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Linee guida per l'edilizia sostenibile

Linee guida per l'edilizia sostenibile nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Linee guida per l'edilizia sostenibile nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

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Linee guida

per l’edilizia sostenibile

nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente

Capoterra e Campidano di Cagliari



Linee guida

per l’edilizia sostenibile

nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente

Capoterra e Campidano di Cagliari


Crediti

Linee guida per l’edilizia sostenibile

nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

GAL Sulcis Iglesiente

Capoterra e Campidano di Cagliari

www.galsulcisiglesiente.it

Prof. Cristoforo Luciano Piras

Dott.ssa Nicoletta Piras

Dott.ssa Laura Carta

Ing. Marco Piccolo

Dott.ssa Francesca Murgia

Ing. Paola Serra

Centro Regionale di Programmazione Regione Autonoma della Sardegna

www.regione.sardegna.it

ASSESSORADU DE SA PROGRAMMATZIONE, BILANTZU,

CRÈDITU E ASSENTU DE SU TERRITÒRIU

ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO,

CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO

Dott. Gianluca Cadeddu

Avv. Francesca Lissia

Ing. Marco Naseddu

Dott.ssa Sonia Congiu

Consulenza Linee guida

Lucense

www.lucense.it

Coordinamento tecnico

Arch. Rainer Toshikazu Winter

Esperti

Ing. Giampietro Tronci

Arch. Gabriele Casu

Ing. Emanuele Piras

Arch. Alceo Vado

Revisione testi

Poliste

Stampa su carta ecologica certificata

Foto in copertina

Daniele Atzori

Progetto Grafico

Alfredo Scrivani

Stampa

Publiedil Service


Indice

Indice

1.

2.

3.

3.1

3.2

3.3

3.4

Introduzione

Le Linee guida per l’edilizia sostenibile

L’analisi territoriale

I comuni del territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra

e Campidano di Cagliari

La situazione del settore edile nel territorio del GAL

Le tecniche costruttive tradizionali

I materiali locali territoriali

9

11

13

20

23

26

29

5


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

4.

4.1

4.1.1

4.1.2

4.1.3

4.1.4

4.1.5

4.1.6

4.2

4.2.1

4.2.2

4.2.3

4.2.4

4.3

4.3.1

4.3.2

4.3.3

Il vademecum

I sistemi dell’edilizia sostenibile

Il recupero e riciclo

I materiali naturali della bioedilizia

Le risorse naturali della Sardegna: verso l’economia circolare

La bioclimatica: sistemi passivi per la climatizzazione naturale

nel periodo invernale

La bioclimatica: sistemi passivi per la climatizzazione naturale

nel periodo estivo

Il comfort climatico Indoor: Abitare Mediterraneo in Sardegna

Le prestazioni di efficienza energetica verso nZEB

L’elevata efficienza dell’organismo edificio-impianti

La sostenibilità dell’involucro edilizio altamente prestante

L’impiego di energie rinnovabili

I livelli di Energia Quasi Zero in ambito mediterraneo

La gestione sostenibile delle risorse idriche

L’impiantistica per il risparmio idrico

La permeabilità delle superfici esterne

La depurazione naturale delle acque

33

36

36

37

39

42

44

46

49

51

53

55

56

57

59

60

61

6


Indice

4.3.4

4.4

4.4.1

4.4.2

4.4.3

4.4.4

L’accumulo idrico

La tutela del paesaggio e della sostenibilità territoriale

I materiali e le ecnologie tradizionali locali per i sistemi

di demarcazione dei confini di proprietà

Le tipologie delle pertinenze esterne

La gestione del verde

La gestione sostenibile degli ambiti territoriali

62

63

67

69

71

73

Le schede tecniche

delle Linee guida per l’edilizia sostenibile

77

Glossario

137

7



1. Introduzione

1.

1.

Introduzione

Queste Linee guida sono il frutto di anni

di lavoro che hanno visto il GAL operare

come agenzia di sviluppo alla riscoperta

e alla valorizzazione di materiali,

tecniche, saperi e talenti locali.

Fin da epoche lontane nel nostro

territorio si sono costruiti edifici in

terra cruda, che hanno dato vita a

importanti agglomerati urbani che oggi

vengono comunemente riconosciuti

come Furriadroxius e Medaus, luoghi

di incontro e scambio, di confronto e

crescita condivisa.

Quello che oggi stiamo finalmente

mettendo a sistema si avvertiva già

alla fine degli anni ottanta dello scorso

secolo, quando importanti esperienze

di riscoperta dei materiali locali hanno

caratterizzato la vita di alcuni centri del

territorio. Artisti di fama internazionale

hanno lavorato e creato utilizzando la

pietra del luogo - il marmo statuario,

il marmo nero, il granito, la trachite

e l’onice – al fine di rendere l’arredo

urbano un elemento di unione tra

tradizione e innovazione.

Nella speranza che queste Linee guida

vengano adottate da tutti i comuni del

GAL, sono fermamente convinto che

possano rappresentare un ponte tra

passato e futuro, un punto di ripartenza

per il settore edile e per l’intera filiera

innescando un circolo virtuoso di

sviluppo che faccia diventare il Sulcis

Iglesiente una eccellenza nel campo

dell’edilizia sostenibile e della bioedilizia.

Cristoforo Luciano Piras

Presidente del GAL Sulcis Iglesiente

Capoterra e Campidano di Cagliari

9


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

10


2. Le Linee guida dell’edilizia sostenibile

2.

Le Linee guida per l’edilizia

sostenibile

Foto: Daniele Atzori

Le Linee guida per l’edilizia sostenibile

si inseriscono nella strategia di sviluppo

del GAL, nata nel 2016 con il percorso

“Chi partecipa conta!” e ancora oggi in

fase di attuazione. Si è scelto di tradurre

i principi di sostenibilità ambientale,

economica e sociale in un’azione -

certificata da Sardegna Ricerche come

azione innovativa per il territorio - che

ha portato al progetto pilota “edilizia

sostenibile e bioedilizia nel territorio del

Sulcis Iglesiente”.

Nei primi mesi del 2020 il GAL ha avviato,

con la collaborazione dell’organismo

di ricerca Lucense e di un gruppo di

architetti e ingegneri del territorio, il

processo di elaborazione delle Linee guida

coerentemente con tecniche tradizionali

locali e in continuità con la storia, le

tradizioni e il paesaggio.

L’obiettivo è quello di integrare gli

interventi infrastrutturali di tipo edilizio con

il paesaggio utilizzando le risorse naturali

locali, materiali non inquinanti e riciclabili

oltre che impianti a basso consumo

energetico, in un’ottica di economia

circolare e sviluppo territoriale sostenibile.

La linea d’azione è netta: d’ora in avanti

tutti gli interventi strutturali finanziati

nella strategia territoriale del GAL

dovranno essere conformi ai principi

dell’edilizia sostenibile contenuti in

queste Linee guida. Nella speranza che

questo lavoro ambizioso rappresenti

un ulteriore mattone importante per la

crescita del territorio.

Un particolare ringraziamento va

all’ingegnere Marco Naseddu del

CRP della Regione Sardegna, che

con competenza e professionalità ha

supportato e supporta il GAL in questo

tema complesso.

Nicoletta Piras

Direttrice del GAL Sulcis Iglesiente

Capoterra e Campidano di Cagliari

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Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Daniele Atzori

12


3. L’analisi territoriale

3.

L’analisi territoriale

Premessa

Le Linee guida per l’edilizia sostenibile

e le relative Schede tecniche, oggetto

del presente documento, sono state

elaborate nell’ambito della più ampia

azione di sistema “edilizia sostenibile e

bio-edilizia” attuata nel Sulcis Iglesiente

e promossa dal GAL Sulcis Iglesiente

Capoterra e Campidano di Cagliari, in

collaborazione con l’Agenzia regionale

Sardegna Ricerche per l’attuazione del

Piano d’Azione “Qualità e sostenibilità

per uno sviluppo rurale integrato” e

in accordo con il Centro Regionale

di Programmazione della Regione

Sardegna.

Il percorso avviato unisce il tema

della sostenibilità e la crescita di

competitività della filiera dell’edilizia.

Esso necessita di una nuova e diversa

gestione del territorio, delle sue risorse

e potenzialità nonché un più attivo

approccio al cambiamento e alla

valorizzazione di modelli di sviluppo

socio-economico basati sullo sviluppo

sostenibile, attraverso un orientamento

multidisciplinare e integrato.

La scelta di sviluppare questa azione,

capace di stimolare una stretta sinergia

tra la Strategia regionale per lo sviluppo

locale e la Strategia regionale per lo

sviluppo sostenibile che costituiscono

due ambiti programmatici sui quali da

tempo la Regione Sardegna ha deciso

di investire risorse per garantirne uno

sviluppo coordinato, e che rappresentano

altresì due elementi fondanti del

Programma Regionale di Sviluppo (PRS)

2020-2024 della Regione Sardegna

- e la volontà di incentivare il settore

dell’edilizia sostenibile a livello locale,

nascono dalle esigenze e proposte

emerse durante il percorso partecipativo

attuato dal GAL nel 2016 per la stesura

del Piano d’Azione.

Il GAL, infatti, nella Programmazione

2014-2020 ha colto la sfida lanciata

dal legislatore europeo di utilizzare

l’approccio allo sviluppo locale di

tipo partecipativo “Community Led

Local Devolopment (CLLD)” come

un’opportunità per attivare una politica

di sviluppo calata sulle esigenze

territoriali. Attraverso il coinvolgimento e

l’integrazione di diversi fondi strutturali

ha posto le basi per la costruzione di un

processo sperimentale di partecipazione

e coinvolgimento democratico degli

attori locali, delineando una traiettoria

condivisa di sviluppo nel medio-lungo

periodo che ha come filo conduttore

la sostenibilità ambientale, sociale ed

economica.

13


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Daniele Atzori

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3. L’analisi territoriale

Foto: Daniele Atzori

15


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Per questa ragione, come previsto dalla

Smart Specialisation Strategy (S3) della

Regione Sardegna - che si articola sul

paradigma secondo il quale per creare

sviluppo nei territori occorre essere

propensi all’innovazione, saper attivare

competenze tecniche specialistiche e

mettere insieme tutti gli elementi che

compongono una filiera produttiva, e che

richiama la bioeconomia e l’economia

circolare come priorità trasversali - il

GAL ha deciso di attivare un’azione per

la promozione dell’edilizia sostenibile,

cercando di incentivare la nascita

e la crescita di una vera e propria

filiera economica al fine di collegare

il finanziamento di tutti gli interventi

infrastrutturali inseriti nelle Misure del

Piano d’Azione all’applicazione concreta

delle Linee guida per l’edilizia sostenibile.

Sempre in linea con quanto stabilito

dalla Politica di coesione 2014-2020

nell’attuare le priorità di Europa 2020

per una crescita intelligente, sostenibile

ed inclusiva che attribuisce un

ruolo fondamentale all’elaborazione

di strategie nazionali/regionali

di specializzazione intelligente, e

anticipando in parte gli indirizzi su cui

si fonda la costruzione dei programmi

e degli strumenti operativi del ciclo di

Programmazione 2021- 2027, il GAL ha

sostenuto in questi anni un percorso

di capitalizzazione e condivisione della

conoscenza e un policy mix in grado di

assicurare l’innesco delle trasformazioni

prefigurate, come di seguito illustrato.

Innovazione e buone prassi

Il GAL, attraverso la collaborazione dei

partner coinvolti, ha avuto la possibilità

di diffondere nel territorio buone prassi

già sperimentate e di successo capaci di

trasmettere innovazione.

Individuazione di competenze

tecniche specialistiche

Il GAL, a seguito del coinvolgimento in

processi partenariali degli attori locali,

ha individuato nell’area di riferimento un

gruppo di professionisti (in particolare

ingegneri e architetti) con competenze

tecniche di altissimo livello che operano

da anni nel territorio nel settore

dell’edilizia sostenibile e che già nella

scorsa Programmazione avevano

lavorato nell’ambito di un finanziamento

per la realizzazione di un agriturismo

integralmente concepito con materiali

ecosostenibili.

Foto: Ricostruzione muraria in làdiri Arch. Alceo Vado

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17

3. L’analisi territoriale


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Formazione di operatori

specializzati

Dall’analisi dell’esperienza maturata

nella precedente programmazione e

il coinvolgimento del partenariato, è

emerso che nel territorio gli operatori

edili non possiedono le conoscenze e

le competenze necessarie per operare

secondo i principi dell’edilizia sostenibile,

con il conseguente ritardo nel lavoro e

la minore qualità nel risultato. Il GAL, in

collaborazione con l’agenzia formativa

IFOLD (Avviso POR Sardegna FSE 2014-

2020 “Misure integrate tra sviluppo locale

partecipativo e occupazione nell’ambito

della Green & Blue economy – Linee di

sviluppo progettuale 2 e 3”), ha pertanto

avviato un corso di formazione specifico

indirizzato alla formazione di maestranze

specializzate in edilizia sostenibile.

Attivazione di tutti gli operatori

della filiera

Il GAL, in collaborazione con i tecnici

specializzati coinvolti nell’azione, sta

realizzando la mappatura di tutti gli attori

che a livello regionale compongono

la filiera dell’edilizia sostenibile, con

particolare attenzione all’individuazione

dei soggetti fornitori dei materiali

biocompatibili per garantire l’efficienza e

la sostenibilità finanziaria e ambientale

degli interventi incentivati.

La governance istituzionale

Al fine di dare attuazione concreta a

quanto auspicato dalla S3, il GAL ha

effettuato una scelta coraggiosa nel

prevedere che tutti gli interventi di

costruzione, di ristrutturazione e di

miglioramento dei beni immobili da

finanziare nella Programmazione 2014-

2020 attraverso i bandi del GAL devono

essere obbligatoriamente orientati verso

i principi dell’edilizia sostenibile per poter

essere ammessi al finanziamento. Il GAL

sta inoltre coinvolgendo attivamente

tutte le amministrazioni locali affinché

le Linee guida possano divenire uno

strumento adottato in tutte le politiche

pubbliche locali.

All’interno del quadro programmatico

regionale richiamato e delle relative

procedure di attuazione, le Linee guida

per l’edilizia sostenibile e le Schede

tecniche non hanno la pretesa di

rappresentare una guida scientifica o di

essere interpretate come sostitutive delle

competenze e capacità progettuali dei

tecnici. Piuttosto devono essere intese

come un utile strumento di lavoro, avente

come principale obiettivo la divulgazione

e la diffusione all’interno del territorio del

GAL dei concetti basilari sui quali si fonda

l’edilizia sostenibile. Si tratta di un primo

tassello che intende far comprendere

ai futuri beneficiari e ai tecnici degli

enti locali che lo sviluppo della filiera

dell’edilizia sostenibile può costituire una

reale risorsa e non semplicemente un

obbligo da rispettare per poter accedere

agli incentivi previsti dalle procedure di

sostegno all’attività di impresa.

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3. L’analisi territoriale

Foto: Musei, Casa Asquer, Archivio Ignazio Garau

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Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

3.1

I comuni del territorio del GAL Sulcis Iglesiente

Capoterra e Campidano di Cagliari

L’area di intervento del GAL Sulcis

Iglesiente Capoterra e Campidano di

Cagliari comprende 22 comuni localizzati

nella zona sud-ovest della Sardegna

ed è caratterizzata da un esteso tratto

costiero ricco di suggestivi e variegati

paesaggi ed alcuni rilievi montuosi

che, con modesta altitudine, si ergono

su una morfologia prevalentemente

collinare interrotta, nella zona centrale e

meridionale, dalle pianure del Cixerri e del

Basso Sulcis.

La popolazione complessiva è di 77.561

abitanti. I Comuni di competenza

del GAL sono, in ordine alfabetico:

Buggerru, Carloforte, Domus de Maria,

Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba,

Gonnesa, Masainas, Nuxis, Perdaxius,

Piscinas, Pula, San Giovanni Suergiu,

Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco,

Siliqua, Teulada, Tratalias, Vallermosa,

Villamassargia, Villaperuccio.

Fino al periodo storico contemporaneo,

ovvero verso la fine del periodo

preindustriale, in Sardegna permane la

genesi della propria cultura costruttiva

e della tipologia insediativa locale,

consolidate nella cosiddetta epoca

giudicale. Ovvero, quattro Stati autonomi,

all’interno di una stessa isola, finalmente

privi di qualunque conflittualità

istituzionale, che si auto-governano con

proprie leggi specifiche (tra loro simili),

note con l’appellativo di Carte de logu,

che regolano gli aspetti insediativi e

persino gli usi domestici, ivi compresi i

materiali costruttivi e i rapporti con gli

eventuali Maestri de muru, quali operatori

di settore. Come regola della costruzione

domestica è infatti di norma quella

dell’auto- costruzione.

Fig.1: Contesto geografico dei Comuni del

GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano

di Cagliari.

Contains modified Copernicus Sentinel data

(2019), processed by ESA, CC BY-SA 3.0 IGO.

20


21

3. L’analisi territoriale


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

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3. L’analisi territoriale

3.2

La situazione del settore edile nel territorio del GAL

Foto: Is Loccis Santus

Comune di San Giovanni

Suergiu

Da una recente fotografia dello stato

attuale (pre-pandemia Covid 19),

svoltasi nell’ambito dell’analisi di

contesto realizzata dal gruppo di

lavoro costituito dall’ATI - incaricata

per l’assistenza tecnica a Sardegna

Ricerche (ISRI e Poliste) inerente al

Bando Bioeconomia - emerge una

rappresentazione molto significativa

del settore edile in Sardegna.

Le imprese che hanno saputo

sopravvivere alla grave crisi del

settore che è esplosa nel 2008 e ha

mostrato i primi segni di inversione di

tendenza soltanto negli ultimi anni –

evidenziando nella ristrutturazione in

chiave energetica il mercato principale

- si sono concentrate, per garantire la

loro competitività su un mercato molto

fragile, sui seguenti temi:

• Formazione e aumento delle

competenze delle risorse umane.

• Capacità di lavorare in rete con altri

operatori del settore al fine di offrire

servizi maggiormente competitivi.

• Investire in innovazione e sviluppo e

attrezzature performanti.

• Saper competere nel segmento

delle prestazioni elevate in termini di

efficienza energetica (tendenza Energia

Quasi Zero).

• Consapevolezza dei materiali bioedili e

utilizzo di risorse rinnovabili.

Mentre il mercato delle costruzioni

nuove è in costante diminuzione, sono

aumentati gli interventi mirati al recupero

delle strutture esistenti in chiave di

efficienza energetica, anche grazie ai

meccanismi incentivanti delle detrazioni

fiscali. In quest’ottica – dopo il periodo

di lockdown all’inizio del 2020 – e la

conseguente contrazione drammatica

di tutte le attività produttive – il Decreto

Rilancio propone delle formule mirate

di intervento indirizzato al settore delle

costruzioni, con un chiaro obiettivo:

quello di spingere attivamente il

settore delle ristrutturazioni mirando

all’efficientamento energetico.

23


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

24


3. L’analisi territoriale

Il valore strategico regionale per

le imprese edili

Per il settore edile in Sardegna questo

momento rappresenta un’opportunità

unica per proporre un approccio

integrato, basato sull’intesa fra

committenza, progettazione ed

esecuzione dei lavori verso nuovi

livelli di sostenibilità ambientale e

prestazioni energetiche sempre più

elevate richieste dall’Unione Europea.

Riuscire a interpretare la situazione

attuale attraverso una risposta, sinergica

di sistema del comparto potrebbe

realmente significare un rilancio del

settore, articolato attraverso i tre assi

sotto descritti:

Garantire elevate prestazioni

e comfort abitativo

Qualità e prestazioni pensati per durare,

da proporre attraverso un calcolo di

costo- beneficio da proiettare nel mediolungo

tempo.

