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Tecnologie Alimentari n°3 - Maggio / Giugno 2022

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sommario<br />

pag. 6<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 MAGGIO/GIUGNO <strong>2022</strong><br />

2<br />

6 In copertina<br />

Ingredienti naturali e attenzione per l’ambiente:<br />

da 100 anni verso il futuro<br />

L’origine certificata delle materie prime e l’attenzione alla questione ambientale<br />

consentono a Cesarin di continuare a crescere, dopo le tante sfide e congiunture<br />

complesse affrontate nel suo secolo di storia. L’azienda ha sviluppato la Linea di Verdure<br />

Stabilizzate a bassa attività dell’acqua, che nasce da un processo di disidratazione<br />

osmotica.<br />

10 La corsa dei prezzi infiamma le filiere<br />

Dai salumi ai cereali, fino al latte, i rincari stanno trasformando le dinamiche<br />

produttive e di consumo, con scarsa visibilità sul futuro. Le associazioni di settore<br />

sono preoccupate ma leggono con ottimismo i forti segnali di vitalità della fase<br />

post-pandemica.<br />

22 Le virtù dei germogliati<br />

ABS FOOD introduce nella gamma tre famiglie di germogliati: farine, fiocchi e grano.<br />

La germogliazione rende i prodotti più leggeri e facilmente digeribili, oltre a migliorare<br />

in modo significativo le proprietà nutrizionali delle materie prime.<br />

30 Cogenerazione nel salumificio ad alta quota<br />

L’impianto di cogenerazione contrattualizzato da E.ON in modalità ESCo aiuta<br />

a ridurre l’impronta ecologica di Grandi Salumifici Italiani in Alto Adige per 18.000<br />

tonnellate di CO 2<br />

in dieci anni. È alimentato a GNL per la mancanza nella zona<br />

della rete di gas metano.<br />

42 Oltre 2.000 innovazioni presentate a Ipack-Ima<br />

È stato l’appuntamento internazionale più importante nel <strong>2022</strong> per le tecnologie<br />

dedicate al packaging e al processo. Quasi 60mila i visitatori, da 122 paesi.<br />

Sostenibilità e digitalizzazione i macrotrend emersi.<br />

EDITORIALE<br />

Una ripresa piena di insidie eppure vitale (A. Bignami) 4<br />

IN COPERTINA<br />

Ingredienti naturali e attenzione per l’ambiente: da 100 anni verso il futuro 6<br />

ATTUALITÀ<br />

La corsa dei prezzi infiamma le filiere 10<br />

Notizie 14<br />

APPUNTAMENTI<br />

Al Simei la tecnologia per il vitivinicolo e il beverage 20<br />

INGREDIENTI<br />

Le virtù dei germogliati 22<br />

Notizie 26<br />

AMBIENTE<br />

Ecodesign dagli scarti della mitilicoltura 28<br />

pag. 10<br />

pag. 30<br />

pag. 22<br />

pag. 42<br />

ENERGIA<br />

Cogenerazione nel salumificio ad alta quota 30<br />

SCIENZA E TECNOLOGIA<br />

Varietà di grano duro più tolleranti agli stress ambientali 32<br />

MACCHINE<br />

Riscaldamento ad aria per una torrefazione sostenibile 34<br />

Notizie 35<br />

AUTOMAZIONE<br />

Connettività digitale nello stabilimento dei sughi 38<br />

PACKAGING<br />

Oltre 2.000 innovazioni presentate a Ipack-Ima 42<br />

Notizie 47<br />

RUBRICHE<br />

Elenco inserzionisti 48<br />

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di Alessandro Bignami<br />

Eeditoriale<br />

È certamente una delle fasi più complesse, dal Secondo Dopoguerra, per l’economia europea che nell’ultimo decennio<br />

è stata sottoposta a una serie di crisi ed eventi avversi, ora culminati nella guerra purtroppo riapparsa nel<br />

vecchio continente con tutti i suoi orrori, sul proprio fianco orientale. Le preoccupazioni, a partire da quella per<br />

una spirale inflattiva che non accenna a rallentare, sono molte. Non mancano gli allarmi lanciati da diverse associazioni<br />

e consorzi che raggruppano intere filiere alimentari, arterie fondamentali del nostro tessuto economico.<br />

Ma una delle caratteristiche di questo tempo è l’impossibilità di una lettura univoca e del tutto omogenea. Mentre<br />

infatti istituzioni, aziende e persone sono impegnate da tante sfide difficilissime, tutte in qualche modo collegate<br />

fra loro, si affermano anche segnali se non ottimistici, sicuramente di grande vitalità. La ripresa improvvisa, a tratti<br />

scomposta, del 2021, non ha in realtà esaurito la sua forza propulsiva, almeno in questa prima metà dell’anno.<br />

E conta sulla lenta ma effettiva ricostruzione delle catene di fornitura sfilacciate dall’urto pandemico. I dati confortanti<br />

che arrivano dagli ospedali e la quasi completa eliminazione delle restrizioni hanno consentito all’economia<br />

di dare una certa solidità e continuità alla ripartenza, pur nel percorso pieno dei pericoli di cui sappiamo.<br />

UNA RIPRESA PIENA<br />

DI INSIDIE EPPURE VITALE<br />

Spesso capita, a chi parla con aziende e operatori, di percepire un forte dinamismo, legato anche alle trasformazioni<br />

digitale ed ecologica. I rischi sono tanti, insomma, ma c’è anche la voglia di tornare a crescere e di cogliere le<br />

opportunità di una fase di profondi cambiamenti. È almeno questa l’atmosfera che si sta respirando nelle fiere<br />

che, dopo due anni di sostanziale clausura, hanno riaperto i tornelli, ridando spazio agli incontri, ai sorrisi, agli<br />

affari discussi intorno a un tavolino. Ipack-Ima, con le altre fiere collegate, ha dato una scossa di energia e fiducia<br />

a settori, come quelli delle tecnologie per il processo e il packaging, in cui l’Italia continua ad eccellere, proponendosi<br />

come polo di riferimento per l’industria europea che, a colpi di emergenze, sembra destinata a premiare una<br />

economia meno globale e più di prossimità.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

4<br />

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W


in copertina<br />

L’origine certificata delle<br />

materie prime e l’attenzione<br />

alla questione ambientale<br />

consentono a Cesarin di<br />

continuare a crescere, dopo<br />

le tante sfide e congiunture<br />

complesse affrontate<br />

nel suo secolo di storia.<br />

L’azienda ha sviluppato la<br />

Linea di Verdure Stabilizzate<br />

a bassa attività dell’acqua,<br />

che nasce da un processo<br />

di disidratazione osmotica.<br />

a cura di<br />

Alessandro<br />

Bignami<br />

INGREDIENTI NATURALI<br />

E ATTENZIONE PER L’AMBIENTE:<br />

DA 100 ANNI VERSO IL FUTURO<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

6<br />

Un’attenzione scrupolosa alla qualità e all’origine delle<br />

materie prime, unita alla sensibilità, che si concretizza<br />

in politiche certificate, verso la questione ambientale.<br />

Così Cesarin – azienda veronese fondata nel 1921<br />

e specializzata nella produzione di semilavorati per la<br />

pasticceria, la gelateria, l’industria dolciaria e la gastronomia<br />

– si pone fra i protagonisti della filiera agroalimentare<br />

italiana, con un crescente ruolo all’estero,<br />

dove ormai genera il 40% del fatturato.<br />

Il cuore dell’innovazione proposta da Cesarin è nel processo<br />

che porta alla stabilizzazione di frutta e verdura, con la<br />

riduzione ai minimi termini dell’attività dell’acqua nella<br />

materia prima. Ancora una volta, origine certificata e naturalità<br />

della materia prima, insieme al basso impatto ambientale,<br />

si affermano come le caratteristiche vincenti delle<br />

più recenti linee Cesarin, a partire dalle Verdure<br />

Stabilizzate. Con Saverio Prezioso, Marketing and Sales<br />

Director, abbiamo parlato delle sfide attuali per il settore<br />

e dei valori che da molto tempo consentono all’azienda<br />

di crescere sul mercato.<br />

La storia di Cesarin è ultracentenaria. Quali sono i valori<br />

fondamentali che sono stati portati avanti nel corso delle<br />

generazioni?<br />

L’attenzione scrupolosa alla qualità delle materie prime<br />

e la dedizione al lavoro sono da cento anni i principi<br />

guida che hanno scritto la storia della Cesarin, permettendole<br />

di attraversare mutamenti epocali di mercato<br />

e tecnologici, in contesti congiunturali politici e sociali<br />

non sempre facili. Attorno a questi principi guida, si<br />

sono affermati diversi valori e punti di forza che hanno<br />

contribuito al successo del marchio Cesarin. Penso alla<br />

creatività, alla passione, all’attenzione verso le politiche<br />

ambientali nel rispetto della natura: una visione aziendale<br />

capace di produrre su larga scala idee innovative<br />

che anticipano le tendenze del mercato e che oggi<br />

fanno di Cesarin un’azienda leader, pronta ad affrontare<br />

le sfide del futuro. L’attenzione per l’ambiente è<br />

oltretutto certificata dai più rigidi controlli a cui l’azienda<br />

periodicamente si sottopone, attraverso la ricerca<br />

di soluzioni efficaci ed efficienti.<br />

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Saverio Prezioso,<br />

Marketing and<br />

Sales Director di<br />

Cesarin<br />

Abbiamo ben chiaro che cento<br />

anni non sono un punto d’arrivo,<br />

ma l’occasione per un’ulteriore crescita,<br />

perché l’entusiasmo, l’impegno<br />

e la passione trasmessi da generazioni,<br />

uniti ad una secolare<br />

conoscenza, permettono di dare<br />

continuità ad un sapere eticamente<br />

rinnovato.<br />

Ci può descrivere in breve la vostra<br />

attuale organizzazione e la presenza<br />

sul mercato, anche con qualche dato<br />

essenziale?<br />

Cesarin ha negli anni acquisito una<br />

solidità sempre maggiore anche nei<br />

confronti del mercato mondiale: il<br />

fatturato ha continuato a crescere<br />

fino a superare gli oltre 25 milioni<br />

di euro, che derivano per il 40%<br />

dall’estero. Grazie allo sviluppo di<br />

nuovi importanti mercati come<br />

Stati Uniti, Australia, Middle East e<br />

in particolare l’Asia, Cina inclusa, le<br />

nostre vendite internazionali sono<br />

destinate a crescere ancora.<br />

Attualmente, l’azienda è presente<br />

in 85 Paesi.<br />

Nei prodotti della<br />

Linea di Verdure<br />

Stabilizzate a<br />

bassa attività<br />

dell’acqua, la<br />

materia prima<br />

viene essiccata<br />

con un processo<br />

innovativo e<br />

delicato, che<br />

inibisce l’attività<br />

dell’acqua per<br />

diminuire il<br />

contenuto di<br />

umidità e rendere<br />

stabile il prodotto<br />

Cambiamento climatico, pandemia e<br />

purtroppo ora la guerra. Queste sfide<br />

epocali come stanno influenzando la<br />

vostra attività?<br />

Il caro energia, l’aumento dei costi<br />

e la difficoltà a reperire le materie<br />

prime sono i problemi che, come<br />

tutte le aziende, ci troviamo ad affrontare.<br />

Nonostante ciò riusciamo<br />

a produrre e distribuire con regolarità<br />

in tutto il mondo. Non solo: pur<br />

di fronte all’aumento dei listini, abbiamo<br />

scelto di farci carico di una<br />

parte di questi rincari.<br />

Proponete una linea di prodotti che<br />

inibisce l’attività dell’acqua. Su cosa<br />

si basa questo processo di lavorazione?<br />

Quali vantaggi porta ai vostri<br />

clienti?<br />

Nei nostri prodotti, non usiamo acqua,<br />

che viene impiegata solo per<br />

il lavaggio delle materie prime.<br />

Abbiamo infatti sviluppato linee<br />

che inibiscono l’attività per rendere<br />

i prodotti più stabili a temperatura<br />

ambiente. Un esempio è la Linea di<br />

Verdure Stabilizzate a bassa attività<br />

dell’acqua che nasce da un processo<br />

di disidratazione osmotica, messo<br />

a punto dalla nostra R&D, per<br />

rimuovere l’acqua in eccesso della<br />

verdura. La materia prima viene<br />

essiccata con un processo<br />

innovativo e delicato, che<br />

inibisce l’attività dell’acqua<br />

per diminuire il contenuto di<br />

umidità e rendere stabile il prodotto,<br />

senza intaccare le qualità organolettiche<br />

degli ortaggi freschi. La<br />

gamma comprende 2 categorie di<br />

prodotti, che si differenziano per il<br />

grado di umidità residuale e, di<br />

conseguenza, per i campi di applicazione.<br />

La linea di Verdure Stabilizzate HG<br />

(High Grade, umidità 12-20%) si<br />

connota per un tenore di umidità<br />

basso e un’attività dell’acqua inferiore<br />

a 0,6. Sono di facile utilizzo e<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

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06_09_Storia cover_Cesarin.indd 7 29/06/22 12:19


