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Rassegna stampa La traviata

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Corriere del Ticino<br />

Mercoledì 24 agosto 2022 CULTURA & SOCIETÀ<br />

25<br />

Violetta Valery e l’illusione<br />

di un amore totale e assoluto<br />

1 minuto<br />

Addio a Leon Vitali,<br />

fu il braccio destro<br />

di Stanley Kubrick<br />

OPERA / Il regista Carmelo Rifici parla della sua personale rilettura de «<strong>La</strong> Traviata» con cui venerdì prossimo, 2 settembre,<br />

aprirà la stagione 2022/2023 del LAC di Lugano cercando di ribaltare molti stereotipi legati al capolavoro verdiano<br />

Mauro Rossi<br />

VIDEO<br />

Il palco del LAC durante le prove de «<strong>La</strong> Traviata».<br />

Se dall’esterno, in questi giorni,<br />

il LAC regala l’impressione<br />

di un luogo calmo, tranquillo,<br />

vivacizzato unicamente dalla<br />

presenza di turisti nella hall<br />

e negli spazi museali, nella sala<br />

teatro l’atmosfera è molto<br />

più concitata, frenetica, eccitata:<br />

manca infatti ormai poco<br />

più di una settimana al via<br />

della nuova stagione contrassegnato<br />

dal ritorno a Lugano<br />

dell’opera lirica. A quattro anni<br />

di distanza dalla riuscita<br />

messinscena del rossiniano<br />

Barbiere di Siviglia, sarà infatti<br />

uno dei titoli più celebri e<br />

rappresentati del melodramma,<br />

<strong>La</strong> Traviata di Giuseppe<br />

Verdi, a inaugurare il cartellone<br />

2022/2023 del centro culturale<br />

luganese: un’opera che<br />

già avrebbe dovuto andare in<br />

scena nella primavera 2020<br />

nella celebre versione detta<br />

«degli specchi» realizzata dal<br />

regista Henning Brockhaus e<br />

dal coreografo Josef Svoboda<br />

per lo Sferisterio di Macerata<br />

e che, dopo il forzato stop dettato<br />

dalla COVID, si è deciso di<br />

proporre in un allestimento<br />

nuovo, originale e totalmente<br />

«made in Ticino». A firmare<br />

l’allestimento è infatti il direttore<br />

artistico del LAC Carmelo<br />

Rifici affiancato, musicalmente,<br />

dall’Orchestra della<br />

Svizzera italiana diretta da<br />

Markus Poschner e dal Coro<br />

della RSI e, sul fronte tecnico,<br />

dalla squadra con cui il regista<br />

ha già realizzato quattro anni<br />

fa il Barbiere arricchita da un<br />

rinforzo d’eccezione: la compagnia<br />

piacentina Teatro Gioco<br />

Vita da cinquant’anni specializzata<br />

nel teatro di figura e<br />

nel teatro d’ombre. Una «new<br />

entry» questa di particolare<br />

importanza vista la lettura<br />

speciale che la coppia Rifici/Poschner<br />

ha deciso di dare<br />

dell’opera. «Con Markus –<br />

spiega il regista – si è deciso di<br />

sganciare Traviata da<br />

quell’idea un po’ appassionata<br />

di un Ottocento sentimentale,<br />

romantico, spesso sopra<br />

le righe e, soprattutto, di svincolare<br />

la protagonista da<br />

quell’immagine di prostituta<br />

in cui viene solitamente rappresentata,<br />

inserendola in una<br />

cornice rarefatta, onirica, sospesa,<br />

all’interno della quale<br />

vive l’illusione di un amore assoluto.<br />

<strong>La</strong> nostra Violetta, insomma,<br />

non è una seduttrice<br />

che alla fine muore di tisi ma<br />

una sorta di bambina che incomincia<br />

ad immaginare cosa<br />

potrebbe essere l’amore,<br />

l’universo dei sentimenti più<br />

intimi, ma che però, per uno<br />

sfortunato scherzo del destino,<br />

