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7 | 2022

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TICINO C CLING

LA RIVISTA DEDICATA AL CICLISMO DELLA SVIZZERA ITALIANA

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Kids Tour,

un amore infinito

2 chiacchere con...

Matteo Badilatti

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2

“Il ciclismo è uno sport

bellissimo e bisogna

divertirsi il più possibile”

Matteo Badilatti

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3

editoriale

Buon Natale a tutti i ciclisti

Un altro anno ciclistico è alle spalle. Con alterne fortune, i nostri ragazzi hanno

comunque vissuto un anno intenso con una ventina di competizioni nel

nostro Cantone oltre a partecipazioni in Svizzera interna o nella vicina Italia.

TicinoCycling manifesta soddisfazione per quanto espresso dai ragazzi;

vi è stato grande impegno ed encomiabile costanza da parte di tutti.

La bicicletta si sa, è sport difficile, per duri e non per tutti ed avere avuto in

totale ca 200 ragazzi che si sono affacciati al Kids Tour è motivo d’orgoglio.

E qui rubo un passaggio dell’ex Ivan Basso: “La bicicletta insegna cos’è la

fatica, cosa significa salire e scendere - non solo dalle montagne, ma anche

nelle fortune e nei dispiaceri - insegna a vivere. Il ciclismo è un lungo viaggio

alla ricerca di se stessi”.

Altro ringraziamento va ai genitori, per essere stati vicini ai propri figli

accompagnandoli alle gare e supportandoli moralmente. Qui capita - per

fortuna raramente - che gli stessi genitori si trasformino in allenatori.

Questo avviene un po’ in tutti gli sport e può essere compreso se resta

nei termini di consigli o di supporto; quando ci si vuole sostituire però

all’allenatore il problema viene a galla. I club, la stessa TicinoCycling con

Rubens Bertogliati e Ivano Rovelli, dispongono di formatori preparati ed

entusiasti a cui va data la massima fiducia. Vero, ci sono magari sempre

aspetti che si possono migliorare, ma questa è la vera bellezza dello sport.

Segreteria Ticino Cycling

Rubens Bertogliati

Presidente

Fabio Schnellmann

In conclusione, a nome di TicinoCycling, auguro un felice e sereno Natale a

tutto il mondo della bicicletta e un 2023 ricco di soddisfazioni e successi.

Fabio Schnellmann

Presidente TicinoCycling

Ticino Cycling

c/o Rubens Bertogliati

CP 277

CH-6962 Viganello

+41 78 339 69 65

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LA RIVISTA DEDICATA AL CICLISMO DELLA SVIZZERA ITALIANA

TICINO C CLING

Ufficio stampa, pubblicità

Ticino Cycling

Michele Alippi

ticinocycling.press@gmail.com

Progetto grafico e redazione

Paolo Pellegrini

Carlo Bianchi

Stefano Pedrazzetti

+41 91 600 16 07

Hanno collaborato:

Alippi Michele

Benassi Stefano

Bertogliati Rubens

Bianchi Carlo

Colandrea Marco

Donati Martino

Genini Flavio

Pedrazzetti Stefano

Pellegrini Paolo

Pfund Nicola

Rehability Lugano

Schnellmann Fabio

www.ticino-cycling.ch ticinocycling #ticinocycling

© - Articoli e foto contenuti in questa rivista sono soggetti a copyright.

Ogni riproduzione anche solo parziale deve essere esplicitamente autorizzata dall’editore.

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Sommario

3 Editoriale

6 Crioterapia: cos’è?

7 Il triplice riscaldatore

8 Kids Tour, un amore infinito

16 La favola della Valcar Ciclismo donne

20 L’eccellenza a Lugano al servizio dei

professionisti e non solo

23 2 chiacchere con... Matteo Badilatti

26 Mobilità sostenibile

itinerari/piste ciclabili

30 Corsi virtuali

12 Formazione e sport - parte 2

Il Radjugendtour

14 Emilio Croci Torti: Luogotenente

32 Arianna Bindi

35 Più sicurezza nel tragitto casa-scuola

36 Una “classica” del luganese

Sulla mitica Penudria

38 Come affrontare la caduta dei capelli:

verità e miti da sfatare

naturalmente.

sosteniamo le attività sportive

Immagine Vananti Visual Communication, © AIL SA

Pa

Aziende Industriali di Lugano (AIL) SA • CP 5131, 6901 Lugano • Centro operativo: Via Industria 2, 6933 Muzzano • Tel. 058 470 70 70 • www.ail.ch • info@ail.ch

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CRIOTERAPIA: COS’È?

Una terapia che apporta

benefici al corpo

e alla mente

Cosa faresti se i tuoi dolori

sparissero? Ti piacerebbe

poter recuperare più velocemente

dagli allenamenti?

Grazie alla crioterapia puoi

migliorare la tua vita in soli

tre minuti!

Il freddo viene utilizzato

come analgesico dai tempi

più antichi, in quanto toglie

le infiammazioni, rallenta

l’invecchiamento cellulare,

libera nel cervello le endorfine

(neurotrasmettitori che

garantiscono la sensazione

di piacere e benessere e diminuiscono

la produzione

dell’ormone dello stress.)

La crioterapia disinfiamma

e rigenera i tessuti, è adatta

a tutte le età a partire dai 12

anni.

Durante la seduta si parte da

una temperatura di -100°C,

per poi scendere progressivamente

fino a raggiungere

i -198°C.

Si tratta di un freddo secco,

quindi privo di umidità,

molto sopportabile e molto

diverso dalla sensazione che

provoca il ghiaccio a contatto

diretto con la pelle.

Grazie alla shock termico

dovuto al raggiungimento

di temperature

molto basse,

i benefici sono innumerevoli:

• Smaltimento delle

tossine

• Accelerazione del

metabolismo

• Riduzione della

cellulite e dei cumuli

adiposi

• Miglioramento

dell’aspetto della

pelle e della qualità

del sonno

• Azione anti-age

• Riduzione del senso

di stanchezza

• Riduzione dei dolori

mestruali

Ecco alcuni casi in

cui si sono riscontrati

esiti positivi grazie

alla crioterapia:

- tendinite;

- fibromialgia;

- insonnia;

- mal di testa;

- recupero post operatorio;

- depressione;

- ernie lombari o cervicali;

- sciatalgia;

Il Centro Polispecialistico

Like-eat di Manno è il primo

centro certificato in Ticino

per la crioterapia con criosauna.

Durante una seduta è possibile raggiungere

una temperatura di -198°C

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Scadenza marzo 2023

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7

Il triplice riscaldatore

Nella stagione invernale dove le giornate

possono essere umide e fredde è importante

coprirsi bene per uscire in bicicletta.

L’uso di indumenti adatti è particolarmente

indicato se si percorrono chilometri ad

alte intensità di allenamento. Il corpo comunque

a contatto con i vestiti espelle la

sudorazione e questo può lasciare umido

il primo strato di vestiti sopra la pelle.

È importante avere indumenti intimi

adatti alla pratica del ciclismo in inverno.

La maglia intima deve essere in materiale

caldo e traspirante in modo da lasciar

uscire il sudore e mantenerci asciutti

all’interno.

Lo strato esterno di vestiti deve essere

a prova di freddo e vento che sono gli

agenti più fastidiosi in caso di giornata

brutta. Per combattere la pioggia è importante

avere una buona mantellina

che copra il tutto in caso di necessità.

È chiaro che in inverno è sconsigliabile,

se non strettamente necessario, percorrere

lunghe distanze sotto l’acqua. A volte

però questo è necessario, soprattutto

nelle settimane dove il tempo è costantemente

brutto.

Con il freddo e la pioggia è importante

coprire bene quelle estremità che sono

molto sensibili al freddo e sono le porte

che ci lasciano percepire il freddo in

modo più intenso.

In particolare si parla di “triplice

riscaldatore”.

I tre punti da tenere al caldo sono: caviglie

e piedi, mani e polsi ed orecchie e fronte.

Dunque è importante andare in bici con

dei copriscarpe adatti che tengano chiuse

ermeticamente anche le caviglie, con dei

guanti che coprano anche i polsi e con

una fascia o cuffia che copra al meglio le

orecchie e tutta la testa superiore.

I piedi sono sempre in movimento, quello

rotatorio della pedalata, ma attivamente

sono fermi e bloccati nelle scarpe. È per

questo che con l’aria ad almeno 30 km/h

che arriva si percepisce freddo e gelo nei

piedi. Un buon trucco potrebbe essere

l’uso di plantari riscaldabili che oggi

esistono nella forma più sottile. Inoltre è

importante avere delle buone calze e dei

copriscarpe termici ed impermeabili.

I guanti che coprono le mani sono vitali

per il ciclista fuori al freddo. Devono permettere

la corretta postura sul manubrio

e l’impugnatura corretta delle leve freno

e cambio. Nelle giornate più fredde è consigliabile

l’uso di guanti termici e impermeabili.

Non è inusuale vedere corridori

fare affidamento a materiali previsti per il

mondo subacqueo anche se questi prodotti

a volte impediscono il corretto uso

dei freni e del cambio e in più limitano i

movimenti precisi per andare a cercare il

rifornimento nelle tasche della maglia.

