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Waste n. 30 maggio 2024

ACQUA AZZURRA, ACQUA CHIARA INQUINANTI EMERGENTI, DEPURARE COI METODI DEL FUTURO RICICLARE GLI SCARTI PER UNA CERAMICA GREEN

ACQUA AZZURRA, ACQUA CHIARA

INQUINANTI EMERGENTI, DEPURARE COI METODI DEL FUTURO

RICICLARE GLI SCARTI PER UNA CERAMICA GREEN

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Anno VIII<br />

Maggio<br />

<strong>2024</strong><br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

ISSN 2610-9069<br />

0 0 0 3 0 ><br />

Casa Editrice<br />

la fiaccola srl<br />

772610 906904<br />

9<br />

INQUINANTI EMERGENTI,<br />

DEPURARE<br />

COI METODI<br />

DEL FUTURO<br />

ACQUA<br />

AZZURRA,<br />

ACQUA<br />

CHIARA<br />

RICICLARE<br />

GLI SCARTI<br />

PER UNA CERAMICA<br />

GREEN


2 SOMMARIO<br />

wasteweb.it<br />

waste@fiaccola.it<br />

Stampato su carta FSC<br />

ISSN 2610-9069<br />

Numero <strong>30</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

EDITORIALE<br />

3<br />

In primo piano<br />

8 Cestino d’oro<br />

Al piombo, carrier metal<br />

indispensabile in economia<br />

circolare<br />

9 Up e Downcycling<br />

Progetti geniali, idee bizzarre<br />

10 <strong>Waste</strong> Strategy<br />

Gestione dei rifiuti speciali,<br />

componente super dinamica<br />

12 Pillole dal laboratorio<br />

PNRR nel settore rifiuti<br />

14 App e Sturtup<br />

L’angolo delle nuove idee<br />

15 Che fine ha fatto<br />

Evoluzione e fallimento di idee<br />

Economia circolare<br />

16 Il ritorno di IFAT<br />

Il Salone con le soluzioni per le<br />

sfide presenti e future<br />

18 Ceramica ecosostenibile<br />

Il comparto piastrelle è sempre<br />

più orientato a riciclare gli scarti<br />

prodotti<br />

24 CircolarMente<br />

Rigenerazione: valore aggiunto<br />

in materiali e prodotti<br />

Energia<br />

28 Ritorno al futuro<br />

Archimede 2.0, il progetto per<br />

una vettura totalmente elettrica<br />

e a pannelli solari<br />

Rifiuti solidi<br />

33 Vetrina bavarese<br />

Anticipiamo ciò che vedremo<br />

34 Sistemi di riciclaggio<br />

Come le imprese rispondono al<br />

cambiamento. Intervista a Mauro<br />

Panizzolo<br />

36 Materiali radioattivi naturali<br />

Chi supporta nella gestione di<br />

questi residui lungo tutta la<br />

filiera<br />

38 Igiene urbana<br />

Con macchine ecologiche 100%<br />

elettriche<br />

40 Nuova vita agli scarti<br />

Tecnologia e Green Division<br />

46 Primato polacco<br />

Scoccano i 35 anni di Pronar<br />

48 Alto grado di separazione<br />

Tramite l’I.A. per la selezione di<br />

plastiche alimentari<br />

50 Impianti smart<br />

Soluzioni all-in-one<br />

52 Super performativo<br />

Il Tana Shark 440ET elettrico<br />

54 Design di successo<br />

Per il più grande impianto di<br />

selezione rifiuti elettronici<br />

56 Macinatore primario<br />

Migliori risultati e consumi<br />

ridotti<br />

58 Caricatori elettrici<br />

Per movimentare scarti solidi<br />

60 Materiali da C&D<br />

Anpar ottiene le modifiche al<br />

decreto EoW e salva il settore<br />

degli aggregati recuperati<br />

66 Progetto rigenerativo<br />

Bonifiche e demolizioni nell’area<br />

ex-Macello di Milano<br />

Biowaste<br />

68 Odori da conceria<br />

Come combattere la diffusione di<br />

polveri e solventi nell’aria<br />

Acque reflue<br />

72 Inquinanti emergenti<br />

Nuove tecniche di depurazione<br />

per i CE presenti all’interno di<br />

acqua e reflui urbani<br />

76 Milano virtuosa<br />

Grazie ad un sistema di<br />

depurazione efficace<br />

Veicoli&Allestimenti<br />

80 Igiene urbana<br />

Presenza strategica con<br />

soluzioni complete<br />

82 Automotive e circolarità<br />

Comparazione tra veicoli termici<br />

ed elettrici<br />

Rubrica<br />

3 Editoriale<br />

6 Numeri e poltrone<br />

22 News economia circolare<br />

31 News energia<br />

32 News rifiuti solidi<br />

70 News biowaste<br />

75 News acque reflue<br />

Direttore Responsabile<br />

Lucia Edvige Saronni<br />

lsaronni@fiaccola.it<br />

Direttore Editoriale<br />

Giuseppe Guzzardi<br />

gguzzardi@fiaccola.it<br />

Consulenza Tecnico-Scientifica<br />

Marco Comelli<br />

mcomelli@fiaccola.it<br />

Coordinamento Editoriale<br />

Federica Lugaresi<br />

flugaresi@fiaccola.it<br />

Redazione<br />

Mauro Armelloni, Matthieu Colombo<br />

Fabrizio Parati, Emilia Longoni<br />

waste@fiaccola.it<br />

Collaboratori<br />

Ludovica Bianchi, Marco Capellini, Damiano<br />

Diotti, Antonio Fargas, Ginevra Fontana,<br />

Annalisa Gussoni, Alessandro Marangoni,<br />

Giovanni Milio, Mattia Molena, Eliana Puccio,<br />

Michele Ragonese, Riccardo Rossi<br />

Segreteria<br />

Jole Campolucci<br />

jcampolucci@fiaccola.it<br />

Impaginazione e progetto grafico<br />

Studio Grafico Page<br />

Novate Milanese (MI)<br />

Amministrazione<br />

Margherita Russo<br />

amministrazione@fiaccola.it<br />

Marzia Salandini<br />

msalandini@fiaccola.it<br />

Abbonamenti<br />

Mariana Serci<br />

Patrizia Zanetti<br />

abbonamenti@fiaccola.it<br />

Traffico e pubblicità<br />

Giovanna Thorausch<br />

marketing@fiaccola.it<br />

Marketing e pubblicità<br />

Sabrina Levada (Responsabile estero)<br />

slevada@fiaccola.it<br />

Agenti<br />

Giorgio Casotto<br />

T 0425 34045 - Cell. 348 5121572<br />

info@ottoadv.it per Friuli Venezia Giulia,<br />

Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna<br />

(escluse Parma e Piacenza)<br />

Trimestrale - LO-NO/00516/02.2021CONV<br />

Reg. Trib. Milano N. 2<strong>30</strong> del 19/07/2017<br />

Stampa<br />

Colorshade - Peschiera Borromeo (Mi)<br />

ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE<br />

STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio 313<br />

21/11/1985 - Roc 32150<br />

Prezzi di vendita<br />

abb. annuo Italia Euro 100,00<br />

abb. annuo Estero Euro 200,00<br />

una copia Euro 20,00<br />

una copia Estero Euro 40,00<br />

È vietata e perseguibile per legge la riproduzione totale o parziale<br />

di testi, articoli, pubblicità ed immagini pubblicate su questa<br />

rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici, digitali,<br />

ecc. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati<br />

rimane esclusivamente agli autori. Il suo nominativo è inserito<br />

nella nostra mailing list esclusivamente per l'invio delle nostre<br />

comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo<br />

regolamento UE sulla Privacy N.2016/679. Qualora non desiderasse<br />

ricevere in futuro altre informazioni, può far richiesta<br />

alla Casa Editrice la fiaccola srl scrivendo a: info@fiaccola.it<br />

Organo di informazione<br />

e documentazione<br />

Questo periodico è associato<br />

all’Unione Stampa Periodica Italiana:<br />

numero di iscrizione 15794<br />

86 News veicoli&allestimenti Casa Editrice<br />

la fiaccola srl<br />

20123 Milano | Via Conca del Naviglio 37<br />

Tel. +39 02 89421350 - Fax +39 02 89421484<br />

fiaccola@fiaccola.it | www.fiaccola.com<br />

TU CHIAMALE<br />

SE VUOI<br />

OSSESSIONI<br />

Questo finale di partita a livello europeo è caratterizzato<br />

da una corsa senza precedenti verso l’approvazione di<br />

normative a tutti i livelli, a salire raccomandazioni, direttive<br />

e regolamenti. Il settore più interessato è quello<br />

in senso lato riguardante la sostenibilità, con una corsa<br />

motivata certamente dall’urgenza dell’argomento ma forse,<br />

è il sospetto, per la frenesia tipica dei fine-regno, soprattutto<br />

quando si teme, o immagina, che il nuovo sovrano la penserà in<br />

modo diverso.<br />

Confesso che sono molto scettico sul fatto che, anche con una nuova <strong>maggio</strong>ranza,<br />

le nuove politiche europee cambieranno in modo radicale, se non altro<br />

perché oltre a Bruxelles e Strasburgo le politiche si fanno anche a livello di<br />

Consiglio, che è in mano a <strong>maggio</strong>ranze variabili e dipendenti dalle politiche<br />

statuali. Se posso sperare in un cambiamento mi accontenterei di un mutamento<br />

di atteggiamento, che poi si traduce in decisioni di contenuto, ma che è decisivo<br />

per capire determinate scelte. Le chiamerei le ossessioni europee, ossia l’attenzione<br />

verso determinati temi o sottotemi non così centrali nel raggiungimento<br />

del risultato. Un caso classico è l’atteggiamento verso la plastica, che ritorna<br />

in modo, appunto, ossessivo e come tale controproducente.<br />

Così abbiamo che si spinge sul riuso degli imballaggi di plastica, bottiglie ma<br />

non solo, con l’obiettivo di ridurre la produzione di plastica, ma con effetti distorsivi<br />

sulla concorrenza interna, la cui difesa è un obiettivo sbandierato<br />

dall’Unione, a favore dei grandissimi operatori del retail, esplosione della logistica<br />

inversa, nonché consumo di acqua ed energia (lavaggi, sterilizzazioni,<br />

eccetera). L’atteggiamento non è nuovo, basti ricordare che si è pensato prima<br />

a proibire la plastica monouso (con risultati pratici scarsi, visto che si è<br />

consentito di utilizzare le scorte sino a esaurimento) a favore di materiali<br />

soi disant compostabili per fare forchette e bicchieri, arrivando solo ora a<br />

normare la frazione organica degli RSU dove la plastica compostabile è<br />

una realtà.<br />

Altro caso il riciclo dei veicoli, dove la bozza di regolamento che sta circolando<br />

cita solo la plastica come materiale dotato di obiettivi di recupero e<br />

riciclo, proprio in un settore (vedete il nostro recente speciale in argomento)<br />

dove si parla di plastiche molto diverse tra di loro. Non parliamo<br />

nemmeno della crociata in arrivo sul piombo, sugli PFAS, come stiamo<br />

dando conto, anche in questo numero, dove temo che più che di ossessione<br />

si possa parlare di dissociazione. Che nasce come meccanismo<br />

di difesa ma può fare molti danni.<br />

Marco Comelli


9<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

4 PARTNERS<br />

ACCADUEO <strong>2024</strong> . . . . . . . . . . . .85<br />

bfwe.it<br />

BIOENERSYS Srl . . . . . . . . .IV Cop<br />

snam.it<br />

NIEDERSTAETTER AG SpA . . . .59<br />

niederstaetter.it<br />

OLEOMARKET Srl – OLMARK . .73<br />

olmark.com<br />

Anno VIII<br />

Maggio<br />

<strong>2024</strong><br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Rivoluzione a scaglie.<br />

Selezione senza<br />

precedenti.<br />

BOMAG ITALIA Srl . . . . . . . . . . .65<br />

bomag.com<br />

PAL Srl . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1<br />

pal-greendivision.it<br />

Casa Editrice<br />

la fiaccola srl<br />

0 0 0 3 0 ><br />

BRUMOLA . . . . . . . . . . . . . . . . .23<br />

brumola.com<br />

PALMIERI SpA . . . . . . . . . . . . . .41<br />

palmierigroup.com<br />

ISSN 2610-9069<br />

772610 906904<br />

INQUINANTI EMERGENTI,<br />

DEPURARE<br />

COI METODI<br />

DEL FUTURO<br />

ACQUA<br />

AZZURRA,<br />

ACQUA<br />

CHIARA<br />

BUSI GROUP Srl . . . . . . . . . . . .83<br />

busigroup.it<br />

PANIZZOLO Srl . . . . . . . . . . . . . .39<br />

panizzolo.com<br />

RICICLARE<br />

GLI SCARTI<br />

PER UNA CERAMICA<br />

GREEN<br />

ECOTEC SOLUTION Srl . . . .43, 45<br />

ecotecsolution.com<br />

FOR REC Srl . . . . . . . . . . . . . . . .11<br />

forrec.eu<br />

IDROMECCANICA<br />

RAMTEC Srl . . . . . . . . . . . . . . . .27<br />

ramtec.it<br />

INDECO SpA . . . . . . . . . . . . .III Cop<br />

indeco.it<br />

MANTOVANA MACCHEDIL Sas –<br />

CANNONI CONRAD . . . . . . . . . . . .51<br />

cannoni-conrad.it<br />

AZIENDE CITATE<br />

A<br />

Althesys . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .10<br />

Amarey . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .22<br />

Armofer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .66<br />

B<br />

Bericap . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .41<br />

Busi Group . . . . . . . . . . . . . . . . . .80<br />

C<br />

Carglass . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .64<br />

CoReVe . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .26<br />

E<br />

Ecotec Solution . . . . . . . . . . . . . . .46<br />

Erion Energy . . . . . . . . . . . . . . . . . .6<br />

Euro Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . .6<br />

REMTECH EXPO <strong>2024</strong> . . . . . . . .81<br />

remtechexpo.com<br />

SIMA Srl . . . . . . . . . . . . . . . . . . .53<br />

sima-srl.it<br />

STADLER ANLAGENBAU . . . . . .57<br />

w-stadler.de/it<br />

TANA ITALIA Srl . . . . . . . . . .II Cop<br />

tanaitalia.com<br />

TECMA <strong>2024</strong> . . . . . . . . . . . . . . . .79<br />

ifema.es<br />

TENAX INTERNATIONAL SpA . .71<br />

tenaxinternational.com<br />

F<br />

For Rec . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .56<br />

G<br />

Gruppo Autodemolizione<br />

Pollini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .86<br />

Gruppo Hera . . . . . . . . . . . . . . . . .42<br />

Gruppo Saviola . . . . . . . . . . . . . . .45<br />

I<br />

Imal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .40<br />

Intercors . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .22<br />

M<br />

Matrec . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .24<br />

Mitambiente . . . . . . . . . . . . . . . . .36<br />

Acqua sempre più preziosa ma sempre più<br />

inquinata. I depuratori (v. quelli milanesi)<br />

fanno la loro parte. Ma i contaminanti emergenti<br />

solo recentemente hanno richiamato<br />

attenzione per la loro potenziale pericolosità.<br />

Presenti in concentrazione ridotta, possono<br />

però dare effetti pericolosi per accumulo,<br />

sia all’uomo che all’ambiente. E i depuratori<br />

dei reflui urbani non li eliminano… al via<br />

quindi le metodologie del futuro!<br />

TOMRA RECYCLING ITALY . . . . . .5<br />

tomra.com<br />

VECOPLAN . . . . . . . . . . . . . . . . .21<br />

vecoplan.com<br />

O<br />

Oxoco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .14<br />

P<br />

Pal Green Division . . . . . . . . . . . . .40<br />

Palmieri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .50<br />

Panizzolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .34<br />

R<br />

Recos . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .70<br />

S<br />

Solmec . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .58<br />

Stadler . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .54<br />

T<br />

Tomra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .48<br />

Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .41<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Flake di massima purezza,<br />

da qualsiasi tipo di plastica.<br />

PET, PP, PE, PVC, PS? Nessun<br />

problema: INNOSORT FLAKE e<br />

AUTOSORT® FLAKE fanno salire<br />

i tuoi ricavi e portano al top la<br />

qualità delle monofrazioni,<br />

anche dal flusso di plastica<br />

mista più contaminato.<br />

Accetta la sfida!


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

2 3<br />

4<br />

6 PRIMO PIANO Soluzioni<br />

IN EVIDENZA<br />

1 2 3 4<br />

IN EVIDENZA<br />

PRIMO PIANO<br />

12 3<br />

4<br />

7<br />

Numeri e poltrone<br />

EUROGROUP<br />

Coooooooptato!<br />

Leader mondiale<br />

nella<br />

progettazione e<br />

produzione di statori e<br />

rotori per motori e<br />

generatori elettrici,<br />

EuroGroup Laminations<br />

con il suo Consiglio di<br />

Amministrazione ha<br />

nominato per cooptazione<br />

il Dott. Axel Volker Dill<br />

come nuovo<br />

amministratore esecutivo.<br />

Dill ricoprirà il ruolo di<br />

CEO della BU Industrial,<br />

TETRA PACK<br />

Obiettivo ambizioso<br />

Forse uno degli imballaggi più<br />

diffusi e conosciuti al mondo, il<br />

Tetra Pack è oggi composto per più<br />

del 70% da carta. Ma entro il 20<strong>30</strong>,<br />

dichiarano dall’azienda, c’è l’ambizione di<br />

raggiungere il 90%. Per arrivare a questo<br />

risultato si stanno investendo 100 milioni<br />

di euro all’anno, aggiungendo<br />

12 3<br />

4<br />

lasciato libero dal<br />

dimissionario Ing. Gianluca<br />

Bertocchi. Alex Volker Dill,<br />

nato a Stoccarda, si laurea<br />

in Economia e Commercio<br />

presso l’università Bocconi<br />

nel 1993. Ad oggi ricopre il<br />

anche un miglioramento in termini di<br />

circolarità dell’imballaggio stesso. Che<br />

tradotto significa una semplificazione<br />

della struttura dei materiali, eliminando<br />

l’alluminio, riducendo la plastica vergine<br />

di origine fossile, aumentando la quota di<br />

carta senza comprometterne le<br />

performances in termini di sicurezza<br />

alimentare e durata di conservazione.<br />

Non solo.<br />

Si stanno investendo anche a livello<br />

globale 40 milioni di euro all’anno per<br />

migliorare il riciclo delle confezioni,<br />

puntando ad aumentare il tasso di<br />

raccolta. A Rubiera, in provincia di Reggio<br />

Emilia, si trova uno dei 50 stabilimenti<br />

produttivi del mondo, dove nascono 190<br />

bilioni di unità di contenitori: di questi,<br />

5,2 sono venduti in Italia.<br />

ruolo di socio<br />

amministratore della<br />

società di import-export<br />

Diwa srl, ed in seguito alla<br />

suddivisione in due BU di<br />

Eurotranciatura Italia, dal<br />

2020 è Director Business<br />

Unit Industrial Sales di<br />

Eurotranciatura SpA.<br />

nonché amministratore.<br />

EuroGroup Laminations<br />

opera ed è attiva nella<br />

produzione del motor core,<br />

con applicazioni in<br />

domotica, industriali,<br />

energia eolica, pompe e<br />

logistica.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

CDCNPA<br />

Che carica!!!!!<br />

Laura Castelli è la<br />

nuova Presidente<br />

del Centro di<br />

Coordinamento Nazionale<br />

Pile e Accumulatori<br />

(CDCNPA). Attuale<br />

Direttrice Generale del<br />

consorzio ERION ENERGY,<br />

è stata eletta<br />

dall’Assemblea dei<br />

rappresentanti nazionali del Centro.<br />

“Come Presidente del Centro di<br />

Coordinamento lavorerò affinché anche<br />

l’Italia possa farsi trovare pronta di fronte<br />

alle sfide che il nuovo regolamento ci<br />

chiede di affrontare.” ha dichiarato il<br />

nuovo Presidente.“Purtroppo, a livello di<br />

sistema Italia siamo ancora troppo<br />

distanti rispetto al target imposto<br />

NUOVA DIRETTIVA EUROPEA<br />

ACQUE<br />

Bella lì<br />

Riduzione nei consumi<br />

di energia elettrica<br />

degli impianti di<br />

trattamento delle acque reflue<br />

urbane (WWTP). Questo è uno<br />

degli obiettivi introdotti dalla<br />

Nuova Direttiva Europea<br />

Acque, per arrivare ad un 23%<br />

in meno dei consumi grazie<br />

alla tecnologia. L’energia<br />

elettrica totale consumata dai<br />

WWTP costituisce infatti l’1%<br />

del consumo nazionale annuo,<br />

che in Italia ammonta a 3.250<br />

GWh/y. L’efficienza energetica<br />

12 3<br />

4<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

dall’Unione Europea e<br />

questo rende necessario,<br />

oggi più che mai, un<br />

cambio di prospettiva.<br />

Per garantirne il corretto<br />

riciclo, così da<br />

valorizzare il recupero di<br />

quelle materie prime<br />

indispensabili per alcuni<br />

settori strategici della<br />

nostra economia, occorre<br />

innanzitutto raccogliere<br />

di più. Ecco perché mi impegnerò in<br />

prima persona affinché si possa<br />

cooperare – in accordo con le norme<br />

comunitarie – per mettere in campo<br />

iniziative concrete volte all’incremento<br />

della raccolta sul territorio così da<br />

promuovere un’economia circolare e<br />

ridurre gli impatti ambientali nella fase<br />

finale del ciclo di vita delle batterie.”<br />

nel settore idrico identifica<br />

quindi un elemento<br />

indispensabile per la<br />

sostenibilità ambientale ed<br />

economica nel nostro Paese.<br />

Ma per raggiungere tali<br />

obiettivi è necessario dare<br />

ulteriore spazio alle tecnologie<br />

innovative che includono<br />

sistemi di monitoraggio e<br />

controllo di ultima<br />

generazione, pompe ad alta<br />

efficienza energetica e<br />

impianti di trattamento delle<br />

acque con tecnologie a basso<br />

impatto ambientale. E gli<br />

impianti di trattamento delle<br />

reflue urbane, dovranno<br />

produrre energia da fonti<br />

rinnovabili, “in base ad audit<br />

periodici e con traguardi<br />

intermedi progressivi: il primo<br />

di questi è fissato per il 2027”,<br />

si legge nelle modifiche<br />

apportate dal Consiglio<br />

Europeo alla direttiva<br />

91/271/EEC.


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

8 PRIMO PIANO Soluzioni<br />

WASTE AWARD<br />

PUNTI COSPICUI<br />

PRIMO PIANO<br />

9<br />

Upcycling e Downcycling<br />

La pagina che sottolinea le notizie più interessanti<br />

del momento ma anche del futuro, in antitesi con baggianate<br />

sapienti e idee fuori moda o che hanno stancato<br />

Federica Lugaresi<br />

Marco Comelli<br />

Dopo la plastica, un<br />

altro falso demone.<br />

Il piombo infatti è<br />

oggi indispensabile<br />

per l’estrazione e<br />

lavorazione di<br />

diverse sostanze,<br />

considerate<br />

indispensabili e<br />

strategiche per<br />

l’elettronica, ma<br />

anche per progetti di<br />

circolarità. Occhio<br />

quindi a non<br />

“assorbire” troppo<br />

alla lettera, le<br />

campagne negative<br />

nei confronti di<br />

questo metallo…<br />

Cestino d’oro<br />

Gli alchimisti volevano trasformare il piombo in oro, ma se<br />

vivessero ora lo lascerebbero com’è. Oggi è un carrier metal<br />

Dedichiamo il nostro nonpremio<br />

di questo numero<br />

all’elemento<br />

82 per il suo ruolo nell’economia<br />

circolare,<br />

fondamentale ma sconosciuto<br />

fuori dalla<br />

stretta cerchia degli<br />

specialisti. Eppure il<br />

piombo è uno dei massimi<br />

babau chimici per<br />

la sua riconosciuta tossicità<br />

cronica, basta consultare<br />

il database dell’ECHA, la<br />

European Chemicals Agency, e<br />

vedere la lunghissima lista di composti<br />

contenenti piombo sottoposta a restrizioni. La<br />

consultazione porta però a una constatazione,<br />

che la <strong>maggio</strong>r parte delle sostanze elencate ha<br />

a che fare con la metallurgia, ossia all’estrazione<br />

e lavorazione dei metalli, sia in campo minerario<br />

ma sempre di più nel recupero dal waste.<br />

Il casino è senza<br />

Il motivo deriva dalle caratteristiche fisico chimiche<br />

del piombo, che lo rendono un cosiddetto<br />

carrier metal per una serie di elementi con i quali<br />

ha affinità ma contemporaneamente dai quali è<br />

facile separarlo per il basso punto di fusione.<br />

Esistono altri carrier metal per altri elementi,<br />

ma il piombo è indispensabile per diverse sostanze<br />

che oggi sono considerate critiche per<br />

l’elettronica, le energie rinnovabili eccetera. La<br />

lista è lunga e la trovate nell’illustrazione che riportiamo<br />

dallo studio fondamentale sul riciclo<br />

dei metalli realizzato dalle Na -<br />

zioni Unite nel 2013.<br />

Diciamo solo che cadmio<br />

e tellurio servono per le<br />

celle fotovoltaiche, il<br />

gallio per i LED e l’elettronica<br />

(i tentativi cinesi<br />

di restringerne la disponibilità<br />

sono testimonianza<br />

della sua<br />

strategicità), l’argento e<br />

l’oro sono preziosi, il bismuto<br />

per la farmaceutica,<br />

lo stagno per le saldature degli<br />

apparecchi elettronici, tra l’altro,<br />

l’indio negli schermi LCD, l’antimonio<br />

(simbolo Sb) si usa in elettronica e in tutte le applicazioni<br />

che richiedono alta resistenza alla<br />

fiamma. Proprio dove l’alternativa sono gli PFAS.<br />

Quindi, senza il piombo una buona parte dei progetti<br />

di circolarità materica strategica vanno a<br />

farsi benedire.<br />

Premio meritato, direte voi, tutto bene. Certo,<br />

però attenzione. È iniziata una campagna negativa<br />

nei confronti del piombo a livello burocrazie<br />

europee e ambientalismi vari. Si nasconde dietro<br />

gli allarmi sull’inquinamento ambientale dovuto<br />

alla caccia (i pallini delle cartucce sono fatti di<br />

piombo) e la pesca amatoriale (i pesi delle lenze…)<br />

ma rischia di affondare la metallurgia del<br />

piombo (e dello zinco, cui è legata) facendo il sillogismo<br />

piombo “male nell’ambiente – il piombo<br />

va proibito”. Già l’Europa sta perdendo la metallurgia<br />

dell’alluminio primario, vediamo di andare<br />

coi piedi di piombo questa volta.<br />

l<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Saponetta benedetta<br />

L’olio vegetale esausto<br />

rappresenta da sempre<br />

un problema in termini di<br />

smaltimento. Ma col<br />

progetto sviluppato a<br />

Roccella Jonica dalla<br />

cooperativa “Felici da<br />

Geni della…lampada!<br />

Creatività imbattibile. Coerenza e praticità<br />

pure… Ovviamente il tono è ironico, quando<br />

parliamo della pensata, di utilizzare piante<br />

bioluminescenti che potrebbero sostituire<br />

le lampade di case e giardini. Nella realtà<br />

lo studio pubblicato sulla rivista Science<br />

Advances è assolutamente impeccabile: il<br />

risultato ha portato alla produzione di una<br />

petunia che emette un bagliore molto<br />

simile a quello lunare. Viene<br />

infatti sfruttata la biologia<br />

sintetica, basata su di un<br />

gene chiave (come quello<br />

scoperto nei funghi) capace di<br />

produrre luce dal metabolismo<br />

interno della pianta, e che<br />

darebbe emissione di luce in continuo<br />

cambiamento. La petunia sarà messa in<br />

vendita dall’azienda americana Light<br />

Bio ed è 100 volte più luminosa di<br />

quanto ottenuto in precedenza. E la<br />

richiesta negli Stati Uniti sarebbe già<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Matti”, grazie<br />

