inBicicletta3:2021
Ciclismo
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3 | 2021
ticino-cycling.ch ticino-cycling.ch
1
© Lugano bikemotions
Marc Hirschi:
l’indispensabile
crescita
dell’uomo prima
dell’atleta
luganobe.ch
www.ticino-cycling.ch - ticinocycling - #ticinocycling
TICINO C CLING
editoriale
ticino-cycling.ch
3
Ciclisti, pedoni e... rispetto!
Partirà in autunno, una campagna cantonale sui conflitti ciclisti-pedoni. La
morfologia del nostro territorio, non è purtroppo sufficientemente ampia ed
estesa per permettere sempre di diversificare i tracciati per i ciclisti e per i pedoni.
Questi percorsi “misti”, sono presenti sia nei centri urbani che fra i sentieri
di montagna ove spopola sempre più la MTB; ora soprattutto le E-bike.
Gli accorgimenti adottai sin qui dai comuni per evitare palesi conflitti e
scongiurare incidenti vanno da un limite di velocità per i ciclisti, a cartelli
che segnalano il pericolo sino a separare - laddove le dimensioni lo permettono
- le 2 corsie con linee orizzontali.
Bisogna riconoscere che il ciclista-agonista, difficilmente percorre percorsi
ciclabili misti, preferisce evidentemente ancora la strada principale per
dare più efficacia al suo esercizio allenante evitando rallentamenti o addirittura
stop forzati. Anche perché questi tracciati, oltre a come detto pedoni
e ciclisti, vedono sempre più spesso la presenza di monopattini, siano
essi elettrici o manuali. Il tema riguarda quindi soprattutto le famiglie, i
ragazzi che magari utilizzano questi tracciati per svago, per il trasferimento
casa-scuola, casa-lavoro. Qui i consigli da applicare sono semplici e chiari:
moderare la velocità, segnalare la presenza con un semplice segnale vocale
o, laddove presente, una scampanellata.
Segreteria Ticino Cycling
Rubens Bertogliati
Presidente
Fabio Schnellmann
Diverso il tema MTB nei sentieri di montagna dove la condivisione risulta più
complicata soprattutto laddove i bikers si cimentano in discesa incrociando
magari pedoni impegnati nella salita. Qui il pericolo è davvero marcato ed
è quindi importante avere tracciati separati e ben distinti come ad esempio
ad Airolo-Pescium. Questi sentieri, grazie anche alla crescente crescita delle
E-bike, risultano infatti spesso molto frequentati e, causa appunto della velocità
elevata, il pericolo è sovente dietro l’angolo. Anche in questo ambito il
Cantone è vigile e attento e sta studiando soluzioni in merito.
In conclusione ritengo che alla base di tutto e di tutti, sia fondamentale
una buona dose di buon senso e soprattutto di rispetto, sia da parte dei
ciclisti che dai pedoni. Applicato questo semplice comportamento buona
parte dei pericoli saranno risolti.
Ticino Cycling
c/o Rubens Bertogliati
CP 277
CH-6962 Viganello
+41 78 339 69 65
Fabio Schnellmann
Pres. Ticino Cycling
© Paolo Pellegrini
© Paolo Pellegrini
Ufficio stampa, pubblicità
Ticino Cycling
Michele Alippi
ticinocycling.press@gmail.com
Progetto grafico e redazione
Paolo Pellegrini
Carlo Bianchi
Stefano Pedrazzetti
+41 91 600 16 07
RIVISTA APOLITICA E ACONFESSIONALE
inbicicletta
LA RIVISTA DEDICATA AL CICLISMO DELLA SVIZZERA ITALIANA
Hanno collaborato:
Alari Adriano
Alari Piero
Alippi Michele
Benassi Stefano
Bertogliati Mark
Bertogliati Rubens
Bianchi Carlo
Bianchini Diego
Biciclerace
Colandrea Marco
Donati Martino
Gianotti Andrea
Hemsi Monique
Martinelli Laura
Moser Jim
Pedrazzetti Stefano
Pellegrini Paolo
Pfund Nicola
Poggi Stefania
Priolo Katia
Rehability Lugano
Rovelli Ivano
Rossi Bernardino
© - Articoli e foto contenuti in questa rivista
sono soggetti a copyright. Ogni riproduzione
anche solo parziale deve essere esplicitamente
autorizzata dall’editore.
TICINO C CLING
Schnellmann Fabio
Taglioni Stefano
Tonin Natascia
Vitali Marco
Z-Bike
ticino-cycling.ch
Il
personaggio
Calendario
Corse
Kids
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alimentazione
e sport
Attività
ed eventi
Percorsi
itinerari
L’intervista
con
Mobilità
naturalmente.
sosteniamo le attività sportive
Sommario
3 Editoriale
7 Ritorna il 19 settembre la BancaStato Bike Day 2021
8 Calendario UCI 2021
9 Un altro grande nome nell’albo del GP LUGANO AXION BANK
10 A Lodrino una grande giornata di ciclismo con il GP TICINO BANCA STATO
11 Biasca: primi campionati Ticinesi di MTB
12 A scuola di MTB...pedalando s’impara!
17 Idroterapia e ciclismo
I Club
si presentano
18 La dieta del ciclista. Come alimentarsi prima, durante e dopo una gara
20 Partecipa al WeRide Festival e vivi a 360° il mondo della Mountain Bike!
21 Il muro - via Bossago - welcome to hell!
22 La squadra, il vero talento
24 Itinerari
25 La Blenio Gold Race
26 Exploit Service Course, passione infinita per la bicicletta
27 la cura dei capelli in autunno
28 Manuele Morelli, viaggiatore, sognatore e imprenditore
30 Test Talenti Caslano
31 Pump Track in Piazza Lago
32 Lugano Bikemotions
33 Steve Prefontaine il primo atleta moderno
34 Una gita in valle di Muggio
36 Il lungo percorso verso una migliore mobilità ciclistica
38 Due ruote al femminile
Salute
e sport
Robe da
matti
Il mondo
in bike
Immagine Vananti Visual Communication, © AIL SA
CHF 30.-
1 anno
LA RIVISTA DEDICATA AL CICLISMO DELLA SVIZZERA ITALIANA
TICINO C CLING
Monte Bar Lugano Region © Milo Zanecchia
Kids Tour il nostro
movimento giovanile
Benvenuti amanti
della bicletta...
Fabio Schnelmann
Pedalare è una passione che
ci accompagna tutta la vita...
Rubens Bertogliati
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1
1 | 2020
5
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7
Ritorna il 19 settembre la BancaStato Bike Day 2021
La 50 edizione della pedalata popolare partirà
alle ore 10.00 dal Centro Esposizioni di Lugano
Bicycle Race nasce con l’idea
di permettere a tutti gli amanti
della bicicletta di montare
in sella alle ultime novità
per una pedalata in grande stile.
La nostra officina specializzata e
qualificata offre un servizio
d’assistenza e riparazione per ogni
esigenza. Tutto lo staff di BicycleRace
sarà disponibile a consigliarvi
al meglio per l’acquisto
della vostra nuova bicicletta.
Vi aspettiamo a Melide
in Via Lungolago Motta 12.
Ritorna domenica 19 settembre 2021 l’ormai nota
“pedalata popolare” BancaStato Bike Day, giunta
alla sua quinta edizione e organizzata dal Velo Club
Monte Tamaro. L’appuntamento per gli amanti della
bicicletta, in tutte le sue forme, è al Centro Esposizioni
di Lugano, in Via Campo Marzio, a partire
dalle ore 08.00.
La manifestazione, gratuita e non competitiva, si
svolgerà su un circuito pianeggiante di 26 km intorno
al Monte San Salvatore e toccherà le splendide
località di Paradiso - Pambio - Cadepiano - Barbengo
- Casoro - Figino - Morcote - Melide - Capo San
Martino, per poi fare ritorno a Lugano.
Una giornata fatta di sport, amicizia e tanto divertimento
con l’intento di promuovere nuovi progetti
di piste ciclabili per un uso della bicicletta sempre
più in sicurezza.
Al fine di garantire lo svolgimento della giornata
sotto l’insegna delle più accurate misure di sicurezza,
il numero di partecipanti è stato fissato a 900 e,
per questo motivo, l’iscrizione gratuita alla manifestazione
è obbligatoria per tutti i partecipanti.
Orari
Ma-ve 09.00-12.30 | 13.30-18.00
Sabato 09.00-12.30 | 13.30-17.00
Il termine ultimo per l’iscrizione è venerdì 17 settembre
(sul sito www.bikeday.ch) mentre domenica
19 settembre ci si potrà ancora iscrivere dalle
ore 08.00 alle 10.00 - prima della partenza - direttamente
al Centro Esposizioni.
Stefania Poggi (Titolare)
Sarà anche possibile noleggiare diversi tipi di bicicletta
presso BikePort Sagl di Bellinzona entro il 12
settembre a www.bike-port.ch.
B A N CASTA TO
19 settembre 2021 Lugano
Iscrizione gratuita
www.bikeday.ch
Pedalata popolare aperta a tutti
di 26.6 km in tutta sicurezza
5. edizione
Main sponsor
Calendario
Corse
Michele Alippi
(ufficio stampa Ticino Cycling)
ticino-cycling.ch
9
Calendario UCI 2021
settembre - ottobre
Un altro grande nome
nell’albo del GP LUGANO
AXION BANK
Gianni Moscon (Ineos Granadier)
vince la 74 0 edizione
domenica 12 settembre
Francia
GP de Fourmies / La Voix du Nord
martedì 14 - sabato 18 settembre
Lussemburgo
Skoda-Tour de Luxembourg
mercoledì 15 settembre
Belgio
Grand Prix de Wallonie
giovedì 16 settembre
Italia
Coppa Sabatini -
Gran Premio città di Peccioli
sabato 18 settembre
Belgio
Primus Classic
domenica 19 settembre
Germania
Eschborn-Frankfurt
domenica 19- dom. 26 settembre
Fiandre Belgio
mondiale UCI
martedì 21 settembre
Francia
Grand Prix de Denain -
Porte du Hainaut
mercoledì 29 settembre
Belgio
Eurométropole Tour
sabato 2 ottobre
Italia
Giro dell’Emilia
domenica 3 ottobre
Francia
Parigi-Roubaix
domenica 3 ottobre
Germania
Sparkassen Münsterland Giro
lunedì 4 ottobre
Italia
Coppa Bernocchi - GP BPM
martedì 5 ottobre
Italia
Tre Valli Varesine
mercoledì 6 ottobre
Italia
Milano - Torino
giovedì 7 ottobre
Italia
Gran Piemonte
sabato 9 ottobre
Italia
Il Lombardia
sabato 9 - martedì 12 ottobre
Cina
Tour of Taihu Lake
domenica 10 ottobre
Francia
Paris - Tours Elite
giovedì 14 - martedì 19 ottobre
Cina Gree-Tour of Guangxi
(cancellata)
domenica 17 ottobre
Giappone
Japan Cup Cycle Road Race
Si è tornati a respirare con la mascherina a portata di
mano, in tasca, e sul volto tanta voglia di ripartire verso
la normalizzazione. La corsa ha rispettato il canovaccio
con una fuga a 10 che si è sviluppata subito nel corso del
primo degli 8 giri.
Le 5 squadre World Tour hanno lasciato fare, senza tuttavia
dare briglia sciolta ai fuggitivi, il cui vantaggio non ha
mai superato i 2’. Nel corso del 5° giro dal gruppo è uscito
di forza Fabio Aru.
Il Sardo che vive a Lugano ha raggiunto la testa della
corsa, ha scremato il gruppo, ed ha poi preso il largo in
solitaria. Si intuiva che la sua azione non sarebbe stata di
non facile realizzazione. Tuttavia per lui si trattava di dare
un segnale, soprattutto a se stesso, dopo le delusioni del
recente Campionato italiano in cui era stato costretto
al ritiro. Un segnale che gli ha consentito di vincere la
classifica dei Traguardi Volanti patrocinata dal Comune
di Muzzano.
Dal canto suo lo spagnolo Adria Moreno della Eolo Kometa,
che faceva parte della fuga di giornata, si è aggiudicato
la classifica del GPM sotto l’egida del comune di
Collina d’Oro. Dopo un tentativo dell’ecuadoriano Jhonatan
Narvaez, della Ineos Grenadiers, il gruppo si è ricompattato.
Tutto da rifare al suono della campana.
