Henri Labrouste - Quaderno 30 - dicembre 2023
Fu in Francia che, con Paestum, ebbe inizio l’architettura moderna, scatenando un duro dibattito tra Horace Vernet, direttore dell'Académie de France a Roma, e Quatremère de Quincy, secrétaire perpétuel dell'Académie a Parigi e massimo sostenitore dei principi estetici di Winckelmann. Protagonista fu il giovane architetto Henri Labrouste che, da studente, mise in crisi il linguaggio classico attraverso una rilettura cronologica dei tre templi come graduale adattamento degli ideali ateniesi da parte dei coloni greci di Poseidonia. Tale interpretazione trasformava un canone ritenuto immutabile in un fenomeno storico radicato nell’identità locale: “una pura e semplice rivoluzione che minò i fondamenti di una religione accademica”, come avrebbe commentato Viollet-le-Duc alcuni anni dopo. Labrouste, principale esponente della corrente razionalista nella Francia dell’Ottocento, rappresenta una figura chiave della cultura architettonica europea nel passaggio al mondo moderno, tra i primi a intuire le potenzialità dell’uso del ferro in architettura, realizzando capolavori come la Bibliothèque Nationale di Parigi.
Fu in Francia che, con Paestum, ebbe inizio l’architettura moderna, scatenando un duro dibattito tra Horace Vernet, direttore dell'Académie de France a Roma, e Quatremère de Quincy, secrétaire perpétuel dell'Académie a Parigi e massimo sostenitore dei principi estetici di Winckelmann.
Protagonista fu il giovane architetto Henri Labrouste che, da studente, mise in crisi il linguaggio classico attraverso una rilettura cronologica dei tre templi come graduale adattamento degli ideali ateniesi da parte dei coloni greci di Poseidonia. Tale interpretazione trasformava un canone ritenuto immutabile in un fenomeno storico radicato nell’identità locale: “una pura e semplice rivoluzione che minò i fondamenti di una religione accademica”, come avrebbe commentato Viollet-le-Duc alcuni anni dopo.
Labrouste, principale esponente della corrente razionalista nella Francia dell’Ottocento, rappresenta una figura chiave della cultura architettonica europea nel passaggio al mondo moderno, tra i primi a intuire le potenzialità dell’uso del ferro in architettura, realizzando capolavori come la Bibliothèque Nationale di Parigi.
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
Henri Labrouste
Il restauro di Paestum
e l’architettura moderna
I Quaderni
Henri Labrouste. Il restauro di Paestum e l’architettura moderna
Costabile Cerone
Il lavoro dell'architetto francese Henri Labrouste (Parigi,
1801 - Fontainebleau, 1875) (fig. 1), considerato
il principale esponente del razionalismo nella Francia
ottocentesca, segna una tappa fondamentale
nell'evoluzione dell'architettura moderna. Tra i primi
a comprendere le potenzialità dell'uso del ferro e del
vetro in architettura, li utilizzò per la prima volta
nella realizzazione della Bibliothèque Sainte-
Geneviève (1843-1850) (fig. 2-10) in piazza del Panthéon
a Parigi, e successivamente per l'ampliamento
della Bibliothèque Nationale de France (1860-1867)
(fig. 3), considerata il suo capolavoro. Con queste
opere diede forma all'idea della biblioteca moderna
come tempio della conoscenza e spazio per la contemplazione.
Lo storico e critico dell'architettura Sigfried
Giedion lo considererà l'anticipatore del linguaggio
architettonico moderno, definendolo “la
figura di maggior spicco nel campo dell'architettura
all'inizio dello sviluppo industriale”.
Siamo agli esordi di quell'architettura in ferro destinata
a svilupparsi alla fine del XIX secolo, quando
verranno realizzati capolavori pionieristici come la
Tour Eiffel, completata nel 1889 in occasione
dell'Esposizione Universale.
