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Il GRIDO di Guerra - LUGLIO e AGOSTO 2022

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Io me<strong>di</strong>terò sui tuoi precetti<br />

e considererò i tuoi sentieri.<br />

Mi <strong>di</strong>letterò nei tuoi statuti<br />

e non <strong>di</strong>menticherò la tua parola.<br />

(Salmo 119:15-16)<br />

Luglio/Agosto <strong>2022</strong><br />

PERIODICO DELL’ESERCITO DELLA SALVEZZA


QUEST’ESTATE METTETE A<br />

RIPOSO I VOSTRI SCHERMI!<br />

E<strong>di</strong>toriale<br />

03Magg. Jean Olekhnovitch<br />

PRENDI DEL TEMPO PER<br />

STARE CON IL SIGNORE<br />

04Cap. Jessica Welch<br />

PROVERBI 31:8-9<br />

05Pastore Daniele Garrone<br />

08<br />

Maggiori<br />

CI PRESENTIAMO...<br />

Cinzia e Samuel Walzer<br />

VIVERE LA MIA FEDE<br />

OGNI GIORNO<br />

06Magg. Virginia Longo<br />

STORIA DELL'ESERCITO<br />

DELLA SALVEZZA<br />

12Ten. Aus. <strong>Il</strong>aria Castaldo<br />

UNA DONNA QUALSIASI<br />

07Magg. Li<strong>di</strong>a Bruno<br />

15IL <strong>GRIDO</strong> MINI<br />

IO CREDO CHE POSSO<br />

SPERARE NEL DOMANI<br />

10Ten. Aus. <strong>Il</strong>aria Castaldo<br />

Anno LIXII<br />

Numero 847<br />

Luglio/Agosto <strong>2022</strong><br />

IL <strong>GRIDO</strong> DI GUERRA<br />

Organo ufficiale dell’Esercito della Salvezza<br />

Dir. Responsabile: Ten. Col. Massimo Tursi<br />

Team E<strong>di</strong>toriale: Redattrice Cap. Francesca Di<br />

Nucci, Ten. Aus. <strong>Il</strong>aria Castaldo, Magg. Ariane<br />

Olekhnovitch, Magg. Virginia Pavoni.<br />

Progetto Grafico: Ten. Keimer Fernández<br />

Reg. Trib. N°8143 del 26/06/1961<br />

CCP N°85651826<br />

IBAN IT 67 S 02008 03284 000102712418<br />

ESERCITO DELLA SALVEZZA<br />

Quartiere Generale Nazionale<br />

Via degli Apuli, 39 - 00185 Roma<br />

Tel. 0644740630 - Fax: 0644740640<br />

Capo del Comando: Ten. Col. Jacques Donzé<br />

www.esercitodellasalvezza.org<br />

Quartiere Generale Internazionale<br />

101 Queen Victoria Street, London EC4P 4EP<br />

Fondatore: William Booth<br />

Generale: Brian Peddle<br />

DICHIARAZIONE D’INTENTI<br />

<strong>Il</strong> Grido <strong>di</strong> <strong>Guerra</strong> - contro il male e l’ingiustizia è l’organo ufficiale dell’Esercito della Salvezza.<br />

Esso è l’espressione del pensiero del nostro movimento. Pertanto ha tre obbiettivi principali:<br />

evangelizzazione, informazione sulle attività e l’Opera in Italia, informazione a livello internazionale.<br />

Questi obbiettivi saranno conseguiti me<strong>di</strong>ante la pubblicazione <strong>di</strong> brevi articoli attuali e rispondenti<br />

alla nostra cultura<br />

Questo perio<strong>di</strong>co è associato alla<br />

Unione Stampa Perio<strong>di</strong>ca Italiana<br />

Tutte le citazioni bibliche in questo numero de “il Grido <strong>di</strong> <strong>Guerra</strong> contro il male e l’ingiustizia” sono dalla versione Nuova Riveduta<br />

ad eccezione dove specificato: D: Diodati; R: Riveduta; ND: Nuova Diodati; TILC: Interconfessionale; PEV: La Parola è Vita.<br />

Tutte le immagini utilizzate in questo numero de “il Grido <strong>di</strong> <strong>Guerra</strong> contro il male e l’ingiustizia” provengono da pixabay.com<br />

ad eccezione dove specificato.


EDITORIALE<br />

Quest'estate mettete<br />

a riposo<br />

MAGGIORE<br />

Jean Olekhnovitch<br />

SEGRETARIO GENERALE<br />

COMANDO ITALIA E GRECIA<br />

i vostri schermi!<br />

Vi annuncio il crollo del mondo virtuale per come lo ve<strong>di</strong>amo oggi dominare le<br />

menti. Annuncio un grande ritiro dai cosiddetti "social network".<br />

Quando ero bambino, il virtuale era il<br />

vasto spazio della mia immaginazione,<br />

alimentato dai libri illustrati o dalle storie<br />

leggendarie raccontate da mia madre. Poi sono<br />

arrivate le ra<strong>di</strong>o a transistor con 4 o 5 programmi.<br />

Voci familiari riempivano le mie serate. Ricordo<br />

un programma notturno intitolato "Les routiers<br />

sont sympas" (I camionisti sono simpatici, ndt). <strong>Il</strong><br />

conduttore ci metteva in contatto con il mondo<br />

dei camionisti...<br />

Infine, c'è stata l'irruzione dell'immagine<br />

continua sullo schermo televisivo. È stato il<br />

virtuale all'infinito, fino a con<strong>di</strong>videre i primi passi<br />

dell'uomo sulla Luna e le avventure degli orsi polari<br />

sulla banchisa. Pensavamo <strong>di</strong> essere all'apice<br />

delle possibilità <strong>di</strong> scoperta e invece era solo<br />

l'inizio: i canali si sono moltiplicati, <strong>di</strong>versificati, le<br />

immagini potevano essere registrate, riprodotte...<br />

un intero mondo <strong>di</strong> fiction seriale stava formando<br />

le nostre menti: "hai visto quello ieri sera? e quello<br />

ancora?".<br />

Lo spazio è <strong>di</strong>ventato sempre più unificato,<br />

massificato. Un programma deve riunire milioni<br />

<strong>di</strong> persone contemporaneamente davanti alla<br />

stessa immagine! Un mondo virtuale che, in<br />

definitiva, è più povero e stereotipato. Tutti i<br />

cieli sono blu, tutti gli uomini sono ben vestiti e<br />

parlano con lo stesso accento parigino... tutte le<br />

donne indossano gli stessi abiti alla moda ... la<br />

mia immaginazione è ancora libera? Ra<strong>di</strong>o, TV,<br />

Internet, ho forse bisogno <strong>di</strong> qualcos'altro...<br />

“I can't get no satisfaction<br />

'Cause I try and I try and I try and I try<br />

I can't get no, I can't get no” 1<br />

The Rolling Stones (1969)<br />

Lascio ai giovani il compito <strong>di</strong> raccontare la storia<br />

dell'irruzione del virtuale e della realtà <strong>di</strong>gitale.<br />

Tuttavia, anche in questo caso, trovo la stessa<br />

evoluzione, ancora più veloce, verso l'uniformità<br />

dei modelli e questo su scala globale! I nostri figli<br />

hanno lo stesso videogioco preferito in tutto il<br />

mondo... e le storie (mini video) finiscono per<br />

assomigliarsi tutte, per quanto folli possano<br />

essere.<br />

Questo non è lo schema iniziale della Creazione.<br />

Al contrario, il Creatore ha voluto l'unico, non<br />

il globale. Quest'estate, confrontate la vostra<br />

abbronzatura con quella <strong>di</strong> chi vi circonda. Non<br />

ce ne sono due uguali. I mon<strong>di</strong> virtuali sono<br />

riproduzioni <strong>di</strong> alcuni stili predefiniti con poche<br />

sfumature. <strong>Il</strong> mondo reale, invece, è composto da<br />

un numero infinito <strong>di</strong> esseri unici che desiderano<br />

incontrare altri esseri unici. Siamo, in fondo, esseri<br />

relazionali che desiderano entrare in relazione<br />

con un altro essere <strong>di</strong>verso e complementare. <strong>Il</strong><br />

