della Valdera, a traverso le biancane sterili;

vedeva di là dalla collina gessosa riapparire all'improvviso su la sommità del monte come su l'orlo d'un girone

dantesco il lungo lineamento murato e turrito, la città di vento e di macigno”

Gabriele d'Annunzio


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INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1 KG DI TRIPPA

500 GR DI POMODORI PELATI

2 CAROTE

2 CIPOLLE ROSSE

UNA COSTA DI SEDANO

OLIO EVO

SALE E PEPE NERO

PROCEDIMENTO

Per la preparazione di questo piatto cominciare preparando un battuto di cipolla, sedano e carote e farlo rosolare nell'olio.

Appena la cipolla comincia ad imbiondire, unirvi la trippa, precedentemente lavata a tagliata a listarelle, lasciarla insaporire

per una decina di minuti mescolandola spesso. Aggiungervi quindi i pomodori ai quali saranno stati tolti i semi, e continuare la

cottura per circa un'ora a fuoco basso, aggiustando di sale e di pepe fino a che il tutto non si sarà ritirato.

Accompagnate il tutto con pane toscano e un buon calice di Chianti.

INGREDIENTI

160 GR DI NOCCIOLE

70 GR DI ALBUMI

200 GR DI ZUCCHERO

200 GR DI FARINA 0

3 GR DI LIEVITO PER DOLCI

LA SCORZA DI ½ LIMONE

PROCEDIMENTO

Tostare le nocciole in una padella, facendo attenzione che non brucino. Appena diventano dorate, toglierle dal fuoco e farle

raffreddare. Una volta fredde, tritarle fino a ridurle in una farina grossolana.

Montare gli albumi a neve con lo zucchero, aggiungere le nocciole, la farina, il lievito e la scorza di limone grattugiata. Mescolare dal

basso verso l’alto fino a formare un impasto soffice e omogeneo.

Scaldare il forno a 180°C.

Formare dei filoncini di impasto larghi 4 cm e tagliare dei quadrotti di 4x4 cm uniformi. Sistemarli su una teglia con carta forno e

infornare per circa 12/15 minuti. Farli raffreddare completamente prima di staccarli dalla carta.

Si conservano per diversi giorni in scatole di latta o barattoli di vetro chiusi ermeticamente.

Ottimi da accompagnare a vini passiti o vin santo ed il caffè.


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COME SCEGLIERE IL COCKTAIL BAR PERFETTO...

i consigli di Danilo Pentivolpe - Bartender

Fino a qualche anno a Malapena c'era bisogno di

un Bar per avere un sito web. Si arrivava nei

migliori locali della città clandestinamente, un

passaparola, un po’ di nascosto grazie ad un invito,

un po’ anche per un colpo di fortuna se un bel

cartello e lavagnetta luminosi invogliavano i

passanti a scoprire e sperimentare quei colori

accesi nel cuore della notte, con l’incubo di finire

chissà dove. Mentre, da un po’ di anni ad ora,

poiché le barre rimangono in movimento mentre la

pandemia continua, una presenza digitale è

diventata essenziale per la sopravvivenza.

“Il settantasette percento dei commensali visita il

sito web di un ristorante prima di cenare o ordinare,

perché? È importante controllare ciò che vedono”

I bar riescono a trarre vantaggio dai siti Web in più

modi: mostrando abilità di bartending, splendidi

interni oppure un’eccellente drink list. Un sito web è

un’ottima landing page digitale, disponibile 24 ore al

giorno, sette giorni alla settimana, per rispondere

alle domande immediate delle persone: dove ti

trovi? Quali sono i tuoi orari? Cosa c’è nel menu?

Che atmosfera troverò? Ciò nondimeno in questo

momento storico delle attività di ogni genere, il tuo

sito web è un modo per fornire trasparenza. Come

stai rispondendo alla pandemia? Come ti stai

muovendo nei tempi attuali? Un sito web è anche

una piattaforma per fornire ai tuoi clienti

aggiornamenti in tempo reale. È fondamentale che

le informazioni sul sito web siano accurate e

aggiornate, in particolare con precauzioni di

sicurezza, speciali happy hour, menu attuali, prezzi,

orari adeguati, linee guida sulla sicurezza,

informazioni sugli eventi, insomma in vero e proprio

melting’pot digitale!

Instagram: https://www.instagram.com/danilo_pentivolpe/

WEB SITE: www.bartendersclassheroes.com

Facebook: https://www.facebook.com/pentivolpe.danilo/

Danilo Pentivolpe


BELLA D'ESTATE

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Il sole fa bene o male alla pelle?

I consigli di Mauri Menga Make-up Artisti


Con l’arrivo dell’estate un tema molto discusso è sicuramente, non è quello del

trucco ma dell’corretta esposizione al sole e adeguata protezione per evitare

possibili danni alla pelle. Oggi vogliamo parlare di sole e di protezione e, nel

dettaglio, darvi qualche consiglio per proteggere i vostri nei.

