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Mondo Agricolo, aprile 2024

Il Parlamento Ue proroga di un anno le misure tariffarie autonome in favore dell’Ucraina. Ma i limiti previsti all’import da Kyiv non riguardano il grano. Piano Mattei. All’incontro di marzo a Palazzo Chigi sul c’era anche Rosario Rago: “Al centro dei futuri accordi con i Paesi africani devono esserci sempre le esigenze delle produzioni italiane”. Tra i comparti già presenti sulle sponde a Sud del Mediterraneo c’è il vivaismo. Consalvo (Civi): “Noi siamo pronti”. La sperimentazione in campo delle Tea parte nella Lomellina con 200 piante di riso resistenti al Brusone. Con la ricercatrice, Vittoria Brambilla, e il suo team dell’UniMi, c’è il sostegno economico della Fondazione Bussolera Branca e di Federico Radice Fossati, cda dell’organismo e proprietario del terreno utilizzato. Natalia Bobba (Ente Risi): “Nuovo progetto nel 2025”. I comuni di Felino e Sala Baganza (Parma) sono finiti nella mappa europea delle zone indicate dall’Ue come focolai di Psa. Una decisione presa dopo il ritrovamento di carcasse di cinghiali infetti e che alza il livello d’allarme per l’export dei prosciutti italiani. Anche quest’anno Confagricoltura ha salutato il Vinitaly soddisfatta della partecipazione alle sue iniziative, dedicate a mercati, consumi, clima e produzioni. Molti gli appuntamenti di maggio. Giansanti e Barilla presenteranno al Cibus di Parma l’associazione Mediterranea, mentre si attende il ministro Lollobrigida al Macfrut di Rimini. In fine, il Food & Science dove scienza e divulgazione si confronteranno sul futuro, a partire dal cibo. Anna Ghisolfi, Viviana Varese, Isa Mazzocchi, Francesca Vierucci, Laura Colaiacovo, Cristina Bowerman, Rosanna Marziale, Solly Tomasone, e Valeria Raciti. Sono queste le firme presenti nel volume “Le grandi chef in una ricetta”, curato da Confagri Donna.

Il Parlamento Ue proroga di un anno le misure tariffarie autonome in favore dell’Ucraina. Ma i limiti previsti all’import da Kyiv non riguardano il grano.

Piano Mattei. All’incontro di marzo a Palazzo Chigi sul c’era anche Rosario Rago: “Al centro dei futuri accordi con i Paesi africani devono esserci sempre le esigenze delle produzioni italiane”. Tra i comparti già presenti sulle sponde a Sud del Mediterraneo c’è il vivaismo. Consalvo (Civi): “Noi siamo pronti”.

La sperimentazione in campo delle Tea parte nella Lomellina con 200 piante di riso resistenti al Brusone. Con la ricercatrice, Vittoria Brambilla, e il suo team dell’UniMi, c’è il sostegno economico della Fondazione Bussolera Branca e di Federico Radice Fossati, cda dell’organismo e proprietario del terreno utilizzato. Natalia Bobba (Ente Risi): “Nuovo progetto nel 2025”.

I comuni di Felino e Sala Baganza (Parma) sono finiti nella mappa europea delle zone indicate dall’Ue come focolai di Psa. Una decisione presa dopo il ritrovamento di carcasse di cinghiali infetti e che alza il livello d’allarme per l’export dei prosciutti italiani.

Anche quest’anno Confagricoltura ha salutato il Vinitaly soddisfatta della partecipazione alle sue iniziative, dedicate a mercati, consumi, clima e produzioni. Molti gli appuntamenti di maggio. Giansanti e Barilla presenteranno al Cibus di Parma l’associazione Mediterranea, mentre si attende il ministro Lollobrigida al Macfrut di Rimini. In fine, il Food & Science dove scienza e divulgazione si confronteranno sul futuro, a partire dal cibo.

Anna Ghisolfi, Viviana Varese, Isa Mazzocchi, Francesca Vierucci, Laura Colaiacovo, Cristina Bowerman, Rosanna Marziale, Solly Tomasone, e Valeria Raciti. Sono queste le firme presenti nel volume “Le grandi chef in una ricetta”, curato da Confagri Donna.

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Finalmente in campo

La sperimentazione delle TEA

parte dalla Lomellina con 200 piante

di riso, “progettate” per resistere

al Brusone

PAC, Bruxelles

è ferma al bivio

“Fare sistema”

per il Piano Mattei

Vinitaly 2024,

il vino in mostra

Anno LXXIII - n. 4 - APRILE 2024 - TAR. R.o.c. - Poste Italiane spa - Periodico di Tecnica, Economia e Politica Agraria - 1 copia euro 3

Autorizz. Trib. di Roma n. 1662 del 22/06/1950 - Editrice Confagri Consult - 00186 Roma - Corso Vittorio Emanuele II, 101


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Semplificazione

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L’EDITORIALE

Questo numero di Mondo Agricolo è stato chiuso il 29.04.2024

•••

L’

Europa

L’Europa affronti

il tema bilancio

sta vivendo una delle fasi più difficili dalla fine della Seconda guerra mondiale. Per la prima volta,

la pace, che davamo come acquisita, è minacciata in maniera sempre più grave. Al tempo stesso stiamo vivendo

una profonda crisi economica strutturale che sta evidenziando la debolezza competitiva del nostro Continente,

che negli anni ha perso intere filiere e allo stesso tempo capacitò di ricerca, innovazione e sviluppo. Già da

qualche tempo la commissaria europea Ursula Vonder Leyen si è resa conto della necessità di rendere più

competitiva l’Europa ed ha chiesto a Mario Draghi di predisporre una strategia ed un piano di azione.

Ed il richiamo di Draghi non si è fatto attendere: per l’ex presidente della Bce l’Unione europea deve cambiare,

per stare al passo con i tempi e per affrontare la concorrenza globale. Senza decisioni innovative e tempestive,

il sistema economico europeo rischia una progressiva marginalizzazione. Le riforme istituzionali ed economiche

sono dunque imprescindibili.

A parere di Draghi per completare la doppia transizione energetica e digitale nella UE servono investimenti

per almeno 500 miliardi di euro l’anno e le somme da mobilitare non sono compatibili con l’attuale dimensione

del bilancio dell’Unione, che è nell’ordine dell’1% del prodotto interno lordo dei 27 Stati membri, ma allo stesso

tempo superano anche le capacità di spesa a livello nazionale. Per competere con il resto del mondo e stare al

passo con le innovazioni più avanzate, sono indispensabili flussi di investimenti che sono fuori dalla portata

dei singoli Stati.

La Commissione europea, intanto, alla luce delle tensioni in atto in ambito internazionale, ha annunciato

la presentazione di un pacchetto di misure per la realizzazione di progetti di interesse comune in campo militare,

facendo anche ricorso alle risorse del bilancio UE per un importo di 1,5 miliardi di euro nel biennio 2025-

2027. Dovrà poi essere affrontato il tema dei costi dell’adesione di Ucraina, Moldavia e di alcuni Paesi dell’area

dei Balcani. Stando alle stime elaborate dal Segretariato generale del Consiglio della UE, solo l’estensione

all’Ucraina della vigente PAC determinerebbe maggiori spese nell’ordine di 100 miliardi di euro in sette anni.

A bilancio invariato, gli aiuti diretti destinati agli agricoltori dei 27 Stati membri dovrebbero essere tagliati

del 20%. Sono, quindi, numerose e tutte di assoluto rilievo strategico le questioni da trattare, in vista

della presentazione, alla fine del prossimo anno, del progetto di bilancio pluriennale della UE dopo

il 2027. Per affrontare in modo risoluto tutte le sfide, è necessario aumentare in misura significativa

le risorse finanziarie proprie dell’Unione. O procedere in modo strutturale all’emissione di debito

comune alla scadenza del “Next Generation EU”.

Anche le spese per l’agricoltura finiranno, inevitabilmente, sotto i riflettori delle istituzioni di Bruxelles.

L’incidenza degli stanziamenti per la PAC sul bilancio totale è già stata ridotta della metà: dal 60

al 30%. Ulteriori tagli metterebbero a rischio l’efficacia della politica agricola e la capacità del settore

di garantire, assieme alle altre parti della filiera, la sicurezza alimentare. La nostra attenzione è ora

concentrata sul cambiamento della PAC in vigore, troppo complessa sotto il profilo burocratico

e inadeguata nell’ottica della tutela del reddito. A seguire, già nel contesto della campagna

per le elezioni al Parlamento europeo, il massimo impegno sarà rivolto ad assicurare

nei prossimi anni alla politica agricola una dotazione finanziaria rafforzata. Le scelte

sbagliate possono essere corrette, ma senza un bilancio adeguato alla base, nessuna politica

può risultare funzionale al futuro dell’agricoltura e del sistema agroalimentare europeo.

Massimiliano Giansanti

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 3


6 8

14

30 38

SOMMARIO

L’EDITORIALE

L’Europa affronti il tema bilancio

Massimiliano Giansanti ....................... 3

DAZI

I programmi di Ursula

Gabriella Bechi ................................... 6

IL PIANO MATTEI

Il ruolo degli agricoltori

Gabriele Zanazzi .................................. 8

Mercati da studiare

Francesco Bellizzi .............................. 10

RICERCA

TEA,

al laboratorio alla terra (fb).................. 12

EMERGENZA PSA

L’allarme

Gabriella Bechi .................................. 14

ZOOTECNIA

Linee guida

Daniele Mezzogori ............................... 16

VINITALY

Sistema Italia

Anna Gagliardi .................................. 18

Impariamo a bere

Giulia Callini ..................................... 22

Bevande in Italia

Daniele Rossi .................................... 22

Vini rossi o bianchi (red)...................... 24

La prima volta a Verona

Antonella Torzillo............................... 25

Blockchain

per il mondo del vino

Cecilia Blengino ................................ 26

VINITALY - CANTINE D’ITALIA

Il vero tesoro? La fertilità del suolo

Paola Castello .................................... 30

L’essenza dell’Agro Pontino

Elisabetta Tufarelli ............................ 32

IMPRENDITORIA FEMMINILE

Mille ricette d’Italia (et) ....................... 34

CICLOTURISMO

In volata (et) ....................................... 36

NUOVE COLTURE

Il sale della vita (ag) ............................ 38

FOOD&SCIENCE

Tutti gli intrecci tra cibo e scienza

Nicola Artoni ..................................... 42

RELAZIONI INTERNAZIONALI

L’asse con i francesi (gb) ..................... 46

Rubriche

Mappamondo Bordeaux 44 | Organizzazione Agriumbria 48 | Anga Genetica bovina 49 | Over65 Orosei 50 |

Enapa Enapaforma 52 | Agriturismo Scribano 53 | Buono a sapersi Cd-Book 56 | Campi sonori Cinedelik 57

Direttore responsabile

Gabriella Bechi

Direttore editoriale

Andrea Armaro

Caporedattore

Francesco Bellizzi

Editrice Confagri Consult

Presidente

Massimiliano Giansanti

Direzione, Redazione

e Amministrazione

Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma

Tel. +39.06.6852329

+39.06.6852374

mondo.agricolo@confagricoltura.it

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di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

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4 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024



LO STATO DELL’UNIONE L’INCONTRO

I programmi

di Ursula

Copa Cogeca e von der Leyen

intorno ad un tavolo per parlare

di produzioni, prezzi

all’origine e reciprocità.

Giansanti: “Semplificazioni

della Pac da estendere

e produzione di digestato

da incentivare”

di Gabriella Bechi

I

l presidente di Confagricoltura Massimiliano

Giansanti, in qualità di primo vicepresidente

del Comitato Europeo delle Organizzazioni

Professionali Agricole (Copa),

ha preso parte ad un incontro con la presidente

della Commissione Europea Ursula

von der Leyen, a cui hanno partecipato i due

presidenti del Copa Cogeca, Christiane Lambert

e Lennart Nilsson. L’incontro, che rientra

nell’ambito del dialogo strategico avviato di recente

dalla presidente, è servito a ribadire la

necessità di rafforzare la capacità produttiva

agricola dell’Europa e tutelare la sua sicurezza

e la sua sovranità alimentare.

Clima, guerre, dinamiche finanziarie speculati-

g

UCRAINA, PROROGA ALLE TARIFFE AGEVOLATE

Il Parlamento europeo ha dato il via libera, con un’ampia

maggioranza, alla proroga per un anno delle misure

tariffarie autonome a favore dell’Ucraina. Ora

è sempre più spianata la strada per la proroga dello

stop ai dazi sulle importazioni alimentari dell’Ucraina

fino al 5 giugno 2025. Nei confronti della normativa

in vigore, che scadrà all’inizio di giugno, l’accordo introduce

alcune innovazioni. In particolare, è stato previsto

un “freno di emergenza” che scatterà se i flussi

dei prodotti da Kyiv supereranno la media dei livelli

raggiunti tra il secondo semestre 2021 e fine 2023.

Strumento che, però, non include il grano.

Secondo Confagricoltura è stata persa l’occasione

per ristabilire un equilibrio tra il sostegno all’economia

agricola ucraina e il mercato cerealicolo dell’UE.

Le importazioni dall’Ucraina ammontavano nel 2021

a poco meno di sette miliardi di euro (dati della Commissione).

Per effetto della sospensione dei dazi, nel

2022 sono aumentate fino 13,2 miliardi. Nel ’23 le

importazioni di grano sono state pari a 6,2 milioni di

tonnellate. Il doppio rispetto al ’22.

6 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


ve e inflazione sono i principali ostacoli a cui

l’Ue deve fare fronte. E per farlo, ha sottolineato

Giansanti, “c’è bisogno di una Pac più semplice e

moderna che accompagni gli agricoltori sul mercato”.

Durante la riunione si è parlato anche del

regolamento per l’applicazione semplificata della

Politica agricola comune approvato dalla Commissione

il 24 aprile scorso. Un provvedimento

che il Copa Cogeca giudica come un primo passo

verso un cambiamento necessario e che il presidente

Giansanti considera “di portata limitata e

con rischi di potenziale disparità di trattamento

tra agricoltori, ma che rappresenta una prima

apertura verso un’applicazione semplificata delle

complesse norme che regolano il settore”.

“Abbiamo sostenuto il testo proposto dal Consiglio

dei ministri che bilancia le diverse istanze -

ha continuato - auspicando, come già comunicato

al ministro Lollobrigida, che le semplificazioni

previste dal nuovo regolamento possano essere

implementate da quest’anno, con valenza retroattiva.

Speriamo che a questa prima modifica faccia

seguito l’impegno delle istituzioni comunitarie

al fine di conseguire ulteriori miglioramenti

della Pac, senza attendere la riforma post 2027”.

Con la presidente von der Leyen è stato affrontato

anche il tema delle pratiche sleali e del principio

di reciprocità da applicare nei rapporti commerciali

con Paesi Terzi. “Ci sono ancora troppe

misure che non favoriscono le imprese europee

e ancora tanto c’è da fare per sostenere i prezzi

all’origine e riconoscere il giusto valore alle produzioni.

Obiettivi, raggiungibili soltanto potenziando

i controlli alle dogane e facendo valere,

appunto, il principio di reciprocità.”

Importante è stato anche il dibattito sulla Direttiva

Nitrati e sull’estensione dell’uso dei fertilizzanti

Renue per il recupero di azoto, passaggi visti

come fondamentali per supportare le imprese

agricole nella produzione di digestato: un approccio

che mira a promuovere pratiche agricole

più sostenibili e efficienti, contribuendo significativamente

alla riduzione dell’impatto ambientale

dell’agricoltura. “Adesso bisogna lavorare per

agevolare le imprese agricole nella produzione

del digestato, una risorsa chiave per un’agricoltura

sostenibile”, ha commentato Giansanti.

Questi dialoghi rappresentano un passo importante

per il futuro dell’agricoltura europea, ponendo

le basi per una PAC che sia non solo un

sostegno economico, ma anche un pilastro di

sostenibilità e giustizia nel settore. Le proposte

avanzate riflettono una chiara volontà di posizionare

l’agricoltura al centro delle politiche

europee, riconoscendo il suo ruolo vitale non

solo nella produzione di cibo, ma anche nella

tutela dell’ambiente e nella lotta ai cambiamenti

climatici.

•••

g

REGOLAMENTO IMBALLAGGI, LE MODIFICHE NON BASTANO

“Il testo votato dal Parlamento

europeo è decisamente migliorativo

rispetto alla proposta iniziale

della Commissione UE: senza

le modifiche portate avanti

dal lavoro di squadra svolto

dal governo e dagli europarlamentari

italiani, avrebbe avuto conseguenze sulla tenuta del

nostro sistema agroalimentare.” Così Confagricoltura sul voto

del PE relativo al regolamento imballaggi. Sebbene siano stati

fatti ampi passi avanti rispetto alla prima versione, restano, ad

avviso della Confederazione, alcune criticità per il settore ortofrutticolo,

che potranno essere nuovamente affrontate e risolte

con i regolamenti delegati da varare due anni dopo l’entrata in

vigore del provvedimento. Le criticità riguardano il divieto di

utilizzo di imballaggi monouso in plastica per la frutta e la verdura

fresca fino a 1,5 kg. Inoltre, rischia di creare distorsioni sul

mercato interno anche la disposizione del testo che concede a

ogni Stato membro la possibilità di definire la disciplina delle

restrizioni per gli imballaggi monouso. Le nuove disposizioni

saranno operative a partire dal 2030 e gli Stati membri potranno

disporre deroghe.

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 7


STRATEGIE E OPPORTUNITÀ IL PIANO MATTEI

Il ruolo

degli agricoltori

La riunione della cabina di regia per il Piano Mattei

a Palazzo Chigi lo scorso marzo

Oggi l’Italia, insieme al suo

settore primario, potrebbe

svolgere un ruolo non

di protagonista solitaria,

ma di apripista dell’Europa

verso l’Africa

di Gabriele Zanazzi

D

opo un lungo periodo di relativo disimpegno,

negli ultimi dieci anni la

politica estera italiana è stata caratterizzata

da un rinnovato interesse per il

continente africano. Anche se disomogeneo

in termini di risultati e intensità,

questo approccio sembra aver acquisito nuovo

slancio negli ultimi mesi. L’Africa è la regione

che il mondo aveva lasciato indietro, la più povera

e, al tempo stesso, quella attualmente attraversata

dalle trasformazioni più ampie, rapide e

profonde. È attorno a questi due aspetti che ruota

la competizione geopolitica tra grandi attori

esterni, in primo luogo Russia e Cina.

L’ambizione di queste autocrazie è quella di assicurarsi

il monopolio dei materiali critici essenziali

per lo sviluppo delle tecnologie funzionali

alla transizione energetica in atto, di cui l’Africa

è straripante, costituendo un regime di mercato

verso cui l’Occidente resterebbe inevitabilmente

e strutturalmente dipendente. L’Italia, in questo

momento storico, potrebbe svolgere il ruolo non

di protagonista solitaria, ma di apripista dell’Europa

verso l’Africa,

vista anche la collocazione

geografica del

Paese. È su queste premesse

di contesto che

poggia l’azione del

Piano Mattei per l’Africa

congegnato dal

governo e che vede

un punto di congiun-

Felix Tshisekedi Tshilombo

Presidente della Repubblica

Democratica del Congo,

Paese potenzialmente in grado

di fornire energia elettrica

per tutta l’Africa grazie ai suoi

terreni coltivabili e ai fiumi

8 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


zione di intenti tra l’esecutivo italiano e quello

europeo.

Il “Piano Mattei” rappresenta il fulcro essenziale

dell’agenda strategica della politica estera

del governo Meloni in Africa. Si tratta di un

piano strategico volto a realizzare una nuova

forma di partenariato tra Italia e gli Stati del

continente africano. La scelta di intitolare il

Piano ad Enrico Mattei è intrinsecamente legata

alla volontà di riprodurre un approccio “non

predatorio” verso le realtà territoriali africane,

titolari di oltre il 30% delle risorse minerarie

mondiali e con circa il 60% di aree coltivabili,

da parte italiana ed europea, promuovendo

uno sviluppo sostenibile e duraturo con diversi

accordi di partenariato strategico. Da questi

accordi di partenariato strategico si dirameranno

una serie di iniziative progettuali che vedono

coinvolte istituzioni pubbliche, associazioni

di categoria e, soprattutto, le imprese interessate.

Nel complesso sono previsti per le progettualità

legate al Piano Mattei 5,5 miliardi di

euro di fondi, di cui 3 miliardi dal Fondo italiano

per il clima e 2,5 miliardi dal Fondo per la

cooperazione allo sviluppo.

L’agricoltura emerge come elemento centrale

delle iniziative del Piano Mattei per l’Africa, soprattutto

considerando che il continente detiene

il 60% delle terre coltivabili del Pianeta. In particolare,

la Repubblica Democratica del Congo è

identificata come una risorsa chiave, potenzialmente

in grado di alimentare e fornire energia

elettrica per tutta l’Africa grazie ai suoi terreni

coltivabili e ai fiumi. L’obiettivo principale è quello

di rendere l’agricoltura africana più resiliente

e competitiva a livello globale, garantendo sia la

sicurezza alimentare che l’autosufficienza per gli

Stati coinvolti, oltre a valorizzare le produzioni

alimentari per renderle più commercializzabili

nei mercati occidentali.

Per raggiungere tali obiettivi, si prevede lo sviluppo

di modelli imprenditoriali locali in collaborazione

con aziende italiane e l’implementazione

di filiere e catene di approvvigionamento

sicure. Inoltre, sono previsti progetti di agritech

in partnership con operatori italiani, centri di ricerca

e Università, per introdurre tecnologie innovative

come l’agricoltura di precisione e l’applicazione

di nuove tecnologie abilitanti. Inoltre,

il Piano Mattei abbandona la politica degli aiuti

per una politica condivisa di sostegno allo sviluppo.

