inBicicletta6:2022
La rivista della Svizzera Italiana dedicata al ciclismo
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© 2022 L’EROICA. ALL RIGHTS RESERVED.
6 | 2022
A Tu per
tu con
Filippo Colombo
GP Ticino
sfida vincente
Il fantastico
mondo
de L'Eroica
- LA BELLEZZA DELLA FATICA E IL GUSTO DELL’IMPRESA -
1-2 OTTOBRE 2022
Fotografia© Filippo Colombo
2
© Paolo Pellegrini
ticino-cycling.ch
3
editoriale
Una federazione in movimento
In questo editoriale, vorrei portare alla luce l’enorme mole di lavoro che
quotidianamente fa la nostra Federazione. Un Comitato composto da non
tante persone ma fatto da instancabili lavoratori.
Negli ultimi 5 anni, il budget della Federazione è pressochè triplicato e
tutte le risorse vanno a favore delle attività dei nostri giovani. Il Kids Tour resta
sempre una validissima formula per promuovere la multidisciplinarietà, quella
voluta dalla mia predecessora Paola Valchera, e ancora oggi è un sistema valido
e apprezzato. Oltre 200 ragazze e ragazzi ruotano ogni anno attorno a questo
“circuito” sotto la regia del sempre attento e puntuale Piero Alari.
Segreteria Ticino Cycling
Rubens Bertogliati
Presidente
Fabio Schnellmann
Cito pure con piacere l’accordo raggiunto alcuni anni fa con il Centro Regionale
d’allenamento di Tenero, dove i giovani possono abbinare con successo studio
e attività sportiva; quest’ultima è gestita da un competente allenatore a tempo
parziale... ed è nientemeno che Rubens Bertogliati. Per la mountain bike, i nostri
ragazzi possono invece beneficiare dell’esperienza di un vero guru del settore,
ossia Ivano Rovelli secondo a nessuno per competenze su allenamenti e tracciati.
Altro fiore all’occhiello della nostra Federazione è il GP Ticino, promosso e
organizzato in collaborazione con i club ciclistici cantonali sotto la direzione
di Adriano Alari; sinergie e collaborazioni nei momenti difficili resta una formula
vincente. L’importante uomo di riferimento di TicinoCycling in questo ambito è
il “neoacquisto” e gran professionista Diego Bianchini.
La Rivista IN BICICLETTA, edita in strettissima collaborazione con gli amici
di graficadesign, è un’altra bella sfida per TicinoCycling. Vista la reticenza
dei media locali nel promuovere il ciclismo regionale, riusciamo con questo
periodico a dare spazio e visibilità ai nostri giovani e validi atleti. In 1 anno è stata
già raggiunta la ragguardevole cifra di 500 abbonati. Il nostro valido addetto
stampa Michele Alippi ne cura la regia e le sponsorizzazioni.
Ultimo tema, non per ordine d’importanza, è la mobilità lenta. Se si riesce a
svolgere l’attività ciclistica in sicurezza lo si deve anche alla nostra sensibilità
al tema. Il nostro Vice Presidente Bernardino Rossi, segue sempre con molta
competenza e attenzione il settore ponendo suggerimenti e correttivi affinchè
il nostro Cantone sia degno del riconosciuto slogan: TICINO TERRA DI CICLISTI.
In breve sintesi ho trasmesso l’attività, ai più sconosciuta, della nostra Federazione.
Grazie di cuore a tutti per l’attenzione e AVANTI con passione ed entusiasmo.
Fabio Schnellmann
Presidente TicinoCycling
Ticino Cycling
c/o Rubens Bertogliati
CP 277
CH-6962 Viganello
+41 78 339 69 65
inbicicletta
LA RIVISTA DEDICATA AL CICLISMO DELLA SVIZZERA ITALIANA
TICINO C CLING
Ufficio stampa, pubblicità
Ticino Cycling
Michele Alippi
ticinocycling.press@gmail.com
Hanno collaborato:
Alippi Michele
Benassi Stefano
Bertogliati Rubens
Bianchi Carlo
Colandrea Marco
Donati Martino
Ferretti Antonio
Pedrazzetti Stefano
Pellegrini Paolo
Pfund Nicola
Rehability Lugano
Schnellmann Fabio
Progetto grafico e redazione
Paolo Pellegrini
Carlo Bianchi
Stefano Pedrazzetti
+41 91 600 16 07
www.ticino-cycling.ch ticinocycling #ticinocycling
© - Articoli e foto contenuti in questa rivista sono soggetti a copyright.
Ogni riproduzione anche solo parziale deve essere esplicitamente
autorizzata dall’editore.
4
Sommario
3 Editoriale
6 Crioterapia: cos’è?
7 La preparazione invernale
8 La 16° stagione del KIDS TOUR
10 GP TICINO, sfida vincente
12 La scuola professionale per sportivi
d’élite (SPSE)
14 In Capriasca i giovani fenomeni
della MTB
16 A tu per tu con Filippo Colombo
18 Il fantastico mondo de L’Eroica;
sabato 1 e domenica 2 ottobre
la 25ma edizione
21 Le strade bianche
22 Strada o sterrato
24 Gravel, una bicicletta tuttofare
28 Formazione e sport - parte 1
30 Mara Clarke ciclisti & family
34 Sul Passo della Novena
36 Test talenti a Caslano
38 Il sistema NEOVIS per la preparazione
fisica di un ciclista
42 Perdita di capelli e Covid19:
cosa fare e quanto dura
R
Bike Lift
più spazio
in garage
Test talenti a Caslano in un momento di relax
naturalmente.
sosteniamo le attività sportive
Immagine Vananti Visual Communication, © AIL SA
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CHF 30.-
1 anno 3 edizioni annuali
TICINO C CLING
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5
LA RIVISTA DEDICATA AL CICLISMO DELLA SVIZZERA ITALIANA
Ricevuta
Conto / Pagabile a
CH37 0900 0000 6900 9899 6
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Punto di accettazione
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CRIOTERAPIA: COS’È?
Una terapia che apporta
benefici al corpo
e alla mente
Cosa faresti se i tuoi dolori
sparissero? Ti piacerebbe
poter recuperare più velocemente
dagli allenamenti?
Grazie alla crioterapia puoi
migliorare la tua vita in soli
tre minuti!
Il freddo viene utilizzato
come analgesico dai tempi
più antichi, in quanto toglie
le infiammazioni, rallenta
l’invecchiamento cellulare,
libera nel cervello le endorfine
(neurotrasmettitori che
garantiscono la sensazione
di piacere e benessere e diminuiscono
la produzione
dell’ormone dello stress.)
La crioterapia disinfiamma
e rigenera i tessuti, è adatta
a tutte le età a partire dai 12
anni.
Durante la seduta si parte da
una temperatura di -100°C,
per poi scendere progressivamente
fino a raggiungere
i -198°C.
Si tratta di un freddo secco,
quindi privo di umidità,
molto sopportabile e molto
diverso dalla sensazione che
provoca il ghiaccio a contatto
diretto con la pelle.
✁
Grazie alla shock termico
dovuto al raggiungimento
di temperature
molto basse,
i benefici sono innumerevoli:
• Smaltimento delle
tossine
• Accelerazione del
metabolismo
• Riduzione della
cellulite e dei cumuli
adiposi
• Miglioramento
dell’aspetto della
pelle e della qualità
del sonno
• Azione anti-age
• Riduzione del senso
di stanchezza
• Riduzione dei dolori
mestruali
Ecco alcuni casi in
cui si sono riscontrati
esiti positivi grazie
alla crioterapia:
- tendinite;
- fibromialgia;
- insonnia;
- mal di testa;
- recupero post operatorio;
- depressione;
- ernie lombari o cervicali;
- sciatalgia;
Il Centro Polispecialistico
Like-eat di Manno è il primo
centro certificato in Ticino
per la crioterapia con criosauna.
Durante una seduta è possibile raggiungere
una temperatura di -198°C
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7
di Rubens Bertogliati
La preparazione
invernale
Il ciclismo è uno sport che si corre nella
bella stagione, infatti in Europa le gare
vanno da febbraio a fine ottobre. La storia
del ciclismo ha popolato il calendario
seguendo le stagioni climatiche europee.
Abbiamo l’inizio della stagione in primavera,
poi abbbiamo la primavera del nord,
in seguito abbiamo l’estate con le gare a
tappe più importanti ed infine l’autunno
che segna la fine della stagione ciclistica
competitiva.
Subito dopo la stagione è importante
osservare il riposo o recupero attivo per
un periodo di almeno tre settimane. Così
il corpo può rigenerare gli sforzi profusi
durante una stagione molto intensa. Il
recupero attivo potrebbe comprendere
quegli sport che usualmente non si fanno
durante la stagione agonistica e che procurano
piacere. Non devono essere fatti
ad alte intensità ma sono anch’essi importanti
perché risvegliano il corpo dagli automatismi
creati da uno sport molto simmetrico
quale il ciclismo. La rigenerazione
attiva potrebbe comprendere sedute di
sauna e massaggi, ottimi entrambi per liberare
le tossine presenti nei muscoli ed
accumulate durante la stagione.
Dopo le tre o quattro settimene di riposo si
può ricominciare a fare attività in bicicletta.
Questa però deve essere iniziata cautamente
perché il corpo non è più abituto a
sforzi prolungati ad alte intensità. Bisogna
partire con due o tre settimane di uscite
regolari in agilità per abituare il corpo alle
ore di sella. Allenamenti fino a 3 ore sono
consigliati e negli allenamenti in questa
fase bisognerebbe solo pedalare.
In seguito si può iniziare il primo macrociclo
di preparazione solitamente di quattro
settimane. L’obiettivo principael di
questo macrociclo è creare la base solida
sulla quale costruire poi tutti gli altri mattoni
dell’allenamento.
Si devono eseguire i primi lavori di potenziamento,
i primi lavori alla zona 2 e alla
zona 3 e le prime distanze in endurance
con salite brevi fatte al massimo in zona
3. Verso fine mesociclo bisognerebbe arrivare
ad eseguire almeno 1h30/2 ore di
medio (zona 3) a settimana ed almeno 3
o 4 ore di zona 2 a settimana cosi da creare
una base solida per costruire i prossimi
mesocicli di allenamento. Idealmente
questo mesociclo dovrebbe essere eseguito
nel mese di dicembre.
