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Teaching Revolution

Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo docente

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<strong>Teaching</strong><br />

<strong>Revolution</strong><br />

Prima edizione 2021-2022<br />

Un nuovo approccio<br />

allo sviluppo<br />

del ruolo<br />

del docente<br />

Report<br />

Ricerca-Azione


A cura di:<br />

Ilaria Todini<br />

Training Advisor Formazione Continua ELIS Education Operations<br />

Hanno collaborato alla stesura:<br />

Marcello Tempesta<br />

Professore Associato Università del Salento<br />

Gianluca Sabatini<br />

Head of Marketing and Education Business Development presso ELIS<br />

Federica Maltese<br />

Senior HR, Training & Development Specialist in ELIS<br />

Stefania Palmaccio<br />

Senior Executive Consultant in Learning & Development in ELIS<br />

Massimiliano Riccardi<br />

Human & Organisational Development Senior Consultant in ELIS<br />

Dianora Bardi<br />

Presidente Centro Studi Impara Digitale<br />

Marcello Marini<br />

Trainer Centro Studi Impara Digitale<br />

Maria Grazia Ottaviani<br />

Trainer Centro Studi Impara Digitale<br />

Beatrice Manzoni<br />

Associate Professor of Practice, SDA Bocconi School of Management<br />

Luca Solesin<br />

Program Manager Education in Ashoka<br />

Susanna Sancassani<br />

Managing Director Task Force <strong>Teaching</strong> Learning Innovation ME-TID Politecnico di Milano<br />

Anna Venturino<br />

HR Learning & Development Consultant, CEO e Founder Thumbs Up<br />

Luigi Gangitano<br />

Chief of Digital Innovation POLIMI Graduate School of Management, General Manager Fadpro<br />

Michele Gabbanelli<br />

Docente della lingua Inglese presso l’IIS “Savoia - Benincasa” di Ancona<br />

Aldo Torrebruno<br />

Education Manager of the Egnineering Schools and Researcher Politecnico di Milano<br />

Nicoletta Di Blas<br />

Associate Professor Politecnico di Milano<br />

Chiara Burberi<br />

Direttrice generale Edifin SpA e Co-founder Redooc<br />

Cinzia Bosco<br />

Digital Editor Redooc<br />

Francesco Mangiaracina<br />

Instructional Designer, Partner & Co-founder Fadpro<br />

Elena Ugolini<br />

Responsabile Generale Scuole Malpighi<br />

Team di progetto <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> 2021-2022:<br />

Francesca Cotroneo<br />

Program Manager Formazione Continua ELIS Education Operations<br />

Giuseppina Califano<br />

Project Manager Formazione Continua ELIS Education Operations<br />

Ilaria Todini<br />

Training Advisor Formazione Continua ELIS Education Operations<br />

Grafica<br />

Valentina Moro<br />

Mamò Studio Grafico


Contenuti<br />

4<br />

Introduzione<br />

Il contesto e le finalità<br />

di Marcello Tempesta<br />

6<br />

8<br />

8<br />

8<br />

10<br />

11<br />

15<br />

15<br />

17<br />

17<br />

21<br />

21<br />

21<br />

28<br />

44<br />

58<br />

63<br />

63<br />

66<br />

Il modello<br />

Le attività del modello<br />

1. Pianificazione (Plan)<br />

Definizione del problema e dell’obiettivo di ricerca<br />

Formulazione delle ipotesi di ricerca e intervento<br />

Costituzione del Gruppo di ricerca<br />

Formulazione del piano di intervento<br />

2. Azione (Do)<br />

Formazione degli operatori sul campo (docenti)<br />

Costruzione degli strumenti di intervento<br />

Applicazione del piano di intervento<br />

3. Monitoraggio (Check) - FASE I<br />

Rilevazione dei dati di monitoraggio<br />

Modulo 1: Le competenze del Change Maker Teacher<br />

Modulo 2: Progettazione Didattica<br />

Modulo 3: Metodologie Innovative/Digital Tools<br />

Modulo 4. Organizzazione scolastica<br />

4. Riflessione (Act) - FASE II<br />

Gli obiettivi<br />

Il Peer Mentoring<br />

Appendice<br />

68<br />

70<br />

71<br />

Tabella Istogrammi<br />

Livello soddisfazione delle diverse sessioni<br />

Livello di soddisfazione dei Community Events<br />

Livello di conoscenza in entrata sugli strumenti e metodologie fornite<br />

e Livello di conoscenza in uscita dei diversi contenuti, per ogni modulo<br />

72<br />

76<br />

77<br />

Materiale di approfondimento<br />

Modulo I - Lifeed<br />

Materiale di approfondimento: Questionario per i docenti FASE II<br />

Materiale di approfondimento: Questionario per gli studenti FASE II


4 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

introduzione<br />

Il contesto<br />

e le finalità<br />

Marcello Tempesta<br />

Ha scritto Hannah Arendt: “Una crisi ci costringe a<br />

tornare alle domande: esige da noi risposte nuove<br />

o vecchie, purché siano scaturite da un esame diretto,<br />

e si trasforma in una catastrofe solo quando<br />

noi cerchiamo di farvi fronte con giudizi preconcetti,<br />

ossia pregiudizi, aggravandola e per di più rinunciando<br />

a vivere quell’esperienza della realtà, a utilizzare<br />

quell’occasione per riflettere, che la crisi stessa costituisce”.<br />

Il grande imprevisto della pandemia ci invita in ogni<br />

campo a riflettere per ripartire, a tornare alle domande.<br />

Ciò vale anche per la scuola: essa, in verità<br />

già da tempo, vive una situazione di passaggio che<br />

ne mette in dubbio la capacità di affrontare le sfide<br />

del XXI secolo. Senza voler generalizzare (poiché<br />

esiste, in tanti contesti, tanta buona scuola in atto),<br />

la vita quotidiana nei luoghi dell’istruzione appare<br />

contrassegnata in maniera crescente da fenomeni<br />

di sotto-rendimento, demotivazione, dispersione<br />

conclamata o strisciante degli studenti, ma anche di<br />

“fatica educativa” degli adulti.<br />

Vi è chi pensa di superare tali problematiche semplicemente<br />

attraverso l’introduzione dall’alto di nuovi<br />

metodi e strumenti di insegnamento. Ma non manca<br />

chi si spinge a immaginare un sostanziale superamento<br />

della scuola, attraverso forme di descolarizzazione<br />

e di sostituzione, con un massiccio ricorso<br />

all’e-learning e alla robotica educativa. Questo sfocamento<br />

del senso della scuola coinvolge la figura<br />

dell’insegnante, che in molti contesti pare aver perso<br />

la sua reputazione, una riconosciuta centralità<br />

nelle dinamiche di sviluppo e innovazione sociale.<br />

Occorre allora avere il coraggio di farsi le domande:<br />

serve ancora la scuola? Servono ancora i professori?<br />

Crediamo fermamente di sì, a patto di lavorare insieme<br />

per intercettare e incrementare una scuola<br />

dal cuore antico, ma proiettata con decisione verso<br />

il futuro, la cui vera leva di Archimede è costituita da<br />

una classe docente motivata e attrezzata per la sfida<br />

che ci attende. Si tratta, anzi, di una responsabilità<br />

e di un compito affascinanti e decisivi per costruire<br />

una vita buona in una società attiva, per permettere<br />

a tutti di avere occasioni di sviluppo dei propri<br />

talenti e delle proprie capacità, per favorire il rinnovamento<br />

sociale e la costruzione del bene comune.<br />

In questo senso, il primo passo di un percorso positivo<br />

ci pare costituito dalla riscoperta del permanente<br />

compito che, in forme inedite, l’istituzione scolastica<br />

è chiamata ad assolvere: si tratta di sperimentare<br />

il senso della scuola e del lavoro del docente<br />

e diventarne più consapevoli. Chi insegna diventa<br />

oggi un decisivo change maker riappropriandosi in<br />

modo nuovo della funzione della scuola (accogliere<br />

i bisogni di crescita, conoscenza ed espressione<br />

degli allievi, favorire una comunicazione viva del patrimonio<br />

culturale, supportare la capacità di sapersi<br />

orientare il futuro) e ponendosi come un attivatore,<br />

perennemente in cambiamento, nei confronti dei<br />

propri studenti (per favorire l’emersione delle loro<br />

potenzialità e contrastare le spinte alla passività e al<br />

gregarismo che non mancano nei loro contesti esperienziali).<br />

Anzitutto, dunque, un’operazione di sense<br />

making, un lavoro sul perché e sul per chi fare scuola,<br />

sul significato e le ragioni dell’essere insegnante,


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

5<br />

sulla dimensione della motivazione, vero carburante<br />

dell’esperienza scolastica come di ogni esperienza<br />

umana.<br />

Collegato a questo primo polo, un secondo polo<br />

altrettanto importante riguarda un lavoro sul come<br />

fare scuola, un approfondimento creativo e innovativo<br />

sul modo di insegnare e sugli strumenti che possono<br />

supportare una chiara intenzionalità educativa<br />

e una big idea sulla scuola. Dal punto di vista metodologico,<br />

appare interessante intrecciare due vettori,<br />

uno bottom up e uno top down. La prima direzione<br />

di marcia parte dalla consapevolezza che si impara<br />

ad insegnare anzitutto attraverso una partecipazione<br />

osmotica alle esperienze di chi già lo fa in maniera<br />

significativa, invitando i giovani a partecipare all’avventura<br />

conoscitiva in modo efficace e attrattivo. Per<br />

questo, è decisivo che gli insegnanti junior possano<br />

“andare a bottega” da insegnanti senior che siano<br />

effective teachers, per far emergere i bisogni di formazione<br />

e riflettere sulle esperienze e le pratiche di<br />

insegnamento in atto. La seconda direzione di marcia<br />

riguarda una intelligente ricognizione dei teaching<br />

methods e degli strumenti di innovazione didattica<br />

che possono essere messi al servizio dell’azione<br />

dell’insegnante. Liberati da ingenue assolutizzazioni,<br />

essi offrono un repertorio collegato alle migliori<br />

esperienze internazionali e alla ricerca scientifica,<br />

utilissimo per arricchire la “cassetta degli attrezzi”<br />

del docente innovatore con modalità didattiche e<br />

tools digitali, che egli dovrà imparare a utilizzare a<br />

seconda degli obiettivi formativi, delle circostanze,<br />

dei soggetti.<br />

La stella polare di un percorso di teaching revolution,<br />

per concludere, è la prospettiva di un insegnante<br />

professionista e ricercatore, che vive la sua esperienza<br />

lavorativa non come un travet, nella stanca<br />

ripetizione di abituali routine, ma sviluppando continuamente<br />

e creativamente la propria azione, assumendosi<br />

delle responsabilità, rischiando, collaborando,<br />

aperto a modificare continuamente il proprio<br />

lavoro, a valutarlo e a farlo valutare. Un “insegnante<br />

incompiuto”, proteso allo scopo vero della scuola: il<br />

bene, la crescita, lo human flourishing delle giovani<br />

generazioni.<br />

Riflessioni<br />

oggetto<br />

di analisi<br />

da parte di Pietro Papoff,<br />

Direttore del Consorzio ELIS,<br />

con i vari partner per giungere<br />

alla realizzazione del percorso<br />

<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

“La conoscenza è la più importante<br />

risorsa di un Paese, il nuovo “oro<br />

nero”. La scuola è l’istituzione preposta<br />

a svilupparla e i docenti sono<br />

i costruttori della ricchezza di un<br />

Paese. La scuola è il luogo ove<br />

favorire la sintesi personale delle<br />

varie sorgenti di conoscenza e<br />

non più sorgente essa stessa. Non<br />

più compiti a casa, la classe va<br />

capovolta: si raccolgono stimoli e<br />

nozioni da una pluralità di fonti e si<br />

metabolizza e apprende in classe”​<br />

–Lorenzo Fioramonti​<br />

Quanti giovani di valore aspirano<br />

a diventare docenti? Non tanti in<br />

Italia, molti di più in Finlandia: ​<br />

“Qui in Finlandia la scuola e gli<br />

insegnanti sono molto apprezzati e<br />

stimati. Nella nostra società docenti<br />

e sacerdoti sono figure importanti<br />

ancora oggi”​<br />

–Vesa Havia, docente Finlandese<br />

Passare da una didattica “knowledge<br />

based” a una didattica che sviluppa<br />

ciò che è unico nell’uomo e irraggiungibile<br />

dalle macchine: valori,<br />

convinzioni, pensiero indipendente,<br />

cura degli altri.​<br />

“Se non cambiamo il modo di insegnare<br />

avremo dei seri guai in futuro”<br />

–Jack M<br />

L’insegnante come Professionista.<br />

Imparare a insegnare come un professionista:<br />

<strong>Teaching</strong> like a Pro, come<br />

in ogni altra professione. Essere un<br />

professionista dell’insegnamento è<br />

un impegno personale alla formazione<br />

rigorosa, all’apprendimento<br />

continuo, al feedback collegiale,<br />

al rispetto delle prove, alla reattività<br />

nei confronti dei genitori, alla ricerca<br />

dell’eccellenza e al superamento<br />

degli obblighi di qualsiasi contratto<br />

scritto. Serve però un lavoro corale,<br />

non può essere demandato al singolo<br />

docente. Oggi c’è una consapevolezza<br />

diffusa, anche a livello politico,<br />

che gli insegnanti siano realmente<br />

importanti: teachers really matter.<br />

Servono docenti di qualità: se cambiamo<br />

la professione dell’insegnante<br />

possiamo cambiare la società intera.<br />

–Professional Capital: Transforming<br />

<strong>Teaching</strong> in Every School<br />

di Andy Hargreaves, Michael Fullan​


6 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Il modello<br />

Il progetto di «<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>» si basa sulla realizzazione<br />

di una ricerca-azione ovvero un progetto<br />

che si ponga l’obiettivo non solo di approfondire<br />

i presupposti, ma di analizzare la nuova didattica sul<br />

campo con un gruppo di docenti-ricercatori impegnati<br />

in prima persona ad aumentare la consapevolezza<br />

di quanto succede nel proprio contesto di<br />

lavoro a introdurre nel loro modo di insegnare dei<br />

cambiamenti radicali<br />

L’obiettivo è di migliorare la qualità dell’azione<br />

all’interno di una situazione data per capire meglio e<br />

imparare a gestire problemi di immediato interesse.<br />

Il problema di ricerca sorge e viene definito all’interno<br />

di una comunità educativa. Gli operatori<br />

sul campo, forti della conoscenza della situazione<br />

concreta e delle potenzialità e dei limiti delle risorse<br />

coinvolte, delineano il problema, lo analizzano e<br />

progettano strategie di soluzione. Sono gli operatori<br />

a decidere quali sono i problemi su cui vale la<br />

pena fare ricerca e quali sono le soluzioni possibili,<br />

concrete e realisticamente applicabili.<br />

La ricerca-azione viene condotta in modo partecipato<br />

da tutti i membri della comunità e il progetto<br />

sociale di crescita della comunità avviene<br />

attraverso la crescita dei suoi membri.<br />

La ricerca-azione si basa su 4 macro-fasi, che partono<br />

dall’Individuazione del problema.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

7<br />

Le fasi della Ricerca-Azione<br />

Fase 4<br />

Riflessione<br />

(ACT)<br />

4<br />

Fase 1<br />

Pianificazione<br />

(PLAN)<br />

3<br />

1<br />

Fase 3<br />

Monitoraggio<br />

(CHECK)<br />

2<br />

Fase 2<br />

Azione<br />

(DO)<br />

Le attività<br />

del modello<br />

Partendo dalle 4 macro-fasi della ricerca-azione, di seguito sono riportate le attività previste in ciascuna delle<br />

fasi, sulle quali si struttura il Progetto pilota del <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

1. Pianificazione (plan):<br />

• Definizione del problema e dell’obiettivo<br />

da ricercare<br />

• Formulazione delle ipotesi di ricerca<br />

e intervento<br />

• Costituzione del Gruppo di ricerca<br />

• Formulazione del piano di intervento<br />

2. Azione (DO)<br />

• Formazione degli operatori sul campo<br />

(docenti)<br />

• Costruzione degli strumenti di intervento<br />

• Applicazione del piano di intervento<br />

(con redazione del relativo diario di bordo)<br />

3. Monitoraggio (Check)<br />

• Rilevazione dei dati di monitoraggio<br />

• Analisi dei dati raccolti ed interpretazione<br />

dei risultati<br />

• Valutazione su efficacia ed efficienza<br />

dell’intervento<br />

4. Riflessione (Act)<br />

• Acquisizione di consapevolezza<br />

dall’analisi della propria esperienza<br />

• Proposta di intervento finale


8 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

1.<br />

Pianificazione<br />

(Plan)<br />

Formulazione delle ipotesi<br />

di ricerca e intervento<br />

I Principi della <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

1. I docenti sono i costruttori della ricchezza di<br />

un Paese.<br />

Accendere un senso profondo alla professione<br />

dell’insegnante, una vera missione nella società: la<br />

conoscenza è la più importante risorsa di un Paese,<br />

il nuovo “petrolio. La scuola è l’istituzione preposta<br />

a svilupparla.<br />

Definizione del problema<br />

e dell’obiettivo di ricerca<br />

I problemi su cui si basa questa ricerca sono:<br />

• Aumentare la reputazione e la credibilità della figura<br />

del docente ed aumentare il self impact del<br />

docente. Tra i paesi europei, l’Italia è la nazione<br />

dove si registra il più basso valore dell’indice di<br />

reputazione degli insegnanti. Un adeguato status<br />

degli insegnanti nella società non è solo un importante<br />

dovere morale, ma è essenziale per i risultati<br />

scolastici di un Paese 1 .<br />

• Definire le competenze chiave del change maker<br />

teacher.<br />

Gli obiettivi:<br />

• Formare al ruolo e qualificare le competenze possedute<br />

dal docente, ossia sviluppare competenze,<br />

conoscenze ed abilità del singolo docente. Formare<br />

al ruolo giovani aspiranti docenti.<br />

• Definire le competenze trasversali e tecniche del<br />

Change Maker Teacher; lanciare un “train the trainer”<br />

pilota su un gruppo di professori (giovani) e<br />

di aspiranti professori (prospect): sulla base dei<br />

risultati ottenuti valutare come scalare il progetto.<br />

2. Accendere la passione per l’apprendimento<br />

nei cuori degli studenti.<br />

“Se vuoi costruire una nave, non devi per prima cosa<br />

affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e<br />

a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non<br />

organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli<br />

uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato”.<br />

3. Rivoluzione copernicana: lo studente e i suoi<br />

interessi sono al centro.<br />

Si deve costruire un abito su misura per ciascuno, un<br />

piano di apprendimento in funzione dei suoi talenti<br />

e dei suoi interessi. Il programma didattico è solo<br />

un riferimento di massima. Uno studente può percorrere<br />

il programma in tempi diversi e non necessariamente<br />

tutto o solo quello. Identificare i talenti<br />

e accendere l’interesse. Assessment di ingresso e<br />

piano di studio personalizzato. Apprendimento auto-diretto.<br />

4. Fioritura dell’intera persona, educazione e non<br />

solo istruzione. Educare il corpo, la mente e il cuore<br />

insieme.<br />

«Tu, ottimo uomo, (…) non ti vergogni di occuparti<br />

delle ricchezze, per guadagnarne il<br />

più possibile, e della fama e dell’onore, e invece<br />

non ti occupi e non ti dai pensiero della<br />

saggezza, della verità, e della tua anima, perché<br />

diventi il più possibile buona?»<br />

— Apologia di Socrate<br />

1. Global Teacher Status Index, 2018


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

9<br />

“Se non cambiamo il modo di insegnare avremo<br />

dei seri guai in futuro”. Passare da una<br />

didattica “knowledge based” a una didattica<br />

che sviluppa ciò che è unico nell’uomo e irraggiungibile<br />

dalle macchine: valori, convinzioni,<br />

pensiero indipendente, cura degli altri”<br />

— Jack Ma, fondatore di Alibaba<br />

5. Il docente come catalizzatore dell’apprendimento<br />

e non detentore di conoscenze.<br />

«La scuola italiana deve cambiare, i professori<br />

devono diventare dei registi che vanno oltre la<br />

lezione frontale e portano il mondo in classe,<br />

sfruttando le nuove tecnologie», ha spiegato<br />

il grande divulgatore al Tempo delle Donne.<br />

«Solo così, imparando il mondo attraverso la<br />

testimonianza di professionisti e grandi personaggi,<br />

i nostri ragazzi potranno accompagnare<br />

il Paese in un futuro da protagonista»<br />

— Piero Angela<br />

Capovolgere la relazione scuola-mondo esterno<br />

“La scuola è il luogo ove favorire la sintesi<br />

personale delle varie sorgenti di conoscenza e<br />

non più sorgente essa stessa. Non più compiti<br />

a casa, la classe va capovolta: si raccolgono<br />

stimoli e nozioni da una pluralità di fonti e si<br />

metabolizza e apprende in classe”<br />

— Lorenzo Fioramonti<br />

6. Puntare in alto l’asticella: gli studenti devono<br />

scoprire che possono fare molto di più di quello che<br />

immaginano. In ogni campo. Ad esempio devono<br />

scoprire che in cinque mesi possono riuscire a sfidare<br />

una squadra di professionisti di Rugby partendo<br />

da zero e seguendo un intenso programma di allenamento.<br />

7. Valorizzare il peer learning: lo studente più<br />

grande fa da “mentore” a quello più giovane, (perché<br />

si impara meglio da chi ha da poco imparato e<br />

inoltre si ottiene il secondo risultato di comprendere<br />

meglio perché praticando l’insegnamento si rinforza<br />

anche il proprio apprendimento) con l’obiettivo di<br />

facilitare l’apprendimento per entrambi, attraverso<br />

il confronto ed il trasferimento tra pari. (Teach to<br />

learn). (La collaborazione è chiave per l’apprendimento).<br />

In tale modello la collaborazione diventa<br />

elemento chiave del processo di apprendimento e<br />

bypassa il concetto di competizione che, da solo,<br />

potrebbe essere di ostacolo al successo scolastico.<br />

Mettere gli studenti l’uno contro l’altro non facilita<br />

il successo scolastico. La competizione solo su una<br />

base solida di collaborazione.<br />

8. Open Schooling<br />

Imparare attraverso la vita: every moment is a learning<br />

moment. Non solo i genitori ma anche altri<br />

soggetti diventano “docenti”: allenatori sportivi,<br />

professionisti delle imprese, compagni di gioco sono<br />

tutti educatori.<br />

• Home schooling: i genitori sono i primi educatori.<br />

Gli studenti passano più tempo a casa che a scuola.<br />

I genitori sono parte della Comunità Educante<br />

e giocano un ruolo chiave per il successo scolastico.<br />

La scuola deve essere organizzata per coinvolgere<br />

i genitori.<br />

• Service Learning: la scuola al servizio del territorio.<br />

9. Ricomporre cultura umanistica e cultura tecnologia,<br />

Mens et Manus, teoria e pratica.<br />

Imparare è un’esperienza, tutto il resto è solo<br />

informazione<br />

– Einstein<br />

• Didattica per progetti. Ogni lezione è apprendimento<br />

tanto per lo studente quanto per il docente,<br />

come avveniva nelle botteghe rinascimentali.<br />

• Molti programmi di successo nella lotta all’abbandono<br />

scolastico si basano su attività artistiche e<br />

teatrali: perché non renderli parti integranti della<br />

scuola?<br />

10. Strumenti digitali<br />

“In quanto alla didattica credo che anche i docenti<br />

debbano stare al passo con le nuove tecnologie<br />

per far spazio ad una nuova tipologia<br />

d’istruzione: quella digitale. Proporrei quindi<br />

ad ogni professore un corso intensivo di digitalizzazione<br />

e comunicazione via piattaforme<br />

di videoconferenza. Sostituirei inoltre gli ormai<br />

datati e pesanti libri con tablet di ultima<br />

generazione che possano consentire una migliore<br />

mobilitazione a coloro che frequentano<br />

il luogo di studio”<br />

— Luigi Solimene, studente del V anno


10 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Costituzione<br />

del Gruppo di ricerca<br />

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA<br />

> Obiettivo<br />

Identificare i 56 partecipanti al pilota: 36 docenti + 20 aspiranti docenti (o “prospect”)<br />

36 Docenti<br />

Attività per identificare i docenti:<br />

• Ingaggio delle 20 scuole aderenti al Pilota, ognuna<br />

della quali identificherà 4 docenti da coinvolgere<br />

sul programma (uno junior e uno senior)<br />

• Definizione dei requisiti per identificazione dei<br />

docenti che prenderanno parte al progetto (4 docenti<br />

del 3° anno che hanno la cattedra di matematica<br />

e italiano, appartenenti a due classi diverse)<br />

• Organizzazione webinar con i Dirigenti Scolastici<br />

per creare commitment sul progetto<br />

• Definizione dei nominativi dei docenti<br />

20 aspiranti docenti<br />

• Laureando di materie tecniche/umanistiche<br />

• Neo-laureata (es. settore disciplinare pedagogia)<br />

o laureanda con possibile interesse nell’utilizzare<br />

il progetto <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> come contenuto<br />

per la propria tesi<br />

• Ricercatore<br />

Attività per identificare gli aspiranti docenti:<br />

• Identificare un pool di università (Owner Bocconi/<br />

MIP/ELIS)<br />

• Definizione dei requisiti per identificazione degli<br />

aspiranti docenti<br />

• Organizzazione webinar per creare commitment<br />

sul progetto<br />

• Definizione dei nominativi degli aspiranti docenti<br />

Dati dei partecipanti<br />

Docenti - 36 partecipanti<br />

età media Genere Anni di servizio<br />

43 anni 11 Uomini | 24 Donne Junior (1-6 anni di servizio) 15 | Senior (+7 anni di servizio) 21<br />

Distribuzione nazionale delle scuole coinvolte<br />

Istituto Città Regione N. Docenti<br />

ITS Acerbo Pescara Abbruzzo 4<br />

Liceo Cotugno L’Aquila Abbruzzo 2<br />

IIS Volta Napoli Campania 2<br />

Liceo Pascal Pompei Campania 2<br />

Liceo Malpighi Bologna Emilia Romagna 2<br />

IIS Marconi Latina Lazio 2<br />

IIS Pascal Roma Lazio 2<br />

IIS Rosselli Aprilia Lazio 2<br />

ITIS Cannizzaro Latina Lazio 2<br />

IIS Ciampino Boccardo Novi Ligure Piemonte 5<br />

ITTS Grassi Torino Piemonte 2<br />

ITIS Jannuzzi Andria Puglia 2<br />

Liceo Palmieri Lecce Puglia 2<br />

IIS Salerno Gangi Sicilia 2<br />

IIS Salvatorelli Moneta Marsciano Umbria 1<br />

Materie di insegnamento<br />

Italiano 33%<br />

Matematica 16%<br />

Laboratorio Informatica 13%<br />

Chimica 3%<br />

Storia e Filosofia 3%<br />

Storia dell’Arte 3%<br />

Lingue Straniere 13%<br />

Sostegno 7%<br />

Laboratorio Diritto 3%<br />

Laboratorio Chimica 3%<br />

Laboratorio Grafico 3%


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

11<br />

Prospect - 20 partecipanti<br />

età media Genere Titolo di studio<br />

23 anni 1 Uomo | 19 Donne 3 Laurea Triennale | 15 Laurea Magistrale | 2 Dottorato<br />