Una collaborazione tesa a sviluppare un

modello agricolo rivolto a un continente con una

popolazione in costante crescita, al fine di salvaguardare

la sicurezza alimentare globale, accompagnando

un piano di formazione adeguato

anche alla predisposizione di un sistema di reperimento

di manodopera qualificata per le nostre

produzioni nazionali.

Attualmente, Confagricoltura, in quanto membro

della Cabina di regia del Piano Mattei, sta conducendo

una ricognizione, grazie all’ausilio delle

strutture territoriali, rivolto alle imprese agricole

associate, al fine di individuare eventuali interessi

o progetti già attivi in Africa. Al termine di

questa fase, seguiranno incontri bilaterali con le

ambasciate dei Paesi africani interessati, volti ad

individuare le condizioni e le modalità di collaborazione

ottimali. Resta sullo sfondo una riflessione

necessaria. Il governo italiano agisce nella

consapevolezza che le progettualità delineate nel

Piano Mattei non saranno mai sufficientemente

determinabili con la propria azione. La chiave di

volta è rappresentata dalla potenzialità di investimento

e dalla disponibilità operativa delle imprese

italiane, nonché dal ruolo di coordinamento

e raccordo istituzionale fornito dalle associazioni

di categoria che le rappresentano, in quanto

organi preposti alla creazione delle opportunità

utili alle imprese per prosperare in un terreno,

per diversi aspetti, ancora sconosciuto. •••

g ISMEA, LIVIO PROIETTI È IL NUOVO PRESIDENTE DEL CDA

L’Istituto di Servizi per il Mercato

Agricolo Alimentare (Ismea) ha

rinnovato la composizione del

proprio cda per il prossimo quadriennio.

A partire dal suo presidente,

l’avvocato Livio Proietti.

Confermata la presenza dell’avvocata

Gaia Morelli con l’incarico

di vicepresidente. Del nuovo organismo fa parte Alessandro Beduschi,

assessore all’agricoltura della Regione Lombardia. Riconferma

anche per il direttore generale, l’avvocato Maria Chiara Zaganelli.

“Sono onorato di assumere la Presidenza di Ismea - ha dichiarato

Proietti -. Un Istituto strategico per il settore agroalimentare italiano

che ho avuto modo di conoscere a fondo e di guidare durante

la mia gestione da commissario straordinario, apprezzandone la

credibilità costruita negli anni e l’assoluta qualità del management

e delle risorse umane che lo compongono”.

“Ringrazio il presidente Proietti e i consiglieri per la fiducia nuovamente

accordatami - ha commentato Zaganelli -. Al termine di

una gestione commissariale che ha consentito il rafforzamento

strategico dell’Istituto con l’adozione del nuovo Statuto, siamo

oggi pronti ad affiancare il ministero con il dovuto impegno e la

necessaria determinazione “.

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 9


STRATEGIE E OPPORTUNITÀ IL PIANO MATTEI

Mercati

da studiare

All’incontro della cabina di regia

di marzo a Palazzo Chigi

ha partecipato anche Rago:

“Al centro dei futuri accordi con i

Paesi africani sempre le esigenze

delle produzioni italiane”.

Consalvo (Civi): “Noi siamo pronti”

di Francesco Bellizzi

L

a cabina di regia per il Piano Mattei ha

iniziato a lavorare. Fino ad oggi sono due

le riunioni che la premier Meloni e i suoi

ministri hanno avuto con i rappresentanti

dei settori produttivi italiani per illustrare

i punti di viluppo della collaborazione

economica, che si vuole avviare con alcuni Paesi

africani. L’incontro più recente a Palazzo Chigi è

di fine aprile, e per Confagricoltura ha partecipato

il vicepresidente, Giordano Emo Capodilista.

Al primo, nel mese di marzo, era presente invece

Rosario Rago, componente di giunta e importante

rappresentante della IV gamma italiana.

L’agricoltura è tra le direttrici del piano su cui

l’esecutivo sta lavorando, insieme a diversi altri

temi, tra cui risorse idriche, produzione di energia,

tecnologia industriale e formazione. “Fondamentale

sarà conoscere i mercati interni dei Paesi

con cui l’Italia e l’Europa avvieranno scambi

commerciali e accordi di sviluppo”, spiega Rago,

raggiunto da Mondo Agricolo, interpretando il

pensiero della base associativa. Il componente

di giunta guarda ai possibili risvolti che il Piano

Mattei avrebbe per le produzioni e le imprese

italiane. “Di certo, la pianificazione deve essere

attenta alle esigenze delle singole produzioni.

Un esempio è quello dell’avocado - prosegue -.

In Italia la sua coltivazione si concentra tra i mesi

di novembre e marzo. Sarebbe assolutamente

valido un accordo con i

Rosario Rago

Componente della giunta

di Confagricoltura,

imprenditore IV Gamma

produttori africani per

l’avvio di una produzione

destinata ai mercati

italiano ed europeo per

10 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


Giandomenico Consalvo

Presidente del Centro

interprofessionale per

le attività vivaistiche

la primavera”. Insomma,

bisogna incastrare le nuove

opportunità con gli

obiettivi e le dinamiche di

mercato nostrane. Anche

dal punto di vista della sostenibilità, perché le

importazioni dal Sud America potrebbero essere

affiancate da altre provenienti dal Bacino Mediterraneo.

“Questo permetterebbe di incentivare

canali commerciali più sostenibili dal punto di

vista ambientale”, aggiunge Rago, che però invita

a valutare anche la destinazione finale che

le produzioni avranno. “Bisogna capire quale

sarà il mercato di riferimento delle merci frutto

di queste partnership. Se si tratta di sostenere

colture che verranno importate e consumate in

Europa, allora - riflette l’imprenditore campano

-, bisogna valutare con attenzione gli effetti sulla

concorrenza con i prodotti interni all’Ue, perché

conosciamo bene la differenza tra i nostri costi

di produzione e quelli di oltre Mediterraneo”. Discorso

diverso è se il Piano Mattei punti a collaborazioni

per i mercati nazionali africani. “In

questo caso - chiosa Rago - sarà utile conoscere

bene la domanda presente nei loro mercati per

scegliere colture e quantità in base all’andamento

dei loro consumi interni”.

Dopo l’incontro di marzo a Palazzo Chigi, Palazzo

della Valle ha interpellato i propri soci per

sondarne l’interesse. Tra chi ha risposto ci sono

alcuni imprenditori del settore vivaistico. Alcuni

dei quali hanno dichiarato di essere già presenti

in Africa da molto tempo. “Noi siamo pronti al

Piano Mattei. Ci sono vivaisti che sono presenti

su alcuni mercati africani anche da vent’anni”,

ci spiega Giandomenico Consalvo, presidente

del Centro interprofessionale per le attività vivaistiche

(Civi), realtà che raccoglie 100 imprese

attive nel comparto ortofrutticolo e che ha

ricevuto dal Masaf il compito e la responsabilità

di gestione del marchio Q.V.I. fondamentale

strumento di certificazione. “Il nostro consorzio

lavora su quella sponda del Mediterraneo

da ben dieci anni”. Viti, pesche, albicocche, fragole

e mele sono alcuni dei principali prodotti

che legano il Civi a Stati come il Marocco, la

Tunisia, l’Egitto, la Giordania e l’Algeria. “Per

il nostro settore il dialogo con l’estero è fondamentale

- prosegue il presidente del consorzio -.

Il 50% del nostro fatturato è legato all’export ed

è un risultato che dobbiamo al riconoscimento,

da parte dei mercati internazionali, della qualità

superiore delle nostre produzioni. Un primato

che viene ammesso anche dai nostri diretti concorrenti,

Olanda e Francia”.

Il Civi Italia dialoga con l’Africa anche per l’export

di impiantistica e know-how. “I nostri tecnici

vengono chiamati come istruttori di pratiche

colturali, ma anche per la gestione di macchinari

e per l’insegnamento delle tecniche che permettono

di rendere efficiente il consumo di materie

prime come l’acqua”. La strategia messa in

campo dai vivaisti italiani per affrontare mercati

complessi come quelli del continente africano, è

davvero un modello, “fatto di dialogo con le Camere

di Commercio nazionali, con le ambasciate

e, ovviamente, in Italia, con l’Istituto Commercio

Estero. La formula è fare sistema”.

•••

g FINE COMMISSARIAMENTO CREA: ROCCHI NUOVO PRESIDENTE

Il Crea esce dalla fase

di commissariamento

con un nuovo cda eletto

questo aprile. Nuovo

presidente dell’ente è

Andrea Rocchi, direttore

di Impresapiens e

del Centro di Ricerca di

Sapienza Università di Roma, dove è anche presidente del corso di

Laurea in lingua inglese Economics and communication.

Vicepresidente è invece l’assessore all’Agricoltura e al Bilancio della

Regione Lazio, Giancarlo Righini. Alessandro Monteleone, dirigente

di ricerca del Crea Politiche e Bioeconomia, è stato eletto componente

del cda dalla comunità scientifica.

“Sono onorato di assumere la presidenza del più importante ente

italiano di ricerca sull’agroalimentare - ha commentato Rocchi -. Il

Crea è un unicum nel panorama nazionale del settore, con i suoi 12

centri e con le sue aziende agrarie. Da presidente, intendo valorizzare

sempre di più questo straordinario bagaglio di competenze

ed conoscenze da mettere a disposizione del Sistema Paese e del

nostro Ministero vigilante” .

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 11


RICERCA A TUTTO CAMPO

Dal laboratorio

alla terra

La sperimentazione delle TEA

in Italia parte dal riso

con 200 piante resistenti

al Brusone in un campo della

Lomellina. Brambilla (UniMI):

“Puntiamo a confermare

i risultati di laboratorio”

L

a prima sperimentazione italiana in campo

di piante migliorante con le Tecniche

di evoluzione assistita (TEA) partirà il

prossimo 13 maggio con il trapianto di

200 piante di riso su 28 metri quadri di

una risaia in provincia di Pavia. Intorno

al campo sperimentale cresceranno altri 400 metri

quadri di riso non TEA e non trattato con fungicidi,

con la funzione di barriera per i pollini e per il

monitoraggio della fecondazione incrociata.

L’obiettivo di questa sperimentazione nel cuore

della Lomellina, che vede unite

Vittoria Brambilla

Professoressa associata del

dipartimento di Scienze Agrarie

e Ambientali UniMi

agricoltura e scienza, è quello

di ottenere un riso meno suscettibile

al Brusone, il fungo

“bestia nera” dell’intero comparto.

Una sfida che può essere

vinta grazie al miglioramento

della produttività e della resistenza

a malattie e ai cambiamenti

climatici rei possibili da

circa un anno. Ossia da quando

la sperimentazione in campo

della TEA è stata autorizzata da

un emendamento al dl Siccità.

“Le nostre piante TEA presentano tre geni disattivati.

Sull’efficacia di uno di essi c’è già la conferma

di letteratura scientifica. La nostra sperimentazione,

quindi, si concentra sugli altri due geni, su cui

noi e i collaboratori abbiamo già ottenuto risultati

promettenti in laboratorio”. A parlare è Vittoria

Brambilla, scienziata ricercatrice del dipartimento

di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli

Studi di Milano. Con suo marito, Fabio Fornara,

docente del dipartimento di Bioscienze dell’UniMi,

guida un team composto da diversi giovani scienziati

specializzati nell’uso delle TEA, tra cui Giulio

Vicentini, Federico Mirone, Lorenzo Minieri e Giulia

Ave Bono. “Questa è la prima volta che delle piante

escono da un laboratorio - commenta un’emozionata

Brambilla -. La nostra ricerca è iniziata intorno al

2017 e appena abbiamo avuto le autorizzazioni necessarie

dal ministero dell’Ambiente dall’apposito

registro della Commissione Europea, siamo partiti”.

I terreni che ospiteranno l’esperimento sono di

g TEA, COSA SONO E PERCHÈ CI POSSONO AIUTARE

Crispr è la tecnica alla base della ricerca genomica, distinta

dagli Ogm per un elemento essenziale: le piante

selezionate con le TEA non ricevono dati genetici esterni,

si lavora sul corredo genetico della stessa pianta. La

tecnica è stata presentata nel 2012 e dopo otto anni è

stata premiata con il Nobel per la chimica alle sue due

madri: Jennifer Doudna e Emmanuelle Charpentier.

L’applicazione della Crispr mira alla selezione di piante

resistenti a malattie e siccità. In Europa sono molte le

sperimentazioni in campo e interessano molti Paesi, in

particolare Olanda, Belgio e Svezia. La sperimentazione

in campo del riso realizzato con le TEA è anche frutto del

lavoro sindacale fatto da Confagricoltura, la prima tra le

sigle del settore a farsi portavoce della richiesta degli

agricoltori di accelerare la normazione del settore. Un

impegno che ha portato alla legge che permette di portare

in campo piante tenute, fino ad oggi, in laboratorio.

12 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


g UMIDITÀ, POCO SOLE… IL CLIMA ADATTO AL BRUSONE

La sperimentazione avviata nell’Oltrepò Pavese è unica

nel suo genere in Ue e punta a risolvere il problema della

malattia necrotossica del Brusone. Massime tra i 25 e i 28

gradi e minime tra i 15 e i 20, eccessiva umidità, assenza

di sole ed esposizione alla rugiada oltre le 12 ore. Queste

sono le condizioni climatiche che alimentano la Pyricularia

oryzae, il fungo causa di questo agente patogeno

che attualmente viene combattuto con tre strumenti:

mezzi agronomici (eradicazione delle piante infette, selezione

del campo, delle sementi e dei temi di irrigazione);

gli input chimici, il cui uso però è limitato dal livello

di tossicità; e la lotta biologica. L’Italia, in quanto prima

produttrice in Europa di riso, è tra i Paesi più esposti alla

malattia. Nel 2021 gli ettari destinati alle risaie sono stati

227.000, mantenendo la media ventennale di 1,4 milioni

di tonnellate. Il 90% della coltivazione si concentra in

particolare nelle province di Pavia, Novara e Vercelli

Fabio Fornara

Professore ordinario del

dipartimento di Bioscienze UniMi

Federico Radice Fossati

Compomnente del cda della

Fondazione Bussolera Branca

uno storico associato di Confagricoltura, Federico

Radice Fossati, il quale è anche consigliere di amministrazione

della Fondazione milanese Bussolera

Branca, finanziatrice del progetto. La fondazione

ha sede a Mairano di Casteggio, nasce nel 1995

per volontà dell’avvocato Fernando Bussolera,

imprenditore legato indissolubilmente al marchio

Fernet-Branca. Radice Fossati ha subito aperto le

porte degli 82 ettari della sua azienda agricola

coltivati soprattutto a vite, pioppi e ovviamente,

riso. Si trova nel comune di Mezzana Bigli in provincia

di Pavia (uno dei territori italiani più vocati

alla risicoltura, l’Oltrepò Pavese) e viene condotta

con una grande sensibilità riguardo a temi dell’efficienza

energetica, dei cambiamenti climatici e

della fertilità del suolo. “Nella nostra azienda applichiamo

un’alternanza delle colture e questo ci

permette di tenere sotto controllo patogeni come

il Brusone”. I motivi per i quali l’imprenditore ha

deciso di partecipare all’operazione sono diversi.

“Prima di tutto, perché è un passo molto importante

per l’Italia, per

il suo settore primario

e non solo. Si tratta

di una sperimentazione

con enorme

valore per la comunità

scientifica mondiale,

dato che è la prima

a utilizzare piante

TEA”. Si tratta, però,

di un trampolino di

lancio. “La Fondazione

di cui faccio parte

ha altre idee per

il futuro che, però

adesso è prematuro

anticipare”.

Prima di essere piantati

nel fazzoletto di

terra messo a disposizione

da Radice

Fossati, i semi frutto

della sperimentazione

hanno passato

due settimane in laboratorio

per aumentarne

le probabilità di sopravvivenza. “Sono semi

preziosi - continua Brambilla -, dobbiamo ridurne

al minimo la perdita”.

Quando chiediamo a Vittoria Brambilla quale sarebbe

il risultato che la renderebbe soddisfatta

dalla prova in campo, la professoressa è molto

cauta nel rispondere. “Il nostro obiettivo è una

resistenza al fungo statisticamente significativa”.

E aggiunge che “non si tratta di una sperimentazione

conclusiva. Dovrà essere ripetuta su più

anni e in zone diverse per valutare gli effetti della

variazione del clima e del terreno”. (fb) •••

g BOBBA (ENTE RISI): NEL 2025 NUOVA SPERIMENTAZIONE

“Ci impegneremo perché nel 2025 la sperimentazione

venga portata avanti e l’Ente

Risi avrà un ruolo attivo”. Natalia Bobba ha

seguito l’evoluzione della sperimentazione

sul riso della Lomellina subito dopo la sua

nomina, lo scorso dicembre, a presidente

dell’associazione dei risicoltori italiani.

“Avrei voluto che fossero stati i terreni del

nostro Ente ad ospitare il progetto, ma i tempi erano troppo stretti,

sarebbe stato un peccato posticipare la semina”. L’obiettivo,

adesso, è assistere Vittoria Brambilla e il resto del team dell’Università

di Milano nei prossimi passi, perché la sperimentazione

non si ferma al lavoro avviato nell’azienda di Federico Radice Fossati.

“I nostri tecnici seguiranno l’evolversi della semina - spiega

Bobba -. Abbiamo in programma di ripetere la sperimentazione

su superfici più ampie che il nostro centro di ricerca può offrire.

L’obiettivo è quello di replicare ancora su altri territori, come Vercelli

e Novara, per valutare le differenze dei risultati su suoli diversi,

seppure vocati alla risicoltura”.

Riguardo all’andamento della presenza del Brusone nelle risaie

italiane, la presidente dell’Ente Risi spiega che “le ultime due

campagne sono andate discretamente, abbiamo avuto piogge

ma anche tanto caldo”. Per quella del 2024 si spera che le precipitazioni

non siano eccessive. “Le TEA - aggiunge - possono essere

davvero uno strumento formidabile nella battaglia al Brusone. Se

tutto andrà come deve andare, avremo ottimi effetti sia in termini

di quantità sia in termini di qualità”.

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 13


EMERGENZE LA PSA NELLA FOOD VALLEY

L’allarme

L’Europa estende le zone

rosse dopo il ritrovamento

di carcasse di cinghiale infette

nella provincia di Parma

e cresce la paura per l’export

dei prosciutti italiani

di Gabriella Bechi

L

a peste suina africana sta insediando il

cuore della Food Valley e cresce la preoccupazione

dell’Emilia Romagna per

l’epidemia che si sta diffondendo in

Italia ed in Europa. A seguito del ritrovamento

di carcasse di cinghiale infette

nella provincia di Parma numerosi comuni sono

stati sottoposti a restrizione I, senza infezioni,

ma considerati a rischio perché contigui a zone

infette; è stata inoltre aggiornata la lista dei territori

sottoposti a restrizione II. Al momento

nessuna zona emiliana è sottoposta a restrizione

III, che scatta quando vengono riscontrati casi

di peste nei suini domestici, come è successo

nel Pavese. Uno scenario allarmante, che preoccupa,

non per la sicurezza alimentare, in quanto

il virus non è trasmissibile all’uomo, ma per le

ripercussioni sull’export dei nostri prodotti trasformati

nei Paesi extra UE: il Canada è stato

il primo a dire stop ai prosciutti di Parma, ma

sin dai primi casi riscontrati nel nostro Paese a

inizio 2022 diversi Paesi terzi (Cina, Giappone,

Taiwan e Messico tra gli altri) hanno intrapreso

una politica protezionistica chiudendo il proprio

mercato indistintamente a tutti i prodotti a

base di carne suina provenienti dall’Italia. L’arrivo

dell’epidemia nel Parmense è solo la punta

dell’iceberg, perché negli ultimi due mesi si sta

assistendo ad una preoccupante espansione della

PSA nel selvatico in tutto il nord-ovest del Paese:

in Lombardia verso Milano, in Emilia-Romagna

verso Piacenza e Parma, infine, anche nella

parte nord della Toscana. La zona di espansione

della malattia oramai così ampia e la situazione

epidemiologica in così rapido sviluppo devono

far riflettere sulla necessità di modificare le

strategie di contenimento della movimentazione

del selvatico e sull’esigenza di evitare l’impatto

negativo sul commercio degli animali allevati e

delle carni da essi prodotte nelle zone che ricadono

in restrizione, mantenendone il valore

commerciale, senza le storture sul prezzo e le

14 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


discriminazioni a cui assistiamo oggi. Confagricoltura

sottolinea la validità e l’opportunità delle

iniziative assunte, anche in ambito europeo,

dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida,

che ha chiesto all’Ue di non considerare la

peste suina un problema di una singola nazione,

ma di lavorare in termini di solidarietà generale

e che ha annunciato l’apertura di un tavolo con

la Dg Sante in Europa per cambiare approccio,

ragionando sulla biosicurezza degli impianti e

non su interventi generalizzati che costringono

alla chiusura dell’export o all’abbattimento di

migliaia di suini.

Di certo non può essere accantonato l’obiettivo di

eradicare definitivamente la malattia dal territorio

nazionale, ma con la consapevolezza che ciò non

avverrà facilmente e che si rischia di protrarre

l’attuale situazione, soprattutto nel selvatico, si

devono intensificare tutti gli sforzi necessari per

migliorare la biosicurezza negli allevamenti suinicoli

su tutto il territorio nazionale, contrastando

in maniera decisa l’espansione della malattia attraverso

la fauna selvatica, rafforzando la strategia

nazionale per il contenimento del cinghiale,

principale veicolo della sua diffusione.

