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inBicicletta6:2022

La rivista della Svizzera Italiana dedicata al ciclismo

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© 2022 L’EROICA. ALL RIGHTS RESERVED.

6 | 2022

A Tu per

tu con

Filippo Colombo

GP Ticino

sfida vincente

Il fantastico

mondo

de L'Eroica

- LA BELLEZZA DELLA FATICA E IL GUSTO DELL’IMPRESA -

1-2 OTTOBRE 2022

Fotografia© Filippo Colombo


2

© Paolo Pellegrini


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3

editoriale

Una federazione in movimento

In questo editoriale, vorrei portare alla luce l’enorme mole di lavoro che

quotidianamente fa la nostra Federazione. Un Comitato composto da non

tante persone ma fatto da instancabili lavoratori.

Negli ultimi 5 anni, il budget della Federazione è pressochè triplicato e

tutte le risorse vanno a favore delle attività dei nostri giovani. Il Kids Tour resta

sempre una validissima formula per promuovere la multidisciplinarietà, quella

voluta dalla mia predecessora Paola Valchera, e ancora oggi è un sistema valido

e apprezzato. Oltre 200 ragazze e ragazzi ruotano ogni anno attorno a questo

“circuito” sotto la regia del sempre attento e puntuale Piero Alari.

Segreteria Ticino Cycling

Rubens Bertogliati

Presidente

Fabio Schnellmann

Cito pure con piacere l’accordo raggiunto alcuni anni fa con il Centro Regionale

d’allenamento di Tenero, dove i giovani possono abbinare con successo studio

e attività sportiva; quest’ultima è gestita da un competente allenatore a tempo

parziale... ed è nientemeno che Rubens Bertogliati. Per la mountain bike, i nostri

ragazzi possono invece beneficiare dell’esperienza di un vero guru del settore,

ossia Ivano Rovelli secondo a nessuno per competenze su allenamenti e tracciati.

Altro fiore all’occhiello della nostra Federazione è il GP Ticino, promosso e

organizzato in collaborazione con i club ciclistici cantonali sotto la direzione

di Adriano Alari; sinergie e collaborazioni nei momenti difficili resta una formula

vincente. L’importante uomo di riferimento di TicinoCycling in questo ambito è

il “neoacquisto” e gran professionista Diego Bianchini.

La Rivista IN BICICLETTA, edita in strettissima collaborazione con gli amici

di graficadesign, è un’altra bella sfida per TicinoCycling. Vista la reticenza

dei media locali nel promuovere il ciclismo regionale, riusciamo con questo

periodico a dare spazio e visibilità ai nostri giovani e validi atleti. In 1 anno è stata

già raggiunta la ragguardevole cifra di 500 abbonati. Il nostro valido addetto

stampa Michele Alippi ne cura la regia e le sponsorizzazioni.

Ultimo tema, non per ordine d’importanza, è la mobilità lenta. Se si riesce a

svolgere l’attività ciclistica in sicurezza lo si deve anche alla nostra sensibilità

al tema. Il nostro Vice Presidente Bernardino Rossi, segue sempre con molta

competenza e attenzione il settore ponendo suggerimenti e correttivi affinchè

il nostro Cantone sia degno del riconosciuto slogan: TICINO TERRA DI CICLISTI.

In breve sintesi ho trasmesso l’attività, ai più sconosciuta, della nostra Federazione.

Grazie di cuore a tutti per l’attenzione e AVANTI con passione ed entusiasmo.

Fabio Schnellmann

Presidente TicinoCycling

Ticino Cycling

c/o Rubens Bertogliati

CP 277

CH-6962 Viganello

+41 78 339 69 65

inbicicletta

LA RIVISTA DEDICATA AL CICLISMO DELLA SVIZZERA ITALIANA

TICINO C CLING

Ufficio stampa, pubblicità

Ticino Cycling

Michele Alippi

ticinocycling.press@gmail.com

Hanno collaborato:

Alippi Michele

Benassi Stefano

Bertogliati Rubens

Bianchi Carlo

Colandrea Marco

Donati Martino

Ferretti Antonio

Pedrazzetti Stefano

Pellegrini Paolo

Pfund Nicola

Rehability Lugano

Schnellmann Fabio

Progetto grafico e redazione

Paolo Pellegrini

Carlo Bianchi

Stefano Pedrazzetti

+41 91 600 16 07

www.ticino-cycling.ch ticinocycling #ticinocycling

© - Articoli e foto contenuti in questa rivista sono soggetti a copyright.

Ogni riproduzione anche solo parziale deve essere esplicitamente

autorizzata dall’editore.


4

Sommario

3 Editoriale

6 Crioterapia: cos’è?

7 La preparazione invernale

8 La 16° stagione del KIDS TOUR

10 GP TICINO, sfida vincente

12 La scuola professionale per sportivi

d’élite (SPSE)

14 In Capriasca i giovani fenomeni

della MTB

16 A tu per tu con Filippo Colombo

18 Il fantastico mondo de L’Eroica;

sabato 1 e domenica 2 ottobre

la 25ma edizione

21 Le strade bianche

22 Strada o sterrato

24 Gravel, una bicicletta tuttofare

28 Formazione e sport - parte 1

30 Mara Clarke ciclisti & family

34 Sul Passo della Novena

36 Test talenti a Caslano

38 Il sistema NEOVIS per la preparazione

fisica di un ciclista

42 Perdita di capelli e Covid19:

cosa fare e quanto dura

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più spazio

in garage

Test talenti a Caslano in un momento di relax

naturalmente.

sosteniamo le attività sportive

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Associazione Ticino Cycling

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Abbonamento Rivista inBicicletta

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Valuta Importo

CHF 30.00

Valuta Importo

CHF 30.00

Punto di accettazione


6

CRIOTERAPIA: COS’È?

Una terapia che apporta

benefici al corpo

e alla mente

Cosa faresti se i tuoi dolori

sparissero? Ti piacerebbe

poter recuperare più velocemente

dagli allenamenti?

Grazie alla crioterapia puoi

migliorare la tua vita in soli

tre minuti!

Il freddo viene utilizzato

come analgesico dai tempi

più antichi, in quanto toglie

le infiammazioni, rallenta

l’invecchiamento cellulare,

libera nel cervello le endorfine

(neurotrasmettitori che

garantiscono la sensazione

di piacere e benessere e diminuiscono

la produzione

dell’ormone dello stress.)

La crioterapia disinfiamma

e rigenera i tessuti, è adatta

a tutte le età a partire dai 12

anni.

Durante la seduta si parte da

una temperatura di -100°C,

per poi scendere progressivamente

fino a raggiungere

i -198°C.

Si tratta di un freddo secco,

quindi privo di umidità,

molto sopportabile e molto

diverso dalla sensazione che

provoca il ghiaccio a contatto

diretto con la pelle.

Grazie alla shock termico

dovuto al raggiungimento

di temperature

molto basse,

i benefici sono innumerevoli:

• Smaltimento delle

tossine

• Accelerazione del

metabolismo

• Riduzione della

cellulite e dei cumuli

adiposi

• Miglioramento

dell’aspetto della

pelle e della qualità

del sonno

• Azione anti-age

• Riduzione del senso

di stanchezza

• Riduzione dei dolori

mestruali

Ecco alcuni casi in

cui si sono riscontrati

esiti positivi grazie

alla crioterapia:

- tendinite;

- fibromialgia;

- insonnia;

- mal di testa;

- recupero post operatorio;

- depressione;

- ernie lombari o cervicali;

- sciatalgia;

Il Centro Polispecialistico

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ticino-cycling.ch

7

di Rubens Bertogliati

La preparazione

invernale

Il ciclismo è uno sport che si corre nella

bella stagione, infatti in Europa le gare

vanno da febbraio a fine ottobre. La storia

del ciclismo ha popolato il calendario

seguendo le stagioni climatiche europee.

Abbiamo l’inizio della stagione in primavera,

poi abbbiamo la primavera del nord,

in seguito abbiamo l’estate con le gare a

tappe più importanti ed infine l’autunno

che segna la fine della stagione ciclistica

competitiva.

Subito dopo la stagione è importante

osservare il riposo o recupero attivo per

un periodo di almeno tre settimane. Così

il corpo può rigenerare gli sforzi profusi

durante una stagione molto intensa. Il

recupero attivo potrebbe comprendere

quegli sport che usualmente non si fanno

durante la stagione agonistica e che procurano

piacere. Non devono essere fatti

ad alte intensità ma sono anch’essi importanti

perché risvegliano il corpo dagli automatismi

creati da uno sport molto simmetrico

quale il ciclismo. La rigenerazione

attiva potrebbe comprendere sedute di

sauna e massaggi, ottimi entrambi per liberare

le tossine presenti nei muscoli ed

accumulate durante la stagione.

Dopo le tre o quattro settimene di riposo si

può ricominciare a fare attività in bicicletta.

Questa però deve essere iniziata cautamente

perché il corpo non è più abituto a

sforzi prolungati ad alte intensità. Bisogna

partire con due o tre settimane di uscite

regolari in agilità per abituare il corpo alle

ore di sella. Allenamenti fino a 3 ore sono

consigliati e negli allenamenti in questa

fase bisognerebbe solo pedalare.

In seguito si può iniziare il primo macrociclo

di preparazione solitamente di quattro

settimane. L’obiettivo principael di

questo macrociclo è creare la base solida

sulla quale costruire poi tutti gli altri mattoni

dell’allenamento.

Si devono eseguire i primi lavori di potenziamento,

i primi lavori alla zona 2 e alla

zona 3 e le prime distanze in endurance

con salite brevi fatte al massimo in zona

3. Verso fine mesociclo bisognerebbe arrivare

ad eseguire almeno 1h30/2 ore di

medio (zona 3) a settimana ed almeno 3

o 4 ore di zona 2 a settimana cosi da creare

una base solida per costruire i prossimi

mesocicli di allenamento. Idealmente

questo mesociclo dovrebbe essere eseguito

nel mese di dicembre.