Distribuzione delle università<br />

Istituto<br />

N. Studenti<br />

Università Campus Bio-Medico di Roma 1<br />

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 1<br />

Università degli Studi di Genova 2<br />

Università degli Studi di Padova 1<br />

Università degli Studi di Palermo 2<br />

Università degli Studi di Pavia 4<br />

Università degli Studi di Perugia 1<br />

Università degli Studi di Torino 1<br />

Università degli Studi del Salento 1<br />

Università degli Studi di Siena 1<br />

Università degli Studi di Roma - Sapienza 2<br />

Università degli Studi di Roma 3 1<br />

Corsi di Laurea<br />

Comunicazione 4%<br />

Filosofia 23%<br />

Biologia 14%<br />

Lingue Straniere 18%<br />

Storia 9%<br />

Lettere 23%<br />

Scienze Politiche 9%<br />

Formulazione del piano<br />

di intervento<br />

timeline<br />

DIC 20 Gen 21 Feb 21 Mar 21 Apr 21 Mag 21 Giu 21 Lug 21 dic 21 Feb 22<br />

avvio<br />

A.<br />

Il profilo del docente<br />

“Change Maker”<br />

Le competenze chiave<br />

pilota<br />

B.<br />

<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

Progettazione<br />

Kick Off e Erogazione<br />

Closing<br />

C.<br />

Best Practice<br />

e Action Impact<br />

Definizione Indicatori<br />

Monitoraggio e Raccolta KPI di Progetto<br />

diffusione<br />

D.<br />

Scale Up<br />

Progettazione<br />

Lancio Programma<br />

E.<br />

Diffusione<br />

e Divulgazione<br />

Comunicazione Istituzionale e Promozione Progetto<br />

Gestione Community dei Docenti<br />

Pubblicazione e Divulgazione dei risultati


12 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Il profilo del docente<br />

Change Maker<br />

Gianluca Sabatini, Head of Marketing and Education<br />

Business Development in ELIS, durante il Focus Group<br />

rivolto a dieci docenti provenienti da diversi Istituti<br />

scolastici, ha illustrato il Programma “<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>”,<br />

incidere sulla nuova generazione dei docenti,<br />

evidenziandone:<br />

• Obiettivi e principi del progetto;<br />

• Le fasi del progetto e i contributi a supporto del<br />

progetto;<br />

• I partner del progetto.<br />

Luca Solesin, Program Manager Education presso<br />

Ashoka Italia ha sottolineato l’importanza dei docenti,<br />

change maker, presenti nel focus group, come<br />

ambasciatori del cambiamento e di una nuova leadership<br />

nel modello educativo.<br />

Marta Luca, Head of Human Capital, Diversity & Inclusion<br />

di SNAM, ha riassunto l’impegno dell’azienda<br />

sul tema della scuola, dato che dal 2018 si è fatta<br />

promotrice di iniziative significative in ambito alternanza<br />

scuola lavoro e formazione dei docenti.<br />

è stato, inoltre, condiviso, in un’ottica di corporate<br />

social responsibility, la volontà del management di<br />

considerare questo progetto come un prototipo che<br />

possa essere presentato a livello istituzionale come<br />

opportunità di miglioramento complessivo della<br />

scuola in Italia.<br />

A conclusione dell’apertura si è svolto un giro di<br />

tavolo di presentazione dei docenti invitati prima<br />

di procedere al lancio dell’obiettivo previsto per il<br />

gruppo di lavoro. L’obiettivo previsto per il gruppo<br />

di lavoro, anticipato da un pre-reading sul concetto<br />

di competenza, era quello di riflettere e integrare il<br />

modello di competenze per il docente del <strong>Teaching</strong><br />

Program.<br />

Gli specialisti di ELIS hanno predisposto un modello<br />

di cinque capacità organizzative come base di riflessione<br />

e lavoro partecipativo. Il modello proposto si<br />

basa su 5 competenze trasversali:<br />

> Comunicazione efficace<br />

> Propensione al cambiamento<br />

> Gestione del Gruppo & Collaborazione<br />

> Ascolto attivo<br />

> Intelligenza Sociale<br />

I docenti sono stati suddivisi in due sottogruppi che,<br />

facilitati dai medesimi specialisti, hanno lavorato per<br />

quarantacinque minuti con i seguenti obiettivi:<br />

• Conferma delle capacità proposte<br />

• Indicazione di possibili indicatori comportamentali<br />

“efficaci” di ogni capacità<br />

• Integrazione del modello proposto con ulteriori<br />

capacità da parte dei docenti<br />

I due sottogruppi hanno:<br />

• Confermato le cinque capacità organizzative presentate<br />

• Identificato gli indicatori comportamentali specifici<br />

per ciascuna competenza<br />

• Segnalato le seguenti capacità comportamentali<br />

da integrare: resilienza, sviluppo del potenziale (in<br />

termini di orientamento e/o apprendimento)<br />

Indicatori comportamentali<br />

elaborati dal Gruppo A<br />

1. Comunicazione efficace:<br />

• Capacità di andare a lavorare sulla specificità dell’allievo<br />

(avvicinarsi alle categorie culturali, sociali).<br />

• Utilizzare un para-verbale in linea con il verbale<br />

(empatia e relazionalità - tono della voce, gestualità).<br />

• Avvicinarsi attraverso il comportamento al vissuto<br />

generazionale dei ragazzi (es. abbigliamento non<br />

eccessivamente formale).<br />

• Tempi adeguati e dialogo socratico (vicinanza non<br />

proposizione).<br />

• Non avere pregiudizi nei confronti del loro mandato<br />

(non trasmettere contrarietà rispetto ad un<br />

punto di vista diverso, es. Tik Tok).<br />

• Entusiasmo (avere un Dio dentro, sto raccontando<br />

la cosa più affascinante del momento).<br />

• Contemporaneità con l’autore (non stai ripetendo<br />

ma sei contemporaneo al cuore dell’autore).<br />

2. Propensione al cambiamento:<br />

• Tornare allievi (se sono attratto, attraggo) non<br />

smettere mai di studiare.<br />

• Flessibilità (cogliere non solo i cambiamenti dei<br />

ragazzi ma anche la propensione al cambiamento<br />

simultaneo durante la giornata).<br />

• Saper cogliere gli aspetti positivi sapersi confron-


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

13<br />

tare e accettare (raccogliere feedback dai colleghi<br />

o acquisire conoscenze dall’altro, l’esperienza non<br />

ti porta sempre a stare nel giusto).<br />

• Attenzione ai singoli alunni per inviare i giusti stimoli.<br />

• Rendere partecipi gli alunni in un processo di<br />

co-creazione del cambiamento (trasmettere le<br />

proprie passioni ai ragazzi per stimolare l’apprendimento).<br />

• Occasione di arricchimento personale prima di<br />

portare i contenuti in aula (non restare ancorati ai<br />

programmi ma sperimentare).<br />

• “Frequentare luoghi di cambiamento” progetti-associazioni-docenti<br />

con energia, uscirà all’individualismo.<br />

3. Gestione del gruppo e Collaborazione:<br />

• Apprendimento cooperativo (mettere i ragazzi<br />

nella condizione di sperimentare delle abilità).<br />

• Lavorare insieme verso il raggiungimento di un<br />

obiettivo comune.<br />

• “Amare la verità più della propria immagine” - superare<br />

i pregiudizi gli schemi per crescere.<br />

• Trasferimento di un messaggio univoco (non esprimere<br />

immagini e visioni diverse - fare gruppo).<br />

• Gruppo docenti come esempio per il gruppo aula.<br />

• L’insegnante come facilitatore del gruppo che favorisce<br />

la collaborazione di tutti.<br />

4. Ascolto attivo:<br />

• Sviluppare una buona capacità di osservazione<br />

per andare oltre l’immediato.<br />

• La curiosità ti porta a non fermarti dinanzi l’apparenza.<br />

• Fare un’analisi delle premesse rispetto a quello<br />

che l’interlocutore esprime.<br />

• Guardare la persona negli occhi, agire il contatto.<br />

• Contenere l’emotività della persona che ci sta<br />

parlando.<br />

5. Intelligenza Sociale:<br />

• Modelling – se valorizzo una persona faccio da<br />

specchio altro.<br />

• Ritagliarsi del tempo da dedicare al singolo alunno/collega.<br />

• Mettere in gioco le relazioni, non aver paura di<br />

crearle (lavoro gg).<br />

Indicatori comportamentali<br />

elaborati dal Gruppo B<br />

1. Comunicazione efficace:<br />

• Creazione di un contatto para-verbale precedente<br />

alla comunicazione.<br />

• Utilizzo modulare del timbro e tono vocale per decodificare<br />

e per potenziare i significati espressi.<br />

• Padronanza di più livelli di comunicazione per una<br />

comprensione efficace del messaggio.<br />

• Storytelling per spiegare e mantenere l’attenzione<br />

in modo continuativo e coinvolgente.<br />

• Consapevolezza del tempo e del suo valore/efficacia<br />

nell’insegnamento.<br />

2. Propensione al cambiamento:<br />

• Attitudine a sperimentare qualcosa di nuovo e/o<br />

rischiare e disponibilità a integrare il proprio bagaglio<br />

di sapere e competenze.<br />

• Richiesta feedback.<br />

• Attenzione all’aggiornamento continuo sia sulla<br />

propria disciplina, sia sulle modalità di apprendimento<br />

ed erogazione.<br />

• Costruzione e mantenimento di reti (ad esempio<br />

tematiche, geografiche).<br />

• Ampiezza di interessi ed esperienze, curiosità a<br />

360° gradi sul mondo.<br />

• Ottimizzazione del tempo e delle risorse e conseguenti<br />

scelte delle cose da fare e portare in classe.<br />

• Invito a professionisti esterni per argomenti/competenze<br />

su cui hanno un presidio.<br />

3. Gestione del gruppo e Collaborazione:<br />

• Comunicazione e condivisione del sapere e delle<br />

esperienze.<br />

• Attivazione di momenti aperti di dialogo.<br />

• Partecipazione attiva alle discussioni e alle decisioni<br />

dei consigli di classe.


14 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

4. Ascolto attivo:<br />

• Attenzione e partecipazione all’altro.<br />

• Apertura empatica verso l’interlocutore.<br />

• Disponibilità a cambiare la propria opinione rispetto<br />

a quanto detto dal proprio interlocutore.<br />

• Supporto all’interlocutore per riformulare i contenuti/concetti<br />

per avere un terreno di confronto<br />

comune e avere maggiore chiarezza sui contenuti/<br />

concetti medesimi.<br />

5. Intelligenza Sociale:<br />

• Supporto a far comprendere ai genitori che quello<br />

che i ragazzi stanno vivendo non è straordinario<br />

ma che sono atteggiamento comuni dell’età.<br />

• Saper riconoscere i bisogni e suggerirle il livello<br />

più competente d’intervento, anche esterno.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

15<br />

2.<br />

Azione<br />

(Do)<br />

Formazione degli operatori<br />

(docenti) sul campo<br />

Le competenze sopra citate sono state tradotte<br />

all’interno del percorso formativo, che si struttura in<br />

due fasi, che prevedono moduli didattici. La fase I<br />

permette ai partecipanti di focalizzare alcune specifiche<br />

aree e per ciascuna apprendere:<br />

• l’utilizzo di uno strumento pratico<br />

• sperimentarlo nel proprio contesto scolastico<br />

• creare un momento di condivisione e riflessione<br />

sull’efficacia dello strumento<br />

Con la fase I, i partecipanti apprendono dunque<br />

conoscenze, metodologie didattiche relative alle<br />

competenze di riferimento, acquisendo strumenti<br />

innovativi sperimentati all’interno del proprio team<br />

di lavoro, per poi condividerne quanto appreso con i<br />

colleghi del percorso.<br />

Questa fase prevede inoltre l’erogazione di cinque<br />

moduli; durante le sessioni formative si lavora sul<br />

ruolo del docente e l’execution del ruolo. Il primo<br />

modulo ha come focus la figura del “change maker<br />

teacher”, il secondo modulo si concentra sulla progettazione<br />

didattica; il terzo modulo sulle metodologie<br />

innovative, il quarto modulo sull’organizzazione<br />

scolastica ed il quinto modulo, quello di laboratorio,<br />

in cui riprogettare la programmazione dell’anno accademico<br />

da settembre 2021.<br />

Il percorso formativo prevede inoltre la divisione<br />

in team di lavoro, composti da due docenti appartenenti<br />

allo stesso Istituto Scolastico ed un giovane<br />

aspirante docente (o prospect). Nello specifico<br />

i gruppi sono 18, e l’obiettivo di tale “condivisione”<br />

risiede nel contributo di valore che docenti con più<br />

esperienza e giovani aspiranti docenti, possano apportare<br />

all’interno di uno stesso team. Allo stesso<br />

modo questa sinergia permette di implementare<br />

competenze quali la gestione del gruppo e la collaborazione.<br />

Continuando con la struttura del percorso formativo,<br />

sono stati inseriti quattro eventi di Community<br />

Event, con l’obiettivo di favorire la diffusione e la<br />

condivisione di esempi ispirazionali con testimonianze<br />

di docenti accademici. Nello specifico: Community<br />

Event inerenti il mondo dell’Arte, Tech & Innovation,<br />

Digital Platform e Synergy System.<br />

La fase II del percorso, invece, si pone l’obiettivo di<br />

mettere in pratica nel proprio contesto scolastico e<br />

con i propri studenti, gli strumenti e le metodologie<br />

didattiche apprese nella prima fase di progetto. Si<br />

prefigge inoltre lo scopo di monitorare l’action impact<br />

della ricerca-azione e di consolidare la pratica<br />

della condivisione di pratiche tra docenti, prevedendo<br />

incontri di peer mentoring con le diverse scuole.


16 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Formazione <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

Fase 1 del progetto<br />

Timeline<br />

Tools e Ouput<br />

Kick off<br />

Modulo 1 (6h)<br />

Competenze Change Maker<br />

18 sottogruppi<br />

(1 docente + 1 prospect)<br />

5 skills<br />

Change Maker Teacher<br />

Community Event<br />

Arte (1,5h)<br />

Modulo 2 (10h)<br />

Progettazione didattica<br />

Progettazione, Pianificazione<br />

e Valutazione della didattica<br />

Community Event<br />

Tech & Innovation (1,5h)<br />

Modulo 3 (8h)<br />

Metodologie innovative<br />

Digital Learning Tools<br />

Erogate 20,5 h di formazione<br />

(5 in plenaria, 15,5 per ciascun gruppo)<br />

AULA 1: 20 docenti + 10 prospect (n 30)<br />

AULA 2: 16 docenti + 10 prospect (n 26)<br />

Community Event<br />

Digital Platform (1,5h)<br />

Modulo 4 (5h)<br />

organizzazione scolastica<br />

Community Event<br />

Sinergy Sistem (1,5h)<br />

Modulo 5 (11h)<br />

LABs<br />

TBD<br />

Closing (2h)<br />

Be Change Agent<br />

Progettare e Pianificare<br />

il Programma didattico a.a. 2021/2022<br />

Ricerca-azione<br />

Ciascun modulo permetterà<br />

ai partecipanti di<br />

• Apprendere l’utilizzo di<br />

uno strumento rispetto<br />

alla tematica specifica<br />

• Sperimentarlo nel proprio<br />

contesto scolastico<br />

(Action Learning sul<br />

Campo)<br />

• Creare un momento di<br />

condivisione e riflessione<br />

sull’efficacia dello strumento<br />

per la rivelazione<br />

dei contenuti specifici<br />

(ACT)


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

17<br />

Formazione <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

Fase 2 del progetto<br />

Obiettivo 1<br />

Progettare due “momenti di apprendimento”<br />

da realizzare all’interno del Programma didattico<br />

a.a. 2021/2022, mettendo in atto quanto appreso<br />

durante il percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

Obiettivo 2<br />

Definire e organizzare un incontro con il Consiglio<br />

di Classe e/o Dirigente scolastico e/o colleghi per<br />

raccontare i due “momenti di apprendimento” progettati<br />

e un incontro di follow up per restituire quanto emerso<br />

Costruzione<br />

degli strumenti<br />

Applicazione<br />

piano di intervento<br />

Le sessioni del percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> sono<br />

strutturate seguendo un modello di riferimento,<br />

composto da tre livelli concettuali:<br />

• 1° livello. Scenario (prospettiva macro, possibilità<br />

di utilizzare tematiche rilevate dal focus group,<br />

possibilità di approfondire le tematiche utilizzando<br />

casi studio).<br />

Obiettivo<br />

creare momenti di confronto/discussione<br />

• 2° livello. Ruolo (che deve esercitare il docente<br />

all’interno dello scenario in termini di competenze,<br />

azioni, etc).<br />

Obiettivo<br />

lavorare sulla consapevolezza del ruolo<br />

• 3° livello. Execution del Ruolo (come agisci in<br />

termini di applicazione di metodologie, tools, utilizzo<br />

dei supporti tecnologici,etc).<br />

Obiettivo<br />

lavorare su come agire in maniera efficace il ruolo<br />

La costruzione degli strumenti avviene tramite l’identificazione<br />

rispetto ai vari moduli formativi, di<br />

strumenti che permettono di lavorare meglio su<br />

quella competenza specifica.<br />

Le date di erogazione del percorso sono strutturate<br />

nel seguente modo:<br />

› 25 Feb 2021 - Modulo 1 (6h)<br />

Competenze del Change Maker Teacher<br />

› Feb/Marzo 2021 Modulo 2 (10h)<br />

Progettazione didattica<br />

› Marzo/Aprile 2021 - Modulo 3 (8h)<br />

Metodologie Innovative/Digital Tools<br />

› Aprile 2021 - Modulo 4 (5h)<br />

Organizzazione Scolastica<br />

› Aprile/Maggio 2021 - Modulo 5 (11h)<br />

Laboratorio<br />

› Giugno/Luglio - Closing e follow up<br />

› Set 2021 Modulo 6 (2h)<br />

Follow up<br />

› Nov 2021 - Incontro 1 (1,5h)<br />

Peer mentoring tra scuole<br />

› Febbraio 2022 - Incontro 2 (1,5h)<br />

Peer mentoring tra scuole


18 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Calendario<br />

Modulo 1. Le competenze del Change Maker Teacher<br />

Data Orario Sessione Contenuti Tool Faculty<br />

26 Febbraio 15:00 - 18:00 1. Le competenze Modello delle competenze<br />

del Change Maker Teacher<br />

Piattaforma<br />

Lifeed<br />

ELIS/Lifeed<br />

12-13 Maggio 16:00 - 18:00 Follow up<br />

Le competenze<br />

Come calare nel contesto scolastico i comportamenti<br />

appresi tramite il lavoro individuale sulla piattaforma<br />

Lifeed<br />

ELIS/Lifeed<br />

Le competenze trasversali sono funzionali nell’esercizio delle competenze tecniche e verranno richiamate nei diversi moduli tecnici,<br />

nello specifico:<br />

> Comunicazione efficace e ascolto attivo - Progettazione didattica<br />

> Capacità relazionale e Propensione al cambiamento - Metodologie Innovative<br />

Modulo 2. Progettazione didattica<br />

Data Orario Sessione Contenuti Tool Faculty<br />

27 Febbraio 09:30 - 12:30<br />

14:00 - 17:00<br />

1. Progettazione Didattica per competenze. Progettazione<br />

didattica inclusiva con utilizzo della<br />

piattaforma<br />

Curriculum<br />

Mapping<br />

Impara<br />

Digitale<br />

2-3 Marzo 15:00 - 16:00 2. Progettazione Teorie e modalità di apprendimento Questionario<br />

di Kolb<br />

9 Marzo 15:00 - 16:00 Community Event Sport, Musica, Pittura e Arte come luogo<br />

di apprendimento delle soft skills<br />

Bocconi<br />

Ashoka<br />

11-12 Marzo 15:00 - 18:00 3. Progettazione Didattica per competenza. Valutazione e<br />

Monitoraggio, Creazione delle rubriche<br />

valutative con l’utilizzo della piattaforma<br />

Curriculum<br />

Mapping<br />

Impara<br />

Digitale<br />

16-17 Marzo 15:00 - 17:30 4. Progettazione Come sviluppare il “changemaker”<br />

negli studenti, lavorando sul loro<br />

empowerment<br />

Challenge<br />

Based<br />

MIP<br />

16-17 Marzo 17:40 - 18:30 Tool per la mappatura<br />

delle skills<br />

degli studenti<br />

Thumbs Up<br />

Map<br />

Thumbs Up<br />

Ricerca-Azione: Monitoraggio Impatto


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

19<br />

Modulo 3. Metodologie Innovative / Digital Tools Training & Tools Lab<br />

Data Orario Sessione Contenuti Tool Faculty<br />

22 Marzo 15:00 - 16:00 Community Event Gestione dell’innovazione e delle<br />

tecnologie nella didattica<br />

24-25 Marzo 15:00 - 18:00 1. Metodologie/<br />

Digital Tools<br />

26 Marzo<br />

30 Marzo<br />

15:00 - 17:00<br />

12:30 - 14:30<br />

Follow up. Progettazione<br />

e Questionario<br />

ciclo di Kolb<br />

Panoramica sulle metodologie<br />

didattiche e l’utilizzo degli strumenti<br />

per la creazione di prodotti finali<br />

come quelli riportati negli strumenti<br />

mappe, ebook,<br />

applicativi mirati<br />

allo sviluppo<br />

delle dinamiche<br />

di gioco (gamification)<br />

Ashoka,<br />

MIP<br />

Impara<br />

Digitale<br />

Bocconi<br />

31 Mar - 1 Apr 15:00 - 17:30 2. Metodologie/<br />

Digital Tools<br />

StoryTelling Digitale/Realizzazione<br />

di storie multimediali<br />

immagini, audio,<br />

testi<br />

MIP<br />

5 Aprile 15:00 - 16:00 Community Event Piattaforma Digitale Redooc<br />

7-8 Aprile 15:00 - 17:30 3. Metodologie/<br />

Digital Tools<br />

Instructional design Video MIP<br />

Ricerca-Azione: Monitoraggio Impatto<br />

Modulo 4. Organizzazione scolastica<br />

Data Orario Sessione Contenuti Tool Faculty<br />

12 Aprile 15:00 - 16:00 Community Event Come creare sinergie con il mondo delle<br />

aziende, del territorio e delle famiglie<br />

14-15 Aprile 15:00 - 18:00 1. L’organizzazione<br />

scolastica<br />

21-22 Aprile 15:00 - 17:00 2. L’organizzazione<br />

scolastica<br />

Service Learning: la scuola al servizio del<br />

territorio<br />

Come essere agenti di cambiamento nel<br />

proprio contesto scolastico (nel rapporto<br />

con i genitori, nel favorire la creazione<br />

di azioni che avvicinano gli studenti al<br />

mondo del lavoro/imprese<br />

Ashoka,<br />

Istituto<br />

Malpighi<br />

Ashoka,<br />

Istituto<br />

Malpighi<br />

Ashoka,<br />

Istituto<br />

Malpighi<br />

Ricerca-Azione: Monitoraggio Impatto


20 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Modulo 5. Laboratorio<br />

Data Orario Sessione Contenuti Tool Faculty<br />

28-29 Aprile 15:00 - 18:00 Follow up<br />

Progettazione<br />

Ideazione prodotto finale<br />

Valutazione impatto<br />

degli strumenti<br />

Impara<br />

Digitale<br />

5-6 Maggio 15:00 - 16:00 Follow up<br />

Sviluppare il change<br />

maker negli studenti<br />

Challenge Based<br />

Valutazione impatto<br />

degli strumenti<br />

MIP<br />

5-6 Maggio 16:00 - 17:00 Follow up<br />

Digital Storytelling<br />

Digital Storytelling<br />

Valutazione impatto<br />

degli strumenti<br />

MIP<br />

12-13 Maggio 15:00 - 16:00 Follow up<br />

Definire i contenuti<br />

Instructional Design<br />

Valutazione impatto<br />

degli strumenti<br />

MIP<br />

12-13 Maggio 16:00 - 18:00 Follow up<br />

Le competenze<br />

Le competenze<br />

del Change Maker Teacher<br />

Valutazione<br />

competenze apprese<br />

ELIS<br />

26-27 Maggio 15:00 - 18:00 Follow up Chiusura prodotto finale Progettazione e pianificazione<br />