alla raccolta<br />

differenziata<br />

dell’olio usato in<br />

cucina, dal 2013<br />

si producono<br />

saponette<br />

arricchite al bergamotto<br />

(profumatissimo agrume<br />

calabrese ed eccellenza<br />

autoctona). Tutto un<br />

programma il nome del<br />

progetto: Bergolio, dalla<br />

forte assonanza col nome<br />

di Sua Santità.<br />

E proprio per questo, i soci<br />

della cooperativa hanno<br />

inviato alcuni dei loro<br />

wow<br />

elevata. Ottimo. Ma quanta<br />

acqua sarebbe necessaria per<br />

illuminare una casa solo con le piante? Nei<br />

periodi siccitosi e di fronte alla crisi idrica<br />

mondiale cui stiamo andando incontro,<br />

come la mettiamo? Ci sarebbe<br />

realmente un risparmio di energia? No<br />

no, non ce la date a bere…<br />

prodotti in Santa<br />

Sede, chiedendo<br />

“la benedizione”<br />

per la scelta del<br />

nome che<br />

prontamente è arrivata.<br />

Ogni anno vengono<br />

prodotte circa 60<br />

tonnellate di olio esausto<br />

che diventano saponette,<br />

contribuendo a gestire un<br />

rifiuto che è altamente<br />

inquinante e che, se<br />

gettato nelle fognature,<br />

produce gravi<br />

conseguenze. Bravi<br />

bravissimi e via così… lisci<br />

come l’olio!<br />

bleah!Credit: Light Bio


Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

10 PRIMO PIANO RIFIUTI SPECIALI<br />

Gestione dei rifiuti speciali:<br />

un mutamento assai rapido<br />

La molteplicità delle attività svolte, rende spesso difficile<br />

definire chiaramente i confini che separano i diversi mercati<br />

del waste management. Ma il comparto corre e pure velocemente<br />

Alessandro Marangoni, economista<br />

e docente universitario, è fondatore e ceo di<br />

Althesys, società professionale indipendente<br />

specializzata nella consulenza strategica<br />

e nello sviluppo di conoscenza.<br />

Opera con competenze di eccellenza nei settori<br />

chiave di ambiente, energia, infrastrutture e<br />

utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.<br />

Il segmento dei rifiuti speciali, una delle componenti<br />

più dinamiche del settore del waste<br />

management italiano, è in trasformazione<br />

rapida e si trova sempre più al centro delle strategie<br />

di numerosi player. Con la ripresa economica<br />

di fine pandemia si è avuto un incremento<br />

del 12 per cento dei rifiuti speciali prodotti, passati<br />

da 147 milioni di tonnellate a 164,9 milioni<br />

di tonnellate. I rifiuti non pericolosi rappresentano<br />

il 94% circa del totale, mentre i rifiuti da<br />

costruzione e demolizione (C&D) sono la categoria<br />

che segna la variazione più elevata, pari<br />

al 19% (fonte Ispra), grazie al Superbonus 110%<br />

per i lavori di ristrutturazione.<br />

WAS è il think tank italiano sull’industria del waste management e del riciclo. Monitorare<br />

il comparto del waste management e del riciclo, cogliere i trend evolutivi, analizzare le<br />

strategie aziendali e indirizzare le policy è la sua mission. L’osservatorio sviluppa analisi<br />

e studi sulla gestione dei rifiuti, la valorizzazione delle risorse e l’economia circolare,<br />

monitorando il settore con l’Annual Report.<br />

Alessandro Marangoni<br />

Gestione trasversale<br />

Come avviene già da diversi anni, il settore è<br />

sempre più connesso con altri, tanto che la<br />

molteplicità delle attività svolte rende spesso<br />

difficile definire chiaramente i confini che separano<br />

non solo rifiuti urbani e speciali, ma<br />

anche i diversi mercati di questi ultimi. In generale,<br />

le aziende sono attive in più comparti,<br />

che includono: smaltimento impianti o amianto,<br />

bonifiche, trattamento di acque reflue, recupero<br />

oli, soil washing, gestione di reflui chimici<br />

e solventi, spurghi industriali, gestione di<br />

rifiuti radioattivi e gestione di rifiuti sanitari.<br />

Solo dieci imprese sono invece focalizzate su un<br />

unico servizio, mentre ben il 20% degli operatori<br />

diversifica le sue attività lavorando su più di cinque<br />

settori.<br />

Peraltro, un primo sguardo alle operazioni straordinarie<br />

attuate dal 2023 a oggi conferma la<br />

grande vitalità del comparto e non mancano<br />

iniziative di società che mirano a crescere fuori<br />

dai confini nazionali.<br />

Se il dinamismo delle aziende e l’innovazione<br />

favoriscono lo sviluppo del settore, tuttavia, rimangono<br />

criticità che agiscono in senso opposto.<br />

Tra le principali difficoltà, spicca la carenza<br />

di impianti di trattamento in diverse aree,<br />

molto spesso a causa dell’assenza di pianificazione<br />

o di fenomeni nimby da parte delle comunità<br />

locali.<br />

La situazione risulta particolarmente evidente<br />

soprattutto per alcune tipologie di flussi, come,<br />

ad esempio, i rifiuti di amianto, gli scarti dei<br />

processi di waste management, i rifiuti generati<br />

nell’ambito delle operazioni di bonifica. Tutto<br />

questo si traduce nel trasporto di consistenti<br />

quantitativi, sia verso regioni diverse da quelle<br />

di produzione sia fuori dai confini nazionali,<br />

comportando ingenti costi di trasporto e di<br />

smaltimento, ma anche impatti ambientali significativi.<br />

l<br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

12 PRIMO PIANO Soluzioni<br />

PNNR E RIFIUTI<br />

PNNR E RIFIUTI<br />

PRIMO PIANO<br />

13<br />

di Andrea Ballabio,<br />

Donato Berardi,<br />

Gianmarco Di Teodoro<br />

e Nicolò Valle<br />

Il Laboratorio REF<br />

Ricerche è un think tank<br />

che intende riunire<br />

selezionati<br />

rappresentanti del<br />

mondo dell´impresa,<br />

delle istituzioni e della<br />

finanza al fine di<br />

rilanciare il dibattito<br />

sul futuro dei Servizi<br />

Pubblici Locali.<br />

Pillole dal laboratorio<br />

Filiere di investimento e distribuzione territoriale. Una rapida<br />

analisi sull’applicazione del PNRR nel settore dei rifiuti<br />

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza<br />

(PNRR) - approvato nel 2021 - guiderà gli<br />

investimenti pubblici in Italia almeno fino<br />

al 2026, grazie agli ingenti fondi stanziati<br />

dall’Unione Europea (UE). Si tratta di oltre 200<br />

miliardi di euro complessivi, di cui 2,1 miliardi<br />

di euro sono destinati al settore dei rifiuti (Si<br />

veda <strong>Waste</strong> del mese di dicembre). Il PNRR<br />

per i rifiuti è nato per chiudere i divari territoriali.<br />

Tuttavia, è mancata sinora una strategia<br />

nazionale in grado di stimolare le iniziative e<br />

di orientare le proposte, sia con riferimento al<br />

territorio sia ai flussi più critici.<br />

I finanziamenti del PNRR<br />

per il settore dei rifiuti<br />

L’allocazione originaria del Piano prevedeva<br />

di suddividere i 2,1 miliardi di euro così:<br />

• 1,5 miliardi di euro (Investimento 1.1), per i<br />

soggetti pubblici, assegnati a tre Linee di<br />

Intervento e suddivisi in 600 milioni di euro per<br />

il potenziamento delle raccolte differenziate,<br />

450 milioni al trattamento/riciclo e 450 ad impianti<br />

innovativi.<br />

• 600 milioni di euro (Investimento 1.2), per i<br />

soggetti privati, destinati a ”Progetti “faro” di<br />

economia circolare”, per quattro Linee di<br />

GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER IL SETTORE DEI RIFIUTI<br />

Fonte: elaborazioni Laboratorio REF Ricerche su dati MASE<br />

Intervento (RAEE, carta e cartone, plastica e<br />

tessili) con 150 milioni di euro per filiera.<br />

L’effettiva distribuzione è risultata differente,<br />

come si può leggere nella tabella che segue.<br />

L’allocazione reale per i progetti della Linea<br />

A ammonta a 601,1 milioni di euro (quindi oltre<br />

i 600 stabiliti), distribuiti su 991 interventi.<br />

La Lombardia riceve i <strong>maggio</strong>ri finanziamenti,<br />

laddove il 55% delle risorse è destinato alle<br />

regioni del Centro-Sud.<br />

Per quanto riguarda la Linea B, l’88% dei finanziamenti<br />

è stato attribuito all’organico<br />

(396,5 milioni di euro). La distribuzione territoriale<br />

non appare ottimale: regioni con un<br />

surplus di capacità di trattamento, come<br />

Lombardia o Veneto, ricevono più risorse di<br />

regioni in deficit, come Lazio o Campania. La<br />

Linea C, invece, vede i fondi ripartiti in modo<br />

più equo. Nonostante questo, le infrastrutture<br />

per il trattamento dei fanghi hanno ottenuto<br />

circa la metà delle risorse stanziate.<br />

A livello territoriale, il Centro-Sud ha visto la<br />

<strong>maggio</strong>r parte dei finanziamenti (71,7%).<br />

L’Investimento sui “Progetti “faro” di economia<br />

circolare” è diviso in quattro filiere strategiche.<br />

Per ognuna, è necessario raggiungere i target<br />

di riciclo definiti dal Piano d’Azione per<br />

l’Economia Circolare dell’UE. Con l’ultimo<br />

aggiornamento, sono stati stanziati 580,8 milioni<br />

di euro (sui 600 previsti), di cui il 45,6%<br />

è stato destinato al riciclo delle plastiche<br />

(264,9 milioni), mentre solo il 10,4% ai tessili<br />

(60,6 milioni). Sebbene non ci sia stata una<br />

distribuzione equa tra le quattro linee, lo stes-<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

IL PERCORSO DI INDIVIDUAZIONE DEGLI IMPIANTI “MINIMI”<br />

1. individuazione degli impianti<br />

di recupero e di smaltimento<br />

di preminente interesse nazionale<br />

da realizzare<br />

REGIONI<br />

so non può dirsi a livello territoriale, con una<br />

redistribuzione equa tra le regioni del Centro-<br />

Sud e del Nord.<br />

Urge una strategia nazionale<br />

La distribuzione territoriale dei finanziamenti<br />

per i rifiuti non supporta in maniera adeguata<br />

le regioni del Sud. Inoltre, la concentrazione<br />

degli investimenti in poche regioni, principalmente<br />

nel Centro-Nord, mette in discussione<br />

la coerenza tra le allocazioni dei fondi<br />

e i reali fabbisogni nella gestione del ciclo<br />

dei rifiuti.<br />

A livello strategico, sembra mancare una<br />

chiara logica di selezione dei progetti e di allocazione<br />

dei fondi, una programmazione<br />

sovraordinata che quantifichi i deficit sul territorio.<br />

Infine, anche il mancato coinvolgimento<br />

degli operatori, che hanno una visione<br />

più consapevole dei fabbisogni, sembra aver<br />

compromesso la coerenza complessiva del<br />

Piano. Com’è evidente, soprattutto nel caso<br />

del rifiuto organico, ove sono stati finanziati<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

STATO<br />

Fonte: elaborazioni Laboratorio REF Ricerche<br />

PROGRAMMA NAZIONALE<br />

DI GESTIONE DEI RIFIUTI<br />

1. Individuazione dei flussi omogenei di rifiuti che presentano le <strong>maggio</strong>ri<br />

difficoltà di smaltimento o particolari possibilità di recupero<br />

2. Quantificazione dei relativi surplus/deficit territoriali nel trattamento<br />

3. Individuazione dei fabbisogni impiantistici da soddisfare<br />

1. Adeguamento delle pianificazioni regionali e localizzazione degli impianti da realizzare<br />

sulla base degli indirizzi del PNGR e dello Sato<br />

2. Individuazione degli impianti di chiusura del ciclo “minimi” in tempo utile per la determinazione<br />

delle tariffe (<strong>30</strong> giugno <strong>2024</strong>)<br />

impianti in regioni con un surplus di capacità,<br />

mentre nessuna proposta è stata finanziata<br />

nelle regioni in forte deficit.<br />

È necessario un intervento chiarificatore che<br />

possa valutare i reali fabbisogni territoriali,<br />

in modo da allocare in modo ottimale le risorse,<br />

delineando una strategia nazionale.<br />

Senza un chiarimento a livello di programmazione,<br />

è probabile che diverse iniziative<br />

non riescano ad essere avviate, in quanto<br />

nate come mere opportunità per intercettare<br />

i fondi disponibili senza una reale visione industriale,<br />

esposte ai fallimenti di mercato o,<br />

al contrario, alla concorrenza degli impianti<br />

già esistenti.<br />

Sembra, infine, opportuno chiarire se gli impianti<br />

finanziati dal PNRR dovranno competere<br />

sul mercato, con flussi e tariffe liberi,<br />

oppure se e quali - andando a rispondere ad<br />

un fallimento di mercato - potranno beneficiare<br />

di una prelazione sui flussi che originano<br />

dal territorio e di tariffe di accesso regolate.<br />

l<br />

Per approfondire<br />

PNRR e rifiuti: dal PNGR<br />

alla strategia nazionale<br />

Position Paper n. 262 -<br />

Laboratorio REF, febbraio<br />

<strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

14 PRIMO PIANO Soluzioni<br />

ANGOLO INNOVAZIONE<br />

CHE FINE HA FATTO?<br />

PRIMO PIANO<br />

15<br />

App e Startup<br />

Eliana Puccio<br />

La tecnologia può essere un ottimo alleato dell’uomo,<br />

anche nella raccolta differenziata. Spazio ad app e idee<br />

che generano nuove opportunità di business sostenibile<br />

Materiali tessili<br />

naturali riciclati?<br />

Non convincono<br />

Start up, idee geniali e “circolari”.<br />

Ma a distanza di tempo che fine hanno fatto?<br />

Marco Comelli<br />

APRILO!<br />

Da qualche mese, a<br />

Firenze, i cassonetti dei<br />

rifiuti si aprono con un<br />

clic. Che tu sia un turista o<br />

che viva in città, grazie<br />

all'app Aprilo potrai aprire<br />

i cassonetti con il tuo<br />

smartphone,<br />

in modo semplice e<br />

veloce. Servirà solo<br />

attivare il bluetooth<br />

del tuo dispositivo.<br />

L'app prevede due<br />

OXOCO<br />

L'azienda si avvale della tecnologia<br />

dell’Ossicombustione Flameless, un<br />

processo di combustione senza<br />

tipi di profilo, uno per i<br />

residenti e uno per i<br />

turisti, disponibile anche<br />

in inglese. Può accedere al<br />

profilo residente, chi vive o<br />

possiede un immobile con<br />

contratto Tari attivo. Può<br />

invece registrarsi nel<br />

secondo profilo chi<br />

soggiorna per meno di 7<br />

giorni. Il nuovo strumento<br />

digitale è stato lanciato da<br />

Alia, il gestore<br />

interamente pubblico, dei<br />

servizi d’igiene urbana<br />

nella Toscana centrale.<br />

L'app è disponibile su<br />

Google Play e App Store di<br />

Apple.<br />

fiamma, operato in pressione ad altissima<br />

temperatura, e in atmosfera di ossigeno.<br />

Offre una soluzione ottimale al problema<br />

dei rifiuti, contenendo i costi e<br />

consentendo il recupero energetico e la<br />

naturale cattura della CO 2 . Oltre a<br />

produrre energia nel processo, trasforma<br />

i rifiuti in scorie vetrificate le quali<br />

possono essere riutilizzate. Le tecnologie<br />

attualmente in uso sui flussi di rifiuti<br />

generano, invece, frazioni di scarto in<br />

quantità consistenti. Ossicombustione<br />

Flameless consente di trattare una vasta<br />

gamma di rifiuti di origine urbana e<br />

industriale, non pericolosi o pericolosi,<br />

anche fortemente contaminati.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Questa è una storia un po’ triste ma anche<br />

esemplare. Parliamo di riciclo dei materiali<br />

utilizzati nell’abbigliamento, un settore<br />

come noto che non brilla certo per sensibilità nella<br />

gestione del fine vita dei suoi prodotti. Ne abbiamo<br />

trattato ripetutamente negli scorsi numeri perché,<br />

da una parte gli organismi internazionali stanno<br />

varando regole restrittive, mentre dall’altra risulta<br />

che meno dell’1 per cento dei tessili viene riciclato<br />

in nuovo abbigliamento. È di qualche settimana<br />

fa la notizia del fallimento di ReNewcell, azienda<br />

svedese pluripremiata e continuamente citata<br />

come “game changer” della circolarità di un settore<br />

che emette gas climalteranti più di trasporto<br />

marittimo e aereo messi insieme. L’azienda era<br />

nata attorno a un processo meccanico-chimico<br />

in grado di trasformare abbigliamento in cotone<br />

a fine vita in un materiale a base di cellulosa chiamato<br />

Circulose, che ha l’aspetto di un panno non<br />

tessuto. Con quest’ultimo si possono produrre<br />

ogni tipo di capo d’abbigliamento e per questo,<br />

dopo i finanziamenti da soggetti come la BEI e<br />

BNP Paribas, aveva attirato attenzione di giganti<br />

come Levi’s e soprattutto H&M, uno dei leader<br />

del fast fashion, cui si deve l’aumento esponenziale<br />

del waste tessile.<br />

Business is business<br />

Andati in produzione, tra l’altro riciclando impianti<br />

chiusi per la produzione di cellulosa vergine,<br />

settore importante anche dal punto di vista<br />

occupazionale in Svezia, è diventato però subito<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

chiaro che i costi superavano i ricavi, anche arrivando<br />

a produrre 60.000 tonnellate di Circulose.<br />

Inizialmente H&M sembrava volesse aiutare con<br />

un accordo di fornitura non vincolante ma è stato<br />

tutto inutile. Cosa ha ucciso ReNewcell?<br />

Andando contro la vulgata dell’industria cattiva<br />

e delle start-up buone, è un concorso di colpa.<br />

Innanzitutto Circulose non è cotone filato, ma<br />

un prodotto cellulosico non tessuto. Non basta<br />

che qualche brand lo usi per piccole collezioni<br />

per essere accettato.<br />

Mancanza di investimenti di promozione dei brand<br />

fashion, quindi. Poi, Circulose può essere prodotto<br />

solo da cotone al 100%, basta la presenza di un<br />

altro materiale per renderlo impossibile. Chi conosce<br />

un po’ l’abbigliamento contemporaneo sa<br />

che i tessuti misti sono diffusissimi.<br />

Usando il polietilene rPet-to-textile, per esempio,<br />

ma anche il poliestere. Il riciclo delle fibre sintetiche<br />

è molto più avanti tecnologicamente rispetto a<br />

quelle naturali, in primis il cotone, anche dal punto<br />

di vista del mantenimento delle prestazioni rispetto<br />

alla fibra vergine.Mentre ReNewcell portava i libri<br />

in tribunale, H&M annunciava una nuova iniziativa<br />

proprio mirata al riciclo dei capi contenenti poliestere,<br />

questo nonostante il 60% dei tessuti usati<br />

dalla casa svedese sia cotone e che il 73% delle<br />

fibre sintetiche utilizzate sia già di riciclo.<br />

Complotto? No, business. E come ripetiamo da<br />

sempre, il cerchio si chiude solo se i materiali di<br />

riciclo hanno un mercato, anche se ci sono sussidi<br />

robusti.<br />

l


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

16 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni<br />

SALONI<br />

Economia Circolare<br />

SALONI<br />

ECONOMIA CIRCOLARE<br />

17<br />

Place to be<br />

Prémière<br />

Verrà presentata per la prima volta la "Spotlight Area Hydrogen”.<br />

Nel padiglione A4, sono previsti 500 m 2 che serviranno come punto<br />

di contatto per rispondere alle domande più frequenti dei visitatori,<br />

soprattutto di comuni e città, sul tema dell'idrogeno nell'economia<br />

circolare. Ci sarà anche un angolo dedicato ai relatori per discutere<br />

sulle problematiche attuali e loro potenziali soluzioni.<br />

Ludovica Bianchi<br />

Le tecnologie<br />

per recuperare<br />

gli scarti sono<br />

in continua<br />

evoluzione<br />

e i prodotti<br />

innovativi sono<br />

all’ordine<br />

del giorno.<br />

Ritorna IFAT, l’appuntamento biennale in terra teutonica.<br />

La kermesse più grande e importante per l’ambiente presenterà<br />

soluzioni e tecnologie per acque reflue, rifiuti e materie prime<br />

Siete alla ricerca di soluzioni per le sfide del<br />

futuro ma anche per quelle attuali? IFAT<br />

<strong>2024</strong> è il posto giusto. Quale più grande piattaforma<br />

per la gestione dell’acqua, acque reflue,<br />

rifiuti e materie prime, il Salone - che si terrà a<br />

Monaco dal 13 al 17 <strong>maggio</strong> <strong>2024</strong> - farà da collettore<br />

e collante per l’industria di tutto il mondo. 18<br />

sono i padiglioni espositivi e le aree esterne occupate<br />

con una superficie complessiva di 260.000<br />

metri quadri che, al momento in cui stiamo scrivendo,<br />

sono praticamente andate sold out con le<br />

richieste di aziende provenienti da oltre 50 Paesi.<br />

I focus<br />

Durante la nuova edizione, diverse associazioni<br />

partner della fiera si concentreranno su digitalizzazione,<br />

riciclaggio, fornitura di acqua potabile,<br />

resilienza climatica e tecnologie applicate nel<br />

settore delle municipalità. Viene anticipato l’interessante<br />

concetto della “città spugna” ossia<br />

della città attenta all’acqua che non solo è tecnicamente<br />

fattibile, ma ha anche un senso economico<br />

migliorando la qualità della vita dei propri<br />

abitanti. L’idea di base è una pianificazione urbana<br />

che preveda di trattenere la <strong>maggio</strong>r quantità<br />

di acqua piovana possibile nelle zone verdi<br />

urbane e umide, invece di scaricarle direttamente<br />

nei canali e nelle acque riceventi. Misure che<br />

aiutano a mitigare le conseguenze di condizioni<br />

metereologiche avverse e che consentono di immagazzinare<br />

acqua piovana per i periodi di siccità.<br />

Il concetto si estende e sviluppa alla “città<br />

circolare dell’acqua” dove, i principi di cui sopra,<br />

si combinano con il riciclo e il riutilizzo completo<br />

delle acque piovane e reflue, nonché con il recupero<br />

dell'energia e dei nutrienti contenuti in<br />

esse. Per applicare, è necessaria una serie di<br />

prodotti e soluzioni consolidate e innovative -<br />

quali per es. serbatoi di accumulo di acqua pio-<br />

vana in diversi materiali, pompe, filtri, soluzioni<br />

per il riciclo di acque grigie, e piccoli impianti di<br />

trattamento delle acque reflue - che saranno<br />

presentati nella prestigiosa vetrina di IFAT.<br />

Super smart<br />

In tema di digitalizzazione, sono l’approvvigionamento<br />

idrico e il trattamento delle acque reflue i<br />

settori <strong>maggio</strong>rmente interessati dalla trasformazione<br />

digitale. I sensori intelligenti possono<br />

monitorare le reti delle acque reflue ed ottimizzarle.<br />

L’A.I. può essere utilizzata per valutare le<br />

condizioni di fognature e pozzetti, mettendo in rete<br />

i processi di trattamento delle acque reflue, si aumenta<br />

l’efficienza. Ma anche le piattaforme digitalizzate<br />

(che combinano informazioni geografiche,<br />

simulazione e strumenti di analisi dei dati,) possono<br />

dare una bella mano a gestire le reti di acqua<br />

potabile aumentandone la sostenibilità economica;<br />

mentre i metodi di Building Information Modeling<br />

facilitano i processi di pianificazione, costruzione,<br />

funzionamento e smantellamento degli impianti<br />

per la gestione delle acque.<br />

Migliorare sempre<br />

La gestione dei rifiuti e il riciclaggio sono stati sin<br />

dall’origine uno dei settori chiave di IFAT. Anche<br />

per questa edizione rivestiranno un ruolo importante<br />

(gli espositori occuperanno l’intera ala Est).<br />

Mai come oggi, abbiamo la necessità di trasformare<br />

gli scarti in materie prime seconde e nella loro gestione<br />

c’è ancora ampio margine di manovra per<br />

migliorare con innovazioni. Nei processi di selezione,<br />

la digitalizzazione può aiutare a ottimizzare il consumo<br />

energetico. Le soluzioni di riciclaggio avanzate<br />

mirano a ridurre l'impronta ecologica e a migliorare<br />

l'efficienza delle risorse. Ma anche nel settore della<br />

logistica c'è ancora un notevole potenziale; e sul<br />

fronte dei processi, concetti come il riciclaggio biologico<br />

o chimico promettono importanti stimoli per<br />

l'economia circolare del futuro.<br />

Municipalità smart<br />

Nelle città intelligenti, l'Internet delle cose (IoT) si<br />

sta facendo strada anche nello smaltimento dei<br />

rifiuti. A IFAT verranno presentate le soluzioni di<br />

ultimissima generazione per la gestione del waste<br />

cittadino. Vedremo sensori intelligenti capaci di<br />

determinare il livello di riempimento dei contenitori<br />

dei rifiuti, di aiutare nella raccolta orientata alla<br />

domanda e di consentire la fatturazione individuale.<br />

Verrà agevolata anche una differenziazione accurata<br />

degli imballaggi in plastica, dotati di filigrane<br />

digitali che forniscono informazioni sul materiale<br />

utilizzato. Anche le attività relative all’igiene stradale<br />

e dei servizi invernali stanno andando in<br />

questa direzione. Automazione e digitalizzazione<br />

saranno imprescindibili: molti produttori stanno<br />

implementando aspetti legati alla connessione<br />

dei veicoli, catene logistiche digitali e manutenzione<br />

predittiva e le spazzatrici autonome stanno<br />

per essere prodotte in serie. Noi ci saremo. Ci<br />

vediamo là…<br />

l<br />

Place to be<br />

IFAT <strong>2024</strong> will take place from 13 to 17 May at the Exhibition Centre in<br />

Munich. During new edition, focus on: digitisation, recycling, drinking water<br />

supply, but also technologies applied to the municipal sector. The conscious<br />

use of water plays a key role. From here the interesting concept of Sponge<br />

cities and circular water cities: a vision that combines recycling and reuse<br />

of rain and wastewater, as well as recovering the energy and nutrients<br />

contained in wastewater. This requires a range of established and innovative<br />

products and solutions such pumps, filters, and grey water recycling solutions.<br />