L’esperienza di Pavia, purtroppo, ha messo in evidenza

una non adeguata capacità di intervento

tempestivo per risolvere le problematiche che si

presentano con il blocco delle movimentazioni

degli animali e la difficoltà ad individuare macelli

disposti all’abbattimento ed alla lavorazione degli

animali provenienti dalle aree interessate da restrizione.

Il tutto con conseguenze evidenti sulla

possibilità di smaltire i reflui, di gestire l’aumento

del numero di animali in allevamento, mettendo

a rischio la salute ed il benessere animale, oltre al

danno economico subito dagli allevatori.

È inaccettabile, anche, che tali situazioni di stallo

nella commercializzazione degli animali e nella

loro movimentazione si continuino a riscontrare

nelle zone che vengono sottoposte a restrizione

g ICQRF: SVOLTI 54MILA CONTROLLI E EROGATE SANZIONI PER 21MLN

54.658 controlli totali, tra ispettivi

e analitici. È questo il risultato

del lavoro svolto nel 2023 dal

dipartimento dell’Ispettorato

centrale della tutela della qualità

e repressione frodi dei prodotti

agroalimentari (Icqrf) del

ministero dell’Agricoltura. Le attività

del Icqrf, contenute nel report presentato a marzo, hanno

riguardato un’ampia gamma di prodotti. I controlli svolti su Dop

e Igp sono stati 15.796, mentre i bio, 5.763. Le sanzioni sono state

2.204, per un importo complessivo di poco meno di 21,5 milioni.

Il dipartimento svolge le attività di controllo in collaborazione

con il Comando dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare e

per la Tutela Forestale e Parchi, la Guardia di Finanza, Capitaneria

di Porto, Agea e Agenzia delle Dogane. “Il report dimostra la

grande professionalità e l’importante attività che quotidianamente

svolge tutto il personale del dipartimento - ha dichiarato

il capo dell’Icqrf, Felice Assenza - per assicurare e garantire la

qualità dei prodotti, la salubrità degli stessi e la trasparenza del

mercato a beneficio dell’intera società”.

per il selvatico (zona II), dove si registra anche

un ingiusto calo del prezzo di vendita dei suini;

come anche l’incertezza e la difformità di comportamento

da parte dei servizi sanitari locali,

che non aiuta ad evitare le difficoltà per la movimentazione

e commercializzazione degli animali

e per la valutazione dei parametri di biosicurezza

delle aziende coinvolte.

Purtroppo, attualmente, le misure per indennizzare

gli allevatori colpiti da questo tipo di danno

indiretto non sono efficaci, in quanto ne possono

beneficiare unicamente coloro che si ritrovano

nell’ impossibilità di allevare gli animali. È urgente,

quindi, intervenire con misure in favore della

liquidità che ripristino la solidità finanziaria degli

allevatori colpiti. Ad esempio, con agevolazioni

creditizie, come la sospensione dei mutui per un

periodo di due anni.

•••

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 15


PRODUZIONI ZOOTECNIA

Linee

guida

Dall’alimentazione, all’ambiente

in cui vivono, fino ai momenti

di socialità. Sono alcuni

dei principali temi affrontati

dal progetto europeo

sul benessere animale,

Care4Dairy

di Daniele Mezzogori

I

l 26 marzo 2024 nella sede nazionale di

Confagricoltura a palazzo della Valle e nella

prestigiosa sala Serpieri, si è tenuto un

seminario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale

dell’Abruzzo e del Molise “Giuseppe

Caporale” per divulgare i risultati del lavoro

svolto negli ultimi anni relativo al progetto

europeo Care4Dairy, sulla redazione di linee

guida per il benessere del bovino da latte. Il

progetto è incentrato sull’agricoltore e beneficia

del coinvolgimento di una serie di soggetti interessati

provenienti da organizzazioni agricole

e veterinarie, oltre che dal mondo accademico.

Care4Dairy è stato strutturato per sviluppare

guide alle migliori pratiche per la produzione

lattiero-casearia negli Stati membri dell’Ue e

sono state condotte consultazioni nazionali con

i principali stakeholder in diversi stati membri.

Il feedback ottenuto dal processo di con-

16 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


sultazione è stato utilizzato per perfezionare le

schede informative, in termini di usabilità e per

garantire che siano pronte per l’attuazione in

azienda. Le linee guida elaborate sono incentrate

sul fornire le migliori pratiche per sostenere

il benessere dei vitelli da latte, delle manze, delle

vacche e degli animali a fine carriera. Queste

quattro linee guida consistono in una serie di

schede informative su argomenti chiave inerenti

l’alimentazione degli animali, l’ambiente in cui

vivono, la prevenzione per garantirne la salute

e le attenzioni affinché gli animali possano

esprimere il loro naturale comportamento.

Il progetto è ambizioso ed ha lo scopo di dare

delle indicazioni di buona pratica allevatoriale

per porre attenzione alle esigenze ed al benessere

degli animali allevati ed in questo caso specifico

per i bovini da latte, nelle varie fasi della vita

produttiva. L’incontro non è stato solo un momento

di divulgazione del progetto, che ricordiamo

è stato voluto e finanziato dalla Commissione

europea e continuerà il suo percorso tramite

EURCAW, ma anche un momento di riflessione

e scambio di opinione con i partecipanti, tra i

quali c’erano molte organizzazioni di categoria

del mondo allevatoriale e della filiera del bovino

da latte. Non sono mancate delle osservazioni

puntuali alle linee guida presentate che hanno

evidenziato come su alcuni aspetti le indicazioni

elaborate siano più legate a sistemi di allevamento

non riconducibili alla realtà della produzione

e dei sistemi di allevamento italiani.

Infatti, nelle linee guida troppo spesso viene

fatto il ricorso al pascolo, senza dare delle valide

alternatine a tale aspetto, essendo questa

condizione di più facile applicazione nei Paesi

del Nord Europa, sia per il tradizionale sistema

di allevamenti, sia per la possibilità di pascoli

g DIRETTIVA NITRATI, COMMISSIONE UE: RECUPERARE PIÙ AZOTO

La Commissione UE ha pubblicato il 19 aprile scorso un provvedimento

che va a modificare la direttiva nitrati in merito

all’utilizzo di determinati materiali fertilizzanti. Nello specifico,

i Renure utili a recuperare l’azoto dai reflui degli allevamenti,

elemento fondamentale per sostenere la fertilità del suolo.

Per la Confederazione, la proposta della Commissione al Consiglio

Europeo potrebbe essere la strada giusta per andare incontro

sia all’obiettivo di riduzione degli input chimici, sia alle

necessità del settore primario di contenere i costi legati ai processi

produttivi delle sue imprese.

Più in generale, Confagricoltura valuta positivamente la decisione

della Commissione di iniziare a mettere mano ad una

direttiva vecchia ormai di 33 anni, ma resta in attesa di una revisione

organica del testo. Una revisione che Palazzo della Valle

ha inserito tra i dieci punti che compongono il documento consegnato

alle istituzioni europee durante l’assemblea straordinaria

a Bruxelles del 26 febbraio scorso.

molto più estesi e con un’erba più nutriente. Altro

punto che ha sollevato delle criticità è stato

quello della gestione dei vitelli, soprattutto in

merito al legame con la madre ed i lunghi tempi

di permanenza nella stalla da latte, non compatibili

con le esigenze dell’allevamento italiano e

con le filiere produttive quale quella del vitello

a carne bianca. Anche gli stessi allevamenti da

latte dell’arco Alpino, che garantiscono il mantenimento

di un importante ecosistema montano,

non potrebbero seguire molti aspetti delle

linee guida suggerite, ma andrebbero adattate

a tale realtà produttiva che vede gli animali al

pascolo per una parte dell’anno e la tenuta in

stalle a posta fissa per i mesi invernali.

Come sempre, l’applicazione di indicazioni

e norme sul benessere animale è complessa

da definire e contenere in rigidi schemi per

le diverse tipologie di allevamento e le significative

differenze nelle

caratteristiche climatico

ambientali del territorio

europeo. Si dovrà far si

che le norme in revisione

sul benessere animale e

gli impegni richiesti agli

allevatori italiani non incidano

gravemente sui modelli

produttivi nazionali e

non comportino un aggravio

degli impegni economici

da parte delle aziende

zootecniche del nostro

Paese.

•••

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 17


SPECIALE VINITALY IL CONSUNTIVO

Sistema Italia

Anche quest’anno

Confagricoltura

saluta la più importante fiera

del vino soddisfatta della

partecipazione alle sue

oltre trenta iniziative,

dedicate a mercati, consumi,

clima e produzioni

di Anna Gagliardi

edizioni meglio riuscite per la Confederazione e,

in generale, per la fiera. Il messaggio che rimane

a padiglioni chiusi è la determinazione del ‘Sistema

Italia’ a difendere i valori più alti e identitari

che il comparto vitivinicolo rappresenta per tutto

l’agroalimentare italiano. Evidenziato, quest’anno,

appunto, dall’affollata presenza di politici favorita

dalle prossime elezioni.

L’ampia area confederale nel padiglione D, suddivisa

in varie zone, si conferma luogo di incontro

e confronto per operatori, soci, istituzioni

e media. Forte della grande rappresentanza

nell’ambito della vitivinicoltura italiana, Confagricoltura

ha ospitato produttori di riferimento

Il senatore Luca De Carlo con la dg Annamaria Barrile e

il vicepresidente di Confagri, Giordano Emo Capodilista

T

re ministri (Tajani, Lollobrigida, Urso),

due sottosegretari (La Pietra e D’Eramo),

due vicepresidenti del Senato (Ronzulli

e Centinaio), due presidenti di commissioni

parlamentari (De Carlo e Carloni),

assessori regionali, parlamentari italiani

ed europei, e circa cinquemila presenze hanno

animato il grande spazio di Confagricoltura a Vinitaly

2024, che va in archivio come una delle

18 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


e nuove realtà di tutte le regioni, favorendo il

dialogo, con l’obiettivo di costruire una linea di

crescita per un settore essenziale dell’economia

italiana. Sempre affollate le degustazioni a cura

delle Unioni provinciali con le eccellenze enogastronomiche

dei rispettivi territori.

Di grande interesse il talk sui vini bianchi e rossi

alle prese con le ultime tendenze di consumo,

che ha raccolto le voci di alcuni Consorzi

di riferimento, precedute da un’analisi di Ismea.

È evidente il cambiamento in atto nella produzione

e nelle preferenze dei consumatori, che si

accompagna a una tendenza generale positiva

per i vini bianchi e rosati, il 50% delle scelte, e

una diminuzione dei vini rossi, fermi al 38%. Una

situazione che ha portato ad analizzare a fondo

questi trend, sia dal punto di vista dei produttori,

sia dei consumatori. Oggi il comparto è anche

alle prese con gli effetti del cambiamento climatico

che impone nuove strategie di coltivazione.

Proprio al clima è stato dedicato il convegno organizzato

con il CREA e l’Università Cattolica del

Sacro Cuore di Piacenza, da cui è emerso che la

tecnologia e i Sistemi di Supporto alle Decisioni

(DSS) offrono soluzioni preziose per contrastare

i fenomeni climatici estremi, anche se bisogna

fare i conti con gli obiettivi europei di riduzione

dei principi attivi del 50% entro il 2030 senza

g CREDITO: UN PEGNO ROTATIVO PER GLI INVESTIMENTI

Le scorte di vino in cantina

potranno costituire la

garanzia per l’erogazione

di un finanziamento. Il

nuovo strumento (che si

aggiunge ai tradizionali

fidi a breve e medio termine),

reso possibile dalla recente normativa, che permetterà

di estendere il “pegno merce” a tutti i prodotti Dop

e Igp, è frutto della collaborazione di Crèdit Agricole Italia

con Confagricoltura ed è stato presentato al Vinitaly

dal vicedirettore generale dell’istituto, Vittorio Ratto,

e dalla dg della confederazione, Annamaria Barrile. La

nuova forma di finanziamento, garantita dal valore del

vino affinato in cantina, permetterà agli imprenditori di

far fronte a due necessità: la liquidità e l’accesso privilegiato

al credito, sia per il rispetto dei disciplinari, sia per

gli investimenti in energia, digitale e passaggio generazionale.

Altra caratteristica è quella della rotatività, cioè

la possibilità di variare la scorta di prodotto in funzione

della rotazione del magazzino: a fronte della vendita di

un certo quantitativo di merce, per mantenere l’affidamento,

è possibile reintrodurre un quantitativo analogo

dello stesso valore.

Il ministro Urso con il Presidente Giansanti

che vengano fornite alternative valide. Occorrerà

fare sempre più programmazione in agricoltura

e investimenti in tecnologia e ricerca.

Sul fronte sostenibilità, l’Anga ha presentato alcune

soluzioni innovative introdotte dai giovani

in azienda, quali bottiglie più leggere, tappi a

vite o in vetro, che cambiano l’approccio al vino

anche da parte di consumatori meno avvezzi al

calice, ma attenti a questi temi.

Un’altra parola chiave che ha fatto da fil rouge

agli appuntamenti di Verona è stata la formazione,

con quattro iniziative di Enapra sviluppate

con gli esperti. Insieme al For.Agri si sono evidenziate

le opportunità di finanziamento messe

a disposizione dal fondo per le aziende iscritte.

Con l’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico

di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia

sono stati snocciolati i dati relativi all’innovazione

digitale: 2,5 miliardi di euro investiti in

Agricoltura 4.0, con un tasso di crescita del 19%

in un anno. Eppure siamo ancora lontani dalla

piena maturità digitale: serve una spinta per migliorare

l’efficienza, la produttività e la sostenibilità

del settore agroalimentare. Grandi soddisfazioni

arrivano dalla pluriennale collaborazione

con il Gruppo ZONIN1821, che con Enapra ha

sviluppato piani formativi complessi dedicati a

Una degustazione nella Galleria delle Regioni

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 19


SPECIALE VINITALY IL CONSUNTIVO

g CONVEGNO ANGA SU PACKAGING E SOSTENIBILITÀ

A Sol, nel padiglione dedicato all’olio, Confagricoltura è stata presente

con uno spazio curato da Unapol (in foto il presidente Tommaso Loiodice

con Giansanti). È stata l’occasione per evidenziare il Decreto del 12

aprile con cui è stato riconosciuto il comitato di assaggio professionale di

Assofrantoi per gli oli di oliva vergini

numerose figure interne all’azienda, che vanta

anche un’Academy.

Mai come quest’anno si è parlato di enoturismo

e dei volumi economici che è in grado di sviluppare

nel nostro Paese. Il turismo enologico

coinvolge annualmente circa 15 milioni di persone

(fonte: Associazione Città del Vino) fra viaggiatori

ed escursionisti, con budget giornalieri

(124 euro) superiori del 13% a quelli del turista

medio, per una spesa complessiva di 2,6 miliardi

di euro. E’ evidente che il comparto può diventare

fondamentale, anche al di là degli effetti

strettamente economici, per molti piccoli centri e

comunità rurali a vocazione vitivinicola. Su questa

scia si inserisce la presentazione, nello stand

di Confagricoltura, del corso di alta formazione

dedicato al Wine Tourism insieme alla SMEA, la

Scuola di Management ed economia agroalimentare

dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un

appuntamento a cui ha partecipato anche il vicepresidente

del Senato Gian Marco Centinaio.

Confagricoltura ha illustrato poi le iniziative europee

di ricerca e innovazione legate al settore

vitivinicolo, in particolare cinque progetti sostenuti

e finanziati dalla Commissione europea:

TRUSTyFOOD, QuantiFarm e Harvrest, progetti

pilota per la promozione e ricerca di nuove tecnologie

in agricoltura; Waste4Soil, per orientare

e formare le aziende a riutilizzare e valorizzare i

(da sx) Il presidente Zaia, il vicepremier Tajani e il ministro Lollobrigida

“Young wine: eleganza e sostenibilità”

un evento di successo per

i Giovani di Confagricoltura al

Vinitaly. L’incontro è stato introdotto

dal presidente Massimiliano

Giansanti e condotto da vero

frontman dal delegato ANGA

nella Federazione Vitivinicoltura

di Confagricoltura, Piergiovanni

Ferrarese. Grazie all’approfondimento

della dottoressa Marta Galli, dell’Università

Cattolica di Milano, si è evidenziata l’importanza di un

packaging elegante e sostenibile, sia per i buyer che

per i consumatori. Tappi riciclabili, bottiglie leggere,

etichette di design e differenziabili, sono solo alcune

delle innovazioni possibili. Fondamentale il ruolo delle

associazioni di categoria. In chiusura gli interventi del

dg, Annamaria Barrile, a fianco del presidente Anga

Giovanni Gioia (in foto). Hanno partecipato anche il sottosegretario

al Masaf Giacomo La Pietra e il presidente

della commissione Agricoltura del Senato, Luca De Carlo.

Altro tema è stato quello del vino dealcolato. “Non

possiamo di certo precluderci un’opportunità, ma è anche

bene chiarire come ciò inciderà sulle nostre imprese.

Il vino è per definizione una bevanda alcolica”, ha affermato

Gioia. “La FNP Anga Vitivinicoltura nei prossimi

mesi discuterà e approfondirà questo tema. Il mercato

non va mai ostacolato, ma occorre farsi trovare pronti”,

ha aggiunto Piergiovanni Ferrarese.

residui agricoli nel ciclo produttivo; H-ALO per

fornire supporto alle imprese con una nuova tecnologia

di detection rapida in grado di garantire

più sicurezza nel prodotto finale.

Hubfarm, nello spazio del Masaf, con CSQA ha

presentato alcuni business case del Trentino per

la certificazione della filiera tramite dati digitali

del quaderno di campagna. L’utilizzo del dato è

necessario a tutti gli agricoltori per uno sviluppo

rapido dell’impresa.

In questo particolare momento è indispensabile

affiancare gli imprenditori con strumenti finanziari

ad hoc essenziali per favorire l’accesso al credito

e fronteggiare le sfide poste dal mercato. È il caso

del “pegno rotativo”, a cui è stato dedicato un convegno

molto partecipato insieme a Crédit Agricole

Italia, nel quadro della collaborazione finalizzata

a sostenere lo sviluppo delle aziende vitivinicole.

In questo momento - è emerso dall’incontro - è indispensabile

affiancare gli imprenditori con strumenti

finanziari come il “pegno rotativo”, essenziali

per favorire l’accesso al credito e fronteggiare le

sfide poste dal mercato.

•••

20 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


SPECIALE VINITALY SCIENZA & PRODUTTIVITÀ

Il clima

che cambia

Gli effetti del riscaldamento

globale sul settore vino

e le possibili strategie

da adottare, nel convegno

di Confagri con il Crea

e l’Università Cattolica

del Sacro Cuore

N

ella giornata di apertura di Vinitaly

Confagricoltura ha proposto un interessante

incontro per approfondire gli

effetti del cambiamento climatico per

il settore e le possibili strategie che

possono essere adottate dagli operatori.

Il cambiamento climatico, infatti, ha un forte

impatto sull’andamento produttivo del vigneto.

L’anticipazione dei fenomeni della maturazione è

uno dei segnali più evidenti, ma frequenti sono

anche i cambi di varietà o addirittura l’abbandono

della viticoltura in determinate zone. L’accentuarsi

di fenomeni metereologici eccezionali,

come avvenuto lo scorso anno, con piogge intense

e costanti nel periodo maggio-giugno, ha

provocato l’intensificarsi dello sviluppo di fitopatie

come la peronospora che, in alcune zone

produttive, ha avuto un impatto devastante con

perdite di produzione del 100%.

“Anche per questo - ha ricordato il presidente

della Federazione nazionale vitivinicola Federico

Castellucci - la vendemmia 2023 è stata

fra le più scarse degli ultimi decenni con soli

38,3 milioni di ettolitri ed un calo del 23,2%

sui volumi 2022. Guardando al futuro, inoltre,

i diversi modelli matematici predittivi del clima

valutano l’aumento della temperatura fino

a 2 °C nel periodo 2021-2050, rispetto al periodo

1981-2010. Occorre, pertanto, analizzare

e prevenire laddove possibile per evitare l’intensificarsi

di fenomeni che possono mettere a

rischio una parte della nostra vitivinicoltura”. A

tal fine la ricerca e l’innovazione giocheranno

un ruolo fondamentale, come hanno spiegato

due importanti esponenti del mondo accademico

ed esperti della materia: Sefano Poni, docente

dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e

Riccardo Velasco, direttore del Centro di Ricerca

in Viticoltura ed Enologia del Consiglio per

la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia

Agraria. “Scienza e ricerca applicate sono

fondamentali anche nel comparto vitivinicolo.

L’autorizzazione a impiantare nuovi vitigni resistenti

a siccità e malattie sarà determinante per

non compromettere le raccolte”, ha concluso

il presidente di Confagricoltura, Massimiliano

Giansanti che, sempre in tema di innovazione,

ha ribadito la necessità di abbattere il digital divide

con un programma di strategia strutturale

nelle zone rurali per uno sviluppo omogeneo

della digitalizzazione sul territorio nazionale,

per un’agricoltura moderna e di qualità. All’incontro

ha partecipato anche l’onorevole Herbert

Dorfmann, particolarmente attento al settore

nell’ambito del Parlamento Europeo, che ha illustrato

il ruolo delle istituzioni europee nell’individuare

possibili opzioni di risposta agli effetti

del cambiamento climatico. (gb)

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APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 21


SPECIALE VINITALY CLUSTER AGRIFOOD

Impariamo a bere

Il position paper sugli effetti

dell’assunzione di vino.