Nel mese di gennaio si passa al secondo

mesociclo dopo aver eseguito una settimana

di scarico con uscite senza lavori.

La settimana di scarico è importante per

aumentare la supercompensazione, cioè

lasciare che il corpo si adatti allo stress

dell’allenamento precedente e che migliori

le proprie prestazioni personali.

Il secondo mesociclo, normalmente nel

mese di gennaio prevede l’aumento e la

diversificazione dei lavori di forza, l’aumento

delle intensità negli allenamenti

di ritmo e l’aumento delle distanze negli

allenamenti di endurance.

Questa tabella di marcia è pensata per un

professionista, per un ragazzo giovane

ovviamente cambia tutto ma in generale

bisogna comunque prevedere due mesi di

preparazione invernale per poter ottenere

dei risultati nella massima categoria.

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8

La 16° stagione del KIDS TOUR

di Piero Alari

La 16° stagione del Kids Tour 2022, gare di ciclismo

per le categorie scolari improntate sulla multidisciplinarietà,

è caratterizzata da una importante novità.

Un completo calendario di 19 gare è iniziato il 5 febbraio

con la prima gara sulle nevi di Campra con la

originale gara di MTB e terminerà il 2 di ottobre con

la gara nazionale a Cama.

Diciannove competizioni

nelle specialità strada, pista,

MTB e BMX.

Citavo di una importante

novità, ebbene si, dalla

stagione 2022 le maglie di

leader saranno assegnate

anche alle ragazze che

giustamente si meritano

il loro spazio nel plotone,

pur gareggiando con i

compagni maschi.

Il nuovo sponsor, la ALKA

rappresentata dal sempre

presente Francesco

Frattini ha fornito delle

stupende vistose maglie

gialle con inserti rosa per

le ragazze e rossi per i

compagni maschi. Colori

che emergono all’interno

del gruppo e qui ringrazio

Francesco Frattini, ex

corridore professionista,

per la sua disponibilità a

sostenere Ticino Cycling

con le maglie ufficiali per

il Kids Tour e le varie selezioni cantonali. Le gare del

Kids Tour sono per gli scolari attivi nelle cat. U11, U13

e U15, invece per i ragazzi che per la prima volta desiderano

cimentarsi nelle competizioni sono la Promo

U9 ed UNIPromo.

Le gare del periodo primaverile hanno avuto un’ ottima

partecipazione e con piacere abbiamo riscontrato

un aumento di corridori Biker, della specialità

MTB a cimentarsi anche nelle gare su strada, il che,

nel passato gareggiavano esclusivamente nella MTB.

Il Ticino Cycling, proponendo le diverse discipline è

convinto fautore della multidisciplinarietà, che per lo

sviluppo completo mentale, fisico e tecnico dei piccoli

atleti è importante cimentarsi in ogni specialità.

Nel il futuro gli atleti potranno scegliere la specialità

preferita acquisita nel Kids Tour.

Con l’occasione dell’arrivo di tappa a Novazzano del

Tour de Suisse, il VC Mendrisio ha organizzato una

gara del Kids Tour. I piccoli atleti hanno potuto gareggiare

sul traguardo dei campioni professionisti e

svolgere le premiazioni sul podio ufficiale. Gara molto

emozionante per i corridori e pure per i genitori

nel vedere i propri ragazzi frecciare dove i campioni

si danno battaglia.

A fine luglio il VC Lugano ha organizzato la Lugano

Summer Ride, gara in circuito per diverse categorie

tra cui i professionisti con nomi illustri come Nibali,

Ganna, Roglic e molti altri reduci dal Tour de France.

Sul magnifico scenario del lungolago di Lugano

hanno preso parte anche i corridori del Kids Tour che

attorniati dai loro idoli hanno gioito di un’esperienza

indimenticabile.

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9

Lo scopo di effettuare gare per professionisti coinvolgendo

da vicino i nostri giovani è di stimolo a tutto il movimento

ciclistico cantonale. La stagione agonistica cantonale

proseguirà da agosto con un intenso programma

fino al 2 di ottobre.

Al termine della stagione del Kids Tour verranno effettuate

le premiazioni finali con l’assegnazione delle maglie da

leader definitive per la stagione 2022 e con fantastici trofei

di cristallo per i premiati. I nomi dei vincitori saranno

iscritti nell’albo d’oro del Kids Tour.

Piero Alari

Responsabile Kids Tour

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10

GP TICINO,

sfida vincenteedi Antonio Ferretti

Ad un mese di distanza è lecito chiedersi: chi sono i

veri trionfatori del GP Ticino? La truppa della Tudor,

ispirata da Fabian Cancellara in vista del ritorno di una

squadra professionistica tutta svizzera l’anno prossimo

e dominatrice a Lodrino tra gli Elite, oppure Diego

Casagrande, un bellinzonese di belle speranze trapiantato

nel Canton Basilea che ha fatto faville tra gli

under 19?

La Tudor, marca di orologi di lusso legata alla Rolex,

ha inviato in Ticino la squadra migliore capitanata

dal campione svizzero assoluto Robin Froidevaux, secondo

all’arrivo alle spalle del compagno di squadra

Jakob Klare. Un gesto che evidenzia l’importanza di

questo GP Ticino.

Casagrande, è caduto, è stato in fuga quasi tutta la corsa

ed è stato riacciuffato a poche centinaia di metri dal

traguardo. Un nome sul quale punterà tutto il ciclismo

svizzero e forse anche la Tudor.

Insomma, un bel rompicapo considerando che non

possiamo tralasciare l’impeto dei ragazzi ticinesi lanciati

verso la maglia di campione cantonale e soprattutto

l’ardore agonistico delle ragazze, come Giorgia

Barelli e Linda Zanetti, che sta pian piano portando

anche in Ticino l’interesse per il ciclismo femminile.

Ma c’è ancora un altro protagonista che irrompe e merita

applausi e ammirazione: Ticino Cycling. Trascinati

dagli instancabili Piero e Adriano Alari, gli organizzatori

dell’unica gara su strada in Ticino, hanno vinto una

sfida tutt’altro che facile. La data, 17 luglio, era infelice,

presentava molte concomitanze con altre gare su

suolo elvetico (vedi Martigny-Mauvoisin) e all’estero e

si temeva di ritrovarsi con pochi iscritti. Insomma non

era la manna piovuta dal cielo un anno fa, quando la

fine della pandemia e le imminenti Olimpiadi di Tokyo

calamitarono in Riviera un plotone di 170 corridori

solo nella categoria maggiore. Canicola, ozono e caldo

torrido hanno poi scoraggiato molti potenziali spettatori

a recarsi a Lodrino per seguire le gare.


ticino-cycling.ch

11

Eppure è stato un successo, anche se si sta pensando di tornare

nei prossimi anni alla tradizionale data di metà marzo.

Nella gara principale si sono dati battaglia in una ottantina

e Il percorso, tra Riviera e Leventina con i vari su e giù

dalla Biaschina, si è rivelato tecnicamente molto valido e

ha creato i presupposti per gare combattute, incerte fino

in prossimità del traguardo e senza incidenti grazie ad un

dispiegamento di forze per la sicurezza degno di un Tour de

France. Per Ticino Cycling quindi Il compito difficile è stato

assolto alla grande.

Adesso però ne arriva subito uno ancor più complicato: non

solo dar seguito a questo evento, ma aggiungerne altri durante

la stagione per riportare il ciclismo ticinese ai tempi d’oro.

Fotografie di Paolo Pellegrini


12

La scuola professionale

per sportivi d’élite (SPSE)

La SPSE ha da poco festeggiato i 20 anni. L’avventura

è nata nel 2001 coinvolgendo poche discipline

sportive, ma con la consapevolezza che un nuovo

istituto ticinese fosse necessario per permettere di

conciliare scuola e sport. Con il passare degli anni la

scuola si è stabilizzata, ottenendo sempre più consenso

e venendo riconosciuta con il label di Swiss

Olympic Partner School e come Istituto abilitato

alla formazione per l’ottenimento della maturità

professionale. Nata come sottosede del Centro professionale

commerciale di Bellinzona, ha raggiunto

la sua autonomia nel 2016. Grazie allo scorporo,

hanno preso avvio interessati progetti, come la

“Classe virtuale”, la “Formazione per allievi con DSA”,

“La maturità bilingue e plurilingue”, la “Formazione

di maturità post biennale”, l’opzione “Scienze dello

sport” e il “Corso G+S per monitore sport per bambini”

integrato nel terzo anno di formazione.

La SPSE è ubicata presso il Centro Sportivo Nazionale

della Gioventù di Tenero (CST), luogo ideale

per praticare e allenare la maggior parte delle discipline

sportive presenti alla SPSE. Dall’anno scolastico

2022-2023 sarà migliorato anche l’aspetto

legato all’apprendimento in aula. Infatti, i lavori per

la costruzione di un nuovo edificio che ospiterà la

nuova SPSE sono a buon punto e il trasloco è previsto

per gennaio 2023. Nelle aule saranno proposte

soluzioni logistiche ed infrastrutture multimediali

che permetteranno un lavoro per la formazione a

distanza sempre più performante.

La SPSE è una scuola pubblica cantonale, coordinata

dalla Divisione della formazione professionale e

inserita in un centro federale in continuo sviluppo.

Con 25 discipline sportive, a cui vanno aggiunte 3

artistiche quali la danza, la musica e le arti circensi,

rappresenta la scuola con più discipline tra quelle

riconosciute da Swiss Olympic. Sempre più allievi in

possesso di una Swiss Olympic Talent Card nazionale

provengono da fuori cantone grazie al fatto di

poter trovare a Tenero centri di allenamento nazionali

e regionali abbinati ad una scuola per sportivi

d’élite.

Negli ultimi cinque anni la SPSE è passata da 120

a 190 allievi, suddivisi in 17 classi, di cui 15 che

seguono un percorso di maturità professionale

federale. Decisivo è stato il fatto di introdurre una

formazione bilingue/plurilingue, che permette un

apprendimento più ampio dal punto di vista lingui-


ticino-cycling.ch

13

stico: le lezioni sono infatti proposte in italiano, ma anche in

tedesco e in inglese (il francese come materia opzionale).