Nel corso del giro conclusivo si avventurano in 4: Gianni
Moscon (Ineos Grenadiers), Valerio Conti (UAE), Ben Hermans
(Israel Start Up Nation) e Simon Pellaud (Androni
Sidermec). Sull’ultimo strappo Moscon fa il matto, stacca
tutti di potenza e vola verso la sua 3° vittoria stagionale
dopo le 2 tappe al Tour of the Alps. Valerio Conti precede
Hermans, poco distante Simon Pellaud va ad occupare
la 4° posizione. Diego Ulissi, brillante, ma costretto a rispettare
la presenza del suo compagno Conti nel quartetto
in fuga, cede lo scettro e si accontenta di un buon
5° posto. Il prossimo anno il Velo Club Lugano festeggerà
il Giubileo.
Per la 75a edizione si attendono ancora più big e soprattutto
il ritorno del grande pubblico a bordo strada.
ticino-cycling.ch
11
A Lodrino una
grande giornata
di ciclismo con
il GP TICINO
BANCA STATO
Tutto in una sola giornata, Campionati
Ticinese U19 e U17, la maglia di leader
della Frauen Cup, e gl U23 elité.
Qualcuno lo aveva detto mesi fa, se
farà caldo sarà una grande giornata,
bhé non ci voleva il premio nobel per
saperlo, anche perché la data di luglio
raramente ci regala nubifragi e temperature
da Polo Nord, ma non si sa mai...
E così dopo mesi di riunioni via zoom,
anche quì il “colpevole” è stato il Covid,
gli organizzatori (Ticino Cycling e
alcuni club del nostro Cantone) hanno
messo in scena una giornata davvero
ricca di temi.
Partiamo dal buon mattino, chi scommetteva
che i giovani amano dormire,
bhé non ci ha azzeccato, almeno per
quanto riguarda i giovani che amano
il ciclismo, l’alba della Riviera ci ha regalato
le prime luci dell’alba, non solo
quelle naturali ma anche quelle dei numerosi
camper parcheggiati all’esterno
dell’aeroporto di Lodrino. Non erano
turisti che avevano perso la rotta verso
sud, ma bensì i confederati e non che si
sono iscritti alla gara di bici.
U17 uomini e donne 56,2 km
(215 metri di dislivello) e Frauen Cup
I primi ad assaporare l’aria frizzante
sono stati i ragazzi e ragazze della
categoria U17. Pronti partenza e via...
già dopo qualche kilometro i primi ritardatari
che probabilmente non hanno
digerito la colazione, ma temerari
lo stesso.
Per i ticinesi il premio era ambito, ovvero
la maglia di Campione Ticinese.
A spuntarla è stato Walter Filippo (VC
Mendrisio Immoprogramm) campione
Ticinese U17 2021, secondo Andrea
Zumelli (Velo Club Capriasca), mentre il
podio è stato completato dal portacolori
del Velo Club Monte Tamaro, Claudio
Arrigoni.
Anche le ragazze hanno offerto un grande
spettacolo, e la partecipazione è stata
importante, per le confederate in palio
la maglia di leader della Frauen Cup.
Fiona Zimmermann è salita sul secondo
gradino del podio ma ha conquistato
l’ambita maglia.
U19 uomini e donne 80,8 km
(580 metri di dislivello) e Frauen Cup
Qualche ora più tardi è stata la volta
deli U19, anche in questo caso oltre alla
classifica generale, in palio la maglia
di Campione Ticinese per gli uomini,
mentre per le donne spazio alla maglia
di leader della Frauen Cup. gara molto
avvincente, il percorso comprendeva il
circuito che da Lodrino saliva a Biasca
dalla parte di Preonzo.
Samuel Aimi (VC Lugano) ha vinto la
volata e si è laureato Campione Ticinese
U19 2021, Secondo posto per Zenith
Pradella (VC Lugano), terzo posto per
Bryan Sbarbaro (VC Capriasca).
Nella categoria donne da segnalare il
ritiro di Linda Zanetti, vittima di un problema
tecnico.
U23 151,7 km con un dislivello
positivo di 1’040 metri
Grande caldo e un forte vento,
questi gli ingredienti principali che
hanno condizionato la gara, ottima
prova dei ragazzi del VC Mendrisio
Immoprogramm di Alfredo Maranesi,
sempre propositivi malgrado
non siano stati assecondati nei numerosi
tentativi di fuga.
Alla gara ha partecipato anche Filippo
Colombo, che in sella alla sua
bici ha animato in più fasi la gara.
Il nostro portacolori parteciperà
alla prova di MTB ai prossimi giochi
olimpici di Tokyo.
Un ringraziamento particolare da
parte di Ticino Cycling a tutti i collaboratori,
i comuni, la polizia, la
PC, e proprio tutti coloro che hanno
reso possibile l’organizzazione
della giornata.
Le classifiche aggiornate si trovano sul
sito di Ticino cycling al seguente link:
www.ticino-cycling.ch/documenti
-e-classifiche/
Biasca:
primi campionati Ticinesi di MTB
Gara Nazionale, Kids Tour e Campionati
Ticinesi, una giornata a tutta MTB.
Per la prima volta nella storia del ciclismo
Ticinese si sono organizzati i campionati
ticinesi della MTB, discilina che
oggi è la più praticata dai nostri ragazzi.
Nella splendida cornice del Vallone a
Biasca, una magnifica giornata di sole
e grande caldo, ha abbracciato i partecipanti
alla MTB Cross Biasca. Gli organizzatori
(Velo Club 3 Valli Biasca) hanno
disegnato per le diverse categorie dei
percorsi a dir poco spettacolari. Tutte
le gare sono state da adrenalina pura,
con passaggi tecnici che hanno lasciato
senza fiato i numerosissimi appassionati
che sono accorsi per godere di questa
giornata indimenticabile. La gara era
inserita anche nel calendario nazionale,
dove segnaliamo una discreta partecipazione
di atleti confederati.
Non solo nazionale ma soprattutto prova
del KIDS TOUR e Campionati Ticinesi
di categoria per gli U17 e U19.
A questo proposito da segnalare la vittoria
nella categoria U17 di Andrea Zumelli
(Velo Club Capriasca) e per quanto
riguarda la categoria U19 la vittoria
è andata a Rudoplh Jann (Velo Club
Monte Tamaro) tra le rarazze hanno primeggiato
Elvira Radaelli (U17F) e Giulia
Alberti (U19F).
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I Club
si presentano
ticino-cycling.ch
13
A scuola di MTB...
pedalando s’impara!
Di Marco Maccagni - fotografie di Mattia Genini
Una scuola, una vera scuola immersa
nel verde incontaminato, dove i bambini
imparano senza restare seduti ai
propri banchi e dove per tutti è obbligatorio
muoversi il più possibile in sella
a una bicicletta!
Ma esiste veramente una scuola simile?
Certamente e questa scuola molto speciale
la propone il Velo Club Monte Tamaro!
Materia principale: imparare ad
andare in bicicletta, in particolare con
la mountain bike, su sentieri e strade
sterrate in mezzo a splendidi boschi
che, come per magia, si trasformano in
un’aula a cielo aperto!
E così, al mercoledì pomeriggio, una ventina
di piccoli bikers puntualmente si ritova,
normalmente al Monte Ceneri, per
affrontare motivati più che mai una nuova
lezione, un’affascinante esperienza!
Ad accoglierli una maestra veramente
speciale, Karin Haegler, dinamica e appassionata
monitrice da sempre attiva
e in prima fila in diverse società ed organizzazioni
che si dedicano al ciclismo
giovanile. Karin, fra le altre cose, è stata
fondatrice (insieme a un gruppo d’amiche
di Canvée) nel 2009 del Cademario
Bike Kids, allenatrice presso il Velo Club
Arbedo Castione e dal 2016 è impegnata
con il Velo Club Monte Tamaro. Per
diversi anni ha collaborato nell’ organizzazione
della Mini Gianetti Day.
E poi, per completare il quadro, anche e
soprattutto moglie di un appassionato
ciclista, mamma di tre figli, Joel, Julien
e Josefine, anche loro tutti e tre ciclisti,
ormai... grandicelli (17, 20 e 24 anni)!
“A loro non ho più nulla da insegnare,
anzi... adesso sono loro che m’insegnano
a superare l’uno o l’altro ostacolo in sella
alla mia bicicletta, ma il risultato non
è sempre quello che si
aspettano, anzi, ormai
nemmeno più riesco a
tenere la loro ruota!”
Partendo dalla famiglia,
dagli affetti e dalla
passione che li lega,
inizia il piacevole incontro
con Karin.
“La cosa che ho sempre apprezzato e ammirato
nei miei figli quando erano piccoli,
era soprattutto la loro innocenza, il loro
particolare modo di guardare il mondo
che li circondava. Ormai grandi, non
esprimono più quell’infinita curiosità,
quei ragionamenti non sempre lineari!”
E allora, per dare continuità a una
grande passione, nasce l’idea di una
scuola di MTB...
È proprio così! Con la creazione della
scuola della MTB del Velo Club Monte
Tamaro, mi sono regalata la possibilità di
trascorrere delle gratificanti e divertenti
ore con tutti quei grintosi mini biker che
ogni settimana si presentano con il sorriso
stampato in viso e con un’immensa
“sete” di imparare nuovi esercizi.
Oltre a questo grande entusiasmo m’impressiona
sempre la capacità di meravigliarsi
allegramente di fronte a situazioni
solo apparentemente banali!
I “miei” piccoli biker, dai 3 fino ai 7 anni, in
sella alle loro biciclettine imparano con
noi i due ingredienti tra i più importanti
per iniziare una carriera ciclistica: l’equilibrio
e il divertimento e tutto questo in
un contesto naturale tra boschi, sentieri,
ruscelli e prati. Imparare ad andare in
bicicletta in sicurezza e condividere la
propria passione con i compagni, anche
queste sono componenti fondamentali
e sempre all’ordine del giorno.”
È provato che correre, giocare e nel nostro
caso pedalare, sono attività che aiutano
i bambini a scaricare le tensioni e a
superare le piccole e grandi frustrazioni
ed emozioni accumulate durante la giornata.
Si può quindi definire l’attività all’aperto
come un vero antistress naturale.
Vale anche per i piccolini che si avvicinano
alla mountain bike?
Certamente. I vantaggi degli sport
all’aria aperta, e soprattutto l’andare in
bicicletta, sono numerosi: il benessere,
la salute, la possibilità di conoscere
e scoprire il territorio nel quale si vive,
la condivisione di momenti divertenti,
impegnativi, emozionanti con i propri
genitori, con gli amici e con i compagni
di squadra.
La mountain bike è una disciplina affascinante
ma anche dura, nella quale è
fondamentale conoscere le proprie capacità,
i propri limiti e quindi se stessi,
componenti queste che sicuramente
saranno utili alla costruzione del carattere
e della personalità, ma anche importanti
per affrontare le situazioni via
via più complesse che si presenteranno
nel corso della vita.
Bimbi sulle due ruote dunque, ma
quali i benefici?
Non affatica le articolazioni, rafforza il
sistema immunitario e cardio-vascolare,
migliora la capacità respiratoria.
Nei bambini accresce anche l’autostima
e il senso di responsabilità. E oltre a questo
aspetto positivo psico/fisico, “prepariamo”
gli appassionati delle due ruote
per le categorie superiori del velo club,
avviandoli alla conoscenza sul come gestire
il loro mezzo.
Quando poi passeranno alla categoria
U9 potranno concentrarsi maggiormente
sugli insegnamenti di pura tecnica
e non dovranno più imparare qual
è il freno anteriore o quello posteriore,
avranno imparato che la bicicletta non
si butta a terra dalla parte del cambio,
avranno capito quando e come si cambia,
come si sta in sella quando si affronta
una salita o una discesa un po’ ripida
e sicuramente molto altro ancora!
Per iniziare, quale bicicletta si può
consigliare?
Man mano che i ragazzi cresceranno di
livello, fisicamente, tecnicamente e atleticamente,
passeranno di categoria e
allora varrà la pena assecondare la loro
passione per questo sport con mezzi
più performanti. Per iniziare ad andare
in MTB basta una bici economica, senza
troppe pretese. Modelli base e semplici.
Iniziare con attrezzature troppo sofisticate
e costose per i bimbi lo troviamo
diseducativo. Siamo comunque sempre
volentieri a disposizione per consigliare
le famiglie.
ticino-cycling.ch
15
A scuola di MTB...
pedalando s’impara!
Come vengono strutturati gli allenamenti?
