The J-trend, in luxury circles - Stefania Viti

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The J-trend, in luxury circles - Stefania Viti

LINEAPELLE 5bis-2010

Il Giappone sforna marchi emergenti e propone

celebrities, dive del cinema e top model.

I cardini dello stile? Un mix di cheap e lusso

con particolari attenzioni per le borsette Stefania Viti

Il dragone cinese ha sferrato la sua zampata, ipotecando il

sorpasso definitivo sull’economia del Sol Levante. Entro la fine

dell’anno il Giappone potrebbe perdere la medaglia d’argento,

la posizione di seconda economia del mondo che detiene dal

lontano 1968. Difficile però disegnare la geografia asiatica

guardando solo ai numeri del Pil, specialmente se si parla di

tendenze, moda, cultura d’avanguardia o capitali. In questo caso

infatti Tokyo rimane regina incontrastata (anzi in ascesa) di tutto

ciò che è “in” e si conferma come l’unica città asiatica capace di

competere con le capitali occidentali.

Vero e proprio melting-pot internazionale, Tokyo riesce a sfornare

continuamente tendenze, mode e modi che contaminano anche

altri paesi. È già qualche decennio che il J-Pop miete proseliti sia

negli Usa sia nel vecchio continente. Ma se una volta il J-trend era

un affare per pochi, “roba di nicchia” si diceva, oggi il fenomeno

sta cambiando pelle e contagia le masse.

Dopo tecnologia e robot, che hanno fatto la fortuna del Sol

Levante nel secolo scorso, il nuovo millennio si apre sotto la luce

invadente di anime e manga e di conseguenza di moda, cinema,

cucina e turismo. Sono queste le “nuove” voci dell’economia

giapponese, tanto che non ci sarebbe da stupirsi se dopo il J-Pop

arrivasse anche la moda delle J-Celeb. Sono sempre di più, infatti,

le star, modelle e dive nipponiche che riescono a farsi largo nello

show-biz internazionale.

In questo periodo due nomi spiccano su tutti: quello dell’attrice

Rinko Kikuchi e quello della modella Tao Okamoto. La prima,

classe 1981, è salita agli onori delle cronache nel 2006 quando

l’interpretazione della ragazza sordomuta nel film Babel di

Alejandro Gonzáles Iñárritu le valse la nomination all’Oscar come

migliore attrice non protagonista. In quell’occasione calcò il

tappeto rosso del Kodak Theatre di Los Angeles avvolta, con un

look da diva anni ’50, in un bellissimo abito Chanel di pizzo nero

con strascico. D’altra parte non poteva che essere così. La

giovane attrice aveva appena stregato Karl Lagerfeld che l’aveva

scelta come sua musa e testimonial dello storico marchio

francese: “prima ragazza asiatica ad aver ottenuto questo ruolo”

precisa lei. La leggenda metropolitana narra che lo stilista sia

rimasto affascinato da una foto di copertina di Vogue Nippon

dove Rinko si era voluta far ritrarre con una chioma biondo

platino. Ribelle e sofisticata, elegante ma con grinta, Rinko

Kikuchi è conosciuta per avere un carattere forte e le idee chiare.

Una personalità poliedrica e versatile che le permette di

indossare un marchio d’alta moda ma anche un paio di jeans,

sempre con lo stesso stile. Se n’è accorto Levi’s, che l’ha scelta di

46. 47.

J.Trend nel lusso

recente come interprete di un suo corto. Smessi i panni

dell’outsider, Rinko Kikuchi è arrivata quest’anno a Venezia come

protagonista dell’atteso “Norwegian Wood”, adattamento

cinematografico del celebre romanzo di Haruki Murakami. Ancora

oggi fedele a Chanel, sul tappeto rosso della Mostra del Cinema

ha scelto di indossare sempre un abito di pizzo questa volta però

corto e color bronzo che lasciava ben in vista le gambe.

Sullo stesso tappeto rosso i marchi italiani hanno trovato una

degna interprete in Kiko Mizuhara, la giovane modella nippocoreana

conosciuta in patria per la sua collaborazione con la

rivista ViVi e per le sua passerelle alla Tokyo Girls Collection.