La scelta della cuffia o fascia deve essere

bene oculata visto che non deve essere

nemmeno troppo pesante perché potrebbe

impedire un corretto uso del casco

e fare sudare troppo la testa creando

l’effetto contrario. È importante che sia

termica ma abbastanza sottile da essere

indossata comodamente sotto il casco.

Deve coprire bene le orecchie e lasciare

traspirare il sudore.

di Rubens Bertogliati

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Kids Tour,

un amore infinito

di Piero Alari, foto Flavio Genini

Kids Tour, un amore infinito?

Amore infinito è un parolone,

da 16 anni seguo il movimento

scolari cantonale Kids Tour e

l’entusiasmo è cresciuto ogni

anno sempre più. Poter dare

il mio contributo allestendo e

continuamente aggiornando

i regolamenti del movimento

scolari ticinese e nel vedere

realizzate le mie proposte a favore

dei piccoli atleti mi dona

una grande soddisfazione.

Agli inizi del movimento Kids

Tour era una nuova esperienza

e non potevo immaginarmi

dove sarei andato a finire

e neppure per quanto tempo.

Ora a distanza di anni mi rendo

conto dell’importanza del Kids

Tour e come lo stesso si adatta

nel tempo, integrando le nuove

specialità del ciclismo, le nuove tecnologie e

una sempre maggiore attenzione per la salute

dei ragazzi.

Abbiamo incontrato Piero Alari, braccio e

mente del Kids Tour

La passione per il ciclismo l’ho avuta da sempre. I

miei giocattoli già a 4 anni erano il triciclo e poi le

piccole biciclette. A nove anni nelle vacanze scolastiche

mi recavo presso un’officina di cicli a pulire

biciclette, un paio d’anni più tardi i miei genitori

mi comprarono una bicicletta da semi-corsa: felicissimo

da lì è iniziata la mia carriera da corridore,

ricordando che nel 1972 si parlava unicamente di

gare su strada. Durante la mia carriera ho potuto

gareggiare in quasi tutte le categorie, tranne nel

professionismo. Un ventennio fa, rivedendo la mia

carriera da corridore ho pensato a tutte quelle

persone che hanno contribuito a far vivere il movimento

ciclistico cantonale ai tempi della mia

gioventù e mi sono detto che avrei dovuto anch’io

dare il mio contributo, restituendo quanto ho ricevuto,

dando la possibilità ai giovani d’oggi di vivere

dei momenti indimenticabili per la vita.

In effetti eccomi qua a gestire il Kids Tour, apportando

le mie conoscenze e l’entusiasmo per il ciclismo

giovanile. Vedere dei ragazzini dai 6 anni

ai 14 effettuare le loro prime esperienze di vita attraverso

lo sport è un’immensa soddisfazione. Vedere

il loro entusiasmo nel gareggiare, nel gioire

affannati a fine gara ti ricompensa dall’impegno

profuso, sapendo che saranno per loro ricordi positivi

per tutta la vita.

Anche il 2022 si è rilevato un anno di grande

successo per le gare dei più giovani?

Sì, in effetti la stagione Kids Tour appena terminata,

rispetto alle precedenti, è stata particolare.

La novità più grande è stata quella di introdurre

anche per le ragazze la maglia di leader della classifica

generale. Ad ogni prova, infatti, si acquisiscono

dei punti cha compongono la classifica generale.

Ho potuto inserire nel calendario annuale

del Kids Tour alcune competizioni al di fuori del

consueto periodo scolastico. Alcune occasioni

erano molto allettanti: il 16 giugno, in occasione

della tappa Ticinese del Tour de Suisse, sul medesimo

traguardo dei campioni professionisti si è

svolta una prova per i nostri piccoli atleti.

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soddisfazione per me che lo gestisco. Ma non è tutto:

il numero di ragazze in gara assieme ai colleghi maschi

è sempre più importante ed in alcuni casi l’agonismo

è pari ai colleghi maschi, concludendo queste ultime

ai vertici delle classifiche. Nelle diverse gare si è potuto

assistere ad un agonismo intenso tanto da farci ben

sperare per il futuro.

E tu come hai vissuto la stagione?

Ogni gara la vivo con forti emozioni nel vedere realizzato

quanto si è pianificato nel corso degli anni e con

l’evolvere dei tempi. Ma vedere i ragazzi allineati alla

partenza tremolanti dall’emozione mi fa rivivere i miei

tempi di giovane corridore.

Un ambiente emozionante per i futuri campioni. La

premiazione sul podio ufficiale è stata un’emozione

unica! E anche sotto il podio un folto pubblico ha avuto

modo di applaudirli.

A fine luglio, sul lungolago di Lugano, il Kids Tour ha

fatto tappa in concomitanza di una gara per professionisti,

a cui hanno partecipato corridori che avevano da

poco terminato il Tour de France. Poter affiancare prima

e dopo le rispettive gare i vari Nibali, Ganna, Roglic

non succede tutti i giorni ai nostri piccoli campioni.

Piero un bilancio della stagione 2022?

La stagione è stata molto intensa con ben 19 gare in

calendario, 11 gare su strada, 8 gare di MTB ed una su

pista con la formula ad Omnium. Ricordo che le categorie

del Kids Tour sono le seguenti: per i più piccoli

c’è la Promo U9, a seguire la Unipromo per i ragazzi

alle prime armi su bicicletta, tra queste due categorie

abbiamo avuto ben 102 atleti differenti presenti. Per

gli attivi abbiamo la categoria U11, U13, U15 anche in

questo caso abbiamo avuto un’ottima partecipazione

con ben 116 corridori differenti. Questi numeri indicano

che l’importante movimento del Kids Tour attira nel

nostro cantone ben 218 atleti ed è sinonimo di grande

La formula della multidisciplinarità, presente nel Kids

Tour, è considerata da molti un esempio da seguire...

Tranne la prima edizione del Kids Tour del 2007, che

si era svolta solo per gare su strada, tutte le altre 15

edizioni si sono svolte comprendendo le diverse discipline

ciclistiche. Con questo siamo stati i precursori a

livello Svizzero, e non solo, ad introdurre la multidisciplinarietà.

In Svizzera si parla sovente del Kids Tour del

Canton Ticino! Più precisamente la classifica generale

raggruppa i punteggi di gare su strada, su pista, MTB e

BMX. I tempi evolvono e molte discipline del ciclismo

nascono attirando a sé nuovi appassionati. Perciò è

giusto dare spazio a tutte le discipline, come pure dare

l’opportunità di provare le diverse specialità presenti in

Ticino ai giovani. Si vede come ogni corridore è bravo

nella propria disciplina, ma parallelamente è stimolato

a praticarle tutte per rimanere in classifica generale. A

fine stagione si tiene la premiazione finale generale,

ma vengono anche riconosciuti premi al primo corridore

della specialità strada-pista ed al primo della MTB

- BMX e questo per ogni categoria attivi.

Perché è importante un approccio su più fronti per

i giovani ciclisti?

È molto importante, non tanto per le classifiche, ma

per la salute dei ragazzi in giovane età. Praticare più

discipline permette al proprio fisico di allenare tutto il

corpo, visto che ogni specialità ha le proprie caratteristiche

ed ognuna è di complemento all’altra. Un fisico

in fase di sviluppo deve poter essere allenato completamente

e proporzionalmente e in questo la multidisciplinarietà

aiuta e pertanto il Kids Tour è parte integrante

di questo sviluppo. Per questo bisogna ringraziare

le società ciclistiche che permettano ai propri atleti di

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sperimentare le diverse specialità. Sono cosciente che ci

sono società impostate prevalentemente nella propria

disciplina, ma per la salute del corridore in giovane età

è importante provare tutto. Terminato il periodo scolari,

con il fisico in fase di sviluppo e con il passaggio alla

categoria superiore U17, il corridore potrà scegliere la

disciplina preferita.

Uno psicologo dello sport, interpellato da Ticino Cycling,

ha indicato che in età scolare è sconsigliato insistere con

una sola disciplina, anche la mente in sviluppo richiede

una maggior diversificazione e divertimento senza farsi

condizionare da una sola attività. Da alcuni anni le selezioni

per la Nazionale svizzera U17 sono impostate su più

discipline per favorire uno sviluppo sportivo più regolare.

Con piacere, nella stagione appena conclusa, ho notato

una maggior frequenza di corridori impostati dalle

proprie società sulla MTB a partecipare anche alle gare

su strada, il che non succedeva in passato.

Siamo vicini ad avere giovani promesse del ciclismo

Ticinese?

L’attività agonistica svolta durante l’età delle categorie

scolari deve essere considerata un insegnamento generale

per lo sport del ciclismo e soprattutto i ragazzi devono

divertirsi e devono considerarla un’attività ludica,

ma parallelamente imparare a stare in gruppo, gestire

l’abilità, effettuare scatti, gestire la fatica e fare le volate

al termine della gara. A questa età si vedono già ragazzi

più performanti di altri, ma lo sviluppo fisico e mentale

precoce dà vantaggi nelle gare e non permette di vedere

il futuro campione. È assolutamente controproducente

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ticino-cycling.ch

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sollecitare i ragazzi così giovani ad ottenere risultati, ma

purtroppo si vedono anche questi casi. Qui mi rivolgo ai

genitori, invitandoli a non sollecitare i figli in modo esagerato

e controproducente, stancandoli anzitempo senza la

progressiva crescita. Ogni ragazzo ha il proprio sviluppo

psico-fisico e questo va rispettato.