Programma didattico<br />

21/22<br />

Impara<br />

Digitale<br />

Ricerca-Azione: Monitoraggio Impatto


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

21<br />

3.<br />

Fase I<br />

Monitoraggio<br />

(Check)<br />

Rilevazione dei dati<br />

di monitoraggio<br />

Modulo 1. Le competenze<br />

del Change Maker Teacher<br />

> Competenze su cui impatta il modulo<br />

Competenze trasversali: comunicazione efficace,<br />

ascolto attivo, capacità relazionali, gestione del cambiamento.<br />

> Obiettivo<br />

Le competenze comportamentali sono funzionali<br />

all’esercizio delle competenze tecniche. L’obiettivo è<br />

di fare lavorare i partecipanti sulle competenze traversali<br />

attraverso dinamiche esperenziali da esercitare<br />

nel quotidiano professionale.<br />

Sessione con il team ELIS<br />

> Docenti<br />

Federica Maltese, Senior HR - Training & Development<br />

Specialist in ELIS<br />

Stefania Palmaccio, Senior Executive Consultant in Learning<br />

& Development in ELIS<br />

Massimiliano Riccardi - Human & Organisational Development<br />

Senior Consultant in ELIS<br />

“Il modello delle competenze del Change Maker<br />

Teacher”<br />

> Contenuti<br />

Nella progettazione del percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>,<br />

un focus particolare va al modello delle competenze<br />

elaborato dal team ELIS e che funge da “filo<br />

conduttore” all’interno del programma. Un modello<br />

che è stato utilizzato come linea guida per la progettazione<br />

degli eventi del corso.<br />

Il modello è stato elaborato nel seguente modo:<br />

• Prima fase di Ascolto (15 Gennaio 2021): organizzazione<br />

di un evento con rappresentanti del<br />

mondo del lavoro, i docenti e gli enti promotori<br />

del programma per una riflessione sul presente e<br />

futuro del ruolo del docente. Da qui sono emerse<br />

5 competenze con 10 indicatori comportamentali<br />

Target: 10 docenti change maker teacher Ashoka<br />

e Liceo Malpighi (BO)<br />

• Seconda fase di Condivisione (13-18 Febbraio<br />

2021): costruzione ed erogazione di una survey<br />

snella e digitale sul ruolo del docente e le sue<br />

competenze sulla base degli outputs del focus<br />

group<br />

Target: 100 docenti del Sistema Scuola Impresa<br />

di ELIS<br />

• Terza fase di Validazione: raccolta ed elaborazione<br />

delle risposte date e confronto con le conclusioni<br />

del focus group per sviluppare il modello<br />

delle competenze e i relativi indicatori comportamentali<br />

• Quarta fase di Risultato: elaborazione delle 5<br />

competenze intese come capacità intrinseche della<br />

persona, collegate al ruolo del docente. Nello<br />

specifico:<br />

1. Ascolto attivo<br />

2. Capacità relazionale<br />

3. Comunicazione efficace<br />

4. Flessibilità al cambiamento<br />

5. Gestione del gruppo e Collaborazione<br />

Durante la sessione, il team ELIS composto da Massimiliano<br />

Riccardi, Federica Maltese, Stefania Palmaccio,<br />

riportano la teoria sulla comunicazione e il marketing,<br />

denominata Golden Circle, di Simon Sinek 2 .<br />

2. Simon Sinek, Start With Why: How Great Leaders Inspire Everyone to Take Action, 2009


22 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

L’autore, esperto di marketing, ha studiato ed analizzato<br />

la comunicazione di nume-rose aziende ed organizzazioni,<br />

arrivando a comprendere che le aziende<br />

di successo comunicano in uno specifico modo,<br />

partendo dal Perché e terminando con il Cosa.<br />

Lo schema del Golden Circle è strutturato come un<br />

cerchio concentrico al cui interno troviamo i tre livelli<br />

di comunicazione. Lo strato più esterno è composto<br />

dal What (il cosa fai). Il cerchio nel mezzo è<br />

composto dal How (il come lo fai), terminando con il<br />

Why (il perché lo fai). Sinek per spiegare la sua teoria<br />

fa riferimento alla biologia umana, riportando che,<br />

nell’utilizzo del Golden Circle, facilitiamo il cervello<br />

nel suo apprendimento aiutandolo a recepire con<br />

più facilità i concetti esposti.<br />

Immagine 1. Golden Circle, Simon Sinek<br />

Partendo dunque da tale struttura, il team ELIS offre<br />

una nuova lettura, prendendo in considerazione la<br />

figura del docente. Nel trasferire conoscenze, preparazione,<br />

motivazione ed entusiasmo nel lavoro,<br />

occorre “tenere insieme” in modo coerente i tre elementi<br />

esposti nel Golden Circle:<br />

• WHY: qual è il senso del proprio lavoro<br />

• HOW: il modo in cui lavori per essere coerente<br />

con il senso<br />

• WHAT: quali sono le attività che svolgi<br />

Il primo passo e ciò che può fare la differenza è conoscere<br />

il Why, capire se il Why personale è coerente<br />

con il Why dell’Istituzione scolastica. La chiara definizione<br />

del proprio Perché orienta le decisioni personali<br />

e professionali. Prendendo in considerazione<br />

due organizzazioni internazionali (Dell e Apple),<br />

il team ELIS riporta due differenti approcci e due<br />

esempi della funzionalità del sistema Perché-Come-Cosa.<br />

Se da un lato l’azienda Dell ha sempre seguito<br />

un approccio classico, puntando più sul Come<br />

e Cosa; dall’altro lato Apple ha sovvertito lo stile<br />

comunicativo a cui tutti erano abituati e puntando<br />

sul Perché (“crediamo nelle sfide e seguiamo strade alternative”)<br />

ha avuto successo ispirando e attraendo<br />

sempre nuovi talenti.<br />

Comunicare significa prima di tutto persuadere, creare<br />

un impatto emotivo, avvicinarsi all’altro e fare in<br />

modo che ascolti la nostra storia. Per questo motivo<br />

è necessario partire dal Perché ed ottenere un impatto<br />

maggiore sul nostro interlocutore. Ma occorre<br />

anche essere coerente con il senso e con il Perché<br />

del nostro lavoro: il secondo passo è rappresentato<br />

dal How. Quest’ultimo rappresenta le competenze<br />

di ognuno, definite come:<br />

• un insieme di comportamenti e contenuti tecnici<br />

che concorrono all’azione efficace del ruolo professionale;<br />

• correlate alla capacità di fare e al proprio bagaglio<br />

di know how.<br />

Nello specifico le competenze tecnico-specialistiche<br />

sono relative a saperi e tecniche professionali, connesse<br />

a contenuti e processi specifici; le competenze<br />

comportamentali sono trasferibili e modificabili.<br />

Come precedentemente esposto, il percorso <strong>Teaching</strong><br />

<strong>Revolution</strong> ha come “guida” il modello sopra analizzato,<br />

che prevede 5 competenze chiave collegate al<br />

ruolo del docente che avrà modo di implementare<br />

all’interno del programma, grazie alla piattaforma<br />

LIFEED 3 . Durante la sessione il team ELIS ha esplorato<br />

ognuna delle 5 competenze, offrendo all’aula una<br />

descrizione precisa e dettagliata di esse, supportandola<br />

con specifici indicatori comportamentali:<br />

1. Comunicazione efficace: riuscire ad esprimersi<br />

in modo chiaro, riportando argo-menti anche complessi<br />

con semplicità utilizzando un linguaggio, gestualità<br />

e comportamenti non verbali in maniera<br />

efficace.<br />

3. https://lifeed.io/it


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

23<br />

• Adatta il linguaggio in funzione dell’interlocutore<br />

prestando attenzione all’individualità e specificità<br />

degli allievi, colleghi e genitori<br />

• Presenta gli argomenti in maniera efficace catturando<br />

l’attenzione degli allievi con aneddoti ed<br />

esperienze personali<br />

• Verifica la comprensione dei contenuti da parte<br />

degli alunni e se necessario rimodulare il messaggio<br />

con modalità di comunicazione differenti<br />

• Utilizza metodologie e strumenti diversi per interagire<br />

con la classe<br />

• Utilizza una comunicazione fluida e chiara avvalendosi<br />

di un linguaggio verbale e non verbale<br />

adeguato che confermi o potenzi quanto trasmesso,<br />

funzionale anche per trasmettere entusiasmo<br />

e passione per la materia erogata<br />

2. Flessibilità al cambiamento: migliorare in maniera<br />

continuativa le conoscenze nel tempo stimolando<br />

l’apprendimento degli alunni.<br />

• Mostra continua curiosità verso il contesto esterno<br />

riuscendo a riconoscere le opportunità e a trasformarle<br />

in percorsi didattici più efficaci<br />

• Mostra apertura verso un continuo apprendimento<br />

e aggiornamento con l’obiettivo di migliorare in<br />

maniera continuativa le conoscenze disciplinari e<br />

metodologiche nel tempo<br />

• Mostra apertura alla sperimentazione di nuove<br />

metodologie, approcci e strumenti utili ad integrare<br />

il proprio bagaglio di sapere e competenze<br />

• Mostra apertura verso i feedback del gruppo classe<br />

e dei colleghi per rimodulare il proprio approccio<br />

al trasferimento del sapere<br />

• Costruisce e mantiene reti relazionali utili a garantire<br />

il continuo apprendi-mento e aggiornamento<br />

e ad uscire da una posizione autoreferenziale<br />

3. Gestione del gruppo e collaborazione: coordinare<br />

il gruppo classe creando condizioni che favoriscano<br />

l’apprendimento di ciascun alunno. Mostrarsi<br />

collaborativo con alunni e colleghi nel raggiungimento<br />

degli obiettivi comuni<br />

• Crea la coesione dell’aula attraverso modalità di<br />

lavoro che favoriscano l’interazione tra i singoli.<br />

• Condivide obiettivi e metodologie con gli alunni<br />

e colleghi favorendo sinergia con loro e tra loro,<br />

trasformando l’interazione in integrazione e cooperazione<br />

• Coinvolge attivamente l’aula sollecitando l’interazione,<br />

facilitando la condivisione di opinioni, idee<br />

e contributi, attivando momenti aperti al dialogo<br />

• Ascolta e valorizza le opinioni e motivazioni degli<br />

alunni trasformandoli anche in opportunità formative<br />

per sé stesso<br />

• Rimodula l’azione formativa della giornata in risposta<br />

a bisogni e necessità contingenti<br />

4. Ascolto attivo: ascoltare attivamente gli interlocutori<br />

(colleghi, alunni, genitori)<br />

• Da valore al punto di vista altrui, facendo sentire<br />

l’altra persona compresa e accolta nella relazione.<br />

• Incoraggia e valorizza i contributi degli allievi per<br />

farli sentire essi stessi parte attiva della docenza<br />

• Pone costante attenzione ai contributi verbali e ai<br />

segnali non verbali degli interlocutori<br />

• Verifica di aver compreso quanto l’altro sta dicendo,<br />

sia a livello di contenuti che delle emozioni,<br />

servendosi di domande per verificare la comprensione<br />

e aiutare l’altro nell’esposizione<br />

• È in grado di rimodulare efficacemente il trasferimento<br />

del sapere in termini di contenuto e/o<br />

strumenti sulla base dei bisogni e stili di apprendimento<br />

percepiti<br />

5. Capacità relazionale: relazionarsi con gli alunni,<br />

famiglie e docenti in modo incisivo e positivo adottando<br />

un comportamento di impegno e disponibilità<br />

verso di loro.<br />

• Mette a proprio agio le persone con cui si relaziona<br />

adottando modalità diverse per entrare facilmente<br />

in relazione con loro<br />

• Riesce a confrontarsi efficacemente con i diversi interlocutori<br />

(alunni, genitori, docenti) curando allo<br />

stesso tempo la relazioni e gli stili di interazione<br />

• Si relaziona in modo incisivo e positivo adottando<br />

un comportamento di impegno e disponibilità<br />

verso gli interlocutori<br />

• Sa riconoscere i bisogni e suggerire possibilità di<br />

intervento professionali, anche esterni, in caso di<br />

necessità o problematiche<br />

• Riesce a muoversi agilmente in contesti formali ed<br />

informali


24 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Strumento e applicazione dello strumento:<br />

LIFEED<br />

I partecipanti hanno avuto modo di<br />

allenare alcune delle competenze<br />

sopra citate, grazie alla piattaforma<br />

LIFEED, che basandosi sul principio del<br />

Life Based Learning, stimola la riflessione attraverso<br />

domande aperte per collegare ciò che si apprende<br />

nella propria esperienza personale con la dimensione<br />

lavorativa (e viceversa). Durante il kick-off svoltosi il<br />

25 Febbraio 2021, Riccarda Zezza, founder di LIFEED<br />

ha affermato la profonda mission della piattaforma:<br />

“Immaginare un modo di apprendere basato sulla vita<br />

[…]”, riportando l’esperienza della maternità, vissuta<br />

sulla sua pelle: “La maternità non è un problema ma<br />

un master in competenze soft da utilizzare nel lavoro”.<br />

All’interno della piattaforma LIFEED sono presenti<br />

moduli dedicati a specifiche competenze organizzati<br />

in contenuti per fare il punto sulla competenza,<br />

domande per collegarla alla propria esperienza di<br />

vita, spazi di riflessione per attivare la consapevolezza<br />

delle proprie risorse. Le Missioni “Real Life” sono<br />

utili per confrontare con la propria realtà quotidiana<br />

i comportamenti, le riflessioni, e la consapevolezza<br />

emerse durante il percorso formativo, secondo la<br />

metodologia del Life Based Learning (Immagine 2).<br />

Inoltre attraverso lo strumento di autoconsapevolezza<br />

Multi-Me® le persone possono esprimere ed<br />

esplorare le proprie dimensioni identitarie, identificandone<br />

i tratti caratteriali e acquisendo consapevolezza<br />

di come queste dimensioni si arricchiscano<br />

a vicenda e cambino nel tempo.<br />

Immagine 2. Uno sguardo all’interno della piattaforma LIFEED


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

25<br />

Competenze sviluppate dai partecipanti all’interno della piattaforma<br />

Sviluppo delle Competenze<br />

Competenze mappate<br />

Propensione<br />

al cambiamento<br />

Comunicazione<br />

Efficace<br />

Ascolto<br />

Attivo<br />

Capacità<br />

relazionali<br />

Sviluppo delle competenze<br />

• Il 44% dei partecipanti si sente<br />

padrone di tutte le competenze<br />

(con almeno una valutazione di 8/10<br />

in tutte le 4 competenze)<br />

In generale sui partecipanti mappati:<br />

• Ascolto Attivo<br />

competenza maggiormente sviluppata<br />

• Comunicazione Efficace<br />

competenza maggiormente da sviluppare<br />

• Media di valutazione (per tutti<br />

i partecipanti sulle 4 competenze)<br />

7,8/10, un dato molto positivo<br />

• L’utente con la media di valutazione<br />

più alta ha una valutazione media<br />

sulle 4 competenze di 9,38/10<br />

mentre quello con una valutazione<br />

più bassa ha una media di 5,64/10<br />

Sviluppo delle competenze - Valutazione Media degli utenti sulle competenze mappate<br />

Propensione<br />

al Cambiamento<br />

7,7<br />

Comunicazione<br />

Efficace<br />

7,66<br />

Ascolto<br />

Attivo<br />

8,3<br />

Capacità<br />

relazionali<br />

7,9<br />

7,3 7,4 7,5 7,6 7,7 7,8 7,9 8,0 8,1 8,2 8,3<br />

Nelle sessioni di Follow Up, il team ELIS ha raccolto<br />

le varie riflessioni dell’aula rispetto all’utilizzo della<br />

piattaforma Lifeed, vista come un’occasione per<br />

avere una lettura approfondita di quelle che sono le<br />

proprie capacità, ed un’opportunità per riflettere sul<br />

proprio io; e tale riflessione può portare, talvolta, ad<br />

attivare un processo di cambiamento nel soggetto.<br />

Quali sono le variabili che determinano il cambiamento?<br />

Possono essere legate a nuovi assetti geopolitici,<br />

nuovi scenari economici, trasformazione digitale,<br />

scarsa conoscenza dei futuri interlocutori, culture<br />

diverse e competitive. Il modello VUCA ci consente di<br />

riconoscere le caratterizzazioni dello scenario attuale<br />

ed essere pronti ad agire il cambiamento.


26 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

V<br />

C<br />

volatility<br />

uncertainty<br />

complexity<br />

ambiguity<br />

U<br />

A<br />

Immagine 3. Acronimo VUCA<br />

al fare al mettersi in gioco generosamente individualmente<br />

e nel gruppo che permette alle persone<br />

di distinguersi e riconoscersi nel risultato;<br />

• Le competenze distintive dell’Istituto Scolastico<br />

(ciò che l’Istituto fa o che è in grado di fare in<br />

modo eccellente) gli asset dell’organizzazione, le<br />

caratteristiche distintive dell’organizzazione e che<br />

ne contraddistinguono la presenza nel panorama<br />

istituzionale;<br />

• Le relazioni interne (la fluidità e la trasparenza<br />

delle comunicazioni, dei messaggi e la stabilizzazione<br />

del clima interno) fonte di benessere e elemento<br />

che consente di affrontare con leggerezza<br />

e consapevolezza il cambiamento.<br />

• La volatilità si riferisce alla natura, alle dinamiche e<br />

alla velocità dei cambiamenti, le cui conseguenze<br />

sono che i risultati, pur soddisfacenti nel presente,<br />

non costituiscono più una garanzia per il futuro.<br />

• L’incertezza è generata dalla mancanza di prevedibilità,<br />

dal fatto che anche se pianifichiamo bene ci<br />

sono sempre elementi sui quali non abbiamo controllo,<br />

perché non li comprendiamo o perché non<br />

possiamo dominarli.<br />

• L’ambiguità è generata dalla possibilità di leggere<br />

le stesse informazioni attribuendo loro significati<br />

diversi, potenzialmente tutti validi. L’ambiguità si<br />

manifesta anche nel fatto che dobbiamo lavorare<br />

sempre di più con la diversità.<br />

• La complessità è generata dalla molteplicità di fattori<br />

presenti all’interno e intorno al sistema contesto,<br />

che interagiscono fra di loro in modi che non<br />

sempre possono essere osservati direttamente.<br />

Ogni processo di cambiamento presenta degli “ancoraggi”,<br />

nello specifico:<br />

• Il capitale umano (le persone, le professioni, le<br />

competenze, i saperi) la linfa vitale dell’organizzazione<br />

ciò che rende vera e raggiungibile la missione<br />

e l’obiettivo;<br />

• L’energia (la passione per il proprio lavoro e la valorizzazione<br />

del contributo individuale) la spinta<br />

In un processo di cambiamento è opportuno partire<br />

dagli ancoraggi per spingersi verso la zona di apprendimento<br />

e uscire dalla zona di comfort.<br />

Seguendo la scia del cambiamento, la sessione con<br />

il team ELIS continua analizzando come è cambiato<br />

il modo di dialogare con i ragazzi, che fanno parte<br />

del capitale umano, toccando la tematica generazionale.<br />

Essere nati in un determinato periodo storico significa<br />

subire l’influenza di tutti gli avvenimenti che lo<br />

caratterizzano (valori, trend, film cult ed usanze).<br />

Ogni generazione elabora valori specifici, credenze,<br />

cultura, convinzioni, filosofia di vita, capacità e<br />

competenze a seconda del periodo storico sociale<br />

e tecnologico che respira e vive nell’infanzia e negli<br />

anni della crescita giovanile. I due luminari sullo<br />

studio delle generazioni, volto a identificare quali<br />

sono i tratti caratteristici delle diverse generazioni<br />

sono Lynne Lancastere e David Stillman i quali hanno<br />

affermano “gli eventi e le condizioni sociali che<br />

ciascuno di noi vive negli anni della sua formazione,<br />

contribuiscono a determinare chi siamo e come vediamo<br />

il mondo” 4 .<br />

Il risultato di questi eventi e condizioni è l’adozione<br />

da parte di ogni generazione, di una sua propria<br />

personalità generazionale. L’intervallo temporale tra<br />

una generazione e l’altra è di circa 15/20 anni, con<br />

uno scostamento di 5 anni tra le opinioni espresse<br />

da studiosi del fenomeno.<br />

4. Lynne Lancaster and David Stillman, When Generations Collide


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

27<br />

founders<br />

≤1924<br />

baby boomers,<br />

boomers<br />

1946 - 1964<br />

y gen,<br />

net gen,<br />

millennials<br />

1980 - 1994<br />

builders, matures<br />

1925 - 1945<br />

x generation,<br />

xers<br />

1965 - 1979<br />

z gen<br />

1995 - 2010<br />

Conoscere i tratti fondamentali di una generazione,<br />

è importante per capire quale stile didattico adottare<br />

in classe. Per questo motivo sono stati analizzati i<br />

tratti specifici della generazione ZED (Gen Z), i nati<br />

tra il 1995 e 2010:<br />

• Gen Z gravita verso processi e procedure gamificate<br />

ed è nativo/a rispetto a piattaforme virtuali e<br />

globali di comunicazione e collaborazione;<br />

• Gen Z è una generazione video e mobile centrica,<br />

per cui lo smartphone è un prolungamento e il<br />

controllo remoto della propria coscienza;<br />

• Gen Z è abile nell’adottare nuovi canali di comunicazione<br />

e predilige un’interazione digitale in real-time,<br />

trasparente e partecipe/collaborativa,<br />

• Gen Z desidera avere insegnamenti e “capi” che<br />

non siano la sola fonte del proprio apprendimento,<br />

ma che siano gli “integratori” o meglio facilitatori<br />

critici, stimolandoli con domande, celebrando<br />

gli errori e i successi;<br />

• Gen Z ha sviluppato una maggiore relazione istintuale<br />

alla tecnologia e l’innovazione tecnologica di<br />

un mondo sempre più interconnesso caratterizza<br />

le loro aspettative rispetto al a lavoro, soprattutto<br />

rispetto alle sue dinamiche;<br />

• Gen Z è abituato a dare del “TU” quindi si aspetta<br />

di entrare in un’azienda e d di co-creare con il Management<br />

e i colleghi, in modo aperto e collaborativo<br />

e si aspetta dagli altri la stessa propensione,<br />

fattiva, all’innovazione;<br />

• Gen Z sono degli “self-starter, autodidatta e auto-motivatori<br />

nel trovare il proprio “impatto” personale<br />

nel mercato del lavoro;<br />

• Gen Z è capace di investire sulla diversità di pensiero<br />

e di esperienza rispetto alle generazioni passate<br />

per creare soluzioni innovative per i problemi<br />

complessi di domani.<br />

alpha zen<br />

2011 - ...<br />

Immagine 4. Le diverse Generazioni.<br />

(Fonte: www.generationmover.com)


28 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Modulo 2: Progettazione didattica<br />

