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5 years ago

siciliana

100 I testi

100 I testi francesizzati di origini provenzali, e persino i Minnesänger, che pur trasferiscono schemi metrici da un sistema accentuativo a uno quantitativo non toccano sostanzialmente la formula sillabica (ibidem), E ciò significa che non si possono considerare le canzoni siciliane come contrafacta delle corrispondenti provenzali, anche se forse la deduzione non è applicabile con altrettanta matematica certezza all’intero corpus: La singolarità siciliana appare la prova forzata - finalmente - che all’origine del diverso comportamento c’è proprio la nonacquisizione della melodia e quindi del relativo pattern metrico (e malgrado altri casi di assoluta identità fra schemi siciliani e provenzali) (ivi:322) Ma la conclusione lascia spazio a qualche dubbio, vista anche la formula attenuativa subito aggiunta dallo stesso Brugnolo: Quella che è in grado di rispondere a ogni problema (compreso il mutamento di sistema metrico, le innovazioni di struttura strofica e di formula sillabica, l’invenzione del sonetto, la selezione dei generi e delle tematiche, l’arricchimento metrico-retorico) è la tesi del ”divorzio” fra musica e poesia, almeno sulla base dei dati finora disponibili. Ma senza escludere almeno un’altra possibilità, a evitare meccanicismi e rigidità rovesciate: non negherei affatto che la poesia siciliana potesse essere eseguita musicalmente, previo rivestimento musicale ”esterno”, come capiterà ancora a Dante e Petrarca (e utilizzando magari, talvolta, qualche melodia preesistente) (ibidem). Senza dubbio, infatti, nel lungo periodo la tendenza della poesia italiana di stile elevato è verso una dimensione puramente letteraria e non musicale, col risultato, fra l’altro, che nel nostro sistema culturale si è instaurata una tenace convinzione che la poesia non pensata per la musica abbia un valore superiore a quella per musica. È ammis-

sibile senza grandi problemi che l’unità di musica e poesia, inscindibile nella tradizione classica-provenzale, si sia scissa in Italia, nel senso che si è persa la figura del poeta-musico, dotato di un doppio talento, e che l’elaborazione di una melodia per un testo dev’esser diventata affare di professionisti, musicisti o anche semplicemente esecutori. Alle origini della tradizione i poeti-funzionari di Federico II saranno anche stati letterari e non musici, ma è difficile trovare verosimile l’iniziativa culturale dell’imperatore, di creare nella propria corte un’alternativa all’attività poetica delle corti europee, se quella iniziativa avesse comportato non solo l’esclusione dei generi non amorosi, che non rappresenta un problema perché in tutta la tradizione romanza è comunque il genere amoroso il portatore per eccellenza dello stile elevato, ma il depauperamento del carattere più proprio in tutta Europa dell’attività poetica in volgare, il suo modo di porsi in rapporto col pubblico entro l’ambiente della corte attraverso il momento collettivo e scenico dell’esecuzione musicale. Beltrami conferma questi dubbi affermando che la struttura della stanza della canzone, che Dante descrive in termini musicali, e che nei Siciliani già si riconosce ben corrispondente alla descrizione dantesca, è non solo motivata dalla forma musicale, ma in molti casi anche difficilmente riconoscibile senza melodia (Beltrami 1999:198). Lo studioso, dopo una rassegna di esempi desunti dal repertorio provenzale, conclude accettando in sostanza l’immagine tradizionale che si ha della poesia siciliana, quella elaborata da Roncaglia, rivendicando però la destinazione musicale dei versi affidata forse ad altre figure professionali. La composizione dei testi procedeva, come dicevamo ad inizio paragrafo, attraverso le note modifiche e selezioni rispetto al testo-fonte provenzale (o ad altri possibili modelli) adattandosi principalmente alla stanza articolata in piedi e sirma o in piedi e volte, e su questa base i poeti complicano, elaborando strutture più ampie, che diventano ancora più ampie e complesse nell’elaborazione dei toscani (ivi:203). Il fatto che le traduzioni-rifacimenti di testi provenzali non mantengano la struttura metrica dell’originale (e quindi, nel caso nostro, nemmeno la struttura musicale) può essere considerato un aspetto di quella tensione fra imitazione e originalità che si suole riconosce- 101

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