Con orgoglio posso dire che dal Kids Tour hanno iniziato

i propri passi due corridori che ora sono dei professionisti

a livello mondiale.

Il primo ad aver raggiunto la maggiore categoria è Filippo

Colombo, specialista nella MTB, olimpionico e soprattutto

si destreggia molto bene anche su strada. La seconda è

Linda Zanetti, passata quest’anno al professionismo. Anch’essa

cresciuta con la MTB, ma ora concentrata sul ciclismo

su strada.

Questi esempi dimostrano che la multidisciplinarietà del

Kids Tour permette il passaggio nelle diverse specialità.

Per concludere: il Kids Tour da grande sarà...?

Il Kids Tour quest’anno ha compiuto il sedicesimo anno

d’età. Io lo credo già adulto, ma non lo sarà mai completamente,

perché è sempre in evoluzione e lo sarà ancora secondo

le esigenze dello sport del ciclismo, facendo fronte

alle richieste degli appassionati. Non è sempre tutto semplice,

ho dovuto adattarmi agli avvenimenti al di fuori del

mio controlo (vedi pandemia) anche con difficoltà, ma

quel che conta sono i risultati ed il consenso del movimento

cantonale. Per me il successo è il fatto di vedere i

ragazzi sulla linea di partenza tremolanti dall’emozione e

vederli esultare alla fine, non solo per la vittoria, ma anche

per la propria prestazione e soddisfazione in se stessi.

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12

Di Rubens Bertogliati

Formazione e sport

parte 2 - Il Radjugendtour

La fine dell’anno scolastico era aspettata da tutti gli

studenti al Liceo di Lugano. Finalmente niente più

esperimenti e verifiche ma quasi 2 mesi e mezzo di vacanze.

Alcuni professori però avevano il brutto vizio di

dare dei compiti faraonici per l’estate. A tedesco bisognava

leggere un libro intero per settembre, altre materie

davano compiti più specifici come esercizi vari.

Io avevo già programmato un’estate in bicicletta

tranne a luglio dove avrei lavorato quale addetto alla

posta interna in una banca di Lugano.

In fin dei conti a luglio

si usciva e si pedalava

bene anche alla sera e

qualche soldino poteva

farmi comodo per

comperare qualche

componente della mia

bicicletta.

A fine estate poi c’era

l’appuntamento principe

di quella estate: il

Radjugendtour in Austria,

corso ai confini

con l’Ungheria, forse

la più grande gara a

tappe per Allievi U17

in Europa.

Gli allenamenti proseguivano, la gamba era buona

tanto da vincere anche qualche gara in Italia, vera

palestra per noi Svizzeri. L’anno al liceo sportivo stava

cominciando a dare i suoi risultati e la condizione

era ottima seppure si lavorava sodo in banca e si doveva

stare in piedi tutto il giorno.

Il libro di tedesco proseguiva a rilento (“La visita della

vecchia Signora”), ma forse mi preparava a quella che

sarebbe stata la mia prima esperienza in un gruppo

internazionale, al Radjugendtour. Mi immaginavo

nelle campagne assolate dell’Austria a scappare da

una vecchia signora che mi avrebbe bastonato nelle

verifiche...

La gamba continuava ad essere buona e notavo che

al secondo giorno di corsa o allenamento impegnativo

andavo sempre molto meglio e le sensazioni

erano ottime.

Il viaggio in Austria era durante la penultima settimana

di vancanza, l’estate stava finendo ma gli obiettivi

erano chiari, dare il massimo e godere di questa

grande esperienza.

Alla corsa eravamo presenti come Velo Club Lugano,

unico club tra molte nazionali presenti alla gara. Addirittura

la Germania aveva due squadre, cosa che gli

forniva una superiorità numerica importante.

Dopo una visita a Vienna eccoci alla partenza della prima

tappa, 100 km abbastanza facili nel finale dopo un

inizio nervoso. I tedeschi ci provarono subito e io gli

tenni dietro abbastanza facilmente. Nomi come Kessler

e Sinkevitz erano i miei compagni di avventura,

nomi che in futuro avrei incontrato molte volte.

Prendemmo subito un grande vantaggio, più di 5

minuti. I miei compagni e soprattuto altri 10 tedeschi

dietro facevano da stopper. La gamba era buona...

mangia, bevi e suda.

Ad un certo punto mi accorgo che le frecce puntano

in una direzione ma che la moto staffetta davanti alla

corsa sbaglia e con lei l’auto della giuria, noi dietro,

pensai ad un cambio di percorso non preventivato...

l mio computerino segnava 95 km e ora sarebbe dovuto

arrivare il cartello dei meno 5. Arrivò invece il

cartello dei meno 15!! Avevamo allungato!!

Il problema fu che il gruppo aveva preso la strada

giusta ed era già giunto al traguardo. Facemmo la

volata e finii secondo ma fu un secondo posto inutile,

mi accorsi che la premiazione era già stata fatta

e che per fortuna aveva vinto un mio compagno di

squadra! Tappa e maglia.

Da una parte deluso ma felice di fare parte della

squadra vincente tornammo in hotel. Fummo riammessi

per fortuna, almeno allo stesso tempo del

vincitore (e ci mancava pure... avevamo fatto 15 km

in più). Le tappe seguenti erano tutte molto veloci

tranne una cronoscalata dove finii settimo, e che mi

valse anche il 7. posto in generale.

Forse fu la maledizione di quella vecchia signora, di

quel libro che non avevo ancora finito di leggere,

che mi fece sbagliare la retta via.

Comunque felice, mi portavo a casa una grande

esperienza a livello internazionale.

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14

Emilio Croci Torti: Luogotenente

Storia d’altri tempi quando il mondo mediatico non

era abbagliato dal colore, ma vigeva la severità del contrasto

fra bianco e nero, con sfumature chiaroscure in

grado di rilevare il fascino del sorriso e della gioa o sottolineare

la sofferenza e il dolore.

Tempi dove il ciclismo pioneristico era contraddistinto

da generosità, nobiltà d’animo e altruismo. Emilio Croci

Torti è stato protagonista e testimone di quel tempo,

gareggiando con i grandi nomi dell’epoca quali Ferdy

Kübler, Gino Bartali e Fausto Coppi.

Emilio Croci Torti, nato nel 1922 a Stabio, ha iniziato la

carriera di ciclista professionista nel 1946 e la termina

nel 1956. Ha partecipato a tre campionati del mondo di

ciclismo, a 10 giri della Svizzera, a cinque giri d’Italia

ed a tre giri di Francia. Egli è stato protagonista in altre

gare come il Giro del lago Lemano (settembre 1947), il

Gran Premio di Basilea, la 2a Tappa del giro d’Olanda,

i Campionati svizzeri di ciclismo su strada (1948).

In seguito, è diventato luogotenente del ciclista svizzero

Ferdy Kübler: un sodalizio durato 10 anni ed

un’amicizia durata una vita. Ferdy Kübler riconosce in

Emilio Croci Torti il suo indiscusso vice, come fedele

sostenitore, sempre presente e determinante in molte

situazioni. Fredy Kübler disse: “solo Emilio poteva fare

certe cose” (Archivio RSI 02.07.2020, Croci Torti e gli

altri: una vita da gregario).

Appesa la bicicletta al chiodo nel 1956, al termine di

10 anni di duro professionismo, si dedica alla pittura,

sua seconda grande passione, che ha coltivato fin da

ragazzo. Attraverso essa ha iniziato una seconda vita,

dipingendo paesaggi visti durante le gare, ricordati ed

impressi sulla tela.

Emilio Croci Torti racconta, in un’intervista, che Gino

Bartali gli diceva: “Emilio tu hai sbagliato tutto nella

vita! Avresti dovuto fare il pittore di mestiere e il ciclista

per hobby” (Archivio RSI 02.07.2020, Croci Torti,

un artista tra pedali e borracce).

Ecco la carriera di Emilio Croci Torti che, a suo modo,

ha contribuito alla storia del ciclismo svizzero negli

anni “duri” regalando emozioni autentiche.

Autore: Antonio Perri

Vicedirettore Medical Village

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MEDICALE

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Di Davide Arzeni,

foto Twila Federica MuzzI e Valcar Team

La favola della Valcar

Ciclismo donne

C’era una volta un gruppo di ragazze che...

Di solito le favole che mi raccontavano i miei Nonni

cominciavano così, in futuro, spero di avere anch’io dei

nipoti a cui raccontare queste storie, in particolare una

mi sta a cuore, un racconto di sport che ho vissuto personalmente

per 7 anni, la favola della Valcar.

Si partì, stagione 2016, la squadra era composta prevalentemente

da ragazze Juniores di grandissimo talento,

ma che l’anno precedente non avevano vinto nemmeno

una corsa. Tutto molto strano, se le atlete si chiamano

Elisa Balsamo, Marta Cavalli, Silvia Persico, Chiara

Consonni. Finì poi che Elisa (Balsamo) vinse 12 gare su

strada, il campionato del mondo di Doha sempre su

strada e 2 campionati del mondo in pista. Basterebbero

questi numeri per far girare la testa, ma vinsero anche

Consonni, Persico e Cavalli... e alla fine le vittorie su strada

furono 22.

