13.09.2024 Visualizzazioni

TuttoBallo20 - SettembreOttobre 2024 - EnjoyArt 42

Cari amici e lettori, con grande entusiasmo che vi presentiamo il numero 42 di TuttoBallo20, la nostra free press on line dedicata all’arte in tutte le sue forme. In questo numero, esploreremo il meraviglioso mondo della creatività, dai libri alla musica, dal cinema al teatro, dalla pittura alla scultura. Quest’anno, il Festival del Cinema di Venezia ha celebrato la sua 81° edizione, e noi non possiamo fare a meno di dedicare ampio spazio ai film in concorso. È stato un festival ricco di emozioni, culminato con il trionfo meritatissimo di Pedro Almodóvar, che ha conquistato il Leone d’Oro con il suo primo film in inglese, «La stanza accanto». Gran Premio della Giuria, assegnato all’italiano «Vermiglio» di Maura Delpero e la coppa Volpi assegnata a: Nicole Kidman e Vincent Lindon. In questo numero, troverete anche interviste esclusive a personaggi del momento e scoprirete anche le novità più interessanti del momento. Siamo certi che questo numero di TuttoBallo20 saprà ispirarvi e stimolare la vostra curiosità. L’arte è un linguaggio universale che ci unisce e ci arricchisce, e noi siamo qui per raccontarvela in tutte le sue sfumature. Buona lettura e buona arte a tutti!

Cari amici e lettori,
con grande entusiasmo che vi presentiamo il numero 42 di TuttoBallo20, la nostra free press on line dedicata all’arte in tutte le sue forme. In questo numero, esploreremo il meraviglioso mondo della creatività, dai libri alla musica, dal cinema al teatro, dalla pittura alla scultura. Quest’anno, il Festival del Cinema di Venezia ha celebrato la sua 81° edizione, e noi non possiamo fare a meno di dedicare ampio spazio ai film in concorso. È stato un festival ricco di emozioni, culminato con il trionfo meritatissimo di Pedro Almodóvar, che ha conquistato il Leone d’Oro con il suo primo film in inglese, «La stanza accanto». Gran Premio della Giuria, assegnato all’italiano «Vermiglio» di Maura Delpero e la coppa Volpi assegnata a: Nicole Kidman e Vincent Lindon. In questo numero, troverete anche interviste esclusive a personaggi del momento e scoprirete anche le novità più interessanti del momento. Siamo certi che questo numero di TuttoBallo20 saprà ispirarvi e stimolare la vostra curiosità. L’arte è un linguaggio universale che ci unisce e ci arricchisce, e noi siamo qui per raccontarvela in tutte le sue sfumature. Buona lettura e buona arte a tutti!

SHOW MORE
SHOW LESS

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

<strong>42</strong><br />

ph © Warner Bros italia<br />

© F R E E P R E S S O N L I N E - v i e t a t a l a r i p r o d u z i o n e D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r T "


Iscriviti alla nostra associazione e partecipa<br />

attivamente alle nostre iniziative. Segui i<br />

nostri canali social: Resta aggiornato sulle<br />

nostre attività e condividile con i tuoi<br />

amici. Diffondi la nostra rivista e aiutaci a<br />

raggiungere un pubblico più ampio,<br />

diventando un mecenate dell’arte<br />

Diventa mecenate dell'arte con l’associazione<br />

Stefano Francia <strong>EnjoyArt</strong>!<br />

Ogni contributo, grande o piccolo che sia, è<br />

importante per noi. Basta anche un caffè per<br />

diventare un mecenate dell’arte.<br />

Clicca qui perSOSTIENI L’ARTE<br />

ass.stefanofrancia@gmail.com<br />

+39 335 435168<br />

www.stefanofrancia.com<br />

www.tuttoballo20.com


TuttoBallo - Settemnre/ottobre <strong>2024</strong> - n. <strong>42</strong><br />

Copertina: Lady Gaga e Joaquin Phoennix nel film “Joker2”<br />

Contro Copertina: MOMIX<br />

Foto fornite dagli uffici stampa<br />

Editore "Stefano Francia" <strong>EnjoyArt</strong><br />

Direttore - Fabrizio Silvestri<br />

Vice direttore - Eugenia Galimi<br />

Segretaria di redazione - Pina delle Site<br />

Redazione - Marina Fabriani Querzè, Luca Fochetti.<br />

COLLABORATORI: Lisa Bernardini, Maria Luisa Bossone, Antonio Desiderio,<br />

Eelonora de Angelis, Francesco Fileccia, David Bilancia, Giovanni Fenu, Mauri<br />

Menga, Sandro Mallamaci, Walter Garibaldi, Davide Ferraro, Francesco Leone,<br />

Assia Karaguiozova, Andrea Iannuzzi, Elza De Paola, Giovanna Delle Site,<br />

Francesca Meucci.<br />

Fotografi: Luca Di Bartolo, Monica Irma Ricci, Elena Ghini, Cosimo Mirco<br />

Magliocca Photographe Paris, Luca Valletta, Raul Duran, Raul, Alessio<br />

Buccafusca, Alessandro Canestrelli, Alessandro Risuleo. Altre foto pubblicate<br />

sono state concesse da uffici stampa e/o scaricate dalle pagine social dei<br />

protagonisti.<br />

Le immagini e le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto d’autore,<br />

vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai sensi degli artt. 65<br />

comma 2 e 70 comma 1 bis della Lg. 633/1941.<br />

É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.<br />

É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dal direttore. I<br />

collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.<br />

Testata giornalistica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia <strong>EnjoyArt</strong><br />

per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com<br />

Editoriale<br />

Cari amici e lettori,<br />

con grande entusiasmo che vi presentiamo il numero<br />

<strong>42</strong> di <strong>TuttoBallo20</strong>, la nostra free press on line dedicata<br />

all’arte in tutte le sue forme. In questo numero,<br />

esploreremo il meraviglioso mondo della creatività, dai<br />

libri alla musica, dal cinema al teatro, dalla pittura alla<br />

scultura. Quest’anno, il Festival del Cinema di Venezia<br />

ha celebrato la sua 81° edizione, e noi non possiamo<br />

fare a meno di dedicare ampio spazio ai film in<br />

concorso. È stato un festival ricco di emozioni,<br />

culminato con il trionfo meritatissimo di Pedro<br />

Almodóvar, che ha conquistato il Leone d’Oro con il<br />

suo primo film in inglese, «La stanza accanto». Gran<br />

Premio della Giuria, assegnato all’italiano «Vermiglio»<br />

di Maura Delpero e la coppa Volpi assegnata a: Nicole<br />

Kidman e Vincent Lindon. In questo numero, troverete<br />

anche interviste esclusive a personaggi del momento e<br />

scoprirete anche le novità più interessanti del<br />

momento. Siamo certi che questo numero di<br />

<strong>TuttoBallo20</strong> saprà ispirarvi e stimolare la vostra<br />

curiosità. L’arte è un linguaggio universale che ci<br />

unisce e ci arricchisce, e noi siamo qui per<br />

raccontarvela in tutte le sue sfumature. Buona lettura e<br />

buona arte a tutti!<br />

© F R E E P R E S S O N L I N E r i p r o d u z i o n e r i s e r v a t a - D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "


TuttoBallo<br />

Il Dott. Emilio Citro, consulente tecnico del centro, sta progettando un sistema integrato chiamato “Pet&Technology”, mirato a<br />

creare relazioni sicure e rispettose tra uomo e animale grazie all’ausilio della tecnologia.<br />

K9-V si dedica con impegno all’addestramento dei cani fin da cuccioli e forma professionalmente anche i loro conduttori. È un<br />

punto di riferimento nazionale e internazionale, con il primo MASTER patrocinato ENCI per la formazione di unità cinofile a<br />

360°, che include scuole EDD e detection SOKKS per la ricerca di sostanze, soccorso di persone e salvataggio in acqua,<br />

integrando l’uso della Pet&Technology.<br />

Pet&Technology è un sistema innovativo che consente al conduttore di interagire con l'animale utilizzando strumenti<br />

tecnologici, sostituendo il tradizionale guinzaglio con un legame virtuale.<br />

L'obiettivo è creare un ponte tra uomo e animale, rispettando le loro diversità naturali. La tecnologia facilita il processo di<br />

domesticazione, permettendo al cane di interagire empaticamente e liberamente, in un rapporto paritario e rispettoso.<br />

Il Dott. Emilio Citro, basandosi su esperienze di polizia, ha sviluppato l'idea di "inviare il cane libero", senza guinzaglio,<br />

superando le tecniche tradizionali. I metodi coercitivi, come il collare elettrico, si sono rivelati inefficaci e lenti.<br />

Le tecniche tradizionali limitano l'espressione del cane, rendendolo dipendente dai comandi del conduttore e potenzialmente<br />

stressato. Pet&Technology, invece, si basa su target motivazionali positivi, permettendo al cane di operare autonomamente e<br />

interagire con la tecnologia.<br />

Le sperimentazioni tecnologiche usate attualmente sono:<br />

- Laser: Inizialmente utilizzato, presentava rischi per la vista del cane e problemi di riflessi.<br />

- Macchina Telecomandata: Limitata da ostacoli fisici e potenziale distrazione per il cane.<br />

- Drone: Si è rivelato la scelta migliore. I droni aerei offrono precisione e velocità, superando ostacoli terrestri e fornendo una<br />

visione anticipata del percorso. I droni terrestri e nautici offrono vantaggi specifici, come la ricerca di ordigni o operazioni in<br />

acqua, sebbene con alcune limitazioni.<br />

Pet&Technology rappresenta un'evoluzione nel rapporto uomo-cane, sfruttando la tecnologia per migliorare l'interazione e<br />

l'efficacia operativa.


TuttoBallo<br />

Secondo uno studio condotto da ricercatori delle università<br />

della Florida, del Michigan e della Virginia Commonwealth,<br />

possedere un animale domestico per oltre cinque anni può<br />

favorire il mantenimento delle capacità cognitive con l'avanzare<br />

dell'età. I risultati mostrano che gli adulti di almeno 50 anni che<br />

hanno avuto un animale domestico per più di cinque anni<br />

ricordano le parole con maggiore facilità e mostrano un declino<br />

della memoria più lento rispetto a chi non ha mai posseduto un<br />

cane.<br />

I ricercatori attribuiscono questi benefici alla capacità degli<br />

animali domestici di ridurre lo stress e migliorare la cognizione<br />

negli anziani. Jennifer Applebaum, principale autrice dello<br />

studio, ha analizzato un campione nazionale di oltre 1.300<br />

adulti statunitensi, evidenziando che il 53% dei partecipanti<br />

possedeva animali domestici, con i cani come i più comuni. Nel<br />

corso di sei anni, i punteggi cognitivi dei proprietari di animali<br />

domestici a lungo termine sono diminuiti più lentamente.<br />

Numerosi studi confermano i benefici per la salute mentale e<br />

fisica derivanti dal possesso di animali. La relazione con gli<br />

animali attenua lo stress e promuove l'attività fisica, essenziale<br />

per la salute cognitiva. Applebaum sottolinea l'importanza di<br />

supportare i proprietari di animali domestici attraverso politiche<br />

pubbliche.<br />

In questo contesto, Lino di Lernia, co-fondatore di Over, ha<br />

presentato una nuova filosofia di vita nelle residenze per<br />

anziani, accogliendo gli animali domestici per il benessere degli<br />

Over 65. Ha affermato che le relazioni durature con gli animali<br />

portano benefici cognitivi e favoriscono la socializzazione tra gli<br />

ospiti.<br />

I cani non solo combattono la malinconia, ma migliorano anche<br />

il benessere generale, offrendo amore incondizionato e un<br />

nuovo senso di scopo agli anziani, motivandoli a prendersi cura<br />

di queste creature speciali.<br />

FONTE : Maria Verderio ufficio stampa Over.<br />

maria.verderio@libero.it


TuttoBallo<br />

Il 24 luglio 1911 è un giorno che ha cambiato per sempre la storia<br />

dell’Archeologia precolombiana; in quel giorno di luglio di inizio<br />

novecento, grazie all’ambizione di un esploratore statunitense venne<br />

scoperto uno dei siti archeologici più importanti del Sud America,<br />

ovvero Machu Picchu. Situata nella catena montuosa della Ande<br />

Peruviane, costruita a circa 2.400 metri d’altezza, l’antica città Inca di<br />

Machu Picchu che nella lingua quechua significa “vecchia montagna” è<br />

uno dei siti archeologici più importanti del Sud America. La città venne<br />

costruita alla metà del XV secolo per volere dell’Imperatore Inca<br />

Pachacútec, e fin da subito divenne uno dei centri urbani più ricchi e<br />

floridi della civiltà incaica.Proprio durante il regno di Pachacútec, grazie<br />

anche ad una serie di campagne militari vittoriose l’Impero Inca<br />

raggiunge la sua massima espansione territoriale estendendosi dalle<br />

Ande Peruviane fino nell’entroterra dell’Amazzonia per un totale di<br />

circa tremila chilometri.<br />

Secondo quanto riportano le fonti storiche, l’antica città di Machu<br />

Picchu, che si trova a circa centotrenta chilometri da Cuzco l’antica<br />

capitale Inca, venne edificata per essere la residenza invernale<br />

dell’Imperatore.<br />

Tuttavia, nonostante Machu<br />

Picchu fosse una delle città floride dell’Impero Inca venne<br />

abbandonata nel secolo successivo, precisamente nel 1532, quando i<br />

Conquistadores spagnoli guidati dal generale Francisco Pizarro<br />

giungono nei territori andini e sottomisero tutte le città dell’Impero Inca.<br />

Dal momento in cui gli spagnoli conquistarono le sconfinate terre<br />

dell’Impero Inca, dando vita ad uno degli imperi coloniali più estesi e<br />

duraturi della storia, si persero completamente le tracce della città di<br />

Machu Picchu, fino a quando agli inizi del novecento un esploratore,<br />

storico ed archeologo statunitense di nome Hiram Bingham decise di<br />

indagare più a fondo sulla civiltà degli Inca.<br />

L’interesse di Bingham per gli Inca nacque durante un viaggio in Perù<br />

svolto a cavallo tra il 1908 e il 1909, proprio in quel viaggio<br />

l’esploratore rimase affascinato dalle rovine di Cuzco e decise di<br />

approfondire lo studio di questa straordinaria civiltà. Dopo aver<br />

effettuato il viaggio in Perù Bingham, tornò negli Stati Uniti deciso a<br />

studiare e scoprire gli enigmi che si celano dietro la civiltà degli Inca di<br />

cui fino a quel momento si avevano ancora pochissime informazioni.<br />

Studiando in modo approfondito le cronache spagnole del XVI secolo<br />

l’esploratore statunitense fece una scoperta importante; secondo<br />

quanto affermano le fonti storiche negli anni trenta del cinquecento,<br />

Manco II, uno degli ultimi imperatori inca, per sfuggire agli spagnoli i<br />

quali nel 1533 conquistarono l’antica capitale Cuzco, decise di<br />

rifugiarsi insieme all’esercito e al suo stato maggiore nella città di<br />

Vilcabamba che, diventò a tutti gli effetti la nuova ed ultima capitale<br />

dell’impero Inca. Ma l’onda di conquista spagnola è inarrestabile e<br />

circa quarant’anni dopo la conquista di Cuzco, nel 1572 i<br />

conquistadores di Pizarro conquistano anche Vilcabamba facendo<br />

calare definitivamente il sipario sulla straordinaria civiltà degli Inca.


TuttoBallo<br />

Ed è proprio studiando queste fonti che a Bingham venne l’idea di<br />

tornare in Perù per trovare le rovine dell’ultimo baluardo della civiltà<br />

inca, di cui ormai si erano perse le tracce da tempo immemore.<br />

Secondo quando riportano le fonti spagnole la città di Vilcabamba si<br />

trova a duecento chilometri da Cuzco e a quarantotto chilometri a<br />

nord di Vitcos, un’altra importante città Inca. Determinato a trovare<br />

l’ultima capitale Inca, nel giugno del 1911 Bingham partì con una<br />

squadra di sei persone per scoprire dove si trovava Vilcabamba.<br />

Quando arrivò in Perù, l’esploratore statunitense riuscì a raggiungere<br />

in breve tempo Vitcos, e proseguì seguendo le indicazioni che aveva<br />

trovato sulle mappe spagnole, tanto che in due giorni di cammino<br />

arrivò a Vilcabamba. Ma una volta arrivato edosservate le rovine,<br />

Bingham dedusse che quella non poteva essere l’ultima capitale degli<br />

Inca dato che le architetture presenti a Vilcabamba erano troppo<br />

scarne e povere per una capitale di un impero, e decise di tornare<br />

indietro.<br />

Fu un clamoroso errore di valutazione che portò alla scoperta di<br />

Macchu Picchu. Infatti, rileggendo con attenzione le fonti e le mappe<br />

spagnole, Bingham si rese conto che nel versante opposto alle rovine<br />

che aveva trovato, in un punto equidistante da Vitcos, si trovava un<br />

altro sito Inca che risultava inesplorato.<br />

Così<br />

Bingham e la sua piccola squadra di esploratori si misero in cammino<br />

e raggiunsero il sito il 24 luglio 1911. La città sorgeva ad un’altezza di<br />

2.400 metri ed aveva un perimetro molto più esteso delle rovine<br />

ritrovate in precedenza. L’esploratore era convinto che quella fosse<br />

effettivamente Vilcabamba, tuttavia gli scavi archeologici iniziati due<br />

anni più tardi e che proseguirono a fasi alterne fino agli anni settanta<br />

del novecento dimostrarono che quella non fosse Vicabamba, ma<br />

Machu Picchu. La conferma di questo errore di valutazione venne<br />

data da due fattori: il primo è l’analisi dei reperti archeologici che<br />

risalgono all’Imperatore Pachacútec, il sovrano che volle la<br />

costruzione di Machu Picchu. Il secondo è uno scavo effettuato<br />

dall’archeologo americano Gene Savoy, nel 1964 sulle rovine che<br />

inizialmente erano state scartate da Bingham. Lo scavo dimostra che<br />

il sito è effettivamente Vilcabamba e che Bingham nel 1911 aveva<br />

davvero trovato l’ultimo baluardo della cività Inca.<br />

Nonostante Bingham avesse commesso un grave errore di<br />

valutazione, scartando le rovine di Vilcabanda e considerando<br />

Macchu Picchu come l’ultima capitale degli Inca, oggi è considerato<br />

l’esploratore che ha dato un forte impulso allo studio storico ed<br />

archeologico della civiltà degli Inca. Nel corso degli anni il sito di<br />

Macchu Picchu divenne un bacino di informazioni inesauribile per gli<br />

storici e gli archeologi che studiano l’America precolombiana tanto<br />

che nel 1983, è stato nominato Patrimonio mondiale dell’Unesco e dal<br />

2007 ha ottenuto il riconoscimento come una delle sette meraviglie<br />

del mondo, diventando così uno dei siti archeologici più importanti e<br />

visitati del Sud America.<br />

Di Emiliano Ancarola


Fotografia è prima di tutto relazione, intreccio di anime con le loro relative persone. La fotografia, come l'arte, crea<br />

dialogo, connessione, rapporto umano e nel rapporto stesso essa esiste poiché sollecita e solletica la fantasia di<br />

ciascuno e, spesso, va ad intercettare la parte di noi che ha bisogno di esprimersi, e lo fa attraverso l'immagine che è<br />

ciò di cui siamo fatti universalmente.<br />

Prima di noi vi è un'immagine impressa nell'anima, anzi, l'anima stessa è l'immagine innata che ci guida e ci porta<br />

verso la nostra realizzazione, invitandoci a costruire seguendo il nostro percorso, il nostro schema intuitivo. La<br />

fotografia mi porta a conoscere me stesso, i luoghi e le persone che mi appartengono intimamente, finanche a<br />

conoscere cosa spinge una persona ad andare, però senza mostrarsi mai, perché l'immagine ti abita e tu stesso sei<br />

quell' immagine. Nell'assistere alla creazione dell'immagine fotografica si riesce anche a comprendere cosa anima le<br />

nostre vite, semplicemente aprendo gli occhi ad una visione contemplativa del tutto. È come una partita a scacchi<br />

dove ogni mossa ha senso di esistere, al di là della giustizia. Nel vincere quella partita si impara qualcosa, nel<br />

perderla si imparano cose ugualmente utili. Quindi, per rispondere alla domanda principale, questa è una parte della<br />

fotografia, una parte del tutto che sto ancora scoprendo.


II primi campioni olimpici di breaking della storia hanno lottato<br />

per il titolo nella suggestiva Place de la Concorde, una<br />

location scelta tanto per la sua bellezza quanto per il suo<br />

passato. Prima di essere ribattezzata Piazza della Concordia,<br />

si chiamava Piazza della Rivoluzione, poiché fu il teatro delle<br />

più significative azioni rivoluzionarie in Francia, dalla presa<br />

della Bastiglia in poi, comprese le decapitazioni. Cambiarne il<br />

nome è stato il primo segnale del desiderio di trasformarla in<br />

un luogo di pace e armonia. Non poteva essere scelto un<br />

contesto migliore per il debutto olimpico di una disciplina che<br />

affonda le sue radici nella pace. Il breaking è infatti uno dei<br />

quattro elementi della cultura hip hop, sviluppatasi negli anni<br />

'70 del secolo scorso, capace di compiere una vera<br />

metamorfosi relazionale. Nelle povere e degradate strade del<br />

Bronx, simili a un enorme ghetto, il breaking ha trasformato gli<br />

scontri violenti tra bande in confronti pacifici a ritmo di musica.<br />

Le gang, disposte in cerchio, hanno iniziato a sfidarsi con<br />

passi e acrobazie, in round uno contro uno: il migliore non era<br />

più chi si imponeva con la forza bruta, ma chi sapeva<br />

emergere per originalità, stile e spettacolarità. Dai quartieri di<br />

New York alle strade di tutto il mondo, il passo è stato breve:<br />

un successo spontaneo, nato come naturale conseguenza del<br />

contenuto multietnico e multidisciplinare con cui il breaking è<br />

nato e che risuona con le sensibilità di tutte le latitudini.<br />

Grazie alla ricchezza di stimoli diversi su cui si è evoluto, il<br />

breaking sa accogliere influenze continue dal nord e dal sud<br />

del mondo e si conferma come uno strumento di integrazione<br />

sempre più adatto alle trasformazioni sociali in atto.<br />

La fusione tra arte e sport ha prima confuso e poi convinto<br />

anche i più scettici puristi, refrattari alle contaminazioni. Arte e<br />

sport possono coesistere, entrambi sanno emozionare,<br />

ispirare, unire e possono essere potenti mezzi di espressione<br />

di sé, così come di cambiamento culturale. Il paradigma dello<br />

sport agonistico prevede standardizzazione e misurabilità,<br />

apparentemente in conflitto con la libertà creativa dell’arte, ma<br />

solo apparentemente. Ogni disciplina sportiva, all’interno dei<br />

suoi regolamenti, lascia spazio all’interpretazione soggettiva<br />

dei confini e quindi anche a innovazioni.<br />

E ogni arte ha tecniche o stili di riferimento, se non altro per<br />

dimostrare di non volerli rispettare.<br />

Le regole studiate per la versione agonistica del breaking,<br />

testate con successo ai Giochi Olimpici Giovanili di Buenos<br />

Aires del 2018, hanno mantenuto i suoi elementi originari. Il<br />

confronto a due (detto battle) è stato introdotto da passi e<br />

mosse di sfida rivolte all’avversario. Nel frattempo, la musica,<br />

scelta dal DJ e quindi sconosciuta ai Bs, ha ispirato<br />

l’esibizione mettendo alla prova la capacità di improvvisare. Il<br />

punteggio della giuria si è basato su criteri che valutano<br />

creatività, tecnica, varietà, performance, musicalità e<br />

personalità. Ogni aspetto ha i suoi elementi e i suoi nomi<br />

tecnici. Così come abbiamo familiarizzato con l’Axel del<br />

pattinaggio artistico o il carpiato dei tuffi, impareremo anche a<br />

distinguere le difficoltà del “freeze” e del “power move” del<br />

breaking.<br />

Probabilmente, però, a mettere in crisi chi ha raccontato al<br />

pubblico la gara della neonata disciplina olimpica, più che i<br />

contenuti tecnici, sono state le osservazioni sul mondo<br />

interiore dei Bs: non è stato facile trovare le parole per<br />

interpretare le visioni o forse sarebbe meglio dire la<br />

spiritualità, attraverso cui esprimono personalità e creatività.<br />

Molti Bs hanno descritto le proprie esibizioni come momenti di<br />

guarigione, di connessione a un’energia superiore:<br />

impossibile non vedere un collegamento con la danza<br />

cosmica dei Sufi e, in generale, con le varie espressioni della<br />

danza come forma di preghiera.<br />

A rappresentare l’Italia nel breaking olimpico, abbiamo avuto<br />

solo una speranza, una ragazza, l’unica che in giugno a<br />

Budapest ha conquistato il pass per Parigi. L'azzurra Antilai<br />

Sandrini (nome d'arte "Anti") battendo la marocchina<br />

Elmamouny per 16-2 nell'ultima battle del round-robin entra<br />

tra le prime 12 b girl al mondo. Ma questo non è stato<br />

sufficiente per la qualificazione alla fase a eliminazione<br />

diretta. Per lei sono state fatali le sconfitte contro la cinese<br />

Ying Zi (2-16) e la giapponese Ami (1-17), vincitrice dell’oro<br />

olimpico.