La biblioteca di Sainte-Geneviève, caratterizzata dai
nuovi materiali e dalle tecnologie costruttive offerte
dalla produzione industriale, rappresenta dunque
un'innovazione in contrapposizione al tradizionale
linguaggio classico dell'architettura del primo Ottocento.
Per il progetto della suggestiva sala di lettura, posizionata
al primo piano dell'edificio - un grande spazio
basilicale suddiviso in due navate con volte a
botte sostenute da una fila di colonne centrali, elementi
di un'audace intelaiatura metallica a vista -
l'architetto sembra ricorrere a riferimenti tipologici
legati alla sua formazione. Tra questi spicca
l'architettura del tempio di Hera I a Paestum, la cosiddetta
Basilica, considerata tale per la particolare
cella rettangolare divisa da una fila centrale di colonne
che reggevano la copertura, assimilabile dunque a
un edificio pubblico - un “portico”. Si tratta di uno
dei monumenti rilevati da Labrouste per un esame
accademico sostenuto nel 1829 durante il suo periodo
di specializzazione in Italia, dal titolo “Restauration
des temples de Paestum”.
1
Fig. 1. Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780-1867)
Ritratto di Henri Labrouste, 1852
Stampa (30,7 x 40,8 cm)
Incisore Dien Claude-Marie-François (1787-1865)
Bibliothèque Nationale de France, Parigi
Fig. 2. Henri Labrouste (1801-1875)
Bibliothèque Sainte-Geneviève, Parigi
Sala di lettura
2
Fig. 3. Henri Labrouste (1801-1875)
La nuova sala di lettura della Biblioteca Imperiale di
Parigi
Stampa dalla rivista The Illustrated London News,
1868.
Il grande spazio è caratterizzato da una copertura costituita da
nove cupole metalliche decorate sostenute da esili colonne in
ghisa
2
3
3
Il restauro dei templi di Paestum
Il giovane Labrouste, dopo un apprendistato presso
un importante atelier di architettura a Parigi, iniziò
gli studi all'École des Beaux-Arts ottenendo nel 1824
una borsa di studio - il Prix de Rome - che gli consentì
un soggiorno formativo di cinque anni a Roma in qualità
di pensionnaire presso Villa Medici, sede
dell'Accademia di Francia. Qui si dedicò allo studio
dei monumenti antichi e delle raffinate tecniche
costruttive dell'architettura classica, con grande autonomia
di pensiero critico e in contrasto con la dottrina
estetica accademica, legata a un'immagine fissa e
idealizzata dell'antichità sostenuta dai neoclassici.
L'ordinamento accademico, per i primi tre anni, imponeva
agli studenti residenti a Roma l'esecuzione del
rilievo di edifici antichi da inviare a Parigi per il giudizio
dell'Accademia; al quarto anno richiedeva invece
l'elaborazione di un progetto di restauro basato su
rilievi dettagliati realizzati sul posto.
Seguendo queste regole, Labrouste eseguì nei primi
anni numerosi rilievi in diverse località italiane -
Roma, Napoli, Pompei (fig. 4-5-7) - i cui disegni
sono oggi conservati in gran parte presso il Dipartimento
delle Stampe e della Fotografia della Bibliothèque
Nationale de France e presso l'Accademia di
Architettura di Parigi. Per l'envoi del quarto anno -
esame per il passaggio al grado superiore - scelse di
compiere il rilievo dei tre templi di Paestum, accompagnato
da un'ipotesi grafica di restauro. In questo
lavoro condensò le riflessioni maturate insieme ai
suoi compagni di studio, futuri protagonisti
dell'architettura francese del XIX secolo: tra essi
Joseph-Louis Duc, autore del Palazzo di Giustizia di
Parigi, e Jacques Félix Duban (1797-1870) (fig. 6),
restauratore di castelli e autore del completamento
della Galleria dell'Apollo al Louvre, suo compagno
di viaggio durante il primo sopralluogo a Paestum
nel 1826. In quell'occasione Duban realizzò un rapido
disegno a matita, poi utilizzato per una veduta
interna ad acquerello del tempio di Nettuno (fig. 26-
27).
