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PiùMe Magazine Ottobre 2022

E' uscito il magazine PiùMe di Ottobre, in copertina, questo mese Serena Williams!

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M A G A Z I N E

ANNO VIII

NUMERO 10

OTTOBRE 2022

COPIA OMAGGIO

SERENA

WILLIAMS

DEFINIRLA LA TENNISTA PIÙ FORTE DI TUTTI I

TEMPI SAREBBE FORSE RIDUTTIVO.

PARADOSSALE MA VERO.

IN QUESTO NUMERO:

TALENTI ITALIANI

LUCIANO PAVAROTTI

.

REPORTAGE

COMUNITÀ ENERGETICHE

BENVENUTO AUTUNNO

ON STAGE

PAOLA CORTELLESI

SPECIALE MODA

UN INVERNO DI COLORI E GEOMETRIE

FITNESS

TONIFICA I MUSCOLI CON IL POWER PUMP

ph: depositphotos.com

IL CAVOLO A MERENDA

PRODOTTI DELLA TERRA E GUSTOSE

RICETTE DI FABRIZIO DIOLA

ZONA BEAUTY

IL MAKE-UP DELL’AUTUNNO,

DIRETTAMENTE DALLE PASSERELLE

I CONSIGLI PER LA CASA

BENVENUTI IN CASA:

COME ARREDARE L’INGRESSO


2

M A G A Z I N E


EDITORIALE

di MAURIZIO BONUGLI

LE CITTÀ

DEL FUTURO

In principio ci fu l’Expo 2010 a Shanghai in Cina con lo slogan: “Better City, Better Life”

(Una Città Migliore, una Vita Migliore) poi dal 2014, ogni 31 ottobre, si celebra la Giornata

mondiale delle Città, istituita nel 2013 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con

l’obiettivo di sensibilizzare la comunità internazionale sul tema dell’urbanizzazione e

contribuire allo sviluppo urbano sostenibile in tutto il mondo.

P

urtroppo, continue alluvioni, inondazioni,

lo scioglimento dei ghiacciai col

conseguente innalzamento del livello

di mari e oceani, tempeste e tornadi ed ancora,

ondate di calore, incendi devastanti e siccità

crescente stanno diventando una costante quotidiana

a tutte le latitudini. Le città subiscono

drammaticamente gli effetti peggiori dei disastri

legati ai cambiamenti climatici.

È dunque urgente intraprendere iniziative per

ridurre drasticamente i rischi per le persone e

per la stessa vita sul (e del) nostro pianeta. Tanto

bello, quanto fragile.

E molte sono le azioni concrete che si potrebbero

adottare. Così come la stessa Commissione

Europea nel documento “Plasmare un’Europa

resiliente ai cambiamenti climatici – La nuova

strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti

climatici (Bruxelles 24/02/2021)” ha indicato:

“La strategia mira a trasformare in realtà

la visione per il 2050 di un’Unione

resiliente ai cambiamenti climatici, rendendo

l’adattamento più intelligente, più

sistemico, più rapido e promuovendo

azioni internazionali…”.

Questo tema è di estrema importanza perché, nel

mondo, proprio per l’impatto negativo delle trasformazioni

climatiche, le zone rurali, le campagne,

le cosiddette aree interne e le tante e diverse

“periferie” si stanno sempre più spopolando.

Secondo l’ultimo studio del World Urbanization

Prospects delle Nazioni Unite, entro il

2045 oltre sei miliardi di persone, pari ai due

terzi della popolazione mondiale, “abiteranno”

nelle città. Se guardiamo all’Italia degli 8000

Comuni, che pure sta conoscendo questo fenomeno

di “abbandono” dei borghi e dei paesi in

favore della “migrazione” verso le città, potremmo

di certo addentrarci ed appassionarci nella

discussione sugli aspetti più negativi dell’espansione

delle aree urbane quando, invece,

servirebbe promuovere e favorire il ritorno in

quegli stessi borghi e paesi dimenticati.

Ma, nell’immediato, occorre pianificare l’urbanizzazione

trasformando le nostre città in luoghi

ospitali, attente alla protezione dell’ambiente e

in grado di generare sviluppo sostenibile, nuovi

servizi, nuove economie, opportunità occupazionali

e di promuovere le “diversità” e, di

conseguenza, la coesione sociale. In altre parole

trasformare un problema in una opportunità.

E, a ben guardare, anche Next Generation

EU il maxi-piano da 750 miliardi di euro che

dovrebbe rilanciare l’economia affossata dalla

crisi pandemica è spendibile proprio sulle città

o meglio, sulle cosiddette “smartcities”, le città

intelligenti.

Una città è smart se viene amministrata con una

visione sistemica del governo del proprio territorio

e se si promuovono i processi partecipativi

dei cittadini partendo dall’idea che una città è

intelligente se promuove le opportunità offerte

da una tecnologia effettivamente rivolta al servizio

del cittadino e della città, per migliorare la

qualità dell’abitare e del vivere.

È improrogabile intraprendere una transizione

verde nello sviluppo urbano, pena il peggioramento

della situazione e l’incontrollabilità degli

impatti sull’ecosistema.

E tutto questo è più che fattibile con interventi

come quelli previsti anche nell’italianissimo

Piano nazionale di ripresa e resilienza

che vale 248 miliardi.

Riqualificazione energetica, rigenerazione urbana,

contrasto al dissesto idrogeologico, risanamento

territoriale, manutenzione ordinaria delle

città a partire dal patrimonio edilizio esistente e

delle reti impiantistiche, potenziamento del trasporto

pubblico per una mobilità eco-friendly e

dell’insieme dei servizi pubblici, gestione innovativa

e integrata dei rifiuti, puntando con decisione

sulla raccolta differenziata “zero sprechi”;

valorizzazione del paesaggio, dei beni comuni,

di quelli storici ed architettonici, delle mille

eccellenze territoriali e del patrimonio artistico

e culturale dei luoghi. Tutti questi sono ambiti

concreti per realizzare interventi tanto concreti

quanto necessari ed urgenti.

E questo non tanto e non solo perché ce lo chiede

l’Europa ma perché ce lo chiede il buon senso

e non per ultimi i nostri figli e i nostri nipoti.

Better City, Better Life è la strada giusta!

“D’una città non godi le sette o

le settantasette meraviglie, ma

la risposta che dà a una

tua domanda”

-Italo Calvino-

M A G A Z I N E

5


6

M A G A Z I N E

UNICO

FORMULA

BREVETTATA

ANTIODORE


LA MONETA INVISIBILE

di CARLO ROMANO

STOP ALLE TELEFONATE

MOLESTE, IL REGISTRO DELLE

OPPOSIZIONI FUNZIONA

F

unziona. Lo scudo contro le telefonate moleste

dei call center che praticano telemarketing

illegale è entrato in vigore da poco

più di otto settimane e per molti è già un

sollievo. Niente più telefoni di casa o cellulari che

squillano di continuo, niente più voci improbabili

dal vivo figlie di un computer dall’Inghilterra,

dall’est Europa, dal nord Africa ma pure dall’Italia

stessa, niente più offerte di servizi e prodotti

che non ci sogneremmo mai di andare a cercare

fisicamente per negozi ed uffici. L’arma salvifica

si chiama Registro delle opposizioni e sono già

alcuni milioni gli italiani che hanno deciso di

usarla per liberarsi dal gioco del telemarketing

illecito.

Partiamo da qui: sono illegali, e quindi non dovrebbero

proprio essere fatte, tutte le chiamate

da parte di call center di aziende vere, ma pure

fasulle – è il caso peggiore ma non così raro purtroppo

– a cui non abbiamo mai dato il consenso

a disturbarci con presunte offerte mirabolanti,

e soprattutto a cui non abbiamo mai dato né il

nostro numero di telefono di casa né quello del

cellulare.

Che una buona fetta di italiani fosse esasperata

lo si è visto subito nei giorni più caldi dell’estate,

a fine luglio, quando dopo le prime 24 ore

di apertura del Registro delle opposizioni sono

arrivate addirittura 500 mila nuove iscrizioni.

Il ritmo anche nei giorni successivi è stato poi

sempre sostenuto. Questo perché lo strumento,

per quanto ancora da testare sul medio lungo

periodo, sembra davvero funzionare.

Perché è vero che prima dell’entrata in vigore

dell’attuale registro ne esisteva già uno con lo

stesso nome. Ma il precedente garantiva protezione

solo a chi si iscriveva indicando il proprio

numero di telefono fisso presente sugli elenchi e

gli indirizzi postali.

Il nuovo Registro invece estende lo scudo anti-seccatori

ai telefoni cellulari – ed è questa la

chiave di volta – come pure ai numeri fissi cosiddetti

riservati, quelli cioè che non sono riportati

su nessuna rubrica telefonica, reale o digitale che

sia, ma che chissà in che modo alle società di

telemarketing illecito finiscono con l’essere quasi

sempre ben noti.

Ora invece tutti i telefoni, fissi e mobili, e tutti

gli indirizzi, pubblici e riservati, sono stati posti

sullo stesso piano. E’ sufficiente iscriversi al

Registro per dire stop alle telefonate provenienti

tanto da operatori reali quanto da sistemi automatizzati.

Ma è possibile pure dire stop agli sms

sgraditi, ai messaggi che ci arrivano ancora più

subdolamente sul telefonino attraverso le app, e

perfino alla sempre più rara posta pubblicitaria

cartacea.

L’iscrizione è velocissima, dal momento in cui la

si fa diventa operativa entro il giorno dopo, purché

si tratti di un giorno lavorativo: basta chiamare

dal numero di telefono che si vuole proteggere

i numeri 800957766 da linea fissa o lo 0642986411

da linea mobile. Oppure si può utilizzare direttamente

il sito web dedicato al Registro delle opposizioni. O

ancora si può inviare una mail attraverso un apposito

modulo sempre reperibile sul sito.

Non esiste però una bacchetta magica che ci liberi dai

seccatori in un baleno. Al contrario occorre attendere

fino ad un mese, perché l’iscrizione sarà davvero perfezionata

soltanto nel momento in cui le società che

fanno telemarketing consulteranno il Registro. E per

loro c’è l’obbligo di consultazione e quindi di cancellare

dagli elenchi delle “vittime” dello stalking telefonico

almeno una volta al mese.

A quel punto chi si permetterà di continuare ad importunare

i cittadini, nonostante l’iscrizione al Registro,

finirà sotto la scure del Garante della privacy, che ha al

suo arco frecce potentissime per scoraggiare anche i

più malintenzionati. Le sanzioni possono arrivare fino

a 20 milioni di euro, o al 4% del fatturato mondiale totale

dell’azienda di telemarketing. Batoste che peraltro

si estendono dalla società che materialmente organizza

ed effettua le telefonate, alla società che attraverso

l’azienda di telemarketing che fornisce il servizio del

call center si avvale di quelle telefonate per provare a

vendere i propri prodotti.

L’avvio molto positivo però non cancella tutti i dubbi e

le incertezze sul futuro della novità del Registro delle

opposizioni. Chi si iscrive revoca il consenso a ricevere

qualsiasi chiamata di telemarketing, tranne quelle

degli operatori con i quali si ha in corso un contratto

attivo. Ma ogni consenso dato successivamente alla

data di iscrizione è fuori dalla scudo e dunque apre

la strada a nuove offerte telefoniche. Anche in questo

caso comunque c’è sempre possibilità di rimediare facendo

una nuova iscrizione al medesimo registro che

in pratica riazzera tutto.

Altro punto di forza dello strumento è che è valido non

solo per le chiamate illecite provenienti dall’Italia ma

pure per quelle operate dall’estero. Le difficoltà però

sono dietro l’angolo in quanto per punire gli abusi occorre

capire prima da quali Paesi operano i “furbetti

della chiamata” perché esistono ormai strumenti tecnologici

capaci di confondere le acque facendo apparire

come proveniente da un’area una chiamata partita

da tutt’altra zona del mondo.

Intanto da qualunque parte arrivino le telefonate, la

legge obbliga comunque chi le fa a identificarsi come

prima cosa, essendo previste altre sanzioni, perfino la

reclusione, per chi non si adegua.

Per essere certi che sia davvero un nuovo inizio occorrerà

comunque aspettare ancora qualche mese. Il

rischio che la potente lobby del telemarketing trovi

qualche falla normativa in cui infilarsi per riprendere

con le televendite martellanti è sempre dietro l’angolo.

Ma per ora, almeno per chi si è iscritto al Registro,

si respira: quando squilla il telefono è, quasi, sempre

una voce davvero amica.

M A G A Z I N E

7


8

M A G A Z I N E


LA VIGNETTA

di DANILO MARAMOTTI

M A G A Z I N E

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M A G A Z I N E


MONDO GREEN

di LARA VENÈ

ANIMALI DA

PELLICCIA

Dopo anni di petizioni, appelli, attese, il

divieto di allevare e uccidere animali da

pelliccia è diventato realtà.

Approvato dalla Commissione Bilancio del

Senato e poi dal Parlamento nel dicembre

del 2021, anche in Italia oggi sono vietati

l’allevamento, la riproduzione in cattività e

l’uccisione di animali da pelliccia.

C

astori, volpi, visoni, ermellini, linci,

sono gli animali che ogni anno, nel

mondo, vengono allevati e poi uccisi

per la produzione di pellicce pregiate. In Italia

sono presenti solo allevamenti di visoni. Questi,

cinque in tutto, erano già stati chiusi provvisoriamente

con disposizioni governative a

causa della pandemia e molti animali, trovati

positivi al Covid o sospettati di esserlo, erano

stati abbattuti.

Da gennaio non riprenderanno la loro attività:

agli allevamenti è consentito mantenere gli

animali già presenti nelle strutture non oltre

il 30 giugno 2022. Poi il governo ha stanziato

un massimo di 3 milioni di euro per la

chiusura delle strutture e la loro riconversione

in impianti agrivoltaici per la produzione di

energia pulita. Una volta chiuse le aziende, gli

animali saranno sterilizzati nel rispetto delle

procedure indicate dal Ministro della Salute

e trasferiti in strutture autorizzate, preferibilmente

quelle gestite da associazioni di protezione

animale riconosciute. Con le nuove

disposizioni, l’Italia va ad aggiungersi a molti

altri paesi in Europa dove la tipologia di allevamento

di animali da pelliccia è già vietata o,

addirittura, non ne è stata consentita l’apertura

come in Germania e Svizzera dove le regole

sul rispetto degli animali sono più rigide.

In Italia, negli anni, attorno al tema la battaglia

delle associazioni animaliste ha visto la

crescente sensibilità dell’opinione pubblica e

la decisione di molti marchi di moda a rinunciare

alla pelliccia come Valentino, Armani,

Prada, Versace. A partire dalla collezione Autunno

2022 anche il gruppo Kering (holding

francese proprietaria di marchi come Gucci,

Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga,

Alexander McQueen, Brioni e altri) sarà “furfree”.

M A G A Z I N E

11


RUBRICHE

14 Estetica & Bellezza

16 Mondo Donna

38

18 News Italia

20 News Mondo

22 Good Mind

24 Salute & Benessere

27 Correva l’anno

REPORTAGE

28 COMUNITÀ ENERGETICHE

32 BENVENUTO AUTUNNO

TALENTI ITALIANI

82

38 LUCIANO PAVAROTTI

RUBRICHE

45 Zona Beauty

46 Tutto intorno all’arte

48 Speciale Moda

52 Zona Fitness

54 Red carpet

56 Consigli per la casa

58 Io viaggio da sola

60 Le ricette di PiùMe

52

M A G A

45

PIÙME MAGAZINE

è una rivista di GENERAL PROVIDER Srl registrata presso il

Tribunale Ordinario di Lucca. Num. R.G.1009/2015

Numero Reg. Stampa: 9in data 01/09/2015

EDITORE: Pietro Paolo Tognetti

DIRETTORE RESPONSABILE: Luigi Grasso

DIRETTORE EDITORIALE: Maurizio Bonugli

ART DIRECTOR: Luca Baldi

HANNO COLLABORATO: Danilo Maramotti - Antonio

Provenzano - Irene Castelli - Carlo Romano - Tiziano Baldi

Galleni - Luca Alberti - Lara Venè - Chiara Zaccarelli -

Virginia Torriani - Mario Pucci - Giulia Biagioni - Fabrizio

Diolaiuti - Stefano Guidoni - Sabrina Sabatino - Katia Brondi

Redazione “I Consigli di Barbanera”

12

M A G A Z I N E


68

SERENA

WILLIAMS

DEFINIRLA LA TENNISTA PIÙ FORTE DI TUTTI

I TEMPI SAREBBE FORSE RIDUTTIVO.

PARADOSSALE MA VERO.

48

SOMMARIO

64 Garden Place

NUMERO 10-2022

66 Matrix

68 The Winner: SERENA WILLIAMS

28

72 Le avventure di PrìMo

74 Sulla strada

76 La 25°ora

78 My book

Z I N E

80 Teatro & Musica

82 On stage: PAOLA CORTELLESI

86 I consigli di Barbanera

32 56

88 L’altro sport

90 Home sweet home

92 I giochi di PiùMe

94 I Care

96 Qua la zampa!

98 L’Oroscopo di PiùMe

Direzione, redazione e amministrazione:

Via delle Ciocche, 1157/A

55047 Querceta - Seravezza (LU)

Tel. 0584/752891 - 0584/752892 Fax 0584/752893

www.ipersoap.com

bonugli.maurizio@ipersoap.com

Fotolito e stampa:

Rotolito S.p.A. Via Sondrio 3

(angolo Via Achille Grandi)

20096 Seggiano di Pioltello (MI) Italy n° ROC 25471

Copyright 2022 GENERAL PROVIDER Srl

Tutti i dirittti riservati. Testi, fotografie e disegni contenuti

inquesto numero non possono essere riprodotti, neppure

parzialmente, senza l’Autorizzazione dell’Editore. Pubblicazione

mensile in attesa di registrazione presso il tribunale di Lucca.

Le immagini utilizzate, dove non diversamente indicato, sono di

proprietà dell’archivio fotografico ADOBE STOCK.

M A G A Z I N E

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ESTETICA & BELLEZZA

DR. MARIO PUCCI

LA MEDICINA ESTETICA

RIGENERATIVA

Con il termine Medicina Estetica Rigenerativa identifichiamo una branca medica che

si dedica alla ricerca di soluzioni naturali, all’interno delle stesse cellule del paziente,

mirate alla ricostruzione dei tessuti danneggiati, utilizzando cellule indifferenziate

che possono essere prelevate dal proprio sangue o dai propri tessuti permettendo di

riparare e addirittura di ricostruire i tessuti danneggiati o semplicemente invecchiati.

F

ondamentalmente si basa sull’utilizzo di: PRP (plasma ricco di piastrine)

per il ringiovanimento, una procedura non invasiva che sfrutta la potenza

di guarigione delle piastrine e dei fattori di crescita; CGF (Concentrated

Growth Factors), evoluzione del PRP che esercita un’azione stimolante sui

processi riparativi delle lesioni cutanee.

È una nuova visione della medicina estetica, che oltre a migliorare l’aspetto

estetico della pelle, è in grado di rallentare il processo di invecchiamento

cutaneo regalando benefici che permangono nel tempo, infatti il risultato ottenuto

dura in media due anni.

Tra le possibili applicazioni della medicina estetica rigenerativa ci sono il

ringiovanimento di viso, occhi, contorno labbra, collo, decoltè, mani, seno,

utile per contrastare l’alopecia, per attenuare cicatrici, smagliature e molto

altro ancora. La Medicina Estetica Rigenerativa stimolando l’auto-rigenerazione

delle cellule di pelle e tessuti con micro iniezioni di sostanze naturali,

non sintetiche e con meccanismi che il proprio corpo è capace di innescare

autonomamente (se stimolato) è in linea con le nuove tendenze di una bellezza

sempre più naturale che prevede un uso sempre più limitato di farmaci

e sostanze di origine sintetica a favore di metodiche biologiche rigenerative

naturali migliorando oltre che l’aspetto fisico il nostro benessere psicologico

e sociale. Attualmente ci si avvale di una tecnologia innovativa che consente

il prelievo, la processazione e il trapianto di tessuto autologo per restituire un

aspetto più giovane a chi lo desidera.

E’ un trattamento ambulatoriale che si svolge in anestesia locale mediante

lipoaspirazione a livello di addome, fianchi, glutei, il tessuto adiposo viene

poi processato fino ad ottenere un prodotto fluido, di facile maneggevolezza e

con caratteristiche strutturali che lo rendono particolarmente efficace.

Dopo l’iniezione si attivano i meccanismi di rigenerazione cellulare che aumentano

la produzione di collagene cutaneo, le rughe si appianano, la pelle

appare, più piena, rimpolpata e rigenerata.

Uno dei vantaggi offerti dalla medicina rigenerativa è l’utilizzo di cellule provenienti

dallo stesso paziente, per cui si riduce praticamente a zero il rischio

seppur minimo di allergie che si può avere con altre sostanze.