Francesco Leone (@gliindecisi18)


Tre Anni di "Gli Indecisi":<br />

Un Faro di Speranza e Sostegno<br />

per la Comunità LGTBQA+<br />

Tre anni fa, Francesco Leone, un uomo di straordinaria<br />

sensibilità, intelligenza e altruismo, ha fondato "Gli<br />

Indecisi", un canale Instagram che è diventato un punto di<br />

riferimento fondamentale per molti. La missione di questo<br />

canale è chiara e potente: promuovere, sostenere e<br />

aiutare giovani e meno giovani ad affermarsi nel mondo<br />

come omosessuali, oltre a difendere e promuovere i diritti<br />

LGTBQA+.<br />

In un mondo dove l'accettazione e l'uguaglianza sono<br />

ancora una battaglia quotidiana, "Gli Indecisi" si erge come<br />

un faro di speranza. Attraverso post ispiratori, storie di vita<br />

reale e una comunità accogliente, il canale offre uno<br />

spazio sicuro dove le persone possono sentirsi viste,<br />

ascoltate e supportate. È un luogo dove l'amore e<br />

l'accettazione sono al centro di tutto.<br />

Francesco Leone, con la sua dedizione instancabile, ha<br />

creato una piattaforma che non solo informa ma ispira. La<br />

sua disponibilità ad aiutare gli altri è evidente in ogni<br />

iniziativa intrapresa dal canale. Che si tratti di campagne di<br />

sensibilizzazione, eventi di supporto o semplicemente di<br />

parole di incoraggiamento, "Gli Indecisi" è sempre<br />

presente per chi ne ha bisogno.<br />

In questi tre anni, il canale ha raggiunto traguardi<br />

significativi, crescendo in termini di follower e impatto. Ha<br />

dato voce a chi spesso non ne ha, ha celebrato le diversità<br />

e ha lottato contro le ingiustizie. Ma, soprattutto, ha creato<br />

una comunità unita dalla volontà di vedere un mondo più<br />

giusto e inclusivo.<br />

Mentre celebriamo questo importante anniversario,<br />

guardiamo al futuro con speranza e determinazione. "Gli<br />

Indecisi" continuerà a essere un pilastro di supporto e un<br />

catalizzatore di cambiamento positivo. Grazie a Francesco<br />

Leone e a tutti coloro che fanno parte di questa<br />

straordinaria comunità, il messaggio è chiaro: l'amore<br />

vince sempre.<br />

Auguri a "Gli Indecisi" per questi tre anni di successi e per<br />

molti altri a venire. Continuiamo a camminare insieme<br />

verso un futuro di uguaglianza e amore per tutti.<br />

Francesco Leone (@gliindecisi18)


NATASCIA MAESI<br />

Francesco Leone (@gliindecisi18)


INTERVISTA DI<br />

FRANCESCO LEONE<br />

Com’ è essere la prima donna eletta presidente Arcigay Nazionale?<br />

Sfidante ed elettrizzante al tempo stesso. Se dovessi dire con una parola come mi sento, quella parola sarebbe “proud”. Sento<br />

una grande responsabilità ma la porto sulle spalle senza sentirne il peso perché mi sostiene la fiducia delle tante persone che<br />

mi hanno eletta. Mi conforta sapere di non essere considerata la quota rosa di un’operazione di pinkwashing, di essere la punta<br />

dell’iceberg di un movimento di donne che in Arcigay ha preso parola collettivamente attraverso lo spazio della Rete Donne<br />

Transfemminista e sta cambiando questa associazione rendendola sempre più queer e intersezionale nelle battaglie ma<br />

soprattutto nelle pratiche. Infine, ho sempre desiderato esprimere una leadership femminista e transfemminista e spero di<br />

essere sulla buona strada.<br />

Com'è avvenuto il tuo primo avvicinamento ad Arcigay?<br />

Nello stesso modo in cui è avvenuto per tante altre persone. Avevo bisogno di sentirmi parte di una comunità. Io e la mia<br />

compagna di allora, pensavamo di essere le uniche “lelle” di tutta la città (all’epoca non riuscivamo a pronunciare la parola<br />

lesbica perché suonava come un insulto, un marchio a fuoco di cui vergognarsi). Così abbiamo googlato: “siena, gay” e<br />

abbiamo trovato un aperitivo organizzato dall’allora neonato Movimento Pansessuale, la stessa realtà che è diventata il<br />

comitato territoriale di Arcigay in cui milito tuttora e da cui sono partita per crescere come attivista.<br />

Negli anni come e’ cambiato L Arcigay Nazionale? Quale sono le sfide che affrontate?<br />

L’Arcigay di oggi non è la stessa di 30 anni fa. È cresciuta molto e sta cambiando pelle sotto la spinta dell’attivismo dei territori<br />

ma anche delle reti identitarie e dei gruppi di lavoro che stanno portando avanti una potente elaborazione che si traduce in<br />

progetti, iniziative dal basso, campagne di sensibilizzazione, servizi alla comunità. Siamo impegant3 su molti fronti<br />

contemporaneamente: svolgiamo un lavoro culturale importante per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle nostre istanze,<br />

facciamo pressione sulle istituzioni affinché mettano in campo politiche efficaci per l’inclusione, supportiamo la comunità<br />

erogando servizi attraverso sportelli, CAD (Centri Antidiscriminanazioni) e Case Rifugio, interloquiamo con il mondo della<br />

politica per ottenere diritti o anche solo difendere quelli che in questo momento sono a rischio: il diritto all’aborto,<br />

all’autodeterminazione e alla genitorialità per fare solo qualche esempio, ci occupiamo dell’accoglienza delle persone<br />

ratealizzate e migranti, facciamo tanta prevenzione IST e HIV, ma prima di tutto i nostri 73 Comitatii territoriali sono spazi safer<br />

per chiunque abbia bisogno di rete, di supporto, di sentirsi liberə anche solo per un’ora.<br />

Come pensi che dovremmo manifestare il dissenso verso la posizione di questo governo palesemente in contrasto<br />

con lo sviluppo dei diritti civili (GPA, i pro-vita nei consultori)?<br />

Come stiamo già facendo, amplificando la nostra presa di parola, pubblica e collettiva, occupando tutti gli spazi fisici come le<br />

piazze e quelli mediatici con una presenza qualificata su quotidiani, radio e tv, incontrando le persone de visu e non solo<br />

attraverso i soclal. Insomma, impegnandoci a costruire occasioni di confronto e anche di scontro se necessario anche con chi è<br />

molto distante da noi, con la fiducia nel cuore di poter supera qualche tabù e abbattere i pregiudizi e nella consapevolezza che<br />

siamo una marea che può spostare le montagne e che si può rallentare il cambiamento – come sta accadendo con il Governo<br />

Meloni, ma non fermarlo.<br />

Quali sfide o progetti Arcigay si sta ponendo per il futuro?<br />

Costruire reti e alleanze solide, piattaforme condivise con il resto del movimento e con il movimento per i diritti umani tutto, è<br />

uno dei nostri principali obiettivi. Vogliamo investire ancora di più sulla formazione, realizzare campagne come “Chiedimi se<br />

sono felice” che hanno il potere magico di spiegare cose difficili in modo semplice, per arrivare allo stomaco anche delle<br />

persone più ostili. E poi ci sono quegli obiettivi che con un Governo palesemente ostile sembrano sempre più lontani nel tempo:<br />

una legge contro le discriminazioni basate su orientamento e identità, il divieto delle teorie riparative e degli interventi chirurgici<br />

sui corpi intersex effettuati senza consenso, una legge sulle adozioni per tutt3 e sul riconoscimento dei figli e delle figlie delle<br />

coppie omogenitoriali alla nascita, l’educazione al consenso e al rispetto delle differenze obbligatoria nelle scuole. Ma noi<br />

esistiamo e resistiamo. E non perdiamo mai la speranza. Se penso a quel lontano 1985 - anno in cui si volgeva il primo<br />

Congresso fondativo di Arcigay nazionale - l’anno prossimo festeggeremo i nostri primi 40 anni - non posso che essere<br />

orgogliosa di come abbiamo cambiato il Paese in meglio e insieme. Mettendoci la faccia, trasformandoci in bersaglio, pagando<br />

un prezzo spesso troppo alto. Sono perché ne valeva la pena. Ieri, oggi e domani ci troverete sempre sempre dalla stessa<br />

parte, dalla parte dei diritti e non dei privilegi.<br />

Francesco Leone (@gliindecisi18)


Viaggiare in camper per la prima volta<br />

Piccolo manuale del camperista<br />

Eugenia Galimi<br />

Vice direttore<br />

Abbiamo tutti un amico o un gruppo di amici che viaggiano in camper e tornati dalle loro vacanze, ci raccontano di esperienze<br />

indimenticabili, momenti di relax e piccoli aneddoti divertenti. L'idea di partire per un viaggio in camper ti alletta, ma hai ancora qualche<br />

dubbio? In questa guida, proveremo a risponde ad alcune delle domande più comuni e a prevenire uno o due errori che i camperisti<br />

neofiti (e non solo) commettono spesso.<br />

Vantaggi di una vacanza in camper<br />

Partiamo descrivendo alcuni dei vantaggi che può dare un viaggio in camper. Sia che si tratti di viaggiare da soli in van o in famiglia<br />

anche con due o tre bambini, il camper è un’ottima scelta per diversi motivi, tra cui:<br />

Il contatto con la natura: potrai scegliere di attraversare paradisi verdi, strade circondate da pineti, uliveti o frutteti. Ogni chilometro<br />

percorso in camper sarà diverso e i panorami da assaporare infiniti. Che tu voglia viaggiare in libera o sostare in campeggio, ti troverai<br />

sicuramente lontano dal trambusto delle città e dal turismo di massa.<br />

I costi minori: la spesa di una vacanza in camper dipende certamente dai paesi che si visitano, dai propri standard di vacanza,<br />

dalla dimensione del camper e dalla stagione in cui si viaggia. In ogni caso, avere la propria “casa” sempre con te ti permetterà di<br />

risparmiare sui costi di ristoranti e hotel.<br />

Gli animali: i tuoi fedeli amici a quattro zampe possono venire con te e accompagnarti nel tuo viaggio dove e quando vuoi.<br />

Ricordati solo di abituarli alla guida e di provvedere a un trasporto sicuro.<br />

La libertà: uno dei maggiori vantaggi del camper è la libertà di scegliere dove e quando viaggiare. La tua vacanza inizia infatti<br />

quando accendi il motore e la meta dipende solo da te.<br />

Scelta dei compagni di viaggio: viaggiare in camper ti permette di scegliere con chi viaggiare. Un viaggio in solitaria in sosta<br />

libera ti permetterà di conquistare la pace che desideravi da tanto. D’altro canto, una vacanza con la famiglia in un campeggio<br />

permetterà a te e ai bambini di stringere nuove amicizie o semplicemente di condividere più tempo tutti insieme.<br />

Una vacanza a prova di pigrizia: la libertà di viaggiare in camper ti permetterà di scoprire una località dopo l’altra e tutto diventerà<br />

un’avventura adrenalinica.


“L’estate sta finendo” come recitava la famosa<br />

canzone dei Righeira.<br />

Un'estate che sarà ricordata soprattutto per il<br />

grande caldo con temperature da record e<br />

fenomeni meteorologici estremi.<br />

Tutto già previsto da chi ha una visione<br />

lungimirante rispetto ai problemi dell'ambiente,<br />

ma tutto sminuito da chi invece si rifiuta di<br />

guardare la realtà in faccia, mettendo al primo<br />

posto gli interessi puramente economici e<br />

compromettendo sempre più il futuro del<br />

pianeta con scelte a dir poco irresponsabili.<br />

Un anno fa di questi tempi scrivevo più o meno<br />

le stesse cose.<br />

Ed è con molta rabbia che devo ammettere che<br />

le speranze che avevo allora si sono rivelate<br />

nient'altro che illusioni.<br />

E mentre i più fortunati cercavano sollievo dal<br />

caldo tuffandosi in mare, altri molto meno<br />

fortunati fuggivano da guerre e da<br />

bombardamenti voluti da uomini ancor più<br />

irresponsabili.<br />

L'uomo, nella sua presunzione, ha da sempre<br />

creduto di essere il padrone del pianeta, in<br />

nome di quel diritto, che da sempre si è<br />

arrogato, che si chiama proprietà privata, che<br />

riconosce ai più forti il diritto di possedere<br />

territori e di disporre delle risorse a suo<br />

piacimento e quindi la possibilità di comandare<br />

e disporre delle vite dei più deboli.<br />

Con buona pace per chi ha invece da sempre<br />

predicato la pace tra i popoli.<br />

Se i potenti decidono che bisogna fare una<br />

guerra, guerra è.<br />

Da quando esiste l'uomo esistono le guerre.<br />

Ma mentre prima l'uomo faceva la guerra ad<br />

altri uomini, adesso l'uomo ha deciso di fare la<br />

guerra anche alla natura.<br />

E nella sua presunzione pensa anche di<br />

vincerla.<br />

Quella a cui stiamo assistendo negli ultimi<br />

tempi, invece, è la risposta della natura.<br />

Il pianeta si difende con le sue armi che sono<br />

infinitamente più potenti di quelle a<br />

disposizione dell'uomo.<br />

Non meravigliamoci se sempre più<br />

frequentemente assistiamo ai cambiamenti<br />

climatici, che rendono la vita degli uomini<br />

sempre più complicata.<br />

Il pianeta sa come rimettere in equilibrio le sue<br />

energie, e pazienza se un giorno l'uomo<br />

presuntuoso dovrà lasciare il passo ad altri<br />

esseri viventi più rispettosi di questo mondo<br />

che non ci è stato dato in proprietà ma<br />

semplicemente in comodato d'uso e che quindi<br />

deve essere conservato con la massima cura<br />

nella consapevolezza che chi c'è oggi, non ci<br />

sarà per sempre, e non potrà portare con sé<br />

nulla una volta che avrà chiuso gli occhi.


@whynot_book<br />

di Davide Ferraro


Facciamo un passo lungo 40 anni: dalla nascita dell’associazione alle sue finalità attuali. Ci riassumi tutto ciò che<br />

fa il Circolo e che prospettive ha?<br />

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli è nato con l'obiettivo di promuovere i diritti, la cultura queer e la visibilità<br />

delle persone LGBTQIA+. Oggi, continuiamo a portare avanti questa missione attraverso servizi di supporto, attività<br />

culturali, veri e propri presidi e spazi safe che nascono sul territorio della nostra città grazie alla collaborazione continua<br />

con altre associazioni e realtà della nostra comunità ed all3 rappresentant3 delle istituzioni più illuminate. In questo senso<br />

crediamo fortemente nella potenza ed efficacia delle attività di advocacy politica, consapevoli della necessità di portare le<br />

voci di tutte le persone marginalizzate nei luoghi in cui devono essere ascoltate. Le nostre prospettive future includono<br />

l'espansione dei servizi di supporto psicologico, socio-sanitario e legale, l'ampliamento delle attività culturali e<br />

l'intensificazione delle azioni di lobbying per ottenere un cambiamento legislativo significativo, avere finalmente una<br />

società che può dirsi “civile” per tutte.<br />

Cosa è cambiato in positivo negli anni della nascita del Circolo?<br />

Negli ultimi 40 anni, abbiamo assistito a un crescente riconoscimento delle persone LGBTQIA+ nella società italiana,<br />

nonostante i passi indietro che alcune classi governative vogliono compiere, la lotta per la giustizia sociale e la<br />

rivendicazione della nostra comunità si è mostrata inarginabile. Ci sono stati importanti progressi legislativi e sociali,<br />

questo è indubbio, come l'approvazione delle unioni civili, e una maggiore visibilità delle nostre tematiche nei media.<br />

Tuttavia, non ci basta. Sappiamo che c’è ancora molto da fare per combattere la discriminazione e l’odio che colpisce la<br />

nostra comunità ed il Circolo continua ad essere necessario per questo.<br />

Essere Presidente di questa associazione cosa ti comporta e come affronti le sfide?<br />

Essere Presidente del Circolo Mario Mieli è un onore e una grande responsabilità. Le sfide sono molte, dalla gestione<br />

quotidiana delle attività, al confronto con tutte le persone incredibili che da anni lavorano instancabilmente insieme a noi,<br />

dalla rappresentanza della comunità nelle sedi istituzionali, alla continua collaborazione con le realtà territoriali che con noi<br />

si occupano di aiutare materialmente la nostra comunità. Affronto queste sfide con determinazione, cercando sempre di<br />

mettere al centro le esigenze delle persone LGBTQIA+ e lavorando per creare una società che sia a forma di tutte e non<br />

solo di chi è privilegiatə.<br />

@whynot_book<br />

Annalisa (madrina del Gay Pride <strong>2024</strong>) e Mario Colamarino


In questi ultimi anni in molte aziende si parla sempre più di “Diversity & Inclusion”. Voi collaborate con molte<br />

organizzazioni, a che punto siamo in Italia?<br />

In Italia, il concetto di Diversity & Inclusion sta finalmente prendendo piede nelle aziende. Collaboriamo con molte<br />

organizzazioni per promuovere politiche inclusive e sensibilizzare le dipendente e non solo. Tuttavia, c'è ancora molto<br />

lavoro da fare, soprattutto per quanto riguarda la giustizia sociale e necessariamente anche lavorativa delle persone della<br />

nostra comunità, basti pensare alle ultime rilevazioni per ciò che attiene alla discriminazione sul posto di lavoro. Tutte le<br />

persone queer e in particolare le persone transgender vivono ancora oggi situazioni di violenza, spesso tali da non poter<br />

vivere lo spazio lavorativo in piena sicurezza o senza subire molestie. Portare alla luce queste problematiche e lavorare<br />

attivamente al contrasto e all'eliminazione delle narrazioni tossiche è parte del nostro mandato come Circolo.<br />

Le aziende sono pronte ad accogliere persone transgender? Mi permetto di chiedertelo perché so che lavori<br />

anche all’estero e non solo nel territorio italiano. Ci scatti una fotografia della situazione in Italia rispetto ad altri<br />

Paesi europei?<br />

L'accoglienza delle persone transgender nelle aziende italiane è ancora limitata rispetto ad altri Paesi europei. Sebbene ci<br />

siano esempi positivi di aziende che hanno implementato politiche inclusive, la maggior parte delle imprese italiane è<br />

ancora indietro rispetto a Paesi come la Germania o la Svezia. La discriminazione e i pregiudizi sono ancora diffusi e<br />

spesso le persone transgender affrontano grandi difficoltà nel trovare e mantenere un lavoro. La fotografia della situazione<br />

italiana è ancora in bianco e nero e non dovrebbe.<br />

Parliamo di discriminazione: si parla molto di società ma come viene vissuta questa piaga all’interno del Circolo?<br />

All'interno del Circolo, lavoriamo costantemente per creare un ambiente sicuro e inclusivo per tutte le persone LGBTQIA+.<br />

Tuttavia, non siamo immuni alle discriminazioni che avvengono nella società più ampia. Abbiamo attivato servizi di<br />

supporto per affrontare queste situazioni e offriamo consulenze psicologiche e legali per chi subisce discriminazioni, le<br />

nostre linee e le nostre porte sono da sempre aperte per tutte. Il nostro impegno è anche rivolto a sensibilizzare la<br />

comunità su queste tematiche, per costruire una rete di supporto forte e coesa, siamo consapevoli di avere una<br />

responsabilità verso la comunità e verso il futuro che merita e tutto questo deve partire da realtà come la nostra.<br />

Stai facendo il presidente da quasi 8 anni. Che futuro vedi per l’associazione ed è possibile un terzo mandato?<br />

Il futuro del Circolo lo vedo luminoso e ricco di opportunità. Siamo sempre più riconosciute come un punto di riferimento<br />

per la comunità LGBTQIA+ e stiamo ampliando le nostre attività e collaborazioni. Sono presidente del Circolo da quasi<br />

otto anni, con qualche interruzione tra il 2018 e il 2021, e personalmente sono aperto all'idea di un terzo mandato se<br />

questo significa poter continuare a contribuire alla crescita e al rafforzamento del nostro impegno.<br />

Sicuramente fare associazionismo in difesa dei diritti negati significa molto essere Politica e fare Politica. Come<br />

vivi questo passaggio soprattutto in questi anni e con questo governo? E in futuro ti piacerebbe passare alla<br />

politica?<br />

Fare associazionismo in questo contesto significa inevitabilmente fare politica, chi vuole predicare in senso opposto<br />

spesso pecca di una miopia di cui la nostra comunità paga il prezzo nella mancata rappresentanza e rappresentazione.<br />

Con il governo attuale, la sfida è ancora più grande, poiché spesso dobbiamo contrastare narrazioni tossiche e politiche<br />

discriminatorie, violente. Vivo questo passaggio con determinazione e passione, consapevole dell'importanza del nostro<br />

lavoro. In futuro, non escludo la possibilità di un impegno politico diretto, se questo potrà contribuire a migliorare la<br />

situazione per la comunità LGBTQIA+.<br />

Di sicuro il DDL Zan è caduto per mano di 154 senatori, dopo mesi di trattative al ribasso per svuotarlo<br />

ulteriormente. Il Circolo si è sempre opposto a qualsiasi ulteriore modifica, rimpiangi di non aver accettato<br />

l’ipotesi di piccoli cambiamenti all’interno del testo? A posteriori, credi sia stato giusto tenere il punto?<br />

Ritengo che sia stato giusto tenere il punto sul DDL Zan. Accettare ulteriori compromessi avrebbe significato svuotare il<br />

testo delle sue parti più importanti e necessarie per proteggere realmente le persone LGBTQIA+ dalla discriminazione e<br />

dalla violenza. La caduta del DDL Zan è una sconfitta, ma in prima battuta è una sconfitta della politica, dell’Italia che non<br />

riesce ad andare oltre il proprio tramonto. La comunità LGBTQIA+ non si è arresa quel giorno, noi non ci arrendiamo mai.<br />

Continueremo a lottare per una legislazione che garantisca pieni diritti e tutele per tutte.<br />

Quest’anno il PRIDE a Roma ha fatto 30 anni. Cosa è migliorato dagli anni precedenti e cosa secondo te necessita<br />

di ulteriore modifica?<br />

Negli ultimi 30 anni, il Pride di Roma è cresciuto notevolmente in termini di partecipazione e visibilità. È diventato un<br />

evento inclusivo e intersezionale, capace di coinvolgere diverse lotte e istanze. Il Pride ad oggi è davvero la reale<br />

opposizione ad una politica fatta di bugie e violenze. La forza di manifestazioni e celebrazioni come la nostra è quella di<br />

portare in piazza tutte, di riuscire ad unire dove altri vorrebbero dividere, di camminare insieme per quelle strade così<br />

come siamo: libere e orgogliose. Ovviamente tutto può e deve essere migliorato, per questo ogni anno lavoriamo<br />

attivamente per far sì che il Pride cresca, non solo in numeri, ma in idee, propositi e risultati, nel segno di una lotta<br />

collettiva e necessaria.<br />

@whynot_book


Il pride di quest’anno è iniziato con questo slogan “Siamo la somma di tutte le lotte, la vera opposizione al<br />

governo Meloni”. È stata la carta vincente per il successo del pride?<br />

Assolutamente sì. Questo slogan ha sottolineato l'importanza dell'intersezionalità e dell'unità nella lotta per i diritti. Ha<br />

rafforzato il messaggio che la nostra lotta non è isolata, ma è parte di un movimento più ampio per la giustizia sociale.<br />

Questo ha sicuramente contribuito al successo del Pride, rendendolo un evento ancora più significativo e potente,<br />

semplicemente rendendolo ciò che è: la Lotta delle lotte. In questi ultimi anni si percepisce una reale sintonia tra le<br />

associazioni LGBTQIA+ capitoline e l’amministrazione comunale.<br />

C’è mai stato un sindaco tanto concretamente vicino alla Comunità come Roberto Gualtieri?<br />

Roberto Gualtieri ha dimostrato un impegno sincero e concreto nei confronti della comunità LGBTQIA+, collaborando<br />

attivamente con le associazioni e supportando iniziative importanti. La sintonia che si è creata è un segnale positivo, che<br />

speriamo possa continuare e rafforzarsi ulteriormente, per garantire diritti e inclusione a tutti i livelli.<br />

Torino si è candidata per ospitare l’EuroPride 2027, con Roma orgogliosamente al suo fianco nel sostenere la<br />

candidatura. Possiamo dire che mai come in questo momento il movimento Pride nazionale è più unito che mai?<br />

Pensi di esserci?<br />

Assolutamente, il movimento Pride nazionale è un fronte unico e non sarebbe possibile il contrario. In momenti storici e<br />

politici come quello che stiamo vivendo, la necessità di tenerci per mano in senso figurato e letterale è sentita da tutt3. La<br />

candidatura di Torino per l'EuroPride 2027, con il supporto di Roma, è un esempio di questa unità e del nostro desiderio di<br />

promuovere i diritti LGBTQIA+ a livello europeo, di farlo insieme supportandoci vicendevolmente. Sarò sicuramente<br />

presente e attivamente coinvolto, sostenendo questa importante iniziativa.<br />

Una bellissima iniziativa riproposta come l’anno scorso è stata “Pride Croisette” che è stato un grande successo,<br />

con due settimane di eventi gratuiti, dibattiti, concerti, spettacoli. È possibile immaginare un’edizione futura più<br />

ampia, che riesca a coprire l’intera estate? E se sì, è possibile un ritorno al Village pride che per esempio in<br />

Veneto a Padova ha tanto successo?<br />

"Pride Croisette" è stata una meravigliosa iniziativa e sicuramente stiamo valutando la possibilità di ampliarla<br />

ulteriormente. Tra ospiti di grande rilievo a livello artistico, politico ed intellettuale, siamo stat3 entusiaste di portare le voci<br />

di tutt3 in un unico spazio, di arricchirci nel confronto e trascorrere serate incredibili grazie all’impeccabile direzione<br />

artistica. Coprire l'intera estate sarebbe fantastico e permetterebbe di coinvolgere ancora più persone e di offrire un<br />

programma ancora più ricco. Un ritorno al Village Pride potrebbe essere una grande opportunità per rafforzare la nostra<br />

presenza e il nostro messaggio, ma non parliamone prima del tempo.<br />

Posso chiederti, a livello personale, quanto è difficile ricoprire una carica così in vista e politicamente esposta,<br />

mantenendo allo stesso tempo una vita privata?<br />

La mia posizione comporta molte responsabilità e inevitabilmente sottrae tempo alla mia vita privata, in particolare agli<br />

amici e alla famiglia. Sono spesso in viaggio per l'Italia o fuori e spesso mi trovo a lavorare fino a tardi in ufficio (a volte<br />

anche fino alle 22). Non di rado i miei amici si lamentano perché non riesco a trascorrere abbastanza tempo con loro, e<br />

questo mi dispiace molto. Al momento non c'è una relazione sentimentale all'orizzonte, ma se dovesse accadere, lo<br />

accoglierei con piacere. L'impegno che dedico al Circolo, alla comunità LGBT+ e alle cause che mi stanno a cuore è una<br />

passione che mi motiva e mi arricchisce profondamente e per ora va bene così.<br />

Quali sono i tuoi progetti futuri e quelli a breve termine, al di fuori dell'associazione?<br />

In questo periodo mi sto dedicando molto alla scrittura e a diversi progetti culturali e sociali: collaboro con dei giornali e<br />

vorrei provare a lavorare su un libro che racconti questi anni di Pride e di battaglie che ho vissuto. Al di fuori del mondo<br />

LGBT+, continuo a occuparmi di consulenze, soprattutto in ambito culturale, e da qualche anno ho instaurato legami con il<br />

mondo asiatico.<br />

@whynot_book


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Non se lo aspettava, ma le sorprese inattese sono sempre le più<br />

gradite. Lorenzo Landino, 20 anni di Brescia, alto 1.85 è stato eletto<br />

come Il Più Bello d’Italia per il Cinema, durante la finalissima del<br />

concorso nazionale Il Più Bello d’Italia (che ha visto Andrea Candeo<br />

primo classificato). Lorenzo non aveva calcolato che sarebbe<br />

tornato a casa con un titolo in tasca, anche se ambiva stranamente<br />

proprio ad essere il più bello del cinema e per lui, sportivo,<br />

intellettuale e un po’ misterioso è l’inizio di una nuova avventura.<br />

Cos’ha significato per te vincere il titolo di Il Più bello d’Italia<br />

per il Cinema?<br />

Per me è stata un’ esperienza unica. La fascia cinema era proprio<br />

la fascia a cui puntavo. Poiché il mondo della cinematografia mi ha<br />

sempre appassionato e ispirato fin da piccolino.<br />

L’idea di diventare attore ti era mai sfiorata prima?<br />

È sempre stato un sogno nel cassetto, che non ho mai detto a<br />

nessuno. Fin dalľ età di 6 anni mi è sempre piaciuto interpretare<br />

personaggi come i supereroi, perciò spero di farlo realmente a<br />

breve.<br />

E oggi?<br />

Oggi i progetti in cantiere sono appena iniziati, la visione è chiara,<br />

dobbiamo solo metterci al lavoro.<br />

Come sei arrivato al concorso, cosa ti ha motivato a partecipare?<br />

Ho partecipato grazie a Mister Aurelia, da lì sono stato invitato al concorso nazionale Il Più Bello d’Italia, facendo una tappa<br />

a Rosina, dove ho ricevuto la fascia TV. E poi ho avuto accesso alla finalissima di Alassio, dove ho centrato l’obbiettivo,<br />

vincendo il più bello per il cinema, la fascia a cui ho sempre ambito dalľ inizio.<br />

E che ricordi hai di quella esperienza?<br />

Incredibili, perché sono entrato in contatto per davvero con persone importanti del mondo dello spettacolo e, del grande<br />

schermo. Sopratutto è stata un’ esperienza che consiglio a tutti, perché abbiamo formato un bellissimo gruppo, dove ho<br />

instaurato fantastici rapporti con gli altri partecipanti.<br />

Sei giovane si immagina tu veda poca tv. Ma di quel poco, cosa ti piace?<br />

Sinceramente, fin dalla tenera età ho sempre guardato documentari su Focus e su Dmax, perché non vedevo ľ ora di sapere<br />

cose nuove, sono sempre stato indirizzato nel capire e ascoltare.<br />

Sei un atleta, fisico statuario. Pensi a una carriera parallela nello sport?<br />

Lo sport per me è stato sempre una grande valvola di sfogo. Ho giocato a calcio per 14 anni, ma parallelamente ho<br />

conseguito la strada della cultura fisica con una disciplina dove la salute e la mente sono messe al primo posto. Ho iniziato<br />

ad allenarmi in sala pesi alľ età di 16 anni, e da lì è stato amore a prima vista, il mio obiettivo è quello di emulare il fisico di<br />

una statua, come ad esempio il David di Michelangelo.<br />

Chi era Lorenzo prima di diventare un bello per il cinema e chi è oggi?<br />

Il Lorenzo di un mese fa, era la stessa persona. Solo trasformata, poiché alla fine dentro di noi c’è già tutto. È solo il tempo<br />

che ci da le risposte; come afferma il primo principio della termonidinamica, “ľ energia non si crea e non si distrugge, tutto si<br />

trasforma”.


