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La mia ditta 1/2022

La rivista di AXA al servizio delle aziende vi informa tre volte all'anno su temi che interessano i piccoli imprenditori.

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1 | <strong>2022</strong><br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

<strong>La</strong> rivista per PMI di AXA<br />

Svizzera, Paese di export:<br />

internazionalizzazione<br />

resa facile<br />

Pagina 8<br />

Ricerca sui consumatori:<br />

intervista a<br />

Johanna Gollnhofer<br />

Pagina 22<br />

Benessere<br />

aziendale<br />

MySign SA attribuisce<br />

grande importanza a nuove<br />

forme organizzative e<br />

modelli di lavoro flessibili.<br />

Pagina 28


Il mio motivo d’orgoglio<br />

Katja Maike Braun, direttrice scolastica e membro<br />

della direzione dell’Ecole d’Humanité, Hasliberg.<br />

Promozione del talento individuale<br />

L’Ecole d’Humanité è una scuola in collegio internazionale,<br />

in lingua tedesca e inglese ad Hasliberg.<br />

<strong>La</strong> vita nella nostra scuola fondata sull’Educazione<br />

Nuova è caratterizzata da una diversa comunità inclusiva,<br />

in cui coesistono tolleranza e apertura nonché<br />

dove sono all’ordine del giorno la creatività e le<br />

attività musicali, artistiche e sportive. I nostri 120<br />

allievi e allieve di età compresa tra gli 11 e i 20 anni<br />

provengono da tutto il mondo, e da noi conseguono<br />

la licenza di scuola secondaria oppure un diploma di<br />

High School e si preparano per l’accesso al mondo del<br />

lavoro o all’esame di maturità svizzero. Dal 2017 dirigo<br />

personalmente l’Ecole. <strong>La</strong> parte più bella del mio<br />

mestiere è proprio quella di convivere e lavorare insieme<br />

a tantissime persone diverse. In quanto scuola<br />

privata è sempre una sfida riuscire a raccogliere i<br />

finanziamenti necessari senza un incentivo sostanziale<br />

da parte dello Stato. Vedere come grazie a una<br />

collaborazione costruttiva da parte di tutti, i giovani<br />

raggiungono gli obiettivi che si sono prefissati e come<br />

in seguito conducono una vita piena e autonoma per<br />

me è molto gratificante e mi riempie di gioia giorno<br />

dopo giorno.<br />

ecole.ch<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

2 01/<strong>2022</strong>


Il mio motivo d’orgoglio<br />

Loredana Turchi,<br />

proprietaria di<br />

Loredana Turchi<br />

Photography, con<br />

la figlia e socia<br />

in affari Morena.<br />

Vivere le emozioni<br />

Inseguire la propria passione e trasformarla in un<br />

mestiere – questo è il sogno di molti. Io sono riuscita<br />

a realizzarlo specializzandomi in fotografia<br />

di famiglia nel 2005. Adoro mettere in scena ciò<br />

che definisco con piacere «il miracolo della vita»<br />

nel mio studio, dove allestisco personalmente<br />

lo sfondo, ma anche alla Clinica Sant’Anna a Sorengo.<br />

Rappresento il ritratto di famiglie rendendo<br />

eterni i momenti emotivamente più significativi<br />

della loro crescita: dalla gravidanza delle<br />

future mamme alla nascita dei figli, che in seguito<br />

ritraggo anche in altre situazioni felici. Sono<br />

molto fiera di ciò che ho realizzato: le famiglie<br />

che mi contattano sanno che l’etica e la sicurezza<br />

dei neonati sono valori imprescindibili per me. Per<br />

questo motivo lavoro sempre con <strong>mia</strong> figlia, anche<br />

lei foto grafa. Inoltre, organizzo workshop e mentoring<br />

per fotografi e fotografe. <strong>La</strong> <strong>mia</strong> ambizione<br />

più grande è quella di riuscire a collaborare anche<br />

con altri ospedali e cliniche e di allestire poi uno<br />

studio fotografico di dimensioni maggiori, al fine<br />

di poter proporre un’offerta ancor più completa<br />

per ricordi indelebili.<br />

loredanaturchi.ch<br />

01/<strong>2022</strong> 3<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


Passare il testimone con serenità<br />

Una successione aziendale va pianificata per tempo, idealmente cinque o anche dieci anni prima del previsto<br />

passaggio delle consegne. Ma perché un orizzonte temporale così lungo? «In fase di preparazione della successione<br />

aziendale si deve tenere conto di vari importanti aspetti privati e aziendali, che richiedono tempo», spiega<br />

la Dr. Alexandra Bertschi, responsabile della pianificazione successoria per le PMI presso Credit Suisse.<br />

L’ambito privato viene spesso<br />

trascurato<br />

Spesso nella successione aziendale le esigenze<br />

personali dell’imprenditore passano in<br />

secondo piano – perché è l’impresa a essere<br />

al centro dell’attenzione. Tuttavia è essenziale<br />

esaminare in dettaglio anche la situazione<br />

personale e familiare dell’imprenditore. A tale<br />

proposito, spesso si stipulano convenzioni<br />

matrimoniali, contratti successori e, aspetto<br />

da non trascurare, mandati precauzionali: quale<br />

imprenditore, infatti, vorrebbe che in caso<br />

di incidente fossero le autorità a decidere se<br />

sia possibile investire nell’azienda o meno? <strong>La</strong><br />

pianificazione finanziaria consente di avere<br />

un quadro della situazione personale. È consigliabile<br />

richiedere per tempo – al più tardi<br />

verso i 55 anni – una pianificazione finanziaria<br />

personale, che fornisce un quadro dettagliato<br />

della situazione patrimoniale personale, compresi<br />

l’avere di previdenza e la partecipazione<br />

nell’azienda. Nella pianificazione finanziaria si<br />

traccia la situazione degli anni successivi sul<br />

piano finanziario; una pianificazione strategica<br />

può contemplare anche una rielaborazione del<br />

piano LPP, la generazione di ulteriori lacune<br />

di riscatto e versamenti scaglionati nella cassa<br />

pensione. In generale «il margine d’azione nella<br />

strutturazione degli ultimi anni di contribuzione<br />

è tanto maggiore quanto più tempo si ha a<br />

disposizione prima di raggiungere l’età di pensionamento».<br />

Infine, vengono definiti anche i<br />

prelievi futuri e le quote di rendita in una sorta<br />

di tabella di marcia previdenziale personale. In<br />

tal senso proprio per gli imprenditori è di centrale<br />

importanza comprendere se e quali lacune<br />

finanziarie derivanti dalla successione aziendale<br />

debbano essere colmate per mantenere il<br />

consueto tenore di vita.<br />

Gli obiettivi devono essere chiari<br />

Nella pianificazione finanziaria, gli obiettivi<br />

personali della persona uscente giocano un<br />

ruolo centrale. Come strutturare la terza fase<br />

della vita? Si desidera continuare a collaborare<br />

in azienda per alcuni anni o è in programma<br />

un’uscita immediata e, ad esempio, un lungo<br />

viaggio? L’eventuale prezzo di vendita deve<br />

essere massimizzato oppure deve essere tale<br />

da consentire al successore di avviare l’attività<br />

in condizioni ottimali? Secondo Alexandra<br />

Bertschi, discutere in modo approfondito di<br />

queste tematiche aiuta spesso l’imprenditore<br />

a prepararsi sul piano emotivo ad affrontare il<br />

distacco dall’azienda, in quanto in questo modo<br />

è costretto a pensare al suo futuro dopo l’attività<br />

imprenditoriale.<br />

Anche l’azienda deve essere<br />

preparata per la successione<br />

Anche l’azienda stessa deve essere preparata<br />

per la successione. Aspetti centrali in questo<br />

senso sono il contesto e la posizione di mercato,<br />

l’assetto proprietario e organizzativo,<br />

compresi management e collaboratori chiave,<br />

nonché processi e meccanismi. Spesso nelle<br />

PMI mancano strutture formali o un middle<br />

management, poiché molte responsabilità ricadono<br />

direttamente sull’imprenditore. Inoltre,<br />

in molti casi i collaboratori chiave hanno pressappoco<br />

la stessa età della persona uscente.<br />

Questo grado di dipendenza nell’organico deve<br />

essere ridotto quando si prepara una successione,<br />

ad esempio creando strutture di management<br />

formali, promuovendo in modo mirato<br />

le generazioni successive e definendo i processi<br />

per iscritto. Anche i partner esterni, come fornitori<br />

e clienti, devono essere preparati al cambiamento,<br />

presentando loro il successore. In ambito<br />

finanziario spesso sono necessarie rettifiche a<br />

fini di bilancio, ad esempio per quanto riguarda<br />

immobili non necessari per l’impresa o un eccesso<br />

di liquidità derivante dalla tesaurizzazione<br />

pluriennale degli utili, che devono essere scorporati<br />

dall’effettiva successione o trasferiti.<br />

Un processo corretto aiuta<br />

l’imprenditore a prepararsi<br />

emotivamente<br />

L’esperienza dimostra che gli adeguamenti<br />

aziendali menzionati richiedono tempo e, in<br />

ambito finanziario, spesso anche chiarimenti<br />

di ordine fiscale. Tuttavia, secondo Alexandra<br />

Bertschi, è fondamentale affrontare questi<br />

aspetti prima di discutere e decidere in merito<br />

alle opzioni d’intervento concrete per la successione.<br />

«È molto importante che l’imprenditore<br />

sia emotivamente preparato ad affrontare<br />

la successione, dal punto di vista personale e<br />

professionale».<br />

State pensando<br />

a due CEO.<br />

Perché no?<br />

Pianificare per tempo la successione aziendale conviene a tutti.<br />

Gli imprenditori e le imprenditrici guardano lontano. E noi con loro.<br />

credit-suisse.com/imprenditori<br />

Pianificate<br />

per tempo la<br />

successione<br />

Copyright © <strong>2022</strong> Credit Suisse Group AG e/o società collegate. Tutti i diritti riservati.


INDICE | EDITORIALE<br />

Piccolo grande<br />

Paese<br />

COLOPHON<br />

Editore:<br />

AXA, Newsroom<br />

Indirizzo della redazione:<br />

AXA, «<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong>»<br />

Römerstrasse 17<br />

8400 Winterthur<br />

www.la-<strong>mia</strong>-<strong>ditta</strong>.ch<br />

E-mail: meine.firma@axa.ch<br />

Redazione:<br />

Melanie Ade (direzione)<br />

Hanno collaborato a questo<br />

numero:<br />

Simona Altwegg, Marion Fehr,<br />

Marcel Rubin<br />

Online: Urs Wildi<br />

Traduzione:<br />

<strong>La</strong>nguage Services, AXA<br />

Concezione e realizzazione:<br />

Der <strong>La</strong>youter,<br />

Marco Vara, AXA Newsroom<br />

Stampa e spedizione:<br />

Swissprinters AG<br />

Brühlstrasse 5<br />

CH-4800 Zofingen<br />

Periodicità:<br />

tre volte l’anno in italiano,<br />

tedesco e francese<br />

Tiratura complessiva:<br />

84 000 copie<br />

Amministrazione delle<br />

inserzioni:<br />

Galledia Fachmedien AG<br />

Burgauerstrasse 50<br />

9230 Flawil<br />

Tel. 058 344 97 69<br />

ornella.assalve@galledia.ch<br />

www.galledia.ch<br />

Modifiche d’indirizzo e<br />

disdette:<br />

via mail a<br />

meine.firma@axa.ch<br />

Stampato<br />

myclimate.org/01-22-880405<br />

22<br />

2<br />

3<br />

7<br />

8<br />

15<br />

17<br />

18<br />

Il mio motivo d’orgoglio: Katja Maike Braun, Ecole<br />

d’Humanité<br />

Il mio motivo d’orgoglio: Loredana Turchi, Turchi<br />

Photography<br />

Sicurezza<br />

Espansione: la conquista dei mercati esteri deve<br />

essere accuratamente pianificata e preparata. Solo così<br />

l’internazionalizzazione è coronata da successo.<br />

Reportage sinistri: il caricamento di una piccola batteria<br />

appicca le fiamme a un’intera officina.<br />

Successo<br />

Sommersi dalle scartoffie: sempre più PMI delegano<br />

i compiti amministrativi a offerenti esterni per potersi<br />

concentrare sul proprio core business.<br />

<strong>La</strong> Svizzera, che nel 2021 ha realizzato<br />

un surplus commerciale di 59 miliardi<br />

di franchi, consegue una parte sostanziale<br />

del proprio benessere con l’esportazione<br />

di beni e servizi. E non solo<br />

grazie ai grandi gruppi farmaceutici<br />

e industriali: circa il 45 per cento del<br />

volume del commercio estero è generato<br />

da piccole e medie imprese. E non<br />

è un caso: nonostante la sua stabilità,<br />

il mercato nazionale ha infatti dimensioni<br />

ridotte e per molte PMI svizzere si<br />

pone prima o poi la questione di un’espansione<br />

all’estero. Ma questo passo<br />

deve essere ben ponderato e preparato<br />

accuratamente: i fattori decisivi sono<br />

la giusta strategia, il miglior knowhow<br />

sul Paese target e soprattutto la<br />

conoscenza delle esigenze dei clienti<br />

sul mercato di sbocco.<br />

<strong>La</strong> capacità di reagire alle mutate<br />

esigenze dei clienti è tuttavia imprescindibile<br />

anche sul mercato interno,<br />

afferma l’economista Johanna Gollnhofer.<br />

<strong>La</strong> ricercatrice, attiva presso l’istituto<br />

di Marketing & Customer Insight<br />

dell’università di San Gallo nel campo<br />

del comportamento dei consumatori,<br />

spiega nell’intervista il motivo per il<br />

quale ogni azienda ha bisogno di una<br />

strategia di marketing e perché anche<br />

le PMI non possono sottrarsi alle nuove<br />

macrotendenze.<br />

Vi auguro una piacevole lettura!<br />

22<br />

Intervista: la Prof. Dr. Johanna Gollnhofer parla dei<br />

mutati comportamenti di consumo e di sofisticate<br />

strategie di marketing.<br />

26<br />

Il grafico: esportazioni<br />

27<br />

Responsabilità<br />

Melanie Ade,<br />

redattrice capo di «<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong>»<br />

Foto: Keystone/Gaetan Bally<br />

Siamo anche su<br />

LinkedIn.<br />

Venite a visitarci<br />

all’indirizzo<br />

www.linkedin.com/<br />

company/meine-firma<br />

per contenuti davvero<br />

interessanti anche<br />

online.<br />

28<br />

32<br />

34<br />

35<br />

New work: anche le PMI possono trarre beneficio<br />

dalle nuove forme di lavoro e accrescere quindi il loro<br />

appeal come aziende.<br />

Future Risk Report: cambiamento climatico, cyber-rischi,<br />

pandemie. Ecco cosa la popolazione svizzera teme di più.<br />

Il mio motivo d’orgoglio: Marianne Hess, Vicolo<br />

Il mio motivo d’orgoglio: Gabriella Vazquez, Lia Sol<br />

Beauty & Nails<br />

01/<strong>2022</strong> 5<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


Più benefit.<br />

Per lei e per il suo personale.<br />

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di AXA.