Si tratta insomma di un approccio con tanti aspetti positivi sul quale la medicina

punta e punterà nei prossimi anni per cui possiamo affermare che la

Medicina Estetica Rigenerativa rappresenta il futuro della medicina

estetica

INFO&CONTATTI

telefono: 388 3099780

studiomedicodrpucci@gmail.com

www.medicinaesteticapucci.it

14

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M A G A Z I N E

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MONDO DONNA

di LARA VENÈ

GIORNATA INTERNAZIONALE

CONTRO IL TUMORE AL SENO

Ottobre si tinge di rosa. Ogni 19 ottobre, su iniziativa dell’Organizzazione mondiale

della sanità (OMS), in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale contro

il tumore al seno, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla malattia e promuovere

l’accesso a diagnosi, controlli e cure tempestive ed efficaci.

P

er tutto il mese si moltiplicano le campagne per far conoscere tutte

gli strumenti della prevenzione, l’arma più forte contro una patologia

che, secondo le stime AIRTUM-AIOM-Fondazione AIOM, ogni

anno, in Italia, colpisce 1 donna su 9, a prescindere dall’età. L’A.I.R.C

denuncia che nel nostro paese vengono diagnosticati 55.500 nuovi casi

(55.000 donne e 500 uomini) di tumore del seno in un anno. Numeri che

fanno di questa neoplasia la più frequente nel genere femminile in tutte le

fasce di età. Ma, dicono sempre i dati, nonostante il numero in aumento,

la mortalità si sta riducendo. E questo risultato è stato raggiunto grazie alle

nuove terapie chirurgiche, radioterapiche e oncologiche e, soprattutto, alla

diagnosi precoce.

Considerato l’abbassamento dell’età in cui la malattia può insorgere, l’attenzione

al proprio corpo dovrebbe partire fin dall’adolescenza con l’autopalpazione

e, se è il caso, controlli supplementari. Prevenzione dunque!

Approfittando di tutte le opportunità che nel mese di ottobre vengono offerte

alle donne per effettuare visite senologiche, consulti, mammografie ed

ecografie. O, semplicemente, informazioni utili per conoscere dati, fattori

di rischio, consigli alimentari e corretti stili di vita.

Grazie alla Campagna Nastro Rosa della LILT, ad esempio, per tutto

il mese di ottobre, sarà possibile sottoporsi a visite senologiche gratuite

presso le associazioni provinciali LILT e i circa 400 ambulatori attivi sul

territorio nazionale, dove potranno trovare materiali informativi e l’opuscolo

dedicato, o partecipare alle molte iniziative che ogni LILT Provinciale

prepara. Per farlo è necessario prenotarsi al numero

verde SOS LILT 800 998877, dove si possono anche ottenere

informazioni e indicazioni riguardo le proprie necessità.

16

M A G A Z I N E


M A G A Z I N E

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NEWS ITALIA

di ANTONIO PROVENZANO

Fa fare la pipì al figlio in

Piazza San Marco:

scatta la polemica

Venezia torna al centro della cronaca per gli episodi

di maleducazione e atti di inciviltà sia da parte degli

italiani che dei turisti. Come riporta Today, dopo la

bravata dei due ragazzi stranieri che hanno cavalcato

surf d’acqua elettrici sul Canal Grande, questa volta a

destare scalpore è la foto di una mamma che fa fare la

pipì al figlio in Piazza San Marco. L’immagine, fortemente

criticata sui social, sta facendo il giro del web.

La foto, scattata all’angolo delle Procuratie, ritrae una

mamma intenta a far fare pipì al figlio in un angolo

di Piazza San Marco, come se nulla fosse, come se

nelle vicinanze non ci fossero servizi igienici da poter

utilizzare. “Per cortesia, i bisogni fateli in bagno…”,

scrivono attoniti gli utenti social sotto la foto rilanciata

dalla pagina “Venezia NON è Disneyland”. E ancora:

“Un esempio di inciviltà, bisognava chiamare i vigili.

Qui ci sta una bella multa”, ma anche “Ci sono i bagni

a pochi metri ...maleducati”.

Il matrimonio finisce malissimo: al

posto dello sposo arriva l’amante

Scene di ordinaria follia avvenute poco prima di un

matrimonio, finito nel peggiore dei modi. In chiesa,

al posto dello sposo, è arrivata l’amante dell’uomo,

che ha comunicato alla donna in abito bianco la

scelta dell’uomo che avrebbe dovuto sposare. Un

colpo di scena che ha scatenato il caos. Le immagini

sono accompagnate da una didascalia che recita:

“Lo sposo non si presenta, ma si presenta l’amante,

Matrimonio finito male in Calabria”. Proprio la provenienza

geografica indicata da chi ha condiviso il

video dovrebbe contenere un’inesattezza: il filmato

mostra diverse brevi clip con la sposa in lacrime o

discussioni concitate tra gli invitati, con in sottofondo

un audio, che potrebbe essere stato aggiunto. Il

video appare montato e tagliato ad arte e il fatto che

la vicenda possa essere ambientata in Italia sembra

molto difficile: più probabile che la vicenda sia avvenuta

in Sudamerica, anche se risulta complicato individuare

un luogo soltanto da pochi frame o dai volti

dei presenti. Inoltre, è possibile che la cerimonia terminata

in malo modo non sia proprio recentissima:

scandagliando in social è possibile rinvenire alcuni

frammenti di video del medesimo matrimonio risalenti

all’inizio di luglio, con la sposa disperata sulla

limousine e altre donne che urlano, probabilmente

contro l’amante.

Organizzano una fuga a

Roma per sposarsi: lei fugge

dall’aeroporto con soldi e

bagagli

Lui, 40enne britannico, aveva conosciuto lei in un

locale londinese. Da subito era scattata la passione,

un amore corrisposto, almeno secondo il suo

racconto. Poco tempo dopo le chiede di sposarlo,

e lei accetta. Organizzano quindi una fuga d’amore

a Roma per un matrimonio lampo, ma prima della

partenza l’amara sorpresa. La donna è scappata

dall’aeroporto londinese di Heathrow con 5mila

sterline e i bagagli, approfittando della sosta in

bagno dell’uomo. Un testimone ha detto ai quotidiani

locali di come l’uomo fosse inconsolabile:

“Era a pezzi”. Il personale dell’aeroporto ha cercato

ovunque la donna senza trovarla. “Alla fine è stata

chiamata la polizia. Ma anche sul suo nome sono

sorti dubbi a quel punto”. Un portavoce della polizia

ha confermato che le indagini andranno avanti.

Rubano 800 euro di champagne al supermercato: “Volevamo farci il bagno”

Sorpresi a rubare champagne al supermercato si sono inventati

una scusa degna di Marilyn Monroe per provare a

giustificarsi: “Volevamo farci un bagno rinfrescante”. I carabinieri

del Radiomobile di Castelfranco Veneto li hanno però

arrestati con l’accusa di furto aggravato in concorso. Una vicenda

a tratti surreale, iniziata quando una 33enne originaria

del Veneziano, il suo convivente 38enne e un loro complice

50enne (provenienti dalla zona di Este) hanno messo a segno

un primo furto di champagne al supermercato di via dei

Carpani a Castelfranco Veneto. Non contenti, i tre soggetti

sono tornati sul luogo del furto per un nuovo colpo ma questa

volta ad attenderli c’erano i militari dell’Arma. Fermati in

flagrante, nello zainetto di uno dei tre sono state trovate ben

8 bottiglie di champagne di pregio, nella tasca dei pantaloni

dell’altro uomo una pinza tronchese e nella borsa della donna

un paio di scarpe sportive nuove, senza titolo di acquisto.

Nell’auto, parcheggiata nelle vicinanze, i carabinieri hanno

trovato svariate confezioni di coltelli e occhiali da sole di cui

i tre non hanno saputo spiegare la provenienza.

18

M A G A Z I N E


M A G A Z I N E

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NEWS MONDO

di ANTONIO PROVENZANO

Noleggia un’auto per tre giorni e le

addebitano 6mila euro per errore:

“Ha percorso 36mila km”

Ha preso un’auto a noleggio per tre giorni e si è vista

addebitare sulla sua carta di credito una somma

assolutamente spropositata: come riporta Today circa

8.000 dollari canadesi, pari a più di 6mila euro, per

aver percorso 36.000 chilometri in 72 ore. Una missione

impossibile per chiunque, a meno che non si

ritenga realistico mantenere un’andatura di 500 km/h

senza mai fermarsi. In realtà la donna vittima della

disavventura, di chilometri ne avrebbe percorsi solo

qualche centinaio. A inizio mese la donna ha preso

un volo da Vancouver a Toronto per aiutare la figlia

a sistemarsi all’università. Una volta in aeroporto ha

noleggiato un Suv con il quale ha sbrigato alcune

commissioni in città e si è poi recata a Kitchener, a un

centinaio di km di distanza, per fare visita alla suocera.

In tutto avrebbe percorso circa 300 chilometri. Dopo

aver riconsegnato l’auto, controllando l’estratto conto

ha però notato che la società di noleggio le aveva addebitato

una somma di oltre 8mila dollari per aver percorso

36.482 chilometri a una tariffa di 25 centesimi al

chilometro. Una distanza pari quasi alla circonferenza

della terra.

Le porta via il gin tonic:

nonnina schiaffeggia lo

steward in aereo

Sempre da Today, la notizia di un’anziana che ha preso

a sberle uno steward, su un aereo, nel momento

in cui lui le ha portato via il suo gin tonic. La donna è

diventata improvvisamente aggressiva e ha colpito il

dipendente della compagnia aerea Jet2 sul volo che

da Manchester porta a Rodi, in Grecia. Si è creato

subito un grande trambusto: tanto che l’aereo è stato

costretto ad atterrare a Monaco, in Germania. Qui la

nonnina è stata portata via dalla polizia. Gli schiaffi

allo steward sono stati la goccia che ha fatto traboccare

il vaso in un volo già complicato: la donna, appena

decollati, ha infatti iniziato a dare di matto dopo

la richiesta (negata) di avere champagne gratis. Alla

fine, le hanno portato un gin tonic, ma siccome non è

servito a farla stare calma, quando un membro dell’equipaggio

le si è avvicinato per toglierle il drink lei

ha dato in escandescenze. Il personale ha cercato di

calmarla, ma non ha funzionato. Un passeggero si è

anche lamentato dicendo che la donna aveva urinato

sulla sua poltroncina, prima di essere portata via da

nove poliziotti. La scena ovviamente è stata filmata,

finendo su TikTok dove gli utenti si sono detti sconvolti

per le immagini.

Si addormenta sulla spalla di

uno sconosciuto in autobus: il

destino li ha fatti rincontrare e

ora stanno insieme

Da un pisolino alla storia d’amore: questo è

quanto è successo a una coppia che si è innamorata

dopo aver dormito insieme sul bus. Eddy

Huarcaya ha conosciuto la sua Catalina sul bus,

in Perù, in maniera del tutto accidentale. Quando

si sono casualmente messi vicini, dopo poco

tempo lei si è pesantemente addormentata senza

una parola, ma lasciando ricadere la sua testa

sulla spalla di lui. Un po’ in imbarazzo, il ragazzo

non se l’è sentita di svegliarla né di provare

a spostarla, e dunque i due sono rimasti così

per tutto il viaggio. Anzi, per ridere un po’ lui ha

anche scattato un selfie in compagnia di questa

sconosciuta addormentata. Colpito dalla sua

bellezza, lo ha poi condiviso online chiedendo

agli utenti di aiutarlo a farle vedere il suo appello

perché “credo di essermi innamorato”. Da questo

incontro fortuito è nato un amore: adesso i due

stanno insieme ed Eddy ha raccontato la loro

storia su TikTok: “Si era addormentata, così l’ho

lasciata riposare” ha scritto lui, un gesto molto

dolce che è stato premiato dai commenti e dalle

visualizzazioni (quasi 15 milioni).

L’azienda che fa mangiare uova crude ai dipendenti che non raggiungono gli obiettivi

Sta suscitando scalpore sul web la storia di un’azienda

cinese finita nel mirino delle polemiche per il suo modo

di “punire” i dipendenti che non raggiungono gli obiettivi

fissati.

La storia è esplosa sui social media quando uno studente

universitario si è lamentato della sua esperienza in una

determinata azienda di Zhengzhou, dicendo che vige una

strana regola per cui i dipendenti devono mangiare uova

crude se non raggiungono in tempo gli obiettivi fissati

dalla società.

Il ragazzo ha detto di aver interrotto il suo tirocinio dopo

aver rifiutato di rispettare questa regola che, oltre a essere

umiliante e disumana, è anche dannosa per la salute: a

quel punto, i dirigenti si sarebbero arrabbiati talmente tanto

da mandarlo via prima della fine dello stage, scrivendo

che lo studente lasciava il posto per “motivi personali”.

Le dichiarazioni dello studente si sono diffuse e hanno suscitato

indignazione, con migliaia di persone che l’hanno

definita una pratica disumana.

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GOOD MIND!

di GIULIA BIAGIONI

BODY POSITIVITY:

RIDEFINIRE LA NOSTRA BELLEZZA

L’immagine corporea positiva è un atteggiamento

amorevole e rispettoso nei confronti del nostro corpo.

I

l termine Body Positive nasce, tra il 2010 e il

2011, grazie ai numerosi post social di donne

considerate sovrappeso che celebravano

orgogliosamente il loro corpo. Il movimento

Body Positivity ha poi nel tempo assunto un

significato più ampio ovvero dare un messaggio

positivo a chi non ha un corpo che non rispetta

gli standard globali attuali. Sappiamo infatti che

i canoni di bellezza esistono da che esiste l’uomo.

E sono variabili, variabilissimi nel corso del

tempo. La tecnologia, la presenza ingombrante

di internet e l’esplosione dei social network

hanno pesato sulla percezione dell’immagine e

sul confronto. Si sono diffusi standard estetici

estremamente precisi, quasi stringenti, spesso

improntati su una perfezione tanto assoluta

quanto irraggiungibile.

Le ricerche in ambito psicologico mostrano, in

modo chiaro, che essere esposti a modelli di

bellezza basati sull’ideale della magrezza, produce

un crescente senso di insoddisfazione corporea

nelle giovani donne. L’insoddisfazione del

corpo o body dissatisfaction si verifica quando

una persona ha pensieri e sentimenti negativi

persistenti riguardo al proprio corpo. Le persone

che provano una persistente insoddisfazione

corporea possono fissarsi sul tentativo di cambiare

la loro forma del corpo, che a sua volta,

può portare a comportamenti malsani col cibo,

esercizio fisico e integratori. Se queste pratiche

non portano i risultati desiderati il rischio è che

si sviluppino intensi sentimenti di delusione,

vergogna e colpa.

Tale senso di insoddisfazione è un importante

fattore di rischio per lo sviluppo dei disturbi

dell’alimentazione, come l’anoressia nervosa.

Una ricerca del 2019 evidenzia come, i principali

account Instagram di body-positive riflettano i

principi teorici dell’immagine corporea positiva:

accettazione, cura e rispetto verso ogni tipologia

e caratteristica del proprio corpo.

Questo ha portato molti specialisti a concludere

che l’inserimento di contenuti di body-positive

sui social network possa produrre benefici

effetti psicologici.

GIULIA BIAGIONI Psicologa, laureata in Psicologia Clinica e della Salute

Esperta in Psicologia dell’età evolutiva, in particolare disturbi del comportamento e ADHD

Specializzanda in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Instagram: giuliabiagioni.psicologa

Email: giuliabiagioni.psicologa@gmail.com

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SALUTE & BENESSERE

di VIRGINIA RICCI

Proteine vegetali

L’uso ormai quotidiano della carne, si sa, non

fa bene a noi e all’ambiente. La possiamo facilmente

sostituire con i legumi: la mancanza

di due aminoacidi (metionina e cisteina) si può

riparare trovandoli in abbondanza nei semi dei

cereali (quindi cereali integrali) o anche nei

semi di girasole, ricchi anche di vitamine e antiossidanti.

Uniamoli ai pinoli per preparare il

pesto, oppure spargiamoli sulle insalate.

Tutti gli usi del basilico

Mai abbandonare l’uso erbe fresche, da consumare

direttamente dalla pianta. Una delle più conosciute

è certamente il basilico, dalle mille virtù. Il

suo decotto sarà utilissimo in caso di bronchite,

asma e raffreddore, e persino per combattere il mal

di testa. Questa pianta è poi un ingrediente importante

nella medicina ayurvedica per molti sciroppi

contro la tosse e a funzione espettorante. Masticare

le foglie, aiuterà persino a ridurre il raffreddore.

Fiori di Bach

contro la voglia di fumare

Un aspetto specifico del fumo è il contatto, ed è

il principale motivo per cui di solito chi smette

di fumare tende a mangiucchiare disordinatamente:

non per appetito, ma per soddisfare il

bisogno di mettere qualcosa in bocca. Un’associazione

di Fiori di Bach che può aiutare in

questo caso è data da Agrimony e Cherry Plum

(per la perdita di controllo di sé e delle proprie

reazioni) e Heather, specifico per contrastare il

senso d’inquietudine e solitudine che spesso si

nasconde dietro il conforto nel fumo (ma anche

nell’alcol o nel cibo).

Aster in tavola

Arriva l’autunno e possiamo colorare i

nostri balconi e giardini con bellissime

piante di aster settembrino e di margherita

autunnale. Ora rifioriscono le rose tardive.

Fiori che non solo faranno bene all’umore

nostro e dei nostri vicini, ma rallegreranno

anche la tavola e il palato. Usiamone petali

e boccioli come guarnizione quando vogliamo

portare un tocco chic sulle insalate

o guarnire piatti di carne e verdura. Sono

commestibili, quindi non limitiamoci alle

decorazioni!

La pratica che rigenera

C’è una “medicina” che fa bene quando le

articolazioni dolgono, quando ci sentiamo

con le spalle al muro, quando tutti pretendono

qualcosa da noi, quando dobbiamo

riempire le nostre relazioni con chiacchiere

vuote: è il silenzio! Perché le invasioni, di

ogni genere, ci inducono a irrigidirci per

proteggerci, non ci accorgiamo di diventare

sempre più tesi e rigidi. Il silenzio, soprattutto

a fine giornata, ci dà l’opportunità

di tornare a percepire noi stessi. Attimi di

quiete tutti per noi.

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CORREVA L’ANNO

di NOEMI PALMIERI

1° ottobre 1982

arrivano i CD

Quarant’anni fa il modo di fruire la musica cambiò per sempre. Il 1° ottobre

1982, nell’anno in cui sbarcarono in America i videoclip grazie a MTV,

arrivarono sul mercato anche i compact disc, per soppiantare – senza riuscirci

mai completamente – i tradizionali vinili e audiocassette. Fu l’album 52nd Street

di Billy Joel il primo CD a riempire gli scaffali dei negozi di musica insieme al

lettore CDP-101, anticipando di qualche mese The Visitors degli ABBA, il primo

registrato su tale formato.

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REPORTAGE

di LARA VENÈ

COMUNITÀ

ENERGETICHE

Cittadini e imprese, negozi, associazioni ed enti

pubblici producono e si scambiano energia elettrica

prodotta da fonti rinnovabili.

Sono le Comunità energetiche con cui ci si difende

dal caro energia rispettando l’ambiente: un metodo

di città del futuro che affonda le radici nel nord

Europa e che, sta prendendo piede anche in Italia,

incentivato spesso dalle istituzioni.

C

osa sono le comunità energetiche

Previste dalla Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE), le

Comunità energetiche o Rec (Renewable Energy Community) sono

associazioni tra diversi soggetti (cittadini, attività commerciali, pubbliche

amministrazioni locali, imprese) che decidono di unire le proprie forze per

dotarsi di impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia

da fonti rinnovabili. In questo modo riescono a contrastare lo spreco,

condividendo un bene fondamentale a un prezzo accessibile.

Dove si comincia

Le Comunità energetiche si basano sulla partecipazione di tutti. Chiunque

può farne parte. I soggetti privati e pubblici che vogliono dare vita ad

una Comunità energetica devono costituire un ente legale, la Comunità

appunto. E possono farlo nelle forme che preferiscono. In genere si opta

per la forma di associazione o cooperativa dal momento che, per legge, lo

scopo di una Comunità energetica non può essere il profitto. Si scrive lo

statuto e ci si dota di un impianto. Chi vuol partecipare dovrà fare richiesta

all’amministratore della Comunità e condividerne regole e finalità.