As regards waste collection and disposal/treatment, there will be<br />

systems and technologies able to separate it at best, in order to introduce<br />

again "renewed raw materials in a perfect way": material flow management<br />

geared to sustainability not only aims to optimize material throughputs,<br />

but also strives to prevent waste by creating closed material cycles. See<br />

you there!<br />

Una corretta<br />

gestione delle<br />

acque sarà<br />

fondamentale<br />

per il futuro.<br />

Recuperare<br />

e riutilizzare<br />

completamente<br />

quelle reflue<br />

e piovane<br />

richiederà<br />

soluzioni sempre<br />

all’avanguardia.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

18 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni<br />

SCARTI PRODUTTIVI<br />

SCARTI PRODUTTIVI<br />

ECONOMIA CIRCOLARE<br />

19<br />

Andrea Ghiaroni<br />

Anche gli scarti<br />

di lavorazione<br />

crudi vengono<br />

reimmessi<br />

nel ciclo<br />

produttivo.<br />

Ceramica<br />

ecosostenibile<br />

Il comparto industriale delle piastrelle è sempre<br />

più orientato al riciclo degli scarti di produzione,<br />

all’efficienza energetica, alla riduzione del consumo<br />

dell’acqua e delle emissioni inquinanti in atmosfera<br />

Il risparmio di risorse è un obiettivo fondamentale<br />

per la salvaguardia del patrimonio naturale.<br />

Proprio per questo motivo, le industrie<br />

del comparto ceramico italiano hanno adottato<br />

strategie mirate per ridurre l’impatto ambientale<br />

sul futuro. Con un preconsuntivo 2023 intorno ai<br />

362 milioni di metri quadri di piastrelle vendute<br />

nel mondo in un solo anno, questo settore è uno<br />

dei fiori all’occhiello del “Made in Italy” e da sempre<br />

ha improntato il processo produttivo delle sue<br />

aziende alla sostenibilità ambientale. Negli anni,<br />

il comparto industriale (che è composto da 259<br />

società, di cui 131 sul territorio nazionale, e che<br />

occupa 26.500 addetti diretti attivi nei sei settori<br />

della produzione di piastrelle e lastre, sanitari,<br />

Gli scarti cotti<br />

vengono lavorati<br />

per essere<br />

reintrodotti negli<br />

impasti.<br />

stoviglieria, refrattari, laterizi e ceramica tecnica)<br />

ha, infatti, coniugato elevati livelli di qualità con ingenti<br />

investimenti in innovazione per bilanciare<br />

efficienza ed ecosostenibilità all’insegna della<br />

massima riduzione di sprechi e consumi di materie<br />

prime. Tutto ciò consente un minor utilizzo<br />

di queste ultime, la riduzione di sprechi e scarichi<br />

inquinanti, il calo nei consumi idrici, l’uso minimo<br />

di gas naturale per la cottura del prodotto e minori<br />

emissioni di CO 2 , proiettando il mondo ceramico<br />

verso quello che è un modello di economia circolare.<br />

Oltre a consentire di ridurre sostanzialmente<br />

i costi di produzione, gli impianti produttivi di ultima<br />

generazione hanno un impatto inferiore sull’ambiente<br />

grazie alla <strong>maggio</strong>re efficienza energetica,<br />

alla gestione degli scarti dei materiali e all’utilizzo<br />

di nuove fonti energetiche green che alimentano<br />

gli impianti (energia solare).<br />

Spreco zero scarti produttivi<br />

A differenza di altri settori, l’industria ceramica<br />

(il cui principale distretto si trova a Sassuolo, nel<br />

modenese, dove viene prodotto circa l’80% delle<br />

piastrelle) è, così, in grado di riutilizzare al proprio<br />

interno la <strong>maggio</strong>r parte dei propri residui<br />

che vengono creati in fase di produzione (piastrelle<br />

di scarto crude, piastrelle di scarto cotte,<br />

fango proveniente da linee di lavaggio, fango di<br />

levigatura e lappatura, residui di macinazione<br />

essiccati e calce esausta) reinserendoli nel ciclo<br />

produttivo ceramico al posto di altre materie prime.<br />

Sia gli impasti che i prodotti finiti scartati<br />

non vengono conferiti in discarica, ma riutilizzati<br />

al 100% nel processo produttivo, con una conseguente<br />

riduzione del consumo di risorse naturali.<br />

Gli scarti di lavorazione crudi sono reimmessi<br />

direttamente nel ciclo produttivo, mentre<br />

gli scarti cotti sono lavorati per ridurne le dimensioni<br />

ed essere reintrodotti all’interno del processo<br />

di preparazione degli impasti. In questo<br />

modo viene evitata l’estrazione, il trasporto e<br />

l’utilizzo di migliaia di tonnellate di materiali di<br />

origine naturale come sabbie, feldspati, allumina,<br />

ossido di zirconio, mullite, argille. Vi è, quindi,<br />

una marcata riduzione delle movimentazioni di<br />

automezzi pesanti impiegati per gli approvvigionamenti<br />

delle materie prime, procurando un risparmio<br />

di combustibili fossili e concorrendo<br />

così alla riduzione dei “gas serra”.<br />

Parallelamente si sottrae un’analoga quantità<br />

di materiali dal ciclo dei rifiuti. Un’ulteriore riduzione<br />

delle materie prime in input è ottenuta<br />

mediante l’utilizzo di elementi di scarto provenienti<br />

da altre filiere produttive (come gli scarti<br />

di vetro, i fanghi dell’industria tessile, etc.).<br />

Fattore medio di recupero<br />

Secondo l’aggiornamento 2021 del rapporto<br />

“Industrie produttrici di piastrelle di ceramica.<br />

Fattori di impatto e prestazioni ambientali”, redatto<br />

da Confindustria Ceramica con il supporto<br />

tecnico del Centro Ceramico di Bologna, il fattore<br />

medio di recupero (scarti riutilizzati<br />

rispetto a scarti prodotti), è stato,<br />

così, pari al 109%, consolidando<br />

le già ottime prestazioni<br />

nel recupero dei propri<br />

scarti solidi di produzione<br />

e depurazione ed evidenziando,<br />

anche per questo<br />

parametro, la capacità del<br />

settore di assorbire altri<br />

scarti provenienti da filiere produttive diverse. Il<br />

riutilizzo degli scarti solidi ha, quindi, permesso<br />

di coprire l’8,3% del fabbisogno delle materie<br />

prime necessarie per il processo di fabbricazione.<br />

Il rapporto è basato sulle comunicazioni dei<br />

dati ambientali che le aziende inviano annualmente<br />

mediante i Report AIA (Au torizzazione<br />

Integrata Ambientale) ed elabora 35 indicatori<br />

ambientali, permettendo di restituire un'immagine<br />

sintetica dello stato dell’arte e dell'evoluzione<br />

dei livelli di im patto/prestazione del settore<br />

delle piastrelle di ceramica, in tema di ambiente<br />

ed energia.<br />

Il processo produttivo delle industrie ceramiche<br />

in Italia è da sempre improntato alla sostenibilità<br />

ambientale, coniugando elevati<br />

livelli di qualità con importanti<br />

innovazioni all’insegna<br />

della massima riduzione<br />

di sprechi. Dal<br />

1998 al 2019 le industrie<br />

produttrici di<br />

piastrelle in ceramiche<br />

hanno risparmiato oltre<br />

600mila tonnellate di materie prime<br />

in meno ogni anno, come argille<br />

Il comparto<br />

ceramico<br />

risparmia l’acqua<br />

per contrastare<br />

il degrado<br />

ambientale.<br />

Minerale<br />

di feldspato.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong>


Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

20 ECONOMIA CIRCOLARE<br />

SCARTI PRODUTTIVI<br />

SCARTI PRODUTTIVI<br />

ECONOMIA CIRCOLARE<br />

21<br />

Forni industriali<br />

utilizzati durante<br />

il processo<br />

di cottura delle<br />

piastrelle.<br />

e feldspati. Nello stesso periodo, la percentuale<br />

di scarti di produzione riutilizzati, sia crudi che<br />

cotti, è passata dall’89% al 100%.<br />

Forte riduzione nel consumo dell’acqua<br />

Un altro aspetto rilevante nella produzione delle<br />

ceramiche è l’utilizzo di acqua: il suo consumo<br />

avviene principalmente nelle fasi di macinazione<br />

delle materie prime, di smaltatura<br />

e di finitura delle piastrelle cotte.<br />

I processi di riutilizzo delle acque di scarto sono<br />

stati attivati da decenni nelle aziende del settore,<br />

raggiungendo risultati assolutamente ragguardevoli:<br />

la totalità delle acque di scarico viene oggi<br />

riciclata durante il processo di macinazione.<br />

Grazie ai notevoli investimenti, il distretto ceramico<br />

è, così, riuscito a realizzare significative<br />

Impianto di cogenerazione.<br />

riduzioni nel campo del consumo idrico. Nel<br />

2021 il riciclo delle acque reflue ha confermato<br />

di contribuire per il 55% al fabbisogno idrico<br />

(con conseguente drastica riduzione del prelievo<br />

di acqua dalle falde), ed il fattore medio<br />

di recupero (acque riutilizzate, rispetto alle acque<br />

reflue prodotte) è stato pari al 109%, evidenziando<br />

la capacità del settore ad assorbire<br />

acque reflue di origine esterna.<br />

Efficientamento energetico<br />

Oggi il comparto è, poi, in grado di autoprodurre<br />

significative quote di energia elettrica di cui<br />

ha bisogno. Da decenni, infatti, parecchie<br />

aziende di piastrelle sono attive con programmi<br />

di ottimizzazione dei consumi energetici.<br />

Negli anni sono state sviluppate nuove tecnologie<br />

per recuperare calore, riciclare risorse<br />

naturali e utilizzare fonti rinnovabili.<br />

Tra queste, la cogenerazione che sfrutta in<br />

modo ottimale il combustibile per produrre simultaneamente<br />

calore ed energia elettrica. Il<br />

49% del fabbisogno energetico è, infatti, autoprodotto<br />

da impianti fotovoltaici (58 parchi alla<br />

fine del 2023, più che raddoppiati rispetto al<br />

2022) e da cogenerazione ad alta efficienza.<br />

Soluzioni creative ed ecosostenibili<br />

Le recenti tendenze (spostamento verso i<br />

grandi formati, tendenza alla riproduzione di materiali<br />

naturali) richiedono, poi, un catalogo prodotti<br />

ampio e variegato per rispondere prontamente<br />

alle diverse esigenze dei clienti e, di<br />

conseguenza, investimenti in forni e macchinari<br />

più grandi e innovativi. Smaltature e decorazioni,<br />

grazie alle nuove macchine per la stampa digitale,<br />

permettono, così, di creare soluzioni creative ed<br />

efficienti, offrendo prodotti più economici, personalizzabili<br />

e rispettosi dell’ambiente. l<br />

Campagna<br />

di comunicazione<br />

di Confindustria<br />

Ceramica per<br />

la sostenibilità<br />

del comparto.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

An eco-sustainable ceramic<br />

The Italian ceramic tile industry is increasingly oriented towards<br />

adopting strategies aimed at reducing the environmental impact<br />

on the future. Unlike other production sectors, the ceramic sector<br />

is in fact able to internally reuse most of its residues that are<br />

created during the production phase, reinserting them into the<br />

ceramic production cycle in place of other raw materials. Both<br />

the discarded mixtures and finished products are not sent to<br />

landfill, but 100% reused in the production process, with a consequent<br />

reduction in the consumption of natural resources.<br />

The raw processing waste is reintroduced directly into the production<br />

cycle, while the cooked waste is processed to reduce its<br />

size and be reintroduced into the dough preparation process. In<br />

this way, the extraction, transport and use of thousands of tons<br />

of materials of natural origin is avoided. In 2021 the average recovery<br />

factor (reused waste compared to produced waste) was<br />

109%. The reuse of solid waste made it possible to cover 8.3%<br />

of the requirement of raw materials necessary for the manufacturing<br />

process.<br />

At the same time, the sector has always focused on solutions<br />

for energy efficiency, for the reduction of water consumption<br />

and for the reduction of polluting emissions into the atmosphere.<br />

<strong>Waste</strong> water reuse processes have thus been activated for decades<br />

in companies in the sector, achieving absolutely remarkable<br />

results.<br />

Today, the sector is finally able to self-produce significant shares<br />

of the electricity it needs.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Noi sviluppiamo le soluzioni di domani – dal 1969.<br />

Osserva bene, cosa vedi? Noi non vediamo spazzatura ma molteplici possibilità di creare nuovi oggetti dai rifiuti.<br />

Il processo tecnologico di Vecoplan è la soluzione per la gestione delle risorse come questa - ieri, oggi e domani, guarda al futuro!<br />

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Venite a trovarci a IFAT<br />

13.–17.05.<strong>2024</strong><br />

Padiglione B5 | Stand 229/328


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

22 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni<br />

NEWS<br />

Monitoraggio di alta precisione: Portale radiometrico SGS-II<br />

Una soluzione di comprovata affidabilità per il ritrovamento di sorgenti orfane<br />

Skin<br />

& skin<br />

Amarey e Intercors lanciano il burro<br />

di caffè ricavato dagli scarti<br />

durante la tostatura dei chicchi<br />

Un grande alleato della cosmetica è il<br />

caffè. Lo sanno bene Amarey (startup<br />

specializzata in prodotti funzionali ricavati<br />

dal caffè fondata dalla famiglia Illy) e<br />

l'azienda cosmetica Intercos, che insieme<br />

hanno lanciato un prodotto bomba.<br />

Si tratta del burro di caffè, sia chiaro: non ci<br />

riferiamo al famoso burro nel caffè della colazione<br />

di Jovanotti, di cui si è parlato in passato<br />

e diventato virale su Tik Tok (l’artista lo<br />

aveva condiviso sui social, spiegando che si<br />

trattava di una bevanda tibetana).<br />

Ma di un burro che ha riscosso un successo<br />

particolare per le sue proprietà tonificanti ed<br />

emollienti. Quindi che fa bene alla pelle!<br />

Si ricava dalla silverskin, la pellicola che riveste<br />

i chicchi e che viene eliminata durante il<br />

processo di tostatura.<br />

La pellicina argentata che riveste i chicchi di<br />

caffè, prima infatti veniva semplicemente<br />

scartata. Questa pellicola conserva una piccola<br />

parte di grasso che in realtà rappresenta<br />

un grande valore aggiunto per il mondo della<br />

cosmesi, per la sua composizione chimica e<br />

alle caratteristiche chimico-fisiche. Questa<br />

partnership segna il debutto di Amarey nella<br />

cosmetica.<br />

Una materia prima innovativa<br />

Il prodotto sarà presentato al Beauty Event <strong>2024</strong>.<br />

"Siamo entusiasti della partnership con Amarey<br />

e illycaffè,<br />

perché ci ha<br />

permesso di portare<br />

a termine in tempi<br />

rapidi un progetto di ricerca<br />

rivoluzionario nel suo genere<br />

- ha commentato Ga -<br />

briele Depta, Intercos Group<br />

Chief R&D Officer - Esso, infatti,<br />

unisce l'attenzione all'ambiente<br />

attraverso principi di economia<br />

circolare , che ci consente di dare<br />

nuova vita agli scarti alimentari, e lo sviluppo di<br />

una materia prima innovativa dalle molteplici<br />

applicazioni. L'approccio di ‘Open Innovation' fin<br />

da subito ci ha messo in contatto con Amarey e<br />

Illycaffè , da qui è partita una forte sinergia".<br />

Andrea Dominique Illy, Co-Founder & CEO di<br />

Amarey ha aggiunto: “Questa partnership con<br />

Intercos insieme alla collaborazione con illycaffè,<br />

riunisce e valorizza le eccellenze del Made in<br />

Italy nel settore cosmetico e alimentare, costituendo<br />

una vera alleanza per il cambiamento.<br />

Grazie al know-how di Intercos , al patrimonio<br />

di conoscenza di illycaffè e al nostro team di<br />

esperti in tecniche estrattive, siamo riusciti a<br />

trasformare la silverskin del caffè in una materia<br />

prima dalle straordinarie proprietà: il burro<br />

di caffè".<br />

Che sia l’elisir di giovinezza? Curiosi di provarlo?<br />

l<br />

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Maggio <strong>2024</strong>


24 ECONOMIA CIRCOLARE MATERIALI<br />

MATERIALI<br />

ECONOMIA CIRCOLARE<br />

25<br />

Rigenerazione<br />

Non solo semplice definizione ormai (ab)usata,<br />

ma soprattutto valore aggiunto per materiali e prodotti<br />

Marco Capellini<br />

CEO Matrec.com<br />

Nell’ambito dei trend delle espressioni<br />

ambientali che negli ultimi trent’anni si<br />

sono continuamente susseguite per definire<br />

un’azione, una strategia o un nuovo modello<br />

di business, “rigenerazione” è un termine<br />

che inizia ad essere sempre più utilizzato.<br />

Rigenerazione è un’espressione ampia e declinabile<br />

a molteplici contesti non solo per identificare<br />

azioni a carattere ambientale. La mia<br />

esperienza nell’ambito dell’ecodesign e più<br />

precisamente nella progettazione circolare dei<br />

prodotti industriali e nella scelta dei materiali<br />

per un uso efficiente delle risorse, mi porta a<br />

riflettere come la rigenerazione possa essere<br />

un valore aggiunto per materiali e prodotti.<br />

Per allungare la vita<br />

Nel suo significato più “commerciale” e di<br />

“marketing”, la rigenerazione è da intendersi<br />

come strategia per recuperare un materiale o<br />

un prodotto danneggiato o giunto a fine vita attraverso<br />

sistemi di trattamento o con la sostituzione<br />

di componenti, in modo da renderlo<br />

nuovamente utilizzabili e prolungare la durata<br />

del ciclo di vita. Ma rigenerazione qualche volta<br />

viene anche utilizzata per riferirsi a materiali<br />

di origine organica/biologica per cui questi sono<br />

in grado di rigenerarsi continuamente: un contesto<br />

che va di pari passo con la rinnovabilità.<br />

È importante fare un’analisi più di dettaglio<br />

per valutare come la rigenerazione possa veramente<br />

essere un valore aggiunto di mercato<br />

per favorire la transizione verso modelli industriali,<br />

sostenibili, circolari ma soprattutto economici,<br />

ed evitare che risulti un’espressione<br />

generica per indicare un qualcosa di positivo<br />

ma non identificato. Per questo è importante<br />

fare una distinzione nell’uso del termine quando<br />

ci si riferisce a materiali o prodotti.<br />

Distinzione<br />

Partiamo dai materiali che sono gli “ingredienti”<br />

fondamentali per la realizzazione di un<br />

prodotto. Un prodotto è un insieme di materiali<br />

e la qualità e le caratteristiche di questi possono<br />

definire la qualità finale del prodotto.<br />

I materiali possono essere “biologici” (possono<br />

essere decomposti da organismi viventi) oppure<br />

“tecnici” (non possono essere decomposti<br />

da organismi viventi).<br />

Per i materiali il principio di rigenerazione si<br />

dovrebbe tradurre in una strategia che sia in<br />

grado di mantenere costantemente un valore<br />

per l’utilizzo degli stessi (valore economico e<br />

funzionale). Che siano materiali organici o non<br />

organici, la rigenerazione va intesa come capacità<br />

di creare un valore funzionale che duri<br />

il più possibile nel tempo.<br />

Significa pensare ad un materiale che possa<br />

tendere a durare all’infinito, che sia in grado di<br />

essere processato e riprocessato più volte per<br />

essere nuovamente rigenerato e reimpiegato<br />

per le proprie caratteristiche e proprietà.<br />

Negli ultimi anni stiamo vedendo la produzione<br />

e sviluppo di materiali talvolta definiti come<br />

“circolari”, dove la funzionalità è progettata per<br />

un solo utilizzo e non per essere nuovamente<br />

recuperati, riciclati e quindi rigenerati.<br />

La “rigenerazione materica” deve essere parte<br />

fondamentale del progetto materiale per favorire<br />

un uso efficiente delle risorse impiegate<br />

ed una durabilità nel tempo.<br />

Da qui arriviamo alla questione prodotto. La rigenerazione<br />

di un prodotto è strettamente connessa<br />

all’utilizzo dei materiali oltre alle caratteristiche<br />

funzionali a cui lo stesso deve<br />

assolvere.<br />

Applicare il principio di rigenerazione al prodotto<br />

vuol dire guardare con molta attenzione<br />

alla fase di progettazione, mettendo in relazione<br />

gli “ingredienti materici” con le modalità<br />

costruttive pensando al ciclo di vita dello stesso.<br />

Vuol dire valutare il possibile degrado che<br />

un prodotto può subire durante la fase d’uso,<br />

alla sua riparabilità in termini di componenti<br />

e quindi di materiali, al suo riuso per poi arrivare<br />

(in ultimo) al riciclo dei materiali che lo<br />

compongono per essere rigenerati.<br />

È possibile rigenerare un prodotto, uno o più<br />

componenti del prodotto per allungarne il ciclo<br />

di vita, ma resta sempre il concetto di base:<br />

l’insieme dei componenti che costituiscono<br />

un prodotto sono sempre materiali.<br />

Guardando oltre<br />

Dunque, se pensiamo ad un “design rigenerativo”<br />

dobbiamo pensare ad una strategia<br />

progettuale che tiene conto inevitabilmente<br />

della connessione tra materiali e prodotto.<br />

Sicuramente nei prossimi anni si inizierà a<br />

parlare di “misurazione della rigenerazione”<br />

di un materiale e/o prodotto, con l’obiettivo di<br />

valutare il numero di cicli per cui le risorse impiegate<br />

sono in grado di essere impiegate molteplici<br />

volte. Questo è un tema che avrà bisogno<br />

di essere supportato da dati e informazioni<br />

che al momento sono difficili da recuperare,<br />

ma da qualche parte si deve pur iniziare.<br />

A questo punto si arriva alla domanda che spesso<br />

mi faccio a cui non sono ancora in grado di<br />

dare una risposta precisa: è il materiale che<br />

progetta l’uso efficiente delle risorse di un prodotto,<br />

oppure è il prodotto che progetta l’uso efficiente<br />

delle risorse del materiale? l<br />

La rigenerazione<br />

di un prodotto<br />

è strettamente<br />

connessa all’utilizzo<br />

dei materiali, oltre<br />

alle funzioni<br />

e performances<br />

cui deve sottendere.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

26<br />

Soluzioni<br />

ECONOMIA CIRCOLARE<br />

NEWS<br />

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Peso attrezzatura: da 780 a 2850 kg<br />

Peso macchina: da 10 a 40 ton<br />

C’è ancora da imparare<br />

Ginevra Fontana<br />

Gli italiani sanno riciclare il vetro? Lo studio di CoReVe,<br />

condotto da AstraRicerche su un campione di 1500 persone<br />

Uno degli errori più comuni che gli italiani<br />

commettono quando riciclano il<br />

vetro è l'inserimento nella raccolta dei<br />

bicchieri (71%), dei vetri delle finestre (42,9%),<br />

del cristallo (22,9%).<br />

Coreve ha comunicato che il 9,1% degli italiani<br />

ha ammesso di non essere abbastanza abile<br />

nel riciclare il vetro. Oggetti in porcellana<br />

come tazze e tazzine e pirofile in borosilicato<br />

finiscono nella raccolta del vetro nell'8% dei<br />

casi. Inoltre, sono gli abitanti delle regioni del<br />

Sud a darsi la valutazione più bassa, giudicando<br />

la propria abilità nel riciclo del vetro<br />

sotto la sufficienza. Tra queste spicca la<br />

Campania con un 13%.<br />

Scarsa informazione e... interesse!<br />

"Solo 4 italiani su 10 non buttano il cristallo o le<br />

pirofile in borosilicato nel vetro perché sono certi<br />

sia sbagliato. Un dato emblematico di quanto lavoro<br />

si debba ancora fare per aumentare consapevolezza<br />

sul riciclo del vetro che è uno dei<br />

materiali più nobili di cui disponiamo, riciclabile<br />

all'infinito"- ha dichiarato Gianni Scotti, Pre -<br />

sidente di Coreve. Una raccolta del vetro di scarsa<br />

qualità riduce gli introiti per i comuni, aumenta<br />

gli scarti del trattamento e rende di qualità inferiore<br />

la materia prima seconda impiegata in vetreria<br />

per produrre nuovo vetro di qualità inferiore,<br />

aumentando i costi dell'economia circolare dello<br />

stesso.<br />

l<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

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materiali con un alto tasso di umidità,<br />

come fanghi, sansa e paste<br />

alimentari e non, per lunghe distanze.<br />

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Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

28<br />

ENERGIA<br />

RITORNO AL FUTURO<br />

RITORNO AL FUTURO<br />

ENERGIA<br />

29<br />

20kW di energia<br />

realizzata con 1576<br />

celle tipo 18650.<br />

Archimede 2.0<br />

è equipaggiata<br />

con un Cruise control<br />

gestito<br />

dal pilota<br />

con l’assistenza<br />

del computer<br />

di bordo, dove<br />

la costante<br />

non è la velocità<br />

di marcia<br />

ma la potenza<br />

assorbita<br />

dai motori.<br />

Eliana Puccio<br />

Eureka!<br />

Pronti per una corsa solare? Archimede2.0 è un progetto messo<br />

a punto dalla Onlus italiana “Futuro Solare” e dagli studenti delle<br />

scuole superiori di Siracusa Enrico Fermi e IISS Alessandro Rizza<br />

Archimede 2.0 è una macchina speciale<br />

che nasce in Sicilia. Si ispi ra al passato<br />

ma guarda al futuro. Svilup pato dall’associazione<br />

Futuro Solare Onlus di Siracusa, il<br />

veicolo è completamente elettrico e alimentato<br />

da pannelli solari. Inoltre è stato costruito con<br />

materiali ecologici, compresi bioplastiche a<br />

base di canapa e mais, nonché tessuti di lino<br />

e canapa stampati in 3D.<br />

Cosa significa? Che è riciclabile al 85 per cento.<br />

A disegnarlo è stata la mano di Lorenzo<br />

Amato affiancato da un gruppo di studenti ed<br />

è stato realizzato con il supporto di aziende<br />

che investono in innovazione nel rispetto dell’ambiente,<br />

e soprattutto credono nella forza<br />

delle nuove generazioni.<br />

Filosofia dell’essenzialità<br />

Costruita in larga misura di acciaio, con parti<br />

di alluminio, vetro, plastica e gomma, Ar -<br />

chimede 2.0 vuole essere innovativa anche in<br />

questo. Per costruirla, sono stati utilizzati carbonio,<br />

bioplastiche a base di canapa addizionati<br />

con scarti alimentari da pomodori o amido di<br />

mais, tessuti da produzioni sostenibili e fibre<br />

alternative come dall’ortica o la paglia, pellami<br />

conciati utilizzando come base il legno.<br />

Una macchina volutamente minimalista dalla<br />

coda alta e aerodinamica, e dal design semplice<br />

e geometrico. Doc del “Ritorno al futuro»<br />

ne sarebbe fiero. Ha un abitacolo biposto che<br />

sposa sportività ed eleganza, ma anche elementi<br />

classici e moderni.<br />

Elettronica lowcost e strumentazione<br />

L’Arduino, Teensy, x86, e Nucleo sono i nomi<br />

delle schede che compongono Archimede2.0.<br />

Grazie alla semplicità di uso e al rilascio con<br />

licenza opensource, sono gli strumenti più<br />

usati nelle scuole, istituti di ricerca, piccole<br />

aziende o da artigiani per realizzare progetti<br />

innovativi e interattivi.<br />

Ultra-connessa al mondo che la circonda,<br />

Archimede 2.0 è in piena sintonia con il guidatore<br />

e il passeggero.<br />

Di fronte al conducente è posto uno schermo<br />

TFT da 7” con strumentazione analogica stile<br />

rétro, che mette alla portata del guidatore tutte<br />

le informazioni di cui ha bisogno durante la<br />

guida, mentre il volante.<br />

Il passeggero, invece, avrà al centro del suo sedile<br />

uno schermo da 10.3” con il nuovissimo sistema<br />

Android Auto che fornisce previsioni metereologiche<br />

e copertura solare in tempo reale,<br />

e tutte le informazioni aggiuntive per avere tutto<br />

sotto controllo e sentirsi un vero copilota.<br />

Tutto si trasforma<br />

La fibra di carbonio trova applicazione in tutto il<br />

comparto telaistico della vettura. Questo elemento<br />

naturale offre notevoli vantaggi rispetto<br />

ai suoi diretti concorrenti, spesso utilizzati in<br />

campo automotive.<br />

Lavorata nel modo giusto, infatti, riesce a ottenere<br />

prestazioni anche 5 volte superiori.<br />

Materiali compositi a bassa densità, inoltre,<br />

vengono utilizzati anche nella realizzazione<br />

della carrozzeria esterna, poiché garantiscono<br />

non solo una riduzione di peso del 20% rispetto<br />

alle lamiere comunemente impiegate, ma anche<br />

un’ottima scorrevolezza dei flussi aerodinamici.<br />

I fari anteriori<br />

e posteriori sono<br />

a led<br />

con alimentazione<br />

a impulsi modulati.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong>


Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

<strong>30</strong> ENERGIA<br />

RITORNO AL FUTURO<br />

NEWS<br />

ENERGIA<br />

31<br />

Due motori elettrici<br />

con una potenza<br />

nominale di 6 KW<br />

e 150Nm di coppia<br />

sono inseriti<br />

direttamente<br />

all’interno<br />

delle ruote posteriori,<br />

consentendo<br />

di ridurre<br />

i consumi<br />

e di aumentare<br />

l’affidabilità<br />

del veicolo, grazie alla<br />

minore complessità<br />

della meccanica.<br />

Che tornelli<br />

energici!<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Archimede 2.0: a solar car<br />

Achimede 2.0 is a project born in Sicily. Developed by the Futuro Solare<br />

Onlus association of Syracuse, it is completely electric and powered by solar<br />

panels. It was also built with eco-friendly materials, including hemp- and<br />

corn-based bioplastics, as well as 3D-printed linen and hemp fabrics. It is<br />

