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La Torre di Veglia maggio-giugno 2024

maggio-giugno 2024

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d

LA TORRE DI VEGLIA

Anno LXIII - n° 3

maggio/giugno 2024

“Poste Italiane spa sped. abb. post. D/L 353/2003

(conv. in L.27/2/2004 n° 46)

art. 1. comma 2, dcb tv”

PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA


Redazionale

arissimi lettori di Torre di Veglia,

eccoci con il terzo numero per quest’anno 2024, che è segnato da

un evento che sicuramente coinvolge tutti noi della comunità di

San Giacomo Apostolo.

Isolina che supporta e accompagna il nostro parroco don

Giulio fin dal suo arrivo nella nostra parrocchia, è tornata a

vivere ad Aprilia, per cui diversi articoli che troverete all’interno

riguarderanno questo avvenimento, il giorno del saluto da parte

della comunità, avvenuto il 7 aprile scorso, e troverete anche

un’intervista ad Isolina stessa in cui ripercorre i momenti salienti

degli anni trascorsi con noi e i suoi progetti per il futuro. Siamo

sicuramente rattristati dalla sua partenza e dalla lontananza,

ma capiamo il suo bisogno di tranquillità e di stare vicino ai

suoi parenti, e quindi anche attraverso le pagine di Torre, le

auguriamo il meglio, e le inviamo un grande e affettuosissimo

abbraccio!

La Redazione


Le mie passioni sono la fotografia e dipingere; inizialmente disegnavo in bianco

e nero a matita poi circa 15 anni fa ho iniziato a frequentare il corso di “pittura

su seta” con la maestra Rosy Marini che mi ha insegnato come utilizzare

e dosare i colori per realizzare molteplici sfumature su questo pregiato tessuto

che è la seta. Questa tecnica richiede pazienza e attenzione però è anche

molto gratificante. Mi piace dipingere fiori come “i soffioni” in fondo, paesaggi

(un esempio in prima pagina) e riprodurre qualche opera di artisti famosi.

Marina Pozza

ANNO LXIII – N. 3

MAGGIO-GIUGNO 2024

Autorizzazione Tribunale TV N. 671 DEL 24/11/1987

“Poste Italiane spa sped. abb. post. D/L 353/2003

(conv. in L.27/2/2004 n° 46) art. 1. comma 2, dcb tv”

PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

Direttore responsabile:

don Gian Pietro Moret

Coordinatore redazione:

Angelo Turbian

Redazione:

Maria Teresa Cesa,

Stefania Chies,

Bruno Dall’Anese,

Raff aella Marcon,

don Giulio Fabris,

Elisa Frare,

Giancarlo Pitasi,

Angelo Turbian,

Marta Zanette

Impaginazione:

Elisa Frare

Stampa: Tipse Vittorio Veneto

Redazione e Amministrazione:

Piazza Fiume, 58

San Giacomo di Veglia TV

tel. 0438.500295

redazione.torrediveglia@gmail.com

www.sangiacomoapostolo.it

e-mail: sangiacomodiveglia@libero.it

sito a cura di: Federica Spinazzè

L’invito di don Giulio pagina 2

Salmo 118/119 3

Verbale del Consiglio parrocchiale 4

Quaresima e incontri sulla Parola 5

Confessioni e Prima Confessione 6

Accoglienza 7

Riflessioni sulla “Sosta” 8

Il saluto ad Isolina 10

Immagini e ricordi dei tempi passati 14

Nessuna Messa senza Prete 16

Giornata della Terra 2024 17

Piazza Fiume: per onore della verità 18

In cucina con Giulia e Lauree 22

Gita della Scuola 23

L’angolo del benessere 24

Il museo del baco da seta 25

Calcio Vittsangiacomo 26

Dall’Archivio Parrocchiale – farmacie di turno 27

Le famiglie ricordano e Orari Sante Messe 28

In copertina: PAESAGGIO di Marina Pozza - Pittura su seta

Ultima copertina: I SOFFIONI di Marina Pozza - Pittura su seta

Hanno collaborato a questo numero:

Per Richiesta Certificati Storici inviare email a:

archivio.sangiacomo@libero.it

Per scaricare il modulo di richiesta

visitare il sito della parrocchia

Finito di redigere

il 24 – 4 – 2024

don Giulio FABRIS

TERRA FERTILE

Consiglio PASTORALE

Fortunato DAL CIN

Animatori e Gruppo GIOVANI

Giovanni BARBANTINI

Marta ZANETTE

Stefania CHIES

Mariangela CADALT

Mario BORTOLOT

Giulia MAIUTTO

Tue le CATECHISTE

Pietro OSSIGiovanna SCARABEL

Gli ALUNNI di classe quinta


Maggio• Giugno 2024

2

d

Carissimi parrocchiami,

LA TORRE DI VEGLIA

permettetemi di riproporre una lettera firmata apparsa sul settimanale diocesano “L’Azione” del 18/02/2024.

L’AIUTO DELLA COMUNITÀ PER “SALVARE” I PARROCI

«S

i sente parlare con crescente preoccupazione di sacerdoti affaticati

a causa della mole di lavoro o di un numero sempre maggiore di

parrocchie da curare. A ciò si aggiungano le lamentele spesso ricorrenti da

parte di fedeli che non riescono a trovare il loro pastore o devono accontentarsi

loro malgrado di un incontro sbrigativo perché il parroco è preso

da molte incombenze.

Di fronte a queste difficoltà le analisi si sprecano e si assiste alle più

svariate opinioni. Io avverto l’impressione che ci sia una sproporzione

tra l’offerta (il servizio che il sacerdote mette a disposizione o propone)

e l’effettiva richiesta: talvolta il parroco profonde molte energie quando

sarebbe sufficiente garantire un servizio più essenziale. Avverto la preoccupazione

da parte dei sacerdoti di dare tutte le comodità alla gente

evitandole la fatica della ricerca di un incontro (non ho la messa o il

catechismo al mio paese, vado in quello vicino).

Si discute della sempre più preoccupante difficoltà di coinvolgere laici

nella preparazione dei funerali (vera

spina nel fianco di molti preti che

devono pensare alla preparazione

della chiesa, a reperire l’organista,

ecc.), ma non si cerca di costituire

delle èquipe… delle squadre di lavoro

che permettano al sacerdote di dedicarsi

con maggior cura alla predica.

Stiamo andando incontro ad uno

tsunami (la situazione andrà sempre

peggiorando purtroppo) e ci preoccupiamo

delle piante del giardino.

I preti rotti ahimè non servono… forse sarebbe più opportuno che dicessero

talvolta dei no perché si sa che la gente ha capito il gioco: anche se

non collabora, la cosa va comunque fatta. Aiutare la comunità a capire

che il prete non è il proprietario della parrocchia, bensì una persona a

servizio della comunità che non porterà via con sé chiese, oratori o

asili che rimarranno a custodia e cura dei cristiani

presso i quali ha svolto il proprio ministero: una

coscienza che solleverebbe tanti preti da preoccupazioni…

poco evangeliche» (lettera firmata).

Condivido questa analisi anche se

è un

po’ riduttiva al fare, fare… Il

prete non deve solo fare, ma avere

il tempo per tessere relazioni forti,

costruttive, che mirano alla crescita

delle fede della comunità. Il prete

deve avere più tempo da dedicare

alla preghiera, al suo rapporto con

Dio.

Il prete ha bisogno continuamen-

te di studiare, “formarsi” sia interiormente

che esteriormente. Il sacerdote,

cioè, ha un bisogno estremo

di una comunità vera che dialoghi,

anche che critichi ma in maniera

costruttiva. Una comunità che evi-

ti il “chiacchiericcio” come lo chia-

ma Papa Francesco.

Carissimi, gli anni che ho sul-

le spalle sono tanti, la fatica si fa

sempre di più sentire… soprattutto

ora che non posso contare

sull’aiuto concreto di Isolina; ma

sono sereno e conto sempre su di

voi per camminare e annunciare il

Cristo che mi indica come punto

di riferimento il Padre.

“Caritas Christi urget nos” – l’amore

di Cristo ci spinge in avanti!

don Giulio


SALMO 118/119

vers. 9-16

LA CUSTODIA DELLA PAROLA (Bet)

9

Come potrà un giovane tenere pura la sua via?

Osservando la tua parola.

10

Con tutto il mio cuore ti cerco:

non lasciarmi deviare dai tuoi comandi.

11

Ripongo nel cuore la tua promessa

per non peccare contro di te.

12

Benedetto sei tu, Signore:

insegnami i tuoi decreti.

13

Con le mie labbra ho raccontato

tutti i giudizi della tua bocca.

14

Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,

più che in tutte le ricchezze.

15

Voglio meditare i tuoi precetti,

considerare le tue vie.

16

Nei tuoi decreti è la mia delizia,

non dimenticherò la tua parola.

È la strofa del giovane che davanti a sé ha una vita,

deve costruirsi un avvenire in mezzo ad un mondo

ostile. L’idea è di una realtà in cui non si vive la legge

del Signore. Qui siamo nel periodo del post-esilio, a

Gerusalemme, sotto la Torah, però intorno c’è la certezza

che gli altri, gli stranieri, vivano diversamente.

Si avverte addirittura il disprezzo degli altri, la distanza

dagli ebrei che hanno la loro legge.

Il problema del maestro è di aiutare i giovani a mantenersi

integri: “Come potrà un giovane tener pura

la propria vita?”. Non è principalmente la riuscita,

quanto l’adesione alla legge: “Come potrà mantenersi

fedele alla Parola?”. Questa è la condizione previa. La

risposta dei libri sapienziali è chiara: “custodendo le

tue parole”.

Dio si è già espresso. Il salmo ritornerà più avanti:

“Sono più saggio di tutti i miei maestri, perché medito

i tuoi insegnamenti”. Quante volte nel Nuovo Testamento

troviamo l’importanza, la necessità della custodia

della Parola! Pensate a Maria.

“Come potrà un giovane mantener pura la sua vita? Custodendo

le tue parole”. La strofa esprime il senso del

termine “custodire” e questo si esplicita con diverse

sequenze. Prima di tutto è la ricerca di Dio fatta con

tutto il cuore: “Con tutto il cuore ti cerco, non farmi deviare

dai tuoi comandi”. Con tutto il cuore “custodirò”

non è una realtà statica. La volontà di impegnarsi

con tutto il cuore è requisito indispensabile per trattare

Dio da Dio: “Amerai il Signore con tutto il cuore,

con tutte le tue forze, con tutto te stesso”.