virtuale standar<strong>di</strong>zzato non ci sod<strong>di</strong>sfa. Questo<br />

bisogno profondo è la fine del virtuale, la sete del<br />

reale, necessariamente sempre unico. Quando<br />

Dio si fa vedere il più vicino possibile, si rivela un<br />

essere unico e un uomo <strong>di</strong> relazioni. È tutt'altro<br />

che virtuale! <strong>Il</strong> suo amore è reale e il nostro cuore<br />

lo riconosce bene.<br />

Mettete a riposo i vostri schermi quest'estate!<br />

Perché non fare della vostra vacanza un ritiro<br />

spirituale per incontrare Gesù, l'unico riflesso<br />

vivente del Padre? Riconoscetelo in ciascuna<br />

delle sue creature! In ognuno dei suoi figli!<br />

"O Eterno, meravigliose sono le tue opere, e<br />

l'anima mia lo sa molto bene!"<br />

Salmo 139;14<br />

1"Non riesco a ottenere alcuna sod<strong>di</strong>sfazione. Perché provo<br />

e provo e provo e provo e provo. Non riesco … non riesco …"<br />

PAG. 3


Pren<strong>di</strong>deltempo<br />

PER STARE<br />

con il Signore<br />

CAPITANA<br />

Jessica Welch<br />

RESPONSABILE DEL<br />

CORPO DI TORRE PELLICE<br />

È<br />

arrivata l’estate e, con il caldo, anche i<br />

sogni <strong>di</strong> vacanze in posti esotici e lontani.<br />

Nonostante sentiamo tutti il bisogno<br />

<strong>di</strong> oltrepassare frontiere e confini e<br />

esplorare nuovi luoghi dopo le restrizioni dovute<br />

alla pandemia… non è sempre possibile! Come<br />

ottenere allora il tanto desiderato riposo?<br />

Una delle cose che mi ha sorpreso, rileggendo<br />

il Salmo 23 ultimamente è che la prima cosa<br />

che il Signore, il nostro Buon Pastore, fa è “[farci]<br />

riposare in verdeggianti pascoli, [guidarci]<br />

lungo le acque calme. [Ristorarci l’anima].” In un<br />

mondo che corre senza sosta ed è ossessionato<br />

dalle prestazioni e dalla produttività, l’invito del<br />

Signore risuona con il nostro cuore. La realtà è<br />

che la cultura del mondo spesso influenza anche<br />

la nostra fede e ci concentriamo su quello che<br />

dobbiamo fare per Dio anziché su chi ci invita ad<br />

essere. <strong>Il</strong> riposo si trova solo in Cristo ed è parte<br />

integrante della vita abbondante (Giovanni 10:10).<br />

Dobbiamo prenderci del tempo con Dio per<br />

lasciarci rigenerare da Lui. Come fare?<br />

Ci viene facile prendere il tempo per un<br />

appuntamento dal dentista, un check-up dal<br />

dottore o per cambiare le ruote. Sono impegni<br />

necessari per noi e l’ora in cui pren<strong>di</strong>amo<br />

l’appuntamento <strong>di</strong>venta non-negoziabile.<br />

Eppure, quando si tratta <strong>di</strong> prenderci un’ora con<br />

il Signore, quell’ora spesso <strong>di</strong>venta flessibile e si<br />

sposta su e giù per la giornata, la settimana, o<br />

il mese.<br />

Si racconta <strong>di</strong> un famoso pre<strong>di</strong>catore che<br />

andò a trovare un giovane su un’isola. La madre<br />

andò a prendere il figlio annunciando l’arrivo<br />

<strong>di</strong> questo ospite importante. <strong>Il</strong> figlio le rispose:<br />

“tra un momento, madre. Ho un’u<strong>di</strong>enza con il<br />

mio Re”. La prima cosa da fare questa estate<br />

è prendere la nostra agenda e decidere<br />

quando trascorreremo tempo con il Signore<br />

ogni giorno. Questo tempo deve essere nonnegoziabile,<br />

perché ne va della nostra vita!<br />

Abbiamo un’u<strong>di</strong>enza con il nostro Re. E poi, visti i<br />

ritmi più lenti dell’estate, vogliamo anche cercare<br />

<strong>di</strong> trovare più tempo da trascorrere con il Signore:<br />

dei piccoli ritiri per la nostra anima.<br />

Se hai un’ora: Trova un posto con dell’acqua, un<br />

ruscello, una fontana, un lago… il mare. Leggi il<br />

Salmo 23. Sottolinea tutte le azioni <strong>di</strong> Dio in blu.<br />

Cosa fa? In che modo viene incontro a tutti i tuoi<br />

bisogni?<br />

Se hai mezza giornata: Pren<strong>di</strong> una mappa<br />

della tua città. Trova un parco o un posto verde.<br />

Fai una passeggiata e all’andata dai tutte le tue<br />

preoccupazioni al Signore. Arrivato/a al parco o<br />

posto verde, sie<strong>di</strong>ti e osserva la natura intorno a<br />

te. Leggi il Salmo 23. In che modo il Signore vuole<br />

rinnovarti? Quali pesi stai portando? Leggi Matteo<br />

11:28-30. Tornando a casa ringrazia il Signore per<br />

tutte le bene<strong>di</strong>zioni che riversa su <strong>di</strong> te.<br />

Se hai una giornata intera: Dove puoi andare in<br />

auto o in treno (in bici) per trascorrere la giornata<br />

nella natura? Porta con te la tua Bibbia, un <strong>di</strong>ario,<br />

una penna. Pren<strong>di</strong> il tempo per lodare il Signore<br />

(ci sono tante belle playlist su youtube o spotify).<br />

Leggi la tua Bibbia. Stai in silenzio. Parla con il<br />

Signore.<br />

La cosa importante è prendere del tempo<br />

per stare con il Signore. Per allontanarti dalle<br />

<strong>di</strong>strazioni e sintonizzare il tuo cuore con il Suo.<br />

Fa’ tacere il mondo per sentire la Sua voce. Dà<br />

alla tua relazione con il Signore la stessa priorità<br />

che dai alle cose essenziali della tua vita: dei<br />

momenti non-negoziabili per le u<strong>di</strong>enze con il<br />

tuo Re.<br />

Che il Signore ti rinnovi questa estate. Sii<br />

benedetto.<br />

PAG. 4


Proverbi 31:8-9<br />

Daniele Garrone<br />

BIBLISTA E PASTORE<br />

“Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa <strong>di</strong> tutti gli infelici;<br />

apri la bocca, giu<strong>di</strong>ca con giustizia, fa’ ragione al misero e al bisognoso”.<br />