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Gli impianti della Comunità

Gli aderenti alla Comunità dovranno individuare un’area in cui installare

un impianto fotovoltaico. Può essere il tetto di un condominio per

condividere l’energia prodotta tra tutti gli appartamenti o negozi e uffici

che hanno scelto di far parte della Comunità. I consumatori devono

essere vicini. Si possono costituire Comunità di borgo: l’impianto non

deve necessariamente essere di proprietà della Comunità, può essere

messo a disposizione da uno solo o più dei membri partecipanti

o anche da un soggetto terzo. Spesso si avvia una convenzione

con Comuni o altri enti pubblici, affinché sostengano le spese di

investimento per l’impianto. Poi, ogni partecipante deve installare uno

smart meter, un contatore intelligente in grado di rilevare in tempo

reale le informazioni su produzione, autoconsumo, cessione e prelievo

dalla rete dell’energia.

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REPORTAGE

Tanti vantaggi

Far parte di una Comunità energetica offre

tanti vantaggi in termini di risparmio anche

economico.

Quelli immediati si possono subito

riscontrare nella bolletta della luce. Nelle

Comunità, infatti, parte dei consumi elettrici

sono soddisfatti mediante l’autoconsumo

legato all’impianto fotovoltaico: più energia

si autoconsuma e più si riducono i costi delle

componenti variabili della bolletta (quota

energia, oneri di rete e relative imposte quali

accise e IVA).

C’è, poi, una valorizzazione dell’energia

prodotta. Se, ad esempio, la produzione di

energia risulta essere superiore al consumo,

questa può anche venire immagazzinata in

sistemi di accumulo per essere poi utilizzata

quando le fonti rinnovabili non sono

utilizzabili (ad esempio di notte nel caso dei

pannelli solari) o quando se ne verifichi la

necessità come nei casi in cui si debba far

fronte a picchi di domanda.

Attraverso contratti di diritto privato, che

quindi vengono decisi all’interno delle

singole Comunità, i componenti decidono

come ripartire i ricavi derivanti dall’energia

prodotta: si può decidere di ripartire i

guadagni della vendita dell’energia in

eccesso in modo uguale fra tutti i soci o di

privilegiare, in base a criteri stabiliti, alcuni

in particolare.

Tra i vantaggi, anche le agevolazioni fiscali:

per i privati la realizzazione di un impianto

fotovoltaico sul tetto di un edificio rientra

nell’ambito degli interventi di ristrutturazione

edilizia, previsti dall’Agenzia delle Entrate,

per l’accesso alle agevolazioni fiscali. È infatti

possibile detrarre dall’Irpef il 50% dei costi

di realizzazione (maggiori dettagli nella guida

dell’Agenzia delle Entrate). Per le imprese è

previsto il superammortamento del 130% del

valore.

Dalla Germania all’Italia

Le Comunità energetiche rinnovabili sono

una realtà diffusa in molti paesi del Nord

Europa. Il primato spetta alla Germania che,

secondo uno studio del Centro Comune di

Ricerca dell’Unione Europea del 2020, con

1750 Comunità, è il paese Ue che ne conta di

più. Seguito dalla Danimarca che ne ha 700 e

dai Paesi Bassi dove se ne trovano 500.

La guida ENEA (Agenzia nazionale per le

nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo

economico sostenibile) realizzata nell’ambito

del Progetto Europeo GECO, stima che per

il 2050 264 milioni di cittadini dell’Unione

Europea genereranno fino al 45%

dell’elettricità rinnovabile complessiva del

sistema, contribuendo così in maniera attiva

al raggiungimento della neutralità climatica.

Stando alla XVI edizione di Comunità

Rinnovabili, lo storico rapporto di

Legambiente, in Italia, nella primavera scorsa

erano circa 33 le Comunità Energetiche da

fonti rinnovabili complessivamente mappate,

di cui 100 realtà effettivamente operative, 41

in progetto e 24 che muovono i primi passi

verso la costituzione.

In capo a tre anni, ci potrebbe essere una

crescita davvero importante se, come

sostiene il Politecnico di Milano nello

studio l’Electricity Market Report le energy

community italiane saranno circa 40mila e

coinvolgeranno circa 1,2 milioni di famiglie,

200mila uffici e 10mila piccole medie

imprese.

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REPORTAGE

di LARA VENÈ

BENVENUTO...

AUTUNNO

Ragazze e ragazzi le vacanze sono finite: tra lunedì 12 e

giovedi 14 settembre si torna in classe un po’ ovunque

(in Alto Adige la campanella suona il 5 mentre in Valle

d’Aosta il 19) e poi via, avanti fino al prossimo 10 giugno.

L

e giornate sempre più corte, il sole ancora più tiepido. Le foglie che

cadono, l’azzurro intenso e il bianco lasciano spazio all’arancio,

all’ocra, al marrone, al verde scuro. Si accendono i primi fuochi,

nell’aria l’odore di mosto, di funghi e di castagne: bentornato ottobre! Il

mese che porta l’autunno è ricco di tradizioni, chiude definitivamente l’estate

e ci accompagna verso un altro nuovo inverno. Dai funghi al tartufo, dalle

castagne al foliage, per gli amanti della natura è il mese ideale per vivere a

pieno il bosco, i suoi profumi, i suoi silenzi e tutti i suoi caldissimi colori.

Un weekend di foliage

La parola in sé sta per fogliame ma si porta dietro un significato ancora

più profondo: quella variazione del colore delle foglie degli alberi, che dal

verde passa al giallo fino alle diverse gradazioni del rosso. Mentre mutano

regalano sfumature e, insieme, sensazioni diverse, che solo l’autunno

riesce a farci vivere. Ecco perché il foliage non può significare solo e soltanto

fogliame.

Ma è un’esperienza intima, che un numero sempre più crescente di per-

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sone desiderano vivere. Complice un patrimonio naturalistico più unico

che raro, da nord a sud, in Italia i luoghi del foliage sono innumerevoli,

uguali e diversi. E sono tanti i luoghi dove è possibile fare questa esperienza,

abbinandola ad un week end o una singola domenica a pochi

chilometri da casa.

Da farsi anche in treno! Come il viaggio a bordo del Treno del foliage tra

i boschi di Piemonte e Svizzera, un itinerario lungo 52 chilometri lungo

storica la ferrovia Vigezzina - Centovalli che collega Domodossola a Locarno.

In due ore circa, su 83 ponti e 31 gallerie passando per vallate, boschi

e borghi, con soste a piacere lungo il percorso, è un viaggio tra i colori

infiammati e i sapori tipici dell’autunno.

Da venerdì 21 a domenica 23 ottobre, invece, nel Parco Nazionale delle

Foreste Casentinesi torna il “Festival del Fall Foliage”, che quest’anno giunge

alla sua IX edizione. Tre week end in diverse località del Parco per

ammirare i colori della foresta che in questo periodo si veste di infinite sfumature

di gialli, rossi, verdi e arancioni. Per celebrare questo straordinario

evento sono previste numerose attività: escursioni, passeggiate, laboratori,

mostre, workshop di fotografia, sagre, degustazioni e tante altre iniziative

alla scoperta di un territorio e delle sue più prestigiose proposte culturali

ed enogastronomiche. Eventi a parte, ogni regione d’Italia, offre mete interessanti

in cui poter abbinare i colori al gusto dei “frutti” dell’autunno. Si

perché il bosco in questa stagione regala prelibatezze uniche per il palato.

Il rito della raccolta delle castagne

Tra foglie cadute e odore di funghi si trovano i ricci che raggiunti a maturazione

l’albero lascia cadere. Nel cadere si aprono e perdono la castagna.

Spesso rimane al suo interno e la castagna va tirata fuori con l’aiuto dei

piedi. La raccolta della castagne é il divertimento e il piacere per famiglie,

adulti e piccini: la gara a chi ne raccoglie di più o a chi riesce ad accaparrarsi

la più bella o la più grande. Un rito che si ripete e che, anche questo,

anima e si lega ai giorni dell’autunno.

Dove ci sono le castagne, spesso ci sono anche i funghi. È questo il periodo

in cui la presenza del re del bosco è all’apice: il fungo porcino. In

particolare di castagno e di querce fa impazzire gli appassionati che in

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REPORTAGE

questi giorni ne fanno la caccia tra riti, segreti

e leggende. Per poi finire in piatti protagonisti

di ricette tradizionali o innovative, dal gusto

unico e inconfondibile.

Un altro fungo, che invece cresce sottoterra, è

il tartufo. Sebbene ne esistano di diversi tipi

ognuno dei quali ha una propria stagione di

crescita e di raccolta, è l’autunno la stagione

in cui degustare il tartufo bianco pregiato e

quello nero, al centro di eventi, dimostrazioni,

ricette sfiziose e gustose.

L’arancio dei tramonti infuocati e quello delle

foglie dei boschi è anche quello della zucca,

regina della stagione autunnale. Alimento antico,

ingrediente di zuppe e piatti amati anche

dai più piccini, la zucca è il simbolo per eccellenza

della ricorrenza famosa dell’autunno:

Halloween. Questa festa popolare di origine

celtica, sviluppatasi in Svezia e in Irlanda e

poi emigrata negli Stati Uniti e Canada, che

si celebra la notte tra il 31 ottobre e il 1° di

novembre con scherzi e travestimenti a tema

horror, si è diffusa anche a casa nostra. E ottobre

è il mese in cui le zucche di varie forme

e grandezze impazzano ovunque, mentre nella

notte della festa vengono portate in processione

o disposte sui davanzali, intagliate a

forma di faccia e illuminate da candele all’interno.

In realtà, la zucca è anche al centro di altre

usanze nostrane.

Come quella legata al Polesine, nelle campagne

del Veneto, dove la zucca viene coltivata

in gran quantità. Qui, la tradizione narra

che in passato, durante il periodo dei morti, le

famiglie si riunivano per preparare le zucche

a mo’ di lanterne per richiamare le anime defunte

e rendergli omaggio.

Autunno e il ritorno dell’ora solare

Con il ritorno dell’ora solare l’inverno è ancora

più vicino. Domenica 23 ottobre 2022 termina

l’ora legale e torna l’ora solare 2022. Il

cambio sarà la notte tra sabato 22 e domenica

23, fino a domenica 26 marzo 2023 quando di

nuovo tornerà quella legale.

Bisognerà spostare le lancette indietro di

un’ora, esattamente dalle ore 3 alle ore 2: si

guadagnerà un’ora di sonno ma si perderà

un’ora di luce la sera. Diventerà buio ancora

prima e l’autunno, anche se durerà ancora

fino al 21 dicembre, ci sembrerà completamente

finito.

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TALENTI ITALIANI

di LARA VENÈ

Non è da tutti essere un

cantante lirico e diventare

popolare come una pop

star, portare le romanze

fuori dai teatri, in piazza e

farle conoscere e poi amare

dal grande pubblico. Infatti,

non è da tutti, è riuscito

solo a lui, Luciano Pavarotti,

considerato tra i maggiori

tenori di tutti i tempi.

LUCIAN

PAVARO

IL MAGGIORE TENORE DI TUTTI

I

l “Maestro” cosi era definito, nato a Modena il 12

ottobre del 1935, studia, si appassiona alla musica

operistica e impara canto. A 26 anni il debutto,

dopo il primo riconoscimento ottenuto nel Concorso

Internazionale Achille Peri, che si svolgeva a Reggio

Emilia. È il 29 aprile 1961 e un giovane Pavarotti sul

palcoscenico del Teatro Municipale di Reggio Emilia

interpreta Rodolfo ne La bohème di Puccini, diretta da

Francesco Molinari Pradelli. Da quella volta Luciano

Pavarotti sarà Rodolfo in altre 360 recite, quasi tutta la

carriera. Il poeta dell’opera pucciniana diventerà una

sorta di suo alter ego e l’aria Che gelida manina cantata

a Mimì, una delle più popolari di sempre.

Pavarotti si sposta nei teatri di tutta Italia e d’Europa e

si divide tra La bohème, Rigoletto, La Traviata, Lucia di

Lammermoor, Madama Butterfly, senza sosta.

Il debutto a New York

Il 1965 è un anno cruciale per questo tenore che

comincia a spopolare: nello stesso anno Pavarotti

debutta alla Scala e poi negli Stati Uniti, a Miami. Ma

il grande passo oltreoceano avviene due anni dopo,

nel 1967 al San Francisco Opera, sempre nel ruolo

di Rodolfo ne La Bohème. E l’anno dopo, nel 1968,

arriva anche il debutto al Metropolitan di New York.

Pavarotti ha 33 anni e si fa conoscere per il talento, la

padronanza del palcoscenico, una voce squillante e gli

estremi acuti che meravigliano e incantano. La prova

arriva il 17 febbraio 1972, sempre al Metropolitan di

New York, dove in occasione dell’esecuzione dell’opera

La Fille du Régiment, esegue nove do acuti, difficilissimi

da emettere a voce piena, in maniera naturale nell’aria

di Tonio “Ah, mes amis”. Riceve una standing ovation

senza precedenti che lo richiama in favore di applauso

per ben 17 volte, segnando un record che, secondo le

cronache, ad oggi nessuno ha ancora battuto.

Fuori dai teatri e la lirica nelle piazze di tutto il

mondo

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Penso che una vita spesa per

la musica sia una vita spesa

bene ed è a questo che mi

sono dedicato.

O

LUCIANO PAVAROTTI

TTI

I TEMPI

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TALENTI ITLIANI

Luciano Pavarotti insieme alla seconda moglie Nicoletta Mantovani

Un giovane Luciano Pavarotti

A partire dagli anni Ottanta,

Pavarotti “scende” nei grandi

spazi aperti di tutto il mondo

e avvia una serie di esibizioni

destinate ad un successo

strabiliante e numeri eccezionali.

L’avvio lo dà il Rigoletto in forma

di concerto a Central Park di

New York il 17 giugno 1980, con

200.000 spettatori. Nel 1985

tiene un concerto allo Sports

Arena per il San Diego Opera.

Nel giugno del 1986 si esibisce a

Pechino, per un concerto al Teatro

delle Esposizioni. Il successo è

enorme, il pubblico lo ricopre

di applausi e il Maestro viene

chiamato in scena per un secondo

spettacolo ripreso in diretta dalle

tv cinesi, italiane e americane.

Nel 1987 canta Nessun dorma

con la London Philharmonic

Orchestra diretta da Zubin Mehta

nella colonna sonora del film “Le

streghe di Eastwick”. Nel 1991,

davanti a 330 000 persone tra cui

anche Lady D e il marito Carlo, si

esibisce a Londra, a Hyde Park in

un concerto trasmesso dal vivo in

televisione in Europa e negli Stati

Uniti. Nel dicembre dello stesso

anno è allo stadio Pacaembù di

San Paolo in Brasile, nel giugno

1993, di nuovo al Central Park in

un altro live gratuito trasmesso

anche in diretta tv con milioni di

telespettatori. Nello stesso anno

partecipa al World Music Awards

e a settembre é a Parigi sotto la

Torre Eiffel di fronte a 70.000

persone.

I raduni con Plácido Domingo e

José Carreras

È il 7 luglio 1990 e in occasione

della finale del campionato del

mondo di calcio svoltasi a Roma, i

tre tenori di fama mondiale Luciano

Pavarotti, José Carreras e Plácido

Domingo, diretti dal maestro

indiano Zubin Mehta tengono un

concerto alle Terme di Caracalla,

in una serata passata alla storia i

tre giganti della lirica eseguono

arie tratte da opere famose, ma

anche brani provenienti dal

repertorio musicale popolare da

tutto il mondo (Cielito lindo, Oci

Chi sa fare la musica la

fa, chi la sa fare meno

la insegna, chi la sa

fare ancora meno la

organizza, chi la sa fare

così così, la critica.

LUCIANO PAVAROTTI

Luciano Pavarotti insieme a Lady D

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Ciornie, La Vie en rose, Memory,

Amapola, Torna a Surriento,

‘O sole mio, Core ‘ngrato). I tre

canteranno insieme anche dopo la

serata romana, come nei concerti

del 17 luglio 1994 a Los Angeles

(finale del campionato mondiale

di calcio USA ‘94) davanti a Frank

Sinatra e Gene Kelly, cui dedicano

My Way e Singin’ in the rain. E

ancora, nel 1997 a Modena con

Michael Jackson, l’anno dopo a

Parigi in occasione della finale

dei Mondiali di Francia e nel

2002 a Yokohama sempre per la

finale dei campionati mondiali di

calcio. Nel frattempo, tra il 1992

e il 2003, assieme alla seconda

moglie Nicoletta Mantovani,

il tenore dà vita a l Pavarotti

& Friends, l’evento musicale

benefico organizzato a Modena

per sostenere cause umanitarie.

Con Zucchero Fornaciari e poi

l Pavarotti & Friends

Dopo averla portata tra la gente,

nel 1992 Pavarotti segna un altro

record, quello di far incontrare

la lirica con la musica leggera.

Lo fa collaborando con Zucchero

Fornaciari. Nel 2004 partecipa al

concerto-evento alla Royal Albert

Hall di Londra del 6 maggio 2004

per l’apertura dello Zu & Co e

duetta Miserere. Due anni dopo,

Il 10 febbraio del 2006, durante

la cerimonia di apertura XX

Giochi olimpici di Torino l’ultima

esibizione prima della malattia.

La stella di Pavarotti sulla Walk

of Fame di Hollywood

Dallo scorso 24 agosto, la sua

stella è sorta anche nella Walk of

Fame di Hollywood.

Li, nei viali sulla collina di

Hollywood a Los Angeles, nel

percorso di 2.700 stelle a cinque

punte in ottone, che recano i

nomi di celebrità onorate per il

loro contributo allo star system

e all’industria dello spettacolo

statunitense e non solo, c’è anche

il nome del tenore italiano che ha

portato l’Italia nel mondo.

Luciano Pavarotti in alcuni famosi momenti

degli spettacoli “Pavarotti & Friends”

Niente di quello che è

successo mi ha fatto

sentire cupo o rimanere

depresso. Amo la mia vita.

LUCIANO PAVAROTTI


*test clinico e di autovalutazione su 20 soggetti

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ROSA NUTRIENTE

#EveryDayDiva

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M A G A Z I N E


ZONA BEAUTY

di CHIARA ZACCARELLI

IL MAKE-UP DELL’AUTUNNO,

DIRETTAMENTE DALLE PASSERELLE

Massimaliste, a volte un po esagerate, le tendenze trucco per l’autunno/inverno

che emergono dalle principali fashion week ci ispirano e ci fanno sognare.

N

ella speranza di aver definitivamente archiviato le mascherine,

esploriamo le tendenze make up decretate dalle sfilate di New York,

Londra, Milano e Parigi per questo autunno/inverno. Protagonista è

il rossetto, declinato in nuances bold e intense; stesso mood anche per gli

occhi, dove a dominare è l’eye-liner, così come gli effetti 3D e i colori sgargianti,

mentre la base è naturale e glowy, quasi bagnata. Come dicevamo,

i riflettori questa stagione sono puntati sulle labbra, che ora ritornano a riprendersi

il loro (sensualissimo) ruolo. Sulle passerelle sono stati avvistati

rossi corallo, da N°21 e da Miu Miu, dove l’aggiunta di un gloss vinilico

ha reso le labbra delle modelle ancora più accattivanti, da Alberta Ferretti

e Chanel si è puntato su una sfumatura rosata, mentre le nuance più dark

come borgogna e bordeaux hanno ispirato Dries Van Noten e Rochas. Lo

sguardo è esaltato dall’immancabile smokey eye, soprattutto nella versione

halo, con la parte centrale più chiara, ma non demorde nemmeno l’eye liner,

come ci conferma Moschino, che per il beauty look della sua sfilata abbina

le due tecniche, per un allure rétro glam. Mood più dark da Blumarine

dove lo sguardo delle modelle, ombreggiato da intriganti velette, è bistrato

da ombretti viola, lilla, fucsia e nero. Un trend molto amato da celebrity e

influencer, che questa stagione ha visto la sua consacrazione anche sulle

passerelle è quello del punto luce. L’angolo interno è la parte più in ombra

dell’occhio, ecco perché sottolinearla con un pizzico di luce o di colore apre

all’istante lo sguardo.

E se da Dior un tocco metal regala un beauty look futuristico, da Saint Laurent

i pigmenti viola accentuano l’inner corner delle ragazze in passerella,

mentre da Acne Studios il punto luce si assesta sul bianco, leggero ma

visibile, ideale per valorizzare l’iride. Decisamente massimalista la tendenza

che ha visto i truccatori utilizzare perle, piume, fiori e cristalli, per creare

un trucco occhi tridimensionale: da Simone Rocha, per esempio, le pietre

e i cristalli che impreziosiscono abiti e accessori della collezione finiscono

per magia anche sugli occhi delle modelle. L’eyeliner cangiante sui toni del

verde e del lilla visto sulla passerella di Giambattista Valli invece regala

allo sguardo un sofisticato bagliore colorato che enfatizza l’effetto bagnato

dell’incarnato. E a proposito di incarnato: la tendenza vira sempre più verso

una pelle al limite del luminescente, super glowy, ottenuta con

una sapiente skincare, che rende l’uso di fondotinta e correttore

quasi superfluo.