È fondamentale offrire ai bambini
un’assistenza mirata e adeguata
per potersi muovere in sicurezza. A
questo proposito al mercoledì, mi
aiutano dei validi e preziosi collaboratori,
Mec, Giada, Alfio, Claudio
e soprattutto Gregory e Luca, due
giovani atleti del Velo Club (classe
U13 e U15) che si sono messi gentilmente
a disposizione. Senza di loro
sarebbe impensabile offrire questi
pomeriggi ai bimbi. In questa fase
iniziale, è di fondamentale importanza
proporre degli esercizi appropriati,
quasi individualizzati e a
misura di bambino per non togliere
o meglio per mantenere e ravvivare
tutto il piacere e il divertimento che
si prova andando in bicicletta.
Per chi comincia, un divertente giro
su sentieri risulta essere il miglior
allenamento per esercitare e migliorare
a poco a poco la tecnica.
Per un allenatore riuscire sempre a
proporre allenamenti divertenti, variati
e individualizzati vuol dire trasmettere
soprattutto piacere e i ragazzi
arriveranno alla fine motivati e
contenti più di prima e impazienti di
ritrovarsi la prossima volta!
Ed è proprio così che i mini biker
concludono sempre il loro allenamento,
sicuramente provati dalla
fatica ma estremamente felici di riabbracciare
i genitori e soprattutto
impazienti di raccontare una nuova
storia, una storia piena di vita e carica
di emozioni che avvicina i bambini
allo sport, a quello vero!
Corso E-Bike TCS
Il corso nasce con lo scopo di favorire la sicurezza alla
guida delle E-bike, grazie a un’intensa giornata di teoria e
pratica presso il Centro TCS di Rivera.
Il crescente numero di acquirenti di biciclette elettriche
ha innalzato in maniera preoccupante anche il numero di
incidenti stradali registrati sul territorio nazionale.
Solo nel primo semestre del 2020, l’Ufficio federale delle
strade (USTRA) riporta 6 decessi e 207 e-biker feriti gravemente.
Il TCS consiglia questa giornata di formazione per
migliorare le capacità di guida e per avere una maggiore
tranquillità negli spostamenti quotidiani.
Contenuti del corso e svolgimento
• Come evitare i pericoli
• Teoria sulle forze fisiche che interagiscono
sulla E-Bike
• Tecnica dello sguardo
• Tecnica di frenata
• Manutenzione E-bike
• Nozioni tecniche e legislative
• Analisi sul comportamento del conducente
in situazioni pericolose nella circolazione stradale
Per avere maggiori informazioni e conoscere
le date dei prossimi appuntamenti visitare
il sito www.tcs-ticino.ch.
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e sport
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riabilitative a Lugano.
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da infortunio capaci di applicare le più moderne tecniche medicali
per accompagnare i pazienti a una guarigione rapida e completa.
Dal punto di vista sportivo, numerosi club di alto livello si affidano
a Rehability Lugano per la sua grande esperienza in fisioterapia
preventiva e in riabilitazione.
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Healthy Space: costruiamo
i tuoi successi.
Grazie a Healthy Space, lo spazio dedicato alla
riabilitazione e alla preparazione fisica di Rehability
Lugano, lo studio si afferma al primo posto
per la preparazione dell’atleta a 360° anche
in off season: grazie alla presenza di due personal
trainer specializzati nella riatletizzazione
e nella preparazione degli atleti, propongono
anche allenamenti per squadre con assistenza
sul campo.
Dopo un’attenta valutazione fisica, i trainer di
Healthy Space pianificano il migliore allenamento
per portare l’atleta al successo. In particolar
modo, nel mondo cycling, il centro vanta
strumenti di ultima generazione per la valutazione
posturale dell’atleta con lo scopo di ottimizzare
la posizione in sella. Le valutazioni che
il centro offre sono volte a prevenire infortuni
e a contribuire al rafforzamente muscolare attraverso
degli screening generali dell’atleta e
il continuo supporto di un professionista nello
svolgere esercizi dedicati.
Contatti
T.+41 (0)91 224 85 74
info@rehabilitylugano.ch
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Indiriz zo
Rehability Lugano
Via al Chioso 8
6900 Lugano
Idroterapia e
ciclismo
La pratica del ciclismo ad ogni livello
sottopone i muscoli del corpo umano
ad un intenso sforzo e dispendio di
energie. Un buon metodo per recuperare
le fatiche fatte dopo un allenamento
o una gara è l uso dell’ idroterapia.
Già negli anni settanta DeVlaeminck,
grande corridore belga, si immergeva
qualche minuto in una vasca di acqua
fredda prima delle gare a lui più congeniali
(Giro delle Fiandre
e Parigi Roubaix). Infatti
l’idroterapia è l’uso dell’
acqua come rigenerante
naturale. Il corpo umano è
costituito da due terzi di acqua
e si può affermare che
l’ acqua sta alla base della
vita sul nostro pianeta.
L’acqua possiede una serie
di proprietà chimico-fisiche
(coefficiente di scambio
termico molto maggiore
dell’aria, capacità di assorbire
il calore, eccetera) che
ne fanno lo strumento più
efficace all’applicazione di
stimoli termici (questa è
una delle ragioni per cui lo
stimolo umido è più intenso
di quello asciutto).
L’idroterapia è utile per dare
al corpo tre diversi stimoli:
termici, meccanici e chimici.
Lo stimolo termico si ottiene
con getti di acqua calda
e fredda in successione
che sono molto indicati
per favorire una massima
ossigenazione della parte
più esterna del muscolo
favorendo quindi il recupero e lo
smaltimento dell’ acido lattico. Questa
pratica è molto utile nelle giornate in
cui si sono fatti molti chilometri in sella
e porta un’ immediato sollievo alle
gambe. Il modo corretto è partire con
il getto dal mignolo e passare l’ acqua
calda all esterno della gamba salendo
fino alle creste iliache e scendere poi
all’ interno per finire sulla parte interna
del piede. Bisogna poi ripetere l’ operazione
con l’ acqua fredda.
Si possono fare diversi passaggi a
piacimento, l’importante è terminare
con un passaggio con l’ acqua fredda.
Questo crea una capillarizzazione del
tessuto muscolare delle gambe e un
arrossamento momentaneo della parte
interessata.
Per ottimizzare il recupero bisognerebbe
stare con le gambe in elevazione
per circa dieci minuti.
Oltre ai getti si può ricorrere alla sauna o
al bagno di vapore: non bisogna esagerare
con i minuti all’ interno della sauna
soprattutto se la giornata in bici è stata
intensa, e appena usciti è fondamentale
immergersi in acqua fredda per qualche
secondo. Questa variazione termica provoca
una sensazione di sollievo su tutte
le parti affaticate anche se è da sconsigliare
il giorno prima delle competizioni
(l’eccessivo lavoro del corpo nel riportarsi
alla temperatura iniziale potrebbe
creare una sensazione di svuotamento).
Lo stimolo meccanico è generato dalla
pressione dell’ acqua a contatto con
la pelle. Si ottiene con i getti di acqua
temperata sulla parte interessata
oppure con il classico
idromassaggio. Questa
metodologia però è da
evitare prima delle competizioni
in quanto crea un
affaticamento relativo del
muscolo (svuotamento),
ma è indicata dopo una serie
di sedute di allenamento
e prima di un giorno di
riposo (in questo modo il
corpo ha il tempo di ritornare
allo stato iniziale).
Lo stimolo chimico è ottenuto
grazie a composti che
possono essere aggiunti
all’ acqua. Un validissimo
metodo per recuperare
dopo una seduta di allenamento
o una gara intensa è
il bagno in acqua salata. Infatti
il sale contenuto nell’
acqua favorisce il recupero
delle cellule muscolari e
allieva il fastidioso mal di
gambe del ciclista. Un altro
esempio è il bagno in
acqua e aceto, anch’ esso
raccomandato per alleviare
i dolori muscolari.
Sicuramente l’idroterapia è
un buon alleato nel recupero dopo gli
sforzi del ciclismo o di qualsiasi altro
sport di resistenza.
alimentazione
e sport
Laura Martinelli
ticino-cycling.ch
19
La dieta del ciclista. Come alimentarsi
prima, durante e dopo una gara.
www.centrosportscience.it/professionisti/laura-martinelli
Non solo chi va in palestra o chi si cimenta
in una maratona, anche gli appassionati di
ciclismo devono stare attenti a quello che
mangiano, prima, durante e dopo un’uscita
in bicicletta. Il ciclismo è pur sempre uno
sport di endurance e il fisico deve essere
messo nelle condizioni migliori per gestire
questo tipo di sforzo.
Alla base di una buona performance rimane
una corretta routine di allenamento
(non scordiamo anche il riposo), ma come
per una automobile anche il fisico va costantemente
rifornito di un buon carburante
per poter dare il meglio di sé e funzionare
anche dopo molte ore di sforzo. I giorni
che precedono una gara, o un allenamento
impegnativo, sono cruciali. Rispettata la
naturale fase di scarico, vanno riempite le
scorte di energia.
Cosa è meglio mangiare nei giorni che
precedono l’evento? Esiste una dieta
che è migliore di altre? Cambiare regime
alimentare, anche solo per pochi giorni,
può creare problemi fisici?
Nonostante l’importanza della nutrizione
del giorno precedente la gara sia spesso sovrastimata,
a discapito delle corrette abitudini
dietetiche da adottare quotidianamente,
è tuttavia innegabile che la gestione nutrizionale
della vigilia rivesta un ruolo cruciale
nella prestazione del giorno seguente.
Fortunatamente, la riduzione dei carichi di
allenamento del giorno pre-gara consente
di seguire al meglio la strategia nutrizionale,
a partire dalla semplice (ma non
scontata) suddivisione dell’apporto calorico
in tre pasti principali e 2-4 spuntini. Un
secondo aspetto da considerare è l’apporto
di carboidrati, che dovrebbe essere aumentato
in maniera quanto più omogenea
possibile (a partire dalla colazione fino allo
spuntino prima di andare a dormire) per
“supercompensare” le riserve di glicogeno
o, in altre parole, fare il pieno del serbatoio
dei carboidrati, la benzina principalmente
utilizzata durante una gara o un allenamento
intenso.
A questo scopo, nelle 24-36 ore precedenti
la gara, è bene aumentare le porzioni delle
principali fonti di carboidrati, privilegiando
in generale alimenti glucidici a medio-basso
impatto glicemico come pane integrale,
pane di segale, pasta integrale, riso basmati,
riso nero, grano saraceno, quinoa, orzo,
patate dolci, frutta non particolarmente
zuccherina (evitando dunque cachi, fichi
e uva) ed eccessivamente matura (poiché
tanto più un frutto è maturo, maggiore sarà
il suo indice glicemico). Seguire queste indicazioni
nei giorni che precedono la gara
non comporta rischi per la salute ma, anzi,
contribuisce ad arrivare ben preparati alla
griglia di partenza.
L’ultimo pasto prima della performance.
Quante ore prima è meglio consumarlo?
Quante calorie deve contenere? Che
tipo di nutrienti bisogna assumere? Esiste
un’alimentazione differente in base
alla lunghezza dell’evento?
Nella colazione pre-gara, da consumare
preferibilmente 3 ore prima della partenza,
è fondamentale assumere carboidrati a medio-basso
indice glicemico, al fine di garantire
una appropriata modulazione dei livelli glicemici
e un graduale rilascio di energia. Fonti di
carboidrati adatti a questo scopo sono avena
(ottima se cotta nel porridge), pane integrale
o di segale (più digeribile se tostato), gallette
di cereali integrali, miele, sciroppo d’agave,
marmellata senza zuccheri aggiunti, muesli,
anch’esso senza zuccheri aggiunti, frutta di
stagione non troppo matura.
Inoltre, per prevenire il catabolismo proteico
in corso d’esercizio e raggiungere il fabbisogno
proteico giornaliero, è buona norma
abbinare delle fonti di proteine ad alto
valore biologico, come latte vaccino, uova,
prosciutto o bresaola, yogurt greco, semi di
chia, tonno al naturale.
Per soddisfare le esigenze caloriche, è bene
arricchire la colazione con dei grassi facilmente
utilizzabili in corso d’esercizio (come
quelli contenuti in burro e olio di cocco)
e ricchi in acidi grassi anti-infiammatori
(come quelli presenti nella frutta secca oleosa
e nell’avocado).
