Teaching Revolution
Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo docente
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<strong>Teaching</strong><br />
<strong>Revolution</strong><br />
Prima edizione 2021-2022<br />
Un nuovo approccio<br />
allo sviluppo<br />
del ruolo<br />
del docente<br />
Report<br />
Ricerca-Azione
A cura di:<br />
Ilaria Todini<br />
Training Advisor Formazione Continua ELIS Education Operations<br />
Hanno collaborato alla stesura:<br />
Marcello Tempesta<br />
Professore Associato Università del Salento<br />
Gianluca Sabatini<br />
Head of Marketing and Education Business Development presso ELIS<br />
Federica Maltese<br />
Senior HR, Training & Development Specialist in ELIS<br />
Stefania Palmaccio<br />
Senior Executive Consultant in Learning & Development in ELIS<br />
Massimiliano Riccardi<br />
Human & Organisational Development Senior Consultant in ELIS<br />
Dianora Bardi<br />
Presidente Centro Studi Impara Digitale<br />
Marcello Marini<br />
Trainer Centro Studi Impara Digitale<br />
Maria Grazia Ottaviani<br />
Trainer Centro Studi Impara Digitale<br />
Beatrice Manzoni<br />
Associate Professor of Practice, SDA Bocconi School of Management<br />
Luca Solesin<br />
Program Manager Education in Ashoka<br />
Susanna Sancassani<br />
Managing Director Task Force <strong>Teaching</strong> Learning Innovation ME-TID Politecnico di Milano<br />
Anna Venturino<br />
HR Learning & Development Consultant, CEO e Founder Thumbs Up<br />
Luigi Gangitano<br />
Chief of Digital Innovation POLIMI Graduate School of Management, General Manager Fadpro<br />
Michele Gabbanelli<br />
Docente della lingua Inglese presso l’IIS “Savoia - Benincasa” di Ancona<br />
Aldo Torrebruno<br />
Education Manager of the Egnineering Schools and Researcher Politecnico di Milano<br />
Nicoletta Di Blas<br />
Associate Professor Politecnico di Milano<br />
Chiara Burberi<br />
Direttrice generale Edifin SpA e Co-founder Redooc<br />
Cinzia Bosco<br />
Digital Editor Redooc<br />
Francesco Mangiaracina<br />
Instructional Designer, Partner & Co-founder Fadpro<br />
Elena Ugolini<br />
Responsabile Generale Scuole Malpighi<br />
Team di progetto <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> 2021-2022:<br />
Francesca Cotroneo<br />
Program Manager Formazione Continua ELIS Education Operations<br />
Giuseppina Califano<br />
Project Manager Formazione Continua ELIS Education Operations<br />
Ilaria Todini<br />
Training Advisor Formazione Continua ELIS Education Operations<br />
Grafica<br />
Valentina Moro<br />
Mamò Studio Grafico
Contenuti<br />
4<br />
Introduzione<br />
Il contesto e le finalità<br />
di Marcello Tempesta<br />
6<br />
8<br />
8<br />
8<br />
10<br />
11<br />
15<br />
15<br />
17<br />
17<br />
21<br />
21<br />
21<br />
28<br />
44<br />
58<br />
63<br />
63<br />
66<br />
Il modello<br />
Le attività del modello<br />
1. Pianificazione (Plan)<br />
Definizione del problema e dell’obiettivo di ricerca<br />
Formulazione delle ipotesi di ricerca e intervento<br />
Costituzione del Gruppo di ricerca<br />
Formulazione del piano di intervento<br />
2. Azione (Do)<br />
Formazione degli operatori sul campo (docenti)<br />
Costruzione degli strumenti di intervento<br />
Applicazione del piano di intervento<br />
3. Monitoraggio (Check) - FASE I<br />
Rilevazione dei dati di monitoraggio<br />
Modulo 1: Le competenze del Change Maker Teacher<br />
Modulo 2: Progettazione Didattica<br />
Modulo 3: Metodologie Innovative/Digital Tools<br />
Modulo 4. Organizzazione scolastica<br />
4. Riflessione (Act) - FASE II<br />
Gli obiettivi<br />
Il Peer Mentoring<br />
Appendice<br />
68<br />
70<br />
71<br />
Tabella Istogrammi<br />
Livello soddisfazione delle diverse sessioni<br />
Livello di soddisfazione dei Community Events<br />
Livello di conoscenza in entrata sugli strumenti e metodologie fornite<br />
e Livello di conoscenza in uscita dei diversi contenuti, per ogni modulo<br />
72<br />
76<br />
77<br />
Materiale di approfondimento<br />
Modulo I - Lifeed<br />
Materiale di approfondimento: Questionario per i docenti FASE II<br />
Materiale di approfondimento: Questionario per gli studenti FASE II
4 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
introduzione<br />
Il contesto<br />
e le finalità<br />
Marcello Tempesta<br />
Ha scritto Hannah Arendt: “Una crisi ci costringe a<br />
tornare alle domande: esige da noi risposte nuove<br />
o vecchie, purché siano scaturite da un esame diretto,<br />
e si trasforma in una catastrofe solo quando<br />
noi cerchiamo di farvi fronte con giudizi preconcetti,<br />
ossia pregiudizi, aggravandola e per di più rinunciando<br />
a vivere quell’esperienza della realtà, a utilizzare<br />
quell’occasione per riflettere, che la crisi stessa costituisce”.<br />
Il grande imprevisto della pandemia ci invita in ogni<br />
campo a riflettere per ripartire, a tornare alle domande.<br />
Ciò vale anche per la scuola: essa, in verità<br />
già da tempo, vive una situazione di passaggio che<br />
ne mette in dubbio la capacità di affrontare le sfide<br />
del XXI secolo. Senza voler generalizzare (poiché<br />
esiste, in tanti contesti, tanta buona scuola in atto),<br />
la vita quotidiana nei luoghi dell’istruzione appare<br />
contrassegnata in maniera crescente da fenomeni<br />
di sotto-rendimento, demotivazione, dispersione<br />
conclamata o strisciante degli studenti, ma anche di<br />
“fatica educativa” degli adulti.<br />
Vi è chi pensa di superare tali problematiche semplicemente<br />
attraverso l’introduzione dall’alto di nuovi<br />
metodi e strumenti di insegnamento. Ma non manca<br />
chi si spinge a immaginare un sostanziale superamento<br />
della scuola, attraverso forme di descolarizzazione<br />
e di sostituzione, con un massiccio ricorso<br />
all’e-learning e alla robotica educativa. Questo sfocamento<br />
del senso della scuola coinvolge la figura<br />
dell’insegnante, che in molti contesti pare aver perso<br />
la sua reputazione, una riconosciuta centralità<br />
nelle dinamiche di sviluppo e innovazione sociale.<br />
Occorre allora avere il coraggio di farsi le domande:<br />
serve ancora la scuola? Servono ancora i professori?<br />
Crediamo fermamente di sì, a patto di lavorare insieme<br />
per intercettare e incrementare una scuola<br />
dal cuore antico, ma proiettata con decisione verso<br />
il futuro, la cui vera leva di Archimede è costituita da<br />
una classe docente motivata e attrezzata per la sfida<br />
che ci attende. Si tratta, anzi, di una responsabilità<br />
e di un compito affascinanti e decisivi per costruire<br />
una vita buona in una società attiva, per permettere<br />
a tutti di avere occasioni di sviluppo dei propri<br />
talenti e delle proprie capacità, per favorire il rinnovamento<br />
sociale e la costruzione del bene comune.<br />
In questo senso, il primo passo di un percorso positivo<br />
ci pare costituito dalla riscoperta del permanente<br />
compito che, in forme inedite, l’istituzione scolastica<br />
è chiamata ad assolvere: si tratta di sperimentare<br />
il senso della scuola e del lavoro del docente<br />
e diventarne più consapevoli. Chi insegna diventa<br />
oggi un decisivo change maker riappropriandosi in<br />
modo nuovo della funzione della scuola (accogliere<br />
i bisogni di crescita, conoscenza ed espressione<br />
degli allievi, favorire una comunicazione viva del patrimonio<br />
culturale, supportare la capacità di sapersi<br />
orientare il futuro) e ponendosi come un attivatore,<br />
perennemente in cambiamento, nei confronti dei<br />
propri studenti (per favorire l’emersione delle loro<br />
potenzialità e contrastare le spinte alla passività e al<br />
gregarismo che non mancano nei loro contesti esperienziali).<br />
Anzitutto, dunque, un’operazione di sense<br />
making, un lavoro sul perché e sul per chi fare scuola,<br />
sul significato e le ragioni dell’essere insegnante,
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
5<br />
sulla dimensione della motivazione, vero carburante<br />
dell’esperienza scolastica come di ogni esperienza<br />
umana.<br />
Collegato a questo primo polo, un secondo polo<br />
altrettanto importante riguarda un lavoro sul come<br />
fare scuola, un approfondimento creativo e innovativo<br />
sul modo di insegnare e sugli strumenti che possono<br />
supportare una chiara intenzionalità educativa<br />
e una big idea sulla scuola. Dal punto di vista metodologico,<br />
appare interessante intrecciare due vettori,<br />
uno bottom up e uno top down. La prima direzione<br />
di marcia parte dalla consapevolezza che si impara<br />
ad insegnare anzitutto attraverso una partecipazione<br />
osmotica alle esperienze di chi già lo fa in maniera<br />
significativa, invitando i giovani a partecipare all’avventura<br />
conoscitiva in modo efficace e attrattivo. Per<br />
questo, è decisivo che gli insegnanti junior possano<br />
“andare a bottega” da insegnanti senior che siano<br />
effective teachers, per far emergere i bisogni di formazione<br />
e riflettere sulle esperienze e le pratiche di<br />
insegnamento in atto. La seconda direzione di marcia<br />
riguarda una intelligente ricognizione dei teaching<br />
methods e degli strumenti di innovazione didattica<br />
che possono essere messi al servizio dell’azione<br />
dell’insegnante. Liberati da ingenue assolutizzazioni,<br />
essi offrono un repertorio collegato alle migliori<br />
esperienze internazionali e alla ricerca scientifica,<br />
utilissimo per arricchire la “cassetta degli attrezzi”<br />
del docente innovatore con modalità didattiche e<br />
tools digitali, che egli dovrà imparare a utilizzare a<br />
seconda degli obiettivi formativi, delle circostanze,<br />
dei soggetti.<br />
La stella polare di un percorso di teaching revolution,<br />
per concludere, è la prospettiva di un insegnante<br />
professionista e ricercatore, che vive la sua esperienza<br />
lavorativa non come un travet, nella stanca<br />
ripetizione di abituali routine, ma sviluppando continuamente<br />
e creativamente la propria azione, assumendosi<br />
delle responsabilità, rischiando, collaborando,<br />
aperto a modificare continuamente il proprio<br />
lavoro, a valutarlo e a farlo valutare. Un “insegnante<br />
incompiuto”, proteso allo scopo vero della scuola: il<br />
bene, la crescita, lo human flourishing delle giovani<br />
generazioni.<br />
Riflessioni<br />
oggetto<br />
di analisi<br />
da parte di Pietro Papoff,<br />
Direttore del Consorzio ELIS,<br />
con i vari partner per giungere<br />
alla realizzazione del percorso<br />
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
“La conoscenza è la più importante<br />
risorsa di un Paese, il nuovo “oro<br />
nero”. La scuola è l’istituzione preposta<br />
a svilupparla e i docenti sono<br />
i costruttori della ricchezza di un<br />
Paese. La scuola è il luogo ove<br />
favorire la sintesi personale delle<br />
varie sorgenti di conoscenza e<br />
non più sorgente essa stessa. Non<br />
più compiti a casa, la classe va<br />
capovolta: si raccolgono stimoli e<br />
nozioni da una pluralità di fonti e si<br />
metabolizza e apprende in classe”<br />
–Lorenzo Fioramonti<br />
Quanti giovani di valore aspirano<br />
a diventare docenti? Non tanti in<br />
Italia, molti di più in Finlandia: <br />
“Qui in Finlandia la scuola e gli<br />
insegnanti sono molto apprezzati e<br />
stimati. Nella nostra società docenti<br />
e sacerdoti sono figure importanti<br />
ancora oggi”<br />
–Vesa Havia, docente Finlandese<br />
Passare da una didattica “knowledge<br />
based” a una didattica che sviluppa<br />
ciò che è unico nell’uomo e irraggiungibile<br />
dalle macchine: valori,<br />
convinzioni, pensiero indipendente,<br />
cura degli altri.<br />
“Se non cambiamo il modo di insegnare<br />
avremo dei seri guai in futuro”<br />
–Jack M<br />
L’insegnante come Professionista.<br />
Imparare a insegnare come un professionista:<br />
<strong>Teaching</strong> like a Pro, come<br />
in ogni altra professione. Essere un<br />
professionista dell’insegnamento è<br />
un impegno personale alla formazione<br />
rigorosa, all’apprendimento<br />
continuo, al feedback collegiale,<br />
al rispetto delle prove, alla reattività<br />
nei confronti dei genitori, alla ricerca<br />
dell’eccellenza e al superamento<br />
degli obblighi di qualsiasi contratto<br />
scritto. Serve però un lavoro corale,<br />
non può essere demandato al singolo<br />
docente. Oggi c’è una consapevolezza<br />
diffusa, anche a livello politico,<br />
che gli insegnanti siano realmente<br />
importanti: teachers really matter.<br />
Servono docenti di qualità: se cambiamo<br />
la professione dell’insegnante<br />
possiamo cambiare la società intera.<br />
–Professional Capital: Transforming<br />
<strong>Teaching</strong> in Every School<br />
di Andy Hargreaves, Michael Fullan
6 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Il modello<br />
Il progetto di «<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>» si basa sulla realizzazione<br />
di una ricerca-azione ovvero un progetto<br />
che si ponga l’obiettivo non solo di approfondire<br />
i presupposti, ma di analizzare la nuova didattica sul<br />
campo con un gruppo di docenti-ricercatori impegnati<br />
in prima persona ad aumentare la consapevolezza<br />
di quanto succede nel proprio contesto di<br />
lavoro a introdurre nel loro modo di insegnare dei<br />
cambiamenti radicali<br />
L’obiettivo è di migliorare la qualità dell’azione<br />
all’interno di una situazione data per capire meglio e<br />
imparare a gestire problemi di immediato interesse.<br />
Il problema di ricerca sorge e viene definito all’interno<br />
di una comunità educativa. Gli operatori<br />
sul campo, forti della conoscenza della situazione<br />
concreta e delle potenzialità e dei limiti delle risorse<br />
coinvolte, delineano il problema, lo analizzano e<br />
progettano strategie di soluzione. Sono gli operatori<br />
a decidere quali sono i problemi su cui vale la<br />
pena fare ricerca e quali sono le soluzioni possibili,<br />
concrete e realisticamente applicabili.<br />
La ricerca-azione viene condotta in modo partecipato<br />
da tutti i membri della comunità e il progetto<br />
sociale di crescita della comunità avviene<br />
attraverso la crescita dei suoi membri.<br />
La ricerca-azione si basa su 4 macro-fasi, che partono<br />
dall’Individuazione del problema.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
7<br />
Le fasi della Ricerca-Azione<br />
Fase 4<br />
Riflessione<br />
(ACT)<br />
4<br />
Fase 1<br />
Pianificazione<br />
(PLAN)<br />
3<br />
1<br />
Fase 3<br />
Monitoraggio<br />
(CHECK)<br />
2<br />
Fase 2<br />
Azione<br />
(DO)<br />
Le attività<br />
del modello<br />
Partendo dalle 4 macro-fasi della ricerca-azione, di seguito sono riportate le attività previste in ciascuna delle<br />
fasi, sulle quali si struttura il Progetto pilota del <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
1. Pianificazione (plan):<br />
• Definizione del problema e dell’obiettivo<br />
da ricercare<br />
• Formulazione delle ipotesi di ricerca<br />
e intervento<br />
• Costituzione del Gruppo di ricerca<br />
• Formulazione del piano di intervento<br />
2. Azione (DO)<br />
• Formazione degli operatori sul campo<br />
(docenti)<br />
• Costruzione degli strumenti di intervento<br />
• Applicazione del piano di intervento<br />
(con redazione del relativo diario di bordo)<br />
3. Monitoraggio (Check)<br />
• Rilevazione dei dati di monitoraggio<br />
• Analisi dei dati raccolti ed interpretazione<br />
dei risultati<br />
• Valutazione su efficacia ed efficienza<br />
dell’intervento<br />
4. Riflessione (Act)<br />
• Acquisizione di consapevolezza<br />
dall’analisi della propria esperienza<br />
• Proposta di intervento finale
8 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
1.<br />
Pianificazione<br />
(Plan)<br />
Formulazione delle ipotesi<br />
di ricerca e intervento<br />
I Principi della <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
1. I docenti sono i costruttori della ricchezza di<br />
un Paese.<br />
Accendere un senso profondo alla professione<br />
dell’insegnante, una vera missione nella società: la<br />
conoscenza è la più importante risorsa di un Paese,<br />
il nuovo “petrolio. La scuola è l’istituzione preposta<br />
a svilupparla.<br />
Definizione del problema<br />
e dell’obiettivo di ricerca<br />
I problemi su cui si basa questa ricerca sono:<br />
• Aumentare la reputazione e la credibilità della figura<br />
del docente ed aumentare il self impact del<br />
docente. Tra i paesi europei, l’Italia è la nazione<br />
dove si registra il più basso valore dell’indice di<br />
reputazione degli insegnanti. Un adeguato status<br />
degli insegnanti nella società non è solo un importante<br />
dovere morale, ma è essenziale per i risultati<br />
scolastici di un Paese 1 .<br />
• Definire le competenze chiave del change maker<br />
teacher.<br />
Gli obiettivi:<br />
• Formare al ruolo e qualificare le competenze possedute<br />
dal docente, ossia sviluppare competenze,<br />
conoscenze ed abilità del singolo docente. Formare<br />
al ruolo giovani aspiranti docenti.<br />
• Definire le competenze trasversali e tecniche del<br />
Change Maker Teacher; lanciare un “train the trainer”<br />
pilota su un gruppo di professori (giovani) e<br />
di aspiranti professori (prospect): sulla base dei<br />
risultati ottenuti valutare come scalare il progetto.<br />
2. Accendere la passione per l’apprendimento<br />
nei cuori degli studenti.<br />
“Se vuoi costruire una nave, non devi per prima cosa<br />
affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e<br />
a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non<br />
organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli<br />
uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato”.<br />
3. Rivoluzione copernicana: lo studente e i suoi<br />
interessi sono al centro.<br />
Si deve costruire un abito su misura per ciascuno, un<br />
piano di apprendimento in funzione dei suoi talenti<br />
e dei suoi interessi. Il programma didattico è solo<br />
un riferimento di massima. Uno studente può percorrere<br />
il programma in tempi diversi e non necessariamente<br />
tutto o solo quello. Identificare i talenti<br />
e accendere l’interesse. Assessment di ingresso e<br />
piano di studio personalizzato. Apprendimento auto-diretto.<br />
4. Fioritura dell’intera persona, educazione e non<br />
solo istruzione. Educare il corpo, la mente e il cuore<br />
insieme.<br />
«Tu, ottimo uomo, (…) non ti vergogni di occuparti<br />
delle ricchezze, per guadagnarne il<br />
più possibile, e della fama e dell’onore, e invece<br />
non ti occupi e non ti dai pensiero della<br />
saggezza, della verità, e della tua anima, perché<br />
diventi il più possibile buona?»<br />
— Apologia di Socrate<br />
1. Global Teacher Status Index, 2018
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
9<br />
“Se non cambiamo il modo di insegnare avremo<br />
dei seri guai in futuro”. Passare da una<br />
didattica “knowledge based” a una didattica<br />
che sviluppa ciò che è unico nell’uomo e irraggiungibile<br />
dalle macchine: valori, convinzioni,<br />
pensiero indipendente, cura degli altri”<br />
— Jack Ma, fondatore di Alibaba<br />
5. Il docente come catalizzatore dell’apprendimento<br />
e non detentore di conoscenze.<br />
«La scuola italiana deve cambiare, i professori<br />
devono diventare dei registi che vanno oltre la<br />
lezione frontale e portano il mondo in classe,<br />
sfruttando le nuove tecnologie», ha spiegato<br />
il grande divulgatore al Tempo delle Donne.<br />
«Solo così, imparando il mondo attraverso la<br />
testimonianza di professionisti e grandi personaggi,<br />
i nostri ragazzi potranno accompagnare<br />
il Paese in un futuro da protagonista»<br />
— Piero Angela<br />
Capovolgere la relazione scuola-mondo esterno<br />
“La scuola è il luogo ove favorire la sintesi<br />
personale delle varie sorgenti di conoscenza e<br />
non più sorgente essa stessa. Non più compiti<br />
a casa, la classe va capovolta: si raccolgono<br />
stimoli e nozioni da una pluralità di fonti e si<br />
metabolizza e apprende in classe”<br />
— Lorenzo Fioramonti<br />
6. Puntare in alto l’asticella: gli studenti devono<br />
scoprire che possono fare molto di più di quello che<br />
immaginano. In ogni campo. Ad esempio devono<br />
scoprire che in cinque mesi possono riuscire a sfidare<br />
una squadra di professionisti di Rugby partendo<br />
da zero e seguendo un intenso programma di allenamento.<br />
7. Valorizzare il peer learning: lo studente più<br />
grande fa da “mentore” a quello più giovane, (perché<br />
si impara meglio da chi ha da poco imparato e<br />
inoltre si ottiene il secondo risultato di comprendere<br />
meglio perché praticando l’insegnamento si rinforza<br />
anche il proprio apprendimento) con l’obiettivo di<br />
facilitare l’apprendimento per entrambi, attraverso<br />
il confronto ed il trasferimento tra pari. (Teach to<br />
learn). (La collaborazione è chiave per l’apprendimento).<br />
In tale modello la collaborazione diventa<br />
elemento chiave del processo di apprendimento e<br />
bypassa il concetto di competizione che, da solo,<br />
potrebbe essere di ostacolo al successo scolastico.<br />
Mettere gli studenti l’uno contro l’altro non facilita<br />
il successo scolastico. La competizione solo su una<br />
base solida di collaborazione.<br />
8. Open Schooling<br />
Imparare attraverso la vita: every moment is a learning<br />
moment. Non solo i genitori ma anche altri<br />
soggetti diventano “docenti”: allenatori sportivi,<br />
professionisti delle imprese, compagni di gioco sono<br />
tutti educatori.<br />
• Home schooling: i genitori sono i primi educatori.<br />
Gli studenti passano più tempo a casa che a scuola.<br />
I genitori sono parte della Comunità Educante<br />
e giocano un ruolo chiave per il successo scolastico.<br />
La scuola deve essere organizzata per coinvolgere<br />
i genitori.<br />
• Service Learning: la scuola al servizio del territorio.<br />
9. Ricomporre cultura umanistica e cultura tecnologia,<br />
Mens et Manus, teoria e pratica.<br />
Imparare è un’esperienza, tutto il resto è solo<br />
informazione<br />
– Einstein<br />
• Didattica per progetti. Ogni lezione è apprendimento<br />
tanto per lo studente quanto per il docente,<br />
come avveniva nelle botteghe rinascimentali.<br />
• Molti programmi di successo nella lotta all’abbandono<br />
scolastico si basano su attività artistiche e<br />
teatrali: perché non renderli parti integranti della<br />
scuola?<br />
10. Strumenti digitali<br />
“In quanto alla didattica credo che anche i docenti<br />
debbano stare al passo con le nuove tecnologie<br />
per far spazio ad una nuova tipologia<br />
d’istruzione: quella digitale. Proporrei quindi<br />
ad ogni professore un corso intensivo di digitalizzazione<br />
e comunicazione via piattaforme<br />
di videoconferenza. Sostituirei inoltre gli ormai<br />
datati e pesanti libri con tablet di ultima<br />
generazione che possano consentire una migliore<br />
mobilitazione a coloro che frequentano<br />
il luogo di studio”<br />
— Luigi Solimene, studente del V anno
10 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Costituzione<br />
del Gruppo di ricerca<br />
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA<br />
> Obiettivo<br />
Identificare i 56 partecipanti al pilota: 36 docenti + 20 aspiranti docenti (o “prospect”)<br />
36 Docenti<br />
Attività per identificare i docenti:<br />
• Ingaggio delle 20 scuole aderenti al Pilota, ognuna<br />
della quali identificherà 4 docenti da coinvolgere<br />
sul programma (uno junior e uno senior)<br />
• Definizione dei requisiti per identificazione dei<br />
docenti che prenderanno parte al progetto (4 docenti<br />
del 3° anno che hanno la cattedra di matematica<br />
e italiano, appartenenti a due classi diverse)<br />
• Organizzazione webinar con i Dirigenti Scolastici<br />
per creare commitment sul progetto<br />
• Definizione dei nominativi dei docenti<br />
20 aspiranti docenti<br />
• Laureando di materie tecniche/umanistiche<br />
• Neo-laureata (es. settore disciplinare pedagogia)<br />
o laureanda con possibile interesse nell’utilizzare<br />
il progetto <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> come contenuto<br />
per la propria tesi<br />
• Ricercatore<br />
Attività per identificare gli aspiranti docenti:<br />
• Identificare un pool di università (Owner Bocconi/<br />
MIP/ELIS)<br />
• Definizione dei requisiti per identificazione degli<br />
aspiranti docenti<br />
• Organizzazione webinar per creare commitment<br />
sul progetto<br />
• Definizione dei nominativi degli aspiranti docenti<br />
Dati dei partecipanti<br />
Docenti - 36 partecipanti<br />
età media Genere Anni di servizio<br />
43 anni 11 Uomini | 24 Donne Junior (1-6 anni di servizio) 15 | Senior (+7 anni di servizio) 21<br />
Distribuzione nazionale delle scuole coinvolte<br />
Istituto Città Regione N. Docenti<br />
ITS Acerbo Pescara Abbruzzo 4<br />
Liceo Cotugno L’Aquila Abbruzzo 2<br />
IIS Volta Napoli Campania 2<br />
Liceo Pascal Pompei Campania 2<br />
Liceo Malpighi Bologna Emilia Romagna 2<br />
IIS Marconi Latina Lazio 2<br />
IIS Pascal Roma Lazio 2<br />
IIS Rosselli Aprilia Lazio 2<br />
ITIS Cannizzaro Latina Lazio 2<br />
IIS Ciampino Boccardo Novi Ligure Piemonte 5<br />
ITTS Grassi Torino Piemonte 2<br />
ITIS Jannuzzi Andria Puglia 2<br />
Liceo Palmieri Lecce Puglia 2<br />
IIS Salerno Gangi Sicilia 2<br />
IIS Salvatorelli Moneta Marsciano Umbria 1<br />
Materie di insegnamento<br />
Italiano 33%<br />
Matematica 16%<br />
Laboratorio Informatica 13%<br />
Chimica 3%<br />
Storia e Filosofia 3%<br />
Storia dell’Arte 3%<br />
Lingue Straniere 13%<br />