Nel mese di gennaio si passa al secondo
mesociclo dopo aver eseguito una settimana
di scarico con uscite senza lavori.
La settimana di scarico è importante per
aumentare la supercompensazione, cioè
lasciare che il corpo si adatti allo stress
dell’allenamento precedente e che migliori
le proprie prestazioni personali.
Il secondo mesociclo, normalmente nel
mese di gennaio prevede l’aumento e la
diversificazione dei lavori di forza, l’aumento
delle intensità negli allenamenti
di ritmo e l’aumento delle distanze negli
allenamenti di endurance.
Questa tabella di marcia è pensata per un
professionista, per un ragazzo giovane
ovviamente cambia tutto ma in generale
bisogna comunque prevedere due mesi di
preparazione invernale per poter ottenere
dei risultati nella massima categoria.
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8
La 16° stagione del KIDS TOUR
di Piero Alari
La 16° stagione del Kids Tour 2022, gare di ciclismo
per le categorie scolari improntate sulla multidisciplinarietà,
è caratterizzata da una importante novità.
Un completo calendario di 19 gare è iniziato il 5 febbraio
con la prima gara sulle nevi di Campra con la
originale gara di MTB e terminerà il 2 di ottobre con
la gara nazionale a Cama.
Diciannove competizioni
nelle specialità strada, pista,
MTB e BMX.
Citavo di una importante
novità, ebbene si, dalla
stagione 2022 le maglie di
leader saranno assegnate
anche alle ragazze che
giustamente si meritano
il loro spazio nel plotone,
pur gareggiando con i
compagni maschi.
Il nuovo sponsor, la ALKA
rappresentata dal sempre
presente Francesco
Frattini ha fornito delle
stupende vistose maglie
gialle con inserti rosa per
le ragazze e rossi per i
compagni maschi. Colori
che emergono all’interno
del gruppo e qui ringrazio
Francesco Frattini, ex
corridore professionista,
per la sua disponibilità a
sostenere Ticino Cycling
con le maglie ufficiali per
il Kids Tour e le varie selezioni cantonali. Le gare del
Kids Tour sono per gli scolari attivi nelle cat. U11, U13
e U15, invece per i ragazzi che per la prima volta desiderano
cimentarsi nelle competizioni sono la Promo
U9 ed UNIPromo.
Le gare del periodo primaverile hanno avuto un’ ottima
partecipazione e con piacere abbiamo riscontrato
un aumento di corridori Biker, della specialità
MTB a cimentarsi anche nelle gare su strada, il che,
nel passato gareggiavano esclusivamente nella MTB.
Il Ticino Cycling, proponendo le diverse discipline è
convinto fautore della multidisciplinarietà, che per lo
sviluppo completo mentale, fisico e tecnico dei piccoli
atleti è importante cimentarsi in ogni specialità.
Nel il futuro gli atleti potranno scegliere la specialità
preferita acquisita nel Kids Tour.
Con l’occasione dell’arrivo di tappa a Novazzano del
Tour de Suisse, il VC Mendrisio ha organizzato una
gara del Kids Tour. I piccoli atleti hanno potuto gareggiare
sul traguardo dei campioni professionisti e
svolgere le premiazioni sul podio ufficiale. Gara molto
emozionante per i corridori e pure per i genitori
nel vedere i propri ragazzi frecciare dove i campioni
si danno battaglia.
A fine luglio il VC Lugano ha organizzato la Lugano
Summer Ride, gara in circuito per diverse categorie
tra cui i professionisti con nomi illustri come Nibali,
Ganna, Roglic e molti altri reduci dal Tour de France.
Sul magnifico scenario del lungolago di Lugano
hanno preso parte anche i corridori del Kids Tour che
attorniati dai loro idoli hanno gioito di un’esperienza
indimenticabile.
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la maglia
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9
Lo scopo di effettuare gare per professionisti coinvolgendo
da vicino i nostri giovani è di stimolo a tutto il movimento
ciclistico cantonale. La stagione agonistica cantonale
proseguirà da agosto con un intenso programma
fino al 2 di ottobre.
Al termine della stagione del Kids Tour verranno effettuate
le premiazioni finali con l’assegnazione delle maglie da
leader definitive per la stagione 2022 e con fantastici trofei
di cristallo per i premiati. I nomi dei vincitori saranno
iscritti nell’albo d’oro del Kids Tour.
Piero Alari
Responsabile Kids Tour
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GP TICINO,
sfida vincenteedi Antonio Ferretti
Ad un mese di distanza è lecito chiedersi: chi sono i
veri trionfatori del GP Ticino? La truppa della Tudor,
ispirata da Fabian Cancellara in vista del ritorno di una
squadra professionistica tutta svizzera l’anno prossimo
e dominatrice a Lodrino tra gli Elite, oppure Diego
Casagrande, un bellinzonese di belle speranze trapiantato
nel Canton Basilea che ha fatto faville tra gli
under 19?
La Tudor, marca di orologi di lusso legata alla Rolex,
ha inviato in Ticino la squadra migliore capitanata
dal campione svizzero assoluto Robin Froidevaux, secondo
all’arrivo alle spalle del compagno di squadra
Jakob Klare. Un gesto che evidenzia l’importanza di
questo GP Ticino.
Casagrande, è caduto, è stato in fuga quasi tutta la corsa
ed è stato riacciuffato a poche centinaia di metri dal
traguardo. Un nome sul quale punterà tutto il ciclismo
svizzero e forse anche la Tudor.
Insomma, un bel rompicapo considerando che non
possiamo tralasciare l’impeto dei ragazzi ticinesi lanciati
verso la maglia di campione cantonale e soprattutto
l’ardore agonistico delle ragazze, come Giorgia
Barelli e Linda Zanetti, che sta pian piano portando
anche in Ticino l’interesse per il ciclismo femminile.
Ma c’è ancora un altro protagonista che irrompe e merita
applausi e ammirazione: Ticino Cycling. Trascinati
dagli instancabili Piero e Adriano Alari, gli organizzatori
dell’unica gara su strada in Ticino, hanno vinto una
sfida tutt’altro che facile. La data, 17 luglio, era infelice,
presentava molte concomitanze con altre gare su
suolo elvetico (vedi Martigny-Mauvoisin) e all’estero e
si temeva di ritrovarsi con pochi iscritti. Insomma non
era la manna piovuta dal cielo un anno fa, quando la
fine della pandemia e le imminenti Olimpiadi di Tokyo
calamitarono in Riviera un plotone di 170 corridori
solo nella categoria maggiore. Canicola, ozono e caldo
torrido hanno poi scoraggiato molti potenziali spettatori
a recarsi a Lodrino per seguire le gare.
ticino-cycling.ch
11
Eppure è stato un successo, anche se si sta pensando di tornare
nei prossimi anni alla tradizionale data di metà marzo.
Nella gara principale si sono dati battaglia in una ottantina
e Il percorso, tra Riviera e Leventina con i vari su e giù
dalla Biaschina, si è rivelato tecnicamente molto valido e
ha creato i presupposti per gare combattute, incerte fino
in prossimità del traguardo e senza incidenti grazie ad un
dispiegamento di forze per la sicurezza degno di un Tour de
France. Per Ticino Cycling quindi Il compito difficile è stato
assolto alla grande.
Adesso però ne arriva subito uno ancor più complicato: non
solo dar seguito a questo evento, ma aggiungerne altri durante
la stagione per riportare il ciclismo ticinese ai tempi d’oro.
Fotografie di Paolo Pellegrini
12
La scuola professionale
per sportivi d’élite (SPSE)
La SPSE ha da poco festeggiato i 20 anni. L’avventura
è nata nel 2001 coinvolgendo poche discipline
sportive, ma con la consapevolezza che un nuovo
istituto ticinese fosse necessario per permettere di
conciliare scuola e sport. Con il passare degli anni la
scuola si è stabilizzata, ottenendo sempre più consenso
e venendo riconosciuta con il label di Swiss
Olympic Partner School e come Istituto abilitato
alla formazione per l’ottenimento della maturità
professionale. Nata come sottosede del Centro professionale
commerciale di Bellinzona, ha raggiunto
la sua autonomia nel 2016. Grazie allo scorporo,
hanno preso avvio interessati progetti, come la
“Classe virtuale”, la “Formazione per allievi con DSA”,
“La maturità bilingue e plurilingue”, la “Formazione
di maturità post biennale”, l’opzione “Scienze dello
sport” e il “Corso G+S per monitore sport per bambini”
integrato nel terzo anno di formazione.
La SPSE è ubicata presso il Centro Sportivo Nazionale
della Gioventù di Tenero (CST), luogo ideale
per praticare e allenare la maggior parte delle discipline
sportive presenti alla SPSE. Dall’anno scolastico
2022-2023 sarà migliorato anche l’aspetto
legato all’apprendimento in aula. Infatti, i lavori per
la costruzione di un nuovo edificio che ospiterà la
nuova SPSE sono a buon punto e il trasloco è previsto
per gennaio 2023. Nelle aule saranno proposte
soluzioni logistiche ed infrastrutture multimediali
che permetteranno un lavoro per la formazione a
distanza sempre più performante.
La SPSE è una scuola pubblica cantonale, coordinata
dalla Divisione della formazione professionale e
inserita in un centro federale in continuo sviluppo.
Con 25 discipline sportive, a cui vanno aggiunte 3
artistiche quali la danza, la musica e le arti circensi,
rappresenta la scuola con più discipline tra quelle
riconosciute da Swiss Olympic. Sempre più allievi in
possesso di una Swiss Olympic Talent Card nazionale
provengono da fuori cantone grazie al fatto di
poter trovare a Tenero centri di allenamento nazionali
e regionali abbinati ad una scuola per sportivi
d’élite.