M A G A Z I N E

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TUTTO INTORNO ALL’ARTE

di IRENE CASTELLI

UNA REGINA DELLA COUTURE

ANNI VENTI, A PARIGI

Lo stravagante mondo di un genio: Elsa Schiaparelli

Schiaparelli-Exhibition2022©DominiqueMaitre Schiaparelli-Exhibition2022©DominiqueMaitre Schiaparelli-Exhibition2022©DominiqueMaitre

O

ltre quattro anni di preparazione. Arriva così al Musée des Arts Décoratifs di

Parigi “Shocking! Il mondo surreale di Elsa Schiaparelli”: una retrospettiva

di arte e moda, concepita e realizzata come un’esplorazione tra passato e

presente, attraverso le tante ispirazioni di una stilista visionaria.

Tante furono le sue relazioni con i principali artisti dell’epoca, fonte di altissima

ispirazione. Oltre 520 opere in mostra per quella che, fino al 22 genniao 2023, sarà

ufficialmente la prima mostra dedicata alla couturière italiana, dopo la riapertura

della Maison Schiaparelli. Al centro dell’esposizione non è solo il suo rapporto con

l’arte, ma anche la potente influenza che il suo lavoro e la sua eredità hanno avuto

su diverse generazioni di stilisti e designer. Grazie alla collaborazione con gallerie e

collezionisti, la mostra si arricchisce di un suggestivo focus culturale che comprende

oggetti e opere d’arte, fotografie, illustrazioni, gioielli e mobili che sottolineano

le sue idee visionare e audaci sulla moda tra gli anni Venti e Quaranta. Nel ridefinire

il guardaroba della donna moderna, Elsa traeva ispirazione da una costellazione di

talenti e amici d’avanguardia. Dal suo sodalizio con i surrealisti - tra cui Man Ray,

Jean Cocteau, Salvador Dalí e Meret Oppenheim - alle collaborazioni con Alberto

Giacometti e Jean Schlumberger, la mostra celebra le persone e i movimenti che

influenzarono il suo stile. Senza dimenticare le prime celebri fragranze Schiaparelli

e i loro packaging, parte di uno dei più importanti capitoli nella storia

dei profumi.

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M A G A Z I N E


M A G A Z I N E

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SPECIALE MODA

di IRENE CASTELLI

UN INVERNO DI

COLORI E GEOMETRIE

Ci siamo: un’esplosione di stampe optical anni Sessanta

spezza il trend total black delle passate stagioni.

Le collezioni autunno-inverno si colorano di geometrie che

non passeranno di certo inosservate!

Linee decise o abiti scultorei catturano lo sguardo:

sperimentate con accessori che seguono il ritmo di questa

tendenza, pronta a rendere ogni look creativo come un’opera

d’arte. Da sfoggiare in bianco e nero se vi piace l’effetto

minimal, oppure a tutto colore per un twist pop. Linee, rombi,

quadrati e zig-zag effetto arcobaleno catturano ogni capo,

per sperimentare uno stile innovativo.

Che ne dite di osare?

Cappotto con maxi bordo a contrasto, Annakiki.

Miniabito con righe colorate,

Cappottino con rombi,

Maglione con intarsi optical,

Tote bag in pelle con inserti

Attic and Barn.

Beatrice.B.

United Colors of Benetton.

logati, Gucci.

Cappotto check in lana

morbida, iBlues.

Borsa con inserti geometrici e

decori pittorici, MalìParmi.

Abitino con remix di fantasie,

Max&Co.

Cappellino tricot con quadrati

variopinti, Paul Smith.

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M A G A Z I N E


Umidificata, morbida, profumata. Fria Easy, la carta veramente

igienica, è la soluzione ideale per sentirsi freschi e puliti tutte le

volte che ne hai bisogno. Portala sempre con te, per una migliore

igiene intima in casa, in viaggio o a scuola.

fria.it

M A G A Z I N E

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M A G A Z I N E


Una tracolla

passe-partout

Una linea pensata per una donna d’eleganza raffinatissima,

originale e discreta: accessori senza tempo, di grande qualità.

Dove ritrovare tutti gli elementi della tradizione del marchio

italiano The Bridge: un design classico ma attuale, dettagli

squisiti e rifiniture di perfezione artigianale. La staffa che decora

la patta di Bettina è un dettaglio in stile selleria, disegnato per

sottolineare l’essenza del brand; nella versione con macrointreccio,

la lavorazione in diagonale sulla pattina dona

carattere alle crossbody proiettandole verso un immaginario

contemporaneo, urbano e femminile mentre mette in risalto

l’artigianalità e la qualità delle lavorazioni The Bridge.

Un orologio sostenibile

Con Tom Ford, ecco arrivare la terza puntata della serie TOM

FORD Ocean Plastic Timepieces. L’orologio N.004: un

design della cassa rettangolare in plastica oceanica nera e bianca

semi-opaca, progettata con cura per consentire uno scambio

semplice fra i cinturini. I materiali utilizzati per creare l’orologio

TOM FORD N.004 non contengono plastica nuova: ogni modello

rimuove permanentemente l’equivalente di 35 bottiglie di rifiuti di

plastica dall’oceano.

Ma non solo: per promuovere questo impegno per la

sostenibilità, nel 2020 Tom Ford ha collaborato con Lonely

Whale per lanciare il TOM FORD Plastic Innovation Prize, l’unico

concorso globale incentrato sulla creazione di alternative scalabili

e biologicamente degradabili di plastica a film sottile.

Colori e linee naturali

Tinture naturali, ottenute dall’infusione dei tessuti con

semi di sambuco e mallo di noci, senza l’utilizzo di fissanti

chimici. La sostenibilità è la protagonista della prossima

collezione invernale di Pomandère, con una capsule

in cui colorazioni green conquistano tre modelli iconici

di Pomandère: la camicia in habotai di seta, la t- shirt

in jersey e il pantalone in cotone, in morbide sfumature

del crema, marrone, avorio e nocciola. Il marchio veneto

infatti, s’impegna da sempre a ridurre l’impatto ambientale

della propria attività, a partire dalla scelta di materiali e

lavorazioni rispettosi dell’ambiente.

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ZONA FITNESS

di LARÀ VENÈ

TONIFICA I MUSCOLI

CON IL POWER PUMP

Lo scopo del power pump è già contenuto nel significato delle due

parole che lo compongono, basta tradurle dall’inglese. “Power” sta

per potenza e “pump” per pompare. Dunque un allenamento che,

principalmente, potenzia i muscoli.

T

uttavia, i benefici del power pump sono anche altri e questo spiega

perchè i corsi di power pump contano spesso numerosi iscritti e

siano un’offerta quasi costante in molte palestre o centri fitness.

Questo tipo di attività è stata coniata agli inizi degli anni Novanta dal neozelandese

Philip Mills che cominciò ad allenarsi a tempo di musica utilizzando

un bilanciere. Da lì a poco brevettò l’allenamento che si chiamava

Body pump.

Il senso del power sta proprio nell’intento di proporre un’attività in grado

di lavorare intensamente sulle fasce muscolari con, appunto, il pompaggio

dei muscoli di tutto il corpo. Infatti, i benefici del power pump riguardano

in particolare l’aumento di forza e di resistenza: tutti gli esercizi vengono

effettuati con un sovraccarico. Durante le lezioni vengono utilizzati vari attrezzi

come manubri, cavigliere, pesetti, elastici, ma anche step e tappettino

per gli addominali a terra.

Una lezione di power pump dura in genere 50 minuti. Si comincia con

il riscaldamento a ritmo di musica, che dà la giusta carica ed energia; si

passa poi al lavoro di potenziamento muscolare con esercizi mirati: vari

tipi di affondi per i glutei, squat per le gambe, rematori per i dorsali, alzate

di braccia etc; viene poi la sezione dedicata agli addominali e infine,

si conclude con lo streching per stirare e allungare tutta la muscolatura

sollecitata.

Il risultato? Muscoli più tonici ma non ingorssati e una silhouette ben

delineata e definita. Il power pump garantisce la perdita di peso

e risultati visibili in poco tempo.

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M A G A Z I N E


PIASTRA WET2STRAIGHT S7300

• Ceramica infusa di micro-particelle anti-crespo

• Adatta all’uso su capelli asciutti o umidi per uno styling più veloce

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RED CARPET

di ANTONIO PROVENZANO

Aurora Ramazzotti è incinta.

Michelle Hunziker nonna a gennaio

Aurora Ramazzotti è incinta del fidanzato Goffredo Cerza. Eros e Michelle

Hunziker diventeranno nonni il prossimo gennaio e la gioia in famiglia è

immensa. A confermare la notizia della dolce attesa di Aurora Ramazzotti

è il magazine Chi, che già qualche settimana fa aveva sorpreso la ragazza

in compagnia di mamma Michelle Hunziker recarsi in farmacia a chiedere

un test di gravidanza. Allora non era chiaro a chi delle due servisse. Infatti,

la presentatrice stava ancora con Giovanni Angiolini, il medico che per

qualche mese ha preso il posto di Tomaso Trussardi dopo il divorzio. I due

però si sono lasciati a fine agosto. Il magazine diretto da Alfonso Signorini

ha rivelato che ad essere incinta è Aurora Ramazzotti. Dopo tante voci su

presunte gravidanze, questa volta è vero. Dunque, Aurora, dopo cinque

anni di relazione con Goffredo Cerza, di professione business analyst,

aspetta un bebè e diventerà mamma a gennaio.

Harry Styles interrompe il concerto perché

gli lanciano crocchette di pollo

Molto probabile che per il suo concerto-evento al Madison Square Garden di New

York il cantante (e attore) britannico Harry Styles si aspettasse il bagno di folla, ma

di sicuro non che la folla gli lanciasse crocchette di pollo. Eppure è successo e,

all’inizio, è rimasto così perplesso che ha smesso di cantare. «È un chicken nugget?»,

ha chiesto Styles guardando il pubblico. Poi ha preso la crocchetta in mano

e ha aggiunto: «Approccio interessante, molto interessante per attirare l’attenzione.

Ma mi dispiace, non la mangio», per poi continuare in italiano «Non mangio carne».

Turbato? Solo inizialmente, forse, perché poi nel suo stile il cantante, ex leader

della boyband One Direction, ha cominciato a fare ironia: «Ma questa pepita è

anche fredda, vecchia, decisamente molto vecchia». Quindi ha chiesto chi l’avesse

lanciata e, una volta individuata la fan «colpevole», ha domandato tra una parata

di chicken nuggets e l’altra: «Rivuoi la tua pepita?». La risposta è stata subito sì. A

questo punto Harry l’ha lanciata, ma facendo alcune precisazioni: «Ecco qua, puoi

riavere la tua pepita. Anche se devo dirti che è molto fredda e, quindi, presumo

molto vecchia». Ha poi pregato la fan lanciatrice di non mangiarla promettendo

di procurarle delle nuove pepite di pollo: «Non aver paura, ti prenderò degli altri

chicken nuggets, questa sarebbe meglio non mangiarla».

STAR DA PICCOLI - Ora li riconoscete, ma com’erano prima?

Nato a Vico Equense, ha studiato presso la locale scuola

alberghiera, I.S.I.S. “F. De Gennaro” (dove suo padre,

anch’egli cuoco, ha insegnato), conseguendo l’Attestato di

Cucina nel 1994. Dopo le prime esperienze nella penisola

sorrentina, segue periodi di stage in due ristoranti francesi

nella regione dell’Alsazia, l’Auberge dell’Ile di Illhaeusern

e il Buerehiesel di Strasburgo. Ha avuto modo di lavorare

anche nel ristorante del Grand Hotel Quisisana di Capri,

quando la cucina era sotto la consulenza di Gualtiero Marchesi.

Su questa esperienza ci sono state delle polemiche

da parte di Marchesi dovute al fatto che in quel periodo la

sua presenza si limitava al ruolo di consulente e non di

chef della cucina, sottolineando che non c’era stata una

collaborazione diretta con lui. Nel 1999 assume, insieme

alla moglie, la gestione della dimora storica in stile moresco

Villa Crespi, a Orta San Giulio sul Lago d’Orta, di cui

ricopre il ruolo di chef patron. Nel 2003 riceve la prima

stella Michelin e nel 2006 gli viene conferita la seconda.

Dal 2012 Villa Crespi, dotata di hotel e ristorante, è entrata

nel circuito Relais & Châteaux. L’esordio in televisione da

protagonista avviene nel 2013 quando conduce la prima

stagione di Cucine da incubo, versione italiana del programma

dello chef britannico Gordon Ramsay, negli anni a

seguire mantiene la conduzione delle altre edizioni. Dopo

essere stato ospite in due puntate della quarta stagione di

MasterChef Italia, viene annunciato il suo ingresso come

quarto giudice a partire dalla quinta stagione (2015-2016),

aggiungendosi a Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Carlo

Cracco. A fine ottobre 2015, Inaugura un locale nel centro

della città di Novara, aperto dalla colazione al dopocena.

Viene invitato in numerose trasmissioni televisive e radiofoniche

in qualità di ospite, tra queste va ricordato il Festival

di Sanremo 2016. Sempre nel 2016 realizza con altri

cuochi per Amref il “Menù di Natale”, con la partecipazione

di Giobbe Covatta. Nel 2017 conduce la prima stagione di

un nuovo programma, “O mare mio”, composto da quattro

puntate, ciascuna in una diversa città di mare. Seguono

nel 2018 altre due stagioni, rispettivamente, di quattro e

cinque puntate.

A luglio 2017 inaugura l’apertura di un nuovo locale, situato

nel quartiere torinese Borgo Po. Il 16 novembre 2017

va in onda su Nove “Ci pensa Antonino”, speciale in occasione

dell’apertura del nuovo bistrot in cui lo chef parlerà

della sua idea di ristorazione, dalle prime esperienze dietro

i fornelli alla storia d’amore con Cinzia Primatesta, sua moglie

e socia in affari.

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Soluzione a pagina 98


M A G A Z I N E

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CONSIGLI PER LA CASA

di ANNA GRECO

BENVENUTI IN CASA

COME ARREDARE L’INGRESSO

il primo spazio che ci accoglie appena mettiamo piede in casa ed è un pò

come un biglietto da visita con cui la nostra abitazione si presenta agli ospiti.

L’

ingresso è una parte importante, di cui non tutte le case sono

dotate. Spesso, soprattutto gli appartamenti di ultimissima generazione,

ne sono sprovvisti e l’entrata si apre direttamente sul

soggiorno o la sala. Ma, anche in questo caso, piccoli accorgimenti,

astuzie e trovate possono dare vita a un ambiente che dia la percezione

di separare lo spazio esterno e conferire all’interno maggiore intimità.

Sarà l’arredamento a venire in soccorso. Cubi, mensole, una piccola

libreria bifrontale su misura possono delimitare l’ingresso. Sono soluzioni

pratiche e adatte anche a piccole metrature, che, al contempo,

assolvono la funzione di contenere libri, dvd, riviste, soprammobili,

piante, o svuotatasche per le chiavi e tutto l’occorrente da prendere

quando si esce o posare al rientro.

Un’altra soluzione, molto pratica, può essere un’unica mensola in alto, a lato della

porta di ingresso, con una griglia divisoria e diversi ganci applicati sotto per ospitare

borse, cappotti o piumini. In questo caso, nella parte in alto, possono essere

riposti anche i cappelli. Si può anche optare per un pezzo di arredo come cassettone

o una parete in cartongesso da addobbare a proprio gusto.

Laddove, invece, l’ingresso esiste e non si debba “inventare”, l’appendiabiti potrà

essere a pannello, chiuso, magari con la parete esterna fatta a specchio per ingrandire

l’ambiente. All’interno potrà contenere giacche e tutto l’occorrente, perfino la

scarpiera che, sarebbe buona regola tenere vicino alla porta di casa per evitare di

entrare all’interno con le scarpe.

Infine, attenzione all’illuminazione. Quella giusta farà del nostro ingresso una

stanza molto accogliente

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IO VIAGGIO DA SOLA

di ORTENSIA DEI LUCCHESI

SINGAPORE

Una città multietnica e trasformista, colorata e

avvolgente. Singapore, la metropoli giardino o

– secondo le aspirazioni – la metropoli dentro

un giardino, inseguendo la promessa di una

città del futuro verde, innovativa e sostenibile

capace di sorprendere a ogni angolo.

L

a mia visita in città è iniziata dal Giardino Botanico, un parco urbano

in cui perdersi e lasciarsi incantare dagli straordinari capolavori

che la natura riesce a compiere in questo clima tropicale: un verde

ovunque lussureggiante, alberi giganti, palme, fronde e foglie che si

aprono in ventagli caleidoscopici. L’orto si stende su oltre 80 ettari,

ospitando un’incredibile varietà di flora e fauna: dalla zona tropicale alla

foresta pluviale con scoiattoli, tartarughe, scimmie e galli. L’ingresso è

libero e gratuito, fatta eccezione per il padiglione dedicato alle orchidee

– il National Orchid Garden -, che custodisce qualcosa come mille

differenti specie e duemila varietà ibride di queste piante; vale senza

dubbio il prezzo del biglietto.

Per quanto grande, muoversi in città è estremamente facile grazie

all’efficiente rete metropolitana, che ha reso semplice anche l’accesso

al servizio: nessuna coda in biglietteria o difficoltà di fronte alla cassa

automatica, qui per entrare basta appoggiare la carta di credito sul

tornello, pagando per altro il costo effettivo della durata della corsa. A

portata di pochi dollari singaporiani si ha così accesso alla grande e

variegata realtà della città.

Per uno sconcertante contrasto con i quartieri più moderni e avveniristici

scendete a Little India, un incrocio di strade che, tra templi induisti, fiori

votivi, bancarelle di frutta esotica, sari fruscianti e musica di Bollywood,

vi farà credere di essere sbarcati a Calcutta. Se amate la cucina indiana

in generale e in particolare quella piccante, segnalo in zona il ristorante

Lagnaa Barefoot Dining: al piano terra pochi tavolini vista cucina; al piano

superiore cuscini a terra e tavolini bassi, ma per salire occorre togliersi

le scarpe e stare rigorosamente a piedi scalzi. Quale che sia la vostra

scelta il menù resta lo stesso e i cortesi camerieri sapranno suggerirvi le

portate in base alla vostra tolleranza dei sapori piccanti: ogni pietanza si

contraddistingue infatti per il livello di intensità del chilli utilizzato. Nel

locale la questione piccante viene presa molto seriamente, al punto che

vi si tengono vere e proprie sfide tra mangiatori di peperoncino; anche i

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turisti più temerari possono per un giorno ottenere la propria menzione

di onore sull’inconsueta bacheca dei trofei del posto, aggiudicandosi

una molletta col proprio nome se si è in grado di mangiare un piatto dal

quarto livello “hot” in su.

Il cibo e la cultura culinaria rappresentano un aspetto molto importante

per la città, dove è possibile trovare alcuni dei migliori ristoranti al

mondo. Un’offerta per tutti i gusti – dalla cucina fusion a interessanti

esperimenti barbecue – e per tutte le tasche – dai conti stellari ai piatti

economici dello street food. Nel cuore del quartiere cinese, al Chinatown

Complex, si trova una realtà che è in grado di mettere tutti d’accordo: è l’

Hong Kong Soya Sauce Chicken Rice & Noodle, il ristorante stellato più

economico al mondo.

Per la verità la bancarella ha perso la sua stella Michelin nel 2021, ma

il suo piatto di riso al pollo per 4 dollari resta comunque squisito e

molto apprezzato: preparatevi a fare la coda e meglio non arrivare troppo

tardi perché il locale chiude non appena ha finito la disponibilità di

ingredienti, ovvero nel primo pomeriggio. Tenete a mente che accetta

solo contanti. Il pranzo nel Complex vi permetterà poi di raggiungere a

piedi i principali punti di interesse del quartiere: tra questi il tempio dove

è custodita la reliquia del dente di Buddha, un complesso monumentale

da non perdere.

Per un tuffo nel passato dirigetevi a nord e scoprite il distretto coloniale

della città, dove resistono tra i grattacieli colorate casette a schiera e

alcuni importanti edifici d’epoca.

Concludete il tour nello scintillante quartiere di Marina Bay, dove

spiccano le più moderne costruzioni della metropoli, come i Gardens

by the Bay, il parco futuristico con le sue serre e lo spettacolo OCBC

Skyway, un percorso sospeso tra le luci degli alberi della vita danzanti

a ritmo di musica.

La location è perfetta per apprezzare anche lo skyline illuminato della

città, tra cui spicca il vicino Marina Bay Sands, il lussuoso hotel a tre

torri con la suggestiva terrazza al 56esimo piano. Infine, alle 21,

l’appuntamento per tutti è sulla piazza di fronte al fiume, da cui

assistere a Spectra, lo spettacolo di fontane e luci che mette in

scena tutta l’avanguardia tecnologica della città.

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IL CAVOLO A MERENDA

prodotti della terra e gustose ricette

di FABRIZIO DIOLA

I FIORI

Belli da vedere. Buoni da mangiare.