Donini (La Sapienza):

“Fondamentali corretta

dieta, conoscenza

dei limiti e valutazione

di rischio individuale”

di Giulia Callini

R

iportare al centro dell’attenzione il valore

della moderazione per il vino italiano

senza trascurare benessere e salute:

questo è l’obiettivo del documento

scientifico “Effetti dell’assunzione di

vino in modo responsabile e in dosi

moderate nell’ambito di uno stile di vita sano”

presentato a Verona nell’incontro promosso da

Agronetwork e dal Cluster Nazionale Agrifood. Il

documento, frutto del confronto multidisciplinare

tra qualificati scienziati di diversa formazione, raccoglie

e articola le evidenze a favore del consumo

moderato in parallelo ai fattori critici che possono

avere effetti negativi sulla salute. In tale logica

(da sx) Lorenzo Maria Donini (La Sapienza), Michele Contel (Cluster

Agrifood), Alfredo Pratolongo vicepresidente Agronetwork, Giulia

Callini e Daniele Rossi segretario generale dell’associazione

il documento dimostra come la moderazione sia

propria dello stile di vita italiano, concorra allo

sviluppo di scelte salutari e trovi, nelle aziende

del comparto vino e della filiera delle bevande

alcoliche, operatori sensibili e propensi ad accogliere

i nuovi valori del consumo espressi in particolar

modo dalle generazioni più giovani. “In un

contesto di crescente attenzione dei consumatori

alla salute e all’adozione di stili di vita sostenibili,

il consumo moderato di bevande alcoliche

non dovrebbe essere demonizzato”, ha dichiarato

Lorenzo Maria Donini, coordinatore scientifico

del documento e professore ordinario all’unità

di ricerca di Alimentazione e Nutrizione Umana

del dipartimento di Medicina Sperimentale - La

Sapienza Università di Roma. “Il valore della moderazione

- ha aggiunto Donini - rappresenta una

parte fondante del modello di consumo italiano,

purché sempre associato alla Dieta Mediterranea,

alla conoscenza dei propri limiti e a una valutazione

adeguata dei profili di rischio individuale”.

Per gli autori del documento presentato a Verona,

dunque, “il bere è una scelta che deve sempre

ponderare aspetti di benessere soggettivo ed una

attenta valutazione degli aspetti salutistici. Ovviamente

il consumo eccedentario (binge drinking)

è pericoloso e sempre negativo”. Anche la presidente

di Agronetwork, Sara Farnetti, specialista in

Medicina Interna e Fisiopatologia della Nutrizione

e del Metabolismo, ha ribadito che il consumo

moderato del vino, associato ai pasti, può non risultare

dannoso. È vero che l’etanolo, assunto in

dosi improprie, risulta senz’altro nocivo; tuttavia,

il vino, soprattutto il rosso, contiene anche numerosi

catalizzatori biologici (come il ferro, lo zinco,

il rame) e diverse sostanze preziose (antocianidine,

resveratrolo, saponine, acido gallico, composti

fenolici e altre sostanze con azione antiaggregante

piastrinica). Ovviamente, in accordo con il documento,

è necessario promuovere un sano stile

di vita che preveda un limitato consumo delle bevande

alcoliche. D’altronde l’Italia è tra i Paesi che

negli ultimi 30 anni ha ridotto di più i consumi di

bevande alcoliche, raggiungendo questo risultato

senza politiche restrittive, ma favorendo i meccanismi

di autoregolazione, oltre che un approccio

sensibile all’individuo e al suo stile di vita. •••

22 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


SPECIALE VINITALY BEVERAGE

Bevande in Italia

Le tematiche e le tendenze

del settore al convegno

organizzato a Verona

da Agronetwork, Confindustria

e Federalimentare

di Daniele Rossi

bevande in Italia: tematiche

e tendenze” è stato l’appuntamento

organizzato al Vinitaly da

Agronetwork e le associazioni

di categoria delle bevande aderenti

a Confindustria e Federali-

“L

e

mentare, per la prima volta insieme a Verona.

Il convegno - a cui hanno partecipato i vertici

delle associazioni - ha analizzato le tematiche

trasversali con cui l’intero settore del beverage

Made in Italy è chiamato a confrontarsi oggi e

nel prossimo futuro: tendenze di consumo e

mercati; la gestione di packaging; plastiche e

bioplastiche; l’efficientamento logistico; i rapporti

con GDO e Ho.Re.Ca., le problematiche

legate al clima e la necessità di far fronte comune

alle politiche europee più aggressive.

Quello delle bevande è un settore che in termini

di fatturato è cresciuto del 20% negli ultimi

dieci anni - passando dai 17.791 milioni di

euro del 2013 ai 21.281 del 2023 - per un totale

di 345 litri di consumi in bottiglia pro capite

annui, sebbene i livelli italiani siano rimasti

piatti dalla pandemia. Diverse sono le criticità

del settore delle bevande emerse dal dibattito

di Agronetwork. Il presidente di Assodistil, Antonio

Emaldi, ha evidenziato le difficoltà burocratiche

riscontrate a partire dalle “fascette fiscali”,

i contrassegni di Stato previsti per alcuni

prodotti alcolici, fino all’interscambio con l’estero.

Roberto Bava, presidente del Consorzio

Vermouth di Torino - nato appena 5 anni fa, ha

già raddoppiato il numero dei propri associati,

i volumi ed i ricavi - si è dovuto confrontare a

lungo con le istituzioni prima di ottenere la denominazione

geografica. Federvini, rappresentata

dal vicepresidente Piero Mastroberardino,

ha messo invece in luce l’esigenza di ragionare

sul medio-lungo periodo sui dati strutturali e

sulle tendenze, al fine di evitare di rincorrere

sempre le emergenze che non consentono alle

imprese di investire e innovare. La graduale

crescita dei consumi è stata al centro dell’intervento

di Alfredo Pratolongo, presidente di

Assobirra, che ha sottolineato la presenza di

alcuni freni, come le accise.

Le bevande analcoliche, come ha affermato Cristina

Camilli, vicepresidente di Assobibe, registrano

una riduzione dei consumi (-5%). L’intero

comparto è messo a rischio dalla Sugar tax

che, se confermata, impatterà in maniera importante

sui consumatori e sulle aziende produttrici.

Il vicepresidente di Mineracqua, Ettore

Fortuna, ha denunciato gli interventi che hanno

maggiormente penalizzato le aziende del settore

acque minerali: gli obblighi sui tappi, il pet

riciclato e i rischi legati alle imposizioni sullo

zucchero e sulla plastica. A conclusione dell’incontro

il vicepresidente di Confagricoltura,

Giordano Emo Capodilista, ha ribadito l’importanza

di un impegno comune per raggiungere

in Italia e in Europa obiettivi che favoriscano

la crescita e la competitività delle imprese, con

particolare riguardo alle compatibilità con gli

obiettivi del Green deal.

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APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 23


SPECIALE VINITALY COME CAMBIANO LE ABITUDINI

Vini rossi o bianchi

Crescono i consumi di vini

bianchi, più freschi e leggeri.

Lo conferma una ricerca

di Ismea sulle nuove

tendenze presentata

nello stand di Confagricoltura

da Tiziana Sarnari

I

consumatori preferiscono sempre di più i

vini bianchi, più freschi e leggeri. Lo conferma

una ricerca di Ismea sulle nuove

tendenze presentata nello stand di Confagricoltura

da Tiziana Sarnari. “È evidente il

cambiamento in atto nella produzione e nelle

preferenze dei consumatori, che si accompagna

a un andamento generale positivo per i vini

bianchi e rosati, che arrivano al 50% delle scelte,

e una diminuzione dei vini rossi, fermi al 38%”.

Una fotografia che trova conferma nelle voci di

alcuni Consorzi di riferimento.

Francesco Mazzei, presidente di Avito, che raggruppa

tutti i 22 consorzi della Toscana e 58 denominazioni,

ha spiegato le peculiarità della regione,

soffermandosi su alcune denominazioni:

“La Maremma chiude con un segno positivo proprio

perché trainata dal Vermentino, che abbiamo

saputo valorizzare”. Michelangelo Tombacco,

vicepresidente della Doc Friuli, ha segnalato lo

(da sx) Tombacco, Marchesini, Castellucci, Mazzei, Bernetti

straordinario andamento dei vini spumanti, che

ha cambiato anche la visione degli stessi imprenditori

vitivinicoli: “I consumatori apprezzano

sempre di più vini leggeri. La nostra regione,

nell’ambito dei bianchi, è conosciuta soprattutto

per Prosecco e Pinot Grigio delle Venezie, ma la

collina continua a fare vini importanti, come il

Ribolla, che il mercato apprezza”.

Dalle Marche il presidente dell’Istituto Marchigiano

di Tutela Vini, Michele Bernetti, ha parlato

del grande lavoro svolto in questi anni che sta

premiando la denominazione Castelli di Jesi, che,

pur avendo una superficie nel complesso limitata,

ha acquisito valore. “Per la prima volta, inoltre, i

bianchi strutturati godono di un pregio analogo a

quello dei grandi rossi nella percezione del pubblico.

Lavoriamo anche in questa direzione”. Per

quanto riguarda i rossi, Christian Marchesini, presidente

del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, ha

sottolineato la forza della denominazione: “La Valpolicella

rappresenta appena l’8% del Veneto, ma

è trainante. Sebbene abbiamo chiuso il 2023 in

netto calo rispetto all’anno precedente, in questi

ultimi due anni è aumentato il valore medio della

Dop, premiando il lavoro dei produttori. Nel 2024

partiamo in difficoltà, ma siamo fiduciosi, perché

ci sono segnali di una leggera ripresa”.

“Con l’attuale campagna abbiamo toccato il

punto più basso in volumi, dal dopoguerra - ha

concluso Federico Castellucci, presidente della

Federazione Vino di Confagricoltura -. I rossi

hanno perso l’8% di esportazione; pertanto,

gli investimenti sull’export si confermano una

scelta irrinunciabile per stimolare la domanda,

cercando di promuovere modelli di consumo

anche innovativi”. (red)

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24 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


SPECIALE VINITALY LE NUOVE COMPETENZE

La prima volta

a Verona

Enapra a Vinitaly per parlare

di formazione, cultura,

competenze e competitività

di Antonella Torzillo

E

napra, l’ente di formazione di Confagricoltura,

per la prima volta, quest’anno,

ha partecipato al Vinitaly 2024 con una

propria programmazione di attività dedicata

alla formazione e all’innovazione

nel settore vitivinicolo. Noto per la sua

eccellenza e il suo contributo all’export agroalimentare,

il settore del vino si distingue per l’impegno

costante nello sviluppo delle competenze

e nell’introduzione di innovazioni che necessitano

di un’adeguata qualificazione professionale.

In questo contesto Enapra ha voluto dare un segno

tangibile del suo decennale impegno per lo

sviluppo e la competitività delle imprese di questo

settore realizzando, all’interno dello Stand

di Confagricoltura a Vinitaly, un ciclo di quattro

incontri con importanti stakeholder nazionali:

Foragri, l’Osservatorio Smart Agrifood (OSAF), il

Gruppo Zonin1821 e l’Alta Scuola SMEA dell’Università

Cattolica del Sacro Cuore.

“Una interessante iniziativa che abbiamo realizzato

in stretta sinergia con i nostri partner per approfondire

il tema della formazione nell’impresa

vitivincola - ha dichiarato Luca Brondelli di Brondello,

presidente Enapra e componente di giunta

confederale - e per sottolineare che l’intera offerta

formativa di Enapra è costruita sulla centralità

dell’impresa agricola e delle persone che ci lavorano

con l’obiettivo di fornire loro tutti gli strumenti

necessari per affrontare le sfide della transizione

digitale, ecologica e dell’evoluzione dei mercati”.

Enapra e Partner: il programma delle attività

Il programma delle iniziative di Enapra alla 56 a

edizione del Vinitaly2024 è iniziato domenica

14 aprile e ha visto protagonisti: il Foragri - il

fondo interprofessionale per la formazione continua

in agricoltura- che ha inaugurato il ciclo

dei quattro talk di Enapra con la partecipazione

del presidente, Vincenzo Conso, e del direttore,

Michele Distefano. Lunedì 15 Aprile i talk in

programma sono stati due: il primo al mattino

sull’attualissimo tema dell’Agricoltura 4.0 partecipato

da Chiara Corbo, direttore dell’Osservatorio

Smart Agri Food (OSAF) del Politecnico di

Milano e dell’Università degli studi di Brescia;

nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con il

Gruppo Zonin1821 intervenuto con la voce di

Alessandra Fabris, responsabile HR dell’importante

casa vitivinicola. Infine, l’ultimo incontro

si è svolto martedì 16 Aprile con il talk dedicato

alla presentazione del Corso di Alta Formazione

dal titolo “Wine Tourism Design” nato dalla

recente collaborazione tra Enapra, l’Alta Scuola

SMEA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore,

con qualificati esperti del settore dell’enoturismo

e del marketing territoriale. Oltre agli interventi

dei partner, tra cui Davide Mambriani e Alessandra

Frosi (SMEA) e la rappresentante del corpo

docente, Silvia Furghieri, il gradito intervento di

Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato

della Repubblica, a cui si deve l’attuazione della

Legge sull’enoturismo in Italia.

Gli eventi sono stati documentati attraverso video

disponibili sul canale YouTube di Confagricoltura

e sulla pagina Facebook di Enapra, permettendo

a chiunque di rivivere e approfondire i momenti

salienti di questa importante iniziativa. •••

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 25


SPECIALE VINITALY PROGETTI EUROPEI

Blockchain

per il mondo

del vino

Protagonista degli incontri

veronesi sulle progettualità

della Confederazione

è stato TRUSTyFOOD,

lo studio delle applicazioni

alla vitivinicoltura

della tecnologia che blinda

gli scambi commerciali online

di Cecilia Blengino

M

igliaia di visitatori hanno confermato

lo stand di Confagricoltura punto

di riferimento per le istituzioni di

rappresentanza nazionale e regionale

del comparto del vino; per enti,

istituti e università, con l’obiettivo

di costruire una linea di crescita per un settore

essenziale per l’economia italiana. In questo contesto,

l’ufficio Progettazione di Confagricoltura

ha presentato le iniziative europee di ricerca e

innovazione legate al settore vitivinicolo in cui

è attivamente coinvolta: un’occasione per rendere

noti i risultati e sensibilizzare i visitatori su

temi chiave legati all’agroalimentare. In particolare,

durante l’evento, sono stati presentati cinque

progetti chiave di Confagricoltura finanziati dalla

Commissione europea per la ricerca e l’innovazione

del settore. Nello specifico: TRUSTyFOOD,

QuantiFarm e Harvrest, progetti pilota per la promozione

e ricerca di nuove tecnologie in agricoltura;

Waste4Soil - il progetto ha visto la presenza

dei Giovani dell’Anga ed in particolare la collaborazione

del presidente Giovanni Gioia, protrattasi

anche a Parma presso l’azienda Stuard - per

orientare e formare le aziende a riutilizzare e va-

26 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


lorizzare i residui agricoli nel ciclo produttivo; H-

ALO per fornire supporto alle imprese con una

nuova tecnologia di “detection” rapida in grado

di garantire più sicurezza nel prodotto finale.

Ed è proprio nel programma quadro Horizon

Europe che si inserisce il progetto TRUSTyFO-

OD, coordinato da Tecnoalimenti SpA, un ambizioso

passo avanti nel panorama della ricerca

blockchain in agricoltura avviato a Milano il 13

luglio 2022 con il primo kick-off meeting. L’obiettivo

generale del progetto mira a fare luce

sull’attuale quadro, parziale e frammentato, delle

applicazioni della Tecnologia Blockchain (BCT)

nel settore agroalimentare e vitivinicolo. A questo

proposito, il consorzio di ricerca si impegna a

fornire evidenze e “success story” alle parti interessate,

nonché a coinvolgere attivamente le imprese

per identificare le esigenze e gli “use case”

che saranno successivamente tradotti in requisiti

operativi per i servizi.

Il progetto si propone di creare un database che

fornisca una panoramica esaustiva degli esperimenti

tradizionali e innovativi in Europa, di identificare

iniziative nazionali ed internazionali nel

settore, e di creare una massa critica di organizzazioni

coinvolgendo in modo proattivo tutti gli

attori lungo la filiera. Si intende capire perché le

comunità delle imprese accettino o rifiutino interventi

di blockchain, quali siano stati gli errori

da non ripetere, come si possano individuare le

migliori pratiche innovative di sviluppo di queste

tecniche, per arrivare a plasmare diversi possibili

scenari futuri per l’applicazione BCT. Con

Confagricoltura a capo del “work package” sulla

comunicazione e disseminazione, questo ambizioso

progetto coinvolge 13 partner provenienti

da 7 Paesi dell’UE e da un Paese terzo.

Al fine di promuovere una collaborazione proficua

e uno scambio di conoscenze significativo

l’ufficio Progettazione ha organizzato 5 workshop

dedicati, focalizzati sul coinvolgimento delle imprese.

Durante gli incontri, è emerso un vivace

scambio di conoscenze tra i partecipanti: da un

lato, le esperienze derivanti dai casi di successo

e dalle iniziative passate hanno fornito preziose

lezioni e ispirazioni per affrontare le sfide future;

dall’altro, le analisi dettagliate del progetto hanno

messo in luce alcune criticità, come l’immissione

di dati (data input), essenziali per garantire l’integrità

della filiera vitivinicola e agroalimentare.

Inoltre, è stata evidenziata la necessità di sviluppare

contratti intelligenti (smart contract)

adatti alle specifiche esigenze del settore, fondamentali

per automatizzare e garantire l’esecuzione

sicura e trasparente degli accordi tra

gli attori della filiera. Il successivo incontro di

TRUSTyFOOD si è svolto il 23 aprile 2024 e ha

coinvolto cooperative, associazioni di agricoltori

e ricercatori.

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APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 27


SPECIALE VINITALY LA MOSTRA

Tutti

in posa

“#Confidati” è l’iniziativa

che ha accolto a Verona

gli scatti della fotografa

Ludovica Anzaldi, invitata

da Confagricoltura per ritrarre

i giorni veronesi in fiera

di Anja Zanetti

G

randi vini, per grandi emozioni. Il

claim di Confagricoltura a Vinitaly ha

dato vita a una campagna di comunicazione

incentrata

sulla

condivisione

di ricordi, sensazioni

e sorrisi, legati

alla bevanda made in

Italy che più appassiona

e unisce. Marcata

sui social dall’hashtag

“#Confidati”, per esplicitare

l’intento della

Confederazione di creare

uno spazio, online

e offline, accogliente

e informale, l’iniziati-

28 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


va ruota attorno agli scatti della

fotografa Ludovica Anzaldi. Invitata

da Confagricoltura a ritrarre

i visitatori della fiera, Anzaldi ha

chiesto agli ospiti dello stand di

posare impugnando una cornice

materica, di un acceso verde

confederale. Questo diversivo ha

creato perimetri inaspettati e uno

spazio di confidenza, stimolando

anche gli ospiti più formali. Oltre

a farsi ritrarre, i partecipanti

hanno raccontato momenti di vita

privata legati al vino. Le foto scattate

sono state prontamente stampate

in un formato che ricorda le

intramontabili Polaroid e appese

in un angolo dello stand che ha

da subito attirato l’attenzione, convincendo

sempre più persone ad

aderire all’iniziativa per poter portare

con sé la propria foto a fine

manifestazione, come souvenir di

Confagricoltura. Un’iniziativa dal

sapore vintage che però guarda al

futuro, riproposta sui social della

Confederazione per raccontare le

#Confagripeople.

I vertici dell’associazione, il

ministro Adolfo Urso, la campionessa

olimpica Manuela

Di Centa, i giornalisti Adele Ammendola,

Federico Ferrazza,

Federico Quaranta, Alfonso Marrazzo,

i produttori Giuffrida, Ferragamo,

Planeta: sono solo alcuni

dei volti noti che si sono fatti

immortalare. Non per niente, sul

cogliere la parte più intima delle

persone, Ludovica Anzaldi ha

basato la sua attività. Trentuno

anni, fotografa e videomaker, ha

studiato e lavorato a Parigi. Nel

2020 si è trasferita a Roma, dove

vive attualmente. La sua ricerca

si incentra prevalentemente sulle

donne e l’umanità ai margini.

I suoi scatti, di preferenza in analogico,

danno voce alla complessità,

alla semplicità, alla fragilità e

alla forza dei soggetti ritratti. Una

narrazione tanto cruda e autentica

quanto discreta e intima, che si

Il ministro Urso con Giansanti e Barrile

La campionessa olimpica di sci di fondo

Manuela Di Centa

I giornalisti Adele Ammendola e

Alfonso Marrazzo

interroga su tematiche quali la disparità

di genere, l’integrazione e i

movimenti sociali. Rappresentata

dalla galleria “15martel” di Parigi,

Anzaldi ha pubblicato i suoi lavori

sulle principali riviste nazionali

ed estere, tra le quali Vogue, Rolling

Stone, Il Messaggero, e Cosmopolitan.

Nel 2023, partecipa

alla seconda stagione della docuserie

di Sky Arte “Le Fotografe”.

La domanda è d’obbligo: dopo

tante foto a Vinitaly, quale è il

suo ricordo più bello legato a

un vino? “Scegliere un unico ricordo

credo sia impossibile. Il

vino, così come il cibo, ha un

ruolo fondamentale nella mia

vita; in particolar modo nello

scandire il tempo e nel delimitare

fasi e avvenimenti importanti”,

ci confida Ludovica, riposta

la macchina fotografica. “Se

proprio devo scegliere, metto al

primo posto la fine degli studi,

con la mia laurea a Parigi accompagnata

da una bottiglia di Pecorino.

L’ho scelto non per la sua

raffinatezza, ma per i ricordi che

mi legano a questo vitigno. Il Pecorino

è sempre stato protagonista

dei momenti più significativi.