stoccaggio come le verdure disidratate,<br />

ma non presentano i limiti di<br />

questo tipo di ingrediente, dovuti<br />

allo scarso apporto organolettico e<br />

ad una eccessiva fibrosità. È la linea<br />

ideale per l’inclusione nei prodotti<br />

di panificazione, nelle paste ripiene<br />

(tortelli e ravioli), nelle barrette o<br />

muesli salati fino ai mix pronti per<br />

panificati o salumi.<br />

La linea di Verdure Stabilizzate LG<br />

(Low grade, umidità 60-75%) si<br />

caratterizza per l’ottimo aspetto<br />

organolettico e decorativo dato<br />

dall’alta percentuale di’acqua residua.<br />

Grazie anche alla buona resistenza<br />

agli stress meccanici ed un<br />

limitato rilascio d’acqua, le Verdure<br />

LG sono ideali nella produzione di<br />

sughi, mix di verdure sia freschi che<br />

trattati termicamente, pizze surgelate<br />

e in ATM, focacce.<br />

Rispetto alle verdure surgelate o<br />

essiccate, le verdure Stabilizzate<br />

GreenLine Cesarin hanno ottima<br />

resistenza meccanica, colore e gusto<br />

naturale, minore rilascio<br />

dell’acqua, maggiore durata di<br />

conservazione.<br />

Un processo analogo di<br />

Un processo<br />

analogo di<br />

stabilizzazione è<br />

usato anche per le<br />

linee di prodotto<br />

dedicate al settore<br />

del cioccolato,<br />

per la produzione<br />

di biscotti, delle<br />

barrette o per i mix<br />

di cereali. Si tratta<br />

della linea di Frutta<br />

HG a cubetti o in<br />

granuli<br />

stabilizzazione è usato anche per le<br />

linee di prodotto dedicate al settore<br />

del cioccolato, per la produzione<br />

di biscotti, delle barrette o per i mix<br />

di cereali (dalle barrette ai muesli).<br />

Si tratta della linea di Frutta HG a<br />

cubetti o in granuli.<br />

Quali sono le altre gamme produttive<br />

più innovative che state proponendo?<br />

Tutte le nuove linee di prodotto<br />

pongono attenzione alla naturalità<br />

e all’origine certificata della materia<br />

prima.<br />

Profumi d’Italia comprende semilavorati<br />

di frutta da materia prima<br />

di origine certificata IGP o Slow<br />

Food, che si contraddistinguono<br />

per il sapore intenso, l’assenza di<br />

coloranti, conservanti e aromi.<br />

Mandarino Tardivo di Ciaculli,<br />

Limoncello di Sorrento, Arancia<br />

Rossa di Sicilia IGP e Bergamotto di<br />

Calabria sono le referenze più vendute<br />

a cui si è aggiunto quest’anno<br />

la referenza Pompelmo Rosa di<br />

Calabria. Sono nate come tributo<br />

alle piccole produzioni autoctone<br />

italiane e hanno conquistato subito<br />

il mercato.<br />

La loro evoluzione sono le nuove<br />

Creme per Farcitura Profumi d’Italia,<br />

un prodotto da riempimento e<br />

iniezione per i prodotti da forno<br />

dal gusto particolarmente fresco e<br />

privo di conservati, additivi e addensanti.<br />

La ricerca di naturalità ci vede impegnati<br />

da alcuni anche nel segmento<br />

del “senza zuccheri” con la<br />

linea MisterAlberto Light Cesarin,<br />

di cui fanno parte confetture e variegature<br />

light con il 50% di zuccheri<br />

in meno rispetto alle linee<br />

tradizionali.<br />

In tema di originalità Cabossa Jam<br />

è la nuovissima confettura al frutto<br />

del cacao (40%) arricchita con<br />

cioccolato fondente (16%). È un<br />

prodotto altamente termostabile,<br />

pronto all’uso, che garantisce ottima<br />

tenuta al forno e grande lavorabilità.<br />

Quali sono le principali sfide che vi<br />

sottopongono da un lato le piccole e<br />

dall’altro le grandi realtà?<br />

Entrambi i settori hanno esigenze<br />

molto simili: la ricerca di un prodotto<br />

genuino, da origine certa che<br />

garantisca etichette pulite.<br />

Ovviamente senza tralasciare il sapore<br />

fresco e naturale.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

8<br />

Quanto impegno dedicate alla ricerca<br />

e sviluppo? E su quali progetti<br />

questa si sta concentrando ultimamente?<br />

Molto. Abbiamo la fortuna di lavorare<br />

con grandi multinazionali che<br />

ci stimolano a progettare soluzioni<br />

innovative per le loro esigenze.<br />

Sono input esterni che sviluppiamo<br />

nel nostro laboratorio e che ci sollecitano<br />

a trovare soluzioni innovative<br />

anche per il settore artigianale.<br />

Come dicevo, tutte le ultime produzioni<br />

sono realizzate nel rispetto<br />

della miglior materia prima e<br />

dall’assenza di coloranti, conservati<br />

e allergeni.<br />

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attualità<br />

Dai salumi ai cereali,<br />

fino al latte, i rincari<br />

stanno trasformando<br />

le dinamiche produttive<br />

e di consumo, con scarsa<br />

visibilità sul futuro.<br />

Le associazioni di settore<br />

sono preoccupate ma<br />

leggono con ottimismo<br />

i forti segnali<br />

di vitalità della fase<br />

post-pandemica.<br />

LA CORSA DEI PREZZI<br />

INFIAMMA LE FILIERE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

10<br />

I prezzi delle materie prime alimentari stanno correndo ormai<br />

da diversi mesi, infiammando intere filiere, con inevitabili ripercussioni<br />

sulle dinamiche di consumo. Nel mese di maggio<br />

sono intervenuti su questo argomento, in occasione di alcuni<br />

eventi fortunatamente ripartiti con il rallentamento della<br />

pandemia, diverse associazioni del mondo food. Riportiamo<br />

il pensiero, e per certi versi l’allarme, espressi dai leader di<br />

Assica per il settore dei salumi, di Assobirra per la filiera brassicola<br />

e della Federazione mondiale del latte.<br />

LENTI (ASSICA): “AUMENTO DEI LISTINI INEVITABILE<br />

PER LA SOPRAVVIVENZA DELLE IMPRESE”<br />

La preoccupazione per il futuro del settore dei salumi, colpito<br />

dagli aumenti dei costi delle materie prime e utilities è<br />

stato al centro del convegno di Assica (Associazione<br />

Industriali delle Carni e dei Salumi), che si è tenuto a maggio<br />

al Cibus, offrendo l’occasione ad esperti del mondo<br />

dell’economia di fare il punto della situazione, per capire<br />

quali possano essere le strategie per reggere l’ennesimo<br />

tsunami che sta colpendo gli imprenditori.<br />

Il presidente di Assica, Ruggero Lenti, ha aperto il dibattito<br />

ponendo l’attenzione sulle aziende del settore carni suine e<br />

salumi che stanno affrontando un aumento dei costi importantissimo<br />

e senza precedenti in questo periodo a partire dai<br />

prezzi dell’energia, quadruplicati rispetto a quelli dello scorso<br />

anno, fino ad arrivare ai costi dei materiali accessori e di<br />

confezionamento come plastica e cartoni, per giungere fino<br />

ai trasporti. A questi costi si è aggiunto anche l’aumento<br />

della carne suina e delle altre materie prime carnee che costituiscono<br />

la base per la produzione dei salumi. “L’aumento<br />

dei costi dei fattori di produzione è un problema che incide<br />

su tutto l’agroalimentare nazionale, ma la filiera suinicola, in<br />

particolare le aziende di macellazione e i salumifici, risulta<br />

particolarmente colpita da questa dinamica e vede i propri<br />

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attualità<br />

margini assottigliarsi in maniera preoccupante.<br />

La filiera inoltre deve fronteggiare<br />

un altro importante fattore di<br />

perdita della redditività: la presenza<br />

della Peste Suina Africana (PSA) sul territorio<br />

continentale italiano. È dunque<br />

necessario far sedere attorno ad un<br />

tavolo tutti gli attori della filiera suinicola,<br />

dai mangimisti alla GDO, per trovare<br />

insieme una soluzione che permetta di<br />

superare questa difficile fase, salvaguardando<br />

i margini delle aziende e al<br />

contempo i consumi che sono gravemente<br />

minacciati dall’erosione del potere<br />

d’acquisto delle famiglie”.<br />

Fabio Del Bravo di Ismea, l’Istituto di<br />

servizi per il mercato agricolo alimentare,<br />

ha tracciato il mercato mondiale<br />

e nazionale negli ultimi due anni,<br />

quando a partire dalla fine del 2020, la<br />

repentina ripresa della domanda mondiale<br />

dopo la prima ondata pandemica<br />

ha determinato una serie di problemi<br />

organizzativi e logistici nei principali<br />

scali mondiali con conseguenti gravi<br />

rallentamenti delle catene di fornitura<br />

globali e aumenti vertiginosi dei costi<br />

dei trasporti. “Lo scoppio del conflitto<br />

Russia-Ucraina si è inserito in uno scenario<br />

globale caratterizzato, già da fine<br />

2021, da rincari record per le materie<br />

prime riconducibili a un insieme complesso<br />

di fattori di natura congiunturale,<br />

strutturale, geopolitica, nonché<br />

speculativa. In dettaglio, le tensioni<br />

innescatesi sui mercati dei cereali e dei<br />

semi oleosi rendono l’Italia particolarmente<br />

vulnerabile in considerazione<br />

dell’elevato grado di dipendenza<br />

dall’estero per gli approvvigionamenti<br />

di mais e soia, che rappresentano la<br />

base della razione alimentare negli allevamenti<br />

nazionali. Per la filiera suinicola,<br />

lo scenario appare ulteriormente<br />

complicato da tensioni sul mercato<br />

comunitario innescatesi come conseguenza<br />

di una minore disponibilità di<br />

prodotto, a sua volta derivante dalla<br />

lunga crisi che ha costretto alla chiusura<br />

molti allevamenti e ha indotto quelli<br />

rimasti a contenere le perdite riducendo<br />

la produzione”.<br />

Ciro Rapacciuolo del Centro Studi<br />

Confindustria ha concentrato il suo intervento<br />

analizzando l’impatto che hanno<br />

i rincari sull’industria. “I prezzi internazionali<br />

delle commodity sono saliti in<br />

misura enorme, fin dalla fine del 2020 e<br />

per tutto il 2021, con un pesante impatto<br />

addizionale della crisi tra Ucraina e<br />

Russia nei primi mesi del <strong>2022</strong>. La Russia<br />

e l’Ucraina, infatti, sono grandi paesi<br />

esportatori di numerose commodity,<br />

energetiche, alimentari e anche tra i metalli.<br />

Perciò, il conflitto peggiora anche la<br />

scarsità di materiali in Europa. L’impatto<br />

dei rincari sull’industria italiana è pesante:<br />

sono stati assorbiti a fatica lungo le<br />

filiere, attraverso una forte compressione<br />

dei margini. Il rincaro di gas ed elettricità,<br />

in particolare, è insostenibile per<br />

le imprese italiane”.<br />

PRATOLONGO (ASSOBIRRA): “SITUA-<br />

ZIONE INCERTA PER LA FILIERA<br />

BRASSICOLA”<br />

“L’intera filiera brassicola conferma la<br />

preoccupazione già anticipata nei mesi<br />

scorsi per i rincari delle materie prime e<br />

delle utility, una vera tempesta dei costi<br />

che intacca la redditività delle imprese<br />

e rischia di comprometterne la crescita”,<br />

afferma Alfredo Pratolongo, presidente<br />

di AssoBirra, l’associazione di<br />

Confindustria rappresentativa del comparto<br />

della birra e del malto in Italia.<br />

Nel 2021 il settore birrario ha sofferto<br />

ulteriori mesi di chiusure che hanno<br />

prolungato la crisi del comparto, ma<br />

poi nel corso dell’anno è riuscito a recuperare<br />

i volumi persi nel 2020. Ed è<br />

Un momento del<br />

convegno di Assica<br />

(Associazione<br />

Industriali delle Carni<br />

e dei Salumi),<br />

che si è tenuto<br />

a maggio al Cibus<br />

di Parma<br />

Il presidente<br />

di Assica<br />

Ruggero Lenti<br />

in questo momento molto delicato<br />

che, proprio a causa della ripresa congiunta<br />

delle attività in tutto il mondo,<br />

nell’estate 2021 intervengono i primi<br />

aumenti dei costi delle materie prime<br />

e dell’energia, in un crescendo che si<br />

rafforza infatti dopo l’estate del 2021.<br />

Questo avviene proprio nel momento<br />

di ripartenza successivo a molti mesi di<br />

chiusura e restrizioni dei punti di consumo,<br />

area in cui il comparto birrario<br />

genera oltre il 60% del suo valore aggiunto,<br />

per arrivare a valori fuori controllo<br />

nei primi mesi del <strong>2022</strong>, complice<br />

il conflitto in Ucraina, orribile dal<br />

punto di vista umano e molto impattante<br />

sul fronte dei cereali per l’area<br />

mediterranea e l’Europa.<br />

Soprattutto dal punto di vista<br />

agricolo gli impatti sono<br />

alti, già da tempo il comparto<br />

brassicolo ha varato investimenti<br />

per aumentare la<br />

quota di orzo prodotto in<br />

Italia (che storicamente produce<br />

il 40% del fabbisogno<br />

della produzione italiana) ma<br />

ci vorranno parecchi anni<br />

perché questo avvenga.<br />

Questa situazione porta il<br />

nostro Paese ad approvvigionarsi<br />

anche da altri paesi,<br />

facendo fronte ad aumenti<br />

medi del 34% sull’orzo, del<br />

23% sul frumento e del<br />

16% per il mais.<br />

“In ambito produttivo condividiamo<br />

con le altre filiere<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

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attualità<br />

Nel settore lattiero<br />

caseario, i segnali<br />

sono quelli di<br />

una tendenza alla<br />

riduzione della<br />

produzione, dovuta<br />

alla difficoltà di<br />

alcuni allevatori<br />

a continuare<br />

l’attività<br />

(Foto Fieragricola)<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

l’aumento dei costi legato al vetro, ma<br />

nel caso del comparto birrario i volumi<br />

sono molto più elevati e il costo unitario<br />

del prodotto finito è molto più basso,<br />

con una incidenza quindi maggiore”.<br />

“La scorsa Legge di Bilancio ha portato<br />

in dote al comparto birrario una riduzione<br />

di 5 centesimi sull’aliquota delle accise<br />

e agevolazioni per i birrifici artigianali<br />

fino a 60.000 ettolitri, ma soltanto per il<br />

<strong>2022</strong>”, spiega Pratolongo. “Questo intervento<br />

estemporaneo non è sufficiente<br />

per recuperare le perdite subìte nel<br />

periodo pandemico e innestare un nuovo<br />

percorso di crescita, soprattutto in un<br />

momento di rincari generalizzati e diffusi<br />

come quello che stiamo vivendo.<br />

Occorre prendere delle decisioni di lungo<br />

periodo che consentano alle imprese<br />

di tornare a investire sul proprio business<br />

e dunque a generare ricchezza per il<br />

Paese. Nel concreto, Governo e<br />

Parlamento devono continuare a intervenire<br />

sulla pressione fiscale, rendendo<br />

strutturali le diminuzioni richieste. Il<br />

mondo birrario vuole e può giocare un<br />

ruolo centrale per l’economia italiana,<br />

ma può farlo solo se adeguatamente<br />

supportato dalle Istituzioni con le quali<br />

come AssoBirra continueremo sempre<br />

a mantenere un dialogo costruttivo”,<br />

conclude Pratolongo.<br />

L’impennata dei<br />

prezzi è arrivata<br />

nel momento di<br />

ripartenza del<br />

comparto birrario,<br />

dopo molti mesi<br />

di chiusura e<br />

restrizioni per i<br />

punti di consumo,<br />

area in cui il<br />

settore genera oltre<br />

il 60% del suo<br />

valore aggiunto<br />

Da sinistra:<br />

Alfredo Pratolongo,<br />

presidente di<br />

AssoBirra, e<br />

Piercristiano<br />

Brazzale,<br />

presidente della<br />

Federazione<br />

mondiale del latte<br />

BRAZZALE (FEDERAZIONE MONDIALE<br />

DEL LATTE): “LA PRODUZIONE DEL-<br />

LE STALLE CRESCERÀ MENO DELLA<br />

DOMANDA, CON RIPERCUSSIONI<br />

SULL’INFLAZIONE”<br />

Lo scenario è attualmente incerto per<br />

l’aumento dei costi di produzione lungo<br />

la filiera lattiero casearia, per le incognite<br />

della guerra in Ucraina e per le<br />

conseguenze che un’economia non<br />

così brillante su scala mondiale potrebbero<br />

riverberare sui consumi alimentari,<br />

ma con l’ottimismo nei confronti di<br />

un comparto nel suo complesso vitale,<br />

nonostante la fase congiunturale<br />

“estremamente prudente”.<br />

In occasione della Giornata Mondiale<br />

del Latte, che si è celebrata lo scorso<br />

primo giugno, Piercristiano Brazzale,<br />

presidente della Federazione<br />

Mondiale del Latte, in alcune dichiarazioni<br />

diffuse dall’Ufficio stampa della<br />

Fieragricola di Verona, in programma<br />

a Veronafiere dal 30 gennaio al 3<br />

febbraio 2024, ha affrontato anche il<br />

nodo dell’incremento dei costi. “In<br />

questo momento la situazione è abbastanza<br />

in equilibrio, ma i segnali<br />

sono quelli di una tendenza alla riduzione<br />

della produzione, dovuta alla<br />

difficoltà degli allevatori di continuare<br />

l’attività. I costi alimentari e di gestione<br />

delle stalle si stanno facendo sentire.<br />

La tendenza, in sintesi, è quella di un<br />

incremento alla produzione ben inferiore<br />

rispetto alla domanda. Bisogna<br />

riconoscere che, stante la complessità<br />

della situazione attuale, è difficile dare<br />

previsioni sicure, anche dal punto di<br />

vista della domanda. Sicuramente ci<br />

sarà anche un effetto legato alla guerra<br />

in corso in Ucraina. Uno scenario di<br />

insicurezza che ha ripercussioni sull’inflazione<br />

e potrebbe in prospettiva<br />

averli sui consumi e che si va ad aggiungere<br />

ad altri fattori che potrebbero<br />

contenere l’offerta. Penso ad esempio<br />

ai vincoli ambientali, come in<br />

Nuova Zelanda, dove l’attenzione alla<br />

sostenibilità porterà a una riduzione<br />

del numero dei capi. Anche i Paesi<br />

Bassi hanno adottato politiche rivolte<br />

a ridurre il carico zootecnico. Abbiamo<br />

raggiunto un plateau di prezzi mai<br />

visto precedentemente. Il prezzo medio<br />

mondiale IFCN si attesta sui 58-60<br />

dollari ed è molto probabile che la<br />

fiammata dell’incremento dei costi di<br />

produzione, che supporta i prezzi di<br />

mercato duri almeno per tutto il medio<br />

periodo e non sia limitata al breve<br />

periodo. E non dobbiamo dimenticare<br />

che fra l’incudine e il martello c’è il<br />

mondo della trasformazione, cioè l’industria<br />

e la cooperazione, perché fanno<br />

fatica a trasferire a valle i maggiori<br />

costi di produzione della materia prima,<br />

della plastica, del packaging,<br />

dell’energia, dell’acciaio e della logistica.<br />

Complessivamente, mi sento di<br />

dire che è una situazione difficilmente<br />

prevedibile, anche se sembra abbastanza<br />

acclarato che in futuro ci assesteremo<br />

su prezzi medi e costi medi<br />

superiori a quelli del passato”.<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

SI CHIUDE IL CICLO DI EVENTI SULLA PRODUZIONE DI CIBO SOSTENIBILE<br />

Si sono concluse alla Fiera<br />

di Pordenone gli eventi<br />

AquaFarm, NovelFarm e<br />

AlgaeFarm, con lo Special<br />

Conference Day del 27 maggio,<br />

giornata in cui si sono tenuti<br />

due convegni per celebrare<br />

l’Anno Mondiale della Pesca<br />

Artigianale e dell’Acquacoltura<br />

delle Nazioni Unite.<br />

“L’acquacoltura che vogliamo:<br />

guardare al futuro e unire le<br />

generazioni” è stato il tema<br />

principale del seminario al<br />

quale sono intervenuti rappresentanti<br />

di MIPAAF (Ministero<br />

delle politiche agricole alimentari<br />

e forestali), FAO (Food and<br />

Agriculture Organization of<br />

the United Nations), GFCM<br />

(General Fisheries Commission<br />

for the Mediterranean) e API<br />

(Associazione Piscicoltori<br />

Italiani) e tanti giovani operatori<br />

della filiera dell’acquacoltura<br />

e della pesca artigianale.<br />

Nella giornata è stato fatto<br />

anche il punto sulle manifestazioni<br />

appena concluse come<br />

AquaFarm, la mostra-convegno<br />

internazionale dedicata<br />

ad acquacoltura e industria<br />

della pesca, NovelFarm, il più<br />

importante evento italiano interamente<br />

dedicato alle nuove<br />

tecniche di coltivazione, fuori<br />

suolo e vertical farming, e<br />

AlgaeFarm, appuntamento dedicato<br />

a tecnologie e applicazioni<br />

in alghicoltura, che hanno<br />

fatto registrare un numero di<br />

visitatori in linea con l’ottimo<br />

risultato dell’edizione 2020,<br />

anno nel quale c’era stato un<br />

+15% di ingressi.<br />

“Le mostre-convegno hanno<br />

visto la presenza di 120 espositori<br />

(35% proveniente dall’estero)<br />

che sono stati ospitati nei<br />

Padiglioni 4 e 5 del quartiere<br />

fieristico, per 6.900 metri quadrati<br />

di spazio espositivo.<br />

“Anche il risultato di questa<br />

edizione ha dimostrato<br />

la bontà del progetto su cui<br />

abbiamo puntato 5 anni fa insieme<br />

alla squadra di partner<br />

e collaboratori che lavora con<br />

noi: AquaFarm, NovelFarm e<br />

la neonata AlgaeFarm stanno<br />

crescendo a livello nazionale<br />

e internazionale, un chiaro<br />

segno di come i temi trattati<br />

rappresentino questioni davvero<br />

strategiche per l’alimentazione<br />

del futuro”, dichiara<br />

il presidente di Pordenone<br />

Fiere, Renato Pujatti. “Il<br />

format che affianca stand<br />

espositivi e un programma<br />

di conferenze specializzate è<br />

vincente perché queste fiere<br />

guardano verso l’innovazione<br />

e la ricerca: due aspetti fondamentali<br />

per i settori protagonisti,<br />

fortemente proiettati al<br />

futuro, e sulle quali vogliamo<br />

investire ulteriormente”.<br />

“È stato bello ritrovarsi dopo<br />

tanto tempo tutti in presenza”,<br />

commenta Pier Antonio<br />

Salvador, presidente di API,<br />

Associazione Piscicoltori<br />

Italiani. “Ad AquaFarm c’era<br />

veramente tutto il comparto:<br />

le aziende di produzione, le<br />

istituzioni, i fornitori, le autorità<br />

di controllo, la ricerca. Dal<br />

confronto di tutti è emerso che<br />

l’obiettivo verso il quale dobbiamo<br />

puntare è quello della<br />

sostenibilità declinata nei suoi<br />

tre pilastri: ambientale, economico<br />

e sociale”.<br />

ASSALZOO: SALE DEL 3,8% LA PRODUZIONE MANGIMISTICA<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

14<br />

Secondo anno da record per la produzione mangimistica<br />

italiana. Nonostante il persistere delle difficoltà<br />

legate alla pandemia di Covid-19, nel 2021<br />

il settore mangimistico ha toccato, per il secondo<br />

anno consecutivo, un picco storico di produzione:<br />

superati i 15 milioni e mezzo di tonnellate. A<br />

renderlo noto è Assalzoo - Associazione nazionale<br />

tra i Produttori di alimenti zootecnici in occasione<br />

dell’assemblea annuale tenutasi oggi a Bologna.<br />

L’evento si è svolto nuovamente in presenza dopo<br />

due anni.<br />

Nel 2021 è continuata la tendenza al rialzo dei livelli<br />

produttivi rilevata negli anni precedenti. Dagli<br />

stabilimenti sono usciti 15 milioni e 625 mila tonnellate<br />

di alimenti per animali, con un incremento<br />

del 3,8% rispetto al 2020, anno che aveva già fatto<br />

segnare un altro importante aumento del 2,7%.<br />

Anche il fatturato ha fatto registrare un considerevole<br />

rialzo. Il giro di affari del comparto in Italia<br />

sfiora adesso i 9,7 miliardi di euro (+21%) di cui 6,5<br />

miliardi per i mangimi, 1,1 miliardi per le premiscele<br />

e 2 miliardi per il pet-food, tutti valori in crescita<br />

rispetto al 2020. A spingere in alto il fatturato è<br />

stato anche l’aumento dei prezzi alla produzione,<br />

la cui variazione media tra il 2020 e il 2021 è stata<br />

di ben il 42%. Quest’impennata si spiega se si considera<br />

l’incremento delle quotazioni delle materie<br />

prime utilizzate per la produzione di mangimi, un<br />

fenomeno che persiste nel <strong>2022</strong> e che continua a<br />

preoccupare tutta la filiera agro-zootecnica.<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

ALFA LAVAL: A MONZA<br />

UN CENTRO DI ASSISTENZA<br />

PER IL SUD EUROPA<br />

Alfa Laval, fornitore<br />

globale di componenti<br />

per i processi industriali<br />

presente in Italia da oltre<br />

100 anni, con 9 sedi<br />

e circa 700 dipendenti,<br />

ha recentemente inaugurato<br />

a Monza il suo<br />

Service Centre, primo<br />

polo per il ricondizionamento<br />

di Decanter e<br />

Separatori per l’area del<br />

Sud Europa. Il Centro offre un servizio di manutenzione unico<br />

e all’avanguardia ed è in grado di ricondizionare il 30% in più<br />

di decanter e separatori a dischi rispetto all’anno precedente,<br />

con l’obiettivo di raddoppiare la capacità in 5 anni. Con un’area<br />

complessiva di 1.300 metri quadrati, 11 diverse stazioni di<br />

ricondizionamento e personale specializzato, il nuovo centro<br />

di assistenza è stato ideato sulla base dei principi lean e garantisce<br />

un funzionamento snello, efficiente e di qualità, in<br />

grado di ridurre i tempi di consegna del 20%. Inoltre, tutte<br />

le operazioni di riparazione vengono eseguite internamente,<br />

limitando così i trasporti, e gli imballaggi utilizzati sono<br />

biodegradabili: scelte che rendono l’operatività del Service<br />

Centre più sostenibile e tutelano il pianeta.<br />

“Con circa 15.000 ore di lavoro, 20 aziende e oltre 100<br />

persone coinvolte nella progettazione e realizzazione, il<br />

nuovo Service Centre di Monza rappresenta uno dei principali<br />

investimenti di Alfa Laval in Italia negli ultimi anni”, ha<br />

dichiarato Renata Vachova, Managing Director Alfa Laval<br />

Adriatic e Cluster President Alfa Laval Sud Europa. “Inoltre<br />

con questo moderno centro di assistenza a Monza, rafforziamo<br />

significativamente la nostra presenza in Italia e in<br />

Europa meridionale”.<br />

“Il Service Centre di Monza ci permette di essere più vicini ai<br />

nostri clienti nel corso dell’intero ciclo di vita dei componenti<br />

laddove i separatori sono fondamentali per la produzione”,<br />

ha aggiunto Giovanni Rossi, Service Division Manager Alfa<br />

Laval Adriatic. “E di continuare a sviluppare la nostra offerta<br />

prodotti in una varietà di settori come, a esempio, per citarne<br />

alcuni, farmaceutico, food & beverage e trattamento delle<br />

acque reflue”.<br />

“Siamo orgogliosi di questo nuovo traguardo”, ha concluso<br />

Jan Björklund, ambasciatore svedese in Italia. “Come Alfa<br />

Laval, la Svezia persegue l’obiettivo di favorire l’utilizzo di<br />

energia pulita, promuovendo lo sviluppo di prodotti e servizi<br />

a tutela dell’ambiente”.<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

16<br />

EVIOSYS AUMENTA<br />

GLI INVESTIMENTI PER SOSTENERE<br />

L’INDUSTRIA CONSERVIERA<br />

Eviosys, società internazionale di packaging<br />

smart e sostenibile, annuncia altri investimenti<br />

in uno dei suoi siti in Francia, a Concarneau<br />

(Bretagna orientale).<br />

Eviosys Concarneau rappresenta uno degli<br />

emblemi del paesaggio industriale in Bretagna<br />

dal 1924. L’azienda, che impiega oltre 200<br />

persone in Francia, produce lattine in metallo<br />

rotonde e rettangolari e coperchi ad apertura<br />

facilitata, verniciati e stampati localmente.<br />

Le conserve alimentari sono pratiche, ecologiche<br />

ed apprezzate dai consumatori e le vendite<br />

sugli scaffali dei supermercati ne confermano<br />

il successo, come dimostrano i dati di<br />

crescita del +3,7% in volume e del +4,8% in<br />

valore tra il 2019 e il 2021 (fonte Kantar).<br />

Per sostenere questa crescita, Eviosys<br />

Concarneau ha realizzato negli ultimi due anni<br />

investimenti industriali importanti, con un vantaggio<br />

considerevole per l’azienda: una nuova<br />

linea di stampa, nuove linee di produzione di<br />

coperchi ad apertura facilitata, robotizzazione,<br />

controllo automatizzato tramite telecamera e<br />

modernizzazione degli spazi di lavoro per i<br />

dipendenti. Continueranno gli investimenti<br />

per migliorare le prestazioni dello stabilimento<br />

e la soddisfazione dei clienti.<br />

Sebbene Eviosys sia un attore globale, è anche<br />

al centro degli ecosistemi locali. Da<br />

Concarneau, Eviosys rifornisce le principali<br />

aziende agroalimentari e conserviere dell’Ovest<br />

del paese. Questo orgoglio per un’impronta<br />

locale si riflette in tutti i siti nel mondo.<br />

Eviosys è impegnata a preservare e far progredire<br />

le sue credenziali ambientali e investe<br />

continuamente negli impianti e nell’eco-innovazione,<br />

lavorando per raggiungere l’obiettivo<br />

di essere la prima scelta in imballaggi innovativi<br />

e sostenibili.<br />

Eviosys fornisce le imprese delle regioni in cui<br />

opera, sostenendo così l’economia locale e<br />

favorendo lo sviluppo del mercato del lavoro<br />

con nuove opportunità di impiego per operatori<br />

altamente qualificati. Contribuisce a<br />

proteggere l’ambiente grazie alla produzione<br />

e consegna di imballaggi riciclabili al<br />

100% realizzati in prossimità dei produttori<br />

di conserve.<br />

FRANCO GOGLIO NOMINATO<br />

CAVALIERE DEL LAVORO<br />

Franco Goglio, presidente e amministratore<br />

delegato di Goglio Spa<br />

– uno dei principali player mondiali<br />

nel packaging flessibile con sede<br />

a Daverio (VA) – è tra i 25 nuovi<br />

Cavalieri del Lavoro nominati dal<br />

Presidente della Repubblica,<br />

Sergio Mattarella, su proposta del<br />

ministro dello Sviluppo economico,<br />

Giancarlo Giorgetti, di concerto<br />

con il ministro delle Politiche<br />

agricole alimentari e forestali,<br />

Stefano Patuanelli.<br />

Franco Goglio nasce a Milano nel 1933. Ha contribuito<br />

al forte sviluppo e al percorso di internazionalizzazione<br />

dell’azienda di famiglia, la cui origine risale<br />

al bisnonno Carlo, che fondò la prima società per il<br />

confezionamento di sacchetti di carta nel 1850 a<br />

Rho. Dopo gli studi al Collegio San Carlo di Milano,<br />

Franco Goglio continua il suo percorso scolastico<br />

presso l’università Cattolica di Milano e contemporaneamente<br />

inizia la sua attività in azienda. Si laurea<br />

in Economia e Commercio nel 1957 e diventa manager<br />

della Goglio già nel 1959. Nel 1967 assume la<br />

carica di amministratore delegato, che ricopre tuttora,<br />

e insieme al cugino Luigi Goglio – che è recentemente<br />

scomparso e con cui Franco Goglio ha lavorato<br />

fianco a fianco sino al 2008 – diventa il fulcro<br />

dello sviluppo della società.<br />

All’inizio degli anni ’60 la Goglio aveva un solo stabilimento<br />

a Milano, con circa 250 dipendenti. Sotto la<br />

direzione del dottor Goglio, il Gruppo cresce enormemente,<br />

sia dal punto di vista territoriale (stabilendo<br />

sedi commerciali e produttive in USA, Europa,<br />

Giappone, Cina, India e Brasile), sia tecnologicoproduttivo<br />

(brevetti e innovazione di prodotto, allargamento<br />

dei mercati di sbocco, sviluppo produttivo<br />

e commerciale), affermandosi come un player di riferimento<br />

mondiale nel settore del packaging.<br />

Oggi il Gruppo Goglio è una multinazionale con 14<br />

sedi, di cui 8 produttive e 6 commerciali, più di 1.800<br />

dipendenti e un valore della produzione di 395 milioni<br />

di euro. Tra i principali player mondiali nel packaging<br />

flessibile, Goglio progetta, sviluppa e realizza<br />

sistemi completi per l’imballaggio fornendo laminati<br />

flessibili, valvole, macchine e servizio, per ogni esigenza<br />

di confezionamento che trovano applicazione<br />

in molteplici settori industriali.<br />

Il Gruppo Goglio<br />

progetta e<br />

realizza sistemi<br />

completi per<br />

l’imballaggio,<br />

fornendo laminati<br />

flessibili, valvole,<br />

macchine e<br />

servizio, per<br />

ogni esigenza di<br />

confezionamento<br />

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news [fatti, persone, aziende]<br />