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

È stato eletto “L’Uomo Ideale” durante la serata de Il Più Bello<br />

D’Italia (vinta da Andrea Candeo), che si è svolta ad Alassio in<br />

Liguria. Lui è Jacomo Marinelli, un giovane della provincia di<br />

Ferrara che ha deciso di partecipare all’unico, vero concorso di<br />

bellezza maschile del nostro Paese un po’ per sfida, un po’ per<br />

caso. Ed è colui che si è portato a casa uno dei titoli più<br />

prestigiosi della manifestazione. Alto 1.85, fisico statuario, 25<br />

anni Jacopo, che venerdì sera è stato fra gli ospiti della festa<br />

del settimanale Vero, si racconta in questa intervista.<br />

Ti senti davvero L’Uomo Ideale d’Italia?<br />

Sì, in tutto e per tutto. Al di là della fascia, sono un ragazzo<br />

d’altri tempi. Almeno così dicono.<br />

Ovvero?<br />

Io credo nei valori, credo nella quotidianità vissuta con fatica e<br />

senza sconti. Poi certo, in alcuni casi qualche forzatura ci<br />

vuole, purché io possa essere fiero di me stesso.<br />

Quali caratteristiche hanno convinto la giuria ad assegnarti<br />

questo titolo, secondo te?<br />

L’uomo ideale appunto deve avere alcune caratteriste<br />

imprescindibile. Deve essere leale, concreto, determinato,<br />

ambizioso ma allo stesso tempo umile. Io sono tutto questo.<br />

La prima cosa che hai pensato quando ti hanno dato la fascia?<br />

Ero felicissimo, tutti i sacrifici fatti fino a quel momento sono stati ripagati nel migliore dei modi.<br />

Quindi i concorsi di bellezza hanno ancora senso?<br />

Sì, anche se per molti rappresentano un punto di arrivo, io vorrei che fosse il mio punto di partenza per quello che verrà!<br />

Ora sei al centro dell’attenzione, come vivi questo momento?<br />

Vivo tutto questo con i piedi per terra, ma allo stesso tempo sono spinto dall’ambizione e della voglia di costruire un<br />

qualcosa di concreto!<br />

Pensi di entrare a far parte del mondo dello spettacolo, cosa ti piacerebbe fare?<br />

Mi piacerebbe fare tante cose, il conduttore in primis, magari per eventi o perché no?, una trasmissione di life coaching<br />

come Steve Harvey. Chi lo sa, potrei essere il Tony Robbins italiano!<br />

E nella vita di tutti i giorni chi è Jacopo?<br />

Un ragazzo come tutti gli altri, con un solo talento:ho una determinazione talmente incrollabile che non può essere<br />

sopraffatta.


STEFANO FRANCIA ENJOYART<br />

presenta<br />

COMPILATION DILLO ALLA DANZA<br />

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO<br />

DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME<br />

Ascolta cliccando<br />

Play


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Il Premio LA GINESTRA, rinomato riconoscimento letterario leopardiano a livello nazionale, celebra la sua diciassettesima<br />

edizione onorando la poetessa e saggista ANTONELLA ANEDDA. Già vincitrice del Premio Eugenio Montale nel 2000 e del<br />

Premio Napoli "Libro dell'anno" nel 2007, la Anedda ha ricevuto il prestigioso premio giovedì 12 settembre <strong>2024</strong>, presso il<br />

suggestivo Teatro di Verzura della Villa delle Ginestre a Torre del Greco (NA), dimora campana dell'ultima stagione di vita di<br />

Giacomo Leopardi.<br />

Il Premio, che l'anno scorso ha visto come destinatario il Maestro Michelangelo Pistoletto e gode del patrocinio del Ministero<br />

della Cultura, intende celebrare, in questa XVII edizione, la profondità con cui la Anedda esplora l'avventura intellettuale e<br />

poetica di Leopardi. La cerimonia condotta dalla giornalista Donatella Trotta, storica voce della manifestazione, ha visto la<br />

partecipazione dei membri del prestigioso Comitato Scientifico del Premio: Matteo Lorito, Arturo de Vivo, Matteo Palumbo,<br />

Fabiana Cacciapuoti, Paola Villani, Andrea Mazzucchi e la stessa Donatella Trotta.<br />

La serata si è aperta con i saluti del Sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, e del governatore del Rotary Club di Torre<br />

del Greco e Comuni Vesuviani, Antonio Brando, con la presenza di Gennaro Miranda, Presidente dell’Ente Fondazione Ville<br />

Vesuviane. L'evento è stato arricchito da letture d'autore a cura dell'attore e regista Massimiliano Foà.<br />

Un momento speciale è stato dedicato al Balletto del Sud, che ha ottenuto una menzione speciale per le coreografie ispirate<br />

alle liriche leopardiane, create dal celebre coreografo internazionale Fredy Franzutti.<br />

Il Premio La Ginestra, uno dei più amati e attesi premi letterari leopardiani in Italia e in Europa, giunto alla sua XVII edizione,<br />

continua a celebrare la figura di Giacomo Leopardi e i luoghi campani a lui legati. Assegnato annualmente dal Comitato<br />

Scientifico a personalità del mondo culturale che si sono distinte nell'analisi e nell'approfondimento del pensiero e dell'opera<br />

di Leopardi.


TuttoBallo<br />

O N E D A N C E<br />

Roberto Bolle © PhVitoLorusso<br />

L A F E S T A D E L L A D A N Z A<br />

in Piazza del Duomo a Milano, il 6 settembre, Roberto Bolle ha invitato nel suo Dance talk all’aperto Marco Pelle,<br />

coreografo del New York Theatre Ballet, Accademico Olimpico e Academic Fellow Bocconi.<br />

Ispirati dall’opera di Picasso “La Famiglia di Saltimbanchi”, esposta all’attiguo Palazzo Reale a partire dal 20 settembre<br />

in occasione della mostra “Picasso – Lo straniero”, i relatori, partendo dalla propria condizione di artisti in terra straniera,<br />

hanno riflettuto sulla molteplicità delle culture e delle modalità espressive nel mondo della danza, favorite dal viaggio<br />

come strumento di scambio, intersezione e arricchimento artistico delle esperienze individuali nel contatto con altri Paesi,<br />

culture e modi di ballare.


TuttoBallo<br />

Con il padrone di casa Roberto Bolle,<br />

oltre a Marco Pelle, sono intervenuti:<br />

Cristiana Natali (docente di<br />

Antropologia della danza e Metodologie<br />

della ricerca etnografica presso<br />

l’Università di Bologna), Stefano<br />

Fardelli (danzatore e coreografo,<br />

direttore artistico della rete<br />

internazionale EurAsia Dance Project<br />

International Network) e Roy Ilagou<br />

(danzatore e coreografo del progetto<br />

Eurasia).<br />

Marco Pelle ha spiegato: «La<br />

dimensione di straniero mi è<br />

appartenuta profondamente. Mi sono<br />

sentito straniero nella mia terra quando<br />

la mia passione per la danza non veniva<br />

capita, mi sono sentito straniero per i<br />

miei sentimenti d’amore, così lontani<br />

dalla convenzione sociale e, infine, mi<br />

sono sentito straniero quando lo sono<br />

diventato trasferendomi a New York per<br />

inseguire il mio sogno. Credo, però, che<br />

essere straniero non sia solo uno status<br />

legale, ma anche uno status mentale,<br />

una forma mentis che ci fa identificare<br />

con il “diverso”, con il non-omologato,<br />

con l’unicum.<br />

Marco Pelle ©Carlo Bellincampi bs<br />

Abbracciare il mio sentirmi<br />

straniero è stata forse la mia più<br />

grande sfida, ma in ultima analisi è<br />

stato il passo finale e fondamentale<br />

per sentirmi veramente a casa.<br />

Dovunque, al di là di ogni confine,<br />

lingua, etnia. Abbracciare la mia<br />

essenza straniera ha abbattuto<br />

ogni barriera, ogni frontiera.<br />

Roberto è stato molto importante<br />

nel mio cammino professionale,<br />

perché mi ha riportato, in maniera<br />

virtuale, in Italia. Per questo sono<br />

estremamente felice di aver<br />

condiviso parte del mio percorso,<br />

assieme agli altri relatori, sul<br />

palcoscenico con lui».


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

A Venezia 81, la mostra del cinema italiana di grande<br />

prestigio nel panorama cinematografico internazionale<br />

ha trionfato con il Leone D’Oro Pedro Almodóvar con<br />

il suo film "The Room Next Door" primo<br />

lungometraggio in inglese del celebre regista<br />

spagnolo. Il film, che vede protagoniste Julianne<br />

Moore e Tilda Swinton, racconta la storia di due<br />

amiche d'infanzia che si riavvicinano dopo un lungo<br />

periodo di lontananza.<br />

Il Leone d'Argento per la miglior regia è andato a<br />

Brady Corbet per "The Brutalist", un'opera che narra<br />

la vita dell'immaginario architetto ebreo ungherese<br />

Laszlo Toth, interpretato da Adrien Brody. I premi per<br />

le migliori interpretazioni sono stati assegnati a<br />

Vincent Lindon e Nicole Kidman, rispettivamente per<br />

"Jouer avec le Feu" e "Babygirl", con la Coppa Volpi<br />

che celebra il loro talento.<br />

Il Gran Premio della Giuria è stato attribuito a Maura<br />

Delpero per "Vermiglio", una coproduzione tra Italia,<br />

Francia e Belgio, mentre il premio per la miglior<br />

sceneggiatura è andato a Murilo Hauser e Heitor<br />

Lorega per "Ainda Estou Aqui", diretto da Walter<br />

Salles. Il Premio Speciale della Giuria è stato<br />

conferito a "April" di Dea Kulumbegashvili, una<br />

coproduzione francese e georgiana.<br />

Nella sezione Orizzonti, dedicata a film e<br />

cortometraggi rappresentativi di nuove tendenze<br />

estetiche, il premio per il Miglior Film è stato vinto da<br />

"The New Year That Never Came" di Bogdan<br />

Mureșanu. Il Premio Marcello Mastroianni, riservato a<br />

un attore o un'attrice emergente, è stato assegnato a<br />

Paul Kircher per "Leurs enfants après eux", mentre il<br />

Premio Leone del Futuro per la miglior opera prima è<br />

andato a "Familiar Touch" di Sarah Friedland, che ha<br />

anche ricevuto il Premio Orizzonti per la migliore<br />

regia.<br />

"The Room Next Door" è un adattamento del romanzo<br />

"Attraverso la vita" della scrittrice statunitense Sigrid<br />

Nunez. Almodóvar ha elogiato le sue protagoniste,<br />

affermando che Julianne Moore e Tilda Swinton<br />

"sostengono da sole tutto il peso del film e sono<br />

incredibili". Il film uscirà in Italia il 5 dicembre.<br />

La giuria che ha assegnato i premi era presieduta<br />

dall'attrice francese Isabelle Huppert, vincitrice della<br />

Coppa Volpi come miglior attrice in due occasioni e<br />

del Leone d'Oro alla carriera. Tra i membri della giuria<br />

figurano il regista italiano Giuseppe Tornatore, l'attrice<br />

cinese Zhang Ziyi e altri illustri registi e sceneggiatori,<br />

tra cui Andrew Haigh, Agnieszka Holland, James<br />

Gray, Kleber Mendonça Filho, Abderrahmane Sissako<br />

e Julia von Heinz.<br />

Come ogni anno, la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica,<br />

comunemente nota come Festival di Venezia, si è svolta al Lido di<br />

Venezia. Organizzato dalla Biennale di Venezia, una delle istituzioni<br />

culturali più importanti d'Europa, il festival è il più antico del mondo,<br />

avendo avuto inizio pochi anni dopo gli Oscar, che sono premi e non un<br />

festival con proiezioni di film nuovi.<br />

Il Festival di Venezia è considerato il più importante in Italia e il<br />

secondo a livello mondiale dopo Cannes. Negli ultimi anni, è stato<br />

descritto come una "rampa di lancio per gli Oscar", poiché molti film<br />

presentati qui hanno successivamente trionfato agli Academy Awards,<br />

come è accaduto con "La forma dell'acqua", "Birdman" e "Spotlight".<br />

PREMI ASSEGNATI<br />

Leone d'Oro per il miglior film: "The Room Next Door" di P Almodóvar<br />

Gran Premio della Giuria: "Vermiglio" di M. Delpero<br />

Leone d'Argento per la miglior regia: "The Brutalist" di B. Corbet<br />

Coppa Volpi attrice femminile: Nicole Kidman per "Babygirl"<br />

Coppa Volpi attore maschile: Vincent Lindon per "Jouer avec le Feu"<br />

Miglior sceneggiatura: M. Hauser e H.Lorega per "Ainda Estou Aqui"<br />

Premio Mastroianni: Paul Kircher per "Leurs enfants après eux"<br />

Premio speciale della giuria: "April" di Dea Kulumbegashvili<br />

Sezione Orizzonti: "The New Year That Never Came" di B. Mureșanu<br />

Premio Leone del futuro opera prima: "Familiar Touch" di S. Friedland


Riconoscimento dedicato a personalità impegnate contro la violenza sulle donne e sulla<br />

prevenzione del tumore al seno. Tra i premiati Maria Pia Ammirati, Sveva Alviti, Sergio<br />

Castellitto, Margaret Mazzantini, Riccardo Tozzi, Mario Gianani e Cristina Donadio.<br />

TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Sergio Castellitto, Martina Semenzato (Presidente della Commissione Parlamentare sul Femminicidio) Margaret Mazzantini<br />

Durante l'81ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia,<br />

presso l'Hotel Excelsior del Lido, si è svolta la prima edizione del<br />

"Women for Women against Violence – Camomilla Cinema Award".<br />

Questo premio, ideato dall'Associazione Consorzio Umanitas e Bix<br />

Promotion, è dedicato al cinema come strumento di sensibilizzazione<br />

su due temi cruciali: la violenza sulle donne e il tumore al seno. In Italia,<br />

ogni anno, oltre 100 donne sono vittime di femminicidio e il tumore al<br />

seno causa 12 mila decessi.<br />

Patrocinato da importanti istituzioni come il Ministero della Cultura e la<br />

RAI, il premio riconosce personalità che usano il cinema per<br />

promuovere il cambiamento sociale. Tra i premiati: Maria Pia Ammirati<br />

per le sue produzioni su temi di genere, Sergio Castellitto e Margaret<br />

Mazzantini per film che affrontano la violenza domestica, e Sveva Alviti<br />

per il suo ruolo in "Nudes". Riccardo Tozzi è stato premiato per il suo<br />

impegno nella parità di genere nel cinema, mentre Cristina Donadio è<br />

stata riconosciuta per il suo coraggio nel parlare del tumore al seno.<br />

La cerimonia, condotta da Beppe Convertini, ha visto la partecipazione<br />

di figure istituzionali e culturali. Ogni premiato ha ricevuto una scultura<br />

del Maestro orafo Michele Affidato e una camomilla a crochet di<br />

Antonietta Tuccillo. Tra i presenti, personalità come Malika Ayane e<br />

Carolina Crescentini, e rappresentanti del mondo cinematografico e<br />

culturale.<br />

Cristina Donadio


TuttoBallo


Sul grande schermo da ottobre torna la figura iconica del celebre Villain di Gotham:<br />

"Joker". "Joker: Folie À Deux", l'attesissimo sequel del film che ha ridefinito il<br />

genere dei cinecomic<br />

Nel 2019 Joker fu un grande successo di pubblico e critica ottenendo ben undici<br />

candidature alla 92esima edizione dei Premi Oscar con due vittorie nelle categorie<br />

Miglior colonna sonora grazie al lavoro di Hildur Guðnadóttir e Miglior attore per<br />

l’interpretazione di Joaquin Phoenix. A Venezia vinse il Leone d’Oro. Grandi<br />

riscontri anche al botteghino con un incasso mondiale di oltre un miliardo di dollari.<br />

Il nuovo capitolo vede, dunque, il ritorno di Joaquin Phoenix nel suo doppio ruolo da<br />

Oscar di Arthur Fleck/Joker, affiancato da un’altra vincitrice Premio Oscar Lady<br />

Gaga, nota per la sua performance in "A Star Is Born" e in Joker 2nel ruolo di<br />

Harley Quinn.<br />

Il primo Joker ambientato in una società che ignora e maltratta i suoi emarginati,<br />

segue la trasformazione di Arthur Fleck, un comico fallito che lotta con la sua salute<br />

mentale e il rifiuto sociale. Attraverso una narrazione intensa e provocatoria, "Joker"<br />

esplora temi di alienazione, violenza e la ricerca di identità in un mondo che sembra<br />

sempre più indifferente. Con una colonna sonora evocativa e una cinematografia<br />

straordinaria, il film invita gli spettatori a riflettere sulle conseguenze della<br />

mancanza di empatia e sulla fragilità della mente umana, rendendo la storia di<br />

Arthur non solo un racconto di origine, ma anche un potente commento sociale.<br />

TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Il primo Joker finisce con Arthur Fleck, “villain”, che punta la pistola alle spalle di Murray Franklin, l'uomo<br />

che ritiene possa essere suo padre uccidendolo… In "Joker: Folie À Deux" ritroviamo, il protagonista Arthur<br />

Fleck recluso nel manicomio di Arkham, in attesa di essere processato per i crimini commessi come Joker.<br />

Mentre lotta con la sua doppia identità, Arthur non solo scopre il vero amore, ma trova anche la musica che<br />

ha sempre avuto dentro di sé, un tema che promette di aggiungere una nuova dimensione alla sua<br />

complessa psiche.<br />

Il cast stellare include i candidati all’Oscar Brendan Gleeson e Catherine Keener, insieme a Zazie Beetz, che<br />

riprende il suo ruolo dal primo film. Todd Phillips, già nominato agli Oscar per la regia, la sceneggiatura e la<br />

produzione di "Joker", ha diretto e sceneggiato questo sequel insieme a Scott Silver, anch'egli candidato<br />

all'Oscar. La produzione è affidata a Phillips, Emma Tillinger Koskoff e Joseph Garner, con Lady Gaga oltre<br />

ad essere coprotagonista ha contribuito anche come consulente musicale.<br />

"Joker: Folie À Deux" promette di essere un'esperienza cinematografica avvincente, esplorando nuovi<br />

territori emotivi e artistici. Warner Bros. Pictures distribuirà il film nelle sale italiane il 2 ottobre <strong>2024</strong>,<br />

portando sul grande schermo una storia che continua a sfidare e affascinare il pubblico di tutto il mondo e<br />

secondo i fan questo Joker è molto più dark con molta più inventiva e molto originale…


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

“Maria”, il nuovo film di Pablo Larraín, ha ricevuto un'accoglienza entusiasta alla 81. Mostra Internazionale d’Arte<br />

Cinematografica di Venezia, con ben dieci minuti di applausi al termine della proiezione. Al centro della storia c'è<br />

Angelina Jolie, che interpreta la leggendaria Maria Callas, affiancata da un cast di talenti tra cui Pierfrancesco Favino,<br />

Alba Rohrwacher, Kodi Smit-McPhee e Valeria Golino.<br />

Scritto da Steven Knight, noto per opere come “Spencer”, “Peaky Blinders” e “Eastern Promises”, il film esplora la vita<br />

tumultuosa, affascinante e tragica della più grande cantante d'opera del mondo, ricostruita attraverso gli ultimi giorni<br />

della sua esistenza nella Parigi degli anni '70. “Maria” è una produzione di Fremantle, realizzata da Lorenzo Mieli per<br />

The Apartment Pictures, Juan de Dios Larraín per Fabula Pictures e Jonas Dornbach per Komplizen Film, con Rai<br />

Cinema che detiene l'esclusiva per l'Italia.<br />

La proiezione per la stampa al Lido di Venezia ha suscitato un caloroso applauso, accolto da un ulteriore entusiasmo<br />

quando è apparso il nome di Angelina Jolie. Il film, in concorso, narra gli ultimi sette giorni di vita della Callas,<br />

scomparsa a soli 53 anni il 16 settembre 1977. In questo breve lasso di tempo, la diva cerca di ritrovare la voce<br />

perduta, riflettendo sui suoi successi nei teatri di tutto il mondo, da Covent Garden al Met, da La Scala alla Fenice di<br />

Venezia, dove tutto ebbe inizio, e sul suo tormentato amore per Aristotele Onassis.<br />

“Maria” mescola sequenze di repertorio con sogni, visioni, ricordi e allucinazioni della Callas, accompagnati dalle sue<br />

straordinarie interpretazioni di opere iconiche come “Norma”, “La Traviata”, 2Madama Butterfly” e “O mio babbino<br />

caro”. Angelina Jolie dà vita a un personaggio tragico, complesso e vulnerabile, sostenuto da due angeli custodi: la<br />

domestica Bruno e il tuttofare Ferruccio, interpretati da Alba Rohrwacher e Pierfrancesco Favino, figure che hanno<br />

accompagnato la Callas per tutta la vita.


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Dopo "Salvo" e "Sicilian Ghost Story", Grassadonia e Piazza<br />

tornano al cinema per raccontare una storia di tradimenti e<br />

destini segnati, nel solco della grande tradizione letteraria<br />

siciliana da Pirandello a Camilleri.<br />

Sicilia, primi anni Duemila. Dopo alcuni anni in prigione per<br />

mafia, Catello, politico di lungo corso, ha perso tutto. Quando<br />

i Servizi segreti italiani gli chiedono aiuto per catturare il suo<br />

figlioccio Matteo, ultimo grande latitante di mafia in<br />

circolazione, Catello coglie l’occasione per rimettersi in gioco.<br />

Uomo furbo dalle cento maschere, instancabile illusionista<br />

che trasforma verità in menzogna e menzogna in verità,<br />

Catello dà vita a un unico quanto improbabile scambio<br />

epistolare con il latitante, del cui vuoto emotivo cerca di<br />

approfittare. Tra le interpretazioni, spiccano quelle di Toni<br />

Servillo nei panni di Palumbo ed Elio Germano come<br />

Messina Denaro. Servillo incarna perfettamente un uomo alla<br />

disperata ricerca di riscatto, mentre Germano ci mostra un<br />

boss stanco della guerra di mafia e disilluso sulla natura<br />

umana.


TuttoBallo<br />

I registi Fabio Grassadonia, Antonio Piazza hanno dichiarato: L’idea iniziale di questo film è nata dalla lettura dei numerosi<br />

pizzini ritrovati nel corso della lunga latitanza del capomafia Matteo Messina Denaro. Attraverso queste insolite lettere, il boss<br />

gestiva la sua vita in clandestinità e i suoi affari. I pizzini trascendevano però la funzione pratica di comunicazione criminale e<br />

lasciavano emergere aspetti della sua personalità e la natura del mondo tragico e ridicolo che intorno a lui volteggiava<br />

spericolatamente. Traendo libera ispirazione dai pizzini, Iddu racconta il carteggio fra Matteo, principe riluttante di un mondo<br />

insensato, e Catello, maschera grottesca di solare amoralità. Con Matteo e Catello ci immergiamo nel vuoto dentro il quale un<br />

popolo sguazza come fosse un gran mare baciato dal sole e dagli dei.