Il v. 11 aggiunge la custodia gelosa di questo tesoro:

“Conservo nel cuore le tue parole per non offenderti con

il peccato”. È un conservare gelosamente: “Tengo queste

parole come qualcosa che mi sta a cuore. La custodia

riguarda anche la bocca, la Parola deve essere espressa

“con le mie labbra ho enumerato tutti i giudizi della

tua bocca”.

Le labbra del fedele ripetono fedelmente la Parola. Al

v. 15: “Voglio meditare, riprendere, considerare” e più

avanti: “Mai dimenticherò la tua Parola” (v. 16). È la

memoria della Parola. È un’altra condizione.

Imprimere la Parola dentro di noi è un compito che

rimane, ripetendo, anche con fatica, “perché anche di

notte il mio cuore mi istruisce”. Il fatto che gli antichi

imparassero a memoria la Parola, non era un fatto

mnemonico, era un imparare la lingua di Dio. E la ricompensa

a questa fatica è la gioia: “nella tua volontà

è la mia gioia. Mai dimenticherò la tua Parola”.

Non c’è sforzo per la legge che non sia subito ripagato.

Quando contempliamo la Parola, Dio si dona. Quando

parliamo dell’ascolto della Parola, emerge tanta

ricchezza.

don Giulio


Maggio• Giugno 2024

4

Verbale Consiglio Pastorale Parrocchiale

del 15 Febbraio 2024

d

La riunione inizia alle ore 20:40 con un momento

di preghiera, assenti Campodellorto, Ciotti, Poser.

Ordine del giorno:

• Relazione conclusiva sugli incontri del

cammino sinodale

• Proposte per la Quaresima

• Varie ed eventuali

Relazione conclusiva sugli incontri del cammino

sinodale

La situazione al momento è in divenire; indicazioni

più precise su come agire a livello di UP saranno

fornite verso Pasqua. Gli incontri hanno avuto una

funzione più conoscitiva che propositiva: la riflessione

si è concentrata sul discernimento in età

adulta, partendo dal brano delle beatitudini declinandolo

sulle varie attività ed aspetti che possono

avvicinare e coinvolgere le persone alla comunità.

Nonostante le modalità di svolgimento degli incontri

siano valide, alcuni membri del consiglio

esprimono la loro perplessità sugli obiettivi poco

chiari. Viene inoltre evidenziato come da anni le

problematiche poste sono le stesse, ma non vengano

fornite delle soluzioni efficaci o alternative

a quanto viene già svolto nelle parrocchie, e le

persone coinvolte dalle diverse iniziative siano

sempre le stesse.

Va tuttavia ricordato che il nostro operare non

deve avere come fine “fare numero” o cercare di

riempire la chiesa. Bisogna dare la giusta importanza

alla Parola di Dio e ricordare che il centro

della vita di ogni cristiano dovrebbe essere vivere

pienamente l’Eucaristia, costruendo una comunità

di persone. Le nostre iniziative ed il nostro agire

devono mantenere questo caposaldo o rischiano

di rimanere sterili.

Proposte per la Quaresima

Come già precedentemente concordato, durante

il periodo della Quaresima si terranno degli incontri

settimanali di lettura ed ascolto della Parola in

preparazione alla messa domenicale, seguendo le

modalità stabilite durante il periodo di Avvento.

I ragazzi del catechismo e i cresimandi, assieme

al gruppo giovani, hanno dato disponibilità ad animare,

per quanto possibile, la messa del sabato

sera. La commissione liturgia ed il gruppo delle

catechiste propongono di aggiungere ogni domenica

una preghiera dei fedeli con le intenzioni

per la settimana. Inoltre, durante la Quaresima

sarà rimossa dagli altari la maggior parte dei fiori,

lasciando solo qualche segno floreale sull’altare

principale.

Viene inoltre proposto, in continuità con quanto

fatto durante l’Avvento, di organizzare le visite agli

anziani da parte dei ragazzi del catechismo.

Per la via Crucis la sera del venerdì santo viene

chiesto di organizzare la proiezione delle immagini

per le varie stazioni, evitando quindi l’uso dei

vecchi cartelloni. Le immagini andranno preparate

preventivamente.

Si ricorda inoltre che il 22 marzo in area Fenderl

si terrà la Via Crucis animata dai giovani della forania.

Varie ed eventuali

Sarà necessario sostituire parte delle panchine

del Sangio in quanto circa la metà delle tavole

costituenti è danneggiata o usurata. La spesa

prevista ammonta a circa 700€. Per le stesse ragioni

andranno riparati anche gli scivoli del parco

giochi.

Il preventivo per i lavori di restauro dell’ex cinema

supera le attuali disponibilità della parrocchia. Il

Consiglio per gli Affari Economici darà il parere

conclusivo sull’eventuale intervento pianificato

(creare sala polifunzionale assieme a tre aule per

il catechismo).

Il crocifisso di San Fermo, in accordo con le Belle

Arti, dopo il restauro verrà posto all’interno della

chiesa (solo il Cristo, senza la croce) in modo da

evitare che sia nuovamente danneggiato. Al suo

posto, all’esterno della chiesa verrà posizionata

una copia stampata in 3D.

Il Saluto come comunità ad Isolina sarà dopo la

messa di domenica 7 Aprile.

Il prossimo incontro viene fissato per giovedì 11

Aprile 2024.

L’incontro si conclude alle 22:15.


d

Maggio• Giugno 2024

LA TORRE DI VEGLIA

Quaresima a 2024

Le catechiste e il gruppo giovani hanno collaborato

insieme per animare le sante messe prefestive

delle cinque domeniche di Quaresima.

Per rendere visibili gli spunti di riflessione in questo

tempo di cammino verso la Pasqua è stato

predisposto un cartellone con disegnata la “croce

della Quaresima”. Ogni settimana, all’inizio della

celebrazione, è stata letta una piccola riflessione

sul Vangelo e un bambino delle scuole elementari,

accompagnato da una catechista, ha attaccato sulla

croce una vignetta raffigurante la parola chiave di

quella domenica.

Al termine della santa messa è stato presentato e

consegnato a bambini e ragazzi un biglietto con un

piccolo incarico settimanale, con l’impegno di riportarlo

la settimana successiva annotando sul retro

quanto si è riusciti a fare. Questi biglietti sono stati

poi bruciati nel braciere, come offerta di impegno e

volontà di cambiare stile di vita, durante la Veglia

Pasquale, al momento della benedizione del fuoco.

Siamo felici di dire che la partecipazione è stata

buona. La presenza dei bambini ha portato una

gioia e un calore che difficilmente possono essere

sostituiti da semplici iniziative. Ci auguriamo quindi

che, in un prossimo futuro, la loro partecipazione

alle messe domenicali diventi una piacevole costante.

Le catechiste

INCONTRI SULLA PAROLA

Anno Pastorale 2023/2024

5

Dopo la pausa dovuta al Covid, ci siamo nuovamente

ritrovati ogni settimana, il mercoledì pomeriggio,

per approfondire la Parola di Dio in preparazione

alle domeniche di Avvento 2023 e Quaresima 2024.

Alcuni non ci sono più, ma altre persone si sono

unite a noi: un gruppo in sacrestia prima della messa

feriale ed un gruppo in Villaggio Margherita, presso

una famiglia ospitante.

All’inizio della Quaresima è capitato che nella prima

famiglia ospitante ci siano stati problemi di salute per

cui subito un’altra famiglia ha aperto la sua casa agli

incontri programmati.

È bello constatare che c’è ancora fame e sete della

Parola di Dio che, nonostante la sentiamo da tutta

una vita, risuona ai nostri orecchi, o meglio, al nostro

cuore, sempre nuova e fresca.

È bello incontrare ancora persone che vivono la

loro vita come una vocazione, una chiamata a realizzare

se stessi attraverso la relazione con Dio, a dare

concretezza al progetto che Dio ha su ognuno di noi,

anche se questo non è facile e richiede tutta la nostra

collaborazione e il nostro impegno.

Proprio in questi tempi in cui le armi non tacciono

e seminano morte, desolazione e sofferenza immane,

lo smarrimento ci rende quasi incapaci di pensare e

di scorgere qualche soluzione per mettere fine allo

strazio che ogni giorno le immagini della televisione

ci mostrano.

Proprio per questo abbiamo bisogno di guardare a

Dio e alla sua Parola come unico punto di riferimento

sicuro. Cercare di affidarci alle Parole del Padre che

ci insegna ad amare fino in fondo, anche contro ogni

logica. Cercare di essere come i profeti di un tempo,

come Geremia (quinta domenica di Quaresima) che

annuncia con speranza che il popolo avrebbe davve-

ro imparato ad ascoltare il Signore, Lui avrebbe posto

le Sue Leggi nel cuore di ciascuno e preparato la

salvezza per tutti.

Il Cristo risorto sia la nostra gioia.

Fortunato

San Giacomo di Veglia, 16 aprile 2024


6

Maggio• Giugno 2024

d

Confessioni e Prima Comunione

Domenica 21 aprile 2024, per la parrocchia, ci sono stati due avvenimenti importanti.

Alle ore 10:30 Celebrazione della S. MESSA DI PRIMA COMUNIONE per 15 bambini della 4^ elementare.

Alle ore 15:00 Celebrazione del SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE per 30 bambini della 3^

elementare.

Prima Comunione

Per i bambini di 4ª c’è stato l’incontro con Gesù che

si dona a noi nel pane eucaristico come forza, sostegno,

nutrimento per il nostro cammino di fede e di testimonianza.

Questo appuntamento è stato preceduto dalla formazione

iniziata ad ottobre con gli incontri di catechesi.

Poi i bambini sono stati invitati il Giovedì Santo a

partecipare all’Eucaristia “in coena Domini” che ci ha

ricordato il dono di se stesso che Gesù ha fatto

spezzando il pane e dando da bere il calice

agli apostoli segno del suo corpo spezzato e

del suo sangue versato per noi.