> Competenze su cui impatta il modulo<br />

• Progettare per unità di apprendimento (UDA)<br />

trasversali e disciplinari<br />

• Creare un setting di didattica attiva: in reale ed<br />

in virtuale<br />

> Obiettivo<br />

Progettazione, pianificazione e valutazione della<br />

didattica<br />

Sessione con Impara Digitale<br />

> Docenti<br />

Dianora Bardi, Presidente Centro Studi Impara Digitale<br />

Marcello Marini, Trainer Centro Studi Impara Digitale<br />

“Didattica per competenze e progettazione didattica<br />

inclusiva tramite il Curriculum Mapping”<br />

> Contenuti<br />

La sessione formativa, guidata da Dianora Bardi e<br />

Marcello Marini di Impara Digitale, inizia con condivisione<br />

di esperienze rispetto alla progettazione<br />

per competenze all’interno degli istituti scolastici.<br />

Ciò che emerge è la forte predisposizione a lavorare<br />

per conoscenze, la difficoltà a lavorare per competenze<br />

e la tendenza a “mettere da parte” questo<br />

tipo di didattica, perché talvolta considerata non<br />

funzionale al futuro degli studenti. È presente inoltre,<br />

negli istituti scolastici, la propensione a credere<br />

che con la didattica per competenze gli studenti<br />

non acquisiscano conoscenze; come se ci fosse una<br />

scissione tra conoscenze e competenze. In realtà,<br />

come ben spiegato durante la sessione, la didattica<br />

per competenze è un modo diverso di far acquisire<br />

le conoscenze, anzi, fare didattica per competenze<br />

implica un approfondimento maggiore di queste. È<br />

importante dunque per la scuola far in modo che le<br />

giovani generazioni sviluppino non solo conoscenze<br />

teoriche ed abilità tecniche, ma soprattutto competenze<br />

intese come un set di combinazione di conoscenze,<br />

abilità e atteggiamenti.<br />

La didattica per competenze non è la pura trasmissione<br />

di nozioni, dati o formule mnemoniche, ma<br />

un modo diverso di “fare scuola”, con l’obiettivo di<br />

consentire agli studenti di imparare in modo responsabile<br />

ed autonomo. Nella didattica per competenze<br />

il modo di lavorare degli studenti è differente e<br />

vi è un maggior apprendimento se sono loro stessi<br />

“protagonisti”: facendo ricerche, analizzando video,<br />

collaborando, affrontando problemi e progettando<br />

insieme ai compagni.<br />

Nella didattica per competenze, un ruolo centrale è<br />

ricoperto dall’Unità di Apprendimento, un pro-cesso<br />

basato sull’acquisizione di competenze. L’approccio<br />

dell’UDA è multidisciplinare, finalizzato allo sviluppo<br />

di competenze trasversali negli studenti e si focalizza<br />

principalmente sulle necessità e sugli obiettivi<br />

che i ragazzi hanno. Il primo step, nella creazione<br />

dell’UDA, qualunque essa sia, è rappresentato da<br />

un’attenta analisi della classe, dall’individuazione dei<br />

bisogni e dalla definizione degli obiettivi che siano<br />

veri, realistici e trasversali.<br />

Nello specifico, nove sono gli step di lavoro per la<br />

progettazione di una unità di apprendimento.<br />

1. Definizione del curriculo verticale (è necessario<br />

non partire dall’argomento, altrimenti si pone il<br />

focus sulle conoscenze)<br />

• Definizione e osservazione della classe, in cui ogni<br />

ragazzo ha le sue criticità e il suo talento<br />

• Analisi del curriculo della classe<br />

• UDA già svolte<br />

• Quali competenze hanno già acquisito e livelli<br />

raggiunti<br />

• Analisi degli obiettivi e dei traguardi a fine anno<br />

definiti dal collegio docenti<br />

• Definizione dei tempi<br />

2. Definizione delle competenze di cittadinanza<br />

(e livelli) che vorremmo far acquisire ai ragazzi nei<br />

tempi prefissati<br />

• Otto sono le competenze chiave di cittadinanza:<br />

• Imparare ad imparare<br />

• Progettare<br />

• Comunicare<br />

• Collaborare e partecipare<br />

• Agire in modo autonomo e responsabile<br />

• Risolvere i problemi<br />

• Individuare collegamenti e relazioni<br />

• Acquisire ed interpretare l’informazione


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

29<br />

3. Definizione delle conoscenze e competenze<br />

disciplinari, scelta dell’argomento<br />

4. Definizione delle griglie di valutazione delle<br />

competenze e dei livelli<br />

5. Definizione del prodotto finito, scelta degli<br />

strumenti e delle modalità di lavoro<br />

6. Scelte metodologiche, ambienti di apprendimento<br />

e tecnologie/strumenti da utilizzare<br />

7. Modalità di verifica degli apprendimenti, autovalutazione,<br />

riflessione, scelta degli argomenti<br />

8. Definizione delle fasi del processo di apprendimento,<br />

modalità di controllo dell’efficacia del<br />

percorso ed eventuali modifiche<br />

9. Definizione finale dell’UDA<br />

Nella didattica per competenze la valutazione assume<br />

inoltre un ruolo centrale. Possiamo definire il<br />

processo di valutazione come una ricerca di informazioni<br />

su tutte le componenti dell’educazione, guidata<br />

dalla necessità di assumere decisioni finalizzate<br />

a ben calibrare le ulteriori esperienze educative degli<br />

studenti e a promuovere competenze, conoscenze e<br />

atteggiamenti indicati nei Profili in uscita. In questo<br />

l’attenzione è posta su:<br />

• I processi: percorso progettato dal docente con<br />

lo scopo di sviluppare competenze e far acquisire<br />

conoscenze e abilità.<br />

• I Prodotti: creazione materiale o immateriale di<br />

carattere sommativo che può coincidere con il<br />

compito autentico o rispondere alla risoluzione di<br />

un problema.<br />

• Le Prestazioni: compito di solito legato ad una singola<br />

abilità in cui si verificano le regole o i passi di<br />

una procedura, oppure verifica di conoscenze.<br />

autovalutativa. Riflessione metacognitiva.<br />

― Strumenti: Diario di bordo Autobiografie Resoconti<br />

verbali Rubriche di valutazione<br />

• Dimensione oggettiva: evidenze osservabili che<br />

attestano la prestazione del soggetto. Istanza empirica.<br />

Osservazione dell’atteggiamento del soggetto<br />

in situazione.<br />

― Strumenti: Compiti di prestazione Prove di verifica<br />

Selezione di lavori Documentazione processi<br />

• Dimensione intersoggettiva: sistema di attese del<br />

contesto sociale. Istanza sociale. Percezione della<br />

comunità di apprendimento in relazione alle competenze<br />

espresse dal soggetto.<br />

― Strumenti: Osservazioni in itinere Valutazioni incrociate<br />

(tra pari e asimmetriche) Rubriche di valutazione<br />

La rubrica valutativa, che si trova all’interno del Curriculum<br />

Mapping, ma che si può costruire anche autonomamente,<br />

è uno strumento di sintesi per una<br />

descrizione delle competenze, per la definizione<br />

delle evidenze e dei livelli di raggiungimento delle<br />

stesse. Di seguito gli elementi fondamentali:<br />

• Scomporre la competenza in dimensioni che indicano<br />

le caratteristiche peculiari di una competenza;<br />

• Individuare i criteri che sono le condizioni che<br />

ogni competenza o prestazione deve soddisfare;<br />

• Descrivere i livelli che precisano il grado di raggiungimento<br />

dei criteri considerati.<br />

Uno strumento utile per realizzare rubriche di valutazione<br />

è Quick Rubric 5 , una piattaforma online che<br />

in maniera molto intuitiva consente di personalizzare<br />

le rubriche, inserendo vari criteri, aggiungendo righe<br />

o colonne ai modelli predisposti. All’interno di ogni<br />

rubrica è possibile operare tutti gli adattamenti alle<br />

necessità, dall’intestazione ai punti da assegnare.<br />

Quando si parla di valutazione per competenze ci si<br />

riferisce a tre dimensioni fondamentali:<br />

• Dimensione soggettiva: significati soggettivi attribuiti<br />

all’esperienza di apprendimento. Istanza<br />

5. https://www.quickrubric.com


30 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

dimensioni criteri iniziale base intermedio avanzato<br />

Organizzazione<br />

dei contenuti<br />

• Coerenza<br />

• Logica<br />

Manca la coerenza<br />

della maggioranza<br />

delle argomentazioni<br />

che sono presentate<br />

in modo poco logico<br />

La maggioranza delle<br />

argomentazioni sono<br />

risultate coerenti,<br />

sebbene articolate<br />

in modo logico<br />

Argomentazioni organizzate<br />

coerentemente,<br />

articolate in modo<br />

lineare e semplice<br />

Tutte le argomentazioni<br />

sono state esposte in<br />

modo logico e la coerenza<br />

appare evidente<br />

Rispetto<br />

delle regole<br />

• Tempi<br />

• Strumenti<br />

Tempi non rispettati e<br />

manca l’uso degli strumenti<br />

a disposizione<br />

I tempi sono stati rispettati<br />

ma non sempre<br />

risulta efficace l’uso<br />

degli strumenti<br />

I tempi sono stati<br />

sempre rispettati e<br />

positivamente usati<br />

gli strumenti<br />

I tempi sono stati ben<br />

gestiti ed efficacemente<br />

usati gli strumenti<br />

Stile<br />

comunicativo<br />

• Tono<br />

delle voce<br />

• Postura<br />

• Coinvolgimento<br />

Atteggiamento e voce<br />

poco comunicativi,<br />

mentre piatta appare<br />

l’esposizione<br />

Voce e postura mostrano<br />

sufficienti capacità<br />

comunicative sebbene<br />

non si manifestano<br />

situazioni di coinvolgimento<br />

Ha solitamente utilizzato<br />

la gestualità, lo sguardo,<br />

il tono della voce in<br />

modo da mantenere<br />

l’attenzione degli<br />

ascoltatori<br />

Ha saputo variare voce<br />

e postura nelle fasi<br />

espositive e ha trovato<br />

soluzioni per coinvolgere<br />

il pubblico<br />

Chiarezza<br />

• Correttezza<br />

• Scioltezza<br />

L’esposizione è stentata e<br />

a volte risulta poco corretta<br />

nella formulazione<br />

sintattica<br />

Sebbene poco fluida,<br />

l’esposizione risulta in<br />

generale sufficientemente<br />

formulata<br />

L’esposizione è ben<br />

formulata nella correttezza<br />

sintattica e risulta<br />

fruibile nella scioltezza<br />

Esposizione lessicalmente<br />

e sintatticamente corretta,<br />

si arricchisce anche di<br />

una buona fluidità<br />

Immagine 5. Esempio di una rubrica di valutazione<br />

Strumento e applicazione dello strumento:<br />

Curriculum Mapping<br />

Durante la sessione, Impara Digitale ha<br />

condiviso con la classe lo strumento<br />

Curriculum Mapping 6 , per la mappatura<br />

dei corsi di studio. Mappare il curriculum<br />

significa rendere condivisibile e trasparente il<br />

curriculum scolastico e le sue componenti. Con lo<br />

strumento si possono vedere:<br />

• I valori educativi fondamentali della scuola<br />

• Le competenze di riferimento<br />

• La loro applicazione nei diversi assi culturali e livelli<br />

o gradi di scuola<br />

• La programmazione annuale<br />

• La strutturazione delle unità formative della programmazione.<br />

I passi per preparare l’ambiente di progettazione<br />

all’interno del Curriculum Mapping sono i seguenti:<br />

1. Creazione di una rete. Per progettare con altri<br />

docenti è necessario creare una rete personale, attraverso<br />

la “ricerca” di docenti che hanno accesso<br />

allo strumento<br />

2. Creazione di una classe (lo deve fare un docente,<br />

gli altri faranno parte della classe per “aggiunta”)<br />

3. Aggiunta degli alunni, attraverso la ricerca del<br />

nome e cognome o altri dati facoltativi. Se il docente<br />

ha più classi, nella schermata di partenza è presente<br />

la lista di tutte le classi e di tutte le UDA di riferimento<br />

4. Creazione di una nuova unità di apprendimento<br />

• Possibilità di selezionare quali alunni sono coinvolti<br />

• Possibilità di selezionare e creare gruppi<br />

5. Scelta dei docenti<br />

6. Scelta delle competenze trasversali da includere<br />

nell’UDA<br />

7. Scelta dell’argomento da trattare<br />

Durante il percorso è stato somministrato ad ogni<br />

sottogruppo dell’aula (per un tot. di 18 sottogruppi,<br />

composti da due docenti ed un prospect) un questionario<br />

che mira al monitoraggio degli strumenti<br />

forniti, in relazione al lavoro che i gruppi hanno avviato<br />

per la progettazione di un UDA. Nello specifico<br />

di seguito i risultati emersi:<br />

• Competenza su cui il gruppo sta lavorando: maggioranza<br />

competenza digitale (Grafico 1)<br />

• Metodologie da approfondire: maggioranza strumenti<br />

per comunicare (Grafico 2)<br />

• Ruolo del prospect all’interno del gruppo: maggioranza<br />

supporto operativo e collaborativo<br />

(Grafico 3)<br />

6. https://www.imparadigitale.it/ricerca/curriculum-mapping


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

31<br />

Risultati Questionario<br />

Competenze scelte nell’UDA (Grafico 1)<br />

Su quale competenza/quali competenze il tuo sottogruppo sta lavorando nell’UDA?<br />

Curiosità e Interdisciplinarietà 2<br />

Competenza Imprenditoriale 2<br />

Competenze Trasversali 2<br />

Competenze in Asse Scientifico 2<br />

Risolvere Problemi 2<br />

Pensiero Creativo e Critico 2<br />

Lingua Inglese 3<br />

Lavoro Autonomo 3<br />

Collaborazione 3<br />

Alfabetico Funzionale 3<br />

Consapevolezza ed Espressione Culturale 3<br />

Competenza Sociale e Comunicazione 4<br />

Competenze Italiane di Cittadinanza 6<br />

Competenza digitale 10<br />

Metodologie da approfondire (Grafico 2)<br />

Rispetto alle competenze dell’UDA, quali, tra le metodologie fornite,<br />

il tuo sottogruppo ritiene essere utile approfondire?<br />

Strumenti per la Valutazione 1<br />

Strumenti Didattica Personalizzata<br />

(Learning Apps, Genially)<br />

Strumenti per la Creazione di Immagini<br />

(Thinking)<br />

Strumenti per l’Apprendimento<br />

(Mind, Ed Puzzle, Time Graphics, Vialogues)<br />

Strumenti per la Gamification<br />

(piattaforma digitale Redooc)<br />

Strumenti di Collaborative Learning<br />

(Mural, Milo, Padlet)<br />

Strumenti per comunicare<br />

(Powtoon, Mentimeter, Wooclap, Emaze, Canva...)<br />

3<br />

4<br />

4<br />

5<br />

8<br />

12<br />

Ruolo del prospect nel gruppo (Grafico 3)<br />

Qual è il ruolo del Prospect all’interno del sottogruppo e in che modo è coinvolto?<br />

(es: sta facendo supporto operativo, farà docenze, ecc)<br />

Osservazione 2<br />

Docenze e/o Laboratorio 3<br />

Supporto operativo e collaborativo 13


32 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Sessione con l’Università Bocconi<br />

> Docente<br />

Beatrice Manzoni, Associate Professor of Practice, SDA Bocconi School of Management<br />

“Teorie e modalità di apprendimento con il Questionario di Kolb”<br />

> Contenuti<br />

La docente Beatrice Manzoni, dell’Università Bocconi di Milano, inizia la sessione introducendo la tematica<br />

dell’apprendimento e ponendo il focus sugli studenti che, essendo nel momento adolescenziale, si trovano in<br />

una fase caratterizzata da un passaggio dalla pedagogia all’andragogia. Se la pedagogia studia l’apprendimento<br />

nei bambini, l’andragogia studia quello degli adulti. Nello specifico di seguito gli elementi caratterizzanti<br />

entrambi gli approcci.<br />

topic pedagogia andragogia<br />

Consapevolezza di sé<br />

Dipendono dall’esterno (es. docente) Consapevolezza di sé e dei propri<br />

per definire i propri fabbisogni formativi fabbisogni formativi<br />

Esperienza di chi apprende<br />

Disponibilità all’apprendimento<br />

L’esperienza dei partecipanti è poco usata<br />

nel processo di apprendimento<br />

Il bisogno di apprendere è “esterno”:<br />

il docente decide che si deve apprendere<br />

Portano la propria esperienza in aula<br />

e deve essere integrata nel processo di<br />

apprendimento<br />

il bisogno di apprendere è “interno”<br />

e deriva dalla necessità di ricoprire meglio<br />

un determinato ruolo<br />

Orientamento all’apprendimento Centrato sul contenuto o sul docente Centrato sul problema o sulla performance<br />

Immagine 6. I tratti distintivi della pedagogia e andragogia<br />

La sessione continua invitando i partecipanti a riflettere<br />

su quali sono le sfide in riferimento all’insegnamento<br />

e all’apprendimento dei loro studenti,<br />

attraverso una tecnica di brainstorming con l’utilizzo<br />

dello strumento Mural (una lavagna virtuale, utilizzata<br />

per favorire l’apprendimento collaborativo), e<br />

una tecnica a supporto del brainstorming creativo<br />

strutturato (Nominal Group Tecnique). La tecnica di<br />

brainstorming, al fine di generare idee e riflessioni,<br />

utilizzata si organizza in quattro step:<br />

1. Generare idee individualmente<br />

2. Condivisione con gli altri<br />

3. Discussione e clusterizzazione<br />

4. Definizione di un ordine di priorità<br />

Seguendo questo schema, i partecipanti hanno riportato<br />

sulla board Mural i loro contributi rispetto<br />

alle sfide dell’insegnamento e all’apprendimento dei<br />

loro studenti.<br />

È emersa una parte di riflessioni che riguarda il ruolo<br />

dei docenti, che hanno oggi l’importante compito<br />

di motivare e coinvolgere gli studenti, trasmettendo<br />

loro la passione per le materie che insegnano e per<br />

l’apprendimento. Il docente deve anche “auto-osservarsi”,<br />

fare un lavoro di consapevolezza, riuscire<br />

a trasmettere ai discenti il senso ed il valore dell’insegnamento,<br />

valorizzando sempre di più metodologie<br />

didattiche innovative, in una visione in cui si<br />

costruisce un percorso comune tra docente e studente<br />

instaurando una vera e propria comunità di<br />

apprendimento. Emerge perciò la necessità di porre<br />

un focus sullo studente, fornendo strategie valide<br />

e supportandolo nel processo di apprendimento.<br />

Le sfide principali emerse sono le seguenti:<br />

• Conoscere i ragazzi e capire come apprendono e<br />

che stile di apprendimento hanno<br />

• Fare un ragionamento sul ruolo del docente, sui<br />

metodi e su come questi devono essere innovati<br />

nell’ottica di lavoro collaborativo con i ragazzi, con<br />

le famiglie come attori educativi.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

33<br />

In tal senso il Questionario di Kolb che individua gli<br />

stili di apprendimento del docente e dello studente,<br />

può essere considerato come “un punto di partenza”,<br />

attraverso cui è possibile fare riflessioni rispetto a:<br />

• Conoscenza più approfondita dello studente<br />

• Quanto gli stili di apprendimento possano essere<br />

interconnessi<br />

• Come innovare i metodi<br />

Nel corso della sessione, emergono inoltre ulteriori<br />

riflessioni sulla centralità che lo studente ha nel processo<br />

di apprendimento, collegata ad una necessità<br />

di “ristrutturare” la figura del docente, che dovrebbe<br />

principalmente lavorare per competenze e obiettivi<br />

di apprendimento lato studente, per valorizzare ancor<br />

di più il discente.<br />

non un voto ma<br />

l’interesse per la<br />

conoscenza e<br />

l’apprendimento<br />

COINVOLGERE<br />

INCURIOSIRE<br />

entusiasmare<br />

STIMOLARE LA<br />

PARTECIPAZIONE<br />

ATTIVA<br />

coinvolgere gli<br />

alunni immersi<br />

in un contesto<br />

sociale difficile<br />

Coinvolgere e motivare<br />

motivare<br />

favorire la<br />

motivazione<br />

coinvolgere<br />

tutti i ragazzi<br />

alle lezioni<br />

riuscire a<br />

coinvolgere tutti<br />

gli studenti<br />

riuscire a far<br />

scoprire a ogni<br />

ragazzo la<br />

propria passione<br />

insegnare a<br />

imparare<br />

autonomamente<br />

appassionarli<br />

mantenere<br />

sempre<br />

la voglia di<br />

apprendere<br />

Aiutare gli<br />

studenti<br />

a scoprire<br />

se stessi e le<br />

proprie passioni<br />

Stimolare la<br />

curiosità degli<br />

studenti più<br />

demotivati<br />

Mantenere<br />

l’attenzione<br />

apprendimento<br />

come<br />

“scoperta”<br />

trovare la giusta<br />

strategia per far scoprire<br />

agli studenti qual è il loro<br />

stile di apprendimento e<br />

come sfruttarlo al meglio<br />

Aiutare i ragazzi<br />

ad avere<br />

consapevolezza<br />

della formazione<br />

come modalità di<br />

evoluzione<br />

SPIRITO<br />

CRITICO<br />

insegnare di meno<br />

e imparare<br />

ad apprendere<br />

di più<br />

Riuscire a formare<br />

persone consapevoli e<br />

in grado di elaborare<br />

informazioni<br />

in modo critico<br />

RESPONSABILIZZAZIONE<br />

creare una<br />

mentalità<br />

critica<br />

aiutare gli alunni<br />

a sviluppare un<br />

pensiero critico<br />

sapendo<br />

argomentare<br />

AUTONOMIA<br />

Sviluppare<br />

senso critico<br />

e responsabilità<br />

INDIPENDENZA<br />

far apprendere<br />

un metodo per<br />

la risoluzione di<br />

quesiti<br />

accertarsi che<br />

abbiano fatto propri<br />

gli argomenti<br />

SPIRITO DI<br />

INIZIATIVA<br />

consegnare<br />

degli strumenti<br />

per leggere la<br />

realtà<br />

fornire gli<br />

strumenti<br />

per la vita<br />

In un mondo così veloce, trasmettere<br />

l’importanza di non accettare<br />

solamente una gratificazione<br />

istantanea (cioè sapere di dover<br />

dedicare molto tempo per diventare<br />

bravi in qualcosa, o raggiungere un<br />

obiettivo complesso)<br />

stimolarli<br />

a capire<br />

i concetti<br />

farli lavorare<br />

in maniera<br />

cooperativa<br />

INTERESSARE<br />

Auto-osservarsi come docenti<br />

essere autenticamente<br />

“ricercatore” nel<br />

momento della lezione<br />

Aggiornamento<br />

e ricerca<br />

continua<br />

Saper<br />

affrontare<br />

situazioni<br />

nuove<br />

Evitare la solita<br />

lezione frontale<br />

noiosa anche se la<br />

lezione è uno<br />

strumento importante<br />

Riuscire<br />

a far capire<br />

il senso di quello<br />

che facciamo,<br />

non solo<br />

il meccanismo<br />

Vincere la paura<br />

di perdere il<br />

controllo in aula<br />

Essere chiaro<br />

e preciso nelle<br />

spiegazioni<br />

Insegnare a<br />

saper studiare<br />

1 ) focus su chi apprende<br />

incuriosire<br />

Creare<br />

condivisione<br />

recuperare<br />

le carenze<br />

pregresse<br />

Far sì che gli studenti si<br />

sentano chiamati in<br />

causa personalmente<br />

dai contenuti trasmessi<br />

3 )<br />

riuscire a<br />

realizzare una<br />

didattica<br />

comunque<br />

interessante<br />

Motivare<br />

i ragazzi<br />

motivare la<br />

responsabilizzazione<br />

superare la<br />

barriera della<br />

noia e farsi<br />

ascoltare<br />

attivamente<br />

appassionare<br />

Collaborare<br />

attivamente con<br />

le famiglie<br />

come attori<br />

educativi<br />

Coinvolgere<br />

gli studenti<br />

Motivare a<br />

relazionare<br />

motivarli<br />

ad avere un<br />

obiettivo<br />

Mettere in relazione gli<br />

studenti facendogli<br />

scoprire i punti comuni<br />

e facendogli apprezzare<br />

le loro differenze<br />

costruire una comunità di apprendimento<br />

che includa docenti e discenti<br />

Imparare<br />

insieme agli<br />

studenti<br />

interessare<br />

gli studenti<br />

mantenere<br />

alto il livello di<br />

attenzione<br />

dare strumenti<br />

adeguati per<br />

comprendere le<br />

sfide del futuro<br />

2 ) focus sul docente/contenuto/metodo<br />

fornire agli<br />

studenti<br />

strategie<br />

valide<br />

dare basi per creare<br />

una base per lo<br />

sviluppo di<br />

competenze future<br />

veicolare gli stessi<br />

concetti in modalità<br />

diverse<br />

4 )<br />

trovare<br />

adeguate<br />

metodologie<br />

sperimentare<br />

essere utili e<br />

guide nella<br />

crescita dei<br />

giovani<br />

ASCOLTARE E FAR<br />

ASCOLTARE<br />

mettere insieme<br />

preparazione e strategie<br />

efficaci per rendere<br />

accattivanti, curiose e, se<br />

possibile, divertenti le<br />

lezioni ai ragazzi in modo<br />

che possano ricordare della<br />

materia insegnata quanti<br />

più concetti possibili<br />

la sfida più importante è interessare i ragazzi<br />

e fargli capire che le informazioni che diamo<br />

gli servono come strumenti per la loro vita futura<br />

e non per il lavoro<br />

Trovare<br />

connessioni con<br />

il mondo reale<br />

che stimolino la<br />

riflessione e<br />

l’interazione dei<br />

contenuti<br />

trasmettere la<br />

certezza che tutto<br />

quello che si fa in aula<br />

ha un nesso con la<br />

realtà e la vita<br />

successiva<br />

bisogno di “rinnovamento”<br />

Poter insegnare<br />

Storia partendo<br />

dalla storia<br />

contemporanea<br />

Portare<br />

innovazione nei<br />

metodi e nei<br />

contenuti<br />

Sperimentare<br />

tecniche di<br />

comunicazione<br />

essere<br />

motori di<br />

cultura<br />

essere in grado<br />

di trasmettere<br />

il proprio<br />

entusiasmo<br />

Impostare lezioni<br />

dai contenuti<br />

innovativi<br />

Immagine 7. Mural - Le riflessioni emerse durante la sessione


34 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Strumento e applicazione dello strumento:<br />

Questionario di Kolb<br />

David Kolb, studioso dell’educazione,<br />

ha teorizzato una<br />

categorizzazione degli stili di<br />

apprendimento.<br />

Secondo il suo approccio:<br />

• L’apprendimento è un processo più che un outcome<br />

• Si apprendere ri-apprendendo in modo continuo<br />

• L’apprendimento nasce dalla risoluzione di conflitti<br />

• La persona è coinvolta non solo da un punto di vista<br />

cognitivo<br />

• L’apprendimento richiede interazione con il contesto<br />

• L’apprendimento è costruzione di conoscenza<br />

Il Questionario di Kolb ha lo scopo di raccogliere informazioni<br />

sugli stili di apprendimento dei docenti<br />

e studenti per:<br />

• favorire la riflessione e la discussione tra insegnante<br />

e studenti;<br />

• aiutare gli studenti a sfruttare a fondo i propri<br />

punti di forza e intervenire sui propri punti deboli,<br />

adottando opportune strategie;<br />

• permettere all’insegnante di operare eventuali<br />

cambiamenti e/o strutturare interventi di classe,<br />

di gruppo o individuali.<br />

Divergente<br />

Gli stili di apprendimento sono i seguenti:<br />

Accomodante<br />

Punti di forza<br />

Sa apprendere dall’esperienza vissuta in prima persona<br />

sul campo. Ama le sfide e realizzare cose.<br />

Aree di sviluppo<br />

Agire un po’ meno d’istinto. Usare anche i dati e l’analisi<br />

nella risoluzione dei problemi, e non far solo<br />

leva sulle persone.<br />

Come preferisce imparare?<br />

Groupwork, lavoro sul campo (action plan…).<br />

Divergente<br />

Punti di forza<br />

Sa guardare da diversi punti di vista le situazioni<br />

concrete. Osserva con attenzione ed è attento ai<br />

punti di vista altrui.<br />

Aree di sviluppo<br />

Sapere quando chiudere la generazione di idee e<br />

prendere una decisione.<br />

Come preferisce imparare?<br />

Groupwork, brainstorming, feedback personalizzati.<br />

Convergente<br />

Punti di forza<br />

Pensa a usi pratici per le idee e le teorie. È capace di<br />

risolvere problemi e prendere decisioni.<br />

Aree di sviluppo<br />

Focus sulle persone e sulle dinamiche interpersonali.<br />

Esperienza<br />

Concreta<br />

Riflessione,<br />

Osservazione<br />

Come preferisce imparare?<br />

Simulazioni, sperimentazioni, attività di laboratorio.<br />

Accomodante<br />

sentire<br />

Sperimentazione<br />

attiva<br />

fare<br />

osservare<br />

Discussione<br />

e Concettualizzazione<br />

Astratta<br />

pensare<br />

Assimilante<br />

Assimilante<br />

Punti di forza<br />

Comprende un’ampia varietà di informazioni e le<br />

espone in forma logica e concisa. Si interessa alle<br />

idee e ai concetti astratti.<br />

Aree di sviluppo<br />

Focus sulle persone. Ricadute pratiche delle idee.<br />

Convergente<br />

Immagine 8. Il ciclo di Kolb, in relazione agli stili di apprendimento<br />

Come preferisce imparare?<br />

Lezioni frontali, letture, modelli, tempo per ragionare<br />

a fondo sulle cose.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

35<br />

I docenti ed i prospect hanno perciò compilato il Questionario di Kolb, somministrandolo anche ad alcuni dei<br />

loro studenti, scoprendo il loro stile di apprendimento e quello dei ragazzi/e. Nello specifico il campione di<br />

riferimento: 145 studenti, 36 docenti, 19 prospect.<br />

Durante il Follow Up, è emerso che gli stili di apprendimento sono eterogenei, lato studenti e lato docenti.<br />

Non è detto che si abbia lo stesso stile di apprendimento dei nostri studenti. In generale gli studenti sono più<br />

divergenti e meno convergenti dei loro docenti.<br />

Risultati Follow Up<br />

Il posizionamento degli studenti, docenti e prospect<br />

Student<br />

Worker<br />

Prospect<br />

0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%<br />

Divergent<br />

Convergent<br />

Assimilating<br />

Accomodating


36 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Community Event<br />

Arte<br />

Sport, musica, pittura e arte come<br />

luogo di apprendimento delle soft<br />

skills con Ashoka<br />

> Intervento<br />

Luca Solesin, Program Manager Education<br />

in Ashoka<br />

Durante il primo community event del<br />

progetto, Luca Solesin, Senior Change<br />

Manager ad Ashoka, organizzazione<br />

internazionale che lavora per costruire<br />

un mondo di Agenti del Cambiamento<br />

e ispirare nuove forme di innovazione<br />

sociale, ha offerto diversi spunti ai docenti<br />

collegati, provenienti da grandi<br />

città e piccole realtà di tutto il territorio<br />

italiano e lanciato un interessante<br />

dibatto sui luoghi di apprendimento<br />

delle soft skills.<br />

La scuola e in primis i docenti hanno<br />

un ruolo fondamentale nell’educazione<br />

dei ragazzi ma spesso si rivelano<br />

dei veri e propri “trasmettitori” di<br />

conoscenze. L’educazione, è ben noto,<br />

è una forma di acquisizione intenzionale<br />

e organizzata, al contrario dell’apprendimento,<br />

che può avvenire anche<br />

in modo informale e accidentale, non<br />

intenzionale appunto.<br />

In particolare, l’apprendimento completa<br />

la formazione di ogni persona e<br />

gli fornisce parte di quell’unicità che la<br />

caratterizza. Per questo motivo è fondamentale<br />

dare il giusto valore a tutte<br />

quelle competenze che non sono date<br />

esclusivamente nel contesto scolastico,<br />

bensì dalle conoscenze, capacità,<br />

comportamenti, attitudini e valori di<br />

ognuno che vengono apprese anche<br />

in ambienti non necessariamente scolastici<br />

come un campo da basket, un<br />

museo o un teatro.<br />

Luca Solesin ha aperto il dialogo invitando<br />

i partecipanti a ricordare e identificare<br />

le tre esperienze di apprendimento<br />

più importanti della loro vita:<br />

da un primissimo giro di condivisioni<br />

è emerso come i momenti più significativi,<br />

quelli che hanno dato un input<br />

decisivo, fossero collegati a persone e<br />

situazioni in cui il valore aggiunto proveniva<br />

da competenze, non apprese<br />

sui libri di testo, ma dalle ormai famose<br />

“soft skills” e che non necessariamente<br />

sono state apprese sui libri di testo.<br />

Appare molto interessante e stimolante<br />

come alcune di queste soft skills<br />

siano fondamentali per lo sviluppo<br />

delle competenze chiave del cittadino<br />

europeo, come l’imprenditorialità, la<br />

capacità di trasformare idee in azioni<br />

per generare valore condiviso, le competenze<br />

digitali e le competenze interpersonali<br />

e interculturali.<br />

Solesin descrive brevemente il quadro<br />

di riferimento dell’Unione Europea sviluppato<br />

nel 2020 in cui si promuovono<br />

le competenze personali e sociali<br />

quali la capacità di autoregolarità, la<br />

flessibilità, il benessere personale,<br />

l’empatia, la capacità di comunicare,<br />

la collaborazione, la mentalità di<br />

crescita, il pensiero critico, per citarne<br />

alcune.<br />

Come stimolare i giovani nell’apprendimento<br />

delle soft skills?<br />

Come detto in precedenza l’apprendimento<br />

non è sempre un fattore intenzionale,<br />

ma i docenti possono stimolare<br />

la curiosità dei loro studenti verso<br />

lo sviluppo di queste competenze attraverso<br />

dei progetti volti a stimolare<br />

l’empatia, la non violenza, la collaborazione<br />

e anche attraverso le suggestioni<br />

del mondo artistico e sportivo. Lo sport<br />

ad esempio, come durante il webinar<br />

hanno evidenziato alcuni docenti, è un<br />

“luogo” in cui si cade e ci si deve rialzare,<br />

in cui si impara dai propri errori e si<br />

fa tesoro delle esperienze precedenti,<br />

si cresce nella sicurezza personale e si<br />

sviluppa il lavoro di squadra. Anche le<br />

esperienze teatrali e artistiche sviluppano<br />

il miglioramento della socialità,<br />

della condivisione, dell’empatia e<br />

del miglioramento di apprendimento e<br />

analisi comportamentale.<br />

La sfida lanciata in chiusura da Solesin<br />

ai docenti collegati è dunque quella<br />

di partire dalle soft skills individuate<br />

per cercare di costruire delle unità didattiche<br />

in cui il protagonista non sia<br />

soltanto il libro di testo ma le attività<br />

che stimolino negli studenti l’apprendimento<br />

delle competenze trasversali.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