85 percent recyclable. It was designed by Lorenzo Amato supported by a<br />

group of students and it was created with the support of companies that<br />

invest in innovation while respecting the environment and believe in the<br />

strength of the new generations. Built largely of steel, with parts of aluminium,<br />

glass, plastic and rubber, Archimede 2.0 aims to be innovative in this too. To<br />

build it, carbon, hemp-based bioplastics added with food waste from tomatoes<br />

or corn starch, fabrics from sustainable production and alternative fibers<br />

were used. Ultra-connected to the world around it, the car in full harmony<br />

with the driver and passenger.<br />

Array solare<br />

Archimede prende vita dall’energia del sole<br />

con le sue 320 celle al silicio ad altissima efficienza<br />

SunPowerTM.<br />

Queste forniscono l’energia per poter viaggiare<br />

e caricare le batterie.<br />

Le celle incapsulate all’interno di polimeri<br />

ultraleggeri acquistano caratteristiche di<br />

flessibilità e robustezza e sono le migliori<br />

per quanto riguarda l’efficienza in bassa illuminazione<br />

e la sensibilità alle alte temperature.<br />

Infatti il coefficiente di decrescita della potenza<br />

con la temperatura è inferiore del 25%<br />

rispetto a quello delle altre celle cristalline.<br />

I contatti elettrici formano sul retro della cella<br />

un doppio pettine molto fitto conferendo<br />

una gestione ottimale delle microfratture,<br />

senza perdita di potenza.<br />

l<br />

Sono più di 4 milioni i passeggeri che ogni<br />

giorno circolano nella metropolitana di<br />

Parigi. Prendere la metro è diventato per<br />

loro ancora più interessante perché spostandosi<br />

producono energia. Nel 2023 alla stazione della<br />

metropolitana Miromesnil, infatti, sono state installate<br />

6 mini turbine eoliche sui tornelli. Queste<br />

turbine convertono in elettricità l'energia cinetica<br />

generata dal movimento dei passeggeri. L’idea<br />

arriva da un gruppo di studenti della scuola di<br />

ingegneria Junia della città di Lille, presentato<br />

a un concorso di open innovation lanciato dalla<br />

Ratp, l'azienda che gestisce la metropolitana di<br />

Parigi, aggiudicandosi il primo premio. L'obiettivo<br />

del contest era trovare soluzioni innovative e sostenibili<br />

per migliorare l'esperienza dei viaggiatori<br />

e ridurre l'impatto ambientale della metropolitana.<br />

I cittadini diventano così indispensabili nel<br />

processo di produzione energetica.<br />

Produrre energia in modo<br />

green è possibile. Un esempio<br />

arriva dall stazione metro<br />

parigina di Miromesnil<br />

Ma quello di Parigi non è l’unico<br />

Prima ancora dei tornelli, c’era già stata occasione<br />

di sfruttare le risorse rinnovabili per<br />

rendere le città più più verdi.<br />

Ricordiamo la prima discoteca ecologica al<br />

mondo a Londra (2009), dove il pavimento è<br />

dotato di piastre che si comprimono sotto il<br />

peso dei ballerini generando energia elettrica.<br />

A Rotterdam (2016), il primo ponte pedonale<br />

intelligente al mondo, dove i mattoni che lo<br />

compongono catturano l’energia cinetica dei<br />

pedoni e trasformarla in luce.<br />

A Rio de Janeiro (2014), la prima pista ciclabile<br />

solare al mondo, dove i pannelli fotovoltaici integrati<br />

nel pavimento producono energia elettrica<br />

per illuminare la pista stessa e le strade<br />

circostanti.<br />

l<br />

Ginevra Fontana<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

32 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni<br />

NEWS<br />

SPECIALE IFAT<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

33<br />

Ginevra Fontana<br />

Al sapore di plastica<br />

Lo studio di WWF "No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion<br />

from Nature to People" condotto dall'Università di Newcastle<br />

Avanti tutta<br />

Non esiste una gestione<br />

efficiente degli scarti senza<br />

l’utilizzo di macchinari<br />

per la loro raccolta<br />

e selezione. Nella vetrina<br />

di IFAT, ne vedremo delle belle<br />

Rifiuto zero? Per ora ancora irraggiungibile.<br />

È infatti impossibile eliminare completamente<br />

la produzione di rifiuti in una<br />

società moderna basata sull’uso di materiali e<br />

prodotti che, una volta utilizzati, inevitabilmente<br />

diventano scarti.<br />

Ma ci viene in aiuto il concetto di “recupero e<br />

riciclo” che è decisamente più realistico e sostenibile.<br />

Con l’opportunità di ricavare materie<br />

prime seconde e di ridurre i volumi destinati<br />

alle discariche, o di valorizzare in termini energetici<br />

i rifiuti che non possono essere riciclati.<br />

E grazie ai macchinari, sempre più sofisticati<br />

e di ultimissima generazione, che gli scarti<br />

possono essere separati nelle diverse categorie,<br />

per essere successivamente trattati, recuperati<br />

e riciclati. Anche se, le attuali tecnologie<br />

non sono ancora in grado di trattare (e<br />

riciclare) al 100 per cento tutti i tipi di rifiuto.<br />

Ogni settimana nei<br />

nostri piatti probabilmente<br />

finiscono<br />

circa 2000 minuscoli frammenti<br />

di plastica. E potrebbero<br />

essere 5 grammi (una<br />

carta di credito) o qualcosa meno.<br />

A sollevare il dubbio è la ricerca"No Plastic in<br />

Nature: Assessing Plastic Ingestion from<br />

Nature to People" condotto dall'Università di<br />

Newcastle a nord di Sydney e commissionata<br />

dal WWF. La microplastica è infatti presente<br />

nell'acqua di tutto il mondo.<br />

Ma forse qualcosa in meno...<br />

Secondo quanto riporta la ricerca pubblicata<br />

sulla rivista Environmental Science & Tech -<br />

nology nel 2021, invece, sembra che i calcoli<br />

sulle quantità delle microplastiche siano un<br />

po’ diversi. È emerso, infatti, che un adulto<br />

assume circa 883 particelle di microplastica<br />

al giorno, cioè poco più di 4 microgrammi, (milionesimi<br />

di grammi) a settimana.<br />

Quindi la risposta definiva quale sarebbe?<br />

L'OMS ha ammesso che non è ancora possibile<br />

capirlo chiaramente, poiché i dati sulla<br />

contaminazione da microplastiche di cibo, acqua<br />

e aria sono ancora pochi. Ciò nonostante<br />

non possiamo non tenere conto che, a oggi la<br />

contaminazione da micro e nanoplastiche esiste,<br />

e che gli effetti sulla salute sono sicuramente<br />

dannosi per la nostra salute. l<br />

Selezionare a livello superiore<br />

Negli ultimi anni, nei processi di riciclo si è<br />

sviluppata la tendenza verso l’utilizzo di frazioni<br />

monomateriali sempre più pure, che possono<br />

essere ulteriormente lavorate e trasformate<br />

in materiale ad alto contenuto riciclato simile<br />

a quello vergine. Ciò favorisce un riciclaggio<br />

più efficiente e di migliore qualità, risparmiando<br />

sull’utilizzo di materie prime. Ma per rag-<br />

Go ahead<br />

Zero waste doesn't exist, but through recovery<br />

and recycling we minimise the volume of waste<br />

produced. Secondary raw materials are obtained<br />

and waste that cannot be reused is transformed<br />

giungere questo obiettivo, è necessario creare<br />

una moltitudine di catene di processo altamente<br />

complesse, che comprendono la raccolta,<br />

il trasporto, selezione e trattamento. La<br />

tipologia dei rifiuti riciclabili è vastissima, così<br />

come la gamma di prodotti e soluzioni offerte<br />

dagli espositori di IFAT che presentiamo nelle<br />

pagine successive.<br />

l<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

into energy. To achieve this, it is necessary to create<br />

very complex processing chains for collection,<br />

transport, sorting and treatment. The typology of<br />

recyclable waste is vast, as is the range of products<br />

and solutions offered in IFAT's exhibition,<br />

which we present on the following pages.<br />

Federica Lugaresi<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

34<br />

Soluzioni<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

SPECIALE IFAT<br />

SPECIALE IFAT<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

35<br />

Combinazione vincente<br />

Un’intervista con Mauro Panizzolo<br />

che ci racconta in che modo l’azienda investe<br />

in sviluppo, formazione e innovazione<br />

Eliana Puccio<br />

Mauro Panizzolo:<br />

titolare<br />

e responsabile<br />

commerciale<br />

di Panizzolo Recycling<br />

Systems.<br />

Le trasformazioni che coinvolgono il settore<br />

del recupero dei metalli pongono le<br />

aziende di fronte a nuove sfide. Ma in che<br />

modo le imprese rispondono al cambiamento?<br />

Questa intervista a Mauro Panizzolo, titolare<br />

e responsabile commerciale di Panizzolo<br />

Recycling Systems, ci aiuta a capire come trarre<br />

il meglio dalle opportunità future.<br />

Quali sono i principali cambiamenti che avete<br />

osservato nel settore negli ultimi anni?<br />

Da un lato aumentano i rottami complessi,<br />

dall’altro il mercato richiede prodotti sempre<br />

più raffinati, in un contesto dove le normative<br />

internazionali diventano stringenti. Di conseguenza,<br />

le aziende sono chiamate a investire<br />

in tecnologie altamente performanti per ottimizzare<br />

i processi e salvaguardare la loro competitività.<br />

In che modo l’evoluzione del settore ha influenzato<br />

la vostra strategia?<br />

Il nostro approccio si è concentrato soprattutto<br />

sull'innovazione, attraverso investimenti costanti<br />

in attività di Ricerca e Sviluppo che ci<br />

hanno portato a stabilire nuovi standard di efficienza.<br />

Riusciamo a offrire ai nostri clienti<br />

soluzioni all’avanguardia, che uniscono knowhow<br />

e componenti brevettate.<br />

In quale direzione è orientata la vostra attività<br />

di Ricerca e Sviluppo?<br />

Al momento, il nostro team è impegnato nella<br />

progettazione di un rivoluzionario macchinario<br />

che presenteremo quest’anno. Possiamo<br />

anticiparvi che si tratterà di un innovativo pretrituratore<br />

studiato per processare grandi<br />

quantità di rottami particolarmente gravosi<br />

con performance di altissimo livello. È un<br />

nuovo progetto che ci entusiasma davvero<br />

molto, e non vediamo l’ora di svelarvi tutti i<br />

dettagli.<br />

I punti di forza delle vostre soluzioni?<br />

Modulari e flessibili, i nostri impianti si adattano<br />

alle esigenze di trattamento raggiungendo<br />

la completa valorizzazione dei metalli con<br />

un perfetto equilibrio tra bassi consumi energetici<br />

e alta produttività. Ulteriori valori aggiunti<br />

sono anche la solidità strutturale, la semplicità<br />

di manutenzione e l’offerta di corsi formativi.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Non solo un alto valore tecnologico, ma anche<br />

una formazione specializzata. Potete<br />

parlarci meglio della Panizzolo Recycling<br />

Academy?<br />

Il percorso formativo dell’Academy si avvale<br />

di un patrimonio di conoscenze ed esperienze<br />

acquisite nel tempo. Pensato per i nostri<br />

clienti, il programma consente di apprendere<br />

tutte le competenze necessarie per una gestione<br />

efficace degli impianti, con un approccio<br />

didattico che unisce teoria e pratica. Al<br />

termine del percorso, a seguito del superamento<br />

di un test, inoltre, viene rilasciata una<br />

certificazione delle competenze acquisite.<br />

Quali sono i vantaggi offerti dalla formazione<br />

dell’Academy?<br />

La formazione non solo eleva lo standard<br />

professionale, ma permette di sfruttare tutte<br />

le potenzialità di un impianto. La gestione<br />

diventa più efficiente e vengono ottimizzate<br />

tutte le operazioni, con una conseguente<br />

massimizzazione dell’investimento. Il nostro<br />

The transformations involving the metal recovery sector pose<br />

new challenges for companies. This interview with Mauro<br />

Panizzolo, owner and commercial manager of Panizzolo Recycling<br />

Systems, helps us understand how to make the most of future<br />

opportunities.<br />

What are the main changes of the sector and how have they influenced<br />

your strategy? Complex scrap materials are increasing,<br />

while the market demands increasingly refined products and international<br />

regulations are becoming stricter. Our approach is focused<br />

on innovation, through constant investments in Research and<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

approccio promuove, inoltre, un metodo di<br />

lavoro più agile, fondamentale per affrontare<br />

con successo le sfide attuali e future. In questo<br />

modo, le aziende possono rafforzare il<br />

loro vantaggio competitivo nel lungo periodo.<br />

L’edizione <strong>2024</strong> di IFAT è dietro l’angolo.<br />

Quali sono le vostre aspettative?<br />

L’IFAT per noi è un palcoscenico unico dove<br />

mostrare il nostro spirito innovativo.<br />

In questa edizione la tecnologia e la sostenibilità<br />

saranno protagoniste, perciò sarà<br />

un’occasione importante per riflettere insieme<br />

sul futuro del settore ed esplorare le<br />

nuove tendenze. Potete trovarci allo stand<br />

223/322, nel padiglione B6, in uno spazio rinnovato<br />

dove non vediamo l’ora di presentarvi<br />

le nostre novità!<br />

l<br />

Gli impianti Panizzolo<br />

si adattano alle più<br />

svariate esigenze<br />

di trattamento.<br />

Consentono<br />

di raggiungere<br />

la completa<br />

valorizzazione<br />

dei metalli fino<br />

a trattamenti<br />

End-of-<strong>Waste</strong>.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Panizzolo: an innovative approach to the future<br />

Development that leads us to offer cutting-edge solutions that combine<br />

know-how and patented components.<br />

In what direction is your R&D activity oriented? Our team is engaged<br />

in designing a revolutionary machine that we will unveil this year: an<br />

innovative pre-shredder designed to process large quantities of particularly<br />

heavy scrap.<br />

The <strong>2024</strong> edition of IFAT is just around the corner. What are you expectations?<br />

This edition will be an important opportunity to reflect<br />

together on the future of the sector and explore new trends. Visit us<br />

at booth 223/322, in hall B6, to discover all our innovations!


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

36<br />

Soluzioni<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

SPECIALE IFAT<br />

SPECIALE IFAT<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

37<br />

NORM, questi conosciuti<br />

Esistono settori industriali che hanno<br />

lavorazioni a rischio radiologico non artificiale.<br />

MITAmbiente svolge un ruolo chiave nella<br />

gestione di questi residui lungo tutta la filiera<br />

Zirconio derivante<br />

dall’industria della<br />

lavorazione dello<br />

stesso minerale.<br />

Queste attività sono<br />

soggette ad<br />

adempimenti in tema<br />

di radioprotezione.<br />

Imateriali contraddistinti da un elevato contenuto<br />

di radioattività naturale, ossia in concentrazioni<br />

superiori alla media presente<br />

nella crosta terrestre, sono i cosiddetti NORM<br />

(Naturally Occuring Radioactive Materials).<br />

I materiali e i residui da lavorazioni contenenti<br />

radionuclidi di origine naturale che vengono<br />

ritrovati, devono essere gestiti sia ai<br />

sensi del D.Lgs. 101/2020 (radiazioni ionizzanti)<br />

che ai sensi del D.Lgs. 152/2006 (Testo<br />

Unico Ambientale). MITAmbiente si occupa<br />

della gestione dei materiali che presentino<br />

anche una non trascurabile concentrazione<br />

di radioisotopi di origine naturale.<br />

Un appoggio importante<br />

Il ruolo di MITAmbiente è pertanto quello di<br />

supportare il produttore/detentore dei NORM<br />

in tutte le fasi di gestione a partire dalla caratterizzazione,<br />

sia radiometrica quantitativa<br />

sia chimico-fisica. Ciò permette di selezionare<br />

la filiera idonea ai fini dell’allontanamento,<br />

previa valutazione dell’impatto radiologico dei<br />

diversi scenari correlati.<br />

Nel D.Lgs. 101/2020 sono riportate le attività<br />

industriali che possono avere problematiche<br />

afferenti ai NORM e il termine residuo è differenziato<br />

dal termine rifiuto poiché lo scarto<br />

radioattivo vero e proprio è sostanzialmente<br />

diverso dal residuo NORM, poiché derivante<br />

da pratiche con materie radioattive artificiali.<br />

I rifiuti o materiali di scarto contaminati da<br />

NORM sono definiti dalla normativa residui<br />

NORM, non sono quindi rifiuti radioattivi e non<br />

sono soggetti alle disposizioni previste per tale<br />

tipologia di rifiuti.<br />

Infatti le disposizioni del D.Lgs.101/2020 s.m.i.<br />

in materia di NORM si applicano anzitutto a<br />

settori industriali ben definiti, nei quali sono<br />

individuati classi o tipi di pratiche per questi<br />

ambiti, quali, ad esempio: centrali elettriche<br />

a carbone, estrazione di minerali, industria<br />

dello zircone e zirconio, lavorazione di minerali<br />

e produzione primaria di ferro, lavorazioni di<br />

minerali fosfatici e potassici, produzione di cemento,<br />

produzione di energia geotermica, produzione<br />

di gas e petrolio, industrie dotate di<br />

impianti per la filtrazione delle acque di falda,<br />

lavorazioni di taglio e sabbiatura.<br />

Protocolli da rispettare<br />

Tali industrie NORM sono soggette a particolari<br />

adempimenti in materia di radioprotezione<br />

per i lavoratori e per la popolazione avvalen-<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

dosi dell’Esperto di Radioprotezione. In taluni<br />

casi, gli esiti degli accertamenti tecnici possono<br />

portare, nelle situazioni più restrittive, a<br />

degli obblighi piuttosto rilevanti per la gestione<br />

dei residui (rifiuti) derivanti dall’attività.<br />

Un aspetto rilevante del D.Lgs. 101/2020 in<br />

merito ai NORM è l’allontanamento dei residui<br />

prodotti da industrie NORM, per i quali è introdotta<br />

una classificazione tra:<br />

- esenti: quando il contenuto radiologico è inferiore<br />

ai livelli generali di allontanamento, ovvero<br />

i livelli di non rilevanza radiologica;<br />

- non esenti: quando il contenuto radiologico è<br />

superiore ai livelli generali di allontanamento.<br />

I residui non esenti necessitano di autorizzazione<br />

per essere gestiti, smaltiti nell’ambiente,<br />

riciclati e riutilizzati nel rispetto della disciplina<br />

generale delle emissioni in atmosfera e della<br />

gestione rifiuti.<br />

L’esito della caratterizzazione e la valutazione<br />

Materials characterized by high content of natural radioactivity; in<br />

concentrations higher than the average present in the earth's crust,<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

del rischio radiologico sono gli elementi cardine<br />

per la corretta gestione del materiale e per<br />

l’emissione dell’omologa/accettabilità del rifiuto.<br />

In merito al trasporto, MITAmbiente agisce contemporaneamente<br />

in qualità di vettore autorizzato<br />

per il materiale radioattivo rientrante<br />

nel campo di applicazione del D.Lgs. 101/2020,<br />

e in qualità di trasportatore autorizzato per il<br />

trasporto dei rifiuti speciali di cui al D.Lgs.<br />

152/2006.<br />

Infine MITAmbiente coadiuva il produttore/detentore<br />

accompagnandolo nelle relazioni con<br />

le Autorità competenti per adempiere alle dovute<br />

azioni e notifiche sia per effettuare i trattamenti<br />

che per lo smaltimento. l<br />

Polveri di corindone<br />

(a sinistra)<br />

e di sabbiatura.<br />

www.mitambiente.it<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Management of NORM, materials containing<br />

natural radionuclides<br />

are the so-called NORMs (Naturally Occuring Radioactive<br />

Materials). The materials and residues from processing containing<br />

radionuclides of natural origin that are found must be managed<br />

both pursuant to Legislative Decree 101/2020 (ionizing radiation)<br />

and pursuant to Legislative Decree 152/2006 (Testo Unico<br />

Ambientale).<br />

The role of MITAmbiente is to support the NORM producer/holder<br />

in all management phases starting from characterization, both<br />

quantitative radiometric and chemical-physical. This allows to<br />

select the suitable supply chain for removal purposes, after evaluating<br />

the radiological impact of the different scenarios.<br />

Legislative Decree 101/2020 identifies the so-called NORM industries,<br />

such as: coal-fired power plants, mineral extraction, zirconium<br />

and zirconium industry, mineral processing and primary iron<br />

production, phosphate and potassium mineral processing, cement<br />

production, geothermal energy production, production of gas and<br />

oil, industries equipped with systems for filtering groundwater,<br />

cutting and sandblasting processes.<br />

These industries are subject to particular requirements regarding<br />

radiation protection for workers and the population, making use<br />

of the Radiation Protection Expert.With regard to transport,<br />

MITAmbiente acts simultaneously as an authorized carrier for the<br />

radioactive material inside the scope of Legislative Decree 101/2020<br />

and as an authorized transporter for the transport of special waste<br />

referred to Legislative Decree 152 /2006. Finally, MITAmbiente assists<br />

the producer/holder by accompanying him in relations with<br />

the competent authorities to fulfill the necessary actions and notifications<br />

both for carrying out treatments and for disposal.


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

38<br />

Soluzioni<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

SPECIALE IFAT<br />

Una vocazione<br />

100% elettrica<br />

Tenax International si dedica interamente<br />

alla produzione, distribuzione e assistenza<br />

di macchine ecologiche 100% elettriche.<br />

Pulizia e igiene urbana a basso voltaggio<br />

Eliana Puccio<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

con sede in provincia di Reggio<br />

Emilia, è l’unico player attualmente sul<br />

L’azienda<br />

mercato a essere stato in grado di tradurre<br />

la propria vocazione elettrica in una gamma<br />

completa di spazzatrici e lavastrade 100%<br />

elettriche (non elettrificate) a basso voltaggio.<br />

Tutti i prodotti Tenax nascono, sin dal loro concepimento,<br />

per essere completamente ed<br />

esclusivamente elettrici.<br />

Affidabilità 100% elettrica<br />

Grazie all’esperienza ultra ventennale nel settore<br />

dello spazzamento stradale elettrico, e alle ben<br />

oltre 1.700 spazzatrici elettriche vendute a proprio<br />

marchio in oltre 42 Paesi, garantisce elevate<br />

performances a tutte le latitudini e offre soluzioni<br />

su misura studiate per soddisfare le esigenze<br />

A young and dynamic company<br />

Tenax International is an Italian company which is the first in the world dedicated<br />

to the design and production of low-voltage, genuinely 100% electric road sweepers<br />

and street washers.<br />

With over 35 years of experience, incomparable technical expertise and over<br />

1700 machines sold and supported in more than 42 countries over 5 continents,<br />

they are specialised in the creation of cutting-edge machinery powered by clean<br />

energy, with genuinely extraordinary performance. It is a young and dynamic<br />

company staffed by passionate people keen to leave their mark, where every<br />

new challenge is seen as an opportunity for improvement.<br />

di ogni cliente. A oggi vanta una partnership con<br />

i principali enti pubblici e privati Europei, godendo<br />

della fiducia di città tra le quali Parigi,<br />

Bruxelles, Napoli, Taipei, Melbourne, Bar cellona,<br />

Madrid, Londra, Bilbao e molte altre.<br />

Tutte le spazzatrici Tenax sono caratterizzate<br />

da un’elevata affidabilità e da un sistema di<br />

funzionamento 100% elettrico di nuovissima<br />

generazione. All’interno della gamma si inserisce<br />

l’innovativa Electra 5.0 Life, la prima spazzatrice<br />

totalmente elettrica compatta di nuova<br />

generazione da 5 m³, capace di combinare performance<br />

elevate a un comfort supremo per<br />

l’operatore.<br />

Tutela dell’ambiente<br />

Grazie all’assenza di emissioni di CO 2 e di emissioni<br />

acustiche inquinanti, le spazzatrici e le lavastrade<br />

Tenax creano un contesto cittadino più<br />

confortevole, vivibile e sostenibile. Inoltre, con<br />

l’assenza di circuiti idraulici, annullano il rischio<br />

di sversamenti di olii idraulici sulla superficie<br />

stradale. (Rischio che può comportare onerosi<br />

interventi di bonifica, costituendo un pericolo<br />

per l’ambiente circostante nonché per la sicurezza<br />

e salute dei cittadini.)<br />

l<br />

Hall B6 - Stand 223/322<br />

13-17 Maggio <strong>2024</strong><br />

Messe München (Germania)<br />

È TEMPO DI<br />

VALORIZZARE<br />

AL MASSIMO I METALLI<br />

BASSO CONSUMO<br />

ENERGETICO<br />

I nostri macchinari garantiscono un’ottima<br />

efficienza energetica, massimizzando il rapporto<br />

tra consumi e produttività oraria.<br />

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e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

40<br />

Soluzioni<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

SPECIALE IFAT<br />

NEWS<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

41<br />

Nuova vita agli scarti,<br />

con gli specialisti del riciclo<br />

Occhio alle vergini<br />

Mission da raggiungere: transizione ecologica<br />

con la divisione dedicata al settore ambientale<br />

Ginevra Fontana<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

An innovative system<br />

PAL Green Division, a PAL department born in 2008 to develop cutting-edge<br />

technologies for the recycling sector and part of IMALPAL Group, is specialised<br />

in sorting, recycling and reuse from urban and industrial collection. One of<br />

the latest projects realised is the two-in-one plant commissioned by a public<br />

company operating in the centre of Italy for the treatment of multi-material<br />

plastic and paper from urban collection. The plant, automated and characterised<br />

by a considerable quality improvement in terms of innovation, has<br />

shown, after the testing phase, a significantly higher performance than expected,<br />

testifying to the continuous growth of PAL Green Division in this specific<br />

area of expertise, which is just one of the business areas where the company<br />

is an international leader.<br />

Tecnologia e innovazione. Su questi<br />

presupposti si basa l’operato di PAL<br />

Green Division, dipartimento della storica<br />

azienda veneta con sede a Ponte di Piave<br />

(Treviso), PAL, a sua volta capogruppo, insieme<br />

a IMAL, di IMALPAL Group, impegnato,<br />

fin dalla sua nascita, nel 2008, nello sviluppo<br />

di tecnologie all’avanguardia per il settore<br />

del riciclo.<br />

Core business<br />

A partire dal know how e dall’esperienza professionale<br />

dell’azienda madre, l’azienda opera<br />

al fianco dei clienti, pubblici e privati, e le aziende<br />

partner progettando soluzioni su misura<br />

per trasformare gli scarti di produzione e<br />

smaltimento in nuovi materiali, al fine di ridurre<br />

l’impatto ambientale e i costi produttivi.<br />

Il dipartimento è specializzato, in particolare,<br />

nella progettazione e messa in opera di impianti<br />

per la selezione, il riciclo e il riutilizzo<br />

da raccolta urbana e industriale.<br />

Aggiornamenti sul campo<br />

Tra le ultime sfide accettate e vinte da PAL Green<br />

Division c’è la realizzazione di un impianto due<br />

in uno per il trattamento - nella stessa linea -<br />

della plastica multimateriale e carta provenienti<br />

dai rifiuti urbani, su commissione di una società<br />

pubblica operante nel centro-Italia.<br />

L’impianto si distingue per l’impronta tecnologica<br />

fortemente innovativa e un importante salto in<br />

avanti nell’automatizzazione del processo di pulizia.<br />

Le performance, infatti, in termini di qualità<br />

e quantità, hanno evidenziato risultati superiori<br />

rispetto ai dati di progetto: nel flusso in uscita,<br />

la frazione estranea si è ridotta fino al 5-6%,<br />

mentre la portata oraria in ingresso ha mostrato<br />

un incremento di oltre il 40%. Il risultato ha ampiamente<br />

soddisfatto le aspettative del committente<br />

e testimonia la crescita continua della divisione<br />

in questa specifica area di competenza.l<br />

n TotalEnergies<br />

Lubrifiants e Bericap<br />

presentano un nuovo tappo<br />

per taniche di lubrificante<br />

in plastica riciclata al 50%<br />

in materiale PCR.<br />

TotalEnergies Lubrifiants<br />

mira a ridurre<br />

gradualmente il consumo<br />

di plastica vergine<br />

integrando i nuovi tappi<br />

riciclati nelle sue varie<br />

gamme di lubrificanti.<br />

Emir Cetin, Global<br />

Packaging Manager al<br />

TotalEnergies Lubrifiants,<br />

ha dichiarato:<br />

“La collaborazione con<br />

FACILE MANUTENZIONE<br />

COMPATTA<br />

VERSATILE<br />

ROBUSTA<br />

Bericap su questa gamma<br />

di tappi per imballaggi da<br />

20 litri dimostra l'impegno<br />

comune per l’economia<br />

circolare. Siamo molto<br />

contenti di iniziare a<br />

utilizzarli".<br />

Olivier Greiner, Vice<br />

Presidente, Polymers<br />

Europe & Orient di<br />

TotalEnergies, ha<br />

aggiunto: “Ci impegniamo<br />

ad aiutare i nostri partner<br />

nei loro obiettivi di<br />

sostenibilità e la sfida<br />

della plastica a fine vita.<br />

Questo sviluppo risponde<br />

alla crescente domanda di<br />

più plastiche innovative e<br />

riciclate, e contribuisce<br />

pienamente alla nostra<br />

ambizione di raggiungere<br />

un milione di tonnellate<br />

di polimeri circolari<br />

all’anno entro il 20<strong>30</strong>”.<br />

Producing Biogas is easier and faster.<br />

Un innova 琀 vo sistema di pretra 琀 amento ri 昀 u 琀 solidi<br />

urbani in un unica macchina<br />

che vi farà evitare sprechi<br />

e risparmiare spazio,<br />

energia e tempo.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

IFAT stand B6-352<br />

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e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