Più aumenta il livello sportivo o artistico degli studenti, più

la SPSE si occupa di trovare soluzioni che permettano di

accogliere le richieste degli allenatori. Ogni allieva/o ha il

suo programma ed è determinante il ruolo dei coordinatori

sportivi e artistici che, con i docenti, elaborano percorsi su

misura per ogni singolo allievo.

La formazione a distanza è sempre stata il cavallo di battaglia

della SPSE e ad oggi la scuola ospita studenti che seguono

quasi tutto in remoto. Quando non riescono a collegarsi

con la lezione live, la recuperano sulla piattaforma

della scuola.

Oltre all’importante figura del coordinatore sportivo/artistico

sono presenti i mediatori che sono anche bravi coach

mentali. Se un giovane non riesce nello sport o nell’arte non

deve abbattersi. Al contrario, ha altre carte da giocare. La

maturità professionale federale che ottiene a Tenero può

permettergli di entrare nel mondo del lavoro oppure di proseguire

gli studi universitari o presso le scuole specializzate

superiori. Qualcuno è diventato medico dentista, qualcuno

ingegnere, di recente una ex allieva si è laureata in relazioni

internazionali a Parigi. C’è chi studia psicologia dello sport a

Vancouver, chi diritto a Bristol.

La struttura della formazione in Svizzera è eccellente e permette

la massima flessibilità. Ecco alcuni interessanti esempi:

Seneit Garbani, ex cestista: si trasferisce per 6 mesi a Parigi

(studio della lingua francese e attività pratica in una

Compagnia teatrale dove si occupa dell’organizzazione di

eventi). Successivamente a Londra per altri 6 mesi per lo

studio dell’Inglese. Si iscrive all’Università UPEC di Parigi in

relazioni internazionali e ottiene un master.

Fara Beltrami, ex pattinatrice artistica: frequenta l’anno

passerella organizzato dal Liceo di Bellinzona. In seguito

inizia gli studi all’università di Ginevra e si laurea come

medico-dentista. Da poco ha iniziato una specializzazione

in Ortodonzia.

Fabio Anelli, ex ciclista: oggi responsabile della parte ricettiva

del Centro sci nordico in Campra. Dopo la SPSE frequenta

la scuola Alberghiera e del Turismo di Bellinzona. In

seguito ottiene il Diploma come specialista in marketing.

Eugenio Bianchi, ex nuotatore: per 3 anni frequenta la

scuola medico-tecnica per diventare massaggiatore, poi

alla SUPSI studia per diventare fisioterapista. Dal 2015 lavora

in una clinica di Friborgo.

Michael Congiu, ex pugile: frequenta l’anno passerella e

si laurea al Politecnico di Zurigo con un master in ingegneria

ambientale.

Christian Casanova, ex calciatore: frequenta la scuola

universitaria federale dello sport di Macolin. Oggi docente

di Educazione Fisica.

Anna Lunghi, atletica leggera: corso di preparazione per

l’ammissione alle scuole universitarie e alla SUPSI-DFA. In

seguito si forma come docente di scuola dell’Infanzia.

Per essere ammessi alla SPSE è necessario possedere una

Swiss Olympic Talent Card o ricevere la firma della propria

federazione, associazione o club di lega nazionale. Questo

porta a dover condividere e firmare una convenzione tra

l’allievo e l’autorità parentale, i responsabili sportivi/artistici

e la scuola stessa. Di conseguenza, il dialogo tra i diversi

attori è costante e fondamentale durante tutto il processo

formativo dei giovani.

Gli aspetti scolastici e sportivi/artistici devono essere costantemente

monitorati con l’obiettivo di ottenere buoni risultati

sia nella formazione scolastica-professionale che nella

propria passione. Chi poi riuscirà ad emergere con risultati

di rilievo nello sport o nell’arte potrà chiudere il diploma nel

cassetto e tentare di raggiungere il proprio sogno.

Per più informazioni:

Tel. +41 58 468.62.32

info@spse.ch

www.spse.ch


14

di Michele Alippi

In Capriasca i

giovani fenomeni

della MTB

Dal primo al 6 agosto hanno avuto luogo i Campionati

Europei Giovanili di mountain bike. Per

Lugano Region “la promozione di eventi come

questi è importante per aumentare l’attrattività

della nostra regione”.

La quarta e la quinta giornata invece sono state

dedicate alla disciplina cross-country olimpico. Sul

gradino più alto del podio sono saliti Noa Filippi

(14 anni) e la ceca Lucie Grohová (14), e per la Svizzera

Shana Hubber (13) e Marwan Barhoumi (13).

Una settimana

piena di adrenalina

che si è conclusa

con grande soddisfazione

di tutti.

Nel 2023 si terrà la

prossima edizione,

sempre nei boschi

della Capriasca.

I futuri Nino Schurter, Jolanda Neff e Mathieu

Van der Poel sono passati dalla Capriasca, oltre

seicento atleti iscritti, un vero successo!

Per una settimana, dal primo fino al 6 di agosto,

la zona attorno alle piscine si è trasformata nella

capitale della mountain bike per i Campionati

Europei giovanili MTB 2022-2023. Nell’arco della

settimana, bikers da tutta Europa hanno avuto

modo di competere in una delle regioni più suggestive

per il mondo MTB nazionale.

Massimo Boni, Direttore di Lugano Region, ha

espresso così il suo entusiasmo riguardo l’evento:

“Il nostro territorio offre agli amanti della

mountain bike oltre 450 km di percorsi segnalati,

la più alta densità di percorsi ufficiali di tutta la

Svizzera, con una varietà di tragitti che spaziano

dai laghi, alle colline, le vette e i strategici della

nostra destinazione. Oltre ad impegnarci nella

cura della rete dei sentieri, grazie alla nostra

squadra del territorio, crediamo che la promozione

di eventi come questi sia importante per

aumentare l’attrattività della nostra regione”.

Per la prima giornata nella cronometro individuale

a guadagnarsi il podio sono stati Meta Tancik

dalla Slovenia per la categoria U15 Donne, Lukáš

Vorel dalla Repubblica Ceca per la categoria U15

Uomini, Kateřina Dušková dalla Repubblica Ceca

per la categoria U17 Donne e Hugo Franco Gallego

dalla Spagna per la categoria U17 Uomini.

Nella seconda giornata, dedicata alla staffetta, ad

aggiudicarsi il titolo di campione europeo è stata

la Repubblica Ceca, sia tra gli U15, sia tra gli U17.

La terza giornata ha visto in gara i rappresentanti

dell’Eliminator con le vittorie del francese Noa

Filippi (U15), della britannica Zoe Roche (Donne

U15), e dei già citati Hugo Franco Gallego (Uomini

U17) e Kateřina Dušková (Donne U17).

La settimana si è conclusa domenica con i podi

del ceco Kryštof Bažant (15), della slovena Maruša

Tereza Šerkez (15), dell’italiana Arianna

Bianchi (16) e del danese Albert Philipsen dalla

Danimarca.

“Il Comitato organizzatore del Cross Country

di Redde, ha offerto una manifestazione di

grande richiamo internazionale. Una sfida sicuramente

interessante ma anche molto impegnativa

dal lato organizzativo, logistico e

finanziario. Il Canton Ticino e in particolare la

Capriasca, Lugano e Ticino Cycling sono stati

particolarmente fieri di accogliere l’ evento per

due anni di seguito”.

Così il presidente Sergio Romaneschi ha spiegato

l’importanza di questo evento.

Una settimana piena di adrenalina che si è conclusa

con grande soddisfazione di tutti.

Nel 2023 si terrà la prossima edizione, sempre

nei boschi della Capriasca.


ticino-cycling.ch

15

Ricordiamo i selezionati

dell’allenatore Ivano Rovelli

per i nostri colori cantonali:

U17 uomini

Cadra Clemens

Paveri Nathan

Tabet Jacopo

Bubola Tommaso

U17 donne

Moya Isabel

Martinoli Giada

U15 uomini

Marcoli Noé

Tabet Amedeo

Barberio Gregory

Botta Elia

U15 donne

Restivo Giorgia

Luzzi Sophie


16

di Michele Alippi

Atu per

tu con

Filippo Colombo

Il tratto principale del tuo carattere?

Penso di essere una persona molto determinata.

Se fossi un super eroe sarei….

Batman

Il tuo sogno di felicità?

Non avere rimpianti.

C’è una figura sportiva che ammiri in modo particolare e

perché?

Nino Schurter. La sua capacità di focalizzarsi per le gare

che davvero contano è incredibile.

Cosa non deve mancare nella tua valigia?

Il mio cuscino preferito.

Il tuo principale difetto?

A volte mi lascio influenzare troppo facilmente.

Quali obiettivi hai per il futuro e per la tua carriera?

Il grande obiettivo a medio termine sono le olimpiadi di

Parigi 2024.

Per la mia carriera è quello di continuare a divertirmi andando

in bici.

Quel che vorresti essere?

Campione del mondo

Il tuo libro preferito?

Il Profumo, Patrick Suskind

Quel che detesti più di tutto?

Le mattine di gennaio con pioggia e il programma di allenamenti

dice 4h.

Da grande Filippo sarà?

Felice, spero!

Filippo per concludere, il tuo motto?

Non mollare mai.


ticino-cycling.ch

17

Rehability Lugano

Hub di atleti e sportivi

Rehability Lugano, il centro n°1 in Ticino

nelle tecniche di riabilitazione e fisioterapia:

un vero e proprio hub per una supervisione

a 360° della salute di ogni paziente durante

il suo percorso di guarigione grazie al

supporto di specialisti e delle più avanzate

tecnologie. All’interno dello studio vengono

applicate le più moderne tecniche medicali

per accompagnare i pazienti alla guarigione

e dove poter inoltre essere supportati da

un team di medici e nutrizionisti per una

valutazione completa del proprio stato di

salute. Nella sede di Lugano, si respira aria

di novità di fronte a partnership con nuovi

club sportivi e a desideri di espansione che

diventano sempre più concreti. Dal calcio, al

basket a tanto altro ancora, individuiamo

insieme agli atleti che hanno scelto

Rehability, il migliore percorso da

intraprendere ed impostiamo il trattamento

per le loro problematiche. Il nostro

obiettivo? Garantire la massima qualità nella

prestazione ad ognuno dei nostri pazienti.