In quell’occasione Gesù ha detto: “fate questo

in memoria di me”. Perciò ogni volta che

noi partecipiamo all’Eucaristia e mangiamo il pane non

solo ricordiamo, ma facciamo “memoria”. Questo vuol

dire che Cristo è lì presente e si dona a noi come il

Giovedì Santo.

Lui ci invita ad essere presenti ad ogni Eucaristia in

modo particolare, la domenica ci vuole incontrare, perché

ci ama. Celebrare l’Eucaristia non è un rito, ma un

“incontro” con Lui che è il “Signore della vita”. Non

partecipare all’Eucaristia è un segno che la sua presenza,

il suo amore non ci interessa, preferiamo altro.

I bambini in precedenza hanno partecipato martedì 2

aprile alla giornata di “ritiro” in preparazione alla Prima

Comunione. Al mattino con don Andrea Forest,

responsabile della Caritas diocesana, i bambini hanno

ripreso e concretizzato i valori contenuti in questo sacramento.

Dopo la pausa pranzo, preparato da alcune

mamme e un po’ di svago nel parco, con don Giulio

hanno preparato la celebrazione della S. Messa del loro

giorno speciale, con vari interventi fatti da loro. Il ritiro

si è concluso poi con la celebrazione della Riconciliazione.

Prima Confessione

Nel pomeriggio di domenica 21, alle ore 15:00 si è

celebrata la “Festa del Perdono” in Chiesa a cui hanno

partecipato anche i genitori e alcuni nonni.

La celebrazione è stata seguita con attenzione sia dai

bambini come anche dagli adulti presenti.

Quattro sacerdoti hanno accolto,

ascoltato e assolto i bambini; dopo un

breve ringraziamento i bambini sono

passati in oratorio per la festa.

Abbiamo chiamato questo sacramento

“La festa del Perdono” perché Gesù

perdona le nostre colpe e questo diventa gioia perché

sappiamo di essere amati sempre, nonostante le nostre

mancanze.

“La festa del perdono” è poi proseguita in oratorio gustando

i pasticcini preparati dai genitori e tanto gioco

nel parco. Questi bambini avranno ancora due incontri

di catechesi e poi il 26 maggio la S. Messa che concluderà

l’anno catechistico sia per le elementari, medie,

superiori e l’attività dei gruppi giovanili.

FESTA DEGLI ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

È tradizione ormai da tanti anni organizzare nella nostra parrocchia la festa degli

anniversari di matrimonio. È una celebrazione intensa e suggestiva, che rinnova la

promessa fatta anni prima davanti al Signore e che suggella un amore intenso e rinnovato,

giorno dopo giorno. Sarà un momento di festa, ringraziamento e preghiera,

per esaltare il valore del matrimonio, da vivere insieme alle famiglie e alla comunità.

Il giorno 2 Giugno, alla S. Messa delle 10:30, accoglieremo con gioia chi festeggerà

il 15° - 25° - 35° - 50° - 60° e oltre... anniversario di matrimonio.

Se qualche coppia interessata non ricevesse la lettera di invito, può comunque

recarsi in canonica per dare la propria adesione.

Vi aspettiamo numerosi!


d

Maggio• Giugno 2024

LA

TOR TORRE RE

DI VEGLIA

7

Per la rubrica “Accoglienza della diversità” in questo numero parliamo del servizio di trasporto

per persone con disabilità di Caritas diocesana di Vittorio Veneto e intervistiamo il

referente del servizio, Giovanni Barbantini.

Quando è nato questo servizio?

Tutto è iniziato un anno e mezzo fa, quando ANAP, il

sindacato dei pensionati di Confartigianato ha donato

alla Caritas diocesana un’auto attrezzata per il trasporto

di persone con disabilità, e quindi abbiamo iniziato

ad accompagnare persone che avessero bisogno di essere

accompagnate a fare visite o terapie in ospedale. È

un servizio che è partito un po’ in sordina, ma piano

piano sta prendendo piede, tanto che siamo impegnati

quasi ogni giorno.

Quali tipologie di richieste avete ricevuto in questo

periodo di attività?

Beh, l’utenza è molto eterogenea,

oltre alle persone con disabilità,

abbiamo spesso richieste

da parte di persone anziane che

hanno bisogno di essere accompagnate

a fare visite o terapie

ospedaliere, o essere accompa-

gnate a fare la spesa. Spesso sono

persone che chiedono più volte il

nostro aiuto perché non hanno possibilità alternative

per muoversi. Da un po’ di tempo collaboriamo anche

con l’associazione LILT che si occupa del trasporto e

accompagnamento di persone che hanno bisogno di

recarsi a fare terapie di tipo oncologico, per cui quando

ricevono delle richieste di intervento di tipo non

oncologico, le girano a noi.

Ecco, parliamo degli autisti... sono dei volontari?

Quanti sono?

Sì, siamo tutti volontari, siamo in 4 che facciamo servizio

regolarmente, e poi c’è una persona in più che fa

da jolly. Alcuni di noi sono pensionati, altri ritagliano

dal loro lavoro il tempo necessario per questo servizio.

Ricordi qualche situazione in particolare?

In verità, ogni volta che fai un servizio è sempre qualcosa

di bello e importante per le persone perché per

loro è qualcosa di necessario... sono spesso persone

sole, che hanno bisogno di aiuto, fisicamente provate...

preciso che noi non abbiamo

le competenze per occuparci della

parte infermieristica, ma spesso i

medici ci chiedono di essere presenti

durante le terapie o le visite

delle persone che accompagniamo,

perché con la nostra presenza

si sentono più tranquille.

Recentemente abbiamo ricevuto

un ringraziamento, che vogliamo

condividere con voi.

Chi avesse bisogno di questo servizio, come può fare?

Può chiamare il numero della Caritas Diocesana

(0438 550 702) e al centralino chiedere di noi!

Marta Zanette

Il vostro intervento si realizza

nella zona di Vittorio Veneto e

limitrofi?

No, non solo a Vittorio Veneto,

anzi! Per dire, ci è capitato anche di

accogliere richieste per andare fino

all’ospedale di Verona, oppure di

Mestre o di Padova... Il nostro servizio

è ufficialmente gratuito, però

accettiamo contributi, secondo le

proprie possibilità. Per i viaggi più

lunghi il contributo è necessario perché

abbiamo anche da sostenere, oltre

alle spese di benzina e autostrada, anche

il pranzo degli autisti.


Maggio• Giugno 2024

8

d

Riportiamo dal settimanale diocesano “L’Azione” le riflessioni che due nostre parrocchiane hanno proposto

nella rubrica “La Sosta”.

Le pubblichiamo sul nostro giornalino perché possano essere di aiuto a chi non ha potuto leggerle direttamente

dal settimanale diocesano. Certamente sono riflessioni che possono essere un aiuto per vivere meglio ed

essere più ricchi interiormente.

don Giulio

R

D

t

Fiducia

L

a fiducia, per definizione

condivisa, è un sentimento

morale positivo che appartiene

alla sfera più intima dell’individuo

che lo proietta verso sé stesso

o gli altri il cui esito genera un

atteggiamento di sicurezza e fiducia.

È anche, sempre per definizione,

un comportamento

che si colloca nella dimensione

più ampia della vita, fondativo

delle relazioni e degli equilibri

sociali. È quindi appropriato, in

estrema sintesi, collocare la fiducia

su tre piani: un primo i-

stituzionale che riguarda le relazioni

che sono alla base del nostro

vivere comune (la democrazia

si basa sulla fiducia); un

secondo personale e interpersonale

che lega la persona ad

un’altra o a più individui (relazioni

affettive e sentimentali);

un terzo autoreferenziale rispetto

ai propri progetti di vita

(avere fiducia nelle proprie conoscenze

e capacità).

La fiducia può essere naturale,

quasi istintiva, legata al carattere

delle persone aperte e ben disposte

verso tutto ciò che le ri-

guarda e le circonda. È quasi uno

stato mentale che facilita le relazioni

personali, amicali ed affettive,

ma è in primis un alleato per affrontare

prove ed ostacoli. Per

molte persone è l’arma segreta per

scardinare pregiudizi e preconcetti

perché con l’esercizio della fiducia

si normalizza ciò che ad una

prima visione sembra carico di negatività.

Le persone che si pongono

nelle relazioni con un atteggiamento

di fiducia sicuramente vedono

sempre il bicchiere mezzo

pieno e non si sentono mai sole di

fronte alle prove che la vita quotidianamente

presenta sul loro cammino

perché sanno di poter contare

su sè stesse ma anche sugli altri

e questo in modo naturale e

spontaneo. Chi si pone con fiducia

in un rapporto si sente più ricco

di energia perché sa di avere

trovato un alleato, un complice, u-

na stampella.

Ma per molti la fiducia non è un

atteggiamento naturale, e questo

vale soprattutto per coloro che

hanno vissuto esperienze personali

o interpersonali negative, o

non sono portati istintivamente ad

aprirsi agli altri e a porsi in modo

spontaneo e rilassato nel loro

essere. Senza voler generalizzare,

non credo sia errato dire che

chi non ha fiducia in sé stesso

non ha fiducia neanche nel prossimo,

figurarsi poi nelle istituzioni.

Essi vivono la propria esistenza

con pessimismo e a volte

vittimismo. È quanto devono affrontare

molto spesso gli operatori

del sociale che si trovano di

fronte persone diffidenti, sfiduciate,

disincantate, chiuse e poco,

se non affatto, disposte ad a-

prirsi. Per le persone che per mestiere,

o vocazione, devono offrire

supporto a chi vive situazioni

di svantaggio e fragilità, il

primo obiettivo da raggiungere

in un colloquio è proprio la fiducia

reciproca, intesa come dimensione

valoriale ancor più che

deontologica e professionale. Infatti

per entrambi è importante

stabilire una comunicazione

franca e onesta in uno spazio

neutro in cui, nel rispetto del ruolo,

la parte fragile riconosce nell’altro

un interlocutore cui affidare

la propria storia e il proprio

vissuto per trovare insieme nuove

strade da percorrere.