Due anni dopo, Labrouste tornò presso le antiche
rovine con tutto il necessario per eseguire i rilievi -
matite, pennelli, quaderni per schizzi, squadre, compassi,
rotella metrica e filo a piombo - soggiornandovi
a lungo, malgrado le difficoltà e i pericoli di un
luogo allora malsano e disabitato.
4
4
6
Fig. 4. Henri Labrouste (1801-1875)
Pompei, Casa del poeta tragico, 1826
Veduta prospettica dell'atrio
(Casa romana risalente al II secolo a.C.)
Grafite, penna, lavaggio a colori (26,2 x 20,8 cm)
Bibliothèque Nationale de France, Parigi
Fig. 5. Henri Labrouste (1801-1875)
Paesaggio a Capri,1824-1830
Grafite, penna, lavaggio a colori (26,5 x 20,8 cm)
Bibliothèque Nationale de France, Parigi
Fig. 6. Domenica Monvoisin (1807-1881)
Ritratto di Felix Duban, 1873
Miniatura su avorio (8,5 x 11 cm)
Collezione del Museo del Louvre, Parigi
5
5
Completate ventitré raffinate tavole acquerellate che
illustravano lo stato di rilievo e di ricostruzione grafica
dei monumenti, nell'aprile del 1829 inviò a Parigi
il suo lavoro su “La restauration des temples de Paestum”
(fig. 11÷23), accompagnato da una relazione
sullo stato conservativo e da una diversa ipotesi cronologica
della loro costruzione.
Per il tempio dedicato alla divinità protettrice della
città, il tempio di Nettuno - tradizionalmente considerato
l'ultimo edificato dei tre in quanto più vicino al
modello del tempio greco classico - Labrouste
sostenne l'opposto: la sua purezza stilistica indicava
che fosse il primo ad essere stato costruito “in un
tempo in cui i fondatori di Poseidonia non avevano
ancora dimenticato i principi architettonici portati
con sé dalla Grecia”.
Gli altri due templi, meno perfetti formalmente,
sarebbero invece il risultato di un adattamento progressivo
alle condizioni ambientali, sociali e politiche
della colonia, configurandosi come l'architettura
tipica di Poseidonia.
Architetture dunque determinate da esigenze strutturali,
funzionali e pratiche - tipologia e disponibilità
dei materiali da costruzione - e non dalla ricerca di
una forma ideale definitiva, come sostenuto dalla
dottrina accademica. Architetture di carattere locale,
quindi, piuttosto che universale.
Per queste affermazioni, nonostante l'eccezionale
qualità del suo lavoro, Labrouste fu al centro di
un'accesa polemica accademica, che scatenò un duro
dibattito tra il pittore Horace Vernet (fig. 8), direttore
dell'Académie de France a Roma, e Quatremère de
Quincy (fig. 9), secrétaire perpétuel dell'Académie a
Parigi e massimo sostenitore dei principi estetici di
Winckelmann. Quatremère, rimproverando al giovane
architetto di aver respinto le critiche dei suoi maestri,
mise in dubbio l'esattezza dei suoi rilievi. Una
delle questioni sollevate - piuttosto pretestuosa -
riguardava la non corrispondenza dei suoi disegni
con quelli dell'architetto Claude-Mathieu Delagardette,
autore nel 1799 dell'opera “Les ruines de Paestum
ou Posidonia”, fino ad allora testo di riferimento
dell'Académie.
Vernet, dopo un sopralluogo di verifica a Paestum
nella primavera del 1830, difese Labrouste inviando
a Parigi una relazione in cui attestava l'autenticità dei
suoi rilievi e segnalava gli innumerevoli errori presenti
nell'opera di Delagardette. In risposta, il segretario
dell'Académie condannò con decisione
l'intervento del direttore; Vernet rassegnò le dimis-
7
6
sioni, che però furono respinte dal ministro degli
Interni François Guizot.