Sostegno 7%<br />
Laboratorio Diritto 3%<br />
Laboratorio Chimica 3%<br />
Laboratorio Grafico 3%
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
11<br />
Prospect - 20 partecipanti<br />
età media Genere Titolo di studio<br />
23 anni 1 Uomo | 19 Donne 3 Laurea Triennale | 15 Laurea Magistrale | 2 Dottorato<br />
Distribuzione delle università<br />
Istituto<br />
N. Studenti<br />
Università Campus Bio-Medico di Roma 1<br />
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 1<br />
Università degli Studi di Genova 2<br />
Università degli Studi di Padova 1<br />
Università degli Studi di Palermo 2<br />
Università degli Studi di Pavia 4<br />
Università degli Studi di Perugia 1<br />
Università degli Studi di Torino 1<br />
Università degli Studi del Salento 1<br />
Università degli Studi di Siena 1<br />
Università degli Studi di Roma - Sapienza 2<br />
Università degli Studi di Roma 3 1<br />
Corsi di Laurea<br />
Comunicazione 4%<br />
Filosofia 23%<br />
Biologia 14%<br />
Lingue Straniere 18%<br />
Storia 9%<br />
Lettere 23%<br />
Scienze Politiche 9%<br />
Formulazione del piano<br />
di intervento<br />
timeline<br />
DIC 20 Gen 21 Feb 21 Mar 21 Apr 21 Mag 21 Giu 21 Lug 21 dic 21 Feb 22<br />
avvio<br />
A.<br />
Il profilo del docente<br />
“Change Maker”<br />
Le competenze chiave<br />
pilota<br />
B.<br />
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
Progettazione<br />
Kick Off e Erogazione<br />
Closing<br />
C.<br />
Best Practice<br />
e Action Impact<br />
Definizione Indicatori<br />
Monitoraggio e Raccolta KPI di Progetto<br />
diffusione<br />
D.<br />
Scale Up<br />
Progettazione<br />
Lancio Programma<br />
E.<br />
Diffusione<br />
e Divulgazione<br />
Comunicazione Istituzionale e Promozione Progetto<br />
Gestione Community dei Docenti<br />
Pubblicazione e Divulgazione dei risultati
12 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Il profilo del docente<br />
Change Maker<br />
Gianluca Sabatini, Head of Marketing and Education<br />
Business Development in ELIS, durante il Focus Group<br />
rivolto a dieci docenti provenienti da diversi Istituti<br />
scolastici, ha illustrato il Programma “<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>”,<br />
incidere sulla nuova generazione dei docenti,<br />
evidenziandone:<br />
• Obiettivi e principi del progetto;<br />
• Le fasi del progetto e i contributi a supporto del<br />
progetto;<br />
• I partner del progetto.<br />
Luca Solesin, Program Manager Education presso<br />
Ashoka Italia ha sottolineato l’importanza dei docenti,<br />
change maker, presenti nel focus group, come<br />
ambasciatori del cambiamento e di una nuova leadership<br />
nel modello educativo.<br />
Marta Luca, Head of Human Capital, Diversity & Inclusion<br />
di SNAM, ha riassunto l’impegno dell’azienda<br />
sul tema della scuola, dato che dal 2018 si è fatta<br />
promotrice di iniziative significative in ambito alternanza<br />
scuola lavoro e formazione dei docenti.<br />
è stato, inoltre, condiviso, in un’ottica di corporate<br />
social responsibility, la volontà del management di<br />
considerare questo progetto come un prototipo che<br />
possa essere presentato a livello istituzionale come<br />
opportunità di miglioramento complessivo della<br />
scuola in Italia.<br />
A conclusione dell’apertura si è svolto un giro di<br />
tavolo di presentazione dei docenti invitati prima<br />
di procedere al lancio dell’obiettivo previsto per il<br />
gruppo di lavoro. L’obiettivo previsto per il gruppo<br />
di lavoro, anticipato da un pre-reading sul concetto<br />
di competenza, era quello di riflettere e integrare il<br />
modello di competenze per il docente del <strong>Teaching</strong><br />
Program.<br />
Gli specialisti di ELIS hanno predisposto un modello<br />
di cinque capacità organizzative come base di riflessione<br />
e lavoro partecipativo. Il modello proposto si<br />
basa su 5 competenze trasversali:<br />
> Comunicazione efficace<br />
> Propensione al cambiamento<br />
> Gestione del Gruppo & Collaborazione<br />
> Ascolto attivo<br />
> Intelligenza Sociale<br />
I docenti sono stati suddivisi in due sottogruppi che,<br />
facilitati dai medesimi specialisti, hanno lavorato per<br />
quarantacinque minuti con i seguenti obiettivi:<br />
• Conferma delle capacità proposte<br />
• Indicazione di possibili indicatori comportamentali<br />
“efficaci” di ogni capacità<br />
• Integrazione del modello proposto con ulteriori<br />
capacità da parte dei docenti<br />
I due sottogruppi hanno:<br />
• Confermato le cinque capacità organizzative presentate<br />
• Identificato gli indicatori comportamentali specifici<br />
per ciascuna competenza<br />
• Segnalato le seguenti capacità comportamentali<br />
da integrare: resilienza, sviluppo del potenziale (in<br />
termini di orientamento e/o apprendimento)<br />
Indicatori comportamentali<br />
elaborati dal Gruppo A<br />
1. Comunicazione efficace:<br />
• Capacità di andare a lavorare sulla specificità dell’allievo<br />
(avvicinarsi alle categorie culturali, sociali).<br />
• Utilizzare un para-verbale in linea con il verbale<br />
(empatia e relazionalità - tono della voce, gestualità).<br />
• Avvicinarsi attraverso il comportamento al vissuto<br />
generazionale dei ragazzi (es. abbigliamento non<br />
eccessivamente formale).<br />
• Tempi adeguati e dialogo socratico (vicinanza non<br />
proposizione).<br />
• Non avere pregiudizi nei confronti del loro mandato<br />
(non trasmettere contrarietà rispetto ad un<br />
punto di vista diverso, es. Tik Tok).<br />
• Entusiasmo (avere un Dio dentro, sto raccontando<br />
la cosa più affascinante del momento).<br />
• Contemporaneità con l’autore (non stai ripetendo<br />
ma sei contemporaneo al cuore dell’autore).<br />
2. Propensione al cambiamento:<br />
• Tornare allievi (se sono attratto, attraggo) non<br />
smettere mai di studiare.<br />
• Flessibilità (cogliere non solo i cambiamenti dei<br />
ragazzi ma anche la propensione al cambiamento<br />
simultaneo durante la giornata).<br />
• Saper cogliere gli aspetti positivi sapersi confron-
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
13<br />
tare e accettare (raccogliere feedback dai colleghi<br />
o acquisire conoscenze dall’altro, l’esperienza non<br />
ti porta sempre a stare nel giusto).<br />
• Attenzione ai singoli alunni per inviare i giusti stimoli.<br />
• Rendere partecipi gli alunni in un processo di<br />
co-creazione del cambiamento (trasmettere le<br />
proprie passioni ai ragazzi per stimolare l’apprendimento).<br />
• Occasione di arricchimento personale prima di<br />
portare i contenuti in aula (non restare ancorati ai<br />
programmi ma sperimentare).<br />
• “Frequentare luoghi di cambiamento” progetti-associazioni-docenti<br />
con energia, uscirà all’individualismo.<br />
3. Gestione del gruppo e Collaborazione:<br />
• Apprendimento cooperativo (mettere i ragazzi<br />
nella condizione di sperimentare delle abilità).<br />
• Lavorare insieme verso il raggiungimento di un<br />
obiettivo comune.<br />
• “Amare la verità più della propria immagine” - superare<br />
i pregiudizi gli schemi per crescere.<br />
• Trasferimento di un messaggio univoco (non esprimere<br />
immagini e visioni diverse - fare gruppo).<br />
• Gruppo docenti come esempio per il gruppo aula.<br />
• L’insegnante come facilitatore del gruppo che favorisce<br />
la collaborazione di tutti.<br />
4. Ascolto attivo:<br />
• Sviluppare una buona capacità di osservazione<br />
per andare oltre l’immediato.<br />
• La curiosità ti porta a non fermarti dinanzi l’apparenza.<br />
• Fare un’analisi delle premesse rispetto a quello<br />
che l’interlocutore esprime.<br />
• Guardare la persona negli occhi, agire il contatto.<br />
• Contenere l’emotività della persona che ci sta<br />
parlando.<br />
5. Intelligenza Sociale:<br />
• Modelling – se valorizzo una persona faccio da<br />
specchio altro.<br />
• Ritagliarsi del tempo da dedicare al singolo alunno/collega.<br />
• Mettere in gioco le relazioni, non aver paura di<br />
crearle (lavoro gg).<br />
Indicatori comportamentali<br />
elaborati dal Gruppo B<br />
1. Comunicazione efficace:<br />
• Creazione di un contatto para-verbale precedente<br />
alla comunicazione.<br />
• Utilizzo modulare del timbro e tono vocale per decodificare<br />
e per potenziare i significati espressi.<br />
• Padronanza di più livelli di comunicazione per una<br />
comprensione efficace del messaggio.<br />
• Storytelling per spiegare e mantenere l’attenzione<br />
in modo continuativo e coinvolgente.<br />
• Consapevolezza del tempo e del suo valore/efficacia<br />
nell’insegnamento.<br />
2. Propensione al cambiamento:<br />
• Attitudine a sperimentare qualcosa di nuovo e/o<br />
rischiare e disponibilità a integrare il proprio bagaglio<br />
di sapere e competenze.<br />
• Richiesta feedback.<br />
• Attenzione all’aggiornamento continuo sia sulla<br />
propria disciplina, sia sulle modalità di apprendimento<br />
ed erogazione.<br />
• Costruzione e mantenimento di reti (ad esempio<br />
tematiche, geografiche).<br />
• Ampiezza di interessi ed esperienze, curiosità a<br />
360° gradi sul mondo.<br />
• Ottimizzazione del tempo e delle risorse e conseguenti<br />
scelte delle cose da fare e portare in classe.<br />
• Invito a professionisti esterni per argomenti/competenze<br />
su cui hanno un presidio.<br />
3. Gestione del gruppo e Collaborazione:<br />
• Comunicazione e condivisione del sapere e delle<br />
esperienze.<br />
• Attivazione di momenti aperti di dialogo.<br />
• Partecipazione attiva alle discussioni e alle decisioni<br />
dei consigli di classe.
14 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
4. Ascolto attivo:<br />
• Attenzione e partecipazione all’altro.<br />
• Apertura empatica verso l’interlocutore.<br />
• Disponibilità a cambiare la propria opinione rispetto<br />
a quanto detto dal proprio interlocutore.<br />
• Supporto all’interlocutore per riformulare i contenuti/concetti<br />
per avere un terreno di confronto<br />
comune e avere maggiore chiarezza sui contenuti/<br />
concetti medesimi.<br />
5. Intelligenza Sociale:<br />
• Supporto a far comprendere ai genitori che quello<br />
che i ragazzi stanno vivendo non è straordinario<br />
ma che sono atteggiamento comuni dell’età.<br />
• Saper riconoscere i bisogni e suggerirle il livello<br />
più competente d’intervento, anche esterno.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
15<br />
2.<br />
Azione<br />
(Do)<br />
Formazione degli operatori<br />
(docenti) sul campo<br />
Le competenze sopra citate sono state tradotte<br />
all’interno del percorso formativo, che si struttura in<br />
due fasi, che prevedono moduli didattici. La fase I<br />
permette ai partecipanti di focalizzare alcune specifiche<br />
aree e per ciascuna apprendere:<br />
• l’utilizzo di uno strumento pratico<br />
• sperimentarlo nel proprio contesto scolastico<br />
• creare un momento di condivisione e riflessione<br />
sull’efficacia dello strumento<br />
Con la fase I, i partecipanti apprendono dunque<br />
conoscenze, metodologie didattiche relative alle<br />
competenze di riferimento, acquisendo strumenti<br />
innovativi sperimentati all’interno del proprio team<br />
di lavoro, per poi condividerne quanto appreso con i<br />
colleghi del percorso.<br />
Questa fase prevede inoltre l’erogazione di cinque<br />
moduli; durante le sessioni formative si lavora sul<br />
ruolo del docente e l’execution del ruolo. Il primo<br />
modulo ha come focus la figura del “change maker<br />
teacher”, il secondo modulo si concentra sulla progettazione<br />
didattica; il terzo modulo sulle metodologie<br />
innovative, il quarto modulo sull’organizzazione<br />
scolastica ed il quinto modulo, quello di laboratorio,<br />
in cui riprogettare la programmazione dell’anno accademico<br />
da settembre 2021.<br />
Il percorso formativo prevede inoltre la divisione<br />
in team di lavoro, composti da due docenti appartenenti<br />
allo stesso Istituto Scolastico ed un giovane<br />
aspirante docente (o prospect). Nello specifico<br />
i gruppi sono 18, e l’obiettivo di tale “condivisione”<br />
risiede nel contributo di valore che docenti con più<br />
esperienza e giovani aspiranti docenti, possano apportare<br />
all’interno di uno stesso team. Allo stesso<br />
modo questa sinergia permette di implementare<br />
competenze quali la gestione del gruppo e la collaborazione.<br />
Continuando con la struttura del percorso formativo,<br />
sono stati inseriti quattro eventi di Community<br />
Event, con l’obiettivo di favorire la diffusione e la<br />
condivisione di esempi ispirazionali con testimonianze<br />
di docenti accademici. Nello specifico: Community<br />
Event inerenti il mondo dell’Arte, Tech & Innovation,<br />
Digital Platform e Synergy System.<br />
La fase II del percorso, invece, si pone l’obiettivo di<br />
mettere in pratica nel proprio contesto scolastico e<br />
con i propri studenti, gli strumenti e le metodologie<br />
didattiche apprese nella prima fase di progetto. Si<br />
prefigge inoltre lo scopo di monitorare l’action impact<br />
della ricerca-azione e di consolidare la pratica<br />
della condivisione di pratiche tra docenti, prevedendo<br />
incontri di peer mentoring con le diverse scuole.
16 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Formazione <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
Fase 1 del progetto<br />
Timeline<br />
Tools e Ouput<br />
Kick off<br />
Modulo 1 (6h)<br />
Competenze Change Maker<br />
18 sottogruppi<br />
(1 docente + 1 prospect)<br />
5 skills<br />
Change Maker Teacher<br />
Community Event<br />
Arte (1,5h)<br />
Modulo 2 (10h)<br />
Progettazione didattica<br />
Progettazione, Pianificazione<br />
e Valutazione della didattica<br />
Community Event<br />
Tech & Innovation (1,5h)<br />
Modulo 3 (8h)<br />
Metodologie innovative<br />
Digital Learning Tools<br />
Erogate 20,5 h di formazione<br />
(5 in plenaria, 15,5 per ciascun gruppo)<br />
AULA 1: 20 docenti + 10 prospect (n 30)<br />
AULA 2: 16 docenti + 10 prospect (n 26)<br />
Community Event<br />
Digital Platform (1,5h)<br />
Modulo 4 (5h)<br />
organizzazione scolastica<br />
Community Event<br />
Sinergy Sistem (1,5h)<br />
Modulo 5 (11h)<br />
LABs<br />
TBD<br />
Closing (2h)<br />
Be Change Agent<br />
Progettare e Pianificare<br />
il Programma didattico a.a. 2021/2022<br />
Ricerca-azione<br />
Ciascun modulo permetterà<br />
ai partecipanti di<br />
• Apprendere l’utilizzo di<br />
uno strumento rispetto<br />
alla tematica specifica<br />
• Sperimentarlo nel proprio<br />
contesto scolastico<br />
(Action Learning sul<br />
Campo)<br />
• Creare un momento di<br />
condivisione e riflessione<br />
sull’efficacia dello strumento<br />
per la rivelazione<br />
dei contenuti specifici<br />
(ACT)
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
17<br />
Formazione <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
Fase 2 del progetto<br />
Obiettivo 1<br />
Progettare due “momenti di apprendimento”<br />
da realizzare all’interno del Programma didattico<br />
a.a. 2021/2022, mettendo in atto quanto appreso<br />
durante il percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
Obiettivo 2<br />
Definire e organizzare un incontro con il Consiglio<br />
di Classe e/o Dirigente scolastico e/o colleghi per<br />
raccontare i due “momenti di apprendimento” progettati<br />
e un incontro di follow up per restituire quanto emerso<br />
Costruzione<br />
degli strumenti<br />
Applicazione<br />
piano di intervento<br />
Le sessioni del percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> sono<br />
strutturate seguendo un modello di riferimento,<br />
composto da tre livelli concettuali:<br />
• 1° livello. Scenario (prospettiva macro, possibilità<br />
di utilizzare tematiche rilevate dal focus group,<br />
possibilità di approfondire le tematiche utilizzando<br />
casi studio).<br />
Obiettivo<br />
creare momenti di confronto/discussione<br />
• 2° livello. Ruolo (che deve esercitare il docente<br />
all’interno dello scenario in termini di competenze,<br />
azioni, etc).<br />
Obiettivo<br />
lavorare sulla consapevolezza del ruolo<br />
• 3° livello. Execution del Ruolo (come agisci in<br />
termini di applicazione di metodologie, tools, utilizzo<br />
dei supporti tecnologici,etc).<br />
Obiettivo<br />
lavorare su come agire in maniera efficace il ruolo<br />
La costruzione degli strumenti avviene tramite l’identificazione<br />
rispetto ai vari moduli formativi, di<br />
strumenti che permettono di lavorare meglio su<br />
quella competenza specifica.<br />
Le date di erogazione del percorso sono strutturate<br />
nel seguente modo:<br />
› 25 Feb 2021 - Modulo 1 (6h)<br />
Competenze del Change Maker Teacher<br />
› Feb/Marzo 2021 Modulo 2 (10h)<br />
Progettazione didattica<br />
› Marzo/Aprile 2021 - Modulo 3 (8h)<br />
Metodologie Innovative/Digital Tools<br />
› Aprile 2021 - Modulo 4 (5h)<br />
Organizzazione Scolastica<br />
› Aprile/Maggio 2021 - Modulo 5 (11h)<br />
Laboratorio<br />
› Giugno/Luglio - Closing e follow up<br />
› Set 2021 Modulo 6 (2h)<br />
Follow up<br />
› Nov 2021 - Incontro 1 (1,5h)<br />
Peer mentoring tra scuole<br />
› Febbraio 2022 - Incontro 2 (1,5h)<br />
Peer mentoring tra scuole
18 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Calendario<br />
Modulo 1. Le competenze del Change Maker Teacher<br />
Data Orario Sessione Contenuti Tool Faculty<br />
26 Febbraio 15:00 - 18:00 1. Le competenze Modello delle competenze<br />
del Change Maker Teacher<br />
Piattaforma<br />
Lifeed<br />
ELIS/Lifeed<br />
12-13 Maggio 16:00 - 18:00 Follow up<br />
Le competenze<br />
Come calare nel contesto scolastico i comportamenti<br />
appresi tramite il lavoro individuale sulla piattaforma<br />
Lifeed<br />
ELIS/Lifeed<br />
Le competenze trasversali sono funzionali nell’esercizio delle competenze tecniche e verranno richiamate nei diversi moduli tecnici,<br />
nello specifico:<br />
> Comunicazione efficace e ascolto attivo - Progettazione didattica<br />
> Capacità relazionale e Propensione al cambiamento - Metodologie Innovative<br />
Modulo 2. Progettazione didattica<br />
Data Orario Sessione Contenuti Tool Faculty<br />
27 Febbraio 09:30 - 12:30<br />
14:00 - 17:00<br />
1. Progettazione Didattica per competenze. Progettazione<br />
didattica inclusiva con utilizzo della<br />
piattaforma<br />
Curriculum<br />
Mapping<br />
Impara<br />
Digitale<br />
2-3 Marzo 15:00 - 16:00 2. Progettazione Teorie e modalità di apprendimento Questionario<br />
di Kolb<br />
9 Marzo 15:00 - 16:00 Community Event Sport, Musica, Pittura e Arte come luogo<br />
di apprendimento delle soft skills<br />
Bocconi<br />
Ashoka<br />
11-12 Marzo 15:00 - 18:00 3. Progettazione Didattica per competenza. Valutazione e<br />
Monitoraggio, Creazione delle rubriche<br />
valutative con l’utilizzo della piattaforma<br />
Curriculum<br />
Mapping<br />
Impara<br />
Digitale<br />
16-17 Marzo 15:00 - 17:30 4. Progettazione Come sviluppare il “changemaker”<br />
negli studenti, lavorando sul loro<br />
empowerment<br />
Challenge<br />
Based<br />
MIP<br />
16-17 Marzo 17:40 - 18:30 Tool per la mappatura<br />
delle skills<br />
degli studenti<br />
Thumbs Up<br />
Map<br />
Thumbs Up<br />
Ricerca-Azione: Monitoraggio Impatto
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
19<br />
Modulo 3. Metodologie Innovative / Digital Tools Training & Tools Lab<br />
Data Orario Sessione Contenuti Tool Faculty<br />
22 Marzo 15:00 - 16:00 Community Event Gestione dell’innovazione e delle<br />
tecnologie nella didattica<br />
24-25 Marzo 15:00 - 18:00 1. Metodologie/<br />
Digital Tools<br />
26 Marzo<br />
30 Marzo<br />
15:00 - 17:00<br />
12:30 - 14:30<br />
Follow up. Progettazione<br />
e Questionario<br />
ciclo di Kolb<br />
Panoramica sulle metodologie<br />
didattiche e l’utilizzo degli strumenti<br />
per la creazione di prodotti finali<br />
come quelli riportati negli strumenti<br />
mappe, ebook,<br />
applicativi mirati<br />
allo sviluppo<br />
delle dinamiche<br />
di gioco (gamification)<br />
Ashoka,<br />
MIP<br />
Impara<br />
Digitale<br />
Bocconi<br />
31 Mar - 1 Apr 15:00 - 17:30 2. Metodologie/<br />
Digital Tools<br />
StoryTelling Digitale/Realizzazione<br />
di storie multimediali<br />
immagini, audio,<br />
testi<br />
MIP<br />
5 Aprile 15:00 - 16:00 Community Event Piattaforma Digitale Redooc<br />
7-8 Aprile 15:00 - 17:30 3. Metodologie/<br />
Digital Tools<br />
Instructional design Video MIP<br />
Ricerca-Azione: Monitoraggio Impatto<br />
Modulo 4. Organizzazione scolastica<br />
Data Orario Sessione Contenuti Tool Faculty<br />
12 Aprile 15:00 - 16:00 Community Event Come creare sinergie con il mondo delle<br />
aziende, del territorio e delle famiglie<br />
14-15 Aprile 15:00 - 18:00 1. L’organizzazione<br />
scolastica<br />
21-22 Aprile 15:00 - 17:00 2. L’organizzazione<br />
scolastica<br />
Service Learning: la scuola al servizio del<br />
territorio<br />
Come essere agenti di cambiamento nel<br />
proprio contesto scolastico (nel rapporto<br />
con i genitori, nel favorire la creazione<br />
di azioni che avvicinano gli studenti al<br />
mondo del lavoro/imprese<br />
Ashoka,<br />
Istituto<br />
Malpighi<br />
Ashoka,<br />
Istituto<br />
Malpighi<br />
Ashoka,<br />
Istituto<br />
Malpighi<br />
Ricerca-Azione: Monitoraggio Impatto
20 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Modulo 5. Laboratorio<br />
Data Orario Sessione Contenuti Tool Faculty<br />
28-29 Aprile 15:00 - 18:00 Follow up<br />
Progettazione<br />
Ideazione prodotto finale<br />
Valutazione impatto<br />
degli strumenti<br />
Impara<br />
Digitale<br />
5-6 Maggio 15:00 - 16:00 Follow up<br />
Sviluppare il change<br />
maker negli studenti<br />
Challenge Based<br />
Valutazione impatto<br />
degli strumenti<br />
MIP<br />
5-6 Maggio 16:00 - 17:00 Follow up<br />
Digital Storytelling<br />
Digital Storytelling<br />
Valutazione impatto<br />
degli strumenti<br />
MIP<br />
12-13 Maggio 15:00 - 16:00 Follow up<br />
Definire i contenuti<br />
Instructional Design<br />
Valutazione impatto<br />
degli strumenti<br />
MIP<br />
12-13 Maggio 16:00 - 18:00 Follow up<br />
Le competenze<br />
Le competenze<br />
del Change Maker Teacher<br />
Valutazione<br />
competenze apprese<br />
ELIS<br />
26-27 Maggio 15:00 - 18:00 Follow up Chiusura prodotto finale Progettazione e pianificazione<br />
Programma didattico<br />
21/22<br />
Impara<br />
Digitale<br />
Ricerca-Azione: Monitoraggio Impatto
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
21<br />
3.<br />
Fase I<br />
Monitoraggio<br />
(Check)<br />
Rilevazione dei dati<br />
di monitoraggio<br />
Modulo 1. Le competenze<br />
del Change Maker Teacher<br />
> Competenze su cui impatta il modulo<br />
Competenze trasversali: comunicazione efficace,<br />
ascolto attivo, capacità relazionali, gestione del cambiamento.<br />
> Obiettivo<br />
Le competenze comportamentali sono funzionali<br />
all’esercizio delle competenze tecniche. L’obiettivo è<br />
di fare lavorare i partecipanti sulle competenze traversali<br />
attraverso dinamiche esperenziali da esercitare<br />
nel quotidiano professionale.<br />
Sessione con il team ELIS<br />
> Docenti<br />
Federica Maltese, Senior HR - Training & Development<br />
Specialist in ELIS<br />
Stefania Palmaccio, Senior Executive Consultant in Learning<br />
& Development in ELIS<br />
Massimiliano Riccardi - Human & Organisational Development<br />
Senior Consultant in ELIS<br />
“Il modello delle competenze del Change Maker<br />
Teacher”<br />
> Contenuti<br />
Nella progettazione del percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>,<br />
un focus particolare va al modello delle competenze<br />
elaborato dal team ELIS e che funge da “filo<br />
conduttore” all’interno del programma. Un modello<br />
che è stato utilizzato come linea guida per la progettazione<br />
degli eventi del corso.<br />
Il modello è stato elaborato nel seguente modo:<br />
• Prima fase di Ascolto (15 Gennaio 2021): organizzazione<br />
di un evento con rappresentanti del<br />
mondo del lavoro, i docenti e gli enti promotori<br />
del programma per una riflessione sul presente e<br />
futuro del ruolo del docente. Da qui sono emerse<br />
5 competenze con 10 indicatori comportamentali<br />
Target: 10 docenti change maker teacher Ashoka<br />
e Liceo Malpighi (BO)<br />
• Seconda fase di Condivisione (13-18 Febbraio<br />
2021): costruzione ed erogazione di una survey<br />
snella e digitale sul ruolo del docente e le sue<br />
competenze sulla base degli outputs del focus<br />
group<br />
Target: 100 docenti del Sistema Scuola Impresa<br />
di ELIS<br />
• Terza fase di Validazione: raccolta ed elaborazione<br />
delle risposte date e confronto con le conclusioni<br />
del focus group per sviluppare il modello<br />
delle competenze e i relativi indicatori comportamentali<br />
• Quarta fase di Risultato: elaborazione delle 5<br />
competenze intese come capacità intrinseche della<br />
persona, collegate al ruolo del docente. Nello<br />
specifico:<br />
1. Ascolto attivo<br />
2. Capacità relazionale<br />
3. Comunicazione efficace<br />
4. Flessibilità al cambiamento<br />
5. Gestione del gruppo e Collaborazione<br />
Durante la sessione, il team ELIS composto da Massimiliano<br />
Riccardi, Federica Maltese, Stefania Palmaccio,<br />
riportano la teoria sulla comunicazione e il marketing,<br />
denominata Golden Circle, di Simon Sinek 2 .<br />
2. Simon Sinek, Start With Why: How Great Leaders Inspire Everyone to Take Action, 2009
22 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
L’autore, esperto di marketing, ha studiato ed analizzato<br />
la comunicazione di nume-rose aziende ed organizzazioni,<br />
arrivando a comprendere che le aziende<br />
di successo comunicano in uno specifico modo,<br />