TuttoBallo<br />

Nella foto da sx: Antonio Mocciola con Giorgia Filanti e due attori Francesco Giannotti e Massimo Napoli<br />

“CARNE RICONOSCENTE”<br />

DI ANTONIO MOCCIOLA<br />

Sinossi e note autore<br />

Il plagio, la manipolazione, i finti guru, i dogmi pseudoreligiosi e la fragilità umana<br />

sono alla base di un cortometraggio che comunica inquietudine e suspense dal<br />

primo all’ultimo fotogramma. La salvezza è possibile, ma solo abbandonando<br />

ogni pudore, e – per dirla con Gurdjeff - una falsa personalità. Una donna (Viola)<br />

e un uomo (Leonardo), conviventi, sono legati dalla stessa ossessione, ovvero la<br />

religione come castigo perenne per la carne, seguendo le pagine più roventi di<br />

Sant'Agostino e San Paolo. Ma le motivazioni sono diverse. Lui combatte i propri<br />

demoni scrivendosi sul corpo le bestemmie che non riesce a pronunciare, lei<br />

truccandosi e struccandosi, e con piccoli gesti di autolesionismo. Quando lui<br />

decide di rivolgersi a uno psichiatra, sedicente ipnotista, delegando ad altri la<br />

propria punizione e uscendo da un meccanismo morboso e domestico, lei, perso<br />

il controllo della coppia (di cui è la parte forte), lo percuote e infine, quando lui è<br />

inerme, si accorge dalle ferite di lui che il medico da cui dice di andare non è<br />

altro che una “longa manu” di un dio punitivo, e riscopre la passione vera, fino da<br />

recarsi essa stessa da lui. Parallelamente, una coppia di giovani (Filippo e<br />

Giorgio) vivono una fase di stanca, che sembra una crisi come un’altra. Tra di<br />

loro il fantasma del suicidio del ragazzo di uno dei due, Dario. La confidenza a<br />

un telefono amico spezzerà l’incantesimo mortale che stava stritolando tutti.<br />

Antonio Mocciola.<br />

Note di regia.<br />

Parlare di falsi guru, di specchietti per le allodole, di borghesia, di religione, di<br />

anaffettività, in un momento storico che si sta scindendo tra il "progresso "e<br />

l'accettazione delle diversità di genere, di etnia e affettività, ha da un lato e<br />

dall'altro "il ricorso storico": fatto di intolleranza , "punizione" e bigottismo, è<br />

importante. Queste tematiche mi permetteranno come regia, grazie a un testo<br />

vigoroso, anticonformista e provocatorio, di poter evidenziare le contraddizioni e<br />

il bisogno di amore che potrebbe diventare il leit motiv pacificatore della nostra<br />

società ammalata.<br />

Giorgia Filanti.<br />

Francesco Leone


Iscriviti alla nostra associazione e<br />

partecipa attivamente alle nostre<br />

iniziative. Segui i nostri canali social:<br />

Resta aggiornato sulle nostre attività e<br />

condividile con i tuoi amici. Diffondi la<br />

nostra rivista e aiutaci a raggiungere un<br />

pubblico più ampio, diventando un<br />

mecenate dell’arte<br />

ass.stefanofrancia@gmail.com<br />

+39 335 435168<br />

Diventa mecenate dell'arte con<br />

l’associazione Stefano Francia <strong>EnjoyArt</strong>!<br />

Ogni contributo, grande o piccolo che<br />

sia, è importante per noi. Basta anche<br />

un caffè per diventare un mecenate<br />

dell’arte.<br />

Clicca qui SOSTIENI L’ARTE<br />

www.stefanofrancia.com<br />

www.tuttoballo20.com


Vermiglio<br />

Maura Delpero, vincitrice del Leone d'Argento a Venezia, offre un ritratto autentico<br />

dei suoi protagonisti, esplorando con profondità il mondo in cui vivono e le diverse<br />

libertà che le circostanze permettono loro di avere.


di Fabrizio Silvestri<br />

Lucia, Ada e Flavia sono le tre figlie della famiglia Graziadei, che ha vissuto dieci nascite, non tutte fortunate, come<br />

spesso accadeva nell'Italia rurale durante la Seconda Guerra Mondiale. I Graziadei abitano a Vermiglio, in Trentino,<br />

in una casetta circondata da campi e neve. Il capofamiglia, maestro elementare, si impegna a insegnare ai suoi alunni<br />

non solo l'italiano corretto, ma anche a sognare una vita migliore oltre la fatica quotidiana. L'arrivo di un soldato<br />

siciliano disertore innesca una serie di eventi che metteranno alla prova l'unità familiare, sviluppandosi attraverso le<br />

quattro stagioni dell'ultimo anno di guerra.<br />

"Vermiglio" è il secondo film di Maura Delpero, dopo il suo acclamato debutto con "Maternal". L'opera dimostra una<br />

sorprendente maturità espressiva, ispirata al cinema di Ermanno Olmi e a una realtà osservata con grande<br />

attenzione. Delpero racconta con calma e semplicità le dinamiche familiari, sempre pronte a confrontarsi con il nuovo.<br />

Lucia, la figlia maggiore, attira l'attenzione del disertore Piero; Ada lotta con segreti sentimentali verso Agata, la<br />

ribelle del paese; Dino, il figlio maggiore, alterna dolcezza verso la famiglia a disinteresse per la scuola, cercando<br />

conforto nel vino. Delpero descrive un mondo antico, ma già distante, caratterizzato da calore familiare e<br />

un'educazione severa, che però esclude Ada dagli studi, nonostante la sua volontà.<br />

La regista sa posizionare la cinepresa per catturare la vita di questo microcosmo domestico, ottenendo interpretazioni<br />

autentiche da un cast, tra cui i bambini, guidato da Alessia Barela. Le figure femminili emergono con la loro scarsità di<br />

opzioni, desiderando pari opportunità senza voler diventare uomini. Delpero narra le loro storie e quelle degli uomini<br />

vicini, senza manicheismi, mostrando la complessità umana in un contesto di guerra che priva tutti della dignità.<br />

Ognuno a Vermiglio cerca il proprio "cielo", un po' di "cibo per l'anima", affrontando ostacoli e accettando i limiti<br />

imposti dalla società. Delpero restituisce centralità ai corpi e a una sessualità che sfugge al controllo sociale, pur<br />

mantenendo gli uomini come "timone del carro". Gli spettatori sono invitati a seguire il racconto, assaporando la<br />

musicalità del dialetto montanaro e l'intimità di una vita condivisa, con una comprensione autentica dei protagonisti e<br />

del loro mondo.


Beetlejuice è tornato!


Il celebre regista nominato all'Oscar, Tim Burton, e l'attore candidato all'Oscar,<br />

Michael Keaton, si riuniscono per "Beetlejuice Beetlejuice", l'attesissimo sequel del<br />

famoso "Beetlejuice – Spiritello porcello". Keaton riprende il suo iconico ruolo accanto<br />

a Winona Ryder, candidata all'Oscar, che torna nei panni di Lydia Deetz. Il cast si<br />

arricchisce con nuove aggiunte come Justin Theroux, Monica Bellucci, Arthur Conti al<br />

suo debutto cinematografico, Jenna Ortega (Mercoledì dell’omonima serie Netflix) nel<br />

ruolo di Astrid, la figlia di Lydia, e Willem Dafoe.<br />

Dopo una tragedia familiare inaspettata, tre generazioni della famiglia Deetz tornano<br />

a Winter River. Lydia, ancora perseguitata da Beetlejuice, vede la sua vita sconvolta<br />

quando la figlia ribelle Astrid (Ortega) scopre un modellino della città in soffitta,<br />

aprendo accidentalmente un portale per l'Aldilà. Con problemi che emergono in<br />

entrambi i mondi, è solo questione di tempo prima che qualcuno pronunci tre volte il<br />

nome di Beetlejuice, riportando il demone dispettoso a scatenare il caos.<br />

Diretto da Burton su una sceneggiatura di Alfred Gough e Miles Millar, il film è stato<br />

presentato fuori concorso a Venezia, deliziando i fan del primo film e intrattenendo<br />

anche chi non ricorda l'originale uscito 35 anni fa. Il cast riunisce volti noti come<br />

Winona Ryder e Michael Keaton, insieme a nuove presenze come Jenna Ortega, che<br />

interpreta Astrid, e Monica Bellucci nel ruolo di Delores, una temibile aspira-anime.<br />

Willem Dafoe si unisce al cast come un poliziotto dell'aldilà.<br />

Tim Burton ha a lungo pensato a un seguito, riflettendo su cosa potrebbe essere<br />

accaduto nella vita di Lydia dopo tanti anni. Sembra che l’ispirazione sia arrivata<br />

mentre girava la serie "Mercoledì" un progetto che gli ha ridato energia, e proprio a<br />

alla Mostra del cinema di Venezia il cineasta ha scherzato sul fatto che camminare<br />

sui Carpazi, dove la serie “mercoledì” è stata girata, lascia il segno.


Dopo il trionfo di Beetlejuice Beetlejuice, che ha segnato il ritorno<br />

di Tim Burton alla Mostra del Cinema di Venezia, il celebre<br />

regista sta preparando una nuova sorpresa per il pubblico<br />

italiano. Questa novità ci porta nel magico e inconfondibile<br />

universo del creatore di Edward Mani di Forbici. Dopo il<br />

successo della mostra "Il Mondo di Tim Burton", di cui abbiamo<br />

parlato nel numero 37 di <strong>TuttoBallo20</strong>, ospitata dal Museo<br />

Nazionale del Cinema di Torino da ottobre 2023 ad aprile <strong>2024</strong>,<br />

il regista americano torna con "Tim Burton’s Labyrinth". Questa<br />

esperienza immersiva guiderà i visitatori attraverso il fantastico e<br />

creativo mondo di Burton, per la prima volta in Italia, in esclusiva<br />

alla Fabbrica del Vapore di Milano, a partire dal 13 dicembre<br />

<strong>2024</strong>.<br />

Con oltre 650.000 visitatori registrati tra Madrid, Parigi, Bruxelles,<br />

Barcellona e Berlino, la mostra "Tim Burton’s Labyrinth",<br />

un'originale creazione di LETSGO Company in collaborazione<br />

con il celebre regista stesso e presentata in Italia da Alveare<br />

Produzioni, LETSGO Company e dalla Fabbrica del Vapore -<br />

Comune di Milano, offre un'esperienza immersiva e interattiva<br />

che celebra l'opera cinematografica di Tim Burton, dando vita ai<br />

suoi disegni, dipinti e fotografie. Questa straordinaria<br />

esposizione raccoglie centinaia di opere frutto di oltre 40 anni di<br />

carriera brillante.<br />

"Tim Burton’s Labyrinth" aprirà al pubblico il 13 dicembre <strong>2024</strong><br />

presso la Fabbrica del Vapore di Milano, invitando visitatori di<br />

tutte le età a immergersi nel mondo di una delle menti creative<br />

più originali del nostro tempo e a scoprire i personaggi e le<br />

scene iconiche dei suoi film. Un vero e proprio labirinto<br />

permetterà agli esploratori di scegliere un itinerario unico tra oltre<br />

trecento possibilità. Attivando un pulsante all'inizio del percorso,<br />

il viaggio avrà inizio, consentendo a ciascun visitatore di<br />

personalizzare la propria esperienza aprendo le porte che<br />

desidera.<br />

Tim Burton è riconosciuto a livello internazionale come la forza<br />

creativa dietro alcuni dei film più iconici degli ultimi quattro<br />

decenni. I personaggi e i mondi visionari di opere come<br />

"Beetlejuice" (1988), "Batman" (1989), "Edward mani di forbice"<br />

(1990), "The Nightmare Before Christmas" (1993), "Charlie e la<br />

Fabbrica di cioccolato" (2005), "La sposa cadavere" (2005),<br />

"Alice in Wonderland" (2010) e la recente serie Netflix<br />

"Wednesday" evocano uno stile visivo unico e immediatamente<br />

riconoscibile. Pur essendo noto principalmente per il suo lavoro<br />

cinematografico, Tim Burton è un artista multidisciplinare, e "Tim<br />

Burton’s Labyrinth" esplora la sua vasta produzione come<br />

illustratore, pittore, scrittore, sceneggiatore, fotografo e,<br />

naturalmente, regista.<br />

L'emozionante viaggio nel labirinto include opere d'arte originali<br />

di Tim Burton, tra cui scenografie ambientali e oltre<br />

centocinquanta disegni originali che spaziano dalle prime bozze<br />

alle sequenze animate realizzate nel corso della sua carriera,<br />

insieme a incredibili effetti speciali e videomapping. I personaggi<br />

prendono vita nello spazio espositivo, circondati da dipinti,<br />

bozzetti originali, opere d'arte animate, figure a grandezza<br />

naturale provenienti dai set dei film e straordinarie ricostruzioni<br />

scenografiche.<br />

"Tim Burton’s Labyrinth" guida il visitatore in un affascinante<br />

viaggio alla scoperta dell'universo creativo di uno degli artisti più<br />

geniali del nostro tempo.<br />

TuttoBallo


CAMPO DI<br />

BATTAGLIA


Il film "Campo di battaglia", liberamente ispirato al romanzo "La sfida"<br />

di Carlo Patriarca, offre una profonda riflessione sulle sfide etiche<br />

affrontate dai medici durante la prima guerra mondiale. La pellicola,<br />

diretta da Gianni Amelio, mette in luce il contrasto tra due visioni della<br />

medicina in tempo di guerra, incarnate da due amici di lunga data:<br />

Stefano (Gabriel Montesi) e Giulio (Alessandro Borghi).<br />

Stefano, fedele alla causa bellica, si impegna a rimandare al fronte i<br />

soldati al minimo segno di guarigione, disprezzando apertamente<br />

coloro che cerca di evitare il combattimento. Giulio, d'altra parte, adotta<br />

un approccio radicalmente opposto, arrivando persino a danneggiare<br />

deliberatamente i soldati per impedire il loro ritorno in battaglia. Tra<br />

questi due poli morali si trova Anna (Federica Rosellini), ex compagna<br />

universitaria dei due, costretta a diventare infermiera a causa dei<br />

pregiudizi di genere dell'epoca.<br />

La trama si infittisce con l'arrivo dell'epidemia di febbre spagnola, che<br />

costringe i personaggi a confrontarsi con nuove sfide etiche e mediche.<br />

Questo elemento narrativo aggiunge profondità alla storia, richiamando<br />

inevitabilmente alla mente la recente pandemia di COVID-19.<br />

Amelio e lo sceneggiatore Alberto Taraglio costruiscono un racconto<br />

minimalista ma visivamente sontuoso, grazie anche alla splendida<br />

fotografia di Luan Amelio Ujkaj. Tuttavia, la tensione narrativa e la<br />

forza del messaggio sembrano diluirsi nella durata del film.<br />

Il punto di forza della pellicola risiede nella complessità morale dei<br />

personaggi principali. Sia Stefano che Giulio agiscono secondo una<br />

propria nobiltà d'intenti, pur seguendo percorsi diametralmente opposti.<br />

Questa ambiguità morale arricchisce la narrazione, evitando facili<br />

manicheismi e offrendo una rappresentazione più sfumata e realistica<br />

del conflitto etico in tempo di guerra.<br />

Nonostante le critiche "Campo di battaglia" rimane una riflessione<br />

penetrante su come il contesto bellico possa estremizzare i caratteri e<br />

mettere a dura prova le coscienze individuali. Il film ci ricorda come la<br />

guerra possa spingere le persone verso una disumanità che non è loro<br />

intrinseca, sollevando importanti questioni etiche che risuonano anche<br />

nel contesto contemporaneo.<br />

"Campo di battaglia" offre uno sguardo profondo e complesso sulle<br />

sfide morali in tempo di guerra, invitando lo spettatore a riflettere sulle<br />

proprie convinzioni etiche e sul potere trasformativo dei contesti<br />

estremi.


TuttoBallo<br />

Alessandro Cerreoni<br />

comunicatore tutto fare<br />

Il mondo cambia, si evolve. Nessun settore è scevro dai cambiamenti. Compreso quello della comunicazione e del<br />

giornalismo. Quando ha iniziato la sua attività giornalistica, nel lontano 1989, gli articoli si scrivevano ancora con la<br />

macchina da scrivere e poi si portavano in redazione per essere impaginati. Suo padre, carpendo la passione per il<br />

giornalismo, gli regalò una macchina da scrivere elettronica, in modo da consentirgli di redigere articoli più<br />

velocemente, visto che gliene venivano assegnati almeno una ventina a settimana. Da quel momento l’attività di<br />

giornalista di Alessandro Cerreoni è diventato il suo lavoro. Parallelamente collaborava con due emittenti televisive<br />

private della provincia di Roma (Rete Blu e Teleromadue), dove conduceva programmi sportivi e seguiva eventi e<br />

manifestazioni sportive.<br />

Alla fine del mondo_@Wagner Mela<br />

Intanto la tecnologia stava cambiando, e nei primi anni ’90 si iniziava ad utilizzare il computer per scrivere gli articoli e<br />

impaginarli. E così Alessandro con i primi risparmi acquistò un Macintosh Classic, uno di quelli che oggi è diventato<br />

un pezzo da museo. Nel frattempo la sua carriera si arricchiva di esperienze: una rivista nel settore radiofonico e<br />

discografico, un settimanale sportivo e ancora un giornale mensile dove si occupava di scrivere di economia e<br />

finanza. Fin quando alla fine degli anni ’90 arrivò l’incarico di caporedattore in una rivista di politica internazionale.<br />

“E’ stata un’esperienza importante – spiega Alessandro Cerreoni – perché mi ha consentito di aprire la mia mente e le<br />

mie attenzioni sul mondo intero e su alcune dinamiche fino ad allora per me sconosciute”.<br />

Successivamente è arrivata la svolta: la nascita di GP Magazine, da lui diretta, una rivista che da vent’anni si è<br />

consolidata nel mondo dello spettacolo, delle arti, della cultura e del lifestyle.<br />

“GP Magazine – continua Alessandro – è stato il progetto della mia vita. Mi e ci ha dato grandi soddisfazioni e ci ha<br />

permesso di intervistare i più grandi. Qualche nome: Leonardo Pieraccioni, Margherita Hack, Alberto Angela, Stefano<br />

D’Orazio dei Pooh, Cesare Cremonini, Serena Autieri e tanti altri. Sono stati tantissimi e faccio fatica a ricordarli tutti.<br />

Ma quello che più mi ha colpito è stato l’apprezzamento degli addetti ai lavori e degli uffici stampa, che ci hanno<br />

sempre supportato e seguito in maniera esemplare”.


TuttoBallo<br />

Quali sono stati i grandi cambiamenti di GP Magazine in questi anni?<br />

“Fondamentalmente l’idea editoriale è rimasta la stessa. Abbiamo raccontato storie e non abbiamo mai fatto<br />

gossip. Ho sempre cercato di individuare modelli positivi da raccontare al pubblico e questo l’ho trasmesso ai<br />

miei bravissimi collaboratori, che in questi vent’anni mi hanno affiancato in questa avventura. Ovviamente con il<br />

tempo ci sono stati grandi cambiamenti. La tecnologia e l’uso massiccio degli smartphone ci ha spinto ad<br />

investire maggiormente nel web e nel mondo delle App. Oggi GP Magazine ha un seguito incredibile e ciò, unito<br />

alle spese di stampa sempre più crescenti, ci ha portati a puntare forte sulla Rete e sul digitale”.<br />

E poi?<br />

“Da oltre un anno, ravvedendo nel web una grande potenzialità per raggiungere il pubblico, ho creato altre due<br />

testate giornalistiche online: Alce News e Gustibus Magazine. La prima rappresenta un portale di informazione<br />

a 360 gradi, diverso da GP Magazine; la seconda, come è intuibile dal nome, si pone come un canale<br />

informativo legato al mondo dell’enogastronomia, del gusto, della ristorazione e delle eccellenze italiane.<br />

Gustibus Magazine deve ancora consolidarsi e sarà uno dei progetti che seguirò maggiormente nei prossimi<br />

mesi”.<br />

Ma c’è dell’altro nel tuo presente, giusto?<br />

“Sì, da circa quattro mesi sono entrato dentro un progetto meraviglioso e con grandi prospettive future. Insieme<br />

ad un mio amico, che conosco dai primi anni Duemila, e al suo staff, stiamo lavorando per far crescere alcuni<br />

canali di informazione tematici legati alla medicina, alla salute, all’estetica, al benessere, agli avvocati, alla<br />

legge e all’enogastronomia. Attraverso questi canali creiamo contenuti audio e video direttamente dalla voce dei<br />

professionisti, che poi vengono divulgati sui portali ad essi dedicati, sui canali di streaming e sulla piattaforma<br />

YouTube, e da qualche settimana anche attraverso la storica emittente televisiva Teleregione. E’ un progetto<br />

che considero centrale nella mia attività attuale, perché credo fortemente in questo tipo di informazione. La<br />

risposta dei professionisti è notevole e hanno compreso l’importanza di comunicare mettendoci la faccia e la<br />

propria competenza, facendosi intervistare da noi. A tutto questo, a breve, dovrebbe aggiungersi anche una<br />

radio Dab che si occuperà di tutto ciò che concerne gli ‘Esperti del Settore’. Insomma, di carne al fuoco ce n’è<br />

tanta”


TuttoBallo<br />

Come riesci a conciliare tutto questo? Gli<br />

impegni non sono pochi e sono tutti importanti.<br />

“Quando si ha amore e passione per il proprio<br />

lavoro, è possibile fare tutto e di più. Certo, la<br />

giornata è fatta di sole 24 ore, di cui almeno 7 per<br />

dormire, ma con l’organizzazione si possono portare<br />

avanti molteplici attività. Quello della comunicazione<br />

e del giornalismo, ormai è diventato un settore che<br />

cambia velocemente, e non bisogna fermarsi<br />

neanche un attimo per non perdere tutte le<br />

opportunità che offre. Sai qual è la domanda che<br />

amo di più oggi che ho quasi 55 anni?”.<br />

No. Dimmi.<br />

“Cosa farai da grande?”.<br />

Perfetto, Alessandro. Allora… cosa farai da<br />

grande?<br />

“Premetto che ho ancora tanto da imparare; vorrei<br />

veder crescere i miei progetti e consolidarli ancora<br />

di più: GP Magazine, Alce News. Gustibus<br />

Magazine, Esperti del Settore (Medicina Regione<br />

Lazio, Avvocati Regione Lazio, Estetica e<br />

Benessere Regione Lazio, Italia Enogastronomica).<br />

Non penso alla pensione, ma a divertirmi con il mio<br />

lavoro fino a quando avrò la forza mentale e fisica<br />

per svolgerlo sempre con la stessa passione di<br />

quando iniziai, ben 35 anni fa”.<br />

E’ vero che hai anche riscoperto la radio?<br />

“Sì, dopo qualche esperienza nei primi anni ’90,<br />

dall’anno scorso mi è stata data l’opportunità di<br />

curare e condurre un programma tutto mio su una<br />

web radio molto seguita: Radio Turismo. Una radio<br />

che non ha nulla da invidiare alle radio tradizionali:<br />

ben fatta, con uno studio organizzato e strutturato<br />

come deve essere. Non vedo l’ora di ripartire con la<br />

nuova stagione…”.<br />

Lisa Bernardini


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

E’ iniziato tutto con il primo posto della sezione Narrativa Saggio di Etnabook con i racconti del suo “Riscatto”<br />

(alcuni erano già apparsi su antologie e concorsi nazionali), per i tipi di Felici Editore. Era il settembre 2023. Da<br />

allora, Federico Bianca continua a ricevere innumerevoli consensi professionali. E si parla sempre più di lui sia negli<br />

ambienti letterari che in quella della critica cinematografica (campo di interessi, quest’ultimo, nel quale si distingue).<br />

Bianca si avvicina al mondo della letteratura, dei fumetti e del cinema sin da bambino. Diploma di Maturità Classica,<br />

e poi Laurea triennale in Lettere Moderne. A seguire, la Laurea Specialistica in Filologia Moderna e un Dottorato di<br />

Ricerca in Italianistica. Continua a vivere nella sua terra, specializzato nell’insegnamento della lingua italiana agli<br />

stranieri. Tutor esterno alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, nonché docente di ruolo di materie letterarie<br />

negli istituti secondari di secondo grado. Finora ha pubblicato tre monografie per Convivio Editore, dimostrando il<br />

suo spiccato interesse per un’ottica europea e internazionale e per la multidisciplinarietà: “Lolita, un mito<br />

euramericano tra romanzo e sceneggiatura”; “Carlo Alianello nella cultura italiana e europea”; “Giovanni Papini: la<br />

vita, le opere, la poetica”.<br />

Nove mesi dall’inizio dell’anno: è tempo di bilanci parziali. Come è andato finora questo <strong>2024</strong>?<br />

Un anno molto impegnativo, faticoso, ma anche ricco di soddisfazioni. A Marzo, infatti, per il mio libro “Riscatto” c'è<br />

stata la vittoria del Premio Silver Book, alla prima edizione del Premio Roma International. Un traguardo prestigioso,<br />

ne sono fiero. Tutto ciò mi ha permesso di continuare a promuovere, a parlare dei miei racconti contenuti nella mia<br />

creatura letteraria, ed è questa la cosa più importante. Un'altra tappa importante di questo <strong>2024</strong> è stata a Maggio.<br />

Uno dei racconti di “Riscatto”, dal titolo Linciaggio, è stato selezionato ed inserito nell'Antologia del 9° Premio<br />

Letterario Internazionale Salvatore Quasimodo, edita da Aletti Editore. Un altro riconoscimento che mi ha riempito di<br />

gioia, poiché l'introduzione al volume è curata da Alessandro Quasimodo, importante critico e attore.<br />

L'estate è praticamente alle spalle: cosa la aspetta in questo ultimo scorcio di anno?<br />

Spero che potremo presto parlare del mio nuovo libro, il mio romanzo d'esordio, dal titolo “Judith”. Dovrebbe essere<br />

pubblicato tra non molto. Spero davvero che possa ripetere i successi di “Riscatto”, il mio amato esordio a cui sarò<br />

comunque sempre legato.<br />

Qualche anticipazione di “Judith” ai tuoi lettori?<br />

Con piacere! Vi posso svelare l'incipit, l'inizio della vicenda. Los Angeles, metà anni '50. Judith Roses, una grande,<br />

giovane e bella attrice, esce da una clinica privata di lusso, dietro la quale, in realtà, si cela un manicomio per ricchi.<br />

Il famoso produttore Johnson la vuole nel suo prossimo film, che si annuncia un successo senza pari, grazie alla<br />

partecipazione del regista Bauer e dell'altra star Violet Ford. Ma le cose andranno ben diversamente. Tengo a<br />

precisare che è un'opera di pura fantasia, che non vuole parlare e illustrare il mondo del cinema, in modo filologico<br />

o storico.<br />

Lei è oramai conosciuto dai più come figura culturale fra<br />

cinema e letteratura: “Riscatto”, del resto, è stato un<br />

debutto importante, che ha contribuito non poco alla sua<br />

nascita come scrittore. Se dovesse riassumere il percorso<br />

finora intrapreso, da insegnante ad intellettuale, come lo<br />

descriverebbe?<br />

“Riscatto” mi ha permesso di conoscere tanti e nuovi amici,<br />

che mi hanno stimolato a tentare strade alternative, percorsi<br />

cui non avevo pensato. La mia esperienza di commentatore di<br />

cinema e di letteratura mi piace molto, mi permette di seguire<br />

da vicino le mie passioni più grandi. In effetti, la mia<br />

professione di insegnante e il mondo dei ragazzi, che conosco<br />

ormai da qualche anno, mi hanno permesso di avvicinarmi alle<br />

questioni culturali e intellettuali con un'ottica diversa, più<br />

dinamica e - mi permetto di dire - più vicina alla realtà da<br />

analizzare.<br />

Il futuro porta attese ed incognite per definizione:<br />

immaginiamo quello prossimo di Federico Bianca.<br />

A parte il romanzo, cui tengo molto, e il cui cammino<br />

impegnerà una parte importante del mio tempo, spero che<br />

alcuni progetti cinematografici, legati a “Riscatto” (ma non<br />

solo), possano finalmente vedere luce. Come si dice in questi<br />

casi...lo scopriremo solo vivendo!<br />

Lisa Bernardini


STEFANO FRANCIA ENJOYART<br />

presenta<br />

COMPILATION DILLO ALLA DANZA<br />

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO<br />

DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME<br />

Ascolta cliccando<br />

Play


TuttoBallo<br />

TEATRO OLIMPICO<br />

Niente è più prezioso di un’emozione a teatro<br />

Balance of Power - Parsons Dance<br />

La nuova stagione del Teatro Olimpico inizia il 19<br />

settembre, offrendo 39 spettacoli, di cui 14 in<br />

abbonamento, che spaziano tra tradizione e<br />

innovazione, includendo danza, musical, musica e<br />

comicità. Il teatro, noto per la sua attenzione alla<br />

scena contemporanea e ai talenti emergenti, presenta<br />

un programma variegato e internazionale.<br />

Sul palco per la danza torna la collaborazione con<br />

l’Accademia Filarmonica Romana, che parte con<br />

l’originale coreografia di C’era una volta Cenerentola,<br />

realizzato dal Balletto di Roma (dal 10 al 13 ottobre).<br />

Dal 31 ottobre al 3 novembre ecco Tango. Historias<br />

de Astor, con Miguel Angel Zotto. Dal 14 al 17<br />

novembre arriva Parsons Dance, la storica<br />

compagnia americana torna con Balance of Power, la<br />

forza dirompente di una danza carica di energia,<br />

atletica e vitale. Ancora uno sguardo internazionale<br />

sul palco del Teatro Olimpico con lo Schiaccianoci<br />

della compagnia International Classic Ballet, che<br />

riunisce i migliori talenti del balletto classico (dal 5<br />

all’8 dicembre). Dal 1 al 13 aprile tornano i MOMIX, la<br />

compagnia di acrobati e ballerini che da tempo<br />

incanta il pubblico di tutte le età tra fantasiose<br />

immagini e sorprendente movimento creativo.<br />

MOMIx_MensPoles_B.