Negli ultimi cinque anni la SPSE è passata da 120
a 190 allievi, suddivisi in 17 classi, di cui 15 che
seguono un percorso di maturità professionale
federale. Decisivo è stato il fatto di introdurre una
formazione bilingue/plurilingue, che permette un
apprendimento più ampio dal punto di vista lingui-
ticino-cycling.ch
13
stico: le lezioni sono infatti proposte in italiano, ma anche in
tedesco e in inglese (il francese come materia opzionale).
Più aumenta il livello sportivo o artistico degli studenti, più
la SPSE si occupa di trovare soluzioni che permettano di
accogliere le richieste degli allenatori. Ogni allieva/o ha il
suo programma ed è determinante il ruolo dei coordinatori
sportivi e artistici che, con i docenti, elaborano percorsi su
misura per ogni singolo allievo.
La formazione a distanza è sempre stata il cavallo di battaglia
della SPSE e ad oggi la scuola ospita studenti che seguono
quasi tutto in remoto. Quando non riescono a collegarsi
con la lezione live, la recuperano sulla piattaforma
della scuola.
Oltre all’importante figura del coordinatore sportivo/artistico
sono presenti i mediatori che sono anche bravi coach
mentali. Se un giovane non riesce nello sport o nell’arte non
deve abbattersi. Al contrario, ha altre carte da giocare. La
maturità professionale federale che ottiene a Tenero può
permettergli di entrare nel mondo del lavoro oppure di proseguire
gli studi universitari o presso le scuole specializzate
superiori. Qualcuno è diventato medico dentista, qualcuno
ingegnere, di recente una ex allieva si è laureata in relazioni
internazionali a Parigi. C’è chi studia psicologia dello sport a
Vancouver, chi diritto a Bristol.
La struttura della formazione in Svizzera è eccellente e permette
la massima flessibilità. Ecco alcuni interessanti esempi:
Seneit Garbani, ex cestista: si trasferisce per 6 mesi a Parigi
(studio della lingua francese e attività pratica in una
Compagnia teatrale dove si occupa dell’organizzazione di
eventi). Successivamente a Londra per altri 6 mesi per lo
studio dell’Inglese. Si iscrive all’Università UPEC di Parigi in
relazioni internazionali e ottiene un master.
Fara Beltrami, ex pattinatrice artistica: frequenta l’anno
passerella organizzato dal Liceo di Bellinzona. In seguito
inizia gli studi all’università di Ginevra e si laurea come
medico-dentista. Da poco ha iniziato una specializzazione
in Ortodonzia.
Fabio Anelli, ex ciclista: oggi responsabile della parte ricettiva
del Centro sci nordico in Campra. Dopo la SPSE frequenta
la scuola Alberghiera e del Turismo di Bellinzona. In
seguito ottiene il Diploma come specialista in marketing.
Eugenio Bianchi, ex nuotatore: per 3 anni frequenta la
scuola medico-tecnica per diventare massaggiatore, poi
alla SUPSI studia per diventare fisioterapista. Dal 2015 lavora
in una clinica di Friborgo.
Michael Congiu, ex pugile: frequenta l’anno passerella e
si laurea al Politecnico di Zurigo con un master in ingegneria
ambientale.
Christian Casanova, ex calciatore: frequenta la scuola
universitaria federale dello sport di Macolin. Oggi docente
di Educazione Fisica.
Anna Lunghi, atletica leggera: corso di preparazione per
l’ammissione alle scuole universitarie e alla SUPSI-DFA. In
seguito si forma come docente di scuola dell’Infanzia.
Per essere ammessi alla SPSE è necessario possedere una
Swiss Olympic Talent Card o ricevere la firma della propria
federazione, associazione o club di lega nazionale. Questo
porta a dover condividere e firmare una convenzione tra
l’allievo e l’autorità parentale, i responsabili sportivi/artistici
e la scuola stessa. Di conseguenza, il dialogo tra i diversi
attori è costante e fondamentale durante tutto il processo
formativo dei giovani.
Gli aspetti scolastici e sportivi/artistici devono essere costantemente
monitorati con l’obiettivo di ottenere buoni risultati
sia nella formazione scolastica-professionale che nella
propria passione. Chi poi riuscirà ad emergere con risultati
di rilievo nello sport o nell’arte potrà chiudere il diploma nel
cassetto e tentare di raggiungere il proprio sogno.
Per più informazioni:
Tel. +41 58 468.62.32
info@spse.ch
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14
di Michele Alippi
In Capriasca i
giovani fenomeni
della MTB
Dal primo al 6 agosto hanno avuto luogo i Campionati
Europei Giovanili di mountain bike. Per
Lugano Region “la promozione di eventi come
questi è importante per aumentare l’attrattività
della nostra regione”.
La quarta e la quinta giornata invece sono state
dedicate alla disciplina cross-country olimpico. Sul
gradino più alto del podio sono saliti Noa Filippi
(14 anni) e la ceca Lucie Grohová (14), e per la Svizzera
Shana Hubber (13) e Marwan Barhoumi (13).
Una settimana
piena di adrenalina
che si è conclusa
con grande soddisfazione
di tutti.
Nel 2023 si terrà la
prossima edizione,
sempre nei boschi
della Capriasca.
I futuri Nino Schurter, Jolanda Neff e Mathieu
Van der Poel sono passati dalla Capriasca, oltre
seicento atleti iscritti, un vero successo!
Per una settimana, dal primo fino al 6 di agosto,
la zona attorno alle piscine si è trasformata nella
capitale della mountain bike per i Campionati
Europei giovanili MTB 2022-2023. Nell’arco della
settimana, bikers da tutta Europa hanno avuto
modo di competere in una delle regioni più suggestive
per il mondo MTB nazionale.
Massimo Boni, Direttore di Lugano Region, ha
espresso così il suo entusiasmo riguardo l’evento:
“Il nostro territorio offre agli amanti della
mountain bike oltre 450 km di percorsi segnalati,
la più alta densità di percorsi ufficiali di tutta la
Svizzera, con una varietà di tragitti che spaziano
dai laghi, alle colline, le vette e i strategici della
nostra destinazione. Oltre ad impegnarci nella
cura della rete dei sentieri, grazie alla nostra
squadra del territorio, crediamo che la promozione
di eventi come questi sia importante per
aumentare l’attrattività della nostra regione”.
Per la prima giornata nella cronometro individuale
a guadagnarsi il podio sono stati Meta Tancik
dalla Slovenia per la categoria U15 Donne, Lukáš
Vorel dalla Repubblica Ceca per la categoria U15
Uomini, Kateřina Dušková dalla Repubblica Ceca
per la categoria U17 Donne e Hugo Franco Gallego
dalla Spagna per la categoria U17 Uomini.
Nella seconda giornata, dedicata alla staffetta, ad
aggiudicarsi il titolo di campione europeo è stata
la Repubblica Ceca, sia tra gli U15, sia tra gli U17.
La terza giornata ha visto in gara i rappresentanti
dell’Eliminator con le vittorie del francese Noa
Filippi (U15), della britannica Zoe Roche (Donne
U15), e dei già citati Hugo Franco Gallego (Uomini
U17) e Kateřina Dušková (Donne U17).
La settimana si è conclusa domenica con i podi
del ceco Kryštof Bažant (15), della slovena Maruša
Tereza Šerkez (15), dell’italiana Arianna
Bianchi (16) e del danese Albert Philipsen dalla
Danimarca.
“Il Comitato organizzatore del Cross Country
di Redde, ha offerto una manifestazione di
grande richiamo internazionale. Una sfida sicuramente
interessante ma anche molto impegnativa
dal lato organizzativo, logistico e
finanziario. Il Canton Ticino e in particolare la
Capriasca, Lugano e Ticino Cycling sono stati
particolarmente fieri di accogliere l’ evento per
due anni di seguito”.
Così il presidente Sergio Romaneschi ha spiegato
l’importanza di questo evento.
Una settimana piena di adrenalina che si è conclusa
con grande soddisfazione di tutti.
Nel 2023 si terrà la prossima edizione, sempre
nei boschi della Capriasca.
ticino-cycling.ch
15
Ricordiamo i selezionati
dell’allenatore Ivano Rovelli
per i nostri colori cantonali:
U17 uomini
Cadra Clemens
Paveri Nathan
Tabet Jacopo
Bubola Tommaso
U17 donne
Moya Isabel
Martinoli Giada
U15 uomini
Marcoli Noé
Tabet Amedeo
Barberio Gregory
Botta Elia
U15 donne
Restivo Giorgia
Luzzi Sophie
16
di Michele Alippi
Atu per
tu con
Filippo Colombo
Il tratto principale del tuo carattere?
Penso di essere una persona molto determinata.
Se fossi un super eroe sarei….
Batman
Il tuo sogno di felicità?
Non avere rimpianti.
C’è una figura sportiva che ammiri in modo particolare e
perché?
Nino Schurter. La sua capacità di focalizzarsi per le gare
che davvero contano è incredibile.
Cosa non deve mancare nella tua valigia?
Il mio cuscino preferito.
Il tuo principale difetto?
A volte mi lascio influenzare troppo facilmente.
Quali obiettivi hai per il futuro e per la tua carriera?
Il grande obiettivo a medio termine sono le olimpiadi di
Parigi 2024.
Per la mia carriera è quello di continuare a divertirmi andando
in bici.
Quel che vorresti essere?
Campione del mondo
Il tuo libro preferito?
Il Profumo, Patrick Suskind
Quel che detesti più di tutto?
Le mattine di gennaio con pioggia e il programma di allenamenti
dice 4h.
Da grande Filippo sarà?
Felice, spero!
Filippo per concludere, il tuo motto?
Non mollare mai.
ticino-cycling.ch
17
Rehability Lugano
Hub di atleti e sportivi
Rehability Lugano, il centro n°1 in Ticino
nelle tecniche di riabilitazione e fisioterapia:
un vero e proprio hub per una supervisione
a 360° della salute di ogni paziente durante
il suo percorso di guarigione grazie al
supporto di specialisti e delle più avanzate
tecnologie. All’interno dello studio vengono
applicate le più moderne tecniche medicali
per accompagnare i pazienti alla guarigione
e dove poter inoltre essere supportati da
un team di medici e nutrizionisti per una
valutazione completa del proprio stato di
salute. Nella sede di Lugano, si respira aria
di novità di fronte a partnership con nuovi
club sportivi e a desideri di espansione che
diventano sempre più concreti. Dal calcio, al
basket a tanto altro ancora, individuiamo
insieme agli atleti che hanno scelto
Rehability, il migliore percorso da
intraprendere ed impostiamo il trattamento
per le loro problematiche. Il nostro
obiettivo? Garantire la massima qualità nella
prestazione ad ognuno dei nostri pazienti.