BREGAL ACQUISISCE LA MAGGIORANZA DI ITALGEL<br />

Il fondo di private equity BU<br />

(Bregal Unternehmerkapital)<br />

Funds ha perfezionato l’acquisizione,<br />

da Italgelatine Spa,<br />

della maggioranza di Italgel<br />

Srl, player primario a livello<br />

globale nella produzione di<br />

gelatina e collagene, con oltre<br />

50 anni di storia.<br />

L’operazione è stata effettuata<br />

in collaborazione con la famiglia<br />

Vezza e mira a consolidare la leadership<br />

dell’azienda sul mercato<br />

globale della produzione di<br />

gelatina e collagene. Il piano di<br />

sviluppo prevede importanti investimenti<br />

volti ad incrementare<br />

ulteriormente l’attuale capacità<br />

produttiva e, al contempo, a<br />

rafforzarne il posizionamento<br />

sul mercato, anche attraverso<br />

operazioni di add-on.<br />

Fondata nel 1968 dalla famiglia<br />

Vezza, negli anni è cresciuta<br />

fino a diventare un player<br />

globale diversificando il suo<br />

portafoglio prodotti e clienti<br />

e realizzando uno dei più automatizzati<br />

ed efficienti stabilimenti<br />

al mondo. Un percorso<br />

di crescita portato avanti grazie<br />

alla sapiente guida di Sandra<br />

Vezza, che manterrà il ruolo<br />

di presidente e amministratore<br />

delegato della società.<br />

Italgel è leader nella produzione<br />

di gelatina e collagene<br />

destinati ad una ampia gamma<br />

di applicazioni per l’industria<br />

alimentare, farmaceutica<br />

e nutraceutica. Con una forte<br />

vocazione internazionale, l’azienda<br />

può contare su una rete<br />

diversificata di primari clienti e<br />

Valentina Pippolo, Partner<br />

e Country Head Italia di BU Italy<br />

distributori globali, consolidate<br />

relazioni con fornitori europei<br />

grazie a cui è in grado di assicurare<br />

la totale tracciabilità<br />

e qualità delle materie prime,<br />

nonché un’elevata personalizzazione<br />

del prodotto. Lo stabilimento<br />

produttivo di Santa<br />

Vittoria d’Alba, uno tra i più<br />

grandi ed avanzati al mondo,<br />

garantisce elevati livelli di flessibilità<br />

e qualità.<br />

Alla luce delle importanti prospettive<br />

e opportunità di crescita<br />

di Italgel, la famiglia Vezza<br />

ha deciso di reinvestire nell’operazione<br />

mantenendo una<br />

quota di minoranza qualificata<br />

e strategica.<br />

“Italgel è un’eccellenza del<br />

Made in Italy, in un mercato<br />

con ottime prospettive di crescita,<br />

in particolare nel settore<br />

della farmaceutica e della<br />

nutraceutica”, commenta<br />

Valentina Pippolo, Partner e<br />

Country Head Italia di BU Italy.<br />

“L’operazione punta a dare<br />

una ulteriore spinta alla crescita<br />

virtuosa realizzata da Sandra<br />

Vezza in questi ultimi 30 anni”.<br />

www.interprogettied.com<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

17<br />

14_19_news attualità.indd 17 29/06/22 14:30


news [fatti, persone, aziende]<br />

MORTADELLA BOLOGNA, GUIDO VERONI ALLA PRESIDENZA<br />

DEL CONSORZIO: “GIOCO DI SQUADRA CONTRO LE INCERTEZZE DEL MOMENTO”<br />

“Ringrazio, innanzitutto, tutti<br />

quelli che hanno creduto in me<br />

e hanno riposto la loro fiducia<br />

nella mia persona, decidendo di<br />

affidarmi l’incarico di Presidente<br />

del Consorzio. È per me un onore<br />

personale ed aziendale”, ha<br />

commentato Guido Veroni.<br />

“Dal punto di vista personale<br />

è come raccogliere un testimone<br />

generazionale dal momento<br />

che mio padre, Francesco<br />

Veroni, è stato il primo presidente,<br />

nonché fondatore del<br />

Consorzio, dal 2001 al 2011.<br />

E da un punto di vista aziendale<br />

l’onore deriva dal prestigio<br />

che tale incarico conferisce ad<br />

un’azienda storica produttrice<br />

di Mortadella Bologna. Sono<br />

consapevole che le sfide che mi<br />

attendono richiedono il massimo<br />

dell’impegno e dell’attenzione<br />

e per tale motivo intendo<br />

portare avanti il mio ruolo con<br />

un confronto continuo e diretto<br />

con i membri del Consiglio<br />

d’Amministrazione e, in particolare,<br />

col Comitato Esecutivo,<br />

convinto che il gioco di squadra<br />

sia la migliore strategia possibile<br />

in momenti storici come questi,<br />

caratterizzati da incertezza e sfide<br />

epocali, non da ultimo quelle<br />

collegate alla sostenibilità economica,<br />

sociale ed ambientale”.<br />

Guido Veroni, che riveste, insieme<br />

al fratello Marco, il ruolo<br />

di amministratore delegato<br />

all’interno dell’azienda di famiglia,<br />

subentra al dimissionario<br />

Corradino Marconi, in carica<br />

dal 2011, che ha rinunciato<br />

all’incarico per nuove sfide professionali.<br />

Guido Veroni nasce a Correggio<br />

il 21 marzo 1968 e dopo aver<br />

terminato gli studi classici entra<br />

nell’azienda di famiglia facendo<br />

esperienza in tutte le principali<br />

aree e funzioni aziendali.<br />

Nel corso del 2007, insieme al<br />

fratello Marco, affianca il padre<br />

Francesco e il cugino Stefano,<br />

attuale presidente del gruppo,<br />

alla guida dell’azienda.<br />

Guido Veroni, all’interno di<br />

Assica, ricopre la carica di presidente<br />

del gruppo salumi. È stato<br />

anche vicepresidente Assica<br />

e consigliere del direttivo IVSI<br />

fino al 2021.<br />

DANIELE VEGLIO NOMINATO PRESIDENTE<br />

DEL CONSORZIO SALAME PIEMONTE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

Nel corso dell’assemblea generale del Consorzio<br />

Salame Piemonte, che si è tenuta a Torino, dopo<br />

2 mandati consecutivi Umberto Raspini ha passato<br />

il testimone della guida del Consorzio a Daniele<br />

Veglio, 52 anni, da 27 all’interno della compagine<br />

della Raspini Spa, dove attualmente ricopre l’incarico<br />

di Manager nell’area del commerciale e marketing.<br />

“L’indicazione Geografica Protetta del Salame<br />

Piemonte, riconosciuta dalla Comunità Europea<br />

nel 2015, ha consolidato l’apprezzamento di una<br />

storica specialità tutta piemontese molto caratteristica<br />

e distintiva, appartenente alla cultura contadina<br />

legata alla terra, alla tradizione artigianale e alla cultura<br />

gastronomica regionale, depositaria e cultrice<br />

della sana e buona tavola”, spiega Umberto Raspini.<br />

“In questi anni passati come presidente alla guida<br />

del Consorzio, nato nel 2006, ho dapprima voluto<br />

aggregare gli allevatori e trasformatori piemontesi<br />

per poter arrivare ai consumatori coesi e garanti<br />

della buona qualità di un eccellente prodotto della<br />

nostra terra. Dopo questi anni di lavoro, nel doveroso<br />

avvicendamento statutario alla Presidenza del<br />

Consorzio, mi accingo a lasciare la responsabilità e,<br />

con soddisfazione, a trasmettere passione e impegno<br />

ad un candidato competente che ha riscosso<br />

consenso condiviso tra i Consorziati ed eletto oggi<br />

presidente entrante: Daniele Veglio. Una scelta che<br />

ritengo appropriata in quanto Daniele vanta una<br />

ventennale competenza settoriale e una visione<br />

tecnico commerciale di assoluto prestigio, unita a<br />

una notevole passione gastronomica che metterà<br />

generosamente a disposizione del Consorzio<br />

per l’ulteriore crescente affermazione del Salame<br />

Piemonte IGP”.<br />

“Sono onorato di vedermi affidare un incarico così<br />

importante”, commenta Daniele Veglio. “Il mio impegno<br />

sarà quello di proseguire l’opera iniziata, già a<br />

partire dal 2006, anno di costituzione del Consorzio,<br />

da Umberto Raspini e di portare il Salame Piemonte<br />

IGP a nuovi e importanti traguardi coniugando crescita,<br />

sviluppo e sostenibilità, che sono poi le sfide<br />

che attendono, più in generale, l’intero comparto<br />

agroalimentare italiano”.<br />

Daniele Veglio (a sinistra)<br />

succede a Umberto Raspini<br />

18<br />

www.interprogettied.com<br />

14_19_news attualità.indd 18 29/06/22 14:30


news [fatti, persone, aziende]<br />

CARNI E SALUMI SOSTENIBILI:<br />

LE IMPRESE ITALIANE DEVONO FARSI STRADA<br />

Nonostante l’elevata attenzione di consumatori<br />

e policy-maker, in Italia solo<br />

il 30% delle aziende adotta approcci<br />

sostenibili strutturati in fatto di pianificazione<br />

strategica, rendicontazione,<br />

comunicazione. Tuttavia, quasi la metà<br />

delle imprese sembra aver colto le potenzialità<br />

del digitale, visto che presenta<br />

una sezione del sito dedicata alle tematiche<br />

sostenibili.<br />

A realizzare una vera e propria mappa<br />

delle pratiche sostenibili virtuose già<br />

diffuse nel settore, e di quelle da attuare,<br />

è la nuova indagine interdisciplinare<br />

realizzata da ALTIS, Alta Scuola Impresa<br />

e Società dell’Università Cattolica, in<br />

collaborazione con il progetto interfacoltà<br />

VIS - Valore Impresa Sostenibile e<br />

OPERA - Osservatorio europeo per l’agricoltura<br />

sostenibile, che ha fotografato<br />

le strategie di sostenibilità comunicate<br />

da un campione di 46 aziende di<br />

dimensioni medio-grandi appartenenti<br />

alla filiera.<br />

La quota di imprese che appare oggi<br />

pienamente consapevole di come la<br />

sostenibilità possa essere un vantaggio<br />

competitivo e un asset strategico di crescita<br />

è rilevante, ma ancora minoritaria<br />

(30,4%). Al contrario, la maggioranza<br />

delle aziende del campione (69,6%)<br />

porta avanti attività e iniziative di sostenibilità<br />

legate a un numero ristretto di<br />

tematiche, in modo per lo più informale<br />

e frammentario.<br />

La maggioranza del campione si trova<br />

ancora nelle prime fasi di integrazione<br />

della sostenibilità nella strategia aziendale:<br />

sono 18, pari al 39,1%, le realtà<br />

che identificano obiettivi specifici di<br />

miglioramento delle performance ESG,<br />

segno di una riflessione approfondita<br />

sugli impatti delle attività.<br />

Tra le 46 imprese del campione, sono<br />

nove (pari al 19,6%) quelle che hanno<br />

pubblicato un report di sostenibilità<br />

o ambientale, in otto casi su base volontaria.<br />

Emerge quindi una sensibilità<br />

crescente dell’intero comparto, ma ancora<br />

embrionale rispetto alle esigenze e<br />

necessità dei consumatori, dei cittadini,<br />

dei clienti industriali e di tutti gli altri portatori<br />

di interesse. Più diffusa la comunicazione<br />

via web, tanto che quasi la metà<br />

delle imprese (47,8%) presenta una sezione<br />

del sito dedicata alla sostenibilità.<br />

Se il 56,5% comunica informazioni riguardo<br />

a più della metà delle tematiche<br />

ambientali, sociali e di governance<br />

(ESG) individuate come rilevanti per il<br />

settore, l’attenzione delle imprese converge<br />

però sulle aree relative alla filiera<br />

(87,2%) e ai prodotti e relazioni con i<br />

consumatori (80,2%), a discapito dei<br />

temi ambientali (46,8%) e di governance<br />

aziendale (44,7%).<br />

FILIERA 100% NEL TERRITORIO PER I SALUMI DOP PIACENTINI<br />

Gli investimenti previsti sono di oltre 47 milioni di euro, 32 per le<br />

aziende agricole e 14 per i salumifici, con il 30% del contributo<br />

riconosciuto. Previste ricadute positive per il territorio in termini<br />

di crescita del fatturato, export, occupazione, turismo enogastronomico,<br />

paesaggistico ed artistico-culturale. Con il “Distretto del<br />

cibo salumi DOP piacentini” sarà possibile avere a disposizione<br />

suini allevati, macellati e trasformati nella provincia di Piacenza,<br />

www.interprogettied.com<br />

dunque con una filiera che opera coesa e in sintonia, garantendo<br />

sicurezza, qualità, tracciabilità, tutela ambientale, insomma<br />

completamente “sostenibile” e, nel contempo, supportando i<br />

produttori nel loro sforzo per la valorizzazione delle loro DOP e<br />

per l’export.<br />

Ma ne guadagnerà tutto il territorio piacentino grazie alla sinergia<br />

tra diverse filiere come tra i differenti Distretti diversificati<br />

“fiori all’occhiello” di uno straordinario made in Italy che tutto<br />

il mondo ci invidia e tenta (male) di imitare.<br />

Ne gioverà anche il turismo eno-gastronomico, paesaggistico,<br />

storico-monumentale, quello di “prossimità” sviluppatosi appena<br />

dopo la pandemia; agevolerà occupazione come la formazione,<br />

coinvolgendo istituti superiori ed Università; sarà insomma<br />

l’ulteriore conferma che l’Emilia- Romagna con le sue 44 tra DOP<br />

ed IGP, è la capitale della qualità italiana, la riprova che “il cibo<br />

è anche cultura”.<br />

L’Emilia-Romagna gioca un ruolo da protagonista con le sue 44<br />

DOP e IGP che la collocano tra le regioni leader in Europa e la<br />

prima in Italia se consideriamo le denominazioni d’origine del<br />

solo settore cibo, per un volume d’affari che si aggira attorno ai<br />

3,5 miliardi di euro.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

19<br />

14_19_news attualità.indd 19 29/06/22 14:30


appuntamenti<br />

AL SIMEI LA TECNOLOGIA PER IL VITIVINICOLO E IL BEVERAGE<br />

Dalla vigna alla cantina, dall’imbottigliamento<br />

all’etichettatura fino al bicchiere, ma non solo.<br />

Tutta la tecnologia applicata alla filiera vitivinicola<br />

e al beverage torna a Simei, il Salone<br />

internazionale macchine per enologia e imbottigliamento<br />

di Unione italiana vini (Uiv),<br />

in programma a Fiera Milano (Rho) dal 15 al<br />

18 novembre <strong>2022</strong>. Dopo lo stop forzato nel<br />

2021, la 29esima edizione della manifestazione<br />

a cadenza biennale, trasversale per categorie<br />

merceologiche rappresentate e leader del<br />

settore conferma il proprio calendario, con<br />

una quattro giorni per operatori professionali<br />

italiani ed esteri all’insegna dell’innovazione<br />

tecnologica e dei processi green in enologia,<br />

liquid food, olio, birra e spirits.<br />

E proprio la sostenibilità è il tema di Simei<br />

<strong>2022</strong>, portavoce dello sviluppo ecologico,<br />

sociale ed economico di un comparto tecnico<br />

e tecnologico del made in Italy presente in<br />

L’agenda<br />

oltre il 70% delle cantine di tutto il mondo.<br />

Tra gli appuntamenti dedicati ai modelli di business<br />

green, anche due eventi organizzati da<br />

Sustainable Wine Roundtable (SWR), l’associazione<br />

globale e indipendente che raduna tutti<br />

gli attori del settore vino che vogliono definire<br />

e diffondere pratiche e standard sostenibili.<br />

Un tema centrale, questo, anche per l’Innovation<br />

Challenge, concorso che premia le novità<br />

tecnologiche del settore e che da quest’anno<br />

affiancherà al “Technology Innovation Award<br />

Simei <strong>2022</strong>” e al “New Technology Simei<br />

<strong>2022</strong>” il riconoscimento “Green Innovation<br />

Award Simei <strong>2022</strong>”. Le tecnologie che concorrono<br />

per il titolo di “Green Innovation Award<br />

<strong>2022</strong>” dovranno presentare un miglioramento<br />

nell’ambito della mitigazione climatica,<br />

dell’economia circolare o dei consumi idrici ed<br />

energetici, secondo quando previsto dal regolamento<br />

Ue 2020/852 del 18 giugno 2020.<br />

Tra le Associazioni di categoria coinvolte a<br />

Simei, dal 15 al 18 novembre, Assoenologi<br />

e le Donne del vino nel mondo saranno protagonisti<br />

rispettivamente di una lecture su<br />

“Innovazione nella prevenzione dei difetti di<br />

luce nei vini bianchi e rosati” e del forum mondiale<br />

del vino al femminile su “Coltiviamo il futuro<br />

e la pace”. Al 29° Salone dedicato alla tecnologia<br />

del vino e del beverage, spazio anche<br />

alla seconda edizione di I.G.A. Beer Challenge.<br />

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In Vino Analytica Scientia<br />

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7-9 settembre <strong>2022</strong><br />