Stefania Chies


d

Maggio• Giugno 2024

LA TORRE

RE DI VEGLIA

9

r

p

r

r

Liberarsi del superfluo

U

ltimamente i miei nipotini,

venuti con l’obiettivo

di svolgere i compiti di scuola,

hanno trovato molto più

interessante analizzare ben

bene tutta la mia casa, lamentandosi

di alcuni muri

della stanza rimasti ancora

del tutto vuoti, bianchi; dopo

avermi regalato un bel disegno

con l’intento di contribuire

all’arredamento, la settimana

successiva si sono premurati

di verificare “la situazione”

(che naturalmente non

era cambiata), offrendosi di

appendere subito altri disegni.

Il vuoto dei muri, di cui i

miei nipoti si stanno prendendo

cura, mi ha fatto pensare

alla Quaresima che abbiamo

ormai iniziato, attraverso

l’immagine del deserto:

il Papa, nel messaggio di quest’anno,

afferma che “la Quaresima

è il tempo di grazia in

cui il deserto torna a essere -

come annuncia il profeta O-

sea - il luogo del primo amore

(cfr Os 2,16-17)”. Il deserto è il

luogo del silenzio, dell’essenziale,

del distacco da tutto ciò

che di superfluo ci circonda. Il

significato del digiuno quaresimale,

così poco di moda nel nostro

tempo, sta proprio nella rinuncia,

intesa come liberazione

da tutto ciò che non conta per

accorgersi di ciò che di più prezioso

riempie la nostra vita: l’amore

infinito di Dio che ci spinge

all’intimità con Lui e all’attenzione

verso i fratelli (eccoli i

tre pilastri della Quaresima: digiuno,

preghiera e carità).

Come quel vuoto nella stanza

ha messo in moto le attenzioni,

il cuore e le azioni dei miei nipoti,

che si sono resi disponibili

a donare il meglio di loro per

la mia casa, così sappiamo che

il Signore ha dato tutto se stesso

per colmare il vuoto presente

nelle nostre vite: non ci conviene

perciò accontentarci di

riempire (muri e vita) con cose

inutili, secondarie, superflue...

Cristo ci dice che possiamo

puntare al bene più grande, alla

vita e alla verità, che è tutto

l’amore che Lui dona a noi: allora,

per tutto questo bene, vale

di certo la pena lasciare spazio!

Mia nipote mi ha dato lo spunto

finale, quando, nel bel mezzo

di un momento di svago, se

n’è uscita: “Tu sei tanto fortunata,

zia!”. “Perché?”. “Perché

hai quel bel crocifisso, lì appeso”.

Forse tutto quello spazio

lasciato vuoto ha davvero aiutato

a far emergere l’essenziale.

Allora, dato che tutti noi

siamo “fortunati” - o meglio

“graziati” - perché c’è un Dio

che si è fatto bambino, è cresciuto

ed è morto per donarci

la vita piena, lasciamo spazio

a questo amore e guardiamo

solo a Lui!

Giovanna Scarabel


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Maggio• Giugno 2024

d

LA TORRE DI VEGLIA

ISOLINA…

arrivederci!

Domenica 7 aprile 2024 alla S. Messa delle ore

10:30 c’è stato il saluto e il ringraziamento ufficiale

a Isolina che è ritornata al suo paese natio: Aprilia

(Latina).

Una celebrazione commovente; i giovani hanno

animato con i canti la celebrazione, il Parroco commosso

ha salutato Isolina, il suo braccio destro non

solo in canonica, ma la sua presenza è sempre stata

attenta, puntuale e sorridente sia per quanto riguarda

l’oratorio, l’accoglienza dei bambini, l’attenzione

per le luci, il riscaldamento, le chiavi, ecc…

I giovani soprattutto hanno avuto in lei un punto di

riferimento costante e servizievole; era attenta alla

Chiesa, sia per l’apertura che per la chiusura, per la

preparazione delle celebrazioni; sempre attenta se

mancava qualcosa; suggeritrice del Parroco quando

dimenticava alcuni annunci ecc…

Nella sua omelia il Parroco commosso ha detto:

“Ci mancherai e mi mancherai”…. E poi concludendo

ha detto: “mi mancherà la tua risposta ad

ogni mia chiamata: ISOLINA…. rispondeva EC-

COMI!”

La festa si è conclusa in oratorio con un abbondante

rinfresco preparato da tante mani e famiglie

della comunità.

Veramente è stato un momento gioioso, ma anche

doloroso addio che speriamo si tramuti in un caloroso

arrivederci in altri momenti dell’anno.

ODE ALL’ISOLINA

Siamo qui riuniti perché vogliamo narrare

le meraviglie di Isolina, perpetua esemplare.

Tra lei e il Gruppo Giovani fu amore immediato:

dai primi campiscuola con la sua cucina ci ha subito

viziato.

Non c’era modo per fuggire alle sue doti culinarie,

tanto che, per tornare a casa, si poteva solo rotolare.

Anche in canonica si dilettava di continuo al fornello

peccato però che continuassero a suonarle il campanello!

Ogni giorno macinava chilometri dalla cucina al portone

ma ci accoglieva sempre tutti con un gran sorrisone!

In particolare ha sempre accontentato tutti quei bambini

che, per avere una palla, venivano in canonica correndo

sui gradini.

Non possiamo dimenticare tutte le volte che affettuosamente

ci portava biscotti, pizze e gelati che accettavamo

felicemente.

Un’altra sua passione ci trasmetteva in modo viscerale:

per le piante, i fiori e tutto il bello in generale.

In particolare ricordiamo il suo amore per la mimosa,

che sarà un modo per ricordare Isolina, così gioiosa!

Una certezza è cresciuta negli anni nella nostra comunità:

santa Isolina, senza di lei come si fa?

Una come lei è impossibile da trovare,

davvero è difficile doverla salutare.

Così con la voce un po’ commossa e una lacrima

piccolina,

ti diciamo davvero di cuore: grazie di tutto, Isolina!

Gli Animatori

Domenica 21aprile 30 bambini della terza elementare

hanno celebrato il loro primo momento di riconciliazione

con Dio.

Con questo Sacramento i bambini hanno potuto

chiedere perdono al Signore per le loro mancanze e

promettere di seguire i suoi insegnamenti.

Alla fi ne della celebrazione in chiesa, si è svolto

un momento conviviale tra stuzzichini e risate gioiose

per mettere in pratica l'insegnamento di Gesù di

vivere in comunità e fratellanza.


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Maggio•Giugno 2024

LA TORRE

R DI VEGLIA VEGLIA

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San Giacomo di Veglia, 7 Aprile 2024

Cara Isolina,

Ci troviamo oggi qui riuniti per salutarti e per ringraziarti della tua preziosa pre-

senza in mezzo a noi.

Da quando sei arrivata a San Giacomo di Veglia accompagnando don Giulio,

abbiamo avuto modo di conoscerti, di apprezzarti e di stimarti per le tue non poche

qualità.

Ora penserai che sto dicendo delle esagerazioni, forse anche del-

le parole di circostanza, ma sappi che io e tutte le persone che ti han-

no conosciuto pensiamo sinceramente che tu sia stata un dono prezioso

per la nostra parrocchia e anche per le vite di molti di noi.

Pensando a te mi vengono in mente alcune parole che potrebbero definire

la tua presenza tra noi:

Campanello: quante volte in una giornata ti sei alzata da una sedia o

hai dovuto lasciare le tue faccende per andare alla porta della canonica

perché qualcuno reclamava un incontro con il parroco, un consiglio, un’of-

ferta, qualcosa da mangiare, la prenotazione di una messa, e molte altre richieste.

Pazienza e vigilanza: il doti che hai esercitato giorno dopo giorno controllando che i giovani

che frequentavano il Sangio non si mettessero nei guai o non facessero danni di qualsiasi genere.

Con pazienza, ma anche con fermezza, molti sono stati da te ripresi e richiamati a comportamenti

più rispettosi perché è importante condividere il bene comune ma bisogna farlo rispettando le regole.

Cucina: senza dubbio è la stanza della casa che più ti piace e lo abbiamo ben capito perché non

ti sei mai sottratta a preparare pietanze e a coordinare i rinfreschi della parrocchia. Ma di te ricordiamo

anche che con grande spirito di generosità per molti anni hai preparato il pranzo per molti

parroci che non avevano la fortuna di avere qualcuno che preparasse per loro un buon cibo.

Amicizia: so che sei riuscita in questi anni a crearti delle belle amicizie con molte persone della nostra comunità,

hai offerto sostegno comprensione ascolto e a loro volta ti hanno ricambiata ascoltando anche le

tue difficoltà, perché come tutti anche tu non ne sei esente.

Sorriso: ogni volta che ti incontro tu mi accogli con un sincero e gioioso sorriso che aiuta a vedere le cose

nella giusta prospettiva e riscalda la giornata.

Ci sarebbero molte altre parole che potrei senza fatica collegare alla tua persona, penso a generosità, sostegno,

fiducia e direi anche fede…

Hai sostenuto Don Giulio nei momenti facili e nei momenti meno semplici del suo mandato di parroco,

gli sei stata vicina come una sorella e sono certa che adesso senza la tua presenza quotidiana si

sentirà più solo e forse anche un po’ in difficoltà. Cercheremo di sostenerlo, non ti preoccupare, non

lo lasceremo certamente solo e tu potrai stare tranquilla ora che andrai ad Aprilia, la tua città natale.

Noi ti auguriamo tanti anni di salute e di serenità, ti sappiamo circondata dall’affetto dei tuoi cari

e siamo certi che anche lì non resterai con le mani in mano ma troverai un modo per renderti utile.

Ti ringraziamo sinceramente e affettuosamente per tutto quello che hai rappresentato per noi

in questi anni, per le cose che hai fatto e che abbiamo visto e per le molte che hai fatto nel silenzio

e con discrezione, perché sei stata la parte bella e accogliente della nostra parrocchia tutte

le volte che aprivi la porta e con pazienza e il tuo immancabile sorriso ascoltavi tutti.

Con sincero affetto e enorme stima,

la Comunità della Parrocchia di San Giacomo Apostolo


Maggio• Giugno 2024

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UNA CHIACCHIERATA CON Isolina

LA TORRE DI VEGLIA

Quando Don Giulio ha fatto il suo ingresso nella parrocchia di San Giacomo Apostolo, ad accompagnarlo c’era Isolina

Del Vecchio che già da qualche tempo viveva con lui a Cappella Maggiore, assistendolo nelle molte incombenze

della quotidianità. Da allora molto tempo è passato e abbiamo avuto modo di conoscere bene Isolina apprezzarne la

disponibilità, l’allegria e il buon cuore che la contraddistinguono.