si ritrova vittima di una società<br />

maschile estremamente<br />

ipocrita. Un’immagine insomma<br />

diversa che cercheremo di<br />

veicolare grazie a tempi, sfumature<br />

e sospensioni sceniche<br />

che speriamo il pubblico<br />

di Lugano apprezzi».<br />

«Un altro mondo»<br />

Una Traviata dunque innovativa<br />

che, per Rifici, rappresenta<br />

una sfida anche perché lo costringe<br />

a un lavoro totalmente<br />

diverso rispetto alle sue regie<br />

teatrali. «L’opera è davvero<br />

un altro mondo», confessa. «Il<br />

teatro per me è un territorio di<br />

ricerca personale dove indagare<br />

testi e temi che sento affini<br />

e, soprattutto, che fanno<br />

parte della mia natura. L’opera<br />

– che pur frequento con assiduità<br />

e con la quale sento di<br />

avere molte affinità – è un’altra<br />

cosa: qui vince la musica,<br />

vince la tradizione, i cantanti<br />

devono cantare in un certo<br />

modo, devono prendere i respiri<br />

in un certo momento, devono<br />

poter fare certe note.<br />

Compito della regia è dunque<br />

accompagnarli affinché quei<br />

momenti non siano tecnici,<br />

ma diventino un fatto emotivo,<br />

emozionale, di anima. <strong>La</strong>vorare<br />

nell’opera, insomma,<br />

non significa solamente impostare<br />

un’interpretazione ma<br />

stare a fianco di chi è sulla scena<br />

affinché tutte le imposizioni,<br />

le regole tecniche che devono<br />

essere utilizzate, diventino<br />

un’espressione artistica». Un<br />

compito non semplice questo<br />

in considerazione dell’ampiezza<br />

del cast che, come spiega il<br />

direttore dell’OSI Markus Poschner<br />

comprende alcuni dei<br />

«migliori cantanti oggi sulla<br />

Lo spettacolo<br />

Una «prima»<br />

e tre repliche<br />

© CDT/GABRIELE PUTZU<br />

Dal 2 all’8 settembre<br />

Opera in tre atti scritta da<br />

Giuseppe Verdi su libretto su<br />

libretto di Francesco Maria Piave<br />

ispirato al romanzo <strong>La</strong> signora<br />

delle camelie di Alexandre<br />

Dumas figlio, <strong>La</strong> Traviata è una<br />

delle opere più conosciute e<br />

rappresentate al mondo. Al LAC<br />

di Lugano lo spettacolo<br />

(presentato con sovratitoli in<br />

italiano) verrà proposto a quattro<br />

riprese: alla «prima», in<br />

programma venerdì 2 settembre<br />

alle 20.00, seguiranno le repliche<br />

di domenica 4 settembre, alle<br />

15.00; martedì 6 e giovedì 8<br />

settembre alle 20.00.<br />

Biglietti ancora disponibili su<br />

www.luganolac.ch.<br />

piazza» ossia la soprano Myrtò<br />

Papatanasiu nel ruolo di Violetta<br />

Valery; il tenore Airam<br />

Hernandez Delgado in quello<br />

di Alfredo Germont; il baritono<br />

Giovanni Meoni in quello<br />

di Giorgio Germont nonché<br />

Sofia Tumanyan (Flora Bervoix),<br />

Michela Petrino (Annina),<br />

Lorenzo Izzo (Gastone, Visconte<br />

di Létorières), Davide<br />

Fersini (il barone Douphol) e<br />

<strong>La</strong>urence Meikle (il marchese<br />

d’Obigny). Assieme a loro pure<br />

il Coro della RSI diretto da<br />

Andrea Marchiol, un corpo di<br />

ballo, la Civica Filarmonica di<br />

Lugano e, naturalmente, l’OSI<br />

che Poschner giudica «perfetta<br />

per questa che per me è<br />

l’opera più intima di Giuseppe<br />

Verdi, ricchissima di colori e<br />

molto vicina al mondo cameristico,<br />

così come il LAC, con le<br />

sue dimensioni e caratteristiche<br />

acustiche, è probabilmente<br />