Anche la festa dei miei 18 anni,

per esempio”. È la prima volta di

Ludovica al Vinitaly. L’occasione

è troppo ghiotta per non chiederle

un’opinione sulla kermesse, da

osservatrice esterna, poco avvezza

a questo mondo. “In questi

giorni sono entrata in contatto

con professioni, tematiche e vini

che non conoscevo; oltre ad aver

partecipato alla fiera più grande

della mia vita! Ho scoperto

un settore molto più appassionante

di quanto immaginassi e

mi sono trovata più impreparata

di quanto pensassi. Una

lacuna che voglio colmare al

più presto, documentandomi e

sperimentando di più. Insomma,

è il mio primo Vinitaly e

spero già non sia l’ultimo!” •••

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 29


SPECIALE VINITALY CANTINE D’ITALIA

“Il vero tesoro?

La fertilità

del suolo”

Agricoltura biologica

rigenerativa: il caso dell’azienda

di Gian Maria Cunial, partito

da zero nel 2000 piantando

le prime viti in collina

di Paola Castello

U

n’agricoltura che va ben oltre la sostenibilità,

che è attenta alla salute del

suolo, al benessere degli animali e, al

tempo stesso, all’equità sociale: è questa

l’agricoltura biologica rigenerativa,

della quale abbiamo parlato con Gian

Maria Cunial, titolare di Vigna Cunial. Laureato

alla Facoltà di Scienze Agrarie all’Università di

Piacenza, ha collaborato per un certo tempo con

l’Ateneo, per poi fondare un laboratorio di analisi.

Ma il suo sogno era quello di avere un’azienda

agricola, biologica appunto.

“Sono il secondo di sette figli e nella mia famiglia

avevamo una piccola azienda agricola, ma

non era l’attività principale dei miei genitori. Si

può dire che io sia partito da zero, dando inizio

nel 2000 a questa impresa, piantando le prime

viti in questa zona collinare”, ci racconta. È cominciata

così l’avventura imprenditoriale di Vigna

Cunial, la cui prima bottiglia è stata imbottigliata

nel 2007 e che oggi produce una decina

di vini diversi.

Azienda associata a Confagricoltura, a conduzione

familiare, situata sui colli di Parma, a Treversetolo,

Vigna Cunial, si estende per circa 30

ettari, di cui 15 vitati, a quasi 400 metri d’altezza,

e produce vino biologico naturale, oltre a olio e

frutta, in particolare mele autoctone. Un primato

davvero significativo (è la prima azienda in Italia

ad averlo avuto), che caratterizza l’impresa di

Gian Maria Cunial, è il riconoscimento “Regenerative

Organic Certified”, rilasciato dal Regenerative

Organic Alliance (ROA), organismo americano

che gestisce la certificazione di prodotti

ottenuti da agricoltura biologica e rigenerativa.

In particolare, il ROC è un attestato che riconosce,

non soltanto il fatto che vengano utilizzate

pratiche agronomiche che impattano pochissimo

sul suolo, contribuendo alla sua fertilità, ma anche

che non si faccia uso di input esterni come

concimi ed ammendanti. Fondamentale è anche

il rispetto di una serie di requisiti legati ad aspetti

di equità sociale, che vanno da un’attenta gestione

del personale, a determinate modalità di

30 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2024


smaltimento dei rifiuti. “Questo tipo di agricoltura

- spiega Cunial - contribuisce a preservare la

sostanza organica del suolo, a favorire l’aumento

di acidi umici e fulvici, di microorganismi e

lombrichi, nonché lo sviluppo spontaneo delle

micorrize che aiutano l’interazione del suolo con

l’apparato radicale delle colture”.

Gian Maria Cunial ci racconta come l’iter per

conseguire la certificazione di agricoltura biologica

rigenerativa, ottenuta a marzo di quest’anno,

sia stato articolato e dal punto di vista burocratico

piuttosto complesso, ma questo non ha

fatto desistere il titolare della cantina, che aveva

le idee chiare fin da subito. “La scelta di fare

biologico ci ha accompagnato fin dall’inizio”,

spiega l’imprenditore. E nel panorama parmense

la cantina Cunial da questo punto di vista

non è un’eccezione: tantissime aziende, infatti,

in questo territorio sono dedite al biologico,

una tipologia di produzione che, soprattutto nei

primi tempi, consentiva dei guadagni molto più

vantaggiosi rispetto all’agricoltura tradizionale.

Inoltre, l’impresa si occupa proprio delle due

“attività agricole che impattano meno a livello

di emissioni: viticoltura e olivicoltura di collina”,

come precisa Cunial.

“Il vino più importante per noi è la Malvasia Casalini

- aggiunge Gian Maria - ottenuta dall’unico

vitigno autoctono della provincia di Parma”.

Si tratta di una Malvasia antichissima, che proviene

da uno dei vitigni più antichi, il Moscato

d’Alessandria. Grande attenzione anche alle rinnovabili.

“Ci siamo dotati anche di due impianti

fotovoltaici, nel 2009 del primo e nel 2012

del secondo” aggiunge, sottolineando la grande

attenzione che hanno per l’ambiente e per il

recupero delle tradizioni vitivinicole del territorio.

Quanto al tema dei cambiamenti climatici,

ormai purtroppo attualissimo, Cunial afferma

che le produzioni biologiche, rispetto a quelle

tradizionali, sono in grado di fronteggiarne meglio

gli effetti. “Le piante, soprattutto quando si

tratta di vitigni autoctoni e biologici, hanno una

loro memoria che le rende particolarmente resilienti.

La Malvasia Casalini, ad esempio, con la

gelata del 2018 ha resistito, mantenendo intatti

i suoi germogli. E l’anno scorso abbiamo constatato

felicemente che la Peronospora, che sta

danneggiando la viticoltura di diverse regioni,

da noi non era arrivata”.

Infine, un pensiero rivolto ai giovani che si accingono

a intraprendere l’attività agricola: Cunial sottolinea

la sua contrarietà a una visione bucolica

e edulcorata dell’agricoltura, che non tiene conto

della realtà. “È importante invece che i giovani

sappiano che questo è un mestiere molto faticoso

e impegnativo ma che, se fatto con passione, dà

grandi soddisfazioni”. Ha poi aggiunto la necessità

in agricoltura di investimenti economici importanti

e di una preparazione tecnica altrettanto

importante: occorre puntare quindi

su formazione e ricerca. •••

Gian Maria Cunial

Titolare di Vigna Cunial

GENNAIO-FEBBRAIO 2024 | MONDO AGRICOLO | 31


SPECIALE VINITALY CANTINE D’ITALIA

L’essenza

dell’Agro Pontino

Poco distante dai Giardini

di Ninfa si trova l’azienda

della famiglia Giannini,

tra le protagoniste

della fiera veronese

di quest’anno

di Elisabetta Tufarelli

S

iamo nell’incantevole scenario dell’Agro

Pontino, un tempo palude, ora terreno

fertile grazie alla bonifica degli

anni ‘30. Luogo di vacanza apprezzatissimo

per il mare, la natura, le Isole

Pontine, i Giardini di Ninfa, il Parco

Nazionale del Circeo e la Riviera di Ulisse, a

una settantina di chilometri dalla Capitale. È anche

un territorio di vigneti, come quello della

famiglia Giannini. Qui Gianluca, con la sorella

Alessandra e il fratello Francesco, conduce due

aziende pioniere della viticoltura nella regione.

“Abbiamo 38 ettari vitati - spiega a Mondo

Agricolo - divisi equamente tra le due superfici

aziendali, entrambe a Sabaudia. Produciamo in

cantina diverse varietà di vini, 23 etichette e sei

linee, ognuna delle quali esprime l’autenticità e

la qualità delle uve della nostra regione”.

In questo luogo si percepisce immediatamente

l’amore speciale dei produttori per le terre

pontine, che si respira ad ogni passo, unito alla

maestria vinicola di un terroir unico, che conferisce

ai loro vini caratteristiche ineguagliabili.

“I nostri vini di punta sono i due Doc: Circeo

Bianco e Moscato di Terracina, ma scommettiamo

anche su una varietà autoctona, il Bellone.

Un vino sorprendente: poco aromatico, con gusto

molto ampio, sentore di macchia mediterranea

e un’impronta sapida finale, che ha riscosso

grandi entusiasmi anche al Vinitaly”. Tutte le

etichette di Villa Gianna esaltano le fragranze

tipiche del territorio. La passione e la dedizione

degli imprenditori si avvertono appena varcata

la soglia aziendale. “In cantina - racconta Gianluca

- fin dagli anni ’80, ci siamo impegnati a

mantenere un equilibrio tra tradizione e innovazione.

Selezioniamo attentamente nuove cultivar

e valorizziamo il nostro territorio, baciato

dal sole dall’alba al tramonto e accarezzato dalla

brezza marina, che conferisce un’essenza sal-

32 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


mastra particolare e distintiva. Il nostro obiettivo

è produrre un vino unico e sorprendente,

capace, in ogni bottiglia, di esprimere l’autenticità

e la qualità delle nostre uve”.

I tre fratelli, in quest’azienda a conduzione

familiare, si sono divisi equamente le responsabilità:

Gianluca si occupa dello sviluppo e

della parte commerciale, la sorella Alessandra

dell’amministrazione e Francesco, il più giovane,

cura il marketing e la conduzione dei vigneti.

Oggi l’azienda costituisce un’importante

risorsa per il territorio. Parliamo di numeri

importanti per l’area: 12.000 quintali di uva e

un milione di bottiglie prodotte. “Villa Gianna”

occupa 12 persone, tra cui quattro familiari a

tempo pieno, oltre ad un numero variabile a

tempo determinato, grazie alle vendite dei suoi

vini sul mercato nazionale e internazionale.

L’impatto sull’occupazione è considerevole e

positivo e, dopo i successi al Vinitaly, crescerà

ancora. Attualmente, con l’indotto, si stimano

oltre una cinquantina di posti di lavoro, che

coinvolgono agricoltori, enologi, personale di

cantina e addetti alla distribuzione.

Villa Gianna non è solo un’azienda vitivinicola,

ma anche un luogo di accoglienza e ospitalità.

“Già oggi - continua l’imprenditore associato a

Confagricoltura Latina - gli appassionati di vino

possono partecipare a visite guidate dei vigneti

e delle cantine e avere l’opportunità d’immergersi

nella vinificazione, scoprendo i segreti

dietro ogni sorso”.

Le bottiglie prodotte, espressione profonda del

legame con questo territorio, si possono acquistare

online, nel punto vendita aziendale di 1400

metri quadri e in marchi selezionati della GDO,

rendendo più facile e accessibile l’acquisto a

tutti gli amanti del buon vino, con attenzione al

migliore rapporto fra qualità e prezzo. Progetti

futuri? “In primis - risponde Gianluca - una

struttura dedicata all’enoturismo di cinque ettari:

un luogo ospitale dove organizzare eventi e

degustazioni. Desideriamo offrire un’esperienza

sensoriale a 360° che, partendo dai vini, attraversi

i sapori della ricchissima enogastronomia

prodotta in questo territorio: dalle mozzarelle di

bufala pontine, al sedano bianco di Sperlonga

Igp, all’olio extravergine Dop colline Pontine.

Stiamo costruendo una rete territoriale agricola

di qualità. Intendiamo creare, intorno all’azienda,

una forte connessione tra turismo e cultura,

che dia valore a questo splendido territorio”.

E poi? “Ovviamente - conclude - continuare ad

essere impegnati nel nostro core business: produrre

vini di qualità eccezionale, mantenendo

intatti i valori di tradizione, sostenibilità e passione,

portando avanti l’eredità unica che ci ha

trasmesso la nostra famiglia, fatta di amore e

passione per le bellezze e le tradizioni del ‘nostro’

Agro Pontino. Invogliando le nuove generazioni

a seguire questa traccia solcata dal pioniere

della vitivinicoltura, cavaliere Giovanni

Giannini, nostro padre”.

•••

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 33


IMPRENDITORIA FEMMINILE IL LIBRO

Ambasciatrici

della terra

“Le grandi chef in una

ricetta” è il volume che

Confagricoltura Donna

ha presentato alla Camera

dei Deputati

I

l cibo è necessario, è gioia e passione, fondamentale

per la salute e nella vita sociale.

Lo ha sottolineato Alessandra Oddi Baglioni

presentando, alla Camera dei Deputati, il

progetto: “Confagricoltura Donna incontra

le Grandi Chef”. “In un mondo in cui la gastronomia

è posta in prima linea, troppo spesso

si dimentica il cuore pulsante che c’è dietro ogni

piatto: l’agricoltura. Non vogliamo che il nostro

settore resti un fantasma sbiadito sullo sfondo

dei numerosissimi programmi di cucina - ha affermato

- per cui è partita questa iniziativa, che

abbiamo voluto realizzare proprio in Parlamento

per confermare la nostra fiducia nelle istituzioni.

È con loro vanno che trovate soluzioni per valorizzare

e dare attenzione all’agricoltura”. Il libro

“Le grandi chef in una ricetta” è solo il primo

passo, che nasce dall’esigenza di una prospettiva

diversa. “I prodotti, freschi o trasformati - ha

proseguito Oddi Baglioni - ci ricordano quanto

sia indispensabile l’agricoltura e quanto sia importante

tutelarla e sostenerla, mettendola costantemente

al centro del dibattito economico e

politico italiano. Serve un anello di collegamento.

E chi meglio delle chef, riesce a trasformare i

nostri prodotti in opere d’arte?”. Così Anna Ghisolfi

(Piemonte), Viviana Varese (Lombardia), Isa

Mazzocchi (Emilia-Romagna), Francesca Vierucci

(Toscana), Laura Colaiacovo (Umbria), Cristina

Bowerman (Lazio), Rosanna Marziale (Campania),

Solly Tomasone (Puglia), Valeria Raciti (Sicilia)

hanno tradotto i prodotti tipici dell’agricoltura

delle loro regioni in meravigliose ricette.

Di ogni frutto, taglio e varietà di carne, ma anche

di ogni ortaggio e di ogni prodotto agricolo, oltre

alla qualità tutta italiana, va esaltato e valorizzato

il legame profondo con la terra. “Nove chef - sottolinea

la presidente di Confagricoltura Donna - ci

accompagneranno, come ambasciatrici, in questo

viaggio lungo l’Italia, per scoprire e promuovere le

diverse produzioni, dal territorio fino alle tavole”.

Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare

e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha apprezzato

l’iniziativa di Confagricoltura Donna per

valorizzare i prodotti della terra. E ha messo in evidenza

come il governo stia lavorando per il rico-

34 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


noscimento della cucina italiana come patrimonio

UNESCO. Il ministro ha anche rilevato l’importanza

dell’impegno sociale che c’è dietro le pagine del

ricettario: donazioni alla Onlus “Vite senza paura”

per contrastare la violenza alle donne.

«Ringrazio Confagricoltura Donna per il suo impegno

che dà voce alle imprenditrici agricole.

Questa iniziativa valorizza in modo significativo

la nostra agricoltura e le filiere in tutta la loro interezza.

Aggiunge anche l’aspetto sociale contro

la violenza di genere con le clementine antiviolenza

il 25 novembre e anche con questo volume

di ricette”. Lo ha detto il componente della

giunta confederale Nicola Cilento, che ha anche

ricordato come le clementine siano state scelte

come simbolo, dopo il violento omicidio di una

giovanissima studentessa in un agrumeto della

piana di Sibari da parte del ragazzo che diceva di

amarla. La violenza sulle donne è una piaga difficile

da estirpare,

in cui

tutti dobbia-

La copertina del volume

mo impegnarci,

come

ha ricordato

Maria Grazia

Cucinotta,

presidente

di Vite Senza

Paura Onlus,

in un videomessaggio.

Ampia la partecipazione

di deputati e senatori di ogni schieramento,

a conferma dell’importanza dell’iniziativa.

Il presidente della commissione Cultura e

editoria della Camera, Federico Mollicone, ha

sottolineato l’importanza di innovazione e ricerca

nel settore primario. Per Maria Chiara Gadda, vicepresidente

della commissione Agricoltura alla

Camera e presentatrice della legge sullo spreco

alimentare, il Made in Italy non può prescindere

dalla trasformazione dei prodotti. Abbiamo bisogno

di più agricoltura in diversi modelli. Monica

Ciaburro, vicepresidente della Commissione Difesa

e componente di quella Agricoltura, ha sottolineato

come a caratterizzare il ruolo femminile

siano qualità e rispetto: rispetto del cibo e degli

ingredienti per fornire una cucina di qualità.

Alessandra Oggi Baglioni ha ringraziato gli sponsor,

che hanno creduto in questo progetto: Banca

Popolare del Cassinate, BCC Campania Centro

e BPER. “La transizione energetica rappresenta

solo una parte di un più ampio

processo di trasformazione

che sta caratterizzando la

società. Un percorso ricco di

sfide di natura spesso trasversale, in cui le componenti

di genere, sociali e professionali, costituiscono

elementi centrali. Crediamo - ha affermato

Simone Nisi, direttore degli affari istituzionali

di Edison - nel valore della componente femminile

per il comparto agricolo e nell’importanza

della promozione di una cultura di genere”. Debora

Piovan, imprenditrice e comunicatrice, ha

concluso ricordando la grande sfida del settore:

coniugare innovazione e tradizione. Ha poi approfondito

i falsi miti e il marketing della paura.

“L’energia necessaria a confutare è molto superiore

- ha detto - di quella necessaria a produrla”.

Come risolvere? Conoscere le distorsioni nelle

valutazioni di fatti e avvenimenti, analizzare le

Il ministro Lollobrigida

con la presidente

di Confagricoltura Donna,

Alessandra Oddi Baglioni

fonti di informazione, differenziandole e puntare

sulla curiosità. (et)

•••

g LISBONA VERSO IL NUTRISCORE, GIANSANTI: SCELTA SBAGLIATA

“Siamo francamente sorpresi

dall’ordinanza con cui il governo

portoghese ha annunciato

l’applicazione del Nutriscore”. Lo

dichiara Massimiliano Giansanti,

presidente di Confagricoltura,

a distanza di pochi giorni dal

provvedimento con cui Lisbona

ha espresso la volontà di introdurre il sistema di etichettatura “a

semaforo” dei valori nutrizionali dei prodotti alimentari in commercio.

L’ordinanza del governo lusitano incarica la direzione

generale della Salute nazionale di definire, entro 120 giorni, il

processo di adozione del sistema, compresi l’iter procedurale per

gli operatori economici e una campagna di comunicazione dedicata.

“Non si tratta del primo caso di Paese del Bacino Mediterraneo

che si esprime a favore del Nutriscore - aggiunge Giansanti -.

Ricordiamo la Spagna, con le evidenti conseguenze negative per

importanti produzioni agricole, in primis quella dell’olio d’oliva”.

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 35


TERRITORIO CICLOTURISMO

In volata

Accordo tra Agriturist

e Federazione Ciclistica

Italiana per uno sviluppo

sostenibile del turismo

nelle aree interne

F

irmato, in Confagricoltura, l’accordo tra

Agriturist e Federazione Ciclistica Italiana

che fa da volano per aumentare il

potenziale del cicloturismo per lo sviluppo

sostenibile dei territori di collina

e montagna, dei borghi e per il benessere

delle persone. Augusto Congionti, presidente

di Agriturist, ha sottolineato la nascita

proprio a Palazzo della Valle dell’ospitalità nelle

aziende agricole. “È un modello unico e invidiato

in tutto il mondo, capace di coniugare tradizione,

sostenibilità e qualità del territorio - ha

detto -. I nostri agriturismi, diffusi in tutta Italia,

costituiscono il punto d’appoggio naturale per

i cicloturisti, che troveranno, oltre all’accoglienza

e ai prodotti enogastronomici, assistenza e

consigli di viaggio. Siamo convinti di riuscire

a mettere in luce ancor di più la nostra attività

attraverso l’iniziativa Bike Hospitality, con percorsi

ciclistici dedicati, capaci di valorizzare le

nostre aziende associate, attraverso il sito Bike

(a sx) Cordiano Dagnoni

e Augusto Congionti

Hospitality e l’apposita

App”. L’intesa tra FCI e

l’associazione agrituristica

di Confagricoltura è nata dopo oltre un

anno di dialogo con Carlo Pasqualini, ideatore

di Bike Hospitality, e costituirà punto di partenza

per una serie di iniziative per valorizzare le

aree interne del Paese e promuovere lo sviluppo

del cicloturismo.

Il presidente della Federazione Ciclistica Italiana,

Cordiano Dagnoni, ha ribadito l’importanza

del cicloturismo come fenomeno in crescita,

reso ancora più evidente dall’accelerazione dovuta

alla pandemia. Grazie alle nuove tecnologie

e alle biciclette assistite, il cicloturismo si

presenta come un’opportunità per tutti, giovani

e meno giovani, per scoprire il territorio ita-

36 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


liano in modo lento e sostenibile, gustando i

prodotti locali e vivendo un’esperienza di benessere

a contatto con la natura. “L’intesa con

Agriturist - prima associazione in Italia nata per

promuovere e tutelare l’agriturismo, i prodotti

enogastronomici locali, l’ambiente e la cultura

rurale - prevede una stretta collaborazione per

la diffusione e lo svolgimento di iniziative ed

attività riguardanti la promozione dei territori

e l’implemento della mobilità ciclistica. È anche

la dimostrazione della potenza della bicicletta

e del ciclismo come leve per fa conoscere le

eccellenze del nostro Paese. La Federazione -

ha sottolineato - crede fermamente in questa

visione, in grado di rafforzare il valore sociale

del nostro sport e di creare ricchezza. Ringrazio

Confagricoltura e Agriturist per l’opportunità

offerta di poter realizzare insieme questa nuova

sfida. Ringrazio anche il comitato regionale

delle Marche, il presidente Lino Secchi e Carlo

Pasqualini, primi animatori del progetto Bike

Hospitality, che in poco tempo sta diventando

un punto di riferimento importante.”