Cara Isolina, ci racconti un po’ della tua vita?

Il percorso per arrivare a San Giacomo è stato molto lungo. A 24 anni, nel 1968, sono partita da Aprilia dove vivevo

con la mia famiglia per una scelta di vita con la benedizione e la fiducia di mio papà. Questo mi ha dato la forza in

tutto il mio percorso. Sono arrivata a Vicenza e ho fatto molti lavori tra cui cuoca e assistente a ragazzi in difficoltà

presso una casa famiglia. Come responsabile della casa, insieme ad altre persone di buona volontà abbiamo anche

fondato la cooperativa “Insieme” che esiste tutt’oggi. Nel 1997 sono arrivata a Vittorio Veneto come cuoca in una

comunità, dove ho conosciuto don Giulio. A 57 anni sono andata in pensione ma non di fatto. Mi sono guardata

attorno cercando persone in difficoltà da aiutare come assistente agli anziani e per altri servizi. In quel periodo don

Giulio era parroco a Cappella Maggiore ed era rimasto senza un aiuto in canonica. Sapendo che io ero in pensione,

è venuto a cercarmi e io ho accettato la sua proposta di andare a vivere da lui e nel 2005 con il suo trasferimento a

San Giacomo sono arrivata qui.

Ci puoi raccontare come è stata la tua esperienza a San Giacomo?

Mi sono trovata bene con la comunità, le persone mi hanno accolto e ho sperimentato la fiducia. Tra i momenti più

belli vorrei ricordare i campi scuola con i ragazzi, il Gr.Est, i tanti pranzi preparati assieme alla comunità. Un altro

servizio che mi ha impegnato molto ma mi ha altrettanto gratificato è stato tenere aperta la porta della canonica per

accogliere i ragazzi che frequentavano il Sangio e avevano sempre bisogno di qualcosa.

Sappiamo che per un po’ di anni hai accolto in canonica all’ora di pranzo diversi sacerdoti della forania: come

è stato questo servizio?

Per me è stata una gioia mettere al servizio di questo gruppo di preti la mia professione di cuoca e quindi direi che è

stata un’esperienza preziosa, tanto più che hanno sempre molto apprezzato la mia cucina.

Per don Giulio sei stata una persona di fiducia, sempre disponibile. Non ti è mancato avere del tempo per te?

Per me mettermi al servizio degli altri non è stato un peso ma una scelta di vita, ho affrontato con gioia questa esperienza

a cui ho dato la mia piena disponibilità. Ora me ne vado con serenità perché, anche se lascio don Giulio, so

che lui può contare sui parrocchiani e sulla sua comunità spirituale di Casa San Raffaele di Vittorio Veneto.

Perché hai deciso ora di tornare ad Aprilia?

Ho ottant’anni e al nord non ho parenti e ho pensato di ritornare nella mia città, Aprilia, dove vivono le mie sorelle

e i miei nipoti che mi aspettano con gioia.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ad Aprilia il mio nuovo appartamento si trova in centro città di fronte alla Caritas…

Grazie Isolina noi non ti dimenticheremo e ti ringraziamo per la tua preziosa presenza. Ti auguriamo una bellissima

nuova vita ad Aprilia con i tuoi cari.

Mariangela e Stefania


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Maggio• Giugno 2024

LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

13

11 Subito dopo il termine della prima guerra mondiale i sangiacomesi i edificano il monumento ai caduti

a ricordo dei propri soldati periti nella guerra 1915-18.

12 Altra veduta della piazza e del campanile

nel periodo immediatamente successivo

alla fine della prima guerra mondiale:

siamo nel 1921.


Maggio• Giugno 2024

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LA TORRE DI VEGLIA

13 Eccoci al 1924. Si vede la piazza, a destra la scuola, il palazzo i cui lavori

sono stati ultimati e portato ai tre piani, il campanile già abbattuto e il

nuovo monumento ai caduti a sinistra. Si procederà poi all’abbattimento del

porticato fronte campanile per allargare la sede stradale.

14 Una foto di sangiacomesi, ripresi con l’Arciprete don Antonio Grava. Qui lo vediamo in

occasione delle sue nozze d’oro pochi giorni prima della sua morte.


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Maggio• Giugno 2024

LA TORRE DI VEGLIA

15

15 Ed ecco il ritratto di

don Antonio Grava, ancora

custodito nella nostra sacristia.

Era nato a Revine Lago il 5

luglio 1848, figlio di Giacomo

e Tonet Augusta. Giunse a

San Giacomo proveniente da

Gaiarine nell’agosto del 1875

e vi rimase per cinquant’anni

fino al 1925. E’ sepolto nel

nostro cimitero.

16 Gli subentra don Giuseppe De Biasi che qui vediamo in foto con alcuni

bambini e bambine in occasione della giornata delle prime comunioni.

(qualcuno conosce qualche nominativo dei presenti o ci può indicare l’anno

preciso della foto che è sicuramente di fine anni ’20?


LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

Nessuna

“messa senza prete”

ma celebrazioni

della parola

La stampa e il web hanno parlato di “rivoluzione

nella chiesa cattolica”, di “messa senza prete”,

di rottura degli “altari delle convenzioni” e,

ovviamente, è subito partito il dibattito. Peccato che

il punto di partenza sia frutto di un’interpretazione

fuorviante: non c’è nessuna messa senza prete. Il

“caso” è partito da Genova, dove, come in altre diocesi

in Italia, si sta riflettendo su come far fronte al calo

dei sacerdoti e su quali soluzioni puntare, pastorali e

liturgiche. Una di queste è stata preannunciata in un

articolo sul settimanale diocesano “Il Cittadino” dal

Vicario Episcopale per l’Annuncio del Vangelo e la

Missionarietà, don Gianfranco Calabrese. “Il diminuire

dei sacerdoti, con il conseguente aumento del

numero delle comunità affidate ad un solo

parroco - scrive don Calabrese - fanno sì

che diventi sempre più difficile garantire

l’Eucaristia festiva in tutte le parrocchie”.

Ma “l’Eucaristia, proprio perché è così

importante, va celebrata bene, con cura e

con calma, deve essere partecipata da tutta

l’assemblea cristiana, nella diversificazione

dei ministeri; il sacerdote non può trasformarsi

in un moltiplicatore di Messe, a scapito della

qualità delle celebrazioni e del suo stesso equilibrio

psico-fisico personale. Inoltre, il dover “correre” da

un luogo all’altro ogni domenica, senza la possibilità

di un prima e di un poi necessari per incontrare e

relazionarsi con i fedeli, svilisce la Messa stessa, che è

il Sacramento della Comunione”.

Di recente, quindi, anche a Genova si è scelto, dove

era necessario, di celebrare la Liturgia della Parola,

“purchè ci siano i presupposti di partecipazione dei

fedeli e di una celebrazione dignitosa, animata da un

diacono permanente o da laici, uomini o donne, ministri

straordinari dell’Eucarestia, debitamente preparati

dall’Ufficio Liturgico Diocesano”.4

«Queste celebrazioni furono già previste nella Costituzione

Liturgica del Vaticano II – spiega don

Loris Della Pietra, Direttore dell’Istituto di Liturgia

Pastorale “Santa Giustina” di Padova – e, soprattutto

furono regolamentate da un Direttorio della Congregazione

per il Culto Divino del 1988. In seguito a

questo importante documento molte diocesi si “attrezzarono”

riflettendo sulla problematica, offrendo

linee teologico-pastorali e schemi celebrativi. In

Italia, soprattutto nell’area centro-settentrionale, il

fenomeno si registra soprattutto a partire dagli anni

’90. Oggi alcune diocesi si sono dotate di sussidi che,

accanto agli schemi celebrativi, offrono un

inquadramento teologico e pastorale».

Ma che valore hanno queste celebrazioni?

«È radicato nella centralità del giorno del

Signore per la vita dei credenti e trova la

sua legittimità nell’impossibilità accertata

di avere presbiteri che possano presiedere

l’Eucaristia. Al centro della celebrazione

c’è la proclamazione della Parola, la stessa che viene

proclamata in tutte le chiese secondo il Lezionario,

alla quale si aggiunge, se l’Ordinario ne dà facoltà,

la distribuzione della comunione eucaristica». Ovviamente

anche la liturgia della Parola ha le sue regole

ben precise: ad esempio, «i laici non possono tenere

l’omelia in quanto si tratta di un compito riservato

al ministro ordinato: vescovo, presbitero e diacono”.

Tuttavia “in queste celebrazioni i laici possono leggere

un testo precedentemente preparato con il parroco

o con un altro prete».

Matteo Liut da Avvenire 11/10/2023


d Maggio• Giugno 2024

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LA TORRE DI VEGLIA

Giornata mondiale della Terra 2024:

le iniziative per la tutela dell'ambiente

Guerra alla plastica che minaccia tutti gli

ecosistemi e la nostra stessa sopravvivenza

Il clima impazzito sferza il mondo con un'escalation

di eventi che si fanno sempre più estremi, dal caldo

anomalo di pochi giorni fa al gelo improvviso che ora

avvolge il nostro Paese, mettendo a rischio la biodiversità.

Un pianeta fragile, sofferente, che ha bisogno di

un futuro libero dalla plastica: è questo il messaggio

che risuona in occasione della giornata internazionale

della Terra, che si celebra ogni anno il 22 aprile. Il

tema stavolta verte sulla riduzione della plastica del

60% entro il 2040. Un obiettivo ambizioso ma necessario

per dare respiro ad un pianeta soffocato dall'inquinamento.

L'idea della Giornata della Terra nasce durante una

conferenza dell'Unesco a San Francisco nell'ottobre

del 1969, grazie all'attivista John McConnell. La sua

proposta di dedicare una giornata al pianeta trovò terreno

fertile e si concretizzò il 21 marzo 1970, primo

giorno di primavera nell'emisfero settentrionale. Ma

fu l'anno successivo che la ricorrenza assunse la sua

dimensione attuale. Il 22 aprile 1970, 20 milioni di

americani scesero in piazza per manifestare contro

l'inquinamento.

Un'ondata green che si propagò in tutto il mondo,

trasformando l'Earth Day in un appuntamento fisso.