partendo dal Perché e terminando con il Cosa.<br />
Lo schema del Golden Circle è strutturato come un<br />
cerchio concentrico al cui interno troviamo i tre livelli<br />
di comunicazione. Lo strato più esterno è composto<br />
dal What (il cosa fai). Il cerchio nel mezzo è<br />
composto dal How (il come lo fai), terminando con il<br />
Why (il perché lo fai). Sinek per spiegare la sua teoria<br />
fa riferimento alla biologia umana, riportando che,<br />
nell’utilizzo del Golden Circle, facilitiamo il cervello<br />
nel suo apprendimento aiutandolo a recepire con<br />
più facilità i concetti esposti.<br />
Immagine 1. Golden Circle, Simon Sinek<br />
Partendo dunque da tale struttura, il team ELIS offre<br />
una nuova lettura, prendendo in considerazione la<br />
figura del docente. Nel trasferire conoscenze, preparazione,<br />
motivazione ed entusiasmo nel lavoro,<br />
occorre “tenere insieme” in modo coerente i tre elementi<br />
esposti nel Golden Circle:<br />
• WHY: qual è il senso del proprio lavoro<br />
• HOW: il modo in cui lavori per essere coerente<br />
con il senso<br />
• WHAT: quali sono le attività che svolgi<br />
Il primo passo e ciò che può fare la differenza è conoscere<br />
il Why, capire se il Why personale è coerente<br />
con il Why dell’Istituzione scolastica. La chiara definizione<br />
del proprio Perché orienta le decisioni personali<br />
e professionali. Prendendo in considerazione<br />
due organizzazioni internazionali (Dell e Apple),<br />
il team ELIS riporta due differenti approcci e due<br />
esempi della funzionalità del sistema Perché-Come-Cosa.<br />
Se da un lato l’azienda Dell ha sempre seguito<br />
un approccio classico, puntando più sul Come<br />
e Cosa; dall’altro lato Apple ha sovvertito lo stile<br />
comunicativo a cui tutti erano abituati e puntando<br />
sul Perché (“crediamo nelle sfide e seguiamo strade alternative”)<br />
ha avuto successo ispirando e attraendo<br />
sempre nuovi talenti.<br />
Comunicare significa prima di tutto persuadere, creare<br />
un impatto emotivo, avvicinarsi all’altro e fare in<br />
modo che ascolti la nostra storia. Per questo motivo<br />
è necessario partire dal Perché ed ottenere un impatto<br />
maggiore sul nostro interlocutore. Ma occorre<br />
anche essere coerente con il senso e con il Perché<br />
del nostro lavoro: il secondo passo è rappresentato<br />
dal How. Quest’ultimo rappresenta le competenze<br />
di ognuno, definite come:<br />
• un insieme di comportamenti e contenuti tecnici<br />
che concorrono all’azione efficace del ruolo professionale;<br />
• correlate alla capacità di fare e al proprio bagaglio<br />
di know how.<br />
Nello specifico le competenze tecnico-specialistiche<br />
sono relative a saperi e tecniche professionali, connesse<br />
a contenuti e processi specifici; le competenze<br />
comportamentali sono trasferibili e modificabili.<br />
Come precedentemente esposto, il percorso <strong>Teaching</strong><br />
<strong>Revolution</strong> ha come “guida” il modello sopra analizzato,<br />
che prevede 5 competenze chiave collegate al<br />
ruolo del docente che avrà modo di implementare<br />
all’interno del programma, grazie alla piattaforma<br />
LIFEED 3 . Durante la sessione il team ELIS ha esplorato<br />
ognuna delle 5 competenze, offrendo all’aula una<br />
descrizione precisa e dettagliata di esse, supportandola<br />
con specifici indicatori comportamentali:<br />
1. Comunicazione efficace: riuscire ad esprimersi<br />
in modo chiaro, riportando argo-menti anche complessi<br />
con semplicità utilizzando un linguaggio, gestualità<br />
e comportamenti non verbali in maniera<br />
efficace.<br />
3. https://lifeed.io/it
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
23<br />
• Adatta il linguaggio in funzione dell’interlocutore<br />
prestando attenzione all’individualità e specificità<br />
degli allievi, colleghi e genitori<br />
• Presenta gli argomenti in maniera efficace catturando<br />
l’attenzione degli allievi con aneddoti ed<br />
esperienze personali<br />
• Verifica la comprensione dei contenuti da parte<br />
degli alunni e se necessario rimodulare il messaggio<br />
con modalità di comunicazione differenti<br />
• Utilizza metodologie e strumenti diversi per interagire<br />
con la classe<br />
• Utilizza una comunicazione fluida e chiara avvalendosi<br />
di un linguaggio verbale e non verbale<br />
adeguato che confermi o potenzi quanto trasmesso,<br />
funzionale anche per trasmettere entusiasmo<br />
e passione per la materia erogata<br />
2. Flessibilità al cambiamento: migliorare in maniera<br />
continuativa le conoscenze nel tempo stimolando<br />
l’apprendimento degli alunni.<br />
• Mostra continua curiosità verso il contesto esterno<br />
riuscendo a riconoscere le opportunità e a trasformarle<br />
in percorsi didattici più efficaci<br />
• Mostra apertura verso un continuo apprendimento<br />
e aggiornamento con l’obiettivo di migliorare in<br />
maniera continuativa le conoscenze disciplinari e<br />
metodologiche nel tempo<br />
• Mostra apertura alla sperimentazione di nuove<br />
metodologie, approcci e strumenti utili ad integrare<br />
il proprio bagaglio di sapere e competenze<br />
• Mostra apertura verso i feedback del gruppo classe<br />
e dei colleghi per rimodulare il proprio approccio<br />
al trasferimento del sapere<br />
• Costruisce e mantiene reti relazionali utili a garantire<br />
il continuo apprendi-mento e aggiornamento<br />
e ad uscire da una posizione autoreferenziale<br />
3. Gestione del gruppo e collaborazione: coordinare<br />
il gruppo classe creando condizioni che favoriscano<br />
l’apprendimento di ciascun alunno. Mostrarsi<br />
collaborativo con alunni e colleghi nel raggiungimento<br />
degli obiettivi comuni<br />
• Crea la coesione dell’aula attraverso modalità di<br />
lavoro che favoriscano l’interazione tra i singoli.<br />
• Condivide obiettivi e metodologie con gli alunni<br />
e colleghi favorendo sinergia con loro e tra loro,<br />
trasformando l’interazione in integrazione e cooperazione<br />
• Coinvolge attivamente l’aula sollecitando l’interazione,<br />
facilitando la condivisione di opinioni, idee<br />
e contributi, attivando momenti aperti al dialogo<br />
• Ascolta e valorizza le opinioni e motivazioni degli<br />
alunni trasformandoli anche in opportunità formative<br />
per sé stesso<br />
• Rimodula l’azione formativa della giornata in risposta<br />
a bisogni e necessità contingenti<br />
4. Ascolto attivo: ascoltare attivamente gli interlocutori<br />
(colleghi, alunni, genitori)<br />
• Da valore al punto di vista altrui, facendo sentire<br />
l’altra persona compresa e accolta nella relazione.<br />
• Incoraggia e valorizza i contributi degli allievi per<br />
farli sentire essi stessi parte attiva della docenza<br />
• Pone costante attenzione ai contributi verbali e ai<br />
segnali non verbali degli interlocutori<br />
• Verifica di aver compreso quanto l’altro sta dicendo,<br />
sia a livello di contenuti che delle emozioni,<br />
servendosi di domande per verificare la comprensione<br />
e aiutare l’altro nell’esposizione<br />
• È in grado di rimodulare efficacemente il trasferimento<br />
del sapere in termini di contenuto e/o<br />
strumenti sulla base dei bisogni e stili di apprendimento<br />
percepiti<br />
5. Capacità relazionale: relazionarsi con gli alunni,<br />
famiglie e docenti in modo incisivo e positivo adottando<br />
un comportamento di impegno e disponibilità<br />
verso di loro.<br />
• Mette a proprio agio le persone con cui si relaziona<br />
adottando modalità diverse per entrare facilmente<br />
in relazione con loro<br />
• Riesce a confrontarsi efficacemente con i diversi interlocutori<br />
(alunni, genitori, docenti) curando allo<br />
stesso tempo la relazioni e gli stili di interazione<br />
• Si relaziona in modo incisivo e positivo adottando<br />
un comportamento di impegno e disponibilità<br />
verso gli interlocutori<br />
• Sa riconoscere i bisogni e suggerire possibilità di<br />
intervento professionali, anche esterni, in caso di<br />
necessità o problematiche<br />
• Riesce a muoversi agilmente in contesti formali ed<br />
informali
24 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Strumento e applicazione dello strumento:<br />
LIFEED<br />
I partecipanti hanno avuto modo di<br />
allenare alcune delle competenze<br />
sopra citate, grazie alla piattaforma<br />
LIFEED, che basandosi sul principio del<br />
Life Based Learning, stimola la riflessione attraverso<br />
domande aperte per collegare ciò che si apprende<br />
nella propria esperienza personale con la dimensione<br />
lavorativa (e viceversa). Durante il kick-off svoltosi il<br />
25 Febbraio 2021, Riccarda Zezza, founder di LIFEED<br />
ha affermato la profonda mission della piattaforma:<br />
“Immaginare un modo di apprendere basato sulla vita<br />
[…]”, riportando l’esperienza della maternità, vissuta<br />
sulla sua pelle: “La maternità non è un problema ma<br />
un master in competenze soft da utilizzare nel lavoro”.<br />
All’interno della piattaforma LIFEED sono presenti<br />
moduli dedicati a specifiche competenze organizzati<br />
in contenuti per fare il punto sulla competenza,<br />
domande per collegarla alla propria esperienza di<br />
vita, spazi di riflessione per attivare la consapevolezza<br />
delle proprie risorse. Le Missioni “Real Life” sono<br />
utili per confrontare con la propria realtà quotidiana<br />
i comportamenti, le riflessioni, e la consapevolezza<br />
emerse durante il percorso formativo, secondo la<br />
metodologia del Life Based Learning (Immagine 2).<br />
Inoltre attraverso lo strumento di autoconsapevolezza<br />
Multi-Me® le persone possono esprimere ed<br />
esplorare le proprie dimensioni identitarie, identificandone<br />
i tratti caratteriali e acquisendo consapevolezza<br />
di come queste dimensioni si arricchiscano<br />
a vicenda e cambino nel tempo.<br />
Immagine 2. Uno sguardo all’interno della piattaforma LIFEED
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
25<br />
Competenze sviluppate dai partecipanti all’interno della piattaforma<br />
Sviluppo delle Competenze<br />
Competenze mappate<br />
Propensione<br />
al cambiamento<br />
Comunicazione<br />
Efficace<br />
Ascolto<br />
Attivo<br />
Capacità<br />
relazionali<br />
Sviluppo delle competenze<br />
• Il 44% dei partecipanti si sente<br />
padrone di tutte le competenze<br />
(con almeno una valutazione di 8/10<br />
in tutte le 4 competenze)<br />
In generale sui partecipanti mappati:<br />
• Ascolto Attivo<br />
competenza maggiormente sviluppata<br />
• Comunicazione Efficace<br />
competenza maggiormente da sviluppare<br />
• Media di valutazione (per tutti<br />
i partecipanti sulle 4 competenze)<br />
7,8/10, un dato molto positivo<br />
• L’utente con la media di valutazione<br />
più alta ha una valutazione media<br />
sulle 4 competenze di 9,38/10<br />
mentre quello con una valutazione<br />
più bassa ha una media di 5,64/10<br />
Sviluppo delle competenze - Valutazione Media degli utenti sulle competenze mappate<br />
Propensione<br />
al Cambiamento<br />
7,7<br />
Comunicazione<br />
Efficace<br />
7,66<br />
Ascolto<br />
Attivo<br />
8,3<br />
Capacità<br />
relazionali<br />
7,9<br />
7,3 7,4 7,5 7,6 7,7 7,8 7,9 8,0 8,1 8,2 8,3<br />
Nelle sessioni di Follow Up, il team ELIS ha raccolto<br />
le varie riflessioni dell’aula rispetto all’utilizzo della<br />
piattaforma Lifeed, vista come un’occasione per<br />
avere una lettura approfondita di quelle che sono le<br />
proprie capacità, ed un’opportunità per riflettere sul<br />
proprio io; e tale riflessione può portare, talvolta, ad<br />
attivare un processo di cambiamento nel soggetto.<br />
Quali sono le variabili che determinano il cambiamento?<br />
Possono essere legate a nuovi assetti geopolitici,<br />
nuovi scenari economici, trasformazione digitale,<br />
scarsa conoscenza dei futuri interlocutori, culture<br />
diverse e competitive. Il modello VUCA ci consente di<br />
riconoscere le caratterizzazioni dello scenario attuale<br />
ed essere pronti ad agire il cambiamento.
26 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
V<br />
C<br />
volatility<br />
uncertainty<br />
complexity<br />
ambiguity<br />
U<br />
A<br />
Immagine 3. Acronimo VUCA<br />
al fare al mettersi in gioco generosamente individualmente<br />
e nel gruppo che permette alle persone<br />
di distinguersi e riconoscersi nel risultato;<br />
• Le competenze distintive dell’Istituto Scolastico<br />
(ciò che l’Istituto fa o che è in grado di fare in<br />
modo eccellente) gli asset dell’organizzazione, le<br />
caratteristiche distintive dell’organizzazione e che<br />
ne contraddistinguono la presenza nel panorama<br />
istituzionale;<br />
• Le relazioni interne (la fluidità e la trasparenza<br />
delle comunicazioni, dei messaggi e la stabilizzazione<br />
del clima interno) fonte di benessere e elemento<br />
che consente di affrontare con leggerezza<br />
e consapevolezza il cambiamento.<br />
• La volatilità si riferisce alla natura, alle dinamiche e<br />
alla velocità dei cambiamenti, le cui conseguenze<br />
sono che i risultati, pur soddisfacenti nel presente,<br />
non costituiscono più una garanzia per il futuro.<br />
• L’incertezza è generata dalla mancanza di prevedibilità,<br />
dal fatto che anche se pianifichiamo bene ci<br />
sono sempre elementi sui quali non abbiamo controllo,<br />
perché non li comprendiamo o perché non<br />
possiamo dominarli.<br />
• L’ambiguità è generata dalla possibilità di leggere<br />
le stesse informazioni attribuendo loro significati<br />
diversi, potenzialmente tutti validi. L’ambiguità si<br />
manifesta anche nel fatto che dobbiamo lavorare<br />
sempre di più con la diversità.<br />
• La complessità è generata dalla molteplicità di fattori<br />
presenti all’interno e intorno al sistema contesto,<br />
che interagiscono fra di loro in modi che non<br />
sempre possono essere osservati direttamente.<br />
Ogni processo di cambiamento presenta degli “ancoraggi”,<br />
nello specifico:<br />
• Il capitale umano (le persone, le professioni, le<br />
competenze, i saperi) la linfa vitale dell’organizzazione<br />
ciò che rende vera e raggiungibile la missione<br />
e l’obiettivo;<br />
• L’energia (la passione per il proprio lavoro e la valorizzazione<br />
del contributo individuale) la spinta<br />
In un processo di cambiamento è opportuno partire<br />
dagli ancoraggi per spingersi verso la zona di apprendimento<br />
e uscire dalla zona di comfort.<br />
Seguendo la scia del cambiamento, la sessione con<br />
il team ELIS continua analizzando come è cambiato<br />
il modo di dialogare con i ragazzi, che fanno parte<br />
del capitale umano, toccando la tematica generazionale.<br />
Essere nati in un determinato periodo storico significa<br />
subire l’influenza di tutti gli avvenimenti che lo<br />
caratterizzano (valori, trend, film cult ed usanze).<br />
Ogni generazione elabora valori specifici, credenze,<br />
cultura, convinzioni, filosofia di vita, capacità e<br />
competenze a seconda del periodo storico sociale<br />
e tecnologico che respira e vive nell’infanzia e negli<br />
anni della crescita giovanile. I due luminari sullo<br />
studio delle generazioni, volto a identificare quali<br />
sono i tratti caratteristici delle diverse generazioni<br />
sono Lynne Lancastere e David Stillman i quali hanno<br />
affermano “gli eventi e le condizioni sociali che<br />
ciascuno di noi vive negli anni della sua formazione,<br />
contribuiscono a determinare chi siamo e come vediamo<br />
il mondo” 4 .<br />
Il risultato di questi eventi e condizioni è l’adozione<br />
da parte di ogni generazione, di una sua propria<br />
personalità generazionale. L’intervallo temporale tra<br />
una generazione e l’altra è di circa 15/20 anni, con<br />
uno scostamento di 5 anni tra le opinioni espresse<br />
da studiosi del fenomeno.<br />
4. Lynne Lancaster and David Stillman, When Generations Collide
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
27<br />
founders<br />
≤1924<br />
baby boomers,<br />
boomers<br />
1946 - 1964<br />
y gen,<br />
net gen,<br />
millennials<br />
1980 - 1994<br />
builders, matures<br />
1925 - 1945<br />
x generation,<br />
xers<br />
1965 - 1979<br />
z gen<br />
1995 - 2010<br />
Conoscere i tratti fondamentali di una generazione,<br />
è importante per capire quale stile didattico adottare<br />
in classe. Per questo motivo sono stati analizzati i<br />
tratti specifici della generazione ZED (Gen Z), i nati<br />
tra il 1995 e 2010:<br />
• Gen Z gravita verso processi e procedure gamificate<br />
ed è nativo/a rispetto a piattaforme virtuali e<br />
globali di comunicazione e collaborazione;<br />
• Gen Z è una generazione video e mobile centrica,<br />
per cui lo smartphone è un prolungamento e il<br />
controllo remoto della propria coscienza;<br />
• Gen Z è abile nell’adottare nuovi canali di comunicazione<br />
e predilige un’interazione digitale in real-time,<br />
trasparente e partecipe/collaborativa,<br />
• Gen Z desidera avere insegnamenti e “capi” che<br />
non siano la sola fonte del proprio apprendimento,<br />
ma che siano gli “integratori” o meglio facilitatori<br />
critici, stimolandoli con domande, celebrando<br />
gli errori e i successi;<br />
• Gen Z ha sviluppato una maggiore relazione istintuale<br />
alla tecnologia e l’innovazione tecnologica di<br />
un mondo sempre più interconnesso caratterizza<br />
le loro aspettative rispetto al a lavoro, soprattutto<br />
rispetto alle sue dinamiche;<br />
• Gen Z è abituato a dare del “TU” quindi si aspetta<br />
di entrare in un’azienda e d di co-creare con il Management<br />
e i colleghi, in modo aperto e collaborativo<br />
e si aspetta dagli altri la stessa propensione,<br />
fattiva, all’innovazione;<br />
• Gen Z sono degli “self-starter, autodidatta e auto-motivatori<br />
nel trovare il proprio “impatto” personale<br />
nel mercato del lavoro;<br />
• Gen Z è capace di investire sulla diversità di pensiero<br />
e di esperienza rispetto alle generazioni passate<br />
per creare soluzioni innovative per i problemi<br />
complessi di domani.<br />
alpha zen<br />
2011 - ...<br />
Immagine 4. Le diverse Generazioni.<br />
(Fonte: www.generationmover.com)
28 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Modulo 2: Progettazione didattica<br />
> Competenze su cui impatta il modulo<br />
• Progettare per unità di apprendimento (UDA)<br />
trasversali e disciplinari<br />
• Creare un setting di didattica attiva: in reale ed<br />
in virtuale<br />
> Obiettivo<br />
Progettazione, pianificazione e valutazione della<br />
didattica<br />
Sessione con Impara Digitale<br />
> Docenti<br />
Dianora Bardi, Presidente Centro Studi Impara Digitale<br />
Marcello Marini, Trainer Centro Studi Impara Digitale<br />
“Didattica per competenze e progettazione didattica<br />
inclusiva tramite il Curriculum Mapping”<br />
> Contenuti<br />
La sessione formativa, guidata da Dianora Bardi e<br />
Marcello Marini di Impara Digitale, inizia con condivisione<br />
di esperienze rispetto alla progettazione<br />
per competenze all’interno degli istituti scolastici.<br />
Ciò che emerge è la forte predisposizione a lavorare<br />
per conoscenze, la difficoltà a lavorare per competenze<br />
e la tendenza a “mettere da parte” questo<br />
tipo di didattica, perché talvolta considerata non<br />
funzionale al futuro degli studenti. È presente inoltre,<br />
negli istituti scolastici, la propensione a credere<br />
che con la didattica per competenze gli studenti<br />
non acquisiscano conoscenze; come se ci fosse una<br />
scissione tra conoscenze e competenze. In realtà,<br />
come ben spiegato durante la sessione, la didattica<br />
per competenze è un modo diverso di far acquisire<br />
le conoscenze, anzi, fare didattica per competenze<br />
implica un approfondimento maggiore di queste. È<br />
importante dunque per la scuola far in modo che le<br />
giovani generazioni sviluppino non solo conoscenze<br />
teoriche ed abilità tecniche, ma soprattutto competenze<br />
intese come un set di combinazione di conoscenze,<br />
abilità e atteggiamenti.<br />
La didattica per competenze non è la pura trasmissione<br />
di nozioni, dati o formule mnemoniche, ma<br />
un modo diverso di “fare scuola”, con l’obiettivo di<br />
consentire agli studenti di imparare in modo responsabile<br />
ed autonomo. Nella didattica per competenze<br />
il modo di lavorare degli studenti è differente e<br />
vi è un maggior apprendimento se sono loro stessi<br />
“protagonisti”: facendo ricerche, analizzando video,<br />
collaborando, affrontando problemi e progettando<br />
insieme ai compagni.<br />
Nella didattica per competenze, un ruolo centrale è<br />
ricoperto dall’Unità di Apprendimento, un pro-cesso<br />
basato sull’acquisizione di competenze. L’approccio<br />
dell’UDA è multidisciplinare, finalizzato allo sviluppo<br />
di competenze trasversali negli studenti e si focalizza<br />
principalmente sulle necessità e sugli obiettivi<br />
che i ragazzi hanno. Il primo step, nella creazione<br />
dell’UDA, qualunque essa sia, è rappresentato da<br />
un’attenta analisi della classe, dall’individuazione dei<br />
bisogni e dalla definizione degli obiettivi che siano<br />
veri, realistici e trasversali.<br />
Nello specifico, nove sono gli step di lavoro per la<br />
progettazione di una unità di apprendimento.<br />
1. Definizione del curriculo verticale (è necessario<br />
non partire dall’argomento, altrimenti si pone il<br />
focus sulle conoscenze)<br />
• Definizione e osservazione della classe, in cui ogni<br />
ragazzo ha le sue criticità e il suo talento<br />
• Analisi del curriculo della classe<br />
• UDA già svolte<br />
• Quali competenze hanno già acquisito e livelli<br />
raggiunti<br />
• Analisi degli obiettivi e dei traguardi a fine anno<br />
definiti dal collegio docenti<br />
• Definizione dei tempi<br />
2. Definizione delle competenze di cittadinanza<br />
(e livelli) che vorremmo far acquisire ai ragazzi nei<br />
tempi prefissati<br />
• Otto sono le competenze chiave di cittadinanza:<br />
• Imparare ad imparare<br />
• Progettare<br />
• Comunicare<br />
• Collaborare e partecipare<br />
• Agire in modo autonomo e responsabile<br />
• Risolvere i problemi<br />
• Individuare collegamenti e relazioni<br />
• Acquisire ed interpretare l’informazione
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
29<br />
3. Definizione delle conoscenze e competenze<br />
disciplinari, scelta dell’argomento<br />
4. Definizione delle griglie di valutazione delle<br />
competenze e dei livelli<br />
5. Definizione del prodotto finito, scelta degli<br />
strumenti e delle modalità di lavoro<br />
6. Scelte metodologiche, ambienti di apprendimento<br />
e tecnologie/strumenti da utilizzare<br />
7. Modalità di verifica degli apprendimenti, autovalutazione,<br />
riflessione, scelta degli argomenti<br />
8. Definizione delle fasi del processo di apprendimento,<br />
modalità di controllo dell’efficacia del<br />
percorso ed eventuali modifiche<br />
9. Definizione finale dell’UDA<br />
Nella didattica per competenze la valutazione assume<br />
inoltre un ruolo centrale. Possiamo definire il<br />
processo di valutazione come una ricerca di informazioni<br />
su tutte le componenti dell’educazione, guidata<br />
dalla necessità di assumere decisioni finalizzate<br />
a ben calibrare le ulteriori esperienze educative degli<br />
studenti e a promuovere competenze, conoscenze e<br />
atteggiamenti indicati nei Profili in uscita. In questo<br />
l’attenzione è posta su:<br />
• I processi: percorso progettato dal docente con<br />
lo scopo di sviluppare competenze e far acquisire<br />
conoscenze e abilità.<br />
• I Prodotti: creazione materiale o immateriale di<br />
carattere sommativo che può coincidere con il<br />
compito autentico o rispondere alla risoluzione di<br />
un problema.<br />
• Le Prestazioni: compito di solito legato ad una singola<br />
abilità in cui si verificano le regole o i passi di<br />
una procedura, oppure verifica di conoscenze.<br />
autovalutativa. Riflessione metacognitiva.<br />
― Strumenti: Diario di bordo Autobiografie Resoconti<br />
verbali Rubriche di valutazione<br />
• Dimensione oggettiva: evidenze osservabili che<br />
attestano la prestazione del soggetto. Istanza empirica.<br />
Osservazione dell’atteggiamento del soggetto<br />
in situazione.<br />
― Strumenti: Compiti di prestazione Prove di verifica<br />
Selezione di lavori Documentazione processi<br />
• Dimensione intersoggettiva: sistema di attese del<br />
contesto sociale. Istanza sociale. Percezione della<br />
comunità di apprendimento in relazione alle competenze<br />
espresse dal soggetto.<br />
― Strumenti: Osservazioni in itinere Valutazioni incrociate<br />
(tra pari e asimmetriche) Rubriche di valutazione<br />
La rubrica valutativa, che si trova all’interno del Curriculum<br />
Mapping, ma che si può costruire anche autonomamente,<br />
è uno strumento di sintesi per una<br />
descrizione delle competenze, per la definizione<br />
delle evidenze e dei livelli di raggiungimento delle<br />
stesse. Di seguito gli elementi fondamentali:<br />
• Scomporre la competenza in dimensioni che indicano<br />
le caratteristiche peculiari di una competenza;<br />
• Individuare i criteri che sono le condizioni che<br />
ogni competenza o prestazione deve soddisfare;<br />
• Descrivere i livelli che precisano il grado di raggiungimento<br />
dei criteri considerati.<br />
Uno strumento utile per realizzare rubriche di valutazione<br />
è Quick Rubric 5 , una piattaforma online che<br />
in maniera molto intuitiva consente di personalizzare<br />
le rubriche, inserendo vari criteri, aggiungendo righe<br />
o colonne ai modelli predisposti. All’interno di ogni<br />
rubrica è possibile operare tutti gli adattamenti alle<br />