TuttoBallo<br />

Balance of Power - Parsons Dance<br />

Tornano i grandi nomi che proprio dal<br />

questo palco del Teatro Olimpico sono<br />

partiti: Massimo Lopez e Tullio Solenghi (dal<br />

20 novembre al 1 dicembre); Maurizio<br />

Battista con uno show inedito e<br />

sorprendente, deciso a riportare in teatro il<br />

Gran Varietà di una volta con un cast<br />

sempre diverso (dall’11 dicembre al 16<br />

febbraio).<br />

Lillo e Greg in Prima nazionale con<br />

MOVIe ERCULeO (dal 19 febbraio al 9<br />

marzo), come da titolo tutto ironicamente<br />

dedicato al mondo del cinema.


TuttoBallo<br />

Per gli amanti del musical e dell’intrattenimento, arriva dall’11 al 23 marzo per la<br />

prima volta in versione teatrale il film dei fratelli Vanzina Sapore di mare – Il<br />

Musical: un viaggio romantico, travolgente e nostalgico per rivivere una<br />

stagione felice accompagnata da una grandiosa colonna sonora.<br />

Poetico, universale e senza tempo, Slava’s Snowshow è lo spettacolo ideato<br />

dal “migliore clown al mondo” e calca la scena dal 26 al 30 marzo. Il grande<br />

illusionismo e la magia a teatro tornano con Incanti dal 18 al 20 aprile: sei dei<br />

più premiati illusionisti italiani si alternano in uno spettacolo dall’intrigante<br />

drammaturgia. ph Slava Snowshow Greens on the ship by Veronique Vial


TuttoBallo<br />

Il filone musicale inizia con Morricone dirige Morricone: la Grande Musica per il cinema in versione originale (5 e 6<br />

ottobre). Il M° Andrea Morricone dirige i 52 elementi dell’Orchestra Roma Sinfonietta in un concerto tributo al grande<br />

compositore. Si continua con la festa sfrenata, allegra e giocosa dell’Orchestraccia (dal 7 al 10 novembre) con il<br />

nuovo spettacolo Trattoria Orchestraccia mentre i Pink Floyd Legend (dal 7 all’11 maggio) tornano con il concerto<br />

evento dedicato all’album THE WALL, dopo il grande successo e gli oltre 7.000 spettatori della Week dello scorso<br />

anno.<br />

I mitici Latte e i suoi derivati sono sul palco con il loro rock demenziale il 3 marzo mentre il 28 aprile ci sarà un<br />

tributo alla musica dei Coldplay firmato dai Liveplay, gruppo di riferimento in Italia ed Europa della band.<br />

Ancora, una serie di omaggi agli artisti che hanno segnato il mondo della musica e dello spettacolo. L’11 novembre la<br />

serata è dedicata a uno dei giganti del cantautorato italiano, Lucio Dalla; il 12 novembre arriva Raffaella! Omaggio<br />

alla Carrà; il 13 ecco il genio indiscusso della musica pop, Michael Jackson; il 3 dicembre la magia di Franco<br />

Battiato con Voglio vederti danzare. Il cantautore Erminio Sinni è in scena il 24 febbraio; il 29 aprile l’immenso<br />

patrimonio musicale di Pino Daniele è protagonista della serata con i Musicanti accompagnati da Tony<br />

Esposito; chiude la stagione Sounds of Legends con i capolavori senza tempo di Hans Zimmer il 12 maggio.


TuttoBallo<br />

IL CELEBRE FILM DEI FRATELLI VANZINA<br />

ARRIVA PER LA PRIMA VOLTA A TEATRO CON<br />

LE PIÙ BELLE CANZONI ITALIANE DEI<br />

FAVOLOSI ANNI 60.<br />

Dopo il successo di Peter Pan il Musical nella stagione in corso, Alveare Produzioni, questa volta insieme a Savà<br />

Produzioni Creative e Gli Ipocriti Melina Balsamo, sono lieti di proporre per la prima volta al pubblico italiano Sapore<br />

di Mare - Il musical, una produzione teatrale completamente originale adattata da Enrico Vanzina, Fausto Brizzi e<br />

Maurizio Colombi e con la regia di Maurizio Colombi.<br />

Film cult della commedia italiana, diretto da Carlo Vanzina e con sceneggiatura di Carlo e Enrico Vanzina, “Sapore di<br />

mare” è ancora oggi amato dal pubblico italiano per aver contribuito a creare un'immagine romantica e nostalgica<br />

degli anni ‘60.<br />

Con una colonna sonora intrigante, interamente rielaborata sui grandi successi dell'epoca come “Abbronzatissima” di<br />

Edoardo Vianello, “Una rotonda sul mare” di Fred Bongusto, “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli, “Non<br />

son degno di te” di Gianni Morandi e molti altri molte altre hit, “Sapore di mare” è da sempre considerato il miglior<br />

film dei Vanzina, un successo eclatante ai botteghini, con un incasso di oltre 10 miliardi di lire, che ha portato al<br />

successo, tra gli altri, Christian De Sica e Jerry Calà e ha portato Virna Lisi al riconoscimento del prestigioso Nastro<br />

d’Argento per la migliore attrice non protagonista.<br />

Preparatevi a un viaggio nostalgico e travolgente che vi farà rivivere l'essenza di un'epoca ricca di passione,<br />

speranza e vitalità. Con una colonna sonora che è un vero e proprio viaggio musicale tra brani intramontabili, lo<br />

spettacolo porterà sul palco la magia di una stagione felice quando amore, amicizia, gioventù e speranze erano i<br />

protagonisti assoluti.<br />

Sapore di Mare, il musical debutterà sui palcoscenici dei principali teatri italiani a partire da febbraio 2025.


TuttoBallo<br />

RE<br />

ROMAEUROPA<br />

F<br />

FESTIVAL<br />

<strong>2024</strong>


Il Romaeuropa Festival, giunto alla sua trentanovesima edizione, si propone di esplorare la complessità del<br />

presente e immaginare il futuro, creando uno spazio di dialogo tra generazioni e pratiche artistiche. Dal 4<br />

settembre al 17 novembre, il festival presenta 100 progetti di musica, danza, teatro, arti digitali e creazioni<br />

per l’infanzia, con 300 repliche in 20 luoghi di Roma, coinvolgendo circa 700 artisti. Sostenuto dal Ministero<br />

della Cultura, Regione Lazio, Roma Capitale e Camera di Commercio di Roma, il festival si avvale di<br />

collaborazioni prestigiose, come quella con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels e Flanders State of<br />

The Art.<br />

TuttoBallo<br />

La settimana inaugurale include omaggi a Ryuichi Sakamoto e spettacoli di artisti come Rachid Ouramdane<br />

e Sasha Waltz. La scena internazionale del REF<strong>2024</strong> offre una varietà di narrazioni e prospettive, con<br />

produzioni di artisti come Baro d’evel, Jan Martens, Noé Soulier e Robyn Orlin. Il festival diventa un luogo<br />

di condivisione e riflessione, ospitando opere che esplorano temi contemporanei e storie personali, come<br />

quelle della compagnia messicana Lagartijas Tirada al Sol e del regista Amos Gitai.<br />

Tra gli eventi in programma, spiccano le performance del Groupe Acrobatique de Tanger e le riflessioni<br />

sulla vita amorosa degli anziani di Mohamed El Khatib. La compagnia Berlin presenta spettacoli che<br />

fondono teatro, cinema e installazioni video, mentre artisti come Leïla Ka e Arno Schuitemaker offrono<br />

nuove prospettive sulle estetiche e le forme artistiche.<br />

Il Romaeuropa Festival celebra la scena nazionale con un'ampia gamma di spettacoli che uniscono nuove<br />

generazioni e icone culturali italiane. Tra gli eventi di spicco, "Notte Morricone" di Marcos Morau rende<br />

omaggio al compositore Ennio Morricone, mentre Frosini/Timpano celebra Alberto Sordi con "Tanti Sordi -<br />

Polvere di Alberto". Al Teatro Vascello, Licia Lanera, Martina Badiluzzi e altri registi presentano adattamenti<br />

di opere letterarie, come "Altri Libertini" e "Cime tempestose". Oscar De Summa esplora temi personali e<br />

teorici in "Rette parallele sono l’amore e la morte", mentre Marleen Scholten affronta crisi familiari in "Il<br />

disperato". Il festival include anche il ritorno di Claudia Castellucci con "Sahara" e l'innovativo "Squares do<br />

(not) normally appear" di Filippo Andreatta, ispirato a Josef Albers.


Iscriviti alla nostra associazione e partecipa<br />

attivamente alle nostre iniziative. Segui i<br />

nostri canali social: Resta aggiornato sulle<br />

nostre attività e condividile con i tuoi<br />

amici. Diffondi la nostra rivista e aiutaci a<br />

raggiungere un pubblico più ampio,<br />

diventando un mecenate dell’arte<br />

Diventa mecenate dell'arte con l’associazione<br />

Stefano Francia <strong>EnjoyArt</strong>!<br />

Ogni contributo, grande o piccolo che sia, è<br />

importante per noi. Basta anche un caffè per<br />

diventare un mecenate dell’arte.<br />

Clicca qui perSOSTIENI L’ARTE<br />

ass.stefanofrancia@gmail.com<br />

+39 335 435168<br />

www.stefanofrancia.com<br />

www.tuttoballo20.com


TuttoBallo<br />

TAM 2025 Una stagione incontenibile<br />

Immaginate un luogo in cui le emozioni si intensificano e la fantasia non ha confini. Ogni volta che il sipario si<br />

alza, si apre un universo di sensazioni inedite e straordinarie. Un ambiente in cui la creatività si manifesta in<br />

mille forme diverse, dando vita a spettacoli ed eventi capaci di lasciare il pubblico senza parole.<br />

L’obiettivo del Teatro Arcimboldi di Milano è ampliare le prospettive, affinare la sensibilità verso gli spettatori e<br />

moltiplicare le occasioni di incontro con l'Arte in tutte le sue espressioni. Il TAM è pronto a superare i confini<br />

tradizionali, avviando nuove collaborazioni, ampliando la varietà degli spettacoli e investendo in progetti<br />

innovativi che lo pongano al<br />

passo con le più importanti realtà internazionali.<br />

Con queste premesse, il palcoscenico del teatro si prepara a inaugurare una nuova e vibrante stagione,<br />

invitando a intraprendere un entusiasmante viaggio attraverso la cultura e la creatività. Un’avventura che<br />

incanterà nuovamente il pubblico, dove ogni forma di espressione artistica trova il proprio spazio: dalle piccole<br />

provocazioni alle grandi produzioni internazionali. Le emozioni raggiungono nuove vette, coinvolgendo e<br />

sorprendendo in modi sempre inediti.<br />

Il 6 ottobre Diodato sul palco del TAM presenta uno dei 16 imperdibili appuntamenti live che lo porteranno on<br />

stage per un viaggio musicale introspettivo e intenso. Un nuovo tour live che segue una tournée nei principali<br />

festival italiani nell’estate 2023 e dei live internazionali in Europa, in America e in Cina!


TuttoBallo<br />

L’ 11 ottobre, il sipario del TAM<br />

si alzerà per accogliere una cantante<br />

straordinaria: Fiorella Mannoia. In un<br />

anno così speciale, in cui Fiorella<br />

celebrerà il suo 70º compleanno,<br />

l'artista romana è pronta a<br />

festeggiare questo importante<br />

traguardo nel modo a lei più<br />

congeniale: sul palco. Per<br />

l'occasione, sarà accompagnata per<br />

la prima volta da un'orchestra<br />

sinfonica, rendendo l'evento ancora<br />

più memorabile.


Iscriviti alla nostra associazione e partecipa<br />

attivamente alle nostre iniziative. Segui i<br />

nostri canali social: Resta aggiornato sulle<br />

nostre attività e condividile con i tuoi<br />

amici. Diffondi la nostra rivista e aiutaci a<br />

raggiungere un pubblico più ampio,<br />

diventando un mecenate dell’arte<br />

Diventa mecenate dell'arte con l’associazione<br />

Stefano Francia <strong>EnjoyArt</strong>!<br />

Ogni contributo, grande o piccolo che sia, è<br />

importante per noi. Basta anche un caffè per<br />

diventare un mecenate dell’arte.<br />

Clicca qui perSOSTIENI L’ARTE<br />

ass.stefanofrancia@gmail.com<br />

+39 335 435168<br />

www.stefanofrancia.com<br />

www.tuttoballo20.com


Il Foligno Danza Festival, giunto alla sua quarta edizione sotto la direzione di Alessandro Rende e con il supporto<br />

del Comune di Foligno, ha offerto tre giornate di spettacoli e formazione per giovani danzatori, professionisti e<br />

appassionati. L'evento ha visto la partecipazione di illustri nomi della danza, tra cui le étoile Jacopo Bellussi e<br />

Francesco Gabriele Frola, e il coreografo Roberto Zappalà.<br />

Il festival è iniziato il 6 settembre con il Gala di apertura, presentando per la prima volta la MM Contemporary<br />

Dance Company con "Vivaldi Umane Passioni", una creazione di Michele Merola. Merola esplora le emozioni<br />

umane attraverso la musica di Vivaldi e l'arte di Marc Chagall, creando un dialogo tra coreografia e musica.<br />

La serata ha anche ospitato vincitori di prestigiosi concorsi di danza italiani, offrendo un'opportunità per<br />

applaudire i futuri talenti del settore.<br />

Il 7 settembre, presso l’Auditorium San Domenico, si è tenuta la cerimonia di consegna del Premio internazionale<br />

per la Danza “Città di Foligno”, che celebra l'eccellenza e il talento nel mondo della danza. Tra i premiati del <strong>2024</strong>,<br />

Roberto Zappalà ha ricevuto il Premio alla Carriera, mentre Jacopo Bellussi è stato nominato Artista dell’Anno.<br />

Altri riconoscimenti sono stati assegnati a Francesco Gabriele Frola, Camilla Cerulli, Michele Satriano, e molti altri,<br />

per il loro contributo alla danza.<br />

I premiati hanno ricevuto le opere uniche "Le Ballerine" dell'artista Stefania Rosichetti, realizzate con la tecnica<br />

raku.<br />

Vivaldi Umane Passioni_MM Contemporay Dance Company


Premio Stella Internazionale<br />

“Città di Foligno”<br />

Francesco Gabriele Frola, vanto<br />

italiano nel mondo: dal 2018 è lead<br />

principal all’English National Ballet e<br />

fino al 2020 ha mantenuto la doppia<br />

carica di primo ballerino danzando<br />

anche al National Ballet of Canada.<br />

Un artista di lunga esperienza,<br />

virtuoso ed espressivo, applaudito e<br />

richiesto dai più importanti teatri.<br />

Francesco Gabriele Frola_Foto Karolina Kuras


TuttoBallo<br />

MARIANNA SURIANO


Marianna Suriano, 31 anni, ha cominciato a studiare danza privatamente a quattro anni e a undici si è<br />

perfezionata alla Scuola della Scala. Subito dopo il diploma nel 2012 è entrata nel Corpo di Ballo del<br />

Teatro scaligero e nel novembre 2012 in quello del Teatro dell'Opera di Roma, dove si è esibita in<br />

diversi ruoli da solista e prima ballerina.<br />

Come ti sei avvicinata alla danza?<br />

Ho sempre ballato fin da quando avevo due anni… mi piaceva molto ballare e chiesi io stessa ai miei<br />

genitori di andare a danza e da subito mi sono sentita attratta dalla danza classica.<br />

Che ricordo hai dei tempi di formazione all’Accedemia del Teatro alla Scala?<br />

Ho dei ricordi meravigliosi, sono stati gli anni più impegnativi ed importanti, ho sacrificato la mia<br />

adolescenza per la danza, ma lo rifarei assolutamente. L’accademia della Scala è stata una scuola di<br />

vita oltre che di danza.<br />

È poi da Milano a Roma..... Come è avvenuto?<br />

Sembra strano dirlo, ma è avvenuta per caso. Ero stata presa appena dopo il diploma alla Scala, al<br />

BAYERISCHES STAATSBALLETT di Monaco di Baviera e al Teatro dell’Opera di Roma. Ho lavorato 6<br />

mesi alla Scala e poi ebbi uno stacco di contratto di un mese e mi chiamó il Teatro dell’Opera di Roma<br />

per partecipare alla produzione del Don Chisciotte. Accettai, dovevo stare via solo un mese, ma quando<br />

il Teatro alla Scala mi offri un contratto per fare Notre Dame lo rifiutai per fare Giselle al Teatro dell’<br />

Opera. E così capii che questo teatro poteva farmi ballare ruoli e potevo crescere artisticamente molto<br />

più rapidamente e quindi rimasi qui a Roma.<br />

Tanti i ruoli danzanti. Quale personaggio interpretato senti più affine a te?<br />

Odette/Odile per il momento. Ma in ogni ruolo che interpreto, a seconda del personaggio , cerco di<br />

portare sempre Marianna e le mie esperienze di vita in modo da poter viveredelle emozioni vere anche<br />

in scena.<br />

Tra i prossimi ruoli c'è la tenera Aurora in "La Bella Addormentata del Bosco. Come ti stai<br />

avvicinando a questo ruolo così bello?<br />

Sto cercando di ricordare come ero a 16 anni, l’età di Aurora quando pungendosi si addormenta.<br />

Quando si è giovani si è autentici, puri, ingenui, felici, a volte timidi e sto cercando di ritrovare quelle<br />

sensazioni che provavo, molte delle quali le provo ancora.<br />

Qual è stato il tuo debutto più significativo?<br />

Il mio debutto in Lago dei Cigni. Tutti i ruoli sono stati significativi, ma interpretare Odette/Odile è<br />

sempre impegnativo e magico. Stai per danzare il balletto dei balletti e questa emozione la si<br />

percepisce molto sia nel dietro le quinte sia in scena.<br />

E poi arriva la nomina a Prima Ballerina.... Come ti sei sentita?<br />

Avevo appena finito di ballare Il Lago dei Cigni, era la mia ultima recita qui a Roma ed ero molto stanca,<br />

emozionata e contenta. Quando mi hanno nominata è stata una sorpresa vera e propria, non<br />

sospettavo nulla. Ero incredula, felice, soddisfatta perché si è avverato un sogno che avevo nel<br />

cassetto. Avevo lasciato la Scala, casa mia, per trasferirmi a 19 anni in un’altra città , ho sempre<br />

pensato che dovevo lavorare per diventare prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma che mi ha<br />

accolta a braccia aperte. Raggiungere questo traguardo è stato per me un sogno che si è avverato.<br />

Con quale coreografo ti piacerebbe collaborare?<br />

Mi piacerebbe ballare coreografie di Cranko.<br />

Quali sono le tue icone di riferimento?<br />

Le ballerine Russe.


@marc.hageman Photography<br />

@marc.hageman Photography


FIND LAB<br />

FIND <strong>42</strong> - Festival Internazionale Nuova Danza<br />

BTT-ViolaScaglione_ ph andreamacchia


FIND LAB è la nuova sezione del FIND - Festival Internazionale Nuova Danza, che si svolge a Cagliari fino<br />

al 29 settembre <strong>2024</strong>, anticipando il festival principale previsto per ottobre. Questo programma innovativo<br />

offre workshop di danza contemporanea, culminando in una presentazione finale aperta al pubblico.<br />

Nella sua edizione inaugurale, FIND LAB ospita laboratori condotti da cinque rinomate compagnie italiane:<br />

ResExtensa (Bari), Ersilidanza (Verona), Gruppo Emotion (L’Aquila, Cagliari), Balletto Teatro di Torino<br />

(Torino) e Dancehauspiù (Milano). Ogni laboratorio, con durata, tematiche e strutture uniche, si concluderà<br />

con uno sharing aperto al pubblico.<br />

Il tema centrale di quest'edizione è il lavoro Site Specific. ResExtensa presenterà "Teatro Nudo",<br />

un'esperienza cult che coinvolge i partecipanti nella creazione di una nuova performance ogni volta.<br />

Balletto Teatro di Torino offre "The Place to B.", un percorso formativo intensivo che si intreccia con una<br />

coreografia esistente durante lo sharing. Ersilidanza, con "Florilegio", propone un approccio filosofico alla<br />

ricerca coreografica. Francesca La Cava e Gruppo E-motion esplorano il movimento ispirato allo studio del<br />

comportamento animale. Infine, Dancehaus Company presenterà un laboratorio focalizzato su un'idea<br />

drammaturgica che esplora le relazioni umane per superare barriere e confini.<br />

FIND LAB è aperto a danzatori professionisti e non, attori e performer che desiderano affinare la memoria<br />

sensoriale e arricchire le proprie abilità espressive, tecniche e dinamiche del movimento.


TuttoBallo<br />

Prende forma la seconda edizione del festival “QUEL GRAN GENIO”,<br />

dedicato a Lucio Battisti, che si svolgerà a Milano dal 27 al 29<br />

settembre. Questo evento celebra il 50° anniversario dell'album<br />

"Anima Latina" e il 25° dalla scomparsa del cantautore.<br />

Uno dei momenti clou sarà il 28 settembre, quando la MAGICABOOLA<br />

BRASS BAND animerà le strade di Milano con le canzoni di Battisti,<br />

partendo alle 14:30 da Via Marghera e attraversando Piazza Wagner,<br />

Via Washington e Corso Vercelli. La band, con la sua formazione di<br />

fiati e ritmica, porta avanti la tradizione delle marching band,<br />

mescolando jazz, blues e funk.<br />

Il festival prevede oltre 10 eventi in tutta la città, celebrando l'intera<br />

opera di Battisti, dai primi successi ai dischi bianchi realizzati con<br />

Pasquale Panella. Francesco Paracchini, ideatore del festival,<br />

sottolinea l'importanza di rendere omaggio a uno dei musicisti più<br />

influenti della musica italiana, con eventi gratuiti in teatri, librerie,<br />

cinema e piazze, per coinvolgere un pubblico variegato.<br />

Magicaboola Brass Band (https://www.magicaboola.com/) è una street<br />

band che propone un mix di generi musicali, avendo collaborato con<br />

artisti di fama nazionale e internazionale.<br />

Magicaboola Brass Band


La 4ª edizione di SCORRE – IL FESTIVAL torna con entusiasmo, offrendo eventi imperdibili lungo il Po fino al<br />

22 settembre. Quest'anno, il festival promuove l'aggregazione cittadina in un'atmosfera festosa e culturale,<br />

sensibilizzando su temi attuali e celebrando i paesaggi fluviali. Mira a valorizzare il territorio, aumentando la<br />

consapevolezza ambientale e coinvolgendo attivamente la comunità.<br />

Dopo Arisa, Noemi e Giusy Ferreri, quest'anno è la volta di Raf e Cristina D’Avena. Il programma include il<br />

Finger Food Festival e attività ristorative che invitano a vivere il centro città anche prima o dopo gli spettacoli.<br />

Un ringraziamento speciale va all’associazione P.E.R. per la sua eccellente collaborazione.<br />

«Arte e cultura sono al centro del Festival, esprimendosi in molteplici forme, dalla musica alla pittura», afferma<br />

Francesca Aria Poltronieri, assessore alla Cultura. SCORRE vuole essere un festival inclusivo, capace di<br />

divertire e sorprendere, offrendo nuove prospettive sul territorio e sul Po.<br />

Quest'anno, SCORRE si estende a quattro giorni, offrendo più occasioni per esplorare il territorio», sostiene<br />

Michele Sartini, assessore alla Promozione del territorio. Le serate in Piazza Garibaldi, da giovedì a<br />

domenica, saranno affiancate da eventi nel borgo di Stellata, dove si potrà gustare la storia e le specialità<br />

gastronomiche.<br />

SCORRE – IL FESTIVAL nasce per valorizzare il patrimonio artistico, storico e architettonico del territorio,<br />

modellato dal fiume Po. Le edizioni passate hanno ospitato artisti come Giusy Ferreri, Rosa Chemical, PFM,<br />

Dardust, Psicologi, Alice, Max Gazzè, China Moses e Noemi, attirando migliaia di visitatori anche dalle regioni<br />

vicine.