<strong>Il</strong> libro dei Proverbi e gli altri scritti che definiamo<br />

“sapienziali” (come Giobbe, l’Ecclesiaste) si<br />

<strong>di</strong>stinguono da altri testi dell’Antico Testamento<br />

anche per il loro carattere che potremo definire<br />

universale, “ecumenico” nel senso etimologico<br />

della parola: hanno in comune, con altri testi delle<br />

culture intorno a Israele, interessi – ad esempio<br />

come valorizzare l’esperienza per riuscire e non<br />

fallire – e temi. Così, ad esempio, Giobbe è definito<br />

“il più grande <strong>di</strong> tutti gli Orientali” (Giobbe 1:3).<br />

Alla fine del libro dei Proverbi, troviamo due<br />

raccolte <strong>di</strong> detti che probabilmente provengono<br />

“da fuori” del mondo <strong>di</strong> Israele: le “parole <strong>di</strong> Agur”<br />

(Proverbi 30) - forse appartenente a una tribù<br />

dell’Arabia settentrionale - e le “parole del re<br />

Lemuèl” (Proverbi 31:1).<br />

Ciò che è tramandato da Lemuèl sono “le<br />

massime che sua madre gli insegnò”: l’istruzione<br />

<strong>di</strong> chi sarebbe un giorno salito sul trono era una<br />

delle preoccupazioni della sapienza. In Proverbi<br />

31:1-9 è la “regina madre” ad assolvere questo<br />

compito.<br />

Per prima cosa (v. 3) mette in guar<strong>di</strong>a il<br />

figlio rispetto alla <strong>di</strong>strazione che può venire<br />

dall’attrazione per le donne … persino <strong>di</strong> un re<br />

celebrato nella Bibbia come fu Salomone si <strong>di</strong>ce<br />

che, avendo avuto settecento mogli e trecento<br />

concubine, alla fine si fece sviare verso culti<br />

idolatri (1 Re 11: 3-4) …<br />

<strong>Il</strong> secondo ammonimento (vv. 4-7) invita il<br />

figlio a non indulgere al vino, pregiu<strong>di</strong>cando la<br />

sua capacità <strong>di</strong> esercitare la giustizia; questo, in<br />

particolare, andrebbe a danno dei poveri, il cui<br />

processo sarebbe alterato dalla instabilità del<br />

giu<strong>di</strong>ce. In tutto l’Oriente antico, la tutela <strong>di</strong> un<br />

corretto esercizio della giustizia faceva capo al re.<br />

È così anche nell’Antico Testamento: pensiamo<br />

al giu<strong>di</strong>zio <strong>di</strong> Salomone (1 Re 3), ma anche alla<br />

reazione del re Davide nell’u<strong>di</strong>re la storia del ricco<br />

con molte pecore che prende l’unica pecora del<br />

povero (2 Samuele 12) …<br />

<strong>Il</strong> terzo ammonimento formula in positivo la<br />

descrizione del re come giusto giu<strong>di</strong>ce, come<br />

l’istanza dalla quale ci si può e ci si deve aspettare<br />

che venga riparato al torto. “Apri la tua bocca<br />

per il muto” (v. 8): la parola che Lemuèl deve<br />

pronunciare per chi non può esporre le sue<br />

ragioni è quella della sentenza, del giusto giu<strong>di</strong>zio<br />

(questo il senso della parola “causa”) reso a “tutti<br />

gli infelici”.<br />

Questo è ripetuto in modo ancora più esplicito<br />

al v. 9: “Apri la bocca con giustizia” cioè pronuncia<br />

la sentenza che ristabilisce il <strong>di</strong>ritto e, in parallelo,<br />

“fa’ ragione al misero e al bisognoso” che così<br />

spesso soccombono non solo sotto la violenza,<br />

ma sotto l’arbitrio. <strong>Il</strong> re che ha imparato ciò che gli<br />

è stato insegnato, che non si lascia <strong>di</strong>strarre, ma<br />

si mantiene sobrio per le gran<strong>di</strong> responsabilità<br />

che lo attendono, deve aprire la bocca, prendere<br />

la parola per rendere giustizia a chi non l’avrebbe<br />

senza quella sua parola. Non deve <strong>di</strong>re altro, se<br />

non pronunciare la sentenza giusta.<br />

Questo ammonimento della madre <strong>di</strong> Lemuèl<br />

torna a venirmi in mente <strong>di</strong> fronte al vociare dei<br />

talk show dove, parlando della guerra causata<br />

dall’invasione dell’Ucraina, tutti si infervorano –<br />

da posizioni opposte.<br />

Si sente spesso “sentenziare”, nel senso <strong>di</strong> “dare<br />

giu<strong>di</strong>zi categorici … parlare sentenziosamente<br />

… in tono … <strong>di</strong> sufficienza” (così il Vocabolario<br />

Treccani). Nessuno <strong>di</strong> noi, però, anche se non<br />

partecipa a un talk show, è <strong>di</strong> per sé esente<br />

da questo sentenziare, spinti come siamo<br />

dall’urgenza <strong>di</strong> comunicare o abituati anche<br />

noi a reagire imme<strong>di</strong>atamente ai <strong>di</strong>scorsi che<br />

sentiamo, a farci subito un’opinione …<br />

Così, il terzo monito della madre <strong>di</strong> Lemuèl, può<br />

valere anche per noi, che re non siamo né mai<br />

saremo giu<strong>di</strong>ci: se non vuoi anche tu sentenziare,<br />

apri la bocca (solo) quando pensi che quello che<br />

<strong>di</strong>rai serva non a mettere te dalla parte della<br />

ragione o dell’innocenza, ma a rendere ragione<br />

a chi non ha voce per <strong>di</strong>fendersi, per sostenere<br />

la causa <strong>di</strong> chi subisce l’ingiustizia.<br />

PAG. 5


Vivere la mia fede<br />

ogni giorno<br />

MAGGIORE<br />

VIRGINIA PAVONI<br />

RESPONSABILE DEL<br />

CORPO DI MILANO<br />

Da un po' <strong>di</strong> tempo mi accompagna<br />

questo pensiero: una delle gran<strong>di</strong> sfide<br />

del credente è poter essere testimoni<br />

della presenza <strong>di</strong> Gesù nella propria vita.<br />

Spesso, però, può subentrare un timore che ci fa<br />

desiderare <strong>di</strong> essere invisibili, mentre testimoniare<br />

significa portare alla luce chi siamo e ciò in cui<br />

cre<strong>di</strong>amo.<br />

La vita cristiana è un cammino e una crescita<br />

continui; non è possibile separare la mia vita<br />

spirituale e personale dalla relazione intima e<br />

profonda che ho ogni giorno con il mio Padre<br />

Celeste, con Suo Figlio e con il suo Spirito Santo,<br />

fondamento importante per la mia testimonianza.<br />

Testimoniare, dunque vuol <strong>di</strong>re vivere la propria<br />

fede nella quoti<strong>di</strong>anità: altro non è che ciò che<br />

io stessa ho vissuto e vivo, sperimento, me<strong>di</strong>to ed<br />

assimilo. attraverso la bellezza del Vangelo vissuto,<br />

come <strong>di</strong>scepola e testimone del Signore.<br />

Sono stata chiamata da Dio ad un compito<br />

davvero grande e, a volte, <strong>di</strong>fficile, ma chiedo<br />

al Signore <strong>di</strong> essermi accanto e aiutarmi ad<br />

adempiere il compito che mi ha affidato, perché<br />

ciò che io annuncio ha un volto e un nome: Gesù<br />

Cristo.<br />

Per questo motivo, non posso lasciarmi intimi<strong>di</strong>re<br />

dalle mie debolezze o <strong>di</strong>fficoltà o ostacoli, ma<br />

con l'aiuto <strong>di</strong> Dio desidero annunciare la salvezza,<br />

una nuova nascita in Cristo Gesù a uomini e<br />

donne con i quali vengo in contatto ogni giorno.<br />

L’esperienza <strong>di</strong> Gesù nel Getsemani ci insegna<br />

quanto gli interrogativi, i dubbi e le tentazioni<br />

siano insiti nella nostra con<strong>di</strong>zione e natura <strong>di</strong><br />