42 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni<br />

NEWS<br />

NEWS<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

43<br />

Irene Boschi<br />

Cosmetica più circolare<br />

A Cosmoprof, Aliplast (Gruppo Hera) presenta le linee guida<br />

sviluppate con Cosmetica Italia e destinate ai produttori<br />

Un’interessante eccezione<br />

n Gli studenti dell’Alta<br />

Scuola Politecnica, del<br />

Politecnico di Milano e di<br />

Torino ha collaborato con<br />

GreenChemicals e Gamma<br />

Meccanica al progetto<br />

Oracle, ovvero sul<br />

problema del riciclo del<br />

polistirene estruso (XPS).<br />

Lo scopo è eliminare i<br />

contaminanti postconsumo<br />

presenti nei<br />

vassoi utilizzati per<br />

l’imballaggio del cibo.<br />

La materia plastica postconsumo<br />

viene fusa in un<br />

primo estrusore; poi, nel<br />

fuso viene iniettata<br />

anidride carbonica allo<br />

stato supercritico. Per<br />

estrazione, i contaminanti<br />

presenti nel materiale fuso<br />

passano nella corrente di<br />

CO 2 , che viene separata.<br />

Dopo l'eliminazione di tali<br />

impurità, si procede con<br />

una seconda estrusione<br />

che consente di ottenere i<br />

granuli di XPS riciclato.<br />

All'edizione di Cosmoprof Worldwide<br />

Bologna, tenutasi nei giorni 21-24 marzo<br />

<strong>2024</strong>, Aliplast (Gruppo Hera) ha presentato<br />

il white paper “Imballaggi in plastica nel settore<br />

cosmetico”, redatto insieme a Cosmetica Italia,<br />

Associazione nazionale imprese cosmetiche.<br />

Un esordio per l’industria nella realizzazione di<br />

un documento contenente le linee guida per la<br />

progettazione di packaging sostenibile per il<br />

settore cosmetico. La guida è indirizzata ai produttori<br />

dell’industria cosmetica, e al suo intero<br />

contiene indicazioni operative per la progettazione<br />

di confezioni di prodotti cosmetici facilmente<br />

riciclabili.<br />

Azzerare gli sprechi<br />

Il white paper fornisce per ogni singola tipologia<br />

di contenitori plastici (in Pet, in Hdpe e<br />

PP, in PE e PP),suggerimenti sulla progettazione<br />

per garantire a fine vita la massima riciclabilità,<br />

in coerenza con gli indirizzi di<br />

Recyclass e Spice (Sustainable, packaging initiative<br />

for cosmEtics), iniziative europee di riciclatori<br />

di plastica e industria cosmetica.<br />

Aliplast e Cosmetica Italia hanno infatti come<br />

obiettivo comune quello di azzerare gli sprechi.<br />

Per ogni polimero vengono forniti consigli<br />

su come progettare ogni componente del packaging:<br />

corpo principale, sistema di chiusura,<br />

colore del contenitore, strati di barriera, etichettatura,<br />

uso di inchiostri per decorazioni.<br />

Il documento servirà per promuovere la diffusione<br />

di imballaggi ricercati esteticamente<br />

e capaci di esaltare le funzionalità del prodotto.<br />

Oggi i principi di economia circolare orientano<br />

l’innovazione nel settore della bellezza.<br />

“Questa guida – ha spiegato Carlo Andriolo,<br />

amministratore delegato Aliplast, – è un’opportunità<br />

per tutta la filiera del beauty, che<br />

sta vivendo una forte evoluzione verso prodotti<br />

sempre più circolari. Non è la prima volta che<br />

Aliplast mette a disposizione il proprio knowhow<br />

per questo mercato strategico del made<br />

in Italy. Da tempo, infatti, Aliplast collabora<br />

con realtà del settore cosmetico per sviluppare<br />

soluzioni di packaging innovative in plastica<br />

riciclata, anche grazie all’Aliplast Lab, in<br />

cui co-progettiamo assieme ai nostri clienti<br />

prodotti che per estetica e caratteristiche tecniche<br />

sono pari al vergine”.<br />

l<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

The reliable brand!<br />

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e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

44 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni<br />

NEWS<br />

NEWS<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

45<br />

Eliana Puccio<br />

Non lo usi? Riciclalo<br />

A Rho la prima filiera interamente cooperativa per la selezione,<br />

il recupero e il riciclo di capi usati e tessuti, by Vesti Solidale<br />

Salvavita<br />

agli alberi<br />

n Il Gruppo Saviola è noto per<br />

il claim: “aiutateci a salvare<br />

gli alberi” ed è il più<br />

importante trasformatore di<br />

legno post-consumo del<br />

mondo, con 1,5 milioni di<br />

tonnellate lavorato ogni anno.<br />

Grazie alla sua attività, evita<br />

l’abbattimento giornaliero di<br />

L'azienda da sempre si dedica<br />

alla lavorazione del legno<br />

post-consumo, ovvero legno<br />

usato come mobili vecchi,<br />

pallet, cassette della frutta,<br />

donando al materiale<br />

inutilizzato una nuova vita.<br />

Per il resto, non serve altro da<br />

aggiungere perché i numeri<br />

parlano da sè.<br />

Sorge a Rho, a Milano, il Textile Hub della<br />

cooperativa Vesti Solidale. È il più grande<br />

impianto di riciclo tessile del Nord<br />

Italia, conta infatti una superficie di 12 mila<br />

m 2 , di cui 5 mila m 2 coperti.<br />

Ha una capacità di trattamento fino a 20 mila<br />

tonnellate di rifiuti tessili all’anno. Il suo punto<br />

di forza?<br />

È all’avanguardia: al suo interno si trovano attrezzature<br />

semiautomatizzate per la selezione<br />

e il recupero di capi usati e tessuti.<br />

Inoltre, è a basso impatto ambientale grazie<br />

all’utilizzo di pannelli fotovoltaici.<br />

Fino al riciclo<br />

L’hub gestirà la fase finale del ciclo di vita di<br />

indumenti usati e prodotti post-consumer<br />

(abiti, scarpe conferiti nei cassonetti o provenienti<br />

da aziende d’abbigliamento), quali resi<br />

o difettosi; e rifiuti pre-consumer (filati, tessuti<br />

da scarti di lavorazione). Gestirà anche la fase<br />

del riciclo, dove i tessili sono selezionati per<br />

fibra, qualità e colore e saranno eliminate le<br />

parti non riciclabili: bottoni ed elementi in plastica.<br />

"Gli abiti che non usiamo più contengono<br />

materiale che è un peccato incenerire insieme<br />

al rifiuto indifferenziato.È fondamentale integrare<br />

nelle produzioni materiali rigenerati sostituendo<br />

le fibre vergini con quelle provenienti<br />

da tessuti e capi riciclati", ha spiegato Matteo<br />

Lovatti, presidente di Vesti Solidale. l<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

10mila alberi.Tutto legno che<br />

in alternativa sarebbe stato<br />

buttato, e smaltito con costi<br />

economici e ambientali non<br />

indifferenti. Saviola ha anche<br />

presentato alla Triennale di<br />

Milano tre installazioni<br />

realizzate con pannelli in<br />

legno rigenerato, grazie a un<br />

processo di economia<br />

circolare che prevede<br />

raccolta, pulizia, separazione<br />

da altri materiali (ferro,<br />

plastica, alluminio, ottone e<br />

rame). Possiamo considerarlo<br />

uno dei pionieri del concetto<br />

di economia circolare.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

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e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

46<br />

Soluzioni<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

SPECIALE IFAT<br />

SPECIALE IFAT<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

47<br />

Primato in Polonia<br />

Ecotec Solution, distributore esclusivo per l’Italia<br />

della gamma riciclaggio del colosso polacco,<br />

ne festeggia il traguardo e guarda al futuro<br />

verso i continui sviluppi del marchio Pronar<br />

Eliana Puccio<br />

Pronar, pioniere mondiale nella produzione<br />

di moderne macchine per il riciclaggio,<br />

attrezzature comunali e agricole, compie<br />

35 anni. La sua vasta offerta è completata da<br />

una gamma altrettanto ampia di componentistica.<br />

Le macchine e i loro componenti sono<br />

prodotti in nove stabilimenti produttivi, impiegando<br />

quasi 3.500 dipendenti. Questo posiziona<br />

l’azienda al primo posto tra i datori di lavoro privati<br />

della Polonia. Un tale sviluppo dinamico non<br />

sarebbe stato possibile senza una solida base<br />

tecnologica. In questo campo, stabilisce decisamente<br />

le tendenze globali: lo dimostrano la<br />

linea automatizzata per la produzione di dischi<br />

interamente sviluppata dagli ingegneri di Pronar,<br />

il processo di saldatura robotizzato per la saldatura<br />

delle griglie per i vagli a tamburo e le<br />

Processo di saldatura robotizzato.<br />

presse idrauliche con una pressione di <strong>30</strong>00<br />

t/cm 2 e 5000 t/cm 2 .<br />

Vende i suoi prodotti in oltre 90 paesi su sei continenti,<br />

e si sta sviluppando dinamicamente, investendo<br />

costantemente, e ciascuna delle sue<br />

divisioni presenta - alle fiere internazionali di<br />

settore - macchine innovative assieme ai loro<br />

componenti.<br />

Anche la presenza a IFAT è notevole, con uno<br />

stand di più di 1000 mq e 7 macchinari dedicati<br />

al settore del riciclaggio esposti.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Pronar Exhibition Centre<br />

È stato inaugurato nel <strong>maggio</strong> 2021 a Sie -<br />

miatycze ed è uno dei pochi impianti del genere<br />

in Europa. Qui è possibile conoscere l'intera<br />

gamma di prodotti di Pronar. Su una superficie<br />

di oltre 10 ettari, è presente una parte interna<br />

(con l'esposizione permanente dei prodotti dei<br />

singoli reparti produttivi, compresi i componenti<br />

delle macchine prodotte) e una parte esterna<br />

(che presenta oltre <strong>30</strong>0 diverse macchine).<br />

Il Centro ha già ospitato oltre 20.000 visitatori<br />

provenienti da oltre 100 paesi. Tra di loro vi sono<br />

acquirenti dei prodotti dell'azienda, rivenditori,<br />

fornitori, studenti e docenti, rappresentanti di<br />

istituti di ricerca, nonché personalità del mondo<br />

degli affari e della politica, tra cui il presidente<br />

Andrzej Duda. Il Centro Espositivo organizza<br />

formazioni (per necessità interne ed esterne),<br />

dibattiti e conferenze, diventando così un ponte<br />

tra la scienza e il mondo degli affari.<br />

Un notevole vantaggio per i rapporti di Pronar<br />

con i partner commerciali e gli utenti delle<br />

macchine, è l'aeroporto di proprietà con l'infrastruttura<br />

necessaria e la flotta aerea (aerei<br />

ed elicotteri).<br />

I 35 anni di esperienza produttiva di Pronar sono<br />

riconosciuti con numerosi premi e riconoscimenti,<br />

sia a livello nazionale che internazionale,<br />

come i Diamanti Forbes 2017, il Premio<br />

Economico Individuale del Presidente della<br />

Repubblica Polacca 2021, le Medaglie d'Oro del-<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

le Fiere Internazionali di Poznań, Ananthus<br />

Aureus, Perla dell'Anno 2020, Miglior Datore di<br />

Lavoro. Anche nel 2023 Pronar ha ricevuto la<br />

nomination per la categoria “Successo Inter -<br />

nazionale” del Premio Economico del Pre -<br />

sidente. Il Presidente ha premiato le aziende<br />

che contribuiscono allo sviluppo dell'economia<br />

nazionale, promuovono un'immagine positiva<br />

della Polonia e rappresentano un modello di<br />

funzionamento per altre aziende.<br />

Pronar esporrà a IFAT <strong>2024</strong> Stand FM.808/2. l<br />

Pronar at IFAT <strong>2024</strong><br />

Pronar Exhibition<br />

Center. A sinistra:<br />

il sistema<br />

di lubrificazione<br />

durante il processo<br />

di tornitura.<br />

Pronar is a global pioneer in the production of modern recycling machines,<br />

municipal and agricultural equipment, and its extensive range is complemented<br />

by an equally wide range of components. The machines and their components<br />

are manufactured in nine production facilities, employing nearly 3,500 employees.<br />

This positions Pronar as the leading private employer in Poland. Such dynamic<br />

development would not have been possible without a solid technological foundation.<br />

In this field, Pronar decisively sets global trends, as demonstrated by<br />

the fully developed automated line for disc production by Pronar engineers, the<br />

robotic welding process for welding grids for drum screens, and hydraulic presses.<br />

Pronar sells its products in over 90 countries on six continents. The company<br />

is developing dynamically, investing constantly, and each of its divisions presents<br />

innovative machines and their components at international industry fairs. The<br />

presence at IFAT is also notable, with a stand of over 1000 square meters and<br />

7 machines dedicated to the recycling sector.<br />

ENGLISH ABSTRACT


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

48<br />

Soluzioni<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

SPECIALE IFAT<br />

SPECIALE IFAT<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

49<br />

Alto grado di separazione<br />

TOMRA presenta la tecnologia di I.A.<br />

per la selezione delle plastiche di grado<br />

alimentare. Una chicca tra le chicche<br />

La selezione di PET,<br />

PP e HDPE è ora<br />

possibile grazie<br />

alla più recente<br />

innovazione<br />

di deep-learning<br />

GAINnext.<br />

Una novità su tutte. È quella che TOMRA<br />

Recycling, l’azienda di respiro internazionale<br />

specializzata nelle tecnologie<br />

di selezione a sensori, presenta a IFAT <strong>2024</strong><br />

nel suo più recente portfolio tecnologico in<br />

grado di “Trasformare il recupero delle risorse",<br />

come recita il tema scelto per il Salone.<br />

L’attenzione dei visitatori sarà catturata da<br />

GAINnext, la tecnologia di deep learning in<br />

grado di separare le plastiche di grado alimentare.<br />

Una prima assoluta nel settore.<br />

Guardando oltre<br />

Con le imminenti modifiche alla legislazione<br />

comunitaria che regola i rifiuti di imballaggio<br />

e i materiali plastici riciclati a contatto con gli<br />

alimenti, TOMRA prevede che ci sarà un grande<br />

interesse verso gli ultimi progressi della<br />

nuova tecnologia GAINnext, che verrà presentata<br />

sullo stand. GAINnext, disponibile<br />

come estensione per le unità AUTOSORT,<br />

riesce a separare le plastiche alimentare da<br />

quelle non alimentari per produrre PET, PP e<br />

HDPE su larga scala con una purezza superiore<br />

al 95%. La nuova tecnologia è oggi disponibile<br />

grazie ai continui investimenti di<br />

TOMRA nell’intelligenza artificiale, che viene<br />

utilizzata già da decenni per migliorare le prestazioni<br />

di selezione. Risale infatti al 2019 la<br />

prima tecnologia di deep learning della Casa<br />

per la selezione dei rifiuti. Oggi, con quest'ultima<br />

sofisticata applicazione del deep learning,<br />

TOMRA dimostra ancora una volta di essere<br />

all'avanguardia nella rivoluzione del riciclo<br />

guidata dall'intelligenza artificiale. Fabrizio<br />

Radice, responsabile Sales & Marketing Global<br />

di TOMRA Recycling Sorting, commenta così<br />

l’importante traguardo: "Noi di TOMRA abbiamo<br />

finalmente risolto una sfida che molti nel<br />

nostro settore stanno cercando di superare<br />

da tempo: la separazione delle plastiche di<br />

grado alimentare da quelle non alimentari per<br />

PET, PP e HDPE. Siamo quindi entusiasti di<br />

presentare la nostra nuova applicazione<br />

GAINnext a IFAT <strong>2024</strong>, l’evento ideale per<br />

condividere questa fantastica notizia.”<br />

Toccare con mano<br />

I visitatori dello stand potranno discutere con<br />

gli specialisti TOMRA delle proprie specifiche<br />

esigenze di selezione. Tra le tecnologie lanciate<br />

di recente, INNOSORT FLAKE consente la<br />

purificazione delle scaglie di plastica. La se-<br />

lezione simultanea per colore, polimero e trasparenza<br />

è la funzionalità avanzata che garantisce<br />

al selettore, prestazioni eccezionali<br />

nella purificazione dei flakes anche da materiale<br />

in ingresso altamente contaminato. In merito<br />

al riciclo dei metalli, la soluzione più giusta<br />

si chiama AUTOSORT PULSE. Questa tecnologia,<br />

progettata per la selezione delle leghe di<br />

alluminio, è dotata di spettroscopia LIBS dinamica<br />

e sta aprendo la strada alla produzione di<br />

alluminio verde. Inoltre, grazie alla funzionalità<br />

di separazione individuale degli oggetti basata<br />

sull'IA, è possibile separare con precisione anche<br />

gli oggetti sovrapposti e adiacenti.<br />

Gli strumenti digitali<br />

A IFAT <strong>2024</strong>, ci sarà spazio anche per illustrare<br />

due soluzioni digitali in grado di aiutare i clienti<br />

High separation degree<br />

a ottimizzare i processi e il flusso di materiali:<br />

TOMRA Insight, una piattaforma di monitoraggio<br />

dati basata su cloud e l'analizzatore<br />

di rifiuti di PolyPerception, la<br />

start-up di cui TOMRA ha di recente<br />

acquisito il 25%.<br />

Quest’ultima tecnologia funge<br />

addirittura da sistema automatico<br />

di conformità, garantendo<br />

il rispetto della legislazione locale<br />

e delle rigide normative sul<br />

riciclo dei prodotti di grado alimentare.<br />

l<br />

AUTOSORT PULSE<br />

di Tomra. A sinistra,<br />

la INNOSORT FLAKE<br />

per la purificazione<br />

delle scaglie<br />

di plastica per colore,<br />

polimero<br />

e trasparenza<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Global sensor-based sorting technology provider, TOMRA<br />

Recycling, will reveal its latest technology portfolio at IFAT <strong>2024</strong><br />

(stand B6.339/438). TOMRA’s chosen theme for the event will be<br />

‘Transforming Resource Recovery’. An industry-first will attract<br />

the attention of visitors: GAINnext, the deep learning technology<br />

capable of separating food-grade plastics. With forthcoming changes<br />

to EU legislation governing packaging waste and recycled plastic<br />

food contact materials, TOMRA is anticipating a lot of interest<br />

among IFAT visitors in the latest advances to its GAINnext technology.<br />

Thanks to TOMRA’s continued investment in the company’s<br />

AI-powered deep learning technology – available as an addon<br />

for its AUTOSORT units – it is now possible to separate<br />

food-grade from non-food-grade plastics for PET, PP and HDPE<br />

on a large scale with exceptional purity levels of over 95%.<br />

TOMRA has used AI technology to improve sorting performance<br />

for decades, but this latest groundbreaking application marks another<br />

industry first for TOMRA who also introduced the first deep<br />

learning technology for waste sorting in 2019. With this latest sophisticated<br />

application of deep learning and AI, TOMRA has once<br />

again demonstrated its position as a pioneer in the AI-powered<br />

transformation of recycling.<br />

Fabrizio Radice, Head of Global Sales and Marketing at TOMRA<br />

Recycling Sorting, comments: “At TOMRA, we have accomplished<br />

what many in our industry have tried to solve: separating foodgrade<br />

from non-food-grade plastics for PET, PP and HDPE. We<br />

are very excited to be in a position to unveil our new GAINnext<br />

application, and IFAT <strong>2024</strong> is the perfect platform to share this fantastic<br />

news. We look forward to welcoming existing and prospective<br />

customers and partners to our stand where we will highlight the<br />

many ways in which our advanced solutions can help plant operators<br />

elevate their sorting performance, explore new revenue<br />

streams and transform resource recovery.”<br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

50 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni<br />

SPECIALE IFAT<br />

Una purea<br />

di qualità<br />

Eliana Puccio<br />

PASS® presentata<br />

a Ecomondo 2018,<br />

destinata all’impianto<br />

Alan Zinasco (PV),<br />

oggi Edison.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

With over 40 years of experience in the production of parts and consumables<br />

related to Tunneling activities and Mining, Palmieri is today one of the leading<br />

and most specialized companies in the world.<br />

Con oltre 40 anni di esperienza nella produzione<br />

di parti e materiali di consumo legati<br />

alle attività di Tunneling e Mining,<br />

Palmieri, presente nel mondo Recycling da più<br />

di 20 anni come specialista in parti di usura, ha<br />

affermato negli ultimi anni la tecnologia PASS<br />

Palmieri Advanced Splitting System.<br />

Cos’è PASS®?<br />

Interamente progettata e prodotta dal Gruppo,<br />

è una soluzione di pretrattamento all-in-one<br />

Palmieri Group at IFAT <strong>2024</strong><br />

Present in the Recycling world for more than 20 years as a specialist in wear<br />

parts, Palmieri has established the PASS Palmieri Advanced Splitting System<br />

technology in recent years. Entirely designed and produced by the Palmieri<br />

Group, it is an all-in-one pre-treatment solution for the organic fraction of municipal<br />

solid waste (FORSU), designed to meet the needs of Biogas plants.<br />

The PASS® project demonstrates the Group's desire to continuously strive for<br />

innovation, offering cutting-edge solutions, committing itself towards a green<br />

and eco-sustainable future. The Palmieri Group will participate in the <strong>2024</strong><br />

edition of IFAT, where it will exhibit relevant Case Histories and present solutions<br />

for the pre-treatment of waste and industrial waste.<br />

Le Case History e le soluzioni<br />

del Gruppo Palmieri<br />

in vetrina a IFAT <strong>2024</strong><br />

della frazione organica dei rifiuti solidi urbani<br />

(FORSU), studiata per rispondere alle esigenze<br />

degli impianti di Biogas.<br />

La macchina, dotata delle tecnologie più avanzate,<br />

consente una <strong>maggio</strong>re produttività, efficienza<br />

e versatilità rispetto ai sistemi tradizionali<br />

garantendo minor consumo di potenza<br />

per tonnellata trattata, minor spazio occupato<br />

in impianto e conseguenti minori costi di gestione.<br />

Il sistema è composto da tre moduli che consentono<br />

la separazione delle plastiche, delle<br />

parti ferrose e di ottenere una purea organica<br />

di ottima qualità che poi verrà inviata ai biodigestori.<br />

Verso un futuro più green<br />

A Ecomondo 2018 fu presentata la prima macchina<br />

PASS® che è entrata in funzione poco<br />

dopo nell’impianto di Zinasco (PV) - ai tempi<br />

Alan - attualmente proprietà Edison.<br />

A oggi, è stata impiegata nel revamping di<br />

quattro impianti italiani: la semplicità e l’efficacia<br />

della macchina, come anche la capacità<br />

di adeguarsi a sistemi già esistenti, hanno<br />

permesso l’ottima riuscita dell’operazione.<br />

La qualità dei materiali, del processo produttivo,<br />

l’affidabilità dei servizi di after sales e l’efficienza<br />

energetica hanno fatto sì che altre 4<br />

macchine, negli ultimi due anni, siano state<br />

scelte per progetti green field.<br />

Il Gruppo Palmieri parteciperà all’edizione<br />

<strong>2024</strong> di IFAT, dove esporrà i Case History di rilievo<br />

e presenterà soluzioni per il pretrattamento<br />

rifiuti e scarti industriali. l<br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

52<br />

Soluzioni<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

SPECIALE IFAT<br />

NOVITÀ<br />

Eliana Puccio<br />

URRACO 5000 EK<br />

il trituratore elettrico semimobile Lindner<br />

Super performativo<br />

TanaShark 440ET: la rivoluzione nella tecnologia della triturazione è elettrica<br />

Hall b5 booth 227/326<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Tana, leader nelle soluzioni per la gestione<br />

dei rifiuti, svela la sua ultima innovazione:<br />

il Tana Shark 440ET.<br />

Questo trituratore alimentato elettricamente<br />

segna un importante traguardo nella lavorazione<br />

ecologica dei rifiuti. Sfruttando l'elettricità<br />

come principale fonte di energia, il 440ET rivoluziona<br />

le operazioni di gestione dei rifiuti, offrendo<br />

numerosi vantaggi in termini di efficienza,<br />

convenienza e sostenibilità ambientale.<br />

Con l'attenzione focalizzata sull'economia circolare,<br />

la domanda di soluzioni per una lavorazione<br />

dei rifiuti eco-sostenibile è in aumento.<br />

Il Tana Shark 440ET risponde a questa domanda<br />

in modo deciso, offrendo un'alternativa<br />

più pulita e sostenibile rispetto ai trituratori<br />

alimentati a combustibile fossile.<br />

Eliminando le emissioni locali e riducendo i<br />

livelli di rumore, il 440ET stabilisce un nuovo<br />

A revolutionary shredder<br />

Tana Oy and TANA Italia will be present at IFAT in Munich at hall b5 booth<br />

227/326. The event will showcase the latest innovations in waste management<br />

solutions, including the groundbreaking Tana Shark 440ET electric shredder.<br />

This shredder represents a significant advancement in environmentally friendly<br />

waste processing, offering enhanced efficiency, cost-effectiveness, and sustainability.<br />