Assaggiare i fiori è un’esperienza piacevole, è come bere un profumo o un’essenza.

S

i chiamano fiori eduli o commestibili. Sono delle particolari

specie di fiori che si portano in tavola non a scopo decorativo,

ma per essere mangiati. Esistono circa cinquanta specie

differenti di fiori commestibili. Alcune di esse, come lo zafferano,

il cavolfiore, i fiori di zucca, il carciofo, vengono regolarmente

mangiate e allora perché non assaggiare un bel nasturzio dal

retrogusto piccante o un gelsomino che regala un po’ di dolcezza

al nostro palato? Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta, ma

attenzione i fiori da mangiare non si comprano dal fioraio, si devono

acquistare da aziende che li producono ai fini dell’alimentazione.

Se cerchi su internet ne troverai diverse oppure puoi comprarli nei

negozi specializzati e in quelli bio. Timidamente si stanno affacciando

anche nella grande distribuzione! Da tempo sono usati dagli chef

stellati Michelin per dare colore ai piatti e stupire i commensali.

Mangiare i fiori è un’esperienza molto piacevole, è come bere un

profumo, un’essenza e poi hanno buone qualità nutrizionali. È chiaro

che devono essere consumati crudi, per esempio nelle insalate, o

cotti pochissimo. Guarnire un risotto con del nasturzio è un tocco

da maestro: oltre ai colori e al profumo esaltato dal calore del riso,

questo magnifico fiore ha un sapore estremamente invitante. E adesso

andiamo alla scoperta dettagliata di alcuni fiori che possiamo usare

in cucina. La dalia, molto bella da ammirare, i suoi fiori sono stupendi

e coloratissimi, forse i migliori per adornare giardini e terrazze, ma

sono anche molto buoni da mangiare. Ha un aroma gradevole e un

gusto dolce e delicato. Tra le proprietà terapeutiche della Dalia c’è

quella di calmare la tosse, è un ottimo diuretico, un digestivo e un

valido antibiotico per l’herpes labiale. In cucina è indicata per dolci,

pasticcini, tartine e insalate. Le bocche di leone vengono chiamate in

questo modo per via della loro particolare conformazione, che vede

la presenza di un labbro superiore e di uno inferiore. Se le premiamo

con le dita spalancano la corolla e diventano come una vera e propria

bocca che si apre. Provate ad assaggiarle, e scoprirete che hanno

un sapore molto simile a quello della lattuga con un retrogusto di

cetriolo. Le bocche di leone sono ricche di minerali. Si possono

usare per arricchire sorbetti e yogurt. Nelle insalate, una manciata

di bocche di leone fa la differenza sia dal punto di vista gustativo che

cromatico. Un altro straordinario fiore da assaggiare è la begonia.

Appartiene a una grande famiglia, infatti sono tantissime, circa mille

tra specie «pure» e ibridi. Il sapore della begonia è acidulo, al primo

impatto ricorda quello della mela verde. Generalmente è rosa, bianca

o rossa. La begonia rossa è ideale per carne, dolci e macedonie,

quando è bianca o rosa è perfetta nelle insalate, nei dolci e nelle

creme. Dal punto di vista nutrizionale è un antinfiammatorio ricco di

vitamine e proteine. Poi possiamo mangiare un fiore estremamente

popolare forse il più amato dagli italiani: il geranio. Assaggiandolo

noterete che ha un sapore molto simile al suo profumo, ma più

delicato. Dal punto di vista nutrizionale i gerani sono un valido

diuretico, ottimi per la gola e l’ulcera allo stomaco. Vanno bene

anche nella preparazione di dolci, sorbetti e bevande. E adesso

passiamo alle star dei fiori, che anche come cibo non scherzano.

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Loro sono le rose, autentiche fuoriclasse nelle cene romantiche a

lume di candela, oltre a creare l’atmosfera e incorniciare la cena,

possono essere tranquillamente mangiate. Come? Per esempio

potete guarnire un insalata verde di rose rosse e offrirla alla vostra

amata. Oppure le potete usare per abbellire ed insaporire secondi

a base di carne. Le rose hanno un gusto leggermente piccante e le

loro essenze vengono spesso utilizzate in pasticceria. Che cosa dire

poi del rosolio, un liquore in cui donano tutte se stesse per darci

profumo, gusto e sapore. Dalle rose passiamo alla viola cornuta, tutti

la chiamano così, ma è proprio il caso di dire che le corna, la viola,

le porta con molta eleganza e disinvoltura. Ha un sapore delicato

con un lieve sentore di sottobosco. Diventa molto più interessante

per il nostro palato quando è essiccata e candita. Dal punto di vista

nutrizionale depura l’organismo e rafforza la flora batterica. La nostra

chef Sandra Lotti ci propone un pesto e uno spaghetto a

base di fiori. Provateli. Sono buoni, colorati e profumati.

Pesto di Fiori e Foglie di

Nasturzio con Pistacchi

Spaghettoni con fiori di zucca,

datterini gialli, stracciatella e limone

Un fantastico e originale pesto che si può usare per creare

degli originali crostini oppure per condire la pasta o come

salsa di accompagnamento per il pesce.

Ingredienti

60 gr di foglie di nasturzio

una manciata di fiori di nasturzio ( 30 gr )

30 gr di pistacchi non salati

1/2 spicchio d’glio

sale

olio extra vergine di oliva

Preparazione

Dopo aver lavato le foglie, lasciarle asciugare su carta

assorbente. Anche i fiori andranno passati velocemente in

acqua fredda e poi lasciati asciugare.

In un frullatore mettere pistacchi, aglio, sale, olio, foglie e

fiori e tritare tutto finche non si sia raggiunta una consistenza

cremosa. Aggiungere piu olio nel caso si volesse dare piu

leggerezza al composto.

In questa seconda ricetta scendono in campo i fiori che forse

usiamo di più in cucina. I fiori di zucca.

Ingredienti

6 cucchiai di Olio extra vergine

2 spicchi d’aglio, sbucciati e schiacciati

20 Pomodorini datterini gialli, lavati e tagliati a metà

4 foglie di basilico

8 fiori di zucca, senza pistillo

4 cucchiai di stracciatella di burrata

buccia di limone grattugiata

Sale q.b.

pepe macinato fresco

400 gr di spaghettoni

Preparazione

Far scaldare in padella l’olio e aggiungere l’aglio e cuocere per

un minuto senza farlo colorire, poi aggiungere i pomodorini

tagliati a metà. Cuocere a fuoco moderato. Dopo circa 15

minuti, passare il tutto con un frullatore ad immersione ( o

un mixer), salare e aggiungere il pepe. Continuate a cuocere

la salsa per altri 10 minuti a fiamma bassa. Saltare i fiori di

zucca in un padellino con un cucchiaio di extra vergine per

3 minuti e salare. Nel frattempo cuocere la pasta. Quando la

pasta è al dente saltarla nella padella con la salsa dei datterini

e aggiungere il basilico e i fiori di zucca. Servire con sopra la

stracciatella fresca e una spolverata di buccia di limone.

La ricetta è proposta da Sandra Rosy Lotti Chef

e titolare di Toscana Saporita Cooking School con sede a

Massaciuccoli (Massarosa) e New York

M A G A Z I N E

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UNO SMALTO DANNEGGIATO PUÒ ESSERE

CAUSA DI CARIE E SENSIBILITÀ

RIPARA IL 100% DELLO SMALTO *

62

M A G A Z I N E

*Test in vitro. Azione di riparazione riferita alle microscalfitture superficiali dello smalto

(non lesioni cariose o denti scheggiati)


Gabrio Dei. Dopo la scuola alberghiera a Montecatini Terme collabora con ristoranti in Toscana, Piemonte e Liguria. Semifinalista italiano nel

concorso SanPellegrino Young Chef per Professionisti under 30. Amante dei viaggi e delle culture gastronomiche internazionali.Dal 2016 è ambasciatore

italiano a Okinawa durante la Settimana Internazionale della Cucina Italiana nel Mondo. Gabrio, attualmente guida la cucina e la proposta

gastronomica del Ristorante ANASTASIA a Scandicci - Firenze

ZUCCA E COZZE

E’ arrivato l’autunno. Fra gli ortaggi protagonisti di questa stagione

ci sono le zucche. E così il nostro chef Gabrio Dei ha

deciso di proporci un abbinamento insolito ma efficace. Zucca

e Cozze. Un piatto straordinario. Seguendo le sue istruzioni si

può realizzare una ricetta da grande chef. Provare per credere.

Il piatto è salutare. La zucca ha tante proprietà benefiche per

il nostro organismo. Le principali vitamine della zucca sono

vitamina A, vitamina C, vitamina E. Tutte sostanze che potenziano

il sistema immunitario. Inoltre favorisce la salute degli

occhi e una buona vista. E’ un piatto che fa bene anche alla

pelle. Cosa vogliamo di più: originalità, gusto e salute.

Ingredienti x 4 persone

•1,5 kg Cozze

Per la Vellutata di Zucca Gialla

•una zucca gialla lunga o Mantovana da 600 g circa

•una cipolla

•2 carote

•una costa di sedano

•2 patate

•qualche foglia di Basilico

•Olio evo, Sale e Pepe qb

Per i pomodorini Confit

•500 g Pomodori Ciliegini

•2 spicchi d’aglio

•Zucchero di Canna

•Timo, Maggiorana, Salvia

•Scorza di Limone e Arancia

•Olio Evo, Sale d Pepe qb

Per la Vellutata di Zucca Gialla

Pulire accuratamente tutte le verdure, quindi affettarle grossolanamente

e adagiarle in una pentola coperte di acqua. Bollire

finché non risulteranno ben tenere quindi omogeneizzare con

un mixer ad immersione montando con un po’ di olio evo e

aggiustando di sapore: tenere da parte, al caldo, coperto.

Per i pomodorini Confit

Mondare i pomodorini, quindi tagliarli a metà e condirli con

abbondante Olio evo, zucchero di canna, sale, pepe, erbette

aromatiche, scorza di agrumi e aglio finemente affettato. Adagiare

il tutto in una teglia da forno quindi cuocere per 2 ore a

85 gradi, finché risulteranno canditi.

Per i Crostini di Pane

Con l’aiuto di un piccolo coppapasta, ottenere dei dischetti di

pane integrale. Tostare in forno o in padella per 4-5 minuti a

170 gradi.

Montaggio e Presentazione

Olio Extra Vergine di Oliva

Fiori, Erbette quali Salvia e/o Nepitella

Sul fondo di un piatto adagiare un cucchiaio di vellutata di

Zucca, quindi attorno alternare Cozze, Pomodorini confit e

Pane croccante. Ultimare con qualche fiore ed Erbetta aromatica

ed un filo d’olio extravergine d’oliva di qualità: servire

subito.

Per i Crostini di Pane

•fette di Pane nero integrale

Preparazione

Per le Cozze

Risciacquare energicamente le cozze, privandole delle parti

viscose: adagiarle in una pentola al naturale senza nessun tipo

di condimento quindi aprirle a fuoco vivace coprendo con un

coperchio. Appena saranno aperte privarle del guscio e tenere

da parte i frutti immersi nella propria acqua di cottura.

M A G A Z I N E

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GARDEN PLACE

di TIZIANO BALDI GALLENI

TRE FIORI AUTUNNALI (DA VASO)

PER UN TRIPUDIO DI COLORI

Dopo le sgargianti cromaticità estive di frutti e fiori, l’autunno si appresta a portare

una monotonia di colori nei giardini e sui balconi di casa. Ma se decidete di non

mettere in letargo il pollice verde, ecco che esistono alcune composizioni che invece

arricchiscono gli ambienti. È il caso delle viole, dei cavoli ornamentali e delle eriche.

Il cavolo ornamentale

Il cavolo non è solo un ortaggio, ma ha anche delle varietà ornamentali.

Si presenta come un’increspatura di fiori arricciati, con molte colorazioni

vivaci, che sono protette tutt’intorno da una corona di foglie

verdissime. Le cromature dei fiori vanno dal giallo, al rosa all’arancio,

ma anche al color porpora o viola. Questo è il momento adatto per

coltivarlo in vaso (e fino a marzo): dovrà essere almeno di 20 centimetri

di diametro, per mettere a dimora la piantina scelta al vivaio con un

mix di torba e terriccio. II cavolo ornamentale poi non ha bisogno di

molte cure. Resiste bene a tutte le temperature, ma è meglio un luogo

soleggiato.

L’Erica

Tra le piante da vaso e da giardino sempreverdi c’è anche l’erica. Questo è il periodo

giusto per trapiantarla, in un terreno che abbia anche una base di torba per abbassare

il ph della terra, e alla base qualcosa che funga da drenaggio per il terreno (è

importante perché nella zolla non ristagni l’acqua). Sul balcone in vaso l’erica ha

bisogno dei raggi del sole, è infatti molto resistente ad ambienti aridi e a un po’ tutte

le condizioni atmosferiche. Inoltre, con alcuni accorgimenti l’erica in vaso, oltre a

dare un tocco di colore viola a giardini e terrazzi, potrà resistere anche da

un anno all’altro. Primo va annaffiata con acqua decalcificata (o piovana),

in inverno deve essere riparata dal gelo e dalla pioggia, e da primavera

all’estate non va esposta troppo al sole.

Le viole

Anche lei fiorisce dall’autunno all’inizio della primavera, e può quindi

dare energia e lucentezza ai balconi e ai giardini. La viola in vaso

può essere piantata anche insieme ad altre piante autunnali. Inoltre si

accontenta di un recipiente basso, come una cassetta di legno, perché

l’apparato radicale non va in profondità. In qualsiasi luogo in cui

viene posta, la viola si adatta, ma predilige ambienti a mezz’ombra. Per

coltivarla da ottobre sarà necessario acquistare uno o più piantine al

vivaio. Altrimenti il prossimo anno dovrete seminarla nei mesi estivi.

Il consiglio è di inserire nel vaso che la conterrà terriccio con alla base

dei ciottoli (per pochi centimetri di altezza) per migliorare il drenaggio

dell’acqua.

64

M A G A Z I N E


M A G A Z I N E

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MATRIX

di ANTONIO PROVENZANO

UN DITO-ROBOT RICONOSCE

I MATERIALI CHE TOCCA

Un team di ricercatori del Beijing Institute of Nanoenergy and Nanosystems

(Cina) ha sviluppato un dito artificiale in grado di riconoscere diversi

materiali con almeno il 90% di precisione: la tecnologia potrebbe

essere utile a livello industriale per automatizzare il controllo qualità o

lo smistamento della merce.

Esistono già dei sensori in grado di ottenere informazioni su alcune

qualità della superficie, come la temperatura o la pressione, ma quelli

capaci di riconoscere altre caratteristiche come la tipologia o la ruvidità

di un materiale sono meno comuni. Il dito artificiale riesce a identificare

il tipo di materiale che sta toccando grazie a dei sensori triboelettrici

(ovvero che testano la capacità della superficie di prendere o rilasciare

elettroni) e alla sua capacità di riconoscerne la ruvidità.

Testato su centinaia di campioni di 12 materiali diversi tra cui legno,

vetro, plastica e silicone, il dito-robot ha risposto in media con una

precisione del 96,8%, e comunque mai inferiore al 90%. Il dito si compone

di quattro piccoli sensori quadrati, ognuno fatto di un diverso

polimero di plastica, selezionati in base alle loro proprietà elettriche.

Quando il sensore si avvicina a un oggetto gli elettroni di ogni quadrato

interagiscono con la superficie in diversi modi, che vengono misurati:

la risposta viene poi trasmessa a uno schermo a LED, dove compare il

nome del materiale rilevato.

ADA, IL BRACCIO ROBOT CHE AIUTA A

MANGIARE

Un team di ricercatori della Washington University ha messo a punto un

braccio robot per aiutare disabili e invalidi a mangiare in autonomia: si

chiama ADA, acronimo di Assistive Dexterous Arm, e si può utilizzare

collegato direttamente al letto o alla carrozzina.Il software di controllo

è un sistema di intelligenza artificiale istruito anche per riconoscere il

tipo di cibo nel piatto, per raccoglierlo e porgerlo nel modo più idoneo:

ADA sa usare le posate come un assistente umano. Il segreto è Retina-

Net, un sistema di visione che riconosce e distingue i diversi alimenti:

identificato che cosa c’è nel piatto, il comando passa a SPNet, che in

base all’alimento sceglie il modo migliore per porgerlo al paziente. Un

complesso sistema di sensori permette poi al braccio robot di orientarsi

e muoversi nello spazio, di centrare l’obiettivo con la forchetta e di raggiungere

con delicatezza ed estrema precisione la bocca degli assistiti.

Dalle immagini diffuse dai ricercatori sembra che il robot funzioni davvero

bene e che riesca ad assolvere i suoi compiti con estrema efficienza.

L’unico dubbio non è tecnologico, ma etico: l’impiego di soluzioni

di questo genere potrebbe infine allontanarci definitivamente dalla cura

e dall’accudimento di malati, disabili, anziani? I ricercatori si limitano

a sottolineare che robot come ADA possono aiutare milioni di persone

a riconquistare parte della propria indipendenza, e questo, in effetti, è

un valore importante per chi si trova in stato di bisogno temporaneo o

permanente, e può contribuire al suo buon equilibrio psicologico. Non

risponde alla domanda, ma è un inizio.

66

M A G A Z I N E


STOP

AL CALCARE

Prova la

NUOVA LINEA

con


THE WINNER

di GABRIELE NOLI

Definirla la tennista più forte

di tutti i tempi sarebbe forse

riduttivo. Paradossale ma

vero. Già, perché Serena

Williams, in parallelo agli

svariati titoli e ai record

conquistati sul campo,

spesso con impressionante

facilità, si è affermata come

imprenditrice di successo (in

più settori) e icona di tante

battaglie, in primis contro il

razzismo e le discriminazioni

di genere.

SERENA

WILLIAM

I

l 3 settembre ha perso al terzo turno degli Us Open dalla

serba Tomljanovic: è stata quella la sua ultima partita, al

culmine di una carriera lunga un quarto di secolo. Forse. Ad

agosto aveva infatti annunciato il ritiro, palesando il proprio

dolore per la decisione presa, ma anche la necessità di vivere,

a 41 anni, quella che lei ha stessa ha chiamato “evoluzione”,

lontano dallo sport tanto amato. Quando le è stato chiesto se

avrebbe potuto ripensarci, un giorno, ha risposto: “Non credo

proprio, però non si sa mai…”. Certo, resistere al richiamo

della racchetta non sarà facile. A Serena Williams, comunque,

gli impegni non mancheranno. “Grazie a tutti quelli che sono

stati con me durante questo viaggio incredibile, durato anni,

decenni”, ha dichiarato in mondovisione, commossa, al termine

della sua ultima partita. E poi, un pensiero per ogni membro

della famiglia. A cominciare da Richard, il padre nonché primo

allenatore. Pur non avendo mai preso una racchetta in mano

si era convinto che Serena e la sorella Venus sarebbero potute

diventare due campionesse. Per questo aveva elaborato un pia-

68

M A G A Z I N E


S

no tennistico da seguire scrupolosamente. Per lui

il fallimento non era contemplabile. Nel film “King

Richard – Una famiglia vincente” è stato interpretato

da Will Smith, che per il ruolo ha vinto l’Oscar al

miglior attore. Parole speciali anche per la madre,

per la stessa Venus (“È la sola ragione se adesso

io sono qui”), per il marito Alexis Ohanian, miliardario

statunitense di origine armena, e Olympia,

la figlia di 5 anni, cui sono state intestate quote

dell’Angel City di Los Angeles, la nuova squadra

di calcio femminile a stelle e strisce. Serena Williams

si è aggiudicata la medaglia d’oro ai Giochi

Olimpici di Londra 2012, 73 tornei (in singolare)

del circuito maggiore, di cui 23 del Grande Slam:

7 Wimbledon e Australian Open, 6 Us Open e 3

Roland Garros, appena uno in meno di Margaret

Smith Court (24). “So che ad alcuni è piaciuto

fantasticare sul fatto che avrei potuto raggiungerla

M A G A Z I N E

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THE WINNER

“King Richard – Una famiglia vincente”

con Will Smith

vincendo a Wimbledon e superarla allo US Open per poi salutare

tutti”, ha affermato la fuoriclasse americana, divenuta per

la prima volta giocatrice numero 1 al mondo l’8 luglio 2002,

rimanendoci complessivamente per 319 settimane (non consecutive),

terza nella classifica di tutti i tempi dietro solo a Steffi

Graf e Martina Navratilova, arrivando a guadagnare quasi 100

milioni di dollari nel corso della sua carriera. Nessuna come

lei. Non bisogna però limitarsi ai freddi numeri. Il suo vissuto

è infatti scandito da svariate battaglie (assai più rilevanti di

quelle su un campo da tennis) combattute in prima linea, con il

coraggio di chi si sente in dovere di difendere ciò in cui crede

fermamente (parità di salario tra maschi e femmine, il rispetto

per i diritti dei neri, la dignità delle donne), prendendo a racchettate

ogni genere di ipocrisie e stereotipi.