Sicurezza<br />

Domanda di un lettore<br />

Cyber-estorsione<br />

Sui media leggo regolarmente di aziende i<br />

cui computer sono stati cifrati con un<br />

software di estorsione. Spesso non è chiaro<br />

se sia stato pagato un riscatto o no. Che<br />

cosa mi consigliate di fare se dovessi essere<br />

vittima di un attacco del genere?<br />

S.T., Rapperswil<br />

<strong>La</strong> situazione da lei descritta rappresenta il<br />

rovescio della medaglia dell’odierna interconnessione<br />

digitale. Gli attacchi all’infrastruttura<br />

digitale delle aziende svizzere aumentano<br />

di anno in anno: ad essere prese di mira<br />

dai criminali informatici sono soprattutto<br />

le PMI, dato che, a differenza delle grandi<br />

aziende, hanno meno risorse da investire<br />

nella sicurezza IT. Pertanto, prima di tutto è<br />

importante che lei adotti dei sistemi adeguati<br />

di protezione preventiva dei suoi dati<br />

per non incorrere proprio in tali situazioni. Se<br />

tuttavia dovesse essere vittima di un cyberattacco<br />

con relativa richiesta di riscatto, le<br />

consiglio di non dare seguito a tale richiesta,<br />

perché pagando non farebbe altro che<br />

sostenere queste attività indesiderate. Inoltre<br />

è persino possibile che pagando lei venga<br />

inserito nel dossier clienti di tali organizzazioni,<br />

così che dopo un paio di mesi proveranno<br />

nuovamente ad hackerarla e a chiederle un<br />

riscatto. <strong>La</strong> migliore protezione è un sistema<br />

di backup che funzioni bene (l’ideale<br />

sarebbe creare due backup, uno online e<br />

uno offline) in modo da poter ripristinare in<br />

qualsiasi momento la versione originale<br />

dei dati del server e del computer. Così si<br />

troverà nella posizione più forte e non<br />

dovrà accettare eventuali richieste di riscatto.<br />

Del resto anche dopo il pagamento di un<br />

riscatto non si ha la certezza assoluta di ricevere<br />

la chiave giusta per decriptare i propri dati.<br />

Fulvio Elia<br />

Gestione prodotti Clientela<br />

commerciale, AXA Svizzera<br />

Foto: Marco Vara; Shutterstock<br />

Previdenza per la<br />

vecchiaia: a molte donne<br />

mancano i mezzi<br />

Quasi una donna su tre in Svizzera teme di non riuscire a mantenere il suo<br />

tenore di vita abituale dopo il pensionamento. Un timore questo tutt’altro<br />

che infondato. A causa del lavoro a tempo parziale e del reddito più<br />

basso, spesso le donne sono svantaggiate rispetto agli uomini per quanto<br />

riguarda AVS e previdenza professionale. Al tempo stesso rispar<strong>mia</strong>no<br />

anche più di rado nel 3° pilastro, come rivela un sondaggio rappresentativo<br />

di AXA, secondo il quale circa un terzo di loro non ha neppure un 3°<br />

pilastro, sebbene proprio con questa soluzione potrebbero migliorare sensibilmente<br />

la loro previdenza per la vecchiaia. Il 68 per cento delle donne<br />

prive di un 3° pilastro ha indicato come motivo principale la mancanza<br />

di mezzi finanziari. Poiché le donne lavorano più spesso a tempo parziale<br />

e percepiscono un reddito più modesto, non rimane molto da destinare al<br />

risparmio previdenziale privato. Più elevato è il reddito, più è probabile<br />

che si risparmi mediante il 3° pilastro: con un reddito superiore a 6000<br />

franchi, l’88 per cento degli uomini e l’84 per cento delle donne sono<br />

titolari di una polizza 3a.<br />

<strong>La</strong> maggior parte degli uomini e delle donne si avvale di una soluzione 3a<br />

classica, con una maggiore tendenza degli uomini rispetto alle donne ad affidarsi<br />

anche ai titoli, mirando così a un ulteriore potenziale di rendimento.<br />

Kristian Kanthak, responsabile Previdenza privata presso AXA Svizzera:<br />

«Proprio le donne, che a causa di un lavoro a tempo parziale o di interruzioni<br />

dell’attività lavorativa lamentano lacune previdenziali, avrebbero<br />

modo di migliorare sensibilmente la loro situazione scegliendo un 3° pilastro<br />

con una quota in titoli, anche se non versano il contributo massimo,<br />

bensì importi più contenuti».<br />

01/<strong>2022</strong><br />

7 <strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


INTERNAZIONALIZZAZIONE<br />

Paese che vai,<br />

opportunità che trovi<br />

Molte PMI accarezzano prima o poi l’idea di sbarcare sui mercati esteri.<br />

Tre aziende ci parlano di piani di espansione vincenti e aspetti da considerare<br />

nel processo di internazionalizzazione.<br />

Testo Melanie Ade Foto Dan Cermak<br />

<strong>La</strong> Svizzera è un Paese vocato all’export.<br />

Nel solo 2021, nonostante la crisi dovuta<br />

alla pande<strong>mia</strong> da coronavirus,<br />

sono stati esportati beni e servizi per<br />

ben 260 miliardi di franchi. E un contributo<br />

fondamentale è dato proprio dalle PMI,<br />

che generano circa il 45 per cento delle esportazioni<br />

di merci. Ormai la cosa non sorprende<br />

più, come afferma Philip Morger, consulente in<br />

materia di internazionalizzazione presso Switzerland<br />

Global Enterprise: «<strong>La</strong> Svizzera ha per<br />

sua natura un potenziale di mercato limitato.<br />

Per poter conseguire un’adeguata crescita nel<br />

medio periodo, spesso è imprescindibile guardare<br />

all’estero».<br />

Ma in quale direzione? I mercati confinanti,<br />

come Germania, Italia o Francia, appaiono a<br />

portata di mano grazie alla prossimità geografica<br />

e culturale; se ne conoscono le peculiarità<br />

locali e anche le distanze sono facilmente percorribili.<br />

Si tratta però di mercati maturi, in cui<br />

la concorrenza è intensa e l’offerta è già cospicua.<br />

«Le linee direttrici per l’espansione di una<br />

PMI dipendono molto dalle sue caratteristiche<br />

individuali, come punti di forza, risorse finanziarie<br />

e clienti potenziali, ed è sempre necessaria<br />

una fase di accurata analisi e preparazione»,<br />

spiega Philip Morger. Le PMI sono quindi chiamate<br />

a investire sufficiente tempo ed effettuare<br />

innanzitutto un’approfondita analisi di<br />

mercato e della clientela. «Spesso le PMI vengono<br />

interpellate proattivamente dall’estero;<br />

in questi casi è opportuno valutare per primo<br />

tale mercato, in quanto evidentemente c’è già<br />

un’esigenza concreta», spiega l’esperto.<br />

«<strong>La</strong> Svizzera<br />

ha per sua<br />

natura un potenziale<br />

di<br />

mercato limitato.<br />

Per poter<br />

conseguire<br />

un’adeguata<br />

crescita nel<br />

medio periodo,<br />

spesso è imprescindibile<br />

guardare<br />

all’estero»<br />

Philip Morger, consulente di<br />

Switzerland Global Enterprise<br />

Paesi in tutto il mondo. «I nostri mercati principali<br />

sono Svizzera e Sudafrica, ma esportiamo<br />

anche in Europa così come in Giappone, Malaysia<br />

o Trinidad e Tobago – che tra l’altro come<br />

mercato dà grandi soddisfazioni», ride Thomas<br />

Wismer, responsabile Vendite internazionali.<br />

In Svizzera Bio-Strath AG ha un proprio team<br />

di vendita, mentre all’estero fa affidamento su<br />

partner regionali. «I distributori locali hanno<br />

una migliore conoscenza del mercato e delle<br />

esigenze dei clienti e quindi un vantaggio decisivo<br />

per il trattamento del mercato», spiega<br />

Thomas Wismer. Affinché questo modello di<br />

business possa funzionare, è necessaria molta<br />

fiducia – Philip Morger di S-GE raccomanda<br />

quindi di studiare bene il proprio partner prima<br />

di avviare una collaborazione: «Il successo dipende<br />

dalla scelta del distributore. Non bisogna<br />

quindi accontentarsi del primo contatto utile,<br />

ma valutare preventivamente con grande attenzione<br />

se il partner ha i requisiti necessari<br />

per vendere con successo il prodotto».<br />

È inoltre importante instaurare uno stretto rapporto<br />

con i partner locali e curare uno scambio<br />

di informazioni con cadenza regolare. Anche<br />

Thomas Wismer di Bio-Strath AG lo conferma:<br />

«Una comunicazione di tipo aperto e rispettoso<br />

con i nostri partner è essenziale». Per questo va<br />

a trovarli regolarmente. L’annuale evento per<br />

i distributori, organizzato presso l’impianto di<br />

produzione di Herrliberg e corredato da escursioni<br />

conviviali, è ormai un appuntamento<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong><br />

▶<br />

Il successo dipende dal partner<br />

Le cose sono andate proprio così anche per il<br />

produttore di integratori alimentari Bio-Strath<br />

AG. Fondata nel 1961 da Fred Pestalozzi, già<br />

dopo un anno l’azienda riceveva il suo primo<br />

ordine dal Canada; nel 1968 una giornalista del<br />

maggior quotidiano inglese pubblicava poi un<br />

articolo sui prodotti naturali provenienti dalla<br />

Svizzera: ecco così la svolta sui mercati internazionali.<br />

Oggi Bio-Strath AG è presente in 54<br />

Per migliorare il benessere e rafforzare il sistema<br />

immunitario: l’azienda tradizionale svizzera<br />

Bio-Strath AG, fondata nel 1961 da Fred Pestalozzi,<br />

produce integratori alimentari naturali a base<br />

di plasmolisato di lievito vegetale Strath. I prodotti<br />

Strath sono disponibili in Svizzera in farmacie,<br />

drogherie ed erboristerie e all’estero sono distribuiti<br />

in oltre 50 Paesi. L’azienda ha oggi un<br />

organico di 25 collaboratori a Zurigo e Herrliberg.<br />

bio-strath.com<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

8 01/<strong>2022</strong>


INTERNAZIONALIZZAZIONE<br />

Il responsabile Vendite<br />

internazionali Thomas Wismer<br />

e Bio-Strath AG ce l’hanno già<br />

fatta: l’integratore alimentare<br />

con 61 micronutrienti prodotto<br />

a Herrliberg è distribuito in<br />

oltre 50 Paesi in tutto il mondo.<br />

01/<strong>2022</strong><br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


INTERNAZIONALIZZAZIONE<br />

MARKETING<br />

Aiutano le persone a organizzare<br />

la loro vita quotidiana: i due<br />

co-direttori di Rotho Kunststoff<br />

AG, Andreas Ernst (a sinistra)<br />

e Luca Marcigot. I loro prodotti,<br />

pratici e orientati al design,<br />

sono presenti praticamente in<br />

ogni casa in Svizzera.<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

01/<strong>2022</strong>


INTERNAZIONALIZZAZIONE<br />

fisso per i partner di tutto il mondo. Un buon<br />

approccio, secondo l’esperto Philip Morger: «I<br />

partner devono sentirsi parte integrante della<br />

<strong>ditta</strong> svizzera e capire a fondo i prodotti che<br />

vendono sul proprio mercato. Sono il volto<br />

dell’azienda all’estero e devono quindi esserne<br />

entusiasti». Un rapporto fondato sulla fiducia<br />

è utile anche in caso di conflitti o differenze<br />

culturali, spiega Wismer: «Bisogna conoscere e<br />

rispettare le usanze del Paese».<br />

E ciò è decisivo non solo nella scelta del partner,<br />

ma anche per il modello di distribuzione.<br />

Esigenze dei clienti e canali di vendita possono<br />

variare fortemente da mercato a mercato; bisogna<br />

quindi adeguare tempi di consegna,<br />

strategie di marketing e servizi. «Informatevi<br />

preventivamente in dettaglio sul Paese target e<br />

sulle esigenze dei clienti, fate ricorso al sostegno<br />

di esperti, confrontatevi con le associazioni<br />

di categoria, testate le vostre opportunità. <strong>La</strong><br />

partecipazione a un evento fieristico, una campagna<br />

mirata sui social media o la presenza su<br />

un mercato online locale possono fornire importanti<br />

indicazioni circa il potenziale di un<br />

prodotto su un mercato locale», spiega Philip<br />

Morger. Gli fa eco Thomas Wismer di Bio-Strath<br />

AG: «Poiché la maggior parte dei mercati è già<br />

satura, riuscire a entrarvi è una vera e propria<br />

sfida. <strong>La</strong> swissness può fare da apripista, ma<br />

da sola non basta. Chi vuole affermarsi oltreconfine<br />

deve fare un grande lavoro di base. È<br />

quindi consigliabile non espandersi contemporaneamente<br />

in cinque Paesi, bensì porre accenti<br />

mirati e raccogliere esperienze da mettere poi a<br />

frutto su ulteriori mercati internazionali».<br />

Sede principale in Svizzera,<br />

DNA multinazionale<br />

Anche la Rotho Kunststoff AG, azienda leader<br />

in Europa nella produzione di beni di consumo<br />

in plastica, ha ormai superato da tempo la fase<br />

di raccolta delle prime esperienze: è infatti at-<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong><br />

Rotho Kunststoff AG sviluppa prodotti pratici e<br />

orientati al design per la conservazione, la separazione<br />

dei rifiuti, la cucina e la casa. Gli articoli<br />

Rotho vengono distribuiti in tutta Europa in oltre 50<br />

Paesi e figurano stabilmente nell’assortimento<br />

dei principali dettaglianti di generi alimentari e<br />

negozi per il fai da te. Fondata nel 1889, l’azienda<br />

occupa oggi 800 collaboratori in tutta l’Europa.<br />

rotho.com<br />

Tre consigli<br />

per entrare sui<br />

mercati esteri<br />

1°<br />

Il modello di business<br />

giusto<br />

Se ci si vuole affermare in un<br />

mercato maturo è necessario<br />

allineare con coerenza il proprio<br />

modello di business con i<br />

vantaggi per i propri clienti.<br />

Il focus deve essere incentrato<br />

unicamente sulle esigenze dei<br />

clienti. I termini di consegna,<br />

i servizi, il marketing o il modello<br />

di prezzi devono essere<br />

adattati alle esigenze specifiche<br />

del Paese.<br />

2°<br />

Qualità svizzera<br />

All’estero, lo Swissmade continua<br />

a essere un argomento<br />

di vendita perché è sinonimo<br />

di qualità. Le aziende devono<br />

quindi soddisfare costantemente<br />

gli elevati standard<br />

svizzeri, dal fornitore al servizio<br />

post-vendita.<br />

3°<br />

Pensare in modo digitale<br />

Un’analisi dettagliata delle tendenze<br />

digitali è indispensabile<br />

nelle esportazioni. <strong>La</strong> digitalizzazione<br />

riveste, soprattutto<br />

nei mercati maturi, un ruolo<br />

centrale, ad esempio nella<br />

vendita di prodotti e servizi. Le<br />

abitudini di acquisto variano<br />

tuttavia da Paese a Paese. Allo<br />

stesso tempo, i social media<br />

rivestono un ruolo molto più<br />

importante nella commercializzazione<br />

di prodotti e servizi<br />

rispetto alla Svizzera.<br />

Fonte: Switzerland Global Enterprise<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong><br />