Iscriviti alla nostra associazione e partecipa<br />

attivamente alle nostre iniziative. Segui i<br />

nostri canali social: Resta aggiornato sulle<br />

nostre attività e condividile con i tuoi<br />

amici. Diffondi la nostra rivista e aiutaci a<br />

raggiungere un pubblico più ampio,<br />

diventando un mecenate dell’arte<br />

Diventa mecenate dell'arte con l’associazione<br />

Stefano Francia <strong>EnjoyArt</strong>!<br />

Ogni contributo, grande o piccolo che sia, è<br />

importante per noi. Basta anche un caffè per<br />

diventare un mecenate dell’arte.<br />

Clicca qui perSOSTIENI L’ARTE<br />

ass.stefanofrancia@gmail.com<br />

+39 335 435168<br />

www.stefanofrancia.com<br />

www.tuttoballo20.com


L’idea di partire dal Tango per arrivare a parlare di coppia<br />

deriva naturalmente dall’intreccio che hanno in comune il<br />

ballo e la coppia: una necessaria sintonia tra corpo e mente.<br />

Nello scorso articolo ci siamo lasciati, tramite il dipinto di<br />

Caravaggio, con la metafora finale di provare ad immaginarci<br />

la coppia come due alimenti a cui occorre un ottimo<br />

abbinamento, se mettiamo il brasato al Barolo con la Coca-<br />

Cola avremo una coppia di abbinamento che renderà di<br />

pessimo gusto sia l’uno che l’altro pur avendo due ottimi<br />

prodotti alla base. Ci vuole dunque armonia e sintonia come<br />

dei ballerini di tango che riescono a risollevarsi quando<br />

cadono…<br />

Spesso infatti quando uno dei partner è in difficoltà e mostra<br />

un comportamento scorretto, inusuale o inadeguato, l’altro<br />

partner entra in crisi ed iniziano a risuonare dentro di lui tutte<br />

le insicurezze sul legame o sulla persona o altro che gli<br />

impediscono di vedere il partner sofferente ma anzi lo inizia<br />

a ritenere colpevole creando così un conflitto: è un po' come<br />

se quando uno dei due ballerini s’inciampasse e l’altro gli<br />

tirasse ancora qualche calcio… Si sembra una scena irreale<br />

ma se ci pensate bene è proprio ciò che accade nelle<br />

coppie, siccome uno sbaglia l’altro prova una rabbia<br />

difensiva che aumenta il conflitto. E’ molto complicato<br />

rimanere lucidi ed attenti e piuttosto chiederci “Chissà perché<br />

si è comportato in questo modo, non sarà mica in difficoltà a<br />

gestire questa situazione?”. Utopia….<br />

MA andiamo per ordine guardiamo cos’è il Tango e cos’è la<br />

coppia così possiamo davvero fare nostra questa metafora e<br />

potrebbe diventare d’aiuto per non “cadere” sulle stesse<br />

dinamiche.<br />

Il tango è una cultura, è un esperienza umana. Nello spazio<br />

che c’è tra la realtà della vita e la finzione in una milonga di<br />

Buenos Aires si mette in mostra il tango-vita! I temi del tango<br />

sono la passione, il ricordo, la donna e…. Buenos Aires…. Il<br />

vero tango è ballo improvvisato, creato sul momento, e come<br />

tale non tollera standardizzazioni. Perché un buon tango è<br />

un opera d’arte unica ed irripetibile.<br />

L’abbraccio per il tango permette la comunicazione più<br />

chiara e limpida fra i ballerini, senza disturbi dovuti a<br />

interferenze esterne. Il risultato è che ad ogni piccolo<br />

movimento dell’uomo ne corrisponde uno ben preciso di<br />

risposta da parte della donna. La vicinanza delle teste fa<br />

incontrare ma i ballerini non si parlano mai. Questo aumenta<br />

e costringe l’attenzione sull’altro e suoi piccoli movimenti .<br />

Certo anche nel tango non c’è solo un tipo di abbraccio! I<br />

ballerini di tango finiscono dove erano partiti: alla fine del<br />

tango l’uomo accompagna la donna al suo posto e si<br />

allontana discretamente. Altro accessorio importante che<br />

unisce seduzione e tango sono le scarpe un accessorio<br />

importante per i ballerini e che richiama moltissimo le<br />

fantasie sessuali legati al piede, al tacco, alla femminilità, ma<br />

nel tango anche alla parità perché nel Tango Argentino<br />

anche il ballerino ha un piccolo tacco!<br />

E così vale per il corteggiamento: talvolta l’impressione è che<br />

l’uomo faccia di tutto per raggiungere la donna, ma lei<br />

proprio sul più bello sguscia via. Altre volte invece appare<br />

che le proposte vengano accettate. Tutto ciò mentre i due<br />

continuano nello stesso tempo a sorreggersi, ad aiutarsi e a<br />

sostenersi reciprocamente. Come di solito accade nella vita<br />

reale, di cui il tango è una versione condensata di tre minuti.


E come in amore non si può misurare, non ci sono stili di qualità, di<br />

quantità, non dovrebbero esistere medaglie diplomi coppe ecc…. Il<br />

tango è un atto d’amore che dura pochi istanti ma non si apprende né<br />

si insegna …. Il tango è come “una lingua”, non la si parla con la voce<br />

ma la si esprime col corpo, è fantasia e creatività. Questa similitudine<br />

ci riporta all’assenza della sessualità,<br />

Ma l’amore cos’è?<br />

Il termine “amore” sembra indicare realtà estremamente lontane fra<br />

loro: può indicare una energia umana o cosmica, una proprietà<br />

dell’animo umano o uno stato più o meno duraturo dello stesso, un<br />

impulso o un’inclinazione. Nel linguaggio comune può indicare in<br />

senso proprio :<br />

a) un rapporto selettivo ed elettivo,<br />

b) un tipo di rapporti interpersonali,<br />

c) l’amor del prossimo,<br />

d) l’amor di Dio.<br />

Inoltre può indicare in senso improprio l’attaccamento o l’interesse<br />

per oggetti inanimati o<br />

ideali, per attività o forme di vita, per comunità o enti collettivi. L’idea<br />

che di conseguenza si<br />

delinea è quella di un tipo particolare di rapporti umani caratterizzati<br />

da solidarietà e<br />

concordia, e non necessariamente, al contrario, dal possesso.<br />

Nella storia della filosofia l’amore è un rapporto che non annulla ma<br />

rinforza le realtà individuali tra cui avviene: per cui essenzialmente è<br />

reciproco, concreto, umano, finito; è unione ma mai unità e ha molte<br />

forme determinate irriducibili. Tra gli autori considerati, troviamo<br />

questa concezione in Platone, Aristotele, Tommaso, Cartesio,<br />

Leibniz, Scheler, Russell.<br />

Non siamo in grado di definire che cosa sia l’innamoramento o la<br />

relazione amorosa, ci sono definizioni calzanti ma non<br />

esaurienti.L’amore è il più sublime o il più doloroso prodotto del<br />

nostro AUTOINGANNO!<br />

L’innamoramento è una realtà inventata che può diventare una<br />

profezia che si autoavvera, il Tango è là profezia avverata!<br />

immagini realizzate tramite AI


FONDAZIONE VEDOVA<br />

Assia Karaguiozova<br />

Alla Fondazione Emilio e<br />

Annabianca Vedova<br />

fino al 24 Novembre<br />

Vedova, Nitsch, Burri e<br />

Amendola insieme:<br />

‘Azioni e gesti’, Spazio<br />

Vedova, in Dorsoduro.<br />

Le Opere parlano da sole.


FONDAZIONE VEDOVA<br />

MAGAZZINO DEL SALE<br />

Assia Karaguiozova<br />

Eduard Angeli Silentium<br />

Fino al 24 Novembre<br />

Linee nette che sfumano nel<br />

Silenzio.


STEFANO FRANCIA ENJOYART<br />

presenta<br />

COMPILATION DILLO ALLA DANZA<br />

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO<br />

DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME<br />

Ascolta cliccando<br />

Play


Dal suo debutto nel 1996 al Point Theatre di Dublino, ha visitato oltre 1.000 luoghi in tutto il mondo ed è stato visto dal vivo da<br />

oltre 60 milioni di persone in 60 paesi diversi in ogni continente: Lord of the Dance, il più grande spettacolo di danza irlandese al<br />

mondo, è una delle produzioni di danza di maggior successo al mondo ed è lo spettacolo itinerante di maggior successo nella<br />

storia dell’intrattenimento (il record di 21 spettacoli consecutivi soldout alla leggendaria Wembley Arena stabilito nel 1998 resiste<br />

ancora oggi!)<br />

Ballerino, coreografo e regista, Michael Flatley, l’ideatore dello spettacolo che ha cambiato per sempre il volto della danza<br />

irlandese, presenta un nuovo tour speciale di Lord of the Dance che farà rivivere lo spettacolo originale portandolo a un nuovo<br />

livello, pensato anche per le nuove generazioni di fan, con nuovi allestimenti, nuovi costumi, nuove coreografie ed effetti speciali.<br />

Il tour A Lifetime of Standing Ovations di Lord of the Dance arriverà in Europa la prossima primavera e in Italia ha fatto tappa a<br />

Milano per due date uniche il 10 e 11 giugno <strong>2024</strong> al TAM – Teatro Arcimboldi Milano. Descritto dal Los Angeles Times come<br />

uno “stravagante capolavoro” e dal Daily Post come “un’esibizione divertente ed energica che farà battere i piedi anche a voi”,<br />

Lord of the Dance presenta oltre 150.000 tap per performance mentre trasporta il pubblico in un tempo e in un luogo mitici,<br />

catturando i cuori in un vortice di movimento, danza di precisione, musica originale, narrazione e sensualità, effetti artistici<br />

speciali e pirotecnici.<br />

Lo spettacolo trascende la cultura e la lingua, librandosi nell’anima con incredibili mosse aeree, danze di precisione senza pari<br />

ed effetti scenici all’avanguardia: Lord of the Dance ha portato l’arta della danza irlandese sulla scena mondiale e l’ha catapultata<br />

su un piano superiore, ottenendo un riconoscimento mondiale senza precedenti, tuffandosi direttamente nei cuori e nelle menti di<br />

milioni di persone in tutto il mondo. Gran parte del segreto del suo fenomenale successo è che parla a tutti, superando i confini di<br />

età, genere e diversità culturale: Lord of the Dance è diventato sinonimo di arte spettacolare, il suo fascino lo ha reso una delle<br />

meraviglie moderne del mondo!<br />

La Notte delle Voci_Abdullah Miniawy<br />

La Notte delle Voci_NDOX ELECTRIQUE - Copyright Rockpix.fr<br />

La Notte delle Voci_Daniela_Pes_01 - ph.Piera Masala.JPG<br />

Theodoros Terzopoulos(photo Johanna Weber)


IOSONOVULNERABILE<br />

Dal 3 ottobre al 29 novembre <strong>2024</strong>, l'Istituto Italiano di Cultura a Parigi ospita IOSONOVULNERABILE, fallire è una conquista<br />

- arte è amare l'errore, una pratica performativa curata da Sergio Mario Illuminato. L'inaugurazione si terrà il 3 ottobre alle<br />

18:00 presso l'Hôtel de Galliffet, 50 rue de Varenne. IOSONOVULNERABILE esplora l'arte e la vulnerabilità attraverso diversi<br />

capitoli, iniziando con una residenza d’artista all'ex Carcere Pontificio di Velletri. Il progetto prosegue a Parigi e culminerà a<br />

Roma, al Museo Storico di Villa Altieri, a novembre. Un gruppo di artisti utilizzerà formati e linguaggi transdisciplinari per<br />

indagare la vulnerabilità umana come strumento di coesione sociale. Le opere di pittura, scultura, fotografia e cinema<br />

inviteranno i visitatori a riflettere oltre le sfide del ventunesimo secolo, cercando stimoli per futuri alternativi. Nel giardino<br />

progettato da Luigi Moretti, gli Organismi Artistici Comunicanti evocheranno le "rovine" della quotidianità, mentre la luce<br />

naturale metterà in risalto fotografie di Terre Rare, immerse in un contesto di celle decadenti. La musica e il suono<br />

arricchiranno l'esperienza sensoriale, ispirata alle teorie di Maurice Merleau-Ponty.<br />

L'evento inaugurale sarà aperto dal Direttore dell’Istituto, Antonio Calbi, e dal curatore Sergio Mario Illuminato, con la<br />

partecipazione di Alessandra Maria Porfidia, Direttrice della Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Seguirà<br />

la visione privata del cortometraggio Vulnerare, introdotto da Giulio Casini, docente della Libera Università del Cinema di<br />

Roma. Il pubblico potrà anche "immergersi" negli Organismi Artistici Comunicanti, accompagnati da una degustazione di vino<br />

siciliano Pietradolce. La cultura è un'opportunità di crescita e lotta contro le ingiustizie. Accettare le nostre fragilità è il primo<br />

passo per esaltare la vulnerabilità e la bellezza del gesto semplice (Antonio Calbi).<br />

Per Marco Maria Cerbo, IOSONOVULNERABILE rappresenta un principio fondamentale della diplomazia culturale italiana:<br />

l'inclusione, frutto di una collaborazione tra istituzioni pubbliche e non-profit. Sergio Mario Illuminato descrive le opere come<br />

"capsule" storiche di bellezza effimera, destinate a rigenerare spazi profondi e riconnettere l'umanità.<br />

La collaborazione triennale con IOSONOVULNERABILE sottolinea l'impegno nel costruire modelli di sviluppo umano e<br />

collettivo (Pierluigi Sanna, ViceSindaco di Roma). Tra le opere, Jonchets, o Sciangai, a cura delle giovani artiste<br />

dell'Accademia di Belle Arti di Roma, invita a non arrendersi di fronte alle crisi contemporanee. "Sta a noi sfilare le paure e<br />

fragilità, cercando un movimento di contatto ed emozione."<br />

Artisti partecipanti: Sergio Mario Illuminato (pittura e scultura), Rosa Maria Zito (scenografia e fotografia), Roberto Biagiotti<br />

(cinema), e altri. Sotto il patrocinio di Parlamento Europeo, Ministero Affari Esteri, Regione Lazio e Città Metropolitana di<br />

Roma. IOSONOVULNERABILE, ispirato al libro Corpus et Vulnus di Sergio Mario Illuminato, è un progetto del Movimento<br />

VulnerarTe APS, riconosciuto tra le ‘Buone Pratiche Culturali della Regione Lazio’.


TuttoBallo<br />

IOSONOVULNERABILE<br />

fallire è una conquista, arte è amare l’errore


CLAP Museum di Pescara fino al 13 ottobre<br />

TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Fino al 13 ottobre, il CLAP Museum di Pescara ospita la<br />

mostra “Gli Scontri e le magie” dedicata a Massimo<br />

Mattioli. Con questa esposizione temporanea, il CLAP<br />

prosegue la sua esplorazione dei grandi maestri della<br />

nona arte, riscoprendo le figure emblematiche<br />

dell'underground controculturale italiano degli anni '70 e<br />

'80. Dopo le antologiche su Liberatore, Scozzari e<br />

Tamburini, e in sinergia con la collezione permanente di<br />

Andrea Pazienza, il museo accoglie ora Massimo Mattioli,<br />

presentando le sue opere su due dei quattro livelli di un<br />

museo unico nel suo genere, l'unico al mondo a dedicare<br />

stabilmente una collezione a un singolo autore di fumetti,<br />

come nel caso di Paz.<br />

Massimo Mattioli, scomparso il 23 agosto 2019 a Roma,<br />

sua città natale, è stato uno dei grandi maestri del fumetto<br />

internazionale. È stato tra i pochi a trasmettere la sua<br />

straordinaria energia creativa sia nei fumetti per ragazzi<br />

che in quelli per adulti, caratterizzati da una forte carica<br />

trasgressiva e da uno stile esagerato.<br />

La mostra del CLAP Museum presenta due dei suoi<br />

personaggi più iconici, M le Magicien e Squeak the<br />

Mouse, esposti attraverso tavole originali e studi<br />

preparatori. M le Magicien (1968-1973) rappresenta la sua<br />

prima produzione, realizzata quando Mattioli era ancora<br />

ventenne per un settimanale per ragazzi. Questa serie<br />

cattura la poesia delle strisce umoristiche del fumetto<br />

statunitense, con storie che si sviluppano su una singola<br />

pagina e una varietà di personaggi. Squeak the Mouse, il<br />

cui primo episodio risale al 1982 e pubblicato su<br />

Frigidaire, reinventa la classica lotta tra gatto e topo, tipica<br />

dei cartoni animati americani, trasformandola in un'epica<br />

horror, spesso vietata ai minori. Questa creazione ha<br />

influenzato opere come Grattachecca e Fichetto, il cartone<br />

amato dai Simpson.<br />

Questi due personaggi incarnano le molteplici<br />

sfaccettature di Mattioli, raccontando la storia di un artista<br />

amato da diverse generazioni e tipologie di lettori, che si<br />

trovano a volte tra i buoni e a volte tra i cattivi, in un<br />

intreccio di anime convergenti e inestricabili.<br />

Il percorso artistico di Mattioli è testimoniato fin dagli<br />

esordi, a 24 anni, sul celebre settimanale cattolico<br />

“L’avventuroso” (lo stesso di Jacovitti). Negli anni '60, si<br />

trasferisce prima a Londra per collaborare con la rivista<br />

per adulti Mayfair, concorrente di Playboy, e poi a Parigi,<br />

dove collabora con il prestigioso settimanale per ragazzi<br />

Pif Gadget. Dal 1968 al 1973, pubblica su queste pagine<br />

M le Magicien, una delle due serie protagoniste di questa<br />

mostra. Nel 1973, crea Pinky, il suo personaggio più<br />

longevo, le cui avventure continuano a essere pubblicate<br />

fino al 2014 dal Giornalino, settimanale cattolico per<br />

ragazzi edito dalle Edizioni San Paolo.


TuttoBallo<br />

LA MOSTRA ITINERANTE “RI-CONOSCENTI”<br />

CELEBRA LA VITA CONTADINA NEI TERRITORI<br />

DELLA VAL TALEGGIO<br />

Fino al 20 ottobre <strong>2024</strong>, la terra dello Strachítunt ospita l'esposizione itinerante "Ri-Conoscenti", promossa dalla<br />

Cooperativa Sant’Antonio di Vedeseta. La mostra presenta 22 testimonianze di vita contadina nei paesaggi di Blello,<br />

Taleggio, Val Brembilla e Vedeseta, con l'obiettivo di tramandare le storie di chi ha contribuito alla storia del territorio.<br />

L'esposizione permanente, allestita presso la Cooperativa Sant’Antonio, include pannelli, fotografie ed estratti di<br />

interviste ai contadini locali. La mostra itinerante si snoda attraverso 22 località, con pannelli espositivi dotati di QR<br />

code per approfondire le testimonianze legate a ciascun luogo.<br />

Durante l'inaugurazione, sono intervenuti Flaminio Locatelli, presidente della Cooperativa Agricola S. Antonio, Alvaro<br />

Ravasio, presidente del Consorzio per la Tutela dello Strachítunt, e Antonio Carminati, direttore del Centro Studi Valle<br />

Imagna. Ravasio ha sottolineato l'importanza di preservare le storie dei bergamini, mentre Locatelli ha evidenziato il<br />

valore della mostra per i giovani allevatori. Carminati ha rimarcato l'importanza della dimensione collettiva nella vita<br />

montana.<br />

Il nome "Ri-Conoscenti" riflette il legame tra conoscenza e riconoscenza, evidenziando il valore delle testimonianze dei<br />

bergamini e il desiderio di onorare il loro contributo al territorio.


Oltre 80 fotografie offrono uno sguardo sulla bellezza e l'autenticità<br />

dell'Abruzzo del secolo scorso, attraverso l'obiettivo di Thomas Ashby,<br />

l'archeologo e topografo inglese che visitò la regione ripetutamente tra il 1901<br />

e il 1923. Le sue numerose immagini costituiscono un patrimonio<br />

documentale di inestimabile valore sulla società dei primi anni del Novecento.<br />

Nel 1906, la lunga carriera di Ashby lo portò a diventare Direttore della British<br />

School at Rome (BSR), un prestigioso istituto di ricerca del Regno Unito con<br />

sede a Roma. Questo incarico, che mantenne fino al 1925, alimentò la sua<br />

passione per gli studi classici e i monumenti antichi, spingendolo a esplorare<br />

Roma e i suoi dintorni con indagini meticolose. Collaborò con illustri<br />

archeologi italiani come Rodolfo Lanciani e Giacomo Boni.<br />

Sebbene le sue ricerche si concentrassero principalmente nel Lazio, Ashby<br />

estese i suoi studi anche alla Sardegna, alla Sicilia e all'Abruzzo, dove si<br />

dedicò a lungo. Esplorò Carsoli, la valle del fiume Liri, Alba Fucens e<br />

Amiternum, soffermandosi anche su Chieti, Corfinio, Sulmona, Cocullo e<br />

Pratola Peligna. Il suo interesse scientifico per la regione si focalizzò sugli<br />

aspetti umani che arricchivano la dimensione antropologica dei contesti<br />

osservati. La mostra presenta immagini che ritraggono la civiltà contadina, le<br />

usanze e i costumi tradizionali, offrendo una "raccolta visiva" che diventa una<br />

preziosa testimonianza storica e sociale. Ashby, che ricevette riconoscimenti<br />

da prestigiose istituzioni culturali e co-firmò con Samuel B. Platner il<br />

fondamentale "A Topographic Dictionary of Ancient Rome" nel 1929, aveva<br />

compreso l'importanza di documentare un mondo destinato a scomparire.<br />

La mostra "Ashby e l’Abruzzo 1901-1923", organizzata dalla Fondazione<br />

Pescarabruzzo in collaborazione con la British School at Rome, che conserva<br />

circa 9000 negativi della collezione di Ashby, permette di apprezzare appieno<br />

il lavoro svolto dallo studioso nell'Italia centrale e in particolare in Abruzzo,<br />

come affermano i curatori del catalogo Valerie Scott e Ivano Villani.<br />

TuttoBallo


TuttoBallo<br />

"Vogliamo permettere ai visitatori di scoprire l'essenza della bellezza dei nostri luoghi," afferma Nicola Mattoscio,<br />

Presidente della Fondazione Pescarabruzzo, "ripercorrendo gli itinerari di Thomas Ashby. Non solo paesaggi da cartolina,<br />

ma immagini che evidenziano il profondo legame tra i luoghi e la vita quotidiana che vi si svolgeva. Un'identità da<br />

riscoprire, quella che emerge dalle fotografie di Ashby, un vero innamorato dell’Abruzzo di inizio Novecento."<br />

Grazie a una donazione della BSR, le immagini digitali dell'Abruzzo, insieme alle stampe ai pigmenti di carbone, sono ora<br />

parte delle collezioni della Fondazione Pescarabruzzo. La mostra è arricchita da attrezzature originali e oggetti d'epoca<br />

significativi, come macchine fotografiche e album appartenuti all'archeologo.<br />

La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì al venerdì dalle 17 alle 20, il sabato dalle 16 alle 20, e la domenica dalle<br />

10.30 alle 13.30 e dalle 16 alle 20. Sono disponibili visite guidate per le scuole su prenotazione.


Patti Smith ha incantato il pubblico con il suo spettacolo "Pasolini and the Sea" al<br />

Festival di Ostia Antica, un evento straordinario che ha unito musica, poesia e<br />

storia. Icona moderna dalla coerenza artistica inconfondibile, Patti Smith ha<br />

espresso sul palco il suo profondo amore per Pier Paolo Pasolini, figura centrale<br />

della cultura italiana. Il concerto, concepito appositamente per il suggestivo<br />

scenario del Teatro Romano di Ostia Antica, ha creato un dialogo vibrante tra<br />

passato e presente, fondendo archeologia e contemporaneità. La connessione tra<br />

la cantautrice e Pasolini è profonda, legata anche al tragico evento che vide<br />

l'assassinio del poeta proprio a Ostia il 2 novembre 1975.<br />

Credit Steven Sebring


TuttoBallo<br />

In questo contesto evocativo, la voce di Patti Smith ha risuonato potente, confermando il suo<br />

status di artista influente e innovativa. Accompagnata da Jackson Smith alla chitarra, Tony<br />

Shanahan al basso e tastiere, e Seb Rochford alla batteria, la sacerdotessa del rock ha dato vita<br />

a uno spettacolo che ha fatto rivivere le parole e lo spirito di Pasolini.<br />

Il festival, alla sua prima edizione sotto la gestione della neonata RTI Teatro Romano Ostia<br />

Antica, ha dimostrato la capacità di valorizzare il patrimonio culturale attraverso una<br />

programmazione ricca e diversificata. Le imprese coinvolte, con una lunga esperienza nel settore,<br />

hanno saputo portare in scena tutte le arti performative, rendendo il Teatro Romano un<br />

palcoscenico di eccellenza per eventi culturali di grande impatto.<br />

Patti Smith Quartet - © Steven Sebring


STEFANO FRANCIA ENJOYART<br />

presenta<br />

COMPILATION DILLO ALLA DANZA<br />

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO<br />

DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME<br />

Ascolta cliccando<br />

Play


TuttoBallo<br />

KIki Orsi<br />

Inizia a cantare da bambina e, dopo aver studiato alla Dick Grove School of Music<br />

di Los Angeles, avvia la sua carriera musicale professionale. Diventa presto leader<br />

di progetti musicali internazionali e corista per artisti come Boy George, Giorgio<br />

Faletti e Lionel Richie, partecipando a programmi televisivi come Domenica In e<br />

collaborando con Loretta Goggi. Dal 2016 è cantautrice del progetto "jazzincase",<br />

con due album di brani inediti. Nel 2023, pubblica il singolo "Step by step…by<br />

step", seguito da "Disabitata" e la versione portoghese "Desabitada". A settembre<br />

esce "Contradictions", che le vale il titolo di "Artist Of The Week" su<br />

RadioIndieInternationalNetwork. Il 24 ottobre lancia "Pourquoi", consolidando il<br />

suo stile poliglotta e polistilistico, con l'organo di Juan Paradell Solè. Il 24<br />

novembre esce "Tongue", in inglese e italiano, con anteprima su SkyTg24 e<br />

disponibile su tutte le piattaforme digitali. Fabrizio Silvestri l’ha incontrata per<br />

conoscerla maeglio.