PIANETA VS. PLASTICA — L'urgenza di affrontare

il problema della plastica non è mai stata così

palpabile e drammatica come nei nostri giorni. I dati

allarmanti che emergono da studi recenti rivelano una

situazione critica, in particolar modo nel Mediterraneo,

vero e proprio epicentro di questa crisi ambientale.

Con una concentrazione record di microplastiche,

il "Mare Nostrum" è diventato un sorvegliato speciale

[...]. Il tema scelto per

la Giornata della Terra

di quest'anno, dunque,

è "Pianeta Vs Plastica",

e mira a catalizzare un

cambiamento radicale

soprattutto nella sensibilità

delle persone. Gli

obiettivi sono ambiziosi

ma necessari: ridurre del

60% le plastiche entro il

2040, eliminare la plastica

monouso entro il 2030 e promuovere tecnologie

innovative per un futuro libero dalla plastica.

LE INIZIATIVE — In occasione della Giornata

Internazionale della Terra, l'Italia si mobilita con un

ricco calendario di oltre 600 eventi e iniziative per

sensibilizzare il pubblico sull'importanza di tutelare

il pianeta. Dalle pulizie delle spiagge alle passeggiate

ecologiche nei parchi, fino ai laboratori didattici e ai

convegni con gli esperti, ogni regione e città ha organizzato

qualcosa per celebrare la ricorrenza. A Rimini,

ad esempio, c'è la raccolta di rifiuti sul lungomare con

"Spiaggiastico" (134 kg di rifiuti raccolti). A Venezia

i gondolieri sub hanno ripulito i fondali di Murano,

recuperando 16 quintali di rifiuti. A Bologna c'è la

pulizia ecologica itinerante "Alla Terra" nell'area verde

del fiume Reno [...]. A Milano, infine, il 22 aprile

al Piccolo Teatro Strehler, si discute di inquinamento

con sindaci di varie città.

Articolo tratto da “La Gazzetta dello Sport”

sezione “Cronaca e Attualità”

Ricordiamo anche le importanti parole di Papa

Francesco: "Tutti dobbiamo contribuire a fermare la

distruzione della nostra casa comune e ripristinare gli

spazi

naturali: governi, aziende e cittadini dobbiamo agire

come fratelli e sorelle che condividono la Terra, la casa

comune che Dio ci ha affidato".


PER ONORE DELLA VERITÁ

LA NUOVA RIORGANIZZAZIONE DEL TRAFFICO

DI FRONTE ALLA CANONICA

La parrocchia concorda con il senso unico sulla strada di fronte alla casa canonica ma

chiede che venga istituito il divieto di transito ai mezzi pesanti

Come tutti i parrocchiani hanno visto, durante la settimana

di Pasqua il Comune ha dato avvio ai lavori di

riorganizzazione del traffico di fronte alla canonica, interventi

che sono parte di un progetto che prevede diverse

soluzioni di viabilità nel centro del nostro paese, e che

interessa anche il parcheggio della chiesa, di proprietà

parrocchiale.

In sostanza, limitandosi qui alla sola parte di opere che

riguardano i beni della Parrocchia, l‘Amministrazione Comunale

sta attuando un progetto di riorganizzazione della

viabilità nel tratto compreso tra via S.Fermo e la strada

comunale prospiciente la canonica. Si farà diventare via

S.Fermo a senso unico in direzione est-ovest (ricavando

apposita pista protetta per la mobilità debole) e contemporaneamente

il tratto comunale di collegamento fra le

vie Caviglia (SS51) e Isonzo(SP71) verrà trasformato in

senso unico in direzione ovest-est

I problemi indotti da tali opere sono stati oggetto di una

attenta valutazione del Consiglio per gli Affari Economici

(CPAE) e del Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP),

non appena dal Comune sono stati trasmessi (a già lavori

iniziati) i progetti delle opere da realizzare, e dopo le giuste

proteste del nostro Parroco, mai informato di ciò.

Pur concordando sulla necessità di attuare ogni possibile

soluzione per ridurre le difficoltà di traffico nelle nostre

zone centrali, e Piazza Fiume in particolare, oltre ad

alcune criticità secondarie, dai CPAE e CPP è emersa

evidente ed assolutamente irrinunciabile la necessità

che venga vietato il traffico di camion pesanti

ed autoarticolati che inevitabilmente passeranno

tra la canonica ed il parcheggio.

C‘è stata una riunione la sera del 16 aprile, organizzata

in fretta in Parrocchia con l‘Assessore Antiga, per spiegare

de visu tali rimostranze e preoccupazioni, ma la stessa

non ha permesso di addivenire ad alcuna soluzione.

L‘assessore si è presentato con una sola proposta „prendere

o lasciare“, peraltro maldestramente disegnata, che

peggiorando ulteriormente il primo progetto trasmesso,

lo modificava nella sola parte in cui i lavori occupavano il

suolo parrocchiale. Con ciò l‘assessorato si giustificava

a fare comunque come voleva, indipendentemente dalle

nostre rimostranze!!. A tale incontro è seguita una lettera

del responsabile tecnico del Comune che confermava la

volontà di proseguire come deciso unilateralmente in tale

riunione affrettatamente combinata.

Per „onore della verità“, allo scopo di informare

e documentare compiutamente i parrocchiani su

quanto accaduto, alleghiamo la lettera del 12/4

che il Parroco ha inviato in Comune, e la risposta

negativa dell‘Amministrazione del 17/4, sottolineando

però alcune cose:

A) è di palese evidenza la pericolosità di deviare traffico

pesante (autocarri/autoarticolati/ bilici) sulla strada

di fronte all‘edificio casa-canonica, specie pensando ai

flussi di ragazzi e anziani che frequentano la chiesa ed i

locali attigui del Sangio, a tutte le ore, per incontri, dottrina,

riunioni d‘ogni tipo, svago, cerimonie religiose. C‘è

un problema di responsabilità nel garantire a tale utenza

aree sicure e non congestionate da traffico pesante ed

in manovra.

B) il progetto imposto dal Comune (ridotto e peggiorato

dopo l‘incontro con l‘ass. Antiga), è corredato di disegni

che non rendono evidenza delle difficoltà di manovra di

autocarri e bilici (specie per corte percorrenze „stop and

go“), anche perchè rappresentati in scale non coerenti

(sic!). Dopo la chiusura di via S.Fermo in direzione Est,

già i pochi giorni di sperimentazione hanno mostrato la

mole di autoarticolarti e bilici che da via Caviglia ritornano

nel sacilese tramite via Isonzo passando per il nostro

centro (mezzi lunghi anche 15,50m x 2.45m di larghezza,

...e non 9m x 2m come rappresentato nei disegni del

Comune!!) . Questi mezzi hanno oggettive difficoltà sia

nell‘immissione dalla statale che nell‘uscita sulla provinciale,

dovendo occupare in tali manovre le corsie opposte.

C) le leggi specifiche impongono che il RUP comunale

(Responsabile Unico del Progetto) prima di assegnare

un lavoro, esegua una specifica valutazione e certificazione

che attesti la proprietà o disponibilità per il Comune

delle aree interessate dalle opere: così non è stato fatto,

nonostante le convenzioni in corso. Ciò ha anche impedito

alla Parrocchia di ottenere i prescritti pareri dei competenti

uffici diocesani preposti, per tempo e con le meditate

valutazioni, in spregio alle buone pratiche ed alle

imposizioni del codice nazionale sui beni culturali tutelati,

quali l‘edificio canonica del XVIII°sec..

D) non si capisce perchè il traffico pesante che

ritorna dalla zona industriale verso il sacilese debba

per forza passare per il centro di San Giacomo

e perchè ci si ostini a ritenerlo immodificabile: tale traffico

si può indirizzare in autostrada o veicolare a Sud verso bivio

„ai Gai“, o utilizzando la provinciale di Colle Umberto,

senza necessariamente servirsi di via Isonzo. Perchè poi

i sangiacomesi, già in difficoltà perchè il centro del paese

è di fatto un „bivio“, devono farsi carico anche di tale

traffico?. Solo per permettere agli autotrasportatori di

risparmiare pochi chilometri, in cambio di ulteriori pericoli


ed intasamenti?. Dalla rotatoria sulla Pontebbana a Ponte

della Muda e fino alla rotatoria della zona industriale

sulla SS51, passando per Pinidello-Cordignano- S.Martino

di C.U.-S.Giacomo-via S.Fermo si percorrono 12

km, mentre per arrivare nello stesso punto via incrocio ai

Gai si percorrerebbero 16,3 km, neanche 5 km in più!!!.

E‘ di chiara evidenza che il Comune dovrebbe operare

indirizzando e orientando tale traffico secondo questi

tragitti e strade più idonee, è suo compito „governare“

il traffico locale e controllarlo, ma suo compito è anche

farsi carico in primis della sicurezza dei suoi residenti,

specie nelle aree più frequentate ed attrattive, e soprattutto

ove si concentrano utenze deboli.

Forse un‘analisi meno frettolosa (e possibilmente fatta

senza l‘ossessione del fare,

il sacilese.

caso) dal

è responsabile e gestore

sere!!...

trazione Comunale faccia

delle valutazioni supplementari,

accogliendo le osservazioni

avanzate!

Mario Bortolot

lettera inviata

in Comune con

prot. 13946/15.04.2024


Lettera di risposta pervenuta dal Comune

in data 17.04.2024


ultima proposta progettuale

per il fronte canonica


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Maggio• Giugno 2024

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In Cucina con Giulia

Ricette Salutari Facili & Veloci

ZUPPA TIEPIDA DI CAROTE

E DATTERINI GIALLI

Con questa zuppa di carote facciamo il

pieno di vitamina C: le carote hanno infatti

preziose proprietà antiossidanti, sono utili

nel contrastare i radicali liberi e nel rafforzare

il sistema immunitario.

TEMPO DI PREPARAZIONE: 25 minuti

INGREDIENTI:

300 g di carote;

300 g di datterini gialli;

100 g di yogurt magro non zuccherato;

Olio EVO;

Curry (più o meno un cucchiaino);

Cipolla rossa disidratata;

__

Cuoci in una padella le carote tagliate a rondelle

insieme alla cipolla rossa disidratata e

ai datterini gialli. Una volta ammorbidite le

carote, frulla tutto insieme con yogurt, curry

ed eventualmente mezzo bicchiere d’acqua.