Qualche esempio su tutti: per 14 anni ha boicottato il torneo di

Indian Wells (negli Stati Uniti) durante il quale, nel 2001, era

stata vittima di un insulto a sfondo razziale. L’ultimo torneo dello

Slam lo ha conquistato in Australia nel 2017 (in finale contro

la sorella Venus) quando era già in attesa della figlia Olympia.

“Sono quasi morta quando l’ho data alla luce”, avrebbe poi

raccontato, facendo riferimento ad una serie di complicazioni

sopraggiunte dopo il parto. È rimasta ferma a letto per sei settimane

e lontana dai campi per un anno e mezzo. A Parigi, nel

primo torneo del Grande Slam disputato al rientro, ha giocato

con una tuta da Catwoman.

“Per tutte le mamme che come me hanno avuto una dura ripresa

dalla gravidanza, eccomi qua. Se posso farlo io, potete farlo

anche voi».

Così sui social aveva spiegato il perché di quel gesto. Serena

Williams non ha mai avuto un rapporto facile con il suo corpo.

Da piccola faticava a piacersi: avrebbe voluto il fisico slanciato

di Venus, non riusciva ad accettare di non essere come lei.

70

M A G A Z I N E


Fondamentale in tal senso è stato l’apporto di Yetunde Price,

sorella maggiore uccisa in uno scontro tra bande nel 2003 a

Compton, il ghetto di Los Angeles nel quale le Williams sono

cresciute. Serena Williams ha saputo imporsi anche come imprenditrice:

ha fondato (nel 2014) una società di investimenti

(“Serena Ventures”) attiva in start up innovative ed energie rinnovabili

ed una linea di abbigliamento (“S by Serena”), alle

quali da qui in avanti potrà dedicarsi appieno. In campo, comunque,

niente poteva distrarla: lei non si limitava a battere

le avversarie, le annientava, favorita da uno strapotere fisico

disarmante e da una personalità tale da mettere in soggezione

chiunque si trovasse di là dalla rete, salvo le poche che riuscivano

a tenerle testa. Le sarebbe piaciuto mettersi alla prova

contro gli uomini, per dimostrare che poteva essere comunque

competitiva. Non era una provocazione: sapeva di essere forte

e non lo nascondeva. Nel suo messaggio di addio ha precisato

che non avrebbe mai voluto dover decidere tra il tennis e la

famiglia. E qui si torna al concetto della disparità di genere,

lontana dall’essere superata: un argomento ancora tabù. “Se

fossi un maschio non dovrei scrivere questo, perché sarei là

fuori a giocare e vincere mentre mia moglie si occuperebbe

di espandere la famiglia. Forse sarei più una Tom Brady se

ne avessi l’opportunità”. Sempre diretta e mai banale, Serena

Williams si è congedata dallo sport tanto amato consapevole

che avrebbe potuto vincere di più. Eppure ugualmente felice e

pronta a evolversi.

M A G A Z I N E

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LE AVVENTURE DI

di KATIA BRONDI

PrìMo

SPECCHIO, SPECCHIO…

Anno 2035. Australia. Stato di New South Wales

(Nuovo Galles del Sud). L’ologramma del signor

Murra - il giornalista che ogni sera aggiorna i cittadini

– si riproduceva nello spazio verde ricreato

negli anni dopo il DISASTRO del

2019. “Abbiamo raggiunto una certa neutralità

climatica grazie ad una politica sostenibile e grazie

al contributo di ogni singolo individuo”. Una sera

del 2019 il signor Danaroso si aggirava nei pressi

delle foreste portando con sé il FUOCO proprio

nel cuore del verde australiano. Poi con una

risata grassa e presuntuosa decise di scappare e

ritirarsi nella sua casa e godersi il suo triste spettacolo.

Il signor Danaroso era solito interpellare il

suo SPECCHIO. “Specchio, specchio, chi

è l’uomo più ricco e potente del mondo?”. Lo specchio

rispose “Il signor Danaroso, sire”. Le fiamme

iniziarono ad innalzarsi fino a che le stelle scomparvero

dal cielo blu della notte. Gli animali della foresta

iniziarono a scappare senza una direzione precisa,

confusi e spaventati, impauriti e ignari di tale

scempio. Prìmo camminava sulle ceneri di quello

che un tempo era un verde lussureggiante. Sotto i

suoi piedi solo lo sciogliersi della polvere nera e intorno

a sé solo devastazione. Prìmo aiutò i vigili del

fuoco a domare gli INCENDI. Veterinari,

operatori di emergenza e volontari lavorarono senza

sosta per salvare la nostra fauna selvatica, perché

è proprio questo il punto della situazione: tutti noi

abbiamo il dovere di proteggere e salvaguardare il

nostro pianeta. Ma torniamo al signor Danaroso, il

più grande commerciante di automobili che emettono

grandi quantità di CO2 e che corrono più

veloci dei cavalli purosangue; di aerei velocissimi

che raggiungono destinazioni lontane in un batter

d’occhio e superano il falco pellegrino; di navi maestose

che navigano e cavalcano le onde degli oceani

oscurando le balenottere azzurre. Proprio così, il

signor Danaroso sfidò le leggi naturali di TER-

RA, ARIA ed ACQUA. Ed era convinto

di poter domare anche il FUOCO. Prìmo

aveva trovato nella foresta, o quel che rimaneva di

essa, il piccolo Mappel, un cucciolo di koala alla

disperata ricerca della sua famiglia. Mappel aveva

un orecchio bruciato e zoppicava. Si ferì la gamba

nel tentativo di oltrepassare uno steccato quando

un albero in fiamme gli cadde addosso. Fu in quel

momento che Prìmo, con un gesto nobile ed intrepido,

lo salvò da morte certa. Prìmo con il potere

72

M A G A Z I N E


della sua sfera magica nel petto riuscì a risucchiare

le acque dell’oceano Pacifico e trasportarle nel luogo

dell’incendio. Ma fu un’impresa davvero eroica

poiché le fiamme si dilungavano per i boschi ed era

quasi impossibile seguirne le tracce, persino con lo

sguardo, perché quando il fuoco decide di correre

non lo supera nessuno. Le fiamme erano davvero

alte fino a decine di metri, il calore insopportabile,

l’aria irrespirabile e gli occhi bruciavano per le

polveri e il calore atroce. Mappel dava indicazioni a

Prìmo. Il koala era una vera mappa geografica, conosceva

perfettamente la zona ed INSIEME

riuscirono a salvare numerosi animali. Nel frattempo,

il signor Danaroso si presentò nuovamente di

fronte allo specchio e chiese “Specchio, specchio,

chi è l’uomo più ricco e potente del mondo?”. Lo

specchio rispose “Prìmo, signor Danaroso”. Con

sgomento e scompiglio replicò “Che imbroglio è

mai questo?!” Il signor Danaroso volle uscire di casa

e confrontarsi faccia a faccia con Prìmo per rivendicare

il suo potere. Ma l’impresa fu assai difficile e

complicata con tutto quel fumo nella foresta e un

andirivieni di persone che si davano da fare per salvare

i boschi. Come poteva trovare Prìmo?! Anche

perché il signor Danaroso guardava solo di fronte a

sé mentre Prìmo aveva occhi e orecchie ovunque e,

insieme a Mappel, sorvolava i cieli dell’Australia per

trasportare l’acqua, spegnere gli incendi e per salvare

più vite possibili. Il signor Danaroso era sempre

più sporco di fuliggine e scocciato. A causa del caldo

atroce, si tolse la sua bella giacca confezionata su

misura e si dovette anche sfilare il suo bell’orologio

d’oro tutto luccicante. Infatti, il calore del fuoco aveva

riscaldato il metallo prezioso e il polso del signor

Danaroso sembrava cuocere come su un braciere.

Piano piano tutto l’oro del suo orologio si sciolse

come cioccolato. Nel fuoco più dirompente e più

accecante, il piccolo Mappel riuscì ad intravedere

la sua famiglia raccolta come un fiore chiuso, i cui

petali racchiudevano tutto il potere della VITA.

Prìmo dirottò come in un atterraggio di emergenza,

sfidò il fuoco, le punte dei suoi capelli tracciavano

linee di colore amaranto in mezzo all’arancio incandescente

del fuoco e trascinò con sé la famiglia di

Mappel fino a riaffiorare nel cielo come un’araba Fenice

che risorge dalle ceneri. La famiglia di Mappel

era salva grazie ai nostri due eroi. Ma dov’era finito

il signor Danaroso?! Non avendo trovato Prìmo,

tornò a casa nella speranza di essere ancora l’uomo

più potente della terra. Ma in procinto di pronunciare

la fatidica domanda non trovò più lo specchio,

completamente ricoperto di fuliggine e fumo. Anzi

tutta la casa era un vero pollaio di fumo. Il signor

Danaroso si mise le mani tra i capelli per la disperazione.

Senza vestiti e senza il suo orologio fu visto

correre per i boschi alla disperata ricerca di sé stesso

riflesso nell’immagine dello specchio.

Curiosità: Le cause degli incendi sono da ricondursi

a molteplici fattori: incendi dolosi e cambiamenti

climatici. Tra il 2019 e il 2020 l’Australia è

stata colpita da un aumento delle temperature che

prima di allora non si era mai registrato. Questo ha

comportato siccità nelle foreste.

M A G A Z I N E

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SULLA STRADA

di TIZIANO BALDI GALLENI

ARRIVA LA NUOVA SMART #1: ELETTRICA,

CROSSOVER E IPERTECNOLOGICA

Le forme sono quelle di un Suv compatto, ma è studiata per la mobilità cittadina.

Sarà sul mercato dal prossimo anno ma è già ordinabile sul sito (la versione Launch Edition).

C’è grande attesa per questo nuovo modello della Smart, studiato per sostituire degnamente

un’auto che ha stravolto la mobilità a quattro ruote.

I

l suo nome è ormai una garanzia e uno stile che fa (e ha fatto) tendenza. Ma

quando, alla fine degli anni ‘90, la Smart arrivò sulle strade italiane all’inizio

fu accolta con diffidenza. Poi la piccola Fortwo ha reinventato il concetto

di citycar Due metri di pura agibilità nel traffico, tanti chilometri con un litro

di carburante, scattante, automatica, e anche un giusto vano bagagli per la

spesa. L’idea della Smart fu di Nicolas Hayek, già fondatore della Swatch, poi

però l’auto fu sviluppata dalla Mercedes-Benz. Ed ecco che oggi, dopo un primo

tentativo di reinventarsi con la Smart Fourfour (non andata proprio bene),

sforna sul mercato una vettura destinata a cogliere nel segno. Il nome è Smart

#1 (da leggere hashtag-one). Lo stile è quello di uno pseudo Suv, elettrico. È

infatti molto compatto, 4,27 metri di lunghezza, e con un design pulito, armonico

e rotondo. Sarà lei a dare il via ad una nuova famiglia di auto elettriche della

Smart, costruite negli stabilimenti cinesi della società, che è rimasta in parte

alla Mercedes-Benz e un’altra fetta è stata acquistata dalla Geely.

Smart #1 si può già ordinare, e le prime consegne dovrebbero avvenire a gennaio

2023. Sul prezzo non ci sono invece dati ufficiali ma si dovrebbe attestare

- come livello di partenza - a circa 35mila euro. Scendendo nei dettagli

tecnici, spicca la potenza del motore, 271 cavalli, e una batteria da 66 kWh

che consente un’autonomia dichiarata dalla casa automobilistica di circa 440

chilometri. Usando una presa a corrente alternata (quelle di casa) si ottiene il

pieno di energia in sole 3 ore. Smart #1 infine non tradisce la tradizione: rimane

scattante e con una velocità di punta di 180 chilometri orari. Divertente e

tecnologico è l’abitacolo (chiaramente per quattro persone). Si parte da un tetto

panoramico, maniglie esterne a scomparsa elettroniche, porte che si aprono

con lo smartphone. E ancora uno schermo a sbalzo di 12,8 pollici (stile Hey

Mercedes), e gli amanti del suono potranno equipaggiarla con un amplificatore

e 13 altoparlanti. Insomma, un’auto elettrica adatta per i giovani e i

meno giovani che adorano lo stile, la comodità e la maneggevolezza.

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M A G A Z I N E


M A G A Z I N E

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LA 25° ORA

di BEATRICE SACCHI

WATCHER

IL COLIBRÌ

Film

Regista: Chloe Okuno

Con: Maika Monroe, Burn Gorman, Karl Glusman

e Madalina Anea

Genere: Thriller

Al Cinema

Film

Regista: Francesca Archibugi

Con: Pierfrancesco Favino, Nanni Moretti, Kasia

Smutniak e Bérénice Bejo

Genere: Drammatico

Al Cinema

Il racconto angosciante di una donna che ha

l’impressione di essere seguita e osservata costantemente.

Julia si traferisce in Romania, terra

di origine della famiglia del marito, in occasione

del nuovo lavoro di lui e avendo da poco lasciato

la carriera di attrice si ritrova spesso sola e

annoiata. Una notte, affacciata alla finestra,

guarda la gente che cammina e si accorge che

dalla finestra di un edificio adiacente una figura

sembra osservala a sua volta. Poco dopo, mentre

è sola in un cinema, l’impressione di essere

seguita in Julia si intensifica e percepisce in

modo evidente di essere pedinata. È lo stesso

vicino sconosciuto? Nel frattempo, però, un serial

killer noto col nome di The Spider si aggira

per la città.

EVERYTHING EVERYWHERE ALL

AT ONCE

Film

Registi: Dan Kwan e Daniel Scheinert

Con: Michelle Yeoh, Stephanie Hsu, Ke Huy

Quan, James Honge Jamie Lee Curtis

Al Cinema

Il film racconta le vicende di Evelyn Wang una

donna che “gestisce” una piccola lavanderia a

gettoni, una figlia adolescente, un padre anziano

e un matrimonio agli sgoccioli. Un giorno,

però, Evelyn a seguito di un controllo fiscale di

routine si ritrova in un’incredibile avventura nel

multiverso. Chiamata a salvare il destino degli

universi, dovrà “usare” coraggio e astuzia per

sconfiggere il nemico e riportare l’armonia nella

sua famiglia.

Tratto dall’omonimo romanzo “Il Colibrì”, dello

scrittore fiorentino Sandro Veronesi, vincitore

del Premio Strega 2020, il film racconta la vita

di Marco Carrera, “il Colibri`”. Una vita fatta di

coincidenze fatali, perdite e amori assoluti. La

storia è narrata tramite ricordi che cominciano

dai primi anni ’70 fino ad un futuro prossimo.

Un giorno al mare Marco conosce Luisa Lattes

un’insolita ragazzina di rara bellezza che sarà per

lui amore eterno. Ma la sua vita coniugale sarà

con un’altra donna Marina e con la figlia Adele.

La vita di Marco sarà poi sottoposta a durissime

prove e ad aiutarlo troverà Daniele Carradori,

lo psicoanalista di Marina, che gli insegnerà a

“sopravvivere” ai cambi di rotta più inaspettati

ai quali la vita sottopone tutti.

QUASI ORFANO

Film

Regista: Umberto Riccioni Carteni

Con: Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini, Antonio Gerardi e Grazia Schiavo

Genere: Commedia

Al Cinema

Il film racconta le vicende di Valentino e Costanza fondatori di una nota griffe nel mondo del design. La coppia

vive a Milano: lei è la donna che ha scoperto e fatto conoscere nel jet set milanese il talentuoso Valentino, ragazzo

dal passato strappalacrime. Valentino Tarocco, di origine pugliese, ha progressivamente tagliato i ponti con la

sua famiglia fino a fingere di essere orfano. La “bizzarra” famiglia Tarocco, rimasta al Sud, gestisce una masseria

valutata molto negativamente su TripAdvisor a causa delle intemperanze del patriarca. Così un giorno Nicola, il

fratello maggiore, per cercare di salvare l’attività, tenta di ricontattare Valentino sperando in un aiuto economico.

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MY BOOK

di BEATRICE SACCHI

Manuale per signorine in

cerca di un marito (ricco)

Autrice: Sophie Irwin

Casa Editrice: Mondadori

È il 1818 e Kitty Talbot ha bisogno di una “botta

di fortuna” o meglio ancora di un marito ricco.

Lasciata dal fidanzato, a soli tre mesi dal matrimonio,

si trova senza soldi per pagare i debiti di

gioco del padre e con una prospettiva per futuro

drammatica. Così Kitty non si perde d’animo e

decide di affrontare lo spietato campo di battaglia

della stagione londinese intenzionata a

trovare uno scapolo ricco per salvare la famiglia

dalla miseria. Il tempo, però, scarseggia e dovrà

usare astuzia e ingegno per portare a casa

il “risultato”.

Davanti al suo cammino però incontra un ostacolo:

Lord Radcliffe, uomo di mondo, che subito

riconosce Kitty come una cacciatrice di dote ed

è determinato a smascherarla ma, come spesso

accade, il destino ha altri progetti.

Omicidio a Cap Canaille

Autore: Christophe Gavat

Casa Editrice: Neri Pozza

Definito «Un poliziesco eccellente che si legge

d’un fiato» da Le Figaro Littéraire il romanzo

racconta la vita a Marsiglia, città teatro di violenza

tra gang che si contendono il controllo

del traffico di droga. A contrastare il crimine

un piccolo gruppo di poliziotti: il comandante

Henri Saint-Donat, che ha lasciato un prestigioso

posto a Parigi per combattere il crimine nella

metropoli del sud; il capitano Lucie Clert figlia

di un tenace poliziotto e anch’essa dalla tempra

combattiva e il giovane tenente Basile Urteguy.

A seguito dei resti di un regolamento di conti,

di un ritrovamento di un carico di droga fino a

una serie di audaci rapine si snoda una difficile

e pericolosa indagine in cui crimini, in varie

zone della Francia, in apparenza slegati sono

connessi tra loro e sembrano ricondurre tutti a

Marsiglia.

Creature luminose

Autrice: Shelby Van Pelt

Casa Editrice: Mondadori

Un romanzo sulla storia commovente di un “legame”

fra un umano e un polpo gigante.

Tova Sullivan lavora come addetta alle pulizie

per l’Acquario di Sowell Bay, nei pressi di Seattle.

Durante la notte le fanno compagnia le

creature che si muovono silenziose nelle vasche

e questo l’aiuta a non sentirsi sola, soprattutto

dopo la perdita di suo figlio Erik. L’ attrazione

di punta dell’acquario è Marcellus, un polpo

gigante del Pacifico. Una sera Tova vede Marcellus

incastrato nei fili della corrente e cerca di

liberarlo. La donna nell’aiutarlo si interroga su

come il polpo abbia fatto a “evadere” dalla teca

mentre Marcellus stende un tentacolo verso di

lei, come per confortarla. Tova incontra qualcuno

che la comprende e da quel gesto nasce una

insolita amicizia.

L’avversario

Autore: Emmanuel Carrère

Casa Editrice: Adelphi

L’autore cerca di ricostruire la personalità e il movente

che ha spinto Jean Claude Romand il 9 gennaio

1993 a uccidere la moglie, i figli e i genitori,

tentando poi di suicidarsi senza riuscirvi.

L’inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico

come sosteneva avendo superato solo alcuni esami.

Da diciott’anni mentiva, costretto a condurre una vita

immaginaria, preoccupandosi di trascorrere il tempo

che avrebbe dovuto dedicare allo studio o al lavoro.

Sul punto di essere scoperto ha preferito uccidere i

famigliari per non essere costretto a rivelare le sue

menzogne.

L’autore, che ha assistito al processo, cerca di immedesimarsi

nell’assassino per capire cosa passasse

nella sua testa durante la sua vita solitaria, rivelando

di essere uscito da questa esperienza profondamente

turbato.

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TEATRO & MUSICA

di SABRINA SABATINO

COULD WE

BE MORE

È uscito il 5 agosto l’attesissimo album di

inediti del nuovo fenomeno del jazz mondiale:

il collettivo londinese Kokoroko.

Dopo aver ottenuto 23 milioni di visualizzazioni

su You Tube per il brano “Abusey

Junction”, l’esordio discografico della band

(otto gli elementi) ha già ricevuto il plauso

della critica per la capacità di aver riportato

alla luce del contemporaneo una sonorità

afrobeat che ricorda i capisaldi funk degli

anni ‘70 mista all’influenza di Fela Kuti; il

tutto in una miscela sonora cosmopolita che

accorpa anche soul, ritmi tribali, musica

caraibica e un retaggio black. Le 15 tracce

contenute in Could We Be More lo rendono

già un successo virale per nulla scontato

per un genere così poco mainstream. Scoperti

dal fiuto di Gilles Peterson e poi messi

sotto contratto con la Brownswood, i Kokoroko

– che hanno già fatto tappa in Italia

nel corso di quest’estate, prima a Milano e a

metà settembre a Roma – sono già destinati

a diventare un gruppo di culto.