With its electric power source, the Tana Shark 440ET sets a new standard<br />

for waste management technology, providing a cleaner and more sustainable<br />

alternative to traditional diesel-powered shredders.<br />

Don't miss the opportunity to visit Tana's booth at IFAT to learn more about this<br />

cutting-edge solution and explore the future of waste management.<br />

standard per la lavorazione dei rifiuti responsabile<br />

dal punto di vista ambientale.<br />

Uno dei principali vantaggi del Tana Shark 440ET<br />

è la sua versatilità. Progettato per elevati volumi<br />

di produzione, il trituratore è dotato di connessioni<br />

elettriche ad elevato grado di sicurezza,<br />

rendendolo indispensabile nelle applicazioni più<br />

gravose. La sua costruzione robusta e la tecnologia<br />

collaudata garantiscono prestazioni affidabili<br />

anche nei contesti più impegnativi.<br />

Il suo sviluppo è stato guidato dai feedback dei<br />

clienti e dalla domanda di mercato.<br />

Riconoscendo la necessità di un trituratore alimentato<br />

elettricamente che unisca mobilità e<br />

prestazioni, Tana ha fornito una soluzione all'avanguardia<br />

che stabilisce un nuovo standard<br />

punto di riferimento nel settore.<br />

Riferimento nel settore<br />

Il passaggio alla tecnologia di triturazione elettrica<br />

rappresenta un passo significativo nella ricerca<br />

della sostenibilità. Le aziende di tutto il<br />

mondo hanno tra gli obiettivi primari di ridurre<br />

la propria impronta di carbonio, abbracciando<br />

fonti energetiche più pulite e il Tana Shark 440ET<br />

si trova all'avanguardia di questo movimento.<br />

Con il suo design innovativo e le funzionalità<br />

avanzate, è destinato a trasformare il panorama<br />

della gestione dei rifiuti, guidando verso un futuro<br />

più sostenibile. In conclusione, rappresenta la<br />

prossima generazione di tecnologia di triturazione<br />

elettrica. Con la sua combinazione di efficienza,<br />

affidabilità e sostenibilità ambientale, è<br />

destinato a rivoluzionare il modo in cui trattiamo<br />

i rifiuti e a preparare la strada per un domani più<br />

pulito e più verde.<br />

l<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

WASTE SOLUTION<br />

Alessandro Mandelli<br />

CEO di SIMA srl<br />

• PERSONALE QUALIFICATO<br />

• TECNOLOGIE ALL’AVANGUARDIA<br />

• NOLEGGIO MACCHINARI<br />

• SERVIZIO CHIAVI IN MANO<br />

• ASSISTENZA E MANUTENZIONE<br />

IMPIANTI DI RICICLAGGIO<br />

CUSTOMIZZATI<br />

A SOSTEGNO<br />

DELL’ECONOMIA<br />

CIRCOLARE<br />

SIMA S.R.L<br />

Via E. De Amicis, 50<br />

20872 Cornate d’Adda (MB) Italia<br />

Centro strategico per il Service<br />

Via E. Berlinguer, 25<br />

20872 Cornate d'Adda (MB) Italia<br />

Tel. +39 039 585 27<br />

info@sima-srl.it<br />

www.sima-srl.it


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

54<br />

Soluzioni<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

SPECIALE IFAT<br />

SPECIALE IFAT<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

55<br />

Un design di successo<br />

Il più grande impianto di selezione di rifiuti<br />

elettronici STADLER arriva dalla Svizzera.<br />

Ed è il primo anche sotto altri aspetti...<br />

Eliana Puccio<br />

Il separatore balistico<br />

STADLER STT5000<br />

preseleziona<br />

il materiale in tre<br />

diverse frazioni:<br />

frazione fine,<br />

plastiche piatte<br />

e cavi e materiale<br />

tridimensionale come<br />

i motori.<br />

STADLER Anlagenbau GmbH, azienda<br />

specializzata in impianti di riciclaggio e<br />

selezione, ha collaborato con la consociata<br />

svizzera weeeSwiss Technology AG alla<br />

progettazione e realizzazione di un avanzato<br />

impianto di selezione di rifiuti elettronici.<br />

La nuova struttura sostituisce un impianto esistente,<br />

aumentando la capacità di lavorazione<br />

e garantendo una qualità elevata e costante.<br />

Nel dicembre scorso, STADLER Anlagenbau<br />

GmbH ha completato la realizzazione del più<br />

grande impianto di selezione di rifiuti elettronici<br />

della Svizzera, in collaborazione con la<br />

consociata weeeSwiss Technology AG, per<br />

conto di Immark AG.<br />

Immark è un punto di riferimento nel settore<br />

del riciclo dei rifiuti elettronici in Svizzera, con<br />

un tasso di recupero fino al 95% che supera<br />

addirittura i requisiti della direttiva europea<br />

sui RAEE. La decisione di sostituire l'impianto<br />

esistente a Regensdorf, vicino a Zurigo, è stata<br />

dettata dalla necessità di aumentare la capacità<br />

di lavorazione e garantire una qualità costante<br />

e di alto livello. Il nuovo impianto è il<br />

primo centro di selezione di rifiuti elettronici<br />

a utilizzare un separatore balistico. Operare<br />

su due turni con una capacità di 12 tonnellate<br />

all'ora, soddisfa le esigenze di <strong>maggio</strong>re capacità<br />

e purezza del materiale in uscita. Inoltre, ottimizza<br />

il recupero dei circuiti stampati.<br />

“Il separatore balistico STADLER STT5000 preseleziona<br />

il materiale in tre diverse frazioni:<br />

frazione fine, plastiche piatte e cavi e materiale<br />

tridimensionale come i motori”, ha spiegato<br />

Jan Dollenmaier di STADLER.<br />

Un impianto dal design innovativo e modulare<br />

Il nuovo impianto riceve materiali appartenenti<br />

ai gruppi 1-3 (grandi e piccoli elettrodomestici<br />

e apparecchiature informatiche) e 4 (apparecchiature<br />

di consumo) della direttiva RAEE, che<br />

vengono trattati in diversi moduli di lavorazione.<br />

La struttura modulare e flessibile del centro<br />

consente di ottenere frazioni di alta qualità costante,<br />

garantendo una <strong>maggio</strong>re disponibilità<br />

e flessibilità dell'intero impianto.<br />

Una volta rimossi i componenti pericolosi con<br />

una prima cernita manuale, il materiale viene<br />

frantumato in diversi trituratori in modo da<br />

poter selezionare sia i componenti pericolosi<br />

rimasti, come batterie e condensatori, sia i<br />

vari materiali riciclabili, come ferro, metalli<br />

non ferrosi e plastica.<br />

I materiali riciclabili vengono selezionati dopo<br />

la vagliatura utilizzando la più moderna tecnologia<br />

magnetica, la separazione a correnti<br />

parassite e la selezione a sensori.<br />

Anche la frazione fine viene sottoposta a varie<br />

fasi di selezione, per separare la plastica dai<br />

composti metallici che vengono poi macinati.<br />

Progetto complesso riuscito<br />

La progettazione e l’assemblaggio del nuovo<br />

impianto hanno presentato numerose sfide,<br />

che i team di STADLER e Immark superato<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

grazie alla stretta collaborazione.<br />

“Durante l’installazione della nuova linea, il vecchio<br />

impianto doveva continuare a funzionare.<br />

Ciò ha significato costruire il nuovo centro in<br />

più fasi sovrapposte al progressivo smontaggio<br />

del vecchio impianto.<br />

Inoltre, lo spazio disponibile nel cantiere era<br />

molto limitato,” ha commentato Patrick<br />

Wollenmann, Project Manager di Immark.<br />

Il design modulare del nuovo impianto è stato<br />

un elemento chiave per il successo del progetto<br />

e ha favorito l’elevata velocità d’installazione.<br />

"Questo è il più grande impianto di trattamento<br />

di rifiuti elettronici della Svizzera e deve garantire<br />

un'elevata produttività e capacità di<br />

trattamento dei volumi che riceviamo.<br />

Grazie a questa nuova struttura, siamo certi<br />

di aver gettato le basi per una gestione operativa<br />

dei Raee di successo".<br />

l<br />

STADLER Anlagenbau GmbH, a leading company specializing in<br />

turnkey recycling and sorting plants, collaborated with weeeSwiss<br />

Technology AG to design and install an advanced electronic waste<br />

sorting plant in Regensdorf, Switzerland. This state-of-the-art facility<br />

replaces an existing plant, significantly boosting processing<br />

capacity while maintaining high-quality output. Immark AG, part<br />

of the Thommen Group, selected STADLER to build the new plant,<br />

reflecting the company's commitment to innovation and sustainability.<br />

The plant operates in two shifts and boasts a capacity of up<br />

to 12 tons per hour, thanks to cutting-edge technology including<br />

a ballistic separator.<br />

STADLER's ballistic separator efficiently pre-sorts materials into<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Il nuovo centro è stato costruito in più fasi sovrapposte<br />

al progressivo smontaggio del vecchio impianto.<br />

Lo spazio disponibile nel cantiere, inoltre, era molto limitato.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Switzerland’s largest electronic waste sorting plant<br />

three fractions: fines, plastics, and cables, as well as cube-shaped<br />

items like electronic motors.<br />

This innovative approach enhances material recovery while ensuring<br />

high purity levels.<br />

The modular design of the plant allows for the processing of various<br />

types of electronic waste, meeting stringent recycling standards.<br />

Separate feeders enhance plant availability and flexibility, enabling<br />

efficient operation and maintenance.<br />

Stringent fire protection measures, automated systems, and design<br />

features ensure safety and reliability, addressing the challenges<br />

posed by the high wear and tear associated with electronic waste<br />

processing.


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

56<br />

Soluzioni<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

SPECIALE IFAT<br />

Un salto di qualità<br />

Arriva il nuovo macinatore primario XHW di<br />

For Rec: migliori prestazioni e consumi ridotti.<br />

Adatto al trattamento di rifiuti più complessi<br />

Ginevra Fontana<br />

Il macinatore offre<br />

una riduzione<br />

volumetrica superiore<br />

e una preparazione<br />

ottimale dei materiali<br />

per le fasi successive<br />

di riciclaggio.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Da anni For Rec lavora nel campo dei<br />

macchinari per il riciclo di metalli, RSU,<br />

plastiche, carta e Raee, investendo costantemente<br />

in ricerca e sviluppo per l’ottimizzazione<br />

delle linee di riciclaggio.<br />

Innovazione, affidabilità e sostenibilità caratterizzano<br />

ogni macchinario, integrando tecnologie<br />

avanzate per una <strong>maggio</strong>re produttività,<br />

riduzione dei tempi di fermo macchina e<br />

minimizzazione dei consumi.<br />

La grande novità<br />

L’azienda ha annunciato l’ultima linea di macinatori<br />

primari XHW: l’evoluzione del rinomato<br />

trituratore monoalbero XH.<br />

Questo nuovo modello rappresenta un salto<br />

qualitativo nel mondo delle linee di riciclaggio,<br />

combinando potenza, efficienza e tecnologia<br />

avanzata per gestire anche i rifiuti più complessi<br />

e ingombranti, garantendo performance<br />

eccezionali e sostenibilità operativa.<br />

The new shaft shredder for<br />

reduced consumption<br />

A powerful know-how, a team of qualified professionals and continuous investment<br />

in research and development. This is FOR REC: an Italian company<br />

that for years has been developing turnkey projects and optimized solutions<br />

for the recycling of bulky materials. With almost 20 years' experience in the<br />

sector, FOR REC designs and manufactures machinery for the recycling of<br />

metals, MSW, plastics, tyres, paper and WEEE, constantly investing in the<br />

optimisation of its recycling lines.<br />

Thanks to its continuous efforts in developing new solutions, the company<br />

has recently released the new XHW primary shredder line: the evolution of<br />

the previous XH single-shaft shredder. This new model represents a qualitative<br />

step forward in the world of recycling lines, guaranteeing high performance<br />

and reduced consumption even when managing the most complex<br />

and bulky waste.<br />

I macinatori primari<br />

trasformano materiali<br />

eterogenei e voluminosi<br />

in frammenti pronti<br />

per la lavorazione.<br />

Step fondamentale<br />

I macinatori primari giocano un ruolo cruciale<br />

nel processo di riciclo, trasformando materiali<br />

eterogenei e voluminosi in frammenti gestibili<br />

che possono essere ulteriormente lavorati.<br />

L'efficienza di questo passaggio determina<br />

l'efficacia dell'intero riciclo, riducendo costi e<br />

impatto ambientale.<br />

Il macinatore primario XHW, con le sue caratteristiche<br />

all'avanguardia, è la soluzione ideale<br />

per ottimizzare questo processo, offrendo una<br />

riduzione volumetrica superiore e una preparazione<br />

ottimale dei materiali per le fasi successive<br />

di riciclaggio.<br />

l<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Macchine singole,<br />

soluzioni intelligenti<br />

STADLER è nota per la sua ingegneria all'avanguardia e per gli impianti<br />

di smistamento chiavi in mano, ma è anche possibile acquistare le<br />

nostre soluzioni intelligenti in macchine singole.<br />

Queste macchine sono caratterizzate da una qualità premium made in<br />

Germany e testimoniano il KNOW-HOW avanzato che è il marchio di<br />

fabbrica di STADLER.<br />

Potete contare sulle elevate prestazioni, sulla durata e sulla qualità dei<br />

nostri separatori balistici, nastri trasportatori, vagli trommellari e<br />

rimuovi etichette.<br />

STADLER: per un mondo più pulito!<br />

STADLER Italia S.r.I.<br />

+39 0523 172 77 68<br />

Pietro.navarotto@w-stadler.de<br />

www.stadler-italia.com<br />

The world’s leading trade<br />

fair for environmental technologies<br />

May 13-17, <strong>2024</strong><br />

Messe Munchen<br />

Halle B6, Stand 351/450<br />

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e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

58<br />

Soluzioni<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

SPECIALE IFAT<br />

Esperienza e professionalità<br />

Solmec S.p.A., azienda italiana con 16 anni<br />

di esperienza nella produzione di caricatori<br />

elettrici, sarà presente a IFAT <strong>2024</strong><br />

UNA COPPIA VINCENTE<br />

MACCHINE POTENTI<br />

CON UN SERVIZIO<br />

PERSONALIZZATO.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Da più di 60 anni opera nella produzione<br />

di caricatori industriali per la movimentazione<br />

di materiali solidi sfusi<br />

nei settori delle acciaierie, autodemolizioni,<br />

porti, aziende che trattano rifiuti, segherie,<br />

concerie. Solmec, fondata nel 1960 da Enzo<br />

Casarotti e Pio Cazzuffi e oggi guidata dai<br />

Solmec will be at IFAT <strong>2024</strong><br />

For over 60 years, Solmec produces material handling machines for scrap<br />

metal and waste recycling industry, for steel mills, ports and rail unloading,<br />

for sawmills, tanneries and car dismantlers. Solmec developed in 2008 an<br />

important worldwide innovation in the rehandling machines sector: the production<br />

of S 106ZE, the first electrically powered material handler with no<br />

engine gas emissions. After the success of that model, in 2011 was born the<br />

new model EXP50ZE. Solmec continued the development of electric machines<br />

with batteries with the EXP5020ZE in 2016, first in the world over 25 tons,<br />

with 8-10 meters reach. The Solmec electric material handlers are designed<br />

to work continuously for approximately 8 hours without any decrease in performance,<br />

and are ideal machines for working inside warehouses and where<br />

normal engine exhaust fumes are forbidden.<br />

figli di Casarotti, Riccardo, Claudia e Carlo,<br />

ha anticipato la necessità sempre più concreta<br />

e attuale di essere green e rispettosa<br />

dell’ambiente: è stata infatti la prima, nel<br />

suo settore, a costruire nel lontano 2008 il<br />

caricatore elettrico S 106ZE a zero emissioni<br />

(oggi diventato EXP50ZE), riscuotendo un<br />

grande successo.<br />

La continua ricerca, l’alta esperienza acquisita<br />

negli anni e le professionalità tecniche hanno<br />

permesso realizzare, nel 2016, il caricatore<br />

EXP5020ZE, primo al mondo completamente<br />

elettrico, superiore alle 25 tonnellate di peso,<br />

con autonomia lavorativa di ben 8 ore.<br />

La sostenibilità dei caricatori elettrici si affianca<br />

alla loro versatilità e alla possibilità di utilizzo<br />

anche in luoghi chiusi o dove siano richieste<br />

zero emissioni in atmosfera, senza<br />

tralasciare la salute, la sicurezza e il comfort<br />

dell’operatore.<br />

A questi si aggiungono i caricatori elettrici<br />

alimentati a cavo e quelli a motore diesel a<br />

basso impatto ambientale, rispettosi delle<br />

normative in materia di emissioni inquinanti,<br />

tutti personalizzabili in base alle esigenze di<br />

ogni cliente.<br />

l<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Niederstätter Spa<br />

T +39 0471 061107<br />

E sales@niederstaetter.it<br />

W niederstaetter.it


Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

60<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

MATERIALI DA C&D<br />

MATERIALI DA C&D<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

61<br />

Chi l’ha dura la vince<br />

Dopo una lunga battaglia e un ricorso al tar, Anpar ha finalmente<br />

ottenuto modifiche al decreto End of <strong>Waste</strong> che metteva<br />

in pericolo l’intero settore degli aggregati recuperati.<br />

Ne abbiamo parlato con il presidente - riconfermato - Paolo Barberi<br />

Paolo Cosseddu<br />

in collaborazione con<br />

dal 1952 in cantiere<br />

Paolo Barberi è stato recentemente riconfermato<br />

alla presidenza di Anpar,<br />

l’Associazione Nazionale Produttori<br />

Aggregati Riciclati, e proprio con lui ci eravamo<br />

confrontati su queste stesse pagine per parlare<br />

del decreto battezzato End of <strong>Waste</strong> inerti,<br />

su cui si addensavano serissime preoccupazioni<br />

da parte della categoria. Di più, si palesava<br />

la prospettiva di passare dagli eccezionali<br />

risultati del comparto in Italia - un riciclo degli<br />

inerti top a livello europeo, pari al 78 per cento<br />

- a un calo addirittura pari a tre quarti circa.<br />

Abbiamo quindi colto l’occasione della recente<br />

riconferma di Barberi (mentre nel frattempo,<br />

in Italia, c’è stato anche un passaggio di consegne<br />

nelle autorità coinvolte) per capire come<br />

si è evoluta la situazione e quali sono le novità<br />

del comparto.<br />

Allora, parafrasando un famoso incipit di Enzo<br />

Tortora, ci dica, “dove eravamo rimasti”?<br />

Come previsto e come già avevamo detto all’epoca,<br />

il decreto 152 è stato pubblicato a fine<br />

2022, e noi lo abbiamo conseguentemente impugnato<br />

presso il Tar del Lazio, su insistenza<br />

delle aziende associate e in una forma di autotutela,<br />

evidenziando tutte le criticità che avevamo<br />

già fatto presente in più occasioni, anche<br />

attraverso la pubblicazione di un position paper.<br />

Il taglio del ricorso stesso era abbastanza<br />

morbido, voleva essere uno spunto di riflessione<br />

che ci riportasse a un confronto con il<br />

ministero. Nel frattempo, come ricordato, sono<br />

però cambiati gli interlocutori, e il ricorso ha<br />

prodotto un effetto immediato, e non lo dico<br />

per farne un rilevo di colore politico.<br />

Ovviamente non mi permetto di entrare nel<br />

merito dell’operato di Cingolani, che però forse<br />

aveva un orientamento molto più dedito<br />

prestato la propria attenzione più alle questioni<br />

energetiche, mi limito a rilevare che<br />

con la nomina del nuovo esecutivo, e in particolare<br />

del ministro dell’Ambiente e della sicurezza<br />

energetica e del suo vice, ovvero di<br />

Gilberto Pichetto Fratin e di Vannia Gava che<br />

ha ricevuto la delega di merito, l’effetto è stato<br />

immediato ed è subito ripartito un confronto<br />

che ci ha visti convocati, noi come Anpar e<br />

Assoambiente, proprio poco prima del Natale<br />

di quell’anno.<br />

Già in quell’occasione abbiamo rappresentato<br />

le nostre posizioni, poi nel gennaio 2023 è<br />

stato convocato un tavolo più ampio, in cui le<br />

posizioni di diverse associazioni erano convergenti,<br />

anche se devo dire che chi si era<br />

esposto con l’impugnazione del DM presso<br />

il Tar del Lazio, alla fine eravamo solo noi e<br />

Anepla, e da quel lavoro è scaturita infine una<br />

nuova bozza, contenente molte delle nostre<br />

osservazioni, poi notificate in sede di Unione<br />

Europea. Ci auguriamo che il nuovo decreto,<br />

che sostituirà il vecchio 152 del 2022, veda la<br />

pubblicazione a breve.<br />

Problema risolto, quindi?<br />

Non proprio, permangono alcune questioni.<br />

Permane una sorta di disparità di trattamento,<br />

nel senso che il decreto 152 del 2022 dava un<br />

tempo alle aziende già in possesso di un’autorizzazione<br />

per l’adeguamento al decreto stesso,<br />

tempo che è stato prorogato, l’ultima volta con<br />

il più recente Milleproroghe, appunto, ma contemporaneamente<br />

il 152 stesso resta vigente<br />

per le nuove autorizzazioni. Cosa accade: chi<br />

ha una vecchia autorizzazione continua a lavorare<br />

con le prescrizioni precedenti, e ha tempo<br />

per adeguarsi, viceversa chi ne ha una nuova<br />

deve provvedere immediatamente ad adeguarsi<br />

al 152 con prescrizioni differenti, oltre che più<br />

gravose. Questo non solo crea disparità, ma<br />

anche confusione, e a mio parere pure una certa<br />

incertezza nel diritto. Lo stesso rifiuto, identificato<br />

con lo stesso codice, sottoposto allo<br />

stesso tipo di trattamento, dà origine a un aggregato<br />

recuperato simile, però uno è tale a determinate<br />

condizioni, l’altro idem più una variabile<br />

“X”. Chiaramente si tratta di un problema<br />

quasi ontologico, che sta nelle cose, e che deriva<br />

da questo sfasamento che ho descritto. Chi<br />

possiede vecchie autorizzazioni ovviamente è<br />

contento delle proroghe, però la disparità con<br />

chi non ne può fruire è evidente.<br />

Rispetto invece alla catalogazione dei materiali,<br />

tema per voi cruciale?<br />

C’è un’altra questione, che riguarda la possibilità<br />

di utilizzare gli aggregati recuperati nei<br />

riempimenti, come ad esempio per i ripristini<br />

morfologici. Tutto nasce da un’interpretazione<br />

che secondo noi è errata, ovvero da un’equiparazione<br />

dell’aggregato recuperato ai suoli,<br />

che rispondono a una loro normativa. Mentre<br />

invece i nostri sono prodotti, non dovrebbero<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

62 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni<br />

MATERIALI DA C&D<br />

MATERIALI DA C&D<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

63<br />

essere equiparati a un suolo, ci piacerebbe invece<br />

che venissero normati e confrontati ad<br />

altri prodotti, anche naturali.<br />

Anche il nuovo decreto, però, impone per l’utilizzo<br />

di opere che io chiamo di ingegneria ambientale<br />

- quindi appunto riempimenti, livellamenti,<br />

rifacimenti - caratteristiche am bientali<br />

riconducibili alla colonna A dell’all. 5 al Titolo<br />

V della parte IV del Testo Unico Ambientale,<br />

che regola appunto la normativa riguardante<br />

i suoli, indipendentemente dalla destinazione<br />

urbanistica dell’area dove vengono utilizzati.<br />

Se in un’operazione di sbancamento si produce<br />

una materia che è terra che si potrebbe<br />

utilizzare per un’altra opera, da un’altra parte,<br />

si può usare come sottoprodotto. Le caratteristiche<br />

di questo sottoprodotto sono determinate<br />

dalla destinazione urbanistica<br />

dell’area in cui viene usato: se è industriale,<br />

i paletti sono meno stretti, se invece è residenziale<br />

o verde pubblico giustamente sono<br />

più restrittivi.<br />

Ecco, l’uso degli aggregati recuperati è consentito<br />

in opere di ingegneria ambientale solo<br />

se questi hanno caratteristiche riconducibili<br />

alla colonna A, quindi molto più restrittive di<br />

quelle richieste a suoli o terre provenienti da<br />

sbancamenti e utilizzati come sottoprodotti.<br />

In questo modo si crea un problema non da<br />

poco, viene fatta fuori una fetta importante di<br />

mercato che potrebbe consumare quantitativi<br />

importanti di materiale.<br />

Intendiamoci, noi siamo d’accordo che le norme<br />

siano restrittive laddove si parla di verde pubblico<br />

o residenziale, ma avremmo auspicato<br />

che dove invece la destinazione è industriale o<br />

commerciale si facesse riferimento alla colonna<br />

B del citato TUA.<br />

I laboratori di Ispra, insieme alla facoltà di ingegneria<br />

sanitaria dell’Università di Tor Vergata,<br />

su incarico del MASE hanno portato avanti uno<br />

studio di carattere ecotossicologico per verificare<br />

l’impatto sull’ambiente derivante dall’uso<br />

degli aggregati recuperati, da cui non sono<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

emerse criticità rilevanti per gli organismi viventi<br />

animali e vegetali. Senza entrare troppo nel<br />

dettaglio, dal momento che è previsto un monitoraggio<br />

di 24 mesi dalla pubblicazione del<br />

decreto, ci auguriamo che una volta confermati<br />

acquisiti da parte del MASE i risultati di tale ricerca,<br />

si possa correggere questo aspetto, magari<br />

anche solo introducendo la possibilità per<br />

i produttori di aggregato recuperato di utilizzare<br />

i test ecotossicologici nel caso in cui le prove<br />

chimiche diano risultati insufficienti”.<br />

Sembra comunque di capire che nonostante<br />

queste criticità la vostra categoria sia soddisfatta<br />

per come si sono messe le cose.<br />

Sicuramente va fatto un plauso al viceministro<br />

Vannia Gava che in un tempo tutto sommato<br />

breve - ricordo che ci erano voluti sei anni per<br />

giungere alla pubblicazione del decreto -, da<br />

gennaio a dicembre dello scorso hanno ha notificato<br />

alla Commissione Europea un testo<br />

nuovo. Questo va riconosciuto a lei e alla struttura,<br />

e non può che farci piacere.<br />

End of <strong>Waste</strong> 2.0<br />

Paolo Barberi, president of Anpar, comments on the improvements<br />

to the measure, even if some shadows still remain<br />

Paolo Barberi has been reconfirmed as president of Anpar, the<br />

National Association of Recycled Aggregate Producers, and we<br />

had already discussed with him the decree called End of Inert<br />

<strong>Waste</strong>, on which there was concern about going from the current<br />

78 percent to a drop of about three-quarters.<br />

Where were we?<br />

As already mentioned at the time, Decree 152 was published at<br />

the end of 2022, and we consequently challenged it at the Lazio<br />

Regional Administrative Court, highlighting all the critical issues<br />

that we had already pointed out on several occasions. In the meantime,<br />

however, as is well known, the interlocutors have changed,<br />

and the appeal has produced an immediate effect: in January 2023,<br />

a broader table was convened, in which the positions of various associations<br />

converged, and from that work a new draft finally emerged,<br />

containing many of our observations, which were then notified<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Conseguenze, invece, dal punto di vista del<br />

mercato?<br />

Sicuramente è condizionato dalla pubblicazione<br />

del testo di End of <strong>Waste</strong>: l’Italia produce<br />

quasi 80 milioni di tonnellate di rifiuti<br />

inerti, ogni anno, siamo all’avanguardia in<br />

Europa per capacità di recupero ma sfortunatamente<br />

è il mercato a non decollare. È<br />

possibile immaginare il nostro settore come<br />

un grande magazzino in cui entrano materie<br />

che sono appunto i rifiuti, lavorati all’interno<br />

di una macchina e trasformati in prodotti,<br />

conformi alle normative europee e idonei a<br />

quelle tecniche e quindi all’uso.<br />

Ma se questi prodotti non trovano un mercato<br />

e se per ogni tonnellata in ingresso non corrisponde<br />

una in uscita, il magazzino a un certo<br />

punto deve chiudere le saracinesche, almeno<br />

finché non è riuscito a svuotarsi<br />

almeno un po’.<br />

Ecco perché il mercato è fondamentale: attualmente<br />

è ancora condizionato da una diffidenza<br />

proprio sull’uso di questo tipo di prodotti,<br />

e speriamo che il decreto citato oltre<br />

all’atteso decreto CAM infrastrutture rappresentino<br />

un aiuto in questo senso, e che<br />

siano lo spunto per la redazione di nuovi e<br />

più moderni capitolati di appalto che vadano<br />

nella direzione dell’Economia Circolare in<br />

edilizia.<br />

l<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

to the European Union. We hope that the new decree, which will<br />

replace the old 152 of 2022, will be published soon.<br />

All solved, then?<br />

A sort of unequal treatment remains, in the sense that Decree 152<br />

of 2022 gave time to companies already in possession of an authorization<br />

to adapt to the decree itself, a time that was extended, the<br />

last time with the most recent Milleproroghe, precisely, but at the<br />

same time 152 itself remains in force for new authorizations. Then<br />

there is another issue, which concerns the possibility of using the<br />

aggregates recovered in fillings, such as for morphological restorations:<br />

we would have liked to see reference to column B of the<br />

TUA where the destination is industrial or commercial. We hope<br />

that this can be corrected.<br />

What are the consequences from the point of view of the market?<br />

We are at the forefront in Europe in terms of resilience but unfortunately<br />

it is the market that is not taking off. If for every tonne in<br />

there is no tonne in the outgoing, the warehouse must close the<br />

shutters at some point, at least until it has managed to empty at<br />

least a little.