Come lo facciamo? Con il nostro team di

specialisti. Dove lo facciamo?

Da Healthy Space.

Healthy Space: lo spazio dedicato alla

riabilitazione e alla preparazione fisica di

Rehability Lugano, grazie al quale lo studio

si afferma al primo posto per la

preparazione dell’atleta a 360° anche in

off-season. Dopo un’attenta valutazione

fisica, i trainer di Healthy Space pianificano

il migliore allenamento per portare l’atleta

al successo. Proprio come nel caso di

Filippo Colombo ed i suoi recenti trionfi in

sella. Grazie alle valutazioni che il centro

offre ed esegue, si effettuano azioni mirate

a prevenire infortuni ed a contribuire al

rafforzamento muscolare attraverso

screening generali dell’atleta e il continuo

supporto di un professionista nello

svolgere esercizi ad hoc. Infatti, proprio in

ambito cycling, Healthy Space vanta

strumenti di ultima generazione per la

valutazione posturale di atleti come

Colombo con lo scopo garantire loro la

miglior performance possibile.


04/02/ 2 17:09

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Ciclismo

storico

Paolo Pellegrini

Il fantastico mondo

de L'Eroica; sabato 1

e domenica 2 ottobre

la 25 ma edizione.

“A Gaiole in Chianti attesi

più di 9’000 partecipanti

con quasi 4’000 stranieri”

annuncia Giancarlo Brocci,

ideatore dell’evento.

Intervista di Livio Iacovella

Giancarlo Brocci,

ideatore dell’evento

La nuova

locandina

- LA BELLEZZA DELLA FATICA E IL GUSTO DELL’IMPRESA -

1-2 OTTOBRE 2022

Buongiorno Giancarlo, sabato 1 e domenica

2 ottobre a Gaiole in Chianti è in

programma la venticinquesima edizione

de L’Eroica. Che emozione prova?

Certo, non è l'emozione della prima volta

quando, stando in macchina davanti

ai pochi cicloturisti del 1997, ebbi il coraggio

di fermarmi e guardare indietro

cosa stava succedendo. Lo feci solo

dopo 20 km, quando si iniziava a salire

verso Vagliagli e non sapevo bene cosa

poteva essere successo dietro. Ciò che

vidi fu meraviglia, l'idea che la mia

passione, in quelle immagini, già era

ripagata. Oggi è la stessa emozione che

provo sempre quando sto in mezzo ai miei

eroici, persone speciali.

Da 92 eroici del 1997

L’Eroica ne ha fatta di strada

Realmente, sono solo quei 92 moltiplicati per

100. Nel senso che l'anima profonda de L'Eroica

non è cambiata, ha fatto tanta strada

rimanendo sé stessa, coinvolgendo per condivisione

di valori. Sempre più persone sono

state attratte da questa occasione in cui la

passione per un grande sport si coniuga con

la produzione di gioia ed amicizia, di attenzione

al territorio, di rispetto per gli altri, di

condivisione di emozioni.

In passato ha dichiarato: “L’Eroica non poteva

nascere che nel Chianti”. Per quale motivo?

Perché ho parlato di un contesto unico dove,

oltre alla rete di strade secondarie magnificamente

conservata, bianche comprese, persiste

un tessuto sociale di grande spessore, un patrimonio

di volontariato, una predisposizione

all'accoglienza, alla solidarietà ed alla integrazione

che erano le risorse prime dell'identità

contadina, un amore per ciò che siamo e per

quanto ci è stato affidato dai nostri vecchi.

L’Eroica ora è diffusa un po’ in tutto il mondo;

è la fortunata globalizzazione di una bell’idea

o c’è dell’altro?

Credo che l'idea di Eroica, soprattutto, abbia

rappresentato il bisogno, davvero planetario, di

riappropriarsi dell'anima profonda di uno sport,

tanto più un grande sport come il ciclismo. Ormai

è consolidata ovunque la percezione che

ogni elemento conduca verso la produzione di

spettacolo in funzione di un business sempre

più elefantiaco ed esasperato, alimentato da

grandi sponsor e diritti tv. Noi stiamo restituendo

il ciclismo alla gente.

Secondo lei cosa porta tante persone

ad attraversare addirittura l’oceano, in

molti casi anche due oceani, per arrivare a

Gaiole in Chianti e partecipare a L’Eroica?

Di certo la sua unicità, l'incontro con un universo

di gente perbene che si pensava non esistesse

più, ormai messa ai margini di un mondo sempre

meno attento ai buoni sentimenti ed alle

giuste nostalgie. Di sicuro il ciclismo oggi è una

pratica mondiale e quello che ha scritto la storia

fino a mezzo secolo fa era solo in Italia, Francia,

Belgio e poco oltre. Oggi Gaiole in Chianti offre

un'occasione imperdibile di ritrovo dentro una

magia che produce effetti lunghi un anno.

Scelga una tra queste tre definizioni: “L’Eroica

è una figata!”, “L’Eroica è l’essenza dello

sport”, “L’Eroica, almeno una volta nella vita”

Sono tutte definizioni che hanno un senso abbinate

a L'Eroica. A me non è mai dispiaciuta

anche l'idea che questo evento diventasse moda,

che fosse bello raccontarlo ai vicini di ufficio,

che suscitasse orgoglio poter dire "io c'ero". Di

certo il valore più corretto sta nel concetto di

essenza dello sport, dell'averlo collegato alla bellezza

della fatica ed al gusto dell'impresa, come

quel ciclismo che scriveva le avventure di inizio

Novecento fino alle gesta di eroi omerici

come Bartali e Coppi.

EROICA.CC

© 2022 L’EROICA. ALL RIGHTS RESERVED.


ticino-cycling.ch

19

La bicicletta d’epoca, la

strada bianca, la maglia

di lana. Secondo lei qual

è l’elemento di maggior

fascino?

Scelgo la strada bianca.

Ovviamente niente da

togliere al fascino di biciclette

datate e maglie di

lana, un'ambientazione da

film d'autore, ma l'aver riportato

la bici da strada

fuori dall'asfalto ha rappresentato

di gran lunga

il grande valore aggiunto.

Basti pensare al successo,

anch'esso ben mondiale,

de L'Eroica Pro, oggi

Strade Bianche; mancano i due elementi di cui sopra, polvere

o fango fanno di gran lunga lo spettacolo di una corsa già

diventata sulla strada e tra i campioni la Sesta Monumento.

Ormai le strade bianche sono entrate a far parte del programma

di tutte le più importanti corse al mondo. Che sentimento

prova?

Di sicuro provo tutto l'orgoglio di un appassionato vero che

vede condivisa la sua visione. Per certi versi, inutile negarlo,

mi dispiace che, per i motivi più vari, una certa idea di ciclismo

eroico non sia stato ancora possibile svilupparla per

le potenzialità che ha. Magari succederà presto, spero solo di

essermi meritato abbastanza vita per vedere come il ciclismo

del futuro sarà possibile scriverlo proprio ripartendo dai valori

e dagli spettacoli del suo passato.

Con le strade bianche nel ciclismo alla fine degli anni ’90 lei

è un precursore degli “influencer” del giorno d’oggi. A chi si

rivolge oggi L’Eroica e che pensa del ciclismo di questi anni?

Sento molto più vicini alla mia e loro passione alcuni grandi

interpreti del ciclismo di oggi, ragazzi che cercano sempre

più di recuperare la bici come divertimento nonostante la

vivano ai massimi livelli e dentro meccanismi che tendono

a farli recitare a copione. Penso ai Pogacar, Van der Poel,

Alaphilippe, Van Aert, li sento eroici d'anima; al di là della

classe, non credo sia un caso che sono gli ultimi vincitori

della mia Eroica Pro, oggi Strade Bianche.

Come è cambiata Gaiole in Chianti in questi 25 anni? E cosa

ci aspetta a Gaiole quest’anno?

Mi piacerebbe dire che anche Gaiole in Chianti non è cambiata

rispetto ad un quarto di secolo fa. Non è così, purtroppo

e per fortuna. Di certo si è persa tanta gente figlia della

vecchia mezzadria, un mondo che era stato uguale a sé stesso

per millenni, La fortuna è che, prima che arrivassero i

prodotti di dozzina della globalizzazione, la bici, L'Eroica ed il

suo indotto hanno indicato una via di sviluppo originale e sostenibile.

Alla prossima, per i 25 anni, saremo oltre 9’000 con

quasi 4 mila stranieri; Gaiole in Chianti abbraccerà e sarà

abbracciata da ognuno dei suoi eroici, un binomio inscindibile

di successo ed affetto.