Arrivata a Venezia sempre per “Norwegian Wood” dove recita al

fianco di Rinko Kikuchi, sulla passerella del Lido Mizuhara ha

optato per un etereo e corto abitino rosa con strascico

impreziosito di strass firmato Versace. Alla conferenza stampa si

è invece presentata sempre in corto, ma questa volta nero con

applicazioni floreali di metallo firmato Miu Miu.

A tenere alto il simbolo del Sol Levante per le passerelle di mezzo

il mondo ci pensa invece la fresca bellezza di Tao Okamoto, la

modella giapponese più famosa del momento. Nonostante Tao

abbia firmato nel 2006 il suo primo contratto con l’agenzia Elite, è

il 2009 l’anno della svolta. Galeotto fu un nuovissimo taglio di

capelli, un bob un po’ allungato sugli occhi che “fece innamorare”

Phillip Lim. In quella stagione Tao divenne l’icona dello stilista

newyorkese che calibrò l’hair-look della sua passerella sul taglio

di Tao. Lei finì sulle copertine delle riviste di moda di mezzo

mondo, Vogue la incoronò “astro nascente” e Ralph Lauren la

scelse come uno dei volti della sua campagna. D’altra parte

siamo a New York e da qualche stagione i brand americani come

Phillip Lim o Alexander Wang sono molto gettonati. Il Giappone

però, in fatto di moda, non ha una sola anima: in un mercato

strutturato e maturo come quello del Sol Levante le varianti sono

infinite come le icone mediatiche che lo popolano. C’è però forse

un aggettivo che riesce a mettere d’accordo tutte: da quelle che

indossano jeans e maglietta a quelle che optano per capi griffati

da boutique, le donne giapponesi sono, senza eccezione,

sofisticate. E sempre più esigenti. Prada, Miu Miu, Armani, Etro,

Chanel o Louis Vuitton rimangono punti di riferimento

irrinunciabili per chiunque voglia essere al top, ma alla donna

giapponese di oggi non basta vestire una griffe per sentirsi

diversa. Vuole di più: vuole essere unica. E l’unico modo per

riuscirci è scovare nuovi brand e creare ogni giorno il proprio

stile mescolando griffe con abiti cheap, borse di plastica con

foulard di seta. Lo capì perfettamente Vuitton già nel 2002,

quando affidò a quel genio di Takashi Murakami l’interpretazione

della sua nuova collezione di borse e il famoso monogramma

della casa francese finì mescolato ai colori fluo delle icone pop.

Quelle borse sconvolsero il mercato e divennero un pezzo

d’avanguardia per le signore di mezzo mondo.

D’altra parte la borsa in Giappone rimane la regina incontrastata


Anna Tsuchiya


LINEAPELLE 5bis-2010

del mercato, il tocco di classe che tutte le donne desiderano avere. Gli

accessori, che hanno fatto la fortuna di molti brand nel Sol Levante,

rimangono senza dubbio al primo posto nell’interesse di tutte le

signore. Nonostante il mercato proponga una scelta praticamente

illimitata di brand locali, sono sempre di più le donne giapponesi che

apprezzano la fattura di una scarpa sartoriale e chi se lo può

permettere sceglie Miu Miu ma anche Jimmy Choo o Manolo Blahnik,

per citare alcuni nomi. Tra questi potrebbe inserirsi tra poco anche

quello di Louboutin, che ha deciso di puntare sul mercato nipponico e

aprire il suo primo flagship store di Tokyo in dicembre. Vedremo come

reagirà il mercato, ma intanto Ugg, popolare già da qualche stagione

sia tra le donne che tra gli uomini, rimane il marchio trend che

riscalderà i piedi di vip non solo durante il periodo invernale. Non c’è

allora di che stupirsi se Tokyo, al pari di Londra o New York, sia

sempre più spesso meta di stilisti in cerca d’ispirazione: è qui che si

creano le tendenze. Anche per questo la Japan Fashion Week (JFW)

attira ogni anno un numero crescente di addetti ai lavori in cerca di

novità. D’altra parte il made in Japan oggi può dire la sua sia in casa

che all’estero e i giapponesi se ne stanno rendendo conto: Lady Gaga

ha di recente affermato che il marchio giapponese Somarta è tra i suoi

preferiti, mentre Aguri Sagimori riscuote un buon successo anche

negli USA.