il luogo più adatto per ospitare<br />

la messa in scena di questo<br />

capolavoro».<br />

Nel futuro c’è Donizetti<br />

Capolavoro che dopo le quattro<br />

rappresentazioni luganesi,<br />

non avrà un seguito, non<br />

andrà in tour contrariamente<br />

a molte altre produzioni del<br />

LAC. «Si tratta di un titolo talmente<br />

famoso e apprezzato<br />

del quale tutte le principali<br />

strutture teatrali cercano di<br />

dare una propria versione»,<br />

spiega Carmelo Rifici, «per cui<br />

sarebbe stato pretenzioso per<br />

un teatro così giovane come il<br />

nostro, nato all’inizio con<br />

l’idea di ospitare stagioni e che<br />

quasi all’improvviso si è trasformato<br />

in un teatro di produzioni,<br />

avventurarsi adesso<br />

in una simile impresa. Però in<br />

futuro ci proveremo: anzi posso<br />

anticipare che già l’anno<br />

prossimo inizieremo a lavorare<br />

su un’opera di Donizetti,<br />

sotto la direzione di Diego Fasolis,<br />

in coproduzione con un<br />

paio di teatri italiani che ci<br />

permetterà di dare alla produzione<br />

operistica del LAC una<br />

visibilità anche al di fuori dei<br />

nostri spazi».<br />

Cinema<br />

Leon Vitali, uno degli attori di<br />

Barry Lyndon che divenne tra i<br />

più stretti collaboratori di<br />

Stanley Kubrick, è morto a Los<br />

Angeles a 74 anni. Vitali aveva<br />

interpretato nel 1974 la parte di<br />

Lord Bullingdon, il genero del<br />

personaggio interpretato da<br />

Ryan O’Neal che aveva dato il<br />

nome al film.<br />

L’attore era rimasto ammaliato<br />

dalla personalità e dal modo di<br />

lavorare del regista al punto di<br />

decidere di abbandonare il<br />

mestiere di attore per fargli da<br />

assistente nei successivi due<br />

decenni. Cruciale fu il suo<br />

impegno in Shining, dopo quel<br />

classico dell’orrore, Kubrick e<br />

Vitali avevano lavorato<br />

assieme in Full Metal Jacket e<br />

in Eyes Wide Shut del 1999,<br />

l’ultimo film del regista<br />

britannico.<br />

TORNA ZALONE<br />

Dopo 11 anni di assenza dal<br />

palco torna a teatro Checco<br />

Zalone con un imperdibile<br />

nuovo spettacolo: Amore + Iva<br />

scritto con Sergio Maria<br />

Rubino e Antonio Iammarino.<br />

Musica, racconti, imitazioni e<br />

parodie saranno accompagnati<br />

dall’inconfondibile ironia di uno<br />

degli artisti più caleidoscopici e<br />

amati dal pubblico. Tre gli<br />

imperdibili appuntamenti in<br />

Svizzera del tour tra cui una<br />

data ticinese dopo Zurigo e<br />

prima di Ginevra, Zalone sarà<br />

infatti alla Cornèr Arena di<br />

Lugano il 25 gennaio 2023<br />

(ore 20.30). Le prevendite<br />

sono attive da oggi su<br />

Ticketcorner e presso i<br />

rivenditori Offline Manor e<br />

Coop City.<br />

GAMPEL OPEN AIR<br />

Il Gampel Open Air, ultimo dei<br />

grandi festival estivi svizzeri,<br />

ha fatto registrare quasi il<br />

tutto esaurito. Secondo<br />

quanto comunicato dagli<br />

organizzatori, sono stati<br />

venduti 98.000 dei 100.000<br />

biglietti disponibili. Nel corso<br />

della quattro giorni si sono<br />

esibiti 37 gruppi e 60 Dj, di<br />

quasi ogni genere musicale.<br />

Ad Arzo, tra divertimento e riflessione<br />

RASSEGNE / Si è chiuso con un ottimo riscontro di pubblico il XXII Festival internazionale di narrazione che ha sfruttato<br />

l’arte del racconto per proporre sane occasioni di intrattenimento e riflessioni su temi sociali e culturali di grande attualità<br />