necessità, dall’intestazione ai punti da assegnare.<br />
Quando si parla di valutazione per competenze ci si<br />
riferisce a tre dimensioni fondamentali:<br />
• Dimensione soggettiva: significati soggettivi attribuiti<br />
all’esperienza di apprendimento. Istanza<br />
5. https://www.quickrubric.com
30 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
dimensioni criteri iniziale base intermedio avanzato<br />
Organizzazione<br />
dei contenuti<br />
• Coerenza<br />
• Logica<br />
Manca la coerenza<br />
della maggioranza<br />
delle argomentazioni<br />
che sono presentate<br />
in modo poco logico<br />
La maggioranza delle<br />
argomentazioni sono<br />
risultate coerenti,<br />
sebbene articolate<br />
in modo logico<br />
Argomentazioni organizzate<br />
coerentemente,<br />
articolate in modo<br />
lineare e semplice<br />
Tutte le argomentazioni<br />
sono state esposte in<br />
modo logico e la coerenza<br />
appare evidente<br />
Rispetto<br />
delle regole<br />
• Tempi<br />
• Strumenti<br />
Tempi non rispettati e<br />
manca l’uso degli strumenti<br />
a disposizione<br />
I tempi sono stati rispettati<br />
ma non sempre<br />
risulta efficace l’uso<br />
degli strumenti<br />
I tempi sono stati<br />
sempre rispettati e<br />
positivamente usati<br />
gli strumenti<br />
I tempi sono stati ben<br />
gestiti ed efficacemente<br />
usati gli strumenti<br />
Stile<br />
comunicativo<br />
• Tono<br />
delle voce<br />
• Postura<br />
• Coinvolgimento<br />
Atteggiamento e voce<br />
poco comunicativi,<br />
mentre piatta appare<br />
l’esposizione<br />
Voce e postura mostrano<br />
sufficienti capacità<br />
comunicative sebbene<br />
non si manifestano<br />
situazioni di coinvolgimento<br />
Ha solitamente utilizzato<br />
la gestualità, lo sguardo,<br />
il tono della voce in<br />
modo da mantenere<br />
l’attenzione degli<br />
ascoltatori<br />
Ha saputo variare voce<br />
e postura nelle fasi<br />
espositive e ha trovato<br />
soluzioni per coinvolgere<br />
il pubblico<br />
Chiarezza<br />
• Correttezza<br />
• Scioltezza<br />
L’esposizione è stentata e<br />
a volte risulta poco corretta<br />
nella formulazione<br />
sintattica<br />
Sebbene poco fluida,<br />
l’esposizione risulta in<br />
generale sufficientemente<br />
formulata<br />
L’esposizione è ben<br />
formulata nella correttezza<br />
sintattica e risulta<br />
fruibile nella scioltezza<br />
Esposizione lessicalmente<br />
e sintatticamente corretta,<br />
si arricchisce anche di<br />
una buona fluidità<br />
Immagine 5. Esempio di una rubrica di valutazione<br />
Strumento e applicazione dello strumento:<br />
Curriculum Mapping<br />
Durante la sessione, Impara Digitale ha<br />
condiviso con la classe lo strumento<br />
Curriculum Mapping 6 , per la mappatura<br />
dei corsi di studio. Mappare il curriculum<br />
significa rendere condivisibile e trasparente il<br />
curriculum scolastico e le sue componenti. Con lo<br />
strumento si possono vedere:<br />
• I valori educativi fondamentali della scuola<br />
• Le competenze di riferimento<br />
• La loro applicazione nei diversi assi culturali e livelli<br />
o gradi di scuola<br />
• La programmazione annuale<br />
• La strutturazione delle unità formative della programmazione.<br />
I passi per preparare l’ambiente di progettazione<br />
all’interno del Curriculum Mapping sono i seguenti:<br />
1. Creazione di una rete. Per progettare con altri<br />
docenti è necessario creare una rete personale, attraverso<br />
la “ricerca” di docenti che hanno accesso<br />
allo strumento<br />
2. Creazione di una classe (lo deve fare un docente,<br />
gli altri faranno parte della classe per “aggiunta”)<br />
3. Aggiunta degli alunni, attraverso la ricerca del<br />
nome e cognome o altri dati facoltativi. Se il docente<br />
ha più classi, nella schermata di partenza è presente<br />
la lista di tutte le classi e di tutte le UDA di riferimento<br />
4. Creazione di una nuova unità di apprendimento<br />
• Possibilità di selezionare quali alunni sono coinvolti<br />
• Possibilità di selezionare e creare gruppi<br />
5. Scelta dei docenti<br />
6. Scelta delle competenze trasversali da includere<br />
nell’UDA<br />
7. Scelta dell’argomento da trattare<br />
Durante il percorso è stato somministrato ad ogni<br />
sottogruppo dell’aula (per un tot. di 18 sottogruppi,<br />
composti da due docenti ed un prospect) un questionario<br />
che mira al monitoraggio degli strumenti<br />
forniti, in relazione al lavoro che i gruppi hanno avviato<br />
per la progettazione di un UDA. Nello specifico<br />
di seguito i risultati emersi:<br />
• Competenza su cui il gruppo sta lavorando: maggioranza<br />
competenza digitale (Grafico 1)<br />
• Metodologie da approfondire: maggioranza strumenti<br />
per comunicare (Grafico 2)<br />
• Ruolo del prospect all’interno del gruppo: maggioranza<br />
supporto operativo e collaborativo<br />
(Grafico 3)<br />
6. https://www.imparadigitale.it/ricerca/curriculum-mapping
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
31<br />
Risultati Questionario<br />
Competenze scelte nell’UDA (Grafico 1)<br />
Su quale competenza/quali competenze il tuo sottogruppo sta lavorando nell’UDA?<br />
Curiosità e Interdisciplinarietà 2<br />
Competenza Imprenditoriale 2<br />
Competenze Trasversali 2<br />
Competenze in Asse Scientifico 2<br />
Risolvere Problemi 2<br />
Pensiero Creativo e Critico 2<br />
Lingua Inglese 3<br />
Lavoro Autonomo 3<br />
Collaborazione 3<br />
Alfabetico Funzionale 3<br />
Consapevolezza ed Espressione Culturale 3<br />
Competenza Sociale e Comunicazione 4<br />
Competenze Italiane di Cittadinanza 6<br />
Competenza digitale 10<br />
Metodologie da approfondire (Grafico 2)<br />
Rispetto alle competenze dell’UDA, quali, tra le metodologie fornite,<br />
il tuo sottogruppo ritiene essere utile approfondire?<br />
Strumenti per la Valutazione 1<br />
Strumenti Didattica Personalizzata<br />
(Learning Apps, Genially)<br />
Strumenti per la Creazione di Immagini<br />
(Thinking)<br />
Strumenti per l’Apprendimento<br />
(Mind, Ed Puzzle, Time Graphics, Vialogues)<br />
Strumenti per la Gamification<br />
(piattaforma digitale Redooc)<br />
Strumenti di Collaborative Learning<br />
(Mural, Milo, Padlet)<br />
Strumenti per comunicare<br />
(Powtoon, Mentimeter, Wooclap, Emaze, Canva...)<br />
3<br />
4<br />
4<br />
5<br />
8<br />
12<br />
Ruolo del prospect nel gruppo (Grafico 3)<br />
Qual è il ruolo del Prospect all’interno del sottogruppo e in che modo è coinvolto?<br />
(es: sta facendo supporto operativo, farà docenze, ecc)<br />
Osservazione 2<br />
Docenze e/o Laboratorio 3<br />
Supporto operativo e collaborativo 13
32 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Sessione con l’Università Bocconi<br />
> Docente<br />
Beatrice Manzoni, Associate Professor of Practice, SDA Bocconi School of Management<br />
“Teorie e modalità di apprendimento con il Questionario di Kolb”<br />
> Contenuti<br />
La docente Beatrice Manzoni, dell’Università Bocconi di Milano, inizia la sessione introducendo la tematica<br />
dell’apprendimento e ponendo il focus sugli studenti che, essendo nel momento adolescenziale, si trovano in<br />
una fase caratterizzata da un passaggio dalla pedagogia all’andragogia. Se la pedagogia studia l’apprendimento<br />
nei bambini, l’andragogia studia quello degli adulti. Nello specifico di seguito gli elementi caratterizzanti<br />
entrambi gli approcci.<br />
topic pedagogia andragogia<br />
Consapevolezza di sé<br />
Dipendono dall’esterno (es. docente) Consapevolezza di sé e dei propri<br />
per definire i propri fabbisogni formativi fabbisogni formativi<br />
Esperienza di chi apprende<br />
Disponibilità all’apprendimento<br />
L’esperienza dei partecipanti è poco usata<br />
nel processo di apprendimento<br />
Il bisogno di apprendere è “esterno”:<br />
il docente decide che si deve apprendere<br />
Portano la propria esperienza in aula<br />
e deve essere integrata nel processo di<br />
apprendimento<br />
il bisogno di apprendere è “interno”<br />
e deriva dalla necessità di ricoprire meglio<br />
un determinato ruolo<br />
Orientamento all’apprendimento Centrato sul contenuto o sul docente Centrato sul problema o sulla performance<br />
Immagine 6. I tratti distintivi della pedagogia e andragogia<br />
La sessione continua invitando i partecipanti a riflettere<br />
su quali sono le sfide in riferimento all’insegnamento<br />
e all’apprendimento dei loro studenti,<br />
attraverso una tecnica di brainstorming con l’utilizzo<br />
dello strumento Mural (una lavagna virtuale, utilizzata<br />
per favorire l’apprendimento collaborativo), e<br />
una tecnica a supporto del brainstorming creativo<br />
strutturato (Nominal Group Tecnique). La tecnica di<br />
brainstorming, al fine di generare idee e riflessioni,<br />
utilizzata si organizza in quattro step:<br />
1. Generare idee individualmente<br />
2. Condivisione con gli altri<br />
3. Discussione e clusterizzazione<br />
4. Definizione di un ordine di priorità<br />
Seguendo questo schema, i partecipanti hanno riportato<br />
sulla board Mural i loro contributi rispetto<br />
alle sfide dell’insegnamento e all’apprendimento dei<br />
loro studenti.<br />
È emersa una parte di riflessioni che riguarda il ruolo<br />
dei docenti, che hanno oggi l’importante compito<br />
di motivare e coinvolgere gli studenti, trasmettendo<br />
loro la passione per le materie che insegnano e per<br />
l’apprendimento. Il docente deve anche “auto-osservarsi”,<br />
fare un lavoro di consapevolezza, riuscire<br />
a trasmettere ai discenti il senso ed il valore dell’insegnamento,<br />
valorizzando sempre di più metodologie<br />
didattiche innovative, in una visione in cui si<br />
costruisce un percorso comune tra docente e studente<br />
instaurando una vera e propria comunità di<br />
apprendimento. Emerge perciò la necessità di porre<br />
un focus sullo studente, fornendo strategie valide<br />
e supportandolo nel processo di apprendimento.<br />
Le sfide principali emerse sono le seguenti:<br />
• Conoscere i ragazzi e capire come apprendono e<br />
che stile di apprendimento hanno<br />
• Fare un ragionamento sul ruolo del docente, sui<br />
metodi e su come questi devono essere innovati<br />
nell’ottica di lavoro collaborativo con i ragazzi, con<br />
le famiglie come attori educativi.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
33<br />
In tal senso il Questionario di Kolb che individua gli<br />
stili di apprendimento del docente e dello studente,<br />
può essere considerato come “un punto di partenza”,<br />
attraverso cui è possibile fare riflessioni rispetto a:<br />
• Conoscenza più approfondita dello studente<br />
• Quanto gli stili di apprendimento possano essere<br />
interconnessi<br />
• Come innovare i metodi<br />
Nel corso della sessione, emergono inoltre ulteriori<br />
riflessioni sulla centralità che lo studente ha nel processo<br />
di apprendimento, collegata ad una necessità<br />
di “ristrutturare” la figura del docente, che dovrebbe<br />
principalmente lavorare per competenze e obiettivi<br />
di apprendimento lato studente, per valorizzare ancor<br />
di più il discente.<br />
non un voto ma<br />
l’interesse per la<br />
conoscenza e<br />
l’apprendimento<br />
COINVOLGERE<br />
INCURIOSIRE<br />
entusiasmare<br />
STIMOLARE LA<br />
PARTECIPAZIONE<br />
ATTIVA<br />
coinvolgere gli<br />
alunni immersi<br />
in un contesto<br />
sociale difficile<br />
Coinvolgere e motivare<br />
motivare<br />
favorire la<br />
motivazione<br />
coinvolgere<br />
tutti i ragazzi<br />
alle lezioni<br />
riuscire a<br />
coinvolgere tutti<br />
gli studenti<br />
riuscire a far<br />
scoprire a ogni<br />
ragazzo la<br />
propria passione<br />
insegnare a<br />
imparare<br />
autonomamente<br />
appassionarli<br />
mantenere<br />
sempre<br />
la voglia di<br />
apprendere<br />
Aiutare gli<br />
studenti<br />
a scoprire<br />
se stessi e le<br />
proprie passioni<br />
Stimolare la<br />
curiosità degli<br />
studenti più<br />
demotivati<br />
Mantenere<br />
l’attenzione<br />
apprendimento<br />
come<br />
“scoperta”<br />
trovare la giusta<br />
strategia per far scoprire<br />
agli studenti qual è il loro<br />
stile di apprendimento e<br />
come sfruttarlo al meglio<br />
Aiutare i ragazzi<br />
ad avere<br />
consapevolezza<br />
della formazione<br />
come modalità di<br />
evoluzione<br />
SPIRITO<br />
CRITICO<br />
insegnare di meno<br />
e imparare<br />
ad apprendere<br />
di più<br />
Riuscire a formare<br />
persone consapevoli e<br />
in grado di elaborare<br />
informazioni<br />
in modo critico<br />
RESPONSABILIZZAZIONE<br />
creare una<br />
mentalità<br />
critica<br />
aiutare gli alunni<br />
a sviluppare un<br />
pensiero critico<br />
sapendo<br />
argomentare<br />
AUTONOMIA<br />
Sviluppare<br />
senso critico<br />
e responsabilità<br />
INDIPENDENZA<br />
far apprendere<br />
un metodo per<br />
la risoluzione di<br />
quesiti<br />
accertarsi che<br />
abbiano fatto propri<br />
gli argomenti<br />
SPIRITO DI<br />
INIZIATIVA<br />
consegnare<br />
degli strumenti<br />
per leggere la<br />
realtà<br />
fornire gli<br />
strumenti<br />
per la vita<br />
In un mondo così veloce, trasmettere<br />
l’importanza di non accettare<br />
solamente una gratificazione<br />
istantanea (cioè sapere di dover<br />
dedicare molto tempo per diventare<br />
bravi in qualcosa, o raggiungere un<br />
obiettivo complesso)<br />
stimolarli<br />
a capire<br />
i concetti<br />
farli lavorare<br />
in maniera<br />
cooperativa<br />
INTERESSARE<br />
Auto-osservarsi come docenti<br />
essere autenticamente<br />
“ricercatore” nel<br />
momento della lezione<br />
Aggiornamento<br />
e ricerca<br />
continua<br />
Saper<br />
affrontare<br />
situazioni<br />
nuove<br />
Evitare la solita<br />
lezione frontale<br />
noiosa anche se la<br />
lezione è uno<br />
strumento importante<br />
Riuscire<br />
a far capire<br />
il senso di quello<br />
che facciamo,<br />
non solo<br />
il meccanismo<br />
Vincere la paura<br />
di perdere il<br />
controllo in aula<br />
Essere chiaro<br />
e preciso nelle<br />
spiegazioni<br />
Insegnare a<br />
saper studiare<br />
1 ) focus su chi apprende<br />
incuriosire<br />
Creare<br />
condivisione<br />
recuperare<br />
le carenze<br />
pregresse<br />
Far sì che gli studenti si<br />
sentano chiamati in<br />
causa personalmente<br />
dai contenuti trasmessi<br />
3 )<br />
riuscire a<br />
realizzare una<br />
didattica<br />
comunque<br />
interessante<br />
Motivare<br />
i ragazzi<br />
motivare la<br />
responsabilizzazione<br />
superare la<br />
barriera della<br />
noia e farsi<br />
ascoltare<br />
attivamente<br />
appassionare<br />
Collaborare<br />
attivamente con<br />
le famiglie<br />
come attori<br />
educativi<br />
Coinvolgere<br />
gli studenti<br />
Motivare a<br />
relazionare<br />
motivarli<br />
ad avere un<br />
obiettivo<br />
Mettere in relazione gli<br />
studenti facendogli<br />
scoprire i punti comuni<br />
e facendogli apprezzare<br />
le loro differenze<br />
costruire una comunità di apprendimento<br />
che includa docenti e discenti<br />
Imparare<br />
insieme agli<br />
studenti<br />
interessare<br />
gli studenti<br />
mantenere<br />
alto il livello di<br />
attenzione<br />
dare strumenti<br />
adeguati per<br />
comprendere le<br />
sfide del futuro<br />
2 ) focus sul docente/contenuto/metodo<br />
fornire agli<br />
studenti<br />
strategie<br />
valide<br />
dare basi per creare<br />
una base per lo<br />
sviluppo di<br />
competenze future<br />
veicolare gli stessi<br />
concetti in modalità<br />
diverse<br />
4 )<br />
trovare<br />
adeguate<br />
metodologie<br />
sperimentare<br />
essere utili e<br />
guide nella<br />
crescita dei<br />
giovani<br />
ASCOLTARE E FAR<br />
ASCOLTARE<br />
mettere insieme<br />
preparazione e strategie<br />
efficaci per rendere<br />
accattivanti, curiose e, se<br />
possibile, divertenti le<br />
lezioni ai ragazzi in modo<br />
che possano ricordare della<br />
materia insegnata quanti<br />
più concetti possibili<br />
la sfida più importante è interessare i ragazzi<br />
e fargli capire che le informazioni che diamo<br />
gli servono come strumenti per la loro vita futura<br />
e non per il lavoro<br />
Trovare<br />
connessioni con<br />
il mondo reale<br />
che stimolino la<br />
riflessione e<br />
l’interazione dei<br />
contenuti<br />
trasmettere la<br />
certezza che tutto<br />
quello che si fa in aula<br />
ha un nesso con la<br />
realtà e la vita<br />
successiva<br />
bisogno di “rinnovamento”<br />
Poter insegnare<br />
Storia partendo<br />
dalla storia<br />
contemporanea<br />
Portare<br />
innovazione nei<br />
metodi e nei<br />
contenuti<br />
Sperimentare<br />
tecniche di<br />
comunicazione<br />
essere<br />
motori di<br />
cultura<br />
essere in grado<br />
di trasmettere<br />
il proprio<br />
entusiasmo<br />
Impostare lezioni<br />
dai contenuti<br />
innovativi<br />
Immagine 7. Mural - Le riflessioni emerse durante la sessione
34 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Strumento e applicazione dello strumento:<br />
Questionario di Kolb<br />
David Kolb, studioso dell’educazione,<br />
ha teorizzato una<br />
categorizzazione degli stili di<br />
apprendimento.<br />
Secondo il suo approccio:<br />
• L’apprendimento è un processo più che un outcome<br />
• Si apprendere ri-apprendendo in modo continuo<br />
• L’apprendimento nasce dalla risoluzione di conflitti<br />
• La persona è coinvolta non solo da un punto di vista<br />
cognitivo<br />
• L’apprendimento richiede interazione con il contesto<br />
• L’apprendimento è costruzione di conoscenza<br />
Il Questionario di Kolb ha lo scopo di raccogliere informazioni<br />
sugli stili di apprendimento dei docenti<br />
e studenti per:<br />
• favorire la riflessione e la discussione tra insegnante<br />
e studenti;<br />
• aiutare gli studenti a sfruttare a fondo i propri<br />
punti di forza e intervenire sui propri punti deboli,<br />
adottando opportune strategie;<br />
• permettere all’insegnante di operare eventuali<br />
cambiamenti e/o strutturare interventi di classe,<br />
di gruppo o individuali.<br />
Divergente<br />
Gli stili di apprendimento sono i seguenti:<br />
Accomodante<br />
Punti di forza<br />
Sa apprendere dall’esperienza vissuta in prima persona<br />
sul campo. Ama le sfide e realizzare cose.<br />
Aree di sviluppo<br />
Agire un po’ meno d’istinto. Usare anche i dati e l’analisi<br />
nella risoluzione dei problemi, e non far solo<br />
leva sulle persone.<br />
Come preferisce imparare?<br />
Groupwork, lavoro sul campo (action plan…).<br />
Divergente<br />
Punti di forza<br />
Sa guardare da diversi punti di vista le situazioni<br />
concrete. Osserva con attenzione ed è attento ai<br />
punti di vista altrui.<br />
Aree di sviluppo<br />
Sapere quando chiudere la generazione di idee e<br />
prendere una decisione.<br />
Come preferisce imparare?<br />
Groupwork, brainstorming, feedback personalizzati.<br />
Convergente<br />
Punti di forza<br />
Pensa a usi pratici per le idee e le teorie. È capace di<br />
risolvere problemi e prendere decisioni.<br />
Aree di sviluppo<br />
Focus sulle persone e sulle dinamiche interpersonali.<br />
Esperienza<br />
Concreta<br />
Riflessione,<br />
Osservazione<br />
Come preferisce imparare?<br />
Simulazioni, sperimentazioni, attività di laboratorio.<br />
Accomodante<br />
sentire<br />
Sperimentazione<br />
attiva<br />
fare<br />
osservare<br />
Discussione<br />
e Concettualizzazione<br />
Astratta<br />
pensare<br />
Assimilante<br />
Assimilante<br />
Punti di forza<br />
Comprende un’ampia varietà di informazioni e le<br />
espone in forma logica e concisa. Si interessa alle<br />
idee e ai concetti astratti.<br />
Aree di sviluppo<br />
Focus sulle persone. Ricadute pratiche delle idee.<br />
Convergente<br />
Immagine 8. Il ciclo di Kolb, in relazione agli stili di apprendimento<br />
Come preferisce imparare?<br />
Lezioni frontali, letture, modelli, tempo per ragionare<br />
a fondo sulle cose.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
35<br />
I docenti ed i prospect hanno perciò compilato il Questionario di Kolb, somministrandolo anche ad alcuni dei<br />
loro studenti, scoprendo il loro stile di apprendimento e quello dei ragazzi/e. Nello specifico il campione di<br />
riferimento: 145 studenti, 36 docenti, 19 prospect.<br />
Durante il Follow Up, è emerso che gli stili di apprendimento sono eterogenei, lato studenti e lato docenti.<br />
Non è detto che si abbia lo stesso stile di apprendimento dei nostri studenti. In generale gli studenti sono più<br />
divergenti e meno convergenti dei loro docenti.<br />
Risultati Follow Up<br />
Il posizionamento degli studenti, docenti e prospect<br />
Student<br />
Worker<br />
Prospect<br />
0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%<br />
Divergent<br />
Convergent<br />
Assimilating<br />
Accomodating
36 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Community Event<br />
Arte<br />
Sport, musica, pittura e arte come<br />
luogo di apprendimento delle soft<br />
skills con Ashoka<br />
> Intervento<br />
Luca Solesin, Program Manager Education<br />
in Ashoka<br />
Durante il primo community event del<br />
progetto, Luca Solesin, Senior Change<br />
Manager ad Ashoka, organizzazione<br />
internazionale che lavora per costruire<br />
un mondo di Agenti del Cambiamento<br />
e ispirare nuove forme di innovazione<br />
sociale, ha offerto diversi spunti ai docenti<br />
collegati, provenienti da grandi<br />
città e piccole realtà di tutto il territorio<br />
italiano e lanciato un interessante<br />
dibatto sui luoghi di apprendimento<br />
delle soft skills.<br />
La scuola e in primis i docenti hanno<br />
un ruolo fondamentale nell’educazione<br />
dei ragazzi ma spesso si rivelano<br />
dei veri e propri “trasmettitori” di<br />
conoscenze. L’educazione, è ben noto,<br />
è una forma di acquisizione intenzionale<br />
e organizzata, al contrario dell’apprendimento,<br />
che può avvenire anche<br />
in modo informale e accidentale, non<br />
intenzionale appunto.<br />
In particolare, l’apprendimento completa<br />
la formazione di ogni persona e<br />
gli fornisce parte di quell’unicità che la<br />
caratterizza. Per questo motivo è fondamentale<br />
dare il giusto valore a tutte<br />
quelle competenze che non sono date<br />
esclusivamente nel contesto scolastico,<br />
bensì dalle conoscenze, capacità,<br />
comportamenti, attitudini e valori di<br />
ognuno che vengono apprese anche<br />
in ambienti non necessariamente scolastici<br />
come un campo da basket, un<br />
museo o un teatro.<br />
Luca Solesin ha aperto il dialogo invitando<br />
i partecipanti a ricordare e identificare<br />
le tre esperienze di apprendimento<br />
più importanti della loro vita:<br />
da un primissimo giro di condivisioni<br />
è emerso come i momenti più significativi,<br />
quelli che hanno dato un input<br />
decisivo, fossero collegati a persone e<br />
situazioni in cui il valore aggiunto proveniva<br />
da competenze, non apprese<br />
sui libri di testo, ma dalle ormai famose<br />
“soft skills” e che non necessariamente<br />
sono state apprese sui libri di testo.<br />
Appare molto interessante e stimolante<br />
come alcune di queste soft skills<br />
siano fondamentali per lo sviluppo<br />
delle competenze chiave del cittadino<br />
europeo, come l’imprenditorialità, la<br />
capacità di trasformare idee in azioni<br />
per generare valore condiviso, le competenze<br />
digitali e le competenze interpersonali<br />
e interculturali.<br />
Solesin descrive brevemente il quadro<br />
di riferimento dell’Unione Europea sviluppato<br />
nel 2020 in cui si promuovono<br />
le competenze personali e sociali<br />
quali la capacità di autoregolarità, la<br />
flessibilità, il benessere personale,<br />
l’empatia, la capacità di comunicare,<br />
la collaborazione, la mentalità di<br />
crescita, il pensiero critico, per citarne<br />
alcune.<br />
Come stimolare i giovani nell’apprendimento<br />
delle soft skills?<br />
Come detto in precedenza l’apprendimento<br />
non è sempre un fattore intenzionale,<br />
ma i docenti possono stimolare<br />
la curiosità dei loro studenti verso<br />
lo sviluppo di queste competenze attraverso<br />
dei progetti volti a stimolare<br />
l’empatia, la non violenza, la collaborazione<br />
e anche attraverso le suggestioni<br />
del mondo artistico e sportivo. Lo sport<br />
ad esempio, come durante il webinar<br />
hanno evidenziato alcuni docenti, è un<br />
“luogo” in cui si cade e ci si deve rialzare,<br />
in cui si impara dai propri errori e si<br />
fa tesoro delle esperienze precedenti,<br />
si cresce nella sicurezza personale e si<br />
sviluppa il lavoro di squadra. Anche le<br />
esperienze teatrali e artistiche sviluppano<br />
il miglioramento della socialità,<br />
della condivisione, dell’empatia e<br />
del miglioramento di apprendimento e<br />
analisi comportamentale.<br />
La sfida lanciata in chiusura da Solesin<br />
ai docenti collegati è dunque quella<br />
di partire dalle soft skills individuate<br />
per cercare di costruire delle unità didattiche<br />
in cui il protagonista non sia<br />
soltanto il libro di testo ma le attività<br />
che stimolino negli studenti l’apprendimento<br />
delle competenze trasversali.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
37<br />
Sessione con il Politecnico di Milano<br />
> Docente<br />
Susanna Sancassani, Managing Director Task force<br />
teaching learning Innovation - ME-TID Politecnico di<br />
Milano<br />
Come sviluppare il “change maker” negli studenti,<br />
lavorando sul loro empowerment<br />
> Contenuti<br />
La sessione inizia con la condivisione dello strumento<br />
Miro, utile per favorire il collaborative learning.<br />