Switzerland Global Enterprise (S-GE) è dal 1927<br />

l’organizzazione svizzera ufficiale per l’incentivazione<br />

delle esportazioni e la promozione della piazza economica.<br />

Su incarico della Confederazione (Segreteria<br />

di Stato dell’econo<strong>mia</strong> SECO) e dei Cantoni, S-GE<br />

fornisce un servizio pubblico assistendo ogni anno<br />

oltre 5500 PMI svizzere nelle loro attività internazionali.<br />

L’organizzazione senza fine di lucro fa leva su un<br />

formidabile network nazionale e globale di partner<br />

e, di concerto con il Dipartimento federale degli affari<br />

esteri (DFAE), gestisce sedi in tutte le regioni della<br />

Svizzera e in oltre 31 Paesi.<br />

s-ge.com<br />

tiva in oltre 50 Paesi e in Svizzera i suoi prodotti<br />

sono presenti praticamente in ogni casa. Fondata<br />

nel 1889 come Robert Thoma Co. a Bernau<br />

nel sud della Germania, nel 1981 ha acquistato<br />

un’azienda locale in Svizzera divenendo<br />

così fornitore della Migros. Ebbene, l’odierna<br />

Rotho Kunststoff AG ha colto questa opportunità<br />

al punto da trasferire in Svizzera non solo<br />

gli impianti di produzione, ma anche la sede<br />

principale. «Per quanto l’approccio multinazionale<br />

sia stato fin dall’inizio parte integrante del<br />

nostro DNA aziendale, nel nostro gruppo batte<br />

sempre un cuore svizzero», afferma il co-direttore<br />

Andreas Ernst.<br />

E anche se il 75 per cento del fatturato viene<br />

oggi realizzato all’estero, la maggior parte delle<br />

componenti è ancora fabbricata a Würenlingen<br />

in Argovia. Presso la Rotho Kunststoff AG la ricerca<br />

del potenziale di espansione è del resto<br />

una costante. «Il successo dei nostri prodotti sul<br />

mercato svizzero e su quello tedesco e le analogie<br />

delle esigenze dei consumatori nell’Europa<br />

centrale ci hanno convinti a proporre<br />

i nostri prodotti anche in altri Paesi», spiega<br />

Andreas Ernst. E il suo omologo Luca Marcigot<br />

aggiunge: «L’espansione verso altri mercati europei<br />

è stata inoltre una necessità quando negli<br />

anni ’80 abbiamo sviluppato gli articoli in plastica.<br />

Affinché l’investimento fosse redditizio<br />

era necessaria una produzione su larga scala.<br />

Un mercato relativamente piccolo come la Svizzera<br />

non offre sufficienti possibilità».<br />

Cultura e lingua come fattori di successo<br />

Anche l’azienda Rotho Kunststoff AG punta<br />

su una strategia differenziata per il proprio<br />

trattamento di mercato. «In determinati Paesi<br />

collaboriamo con partner locali, in altri ab-<br />

▶<br />

01/<strong>2022</strong> 11<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


INTERNAZIONALIZZAZIONE<br />

Tre consigli<br />

per crescere all’estero<br />

biamo una sede produttiva con distribuzione<br />

e logistica proprie, in altri ancora cooperiamo<br />

con grossisti e distributori. Dal 2016 abbiamo<br />

inoltre un ulteriore centro di distribuzione in<br />

Polonia», spiega Luca Marcigot, co-direttore di<br />

Rotho Kunststoff AG. Sebbene per creare un’infrastruttura<br />

logistica e di distribuzione siano<br />

necessari maggiori investimenti e risorse, c’è<br />

anche un vantaggio decisivo: «Cultura e lingua<br />

sono fattori importanti per il successo. Se il reparto<br />

vendite è affine ai clienti su questo piano,<br />

il trattamento di mercato ne risulta enormemente<br />

agevolato». Ovviamente un modello di<br />

business misto comporta una certa complessità,<br />

soprattutto perché i canali di distribuzione<br />

e di vendita possono differenziarsi molto,<br />

come spiega Luca Marcigot: «Il modo in cui si<br />

collabora in Francia, Germania o Italia è molto<br />

diverso, per quanto si tratti di tre grandi Paesi<br />

europei con molti punti in comune».<br />

<strong>La</strong> sottile differenza<br />

Anche Ulrich Wallnöfer ha dovuto misurarsi<br />

con il tema delle differenze culturali. Assieme<br />

a un partner, dal 2010 gestisce con successo<br />

vari mercati del gusto regionali in Alto Adige.<br />

<strong>La</strong> formula vincente di «Pur» punta a rendere<br />

accessibile a tutti la qualità regionale dei generi<br />

alimentari naturali e dei vini locali a<br />

prezzi equi. «Vogliamo coniugare il gusto con<br />

cultura del territorio, salute e gioia di vivere,<br />

apportando al contempo un contributo a un<br />

futuro sostenibile». Nel 2016 i due partner<br />

hanno colto l’opportunità per declinare questa<br />

filosofia in chiave elvetica con l’apertura di due<br />

nuove sedi a St. Moritz e Coira. L’opportunità<br />

appariva lampante. «Esattamente come noi altoatesini,<br />

gli svizzeri hanno un rapporto molto<br />

stretto con il loro territorio e con i produttori<br />

regionali e nutrono un forte interesse verso i<br />

prodotti nazionali. Il passo verso la Svizzera<br />

è stato quindi logico e naturale», spiega Wallnöfer.<br />

Nonostante la vicinanza geografica, l’imprenditore<br />

ha dovuto confrontarsi anche con<br />

delle differenze. «Abbiamo notato che, diversamente<br />

dagli italiani, per gli svizzeri è necessario<br />

del tempo prima di modificare il proprio comportamento<br />

di consumo e aprirsi alle novità»,<br />

afferma in retrospettiva l’autodefinito «food<br />

freak». <strong>La</strong> stessa tendenza viene riscontrata<br />

anche da Philip Morger di Switzerland Global<br />

Enterprise: «Nonostante l’eventuale vicinanza<br />

geografica, tra Paesi vi sono sempre sottili differenze<br />

culturali. In questi casi può essere opportuno<br />

assumere personale di vendita locale,<br />

1°<br />

Sviluppare una relazione<br />

con un partner commerciale<br />

Il rapporto con il partner commerciale<br />

adatto è fondamentale<br />

per il successo nel Paese<br />

di destinazione. Soprattutto a<br />

causa delle differenze culturali,<br />

possono insorgere dei malintesi<br />

che poi si ripercuotono negativamente<br />

sulla cifra d’affari.<br />

Buoni rapporti commerciali<br />

sono pertanto il fondamento<br />

di ogni successo e colloqui regolari,<br />

sia professionali che privati,<br />

garantiscono una buona<br />

collaborazione.<br />

2°<br />

Verificare la necessità di<br />

aprire sedi sul mercato<br />

locale<br />

Quanti più clienti possono essere<br />

conquistati in un mercato<br />

target, tanto più lavoro può<br />

trovarsi ad affrontare la PMI.<br />

Vale pertanto la pena di verificare<br />

se questi possono essere<br />

gestiti dalla Svizzera in modo<br />

soddisfacente per il cliente<br />

oppure se sia più opportuno<br />

creare una filiale locale.<br />

3°<br />

Continuare a sviluppare<br />

il modello di business<br />

Dopo essere stati conquistati, i<br />

clienti devono essere fidelizzati<br />

a lungo termine. Un modo per<br />

farlo è attraverso nuovi modelli<br />

o strategie di prezzo.<br />

Fonte: Switzerland Global Enterprise<br />

in grado di instaurare un rapporto di fiducia<br />

con la clientela e sostenere l’affermazione del<br />

marchio».<br />

Nel caso di Pur Suisse Alps si punta con coerenza<br />

sul know-how locale: «Per noi è importante<br />

che i nostri team nei mercati e nei bistrot<br />

del gusto provengano dalla regione, in modo<br />

da conoscere personalmente le esigenze dei<br />

clienti, i produttori locali e i relativi prodotti».<br />

In questo contesto Wallnöfer vede se stesso soprattutto<br />

in un ruolo di sostegno: «Il mio obiettivo<br />

è trasmettere l’ispirazione e la passione di<br />

Pur Suisse Alps al nostro team. Siamo peraltro<br />

strutturati in modo olocratico e le decisioni<br />

sull’assortimento dei prodotti sono assunte dai<br />

nostri specialisti in loco».<br />

A breve termine Pur Suisse Alps non ha ulteriori<br />

piani di espansione e per il momento si<br />

concentra sul consolidamento delle sedi attuali.<br />

Ma nel lungo termine Wallnöfer vede un grande<br />

potenziale: «<strong>La</strong> nostra formula può funzionare<br />

perfettamente a San Gallo come a Winterthur<br />

o a Ginevra. In Alto Adige siamo presenti con<br />

successo da dodici anni. Siamo fiduciosi che sapremo<br />

mettere radici anche qui e che, affiancati<br />

dai giusti partner, un’ulteriore espansione<br />

sarà la scelta vincente a lungo termine. <strong>La</strong> Svizzera<br />

ha un grande potenziale, in termini sia di<br />

vicinanza geografica e culturale, sia di mentalità<br />

e varietà di offerta dei produttori». ●<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong><br />

Pur Suisse Alps offre una seducente gamma di 1600<br />

prodotti di qualità provenienti dalle più disparate<br />

aree della Svizzera e dell’arco alpino, realizzati con<br />

tanta passione da piccole manifatture regionali.<br />

Con la visione di promuovere la produzione e il consumo<br />

attento di vini e altri generi alimentari,<br />

Ulrich Wallnöfer e Günther Hölzl hanno fondato il<br />

loro primo mercato del gusto nel 2010 a Merano.<br />

Si sono poi aggiunte altre sedi in Alto Adige. Nel 2016<br />

l’azienda si è espansa in Svizzera e oggi occupa<br />

complessivamente 145 persone in sette località in<br />

Italia e Svizzera.<br />

pursuisse.ch<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

12 01/<strong>2022</strong>


INTERNAZIONALIZZAZIONE<br />

Rende il mondo un po’ più<br />

buono: con i suoi mercati e<br />

bistrot del gusto «Pur», Ulrich<br />

Wallnöfer offre alla propria<br />

clientela prodotti squisiti,<br />

freschi e naturali e al contempo<br />

funge da importante piattaforma<br />

per i piccoli produttori<br />

regionali.<br />

01/<strong>2022</strong><br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


1 – Possono tornare a sorridere:<br />

l’agricoltore Heiri Heusser<br />

(a destra nella foto) e Marc<br />

Geissmann della Polygon<br />

Schweiz AG.<br />

REPORTAGE MARKETING SINISTRI<br />

2 – Fortuna nella sfortuna:<br />

Fabienne Schälchli e la figlia<br />

Svenja sono grate che<br />

tutti i familiari siano rimasti<br />

indenni.<br />

3 – Per i coniugi Myrtha e Heiri<br />

Heusser è stato chiaro<br />

fin da subito: per un po’ la<br />

famiglia starà da noi.<br />

4 – I muri anneriti, gli oggetti<br />

in gran parte distrutti:<br />

la batteria di una torcia<br />

collegata alla presa di<br />

corrente può provocare un<br />

tale disastro.<br />

1<br />

2<br />

4<br />

3<br />

<strong>La</strong><br />

<strong>La</strong><br />

<strong>mia</strong><br />

<strong>mia</strong> DITTA DITTA<br />

14 01/<strong>2022</strong>


REPORTAGE SINISTRI<br />

Con le batterie<br />

non si scherza<br />

L’agricoltore Hans-Heinrich Heusser non avrebbe mai pensato che caricare<br />

una piccola batteria sarebbe stata la sua sventura. Ma a giugno dello<br />

scorso anno è successo proprio questo: la sua officina avvolta nelle fiamme e<br />

l’appartamento soprastante della figlia Fabienne annerito dalla fuliggine.<br />

Un evento che ha ulteriormente unito la famiglia.<br />

Testo Simona Altwegg Foto Marco Vara<br />

Qui era tutto nero», racconta l’agricoltore<br />

Hans-Heinrich Heusser<br />

e guarda la sua officina, dove<br />

trascorre ogni giorno molte ore.<br />

Anche martedì 8 giugno 2021 ha<br />

lavorato fino a tarda sera, dovendo<br />

riparare un’asciugatrice. «Parallelamente<br />

all’allevamento di vacche nutrici gestiamo immobili,<br />

e ci troviamo quindi a svolgere molti<br />

lavori di manutenzione. C’è sempre qualcosa da<br />

fare», spiega. Come sempre sul banco da lavoro<br />

vicino a lui c’erano alcune batterie di macchine<br />

e dispositivi, collegate alla corrente. Alle nove<br />

di sera il solerte agricoltore credeva di essere<br />

giunto al termine della giornata di lavoro: ha<br />

spento la luce ed è andato a casa dalla moglie<br />

Myrtha, a pochi metri di distanza dall’officina.<br />

Solo un po’ di tempo dopo gli è stato chiaro che<br />

la giornata era tutt’altro che finita.<br />

Come un vulcano<br />

Venti minuti più tardi uno dei loro nipoti è<br />

entrato correndo nel salotto, riferendo di un<br />

incendio nell’officina. Heiri Heusser – come<br />

viene chiamato – si è precipitato fuori. Tutta<br />

la famiglia del nipote e i vicini si erano già raccolti<br />

nel piazzale. Un angolo dell’officina si era<br />

trasformato in un vulcano, lo si vedeva chiaramente<br />

dalla finestra. Tutti insieme hanno infranto<br />

il vetro, versato acqua sul fuoco e chiamato<br />

i pompieri. «In un momento simile non si<br />

provano ancora emozioni. Ci si limita ad agire»,<br />

racconta Heiri Heusser. Quando i pompieri<br />

sono arrivati, è andato nella stalla, adiacente<br />

all’officina, e ha tranquillizzato le sue circa 25<br />

«È utile ridurre<br />

al minimo<br />

il numero di<br />

batterie»<br />

Thomas Signer,<br />

ispettore sinistri AXA<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong><br />