Assicurare la sostenibilità delle

fonti di energia utilizzate

La questione energetica in Sardegna

è particolarmente importante, e

rappresenta la possibilità di applicare

in modo mirato soluzioni che

permetterebbero di chiudere un ciclo

virtuoso fra produzione locale

(fotovoltaico, eolico, biomassa) e

consumo sul posto, verso livelli nZEB –

nearly Zero Energy Buildings.

Promuovere la filiera territoriale

in termini di prodotti e

competenze

Per sostenere il settore edile sardo

serve anche una nuova consapevolezza

inerente alle materie prime importate

ed ai prodotti semifiniti provenienti

dall’esterno dell’Isola. Investire sulle

capacità tecniche e la crescita delle

competenze locali per rendere queste più

autonome, sia sotto il profilo del knowhow

da mettere in campo, sia nell’utilizzo

consapevole delle risorse naturali

presenti.

In questo contesto, il rilancio del settore

edile sardo può passare attraverso

la conversione di un comparto con

un impatto ambientale attuale – a

livello europeo tuttora molto elevato,

responsabile da solo del 40% di emissioni

di CO2 in atmosfera – in uno basato

su un’edilizia sostenibile all’insegna

dell’economia circolare.

25


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

3.3

Le tecniche costruttive tradizionali

Per i caratteri e le note peculiarità

della mineralogia locale, il territorio in

questione, fin dalla preistoria e sino

all’era premoderna ha rappresentato

per l’intera isola (e non solo) il sito di

maggiore importanza per il prelievo

di combustibili fossili e di interesse

metallurgico. Per questo motivo, anche

i caratteri della cultura costruttiva di

base e quelli della tipologia insediativa

locale sono legati ad un sistema

socio-comunitario sintetizzabile con la

definizione complessa di “territorio di

fondazione”.

Rispetto alle altre aree della Sardegna,

prevalentemente omogenee, è infatti

verificabile che tale particolarità sia un

vissuto sintomatico che rende carico

di significanti insediativi il territorio

del GAL. Il principio dell’abitazionecomunità

Furriadroxius e Medaus

rappresenta la costante imprescindibile

dell’abitare storico nel distretto del

GAL di riferimento. Le predilezioni

storico-costruttive, originate da tale

scelta d’utilità rurale, rendono poi unici

anche i modelli edificatori del villaggio

accentrato, soprattutto riguardo ai

materiali e le materie prime con cui si

realizzano gli edifici.

Così, nel comprensorio del Sulcis-

Iglesiente, oltre all’impronta insediativa

che qualifica i paesaggi storici, riveste

pari dignità e sostenibilità la ricca e

ampia varietà di prodotti lapidei (trovanti

locali o da cava) e di malte naturali o

ibride (oggi diremmo biocomposite)

che l’autosufficienza costruttiva ha

utilizzato con sapiente maestria. La

discontinuità geografica della Sardegna

del variegato mondo dei prodotti edili

d’alto forno, disponibili invece fin

dall’epoca pre-moderna nelle regioni

italiane continentali, ha consentito

nell’isola un’evoluzione locale colta, di

buone pratiche, soprattutto nell’uso

dell’argilla come legante naturale, diverso

da quelli ottenuti per disidratazione da

cottura - con il conseguente dispendio

energetico legato a quest’ultima - come

le calci e ancora più antitetico a quelli

d’alto forno come il cemento. L’Argilla,

una materia prima talmente abbondante

nell’isola, per varietà e quantità, da

diventare nuovamente un materiale

locale interessante, insieme ad alcuni

altri, nell’ottica dell’economia circolare

territoriale che può sicuramente portare

elementi utili per individuare una via per

uscire dalla crisi del settore edile sardo.

26


3. L’analisi territoriale

2 - Cuili - Stazzu Furriadroxius

3 - Tipo elementare pluricellulare

Fig.2: Tipologie prevalenti della casa:

Re-editing della Tavola 69 “Distribuzione

delle forme prevalenti delle dimore rurali

sarde”, tratta da pagina 185 del libro

di Osvaldo Baldacci: “La casa rurale in

Sardegna”, pubblicato dal Consiglio Nazionale

delle Ricerche (Comitato per la geografia, la

geologia e la talassografia), e stampato dal

Poligrafico Toscano, Firenze-Empoli, 1952.

14 - Forme miste

2 - tipo della valle dei Cixerri

3 - Tipo di Teulada

Confini del GAL Sulcis Iglesiente

Capoterra e Campidano di Cagliari

27


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Fig. 3: Re-editing della tavola 70, “Alcune

forme tipiche della casa rurale sarda”, tratta

da pagina 185 del libro di Osvaldo Baldacci:

“La casa rurale in Sardegna”, pubblicato dal

Consiglio Nazionale delle Ricerche (Comitato

per la geografia, la geologia e la talassografia),

e stampato dal Poligrafico Toscano, Firenze-

Empoli, 1952.

11 - Tipo a corte antistante dei campedani

14 - Furriadroxius

15 - Tipo elementare carlofortino

28


3. L’analisi territoriale

3.4

I materiali locali territoriali

La terra cruda

Qualsiasi tipo di argilla, quasi sempre

già presente in percentuale appropriata,

rende un semplice conglomerato di terra

adeguato a realizzare i biblici mattoni

crudi (in Sardegna detti làdiri), che

costituiscono un manufatto base per

l’architettura identitaria del territorio. La

stessa miscela di terra e argilla allo stato

naturale o additivata con una ragionevole

quantità di legante da cottura, quale

il grassello di calce aerea o una pasta

a base idraulica, rappresenta l’altra

importante caratteristica edile locale. Le

formule della tradizione ostentano nei

beni storici una vasta gamma di malte,

usate in altrettante prassi costruttive

e/o per finiture edili. Oggi, nell’ambito del

costruire sostenibile, la valorizzazione

di questa materia prima non si dovrà

limitare a proporre il riuso dei manufatti

di base, come ad esempio il sopra

indicato mattone crudo, ma andrà estesa

all’esaltazione propositiva dell’intera

filiera tecnologica. Il rilancio del mattone

crudo è l’occasione per la riscoperta e la

tutela dei molteplici impieghi dell’argilla

stemperata nel conglomerato di terra.

Si tratta di un vero biocomposto,

estraibile a freddo e direttamente dalla

natura, senza energia indotta e riciclabile

all’infinito.

I làdiri possono essere messi in opera

con semplice manualità artigiana o,

quando necessario, con l’energia che il

cantiere moderno ritiene indispensabile

per compensare le fatiche operative o

per accelerare i tempi di realizzazione,

comunque attraverso processi meccanici

poco energivori.

La pietra locale

Nella tradizione storica del territorio,

tra le buone pratiche di utilizzo dei

materiali costruttivi locali, emerge

su tutte l’impiego e il riciclo di un

binomio ideale, costituito dalle pietre

del territorio, i cosiddetti trovanti, e il

conglomerato argilloso di terre locali.

Non solo le strutture per il Clan familiare,

sia il Furriadroxiu sia il Medau, vengono

realizzati in tal modo, ma anche

infrastrutture e ogni altro caseggiato

sparso seguono la regola comune, quali

ad esempio gli insediamenti minerari, le

piccole stazioni di posta, etc.

L’uso apposito di ciò che offre il luogo

è dunque una pratica ben radicata nel

Sulcis-Iglesiente, comprovata dall’uso

locale della varietà più ampia dei tipi

lapidei presenti nell’isola. Le analisi di

O. Baldacci (1), ma anche il Manuale

regionale specifico (2), ci ricordano che

nel territorio del GAL sono presenti i

principali tipi di pietra calcare, granito e

trachite; messe in opera in entrambe le

lavorazioni che l’isola esprime, squadrate

e non squadrate.

29


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Le Mat , Progetto Ad Altiora Terra Cruda, Iglesias 2012:

30


3. L’analisi territoriale

L’utilizzo della canna

(ordinaria, lacustre, ausiliaria)

Nell’architettura storico-tradizionale del

territorio GAL, rispetto al ruolo primario

della terra cruda e della pietra, gli

elementi vegetali in esame ricoprono una

funzione accessoria. Sono comunque

presenti e utilizzate tre specie, elencate in

ordine d’impiego decrescente:

a. Arundo donax, la canna comune;

b. Phragmites australis, la cannuccia

palustre;

assente nelle abitazioni, in rari casi

è utilizzato negli spazi rustici come

pannello composito ad uso di copertura

o ripiano da essiccatoio.

Entrambe le specie, in abile e sapiente

combinazione tra loro, sono invece

ampiamente utilizzate per realizzare le

architetture temporanee dette “pinnette”,

ma anche quelle note con l’appellativo di

“baraccas”. Seppure presenti nel territorio

del GAL, non sono tanto diffuse come

nel confinante distretto a nord, ovvero

dell’oristanese.

c. Claudium mariscus, il giunco c.d.

falasco.

Nelle architetture abitative, sia sparse che

in Centro storico, l’arundo donax (canna

comune), è molto presente e utilizzata

per realizzare il noto “incannucciato”;

ovvero il supporto che regge il manto

di copertura delle tegole. Il phragmites

australis (cannuccia palustre) è poco

presente e quando impiegato funge da

scheletro per la realizzazione di pareti

divisorie della casa in terra cruda e/o

piccoli ambienti di medesimo tipo, quali

gli annessi rustici. Il claudium mariscus

(giunco più noto come falasco) è

praticamente

1

Osvaldo Baldacci: “La casa rurale in Sardegna”, pubblicato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Comitato

per la geografia, la geologia e la talassografia), e stampato dal Poligrafico Toscano, Firenze-Empoli, 1952.

2

A. La Marmora e C. de Candia I manuali del recupero dei centri storici della Sardegna ”Il Sulcis e l’Iglesiente”,

1839

31


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Tobias Weinhold / Unsplash.com

32


4. Il vademecum

4.

Il vademecum

Uno strumento di orientamento

per la promozione dell’edilizia

sostenibile nel territorio del GAL

Per poter contribuire attivamente allo

sviluppo e all’applicazione pratica

del concetto di economia circolare in

Sardegna, devono essere utilizzate le

materie prime, i materiali naturali e i

prodotti disponibili e realizzati sull’Isola.

Ciò significa promuovere attivamente

tutta la filiera territoriale, l’utilizzo delle

risorse locali rinnovabili, incentivando

il mantenimento o la nuova creazione

di posti di lavoro per assicurare un

indotto economico locale. Oggi, l’edilizia

sostenibile ha l’opportunità di inserirsi

in tali processi virtuosi per contribuire

attivamente allo sviluppo di una maggiore

sostenibilità ambientale, economica e

sociale della Sardegna. Inoltre, l’edilizia

sostenibile potrà permettere, attraverso la

valorizzazione delle tipologie tradizionali

e le sue derivazioni innovative, di

dare continuità all’identità territoriale,

elemento caratterizzante anche per un

turismo sostenibile e consapevole, di

elevata qualità.

L’edilizia sostenibile ha il compito di

promuovere l’utilizzo delle materie prime

locali rinnovabili, le tecniche costruttive

sostenibili e rispettose dell’ambiente

e della salute dell’uomo. In questo

modo si possono evitare trasporti

onerosi, abbattere le emissioni di CO2 e

contrastare in modo attivo la difficoltà

della filiera locale di competere con la

logica del mercato globale e dei grandi

competitor che attraverso una politica

aggressiva dei prezzi hanno contribuito al

declino della produzione in Sardegna.

Le presenti Linee guida contengono un

vademecum che rappresenta un filo

conduttore che mette in evidenza le

potenzialità della bioedilizia nel territorio

del GAL, con illustrazione dei principi

base e esempi concreti di edilizia

sostenibile, per un impiego di materiali

e prodotti sani e salubri, privi di elementi

inquinanti, a base di risorse di origine

territoriale. Sono inoltre introdotti i

principi della bioclimatica per garantire

il comfort abitativo, la gestione

consapevole delle risorse energetiche

mirata ai livelli dei cosiddetti nZEB,

l’utilizzo parsimonioso delle risorse

idriche per conservare e nutrire le riserve

del sottosuolo, i sistemi di depurazione

naturale delle acque e le altre azioni

volte alla valorizzazione e alla tutela

del paesaggio come bene ambientale e

identitario prezioso.

33


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Luca Pinna

34


4. Il vademecum

Edilizia sostenibile ed economia

circolare: per una riqualificazione

consapevole dei territori

Da anni soggetto ad una forte crisi

dell’intero comparto, il settore dell’edilizia

oggi sta vivendo un cambio di paradigma

importante: finiti i tempi della quantità

che comandava sulla qualità, oggi il

suo ruolo si sta ridefinendo attraverso

una logica di elevata qualità e altissime

prestazioni energetiche di fronte ad un

rapporto costo-beneficio positivo, ai fini

di garantire la necessaria competitività

sul mercato. Il valore della sostenibilità

ambientale sta diventando uno standard

obbligatorio attraverso i CAM - Criteri

Ambientali Minimi - come primo passo

per l’integrazione dei meccanismi del

settore edile nella logica dell’economia

circolare. L’edilizia sostenibile si collega

dunque in modo determinante con

il territorio nel quale si implementa:

partecipa sempre di più alla creazione di

un indotto territoriale, utilizzando risorse

e materiali del posto, evitando trasporti

pesanti con consumi energetici elevati

che generano elevate emissioni di CO2.

e la sostenibilità ambientale, applica una

leva importantissima a favore di questa

tendenza: mette al centro la salubrità dei

materiali in termini di

bio-compatibilità, ovvero nel rapporto fra

l’abitante e il contesto che lo circonda.

Infatti, considerando che la qualità del

clima interno delle costruzioni e la sua

salubrità dipendono direttamente dalle

caratteristiche dei materiali impiegati, i

prodotti naturali della bioedilizia si sono

fatti apprezzare sempre di più negli

ultimi anni, aprendo ad un mercato che

potenzialmente offre soluzioni basate

anche su risorse territoriali che possono

incentivare in questo modo processi

virtuosi dell’economia circolare.

Foto: Daniele Atzori

In quest’ottica di green economy, già

da oggi l’edilizia sostenibile partecipa

attivamente allo sviluppo sostenibile dei

territori. Conseguentemente la qualità e

la provenienza dei materiali diventano

criteri di cui l’importanza è in costante

aumento. La bioedilizia, oltre all’efficienza

35


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

4.1

I sistemi dell’edilizia

sostenibile

4.1.1

Il recupero e riciclo

ll consumo di territorio è legato

all’espansione delle aree antropizzate

e va di pari passo con il consumo di

materie prime per la costruzione di

manufatti ed infrastrutture. Man mano

che la consapevolezza verso una nuova

sostenibilità ambientale cresce, aumenta

anche la necessità di recuperare lo

spazio costruito per valorizzarlo. La

demolizione delle costruzioni obsolete

mette tuttavia in evidenza il problema

della gestione del materiale di risulta.

Una gestione sostenibile di tali risorse

permette di entrare in un’ottica di

recupero, ri-uso, rivalorizzazione del

materiale proveniente da processi

virtuosi di demolizione per immetterli

in un secondo ciclo di vita, piuttosto

che consumare e smaltire in discarica

con una logica non più sostenibile. I

CAM – (Criteri Ambientali Minimi) –

vanno in questa direzione e prevedono

delle percentuali minime obbligatorie

di materiale proveniente da processi di

recupero.

Obiettivi

Ridurre il consumo di risorse e materiali

nuovi nel territorio del GAL Sulcis

Iglesiente Capoterra e Campidano di

Cagliari attraverso il riutilizzo di: materiale

da demolizione riciclato localmente

(macinati da usare come inerti,

agglomerati) per massetti ed intonaci,

prodotti o elementi riutilizzabili da

processi di decostruzione (componenti

edilizi come travi, travetti, mattoni,

infissi), terre da scavo, incentivando

una dinamica di economia circolare per

l’utilizzo ed il riutilizzo di risorse locali.

Esempi

Ridurre movimentazione verso la discarica

di detriti potenzialmente riutilizzabili,

utilizzando localmente, laddove possibile,

materiale da recupero prodotto in situ

o in stabilimento territoriale, riducendo

la quota- parte di trasporto e CO2

emessa per la collocazione in discarica

e la fornitura ex novo, minimizzando

consumi di materia prima ed energia

per l’estrazione. Creare processi virtuosi

favorendo la realizzazione di un indotto

economico locale per il riutilizzo dei

materiali tradizionalmente utilizzati

e la rivalorizzazione di materiale da

demolizione attraverso la preparazione

di inerti di granulometria controllata per

l’utilizzo in conglomerati.

Fig. 4 Processo di recupero proveniente da

demolizione in stabilimento fisso.

Fig. 5 Materiale da demolizione tritato misto.

Fig. 6 Esempio di trituratore trasportabile per

lo sminuzzamento in situ.

Fig. 7 Processo di recupero da materiale

proveniente da demolizione.

36


4. Il vademecum

4.1.2

I materiali naturali

della bioedilizia

Utilizzare materiali sani nella costruzione

significa mettere le basi per un’ edilizia

che rispetti le esigenze di salubrità e di

biocompatibilità dell’abitante. Questo

aiuta ad evitare le principali patologie

della cosiddetta sick building syndrome

(la sindrome dell’edificio malato) spesso

causata dall’utilizzo di materiali di

sintesi che possono rilasciare sostanze

nocive nell’ambiente interno, anche

molto dopo la loro messa in opera. Il

cittadino europeo mediamente passa la

maggioranza del suo tempo all’interno

delle costruzioni; diventa quindi di

cruciale importanza un’attenta scelta

inerente la qualità e la non-nocività

intrinseca del materiale che si utilizza.

La bioedilizia che nasce proprio

dall’esigenza di tutelare l’abitante e

l’ambiente, propone delle soluzioni

basate sull’utilizzo di tecniche e l’impiego

di materiali che siano di provenienza

naturale, rinnovabili e poco energivori in

fase di produzione, igroscopici, esenti

da sostanze tossiche (VOC), altamente

prestanti a livello termico e acustico.

Obiettivi

Minimizzare l’impronta ambientale

durante la produzione dei materiali da

costruzione.

Garantire elevati livelli di comfort

abitativo e bassi livelli di impatto

ambientale per le nuove costruzioni e per

gli edifici riqualificati con ambienti interni

salubri, senza inquinanti tossici.

Favorire l’utilizzo di materiali naturali

che interagiscano positivamente con

l’essere umano attraverso elevati livelli

di traspirabilità (quantità di vapore

d’acqua che riesce ad attraversare un

determinato materiale).

Utilizzare materiali che provengono

da processi e risorse rinnovabili che

permettono di essere reintegrati nei

cicli naturali senza dover prevedere

meccanismi di smaltimento dedicato,

energivori ed inquinanti.

Fig. 8 Pannello di fibra di legno accoppiato.

Fig. 9 Blocchi di Calce-Canapa.

Fig. 10 Pannello di fibra di Canapa.

Fig. 11 Legno massello di conifera.

37


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Esempi

I materiali della bioedilizia posso essere

di origine minerale, vegetale e animale e

sono riferibili a processi tendenzialmente

sostenibili, che utilizzano poca energia,

acqua, generando bassi impatti

ambientali in termini di emissioni di CO2.

Sono articolabili in materiali strutturali

(ad esempio laterizio e legno), malte

e conglomerati (intonaci e malte),

rivestimenti superficiali (piastrelle,

parquet, etc.) e isolamento termico/

acustico. Recentemente sono in

aumento materiali provenienti dalla filiera

agro-industriale che usano prodotti di

”eccedenze” di origine naturale come la

paglia e la canapa.

Risorse Vegetali L’edilizia a base filiera

legno propone elementi strutturali

lineari (travi), superficiali (assi di legno)

e tridimensionali strutturali (X- Lam/

Cross-Lam), quest‘ultimo con l’aiuto di

incollaggio di assi di legno strutturali

per costituire elementi costruttivi da

assemblare ”a secco” in cantiere.