37<br />

Sessione con il Politecnico di Milano<br />

> Docente<br />

Susanna Sancassani, Managing Director Task force<br />

teaching learning Innovation - ME-TID Politecnico di<br />

Milano<br />

Come sviluppare il “change maker” negli studenti,<br />

lavorando sul loro empowerment<br />

> Contenuti<br />

La sessione inizia con la condivisione dello strumento<br />

Miro, utile per favorire il collaborative learning.<br />

L’aula, divisa in sottogruppi, realizza all’interno di<br />

una board Miro la mascotte rappresentativa del proprio<br />

gruppo, dando un nome e spostando le diverse<br />

forme presenti nella piattaforma. Quello che emerge<br />

rimanda a diverse concezioni della figura del docente,<br />

che si caratterizza per il coraggio di mettersi<br />

sempre in discussione con autoironia e la capacità di<br />

formare nei giovani il pensiero critico.<br />

La scuola<br />

dianora<br />

team<br />

Frame 1 Frame 4<br />

Gruppo 5<br />

l’albero<br />

delle idee<br />

Futuro<br />

Frame 2<br />

Frame 5<br />

sapere<br />

aude<br />

Birocri<br />

BI<br />

cri<br />

ro<br />

Frame 3 Frame 6<br />

Immagine 9. Le mascotte realizzate dai partecipanti


38 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

La sessione ha uno specifico focus sulla metodologia<br />

Challenge Based Learning (CBL), un’esperienza<br />

di apprendimento collaborativo in cui insegnanti e<br />

studenti lavorano insieme per sviluppare competenze<br />

rilevanti, proporre soluzioni a problemi reali e per<br />

imparare ad agire sulla realtà in modo trasformativo.<br />

Il CBL fa leva sulla curiosità «nativa» degli studenti<br />

per l’apprendimento, che nasce dal desiderio di dare<br />

una risposta concreta ad un problema esistente. La<br />

metodologia si basa inoltre sugli assunti della pedagogia<br />

“costruttivista”, in cui i processi di apprendimento<br />

sono visti come attività di creazione delle<br />

conoscenze da parte dei discenti. La conoscenza si<br />

“costruisce” mediante l’esplorazione e l’analisi dei<br />

problemi del mondo reale per giungere a soluzioni<br />

in maniera attiva e creativa.<br />

Più nello specifico il CBL prevede:<br />

• Un framework pedagogico flessibile e con più<br />

punti di ingresso<br />

• Un focus sulle sfide globali con soluzioni locali<br />

• Una connessione autentica a più discipline<br />

• Un’opportunità per lavorare in modo collaborativo<br />

e sviluppare le 4 C (Pensiero Critico, Collaborazione,<br />

Creatività e Comunicazione)<br />

Il modello delle 4C<br />

Collaboration<br />

La metodologia si basa anche su quelli che sono i<br />

pilastri dell’apprendimento secondo l’Unesco. In<br />

modo particolare si focalizza sull’ultimo, integrato<br />

più di recente, che fa riferimento ad “imparare a trasformare<br />

sé stessi e la società”. Questo filone di metodologie<br />

di cui fa parte il CBL ha proprio lo scopo di<br />

stimolare lo sviluppo della consapevolezza di essere<br />

degli attori vivi e partecipi di una realtà che può essere<br />

trasformata.<br />

UNESCO PILLARS<br />

Learn to Live Together<br />

• Communications<br />

• Multi-lingualism<br />

• Cultural Sensitivity<br />

• Conflict Resolution<br />

Learn to Be<br />

• Self-esteem<br />

• Emotional Intelligence<br />

• Critical Thinking<br />

• Cultural Awareness<br />

Learn to Do<br />

• Skills<br />

• Capacity to Act<br />

• Ability to Apply Knowledge<br />

Learn to Know<br />

• Solid Academic Base (Reading and Numeracy)<br />

• Comprehension<br />

• Ability to Research and Analyze<br />

Learn to Transform Oneself and Society<br />

• Non-discriminatory<br />

• Integrate Sustainable Lifestyles<br />

• Minimize Footprint<br />

• Respect Earth, Life in all its Diversity<br />

• Achieve Social Solidarity<br />

• Promote Democracy and Peace<br />

Critical<br />

Thinking<br />

Creativity<br />

(Innovation)<br />

Communication<br />

Quando si parla di Challenge Based Learning, si fa<br />

riferimento dunque ad un apprendimento basato<br />

sulla sfida. In merito a questo, durante la sessione<br />

con Susanna Sancassani, i partecipanti sono stati<br />

stimolati a domandarsi cosa per loro significasse il<br />

termine “sfida”. Quello che emerge rimanda a tre caratteristiche<br />

chiave di una sfida:


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

39<br />

CBL Circle<br />

• La costruzione di un’esperienza che ponga una difficoltà<br />

• Un’occasione di stimolo per la crescita<br />

• Un momento caratterizzato da un elemento di<br />

competizione positiva<br />

Alle tre caratteristiche si collegano anche alcuni<br />

atteggiamenti vantaggiosi per affrontare ogni sfida<br />

che si presenti. Nello specifico:<br />

• L’ottimismo<br />

• Un atteggiamento consapevole<br />

• Il coraggio e la fiducia in sé stessi<br />

Il CBL si articola inoltre, in tre fasi fondamentali:<br />

• Coinvolgere: ingaggio iniziale, che porta il docente<br />

o i docenti nel gruppo di studenti a formulare la<br />

sfida;<br />

• Ricercare: cercare info e nozioni metodologie e<br />

strumenti utili per rispondere alla sfida<br />

• Agire: mettere in campo le energie per dare una<br />

risposta il più possibile pratica, al fine di affrontare<br />

la sfida<br />

Coinvolgere<br />

Il CBL rispetto ad altri approcci (Project Based<br />

Learning; Problem based Learning) che provengono<br />

dalla prospettiva pedagogica cognitivista 7 , parte da<br />

una riflessione che mette in gioco una grande tematica,<br />

una Grande Idea. Quest’ultima è un tema o un<br />

concetto ampio importante per l’individuo e per la<br />

comunità. Esempi di grandi idee possono essere: Salute,<br />

Sostenibilità, Democrazia. Questo elemento è<br />

ciò che sottolinea la differenza sostanziale dal punto<br />

di vista pedagogico rispetto ad altri approcci.<br />

Dalla Grande Idea parte la generazione di un’ampia<br />

varietà di domande esplorative che riflettono gli<br />

interessi personali e i bisogni della comunità (ad<br />

esempio, perché questo è importante per me? come<br />

questo concetto ha a che fare con il mio mondo?) Alla<br />

fine di questo processo si formula una domanda<br />

chiave importante per l’individuo e per la comunità.<br />

Durante la sessione, numerose sono le sfide che i<br />

partecipanti hanno condiviso, riportandole attraverso<br />

utilizzo di Wooclap, uno strumento per la realizzazione<br />

di test e quiz interattivi 8 .<br />

7. Integra in un approccio ricorsivo, esperienza, esplorazione teorica e applicazione pratica del background teorico<br />

8. https://www.wooclap.com


40 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Strumento Wooclap<br />

Raccogliamo “Grandi Idee”<br />

Alcune “Grandi Idee” emerse<br />

www.wooclap.com/changemakers<br />

Parità di genere<br />

Frontiere: abbattimento di quelle fisiche e mentali<br />

Tempo<br />

Trasformazione del lavoro e delle professioni<br />

Essere cittadini del mondo<br />

Senso critico: tra libertà di espressione e limite consapevole<br />

Lotta alla disparità scolastica<br />

Educazione di qualità per tutti<br />

Materiali ecosostenibili (biopolimeri riciclati dalla plastica in mare)<br />

Sviluppo sostenibile e abbattimento delle barriere architettoniche grazie alla tecnologia<br />

Educare alla scienza<br />

Diritti<br />

Quali sono le nuove professioni emergenti per combattere la disoccupazione giovanile?<br />

Differenza e Indifferenza<br />

Qual è il ruolo del poeta/intellettuale oggi?<br />

Pesti, epidemie, pandemie<br />

Creazione, riproduzione o riparazione di strumenti didattici del laboratorio di fisica<br />

Ricercare<br />

La fase di ricerca inizia con la generazione di domande<br />

guida, relative alla sfida. Le domande implicano<br />

risposte che offriranno tutto ciò che deve essere appreso<br />

per sviluppare una soluzione in-formata alla<br />

sfida e vengono categorizzate e classificate in ordine<br />

di priorità. Per rispondere alle domande guida servono<br />

“risorse guida” e “attività guida”. Esempi di risorse<br />

guida potrebbero essere: contenuti e corsi online,<br />

banche dati, libri di testo e social network. Esempi di<br />

attività guida rimandano a: simulazioni, esperimenti,<br />

progetti, serie di problemi, ricerche e giochi.<br />

Una volta che tutte le domande guida sono state<br />

affrontate e i risultati delle attività guida sintetizzati<br />

e condivisi, gli studenti analizzano conoscenze<br />

raccolte e identificano i temi. La fase di investigazione<br />

si conclude con relazioni e presentazioni che<br />

dimostrano che gli studenti hanno affrontato con<br />

successo tutte le domande guida e hanno sviluppato<br />

conclusioni chiare che porranno le basi per la<br />

soluzione.<br />

Agire<br />

Sulla base della fase di ricerca, gli studenti possono<br />

iniziare a sviluppare ipotesi di soluzione. Per incominciare<br />

possono selezionare le tipologie di soluzioni<br />

e idearne le linee principali (concept): piani per<br />

una campagna di informazione o educazione, progetti<br />

di miglioramento della scuola o della comunità,<br />

sviluppo di prodotti o altre attività. Dopo che i concept<br />

sono stati approvati e selezionati, gli studenti<br />

sviluppano prototipi, sperimentano e testano. Questo<br />

ciclo iterativo di progettazione molto probabilmente<br />

solleverà nuove domande guida che richiedono<br />

ulteriori ricerche e li farà tornare episodicamente<br />

nella fase di investigazione.<br />

Dopo aver sviluppato le loro soluzioni, gli studenti<br />

le implementano, misurano i risultati, riflettono su<br />

cosa ha funzionato e cosa no e determinano il loro<br />

impatto sulla sfida. Quando l’implementazione è<br />

completa, gli studenti possono continuare a perfezionare<br />

la soluzione, sviluppare un rapporto conclusivo<br />

e condividere il loro lavoro.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

41<br />

Sessione con Thumbs Up<br />

> Docente<br />

Anna Venturino, HR Learning & Development Consultant,<br />

CEO e Founder Thumbs Up<br />

Tool per la mappatura delle skills degli studenti<br />

La missione di Thumbs Up, nata nel 2015, è ridurre il<br />

divario tra giovani e lavoro, aumentando la loro consapevolezza<br />

e allineando le loro aspettative rispetto<br />

al mercato del lavoro. La realtà di Thumbs Up si interfaccia<br />

con aziende (profilazione studenti e consulenza<br />

per identificazione candi-dati, realizzazione<br />

di challenge, università, scuole (progetti PCTO, progetti<br />

di orientamento) e studenti (percorsi di orientamento<br />

e sessioni di coaching).<br />

Anna Venturino inizia la sessione condividendo il<br />

punto di osservazione del mercato del lavoro e in<br />

particolare le soft skills richieste. Spiega così come<br />

la “responsabilità”, intesa come capacità di riconoscere<br />

un’identità aziendale e le mansioni per le quali<br />

si è chiamati a lavorare, sia una prerogativa della<br />

“capacità a lavorare in gruppo”, perché se si sente la<br />

responsabilità per il lavoro che si svolge ci si sente<br />

parte di un qualcosa di più grande di sé e pertanto<br />

anche della propria squadra. Allo stesso tempo la<br />

capacità a lavorare in team è funzionale per aumentare<br />

“la capacità di flessibilità e resilienza” perché il<br />

lavoro in gruppo insegna anche ad adattarsi agli altri<br />

e contestualizza il risultato del singolo rispetto a un<br />

obiettivo più ampio come quello del gruppo. A sua<br />

volta la flessibilità e la resilienza sono centrali e sono<br />

alla base del “Life Long Learning” (Apprendimento<br />

permanente). Collegate a queste skill troviamo anche<br />

la capacità di “ricevere dei feedback”, molto<br />

importante per tutto il processo di apprendimento.<br />

Anna Venturino spiega quindi come tutte le skills<br />

appena citate siano tra di loro correlate. Centrale tra<br />

tutte è la skill della “creatività” perché consente di<br />

vedere la realtà da diverse angolazioni e quindi di<br />

uscire dalla propria prospettiva.<br />

Nel dettaglio:<br />

Responsabilità, è intesa come:<br />

• Affidabilità (nel presentarsi sul luogo di lavoro<br />

tutti i giorni, rispettando gli orari e adattandosi<br />

anche come vestiario e stile a luogo di lavoro)<br />

• Proattività (nel porsi la domanda: in che modo<br />

posso contribuire al risultato aziendale)<br />

• Autonomia (nell’avere quel minimo di autonomie<br />

che consenta di entrare nel mondo del lavoro<br />

come un giovane adulto e non come un adolescente).<br />

Creatività, è intesa come capacità di sviluppare un<br />

pensiero laterale, ovvero di osservare la stessa realtà<br />

da diverse angolazioni e prospettive. Il mercato del<br />

lavoro richieste questa capacità perché:<br />

• Consente di sviluppare nuove idee<br />

• Proporre progetti, nuove modalità e approcci di<br />

lavoro<br />

• Consente di risolvere problemi.<br />

Capacità di lavorare in gruppo. Molti lavori richiedono<br />

la capacità di confrontarsi, di integrarsi in una<br />

squadra di colleghi. Questo implica:<br />

• Capacità di riconoscere gli altri come una risorsa<br />

• Percepirsi come contributo attivo al gruppo<br />

• Capacità di visualizzare la scadenza che deve rispettare<br />

il gruppo<br />

• Capacità di riconoscere il ruolo degli altri e di<br />

prendersi la propria responsabilità<br />

• Capacità di ascolto<br />

• Capacità di presentare al gruppo le proprie proposte.<br />

Capacità organizzativa, intesa come:<br />

• Capacità di rispettare le scadenze<br />

• Saper gestire più compiti contestualmente<br />

• Saper distinguere tra un obiettivo lungo, medio e<br />

breve termine<br />

• Aver la percezione di quanto ci si impegni a svolgere<br />

un compito e quindi allineare la propria velocità<br />

di esecuzione alla richiesta aziendale.<br />

Flessibilità, intesa come:<br />

• Capacità di adattarsi<br />

• Capacità di accogliere gli imprevisti<br />

Resilienza. Essendo un’azienda composta da individui<br />

e configurandosi pertanto come una comunità,<br />

la capacità di resilienza di un individuo incide anche<br />

sugli altri.


42 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Capacità di recepire un feedback. Per un giovane<br />

che si affaccia al mondo del lavoro, sapere recepire<br />

un feedback è fondamentale. Tale capacità è intesa<br />

come:<br />

• Saper ascoltare dal proprio superiore il feedback<br />

• Analizzare il proprio operato<br />

• Modificare le procedure, la qualità, il proprio comportamento.<br />

Anna Venturino offre inoltre una panoramica di quali<br />

esperienze possono essere utili per consentire l’implementazione<br />

delle skills. Tra queste si segnalano:<br />

• Esposizione internazionale: allena la flessibilità, la<br />

capacità relazionale, la creatività e la capacità di<br />

lavorare in gruppo<br />

• Esperienze lavorative: allenano la responsabilità e<br />

la capacità di ricevere feedback<br />

• Le attività extracurriculari, come il volontariato,<br />

le attività sportive, le esperienze artistiche significative,<br />

perché allenano la capacità relazionale e<br />

incidono sulla motivazione e l’autostima<br />

• I progetti imprenditoriali perché richiedono un livello<br />

di autonomia e di spirito di iniziativa da parte<br />

degli studenti elevato. Contribuiscono a stimolare<br />

la creatività e la responsabilità.<br />

Anna Venturino prosegue la sessione spiegando<br />

come, attraverso l’utilizzo della piattaforma Thumbs<br />

Up Map e la realizzazione di progetti PCTO, Thumbs<br />

Up abbia potuto rilevare che ci alcune skills su cui<br />

giovani fanno fatica. Tra queste si segnalano:<br />

• La mancanza di creatività, intesa come pensiero<br />

laterale<br />

• Il basso livello di flessibilità<br />

• La difficoltà a lavorare in gruppo.<br />

La mancanza di creatività<br />

La creatività è in stretta relazione con l’intuizione,<br />

il pensiero laterale. Quest’ultimo comporta ristrutturazione,<br />

evasione e stimolazione di nuovi modelli.<br />

Riguarda la produzione di nuove idee e dà luogo a<br />

cambiamenti di atteggiamento e approccio, a uno<br />

sguardo diverso sulle cose che sono sempre state<br />

considerate dallo stesso angolo di visuale. Lo studio<br />

della matematica, della fisica e della filosofia possono<br />

contribuire a sviluppare il pensiero laterale.<br />

Il basso livello di flessibilità<br />

Una scarsa flessibilità nei giovani può essere dettata<br />

dall’essere abituati a vivere in situazioni vicine alla<br />

propria comfort zone con poche eccezioni. Il volontariato<br />

è un ambito in cui allenare questa capacità.<br />

La difficoltà a lavorare in gruppo<br />

La difficoltà a lavorare in gruppo è stata osservata in<br />

molte situazioni da Thumbs Up. Tuttavia non sembra<br />

sia una difficoltà collegata a una rigidità da parte dei<br />

giovani a lavorare in gruppo, quanto piuttosto a non<br />

essere allenati a farlo. La disposizione dei banchi a<br />

scuola rivolti verso il professore, l’apprendimento<br />

frontale, la consegna di compiti individuali, non facilitano<br />

gli studenti all’apprendimento di questa skill.<br />

Anna Venturino prosegue la sessione presentando<br />

la piattaforma Thumbs Up Map, uno strumento innovativo<br />

di assessment online che valuta i profili e<br />

la motivazione dei giovani e verifica se i medesimi<br />

sono in linea con le richieste del mercato del lavoro.<br />

Al termine del test (che non è psico-attitudinale, ma<br />

lavora sulla consapevolezza del giovane), la piattaforma<br />

genera un report personale, composto da un CV,<br />

un’analisi delle Employability Skills e un orientamento.<br />

Thumbs Up Map si compone da quattro aree:<br />

My Story, My Skill, My Will e My Job.<br />

la struttura del Thumbs Up Map<br />

1 My Story 2 My Skill<br />

3 My Will 4 My Job


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

43<br />

Rispetto all’area My Skill, questa misura le abilità<br />

di base e trasversali che costituiscono risorse di<br />

employability e sono indicatori di entrepreneurial<br />

mindset:<br />

• Due skill di base:<br />

√ Abilità linguistiche<br />

√ Conoscenze tecnologiche<br />

• Quattro soft skills:<br />

√ Abilità interpersonali (capacità di ascolto e di<br />

lavorare con gli altri)<br />

√ Flessibilità (capacità di accogliere le novità e gestire<br />

situazioni impreviste)<br />

√ Capacità organizzativa (pianificare attività)<br />

√ Imprenditorialità (abilità di imparare dai fallimenti,<br />

essere autonomi e proattivi)<br />

Tutte le skills vengono sia valutate che autovalutate.<br />

Inoltre la capacità di innovazione, intesa come capacità<br />

di uscire dagli schemi e adottare un pensiero<br />

divergente è autovalutata.<br />

• Tenere traccia anche dopo il diploma, se è presente<br />

una correlazione tra il rendimento scolastico<br />

degli studenti negli ultimi tre anni ed il suo percorso<br />

universitario.<br />

L’area My Will presenta due dimensioni: motivation<br />

e willingness. La prima è definita come la determinazione<br />

a raggiungere uno specifico obiettivo. Willingness<br />

misura la disponibilità a migliorarsi. Uno<br />

studente con My Will bassa, indica che non intende<br />

investire energia nel proseguire gli studi e neppure<br />

nell’ambito lavorativo.<br />

Lo strumento è stato somministrato su oltre 10.000<br />

studenti e la sperimentazione ha portato ad un percorso<br />

di validazione scientifica insieme all’Università<br />

Statale di Milano. I destinatari sono studenti dai 16 ai<br />

18 anni o neo-diplomati e giovani tra i 18 e i 25 anni.<br />

Perché utilizzare Thumbs Up Map?<br />

• Per avere uno sguardo su tutti gli studenti della<br />

propria Scuola rispetto alle skills<br />

• Analizzare se esiste un tema di sottostima o sovrastima<br />

da parte degli studenti<br />

• Analizzare se c’è un tema di motivazione e se<br />

questo ha qualche correlazione con alcuni fattori,<br />

come la sottostima, il rendimento scolastico, le<br />

soft skills.<br />

• Analizzare come cambiano nel corso degli anni le<br />

skills


44 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Modulo 3: Metodologie<br />

Innovative / Digital Tools<br />

Community Event<br />

Tech & Innovation<br />

> Competenze su cui impatta il modulo<br />

• Creare un setting di didattica attiva: in reale ed<br />

in virtuale<br />

• Competenze digitali trasversali per la gestione<br />

delle attività<br />

> Obiettivo<br />

Fornire metodologie innovative per la didattica<br />

Le nuove frontiere della didattica al centro<br />

del Community Event dei docenti di <strong>Teaching</strong><br />

<strong>Revolution</strong>, insieme con il Politecnico<br />

di Milano e Ashoka.<br />

> Intervento<br />

Luca Solesin, Program Manager Education<br />

Ashoka<br />

Luigi Gangitano, Chief of Digital Innovation<br />

POLIMI Graduate School of Management,<br />

General Manager Fadpro<br />

Michele Gabbanelli, Docente della lingua<br />

Inglese presso l’IIS “Savoia - Benincasa” di Ancona<br />

Nell’epoca del cambiamento e della rivoluzione<br />

digitale anche la scuola cambia il suo<br />

modo di essere. La nuova didattica ci chiede<br />

di passare da un metodo frontale, in cui il<br />

professore spiegava e gli studenti seguivano,<br />

alla necessità di coinvolgere la classe attivamente.<br />

Le nuove tecnologie arrivano in supporto<br />

ai docenti che accettano il cambiamento, lo<br />

accolgono e cercano di anticiparlo. Docenti<br />

come quelli partecipanti al progetto <strong>Teaching</strong><br />

<strong>Revolution</strong> di Sistema Scuola Impresa, collegati<br />

da tutta Italia per il Community Event del<br />

22 marzo durante il quale sono stati presentati<br />

i nuovi strumenti disponibili per svolgere<br />

una didattica interattiva e, quando necessario,<br />

a distanza.<br />

Grazie alla partecipazione di Luigi Gangitano,<br />

Luca Solesin e del professore Michele Gabbanelli,<br />

quello che prima era un futuro utopico<br />

ora è sempre più concreto.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

45<br />

Non basta avere nuovi strumenti<br />

per saperli usare<br />

La necessità della fruizione a distanza<br />

delle lezioni ha reso ancora più evidenti<br />

le ormai accertate lacune della<br />

classica didattica frontale. Prima il docente<br />

entrava in classe, apriva il libro<br />

e spiegava agli studenti ciò che era<br />

scritto. Con il cambio generazionale<br />

e l’approccio delle nuove tecnologie,<br />

è necessario trovare metodologie più<br />

affini agli studenti. L’introduzione del<br />

digitale nella scuola aiuta, certo, ma<br />

non risolve tutto se non si hanno le conoscenze<br />

giuste per utilizzarlo.<br />

È ciò che i docenti hanno potuto apprendere<br />

durante il Community Event<br />

grazie all’intervento di Luigi Gangitano,<br />

Chief of Digital Innovation del<br />

Politecnico di Milano e direttore generale<br />

dell’azienda Fadpro. Già prima di<br />

essere acquisita dal MIP, Fadpro si occupava<br />

della produzione di contenuti<br />

digitali, esercizio non proprio semplice<br />

come sembra.<br />

Luigi Gangitano ha spiegato tutto il<br />

processo che si nasconde dietro la creazione<br />

di contenuti video per le lezioni<br />

asincrone e la necessità della corretta<br />

fruizione degli stessi.<br />

Non si tratta, infatti, di semplici video<br />

in cui il docente si registra e riporta<br />

la lezione agli studenti, ma di clip di<br />

breve durata mirate al coinvolgimento<br />

emotivo degli stessi. Affinché ciò avvenga<br />

è necessario un lavoro di montaggio<br />

che consente di incrementare il<br />

racconto che avviene. Possono essere<br />

quindi aggiunte slide, sfondi animati e<br />

anche suoni di sottofondo che aiutino<br />

lo studente a sentirsi più partecipe e<br />

a non far calare la concentrazione. Da<br />

qui l’importanza dell’essere brevi, perché<br />

è misurato che oltre i 5 minuti l’attenzione<br />

diminuisce.<br />

La nuova didattica immersiva con<br />

simulazioni<br />

L’introduzione della didattica asincrona<br />

non si limita però solo alla fruizione<br />

di clip. Grazie ai nuovi programmi di<br />

simulazioni 3D è infatti possibile creare<br />

mini-videogiochi che consentano<br />

di creare un’esperienza immersiva e<br />

totale dello studente durante l’apprendimento.<br />

Ciò rende la formazione ancora<br />

più efficace in quanto si permette<br />

allo studente di apprendere per esperienza<br />

ed è utile anche per esercitazioni<br />

successive alla spiegazione in aula.<br />

L’utilizzo di questo strumento è sicuramente<br />

più facile per le materie tecniche,<br />

ma è possibile anche trasportarlo<br />

su quelle umanistiche. È infatti durante<br />

queste valutazioni che i docenti si<br />

sono divertiti ad immaginare diversi<br />

scenari di fruizione. Ciò dimostra<br />

come, senza un cambiamento interiore<br />

alle persone, i singoli strumenti<br />

non siano sufficienti per una nuova<br />

didattica.<br />

Quanto è concreto il cambiamento?<br />

Parlare dei nuovi metodi della didattica<br />

è molto semplice, il difficile arriva<br />

quando devono essere testati nelle<br />

classi. Durante l’evento i docenti hanno<br />

potuto apprendere anche questo<br />

concetto confrontandosi con Luca<br />

Solesin, Senior Change Manager ad<br />

Ashoka, e con il professore Michele<br />

Gabbanelli, docente di Inglese presso<br />

l’IIS “Savoia - Benincasa” di Ancona. La<br />

sua scuola, infatti, insieme all’ISIS “A.<br />

Malignani” di Udine e all’ISIS “Europa”<br />

di Pomigliano d’Arco in provincia di<br />

Napoli, ha potuto partecipare al progetto<br />

di Avanguardia Educative e sperimentare<br />

il nuovo modello educativo<br />

“Framework MLTV”, dove MLTV è un<br />

acronimo di Making Learning and Thinking<br />

Visible (Rendere visibili l’apprendimento<br />

e il pensiero).<br />

Sperimentato nelle scuole secondarie<br />

di secondo grado, questo metodo è capace<br />

di valorizzare e mettere a frutto<br />

sia le conoscenze, abilità e competenze<br />

di tipo disciplinare che lo sviluppo<br />

del pensiero nelle diverse declinazioni:<br />

critico, creativo, logico-matematico, riflessivo,<br />

decisionale, sistemico.<br />

Un cambiamento profondo, quello che<br />

sta avvenendo nella scuola, di cui i docenti<br />

del <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> si stanno<br />

rendendo protagonisti.