Come lo facciamo? Con il nostro team di
specialisti. Dove lo facciamo?
Da Healthy Space.
Healthy Space: lo spazio dedicato alla
riabilitazione e alla preparazione fisica di
Rehability Lugano, grazie al quale lo studio
si afferma al primo posto per la
preparazione dell’atleta a 360° anche in
off-season. Dopo un’attenta valutazione
fisica, i trainer di Healthy Space pianificano
il migliore allenamento per portare l’atleta
al successo. Proprio come nel caso di
Filippo Colombo ed i suoi recenti trionfi in
sella. Grazie alle valutazioni che il centro
offre ed esegue, si effettuano azioni mirate
a prevenire infortuni ed a contribuire al
rafforzamento muscolare attraverso
screening generali dell’atleta e il continuo
supporto di un professionista nello
svolgere esercizi ad hoc. Infatti, proprio in
ambito cycling, Healthy Space vanta
strumenti di ultima generazione per la
valutazione posturale di atleti come
Colombo con lo scopo garantire loro la
miglior performance possibile.
04/02/ 2 17:09
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Ciclismo
storico
Paolo Pellegrini
Il fantastico mondo
de L'Eroica; sabato 1
e domenica 2 ottobre
la 25 ma edizione.
“A Gaiole in Chianti attesi
più di 9’000 partecipanti
con quasi 4’000 stranieri”
annuncia Giancarlo Brocci,
ideatore dell’evento.
Intervista di Livio Iacovella
Giancarlo Brocci,
ideatore dell’evento
La nuova
locandina
- LA BELLEZZA DELLA FATICA E IL GUSTO DELL’IMPRESA -
1-2 OTTOBRE 2022
Buongiorno Giancarlo, sabato 1 e domenica
2 ottobre a Gaiole in Chianti è in
programma la venticinquesima edizione
de L’Eroica. Che emozione prova?
Certo, non è l'emozione della prima volta
quando, stando in macchina davanti
ai pochi cicloturisti del 1997, ebbi il coraggio
di fermarmi e guardare indietro
cosa stava succedendo. Lo feci solo
dopo 20 km, quando si iniziava a salire
verso Vagliagli e non sapevo bene cosa
poteva essere successo dietro. Ciò che
vidi fu meraviglia, l'idea che la mia
passione, in quelle immagini, già era
ripagata. Oggi è la stessa emozione che
provo sempre quando sto in mezzo ai miei
eroici, persone speciali.
Da 92 eroici del 1997
L’Eroica ne ha fatta di strada
Realmente, sono solo quei 92 moltiplicati per
100. Nel senso che l'anima profonda de L'Eroica
non è cambiata, ha fatto tanta strada
rimanendo sé stessa, coinvolgendo per condivisione
di valori. Sempre più persone sono
state attratte da questa occasione in cui la
passione per un grande sport si coniuga con
la produzione di gioia ed amicizia, di attenzione
al territorio, di rispetto per gli altri, di
condivisione di emozioni.
In passato ha dichiarato: “L’Eroica non poteva
nascere che nel Chianti”. Per quale motivo?
Perché ho parlato di un contesto unico dove,
oltre alla rete di strade secondarie magnificamente
conservata, bianche comprese, persiste
un tessuto sociale di grande spessore, un patrimonio
di volontariato, una predisposizione
all'accoglienza, alla solidarietà ed alla integrazione
che erano le risorse prime dell'identità
contadina, un amore per ciò che siamo e per
quanto ci è stato affidato dai nostri vecchi.
L’Eroica ora è diffusa un po’ in tutto il mondo;
è la fortunata globalizzazione di una bell’idea
o c’è dell’altro?
Credo che l'idea di Eroica, soprattutto, abbia
rappresentato il bisogno, davvero planetario, di
riappropriarsi dell'anima profonda di uno sport,
tanto più un grande sport come il ciclismo. Ormai
è consolidata ovunque la percezione che
ogni elemento conduca verso la produzione di
spettacolo in funzione di un business sempre
più elefantiaco ed esasperato, alimentato da
grandi sponsor e diritti tv. Noi stiamo restituendo
il ciclismo alla gente.
Secondo lei cosa porta tante persone
ad attraversare addirittura l’oceano, in
molti casi anche due oceani, per arrivare a
Gaiole in Chianti e partecipare a L’Eroica?
Di certo la sua unicità, l'incontro con un universo
di gente perbene che si pensava non esistesse
più, ormai messa ai margini di un mondo sempre
meno attento ai buoni sentimenti ed alle
giuste nostalgie. Di sicuro il ciclismo oggi è una
pratica mondiale e quello che ha scritto la storia
fino a mezzo secolo fa era solo in Italia, Francia,
Belgio e poco oltre. Oggi Gaiole in Chianti offre
un'occasione imperdibile di ritrovo dentro una
magia che produce effetti lunghi un anno.
Scelga una tra queste tre definizioni: “L’Eroica
è una figata!”, “L’Eroica è l’essenza dello
sport”, “L’Eroica, almeno una volta nella vita”
Sono tutte definizioni che hanno un senso abbinate
a L'Eroica. A me non è mai dispiaciuta
anche l'idea che questo evento diventasse moda,
che fosse bello raccontarlo ai vicini di ufficio,
che suscitasse orgoglio poter dire "io c'ero". Di
certo il valore più corretto sta nel concetto di
essenza dello sport, dell'averlo collegato alla bellezza
della fatica ed al gusto dell'impresa, come
quel ciclismo che scriveva le avventure di inizio
Novecento fino alle gesta di eroi omerici
come Bartali e Coppi.
EROICA.CC
© 2022 L’EROICA. ALL RIGHTS RESERVED.
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19
La bicicletta d’epoca, la
strada bianca, la maglia
di lana. Secondo lei qual
è l’elemento di maggior
fascino?
Scelgo la strada bianca.
Ovviamente niente da
togliere al fascino di biciclette
datate e maglie di
lana, un'ambientazione da
film d'autore, ma l'aver riportato
la bici da strada
fuori dall'asfalto ha rappresentato
di gran lunga
il grande valore aggiunto.
Basti pensare al successo,
anch'esso ben mondiale,
de L'Eroica Pro, oggi
Strade Bianche; mancano i due elementi di cui sopra, polvere
o fango fanno di gran lunga lo spettacolo di una corsa già
diventata sulla strada e tra i campioni la Sesta Monumento.
Ormai le strade bianche sono entrate a far parte del programma
di tutte le più importanti corse al mondo. Che sentimento
prova?
Di sicuro provo tutto l'orgoglio di un appassionato vero che
vede condivisa la sua visione. Per certi versi, inutile negarlo,
mi dispiace che, per i motivi più vari, una certa idea di ciclismo
eroico non sia stato ancora possibile svilupparla per
le potenzialità che ha. Magari succederà presto, spero solo di
essermi meritato abbastanza vita per vedere come il ciclismo
del futuro sarà possibile scriverlo proprio ripartendo dai valori
e dagli spettacoli del suo passato.
Con le strade bianche nel ciclismo alla fine degli anni ’90 lei
è un precursore degli “influencer” del giorno d’oggi. A chi si
rivolge oggi L’Eroica e che pensa del ciclismo di questi anni?
Sento molto più vicini alla mia e loro passione alcuni grandi
interpreti del ciclismo di oggi, ragazzi che cercano sempre
più di recuperare la bici come divertimento nonostante la
vivano ai massimi livelli e dentro meccanismi che tendono
a farli recitare a copione. Penso ai Pogacar, Van der Poel,
Alaphilippe, Van Aert, li sento eroici d'anima; al di là della
classe, non credo sia un caso che sono gli ultimi vincitori
della mia Eroica Pro, oggi Strade Bianche.
Come è cambiata Gaiole in Chianti in questi 25 anni? E cosa
ci aspetta a Gaiole quest’anno?
Mi piacerebbe dire che anche Gaiole in Chianti non è cambiata
rispetto ad un quarto di secolo fa. Non è così, purtroppo
e per fortuna. Di certo si è persa tanta gente figlia della
vecchia mezzadria, un mondo che era stato uguale a sé stesso
per millenni, La fortuna è che, prima che arrivassero i
prodotti di dozzina della globalizzazione, la bici, L'Eroica ed il
suo indotto hanno indicato una via di sviluppo originale e sostenibile.
Alla prossima, per i 25 anni, saremo oltre 9’000 con
quasi 4 mila stranieri; Gaiole in Chianti abbraccerà e sarà
abbracciata da ognuno dei suoi eroici, un binomio inscindibile
di successo ed affetto.