THE ALCHEMIST’S

EUPHORIA

Il settimo disco dei Kasabian è il risultato

di una band che ha già collaudato il proprio

sound nella dimensione di un pop-rock con

un forte potenziale radiofonico.

Uscito il 12 agosto per la Sony, le 12 canzoni

di quest’album sono affidate a una nuova

voce: quella di Serge Pizzorno, cantautore e

co-fondatore della band.

Nonostante l’assenza dell’ormai ex frontman,

Tom Meighan, la band britannica ritorna a

cinque anni di distanza dal precedente For

Crying Out Loud con un prodotto intrigante,

coeso, audace. Con The Alchemist’s

Euphoria il quartetto del Leicestershire non

disdegna, tuttavia, la combinazione tra le

matrici del rock psichedelico e del synth

pop che l’ha reso tra i gruppi più ascoltati

del Regno Unito.

C’è però una spinta ancora più ambiziosa:

con la formazione attuale, e la conseguente

nuova alchimia ritrovata, unita a più ricercate

transizioni ipnotiche, il gruppo ambisce a

catapultare l’ascoltatore nello spazio, quasi

come un astronauta che esplora il cosmo.

WILL OF THE

PEOPLE

Il 26 agosto è stata la volta dei Muse. Il nono

album del terzetto inglese guidato da Matt Bellamy

approda sulla scena discografica a tre anni

dal precedente The Simulation Theory. Anticipato

dall’uscita dei singoli “Kill or Be Killed”,

“Won’t Stand Down”, “Compliance” e la title

track “Will of The People”, il disco sembra raggruppare

i punti di forza della rock-progressive

band che si è distinta negli anni, oltre che per il

carisma del suo cantante, per la caleidoscopica

potenza sprigionata durante live incendiari e

futuristici. Riff vertiginosi, sintetizzatori a iosa,

una suprema abilità di fondere i falsetti delle

ballad a inni rock da stadio e un groove dark

ed elettrizzante: questo il paesaggio sonoro

disegnato da un progetto che si presenta quasi

come un “greatest hits” – così lo ha definito

Bellamy – che richiama alla memoria i primi

successi della band, da “Time is Running Out”

a “Supermassive Black Hole”. La volontà (the

will, appunto) è stata l’urgenza di raccontare il

disastro economico, il caos geopolitico, la crisi

sociale scatenati dalla pandemia.

LA MUSICA ITALIANA PROTAGONISTA

AL CASTELLO SFORZESCO

NELL’AMBITO DI “MILANO È VIVA”

Nada, Fiorella Mannoia, Noemi, Samuele Bersani, Elisa: sono solo alcuni dei nomi di grande prestigio della musica

italiana che si sono esibiti nel mese di settembre sul palco del Cortile delle Armi del Castello Sforzesco a Milano

nell’ambito della rassegna “Estate al Castello”. La rassegna, che è stata tra gli appuntamenti dal vivo più seguiti

di questa estate (oltre 2.300 gli spettatori a sera), fa parte di “Milano è Viva”, il palinsesto di spettacolo cittadino

promosso e coordinato dal Comune di Milano fino al prossimo dicembre. Quasi 60 gli eventi musicali che hanno

arricchito il cartellone della rassegna, spaziando dal cantautorato al pop, dalla classica al jazz, fino al musical e all’operetta.

Tra gli artisti internazionali in programma, merita una menzione speciale il live di Patti Smith del 1° agosto

scorso. Accolta con una standing ovation dal pubblico, nella stessa serata la regina del rock mondiale ha ricevuto la

pergamena della città «per il suo amore per l’arte e la cultura italiane e per il suo contributo alla musica nel mondo».

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ON STAGE

di CLOE D. BETTI

PAOLA

CORTELLESI

Per chi non la conosce, è esattamente

così come si vede: gentile, sorridente,

ironica con se stessa prima ancora che

con gli altri, disponibile, sincera.

Paola Cortellesi, attrice, sceneggiatrice,

quasi regista, è l’esatto opposto di quel

che si immagina quando si pensa alla

parola Vip, nonostante abbia attraversato,

con successo, qualche decennio di

televisione e cinema italiani.

G

li esordi con la Gialappa’s band, le prime serate su

Raiuno, i successi al cinema con tante commedie, i

sodalizi di amicizia prima ancora che professionali

con Antonio Albanese nei due film del “Gatto in

tangenziale” fino al ritorno nei panni di Petra, il detective

schivo e solitario della fortunata serie di Sky. E ora l’attende

un futuro dietro la macchina da presa come regista, un

sogno sempre più vicino. «Non posso ancora dire nulla

del mio primo film da regista – ha ammesso l’attrice – Di

certo per me non rappresenta un cambio di passo rispetto

alla mia professione che continuerò a fare, avevo solo il

desiderio di raccontare una storia mia e lo farò con grande

piacere». Intanto si gode il successo delle nuova stagione

di “Petra”, in onda su Sky Cinema da fine settembre

e in streaming su Now, scritta da Giulia Calenda, Furio

Andreotti e Ilaria Macchia, con la collaborazione della

stessa Cortellesi, tratta dalle opere di Alicia Giménez-

Bartlett. I quattro episodi si inerpicano tra le strade del

noir e del giallo, percorse ancora dalla coppia inossidabile

composta da Petra Delicato e dal suo vice Antonio Monte,

a cui torna a dare il volto Andrea Pennacchi. «Monte si è

finalmente aperto a una nuova vita su consiglio di Petra,

ha avuto un nuovo incontro, mentre Petra si trova faccia

a faccia con la solitudine – sottolinea Cortellesi – Lei che

era la paladina della libertà e che rifiutava compromessi

alla convivenza, ora sente un po’ di solitudine e vorrebbe

qualcosa di altro».

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CHI È PAOLA CORTELLESI?

È un’attrice, comica, doppiatrice e

cantante italiana. Inizia la sua carriera

nello spettacolo fin da piccolissima: a 13

anni infatti debutta nella trasmissione di

Renzo Abrore Indietro Tutta, dove presta

la sua voce per la famosa canzone

Cacao Meravigliao. In seguito nei primi

anni duemila si fa conoscere sul piccolo

schermo grazie alle sue celeberrime

imitazioni, arrivando a collaborare con

la Gialappa’s Band in Mai dire gol e

Mai dire Grande Fratello. Dopo diversi

lavori intrapresi anche a teatro, nel 2011

debutta come presentatrice di Zelig su

Canale 5 accanto a Claudio Bisio. Nello

stesso anno sposa il regista Riccardo

Milani con il quale condividerà diversi

progetti sul grande schermo.

Una solitudine in cui l’attrice non si rispecchia affatto. «Non mi

somiglia per niente», sorride Paola che con la detective ammette

però di condividere quel senso di ironia tagliente, a volte persino

un po’ crudele. «Petra è sarcastica io sono ironica – sottolinea –

Mi piace la sua capacità straordinaria di non curarsi del giudizio

degli altri, penso sia una montagna difficilissima da scalare».

Troppo difficile per Paola essere diretta come Petra, abituata

per carattere e per educazione ad anteporre il giudizio altrui alla

libertà di parola, soprattutto se ironica. «Petra è una donna che

fa i conti con la vita reale e con le rinunce che comporta una

scelta di libertà, sinceramente non conosco nessuno che abbia

fatto questa scelta nella propria vita – confessa Cortellesi – Ha

scelto di non curarsi mai del giudizio degli altri, una cosa molto

complicata da fare davvero, e di non subire le conseguenze di

una relazione stabile e casalinga.

Credo che la libertà di non tenere conto del giudizio degli altri

sia la maggiore conquista possibile, ma è molto difficile da

raggiungere».

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ON STAGE

I TOP FILM DI

PAOLA CORTELLESI

Come un gatto in tangenziale (2017)

Gli ultimi saranno ultimi (2015)

Scusate se esisto! (2014)

Sotto una buona stella (2014)

Nessuno mi può giudicare (2011)

Maschi contro femmine (2010)

Tu la conosci Claudia? (2004)

Il posto dell’anima (2002)

Paola Cortellesi con

Maria Sole Tognazzi,

regista della serie “Petra”

Non solo a Petra è affezionata Paola,

fan numero uno della sua Monica, la

protagonista del film “Come un gatto

in tangenziale” scritto e diretto da suo

marito, Riccardo Milani. «Monica è

la somma di tante donne che abbiamo

intervistato nella borgata di Bastogi,

quando abbiamo sviluppato l’idea

del primo film – ha spiegato - E’ un

personaggio che rispecchia un tipo

di donna che conosco, perché sono

cresciuta in una borgata». Autrice, oltre

che attrice dei suoi stessi film, Cortellesi

ha voluto mettere in scena figure

femminili che in pochi hanno saputo

disegnare per lei. «Da sceneggiatrice

ho potuto scrivere i personaggi che

mi sarebbe piaciuto interpretare e

probabilmente nessuno mi avrebbe

mai offerto – ha ammesso - I ruoli da

protagonista per le donne sono spesso

legati a grandi drammi, mentre ne

mancano di divertenti, così ho pensato

di scriverli io». La sua prossima

scommessa sarà la regia, un altro salto

in avanti un una carriera cinematografica

fatta di trentuno film per il grande

schermo e un David di Donatello come

miglior attrice protagonista di “Nessuno

mi può giudicare”.

«Anche se proverò a fare la regista –

conclude – Non smetterò mai di fare

l’attrice».

Paola Cortellesi in “Petra”,

la serie SKY ambientata a Genova

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I CONSIGLI DI

a cura della Redazione di Barbanera

CAMBIANO I COLORI

I colori, bellissimi, cambiano e annunciano l’autunno, con le sue temperature dolci e le atmosfere

morbide. Ottobre è un mese di mezzo, quello in cui l’estate sembra ancora volersi trattenere, prima

che le giornate corte ne decretino la definitiva archiviazione. E si spera, come ogni anno, che davvero

la bella stagione ci faccia ancora un po’ compagnia. Poco importa se le lancette dell’orologio

andranno di colpo di un’ora indietro, se la notte calerà più rapidamente. Di cose da fare, nell’orto, in

giardino, in cucina, ancora ce ne sono in abbondanza. Per esempio la vendemmia! Si preparano le

botti in cantina, sui graticci si mette ad asciugare l’uva per il vinsanto.

La finestra sul tempo

Dicesi che la rarità fa il prezzo delle cose, e che per tal cagione il

diamante tiene il primo luogo fra le cose di qua. V’ha al mondo

però qualche cosa più raro di questa gioia, ed è un vero amico.

Barbanera 1890

Una verde convivenza!

Prendersi cura di un essere vivente, animale o pianta che sia,

oltreché fonte di piacere, è un modo per entrare in sintonia con

gli altri esseri viventi con cui condividiamo la vita su questo nostro

Pianeta. Ma è anche una chiave, semplice e alla portata di

tutti, per ritrovare i cicli del tempo, le complicità della Luna, le

buone vibrazioni della natura. Senza dimenticare che la presenza

di piante in casa favorisce la circolazione dell’energia vitale. L’ideale,

una vola decisa la “convivenza”, sarebbe scegliere specie

vegetali che ben si adattano al nostro clima e sistemarle in vasi

collocati vicino ad una finestra o comunque ad una zona particolarmente

illuminata. E se all’inizio prendersi cura delle nostre

amiche piante comporterà, come in tutti i rapporti, una fase di

rodaggio, poi tutto filerà liscio, con soddisfazione nostra e piacevolezza

della nostra casa.

Vino e botti impegnano ottobre da mattina a sera

Quanto a lavori agricoli e vita contadina, si può affermare ancora

oggi, senza timore di venir smentiti, che il mese di ottobre è

prevalentemente impegnato nella lavorazione del vino e prima

di tutto del mosto, nella preparazione di tini e botti che oggi

non sono più, nella stragrande maggioranza, di doghe di legno

tenute insieme da cerchioni di ferro, ma di vetro e cemento. Legni

speciali, come per esempio il rovere, sono ancora usati per

l’invecchiamento di vini particolarmente pregiati, specialmente

bianchi. Ma nelle raccolte di proverbi vitivinicoli si legge ancora

per “ottobre mostaio” o “bottaio”, “vino e cantina da sera a mattina”

e che “ottobre, il vino è nelle doghe”. Proverbio questo in

uso anche in Trentino “Otobre, / el vin en le doghe” e similmente

in Istria “al vein ne le doghe”. Ma anche in Puglia con la variante

tini: “Ottobr d vnnegn ench i tin”.

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ABBRACCIA LO SPIRITO

NATALIZIO CON LE NOSTRE

NUOVE COLLEZIONI

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L’ALTRO SPORT

di STEFANO GUIDONI

UNVS

Loro sono i veterani dello sport, associazione benemerita riconosciuta

dal Comitato olimpico nazionale italiano, costituita nel 1954.

N

on una semplice associazione sportiva, l’Unione nazionale veterani

dello sport, bensì una realtà unica nel suo genere, che riunisce

migliaia di ex atleti e dirigenti sportivi, tra cui numerosi volti noti

del panorama nazionale e internazionale del passato più o meno recente.

Presenti in tutte le regioni dello Stivale esclusa la Sardegna, le sezioni

oltre ad organizzare manifestazioni locali partecipano con i loro ex atleti

ai campionati nazionali di varie discipline, sia individuali che di squadra,

tra cui il calcio a undici, pallacanestro, pallavolo, tennis, atletica, ciclismo,

maratona e tante altre. Presidente nazionale è la Francesca Bardelli,

affiancata dai vicepresidenti area nord Italia Antonio Muscarà, area centro

Italia Fabrizio Pellegrini e Domenico Postorino vicepresidente vicario,

per l’area sud Italia. Segretario generale è Prando Prandi e presidente del

collegio dei probiviri Ettore Biagini. Tra gli ex atleti di spicco che hanno

rivestito la carica di presidente, anche lo schermidore Edoardo Mangiarotti

ed il pallavolista Alberto Scotti. Non solo un’associazione sportiva che

annovera tra i propri soci, ex atleti di tutte le discipline sportive che nel

corso della carriera si sono fregiati di prestigiose vittorie o di ottimi

piazzamenti, in ambito nazionale, continentale, mondiale ed olimpico,

ma anche ambasciatori dello sport e promotori dei valori della pratica

sportiva, a partire dalla guida allo sport ideale per genitori e figli. Evento

clou dell’anno organizzato dalle 130 sezioni in tutta Italia, è la tradizionale

Giornata dello sportivo, che oltre a coinvolgere gli oltre 7mila iscritti che

prendono parte a più di 400 manifestazioni organizzate da gennaio a

dicembre, tra cui 35 campionati nazionali, premia atleti, dirigenti e società

sportive locali che si sono distinti a diversi livelli, campioni e campionesse

al termine di brillanti carriere e veterani dello sport. Da diversi anni

nell’ambito dell’iniziativa “Studenti sportivi, studenti vincenti” l’Unione

nazionale veterani dello sport ha istituito dodici borse premio rivolte ai

figli o parenti dei soci, che tengono conto del rendimento scolastico e del

valore delle prestazioni agonistiche in un mix virtuoso tra mondo

della scuola e dello sport. Diverse le sezioni che a partire da

quest’anno hanno aderito all’invito ad organizzare un torneo

“Master dei master”, nel quadro degli accordi con Sport e

Salute. Tra i punti fondamentali della “mission” dell’Unvs, ci sono anche

il sostegno alla categorie svantaggiate, la lotta al doping ed alla violenza

nello sport, la solidarietà in favore dei colleghi veterani e l’aiuto ai soci che

si trovino in difficoltà.

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HOME SWEET HOME

a cura di Maurizio Bonugli

VOGLIA DI FUTURO…

PIANO DI

SORRENTO!

A Piano di Sorrento, Aida De Gioia e Stefania Ruggiero vi accolgono nel negozio PiùMe di Piazza della

Repubblica 30/34. Con tanta professionalità e col sorriso più bello pronte ad offrirvi i migliori consigli per i vostri

acquisti, all’insegna del miglior assortimento e delle mille opportunità di risparmio concreto. Venite a trovarci!

Q

uesto Comune della Città Metropolitana di Napoli si trova nella parte

centrale della penisola sorrentina. Diverse le architetture religiose e

civili di particolare interesse; ne è un esempio Villa Lauro del XVIII

secolo, considerata uno dei più importanti edifici neoclassici della regione.

Piano di Sorrento è divisa in due zone: Carotto, la parte centrale attorno

a Piazza Cota e Cassano, l’antico borgo di pescatori che si affaccia sul

mare con il porto turistico. La costa è formata da alte falesie a strapiombo,

ma attraverso ripide discese si raggiungono anche piccole, suggestive

spiagge vulcaniche. Un ascensore collega Carotto e Cassano, permettendo

di esplorare agevolmente le due anime di un luogo davvero unico. Le zone

periferiche e residenziali sono Mortora, Trinità e San Liborio. Salendo in

alto si trovano poi i Colli di San Pietro, dominati dal Monte Vico Alvano e

da dove parte la strada statale per la Costiera Amalfitana.

COSA VEDERE. Al centro della città di Piano di Sorrento si trova la

basilica di San Michele Arcangelo, risalente al IX secolo. Vale la pena

visitarla anche solo per ammirare il grande portale intarsiato. Scendendo

verso il mare si incontra poi Villa Fondi de Sangro, una spettacolare

villa sul mare oggi aperta al pubblico. Si può passeggiare nel giardino,

ammirare il tramonto dalle sue panchine e visitare il museo archeologico

di George Vallet con reperti della zona e la suggestiva ricostruzione in 3D

di un ninfeo romano.

AMBIENTE E PAESAGGIO. Lo dice il nome, tutto il comune si estende

lungo un altopiano che si affaccia magicamente sul mare e che declina

soavemente da quei colli rigogliosi che ne costituiscono la parte alta.

Piano di Sorrento, si estende lungo la parte centrale della Penisola ed è

terra racchiusa d’incanto fra le due coste, quella meridionale, amalfitana,

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che si affaccia sul Golfo di Salerno, e quella settentrionale, sorrentina che

si affaccia sul meraviglioso Golfo di Napoli. È una terrazza naturale con

panorama marino mozzafiato con lo sfondo del dormiente Vesuvio e con

la promiscuità delle isole che si scorgono nitide nei giorni privi di foschia.

Dall’altra parte il drappo di costiera incontaminata che sorveglia sulle isole

de Li Galli fino a Positano.

LA SPIAGGIA E IL MARE. Marina di Cassano è la spiaggia principale

di Piano di Sorrento e celebre per la colorazione scura della sabbia, tipica

delle zone vulcaniche. L’accesso non è facilissimo, si arriva alla spiaggia

tramite l’ascensore situato in via Ripa di Cassano, di fronte Villa Fondi per

incontrare, così, il mare più bello. Anche in autunno!

TRADIZIONI. Tra le più belle ricorrenze vanno sicuramente ricordate

la Festa Patronale di San Michele Arcangelo del 29 settembre, con

processione, fiera, spettacoli musicali in piazza Cota, Fuochi d’artificio,

concerti bandistici, piuttosto che i famosi, suggestivi e seguitissimi i riti

della Settimana Santa con le processioni (nera, bianca e rossa), la notte del

Giovedì Santo ed il Venerdì Santo. Questo evento è davvero una tradizione

importante ed assolutamente affascinante, tanto da incuriosire ogni anno

turisti, curiosi, antropologi di ogni parte del mondo.

GASTRONOMIA. Da secoli la penisola sorrentina offre a turisti, viaggiatori

e residenti, delle vere delizie per il palato con i suoi prodotti tipici: dalla

mozzarella di Agerola al provolone DOP del Monaco. E ancora: la pasta

di Gragnano, l’olio extravergine di oliva DOP, gli agrumi, il pomodoro e

la noce di Sorrento, il limoncello. Gustosissimi i piatti della cucina tipica

e tra questi gli gnocchi alla sorrentina, gli scialatielli ai frutti di mare o

i ravioli all’aragosta. Anche la tradizione dolciaria conosce alcune delizie

locali come le melanzane alla cioccolata, la torta Santa Rosa ed i Babà al

limoncello. Infine, ma non per ultima, sua Maestà la Pizza, come solo da

queste parti sanno fare. Ottimi anche i vini DOC sia bianchi che rossi dai

vitigni di falanghina, biancolella, greco oppure piedirosso, sciascinoso e

aglianico.

INFO (tratte da):

comune.pianadisorrento.na.it | sorrentoinsider.com | trovaspiagge.it

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I GIOCHI DI

Trovi tutte le soluzioni

a pagina 98

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Cruci CRUCIVERBA

foto 1 Giulia Bevilacqua

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ORIZZONTALI: 1. Un profeta

1.

biblico

Un

– 8.

profeta

Ricovero rustico

biblico

– 15.