Ugualmente a base legno sono i pannelli

di fibra di legno per la coibentazione

provenienti dalle filiere principalmente

mitteleuropee. Sono

pure presenti la paglia/pula di riso, la

canapa/kenaf, il cocco come fibre

vegetali provenienti da processi agricoli,

il sughero come filiera mediterranea di

eccellenza.

Risorse Minerali Con la cottura a circa

850°C del materiale argilloso viene

prodotto il laterizio, materiale strutturale

e di rivestimento utilizzato nel bacino

mediterraneo da millenni. I prodotti

più recenti oggi riescono a soddisfare

standard energetici molto elevati e

possono costituire involucri esterni

performanti altamente traspiranti,

favorendo ottimi livelli di comfort

termo igrometrici. Con un processo

di ”termoespansione” in forno viene

prodotta l’argilla espansa che permette di

alleggerire massetti ed intonaci con il suo

potere isolante.

Risorse Animali Da sempre fonte di

approvvigionamento dell’uomo per

cibarsi e vestirsi, sono molti i materiali

che si possono utilizzare in edilizia: la

lana di pecora, ad esempio, risulta un

ottimo materiale per l’isolamento, anche

in presenza di umidità dovuto allo strato

di lanolina naturale che protegge le fibre

di lana dall’umidità.

Fig. 12 Pannello ibrido di sughero accoppiato

a fibra di canapa.

Fig. 13 Elementi strutturali di X- Lam in legno.

Fig. 14 Progetto PReMuRa: realizzazione di

muratura in laterizio porizzato e in làdiri.

Fig. 15 Intonaco in calce e pula di riso.

38


4. Il vademecum

Fig. 16 La corteccia della sughera viene

tagliata circa una volta ogni 8 anni.

Fig. 17 La Perlite è un minerale di origine

vulcanica molto presente in Sardegna.

Fig. 18 Capriata tradizionale in legno di

Ginepro e incannicciato a vista ( Is Loccis

Santis, Comune di San Giovanni Suergiu).

Fig. 19 Materasso di lana di pecora.

4.1.3

Le risorse naturali della Sardegna:

verso l’economia circolare

La Sardegna è ricca di risorse naturali

a partire dalle quali è possibile produrre

materiali per l’edilizia sostenibile. Anni

di crisi del settore hanno costretto

molte imprese e produttori a cedere

alla pressione del prezzo sempre più

conveniente dei materiali provenienti

da ”fuori”, dai meccanismi produttivi

su grande scala, chiudendo attività

e stabilimenti produttivi all’interno

dell’isola. Per iniziare un’inversione di

tendenza è necessario dimostrare la

convenienza di alcuni prodotti della

bioedilizia provenienti della Sardegna

che a livello prestazionale, di qualità e di

valore aggiunto ambientale non temono

concorrenza e potranno contribuire a

ricreare un indotto economico locale

legato al settore edile. La contrazione

quasi totale della produzione del laterizio

in Sardegna è emblematica in relazione

alla fragilità che il settore sta soffrendo.

Incentivare l’utilizzo di risorse dell’isola

rappresenta una misura utile a garantire

maggiore concorrenzialità alle imprese

sarde.

Obiettivi

Utilizzare risorse naturali della Sardegna

per un impiego in edilizia sostenibile

coadiuva i processi dell’economia

circolare: attivare iniziative di ricerca e

sviluppo per aumentare la competitività

delle imprese sarde sul mercato

locale (abbassando la dipendenza da

importazioni fuori dall’isola).

Incentivare l’indotto economico

territoriale attraverso la promozione di

tecnologie e materiali locali con una

valutazione costo- beneficio favorevole

per i committenti.

Esempi

Una delle prime risorse naturali che

viene in mente, perché utilizzata

storicamente in gran parte nei territori

di tutto il Campidano, è sicuramente

la Terra Cruda. Seppur una materia

prima abbondante e a basso costo,

oggi la normativa nazionale non

permette di utilizzare la Terra Cruda per

opere portanti (se non in alcuni casi di

restauro), ma ultimamente la tendenza

è quella di abbinare nell’impasto di terra

materiali provenienti dall’ Agrifiliera,

come la paglia, la pula di riso, la canapa,

etc. che permettono di realizzare involucri

ad elevata inerzia termica e ottima

traspirabilità.

39


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Oggi si riesce ad utilizzare l’argilla anche

attraverso metodologie innovative come

la stampante 3D che aprono nuove

possibilità e prospettive all’utilizzo di

questa risorsa locale per eccellenza.

Il sughero è una risorsa naturale che

viene lavorata in modo intensivo in

Sardegna. Viene esportato in parte

rilevante all’estero, principalmente

sotto forma di tappi in sughero legati

alla filiera del vino, perché permette di

sigillare la bottiglia e, allo stesso tempo,

lascia al vino la possibilità di respirare.

La sua caratteristica di traspirabilità

rappresenta un valore in termini di

salubrità per il suo utilizzo in edilizia,

specialmente per la realizzazione di

cappotti termici attraverso l’uso di

sughero in pannelli, incollati con malte a

base di calce naturali e tassellati come

da normativa. Altro materiale isolante,

meno conosciuto ma esportato in

quantità rilevanti fuori dalla Sardegna, è

la perlite, un minerale naturale di origine

vulcanica, che attraverso la cottura si

gonfia e diventa altamente coibentante.

Può essere utilizzato come materiale da

insufflare nelle intercapedini da isolare,

o da mescolare negli impasti di intonaci

isolanti o massetti alleggeriti.

Considerando che la pastorizia

costituisce un elemento strategico

nell’attività produttiva della Sardegna,

e che la lana di pecora rappresenta

una risorsa preziosa che negli ultimi

anni ha sofferto enormemente il crollo

dei prezzi di vendita per via della

concorrenza a livello globale, valorizzare

il prodotto attraverso una riconversione

verso processi altamente qualificanti

costituisce un’occasione importante

per questa risorsa. La realizzazione di

pannelli di lana è stata avviata negli ultimi

anni con buoni risultati. Essendo tuttavia

ancora scarsa la richiesta interna del

mercato sardo, occorre implementare

una rete di vendita a livello più ampio che

si spinga al di fuori dei confini dell’isola e

nazionali.

La Sardegna è una delle prime regioni

in Italia per superficie boschiva, ma non

possiede una filiera produttiva che rende

l’utilizzo del legname sardo accessibile

come alternativa vera. Tuttora è più

facile attingere alle forniture dal Nord

Italia e dell’Europa settentrionale. La

ricerca universitaria pluriennale da parte

dell’Università di Cagliari (DICAAR) ha

dimostrato che il legname sardo è adatto

all’utilizzo in edilizia anche per elementi

portanti in Crosslam.

Fig. 20 Messa in opera di Ladiri realizzati con

gli alunni dell’istituto Scano, Cagliari.

Fig. 21 Esempio di applicazione di pannelli di

sughero per costituzione di cappotto termico.

Fig. 22 Muri portanti e Intonaci in Terra Cruda,

Ecomuseo di Villamassargia, noto come Casa

Fenu (Archivio Ignazio Garau).

Fig. 23 Tramezzo realizzato in Terra e Paglia

(Progetto BAREGA).

40


Foto: Museo Casa Fenu Archivio Ignazio Garau

41


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

4.1.4

La bioclimatica:

utilizzo di sistemi passivi

per la climatizzazione naturale

nel periodo invernale

Oggi, l’idea di costruire utilizzando

intelligentemente metodi naturali,

che permettono di gestire il comfort

abitativo con il minor utilizzo di energia,

rappresenta un passo importante verso

una maggiore sostenibilità ambientale

degli edifici.

Le esigenze da gestire in modo

consapevole nel prossimo futuro sono

principalmente due: da una parte, coprire

il fabbisogno energetico quasi totalmente

attraverso l’energia prodotta in situ con

l’utilizzo di tecnologia avanzata ovvero

tramite l’impiego di ”Sistemi Attivi”,

basati su fonti di energia rinnovabile

quali pannelli solari, pannelli solari

termici, pompe di calore, micro eolico etc.

Dall’altra, utilizzare i cosiddetti ”Sistemi

Passivi” che funzionano direttamente

tramite principi fisici, come l’apporto

termico delle serre solari correttamente

esposte e abbinate allo sfruttamento

della massa termica dell’edificio, per

contribuire al riscaldamento.

Obiettivi

Abbassare il consumo energetico totale

sfruttando maggiormente l’energia

primaria (presente in natura) rappresenta

un obiettivo rilevante. Ad esempio,

la bioclimatica e le soluzioni basate

sull’impiego di Sistemi Passivi possono

contribuire in modo significativo a

questo: si stima un potenziale di circa

20% di energia risparmiabile per il periodo

di riscaldamento attraverso l’utilizzo

corretto di una serra solare.

Per raggiungere tali risultati è importante

individuare bene l’esposizione della

costruzione, verificare la possibilità

nelle costruzioni esistenti di rendere

l’apporto solare maggiore (nuove

aperture) o la possibilità di realizzare

una serra addossata, come volume

tecnico aggiunto al fabbricato esistente,

utile allo sfruttamento dell’energia

solare. Due aspetti fondamentali devono

essere valutati: da un lato la serra solare

è considerata un vano che produce

calore e non uno spazio di soggiorno

supplementare; dall’altro, è imperativo

prevedere sistemi di ombreggiamento e

aperture per evitare il surriscaldamento

estivo.

Fig. 24 Integrazione di una serra solare nella

veranda coperta durante un recupero di un

fabbricato rurale a Milis.

Fig. 25 Esempio di serra solare addossata

(Centro Panta Rei, Umbria) ombreggiamento

contro il surriscaldamento estivo.

Fig. 26 Serra Solare incorporata: vetrata

aperta a spazio serra e muro di accumulo in

terra cruda, (Centro Panta Rei, Umbria).

Fig. 27 Costruzione ex novo ad elevata inerzia

termica: legno lamellare e tamponatura in

mattoni di argilla (Vezzano Ligure).

42


4. Il vademecum

Esempi

Nei periodi invernali, e nei periodi

cosiddetti di mezza-stagione

(primavera, autunno) la serra solare di

accumulo termico permette, se esposta

correttamente (e nel migliore dei casi a

sud, altrimenti a sud-est o sud-ovest) di

usufruire gratuitamente dell’ apporto di

energia solare per contribuire in modo

significativo al riscaldamento dell’edificio

retrostante.

La serra solare può essere costituita da:

• Un corpo vetrato a sé stante addossato

alla costruzione principale con inerzia

termica dedicata per immagazzinare

l’energia solare ricevuta da un muro di

accumulo termico e dal pavimento (fig.

25 e schemi fig. 28/29).

• Un volume vetrato incorporato nella

sagoma dell’edificio/copertura che

permette di integrare la serra all’interno

dello stesso corpo di fabbrica (fig. 24).

• Un’ampia vetrata che permette un

apporto solare diretto (fig. 27/30).

Un aspetto di fondamentale importanza

da considerare è che le serre solari sono

pensate per massimizzare l’apporto

solare nel periodo invernale, ma devono

obbligatoriamente prevedere un sistema

di protezione solare efficiente per evitare

i problemi di surriscaldamento durante il

periodo estivo. Oltre all’ombreggiamento

esistono soluzioni coadiuvanti quali

i sistemi di estrazione dell’aria calda

tramite l’utilizzo di camini solari per

garantire il raffrescamento delle serre

solari durante il periodo estivo (fig 31).

Altri sistemi passivi che permettono di

contribuire al riscaldamento durante

il periodo invernale sono: ad esempio,

gli scambiatori di calore con il terreno

o i cosiddetti pozzi canadesi i quali

permettono di preriscaldare l’aria

esterna facendola passare nel terreno,

che nelle nostre latitudini presenta una

temperatura media di 18°C a 2 metri

circa di profondità.

Fig. 28 Funzionamento diurno della serra

addossata nel periodo invernale: l’apporto

diretto genera calore nell’abitazione.

Fig. 29 Funzionamento notturno della serra

addossata nel periodo invernale: l’inerzia

termica permette di accumulare l’energia

termica e la restituisce durante la notte.

Fig. 30 Vetrata solare esposta a sud con

sistema di pergole scorrevoli per la protezione

contro il surriscaldamento (Vezzano Ligure).

Fig. 31 Serra con sistema di camini solari per

estrazione dell’aria calda nel periodo estivo

(abbinato a ombreggiamento in canna).

43


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

4.1.5

La bioclimatica:

utilizzo di sistemi passivi

per la climatizzazione naturale nel

periodo estivo

Il costante aumento del fenomeno

di riscaldamento globale costituisce

un problema notevole riguardo alla

crescente richiesta energetica per

il fabbisogno di raffrescamento

estivo, particolarmente accentuato

nell’ambito climatico dell’Europa del sud,

coinvolgendo pertanto principalmente i

paesi che si affacciano sul mediterraneo.

La questione della richiesta energetica

per il raffrescamento può essere

affrontata in modo simile a quanto

illustrato nel capitolo precedente, ovvero

basandosi sull’utilizzo di fonti di energia

rinnovabile e l’impiego di soluzioni

che utilizzano i principi della fisica per

raffrescare passivamente l’edificio, senza

un effettivo consumo energetico. Per

il raffrescamento esistono una serie di

Sistemi Passivi da applicare, attraverso

un’attenta progettazione bioclimatica.

Obiettivi

Contribuire in modo significativo ad

abbassare la richiesta energetica

riducendo cosi l’impatto ambientale delle

costruzioni nel periodo estivo in termini

di emissioni di CO2.

Migliorare notevolmente il comfort

abitativo in ambito estivo all’interno

delle costruzioni. Promuovere soluzioni

basate su sistemi Passivi per coadiuvare

soluzioni tecnologiche esistenti, in modo

tale da elevare sia i livelli di efficienza

energetica complessiva che gli aspetti di

costo-beneficio.

Esempi

Schermature Solari dell’involucro

opaco e vetrato: soluzione principale da

applicare alle superfici maggiormente

esposte al sole, ai fini di abbattere la

temperatura superficiale delle stesse.

Pergole o elementi schermanti del tipo

persiana sono necessari per gli infissi e

le superfici vetrate esposte, per evitare

il surriscaldamento eccessivo. Anche

il verde caducifoglie può aiutare a

schermare dal sole, dal momento che

d’inverno permette l’ingresso dei raggi

solari per un apporto passivo gratuito.

Fig. 32 Sistema di protezione solare contro il

surriscaldamento estivo realizzato in bambù

(Milano, STAM Europe, Goring+Straja).

Fig. 33 Diagramma rappresentante il costante

aumento della temperatura terrestre media

(NASA).

Fig. 34 Soluzione di ombreggiatura della

facciata esposta al sole che permette di

evitare fenomeni di surriscaldamento (B&B

Casa di Nonna Peppina, San Vito).

44


4. Il vademecum

Facciata ventilata Un sistema evoluto

di raffrescamento è dato dalla creazione

di un strato protettivo anteposto

all’involucro vero e proprio, creando uno

spessore vuoto. Questa intercapedine

permette di canalizzare l’aria che si

riscalda verso l’alto, una volta che lo

strato protettivo aumenta di temperatura,

cedendo il suo calore. Il moto convettore

che si crea naturalmente all’interno

dell’intercapedine dovuto all’incidenza

solare (l’aria calda si espande e tende

a salire), permette la rapida estrazione

di tale aria ad elevata temperatura

prima che essa surriscaldi a sua volta

l’involucro: l’effetto camino che si crea

richiama costantemente aria più fresca

dal basso e garantisce un continuo

refrigerio.

Tetto ventilato Sullo stesso principio

funziona il tetto ventilato che

permette di attenuare il fenomeno

di surriscaldamento che d’estate

è ancora maggiore sulle superfici

inclinate orizzontalmente, considerando

che con l’elevata angolatura del sole

d’estate nell’area mediterranea, le falde

sono quasi perpendicolari e quindi

assorbono una quantità elevatissima

di energia solare. Il colmo ventilato

permette di espellere l’aria surriscaldata,

mentre a livello della gronda entra

permanentemente dell’aria più fresca.

Tetto verde Soluzione interessante per il

tetto piano dove una ventilazione risulta

difficile: si tratta di una copertura con un

pacchetto a verde pensile, che costituisce

uno strato di terriccio con drenaggio,

includendo un minimo di ritenzione idrica

per le piante che permette di mitigare le

escursioni termiche d’estate. Può essere

estensivo a bassi spessori o intensivo

con spessori più elevati.

Ventilazione notturna e massa termica

È fondamentale prevedere sistemi

di ventilazione naturale notturna per

usufruire dell’escursione termica

fra giorno e notte: così si riesce ad

accumulare il fresco attraverso una

buona massa termica interna, per poter

successivamente incidere positivamente

sull’assorbimento del calore umano

nel momento più caldo della giornata,

generando un rilevante comfort termico.

Questo costituisce uno degli aspetti

più importanti del modello Abitare

Mediterraneo che viene illustrato nel

punto successivo.

Fig. 35 Sistema di Facciata Ventilata

sviluppato per il centro Abitare Mediterraneo

con elementi in Laterizio sagomati a vista

(Palagio Engineering).

Fig. 36 Sistema di Pergola ombreggiante

(Gazebo Vittoria - Perrotta Steel&Wood,

Salento, Italia).

Fig. 37 Principio funzionante del Tetto Verde

(Acqua Verde).

45


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

4.1.6

Il comfort climatico indoor:

Abitare Mediterraneo in Sardegna

Il modello Abitare Mediterraneo nasce

per sottolineare la specificità climatica

e culturale del bacino mediterraneo,

unendo la qualità ambientale dell’edificio

e i valori di sostenibilità che ne regolano

la costruzione o la riedificazione.

Punta a dare risposte alle esigenze

sociali, a quelle energetiche ed alle

richieste di comfort abitativo estivo

ed invernale, specifiche del contesto

climatico.

I principi base del modello Abitare

Mediterraneo sono:

A. Architettura e clima locale

Proporre soluzioni tecniche innovative,

culturalmente e climaticamente

compatibili.

B. Inclusività e mutamento

Adattare l’edilizia alle nuove esigenze

sociali.

C. Identità e competitività

Sviluppare modelli

architettonicamente idonei ed

economicamente performanti.

D. Trasformazione urbana e territoriale

Garantire elevata qualità ambientale,

evidenziando l’impronta energetica

della filiera edilizia in ambito della

riqualificazione dell’esistente e della

nuova costruzione, monitorandone

l’impatto ambientale misurabile in

emissione di CO2.

E. Innovazione e Tradizione

Adattare soluzioni tecnologiche

garantendo elevati livelli di comfort.

Fig. 38/39 L’involucro interno gioca un ruolo

fondamentale nell’erogazione di comfort

abitativo: accumula il fresco notturno d’estate

e assorbe i carici interni durante il giorno.

Fig. 40 Lo sfasamento termico dell’involucro

fra il picco di calore esterno e quello interno

permette di attenuare l’incidenza del calore

estivo: è fondamentale disporre di una massa

termica adeguata e di una buona capacità

termica areica per garantire l’ assorbimento

dei carichi interni.

46


4. Il vademecum

Esempi di campioni edilizi realizzati in

scala 1:1 con materiali della filiera sarda

basati sull’utilizzo di materiali naturali,

esposti momentaneamente all’interno

dell’Istituto Dionigi Scano, Cagliari. I

campioni sono stati realizzati durante le

attività di alternanza Scuola Lavoro con

gli alunni dell’Istituto, nel contesto del

trasferimento tecnologico del modello

Abitare Mediterraneo in Sardegna,

finanziato da Sardegna Ricerche e

implementato da Lucense nel periodo

2016-2017. Consulente specialistico sul

tema Terra Cruda: Arch. Alceo Vado.

47


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Inerzia termica

0%

50%

100%

I 5 principi tecnici del modello Abitare

Mediterraneo sono:

Isolamento termico e controllo della condensa

Garantire massa termica per usufruire

di un corretto sfasamento termico al

fine di ottenere elevato comfort termoigrometrico

estivo ed invernale.