L’aula, divisa in sottogruppi, realizza all’interno di<br />
una board Miro la mascotte rappresentativa del proprio<br />
gruppo, dando un nome e spostando le diverse<br />
forme presenti nella piattaforma. Quello che emerge<br />
rimanda a diverse concezioni della figura del docente,<br />
che si caratterizza per il coraggio di mettersi<br />
sempre in discussione con autoironia e la capacità di<br />
formare nei giovani il pensiero critico.<br />
La scuola<br />
dianora<br />
team<br />
Frame 1 Frame 4<br />
Gruppo 5<br />
l’albero<br />
delle idee<br />
Futuro<br />
Frame 2<br />
Frame 5<br />
sapere<br />
aude<br />
Birocri<br />
BI<br />
cri<br />
ro<br />
Frame 3 Frame 6<br />
Immagine 9. Le mascotte realizzate dai partecipanti
38 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
La sessione ha uno specifico focus sulla metodologia<br />
Challenge Based Learning (CBL), un’esperienza<br />
di apprendimento collaborativo in cui insegnanti e<br />
studenti lavorano insieme per sviluppare competenze<br />
rilevanti, proporre soluzioni a problemi reali e per<br />
imparare ad agire sulla realtà in modo trasformativo.<br />
Il CBL fa leva sulla curiosità «nativa» degli studenti<br />
per l’apprendimento, che nasce dal desiderio di dare<br />
una risposta concreta ad un problema esistente. La<br />
metodologia si basa inoltre sugli assunti della pedagogia<br />
“costruttivista”, in cui i processi di apprendimento<br />
sono visti come attività di creazione delle<br />
conoscenze da parte dei discenti. La conoscenza si<br />
“costruisce” mediante l’esplorazione e l’analisi dei<br />
problemi del mondo reale per giungere a soluzioni<br />
in maniera attiva e creativa.<br />
Più nello specifico il CBL prevede:<br />
• Un framework pedagogico flessibile e con più<br />
punti di ingresso<br />
• Un focus sulle sfide globali con soluzioni locali<br />
• Una connessione autentica a più discipline<br />
• Un’opportunità per lavorare in modo collaborativo<br />
e sviluppare le 4 C (Pensiero Critico, Collaborazione,<br />
Creatività e Comunicazione)<br />
Il modello delle 4C<br />
Collaboration<br />
La metodologia si basa anche su quelli che sono i<br />
pilastri dell’apprendimento secondo l’Unesco. In<br />
modo particolare si focalizza sull’ultimo, integrato<br />
più di recente, che fa riferimento ad “imparare a trasformare<br />
sé stessi e la società”. Questo filone di metodologie<br />
di cui fa parte il CBL ha proprio lo scopo di<br />
stimolare lo sviluppo della consapevolezza di essere<br />
degli attori vivi e partecipi di una realtà che può essere<br />
trasformata.<br />
UNESCO PILLARS<br />
Learn to Live Together<br />
• Communications<br />
• Multi-lingualism<br />
• Cultural Sensitivity<br />
• Conflict Resolution<br />
Learn to Be<br />
• Self-esteem<br />
• Emotional Intelligence<br />
• Critical Thinking<br />
• Cultural Awareness<br />
Learn to Do<br />
• Skills<br />
• Capacity to Act<br />
• Ability to Apply Knowledge<br />
Learn to Know<br />
• Solid Academic Base (Reading and Numeracy)<br />
• Comprehension<br />
• Ability to Research and Analyze<br />
Learn to Transform Oneself and Society<br />
• Non-discriminatory<br />
• Integrate Sustainable Lifestyles<br />
• Minimize Footprint<br />
• Respect Earth, Life in all its Diversity<br />
• Achieve Social Solidarity<br />
• Promote Democracy and Peace<br />
Critical<br />
Thinking<br />
Creativity<br />
(Innovation)<br />
Communication<br />
Quando si parla di Challenge Based Learning, si fa<br />
riferimento dunque ad un apprendimento basato<br />
sulla sfida. In merito a questo, durante la sessione<br />
con Susanna Sancassani, i partecipanti sono stati<br />
stimolati a domandarsi cosa per loro significasse il<br />
termine “sfida”. Quello che emerge rimanda a tre caratteristiche<br />
chiave di una sfida:
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
39<br />
CBL Circle<br />
• La costruzione di un’esperienza che ponga una difficoltà<br />
• Un’occasione di stimolo per la crescita<br />
• Un momento caratterizzato da un elemento di<br />
competizione positiva<br />
Alle tre caratteristiche si collegano anche alcuni<br />
atteggiamenti vantaggiosi per affrontare ogni sfida<br />
che si presenti. Nello specifico:<br />
• L’ottimismo<br />
• Un atteggiamento consapevole<br />
• Il coraggio e la fiducia in sé stessi<br />
Il CBL si articola inoltre, in tre fasi fondamentali:<br />
• Coinvolgere: ingaggio iniziale, che porta il docente<br />
o i docenti nel gruppo di studenti a formulare la<br />
sfida;<br />
• Ricercare: cercare info e nozioni metodologie e<br />
strumenti utili per rispondere alla sfida<br />
• Agire: mettere in campo le energie per dare una<br />
risposta il più possibile pratica, al fine di affrontare<br />
la sfida<br />
Coinvolgere<br />
Il CBL rispetto ad altri approcci (Project Based<br />
Learning; Problem based Learning) che provengono<br />
dalla prospettiva pedagogica cognitivista 7 , parte da<br />
una riflessione che mette in gioco una grande tematica,<br />
una Grande Idea. Quest’ultima è un tema o un<br />
concetto ampio importante per l’individuo e per la<br />
comunità. Esempi di grandi idee possono essere: Salute,<br />
Sostenibilità, Democrazia. Questo elemento è<br />
ciò che sottolinea la differenza sostanziale dal punto<br />
di vista pedagogico rispetto ad altri approcci.<br />
Dalla Grande Idea parte la generazione di un’ampia<br />
varietà di domande esplorative che riflettono gli<br />
interessi personali e i bisogni della comunità (ad<br />
esempio, perché questo è importante per me? come<br />
questo concetto ha a che fare con il mio mondo?) Alla<br />
fine di questo processo si formula una domanda<br />
chiave importante per l’individuo e per la comunità.<br />
Durante la sessione, numerose sono le sfide che i<br />
partecipanti hanno condiviso, riportandole attraverso<br />
utilizzo di Wooclap, uno strumento per la realizzazione<br />
di test e quiz interattivi 8 .<br />
7. Integra in un approccio ricorsivo, esperienza, esplorazione teorica e applicazione pratica del background teorico<br />
8. https://www.wooclap.com
40 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Strumento Wooclap<br />
Raccogliamo “Grandi Idee”<br />
Alcune “Grandi Idee” emerse<br />
www.wooclap.com/changemakers<br />
Parità di genere<br />
Frontiere: abbattimento di quelle fisiche e mentali<br />
Tempo<br />
Trasformazione del lavoro e delle professioni<br />
Essere cittadini del mondo<br />
Senso critico: tra libertà di espressione e limite consapevole<br />
Lotta alla disparità scolastica<br />
Educazione di qualità per tutti<br />
Materiali ecosostenibili (biopolimeri riciclati dalla plastica in mare)<br />
Sviluppo sostenibile e abbattimento delle barriere architettoniche grazie alla tecnologia<br />
Educare alla scienza<br />
Diritti<br />
Quali sono le nuove professioni emergenti per combattere la disoccupazione giovanile?<br />
Differenza e Indifferenza<br />
Qual è il ruolo del poeta/intellettuale oggi?<br />
Pesti, epidemie, pandemie<br />
Creazione, riproduzione o riparazione di strumenti didattici del laboratorio di fisica<br />
Ricercare<br />
La fase di ricerca inizia con la generazione di domande<br />
guida, relative alla sfida. Le domande implicano<br />
risposte che offriranno tutto ciò che deve essere appreso<br />
per sviluppare una soluzione in-formata alla<br />
sfida e vengono categorizzate e classificate in ordine<br />
di priorità. Per rispondere alle domande guida servono<br />
“risorse guida” e “attività guida”. Esempi di risorse<br />
guida potrebbero essere: contenuti e corsi online,<br />
banche dati, libri di testo e social network. Esempi di<br />
attività guida rimandano a: simulazioni, esperimenti,<br />
progetti, serie di problemi, ricerche e giochi.<br />
Una volta che tutte le domande guida sono state<br />
affrontate e i risultati delle attività guida sintetizzati<br />
e condivisi, gli studenti analizzano conoscenze<br />
raccolte e identificano i temi. La fase di investigazione<br />
si conclude con relazioni e presentazioni che<br />
dimostrano che gli studenti hanno affrontato con<br />
successo tutte le domande guida e hanno sviluppato<br />
conclusioni chiare che porranno le basi per la<br />
soluzione.<br />
Agire<br />
Sulla base della fase di ricerca, gli studenti possono<br />
iniziare a sviluppare ipotesi di soluzione. Per incominciare<br />
possono selezionare le tipologie di soluzioni<br />
e idearne le linee principali (concept): piani per<br />
una campagna di informazione o educazione, progetti<br />
di miglioramento della scuola o della comunità,<br />
sviluppo di prodotti o altre attività. Dopo che i concept<br />
sono stati approvati e selezionati, gli studenti<br />
sviluppano prototipi, sperimentano e testano. Questo<br />
ciclo iterativo di progettazione molto probabilmente<br />
solleverà nuove domande guida che richiedono<br />
ulteriori ricerche e li farà tornare episodicamente<br />
nella fase di investigazione.<br />
Dopo aver sviluppato le loro soluzioni, gli studenti<br />
le implementano, misurano i risultati, riflettono su<br />
cosa ha funzionato e cosa no e determinano il loro<br />
impatto sulla sfida. Quando l’implementazione è<br />
completa, gli studenti possono continuare a perfezionare<br />
la soluzione, sviluppare un rapporto conclusivo<br />
e condividere il loro lavoro.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
41<br />
Sessione con Thumbs Up<br />
> Docente<br />
Anna Venturino, HR Learning & Development Consultant,<br />
CEO e Founder Thumbs Up<br />
Tool per la mappatura delle skills degli studenti<br />
La missione di Thumbs Up, nata nel 2015, è ridurre il<br />
divario tra giovani e lavoro, aumentando la loro consapevolezza<br />
e allineando le loro aspettative rispetto<br />
al mercato del lavoro. La realtà di Thumbs Up si interfaccia<br />
con aziende (profilazione studenti e consulenza<br />
per identificazione candi-dati, realizzazione<br />
di challenge, università, scuole (progetti PCTO, progetti<br />
di orientamento) e studenti (percorsi di orientamento<br />
e sessioni di coaching).<br />
Anna Venturino inizia la sessione condividendo il<br />
punto di osservazione del mercato del lavoro e in<br />
particolare le soft skills richieste. Spiega così come<br />
la “responsabilità”, intesa come capacità di riconoscere<br />
un’identità aziendale e le mansioni per le quali<br />
si è chiamati a lavorare, sia una prerogativa della<br />
“capacità a lavorare in gruppo”, perché se si sente la<br />
responsabilità per il lavoro che si svolge ci si sente<br />
parte di un qualcosa di più grande di sé e pertanto<br />
anche della propria squadra. Allo stesso tempo la<br />
capacità a lavorare in team è funzionale per aumentare<br />
“la capacità di flessibilità e resilienza” perché il<br />
lavoro in gruppo insegna anche ad adattarsi agli altri<br />
e contestualizza il risultato del singolo rispetto a un<br />
obiettivo più ampio come quello del gruppo. A sua<br />
volta la flessibilità e la resilienza sono centrali e sono<br />
alla base del “Life Long Learning” (Apprendimento<br />
permanente). Collegate a queste skill troviamo anche<br />
la capacità di “ricevere dei feedback”, molto<br />
importante per tutto il processo di apprendimento.<br />
Anna Venturino spiega quindi come tutte le skills<br />
appena citate siano tra di loro correlate. Centrale tra<br />
tutte è la skill della “creatività” perché consente di<br />
vedere la realtà da diverse angolazioni e quindi di<br />
uscire dalla propria prospettiva.<br />
Nel dettaglio:<br />
Responsabilità, è intesa come:<br />
• Affidabilità (nel presentarsi sul luogo di lavoro<br />
tutti i giorni, rispettando gli orari e adattandosi<br />
anche come vestiario e stile a luogo di lavoro)<br />
• Proattività (nel porsi la domanda: in che modo<br />
posso contribuire al risultato aziendale)<br />
• Autonomia (nell’avere quel minimo di autonomie<br />
che consenta di entrare nel mondo del lavoro<br />
come un giovane adulto e non come un adolescente).<br />
Creatività, è intesa come capacità di sviluppare un<br />
pensiero laterale, ovvero di osservare la stessa realtà<br />
da diverse angolazioni e prospettive. Il mercato del<br />
lavoro richieste questa capacità perché:<br />
• Consente di sviluppare nuove idee<br />
• Proporre progetti, nuove modalità e approcci di<br />
lavoro<br />
• Consente di risolvere problemi.<br />
Capacità di lavorare in gruppo. Molti lavori richiedono<br />
la capacità di confrontarsi, di integrarsi in una<br />
squadra di colleghi. Questo implica:<br />
• Capacità di riconoscere gli altri come una risorsa<br />
• Percepirsi come contributo attivo al gruppo<br />
• Capacità di visualizzare la scadenza che deve rispettare<br />
il gruppo<br />
• Capacità di riconoscere il ruolo degli altri e di<br />
prendersi la propria responsabilità<br />
• Capacità di ascolto<br />
• Capacità di presentare al gruppo le proprie proposte.<br />
Capacità organizzativa, intesa come:<br />
• Capacità di rispettare le scadenze<br />
• Saper gestire più compiti contestualmente<br />
• Saper distinguere tra un obiettivo lungo, medio e<br />
breve termine<br />
• Aver la percezione di quanto ci si impegni a svolgere<br />
un compito e quindi allineare la propria velocità<br />
di esecuzione alla richiesta aziendale.<br />
Flessibilità, intesa come:<br />
• Capacità di adattarsi<br />
• Capacità di accogliere gli imprevisti<br />
Resilienza. Essendo un’azienda composta da individui<br />
e configurandosi pertanto come una comunità,<br />
la capacità di resilienza di un individuo incide anche<br />
sugli altri.
42 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Capacità di recepire un feedback. Per un giovane<br />
che si affaccia al mondo del lavoro, sapere recepire<br />
un feedback è fondamentale. Tale capacità è intesa<br />
come:<br />
• Saper ascoltare dal proprio superiore il feedback<br />
• Analizzare il proprio operato<br />
• Modificare le procedure, la qualità, il proprio comportamento.<br />
Anna Venturino offre inoltre una panoramica di quali<br />
esperienze possono essere utili per consentire l’implementazione<br />
delle skills. Tra queste si segnalano:<br />
• Esposizione internazionale: allena la flessibilità, la<br />
capacità relazionale, la creatività e la capacità di<br />
lavorare in gruppo<br />
• Esperienze lavorative: allenano la responsabilità e<br />
la capacità di ricevere feedback<br />
• Le attività extracurriculari, come il volontariato,<br />
le attività sportive, le esperienze artistiche significative,<br />
perché allenano la capacità relazionale e<br />
incidono sulla motivazione e l’autostima<br />
• I progetti imprenditoriali perché richiedono un livello<br />
di autonomia e di spirito di iniziativa da parte<br />
degli studenti elevato. Contribuiscono a stimolare<br />
la creatività e la responsabilità.<br />
Anna Venturino prosegue la sessione spiegando<br />
come, attraverso l’utilizzo della piattaforma Thumbs<br />
Up Map e la realizzazione di progetti PCTO, Thumbs<br />
Up abbia potuto rilevare che ci alcune skills su cui<br />
giovani fanno fatica. Tra queste si segnalano:<br />
• La mancanza di creatività, intesa come pensiero<br />
laterale<br />
• Il basso livello di flessibilità<br />
• La difficoltà a lavorare in gruppo.<br />
La mancanza di creatività<br />
La creatività è in stretta relazione con l’intuizione,<br />
il pensiero laterale. Quest’ultimo comporta ristrutturazione,<br />
evasione e stimolazione di nuovi modelli.<br />
Riguarda la produzione di nuove idee e dà luogo a<br />
cambiamenti di atteggiamento e approccio, a uno<br />
sguardo diverso sulle cose che sono sempre state<br />
considerate dallo stesso angolo di visuale. Lo studio<br />
della matematica, della fisica e della filosofia possono<br />
contribuire a sviluppare il pensiero laterale.<br />
Il basso livello di flessibilità<br />
Una scarsa flessibilità nei giovani può essere dettata<br />
dall’essere abituati a vivere in situazioni vicine alla<br />
propria comfort zone con poche eccezioni. Il volontariato<br />
è un ambito in cui allenare questa capacità.<br />
La difficoltà a lavorare in gruppo<br />
La difficoltà a lavorare in gruppo è stata osservata in<br />
molte situazioni da Thumbs Up. Tuttavia non sembra<br />
sia una difficoltà collegata a una rigidità da parte dei<br />
giovani a lavorare in gruppo, quanto piuttosto a non<br />
essere allenati a farlo. La disposizione dei banchi a<br />
scuola rivolti verso il professore, l’apprendimento<br />
frontale, la consegna di compiti individuali, non facilitano<br />
gli studenti all’apprendimento di questa skill.<br />
Anna Venturino prosegue la sessione presentando<br />
la piattaforma Thumbs Up Map, uno strumento innovativo<br />
di assessment online che valuta i profili e<br />
la motivazione dei giovani e verifica se i medesimi<br />
sono in linea con le richieste del mercato del lavoro.<br />
Al termine del test (che non è psico-attitudinale, ma<br />
lavora sulla consapevolezza del giovane), la piattaforma<br />
genera un report personale, composto da un CV,<br />
un’analisi delle Employability Skills e un orientamento.<br />
Thumbs Up Map si compone da quattro aree:<br />
My Story, My Skill, My Will e My Job.<br />
la struttura del Thumbs Up Map<br />
1 My Story 2 My Skill<br />
3 My Will 4 My Job
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
43<br />
Rispetto all’area My Skill, questa misura le abilità<br />
di base e trasversali che costituiscono risorse di<br />
employability e sono indicatori di entrepreneurial<br />
mindset:<br />
• Due skill di base:<br />
√ Abilità linguistiche<br />
√ Conoscenze tecnologiche<br />
• Quattro soft skills:<br />
√ Abilità interpersonali (capacità di ascolto e di<br />
lavorare con gli altri)<br />
√ Flessibilità (capacità di accogliere le novità e gestire<br />
situazioni impreviste)<br />
√ Capacità organizzativa (pianificare attività)<br />
√ Imprenditorialità (abilità di imparare dai fallimenti,<br />
essere autonomi e proattivi)<br />
Tutte le skills vengono sia valutate che autovalutate.<br />
Inoltre la capacità di innovazione, intesa come capacità<br />
di uscire dagli schemi e adottare un pensiero<br />
divergente è autovalutata.<br />
• Tenere traccia anche dopo il diploma, se è presente<br />
una correlazione tra il rendimento scolastico<br />
degli studenti negli ultimi tre anni ed il suo percorso<br />
universitario.<br />
L’area My Will presenta due dimensioni: motivation<br />
e willingness. La prima è definita come la determinazione<br />
a raggiungere uno specifico obiettivo. Willingness<br />
misura la disponibilità a migliorarsi. Uno<br />
studente con My Will bassa, indica che non intende<br />
investire energia nel proseguire gli studi e neppure<br />
nell’ambito lavorativo.<br />
Lo strumento è stato somministrato su oltre 10.000<br />
studenti e la sperimentazione ha portato ad un percorso<br />
di validazione scientifica insieme all’Università<br />
Statale di Milano. I destinatari sono studenti dai 16 ai<br />
18 anni o neo-diplomati e giovani tra i 18 e i 25 anni.<br />
Perché utilizzare Thumbs Up Map?<br />
• Per avere uno sguardo su tutti gli studenti della<br />
propria Scuola rispetto alle skills<br />
• Analizzare se esiste un tema di sottostima o sovrastima<br />
da parte degli studenti<br />
• Analizzare se c’è un tema di motivazione e se<br />
questo ha qualche correlazione con alcuni fattori,<br />
come la sottostima, il rendimento scolastico, le<br />
soft skills.<br />
• Analizzare come cambiano nel corso degli anni le<br />
skills
44 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Modulo 3: Metodologie<br />
Innovative / Digital Tools<br />
Community Event<br />
Tech & Innovation<br />
> Competenze su cui impatta il modulo<br />
• Creare un setting di didattica attiva: in reale ed<br />
in virtuale<br />
• Competenze digitali trasversali per la gestione<br />
delle attività<br />
> Obiettivo<br />
Fornire metodologie innovative per la didattica<br />
Le nuove frontiere della didattica al centro<br />
del Community Event dei docenti di <strong>Teaching</strong><br />
<strong>Revolution</strong>, insieme con il Politecnico<br />
di Milano e Ashoka.<br />
> Intervento<br />
Luca Solesin, Program Manager Education<br />
Ashoka<br />
Luigi Gangitano, Chief of Digital Innovation<br />
POLIMI Graduate School of Management,<br />
General Manager Fadpro<br />
Michele Gabbanelli, Docente della lingua<br />
Inglese presso l’IIS “Savoia - Benincasa” di Ancona<br />
Nell’epoca del cambiamento e della rivoluzione<br />
digitale anche la scuola cambia il suo<br />
modo di essere. La nuova didattica ci chiede<br />
di passare da un metodo frontale, in cui il<br />
professore spiegava e gli studenti seguivano,<br />
alla necessità di coinvolgere la classe attivamente.<br />
Le nuove tecnologie arrivano in supporto<br />
ai docenti che accettano il cambiamento, lo<br />
accolgono e cercano di anticiparlo. Docenti<br />
come quelli partecipanti al progetto <strong>Teaching</strong><br />
<strong>Revolution</strong> di Sistema Scuola Impresa, collegati<br />
da tutta Italia per il Community Event del<br />
22 marzo durante il quale sono stati presentati<br />
i nuovi strumenti disponibili per svolgere<br />
una didattica interattiva e, quando necessario,<br />
a distanza.<br />
Grazie alla partecipazione di Luigi Gangitano,<br />
Luca Solesin e del professore Michele Gabbanelli,<br />
quello che prima era un futuro utopico<br />
ora è sempre più concreto.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
45<br />
Non basta avere nuovi strumenti<br />
per saperli usare<br />
La necessità della fruizione a distanza<br />
delle lezioni ha reso ancora più evidenti<br />
le ormai accertate lacune della<br />
classica didattica frontale. Prima il docente<br />
entrava in classe, apriva il libro<br />
e spiegava agli studenti ciò che era<br />
scritto. Con il cambio generazionale<br />
e l’approccio delle nuove tecnologie,<br />
è necessario trovare metodologie più<br />
affini agli studenti. L’introduzione del<br />
digitale nella scuola aiuta, certo, ma<br />
non risolve tutto se non si hanno le conoscenze<br />
giuste per utilizzarlo.<br />
È ciò che i docenti hanno potuto apprendere<br />
durante il Community Event<br />
grazie all’intervento di Luigi Gangitano,<br />
Chief of Digital Innovation del<br />
Politecnico di Milano e direttore generale<br />
dell’azienda Fadpro. Già prima di<br />
essere acquisita dal MIP, Fadpro si occupava<br />
della produzione di contenuti<br />
digitali, esercizio non proprio semplice<br />
come sembra.<br />
Luigi Gangitano ha spiegato tutto il<br />
processo che si nasconde dietro la creazione<br />
di contenuti video per le lezioni<br />
asincrone e la necessità della corretta<br />
fruizione degli stessi.<br />
Non si tratta, infatti, di semplici video<br />
in cui il docente si registra e riporta<br />
la lezione agli studenti, ma di clip di<br />
breve durata mirate al coinvolgimento<br />
emotivo degli stessi. Affinché ciò avvenga<br />
è necessario un lavoro di montaggio<br />
che consente di incrementare il<br />
racconto che avviene. Possono essere<br />
quindi aggiunte slide, sfondi animati e<br />
anche suoni di sottofondo che aiutino<br />
lo studente a sentirsi più partecipe e<br />
a non far calare la concentrazione. Da<br />
qui l’importanza dell’essere brevi, perché<br />
è misurato che oltre i 5 minuti l’attenzione<br />
diminuisce.<br />
La nuova didattica immersiva con<br />
simulazioni<br />
L’introduzione della didattica asincrona<br />
non si limita però solo alla fruizione<br />
di clip. Grazie ai nuovi programmi di<br />
simulazioni 3D è infatti possibile creare<br />
mini-videogiochi che consentano<br />
di creare un’esperienza immersiva e<br />
totale dello studente durante l’apprendimento.<br />
Ciò rende la formazione ancora<br />
più efficace in quanto si permette<br />
allo studente di apprendere per esperienza<br />
ed è utile anche per esercitazioni<br />
successive alla spiegazione in aula.<br />
L’utilizzo di questo strumento è sicuramente<br />
più facile per le materie tecniche,<br />
ma è possibile anche trasportarlo<br />
su quelle umanistiche. È infatti durante<br />
queste valutazioni che i docenti si<br />
sono divertiti ad immaginare diversi<br />
scenari di fruizione. Ciò dimostra<br />
come, senza un cambiamento interiore<br />
alle persone, i singoli strumenti<br />
non siano sufficienti per una nuova<br />
didattica.<br />
Quanto è concreto il cambiamento?<br />
Parlare dei nuovi metodi della didattica<br />
è molto semplice, il difficile arriva<br />
quando devono essere testati nelle<br />
classi. Durante l’evento i docenti hanno<br />
potuto apprendere anche questo<br />
concetto confrontandosi con Luca<br />
Solesin, Senior Change Manager ad<br />
Ashoka, e con il professore Michele<br />
Gabbanelli, docente di Inglese presso<br />
l’IIS “Savoia - Benincasa” di Ancona. La<br />
sua scuola, infatti, insieme all’ISIS “A.<br />
Malignani” di Udine e all’ISIS “Europa”<br />
di Pomigliano d’Arco in provincia di<br />
Napoli, ha potuto partecipare al progetto<br />
di Avanguardia Educative e sperimentare<br />
il nuovo modello educativo<br />
“Framework MLTV”, dove MLTV è un<br />
acronimo di Making Learning and Thinking<br />
Visible (Rendere visibili l’apprendimento<br />
e il pensiero).<br />
Sperimentato nelle scuole secondarie<br />
di secondo grado, questo metodo è capace<br />
di valorizzare e mettere a frutto<br />
sia le conoscenze, abilità e competenze<br />
di tipo disciplinare che lo sviluppo<br />
del pensiero nelle diverse declinazioni:<br />
critico, creativo, logico-matematico, riflessivo,<br />
decisionale, sistemico.<br />
Un cambiamento profondo, quello che<br />
sta avvenendo nella scuola, di cui i docenti<br />
del <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> si stanno<br />
rendendo protagonisti.