Nell’ora prima della partenza è opportuno
massimizzare la propria idratazione sorseggiando
una soluzione reidratante a base
di carboidrati e sali minerali, abbinando
secondo sensazione una barretta glucidica
oppure una banana matura. Infine,
l’apporto calorico del pasto pre-gara (che
può variare dalle 500 alle 3000 kcalorie) è
fortemente influenzato sia dalle peculiarità
dell’evento (lunghezza, altimetria, condizioni
meteo...) che dalle caratteristiche fisiche
dell’atleta: per raggiungere le necessità
caloriche è quindi possibile aggiustare le
quantità degli alimenti, ma indicativamente
la loro tipologia rimane invariata.
La dieta durante la performance. Meglio
assumere cibi solidi o soltanto liquidi?
Esiste un limite di assunzione di cibo?
Spesso i ciclisti si dimenticano di bere.
Quanto è importante assumere liquidi durante
uno sforzo e ogni quanto bisognerebbe
bere? Durante la gara è bene focalizzarsi
sui due obiettivi nutrizionali principali: assunzione
di carboidrati e idratazione. Il glicogeno
muscolare ed epatico, mediamente
costituito da 500 grammi di carboidrati,
può fornire energia (circa 2000 kcalorie)
sufficiente a sostenere circa le prime due
ore di gara; dunque, per gare di durata superiore
alle due ore le scorte di carboidrati
non saranno sufficiente ad accompagnare il
ciclista sino alla linea di arrivo.
In linea generale, si raccomanda di sorseggiare
una bevanda isotonica e inserire a
cadenze regolari barrette o gel glucidici; la
modalità di assunzione, la tipologia di alimenti
per sportivi e il target stesso di carboidrati
vanno testati e perfezionati durante
le sessioni di allenamento.
Per quanto riguarda l’idratazione, si consiglia
sempre di sfruttare gli allenamenti per stimare
il tasso di sudorazione, con l’obiettivo
di contenere la perdita di liquidi (da inizio a
fine gara) entro il 2% del peso corporeo.
La stima può essere effettuata a casa con
il semplice quando efficace metodo della
“doppia pesata”: il ciclista si pesa all’inizio
dell’allenamento e poi alla fine (anche in
questo caso, è bene effettuare il test in allenamenti
quanto più possibile simili al modello
prestativo della gara), valutando così
il volume di liquidi persi con la sudorazione.
Si possono in tal modo ottenere due dati
importanti:
• moltiplicando la differenza di peso per
1,5, si ottiene il volume di liquidi che è
necessario reintegrare nel periodo successivo
all’esercizio;
• suddividendo la differenza di peso per
le ore di allenamento si ottiene un’indicazione
della quantità di liquidi necessaria
per ogni ora di esercizio.
Cosa mangiare per recuperare le forze
il prima possibile? È vero che esiste
una finestra di tempo entro la quale
SAMBÌ SWISS TOUR
l’assunzione di cibi nutrienti favorisce
il recupero?
Attraversata la linea di arrivo, è bene dedicare
alcuni minuti al reintegro delle scorte energetiche
BIOutilizzate
durante la gara, per massimizzare
il processo di recupero, ridurre i dolori
muscolari dei giorni a venire e minimizzare
la fisiologica debilitazione delle difese immunitarie,
nel tentativo di prevenire infezioni e
malattie nei giorni successivi. Soprattutto
nelle giornate più calde, la prima borraccia da
bere nel post-gara è una bevanda reidratante
con una concentrazione ipotonica di carboidrati
e un buon apporto di sali minerali.
Dopodiché, entro mezz’ora circa dal termine
della competizione, si consiglia di assumere
30-35g di proteine del siero del latte
isolate o idrolizzate in polvere, se ben tollerate
o, in alternativa, utilizzando dei mix di
proteine vegetali opportunamente formulate
al MSc, fine Registered di ottenere Sports un pattern Dietitian ammino-
Laura Martinelli
acidico completo.
Il Sambì Swiss Tour si è svolto interamente
in Svizzera con lo scopo di valorizzare
il nostro territorio e il concetto di locale e
genuino. Pedalando per ben 7 giorni e affrontando
un dislivello di 8709 metri i ragazzi
del Sambìbike sono riusciti a portare
in tutto il paese i valori del “made in
Svizzera” e non da ultimo la nostra bevanda
Sambì fatta con i fiori di sambuco. Partendo
da Delémont il 31 luglio e arrivati a
Mendrisio il 7 agosto, i 9 ciclisti in maglia
gialla Sambì, hanno percorso un totale di
708 km tra passi alpini e cittadine della
Svizzera francese e tedesca.
L’arrivo del Tour si è svolto a Mendrisio
dove al traguardo è stato organizzato un
aperitivo a scopo benefico dove tutto il
Bevanda alcolica semisecca frizzante
da fermentazione di fiori di sambuco.
Storicamente prodotta dalle nostre nonne e unica nel suo genere.
Unisce sotto lo stesso tappo la tecnica dell’artigiano e l’arte dello
spumante. Contiene fiori di sambuco raccolti sul territorio ticinese
della Val Mara, acqua del Monte Generoso, zucchero e limone.
Ingredienti 100% biologici.
Pensata per tutti, inclusi celiaci e vegani.
Esclusi minorenni, piloti e dolci attese.
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Se esiste una finestra di tempo entro la
quale bere il frullato di recupero?
In Inghilterra, dove ho studiato, mi hanno
insegnato che il frullato va bevuto “con la
goccia di sudore al naso”, quindi... il prima
possibile.
Ciao! Mi chiamo Laura Martinelli e da tredici anni
sono una dietista sportiva specializzata in ciclismo
e sport di resistenza.
Il mio lavoro è una delle mie grandi passioni e
ritengo che quando un atleta mi affida la sua
nutrizione, metta nelle mie mani una componente
essenziale della sua carriera sportiva.
Nutro quindi un profondo rispetto per gli atleti e la
responsabilità che mi affidano, e mi impegno con
costanza affinché il frutto del mio lavoro rispecchi
le caratteristiche di un’opera artigiana di qualità.
Come un sarto per un vestito, o un falegname per
un mobile di pregio; allo stesso modo io elaboro i
miei piani nutrizionali su misura, lontana da
generalizzazioni e assiomi, prendendo in
considerazione ogni singolo dettaglio; al fine di
aiutare ogni atleta a raggiungere i propri obiettivi.
ricavato è stato donato l’Associazione Inclusione
Andicap Ticino, con l’obiettivo di
permettere a tutti di praticare sport. Durante
le varie tappe inoltre si sono aggiunti
per alcuni tratti sportivi della regione per
sostenere la nostra causa. L’esito ed i feedback
del tour sono stati molto positivi,
motivo per cui verrà riproposto anche nei
prossimi anni con nuove tappe.
Attività
ed eventi
Robe
da
matti
ticino-cycling.ch
21
Partecipa al WeRide Festival e vivi a 360°
il mondo della Mountain Bike!
Il muro - via Bossago - welcome to hell!
di Mark Bertogliati
Grande novità per il 2021, nasce il WeRide MTB Festival,
la festa della Mountain Bike che riunisce a Tesserete (in
Capriasca) appassionati di tutti i livelli. Il 9 e 10 ottobre,
i partecipanti alla manifestazione potranno vivere momenti
di puro divertimento, grazie ad un programma
ricco di iniziative.
Ne sono un esempio le escursioni con guida dedicate
ad appassionati con qualsiasi grado di esperienza: il giro
easy XLC – Origlio Bike, il giro medium Prologo – Crocione,
il giro Hard Michelin – Monte Tamaro ed il giro endurance
Ghost – 3 Capanne. Inoltre, WeRide MTB Festival
e Ti-Rex Sport propongono un tour per gli appassionati
MTB con disabilità motorie: il giro Ti-Rex USWE – Tesserete-Camignolo.
E ci sono anche tanti altri buoni motivi per partecipare:
200 mq di Area Espositiva, l’Area Food, l’E-Bike test, un’area
dedicata alle famiglie, il percorso Pump Track per
fare pratica, tanta musica e intrattenimento dal vivo con
i ragazzi del team RIPKICK che si esibiranno in acrobazie
spettacolari di Dirt/Freestyle!
Inoltre, domenica 10 ottobre si svolgerà la WeRide Cup,
la gara MTB - dedicata agli atleti e aperta sia a biciclette
tradizionali che elettriche - valida come tappa dell’Enduro
Cup Lombardia. Grazie al gemellaggio della manifestazione
con l’E-bike World Tour, il vincitore della
WeRide Cup/Enduro Cup Lombardia otterrà l’iscrizione
gratuita all’E-Tour du Mont Blanc 2022.
Insomma, due giorni di puro divertimento per un’esperienza
MTB a 360°!
Scopri tutti i dettagli su
www.weridemtbfestival.ch
L’avvicinamento è da Fiandre. Attacco in
leggera discesa, asfalto rugoso e a tratti
sgretolato, calibro della strada che a
stento consente l’incrocio di due veicoli.
Località al Molino dicono le carte, e il
mulino c’era davvero anche se ora sono
le gambe a dover mulinare. Dopo un
paio di curve inizia la salita. Non è ancora
Lui, il Muro, ma è un degno antipasto,
da percorrere idealmente in primavera,
con il sole basso d’inizio aprile e gli alberi
semispogli per una completa immersione
in un clima da classiche del Nord.
È questa, peraltro, una buona
alternativa alla più trafficata e
ostica via Pureca tra Taverne e
Origlio.
La nostra strada si inerpica sulla
collina del Canavée dove in
passato verosimilmente si coltivava
la canapa, mentre oggi
troviamo alcuni stabili agricoli,
prati e qualche albero da frutta
superstite. Il tempo di rifiatare e
la salita riprende nei pressi di un
importante stabilimento avicolo
preannunciato dall’inconfondibile
odore. Non manca molto a
Ponte Capriasca che raggiungiamo
attraversando un tratto
di bella campagna. Sullo sfondo
già si scorge il campanile della
chiesa di Sant’Ambrogio dove è
conservato l’ampio affresco cinquecentesco
che rappresenta
l’Ultima Cena, fedele e brillante
copia del Cenacolo leonardesco.
oltre che degli appestati. Eccoci dunque
all’abbrivio del Bossagh, il Muro di casa
nostra sulle cui rampe hanno piegato le
pedivelle generazioni di ciclisti locali.
È il coronamento di questo percorso da
classica. È un passaggio arduo, certo privo
di pavé, ma con poco altro da invidiare
ai circuiti fiamminghi. Sviluppo totale di
700 metri, pendenza media del 15% con
punte superiori al 25%. Chi ha progettato
i due stretti tornanti, emblemi di questa
salita, doveva essere un pazzo furioso.
duro deve comunque mordere a dovere
il manubrio e cavare dalle gambe e dalle
braccia le risorse necessarie a superare i
due tornanti e la maledetta rampa finale.
Il toponimo ‘ar Bossagh’ designa al contempo
la fitta selva che copre la zona e
il pendio solcato da ruscelli. Esso deriva,
forse, dal dialettale bòza che si lega alla
presenza in passato di zone umide e acquitrinose
al piede del versante.
A noi però ricorda, nel nome, il Ten Bosse
o - ancora meglio - il Muur (che comunque
non raggiunge il 20%
di pendenza nelle sue punte
massime) o il Bosberg della Ronde.
E anche in fase conclusiva,
nemmeno il tempo di rifiatare, le
insidie non sono terminate.
Proseguendo verso Tesserete bisogna
ancora superare l’innesto
temerario sulla trafficata strada
cantonale con il supporto incerto
dei due specchi stradali. Superata
quest’ultima sfida si può
finalmente riposare la gamba
verso il nucleo di Sala Capriasca.
Il tratto pianeggiante consente
di gettare uno sguardo all’imponente
e slanciata mole - attualmente
incappucciata da ponteggi
- del campanile della chiesa di
S. Antonio Abate con l’acuta e
caratteristica cuspide centrale
rivestita di cotto. La vista si apre
sulla Capriasca e spazia dal Cavaldrossa
ai Denti della Vecchia.
Addentrandosi nel nucleo di
Ponte una brusca virata a sinistra non
concede più di una sbirciata ai suggestivi
portali di una tipica casa a corte, sviliti
da un cartello stradale che ci ricorda
comunque di svoltare. All’incrocio troviamo
l’oratorio di San Rocco voluto nel
Cinquecento dalla popolazione locale
quale voto a protezione del contagio e
oggetto di recenti restauri.
Prima di affrontare il piatto forte del nostro
itinerario converrà, in effetti, invocare
il taumaturgo di Montpellier, santo
patrono dei pellegrini e dei viandanti
Oppure, semplicemente, si è limitato a
riconvertire l’originaria mulattiera asfaltandola
frettolosamente per rispondere
alle esigenze del traffico motorizzato
che reclamava un accesso diretto tra
Sala e Ponte, alternativo alla non meno
impervia Roagina.