0%

50%

Sostenibilità dei materiali

100%

Assicurare la massima efficienza

energetica dell’organismo edilizioimpianto

garantendo nello stesso tempo

elevati livelli di salubrità.

0%

50%

Controllo dell’irraggiamento solare

100%

Stimolare la filiera sostenibile dei

materiali, promuovendo i meccanismi

dell’economia circolare per un’edilizia di

impronta territoriale.

0%

CO 2

incorporato

50%

100%

Predisporre delle schermature solari

per l’involucro opaco e trasparente,

onde evitare il surriscaldamento estivo

dell’edificio.

0%

50%

100%

Garantire eco-compatibilità e basso

impatto ambientale delle costruzioni,

minimizzando la CO2 incorporata.

48


4. Il vademecum

4.2

Le prestazioni di efficienza energetica verso nZEB

Il termine nZEB è l’acronimo di nearly

Zero Energy Building e indica un

edificio con consumo energetico

pari quasi a zero. Gli edifici nZEB

richiedono pochissima energia per il loro

“funzionamento” con un conseguente

bassissimo impatto ambientale in

termini di emissioni di CO2. E’ la direttiva

europea 2010/31/UE che ha imposto

agli stati membri di abbassare i consumi

energetici degli edifici fornendo la prima

definizione di edificio nZEB, circa dieci

anni fa. In Italia tale direttiva è stata

recepita con il DL 63/2013, poi convertito

in Legge 90 il 3 agosto 2013.

Dal 1° gennaio 2019 gli edifici di nuova

costruzione occupati da pubbliche

amministrazioni e di proprietà di queste

ultime, compresi gli edifici scolastici,

devono essere edifici nZEB. Dal 1°

gennaio 2021 la disposizione di cui

sopra è estesa a tutti gli edifici di nuova

costruzione e agli edifici sottoposti

a ristrutturazioni importanti di primo

livello, quindi sia pubblici che privati.

Sarà considerato “edificio a energia

quasi zero” ogni edificio, sia esso di

nuova costruzione o pre-esistente, che

risponderà ai seguenti requisiti tecnici:

a) tutti i seguenti indici, calcolati secondo

i valori dei requisiti minimi vigenti dal

1° gennaio 2019 per gli edifici pubblici

e dal 1° gennaio 2021 per tutti gli altri

edifici, risultano inferiori ai valori dei

corrispondenti indici calcolati per

l’edificio di riferimento (edificio virtuale

geometricamente equivalente a quello

di progetto, ma dotato dei parametri

energetici e delle caratteristiche

termiche minime vigenti):

• il coefficiente medio globale di scambio

termico per trasmissione per unità di

superficie disperdente (H’T);

• l’area solare equivalente estiva per

unità di superficie utile;

• l’indice di prestazione energetica per

la climatizzazione invernale (EPH),

l’indice di prestazione termica utile per

la climatizzazione estiva, compreso

l’eventuale controllo dell’umidità (EPC),

l’indice di prestazione energetica

globale, espresso in energia primaria

(EPgl), sia totale che non rinnovabile;

• i rendimenti dell’impianto di

climatizzazione invernale (H),

di climatizzazione estiva (c) e

di produzione dell’acqua calda

sanitaria (w);

b) sono rispettati gli obblighi di

integrazione delle fonti rinnovabili nel

rispetto dei principi minimi (Allegato

3, paragrafo 1, lettera c), del decreto

legislativo 3 marzo 2011, n. 28).

49


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

49

Foto: Gustavo Quepón / Unsplash.com

50


4.2.1

L’elevata efficienza dell’organismo

edificio-impianti

La realizzazione di un edificio nZEB è

sicuramente un obiettivo ambizioso e

il progetto deve essere curato in tutti i

suoi aspetti, dalla scelta dei materiali da

usare per la realizzazione dell’involucro

disperdente, alla tipologia di impianti

da installare. Nella progettazione sarà

necessario tenere presente che in inverno

una quantità eccessiva di dispersioni

per trasmissione e ventilazione sono

controproducenti per ottenere una

verifica positiva, mentre d’estate, al

contrario, è importante prevedere sistemi

che evitino fenomeni di surriscaldamento,

così come aperture correttamente

posizionate per garantire la ventilazione

naturale per un efficiente raffrescamento

passivo.

Obiettivi

Cercare di minimizzare il ricorso a

fonti energetiche esterne e rendere

l’edificio il più possibile autosufficiente:

la forma geometrica, l’orientamento e

le caratteristiche delle strutture (pareti,

solai, finestre, ecc.) devono essere

valutate in maniera accurata.

La progettazione del comfort estivo

è di primaria importanza: superfici

vetrate e schermature solari hanno un

peso notevole. Si dovranno ridurre le

perdite per trasmissione prevedendo

un elevato isolamento di tutte le

strutture disperdenti, garantendo un

elevato comfort interno attraverso la

ventilazione naturale; in alcuni casi di

edifici particolarmente ”ermetici” sarà

necessario valutare l’installazione di

un sistema di Ventilazione Meccanica

Controllata (VMC) con recupero di calore

che possa garantire il corretto ricambio

d’aria interno agli ambienti.

Ridurre le perdite per ventilazione

prevedendo un elevato controllo della

tenuta all’aria e al vento dell’involucro,

ottenibile con una corretta posa in opera

dei serramenti, e tramite la correzione di

eventuali ponti termici.

Fig. 41 Integrazione di pannelli Fotovoltaici

nella falda (Schűco Solar).

Fig. 42 Complesso Bedzed a Wallington, a sud

di Londra, Bill Dunster Architects.

Fig. 43 Polo Tecnologico di Lucca: facciata

dinamica integrando il fotovoltaico, la

schermatura solare e gli scambiatori di calore,

Provincia di Lucca, consulenza centro ABITA.

Fig. 44 Esempio di minieolico domestico che

può contribuire alla copertura del fabbisogno

energetico domestico.

51


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Esempi

Occorre ponderare molto attentamente

la scelta della tecnologia di produzione

di energia da fonti di energia rinnovabile

per la produzione di energia elettrica

e termica, al fine di ottenere sistemi

realmente efficaci. Per garantire elevata

efficienza dell’organismo edificioimpianti,

occorre assicurare la corretta

progettazione, il giusto posizionamento,

l’adeguato dimensionamento e

l’intelligente integrazione dell’involucro

con l’edificio, oltre a considerare il

contesto urbano o paesaggistico nel

quale si trova l’edificio.

Il fabbisogno elettrico del fabbricato

può essere coperto in gran parte

dalla produzione locale dei pannelli

fotovoltaici, coadiuvata eventualmente

da un impianto mini eolico, laddove

la presenza di vento è accertata. La

tecnologia moderna sta facendo passi

da gigante nella creazione di sistemi

integrati che permettono di utilizzare

l’impianto fotovoltaico con pompa di

calore per la produzione di riscaldamento

e raffrescamento con accumulo per

l’acqua calda sanitaria.

L’involucro edilizio a Energia Quasi

Zero è di fatto costituito da un insieme

organico di componenti tecnologici, e

materiali altamente prestanti abbinati

all’intelligenza richiesta per costituire

la cosiddetta terza pelle, efficiente e

confortevole, per garantire risparmio,

benessere e basso impatto ambientale.

L’utilizzo del BIM – Building

Information Modelling per il processo

di progettazione e di costruzione, e

della domotica per la gestione efficace

dell’interazione degli elementi tecnologici,

oggi è diventato inevitabile.

Questo insieme permetterà di ridurre

l’impatto ambientale dell‘Edilizia che

attualmente è responsabile del 40%

delle emissioni di CO2 globali, e di

definire soluzioni adatte al contesto

climatico, socioculturale e paesaggisticoambientale

locale specifico.

Fig. 45 Integrazione di pannelli solari termici

per l’acqua calda sanitaria nella falda del tetto

(BlueSky).

Fig. 46 Esempio di Ventilazione Meccanica

Controllata (VMC) puntuale, dedicato ad

un ambiente, che permette di abbassare le

dispersioni energetiche legate alla ventilazione

(Emmeti).

Fig. 47 Esempio di VMC Centralizzata con

sistema separato di distribuzione per la

mandata e per l’aspirazione, completo di

scambiatore centrale (Climamarket / Energy

Smart Sabiana).

52


4. Il vademecum

4.2.2

La sostenibilità dell’involucro

edilizio altamente prestante

Negli ultimi anni il massiccio ricorso

all’uso di isolanti termici (soprattutto

sintetici), al fine di ridurre gli scambi

termici con l’esterno, ha certamente

contribuito a contenere i consumi

energetici legati al riscaldamento

degli edifici, ma ha anche peggiorato

la qualità dell’aria degli spazi abitativi,

senza abbattere sensibilmente

i consumi di energia legati agli

impianti per il raffrescamento estivo,

ai quali contribuiscono anche gli

errori concettuali nell’impostazione

morfologico-costruttiva dell’edificio.

Obiettivi

Affinché l’involucro edilizio sia

correttamente realizzato si devono

considerare, in fase di progettazione e di

costruzione, gli accorgimenti necessari

a limitare la dispersione di energia

sotto forma di calore ceduto verso

l’ambiente esterno in inverno, limitando

il surriscaldamento estivo dell’ambiente

interno in estate, attraverso le superfici

opache e trasparenti. Uno strato coibente

adeguatamente progettato posto sulle

superfici opache fornisce un’eccellente

protezione termica dell’involucro edilizio

ed è essenziale per raggiungere alti

livelli di efficienza energetica. L’utilizzo

di superfici trasparenti a basso valore

di trasmittanza termica con film

basso- emissivo limitano al minimo

le dispersioni di calore nel periodo

invernale, mentre le aperture possono

contribuire, se posizionate correttamente,

al riscaldamento dell’edificio, sfruttando

l’apporto solare passivo. Viceversa

tali superfici devono essere protette

dall’irraggiamento e dal surriscaldamento

nel periodo estivo con adeguate

schermature solari. Infatti, nei climi

mediterranei è importante raggiungere

un equilibrio tra la massa termica e

l’isolamento dell’involucro edilizio,

attraverso sistemi ibridi che possano

garantire adeguati periodi di sfasamento

termico e coibentazione. L’obiettivo più

importante è il comfort abitativo e questo

si ottiene progettando e realizzando un

involucro altamente efficiente dal punto

di vista termico e acustico, ma anche

traspirante e regolatore dell’umidità

interna.

Fig. 48 Esempio di cappotto termico con

l’utilizzo di pannelli di fibra di legno: un

prodotto naturale - ma non di filiera territoriale

della Sardegna (Beton Wood).

Fig. 49 La stratigrafia di un involucro

altamente prestante può essere composta da

una serie di materiali diversi, dove ognuno ha

un suo ruolo dedicato.

Fig. 50 L’involucro ad alta inerzia termica

si adatta bene al clima mediterraneo della

Sardegna nel periodo estivo, premesso

che sia prevista una buona prestazione

invernale (bassa trasmittanza) attraverso

la porizzazione e lo studio delle forature del

prodotto (due esempi di produzione locale:

Laterizi Impredil e Fornaci Scanu).

53


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Esempi

Per quanto riguarda le nuove costruzioni

nZEB a base di sistemi di bioedilizia,

ovvero utilizzando prevalentemente

materiali sani provenienti da risorse

naturali e rinnovabili, oltre alle

costruzioni in sistemi a base legno

(x-lam e crosslam) o laterizio porizzato,

una tecnologia non- convenzionale

maggiormente performante dal punto

di vista termico, a prezzi altamente

competitivi, è il metodo costruttivo delle

balle di paglia pressate, abbinate ad

una struttura portante lignea a telaio,

e intonacate con malte naturali a base

di calce o terra cruda. Si tratta di un

sistema altamente eco-compatibile

che permette di creare un involucro

traspirante e igrotermicamente molto

efficiente, mantenendo altissima

la qualità dell’aria indoor, con il

raggiungimento di eccellenti livelli di

comfort.

Come precedentemente accennato nel

capitolo 4.1.2, (fig. 9 a p.33) ultimamente

si stanno sviluppando altre tecnologie

interessanti legate all’utilizzo di blocchi

modulari o sistemi isolanti componibili

da applicarsi in costruzioni ex-novo

o su strutture esistenti, realizzati con

calce e canapulo. Ciò significa che oggi

abbinare livelli nZEB con l’utilizzo di

risorse naturali rinnovabili costituisce

di fatto una sfida importante in corso al

fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi

di riduzione dell’impronta ambientale del

settore edile.

Nelle ristrutturazioni e negli interventi di

riqualificazione energetica l’isolamento

termico dell’involucro edilizio è possibile

tramite una moltitudine di soluzioni

tecnologiche e materiali, con soluzioni

specifiche per ogni elemento da trattare:

solai contro-terra, pareti perimetrali,

correzione dei ponti termici, coperture.

La responsabilità comune del progettista

e del committente sta nello scegliere

con attenzione quell’insieme di soluzioni

che possano contribuire ad abbassare

il consumo energetico complessivo del

settore edile che comporta l’energia

grigia incorporata dei materiali di

costruzione e il loro ciclo di vita, e le

prestazioni effettive dell’edificio durante

l’esercizio, considerando anche la spesa

energetica per smaltirlo o decostruirlo a

fine vita.

Fig. 51 Massetto termico alleggerito con

Perlite (Edilportale).

Fig. 52 Esempio di messa in opera di granuli

di vetro cellulare isolante e non capillare per

evitare la risalita (Bacchi Spa).

Fig. 53 Utilizzo della paglia di grano per

impasti di terra e paglia, mescolati con

l’argilla locale: metodo costo-efficiente

per la realizzazione di involucri altamente

performanti (Progetto Barega).

54


4.2.3

L’impiego di energie rinnovabili

Per la costruzione di edifici nZEB,

gli impianti termici devono essere

progettati e realizzati in modo tale da

garantire il rispetto della copertura del

50% dei consumi previsti per l’acqua

calda sanitaria, il riscaldamento e il

raffrescamento, tramite il ricorso ad

energia prodotta da impianti alimentati

da fonti rinnovabili. Per la nuova

costruzione e per le ristrutturazioni

rilevanti, (ai sensi del d.lgs. 28/2011)

è obbligatorio il ricorso ad energia

prodotta da impianti alimentati da fonti

rinnovabili. In particolare è richiesta la

copertura del 35% dei consumi previsti

per l’insieme di acqua calda sanitaria,

il riscaldamento ed il raffrescamento.

Inoltre, è prescritto un valore di potenza

elettrica minima degli impianti alimentati

da fonti rinnovabili che devono essere

obbligatoriamente installati sopra o

all’interno dell’edificio o nelle relative

pertinenze.

Obiettivi

L’efficientamento energetico è

un’operazione tecnologica che mira

ad abbattere i consumi energetici

e le emissioni di CO2 risultanti

dal riscaldamento invernale e dal

raffrescamento estivo degli edifici,

attingendo in primis a fonti rinnovabili.

Nello stesso tempo, l’intervento

ha come obiettivo l’ottenimento di

elevati livelli di comfort abitativo e

benessere. La riconversione del settore

edile passa attraverso un cambio di

paradigma importante nella gestione

e nelle modalità di utilizzo delle risorse

territoriali, anche attraverso sistemi

controllati digitalmente. Infatti, la

domotica può permette di attribuire

la giusta quantità di intelligenza alle

costruzioni, interagendo e adattandosi

autonomamente alle condizioni

meteorologiche al fine di garantire

consumi ed emissioni bassi.

Esempi

Gli edifici nZEB richiedono quantità

minori di energia termica e temperature

di mandata più basse. Oggi, i sistemi a

pompa di calore evoluti sono in grado di

soddisfare completamente le esigenze

di riscaldamento, raffrescamento e

produzione di acqua calda sanitaria.

Un riscaldamento a pavimento è il

presupposto per trarre il massimo

vantaggio da questo generatore di

calore molto efficiente e ottenere

altissimi livelli di comfort senza un

elevato dispendio di energia. Infatti,

grazie alla sua superficie riscaldante

estremamente ampia, ha effetto anche

con una temperatura superficiale bassa

che non supera mai i 30°.

Fig. 54 Pannelli solari termici con tubi

sottovuoto che ottengono attualmente il livello

di efficienza maggiore.

Fig. 55 La Biomassa come risorsa

rinnovabile per il riscaldamento rappresenta

un’opportunità da sviluppare; in Sardegna

sarebbe particolarmente adatto l’utilizzo del

nocciolino di ulivo o il cippato di legna da filiera

territoriale (CS Term).

Fig. 56 Esempio di pavimento radiante

utilizzando come isolamento contro-terra

un pannello presagomato in sughero

appositamente studiato per ospitare la

distribuzione dei tubi (LIS).

55


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

4.2.4

I livelli di Energia Quasi Zero

in ambito mediterraneo

Il traguardo del nearly Zero Energy

Building sta ridefinendo in modo

significativo il modo nel quale si

concepisce l’edilizia e porta ad un cambio

di approccio notevole.

L’edificio diventa un insieme di

elementi costruttivi e componenti

tecnologici sinergici che devono insieme

garantire comfort abitativo e efficienza

energetica. L’obiettivo è quello di coprire

il fabbisogno energetico pressoché

totalmente tramite l’utilizzo di fonti

rinnovabili presenti localmente, mirando

a garantire la quasi autonomia energetica

(virtuale, nel caso di un collegamento alla

rete di distribuzione di energia elettrica).

Oltre a coprire il fabbisogno energetico

con risorse locali, riuscire ad ottenere i

livelli di prestazioni nZEB attraverso l’uso

di materiali del territorio e l’impiego di

tecnologie implementabili con knowhow

e capacità tecnica territoriale,

rappresenta una sfida fondamentale per

il settore edile in Sardegna.

L’edilizia sostenibile può infatti

contribuire, attraverso l’incentivazione

dei processi virtuosi dell’economia

circolare, ad un significativo aumento

delle competenze tecniche e della

competitività degli attori della filiera

edile sarda, e portare indotto economico,

coesione sociale e sostenibilità

ambientale per il bene del territorio.

Obiettivi

Definire metodologie di intervento

che permettano di raggiungere i

limiti prestazionali nZEB tenendo in

considerazione la specificità climatica del

territorio, attingendo alle risorse naturali

dell’isola per quanto riguarda l’utilizzo

di materie prime, materiali, prodotti e

componenti edilizi da mettere in opera da

personale locale specializzato.

Esempi

Realizzare involucri altamente prestanti

con l’impiego di materiali locali

della bioedilizia, attivando soluzioni

competitive basate sull’utilizzo di

Sistemi Passivi per coprire la quota

parte di energia termica prodotta in

situ, valorizzando sistemi costruttivi

tradizionali ed innovativi che

garantiscono inerzia termica per poter

generare un buon comfort estivo.

Fig. 57 Esempio di realizzazione di un edificio

in struttura lignea e tamponatura altamente

performante in balle di paglia (Portocuso).

Fig. 58 Recupero di un fabbricato rurale

esistente con cappotto termico interno in

pannelli di lana di pecora a Milis.

Fig. 59 Vista frontale della serra di accumulo

solare termico a Milis che partecipa alla

copertura del fabbisogno termico invernale.

I pannelli fotovoltaici contribuiscono a

soddisfare la richiesta in energia elettrica: un

esempio di ristrutturazione verso livelli nZEB.

Fig. 60 Messa in opera di tamponatura in terra

cruda e cellulosa per la costituzione di un

involucro con un buon rapporto fra isolamento

ed inerzia (Vezzano Ligure).

56


4. Il vademecum

4.3

La gestione sostenibile delle risorse idriche

La Sardegna, per la sua peculiare

posizione geografica e a causa di

eventi climatici estremi quali siccità

e/o alluvioni, soffre di una scarsa

disponibilità di risorse idriche. Qui, come

in molte altre aree del Mediterraneo,

sono riscontrabili diversi processi

di degradazione del territorio: il più

importante e diffuso è l’erosione del

suolo, causata dalla forte aggressività

di precipitazioni molto intense, dalla

notevole erodibilità dei terreni e dalle

particolari condizioni morfologiche.