Gaiole in Chianti (SI), 14 luglio 2022

Giancarlo Brocci

L'Eroica 2021 - foto Paolo Penni Martelli


20

Di seguito

alcune immagini

delle ultime edizioni

foto © Paolo Penni Martelli

LAMOLE / VOLPAIA

R C A

RADDA IN CHIANTI

R C A

GAIOLE IN CHIANTI

START / FINISH

R C A

DIEVOLE

R C A

SIENA

CASTELNUOVO

BERARDENGA

R C A

PERCORSI / ROUTES

PASSEGGIATA VALLE DEL CHIANTI

46 KM / 29 MILES

R C A

MONTERONI

D’ARBIA

ASCIANO R C A

DISLIVELLO/ELEVATION GAIN 709 M

PERCORSO CORTO GALLO NERO

81 KM / 50 MILES

DISLIVELLO/ELEVATION GAIN 1560 M

Ciclismo

storico

PERCORSO CENTO VAL D’ARBIA

106 KM / 66 MILES

DISLIVELLO/ELEVATION GAIN 1737 M

PERCORSO MEDIO CRETE SENESI

135 KM / 84 MILES

DISLIVELLO/ELEVATION GAIN 2200 M

PERCORSO LUNGO L’EROICA

209 KM / 130 MILES

DISLIVELLO/ELEVATION GAIN 3768 M

R C A

MURLO

BUONCONVENTO

R C A

LUCIGNANO

D’ASSO C A

Per informazioni

https://eroica.cc/it

LEGENDA / KEY TO SIMBOLS

PARTENZA / ARRIVO

LOCALITÀ

R RISTORO / FOOD STOP

C CONTROLLO / CHECKPOINT

A ASSISTENZA TECNICA / TECHNICAL ASSISTANCE

MONTALCINO R C A


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21

Di Rubens Bertogliati

2007: a fine stagione gli organizzatori del Giro d’Italia hanno introdotto

una nuova gara sulle strade dei dintorni di Siena. Queste

strade hanno la particolarità di essere sterrate di una terra

battuta bianca e da qui il nome della gara, Strade Bianche.

In realtà il primo anno il nome comprendeva anche Eroica,

poiché su quelle stesse strade da metà degli anni novanta si

disputa una corsa per cicloamatori che ha come particolarità

il fatto che i partenti devono avere la bicicletta e il materiale

dell’epoca del ciclismo eroico, e cioè quella dagli anni venti

agli anni cinquanta.

Il nome di questa famosa gara è appunto Eroica. Nel mio cuore

questa gara è sempre stata l’Eroica, mi sentivo l’Eroe che

va incontro a una gara differente dove non solo la forza e

l’abilità ma anche il coraggio e la voglia di mettersi in gioco

vengono premiate.

Il percorso si snoda attraverso la campagna senese da Gaiole

in Chianti fino a piazza del Campo di Siena. Sembra incredibile

ma la zona di arrivo è li dove arriva il palio di Siena, nella

famosissima piazza a conchiglia all’interno di Siena. Il percorso

comprende vari tratti di strada sterrata di cui alcuni lunghi fino

a 15 chilometri. Il punto decisivo di questa gara è il temutissimo

tratto di Sante Marie che comprende salite a più del 15 per

cento e soprattutto discese ripide dove è veramente difficile

controllare la bicicletta.

Ho sempre amato il ciclismo eroico, avrei voluto correre con

il copertone a tracolla , fermarmi e cambiarlo da solo, passare

in mezzo ad ali di folla, perché il ciclismo era l’unico sport che

ti passava davanti a casa e senza la televisione era l’unico che

potevi vedere.

Entrare da eroe negli stadi colmi di gente ed essere a mio

modo protagonista, non vincitore ma partecipante: ecco quello

che ho faceva luccicare i miei occhi di giovane ciclista.

Partecipare alla Strade Bianche mi ha affascinato fin dal primo

minuto, ad una gara così non si può mancare, vuole dire entrare

nella storia del ciclismo.

Nutrirsi durante una gara del genere non è facile, sullo sterrato

si fa fatica a togliere le mani dal manubrio, se mai si dovesse

perdere il controllo della ruota davanti si finisce in terra. In allenamento

il giorno prima avevo visto il percorso in alcuni punti

e le difficoltà sono risultate subito palesi.

Si ha a disposizione una bicicletta con i copertoni maggiorati

che però scorre più lentamente del solito. 180 chilometri su

queste strade accidentate vogliono dire più di cinque ore di

sella dove alimentarsi diventa vitale.

La mia tattica personale era partire con un mix di proteine

e carboidrati in una borraccia da sorseggiare piano piano

durante la gara. Nell’altra borraccia c’era acqua che chiaramente

serviva a reintrodurre i liquidi persi durante la gara.

Lo sforzo maggiore dura più di un ora visto che dal tratto di

Sante Marie si viaggia pancia a terra fino all’arrivo. Proprio in

quel tratto vi è sempre la selezione decisiva e fino all’arrivo

si va a tutta, tra scatti e contro scatti, cercando di inseguire i

migliori. La prima edizione della Strade Bianche è stata vinta

da corridori in una fuga da lontano come spesso accade in

corse che sono organizzate per la prima volta.

La mia prova è stata caratterizzata da due cadute, ma d’altra

parte un eroe è anche colui che si rialza dopo ogni caduta.


22

strada e sterrato

Fotografie © Paolo Pellegrini


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23

Paolo Pellegrini

La mia passione per la fotografia di paesaggi, come

pure quella della bicicletta, mi ha portato a visitare le

Crete Senesi e la Val D’Orcia, dove ho potuto ammirare

un panorama fantastico e dove il tempo sembra

essersi fermato.

La particolarità che rende la zona cosi ricercata, è

la possilità di pedalare nelle cosidette “strade bianche”,

percorsi in sterrato che permettono di viaggiare

per ore fuori dal traffico. In verità i tragitti segnalati

passano anche su asfalto per alcuni chilometri, ma la

bellezza dei percorsi delle strade bianche (che sono ca.

il 70% della lunghezza) ripaga di tutto.

Una sera sono andato in un ristorante di Asciano, per

gustare alcune pietanze del luogo. Durante la cena mi

sono trovato a fianco una tavolata di una ventina di

ciclisti che provenivano dal Veneto. I loro discorsi erano

pieni di passione con scambi di battute di ogni genere...

una che mi ha colpito particolarmente ricordava il ringraziamento

ad un compagno per avergli prestato uno

specifico e più performante pneumatico che in seguito

gli fu restituito. In questa storiella c’è tutta la filosofia

di chi prende la bicicletta per passione e in compagnia.

L’amicizia che si manifesta nel fare fatica insieme e allo

stesso tempo nel godere ad uscire nei paesaggi.

Durante il mio soggiorno “fotografico” ho incontrato,

sempre più, gruppi di ciclisti entusiasti di girare in una

zona che offre dei percorsi per le due ruote in luoghi

di incredibile bellezza. Il tutto condito da una cucina

locale ottima... il che non guasta mai.


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Gravel,

una bicicletta tuttofare

di Paolo Pellegrini

Gravel è un sostantivo che

in inglese sta per “ghiaia”,

“terriccio”.

Le Gravel-bike sono

biciclette destinate a

percorrere principalmente

fondi ghiaiosi e strade

sterrate, ancora meglio

se strade bianche con

il fondo compatto

oppure tracciati

non asfaltati ma non

troppo accidentati.

Nel mese di agosto abbiamo visitato la magnifica

cornice di Sessa, in zona Termine, del Comune

di Tresa. In questo luogo passa la “Magic Route

66”, il percorso segnalato per le MTB e lo abbiamo

percorso con una bicicletta Gravel per testare

questa tipologia di biciclette che si adatta a

percorsi sterrati, più o meno difficoltosi.

Andare in Gravel può essere a volte liberatorio se

si è stanchi di percorrere strade trafficate e permette

di pedalare in un ambiente diverso come,

possono essere, le strade bianche in Toscana.

Nel nostro territorio ci sono numerosi tratti dove

una bicicletta detta “Gravel” può dare delle belle

soddisfazioni.

Seguendo l’espandersi del turismo a due ruote,

anche in Ticino si è sviluppata una nuova sensibilità

nel settore. Sempre di più vengono proposte

tratte stradali o sterrati che potrebbero attirare

appasionati del genere Gravel.

Per l’occasione abbiamo utilizzato una Gravel di

alta gamma della Wilier Triestina, la Rave SLR,

una bicicletta dalla doppia anima per ciclisti esigenti

che può essere trasformata in una bici da

strada Endurance.

Infatti il produttore afferma che:

Con Rave SLR abbiamo volto lo sguardo verso

nuovi orizzonti, creando un prodotto con due

anime distinte, perfette per l’all-road, perfette per

il gravel, ma accomunate da un’incredibile predisposizione

racing. Rave SLR sarà una nuova esperienza

di ciclismo, inaspettata per molti.

Una bicicletta leggera, reattiva, performante...

una bicicletta dai palati fini, aggiungiamo noi.


ticino-cycling.ch

25

Le biciclette Gravel sono biciclette adatte anche per chi vuol fare lunghi viaggi.

La caratteristica principale è la posizione più alta e comoda rispetto alla tradizionale

bici da corsa. Alcuni modelli hanno in dotazione attacchi per borse e altri accessori.

La Rave si può acquistare in diverse varianti i prezzi partono da CHF 5’900.-

Vedi: wilier.com/it/my2022/int/bici-competizione/bici-gravel/rave-slr

Modelli Wilier Triestina

presso BicycleRace

Lungolago Motta 12, CH-6815 Melide

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26

SCOPRITE I PERCORSI PER BICICLETTA

DELLA REGIONE DEL LUGANESE

La regione del Luganese con oltre 400 km di percorsi

per mountain bike è un vero paradiso per gli

amanti delle due ruote. Grazie alla varietà degli itinerari,

che presentano diversi livelli di difficoltà, tutti

possono avventurarsi alla scoperta del territorio.

Pedalando in mezzo alla natura attraverso incantevoli

oasi verdi e villaggi pittoreschi, passando vicino

ad alcune delle vette più apprezzate del Ticino,

si raggiungono punti panoramici, che offrono una

vista mozzafiato e ristoranti tipici, dove gustare i

piatti della tradizione gastronomica locale. Scoprite

tutti gli itinerari della regione del Luganese e l’offerta

turistica per mountain bike, visitando il sito

luganoregion.com/mtb.

ENTE TURISTICO

DEL LUGANESE

+41 58 220 65 00

luganoregion.com

#luganoregion

@luganoregion

IG: @lugano.region


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Formazione e sport - parte 1

Di Rubens Bertogliati

Formazione

“Accumulavo

ore di

allenamento

e gara che

contribuirono

ad alzare il

volume totale

delle attività.”