Le pendenze del Bossagh, fortunatamente
chiuso al traffico dal 1994, impongono
nelle tratte più ripide un’andatura
serpentina. I meno preparati
non sfuggono all’onta del piede a terra,
peraltro non privo di rischi. Chi tiene
È ora necessaria una sosta per
rinfrescarsi. Il luogo più appropriato e
prossimo è la settecentesca fontana di
Santa Lucia, proprio sulla strada, poco
oltre la chiesa e accanto al cimitero.
Non si trova nella sua collocazione originaria,
ma fa qui buon servizio. È composta
da diciannove blocchi di granito
che formano una piramide che ricorda,
in miniatura, i templi aztechi. Vi sono
scolpiti volti inquietanti, figure che ricordano
volutamente la caducità delle
nostre esistenze. Sorridiamo pensando
che la morte, ma solo quella sul pedale,
questa volta l’abbiamo beffata noi.
ticino-cycling.ch
23
Natascia Tonin
La squadra,
il vero talento
Il mio primo incontro con il ciclismo risale
a 20 anni fa, subito dopo il matrimonio.
Mio marito, infatti, durante il Tour
de France, passava i suoi pomeriggi a
guardare la gara in televisione. Io vedevo
tanti ragazzi in bicicletta attraversare
posti meravigliosi che facevano venir
voglia di vacanze.
Non ne capivo le logiche e ancor di
meno capivo perché lo chiamavano
sport di squadra.
“O ce la fai o non ce la fai” pensavo...
“cosa c’entra la squadra!”
Vedevo il ciclista come un eroe solitario.
Fu così che incominciai a chiedere e a
scoprire regole, strategie di squadra,
montagne apparenti, treni, scie e storie
di fatica e devozione. Mi affezionai ai
personaggi, alle loro storie, a quelle relazioni
speciali fatte di rispetto, stima e
amicizia che si creano dentro la squadra
e che permettono di raggiungere l’obiettivo
e di vincere la gara.
Nella vita di tutti i giorni io sono una facilitatrice,
mi occupo in azienda di aiutare
i team a performare meglio; ebbene nel
ciclismo valutare i risultati è molto semplice,
basta pensare alla vittoria di un
grande giro, è immediatamente percepibile.
Il ciclismo può quindi insegnarci
qualcosa sulla cultura della performance
e sulla collaborazione nell’ottenerla.
Nel ciclismo moderno la squadra è fondamentale,
dietro al piazzamento di un
corridore, c’è sempre un gruppo di atleti,
che assolvono compiti diversi per
permettere la vittoria.
La squadra è un gruppo coeso, preparato
per reggere sia la fatica fisica che
emotiva. Col sostegno reciproco la fatica
sopportabile è maggiore e il ciclismo
è uno sport di fatica. All’interno della
squadra gli obiettivi devono essere
chiari e tutte le energie devono essere
utilizzate per realizzarli. La comunicazione
deve essere semplice e arrivare a
tutti velocemente, ogni singolo atleta
deve sentirsi appagato nel suo compito,
per questo l’assegnazione dei compiti
deve avvenire grazie a un confronto
continuo e costruttivo, capace di tener
conto sia della competenza individuale
che della forma fisica del momento.
La storia del ciclismo, è contraddistinta
da sempre da capitani e gregari.
Il capitano, dal latino capitanus deriva
da caput, capo; è il corridore che ha
la maggiore probabilità di vincere, in
quel momento. A lui viene affidata una
squadra che ha il compito di facilitargli il
raggiungimento dell’obiettivo. Il gregario,
dal latino gerx, gregge, è colui che
sta nel gruppo, di solito sono corridori
affidabili con prestazioni costanti nel
tempo. Stefano Tealdi, uno dei fondatori
della casa di produzione torinese
STEFILM, produttrice del film Wonderful
Losers, descrive i gregari come “quelli
che corrono sempre, ma il loro lavoro è
non vincere mai”. I gregari infatti, portano
l’acqua, proteggono dal vento, migliorano
le condizioni di aereodinamica
tirando, sostengono il capitano quando
pensa di non farcela più e cedono la
propria bicicletta in caso di foratura…
insomma fanno risparmiare al capitano
la fatica, per essere al meglio delle sue
possibilità nel momento finale.
Sono corridori che mettono la loro competenza
al servizio della squadra. Sanno
che individualmente possono vincere
anche una tappa, ma il vero obiettivo
è la corsa. Ma per vincerla serve la forza
del collettivo di cui fanno parte. Conoscono
il loro limite e provano ogni giorno
a superarlo, non per la fama individuale
ma per il bene del gruppo.
L’ammiraglia si avvicina a Scarponi, lo
informa della situazione cambiata. Subito
si ferma, alla tappa si penserà un’altra
volta ora si può prendere la maglia rosa.
Aspetta il suo capitano, che sembra non
arrivare mai e lo affianca, gli fa da apripista,
lo incita e lo spinge a superare i suoi
limiti e infine lo lancia sul traguardo. Un
gregario a disposizione del sogno rosa
della squadra. Nibali vinse con 53 secondi
sul secondo, compiendo una impresa
impossibile per molti esperti di ciclismo.”
È a questa figura, molto umile, che possiamo
guardare, per capire come lavorare
in team in azienda.
Il primo insegnamento è la lettura precisa
dell’area di competenza e l’assegnazione
di un compito in questa area.
Infatti il compito gratifica e responsabilizza,
senza quel compito non si raggiugerà
l’obiettivo. Il compito ci aiuta
a comprendere qual è il nostro ruolo
nell’impresa e ci dà senso di appartenenza
all’azione, ci rende protagonisti.
Ma attenzione questo è ben diverso da
assegnarsi un ruolo gerarchico nel team,
che spesso genera inibizione, limitando
il confronto inter pares che caratterizza
lo stare in squadra. Questo confronto è
autentico, capace di cogliere bisogni individuali
e opportunità, che permettano
di sentirsi parte davvero, che facciano
scegliere la squadra ogni giorno, che
consentano di stare nella fatica anche
quando non senti più le gambe e pensi
di aver già dato tutto.
Siamo a cena, la sera prima della tappa.
Contador e Tiralongo (capitano e
gregario) stanno mangiando insieme,
parlano degli obiettivi da raggiungere,
della squadra... un po` come tutte le
sere. Poi la conversazione prende una
strana piega e iniziano a parlare di se. Tiralongo
confessa a Contador di sognare
almeno una volta di vincere una tappa,
di provare l’emozione di essere il primo
a passare sotto il traguardo, di sentire le
urla incitanti della folla negli ultimi 100
metri... Contador ascolta in silenzio.
Il giorno dopo, il 27 maggio 2011, a
Macugnaga durante la diciannovesima
tappa del Giro d’Italia, tutto si mette
al meglio, tutti gli avversari sono sotto
controllo, la forza espressa da Contador
e da Tiralongo è evidente, mancano
pochi chilometri all’arrivo e nella testa
di Contador si accende qualcosa...
è la volta buona Il suo gregario può vincere
la tappa, gli si avvicina e gli parla.
“Come stai? Com’è la gamba? Vai, scatta
e vinci la tappa.” Subito la risposta. Tiralongo
scatta e crea il vuoto dietro di
sé... tutto procede... ma poi la chiamata
a Contador dall’ammiraglia...
Tiralongo non c’è la fa più... pochi istanti
per decidere e provare l’impresa e poi
lo scatto di Contador. Supera il primo
avversario e prende forza, sì ci si può
provare e supera anche il secondo, la
salita è dura, siamo a fine tappa, ma
c’è una nuova compagna la motivazione,
capace di tirare Contador e fargli
cambiare passo fino ad arrivare da
Tiralongo e accostarlo, “ciao... seguimi”
e così i ruoli si invertono e il capitano
tira il gregario per farli fare meno fatica
sull’ultima salita.
Tiralongo taglia il traguardo, piange e
aspetta Contador per un abbraccio che
racchiude tutta la storia della squadra
nel ciclismo, una storia fatta di persone,
di fatica, di aiuto reciproco e di collaborazione.
SI FA!
facilitazione e consulenza
organizzativa
Via Sott’Cà 2
6926 Montagnola
www.si-fa.ch
“Era l’anno 2016, il 27 maggio, diciannovesima
tappa del Giro d’Italia. Due protagonisti:
Nibali capitano, soprannominato
lo Squalo e Scarponi suo gregario,
poi anche grande capitano. Scarponi è
in fuga, Nibali sembra spento, forse si
può provare almeno a vincere la tappa.
Sulla salita della Cima del Colle dell’Agnello,
Cima Coppi, però succede qualcosa;
Nibali si accende e attacca i suoi
avversari, ritrova lucidità.
Percorsi
itinerari
ticino-cycling.ch
25
Monte Tamaro - Malcantone
Rubens Bertogliati - Organizzatore
Domenica 26 settembre
Dal Monte Tamaro partono vari itinerari MTB
in direzione del Malcantone dove si diramano
in una tipica regione ticinese del Sottoceneri,
il paesaggio collinare dolcemente ondulato
e la fitta vegetazione, i pittoreschi villaggi e i
grandi castagneti la caratterizzano. Gli itinerari
proposti sfruttano la rete MTB ufficiale che si
snoda in questo affascinante territorio.
I cinque itinerari proposti percorrono nel primo
tratto, tra l’arrivo della telecabina all’Alpe
Foppa ed Arosio, lo stesso sentiero del “Monte
Tamaro - Panoramic Circuit”, per poi diramarsi
nella rete di sentieri del Malcantone. Ogni proposta
ha le sue peculiarità che vi invitiamo a
scoprire nelle singole schede di riferimento.
MY OWN
LUGANO
REGION
Le proposte riguardano itinerari circolari con
partenza e arrivo alla stazione di partenza della
telecabina del Monte Tamaro, a Rivera. Alcuni
itinerari possono essere interrotti idealmente
sul fondovalle per esempio a Ponte Tresa (mezzo
pubblico in loco: battello/trenino), Caslano
(battello/trenino), Magliaso (trenino) o Agno
(trenino).
La linea del trenino è la Ponte Tresa – Lugano
che a discrezione trasporta le MTB, mentre da
Lugano a Rivera vi sono molteplici treni che
offrono il trasporto limitato delle MTB; informarsi
in tempo sulle limitazioni.
www.montetamaro.ch/it/percorsi-mtb-monte-tamaro
PEDALATA POPOLARE A TEMPO
Malvaglia, Semione, Ludiano, Motto, Dongio, Castro,
Ponto Valentino, Aquila, Olivone
Comune
di Acquarossa
Comune
di Serravalle
2021
Comune di Blenio
Comune
di Blenio
Cari amici del pedale,
la valle di Blenio è sempre più viva anche grazie al ciclismo che si sta
sviluppando in molti modi in tutta la regione. La Blenio Gold Race è
l’evento che ha riportato nella valle una pedalata adatta agli amanti
della salita. Quest’anno il percorso è tutto nuovo e andrà a toccare
tutti e tre i comuni della valle: Serravalle, Acquarossa e Blenio.
Nel 2018 abbiamo avuto l’onore di essere il campionato svizzero in
salita e quest’anno il nuovo percorso partirà da Malvaglia per arrivare
a Olivone attraversando tutta la valle. Quale ex ciclista per me
è un onore essere promotore di un evento che ha dato nuova vita a
tutto il movimento ciclistico cantonale. Ricordo che in Valle di Blenio
erano presenti tanti appuntamenti ciclistici a livello nazionale,
come il Gran Premio Serravalle e il Gran Premio Cima Norma.
Le strade verso Olivone si prestano perfettamente alla pratica del
ciclismo e portano in un paradiso fatto di panorami mozzafiato e
verdi alpeggi, simbolo delle attività rurali del nostro cantone. Il nostro
evento vuole farsi promotore del turismo nella valle facendo
scoprire questo angolo di mondo incontaminato dove la natura è a
portata di mano a meno di due ore da grandi punti urbani.
Le vie ciclabili aiutano ad avvicinarsi in maniera salutare alle bellezze
del territorio sia su strada che su mountain bike. Da qui si dimostra
l’attaccamento della popolazione verso uno sport salutare come
quello della bicicletta, che non solo è agonismo e ricerca della migliore
prestazione, ma è anche potersi muovere in maniera sostenibile.