La polemica interna all'istituzione assunse rapidamente
le proporzioni di un affare di Stato, tanto che la
stampa dell'epoca se ne fece portavoce.
Di fronte alla rigida dottrina dell'École des Beaux-
Arts, spesso ostile a ogni innovazione, il giovane
Labrouste, affermando le proprie posizioni, aprì la
strada alle generazioni successive e allo sviluppo
dell'architettura moderna capace di adattarsi alle esigenze
di un mondo in rapido mutamento industriale e
tecnologico. Molti anni dopo, la sua opera fu descritta
da Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc come una
vera rivoluzione capace di sfidare la supremazia del
classicismo.
Fig. 7. Henri Labrouste (1801-1875)
Maison du Tasse à Sorrente , 1826
Grafite, penna, lavaggio a colori (17,7 x 11cm)
Bibliothèque Nationale de France, Parigi
Fig. 8. Alexis Witkofsky
Ritratto di Horace Vernet rappresentato in abito
accademico, 1864
Olio su tela (81 x 101 cm)
Musée des châteaux de Versailles et de Trianon,
Versailles, Francia
Fig. 9. François Joseph Heim (1787-1865)
Ritratto di Quatremère de Quincy, de l'Institut,
archéologue, 1825
Matita su carta (12,1 x 16,4 cm)
Collezione del Museo del Louvre, Parigi
8
9
7
10
Fig. 10. Henri Labrouste (1801-1875)
Sezione trasversale della sala di lettura e dell'atrio
delle scale
Bibliothèque Sainte-Geneviève, Parigi
8
9
11
Fig. 11. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 5 - Prospetto Tempio di Nettuno - Restauro,
1828 - scala 1:40
Inchiostro e acquerello su carta (98 x 67 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
10
11
12
Fig. 12. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 7 - Sezione Tempio di Nettuno - Restauro, 1828
- scala 1:40
Inchiostro e acquerello su carta (98,5 x 66,9 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
12
Nel progetto di restauro del tempio sono rappresentati gli
ornamenti interni, gli accessori necessari al culto e la
colossale statua di Nettuno (Poseidone), divinità protettrice
dell'antica città. Posta in fondo alla cella, la statua -
realizzata in pietra - raffigura il dio in piedi, seminudo
con drappeggio, il tridente nella mano sinistra e una sfera
di bronzo nella destra, simbolo del suo epiteto ricorrente
di “Colui che scuote la terra”.
13
13
14
14
Fig. 13. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 8 - Laterale e sezione Tempio di Nettuno - Stato
attuale, 1828
Inchiostro e acquerello su carta (191,5 x 66,4 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
Fig. 14. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 4 - Prospetto Tempio di Nettuno - Stato attuale,
1828 - scala 1:40
Inchiostro e acquerello su carta (98 x 67 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
Fig. 15. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 6 - Sezione Tempio di Nettuno - Stato attuale,
1828 - scala 1:40
Inchiostro e acquerello su carta (98 x 67 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
15
15
16
Fig. 16. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 10 - Sezione longitudinale Tempio di Nettuno -
Stato attuale, 1828
Inchiostro e acquerello su carta (191 x 66,7 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
17
Fig. 17. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 11 - Sezione longitudinale Tempio di Nettuno -
Restauro, 1828
Inchiostro e acquerello su carta (189,2 x 66,7 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
16
17
18
Fig. 18. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 15 - Tempio di Cerere - Stato attuale, 1828
Prospetto, pianta, sezione trasversale e sezione longitudinale
Inchiostro e acquerello su carta (190 x 67 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
19
Fig. 19. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 16 - Tempio di Cerere - Restauro, 1828
Prospetto, pianta, sezione trasversale e sezione longitudinale
Inchiostro e acquerello su carta (191 x 66,7 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
La statua drappeggiata di Cerere, realizzata in avorio e
legno e tradizionalmente associata al tempio, è posta in
fondo alla cella, seduta su un trono.