Il primo giorno di Liceo... entrare al liceo di Lugano

metteva una certa soggezione. Il grande palazzo di

inizio secolo, la scalinata imponente, il portone gigante

(perché poi lo hanno fatto così alto? Ad inizio

secolo gli studenti erano alti più di 2 metri?) e soprattutto

il mezzo busto di Dante che torvo ti guardava

dall’alto in basso. Sì, le sue note in italiano erano più

alte delle mie...

Ero un alieno legale a Lugano 1, perché poi ci ero finito?

Tutti i miei compagni delle medie erano a Trevano

a Lugano 2, naturale continuazione di chi aveva

fatto le medie a Canobbio. Ero lì perché qualche

mese prima era stato dato il via al primo progetto pilota

di scolarizzazione dei talenti sportivi nelle scuole

superiori ticinesi. Una classe, una scuola, una possibilità

sola in tutto il cantone. La classe era la prima liceo

indirizzo scientifico a Lugano 1. Se eri un talento

sportivo finivi lì. Ero al primo anno esordiente (oggi

gli U17). Risultati buoni in Svizzera, più difficoltà a livello

internazionale. Ero alto 1 e 72 e pesavo poco

più di 50 kg. Le mie ore di allenamento settimanali

superavano le 10 e il mio club mi aveva certificato

l’appartenza al quadro regionale.

Da poco avevo terminato la prima avventura agonistica

della mia vita, gli scacchi. Dopo le medie si passava

agli Elite e le partite assumevano una connotazione

più seria e meno ludica. Per fortuna avevo iniziato con

la bici qualche anno prima ed arrivavo alla categoria

esordienti con un buon bagaglio di esperienza.

Eravamo tre ciclisti in classe... grazie a dio conoscevo

qualcuno! Tre, più un ragazzo che aveva fatto la

scelta temeraria dell’indirizzo classico, unica sede ad

offrirlo. 4 studenti su oltre 800 che varcavano giornalmente

la soglia del Liceo Lugano 1. Per un attimo

mi fermai ad osservare tutti questi visi nuovi, con ammirazione

guardavo i grandi giunti alla 4. Liceo. Dovevano

essere intelligentissimi ed in effetti li sentivo

parlare dell’acquisto di testi complicati di stechiometria

o matematica applicata.

La prima lezione fu occasione di conoscere da vicino

tutti i nuovi compagni di classe. Storia. Le aule delle

materie umanistiche si trovavano nel seminterrato.

Finestre alte che davano sui piedi delle persone che

passeggiavano all’esterno sul piazzale o nel posteggio

adiacente. Soffitto basso e la luce entrava trasversale

per un’atmosfera che alla fine risultava magica,

leggermente da tramonto californiano. I banchi

erano disposti a ferro di cavallo dunque tranne gli

studenti alle estremità ognuno aveva due vicini di

banco. Mi misi in seconda piazza vicino ad uno sconosciuto

e al mio compagno ciclista. Il professore

entrò in aula. Era magro slanciato, non il tipico professore

di storia.

“Cari ragazzi benvenuti al Liceo”-esordì-“Ahhh. Questa

dovrebbe essere la classe sportiva, me ne hanno

parlato alle riunioni pre-scuola.

Cominciamo dunque le presentazioni. Partiamo

da te” disse puntando lo sconosciuto al mio fianco

-brivido- almeno non ero il primo. Lo sconosciuto al

mio fianco portava gli occhiali e aveva un fisico ben

messo... avrei detto mezzofondista o 400 metrista...

atletica di sicuro.

Si presentò: “sono Mathias e vengo da Cadro sono nella

classe sportiva perché suono uno strumento: il violino.

Sì perché nella classe sportiva versione 1.0 non

solo gli sportivi potevano accedere ma anche i talenti

artistici. Il professore anche lui sorpreso: “Ah... dunque

Cadro. Allora a volte mi vedi passare con la bandana

a correre su per il monte Boglia? Avrei giurato tu fossi

un atleta!” Ecco, anche il prof aveva avuto la mia stessa

idea. Non so perché ma il ragazzo sconosciuto mi tornò

subito simpatico: “atletico e suona il violino -impegnato

sicuro- bene” pensai tra me e me.

Il professore passò oltre e disse puntando il dito verso

di me... “Ahem”-dissi schiarendomi la gola- “mi

chiamo Rubens, sono un ciclista e abito a Lugano”.

“Ah... ciclista” -disse- “Sicuramente domenica hai visto

i Mondiali ad Agrigento sotto un caldo cocente

260 km vinti da Leblanc?”. “Certo” risposi, la maratona

televisiva mondiale non poteva passare inosservata...

Agrigento ’94 l’ultimo mondiale ad agosto, come

dimenticarsene?

Via via i volti degli sconosciuti presero un nome e

molte volte mi ritrovavo ad osservarli uno ad uno facendo

un giro di osservazione della classe.

Al liceo i libri di testo si acquistavano ed era un’impegno

economico anche importante. Il prof di storia

però ci presentò il suo libro di testo: Il medioevo

(tema centrale del primo anno) costo nelle librerie

italiane lire 1000. Beh se questa è vita dura, allora

che duri...

L’orario scolastico era perfetto avevamo 2 pomeriggi

liberi e due volte si finiva alle 3. Avevamo tutto il

tempo per poter uscire in bicicletta nelle ore di luce.

Quasi magicamente gli allenamenti e la scuola si incatenavano

perfettamente nella mia vita e piano piano

i risultati cominciarono ad arrivare. Già a fine stagione

potei ottenere diversi piazzamenti anche nelle

gare italiane dove la concorrenza era sicuramente

più grande che in Svizzera.

Accumulavo ore di allenamento e gara che contribuirono

ad alzare il volume totale delle attività. La

maggior parte degli allenamenti era individuale o

con i miei due compagni di classe. Rispetto alle medie

tutti gli altri compagni di squadra avevamo orari

differenti e ci si vedeva solo sui campi di gara.

Le gambe giravano sempre meglio e presto giunse

la fine della stagione dove si poteva riposare in vista

del prossimo anno che sarebbe stato il secondo

anno U17.


ticino-cycling.ch

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ticino-cycling.ch

29

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“Tadej Pogacar, vincitore del Tour de France 2020” - © Photo Fizza


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mara Clarke

Simone e Mara Clarke

ara Clarke, io e Simon così diversi

ma così innamorati

Mara è la moglie di colui che ha vinto anche

una splendida tappa nell’ultimo Tour

de France, la più dura e massacrante, con ben 11

settori di pavé, da qui il suo nome ha primeggiato

sui giornali di tutto il mondo, con il titolo che è

tutto un programma: “Simone Clarke, signore di

Arember”. Ma chi è questo campione? Abbiamo

incontrato la splendida moglie Mara, e leggete

con attenzione le sue parole...

Simon Clarke chi è?

Simon è un ciclista australiano che a 16 anni è venuto

a vivere in Italia, prima correndo per la nazionale

Under 23 e poi passato professionista.

Ha sempre fatto il gregario

in diverse squadre e predilige

le gare di un giorno

confronto ai grandi giri.

Ora viviamo nel principato

d’Andorra per la maggior

parte dell’anno ma abbiamo

una base anche a Cantello,

dove vive anche tutto

il resto della mia famiglia e

dove torno spesso quando

Simon fa i grandi giri per

passare del tempo con amici

e parenti.

Il primo giorno che lo vidi, dissi...

La mia amica Chiara Passerini decise di presentarmi

Simon la bellezza di 11 anni fa. Organizzò una

pizzata come scusa per presentarci e onestamente

per me fu un colpo di fulmine ma la cosa non

fu reciproca.

Solo dopo qualche mese di frequentazione Simon

mi chiese se a fine stagione, a ottobre, mi

andava di andare in Australia con lui a conoscere

la sua famiglia e i suoi amici e da quel momento

la cosa diventò “seria”.

Ci racconti come ti ha conquistata?

Io e Simon siamo opposti in tutto quindi inizialmente

eravamo una coppia davvero strana, non

ho mai pensato che la teoria degli opposti che si

attraggono fosse vera ma devo dire che per noi

ha funzionato. Ora dopo anni posso dire che ci

completiamo a vicenda.

Il tuo principale difetto?

Uno dei miei difetti, e che abbiamo sicurante in

comune, è la fatica nel chiedere scusa quando si

ha torto. Siamo tutti e 2 molto orgogliosi e ammettere

di sbagliare è sempre difficile.

Il tuo libro preferito?

Onestamente non sono una grande lettrice e se

Simon dovesse rispondere per conto mio direbbe

che l’unica cosa che leggo è il menu del sushi take

away il venerdì sera!

Rimanendo nel lessico ciclistico, sei

una leader o una gregaria?

Sicuramente mi vedo come una gregaria. Vivendo

con uno sportivo onestamente tutto gira intorno

a lui, ai suoi allenamenti, alle sue gare alle

sue diete. In base alla giornata di allenamento

che ha, per esempio, decidiamo il menù. Da tenere

in conto pure se farà anche palestra oppure se

dopo verrà il massaggiatore...

Le giornate sono normalmente abbastanza piene

ma capitano anche i giorni di riposo dove riusciamo

a fare qualcosa di carino tutti insieme con famiglia

e amici.

Come trascorrete il tempo libero?

Quando abbiamo nel tempo libero ci piace un sacco

fare camminate nella natura con il nostro cagnolino

e nostra figlia. Ma anche passare una giornata

di shopping al Centro Commerciale di Arese, Simon

è uno dei pochi uomini a cui piace fare shopping e

appena può mi accompagna volentieri.

Chi di voi preferisce cimentarsi

in cucina?

Simon è un ottimo cuoco ma purtroppo le sue

performance culinarie sono davvero rare quindi

cucino sempre io e di tanto in tanto lui ha il compito

di preparare la colazione.

Sei gelosa del fatto che è circondato

anche da altre donne?

La gelosia è una cosa che proprio non è presente

nella nostra relazione. Ci fidiamo ciecamente uno

dell’altro e onestamente facendo un lavoro dove è

via per gran parte dell’anno, se mancasse la fiducia

la relazione non potrebbe avere un futuro. Personalmente

non riuscirei a stare a casa tranquilla se

avessi il dubbio che mio marito mi nasconda qualcosa.