Jakarta, Indonesia<br />

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Drinktec<br />

12-16 settembre <strong>2022</strong><br />

Monaco, Germania<br />

www.drinktec.com<br />

Anufood India<br />

14-16 settembre <strong>2022</strong><br />

Bombay, India<br />

www.anufoodindia.com<br />

Terra Madre Salone del Gusto<br />

22-26 settembre <strong>2022</strong><br />

Torino<br />

www.slowfood.it<br />

FI Asia Thailandia<br />

5-7 ottobre <strong>2022</strong><br />

Bankok, Thailandia<br />

www.figlobal.com<br />

B/Open<br />

13-14 ottobre <strong>2022</strong><br />

Verona<br />

www.b-opentrade.com<br />

Cibus Tec Forum<br />

25-26 ottobre <strong>2022</strong><br />

Parma<br />

www.cibustec.it<br />

Cosmofood<br />

6-9 novembre <strong>2022</strong><br />

Vicenza<br />

www.cosmofood.it<br />

BrauBeviale<br />

8-10 novembre <strong>2022</strong><br />

Norimberga, Germania<br />

www.braubeviale.de<br />

Simei<br />

15-18 novembre <strong>2022</strong><br />

Milano<br />

www.simei.it<br />

FI Europe<br />

6-8 dicembre <strong>2022</strong><br />

Parigi, Francia<br />

www.figlobal.com<br />

A.B. Tech Expo<br />

21-25 gennaio 2023<br />

Rimini<br />

www.abtechexpo.it<br />

Sigep<br />

21-25 gennaio 2023<br />

Rimini<br />

www.sigep.it<br />

IPPE<br />

24-26 gennaio 2023<br />

Atlanta, Usa<br />

www.ippexpo.org<br />

ISM e Prosweets<br />

29 gennaio - 1 febbraio 2023<br />

Colonia, Germania<br />

www.prosweets.com<br />

www.ism-cologne.com<br />

Foodex<br />

24-26 aprile 2023<br />

Birmingham, Regno Unito<br />

www.foodex.co.uk<br />

Interpack<br />

4-10 maggio 2023<br />

Düsseldorf, Germania<br />

www.interpack.de<br />

Cibus Tec<br />

24-27 ottobre 2023<br />

Parma<br />

www.cibustec.it<br />

Fieragricola<br />

31 gennaio - 3 febbraio 2024<br />

Verona<br />

www.fieragricola.it<br />

20<br />

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ingredienti<br />

ABS FOOD introduce<br />

nella gamma tre<br />

famiglie di germogliati:<br />

farine, fiocchi e grano.<br />

La germogliazione rende<br />

i prodotti più leggeri<br />

e facilmente digeribili,<br />

oltre a migliorare in<br />

modo significativo le<br />

proprietà nutrizionali<br />

delle materie prime.<br />

LE VIRTÙ DEI GERMOGLIATI<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

22<br />

ABS Food ha recentemente introdotto nella sua gamma<br />

prodotti una nuova tipologia di referenze: i germogliati. Si<br />

tratta di legumi, cereali e pseudocereali sottoposti al trattamento<br />

di germogliazione. Tre sono le famiglie di prodotti<br />

germogliati che ABS Food offre: farine (grano saraceno,<br />

quinoa, piselli, avena, ceci, segale, farro, frumento, lenticchie,<br />

fagiolo nero), fiocchi (grano saraceno, avena, ceci,<br />

segale, quinoa, piselli, lenticchie, fagiolo, fagiolo mungo)<br />

e grani. Gran parte dei prodotti germogliati di ABS Food è<br />

presente anche nella variante senza glutine. I processi di<br />

germogliazione, termotrattamento e imballaggio prodotto<br />

vengono effettuati su più linee produttive completamente<br />

isolate, senza pertanto alcun rischio di cross contamination.<br />

La scelta di tipologie e matrici germogliate è così ampia da<br />

poter soddisfare qualsiasi esigenza e preferenza dell’industria<br />

alimentare. Le varie tipologie di germogliati possono<br />

essere anche mixati tra loro.<br />

PRIMO STEP: L’ACCURATA SELEZIONE DI SEMI E GRANI<br />

La lavorazione comincia dal primo step, quello dell’accurata<br />

selezione dei migliori semi e grani. I semi di alta qualità<br />

vengono poi immersi in acqua, dove comincia il vero e proprio<br />

processo di germogliazione. Questa fase ha una durata<br />

di almeno 24-48 ore, in cui grani e semi cominciano a<br />

cambiare il loro profilo nutrizionale. L’umidità e la temperatura<br />

sia dell’acqua che dell’ambiente di lavorazione vengono<br />

costantemente monitorate. La germogliazione viene poi<br />

fermata al suo punto più ottimale e vengono scartati eventuali<br />

semi non germogliati ottimamente. Infatti, per essere<br />

definito germogliato, un prodotto deve esserlo almeno al<br />

25%. Viene poi effettuato un doppio trattamento termico<br />

per stabilizzare il prodotto. La stabilizzazione del germogliato<br />

permette all’industria alimentare di ottenere un ingrediente<br />

finito standard: i germogliati termotrattati si presentano<br />

come prodotti estremamente puliti e privi di<br />

www.interprogettied.com<br />

22_25_art_abs food.indd 22 29/06/22 14:39


ingredienti<br />

contaminazione o cariche microbiologiche.<br />

I germogliati sono più leggeri e più<br />

facilmente digeribili. Sono più facili da<br />

mordere e presentano un aroma dolce<br />

tipico della maltazione, quindi non<br />

caratterizzato dal gusto amaro tipico<br />

dei grani crudi. Inoltre, la germogliazione<br />

migliora in modo significativo le<br />

proprietà nutrizionali delle materie<br />

prime. Diversi studi hanno dimostrato<br />

come la germogliazione migliori il profilo<br />

degli amminoacidi, la concentrazione<br />

di varie sostanze nutritive come<br />

minerali e vitamine. Si tratta anche di<br />

un’ottima tecnica per ridurre il contenuto<br />

di antinutrienti, particolarmente<br />

presenti in cereali e legumi. Gli antinutrienti<br />

sono delle sostanze che ostacolano<br />

il corretto assorbimento e la corretta<br />

digestione dei nutrienti da parte<br />

dell’organismo umano. Con il processo<br />

di germogliazione, è possibile quindi<br />

migliorare l’assorbimento di vitamine<br />

e minerali benefici per la salute.<br />

La germogliazione e il processo di termotrattamento<br />

mantengono comunque<br />

le caratteristiche benefiche dei<br />

legumi e dei cereali. Pertanto, anche<br />

l’aggiunta di cereali e legumi germogliati<br />

alla dieta aiuta a regolare il peso<br />

corporeo in modo sano, in quanto<br />

alimenti ricchi di proteine e fibre.<br />

Queste aumentano il senso di sazietà<br />

e rallentano l’assorbimento degli zuccheri<br />

nel sangue. L’assunzione di prodotti<br />

germogliati è quindi perfetta per<br />

chi soffre di glicemia alta. I germogliati,<br />

inoltre, aiutano a ridurre la pressione<br />

sanguigna, mantenendo il muscolo<br />

cardiaco forte e sano. Non da meno,<br />

il consumo di cereali e legumi aiuta ad<br />

abbassare il livello del colesterolo, una<br />

delle principali causa delle malattie<br />

cardiache.<br />

Tra i legumi più apprezzati sul mercato<br />

I processi di<br />

germogliazione,<br />

termotrattamento<br />

e imballaggio<br />

vengono<br />

effettuati su più<br />

linee produttive<br />

completamente<br />

isolate, senza<br />

pertanto alcun<br />

rischio di cross<br />

contamination<br />

c’è sicuramente la lenticchia rossa, che<br />

presenta un ottimo sapore, un colore<br />

interessante ed un alto tenore proteico.<br />

Germogliata, la lenticchia rossa<br />

vede un aumento di molecole antiossidanti,<br />

come vitamina A ed E. Il prodotto<br />

germogliato è maggiormente<br />

capace di contrastare l’invecchiamento<br />

cellulare e l’azione dei radicali liberi.<br />

Dopo la germogliazione, è presente<br />

un maggior aumento di amminoacidi<br />

essenziali.<br />

Anche il cece è un legume molto apprezzato,<br />

il cui sapore dopo la germogliazione<br />

diventa più dolce e saporito.<br />

Il cece germogliato contiene un alto<br />

numero di vitamine del gruppo A, B,<br />

E e importanti sali minerali.<br />

L’avena rimane una delle materie prime<br />

più apprezzate e utilizzate in commercio,<br />

soprattutto per il suo sapore<br />

classico e neutro e i mille possibili utilizzi.<br />

Germogliata, l’avena presenta un<br />

aumento dell’acido gamma-amminobutirrico,<br />

più del doppio rispetto al<br />

chicco di partenza. Quest’acido migliora<br />

la risposta del sistema immunitario<br />

e la pressione arteriosa ed è un<br />

potente anticangerogeno. È inoltre<br />

capace di rilassare il sistema nervoso,<br />

riducendo lo stress e l’ansia.<br />

Anche i grani antichi sono molto apprezzati,<br />

soprattutto il grano sarace-<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

www.interprogettied.com<br />

23<br />

22_25_art_abs food.indd 23 29/06/22 14:39


ingredienti<br />

assorbimento dei nutrienti da parte<br />

dell’organismo.<br />

Grazie agli innumerevoli benefici dei<br />

germogliati sulla salute, sono prodotti<br />

facilmente spendibili sul mercato per<br />

un claim nutrizionale e salutistico.<br />

LE DIVERSE APPLICAZIONI<br />

I germogliati trovano facile applicazione<br />

nel settore bakery e panificazione.<br />

Sono ideali per pane in cassetta, focacce<br />

e panini dal sapore morbido e<br />

dalla consistenza soffice. Possono essere<br />

utilizzati inoltre per crackers, grissini,<br />

fette biscottate, piadine e tortillas<br />

altamente digeribili. I germogliati possono<br />

essere utilizzati anche per pro-<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

no, che ha un ottimo gusto dolce di<br />

cereale. Il grano saraceno germogliato<br />

vede un aumento del triptofano, un<br />

amminoacido che facilita il buon umore<br />

e il rilassamento e che aumenta la<br />

qualità del sonno. Inoltre, aiuta a controllare<br />

il peso corporeo, promuovendo<br />

il senso di sazietà. Anche il grano<br />

saraceno germogliato vede un aumento<br />

delle proprietà antiossidanti e<br />

di vitamina E.<br />

La segale è un altro cereale molto apprezzato.<br />

La segale germogliata vede<br />

una diminuzione dell’amido contenuto<br />

nel chicco, rendendo il prodotto<br />

germogliato a basso indice glicemico.<br />

La segale germogliata aumenta la produzione<br />

di leptina, ormone con un<br />

I germogliati sono<br />

ideali per pane in<br />

cassetta, focacce e<br />

panini dal sapore<br />

morbido e dalla<br />

consistenza soffice.<br />

Possono essere<br />

utilizzati inoltre per<br />

crackers, grissini,<br />

fette biscottate,<br />

piadine e tortillas<br />

altamente digeribili<br />

ruolo fondamentale nella<br />

gestione del metabolismo<br />

e del senso di sazietà.<br />

Un legume che ultimamente<br />

sta suscitando<br />

parecchio interesse<br />

nell’industria alimentare<br />

è il fagiolo nero. Ha un<br />

colore particolarmente<br />

accattivante e, come<br />

hanno dimostrato recenti<br />

studi, se non germogliato è risultato<br />

impossibile da utilizzare nel settore<br />

panificazione. Il fagiolo nero germogliato<br />

vede un aumento del triptofano,<br />

amminoacido essenziale che controlla<br />

l’umore e favorisce il senso di<br />

sazietà. L’importante riduzione dell’acido<br />

fitico contribuisce ad un miglior<br />

dotti da prima colazione, per arricchire<br />

i classici cereali o rendere più<br />

funzionali i biscotti secchi. Possono<br />

essere utilizzati all’interno di snack e<br />

barrette o, soprattutto per i germogliati<br />

dal colore più particolare, essere<br />

utilizzati in superficie come decorazione<br />

al prodotto finito. I germogliati,<br />

potendo essere facilmente mixati tra<br />

di loro, possono essere impiegati<br />

come veri e propri mix di panificazione.<br />

Ma le applicazioni dei germogliati<br />

non si limitano ai prodotti bakery e<br />

lievitati. Sono infatti adatti anche alla<br />

produzione di pasta secca altamente<br />

nutrizionale. Possono essere utilizzati<br />

anche per la creazione di porridge e<br />

zuppe. Le applicazioni si possono<br />

estendere anche al mondo analogue.<br />

Grazie al loro sapore delicato e morbido,<br />

i germogliati possono essere utilizzati<br />

anche per burger plant-based e<br />

per polpettine vegetali.<br />

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ingredienti<br />

ADVENT INTERNATIONAL ACQUISISCE IRCA DA CARLYLE<br />

Advent International (“Advent”),<br />

uno dei maggiori investitori globali<br />

di private equity, ha annunciato<br />

l’acquisizione di IRCA, azienda<br />

italiana esperta nella produzione<br />

di ingredienti specializzati per pasticceria,<br />

panificazione e gelateria<br />

dalla società d’investimento globale<br />

Carlyle. Da oltre 100 anni IRCA<br />

fornisce i canali professionali B2B<br />

(pasticcerie, gelaterie, hotel, ristoranti<br />

ed aziende industriali) con un<br />

portafoglio completo di prodotti, tra<br />

cui creme, cioccolati e decorazioni,<br />

preparati per torte e lievitati, basi<br />

per gelato, variegati e guarnizioni.<br />

In questo periodo IRCA è cresciuta,<br />

affermandosi come importante produttore<br />

in Europa nei mercati della<br />

pasticceria artigianale e del gelato.<br />

Carlyle ha supportato la crescita di<br />

IRCA in molteplici aree, a partire<br />

dagli investimenti in innovazione di<br />

prodotto ed espansione geografica<br />

– in particolare negli Stati Uniti –<br />

proseguendo con l’M&A, compresa<br />

l’acquisizione di Dobla – produttore<br />

globale di decorazioni in cioccolato<br />

premium – fino al rafforzamento<br />

del management e delle sue competenze,<br />

creando una struttura<br />

organizzativa più dinamica e flessibile<br />

nel gestire processi decisionali<br />

complessi. Advent collaborerà con<br />

l’attuale management di IRCA per<br />

continuare a sviluppare il business<br />

in Italia e all’estero.<br />

“Riteniamo che IRCA offra una proposizione<br />

vincente in un settore che<br />

beneficia di trend positivi di lungo<br />

periodo”, ha commentato Francesco<br />

Casiraghi, Managing Director di<br />

Advent. “Il track record di crescita<br />

sostenuto da IRCA deriva dalla sua<br />

costante attenzione e comprensione<br />

dei bisogni dei clienti, dalla sua<br />

capacità innovativa e dalla tipica eccellenza<br />

italiana nel creare ingredienti<br />

alimentari di alta qualità.<br />

“Vorrei ringraziare Carlyle per aver<br />

supportato me e il management<br />

team nel far diventare IRCA un leader<br />

europeo nel settore degli ingredienti”,<br />

ha spiegato Paolo Perego,<br />

amministratore delegato di IRCA.<br />

“Siamo felici di lavorare con Advent,<br />

che riteniamo essere il partner ideale,<br />

alla luce del loro track record di sviluppo<br />

e crescita di aziende italiane ed<br />

internazionali”.<br />

“Siamo orgogliosi di aver collaborato<br />

con Paolo e con il suo eccezionale<br />

management team nella trasformazione<br />

di IRCA degli ultimi cinque<br />

anni, aiutando la società a diventare<br />

un produttore B2B leader in Europa<br />

nel suo settore”, aggiunge Filippo<br />

Penatti, Managing Director del team<br />

di advisory di Carlyle Europe Partners.<br />

“Investendo nelle sue competenze<br />

produttive, diversificando la sua<br />

offerta di prodotti anche attraverso<br />

l’acquisizione strategica di Dobla,<br />

espandendo la presenza globale<br />

dell’azienda con la penetrazione<br />

negli Stati Uniti, e rafforzando il management,<br />

IRCA ha realizzato una<br />

forte crescita, superiore a quella del<br />

mercato di riferimento”.<br />

ACCURATEZZA NEL DOSAGGIO DELL’ACIDO ACETICO<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

L’acido acetico è impiegato nell’industria alimentare come additivo<br />

contro l’azione di microrganismi alterativi (codice E260, conservante<br />

ed acidificante). La sua presenza in eccesso in bevande, conserve<br />

vegetali, prodotti da forno e lattiero-caseari è però anche indice<br />

dell’innesco di processi di fermentazione incontrollati che portano<br />

alla formazione di acetaldeide e acido acetico per la proliferazione di<br />

batteri del genere Acetobacter.<br />

Succhi di frutta sani contengono 0,1 g/l di acidi volatili (acido formico<br />

e acetico); 0,4 g/l è invece già un valore limite (AIJN, European Fruit<br />

Juice Association).<br />

Il kit Enzytec Liquid Acetic acid di R-Biopharm è costituito da soli<br />

2 reagenti, stabili e pronti all’uso, e consente l’analisi di ben 500<br />

campioni di vino in combinazione con gli analizzatori automatici più<br />

diffusi. Sfruttando un modello calibrazione polinomiale di secondo ordine,<br />

il kit estende il campo di misura fino ad 1,3 g/L di acido acetico,<br />

consentendo di analizzare vini tal quali senza diluizione del campione.<br />

Il lavoro di validazione ha verificato:<br />

• la correlazione lineare tra i valori target e quelli testati (R2: 0,9989)<br />

in tutto il campo di misura;<br />

• la specificità del sistema enzimatico in presenza di atri venti acidi<br />

organici potenzialmente interferenti (D/L-malico, D/L lattico, tartarico,<br />

succinico, shikimico, ascorbico, ecc.) ed esteri etilici dell’acido acetico;<br />

• la stabilità, l’accuratezza e il recupero.<br />

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ingredienti<br />

LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA CHE DÀ “GRANDE SODDISFAZIONE”<br />

Il 16 giugno presso la Casa degli<br />

Artisti di Milano si è tenuta la cerimonia<br />

di premiazione della 26° edizione<br />

di Mediastars, il premio tecnico della<br />

pubblicità e “l’organizzazione più rappresentativa<br />

del settore per la partecipazione<br />

sul territorio nazionale, grazie al lavoro<br />

continuativo messo in atto per ricercare e<br />

premiare le realtà creative italiane”.<br />

“Great Satisfaction” la campagna<br />

di Faravelli lanciata a giugno 2021 su mezzi<br />

tradizionali e digital si è dunque aggiudicata<br />

due premi tecnici nell’ambito della<br />

categoria Internet e Multimedia - Adv Online: Special Star per<br />

la Direzione Creativa; Special Star per l’Experience Design.<br />

Le Special Stars costituiscono “il premio assegnato ai Tecnici<br />

Professionisti per le singole voci di specializzazione professionale<br />

relative ad ogni Sezione e sono state assegnate a coloro<br />

che hanno ottenuto il maggior punteggio nelle votazioni<br />

tecniche di ogni Giuria”.<br />

A salire sul palco per ritirare i due riconoscimenti, Silvia Di<br />

Tommaso, Corporate Communications Manager di Faravelli.<br />

“Abbiamo voluto candidarci al Premio<br />

Mediastars perché alla comunicazione<br />

crediamo molto. Negli ultimi anni abbiamo<br />

cercato di staccarci dai canoni classici<br />

del b2b e proporre un approccio diverso,<br />

consapevoli che al di là degli ambiti<br />

in cui si lavora, la comunicazione parla<br />

innanzitutto alle persone. Questi premi<br />

sembrano darci ragione! Originale, dinamica,<br />

colorata, inclusiva, ‘disruptive’<br />

al punto giusto, la campagna mette al<br />

centro le persone e le emozioni positive<br />

dei clienti, con uno stile professionale<br />

ma diverso e fresco, in cui ci rispecchiamo molto; uno stile<br />

tipicamente “faravelliano”.<br />

La campagna è stata creata e sviluppata dall’agenzia creativa<br />

milanese Puzzle.<br />

“Ringrazio il team creativo per il supporto fondamentale”, ha<br />

dichiarato Silvia Di Tommaso nell’intervista apparsa sull’Annual<br />

del Premio, distribuito nel corso della serata a tutti i partecipanti.<br />

“Sono felice dei risultati ottenuti e grata di lavorare<br />

in Faravelli, azienda sempre un passo avanti”.<br />

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IMBALLAGGIO 100% R-PET ANCHE NEL FORMATO 50 CL<br />

Il percorso di rigenerazione a tutela dell’ambiente<br />

continua: Levissima estende la gamma 100% R-PET<br />

anche al piccolo formato con l’introduzione delle due<br />

referenze da 50 cl per Naturale e Frizzante, disponibili<br />

in esclusiva sul canale Ho.re.ca.<br />

Da sempre impegnata nel promuovere un’economia<br />

circolare della plastica, nel 2010 Levissima è stata il primo<br />

brand in Italia a usare l’R-PET (o PET riciclato) per le<br />

sue bottiglie. Materiale identico per qualità, sicurezza e<br />

resistenza al PET tradizionale, l’R-PET permette di mantenere<br />

inalterata la purezza originaria dell’acqua e può<br />

essere riciclato un numero di volte quasi infinito. Ecco<br />

perché consente di abbassare i valori dell’impronta di<br />

CO 2<br />

legati alla produzione. L’attenzione di Levissima<br />

all’ambiente è proseguita negli anni con il lancio, nel<br />

2020, di 5 referenze con il 30% di plastica riciclata e,<br />

nel 2021, con l’introduzione della prima bottiglia di<br />

acqua minerale in Italia con il 100% di plastica riciclata.<br />

Ma l’impegno a viaggiare verso un mondo più<br />

sostenibile non si ferma: entro il 2025 l’azienda vuole<br />

raggiungere il 50% di PET riciclato all’interno dell’intera<br />

gamma di prodotti.<br />

UNA CATENA DI FORNITURA SENZA DEFORESTAZIONE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

Bunge, importante partner per il settore<br />

alimentare italiano, ha pubblicato il<br />

Report di Sostenibilità <strong>2022</strong>, in cui viene<br />

sottolineato l’impegno dell’azienda<br />

per una filiera agroalimentare scevra da<br />

deforestazione entro il 2025 e per lo<br />

sviluppo, a livello globale, di soluzioni<br />

a basse emissioni di carbonio<br />

Bunge ha annunciato di aver superato gli<br />

obiettivi di non deforestazione per quanto<br />

riguarda il monitoraggio e la tracciabilità<br />

delle coltivazioni di soia della sua<br />

catena di fornitura indiretta nel Cerrado<br />

brasiliano. Grazie al Bunge Sustainable<br />

Partnership Program, Bunge ha oggi la<br />

possibilità di monitorare almeno il 64%<br />

dei volumi indiretti nelle regioni prioritarie,<br />

superando l’obiettivo del 50% fissato<br />

per il <strong>2022</strong>. Ciò emerge dal Global<br />

Sustainability Report di Bunge, pubblicato<br />

in questi giorni, nel quale viene evidenziato<br />

questo importante traguardo,<br />

e che si avvicina all’obiettivo di una filiera<br />

scevra da deforestazione entro il 2025. Il<br />

Bunge Sustainable Partnership Program<br />

rientra nelle diverse iniziative che hanno<br />

consentito a Bunge di raggiungere, nelle<br />

regioni prioritarie del Brasile, una filiera<br />

della soia libera dalla deforestazione al<br />

95%.<br />

“Il nostro impegno a integrare la sostenibilità<br />

nelle decisioni quotidiane<br />

che prendiamo come azienda richiede<br />

un profondo coinvolgimento da tutti<br />

i nostri partner”, ha dichiarato Greg<br />

Heckman, Chief Executive Officer di<br />

Bunge. “Per Bunge e per l’intera filiera<br />

agricola e alimentare, crediamo<br />

che raggiungere un concreto progresso<br />

nella non-deforestazione significhi<br />

raggiungere nuovi traguardi nell’attuazione<br />

del nostro approccio e della<br />

nostra tecnologia. I progressi compiuti<br />

nell’ultimo anno sono la testimonianza<br />

del nostro impegno di collaborazione<br />

con gli agricoltori e i clienti, e la prova<br />

dell’impatto sostenibile che siamo in<br />

grado di fornire”.<br />

Il Bunge Sustainable Partnership<br />

Program, lanciato nel 2021, è stato<br />

progettato per aiutare i rivenditori di<br />

cereali a valutare le performance socioambientali<br />

dei fornitori, tra cui il monitoraggio<br />

satellitare su scala aziendale.<br />

Bunge, infatti, è stata la prima azienda<br />

a promuovere il monitoraggio su larga<br />

scala nel Cerrado brasiliano per tracciare<br />

gli acquisti indiretti, condividendo le<br />

proprie conoscenze, metodologie e<br />

strumenti con i rivenditori. Questo programma<br />

sta innalzando gli standard di<br />

trasparenza e tracciabilità della filiera<br />

indiretta della soia.<br />

L’impegno di Bunge contro la deforestazione<br />

e la conversione della vegetazione<br />

autoctona nelle sue catene del<br />

valore entro il 2025 è parte centrale<br />

della strategia e della pianificazione<br />

aziendale, ed un elemento cruciale per<br />

i suoi obiettivi di riduzione del riscaldamento<br />

globale e delle emissioni.<br />

“La nostra strategia aziendale si basa sulla<br />

crescente esigenza dei nostri clienti e<br />

partner di fornire soluzioni a basse emissioni<br />

di carbonio per il mondo. Bunge<br />

rimane in una posizione di forza per<br />

essere leader della sostenibilità e connettore<br />

globale per un domani migliore”,<br />

ha affermato Rob Coviello, Chief<br />

Sustainability Officer and Government<br />

Affairs di Bunge.<br />

28<br />

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ambiente<br />

ECODESIGN DAGLI SCARTI DELLA MITILICOLTURA<br />

Entrano nel vivo le attività del Blue Eco<br />

Lab, il progetto di sperimentazione promosso<br />

da Nieddittas, azienda che gestisce<br />

l’intera filiera della mitilicoltura nel Golfo<br />

di Oristano, e realizzato dalla Fondazione<br />

MEDSEA per la tutela e la conservazione<br />

degli ecosistemi marini e costieri, in<br />

collaborazione con il Dipartimento di<br />

Ingegneria civile, ambiente e territorio<br />

dell’Università di Cagliari. Obiettivo principale<br />

del progetto è dare una nuova vita ai<br />

materiali di scarto della mitilicoltura attraverso<br />

la progettazione di soluzioni di ecodesign<br />

progettate e realizzate in Sardegna.<br />

“Abbiamo deciso che questo progetto<br />

avrebbe dovuto essere diverso dagli altri”,<br />

dichiara Alessio Satta della Fondazione<br />

MEDSEA. “Un progetto concepito e realizzato<br />

in Sardegna in ogni sua più piccola<br />

componente: il materiale di scarto della mitilicoltura,<br />

la sua trasformazione in materia<br />

prima secondaria, i macchinari per l’estrusione<br />

delle plastiche riciclate e soprattutto<br />

il know-how dei giovani talenti sardi”.<br />

Il materiale di scarto della produzione di<br />

mitili dell’azienda Nieddittas è stato trasformato<br />

in materia prima secondaria<br />

dall’azienda Ecoplastar Group. Il macchinario<br />

per l’estrusione di questa particolare<br />

tipologia di plastiche esposte a condizioni<br />

di degrado marine è stato invece realizzato<br />

presso la società Meccanica Turchi in<br />

Gallura.<br />

Dopo una prima fase di calibrazione e di<br />

adeguamento dell’estrusore ai nuovi materiali,<br />

i designer di MEDSEA e i tecnici<br />

dell’Ateneo cagliaritano hanno iniziato a<br />

trasformare i rifiuti plastici, scarti dell’azienda<br />

Nieddittas, in profili di plastica riciclata<br />

di diverse dimensioni.<br />

“I primi test sugli estrusi hanno restituito<br />

dei risultati soddisfacenti, con un valore<br />

medio di resistenza a compressione pari<br />

a 80 Mpa e di resistenza a trazione pari a<br />

7 Mpa”, racconta Mauro Coni, coordinatore<br />

del gruppo “Strade, Ferrovie e<br />

Aeroporti” del Dipartimento di Ingegneria<br />

civile, ambiente e territorio e responsabile<br />

scientifico delle attività di sperimentazione.<br />

“Si tratta di test preliminari; occorrerà<br />

ora studiare il comportamento degli<br />

elementi sulla base di combinazioni quali<br />

temperatura di estrusione, impurità nelle<br />

plastiche, velocità di marcia e tempo di<br />

stazionamento del materiale durante il<br />

processo di produzione”.<br />

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carne installati a livello globale<br />