Inoltre, il sistema ambientale della

pianura e delle piane costiere, mostra

preoccupanti segnali di degrado a causa

di una salinizzazione in progressivo

aumento, derivante dall’eccessiva

pressione antropica. La concentrazione

della popolazione sia residente che

stagionale sulle coste, insieme all’uso

agricolo dei territori costieri, determina

un fabbisogno idrico che, in certi periodi

dell’anno e/o in annate siccitose,

supera le quantità offerte dai servizi di

acquedotto.

L’acqua è stata per lungo tempo

considerata come una risorsa

abbondante e disponibile in modo

pressoché illimitato, la cui gestione

è stata spesso inefficiente: le grosse

infrastrutture costruite, oltre a

determinare un forte impatto sul

territorio, non sono in grado di soddisfare

il crescente bisogno idrico, sia in termini

quantitativi che qualitativi, in molte aree

dell’isola. L’uso eccessivo dell’acqua

ha portato a veri e propri sprechi

– soprattutto nel settore agricolo –

accentuati, anche dall’insufficienza degli

investimenti che possano garantire la

manutenzione degli impianti esistenti o la

costruzione di nuovi.

Nel 1992 i governi, gli organismi

internazionali (le Nazioni Unite tra le

prime) e ONG hanno stilato l’Agenda 21,

un documento per la gestione sostenibile

dell’ecosistema mondiale nel 21° secolo,

che include anche la gestione delle

acque. La Comunità Europea ha emanato

la Direttiva 2000/60/CE che istituisce

un quadro per l’azione comunitaria

in materia di acque, intendendo con

ecosistema acquatico non solo il sistema

delle acque superficiali interne, di

transizione e costiere, ma anche quelle

sotterranee e marine, le zone umide

e gli ecosistemi terrestri interagenti

con quelli acquatici, ovvero il bacino

idrografico. Nel Sulcis ragionare in

termini di bacino idrografico significa

non solo salvaguardare le risorse idriche

con interventi di razionalizzazione e

manutenzione, ma anche valorizzarne il

bene dal punto di vista paesaggistico.

57


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Mrjn Photography/ Unsplash.com

58


4.3.1

L’impiantistica per il risparmio

idrico

Utilizzare le risorse idriche in modo

attento e parsimonioso è una prerogativa

importante della Sardegna. La media

italiana per i consumi domestici

giornalieri di acqua è di 250 litri a giorno

pro capite, fra i più alti in Europa. La

Sardegna è la regione in Italia con il minor

utilizzo di acqua potabile da rubinetto per

il consumo di acqua da bere. La media di

tali consumi è inferiore a quella italiana.

Al fine di garantire efficienza nella

gestione delle risorse idriche, che in

Sardegna in gran parte provengono da

accumuli di acque superficiali quali laghi

artificiali, esistono diversi metodi ed

apparecchiature di facile istallazione.

Obiettivi

Risparmiare il consumo idrico

domestico attraverso soluzioni tecniche

idonee. Sensibilizzare alla gestione

idrica attenta e differenziata nelle

abitazioni e nell’uso esterno (vedasi

anche punti 3.2, 3.3 e 3.4).

Esempi

Gli aeratori rompigetto per rubinetti

e docce sono riduttori di flusso che

permettono una riduzione del consumo

idrico fino ad un 50% circa e sono

particolarmente importanti per le

strutture ricettive.

Sensori di movimento che erogano

l’acqua soltanto quando serve, ovvero

quando le mani sono effettivamente

sotto il rubinetto.

Limitatori di apertura che evitano

l’apertura totale del rubinetto

monocomando.

Gli sciacquoni rappresentano il 30% del

consumo di acqua domestica quindi

è molto importante aggiornarli agli

standard di risparmio, gli ultimi modelli

riducono da 9 a 3 litri l’erogazione, con la

possibilità di un dosaggio manuale della

quantità di acqua (start/stop).

Fig. 61 L’acqua nelle alture (Cascate sul rio

Cannas).

Fig. 62 Zone umide (Paringianu).

Fig. 63 Esempio di aeratore di flusso che

permette un risparmio idrico notevole

59


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

4.3.2

La permeabilità delle superfici

esterne

Considerando che la distribuzione

dell’acqua potabile in Sardegna richiede

investimenti infrastrutturali importanti,

vista anche la scarsità, in alcune zone,

delle risorse idriche sotterranee, è

fondamentale garantire nelle zone

antropizzate la permeabilità superficiale

al fine di una rigenerazione idrica

proveniente da eventi meteorici.

Negli anni passati molti trattamenti

superficiali nelle aree abitate hanno

portato ad una cementificazione

intensa con fenomeni di sigillatura

superficiale che contribuiscono, da

una parte, all’aumento del rischio di

inondazione, dovuto alla concentrazione

dell’acqua in superficie e, dall’altra, ad un

impoverimento delle risorse freatiche del

sottosuolo.

Evitare la sigillatura superficiale perché

può contribuire ad accrescere il rischio di

fenomeni alluvionali.

Esempi

Realizzare superfici esterne adiacenti

alle abitazioni senza pavimentazione, ma

con elementi drenanti come ad esempio

ghiaia che permette l’infiltrazione delle

acque meteoriche.

Dove servono soluzioni maggiormente

calpestabili, si possono utilizzare

pavimentazioni in pietra locale a fuga

aperta, ovvero messe in opera con un

sottofondo drenante, dove l’acqua si può

infiltrare tra le fughe, permettendo così

una corretta infiltrazione nel sottosuolo.

Fig. 64 Selciato di scisti di Cabitza.

Fig. 65 Opus Incertum a calcestruzzo colorato

a base di calce idraulica naturale (NHL5).

Fig. 66 Selciato in Ignimbriti del Sulcis

(Masainas).

Obiettivi

Garantire permeabilità alle acque

meteoriche al fine di poter alimentare in

acqua la falda acquifera.

Evitare isole di calore che si creano con

alcuni tipi di pavimentazione superficiale

che accumulano l’irraggiamento solare

(asfalto/cemento etc.).

60


4. Il vademecum

4.3.3

La depurazione naturale delle

acque

Oggi si considera che a valle dell’utilizzo

dell’acqua a scopi domestici la sua

utilità non sia ancora finita. Riscoprendo

l’elevato valore aggiunto intrinseco

dell’acqua, si possono implementare

soluzioni naturali per una depurazione

sostenibile e un riutilizzo locale

dell’acqua che ci permette di abbattere

considerevolmente il suo consumo, il suo

trasporto e la spesa energetica per la sua

fornitura.

Obiettivi

Depurare l’acqua con metodi

energeticamente efficienti e poco

impattanti sull’ambiente. Abbattere il

consumo totale di acqua attraverso il suo

utilizzo e riutilizzo differenziato.

Esempi

Il sistema duale di separazione delle

acque grigie dalle acque nere è alla base

di una gestione differenziata del ciclo

delle acque: consiste nel separare le

saponose (pozzo sgrassatore) dalle nere

(fossa biologica o biodigestore).

La fitodepurazione può rigenerare l’acqua

attraverso la tripla azione di depurazione

naturale: meccanica (filtraggio),

biologica (batteri anaerobici ed aerobici

scompongono il carico organico

contenuto nell’acqua) e vegetale (le

radici delle piante, come ad esempio la

canna palustre, si nutrono delle sostanze

organiche e le metabolizzano).

L’acqua a valle della fitodepurazione può

essere utilizzata per un impiego negli

sciacquoni o a scopi irrigui. Esistono due

tipi di fitodepurazione che si utilizzano

in base alla disponibilità di superficie

esterna e la conformità geomorfologica:

fitodepurazione verticale con profondità

maggiore e un funzionamento dall’alto

verso il basso e la fitodepurazione

orizzontale con uno sviluppo superficiale

maggiore, minor profondità e un’azione

in leggera pendenza, di deflusso

orizzontale.

Fig. 67 Esempio di fitodepurazione verticale

utilizzando le canne autoctone del Lago

Trasimeno (Centro Panta Rei Umbria).

Fig. 68 Fitodepurazione con piantumazione di

Canna Palustre.

Fig. 69 Esempio di fitodepurazione orizzontale

(teknoring.com).

61


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

4.3.4

L’accumulo idrico

La gestione sostenibile delle acque

implica di valorizzare l’acqua in tutte

le sue forme presenti sul territorio,

cercando di alterare il meno possibile

il ciclo naturale delle risorse idriche.

L’acqua piovana è sempre stata

considerata una risorsa preziosa;

numerosi esempi antichi di cisterne ci

indicano che l’acqua piovana è sempre

stata gestita con massima intelligenza

al fine di garantire l’approvvigionamento

idrico.

Oggi sappiamo che l’acqua piovana

si presta solo in casi di emergenza

all’utilizzo come acqua potabile, anche

per la sua assenza di sali minerali; tanti

sono tuttavia i suoi utilizzi possibili che

permetterebbero di abbattere il consumo

idrico complessivo.

Obiettivi

Gestire in modo sostenibile le risorse

di acqua meteorica per un utilizzo

domestico mirato: irrigazione, lavaggio

e impiego negli sciacquoni che permette

di abbattere il consumo idrico totale,

superando anche il 30% di risparmio.

Esempi

Se anticamente realizzare una cisterna

comportava sforzi considerevoli in

muratura o in lavori di scavo, oggi si

possono utilizzare cisterne prefabbricate

di svariate misure, in funzione

dell’utilizzo, dimensioni e quantità

necessarie. Ad esempio, con elementi in

cemento armato, da murare in opera, o

in polietilene, già a tenuta con raccordi e

possibilità di mettere in comunicazione

più contenitori.

I tetti delle abitazioni si prestano

a costituire la superficie captante,

prevedendo sistemi che scartino la

”prima acqua”, potenzialmente carica di

fogliame e polvere. Per un uso nei sistemi

duali evoluti dove è previsto l’utilizzo

delle piovane per gli sciacquoni si

impiegano sistemi che evitano il crearsi

di batteri e microorganismi attraverso

appositi sistemi non tossici, come le

unità di trattamento a raggi UV. Utilizzare

l’acqua piovana (filtrata da eventuali

impurità) agevola il lavaggio di bucato

vista l’assenza di calcare: l’acqua è infatti

molto morbida.

Fig. 70 Sezione di un edificio con cisterna di

recupero delle acque piovane.

Fig. 71 Disegno d’epoca della cisterna del Re

a Carloforte.

Fig. 72 Foto storica del pozzo romano di Sant’

Antioco.

62


4. Il vademecum

4.4

La tutela del Paesaggio e della Sostenibilità territoriale

Il paesaggio costituisce la componente

essenziale del contesto di vita e di

produzione del territorio, e come tale

occorre conoscerlo con consapevolezza

per preservarlo, curarlo e restaurarlo.

La cura del paesaggio rappresenta

l’elemento cardine di una politica

territoriale che miri a rendere leggibile e

fruibile la proposta di valore del territorio,

sia essa declinata come offerta turistica,

sia che venga identificata come prodotto

del territorio in generale (agro-alimentare,

artigianale, servizi).

Il paesaggio è inoltre uno strumento

fondante per la creazione di sistemi

autopoietici. A titolo esemplificativo si

citano alcuni territori che hanno saputo

impostare intere filiere economiche

sulla riconoscibilità del loro paesaggio

identitario: Sud Tirolo, Chianti -Toscana

(Italia), Gaasterland (Paesi bassi, Frisia

Occidentale), Provenza e Corsica

(Francia), Carinzia (Austria), ecc.

Avere consapevolezza degli elementi

e delle forme del paesaggio naturale e

antropico in molti casi non è scontato:

risulta utile pertanto, nell’ambito di

queste Linee guida, illustrare tali forme

ed elementi, in modo che sia più semplice

per i tecnici e gli operatori del territorio

allinearsi a un concetto di “paesaggio

potenziale“ verso cui tendere.

Le radici del paesaggio potenziale si

fondano sugli aspetti naturalistici ancora

parzialmente leggibili nel territorio,

anche se spesso in maniera relittuale, e

su fattori legati all’ancestrale presenza

antropica continuativa, sin dal Neolitico,

nelle aree del GAL. Cornice naturalistica,

agricoltura, archeologia, sistema

insediativo rurale e religioso, strutture

minerarie, residuati dell’industria del

sale e della pesca: sono questi gli

elementi base su cui costruire il cosidetto

paesaggio.

Componente essenziale per illustrarne

e condividerne l’idea diventa quindi

la sua rappresentazione in termini di

moduli paesaggistico-funzionali, come

verrà sinteticamente illustrato in queste

Linee guida. La conoscenza dell’attuale

contesto e la visione del cosidetto

paesaggio costituiscono la base della

creazione di modelli di business,

anche legati ad un concetto di turismo

sostenibile e consapevole, capace di

sfruttare al meglio la proposta di valore

che emerge da un territorio “autentico”.

63


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Daniele Atzori

64


4. Il vademecum

Foto: Giampietro Tronci

65


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Il contesto paesaggistico del GAL Sulcis

Iglesiente Capoterra e Campidano di

Cagliari attualmente paga in parte gli

effetti della storia del suo paesaggio. Il

disboscamento, le attività estrattive, le

bonifiche agrarie, la riforma agraria e il

patrimonio del costruito agricolo, che

dagli anni Sessanta vede l’imposizione

di moduli architettonici dell’edilizia

industriale, hanno determinato la

banalizzazione e la perdita di identità

di vaste aree sia in ambito rurale sia

urbano e periurbano.

In passato, in assenza di un quadro

normativo di indirizzo che tenesse in

conto il valore paesaggistico delle zone

rurali, il modus operandi progettuale

è stato quello di prescrivere moduli

architettonici e tecniche di costruzione

non in linea con le vocazioni e le

armonie dei luoghi.

Le disarmonie con il “paesaggio

potenziale“ spesso sono determinate

da elementi macroscopici che

influiscono sullo skyline e quindi

facilmente individuabili. Nell’ambito

della componente vegetale, un

esempio sono i filari di eucaliptus

esito degli interventi di bonifica, e la

presenza di nuclei arborei sparsi di

essenze alloctone e alloctone invasive.

Nell’ambito del costruito, invece, le

recinzioni in muratura con blocchi a

base cemento, costituiscono un altro

aspetto macroscopico del degrado

paesaggistico, anche se di minore

rilevanza.

L’assenza di regolamentazione,

accanto ad una diffusa mancanza di

consapevolezza, ha condotto a una

gestione delle pertinenze degli edifici

secondo schemi di “giardinaggio

convenzionale” che, volendo prescindere

dalla coerenza estetico funzionale,

anche soltanto per l’utilizzo di specie

alloctone e specie alloctone invasive,

costituisce un limite importante

alla concretizzazione del paesaggio

potenziale. La logica di intervento sarà,

come descritto nelle successive sotto

sezioni, legata all’incentivazione della

bonifica dall’alloctono sostituito da

soluzioni che prevedano esclusivamente

l’utilizzo di specie autoctone delle serie

vegetazionali di riferimento per quanto

concerne gli aspetti vegetazionali e il

loro utilizzo.

Fig. 73 integrazione paesaggistica di siepe

e muro di confine (Buggerru).

Fig. 74 Macchia degradata su calcari cambrici

(Buggerru-Flumini).

Fig. 75 Pascolo alberato e stagno retrodunale

(Buggerru).

66


4. Il vademecum

4.4.1

I materiali e tecnologie

tradizionali locali per i sistemi

di demarcazione dei confini

di proprietà

Fino a pochi decenni fa, il paesaggio

storico-culturale del nostro territorio

era caratterizzato da un serie di “segni”

naturali (siepi e filtri verdi) o a carattere

preindustriale (strutture realizzate a

secco) che demarcavano ambiti distinti,

permeati dalla conservazione delle

invarianti strutturali del paesaggio

(fiumi, colline, crinali etc.) o derivati dal

consolidarsi degli usi storici (terreni

demaniali, demarcazioni catastali

storiche, confini di proprietà etc.).

Tali tracce contribuivano a sostenere il

carattere continuo e organico del quadro

paesaggistico con la creazione di valori

estetici e ambientali di assoluta rilevanza.

Nel Sulcis il miglior contributo dell’attività

antropica è leggibile nella logica del

sistema insediativo tradizionale,

pluristratificato a partire dall’impianto

base dei Medaus e Furriadroxius.

etc.) realizzati a secco o con matrici

leganti a base terrosa. Tali strutture

favoriscono la lettura della trama morfotipologica

dell’ambiente proto-urbano,

che sorge da una sorta di razionalità

spontanea ed istintiva che ha per lungo

tempo garantito un sostenibile sviluppo

della relazione uomo-ambiente.

Il PPR (Piano Paesaggistico Regionale)

della Regione Sardegna riconosce il

valore di questi elementi di connessione

del territorio e ne prescrive la

conservazione, anche in virtù della

loro valenza ecologica, mediante

la salvaguardia della loro integrità

formale e funzionale (art. 51 - Aree

caratterizzate da insediamenti storici,

art. 54 - Reti e elementi connettivi,

NTA del PPR). Nell’attesa di un pieno

recupero del saper fare locale, i sistemi

tradizionali di demarcazione, naturali,

artificiali o misti, divengono di estrema

attualità, specialmente in riferimento

all’approvvigionamento delle risorse

locali, per lo sviluppo delle strategie di

economia circolare, al fine di contribuire

agli obiettivi di sostenibilità ambientale.

In esso l’equilibrio tra tessuto edificato

e vuoti di pertinenza è rimarcato dalla

presenza delle recinzioni storiche in

trovanti lapidei (scisto, trachiti, calcari,

Fig. 76 Oleo lentiscetum. Specie in foto:

Pistacia lentiscus, Olea europea sylvestris,

Euphorbia dendroides, Rubia peregrina

(Gonnesa).

67


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Obiettivi

In ambiente urbano, peri-urbano e negli

insediamenti a carattere rurale, l’obiettivo,

laddove sia necessario mantenere o

creare ex novo delle perimetrazioni

non vegetali, è di promuovere l’utilizzo

di tecniche tradizionali a secco, e la

formazione delle maestranze locali

per l’impiego di leganti naturali a base

terrosa/calce.

In zona Agro occorre mirare alla

conservazione degli elementi costruiti

tradizionali e all’incremento dei margini

vegetali e delle recinzioni a siepe con

essenze locali che possano contribuire

allo sviluppo della biodiversità locale

delle specie ornitiche e degli insetti

pronubi. I benefici di questo intervento

si possono misurare oltre che su scala

socio-economica, grazie al processo

di armonizzazione paesaggistica del

territorio, anche su scala ambientale in

termini di incremento della naturalità

dei luoghi e delle funzioni che le specie

arboree e arbustive assolvono in

merito a: sostegno e incremento della

biodiversità (creazione di micro-habitat

per piante e animali), protezione contro

gli effetti dell’inquinamento, difesa del

suolo, creazione dei corridoi ecologici

di connessione tra le aree ad elevato

pregio naturalistico presenti nel territorio

del GAL.

Esempi

Muretti a secco in trovanti lapidei di varia

natura secondo le risorse dell’ambito

territoriale specifico. La tecnica del

muretto a secco offre differenti benefici,

tra cui: facilità di trasporto del materiale,

durabilità, riciclabilità, bassa impronta

ecologica, efficace resa formale ed

estetica.

Realizzazione di siepi e perimetrali

di corridoio ecologico, costituite da

essenze autoctone pertinenti alla serie

di vegetazione di riferimento e aderenti

secondo l’associazione vegetale

specifica dei luoghi di intervento.

Fig. 77 Siepe tipica della macchia

mediterranea.

Fig. 78 Giardino in calcari cambrici e siepe di

macchia evoluta.

Fig. 79 Allestimento spontaneo a Crithmum

maritimum su calcari cambrici al Porto di

Buggerru.

68


4. Il vademecum

Fig. 80 Giardino in arido su ignimbriti del

Sulcis.