Nel 2017 Valentino spinto dai risultati, decise di fare il

grande salto. Diventammo squadra Continental UCI,

per permetterci di misurarci con le migliori squadre al

mondo nella categoria superiore e nelle più importanti

gare al mondo, almeno cosi credevo e speravo.

Sono i primi anni del World Tour Femminile e non fu

facile ottenere gli “inviti“. Addirittura dovemmo pagare

per poter correre, ma le ragazze dovevano fare esperienza.

Qualche invito arrivò, soprattutto in Belgio, che a

detta di tanti ed io concordo, è l’università del ciclismo.

Sono gare di secondo piano, ma il pavé e il vento sono

gli stessi delle altre gare. Cominciammo a fare qualche

risultato, qualche piazzamento e anche qualche podio,

rispettando sempre le avversarie, senza mai averne paura.

Volevo trasmettere a loro una mentalità vincente. Ero

convinto di avere in mano le campionesse del futuro,

quando dicevo queste parole in riunione tecnica mi

guardavano con una faccia del tipo “questo è matto“.

Era il mese di marzo del 2015 e mi arrivò una telefonata

da Valentino Villa, Presidente di una squadra Femminile

della Bergamasca, il Team Valcar appunto.Ci conoscevamo

già da diversi anni, forse entrambi sapevamo che

un giorno ci saremmo ritrovati a lavorare insieme, per

questo motivo la sua telefonata non mi sorprese: “Ciao

Davide, passa nel mio ufficio, sono stufo di andare alle

corse non da protagonista“.

Nel 2015 la Valcar era un team che aveva già fatto storia

nel ciclismo giovanile Italiano ma era successo che

la domenica precedente, in una gara Open, una campionessa

come Giorgia Bronzini, aveva sbaragliato il

campo in modo imbarazzante, e questo aveva spinto

Valentino alla chiamata. “Voglio provare a competere

con le mie giovani contro queste grosse realtà. Voglio

rendere la mia squadra più solida e non mi voglio più

fermare alla categoria Junior “ questo mi disse. “Eccomi,

sono pronto “ risposi.

Sempre nel 2017 durante la diretta TV l’Amstel Gold

Race Woman, in diretta su Eurosport, arriva la solita

chiamata di Valentino “l’anno prossimo dobbiamo essere

a correre lì, trova tu il modo“.

Già come se fosse facile entrare nel WT. Facemmo due

conti: ci servivano atlete con punti UCI, e inoltre dovevo

rafforzare la squadra con atlete giovani ma con esperienza.

Riuscii a ingaggiare Maria Giulia Confalonieri e

Ilaria Sanguineti per le gare del Nord. Lo zoccolo duro

rimase, nonostante qualche grossa squadra cominciò

ad interessarsi alle ragazze. E così entrammo nel WT e si

cominciò a fare sul serio.

Nella prima classica in Belgio Omloop Het Nieuwsblad

ottenimmo il primo podio con Maria Giulia Confalonieri

che si piazzòp terza. Subito dietro c’era Marta Cavalli,

ottava... la squadra crebbe in fiducia, ma non solo. I

podi e i piazzamenti erano all’ordine del giorno e arrivarono

anche le prime vittorie. Balsamo vinse la sua prima

corsa UCI in Olanda, a Borsele, e si ripeté a fine stagione

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in Italia al trofeo Beghelli battendo in volata Marta

Bastianelli, mentre Marta Cavalli, vinceva il campionato

Italiano a soli 20 anni, battendo due campionesse

come Giorgia Bronzini e ancora Marta Bastianelli.

Quell’anno facemmo anche il nostro esordio

nel Giro delle Fiandre, schierando: Balsamo-Consonni-Persico-Confalonieri-Sanguineti-Cavalli.

La stagione 2019 fu la stagione più sofferta ma

quanto succedette permise al gruppo di solidificarsi

e compattarsi ancora di più rispoetto agli anni

precedenti. Il Rooster era praticamente lo stesso, e

arrivò un altro personaggio importante di questa

storia, Vittoria Guazzini.

Le vittorie diventarono 6, ma con 2 gare WT, una

tappa al giro della California con Elisa Balsamo e

una tappa al giro d’Olanda con Chiara Consonni. Le

ragazze erano davvero cresciute, in riunione tecnica

non mi guardavano più come un pazzo, quando

gli dicevo che erano le più forti. Andavamo alle gare

con la voglia e la consapevolezza di fare la corsa,

correvamo per vincere sempre e ovunque.

Gli unici che sembravano non accorgersi di quello

che stava diventando questo team erano gli sponsor.

A luglio arrivò la tegola: il nostro main sponsor ci

lasciò, cominciò dunque una corsa contro il tempo

per trovare il budget per il 2020. Le ragazze, tutte,

avevano già rinnovato la loro fiducia anche per l’anno

seguente. Lasciarle libere per me sarebbe stato

come tradirle. Chi più e chi meno, per rimanere, aveva

rinunciato a contratti importanti!

Arrivammo a settembre a correre il Giro d’Olanda. Le

ragazze, incredibilmente, stavano ancora aspettando,

nessuna si voleva muovere, credevano nel team! Arrivò un

messaggio drammatico da Valentino, che lessi alle ragazze

alla sera: “Mi dispiace ma sentitevi libere di trovare un

altro team io da solo non me la sento, non ho le risorse per

mandare avanti il progetto“. Balsamo iniziò a piangere,

Persico anche, scese il gelo nella stanza, “cosa facciamo?”.

Dopo un lungo minuto di silenzio strinsi un patto con le

ragazze, (nella stanza oltre a Balsamo e Persico, c’erano

Confalonieri, Cavalli, Consonni e Guazzini). Le ragazze

decisero di aspettare ancora, rispedimmo il messaggio al

mittente! Fissammo un’ultima data, il 10 di ottobre.

Il ciclismo femminile è un piccolo mondo, tutti sanno

tutto. Mi chiamarono i miei colleghi, mi telefonarono,

chi per darmi solidarietà e chi per tornare all’attacco con

proposte di contratto per le “mie“ ragazze. Un procuratore

presente in Olanda si offrì di piazzarle tutte in cambio

della procura, un Team Manager arrivò con un’offerta

unica per otto di loro... e in tutto questo caos dovevamo

finire la corsa!

Era l’ultima tappa. Elisa era ancora scossa, così decisi di

far fare la volata a Chiara, con Elisa che avrebbe fatto da

Lead Out. La sorpresa fu servita: Chiara vinse a 20 anni la

sua prima gara WT. Battute Lorena Wiebes e Marta Bastianelli.

Pazzesco cosa erano riuscite a fare le ragazze in

questo momento di difficoltà.

Arrivammo al 5 di ottobre e ancora nessuna novità. Chiamai

quel Team Manager che si offriva di prendere otto

ragazze e cercai di piazzare almeno loro. In giornata arrivò

a Bergamo con i contratti, ma un patto è un patto, e le

ragazze decisero di aspettare fino al 10 del mese.

Questa che vi sto raccontando è una favola a lieto fine,

e quindi succese un miracolo. Il 9 di ottobre, Valentino

mi chiamò annunciandomi di avere torvato lo Sponsor,

un’azienda di Bergamo che opera nei servizi, la Travel &

Service... e le ragazze stavano ancora tutte ad aspettare.

Il secondo tempo di questo film poteva cominciare.

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Nel 2020 dopo quello che abbiamo passato, eravamo

pronti/e a prenderci il mondo. Lla squadra era la stessa,

c’era solo l’innesto di due nuove ragazze non Italiane,

per dare piu internazionalità al team. Partimmo con entusiasmo,

ma ecco che arrivò la pandemia, ci mancava

solo il virus...

Come tutti sapete furono periodi difficili, ma riuscimmo

comunque a ritagliarci i nostri spazi e chiudemmo

la stagione con la splendida vittoria di Balsamo a Madrid

alla Vuelta, nell’ultima gara della stagione. E, sempre

con Elisa, con la vittoria nel campionato Europeo

Under 23.

Il 2021 era l’anno Olimpico, per il semplice motivo che

l’anno prima i giochi erano stati rinviati. I cicli sportivi

vincenti o meno, mediamente hanno una durata di 5-6

anni. Sapevo che ci stavamo avvicinando alla fine, le

ragazze erano nervose, le offerte economiche da altri

team sempre più allettanti. Cavalli, del gruppo storico,

fu la prima a muoversi per un altro Team. Nel 2021

avrebbe corso in Francia... giusto così. Arrivavano tante

offerte anche per Elisa... lei soffriva questa cosa, perché

da un lato avrebbe voluto rimanere e dall’altro le offerte

erano quasi irrinunciabili.

Questo nervosismo incise negativamente sulla forza

del gruppo, presi quindi l’iniziativa di forzare i tempi, di

giocare a carte scoperte. Spinsi Elisa nella sua decisione

di andare, e nello stesso tempo strinsi l’ennesimo patto

con Consonni, Persico e Sanguineti per rimanere un altro

anno, per loro senza Cavalli e Balsamo ci sarebbe stato

molto più spazio e io conoscevo bene la loro forza. Nel

frattempo avevo inserito nel gruppo un’altra giovane di

talento e di sicuro futuro come Eleonora Gasparrini.