TuttoBallo<br />

La tua formazione alla Dick Grove School of Music di Los Angeles ha avuto un impatto significativo sulla tua<br />

carriera. Quali sono stati i principali insegnamenti e influenze che hai ricevuto lì?<br />

Si, ha decisamente avuto un impatto sulla costruzione e conoscenza della mia persona, con alti e bassi, soddisfazioni e<br />

momenti di difficoltà. Il primo insegnamento è stato di capire sin da subito che una buona performance non deve essere<br />

determinata dal numero delle persone presenti ad ascoltarti. Studiare canto con serietà è importante sia per essere a<br />

conoscenza della fisiologia del nostro strumento che per l’ottimizzazione. Dopodichè, acquisita la cosi’ detta tecnica,<br />

attraverso di lei si arriva alla nostra naturale espressività e capacità di comunicare attraverso la voce. L’interpretazione<br />

arriva così al cuore delle persone.<br />

Saper cantare non è solo una passione ma prevede studi di anni che servono per cercare la propria identità e credibilità al<br />

di la del successo mediatico.<br />

Hai collaborato con artisti del calibro di Boy George, Lionel Richie e Giorgio Faletti. Come queste esperienze<br />

hanno influenzato la tua crescita artistica e professionale?<br />

Sicuramente l’hanno implementata. E’ stato un onore aver avuto la fortuna di poter essere stata scelta per accompagnarli<br />

musicalmente. Boy George era uno dei miei miti quindi potete ben capire cosa possa essere significato stare con lui sul<br />

palco, poter arricchire con la mia voce i cori dei suoi brani ascoltando ogni volta in diretta quelle canzoni che più mi hanno<br />

fatto ballare ed emozionare. Lionel Richie….che dire: una persona di un’umiltà incredibile, votato al team del momento,<br />

rispettoso di ogni singolo elemento e molto accompagnante. Sempre presente in sala prove dall’inizio alla fine. Tutto<br />

questo insegna a fare altrettanto e sempre. Una grande persona oltre ad essere un grande artista.<br />

Giorgio è stato il mio mentore per quello che riguardano i miei esordi come cantautrice. Mi ha insegnato a liberarmi delle<br />

sovrastrutture e a dare, sempre un senso ad un testo, mai dimenticarsi che deve lasciare un regalo nostro, che deve<br />

raccontare qualcosa. Siamo stati molto amici oltre ad avermi resa partecipe di un suo tour teatrale non solo come cantante<br />

ma anche come spalla comica ed attoriale. Mi manca molto.<br />

Ho potuto inoltre cantare con altri artisti famosi ed anche meno ma da tutti, di sicuro, c’è qualcosa da imparare, da<br />

osservare per una crescita personale e per migliorarsi<br />

Ci puoi parlare del progetto “jazzincase” e di come ha contribuito alla tua evoluzione come cantautrice?<br />

E’ stato un periodo veramente bello, musicisti bravissimi e lo sottolineo. Due dischi in due anni, l’inizio della mia scrittura in<br />

francese (me ne sono innamorata), l’ingresso conclamato e tanto voluto nel polistilismo lasciando sempre una piccola<br />

porta aperta al jazz. Un periodo di crescita epocale per me, lavorare con musicisti di quel calibro aiuta tantissimo nella<br />

realizzazione di un progetto interiore. Tutto diventa più facile e più veloce, e regala molto entusiasmo. Ma anche le cose<br />

belle finiscono, per motivi che talvolta non sono così importanti. E’ molto difficile tenere insieme più teste e così si è sciolta<br />

la formazione ed ho deciso di continuare in autonomia utilizzando il mio nome e cognome. Tutto questo dal 2021,<br />

momento nel quale esce il mio singolo “OH!OH!OH! (papadebedibi)” per il quale fu realizzato un video che si trova su<br />

Youtube. A seguire altri singoli che si trovano insieme agli accessi ai social e ai Digital Stores sul mio sito<br />

www.kikiorsi.com


TuttoBallo<br />

I tuoi ultimi singoli usciti tra il 2021 ed il 2023 testimoniano la<br />

tua predilezione per il multilinguismo nella musica. Cosa ti<br />

attrae nello scrivere canzoni in diverse lingue?<br />

Scrivere canzoni in più lingue è innanzitutto il mio richiamo interiore<br />

alla internazionalità. Ognuna di esse ha un suono, una fonetica,<br />

una postura, un andamento, un modo di interpretare le parole.<br />

Insomma per me poterle scegliere è un grande onore, è un<br />

sentimento che si trascina con ogni brano per dargli la giusta<br />

emozione, fascino o brillantezza. Un esempio fra tanti: ad ottobre<br />

del 2023 è uscito nei digital stores “Pourquoi” un brano che con<br />

ironia racconta di un principe narcisista che abbandona la<br />

principessa lasciandole in consegna il cavallo bianco fino a che lei<br />

decide di montare in sella e scappare veloce al galoppo. Io l’ho<br />

sentita subito in francese, appena ho messo a punto la melodia e la<br />

struttura. Mi faceva sorridere così. Stessa cosa è stata con le altre.<br />

I discografici mi hanno messa in discussione per questo ma<br />

sembra che io non possa farne a meno. Le mie canzoni sono le<br />

mie bambine ed ognuna ha una sua identità<br />

Rielaborare brani come "C’est L’ouate" di Caroline Loeb in una<br />

chiave personale è una tua specialità. Come scegli i brani da<br />

reinterpretare e qual è il processo creativo dietro queste<br />

reinterpretazioni?<br />

In realtà non lo faccio spesso, soprattutto da quando si è concluso<br />

il percorso “jazzincase”. Diciamo che è stato un pensiero che ho<br />

realizzato. Era da un po’ che volevo reinterpretarla. Spero piaccia<br />

anche la mia versione, quando si toccano i cult è sempre un<br />

rischio. Mi dicono che è ok…<br />

Nei tuoi brani collabori spesso con musicisti di grande talento<br />

come: Sergio Vitale e Giuseppe Milici, Massimo Moriconi e<br />

Luca Scorziello, Pierpaolo Ranieri e Roberto Gallinelli, Nicola<br />

Polidori e Juan Paradell Solè, Carlo Maria Micheli e Peter de<br />

Girolamo... Come scegli i collaboratori per i tuoi progetti e<br />

cosa cerchi in queste collaborazioni?<br />

Ho la grande fortuna di conoscerli personalmente e con alcuni di<br />

loro ho anche collaborato in passato. Ho semplicemente pensato<br />

che fossero il top per ognuno dei miei brani, per interpretazione,<br />

suono e soprattutto perché sono per mio grande orgoglio miei amici<br />

di vita e musica. Prendo la loro passione e la metto dentro di me,<br />

alle mie canzoni. Ogni mia canzone aveva bisogno<br />

specificatamente di loro.<br />

Hai viaggiato molto durante la tua carriera. In che modo i tuoi<br />

viaggi hanno influenzato la tua musica e le tue composizioni?<br />

Tantissimo, è logico. Ogni intrusione dall’esterno modifica il proprio<br />

modo di essere, le proprie convinzioni del momento. Durante un<br />

viaggio a New York per un turno in un noto studio che si chiama<br />

“Ocean” ho incontrato lo “smooth jazz”. Non avrei mai pensato di<br />

prendermi una cotta così grande, tanto da ricominciare a studiare<br />

canto per mettermi nelle condizioni di poterlo cantare<br />

adeguatamente “il jazz”. Fino a poco tempo prima non era proprio<br />

nei miei pensieri. E così come per questo aneddoto ce ne sono<br />

stati molti altri, anche di vita. perché viaggiare, mescolarsi,<br />

conoscere significa crescere. E poi, per carattere io non riesco a<br />

stare ferma, mi annoio<br />

Cosa immagini per il tuo futuro?<br />

Non so rispondere, non me lo chiedo, spero tutte cose belle. Nel<br />

frattempo porto avanti la mia vita come posso, nonostante tutte le<br />

difficoltà che ha l’arte in genere. Mi riconosco dei talenti e cerco di<br />

coltivarli e chissà che arrivi una bella sorpresa. Chiaramente me lo<br />

auguro!


TuttoBallo<br />

"10 AMORI"<br />

il nuovo album di Marco Masini


TuttoBallo<br />

"ALLORA CIAO" è il nuovo singolo inedito di Marco Masini che anticipa l'uscita del suo<br />

atteso progetto discografico "10 AMORI", disponibile in vinile e CD dal 4 ottobre sotto le<br />

etichette Momy Records, Concerto e BMG. Prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini,<br />

l'album segna il ritorno di Masini a sette anni dal suo ultimo lavoro in studio, coincidente<br />

con il suo sessantesimo compleanno il 18 settembre.<br />

"10 AMORI" esplora l'amore in tutte le sue forme, raccontando di legami che attraversano il<br />

tempo e che lasciano un'impronta indelebile nella vita di ognuno. L'album riflette la<br />

sensibilità poetica di Marco, la sua profondità e la capacità di comunicare con intensità e<br />

ironia, sempre con il coraggio di affrontare la vita e l'amore con passione.<br />

"10 AMORI" esplora l'amore in tutte le<br />

sue forme, raccontando di legami che<br />

attraversano il tempo e che lasciano<br />

un'impronta indelebile nella vita di<br />

ognuno. L'album riflette la sensibilità<br />

poetica di Marco, la sua profondità e<br />

la capacità di comunicare con<br />

intensità e ironia, sempre con il<br />

coraggio di affrontare la vita e l'amore<br />

con passione.<br />

Marco Masini descrive l'uscita di un<br />

nuovo album come una scoperta e<br />

una scommessa: "È una scoperta<br />

vedere materializzarsi un pensiero<br />

che hai coltivato per anni, e una<br />

scommessa sperare che il pubblico<br />

comprenda la tua nuova visione. Ogni<br />

esperienza e coincidenza della vita<br />

contribuisce a questo cambiamento, e<br />

non vedo l'ora di condividere la mia<br />

visione e raccontare le storie di tutti."<br />

Marco Masini descrive l'uscita di un<br />

nuovo album come una scoperta e<br />

una scommessa: "È una scoperta<br />

vedere materializzarsi un pensiero<br />

che hai coltivato per anni, e una<br />

scommessa sperare che il pubblico<br />

comprenda la tua nuova visione. Ogni<br />

esperienza e coincidenza della vita<br />

contribuisce a questo cambiamento, e<br />

non vedo l'ora di condividere la mia<br />

visione e raccontare le storie di tutti."<br />

Il singolo "Allora Ciao", scritto da<br />

Marco Masini e Antonio Iammarino e<br />

prodotto insieme a Cesare Chiodo,<br />

intreccia dolcezza e amarezza nel<br />

racconto di un amore concluso, ricco<br />

di rimpianti e ricordi indelebili.<br />

Per celebrare l'uscita di "10 AMORI" e<br />

il suo sessantesimo compleanno,<br />

Marco Masini invita il pubblico a un<br />

evento speciale il 21 settembre alle<br />

17:00 al Teatro di Fiesole a Firenze.<br />

L'accesso è riservato a chi acquista il<br />

Bundle esclusivo sullo store ufficiale<br />

BMG, che include la musicassetta del<br />

nuovo album, una shopper e un<br />

poster autografato da Marco.


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Da 2 mesi circa Paola Turci ha concluso il suo matrimonio con Francesca Pascale, ma ora è pronta a tornare sotto i<br />

riflettori con lo spettacolo "Musica e Parole". Il loro amore, nato contro ogni pregiudizio, era stato celebrato con un<br />

matrimonio da favola due anni fa. Tuttavia, le cose sono cambiate rapidamente e, invece di festeggiare un<br />

anniversario, il 17 luglio scorso hanno firmato le carte del divorzio, ponendo fine alla loro storia. Molte speculazioni<br />

sono emerse sui motivi della separazione, inclusa una presunta gelosia di Turci verso la più giovane Pascale. Tuttavia,<br />

la verità rimane privata. Pascale, abituata alle luci della ribalta, ha condiviso con i media solo qualche riflessione:<br />

«Lasciarsi è doloroso, è un fallimento. Credo nell’amore, ma devo amare prima me stessa».<br />

Turci, più riservata, ha scelto di esprimere i suoi sentimenti attraverso la musica. La sua nuova vita da single riparte dal<br />

palcoscenico, dove si esibirà in uno spettacolo che unisce musica e narrazione. Accompagnata dal noto giornalista<br />

musicale Pierfrancesco Pacoda, Turci si metterà a nudo, raccontando la sua vita e carriera attraverso le sue canzoni.<br />

"Musica e Parole" è uno spettacolo che si colloca tra concerto e intervista, esplorando il periodo d’oro della musica<br />

italiana dal 1979 al 1981, con omaggi a icone come Lucio Dalla, Pino Daniele, e Fabrizio De André. Attraverso un<br />

intreccio di ricordi e interpretazioni dal vivo, Turci offrirà al pubblico un racconto unico, che potrebbe includere anche<br />

riflessioni personali.


Iscriviti alla nostra associazione e<br />

partecipa attivamente alle nostre<br />

iniziative. Segui i nostri canali social:<br />

Resta aggiornato sulle nostre attività e<br />

condividile con i tuoi amici. Diffondi la<br />

nostra rivista e aiutaci a raggiungere un<br />

pubblico più ampio, diventando un<br />

mecenate dell’arte<br />

ass.stefanofrancia@gmail.com<br />

+39 335 435168<br />

Diventa mecenate dell'arte con<br />

l’associazione Stefano Francia <strong>EnjoyArt</strong>!<br />

Ogni contributo, grande o piccolo che<br />

sia, è importante per noi. Basta anche<br />

un caffè per diventare un mecenate<br />

dell’arte.<br />

Clicca qui SOSTIENI L’ARTE<br />

www.stefanofrancia.com<br />

www.tuttoballo20.com


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Trionomics è un disco che ti cattura già al primo ascolto, eroi per la sua natura melodica,vuoi per l'interplay<br />

perfetto, vuoi per le composizioni che non hanno nulla di cerebrale ma colpiscono direttamente al cuore<br />

dell’ascoltatore. Di Toro/Goloubev sono una coppia già collaudata da tempo — esiste anche un loro disco<br />

in duo -. A loro si aggiungee si integra<br />

perfettamente la chitarra del norvegese Hans Mathisen. Quest’ultimo ha un suono che lo avvicina a<br />

Metheny, limpido e scorrevole. Di suo ha un che di melodico, caldo e nostalgico che lo rende originale<br />

rispettoal chitarrista americano. Piano, chitarra e contrabbasso hanno di per sè, in partenza, una<br />

caratterizzazione cameristica, ma in questo caso la musica travalica il senso fisico del termine per essere a<br />

cavallo tra un mainstream ricercato e raffinato, e la libera improvvisazione. Il disco contiene dieci<br />

composizioni originaliche appartengono in diverse quantitàad ognuno dei tre, c’è da constatare di come<br />

nonostante i tre abbiano culture e formazioni diverse siano stati in grado di creare un disco coerente ed<br />

equilibrato ponendosi, loro, conte uno complementare dell’altro. Overhearing Again! per la sua naturale<br />

bellezzae melodicità è il brano top del disco, ma sono in gara anche Hidden Stories, A Remark She Made e<br />

Robertson. The Call, “stranamente”, in piano solo chiude un disco dove creatività e bellezza vanno di pari<br />

passo e decitlono felicemente il risultato di un progetto riuscito.


Iscriviti alla nostra associazione e partecipa<br />

attivamente alle nostre iniziative. Segui i<br />

nostri canali social: Resta aggiornato sulle<br />

nostre attività e condividile con i tuoi<br />

amici. Diffondi la nostra rivista e aiutaci a<br />

raggiungere un pubblico più ampio,<br />

diventando un mecenate dell’arte<br />

Diventa mecenate dell'arte con l’associazione<br />

Stefano Francia <strong>EnjoyArt</strong>!<br />

Ogni contributo, grande o piccolo che sia, è<br />

importante per noi. Basta anche un caffè per<br />

diventare un mecenate dell’arte.<br />

Clicca qui perSOSTIENI L’ARTE<br />

ass.stefanofrancia@gmail.com<br />

+39 335 435168<br />

www.stefanofrancia.com<br />

www.tuttoballo20.com


TuttoBallo<br />

Statuto Football Club è il titolo del nuovo album della storica band mod torinese Statuto, prodotto da Pietro Foresti e in<br />

uscita venerdì 4 ottobre per Egea Music.<br />

Questo album rappresenta una raccolta di otto canzoni e sigle radio-televisive a tema calcistico, riarrangiate con il<br />

caratteristico stile ska-soul-pop che da sempre contraddistingue la band. Attraverso melodie iconiche che hanno<br />

accompagnato più di una generazione di tifosi, il progetto ripercorre la storia del calcio italiano e oltre.<br />

Tra le tracce figurano la sigla di “Tutto il calcio minuto per minuto” e quella di “Novantesimo Minuto”, senza dimenticare<br />

“Domenica Sprint” e “Domenica Sportiva”. Il disco include anche l’iconica “La leva calcistica della classe '68” di<br />

Francesco De Gregori e “Una vita da mediano” di Ligabue, insieme alla divertente “La partita di pallone” di Rita Pavone<br />

e alla celebre “Un’estate italiana” del duo Nannini-Bennato.<br />

Il legame tra gli Statuto e il calcio è una passione che dura da anni. Tifosi sfegatati del Torino, nel 1988 sono stati i<br />

primi a firmare una canzone (“Ragazzo ultrà”) che affronta il tema delle tifoserie organizzate. Nel 1998, il videoclip del<br />

loro brano “Un Posto al Sole” ha visto la partecipazione dell'intera rosa del Torino Calcio, impegnata in una partita con<br />

la band. Nel 2005, hanno pubblicato “Facci un goal”, il cui videoclip ha visto la presenza dello storico attaccante del<br />

Torino, Paolo Pulici. Nel 2010, insieme a Enrico Ruggeri, hanno scritto “Controcalcio”, un omaggio al calcio di un<br />

tempo. Inoltre, il frontman oSKAr è membro della Nazionale Italiana Cantanti dal 2017, ricoprendo il ruolo di difensore.<br />

“Una passione che abbiamo sempre voluto trasmettere al nostro pubblico - commenta oSKAr - è quella tra calcio e<br />

musica, un connubio che attraversa le gradinate degli stadi e i palchi dei concerti. Tra goal e chitarre, note e rigori,<br />

questo nuovo disco rappresenta al meglio questo sottile filo che ci unisce”.<br />

I brani sono stati presentati dal vivo in anteprima durante la recente tournée estiva, che anticipa quella<br />

autunno/inverno. In questa nuova fase, oltre alle tracce inedite, la band proporrà anche i loro successi più celebri, come<br />

“Abbiamo vinto il Festival di Sanremo”, “Qui non c’è il mare”, “Piera”, “Ragazzo ultrà” e molti altri. Lo **Statuto Football<br />

Tour** nei club promette di far cantare e ballare tutti, mescolando ritmi ska e melodie soul. Grandi classici e motivi<br />

storici del calcio che risuoneranno tra le note di chi ama il calcio e non solo.


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Riccardo Del Turco torna sulle scene musicali con<br />

l’album di inediti “I colori della mia vita”, il primo, dal<br />

1973, composto da 13 brani che rispecchiano<br />

profondamente il suo viaggio artistico e personale.<br />

Pubblicato e distribuito da SAAR Records, l’album è<br />

disponibile in fisico e in digitale; l’autore dei testi è<br />

Alessandro Baltinotti mentre i compositori sono<br />

Riccardo Del Turco e Paolo Hollesc.<br />

Conosciuto soprattutto per il suo successo “Luglio”<br />

(presente nell’album in una nuova versione), Riccardo<br />

Del Turco con “I colori della mia vita” propone un<br />

lavoro maturo e riflessivo, intriso di una poetica che<br />

celebra l’amore in tutte le sue sfaccettature. È un’opera<br />

che parla di amore, di vita, e di quel desiderio<br />

insaziabile di continuare a creare e a vivere<br />

pienamente, senza lasciarsi sopraffare dal peso degli<br />

anni. Per chi conosce e ama Riccardo Del Turco,<br />

questo album è un dono prezioso; per chi lo scopre<br />

ora, una rivelazione. Un lavoro che non delude e che<br />

anzi, regala momenti di pura poesia musicale.


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Angela Baraldi apre i concerti di Francesco De gregori, nel tuor dal titolo: De Gregori Dal Vivo. Dopo 31 anni la cantautrice<br />

bolognese torna a cantare sullo stesso palco del cantautore romano come accadde nel 1993. Angela Baraldi<br />

accompagnata alla chitarra da Federico Fantuz presenta brani del suo repertorio regalando al pubblico anche delle<br />

anticipazioni del suo nuovo album di prossima uscita.<br />

Nata a Bologna, Angela Baraldi è una cantante e attrice con 8 album all’attivo. Negli anni Ottanta prendono forma le sue<br />

prime esperienze musicali con gruppi underground dell’area bolognese, come gli Hi-Fi Bros e The Stupid Set. In qualità di<br />

corista partecipa alla tournée Dalla/Morandi e canta nella colonna sonora de “I Picari” di Mario Monicelli. Nel 1990 esce il<br />

suo primo album, “Viva”, prodotto da Lucio Dalla. Nel corso della sua carriera collabora con artisti del calibro di Luca<br />

Carboni, Ron, Lucio Dalla e Francesco De Gregori. Nel 1993 con la canzone “A piedi nudi” vince il Premio della Critica al<br />

Festival di Sanremo e apre la tournée di Francesco De Gregori con il quale duetta nel brano “Anidride Solforosa”,<br />

contenuto nel live “Bootleg”. Il 1994 segna il suo esordio cinematografico con il film “Come due coccodrilli” diretto da<br />

Giacomo Campiotti, con cui ha già collaborato nei suoi primi videoclip. È l’attrice protagonista di “Quo Vadis, Baby?”, film di<br />

Gabriele Salvatores per cui vince tre importanti riconoscimenti cinematografici: il Premio Flaiano come Miglior attrice<br />

esordiente, il Premio Efebo d’Oro e l’Iris d’argento al Montreal Film Festival. Al film segue la serie “Quo Vadis Baby”<br />

prodotta da Sky Cinema, in cui veste sempre i panni della investigatrice privata Giorgia Cantini. Negli anni successivi torna<br />

a collaborare con Lucio Dalla in “The Beggar’s Opera” e con i Giardini di Mirò, i Massimo Volume e DJ Gruff. Nel 2011 è in<br />

tour con Massimo Zamboni, con il quale incide due album (“Solo una terapia: dai CCCP all’Estinzione”, 2011, e “Un’infinita<br />

compressione procede lo scoppio”, 2013). Nel 2014 le viene affidato il ruolo di protagonista in “The Wedding Singers” con<br />

la regia di Emanuele Conte, prodotto dalla Fondazione Luzzati/Teatro della Tosse di Genova. Nel 2017 esce il suo ottavo<br />

album, “Tornano Sempre” (Woodworm). Recentemente, come attrice, recita nella serie di Rai 1 “La Compagnia del Cigno”<br />

diretta da Ivan Cotroneo ed è in teatro con “Nomadic” di e con Telmo Pievani e Gianni Maroccolo.