4.4.2

Le tipologie delle pertinenze

esterne

Obiettivi

Intervenire sulla tipologia delle pertinenze

esterne per incidere sulla connessione

paesaggistica delle aree del GAL.

Creare un contesto paesaggistico

omogeneo coerente con i criteri di

sostenibilità sociale (aumento del

comfort rurale e urbano, consapevolezza

ed educazione ambientale), economica

(marketing territoriale e gestione dei

costi) e ambientale (rispetto delle

normative sulla tutela del patrimonio

naturalistico locale).

(tessella o tessera), e che sono tra loro in

rapporto dinamico. Include perciò tanto

la vegetazione rappresentativa della

tappa matura o ”testa di serie”, quanto

le comunità iniziali o subseriali che la

sostituiscono.

Associazione vegetale: ”un

aggruppamento vegetale più o meno

stabile ed in equilibrio con il mezzo

ambiente, in cui certi elementi esclusivi

o quasi (specie caratteristiche di

associazione) rivelano con la loro

presenza un’ecologia particolare ed

autonoma”.(Braun Blanquet).

Fig. 81 Manutenzione su macchia spontanea

(Domusnovas).

Fig. 82 Soluzione per aree verdi urbane su

modulo a pascolo alberato (Musei).

Esempi

Nello specifico, lo strumento più

efficace per guidare le scelte progettuali

ed operative verso il conseguimento

dell’obiettivo, è l’utilizzo di specie delle

serie di vegetazione di riferimento dei

territori del GAL.

Serie vegetazionale/di vegetazione

o sigmetum: unità geobotanica che

esprime l’insieme di comunità vegetali o

stadi che possono svilupparsi all’interno

di uno spazio ecologicamente omogeneo,

con le stesse potenzialità vegetali

69


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Esempi

Utilizzo di Quercus ilex (Leccio) e

Quercus suber (Sughera) come specie

arboree.

Nelle aree caratterizzate da macchia

termofila costituita dall’associazione

vegetale Oleo-lentiscetum (Olivo e

Lentisco), utilizzo di siepi di Pistacia

lentiscus (Lentisco) e Olea Europea

(Olivo), come specie strutturali nella

costituzione di siepi perimetrali e di

delimitazione delle aree funzionali interne

alle aree di pertinenza.

Riferimenti e documenti rilevanti:

• L’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo

sostenibile riconosce lo stretto legame

tra il benessere umano e la salute dei

sistemi naturali e la presenza di sfide

comuni che tutti i paesi sono chiamati

ad affrontare.

• Documenti tecnico scientifici di

supporto alla Strategia Nazionale di

Adattamento ai cambiamenti climatici:

• Rapporto sullo stato delle conoscenze

scientifiche su impatti, vulnerabilità ed

adattamento ai cambiamenti climatici

in Italia.

• Analisi della normativa comunitaria

e nazionale rilevante per gli impatti,

la vulnerabilità e l’adattamento ai

cambiamenti climatici.

• Elementi per una Strategia Nazionale di

Adattamento ai Cambiamenti Climatici.

Inoltre, il Ministero dell’ambiente e

della tutela del territorio e del mare,

mediante il Comitato per lo Sviluppo

del Verde Pubblico, ha redatto le Linee

guida per la gestione del verde urbano e

prime indicazioni per una pianificazione

sostenibile.

Fig. 83 Allestimento su fondo inerbito a

Cyndon dactylon: Pistacia Lentiscu, Phyllirea

Angustifolia, Olea europea sylvestris,

Rosmarinus officinalis.

Fig. 84 Allestimento di capannone in zona

industriale. Riferimento paesaggistico: pascolo

alberato a olivo su fondi a prato naturale

(Musei).

Fig. 85 Contenimento in pietra locale e

ripristino scarpata a macchia mediterranea

(Buggerru).

Fig. 86 Sfalci differenziati per costituzione

viabilità pedonale e carrabile garantendo il

mantenimento della biodiversità.

70


4. Il Vademecum

4.4.3

La gestione del Verde

Obiettivi

Attuare un processo di riqualificazione

paesaggistica mediante la bonifica

da arboree ed arbustive alloctone o

alloctone invasive. Sostituire l’alloctono

con specie autoctone e l’integrazione

del patrimonio arboreo del GAL.

Disincentivare le coperture erbacee a

microterme per ridurre gli apporti idrici, la

concimazione e per l’eliminazione degli

interventi fitosanitari. Incentivare l’uso di

coperture a prato naturale.

e/o integrazione con arboree e arbustive

delle serie: idem.

Eradicazione Robinia pseudoacacia

sostituzione e/o integrazione con arboree

e arbustive delle serie: idem.

Eradicazione Piante del genere

Bougainvillea sostituzione e/o

integrazione con arboree o arbustive

delle serie: idem.

Eradicazione Piante del genere Pinus ad

esclusione dei nuclei di Pinus halepensis

di Porto e Carloforte, e sostituzione/

integrazione con arboree e arbustive

delle serie: idem.

Fig. 87 Esempio di funzione didattica

ambientale dei bordi strada - da sinistra: prato

naturale, macchia degradata, macchia evoluta,

bosco a Quercus ilex (Leccio).

Fig. 88 Pascolo alberato a Quercus suber

(Sughera) con allevamento di bovini.

Esempi

Eradicazione di nuclei di Eucaliptus e

sostituzione/integrazione con: arboree

e arbustive della vegetazione della

Sardegna del Sud-Ovest (vedi mappa p.

69/cap. 4 Schede Tecniche in allegato).

Eradicazione Ailanthus altissima e

sostituzione/integrazione con arboree e

arbustive delle serie: idem.

Eradicazione Carpobrotus acinaformis e

sostituzione/integrazione con arboree e

arbustive delle serie: idem.

Eradicazione Acacia saligna, Acacia

dealbata, Acacia Horrida e sostituzione

Fig. 89 Muro di confine e allestimento a

macchia termofila a Pistacia lentiscus,

Juniperis Phoeniciae, Chamerops humilis.

(Complesso archeologico Grutti ‘e Acqua,

Sant‘Antioco).

Fig. 90 Sfalci differenziati per la costituzione

di viabilità pedonale e carrabile e il

mantenimento della biodiversità.

71


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Alcuni dei documenti ufficiali e degli enti

di riferimento:

Regolamento (UE) n. 1143/2014 del

Parlamento europeo e del Consiglio, del

22 ottobre 2014, recante disposizioni

volte a prevenire e gestire l’introduzione

e la diffusione delle specie esotiche

invasive: Le specie esotiche invasive

rappresentano una delle principali

minacce per la biodiversità e i servizi

ecosistemici collegati, in particolare

per gli ecosistemi isolati sotto il profilo

geografico ed evolutivo, come le isole

di piccole dimensioni. I rischi che tali

specie possono provocare possono

intensificarsi a causa dell’aumento del

commercio mondiale, dei trasporti, del

turismo e dei cambiamenti climatici.

European and Mediterranean Plant

Protection Organization: (EPPO) è

una organizzazione intergovernativa

responsabile della cooperazione per

la protezione delle piante in Europa e

nella regione mediterranea che pubblica

le “liste nere“ di piante inquinanti e

pericolose per i territorio delle 50 nazioni

aderenti.

Manuale di buone pratiche e Linee guida

per la corretta fruizione e gestione degli

habitat naturali nel sistema spiaggia

LIFE 13 NAT/IT/000433 RES MARIS.

Pubblicazione scientifica: Bacchetta G.,

Bordigoni A., Cinti M.F., Frau F., Lentini L.,

Liggi M.G., Meloni F., Orrù M., Podda L.,

Sanna A., (2018).

Fig. 91 Specie aliena nella lista IAS:

Carpobrotus acinaciformis , (Fico degli

Ottentotti , Unghia di strega).

Fig. 92 Specie aliena nella lista IAS:

Acacia saligna. (Mimosa a foglie strette).

Fig. 93 Specie aliena: Opuntia ficus indica

(Fico d’India).

Fig. 94 Specie aliena nella lista IAS:

Ailanthus altissima (Ailanto).

72


4. Il vademecum

4.4.4

La gestione sostenibile degli

ambiti territoriali

Rendere fruibile il territorio in maniera

sostenibile, nella maggior parte dei

casi, può essere fatto con semplici e

snelle operazioni di manutenzione e

segnaletica, senza creare nuove strutture

edili o nuovi percorsi. A tal scopo, talvolta

sono necessarie attrezzature per allestire

percorsi e aree dedicate a passeggiate e

momenti di pausa o attività varie svolte

presso le aziende del territorio, mediante

semplice elettrificazione alimentata

da sistemi fotovoltaici, o altre semplici

attrezzature.

Le tipologie di infrastrutturazione leggera

possono essere:

• Segnaletica e pannellistica per

illustrare aspetti paesaggistici,

naturalistici, storico architettonici, di

descrizione dei processi aziendali.

• Le infrastrutture per la ricarica di

batterie di cicli, motocicli, veicoli.

• Le Infrastrutture per rendere fruibile la

risorsa idrica aziendale.

• Biciclette o mezzi elettrici a basso

impatto acustico.

• Per la creazione di ombrai si prescrive

l’utilizzo di specie arboree adeguate

alle serie della vegetazione dei luoghi

anziché sistemi di ombrai costruiti.

Fig. 95 Ombraio naturale a Quercus ilei

(Lecci a Domus de Maria).

Obiettivi

Favorire, dove necessario, interventi di

infrastrutturazione leggera caratterizzata

da scelte sostenibili in termini di impatto

paesaggistico e ambientale.

Si favoriscono soluzioni aderenti a

standard tipologici comunali e ancor

meglio se intercomunali.

Fig. 96 Itinerari ciclabili regionali in Sardegna.

Fig. 97 Colonnina per ricarica veicoli elettrici.

73


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Esempi

Arricchimento di un percorso aziendale

con pannelli illustrativi (i cui contenuti

e la loro tipologia devono rispettare gli

indirizzi delle Linee guida del GAL).

Realizzazione di un pannello di

accoglienza alla propria azienda che

descrive prodotti, organizzazione e

contesto in cui l’azienda opera, al fine di

promuovere i propri servizi e prodotti in

relazione al contesto paesaggistico del

GAL.

Fig. 98 Paesaggio rurale del Sulcis con

alternanza abitazione e coltivazione (Barega).

Creazione di stazioni di sosta con acqua

potabile nei pressi di sorgenti, attrezzate

con un sistema di adduzione alimentato

da fonti rinnovabili.

Acquisto di biciclette e biciclette

elettriche da concedere ai propri ospiti

durante il loro soggiorno presso la

propria struttura di accoglienza.

Fig. 99 Itinerari ciclabili panoramici nel Sulcis.

Realizzazione di stazioni di ricarica per

motocicli.

Realizzazione di impianti di illuminazione

e alimentazione elettrica predisposti

nel rispetto dei limiti di inquinamento

luminoso per le aree rurali, da utilizzare in

caso di eventi serali.

Fig. 100 Itinerari ciclabili panoramici nel Sulcis.

74


4. Il vademecum

Foto: Luca Pinna

75



Schede tecniche

delle Linee guida per l’edilizia sostenibile

Foto: Luca Pinna

77


Indice

1.

1.1a

1.1b

1.1c

1.2

1.3

1.4a

1.4b

1.5

Le schede tecniche

L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile

Il recupero di terre da scavo, utilizzo di inerti riciclati

da demolizione e di componenti edili da recupero

Il recupero di strutture esistenti tramite interventi

di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo

Il riutilizzo del territorio (solo costruzione ex novo)

L’utilizzo di materiali naturali della bioedilizia

L’utilizzo di risorse provenienti dalla filiera territoriale

L’impiego di soluzioni bioclimatiche per la climatizzazione

naturale degli edifici nel periodo invernale

L’impiego di soluzioni bioclimatiche per la climatizzazione

naturale degli edifici nel periodo estivo

Il comfort indoor sotto il profilo acustico e della qualità dell’aria

81

83

85

87

89

91

93

95

97

100

2

2.1

L’elevata efficienza energetica degli edifici

L’organismo edificio-impianto efficiente

(indice di prestazione energetica globale non rinnovabile)

101

103

78


Indice

2.2a

2.2b

2.3

2.4

La sostenibilità ambientale dell’involucro edilizio altamente prestante

nell’intervento di ristrutturazione edilizia e/o manutenzione straordinaria

La sostenibilità ambientale dell’involucro edilizio altamente

prestante nell’intervento di costruzione ex novo

L’intervento su singoli componenti edili opachi e trasparenti

L’impiego di energie rinnovabili verso livelli nZEB in ambito mediterraneo

105

107

109

111

3

3.1

3.2

3.3

3.4

La gestione sostenibile delle risorse idriche

L’utilizzo di impiantistica di risparmio idrico

La permeabilità delle superfici esterne di pertinenza

L’utilizzo di sistemi di depurazione naturale / di sistemi duali

L’utilizzo di sistemi di accumulo idrico

113

115

117

119

121

4

4.1

4.2

4.3

4.4

La valorizzazione paesaggistica e la sostenibilità territoriale

Le tecnologie e i materiali tradizionali locali

Le tipologie delle delimitazioni delle pertinenze esterne

La gestione del verde

La gestione sostenibile degli ambiti territoriali

Matrice di serie di vegetazioni per comune

123

125

127

129

135

135

79


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Luca Pinna

80


Le Schede tecniche

Le Schede tecniche

Uno strumento di valutazione

Le presenti Schede tecniche completano

le Linee guida per l’edilizia sostenibile

nel GAL Sulcis Iglesiente Capoterra

e Campidano di Cagliari. Traducono i

concetti base e le indicazioni tecniche

da seguire come scelte di indirizzo

strategico verso una più ampia

sostenibilità ambientale dei territori. Ciò

permetterà di promuovere attivamente

processi virtuosi di edilizia sostenibile

inserita nel contesto dell’economia

circolare, mirando ad ottenere, nel medio

e lungo termine, risultati in termini di

indotto economico locale, impiego e

coesione sociale nei territori coinvolti.

Metodo di attribuzione del

punteggio

La metodologia di calcolo per la

definizione di un punteggio, compatibile

con l’impostazione operativa dei bandi

ai quali sono collegate le presenti

Linee guida e le sue Schede tecniche,

si ispira dalla Prassi di Riferimento

attuale di ITACA - Istituto per

l’innovazione e trasparenza degli appalti

e la compatibilità ambientale, UNI/PdR

13.1:2019 (Sostenibilità ambientale

nelle costruzioni - Strumenti operativi

per la valutazione della sostenibilità

- Inquadramento generale e principi

metodologici), formalizzato dall’Ente

Italiano di Normazione. Per ciascun

criterio attivato all’interno delle presenti

Schede tecniche viene citato, laddove

rilevante, il riferimento ai criteri di

riferimento corrispettivi della Prassi di

Riferimento anche quando – per motivi

di compatibilità tecnica, e di necessità

applicative – alcuni metodi di calcolo

sono stati semplificati.

Un altro riferimento importante, orientato

alla promozione dell’utilizzo delle risorse

territoriali per il settore delle costruzioni,

è nato inizialmente per il settore pubblico

(PANGPP - Piano Nazionale d’Azione

per il Green Public Procurement). Viene

recepito con il D.I. 135 del 11.04.2008

e successive revisioni. Il Codice degli

appalti (dlgs 50/2016) rende obbligatori

i cosiddetti CAM - Criteri Ambientali

Minimi. Dal 2017 con i CAM Edilizia

vengono definite le specifiche tecniche

dei componenti edilizi. Tali indicazioni

si rivolgono anche al settore privato con

particolare riferimento al recente Decreto

Rilancio.

Glossario

Al fine della definizione dell’esatto

vocabolario tecnico usato nelle presenti

Schede tecniche e per facilitarne

la comprensione metodologica e

l’applicazione operativa di queste ultime,

il presente documento comprende un

glossario tecnico che ne definisce in

modo univoco il significato per una

corretta interpretazione delle Linee guida.

81


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Luca Pinna

82


1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile

1.

L’adozione

di sistemi di edilizia

sostenibile

83


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

84


1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile

1.1a

Il recupero di terre da scavo, utilizzo di inerti riciclati da demolizione e di componenti

edili da recupero

Obiettivo

Promuovere il riutilizzo locale delle terre da scavo.

Ridurre il consumo di risorse e materiali non rinnovabili attraverso

il riutilizzo di materiale riciclabile o riutilizzabile da filiera territoriale

di demolizione differenziata. Promuovere il riutilizzo di materiale o

prodotti localmente disponibili attraverso un processo di decostruzione

mirato. Diminuire il consumo di materiali nuovi laddove possono

essere utilizzati materiali da processi di recupero e riciclo.

Indicatore

Percentuale volumetrica di materiale e prodotti provenienti da processi

di recupero/riutilizzo rispetto alla volumetria globale dell’intervento.

Verifica

Al fine di poter verificare il criterio è necessario che nel computo

metrico venga indicato il volume in metri cubi di materiali e prodotti

provenienti da recupero/riutilizzo. Deve inoltre essere indicato il volume

complessivo degli elementi edilizi utilizzati durante l’intervento (tetto,

pareti, solai, pavimenti, vespai, tramezzi, intonaci, serramenti ecc.) per

la corretta elaborazione del rapporto percentuale (viene considerata

anche la percentuale di materiale da riciclo contenuto nei prodotti

come da prescrizioni CAM Edilizia).

Esempi

Riutilizzo di terra da scavo.

Utilizzo di inerte proveniente

da demolizione e riciclo per la

costituzione di conglomerati.

Utilizzo di laterizio tritato

da processi di recupero per

l’idraulicizzazione dei leganti

aerei (coccio pesto).

%/m3 totali

Metodo di calcolo

Volume totale dell’intervento

(ristrutturazione/ex novo,

comprensivo di eventuale

terra da scavo) diviso con il

volume costituito dagli elementi

provenienti da processi di

recupero/riutilizzo.

Valutazione del criterio

Riutilizzo di terra da scavo/inerti e/o di componenti edili da

demolizione/recupero presente

>30%

Non presente <30%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA, Ente Italiano

di Normazione, Criteri di riferimento C.3.3 Riuso delle terre, B.4.6 Materiali riciclati/recuperati. | PAN GPP (D.I. 135 del

11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.4 Specifiche tecniche dei componenti edilizi, 2.4.1.2 Materia recuperata

o riciclata.

85


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

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1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile

1.1b

Il recupero di strutture esistenti tramite interventi di manutenzione straordinaria,

restauro e risanamento conservativo

Obiettivo

Evitare, laddove possibile, la demolizione del patrimonio costruito

esistente.Garantire la valorizzazione delle costruzioni preesistenti, e

premiare la conservazione del tessuto tipologico.

Indicatore

Garantire il recupero di strutture o volumetrie preesistenti ai fini

di ottenere un risparmio di risorse e il mantenimento tipologico -

architettonico locale.

Verifica

Al fine di poter verificare il criterio è necessario che nel computo

metrico venga indicata la superficie in metri quadrati del preesistente e

della superficie di progetto.

Esempi

Scegliere l’intervento di

recupero piuttosto che la

demolizione e ricostruzione

(laddove la valutazione costobeneficio

lo permette).

%/tot. m2

Metodo di calcolo

Calcolo della percentuale

di superficie di costruzione

preesistente recuperata

sul totale della superficie di

progetto.

Valutazione del criterio %

Presente >60%

Non presente <60%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione, Criterio di riferimento A.1.5 Riutilizzo del territorio . | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 |

CAM Edilizia 2017: 2.2.3 Riduzione del consumo di suolo e mantenimento della permeabilità dei suoli, 2.2.4 Conservazione

dei caratteri morfologici.

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Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

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1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile

1.1c

Il riutilizzo del territorio (solo costruzione ex novo)

Obiettivo

Favorire, durante un intervento di costruzione ex-novo, il recupero

di impronte di insediamenti preesistenti, di sagoma di edificio

preesistente in pianta, od occupazione di suolo preesistenti

documentata, al fine di evitare ulteriore consumo di territorio, o lo

spostamento di volume.