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29<br />

28_29_News Ambiente.indd 29 29/06/22 14:56


energia<br />

L’impianto di<br />

cogenerazione<br />

contrattualizzato da<br />

E.ON in modalità<br />

ESCo aiuta a ridurre<br />

l’impronta ecologica<br />

di Grandi Salumifici<br />

Italiani in Alto Adige<br />

per 18.000 tonnellate<br />

di CO 2<br />

in dieci anni.<br />

È alimentato a GNL<br />

per la mancanza nella<br />

zona della rete di gas<br />

metano.<br />

COGENERAZIONE NEL<br />

SALUMIFICIO AD ALTA QUOTA<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

30<br />

A San Candido, nota località turistica estiva e invernale<br />

nelle Dolomiti, si trova uno degli stabilimenti produttivi<br />

di Grandi Salumifici Italiani, tra i maggiori player internazionali<br />

nella salumeria di qualità. È un ambiente montano<br />

splendido, ma la posizione geografica comporta,<br />

per uno stabilimento industriale che deve competere sul<br />

mercato internazionale, alcune criticità. Si tratta infatti<br />

di una zona isolata, non collegata alla rete del gas metano<br />

con importanti vincoli paesaggistici, acustici e di<br />

emissioni.<br />

L’adozione di un impianto di cogenerazione, contrattualizzato<br />

con E.ON in modalità ESCo, ha permesso di risolvere<br />

le criticità tecniche e burocratiche, garantendo al<br />

cliente benefici ambientali e risparmi economici significativi<br />

sulla spesa energetica. Con la cogenerazione in modalità<br />

ESCo, infatti, la proprietà dell’impianto e tutti gli<br />

oneri legati ai processi autorizzativi, alla progettazione e<br />

alla conduzione dell’impianto sono a carico dell’operatore<br />

energetico, legato al cliente da un contratto di servizio<br />

pluriennale per la fornitura dell’energia elettrica e termica<br />

prodotta dall’impianto. Nessun onere economico o tecnico<br />

a carico del cliente, che libera risorse preziose che<br />

possono essere dedicate al suo core business, senza alcuna<br />

preoccupazione sul fronte energetico.<br />

NUMEROSE LE SFIDE DA AFFRONTARE IN MONTAGNA<br />

Numerose le sfide affrontate in questo caso: dall’alimentazione<br />

dell’impianto, per ovviare alla mancanza della<br />

rete di distribuzione di gas metano, alla messa a punto<br />

di una particolare procedura di riattivazione in caso di<br />

blackout della rete elettrica.<br />

L’impianto, che ha un motore da 1,5 MW, è alimentato<br />

a GNL (Gas Naturale Liquido), combustibile a basso impatto<br />

ambientale, con emissioni nulle di particolato e<br />

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30_31_articolo eon.indd 30 29/06/22 14:59


energia<br />

basse emissioni di anidride carbonica<br />

CO 2<br />

, che deve essere conservato<br />

a -160°C e a una pressione di 2,5<br />

bar. Per questo motivo è stato necessario<br />

realizzare un serbatoio da 90<br />

m 3 in grado di garantire autonomia<br />

energetica con una pianificazione di<br />

approvvigionamento di cinque carichi<br />

in due settimane.<br />

La centrale termica dell’impianto è<br />

costituita da due caldaie a GNL e da<br />

una caldaia Bifuel (GNL+gasolio),<br />

che interviene in caso di emergenza.<br />

È presente, inoltre, una caldaia a recupero<br />

che usa i fumi in uscita del<br />

motore per la produzione di 820 kg/<br />

ore di vapore a 10 bar per il processo<br />

produttivo. Interessante da un punto<br />

di vista di efficienza del sistema lo<br />

sfruttamento di un circuito di acqua<br />

calda a 40°C per vaporizzare il GNL,<br />

trasformandolo dallo stato liquido a<br />

-160°C allo stato gassoso a +20°C.<br />

Un ulteriore efficientamento nasce<br />

dal fatto che l’energia frigorifera che<br />

nel processo di rigassificazione andrebbe<br />

dispersa è recuperata raffreddando<br />

acqua di processo utilizzata<br />

per alimentare le centrali<br />

frigorifere. In questo modo si producono<br />

circa 600 MW/anno di energia.<br />

È stata anche prevista una particolare<br />

procedura di riattivazione dell’impianto<br />

in caso di interruzioni di rete.<br />

Nel corso del <strong>2022</strong> verrà infatti installato<br />

un gruppo elettrogeno da<br />

80 kW che, in caso di emergenza,<br />

oltre ad alimentare le funzioni ausiliarie<br />

del motore e i quadri elettrici<br />

dello stabilimento farà ripartire la<br />

caldaia Bifuel a GNL, se sarà disponibile<br />

in forma vaporizzata, oppure<br />

a gasolio per il tempo necessario a<br />

vaporizzare il GNL tramite il circuito<br />

di acqua calda. In questo modo inizia<br />

la produzione di energia termica<br />

per lo stabilimento e si rende disponibile<br />

il calore per la vaporizzazione<br />

del GNL e la ripartenza dell’impianto<br />

a pieno regime.<br />

La centrale termica<br />

dell’impianto è<br />

costituita da due<br />

caldaie a GNL e da<br />

una caldaia Bifuel<br />

(GNL+gasolio),<br />

che interviene in<br />

caso di emergenza.<br />

È presente inoltre<br />

una caldaia a<br />

recupero che usa<br />

i fumi in uscita<br />

del motore per<br />

la produzione di<br />

820 kg/ore di<br />

vapore a 10 bar<br />

per il processo<br />

produttivo<br />

COPERTO IL 60% DEL FABBISOGNO<br />

ELETTRICO E IL 100% DEL TERMICO<br />

Il contratto con E.ON prevede la fornitura<br />

per dieci anni dell’energia elettrica<br />

e termica prodotti dall’impianto, il<br />

cui funzionamento è previsto 7.000<br />

ore in un anno, producendo 9,5 GWh/<br />

anno di energia elettrica e 13,3 GWh/<br />

anno di energia termica, di cui 8,8<br />

GWh prodotta dal motore e 4,5 GWh<br />

delle caldaie. La nuova centrale copre<br />

complessivamente il 60% delle esigenze<br />

di energia elettrica e il 100%<br />

delle esigenze di energia termica dello<br />

stabilimento. Da un punto di vista ambientale<br />

porterà alla riduzione di<br />

1.800 tonnellate di CO 2<br />

/anno, aiutando<br />

a ridurre l’impronta ecologica del<br />

cliente di 18.000 tonnellate di CO 2<br />

in<br />

tutta la durata contrattuale, dieci anni,<br />

pari a quella assorbita da 26.561 alberi<br />

durante la loro vita utile.<br />

Il nuovo impianto è stato inserito nel<br />

locale dove era presente la vecchia<br />

centrale, opportunamente modificato<br />

e adeguato alle più recenti normative<br />

antiincendio. Per garantire operatività<br />

allo stabilimento durante i lavori è stata<br />

messa a punto una procedura di<br />

back-up termico con una caldaia temporanea<br />

per garantire la continuità di<br />

fornitura. Il tutto all’interno del contratto<br />

ESCo, in base al quale E.ON si è<br />

presa carico di tutte le attività operative<br />

e autorizzative legate alla costruzione<br />

dell’impianto, liberando il cliente<br />

da tutti gli oneri tecnici ed economici<br />

ad esso collegati.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

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30_31_articolo eon.indd 31 29/06/22 14:59


ambiente<br />

VARIETÀ DI GRANO DURO PIÙ TOLLERANTI AGLI STRESS AMBIENTALI<br />

Grazie agli studi di ENEA in collaborazione con l’Università della Tuscia e altre istituzioni scientifiche mondiali,<br />

il grano duro del futuro sarà più resistente alla siccità, alle alte temperature e alla salinità del suolo.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

Accrescere la capacità di risposta e di<br />

adattamento del frumento duro agli<br />

stress ambientali è l’obiettivo del progetto<br />

IMPRESA afferente al programma PRIMA,<br />

finanziato dal Ministero dell’Università e<br />

della Ricerca con oltre 700mila euro, che<br />

vede coinvolta l’Italia con ENEA e Università<br />

della Tuscia (coordinatore), insieme a istituzioni<br />

scientifiche di Turchia (Università di<br />

Harran), Algeria (Università di Ferhat Abbas<br />

Sétif e Centre de Recherche Scientifique<br />

et Technique sur les Régions Arides)<br />

e Tunisia (Center of Biotechnology of Sfax).<br />

“Il grano duro è una coltura alimentare<br />

di importanza strategica per l’Italia<br />

e per molti Paesi che si affacciano<br />

sul Mediterraneo”, spiega Debora<br />

Giorgi, ricercatrice ENEA del Laboratorio<br />

Biotecnologie e responsabile del progetto<br />

per l’Agenzia. “E proprio con alcuni di<br />

loro stiamo lavorando per rendere questa<br />

pianta più tollerante agli stress ambientali,<br />

come siccità, alte temperature e salinità<br />

del suolo, che a causa dei cambiamenti<br />

climatici sono sempre più diffusi, con<br />

forti penalizzazioni delle produzioni.<br />

Per raggiungere questo risultato stiamo<br />

cercando di ampliare la base genetica<br />

del grano duro, che è stata ridotta dalla<br />

prolungata selezione per tipi<br />

più produttivi in condizioni<br />

ottimali di coltivazione. Per<br />

farlo attingeremo al grande<br />

potenziale naturale presente<br />

nelle graminacee selvatiche,<br />

affini ai frumenti coltivati, che<br />

sono una valida fonte di geni<br />

per la tolleranza a condizioni<br />

ambientali estreme, perché<br />

queste piante non hanno<br />

subìto una selezione da parte<br />

dell’uomo e si sono adattate<br />

in modo naturale all’ambiente<br />

circostante”.<br />

I primi risultati<br />

Grazie all’impiego di strategie<br />

di ingegneria cromosomica<br />

non-OGM, la coordinatrice del progetto,<br />

Carla Ceoloni dell’Università della<br />

Tuscia, ha sviluppato linee ricombinanti in<br />

cui sono state trasferite quantità variabili<br />

del corredo genetico di specie selvatiche<br />

tolleranti agli stress ambientali, come ad<br />

esempio le specie perenni Thinopyrum<br />

ponticum e Thinopyrum elongatum. Tali<br />

linee sono state messe a disposizione<br />

del team internazionale che ha già iniziato<br />

a testarle per selezionare quelle maggiormente<br />

resilienti. “Siamo già partiti con i<br />

primi test che ci permetteranno di valutare<br />

la capacità di resilienza a siccità, alte<br />

temperature e salinità del suolo di queste<br />

nuove combinazioni di frumento duro e<br />

graminacee selvatiche sia in condizioni<br />

controllate sia in campo, nei vari ambienti<br />

pedo-climatici presenti nei Paesi che hanno<br />

aderito al progetto. Questa è una fase<br />

fondamentale che ci ‘traghetterà’ a quella<br />

successiva, quando trasferiremo le nuove<br />

caratteristiche di adattamento a varietà di<br />

frumento duro meglio rispondenti alle esigenze<br />

di coltivazione dei diversi ambienti<br />

e degli utenti finali, come agricoltori e<br />

aziende sementiere e di trasformazione”,<br />

sottolinea la ricercatrice ENEA.<br />

In particolare, i ricercatori ENEA si stanno<br />

occupando dello studio, in condizioni<br />

controllate (in serra) e nelle prime fasi di<br />

sviluppo della pianta, della risposta allo<br />

stress salino di alcune linee ricombinanti<br />

di frumento duro/graminacee selvatiche,<br />

valutandone la crescita sia in termini di<br />

sviluppo della pianta che di proliferazione<br />

cellulare.<br />

“I risultati ottenuti finora sono positivi: la<br />

presenza di materiale genetico ‘alieno’,<br />

proveniente in particolare dalle specie<br />

selvatiche del genere Thinopyrum, nel<br />

genoma del frumento duro conferisce<br />

alla pianta un vantaggio, con differenze<br />

statisticamente significative rispetto ai<br />

controlli, in termini di tolleranza alla salinità<br />

e anche agli altri tipi di stress ambientali<br />

considerati dal progetto”, spiega<br />

Giorgi. “Oltre allo sviluppo di nuove linee<br />

e di future varietà di grano duro stiamo<br />

cercando di identificare anche i fattori<br />

chiave, come geni, proteine e metaboliti,<br />

alla base della risposta del frumento duro<br />

e delle graminacee selvatiche alle diverse<br />

condizioni di stress”. Per farlo ENEA ha<br />

messo in campo competenze e tecniche<br />

originali sviluppate nel corso degli anni<br />

per affrontare la grande sfida posta dall’analisi<br />

dei genomi vegetali.<br />

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macchine<br />

CONFEZIONATRICE VERTICALE<br />

DAL DESIGN IGIENICO<br />

COMPRESSORI D’ARIA<br />

AMICI DELL’AMBIENTE<br />

Anche i compressori d’aria<br />

contribuiscono al miglioramento<br />

del clima: possono<br />

infatti supportare le aziende<br />

nella riduzione delle emissioni<br />

climalteranti. Da uno studio di<br />

Atlas Copco, è emerso che i<br />

compressori oil-free con tecnologia<br />

ad azionamento variabile<br />

VSD+ riducono, nel loro<br />

intero ciclo di vita, le emissioni<br />

CO 2<br />

dell’11%.<br />

Il confronto è stato fatto<br />

mettendo in relazione il compressore<br />

oil-free ZR VSD+,<br />

utilizzato prevalentemente nei<br />

settori alimentari, della chimica,<br />

nell’industria tessile e nei<br />

processi di verniciatura delle<br />

automobili, con la migliore<br />

macchina Atlas Copco della<br />

generazione precedente.<br />

Nel 1994, Atlas Copco è stata<br />

la prima azienda a integrare<br />

questa tecnologia nei compressori<br />

d’aria. Dopo circa<br />

vent’anni ha introdotto la<br />

tecnologia VSD+, fissando un<br />

nuovo standard di settore e<br />

portando il consumo di energia<br />

e la riduzione di emissioni<br />

delle aziende che lo utilizzano<br />

a livelli senza precedenti.<br />

Fra i sistemi in commercio con<br />

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questa tecnologia ricordiamo<br />

i compressori a vite oil-free<br />

ZT (raffreddati ad aria) e ZR<br />

(raffreddati ad acqua) VSD+,<br />

che garantiscono assenza di<br />

contaminazione da olii nel<br />

ciclo produttivo e offrono<br />

una riduzione del consumo<br />

di energia fino al 35% (in relazione<br />

a sistemi con velocità<br />

fissa), producendo un rapido<br />

ritorno dell’investimento. Fra<br />

le caratteristiche principali<br />

citiamo il fatto di essere dotati<br />

di una trasmissione del<br />

moto innovativa, effettuata<br />

con azionamenti a velocità<br />

variabile NEOS (sviluppati “in<br />

House”) in combinazione con<br />

i motori a magneti permanenti.<br />

La configurazione a doppio<br />

motore con algoritmo di controllo<br />

intelligente ottimizza<br />

l’efficienza, in quanto permette<br />

a entrambi gli stadi di funzionare<br />

a velocità differente. I<br />

motori a magneti permanenti<br />

sono raffreddati ad acqua ed<br />

olio, hanno un grado di protezione<br />

IP66 e sono progettati<br />

per avere efficienza di classe<br />

IE5 (leader di categoria in base<br />

allo standard IEC/EN 60034-<br />

30-1) e massima affidabilità.<br />

L’evoluzione della Vegatronic 6000 di Ilapak è rappresentata<br />

dalla Vegatronic 6400, sviluppata per soddisfare le esigenze<br />

specifiche dell’industria della carne in termini di design igienico,<br />

accessibilità, rapidità di transizione del prodotto e efficacia<br />

complessiva delle attrezzature (OEE).<br />

Design a telaio aperto, componenti elettroniche con grado<br />

di protezione IP66, tubo di formatura facilmente rimovibile e<br />

asta di avvolgimento per pellicola a sbalzo sono tra le principali<br />

caratteristiche rendono la Vegatronic 6400 la macchina confezionatrice<br />

verticale VFFS dell’industria della carne più efficiente<br />

presente oggi sul mercato. Il design igienico è stato ottenuto<br />

minimizzando le componenti in alluminio (impiegato solo per<br />

parti mobili) e utilizzando acciaio inossidabile di alta qualità<br />

per la maggior parte delle componenti. La particolare struttura<br />

della confezionatrice verticale Vegatronic 6400 fa sì che polvere<br />

e detriti non possano accumularsi, se non in misura minima,<br />

all’interno della macchina. La Vegatronic 6400 è una confezionatrice<br />

verticale a lavaggio completo; tutte le parti elettroniche<br />

ed elettriche sono sigillate con grado di protezione IP66 o superiore<br />

e la progettazione a telaio aperto consente un accesso<br />

immediato per la pulizia. Il design Open Frame permette di<br />

ottimizzare anche i tempi di attività, in quanto ingegneri e operatori<br />

avranno pieno accesso alla parte anteriore e laterale della<br />

macchina, semplificando anche le operazioni di manutenzione.<br />

La confezionatrice verticale Vegatronic 6400 mira a soddisfare<br />

le esigenze del mercato delle proteine congelate (IQF), risultando<br />

adatta anche per frutta/ verdura surgelata e formaggi, o per<br />

esigenze differenti provenienti da qualsiasi settore che richieda<br />

il rispetto di rigorosi standard igienici. La confezionatrice verticale<br />

VFFS Vegatronic 6400 è in grado di realizzare confezioni<br />

a cuscino verticale in atmosfera modificata con una larghezza<br />

massima del film di 830 mm nel caso vengano utilizzate pellicole<br />

laminate, HDPE, LDPE o materiali<br />

biodegradabili/compostabili.<br />

La Vegatronic<br />

6400 può essere<br />

dotata di doppia<br />

bobina e di un sistema<br />

di giunzione automatica<br />

per migliorarne<br />

ulteriormente l’efficienza.<br />

La macchina è<br />

progettata per altezze<br />

di caduta brevi al fine<br />

di evitare la rottura di<br />

prodotti congelati o<br />

fragili e per supportare<br />

il funzionamento ad<br />

alta velocità.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

33<br />

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macchine<br />

Probat si è<br />

rivolta a Leister<br />

per introdurre<br />

il riscaldamento<br />

ad aria nelle<br />

macchine destinate<br />

alle torrefazioni<br />

di piccole<br />

dimensioni. Una<br />

scelta apprezzata<br />

dai produttori<br />

particolarmente<br />

attenti ad<br />

ambiente e<br />

sicurezza.<br />

RISCALDAMENTO AD ARIA PER UNA<br />

TORREFAZIONE SOSTENIBILE<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

34<br />

Non è probabilmente la prima azienda che viene in mente<br />

quando si parla di caffè. Eppure Leister, multinazionale svizzera<br />

protagonista nella progettazione e realizzazione di<br />

soluzioni innovative per il riscaldamento ad aria nell’industria<br />

di processo, ha recentemente visto aumentare la sua<br />

notorietà fra i produttori di macchinari per la torrefazione,<br />

con un numero crescente di aziende soddisfatte dei risultati<br />

ottenuti applicando la tecnologia dell’aria calda al processo<br />

di tostatura degli aromatici chicchi. Scopriamo quali<br />

vantaggi apporta l’utilizzo delle soluzioni Leister in questo<br />

particolare segmento dell’industria alimentare.<br />

LA TOSTATURA TRADIZIONALE<br />

Il metodo di gran lunga più utilizzato fino ad oggi per la tostatura<br />

del caffè, processo indispensabile per trasformare le<br />

astringenti bacche verdi nei profumati chicchi destinati a<br />

creare inebrianti infusi, consiste nell’introdurre le bacche in<br />

tamburi rotanti riscaldati con fiamme alimentate da gas.<br />

Il metodo è consolidato e dipende in misura notevole dall’abilità<br />

dell’operatore, che regola accuratamente miscela e<br />

flusso del combustibile per ottenere una temperatura costante<br />

e adeguata al grado di tostatura desiderato.<br />

Naturalmente questo processo risente di tutti i limiti dal punto<br />

di vista della sicurezza posti dalla presenza di gas infiammabili,<br />

che in certi ambienti è sottoposta a restrizioni o<br />

espressamente vietata.<br />

L’IMPORTANZA DELLA RIPETIBILITÀ<br />

Il principale vantaggio percepito da chi utilizza il riscaldamento<br />

a gas è la rapidità con la quale il caffè raggiunge la temperatura<br />

desiderata e la possibilità di mantenerla costante in<br />

modo da garantire un aroma sempre identico: il consumatore,<br />

una volta identificato il suo caffè preferito, non desidera<br />

infatti variazioni inaspettate.<br />

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34_36_articolo leister.indd 34 29/06/22 15:14