Gaiole in Chianti (SI), 14 luglio 2022
Giancarlo Brocci
L'Eroica 2021 - foto Paolo Penni Martelli
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Di seguito
alcune immagini
delle ultime edizioni
foto © Paolo Penni Martelli
LAMOLE / VOLPAIA
R C A
RADDA IN CHIANTI
R C A
GAIOLE IN CHIANTI
START / FINISH
R C A
DIEVOLE
R C A
SIENA
CASTELNUOVO
BERARDENGA
R C A
PERCORSI / ROUTES
PASSEGGIATA VALLE DEL CHIANTI
46 KM / 29 MILES
R C A
MONTERONI
D’ARBIA
ASCIANO R C A
DISLIVELLO/ELEVATION GAIN 709 M
PERCORSO CORTO GALLO NERO
81 KM / 50 MILES
DISLIVELLO/ELEVATION GAIN 1560 M
Ciclismo
storico
PERCORSO CENTO VAL D’ARBIA
106 KM / 66 MILES
DISLIVELLO/ELEVATION GAIN 1737 M
PERCORSO MEDIO CRETE SENESI
135 KM / 84 MILES
DISLIVELLO/ELEVATION GAIN 2200 M
PERCORSO LUNGO L’EROICA
209 KM / 130 MILES
DISLIVELLO/ELEVATION GAIN 3768 M
R C A
MURLO
BUONCONVENTO
R C A
LUCIGNANO
D’ASSO C A
Per informazioni
https://eroica.cc/it
LEGENDA / KEY TO SIMBOLS
PARTENZA / ARRIVO
LOCALITÀ
R RISTORO / FOOD STOP
C CONTROLLO / CHECKPOINT
A ASSISTENZA TECNICA / TECHNICAL ASSISTANCE
MONTALCINO R C A
ticino-cycling.ch
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Di Rubens Bertogliati
2007: a fine stagione gli organizzatori del Giro d’Italia hanno introdotto
una nuova gara sulle strade dei dintorni di Siena. Queste
strade hanno la particolarità di essere sterrate di una terra
battuta bianca e da qui il nome della gara, Strade Bianche.
In realtà il primo anno il nome comprendeva anche Eroica,
poiché su quelle stesse strade da metà degli anni novanta si
disputa una corsa per cicloamatori che ha come particolarità
il fatto che i partenti devono avere la bicicletta e il materiale
dell’epoca del ciclismo eroico, e cioè quella dagli anni venti
agli anni cinquanta.
Il nome di questa famosa gara è appunto Eroica. Nel mio cuore
questa gara è sempre stata l’Eroica, mi sentivo l’Eroe che
va incontro a una gara differente dove non solo la forza e
l’abilità ma anche il coraggio e la voglia di mettersi in gioco
vengono premiate.
Il percorso si snoda attraverso la campagna senese da Gaiole
in Chianti fino a piazza del Campo di Siena. Sembra incredibile
ma la zona di arrivo è li dove arriva il palio di Siena, nella
famosissima piazza a conchiglia all’interno di Siena. Il percorso
comprende vari tratti di strada sterrata di cui alcuni lunghi fino
a 15 chilometri. Il punto decisivo di questa gara è il temutissimo
tratto di Sante Marie che comprende salite a più del 15 per
cento e soprattutto discese ripide dove è veramente difficile
controllare la bicicletta.
Ho sempre amato il ciclismo eroico, avrei voluto correre con
il copertone a tracolla , fermarmi e cambiarlo da solo, passare
in mezzo ad ali di folla, perché il ciclismo era l’unico sport che
ti passava davanti a casa e senza la televisione era l’unico che
potevi vedere.
Entrare da eroe negli stadi colmi di gente ed essere a mio
modo protagonista, non vincitore ma partecipante: ecco quello
che ho faceva luccicare i miei occhi di giovane ciclista.
Partecipare alla Strade Bianche mi ha affascinato fin dal primo
minuto, ad una gara così non si può mancare, vuole dire entrare
nella storia del ciclismo.
Nutrirsi durante una gara del genere non è facile, sullo sterrato
si fa fatica a togliere le mani dal manubrio, se mai si dovesse
perdere il controllo della ruota davanti si finisce in terra. In allenamento
il giorno prima avevo visto il percorso in alcuni punti
e le difficoltà sono risultate subito palesi.
Si ha a disposizione una bicicletta con i copertoni maggiorati
che però scorre più lentamente del solito. 180 chilometri su
queste strade accidentate vogliono dire più di cinque ore di
sella dove alimentarsi diventa vitale.
La mia tattica personale era partire con un mix di proteine
e carboidrati in una borraccia da sorseggiare piano piano
durante la gara. Nell’altra borraccia c’era acqua che chiaramente
serviva a reintrodurre i liquidi persi durante la gara.
Lo sforzo maggiore dura più di un ora visto che dal tratto di
Sante Marie si viaggia pancia a terra fino all’arrivo. Proprio in
quel tratto vi è sempre la selezione decisiva e fino all’arrivo
si va a tutta, tra scatti e contro scatti, cercando di inseguire i
migliori. La prima edizione della Strade Bianche è stata vinta
da corridori in una fuga da lontano come spesso accade in
corse che sono organizzate per la prima volta.
La mia prova è stata caratterizzata da due cadute, ma d’altra
parte un eroe è anche colui che si rialza dopo ogni caduta.
22
strada e sterrato
Fotografie © Paolo Pellegrini
ticino-cycling.ch
23
Paolo Pellegrini
La mia passione per la fotografia di paesaggi, come
pure quella della bicicletta, mi ha portato a visitare le
Crete Senesi e la Val D’Orcia, dove ho potuto ammirare
un panorama fantastico e dove il tempo sembra
essersi fermato.
La particolarità che rende la zona cosi ricercata, è
la possilità di pedalare nelle cosidette “strade bianche”,
percorsi in sterrato che permettono di viaggiare
per ore fuori dal traffico. In verità i tragitti segnalati
passano anche su asfalto per alcuni chilometri, ma la
bellezza dei percorsi delle strade bianche (che sono ca.
il 70% della lunghezza) ripaga di tutto.
Una sera sono andato in un ristorante di Asciano, per
gustare alcune pietanze del luogo. Durante la cena mi
sono trovato a fianco una tavolata di una ventina di
ciclisti che provenivano dal Veneto. I loro discorsi erano
pieni di passione con scambi di battute di ogni genere...
una che mi ha colpito particolarmente ricordava il ringraziamento
ad un compagno per avergli prestato uno
specifico e più performante pneumatico che in seguito
gli fu restituito. In questa storiella c’è tutta la filosofia
di chi prende la bicicletta per passione e in compagnia.
L’amicizia che si manifesta nel fare fatica insieme e allo
stesso tempo nel godere ad uscire nei paesaggi.
Durante il mio soggiorno “fotografico” ho incontrato,
sempre più, gruppi di ciclisti entusiasti di girare in una
zona che offre dei percorsi per le due ruote in luoghi
di incredibile bellezza. Il tutto condito da una cucina
locale ottima... il che non guasta mai.
24
Gravel,
una bicicletta tuttofare
di Paolo Pellegrini
Gravel è un sostantivo che
in inglese sta per “ghiaia”,
“terriccio”.
Le Gravel-bike sono
biciclette destinate a
percorrere principalmente
fondi ghiaiosi e strade
sterrate, ancora meglio
se strade bianche con
il fondo compatto
oppure tracciati
non asfaltati ma non
troppo accidentati.
Nel mese di agosto abbiamo visitato la magnifica
cornice di Sessa, in zona Termine, del Comune
di Tresa. In questo luogo passa la “Magic Route
66”, il percorso segnalato per le MTB e lo abbiamo
percorso con una bicicletta Gravel per testare
questa tipologia di biciclette che si adatta a
percorsi sterrati, più o meno difficoltosi.
Andare in Gravel può essere a volte liberatorio se
si è stanchi di percorrere strade trafficate e permette
di pedalare in un ambiente diverso come,
possono essere, le strade bianche in Toscana.
Nel nostro territorio ci sono numerosi tratti dove
una bicicletta detta “Gravel” può dare delle belle
soddisfazioni.
Seguendo l’espandersi del turismo a due ruote,
anche in Ticino si è sviluppata una nuova sensibilità
nel settore. Sempre di più vengono proposte
tratte stradali o sterrati che potrebbero attirare
appasionati del genere Gravel.
Per l’occasione abbiamo utilizzato una Gravel di
alta gamma della Wilier Triestina, la Rave SLR,
una bicicletta dalla doppia anima per ciclisti esigenti
che può essere trasformata in una bici da
strada Endurance.
Infatti il produttore afferma che:
Con Rave SLR abbiamo volto lo sguardo verso
nuovi orizzonti, creando un prodotto con due
anime distinte, perfette per l’all-road, perfette per
il gravel, ma accomunate da un’incredibile predisposizione
racing. Rave SLR sarà una nuova esperienza
di ciclismo, inaspettata per molti.
Una bicicletta leggera, reattiva, performante...
una bicicletta dai palati fini, aggiungiamo noi.
ticino-cycling.ch
25
Le biciclette Gravel sono biciclette adatte anche per chi vuol fare lunghi viaggi.
La caratteristica principale è la posizione più alta e comoda rispetto alla tradizionale
bici da corsa. Alcuni modelli hanno in dotazione attacchi per borse e altri accessori.
La Rave si può acquistare in diverse varianti i prezzi partono da CHF 5’900.-
Vedi: wilier.com/it/my2022/int/bici-competizione/bici-gravel/rave-slr
Modelli Wilier Triestina
presso BicycleRace
Lungolago Motta 12, CH-6815 Melide
www. bicyclerace.ch
26
SCOPRITE I PERCORSI PER BICICLETTA
DELLA REGIONE DEL LUGANESE
La regione del Luganese con oltre 400 km di percorsi
per mountain bike è un vero paradiso per gli
amanti delle due ruote. Grazie alla varietà degli itinerari,
che presentano diversi livelli di difficoltà, tutti
possono avventurarsi alla scoperta del territorio.
Pedalando in mezzo alla natura attraverso incantevoli
oasi verdi e villaggi pittoreschi, passando vicino
ad alcune delle vette più apprezzate del Ticino,
si raggiungono punti panoramici, che offrono una
vista mozzafiato e ristoranti tipici, dove gustare i
piatti della tradizione gastronomica locale. Scoprite
tutti gli itinerari della regione del Luganese e l’offerta
turistica per mountain bike, visitando il sito
luganoregion.com/mtb.
ENTE TURISTICO
DEL LUGANESE
+41 58 220 65 00
luganoregion.com
#luganoregion
@luganoregion
IG: @lugano.region
ticino-cycling.ch
27
VENDITA E RIPARAZIONE - ABBIGLIAMENTO - ACCESSORI
VIA VIGNALUNGA 1, CH-6850 MENDRISIO
+41 91 646 12 12 - ciclosprint@bluewin.ch
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Formazione e sport - parte 1
Di Rubens Bertogliati
Formazione
“Accumulavo
ore di
allenamento
e gara che
contribuirono
ad alzare il
volume totale
delle attività.”