L’attrice

8. Ricovero

italiana nella

rustico

foto – 18. Elevati

– 15.

più

L’attrice

del normale

italiana

– 19. Meditare

nella

– 20.

foto

Vagone Letto – 21. Dovuto al sottoscritto – 22. Sciupio – 23. Gergo della malavita parigina – 25. Fondo di bottiglie – 26. Fornisce gustosi

del normale – 19. Meditare – 20. Vagone Letto – 21. Dovuto al sottoscritto – 22. Sciupio –

insaccati – 27. Beneplacito – 28. Divina – 32. L’ha fine il gourmet – 33. Forma e varietà – 34. Il solista delle “Storie tese” – 35. Tecnica

malavita parigina 25. Fondo di bottiglie – 26. Fornisce gustosi insaccati – 27. Beneplacito –

diplomata – 36. Montature teatrali – 38. Una Silvia Latina – 39. Linguaggio… elevato – 40. Filiale della banca – 43. Furgone per cavalli

L’ha fine il gourmet – 33. Forma e varietà – 34. Il solista delle “Storie tese” – 35. Tecnica

– 44. Camillo statista dell’Unità d’Italia – 45. presta a richiesta – 46. Pari salassi – 47. Organi della vista – 48. Spazio consacrato

Montature teatrali – 38. Una Silvia Latina – 39. Linguaggio… elevato – 40. Filiale della banca –

davanti alla chiesa – 49. Colore ottimistico.

cavalli – 44. Camillo statista dell’Unità d’Italia – 45. Si presta a richiesta – 46. Pari in salassi –

vista – 48. Spazio consacrato davanti alla chiesa – 49. Colore ottimistico.

VERTICALI: 1. Riproduzione asessuata vegetale – 2. Palle del biliardo – 3. Breve automobile – 4. Colti senza pari – 5. Ardui in fondo – 6.

Giacca per riporvi la selvaggina – 7. È sempre gradito – 8. Giancarlo imprenditore e politico – 9. Parte del pollo – 10. Parete mobile – 11.

VERTICALI: Piante tropicali – 12. Non 1. Quotato Riproduzione – 13. Oscurano asessuata il cielo – 14. Alvar vegetale architetto – finlandese 2. Palle del XX del secolo biliardo – 16. Schifezza – 3. – Breve 17. Codardo automobile

– 22.

pari Un neuma – 5. del Ardui canto gregoriano in fondo – 24. – 6. Articolo Giacca determinativo per riporvi – 26. Il nome la selvaggina di Balotelli – 27. – Contrario 7. È sempre di chiuso – gradito 28. Un mobile… – 8. muto Giancar

politico – 29. Il rischio – 9. che Parte si corre del – 30. pollo Galeazzo – ministro 10. Parete del regime mobile fascista – 31. 11. Finiscono Piante dentro tropicali – 32. Struttura – 12. anatomica Non Quotato del bacino – 33. 13. O

14. I boy… Alvar dei campeggi architetto – 35. Verso finlandese di disgusto – 36. del Delatore XX – secolo 37. La città – sui 16. sette colli Schifezza – 39. Accelerato – 17. in tre Codardo lettere – 40. Sua – Altezza 22. Un n

gregoriano Reale – 41. Labaro – senza 24. Articolo bar – 42. Precede determinativo Vegas. – 26. Il nome di Balotelli – 27. Contrario di chiuso –

muto – 29. Il rischio che si corre – 30. Galeazzo ministro del regime fascista – 31. Finisco

Struttura anatomica del bacino – 33. I boy… dei campeggi – 35. Verso di disgusto – 36. Delat

sui sette colli – 39. Accelerato in tre lettere – 40. Sua Altezza Reale – 41. Labaro senza bar – 42

92

M A G A Z I N E


Labirinto 1

LABIRINTO - Aiutandovi con gli incroci, inserite tutti i nomi elencati.

LABIRINTO Aiutandovi con gli incroci, inserite tutti i nomi elencati.

E B I A G I

4 lettere: ANNA FEDE

M A R I A D

5 lettere: LINDA M LUISA LMARIAU I S A

E D A

6 lettere ANDREA ANGELO BIAGIO

L I N D A

EGISTO ERCOLE LUIGIA POMPEO

L

E S I L V E

7 lettere: OSVALDO

G S A

E8 lettere: L AMBROGIO I S EMANUELE A B E T T

LEOPOLDO RAIMONDO

M L R O

A9 lettere: N SALVATORE D R SILVESTRO E A R A

NSTANISLAOO N E

U

G

10 lettere: BALDASSARE ELISABETTA

Massima 1

E R C O L E

11 lettere: ERMENEGILDO

L L E O P

LA MASSIMA CIFRATA A numero uguale lettera uguale. A Egioco G risolto I S si Totterrà O una mas

Dossi.

1 2 3 4 5 6 7 3 1 2

U

3 lettere

8

IDA

5 4 9 10 2 5 11 12 3

4 lettere ANNA FEDE

513lettere LINDA

5 2

LUISA

7 9

MARIA

2 7 3 4 3

A gioco risolto si otterrà

614lettere 12

ANDREA

10 5

ANGELO

4 12 2BIAGIO 3 10

EGISTO

9

ERCOLE

11 una LUIGIA massima di POMPEO

Carlo Dossi.

7 lettere D OSVALDO

85lettere 6

AMBROGIO

5 12 6EMANUELE 11 1

LEOPOLDO

5 15

RAIMONDO

10

99lettere 11

SALVATORE

9 2 7 9

SILVESTRO

5

STANISLAO

8 8 12

10 lettere BALDASSARE ELISABETTA

11

13

lettere

5 12ERMENEGILDO

15 10 9 6 12 9 4 12

P R E L I E V I

16 3 2 14 3 12 2 16 3 6 5

10 3 3 2 13 17 9 12 6

H

11 1 5 3 4 4 9 2 12 10 9

3 lettere: IDA

LA MASSIMA

CIFRATA

A numero uguale lettera uguale.

Una volta un governo si accontentava di rovinare il suo

solo presente: oggi, coi prestiti manda in malora anche il

M A G A Z I N E

93


I CARE

a cura di

MAURIZIO BONUGLI

Proteggere i bambini da ogni forma di violenza o abuso, garantire

a ogni bambino il diritto alla salute, all’educazione e alla vita sono

le ragioni stesse dell’esistenza di Terre des Hommes, da quando

nel 1960 un gruppo di persone animate da Edmond Kaiser fece

nascere a Losanna (in Svizzera) quello che oggi è uno dei più

grandi movimenti al mondo per la difesa dei diritti dei bambini.

LA STORIA.

Nata nel 1989 in Italia e diventata Fondazione nel 1994 Terre des Hommes Italia

nell’ultimo anno ha realizzato 90 progetti in 22 paesi del mondo dedicandosi

in particolare ai temi della Child Protection, della sanità di base e del diritto

all’educazione.

L’ORGANIZZAZIONE.

Professionalità, senso di responsabilità, ma anche passione e rispetto per i

diritti dell’infanzia e dei beneficiari: queste sono le caratteristiche di tutte le

persone, volontari, soci o collaboratori che, giorno dopo giorno, rendono possibile,

in Italia e nel mondo, il lavoro di Terre des Hommes.

GARANTIRE IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE.

Scuole, dopo scuola, corsi di disegno, danza, pittura, lingua e formazione professionale

per i più grandi. Ogni intervento di Terre des Hommes inizia con il

diritto all’istruzione e all’educazione per assicurare a tutti i bambini del mondo

e alle loro comunità un presente e un futuro migliore.

ASSICURARE LA SALUTE DI OGNI BAMBINO E DELLA SUA MAMMA.

Con campagne di vaccinazione, visite mediche, corsi di igiene e di alimentazione,

campagne contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria o per salvare i

bambini dalla malnutrizione e dall’anemia.

IL CODICE ETICO

•i diritti dell’infanzia come motore dell’azione

•l’aiuto concreto e diretto alle popolazioni locali e la collaborazione

con partner scelti

•l’imparzialità, la neutralità e l’indipendenza dell’azione umanitaria

•la promozione dell’uguaglianza e delle pari opportunità

•la promozione di uno sviluppo duraturo

•il rispetto delle culture locali e la promozione delle risorse locali

•l’onestà nella comunicazione

•la militanza e la professionalità dei propri operatori

•l’attenzione alla provenienza dei fondi

•la diversificazione dei donatori

•la trasparenza nella gestione dei fondi

•la promozione di un’ampia base popolare

•la promozione del volontariato attivo

“Aiutare anche un solo

bambino è sempre

una bella storia di amore”.

Edmond Kaiser,

fondatore di Terre des Hommes

DARE A OGNI BAMBINO IL MIGLIOR INTERVENTO POSSIBILE.

Ma anche sostegno ai bambini disabili, campagne per la protezione della vista

e per l’accesso all’acqua e una particolare attenzione al diritto di ogni donna di

portare a termine, in modo sicuro, la sua gravidanza.

Immagini tratte da: terredeshommes.it

INFORMAZIONI&CONTATTI

Terre des Hommes Italia ONLUS

Via M. M. Boiardo 6 – 20127 Milano

Codice fiscale 97149300150

Tel. +39 02 28970418 – Fax +039 0226113971

info@tdhitaly.org terredeshommes.it

94

M A G A Z I N E


PULIZIA PER LA TUA CASA

Orlandi SpA - via Matteotti 67 - Cassano Magnago (VA) - info@orlandispa.it - orlandispa@certimprese.it

M A G A Z I N E

95


QUA LA ZAMPA!

di LUCA ALBERTI

IL BICHON

Il Bichon a poil frisé è un cane perfetto per

appartamento, anche di piccole dimensioni.

Si adegua alla vita in casa e la preferisce,

purché questa sia condivisa con la famiglia.

N

on può stare da solo per troppo tempo e non ama molto le

temperature fredde. È un cane che ha un’interazione fantastica

con i bambini e sviluppa una buona socialità con altri cani. Ha

un’ottima salute e non richiede cure particolari. La sua altezza non deve

superare i 30 cm. al garrese. È un piccolo cane allegro e giocherellone,

con un passo vivace, muso di media lunghezza, lungo pelo a cavatappi

molto allentato, molto simile al mantello della capra della Mongolia. Il

portamento della testa è fiero e alto, gli occhi scuri, vivaci ed espressivi.

E’ un cane da show che farebbe di tutto per attirare l’attenzione degli

adulti a lui cari.

Il Bichon a poil frisé è una razza molto gioiosa e giocherellona. Ama

molto intrattenersi con i componenti della famiglia e con i suoi consimili.

È un cane di taglia molto ridotta che ha però in sé un carattere forte

e determinato e che riesce a farsi amare a dismisura per l’attaccamento particolare

che ha con il suo proprietario. Ha un passo vivace e fiero che rappresenta un po’

anche il suo temperamento. Un piccolo cane con un grande carattere. È facilmente

educabile con rinforzo positivo.

Si tratta di un cane che vive la quotidianità profondendo affetto verso i componenti

del suo nucleo. Il Bichon a poil frisé si affeziona moltissimo alla famiglia, distribuendo

in egual misura il suo attaccamento fra i diversi componenti, anche se il

suo temperamento particolare lo porta ad attaccarsi di più ai bambini che agli adulti.

Questa razza non tende a mostrare particolari inclinazioni ad ingrassare, ma può

aumentare di peso velocemente se viene assecondato da una vita caratterizzata da

troppa sedentarietà e da un’alimentazione non corretta. Inoltre, per mantenerlo in

ottima forma fisica, bisognerà limitare i bocconcini premio e la condivisione

del cibo dalla tavola.

96

M A G A Z I N E


L’OROSCOPO DI

M A G A Z I N E

ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

È arrivato il momento di cambiare rotta, e

di pensare in grande. Meglio non restare

chiusi nelle proprie idee: potrebbero

risultare così egoiste da farvi andare fuori

strada. Dall’esterno arriveranno invece

grandi consigli. “Ah! Il viaggio è un bagno

di umiltà: ti rendi conto di quanto è piccolo il

luogo che occupi nel mondo”.

(Gustave Flaubert)

Tendi a essere chiuso, un po’ geloso,

difficile per te cambiare idea: ma qualcuno

potrebbe dirti ciò che pensa, col cuore. Non

aspettare che sia troppo tardi per valutare

le sue parole. “Senza un buono specchio

una donna non può conoscere il suo vero

aspetto, e così senza un vero amico un

uomo non può conoscere i propri errori”.

(Proverbio cinese)

La tua velocità mentale potrebbe essere

per molti di grande ispirazione. Attingi

da quelle energie che tutti invidiano: se ti

sembra inutile, fallo egualmente ed entro

qualche mese vedrai i risultati! “Senza le

illusioni non ci sarà quasi mai grandezza di

pensieri, né forza, impeto e ardore d’animo,

né grandi azioni che per lo più son pazzie”

(G. Leopardi)

Hai bisogno di ritrovare quegli attaccamenti

di cui spesso rifiuti la necessità! Accade

di nuovo: ritrovi il gusto di vivere le tue

emozioni con la naturalezza di ciò che

ami davvero. Nel profondo delle cose,

senza troppa materialità. “Beati coloro che

si baceranno sempre al di là delle labbra,

varcando il confine del piacere, per cibarsi

dei sogni”.

(Alda Merini)

LEONE

VERGINE

BILANCIA

SCORPIONE

Hai davanti a te l’obiettivo per cui lottare?

Se la gioia sarà al primo posto, ti sentirai

invincibile. Trainate il branco, non lasciatevi

convincere da ciò che per molti è scontato

che venga fatto. La vostra natura di leader

aiuterà, anche in famiglia. “Se leggete solo

i libri che stanno leggendo tutti gli altri, state

pensando solo ciò che chiunque altro sta

pensando”.

(Haruki Murakami)

Sì, sei preciso, ma solo perché l’armonia

e la bellezza ti mettono a tuo agio con il

mondo. Sul lavoro, saranno le tue doti

innate a spiccare sempre più. Perché la

tua abilità punta sempre al meglio. “Dio

si è riservato la distribuzione di due o tre

piccole cose sulle quali non può nulla l’oro

dei potenti della terra: il genio, la bellezza

e la felicità”.

(Théophile Gautier)

Addentrati nell’oscurità del tuo animo per

Non star troppo con la testa Massima per aria 1 e poi uscirne più forte che mai: il senso di

non mentire… soprattutto a te stesso. Chi sfida ti è spesso stato vicino, ma a volte

sta con te non cerca routine,ma LA MASSIMA neanche occorre CIFRATA riflettere A e numero riposare prima uguale di lettera agire. uguale

troppe sicurezze. Prova a fermarti

Dossi.

ed essere O potreste incorrere in spiacevoli errori.

più fedele (a te stesso, e sotto ogni altro “È esperienza comune che un problema

aspetto). “Il problema con le persone senza difficile la sera si risolva la mattina, dopo

vizi è che generalmente puoi essere 1 sicuro che il comitato del sonno ci ha lavorato

che avranno delle virtù piuttosto noiose”.

U

2 3 4 5 6 7 3 1 2

sopra”.

8 5 4 9 10 2 5 11 12 3

(Elizabeth Taylor)

(John Steinbeck)

Cruci foto 1

Giulia Bevilacqua 13 13 5 2 7 9 2 7 3 4 3

solo presente: oggi, coi prestiti manda in malora anche il

14 12 10 5 4 12 2 3 10 9 11

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

D

5 6 5 1217

6 11 1 5 15 10

15 16

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

18 9 11 19 9 2 7 9 5 820

8 12

Un bel viaggio in arrivo… almeno con la Un gesto gentile e una parola affettuosa non Con una nuova persona esiste un forte

21 22

Cercate di sviluppare talenti nascosti, in

23 24

inseguire quello che nel lavoro è necessario:

cercate di capire come realizzarlo e osserva

16 3 2

pensiero! Troverete così grandi risorse

28 29 30 31 32

14 3 12 2 16 3 6

che hanno lo stesso talento. Potrebbe non

33

fantasia! Sarai allegro più che mai, pronto a saranno dimenticati. È il momento perfetto legame spirituale, ne sentirete 13 gli 5 effetti. 12 particolare 15 10 quelli 9 che 6 riguardano 12 9 le 4 arti. 12

per riflettere: se davvero credi nel destino, Sarà come se riusciste

25

a leggervi

26

nel Potreste P provare R 27 E a Llavorare I con E amici V I

5

inizia a cercare segnali intorno a te. Quelli

con imparzialità. Senza però porrre alcun giusti salteranno subito all’occhio. “Non dentro di voi. Comunque vada, quella è la solo portarvi qualche buon consiglio, ma

10 3 3 2 13 17 9 12 6

limite, ma trovando la vera forza. “È nella temere di percorrere una lunga strada, se vostra

34

vera personalità.

35“Chi lavora con le anche

36avvicinarvi maggiormente: cercate

37

H

natura del desiderio di non poter essere sei diretto verso coloro che hanno qualcosa mani è un lavoratore. Chi lavora con mani di capirlo, e diventerete grandi alleati. “Le

38 39 11 1 5 40 3 4 4 9 2 41 12 42 10 9

soddisfatto e la maggior parte degli uomini da insegnarti”.

e testa è un artigiano. Chi lavora con mani, donne giungono ad amare persino il dolore

vive solo per soddisfarlo”.

(Socrate)

testa

43

e cuore è un artista”.

44

purché

45

sia romantico”.

46

(Aristotele)

(S. Francesco d’Assisi)

47

(Madame de Staël)

48 49

Una volta un governo si accontentava di rovinare il suo

ORIZZONTALI: 1. Un profeta suo biblico avvenire. – 8. Ricovero (Carlo rustico Dossi) – 15. L’attrice italiana nella foto – 18. Ele

LE SOLUZIONI DEI GIOCHI

del normale – 19. Meditare – 20. Vagone Letto – 21. Dovuto al sottoscritto – 22. Sciupio – 23. Ger

malavita parigina – 25. Fondo di bottiglie – 26. Fornisce gustosi insaccati – 27. Beneplacito – 28. Divi

L’ha fine il gourmet – 33. Forma e varietà – 34. Il solista delle “Storie tese” – 35. Tecnica diploma

Montature teatrali – 38. Una Silvia Latina – 39. Linguaggio… elevato – 40. Una Filiale volta della un banca governo – 43. Furg

cavalli – 44. Camillo statista dell’Unità

U N

d’Italia

A V

– 45.

O

Si

L

presta

T A

a richiesta

U N

Labirinto 1

– 46. Pari in salassi – 47. Orga

vista – 48. Spazio consacrato davanti G alla O Vchiesa E R– 49. N OColore Sottimistico.

I A si accontentava di

STAR DA PICCOLI

LABIRINTO Aiutandovi con gli incroci, inserite tutti i nomi elencati.

C C O N T E N T A V A rovinare il suo

Ora li riconoscete, ma com’erano prima?

VERTICALI: 1. Riproduzione Dasessuata I Rvegetale O V I– 2. N Palle A Rdel Ebiliardo S – solo 3. Breve presente: automobile oggi, – 4. Co

E B I A G I pari O – 5. Ardui in F fondo – 6. Giacca O Lper O riporvi I Lla selvaggina S U O– 7. È Psempre R coi gradito prestiti – 8. Giancarlo manda in impren

Antonio Cannavacciuolo

politico – 9. Parte del pollo – 10. Parete mobile – 11. Piante tropicali – 12. Non Quotato – 13. Oscurano i

M A R I A D E

E S E N T E O G G I malora anche il

14. Alvar architetto finlandese

C

del

O

XX

I

secolo

P R


E

16.

L

Schifezza

I E V I

– 17. Codardo suo avvenire. – 22. Un neuma de

M L U I S A gregoriano A – 24. DArticolo determinativo – 26. Il nome di Balotelli – 27. Contrario di chiuso – 28. Un m

M A N D A I N M A L O (Carlo Dossi)

E D A muto P O– M29. PIl rischio E O che si corre – 30. Galeazzo ministro del regime fascista – 31. Finiscono dentr

L I N D A L

Struttura

B

anatomica

S

del bacino

R

– 33.

A

I boy…

A N

dei

C

campeggi

H E


I

35.

L

Verso di disgusto – 36. Delatore – 37.

sui sette colli – 39. Accelerato in Stre Ulettere O – A40. VSua V Altezza E N IReale R E – 41. Labaro senza bar – 42. Precede

E S I L V E S T R O V

G S A T O A

A B A C U C R C A P A N N A

E L I S A B E T T A G L

G I U L I A B E V I L A C Q U A

M L R O N I D

A L T I C O G I T A R E V L

A N D R E A R A I M O N D O

M I O S C I A L O A R G O T

N O N E S

I E M A I A L E A V A L L O

S A C R A P A L A T O S P E C I E

U G L U I G I A

E L I O P E R I T A S C E N E R

E R C O L E A N

R E A A U L I C O S P O R T E L L O

L L E O P O L D O N V A N C A V O U R A I U T O A A M

E G I S T O A O O C C H I S A G R A T O R O S A

98

M A G A Z I N E

3 lettere IDA

4 lettere ANNA FEDE


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