Indicatore

Recupero di tracce di insediamento preesistenti (manufatti agricoli

ed abitativi) laddove funzionalmente compatibile, anche attraverso la

demolizione e ricostruzione sulla stessa sagoma, se giustificata dopo

attenta valutazione costo beneficio - da illustrare con una relazione

tecnica dedicata, completa di documentazione aerofotografica.

Verifica

Calcolo della percentuale di incidenza di recupero volumetria/impronta

preesistente, come da criterio di riferimento.

Esempi

Utilizzo di infrastruttura

antropica esistente con

ri-funzionalizzazione e

integrazione nel contesto

(viabilità, aie, aiuole, corti,

verande etc.)

%/ m2 esistente

Metodo di calcolo

Superficie totale di occupazione

di suolo per l’utilizzo precedente

in rapporto con la superficie

globale dell’intervento ex novo.

Valutazione del criterio %

Presente >60%

Non presente <60%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione , Criterio di riferimento A.1.5 Riutilizzo del territorio. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 |

CAM Edilizia 2017: 2.2.3 Riduzione del consumo di suolo e mantenimento della permeabilità dei suoli, 2.2.4 Conservazione

dei caratteri morfologici.

89


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

90


1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile

1.2

L’utilizzo di materiali naturali della bioedilizia

Obiettivo

Ridurre il consumo di materiali da fonti non rinnovabili. Promuovere

l’utilizzo di materiali sani naturali privi di elementi tossici, nocivi per la

salute.

Promuovere l’utilizzo di materiali a bassa impronta ambientale e

valutazione LCA favorevole.

Indicatore

Percentuale, sulla volumetria globale dell’intervento, di materiali

naturali/bio-based utilizzato da fonti rinnovabili a bassa impronta

ambientale e valutazione LCA favorevole.

Verifica

Al fine di poter verificare il criterio è necessario che nel computo

metrico venga indicato il volume in metri cubi di materiali e dei prodotti

naturali utilizzati. Deve inoltre essere indicato il volume complessivo

degli elementi edilizi utilizzati durante l’intervento (tetto, pareti, solai,

pavimenti, vespai, tramezzi, intonaci, serramenti ecc.) per la corretta

elaborazione del rapporto percentuale.

Esempi

Utilizzo di materiali ad elevata

eco-compatibilità a base

di risorse minerali, vegetali,

animali senza processi di

sintesi (esclusi sintesi ecologica

bio-based tipo amido di mais,

micelio etc).

%/m3 totali

Metodo di calcolo

Volume totale,

omnicomprensivo

dell’intervento (ristrutturazione/

ex novo) diviso con il volume

costituito dai materiali naturali/

bio-based

rinnovabili.

Valutazione del criterio %

Presente >40%

Non presente <40%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione, Criterio di riferimento B.4.7, Materiali da fonti rinnovabili .| PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013

| CAM Edilizia 2017: 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e dell’inquinamento atmosferico, 2.4 Specifiche tecniche

dei componenti edilizi, 2.6.4 Materiali rinnovabili.

91


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

92


1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile

1.3

L’utilizzo di materiali naturali della bioedilizia

Obiettivo

Ridurre il consumo di risorse e materiali non provenienti dal

territorio regionale e utilizzare materiali prodotti in impianti

produttivi situati in Sardegna e costituiti principalmente da

materie prime rinnovabili dell’Isola, per facilitare

l’implementazione della logica dell’economia circolare.

Promuovere processi virtuosi di eco-innovazione e incentivare

indotto economico locale. Evitare trasporti pesanti che generano

emissioni di CO2 – in quanto l’indicatore è dato dal peso, non dal

volume.

Indicatore

Percentuale sul volume globale dell’intervento, di materiale

prodotti con materie prime naturali rinnovabili provenienti dalla

filiera territoriale della Sardegna.

Verifica

Al fine di poter verificare il criterio è necessario che nel computo

metrico venga indicato il volume utilizzato in metri cubi di

materiale e di prodotti naturali della filiera territoriale sarda. Deve

inoltre essere indicato il volume complessivo degli elementi edilizi

utilizzati durante l’intervento (tetto, pareti, solai, pavimenti,

vespai, tramezzi, intonaci, serramenti ecc.) per la corretta

elaborazione del rapporto percentuale.

Esempi

Utilizzo di materiali naturali

territoriali a base di risorse

minerali, vegetali: il laterizio, il

sughero, la lana di pecora, la

canna, le calci naturali, il legno

locale, la perlite etc…

Corretta rievocazione di

tipologie morfologiche, derivanti

dall’utilizzo congruo di materiali

naturali locali e tecnologie

tradizionali.

%/m3 totali

Metodo di calcolo

Volume totale,

omnicomprensivo

dell’intervento (ristrutturazione,

ex novo) diviso con il volume

costituito dai materiali naturali

della filiera territoriale sarda.

Valutazione del criterio %

Presente >30%

Non presente <30%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione , Criterio di riferimento B.4.8 Materiali locali. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM

Edilizia 2017: 2.4 Specifiche tecniche dei componenti edilizi, 2.6.4 Materiali rinnovabili.

93


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

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1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile

1.4a

L’impiego di soluzioni bioclimatiche per la climatizzazione naturale degli edifici nel periodo

invernale

Obiettivo

Garantire il preriscaldamento invernale attraverso l’apporto solare

con una corretta esposizione prevalentemente a Sud (o Sud/Est, Sud/

Ovest), attraverso la realizzazione di una serra solare dedicata o di

una percentuale minima del 40% di superficie vetrata (vetrata solare)

prevedendo nel contempo sistemi di prevenzione al surriscaldamento

estivo.

Indicatore

Efficienza delle soluzioni bioclimatiche adottate espressa in

percentuale ottenibile relativa al fabbisogno energetico globale nel

caso della serra solare dedicata, del 40 % di superficie vetrata nel caso

della vetrata solare.

Verifica

Calcolo del fabbisogno energetico globale, calcolo della produzione

di energia dei sistemi bioclimatici utilizzati, calcolo della percentuale

dell’apporto solare passivo per il preriscaldamento invernale

(serra solare) del 40 % di superficie vetrata (vetrata solare), con

contestuale dimostrazione della presenza di sistemi di prevenzione del

surriscaldamento estivo.

Esempi

Preriscaldamento passivo con

apporti gratuiti attraverso l’uso

di una serra solare o di vetrature

di apporto solare passivo.

% / Epgl (serra solare) o

40% superficie della superficie

vetrata complessiva (vetrata

solare).

Metodo di calcolo

Rapporto fra apporto solare

passivo e fabbisogno energetico

globale per riscaldamento.

Valutazione del criterio %

Presente >15%/>40%

Non presente <15%/<40%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione , Criteri odi riferimento: B.3 Energia da fonti rinnovabili . | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 |

CAM Edilizia 2017: 2.2.5 Approvvigionamento energetico. | Regolamenti comunali e regionali specifici. A titolo esemplificativo

recente: Toscana: L.R. 24 luglio 2018 n. 39 / R, Art. 57 (voce n. 16 dell’Allegato 2) «…si definisce serra solare un elemento di

architettura bioclimatica finalizzato ad introitare la radiazione solare coadiuvando nella stagione invernale il riscaldamento

dell’edificio o dell’unità immobiliare». Normativa di calcolo per la serra solare : UNI EN ISO 13790.

95


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

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1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile

1.4b

L’impiego di soluzioni bioclimatiche per la climatizzazione naturale degli edifici nel periodo

estivo

Obiettivo

Garantire il raffrescamento naturale attraverso l’utilizzo di sistemi

passivi di ventilazione naturale, scambio geotermico e di elementi

aggettanti o schermanti per l’estate.

Utilizzo di tecnologie costruttive per l’involucro opaco ad alta inerzia

termica per ottenere un elevato sfasamento termico e generare

comfort estivo come da modello Abitare Mediterraneo. Incentivare le

prestazioni di assorbimento dei carichi interni attraverso un elevata

capacità termica areica.

Indicatore

Presenza di soluzioni bioclimatiche (multicriterio).

Esempi

Utilizzo di tetto ventilato,

facciata ventilata.

Predisposizione per un corretto

raffrescamento notturno.

Sistemi di ombreggiatura.

Sistemi di scambio geotermico

terra-aria.

Si/No

Verifica

Presenza o meno di soluzioni bioclimatiche per la climatizzazione

naturale degli edifici post operam.

Valutazione del criterio

Presenza di ventilazione trasversale per l’ottimizzazione del

raffrescamento notturno o sistemi di scambiatore terra aria

Sistemi di schermatura solare (involucro opaco/trasparente)

Elevato sfasamento termico dell’involucro (> 10 h)

Presenza di elevata capacità termica areica dell’involucro interno

(>40 kJ/m2K ) per assorbimento carichi interni

Si/No

Si/No

Si/No

Si/No

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione . Criteri di riferimento: B.6.4 Controllo della Radiazione solare, D.2.1 Efficacia della Ventilazione naturale)

| PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e

dell’inquinamento atmosferico, 2.3.2 Prestazione energetica, 2.3.5.3 Dispositivi di protezione solare.

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Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

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1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile

1.5

Il comfort indoor sotto il profilo acustico e della qualità dell’aria

Obiettivo

Garantire un’elevata efficienza della ventilazione ed un’elevata

permeabilità dei materiali, intonaci/finiture utilizzati per assicurare una

buona traspirabilità dell’involucro ed alta qualità dell’aria e garantire

comfort acustico.

Indicatore

Classe acustica raggiunta.

Presenza di finiture superficiali/materiali altamente traspiranti.

Presenza della ventilazione meccanica controllata.

Verifica

Comfort acustico: calcolo del miglioramento rispetto alla normativa

vigente. Qualità dell’aria: materiali e finiture utilizzate per le superfici

(intonaci e pitture traspiranti, verifica dell’indice di permeabilità Sd)

Presenza della ventilazione meccanica controllata (VMC).

Valutazione del criterio acustico

Non presente

Presente

Valutazione del criterio qualità dell’aria

Ventilazione meccanica controllata presente

Ventilazione meccanica controllata non presente

Elevata permeabilità al vapore d’acqua (sd 0,02-0,2 m)

Bassa permeabilità al vapore d’acqua (>sd 0,2 m)

Esempi

Ventilazione meccanica,

raffrescamento notturno,

scambio geotermico, intonaci/

finiture in terra/calce.

Classi/ Si/No , valore sd

Metodo di calcolo

come da UNI PdR 13.1 |

2019 Il valore Sd si ottiene

moltiplicando il valore µ per lo

spessore del materiale.

Classe

IV/III

II,I

Si/No

Si

No

Si

No

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione, Criteri di riferimento: D.5.6 .Qualità acustica dell’edificio, D2.2 Qualità dell’Aria e ventilazione meccanica.|

PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.3.5.2 Aerazione naturale e ventilazione meccanica

controllata, 2.3.5.6 Comfort acustico.

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Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Luca Pinna

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2. L’elevata efficienza energetica degli edifici

2.

L’elevata efficienza

energetica degli edifici

101


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

102


2. L’elevata efficienza energetica degli edifici

2.1

L’organismo edificio – impianto efficiente (indice di prestazione energetica globale non

rinnovabile)

Obiettivo

Garantire un’elevata efficienza energetica dell’intervento di

ristrutturazione o nuova costruzione con un miglioramento di almeno

il 30% del fabbisogno di energia utile per il riscaldamento e per il

raffrescamento (EPgl,tot).

Indicatore

Percentuale di riduzione dell’indice di prestazione energetica non

rinnovabile (rapporto percentuale tra l’indice di energia primaria

globale non rinnovabile dell’edificio EPgl,nren e il corrispondente valore

dell’edificio di riferimento EPgl,nren, rif,standard (2019/21) utilizzato

per il calcolo della classe energetica).

Verifica

Calcolo del fabbisogno energetico globale non rinnovabile, (il 70%

di percentuale di riduzione corrisponde ad una diminuzione del 30%

effettivo rispetto al valore di riferimento).

Valutazione del criterio

Esempi

Corretta integrazione del

sistema involucro – impianti.

% di riduzione rispetto a

EPgl,nren, rif

Metodo di calcolo

UNI/TS 11300

Percentuale di riduzione

Non presente < 70%

Presente >70%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione, Criterio di riferimento B.1.2 Energia primaria non rinnovabile. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione

2013 | CAM Edilizia 2017 : 2.3.2 Prestazione energetica , 2.3.3 Approvvigionamento energetico.

103


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

104


2. L’elevata efficienza energetica degli edifici

2.2a

La sostenibilità ambientale dell’involucro edilizio altamente prestante nell’intervento

di ristrutturazione edilizia e/o manutenzione straordinaria

Obiettivo

Incentivare l’utilizzo di materiali o prodotti sardi prevalentemente

naturali, per garantire elevate prestazioni e sostenibilità dell’involucro

ottenuti post intervento, con un miglioramento di almeno il 30% del

fabbisogno di energia utile per il riscaldamento e per il raffrescamento

(EPgl,tot) rispetto all’edificio di riferimento, come definito dalla scheda

precedente 2.1.

Indicatore

Percentuale di volume rappresentante la parte di materiale locale

utilizzata per l’involucro esterno o confinante con ambienti non

riscaldati.

Verifica

Indicazione nel computo metrico del volume espresso in metri cubi

dei materiali naturali prodotti nella filiera territoriale sarda, utilizzati

per la coibentazione dei componenti dell’involucro (copertura, pareti

perimetrali, solai contro terra e pavimenti, vespai, tramezzi, intonaci,

ecc..) o per la sostituzione dei serramenti.

Esempi

Scelta di materiali della filiera

territoriale per i lavori legati

all’efficientamento energetico

dell’involucro.

%/tot m3

Metodo di calcolo

Volume totale,

omnicomprensivo

dell’intervento diviso con il

volume costituito dagli elementi

provenienti da filiera territoriale

sarda (UNI/TS 11300).

Valutazione del criterio %

Presente >50%

Non presente <50%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione , Criteri di riferimento B.4.7 Materiali rinnovabili, B.4.8 Materiali locali. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008),

revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e dell’inquinamento atmosferico. 2.3.5.5

Emissioni dei materiali, 2.4 Specifiche tecniche dei componenti edilizi.

105


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

106


2. L’elevata efficienza energetica degli edifici

2.2b

La sostenibilità ambientale dell’involucro edilizio altamente prestante nell’intervento

di costruzione ex novo

Obiettivo

Incentivare l’utilizzo di materiali o prodotti sardi prevalentemente

naturali, per garantire elevate prestazioni e sostenibilità dell’intervento

di nuova costruzione – con un miglioramento di almeno il 30% del

fabbisogno di energia utile per il riscaldamento e per il raffrescamento

(EPgl,tot) rispetto all’edificio di riferimento come definito dalla scheda

precedente 2.1.

Indicatore

Percentuale di volume rappresentante la parte di materiale territoriale

utilizzata per l’involucro rivolto verso l’esterno o confinante con

ambienti non riscaldati.

Verifica

Indicazione nel computo metrico del volume espresso in metri cubi

dei materiali naturali prodotti nella filiera territoriale sarda utilizzati

per la coibentazione dei componenti dell’involucro (copertura, pareti

perimetrali, solai contro-terra e pavimenti, vespai, tramezzi, intonaci,

ecc..) o per la sostituzione dei serramenti.

Esempi

Scelta di materiali della filiera

territoriale per i lavori legati

alla parte che garantisce

alte prestazioni energetiche

dell’involucro ex-novo.

%/tot m3

Metodo di calcolo

Volume totale,

omnicomprensivo

dell’intervento diviso con il

volume costituito dagli elementi

provenienti da filiera territoriale

sarda

(UNI/TS 11300).

Valutazione del criterio

Presente >40%

Non presente <40%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione , Criteri di riferimento B.4.7 Materiali rinnovabili, B.4.8 Materiali locali. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008),

revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e dell’inquinamento atmosferico. 2.3.5.5

Emissioni dei materiali, 2.4 Specifiche tecniche dei componenti edilizi.

107


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

108


2. L’elevata efficienza energetica degli edifici

2.3

L’intervento su singoli componenti edili opachi e trasparenti

Obiettivo

Efficientare i singoli componenti edilizi in assenza di un intervento

complesso di riqualificazione energetica.

Garantire elevate prestazioni dell’involucro opaco e trasparente,

rispettando comunque i limiti di riferimento per interventi sui singoli

componenti edilizi come da DM Requisiti Minimi del 26 Giugno 2015.

Indicatore

Abbassamento del valore della trasmittanza «U» del 30% rispetto alla

situazione di partenza in caso di intervento su singolo componente

edilizio dell’involucro esterno: chiusure verticali, elementi orizzontali

o inclinati di copertura, solai contro-terra o su vespai areati, elementi

trasparenti.

Verifica

Calcolo della differenza (in percentuale) della trasmittanza

dell’elemento di involucro opaco o trasparente fra la situazione ante

operam e post operam.

Esempi

Sostituzione di infissi.

Efficientamento di tutto

l’involucro o di solo un elemento

dell’involucro disperdente.

U=W/m2K

Metodo di calcolo

UNI/TS 11300

Valutazione del criterio %

Presente >30%

Non presente <30%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente

Italiano di Normazione , Criteri di riferimento B.1 Energia primaria richiesta durante il ciclo di vita.| PAN GPP (D.I. 135

del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e dell’inquinamento

atmosferico., 2.3 Specifiche tecniche dell’edificio, 2.4 Specifiche tecniche dei componenti edilizi.

109


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

110


2. L’elevata efficienza energetica degli edifici

2.4

L’impiego di energie rinnovabili verso livelli nZEB in ambito mediterraneo

Obiettivo

Incentivare l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile per coprire il fabbisogno

energetico locale termico, elettrico e di acqua calda sanitaria, invernale

ed estivo, posizionate in aderenza o nelle immediate prossimità

del fabbricato, in modo da disincentivare ulteriormente l’uso di altro

suolo/ risorse non territoriali.

L’utilizzo di biomassa territoriale come la legna, residui agricoli, o cippato

(non di pellet, perché non appartenente alla filiera territoriale) viene

considerata ammessa soltanto attraverso sistemi di combustione che

raggiungono almeno l’85% di efficienza.

Indicatore

Presenza di risorse territoriali rinnovabili utilizzate per la copertura del

fabbisogno energetico invernale ed estivo pari o superiore al 90%.

Verifica

Relazione di calcolo che attesti la copertura del fabbisogno dei sistemi

a pompa di calore del 90% con impianto fotovoltaico per le tre categorie

citate nel titolo: elettrico acqua calda (e/o pannello solare termico) e

termico, oltre a specificare la scheda tecnica dell’erogatore di calore

caldaia a biomassa se presente, che evidenzi la resa in %.

Esempi

Posizionamento di pannelli

solari FV e termici sulle falde

di copertura del fabbricato o su

pergole posizionate nelle immediate

vicinanze.

No stufe a pellet.

No camino aperto (rendimento

energetico ca. 30%).

Si termocamino (>85%) e caldaie

a fiamma rovescia.

Si/No

Metodo di calcolo

Calcolo del fabbisogno termico,

elettrico e di acqua calda sanitaria

per il periodo invernale ed

estivo come da normativa UNI/

TS 11300.

Valutazione del criterio

Presente > 90%

Non presente < 90%

Riferimenti normativi:

DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011, n. 28 | UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti

e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano di Normazione, Criteri di riferimento B.3.2 Energia rinnovabile per usi

termici, B3.3 Energia prodotta nel sito per usi elettrici . | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia

2017: 2.3.2 Prestazione energetica, 2.3.3 Approvvigionamento energetico.

111


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Foto: Luca Pinna

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3. La gestione sostenibile delle risorse idriche

3.