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

64 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni<br />

NEWS<br />

La bottiglia che spacca<br />

Irene Boschi<br />

Nel <strong>2024</strong> l’incremento dei parabrezza riciclati si assesta<br />

al +16% rispetto al 2023. Ecco quattro numeri che sintetizzano<br />

i risultati raggiunti da Carglass per tutelare l’ambiente<br />

Specialista per la riparazione e sostituzione<br />

dei cristalli auto per tutti i tipi di autovetture,<br />

dal 2010 Carglass collabora con<br />

Eurovetro Recycling, major player italiano nel<br />

campo del riciclo del vetro.<br />

Il marchio del Gruppo Belron trasforma i parabrezza<br />

sostituiti nei suoi centri di assistenza in<br />

bottiglie e altri contenitori alimentari in vetro.<br />

I numeri parlano chiaro<br />

Sono 2.200 le tonnellate di vetro riciclate provenienti<br />

dai parabrezza sostituiti nei centri di<br />

assistenza di Carglass in tutta Italia.<br />

Nel <strong>2024</strong>, invece, vengono superate le 2.500.000<br />

bottiglie in vetro riciclato ottenute nel 2023 grazie<br />

ai parabrezza sostituiti, e viene raggiunto il<br />

numero record di 3.000.000 di unità.<br />

Le bottiglie vengono poi rimesse in circolo,<br />

dando nuova vita a un materiale preziosissimo<br />

che verrebbe altrimenti disperso nelle discariche.<br />

Secondo i dati Coreve, grazie al processo<br />

di riciclo per ogni 10% di vetro riciclato utilizzato<br />

per produrre manufatti in vetro, si<br />

risparmia il 2,5% dell’energia di fusione necessaria<br />

a produrre i manufatti stessi con materie<br />

prime vergini.<br />

Per le bottiglie e i contenitori alimentari si è<br />

così ottenuto un risparmio di emissioni di CO 2<br />

pari a 1.<strong>30</strong>0 t.<br />

Infine, quando il parabrezza viene conferito a<br />

riciclo, oltre l’80%, formato dalla totalità del<br />

vetro, viene lavorato per dare nuova vita e realizzare<br />

bottiglie o vasetti alimentari. Il restante<br />

20% costituito da PVB – Polivinilbutirrale, materiale<br />

plastico trasparente di sicurezza, in<br />

caso di rottura del cristallo – è recuperato per<br />

l’85% e viene destinato al recupero energetico<br />

tramite la termovalorizzazione. l<br />

Maggio <strong>2024</strong>


Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

66<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

BONIFICHE<br />

BONIFICHE<br />

RIFIUTI SOLIDI<br />

67<br />

Obiettivo carbon negative<br />

Matthieu Colombo<br />

in collaborazione con<br />

dal 1952 in cantiere<br />

Una volta ultimato il progetto di rigenerazione<br />

dell’ex macello di Milano, la<br />

nuova area sarà la prima carbon negative<br />

della città. Siamo stati in cantiere per<br />

vedere come Armofer sta preparando i sedici<br />

ettari di terreno per lo sviluppo del nuovo progetto<br />

ARIA, sviluppato dalla società benefit<br />

Redo SGR.<br />

La missione è rigenerare gli spazi dismettendo<br />

impianti e processi abbandonati dalle attività<br />

industriali precedenti, demolendo i fabbricati<br />

obsoleti ma salvaguardando quelli storici e<br />

Armofer firma le demolizioni<br />

e le bonifiche nell’area<br />

ex Macello di Milano. Sono<br />

operazioni propedeutiche<br />

al progetto di rigenerazione<br />

urbana e social housing ARIA<br />

bonificando quindi le aree e il suolo da eventuali<br />

residui inquinanti.<br />

Al momento della nostra visita in cantiere a<br />

febbraio <strong>2024</strong>, ci ha fatto da Cicerone il responsabile<br />

di cantiere Armofer geometra Luca<br />

Gandelli. In quel momento l’impresa di Siziano<br />

aveva eseguito il 60 per cento degli scavi funzionali<br />

alla bonifica dei terreni con trattamento<br />

e vagliatura movimentando 60.000 t di materiali<br />

(probabilmente si arriverà a un totale di<br />

90.000 t) e demolito tredici edifici, previa bonifica<br />

amianto e passività ambientali dei fabbricati<br />

(MCA).<br />

Rispetto al programma lavori iniziale è stata<br />

attualmente definita una fase opzionale che<br />

inizierà prima dell’estate, contemplando tra<br />

l’altro la bonifica di serbatoi interrati e la rimozione<br />

dei sottoservizi e ulteriori attività conseguenti<br />

ulteriori valutazioni da parte della<br />

Soprintendenza.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Non si butta via niente<br />

In questo caso più che demolire è più corretto<br />

parlare di smontaggio selettivo delle strutture<br />

o decostruzione. Gli elementi e i materiali demoliti<br />

e smontati in cantiere, grazie ad un preciso<br />

progetto esecutivo che coordina i lavori<br />

sin dal loro inizio, sono meticolosamente suddivisi<br />

per tipologie omogenee secondo i codici<br />

EER. L’obiettivo è la massima valorizzazione,<br />

il recupero in ottica circolare e il riciclo ovunque<br />

sia possibile e sensato.<br />

Per propria filosofia, Armofer è da sempre<br />

orientata a massimizzare questo processo virtuoso,<br />

fino a recuperare la quasi totalità dei<br />

materiali di risulta delle demolizioni e degli<br />

scavi, grazie all’impiego di mezzi e tecnologie<br />

all’avanguardia. In questo caso, il ferro viene<br />

interamente recuperato e rivalorizzato, la pietra<br />

naturale, derivante dalle vastissime pavimentazioni<br />

masselli, è conservata come svariati<br />

elementi di arredo urbano e industriali<br />

presenti nell’area, in parte presi in carico dalla<br />

dinamica associazione Giacimenti Urbani.<br />

Armofer ha poi perfezionato una campagna di<br />

frantumazione per recuperare in sito i materiali<br />

come cemento, laterizi e asfalto, così come le<br />

terre di scavo, accuratamente vagliate, pulite<br />

e rigenerate. Per queste operazioni è stato utilizzato<br />

un nuovo impianto di frantumazione semovente<br />

Powerscreen Premiertrack 3<strong>30</strong> da<br />

34,8 t di peso operativo, consigliato dalla<br />

Impianti Industriali di Brembate (BG). Si tratta<br />

di un maxi frantoio a mascelle in grado di arrivare<br />

a una produzione oraria di ben 280 tonnellate/ora<br />

in modo da rigenerare direttamente<br />

in cantiere, tramite frantumazione e selezione<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

granulometrica, le cosiddette MPS, Materie<br />

Prime Seconde di qualità certificata. Il tutto<br />

avviene ovviamente in stretta collaborazione<br />

con le Autorità di controllo che sorvegliano le<br />

operazioni, eseguono accurate analisi ed eventualmente<br />

allontanano materiali che non dovessero<br />

risultare idonei ad un futuro utilizzo.<br />

Le MPS potranno essere riutilizzate nell’ambito<br />

dei futuri lavori di costruzione evitando così di<br />

dover trasportare in città e poi smaltire tonnellate<br />

di materiale. Sono evidenti le ricadute<br />

positive per l’ambiente, per la città e per il sito<br />

medesimo.<br />

l<br />

The first carbon negative area in Milan<br />

The Milano area of the old abattoir is now subject to environmental<br />

regeneration works by the Italian specialist Armofer. Once the deconstruction<br />

works have been completed and the regenerable materials<br />

have been treated on site, will begin the new ARIA project,<br />

developed by the benefit company Redo SGR. The mission is regenerate<br />

spaces by disposing of plants and processes abandoned<br />

by previous industrial activities, demolishing old buildings and safeguarding<br />

those with historical value, first reclaiming the areas<br />

and soil from any polluting residues. The objective of Redo SGR<br />

and Armofer are maximum valorisation, recovery from a circular<br />

In questo cantiere<br />

l’associazione<br />

Giacimenti Urbani,<br />

con il progetto Miniere<br />

Urbane - Magazzini<br />

Desûs, ha selezionato,<br />

catalogato<br />

e recuperato arredi<br />

ed elementi<br />

architettonici.<br />

L’impianto mobile<br />

di frantumazione<br />

Powerscreen<br />

Premiertrack 3<strong>30</strong>,<br />

fornito dalla Impianti<br />

Industriali,<br />

è caratterizzato<br />

da un alimentatore<br />

a grizzly a doppio<br />

stadio, tempi di messa<br />

in servizio ridotti<br />

e frantoio a velocità<br />

variabile.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

perspective and recycling wherever possible and sensible. In this<br />

workplace, Armofer recovers and revalues the iron, the natural<br />

stone once used for the vast paving, the urban and industrial furnishing<br />

elements present in the area, partly managed by the<br />

Giacimenti Urbani association. Armofer proposed “in situ” crushing<br />

to directly recover materials such as concrete, bricks and asphalt,<br />

as well as excavated earth, carefully screened, cleaned and regenerated.<br />

For these operations the company made use of the new<br />

Powerscreen Premiertrack 3<strong>30</strong> self-propelled crushing plant with<br />

a maximum hourly production of 280 tons/hour.


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

68 BIOWASTE Soluzioni<br />

ODORI DA CONCERIA<br />

ODORI DA CONCERIA<br />

BIOWASTE<br />

69<br />

Federica Lugaresi<br />

Sotto la pelle<br />

L’industria conciaria è uno dei settori più antichi<br />

e si identifica con processi di trasformazione chimica.<br />

Va da sé che presenti un potenziale inquinante elevato<br />

Carne da macello e pelle da concia. Sono<br />

le materie prime che derivano dall’allevamento<br />

del bestiame.In particolare la<br />

pelle - ancora oggi uno dei materiali più lussuosi<br />

con cui si fabbricano prodotti di gamma elevata<br />

- richiede una lavorazione che consenta di stabilizzarne<br />

la struttura, conservandone le proprietà<br />

naturali e, tramite processi chimici, bloccarne<br />

la putrefazione. Ma tutto ciò comporta<br />

anche la diffusione di emissioni non solo odorigene.<br />

Panorama complesso<br />

Secondo i dati ARPA, in Italia sono presenti 2.400<br />

aziende conciarie, “concentrate all’interno di distretti<br />

specializzati per destinazione merceologica<br />

di prodotto (calzatura, pelletteria, abbigliamento,<br />

arredamento) e, di conseguenza,<br />

tipologia di lavorazione della pelle”. Ogni azienda,<br />

sulla base dell’articolo (o articoli) che produce<br />

ha una sua propria configurazione di impianto,<br />

in quanto manca un unico ciclo di lavorazione<br />

standardizzato. Quest’ultimo si differenzia oltre<br />

che per la tipologia di pelle lavorata, anche per<br />

l’articolo finale, i prodotti chimici utilizzati, le ricette<br />

e i metodi di lavorazione utilizzati. Il quadro<br />

normativo nazionale ed europeo è parecchio<br />

stringente ed è mirato a garantire che il processo<br />

di concia non sia dannoso per l’ambiente,<br />

dato che si hanno tre tipi di scarichi: in aria, in<br />

acqua e terra. La norma di riferimento è il Testo<br />

Unico ambientale, D.Lgs 152/2006.<br />

In modo particolare per le emissioni nell’aria,<br />

che qui vogliamo trattare, ci si attiene al DPR<br />

24 <strong>maggio</strong> 1988, n 203 “Attuazione delle direttive<br />

CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e<br />

85/203 concernenti norme in materia di qualità<br />

dell'aria, relativamente a specifici agenti inquinanti,<br />

e di inquinamento prodotto dagli impianti<br />

industriali, ai sensi dell'art.15 della legge<br />

16 aprile 1987, numero 183.” E successive modifiche<br />

ed integrazioni.<br />

Bisogna distinguere<br />

Sempre secondo l’ARPA, si hanno due tipi di<br />

emissioni: nel luogo di lavoro e verso l’ambiente<br />

in generale. Nel primo caso, si parla<br />

di odori, polveri derivanti da sostanze chimiche<br />

in polvere (concianti e agenti di tintura),<br />

solventi organici e polvere di pelle ma non<br />

esiste una quantificazione e sono previsti solo<br />

limiti di esposizione per alcune sostanze. In<br />

merito alle emissioni nell’ambiente sono disponibili<br />

dati generici per i COV (composti organici<br />

volatili N.d.R). Ma è la categoria degli<br />

idrocarburi alogenati che rappresenta un potenziale<br />

rischio ambientale.<br />

Questi vengo utilizzati nella fase dello sgrassaggio<br />

delle pelli di pecora. Esistono, e vengono<br />

applicati, sistemi di filtraggio a carboni<br />

attivi, ma non sono sufficientemente performativi.<br />

Anche gli odori non sono quantificabili.<br />

Nell’aria arrivano principalmente i solfuri dal<br />

reparto riviera e dal trattamento delle acque<br />

di scarico; l’ammoniaca dal riviera e dalla<br />

concia e post concia; il diossido di zolfo dalle<br />

operazioni di post concia; la polvere/particolato<br />

totale (deriva da movimentazione di sostanze<br />

chimiche, rasatura a secco, bottalatura<br />

e palissoni.<br />

Si tengano presenti anche le emissioni in aria<br />

dovute ai processi di incenerimento, in cui si<br />

deve tener conto in particolare dell'ossidazione<br />

del cromo (III) in cromo (VI) in condizioni<br />

particolari e delle emissioni organiche<br />

(PCDD/F, PAH). All’interno della UE, molti<br />

Paesi hanno alzato il livello cautelativo delle<br />

norme specifiche che sono fissati soprattutto<br />

per l’ammoniaca, idrogeno solforato, COV,<br />

particolato totale, monossido di carbonio e<br />

ossido di azoto.<br />

Pronto rimedio<br />

Le emissioni di conceria si sviluppano sia nel<br />

luogo di lavoro che nell’aria oltre il sito.<br />

Il particolato può essere abbattuto utilizzando<br />

filtri, cabine a velo d’acqua, apparecchiature<br />

per il dosaggio di sostanze chimiche e/o utilizzando<br />

prodotti che non contengano polvere<br />

(coloranti liquidi, agenti riconcianti liquidi).<br />

Peri solventi organici si sono rivelati efficaci<br />

gli abbattitori ad umido. Si impedisce la formazione<br />

di idrogeno solforato sottoponendo<br />

i liquori a un trattamento di ossidazione del<br />

solfuro con metabiosolfito di sodio o acqua<br />

ossigenata. E’ possibile poi ridurre gli odori<br />

posizionando degli aspiratori sopra i recipienti<br />

di lavorazione e migliorando il controllo del<br />

processo. Le emissioni di ammoniaca e di<br />

idrogeno solforato possono essere minimizzate<br />

con abbattitori a umido o bio-filtri.<br />

Infine, le emissioni di odori delle pelli grezze,<br />

possono essere controllate migliorando le<br />

condizioni di stoccaggio delle stesse. l<br />

Under the skin<br />

All’interno del luogo<br />

di lavoro si hanno polveri<br />

derivanti da sostanze<br />

chimiche, odori<br />

e solventi organici.<br />

Lavorare la pelle<br />

ha lo scopo<br />

di stabilizzarne<br />

la struttura<br />

e bloccarne<br />

la putrefazione.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

The leather industry is identified in chemical transformation processes<br />

with a high environmental impact. Tannery emissions occur in the work -<br />

place and to the environment. Organic solvents, halogenated hydrocarbons,<br />

particulate matter, hydrogen sulphide and ammonia are just some<br />

of these and can be reduced with filters, vacuum cleaners or bio-filters.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong>


70 BIOWASTE NEWS<br />

Tanto tanto biometano<br />

Eliana Puccio<br />

Tratterà 60 mila tonnellate di rifiuto umido e <strong>30</strong> mila di rifiuto<br />

vegetale e verrà realizzato dalla società di scopo Recos SpA,<br />

controllata da Iren e partecipata da Ladurner Ambiente<br />

Ladurner Enviro costruirà il nuovo impianto<br />

di digestione anaerobica di<br />

Saliceti, nel comune di Vezzano Ligure<br />

in provincia della Spezia, che servirà il Le -<br />

vante ligure. 80 milioni di euro è il valore del<br />

progetto premiato dal Ministero dell'Am -<br />

biente e della Sicurezza energetica con fondi<br />

del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza,<br />

per 40 milioni di euro. Verrà realizzato<br />

e gestito da Recos SpA, la società di scopo<br />

controllata dalla multiutility Iren. Un'iniziativa<br />

premiata con 40 milioni dal Pnrr che va a<br />

completamento di un polo integrato per il<br />

trattamento e recupero dei rifiuti già iniziato<br />

nel 2015 con la proposta di revamping dell'impianto<br />

di produzione di CDR-CSS progettato<br />

e realizzato da Ladurner nel 2017.<br />

L'impianto tratterà 60 mila tonnellate di rifiuto<br />

umido (FORSU) e <strong>30</strong> mila di rifiuto vegetale<br />

e verrà realizzato dalla società di scopo<br />

Recos SpA, controllata da Iren e partecipata<br />

da Ladurner Ambiente. La capacità sarà ampiamente<br />

esaustiva. I lavori dovranno terminare<br />

entro il mese di marzo 2026.<br />

Un risparmio di 5mila tonnellate<br />

di petrolio<br />

"Il riconoscimento del Pnrr – ha commentato<br />

Andrea Silvestri, presidente e amministratore<br />

delegato del gruppo - premia l'attività di<br />

Ladurner Ambiente nello sviluppo di iniziative<br />

volte alla soddisfazione di bisogni primari, come<br />

la realizzazione di impianti per il trattamento<br />

dei rifiuti nel pieno rispetto della transizione<br />

ecologica e dell'economia circolare". 60 mila<br />

tonnellate di residui organici potranno essere<br />

trasformate ogni anno in 6 milioni di metri cubi<br />

di biometano in grado di soddisfare il fabbisogno<br />

di 10 mila auto o 160 autobus a metano, risparmiando<br />

5 mila tonnellate di petrolio equivalente<br />

di combustibile fossile, e di evitare emissioni di<br />

CO 2 per circa 11 mila tonnellate. Con altre <strong>30</strong><br />

mila tonnellate di sfalci e potature produrrà circa<br />

<strong>30</strong> mila tonnellate di compost di qualità, un fertilizzante<br />

per l'utilizzo in agricoltura in sostituzione<br />

degli ammendanti chimici. l<br />

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Maggio <strong>2024</strong>


Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

72<br />

Marco Comelli<br />

ACQUE REFLUE<br />

Contaminanti<br />

emergenti, nuove<br />

tecniche di depurazione<br />

COVER STORY<br />

INQUINANTI<br />

I CE sono sempre più presenti nel ciclo dell’acqua e nei reflui<br />

urbani. Diventa quindi necessario applicare più fasi<br />

per la loro rimozione, a protezione dell’uomo e l’ambiente<br />

Sostanze chimiche, organiche ma anche<br />

inorganiche, che solo recentemente sono<br />

venute all’attenzione per la loro potenziale<br />

pericolosità. La loro caratteristica distintiva è<br />

di essere presenti nelle acque in concentrazioni<br />

ridotte e ad espletare il proprio effetto per accumulo.<br />

Come tali, sono difficili da rimuovere.<br />

Prodotti per la cosmesi e l’igiene personale,<br />

farmaci, pesticidi, ma anche micro e nanoplastiche,<br />

residui di fibre di carbonio e di vetroresina,<br />

e le sostanze prefluorate (PFAS), una serie<br />

tanto diversa di contaminanti, ognuno con un<br />

proprio tipo di azione sull’ambiente e sugli organismi<br />

viventi, tali che sono impossibili da affrontare<br />

con un unico metodo.<br />

Si insinuano e si depositano<br />

Si è scoperto di recente che alcuni di questi contaminati<br />

agiscono con modalità meccaniche, per<br />

esempio le microplastiche che intasano i condotti<br />

degli organismi o si accumulano negli organi<br />

(anche delle piante). Altri hanno una forma molecolare<br />

che inganna i recettori del sistema endocrino,<br />

come avviene per gli PFAS. I residui di<br />

fibre possono raccogliere elettrostaticamente<br />

microparticelle di metalli pesanti e portarle nell’organismo.<br />

I farmaci poi sono bioattivi. Gli antibiotici<br />

si accumulano negli organismi e portano<br />

alla microbioticoresistenza in tempi più lunghi<br />

ma con gli stessi effetti dell’antibioticoresistenza<br />

da somministrazione errata. È il caso del sulfametossazolo,<br />

che con l’amixicillina è l’antibiotico<br />

che si ritrova più spesso nelle acque superficiali.<br />

Il modo con cui i contaminanti emergenti, CE,<br />

entrano nel ciclo dell’acqua e nell’ambiente in<br />

generale è molto vario. Quasi tutto l’inquinamento<br />

da farmaci, circa il 90% del totale, arriva attraverso<br />

le deiezioni sia umane che animali, ma<br />

una quota difficilmente quantificabile viene dall’errato<br />

smaltimento dei farmaci scaduti, che arriva<br />

al 50% del totale dei farmaci prescritti.<br />

Nanoplastiche e altre particelle (residui degli<br />

pneumatici) vengono dal dilavamento delle strade<br />

urbane, il cui sistema di raccolta è quasi sempre<br />

lo stesso di quello dei reflui domestici.<br />

Gli PFAS derivano in gran parte dal loro utilizzo<br />

come impermeabilizzanti nei prodotti monouso<br />

e negli imballaggi, dopo il bando a quelli di pla-<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

stica che non ne avevano bisogno, e dai processi<br />

di produzione e lavorazione industriale. I “nuovi”<br />

prodotti monouso con PFAS vengono per esempio<br />

ancora compostati e il residuo viene utilizzato<br />

come ammendante del terreno, per poi passare<br />

alle acque superficiali.<br />

Dal 2022 i certificatori secondo la norma EN<br />

13432 richiedono ai conferitori di monouso, come<br />

bicchieri, piatti e contenitori in carta e cartone,<br />

solo un’autocertificazione dell’assenza di PFAS.<br />

In teoria quindi a monte non potrebbero essere<br />

conferiti nella frazione umida. Su questo però il<br />

pubblico non è stato informato. Buona parte dei<br />

CE entra nell’ambiente passando per i depuratori<br />

dei reflui urbani che non riescono ad eliminarli<br />

perché non sono stati progettati per quello. La<br />

depurazione con batteri, per esempio, non intacca<br />

questi composti perché essi non sono biodegradabili.<br />

Per questo motivo è necessario aggiungere<br />

un quarto stadio dopo quello dedicato alla rimozione<br />

di azoto e fosforo. La depurazione quaternaria<br />

viene utilizzata di solito per la sterilizzazione,<br />

ossia l’abbattimento dei patogeni. Per i CE il problema<br />

<strong>maggio</strong>re è la diversità già ricordata degli<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

INQUINANTI<br />

ACQUE REFLUE<br />

stessi, che costringe a realizzare sistemi a più<br />

stadi ognuno mirato per ogni classe di sostanze.<br />

Si può fare<br />

In termini generali, il primo metodo messo in<br />

campo per la depurazione quaternaria dei CE è<br />

il trasferimento del composto dall’acqua a un’altra<br />

fase che viene poi smaltita come rifiuto speciale.<br />

Un caso classico è l’adsorbimento su carboni<br />

attivi. Il refluo viene fatto passare attraverso<br />

il materiale, di solito sotto forma granulare con<br />

superficie porosa. I contaminanti di concentrano<br />

in pori più piccoli e vengono rimossi dall’acqua.<br />

Batteri capaci<br />

di degradare<br />

gli inquinanti<br />

a matrice<br />

oganica.<br />

73


Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

74 ACQUE REFLUE<br />

INQUINANTI<br />

NEWS<br />

ACQUE REFLUE<br />

75<br />

Imballaggi<br />

e prodotti monouso.<br />

Gli PFAS, che sono<br />

utilizzati come<br />

impermeabilizzante,<br />

rientrano nella<br />

categoria dei CE.<br />

Acqua che non va sprecata ma valorizzata.<br />

È per questo che presso l’aeroporto di<br />

Venezia è in corso un programma di sviluppo<br />

sostenibile del Gruppo SAVE.<br />

Le attività relative al ciclo dell’acqua si focalizzano<br />

su due macroaree: depurazione delle acque<br />

reflue (attraverso un nuovo depuratore in<br />

sostituzione del precedente) che consente di<br />

trattare una portata media giornaliera di 1.155<br />

m 3 , ossia un volume annuo di acqua pari a<br />

420.000 m 3 ; e una attenta gestione delle acque<br />

meteoriche.<br />

Serenissimo!!!<br />

Lo scalo lagunare Marco Polo applica<br />

una gestione efficiente della risorsa idrica.<br />

In una logica di economia circolare<br />

Impianto<br />

di trattamento<br />

dei reflui<br />

industriali.<br />

Per ripulire<br />

le acque dai CE<br />

è necessaria una<br />

quarta fase<br />

di depurazione<br />

che varia<br />

a seconda del tipo<br />

di inquinante<br />

e relativa azione.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Dopo un certo tempo, i carboni vengono rimossi<br />

e conferiti in discarica o, recentemente, sottoposti<br />

ad un processo di rigenerazione con ossidazione<br />

a ozono che ne permette il riutilizzo. Un altro metodo<br />

è quello della ultrafiltrazione a membrana.<br />

In entrambi i casi si sta sperimentando l’utilizzo<br />

degli ultrasuoni a determinate frequenze per concentrare<br />

i contaminanti e rendere più efficiente<br />

il trattamento. Gli ultrasuoni possono essere anche<br />

usati direttamente per la sonolisi, ossia la<br />

Emerging contaminants, new<br />

purification techniques<br />

Cosmetics and personal hygiene products, drugs, pesticides, but also micro<br />

and nanoplastics, carbon fiber and fiberglass residues, and per-fluorinated<br />

substances (PFAS), are Contaminants of Emerging Concern (CEC) a very<br />

different series of contaminants, each with its own type of action on the environment<br />

and living organisms is impossible to address with a single method.<br />

In general terms, the first method implemented for the quaternary<br />

purification of CECs is the transfer of the compound from water to another<br />

phase which is then disposed of as special waste. Using active carbon filters,<br />

contaminants concentrate in smaller pores and are removed from the water.<br />

The yield is not very high, around 28% with half an hour's application for<br />

some of the most common drugs, but by combining sonolysis with ozonation<br />

excellent results are obtained. Electrocoagulation applies a current between<br />

an anode and a cathode and causes flocculation, i.e. the aggregation of the<br />

CEs into particles or flakes, the former falling to the bottom and the latter<br />

floating. Both can then be removed. The experimental efficiencies are good<br />

and increase with the intensity of the current and the duration of the treatment,<br />

In heterogeneous photocatalysis a semiconductor, titanium oxide,<br />

absorbs light (visible and UB) light and promotes the formation of strongly<br />