18
19
20
Fig. 20. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 18 - Portico (La Basilica) - Stato attuale, 1828
Pianta, sezione trasversale e prospetto
Inchiostro e acquerello su carta (191 x 66,7 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
21
Fig. 21. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 19 - Portico (La Basilica) - Restauro, 1828
Pianta, sezione trasversale e prospetto
Inchiostro e acquerello su carta (190 x 66,3 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
20
21
22
23
22
Fig. 22. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 21 - Sezione Portico (La Basilica) - Restauro,
1828
Particolari
Inchiostro e acquerello su carta (190 x 66,3 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
24
Fig. 23. Henri Labrouste (1801 -1875)
Tavola 20 - Dettagli Portico (La Basilica) - Restauro,
1828
Sezione longitudinale
Inchiostro e acquerello su carta (98,5 x 67 cm)
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
Fig. 24. Eugène Guillaume (1822-1905)
Busto di Henri Labrouste
Bibliothèque Sainte-Geneviève, Parigi
Con una fila di colonne centrali che formano due gallerie
e il numero anomalo delle colonne della peristasi, questo
edificio fu interpretato come un “porticato”, nel senso di
basilica romana: una struttura coperta destinata
all'amministrazione della giustizia e alle assemblee dei
cittadini.
Per la ricostruzione, Labrouste si ispirò alla Stoà Pecile
di Atene, un portico dipinto di vari colori destinato alle
riunioni pubbliche, lasciando le pareti libere affinché
potessero ospitare dipinti e iscrizioni di atti o deliberazioni
da portare all'attenzione dei cittadini. La prima colonna
dell'asse centrale, posizionata in corrispondenza
dell'ingresso principale, non presenta su un lato le tipiche
scanalature, risultando liscia per un terzo della sua circonferenza:
caratteristica che Labrouste interpretò come
lo spazio destinato a ospitare, nel punto più visibile, i regolamenti
delle assemblee.
A completamento della decorazione, aggiunse lungo il
camminamento lance e scudi utilizzati in battaglia dagli
antichi abitanti di Poseidonia, trofei di guerra destinati a
ricordare ai cittadini le virtù dei loro antenati e ad ispirarli
al desiderio di imitarli.
23
25
Fig. 25. Henri Labrouste (1801-1875)
Disegni di Paestum
Esposti alla mostra “Henri Labrouste: Structure
Brought to Light” tenuta nel 2013 al MoMA, Museum
of Modern Art, New York
“Henri Labrouste: Structure Brought to Light”, l'ultima
mostra personale sull'architetto dove si mise in evidenza
il suo lavoro come una pietra miliare nell'evoluzione
dell'architettura moderna, si tenne con grande successo
al MoMA, Museum of Modern Art di New York nel 2013,
in collaborazione con la Cité de l'architecture & du patrimoine
(Museo di architettura di Parigi), la Bibliothèque
nationale de France e con la partecipazione
dell'Académie d'architecture.