SCOPRITE I PERCORSI PER BICICLETTA
DELLA REGIONE DEL LUGANESE
La Blenio Gold Race è inoltre inserita negli eventi promossi tramite
l’innovativa applicazione BlenioViva. Un progetto molto interessante
che ha creato una piattaforma destinata a tutti coloro che
hanno interesse nella valle di Blenio.
La regione del Luganese
è un vero paradiso per gli
amanti della bicicletta! Lugano
Region ha voluto valorizzare
il suo territorio e
la passione popolare del
ciclismo su strada promuovendo
percorsi che consentono
di raggiungere in
breve tempo fantastiche
viste mozzafiato e collegare
vallate, villaggi e strade panoramiche,
scoprendo nello
stesso tempo le bellezze naturali
e storico-culturali del
comprensorio. Dall’itinerario
regionale “Giro di Lugano”,
che può essere percorso
comodamente in tre tappe,
alla proposta di itinerari locali,
che presentano diversi
livelli di difficoltà e una varietà
di paesaggi, la scelta
è molto ampia. Scoprite gli
itinerari della regione del
Luganese e l’offerta di servizi
per gli appassionati della
bicicletta, visitando il sito:
luganoregion.com.
Comune
di Acquarossa
Comune
di Serravalle
Comune di Blenio
Comune
di Blenio
©Luca Crivelli
ENTE TURISTICO
DEL LUGANESE
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091 980 4058
Benassi Stefano
ticino-cycling.ch
27
Exploit Service Course Passione infinita per la bicicletta
Exploit ServiceCourse nasce nel 2011 da un’idea di tre
appassionati di ciclismo. Da allora è divenuto il punto di
riferimento di ciclisti professionisti e amatori. Da qualche
tempo l’entrata in azienda di Stefano Taglioni, ha dato
una decisa svolta al progetto iniziale, culminato con la
partnership, a settembre 2020, del prestigioso marchio
svizzero BMC.
Oltre alla vendita di biciclette da corsa GOOMAH e BMC,
presente anche tutta una serie di bici elettriche, abbigliamento
e integratori alimentari, in un’officina all’avanguardia
ultra professionale.
La proposta d’abbigliamento tecnico Q36.5, rappresenta
una visione estrema del ciclismo del futuro; la genesi di
Q36.5, avvenuta nell’estate del 2013, esprimere una visione
assolutamente d’avanguardia. Q36.5 è un veicolo per
la sperimentazione e l’innovazione continua e incessante.
Sono molteplici servizi aggiuntivi che lo showroom di Paradiso
offre ai clienti, tra i quali:
• personalizzazione grafica delle bici, grazie alla stretta
collaborazione con Stefano Barzaghi design;
• ricerca e sviluppo delle performance sportive con
posizionamento video digitale sulla bicicletta dopo
un’attenta valutazione dei parametri così da permettere
non solo un miglioramento delle prestazioni ma
anche una riduzione dello stress da fatica.
Stefano Taglioni
Con i professionisti
di CRLab Swiss scopriamo
perché è importante
la cura dei
capelli in autunno
Ben ritrovati cari amici. Siamo alle porte
dell’ autunno, i nostri capelli, devono
abituarsi a variazioni che portano inevitabilmente
a diversi problemi sia del
punto di vista nutritivo e di vitalità che
da quello dell’hair styling.
Consideriamo ad esempio i temporali di
settembre (che più che altro sono sembrati
veri cicloni) seguiti dal vento forte.
Gli agenti atmosferici mettono a dura
prova i capelli e la loro forza. Pensiamo a
chi ha i capelli lunghi: nodi a non finire e
styling da dimenticare.
Ma anche in questa direzione CR-
Lab viene in soccorso grazie ai suoi
prodotti clinicamente testati e certificati
che non solo proteggono la vitalità del
capello ma anche la forma della propria
chioma. Grazie allo spray districante e
ad una maschera ultra idratante è infatti
possibile salvare non solo il colore, ma
anche la struttura dello stelo e delle
punte fragili.
Sicuramente il trattamento speciale che
viene effettuato nelle sedi CR LAB consente
di conferire maggior resistenza al
capello, rinforzandolo dalla radice alle
lunghezze. Telefona al numero +41 91
922 06 06 e riserva un appuntamento.
Il mese di ottobre si presta anche ad
una serie di trattamenti “detox” per i
capelli, che durante l’estate sono stati
sottoposti a stress vari. Lo staff CR
Lab vi darà tutti i consigli necessari per
trattare i capelli con prodotti specifici
prima di passare allo styling per
mantenere la chioma in
ordine, a lungo. Fai visita
al centro CR Lab di via
Zurigo 38 a Lugano, per
“approfittare” di un check
up completo!
Dopo una consulenza
vera e propria vengono
acquisiti tutti i dati per poter
individuare le soluzioni
ottimali. Se vuoi puoi
approfondire attraverso il
Tricotest (un software
specifico abbinato a
potentissime telecamere
che analizzano capello,
bulbo e cuoio capelluto)
che rileverà i parametri
del ph della pelle, l’idratazione
e il valore del sebo.
Tutto questo permetterà
ai consulenti CR-
Lab di creare una sorta
di anamnesi utile a dare
consigli e suggerimenti
per cosa e come fare a normalizzare
quanto riscontrato.
Ecco perché ottobre diventa un mese
importante per la salute dei propri capelli,
utile per analizzare, capire e potersi
preparare al prossimo inverno mantenendo
i capelli e la cute sana e in forma.
Perché con CRLab non si perde mai la
testa... la si usa!
Michele Alippi
(ufficio stampa Ticino Cycling)
L’intervista
con
ticino-cycling.ch
29
Manuele Morelli,
viaggiatore, sognatore
e imprenditore
La redazione ha incontrato l’imprenditore
bellinzonese, che per noi “apre” il
suo cuore.
Manuele Morelli, la bicicletta quasi una
religione
Non esageriamo, non proprio una religione
ma certamente uno stile di vita, un mezzo eccezionale
che ti permette di tenerti in forma,
di viaggiare, esplorare, fare nuove conoscenze,
che ti insegna a tener duro, a non
mollare mai, ma anche e soprattutto
a gioire per i traguardi raggiunti,
grandi o piccoli che siano.
Imprenditore di grande successo,
ma soprattutto un grande
appassionato di bici, tanto
che in un anno percorre oltre
20’000 kilometri in sella
I km sono sì parecchi e fatti con tanta
passione, sia in estate che in inverno,
appena gli impegni professionali me
lo consentono volentieri all’estero,
visto che oramai le nostre pur bellissime
strade, dopo tanti anni in sella,
le conosco a memoria; quindi Italia,
Francia, Monaco, Canarie, Olanda,
Belgio, ma anche viaggi con mini
bagaglio di 2-3 kg dietro la sella e intere
giornate sui pedali: fra i più emozionanti
Amsterdam-Bellinzona, Bellinzona-Bari, Barcellona-Genova-Potenza.
Dopo gli anni delle gran fondo, seppur bellissime
ma oramai troppo un business e con un
agonismo fuori controllo, sentivo il bisogno
di un ciclismo diverso ed ecco l’avvicinamento
ai viaggi e all’ultracycling, manifestazioni
come la Race Across Italy, gara non stop di 800
km con 10’000 metri di dislivello: qualcosa di
massacrante ed impensabile ma fattibile con
il giusto allenamento ed approccio mentale.
Manuele Morelli chi è?
Una persona semplice e riservata tanto da
risultare spesso al primo acchito antipatica.
Papà di Mattia (26 anni) e Marina (22 anni),
entrambi ora coinvolti nelle mie attività
professionali. Appassionato di sport a 360
gradi. Da grande importanza al rispetto ed
odio la cafoneria.
Da dove nasce la passione per la bici?
Mio papà aveva corso fino alla categoria
dilettanti e spesso in casa se ne parlava. Da
ragazzino ero però più attratto da altri sport
fino quando è arrivata a fine anni ’80 la
mountain bike che mi ha letteralmente catturato.
Da lì il passo alla strada è stato immediato
e mi ha letteralmente travolto.
Da alcuni mesi Immoprogramm è main
sponsor del VC Mendrisio, ci racconti
l’avvicinamento a questo progetto
Sono stato contattato dall’amico Mauro
Antonio Santaromita, il cui talentuosissimo
figlio Alessandro corre nell’Under 23 del Mendrisio.
Lo storico club, che ho sempre molto
seguito ed ammirato negli anni, aveva bisogno
di una mano. Incontrati il Presidente Maranesi
ed il DS Nicoletti mi sono subito reso
conto del loro amore verso la bici, della loro
dedizione e competenza; abbiamo concluso
in un attimo con una stretta di mano un accordo
per il 2021 come main sponsor ma che
mi auguro possa avere un seguito.
In Ticino serve assolutamente una società che
metta nelle condizioni ideali un giovane che
voglia tentare la strada del professionismo.
Immoprogrmm è inoltre da oramai 3 anni
main sponsor del velo club Arbedo Castione,
società del bellinzonese che si dedica ai
ragazzini dai 6 ai 15 anni, oltre che dell’omonimo
team Immoprogramm formato da una
ventina d’amatori.
Dal prossimo anno sempre Immoprogramm
sarà pure sponsor principale della gloriosa
Cicloturistica Giubiasco, un centinaio ed oltre
di ciclisti amatori non più giovanissimi ma
scatenati. Abbiamo voluto dar vita all’Immoprogramm
Cycling World, un concetto che ci
avvicina al ragazzino, a chi sta lottando per
passare professionista, all’amatore ad all’anziano:
bello davvero trovo. Immoprogramm
crede molto nello sport ed in particolare nel
ciclismo come valido mezzo di promozione
aziendale e lo dimostra con i fatti.
Che idea ha del ciclismo?
Il ciclismo ti migliora la vita, quindi, in qualunque
sua forma, praticatelo e diffondetelo.
Sono molto legato al ciclismo di qualche decennio
orsono, a campioni come Bugno, il mio
preferito, Jalabert, Bartoli, Gianetti, Chiappucci,
Bettini, Chioccioli, Armstrong, Pantani, Fondriest,
Richard e molti altri ancora. Era quello
un ciclismo, con tutti i suoi problemi, ancora
romantico e dal grande fascino.
Mi entusiasma un po’
meno quello di oggi, con
ragazzini poco più che
ventenni, telecomandati
dal DS in ammiraglia, che
vivono una vita scandita
da watt, rigide tabelle e
test in laboratorio. Ma
è il progresso e bisogna
adattarsi. L’essenza resta
comunque la stessa: una
marea di fatica per, ad
andar bene, qualche minuto
di gioia e magari di
gloria. Grande metafora
della vita, il ciclismo.
Una squadra Continental, tutta Ticinese,
un’utopia?
Al momento forse si ma fra 4-5 anni io ci credo,
sono pronto a mettermi in gioco e spero
di non essere il solo.
Il Ticino per vocazione è terra di ciclisti,
ma perché le gare a livello giovanile
sono sempre meno?
La mountain bike distrae comprensibilmente
molti ragazzini dal ciclismo con la C maiuscola,
e non me ne vogliano gli appassionati
delle ruote grasse, fra i quali mi ci metto pure
io. Secondariamente organizzare gare oggi su
strada, fra burocrazia ed autorizzazioni varie,
è oramai assai, troppo complesso. Serve il velodromo
ed allora riscoppierà la passione.
Per concludere, Manuele Morelli da
grande sarà...?
Viaggiatore e sognatore sulle due ruote,
sempre imprenditore ma mi auguro un po’
più da lontano, magari nonno, spero, ma
sono fiducioso, felice, che poi è l’unica cosa
che conta veramente.
Sportivo ed elegante.
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ticino-cycling.ch
31
Test Talenti
Caslano
04.08.2021
Quando ad inizio anno Hans Harnisch, il responsabile della
formazione della gioventù di Swiss Cycling, mi ha proposto il
4 di Agosto come data per il test dei Talenti nel nostro centro
regionale ho accettato molto volentieri. Caslano era la sede
designata grazie all’appoggio del comune che ci ha ospitato
sul campo di roller delle scuole comunali. Normalmente in
Ticino ad inizio agosto le giornate sono soleggiate e il Ticino
può offrire il suo massimo splendore.
Pump Track in Piazza Lago
La pista rimarrà a disposizione fino alla metà di ottobre
Nella suggestiva Piazza Lago a Caslano, dal 10 agosto, è stata posata
una pista per Pump Track. Si tratta di una pista di 50 metri lineari,
con dossi e paraboliche per un divertimento assicurato a tutte le età,
e chi l’ha provata nei primi giorni è rimasto veramente soddisfatto.