Sono intervenuti Giampiero Bisagni, presidente

di Agriturist Emilia-Romagna e vicepresidente

nazionale, che con il rappresentante

veneto Leonardo

Granata, componente della

giunta nazionale dell’associazione

agrituristica, hanno

presentato l’esperienza

di Agricycle nelle rispettive

regioni.

Massimiliano Giansanti,

presidente di Confagricoltura,

è intervenuto in collegamento,

sottolineando l’importanza

dell’agricoltura nel

promuovere il benessere

delle persone, sia attraverso

la produzione di alimenti di qualità, sia offrendo

esperienze ricettive che valorizzano il legame

tra uomo e natura.

“In questa nuova dimensione - ha affermato

- l’agricoltura si conferma protagonista anche

nella produzione di farmaci naturali e nel promuovere

un turismo consapevole e sostenibile.

L’accordo tra Agriturist e la Federazione Ciclistica

Italiana sarà un’opportunità per le aree interne

del Paese, contribuendo così alla creazione

di valore economico e sociale”.

L’accordo prevede la creazione di itinerari che

collegano le aziende agrituristiche e permettono

di scoprire le bellezze del territorio. Il turista, invece

di una meta, ha un percorso, che permette

di unire e di conoscere il fascino di luoghi non

battuti dal turismo di massa, facendo esperienze

sportive, gustando e acquistando prodotti del

territorio. L’intuizione di Federciclismo e il conseguente

accordo con Agriturist vanno in tal senso.

I dati confermano che sempre più turisti viaggiano

in bici. Una popolazione in crescita esponenziale

che aumenta ogni anno e che nel 2023 ha

raggiunto quasi 57 milioni di presenze, generando

affari per 5,5 miliardi di euro. (et) •••

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 37


STRATEGIE NUOVE COLTURE

Il sale

della vita

A Margherita di Savoia

si è svolta la seconda tappa

del progetto “L’agricoltura

coltiva il sale”, curato

da Confagricoltura insieme

alle saline marine italiane

“C

onfagricoltura detiene la massima

rappresentanza nelle attività

di coltivazione del suolo e dell’acqua,

come l’acquacoltura, e tra

queste non può che accogliere,

con buon senso e interesse, la salicoltura

marina. È un piacere, quindi, trovarci qui

per riconfermare l’interesse di Confagricoltura ad

essere tra i protagonisti della nostra iniziativa comune

e diventare un riferimento organizzativo e

sindacale anche per le saline di mare italiane”.

Sono le parole del componente di giunta, Filippo

Schiavone, il 23 aprile scorso, a Margherita di

Savoia (BT), dove si è svolta la seconda tappa del

progetto ‘L’agricoltura coltiva il sale’, curato da

Confagricoltura con le saline marine italiane. Il

piano vede protagoniste, oltre alla Confederazione,

le società di gestione delle Saline di mare italiane

Atisale Spa (Puglia e Sardegna); Sosalt Spa

e Isola Longa in Sicilia; Saline Ing. Luigi Conti

38 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


A Margherita di Savoia

in provincia di Barletta, Andria e

Trani, si trova la più grande salina

d’Europa: 4.500 ettari, 500.000

tonnellate di sale prodotte

annualmente, e un centinaio di

addetti che arrivano a 400 con

l’indotto. “La salina è riconosciuta

come Riserva nazionale naturale

ed è una realtà fortemente

innovativa nel processo di

produzione”, ha spiegato

il presidente di Atisale spa,

Bruno Franceschini

Vecchi in Sardegna; Parco della Salina di Cervia

in Emilia-Romagna. Ai soggetti firmatari si aggiungono

inoltre, come sostenitori, le saline di

Trapani Oro di Sicilia, Ettore e Infersa e Isola di

Calcara. In Italia sono presenti oltre 10.000 ettari

di saline marine, con una produzione annua di

1,2 milioni di tonnellate di sale (corrispondente a

poco meno del 30% della produzione totale), per

un valore di oltre 60 milioni di euro. Il progetto

presentato da Confagricoltura è l’inizio, in Puglia,

di una collaborazione ampia che parte dall’obiettivo

principale, ovvero il riconoscimento della

salicoltura marina quale attività agricola, e la

amplifica in ulteriori ambiti, come la difesa del

territorio e dell’ambiente e la crescita economica

delle nostre imprese, quindi del Paese.

Numerose le istituzioni presenti al convegno

e alla visita in salina, insieme al presidente di

Confagricoltura Puglia, Luca Lazzaro, e al direttore

regionale Beatrice Brizi: “La presenza

di oggi del mondo politico e delle istituzioni

conferma la bontà del progetto. Quello che auspichiamo

tutti in questa giornata di riflessione

è un ruolo ancora maggiore della Puglia”. “Ci

sono tutte le condizioni perché questo progetto

possa essere portato avanti a livello nazionale

insieme ai colleghi delle altre Regioni - ha detto

Gianluca Nardone, direttore assessorato all’Agricoltura

della Puglia.

Per quanto riguarda l’ter del progetto, Confagricoltura

sta definendo una proposta di legge che

fissi i criteri normativi di massima per assimilare

la salicoltura marina al settore primario. Il dialogo

con il governo, avviato a settembre scorso

a Roma a Palazzo della Valle, procede in questa

direzione raccogliendo quindi in loco i consensi

della Regione Puglia, dopo quelli della Sicilia.

“L’attività di salicoltura marina - ha ricordato

Ciro Zeno, capo progetto - è assimilabile a quella

agricola per molti aspetti: l’uso del suolo e

dell’acqua, la ciclicità della produzione legata ai

fenomeni della natura e delle stagioni, la dipendenza

dalle condizioni climatiche, i macchinari

utilizzati e, soprattutto, il lavoro dell’uomo”. A

questi risvolti si aggiungono quelli economici,

poiché la pratica della salicoltura genera e mantiene

l’ecosistema e la biodiversità, e definisce i

caratteri di ruralità dei territori interessati, valorizzandone

anche il turismo. Da non tralasciare,

poi, il legame tra le saline e i prodotti agricoli e

agroalimentari di qualità. Ne è un esempio, proprio

a Margherita di Savoia, la Cipolla IGP che

si coltiva nel particolare ecosistema di queste

terre dato dalla salina e dalla mineralità conseguente

del terreno. (ag)

•••

(da sx) Ciro Zeno, Filippo Schiavone, Bruno Franceschini, Luca Lazzàro

e Beatrice Brizi

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 39


ASPETTANDO CIBUS OBIETTIVO FILIERE

Mediterranea

debutta

a Parma

Giansanti e Barilla insieme

alla mostra dell’Agroalimentare

per presentare l’associazione,

frutto del patto tra agricoltura

e trasformazione

L

e filiere Dop e Igp a Cibus, manifestazione

di riferimento per l’agricoltura e

l’industria alimentare italiane, in programma

dal 7 al 10 maggio a Parma.

Il palcoscenico perfetto per presentare

la neonata nella famiglia confederale:

“Mediterranea”, associazione fondata da Confagricoltura

e Unione Italiana Food, con l’obiettivo

di consolidare le filiere delle eccellenze

agroalimentari italiane ed espandere l’export,

promuovendo la piramide della salute. Alla Fiera

di Parma, Giansanti e Barilla, i vertici che

hanno siglato l’accordo tra le due associazioni,

racconteranno “Mediterranea” ai due ministri di

riferimento per il progetto: Lollobrigida e Urso.

Del resto, si profila un altro anno record per

il Made in Italy agroalimentare. “Nel 2023, le

esportazioni hanno raggiunto i 64 miliardi di

euro, circa il 10 per cento sul totale delle vendite

all’estero dell’Italia. Alla fine di quest’anno,

potrebbero far registrare un ulteriore aumento

in valore nell’ordine di sei punti percentuali”. Lo

ha ricordato il presidente della Confagricoltura,

in occasione della Giornata nazionale del “Made

in Italy”, il 15 aprile scorso. “Sulle prospettive

dell’economia pesano le crescenti tensioni internazionali,

l’aumento del costo dei trasporti navali

e dei prodotti energetici, ma se le previsioni

saranno confermate, risulterà sostanzialmente

colmato il divario nei confronti della Spagna”,

ha sottolineato Giansanti, celebrando le produzioni

nostrane. In tutto il mondo, al Made in

Italy “della buona tavola” vengono riconosciuti

requisiti di gusto, qualità e sostenibilità difficilmente

eguagliabili, anche perché legati all’eccellenza

della Dieta Mediterranea. “Mediterranea”

nasce proprio per valorizzare al massimo questi

requisiti competitivi sul mercato interno e a livello

internazionale.

Non solo materie prime e industria, Confagricoltura

a Cibus ospiterà chef da diverse parti di

Italia: coloro che quotidianamente trasformano

i prodotti della terra in prelibatezze della tavola.

Infatti, come ricorda Oddi Baglioni, presidente

di Confagricoltura Donna, il sodalizio tra ristorazione

e produzione agricola è inscindibile:

“In un mondo in cui la gastronomia è posta in

prima linea, troppo spesso si dimentica il cuore

pulsante che c’è dietro ogni piatto: l’agricoltura.

Non vogliamo che il nostro settore resti

un fantasma sbiadito sullo sfondo”. A Parma,

interverrà Isa Mazzocchi, cuoca stellata Michelin

del ristorante “La Palta” (Piacenza) e parte

del progetto “Confagricoltura Donna incontra le

Grandi Chef”. La ricetta che presenterà al pubblico

celebra i prodotti emiliano-romagnoli, per

raccontare il territorio attraverso i frutti della

sua terra. Allo spazio di Confagricoltura, le occasioni

per deliziare il palato non mancheranno.

Come ogni anno, infatti, si esibirà ai fornelli

confederali lo chef Mario Marini, dosando con

fantasia e competenza i prodotti delle imprese

associate. Novità inedita di questa edizione:

Fiorella Breglia, meglio conosciuta come “cucinoperamore”,

dal nome della sua pagina Instagram

che conta oltre 154mila seguaci. La chef

napoletana, apprezzata per il piglio brioso con

cui firma ogni piatto, porterà un’onda di Mediterraneo

in Romagna. Tra un assaggio e l’altro,

si parlerà del connubio tra agriturismi e cicloturismo,

di biologico, zootecnia, imprenditoria

giovanile, accesso al credito, denominazioni geografiche

e progetti europei, analizzando le esigenze

del settore ed esplorando i diversi aspetti

che fanno del made in Italy agroalimentare un

vanto a livello mondiale. (az)

•••

40 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


ASPETTANDO MACFRUT TUTTI A RIMINI

Lollobrigida sarà l’ospite

dell’incontro sulla competitività

organizzato da Confagri

alla fiera dedicata

all’ortofrutta. Presente

anche il presidente Giansanti

Le prospettive

del settore

O

cchi puntati sull’Emilia Romagna,

dove, all’inizio di maggio, si svolgeranno

in contemporanea due manifestazioni

cruciali per l’agroalimentare:

Cibus, a Parma, dal 7 al 10, e Macfrut,

a Rimini, che parte un giorno dopo

e si conclude in simultanea. La filiera internazionale

dell’ortofrutta continua a scegliere la

riviera romagnola, incontrandosi al polo fieristico

“Rimini Expo Centre”, per la 41esima edizione

della kermesse. Sono attesi 1.400 espositori

su una superficie di 34mila metri quadrati,

in espansione rispetto al passato. La presenza

estera è incisiva: gli stand internazionali, infatti,

rappresentano il 40 percento del totale e i

buyer da oltre confine saranno 1500. Non è un

caso che il ministero degli Esteri e l’ICE siano

partner dell’iniziativa. Un tale interesse trova

riscontro nei dati sul comparto diffusi dall’Istat

ed elaborati da Fruitimprese. Stando alle cifre,

infatti, l’ortofrutta italiana si conferma come

uno dei pilastri del Made in Italy, con un valore

che sfiora i 16 miliardi di euro, ossia un

quarto del totale della produzione agricola nazionale.

Se guardiamo alle esportazioni, il 2023

fa registrare numeri da record, superando i 57

miliardi di euro; in crescita del 9 per cento rispetto

al 2022, pur con una lieve flessione dei

volumi. La mole di frutta prodotta in Italia, infatti,

è calata leggermente, con riduzioni più

marcate per mele, uva da tavola, pesche e nettarine;

d’altro canto, crescono gli ortaggi per il

mercato fresco, fino a raggiungere 7 milioni di

tonnellate. Il Bel Paese ha il primato nell’export

di kiwi, uva da tavola, nocciole sgusciate

e conserve di pomodoro; resta sul podio, al

secondo posto, per mele e cocomeri, e al terzo

per insalate, cavolfiori e broccoli. Crescono significativamente

anche le importazioni, sia in

valore sia in volumi.

I prodotti ortofrutticoli, insomma, continuano

a rappresentare una voce importante nella lista

della spesa degli italiani, occupando quasi

un quinto del carrello, in leggero calo dal

2022 al 2023. Si registra, infatti, una lieve contrazione

dei volumi acquistati (-1,7 per cento),

dove il picco negativo è rappresentato dagli

agrumi, mentre il valore in generale aumenta

(+7,1 per cento). Preoccupa la quarta gamma,

ossia i prodotti freschi, lavati, confezionati in

imballaggi protettivi, pronti per essere consumati,

che registra, invece, una riflessione anche

in valore. Nel complesso, si sente ancora

l’effetto dell’inflazione, che nel 2023 ha registrato

un aumento di 23 punti percentuali rispetto

al 2019, anno precedente la pandemia

da Covid-19.

Il programma di Confagricoltura a Macfrut si

concentrerà proprio sulle sfide che interessano

le imprese dell’ortofrutticolo italiano. Un calendario

di incontri e workshop, al via l’8 maggio

con una tavola rotonda sulla tutela della competitività

delle nostre imprese che coinvolgerà

il presidente Massimiliano Giansanti, in conversazione

con i vertici di altre associazioni e

dove è prevista la partecipazione del ministro

Lollobrigida. Nei giorni a seguire, si parlerà di

indicazioni geografiche alla luce delle recenti

evoluzioni della normativa comunitaria; di agrivoltaico

innovativo; di marketing nutrizionale

come leva per promuovere i consumi attraverso

l’educazione e la consapevolezza; di biologico e

di sviluppo delle filiere. Un programma ricco di

incontri che seguiranno le parole chiave della

41esima edizione dell’iniziativa: business, conoscenza

e networking. (az)

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APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 41


IL FESTIVAL FOOD&SCIENCE

Tutti

gli intrecci

tra cibo

e scienza

Dal 17 al 19 maggio

a Mantova, scienziati,

divulgatori e accademici

a confronto per provare

a immaginare il nostro futuro,

a partire dal cibo

di Nicola Artoni

S

e il percorso è breve, significa anche

che è migliore? Non è detto, soprattutto

parlando di scienza. Mescolanze,

ricombinazioni e contaminazioni

determinano un continuo dialogo tra

i saperi provocando accelerazioni, rallentamenti

e deviazioni difficilmente prevedibili,

ma molto spesso positivi. È su questi fenomeni

che riflette l’ottava edizione del Food&Science

Festival, a Mantova da venerdì 17 a domenica

19 maggio, dedicata agli Intrecci tra alimentazione,

scienza, agricoltura, tecnologia, ambiente

e salute. Promosso da Confagricoltura Mantova,

ideato da FRAME - Divagazioni scientifiche e organizzato

da Mantova Agricola, il Festival torna

a dialogare con il proprio pubblico chiamando

a raccolta scienziati, divulgatori, accademici ed

esperti del panorama scientifico e culturale nazionale

e internazionale per provare a immaginare

il nostro futuro, a partire dal cibo.

Dalle conseguenze dell’emergenza climatica

alla discussione sulle politiche agricole, dalla

memoria di una forte tradizione produttiva alla

nuova era della digital transformation, il viaggio

nelle trame che legano settore agroalimentare

e indagine scientifica si aprirà a incontri,

tavole rotonde, focus tematici, eventi speciali,

laboratori, mostre e visite guidate dove favorire

l’incontro tra società, culture ed esperienze

differenti attraverso la molteplicità di voci,

prospettive e approcci creativi che contraddistinguono

la manifestazione fin dalle sue prime

edizioni.

Ad alternarsi nella tre giorni mantovana saranno

professionisti di varie discipline che,

42 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


Tra gli ospiti del festival

la columnist del Washington Post,

Tamar Haspel, oggi allevatrice

di ostriche

insieme, dimostreranno,

con la

propria presenza

e il proprio lavoro,

la capillarità

degli intrecci che

legano settori diversi

tra loro. Tra

i molti, ci saranno

anche la columnist

del “Washington

Post” Tamar

Haspel che, in un

radicale cambio

di vita, è finita a

coltivare ostriche

a Cape Cod;

Francesco Costa,

giornalista e vicedirettore

de “Il Post”; Oana Dima, executive

manager del network europeo sull’agricoltura

sostenibile tramite genome editing; il Premio

Nobel per la Pace per le ricerche condotte sul

cambiamento climatico, Riccardo Valentini (in

dialogo al Food&Science Festival con Alberto

Mario Levi dell’Accademia Nazionale di Agricoltura);

il chimico e divulgatore scientifico Dario

Bressanini; Roberta Sonnino, docente di Sistemi

alimentari sostenibili dell’Università del Surrey;

Francesco Branca, direttore del Dipartimento di

nutrizione per la salute e lo sviluppo dell’OMS

(Organizzazione Mondiale della Sanità) di Ginevra;

l’alpinista italiano Silvio Mondinelli, tra

i pochissimi scalatori ad aver raggiunto tutte le

A Mantova ci sarà anche

Riccardo Valentini, Premio Nobel

per la Pace per le sue ricerche

sul cambiamento climatico

quattordici vette

più alte del mondo

senza l’uso di

ossigeno supplementare,

e la food

writer Sara Porro,

vincitrice con Joe

Bastianich del

premio Bancarella

della Cucina.

Non solo. Animatori

degli eventi

speciali, parteciperanno

anche i

giornalisti scientifici

Marco Ferrari

e Roberta Villa,

conduttori della

Rassegna Stampa

più amata di Mantova, e Ruggero Rollini, You-

Tuber e divulgatore, “padrone di casa”, anzi di

divano, su cui intervistare gli ospiti tra un incontro

e l’altro.

Una molteplicità di prospettive su temi ampi e

diversi in cui scienza e alimentazione si aprono

a riflessioni su clima e tutela del suolo (con il

vincitore del Glinka World Soil Prize della FAO

Luca Montanarella), religione (con Giovanni

Pernigotto, della Diocesi di Mantova), diritto

(con Michele Fino, docente di Fondamenti del

Diritto Europeo), psicologia (con la docente di

Psicologia dei Consumi e della Salute Guendalina

Graffigna), chimica (con i divulgatori della

pagina Il chimico sulla tavola, che smaschera

tutti i falsi tentativi del mangiare per non mangiare,

tra cibi “a zero calorie” e alimenti “light”),

biodiversità (con Gabriele

Guidi, comandante dei

Carabinieri Forestali Forlì-

Cesena, Federico Magnani

dell’Università di Bologna

e Gilmo Vianello, vicepresidente

Accademia Nazionale

di Agricoltura) e molto

ancora.

Anche quest’anno l’inaugurazione

ufficiale - alla

presenza anche del ministro

dell’Agricoltura, della

Sovranità Alimentare e

delle Foreste Francesco

Lollobrigida, in dialogo

con il Presidente Nazionale

Confagricoltura Massimiliano

Giansanti - avrà luogo venerdì 17 e

vedrà alternarsi sul palco del Teatro Bibiena,

la più prestigiosa cornice della manifestazione,

esponenti del mondo politico e delle istituzioni.

A dare il via all’ottava edizione, con il

tradizionale taglio del nastro, sarà il presidente

di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesi,

insieme all’assessore all’Agricoltura di Regione

Lombardia Alessandro Beduschi e il sindaco

del Comune di Mantova Mattia Palazzi che

consegneranno il premio Agricoltura Mantovana

ad una personalità di spicco del mondo

scientifico, seguiti dai partecipanti della tavola

rotonda moderati dal giornalista Claudio Cerasa

in cui esponenti del mondo delle istituzioni

affronteranno i temi più attuali in campo

Alberto Cortesi

Presidente di

Confagricoltura Mantova

agroalimentare in vista delle imminenti elezioni

europee.

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APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 43


MAPPAMONDO di Jordan Nash

Le cantine del Bordeaux

chiedono un contratto sussidiario

I

viticoltori di Bordeaux

sono sul piede

di guerra e chiedono

una giusta remunerazione.

La regione francese,

che produce tra i vini più

conosciuti e apprezzati

in tutto il mondo, sconta

da anni una grave crisi

di sovrapproduzione che

colpisce i vigneti della

Gironda. Sono 55.000

gli ettari coperti dalla

denominazione Bordeaux,

tra Fntre-deux-Mers

e il nord della Gironda,

in pratica la metà della

regione vinicola. Eppure,

la reputazione dei vigneti

regionali si basa sulla

produzione di vini di alta

qualità. Tanto che la bottiglia

usata, la Bordolese, è

diventata la scelta prediletta

dei produttori per la

sua forma elegante e la

sua capacità di conservare

il vino in modo ottimale.

Il Bordeaux viene venduto

addirittura a 1,89 euro

in un negozio Lidl e a

1,66 euro in un Carrefour.