Una volta scoperte le carte, il gruppo si ricompattò,

si ritornò a lavorare come gli anni precedenti, tornò

pure l’armonia, tutte per una, una per tutte... questo

famoso motto è sempre stato il leit motiv di questo

team. E magicamente si tornò a vincere, il finale di stagione

fu travolgente.

A Settembre il sogno si realizzò, nel nostro Belgio, nelle

nostre Fiandre, dove salimmo sul tetto del mondo!

Elisa Balsamo vinse il campionato del Mondo professioniste,

il ciclo si chiude come era cominciato a Doha

2016 (Elisa campionessa del mondo junior), Lovanio

2021 con la maglia iridata e nell’ultima gara su strada

della stagione Elisa vinse in volata con la maglia di campionessa

del Mondo, dopo un lavoro fantastico di Consonni

e Sanguineti. Non avevo parole!!

Nel 2022 senza Balsamo e Guazzini, che nel frattempo

aveva deciso, che anno sarebbe stato? Mi arrabbiai un

po’ con i giornalisti che ad inizio stagione nelle interviste

mi chiedevano più di chi era partito, rispetto a chi

era arrivato o rimasto. Lo sapevo che la mia squadra era

ancora forte e che c’erano ragazze che dovevano ancora

esprimersi, come Silvia Persico e le altre giovani.

Oggi tiriamo le somme di questa stagione 2022 chiusa

con 14 vittorie UCI, con 8 atlete diverse, e con Silvia

andiamo vicini al bis Mondiale in Australia. Come squadra

chiudiamo la stagione all’ottavo posto nel ranking

mondiale, anche questo un record per il nostro team!

La favola adesso è davvero finita, il ciclo si è concluso.

Questa squadra rimarrà comunque nella storia, perché

quello che è stato fatto in questi anni, con il ciclismo

femminile in continua evoluzione, è stato davvero

qualcosa di incredibile e irripetibile.

Ogni tanto mi chiedo come sia stato possibile tutto

questo. Mi rispondo che è stata fortuna, sono arrivato

nel posto giusto al momento

giusto, poi mi correggo

e penso, forse però

anche io sono stata la

persona giusta nel posto

giusto al momento giusto,

e forse la verità sta nella

frase che mi ha detto un

mio amico.

“Davide, sì è vero che sei

stato fortunato, ma ricordati

che nello sport la

fortuna è quando la preparazione

incontra l‘opportunità...

nulla succede

per caso“.

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Nuova EQE di Mercedes-EQ.

Scoprite la nuova EQE di Mercedes EQ. La berlina

completamente elettrica combina un’estetica sensuale con

un’ingegneria d’avanguardia al più alto livello, per una guida

confortevole nella quotidianità professionale e nella vita

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L’eccellenza a Lugano

al servizio dei professionisti e non solo

Per Rehaibility Lugano, si sprecano le recensioni positive

che giungono direttamente da chi ogni giorni cerca le

alte prestazioni e non solo.

Forse a qualcuno sarà già capitato di incontrare in zona

Via Al Chioso 8 di Lugano, ciclisti professionisti... beh

sappiate che non è un caso. Ebbene proprio da quelle

parti ha il suo quartier generale Rehability Lugano,

luogo prediletto proprio da chi del ciclismo ne ha fatta

una professione. La struttura nasce per assecondare le

esigenze in fatto di fisioterapia e recupero da traumi.

Come recita il sito: “ Siamo il centro n°1 a Lugano e in

Ticino nelle tecniche di fisioterapia e riabilitazione.

Ti seguiremo in ogni passo della tua guarigione.”

Una semplice frase che racchiude la filosofia del suo

fondatore, l’ex ciclista Martino Donati.

Tornando proprio alla preparazione invernale, incontriamo

da Rehability Lugano, Mikkel Frolich Honorè, il

talentuoso corridore danese che da qualche anno abita

a Melide. Nelle ultime stagioni ha corso per la corazzata

belga Quick-Step Alpha Vinyl Team. Dal 2024, per tre

anni difenderà i colori della EF Edication Pro Team.

“Da anni ormai frequento con regolarità il centro di

Martino, il mio percorso è stato particolare perché dopo

un brutto incidente in bici, ho seguito un programma

di recupero proprio qui. Non è stato semplice ma grazie

alla professionalità e preparazione di tutto il team, sono

riuscito a tornare in sella al 100%.”

A precisa domanda, “perché è importante seguire una

preparazione invernale anche a secco”, Mikkel non ha

dubbi: “È fondamentale, per così dire, staccare dalla

strada, anche se sinceramente questo non avviene mai.

Ma il periodo di palestra, è fondamentale per potenziare

e soprattutto dedicarsi a quei lavori che gioco forza

durante la stagione di gare non è possibile seguire.

In questo senso grazie agli apparecchi di ultima generazione

che posso trovare qui, collegati con un’app al

cellulare, è possibile monitorare in tempo reale, tutto il

lavoro svolto, e programmare al meglio il proseguo.”

Martino Donati, nel corso della nostra chiacchierata ci

anticipa che a breve, da Rehability Lugano ci sarà un

nuovo arrivo inteso come apparecchiatura, che farà

sicuramente la gioia dei tanti ciclisti!

Voi cari lettori sarete i primi a sapere.

Dll’alto i basso: Martino Donati

e due volte Mikkel Honorè

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Rehability Lugano

Hub di atleti e sportivi

Rehability Lugano, il centro n°1 in Ticino

nelle tecniche di riabilitazione e fisioterapia:

un vero e proprio hub per una supervisione

a 360° della salute di ogni paziente durante

il suo percorso di guarigione grazie al

supporto di specialisti e delle più avanzate

tecnologie. All’interno dello studio vengono

applicate le più moderne tecniche medicali

per accompagnare i pazienti alla guarigione

e dove poter inoltre essere supportati da

un team di medici e nutrizionisti per una

valutazione completa del proprio stato di

salute. Nella sede di Lugano, si respira aria

di novità di fronte a partnership con nuovi

club sportivi e a desideri di espansione che

diventano sempre più concreti. Dal calcio, al

basket a tanto altro ancora, individuiamo

insieme agli atleti che hanno scelto

Rehability, il migliore percorso da

intraprendere ed impostiamo il trattamento

per le loro problematiche. Il nostro

obiettivo? Garantire la massima qualità nella

prestazione ad ognuno dei nostri pazienti.

Come lo facciamo? Con il nostro team di

specialisti. Dove lo facciamo?

Da Healthy Space.

Healthy Space: lo spazio dedicato alla

riabilitazione e alla preparazione fisica di

Rehability Lugano, grazie al quale lo studio

si afferma al primo posto per la

preparazione dell’atleta a 360° anche in

off-season. Dopo un’attenta valutazione

fisica, i trainer di Healthy Space pianificano

il migliore allenamento per portare l’atleta

al successo. Proprio come nel caso di

Filippo Colombo ed i suoi recenti trionfi in

sella. Grazie alle valutazioni che il centro

offre ed esegue, si effettuano azioni mirate

a prevenire infortuni ed a contribuire al

rafforzamento muscolare attraverso

screening generali dell’atleta e il continuo

supporto di un professionista nello

svolgere esercizi ad hoc. Infatti, proprio in

ambito cycling, Healthy Space vanta

strumenti di ultima generazione per la

valutazione posturale di atleti come

Mikkel Frølich Honorè con lo scopo

di garantire loro la miglior performance

possibile.

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2 chiacchere con...

Matteo Badilatti

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di Michele Alippi

2 chiacchere con...

Matteo Badilatti

Matteo, riavvolgiamo il nastro, il tuo 2022, un voto

alla tua esperienza alla FDJ

Un anno molto difficile, dove svariati problemi di salute

mi hanno impedito di esprimermi come volevo. In poche

parole un anno da dimenticare. Sono comunque

molto riconoscente e desidero ringraziare la Groupama

FDJ per questi due anni trascorsi insieme.

Un tuo consiglio ai giovani che vogliono

dedicarsi al ciclismo?

Il ciclismo è uno sport bellissimo e bisogna divertirsi il

più possibile. Allenarsi in compagnia sfidandosi a vicenda

è sicuramente un tassello molto importante da

non tralasciare. Fatelo con passione e dedizione senza

però tralasciare per quanto possibile altre attività.

Una nuova cultura, un nuovo metodo di

lavoro ed una compagnia di cui serbo ricordi

positivi che sicuramente mi saranno

di aiuto per le prossime esperienze.

Ed ora guardiamo avanti, anno nuovo vita

nuova verrebbe da dire... una nuova squadra

tutta svizzera, uno stimolo importante.

Nel 2023 farò parte della squadra Q36.5.

Un nuovo ambiente con un progetto molto

stimolante. Non vedo l’ora di cominciare.

La motivazione e la voglia di rifarsi è tanta.

È un tema di attualità, il cambiamento del

ciclismo a livello di preparazione ecc, e

poi, molto spesso, assistiamo a clamorosi

ritiri causa stress. Il tuo pensiero?

Grazie alle nuove tecnologie e al conseguente

afflusso di dati da poter elaborare, sono in

atto dei grandi cambiamenti a livello di materiale,

preparazione e nutrizione. L’impostazione e la

programmazione è molto più completa e il margine di

errore si riduce notevolmente.