Se vuoi, aggiungi crostini di pane e olio piccante!

Buon appetito!

Sono Giovanni Zava e martedì 9 aprile

ho conseguito la Laurea Magistrale in

Ingegneria dei Materiali presso l’Università

degli Studi di Padova con la valutazione di

110/110. Il mio lavoro di tesi dal titolo “Bifunctional

dual-atom catalysts for Oxygen

Electrode Reactions in Metal-air batteries”

si è concentrato

sulla sintesi e

la caratterizzazione

di catalizzatori

per batterie metallo-aria.

Questa

tecnologia, che

sfrutta l’ossigeno

atmosferico,

sta ora tornando

in auge a causa

della possibilità

di ricaricare queste

batterie grazie

alle introduzioni di

catalizzatori bifunzionali.

Le nuove

batterie metallo-aria sono quindi le principali

candidate per la sostituzione delle

ben note batterie agli ioni di litio.

Vorrei ringraziare la mia famiglia per

avermi sostenuto in questo percorso,

ascoltandomi e spronandomi nei momenti

più difficili. Grazie ai miei genitori che non

mi hanno mai fatto mancare niente, con lo

stile però di capire cosa sia davvero necessario.

Un ringraziamento particolare ai

ragazzi del Gruppo Giovani e ai miei colleghi

animatori, per avermi insegnato che si

può parlare anche di cose importanti con

leggerezza, per le innumerevoli serate al

Sangio ma soprattutto per la fiducia che

ponete nei miei confronti.

Laurea


d

Maggio• Giugno 2024

LA TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

Il giorno 26 marzo tutti noi alunni della Sauro, accompagnati

dai nostri insegnanti, siamo andati a

Trieste a visitare la Grotta Gigante.

Sul piazzale della scuola, alle otto di mattina, ci

aspettavano due pullman; eravamo super-felici ma i

nostri occhi erano puntati al cielo nella speranza di

un tempo clemente.

Ecco alcune nostre considerazioni:

ISSA: la grandezza della grotta metteva i brividi, ho

scattato delle foto così anche la mamma, che era a

casa, avrebbe visto qualcosa di questa meraviglia della

natura.

ALICE: la guida ci ha fatto notare

come le stalagmiti prendessero forme,

davvero realistiche, di volti e di

animali che fino a quel momento si

nascondevano ai miei occhi, io attonita,

nella mia testa continuavo a

dirmi e ridirmi quanto fosse unico e

grandioso quel posto.

ETTORE: appena entrato nella

grotta, visto che i gradini erano umidi

e scivolosi, decisi di stare attento

a dove mettere i piedi. Solo quando

sono arrivato al centro ho alzato gli

occhi e mi sono sentito una piccola

insignificante formica di fronte a

tanta bellezza e grandezza.

RICCARDO: mi sentivo particolarmente eccitato

perché era la prima volta che facevo una gita fuori

regione.

ANDREA: quando abbiamo iniziato a fare i primi

scalini ero impaurito perché pensavo di scivolare, ma

poi mi sono abituato.

MATTIA: nel cuore della grotta cadevano goccioline

d’acqua.

GIULIA: la grotta, appena entrati, era molto buia

ma poi i nostri occhi si sono abituati e abbiamo cominciato

a vedere innumerevoli stalattiti e stalagmiti.

STELLA: dopo 500 scalini in discesa sono entrata

in un altro mondo, mi ha colpito una stalattite alta

e grossa, chiamata con un nome che a me fa ridere “

Ruggero”. Le stalagmiti mi facevano venire in mente

gli spaghetti prima della cottura.

VIVIANA: io ho notato una stalagmite a forma di

panino, mentre la guida ci ha fatto notare un gorilla,

un’aquila, un coccodrillo e una balena.

EMMANUEL: mi è piaciuto andare al Castello di

Miramare, peccato sia stata una visita breve a causa

Gita a Trieste

23

della pioggia.

THOMAS: nella grotta non c’era un minimo di

luce. La stalagmite più antica aveva 250.000 anni ed

era alta circa 14 metri.

VERONICA: quando entrai nella cavità umida e

gocciolante sentii molta adrenalina perché gli scalini

e lo spazio intero erano poco illuminati, ma una volta

giunta nel cuore della grotta ammirai la sua profondità.

JACOPO: una volta entrato nella grotta sentii una

sensazione di ansia e man mano che scendevo faceva

sempre più freddo. La guida ci fece

notare dei muschi che crescevano

nelle pareti della grotta grazie all’illuminazione

artificiale.

ALESSANDRA: solo una volta

entrata nella grotta ho capito il perché

del suo nome. Stare in un posto

chiuso, sotto terra, non mi faceva

respirare bene.

GIORGIA: la grotta era davvero

profonda e ci sentivamo tutti emozionati.

EVA: la guida ci ha mostrato il

buco dal quale era sceso, con una

corda, un esploratore convinto di

trovare l’acqua ma invece aveva scoperto

la grotta più grande al mondo.

MARIA: mi sono guardata intorno e mi sentivo

molto piccola in un posto dove tutto era grande.

Questa gita è una delle più straordinarie che io abbia

mai fatto.

Un ringraziamento speciale va a San Nicolò che ci

ha offerto questa meravigliosa opportunità.

Gli alunni di classe quinta


di Giulia Maiutto

IMPARA AD ORGANIZZARTI:

I FONDAMENTALI DELL’ORGANIZZAZIONE PERSONALE

Carissimi Amici,

Per chi vi si avvicina per la prima volta, il concetto

stesso di “organizzazione” può spaventare: sembra

quasi impossibile, per una persona che non è naturalmente

organizzata, sviluppare questa soft skill così

importante, sia nella vita privata che in quella professionale.

Cambiare e migliorare le proprie abitudini organizzative

si può, ma si tratta effettivamente di un percorso

che richiede molta pazienza, una forte motivazione

e costanza nell’esercizio, esattamente come il

cambiamento di qualsiasi altra abitudine (ad esempio

nell’alimentazione o nell’allenamento).

Se si vuole cominciare ad organizzarsi meglio, è

importante scegliere gli strumenti organizzativi più

adatti a noi e qui le parole chiave sono due: facilità di

utilizzo e fiducia.

Se pensiamo agli abiti che indossiamo con maggior

frequenza, probabilmente non sono i più belli

che abbiamo ma quelli che ci fanno stare bene, che

sono comodi, piacevoli da indossare; ecco che uno

strumento di organizzazione, al pari dei nostri abiti

preferiti, dovrà essere certamente comodo (inteso

come facile da usare) e che rispecchia la persona

che siamo (ovvero uno strumento del quale ci possiamo

fidare perché progettato su di noi).

È proprio per questo che, nel cercare uno strumento

organizzativo adatto a noi, la prima cosa da cui

partire è osservare quelli che stiamo già utilizzando e

partire da lì per migliorare il nostro metodo laddove

non funzioni. Se ci guardiamo attorno, quasi sicuramente

troveremo un’agenda o un calendario, vero?

In effetti i due strumenti base (che approfondiremo

nel corso delle prossime puntate) sono proprio loro:

il calendario e le liste.

Il calendario è lo strumento organizzativo per eccellenza,

utilizzato (seppur con modifiche considerevoli

nel corso degli anni) dai nostri antenati fin dai

tempi delle primissime civiltà mediterranee.

Il calendario è lo strumento da cui partire per scandire

i ritmi della giornata e delle settimane; è quello

che ci permette di mantenere sotto controllo i rapporti

sociali con altre persone; è lo schema di riferimento

all’interno del quale pianificare tutte le altre

attività.

Tutto quello che NON rientra nel calendario, quindi

tutto ciò che non ha un riferimento temporale preciso,

può essere riportato in una lista, di cui la tipologia

più famosa è la tanto conosciuta to-do-list (o lista di

cose da fare).

Le liste sono il secondo degli strumenti organizzativi

fondamentali: queste permettono di liberare la

nostra mente dai pensieri facendoci provare un grande

senso di leggerezza. Le varie attività da svolgere

andranno poi affrontate una ad una e completate

(barrando la lista, che soddisfazione!).

Ricordiamoci sempre che le liste, ed in particolare

la lista to-do è infinita: ogni giorno ci saranno attività

nuove da inserire e completare e questo è un bel

segnale perché significa che la nostra vita sta procedendo

al meglio ☺

Alla prossima!


d

Maggio• Giugno 2024

LA TORRE DI VEGLIA

Terra fertile

25

Il Museo del Baco da Seta

Primavera ricca di eventi al Museo del Baco da Seta!

Il Museo, allestito nella ex Filanda Maffi di San Giacomo,

è di proprietà del Comune di Vittorio Veneto e

gestito dalla cooperativa sociale Terra Fertile.

Sabato 24 febbraio il Museo ha ospitato la presentazione

al pubblico del percorso di alternanza scuola-lavoro

condotto dagli studenti di Quarta A del Liceo Classico

“Flaminio”. La ricerca intitolata “New millennium bug.

Passato presente e futuro della seribachicoltura in Veneto”

è stata portata avanti in collaborazione con l’Università di

Padova e il Crea Agricoltura Ambiente – Laboratorio di

Gelsibachicoltura di Padova.

L’esperienza ha costituito l’avvio del progetto “ARAC-

NE” concentrato sul patrimonio culturale della produzione europea della seta e sulla sua conservazione, protezione

e valorizzazione: un viaggio indietro nel tempo per cercare di dare nuova vita a competenze secolari,

intrecciando un’identità europea distintiva legata alla seta. Il prodotto finale è una mappa geostorica e geolocalizzata

multidisciplinare e interattiva, che raccoglie contenuti storici, antropologici, toponomastici, lessicali

oltre a numerose testimonianze. La mappa del Flaminio confluirà nell’itinerario virtuale “Via della seta europea”

in fase di realizzazione.

Venerdì 8 marzo, in occasione della Festa della donna, è stata organizzata una conferenza partecipata con

visita guidata a cura dell’antropologa Elisa Bellato “Storie di donne d’altri tempi e di bachi da seta”. Numerosissime

le prenotazioni, tanto da dover organizzare una replica il 15 marzo e programmare per l’8 maggio una

terza serata dal titolo “Madri e figlie. Il lavoro della seta al femminile”.