Hans-Heinrich e Myrtha<br />

Heusser conducono insieme<br />

un’azienda agricola dove<br />

allevano circa cinquanta<br />

vacche nutrici. Gestiscono<br />

inoltre propri immobili,<br />

per i quali svolgono anche<br />

lavori di manutenzione.<br />

mucche e i 25 vitelli. Pur essendo spaventati,<br />

sono rimasti indenni. Nella stalla non c'era<br />

traccia dell’incendio. Diversamente dall'appartamento,<br />

situato direttamente sopra l’officina<br />

e ad essa collegato attraverso una porta che era<br />

rimasta aperta durante l’incendio.<br />

Foto di famiglia annerite<br />

L’appartamento appartiene a Fabienne Schälchli,<br />

una figlia di Myrtha e Heiri Heusser, che<br />

qui vive con la sua famiglia di sei persone. <strong>La</strong><br />

famiglia era già fuori in cortile quando Heiri<br />

Heusser è uscito. Tutte le persone, quindi, fortunatamente<br />

erano al sicuro, ma l’intero appartamento<br />

era invaso dal fumo, tutto era stato<br />

annerito: gli album fotografici, gli oggetti personali.<br />

«Fa molto male», commenta la famiglia.<br />

Ma gli Heusser sono gente che si rialza. «Abbiamo<br />

avuto fortuna nella sfortuna. Nessuno<br />

si è fatto male, e per noi è quello che conta».<br />

Restare positivi e guardare avanti, è questo il<br />

loro motto. Una cosa era chiara: la famiglia non<br />

sarebbe potuta rientrare nell’appartamento<br />

tanto velocemente. «In simili casi AXA paga<br />

un alloggio sostitutivo», spiega Thomas Signer,<br />

ispettore sinistri di AXA, che è stato a fianco<br />

degli Heusser durante tutta la fase della rimozione<br />

del danno. Con quel denaro la famiglia<br />

avrebbe potuto alloggiare in un hotel o in un<br />

appartamento di vacanza. Ma con la modestia<br />

che la contraddistingue, si è trasferita nella<br />

casa di Heiri e Myrtha Heusser. «Ci siamo dovuti<br />

stringere un po’», racconta quest’ultimo<br />

e aggiunge con una strizzatina d’occhio: «Ho<br />

dovuto cedere perfino il mio letto! Ma finché<br />

▶<br />

01/<strong>2022</strong> 15<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


REPORTAGE MARKETING<br />

SINISTRI<br />

Sono felici che non sia accaduto nulla alle mucche e ai vitellini: l’ispettore sinistri di AXA Thomas Signer, l’agricoltore Heiri Heusser e l’esperto di risanamento Marc<br />

Geissmann della Polygon Schweiz AG.<br />

si tratta solo di questo, c’è da essere contenti».<br />

È evidente: nella famiglia c’è una buona intesa,<br />

una grande coesione, che l'accaduto ha addirittura<br />

rafforzato.<br />

<strong>La</strong> causa nella batteria<br />

Oltre ai pompieri, velocemente sul posto è arrivata<br />

anche la polizia che ha analizzato la causa<br />

dell’incendio e scoperto che la batteria di una<br />

torcia collegata alla presa di corrente aveva<br />

preso fuoco, facendo incendiare anche le altre<br />

batterie vicine. Sono state raggiunte temperature<br />

di 1000 °C. «Non avrei mai pensato che<br />

potesse essere pericoloso lasciare incustodita<br />

una batteria in carica. Tra l’altro una batteria<br />

piccola», aggiunge Heusser. L’esperto Thomas<br />

Signer conferma: «Il pericolo delle batterie<br />

viene sottovalutato». Consiglia, quando si effettua<br />

la ricarica – e questo per ogni genere di<br />

batteria, ad esempio anche quelle di cellulari o<br />

biciclette – di seguire le indicazioni del produttore<br />

e di tenere le batterie lontane da materiale<br />

infiammabile. Inoltre è importante utilizzare il<br />

cavo di ricarica originale. «È utile anche ridurre<br />

al minimo il numero di batterie», afferma Signer.<br />

Adesso, l’agricoltore presta particolare attenzione<br />

a questo aspetto. Se possibile utilizza<br />

ovunque le stesse batterie, così gliene servono<br />

poche. Nell’officina, inoltre, non lascia più alcuna<br />

batteria in carica durante la notte.<br />

Assicurazione di cose<br />

per imprese<br />

Nessuno è immune dai danni<br />

causati da incendio, eventi<br />

naturali, acqua, rottura di<br />

vetri e furto con scasso. Per<br />

non trovarsi a mani vuote<br />

in caso di sinistro, l’assicurazione<br />

di cose di AXA offre<br />

copertura per la perdita<br />

materiale, i danni da interruzione<br />

di esercizio, le spese<br />

supplementari nonché le<br />

spese di sgombero e smaltimento<br />

senza alcuna complicazione.<br />

axa.ch/assicurazione-cose<br />

Rapidità ed efficienza<br />

Heusser si dice soddisfatto dell’aiuto di AXA:<br />

«Thomas Signer è arrivato subito sul posto e,<br />

insieme all’assicurazione di stabili e all’esperto<br />

di risanamento Marc Geissmann della Polygon<br />

Schweiz AG, ha sistemato tutto. All’insegna<br />

della cooperazione e della semplicità». Grazie<br />

alla buona collaborazione, a poche settimane<br />

dall’accaduto la famiglia è potuta tornare<br />

nell’appartamento, e anche l’officina era<br />

nuovamente utilizzabile. «Per ogni oggetto<br />

abbiamo valutato se sostituirlo o ripararlo, e<br />

abbiamo pulito tutti i locali», racconta Marc<br />

Geissmann. Spesso gli oggetti personali danneggiati<br />

purtroppo non possono essere rimpiazzati.<br />

Ma almeno sul piano finanziario le<br />

famiglie Heusser e Schälchli sono tutelate grazie<br />

alla loro assicurazione di cose e della mobilia<br />

domestica. AXA ha indennizzato i danni<br />

nell’appartamento e nell’officina per un totale<br />

di 120 000 franchi.<br />

Oggi l’officina è tornata a essere il regno di<br />

Heiri Heusser. «Qui posso lavorare, qui trovo<br />

la <strong>mia</strong> pace, qui mi sento bene», afferma l’agricoltore<br />

soddisfatto. Ma per oggi basta: va<br />

alla porta, dà un’occhiata alla presa multipla e<br />

chiude. Non c’è nessuna batteria in carica. ●<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

16 01/<strong>2022</strong>


Successo<br />

Domanda di un lettore<br />

Passato col rosso<br />

Siamo una PMI della Svizzera centrale e<br />

possediamo una piccola flotta di veicoli. Di<br />

recente uno dei nostri collaboratori non<br />

ha visto il semaforo rosso ed è stato quindi<br />

multato dalla polizia. Dopo la discussione<br />

che ne è scaturita ci siamo chiesti se<br />

l’assicurazione avrebbe rifiutato le proprie<br />

prestazioni nel caso, con un’identica<br />

fattispecie, si fosse verificato un incidente.<br />

Potreste rispondere a questa domanda?<br />

S. K., Stans<br />

Il mancato rispetto di un semaforo rosso viene<br />

spesso punito come violazione grave di una<br />

norma della circolazione (cfr. anche Legge<br />

sulla circolazione stradale, articolo 90, cpv. 2).<br />

Secondo la Legge sulla circolazione stradale,<br />

articolo 14, cpv. 2, la sua assicurazione<br />

sarebbe dunque autorizzata a ridurre le<br />

proprie prestazioni in misura proporzionale al<br />

grado di colpa. Nell’assicurazione per parchi<br />

veicoli di AXA esiste tuttavia la possibilità di<br />

includere una tutela contro la colpa grave. Se<br />

questa copertura addizionale è inclusa, nel<br />

caso da lei menzionato AXA erogherebbe<br />

interamente le sue prestazioni, se nessuna<br />

ulteriore circostanza come ad esempio stato<br />

di ebrietà, inidoneità alla guida o grave<br />

violazione del limite di velocità avesse<br />

provocato l’incidente. Le circostanze di ogni<br />

singolo caso vengono perciò da noi verificate<br />

con grande cura e valutate individualmente. Il<br />

suo consulente clientela sarà lieto di fornirle<br />

ulteriori informazioni.<br />

Marc Gfeller<br />

Responsabile team Sinistri Veicoli<br />

a motore Berna<br />

Foto: Gettyimages; p.g.c.<br />

AXA Svizzera fonda<br />

InsurTech<br />

AXA ripensa la gestione sinistri e fonda un’azienda che ha l’obiettivo<br />

di riconfigurare totalmente i processi, con l’adozione delle tecnologie<br />

più avanzate come computer vision e machine learning. In una prima<br />

fase sarà digitalizzato il trattamento dei danni ai veicoli a motore, che<br />

diventerà quindi più efficiente e conveniente.<br />

Il maggiore assicuratore svizzero in questo comparto riceve ogni anno<br />

dalle 300 000 alle 400 000 denunce di sinistro. «Per quanto non abbiamo<br />

mai smesso di investire nel processo di gestione sinistri, esistono<br />

oneri incomprimibili a livello di tempistiche e amministrazione.<br />

A questo punto vogliamo affrontare la questione secondo un approccio<br />

del tutto nuovo», spiega Dominique Kasper, responsabile Property<br />

& Casualty.<br />

«Puntiamo sull’innovazione tecnologica per offrire a clienti e partner<br />

un’assistenza rapida, semplice ed efficiente in caso di sinistro» prosegue<br />

Kasper. Fondare un’azienda hi-tech indipendente significa creare<br />

un contesto innovativo e agile per lo sviluppo di prodotti e servizi<br />

proiettati nel futuro. Daniel Meier, finora responsabile Assicurazioni<br />

mobilità presso AXA Svizzera, è stato nominato CEO dell’azienda di<br />

nuova fondazione denominata «Noimos». Noimos creerà nuovi posti<br />

di lavoro nel settore IT/Tech e offrirà un impiego a collaboratori di<br />

talento nei comparti intelligenza artificiale e nuove tecnologie. <br />

noimos.ai<br />

01/<strong>2022</strong> 17<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


DIGITALIZZAZIONE<br />

Meno scartoffie,<br />

più tempo per<br />

il core business<br />

Sempre più PMI cedono compiti amministrativi a offerenti esterni per rispar<strong>mia</strong>re<br />

risorse e potersi concentrare maggiormente sul loro core business.<br />

<strong>La</strong> digitalizzazione offre qui possibilità assolutamente nuove.<br />

Testo Marcel Rubin Foto Marco Vara<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

18 01/<strong>2022</strong>


DIGITALIZZAZIONE<br />

Se c’è qualcosa che a Kevin Häfeli non<br />

piace è lo spreco di risorse. Con la<br />

sua <strong>ditta</strong> Helio AG con sede a Zurigo,<br />

il CEO si impegna perciò affinché le<br />

soluzioni cloud vengano sfruttate in<br />

modo più efficiente e quindi anche più sostenibile.<br />

<strong>La</strong> domanda di queste soluzioni cresce<br />

infatti continuamente, e i centri di calcolo nei<br />

quali vengono elaborati volumi di dati inimmaginabili<br />

hanno, è ovvio, un consumo di energia<br />

non proprio contenuto. «Molte risorse dei server<br />

vengono sprecate. Li si può paragonare a<br />

un’auto che gira sempre con una sola persona a<br />

bordo», spiega Häfeli e racconta che la sua <strong>ditta</strong><br />

accetta ad esempio ordini di rendering 3D – che<br />

di norma impiegano grandi quantità di dati – e<br />

li trasmette a centri di calcolo, per sfruttarne<br />

meglio le capacità.<br />

Ma anche la sua azienda vuole essere gestita in<br />

modo efficiente. Un aumento dell’efficienza è<br />

stato anche il principale motivo per cui Häfeli<br />

fin dall’inizio ha deciso di cedere parte dei lavori<br />

amministrativi da svolgere: «Cerchiamo di<br />

esternalizzare tutti i compiti che non ci procurano<br />

un vantaggio di mercato nel nostro core<br />

business». Nel suo caso ciò significa che la <strong>ditta</strong><br />

stessa ad esempio non ha una propria cassetta<br />

delle lettere, ma che tutta la posta in entrata è<br />

digitalizzata e che così i messaggi vengono ricevuti<br />

direttamente in formato PDF. L’intera gestione<br />

spese è stata inoltre semplificata per i collaboratori<br />

con carte di credito virtuali, e anche<br />

la procedura per fissare appuntamenti è gestita<br />

in forma digitale attraverso un proprio tool.<br />

Trasferire anziché semplificare<br />

Per Kevin Häfeli quello del digitale è un concetto<br />

assolutamente prioritario anche quando<br />

si tratta di prendere decisioni o scegliere l'offerente<br />

per la gestione della sua contabilità.<br />

Oggi affida infatti interamente i classici lavori<br />

di contabilità ordinaria al software di Accounto,<br />

mentre per le tematiche più complesse collabora<br />

con un fiduciario che la stessa Accounto<br />

gli fornisce. «Sempre più spesso le PMI desiderano<br />

non solo ottimizzare determinati processi<br />

di lavoro, bensì anche liberarsene totalmente.<br />

«Cerchiamo di<br />

esternalizzare<br />

tutti i compiti<br />

che non ci procurano<br />

un vantaggio<br />

di mercato<br />

nel nostro<br />

core business»<br />

Kevin Häfeli, CEO Helio AG<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong><br />

<strong>La</strong> <strong>ditta</strong> Helio AG di Zurigo è<br />

stata cofondata nel 2019 dal<br />

CEO Kevin Häfeli e impiega<br />

oggi sei persone. Offre<br />

servizi per soluzioni cloud,<br />

per poterle gestire in modo<br />

più efficiente. I centri di calcolo<br />

devono essere sfruttati<br />

meglio e diventare così più<br />

sostenibili ed ecologici.<br />

helio.exchange<br />

Chi nella contabilità compie il passo della digitalizzazione<br />

cerca dunque di norma anche una<br />

soluzione globale, per poterne sfruttare pienamente<br />

il valore aggiunto», così Kilian Perrin,<br />

CEO della Accounto AG, conferma la tendenza<br />

che fa bussare alla sua porta un numero sempre<br />

maggiore di PMI. <strong>La</strong> domanda del servizio da lui<br />

offerto aumenta infatti costantemente.<br />

L’esigenza crescente della soluzione di contabilità<br />

di Accounto lascia dunque intendere che<br />

la propensione delle PMI a cedere determinate<br />

responsabilità sia in aumento. Ciononostante<br />

molte continuano ad attenersi a vecchie strutture.<br />

«Certe ditte non sono disposte a cedere<br />

i loro dati finanziari. Purtroppo sono ancora<br />

convinte che la loro documentazione sia più al<br />

sicuro nel loro armadio per documenti piuttosto<br />

che in un cloud online. Inoltre non comprendono<br />

perché dovrebbe essere cambiato qualcosa<br />

che ha funzionato bene per così tanto tempo.<br />

Qui spetta a noi svolgere un’opera di informazione<br />

ancora migliore», così Kilian Perrin illustra<br />

le proprie esperienze. Di esperienze ne ha<br />

fatte anche Kevin Häfeli, che prima di fondare<br />

la Helio AG gestiva uno shop online, proprio con<br />

l’alternativa alla sua attuale soluzione di contabilità<br />

digitale: «Ogni volta dovevamo stampare<br />

tutti i giustificativi, portarli dal contabile e così<br />

via. Per ognuno ci volevano circa tre minuti,<br />

mentre oggi bastano appena cinque secondi.<br />

Quando si tratta di migliaia di giustificativi il<br />

tempo perso è tantissimo».<br />

Cogliere le opportunità<br />

Questo stesso tempo lo può utilizzare per altre<br />

cose. Oggi, infatti, le ore guadagnate grazie<br />

all’outsourcing le impiega lavorando al suo<br />

core business. In tal modo la sua azienda può<br />

crescere più rapidamente e anche migliorare i<br />

guadagni. Questo a sua volta relativizza anche<br />

l’onere finanziario da sostenere per il servizio<br />

di contabilità. Nella sua decisione di collaborare<br />

con Accounto, tuttavia, i costi hanno svolto un<br />

ruolo di secondo piano. Prevale piuttosto la volontà<br />

di vedere le sue cifre aziendali in buone<br />

mani, in quanto da una parte può contare su<br />

supporto e consulenza del suo fiduciario e<br />

▶<br />

01/<strong>2022</strong> 19<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