esseri umani. <strong>Il</strong> nostro essere testimoni non può,<br />

quin<strong>di</strong>, non tener conto <strong>di</strong> noi stessi in prima<br />

persona e <strong>di</strong> tutto ciò che ci portiamo <strong>di</strong>etro. La<br />

nostra testimonianza comprende il nostro modo<br />

<strong>di</strong> stare nel mondo, <strong>di</strong> prendere piccole e gran<strong>di</strong><br />

decisioni, <strong>di</strong> fronteggiare le situazioni che ci si<br />

presentano. È fatta <strong>di</strong> scelte!<br />

É una vocazione che ci spinge ad un ruolo attivo<br />

nella società e nel mondo. Essere testimoni in tutti<br />

contesti della realtà <strong>di</strong> ogni giorno, dall’ambito<br />

della chiesa, a scuola, a lavoro, ovunque siamo.<br />

Scegliere la via della testimonianza è un impegno<br />

<strong>di</strong> apertura alla grazia <strong>di</strong>vina che ci forma con i suoi<br />

doni, affinché <strong>di</strong>ventiamo persone mature capaci<br />

<strong>di</strong> attenzione verso i nostri simili e ai loro bisogni.<br />

Una relazione in cui Dio ci spinge all’incontro tra<br />

noi e gli altri. È uno stile <strong>di</strong> annuncio generoso <strong>di</strong><br />

un amore ricevuto gratuitamente.<br />

Farsi compagni <strong>di</strong> viaggio, per brevi o lunghi<br />

tratti, significa testimoniare la strada che prima <strong>di</strong><br />

tutto noi stiamo affrontando, con i tratti <strong>di</strong> salita<br />

e il desiderio <strong>di</strong> raggiungere i panorami più alti. <strong>Il</strong><br />

sentiero, guidato da Dio e dal suo Spirito Santo,<br />

ci farà scoprire la bellezza della con<strong>di</strong>visione, la<br />

profon<strong>di</strong>tà della relazione e, passo dopo passo,<br />

ci aiuterà nel cammino <strong>di</strong> quella missione che a<br />

ognuno <strong>di</strong> noi Dio ha assegnato .<br />

PAG. 6


Una DONNA<br />

qualsiasi<br />

I<br />

Vangeli ci parlano <strong>di</strong> alcune donne che hanno<br />

incontrato Gesù e delle quali non si conosce<br />

il nome. Giovanni ci presenta una donna che<br />

chiama la Samaritana, quin<strong>di</strong> identificata per<br />

le sue origini, non per il suo nome. Un'altra, viene<br />

ricordata come la donna adultera; un'altra, come<br />

la donna sirofenicia menzionata per la sua grande<br />

fede e che non si lascia scoraggiare da chi cerca <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>stoglierla dal suo proposito. Donna intelligente<br />

che sa trovare le parole ed i contenuti giusti per<br />

rispondere a Gesù.<br />

Io però desidero soffermarmi su un'altra figura<br />

che ci viene presentata come la donna dal flusso<br />

<strong>di</strong> sangue, donna ostinata a fare quello che in cuor<br />

suo aveva deciso: toccare il mantello <strong>di</strong> Gesù!<br />

Con quali parole descrivere quel desiderio? <strong>Il</strong><br />

desiderio <strong>di</strong> un tocco, il desiderio <strong>di</strong> un contatto, <strong>di</strong><br />

quell'azione reciproca, tocco e allo stesso tempo<br />

vengo toccata. <strong>Il</strong> toccare crea comunione, crea<br />

relazione. Esiste comunque una conseguenza: se<br />

tocchi il fuoco ti bruci, se tocchi l'acqua ti bagni, se<br />

tocchi qualcosa <strong>di</strong> sporco ti sporchi, se tocchi la<br />

“vita” vivi.<br />

<strong>Il</strong> problema si pone sul che cosa, e chi è dato <strong>di</strong><br />

toccare, perché la legge ebraica <strong>di</strong>ceva che nel<br />

sangue risiede la vita e questa donna anziché dare<br />

vita la perdeva. Da ben 12 anni il suo grembo non<br />

aveva dato vita. Come si può avere vita vera? Come<br />

si può non essere morti dentro? Lei aveva sentito<br />

parlare <strong>di</strong> Gesù e mi vengono in mente le parole<br />

dell'apostolo Paolo: “La fede viene dall'u<strong>di</strong>re”.<br />

Questo aver sentito parlare <strong>di</strong> Gesù aveva creato in<br />

lei il desiderio profondo <strong>di</strong> toccare almeno il lembo<br />

del suo mantello. “È vero, la legge mi ha <strong>di</strong>chiarata<br />

impura. Ero obbligata a vivere nell'isolamento”.<br />

Oggi, noi compren<strong>di</strong>amo molto bene la parola<br />

isolamento. Ci si sente morire dentro quando<br />

si è obbligati a restare chiusi in una stanza in<br />

solitu<strong>di</strong>ne, senza il contatto con i propri cari<br />

perché si è contagiati da un virus. In altre parole,<br />

sei un impuro, non puoi avere contatto con altre<br />

persone.<br />

Questa donna si fa spazio tra la folla, la immagino<br />

quasi a fare a gomitate oppure farsi piccola<br />

piccola per cercare <strong>di</strong> passare nel modo più<br />

invisibile possibile e arrivare fino a Gesù. Nel suo<br />

cuore aveva una semplice e profonda preghiera:<br />

“Io voglio toccare il mantello <strong>di</strong> Gesù! Solo così<br />

sarò guarita”. Non so immaginare il brivido che<br />

percorre tutto il suo corpo quando con la mano<br />

afferra il lembo del mantello. E quando si rende<br />

conto <strong>di</strong> essere guarita, silenziosamente in punta<br />

<strong>di</strong> pie<strong>di</strong> cerca <strong>di</strong> allontanarsi con il segreto nel<br />