Un discorso a parte va fatto, invece, per Tokyo Girls Collection (TGC)

una sorta di sfilata-evento che dal 2005 propone due volte all’anno –

ad inizio di ogni stagione - i marchi più “street” e “young” del Made in

Japan. La sfilata si basa sull’idea di “real fashion” uno stile che non è

massificato come la fast-fashion ma neanche inaccessibile come i

capi delle griffe; una sorta di pret-a-porter nipponizzato, dallo stile

innovativo e di tendenza, con un prezzo abbordabile, definito appunto

“real”. Una carrellata di modelle, attrici, cantanti e idoli locali da

Tsuchiya Anna a Marie, da Juliana alla top model Tominaga Ai – ospite

d’eccezione dell’ultima edizione - tanto per citarne alcune, saltellano

e ballano sulla passerella di questa sfilata-spettacolo promuovendo

brand locali come Beams, Cecil Mac Bee, Liz Lisa, Mystic e molti altri,

tutti nati per interpretare l’originale stile giapponese delle “Shibuya

Girls” e della sua mecca, il Department Store 109, ormai familiare

anche a pubblico straniero. Come familiare a un pubblico straniero è

Tsuciya Anna, modella, cantante e attrice, una delle prime ad aver

fatto fortuna col ruolo di “bad-girl”. Conosciuta dal pubblico

internazionale per le interpretazioni di film cult come Kamikaze Girl e

Sakuran e per aver aver dato la voce alle canzoni dei Black Stones nel

famoso anime Nana, Tsuciya Anna vanta un fan club anche in Italia. Ad

ogni modo, nell’incredibile mondo che intreccia il mercato giapponese

di star e starlette ai brand, non va dimenticato il fascino esotico

esercitato dalle icone internazionali. Ne è un esempio la strategia di

marketing scelta da Samantha Thavasa, marchio di borse Made in

Japan che dalla sua nascita utilizza per le sue campagne pubblicitarie

quasi esclusivamente icone dello show-biz occidentale: da Paris

Hilton a Penelope Cruz, da Maria Sharapova a Victoria Beckam, da

Sara Jessica Parker a Beyonce (ritratta in una campagna insieme a

un’altra inossidabile icona dello show-biz giapponese, Kimu Taku (al

secolo Kimura Takuya) cantante di una delle boy-band più longeve

della storia, gli Smap) per finire con Jennifer Lopez: tutte hanno

posato e sfilato per promuovere queste borsette rosa assolutamente

“kawaii”, decorate di strass, cuoricini, Hello Kitty e fiorellini. ■

48. 49.

Rinko Kikuchi

Chanel

Tao Kamoto


The J-trend,

in luxury circles

Japan has been turning out a number of emerging brands

and is proposing celebrities, cinema divas and top models.

The cardinals of style? A mix of cheap and luxury with

a particular eye out for bags

The Chinese dragon has struck a mighty blow with its claw,

ensuring the definitive overtaking on the economy in the Land of

the Rising Sun. By the end of the year, Japan could be stripped of its

silver medal, for being in second place in terms of economy, a

position that it has held since 1968. It is difficult, however, to map

out the Asiatic geography by only looking at the GDP figures,

especially if we are talking about trends, fashion, avant-garde

culture or capitals. In fact, here Tokyo is the undisputed leader (and

still on the up) when it comes to everything that is “in” and it has

been confirmed as the only Asian city that is capable of competing

with Western capitals.

As a real and proper international melting-pot, Tokyo constantly

manages to turn out trends, fashion and styles that also spread

over into other countries. A few decades have already gone by since

J-Pop won over new converts in both the USA and on the Old

Continent. But if, once of a day, the J-trend was something for the

elite, “the stuff that niches are made of” they said, nowadays the

situation is changing and it is filtering through to the masses.