46 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Sessione con Impara Digitale<br />

> Docenti<br />

Marcello Marini, Trainer Centro Studi Impara Digitale<br />

Maria Grazia Ottaviani, Trainer Centro Studi Impara<br />

Digitale<br />

Metodologie didattiche ed utilizzo degli strumenti<br />

per la creazione di prodotti finali come quelli riportati<br />

negli strumenti<br />

> Contenuti<br />

Quando si parla di “metodologia”, si fa riferimento<br />

a quelle procedure di insegnamento nei termini<br />

di proposizioni operative, tramite le quali si realizzano<br />

linee tracciate dal metodo; la metodologia è<br />

lo studio dei metodi della ricerca pedagogica e lo<br />

studio delle modalità di compimento dei processi<br />

di insegnamento-appendimento. La metodologia si<br />

realizza attraverso un insieme di approcci filosofici<br />

scelti per costruire l’apprendimento. Essa non è una<br />

ricetta e va declinata e ricontestualizzata in base alle<br />

specifiche caratteristiche della situazione.<br />

Dopo una breve panoramica sul significato del termine<br />

“metodologia”, la sessione procede con una<br />

suddivisione in gruppi ed un’attività assegnata ad<br />

ogni gruppo, che dovrà visionare un video riguardante<br />

una metodologia utilizzando lo strumento<br />

Padlet 9 . Al ritorno in plenaria è stata effettuata un’analisi<br />

del materiale visionato indicando:<br />

• Il nome della metodologia;<br />

• Il ruolo del docente;<br />

• Il ruolo dello studente;<br />

• Gli ambienti di apprendimento adatti a questa<br />

metodologia;<br />

• Gli strumenti utili per rendere efficace tale metodologia.<br />

Problem based learning PBL<br />

Descrizione<br />

Casa fa il docente<br />

Cosa fa lo studente<br />

Quali sono gli ambienti di apprendimento<br />

Quali strumenti servono<br />

Cosa si valuta<br />

Ipotesi: quando puoi usarla<br />

Viene presentato agli studenti un problema reale/concreto che i ragazzi non<br />

conoscono e aperto a diverse soluzioni. Fornendo loro del materiale per risolverlo,<br />

gli studenti cercano di trovarne una possibile soluzione<br />

In qualità di facilitatore, interviene nel momento in cui hanno bisogno di<br />

avere un chiarimento. Egli può rivolgere delle domande per focalizzare un<br />

aspetto del problema, ma non a risolverlo<br />

Attraverso il materiale proposto e utilizzando anche spunti presi da realtà<br />

esterne all’ambiente scolastico, possibilmente in gruppo, cerca una soluzione<br />

possibile al problema sviluppando anche il pensiero divergente<br />

Il territorio e gli Enti direttamente interessati alla soluzione del problema o<br />

che possano fornire spunti di riflessione<br />

Tutti gli ambienti reali o virtuali che permettano fruizione condivisa delle<br />

informazioni, come ad esempio Blendspace presente all’interno di tess.com<br />

La qualità del lavoro finale intesa come possibile efficienza ed efficacia della<br />

soluzione proposta; l’iter del lavoro (capacità di lavorare in gruppo; capacità<br />

di usare gli strumenti tecnologici in maniera appropriata; l’uso delle fonti;<br />

capacità di iniziativa)<br />

Un’opportunità per favorire la coesione della classe quando non è coesa.<br />

Utilizzabile maggiormente nell’ambito tecnico-scientifico<br />

Immagine 10. Esempio di restituzione sulla metodologia analizzata<br />

9. https://it.padlet.com


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

47<br />

La riflessione, sollecitata dai trainers, che ha fatto<br />

da sfondo agli interventi dei corsisti è stata quella di<br />

trovare gli aspetti convergenti e le divergenti nelle<br />

attività previste all’interno delle metodologie. Altro<br />

aspetto interessante è stato quello di tentare di collegare<br />

tali attività allo sviluppo di determinate competenze<br />

in riferimento innanzitutto a quelle europee<br />

per l’apprendimento permanente.<br />

Competenze dello studente<br />

Il Framework DigCompEdu<br />

Competenze professionali del docente/formatore<br />

Competenze<br />

disciplinari<br />

3<br />

Pratiche<br />

di insegnamento<br />

e apprendimento<br />

Pratiche<br />

di insegnamento<br />

Guida e supporto<br />

agli studenti<br />

Apprendimento<br />

collaborativo<br />

Apprendimento<br />

Autoregolato<br />

Competenze didattiche del docente/formatore<br />

Competenze<br />

trasversali<br />

1<br />

2<br />

5<br />

6<br />

Coinvolgimento<br />

e valorizzazione<br />

professionale<br />

Comunicazione organizzativa<br />

Collaborazione professionale<br />

Pratiche riflessive<br />

Crescita professionale<br />

Risorse Digitali<br />

Selezionare<br />

le risorse digitali<br />

Creare e modificare<br />

le risorse digitali<br />

Gestire, proteggere<br />

e condividere le<br />

risorse digitali<br />

Valorizzazione<br />

delle potenzialità<br />

degli studenti<br />

Accessibilità e inclusione<br />

Differenziazione<br />

e personalizzazione<br />

Partecipazione attiva<br />

Favorire<br />

competenze<br />

digitali degli studenti<br />

Alfabetizzazione<br />

all’informazione e ai media<br />

Comunicazione<br />

e collaborazione digitale<br />

Creazione di contenuti digitali<br />

Uso responsabile del digitale<br />

Risoluzione dei problemi<br />

Competenze<br />

digitali<br />

Valutazione<br />

dell’apprendimento<br />

Strategie<br />

di valutazione<br />

Analisi dei dati<br />

del processo<br />

di apprendimento<br />

Riscontro<br />

sull’apprendimento<br />

e pianificazione<br />

didattica<br />

4<br />

Competenze<br />

disciplinari<br />

In riferimento alle competenze digitali che un docente<br />

dovrebbe possedere, i trainers di Impara Digitale,<br />

presentano il framework DigCompEdu 10 , elaborato<br />

dalla Commissione Europea, che presenta sei<br />

aree, articolandole in 22 sotto competenze.<br />

Rispetto all’importanza di possedere competenze digitali,<br />

per il ruolo di docente ed aspirante docente, la<br />

sessione continua con una panoramica di strumenti<br />

digitali utili nella didattica, ancorandoli ad uno specifico<br />

obiettivo. Di seguito una breve descrizione di<br />

ognuno:<br />

Strumenti di collaborative learning 11<br />

• Miro e Mural: strumenti di collaborazione online,<br />

che simulano una lavagna interattiva<br />

• Padlet: strumento di collaborazione e condivisione<br />

di materiale online<br />

Strumenti per comunicare<br />

• Powtoon: strumento per creare video animati e<br />

presentazioni<br />

• Mentimeter: strumento per creare presentazioni<br />

e raccogliere riflessioni<br />

• Canva: strumento per creare presentazioni, infografiche,<br />

fogli di esercizi<br />

• Adobe Spark: strumento per creare contenuti,<br />

post e video<br />

• Wooclap: strumento per la realizzazione di test e<br />

quiz interattivi<br />

• Emaze: strumento per creare presentazioni accattivanti<br />

Strumenti per l’apprendimento<br />

• Mindmeister: strumento per creare mappe concettuali<br />

• Ed Puzzle: strumento per l’apprendimento ed<br />

interazione docente-studente<br />

• Timegraphics: strumento per creare linee temporali<br />

• Vialogues: strumento per creare video-discussioni<br />

10. Una modalità di apprendimento che si basa sulla valorizzazione della collaborazione all’interno di un gruppo di allievi<br />

11. https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_storytelling


48 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Strumenti di didattica personalizzata<br />

• Learning App: strumento volto a sostenere i processi<br />

di apprendimento tramite la creazione di<br />

piccoli moduli interattivi<br />

• Genially: strumento per creare lezioni, giochi e<br />

presentazioni interattive<br />

Strumenti per la Gamification<br />

• Wordwall e Kahoot: strumento per l’apprendimento<br />

basato sulle dinamiche di gioco<br />

Strumenti per la valutazione<br />

• QuizFaber: strumento per la realizzazione di quiz<br />

multimediali<br />

Strumenti per la creazione di immagini<br />

• Thinglink: strumento per realizzare immagini interattive.<br />

Sessione con il Politecnico di Milano<br />

> Docenti<br />

Aldo Torrebruno, Education manager of the egnineering<br />

schools and researcher Politecnico di Milano<br />

Nicoletta Di Blas, Associate Professor Politecnico di<br />

Milano<br />

Lo Storytelling Digitale per la realizzazione di storie<br />

multimediali<br />

> Contenuti<br />

L’espressione “narrazioni digitali” si riferisce a un formato<br />

breve di prodotto mediatico digitale che permette<br />

a persone comuni di condividere aspetti della<br />

storia della propria vita, ma non solo. Con “mediatico”<br />

si può intendere l’equivalente digitale di tecniche<br />

cinematografiche (immagini in movimento col sonoro),<br />

animazione, fotografie o fotogrammi, solo sonoro,<br />

o qualsiasi altro formato di media non tangibili<br />

(ossia materiali che esistono solamente in formato<br />

elettronico, a differenza di dipinti o fotografie stampate<br />

su carta, suoni registrati su cassette o dischi,<br />

film conservati su pellicola), che la gente può usare<br />

per raccontare una storia o presentare un’idea 12 .<br />

Il Digital Storytelling<br />

Student<br />

Engagement<br />

Reflection<br />

for Deep Learning<br />

Digital<br />

Storytelling<br />

Project-Based<br />

Learning<br />

Tecnology<br />

Integration<br />

12. https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_storytelling


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

49<br />

Quali benefici può apportare la narrazione di<br />

storie a scuola?<br />

• Può impattare sul coinvolgimento: lo studente è<br />

autore e fruitore della narrazione digitale;<br />

• Implementa la creatività: raccontare una storia è<br />

un’attività che mette in moto la creatività, che è<br />

una delle competenze del XXI secolo;<br />

• Implementa la «Media literacy», la capacità di utilizzare<br />

in modo consapevole diversi media;<br />

• Permette di imparare a comunicare in modo efficace,<br />

combinando diversi media: audio, immagini,<br />

testi di vario genere, video.<br />

Nel corso della sessione i docenti hanno illustrato<br />

alcuni tools utili per la creazione di narrazioni digitali,<br />

sottolineando che esistono molti strumenti che<br />

possono essere usati per creare narrazioni digitali,<br />

anche se non sono stati progettati specificamente<br />

per questo scopo, anche se non creati appositamente<br />

per questo.<br />

Tool per creare storie a fumetti<br />

• PowToon mette a disposizione degli utenti gli<br />

strumenti per creare presentazioni animate e slideshow.<br />

È possibile registrarsi gratuitamente con<br />

un indirizzo email. Uso: una volta effettuato l’accesso,<br />

gli utenti possono progettare le presentazioni<br />

utilizzando i modelli già pronti o partendo da<br />

zero. Si possono aggiungere testo, immagini, animazioni<br />

semplici, effetti di entrata e uscita, e altro<br />

ancora. Le immagini sono organizzate per stili. Al<br />

termine, è possibile caricare la presentazione su<br />

YouTube e inviarla via mail per revisione, oppure<br />

visualizzarla nella propria dashboard personale.<br />

• Storyboard That può essere usato in classe come<br />

strumento di storytelling per creare semplici fumetti<br />

narrativi. Storyboard consente di creare<br />

storyboard per imparare e divertirsi. Uso: è possibile<br />

riempire i pannelli trascinando le immagini<br />

prese da un repository molto ricco e organizzato<br />

in fondali di scena, personaggi e oggetti. È possibile,<br />

inoltre, far interagire i personaggi aggiungendo<br />

testo nei fumetti disponibili. Una volta completato<br />

uno storyboard, questo può essere salvato e modificato<br />

in un secondo momento oppure scaricato<br />

sul proprio computer in formato PowerPoint/Pdf.<br />

Storyboard that può essere usato per ricostruire<br />

un evento storico, la trama o i personaggi di un’opera<br />

letteraria oppure come strumento per esprimere<br />

se stessi in maniera creativa.<br />

• Voki: permette di creare un personaggio virtuale.<br />

Prevede la narrazione attraverso un avatar animato<br />

che parla ed interagisce con i movimenti del<br />

mouse. Uso: l’avatar, lo sfondo e la cornice possono<br />

essere personalizzati; la voce può essere la propria<br />

registrata oppure quella di un sintetizzatore<br />

vocale: si può scegliere tra diverse lingue ed intonazioni.<br />

Voki è utile per creare brevi presentazioni<br />

e per attività collaborative o in modalità flipped. Il<br />

prodotto realizzato può essere condiviso sui social<br />

e siti internet. La modalità classe è a pagamento<br />

dopo un periodo di prova gratuito. Consente di<br />

creare e gestire una classe online, assegnare e<br />

rivedere compiti, condividere i prodotti realizzati.<br />

Anche la modalità insegnante è a pagamento<br />

con periodo di prova gratuito ed è pensata per<br />

creare lezioni senza limiti di tempo e diapositive<br />

commentate. Le presentazioni vengono salvate in<br />

cloud.<br />

Tool per creare data e visual storytelling<br />

• Infogr.am: strumento per creare infografiche, report,<br />

dashboard di dati. Gratuito nella versione<br />

base. Questo servizio web online permette di raccontare/organizzare<br />

i dati attraverso infografiche<br />

interattive tramite un editor visuale. È possibile<br />

usare dei format da modificare e personalizzare<br />

oppure partire dal foglio bianco. I dati possono<br />

essere inseriti tramite fogli di calcolo, le scritte<br />

modificate con un semplice doppio click del mouse,<br />

si possono inserire foto, immagini e video. C’è<br />

la possibilità di allegare una mappa geografica, di<br />

aggiungere testi scritti, citazioni e di intervenire<br />

nella grafica e nel design. L’infografica può essere<br />

condivisa con un link, inserita in un sito web tramite<br />

codice embed, pubblicata su Twitter, Facebook,<br />

Pinterest.<br />

Tool per creare storie in formato video<br />

• Wevideo: piattaforma web di editing video cloud<br />

based, cioè accessibile online da qualunque postazione<br />

connessa ad internet, che consente la<br />

creazione, pubblicazione e condivisione di filmati<br />

con titoli, transizioni ed effetti, accompagnati da


50 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

musica e narrazione. Uso: Per registrarsi è necessario<br />

creare un account, scegliendo tra “personal”,<br />

“business”o “education” e fornendo i propri dati o<br />

collegandosi tramite il proprio account Facebook,<br />

Google, Yahoo, Office 365. La piattaforma offre<br />

un’iscrizione di base gratuita con uno spazio di<br />

storage di 1GB, la possibilità di realizzare video con<br />

una risoluzione massima di 720 pixel (altezza), l’esportazione<br />

in locale dei filmati realizzati, l’accesso<br />

ad una library di 22 canzoni da usare in fase di creazione<br />

ed editing e 5 minuti di video pubblicati.<br />

• Animoto: un servizio nella “cloud” per creare e<br />

condividere video. La versione base è gratuita, le<br />

versioni avanzate hanno un costo mensile. Insegnanti<br />

ed educatori possono richiedere l’accesso<br />

gratuito a Educator Pro, con il quale l’insegnante<br />

può creare accessi collegati al proprio per i propri<br />

studenti (sotto i 13 anni). Sfrutta la tecnologia di<br />

Intelligenza Artificiale Cinematica (fonte: Wikipedia).<br />

La produzione si divide in tre passi: caricamento<br />

di immagini o video, personalizzazione<br />

dello stile (tra cui scelta di musica e parole) e condivisione<br />

tramite email, social network.<br />

Tool per creare storybooks<br />

• Storybird: piattaforma social dedicata al digital<br />

storytelling. È pensato per incentivare scrittura e<br />

lettura in modo creativo: utilizza illustrazioni realizzate<br />

da professionisti per ispirare la creazione<br />

di storie. Permette di creare storie illustrate (con<br />

testo e immagine in ogni pagina) di 10/12 pagine;<br />

comporre poesie trascinando parole su un’immagine<br />

di sfondo; ideare storie lunghe ed articolate<br />

sfruttando le immagini come cornice narrativa<br />

che introduce il capitolo. È possibile condividere il<br />

prodotto via mail, tramite un codice da “embeddare”,<br />

oppure via social network.<br />

Tra i tools per creare storie con immagini, testi, audio<br />

e video, è presente 1001Storia, un ambiente per<br />

la produzione, generazione e fruizione di narrazioni<br />

digitali interattive, sviluppato dal Laboratorio HOC<br />

del Politecnico di Milano 13 . 1001storia permette di<br />

creare racconti multimediali interattivi. Le narrazioni<br />

prodotte con 1001storia si possono fruire su diversi<br />

canali e dispositivi, sia online che offline: su web<br />

per PC, su web per applicazioni mobili, podcasts,<br />

iPad e altri tablets. Per accedere allo strumento gli<br />

utenti hanno bisogno di un accesso (gratuito) che<br />

va richiesto via e-mail. Lo strumento permette di<br />

caricare immagini (dal 2014 anche video), file audio,<br />

testi (testo principale della “storia”, titoli e didascalie).<br />

Una volta terminata la narrazione, lo strumento<br />

genera versioni diverse per i diversi canali.<br />

Attraverso il concorso Policultura, istituito dal Politecnico<br />

di Milano, è possibile creare narrazioni digitali<br />

attraverso 1001storia e concorrere. Policultura è<br />

una Competizione di storytelling digitale collaborativo<br />

del laboratorio HOC (POLIMI) dal 2006.<br />

I passi principali per creare una narrazione digitale<br />

sono:<br />

• Scelta del tema<br />

• Ricerca di contenuti<br />

• Elaborazione dei contenuti<br />

• Caricamento nello strumento autore<br />

• Valutazione e versione finale<br />

L’approccio alla base della creazione di narrazioni<br />

digitali con 1001storia e del lavoro con Il Digital<br />

Storytelling, è il Project-based learning. L’apprendimento<br />

basato sui progetti trova le sue origini a partire<br />

da Confucio, Aristotele e Socrate, i quali affermavano<br />

l’importanza di “apprendere ponendo domande<br />

e facendo” (Boss, 2011). A William Kilpatrick, pedagogista<br />

statunitense, allievo e grande ammiratore di<br />

Dewey, si deve la teorizzazione del project method<br />

come filosofia dell’educazione e la sua diffusione<br />

dall’America all’Europa.<br />

Il Project-Based Learning (PBL) è un metodo d’insegnamento<br />

attraverso il quale gli studenti acquisiscono<br />

conoscenze e competenze lavorando per un<br />

lungo periodo di tempo per realizzare un’indagine<br />

e poter rispondere a una domanda, a un problema,<br />

a una sfida, che siano autentici, coinvolgenti e complessi<br />

14 .<br />

13. https://www.policultura.it<br />

14. Buck Institute for Education, organizzazione no profit fondata nel 1987 che si occupa di ricerca e formazione professionale<br />

nell’ambito del PBL


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

51<br />

A differenza del progetto, che è breve, non impegnativo<br />

dal punto di vista intellettuale e svolto alla<br />

fine di una unità di apprendimento condotta con<br />

metodo tradizionale, il PBL rappresenta veicolo<br />

dell’insegnamento di conoscenze approfondite e<br />

competenze significative e di ordine superiore, dallo<br />

sviluppo del pensiero critico, al problem solving, alla<br />

collaborazione.<br />

Nello specifico, di seguito gli elementi principali del<br />

PBL:<br />

• un problema o una domanda stimolanti: cornice<br />

del progetto, alla portata degli studenti e autentica;<br />

• un’indagine prolungata: gli studenti sono coinvolti<br />

in un processo rigoroso e continuativo, con<br />

domande approfondite, ricerca di fonti e risorse,<br />

applicazione delle informazioni reperite;<br />

• autenticità: il progetto riguarda il mondo reale o<br />

comunque risponde a interessi o preoccupazioni<br />

centrali nella vita degli studenti;<br />

• voce e scelta agli studenti: sono loro a prendere<br />

decisioni, incluso quando si tratta del modo di lavorare<br />

e del prodotto da realizzare;<br />

• riflessione: studenti e docenti riflettono sull’apprendimento,<br />

l’efficacia del loro progetto, la sua<br />

qualità, gli ostacoli e le strategie per aggirarli;<br />

• critica e revisione: gli studenti forniscono e ricevono<br />

feedback per migliorare processi e prodotti;<br />

• prodotto pubblico: gli studenti rendono pubblico<br />

il proprio progetto presentandolo ad un pubblico<br />

più ampio della classe.<br />

Nel PBL il ruolo del docente è:<br />

• Pianificare;<br />

• Assicurarsi acquisizione di competenze/conoscenze<br />

in linea con il programma;<br />

• Costruire cultura, favorendo autonomia;<br />

• Gestire e supportare con varie strategie didattiche;<br />

• Valutare;<br />

• Coinvolgere/allenare<br />

Il ruolo del docente nel PBL<br />

Strumento e applicazione dello strumento:<br />

1001Storia<br />

I partecipanti, divisi in 12 gruppi composti da 4-5 persone,<br />

hanno avuto modo di sperimentare la creazione<br />

di una storia digitale con 1001storia, arrivando a:<br />

• Definire un tema;<br />

• Elaborare il piano editoriale (capitoli, sotto-capitoli);<br />

• Realizzare almeno 3 frammenti completi (testo, immagini,<br />

audio<br />

Immagine 11. Un “momento” delle narrazioni digitali<br />

create dai partecipanti


52 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Community Event<br />

Digital Platform<br />

> Intervento<br />

Chiara Burberi, Direttrice generale<br />

Edifin SpA e Co-founder Redooc<br />

Cinzia Bosco, Digital Editor Redooc<br />

“Con quest’incontro di <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

vogliamo creare maggiore sintonia<br />

anche a distanza”. Così Gianluca Sabatini,<br />

Head of Marketing and Education<br />

Business Development presso ELIS, ha<br />

aperto il Community Event del 6 Aprile<br />

2021, durante il quale si è discusso<br />

anche delle origini di <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>,<br />

il progetto nato nell’ambito di<br />

Sistema Scuola Impresa.<br />

Durante l’evento, i docenti hanno avuto<br />

modo di apprendere i retroscena<br />

del progetto a cui hanno partecipato<br />

ma anche di imparare un nuovo metodo<br />

di didattica grazie all’intervento<br />

di Chiara Burberi, presidente e CEO di<br />

Redooc, e Cinzia Bosco, Digital Editor<br />

della piattaforma.<br />

Le origini di <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> e<br />

di Sistema Scuola Impresa<br />

Da dove nasce <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>? È<br />

lo stesso Gianluca Sabatini a spiegare<br />

ai docenti l’origine di questo progetto,<br />

che li ha visti impegnati nell’apprendimento<br />

di nuove forme di didattica da<br />

riproporre in classe ai propri studenti.<br />

Un modo nuovo di vedere l’insegnamento,<br />

non rivolto più solo al “sapere”<br />

ma al “saper fare”.<br />

<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> è infatti parte integrante<br />