La gestione sostenibile

delle risorse idriche

113


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114


3. La gestione sostenibile delle risorse idriche

3.1

L’utilizzo di impiantistica di risparmio idrico

Obiettivo

Ridurre il consumo idrico attraverso l’adozione di sistemi di erogazione

a risparmio idrico.

Ridurre il consumo di acqua potabile in bottiglie di plastica con

conseguente riduzione dello smaltimento di imballaggi in PET,

attraverso l’adozione di sistemi di potabilizzazione dell’acqua.

Indicatore

Percentuale di incidenza dei riduttori di flusso sul totale di erogatori di

acqua installati (min. dell’80%),

Presenza di impianto di potabilizzazione/depurazione.

Esempi

Utilizzo di riduttori / aeratori di

flusso.

Implementazione di sistemi di

potabilizzazione domestica,

Depuratori/addolcitori sistemi di

filtraggio ad osmosi inversa.

Si/No

Verifica

Inventario delle misure di risparmio idrico adottate Scheda tecnica

dell‘impianto di potabilizzatore.

Valutazione del criterio

Sistemi di erogazione a risparmio idrico < 80%

Sistemi di erogazione a risparmio idrico > 80%

Impianto di potabilizzazione non presente

Impianto di potabilizzazione presente

No

Si

No

Si

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione. Criteri di riferimento B.5.1 Acqua potabile per usi irrigazione, B.5.2 Acqua potabile per usi indoor. | PAN

GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.7 Riduzione dell’impatto sul sistema idrografico

superficiale e sotterraneo.

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3. La gestione sostenibile delle risorse idriche

3.2

La permeabilità delle superfici esterne di pertinenza

Obiettivo

Favorire elevati livelli di permeabilità del terreno circostante per un

corretto assorbimento delle acque meteoriche che possano garantire

l’alimentazione naturale della falda acquifera.

Esempi

Finiture esterne permeabili

come la ghiaia o la

pavimentazione drenante

realizzata con leganti cementizi

ad elevata granulometria che

garantiscono permeabilità alle

acque meteoriche ed elevata

capacità drenante.

Indicatore

Grado di permeabilità del terreno di pertinenza (se presente). %

Verifica

Calcolo della percentuale di terreno permeabile sul totale di superficie del

lotto di pertinenza dell’immobile.

Valutazione del criterio

Percentuale

Presente >60%

Non presente <60%

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione . Criterio di riferimento C.4.3 Permeabilità del suolo. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 |

CAM Edilizia 2017 : 2.2.3 Riduzione del consumo di suolo e mantenimento della permeabilità dei suoli, 2.2.7 Riduzione

dell’impatto sul sistema idrografico superficiale e sotterraneo.

117


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118


3. La gestione sostenibile delle risorse idriche

3.3

L’utilizzo di sistemi di depurazione naturale/di sistemi duali

Obiettivo

Favorire sistemi di depurazione naturale al fine di alleviare il carico

organico e batteriologico sui sistemi di depurazione comunali e privati.

Implementare sistemi duali per la separazione delle acque grigie da

quelle nere.

Indicatore

Depurazione naturale in situ.

Presenza di sistemi duali con pre-smaltimento.

Esempi

Sistema di fitodepurazione,

Utilizzo di pozzi sgrassatori,

biodigestori.

Si/No

Verifica

Illustrazione dei sistemi naturali di depurazione/pre-smaltimento

con codificazione secondo il riferimento da allegare sulla tipologia di

sistemi ammessi.

Valutazione del criterio

Presente

Non presente

Si

No

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione. Criteri di riferimento B.5.1 Acqua potabile per usi irrigazione, C.4.3 Permeabilità del suolo ) | PAN GPP (D.I.

135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017 : 2.2.7 Riduzione dell’impatto sul sistema idrografico superficiale e

sotterraneo.

119


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

120


3. La gestione sostenibile delle risorse idriche

3.4

L’utilizzo di sistemi di accumulo idrico

Obiettivo

Ridurre il consumo di risorse idriche perveniente dalla rete di

distribuzione territoriale per l’irrigazione.

Favorire la raccolta di acqua piovana, il recupero e riutilizzo di acque

depurate ai fini di incentivare il risparmio idrico anche per il riutilizzo

delle acque piovane/depurate per gli sciacquoni, l’irrigazione, il

lavaggio.

Indicatore

Presenza di sistemi di recupero/riciclo/riutilizzo e di accumulo idrico

sulla proprietà.

Esempi

Presenza di contenitori/cisterne

di ritenzione idrica di accumulo/

recupero di acqua piovana

proveniente dalle falde di

copertura.

Si/No

Verifica

Presenza di sistemi di recupero/riciclo/riutilizzo e di accumulo

(codificazione secondo riferimento da allegare sulla quantità minima di

capienza in base ad abitante equivalente).

Valutazione del criterio

Presente

Non Presente

SI

No

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione. Criteri di riferimento B.5.1 Acqua potabile per usi irrigazione, B.5.2 Acqua potabile per usi indoor C.4.3

Permeabilità del suolo | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017 : 2.2.7 Riduzione dell’impatto

sul sistema idrografico superficiale e sotterraneo, 2.2.8.2 Raccolta, depurazione e riuso delle acque meteoriche.

121


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Foto: Luca Pinna

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4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale

4.

La valorizzazione

paesaggistica

e la sostenibilità

territoriale

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4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale

4.1

Le tecnologie e i materiali tradizioni locali

Obiettivo

Favorire la conservazione degli elementi tipologici tradizionali.

Valorizzare soluzioni semplici ed autentiche.

Evitare forzature stilistiche snaturanti senza legame storico con il

territorio.

Indicatore

Presenza di soluzioni basate su tecnologie e materiali tipologicamente

congrui.

Esempi

Arredi esterni, strutture

ombreggianti, barbecue,

pergole, ombrai, gazebo con

tipologia stilistica legata al

contesto da promuovere con

l’utilizzo di: làdiri, pietra locale e

cannicciato. Da evitare finiture

decorative con finta muratura

a vista.

Si/No

Verifica

Catalogo di soluzioni ammesse (materiali, tipologie).

Valutazione del criterio

Presente

Non presente

Si

No

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione . Criterio di riferimento B.4.8 Materiali locali. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM

Edilizia 2017 2.2.1 Inserimento naturalistico e paesaggistico, 2.3 Specifiche tecniche dell’edificio.

125


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

126


4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale

4.2

Le tipologie delle delimitazioni delle pertinenze esterne

Obiettivo 1

Utilizzo esclusivo di vegetazione autoctona e coerente con l’ambito

naturalistico di riferimento (4.2).

Obiettivo 2

Demolizione delle recinzioni in blocchi di cemento, in rete o elementi

prefabbricati, e ricostruzione con muratura tradizionale a secco con

pietra locale, cannicciati ecc.

Indicatore

Presenza di soluzioni morfologicamente congrue con il contesto

tipologico, presenza di elementi di delimitazione, parcellizzazione e

separazione di confini incoerenti con la tradizione costruttiva locale da

demolire.

Esempi di interventi da evitare

Finiture decorative con finta

muratura a vista,

Elementi di arredo pertinenziale

(pergole e simile) con tipologia

stilistica non legata al contesto.

Si/No

Verifica

Catalogo di soluzioni ammesse (materiali, tipologie).

Valutazione del criterio

Presente (obiettivo 1)

Non presente (obiettivo 1)

Presente (obiettivo 2)

Non presente (obiettivo 2)

Si

No

Si

No

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione. Criterio di riferimento A.3.3 Aree esterne di uso comune attrezzate. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008),

revisione 2013 | CAM Edilizia 2017 2.2.1 Inserimento naturalistico e paesaggistico.

127


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128


4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale

4.3

La gestione del verde

Obiettivo

Favorire la conservazione e la promozione delle specie autoctone

a discapito delle specie alloctone invasive, senza recare danno agli

habitat e alle specie animali e vegetali presenti. Secondo il piano

del verde del comune, se presente o, se assente, secondo le serie

vegetazionali.

Indicatore

Piantumazioni autoctone congrue con il contesto tipologico. Soluzioni

morfologicamente congrue con il contesto tipologico.

Esempi

Eradicazione di: Eucalyptus

camaldulensis, Acacia

cyanophylla Lindley, Acacia

saligna, Mimosa saligna,

Acacia cyanophylla, Acacia

dealbata, Ailanthus altissima,

Carpobrotus edulis (L.),

Carpobrotus acinaciformis,

Bougainvillea spectabilis,

tutte la palme (famiglia delle

Arecaceae, es.: ) ad eccezione

della palma Nana Chamaerops

humilis.

Si/No

Verifica

Catalogo di soluzioni ammesse (nella pagina successiva).

Valutazione del criterio

Presente

Non presente

Si

No

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano

di Normazione. Criteri di riferimento 2.2.2 Sistemazione aree a verde, C.6.8 Effetto Isola di Calore. | PAN GPP (D.I. 135 del

11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.1 Inserimento naturalistico e paesaggistico, 2.2.2 Sistemazione aree a

verde.

129


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

130


4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale

Legenda delle serie di vegetazione

131


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132


4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale

4.4

La gestione sostenibile degli ambiti territoriali

Obiettivo 1

Valorizzazione della sostenibilità ambientale territoriale attraverso

l’utilizzo di fonti rinnovabili per l’illuminazione delle aree esterne.

Obiettivo 2

Realizzazione di colonnine per mobilità elettrica, anche con carattere

ad isola (impianti off grid) e attrezzature affini.

Indicatore

Tecnologie e materiali tipologicamente idonei al contesto di intervento,

per impianti di illuminazione esterna basati sull’utilizzo di energia

rinnovabile prodotta in loco.

Presenza di equipaggiamento per la ricarica di mezzi elettrici (biciclette

e/o simile) per mezzi aziendali/privati/turistici.

Esempi

Impianto di illuminazione

alimentato da fonti di energia

rinnovabile, corpi illuminanti

con pannellino FV integrato,

colonnine per la mobilità

elettrica.

Si/No

Verifica

Catalogo di soluzioni ammesse (materiali, tipologie). Elenco di

sistemi di illuminazione eleggibili (eolico/ fotovoltaico/idroelettrico).

Dichiarazione della funzionalità del sistema mezzo/stazione di carica

accertata/collaudata (impianto certificato).

Valutazione del criterio

Presente (obiettivo 1)

Non presente (obiettivo 1)

Presente (obiettivo 2)

Non presente (obiettivo 2)

Si

No

Si

No

Riferimenti normativi:

UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente

Italiano di Normazione. Criterii di riferimento 2.2.2 Sistemazione aree a verde, C.6.8 Effetto Isola di Calore) | PAN GPP

(D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017 : 2.2.1 Inserimento naturalistico e paesaggistico, 2.2.5

Approvvigionamento energetico, 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e dell’inquinamento atmosferico, 2.2.8.5

Impianto di illuminazione pubblica, 2.2.9 Infrastrutturazione secondaria e mobilità sostenibile.

133


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

134


4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale

Matrice di serie di vegetazioni per comune

Comuni

Serie di vegetazioni

Buggerru

Carloforte

Domus de Maria

Domusnovas

Fuminimaggiore

Giba

Gonnesa

Masainas

Nuxis

Perdaxius

Piscinas

Pula

San Giovanni Suergiu

Santadi

Sant’Anna Arresi

Sant’Antioco

Siliqua

Teulada

Tratalias

Villamassargia

Vallermosa

Villaperuccio

1; 2; 11; 17; 28

3; 4; 7; 27

2; 9; 11; 28

11; 15; 17

1; 2; 11; 14; 17

1; 12; 17; 28

2; 12; 17; 28

1; 6; 12; 17

11; 14; 17

10; 12; 17

12; 17

2; 9; 11; 14; 15; 17; 24

2; 9; 11; 14; 15; 17; 24

11; 12; 14; 15; 17; 25

1; 6; 11; 12; 17; 28

3; 10; 27; 28

11; 14; 17; 24; 29

2; 8; 9; 11; 12; 17; 24; 28

10; 17; 29

10; 11; 17

11; 17

10; 17; 29

135


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Luca Pinna

136


Glossario

Glossario

Agrifiliera

Espressione intesa come la filiera dell’agricoltura. Nelle

presenti Schede tecniche il termine è utilizzato nel contesto

del crescente interesse verso alcuni prodotti a valle del

consumo per l’alimentazione, ovvero prodotti di risulta anche

caratterizzati come «eccedenze», da valorizzare per un uso

consapevole in edilizia sostenibile come ad esempio: la paglia,

la pula di riso, la canapa etc.

Bioedilizia

edilizia sostenibile, energeticamente efficiente e confortevole,

priva di elementi tossici ed inquinanti per l’ambiente e per

l’essere umano, con particolare attenzione alla scelta di

materiali naturali, rinnovabili, possibilmente locali per evitare

impatti ambientali legati alla fornitura/trasporto.

Eco-compatibilità

Processo o approccio che garantisce un minor impatto

ambientale in termini di inquinamento, utilizzo di risorse non

rinnovabili e contestuale emissione di CO2.

Economia circolare

Sistema economico che tende a sviluppare le basi necessarie

per rigenerarsi da solo, basandosi sulla gestione sostenibile

e l’impiego consapevole delle risorse territoriali energetiche

e idriche, della materia prima, dei materiali e prodotti locali

evitando in questo modo l’incidenza negativa dei trasporti ed

incentivando una filiera produttiva locale in grado di generare

indotto economico e garantendo sostenibilità ambientale.

Green economy

Modello di economia basato sulla sostenibilità ambientale

attraverso l’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili, la

riduzione dei consumi e dei rifiuti verso lo sviluppo sostenibile

come definito nel rapporto Brundtland del 1987: lo sviluppo

sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente

senza compromettere la possibilità delle generazioni future di

soddisfare i propri.

Impronta ambientale

Descrive l’impatto ambientale di un determinato processo

produttivo o di trasporto legato ad un consumo energetico e

conseguente emissione di anidride carbonica (CO2).

Materiale bio-based

Dall’Inglese: materiali che sono basati sull’impiego di risorse

rinnovabili naturali e biologiche in grado di sostituire materiali

di sintesi come la plastica a base di petrolio, al fine di garantire

una maggiore compatibilità ambientale.

137


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Paesaggio potenziale

Il paesaggio potenziale è costituito dai macro-elementi

naturalistici dei luoghi (copertura vegetale, corpi idrici, rocce

e suoli) che precedono l’intervento antropico. Le dominanti

ambientali, caratteristiche di ogni zona ambientale d’intervento,

guidano le scelte operative e suggeriscono i riferimenti e le

citazioni paesaggistiche più idonee per il contesto, in piena

sintonia con gli elementi storico-edilizi dell’area (architetture

abitative e materiali da costruzione).

Retrofitting

Espressione inglese utilizzata per indicare la riqualificazione

degli edifici, intesa come intervento volto a migliorarne

complessivamente le prestazioni energetiche e antisismiche.

Serra solare

Si tratta di uno spazio chiuso e vetrato, esposto alle radiazioni

solari e orientato prevalentemente a sud, in modo da

massimizzare l’apporto solare passivo in termini di energia

termica che contribuisce al riscaldamento dell’edificio

retrostante. La copertura può essere vetrata o opaca secondo

la latitudine e le esigenze termiche. La serra è considerata un

volume tecnico non riscaldato da una fonte energetica diversa

dal sole. Non è da intendersi quindi come un ambiente dove

soggiornare in modo continuativo, in quanto funge da apporto

solare, durante il giorno, nel periodo invernale e durante le

mezze stagioni. Sono da prevedere sistemi di apertura e di

ombreggiatura per evitare il surriscaldamento estivo.

e veicolando flussi di ventilazione naturale in estate per il

raffrescamento, con la capacità di alcuni materiali di conservare

le condizioni favorevoli all’interno dell’edificio. Le soluzioni

bioclimatiche riescono in questo modo ad immagazzinare

il calore dell’apporto solare in inverno e trattenere il fresco

notturno in estate. Nello stesso tempo riescono a ostacolare i

fattori climatici sfavorevoli ad esempio isolando termicamente

l’interno dall’esterno in inverno, o schermando la radiazione

solare in estate per evitare il surriscaldamento, senza ricorrere a

integrazioni impiantistiche costose ed energivore ma attingendo

a fenomeni fisici naturali, attraverso l’impiego dei cosiddetti

sistemi passivi.

Esempi di soluzioni bioclimatiche

Estate: facciata ventilata che permette il raffrescamento

dell’involucro, pergole bioclimatiche per l’ombreggiatura delle

pertinenze esterne, tetto ventilato, schermature solari fisse e

mobili per evitare il surriscaldamento, pozzo canadese per il

raffrescamento passivo degli ambienti interni attraverso uno

scambiatore termico terra-aria.

Inverno: muro di trombe, serra solare, e vetrate solari per

assicurarsi guadagni solari, muro di accumulo termico per

garantire massa termica che permette di accumulare i guadagni

solari.

Sistema autopoietico

Sistema territoriale su piccola scala che ridefinisce

continuamente sé stesso, rigenerandosi con le proprie risorse.

Soluzioni bioclimatiche

La progettazione di un edificio bioclimatico si basa

sull’abbinamento dei fattori climatici favorevoli ad esempio

captando energia solare in inverno per il preriscaldamento

Sistemi passivi

Sistemi di climatizzazione (riscaldamento, raffrescamento

e ventilazione) che si basano sull’utilizzo di fenomeni fisici

piuttosto che sull’impiego di ausili elettrici o meccanici che

138


Glossario

presuppongono un consumo energetico esterno. I Sistemi

passivi non consumano energia e si distinguono quindi dai

sistemi attivi energivori. Vedasi anche Soluzioni bioclimatiche

(pagina precedente).

Sick Building Syndrome

La sindrome dell’edificio malato è un effetto patologico

risultante dal soggiorno in ambienti chiusi e inquinati da

sostanze tossiche. A seguito dell’utilizzo di agenti sintetici nel

settore delle costruzioni (solventi, fenoli, formaldeidi) e materiali

costruttivi non traspiranti (cemento, bitumi, siliconi, etc.) oltre a

criticità di messa in opera (esposizione incorretta, presenza di

ponti termici, creazione di muffe, etc.) si sono osservati effetti

collaterali negativi sulla salute dell’essere umano.

radon o a seguito dell’utilizzo di prodotti come i detergenti,

gli insetticidi e simili. Per evitare l’incidenza negativa che

rappresentano i VOC negli ambienti chiusi è importare garantire

una costante ventilazione naturale (apertura degli infissi) o

meccanica, utilizzando appositi filtri.

X-Lam/Cross-Lam

Tecnologia costruttiva che assembla lamelle di legno incollate

incrociando gli strati in modo tale da rendere il pannello

strutturalmente resistente. Si possono costituire elementi

portanti verticali e orizzontali, presagomando degli elementi

che vengono assemblati a secco in cantiere, attraverso idonei

sistemi di avvitatura completi di nastrature e sigillature a tenuta

d’aria.

Trovanti lapidei

Pietre e pietrame che si trova in situ e viene utilizzato per la

costruzione, senza fare appello alla pietra proveniente da

apposite cave di estrazione (sono detti anche massi erratici).

Esempio: “Le murature lapidee sono essenzialmente realizzate

con trovanti di granito e scisto di differenti proporzioni e

dimensioni, apparecchiati ad opera incerta o con corsi suborizzontali.

In numerosi insediamenti dispersi del Sulcis si

ricorre sia alla tecnica del muro misto di trovanti in granito e

scisto ai piani terra.” Direzione regionale per i beni culturali e

paesaggistici della Sardegna, 2009.

VOC

Volatile Organic Compounds (in inglese) Composti Organici

Volatili – COV (in italiano). Si sviluppano all’interno degli

edifici a seguito della messa in opera di prodotti e materiali di

costruzione e di finitura, o di arredamento, ma anche a causa

della presenza di gas naturali potenzialmente nocivi come il

139


Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari

Foto: Luca Pinna

140


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