Quattro intensi giorni di spettacoli<br />

e incontri accompagnati<br />

da una vivace e calorosa cornice<br />

di pubblico. Va in archivio<br />

con questo lusinghiero bilancio<br />

la XXII edizione del Festival<br />

internazionale di narrazione<br />

che dal 18 al 21 agosto, ha animato<br />

i borghi di Arzo e Meride<br />

con un lotto di proposte che<br />

hanno combinato con sapienza<br />

una profonda qualità artistica<br />

e umana con la capacità di<br />

sapere parlare a tutti.<br />

Straordinaria, di conseguenza,<br />

è la risposta degli spettatori:<br />

nel corso dei quattro giorni,<br />

grandi e piccini hanno riempito<br />

con il loro calore e i loro applausi<br />

tutti gli spazi, confermando<br />

l’intima natura del Festival:<br />

una realtà che prima di<br />

ogni altra cosa è incontro, condivisione<br />

e vicinanza. Un grande<br />

successo ha riscontrato anche<br />

la proposta di una manifestazione<br />

più sostenibile dal<br />

punto di vista ambientale, una<br />

spinta a lasciare a casa l’automobile<br />

e raggiungere il Festival<br />

tramite i mezzi pubblici,<br />

gratuiti in tutto il cantone, tramite<br />

i biglietti per gli spettacoli.<br />

Il festival, quest’anno titolato<br />

Che basta un colpo di vento<br />

per, ha preso il via la sera di giovedì<br />

18 agosto, con una interessante<br />

riflessione sull’impatto<br />

delle nuove tecnologie, che ha<br />

segnato il ritorno al Festival di<br />

<strong>La</strong>ura Curino. <strong>La</strong> giornata di venerdì<br />

è poi proseguita con un<br />

laboratorio sull’identità, condotto<br />

dalle attrici Irene Serini<br />

e Caterina Simonelli e la sera,<br />

nel Giardino Castello di Arzo,<br />

con la bravura di Alessandro<br />

Sesti che ha raccontato la forza<br />

di un testimone di giustizia<br />

che l’ha portato a ribellarsi alla<br />

’ndrangheta. Le giornate di<br />

sabato e domenica sono continuate<br />

con un calendario fitto<br />

Un folto pubblico di grandi e piccini ad Arzo.<br />

© S. MENGANI.<br />

di appuntamenti: per bambini<br />

e ragazzi hanno preso vita<br />

storie ricche di fantasia, magia<br />

e possibilità; verso sera, in scena,<br />

gli spettacoli per adulti (con<br />

Irene Serini, i Maniaci d’Amore,<br />

Usine Baug, Grazia Capraro<br />

e Daniele Paoloni e la compagnia<br />

Karakorum Teatro) hanno<br />

puntato più sulla riflessione<br />

attorno a tematiche di grande<br />

attualità. Un’occasione di<br />

crescita e scambio è stato anche<br />

il ciclo di incontri ospitato<br />

dalla Corte dei Miracoli, in cui<br />

le voci di diversi ospiti, nel corso<br />

di cinque appuntamenti, si<br />

sono confrontate su tecnologia,<br />

confini, narrazioni per l’infanzia,<br />

figure visionarie e dimenticate<br />

ed eredità vive e<br />

problematiche. Il progetto<br />

Narrare senza stereotipi con<br />

laboratori per adulti e bambini,<br />

incontri e spettacoli, infine,<br />

ha reso possibile la condivisione<br />

di interrogativi e prospettive<br />

intorno alle narrazioni dedicate<br />

all’infanzia.


4 26. August 2022<br />

Zur Person<br />

Reportage Thema<br />

Myrtò Papatanasiu wurde in <strong>La</strong>rissa, Griechenland, geboren.<br />

Piano- und Gesangsstudium in Thessaloniki und Mailand unter<br />

Roberto Coviello. Abschluss mit Preis des Konservatoriums<br />

Thessaloniki. Engagements an zahlreichen internationalen<br />

Häusern. Sie ist verheiratet und hat eine Tochter.<br />

Das Kulturzentrum LAC in Lugano eröffnet die Spielzeit 2022/23 mit “<strong>La</strong> Traviata”. Die TZ sprach mit der<br />

Sopranistin Myrtò Papatanasiu , als “Violetta” Protagonistin der berühmten Verdi-Oper<br />