Anche alle gare vado poco, generalmente

solo a quelle vicine dov’è la trasferta è minima.


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di Stefania Poggi

Ma a volte è più una scusa per trovarsi con qualche

amica che non vedo da tempo piuttosto che per

seguire la gara stessa.

Quel giorno in cui ti sei chiesta:

“Ma perché tutta questa fatica.”?

Mi chiedo spesso se tutte le fatiche che facciamo

verranno ripagate. Ci sono anni buoni e anni da

dimenticare come in tutto. Anni in cui i risultati arrivano

e anni dove invece arrivano solo infortuni.

Gli sforzi e i sacrifici sono tanti ma senza un po’ di

fortuna non si va da nessuna parte. Il ciclismo è così

purtroppo e basta un annata sfortunata a rischiare

di rimanere senza squadra per la stagione a venire.

Il regalo che vorresti da tuo marito?

Il regalo che vorrei da mio marito è del tempo insieme

senza il suo cellulare che suona in media

ogni 10 minuti.

La qualità che preferisci in un uomo?

Qualità che apprezzo in uomo in primis è la sincerità

ma mi affascina molto anche l’auto ironia. Simon

è molto ironico... il suo problema è che traduce le

sue battute dall’inglese all’italiano e purtroppo per

lui tradotte non fanno lo stesso effetto.

Per concludere, Mara da grande sarà?

Mara cosa sarà da grande? Onestamente non so

ancora cosa farò da grande! Dipenderà da dove

decideremo di vivere quando simon avrà finito la

sua carriera!

Se in Andorra o in Italia! In base a quello vedremo!

Non abbiamo ancora piani per il futuro fino a

quando Simon smetterà di correre.

Spero vivremo in Italia visto che piace a tutti e due

e l’Australia onestamente è troppo lontana. Vedremo

cosa ci riserva il futuro. Sicurante Simon finirà i

suoi studi... aveva iniziato l’università ma non è mai

riuscito a finirla. Dopo la laurea vedremo che porte

si apriranno!

CICLISTI &

FAMILY


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grazie!

a tutti gli abbonati

per il sostegno


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6815 Melide

+41 91 222 66 15

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Sul Passo della Novena

di Nicola Pfund

Con i suoi 2478 m di altitudine la Novena (in tedesco:

Nufenenpass) figura al quindicesimo posto assoluto

tra le strade più alte d’Europa. A livello svizzero, si posiziona

prima del Gran San Bernardo che scollina cinque

metri più in basso e dopo l’Umbrail che invece tocca i

2503 m.

“Il passo

della Novena

è una sfida

molto gettonata

e ambita nel

periodo estivo”

Se si considera però che entrambi questi valichi fungono

da confine con la vicina Italia, la Novena può

senz’altro essere considerato il passo più alto interamente

su territorio svizzero.

Non solo il più alto, ma anche il più recente: la sua

apertura risale infatti al mese di settembre del 1969

ed è stata segnata da un episodio curioso, dovuto al

trafugamento, solo poche ore dopo il taglio del nastro,

del cippo impiantato sul valico con gli stemmi dei due

cantoni.

Il grosso masso, del peso di 900 kg, venne rinvenuto

qualche tempo dopo in un fienile di Ulrichen e riportò

alla luce una diatriba tra Ticinesi e Vallesani sul possesso

del pianoro in cima al passo: ci vollero dieci anni per

stabilire gli attuali confini e per riposizionare la pietra

dove si trova attualmente.

Una sfida gettonata e ambita

Il passo della Novena è una sfida molto gettonata e

ambita nel periodo estivo: sono sempre numerosi i

ciclisti che affrontano questa salita che prende avvio

da Airolo (1159 m) e che in 24,1 km porta sul valico

dove c’è il sempre frequentatissimo “Restaurant Nufenen-Passhöhe”.

Una salita ritenuta piuttosto impegnativa per il dislivello

complessivo di ben 1319 m e per la quota di arrivo:

gli ultimi chilometri, dall’ospizio di All’Acqua, ma

soprattutto dall’Alpe di Cruina a 2000 m, sono infatti

i più difficili anche per le pendenze sempre attorno

al 10%.

Un’ascesa impegnativa e tuttavia molto bella: si attraversa

infatti nella prima parte la verdeggiante Valle

Bedretto (chiamata “la valèta” per via della sua lunghezza

ridotta), una valle oltremodo suggestiva nei

suoi paesaggi e nei suoi villaggi che sentiamo a volte

nominare d’inverno quando per qualche periodo la

valle rimane isolata dal resto del mondo a causa delle

abbondanti nevicate.


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La parte finale, più brulla e sassosa, riserva invece spesso

la simpatica sorpresa della presenza di animali, come marmotte

e camosci che in certi casi, soprattutto in autunno,

si avvicinano alla strada senza alcuna remora e paura.

Fontana, Ossasco, Villa, Bedretto, Ronco sono i nomi dei

villaggetti bedrettesi e in fondo c’è All’Acqua e l’ospizio:

punto di partenza, quest’ultimo, anche per il valico di San

Giacomo, che conduce nella valle italiana della Formazza.

Il giro dei 3 Passi

Per i ciclisti più allenati la Novena può esser il primo valico

da affrontare nel magnifico itinerario che comprende

anche la Furka (2436 m) e il Passo del San Gottardo (2108

m). Un percorso circolare di grande fascino e suggestione

soprattutto nelle belle giornate estive e autunnali ma

anche piuttosto esigente: i chilometri sono in effetti circa

un centinaio con un dislivello complessivo superiore ai

tremila metri.

Sfida per gente ben preparata, quindi, ma che regala

emozioni infinite, come sempre succede quando inforchiamo

l’amata bicicletta per affrontare qualche bell’itinerario

che nella nostra splendida regione abbiamo la

fortuna di trovare con grande facilità.


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Test talenti

a Caslano

di Rubens Bertogliati

na giornata spendita a

Caslano ha permesso

di svolgere con sucesso

il “Talent test” delle giovani

promesse del ciclismo.

Si ringrazia il signor Andrea

Signorini e il comune di Caslano,

per la disponibilita data per questo

evento, la location e stata ritenuta

molto valvalida per svolgere i test

e Ticino Cycling vorrebbe riproporla

per il prossimo anno.

Come certificare un talento nel ciclismo? Quando

alcuni anni fa gli esperti si chinarono sul problema,

idearono diversi esercizi che riproducono

le situazioni che si trovano sui campi di gara

e nelle gare ciclistiche, sia su strada che su MTB.

In ogni caso con un solo un test pratico o solo

un test di laboratorio è difficile poter definire

una regola per identificare i Talenti.

I vari test, quello pratico, quello fisiologico devono

essere rapportati ai risultati conseguiti

nelle gare di categoria. Il ciclismo fortunatamente

ha delle peculiarità che si manifestano

solo quando si è sotto pressione agonistica.

Molte volte vediamo gli alteti di grande livello

esprimere la grande performance solo nelle

grandi gare. Tutto questo perché l’agonismo, la

voglia di fare bene, di monetizzare con un risultato

gli sforzi profusi in allenamento prevalgono

su qualsiasi legge scientifica ed in ultima analisi

sono l’essenza e la bellezza di qualsiasi sport.

Maradona ad esempio in campo era capace di

prodezze incredibili per un uomo alto solo 160

cm. Il peso del Test talenti eseguito a Caslano

dunque è solo una percentuale del totale.

Caslano da due anni ospita questo importante

evento a livello nazionale ed è ormai entrato

nella tradizione vedere ciclisti che saltellano e

armeggiano con i mezzi meccanici in mezzo a

cubi, coni e slalom vari.

I test sono leggermente differenti per gli atleti

MTB e per gli atleti strada ed hanno pure un

peso differente nel totale dei risultati. Il test viene

eseguito dai ragazzi a partire dai 15 anni fino

ai 19 anni così da avere uno storico su un test

simile per gli anni futuri.


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Come ogni test i risultati permettono di vedere l’evoluzione

e lo stato del talento tecnico dei ragazzi. Dopo

il consolidamento dei risultati, e cioè dopo aver unito i

risultati del test fisiologico e i risultati nelle gare, vengono

distribuite le Talent Card locali, regionali e nazionali.

Il numero delle Talent Card è limitato dalla federazione

olimpica svizzera per questo per poter avere i risultati

finali bisogna attendere la fine della stagione.

Quest’anno abbiamo sicuramente notato una preparazione

migliore da parte dei ragazzi in questo tipo di

prove tecniche. I punti medi sicuramente sono stati più

alti che in passato.

Anche la partecipazione è stata molto alta e questo favorirà

l’ottenimento di un alto numero di Talent Card,

che sono importanti per poter ottenere diverse agevolazioni

nel percorso degli studi superiori.

Una cosa importante da ritenere è che i risultati sono

sempre da rapportare alla voglia e al motore mentale

del ragazzo/ragazza. Soprattutto in un test del genere la

preparazione costante e la voglia di fare permettono dei

miglioramenti rapidi in poco tempo.


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Il sistema NEOVIS

per la preparazione fisica di un ciclista

La preparazione fisica di un’atleta è una

parte molto importante della disciplina

sportiva. Nel ciclismo, come in tutti gli

sport, sia a livello professionistico che

amatoriale, è fondamentale affiancare alle

uscite in bici una preparazione atletica

complementare adeguata.

Svolgere un’attività mirata che non comprenda

l’utilizzo della bici può infatti portare

enormi benefici all’atleta, quali il miglioramento

del gesto tecnico, l’aumento della

forza e della resistenza (che vanno quindi

ad incrementare le sue performance) e un

maggior sostegno muscolare, utilissimo

nella prevenzione degli infortuni.

Il sistema NEOVIS, che comprende anche i

programmi Sport Specialist studiati appositamente

per gli atleti, è una grande innovazione

nel mondo del high-tech fitness.