Il primo giorno di Liceo... entrare al liceo di Lugano
metteva una certa soggezione. Il grande palazzo di
inizio secolo, la scalinata imponente, il portone gigante
(perché poi lo hanno fatto così alto? Ad inizio
secolo gli studenti erano alti più di 2 metri?) e soprattutto
il mezzo busto di Dante che torvo ti guardava
dall’alto in basso. Sì, le sue note in italiano erano più
alte delle mie...
Ero un alieno legale a Lugano 1, perché poi ci ero finito?
Tutti i miei compagni delle medie erano a Trevano
a Lugano 2, naturale continuazione di chi aveva
fatto le medie a Canobbio. Ero lì perché qualche
mese prima era stato dato il via al primo progetto pilota
di scolarizzazione dei talenti sportivi nelle scuole
superiori ticinesi. Una classe, una scuola, una possibilità
sola in tutto il cantone. La classe era la prima liceo
indirizzo scientifico a Lugano 1. Se eri un talento
sportivo finivi lì. Ero al primo anno esordiente (oggi
gli U17). Risultati buoni in Svizzera, più difficoltà a livello
internazionale. Ero alto 1 e 72 e pesavo poco
più di 50 kg. Le mie ore di allenamento settimanali
superavano le 10 e il mio club mi aveva certificato
l’appartenza al quadro regionale.
Da poco avevo terminato la prima avventura agonistica
della mia vita, gli scacchi. Dopo le medie si passava
agli Elite e le partite assumevano una connotazione
più seria e meno ludica. Per fortuna avevo iniziato con
la bici qualche anno prima ed arrivavo alla categoria
esordienti con un buon bagaglio di esperienza.
Eravamo tre ciclisti in classe... grazie a dio conoscevo
qualcuno! Tre, più un ragazzo che aveva fatto la
scelta temeraria dell’indirizzo classico, unica sede ad
offrirlo. 4 studenti su oltre 800 che varcavano giornalmente
la soglia del Liceo Lugano 1. Per un attimo
mi fermai ad osservare tutti questi visi nuovi, con ammirazione
guardavo i grandi giunti alla 4. Liceo. Dovevano
essere intelligentissimi ed in effetti li sentivo
parlare dell’acquisto di testi complicati di stechiometria
o matematica applicata.
La prima lezione fu occasione di conoscere da vicino
tutti i nuovi compagni di classe. Storia. Le aule delle
materie umanistiche si trovavano nel seminterrato.
Finestre alte che davano sui piedi delle persone che
passeggiavano all’esterno sul piazzale o nel posteggio
adiacente. Soffitto basso e la luce entrava trasversale
per un’atmosfera che alla fine risultava magica,
leggermente da tramonto californiano. I banchi
erano disposti a ferro di cavallo dunque tranne gli
studenti alle estremità ognuno aveva due vicini di
banco. Mi misi in seconda piazza vicino ad uno sconosciuto
e al mio compagno ciclista. Il professore
entrò in aula. Era magro slanciato, non il tipico professore
di storia.
“Cari ragazzi benvenuti al Liceo”-esordì-“Ahhh. Questa
dovrebbe essere la classe sportiva, me ne hanno
parlato alle riunioni pre-scuola.
Cominciamo dunque le presentazioni. Partiamo
da te” disse puntando lo sconosciuto al mio fianco
-brivido- almeno non ero il primo. Lo sconosciuto al
mio fianco portava gli occhiali e aveva un fisico ben
messo... avrei detto mezzofondista o 400 metrista...
atletica di sicuro.
Si presentò: “sono Mathias e vengo da Cadro sono nella
classe sportiva perché suono uno strumento: il violino.
Sì perché nella classe sportiva versione 1.0 non
solo gli sportivi potevano accedere ma anche i talenti
artistici. Il professore anche lui sorpreso: “Ah... dunque
Cadro. Allora a volte mi vedi passare con la bandana
a correre su per il monte Boglia? Avrei giurato tu fossi
un atleta!” Ecco, anche il prof aveva avuto la mia stessa
idea. Non so perché ma il ragazzo sconosciuto mi tornò
subito simpatico: “atletico e suona il violino -impegnato
sicuro- bene” pensai tra me e me.
Il professore passò oltre e disse puntando il dito verso
di me... “Ahem”-dissi schiarendomi la gola- “mi
chiamo Rubens, sono un ciclista e abito a Lugano”.
“Ah... ciclista” -disse- “Sicuramente domenica hai visto
i Mondiali ad Agrigento sotto un caldo cocente
260 km vinti da Leblanc?”. “Certo” risposi, la maratona
televisiva mondiale non poteva passare inosservata...
Agrigento ’94 l’ultimo mondiale ad agosto, come
dimenticarsene?
Via via i volti degli sconosciuti presero un nome e
molte volte mi ritrovavo ad osservarli uno ad uno facendo
un giro di osservazione della classe.
Al liceo i libri di testo si acquistavano ed era un’impegno
economico anche importante. Il prof di storia
però ci presentò il suo libro di testo: Il medioevo
(tema centrale del primo anno) costo nelle librerie
italiane lire 1000. Beh se questa è vita dura, allora
che duri...
L’orario scolastico era perfetto avevamo 2 pomeriggi
liberi e due volte si finiva alle 3. Avevamo tutto il
tempo per poter uscire in bicicletta nelle ore di luce.
Quasi magicamente gli allenamenti e la scuola si incatenavano
perfettamente nella mia vita e piano piano
i risultati cominciarono ad arrivare. Già a fine stagione
potei ottenere diversi piazzamenti anche nelle
gare italiane dove la concorrenza era sicuramente
più grande che in Svizzera.
Accumulavo ore di allenamento e gara che contribuirono
ad alzare il volume totale delle attività. La
maggior parte degli allenamenti era individuale o
con i miei due compagni di classe. Rispetto alle medie
tutti gli altri compagni di squadra avevamo orari
differenti e ci si vedeva solo sui campi di gara.
Le gambe giravano sempre meglio e presto giunse
la fine della stagione dove si poteva riposare in vista
del prossimo anno che sarebbe stato il secondo
anno U17.
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ticino-cycling.ch
29
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mara Clarke
Simone e Mara Clarke
ara Clarke, io e Simon così diversi
ma così innamorati
Mara è la moglie di colui che ha vinto anche
una splendida tappa nell’ultimo Tour
de France, la più dura e massacrante, con ben 11
settori di pavé, da qui il suo nome ha primeggiato
sui giornali di tutto il mondo, con il titolo che è
tutto un programma: “Simone Clarke, signore di
Arember”. Ma chi è questo campione? Abbiamo
incontrato la splendida moglie Mara, e leggete
con attenzione le sue parole...
Simon Clarke chi è?
Simon è un ciclista australiano che a 16 anni è venuto
a vivere in Italia, prima correndo per la nazionale
Under 23 e poi passato professionista.
Ha sempre fatto il gregario
in diverse squadre e predilige
le gare di un giorno
confronto ai grandi giri.
Ora viviamo nel principato
d’Andorra per la maggior
parte dell’anno ma abbiamo
una base anche a Cantello,
dove vive anche tutto
il resto della mia famiglia e
dove torno spesso quando
Simon fa i grandi giri per
passare del tempo con amici
e parenti.
Il primo giorno che lo vidi, dissi...
La mia amica Chiara Passerini decise di presentarmi
Simon la bellezza di 11 anni fa. Organizzò una
pizzata come scusa per presentarci e onestamente
per me fu un colpo di fulmine ma la cosa non
fu reciproca.
Solo dopo qualche mese di frequentazione Simon
mi chiese se a fine stagione, a ottobre, mi
andava di andare in Australia con lui a conoscere
la sua famiglia e i suoi amici e da quel momento
la cosa diventò “seria”.
Ci racconti come ti ha conquistata?
Io e Simon siamo opposti in tutto quindi inizialmente
eravamo una coppia davvero strana, non
ho mai pensato che la teoria degli opposti che si
attraggono fosse vera ma devo dire che per noi
ha funzionato. Ora dopo anni posso dire che ci
completiamo a vicenda.
Il tuo principale difetto?
Uno dei miei difetti, e che abbiamo sicurante in
comune, è la fatica nel chiedere scusa quando si
ha torto. Siamo tutti e 2 molto orgogliosi e ammettere
di sbagliare è sempre difficile.
Il tuo libro preferito?
Onestamente non sono una grande lettrice e se
Simon dovesse rispondere per conto mio direbbe
che l’unica cosa che leggo è il menu del sushi take
away il venerdì sera!
Rimanendo nel lessico ciclistico, sei
una leader o una gregaria?
Sicuramente mi vedo come una gregaria. Vivendo
con uno sportivo onestamente tutto gira intorno
a lui, ai suoi allenamenti, alle sue gare alle
sue diete. In base alla giornata di allenamento
che ha, per esempio, decidiamo il menù. Da tenere
in conto pure se farà anche palestra oppure se
dopo verrà il massaggiatore...
Le giornate sono normalmente abbastanza piene
ma capitano anche i giorni di riposo dove riusciamo
a fare qualcosa di carino tutti insieme con famiglia
e amici.
Come trascorrete il tempo libero?
Quando abbiamo nel tempo libero ci piace un sacco
fare camminate nella natura con il nostro cagnolino
e nostra figlia. Ma anche passare una giornata
di shopping al Centro Commerciale di Arese, Simon
è uno dei pochi uomini a cui piace fare shopping e
appena può mi accompagna volentieri.
Chi di voi preferisce cimentarsi
in cucina?
Simon è un ottimo cuoco ma purtroppo le sue
performance culinarie sono davvero rare quindi
cucino sempre io e di tanto in tanto lui ha il compito
di preparare la colazione.
Sei gelosa del fatto che è circondato
anche da altre donne?
La gelosia è una cosa che proprio non è presente
nella nostra relazione. Ci fidiamo ciecamente uno
dell’altro e onestamente facendo un lavoro dove è
via per gran parte dell’anno, se mancasse la fiducia
la relazione non potrebbe avere un futuro. Personalmente
non riuscirei a stare a casa tranquilla se
avessi il dubbio che mio marito mi nasconda qualcosa.