Serve correre ai ripari. Il

Consiglio Interprofessionale

dei Vini di Bordeaux

(CIVE), ha indetto una

riunione anche con i rappresentanti

della grande

distribuzione. Occorre

lavorare su un “contratto

sussidiario”, su indicatori

oggettivi come base per

determinare il prezzo.

Sarà necessario modificare

la legge Egalim e

trovare un accordo con la

grande distribuzione, che

sembra approvare il principio

del giusto prezzo,

ma è ancora riluttante a

interrompere le sue operazioni

promozionali.

L’UNGHERIA GUARDA ALL’AGRICOLTURA DI PRECISIONE

Con il sostegno

dei finanziamenti

governativi, il

settore primario

ungherese punta

sull’agricoltura di

precisione: droni

irroratori per sostituire

i trattori,

soprattutto per la

protezione delle

colture. Per le tecniche di agricoltura più sviluppate, il

governo ungherese sta definendo nuovi strumenti per

il settore primario attraverso aiuti di Stato e opzioni

finanziarie per gli agricoltori. Un esempio è il Fondo di

garanzia del credito agricolo lanciato dal governo per

aiutare le imprese del comparto a superare gli ostacoli

nella richiesta di aiuti finanziari alle banche.

IL TALLONE D’ACHILLE DEGLI USA È IL CONSUMO DI ENERGIA

Gli agricoltori Usa sotto accusa per le coltivazioni

protette ad alta intensità energetica, dove si può

produrre in quasi tutti i climi, ma con alti consumi

energetici, provenienti principalmente da combustibili

fossili. Mentre gli effetti del cambiamento climatico si

intensificano portando siccità, inondazioni e infestazioni

parassitarie, le aziende strappano così alla natura il

controllo dei loro raccolti. Tra il 2017 e il 2022 la terra

utilizzata per coltivare ortaggi ed erbe aromatiche nelle

serre è aumentata

di quasi 190.000

ettari e il settore è

cresciuto di circa

il 25% negli ultimi

cinque anni. Ma

il tallone d’Achille

resta il consumo

energetico.

44 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


La paura per il futuro

dei coltivatori spagnoli di tabacco

P

roduciamo tabacco,

non fumatori!

Con questo slogan,

unito ai dati economici, i

produttori spagnoli stanno

cercando di contrastare le

critiche. Il 99% del tabacco

è coltivato e trasformato

nella regione settentrionale

di Cáceres. Attività fondamentale

per l’economia

locale dell’Estremadura,

dove si concentra quasi

l’intera produzione di tabacco

spagnola, generando

2.100 posti di lavoro e

contribuendo con oltre 100

milioni di euro al Pil regionale,

è la voce economica

principale del territorio.

Tuttavia, i produttori sono

preoccupati per il loro futuro

a causa delle incertezze

legate ai piani antitabacco

del ministero della Salute.

Mentre riconoscono la

necessità di ridurre il consumo

di tabacco, temono

che alcune misure, come il

confezionamento generico,

possano danneggiare

gravemente l’industria

locale. Gli agricoltori si

sono adattati nel corso

degli anni, affrontando le

sfide del settore e investendo

in tecnologie e pratiche

sostenibili. Anche se la

produzione di tabacco sta

diminuendo, questa attività

rimane essenziale per la

sopravvivenza economica

e per contrastare il declino

demografico della regione.

L’ERBICIDA AVANZA: TENSIONI IN CAMARGUE

Nella regione francese della Camargue prosegue la

contestazione dell’utilizzo dell’erbicida Avanza. Cresce

la tensione tra i coltivatori di riso, le autorità locali e i

residenti. Il successo delle colture risicole passa indubbiamente

dalla capacità di controllo delle infestanti. A

Saintes-Maries-de-la-Mer i risicoltori, per stemperare i

contrasti, hanno preparato e offerto, davanti al Comune,

un risotto, a dimostrazione della bontà e della qualità del

loro prodotto.

NEGLI STATI UNITI È EMERGENZA AVIARIA

L’influenza aviaria,

che ha già

causato la morte

di circa 80 milioni

di volativi negli

ultimi due anni,

colpisce anche

le vacche da

latte, riducendo

temporaneamente

la produzione di latte e aumentando le restrizioni per il

trasporto degli animali attraverso i confini statali. I timori

che la malattia possa diffondersi anche al bestiame da

carne hanno scosso i mercati zootecnici Usa. Gli agricoltori

stanno adottando misure di sicurezza, ma c’è

incertezza su come gestire questa nuova minaccia. Al

momento non si registrano restrizioni alle esportazioni

per carne rossa e formaggi.

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 45


RELAZIONI INTERNAZIONALI CONGRESSO FNSA

L’asse

con i francesi

Confagricoltura è stata l’unica

associazione di settore italiana

presente al congresso

della maggiore confederazione

agricola francese

“F

rancia e Italia, che hanno fondato

l’Europa unita, credono profondamente

nell’UE. E, in un’ottica

europea, nell’attuale contesto geopolitico,

è fondamentale comprendere

il nostro futuro e la

strategia agricola da mettere in atto per tutelare

la competitività e il rafforzamento del settore primario”.

Lo ha detto il presidente di Confagricoltura,

Massimiliano Giansanti, al 78° Congresso

FNSEA (Fédération Nationale des Syndicats d’Exploitants

Agricoles), che si è svolto, a Dunkerque,

in Francia, dove Confagricoltura ha partecipato

come unica associazione agricola italiana.

Giansanti ha ribadito quanto sia indispensabile

garantire ai consumatori sicurezza alimentare

e che l’Europa abbia un’agricoltura forte. “Per

questo serve una profonda revisione della PAC,

come Confagricoltura sostiene già dal 2018, affinché

- ha affermato - torni ad essere una politica

capace di assicurare anche un giusto reddito

agli agricoltori”.

Il presidente di Confagricoltura ha poi sottolineato

quanto siano fondamentali la semplificazione

burocratica, la reciprocità di regole all’interno del

mercato, la ricerca e l’innovazione per affrontare

le sfide dei cambiamenti climatici e di una popolazione

in costante aumento. “Gli agricoltori chiedono

certezze e di essere messi nelle condizioni

di poter produrre - ha aggiunto -. Le politiche

adottate dall’ultima Commissione UE guardano

all’ideologia ambientalista più che alla competitività:

di qui la necessità di un cambio di passo.

Come agricoltore sono convinto che siamo stati

tutti colpiti nel nostro orgoglio per troppo tempo.

A Bruxelles, secondo l’opinione pubblica, alcuni

politici hanno ritenuto che gli agricoltori non

fossero necessari e che si opponessero al modello

economico che era stato elaborato. Invece noi

siamo i primi amici dell’ambiente, siamo fieri di

ciò che facciamo e vogliamo essere attori importanti,

producendo cibo sano e sicuro”.

Il congresso si è concluso con l’intervento del

presidente della FNSEA, Arnaud Rosseau. “Gli ultimi

mesi ci hanno messo di fronte ad una sfida

senza precedenti da oltre trent’anni - ha detto -.

Abbiamo reagito, anche con qualche incertezza e

imperfezione, ma non è mai mancato l’ascolto e

il dialogo con i nostri agricoltori, che hanno esigenze

diverse, ma che sono tutti importanti. Dalle

nostre discussioni - ha proseguito - è emersa una

certezza: di fronte al disordine mondiale, alla pace

vacillante, al cambiamento climatico, al ripristino

della biodiversità, alla tema della sicurezza alimentare,

fino al processo verso la neutralità climatica,

l’agricoltura è una soluzione”. (gb)

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46 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


R RELAZIONI INTERNAZIONALI ASAJA A ROMA

Patto mediterraneo

A Palazzo della Valle

si è svolto un incontro con

la più grande organizzazione

agricola professionale spagnola

Asaja siamo legati da un’amicizia

storica: abbiamo in comune

con questa Organizzazione i

grandi temi dell’agricoltura del

Mediterraneo. Le nostre produzioni

vanno rafforzate e l’incon-

“A

d

tro odierno con la delegazione spagnola mira a

consolidare ulteriormente la collaborazione, in

vista di un maggior peso politico dell’agricoltura

all’interno dell’Europa”. Lo ha detto il presidente

di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in

occasione della bilaterale che si è svolta a Palazzo

della Valle con la delegazione di Asaja, la

più grande organizzazione agricola professionale

spagnola. L’incontro ha l’obiettivo di rafforzare

i partenariati internazionali e affrontare le sfide

emergenti nel settore agricolo, partendo dalle diverse

questioni che stanno plasmando il futuro

dell’agricoltura in Europa.

“L’appuntamento di oggi è frutto di una cooperazione

che ha avuto inizio molto tempo fa a Bruxelles

- così il presidente di Asaja, Pedro Mauricio Barato

Triguero -. Vogliamo continuare a confrontarci e a lavorare

insieme con Confagricoltura per supportare i

nostri comuni interesse in seno al COPA e più in generale

in Europa”. Per questo il presidente Barato ha

proposto a Confagricoltura la creazione di un Patto

Mediterraneo, volto a definire obiettivi chiari e tempistiche

definite per allineare gli interessi comuni e

rafforzare le azioni sinergiche dei Paesi dell’area.

Oggetto di confronto durante la bilaterale che ha

riunito le due Organizzazioni anche la necessità di

una revisione della PAC, che - a parere di entrambi

i presidenti - deve tornare ad essere una politica

economica, più agraria e meno influenzata dall’ideologia

ambientalista. Sono stati inoltre approfonditi

l’attuale contesto geopolitico, contrassegnato dal

conflitto in Ucraina e dalla guerra in Israele e le relative

ripercussioni sul settore primario, gli accordi

commerciali internazionali e la necessità di reciprocità

di regole all’interno di essi. Inoltre, l’importanza

della ricerca e delle TEA in particolare, soprattutto

nel contrasto ai cambiamenti climatici, con attenzione

a come le politiche possano essere adattate

per incorporare i progressi tecnologici e scientifici

che promuovono pratiche agricole più responsabili

e sostenibili. Altri argomenti di discussione sono

stati la politica sociale, il problema della mancanza

di manodopera in agricoltura, oltre alla necessità

di creare interprofessioni a livello europeo che

permetterebbero il confronto per una politica più

orientata al mercato. “L’agricoltura deve tornare ad

essere sempre più strategica nell’equilibrio geopolitico

europeo - ha concluso Giansanti -. Per questo

bisogna tornare a politiche che, anziché disincentivare

le produzioni, siano in grado di promuoverle e

valorizzarle”. (red)

•••

g ALL’EUROPA MANCA UN PO’ DEL PRAGMATISMO USA

Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, nel suo

ruolo di vicepresidente del Copa Cogeca, ha recentemente partecipato

ad una bilaterale tra i vertici e gli stakeholder dell’agricoltura

degli Stati Uniti d’Amerca e quelli dell’Unione europea.

Dall’incontro è emerso un sostanziale maggiore pragmatismo

del modello agricolo USA a cui quello europeo dovrebbe guardare.

In un’intervista rilasciata al suo ritorno in Italia a Micaela

Cappellini de Il Sole 24 Ore, il presidente ha confessato di aver

desiderato in quei giorni di essere un farmer americano. “Dal

confronto - spiega nell’intervista - sono emerse con chiarezza

due visioni diverse sul modello con cui accompagnare l’agricoltura

al mercato. Per l’Unione europea il tema della sicurezza

alimentare non può prescindere da quello della sostenibilità. Gli

Stati Uniti, invece, danno la priorità all’efficienza della produzione

e alla tutela del reddito degli agricoltori”. Il presidente Giansanti

dice anche che gli USA affiancano gli agricoltori con disponibilità

di risorse economiche ben più alte rispetto agli standard

europei. “Il loro Farm Bill dispone degli stessi fondi della Pac, solo

che da loro è destinato ad un unico Paese, da noi va diviso fra 27

strategie politiche nazionali, a loro volta divise in politiche regionali”.

Tanti anche i fondi per la lotta all’inflazione per tamponare,

da una parte l’erosione del potere d’acquisto dei consumatori,

dall’altra, i prezzi all’origine dei prodotti agricoli. (gb)

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 47


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

di Alessandra Porro

CAMPANIA

CONTE

NUOVO DIRETTORE

CONVEGNO DI CONFAGRICOLTURA UMBRIA

Rinnovabili investimenti

e programmazione

Punta sul concetto di “squadra”

Paolo Conte, 41 anni, napoletano,

avvocato e dottore di ricerca

di diritto agrario comparato, neodirettore

di Confagricoltura Campania.

“Dare risposte adeguate

alle imprese, in questo momento

delicato, è una grande sfida,

ma sono convinto che insieme

potremo farcela, ha dichiarato.

“A livello nazionale - ha spiegatoFabrizio

Marzano, presidente

di Confagricoltura Campania - la

nostra Confederazione sta valutando

innovativi modelli organizzativi

e Paolo Conte è la figura

che certamente saprà cogliere

le nuove opportunità di sviluppo

e di crescita organizzativa a

livello regionale e interpretare le

esigenze delle aziende agricole”.

Conte prende il posto di Paolo

di Palma, che andrà a ricoprire

il ruolo di direttore di Confagricoltura

Benevento e Caserta. Nei

prossimi mesi il neodirettore girerà

il territorio regionale. “È mia

intenzione essere in prima linea

nel dare più forza ed efficacia

all’azione sindacale di tutela delle

imprese agricole della Campania.

Gli incontri in presenza sui

singoli territori sono necessari

per recuperare il contatto diretto.

Facendo squadra potremo affrontare

meglio le difficoltà, ha

concluso Conte”.

Tra agroenergie ed agrivoltaico,sono

tanti i modelli illustrati al convegno di

Confagricoltura Umbria nel giorno

dell’inaugurazione di Agriumbria, il

5 aprile, per affrontare il tema della

transizione energetica sostenibile

all’interno del settore primario. Con

le conseguenti sfide per territori, imprenditori

agricoli ed istituzioni.

Al centro dell’incontro, che si è tenuto

nella Sala Maschiella di Umbriafiere

a Bastia Umbria, al quale è

intervenuto anche il ministro dell’Agricoltura,

Francesco Lollobrigida, si

è parlato anche di quale deve essere

il modello agricolo da costruire

per il futuro. “Energie rinnovabili:

consolidare il presente e programmare

il futuro” il tema del dibattito

moderato da Fabio Rossi, presidente

di Confagricoltura Umbria:

“Quello delle energie rinnovabili

è un argomento importante per le

nostre imprese - ha dichiarato - ma

dobbiamo fare in modo che questo

business rimanga legato alle aziende

agricole e non passare nelle

mani delle multinazionali, soprattutto

in un momento difficile come

quello che sta vivendo il settore”.

Il presidente nazionale di Confagricoltura,

Massimiliano Giansanti, ha

parlato della centralità del settore

primario: “Un terzo del territorio

italiano è gestito da agricoltori e a

mangiare non possiamo rinunciare.

Il nostro ruolo come associazione è

quello di costruire un modello agricolo

che faccia perno sulla ricerca,

la scienza, la tecnologia, le energie

rinnovabili, per consolidare la competitività

delle imprese, garantire la

sicurezza alimentare e la capacità di

stare sul mercato”. Sulle agroenergie

è stato poi ricordato il “position paper”

presentato da Confagricoltura,

perché asset fondamentale per dare

valore all’agricoltura. Anche sul fotovoltaico

sono stati sottolineati i tanti

provvedimenti che devono essere

attuati. Con l’obiettivo in Italia dei

75 GW, che si traducono nell’importante

sfida dei 100mila ettari di

impegno di terreni. In tutto questo

l’Umbria, come evidenziato, per la

sua conformazione e struttura, avrà

un ruolo fondamentale in questa

strategia di rivisitazione del piano

energetico.

Al convegno sono intervenuti il presidente

della Regione, Donatella

Tesei, e il presidente della commissione

Agricoltura della Camera dei

Deputati, Mirco Carloni, il quale ha

sottolineato che le esigenze del mondo

agricolo sono sotto osservazione

perché è in gioco il futuro di un comparto

importante dell’economia.

48 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


APPUNTAMENTO A BASTIA UMBRA SU GENETICA BOVINA

La stalla del futuro

Giovani di Confagricoltura

Innovazione e sostenibilità: Il futuro della zootecnia al Centro

di Agriumbria e dell’iniziativa dei giovani di Confagricoltura.

Nel panorama delle fiere agricole italiane, Agriumbria si

distingue come un evento di rilievo per il settore zootecnico.

Quella del 2024 è stata un’edizione importante, con il

claim “orientati al futuro”. E chi, se non i giovani ne sono i

naturali destinatari? E, l’Anga, non poteva certo mancare

l’appuntamento di quest’anno a Bastia Umbra.

La presenza dei giovani di Confagricoltura non è stata solo una

formalità, ma un’opportunità per affrontare uno dei temi più

cruciali per il futuro della zootecnia, ovvero la genetica bovina.

Il contesto attuale mette la zootecnia di fronte a sfide complesse

e urgenti. Si parla di sostenibilità ambientale, benessere

animale, aumento dei costi aziendali, diffusione

di fake news, e di una popolazione mondiale in continua

crescita. Se si considerano settori specifici come suinicoltura

e avicoltura, le sfide diventano ancora più pressanti,

con la minaccia della Peste Suina Africana e delle direttive

sulle emissioni.

Tuttavia, queste sfide possono essere trasformate in opportunità

di innovazione.

La

digitalizzazione,

l’automazione,

lo studio di nuovi

sistemi di allevamento

e la selezione

genetica

sono solo alcune delle strade percorribili. È da questa consapevolezza

che nasce l’idea del convegno “La Stalla del

Futuro del Presente”, che si è tenuto il 6 aprile scorso in fiera.

L’evento è stato frutto della collaborazione tra il gruppo di

lavoro Innovazione Genetica e la Federazione nazionale

di prodotto Anga Lattiero Casearia, e ha rappresentato il

secondo appuntamento, dopo l’approfondimento sulle Tecnologie

di Estrazione del Dna dell’anno scorso a Mantova,

al Food & Science festival, con Luigi Cattivelli, direttore del

centro di ricerca di Genomica e Bioinformatica del Crea.

Nell’occasione i numerosi partecipanti sono riusciti ad

approfondire diversi aspetti chiave. Fabio Curto di Fristali

(allevatori di Frisona Italiana) ha illustrato il funzionamento

dell’associazione, mentre Silvio Borrello, Ceo Food&Health

Consulting, ha focalizzato l’attenzione sul benessere animale.

Infine, Daniele Pietrucci, dell’Università della Tuscia,

ha condiviso le ultime novità provenienti dal mondo accademico

in termini di innovazioni per la zootecnia.

La partecipazione al convegno è stata notevole, come confermata

anche da Nicholas Perla, presidente Anga Umbria,

che ha sottolineato l’interesse suscitato da un tema così attuale

e coinvolgente.

In conclusione, Agriumbria si è confermata, ancora una

volta, come un punto di incontro imprescindibile per il settore

zootecnico, perché offre non solo l’opportunità di confrontarsi

sulle sfide del presente, ma soprattutto di tracciare

insieme il percorso per un futuro sostenibile e innovativo

del comparto.

a cura di Elisabetta Tufarelli

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 49


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

TUTTO PRONTO PER IL SOGGIORNO ESTIVO DEI PENSIONATI ANPA

Destinazione Orosei

LE CURE

NON SONO PER TUTTI

Il soggiorno estivo 2024 dei pensionati di

Confagricoltura si svolgerà a settembre in

Sardegna, al Club Hotel Marina Beach di

Orosei, una bellissima struttura, perfetta

per una ricca vacanza, tra cucina e mare

in uno dei posti più suggestivi di tutta l’Isola.

Situata a soli 150 metri dalla spiaggia

dorata tra le più rinomate della Sardegna,

l’imponente e colorato complesso architettonico

del Club Hotel è inserito all’interno

di un parco di 23 ettari, con giardini

curatissimi, vaste zone verdi e suggestive

piazzette collegate da romantici vialetti in

pietra mosaico.

L’albergo ha un parco piscine tra i più

grandi d’Europa e offre numerose attività

sportive e di intrattenimento, assieme

ad una variegata offerta gastronomica.

L’ANPA ha selezionato una vacanza

indimenticabile all’insegna della socializzazione,

del divertimento e del relax.

Partendo a bordo di un simpatico trenino,

con fermata interna al Club Hotel, si

può raggiungere comodamente il centro

storico di Orosei. Il soggiorno estivo dura

10 giorni, dall’8 al 18 settembre. Attenzione:

le prenotazioni scadono il prossimo

8 maggio.

Quattro anziani su dieci sono

esclusi dalle cure migliori

proprio per l’età, perché

troppo vecchi per ricevere le

cure più avanzate e per essere

inclusi negli studi clinici per

la sperimentazione di farmaci

di cui sono i primi a fare uso.

Lo rivela uno studio condotto

su oltre 80mila persone in 57

Paesi. La ricerca sottolinea

come una persona su due abbia

pregiudizi basati sull’età che

influenzano anche la sanità,

riducendo accessibilità alle cure

e appropriatezza dei trattamenti.

RISULTATI PREOCCUPANTI sugli effetti negativi

della percezione dell’invecchiamento emergono anche

da uno studio britannico pubblicata su The Lancet

Public Health. La ricerca associa un’autorappresentazione

denigratoria del proprio invecchiamento

con un rischio maggiore del 40% di problemi cardiaci

e del 30% di ictus. Effetti che influenzano anche la

longevità, con una probabilità fino a 4 volte più alta

di morire nelle persone anziane che hanno un’autopercezione

negativa dell’invecchiamento, rispetto a

quanti hanno una visione positiva della vecchiaia.