After technology and robots, which helped the Land of the Rising

Sun to make its fortune during the last century, the new millennium

has got off to a start under the intrusive banner of Animas and

Manga and, as a result, also fashion, cinema, cuisine and tourism.

These are the “new” entries in the Japanese economy, so much so

that it would come as no surprise that, if after J-Pop, also came the

fashion of the J-Celebs. In fact, there is an increasing number of

Nipponese stars, models and divas who are managing to make a

name for themselves in the world of international show-biz.

There are currently two names that stand out from all the rest: the

actress Rinko Kikuchi and the model Tao Okamoto. The first, class

1981, hit the headlines in 2006 when she played the part of the deaf

and dumb girl in the film Babel by Alejandro Gonzáles Iñárritu which

gained her an Oscar nomination as the best actress in a nonstarring

role. On that occasion she stepped out onto the red carpet

at the Kodak Theatre in Los Angeles looking like a 1950s diva,

swathed in a beautiful Chanel dress made out of black lace with a

train. It was hardly surprising, though, as the young actress had just

bewitched Karl Lagerfeld who had picked her as his muse and the

face behind the famous French brand: “the first Asian girl to have

ever been given the job” she pointed out. Rumours have it that the

designer was fascinated by a photo on the cover of Vogue Nippon

where Rinko wanted to be photographed with platinum blonde hair.

Rebellious and sophisticated, elegant but spirited, Rinko Kikuchi is

known for having a strong character and firm ideas. A multifaceted

and versatile personality which enables her to wear top designer

Tao Kamoto

Kiko Mizuhara


LINEAPELLE 5bis-2010

labels but also a pair of jeans, always with the same style.

Levi’s picked up on this and recently asked her to star in one

of its adverts. Having kicked off the image as an outsider,

Rinko Kikuchi turned up in Venice this year as the star of the

much-awaited “Norwegian Wood”, the cinema adaptation of

the famous novel by Haruki Murakami. Loyal once again to

Chanel, she decided to wear another lace dress on the red

carpet at the Film Festival but this time it was shorter and

bronze in colour which really showed off her legs.

On the same red carpet Italian brands found a worthy

representative in Kiko Mizuhara, the young Japanese-Korean

model famous in her homeland for her collaboration with the

ViVi magazine and her catwalks at the Tokyo Girls Collection.

Having also arrived in Venice for “Norwegian Wood” where

she stars alongside Rinko Kikuchi, on the catwalk at the Lido

Mizuhara she went for a short, heavenly pink dress with a

train embellished with strass designed by Versace. At the

press conference, however, she wore another short dress, but

this time it was black with metallic floral applications

designed by Miu Miu.

Striving to keep the symbol of the Land of the Rising flying

high on catwalks all over the world, however, is the fresh

beauty who goes by the name of Tao Okamoto, currently the

most famous Japanese model there is. Despite the fact that

Tao signed her first contract with the Elite agency back in

2006, it was only in 2009 that things really started to take off

for her. Lending a helping hand here was a brand new

hairstyle, a bob that was slightly longer over the eyes which

Phillip Lim“ fell in love with”. That season Tao became the

icon of the designer from New York who based the hairstyles

up on the catwalk on Tao’s hair cut. She ended up on the

covers of fashion magazines all the world over, Vogue

crowned her as “a rising star” and Ralph Lauren chose her as

one of the faces in his campaign. This is New York after all and

for a few seasons now American brands such as Phillip Lim or

Alexander Wang have been much sought after. Japan,

however, when it comes to fashion, does not have just one

soul: on a structured and mature market like the one in the

Land of the Rising Sun the variants are endless just like the

media icons that live there. However, there is perhaps one

adjective that everyone agrees on: from those who wear jeans

and a T-shirt to those who opt for designer labels, Japanese

women, without exception, are sophisticated. And

increasingly more demanding. Prada, Miu Miu, Armani, Etro,

Chanel or Louis Vuitton are still the irremissible points of

reference for anyone who wants to be at the top, but a

designer label is no longer enough to make today’s Japanese

women feel different. They want more: they want to be

unique. And the only way to achieve this is to discover new

brands and create their own style every day by mixing and

matching designer labels with cheap clothes, plastic bags

with silk scarves. Vuitton fully realised this as far back as

2002, when he entrusted the interpretation of his new

collection of bags to the genius of Takashi Murakami and the

French Maison’s famous monogram ended up being mixed

with the fluo colours of pop icons. Those bags turned the

50. 51.