Anche alle gare vado poco, generalmente
solo a quelle vicine dov’è la trasferta è minima.
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di Stefania Poggi
Ma a volte è più una scusa per trovarsi con qualche
amica che non vedo da tempo piuttosto che per
seguire la gara stessa.
Quel giorno in cui ti sei chiesta:
“Ma perché tutta questa fatica.”?
Mi chiedo spesso se tutte le fatiche che facciamo
verranno ripagate. Ci sono anni buoni e anni da
dimenticare come in tutto. Anni in cui i risultati arrivano
e anni dove invece arrivano solo infortuni.
Gli sforzi e i sacrifici sono tanti ma senza un po’ di
fortuna non si va da nessuna parte. Il ciclismo è così
purtroppo e basta un annata sfortunata a rischiare
di rimanere senza squadra per la stagione a venire.
Il regalo che vorresti da tuo marito?
Il regalo che vorrei da mio marito è del tempo insieme
senza il suo cellulare che suona in media
ogni 10 minuti.
La qualità che preferisci in un uomo?
Qualità che apprezzo in uomo in primis è la sincerità
ma mi affascina molto anche l’auto ironia. Simon
è molto ironico... il suo problema è che traduce le
sue battute dall’inglese all’italiano e purtroppo per
lui tradotte non fanno lo stesso effetto.
Per concludere, Mara da grande sarà?
Mara cosa sarà da grande? Onestamente non so
ancora cosa farò da grande! Dipenderà da dove
decideremo di vivere quando simon avrà finito la
sua carriera!
Se in Andorra o in Italia! In base a quello vedremo!
Non abbiamo ancora piani per il futuro fino a
quando Simon smetterà di correre.
Spero vivremo in Italia visto che piace a tutti e due
e l’Australia onestamente è troppo lontana. Vedremo
cosa ci riserva il futuro. Sicurante Simon finirà i
suoi studi... aveva iniziato l’università ma non è mai
riuscito a finirla. Dopo la laurea vedremo che porte
si apriranno!
CICLISTI &
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grazie!
a tutti gli abbonati
per il sostegno
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Sul Passo della Novena
di Nicola Pfund
Con i suoi 2478 m di altitudine la Novena (in tedesco:
Nufenenpass) figura al quindicesimo posto assoluto
tra le strade più alte d’Europa. A livello svizzero, si posiziona
prima del Gran San Bernardo che scollina cinque
metri più in basso e dopo l’Umbrail che invece tocca i
2503 m.
“Il passo
della Novena
è una sfida
molto gettonata
e ambita nel
periodo estivo”
Se si considera però che entrambi questi valichi fungono
da confine con la vicina Italia, la Novena può
senz’altro essere considerato il passo più alto interamente
su territorio svizzero.
Non solo il più alto, ma anche il più recente: la sua
apertura risale infatti al mese di settembre del 1969
ed è stata segnata da un episodio curioso, dovuto al
trafugamento, solo poche ore dopo il taglio del nastro,
del cippo impiantato sul valico con gli stemmi dei due
cantoni.
Il grosso masso, del peso di 900 kg, venne rinvenuto
qualche tempo dopo in un fienile di Ulrichen e riportò
alla luce una diatriba tra Ticinesi e Vallesani sul possesso
del pianoro in cima al passo: ci vollero dieci anni per
stabilire gli attuali confini e per riposizionare la pietra
dove si trova attualmente.
Una sfida gettonata e ambita
Il passo della Novena è una sfida molto gettonata e
ambita nel periodo estivo: sono sempre numerosi i
ciclisti che affrontano questa salita che prende avvio
da Airolo (1159 m) e che in 24,1 km porta sul valico
dove c’è il sempre frequentatissimo “Restaurant Nufenen-Passhöhe”.
Una salita ritenuta piuttosto impegnativa per il dislivello
complessivo di ben 1319 m e per la quota di arrivo:
gli ultimi chilometri, dall’ospizio di All’Acqua, ma
soprattutto dall’Alpe di Cruina a 2000 m, sono infatti
i più difficili anche per le pendenze sempre attorno
al 10%.
Un’ascesa impegnativa e tuttavia molto bella: si attraversa
infatti nella prima parte la verdeggiante Valle
Bedretto (chiamata “la valèta” per via della sua lunghezza
ridotta), una valle oltremodo suggestiva nei
suoi paesaggi e nei suoi villaggi che sentiamo a volte
nominare d’inverno quando per qualche periodo la
valle rimane isolata dal resto del mondo a causa delle
abbondanti nevicate.
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La parte finale, più brulla e sassosa, riserva invece spesso
la simpatica sorpresa della presenza di animali, come marmotte
e camosci che in certi casi, soprattutto in autunno,
si avvicinano alla strada senza alcuna remora e paura.
Fontana, Ossasco, Villa, Bedretto, Ronco sono i nomi dei
villaggetti bedrettesi e in fondo c’è All’Acqua e l’ospizio:
punto di partenza, quest’ultimo, anche per il valico di San
Giacomo, che conduce nella valle italiana della Formazza.
Il giro dei 3 Passi
Per i ciclisti più allenati la Novena può esser il primo valico
da affrontare nel magnifico itinerario che comprende
anche la Furka (2436 m) e il Passo del San Gottardo (2108
m). Un percorso circolare di grande fascino e suggestione
soprattutto nelle belle giornate estive e autunnali ma
anche piuttosto esigente: i chilometri sono in effetti circa
un centinaio con un dislivello complessivo superiore ai
tremila metri.
Sfida per gente ben preparata, quindi, ma che regala
emozioni infinite, come sempre succede quando inforchiamo
l’amata bicicletta per affrontare qualche bell’itinerario
che nella nostra splendida regione abbiamo la
fortuna di trovare con grande facilità.
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Test talenti
a Caslano
di Rubens Bertogliati
na giornata spendita a
Caslano ha permesso
di svolgere con sucesso
il “Talent test” delle giovani
promesse del ciclismo.
Si ringrazia il signor Andrea
Signorini e il comune di Caslano,
per la disponibilita data per questo
evento, la location e stata ritenuta
molto valvalida per svolgere i test
e Ticino Cycling vorrebbe riproporla
per il prossimo anno.
Come certificare un talento nel ciclismo? Quando
alcuni anni fa gli esperti si chinarono sul problema,
idearono diversi esercizi che riproducono
le situazioni che si trovano sui campi di gara
e nelle gare ciclistiche, sia su strada che su MTB.
In ogni caso con un solo un test pratico o solo
un test di laboratorio è difficile poter definire
una regola per identificare i Talenti.
I vari test, quello pratico, quello fisiologico devono
essere rapportati ai risultati conseguiti
nelle gare di categoria. Il ciclismo fortunatamente
ha delle peculiarità che si manifestano
solo quando si è sotto pressione agonistica.
Molte volte vediamo gli alteti di grande livello
esprimere la grande performance solo nelle
grandi gare. Tutto questo perché l’agonismo, la
voglia di fare bene, di monetizzare con un risultato
gli sforzi profusi in allenamento prevalgono
su qualsiasi legge scientifica ed in ultima analisi
sono l’essenza e la bellezza di qualsiasi sport.
Maradona ad esempio in campo era capace di
prodezze incredibili per un uomo alto solo 160
cm. Il peso del Test talenti eseguito a Caslano
dunque è solo una percentuale del totale.
Caslano da due anni ospita questo importante
evento a livello nazionale ed è ormai entrato
nella tradizione vedere ciclisti che saltellano e
armeggiano con i mezzi meccanici in mezzo a
cubi, coni e slalom vari.
I test sono leggermente differenti per gli atleti
MTB e per gli atleti strada ed hanno pure un
peso differente nel totale dei risultati. Il test viene
eseguito dai ragazzi a partire dai 15 anni fino
ai 19 anni così da avere uno storico su un test
simile per gli anni futuri.
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Come ogni test i risultati permettono di vedere l’evoluzione
e lo stato del talento tecnico dei ragazzi. Dopo
il consolidamento dei risultati, e cioè dopo aver unito i
risultati del test fisiologico e i risultati nelle gare, vengono
distribuite le Talent Card locali, regionali e nazionali.
Il numero delle Talent Card è limitato dalla federazione
olimpica svizzera per questo per poter avere i risultati
finali bisogna attendere la fine della stagione.
Quest’anno abbiamo sicuramente notato una preparazione
migliore da parte dei ragazzi in questo tipo di
prove tecniche. I punti medi sicuramente sono stati più
alti che in passato.
Anche la partecipazione è stata molto alta e questo favorirà
l’ottenimento di un alto numero di Talent Card,
che sono importanti per poter ottenere diverse agevolazioni
nel percorso degli studi superiori.
Una cosa importante da ritenere è che i risultati sono
sempre da rapportare alla voglia e al motore mentale
del ragazzo/ragazza. Soprattutto in un test del genere la
preparazione costante e la voglia di fare permettono dei
miglioramenti rapidi in poco tempo.
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Il sistema NEOVIS
per la preparazione fisica di un ciclista
La preparazione fisica di un’atleta è una
parte molto importante della disciplina
sportiva. Nel ciclismo, come in tutti gli
sport, sia a livello professionistico che
amatoriale, è fondamentale affiancare alle
uscite in bici una preparazione atletica
complementare adeguata.
Svolgere un’attività mirata che non comprenda
l’utilizzo della bici può infatti portare
enormi benefici all’atleta, quali il miglioramento
del gesto tecnico, l’aumento della
forza e della resistenza (che vanno quindi
ad incrementare le sue performance) e un
maggior sostegno muscolare, utilissimo
nella prevenzione degli infortuni.
Il sistema NEOVIS, che comprende anche i
programmi Sport Specialist studiati appositamente
per gli atleti, è una grande innovazione
nel mondo del high-tech fitness.
Cos’è NEOVIS?
NEOVIS è un sistema di allenamento brevettato
che permette di lavorare sul corpo
a 360 gradi grazie all’utilizzo del macchinario
che, con la sua forma a cerchio, offre
tutte le possibilità biomeccaniche.