“DIESE OPER IST BIS HEUTE AKTUELL”<br />

von Gerhard Lob<br />

Bereits seit einiger Zeit hält sich<br />

Myrtò Papatanasiu in Lugano auf.<br />

Die griechische Sopranistin hat<br />

als Violetta die Hauptrolle in der<br />

Traviata, einer Eigenproduktion<br />

des LAC unter der Regie von<br />

Theaterdirektor Carmelo Rifici,<br />

mit der am 2. September die<br />

Spielzeit 2022/23 eröffnet wird.<br />

Die Proben haben begonnen. Papatanasiu<br />

nimmt sich in einer Pause<br />

Zeit für ein Gespräch mit der<br />

Tessiner Zeitung. “Lugano ist<br />

wunderschön”, sagt sie gleich einleitend.<br />

Auf Instagram hat sie zu<br />

“Ferragosto” ein Bild vor der Kulisse<br />

des Luganer Sees mit dem<br />

San Salvatore gepostet.<br />

Frau Papatanasiu, Sie hatten<br />

2007 ihr grosses internationales<br />

Debut im Teatro dell’ Opera<br />

von Rom, just als Violetta in <strong>La</strong><br />

Traviata. Können wir davon<br />

ausgehen, dass diese Rolle für<br />

Sie daher etwas ganz Spezielles<br />

hat?<br />

Eindeutig. Diese Rolle war sehr<br />

wichtig für meine Karriere. Damals<br />

musste ich – weil eine Sängerin<br />

ausgefallen war – innerhalb<br />

einer Woche die Rolle neu lernen<br />

und einstudieren, in einer Produktion<br />

unter der Regie von Franco<br />

Zeffirelli und dem Dirigenten Gianluigi<br />

Gelmetti. Beide sind inzwischen<br />

verstorben. Für mich<br />

war es eine unglaubliche Erfahrung<br />

mit einer fantastischen Besetzung.<br />

Damals richteten sich alle<br />

Augen auf mich, weil ich neu<br />

auf der Bühne war.<br />

Die Traviata von Verdi ist nach<br />

der Zauberflöte von Mozart<br />

und Carmen von Bizet die<br />

meistgespielte Oper der Welt.<br />

Ist es von Bedeutung für Sie,<br />

wenn ein Werk so bekannt ist?<br />

Ich versuche, nicht daran zu denken.<br />

Ich versuche einfach, meine<br />

Lesart der Persönlichkeit einzubringen,<br />

die ich interpretiere. Jede<br />

Sängerin und jeder Sänger prägen<br />

den eigenen Vortrag. Wichtig<br />

ist, wahrhaftig zu sein und sich an<br />

die Partitur zu halten, gemäss den<br />

Vorgaben von Maestro Verdi.<br />

Auch wenn ich diese Rolle häufig<br />

gesungen und interpretiert habe,<br />

gibt es immer etwas Neues zu ent-<br />

Fühlt sich in Lugano wohl: Die Sängerin Myrtò Papatanasiu<br />

decken. Das kann eine Tonfärbung<br />

sein oder ein pianissimo an<br />

einer bestimmten Stelle.<br />

Sie sprechen von einer wahrhaftigen<br />

Ausführung der Partitur.<br />

Doch in zeitgenössischen<br />

Operndarbietungen scheint die<br />

Regie häufig wichtiger als die<br />

Authentizität der Musik. Wie<br />

erleben Sie diese modernen Inszenierungen?<br />

Es wird immer wieder versucht, in<br />

der Regie etwas Neuartiges auf<br />

die Beine zu stellen. Das kann<br />

manchmal tatsächlich störend für<br />

die Musik sein. Ich habe schon<br />

sehr moderne Produktionen miterlebt,<br />

bei denen ich mir Fragen<br />

nach dem Sinn gestellt habe. Dann<br />

diskutiere ich durchaus auch mal<br />

mit dem Regisseur. Doch sehr viel<br />

lässt sich am Ende nicht ändern.<br />

Eine Sängerin oder ein Sänger<br />

kann sich jedenfalls immer an die<br />

Wahrheit der Musik halten.<br />

Müssen wir eine solch moderne<br />

Inszenierung auch in Lugano<br />

erwarten?<br />

Nein, die Regie von Carmelo Rifici<br />

legt viel Wert auf eine wahrheitsgemässe<br />

Auslegung der Partitur<br />

und des Libretto. Auch die<br />

Kostüme, die ich gesehen habe,<br />

erschienen mir sehr schön und authentisch.<br />

Es gibt eine grosse Harmonie.<br />

Die Geschichte von Violetta, der<br />

Kameliendame, berührt. Da<br />

gibt es etwa die dramatische<br />

Szene, in der Alfredo ihr Geld<br />

vor die Füsse wirft. Eine Demütigung.<br />

Hat die Oper Traviata<br />

ihrer Meinung nach bis heute<br />

Aktualität aus Frauensicht?<br />

Die Traviata ist nach wie vor eine<br />

aktuelle Geschichte. Es gibt bis<br />

heute Frauen, die Opfer der Gesellschaft<br />

sind und die keine Zukunft<br />

haben. Wie Violetta gibt es<br />

auch heute Frauen, die sich ihrem<br />