cuore: “Sono guarita!”<br />

E no, cara donna, con Gesù non funziona così!<br />

Gesù con lo sguardo la cerca e la fa venire allo<br />

scoperto. Lei si era schermata fra la folla, ma la fede<br />

non è isolamento. La fede è comunione, la fede<br />

è relazione, la fede è vita, è vita per sè e per gli<br />

altri. Oh, quel Gesù, quel Gesù che con lo sguardo<br />

la cerca e la incoraggia a farsi avanti e a <strong>di</strong>chiarare<br />

che è una donna libera perché il suo tocco l'ha<br />

guarita. A questa donna, come alle altre, gli<br />

evangelisti non hanno dato un nome per far sì che<br />

in ognuna <strong>di</strong> loro, potessimo trovare noi stesse<br />

e potessimo scrivere il nostro nome. <strong>Il</strong> tocco con<br />

Gesù ancora oggi sprigiona vita, guarigione, fede,<br />

comunione. Possa essere questa l'esperienza <strong>di</strong><br />

quante donne ancora oggi soffrono e si trovano<br />

a essere isolate. Possa la fede in Cristo Gesù farle<br />

sentire in comunione con altri e altre e sentire <strong>di</strong><br />

essere veramente amate.<br />

MAGGIORE<br />

Li<strong>di</strong>a Bruno<br />

RESPONSABILE DEL<br />

CORPO DI NAPOLI<br />

PAG. 7


Ci<br />

presentiamo...<br />

Mi chiamo Cinzia Walzer-Carpagnano.<br />

Presentandomi ai citta<strong>di</strong>ni svizzeri ho spesso<br />

dovuto precisare <strong>di</strong> non essere originaria del<br />

Ticino, in Svizzera italiana, ma proprio dall'Italia.<br />

Nacqui nel 1970 ad Ariano Irpino (Avellino), nella<br />

famiglia salutista degli allora Capitani Cirino<br />

e Orsolina Carpagnano-Bianzeno, crescendo<br />

insieme ai miei fratelli, Emanuele, Roberto ed<br />

Enrico.<br />

Avevo 6 anni quando ci trasferimmo a Napoli, 12<br />

anni a Roma, 16 a Torino e 19 quando toccai per la<br />

prima volta il suolo svizzero. Questi cambi non mi<br />

sono mai pesati, perché il perno principale era la<br />

stabilità della mia famiglia.<br />

Intorno ai 12 anni crebbe in me il desiderio <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>ventare un giorno Assistente <strong>di</strong> volo. Sognavo,<br />

quin<strong>di</strong>, <strong>di</strong> indossare un’uniforme, essere alta<br />

almeno 1,70m e parlare tre lingue straniere. Da<br />

qui nacque il mio interesse per le lingue, che<br />

mi portò al titolo <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o <strong>di</strong> Perito Aziendale e<br />

Corrispondente in lingue Inglese e Francese.<br />

Da sempre Gesù è stato, ed è tuttora, parte<br />

integrante della mia vita per cui la mia conversione<br />

è stata una crescita spirituale. La mia vocazione <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>ventare Ufficialessa dell’Esercito della Salvezza<br />

arrivò a 15 anni, durante un congresso a Roma.<br />

A 18 anni mi <strong>di</strong>plomai, presentai la mia<br />

can<strong>di</strong>datura e l’anno seguente partii per la<br />

Scuola <strong>di</strong> Formazione per Ufficiali a Basilea, nella<br />

Sessione francofona: «Seguaci <strong>di</strong> Gesù 1990-1992».<br />

Oggi sono trascorsi 30 anni tra tanti alti e bassi, e<br />

il Signore è stato fedele. Ad ogni caduta Egli mi<br />

ha rialzata, ha rimesso la corona della Sua gloria<br />

<strong>di</strong> nuovo sul mio capo, mi ha presa per mano e<br />

condotta fin qui.<br />

La fonte della mia gioia viene dal fatto che ho<br />

imparato a conoscere Dio come un Dio che, oltre<br />

alle Sue onnipotenti qualità, ha anche tanto<br />

senso dell’humor: pensate che ha realizzato il mio<br />

sogno, facendomi <strong>di</strong>ventare "assistente nella Sua<br />

compagnia – nel Suo esercito". Come? Ebbene:<br />

indosso un'uniforme, accompagno per un certo<br />

periodo <strong>di</strong> tempo le persone che Egli mi affida e<br />

alle mie tre conoscenze linguistiche <strong>di</strong> Italiano,<br />

Francese e Inglese, ne ha aggiunte altre due: il<br />

Tedesco e lo Svizzero Tedesco. Sarà stata questa<br />

aggiunta a ricompensarmi del fatto che mi<br />

mancano ancora 3 cm per raggiungere il metro e<br />

settanta?<br />

Al secondo anno <strong>di</strong> Scuola <strong>di</strong> Formazione, il<br />

Signore mi fece un grande dono: Sammy. Alla<br />

nostra coppia si aggiunsero ulteriori doni preziosi:<br />

le nostre figlie Melody (1995) e Céline (1997).<br />

Dopo aver lavorato in Italia per un tirocinio <strong>di</strong> tre<br />

mesi a Brienza e a Catania per quasi due anni,<br />

nel 1994 cominciò la nostra avventura svizzera.<br />

Durante gli ultimi 28 anni abbiamo avuto in coppia<br />

la responsabilità <strong>di</strong> sei Corpi (comunità locali) tra<br />

cui un’esperienza come Segretari <strong>di</strong>visionali per la<br />

Gioventù e, in seguito, io sono stata responsabile<br />

<strong>di</strong>visionale dei Ministeri Femminili.<br />

<strong>Il</strong> versetto biblico che da tempo guida la mia vita<br />

è Deuteronomio 6 :5 "Ama il Signore con tutto il<br />

tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue<br />

forze".<br />

E l'avventura continua. Oggi il Signore mi richiama<br />

in Italia con il compito <strong>di</strong> Segretaria Generale per<br />

l'Italia e la Grecia. <strong>Il</strong> mio più grande desiderio è <strong>di</strong><br />