macchine<br />

L’esigenza di un processo sempre<br />

ripetibile e uguale a sé stesso tende<br />

a creare una certa diffidenza verso<br />

le innovazioni, percepite come foriere<br />

di possibili deviazioni dagli<br />

standard di qualità così faticosamente<br />

raggiunti.<br />

La buona notizia per i fieri custodi<br />

della tradizione è che gli stessi risultati<br />

di ripetibilità e affidabilità sono raggiungibili<br />

con il riscaldamento ad aria,<br />

come dimostra una recente sperimentazione<br />

condotta da Probat, multinazionale<br />

tedesca che è punto di<br />

riferimento nella produzione di macchinari<br />

e sistemi per l’industria alimentare,<br />

specializzata in particolare<br />

nel settore del caffè.<br />

L’ARIA CALDA ALLA PROVA<br />

DELL’ESPERIENZA<br />

Per oltre 150 anni, attraversando<br />

quattro generazioni, Probat ha fornito<br />

macchinari per torrefazione alle<br />

principali aziende del settore in tutto<br />

il mondo. I macchinari di Probat tostano<br />

il caffè in modo ottimale, qualunque<br />

sia la loro dimensione: sono<br />

infatti segmentati in base alla capacità,<br />

dai grandi macchinari industriali<br />

a tostatori per piccole torrefazioni<br />

che gestiscono 5 kg di caffè alla volta,<br />

fino a minuscole soluzioni per i<br />

laboratori con una capacità di appena<br />

200 g, in cui si testano le bacche<br />

prima dell’acquisto, si mettono alla<br />

prova nuove modalità di torrefazione<br />

e si creano miscele innovative<br />

sotto la supervisione di esperti del<br />

segmento.<br />

Probat ha messo a confronto le due<br />

fonti di calore, le fiamme alimentate<br />

dal gas e l’aria calda, e ha verificato<br />

che entrambe erano in grado di fornire<br />

un’ottima corrispondenza alla<br />

curva ideale di variazione della temperatura<br />

con il passare del tempo,<br />

stabilita dal torrefattore, per ottenere<br />

precisamente il tipo di aroma desiderato<br />

dal consumatore. Una volta soddisfatto<br />

questo requisito essenziale,<br />

è stato possibile mettere a confronto<br />

le tecnologie da altri punti di vista.<br />

I VANTAGGI DEI RISCALDATORI<br />

AD ARIA<br />

Probat ha avuto modo di verificare che<br />

l’aria calda porta dei benefici notevoli<br />

rispetto ai riscaldatori a gas, a parità di<br />

ripetibilità e costanza del processo, prerequisiti<br />

imprescindibili nel segmento<br />

della torrefazione.<br />

Il primo e più evidente vantaggio riguarda<br />

la sicurezza: l’assenza di fiamme<br />

libere rende l’utilizzo dei riscaldatori<br />

ad aria più tranquillizzanti in<br />

tutte le circostanze, ma in alcune situazioni<br />

sono l’unica alternativa ammissibile.<br />

È il caso, ad esempio, delle<br />

piccole torrefazioni aperte al pubblico,<br />

dove la presenza di gas infiammabili<br />

non è ammessa dalle norme di<br />

sicurezza vigenti; lo stesso vale per<br />

altri contesti, come le navi da crociera<br />

e molti centri commerciali.<br />

Riscaldatori ad aria<br />

Leister<br />

Riscaldatore<br />

autonomo Mistral<br />

6 System<br />

Soffiante Mono 6<br />

System<br />

I riscaldatori elettrici, oltre a poter interrompere<br />

con grande rapidità il processo<br />

in caso di emergenza, permettono<br />

di fornire aggiustamenti molto precisi<br />

della temperatura anche intervenendo<br />

da remoto, rimuovendo i residui di<br />

combustione durante il processo e permettendo<br />

una regolazione molto più<br />

precisa dell’aroma.<br />

Il processo di tostatura ad aria calda,<br />

rispetto all’uso dei riscaldatori a gas,<br />

genera inoltre una quantità molto inferiore<br />

di anidride carbonica, idrocarburi<br />

e ossido di zolfo, sostanze che possono<br />

alterare le caratteristiche organolettiche<br />

dei chicchi tostati, oltre a non essere<br />

saluberrime. La qualità del prodotto<br />

migliora, come la soddisfazione dei<br />

consumatori.<br />

Un altro punto di forza dei riscaldatori<br />

elettrici è la possibilità di essere integrati<br />

in impianti esistenti, anche se<br />

erano stati progettati in origine per il<br />

riscaldamento a gas; con poca spesa<br />

si elimina la necessità di installare o<br />

aggiornare i dispositivi di sicurezza<br />

richiesti nel caso dei riscaldatori a gas<br />

e si riducono i tempi di inattività per<br />

la relativa manutenzione.<br />

UN INTERLOCUTORE AFFIDABILE<br />

Alla ricerca di un sistema di riscaldamento<br />

che non presentasse gli inconvenienti<br />

del gas, Probat si è rivolta a<br />

Leister, sapendo che avrebbe trovato<br />

un interlocutore affidabile, con oltre<br />

70 anni di esperienza nel progettare<br />

e realizzare soluzioni efficienti per<br />

l’industria.<br />

Probat ha deciso di introdurre il riscaldamento<br />

ad aria nel suo modello<br />

P05, destinato alle torrefazioni di piccole<br />

dimensioni. Con una capacità di<br />

5 kg, questo modello era stato concepito<br />

con un riscaldatore a gas da 14<br />

kW; è stato possibile sostituirlo con<br />

un sistema di riscaldamento ad aria<br />

da 17 kW utilizzando il riscaldatore<br />

LE 10000 DF-C.<br />

Il riscaldatore d’aria elettrico LE<br />

10000 DF-C è uno dei prodotti Leister<br />

studiati per l’integrazione nelle cosiddette<br />

“camere bianche”, in cui sono<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

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35<br />

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macchine<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

previste condizioni igieniche rispondenti<br />

a stringenti requisiti, come nei<br />

settori medico, farmaceutico e naturalmente<br />

alimentare.<br />

LE 10000 DF-C è stato sviluppato sulla<br />

base dei più recenti standard per la produzione<br />

in purezza, definiti dall’European<br />

Hygienic Engineering & Design<br />

Group (EHEDG).<br />

Realizzato interamente con materiali<br />

atossici, LE 10000 DF-C riduce al minimo<br />

le emissioni di particelle grazie alla<br />

scelta dei materiali utilizzati ed al suo<br />

design.<br />

L’installazione di LE 10000 DF-C è semplice<br />

e veloce; oltre al riscaldatore è<br />

stato possibile inserire sensori per il controllo<br />

automatico della temperatura.<br />

Precisione e flessibilità sono del tutto<br />

equiparabili rispetto al riscaldatore a<br />

gas, così come la qualità del prodotto<br />

finito; l’efficienza del processo risulta<br />

superiore, con benefici per consumi e<br />

ambiente.<br />

Il modello P05 è commercialmente il<br />

più rilevante, ma non l’unico, fra i macchinari<br />

Probat che integrano la tecnologia<br />

Leister. Anche il minuscolo macchinario<br />

da laboratorio Probat, con una<br />

capacità di appena 200 grammi, tosta<br />

il caffè utilizzando il calore proveniente<br />

dal collaudato Mistral 6 System.<br />

Con un peso di appena 1,5 kg, il riscaldatore<br />

autonomo Mistral 6 System ha<br />

necessità di manutenzione ridottissime<br />

grazie al motore brushless.<br />

Semplice da montare, Mistral 6 System<br />

è dotato di una funzione di raffreddamento<br />

automatico. L’interfaccia del sistema<br />

permette di controllare dall’esterno<br />

sia il riscaldamento che l’aria in<br />

uscita: il pratico display fornisce informazioni<br />

sullo stato e abilita la programmazione<br />

diretta.<br />

TORREFAZIONE IN TUTTE LE TAGLIE<br />

La gamma Leister di riscaldatori ad aria<br />

calda per la tostatura del caffè comprende<br />

soluzioni per macchinari di tutte<br />

le dimensioni: dai riscaldatori autonomi<br />

con soffiante incorporato per i<br />

sistemi più compatti, a combinazioni di<br />

riscaldatore e soffiante per le taglie più<br />

Soffiante<br />

Robust<br />

Soffiante Airpack<br />

forti. Per i piccoli apparecchi da laboratorio<br />

con capacità inferiore ai 500<br />

grammi, l’ideale come abbiamo visto è<br />

Mistral; oltre alla già citata versione 6<br />

System, Mistral è disponibile anche nella<br />

versione Premium 2, 4 e 6, dove la<br />

temperatura e portata dell’aria vengono<br />

gestite in maniera molto semplice<br />

tramite potenziometro.<br />

Per tostare fino a un chilo di chicchi,<br />

possono essere impiegati riscaldatori<br />

come Hotwind o Vulcan. Hotwind, il<br />

fratello maggiore di Mistral, si differenzia<br />

per una capacità più che doppia di<br />

generare aria calda (portata max.900 l/<br />

min); la potenza dell’elemento riscaldante<br />

che parte dai 2300 W del modello<br />

più semplice e raggiunge i 5400 W<br />

nel modello più performante. Anche<br />

Hotwind è disponibile nelle due versioni<br />

Premium E System.<br />

Vulcan fornisce fino a 11 KW di potenza<br />

riscaldante in un unico dispositivo<br />

compatto, robusto e facile da integrare<br />

nei processi industriali.<br />

Le piccole e medie torrefazioni con l’esigenza<br />

di tostare lotti da 1 a 12 chili<br />

possono utilizzare un riscaldatore – dalla<br />

gamma LHS, disponibile in un range<br />

di potenza da 550 W fino a 40 KW, fino<br />

al modello LE 1000 DF-C utilizzato<br />

come abbiamo visto per il Probat P05<br />

– abbinato a una soffiante come<br />

Mono, Robust o Airpack.<br />

Le dimensioni ridotte della soffiante<br />

Mono 6 System non devono trarre in<br />

inganno: pesa solo 1 kg ma ha una<br />

portata d’aria fino a 600 litri al minuto,<br />

regolabile mediante unità di controllo<br />

e-Drive o interfaccia esterna. Il motore<br />

brushless azzera le necessità di manutenzione<br />

e permette il funzionamento<br />

in continuo.<br />

Robust è una soffiante compatta: con<br />

soli 8 kg di peso ha una portata d’aria<br />

di 1.200 litri al minuto. Ha un sistema<br />

di insonorizzazione che la rende molto<br />

silenziosa, è robusta e può essere utilizzata<br />

in qualsiasi posizione, anche in<br />

continuo e in condizioni ambientali<br />

difficili. Per gli impianti di maggiori dimensioni<br />

è sicuramente indicata<br />

Airpack, può convogliare grandi quantità<br />

d’aria a elevata pressione. Potente<br />

(2200W) e performante (3900 litri al<br />

minuto), può alimentare anche più di<br />

un riscaldatore alla volta. Anche per<br />

Airpack sono disponibili vari accessori:<br />

tubi, adattatori e ugelli.<br />

Soffianti e riscaldatori Leister costituiscono<br />

una combinazione vincente per<br />

il riciclo dell’aria calda di processo: un<br />

sistema per risparmiare energia e ridurre<br />

le emissioni.<br />

QUALITÀ, SICUREZZA E ATTENZIONE<br />

ALL’AMBIENTE<br />

L’insieme delle caratteristiche positive<br />

dei sistemi ad aria calda – qualità elevata<br />

e costante, facilità di gestione e controllo,<br />

minori residui, compatibilità con<br />

le ricettazioni sviluppate per riscaldatori<br />

a gas, maggior sicurezza, consumi<br />

ridotti e minori emissioni – rendono le<br />

soluzioni Leister per la torrefazione particolarmente<br />

gradite agli operatori più<br />

attenti all’ambiente, oltre che naturalmente<br />

alla qualità del caffè.<br />

Per questo numerosi produttori di macchinari<br />

per torrefazione stanno seguendo<br />

l’esempio di Probat, utilizzando soluzioni<br />

Leister per una tostatura<br />

ottimale.<br />

36<br />

www.interprogettied.com<br />

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macchine<br />

SOLUZIONI INNOVATIVE PER IL CONFEZIONAMENTO<br />

Dopo il successo dell’anno scorso<br />

e delle ultime fiere di settore,<br />

Robopac e OCME sono tornate<br />

a Bangkok per la 30° edizione di<br />

Propak Asia, la fiera internazionale<br />

del Processing & Packaging<br />

per i settori del food&beverage,<br />

pharma, cosmetics e di molti altri<br />

segmenti. Con uno stand istituzionale<br />

Robopac e OCME hanno<br />

rappresentato ancora una volta<br />

l’eccellenza delle macchine per<br />

il confezionamento e per l’imballaggio,<br />

confermando il trend<br />

positivo e il successo riscontrato<br />

nelle recenti trasferte fieristiche.<br />

Con un approccio green l’organizzazione<br />

di Propak Asia ha<br />

acquistato elettricità rinnovabile<br />

per oltre il 90%, riducendo drasticamente<br />

le emissioni di carbonio<br />

e l’impatto sull’ambiente<br />

di tutta la manifestazione. Con<br />

un’attenzione particolare alla<br />

tecnologia sostenibile l’evento<br />

ha offerto quindi alle aziende del<br />

versante orientale la possibilità di<br />

incontrarsi, confrontarsi sulle innovazioni<br />

e sulle opportunità di<br />

business.<br />

L’apertura della filiale OCME<br />

Pacific con sede a Bangkok garantisce<br />

una presenza locale<br />

grazie ad una solida rete di tecnici<br />

specializzati nei servizi post<br />

vendita, dal Sud Est Asiatico al<br />

Nord Est e all’Oceania. Attiva dal<br />

2014, la filiale è diventata in breve<br />

tempo un punto di riferimento<br />

per l’interna gamma dei prodotti<br />

– per il momento ad eccezione<br />

delle soluzioni semiautomatiche<br />

– e per i servizi offerti ai clienti.<br />

Proprio nella capitale thailandese,<br />

le Business Unit di riferimento<br />

di Aetna Group, hanno<br />

presentato due delle tecnologie<br />

più performanti della propria<br />

gamma: Robot S7, la soluzione<br />

a film estensibile semiautomatica<br />

dalle eccellenti prestazioni, e<br />

Masterplat PGS, la nuova gamma<br />

di avvolgitrici semiautomatiche a<br />

tavola rotanti.<br />

Nel caso di Masterplat PGS, invece,<br />

parliamo di una macchina che<br />

unisce la possibilità di proteggere<br />

il prodotto e di risparmiare notevole<br />

quantità di film, grazie ad<br />

un evoluto sistema di prestiro.<br />

Masterplat PGS si presenta come<br />

la soluzione ideale per chi ha necessità<br />

di prestazioni ad alto livello,<br />

senza sprechi e con una<br />

buona semplicità di utilizzo:<br />

infatti, grazie al nuovo<br />

display grafico ad icone<br />

e al jog di selezione<br />

parametri, è possibile<br />

programmare i cicli<br />

in modo facile<br />

ed intuitivo.<br />

TECNOLOGIA PER LA MOVIMENTAZIONE<br />

DI PRODOTTI E LATTINE<br />

www.interprogettied.com<br />

Per la prima volta il Gruppo modenese LM ha partecipato<br />

a Ipack-Ima con tutti e tre i brand che lo<br />

compongono: LM, Marpatech e Magnoni. Le tre<br />

aziende, che hanno sede a Modena e, nel caso di<br />

Marpatech, a Santarcangelo di Romagna (RN), sono<br />

esperte nell’offrire soluzioni di movimentazione e<br />

sistemi di trasporto tecnologicamente avanzati, e<br />

garantiscono prodotti di alta qualità calibrati sulle<br />

specifiche esigenze di ciascun cliente.<br />

A Ipack-Ima LM ha portato due circuiti con una serie<br />

di differenti sistemi di movimentazione in funzione,<br />

in modo da poter mostrare alcune delle caratteristiche<br />

e potenzialità dei trasportatori prodotti dai<br />

vari marchi.<br />

Nel primo circuito vengono trasportate lattine di alluminio<br />

vuote, che è il core business di Magnoni, azienda<br />

di Modena acquisita nel 2019 e ultima arrivata<br />

nel Gruppo LM, con una piena integrazione dei suoi<br />

prodotti nel portfolio di gruppo. Presso lo stand sono<br />

stati esposti un trasportare allineatore ad alta velocità<br />

a velo d’aria, un nastro elevatore a depressione (per<br />

elevare le lattine in poco spazio) e il Twist automatico,<br />

ovvero un sistema brevettato di ribaltamento lattine<br />

con cambio formato automatico, un prodotto tra<br />

i più richiesti. Il circuito è completato da uno smistatore<br />

biasse LM e una serie di nastri trasportatori<br />

costruiti da Marpatech.<br />

La seconda giostra rispecchia invece la seconda anima<br />

di LM, quella dedicata al trasporto e alla manipolazione<br />

di prodotti nudi o confezionati in imballo<br />

flessibile nel food, bakery e confectionery. Sono stati<br />

quindi esposti una serie di nastri lavabili, le nostre 2<br />

tipologie di curve, una a tappeto in hygenic-design<br />

ed una a maglia plastica (e anche la maglia è un<br />

prodotto LM), un sistema di nastro “pull-nose” con<br />

penna retrattile e un innovativo sistema di cadenzamento<br />

dei prodotti senza pressione, tramite nastri<br />

con estremità mobili che si inseguono.<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

37<br />

37 news macchine.indd 37 29/06/22 15:35


automazione<br />

Barilla sceglie Siemens<br />

per l’implementazione<br />

della Digital Connectivity<br />

nello stabilimento<br />

di Rubbiano. Uno dei<br />

principali obiettivi è stato<br />

quello di separare<br />

il mondo IT e OT e,<br />

allo stesso tempo,<br />

di interfacciarli<br />

in maniera funzionale.<br />

CONNETTIVITÀ DIGITALE<br />

NELLO STABILIMENTO DEI SUGHI<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

38<br />

Fondata nel 1877, con sede a Parma, Barilla è una protagonista<br />

internazionale del settore alimentare e produce<br />

pasta, sughi e prodotti da forno in vari siti produttivi in<br />

Italia e all’estero. Lo stabilimento più recente è quello di<br />

Rubbiano (PR), l’unico utilizzato per la produzione di sughi,<br />

salse e pestati, tra cui il prodotto di punta: Pesto alla<br />

Genovese con basilico fresco e Parmigiano Reggiano.<br />

Ingredienti, ricetta, tecnologia e “saper fare” sono 100%<br />

italiani, così come la carne è interamente proveniente da<br />

capi allevati in Italia, con una tracciabilità totale.<br />

Nato nel 2012, lo stabilimento è stato oggetto nel<br />

2018 di un ampliamento nel quale sono state introdotte<br />

altre due linee che ne hanno raddoppiato la capacità<br />

produttiva, che ad oggi ammonta a 120.000 tonnellate<br />

di sugo all’anno.<br />

Lo stabilimento è costituito da tre macro-reparti, uno di<br />

cucina, uno di produzione e uno di confezione. In cucina<br />

vengono miscelati i vari ingredienti che compongono i sughi,<br />

poi cotti all’interno di cuocitori. Successivamente i sughi<br />

così preparati vengono mandati al reparto confezione.<br />

LA SFIDA: AUTOMAZIONE E CONTROLLO REMOTO D’A-<br />

VANGUARDIA SENZA DOWNTIME<br />

L’ampliamento dello stabilimento ha visto sempre più il<br />

proliferare di dispositivi di campo connessi in rete che<br />

hanno il compito di scambiare dati con sistemi SCADA e<br />

software gestionali di plant, e si è reso così necessario<br />

strutturare una rete di comunicazione industriale robusta<br />

ed organizzata per permettere sia la scalabilità sia la flessibilità<br />

necessaria per gestire le nuove tecnologie disponibili<br />

oggi sul mercato, al fine di poter archiviare, elaborare<br />

ed analizzare l’enorme mole di dati (Big Data) provenienti<br />

dal campo in tempo reale e di consentire così alle aziende<br />

di generare valore utilizzando questi dati. Inoltre, l’in-<br />

www.interprogettied.com<br />

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automazione<br />

troduzione nello scenario industriale<br />

di nuovi standard di Cybersecurity,<br />

come la norma IEC62443, ha stimolato<br />

il cliente alla revisione dei suoi<br />

standard di rete industriale.<br />

Lo stabilimento richiedeva anche un<br />

sistema di controllo da remoto e di<br />

teleassistenza degli impianti che garantisse<br />

sia la contemporaneità degli<br />

interventi tecnici dei fornitori, sia la<br />

sicurezza, in termini di controllo e<br />

monitoraggio degli accessi. Obiettivo:<br />

trasformare un sistema di accesso<br />

non controllato costituito da una rete<br />

piatta di comunicazione in una rete,<br />

a fine progetto, segmentata e strutturata<br />

con un metodo di accesso allo<br />

stato dell’arte.<br />

Un’ulteriore sfida era rappresentata<br />

dal non creare situazioni di downtime<br />

e non andare quindi a perturbare la<br />

produttività della fabbrica, come<br />

spiega Andrea Di Nicola, Automation<br />

Manager dello stabilimento Barilla di<br />

Rubbiano: “Un punto chiave di questo<br />

progetto è stata l’implementazione<br />

dell’infrastruttura di teleassistenza<br />

di Siemens, basata sulla soluzione<br />

Sinema Remote Connect insieme ai<br />

Firewall Scalance S. La parte più difficile<br />

è stata quella di convertire l’architettura<br />

di rete mentre gli impianti<br />

erano in funzione, o nei pochi fermi<br />

produttivi a disposizione. Grazie alla<br />

competenza di Siemens e del loro<br />

validissimo partner ITCore, siamo riusciti<br />

nell’intento con zero downtime,<br />

grazie a un’attenta gestione delle<br />

operazioni e delle configurazioni di<br />

rete che hanno permesso una fase di<br />

transizione trasparente e pilotata in<br />

maniera ottimale. Entrambi ci hanno<br />

assistito in tutte le fasi del progetto<br />

dall’inizio fino alla parte di formazione<br />

finale l’area tecnica di stabilimento<br />

e la manutenzione, andando così a<br />

creare un’infrastruttura armonica”.<br />

LE SOLUZIONI DI INDUSTRIAL COM-<br />

MUNICATION E CYBER SECURITY<br />

La partnership con Siemens arriva in<br />

maniera quasi fisiologica: da anni la<br />

collaborazione fra Barilla e Siemens<br />

dà risultati vincenti. Da qui nasce la<br />

forte motivazione di continuare in<br />

questo senso e preferire Siemens rispetto<br />

alle altre società presenti sul<br />

mercato dell’automazione. “La carta<br />

vincente è stata la piena partecipazione<br />

e collaborazione in fase di preanalisi<br />

e valutazione tecnico-economica<br />

d’investimento con Siemens, fin<br />

da subito”, prosegue Di Nicola.<br />

“Abbiamo affrontato questo progetto<br />

insieme. Il concetto primario era<br />

quello di arrivare a far parlare i mondi<br />

IT (Information Technology) ed OT<br />

(Operational Technology), in quanto<br />

prima di questo progetto tutta la rete<br />

di automazione della fabbrica era<br />

quasi totalmente di dominio dell’IT<br />

Barilla. Con questo progetto si è voluto<br />

separare il mondo IT dal mondo<br />

dell’automazione e allo stesso tempo,<br />

però, farli interfacciare in maniera<br />

funzionale”.<br />

Siemens ha proposto a Barilla, infatti,<br />

le tecnologie più innovative presenti<br />

sul mercato del networking OT e di<br />

Cyber Security, assicurando una totale<br />

compatibilità dei dispositivi<br />

Siemens rispetto agli impianti e ai<br />

componenti provenienti da altri fornitori<br />

di automazione.<br />

Il punto di forza è stata la componentistica<br />

e la competenza che Siemens<br />

ha offerto, in quanto ha permesso di<br />

gestire le comunicazioni di altri vendor<br />

senza alcun problema, garantendo<br />

un’adeguata continuità produttiva.<br />

Marcello Scalfi, Sales Specialist Team<br />

Leader Digital Connectivity e Power<br />

di Siemens Italia, precisa: “Il lavoro di<br />

integrazione fra i teams di<br />

Information Technology e Operation<br />

Technology, svolto da Siemens ha richiesto<br />

una lunga fase di valutazione<br />

interna insieme a Barilla, che ha preso<br />

in esame diverse soluzioni da noi presentate<br />

tramite workshops di formazione<br />

mirati ai collaboratori Barilla del<br />

reparto ingegneria e dell’OT al fine di<br />

incrementare le loro competenze in<br />

t e r m i n i d i N e t w o r k i n g e d i<br />

Cybersecurity. Conoscere le tecnologie<br />

disponibili ha permesso loro di<br />

Il punto di<br />

forza è stata la<br />

componentistica<br />

e la competenza<br />

che Siemens ha<br />

offerto, in quanto<br />

ha permesso<br />

di gestire le<br />

comunicazioni<br />

di altri vendor<br />

senza problemi,<br />

garantendo<br />

un’adeguata<br />

continuità<br />

produttiva<br />

acquisire anche le giuste competenze<br />

per poter valutare la migliore soluzione<br />

da adottare. Per Siemens era fondamentale<br />

aprire la discussione ai<br />

possibili scenari per permettere al<br />

cliente di scegliere consapevolmente.<br />

È stato un passaggio importante, una<br />

palestra per tutti gli attori coinvolti”.<br />

IL PROGETTO IN DETTAGLIO: TECNO-<br />

LOGIE E SOLUZIONI ADOTTATE<br />

Tutto il progetto è stato svolto a tre<br />

mani: Siemens, Barilla e ITCore.<br />

ITCore, in qualità di Solution Partner<br />

Siemens per la parte Strenght<br />

Networks, ha svolto un ruolo centrale<br />

nella progettazione, realizzazione<br />

e manutenzione dell’intera infrastruttura<br />

di rete e dei sistemi di teleassistenza<br />

installati presso lo stabilimento<br />

di Rubbiano.<br />

La nuova rete, strutturata con regole<br />

e piani di indirizzamento, conta oggi<br />

più di 1.000 nodi intelligenti collegati<br />

fra loro. Il processo ha previsto la<br />

creazione di una dorsale di rete (chiamata<br />

anche “backbone”) ad anello<br />

in fibra ottica gestito con protocollo<br />

MRP (Media Redundancy Protocol) e<br />

la segmentazione della rete di automazione<br />

in VLAN (Virtual LAN) suddivisa<br />

per celle produttive. Ognuna di<br />

queste celle è segregata dalle altre in<br />

termini di rete, e comunica con le altre<br />

impiegando l’utilizzo di firewall<br />

industriali (un dispositivo per la sicurezza<br />

della rete che permette di mo-<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