MARKETING<br />

Il CEO di Accounto Kilian Perrin (al centro) e il suo team sviluppano<br />

soluzioni digitali per rendere più semplice ed efficiente l’attività<br />

quotidiana di PMI e società fiduciarie.<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong><br />

<strong>La</strong> <strong>ditta</strong> zurighese Accounto<br />

AG con il CEO Kilian Perrin<br />

offre un software per la<br />

contabilità che automatizza i<br />

compiti contabili ripetitivi<br />

e al tempo stesso agevola<br />

la collaborazione<br />

con i professionisti del settore<br />

fiduciario. Accounto è<br />

stata fondata nel 2016<br />

e impiega 30 collaboratori.<br />

accounto.ch<br />

«Chi nella contabilità<br />

compie<br />

il passo della<br />

digitalizzazione<br />

cerca di norma<br />

una soluzione<br />

globale»<br />

Kilian Perrin, CEO Accounto<br />

3 domande a...<br />

... Markus Willimann,<br />

vice responsabile di<br />

dipartimento presso la<br />

Segreteria di Stato<br />

dell'econo<strong>mia</strong> SECO<br />

Signor Willimann, sondaggi<br />

come il monitor della burocrazia<br />

mostrano che l’onere<br />

amministrativo per le PMI<br />

negli ultimi anni è cresciuto<br />

costantemente. Secondo lei,<br />

è così anche alla SECO?<br />

Assolutamente sì. Segnali in tal<br />

senso ci arrivano regolarmente<br />

anche da imprese e associazioni.<br />

Da anni ci occupiamo in<br />

modo approfondito del tema<br />

dell’onere amministrativo.<br />

Anche se la Svizzera, con la sua<br />

amministrazione relativamente<br />

snella, se la cava bene nel<br />

raffronto internazionale, il Consiglio<br />

federale si prefigge come<br />

compito permanente di ridurre<br />

al minimo l’onere amministrativo<br />

supplementare generato<br />

da nuove regolamentazioni<br />

e migliorare quelle esistenti.<br />

Sono necessari sforzi comuni<br />

a tutti i livelli federali affinché<br />

la Svizzera possa mantenere<br />

anche in futuro e valorizzare<br />

ulteriormente questa carta<br />

vincente nella concorrenza<br />

internazionale.<br />

<strong>La</strong> commissione extraparlamentare<br />

«Forum PMI» ha<br />

chiesto a febbraio 2020 uno<br />

snellimento delle procedure<br />

amministrative. Da allora<br />

cosa è stato fatto a livello<br />

politico?<br />

A livello federale negli ultimi<br />

anni sono stati intrapresi grossi<br />

sforzi per alleggerire le aziende<br />

dei compiti amministrativi o<br />

per evitare nuovi carichi. Un<br />

esempio: da novembre 2017<br />

la SECO offre alle aziende con<br />

EasyGov un tool semplice, rapido<br />

ed efficiente per rivolgersi<br />

alle autorità. <strong>La</strong> piattaforma<br />

sicura e affidabile consente<br />

alle aziende di svolgere in<br />

forma elettronica procedure<br />

di autorizzazione, di richiesta<br />

e di notifica in un unico posto.<br />

EasyGov consente un alleggerimento<br />

e un risparmio, per<br />

le aziende e per le autorità.<br />

L’offerta si rivolge alle aziende<br />

esistenti, alle start-up nonché<br />

ai fondatori. <strong>La</strong> piattaforma<br />

viene ampliata continuamente<br />

con ulteriori servizi delle autorità,<br />

mentre quelli esistenti<br />

vengono ottimizzati.<br />

Quali miglioramenti possono<br />

attendersi le PMI nei prossimi<br />

anni?<br />

Attualmente è in corso l’adempimento<br />

delle mozioni 16.3388<br />

Sollberger e 16.3360 Gruppo<br />

liberale radicale. <strong>La</strong> mozione<br />

16.3388 chiede una legge che<br />

crei le basi per un’efficiente<br />

regolamentazione e in cui<br />

siano iscritti concreti strumenti<br />

per lo sgravio amministrativo<br />

delle imprese. Con la legge per<br />

lo sgravio il Consiglio federale<br />

vuole anche portare avanti<br />

in modo rapido e capillare la<br />

diffusione di EasyGov. Il freno<br />

alla regolamentazione richiesto<br />

dalla mozione del Gruppo liberale<br />

radicale mira a contenere<br />

i costi legati alla regolamentazione<br />

per le aziende. In linea<br />

con l’idea del freno alle spese,<br />

le nuove regolamentazioni<br />

che vanno a gravare molto<br />

sulle imprese devono essere<br />

sottoposte in Parlamento a<br />

una maggioranza qualificata.<br />

Entrambe le mozioni mirano a<br />

ridurre gli oneri amministrativi<br />

e i costi legati alla regolamentazione.<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

20 01/<strong>2022</strong>


DIGITALIZZAZIONE<br />

Portale clienti myAXA<br />

dall’altra – non essendo assolutamente uno<br />

specialista – evitare di commettere errori. Un<br />

aspetto da non sottovalutare, come conferma<br />

anche Kilian Perrin: «In un eventuale controllo,<br />

ad esempio, possono emergere dichiarazioni<br />

false per l’imposta sul valore aggiunto, con<br />

possibili conseguenze sul piano sia giuridico sia<br />

finanziario. Spesso le ditte si rivolgono a noi<br />

quando ormai è troppo tardi».<br />

In ogni caso la Helio AG ritiene anche che sia un<br />

privilegio potersi concentrare meglio sui propri<br />

compiti riducendo l’onere amministrativo. Per<br />

la <strong>ditta</strong> la via digitale si è in ogni caso rivelata<br />

proficua. Sempre più processi possono essere<br />

svolti online – anche gli uffici pubblici offrono<br />

sempre più servizi per il disbrigo delle formalità<br />

amministrative in Internet e oggi mettono<br />

a disposizione più possibilità rispetto a qualche<br />

anno fa di consultare i propri dati, constata Kevin<br />

Häfeli. Secondo lui, si proseguirà in questa<br />

direzione. Anche il CEO di Accounto Kilian<br />

Perrin ha riscontrato cambiamenti per quanto<br />

riguarda gli oneri amministrativi. A suo parere<br />

Con il portale clienti myAXA<br />

le aziende hanno ampio<br />

accesso a tutta la loro<br />

documentazione rilevante e<br />

possono gestire online, in<br />

tutta semplicità e ovunque si<br />

trovino, i loro dati assicurativi.<br />

<strong>La</strong> piattaforma offre<br />

inoltre numerosi tool quali<br />

un calcolatore della previdenza<br />

per gli averi della cassa<br />

pensione, l’analisi del<br />

portafogIio, il Cyber Security<br />

Check, e la possibilità di<br />

presentare con semplicità in<br />

forma elettronica le notifiche<br />

dei salari per l'assicurazione<br />

infortuni e l'assicurazione<br />

collettiva di indennità<br />

giornaliera in caso di malattia.<br />

Su myAXA trovate poi servizi<br />

utili, tra l’altro per il supporto<br />

allo svolgimento di compiti<br />

amministrativi o anche per<br />

questioni giuridiche.<br />

axa.ch<br />

oggi i maggiori sforzi riguardano il passaggio<br />

agli strumenti digitali, un onere iniziale che si<br />

rivela proficuo proprio per le nuove aziende.<br />

Perché una volta imboccato il cammino digitale,<br />

molte cose si possono sbrigare con più<br />

semplicità. E guardando al futuro, Perrin vede<br />

ancora un ulteriore importante vantaggio:<br />

«In futuro tool e processi saranno ancora più<br />

strettamente connessi tra loro. A loro volta le<br />

aziende possono usare i dati acquisiti per riconoscere<br />

il proprio potenziale di ottimizzazione<br />

e organizzarsi ancora meglio».<br />

●<br />

Il caso ha voluto che<br />

Madina nascesse in un<br />

villaggio dove l’acqua<br />

è malsana.<br />

Le pari opportunità non vanno<br />

lasciate al caso.<br />

Trasformatele in realtà.<br />

Fate una<br />

donazione:<br />

helvetas.org<br />

01/<strong>2022</strong> 21<br />

Madina Muhuthage, 21 anni, Mozambico<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


22<br />

INTERVISTA PROF.SSA MARKETING<br />

DR.SSA JOHANNA GOLLNHOFER<br />

«Per le PMI sottrarsi<br />

ai megatrend<br />

non è possibile»<br />

Economista e docente universitaria, Johanna Gollnhofer (34 anni) fa ricerca<br />

su temi legati al comportamento dei consumatori presso l’istituto di<br />

Marketing & Customer Insight dell’università di San Gallo. Nell’intervista<br />

spiega come è cambiato il nostro comportamento durante la pande<strong>mia</strong><br />

e perché ogni PMI dovrebbe avere una strategia di marketing differenziata.<br />

Intervista Melanie Ade Foto Marco Vara<br />

Prof.ssa Gollnhofer, durante la crisi<br />

ha ripetutamente interrogato la popolazione<br />

svizzera circa il cambiamento<br />

dei propri comportamenti quotidiani.<br />

A che conclusioni è giunta?<br />

Da quando è iniziata la pande<strong>mia</strong>, si parla<br />

continuamente di «nuova normalità». Ma cosa<br />

c’è di davvero nuovo? Che cambiamenti ha innescato,<br />

di fatto, la pande<strong>mia</strong>? Naturalmente<br />

negli ultimi due anni il mondo è cambiato. Ma<br />

sarebbe successo anche senza il coronavirus: il<br />

mondo si evolve di continuo. Molti trend esistevano<br />

già e con la pande<strong>mia</strong> hanno semplicemente<br />

subito un’accelerazione o un rafforzamento.<br />

Basti pensare a digitalizzazione, home<br />

office o shopping online. In altre parole, la crisi<br />

ha cambiato i nostri comportamenti quotidiani<br />

e di consumo, ma non le nostre esigenze. Ci<br />

siamo adattati perché costretti a farlo, e non<br />

perché lo volevamo. Credo che in due terzi dei<br />

casi torneremo alle vecchie abitudini e che i<br />

trend scaturiti dalla crisi finiranno per scomparire.<br />

Trend scaturiti dalla crisi?<br />

Prendiamo il comportamento in fatto di<br />

fitness. Essendo chiuse le palestre, durante la<br />

pande<strong>mia</strong> anch’io come tanti ho dovuto cercare<br />

un’attività sportiva alternativa. Ho così iniziato<br />

a fare jogging – e ho acquistato degli indumenti<br />

appositi. Non per questo, però, sono diventata<br />

un’amante della corsa: la <strong>mia</strong> carriera podistica<br />

è finita il giorno in cui le palestre hanno riaperto<br />

i battenti. <strong>La</strong> <strong>mia</strong> esigenza non era quella<br />

«<strong>La</strong> crisi ha<br />

cambiato<br />

i nostri comportamenti<br />

quo tidiani e di<br />

consumo,<br />

ma non le nostre<br />

esigenze»<br />

Note biografiche<br />

Johanna Gollnhofer è<br />

professoressa associata di<br />

marketing all’università di San<br />

Gallo. Riconosciuta come<br />

esperta di approcci qualitativi<br />

(soprattutto etnografia)<br />

nell’ambito della ricerca sui<br />

consumatori, si occupa<br />

di tematiche legate al futuro<br />

dell’industria del retail e<br />

della sanità come pure della<br />

sharing economy. Presso<br />

l’istituto di Marketing &<br />

Customer Insight dell’università<br />

di San Gallo (IMC-HSG)<br />

fa ricerca su temi legati al<br />

comportamento dei consumatori,<br />

a metà tra teoria e pratica.<br />

di correre, bensì di fare sport. E l’ho soddisfatta<br />

in maniera diversa dal solito. O ancora: con la<br />

chiusura dei ristoranti, tutti si sono messi ai<br />

fornelli e hanno acquistato libri di cucina. Ciò<br />

non significa però che, finita la crisi, non andranno<br />

più fuori a mangiare, anzi.<br />

Quali trend persisteranno nel lungo<br />

termine?<br />

Tutti quelli che soddisfano un’esigenza dei<br />

clienti. Prendiamo l’esempio dello shopping<br />

online: esisteva anche prima. Ma, come si suol<br />

dire, le vecchie abitudini sono dure a morire.<br />

Molti hanno iniziato a comprare in rete solo<br />

durante la pande<strong>mia</strong>, constatando che la cosa<br />

funziona. E che è una bella comodità non dover<br />

trascinare fino a casa le casse d’acqua minerale.<br />

Quando si prova qualcosa di nuovo, una volta<br />

superato l’ostacolo iniziale, ci si accorge che ci<br />

sono modi più semplici di soddisfare determinate<br />

esigenze. L’essere umano ama la praticità.<br />

Cos’altro rimarrà?<br />

Mi vengono in mente new work e modelli di<br />

lavoro flessibili. Con la trasformazione obbligata<br />

del modo di lavorare, molti hanno iniziato<br />

ad apprezzare l’home office e si sono accorti<br />

che, lavorando da casa, si può essere persino<br />

più efficienti e produttivi. Le riunioni virtuali<br />

rendono superflui gli spostamenti. Non serve<br />

fare avanti e indietro dall’ufficio e si può gestire<br />

l’orario di lavoro in modo flessibile. Tutto<br />

ciò fa rispar<strong>mia</strong>re tempo e migliora la qualità<br />

della vita – soddisfacendo così un’esigenza.<br />

▶<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

22<br />

01/<strong>2022</strong>


INTERVISTA PROF.SSA DR.SSA JOHANNA GOLLNHOFER<br />

Sa cosa vogliono i consumatori:<br />

Prof.ssa Dr.ssa Johanna Gollnhofer.<br />

01/<strong>2022</strong> 23<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