oxidizing substances, Heterogeneous photocatalysis, being oxidative, works<br />

for many EC species, even simultaneously.<br />

rottura delle catene molecolari dei CE attraverso<br />

l’energia trasferita con onde acustiche in un liquido.<br />

Il rendimento non è molto elevato, intorno<br />

al 28% con applicazione di mezz’ora per alcuni<br />

dei farmaci più diffusi, ma combinando la sonolisi<br />

con l’ozonizzazione si ottengono risultati ottimi.<br />

Per esempio, con l’ozonizzazione a ultravioletti<br />

da sola (l’ozono si forma dall’acqua perché gli UV<br />

ne spezzano la molecola), un’ora di trattamento<br />

arriva a rimuovere l’82% del sulfametossazolo<br />

presente. Con l’aggiunta della sonolisi, grazie all’azione<br />

di concentrazione degli ultrasuoni, si arriva<br />

ad una rimozione pressoché completa.<br />

I metodi del futuro?<br />

Un procedimento già utilizzato per il trattamento<br />

dei reflui industriali, solo di recente applicato<br />

sperimentalmente a reflui sintetici (ossia non<br />

provenienti da impianti) contenenti farmaci, è<br />

l’elettrocoagulazione.<br />

Esso, con l’applicazione di una corrente tra un<br />

anodo e un catodo provoca la flocculazione, ossia<br />

l’aggregazione dei CE in particelle o fiocchi, le<br />

prime che ricadono sul fondo e i secondi galleggiano.<br />

Entrambi possono essere quindi rimossi.<br />

Le efficienze sperimentali sono buone e crescono<br />

con l’intensità della corrente e la durata del<br />

trattamento, anche se oltre un certo limite risulta<br />

efficace solo la durata del trattamento.<br />

Siamo invece agli inizi sulla fotocatalisi eterogenea<br />

in cui un semiconduttore, l’ossido di titanio,<br />

assorbe la luce (visibile e UVB) che promuove la<br />

formazione di sostanze fortemente ossidanti,<br />

capaci di degradare i CE sino alla mineralizzazione,<br />

ossia alla scomposizione negli elementi<br />

semplici, o rendendoli aggredibili dai microorganismi.<br />

La fotocatalisi eterogenea, essendo ossidativa,<br />

funziona per molte specie di CE, anche<br />

contemporaneamente.<br />

l<br />

Tutela e attenzione<br />

Con l’impianto di depurazione si può così riutilizzare,<br />

per usi non potabili, l’acqua proveniente<br />

dal processo di purificazione. Il reimpiego avviene<br />

per i servizi igienici del terminal passeggeri<br />

posti prima dei controlli di sicurezza, per scopi<br />

irrigui, per il raffreddamento della centrale di<br />

trigenerazione e per tutti i possibili utilizzi non<br />

potabili, consentendo circa il <strong>30</strong>% di risparmio<br />

in acqua potabile.<br />

In merito alle acque meteoriche - e qui ci troviamo<br />

in zona particolarmente sensibile vista<br />

la posizione lagunare tra terraferma e mare<br />

– vengono valorizzate le acque di pioggia.<br />

Queste, che bagnano le aree pavimentate del<br />

sedime, sono sottoposte al trattamento di depurazione<br />

mediante innovativi impianti automatici,<br />

prima di venire immesse nei canali<br />

consortili ed in laguna. Qui il processo di trattamento,<br />

precedente allo scarico finale, avviene<br />

mediante 120 filtri capaci di assorbire<br />

tutte le sostanze di scarto, garantendo il raggiungimento<br />

della qualità richiesta. Il monitoraggio<br />

delle acque lagunari viene realizzato<br />

da SAVE, in collaborazione con ARPAV che verifica<br />

la qualità dei trattamenti.<br />

Sicurezza idraulica<br />

E’ presente anche un bacino di laminazione realizzato<br />

sempre da SAVE, e che ha una capacità<br />

di oltre 100.000 m 3 , che funge da raccoglitore<br />

delle acque meteoriche in caso di eventi straordinari,<br />

contribuendo a migliorare la sicurezza<br />

idraulica dello scalo e delle aree limitrofe. Questo<br />

intervento ha creato lo sviluppo di una biodiversità<br />

che sarà, un domani, integrata in un’Oasi<br />

di protezione più estesa.<br />

Al trattamento delle acque meteoriche si associa<br />

l’attività di sicurezza idraulica, che comprende<br />

in particolare il bacino di laminazione<br />

realizzato da SAVE in un’area agricola di 12<br />

ettari a Ca’ Noghera. Si tratta di una vasca naturale,<br />

con una capacità di oltre 100.000 m 3 ,<br />

che funge da collettore di acque meteoriche<br />

in caso di eventi straordinari, contribuendo a<br />

migliorare la sicurezza idraulica anche dei territori<br />

limitrofi lo scalo.<br />

L’intervento ha favorito lo sviluppo della biodiversità,<br />

a tal punto da consentire di avviare l’iter<br />

per far diventare l’area parte di un’Oasi di<br />

Protezione più estesa, chiusa alla caccia e con<br />

particolari tutele ambientali dal punto di vista<br />

faunistico.<br />

l<br />

Federica Lugaresi<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong>


Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

76<br />

COVER STORY<br />

ACQUE REFLUE<br />

DEPURAZIONE<br />

DEPURAZIONE ACQUE REFLUE<br />

77<br />

Impianto<br />

di depurazione<br />

Milano<br />

Peschiera<br />

Impianto di San<br />

Rocco, periferia<br />

sud di Milano.<br />

Milano virtuosa<br />

Reti idrauliche e aree<br />

scolanti agli impianti<br />

di depurazione di Milano.<br />

Impianto<br />

di depurazione<br />

Milano Nosedo<br />

Impianto di depurazione<br />

Milano San Rocco<br />

Dott.ssa Annalisa<br />

Gussoni –<br />

Pasa Labs srl<br />

Dott.ssa Flavia<br />

Ferorelli –<br />

Pasa Labs srl<br />

Fotografie:<br />

Arch.Cesare Salvetat –<br />

Comune di Milano<br />

Il sistema di depurazione del capoluogo lombardo<br />

è un esempio efficace di recupero di una risorsa<br />

preziosa sia per l’uomo che per l’ambiente<br />

La storia dei depuratori di Milano ha inizio nel<br />

1972 con la previsione di due impianti di depurazione,<br />

Chiaravalle e Gratosoglio, delle<br />

acque reflue della città su progetto dell’Ufficio<br />

Tecnico Comunale; un complesso iter amministrativo<br />

ed una serie di ricorsi giudiziari hanno<br />

fatto sì che passassero <strong>30</strong> anni perché i depuratori<br />

vedessero la luce.<br />

Gli archivi raccontano<br />

Il ritardo nella realizzazione degli impianti fu causa<br />

dell’emissione di un’infrazione comunitaria<br />

per la città di Milano riconosciuta come responsabile<br />

dell’inquinamento del fiume Po.<br />

La localizzazione dei due impianti era stata studiata<br />

sulla base delle caratteristiche idrografiche<br />

del territorio milanese che, nel corso dei<br />

secoli, si erano fortemente modificate: già nel<br />

XIII secolo i monaci Cistercensi dell’Abbazia di<br />

Chiaravalle, con una derivazione dalla Roggia<br />

Vettabbia, utilizzavano le acque “luride” di<br />

Milano che per tracimazione irrigavano un<br />

esteso comprensorio agricolo, coltivato per lo<br />

più a marcita: un sistema antesignano dell’odierna<br />

fitodepurazione.<br />

Le ulteriori modifiche morfologiche hanno creato<br />

una conformazione idrografica suddivisa in tre<br />

sottobacini scolanti facenti capo a corpi ricettori<br />

diversi e, precisamente: il bacino orientale che<br />

recapita nel Fiume Lambro Settentrionale, il bacino<br />

centro-orientale che recapita finale nella<br />

Roggia Vettabbia e nel Cavo Redefossi ed il bacino<br />

occidentale con recapito finale nel Colatore<br />

Lambro Meridionale.<br />

Tutto riparte da qui<br />

La costruzione dei due impianti di depurazione,<br />

Nosedo e San Rocco, ebbe finalmente inizio<br />

nell’anno 2000 a seguito dell’approvazione del<br />

progetto definitivo da parte del Commissario<br />

Straordinario per la realizzazione degli impianti<br />

di depurazione a Milano, Gabriele Albertini, con<br />

completamento dei lavori nei primi mesi del<br />

2005. Nel contempo fu ampliato ed adeguato il<br />

preesistente impianto di Peschiera Borromeo.<br />

Milano dispone di una rete fognaria, funzionante<br />

a gravità, con uno sviluppo pari a circa 1.550 km.<br />

Il 99% dei reflui della città sono inviati al servizio<br />

di depurazione per un totale di circa 250 milioni<br />

di m3/anno di acqua. L’efficienza del sistema depurazione<br />

è pari al 98% circa ed i limiti di scarico<br />

sono più restrittivi di quelli di legge.<br />

La capacità massima depurativa degli impianti<br />

realizzati infatti è pari a 2.550.000 Abitanti<br />

Equivalenti (AE), in particolare per Nosedo e San<br />

Rocco i valori sono rispettivamente 1.250.00 AE<br />

e 1.050.000 AE mentre per Peschiera Borromeo<br />

si attesta a 250.000 AE.<br />

Controllo imprescindibile<br />

Al fine di verificare la qualità delle matrici ambientali<br />

intorno agli impianti, il Commissario<br />

Straordinario, sulla base di prescrizioni ministeriali<br />

rilasciate in sede di Valutazione d’Impatto<br />

Ambientale, approvò, con i provvedimenti 50/02<br />

e 32/03, un fitto piano di monitoraggio, eseguito<br />

nel periodo compreso fra novembre 2005 e novembre<br />

2007. Il piano di monitoraggio prevedeva<br />

inoltre la gestione delle potenziali anomalie, progetto<br />

di bonifica e disinquinamento della falda<br />

in caso di contaminazione della stessa.<br />

Complementarmente alle analisi di tipo chimico<br />

atte a valutare il rischio ambientale, il piano di<br />

monitoraggio prevedeva anche delle analisi di<br />

tipo biologico (Livello di inquinamento espresso<br />

dai Macrodescrittori LIM e Indice Biotico Esteso<br />

IBE) per poter esaminare accuratamente eventuali<br />

effetti tossici per l’ecosistema.<br />

Al termine del primo anno di monitoraggio già<br />

le evidenze dell’impatto positivo dell’avvio del sistema<br />

di depurazione erano visibili sullo stato<br />

ecologico dei recettori.<br />

Stato 2001-2002 2005-2006 2006-2007<br />

ecologico (dati ARPA) (dati ARPA) (dati Comune di Milano)<br />

Vettabbia Pessimo Scadente Sufficiente Scadente Sufficiente<br />

Redefossi Pessimo Scadente Scadente Sufficiente<br />

Lambro<br />

Meridionale<br />

Pessimo<br />

Scadente<br />

Punti di forza del progetto di realizzazione dei<br />

depuratori sono stati: la velocità di esecuzione<br />

dei lavori, l’efficienza di depurazione del sistema<br />

complessivo ed il riutilizzo in agricoltura delle<br />

acque depurate. L'intero volume delle acque reflue<br />

in ingresso al Depuratore di Nosedo viene<br />

riutilizzato per scopo irriguo, servendo l’ampio<br />

territorio esteso a sud-est della città. Per quanto<br />

riguarda le acque in uscita dal Depuratore di<br />

Milano San Rocco, il riutilizzo agricolo interessa<br />

un territorio che si estende nel sud milanese fino<br />

alla provincia di Pavia. Non ultimo tra gli aspetti<br />

d’eccellenza l’inserimento paesaggistico degli<br />

impianti di Nosedo e San Rocco e la loro funzione<br />

di aggregazione sociale.<br />

l<br />

Virtuous Milan<br />

Depuratore<br />

di Nosedo (sudest<br />

di Milano):<br />

l’intero volume<br />

in entrata di<br />

acque reflue<br />

viene riutilizzato<br />

per scopo irriguo.<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

The purification plants in Milan, Nosedo and San Rocco, were built between<br />

2000 and 2005. At the same time the pre-existing plant in Peschiera<br />

Borromeo was expanded.<br />

From a hydrographic point of view, the Milanese territory is divided into<br />

three drainage sub-basins belonging to different receiving bodies: each<br />

sub-basin is served by one of the three purifiers.<br />

99% of the city's wastewater is purified, approximately 250 million m3/year<br />

of water. The efficiency of the purification system is approximately 98% and<br />

the discharge limits are more restrictive than those required by law. The maximum<br />

purification capacity is equal to 2,550,000 Inhabitant Equivalents (AE).<br />

The monitoring plan carried out on the environmental matrices around the<br />

plants already showed the improvement in the ecological state of the receptors<br />

at the end of the first year.<br />

The strong points of the purifier construction project were: the speed of<br />

execution of the works, the overall purification efficiency, the reuse of purified<br />

water in agriculture, the landscape integration and the social aggregation<br />

function.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

78 ACQUE REFLUE Soluzioni<br />

RISPARMIO IDRICO<br />

Waterleau<br />

Intelligenza artificiale e acqua. Il consumo<br />

idrico dei data center è in forte aumento:<br />

vengono in aiuto i sistemi di raffreddamento<br />

Federica Lugaresi<br />

Risorse idriche sempre più sfruttate e a<br />

A.I. in crescita. Le applicazioni come<br />

ChatGPT (e similari) sono altamente<br />

energivore ed è necessario utilizzare sistemi di<br />

raffreddamento a circuito chiuso per minimizzare<br />

il consumo di acqua nel settore.<br />

Secondo un articolo di The Telegraph, ogni comando<br />

dato all’A.I. consumerebbe un volume<br />

pari ad un bicchiere pieno d’acqua, che su 20<br />

operazioni equivarrebbe a mezzo litro del prezioso<br />

liquido.<br />

Riscaldamento globale e i diversi eventi siccitosi<br />

che si sono verificati nel 2023, non vengono<br />

in aiuto.<br />

Brrr che freddo<br />

Gli impieghi positivi dell’A.I. sono svariati ma<br />

bisogna sapere che il suo uso ha un impatto<br />

ambientale piuttosto pesante. Indispensabile<br />

quindi ottimizzare il consumo di acqua ai fini<br />

di raffreddamento dei data center con tecnologie<br />

a circuito chiuso. In questi casi, un<br />

refrigeratore costituisce la soluzione di raffreddamento<br />

primaria. “L’aria refrigerata ad<br />

acqua, viene distribuita mediante un circuito<br />

di raffreddamento costituito da un compressore,<br />

un evaporatore, un condensatore più<br />

Com puter Room Air Hander (CRAH): tutti<br />

componenti che forniscono aria raffreddata<br />

ai rack”. L’aria calda espulsa da qui, viene<br />

convogliata verso uno scambiatore di calore<br />

e di nuovo raffreddata prima di venire reimmessa<br />

nel circolo.<br />

Con questo sistema, che utilizza un volume<br />

fisso di acqua che ricircola, le perdite idriche<br />

sono al minimo.<br />

Aggrekko, specialista delle soluzioni energetiche<br />

e controllo della temperatura, avalla<br />

questa tecnologia, poiché i sistemi di raffreddamento<br />

a circuito chiuso consentono<br />

di raggiungere un ottimo WUE (efficacia<br />

dell’uso dell’acqua).<br />

Invece, nei sistemi standard a circuito aperto,<br />

dove troviamo un refrigeratore raffreddato<br />

ad acqua tramite una torre di raffreddamento,<br />

è necessaria una fornitura costante a causa<br />

dell’evaporazione, delle perdite e dello<br />

spurgo.<br />

Aggrekko è in grado di facilitare il passaggio<br />

ad un raffreddamento di questo tipo, fornendo<br />

una soluzione temporanea in sostituzione del<br />

vecchio sistema. Con la garanzia di continuità<br />

dell’attività. “Anticipando i tempi sul consumo<br />

di acqua, il settore può continuare a raccogliere<br />

i benefici dell’A.I. continuando a seguire una<br />

traiettoria di crescita sostenibile” ha dichiarato<br />

Billy Durie, Global Sector Head for Data Center<br />

di Aggrekko.<br />

l<br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

80 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni<br />

SPECIALE IFAT<br />

Busi, una scommessa<br />

su Ifat <strong>2024</strong><br />

Il peso del mercato<br />

internazionale è sempre<br />

più rilevante<br />

per il gruppo bresciano,<br />

che punta sulla nuova<br />

edizione per consolidare<br />

la crescita europea<br />

Eliana Puccio<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Busi Group, realtà italiana leader nelle<br />

soluzioni complete per l’igiene urbana,<br />

la raccolta, la compattazione e<br />

il trasporto dei rifiuti, parteciperà alla fiera<br />

IFAT <strong>2024</strong> di Monaco di Baviera (Germania),<br />

dove presenterà le migliori soluzioni per il waste<br />

management a brand OMB Technology,<br />

BTE e MEC.<br />

Busi Group solutions at IFAT<br />

Busi Group - the Italian leader in integrated solutions for city cleaning, collection,<br />

compaction and transport of waste - announces its participation in<br />

the IFAT <strong>2024</strong> exhibition in Munich (Germany), where it will present the best<br />

solutions for waste management under the brands OMB Technology, BTE<br />

and MEC.<br />

From 13 to 17 May <strong>2024</strong>, the Busi Group awaits visitors, customers and friends<br />

at stand FM.812/1, located in the outdoor area.<br />

Among the group's solutions on display will be a side loader CMPL 8 system<br />

by OMB Technology for waste collection and +B Lid bins: this solution is very<br />

popular in some countries, such as Spain, because it optimises collection<br />

costs and significantly increases operator comfort compared to the doorto-door<br />

system, which is carried out with rear-loading compactors.<br />

Other solutions presented include "Legend" the OMB rear-loader system<br />

for waste collection and compaction installed on an electrically-powered<br />

vehicle and a small vehicle equipped with OMB's T-Rex system for carrying<br />

out door-to-door collection, as well as a truck with roll-off equipment and<br />

MEC crane.<br />

Dal 13 al 17 <strong>maggio</strong> <strong>2024</strong> il Gruppo attende visitatori,<br />

clienti e amici allo stand FM.812/1, situato<br />

nel cuore dello spazio esterno dedicato<br />

alla raccolta e trattamento dei rifiuti e all’igiene<br />

urbana e accanto alla zona delle demo live.<br />

“L’edizione <strong>2024</strong> di IFAT sarà strategica perché<br />

ci permetterà di consolidare le nostre relazioni<br />

in Europa, specialmente in Spagna,<br />

Francia, Svizzera e ampliare ulteriormente i<br />

nostri orizzonti.<br />

In vetrina<br />

Il mercato internazionale pesa ora circa il<br />

25% del fatturato” hanno dichiarato i fratelli<br />

Busi. Tra le soluzioni del gruppo in esposizione<br />

troveremo un sistema CMPL 8 di OMB<br />

Technology per la raccolta rifiuti laterale e i<br />

cassonetti +B Lid: questa soluzione è molto<br />

apprezzata in alcuni Paesi, come la Spagna,<br />

perché consente di ottimizzare i costi di raccolta<br />

e aumenta sensibilmente il comfort degli<br />

operatori rispetto al sistema con porta a<br />

porta, che viene svolto con compattatori a carico<br />

posteriore.<br />

Altre soluzioni presentate comprendono un<br />

sistema Legend a carico posteriore di OMB<br />

per la raccolta e compattazione dei rifiuti allestito<br />

su un veicolo ad alimentazione elettrica<br />

e un veicolo di piccole dimensioni allestito con<br />

sistema T-Rex di OMB per lo svolgimento della<br />

raccolta porta a porta e anche un camion con<br />

attrezzatura scarrabile e gru MEC. l<br />

Maggio <strong>2024</strong>


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

82 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni<br />

CIRCOLARITÀ<br />

CIRCOLARITÀ<br />

VEICOLI&ALLESTIMENTI<br />

83<br />

Cambiamento in atto<br />

Operatore Dimensioni Dotazione<br />

aziendali tecnologica<br />

Demolitore Medio-piccola Basica<br />

Centro Grande Intermedia/<br />

di trattamento<br />

Avanzata<br />

Centro Medio grande Avanzata<br />

di recupero<br />

Per i veicoli termici, questa ripartizione è soddisfacente<br />

dal punto di vista della sostenibilità<br />

economica per tutte e tre le tipologie di operatori.<br />

I demolitori smontano i veicoli, poi passano<br />

i rottami compressi ai centri di trattamento,<br />

che li triturano separando i diversi<br />

materiali, che infine finiscono ai centri di recupero<br />

che appunto estraggono la materia<br />

prima seconda.<br />

Tutti hanno un bilancio costi/ricavi favorevole.<br />

Lo studio dell’UniSalento parte dalla domanda<br />

se questo modello stia ancora in piedi per gli<br />

EV, e in particolare se i demolitori saranno ancora<br />

in grado di estrarre valore con le proprie<br />

tecnologie, quale sia il migliore equilibrio tra<br />

ricavi, recupero e riuso di componenti e recu-<br />

pero di materia, e infine se i centri di recupero,<br />

alla fine della catena riusciranno ad estrarre<br />

valore sufficiente dai rottami tale da compensare<br />

i costi. Dalla risposta a queste domande<br />

derivano diversi scenari, indipendentemente<br />

da come il quadro potrebbe cambiare con il<br />

nuovo regolamento. Oggi per i termici il valore<br />

ottenuto dal reimpiego dei componenti, quello<br />

di una tonnellata di rottame e la percentuale<br />

del peso del veicolo in componenti reimpiegati,<br />

varia molto a seconda della collocazione geografica<br />

del centro e anche da un centro all’altro.<br />

Si va da massimi di 840 euro di componenti,<br />

227 euro a tonnellata e il 13,26% a<br />

minimi di 400, 170 e 8%. I valori medi sono 598,<br />

193 e 10.<br />

L’esempio concreto<br />

Vista la varianza, UniSalento ha preferito esaminare<br />

il caso reale di una Fiat 500 termica e<br />

della sua versione elettrica, e poi effettuare la<br />

comparazione del solo valore come rottame<br />

tra un termico ed un elettrico di pari classe in<br />

due segmenti, una BMW 128 ti a benzina con<br />

Uno studio dell’Università del Salento<br />

mette a confronto i ricavi dal riciclo<br />

di auto termiche ed elettriche. Risultato,<br />

con le tecnologie attuali il riciclo<br />

delle seconde rischia di non essere<br />

economicamente sostenibile<br />

Marco Comelli<br />

Il mondo del riciclo dell’auto sta attraversando<br />

un periodo di cambiamenti. Da una parte<br />

è in discussione a livello europeo il nuovo<br />

regolamento che sostituirà la precedente normativa,<br />

una direttiva, risalente al 2000, incorporando<br />

anche la Direttiva 2005/64/CE che norma<br />

l’omologazione dei veicoli a motore.<br />

Quest’ultima parte permetterà di spingere i<br />

costruttori ad adottare metodi di progettazione<br />

e produzione conformi a criteri di riutilizzabilità,<br />

riciclabilità, recuperabilità e rigenerabilità<br />

(le 4R) dei componenti e dei materiali. In questo<br />

momento il regolamento è fermo alla fase<br />

di consultazione ed è praticamente impossibile<br />

che entri in vigore nella sua interezza prima<br />

della fine degli anni ’20.<br />

Una filiera già autonoma<br />

Un altro cambiamento, già in atto, è la transizione<br />

da motorizzazioni a combustione interna<br />

e quelle più o meno elettrificate. Anche senza<br />

nuove normative, gli operatori del riciclo si troveranno<br />

nei prossimi anni di fronte ad un numero<br />

crescente di veicoli di questo tipo da riciclare,<br />

sia a fine vita “naturale” che per incidenti<br />

e guasti gravi. Cosa voglia dire questo dal punto<br />

di vista tecnologico e della sostenibilità economica<br />

del settore è oggetto di studio sul campo<br />

in tutto il mondo. Ricordiamo, infatti, che oggi<br />

il riciclo dell’auto è già un settore virtuoso e autonomo<br />

dal punto di vista economico. In altre<br />

parole, gli operatori della filiera stanno in piedi<br />

da soli, senza contributi pubblici, a parte alcuni<br />

componenti di raccolta obbligatoria. Uno studio<br />

del CoreLab dell’Università del Salento, commissionato<br />

da EcoEuro, società di consulenza<br />

e software specializzata nel riciclo automotive,<br />

ha provato ad effettuare un’analisi - basandosi<br />

su case study -in cui ha messo a confronto il<br />

riciclo di un veicolo a motore a combustione<br />

con la sua versione elettrica o con un pari classe<br />

elettrico. Il modello di business attuale del<br />

settore si basa su tre livelli di operatori<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

IFAT<br />

13-17 Maggio<br />

Monaco<br />

STAND<br />

FM.812/1<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

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IGIENE URBANA E RACCOLTA, COMPATTAZIONE E TRASPORTO RIFIUTI<br />

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84 VEICOLI&ALLESTIMENTI<br />

CIRCOLARITÀ<br />

una Tesla Model 3, e una Fiat 500X a benzina<br />

con una BMW i3.Per semplicità affidiamo l’illustrazione<br />

delle comparazioni ad una serie<br />

di tabelle. Avvertiamo solo che per quanto riguarda<br />

la batteria degli EV, non esiste ancora<br />

una regolamentazione sulla commercializzazione<br />

di quelle recuperate, per cui è stata<br />

esclusa dall’analisi. Idem per quanto riguarda<br />

il suo trattamento come rottame.<br />

Realizzo da reimpiego<br />

Modello N. % Ricambi N. ricambi Valore Realizzo<br />

ricambi vendibili vendibili ricambi usato €<br />

usati €<br />

Benzina 465 15 70 6.639 664<br />

Elettrico 415 15 62 4.679 468<br />

Variazione su realizzo -204 (-29,52%)<br />

Realizzo da rottame (esclusa batteria, peso <strong>30</strong>0 kg)<br />

Modello Peso (kg) Valore rottame /€/ton) Valore (€)<br />

Benzina 980 200 196<br />

Elettrico 1365-<strong>30</strong>0 200 213<br />

Differenza +17€ (+ 8,7%)<br />

Ed ecco le altre due comparazioni. Anche in questo caso viene esclusa<br />

la batteria<br />

Modello Peso (kg) Valore rottame (€/ton) Valore (€)<br />

BMW i3 1270 – 250 200 204<br />

FIAT 500X 14<strong>30</strong> 200 286<br />

Differenza -82(-29%)<br />

Modello Peso (kg) Valore rottame (€/ton) Valore (€)<br />

Tesla Model 3 1765 – 479 200 257,2<br />

BMW 128 ti 1520 200 <strong>30</strong>4<br />

Differenza -46,8 (-15%)<br />

Un’analisi rapida dei dati constata che a livello<br />

di demolitore un EV presenta minori<br />

opportunità di ricavo, sia per il minor numero<br />

di ricambi rivendibili che per la minore massa<br />

del rottame.<br />

Contribuisce anche l’assenza del catalizzatore,<br />

una parte pregiata. Gli EV contengono<br />

una <strong>maggio</strong>re quantità di materie prime critiche,<br />

che però richiedono tecnologie più<br />

avanzate con un potenziale ricavo che deve<br />

ancora essere dimostrato e che compensi i<br />

<strong>maggio</strong>ri costi di recupero. Insomma, per<br />

come sono fatti oggi gli EV e con l’attuale<br />

maturazione e diffusione delle tecnologie di<br />

recupero, il riciclo dell’elettrico rischia di non<br />

essere remunerativo.<br />

l<br />

ENGLISH ABSTRACT<br />

Change in progress<br />

The world of car recycling is going through a period<br />

of change. A regulation is being currently discussed<br />

at European level which will replace the previous<br />

legislation, a directive dating back to 2000, and also<br />

incorporating Directive 2005/64/EC which regulates<br />

the approval of motor vehicles. Another change, already<br />

underway, is the transition from internal combustion<br />

engines to more or less electrified ones.<br />

Even without new regulations, recycling operators<br />

will find themselves faced with a growing numberof<br />

EVs to be recycled in the coming years, either at<br />

the "natural" end of their life or due to accidents<br />

and serious breakdowns. What this means from<br />

the technological and economic sustainability point<br />

of view of the sector has been studied by the<br />

CoreLab of the University of Salento, that attempted<br />

to carry out an analysis based on case studies comparing<br />

the recycling of a combustion engine vehicle<br />

with its electric version or with an electric peer.<br />

The current business model of the sector is based<br />

on three levels of operators. The dismantlers of vehicles,<br />

that pass the compressed scrap to the treatment<br />

centers, which shred it, separating the different<br />

materials, which finally end up at the recovery<br />

centers which extract the secondary raw material.<br />

Everyone has a favorable cost/income balance.<br />

UniSalento examined the real case of a thermal<br />

Fiat 500 and its electric version, and then carry out<br />

the comparison only of the value as scrap between<br />

a petrol BMW 128 ti and a Tesla Model 3, and a petrol<br />

Fiat 500X with a BMW i3. In Italy, there is still<br />

no regulation on the marketing of recovered EV batteries,<br />

so they were excluded from the analysis.<br />

Ditto regarding their treatment as scrap.<br />

A quick analysis of the data in the tables shows that<br />

at the dismantling level an EV presents fewer revenue<br />

opportunities, both due to the lower number<br />

of resellable spare parts and the lower mass of the<br />

scrap. EVs contain a greater quantity of critical raw<br />

materials, but these require more advanced technologies<br />

with revenue potential that has yet to<br />

be proven to offset the higher recovery costs. In<br />

short, given how EVs are made today and with the<br />

current maturation and diffusion of recovery technologies,<br />

electric vehicles recycling risks not<br />

being profitable.<br />

Maggio <strong>2024</strong><br />

La manifestazione<br />

internazionale<br />

di riferimento<br />

per gli operatori<br />

del settore idrico,<br />

arriva per la<br />

17° edizione<br />

in Puglia.<br />

Un’area espositiva<br />

per toccare con<br />

mano le soluzioni<br />

tecnologiche più<br />

innovative.<br />

Un ricco programma<br />

di convegni e<br />

seminari su:<br />

• digitalizzazione<br />

• trattamento e riuso<br />

delle acque reflue<br />

• potabilizzazione<br />

• desalinizzazione<br />

• utilizzo dei fanghi<br />

• aggiornamenti<br />

normativi e tecnici<br />

Segreteria organizzativa<br />

Main Media Partner<br />

in collaborazione con<br />

Nuova Fiera del Levante, Bari<br />

info@mirumir.it | accadueo.com


e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

9<br />

86<br />

Soluzioni<br />

VEICOLI&ALLESTIMENTI<br />

NEWS<br />

LA RIVISTA TECNICA<br />

SULL’ECONOMIA CIRCOLARE<br />

Anno VIII<br />

Maggio<br />

<strong>2024</strong><br />

Soluzioni e tecnologie<br />

per l’ambiente<br />

Economia Circolare<br />

Riciclo veicoli, che passione!<br />

Gruppo Autodemolizione Pollini insieme<br />

a Zebra e Progetto6 per migliorare<br />

il trattamento dei VFU. E non solo<br />

Irene Boschi<br />

Gruppo Autodemolizione Pollini, azienda<br />

italiana specializzata nel riciclo di veicoli<br />

fuori uso, ha ridotto il numero delle interruzioni<br />

operative del 20% e ottimizzato del<br />

10% il tempo impiegato per risolverle. Questo<br />

consente sia risparmi annuali, sia una <strong>maggio</strong>re<br />

soddisfazione degli operatori. In precedenza,<br />

per il processo di etichettatura, gli operatori di<br />

magazzino di Gruppo Autodemolizione Pollini<br />

disponevano di dispositivi nati per il mercato<br />

consumer, modalità che richiedeva sia costi<br />

<strong>maggio</strong>ri che poca produttività. "Eravamo alla<br />

ricerca di dispositivi resistenti, facili da usare e<br />

all-in-one, per poter coprire senza interruzioni<br />

nell'operatività, un intero turno di lavoro" ha dichiarato<br />

Giacomo Pollini, titolare di Gruppo<br />

omonimo. "Anche la possibilità di gestire i dispositivi<br />

- e fornire assistenza - da remoto era<br />

di fondamentale importanza per noi, oltre alla<br />

capacità di scansione a lungo raggio per la lettura<br />

veloce e affidabile di codici a barre e connettività<br />

Wi-Fi adeguata alle nostre esigenze".<br />

È stato scelto Progetto6<br />

È Business Partner e Registered ISV Partner di<br />

Zebra specializzato in Identification Technology,<br />

Industria 4.0. I palmari consumer, utilizzati dagli<br />

operatori in prima linea, sono stati sostituiti con<br />

computer robusti di livello enterprise di Zebra,<br />

con mobile computer TC57x, dotati di connettività<br />

Wi-Fi e cellulare. "Zebra e Progetto6 hanno<br />

dato un contributo prezioso all'impegno verso<br />

la sostenibilità di Gruppo Autodemolizione<br />

Pollini, migliorando le attività operative, l'efficienza<br />

dei dispositivi e le prestazioni", ha spiegato<br />

Enzo Tumminaro, General Manager, Italy,<br />

Zebra Technologies.<br />

l<br />

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