Tutto corre più veloce e di conseguenza anche la pressione

aumenta. L’atleta è spesso dipinto come una

persona indistruttibile e a volte ci si dimentica che uno

sportivo è prima di tutto una persona come un’altra,

con la propria quotidianità da vivere.

La tua corsa che vorresti vincere?

Una bella tappa del Giro con arrivo in Valtellina.

Si parla di un velodromo in Ticino,

quanto è importante?

Aver l’opportunità di allenarsi all’interno di un velodromo

in tutta sicurezza e senza dover effettuare estenuanti

trasferte sarebbe sicuramente un’importante

incentivo per lo sviluppo del ciclismo giovanile nella

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Svizzera italiana. Soprattutto con l’aumento del traffico e la sempre

maggiore offerta di attività sportive, un velodromo nella regione

garantirebbe un’offerta importante per i giovani e non solo.

Ed ora alleggeriamoci, hai un motto?

Il sacrificio è il filtro fondamentale della vita.

Matteo per concludere da grande sarai...

Spero di essere contento e orgoglioso del cammino intrapreso e

sempre motivato per altre esperienze.

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Mobilità sostenibile

itinerari/piste ciclabili

di Bernardino Rossi

Dicembre 2022

Rapporto mobilità sostenibile

itinerari/piste ciclabili - percorsi turistici

per Mountain bike / E-bike.

Sicurezza

Sicurezza

Sicurezza

Mi sembra sia la parola più indicata per tutti i nostri

affiliati e altri utenti di biciclette sulle nostre

strade Cantonali. Nel 2021 sono stati raggiunti

risultati concreti e progetti interessanti.

Anche la pandemia, che ha rovinato/decimato la

stagione ciclistica del 2020-21 ha però dato una

spinta forte ad incrementare l’utilizzo della bicicletta

in tutto il Cantone e oltre. Anche le vendite

di biciclette classiche ed E-bike sono esplose.

Si sono concretizzate:

• Il Sopraceneri è sicuramente in testa alle classifiche,

anche grazie alla struttura del suo territorio.

Un incremento di transiti sia a Locarno

che Bellinzona.

• Bike sharing ampliato e sempre più utilizzato,

Bellinzonese e Locarnese hanno oltre 700 biciclette

di cui più di 500 elettriche con 88 postazioni,

un primato a livello Svizzero!

• Complimenti alla città di Bellinzona che incentiva

il Sopraceneri sul tema mobilità lenta.

• Bike sharing Locarnese e Valla Maggia oltre

80’000 noleggi nel 2021, bilancio molto positivo.

• Anche nel Sottoceneri si sta lavorando e

programmando bene. Qui naturalmente le

condizioni del territorio sono differenti, più

complicate da correggere e da concretizzare...

comunque Lugano e Mendrisiotto stanno lavorando

per risolvere i problemi di sicurezza.

• Tratto inaugurale su Piodella - Muzzano.

• Cartellonistica Riguardami - Bon Ton ciclopedonale.

Presentato l’interessante progetto di

comunicazione per una migliore sicurezza e

convivenza con i pedoni, in tutto il Ticino.

• Con il sostegno anche di Ticino Cycling, la

grande e competente sensibilità sul tema di

Pro Velo.

• Nel 2021 oltre 22’000 passaggi mensili sul

tratto Agno - Magliaso (aumento del 40% rispetto

anno precedente).

• Ticino circa 365 km di ciclopedonali.

• Toccato e motivato il tema “più rispetto reciproco

tra ciclisti e pedoni”.

• Una buona infrastruttura invoglia a condividere

la strada.

• Lugano, mobilità dolce in centro città, trenta

chilometri per le bici, 15 itinerari, strade esistenti

più sicure ed attrattive, segnaletica ed

impianti semaforici dedicati.

• Pista ciclopedonale Cadro – Davesco – pista

ciclopedonale Bioggio – Agno.

• Capriasca mountain bike, a Tesserete area dedicata

alle 2 ruote, progetto sostenuto dal VC

locale, municipio e TCS, e altri.

• Posteggi pubblici coperti sono importanti,

per aumentare utenti casa-lavoro, casa- scuola,

svago e tempo libero.

• Promovimento turistico per percorsi ciclabili

in tutto il territorio Cantonale, ma soprattutto

percorsi per mountain bike nelle belle valli

del Ticino. Oggi la rete ciclabile di competenza

Cantonale annovera circa 365 km di percorsi

segnalati, si prevedono altri 200 km, orizzonte

2025/30. Percorsi segnalati.

• Si migliora molto, e la mentalità sta cambiando.

Alloggi specializzati a turisti del pedale.

• Ticino Turismo dedica sforzi alla ricerca di turisti

del pedale.

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ticino-cycling.ch

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• Oltre a tutte le gare organizzate dai nostri club per i

giovani ciclisti, Kids Tour, e altre categorie, SlowUp Ticino,

maratone, gare internazionali, passeggiate non

competitive. Tutto importante come vetrina di promozione

del ciclismo, nelle sue varie specialità.

• Qualità di vita per la popolazione locale e incentivi

al turismo tra gli obiettivi dei vari progetti inerenti al

traffico lento in molte zone del Ticino.

• Tasto dolente, più del 40% degli incidenti avvenuti nel

2021, nelle rotonde, hanno coinvolto ciclisti, in corso

studi per migliorare la sicurezza dei ciclisti nelle rotonde.

Dopo questa lista di segnali interessanti sul nostro

territorio Ticinese, va pure detto che mancano ancora

molte opere necessarie per mettere in sicurezza i ciclisti.

Questo lavoro ai fianchi continuo può giovare ad un miglioramento,

ad un cambio di filosofia per chi non già

vicino a noi.

La sicurezza, voluta fortemente tutto l’anno da Ticino

Cycling, e da tutti i club affiliati, parte dalla possibilità di

vedere i nostri giovani in percorsi maggiormente sicuri.

Base importante per tenere i giovani e le famiglie vicino

al ciclismo.

Per il gruppo di sostegno

alla mobilità lenta/piste ciclabili

Bernardino Rossi

Scuola - lavoro - sport - turismo - svago

Per migliorare salute, qualità dell’aria, gioia nel tragitto e

rapporto con il territorio.

Tutto questo potrà concretamente aiutare ad incrementare

la scelta di giovani verso lo sport del ciclismo in generale

(in tutte le sue specialità).

Ritorno con quanto già detto negli anni, dovremmo

darci un obiettivo anche tutti noi

per il bene del ciclismo Ticinese in generale:

Tra pochi anni la mobilità potrebbe essere scorrevole

solo se:

• cambieremo le nostre abitudini.

• sensibilizzeremo tutte le persone (ragazzi e famiglie)

vicino a noi, i responsabili comunali, Cantonali e vicini

alla mobilità in generale.

• promuoveremo una cultura della bicicletta.

• educheremo già da piccoli, con dedizione dei genitori,

lezioni a scuola da piccoli e come risultato: mettere

su strada ciclisti con maggiore dimestichezza e automobilisti

più rispettosi e accorti nei confronti dei ciclisti

in generale.

Campagna dell’UPI

diretta anche ai ciclisti

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SCOPRITE I PERCORSI PER BICICLETTA

DELLA REGIONE DEL LUGANESE

La regione del Luganese con oltre 400 km di percorsi

per mountain bike è un vero paradiso per gli

amanti delle due ruote. Grazie alla varietà degli itinerari,

che presentano diversi livelli di difficoltà, tutti

possono avventurarsi alla scoperta del territorio.

Pedalando in mezzo alla natura attraverso incantevoli

oasi verdi e villaggi pittoreschi, passando vicino

ad alcune delle vette più apprezzate del Ticino,

si raggiungono punti panoramici, che offrono una

vista mozzafiato e ristoranti tipici, dove gustare i

piatti della tradizione gastronomica locale. Scoprite

tutti gli itinerari della regione del Luganese e l’offerta

turistica per mountain bike, visitando il sito

luganoregion.com/mtb.

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DEL LUGANESE

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Corsi virtuali

Fin dalla nascita del nostro Centro abbiamo sempre prestato un’attenzione

particolare alle novità proposte dal mondo del fitness per offrire il miglior

supporto possibile ai nostri iscritti. Per questo motivo quest’anno abbiamo

deciso di mettere sotto l’albero per voi una novità che cambierà il vostro

modo di allenarvi.

Nella nostra sala corsi abbiamo installato un innovativo e coinvolgente

sistema di allenamento, che attraverso un megaschermo e un impianto

audio dedicato, riproduce corsi di allenamento spiegati e dimostrati da

istruttori virtuali professionali a grandezza naturale. Ogni partecipante

si troverà così immerso in una realtà che cambierà a seconda dei corsi scelti

nei quali musica e istruttori diversi contribuiranno a rendere sempre nuova

l’esperienza d’uso. Il funzionamento è molto semplice, i corsi sono suddivisi

in categorie di allenamento e livello di intensità e vengono scelti attraverso

un tablet appositamente installato all’ingresso della sala. Inoltre ogni

settimana vengono aggiunti nuovi corsi, creando così una possibilità

di scelta praticamente infinita.