50 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024



PATRONATO di Elisabetta Tufarelli

ENAPAFORMA, IL NUOVO STRUMENTO DIGITALE PER LE NUOVE COMPETENZE

Caponi Consulenze

sempre aggiornate

52 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024

È partita la nuova piattaforma formativa

ENAPAForma. Strutturata come una

scuola, con l’obiettivo di rendere il Patronato

di Confagricoltura sempre più

ricco di expertise, pronto a rispondere

alle diverse richieste della società in rapido

cambiamento, per riposizionarsi

rapidamente all’interno del settore del

welfare sociale, che richiede sempre

più competenze, servizi innovativi,

personalizzati e strumenti digitali di ultima

generazione. Solo la formazione

continua, infatti, riesce a garantire la

crescita delle capacità delle proprie

risorse umane, insieme alla qualità del

servizio offerto agli utenti. Il patronato

Enapa, per consentire una sistematica

gestione organizzativa di ogni fase di

studio, di test e di valutazione finale

dell’apprendimento di ciascun partecipante,

ha organizzato classi a numero

chiuso e assistite da un tutor. Il sistema

di formazione progettato è flessibile e

viene erogato attraverso la modalità

mista, in presenza e online, costantemente

aggiornabile e in grado di coinvolgere

organizzativamente anche le

sedi territoriali.

“I profondi cambiamenti che interessano

tutte le fasi di accesso alle prestazioni

previdenziali e socio-assistenziali

- ha sottolineato il coordinatore

nazionale, Roberto Caponi (in foto)

- ci impongono l’adozione di strategie

organizzative in grado di gestirli e governarli

continuando a fornire assistenza

di qualità ai nostri utenti, offrendo

consulenze sempre più aggiornate e

risposte puntuali ed esaurienti”.

I corsi di formazione e di aggiornamento

sono fondamentali e il Patronato

Enapa, attraverso la l’innovativa

piattaforma, li gestisce e programma,

differenziando l’offerta per livelli di

esperienza, conoscenza e specializzazione

delle materie. È stata così

completamente riorganizzata l’intera

attività didattica, dando il via a questo

modello di formazione permanente

per gli addetti. L’offerta prevede corsi

base rivolti ai neoassunti, intermedi

per chi è già in possesso di adeguate

conoscenze, ma ha bisogno di accrescere

le proprie competenze tecniche

e specialistica e, infine, per operatori

esperti, che offrono ulteriori specializzazioni,

in particolare nella consulenza

previdenziale. Ogni partecipante

avrà un libretto formativo che attesta

le competenze acquisite. “In questo

modo - conclude Caponi - offriamo un

patrimonio di conoscenze certificate a

disposizione dell’intero sistema Enapa

e Confederale”.

Il catalogo generale dell’offerta formativa

elenca i corsi già in produzione e

l’avvio di ognuno sarà preceduto da

una specifica comunicazione sulle modalità

di iscrizione degli operatori, descrivendone

in dettaglio le diverse fasi

di attività didattica”. Lunedì 6 maggio

partirà - nella piattaforma ENAPAForma

- il primo corso su “La contribuzione

Inps e l’estratto conto assicurativo”, a

cui seguirà un secondo : “Le pensioni

da contributi e le pensioni assistenziali”.

Per ulteriori info: enapaforma@enapa.it


AGRITURISMO di Elisabetta Tufarelli

AGRITURISMO SCRIBANO SULLE COLLINE FRIULANE TRA UDINE E GORIZIA

Tra storia

e natura

N

ascosto tra i verdi paesaggi

e le colline ondulate del

Friuli-Venezia Giulia, l’Agriturismo

Scribano è un’autentica oasi

di tranquillità e bellezza naturale, che

offre un’ospitalità attenta e genuina,

piatti deliziosi e panorami mozzafiato:

luogo ideale per un’indimenticabile

fuga dalla routine quotidiana. La storia

dell’agriturismo inizia da lontano, perché

nasce addirittura in Sicilia quando,

durante la Seconda Guerra Mondiale,

Salvatore Scribano, un sarto di Ragusa,

fu conquistato dalla bellezza dei

Colli e da quella di Renata di Prepotto,

sua moglie. Decise di rimanere lì, impiantando

così i primi vigneti in questo

territorio altamente vocato per la viticoltura,

riparato dalle correnti fredde

dalle Alpi Giulie e il mare Adriatico

di fronte a garantire una benefica e

costante ventilazione. Ci troviamo in

un territorio dove i pendii sono modellati

dai vigneti, a cavallo tra i Colli

Orientali e il Collio, lungo il confine tra

la provincia di Udine e Gorizia, a due

passi dalla Slovenia.

“Dai nostri vigneti, della cui manutenzione

mi occupo direttamente,

ricaviamo vini Igt Venezia Giulia e

Doc Colli Orientali. In vigna utilizziamo

- spiega Alberto Scribano

- un’agricoltura attenta e, anche se

non siamo biologici, teniamo particolarmente

a non utilizzare prodotti che

rischino di danneggiare l’ambiente.

La nostra struttura e il ristorante sono

prospicienti alla vigna”. Agriturismo

Scribano incarna pienamente

il concetto stesso di ospitalità in

un’azienda agricola in piena attività,

abbinando sapientemente tradizione

e modernità. Sono evidenti le radici

profonde della famiglia Scribano

nell’accoglienza, che si riflettono

nell’atmosfera cordiale, che riempie

l’intera tenuta, ricevendo gli ospiti

con attenzione e cortesia. L’intera filosofia

aziendale è quella di rispettare,

tutelandoli e mettendoli in risalto, i

valori legati al paesaggio e

all’ambiente naturale, uniti

alle tradizioni e ai rituali

della cultura rurale del

territorio. “Offriamo anche

la possibilità di conoscere

e raccogliere le erbe spontanee

dei campi, per poi

preparare insieme ricette

gustose. Al tempo della

vendemmia - continua -

organizziamo giornate per

riscoprirne e mantenerne

il rito”. L’agriturismo offre

quattro camere e un ristorante di cui

si occupa la moglie di Alberto, Caterina.

È meta di vacanza d’italiani,

ma anche di austriaci e tedeschi, che

amano sostare al bancone per un

bicchiere di vino, magari, accompagnato

da una polpetta, una fetta di

frittata o un intramontabile ûv dûr.

Progetti futuri? “Sono principalmente

legati alla cantina - conclude l’imprenditore

- ma stiamo pensando

anche di ampliare la ricettività”. La

struttura è punto ideale per esplorare

i dintorni di questo territorio, ricco di

storie di guerra, di vita contadina, e

di sentieri da percorrere. L’agriturismo

offre connessione WiFi gratuita e

un’area giochi per bambini. L’Aeroporto

di Trieste è ubicato a soli 30

chilometri dall’azienda agricola.

AGRITURISMO SCRIBANO

Via Craoretto, 22

33040 Prepotto (UD)

Tel. 347 1373865 - 333 6418357

Email info@scribanovini.it

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 53


OLIO di Gabriella Bechi

L’EXTRAVERGINE DELL’AZIENDA AGRICOLA DI MASSIMO SERENA

Tradizione e innovazione

L’

azienda Agricola Serena

nasce nel 2000, a completamento

dell’agriturismo che

porta il suo stesso nome, per volontà

di Massimo Serena, che in quell’anno

acquistò 10 ettari sulle colline di

Fermo a 25 chilometri dalla costa

adriatica, intenzionato a produrre

olio extravergine di oliva di qualità:

una passione che coltivava da tempo.

Ex pilota di motocross, con il pallino

della meccanica e la ricerca nel Dna,

Massimo mette subito a frutto le sue

competenze: dopo avere impiantato

gli olivi, inizia la collaborazione con

enti di ricerca e Università avvalendosi

della collaborazione di esperti come

il professor Natale Giuseppe Frega,

per sfruttare appieno le potenzialità

di quel territorio, non solo da un punto

di vista agronomico, ma anche nei

sistemi di raccolta e di lavorazione

delle olive.Fino

a brevettare

macchine da lui

ideate, come

quella per

tirare le reti a

terra durante la

raccolta delle olive, che avviene

rigorosamente a mano.

Particolare cura viene posta

nella lavorazione: tutte le olive

vengono denocciolate grazie

ad appositi macchinari, subito

dopo il lavaggio e prima

della gramolatura, con un

processo veloce, che consente

di frangere solo la

polpa. Il risultato è un olio

extravergine di oliva di

qualità superiore, dalle

caratteristiche organolettiche

accentuate,

con una durabilità

nel tempo grazie alla

maggiore resistenza

al processo di ossidazione.

Totalmente biologica dal 2005, oggi

l’azienda conta 3000 piante di olivo,

prevalentemente di varietà Leccino,

Frantoio e Moraiolo, ma anche Sargano

di Fermo, cultivar marchigiana

diffusa soprattutto nel fermano e sulla

zona litoranea fino alle province di

Macerata ed Ancona, caratterizzata

da una resa molto bassa e da una inflizione

precoce, e, fiore all’occhiello, la

Tenera ascolana, cultivar

originaria della provincia

di Ascoli nota soprattutto

per le olive da mensa, da

cui si ricava anche un ottimo

olio extravergine di oliva. Tre

gli oli prodotti, tutti biologici

e denocciolati: un Blend (Leccino,

Frantoio e Moraiolo), un

Sargano di Fermo, un Ascolana

Tenera, a cui si aggiungono

le olive ascolane del Piceno

Dop in salamoia, la pasta di

olive di Tenera Ascolana le olive

nere conciate.

Particolarmente fiero Massimo

Serena va del suo Sargano di

Fermo, un olio con alto contenuto di

polifenoli e clorofilla, scarso acido

oleico e alto acido linoleico, un

grasso essenziale per il mantenimento

dei livelli di colesterolo nel sangue.

Fruttato medio, tendenzialmente

verde, con sentore di mandorla, per il

suo sapore delicato è adatto soprattutto

ai bambini che non amano i gusti

forti e decisi. Massimo lo consiglia

alle mamme fin dalla più tenera età

dei loro figli.

54 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


RISTORANTE di Gabriella Bechi

OSPITALITÀ MARCHIGIANA A TAVOLA: IL RISTORANTE DELL’AGRITURISMO SERENA

Qualità

familiare

U

n casolare posto sul dorso di

una collina, circondato da

11 ettari di oliveto, con una

vista stupenda che spazia dai Monti

Sibillini alla costa adriatica: Torchiaro,

Ponzano di Fermo, che si estende su

tre dorsali collinari tra fiumi e torrenti,

il Monte Giberto, che si trova a 322

metri sul livello del mare, Petritoli, un

comune collinare della provincia di

Fermo che domina la verde e fertile

vallata dell’Aso e, nelle belle giornate

limpide, un bello scorcio sul mare, a

solo 25 chilometri. Questo è l’agriturismo

Serena, nato 30 anni fa, in cui

oggi lavora tutta la famiglia Serena:

Massimo, la moglie Daniela, i figli

Filippo e Cecilia. Una struttura accogliente,

immersa nella natura e nella

quiete assoluta, in grado di trasmettere

agli ospiti l’amore per la terra e per

le sue tradizioni. Aperto nella stagione

estiva da aprile ad ottobre, dispone di

quattro appartamenti, per un soggiorno

minimo di cinque giorni, dotati

di tutti i confort, e di un grandissimo

parco giochi per i bambini. Un luogo

dove rilassarsi, lontano dallo stress, e

immergersi fino in fondo nella campagna,

con le sue coltivazioni, i suoi

animali, i suoi ritmi. Un vero agriturismo

insomma.

Punto di forza è il ristorante. Aperto

anche al pubblico esterno a cena e

da giugno a settembre la domenica,

propone piatti della tradizione

marchigiana: una cucina variegata,

che cambia da una valle all’altra,

basata essenzialmente sulle materie

prime di altissima qualità e che, come

impongono le regole della ristorazione

agrituristica, devono essere

di propria produzione o provenienti

comunque da aziende limitrofe. I

salumi vengono lavorati nell’azienda

stessa, che alleva anche polli di razza

Ancona, le verdure sono dell’orto, le

carni e i formaggi vengono acquistati

da produttori locali, la pasta è quella

dello storico pastificio artigianale

Mancini. Per Massimo tradizione,

però, non significa mancanza di innovazione.

Per questo la cucina è dotata

delle più moderne tecnologie e ogni

giorno vengono sperimentate nuove

ricette, diversi sistemi di cottura e si

dà libero spazio alla creatività degli

chef, che sono tutti i componenti della

famiglia: dalla mamma di Massimo,

ERBE SPONTANEE DELLE COLLINE

Per gustare l’olio

extravergine di

oliva biologico

Sargano di Fermo

denocciolato

dell’azienda

agricola Serena,

Massimo consiglia

“Contorno di erbe

spontanee delle

nostre colline”

89 anni, che arriva in azienda con

la sua Panda per preparare il sugo,

alla moglie e ai figli, ognuno con le

sue competenze. Come Filippo, con

la passione per la pasticceria, che la

mattina delizia gli ospiti con deliziosi

cornetti al “burro vero”.

Ricco il menù, che varia secondo la

stagione e la disponibilità. Tra gli antipasti,

i taglieri di prosciutti e salumi,

le olive ascolane, il tronchetto (una

sorta di porchetta); tra i primi piatti,

pasta fresca fatta in casa: tagliatelle,

pappardelle, tortelloni e tortellini; per

secondo, carni alla brace, coniglio

alla cacciatora, trippa e arrosticini.

E, per finire, il tradizionale ciambellone

che si mangiava per uno spuntino

sull’aia quando ancora si trebbiava

a mano.

Marchigiana al 100% la cantina,

con una ricca offerta di etichette, dalle

bollicine ai fini fermi, bianchi e rossi.

E, naturalmente, in cucina e sulle

tavole degli ospiti non manca mai

l’olio extravergine biologico

dell’azienda, ingrediente fondamentale

di tutti i piatti.

Contrada Ete 41- Fermo

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 55


BUONO A SAPERSI di Gaetano Menna

CD-BOOK PER RICORDARE LA RESISTENZA

Omaggio rock

ai canti partigiani

I

canti dei partigiani rappresentano

un patrimonio culturale e musicale

di inestimabile valore, non solo

per la storia italiana, ma anche per

la comprensione del profondo spirito

che animava la Resistenza durante il

secondo conflitto mondiale.

Ce lo ricorda il bel CD-book “Nella

notte ci guidano le stelle, canti per la

Resistenza” (Squilibri Editore), prodotto

dal patron della casa editrice Mimmo

Ferraro e con la direzione artistica di

Marco Rovelli, che ha vinto la Targa

Tenco come “miglior album collettivo

a progetto”. L’album ricomprende 15

brani di esponenti della scena rock

nazionale che propongono canti

partigiani ed inediti dedicati al periodo

della resistenza. Il riferimento iniziale e

per molti versi obbligato è stato il disco

“Materiale resistente”, del 1995.

Yo Yo Mundi e Marlene Kuntz, tra i

protagonisti di quel disco di quasi 30

anni fa, li ritroviamo anche in questo

nuovo omaggio. E proprio Yo Yo

Mundi con la cantautrice Lalli apre

l’album, così come Vinicio Capossela

con Dimitris Mystakidis lo chiude con

il brano simbolo della Resistenza: è

“Bella Ciao”, riproposto in due suggestive

e moderne riletture; questo canto

è divenuto un simbolo internazionale

della lotta per la libertà e racconta la

storia di un giovane partigiano che,

ferito a morte, saluta i suoi compagni e

la sua amata.

L’altro brano

simbolo dei canti

partigiani, “Fischia

il vento” è proposto

nella versione

strumentale della

chitarrista americana

folk-blues

Marisa Anderson;

il brano è un canto di marcia che

inneggia alla tenacia e al coraggio dei

partigiani nella loro lotta per la libertà.

Marco Rovelli, curatore del progetto,

ha proposto “Sbandati” con il testo

dello stesso Rovelli e le architetture

musicali di Teho Teardo.

La resistenza non ha confini e Petra

Magoni e Alessandro D’Alessandro

hanno presentato “Attraverso valli

e monti”, versione italiana di una

canzone partigiana russa.

Suggestivo il brano di ‘A67 che hanno

scelto “Napule nun te scurdà”, canzone

di Sergio Bruni e Salvatore Palomba

sulle quattro giornate di Napoli.

In evidenza anche i dipinti del bravo

artista cosentino,

classe 1993, Beppe

Stasi che arricchiscono

il book:

immagini mosse,

quasi sbiadite, che

è un invito a non

rimuovere dalla

memoria, a non

dimenticare.

Nella nota per il CD-book Marco

Rovelli sottolinea l’attualità della resistenza:

“Resistenza è l’etica, compiere

una scelta e rimanervi fedeli. Una

scelta etica è una scelta di passione,

ed ha un suo suono. In chi, nel fuoco

degli eventi, ha sentito la necessità

di scrivere una canzone, si nasconde

un segreto. Il segreto degli uomini,

che hanno bisogno di musica per far

danzare la vita”.

g LA NUOVA MUSICA POPOLARE DELLA GRECIA SALENTINA

“Amartìa” (Collettivo Desuonatori), nato dall’incontro

artistico tra Ninfa Giannuzzi e Valerio Daniele,

rappresenta uno dei progetti musicali più interessanti

emersi nel panorama salentino negli ultimi

quindici anni. La proposta si distingue per la presenza

di brani originali in una lingua antica e morta - la

lingua grica (che si rifà al greco) - il dialetto della minoranza linguistica del Salento,

ed è un approccio non convenzionale alla musica tradizionale legata alla Grecia

Salentina. Il disco è digitale, virtualmente ricompreso in un pregevole libello, dallo

stile classico. Dentro ci sono i testi dei brani in “lingua grica” e la traduzione in italiano.

Si accede alla frizione del disco attraverso il QR Code pubblicato. Colpisce

questa unione fra la tradizione (la musica folk, la lingua grica) e l’innovazione (brani

contemporanei, fruizione digitale), quasi a sottolineare che il modo di approcciare

alla musica si evolve; cambiano anche gli artisti e gli ascoltatori ma le radici sono

ancorate al territorio, alla cultura popolare. In esse c’è il Dna, del rinnovamento.

56 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2024


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

CINEDELIK ED I FILM DEI ’60 E ‘70

Soundtrack d’autore

I

l quartetto Cinedelik ci regala

un vero gioiello con il

loro primo album, “La Regola

del Gioco” (Dodicilune),

un tributo alle indimenticabili

colonne sonore dei film italiani

d’autore degli anni ‘60

e ‘70. La cantante Lorena Falbo,

il chitarrista Carlo Rosati,

il bassista Massimiliano Cignitti

e il batterista Enrico De

Paolis, accompagnati da un

gruppo di musicisti di talento,

reinterpretano con passione

e originalità brani iconici

delle colonne sonore di Ennio

Morricone, Armando Trovajoli,

Piero Piccioni, Gianni

Ferrio e altri grandi maestri. È

Ciak si gira

Viaggio tra intramontabili colonne sonore

un omaggio anche al

grande cinema italiano

di Antonioni, Lizzani,

Scola, Bava, Tessari,

Verneuil, Salce. Il disco

cattura subito l’attenzione

per le riletture coinvolgenti;

lo si capisce già

dal brano d’apertura, “Eclisse

Twist” di Giovanni Fusco

Ammonio (che fu proposto

originariamente da Mina per

il soundtrack del film di Antonioni

“L’eclisse”). I Cinedelik

riescono a dare nuova vita a

queste canzoni senza snaturarle,

anzi, arricchendole con

la loro personalità e il loro talento.

Un CD che è must-have

per gli amanti della musica

italiana e per tutti coloro che

apprezzano le colonne sonore

ed il grande cinema italiano.

TRA JAZZ E TANGO NUEVO

Rinascita musicale

he new day” (Abeat Records), il nuovo album del pianista

e compositore Alberto Iovene, è un omaggio al con-

“T

cetto di rinascita e alla capacità di superare le difficoltà. Questo

lavoro discografico si avvale della preziosa collaborazione di

Daniele Di Bonaventura, bandoneonista di fama internazionale,

e del solido supporto

ritmico di Camillo Pace al

contrabbasso e Mimmo Campanale

alla batteria. Il disco si

presenta come un viaggio sonoro

in un mix di generi musicali

differenti, dal jazz al tango, dal

latin jazz alle ballads; si crea

un’atmosfera ricca di pathos

con il bandoneon che proietta nel

mondo del “tango nuevo”. Le composizioni

di Iovene, sapientemente arrangiate, rivelano intensità

espressiva e hanno la capacità di evocare emozioni profonde

e di condurre l’ascoltatore in un’esperienza speciale. “The New

Day” è un album elegante, molto lirico e ricco di spunti emozionanti,

un vero gioiello per gli amanti del jazz, del tango e della

musica di qualità.

Identità sonora

“Songs and Tunes” (Notami), il nuovo album del

contrabbassista e compositore Gianludovico Carmenati,

presenta dieci brani inediti, arrangiati per decimino

jazz che include 7 fiati (legni e ottoni) e una

sezione ritmica. Questa scelta timbrica conferisce

all’opera un’identità sonora unica e ricca. Si percepisce

un’atmosfera particolare:

da un lato, l’inconfondibile corposa

energia e struttura di una

big band; dall’altro l’approccio

innovativo e meno convenzionale

ai brani. La voce solista

è sostituita sapientemente dai

fiati, come dimostra il brano di

apertura “Paper on a Table”.

È un album che richiede un

ascolto attento e aperto, perché non si tratta di jazz

canonico, di blues o di musica classica tradizionale.

Carmenati mescola sapientemente, creando un linguaggio

musicale nuovo e in continua evoluzione. Il

risultato è un’opera fresca, originale, che ha mille sfumature

e che sa catturare l’ascoltatore e trasportarlo

in un mondo sonoro senza precedenti.

APRILE 2024 | MONDO AGRICOLO | 57


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