46 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Sessione con Impara Digitale<br />
> Docenti<br />
Marcello Marini, Trainer Centro Studi Impara Digitale<br />
Maria Grazia Ottaviani, Trainer Centro Studi Impara<br />
Digitale<br />
Metodologie didattiche ed utilizzo degli strumenti<br />
per la creazione di prodotti finali come quelli riportati<br />
negli strumenti<br />
> Contenuti<br />
Quando si parla di “metodologia”, si fa riferimento<br />
a quelle procedure di insegnamento nei termini<br />
di proposizioni operative, tramite le quali si realizzano<br />
linee tracciate dal metodo; la metodologia è<br />
lo studio dei metodi della ricerca pedagogica e lo<br />
studio delle modalità di compimento dei processi<br />
di insegnamento-appendimento. La metodologia si<br />
realizza attraverso un insieme di approcci filosofici<br />
scelti per costruire l’apprendimento. Essa non è una<br />
ricetta e va declinata e ricontestualizzata in base alle<br />
specifiche caratteristiche della situazione.<br />
Dopo una breve panoramica sul significato del termine<br />
“metodologia”, la sessione procede con una<br />
suddivisione in gruppi ed un’attività assegnata ad<br />
ogni gruppo, che dovrà visionare un video riguardante<br />
una metodologia utilizzando lo strumento<br />
Padlet 9 . Al ritorno in plenaria è stata effettuata un’analisi<br />
del materiale visionato indicando:<br />
• Il nome della metodologia;<br />
• Il ruolo del docente;<br />
• Il ruolo dello studente;<br />
• Gli ambienti di apprendimento adatti a questa<br />
metodologia;<br />
• Gli strumenti utili per rendere efficace tale metodologia.<br />
Problem based learning PBL<br />
Descrizione<br />
Casa fa il docente<br />
Cosa fa lo studente<br />
Quali sono gli ambienti di apprendimento<br />
Quali strumenti servono<br />
Cosa si valuta<br />
Ipotesi: quando puoi usarla<br />
Viene presentato agli studenti un problema reale/concreto che i ragazzi non<br />
conoscono e aperto a diverse soluzioni. Fornendo loro del materiale per risolverlo,<br />
gli studenti cercano di trovarne una possibile soluzione<br />
In qualità di facilitatore, interviene nel momento in cui hanno bisogno di<br />
avere un chiarimento. Egli può rivolgere delle domande per focalizzare un<br />
aspetto del problema, ma non a risolverlo<br />
Attraverso il materiale proposto e utilizzando anche spunti presi da realtà<br />
esterne all’ambiente scolastico, possibilmente in gruppo, cerca una soluzione<br />
possibile al problema sviluppando anche il pensiero divergente<br />
Il territorio e gli Enti direttamente interessati alla soluzione del problema o<br />
che possano fornire spunti di riflessione<br />
Tutti gli ambienti reali o virtuali che permettano fruizione condivisa delle<br />
informazioni, come ad esempio Blendspace presente all’interno di tess.com<br />
La qualità del lavoro finale intesa come possibile efficienza ed efficacia della<br />
soluzione proposta; l’iter del lavoro (capacità di lavorare in gruppo; capacità<br />
di usare gli strumenti tecnologici in maniera appropriata; l’uso delle fonti;<br />
capacità di iniziativa)<br />
Un’opportunità per favorire la coesione della classe quando non è coesa.<br />
Utilizzabile maggiormente nell’ambito tecnico-scientifico<br />
Immagine 10. Esempio di restituzione sulla metodologia analizzata<br />
9. https://it.padlet.com
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
47<br />
La riflessione, sollecitata dai trainers, che ha fatto<br />
da sfondo agli interventi dei corsisti è stata quella di<br />
trovare gli aspetti convergenti e le divergenti nelle<br />
attività previste all’interno delle metodologie. Altro<br />
aspetto interessante è stato quello di tentare di collegare<br />
tali attività allo sviluppo di determinate competenze<br />
in riferimento innanzitutto a quelle europee<br />
per l’apprendimento permanente.<br />
Competenze dello studente<br />
Il Framework DigCompEdu<br />
Competenze professionali del docente/formatore<br />
Competenze<br />
disciplinari<br />
3<br />
Pratiche<br />
di insegnamento<br />
e apprendimento<br />
Pratiche<br />
di insegnamento<br />
Guida e supporto<br />
agli studenti<br />
Apprendimento<br />
collaborativo<br />
Apprendimento<br />
Autoregolato<br />
Competenze didattiche del docente/formatore<br />
Competenze<br />
trasversali<br />
1<br />
2<br />
5<br />
6<br />
Coinvolgimento<br />
e valorizzazione<br />
professionale<br />
Comunicazione organizzativa<br />
Collaborazione professionale<br />
Pratiche riflessive<br />
Crescita professionale<br />
Risorse Digitali<br />
Selezionare<br />
le risorse digitali<br />
Creare e modificare<br />
le risorse digitali<br />
Gestire, proteggere<br />
e condividere le<br />
risorse digitali<br />
Valorizzazione<br />
delle potenzialità<br />
degli studenti<br />
Accessibilità e inclusione<br />
Differenziazione<br />
e personalizzazione<br />
Partecipazione attiva<br />
Favorire<br />
competenze<br />
digitali degli studenti<br />
Alfabetizzazione<br />
all’informazione e ai media<br />
Comunicazione<br />
e collaborazione digitale<br />
Creazione di contenuti digitali<br />
Uso responsabile del digitale<br />
Risoluzione dei problemi<br />
Competenze<br />
digitali<br />
Valutazione<br />
dell’apprendimento<br />
Strategie<br />
di valutazione<br />
Analisi dei dati<br />
del processo<br />
di apprendimento<br />
Riscontro<br />
sull’apprendimento<br />
e pianificazione<br />
didattica<br />
4<br />
Competenze<br />
disciplinari<br />
In riferimento alle competenze digitali che un docente<br />
dovrebbe possedere, i trainers di Impara Digitale,<br />
presentano il framework DigCompEdu 10 , elaborato<br />
dalla Commissione Europea, che presenta sei<br />
aree, articolandole in 22 sotto competenze.<br />
Rispetto all’importanza di possedere competenze digitali,<br />
per il ruolo di docente ed aspirante docente, la<br />
sessione continua con una panoramica di strumenti<br />
digitali utili nella didattica, ancorandoli ad uno specifico<br />
obiettivo. Di seguito una breve descrizione di<br />
ognuno:<br />
Strumenti di collaborative learning 11<br />
• Miro e Mural: strumenti di collaborazione online,<br />
che simulano una lavagna interattiva<br />
• Padlet: strumento di collaborazione e condivisione<br />
di materiale online<br />
Strumenti per comunicare<br />
• Powtoon: strumento per creare video animati e<br />
presentazioni<br />
• Mentimeter: strumento per creare presentazioni<br />
e raccogliere riflessioni<br />
• Canva: strumento per creare presentazioni, infografiche,<br />
fogli di esercizi<br />
• Adobe Spark: strumento per creare contenuti,<br />
post e video<br />
• Wooclap: strumento per la realizzazione di test e<br />
quiz interattivi<br />
• Emaze: strumento per creare presentazioni accattivanti<br />
Strumenti per l’apprendimento<br />
• Mindmeister: strumento per creare mappe concettuali<br />
• Ed Puzzle: strumento per l’apprendimento ed<br />
interazione docente-studente<br />
• Timegraphics: strumento per creare linee temporali<br />
• Vialogues: strumento per creare video-discussioni<br />
10. Una modalità di apprendimento che si basa sulla valorizzazione della collaborazione all’interno di un gruppo di allievi<br />
11. https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_storytelling
48 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Strumenti di didattica personalizzata<br />
• Learning App: strumento volto a sostenere i processi<br />
di apprendimento tramite la creazione di<br />
piccoli moduli interattivi<br />
• Genially: strumento per creare lezioni, giochi e<br />
presentazioni interattive<br />
Strumenti per la Gamification<br />
• Wordwall e Kahoot: strumento per l’apprendimento<br />
basato sulle dinamiche di gioco<br />
Strumenti per la valutazione<br />
• QuizFaber: strumento per la realizzazione di quiz<br />
multimediali<br />
Strumenti per la creazione di immagini<br />
• Thinglink: strumento per realizzare immagini interattive.<br />
Sessione con il Politecnico di Milano<br />
> Docenti<br />
Aldo Torrebruno, Education manager of the egnineering<br />
schools and researcher Politecnico di Milano<br />
Nicoletta Di Blas, Associate Professor Politecnico di<br />
Milano<br />
Lo Storytelling Digitale per la realizzazione di storie<br />
multimediali<br />
> Contenuti<br />
L’espressione “narrazioni digitali” si riferisce a un formato<br />
breve di prodotto mediatico digitale che permette<br />
a persone comuni di condividere aspetti della<br />
storia della propria vita, ma non solo. Con “mediatico”<br />
si può intendere l’equivalente digitale di tecniche<br />
cinematografiche (immagini in movimento col sonoro),<br />
animazione, fotografie o fotogrammi, solo sonoro,<br />
o qualsiasi altro formato di media non tangibili<br />
(ossia materiali che esistono solamente in formato<br />
elettronico, a differenza di dipinti o fotografie stampate<br />
su carta, suoni registrati su cassette o dischi,<br />
film conservati su pellicola), che la gente può usare<br />
per raccontare una storia o presentare un’idea 12 .<br />
Il Digital Storytelling<br />
Student<br />
Engagement<br />
Reflection<br />
for Deep Learning<br />
Digital<br />
Storytelling<br />
Project-Based<br />
Learning<br />
Tecnology<br />
Integration<br />
12. https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_storytelling
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
49<br />
Quali benefici può apportare la narrazione di<br />
storie a scuola?<br />
• Può impattare sul coinvolgimento: lo studente è<br />
autore e fruitore della narrazione digitale;<br />
• Implementa la creatività: raccontare una storia è<br />
un’attività che mette in moto la creatività, che è<br />
una delle competenze del XXI secolo;<br />
• Implementa la «Media literacy», la capacità di utilizzare<br />
in modo consapevole diversi media;<br />
• Permette di imparare a comunicare in modo efficace,<br />
combinando diversi media: audio, immagini,<br />
testi di vario genere, video.<br />
Nel corso della sessione i docenti hanno illustrato<br />
alcuni tools utili per la creazione di narrazioni digitali,<br />
sottolineando che esistono molti strumenti che<br />
possono essere usati per creare narrazioni digitali,<br />
anche se non sono stati progettati specificamente<br />
per questo scopo, anche se non creati appositamente<br />
per questo.<br />
Tool per creare storie a fumetti<br />
• PowToon mette a disposizione degli utenti gli<br />
strumenti per creare presentazioni animate e slideshow.<br />
È possibile registrarsi gratuitamente con<br />
un indirizzo email. Uso: una volta effettuato l’accesso,<br />
gli utenti possono progettare le presentazioni<br />
utilizzando i modelli già pronti o partendo da<br />
zero. Si possono aggiungere testo, immagini, animazioni<br />
semplici, effetti di entrata e uscita, e altro<br />
ancora. Le immagini sono organizzate per stili. Al<br />
termine, è possibile caricare la presentazione su<br />
YouTube e inviarla via mail per revisione, oppure<br />
visualizzarla nella propria dashboard personale.<br />
• Storyboard That può essere usato in classe come<br />
strumento di storytelling per creare semplici fumetti<br />
narrativi. Storyboard consente di creare<br />
storyboard per imparare e divertirsi. Uso: è possibile<br />
riempire i pannelli trascinando le immagini<br />
prese da un repository molto ricco e organizzato<br />
in fondali di scena, personaggi e oggetti. È possibile,<br />
inoltre, far interagire i personaggi aggiungendo<br />
testo nei fumetti disponibili. Una volta completato<br />
uno storyboard, questo può essere salvato e modificato<br />
in un secondo momento oppure scaricato<br />
sul proprio computer in formato PowerPoint/Pdf.<br />
Storyboard that può essere usato per ricostruire<br />
un evento storico, la trama o i personaggi di un’opera<br />
letteraria oppure come strumento per esprimere<br />
se stessi in maniera creativa.<br />
• Voki: permette di creare un personaggio virtuale.<br />
Prevede la narrazione attraverso un avatar animato<br />
che parla ed interagisce con i movimenti del<br />
mouse. Uso: l’avatar, lo sfondo e la cornice possono<br />
essere personalizzati; la voce può essere la propria<br />
registrata oppure quella di un sintetizzatore<br />
vocale: si può scegliere tra diverse lingue ed intonazioni.<br />
Voki è utile per creare brevi presentazioni<br />
e per attività collaborative o in modalità flipped. Il<br />
prodotto realizzato può essere condiviso sui social<br />
e siti internet. La modalità classe è a pagamento<br />
dopo un periodo di prova gratuito. Consente di<br />
creare e gestire una classe online, assegnare e<br />
rivedere compiti, condividere i prodotti realizzati.<br />
Anche la modalità insegnante è a pagamento<br />
con periodo di prova gratuito ed è pensata per<br />
creare lezioni senza limiti di tempo e diapositive<br />
commentate. Le presentazioni vengono salvate in<br />
cloud.<br />
Tool per creare data e visual storytelling<br />
• Infogr.am: strumento per creare infografiche, report,<br />
dashboard di dati. Gratuito nella versione<br />
base. Questo servizio web online permette di raccontare/organizzare<br />
i dati attraverso infografiche<br />
interattive tramite un editor visuale. È possibile<br />
usare dei format da modificare e personalizzare<br />
oppure partire dal foglio bianco. I dati possono<br />
essere inseriti tramite fogli di calcolo, le scritte<br />
modificate con un semplice doppio click del mouse,<br />
si possono inserire foto, immagini e video. C’è<br />
la possibilità di allegare una mappa geografica, di<br />
aggiungere testi scritti, citazioni e di intervenire<br />
nella grafica e nel design. L’infografica può essere<br />
condivisa con un link, inserita in un sito web tramite<br />
codice embed, pubblicata su Twitter, Facebook,<br />
Pinterest.<br />
Tool per creare storie in formato video<br />
• Wevideo: piattaforma web di editing video cloud<br />
based, cioè accessibile online da qualunque postazione<br />
connessa ad internet, che consente la<br />
creazione, pubblicazione e condivisione di filmati<br />
con titoli, transizioni ed effetti, accompagnati da
50 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
musica e narrazione. Uso: Per registrarsi è necessario<br />
creare un account, scegliendo tra “personal”,<br />
“business”o “education” e fornendo i propri dati o<br />
collegandosi tramite il proprio account Facebook,<br />
Google, Yahoo, Office 365. La piattaforma offre<br />
un’iscrizione di base gratuita con uno spazio di<br />
storage di 1GB, la possibilità di realizzare video con<br />
una risoluzione massima di 720 pixel (altezza), l’esportazione<br />
in locale dei filmati realizzati, l’accesso<br />
ad una library di 22 canzoni da usare in fase di creazione<br />
ed editing e 5 minuti di video pubblicati.<br />
• Animoto: un servizio nella “cloud” per creare e<br />
condividere video. La versione base è gratuita, le<br />
versioni avanzate hanno un costo mensile. Insegnanti<br />
ed educatori possono richiedere l’accesso<br />
gratuito a Educator Pro, con il quale l’insegnante<br />
può creare accessi collegati al proprio per i propri<br />
studenti (sotto i 13 anni). Sfrutta la tecnologia di<br />
Intelligenza Artificiale Cinematica (fonte: Wikipedia).<br />
La produzione si divide in tre passi: caricamento<br />
di immagini o video, personalizzazione<br />
dello stile (tra cui scelta di musica e parole) e condivisione<br />
tramite email, social network.<br />
Tool per creare storybooks<br />
• Storybird: piattaforma social dedicata al digital<br />
storytelling. È pensato per incentivare scrittura e<br />
lettura in modo creativo: utilizza illustrazioni realizzate<br />
da professionisti per ispirare la creazione<br />
di storie. Permette di creare storie illustrate (con<br />
testo e immagine in ogni pagina) di 10/12 pagine;<br />
comporre poesie trascinando parole su un’immagine<br />
di sfondo; ideare storie lunghe ed articolate<br />
sfruttando le immagini come cornice narrativa<br />
che introduce il capitolo. È possibile condividere il<br />
prodotto via mail, tramite un codice da “embeddare”,<br />
oppure via social network.<br />
Tra i tools per creare storie con immagini, testi, audio<br />
e video, è presente 1001Storia, un ambiente per<br />
la produzione, generazione e fruizione di narrazioni<br />
digitali interattive, sviluppato dal Laboratorio HOC<br />
del Politecnico di Milano 13 . 1001storia permette di<br />
creare racconti multimediali interattivi. Le narrazioni<br />
prodotte con 1001storia si possono fruire su diversi<br />
canali e dispositivi, sia online che offline: su web<br />
per PC, su web per applicazioni mobili, podcasts,<br />
iPad e altri tablets. Per accedere allo strumento gli<br />
utenti hanno bisogno di un accesso (gratuito) che<br />
va richiesto via e-mail. Lo strumento permette di<br />
caricare immagini (dal 2014 anche video), file audio,<br />
testi (testo principale della “storia”, titoli e didascalie).<br />
Una volta terminata la narrazione, lo strumento<br />
genera versioni diverse per i diversi canali.<br />
Attraverso il concorso Policultura, istituito dal Politecnico<br />
di Milano, è possibile creare narrazioni digitali<br />
attraverso 1001storia e concorrere. Policultura è<br />
una Competizione di storytelling digitale collaborativo<br />
del laboratorio HOC (POLIMI) dal 2006.<br />
I passi principali per creare una narrazione digitale<br />
sono:<br />
• Scelta del tema<br />
• Ricerca di contenuti<br />
• Elaborazione dei contenuti<br />
• Caricamento nello strumento autore<br />
• Valutazione e versione finale<br />
L’approccio alla base della creazione di narrazioni<br />
digitali con 1001storia e del lavoro con Il Digital<br />
Storytelling, è il Project-based learning. L’apprendimento<br />
basato sui progetti trova le sue origini a partire<br />
da Confucio, Aristotele e Socrate, i quali affermavano<br />
l’importanza di “apprendere ponendo domande<br />
e facendo” (Boss, 2011). A William Kilpatrick, pedagogista<br />
statunitense, allievo e grande ammiratore di<br />
Dewey, si deve la teorizzazione del project method<br />
come filosofia dell’educazione e la sua diffusione<br />
dall’America all’Europa.<br />
Il Project-Based Learning (PBL) è un metodo d’insegnamento<br />
attraverso il quale gli studenti acquisiscono<br />
conoscenze e competenze lavorando per un<br />
lungo periodo di tempo per realizzare un’indagine<br />
e poter rispondere a una domanda, a un problema,<br />
a una sfida, che siano autentici, coinvolgenti e complessi<br />
14 .<br />
13. https://www.policultura.it<br />
14. Buck Institute for Education, organizzazione no profit fondata nel 1987 che si occupa di ricerca e formazione professionale<br />
nell’ambito del PBL
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
51<br />
A differenza del progetto, che è breve, non impegnativo<br />
dal punto di vista intellettuale e svolto alla<br />
fine di una unità di apprendimento condotta con<br />
metodo tradizionale, il PBL rappresenta veicolo<br />
dell’insegnamento di conoscenze approfondite e<br />
competenze significative e di ordine superiore, dallo<br />
sviluppo del pensiero critico, al problem solving, alla<br />
collaborazione.<br />
Nello specifico, di seguito gli elementi principali del<br />
PBL:<br />
• un problema o una domanda stimolanti: cornice<br />
del progetto, alla portata degli studenti e autentica;<br />
• un’indagine prolungata: gli studenti sono coinvolti<br />
in un processo rigoroso e continuativo, con<br />
domande approfondite, ricerca di fonti e risorse,<br />
applicazione delle informazioni reperite;<br />
• autenticità: il progetto riguarda il mondo reale o<br />
comunque risponde a interessi o preoccupazioni<br />
centrali nella vita degli studenti;<br />
• voce e scelta agli studenti: sono loro a prendere<br />
decisioni, incluso quando si tratta del modo di lavorare<br />
e del prodotto da realizzare;<br />
• riflessione: studenti e docenti riflettono sull’apprendimento,<br />
l’efficacia del loro progetto, la sua<br />
qualità, gli ostacoli e le strategie per aggirarli;<br />
• critica e revisione: gli studenti forniscono e ricevono<br />
feedback per migliorare processi e prodotti;<br />
• prodotto pubblico: gli studenti rendono pubblico<br />
il proprio progetto presentandolo ad un pubblico<br />
più ampio della classe.<br />
Nel PBL il ruolo del docente è:<br />
• Pianificare;<br />
• Assicurarsi acquisizione di competenze/conoscenze<br />
in linea con il programma;<br />
• Costruire cultura, favorendo autonomia;<br />
• Gestire e supportare con varie strategie didattiche;<br />
• Valutare;<br />
• Coinvolgere/allenare<br />
Il ruolo del docente nel PBL<br />
Strumento e applicazione dello strumento:<br />
1001Storia<br />
I partecipanti, divisi in 12 gruppi composti da 4-5 persone,<br />
hanno avuto modo di sperimentare la creazione<br />
di una storia digitale con 1001storia, arrivando a:<br />
• Definire un tema;<br />
• Elaborare il piano editoriale (capitoli, sotto-capitoli);<br />
• Realizzare almeno 3 frammenti completi (testo, immagini,<br />
audio<br />
Immagine 11. Un “momento” delle narrazioni digitali<br />
create dai partecipanti
52 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Community Event<br />
Digital Platform<br />
> Intervento<br />
Chiara Burberi, Direttrice generale<br />
Edifin SpA e Co-founder Redooc<br />
Cinzia Bosco, Digital Editor Redooc<br />
“Con quest’incontro di <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
vogliamo creare maggiore sintonia<br />
anche a distanza”. Così Gianluca Sabatini,<br />
Head of Marketing and Education<br />
Business Development presso ELIS, ha<br />
aperto il Community Event del 6 Aprile<br />
2021, durante il quale si è discusso<br />
anche delle origini di <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>,<br />
il progetto nato nell’ambito di<br />
Sistema Scuola Impresa.<br />
Durante l’evento, i docenti hanno avuto<br />
modo di apprendere i retroscena<br />
del progetto a cui hanno partecipato<br />
ma anche di imparare un nuovo metodo<br />
di didattica grazie all’intervento<br />
di Chiara Burberi, presidente e CEO di<br />
Redooc, e Cinzia Bosco, Digital Editor<br />
della piattaforma.<br />
Le origini di <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> e<br />
di Sistema Scuola Impresa<br />
Da dove nasce <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>? È<br />
lo stesso Gianluca Sabatini a spiegare<br />
ai docenti l’origine di questo progetto,<br />
che li ha visti impegnati nell’apprendimento<br />
di nuove forme di didattica da<br />
riproporre in classe ai propri studenti.<br />
Un modo nuovo di vedere l’insegnamento,<br />
non rivolto più solo al “sapere”<br />
ma al “saper fare”.<br />
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> è infatti parte integrante<br />
del progetto Sistema Scuola<br />
Impresa di ELIS che, in collaborazione<br />
con diverse aziende del consorzio ELIS,<br />
si propone di raccogliere e analizzare<br />
le caratteristiche e le competenze che<br />
i giovani devono avere quando si immettono<br />
nel mondo del lavoro.<br />
In ogni offerta lavorativa, infatti, i<br />
ragazzi si ritrovano queste due parole<br />
che tanto spaventano, complice<br />
anche la poca preparazione pratica<br />
offerta loro dalla scuola. Per questo<br />
ELIS ha come obiettivo quello di preparare<br />
i giovani a ciò che dovranno<br />
affrontare una volta usciti dalle mura<br />
sicure della loro scuola.<br />
Il ruolo di ELIS per le scuole e le<br />
aziende<br />
Affinché l’impegno di ELIS possa continuare<br />
a dare i suoi frutti, è importante<br />
la collaborazione delle aziende del<br />
Consorzio e dei docenti delle scuole,<br />
coloro che hanno il potere di arrivare<br />
ai giovani e di formarli per il futuro<br />
che desiderano. <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
si pone quindi l’obiettivo di formare gli<br />
insegnanti del domani, coloro che sanno<br />
cosa desiderano le aziende e che<br />
sono pronti preparare gli studenti a<br />
ciò che li aspetta nel mondo del lavoro.<br />
“Si tratta di un progetto efficace solo<br />
se portato avanti tra imprese, professori,<br />
dirigenti scolastici e responsabili di<br />
orientamento. Guardateci sempre con<br />
occhio critico e desideroso di nuovi spunti<br />
di riferimento”, ha concluso Gianluca<br />
Sabatini per incentivare i docenti partecipanti<br />
ad essere attivi nel progetto<br />
anche al termine di questo.<br />
Come portare il cambiamento nella<br />
didattica: la piattaforma Redooc<br />
Per presentare la piattaforma di didattica<br />
digitale redooc.com hanno presenziato<br />
all’evento Chiara Burberi e Cinzia<br />
Bosco, rispettivamente co-founder e<br />
Digital Editor di Redooc. Con loro i docenti<br />
hanno scoperto le possibilità offerte<br />
dalla tecnologia (percorsi didattici<br />
digitali, video narrati, esercizi interattivi<br />
spiegati divisi in livelli di difficoltà crescente,<br />
...), che consente agli alunni di<br />
vivere in una classe virtuale, necessità<br />
ancora più sentita in seguito alla pandemia<br />
che ha colpito il Paese.<br />
Redooc.com non è un sostituto del docente,<br />
ma un supporto, un’opportunità<br />
di integrazione ai materiali tradizionali<br />
per innovare la didattica, adattandola<br />
alle preferenze e alle esigenze specifiche<br />
degli studenti, permettendo anche<br />
percorsi di apprendimento individuali.<br />
Sul sito sono infatti disponibili oltre a<br />
video, appunti, esercizi interattivi spiegati<br />
anche mappe concettuali delle<br />
principali materie scolastiche (matematica,<br />
italiano, inglese, ...) divise per<br />
ordine e grado, a partire dalla scuola<br />
Primaria fino all’università. Queste<br />
permettono anche agli studenti con<br />
DSA e BES, con bisogni educativi specifici,<br />
di orientarsi e di apprendere più<br />
facilmente i concetti. Merito anche<br />