www.interprogettied.com<br />

39<br />

38_40_articolo siemens.indd 39 29/06/22 15:37


automazione<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

I vantaggi<br />

nitorare il traffico in entrata e in uscita<br />

utilizzando una serie predefinita di<br />

regole di sicurezza per consentire o<br />

bloccare gli eventi), switch industriali<br />

(un dispositivo di rete che si occupa<br />

di commutazione a livello datalink –<br />

collegamento dati – che serve a gestire<br />

il traffico dei dati quando ci sono<br />

più nodi collegati, separando i cosiddetti<br />

domini di collisione connessi alle<br />

sue porte) e routers (un dispositivo<br />

elettronico che ha la funzione di instradare<br />

i dati fra le reti, distribuendo<br />

la connessione tra terminali differenti),<br />

tutti appartenenti alla famiglia<br />

Scalance di Siemens.<br />

A completamento della soluzione è<br />

stato integrato un sistema di gestione<br />

e controllo centralizzato degli accessi<br />

da remoto alla rete di produzione (teleassistenza),<br />

secondo un modello<br />

definito doppio jump host.<br />

L’implementazione della soluzione è<br />

stata possibile grazie alle funzionalità<br />

messe a disposizione dagli apparati<br />

Scalance S di Siemens (firewall industriali)<br />

impiegati a monte delle celle e<br />

grazie all’utilizzo del software Sinema<br />

Remote Connect.<br />

Networking e Cybersecurity in ambito<br />

industriale sono temi che<br />

ITCore tratta quotidianamente insieme<br />

a Siemens. “Riteniamo che<br />

nei prossimi anni – afferma Federico<br />

Tarzia, Chief Technical Officer di<br />

ITCore – sarà indispensabile avere<br />

un controllo costante di tutte le apparecchiature<br />

connesse in rete, perché,<br />

se da un lato non possiamo<br />

pensare di fermare il processo di<br />

digitalizzazione, dall’altro dobbiamo<br />

fare di tutto perché venga salvaguardata<br />

la continuità della prod<br />

u z i o n e , s i a i n t e r m i n i d i<br />

funzionamento operativo sia di<br />

protezione dei dati generati”.<br />

• Eliminazione dei tempi di inattività<br />

• Rete di comunicazione scalabile e flessibile<br />

per l’elaborazione di un elevato numero di dati<br />

• Raggiunti i più alti standard di cybersecurity<br />

• Sistema di controllo da remoto e di teleassistenza<br />

sicuro e strutturato<br />

• Rete IT e rete OT separata ma, allo stesso<br />

tempo, comunicanti con un interfacciamento<br />

funzionale<br />

I prodotti Siemens utilizzati<br />

• Sinema Remote Connect<br />

• Router / Firewall Scalance SC600<br />

• Router / Switch Scalance XR500<br />

• Switch XM400<br />

• Switch XC200<br />

RISULTATI OLTRE LE ASPETTATIVE<br />

La soluzione messa in atto con<br />

Siemens ha permesso di raggiungere<br />

quelli che ad oggi sono i più elevati<br />

standard di Cyber security e Data protection<br />

a livello di networking di fabbrica,<br />

rendendo lo stabilimento di<br />

Rubbiano un vero e proprio modello<br />

per gli altri stabilimenti del marchio.<br />

Oltre alla facilità manutentiva e quindi<br />

alle sostituzioni plug & play dei componenti,<br />

e di conseguenza alla riduzione/<br />

eliminazione dei downtime dovuti ai<br />

guasti, un altro punto che ha acquisito<br />

sempre più valore nel corso del tempo<br />

e ha permesso di ripagare appieno l’investimento<br />

Barilla è stata l’assistenza.<br />

“Con la diffusione da un lato della pandemia<br />

e dall’altro la necessità di garantire<br />

la produzione degli impianti, l’investimento<br />

in un’infrastruttura di<br />

tele-assistenza affidabile ci ha permesso<br />

di ‘essere in fabbrica’ anche se fuori<br />

sede, quando in smartworking”, commenta<br />

Di Nicola. “Allo stesso tempo i<br />

fornitori di impianti, che per motivi<br />

sempre legati alla pandemia non potevano<br />

recarsi in fabbrica a fare modifiche<br />

o interventi, tramite la tele-assistenza si<br />

sono trovati degli ambienti segregati<br />

l’uno dall’altro che garantivano la riservatezza<br />

delle informazioni fra un fornitore<br />

e l’altro”. Il controllo puntuale di<br />

questi accessi e la possibilità di controllare<br />

e gestire con serenità questi interventi<br />

di fornitori esterni è stato un altro<br />

punto di successo di questo progetto.<br />

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automazione<br />

MONITOR INDUSTRIALI PERSONALIZZABILI<br />

Rockwell Automation, Inc., tra le<br />

maggiori aziende al mondo dedicate<br />

all’automazione industriale e alla trasformazione<br />

digitale, ha da poco<br />

annunciato il lancio di una nuova linea<br />

di monitor industriali che può<br />

aiutare i costruttori di macchine a<br />

differenziare le loro macchine e a<br />

soddisfare un’ampia gamma di esigenze<br />

applicative.<br />

I monitor industriali Allen-Bradley ®<br />

ASEM 6300M, parte della famiglia<br />

di prodotti precedentemente nota<br />

come VersaView ® 6300, offrono<br />

diverse opzioni. I costruttori di macchine<br />

possono così avere una grande libertà di<br />

personalizzazione dei monitor in base a costo,<br />

prestazioni e aspetto. Tra le opzioni<br />

sono disponibili:<br />

• modelli in acciaio inossidabile, comprese<br />

versioni con grado di protezione IP66K e<br />

IP69K, per soddisfare le esigenze degli utenti<br />

con applicazioni con necessità di lavaggio;<br />

• altri modelli per soddisfare varie esigenze,<br />

dalle versioni più economiche in alluminio<br />

a quelle in vetro edge-to-edge per display<br />

eleganti e di fascia alta;<br />

• display mono e multi-touch che permettono<br />

ai costruttori di macchine di abbinare<br />

i monitor al loro software preferito o ai requisiti<br />

operativi dell’utente;<br />

• dimensioni dei monitor da 8,4 a 24 pollici,<br />

disponibili sia in formato standard che widescreen;<br />

• una versione per lunghe distanze, presto<br />

disponibile, che permetterà di posizionare un<br />

monitor fino a 100 metri da un PC per applicazioni<br />

come linee di produzione estese.<br />

“I monitor ASEM 6300 possono aiutare i<br />

costruttori di macchine a differenziarsi dalla<br />

concorrenza sia per le prestazioni che per<br />

l’aspetto”, ha dichiarato Lindsay Raspanti,<br />

product manager di Rockwell Automation.<br />

“I monitor possono essere personalizzati<br />

per una vasta gamma di applicazioni. Con<br />

display ad alta risoluzione e dall’aspetto ultramoderno,<br />

abbiamo creato dei monitor<br />

che migliorano anche le macchine intelligenti<br />

più performanti”.<br />

Tutti i monitor ASEM 6300M hanno display<br />

ad alta risoluzione per visualizzare le<br />

informazioni critiche della produzione<br />

in modo chiaro e dettagliato. I<br />

monitor possono visualizzare fino a<br />

quattro pannelli di informazioni su<br />

un unico schermo, dando agli operatori<br />

non solo informazioni come i<br />

dati sulle prestazioni e le istruzioni<br />

di lavoro, ma anche video ad alta<br />

risoluzione e immagini di telecamere<br />

in tempo reale.<br />

Se abbinati ai box PC industriali<br />

Allen-Bradley ASEM 6300B, i monitor<br />

industriali ASEM 6300M possono<br />

contribuire a far risparmiare tempo<br />

prezioso ai costruttori di macchine. I due<br />

prodotti, infatti, si collegano e si integrano<br />

in maniera ottimale, riducendo il tempo che<br />

i tecnici devono impiegare per configurare<br />

i monitor affinché funzionino con i PC.<br />

I monitor presentano anche un design standardizzato<br />

che ne facilita la sostituzione. A<br />

prescindere dalla scelta di un monitor standard<br />

o widescreen, un costruttore di macchine<br />

sarà in grado di passare alle versioni<br />

future di quel monitor senza dover modificare<br />

il design della sua macchina.<br />

I monitor industriali ASEM 6300M sfruttano<br />

l’esperienza e la tecnologia di ASEM,<br />

un fornitore di tecnologie di automazione<br />

digitali acquisito da Rockwell Automation<br />

nel 2020.<br />

PANNELLI WEB PER OPZIONI DI MONITORAGGIO FLESSIBILI<br />

La nuova gamma di pannelli web WP 6000 di Phoenix Contact è una piattaforma<br />

flessibile che esegue in maniera efficace compiti operativi e di monitoraggio.<br />

I pannelli web sono scalabili grazie a varie dimensioni di display ed offrono<br />

opzioni di montaggio flessibili. Con il sistema operativo Linux e il browser web<br />

Qt-HTML5, i dispositivi trovano applicazione in qualsiasi sistema di automazione<br />

con applicazioni web-based. Con la più recente tecnologia touch capacitiva<br />

in vetro ed una custodia metallica, i pannelli convincono per accuratezza nella<br />

fattura ed elevata qualità. I dispositivi operativi ad alte prestazioni sono in grado<br />

di aprire fino a quattro schede contemporaneamente. A partire da una dimensione<br />

dello schermo di 12,1 pollici, i pannelli web dispongono di un sensore<br />

di prossimità che permette l’automatica attenuazione o lo spegnimento<br />

completo della retroilluminazione dello schermo. Inoltre, anche le applicazioni<br />

non basate sul web possono essere gestite con il server VNC integrato.<br />

L’impostazione dei dispositivi avviene in modo semplice e senza complicazioni<br />

attraverso il cockpit integrato.<br />

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TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

41<br />

41_41_News Automazione.indd 41 29/06/22 15:42


packaging<br />

È stato l’appuntamento<br />

internazionale più<br />

importante nel <strong>2022</strong><br />

per le tecnologie<br />

dedicate al packaging<br />

e al processo. Quasi<br />

60mila i visitatori,<br />

da 122 paesi.<br />

Sostenibilità e<br />

digitalizzazione<br />

i macrotrend emersi.<br />

OLTRE 2.000 INNOVAZIONI<br />

PRESENTATE A IPACK-IMA<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

42<br />

Il ritorno in presenza di Ipack-Ima, principale fiera internazionale<br />

del comparto processing e packaging nel <strong>2022</strong>,<br />

ha rappresentato la sintesi delle migliori soluzioni tecnologiche<br />

in termini di ricerca e innovazione. Soluzioni rimaste<br />

negli stabilimenti per anni e finalmente svelate in Fiera<br />

Milano ad un pubblico internazionale che ha risposto<br />

bene per qualità sia per quantità.<br />

Ipack-Ima <strong>2022</strong> segna il successo di un modello fieristico<br />

basato sulla cross-contamination tra discipline, applicazioni<br />

ed ecosistemi di business affini, che conferma la<br />

manifestazione come fondamentale momento di confronto<br />

a livello internazionale.<br />

Sostenibilità e digitalizzazione sono i macro-trend emersi<br />

da questa edizione, nell’ambito della quale sono state<br />

presentate oltre 2.000 innovazioni di prodotto e di processo<br />

che disegneranno le dinamiche produttive dei prossimi<br />

anni in ambito food e non-food.<br />

Contenuti e innovazione anche nelle proposte degli oltre<br />

25 eventi di aggiornamento e networking, tra i quali spiccano<br />

il forum internazionale Packaging Speaks Green, che<br />

ha fatto il punto sulla rivoluzione verde del comparto<br />

dell’imballaggio e confezionamento, i premi all’innova-<br />

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packaging<br />

zione Best Packaging e il World Star<br />

Awards, il più importante contest a<br />

livello internazionale per il settore,<br />

oltre alla Smart Factory di Ipack-Ima<br />

e a Ipack-Ima Digital che hanno accompagnato<br />

il visitatore nell’esperienza<br />

produttiva del futuro.<br />

Un viaggio tra i materiali più innovativi<br />

l’ha offerto Ipack-Mat, progetto<br />

che ha valorizzato tutti i materiali di<br />

imballaggio con oltre 180 espositori<br />

e un’area speciale dedicata agli imballaggi<br />

smart e ispirati all’eco-design<br />

in collaborazione con Conai,<br />

Main partner di Ipack-Mat nonchè<br />

protagonista del paradigma della<br />

circolarità.<br />

“Vedere gli stand dei nostri espositori<br />

animati da visitatori da tutto il mondo<br />

motivati nel richiedere informazioni<br />

su tecnologie innovative,<br />

presentare i propri progetti e confrontarsi<br />

sulle necessità produttive<br />

per l’alimentare, il beverage, il dolciario,<br />

la pasta ma anche per i prodotti<br />

chimico-farmaceutici, i beni industriali<br />

e durevoli è stata una grande<br />

soddisfazione”, dichiara Rossano<br />

Bozzi, CEO di Ipack Ima Srl.<br />

“Considerando il percorso che ci ha<br />

portati in fiera, Ipack-Ima è andata<br />

oltre le migliori aspettative: con 1.166<br />

espositori di cui il 24% esteri, 59.837<br />

operatori professionali in visita da oltre<br />

122 paesi, e quasi 400 giornalisti<br />

di settore a livello internazionale accreditati,<br />

possiamo dire di avere raggiunto<br />

un risultato importante in<br />

termini di innovazione, sostenibilità,<br />

opportunità di business e trasferimento<br />

tecnologico, in linea con la<br />

mission di Ipack-Ima che, non dimentichiamolo,<br />

affonda le sue radici nella<br />

tradizione industriale italiana. È dagli<br />

anni ’60 che catalizziamo creatività e<br />

innovazione dei nostri imprenditori,<br />

per spingere il mercato verso soluzioni<br />

sempre all’avanguardia e capaci di<br />

anticipare i trend, rispondendo alle<br />

esigenze di clienti in costante evoluzione<br />

in tutto il mondo”.<br />

“Pharmintech ha completato la proposta<br />

tecnologica di Ipack-Ima <strong>2022</strong>,<br />

che rappresenta un’eccellenza industriale<br />

che non viene sempre adeguatamente<br />

valorizzata in Italia”, dichiara<br />

Valerio Soli, presidente di Ipack Ima<br />

Srl. “Con oltre 8 miliardi di fatturato<br />

complessivo e un export che supera<br />

il 70%, il nostro settore può ritenersi<br />

a buon diritto una delle locomotive<br />

del paese. Non a caso gli espositori<br />

hanno dato vita a una manifestazione<br />

vivace, ricca di spunti e straordinaria<br />

per opportunità di networking e<br />

business. Con la consapevolezza di<br />

aver superato un momento certamente<br />

non facile e grazie al successo<br />

di questa edizione, abbiamo già definito<br />

le date della prossima Ipack-<br />

Ima, prevista nel 2025, dal 27 al 30<br />

maggio, quando torneremo ad offrire<br />

ai produttori del largo consumo e<br />

Ipack-Ima è andata<br />

oltre le stesse<br />

aspettative<br />

degli organizzatori,<br />

con 1.166<br />

espositori<br />

di cui il 24% esteri,<br />

59.837 operatori<br />

professionali<br />

in visita da oltre<br />

122 paesi, e quasi<br />

400 giornalisti<br />

accreditati<br />

di beni industriali e durevoli di tutto il<br />

mondo le più avanzate soluzioni per<br />

il processo, il confezionamento e l’imballaggio.<br />

Ipack-Ima sarà nuovamente parte del<br />

progetto The Innovation Alliance e si<br />

svolgerà anche per il 2025 a Fiera<br />

Milano in contemporanea con le manifestazioni<br />

Print4All, GreenPlast e<br />

Intralogistica Italia per rappresentare<br />

l’intera filiera produttiva con un unico<br />

evento dalla forte attrazione internazionale.<br />

Un format di successo e ampiamente<br />

apprezzato dagli oltre<br />

1.600 espositori e 90.000 operatori<br />

professionali che hanno confermato<br />

nell’edizione <strong>2022</strong> l’attrattività di un<br />

evento vincente dedicato ad un settore<br />

strategico come quello della<br />

meccanica strumentale.<br />

FLOW PACK: ALTA PROTEZIONE<br />

A BASSO IMPATTO<br />

Nel corso della fiera è stato presentato<br />

il white paper “Flowpack: il massimo<br />

col minimo. Alta protezione a<br />

basso impatto”, una pubblicazione<br />

tecnico-scientifica a cura delle ricercatrici<br />

del Politecnico di Torino<br />

Beatrice Lerma e Doriana Dal Palù<br />

nata da un’intuizione del designato<br />

presidente di Ucima per il periodo<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

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packaging<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