poter mettere al servizio <strong>di</strong> Dio i doni e le esperienze<br />

accumulate negli ultimi anni per contribuire al già<br />

ricco potenziale dei nostri colleghi Ufficiali, Corpi<br />

e Istituzioni in Italia e in Grecia per l’avanzamento<br />

del Suo Regno.<br />

Comincio con gioia ed entusiasmo il mio nuovo<br />

incarico, confidando sulla Parola <strong>di</strong> Dio che mi<br />

ricorda in Filippesi 4;13: "Io posso far fronte a tutte<br />

le <strong>di</strong>fficoltà, perché Cristo me ne dà la forza".<br />

Alleluia.<br />

Questo è il versetto che de<strong>di</strong>co anche a te che stai<br />

leggendo questo articolo. Se affi<strong>di</strong> la tua vita a<br />

Dio, Egli ti promette che "TU puoi far fronte a tutte<br />

le <strong>di</strong>fficoltà, perché Cristo te ne dà la forza". Senza<br />

<strong>di</strong> Lui, tu ed io non possiamo fare assolutamente<br />

nulla.<br />

PAG. 8


maggiori<br />

Cinzia e Samuel<br />

Walzer<br />

Mi chiamo Sammy Walzer. Nel 1970 nacqui a<br />

Münsingen – Berna in una famiglia salutista<br />

<strong>di</strong> Ufficiali. Sono svizzero Tedesco e Italiano<br />

acquisito.<br />

L'Esercito della Salvezza è sempre stato il mio<br />

ambito spirituale, ma il fondamento della<br />

mia "casa spirituale" è Gesù Cristo. In Lui sono<br />

ancorato, mi sento sicuro e sostenuto. Senza il<br />

Suo perdono sarei perso, senza la Sua Parola sarei<br />

<strong>di</strong>sorientato, senza il Suo aiuto sarei scoraggiato<br />

e senza la Sua opera continua in me non potrei<br />

crescere e svilupparmi spiritualmente.<br />

Quin<strong>di</strong> non è l'Esercito della Salvezza, ma Gesù<br />

il fattore decisivo che con<strong>di</strong>ziona tutta la mia vita.<br />

Nonostante ciò, l'Esercito della Salvezza è<br />

importante e prezioso per me. Sono convinto<br />

che esso sia uno strumento <strong>di</strong> Dio attraverso il<br />

quale Egli opera in questo mondo e bene<strong>di</strong>ce<br />

le persone. Inoltre, fornisce un quadro delle<br />

strutture che mi sostengono nel seguire Gesù<br />

ed in questo Suo Esercito voglio servire Dio e le<br />

persone.<br />

Questo desiderio è anche il risultato dell'opera<br />

<strong>di</strong> Gesù nella mia vita. Quando avevo 16 anni,<br />

cominciai a chiedermi se sarei dovuto <strong>di</strong>ventare<br />

un Ufficiale. Era possibile che Dio mi stesse<br />

chiamando a fare questo? Arrivai alla conclusione<br />

che era così e a soli 20 anni entrai alla Scuola <strong>di</strong><br />

Formazione per Ufficiali <strong>di</strong> Basilea dove conobbi<br />

Cinzia. Siamo felicemente sposati da 28 anni e<br />

svolgiamo insieme questo ministero.<br />

Nell'Esercito della Salvezza, il servizio <strong>di</strong> un<br />

Ufficiale è inteso come "servizio a tempo pieno".<br />

Tuttavia, vorrei sottolineare quanto segue: sia noi<br />

Ufficiali che i membri dell'Esercito della Salvezza<br />

o chiunque sia cristiano in questo mondo, siamo<br />

tutti seguaci <strong>di</strong> Gesù a tempo pieno.<br />

Non indosso un'uniforme quando dormo, ma<br />

un semplice pigiama. Quando vado in giro in<br />

bicicletta o mi siedo davanti alla televisione,<br />

non sono in servizio come Ufficiale, ma in ogni<br />

momento e ovunque io sia, il mio obiettivo<br />

è quello <strong>di</strong> vivere in comunione con Gesù, <strong>di</strong><br />

comportarmi secondo la Sua volontà e per la<br />

Sua gloria. Questo significa per me il "ministero<br />

a tempo pieno", in<strong>di</strong>pendentemente dalla mia<br />

professione.<br />

Come "Responsabile dei Programmi per l'Italia"<br />

e come "Ufficiale dei Progetti" voglio assicurarmi<br />

che Gesù rimanga il mio fondamento principale,<br />

per la mia famiglia e per l'Esercito della Salvezza<br />

come organizzazione spirituale.<br />

Ora non vedo l'ora <strong>di</strong> conoscere i miei colleghi<br />

Ufficiali, i membri dei corpi, delle Istituzioni in<br />

Italia e <strong>di</strong> procedere insieme a loro sul cammino<br />

dello sviluppo spirituale. La lingua sarà ancora<br />

una sfida, ma non un problema insormontabile.<br />

Quando ci si trasferisce spesso e si emigra<br />

ad<strong>di</strong>rittura all'estero, sorge spontanea la<br />

domanda su dove ci si trovi effettivamente a casa.<br />

Alcuni <strong>di</strong>cono: "Sei a casa tua dove ti senti a tuo<br />

agio". Oppure: "Sei a casa dove c'è la tua famiglia".<br />

Una volta sentii <strong>di</strong>re da una collega ufficialessa:<br />

"Siamo a casa dove c'è il nostro letto". Ecco la<br />

mia affermazione: sono sposato con Cinzia, vivo<br />

in Italia, lavoro nell'Esercito della Salvezza; ma la<br />

mia "casa" è in Gesù Cristo. È così anche per te?<br />

A proposito: quando non lavoro, non dormo, non<br />

vado in bicicletta e non guardo la televisione, mi<br />

piace <strong>di</strong>pingere quadri. Anche per questa attività<br />

non indosso un'uniforme dell'Esercito della<br />

Salvezza, ma sono comunque seguace <strong>di</strong> Gesù a<br />

tempo pieno!


Io credo che posso<br />

sperare nel domani...<br />

TENENTE AUS.<br />

<strong>Il</strong>aria Castaldo<br />

RESPONSABILE DEL CORPO<br />

DI FORIO D’ISCHIA<br />

“Rinascita”, è stato questo il tema della Missione <strong>di</strong><br />

Evangelizzazione che si è svolta a Lentini (SR) per<br />

celebrare i 72 anni <strong>di</strong> presenza dell’Esercito della<br />

Salvezza in questa città della Sicilia.<br />

Dopo due anni <strong>di</strong> attesa, a causa della pandemia,<br />

un gruppo proveniente da varie parti d’Italia ha<br />

raggiunto la maggiore Lilly Cantarella (responsabile<br />

locale) per questo sforzo intensivo, volto a celebrare<br />

la fedeltà <strong>di</strong> Dio a sostegno dell’Opera Salutista in<br />

questi anni, ma <strong>di</strong>retto soprattutto a gettare le basi<br />

per un futuro <strong>di</strong> crescita.<br />

Durante questi giorni abbiamo conosciuto<br />

persone che erano presenti agli albori <strong>di</strong> questa<br />

comunità, abbiamo organizzato pomeriggi ai<br />

giar<strong>di</strong>netti in compagnia <strong>di</strong> bambini e genitori<br />

per parlare dell’amore <strong>di</strong> Dio, abbiamo cantato,<br />

testimoniato e avuto bellissimi incontri serali, con<br />

decisioni e riconsacrazioni per il Signore.<br />

E’ nel DNA dell’Esercito della Salvezza essere lì<br />

dove le persone sono, per ricordare loro che sono<br />

amate e preziose per il Creatore e anche per<br />

sfidarle a un incontro personale con Dio, che porti<br />

a una rinascita, appunto.<br />

Abbiamo cominciato ciascuno <strong>di</strong> questi bellissimi<br />

e intensi giorni ascoltando le rivisitazioni <strong>di</strong><br />

alcuni degli incontri avuti da Gesù nei Vangeli<br />

con vari personaggi, ciascuno dei quali ha colto<br />

quel momento, durato a volte pochi minuti, per<br />

ricominciare la propria vita con premesse <strong>di</strong>verse.<br />

“Io credo nella rinascita, io credo che posso sperare<br />

nel domani… “ sono le parole del coro composto<br />

per la Missione, ed è proprio così: credere che Gesù<br />

può e vuole operare nel nostro quoti<strong>di</strong>ano e che<br />

tutti hanno un gran bisogno <strong>di</strong> conoscerlo, è ciò<br />

che ci ha spinti in questi giorni ad essere testimoni<br />

<strong>di</strong> questo amore che ha conquistato e trasformato<br />

noi per primi.<br />

La domenica, alla presenza del Sindaco e <strong>di</strong> altre<br />

autorità locali, nonché dei rappresentanti <strong>di</strong> altre<br />

chiese evangeliche della città, è stato presentato<br />

un video della storia <strong>di</strong> questi 72 anni <strong>di</strong> attività<br />

dell’Esercito della Salvezza sul territorio nel quale<br />

abbiamo ascoltato, con tanta emozione, storie<br />

<strong>di</strong> vite trasformate, <strong>di</strong> servitori <strong>di</strong> Dio coraggiosi e<br />

determinati.<br />

E adesso? Adesso che siamo andati via e abbiamo<br />

lasciato la magg. Cantarella e tutte quelle persone<br />

che, in pochi giorni, sono entrate nel nostro<br />

cuore, possiamo solo incoraggiare chi è restato a<br />

proseguire “il buon combattimento” , sicuri che<br />

quella rinascita è cominciata, in mo<strong>di</strong> forse a noi<br />

sconosciuti, perché “colui che ha cominciato<br />

un'opera buona, la condurrà a compimento fino al<br />

giorno <strong>di</strong> Cristo Gesù.” .<br />

PAG. 10


Iscriviti e<br />

partecipa<br />

anche tu!