Complice anche la primavera, periodo ideale per gite scolastiche e visite fuori porta, sono sempre più numerosi

i gruppi che in questo periodo prenotano visite guidate e didattiche in Museo: studenti di varie età, dalla

scuola materna alla scuola superiore, anziani ospiti di case di riposo, persone che frequentano l’Università della

Terza Età, centri diurni per persone con disabilità, turisti italiani e stranieri, gruppi associativi.

E la cosa che dà più soddisfazione… i commenti dei visitatori pieni di stupore e gratitudine per questo meraviglioso

museo!


26

Maggio• Giugno 2024

d

LA TORRE DI VEGLIA

calcio

VITTSANGIACOMO

Al termine dei

campionati: tornei

e Camp Estate!

Con l’arrivo della bella stagione, dopo mesi di pioggia

che hanno disturbato e ritardato i vari campionati,

partono i tornei primaverili e il divertimento per i più

piccoli. Il 16 aprile ha preso il via il torneo Natale

Biason, un classico per la categoria Esordienti, giunto

alla decima edizione, molto apprezzato dalle società

della zona. Prima delle gare finali, il 18 maggio alle

17:30 ci sarà la festa per l’inaugurazione del “Campo

Esordienti”, in adiacenza a sud del campo principale

di via Margogne. Sarà l’occasione per constatare

quanto questa associazione riesce

“NON SOLO CALCIO”

RUGBY

15 o CAMP

ESTATE

concretamente a realizzare con il contributo di

sostenitori e volontari.

L’8 giugno, in occasione dell’ultimo giorno

di scuola, saranno protagonisti i Pulcini con

il Mini-torneo “ciao scuola” Memorial Ivano Da

Dalt. La settimana successiva prenderà poi il via

il 15° Camp Estate “non solo calcio”, che terrà

impegnati i bambini/e e ragazzi/e dai 6 ai 13 anni tutte

le mattine, per sei settimane.

La Squadra maggiore del Vittsangiacomo, al

momento in cui scrivo, si avvia a concludere il

Nuove panchine per il campo sportivo: lunghe sei

metri, per 12 persone

campionato confermando la sua permanenza in Prima

categoria. Positiva si sta per concludere anche la

sperimentazione della partecipazione con una seconda

squadra di Under 23 nel campionato provinciale di

terza categoria. La squadra Juniores, con un finale

in crescendo, sta cercando con determinazione di

mantenere il livello regionale. Ha giocato le partite

“in

casa” nel campo sportivo di San Martino, ma per

gli

ultimi incontri è rientrata a giocare al Polentes.

Sabato scorso, 13 aprile, con la vittoria sul Limana

ha

guadagnato punti preziosi. Nell’occasione sono

state inaugurate le nuove panchine, adeguate alle

nuove esigenze, che prevedono l’inserimento nella

lista delle partite di 20 giocatori. Buona e calorosa

l’affluenza di spettatori anche a queste gare: tanti

amici e morose (o aspiranti).

A fare il tifo per Leonardo, oltre alla nonna c’era

anche la bisnonna!

Si continuano a scalare le rate del mutuo per

l’acquisto del campo sportivo (ne mancano ancora

84 delle 180 iniziali). Grazie a quanti ci destinano

il

5 per mille in sede di dichiarazione dei redditi:

è

sufficiente indicare nell’apposita casella il codice

fiscale del Vittsangiacomo che è 03374390262.

Pietro Ossi


d

BATTESIMI

Maggio• Giugno 2024

LA TORRE DI VEGLIA

4 - EKTIMATTANA NATTANUN

di Giovanni e di Panjta

Via Filande, 47

Anagrafe

27

DEFUNTI

10 DAL GAL GIANNINA

ved. Canal

di anni 74 – (il 29.02.2924)

Via Fratelli Bandiera

Il neo-battezzato nel lunedì dell’Angelo 1 aprile 2024

11 BORRO GIORDANO

di anni 94

(il 04.03.2924)

Via S. Antonio, 225

14 ZANETTE ANGELA

ved. Meneghin

di anni 95 – (il 20.03.2924)

Via Caviglia, 13

16 TURBIAN EUFEMIA

di anni 99 – (il 28.03.2024)

Piazza Fiume , 30

17 GOBBO LUCIA

ved. Poser

di anni 95 – (il 14.04.2024)

Via Menarè 135

12 FIORETTI DOMENICA

ved. Moret

di anni 98 – (l’11.03.2024)

Via Caldelivera, 78/A

13 BIN PIETRO

di anni 73 – (il 16.02.2024)

Via Margogne, 22

Pietro riposa nel Cimitero

di Buia (Friuli)

15 MICHELON BRUNO

di anni 90

(il 20.03.2024)

Via F.lli Bandiera

FARMACIE DI TURNO

MAGGIO – GIUGNO 2024

03 – Maggio – MARSON – via Garibaldi,114(ai Frati)- (0438/53378)

10 – Maggio – COM. 1 – Via Brandolini, 111 (centro) – 0438/53198

17 – Maggio – PALATINI – Via Cavour, 114 – (Tel. 043853274)

24 – Maggio – COM. 2 – P.zza Fiume, 29 - (0438/500351) - S.Giacomo

31 – Maggio – PANCOTTO – Piazza Flaminio, 10 – (0438/53365)

07 – Giugno – COM. 3 – Via L. De Nadai (Costa) – (0438/55662821

14 – Giugno – ZAMPERLINI – Via Da Ponte, 26 - 0438/53958)

21 – Giugno – Val dei Fiori –v ia Bersagliere,-14-tel. 0438/1892503/351 9491278

28 – Giugno – MARSON – via Garibaldi,114(ai Frati) - (0438/53378)

IL TURNO HA INIZIO IL VENERDÌ ALLE ORE 8.45

Guardia Medica risponde al N° 0438/ 553708

La Guardia Medica pediatrica al N° 0438/668341 (Conegliano)


28 Le famiglie ricordano

Ricordo del miglia di

SALVADOR FRANCESCO

FABRIS REGINA

d

LA TORRE DI VEGLIA

FRANCESCO

REGINA

CATERINA

PIASENTIN DOMENICO

n. 10.07.1925 m. 02.04.2007

ANNAMARIA

NIVES

SUOR

CARMELITA

GIANFRANCO

CADALT VINCENZO

n. 09.10.1913 m. 08.05.2007

DAL VECCHIO RAFFAELE

n. 22.08.1932 m. 16.06.2006

DAL VECCHIO IVAN

n.07.07.1955 m. 26.01.2023

LE VOSTRE

OFFERTE

MINELLI AUSILIA

n. 21.08.1927 m. 28.05.1982

BASSETTO ENRICO

n. 05.05.1926 m. 04.05.2009

CASAGRANDE AUGUSTO

n. 22.08.1934 m.08.04.2023

Le ultime parole alla moglie:

“Fammi un sorriso”

E la moglie: nel 1° anniversario

“Ti arrivi il mio sorriso”

SPITALERI SIMONE

n.. 27.11.1972 m. 25.06.1997

SPITALERI MATTEO

n. 25.01.1975 m. 03.05.2005

dal 06/02/2024

al 15/04/2024

7 N.N. - 6 sottoscrizioni – Per

comunione e confessione

anziani e ammalati – Candele

candelora Offerte S. Antonio

– Offerte San Fermo –

Benedizione famiglia- Uso

sala compleanni – Un

Battesimo – GSE Feb-Apr –

In memoria di: Casagrande

Giovanna – Paludetti Pietro

–Meneghin Maria – Bin Pietro

– Dal Gal Giannina – Borro

Giordano – Fioretti Domenica

– Zanette Angela – Michielon

Bruno, Turbian Eufemia –

Gobbo Lucia, dalle famiglie.

TOTALE € 8.176,01

ORARIO ESTIVO

DELLE SANTE MESSE FESTIVE

Chiesa Prefest. Festiva

SAN GIACOMO 19.00 8.30 10.30

MONASTERO 9.30

SS. PIETRO E PAOLO 18.00 10.30

SAN FRANCESCO 18.30 7.30 9.00 18.30

CATTEDRALE 19.00 8.30 10.30 19.00

MESCHIO 9.00 18.00

SANTA GIUSTINA 18.30 11.00

SANT’ANDREA 19.30 9.45 18.30

SERRAVALLE 830 11.00

SAN GIOVANNI 17.30 10.00

SANTA AUGUSTA

9.00

in Maggio e Ottobre

COSTA 18.30 9.30

SALSA 18.30 11.00

NOVE 9.00


Agenda Pastorale

Maggio 2024

Mercoledì 1: San Giuseppe lavoratore

Giovedì 2: Sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa

Venerdì 3: Ss. Filippo e Giacomo, apostoli

Domenica 5: VI DI PASQUA

Domenica 12: ASCENSIONE DEL SIGNORE

Martedì 14: S. Mattia, apostolo

Sabato 18: S. Giovanni I°, papa e martire

Domenica 19: DOMENICA DI PENTECOSTE

Lunedì 20: B. Vergine Maria, Madre della Chiesa

Mercoledì 22: S. Rita da Cascia, religiosa

Domenica 26: SANTISSIMA TRINITÀ

Venerdì 31: Visitazione della B.V. Maria

Giugno 2024

Sabato 1: S. Giustino, martire

Domenica 2: SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Lunedì 3: Ss. Carlo Lwanga e compagni, martiri

Mercoledì 5: S. Bonifacio, vescovo e martire

Venerdì 7: SACRATISSIMO CUORE DI GESÚ

Sabato 8: Cuore immacolato della B.V. Maria

Domenica 9: X del Tempo Ordinario

Martedì 11: San Barnaba, apostolo

Giovedì 13: S. ANTONIO DI PADOVA, presbitero e dottore della Chiesa

Venerdì 14: B. Cosma Spessotto, presbitero e martire

Domenica 16: XI del Tempo Ordinario

Venerdì 21: San Luigi Gonzaga, religioso

Domenica 23: XII del Tempo Ordinario

Lunedì 24: Natività di Giovanni Battista

Venerdì 28: Sant’Ireneo, vescovo e martire, dottore della Chiesa

Sabato 29: Ss. Pietro e Paolo, apostoli

Domenica 30: XIII del Tempo Ordinario


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