La pista promossa dal Municipale Andrea Signorini è stata acquistata
dal Comune di Caslano. La costruzione a moduli, inoltre, permette di
essere spostata in altre aree.
La struttura Dolomeet è stata fornita dalla graficadesign.ch
La giornata del 4 agosto ha scaricato sul distretto di Lugano e
su Caslano una immensa quantità d’acqua.
Ma il test lo abbiamo svolto comunque.
La spiaggia di Caslano adiacente al Pump Track
Il Comune ci ha appoggiato in tutto, abbiamo potuto usare le
scuole per i test preliminari di altezza, peso e salto in lungo da
fermo. Almeno questi si sono svolti all’asciutto.
Io, Ivano, Bernardino, Paolo, Michele e Marika eravamo sul
campo sotto gli ombrelli a segnare punti con messaggi vocali.
Sì perché i fogli dei punteggi erano ridotti a carta straccia sotto
la pioggia battente.
La Pista Pump track nella sua posizione privilegiata
Quel giorno però ho capito una cosa: il ciclismo in tutte le sue
discipline ha i suoi requistiti, tecnici, fisici, tattici, quelli che si
vorrebbero misurare nel test per poter stilare una classifica.
Alla fine però il valore più grande che un’atleta può avere è la
motivazione, la grinta di VOLERE fare una cosa a tutti i costi,
nessun se e nessun ma.
E cosi mi è tornato in mente un testo di un mio allenatore: parlava
degli occhi della tigre: non avevo bene compreso il testo
fino a quel fatidico 4 agosto. Ho visto nei ragazzi pronti a fare il
test sotto la pioggia battente la VOGLIA e la DETERMINAZIONE
che un predatore ha per raggiungere il proprio obiettivo, tutti
con le loro capacità portate al massimo in un clima avverso
che però ha tirato fuori il meglio di ciò che potevano dare!
Avanti così ragazzi!!
Mettete sempre la determinazione che ho visto quel giorno
nelle gare e sono sicuro che vi divertirete!
Rubens Bertogliati
“Occhi della Tigre”
Avevo spesso sentito parlare degli occhi della Tigre,
non ne comprendevo bene il significato... fino a IERI!
Con un tempo da tregenda sono stati grandi tutti i
ragazzi presenti al nostro Test Day a Caslano! In voi
ho visto la vera motivazione e voglia di ottenere il
risultato (Tiger eye)!!! e grazie a Ivano, Marika, Bernardino,
Paolo e Michele per il vostro aiuto!!
ticino-cycling.ch
33
Di Rubens Bertogliati
Lugano Bikemotions
25-26 SETTEMBRE 2021
Sport di resistenza
STEVE PREFONTAINE
il primo atleta moderno
GARA KIDS
URBAN SHORT RACE
GARA A CRONOMETRO
CORNÈRCARD CANCELLARA CHALLENGE
GARA HANDBIKE
luganobe.ch
In alto alcune immagini della scorsa edizione
Attività
ed eventi
La Divisione Sport della Città di Lugano organizza
dal 2017 l’evento denominato “Lugano
Bike Emotions”.
Un vero e proprio festival della bicicletta,
dove oltre alle numerose attività proposte, i
migliori specialisti della Mountain Bike si sfidano
tra le vie del centro città su un circuito
denominato “Urban Short Race”.
Il fulcro dell’evento è il Villaggio Expo, allestito
in centro città tra Piazza Manzoni e la
centralissima Piazza Riforma, che permetterà
al visitatore di godere dei servizi offerti dai
numerosi stand che promuovono prodotti
legati al mondo delle biciclette e non.
Il villaggio sarà aperto a partire dalle ore
10:00 alle ore 19:30 il sabato e dalle ore 08.00
alle ore 18:30 la domenica.
Mentre al sabato vi sarà una gara a Cronometro
di 12 km sulle rive del Ceresio organizzata
dalla Chasing Cancellara e dal main Sponsor
Cornèrcard, l’”Urban Short Race” di domenica
è affidata all’associazione Human Sport
Management AG.
La competizione, valida per Proffix Suisse
Bike Cup, vedrà al via i migliori ciclisti della
Mountain Bike delle categorie Juniori, U23
ed Élite; ci saranno inoltre alcuni momenti
dedicati agli amatori della MTB e non da ultimo
due spazi riservati ai campioni Fabian
Cancellara e Nino Schurter.
La grande novità del 2021 sarà un percorso
dedicato in Piazza Castello dove gareggeranno
anche le categorie dai 6 agli 8 anni.
Molti motivatori ti chiedono
di scegliere tre persone
quale fonte di ispirazione,
non importa quale
sport hanno fatto, quale
attività, quale lavoro. Una
delle tre per me è sicuramente
Steve Prefontaine.
Molti atleti considerano
Steve Prefontaine un’ispirazione,
era un mezzo
fondista ed era conosciuto
per il suo talento, disciplina
e determinazione.
Una stella con un tocco
umano e per coloro che
chiamava la “sua gente”
divenne ben presto un
mito. Non solo sviluppò un agonismo innato per divenire il
migliore ma volle creare bellezza nello stile di corsa a piedi
per fare vedere a tutti qualcosa che non avevano mai visto.
Steve Prefontaine è nato in Oregon, non era un ciclista, ma
un atleta mezzofondista statunitense. La sua vita oggi è leggenda
visto che purtroppo Steve “Pre” Prefontaine è morto
a soli 24 anni in un incidente automobilistico che lo ha tolto
prematuramente dalla scena dell’atletica mondiale. Steve era
sulla strada per ottenere grandi risultati: a soli 21 anni ottenne
il 4. posto alle Olimpiadi di Monaco di Baviera nei 5000 metri.
Quella gara olimpica è ancora oggi nella storia dell’atletismo
mondiale grazie a una condotta di gara spericolata da parte
di Steve. Partito in testa già dai primi giri tenne con il fiato sospeso
tutto lo stadio fino alla fine della gara. Molti spettatori
dissero che il vincitore morale di quella olimpiade fu proprio
Prefontaine.
Il suo allenatore, Bill Bowerman, ha sempre detto
di non aver mai visto valori così alti in un atleta.
Per usare un valore noto ai ciclisti parliamo di VO2
max altissime, quasi intorno ai 90. Infatti Bowerman
lo volle come primo testimone per l’azienda
che aveva appena cofondato nello stato dell’Oregon,
la Nike. Ed oggi Steve Prefontaine è l’unico atleta ad
avere una statua di bronzo al quartier generale della Nike.
Steve era di animo gentile, voleva correre, voleva che gli atleti
fossero riconosciuti tanto quanto i girocatori di Football o Baseball,
che potessero vivere facendo il mestiere del corridore.
Il
personaggio
A suo modo portava
avanti una filosofia che
si potrebbe facilmente
riprodurre oggi per
il ciclismo giovanile.
Voleva più spazio sui
giornali, più risalto mediatico,
anche per i piccoli
eventi che erano la
vera fucina di giovani
campioni del domani.
Nel ciclismo oggi si differenziano
gli allenamenti,
allenamenti di
forza, di fondo e di ritmo.
Steve già all’epoca
differenziava il proprio
programma di allenamento
e. così facendo, riuscì ad ottenere doti atletiche mai
viste prima. Correre a piedi all’epoca poteva essere solo uno
sport, non era considerato adatto alle persone normali, ma
solo agli atleti.
Dopo l’avvento di Steve piano piano le cose cambiarono, lo
sport divenne sport di massa, sia nella corsa a piedi che in
altri sport.
La corsa divenne sport di piacere e non per forza di competizione
estrema ed agonismo. Nacque la Maratona di New York,
seguita da altri grandi eventi in tutte le città del mondo, Nel ciclismo
nacquero le granfondo che oggi richiamano molti ciclisti
amatori che utilizzano la partecipazione come obiettivo per
allenarsi e rispettivamente migliorare il proprio stato di salute.
La frase preferita da Steve era: “se non riesci a dare il meglio
di te stesso, allora stai sacrificando un dono inestimabile”.
Una frase che potrebbe andare bene per
chiunque si avvicina oggi al mondo sportivo e alle
gare in bicicletta. Vincere non era l’unica cosa per
Steve, doveva e voleva vincere in maniera differente.
Con una tattica diversa, con un gesto atletico sublime,
per dimostrare che aveva abbastanza coraggio. Per
questo molti sportivi, tra i quali mi metto sicuramente, annoverano
Steve tra le fonti di ispirazioni maggiori.
Prefontaine ha lasciato il segno ed è entrato di diritto nella
leggenda dello sport.
ticino-cycling.ch
35
Una gita
in valle
di Muggio
Di Nicola Pfund
Uno degli aspetti più sorprendenti del Ticino
è certamente la varietà del suo territorio.
Ogni regione si caratterizza per
qualcosa di particolare, così come ogni
valle ha ciascuna una propria “personalità”.
Ne consegue che la nostra regione,
per chi la percorre in bicicletta, difficilmente
non offre qualcosa di interessante
da conoscere. Praticamente ogni
posto conserva qualche storia, qualche
aneddoto curioso ed è per questo che
consiglio sempre, prima di inforcare la
bicicletta, di informarsi bene sui luoghi
che verranno toccati.
Un esempio è l’itinerario che ci conduce
alla scoperta della bella Valle di Muggio,
meta prediletta dei tanti cicloturisti del
Mendrisiotto. Una valle che ci riporta indietro
nel tempo facendoci fare un tuffo
nel passato, perché qui l’antica comunione
tra uomo e natura è davvero rimasta
intatta, offrendoci ancora oggi testimonianze
della vita contadina di un tempo.
Pedalare lungo questo tragitto che da Mendrisio
ci porta fin sotto le pendici del Monte Generoso,
è prima di tutto un’esperienza emotiva e visiva:
salendo l’occhio scruta con interesse i ridenti villaggi
che, da una parte all’altra della valle, sembrano
dialogare tra loro, così come non passano
inosservate le splendide distese di boschi e gli assolati
pascoli nelle macchie verdi.
Caneggio, Bruzella, Cabbio, Muggio, Scudellate,
Roncapiano... sono i bei villaggi toccati risalendo
la valle dal versante sinistro: nuclei intatti, ricchi
di antiche testimonianze, come la bella chiesa
di Caneggio con la lunga scalinata in acciottolato,
oppure la fontana di Muggio, proprio accanto alla
carreggiata, un tempo utilizzata sia per abbeverare
gli animali che per lavare i panni…
Per il ciclista curioso, quello che ama prendersi
il giusto tempo per assaporare il viaggio, vale la
pena lasciare per un attimo la strada principale
per entrare nei viottoli dei paesi e lasciarsi
sorprendere ora dall’antico portico, ora dall’affresco
votivo, ora dalla vecchia fontana che, con
il suo ritmico zampillo, canta il passare del tempo.
Cominciando magari con l’affrontare la deviazione,
poco sopra Morbio Superiore - quando la strada
spiana - che ci porta verso il nucleo di Sagno, dove si
scopre un villaggio molto caratteristico con anzitutto
una vista imprendibile, ma che è anche paese natale
di uno dei maggiori poeti ticinesi, ovvero Francesco
Chiesa (1871-1973).
Il ciclista che affronta la Valle di Muggio ha generalmente
due percorsi preferiti: il primo è quello che
punta dritto verso l’ultimo villaggio, ovvero Roncapiano
a 960 m di altitudine, affrontando un percorso
che da Mendrisio è lungo circa 20 km con un dislivello
complessivo di 632 metri.
L’altra opzione prevede la salita fino al bivio di Cabbio,
dove all’altezza del “Ristorante della Posta” è possibile
imboccare una strada che ci porta sulla sponda destra:
all’inizio si scende in modo vertiginoso (il cartello indica
un 25% di pendenza), per poi risalire e ritrovare il
primo villaggio che è quello di Casima (618 m).
Da qui si procede pedalando in un ambiente sereno,
ai margini del bosco su una strada poco trafficata per
raggiungere dapprima Monte, poi Campora e infine
Obino punto in cui ci congediamo, con un cuore carico
di mille emozioni, da questa Valle che ormai ci ha
catturato per il suo fascino discreto e alla quale torneremo
- ormai ne siamo certi - non appena possibile.
SCHEDA
Regione: Mendrisiotto
Partenza: Mendrisio, Stazione FFS, 328 m
Arrivo: Roncapiano, 960 m
Dislivello: 632 m
Lunghezza: 19,7 km
Pendenza media: 3,2%
Pendenza massima: 11%
Il 1° giugno 2021 l’Associazione Amici di
Cabbio con il patrocinio del Comune di Breggia
ha inaugurato una postazione per il servizio di
noleggio E-MBike, denominata AdiCA BIKE.