NAVI DEL<br />

Esercito della<br />

La flotta della Salvezza<br />

Non sembravano esserci limiti alle idee dei<br />

primi Salutisti. Entro sette anni dal cambiamento<br />

del nome in The Salvation Army (Esercito della<br />

Salvezza, ndt), alcune navi costiere portavano il<br />

Vangelo nelle città e nei porti.<br />

Un rapporto del Grido <strong>di</strong> <strong>Guerra</strong> del 1886 riferiva<br />

<strong>di</strong> una “Marina della Salvezza” <strong>di</strong> circa tre<strong>di</strong>ci<br />

navi.<br />

John Cory, un industriale gallese, donò all'Esercito<br />

uno yacht a vapore lungo 100 pie<strong>di</strong> e con tre<br />

alberi, chiamato SS Iole. Tra le ban<strong>di</strong>ere che<br />

sventolavano, una portava il messaggio “Are<br />

You Saved?”, un'altra aveva il monogramma S.N.<br />

(Salvation Navy). L’equipaggio abbordava le navi<br />

per <strong>di</strong>stribuire Bibbie e altra letteratura cristiana.<br />

Nel nord dell'Inghilterra, alcune persone che<br />

avevano smesso <strong>di</strong> fumare e <strong>di</strong> andare nei<br />

pub, con i sol<strong>di</strong> risparmiati acquistarono un<br />

peschereccio chiamato War Cry.<br />

L'idea si <strong>di</strong>ffuse rapidamente all'estero e, nel<br />

1884, in Svezia una parata <strong>di</strong> piroscafi attirò 4.000<br />

persone alle riunioni. Da quel momento, ogni<br />

estate i piroscafi battenti ban<strong>di</strong>era dell'Esercito,<br />

con fanfare <strong>di</strong> ottoni sul ponte, si <strong>di</strong>rigevano<br />

verso le isole e i villaggi <strong>di</strong> pescatori per<br />

campagne evangelistiche. In Norvegia, fu creata<br />

una "flotta vichinga" per evangelizzare le piccole<br />

comunità in aree remote. La Katarina (Catherine<br />

Booth) svolse attività <strong>di</strong> salvataggio per oltre<br />

trent'anni e salvò migliaia <strong>di</strong> persone e centinaia<br />

<strong>di</strong> barche.<br />

Dall'altra parte dell'Atlantico, la Glad Ti<strong>di</strong>ngs<br />

percorreva la costa del Labrador: il suo equipaggio<br />

Salutista teneva incontri con i pescatori <strong>di</strong><br />

Terranova. Molti anni più tar<strong>di</strong>, dopo la Seconda<br />

<strong>Guerra</strong> Mon<strong>di</strong>ale, un'altra nave a motore <strong>di</strong> 60<br />

pie<strong>di</strong> chiamata William Booth svolse un lavoro<br />

<strong>di</strong> trasporto vitale per l'Esercito in aree remote<br />

dell'Alaska.<br />

Anche il Sudafrica e il Giappone videro l'inizio<br />

dell'evangelismo via mare. L’Australia e le isole<br />

del Pacifico stabilirono un lavoro fluviale e molte<br />

persone si convertirono.<br />

L'Esercito in Olanda aveva alcune imbarcazioni<br />

una delle quali si chiamava De Febe, e<br />

trasportava una tenda, se<strong>di</strong>e, strumenti, fogli<br />

<strong>di</strong> canti. Accanto c'era una Sala galleggiante<br />

conosciuta come L'Arca che alla fine servì come<br />

casa militare. L'Arca trovò una nuova vita per le<br />

riunioni del Corpo 7 <strong>di</strong> Rotterdam quando il loro<br />

e<strong>di</strong>ficio fu <strong>di</strong>strutto.<br />

In Francia, una chiatta ormeggiata lungo la<br />

Senna, La Peniche, ha ospitato per molti anni<br />

migliaia <strong>di</strong> francesi senzatetto.<br />

L'uso più recente delle navi è avvenuto in<br />

Bangladesh. Quando un ciclone colpì il paese,<br />

una lancia a vapore con lo Scudo Rosso percorse<br />

le acque infide tra Dacca e le Isole meri<strong>di</strong>onali,<br />

portando soccorso.<br />

Probabilmente l'ultimo gruppo <strong>di</strong> marinai<br />

evangelici dell'Esercito fu la Brigata dei<br />

Pescatori <strong>di</strong> Grimsby che visitò Birmingham<br />

nel 1923 e fece molto scalpore quando uscirono<br />

dalla stazione <strong>di</strong> New Street per marciare nelle<br />

loro cerate e con una scialuppa <strong>di</strong> salvataggio.<br />

Le navi dell’Esercito non erano “navi da guerra<br />

con cannoni assassini e macchine <strong>di</strong> morte,<br />

ma navi manovrate da uomini pieni d'amore e<br />

armate con la potenza <strong>di</strong> Dio". (da un War Cry<br />

del 1886)<br />

Fonti<br />

https://salvationist.ca/articles/2011/02/anchors-aweigh/<br />

https://www.facebook.com/SalvosMuseums/photos/a.35824369103488<br />

4/2260859020773332/?type=3<br />

PAG. 12


Salvezza<br />

TENENTE AUS.<br />

<strong>Il</strong>aria Castaldo<br />

RESPONSABILE DEL CORPO<br />

DI FORIO D’ISCHIA<br />

<strong>Il</strong> naufragio della Empress of Ireland<br />

STORIA DELL’ESERCITO DELLA SALVEZZA<br />

La mattina del 29 maggio 1914, la nazione<br />

fu scioccata nell'apprendere che l'Empress<br />

of Ireland era stata speronata dal mercantile<br />

norvegese Storstad, che entrò nella sua fiancata<br />

<strong>di</strong> dritta, facendola affondare nel fiume S. Lorenzo<br />

in 14 minuti. Delle 1.477 persone a bordo, 1.012 tra<br />

passegeri ed equipaggio morirono.<br />

L'affondamento del transatlantico britannico fu<br />

uno dei peggiori <strong>di</strong>sastri navali della storia. Sulla<br />

Empress of Ireland morirono più passeggeri che<br />

nel <strong>di</strong>sastro del Titanic, avvenuto solo due anni<br />

prima.<br />

L'Esercito della Salvezza subì il colpo più duro,<br />

perdendo quasi 150 dei suoi membri, tra cui<br />

alcuni membri della sua fanfara, la Cana<strong>di</strong>an<br />

Staff Band, che si stavano recando a Londra per<br />

un Congresso Internazionale. Solo 12 salutisti<br />

sopravvissero.<br />

L'Empress compì 95 traversate transatlantiche<br />

prima <strong>di</strong> affondare, portando oltre 120.000<br />

immigrati europei (alcuni dei quali furono aiutati<br />

dall'Esercito della Salvezza), verso una nuova vita<br />

in Canada.<br />

Dai racconti dei sopravvissuti e dei membri<br />

dell'equipaggio sappiamo che alcune persone<br />

riuscirono a saltare nel fiume, aggrappandosi a<br />

pezzi <strong>di</strong> relitto e pregando <strong>di</strong> essere aiutati.<br />