INTERVISTA PROF.SSA MARKETING<br />

DR.SSA JOHANNA GOLLNHOFER<br />

Impegnata nella ricerca sui<br />

consumatori, Gollnhofer consiglia<br />

alle PMI di aprirsi alle novità,<br />

orientarsi ai leader di mercato e<br />

imparare da loro.<br />

In futuro lavoreremo tutti da casa?<br />

Non credo. In home office manca il contatto<br />

personale con i colleghi. Tutti noi abbiamo un<br />

naturale bisogno d’interazione, di riconoscimento.<br />

E lavorando da casa questi aspetti vengono<br />

meno. Sarà interessante vedere come si<br />

evolverà la situazione in tal senso. L’home office,<br />

infatti, può anche essere svantaggioso: sul fronte<br />

promozioni, chi lavora molto da casa ha spesso<br />

la peggio. Non appena questo meccanismo farà<br />

sentire i suoi effetti, molti torneranno in ufficio.<br />

Le PMI cosa devono fare per adattarsi<br />

alle mutate esigenze di consumo?<br />

<strong>La</strong> digitalizzazione è una tappa obbligata.<br />

Finora molte PMI l’hanno trascurata pensando<br />

di poterne fare a meno. <strong>La</strong> pande<strong>mia</strong> ha però<br />

costretto molte di loro ad allestire uno shop<br />

online dall’oggi al domani. Quel che prima era<br />

un simpatico extra, oggi è un fattore d’igiene<br />

imprescindibile e soddisfa un’esigenza di base<br />

della nuova generazione, che – lungi dal voler<br />

pranzare con il consulente della banca o ricevere<br />

in casa l’agente dell’assicurazione – vuole<br />

sbrigare tutto in digitale. <strong>La</strong> crisi può insomma<br />

essere vista anche come un’opportunità, nel<br />

senso che ha determinato cambiamenti che sarebbero<br />

comunque arrivati tra 5-6 anni.<br />

«Devo stare al<br />

passo con i<br />

clienti e rivolgermi<br />

a loro<br />

con contenuti<br />

rilevanti e<br />

mirati»<br />

Su quali canali di marketing<br />

dovrebbero puntare le PMI?<br />

Dipende dalla clientela. Per prima cosa bisogna<br />

sempre chiedersi come raggiungere i<br />

clienti. Se il mio target legge la locale rivista<br />

settoriale, vale la pena di pubblicarvi un’inserzione.<br />

Se invece mi rivolgo a un target giovane e<br />

internazionale, saranno meglio i canali digitali.<br />

Devo stare al passo con i clienti e rivolgermi a<br />

loro con contenuti rilevanti e mirati.<br />

Quando ricorrere ai social media?<br />

Anche questo dipende dal target. Decisive<br />

rispetto alla scelta del canale sono le caratteristiche<br />

demografiche dei clienti. Facebook è<br />

ormai usato solo dagli ultraquarantenni. I giovani<br />

prediligono Snapchat o Tiktok. Anche l’obiettivo<br />

di marketing incide molto: se si mira<br />

ad accrescere la notorietà del marchio, si può<br />

senz’altro ricorrere ai videoclip su Tiktok. Se<br />

però s’intende generare lead e vendere, bisogna<br />

rivolgersi ai clienti in modo più mirato. Interessante<br />

in tal senso è LinkedIn, soprattutto per il<br />

segmento B2B.<br />

Per continuare ad avere successo, una<br />

PMI ha sempre bisogno di una strategia<br />

di marketing complessa?<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

24 01/<strong>2022</strong>


INTERVISTA PROF.SSA DR.SSA JOHANNA GOLLNHOFER<br />

Sì. A mio avviso avere una strategia di marketing<br />

è indispensabile per sopravvivere. Il<br />

marketing altro non è che un ponte tra l’impresa<br />

e il mercato con i suoi clienti. È impossibile<br />

costruire questo ponte se non si sa cosa<br />

si vuole e non si definiscono degli obiettivi e<br />

una strategia. Ogni azienda dovrebbe essere in<br />

grado di far capire cosa la distingue dalla concorrenza<br />

e in che modo soddisfa una determinata<br />

esigenza della clientela.<br />

Tutti parlano di digitalizzazione,<br />

sostenibilità, new work. Una PMI deve<br />

necessariamente cavalcare questi<br />

megatrend?<br />

Di sicuro dovrebbe tenerli d’occhio, anche<br />

se non ne è direttamente interessata. In ultima<br />

analisi, tutto ruota attorno alle aspettative dei<br />

clienti. E questi imparano a pretendere ciò<br />

che gli viene offerto da altre aziende. Se con<br />

Zalando mi abituo a poter contare su una procedura<br />

di reso pratica e gratuita, mi aspetterò<br />

lo stesso anche dagli altri operatori – e se per<br />

restituire la merce devo pagare, farò acquisti altrove.<br />

I clienti non fanno differenza tra grandi<br />

aziende e PMI: la sola cosa che conta è la client<br />

experience.<br />

Ai piccoli e medi imprenditori cosa<br />

consiglia quindi di fare?<br />

Sottrarsi ai trend descritti non è possibile.<br />

Siate perciò aperti alle novità. Orientatevi ai<br />

leader di mercato e imparate da loro. Scegliete<br />

degli esempi di best practice e riproduceteli nel<br />

quadro di piccoli progetti interni. Provateci – e<br />

se anche dovesse andar male, non avrete perso<br />

nulla.<br />

Shop online o negozio fisico: qual è il<br />

canale di vendita migliore?<br />

Il negozio fisico offre una client experience<br />

molto più ampia, poiché permette di sperimentare<br />

il prodotto con tutti e cinque i sensi. Il<br />

cliente può così instaurare un legame emotivo<br />

con il marchio, il che a sua volta accresce la<br />

fidelizzazione. Con uno shop online ciò non<br />

è possibile. Ci sono però altri vantaggi: basti<br />

pensare alla comodità della consegna a domicilio.<br />

Credo quindi che il futuro sia dei modelli<br />

ibridi, che per esempio permettono di godersi<br />

la client experience in negozio, per poi effettuare<br />

l’ordine in loco e farsi recapitare il prodotto<br />

a casa. Con ciò viene tra l’altro meno la<br />

necessità di trasportare di persona i sacchetti<br />

con gli acquisti.<br />

«ll marketing<br />

altro non è<br />

che un ponte<br />

tra l’impresa e<br />

il mercato con<br />

i suoi clienti»<br />

Botta e<br />

risposta<br />

Piatto preferito.<br />

Pasta.<br />

Materia preferita a<br />

scuola.<br />

<strong>La</strong>tino.<br />

Non mi riesce bene.<br />

Portare pazienza.<br />

Un desiderio da esaudire.<br />

Un appartamento duplex.<br />

Peggior vizio.<br />

Nel privato sono una maniaca<br />

del lavoro. I miei weekend sono<br />

fittissimi d’impegni.<br />

Riesco a staccare.<br />

Quando scio.<br />

Non esco mai senza.<br />

Smartphone.<br />

I miei social media.<br />

LinkedIn.<br />

Un luogo in cui emigrerei.<br />

Vancouver.<br />

Tra i suoi ambiti di ricerca vi è quello<br />

delle interfacce vocali. In casa <strong>mia</strong> questa<br />

tecnologia non si è ancora imposta,<br />

ma per i più giovani è la normalità.<br />

Finirà per cambiare il mondo in cui<br />

viviamo?<br />

Alexa, Siri & Co. in realtà sono solo delle interfacce<br />

che ci facilitano la vita rispar<strong>mia</strong>ndoci<br />

il disturbo di digitare ciò che vogliamo sapere.<br />

Per ora la tecnologia delle interfacce vocali non<br />

ha avuto modo d’imporsi poiché ancora molto<br />

giovane. Penso però che finirà per cambiare<br />

il mondo in cui viviamo. Non si tratterà di un<br />

cambiamento improvviso, bensì graduale, che<br />

passerà pressoché inosservato. Ci vuole parecchio<br />

perché queste tecnologie s’impongano.<br />

Con i codici QR le cose non sono andate diversamente:<br />

esistono da molto tempo, ma all’inizio<br />

nessuno li usava. Oggi, invece, sono ovunque.<br />

Quando si parla di ricerca di mercato<br />

empirica, di solito si pensa a indagini<br />

costose e di ampia portata. Si tratta di<br />

uno strumento a cui possono ricorrere<br />

anche le PMI?<br />

Assolutamente sì. Oggi i sondaggi quantitativi<br />

online hanno costi abbastanza contenuti.<br />

Per condurre un sondaggio rappresentativo basta<br />

ormai qualche migliaio di franchi. Si può<br />

però anche optare per l’approccio qualitativo e<br />

intervistare i clienti per metterne a fuoco le esigenze<br />

– una soluzione particolarmente adatta<br />

alle PMI, visto che non ha costi elevati. ●<br />

01/<strong>2022</strong> 25<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


1.0 0.8 0.6 0.4 0.2 0.0<br />

IL GRAFICO: COMMERCIO ESTERO<br />

Svizzera campione dell’export<br />

Come in quasi nessun altro Paese del mondo, in Svizzera l’export rappresenta<br />

poco meno di due terzi del PIL. A trainare la domanda sono soprattutto<br />

medicinali ed altri prodotti farmaceutici «Made in Switzerland» che costituiscono<br />

più della metà delle esportazioni totali.<br />

Importazioni 2021*<br />

CHF 200,8 miliardi<br />

+10,1% rispetto al 2020<br />

CHF 259,5 miliardi<br />

+15,2 rispetto al 2020<br />

Esportazioni 2021*<br />

Crescita<br />

Se nel 2020 la pande<strong>mia</strong> da<br />

Covid-19 aveva ancora gettato<br />

un’ombra sul commercio<br />

estero svizzero, nel 2021<br />

quest’ultimo ha raggiunto<br />

un nuovo livello record.<br />

27%<br />

Germania<br />

9%<br />

Italia<br />

Quota dei 3 maggiori<br />

mercati di sbocco<br />

Quota dei 3 maggiori<br />

Paesi di provenienza<br />

dell’import<br />

9%<br />

Cina<br />

Prodotti chimico-farmaceutici<br />

come principale motore<br />

dell’export totale<br />

Esportazioni per settore economico:<br />

aziende come Roche e Novartis<br />

esportano più di tutti gli altri settori<br />

dell’econo<strong>mia</strong> messi insieme, persino<br />

l’industria orologiera rappresenta<br />

solo una minima parte dell’export.<br />

In miliardi di franchi<br />

130,9<br />

Prodotti<br />

chimicofarmaceutici<br />

31,2<br />

Macchinari<br />

ed elettronica<br />

22,3<br />

Orologi<br />

18%<br />

Germania<br />

17,4<br />

Strumenti di<br />

precisione<br />

17%<br />

USA<br />

6%<br />

Italia<br />

14,6<br />

Metalli<br />

10,5<br />

Bigiotteria<br />

e gioielli<br />

Miliardi di CHF<br />

Esportazioni totali<br />

Macchinari, apparecchi, elettronica<br />

Prodotti chimico-farmaceutici<br />

1990<br />

88,3<br />

25,5<br />

18,4<br />

2021<br />

259,5<br />

31,2<br />

130,9<br />

Andamento dell’export svizzero<br />

Mentre negli ultimi trent’anni l’industria<br />

meccanica ha praticamente segnato il passo, nello<br />

stesso periodo le esportazioni del settore farmaceutico<br />

si sono settuplicate, trasformandosi in un<br />

vero e proprio volano di crescita.<br />

9,5<br />

Generi<br />

alimentari/<br />

voluttuari<br />

Esportazioni pro<br />

capite per Cantone<br />

Basilea-Città registra esportazioni pro capite<br />

50 volte superiori a quelle di Appenzello<br />

Interno, che si conferma il fanalino di coda.<br />

Al 2° posto si classifica Neuchâtel con la sua<br />

industria orologiera, mentre Zurigo, che in<br />

passato ha sempre ottenuto ottimi risultati,<br />

si deve accontentare della penultima<br />

posizione.<br />

Dati aggiornati al 2020, in franchi<br />

5,3<br />

Veicoli<br />

4,9<br />

Tessili,<br />

abbigliamento,<br />

calzature<br />

BS<br />

NE<br />

ZG<br />

SH<br />

GE<br />

JU<br />

OW<br />

AG<br />

BL<br />

NW<br />

SG<br />

TI<br />

VD<br />

338 559<br />

105 226<br />

88 575<br />

38 179<br />

31 5 23<br />

27 340<br />

24 439<br />

21 314<br />

20 516<br />

19 506<br />

19 428<br />

16 105<br />

16 094<br />

SO<br />

UR<br />

TG<br />

BE<br />

AR<br />

GL<br />

GR<br />

FR<br />

SZ<br />

VS<br />

LU<br />

ZH<br />

AI<br />

15 304<br />

14 170<br />

13 837<br />

13 457<br />

13 427<br />

12 914<br />

12 690<br />

12 080<br />

11 673<br />

10 580<br />

9 137<br />

8 243<br />

6 519<br />

3,6<br />

Materiali<br />

sintetici<br />

1,5<br />

Carta e prodotti<br />

per la grafica<br />

* Totale congiunturale (esclusi metalli preziosi, pietre preziose, oggetti d’arte e d’antiquariato).<br />

Fonte: Statista, Statistica sul commercio estero dell’Amministrazione federale delle dogane<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