24
25
26
26
27
Fig. 26. Félix Duban (1797-1870)
Paestum, l'interno del tempio di Nettuno, 1826
Inchiostro marrone su linee a matita (11 x 15,5 cm)
Collezione privata, Parigi
Fig. 27. Felix Duban (1798-1870)
Tempio di Nettuno a Paestum, 1826
Disegno preparatorio a matita (23 x 17 cm)
Da un Album dei disegni architettonici realizzati da
Félix Duban durante il suo soggiorno a Villa Medici tra
il 1823 e il 1828 (Tomo III)
Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts, Parigi
Riferimenti bibliografici:
Henri Labrouste, Les temples de Paestum. Restauration exécutée
en 1829 par Henri Labrouste, Typographie et librairie de Firmin-
Didot et C., Paris, 1877
M. L. Dassy, Compte rendu sur la Restauration de Paestum,
exécutée en 1829 par Henri Labrouste, Editore J. Baur, Parigi,
1879 (Relazione sul restauro di Paestum eseguito nel 1829 da
Henri Larouste), della serie Restaurations des architectes
pensionnaires de l'Académie de France à Rome
Sigfried Giedion, Spazio tempo e architettura, lo sviluppo di una
nuova tradizione, Hoepli, Milano 1954
Pierre Saddy, Henri Labrouste, architecte 1801-1875, Caisse
nationale des Monuments Historiques, Parigi, 1977
Arthur Drexler, a cura di, The Architecture of the Ècole des
beauxarts, catalogo della mostra al Museo d'Arte Moderna, New
York, 1975
Renzo Dubbini, a cura di, Henri Labrouste (1801-1875), Edizione
Electa, 2002
Maria Grazia Tampieri, Henri Labrouste, in Umberto Eco (a cura
di), Storia della Civiltà Europea, vol. L'Ottocento, 2011
Isabelle Chave, Après le prix de Rome. La formation à l'Académie
de France à Rome sous le directorat d'Horace Vernet (1829-1834),
à travers sa correspondance, in Romantisme 2011/3 (n.153),
Éditeur Armand Colin, Francia
Corinne Belier, Barry Bergdoll, Marc le Coeur, Henri Labrouste.
Structure brought to light, The Museum of Modern Art, New York,
2013 (Catalogo della mostra)
Martin Bressani, The Paestum Controversy, in “Henri Labrouste.
Structure brought to light”, The Museum of Modern Art, New
York, 2013
Vittorio Uccelli, La biblioteca Sainte-Geneviève di Henri
Labrouste e la questione del carattere degli edifici, Aión Edizioni
“Saggi - Architettura”, Firenze, 2013
Annunziata Maria Oteri (a cura di), Viollet-le-Duc e l'Ottocento.
Contributi a margine di una celebrazione (1814-2014),
ArcHistoR, Università Mediterranea di Reggio Calabria, 2017
Stefania Pollone, Restauri dell'antico a Paestum. Proposte e
cantieri tra Settecento e Ottocento, Nardini Editore, 2020
27
Fu in Francia che, con Paestum, ebbe inizio
l'architettura moderna, scatenando un duro dibattito
tra Horace Vernet, direttore dell'Académie de France
a Roma, e Quatremère de Quincy, secrétaire perpétuel
dell'Académie a Parigi e massimo sostenitore
dei principi estetici di Winckelmann.
Protagonista fu il giovane architetto Henri Labrouste
che, da studente, mise in crisi il linguaggio classico
attraverso una rilettura cronologica dei tre templi
come graduale adattamento degli ideali ateniesi da
parte dei coloni greci di Poseidonia. Tale interpretazione
trasformava un canone ritenuto immutabile in
un fenomeno storico radicato nell'identità locale:
“una pura e semplice rivoluzione che minò i fondamenti
di una religione accademica”, come avrebbe
commentato Viollet-le-Duc alcuni anni dopo.
Labrouste, principale esponente della corrente
razionalista nella Francia dell'Ottocento, rappresenta
una figura chiave della cultura architettonica
europea nel passaggio al mondo moderno, tra i primi
a intuire le potenzialità dell'uso del ferro in architettura,
realizzando capolavori come la Bibliothèque
Nationale di Parigi.
Immagine di copertina
Henri Labrouste (1801 -1875)
Sezione Tempio di Nettuno - Restauro, 1828
Particolare
École nationale supérieure des beaux-arts, Parigi
collana
I Quaderni dell’Arte
a cura di Costabile Cerone
Quaderno 30 - dicembre 2023
Henri Labrouste
Il restauro di Paestum e l’architettura moderna
Copyright: © 2023 PAESTUMinARTE
Questo è un articolo ad accesso aperto distribuito secondo i termini della Creative Commons
Licenza 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0 IT)