Alcuni riuscirono a salire sulle scialuppe <strong>di</strong><br />

salvataggio: 120 <strong>di</strong> questi erano giovani cristiani<br />

dell'Esercito della Salvezza. Ognuno <strong>di</strong> loro<br />

indossava un giubbotto <strong>di</strong> salvataggio ma,<br />

vedendo le persone <strong>di</strong>sperate intorno a loro<br />

che si <strong>di</strong>battevano nell'acqua gelida, lasciarono<br />

il proprio posto sulla scialuppa agli altri e si<br />

tuffarono nell'acqua fredda, indossando i<br />

giubbotti <strong>di</strong> salvataggio. Vedendo poi le persone<br />

intorno a loro senza giubbotti <strong>di</strong> salvataggio, uno<br />

dopo l'altro, i giovani dell'Esercito della Salvezza<br />

lanciarono i propri giubbotti agli altri naufraghi.<br />

Un signore <strong>di</strong> mezza età si vide lanciare un<br />

giubbotto <strong>di</strong> salvataggio da una ragazza <strong>di</strong> 18<br />

anni. "No!", gridò, "devi prenderlo tu". Dopo tutto,<br />

questa ragazza aveva tutta la vita davanti a sé.<br />

Perché doveva morire al posto suo? "No", rispose<br />

la ragazza, gettando in<strong>di</strong>etro il giubbotto <strong>di</strong><br />

salvataggio. "Tienilo tu. Io posso morire meglio <strong>di</strong><br />

te".<br />

I giovani scelsero <strong>di</strong> fare così perché tutti<br />

sapevano dove stavano andando, mentre intorno<br />

a loro c'erano persone che probabilmente<br />

sarebbero morte senza conoscere Gesù.<br />

I membri dell'equipaggio della Storstad<br />

raccolsero i sopravvissuti insieme ad altre due<br />

navi <strong>di</strong> soccorso, ma nessuno <strong>di</strong> quei giovani<br />

dell'Esercito della Salvezza sopravvisse.<br />

Fonte:<br />

https://salvationarmy.ca ›


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VEDIAMO I NOSTRI DIFETTI. VEDIAMO LE NOSTRE MANCANZE. MA DIO VEDE QUALCOSA DI DIVERSO.<br />

LUI VEDE CHI POSSIAMO DIVENTARE UN GIORNO.<br />

Mosè (leggi parte della sua storia in Esodo 3:1-11) Creatività: Colora quest’immagine <strong>di</strong> Mosè che parla<br />

con Dio nell’arbusto ardente.<br />

DEBOLEZZE<br />

GUIDATO DALLE SUE EMOZIONI (UCCIDE UN SOLDATO<br />

EGIZIANO PER VENDICARE LA MORTE DI UN ISRAELITA)<br />

TIMOROSO E FUGGITIVO: HA PAURA DELLE CONSEGUENZE<br />

NON SI SENTE ALL’ALTEZZA<br />

TROVA SCUSE PER NON FARE LA VOLONTÀ DI DIO<br />

FORZE<br />

UBBIDIENZA A DIO NONOSTANTE IL PERICOLO<br />

FEDE NELLA POTENZA DI DIO<br />

SAGGEZZA E OTTIMA FORMAZIONE<br />

SECONDO LA TRADIZIONE, AUTORE DEI PRIMI CINQUE LIBRI<br />

DELLA BIBBIA<br />

LEADER CAPACE, GRAZIE ALLA SUA FIDUCIA IN DIO<br />

SPESSO CI ASPETTIAMO CHE LA DEBOLEZZA PORTI AL<br />

FALLIMENTO E LA FORZA AL SUCCESSO. NEL REGNO DI DIO<br />

NON È COSÌ. 2 CORINZI 12:10 CI RICORDA CHE "QUANDO<br />

SONO DEBOLE, ALLORA SONO FORTE; MENO POSSIEDO E PIÙ<br />

DIPENDO DA LUI.”<br />

MOSÈ SI È CONCENTRATO SU QUELLO CHE NON ERA CAPACE<br />

DI FARE. MA AVEVA FATTO I CONTI SENZA DIO, CHE LO<br />

EQUIPAGGIA PER LA MISSIONE CHE HA IN SERBO PER LUI: LA<br />

LIBERAZIONE DEL POPOLO D’ISRAELE DALL’EGITTO.<br />

Memorizza questo versetto:<br />

“L'ETERNO È LA MIA FORZA E IL MIO CANTICO,<br />

ED È STATO LA MIA SALVEZZA. QUESTO È IL MIO<br />

DIO, IO LO GLORIFICHERÒ; È IL DIO DI MIO<br />

PADRE, IO LO ESALTERÒ.”<br />

ESODO 15:2<br />

Aiuta Mosè a tornare in Egitto…<br />

MOSÈ DICE A DIO: «CHI SONO IO PER ANDARE DAL FARAONE E<br />

FAR USCIRE DALL'EGITTO I FIGLI D'ISRAELE?» E DIO RISPONDE:<br />

“VA', PERCHÉ IO SARÒ CON TE” (ESODO 3:11-12).<br />

FORSE IN QUESTO PERIODO TI SEMBRA CHE LE CIRCOSTANZE<br />

SIANO TROPPO DIFFICILI PER TE, TI TROVI DAVANTI A UNA<br />

GRANDE SFIDA. RICORDA QUELLO CHE DIO HA DETTO A MOSÈ:<br />

“IO SARÒ CON TE.”<br />

MOSÈ SI È FIDATO DI DIO E SI È LASCIATO USARE PER LIBERARE<br />

IL POPOLO D’ISRAELE DALL'EGITTO E GUIDARLO NEL DESERTO<br />

PER 40 ANNI ED È A MOSÈ CHE DIO HA DATO I DIECI<br />

COMANDAMENTI!<br />

Imparo a pregare:<br />

GRAZIE, SIGNORE, PERCHÉ TU SEI CON ME. TU CHE HAI<br />

CREATO OGNI COSA, NON MI PERDI MAI DI VISTA. AIUTAMI<br />

A VEDERE LE MIE DEBOLEZZE COME UN’OPPORTUNITÀ PER<br />

DIPENDERE DA TE. MI FIDO DI TE. AMEN.<br />

IL <strong>GRIDO</strong> MINI<br />

Capitani Chris e Jessica Welch<br />

Coor<strong>di</strong>natori per la Gioventù


DESCRIZIONE<br />

Non sei frutto del caso. Prima ancora che<br />

l'universo fosse stato creato, Dio ti aveva in<br />

mente e ti aveva progettato per i Suoi scopi.<br />

Questi scopi si estendono molto al <strong>di</strong> là degli<br />

anni che trascorrerai sulla terra. Sei stato fatto<br />

per l'eternità! Devi cominciare da Dio, il tuo<br />

Creatore, e dai motivi per cui Egli ti ha creato.<br />

Sei stato fatto da Dio e per Dio, e finché non lo<br />

compren<strong>di</strong>, la vita non avrà mai senso.<br />

Questo libro ti aiuterà a capire perché sei vivo<br />

e qual è il sorprendente piano <strong>di</strong> Dio per te,<br />

sia qui e adesso, sia nell'eternità. Rick Warren<br />

ti guiderà attraverso un viaggio spirituale <strong>di</strong><br />

quaranta giorni, che trasformerà la tua risposta<br />

alla domanda più importante della vita: Perché<br />

sono sulla terra? Conoscere lo scopo <strong>di</strong> Dio per<br />

la tua vita ridurrà il tuo stress, concentrerà la<br />

tua energia, semplificherà le tue decisioni, darà<br />

senso alla tua vita, e soprattutto, ti preparerà per<br />

l'eternità. La vita con uno scopo® è un progetto<br />

per la vita cristiana nel XXI secolo: uno stile <strong>di</strong><br />

vita basato sugli scopi eterni <strong>di</strong> Dio, non sui<br />

valori culturali. Utilizzando oltre milleduecento<br />

citazioni e riferimenti scritturali, mette in<br />

<strong>di</strong>scussione le definizioni convenzionali <strong>di</strong><br />

adorazione, comunione, <strong>di</strong>scepolato, ministero<br />

ed evangelismo.<br />

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