26 01/<strong>2022</strong>


Responsabilità<br />

Domanda di un lettore<br />

Legge sulla<br />

protezione dei dati<br />

<strong>La</strong> revisione, da parte di esperti, dei processi<br />

in materia di protezione dei dati e l’introduzione<br />

di un’apposita strategia di ampio<br />

respiro nel 2018 bastano a garantire il<br />

rispetto della nuova Legge federale sulla<br />

protezione dei dati?<br />

T. M., Hergiswil<br />

È un tema che le imprese svizzere fanno bene ad<br />

affrontare, poiché la nuova Legge federale sulla<br />

protezione dei dati potrebbe entrare in vigore<br />

nel 2° semestre del <strong>2022</strong>. <strong>La</strong> normativa introduce<br />

altri meccanismi di attuazione, semplificando<br />

l’esercizio del diritto di accesso dell’interessato<br />

alle informazioni sul suo conto o ridefinendo<br />

le competenze dell’incaricato federale della<br />

protezione dei dati e della trasparenza che d’ora<br />

in poi d’ufficio potrà aprire inchieste e prendere<br />

decisioni vincolanti, ma anche infliggere multe<br />

fino a un massimo di 250 000 franchi. A differenza<br />

di quanto avveniva prima, chiunque dovrà<br />

essere espressamente informato di tutti i dati<br />

acquisiti e non solo se si tratta di dati personali<br />

degni di particolare protezione. <strong>La</strong> dichiarazione<br />

di protezione dei dati dovrà pertanto essere<br />

integrata nei processi. Le PMI elvetiche dovrebbero<br />

comunque esaminare i propri sistemi<br />

e chiedere a esperti di valutarne la conformità<br />

alle nuove prescrizioni di legge. Acquisire e<br />

verificare periodicamente tutti i dati personali e<br />

i loro flussi è necessario per poterne analizzare<br />

l’utilizzo per la propria attività e cancellare quelli<br />

che non servono più. Anche l’aggiornamento<br />

periodico è un valido strumento per sensibilizzare<br />

a questo tema i collaboratori che sono chiamati<br />

ad attuare le disposizioni in materia di protezione<br />

dei dati nel loro lavoro quotidiano.<br />

Hedwig Zingg Sanchez<br />

lic. iur., avvocata,<br />

responsabilità civile per i<br />

danni patrimoniali,<br />

AXA<br />

Foto: iStock; p.g.c.<br />

Investire come<br />

veri professionisti<br />

Chi desidera far fruttare il capitale dovrebbe collocare almeno una<br />

parte del suo portafoglio in azioni e in altre classi di attività che offrono<br />

prospettive di rendimento malgrado il basso livello dei tassi.<br />

È proprio questo l’obiettivo della gestione patrimoniale EasyInvest<br />

che consente di investire sui mercati finanziari in maniera semplice<br />

e flessibile.<br />

Sulla base del proprio profilo di rischio, viene proposta una strategia<br />

individuale che può essere modificata in qualsiasi momento. Si può<br />

scegliere tra 14 classi di attività da combinare a proprio piacimento<br />

sotto forma di fondi a gestione passiva e attiva collocati in azioni,<br />

obbligazioni, immobili e metalli preziosi.<br />

<strong>La</strong> gestione è semplice e comoda: selezione, monitoraggio e sostituzione<br />

dei fondi sono a cura degli esperti di AXA e la sottoscrizione e la<br />

gestione sono completamente automatizzate in background.<br />

Nel portale previdenza myAXA sono sempre garantiti l’assoluta trasparenza<br />

e il controllo del proprio portafoglio. Inoltre, il patrimonio<br />

investito è disponibile in qualsiasi momento, cioè non è legato a un<br />

periodo d’investimento minimo e può quindi essere prelevato quando<br />

si vuole.<br />

«EasyInvest permette ai privati di investire come veri professionisti<br />

anche se non sono ferrati in materia e di usufruire di condizioni in genere<br />

riservate ai soggetti istituzionali o ai grandi investitori», afferma<br />

Lukas Kienast, responsabile Gestione prodotti Previdenza privata di<br />

AXA Svizzera. <br />

axa.ch<br />

01/<strong>2022</strong><br />

27<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


NEW WORK<br />

Nuovi valori,<br />

vecchie<br />

strutture<br />

Le diverse esigenze delle generazioni<br />

più giovani richiedono<br />

forme e modelli lavorativi di nuovo<br />

tipo. Ecco come le PMI possono<br />

sfruttare questo cambiamento<br />

come opportunità.<br />

Testo Marion Fehr Foto Marco Vara<br />

L’imprenditore Reto Baumgartner<br />

vuole il benessere dei propri<br />

collaboratori. Oltre a uffici<br />

accoglienti e arredi moderni offre<br />

anche un modello lavorativo<br />

olocratico.<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

28 01/<strong>2022</strong>


NEW WORK<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong><br />

Quando abbiamo introdotto il nostro<br />

nuovo modello lavorativo,<br />

la motivazione in azienda è cresciuta<br />

di colpo», afferma Reto<br />

Baumgartner, contitolare dell’agenzia<br />

di e-commerce MySign<br />

SA a Olten. Quasi cinque anni fa ha deciso,<br />

insieme ai suoi due partner, di introdurre un<br />

sistema organizzativo olocratico in cui la gerarchia<br />

è abolita e l’autorità viene distribuita<br />

orizzontalmente tra i collaboratori. Da allora<br />

questa nuova concezione del lavoro, detta anche<br />

new work o Mondo del lavoro 4.0, viene<br />

vissuta con convinzione all’interno di MySign.<br />

I fattori che hanno innescato la trasformazione<br />

sono stati in primo luogo la digitalizzazione,<br />

ma anche i mutati valori delle generazioni<br />

più giovani che pongono nuove aspettative ad<br />

aziende e datori di lavoro.<br />

Il new work come chance<br />

L’idea originaria risale al filosofo tedesco-americano<br />

Frithjof Bergmann, che coniò il termine<br />

«new work» (nuovo lavoro) per opporlo al lavoro<br />

stipendiato dominato dalle logiche del<br />

moderno capitalismo. Il new work mette al<br />

centro i collaboratori. Se si sentono bene nell’esercizio<br />

delle loro mansioni quotidiane, se vi<br />

vedono un significato, se le svolgono con gioia,<br />

la loro motivazione e il loro impegno aumentano<br />

e, in ultima istanza, l’azienda tutta ne trae<br />

beneficio. Heike Bauer, coach e new work consultant,<br />

coautrice dello studio «Mondo del lavoro<br />

4.0» pubblicato dalla Scuola universitaria<br />

professionale della Svizzera nordoccidentale<br />

(Fachhochschule Nordwestschweiz, FHNW) dichiara:<br />

«L’inversione di rotta verso una cultura<br />

d’impresa in cui la soddisfazione dei collaboratori<br />

diventa una delle finalità principali dell’azienda<br />

rappresenta un’enorme opportunità<br />

proprio per le PMI».<br />

Malgrado ciò molte aziende non hanno ancora<br />

raggiunto i risultati potenzialmente possibili.<br />

Come emerge dallo studio FHNW del 2019<br />

solo il 12 per cento delle aziende intervistate<br />

si trovava a quel tempo a uno stadio avanzato<br />

del Mondo del lavoro 4.0, a fronte di un 45 per<br />

cento a metà del percorso e di un 43 per cento<br />

ancora in fase iniziale. Heike Bauer conosce<br />

bene i motivi che intralciano spesso l’ingresso<br />

delle aziende, e in particolare delle PMI, nella<br />

nuova realtà lavorativa. «Le vecchie strutture<br />

sono difficili da scardinare. L’ordine gerarchico<br />

e la volontà di scalare i gradini della carriera<br />

professionale sono ancora profondamente radi-<br />

Creata nel 1998 dai due fondatori<br />

Reto Baumgartner<br />

e Mike Müller, MySign è diventata<br />

negli ultimi anni una<br />

delle agenzie di e-commerce<br />

più note e uno dei datori<br />

di lavoro più interessanti<br />

per i 40 specialisti riuniti<br />

nella sede di Olten. Dal 2021<br />

MySign fa parte del gruppo<br />

Allgeier. Gli esperti nei settori<br />

del design, user experience<br />

(UX), sviluppo di frontend/<br />

software, marketing e project<br />

management coprono internamente<br />

l’intero spettro di<br />

esigenze in campo progettuale.<br />

Dall’inizio dell’attività<br />

MySign SA opera con successo<br />

con un approccio duale di<br />

agenzia full service e software<br />

house.<br />

mysign.ch<br />

Mondo del lavoro 4.0<br />

Nella trasformazione, molte<br />

aziende hanno compiuto meno<br />

progressi di quanto avrebbero<br />

potuto fare.<br />

43% in fase<br />

iniziale<br />

12% a uno<br />

stadio avanzato<br />

45% a metà<br />

del percorso<br />

cati. Occorre tempo perché le nuove idee prendano<br />

piede». Anche lo studio FHNW giunge alle<br />

stesse conclusioni, individuando nella carenza<br />

di know-how (42%), nelle strutture dirigenziali<br />

e organizzative a volte ferree (41%) e nel conflitto<br />

con altre priorità aziendali (35%) i maggiori<br />

ostacoli per le aziende. Eppure molti collaboratori<br />

la pensano come i colleghi di Reto<br />

Baumgartner: vorrebbero orari e luoghi di lavoro<br />

flessibili, il diritto di avere voce in capitolo<br />

e la possibilità di partecipare alle decisioni.<br />

<strong>La</strong> trasformazione ha bisogno di tempo e di<br />

una strategia chiara<br />

Heike Bauer e Reto Baumgartner convengono<br />

che il cambiamento non può avvenire dall’oggi<br />

al domani. Entrambi ritengono che occorra<br />

un capovolgimento della mentalità nell’intera<br />

azienda. Un processo che esige tempo e<br />

un piano accurato: «È necessaria un’assoluta<br />

chiarezza sia della strategia attuativa che<br />

della comunicazione», precisa l’esperta di new<br />

work. Lo studio FHNW ha invece dimostrato<br />

che il 76 per cento delle aziende non possiede<br />

una strategia o non ne ha messo al corrente<br />

i propri collaboratori. «In questo ambito c’è<br />

ancora molto da fare», aggiunge Heike Bauer.<br />

Non esiste una ricetta universalmente valida<br />

per tutte le aziende, ma vi è una certezza: «I<br />

collaboratori devono essere coinvolti in questo<br />

processo e considerati nella loro individualità».<br />

In molti casi però questo non accade (o almeno<br />

non ancora), come attesta lo studio FHNW: nel<br />

58 per cento delle aziende, i collaboratori non<br />

sono chiamati a partecipare all’attuazione del<br />

Mondo del lavoro 4.0. È qui che, secondo Heike<br />

Bauer, bisogna intervenire. Il suo consiglio concreto<br />

è di cominciare con un sondaggio tra i collaboratori.<br />

«Solo comprendendo qual è il vero<br />

rapporto che lega i collaboratori all’azienda e<br />

coinvolgendoli nelle misure future è possibile<br />

entrare con successo nel nuovo mondo del lavoro»,<br />

sostiene l’esperta.<br />

I collaboratori al centro<br />

I collaboratori di MySign sono saliti a bordo fin<br />

dall’inizio del viaggio verso la trasformazione.<br />

«Quando abbiamo pensato di ridisegnare da<br />

cima a fondo la nostra struttura organizzativa,<br />

abbiamo invitato un consulente che ha illustrato<br />

a tutto il team una nuova forma possibile<br />

di collaborazione e il modo di realizzarla<br />

sinergicamente come squadra». <strong>La</strong> decisione<br />

finale è stata presa dai tre titolari, unitamente<br />

all’ex team dirigente. Prima dell’introduzione<br />

▶<br />

01/<strong>2022</strong> 29<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


NEW WORK<br />

Heike Bauer, esperta di new work, vede nel passaggio al Mondo del lavoro 4.0 un’imperdibile chance per molte PMI.<br />

del nuovo modello, il personale dell’agenzia<br />

al completo, dal titolare all’apprendista, ha<br />

seguito un training inhouse di quattro giorni.<br />

«Queste giornate hanno permesso di garantire<br />

a tutti un’omogeneità informativa sul cambiamento<br />

in atto e hanno fornito gli strumenti<br />

appropriati per affrontarlo», dice Reto Baumgartner.<br />

In seguito ci sono voluti soprattutto<br />

tempo ed esercizio. Tranne due collaboratori,<br />

tutti si sono mostrati entusiasti delle nuove<br />

modalità. «Sicuramente siamo stati avvantaggiati<br />

dal fatto che i nostri collaboratori erano<br />

già abituati a lavorare autonomamente», specifica<br />

l’ex direttore dell’agenzia. Heike Bauer<br />

chiarisce che, qualora un collaboratore non si<br />

senta a proprio agio nella nuova struttura, non<br />

deve per forza andarsene. «Spesso l’incertezza<br />

è causata da piccole banalità. Pertanto raccomando<br />

nella prima fase, esattamente come ha<br />

fatto MySign, di cercare il dialogo e chiedere<br />

feedback, avvalendosi anche di un consulente<br />

esterno». Le formazioni in cui tutti i collaboratori<br />

vengono portati a uno stesso livello di<br />

conoscenze sono un aspetto fondamentale. «Il<br />

gap generazionale deve essere rapidamente<br />

colmato, ad esempio con programmi di mentoring<br />

in cui i più giovani aiutano i meno giovani<br />

a muoversi nel digitale, approfittando a loro<br />

volta dell’esperienza dei veterani», completa<br />

l’esperta.<br />

Consigli utili<br />

per le PMI<br />

1°<br />

Svolgere un sondaggio in<br />

azienda sul grado di soddisfazione<br />

dei collaboratori<br />

2°<br />

Sviluppare delle linee guida<br />

e una scala di valori come<br />

bussola collettiva<br />

3°<br />

Promuovere ed esigere un atteggiamento<br />

autoresponsabile<br />

dei collaboratori<br />

4°<br />

Integrare delle iniziative di<br />

apprezzamento che non hanno<br />

un rapporto diretto con l’azienda<br />

5°<br />

Introdurre misure per<br />

l’identificazione con l’azienda<br />

6°<br />

Predisporre un’infrastruttura<br />

idonea all’innovazione e alla<br />

salute sul lavoro<br />

7°<br />

Offrire orari, luoghi e modelli<br />

lavorativi flessibili, con<br />

supporto tecnico e adeguata<br />

preparazione<br />

8°<br />

Raccolta costante di feedback<br />

e presentazioni sull’attuazione<br />

in base ai risultati ottenuti<br />

Fonte: Heike Bauer<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

30 01/<strong>2022</strong>


NEW WORK<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> <strong>ditta</strong><br />