Il Sole è una preziosa risorsa per la salute del corpo, ma è anche necessario

proteggersi dal Sole perché l’eccessiva esposizione è dannosa alla salute. In

Italia, negli ultimi 10 anni l’incidenza del melanoma cutaneo è aumentata

considerevolmente: si stima che nel 2020 questa malattia, causata anche

dall’esposizione a raggi solari, abbia colpito un numero impressionante di

persone , un dato decisamente allarmante

È importante osservare la pelle per verificare se i nei cambiano nel tempo, per

esempio nella dimensione e forma. É importante rivolgersi periodicamente ad

un dermatologo per eseguire una mappatura dei nei, e tenere controllate le

neoformazioni, magari difficili da individuare da soli se si hanno molti nei sul

corpo. Tutte le pelli, e in particolare quelle chiare, non devono mai dimenticare

di utilizzare la protezione solare durante l’esposizione al sole. L’esposizione al

sole è benefica, non è solo un’esigenza di tipo estetico in quanto aiuta a

mantenere le ossa forti, stimolando la produzione di vitamina D e l’umore ne

trae beneficio. Questi sono alcuni dei motivi per i quali non si deve rinunciare

al sole anche nel caso in cui la pelle sia chiara e si abbiano molti nei. Le

scottature possono rovinare le vacanze, ma la pelle non è l’unica parte del

corpo che può essere danneggiata dai raggi solari. È importante indossare gli

occhiali da sole all’aperto per proteggere l’occhio dall’azione dei raggi UVA e

UVB.

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Le prime esposizioni al sole devono avvenire solo dopo aver

applicato un’elevata protezione: più è chiara la carnagione più deve

essere alto il fattore di protezione solare, per chi ha pelle chiara e

capelli biondi/rossi il fattore protettivo più indicato è un fattore di

protezione alto o molto alto (30,50, 50+). Importante è scegliere un

prodotto che offra una protezione anche contro i raggi UVA e UVA

che penetrano in profondità nella pelle e i cui effetti si notano con il

tempo. Diversi sono i prodotti disponibili da scegliere in base ai propri

gusti, ad esempio potete utilizzare prodotti spray facili da distribuire

su tutto il corpo e che si asciugano subito senza lasciare la pelle unta

e nessun granello di sabbia che si attacca alla pelle. Molti evitano di

usare protezioni elevate per timore di un’abbronzatura ritardata, ma

in realtà esporsi senza un filtro solare adeguato, oltre ad esporre a

potenziali problemi di salute, porta anche ad un invecchiamento

precoce della pelle quindi resta una scelta anche esteticamente

controproducente.

La protezione elevata, oltre ad essere adatta alle persone con

molti nei, è adatta anche ai bambini. Esistono in questo caso

formulazioni specifiche, colorate, in modo che i bambini si

divertano durante l’applicazione. La particolarità dei prodotti

dedicati ai bambini è data dal fatto che sono resistenti

all’acqua in modo che possano giocare senza restrizioni, in

questo modo loro sono felici e i genitori tranquilli. Un fattore di

protezione elevato per i bambini è necessario in quanto la loro

pelle è più delicata, il loro sistema di produzione di melanina

ancora non è completamente sviluppato e perché proprio

durante l’infanzia compare il maggior numero di nei.

Il consiglio, dopo aver usato la protezioni elevata per i primi

giorni di vacanza, è di adottare una protezione SPF 10

quando la pelle sarà ben scura , è utile usare sempre un

cappello, soprattutto se a larghe tese, ripara zone delicate

come la parte posteriore di collo e orecchie, e filtrano la luce

proteggendo anche gli occhi. Gli abiti leggeri e di fibra

naturale inoltre agiscono da schermo contro i raggi solari. Da

ricordare infine che i tessuti scuri offrono maggiore protezione

di quelli chiari, così come i capi asciutti sono preferibili a quelli

bagnati. Buona estate.


Pensiero del mese

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE

Il primo agosto c'è la festa d'estate a casa mia in campagna.

Ogni anno ne organizziamo una, sempre la stessa data. Con

due piccole richieste, ognuno porta qualcosa da condividere

con gli altri e si veste di un colore o di una fantasia

prestabiliti, quest'anno ancora non abbiamo deciso. C'è

stato il bianco e nero, il rosso, il totale white, i pois, il primo

anno era libero ma solo perché non ci era venuto in mente.

C'è chi porta la musica, chi fa le foto, chi balla, chi canta, chi

porta da mangiare, chi porta da bere, ognuno contribuisce

con la sua presenza a rendere questo appuntamento

annuale una serata indimenticabile. Tutto ciò conferma

quello che ho sempre pensato: la condivisione è alla base

della nostra vita. Condividere momenti di divertimento e

gioia è indispensabile.

Lasciarsi alle spalle tristezza e negatività varie per qualche

ora aiuta a vivere meglio e ad affrontare gli ostacoli che

ognuno di noi incontra sul proprio cammino con maggiore

serenità. E allora voglio dirvi che potete farlo anche voi, se

non lo avete ancora fatto, scegliete una data qualsiasi,

chiamate le persone a cui volete bene, trovate un posto

adatto e state insieme, divertitevi! voglio ringraziare tutti

quelli che hanno partecipato, cantato, suonato, fotografato,

cucinato e aiutato con la loro presenza e con i loro sorrisi le

feste del primo agosto. In particolare ringrazio gli amici che

vengono da Roma, che si fanno ogni volta 200 chilometri

andata e ritorno per partecipare, la mia alter ego umbra, e

con lei suo marito, per la sempre impagabile e preziosissima

collaborazione, gli amici umbri che ogni anno partecipano

con tanto entusiasmo e tutti i bambini (sì la festa è aperta a

tutti) che si sono divertiti e non hanno mai, dico mai, fatto un

capriccio

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