Inoltre, questo sistema dà la possibilità di
distribuire le forze nelle varie fasi di contrazione
muscolare: concentrica, eccentrica
ed isometrica. In questo modo il lavoro diventa
più efficace e i tempi di allenamento
si riducono notevolmente.
NEOVIS per il Ciclismo
Una delle peculiarità del sistema NEOVIS è quello
di poter svolgere molteplici attività adattandosi
alle necessità e agli obiettivi dell’atleta.
Nel caso del ciclismo il macchinario permette di
simulare il gesto della pedalata ed aumentarne la
potenza sfruttando la forza eccentrica.
Sempre grazie al rapporto carico/velocità del sistema,
è possibile ricreare percorsi e lavori piramidali,
alternando pianure e salite. Questo permette
di riprodurre il gesto tecnico, anche basandosi
su percorsi di competizioni reali, andando ad aumentare
la performance dell’atleta in un ambiente
sicuro dove il rischio di infortuni è nullo.
Ciò significa che con NEOVIS è possibile
allenare la forza, l’ipertrofia, la resistenza e
la potenza senza perdita di tempo. Infatti,
varie analisi hanno dimostrato l’aumento
della massa muscolare già dopo 15/20 minuti
di lavoro.
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C O S ' È N E O V I S ?
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T R A T T A M E N T I A D A L T I S S I M A T E C N O L O G I A
T R A T T A M E N T I D E L L A D U R A T A D I 1 5 M I N U T I
D I T I P O A T T I V O
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C O N T I N U A M E N T E S O T T O T E N S I O N E . È U N A
P E C U L I A R I T À U N I C A D I N E O V I S E G R A Z I E A D
E S S A È P O S S I B I L E A U M E N T A R E L A F O R Z A ,
L A R E S I S T E N Z A E R A G G I U N G E R E U N ' O T T I M A
D E F I N I Z I O N E M U S C O L A R E
R I S U L T A T I C E R T I E D U R A T U R I :
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P O S S I B I L E R A G G I U N G E R E I L P R O P R I O
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E F F E T T I S C I E N T I F I C A M E N T E P R O V A T I
A T T R A V E R S O A C C U R A T I T E S T S P E C I F I C I
( B I A , C I R C O N F E R E N Z E , P E S O E F O R Z E )
G R A Z I E A L L ' U T I L I Z Z O D E L L A R E A L E F O R Z A
E C C E N T R I C A , N E O V I S P E R M E T T E D I F A R
L A V O R A R E I L M U S C O L O A L 1 0 0 % D E L L E S U E
P O T E N Z I A L I T À
O G N U N O D E I N O S T R I C L I E N T I È
C O S T A N T E M E N T E M O N I T O R A T O D A I N O S T R I
P R O F E S S I O N I S T I
S P E C I A L I Z Z A T I I N :
F O C U S T R A T T A M E N T I
S P O R T I V I E A G O N I S T I C I
T O N I F I C A Z I O N E
F O R Z A E
R E S I S T E N Z A
I P E R T R O F I A
R I A B I L I T A Z I O N E
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F I S I C H E T R A D I Z I O N A L I
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Corso E-Bike TCS
Il corso nasce con lo scopo di favorire la sicurezza alla
guida delle E-bike, grazie a un’intensa giornata di teoria e
pratica presso il Centro TCS di Rivera.
Il crescente numero di acquirenti di biciclette elettriche
ha innalzato in maniera preoccupante anche il numero di
incidenti stradali registrati sul territorio nazionale.
Solo nel primo semestre del 2020, l’Ufficio federale delle
strade (USTRA) riporta 6 decessi e 207 e-biker feriti gravemente.
Il TCS consiglia questa giornata di formazione
per migliorare le capacità di guida e per avere una maggiore
tranquillità negli spostamenti quotidiani.
TCS
Assicurazione Bici
Quali prestazioni include la nuova
TCS Assicurazione Bici?
Assunzione dei costi di riparazione
Copertura casco in tutta Europa:
dopo un incidente, copriamo noi
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e-bike danneggiata.
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rimborsato fino al 100%*
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della sua bici o e-bike
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Perché in caso di caduta non
solo la vostra bici può essere
danneggiata, ma vi rimborseremo
anche l’attrezzatura difettosa
come casco, occhiali sportivi,vestiti, ecc.**
Contenuti del corso e svolgimento
• Come evitare i pericoli
• Teoria sulle forze fisiche che interagiscono
sulla E-Bike
• Tecnica dello sguardo
• Tecnica di frenata
• Manutenzione E-bike
• Nozioni tecniche e legislative
• Analisi sul comportamento del conducente
in situazioni pericolose nella circolazione stradale
Per avere maggiori informazioni e conoscere
le date dei prossimi appuntamenti visitare
il sito www.tcs-ticino.ch.
Nessuna franchigia
Se lascia riparare la Sua bici o e-bike presso un partner
TCS specializzato in biciclette, non viene applicata la franchigia.
Se sceglie un’altra officina, la franchigia fissa è di
CHF 100.–.
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di prodotto e l’intera famiglia gode di una
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proprietà personale. I non soci beneficiano dei
servizi su una specifica bicicletta.
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* Per ogni sinistro fino alla somma massima assicurata, tenendo
conto dell’età della bici o dell’e-bike. Per dettagli, limiti di copertura ed
esclusioni consultare le Condizioni generali di assicurazione della TCS
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** Fino a un max del 10% della somma massima assicurata per sinistro.
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Perdita di capelli e Covid19:
cosa fare e quanto dura
A cura di Stefano Benassi
I professionisti di CRLAb a Lugano ci spiegano come risolvere questa
problematica. Gli effetti collaterali del Coronavirus, purtroppo,
sono molti e indesiderati. Tosse, perdita dei sapori, senso di spossatezza,
sono solo alcuni degli stati ben noti a tutti coloro i quali
hanno superato la malattia.
Tuttavia, se c’è una cosa che la pandemia ha insegnato è che anche
l’impensabile può accadere, e infatti sono emersi numerosi
casi di alopecia tra persone che, guarda caso, avevano appena
terminato la propria quarantena da coronavirus.
Ma quindi, che relazione sussiste esattamente tra Covid19 e la
perdita dei capelli? Può il coronavirus assestare danni decisivi alla
nostra chioma?
Caduta capelli e covid:
nuovi sintomi della variante omicron
Tra i nuovi sintomi legati alla variante omicron del Covid19 sembra
esserci proprio la caduta dei capelli, ma è importante sottolineare
che il virus non svolge un’azione negativa diretta nei confronti della
nostra chioma.
Per capire infatti come il Covid19 possa
causare l’alopecia, infatti, occorre
fare un passo indietro e considerare
tutti gli effetti che la malattia causa
sul nostro corpo. Infiammazione, disidratazione,
stanchezza generale,
sono infatti tutti sintomi che producono
un risultato negativo sulla
nostra pelle e di conseguenza anche
sulla cute, producendo indirettamente
le condizioni meno ottimali per
una crescita sana della chioma.
In effetti, nei casi peggiori si sono persino
verificate delle fibrosi del cuoio
capelluto, e chi soffre di dermatite seborroica ha riportato un generale
peggioramento della patologia.
Questo, nella maggior parte dei casi, ha portato le persone a sperimentare
un effluvio più o meno esteso, e osservare un fenomeno
di caduta dei capelli anche piuttosto esteso dopo la doccia o
dopo aver passato il pettine può rivelarsi un fenomeno tutt’altro
che infrequente.
Caduta capelli e Coronavirus: cosa fare e quanto dura
Fortunatamente, gli effetti negativi del Ccoronavirus sulla nostra
chioma nella maggior parte dei casi non risultano permanenti,
e la caduta dei capelli in generale risulta relegata a un lasso di
tempo più o meno ristretto. La buona notizia, quindi, è che non
bisogna ricorrere a ulteriori cure mediche per arrestare la caduta:
tutto, infatti, tenderà a tornare alla normalità in maniera assolutamente
naturale.
Tuttavia, è bene ricordare che possono servire anche mesi affinché
gli effetti del Coronavirus spariscano completamente dall’organismo
di una persona, e durante questo periodo la chioma potrebbe
soffrire particolarmente. Per questo, occorre prendersi cura tanto
della propria chioma quanto della propria cute servendosi di trattamenti
con lozioni e shampoo di alta qualità, in grado di svolgere
un’azione delicata e poco aggressiva sulla cute.
Lo Shampoo anticaduta CRLAB, ad esempio, grazie a un mix di
olii essenziali svolge un’azione purificante e soprattutto un effetto
lenitivo, in grado di ripristinare il corretto stato di salute della cute.
Perdita dei capelli e vaccino
Per quanto riguarda la perdita dei capelli e il vaccino, invece, non ci
sono basi scientifiche che dimostrino una relazione tra i due fenomeni.
In effetti, è importante sottolineare che in questo caso gli effetti
dell’infiammazione generale risultano molto più brevi rispetto
alla malattia vera e propria, e che di conseguenza la sofferenza della
cute risulta ben più ridotta e di portata del tutto insufficiente a recare
danno alla propria chioma.
A proposito di...
Da oltre 50 anni la cura dei capelli è la mission di CRLab che, attraverso
patch cutanei e sistemi d’integrazione non invasivi, autotrapianti
con le ultime innovative tecniche, trattamenti curativi personalizzati
e prodotti tricologici d’avanguardia, pensati per i problemi di cute e
capelli dell’uomo e della donna, si pone due obiettivi: il primo: prevenire
la caduta e mantenere sano e vitale il cuoio capelluto, il secondo:
dove i capelli mancano, tutte le tecniche all’avanguardia per una
implementazione.
Consigliamo quindi di chiamare il nostro studio di Lugano in via
Zurigo 38 per effettuare un test specifico cute e capelli per aiutarvi
a ridare “vita” alla nostra chiama in tempi rapidi. Oppure si può riservare
la visita gratuita, riservando l’appuntamento direttamente
su www.crlab.ch
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Se il detto dice:
Volevi la
bicicletta?
Noi rispondiamo:
Hai fatto
bene!
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6802 Rivera - Ticino - Switzerland
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