Interazione di numerosi fattori<br />

Le persone sono essenziali, ma qual è il ruolo<br />

delle postazioni di lavoro e delle infrastrutture<br />

nel Mondo del lavoro 4.0? «Una scrivania<br />

condivisa e un biliardino ovviamente non bastano.<br />

Occorre dare vita a una cultura della<br />

fiducia, e questo non succede traslocando in<br />

un open space pieno di luce», afferma Heike<br />

Bauer. Che comunque i locali contribuiscano<br />

ad accrescere il piacere di lavorare è testimoniato<br />

dall’esempio dell’agenzia di Olten, dove<br />

gli ambienti sono caratterizzati da alti soffitti,<br />

grande luminosità, arredo moderno e pannelli<br />

di vetro integrali per le necessarie separazioni.<br />

«Vogliamo che qui dentro le persone si sentano<br />

bene», dichiara Reto Baumgartner. E Heike<br />

Bauer aggiunge: «Naturalmente le postazioni<br />

di lavoro e le infrastrutture devono essere allestite<br />

di conseguenza. Non è necessario riattare<br />

interamente gli uffici. Si tratta di effettuare i<br />

primi adeguamenti indispensabili per consentire<br />

ai collaboratori di lavorare in home office<br />

e negli spazi di coworking». Le tecnologie ci<br />

Heike Bauer è new work<br />

consultant, specializzata in<br />

consulenze e mentoring sul<br />

Mondo di lavoro 4.0 e relatrice<br />

principale/organizzatrice<br />

di sondaggi tra i collaboratori<br />

sul tema dell’Employee<br />

Experience. Ex socia fondatrice<br />

di Future Work, accompagna<br />

le aziende nel cammino<br />

verso una nuova dimensione<br />

digitale del lavoro con<br />

gli strumenti propri di un<br />

approccio new work al passo<br />

con i tempi. Heike Bauer scrive<br />

per diverse piattaforme<br />

di conoscenze, ha costituito<br />

il gruppo LinkedIn New Work<br />

Zürich ed è membro del team<br />

organizzativo di Zürich New<br />

Work Meetup.<br />

gonline.ch<br />

sono: l’importante è mettere in condizione e<br />

incoraggiare i collaboratori a servirsene.<br />

<strong>La</strong> riuscita dell’implementazione del nuovo<br />

modello lavorativo non significa che il viaggio<br />

verso la trasformazione è giunto a destinazione,<br />

anzi. Da quel momento in poi si deve<br />

incentivare, e anche pretendere, giorno dopo<br />

giorno un comportamento autonomo da parte<br />

dei collaboratori come pure una comunicazione<br />

critica e trasparente all’interno del team.<br />

È quanto avviene presso MySign. «Tra di noi vi<br />

è uno scambio continuo. Se un collaboratore<br />

non è contento della situazione lavorativa, può<br />

avanzare proposte e darsi da fare per migliorarla»,<br />

spiega Reto Baumgartner. <br />

●<br />

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Know You Can


FUTURE RISK REPORT 2021<br />

<strong>La</strong> Svizzera si<br />

rivela più serena<br />

In ottobre 2021 AXA ha pubblicato l’ottava edizione del suo Future<br />

Risk Report annuale. Dopo un 2020 dominato dalla pande<strong>mia</strong>,<br />

il cambiamento climatico figura di nuovo al primo posto tra i rischi<br />

a livello globale. A fronte dei pericoli futuri la popolazione<br />

svizzera appare tuttavia meno preoccupata e confida nelle proprie<br />

istituzioni.<br />

Testo Marcel Rubin<br />

A<br />

nche nel 2021 AXA ha intervistato<br />

più di 23 000 persone in tutto il<br />

mondo in merito alle minacce di<br />

domani, coinvolgendo esperti di gestione<br />

del rischio e privati cittadini.<br />

Sebbene a livello globale il cambiamento climatico<br />

sia tornato a occupare il primo posto tra i rischi<br />

principali, la pande<strong>mia</strong> ha comunque prodotto<br />

effetti permanenti. Più del 70 per cento di tutti<br />

i partecipanti allo studio ha espresso preoccupazione<br />

riguardo ai futuri rischi per la salute e le loro<br />

ricadute. Da un confronto delle diverse regioni del<br />

mondo emergono inoltre tratti differenti: mentre<br />

in Asia, in Medio Oriente e in Africa pandemie e<br />

malattie infettive rimangono il motivo di apprensione<br />

principale, in Europa e in America queste<br />

scivolano in terza posizione. In tali aree gli intervistati,<br />

come negli anni precedenti alla pande<strong>mia</strong><br />

da coronavirus, ritengono difatti che in futuro<br />

saranno esposti soprattutto a rischi derivanti dal<br />

cambiamento climatico. Questi timori sono particolarmente<br />

avvertiti in Europa, mentre negli Stati<br />

Uniti i rischi cibernetici sono identificati per la<br />

prima volta come la minaccia più grande.<br />

Negli ultimi anni l’apprensione rispetto a questo<br />

tipo di rischi è aumentata costantemente<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA<br />

32 01/<strong>2022</strong>


FUTURE RISK REPORT 2021<br />

anche in Svizzera. A contribuirvi è stato il numero<br />

sempre maggiore di cyber-attacchi dall’inizio<br />

della crisi pandemica, che nel ranking ha<br />

reso questi rischi secondi solo al cambiamento<br />

climatico. Tra gli intervistati sono in particolare<br />

gli esperti a vedere una grande minaccia su<br />

questo fronte, mentre la popolazione svizzera<br />

continua a essere maggiormente in apprensione<br />

per la pande<strong>mia</strong>. Nel confronto globale,<br />

tuttavia, gli svizzeri nutrono meno timori degli<br />

altri Paesi: in media, gli svizzeri sono i meno<br />

preoccupati sul fronte dei rischi per la salute.<br />

Lo stesso vale per il cambiamento climatico, che<br />

in un’ottica generale è qui fonte di maggiori timori<br />

rispetto ad altre regioni, mentre rispetto<br />

ai vicini europei questo punto appare meno preoccupante<br />

per chi abita all’interno dei confini<br />

elvetici. Anche per quanto concerne altri rischi<br />

incombenti, riguardanti sia il proprio Paese sia<br />

il mondo in generale, il quadro è il medesimo<br />

e la Svizzera si dimostra meno suscettibile. Una<br />

delle ragioni di questo sguardo positivo verso<br />

il futuro è probabilmente la fiducia che la popolazione<br />

ripone nelle sue istituzioni: quasi tre<br />

quarti degli intervistati, una quota dunque di<br />

gran lunga maggiore rispetto alla media globale,<br />

ritiene che gli organismi pubblici nazionali contribuiranno<br />

a risolvere le sfide che ci attendono.<br />

Diminuisce la fiducia nella globalizzazione<br />

Ai partecipanti allo studio è stata chiesta anche<br />

un’opinione sull’avanzamento costante<br />

della globalizzazione: il 54 per cento di tutti gli<br />

interpellati vede nella crescente interconnessione<br />

globale effetti positivi e si attende benefici<br />

a lungo termine per la popolazione mondiale.<br />

Su questo aspetto il parere delle persone<br />

intervistate in Svizzera coincide esattamente<br />

con quello globale, che l'anno precedente era<br />

però superiore di ben sette punti percentuali.<br />

Di conseguenza sempre più persone hanno assunto<br />

un atteggiamento critico nei confronti<br />

della globalizzazione e vi associano un numero<br />

più elevato di conseguenze negative rispetto a<br />

un anno prima.<br />

Tuttavia, la maggioranza – ovvero il 55 per<br />

cento – è convinta che le possibili minacce future<br />

debbano essere affrontate a livello globale.<br />

A livello continentale la fiducia al riguardo si<br />

attesta, con un 13 per cento, a una quota significativamente<br />

inferiore a quella dei singoli Paesi.<br />

Il 26 per cento di questi ritiene infine che<br />

sia necessario essere preparati ai rischi futuri e<br />

agire di conseguenza. <br />

●<br />

Top 3<br />

Dopo un 2020 dominato dalla<br />

pande<strong>mia</strong>, il cambiamento<br />

climatico figura di nuovo al<br />

primo posto tra i rischi a livello<br />

globale.<br />

1 Cambiamento climatico<br />

Gli intervistati, come negli anni<br />

precedenti alla pande<strong>mia</strong> da<br />

coronavirus, ritengono difatti che<br />

in futuro saranno esposti<br />

soprattutto a rischi derivanti dal<br />

cambiamento climatico.<br />

2 Rischi cibernetici<br />

Nel ranking, il numero sempre<br />

maggiore di cyber-attacchi<br />

dall’inizio della crisi pandemica ha<br />

reso questi rischi secondi solo al<br />

cambiamento climatico.<br />

3 Instabilità geopolitica<br />

Sempre più persone hanno<br />

assunto un atteggiamento critico<br />

nei confronti della globalizzazione<br />

e vi associano un numero più<br />

elevato di conseguenze negative<br />

rispetto a un anno prima.<br />

Lo studio<br />

Nel 2021 l’AXA Future Risk<br />

Report è giunto ormai<br />

all’ottava edizione. Lo studio<br />

globale misura i cambiamenti<br />

nella percezione dei rischi<br />

emergenti e li classifica. In<br />

collaborazione con l’istituto di<br />

ricerca di mercato IPSOS e la<br />

società di consulenza per i<br />

rischi politici Eurasia sono<br />

state intervistate oltre 23 000<br />

persone tra esperti di gestione<br />

del rischio e privati cittadini.<br />

3 domande a...<br />

... Volker Reinthaler,<br />

Chief Risk Officer di<br />

AXA Svizzera<br />

Il Future Risk Report<br />

rivela che il cambiamento<br />

climatico figura<br />

di nuovo al primo posto<br />

tra i rischi a livello<br />

globale. Quali rischi in<br />

particolare terranno<br />

occupate le PMI svizzere<br />

in futuro?<br />

Da un lato, ci sono rischi<br />

fisici come inondazioni,<br />

siccità o instabilità dei<br />

pendii imputabili al cambiamento<br />

climatico, che<br />

sono di assoluta rilevanza<br />

per le PMI a seconda del<br />

loro modello di business<br />

o della loro ubicazione.<br />

Poi ci sono i cosiddetti<br />

rischi di transizione che<br />

derivano appunto dalla<br />

transizione verso un'econo<strong>mia</strong><br />

a bassa emissione<br />

di CO 2: cambiamenti<br />

nel comportamento dei<br />

clienti, come la domanda<br />

di prodotti più sostenibili,<br />

possono far vacillare interi<br />

modelli operativi. Per<br />

le aziende a vocazione<br />

internazionale, anche<br />

la stabilità geopolitica<br />

in ordine alle catene di<br />

approvvigionamento o<br />

ai mercati di sbocco è un<br />

rischio da non sottovalutare.<br />

Esistono profonde differenze<br />

regionali – negli<br />

Stati Uniti, i rischi cibernetici<br />

sono percepiti<br />

come la più grande mi-<br />

naccia in assoluto. Noi<br />

europei sottovalutiamo<br />

questo pericolo?<br />

Presumo piuttosto che<br />

il tema del clima abbia<br />

una maggiore accettazione<br />

in Europa che negli<br />

Stati Uniti. Ciò malgrado,<br />

gli studi comprovano<br />

che le PMI in particolare<br />

sottovalutano i rischi<br />

cibernetici perché non<br />

si vedono come un<br />

potenziale bersaglio. A<br />

essere prese di mira dai<br />

criminali informatici sono<br />

appunto le PMI dato che,<br />

a differenza delle grandi<br />

aziende, hanno meno<br />

risorse da investire nella<br />

sicurezza IT.<br />

Dove intravede personalmente<br />

i maggiori<br />

rischi per la nostra<br />

società?<br />

A breve termine, mi<br />

preoccupa soprattutto<br />

l'inflazione. Ci siamo<br />

talmente abituati alla<br />

capacità delle banche<br />

centrali e della classe<br />

politica di gestire con<br />

grande precisione lo scenario<br />

macroeconomico.<br />

L'abbassamento dei tassi<br />

d'interesse e gli allentamenti<br />

quantitativi da<br />

parte delle banche centrali<br />

hanno evitato una<br />

grave crisi economica<br />

nell'ultimo decennio.<br />

Se ora fosse necessario<br />

innalzare rapidamente<br />

i tassi d'interesse, l’intervento<br />

potrebbe avere<br />

pesanti ricadute sui<br />

mercati finanziari e sull'econo<strong>mia</strong><br />

reale. A medio<br />

e lungo termine vedo<br />

chiaramente il cambiamento<br />

climatico come il<br />

più grande rischio per la<br />

nostra società.<br />

Intervista Melanie Ade<br />

01/<strong>2022</strong> 33<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


Il mio motivo d’orgoglio<br />

Marianne Hess, titolare e<br />

direttrice di Vicolo GmbH a<br />

Lenzburg, con il suo compagno<br />

Erich Schmid.<br />

Un’oasi di bellezza e prelibatezze<br />

A dire il vero, non ho mai desiderato mettermi in<br />

proprio, finché una sera del 2007, passeggiando nel<br />

centro storico di Lenzburg, il mio compagno ed io<br />

non abbiamo adocchiato questo negozio vuoto. Da<br />

qui è nata l'idea completamente folle e spontanea<br />

di aprire un negozio gourmet di specialità mediterranee<br />

con caffè integrato. Il giorno dopo il negozio<br />

era nostro, e tre mesi più tardi abbiamo inaugurato<br />

il nostro regno delle delizie. Il mio compagno Erich,<br />

che all'epoca aveva già una sua azienda, mi è stato<br />

di grande aiuto all'inizio, perché ho dovuto imparare<br />

molte cose da zero. Oggi offriamo un ampio<br />

ventaglio di prelibatezze, spaziando dalle specialità<br />

mediterranee ai «Bsetzi-Stei» di cioccolato creati da<br />

noi fino ai cesti regalo e agli omaggi aziendali o<br />

ai clienti. Sono affiancata da tre collaboratrici di<br />

lunga data, e nell'alta stagione prima di Natale anche<br />

dalla fondazione «Orte zum Leben». Attraverso<br />

il nostro webshop davvero invitante raggiungiamo<br />

clienti in tutta la Svizzera, e di questo sono sinceramente<br />

orgogliosa. Non ho mai rimpianto la <strong>mia</strong><br />

decisione, è stata la migliore esperienza che abbia<br />

mai vissuto.<br />

vicolo.ch<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA 34<br />

01/<strong>2022</strong>


Il mio motivo d’orgoglio<br />

Gabriella Vazquez, titolare di<br />

Lia Sol Beauty & Nails GmbH<br />

Nelle mani migliori<br />

Ho sempre voluto fare qualcosa che mi consentisse di lavorare<br />

con le persone e donare loro gioia. Nel 2011 ho<br />

realizzato questo sogno e da allora ho modo di aiutare<br />

i clienti a sentirsi più belli, positivi e sicuri di sé. Sono<br />

specializzata nei più moderni trattamenti per il viso e nei<br />

trattamenti anti-età. Dopo un'anamnesi approfondita e<br />

una diagnosi del tipo di pelle e dell’attuale condizione<br />

della cute, metto a punto un programma di cura personalizzato<br />

sulle esigenze del cliente. Al riguardo, mi sta<br />

molto a cuore la consulenza personale ai miei clienti: possono<br />

percepire e sapere cosa è importante nella routine<br />

di cura quotidiana a casa. Ecco perché i miei trattamenti<br />

includono sempre una consulenza completa sui miei prodotti<br />

per la cura a casa, calibrati sul tipo di pelle. Vedere i<br />

miei clienti sentirsi meglio grazie al mio lavoro mi appaga<br />

pienamente giorno dopo giorno. Sono molto orgogliosa<br />

di essere riuscita a conciliare vita privata e professionale<br />

negli ultimi dieci anni e di non essermi mai arresa a dispetto<br />

di tutti gli ostacoli. Perché sono convinta che nella<br />

vita nulla accade per caso. Il mio più grande obiettivo<br />

è creare una <strong>mia</strong> linea di cura della pelle; un progetto<br />

al quale sto attualmente lavorando intensamente con un<br />

amico chimico.<br />

liasol.ch<br />

01/<strong>2022</strong> 35<br />

<strong>La</strong> <strong>mia</strong> DITTA


<strong>La</strong> vostra<br />

azienda è<br />

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ASSICURAZIONE CYBER AXA<br />

e servizi di prevenzione<br />

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