Schicksal beugen müssen in einer<br />

Welt, in der das Geld regiert. Es<br />

gibt bis heute Gewalt gegenüber<br />

Frauen, physische und psychische.<br />

In der Oper haben wir<br />

diesen psychischen Druck von<br />

Germont auf Violetta. Am Ende<br />

gibt es auch die Erkenntnis, dass<br />

die Liebe nicht immer alles retten<br />

kann. Das ist bis heute wahr.<br />

Sie haben als Sopranistin ein<br />

sehr breites Repertoire, von<br />

Monteverdi über Händel und<br />

Mozart bis Verdi und Werken<br />

des 20. Jahrhunderts. Wie<br />

schwierig ist das?<br />

Für mich ist es nicht schwierig. Im<br />

Gegenteil: Ich liebe diese Unterschiede.<br />

Für die Stimme ist es zudem<br />

eine gute Übung, nicht immer<br />

nur das gleiche zu singen. Für<br />

mich stellt das kein Problem dar.<br />

Sie sollen eine Schwäche für<br />

Mozart-Opern haben. Stimmt<br />

das?<br />

Ja, das ist richtig. Ich habe praktisch<br />

alle Rollen gesungen, die für<br />

meine Stimme geeignet sind. Mozart<br />

ist zudem einet Art Yoga oder<br />

Pilates für die Stimmbänder. Einfach<br />

genial.<br />

Apropos Stimmbänder. In Lugano<br />

treten Sie an vier Aufführungen<br />

auf, dazwischen gibt es<br />

immer einen Pausentag. Wie<br />

wichtig ist es, der Stimme Ruhe<br />

zu gönnen?<br />

Das ist sehr wichtig. Die Traviata<br />

ist eine sehr anspruchsvolle Rolle.<br />

Es braucht auch unterschiedliche<br />

Tonalitäten, im ersten Akt ist alles<br />

sprudelnd, dann haben wir im<br />

zweiten Akt Lyrik pur, gerade im<br />

Duett von Violetta mit Papa Germont,<br />

und im letzten Akt wird alles<br />

sehr fragil und zerbrechlich.<br />

Das ist schwierig.<br />

Sie singen in Opernhäusern auf<br />

der ganzen Welt. In Lugano findet<br />

die Aufführung in einem<br />

Theater- und Konzertsaal statt,<br />

der nur selten für die Oper genutzt<br />

wird. Macht dies einen<br />

Unterschied?<br />

Mir gefällt dieser Saal in Lugano.<br />

Die Ausstattung mit Holz ist<br />

schön, die Akustik gut. Es gibt<br />

keine besonderen Probleme, auch<br />

wenn die typischen Logen klassischer<br />

Opernhäuser fehlen.<br />

Wie steht es eigentlich um die<br />

Oper in Ihrer Heimat Griechenland?<br />

In Griechenland gibt es viele Leute,<br />

welche die Oper lieben. In den<br />

Blütejahren der Oper in Europa<br />

war Griechenland aber Teil des<br />

osmanischen Reichs. Da gab es<br />

bei uns keine Produktion. Nach<br />

der Unabhängigkeit sind einige<br />

Werke entstanden. Wir haben aber<br />

eine ganze Reihe von sehr guten<br />

Sängern hervorgebracht. Wir haben<br />

zwei Opernhäuser – in Thessaloniki,<br />

wo ich studiert habe, und<br />

in Athen. Doch in Thessaloniki<br />

finden praktisch keine Aufführungen<br />

statt. Es wird wenig Geld in<br />

die Kunst und speziell in die Oper<br />

investiert. Die Regierung hat anderer<br />

Prioritäten. Ich denke, dass<br />

wahrscheinlich kleinere Städte<br />

verstärkt kooperieren müssen, um<br />

Opern zu realisieren. Denken wir<br />

an Städte wie Thessaloniki, Lugano<br />

und Linz. Die Oper ist teuer,<br />

daher braucht es diese Zusammenarbeit.<br />

Die letzten beiden Jahre waren<br />

vom Corona-Virus geprägt.<br />

Noch zeigt sich das Publikum<br />

ein wenig zögerlich, in Konzertund<br />

Opernhäuser zurückzukehren.<br />

Wird sich die Situation<br />

wieder normalisieren?<br />

Wenn Sie mir diese Frage vor einem<br />

Jahr gestellt hätten, hätte ich<br />

wenig optimistisch geantwortet.<br />

Doch inzwischen bin ich wesentlich<br />

zuversichtlicher. Covid ist<br />

zwar nicht aus der Welt geschafft,<br />

aber wir lernen damit zu leben.<br />

Wir müssen die Ängste überwinden<br />

und nach vorne schauen.<br />

Theater, Oper und Film sind<br />

Kunstformen, die Freude und Leben<br />

bringen. Und das brauchen<br />

wir jetzt.<br />

Das Interview ist die deutsche Zusammenfassung<br />

eines auf Italienisch<br />

geführten Gesprächs.<br />

In der “Traviata” führt Carmelo Rifici Regie, das Orchester der italienischen Schweiz spielt unter Chefdirigent Markus Poschner<br />