del progetto Sistema Scuola<br />

Impresa di ELIS che, in collaborazione<br />

con diverse aziende del consorzio ELIS,<br />

si propone di raccogliere e analizzare<br />

le caratteristiche e le competenze che<br />

i giovani devono avere quando si immettono<br />

nel mondo del lavoro.<br />

In ogni offerta lavorativa, infatti, i<br />

ragazzi si ritrovano queste due parole<br />

che tanto spaventano, complice<br />

anche la poca preparazione pratica<br />

offerta loro dalla scuola. Per questo<br />

ELIS ha come obiettivo quello di preparare<br />

i giovani a ciò che dovranno<br />

affrontare una volta usciti dalle mura<br />

sicure della loro scuola.<br />

Il ruolo di ELIS per le scuole e le<br />

aziende<br />

Affinché l’impegno di ELIS possa continuare<br />

a dare i suoi frutti, è importante<br />

la collaborazione delle aziende del<br />

Consorzio e dei docenti delle scuole,<br />

coloro che hanno il potere di arrivare<br />

ai giovani e di formarli per il futuro<br />

che desiderano. <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

si pone quindi l’obiettivo di formare gli<br />

insegnanti del domani, coloro che sanno<br />

cosa desiderano le aziende e che<br />

sono pronti preparare gli studenti a<br />

ciò che li aspetta nel mondo del lavoro.<br />

“Si tratta di un progetto efficace solo<br />

se portato avanti tra imprese, professori,<br />

dirigenti scolastici e responsabili di<br />

orientamento. Guardateci sempre con<br />

occhio critico e desideroso di nuovi spunti<br />

di riferimento”, ha concluso Gianluca<br />

Sabatini per incentivare i docenti partecipanti<br />

ad essere attivi nel progetto<br />

anche al termine di questo.<br />

Come portare il cambiamento nella<br />

didattica: la piattaforma Redooc<br />

Per presentare la piattaforma di didattica<br />

digitale redooc.com hanno presenziato<br />

all’evento Chiara Burberi e Cinzia<br />

Bosco, rispettivamente co-founder e<br />

Digital Editor di Redooc. Con loro i docenti<br />

hanno scoperto le possibilità offerte<br />

dalla tecnologia (percorsi didattici<br />

digitali, video narrati, esercizi interattivi<br />

spiegati divisi in livelli di difficoltà crescente,<br />

...), che consente agli alunni di<br />

vivere in una classe virtuale, necessità<br />

ancora più sentita in seguito alla pandemia<br />

che ha colpito il Paese.<br />

Redooc.com non è un sostituto del docente,<br />

ma un supporto, un’opportunità<br />

di integrazione ai materiali tradizionali<br />

per innovare la didattica, adattandola<br />

alle preferenze e alle esigenze specifiche<br />

degli studenti, permettendo anche<br />

percorsi di apprendimento individuali.<br />

Sul sito sono infatti disponibili oltre a<br />

video, appunti, esercizi interattivi spiegati<br />

anche mappe concettuali delle<br />

principali materie scolastiche (matematica,<br />

italiano, inglese, ...) divise per<br />

ordine e grado, a partire dalla scuola<br />

Primaria fino all’università. Queste<br />

permettono anche agli studenti con<br />

DSA e BES, con bisogni educativi specifici,<br />

di orientarsi e di apprendere più<br />

facilmente i concetti. Merito anche<br />

della gamification, che incentiva all’apprendimento<br />

grazie a punti, livelli di<br />

difficoltà, passaggi di stato, avatar, diplomi,<br />

classifiche e gare.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

53<br />

Sessione con Fadpro<br />

> Docente<br />

Francesco Mangiaracina, Instructional designer, partner<br />

& co-founder Fadpro<br />

> Contenuti<br />

a) Chi è l’ID<br />

Un instructional designer (ID) è un professionista<br />

che progetta come trasmettere un contenuto a uno<br />

studente nel modo più efficace: è in sintesi un progettista<br />

della formazione on line, colui che si occupa<br />

di disegnare soluzioni di apprendimento per rendere<br />

migliore l’esperienza di chi deve formarsi, soluzioni<br />

che possono riguardare non soltanto un singolo corso,<br />

ma anche il sistema formativo nel suo complesso.<br />

Stili medi<br />

- Ripresa con docente<br />

o con infografiche elementari<br />

- Ripresa con docente con chroma key<br />

o senza e soluzioni illustrative non digitali<br />

(talvolta diventano forti)<br />

- Ripresa docente chroma key<br />

+ infografiche semplici<br />

- Ripresa docente chroma key<br />

+ infografiche medie / animazioni<br />

elementari<br />

esempio: corsi di livello intermedio / piattaforme<br />

specialistiche / stile broadcasting, in questo<br />

caso le riprese sono sempre almeno di buon livello<br />

(es. LinkedIn Learning)<br />

b) L’importanza dei video per l’ID.<br />

Classificazione degli stili<br />

Oggigiorno molti contenuti didattici sono erogati<br />

tramite video. Uno dei compiti che l’ID potrebbe essere<br />

chiamato a svolgere riguarda la progettazione<br />

di contenuti multimediali.<br />

Per agevolare l’analisi (e quindi il design) di questo<br />

tipo di contenuti è possibile utilizzare lo schema sottostante<br />

ideato da FadPro.<br />

Sulla base di questo schema ogni clip video rientra<br />

in un specifico stile che possiede determinate caratteristiche.<br />

Gli stili sono tre: debole, medio e forte.<br />

Stili forti<br />

- Solo infografiche e animazioni<br />

anche complesse<br />

- Ripresa docente + infografiche / animazioni<br />

complesse<br />

- Ripresa docente + infografiche / animazioni<br />

molto caratterizzate<br />

(es. stop motion)<br />

esempio: corsi border line didattici-comunicazione;<br />

contenuti con esigenze specifiche<br />

(es. “Pubblicità Progresso”)<br />

Di seguito una schematizzazione:<br />

Stili deboli<br />

- Slide “mute” (tasti avanti e indietro)<br />

- Slide + voice-over<br />

- Ripresa docente semplice<br />

esempio: materiali università telematiche<br />

(es UniNettuno)<br />

Ogni stile presenta pro e contro.<br />

stili deboli<br />

Pro<br />

• Costi/tempi<br />

• Utili per cataloghi molto ampi senza troppe pretese<br />

• Poco rischiosi (meno aspettative)<br />

Contro<br />

• Soffrono la competizione con gli altri stili (percezione<br />

qualità differente)<br />

• La scarsa qualità può “stancare”/alienare


54 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Stili medi<br />

Pro<br />

• Migliore trade-off tempi/costi<br />

• “Facili da guardare”, stancano meno degli stili deboli<br />

e di quelli forti (i “concetti” ed il docente rimangono<br />

protagonisti)<br />

• (quindi) utilizzabili a “tappeto” per molte ore di lezione<br />

• Rischio risultato finale gestibile<br />

• Budget accettabili per progetti importanti<br />

• Tendenzialmente “elegante”, non crea un problema<br />

di allineamento alla cultura del Committente<br />

Contro<br />

• Talvolta soluzioni “eleganti”, di qualità non direttamente<br />

percepibile, soffrono la competizione con<br />

stili forti<br />

Stili forti<br />

Pro<br />

• Coinvolgenti/ appariscenti<br />

• Se concepiti correttamente danno il risultato migliore<br />

• Molto utili, danno boost ai progetti, se utilizzati in<br />

maniera oculata (non trasversalmente)<br />

Contro<br />

• Dopo ore di visione tendono a stancare – lo stile<br />

diventa “protagonista” a discapito del docente<br />

• (quindi) meno utilizzabili a tappeto per cataloghi<br />

interi (+ 10 ore)<br />

• Budget/tempi medi / medio-alti<br />

• (quindi) progetti “faticosi”, con rischio “spiaggiamento”<br />

del progetto<br />

• Rischio risultato finale sotto le attese (valutazione<br />

emotiva)<br />

• Più lo stile è caratterizzato/forte più si creano problemi<br />

di allineamento con la cultura del Committente<br />

(stile non adatto)<br />

Valutando le caratteristiche degli stile ed i relativi<br />

pro e contro l’ID è in grado di progettare con maggiore<br />

consapevolizza il design dei video.<br />

c) Indicatori di qualità dei video didattici<br />

Detto ciò, occorre però prestare attenzione anche<br />

ad una serie di indicatori qualitativi che sono mostrati<br />

di seguito e che si basa su una scala progressiva<br />

fatta da 12 step (progressiva perché gli step precedenti<br />

sono più importanti di quelli successivi ed<br />

occorre presidiarli con maggiore attenzione):<br />

1. Correttezza dei contenuti<br />

2. Qualità dei contenuti (completezza/logica/inerenza/chiarezza)<br />

3. Leggibilità/comprensibilità dei contenuti<br />

4. Allineamento contenuti con altre componenti (es<br />

infografica)<br />

5. Qualità tecnica audio-visual (es infografica/audio<br />

e/o riprese)<br />

6. Efficacia dell’infografica di accompagnamento<br />

7. Naturalezza e/o capacità comunicativa voiceover/relatore<br />

8. Gradevolezza del look & feel (grafica/infografica)<br />

9. Arricchimento multimediale primo livello (es riprese<br />

docente, jingle musicale, infografica statica<br />

avanzata, ecc..)<br />

10. Arricchimento multimediale di secondo livello<br />

(es animazioni, modelli 3D, ecc. )<br />

11. Arricchimento interattivo<br />

12. Full engagement features (tutte le caratteristiche<br />

di cui sopra)<br />

Seguendo la precedente clusterizzazione, due sono i<br />

driver fondamentali da tener presente nella realizzazione<br />

di clip video:<br />

• La tipologia di ripresa. Sfondo della clip:<br />

Fisico. Ad esempio uno sfondo naturale (la classica<br />

libreria) o un cartoncino monocolore montato<br />

dietro il relatore.<br />

Digitale (chroma key). Grazie all’utilizzo del cd<br />

back-green, lo “sfondo fisico originale” viene scontornato<br />

e può essere sostituito con qualunque immagine,<br />

statica o dinamica. Rappresenta l’opzione<br />

avanzata.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

55<br />

• La tipologia di infografica (di seguito una schematizzazione)<br />

- Dinamicità +<br />

- Frequenza +<br />

plane<br />

extreme<br />

Nell’area in basso a sinistra troviamo i casi a effort<br />

ridotto (zona verde) in cui l’infografica è poco frequente<br />

e/o statica.<br />

In alto a destra (zona azzurra) sono presenti i casi<br />

a alto effort.<br />

La seguente scala definisce i parametri, puramente<br />

esemplificativi:<br />

Per la Frequenza:<br />

- Bassa › 1 infografica ogni 60 secondi circa<br />

(60/ora)<br />

- Media › 1 infografica ogni 30 secondi circa<br />

(120/ora)<br />

- Alta › 1 infografica ogni 15-20 secondi circa<br />

(180-240/ora)<br />

Per la Dinamicità possiamo utilizzare a parametro<br />

due casi estremi:<br />

- Minimo dinamismo: Immagine statica<br />

- Medio dinamismo: immagine statica con limitati<br />

elementi in movimento<br />

- Massimo Dinamismo: Animazione<br />

d) Come vengono prodotti i video<br />

Per riuscire a ben comprendere i video didattici ed<br />

a valutarne la qualità è opportuno anche capire meglio<br />

come vengono realizzati. Nello specifico il flusso<br />

è caratterizzato da diverse fasi:<br />

1. Scripting (redazione, revisione dello script)<br />

2. Riprese (supervisione aggiuntiva e PM)<br />

3. Progettazione visual (storyboarding)<br />

4. Produzione (supporto PM di produzione)<br />

5. Delivery<br />

E per ogni fase sono previsti diversi attori coinvolti:<br />

Team ripresa:<br />

• Operatori<br />

• Regista<br />

• «Gobbista»<br />

• Fonico e PM Produzione<br />

Team progettazione:<br />

• ID<br />

• PM Progettazione<br />

• SME (esperti della materia)<br />

• Traduttori<br />

Team produzione:<br />

• Pre-montaggio<br />

• Editing<br />

• Graphic designer<br />

• Sottotilatori<br />

• Scormizzatori<br />

• PM Produzione<br />

Altri:<br />

• Voice-talent<br />

• Traduttori<br />

• PM lato cliente<br />

e) Come progettare un video didattico<br />

Abbiamo spiegato l’importanza dei video per l’ID<br />

e cercato di fornire alcuni parametri per valutare i<br />

video didattici. Possiamo passare adesso a trattare<br />

nello specifico il tema della progettazione dei video<br />

didattici. AL riguardo possiamo dire che Per l’instructional<br />

designer, lo storyboard è il documento/<br />

strumento principale, tipicamente suddiviso in colonne<br />

con:


56 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

• Audio, contiene il testo che verrà trasportato sul gobbo in fase di registrazione;<br />

• Graphic Design/Development, contiene sia le indicazioni grafiche per lo sviluppo sia le parole/frasi che<br />

compariranno a video. Elementi grafici e testi video sono da sincronizzare con l’audio corrispondente.<br />

Text Image/Video Audio/Text<br />

[Title slide]<br />

“Throwing” a Short-story<br />

Character<br />

none<br />

none<br />

Visual fade transition from title slide to instructor speaking<br />

(Available captions) “Talking head” Class, you may be wondering about the relevance<br />

of my assignment to write a short story about the<br />

public administrator. The case we study in our textbook<br />

are real cases about real people. I want each<br />

of you to write a fictional story about a real person<br />

because being a successful public administrator<br />

involves understanding yourself and others. When<br />

you meet someone you first see them as they<br />

appear in the world. You can only guess who they<br />

are inside --their feelings, values, motives, and beliefs.<br />

By designing a character for a short story you<br />

shape your perception of your character both from<br />

outside-in and from inside-out. “Throwing” a clay<br />

pot can be a metaphor for learning to understand<br />

people or designing a fictional character.<br />

Watch now as this craftman throws a clay pot<br />

Visual fade transition from instructor to video of professional Swedish potter at work<br />

Video segment of Swedish potter<br />

www.youtube.com/wathc?y0ì=-D9Li_U3RJY<br />

silence<br />

Visual fade transition from video back to instructor<br />

(Available captions) “Talking head” Notice that although this potter is working commercially<br />

it takes time to shape each pot. Each<br />

pot is shaped both from the outside in and from<br />

Immagine 12. Esempio di storyboard<br />

f) Un esempio di sistema di progettazione<br />

Infine potrebbe essere utile vedere in concreto un<br />

sistema di progettazione di video didattici. Nello<br />

specifico di seguito descriveremo quello di FadPro<br />

e chiamato «command based ID framework» (COBA<br />

ID) basato su «optional didattici».<br />

Questo sistema è un format che riscrive i ritmi ed<br />

il look & feel delle classiche video-lezioni arricchendole<br />

di elementi di stampo televisivo Il risultato è<br />

quello di un prodotto dotato di un ritmo più serrato,<br />

con un incedere meno prevedibile rispetto alla tradizionale<br />

video lezione. La clip, quindi, ha più “presa”<br />

sul fruitore, e risulta più moderna. Ma al contempo è<br />

un format fortemente vocato alla didattica, con soluzione<br />

inedite.<br />

Utilizza infatti un set di elementi grafici e testuali<br />

precodificati per funzione e forma, definiti “optional<br />

didattici”, che accompagnano la lezione secondo<br />

logiche puntuali, precodificate e perfezionate nel<br />

tempo. Gli optional didattici ampliano quindi il “linguaggio”<br />

a disposizione della didattica e favoriscono<br />

la comprensione e assimilazione dei concetti.<br />

Possiamo avere optional didattici, testuali, descrittivi,<br />

come “Keyword” e “Liste dinamiche”, di supporto


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

57<br />

all’attenzione, come i “Pay attention” e i “Don’t forget”,<br />

di stimolo alla curiosità come “Did you know?”,<br />

pratici come “Hands-on” e “Tips” e “screencast di<br />

esercizi”.<br />

Oppure visual come “slide”, “lavagne digitali”, “icone<br />

dinamiche”, “animazioni” nonché “foto e video” di<br />

repertorio, in grado di fornire alla clip un maggiore<br />

senso di attualità. Più che un format video classico,<br />

questo format rappresenta quindi un “sistema” visivo-concettuale<br />

con una propria “sintassi” capace di<br />

adattarsi in maniera estremamente efficace ad un<br />

ampio range di progetti.<br />

Il risultato è una clip moderna, ingaggiante e dinamica<br />

sotto il profilo visual ed efficace didatticamente<br />

in grado di competere, quanto a risultato, con produzioni<br />

estremamente complesse e costose.<br />

Gli optional didattici sono dunque elementi “eventuali”<br />

che rappresentano una possibilità per aggiungere<br />

un layer didattico e di comunicazione ulteriore<br />

alla clip rispetto alla ripresa docente e all’altro visual<br />

di accompagnamento. Per esempio:<br />

• OD TESTUALI<br />

Keywords: sono le classiche parole/frasi chiave<br />

che servono a rimarcare i concetti più importanti.<br />

Ribadiamo che il senso è estensivo. È l’optional di<br />

riferimento per tutti gli inserimenti di testo che<br />

non rientrano in altri optional didattici. Possono<br />

essere più parole o anche alcune frasi. È comunque<br />

fondamentale la sintesi.<br />

Lista dinamica: lista di max 6 item che appare lateralmente<br />

al relatore, con un cursore che si sposta<br />

via via in basso per indicare l’item trattato in<br />

quel momento.<br />

Pay attention: il “Pay attention” richiama l’attenzione<br />

su un nuovo concetto presentato nella clip.<br />

Qualcosa a cui lo studente deve far attenzione.<br />

Per questo è bene non abusarne visto che non può<br />

essere tutto importante. I pay attention devono<br />

essere sintetici.<br />

Keyword bullet-point (alternativo alla lista dinamica):<br />

è una keyword, quindi un elemento testuale,<br />

ma serve per le liste di elementi con max 4 elementi.<br />

è concepito con incipit e i singoli punti con<br />

classici bullet. Come nella lista dinamica appare<br />

tutto insieme ma non ha cursori dinamici. Anche<br />

in questo caso per i singoli punti richiesta sintesi.<br />

Hands-on: sono domande a risposta aperta di natura<br />

pratica.<br />

Dont’ forget: con questo OD vengono richiamati<br />

concetti già espressi durante la clip o altre clip.<br />

Did you know?: mentre il relatore parla è possibile<br />

passare a schermo una finestra testuale con il<br />

classico “Did you know. ” cioè un’informazione curiosa,<br />

particolare o di dettaglio. Per evitare forme<br />

troppo forti di dissociazioni tra scritto e parlato,<br />

deve essere breve.<br />

TIPS: optional utilizzabile quando il docente fornisce<br />

consigli pratici.<br />

• OD GRAFICI<br />

Slide: costituiscono una singola categoria di OD.<br />

Video/immagini interstiziali (da Gettyimages.it):<br />

“interstiziali” perché funzionano da accompagnamento<br />

al parlato per dare “attualità” al parlato,<br />

come nei telegiornali. Occorre non essere troppo<br />

“smaccati” (se si parla di incremento di soldi,<br />

non selezionare il mazzo frusciante di soldi ma ad<br />

esempio un grafico con trend in rialzo).<br />

Icone: per sottolineare graficamente alcuni concetti,<br />

o accompagnare in maniera grafica la loro<br />

esposizione, possono essere usate delle icone.<br />

I concetti possono essere concatenati con più<br />

icone.<br />

• OD MISTI<br />

Testo (o keyword) + icona: elemento fondamentale<br />

per dare risalto a dei concetti importanti (es<br />

Icona soldi + scritta “stipendio”).


58 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Modulo 4: Organizzazione Scolastica<br />

> Competenze su cui impatta il modulo<br />

• Creare un setting di didattica attiva: in reale ed in virtuale<br />

• Competenze digitali trasversali per la gestione delle attività<br />

> Obiettivo<br />

Come essere agenti di cambiamento nel proprio contesto scolastico, nel rapporto con le famiglie, il territorio<br />

e le aziende.<br />

Community Event<br />

Sinergy Sistem<br />

> Intervento<br />

Luca Solesin, Program Manager<br />

Education Ashoka<br />

Elena Ugolini, Responsabile Generale<br />

Scuole Malpighi<br />

Luca Solesin, Program Manager in<br />

Ashoka ha presentato ai docenti gli<br />

elementi teorici su cui si andrà a impostare<br />

il lavoro delle fasi successive di<br />

<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>.<br />

Sono quattro gli aspetti da tenere presenti<br />

nel processo di cambiamento sociale<br />

nelle scuole:<br />

• il primo è la visione, vera bussola di<br />

questo viaggio condiviso. È necessario<br />

partire da qui per avere obiettivi definiti<br />

e un’idea precisa di tempi, risorse<br />

e motivazioni alla base del progetto;<br />

• il secondo aspetto fondamentale è<br />

che il cambiamento deve essere per<br />

tutti, nessuno escluso, rendendo fondamentale<br />

il fare squadra e un intervento<br />

capillare;<br />

• il terzo punto dell’intervento si è concentrato<br />

sul concetto di leadershare,<br />

con il quale ci si riferisce a nuovi modelli<br />

di leadership. “Bisogna portare<br />

innovazione nella cultura organizzativa<br />

e creare quello che potremmo definire<br />

‘capitale di fiducia’ in noi stessi e<br />

negli altri. Solo in questo modo si riesce<br />

a creare un percorso continuo che non<br />

si limiti a interventi isolati”, ha sottolineato<br />

Solesin;<br />

• infine, un vero cambiamento sociale<br />

parte dalla quotidianità e dal singolo<br />

contributo, motivo per cui è fondamentale<br />

farsi promotori del cambiamento<br />

iniziando da sé stessi.<br />

Durante il Community Event sono<br />

intervenuti anche i docenti coinvolti<br />

attivamente nel progetto di <strong>Teaching</strong><br />

<strong>Revolution</strong>, per dare un riscontro su<br />

come la scuola stia affrontando questa<br />

fase di rivoluzione.<br />

Elena Ugolini, Dirigente scolastico del<br />

Liceo Malpighi di Bologna, ha offerto<br />

una riflessione sull’utilità di avere uno<br />

sguardo esterno sul proprio operato,<br />

necessario per individuare le criticità<br />

del lavoro svolto e avere uno stimolo<br />

costante al miglioramento. “Questa<br />

esperienza ci sta dando la possibilità e gli<br />

strumenti necessari per capire non solo<br />

le dinamiche del cambiamento, ma anche<br />

le difficoltà e le resistenze che si incontrano<br />

in questo processo e affrontarle<br />

al meglio”, ha dichiarato la docente.<br />

Tante le idee condivise e sviluppate<br />

concretamente con le aziende del territorio,<br />

come nel caso del Laboratorio<br />

Fisica e Moto nato nel 2004 grazie<br />

alla collaborazione con Ducati, di cui<br />

l’Istituto Malpighi si è fatto attivamente<br />

promotore. Un esempio di come si<br />

possano coinvolgere attivamente i ragazzi<br />

con una didattica applicata.<br />

Di fondamentale importanza, dunque,<br />

la capacità di guardarsi attorno con<br />

una visione sempre chiara e definita:<br />

solo la sinergia con le imprese può<br />

rendere i ragazzi veramente protagonisti<br />

e aiutarli a orientarsi nel futuro<br />

del lavoro. A partire da ora il ruolo dei<br />

docenti sarà sempre più quello di intermediari,<br />

per costruire una relazione<br />

positiva tra studenti, famiglie e aziende:<br />

un dialogo a 360° con il territorio e<br />

le persone che lo abitano, per renderle<br />

parte dell’importante cambiamento<br />

sociale in corso promosso da <strong>Teaching</strong><br />

<strong>Revolution</strong>.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

59<br />

Sessione con Ashoka e Istituto Malpighi<br />

> Docenti<br />

Luca Solesin, Program Manager Education Ashoka<br />

Elena Ugolini, Responsabile Generale Scuole Malpighi<br />

Come creare sinergie con il mondo della scuola, della<br />

famiglia e del territorio e come essere agenti di<br />

cambiamento<br />

> Contenuti<br />

L’obiettivo delle sessioni è la trasmissione di uno<br />

strumento ed un metodo di lavoro tramite la sperimentazione,<br />

che permetta ai partecipanti di identificare<br />

azioni e attività che possano generare dei<br />

processi. Questi ultimi aiutano il soggetto a raggiungere<br />

una visione di cambiamento che possa risolvere<br />

alcuni dei problemi all’interno dell’Istituto Scolastico.<br />

I tre ambiti su cui avviare tale metodo fanno<br />

riferimento alla famiglia, il territorio e le aziende.<br />

Lo strumento che accompagna nell’identificazione<br />

di azioni per avviare un processo di cambiamento<br />

è la teoria del problema e la teoria del cambiamento,<br />

strumenti pratici e concreti che consentono di individuare<br />

azioni pratiche circa determinati problemi.<br />

Il primo step è cercare di capire quali sono i problemi<br />

concreti che i partecipanti osservano all’interno delle<br />

scuole nei tre ambiti (famiglia - territorio - azienda),<br />

per poi individuare gli schemi sottostanti quei problemi<br />

e definire il problema specifico e concreto da risolvere.<br />

Dopo aver identificato il problema, si individua<br />

la visione (quello che vogliamo cambiare), per arrivare<br />

ai processi da mettere in atto, e giungere alle azioni.<br />

L’analisi di un problema è elemento fondamentale<br />

prima della generazione di azioni, perché permette<br />

di essere più efficaci nel raggiungimento di un<br />

obiettivo. Luca Solesin riporta, durante la sessione,<br />

la figura dell’iceberg come strumento e metodo che<br />

consente di comprendere ed analizzare uno specifico<br />

problema.<br />

Problemi<br />

riscontrati<br />

Schema<br />

di problemi<br />

Il Problema<br />

La visione del<br />

cambiamento<br />

Processi<br />

generati<br />

Attività<br />

da svolgere<br />

Immagine 13. La teoria del problema (a destra) e la teoria del cambiamento (a sinistra)


60 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Lo strumento Iceberg per l’analisi del problema<br />

Sintomi<br />

Sistema<br />

Paradigma<br />

1. Sintomi<br />

Quando si parla di un problema esiste quello “sintomatico”<br />

che si trova in superficie. Il sintomo è ciò<br />

che il soggetto vede, osserva: è l’evidenza specifica<br />

di quel determinato problema. A tal proposito Elena<br />

Ugolini, che rappresenta la “voce” del mondo scolastico,<br />

condivide con i partecipanti alcuni di quei problemi<br />

evidenti e tangibili che si possono riscontrare<br />

nelle scuole, ancorandoli ai tre ambiti di analisi:<br />

• Rapporto con le famiglie. Le famiglie di studenti<br />

con disturbi specifici dell’apprendimento non<br />

comprendono pienamente la difficoltà dei docenti<br />

nel seguire i loro figli con DSA;<br />

• Rapporto con le aziende. Le aziende del territorio<br />

non accolgono gli studenti per percorsi di alternanza<br />

scuola-lavoro (PCTO); gli studenti non sono<br />

soddisfatti delle esperienze realizzate nei luoghi di<br />

lavoro; le aziende si lamentano per un disallineamento<br />

di competenze degli studenti (es. gli studenti<br />

non hanno adeguate conoscenze linguistiche<br />

come la lingua inglese) o per l’atteggiamento<br />

degli studenti nel luogo di lavoro;<br />

• Rapporto con il territorio. Il comune non mette<br />

a disposizione degli Istituti Scolastici le strutture<br />

necessarie per svolgere sport; il territorio non offre<br />

un numero adeguato di educatori per seguire<br />

studenti con disabilità; non esistono supporti per<br />

studenti con disturbi specifici dell’apprendimento;<br />

problemi di trasporti e mancanza di collegamento<br />

per chi abita lontano dalle città per poter proporre<br />

attività pomeridiane agli studenti.<br />

2. Problema di sistema<br />

Come da immagine dell’iceberg, poco sotto il livello<br />

dell’acqua c’è il sistema: quei problemi legati ai ruoli,<br />

relazioni e regole che causano quei sintomi e quelle<br />

evidenze. Il sistema presenta cinque elementi, racchiusi<br />

in un modello definito 5R:<br />

• Risorse (economiche, umane, strutturali)<br />

• Ruoli (persone, uffici. )<br />

• Relazioni<br />

• Regole (formali ed informali)<br />

• Risultati<br />

Riprendendo un sintomo prima analizzato, Elena<br />

Ugolini presenta un problema di sistema legato al<br />

tema delle aziende che non accolgono tirocini per<br />

gli studenti: all’interno delle aziende non sono presenti<br />

tutor che si occupano specificamente della relazione<br />

e sinergia tra mondo della scuola e mondo<br />

aziendale.<br />

3. Problema di paradigma<br />

Alla base dell’iceberg sono presenti i problemi di<br />

paradigma: identificati come problemi culturali, di<br />

mentalità che possono generare e causa problemi di<br />

sistema e/o ai sintomi in modo diretto.<br />

Anche in questo caso Elena Ugolini riporta un esempio<br />

di “problema di paradigma”, facendo riferimento<br />

al tema della comunicazione con le famiglie: i docenti<br />

non risultano particolarmente flessibili nell’avere<br />

un rapporto con i genitori degli studenti perché<br />

non considerano il genitore come parte integrante<br />

della vita scolastica dello studente.<br />

Attraverso lo strumento dell’iceberg si costruisce la<br />

visione e le attività che possono aiutare il soggetto<br />

a generare azioni di cambiamento. Luca Solesin<br />

invita inoltre i partecipanti a non dimenticare uno<br />

dei principi fondamentali della teoria del problema e<br />

del cambiamento: “Tu sei parte del sistema”, ponendo<br />

l’attenzione su quell’elemento di responsabilità che<br />

il soggetto ha in tale processo.<br />

La teoria del cambiamento è uno strumento per dare<br />

struttura agli scopi, si presenta come un vero e proprio<br />

strumento di concatenazione logica di obiettivi.