Irplast ha vinto<br />

il Premio speciale<br />

Carta Etica<br />

del Packaging<br />

con l’etichetta<br />

“Preglued4cans”<br />

<strong>2022</strong>/2024 Riccardo Cavanna.<br />

L’iniziativa, inserita nel ricco calendario<br />

di Ipack-Ima, ha contato sulla presenza<br />

di ospiti di spicco e su oltre 120<br />

partecipanti, registrando il tutto<br />

esaurito.<br />

“Questo documento – ha spiegato<br />

Cavanna – cerca di rispondere a una<br />

domanda fondamentale, ovvero se<br />

sia possibile ipotizzare un futuro per<br />

il flowpack. L’idea mi è venuta visitando<br />

un centro di riciclaggio: mi sono<br />

reso conto che partendo dal fondo si<br />

poteva pensare al tema della sostenibilità<br />

in una maniera diversa, non solo<br />

guardando il ciclo di vita del prodotto<br />

ma anche ripensandolo da un punto<br />

di vista scientifico e storico-culturale.<br />

È da qui che ho capito che come industria<br />

del packaging dovevamo attraversare<br />

la storia di questo meraviglioso<br />

pacchetto guardandolo da più<br />

punti di vista”.<br />

Alla serata hanno partecipato relatori<br />

d’eccezione: dopo l’introduzione<br />

delle curatrici, il moderatore Luca<br />

Maria De Nardo ha dato il via alla tavola<br />

rotonda che ha visto salire sul<br />

palco il presidente di Conai Luca<br />

Ruini, la professoressa Paola Scarfato<br />

del dipartimento di Ingegneria<br />

Industriale dell’Università degli Studi<br />

di Salerno, Mario Molinaro, Business<br />

Director Flexible Packaging EU di<br />

Taghleef, il presidente di Giflex<br />

Alberto Palaveri e Riccardo Cavanna.<br />

A prendere parte al convegno da remoto,<br />

invece, sono stati Mario<br />

Cerutti, Chief Institutional Relations<br />

& Sustainability Officer di Lavazza, e<br />

Domenico Brisigotti, direttore commerciale<br />

food di Coop.<br />

Il white paper si compone di diverse<br />

sezioni: pillole temporali, capitoli tematici,<br />

storie di aziende, voci di persone<br />

e curiosità sull’ecopack.<br />

“Questa pubblicazione – hanno detto<br />

le due curatrici – rappresenta il<br />

primo risultato di un’attività di ricerca<br />

che indaga, in senso ampio, le relazioni<br />

tra flowpack e sostenibilità. Il<br />

lavoro di ricerca del gruppo del<br />

Politecnico di Torino, che ha visto il<br />

coinvolgimento anche della dottoressa<br />

Ottavia Burello, rappresenta i diversi<br />

attori coinvolti in tutta la filiera<br />

del flowpack e le diverse funzioni e la<br />

complessità di questa tipologia di imballaggio<br />

flessibile. L’università è stata<br />

quindi un ponte tra il mondo delle<br />

imprese e il mondo della ricerca, favorendo<br />

il dialogo reciproco e la messa<br />

a fuoco di possibili criticità da riportare<br />

al mondo dei decisori politici<br />

e della filiera complessiva”.<br />

GLI OTTO MIGLIORI PACKAGING<br />

Sono stati premiati a Ipack-Ima gli 8<br />

vincitori dell’edizione <strong>2022</strong> del contest<br />

Best Packaging. Nel corso dell’evento<br />

“l’innovazione sostenibile, dall’algoritmo<br />

ai Best Packaging <strong>2022</strong>”, condotto<br />

da Federica Gentile, sono stati<br />

consegnati 3 premi per la sezione<br />

Ambiente, da Luca Ruini, Presidente<br />

Conai, altri 4 per l’innovazione e la<br />

tecnologia, dal presidente Ipack-Ima<br />

Valerio Soli e, infine, il premio speciale<br />

Carta Etica del Packaging, consegnato<br />

dalla presidente della Fondazione e di<br />

Istituto Italiano Imballaggio, Anna<br />

Paola Cavanna.<br />

Per la sezione ambiente hanno vinto<br />

CPRSystem con il prodotto Redea, Di<br />

Mauro per Gruppo Veronesi con<br />

Reciflex PE PET Food e Verallia con<br />

Green Jar.<br />

Per la sezione innovazione e tecnologia<br />

si sono imposte CMC con la soluzione<br />

CMC Genesys, ICO con CLOSì,<br />

IMA BFB con l’avvolgitrice HYWRAP20<br />

e infine Seda con Eco Fit Lid.<br />

Il premio speciale Carta etica del<br />

packaging è andato a Irplast con<br />

Preglued4cans.<br />

LEISTER: IN MOSTRA TECNOLOGIE SO-<br />

STENIBILI PER IL CALORE DI PROCESSO<br />

Ipack-Ima ha visto nuovamente la partecipazione<br />

di Leister Technologies<br />

Italia, filiale italiana della multinazionale<br />

svizzera Leister, protagonista nella<br />

fornitura di soluzioni dedicate alle<br />

macchine per packaging e più in generale<br />

al calore di processo e alla lavorazione<br />

delle materie plastiche. La<br />

fiera ha permesso all’azienda di incontrare<br />

i costruttori di macchinari e impianti<br />

per il packaging, uno dei principali<br />

mercati di sbocco per le soluzioni<br />

dell’azienda destinate all’industria di<br />

processo, ed anche utilizzatori finali. Il<br />

contemporaneo svolgimento della<br />

manifestazione Greenplast, dedicata<br />

alla sostenibilità nell’industria della<br />

plastica, ha costituito inoltre un’occasione<br />

di incontro con i trasformatori di<br />

materie plastiche, altro segmento interessato<br />

alle soluzioni Leister.<br />

In linea con il tema della sostenibilità,<br />

a cui anche l’evento di Milano ha dedicato<br />

grande attenzione, Leister ha<br />

focalizzato l’allestimento dello stand<br />

su tre aspetti della propria produzione<br />

che ben si sposano con l’intenzione di<br />

usare in maniera intelligente le risorse<br />

e limitare gli sprechi: i riscaldatori ad<br />

infrarossi Krelus ad alta efficienza; le<br />

soluzioni per il ricircolo di aria calda<br />

proveniente dal processo; le pistole ad<br />

aria calda con tecnologia Eco-Mode.<br />

I pannelli ad infrarossi Krelus permettono<br />

infatti di risparmiare fino al<br />

30% di energia rispetto a prodotti<br />

analoghi per applicazioni simili, il che<br />

porta a un rapido recupero dell’investimento<br />

iniziale. Oltre il 90% dell’energia<br />

assorbita dai pannelli Krelus si<br />

trasforma in effetto utile sul materiale<br />

da scaldare, con evidenti benefici<br />

in termini di costo della bolletta di<br />

energia elettrica. Sono anche molto<br />

precisi: permettono di ottenere un<br />

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packaging<br />

Lo stand di<br />

Leister, specialista<br />

nelle soluzioni<br />

tecnologiche<br />

dedicate al calore<br />

di processo e alla<br />

lavorazione delle<br />

materie plastiche<br />

Goglio ha<br />

presentato GStar,<br />

la prima macchina<br />

per il packaging<br />

sia sottovuoto<br />

che soft in grado<br />

di produrre fino<br />

a 200 confezioni<br />

al minuto<br />

controllo della temperatura sul materiale<br />

di 2-3°C, grazie alla presenza<br />

del pirometro. I pannelli Krelus sono<br />

inoltre abbinabili ai PLC per ottenere<br />

impianti automatizzati controllabili<br />

da remoto con tutti i vantaggi di modularità,<br />

efficienza energetica e ridotta<br />

inerzia termica.<br />

I pannelli Krelus possono essere forniti<br />

con resistenze di diversa potenza<br />

e assemblati per creare riscaldatori<br />

con le dimensioni e le prestazioni richieste<br />

dalla singola applicazione;<br />

esiste anche la possibilità di creare<br />

forni su misura, per garantire la totale<br />

corrispondenza fra le esigenze del<br />

processo, la dimensione dell’impianto<br />

e la potenza erogata. Il rendimento<br />

energetico dei pannelli Krelus trova<br />

poi la sua massima espressione<br />

nella lavorazione delle materie plastiche,<br />

grazie al fatto che la radiazione<br />

è emessa nel campo delle onde medie,<br />

campo preferenziale di assorbimento<br />

dei materiali plastici.<br />

L’attenzione di numerosi visitatori è<br />

stata attirata inoltre da un piccolo impianto<br />

costruito ad hoc, in grado di<br />

produrre pop-corn con aria calda. Non<br />

sono stati tanto i pop-corn a suscitare<br />

curiosità quanto il fatto che tramite<br />

questa applicazione si simulava il recupero<br />

di aria calda da un processo ed il<br />

suo riutilizzo nello stesso, con conseguente<br />

significativo risparmio di energia<br />

e quindi anche costi.<br />

Infatti, il riscaldatore a doppia flangia<br />

LE10000 DF-R, ideale per l’inserimento<br />

all’interno di tubazioni aria, abbinato<br />

alla soffiante RBR, in grado di<br />

resistere a temperature aria in ingresso<br />

fino a 350°C, grazie al ricircolo<br />

dell’aria calda consente risparmi di<br />

energia che a seconda delle temperature<br />

in gioco possono arrivare fino<br />

al 50%.<br />

La serie DF-R di riscaldatori a doppia<br />

flangia, riscaldatori di nuova concezione<br />

progettati per poter ricircolare<br />

aria calda fino a 350°C, a fronte di un<br />

investimento orientativamente di un<br />

20-25% superiore al costo dei riscaldatori<br />

tradizionali, è in grado di portare<br />

quindi benefici decisamente significativi<br />

nel tempo.<br />

Le pistole ad aria calda con tecnologia<br />

Eco-Mode hanno rappresentato<br />

il terzo elemento “sotto i riflettori” ad<br />

Ipack-Ima per quanto riguarda sostenibilità<br />

ed uso intelligente dell’energia.<br />

Le pistole ad aria calda sono per<br />

costruzione elettro-utensili particolarmente<br />

energivori, dal momento che<br />

la loro funzione è quella di trasformare<br />

energia elettrica in calore. In tante<br />

applicazioni questi elettro-utensili<br />

sono tenuti accesi tutta la giornata<br />

lavorativa, conseguentemente consumando<br />

energia, producendo calore<br />

che in spazi chiusi potrebbe generare<br />

basso comfort ambientale e<br />

quindi necessità di raffrescare, e generando<br />

rumore. Con la tecnologia<br />

Eco-Mode un sensore è in grado di<br />

rilevare se l’apparecchio è o meno<br />

effettivamente in uso, ed in automatico<br />

adattare la velocità della ventola<br />

alla situazione. Se l’apparecchio viene<br />

appoggiato per qualche minuto, per<br />

esempio per una pausa nella lavorazione,<br />

la velocità della ventola viene<br />

ridotta così come l’energia assorbita<br />

dalla resistenza, con un risparmio nei<br />

consumi che può arrivare fino al<br />

40%. Quando l’operatore torna ad<br />

impugnare l’elettro-utensile, il sensore<br />

avverte il movimento e l’apparecchio<br />

torna in modalità “full-power”,<br />

erogando dopo pochi istanti l’aria<br />

desiderata alla temperatura di set.<br />

GOGLIO RADDOPPIA LA VELOCITÀ DEL<br />

CONFEZIONAMENTO SOTTOVUOTO<br />

Goglio, uno dei principali player al<br />

mondo nel packaging flessibile, ha<br />

presentato a Ipack-Ima GStar, la prima<br />

macchina per il packaging sia<br />

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packaging<br />

TECNOLOGIE ALIMENTARI N.3 <strong>2022</strong><br />

sottovuoto che soft in grado di produrre<br />

fino a 200 confezioni al minuto,<br />

una velocità doppia rispetto alle<br />

più performanti macchine attualmente<br />

sul mercato.<br />

L’attenzione al tema della sostenibilità<br />

ha indotto Goglio a sviluppare<br />

una macchina in grado di offrire le<br />

massime prestazioni sia nella produzione<br />

dei tradizionali imballi a<br />

base alluminio sia lavorando coi<br />

nuovi laminati sostenibili monomateriali,<br />

che hanno una maggiore<br />

sensibilità termica. GStar è la risposta<br />

a queste esigenze, ma non solo,<br />

fissa infatti nuovi standard di riferimento<br />

per il comparto: garantisce<br />

il massimo dell’efficienza e della<br />

velocità sia nella produzione di imballi<br />

soft che sottovuoto, sia nella<br />

lavorazione di laminati con alluminio<br />

che monomateriali, sia nel confezionamento<br />

di caffè in polvere<br />

che in grani, e si adatta alla produzione<br />

di confezioni da 250 g fino a<br />

1 kg. Il segreto di queste performance<br />

sta in un cambio di prospettiva:<br />

per la prima volta Goglio ha<br />

applicato al confezionamento la<br />

tecnologia asincrona con long linear<br />

motor, già utilizzata nell’automotive,<br />

che consente di modulare la<br />

velocità della macchina in base al<br />

singolo processo di lavorazione. Un<br />

radicale cambiamento rispetto alla<br />

precedente tecnologia sincrona con<br />

catena a passo fisso, che sposta il<br />

sacchetto da una stazione all’altra,<br />

vincolando il processo a fasi di lavorazione<br />

che devono essere simmetriche.<br />

Fino ad oggi, in sostanza, le<br />

fasi di lavorazione meno rapide<br />

condizionavano l’intera linea produttiva:<br />

a 4 postazioni di riempimento<br />

dovevano infatti corrispondere<br />

4 stazioni di condizionamento,<br />

4 di saldatura, 4 di rifinitura e così<br />

via. Nella GStar le confezioni sono<br />

invece posizionate all’interno di celle,<br />

che si spostano in maniera indipendente<br />

tra loro da una fase all’altra<br />

di lavorazione, raggiungendo<br />

velocità che possono arrivare a 2,5<br />

m/s e 2 g di accelerazione. In questo<br />

modo si elimina il vincolo che costringeva<br />

a lavorare lo stesso numero<br />

di confezioni in ciascuna stazione.<br />

Non solo, la velocità della GStar<br />

può garantire livelli di produzione<br />

per i quali fino ad oggi servivano<br />

due macchine distinte: è quindi<br />

possibile approntare un unico fine<br />

linea, con ulteriori risparmi in termini<br />

di spazi e di costi.<br />

GStar è già stata testata con successo<br />

per un anno presso lo stabilimento<br />

produttivo Lavazza di Settimo<br />

Torinese (TO) con eccellenti risultati.<br />

Alla fine del periodo di prova, Lavazza<br />

ha scelto di acquistare la GStar in versione<br />

da 160 pezzi al minuto per il<br />

confezionamento del caffè in grani<br />

sottovuoto, una velocità più che doppia<br />

rispetto alle migliori macchine sul<br />

mercato, che per questa tipologia di<br />

prodotto arrivano al massimo a 70<br />

confezioni al minuto.<br />

PIM RIVOLUZIONA I METODI<br />

DI ESSICCAZIONE ALIMENTARE<br />

PIM, azienda trevigiana che si occupa<br />

di ammodernamento, revamping<br />

e automazione di impianti per<br />

il settore agroalimentare, ha svelato<br />

per la prima volta a Ipack Ima il<br />

suo innovativo sistema di essiccazione<br />

ad alta resa HSCD (High<br />

Speed Cold Dryer), che punta a rivoluzionare<br />

i tradizionali metodi di<br />

essiccazione alimentare e dà vita a<br />

un virtuoso esempio di upcycling<br />

100% made in Italy.<br />

Registrato con brevetto internazionale,<br />

il sistema HSCD di PIM si basa<br />

su un’avanzata tecnologia a onde<br />

elettromagnetiche non ionizzanti<br />

combinate, una soluzione ad alta<br />

velocità e bassa temperatura in grado<br />

di massimizzare l’efficienza nei<br />

processi di essiccazione con evidenti<br />

vantaggi in termini di risparmio<br />

energetico, sostenibilità ambientale,<br />

riduzione dei tempi di processo<br />

e degli ingombri delle linee produttive.<br />

HSCD, infatti, è un sistema di<br />

essiccazione ad altissima resa: le<br />

Lo stand di PIM,<br />

che ha esposto in<br />

anteprima a Ipack<br />

Ima l’innovativo<br />

sistema di<br />

essiccazione<br />

ad alta resa<br />

HSCD (High Speed<br />

Cold Dryer)<br />

onde utilizzate riscaldano in modo<br />

uniforme il prodotto trattato attivando<br />

istantaneamente i processi di<br />

evaporazione grazie all’eccitazione<br />

vibro-rotazionale delle molecole<br />

d’acqua indotta dal campo elettromagnetico<br />

e la trasmigrazione della<br />

stessa dalla parte interna alla superficie<br />

del prodotto. Ne risulta un’essiccazione<br />

lineare dall’interno verso<br />

l’esterno, a bassa temperatura, senza<br />

spreco di energia per il preriscaldamento<br />

delle strutture dell’impianto,<br />

dell’acqua di processo e<br />

dell’aria, riducendo drasticamente<br />

la dispersione di calore e aumentando<br />

l’efficienza di processo.<br />

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packaging<br />

LO STRETCH HOOD ITALIANO CON IL 30% DI MATERIALE POST CONSUMO<br />

Un prodotto ormai diffusissimo e standard<br />

(esiste da almeno un quarto di secolo nella<br />

sua versione al 100% con plastica vergine)<br />

inizia una nuova storia di riconversione<br />

verso l’economia circolare grazie<br />

a Crocco, azienda vicentina che ha sviluppato<br />

il primo imballo “stretch hood” made<br />

in Italy con il 30% di materiale riciclato<br />

post-consumo.<br />

“Grazie ai nostri laboratori di ricerca e sviluppo<br />

– spiega Gianmaria Perin, product<br />

manager di Crocco – siamo riusciti a creare<br />

un tubolare elastico per incappucciamento<br />

a freddo di bancali con il 30% di<br />

materiale riciclato, in grado di mantenere<br />

le prestazioni di quello con il 100% di materiale plastico vergine.<br />

Inoltre, non stiamo parlando di rigenerato industriale, ma di postconsumo;<br />

quindi, del materiale che più di<br />

tutti rappresenta uno dei passaggi fondamentali<br />

dell’economia circolare”.<br />

Dopo il percorso di riciclo tipico degli imballaggi<br />

in plastica, grazie a Crocco il materiale<br />

ritorna in produzione per essere<br />

quindi utilizzato una seconda volta.<br />

“Questa soluzione, per cui siamo certificati<br />

‘Plastica Seconda Vita’ a garanzia del<br />

cliente – continua Ludovico Tomasi, del<br />

reparto di Ricerca e Sviluppo – va nella direzione<br />

della vera sostenibilità (si stima un<br />

30% in meno di emissioni di CO 2<br />

equivalente).<br />

La sostituzione, dal punto di vista<br />

del processo, è indolore: non c’è da modificare<br />

in alcun modo l’assetto delle macchine, e il funzionamento<br />

è completamente paragonabile allo stretch hood vergine.”<br />

ALESSANDRA FAZIO ALLA GUIDA DELL’ISTITUTO ITALIANO IMBALLAGGIO<br />

Alessandra Fazio è stata eletta<br />

presidentessa di Istituto<br />

Italiano Imballaggio per il<br />

biennio <strong>2022</strong>-2024, votata<br />

all’unanimità, durante l’Assemblea<br />

dei soci, che si è tenuta<br />

a Venezia nel mese di<br />

maggio. Succede ad Anna<br />

Paola Cavanna che, dopo<br />

quattro anni, lascia l’Istituto<br />

Italiano Imballaggio con all’attivo<br />

una crescita importante<br />

del numero dei soci, un consolidato<br />

del fatturato, una rinnovata<br />

immagine e la generale<br />

soddisfazione della base associativa<br />

per il suo operato.<br />

Espressione della componente<br />

associativa dei brand owner,<br />

Alessandra Fazio ricopre la carica<br />

di Head of Quality in<br />

Nestlé Italiana, a cui approda,<br />

dopo un percorso di crescente<br />

responsabilità in aziende alimentari<br />

multinazionali, cominciato<br />

nel mondo dei converter.<br />

Manager felice del proprio incarico<br />

aziendale che ricopre<br />

da diversi anni e che, come<br />

ama sottolineare, ha ricevuto<br />

durante il congedo di maternità,<br />

raggiunge oggi un nuovo<br />

importante traguardo, acquisendo<br />

la massima carica dell’Istituto<br />

Italiano Imballaggio,<br />

che comporta anche presiedere<br />

i l C d a d e l l o s p i n o ff<br />

Packaging Meeting Srl e la<br />

presidenza della Fondazione<br />

Carta Etica del Packaging.<br />

Nel suo bagaglio, una laurea<br />

in Scienze e tecnologie alimentari,<br />

una passione per le<br />

discipline scientifiche, una<br />

strutturata competenza tecnica,<br />

con attenzione al tema del<br />

food contact, maturata in un<br />

ventennio nelle aziende alimentari<br />

e, non ultimo, un mix<br />

di valori in cui crede fortemente,<br />

che spaziano dall’inclusività<br />

alla parità di genere, che ne<br />

fa la candidata ideale per la<br />

leadership della Fondazione,<br />

oltre che dell’associazione.<br />

Nel piano di proposte per il<br />

biennio di presidenza, al primo<br />

posto mette una vice presidentessa<br />

e un vice presidente<br />

che ha voluto al proprio<br />

fianco, come valore aggiunto<br />

per le competenze e l’esper<br />

i e n z a : C h i a r a F a e n z a ,<br />

Responsible for Sustainability<br />

and Values Innovation, CSR<br />

Manager di COOP Italia e<br />

O s v a l d o B o s e t t i , G ro u p<br />

Industrial Europe Packaging<br />

Director and CEO di Goglio<br />

North Europe.<br />

“Convinta della linea di gestione<br />

degli anni scorsi, ci impegneremo<br />

per continuare programmi<br />

e progetti ancora in<br />

divenire della precedente presidenza,<br />

garantendo continuità<br />

di strategia”. Con queste parole,<br />

Alessandra Fazio ha introdotto<br />

le linee strategiche del<br />

proprio programma, incentrate<br />

su tre macro-temi: comunicazione<br />

al primo posto, formazione<br />

e divulgazione scientifica,<br />

e base associativa. Nel<br />

progetto di Alessandra Fazio,<br />

la comunicazione passa attraverso<br />

il potenziamento dei canali<br />

digitali, le alleanze strategiche<br />

di filiera ed eventi che<br />

valorizzino la corporate image<br />

associativa e del gruppo.<br />

Sul tema formazione apre alle<br />

novità come i progetti finanziati<br />

e la modalità e-learning<br />

per i corsi base, senza trascurare<br />

l’implementazione dei<br />

rapporti con gli Atenei. Infine,<br />

per il target associati, si propone<br />

di avviare una indagine per<br />

evidenziare nuove esigenze, di<br />

valutare ricerche e studi scientifici<br />

di interesse trasversale e<br />

di spingere sull’acceleratore<br />

della digitalizzazione.<br />

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DIRETTORE RESPONSABILE: Simone Ghioldi<br />

REDAZIONE: Alessandro Bignami (a.bignami@interprogettied.com),<br />

Eva De Vecchis (e.devecchis@interprogettied.com)<br />

IMPAGINAZIONE: Vincenzo De Rosa, Simona Viapiana, Rossella Rossi (www.studiograficopage.it)<br />

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ATLAS COPCO 33<br />

BARILLA 38<br />

BIOCHIM 13<br />

BREGAL 17<br />

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ENEA 32<br />

EVIOSYS 16<br />

FARAVELLI 21, 27<br />

FEDERAZIONE MONDIALE DEL LATTE 10<br />

FIERA DI PORDENONE 14<br />

GOGLIO 16, 42<br />

GRANDI SALUMIFICI ITALIANI 30<br />

ILAPACK 33<br />

IPACK-IMA 42<br />

IRCA 26<br />

ISTITUTO ITALIANO IMBALLAGGIO 42, 47<br />

ITALGEL 17<br />

LEISTER 27, 34, 42<br />

LEVISSIMA 28<br />

LR INDUSTRIES 17<br />

MEURENS NATURAL 3<br />

MONTENEGRO 29<br />

NIEDDITAS 29<br />

OCME 37<br />

PHOENIX CONTACT 41<br />

PIM 42<br />

POLITECNICO DI TORINO 42<br />

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UNIVERSITÀ DELLA TUSCIA 32<br />

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Via Statale 39 - 23888 La Valletta Brianza (LC)<br />

Redazione, vendite e abbonamenti<br />

Tel/fax +39 039 5153705<br />

www.interprogettied.com<br />

DIRETTORE COMMERCIALE: Marika Poltresi<br />

Tel. +39 039 5153705 - e-mail vendite@interprogettied.com<br />

AMMINISTRAZIONE: amministrazione@interprogettied.com<br />

VENDITE: Simone Ghioldi (vendite@interprogettied.com)<br />

© Copyright Interprogetti Editori Srl<br />

Le rubriche e le notizie sono a cura della redazione. É vietata la riproduzione, anche parziale, di articoli,<br />

fotografie e disegni senza autorizzazione scritta.<br />

TARIFFE ABBONAMENTI<br />

Italia: spedizione ordinaria € 61,00, contrassegno € 65,00<br />

Estero: spedizione ordinaria € 89,50, spedizione prioritaria Europa € 101,00<br />

spedizione prioritaria Africa, America, Asia € 125,00 spedizione prioritaria Oceania € 140,00<br />

Una copia € 8,00<br />

L’Iva sugli abbonamenti possono essere sottoscritti, nonché sulla vendita dei fascicoli separati, è assolta<br />

dall’editore ai sensi dell’art. 74 primo comma lettera C del 26/10/72 n.633 e successive modificazioni e<br />

integrazioni. Pertanto non può essere rilasciata fattura.<br />

Registrazione Tribunale di Milano n. 30 in data 23/01/1987 - Iscrizione al ROC nr. 19882<br />

Direttore responsabile: Simone Ghioldi<br />

Finito di stampare il 22/6/<strong>2022</strong> presso Aziende Grafiche Printing S.r.l.<br />

Via Milano, 5 - 20068 Peschiera Borromeo (MI)<br />

Informativa ai sensi dell’art. 13 d. lgs. 196/2003. I dati sono trattati, con modalità anche informatiche, per l’invio<br />

della rivista e per svolgere le attività a ciò connesse. Titolare del trattamento è Interprogetti Editori S.r.l. - via<br />

Statale 39 - 23888 La Valletta Brianza (LC). Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le<br />

finalità suddette sono gli addetti alla registrazione, modifica, elaborazione dati e loro stampa, al confezionamento e<br />

spedizione delle riviste, al call center, alla gestione amministrativa e contabile. Ai sensi dell’art. 7 d. lgs. 196/2003<br />

è possibile esercitare i relativi diritti tra cui consultare, modificare, aggiornare e controllare i dati, nonché richiedere<br />

elenco completo ed aggiornato, rivolgendosi al titolare al succitato indirizzo.<br />

Informativa dell’editore al pubblico ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n° 196 e dell’art. 2 comma 2<br />

del Codice deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica. Interprogetti<br />

Editori - titolare del trattamento - rende noto che presso i propri locali siti in La Valletta Brianza (LC), Via Statale<br />

39, vengono conservati gli archivi personali e di immagini fotografiche cui i giornalisti, praticanti, pubblicisti e altri<br />

soggetti (che occasionalmente redigono articoli o saggi) che collaborano con il predetto titolare attingono nello<br />

svolgimento della propria attività giornalistica per le finalità di informazione connesse allo svolgimento della stessa.<br />

I soggetti che possono conoscere i predetti fati sono esclusivamente i predetti professionisti, nonché gli addetti preposti<br />

alla stampa ed alla realizzazione editoriale della testata. Ai sensi dell’art.7 d. lgs. 196/2003 si possono esercitare i<br />

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Si ricorda che, ai sensi dell’art. 138 d. lgs. 196/2003, non è esercitabile il diritto di conoscere l’origine dei dati personali<br />

ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera a), d. lgs 196/2003, in virtù delle norme sul segreto professionale, limitatamente<br />

alla fonte della notizia.<br />

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