della gamification, che incentiva all’apprendimento<br />
grazie a punti, livelli di<br />
difficoltà, passaggi di stato, avatar, diplomi,<br />
classifiche e gare.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
53<br />
Sessione con Fadpro<br />
> Docente<br />
Francesco Mangiaracina, Instructional designer, partner<br />
& co-founder Fadpro<br />
> Contenuti<br />
a) Chi è l’ID<br />
Un instructional designer (ID) è un professionista<br />
che progetta come trasmettere un contenuto a uno<br />
studente nel modo più efficace: è in sintesi un progettista<br />
della formazione on line, colui che si occupa<br />
di disegnare soluzioni di apprendimento per rendere<br />
migliore l’esperienza di chi deve formarsi, soluzioni<br />
che possono riguardare non soltanto un singolo corso,<br />
ma anche il sistema formativo nel suo complesso.<br />
Stili medi<br />
- Ripresa con docente<br />
o con infografiche elementari<br />
- Ripresa con docente con chroma key<br />
o senza e soluzioni illustrative non digitali<br />
(talvolta diventano forti)<br />
- Ripresa docente chroma key<br />
+ infografiche semplici<br />
- Ripresa docente chroma key<br />
+ infografiche medie / animazioni<br />
elementari<br />
esempio: corsi di livello intermedio / piattaforme<br />
specialistiche / stile broadcasting, in questo<br />
caso le riprese sono sempre almeno di buon livello<br />
(es. LinkedIn Learning)<br />
b) L’importanza dei video per l’ID.<br />
Classificazione degli stili<br />
Oggigiorno molti contenuti didattici sono erogati<br />
tramite video. Uno dei compiti che l’ID potrebbe essere<br />
chiamato a svolgere riguarda la progettazione<br />
di contenuti multimediali.<br />
Per agevolare l’analisi (e quindi il design) di questo<br />
tipo di contenuti è possibile utilizzare lo schema sottostante<br />
ideato da FadPro.<br />
Sulla base di questo schema ogni clip video rientra<br />
in un specifico stile che possiede determinate caratteristiche.<br />
Gli stili sono tre: debole, medio e forte.<br />
Stili forti<br />
- Solo infografiche e animazioni<br />
anche complesse<br />
- Ripresa docente + infografiche / animazioni<br />
complesse<br />
- Ripresa docente + infografiche / animazioni<br />
molto caratterizzate<br />
(es. stop motion)<br />
esempio: corsi border line didattici-comunicazione;<br />
contenuti con esigenze specifiche<br />
(es. “Pubblicità Progresso”)<br />
Di seguito una schematizzazione:<br />
Stili deboli<br />
- Slide “mute” (tasti avanti e indietro)<br />
- Slide + voice-over<br />
- Ripresa docente semplice<br />
esempio: materiali università telematiche<br />
(es UniNettuno)<br />
Ogni stile presenta pro e contro.<br />
stili deboli<br />
Pro<br />
• Costi/tempi<br />
• Utili per cataloghi molto ampi senza troppe pretese<br />
• Poco rischiosi (meno aspettative)<br />
Contro<br />
• Soffrono la competizione con gli altri stili (percezione<br />
qualità differente)<br />
• La scarsa qualità può “stancare”/alienare
54 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Stili medi<br />
Pro<br />
• Migliore trade-off tempi/costi<br />
• “Facili da guardare”, stancano meno degli stili deboli<br />
e di quelli forti (i “concetti” ed il docente rimangono<br />
protagonisti)<br />
• (quindi) utilizzabili a “tappeto” per molte ore di lezione<br />
• Rischio risultato finale gestibile<br />
• Budget accettabili per progetti importanti<br />
• Tendenzialmente “elegante”, non crea un problema<br />
di allineamento alla cultura del Committente<br />
Contro<br />
• Talvolta soluzioni “eleganti”, di qualità non direttamente<br />
percepibile, soffrono la competizione con<br />
stili forti<br />
Stili forti<br />
Pro<br />
• Coinvolgenti/ appariscenti<br />
• Se concepiti correttamente danno il risultato migliore<br />
• Molto utili, danno boost ai progetti, se utilizzati in<br />
maniera oculata (non trasversalmente)<br />
Contro<br />
• Dopo ore di visione tendono a stancare – lo stile<br />
diventa “protagonista” a discapito del docente<br />
• (quindi) meno utilizzabili a tappeto per cataloghi<br />
interi (+ 10 ore)<br />
• Budget/tempi medi / medio-alti<br />
• (quindi) progetti “faticosi”, con rischio “spiaggiamento”<br />
del progetto<br />
• Rischio risultato finale sotto le attese (valutazione<br />
emotiva)<br />
• Più lo stile è caratterizzato/forte più si creano problemi<br />
di allineamento con la cultura del Committente<br />
(stile non adatto)<br />
Valutando le caratteristiche degli stile ed i relativi<br />
pro e contro l’ID è in grado di progettare con maggiore<br />
consapevolizza il design dei video.<br />
c) Indicatori di qualità dei video didattici<br />
Detto ciò, occorre però prestare attenzione anche<br />
ad una serie di indicatori qualitativi che sono mostrati<br />
di seguito e che si basa su una scala progressiva<br />
fatta da 12 step (progressiva perché gli step precedenti<br />
sono più importanti di quelli successivi ed<br />
occorre presidiarli con maggiore attenzione):<br />
1. Correttezza dei contenuti<br />
2. Qualità dei contenuti (completezza/logica/inerenza/chiarezza)<br />
3. Leggibilità/comprensibilità dei contenuti<br />
4. Allineamento contenuti con altre componenti (es<br />
infografica)<br />
5. Qualità tecnica audio-visual (es infografica/audio<br />
e/o riprese)<br />
6. Efficacia dell’infografica di accompagnamento<br />
7. Naturalezza e/o capacità comunicativa voiceover/relatore<br />
8. Gradevolezza del look & feel (grafica/infografica)<br />
9. Arricchimento multimediale primo livello (es riprese<br />
docente, jingle musicale, infografica statica<br />
avanzata, ecc..)<br />
10. Arricchimento multimediale di secondo livello<br />
(es animazioni, modelli 3D, ecc. )<br />
11. Arricchimento interattivo<br />
12. Full engagement features (tutte le caratteristiche<br />
di cui sopra)<br />
Seguendo la precedente clusterizzazione, due sono i<br />
driver fondamentali da tener presente nella realizzazione<br />
di clip video:<br />
• La tipologia di ripresa. Sfondo della clip:<br />
Fisico. Ad esempio uno sfondo naturale (la classica<br />
libreria) o un cartoncino monocolore montato<br />
dietro il relatore.<br />
Digitale (chroma key). Grazie all’utilizzo del cd<br />
back-green, lo “sfondo fisico originale” viene scontornato<br />
e può essere sostituito con qualunque immagine,<br />
statica o dinamica. Rappresenta l’opzione<br />
avanzata.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
55<br />
• La tipologia di infografica (di seguito una schematizzazione)<br />
- Dinamicità +<br />
- Frequenza +<br />
plane<br />
extreme<br />
Nell’area in basso a sinistra troviamo i casi a effort<br />
ridotto (zona verde) in cui l’infografica è poco frequente<br />
e/o statica.<br />
In alto a destra (zona azzurra) sono presenti i casi<br />
a alto effort.<br />
La seguente scala definisce i parametri, puramente<br />
esemplificativi:<br />
Per la Frequenza:<br />
- Bassa › 1 infografica ogni 60 secondi circa<br />
(60/ora)<br />
- Media › 1 infografica ogni 30 secondi circa<br />
(120/ora)<br />
- Alta › 1 infografica ogni 15-20 secondi circa<br />
(180-240/ora)<br />
Per la Dinamicità possiamo utilizzare a parametro<br />
due casi estremi:<br />
- Minimo dinamismo: Immagine statica<br />
- Medio dinamismo: immagine statica con limitati<br />
elementi in movimento<br />
- Massimo Dinamismo: Animazione<br />
d) Come vengono prodotti i video<br />
Per riuscire a ben comprendere i video didattici ed<br />
a valutarne la qualità è opportuno anche capire meglio<br />
come vengono realizzati. Nello specifico il flusso<br />
è caratterizzato da diverse fasi:<br />
1. Scripting (redazione, revisione dello script)<br />
2. Riprese (supervisione aggiuntiva e PM)<br />
3. Progettazione visual (storyboarding)<br />
4. Produzione (supporto PM di produzione)<br />
5. Delivery<br />
E per ogni fase sono previsti diversi attori coinvolti:<br />
Team ripresa:<br />
• Operatori<br />
• Regista<br />
• «Gobbista»<br />
• Fonico e PM Produzione<br />
Team progettazione:<br />
• ID<br />
• PM Progettazione<br />
• SME (esperti della materia)<br />
• Traduttori<br />
Team produzione:<br />
• Pre-montaggio<br />
• Editing<br />
• Graphic designer<br />
• Sottotilatori<br />
• Scormizzatori<br />
• PM Produzione<br />
Altri:<br />
• Voice-talent<br />
• Traduttori<br />
• PM lato cliente<br />
e) Come progettare un video didattico<br />
Abbiamo spiegato l’importanza dei video per l’ID<br />
e cercato di fornire alcuni parametri per valutare i<br />
video didattici. Possiamo passare adesso a trattare<br />
nello specifico il tema della progettazione dei video<br />
didattici. AL riguardo possiamo dire che Per l’instructional<br />
designer, lo storyboard è il documento/<br />
strumento principale, tipicamente suddiviso in colonne<br />
con:
56 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
• Audio, contiene il testo che verrà trasportato sul gobbo in fase di registrazione;<br />
• Graphic Design/Development, contiene sia le indicazioni grafiche per lo sviluppo sia le parole/frasi che<br />
compariranno a video. Elementi grafici e testi video sono da sincronizzare con l’audio corrispondente.<br />
Text Image/Video Audio/Text<br />
[Title slide]<br />
“Throwing” a Short-story<br />
Character<br />
none<br />
none<br />
Visual fade transition from title slide to instructor speaking<br />
(Available captions) “Talking head” Class, you may be wondering about the relevance<br />
of my assignment to write a short story about the<br />
public administrator. The case we study in our textbook<br />
are real cases about real people. I want each<br />
of you to write a fictional story about a real person<br />
because being a successful public administrator<br />
involves understanding yourself and others. When<br />
you meet someone you first see them as they<br />
appear in the world. You can only guess who they<br />
are inside --their feelings, values, motives, and beliefs.<br />
By designing a character for a short story you<br />
shape your perception of your character both from<br />
outside-in and from inside-out. “Throwing” a clay<br />
pot can be a metaphor for learning to understand<br />
people or designing a fictional character.<br />
Watch now as this craftman throws a clay pot<br />
Visual fade transition from instructor to video of professional Swedish potter at work<br />
Video segment of Swedish potter<br />
www.youtube.com/wathc?y0ì=-D9Li_U3RJY<br />
silence<br />
Visual fade transition from video back to instructor<br />
(Available captions) “Talking head” Notice that although this potter is working commercially<br />
it takes time to shape each pot. Each<br />
pot is shaped both from the outside in and from<br />
Immagine 12. Esempio di storyboard<br />
f) Un esempio di sistema di progettazione<br />
Infine potrebbe essere utile vedere in concreto un<br />
sistema di progettazione di video didattici. Nello<br />
specifico di seguito descriveremo quello di FadPro<br />
e chiamato «command based ID framework» (COBA<br />
ID) basato su «optional didattici».<br />
Questo sistema è un format che riscrive i ritmi ed<br />
il look & feel delle classiche video-lezioni arricchendole<br />
di elementi di stampo televisivo Il risultato è<br />
quello di un prodotto dotato di un ritmo più serrato,<br />
con un incedere meno prevedibile rispetto alla tradizionale<br />
video lezione. La clip, quindi, ha più “presa”<br />
sul fruitore, e risulta più moderna. Ma al contempo è<br />
un format fortemente vocato alla didattica, con soluzione<br />
inedite.<br />
Utilizza infatti un set di elementi grafici e testuali<br />
precodificati per funzione e forma, definiti “optional<br />
didattici”, che accompagnano la lezione secondo<br />
logiche puntuali, precodificate e perfezionate nel<br />
tempo. Gli optional didattici ampliano quindi il “linguaggio”<br />
a disposizione della didattica e favoriscono<br />
la comprensione e assimilazione dei concetti.<br />
Possiamo avere optional didattici, testuali, descrittivi,<br />
come “Keyword” e “Liste dinamiche”, di supporto
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
57<br />
all’attenzione, come i “Pay attention” e i “Don’t forget”,<br />
di stimolo alla curiosità come “Did you know?”,<br />
pratici come “Hands-on” e “Tips” e “screencast di<br />
esercizi”.<br />
Oppure visual come “slide”, “lavagne digitali”, “icone<br />
dinamiche”, “animazioni” nonché “foto e video” di<br />
repertorio, in grado di fornire alla clip un maggiore<br />
senso di attualità. Più che un format video classico,<br />
questo format rappresenta quindi un “sistema” visivo-concettuale<br />
con una propria “sintassi” capace di<br />
adattarsi in maniera estremamente efficace ad un<br />
ampio range di progetti.<br />
Il risultato è una clip moderna, ingaggiante e dinamica<br />
sotto il profilo visual ed efficace didatticamente<br />
in grado di competere, quanto a risultato, con produzioni<br />
estremamente complesse e costose.<br />
Gli optional didattici sono dunque elementi “eventuali”<br />
che rappresentano una possibilità per aggiungere<br />
un layer didattico e di comunicazione ulteriore<br />
alla clip rispetto alla ripresa docente e all’altro visual<br />
di accompagnamento. Per esempio:<br />
• OD TESTUALI<br />
Keywords: sono le classiche parole/frasi chiave<br />
che servono a rimarcare i concetti più importanti.<br />
Ribadiamo che il senso è estensivo. È l’optional di<br />
riferimento per tutti gli inserimenti di testo che<br />
non rientrano in altri optional didattici. Possono<br />
essere più parole o anche alcune frasi. È comunque<br />
fondamentale la sintesi.<br />
Lista dinamica: lista di max 6 item che appare lateralmente<br />
al relatore, con un cursore che si sposta<br />
via via in basso per indicare l’item trattato in<br />
quel momento.<br />
Pay attention: il “Pay attention” richiama l’attenzione<br />
su un nuovo concetto presentato nella clip.<br />
Qualcosa a cui lo studente deve far attenzione.<br />
Per questo è bene non abusarne visto che non può<br />
essere tutto importante. I pay attention devono<br />
essere sintetici.<br />
Keyword bullet-point (alternativo alla lista dinamica):<br />
è una keyword, quindi un elemento testuale,<br />
ma serve per le liste di elementi con max 4 elementi.<br />
è concepito con incipit e i singoli punti con<br />
classici bullet. Come nella lista dinamica appare<br />
tutto insieme ma non ha cursori dinamici. Anche<br />
in questo caso per i singoli punti richiesta sintesi.<br />
Hands-on: sono domande a risposta aperta di natura<br />
pratica.<br />
Dont’ forget: con questo OD vengono richiamati<br />
concetti già espressi durante la clip o altre clip.<br />
Did you know?: mentre il relatore parla è possibile<br />
passare a schermo una finestra testuale con il<br />
classico “Did you know. ” cioè un’informazione curiosa,<br />
particolare o di dettaglio. Per evitare forme<br />
troppo forti di dissociazioni tra scritto e parlato,<br />
deve essere breve.<br />
TIPS: optional utilizzabile quando il docente fornisce<br />
consigli pratici.<br />
• OD GRAFICI<br />
Slide: costituiscono una singola categoria di OD.<br />
Video/immagini interstiziali (da Gettyimages.it):<br />
“interstiziali” perché funzionano da accompagnamento<br />
al parlato per dare “attualità” al parlato,<br />
come nei telegiornali. Occorre non essere troppo<br />
“smaccati” (se si parla di incremento di soldi,<br />
non selezionare il mazzo frusciante di soldi ma ad<br />
esempio un grafico con trend in rialzo).<br />
Icone: per sottolineare graficamente alcuni concetti,<br />
o accompagnare in maniera grafica la loro<br />
esposizione, possono essere usate delle icone.<br />
I concetti possono essere concatenati con più<br />
icone.<br />
• OD MISTI<br />
Testo (o keyword) + icona: elemento fondamentale<br />
per dare risalto a dei concetti importanti (es<br />
Icona soldi + scritta “stipendio”).
58 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Modulo 4: Organizzazione Scolastica<br />
> Competenze su cui impatta il modulo<br />
• Creare un setting di didattica attiva: in reale ed in virtuale<br />
• Competenze digitali trasversali per la gestione delle attività<br />
> Obiettivo<br />
Come essere agenti di cambiamento nel proprio contesto scolastico, nel rapporto con le famiglie, il territorio<br />
e le aziende.<br />
Community Event<br />
Sinergy Sistem<br />
> Intervento<br />
Luca Solesin, Program Manager<br />
Education Ashoka<br />
Elena Ugolini, Responsabile Generale<br />
Scuole Malpighi<br />
Luca Solesin, Program Manager in<br />
Ashoka ha presentato ai docenti gli<br />
elementi teorici su cui si andrà a impostare<br />
il lavoro delle fasi successive di<br />
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>.<br />
Sono quattro gli aspetti da tenere presenti<br />
nel processo di cambiamento sociale<br />
nelle scuole:<br />
• il primo è la visione, vera bussola di<br />
questo viaggio condiviso. È necessario<br />
partire da qui per avere obiettivi definiti<br />
e un’idea precisa di tempi, risorse<br />
e motivazioni alla base del progetto;<br />
• il secondo aspetto fondamentale è<br />
che il cambiamento deve essere per<br />
tutti, nessuno escluso, rendendo fondamentale<br />
il fare squadra e un intervento<br />
capillare;<br />
• il terzo punto dell’intervento si è concentrato<br />
sul concetto di leadershare,<br />
con il quale ci si riferisce a nuovi modelli<br />
di leadership. “Bisogna portare<br />
innovazione nella cultura organizzativa<br />
e creare quello che potremmo definire<br />
‘capitale di fiducia’ in noi stessi e<br />
negli altri. Solo in questo modo si riesce<br />
a creare un percorso continuo che non<br />
si limiti a interventi isolati”, ha sottolineato<br />
Solesin;<br />
• infine, un vero cambiamento sociale<br />
parte dalla quotidianità e dal singolo<br />
contributo, motivo per cui è fondamentale<br />
farsi promotori del cambiamento<br />
iniziando da sé stessi.<br />
Durante il Community Event sono<br />
intervenuti anche i docenti coinvolti<br />
attivamente nel progetto di <strong>Teaching</strong><br />
<strong>Revolution</strong>, per dare un riscontro su<br />
come la scuola stia affrontando questa<br />
fase di rivoluzione.<br />
Elena Ugolini, Dirigente scolastico del<br />
Liceo Malpighi di Bologna, ha offerto<br />
una riflessione sull’utilità di avere uno<br />
sguardo esterno sul proprio operato,<br />
necessario per individuare le criticità<br />
del lavoro svolto e avere uno stimolo<br />
costante al miglioramento. “Questa<br />
esperienza ci sta dando la possibilità e gli<br />
strumenti necessari per capire non solo<br />
le dinamiche del cambiamento, ma anche<br />
le difficoltà e le resistenze che si incontrano<br />
in questo processo e affrontarle<br />
al meglio”, ha dichiarato la docente.<br />
Tante le idee condivise e sviluppate<br />
concretamente con le aziende del territorio,<br />
come nel caso del Laboratorio<br />
Fisica e Moto nato nel 2004 grazie<br />
alla collaborazione con Ducati, di cui<br />
l’Istituto Malpighi si è fatto attivamente<br />
promotore. Un esempio di come si<br />
possano coinvolgere attivamente i ragazzi<br />
con una didattica applicata.<br />
Di fondamentale importanza, dunque,<br />
la capacità di guardarsi attorno con<br />
una visione sempre chiara e definita:<br />
solo la sinergia con le imprese può<br />
rendere i ragazzi veramente protagonisti<br />
e aiutarli a orientarsi nel futuro<br />
del lavoro. A partire da ora il ruolo dei<br />
docenti sarà sempre più quello di intermediari,<br />
per costruire una relazione<br />
positiva tra studenti, famiglie e aziende:<br />
un dialogo a 360° con il territorio e<br />
le persone che lo abitano, per renderle<br />
parte dell’importante cambiamento<br />
sociale in corso promosso da <strong>Teaching</strong><br />
<strong>Revolution</strong>.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
59<br />
Sessione con Ashoka e Istituto Malpighi<br />
> Docenti<br />
Luca Solesin, Program Manager Education Ashoka<br />
Elena Ugolini, Responsabile Generale Scuole Malpighi<br />
Come creare sinergie con il mondo della scuola, della<br />
famiglia e del territorio e come essere agenti di<br />
cambiamento<br />
> Contenuti<br />
L’obiettivo delle sessioni è la trasmissione di uno<br />
strumento ed un metodo di lavoro tramite la sperimentazione,<br />
che permetta ai partecipanti di identificare<br />
azioni e attività che possano generare dei<br />
processi. Questi ultimi aiutano il soggetto a raggiungere<br />
una visione di cambiamento che possa risolvere<br />
alcuni dei problemi all’interno dell’Istituto Scolastico.<br />
I tre ambiti su cui avviare tale metodo fanno<br />
riferimento alla famiglia, il territorio e le aziende.<br />
Lo strumento che accompagna nell’identificazione<br />
di azioni per avviare un processo di cambiamento<br />
è la teoria del problema e la teoria del cambiamento,<br />
strumenti pratici e concreti che consentono di individuare<br />
azioni pratiche circa determinati problemi.<br />
Il primo step è cercare di capire quali sono i problemi<br />
concreti che i partecipanti osservano all’interno delle<br />
scuole nei tre ambiti (famiglia - territorio - azienda),<br />
per poi individuare gli schemi sottostanti quei problemi<br />
e definire il problema specifico e concreto da risolvere.<br />
Dopo aver identificato il problema, si individua<br />
la visione (quello che vogliamo cambiare), per arrivare<br />
ai processi da mettere in atto, e giungere alle azioni.<br />
L’analisi di un problema è elemento fondamentale<br />
prima della generazione di azioni, perché permette<br />
di essere più efficaci nel raggiungimento di un<br />
obiettivo. Luca Solesin riporta, durante la sessione,<br />
la figura dell’iceberg come strumento e metodo che<br />
consente di comprendere ed analizzare uno specifico<br />
problema.<br />
Problemi<br />
riscontrati<br />
Schema<br />
di problemi<br />
Il Problema<br />
La visione del<br />
cambiamento<br />
Processi<br />
generati<br />
Attività<br />
da svolgere<br />
Immagine 13. La teoria del problema (a destra) e la teoria del cambiamento (a sinistra)
60 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Lo strumento Iceberg per l’analisi del problema<br />
Sintomi<br />
Sistema<br />
Paradigma<br />
1. Sintomi<br />
Quando si parla di un problema esiste quello “sintomatico”<br />
che si trova in superficie. Il sintomo è ciò<br />
che il soggetto vede, osserva: è l’evidenza specifica<br />
di quel determinato problema. A tal proposito Elena<br />
Ugolini, che rappresenta la “voce” del mondo scolastico,<br />
condivide con i partecipanti alcuni di quei problemi<br />
evidenti e tangibili che si possono riscontrare<br />
nelle scuole, ancorandoli ai tre ambiti di analisi:<br />
• Rapporto con le famiglie. Le famiglie di studenti<br />
con disturbi specifici dell’apprendimento non<br />
comprendono pienamente la difficoltà dei docenti<br />
nel seguire i loro figli con DSA;<br />
• Rapporto con le aziende. Le aziende del territorio<br />
non accolgono gli studenti per percorsi di alternanza<br />
scuola-lavoro (PCTO); gli studenti non sono<br />
soddisfatti delle esperienze realizzate nei luoghi di<br />
lavoro; le aziende si lamentano per un disallineamento<br />
di competenze degli studenti (es. gli studenti<br />
non hanno adeguate conoscenze linguistiche<br />
come la lingua inglese) o per l’atteggiamento<br />
degli studenti nel luogo di lavoro;<br />
• Rapporto con il territorio. Il comune non mette<br />
a disposizione degli Istituti Scolastici le strutture<br />
necessarie per svolgere sport; il territorio non offre<br />
un numero adeguato di educatori per seguire<br />
studenti con disabilità; non esistono supporti per<br />
studenti con disturbi specifici dell’apprendimento;<br />
problemi di trasporti e mancanza di collegamento<br />
per chi abita lontano dalle città per poter proporre<br />
attività pomeridiane agli studenti.<br />
2. Problema di sistema<br />
Come da immagine dell’iceberg, poco sotto il livello<br />
dell’acqua c’è il sistema: quei problemi legati ai ruoli,<br />
relazioni e regole che causano quei sintomi e quelle<br />
evidenze. Il sistema presenta cinque elementi, racchiusi<br />
in un modello definito 5R:<br />
• Risorse (economiche, umane, strutturali)<br />
• Ruoli (persone, uffici. )<br />
• Relazioni<br />
• Regole (formali ed informali)<br />
• Risultati<br />
Riprendendo un sintomo prima analizzato, Elena<br />
Ugolini presenta un problema di sistema legato al<br />
tema delle aziende che non accolgono tirocini per<br />
gli studenti: all’interno delle aziende non sono presenti<br />
tutor che si occupano specificamente della relazione<br />
e sinergia tra mondo della scuola e mondo<br />
aziendale.<br />
3. Problema di paradigma<br />
Alla base dell’iceberg sono presenti i problemi di<br />
paradigma: identificati come problemi culturali, di<br />
mentalità che possono generare e causa problemi di<br />
sistema e/o ai sintomi in modo diretto.<br />
Anche in questo caso Elena Ugolini riporta un esempio<br />
di “problema di paradigma”, facendo riferimento<br />
al tema della comunicazione con le famiglie: i docenti<br />
non risultano particolarmente flessibili nell’avere<br />
un rapporto con i genitori degli studenti perché<br />
non considerano il genitore come parte integrante<br />
della vita scolastica dello studente.<br />
Attraverso lo strumento dell’iceberg si costruisce la<br />
visione e le attività che possono aiutare il soggetto<br />
a generare azioni di cambiamento. Luca Solesin<br />
invita inoltre i partecipanti a non dimenticare uno<br />
dei principi fondamentali della teoria del problema e<br />
del cambiamento: “Tu sei parte del sistema”, ponendo<br />
l’attenzione su quell’elemento di responsabilità che<br />
il soggetto ha in tale processo.<br />
La teoria del cambiamento è uno strumento per dare<br />
struttura agli scopi, si presenta come un vero e proprio<br />
strumento di concatenazione logica di obiettivi.