Con le nostre mountain bike elettriche a
pedalata assistita potrai scoprire la bellezza
della Valle di Muggio e raggiungere ed ammirare
paesaggi incantevoli, attraverso un’esperienza
emozionante e divertente!
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Mobilità
ticino-cycling.ch
37
Marco Vitali
Il lungo percorso
verso una migliore
mobilità ciclistica
Che spettacolo, i Mondiali di Lugano del
’96! A partire dalla crono vinta da Zülle,
con Tony Rominger medaglia di bronzo.
Poi l’altro oro per i colori rossocrociati,
quello di Barbara Heeb e infine l’entusiasmante
gara della domenica, con una
seconda parte da pelle d’oca e il duello
fino ai metri finali dei 252 km tra Johan
Museeuw e Mauro Gianetti.
Una settimana di festa che l’enorme
pubblico presente avrà per sempre
stampata nella memoria e anche emozioni
che in seguito hanno riversato sulle
nostre strade un gran numero di nuovi
pedalatori. Pedalatori che però, ben
presto, hanno dovuto fare i conti con lo
stato delle nostre strade, trafficatissime,
pericolose e inospitali. Ciclisti che così,
in buona parte, hanno perso il proprio
entusiasmo. Così come molti genitori,
scoraggiati e indotti a orientare i propri
figli verso sport meno pericolosi.
Insomma, i nodi erano venuti al pettine:
il Ticino non aveva fatto i propri compiti
e non aveva saputo cogliere le nuove
esigenze di mobilità. Il ritardo rispetto ai
vicini cantoni confederati si è rivelato almeno
ventennale. Da quel magico Mondiale
del ‘96 si è comunque capito che
era urgente cambiare rotta. Ma come
rimediare, in un territorio oltretutto orograficamente
non facile da affrontare?
L’occasione iniziale l’ha offerta l’esigenza
di completare a sud il Percorso nazionale
n. 3 di SvizzeraMobile, quello che
da Basilea doveva giungere a Chiasso.
Percorso che poi ha assunto il ruolo di
una sorta di spina dorsale per la mobilità
ciclistica nel cantone. È stata l’organizzazione
del Mondiale a chiedere e a
finanziare con i suoi proventi il progetto
di quel tracciato. L’altro caposaldo della
svolta, vista l’urgenza di intervenire è
stato, da parte del governo cantonale,
accettare di creare una commissione mista,
formata da funzionari di varie divisioni
del Dipartimento del territorio e da
un gruppo esterno capitanato da Rocco
Cattaneo, già alla testa del Mondiale.
Il “Gruppo di sostegno alla mobilità ciclabile”
(GRUSO), formato soprattutto
da ex corridori ma anche da alcuni politici
vicini alla bici, ha ampiamente contribuito
a inaugurare nuove modalità
di approccio. Una transizione favorita
anche da diversi giovani funzionari del
Dipartimento di Marco Borradori formatisi
oltralpe.
Una transizione comunque complessa,
che ben presto ha evidenziato la necessità
di importanti cambiamenti legislativi.
In sostanza, per il Cantone, si trattava
di assumersi il compito di gestire la rete
ciclabile al pari di quella delle strade
cantonali. Non più, quindi, delegando il
compito ai comuni. Ciò comportava - oltre
che la progettazione e la realizzazione
di infrastrutture e, in una certa misura,
l’adeguamento delle strade esistenti
– innanzitutto il finanziamento di questi
interventi con adeguati crediti-quadro.
L’acquisita consapevolezza dell’evidente
ritardo del cantone e un’aumentata sensibilità,
anche ecologica, hanno creato
i presupposti per approvazioni relativamente
rapide dei crediti-quadro. Non
altrettanto rapida è stata invece la fase
di progettazione e di realizzazione. Tra i
motivi, l’assenza, in tema di bici, di una
adeguata esperienza ingegneristica.
I progetti di una certa ampiezza prendono
così forma solo a partire da una
decina di anni fa: è il caso, ad esempio,
per quello, ancora da completare, della
Vallemaggia, del Ponte-diga tra Melide
e Bissone, del percorso n. 31 tra Castione
e Tegna e quindi verso la Vallemaggia, o
di quello Pedemontano 311 tra Quartino
e Arbedo. A questi “grandi progetti”
si aggiungono, oltre ai ponti sulla Maggia,
anche quelli sul Ticino, sul Vedeggio
e sulla Verzasca. Si allarga anche la rete
come, nel Luganese, con la “Via del Lago”
(ancora incompleta), o la Agno - Ponte
Tresa, con la passerella verso Caslano. Altro
fronte, quello delle ferrovie dismesse
del Luganese, i cui sedimi, già percorribili
tra Canobbio e Tesserete, ospiteranno un
percorso circolare collegato a monte da
un’importante manufatto, il Ponte Spada.
Oltre alle realizzazioni infrastrutturali,
importanti per la sicurezza di chi pedala,
specialmente in ambito urbano, sono le
“zone 30”, o la possibilità di percorrere le
corsie del bus. In una città in buona parte
inospitale per le bici come Lugano, significativi
passi avanti sono stati fatti proprio
in questi ambiti (l’ultimo, con la zona 30
sul Lungolago). Troppe ancora, comunque,
le resistenze del Cantone a implementare
misure di questo tipo, poco costose
e spesso molto efficaci. Anche qui,
un confronto con il resto della Svizzera e
ancor più con l’estero (Parigi è ad esempio
ormai tutta una zona 30) è impietoso:
siamo tra gli ultimi della classe.
Altri importanti ambiti di intervento
sono, e sono stati, le strade cantonali. È
vero che le corsie ciclabili non garantiscono
la massima sicurezza, ma perlomeno
assicurano ai ciclisti uno spazio fruibile,
per lo più in esclusiva. Si tratta di porzioni
di asfalto che moltiplicano la propria importanza
con l’aumento della differenza
di velocità tra le bici e i mezzi motorizzati.
Quindi, quando sulle cantonali le auto,
specialmente lungo i tratti più scorrevoli,
raggiungono le massime velocità (e
spesso superano, visti gli scarsi controlli,
anche abbondantemente i limiti).
Importanti si sono rivelate in questo senso
l’eliminazione di diverse doppie corsie
per il traffico motorizzato e la loro sostituzione
con corsie ciclabili sui due lati della
sede stradale. A partire dal Monte Ceneri,
realizzazione che a lungo ha incontrato
l’incomprensibile opposizione di associazioni
motoristiche come l’ACS; o lungo la
Piodella ad Agnuzzo, dove nel frattempo
le corsie sono state sostituite da una ciclopedonale
bidirezionale; o nel tratto di
cantonale tra il Dosso di Taverne e Mezzovico,
dove il corrispondente spezzone
sterrato del percorso nazionale non è fruibile
con le bici da corsa.
Strategico è stato anche insistere nel
creare tracciati pavimentati continui,
percorribili quindi da tutti i tipi di bici,
specialmente dove la vicina cantonale
presenta particolari insidie. Esempi
sono il tratto tra Solduno e Ponte Brolla,
quello tra Origlio e Cureglia o quello tra
Bedano e Taverne; o, sul percorso n. 31, a
Gudo, a Giubiasco e verso Castione.
Certo, l’eccessiva lentezza nella realizzazione
di molte infrastrutture non ha contribuito
a un cambiamento veloce della
mobilità nella nostra regione. Il notevole
aumento di bici sulle strade negli anni
recenti ha però indotto a intervenire in
modo significativo anche molti comuni.
Parecchi, quindi, i progetti in cantiere o
che saranno realizzati nei prossimi anni.
Per incoraggiare, accompagnare e rafforzare
questa svolta, un ruolo rilevante l’ha
assunto nell’ultimo decennio anche PRO
VELO Ticino, un tema del prossimo numero
di “inbicicletta”. La bici, in tutte le sue
declinazioni, può assumere - è questo il
principio da cui si parte - un ruolo molto
più importante nella nostra mobilità. Si
tratta solo di crearne i presupposti e di
pedalare convinti in questa direzione.
CICLOSPRINT
Via Vignalunga 1
CH-6850 Mendrisio
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Due ruote al femminile
Di Monique Hemsi
Intervista a Katya Priolo che con il suo
profilo Instagram “feel_free2018” condivide
la sua passione per la bicicletta,
viaggiando dove la porta il cuore.
Come nasce la tua passione per la bicicletta?
Ho sempre amato pedalare, sento un senso
di libertà assoluta e la possibilità di viaggiare
con i miei ritmi, senza programmi obbligati.
Sono una ciclista amatoriale e nel
tempo quello che era un passatempo occasionale
è diventato sempre più importante
nella mia vita.
Con quale obiettivo hai aperto il tuo
profilo Instagram “feel_free2018”?
Esplorare posti magnifici esclusivamente in
mtb, dona un senso di libertà unica e veramente
impagabile! Ho voluto allora condividere
i mei viaggi per far partecipare anche
altre persone pubblicando le immagini dei
luoghi che visito e programmando una cronaca
degli spostamenti nelle “storie”. La mia
esperienza può essere utile per chi ha voglia di
conoscere nuove mete turistiche in bicicletta.
Spesso mi chiedono consigli e suggerimenti e
io sono veramente felice di poterli aiutare. Il
mio obiettivo è di incrementare sempre di più
i contenuti del profilo e creare una community
di turisti appassionati di viaggi su due ruote
o con qualsiasi mezzo, perché l’importante
e viaggiare, scoprire, sperimentare!!
Come hai vissuto il periodo del lockdown?
Come per tutti, è stato molto duro e il lavoro
ne ha sofferto. Inoltre ho fatto molta fatica
a non fare più sport, a non potermi muovere
e viaggiare. Ma è stato anche un periodo
che si è rivelato utile per riflettere e decidere
di non subire passivamente questo momento:
riprendere una delle mie passioni,
la mountainbike, sfruttandola per tornare
a viaggiare accontentandomi e adattandomi
a ciò che mi poteva offrire la situazione
del momento. E’ stata come una reazione
all’immobilismo, voglia di reagire positivamente
e con coraggio. E’ proprio in questo
periodo che ho deciso di attraversare la
Sardegna in bicicletta, quando era ancora
molto difficile muoversi. Ho dovuto affrontare
molte difficoltà, ma ce l’ho fatta!
“Fate in modo che i vostri sogni divorino la vostra
vita, così che la vita non divori i vostri sogni” un aforismo
celebre divenuto ormai il mio motto principale!
Quale tipo di allenamento consigli prima
di affrontare un viaggio? Sono sempre
più convinta che l’allenamento più importante
per affrontare difficoltà o imprese
di ogni genere sta prima di tutto nella nostra
condizione mentale: quando si ha fiducia
in se stessi e si valorizzano i nostri punti
di forza con positività, coraggio e determinazione
metà del traguardo è già fatto!
Quali sono i tuoi “luoghi del cuore”?
Non occorre andare lontano, abito nel Canton
Ticino, e specialmente in questo periodo,
la mia passione per la bicicletta mi ha
fatto scoprire itinerari affascinanti della
nostra regione. La Valle Maggia e le nostre
montagne ad esempio, regalano scenari
mozzafiato. Cerco di documentare attraverso
le immagini che pubblico su Instagram
le mie emozioni, accompagnandole
da citazioni e frasi che i luoghi mi ispirano
di volta in volta.
Hai nuovi progetti in vista?
Tanti nuovi progetti!! Seguitemi sul mio
profilo insta e in particolare nelle stories;
giorno dopo giorno troverete le novità sui
programmi futuri”.
Arcipelago della Maddalena:
scalata per i monti di Caprera.
Valle Maggia: Cascata del Salto acqua e sole
creano un costante arcobaleno magico.
Val Bavona: Cascata di Foroglio lì dove la sua grande portata d’acqua trova il suo nascere;
Monte Bisbino, Valle di Muggio: la sua vetta con scenari naturalistici incantevoli.
Chi è Katya - Italo-svizzera, Katya lavora nell’ambito dell’arte e del fitness da molti anni. Collabora con l’organizzazione
dei Corsi per adulti del Canton Ticino, intrattiene corsi dopo scuola nel mendrisiotto e nel suo atelier a Balerna propone corsi di
arte a 360 gradi come anche campus estivi per ragazzi di arte danza e avventura.
La bicicletta è da sempre il suo percorso di libertà, il mezzo per sentirsi in sintonia con la natura e con se stessa.