Cos’è NEOVIS?

NEOVIS è un sistema di allenamento brevettato

che permette di lavorare sul corpo

a 360 gradi grazie all’utilizzo del macchinario

che, con la sua forma a cerchio, offre

tutte le possibilità biomeccaniche.

Inoltre, questo sistema dà la possibilità di

distribuire le forze nelle varie fasi di contrazione

muscolare: concentrica, eccentrica

ed isometrica. In questo modo il lavoro diventa

più efficace e i tempi di allenamento

si riducono notevolmente.

NEOVIS per il Ciclismo

Una delle peculiarità del sistema NEOVIS è quello

di poter svolgere molteplici attività adattandosi

alle necessità e agli obiettivi dell’atleta.

Nel caso del ciclismo il macchinario permette di

simulare il gesto della pedalata ed aumentarne la

potenza sfruttando la forza eccentrica.

Sempre grazie al rapporto carico/velocità del sistema,

è possibile ricreare percorsi e lavori piramidali,

alternando pianure e salite. Questo permette

di riprodurre il gesto tecnico, anche basandosi

su percorsi di competizioni reali, andando ad aumentare

la performance dell’atleta in un ambiente

sicuro dove il rischio di infortuni è nullo.

Ciò significa che con NEOVIS è possibile

allenare la forza, l’ipertrofia, la resistenza e

la potenza senza perdita di tempo. Infatti,

varie analisi hanno dimostrato l’aumento

della massa muscolare già dopo 15/20 minuti

di lavoro.


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D I T I P O A T T I V O

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P R O G R E S S I V A C H E P O R T A I L M U S C O L O

C O N T I N U A M E N T E S O T T O T E N S I O N E . È U N A

P E C U L I A R I T À U N I C A D I N E O V I S E G R A Z I E A D

E S S A È P O S S I B I L E A U M E N T A R E L A F O R Z A ,

L A R E S I S T E N Z A E R A G G I U N G E R E U N ' O T T I M A

D E F I N I Z I O N E M U S C O L A R E

R I S U L T A T I C E R T I E D U R A T U R I :

I N S O L E 3 O R E D I T R A T T A M E N T I N E O V I S È

P O S S I B I L E R A G G I U N G E R E I L P R O P R I O

O B I E T T I V O F I S I C O

E F F E T T I S C I E N T I F I C A M E N T E P R O V A T I

A T T R A V E R S O A C C U R A T I T E S T S P E C I F I C I

( B I A , C I R C O N F E R E N Z E , P E S O E F O R Z E )

G R A Z I E A L L ' U T I L I Z Z O D E L L A R E A L E F O R Z A

E C C E N T R I C A , N E O V I S P E R M E T T E D I F A R

L A V O R A R E I L M U S C O L O A L 1 0 0 % D E L L E S U E

P O T E N Z I A L I T À

O G N U N O D E I N O S T R I C L I E N T I È

C O S T A N T E M E N T E M O N I T O R A T O D A I N O S T R I

P R O F E S S I O N I S T I

S P E C I A L I Z Z A T I I N :

F O C U S T R A T T A M E N T I

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A L L E A T T I V I T A '

F I S I C H E T R A D I Z I O N A L I


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Corso E-Bike TCS

Il corso nasce con lo scopo di favorire la sicurezza alla

guida delle E-bike, grazie a un’intensa giornata di teoria e

pratica presso il Centro TCS di Rivera.

Il crescente numero di acquirenti di biciclette elettriche

ha innalzato in maniera preoccupante anche il numero di

incidenti stradali registrati sul territorio nazionale.

Solo nel primo semestre del 2020, l’Ufficio federale delle

strade (USTRA) riporta 6 decessi e 207 e-biker feriti gravemente.

Il TCS consiglia questa giornata di formazione

per migliorare le capacità di guida e per avere una maggiore

tranquillità negli spostamenti quotidiani.

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Assicurazione Bici

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della sua bici o e-bike

Sostituzione delle attrezzature

Perché in caso di caduta non

solo la vostra bici può essere

danneggiata, ma vi rimborseremo

anche l’attrezzatura difettosa

come casco, occhiali sportivi,vestiti, ecc.**

Contenuti del corso e svolgimento

• Come evitare i pericoli

• Teoria sulle forze fisiche che interagiscono

sulla E-Bike

• Tecnica dello sguardo

• Tecnica di frenata

• Manutenzione E-bike

• Nozioni tecniche e legislative

• Analisi sul comportamento del conducente

in situazioni pericolose nella circolazione stradale

Per avere maggiori informazioni e conoscere

le date dei prossimi appuntamenti visitare

il sito www.tcs-ticino.ch.

Nessuna franchigia

Se lascia riparare la Sua bici o e-bike presso un partner

TCS specializzato in biciclette, non viene applicata la franchigia.

Se sceglie un’altra officina, la franchigia fissa è di

CHF 100.–.

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La nostra fitta rete di pattugliatori fa in modo che possa

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Svizzera. Il tempo di attesa medio è di soli 35 minuti.

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di prodotto e l’intera famiglia gode di una

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* Per ogni sinistro fino alla somma massima assicurata, tenendo

conto dell’età della bici o dell’e-bike. Per dettagli, limiti di copertura ed

esclusioni consultare le Condizioni generali di assicurazione della TCS

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Perdita di capelli e Covid19:

cosa fare e quanto dura

A cura di Stefano Benassi

I professionisti di CRLAb a Lugano ci spiegano come risolvere questa

problematica. Gli effetti collaterali del Coronavirus, purtroppo,

sono molti e indesiderati. Tosse, perdita dei sapori, senso di spossatezza,

sono solo alcuni degli stati ben noti a tutti coloro i quali

hanno superato la malattia.

Tuttavia, se c’è una cosa che la pandemia ha insegnato è che anche

l’impensabile può accadere, e infatti sono emersi numerosi

casi di alopecia tra persone che, guarda caso, avevano appena

terminato la propria quarantena da coronavirus.

Ma quindi, che relazione sussiste esattamente tra Covid19 e la

perdita dei capelli? Può il coronavirus assestare danni decisivi alla

nostra chioma?

Caduta capelli e covid:

nuovi sintomi della variante omicron

Tra i nuovi sintomi legati alla variante omicron del Covid19 sembra

esserci proprio la caduta dei capelli, ma è importante sottolineare

che il virus non svolge un’azione negativa diretta nei confronti della

nostra chioma.

Per capire infatti come il Covid19 possa

causare l’alopecia, infatti, occorre

fare un passo indietro e considerare

tutti gli effetti che la malattia causa

sul nostro corpo. Infiammazione, disidratazione,

stanchezza generale,

sono infatti tutti sintomi che producono

un risultato negativo sulla

nostra pelle e di conseguenza anche

sulla cute, producendo indirettamente

le condizioni meno ottimali per

una crescita sana della chioma.

In effetti, nei casi peggiori si sono persino

verificate delle fibrosi del cuoio

capelluto, e chi soffre di dermatite seborroica ha riportato un generale

peggioramento della patologia.

Questo, nella maggior parte dei casi, ha portato le persone a sperimentare

un effluvio più o meno esteso, e osservare un fenomeno

di caduta dei capelli anche piuttosto esteso dopo la doccia o

dopo aver passato il pettine può rivelarsi un fenomeno tutt’altro

che infrequente.

Caduta capelli e Coronavirus: cosa fare e quanto dura

Fortunatamente, gli effetti negativi del Ccoronavirus sulla nostra

chioma nella maggior parte dei casi non risultano permanenti,

e la caduta dei capelli in generale risulta relegata a un lasso di

tempo più o meno ristretto. La buona notizia, quindi, è che non

bisogna ricorrere a ulteriori cure mediche per arrestare la caduta:

tutto, infatti, tenderà a tornare alla normalità in maniera assolutamente

naturale.

Tuttavia, è bene ricordare che possono servire anche mesi affinché

gli effetti del Coronavirus spariscano completamente dall’organismo

di una persona, e durante questo periodo la chioma potrebbe

soffrire particolarmente. Per questo, occorre prendersi cura tanto

della propria chioma quanto della propria cute servendosi di trattamenti

con lozioni e shampoo di alta qualità, in grado di svolgere

un’azione delicata e poco aggressiva sulla cute.

Lo Shampoo anticaduta CRLAB, ad esempio, grazie a un mix di

olii essenziali svolge un’azione purificante e soprattutto un effetto

lenitivo, in grado di ripristinare il corretto stato di salute della cute.

Perdita dei capelli e vaccino

Per quanto riguarda la perdita dei capelli e il vaccino, invece, non ci

sono basi scientifiche che dimostrino una relazione tra i due fenomeni.

In effetti, è importante sottolineare che in questo caso gli effetti

dell’infiammazione generale risultano molto più brevi rispetto

alla malattia vera e propria, e che di conseguenza la sofferenza della

cute risulta ben più ridotta e di portata del tutto insufficiente a recare

danno alla propria chioma.

A proposito di...

Da oltre 50 anni la cura dei capelli è la mission di CRLab che, attraverso

patch cutanei e sistemi d’integrazione non invasivi, autotrapianti

con le ultime innovative tecniche, trattamenti curativi personalizzati

e prodotti tricologici d’avanguardia, pensati per i problemi di cute e

capelli dell’uomo e della donna, si pone due obiettivi: il primo: prevenire

la caduta e mantenere sano e vitale il cuoio capelluto, il secondo:

dove i capelli mancano, tutte le tecniche all’avanguardia per una

implementazione.

Consigliamo quindi di chiamare il nostro studio di Lugano in via

Zurigo 38 per effettuare un test specifico cute e capelli per aiutarvi

a ridare “vita” alla nostra chiama in tempi rapidi. Oppure si può riservare

la visita gratuita, riservando l’appuntamento direttamente

su www.crlab.ch


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Se il detto dice:

Volevi la

bicicletta?

Noi rispondiamo:

Hai fatto

bene!

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6802 Rivera - Ticino - Switzerland

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