Eine Premiere für das LAC<br />

Nach dem Erfolg mit der Aufführung des “Barbiere<br />

von Siviglia” kehrt die Lyrik nach vier Jahren ins<br />

LAC von Lugano zurück. Eigentlich hätte “<strong>La</strong> Traviata”<br />

von Giuseppe Verdi schon vor zwei Jahren<br />

zur Saisoneröffnung gespielt werden sollen, doch<br />

die Corona-Pandemie hat diesen Plan vereitelt.<br />

Nun also kommt die berühmte “<strong>La</strong> Traviata” mit<br />

etwas Verspätung in den Grossen Saal des LAC zur<br />

Saisoneröffnung 2022/23. Die Orchesterbegleitung<br />

übernimmt das Orchester der italienischen<br />

Schweiz (OSI) unter seinem Chefdirigenten Markus<br />

Poschner. Mit von der Partei ist auch der Chor<br />

des Radios und Fernsehens der italienischen<br />

Schweiz.<br />

In den Hauptrollen treten Myrtò Papatanasiu (Sopran)<br />

als Violetta Valéry auf (siehe Interview), der<br />

Tenor Airam Hernández als ihr Geliebter Alfredo<br />

Germont sowie der Bariton Giovanni Meoni als<br />

dessen Vater Giorgio Germont.<br />

Die Oper spielt im Paris der 1830er Jahre und erzählt<br />

die Geschichte der Kurtisane und Lebedame<br />

Violetta Valéry. Der junge Alfredo Germont verliebt<br />

sich an einem Fest in Violetta, die von einem<br />

anderen Leben träumt. Sie ziehen gemeinsam auf<br />

einen <strong>La</strong>ndsitz bei Paris. Alfredos Vater ist aber gegen<br />

das Verhältnis, da die Beziehung gegen die<br />

Standesregeln verstösst. Er bedrängt Violetta, sich<br />

von Alfredo zu lösen, um Unheil von der Familie<br />

abzuhalten. Aus Liebe zu Alfredo gibt sie dem<br />

Druck nach und zieht zurück nach Paris. Alfredo<br />

ist enttäuscht und wütend. Er demütigt seine Geliebte<br />

auf einem grossen Fest vor allen Gästen. Die<br />

unheilbar kranke Violetta erklärt ihm trotzdem<br />

nochmals ihre Liebe. Sie stirbt schliesslich, während<br />

Sohn und Vater Germont erst am Ende erkennen,<br />

welches Unrecht sie ihr angetan haben,<br />

Die Regie in diesem Drama, das auf den Roman<br />

“<strong>La</strong> Dame aux camélias” von Alexandre Dumas<br />

zurückgeht, führt LAC-Theaterdirektor Carmelo<br />

Rifici. Zu seiner Inszenierung hat er vorab erklärt,<br />

dass Violetta viel zu lange einfach in die Rolle einer<br />

Prostituierten gezwungen worden sei. Dabei<br />

sei sie einfach eine unglückliche Frau, die vom<br />

Leben und der Liebe getäuscht werde. “In unserer<br />

Traviata ist Violetta eine Frau mit hohen Ansprüchen<br />

an eine kosmische Liebe, sie scheint eher ein<br />

Kind zu sein, verloren und bedroht von einer<br />

Männerwelt, die sie zu erdrücken scheint, und ihre<br />

Träume von Liebe auslöscht”, so Carmelo Rifici.<br />

gl<br />

Carmelo Rifici setzt in der Inszenierung die Akzente<br />

Die Oper wird mit Übertiteln in italienischer Sprache<br />

aufgeführt. Für die Premiere am Freitag,<br />

2. September, sind nur noch ganz wenige Restkarten<br />

verfügbar. Für die Repliken am 4. September<br />

(15 Uhr) sowie am 6. und 8. September (20 Uhr)<br />

gibt es noch mehr Tickets.

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