I vostri impegni personali vi lasciano improvvisamente un’ora libera a metà

mattina oppure nel corso del pomeriggio? Niente di meglio che venire

in palestra e avviare un corso di Cycle! È proprio questa la forza del nostro

nuovo sistema: abbinare le competenze di un istruttore virtuale

all’attrezzatura professionale di ultima generazione che solo una palestra

può offrire. Sappiamo bene che gli impegni personali di ognuno spesso

contrastano con la necessità di perseguire un allenamento efficace,

ma ora il nostro Centro può rispondere anche a questa criticità.

Sono passati pochi giorni dalla sua installazione e le prime sessioni

di allenamento hanno confermato la validità di questo sistema nonché

il divertimento dei partecipanti. Non vi resta che contattarci per una

sessione di prova gratuita e senza impegno, siamo certi che anche

voi rimarrete pienamente soddisfatti e non vedrete l’ora di tornare

ad allenarvi in compagnia dei nostri istruttori virtuali!

Malcafit Centro Wellness

Via Industria 64

CH-6987 Caslano CH

Tel. +41 91 606 55 53

info@malcafit.ch

www.malcafit.ch

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di Stefania Poggi

Arianna Bindi

“Quando posso

sono la prima

tifosa ad urlare ai

bordi delle strade”

“Ho conquistato Diego tramite i Social”

Arianna è la dolce metà di Diego Ulissi, il

campione della UAE Emirates, anche lui

come molti colleghi, da alcuni anni abita

a Lugano.

Chi è Arianna Bindi?

Ciao, sono Arianna, moglie di Diego Ulissi. La

prima volta che vidi Diego eravamo ad una festa

di ciclismo dove stavano premiando lui e mio cugino,

che a quel tempo correva anche lui in bici.

Devo ringraziarlo se ho incontrato Diego quella

sera altrimenti credo

che non ci saremo

mai incrociati.

Ci racconti come ti

ha conquistata?

Abbiamo iniziato a

sentirci su Facebook,

devo dire che il

primo passo è stato

mio, poi dopo

ha fatto tutto lui

ed eccoci qua dopo

14 anni insieme... è

stato bravissimo.

Il tuo principale difetto?

Ho molti difetti devo dire... ma forse quello che

prevale di più è l’essere troppo apprensiva. Mi preoccupo

molto per le persone a cui tengo e a volte

risulto un po’ pesantuccia.

Il tuo libro preferito?

Non amo molto leggere, lo devo ammettere ma

il mio libro preferito è senz’altro “Io prima di te”...

mi piace molto.

Rimanendo nel lessico ciclistico, sei una leader

o una gregaria?

Credo che non mi possa definire né una gregaria

né una leader, diciamo che so esserli entrambi

o almeno ci provo quando c’è bisogno nell’arco

degli avvenimenti della vita quotidiana. Ci sono

momenti dove devo o cerco di prendere la situazione

in mano e altre dove sono di supporto e affianco

lui in ogni sua decisione.

Come trascorrete il tempo libero?

Amiamo molto passarlo in famiglia, in modo

molto tranquillo con le nostre bambine, portandole

al parco o andando a fare passeggiate.

Chi di voi preferisce cimentarsi in cucina?

Devo dire che la cucina è il mio territorio. Mi piace

molto cucinare anche se durante l’anno dobbiamo

mantenere un livello molto basso, ci sono diete

da rispettare.

Sei gelosa di Diego e del fatto che è circondato

anche da altre donne?

La gelosia ovviamente fa parte di noi, da entrambe

le parti ma con il passare del tempo la fiducia

si fa sempre più forte. Abbiamo la nostra famiglia

e ci concentriamo su questo. Poi ha tre donne in

casa credo che sia già abbastanza.

Quel giorno in cui ti sei chiesta: “Ma perché

tutta questa fatica.”?

Mi faccio spesso questa domanda. All’inizio

come per chiunque... credo quando eravamo

solo noi due era più semplice, non dovevano

tanto rendere conto a nessuno. Adesso con le

bambine gli impegni, i ritiri, le gare, sono un po’

più faticosi ma ce la caviamo egregiamente e la

“fatica” diventa piacere perché abbiamo creato

un qualcosa di meraviglioso.

Alle gare ci vai?

Quando posso sono la prima tifosa ad urlare ai

bordi delle strade, a volte esagero anche un po’.

Mi piace passare delle giornate fuori con le altre

mogli e fidanzate, e vedere tutti i nostri figli giocare

e crescere insieme.

Il regalo che vorresti da tuo marito?

Non ho un regalo materiale che vorrei da Diego,

perché mi ritengo molto fortunata per tutto ciò

che in questi anni abbiamo creato.

Una cosa che posso chiedere a lui come regalo è di

non smettere mai di credere e sognare per ciò che

ha fatto per questo sport e lavoro... e nonostante

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molte volte la vita ci porta difficoltà che

molto spesso noi non possiamo gestire.

Ecco l’unica cosa che potrei chiedergli.

La qualità che preferisci in un uomo?

In un uomo preferisco l’impegno, la lealtà

e la serietà in cui affronta la vita di

tutti i giorni e Diego per questo è bravissimo,

le ha tutte e tre.

Per concludere, Arianna da

grande sarà...?

Da grande spero di continuare ad essere

un’ottima madre (che non è facile a volte)

per le mie figlie e cercare di indirizzarle

in questa vita che si sta rilevando faticosa

ultimamente, di migliorarmi come

moglie perché non si è mai abbastanza

bravi e portare avanti ciò che abbiamo

costruito in questi anni.

Mi sento molto appagata da quello

che ho ottenuto fino ad ora nell’occuparmi

esclusivamente della mia famiglia

e avere fatto delle scelte anche

molto importanti, come venire in un

altro paese lontano da tutta la famiglia...

quindi spero di continuare così.

E per concludere anche più autostima

per me stessa, non sarebbe male.

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Grazie!

a tutti gli abbonati

per il sostegno

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Più sicurezza

nel tragitto casa-scuola

Il TCS offre controlli gratuiti

alle biciclette nelle scuole

La Sezione Ticino, con la collaborazione dei corpi

di Polizia cantonale e comunale, ha lanciato

un’iniziativa a favore della sicurezza stradale,

offrendo un controllo gratuito alle biciclette degli

scolari nelle scuole elementari del territorio. I

controlli sono cominciati, lo scorso ottobre, presso

le scuole elementari di Losone e verranno

offerti anche al pubblico, in occasione

del Natale in Piazza a Lugano. Il TCS

invita tutti i genitori a portare le

biciclette dei propri bambini

per un controllo gratuito il 17

dicembre, dalle ore 11:00 alle

18:00, in Piazza Manzoni.

Figura 1 TCS e Polizia, lo

scorso 15 settembre a Rivera,

per la presentazione del nuovo

servizio di controllo delle

biciclette nelle scuole.

Lo scorso 15 settembre, in

occasione del tradizionale incontro

annuale tra il TCS e gli agenti della

Polizia cantonale e Polizia comunale, è stato

presentato il nuovo progetto «controllo biciclette

nelle scuole». Un’attività che va ad aggiungersi e a

rafforzare quelle già esistenti a favore dell’educazione

e sicurezza stradale per i più giovani.

Il TCS, che invita i genitori a privilegiare

l’apprendimento del tragitto casa-scuola a piedi o

in bicicletta, per aiutare i bambini nel loro sviluppo

personale e favorire la loro autonomia, offre ora

un controllo di manutenzione gratuito alle scuole

elementari che lo

richiederanno.

Molti giovani scolari,

nei loro spostamenti

quotidiani casa-scuola,

utilizzano biciclette

in condizioni non

ottimali o con scarsa

manutenzione; per

questo motivo il TCS,

grazie alla stretta

collaborazione di

enti come la Polizia e

gli istituti scolastici,

implementa questa

novità che non inciderà

sul regolare svolgimento del programma scolastico

degli alunni.

Il 13 e 14 ottobre scorso, presso le Scuole elementari

di Losone, sono cominciati i controlli alle biciclette,

sono seguiti poi (o seguiranno) i controlli a:

Tegna, Iragna, Verscio, Cavigliano, Camorino,

Bellinzona nord, sud, Carasso, Lodrino, Osogna,

Cresciano, Taverne e Stabio. Il TCS invita le scuole

elementari del Cantone ad annunciarsi per

organizzare il controllo, mandando una

email alla Responsabile della sicurezza

stradale TCS, Barbara Fantini,

all’indirizzo: sezioneti@tcs.ch.

Come funziona e cosa prevede

il controllo?

I bambini consegnano le loro

biciclette quando arrivano a

scuola. Un agente di polizia –

questo solo se l’appuntamento è

organizzato in concomitanza alla

giornata di educazione stradale -

spiega gli obblighi e alcuni aspetti

teorici concernenti l’utilizzo delle

stesse. Mentre i bambini sono a scuola,

il meccanico TCS controlla tutti gli elementi

essenziali per la sicurezza di ogni bicicletta: gioco

dello sterzo e delle ruote, condizione e pressione dei

pneumatici, serraggio e orientamento del manubrio,

condizione delle manopole, serraggio dell’attacco

manubrio, condizione dei freni, uscita della sella,

riflettori, campanello e illuminazione.