Rinko Kikuchi

Chanel

market on its head and they became a symbol of avant-garde

for women all over the world.

When it all comes down to it, bags in Japan are still the

undisputed market leaders, adding that touch of class that

women crave. Accessories, which helped many brands in the

Land of the Rising Sun make their fortunes, are still

undoubtedly in first place in the interests of all women.

Despite the market proposing a practically unlimited range of

local brands, there are more and more Japanese women who

appreciate the workmanship of a sartorial shoe and those who

can afford to go for Miu Miu but also Jimmy Choo or Manolo

Blahnik, to mention just a few. Before long Louboutin could be

up there among these names, as the company has decided to

focus on the Japanese market and open its first flagship store

in Tokyo in December. We’ll see how the market reacts, but, in

the meantime, Ugg, which has been a favourite for a few

seasons now among both men and women, is still the trendy

brand that will keep the feet of the VIPs warm and not just

during the Winter season.

It’s not surprising then that Tokyo, just like London and New

York, is becoming more and more often a destination for

designers in search of inspiration: it is here that trends are set.

This is another reason why, every year, the Japan Fashion Week

(JFW) attracts an increasing number of ‘insiders’ in search of

something new. These days “Made in Japan” has got a lot to

say for itself both at home and abroad, and the Japanese are

starting to realise this: Lady Gaga recently said that the

Japanese brand Somarta is one of her favourites, whereas


Kiko Mizuhara

Miu Miu

Aguri Sagimori is

successful also in the

USA.

It’s another story,

however, for Tokyo

Girls Collection (TGC)

a sort of fashion

show-event which,

twice a year, since

2005 – one at the start

of every season – has

been proposing the

most “streetwise” and

“youngest” brands of

what “Made in Japan”

has to offer. The

fashion show is based

on the idea of “real

fashion” a style that is

not standardised like

fast-fashion but also not unaffordable like designer outfits;

a sort of Japanese prêt-a-porter, with an innovative and

trendy style, at an affordable price, described, precisely, as

being “real”. An array of home-grown models, actresses,

singers and idols ranging from Anna Tsuchiya to Marie,

from Juliana to the top model Tominaga Ai – guest of

honour at the last edition – just to mention a few, jump up

and down and dance on the catwalk during this fashion

show-exhibition, promoting local brands such as Beams,

Cecil Mac Bee, Liz Lisa, Mystic and many others, all created

to interpret the original Japanese style of the “Shibuya

Girls” and its Mecca, Department Store 109, which is now

also popular with foreigners. Just as popular with the

foreign public is Anna Tsuchiya, model, singer and actress,

one of the first to have made a fortune by playing the part

of the “bad-girl”. Known by the international public for her

roles in cult films such as Kamikaze Girl and Sakuran and

for having been the voice behind the songs by the Black

Stones in the famous Anime Nana, Anna Tsuchiya can also

boast a fan club in Italy. In any case, in the incredible world

that bonds the Japanese market of stars and starlets to

brands, we mustn’t forget the exotic charm that

international icons have. A good example is the marketing

strategy adopted by Samantha Thavasa, a brand of “Made

in Japan” bags which, from the outset, has been using,

almost exclusively, icons from the western show-biz world

for its advertising campaigns: from Paris Hilton to

Penelope Cruz, from Maria Sharapova to Victoria Beckham,

from Sara Jessica Parker to Beyonce (who appeared in a

campaign alongside another leading icon of Japanese

show-biz, Kimu Taku (whose real name is Kimura Takuya)

the singer in one of the most long-standing boy-bands of

all times, namely SMAP) and, finally, Jennifer Lopez: they

have all posed and modelled to promote these pink bags

that are absolutely “Kawaii”, or rather decorated with

strass, little hearts, Hello Kitty and little flowers.

Anna Tsuchiya

Rinko Kikuchi

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