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

61<br />

Partner Risorse Azioni Output -<br />

Risultati<br />

Outcomes<br />

Visione<br />

Immagine 14. La teoria del cambiamento<br />

Il modello si legge da destra verso sinistra, nello<br />

specifico:<br />

• Visione: è un obiettivo di cambiamento, la visione<br />

deve avere obiettivi specifici, può essere un obiettivo<br />

generale o obiettivi specifici (non più di tre)<br />

che costruiscono l’obiettivo generale;<br />

• Outcomes: i processi generati (quei movimenti<br />

che devono essere messi in atto affinché si possa<br />

raggiungere l’obiettivo). I processi, non sono cose,<br />

non sono attività “che si svolgono”, ma identificano<br />

un movimento avvenuto o che sta avvenendo,<br />

è qualcosa che il soggetto vorrebbe che ci fosse<br />

per raggiungere la visione;<br />

• Output: i risultati raggiunti<br />

• Azioni: ciò che il soggetto mette in campo per generare<br />

risultati, che mi attivano quei processi, che<br />

mi aiutano a raggiungere quella visione;<br />

• Risorse: ciò di cui ho bisogno per svolgere azioni<br />

(economiche e non solo, materiali e immateriali).<br />

Le risorse possono essere reperite tramite<br />

partners.<br />

Durante la sessione Elena Ugolini riporta un progetto<br />

ed un’azione specifica messa in atto per generare<br />

un cambiamento e risolvere un determinato problema.<br />

Nel caso del suo Istituto Scolastico, l’apertura<br />

di un centro sui disturbi dell’apprendimento il<br />

“Centro per l’Apprendimento Casanova Tassinari” 15 , ha<br />

rappresentato un’occasione per creare una sinergia<br />

tra il mondo della famiglia (con studenti con DSA),<br />

il mondo della scuola ed il mondo degli esperti di<br />

psicologia dell’apprendimento.<br />

Il Centro è uno “spin off” delle Scuole Malpighi nato<br />

per rispondere alle specifiche richieste di apprendimento<br />

di un metodo di studio efficace e di percorsi<br />

personalizzati per studenti con Disturbi Specifici<br />

dell’Apprendimento (DSA) o Bisogni Educativi Speciali<br />

(BES).<br />

15. https://www.scuolemalpighi.it/centro-per-lapprendimento-casanova-tassinari


62 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Strumento e applicazione dello strumento:<br />

Teoria del problema<br />

e teoria del cambiamento<br />

Seguendo la teoria del problema e la teoria del cambiamento,<br />

i partecipanti hanno avuto modo di identificare<br />

specifici problemi e condividerli in gruppi di<br />

lavoro. Nello specifico, i partecipanti hanno scelto<br />

su quale ambito focalizzarsi (famiglia-territorio-aziende),<br />

ed individuato:<br />

• Sintomi<br />

• Problemi di sistema<br />

• Problemi di paradigma<br />

• Visione<br />

• Processi<br />

• Azioni<br />

Distribuzione dei partecipanti sui tre ambiti<br />

Tra i problemi emersi rispetto all’ambito famiglia<br />

(65%):<br />

• Scarso interesse e collaborazione delle famiglie<br />

alla vita scolastica dei propri figli;<br />

• Difficoltà nell’uso delle nuove tecnologie all’interno<br />

della didattica;<br />

• Ruolo del docente non valorizzato;<br />

• Ingerenza delle famiglie nelle scelte sul futuro<br />

dei propri figli anche al termine delle scuole superiori.<br />

Tra i problemi emersi rispetto all’ambito territorio<br />

(23%):<br />

• Scarsa comunicazione con la scuola;<br />

• Mancanza di spazi di aggregazione per favorire<br />

l’apprendimento degli studenti;<br />

• Mezzi di trasporto non adeguati.<br />

Il problema maggiormente rilevato rispetto<br />

all’ambito azienda (12%):<br />

• Mancanza di dialogo e di vera collaborazione tra<br />

scuola e azienda.<br />

• 65% Famiglia<br />

• 23%<br />

• 12%<br />

Territorio<br />

Azienda


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

63<br />

4.<br />

Fase II<br />

Riflessione<br />

(Act)<br />

Gli Obiettivi<br />

Come precedentemente condiviso, la fase II del<br />

percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> si pone l’obiettivo di<br />

mettere in pratica, da parte dei docenti (con il supporto<br />

degli aspiranti docenti), nel proprio contesto<br />

scolastico e con i propri studenti, gli strumenti e le<br />

metodologie didattiche apprese nella prima fase di<br />

progetto. Si prefigge inoltre lo scopo di monitorare<br />

l’action impact della ricerca-azione e di consolidare<br />

la pratica della condivisione di pratiche tra docenti,<br />

prevedendo incontri di peer mentoring con le diverse<br />

scuole.<br />

Nello specifico, due sono stati gli obiettivi specifici –<br />

all’interno della fase II:<br />

1. Erogazione di due «momenti di apprendimento»<br />

da realizzare all’interno del Programma didattico a.a.<br />

2021/2022, mettendo in atto quanto appreso durante<br />

il percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

2. Condivisione con il Consiglio di Classe e/o Dirigente<br />

scolastico e/o colleghi per raccontare i «due<br />

momenti di apprendimento» progettati e un incontro<br />

di follow up per restituire quanto emerso.<br />

Antecedentemente all’erogazione dei due momenti<br />

di apprendimento, i docenti – con il supporto dei<br />

giovani aspiranti docenti – hanno realizzato un piano<br />

di lavoro: documento che ha avuto lo scopo di raccogliere<br />

gli elementi necessari per la progettazione di<br />

due momenti di apprendimento da realizzare all’interno<br />

del Programma didattico dell’a.s 2021/2022.<br />

Il Piano di lavoro ha raccolto, nello specifico i seguenti<br />

elementi:<br />

• La competenza su cui far lavorare gli studenti (per<br />

entrambi i momenti di apprendimento)<br />

• Lo strumento/la metodologia utilizzata (per entrambi<br />

i momenti di apprendimento)<br />

• Il soggetto con cui condividere l’esperienza (dirigente<br />

scolastico, consiglio di classe, gruppo di colleghi)<br />

• Il soggetto che eroga i due momenti di apprendimento<br />

(un docente, entrambi i docenti, l’aspirante<br />

docente).<br />

A valle dei due momenti di apprendimento, il team<br />

di progetto ELIS ha predisposto una griglia di questionari<br />

– volti a raccogliere l’esperienza dei docenti<br />

e degli studenti, successiva all’erogazione dei due<br />

momenti di apprendimento 16 .<br />

Di seguito un estratto dei diversi piani di lavoro progettati:<br />

16. Questionario destinato ai docenti e valutazione studenti: in Appendice (pp. 76-77)


64 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Piani di lavoro<br />

1° Momento di apprendimento<br />

Competenza su cui far lavorare gli studenti<br />

Strumento/Metodologia utilizzata<br />

• 35%<br />

Digitale<br />

• 17%<br />

Miro e Padlet<br />

• 41%<br />

Personale, sociale, imparare ad imparare<br />

• 35%<br />

Kahoot<br />

• 24% Altro • 35% Brainstorming<br />

- Progettare<br />

- Competenze trasversali<br />

- Competenze Alfabetico-funzionali<br />

- Problem Solving<br />

- Competenza Multilinguistica<br />

• 13%<br />

Altro<br />

- Cooperative Learning<br />

- Digital Storytelling<br />

- Genially<br />

- Wordwall, Vialogues, Powtoon, Canva<br />

Condivisione dell’esperienza<br />

Soggetto che eroga 1° momento<br />

• 83%<br />

Consiglio di classe<br />

• 29% Entrambi i docenti<br />

• 0%<br />

Dirigente scolastico<br />

• 48% Docente/i e prospect<br />

• 17%<br />

Gruppo di colleghi<br />

• 0%<br />

Il prospect<br />

• 23%<br />

Un docente


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

65<br />

2° Momento di apprendimento<br />

Competenza su cui far lavorare gli studenti<br />

Strumento/Metodologia utilizzata<br />

• 47% Digitale<br />

• 29% Canva e Genially<br />

• 17%<br />

Personale, sociale, imparare ad imparare<br />

• 41%<br />

Cooperative Learning<br />

• 23%<br />

Alfabetico-funzionale<br />

• 23%<br />

Kahoot<br />

• 13%<br />

Altro<br />

• 7%<br />

Altro<br />

- Multilinguistica<br />

- Progettazione, Sintesi, Argomentare<br />

- Consapevolezza ed espressione culturale<br />

- Competenze Trasversali<br />

- Matematica e Nuove Tecnologie<br />

- Padlet, Mentimeter, Genially, Miro<br />

- Project Based Learning<br />

- Ed Puzzle, Wooclap<br />

Condivisione dell’esperienza<br />

Soggetto che eroga 1° momento<br />

• 59% Consiglio di classe<br />

• 23%<br />

Un docente<br />

• 17%<br />

Dirigente scolastico<br />

• 29% Entrambi i docenti<br />

• 24% Gruppo di colleghi<br />

• 0%<br />

Il prospect<br />

• 43% Docente/i e prospect<br />

• 5%<br />

Altro<br />

- Diversi docenti del Consiglio di classe


66 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Formazione <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

Fase II - Action Impact<br />

Set 2021<br />

Elaborazione Piano di Lavoro<br />

18 sottogruppi<br />

(2 docenti + 1 prospect)<br />

Ott-Dic 2021<br />

Erogazione I° momento<br />

di apprendimento<br />

da realizzare all’interno<br />

del programma didattico a.s. 2021/2022<br />

Condivisione con il Consiglio di Classe<br />

e/o Dirigente scolastico<br />

Il Peer Mentoring<br />

Feb-Mar 2022<br />

Raccolta dell’esperienza<br />

Compilazione Questionario per ogni<br />

sottogruppo + Questionario studenti<br />

Il Peer Mentoring è una relazione tra persone che<br />

si trovano nella stessa fase o età della carriera, in<br />

cui una persona all’interno di una relazione one to<br />

one o in gruppo può fare esperienza di uno scambio<br />

reciproco. La relazione si sviluppa in un ambiente di<br />

co-apprendimento.<br />

Due sono stati gli incontri di Peer Mentoring effettuati:<br />

› Marzo 2022<br />

› Giugno 2022<br />

Marzo 2022<br />

PEEr Mentoring<br />

tra le Scuole<br />

Condivisione di esperienze tra Istituti scolastici;<br />

mettere a fattor comune l’esperienza per un<br />

apprendimento trasversale tra colleghi<br />

Apr-Mag 2022<br />

Erogazione II° momento<br />

di apprendimento<br />

da realizzare all’interno<br />

del programma didattico a.s. 2021/2022<br />

Condivisione con il Consiglio di Classe<br />

e/o Dirigente scolastico<br />

All’interno di <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> il peer mentoring<br />

si configura come una condivisione di esperienze tra<br />

Istituti scolastici e perciò tra docenti partecipanti<br />

al percorso. L’obiettivo è stato quello di mettere a<br />

fattor comune l’esperienza per un apprendimento<br />

trasversale tra colleghi.<br />

La prima edizione del percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />

è terminata ufficialmente a Luglio 2022 – con un<br />

momento di celebrazione di quanto condiviso nei<br />

Maggio 2022<br />

Raccolta dell’esperienza<br />

Compilazione Questionario per ogni<br />

sottogruppo + Questionario studenti<br />

Giugno 2022<br />

2° incontro Peer Mentoring<br />

tra le scuole<br />

mesi precedenti. Luglio 2022<br />

FOLLOW UP FINALE


Appendice


68 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Tabella istogrammi<br />

Livello di soddisfazione delle diverse sessioni<br />

per ogni modulo<br />

I partecipanti hanno espresso a valle di ogni sessione un gradimento sul nostro sistema di valutazione<br />

della sessione formativa esprimendo un voto da 1 a 5 (1 - insufficiente; 2 - scarso; 3 - sufficiente; 4 - buono;<br />

5 - ottimo) su:<br />

> Capacità comunicativa e di coinvolgimento del docente<br />

> Competenza del docente sui temi trattati<br />

> Validità dei temi trasmessi<br />

> Validità del materiale didattico utilizzato<br />

Gradimento Modulo 1<br />

Risultati<br />

Le Competenze<br />

Follow Up Le competenze<br />

(comunicazione efficace; ascolto attivo)<br />

Follow Up Le competenze<br />

(capacità relazionali; gestione del cambiamento)<br />

3 3,2 3,4 3,6 3,8 4 4,2 4,4<br />

Gradimento Modulo 2<br />

Risultati<br />

Didattica per Competenze<br />

Questionario di Kolb<br />

Didattica per Competenze<br />

Challenge Based Learning<br />

Tool per la mappatura delle skills<br />

3,7 3,8 3,9 4 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6 4,7


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

69<br />

Gradimento Modulo 3<br />

Risultati<br />

Metodologie Innovative<br />

Follow up Questionario di Kolb<br />

Storytelling Digitale<br />

Instrucional Design<br />

3,5 3,6 3,7 3,8 3,9 4 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6<br />

Gradimento Modulo 4<br />

Risultati<br />

Organizzazione Scolastica - I Sessione<br />

Organizzazione Scolastica - II Sessione<br />

4,24 4,26 4,28 4,3 4,32 4,34 4,36 4,38 4,4 4,42<br />

Gradimento Modulo 5<br />

Risultati<br />

Follow Up Progettazione<br />

Follow Up Challenge Based Learning<br />

Follow Up Digital Storytelling<br />

Follow Up Instrucional Design<br />

Follow Up Le Competenze<br />

Follow Up Progettazione<br />

3,5 3,6 3,7 3,8 3,9 4 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6


70 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Tabella istogrammi<br />

Livello di soddisfazione dei Community Events<br />

I partecipanti hanno espresso a valle di ogni Community Events un gradimento sul nostro sistema di<br />

valutazione della sessione formativa esprimendo un voto da 1 a 5 (1 - insufficiente; 2 - scarso; 3 - sufficiente;<br />

4 - buono; 5 - ottimo) su:<br />

> Capacità comunicativa e di coinvolgimento del docente<br />

> Competenza del docente sui temi trattati<br />

> Validità dei temi trasmessi<br />

> Validità del materiale didattico utilizzato<br />

Gradimento Community Events<br />

Risultati<br />

Community Events “Sinergy System”<br />

Community Events “Digital Platform”<br />

Community Events “Tech & Innovation”<br />

Community Events “Arte”<br />

3,6 3,8 4 4,2 4,4 4,6 4,8


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

71<br />

Tabella istogrammi<br />

Livello di conoscenza in entrata e uscita<br />

sugli strumenti e metodologie fornite<br />

I partecipanti hanno espresso a valle di ogni sessione, oltre al gradimento rispetto agli elementi sopra menzionati,<br />

anche il proprio livello di conoscenza del tema (conoscenza in entrata) e il livello di conoscenza<br />

al termine del corso, rispetto agli strumenti e metodologie fornite (conoscenza in uscita), esprimendoli<br />

con un voto su una scala da 1 a 5 (1 - insufficiente; 2 - scarso; 3 - sufficiente; 4 - buono; 5 - ottimo):<br />

Livello di conoscenza in entrata<br />

Risultati<br />

Questionario di Kolb<br />

Curriculum Mapping<br />

Digital Storytelling<br />

Challenge Based Learning<br />

Piattaforma LIFEED<br />

0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5<br />

Livello di conoscenza in uscita<br />

Risultati<br />

Questionario di Kolb<br />

Curriculum Mapping<br />

Digital Storytelling<br />

Challenge Based Learning<br />

Piattaforma LIFEED<br />

2,9 3 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 3,6 3,7 3,8


72 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Materiale di approfondimento<br />

Modulo I – Le competenze del change maker teacher (LIFEED)<br />

I contenuti del percorso formativo<br />

Per dare avvio all’ideazione e la realizzazione del percorso di apprendimento La vita è una maestra, Lifeed si<br />

avvalsa di un’analisi preliminare condotta da Consorzio Elis su un campione di docenti delle scuole italiane.<br />

L’analisi ha portato all’identificazione delle aree di lavoro ritenute prioritarie dagli insegnanti per gestire con<br />

maggior efficacia la fase pandemica, ridurre il divario relazionale connesso alla didattica a distanza e, più in<br />

generale, per continuare a crescere professionalmente.<br />

Le aree di lavoro emerse nell’analisi riguardano lo sviluppo di quattro competenze trasversali, nello specifico:<br />

1. ascolto attivo<br />

2. comunicazione efficace<br />

3. competenze relazionali<br />

4. gestione del cambiamento<br />

La definizione delle competenze ha permesso di costruire un percorso su misura per i docenti, in grado di<br />

combinare la metodologia e l’esperienza digitale di Lifeed con la formazione in aula a cura di consorzio ELIS.<br />

STRUTTURA DEL PERCORSO<br />

1. BECOME ©<br />

• Iscrizione e profilazione<br />

• Questionario Become ©<br />

pre formazione<br />

3. Competenze relazionali e gestione<br />

del cambiamento (learning Unit II)<br />

• Modulo formativo<br />

• Missione Real Life<br />

• Stanza Collettiva<br />

• Follow up a cura di ELIS<br />

2. Comunicazione efficace<br />

e ascolto attivo<br />

(learning Unit I)<br />

• Modulo formativo<br />

• Missione Real Life<br />

• Stanza Collettiva<br />

• Follow up a cura di ELIS<br />

4. BECOME ©<br />

• Iscrizione e profilazione<br />

• Questionario Become ©<br />

post formazione<br />

Marzo 2021 Marzo/Aprile 2021 Maggio 2021 Giugno 2021


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

73<br />

L’esperienza digitale offerta da Lifeed si è articolata nei seguenti componenti formativi:<br />

> Il questionario Become © (Behavioral Competencies Multi-rater Evaluation), lo strumento di autovalutazione<br />

delle competenze trasversali sviluppato dal Ca’ Foscari Competency Centre dell’Università Ca’ Foscari<br />

di Venezia, che permette di ottenere una mappatura iniziale del proprio livello di possesso di 31 competenze<br />

trasversali prima della formazione.<br />

> Due moduli formativi (Learning Units), ciascuno focalizzato su due competenze soft individuate in fase<br />

preliminare:<br />

I. Comunicazione efficace e ascolto attivo<br />

II. Competenze relazionali e gestione del cambiamento<br />

> Due Missioni Real Life, una per Learning Units, con esercizi guidati per mettere in pratica, nella vita di tutti<br />

i giorni, quanto appreso sulle competenze e riflettere sui risultati.<br />

> Due Stanze collettive, spazi virtuali di riflessione collettiva e guidata in cui ciascun partecipante ha giustapposto<br />

la propria riflessione a quella dei colleghi;<br />

> Il questionario Become © ripetuto al termine della formazione che ha permesso ai partecipanti di avere<br />

una valutazione puntuale delle proprie competenze a valle del percorso di apprendimento.<br />

L’esperienza formativa digitale Lifeed è stata integrata e arricchita da due momenti di Follow up in aula, a<br />

cura di Consorzio ELIS. Durante le sessioni di Follow up i partecipanti, con la guida di un Trainer, hanno avuto<br />

l’opportunità condividere la propria esperienza, riflettere sugli stimoli ricevuti in piattaforma e tradurli in<br />

azioni e comportamenti da applicare al proprio ruolo professionale.<br />

Il metodo<br />

I percorsi di formazione Lifeed creano un contesto che stimola i partecipanti ad autonarrarsi e a riflettere<br />

sulle proprie esperienze di vita, passate, presenti e future, con un approccio olistico che abbraccia tutti gli<br />

ambiti di vita, privata e professionale.<br />

Nel percorso La vita è una maestra, attraverso l’autonarrazione, i docenti hanno potuto lavorare sulla consapevolezza<br />

delle competenze che già possiedono e che allenano in modo naturale nei loro diversi ruoli di vita.<br />

Oltre a ricoprire una funzione formativa, le riflessioni generate dai partecipanti diventano una fonte preziosa<br />

di dati e conoscenza. Dall’analisi delle riflessioni dei partecipanti, svolta dal team di esperti di People Analytics<br />

di Lifeed, è possibile far emergere i benefici del metodo e le aree su cui i docenti hanno lavorato:<br />

• i comportamenti che manifestano nel prendersi cura degli altri e che influenzano lo sviluppo delle competenze;<br />

• le competenze soft più allenate durante il percorso formativo;<br />

• la capacità di riconoscere e verbalizzare le proprie emozioni, in particolare quelle che hanno caratterizzato<br />

il periodo in cui hanno svolto il percorso.<br />

Per esempio, nell’immagine seguente sono rappresentate le emozioni e le sensazioni che gli insegnanti hanno<br />

espresso in questo periodo della loro vita.<br />

Emozioni espresse<br />

Se guardi dentro di te, dove senti di essere in questo periodo delle vita<br />

Transizione 49 %<br />

Incertezza 31%<br />

Serenità 29%<br />

Energia Positiva 22%<br />

Dall’analisi delle riflessione emerge che nella metà dei partecipanti prevale l’emozione dell’essere in transizione


74 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Risultati<br />

Dall’analisi dei dati, dai feedback e dal livello di coinvolgimento dei partecipanti si rileva che estendere l’utilizzo<br />

del Life Based Learning dal contesto della formazione aziendale al contesto scolastico e della formazione<br />

dei docenti si è dimostrata un’esperienza innovativa e di successo.<br />

Di seguito, sono riportati i dati complessivi di partecipazione.<br />

Dati sulla partecipazione<br />

Partecipanti<br />

59 81%<br />

Docenti che hanno preso parte al percorso formativo<br />

L’81% dei docenti partecipanti ha completato la<br />

formazione (48/59)<br />

Riflessioni<br />

3.600 75<br />

Le riflessioni generate complessivamente dagli<br />

insegnanti che hanno partecipato<br />

Le riflessioni in media generate da ciascun partecipante:<br />

3 volte di più rispetto alla media dei partecipanti<br />

agli altri percorsi formativi Lifeed<br />

Inoltre, dall’analisi delle riflessioni generate dagli insegnanti durante il percorso e gli esercizi formativi incontrati<br />

in piattaforma, emergono livelli mediamente elevati sulle 4 competenze trasversali oggetto della<br />

formazione, prima fra tutte l’ascolto attivo.<br />

Le competenze<br />

Competenze che emergono dai moduli<br />

Le espressioni dei partecipanti sono espresse attraverso un punteggio compreso tra 1 e 6, dove 1 = livello minimo<br />

e 6 = livello massimo di miglioramento della competenza<br />

Comunicazione Efficace<br />

Gestione del Cambiamento<br />

Competenze Relazionali<br />

Ascolto Attivo<br />

4,4<br />

4,5<br />

4,7<br />

4,8<br />

1 2 3 4 5 6


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

75<br />

Infine, l’analisi pre e post dei risultati ottenuti con l’assessment delle competenze Become© ha permesso di<br />

evidenziare l’impatto della formazione Life Based: i partecipanti hanno migliorato anche altre competenze<br />

soft fondamentali nella gestione del cambiamento e delle relazioni con gli studenti ed i colleghi, tra cui la<br />

capacità di iniziativa, la persuasione e il networking.<br />

Risultati<br />

Competenze<br />

Attraverso il percorso i partecopainti hanno migliorato alcune competenze fondamentali<br />

Iniziativa<br />

+4%<br />

fiducia in sé<br />

+4,4%<br />

Persuasione<br />

+3,7%<br />

Efficienza<br />

+4,7%<br />

networing<br />

+7,2%<br />

Propensione al rischio<br />

+5,9%<br />

7.6<br />

7.9<br />

7.4<br />

7.7<br />

7.3<br />

7.6<br />

7.2<br />

7.5<br />

7.1<br />

7.6<br />

7.0<br />

7.4<br />

Pre<br />

Post<br />

Nella valutazione delle competenze lo strumento utilizzato è BECOME © , l’assessment sviluppato da Lifeed in collaborazione con Ca’ Foscari<br />

Competency Center.<br />

“Mi sono resa conto di quanto sia bello arrivare al cuore dell’insegnamento e vedere come il desiderio<br />

di dare il meglio di noi ai ragazzi sia lo stesso, ma declinato con percorsi e modalità diversi,<br />

che a volte possono incontrarsi.<br />

Del percorso con Lifeed, mi ha colpito la bellezza della piattaforma e la sapienza con cui è strutturata<br />

l’esperienza che apre gli occhi sul valore del proprio percorso professionale, sulla propria<br />

persona e sulle possibilità future. Grazie!”<br />

— Diana, 37 anni


76 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

Materiale di approfondimento Fase II<br />

Riflessione (ACT)<br />

Questionario per i docenti<br />

(somministrato al termine dei due momenti di apprendimento erogati)<br />

1. Quali erano gli obiettivi prefissati da raggiungere, nel realizzare il secondo momento di apprendimento?<br />

2. Rispetto ai medesimi obiettivi prefissati, crediate siano stati raggiunti? Motivate la vostra risposta<br />

3. In relazione al secondo momento di apprendimento, quanto la formazione del <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> della<br />

prima annualità è stata funzionale (1 per niente; 2 poco; 3 abbastanza; 4 molto) per:<br />

• progettare per competenze<br />

• creare un setting di didattica attiva: in reale ed in virtuale<br />

• utilizzare metodologie innovative e digital tools<br />

• gestire il processo valutativo: valutazione di percorso, di processo, monitoraggio, autovalutazione<br />

4. Quali competenze del Change Maker Teacher hai messo in atto durante l’erogazione del momento di<br />

apprendimento?<br />

• comunicazione efficace<br />

• flessibilità al cambiamento<br />

• gestione del gruppo e collaborazione<br />

• ascolto attivo<br />

• capacità relazionale<br />

5. Su quale competenza ha lavorato il secondo momento di apprendimento?<br />

6. Quali strumenti/metodologie/tools sono stati utilizzati nel secondo momento di apprendimento?<br />

7. Quale è stato secondo voi, il livello di soddisfazione generale degli studenti, rispetto al momento di apprendimento<br />

realizzato? Motivate la risposta<br />

8. Rispetto all’aula di riferimento scelta per l’erogazione del secondo momento di apprendimento, sono state<br />

riscontrate criticità?<br />

9. Le metodologie/strumenti/digital tools scelti sono risultati efficaci per la realizzazione del secondo momento<br />

di apprendimento?<br />

10. Utilizzeresti/avreste utilizzato ulteriori strumenti/metodologie/digital tools? (Se si/no, specificare il motivo)<br />

11. Quali sono stati, secondo voi, i punti di forza del momento di apprendimento realizzato?<br />

12. Quali invece, gli aspetti da migliorare/implementare?


<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />

77<br />

Questionario di valutazione per gli studenti<br />

(somministrato al termine dei due momenti di apprendimento erogati)<br />

Ti chiediamo di rispondere alle seguenti domande, utili per capire quanto l’attività proposta ha favorito il tuo coinvolgimento<br />

e apprendimento dei contenuti.<br />

1. In relazione alla lezione, quanto gli strumenti e le metodologie che sono state utilizzate hanno:<br />

• Stimolato il tuo interesse a partecipare all’attività (molto, abbastanza, poco, per niente)<br />

• Favorito l’apprendimento dei contenuti in maniera innovativa (molto, abbastanza, poco, per niente)<br />

• Facilitato la memorizzazione dei contenuti (molto, abbastanza, poco per niente)<br />

• Permesso di imparare divertendoti (molto, abbastanza, poco, per niente)<br />

• Reso possibile il lavoro in gruppo con i compagni di classe (molto, abbastanza, poco, per niente)<br />

2. Gli strumenti e le metodologie che sono state utilizzate hanno permesso di sperimentare qualche tua<br />

abilità/capacità che sai di avere? Si/ no Se si quale<br />

3. Gli strumenti e le metodologie che sono state utilizzate hanno permesso di sperimentare qualche tua abilità/capacità<br />

che non sapevi di possedere? Si/ no Se si quale<br />

4. In relazione alla lezione, quanto ti ritieni soddisfatto (molto, abbastanza, poco, per niente)<br />

5. Ti farebbe piacere se gli strumenti e le metodologie che hai visto durante la lezione, venissero utilizzate con<br />

maggiore continuità durante le lezioni annuali? Si No Se si perché Se no, perché<br />

6. Qual è stato secondo te un punto di forza della lezione?<br />

7. Qual è stato un punto di miglioramento?<br />

8. Hai qualche suggerimento, idea che ti viene in mente e che potrebbe servire ai tuoi insegnanti per utilizzare<br />

in altre lezioni modalità e metodologie innovative?


Contributi<br />

Istituzioni<br />

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA<br />

Accademie<br />

Progettazione ed erogazione contenuti<br />

Partner<br />

Strumenti e piattaforme a supporto dello sviluppo ed erogazione contenuti<br />

Media e associazioni<br />

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