A seconda del tempo a disposizione, vengono

eseguite piccole riparazioni, come il gonfiaggio

dei pneumatici o l’ingrassaggio degli ingranaggi.

Alla fine della giornata

scolastica, i bambini

ritirano il proprio

mezzo a due ruote,

ricevendo indicazioni

e una scheda di

valutazione tecnica di

raccomandazione sulle

condizioni generali

del mezzo indirizzato

ai genitori, un adesivo

«OK» che ne attesta

la verifica e un kit di

sicurezza contenente

un opuscolo e dei

catarifrangenti.

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Una “classica” del luganese

Sulla mitica Penudria dal profilo impossibile

di Nicola Pfund

Ci sono giorni in cui sentiamo il bisogno di metterci alla

prova, di testarci in qualcosa che ci impegni a fondo. Andiamo

cioè alla ricerca della sfida con noi stessi, quella

sfida che ci permette di riempire di significato giornate

o periodi altrimenti vuoti e privi di senso, per respirare

forse la vita in un modo più autentico e profondo.

“L’ho guardata

da lontano,

in quel suo

intreccio

di curve

strettissime”

Allora, per noi che amiamo pedalare, la temuta “Penudria”

(così chiamata nel dialetto locale), salita breve ma

dal profilo altimetrico inguardabile, diventa una sfida

ideale. Quando ci sono stato l’ultima volta era una bella

e fresca sera di ottobre. L’ho guardata da lontano, in

quel suo intreccio di curve strettissime.

La “Penudria” ti attende con la sua pendenza media

dell’11,93% e i suoi 4,19 km. Parto comunque deciso

nei primi terribili 800 metri e subito inizia il mio soliloquio

esistenziale, un dialogo silente con l’anima e con...

il cambio che scende subito sul 25, il più leggero.

Il ciclismo è metafora della vita, penso mentre avanzo

a centimetri lungo gli stretti tornanti e sotto lo sguardo

fisso e silenzioso di castagni maestosi. Per restare in

sella e in equilibrio devi per forza muoverti e pedalare.

Come nella vita. E sulla “Penudria” riuscire a stare in

equilibrio non è sempre evidente.

Bisogna dosare lo sforzo, gestire le energie, alternare

tratti in sella ad altri sui pedali, perché il “buio” può

arrivare all’improvviso e rovinare tutto. Soprattutto, è

necessario rimanere sempre ben concentrati. Qui ti rendi

conto anche dell’inutilità del superfluo: due chili di

troppo, o anche solo un aggeggio in più, sono già una

zavorra inutile che ti porti appresso.

Salgo controllando il fiato e fissandomi dei micro obiettivi,

la pendenza in certi punti è del 20%: “arrivare fino al

santuario della Madonna di Cimaronco” e poi “arrivare

alla fontana qualche tornante più su”. Ti rendi conto che

il rapporto spazio-tempo assume un significato nuovo

e diverso: la salita è così dura che cento metri sembrano

un chilometro, o forse più.

I passaggi sui tornanti seguono un ritmo preciso, cerco

di prendere fiato ma anche lì le pendenze non mollano.

Ormai mi sono alzato di molto. Uno squarcio tra gli alberi

mi regala una magnifica panoramica verso le montagne

del lato opposto illuminate dal sole della sera:

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vorrei socchiudere gli occhi e godere di questo momento,

cedo con il pensiero solo un attimo, che vorrei fosse

eterno, prima di “risvegliarmi” e tornare a spingere nuovamente

sui pedali. Poi, come per incanto, la pendenza si

riduce, diventa “umana”, vedo il cartello indicante Arosio.

È quasi finita. In cima i prati verdi del Malcantone raddolciscono

l’anima. Salgo fino alla croce di Arosio per godermi

il panorama. Ora mi sento riconciliato con me stesso.

La “Penudria”: una salita breve di cui andare fieri, penso.

E dico a tutti i ciclisti: siate orgogliosi di queste ascese

che vi mettono alla prova. Sono un dono divino.

Il passaggio del “Tour”

Il grande ciclismo scoprì il muro della “Penudria” nell’estate

del 1997, quando il maltempo costrinse gli organizzatori

del “Tour de Suisse” a modificare la tappa di Bosco

Gurin e ad inserire questa salita all’ultimo momento. La

seconda volta fu invece nel 2008, con un finale di tappa

proprio sulle strade del Malcantone e arrivo a Caslano.

Regione: Luganese

Partenza: Gravesano (330 m)

Arrivo: Arosio (830 m)

Dislivello: 500 m

Lunghezza: 4,19 km

Pendenza media: 11,93%

Pendenza massima: 18/20%

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Come affrontare la caduta dei capelli:

verità e miti da sfatare

A cura di Stefano Benassi

I professionisti di CRLab Lugano, rispondono

a 5 domande sulle tematiche della

nostra chioma. Da sempre sentiamo proclamare

in giro verità assolute sui rimedi contro

la caduta dei capelli, che a un esame più

approfondito spesso si rivelano senza fondo

di verità. Alcune di queste dicerie sono davvero

dure a morire... e qualche volta a rimetterci

sono proprio le nostre chiome! Meglio,

quindi, chiarire un po’ di cose insieme.

È vero che se taglio i capelli cresceranno

più velocemente? No, è falso.

Per sfatare questo mito basti pensare che i

capelli crescono dalla radice, non dalla punta:

una spuntatina periodica non può avere

alcuna influenza sulla velocità di crescita! Il

numero di capelli che abbiamo in testa, e

la velocità con cui crescono, sono principalmente

un tratto genetico. Quindi tagliate

pure i vostri capelli se e quando ne avete

voglia (oppure quando notate che le lunghezze

sono rovinate).

È vero che tintura, permanente e colorazioni

fanno cadere i capelli? No, è falso.

L’importante è che questi trattamenti vengano

eseguiti da professionisti esperti,

utilizzando prodotti sicuri e di alta qualità.

Nemmeno gel e lacche possono portare

alla caduta dei capelli, perché si depositano

sul fusto del capello senza penetrare al

suo interno, né interferire con l’attività del

bulbo pilifero.

È vero che non va bene tenere i capelli

sempre raccolti? No, è falso.

Le pettinature non provocano la caduta

dei capelli, nemmeno se ripetute ogni

giorno. Attenzione solo al fermaglio, che

non dev’essere troppo stretto per non

spezzare i capelli!

È vero che la caduta dei capelli si presenta

in modo differente tra uomo e donna?

Sì, questo è vero.

Nel sangue dell’uomo, soprattutto in età

giovanile, c’è maggiore presenza di testosterone,

per cui l’attacco ai bulbi è più massiccio.

Ne deriva che la caduta dei capelli

nell’uomo si presenta in modo più evidente

e interessando intere aree- quelle parietali,

quella centrale e quella del vertice - del cuoio

capelluto.

Nella donna la presenza di testosterone è decisamente

inferiore e per questo si attua una

semplice diradamento dei bulbi, con conseguente

formazione di “chiazze”, dove i capelli

sono presenti in concentrazione minore.

È vero che non esiste una cura per la caduta

dei capelli? No, è falso.

Procedendo con l’individuazione e lo studio

delle cause, si può trattare caso per caso e

valutare la soluzione più efficace. Nei nostri

centri un team di esperti in tricologia

è pronto a effettuare, su appuntamento, il

Tricotest®: un controllo approfondito che si

svolge con l’utilizzo di un software brevettato

e all’avanguardia.

Si tratta di un meticoloso percorso d’indagine

su cute-capello nel corso del quale si

provvede a effettuare l’anamnesi (raccolta

dei dati sulla storia personale e familiare),

l’esame obiettivo effettuato con l’aiuto di

una microcamera dotata di una lente d’ingrandimento,

collegato a un monitor che

permette di valutare le caratteristiche del

cuoio capelluto, foto del capo (dall’alto in

basso) per valutare l’evoluzione e i cambiamenti

del quadro clinico nel tempo e il pull

test che prevede una delicata trazione dei

capelli e stabilirne la resistenza.

È molto importante, in questa sede, sottolineare

anche che una normale perdita di

capelli (50-70 capelli al giorno... e sì, si possono

contare!) non deve spaventare ed è

assolutamente fisiologica. Mantenere uno

stile di vita sano, una corretta alimentazione

e scegliere prodotti di qualità è sufficiente.

Tuttavia, in caso di una perdita eccessiva

(>100 al giorno) per un periodo di tempo

prolungato, può essere utile un aiuto, scegliendo

trattamenti specifici.

Per dare una risposta efficace e concreta, CR-

LAB ha sviluppato un’intera linea di prodotti

tricologici all’avanguardia: un test clinico ha

dimostrato che l’utilizzo costante di questi

trattamenti ha aumentato lo spessore dei capelli

dal 17% al 23% dopo soli 3 mesi, con il

100% dei pazienti soddisfatti!

Nel Centro CRLAB di Lugano il percorso di

consulenza inizia con la rilevazione di alcuni

valori misurabili e confrontabili nel tempo,

tra cui il livello di idratazione.

Oppure si può riservare la visita gratuita, riservando

l’appuntamento direttamente su

www.crlab.ch

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Se il detto dice:

Volevi la

bicicletta?

Noi rispondiamo:

Hai fatto

bene!

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6802 Rivera - Ticino - Switzerland

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