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
61<br />
Partner Risorse Azioni Output -<br />
Risultati<br />
Outcomes<br />
Visione<br />
Immagine 14. La teoria del cambiamento<br />
Il modello si legge da destra verso sinistra, nello<br />
specifico:<br />
• Visione: è un obiettivo di cambiamento, la visione<br />
deve avere obiettivi specifici, può essere un obiettivo<br />
generale o obiettivi specifici (non più di tre)<br />
che costruiscono l’obiettivo generale;<br />
• Outcomes: i processi generati (quei movimenti<br />
che devono essere messi in atto affinché si possa<br />
raggiungere l’obiettivo). I processi, non sono cose,<br />
non sono attività “che si svolgono”, ma identificano<br />
un movimento avvenuto o che sta avvenendo,<br />
è qualcosa che il soggetto vorrebbe che ci fosse<br />
per raggiungere la visione;<br />
• Output: i risultati raggiunti<br />
• Azioni: ciò che il soggetto mette in campo per generare<br />
risultati, che mi attivano quei processi, che<br />
mi aiutano a raggiungere quella visione;<br />
• Risorse: ciò di cui ho bisogno per svolgere azioni<br />
(economiche e non solo, materiali e immateriali).<br />
Le risorse possono essere reperite tramite<br />
partners.<br />
Durante la sessione Elena Ugolini riporta un progetto<br />
ed un’azione specifica messa in atto per generare<br />
un cambiamento e risolvere un determinato problema.<br />
Nel caso del suo Istituto Scolastico, l’apertura<br />
di un centro sui disturbi dell’apprendimento il<br />
“Centro per l’Apprendimento Casanova Tassinari” 15 , ha<br />
rappresentato un’occasione per creare una sinergia<br />
tra il mondo della famiglia (con studenti con DSA),<br />
il mondo della scuola ed il mondo degli esperti di<br />
psicologia dell’apprendimento.<br />
Il Centro è uno “spin off” delle Scuole Malpighi nato<br />
per rispondere alle specifiche richieste di apprendimento<br />
di un metodo di studio efficace e di percorsi<br />
personalizzati per studenti con Disturbi Specifici<br />
dell’Apprendimento (DSA) o Bisogni Educativi Speciali<br />
(BES).<br />
15. https://www.scuolemalpighi.it/centro-per-lapprendimento-casanova-tassinari
62 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Strumento e applicazione dello strumento:<br />
Teoria del problema<br />
e teoria del cambiamento<br />
Seguendo la teoria del problema e la teoria del cambiamento,<br />
i partecipanti hanno avuto modo di identificare<br />
specifici problemi e condividerli in gruppi di<br />
lavoro. Nello specifico, i partecipanti hanno scelto<br />
su quale ambito focalizzarsi (famiglia-territorio-aziende),<br />
ed individuato:<br />
• Sintomi<br />
• Problemi di sistema<br />
• Problemi di paradigma<br />
• Visione<br />
• Processi<br />
• Azioni<br />
Distribuzione dei partecipanti sui tre ambiti<br />
Tra i problemi emersi rispetto all’ambito famiglia<br />
(65%):<br />
• Scarso interesse e collaborazione delle famiglie<br />
alla vita scolastica dei propri figli;<br />
• Difficoltà nell’uso delle nuove tecnologie all’interno<br />
della didattica;<br />
• Ruolo del docente non valorizzato;<br />
• Ingerenza delle famiglie nelle scelte sul futuro<br />
dei propri figli anche al termine delle scuole superiori.<br />
Tra i problemi emersi rispetto all’ambito territorio<br />
(23%):<br />
• Scarsa comunicazione con la scuola;<br />
• Mancanza di spazi di aggregazione per favorire<br />
l’apprendimento degli studenti;<br />
• Mezzi di trasporto non adeguati.<br />
Il problema maggiormente rilevato rispetto<br />
all’ambito azienda (12%):<br />
• Mancanza di dialogo e di vera collaborazione tra<br />
scuola e azienda.<br />
• 65% Famiglia<br />
• 23%<br />
• 12%<br />
Territorio<br />
Azienda
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
63<br />
4.<br />
Fase II<br />
Riflessione<br />
(Act)<br />
Gli Obiettivi<br />
Come precedentemente condiviso, la fase II del<br />
percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> si pone l’obiettivo di<br />
mettere in pratica, da parte dei docenti (con il supporto<br />
degli aspiranti docenti), nel proprio contesto<br />
scolastico e con i propri studenti, gli strumenti e le<br />
metodologie didattiche apprese nella prima fase di<br />
progetto. Si prefigge inoltre lo scopo di monitorare<br />
l’action impact della ricerca-azione e di consolidare<br />
la pratica della condivisione di pratiche tra docenti,<br />
prevedendo incontri di peer mentoring con le diverse<br />
scuole.<br />
Nello specifico, due sono stati gli obiettivi specifici –<br />
all’interno della fase II:<br />
1. Erogazione di due «momenti di apprendimento»<br />
da realizzare all’interno del Programma didattico a.a.<br />
2021/2022, mettendo in atto quanto appreso durante<br />
il percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
2. Condivisione con il Consiglio di Classe e/o Dirigente<br />
scolastico e/o colleghi per raccontare i «due<br />
momenti di apprendimento» progettati e un incontro<br />
di follow up per restituire quanto emerso.<br />
Antecedentemente all’erogazione dei due momenti<br />
di apprendimento, i docenti – con il supporto dei<br />
giovani aspiranti docenti – hanno realizzato un piano<br />
di lavoro: documento che ha avuto lo scopo di raccogliere<br />
gli elementi necessari per la progettazione di<br />
due momenti di apprendimento da realizzare all’interno<br />
del Programma didattico dell’a.s 2021/2022.<br />
Il Piano di lavoro ha raccolto, nello specifico i seguenti<br />
elementi:<br />
• La competenza su cui far lavorare gli studenti (per<br />
entrambi i momenti di apprendimento)<br />
• Lo strumento/la metodologia utilizzata (per entrambi<br />
i momenti di apprendimento)<br />
• Il soggetto con cui condividere l’esperienza (dirigente<br />
scolastico, consiglio di classe, gruppo di colleghi)<br />
• Il soggetto che eroga i due momenti di apprendimento<br />
(un docente, entrambi i docenti, l’aspirante<br />
docente).<br />
A valle dei due momenti di apprendimento, il team<br />
di progetto ELIS ha predisposto una griglia di questionari<br />
– volti a raccogliere l’esperienza dei docenti<br />
e degli studenti, successiva all’erogazione dei due<br />
momenti di apprendimento 16 .<br />
Di seguito un estratto dei diversi piani di lavoro progettati:<br />
16. Questionario destinato ai docenti e valutazione studenti: in Appendice (pp. 76-77)
64 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Piani di lavoro<br />
1° Momento di apprendimento<br />
Competenza su cui far lavorare gli studenti<br />
Strumento/Metodologia utilizzata<br />
• 35%<br />
Digitale<br />
• 17%<br />
Miro e Padlet<br />
• 41%<br />
Personale, sociale, imparare ad imparare<br />
• 35%<br />
Kahoot<br />
• 24% Altro • 35% Brainstorming<br />
- Progettare<br />
- Competenze trasversali<br />
- Competenze Alfabetico-funzionali<br />
- Problem Solving<br />
- Competenza Multilinguistica<br />
• 13%<br />
Altro<br />
- Cooperative Learning<br />
- Digital Storytelling<br />
- Genially<br />
- Wordwall, Vialogues, Powtoon, Canva<br />
Condivisione dell’esperienza<br />
Soggetto che eroga 1° momento<br />
• 83%<br />
Consiglio di classe<br />
• 29% Entrambi i docenti<br />
• 0%<br />
Dirigente scolastico<br />
• 48% Docente/i e prospect<br />
• 17%<br />
Gruppo di colleghi<br />
• 0%<br />
Il prospect<br />
• 23%<br />
Un docente
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
65<br />
2° Momento di apprendimento<br />
Competenza su cui far lavorare gli studenti<br />
Strumento/Metodologia utilizzata<br />
• 47% Digitale<br />
• 29% Canva e Genially<br />
• 17%<br />
Personale, sociale, imparare ad imparare<br />
• 41%<br />
Cooperative Learning<br />
• 23%<br />
Alfabetico-funzionale<br />
• 23%<br />
Kahoot<br />
• 13%<br />
Altro<br />
• 7%<br />
Altro<br />
- Multilinguistica<br />
- Progettazione, Sintesi, Argomentare<br />
- Consapevolezza ed espressione culturale<br />
- Competenze Trasversali<br />
- Matematica e Nuove Tecnologie<br />
- Padlet, Mentimeter, Genially, Miro<br />
- Project Based Learning<br />
- Ed Puzzle, Wooclap<br />
Condivisione dell’esperienza<br />
Soggetto che eroga 1° momento<br />
• 59% Consiglio di classe<br />
• 23%<br />
Un docente<br />
• 17%<br />
Dirigente scolastico<br />
• 29% Entrambi i docenti<br />
• 24% Gruppo di colleghi<br />
• 0%<br />
Il prospect<br />
• 43% Docente/i e prospect<br />
• 5%<br />
Altro<br />
- Diversi docenti del Consiglio di classe
66 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Formazione <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
Fase II - Action Impact<br />
Set 2021<br />
Elaborazione Piano di Lavoro<br />
18 sottogruppi<br />
(2 docenti + 1 prospect)<br />
Ott-Dic 2021<br />
Erogazione I° momento<br />
di apprendimento<br />
da realizzare all’interno<br />
del programma didattico a.s. 2021/2022<br />
Condivisione con il Consiglio di Classe<br />
e/o Dirigente scolastico<br />
Il Peer Mentoring<br />
Feb-Mar 2022<br />
Raccolta dell’esperienza<br />
Compilazione Questionario per ogni<br />
sottogruppo + Questionario studenti<br />
Il Peer Mentoring è una relazione tra persone che<br />
si trovano nella stessa fase o età della carriera, in<br />
cui una persona all’interno di una relazione one to<br />
one o in gruppo può fare esperienza di uno scambio<br />
reciproco. La relazione si sviluppa in un ambiente di<br />
co-apprendimento.<br />
Due sono stati gli incontri di Peer Mentoring effettuati:<br />
› Marzo 2022<br />
› Giugno 2022<br />
Marzo 2022<br />
PEEr Mentoring<br />
tra le Scuole<br />
Condivisione di esperienze tra Istituti scolastici;<br />
mettere a fattor comune l’esperienza per un<br />
apprendimento trasversale tra colleghi<br />
Apr-Mag 2022<br />
Erogazione II° momento<br />
di apprendimento<br />
da realizzare all’interno<br />
del programma didattico a.s. 2021/2022<br />
Condivisione con il Consiglio di Classe<br />
e/o Dirigente scolastico<br />
All’interno di <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> il peer mentoring<br />
si configura come una condivisione di esperienze tra<br />
Istituti scolastici e perciò tra docenti partecipanti<br />
al percorso. L’obiettivo è stato quello di mettere a<br />
fattor comune l’esperienza per un apprendimento<br />
trasversale tra colleghi.<br />
La prima edizione del percorso <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong><br />
è terminata ufficialmente a Luglio 2022 – con un<br />
momento di celebrazione di quanto condiviso nei<br />
Maggio 2022<br />
Raccolta dell’esperienza<br />
Compilazione Questionario per ogni<br />
sottogruppo + Questionario studenti<br />
Giugno 2022<br />
2° incontro Peer Mentoring<br />
tra le scuole<br />
mesi precedenti. Luglio 2022<br />
FOLLOW UP FINALE
Appendice
68 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Tabella istogrammi<br />
Livello di soddisfazione delle diverse sessioni<br />
per ogni modulo<br />
I partecipanti hanno espresso a valle di ogni sessione un gradimento sul nostro sistema di valutazione<br />
della sessione formativa esprimendo un voto da 1 a 5 (1 - insufficiente; 2 - scarso; 3 - sufficiente; 4 - buono;<br />
5 - ottimo) su:<br />
> Capacità comunicativa e di coinvolgimento del docente<br />
> Competenza del docente sui temi trattati<br />
> Validità dei temi trasmessi<br />
> Validità del materiale didattico utilizzato<br />
Gradimento Modulo 1<br />
Risultati<br />
Le Competenze<br />
Follow Up Le competenze<br />
(comunicazione efficace; ascolto attivo)<br />
Follow Up Le competenze<br />
(capacità relazionali; gestione del cambiamento)<br />
3 3,2 3,4 3,6 3,8 4 4,2 4,4<br />
Gradimento Modulo 2<br />
Risultati<br />
Didattica per Competenze<br />
Questionario di Kolb<br />
Didattica per Competenze<br />
Challenge Based Learning<br />
Tool per la mappatura delle skills<br />
3,7 3,8 3,9 4 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6 4,7
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
69<br />
Gradimento Modulo 3<br />
Risultati<br />
Metodologie Innovative<br />
Follow up Questionario di Kolb<br />
Storytelling Digitale<br />
Instrucional Design<br />
3,5 3,6 3,7 3,8 3,9 4 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6<br />
Gradimento Modulo 4<br />
Risultati<br />
Organizzazione Scolastica - I Sessione<br />
Organizzazione Scolastica - II Sessione<br />
4,24 4,26 4,28 4,3 4,32 4,34 4,36 4,38 4,4 4,42<br />
Gradimento Modulo 5<br />
Risultati<br />
Follow Up Progettazione<br />
Follow Up Challenge Based Learning<br />
Follow Up Digital Storytelling<br />
Follow Up Instrucional Design<br />
Follow Up Le Competenze<br />
Follow Up Progettazione<br />
3,5 3,6 3,7 3,8 3,9 4 4,1 4,2 4,3 4,4 4,5 4,6
70 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Tabella istogrammi<br />
Livello di soddisfazione dei Community Events<br />
I partecipanti hanno espresso a valle di ogni Community Events un gradimento sul nostro sistema di<br />
valutazione della sessione formativa esprimendo un voto da 1 a 5 (1 - insufficiente; 2 - scarso; 3 - sufficiente;<br />
4 - buono; 5 - ottimo) su:<br />
> Capacità comunicativa e di coinvolgimento del docente<br />
> Competenza del docente sui temi trattati<br />
> Validità dei temi trasmessi<br />
> Validità del materiale didattico utilizzato<br />
Gradimento Community Events<br />
Risultati<br />
Community Events “Sinergy System”<br />
Community Events “Digital Platform”<br />
Community Events “Tech & Innovation”<br />
Community Events “Arte”<br />
3,6 3,8 4 4,2 4,4 4,6 4,8
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
71<br />
Tabella istogrammi<br />
Livello di conoscenza in entrata e uscita<br />
sugli strumenti e metodologie fornite<br />
I partecipanti hanno espresso a valle di ogni sessione, oltre al gradimento rispetto agli elementi sopra menzionati,<br />
anche il proprio livello di conoscenza del tema (conoscenza in entrata) e il livello di conoscenza<br />
al termine del corso, rispetto agli strumenti e metodologie fornite (conoscenza in uscita), esprimendoli<br />
con un voto su una scala da 1 a 5 (1 - insufficiente; 2 - scarso; 3 - sufficiente; 4 - buono; 5 - ottimo):<br />
Livello di conoscenza in entrata<br />
Risultati<br />
Questionario di Kolb<br />
Curriculum Mapping<br />
Digital Storytelling<br />
Challenge Based Learning<br />
Piattaforma LIFEED<br />
0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5<br />
Livello di conoscenza in uscita<br />
Risultati<br />
Questionario di Kolb<br />
Curriculum Mapping<br />
Digital Storytelling<br />
Challenge Based Learning<br />
Piattaforma LIFEED<br />
2,9 3 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 3,6 3,7 3,8
72 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Materiale di approfondimento<br />
Modulo I – Le competenze del change maker teacher (LIFEED)<br />
I contenuti del percorso formativo<br />
Per dare avvio all’ideazione e la realizzazione del percorso di apprendimento La vita è una maestra, Lifeed si<br />
avvalsa di un’analisi preliminare condotta da Consorzio Elis su un campione di docenti delle scuole italiane.<br />
L’analisi ha portato all’identificazione delle aree di lavoro ritenute prioritarie dagli insegnanti per gestire con<br />
maggior efficacia la fase pandemica, ridurre il divario relazionale connesso alla didattica a distanza e, più in<br />
generale, per continuare a crescere professionalmente.<br />
Le aree di lavoro emerse nell’analisi riguardano lo sviluppo di quattro competenze trasversali, nello specifico:<br />
1. ascolto attivo<br />
2. comunicazione efficace<br />
3. competenze relazionali<br />
4. gestione del cambiamento<br />
La definizione delle competenze ha permesso di costruire un percorso su misura per i docenti, in grado di<br />
combinare la metodologia e l’esperienza digitale di Lifeed con la formazione in aula a cura di consorzio ELIS.<br />
STRUTTURA DEL PERCORSO<br />
1. BECOME ©<br />
• Iscrizione e profilazione<br />
• Questionario Become ©<br />
pre formazione<br />
3. Competenze relazionali e gestione<br />
del cambiamento (learning Unit II)<br />
• Modulo formativo<br />
• Missione Real Life<br />
• Stanza Collettiva<br />
• Follow up a cura di ELIS<br />
2. Comunicazione efficace<br />
e ascolto attivo<br />
(learning Unit I)<br />
• Modulo formativo<br />
• Missione Real Life<br />
• Stanza Collettiva<br />
• Follow up a cura di ELIS<br />
4. BECOME ©<br />
• Iscrizione e profilazione<br />
• Questionario Become ©<br />
post formazione<br />
Marzo 2021 Marzo/Aprile 2021 Maggio 2021 Giugno 2021
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
73<br />
L’esperienza digitale offerta da Lifeed si è articolata nei seguenti componenti formativi:<br />
> Il questionario Become © (Behavioral Competencies Multi-rater Evaluation), lo strumento di autovalutazione<br />
delle competenze trasversali sviluppato dal Ca’ Foscari Competency Centre dell’Università Ca’ Foscari<br />
di Venezia, che permette di ottenere una mappatura iniziale del proprio livello di possesso di 31 competenze<br />
trasversali prima della formazione.<br />
> Due moduli formativi (Learning Units), ciascuno focalizzato su due competenze soft individuate in fase<br />
preliminare:<br />
I. Comunicazione efficace e ascolto attivo<br />
II. Competenze relazionali e gestione del cambiamento<br />
> Due Missioni Real Life, una per Learning Units, con esercizi guidati per mettere in pratica, nella vita di tutti<br />
i giorni, quanto appreso sulle competenze e riflettere sui risultati.<br />
> Due Stanze collettive, spazi virtuali di riflessione collettiva e guidata in cui ciascun partecipante ha giustapposto<br />
la propria riflessione a quella dei colleghi;<br />
> Il questionario Become © ripetuto al termine della formazione che ha permesso ai partecipanti di avere<br />
una valutazione puntuale delle proprie competenze a valle del percorso di apprendimento.<br />
L’esperienza formativa digitale Lifeed è stata integrata e arricchita da due momenti di Follow up in aula, a<br />
cura di Consorzio ELIS. Durante le sessioni di Follow up i partecipanti, con la guida di un Trainer, hanno avuto<br />
l’opportunità condividere la propria esperienza, riflettere sugli stimoli ricevuti in piattaforma e tradurli in<br />
azioni e comportamenti da applicare al proprio ruolo professionale.<br />
Il metodo<br />
I percorsi di formazione Lifeed creano un contesto che stimola i partecipanti ad autonarrarsi e a riflettere<br />
sulle proprie esperienze di vita, passate, presenti e future, con un approccio olistico che abbraccia tutti gli<br />
ambiti di vita, privata e professionale.<br />
Nel percorso La vita è una maestra, attraverso l’autonarrazione, i docenti hanno potuto lavorare sulla consapevolezza<br />
delle competenze che già possiedono e che allenano in modo naturale nei loro diversi ruoli di vita.<br />
Oltre a ricoprire una funzione formativa, le riflessioni generate dai partecipanti diventano una fonte preziosa<br />
di dati e conoscenza. Dall’analisi delle riflessioni dei partecipanti, svolta dal team di esperti di People Analytics<br />
di Lifeed, è possibile far emergere i benefici del metodo e le aree su cui i docenti hanno lavorato:<br />
• i comportamenti che manifestano nel prendersi cura degli altri e che influenzano lo sviluppo delle competenze;<br />
• le competenze soft più allenate durante il percorso formativo;<br />
• la capacità di riconoscere e verbalizzare le proprie emozioni, in particolare quelle che hanno caratterizzato<br />
il periodo in cui hanno svolto il percorso.<br />
Per esempio, nell’immagine seguente sono rappresentate le emozioni e le sensazioni che gli insegnanti hanno<br />
espresso in questo periodo della loro vita.<br />
Emozioni espresse<br />
Se guardi dentro di te, dove senti di essere in questo periodo delle vita<br />
Transizione 49 %<br />
Incertezza 31%<br />
Serenità 29%<br />
Energia Positiva 22%<br />
Dall’analisi delle riflessione emerge che nella metà dei partecipanti prevale l’emozione dell’essere in transizione
74 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Risultati<br />
Dall’analisi dei dati, dai feedback e dal livello di coinvolgimento dei partecipanti si rileva che estendere l’utilizzo<br />
del Life Based Learning dal contesto della formazione aziendale al contesto scolastico e della formazione<br />
dei docenti si è dimostrata un’esperienza innovativa e di successo.<br />
Di seguito, sono riportati i dati complessivi di partecipazione.<br />
Dati sulla partecipazione<br />
Partecipanti<br />
59 81%<br />
Docenti che hanno preso parte al percorso formativo<br />
L’81% dei docenti partecipanti ha completato la<br />
formazione (48/59)<br />
Riflessioni<br />
3.600 75<br />
Le riflessioni generate complessivamente dagli<br />
insegnanti che hanno partecipato<br />
Le riflessioni in media generate da ciascun partecipante:<br />
3 volte di più rispetto alla media dei partecipanti<br />
agli altri percorsi formativi Lifeed<br />
Inoltre, dall’analisi delle riflessioni generate dagli insegnanti durante il percorso e gli esercizi formativi incontrati<br />
in piattaforma, emergono livelli mediamente elevati sulle 4 competenze trasversali oggetto della<br />
formazione, prima fra tutte l’ascolto attivo.<br />
Le competenze<br />
Competenze che emergono dai moduli<br />
Le espressioni dei partecipanti sono espresse attraverso un punteggio compreso tra 1 e 6, dove 1 = livello minimo<br />
e 6 = livello massimo di miglioramento della competenza<br />
Comunicazione Efficace<br />
Gestione del Cambiamento<br />
Competenze Relazionali<br />
Ascolto Attivo<br />
4,4<br />
4,5<br />
4,7<br />
4,8<br />
1 2 3 4 5 6
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
75<br />
Infine, l’analisi pre e post dei risultati ottenuti con l’assessment delle competenze Become© ha permesso di<br />
evidenziare l’impatto della formazione Life Based: i partecipanti hanno migliorato anche altre competenze<br />
soft fondamentali nella gestione del cambiamento e delle relazioni con gli studenti ed i colleghi, tra cui la<br />
capacità di iniziativa, la persuasione e il networking.<br />
Risultati<br />
Competenze<br />
Attraverso il percorso i partecopainti hanno migliorato alcune competenze fondamentali<br />
Iniziativa<br />
+4%<br />
fiducia in sé<br />
+4,4%<br />
Persuasione<br />
+3,7%<br />
Efficienza<br />
+4,7%<br />
networing<br />
+7,2%<br />
Propensione al rischio<br />
+5,9%<br />
7.6<br />
7.9<br />
7.4<br />
7.7<br />
7.3<br />
7.6<br />
7.2<br />
7.5<br />
7.1<br />
7.6<br />
7.0<br />
7.4<br />
Pre<br />
Post<br />
Nella valutazione delle competenze lo strumento utilizzato è BECOME © , l’assessment sviluppato da Lifeed in collaborazione con Ca’ Foscari<br />
Competency Center.<br />
“Mi sono resa conto di quanto sia bello arrivare al cuore dell’insegnamento e vedere come il desiderio<br />
di dare il meglio di noi ai ragazzi sia lo stesso, ma declinato con percorsi e modalità diversi,<br />
che a volte possono incontrarsi.<br />
Del percorso con Lifeed, mi ha colpito la bellezza della piattaforma e la sapienza con cui è strutturata<br />
l’esperienza che apre gli occhi sul valore del proprio percorso professionale, sulla propria<br />
persona e sulle possibilità future. Grazie!”<br />
— Diana, 37 anni
76 <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
Materiale di approfondimento Fase II<br />
Riflessione (ACT)<br />
Questionario per i docenti<br />
(somministrato al termine dei due momenti di apprendimento erogati)<br />
1. Quali erano gli obiettivi prefissati da raggiungere, nel realizzare il secondo momento di apprendimento?<br />
2. Rispetto ai medesimi obiettivi prefissati, crediate siano stati raggiunti? Motivate la vostra risposta<br />
3. In relazione al secondo momento di apprendimento, quanto la formazione del <strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong> della<br />
prima annualità è stata funzionale (1 per niente; 2 poco; 3 abbastanza; 4 molto) per:<br />
• progettare per competenze<br />
• creare un setting di didattica attiva: in reale ed in virtuale<br />
• utilizzare metodologie innovative e digital tools<br />
• gestire il processo valutativo: valutazione di percorso, di processo, monitoraggio, autovalutazione<br />
4. Quali competenze del Change Maker Teacher hai messo in atto durante l’erogazione del momento di<br />
apprendimento?<br />
• comunicazione efficace<br />
• flessibilità al cambiamento<br />
• gestione del gruppo e collaborazione<br />
• ascolto attivo<br />
• capacità relazionale<br />
5. Su quale competenza ha lavorato il secondo momento di apprendimento?<br />
6. Quali strumenti/metodologie/tools sono stati utilizzati nel secondo momento di apprendimento?<br />
7. Quale è stato secondo voi, il livello di soddisfazione generale degli studenti, rispetto al momento di apprendimento<br />
realizzato? Motivate la risposta<br />
8. Rispetto all’aula di riferimento scelta per l’erogazione del secondo momento di apprendimento, sono state<br />
riscontrate criticità?<br />
9. Le metodologie/strumenti/digital tools scelti sono risultati efficaci per la realizzazione del secondo momento<br />
di apprendimento?<br />
10. Utilizzeresti/avreste utilizzato ulteriori strumenti/metodologie/digital tools? (Se si/no, specificare il motivo)<br />
11. Quali sono stati, secondo voi, i punti di forza del momento di apprendimento realizzato?<br />
12. Quali invece, gli aspetti da migliorare/implementare?
<strong>Teaching</strong> <strong>Revolution</strong>. Un nuovo approccio allo sviluppo del ruolo del docente<br />
77<br />
Questionario di valutazione per gli studenti<br />
(somministrato al termine dei due momenti di apprendimento erogati)<br />
Ti chiediamo di rispondere alle seguenti domande, utili per capire quanto l’attività proposta ha favorito il tuo coinvolgimento<br />
e apprendimento dei contenuti.<br />
1. In relazione alla lezione, quanto gli strumenti e le metodologie che sono state utilizzate hanno:<br />
• Stimolato il tuo interesse a partecipare all’attività (molto, abbastanza, poco, per niente)<br />
• Favorito l’apprendimento dei contenuti in maniera innovativa (molto, abbastanza, poco, per niente)<br />
• Facilitato la memorizzazione dei contenuti (molto, abbastanza, poco per niente)<br />
• Permesso di imparare divertendoti (molto, abbastanza, poco, per niente)<br />
• Reso possibile il lavoro in gruppo con i compagni di classe (molto, abbastanza, poco, per niente)<br />
2. Gli strumenti e le metodologie che sono state utilizzate hanno permesso di sperimentare qualche tua<br />
abilità/capacità che sai di avere? Si/ no Se si quale<br />
3. Gli strumenti e le metodologie che sono state utilizzate hanno permesso di sperimentare qualche tua abilità/capacità<br />
che non sapevi di possedere? Si/ no Se si quale<br />
4. In relazione alla lezione, quanto ti ritieni soddisfatto (molto, abbastanza, poco, per niente)<br />
5. Ti farebbe piacere se gli strumenti e le metodologie che hai visto durante la lezione, venissero utilizzate con<br />
maggiore continuità durante le lezioni annuali? Si No Se si perché Se no, perché<br />
6. Qual è stato secondo te un punto di forza della lezione?<br />
7. Qual è stato un punto di miglioramento?<br />
8. Hai qualche suggerimento, idea che ti viene in mente e che potrebbe servire ai tuoi insegnanti per utilizzare<br />
in altre lezioni modalità e metodologie innovative?
Contributi<br />
Istituzioni<br />
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA<br />
Accademie<br />
Progettazione ed erogazione contenuti<br />
Partner<br />
Strumenti e piattaforme a supporto dello sviluppo ed erogazione contenuti<br />
Media e associazioni<br />
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