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Nel panorama musicale contemporaneo, emerge una storia d'amore e creatività che trascende i confini geografici e<br />

artistici. Gianluca Zanna, cantautore e produttore italo-americano, e Claudette Lyons, artista di Sedona, Arizona, hanno<br />

dato vita ad una collaborazione straordinaria, nata da un incontro virtuale su Facebook all'inizio del 2023. La loro<br />

connessione, radicata in una passione condivisa per la musica, ha superato rapidamente i limiti del mondo digitale.<br />

L'incontro in persona nei suggestivi paesaggi di Sedona ha segnato l'inizio di un viaggio creativo unico, culminato nella<br />

formazione del duo "Love in Sedona". Ciò che rende unica la loro partnership è la fusione di talenti musicali con<br />

competenze in ipnoterapia. Zanna e Lyons intrecciano abilmente melodie accattivanti con testi ispirati a tecniche ipnotiche,<br />

creando un sound distintivo che mira a potenziare gli ascoltatori. Questa sinergia tra terapia e musica offre un'esperienza<br />

d'ascolto profonda e trasformativa. Il loro debutto, "Love in Sedona", lanciato a giugno 2023, è una vivace traccia dance<br />

che racconta la loro storia d'amore, arricchita dai suoni naturali di Sedona. Mixato dal rinomato produttore Brian Reeves, il<br />

brano ha rapidamente conquistato oltre 130.000 stream su Spotify, testimoniando il suo appeal immediato. Seguendo<br />

questo successo, il duo ha pubblicato "Just Feel It", il loro primo brano "hypno-dance". Questa traccia consolida il loro stile<br />

unico, combinando ritmi ipnotici e liriche edificanti per creare un'esperienza immersiva. Espandendo la loro narrazione oltre<br />

la musica, Zanna e Lyons hanno creato "Love in Sedona", un fumetto digitale che intreccia la loro storia d'amore con<br />

elementi di azione, ambientato nello spettacolare scenario dell'Arizona. Questo progetto innovativo offre ai fan un nuovo<br />

modo di connettersi con la loro storia e la loro arte. Il background eclettico di entrambi gli artisti arricchisce<br />

significativamente il loro lavoro. Zanna, con la sua esperienza in Krav Maga, protezione esecutiva e composizione<br />

musicale, porta una prospettiva unica alla loro arte. Lyons, con il suo background in filosofia, yoga, ipnoterapia e canto,<br />

completa perfettamente questa sinergia creativa. "Love in Sedona" rappresenta più di una semplice collaborazione<br />

musicale; è una testimonianza del potere dell'amore e della creatività nel superare le barriere. La loro musica, infusa di<br />

elementi terapeutici, offre agli ascoltatori un'esperienza che va oltre il semplice intrattenimento, invitando a un viaggio di<br />

scoperta personale e trasformazione. Per esplorare ulteriormente il mondo di questi artisti innovativi, visitate<br />

GianlucaZanna.com e ClaudetteReneeLyons.com.


di Luca Fochetti<br />

TuttoBallo


TuttoBallo<br />

L'uscita dell'album "LEGGENDARIO" di<br />

SIDE BABY è stata preceduta da enigmatici<br />

billboard digitali a Roma e Milano, che<br />

hanno catturato l'attenzione dei passanti e<br />

scatenato una frenesia sui social media.<br />

Questo progetto segna un nuovo capitolo<br />

nella carriera solista di SIDE BABY,<br />

pubblicato il giorno del suo 30° compleanno,<br />

promettendo di elevare il suo stile unico.<br />

Con testi intensi e produzioni moderne,<br />

l'album arriva tre anni dopo "Il Ritorno del<br />

Vero" (2021), riflettendo la crescita artistica<br />

e personale dell'artista.<br />

Arturo Bruni, noto come SIDE BABY, è nato<br />

a Roma nel 1994. Figlio d'arte, ha ereditato<br />

la passione per lo storytelling dai genitori,<br />

Francesco Bruni e Raffaella Lebboroni.<br />

Roma, e in particolare il quartiere Testaccio,<br />

è il fulcro delle sue produzioni.<br />

Fin da giovane, si distingue per i suoi versi<br />

incisivi e nel 2014 co-fonda la Dark Polo<br />

Gang, rivoluzionando la trap italiana.<br />

Parallelamente alla musica, recita nel film<br />

"Tutto quello che vuoi" (2017). Dopo un<br />

periodo difficile, nel 2018 avvia la sua<br />

carriera solista con un live sold out a<br />

Milano. Il suo album d'esordio "Arturo"<br />

(2019), prodotto da The Night Skinny e Sick<br />

Luke, segna un'importante evoluzione<br />

artistica. Collabora con artisti come Fabri<br />

Fibra, Ketama126 e Shiva, e partecipa a<br />

progetti di successo come "Mattoni" e<br />

"TUTTO CHIEDE SALVEZZA". Nel 2023,<br />

celebra il quinto anniversario di "SICK<br />

SIDE" con un'edizione limitata in vinile e<br />

continua a rilasciare nuovi singoli e<br />

collaborazioni, consolidando la sua<br />

presenza nella scena musicale<br />

contemporanea.


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

In radio e in digitale, è disponibile “SOLO<br />

DIAMANTI” (Sony Music), il nuovo brano di<br />

CHARLOTTE M., la talentuosa content creator<br />

che, a soli 16 anni, ha già conquistato il cuore<br />

della generazione Alpha e della Gen Z.<br />

Con oltre 1,3 milioni di iscritti su YouTube,<br />

188 mila follower su Instagram e 1,4 milioni<br />

di fan su TikTok, Charlotte M. non è solo<br />

una content creator, ma è diventata<br />

un'icona della nuova generazione. La sua<br />

abilità nel connettersi con il pubblico<br />

attraverso contenuti autentici e coinvolgenti<br />

l'ha resa una delle voci più influenti tra i<br />

giovani. Il videoclip del brano, diretto da<br />

Leonardo Russo, è visibile al seguente link:<br />

SMI.lnk.to/solodiamanti/youtube.<br />

“Solo Diamanti” è prodotto da Diego Calvetti e<br />

heysimo, con edizioni curate da Sony Music<br />

Publishing, PAV edizioni musicali, Charlotte M<br />

srl e Metatron S.r.l. Questo brano fresco ed<br />

estivo cattura l'essenza della gioventù con la<br />

sua melodia vivace e le parole piene di<br />

energia.<br />

La canzone, frutto della collaborazione tra<br />

Charlotte, Karin Amadori, Simone Sproccati e<br />

Federica Morrone, celebra i momenti<br />

quotidiani della vita da adolescente, ricchi di<br />

gioia, divertimento e spensieratezza. Con il<br />

suo ritmo contagioso, “Solo Diamanti” si<br />

preannuncia come la colonna sonora perfetta<br />

per le giornate estive, evocando immagini di<br />

sole, amici e ricordi indimenticabili.<br />

Charlotte M., il cui nome completo è Charlotte<br />

Moccia, è un’artista e content creator nata a<br />

Firenze nel 2008. A soli otto anni, con il<br />

supporto dei genitori, ha pubblicato il suo<br />

primo video su YouTube, raggiungendo<br />

rapidamente 200mila visualizzazioni. Oggi, il<br />

suo canale YouTube conta oltre 1,3 milioni di<br />

iscritti e più di 900 milioni di visualizzazioni<br />

totali. Oltre alla sua presenza su YouTube,<br />

Charlotte è molto seguita anche su altre<br />

piattaforme social, con 188 mila follower su<br />

Instagram e ben 1,4 milioni su TikTok, dove ha<br />

accumulato oltre 24 milioni di like.<br />

Non si limita a essere un’influencer sui social<br />

media; Charlotte ha dimostrato la sua<br />

versatilità creativa pubblicando quattro libri<br />

per Rizzoli: “Un’estate al college infestato”<br />

(2020), “Un amore oltreoceano” (2021), “La mia<br />

vita segreta. Una storia a fumetti” (2022) e<br />

“Charlotte M. Flamingo Party” (2022). Nel 2022,<br />

ha debuttato nel mondo del cinema con il film<br />

“Charlotte M. il film: Flamingo Party”,<br />

dimostrando ancora una volta la sua capacità<br />

di eccellere in diversi ambiti<br />

dell’intrattenimento. Ha anche prestato la sua<br />

voce alla protagonista del film d'animazione<br />

"Lo Schiaccianoci e il flauto magico",<br />

arricchendo ulteriormente il suo repertorio di<br />

talenti. Nel 2023, ha pubblicato il singolo<br />

“Pane e burro” feat. Ascanio e il suo primo EP<br />

“Crush”, da cui è stato estratto il video di<br />

“Notte a Roma”.


TuttoBallo


TuttoBallo<br />

Francesco Cavestri, dopo aver registrato il tutto<br />

esaurito al Blue Note di Milano e a Piano City, è<br />

tornato a Milano con un evento speciale che ha<br />

unito musica e cinema per la seconda edizione di<br />

"LE SERE DEI MERCANTI". L'evento ha incluso<br />

un concerto a ingresso gratuito fino a<br />

esaurimento posti, organizzato da Ponderosa<br />

Music Art, che ha preceduto la proiezione del film<br />

"C’è Ancora Domani" di Paola Cortellesi.<br />

Cavestri ha concluso il 1° settembre, con il suo<br />

trio, la rassegna "Le Sere dei Mercanti",<br />

organizzata ogni anno in Piazza dei Mercanti<br />

(dietro Piazza Duomo) da Anteo Milano - Spazio<br />

Cinema, in apertura alla proiezione del film di<br />

Paola Cortellesi. È stato il protagonista dell'ultimo<br />

concerto della rassegna, inaugurata il 1° luglio da<br />

Paolo Jannacci. Il trio di Francesco ha eseguito<br />

un repertorio molto suggestivo, partendo da<br />

reinterpretazioni di brani e colonne sonore<br />

attinenti al periodo storico e al significato del film,<br />

per poi arrivare alle composizioni originali del<br />

giovane pianista bolognese, contenute nel suo<br />

album "IKI - Bellezza Ispiratrice" e nella colonna<br />

sonora originale registrata per il Podcast Rai<br />

"Una Morte da Mediano". Il concerto è stato a<br />

ingresso gratuito, grazie all'organizzazione di<br />

Ponderosa Music & Arts e Banca BPER.<br />

Biografia<br />

Francesco Cavestri, dopo aver registrato il tutto<br />

esaurito al Blue Note di Milano e a Piano City, è<br />

tornato a Milano con un evento speciale che ha<br />

unito musica e cinema per la seconda edizione di<br />

"LE SERE DEI MERCANTI". L'evento ha incluso un<br />

concerto a ingresso gratuito fino a esaurimento<br />

posti, organizzato da Ponderosa Music Art, che ha<br />

preceduto la proiezione del film "C’è Ancora<br />

Domani" di Paola Cortellesi. Cavestri ha concluso il<br />

1° settembre, con il suo trio, la rassegna "Le Sere<br />

dei Mercanti", organizzata ogni anno in Piazza dei<br />

Mercanti (dietro Piazza Duomo) da Anteo Milano -<br />

Spazio Cinema, in apertura alla proiezione del film<br />

di Paola Cortellesi. È stato il protagonista dell'ultimo<br />

concerto della rassegna, inaugurata il 1° luglio da<br />

Paolo Jannacci. Il trio di Francesco ha eseguito un<br />

repertorio molto suggestivo, partendo da<br />

reinterpretazioni di brani e colonne sonore attinenti<br />

al periodo storico e al significato del film, per poi<br />

arrivare alle composizioni originali del giovane<br />

pianista bolognese, contenute nel suo album "IKI -<br />

Bellezza Ispiratrice" e nella colonna sonora originale<br />

registrata per il Podcast Rai "Una Morte da<br />

Mediano".


STEFANO FRANCIA ENJOYART<br />

presenta<br />

COMPILATION DILLO ALLA DANZA<br />

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO<br />

DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME<br />

Ascolta cliccando<br />

Play


TuttoBallo<br />

Marco Morricone e Valerio Cappelli<br />

ENNIO MORRICONE<br />

Il genio, l’uomo, il padre<br />

Ennio Morricone, genio musicale la cui mente vibrava di note, ha lasciato<br />

un'impronta indelebile nell'anima di chi ama la sua musica. Marco, il<br />

primogenito di Morricone, racconta la vita del padre in un libro frutto di<br />

lunghe conversazioni con il giornalista Valerio Cappelli. Questo volume è un<br />

diario ricco di arte e umanità, che esplora la complessità di vivere accanto a<br />

un genio, già immerso nella musica a cinque anni.<br />

Nonostante le origini borghesi, Morricone visse una giovinezza difficile,<br />

interrompendo gli studi e accumulando oggetti per colmare un vuoto. Goloso<br />

di cioccolato e "maledettamente superstizioso", il suo primo lavoro in Rai<br />

durò solo un giorno: "Se non posso far suonare la mia musica, che ci sto a<br />

fare qui?" La musica era la sua unica passione.<br />

Marco, che si dedicò completamente al padre dal 1995 fino all'ultimo<br />

concerto nel 2019, offre un racconto intimo e inedito. La moglie di Morricone,<br />

sua prima consigliera, cercava di avvicinarlo a un mondo che lui disdegnava,<br />

come la tecnologia. Nonostante non parlasse inglese, riceveva personalità<br />

come Warren Beatty e Brian De Palma, che lo cercavano attraverso il<br />

cellulare della moglie.<br />

La musica di Morricone, dalle prime composizioni alle colonne sonore<br />

immortali, è un'eredità indimenticabile. La sua arte trasformò un uomo schivo<br />

in una rock star globale, con fan che lo seguivano ovunque. La sua casa e il<br />

suo studio erano il centro della sua vita, dove riceveva artisti come Bacalov e<br />

Dalla.<br />

Un giorno, Sergio Leone, compagno di classe, si presentò a casa sua,<br />

risvegliando un'amicizia profonda. Leone, per gelosia, mentì a Kubrick per<br />

impedire a Morricone di comporre per "Arancia Meccanica". La morte di<br />

Leone lasciò un vuoto enorme nella vita di Morricone, simile a quello che lui<br />

stesso lasciò alla sua famiglia. Marco riflette: "Cosa mi ha insegnato quel<br />

grande solitario? Rigore, serietà, sobrietà, onestà intellettuale e la voglia di<br />

lavorare senza mai tirarsi indietro."<br />

MARCO MORRICONE, imprenditore, è il primo dei quattro figli di Ennio<br />

Morricone. È nato a Roma nel 1957 e, dopo aver completato gli studi<br />

classici, si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università La<br />

Sapienza di Roma. È sposato con Monica dal 1986 ed è padre di due figlie,<br />

Francesca e Valentina. Ha lavorato per trent’anni alla Società Italiana Autori<br />

ed Editori e, a partire dagli anni Novanta, ha seguito l’attività concertistica di<br />

suo padre Ennio, accompagnandolo in tutto il mondo. Dal 2017 si occupa di<br />

iniziative legate al terzo settore ed è il Presidente di Armonica, una Onlus da<br />

lui fondata assieme alla moglie e alle figlie.<br />

VALERIO CAPPELLI, nato a Roma nel 1958, è laureato in Storia<br />

dell’Illuminismo. Ha cominciato a lavorare alla redazione Spettacoli del<br />

"Corriere della Sera" a vent’anni, nel 1978. Scrive dei principali avvenimenti<br />

italiani e internazionali di cinema e di musica classica. Ha condotto<br />

programmi su Radio 2 e lavorato a Mixer su Rai 2. È autore di sei commedie<br />

(per cui ha collaborato con attori e registi come Sergio Castellitto, Isabella<br />

Ferrari, Sergio Rubini, Massimo Popolizio, Pier Luigi Pizzi), di un librointervista<br />

con Renzo Piano sulla nascita dell’Auditorium Parco della Musica<br />

«Ennio Morricone» e del romanzo Ci sono amori che non accadono mai.


TuttoBallo<br />

GIANCARLO GOVERNI E LEONCARLO SETTIMELLI<br />

MISTER VOLARE<br />

La rivoluzione di Domenico Modugno<br />

Trent'anni fa, 6 agosto 1994, ci lasciava Domenico Modugno, personaggio che<br />

insieme a Garibaldi, Verdi, Caruso e Pavarotti, è senza dubbio uno degli italiani<br />

più conosciuti al mondo. Le sue canzoni sono state tradotte e cantate in oltre<br />

150 paesi. La parola “volare” è risuonata ovunque come desiderio, sogno di<br />

liberazione, simbolo di tempi nuovi, ma anche come segno di solidarietà. In<br />

Italia, quel grido sottolineò l’aspirazione di progresso senza negare il cuore<br />

antico di un paese, anzi partiva proprio dal profondo della nostra storia,<br />

riallacciandosi ad essa e alle sue millenarie stratificazioni. Domenico Modugno<br />

era nato nel Sud in un paese povero, e arrivò a conquistare l’America. Più che<br />

una storia, la sua è una leggenda che è giusto raccontare. Il libro segue<br />

Modugno lungo un percorso biografico come in un romanzo appassionante,<br />

guidando il lettore attraverso l’infanzia difficile e avventurosa, l’ostinazione per<br />

realizzare il sogno di fare l’attore, e il successo, quasi inaspettato, come autore e<br />

interprete delle più belle canzoni del dopoguerra. Fino alla malattia, che chiuse la<br />

sua carriera artistica ma fu l’inizio di una nuova vita di impegno civile a fianco<br />

della parte più debole della società.<br />

Questo libro raccoglie una galleria di eventi spesso sbalorditivi, raccontati col<br />

piglio della narrazione romanzesca e seguita da un approfondito saggio<br />

musicologico che, per la prima volta, rivela caratteristiche e segreti della enorme<br />

produzione musicale di Mimmo, una delle figure più iconiche della musica<br />

italiana, il cui spirito innovativo e la cui voce inconfondibile hanno lasciato<br />

un'impronta indelebile nella storia della canzone. Il volume esplora la vita e<br />

l'eredità di Modugno, mettendo in luce la sua capacità di rivoluzionare la musica<br />

italiana e di portare il suo inno "Nel blu dipinto di blu" a risuonare in tutto il<br />

mondo.<br />

GIANCARLO GOVERNI giornalista, scrittore, sceneggiatore e autore<br />

televisivo, bandiera della Rai e tra i fondatori di RaiDue, autore conduttore di<br />

trasmissioni di grande successo (Supergulp! Storia di un italiano, Il pianeta<br />

Totò, Ritratti, I Grandi Protagonisti), ha pubblicato oltre trenta libri, tra i quali<br />

Alberto Sordi, Storia di un italiano (Fan dango Libri), Nannarella (Fazi<br />

Editore), Totò, opere e miracoli (Fazi editore), Vit torio De Sica, un maestro<br />

chiaro e sincero (Bompiani), Quando volava l’Airone, il romanzo della vita di<br />

Fausto Coppi (Fan dango Libri) Con Massimiliano Gover ni Ma tutti gli altri<br />

giorni no (Nutrimen ti). Ha collaborato con le principali testate italiane, come Il<br />

Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Mattino, l’Avanti, l’Unità, Tempo<br />

Illustrato, Il Mondo.<br />

LEONCARLO SETTIMELLI musicologo, giornalista e regista, ha svolto<br />

un’intensa attività di ricerca nel campo della musica folclorica o musica<br />

tradizionale, confluita in vari spettacoli, pubblicazioni, dischi e trasmissioni<br />

radiofoniche. Ha pubblicato Tutto Sanremo, Il Ballo (Gremese), La ragione e<br />

il sentimento (Nilde Jotti) (Castelvecchi), L’allenatore errante (Zona). In<br />

collaborazione con Giancarlo Governi, ha realizzato numerosi programmi<br />

televisivi, tra cui Ritratti, C’era una volta, Renato.


TuttoBallo<br />

EMILIO MASINA<br />

NON SAI MAI DOVE SEI<br />

““Non sai mai dove sei” (ElleDilibro) è un romanzo che esplora in<br />

profondità l'incontro tra un giovane paziente, che si traveste da<br />

donna, e il suo psicoanalista, un professionista ancora in fase di<br />

formazione. La narrazione si sviluppa attorno a un percorso<br />

emotivo complesso, in cui entrambi i protagonisti si confrontano<br />

con le proprie ansie e paure, ma anche con la possibilità di<br />

costruire un legame basato sulla speranza, la fiducia e la<br />

collaborazione.<br />

Questo libro non si limita a raccontare la storia di un singolo<br />

incontro terapeutico; al contrario, si addentra in tematiche<br />

universali che riguardano tutti noi, in particolare la costruzione<br />

della nostra identità sessuale e di genere. La scelta di chi siamo<br />

e di come ci presentiamo al mondo è un processo che, per<br />

ognuno di noi, è raramente lineare e privo di incertezze.<br />

Attraverso il racconto della psicoterapia di Alberto, il lettore è<br />

invitato a riflettere sul proprio viaggio interiore, che inizia dalla<br />

nascita, quando eravamo completamente dipendenti dalla figura<br />

materna, e prosegue attraverso le fasi cruciali dell'infanzia e<br />

dell'adolescenza, fino a giungere all'autonomia dell'età adulta.<br />

Il romanzo ci offre uno specchio in cui possiamo riconoscerci,<br />

evidenziando le sfide e le scelte che tutti affrontiamo nel nostro<br />

cammino verso la scoperta di noi stessi. La storia di Alberto e del<br />

suo psicoanalista è, quindi, non solo un racconto di crescita<br />

personale, ma anche un invito a esplorare le complessità della<br />

nostra identità. Potrebbe rivelarsi un'interessante lettura per<br />

chiunque desideri approfondire questi temi così attuali e<br />

significativi.<br />

Emilio Masina, milanese ma romano d'adozione è psicologo,<br />

membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e full<br />

member dell'IPA. Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapeuta<br />

dell'Infanzia, dell'Adolescenza e della Coppia, è stato socio<br />

fondatore della Cooperativa di aiuto psicologico agli adolescenti<br />

"Rifornimento in volo" di Roma. Ha all'attivo numerose<br />

pubblicazioni scientifiche e ha insegnato presso Università e<br />

Scuole di Specializzazione in psicoterapia. Nel 2019, sei mesi<br />

prima dell'avvento del coronavirus, ha pubblicato il romanzo La<br />

speranza che abbiamo di durare (Emersioni)


TuttoBallo<br />

MARK TEDESCO<br />

LEI MI HA SEDOTTA<br />

Ho resistito, ma la sua magnetica attrazione mi ha<br />

irresistibilmente richiamato a sé. Ho tentato di allontanarmi, ma il<br />

suo gesto mi ha invitato a tornare. Ho preso le distanze, ma la<br />

sua presenza si è fatta costante, quasi ossessiva. L'ho rifiutata,<br />

eppure non ha mai smesso di seguirmi…<br />

“She Seduced Me – Lei mi ha sedotta” è un'opera rara che<br />

invita il lettore a immergersi in un mondo incantato, dove luoghi,<br />

monumenti e artisti prendono vita attraverso le loro storie. In<br />

questo caso, il palcoscenico è Roma, e il lettore diventa parte<br />

integrante del suo incessante flusso, scoprendo perché così tanti<br />

si siano innamorati di questa città, nonostante le sue<br />

imperfezioni. Questo saggio è strutturato in capitoli che<br />

permettono al lettore di esplorare l'arte, la cultura, la storia e la<br />

vita contemporanea attraverso gli occhi dell'autore e degli<br />

abitanti di Roma, sia del passato che del presente.<br />

Il viaggio inizia con il lettore che si trova di fronte alla maestosa<br />

statua del Mosè di Michelangelo, rapito dalla sua bellezza, quasi<br />

sentendo l'artista esclamare: "Parla!" Da questo momento ha<br />

inizio un'odissea di meraviglia: qual è la storia della Fontana di<br />

Trevi, della roccia nel Foro Romano, e di tutti quei preti e<br />

monache che popolano le strade? Quali racconti si celano dietro<br />

a ogni angolo, a ogni selfie scattato? L'obiettivo è svelare queste<br />

storie. Autore e lettore continuano a esplorare la vita pulsante<br />

delle piazze, a interagire con gli artisti di strada, a percepire la<br />

storia con tutti i sensi, a perdersi tra le strade di Roma,<br />

osservando americani e turisti, scoprendo ristoranti unici e<br />

conversando con i romani. Insieme, visitano le dimore di Nerone,<br />

Augusto e Livia, incontrano Caravaggio e chiacchierano con gli<br />

emigrati. Il lettore è guidato per mano in una città magica che<br />

educa, affascina e incanta.<br />

MARK TEDESCO è uno scrittore ed educatore residente in<br />

California. A Mark piace tessere storie che collegano il presente al<br />

passato ed esplorare i desideri espressi nelle relazioni, negli<br />

eventi, nella cultura e nella storia.<br />

Mark ha scritto nei generi di viaggi, narrativa storica, memorie,<br />

autoaiuto e narrativa per bambini. I suoi titoli includono: Quel<br />

desiderio innegabile, Io sono Giovanni, Io sono Paolo, Lezioni e<br />

credenze, Il cane sull'acropoli, Le parole di mio padre, Amare<br />

sperare credere e Lei mi ha sedotto: una storia d'amore con Roma.<br />

Oltre a scrivere, Mark è un educatore e ama coinvolgere i suoi<br />

studenti nel suo amore per la storia, la letteratura e la cultura. A<br />

Mark piace viaggiare nel tempo libero, alla ricerca di storie che<br />

rendano la vita un po' più affascinante.


TuttoBallo<br />

Andrea Pietrangeli<br />

FARMAGIA<br />

LA SUPREMA VIA DELLA GUARIGIONE<br />

Dopo il travolgente successo del best seller "Sticazzi – La suprema via della<br />

leggerezza", Andrea Pietrangeli ritorna con la stessa energia e ironia che lo<br />

caratterizzano, presentando un nuovo libro altrettanto potente e irriverente:<br />

"Farmagia – La suprema via della guarigione". In questa nuova opera, l'autore ci<br />

accompagna in un affascinante viaggio interiore, insegnandoci come "far-magia",<br />

ovvero riconoscere e accettare con amore le nostre ferite, per accedere alla fase<br />

più gioiosa della vita: la realizzazione dei nostri desideri più autentici.<br />

Nell'introduzione, Pietrangeli spiega: «Non è il corpo che si ammala, ma siamo<br />

noi che, attraverso emozioni nocive, causiamo danni. Il corpo è semplicemente il<br />

veicolo su cui si manifestano i nostri stati d'animo. In parole semplici: il corpo<br />

riflette il modo in cui ci trattiamo a livello emozionale».<br />

Per intraprendere la suprema via della guarigione, è necessaria la "Farmagia" –<br />

sì, proprio con la G – che ci invita a cambiare prospettiva e a comprendere che<br />

la malattia fisica è in realtà un prezioso alleato, guidandoci verso una guarigione<br />

profonda. Quando ci riallineiamo con il nostro benessere e smettiamo di<br />

maltrattarci, ci rendiamo conto che i sintomi fisici ci indicano quali cattive<br />

abitudini emozionali possiamo finalmente abbandonare.<br />

"Farmagia" è strutturato in quattro parti fondamentali: nella prima parte, "Smarriti<br />

nel labirinto", esploriamo il ruolo delle emozioni nell'essere umano e il loro<br />

impatto sui malesseri. Nella seconda parte, "La rinascita", illuminiamo le nostre<br />

ferite per scoprire la vera "medicina" che le guarisce. La terza parte, "La mappacorpo",<br />

offre strumenti efficaci per interpretare i messaggi di sintomi, malattie e<br />

dolori. Infine, nell'ultima parte, "Diventare maghi", compiamo un salto quantico<br />

per sperimentare noi stessi come potenti creatori di benessere.<br />

Dopo aver affrontato dolore, paura, ansia e povertà, l'essere umano è pronto a<br />

evolvere attraverso gioia, benessere, abbondanza e gratitudine. Basta scegliere<br />

di farlo. Chi è pronto evolve, chi non lo è viene aiutato a farlo.<br />

Pietrangeli, con il suo consueto spirito giocoso e infantile, attingendo alla<br />

leggerezza che ha dato vita a "Sticazzi", ci invita a imparare ad ascoltare il<br />

nostro corpo e a sviluppare questo grande potere di guarigione, senza più<br />

affidarsi a intermediari per interpretare i messaggi salvifici che ci offre la<br />

"benattia".<br />

Guarda qui il booktrailer di Farmagia https://youtu.be/AP95xvqVgDs?feature=shared<br />

ANDREA PIETRANGELI<br />

Ricercatore, studioso, musicista, compositore, grafico creativo e scrittore, oggi<br />

sperimenta la vita allontanandosi dagli schemi conosciuti attraverso continui<br />

viaggi, scritture, video, fotografie, yoga, incontri e musica. Autore di numerosi<br />

libri, nel 2021 pubblica Sticazzi - La suprema via della leggerezza, che nel giro di<br />

pochi mesi diviene un vero best seller, aiutando non poche persone a ritrovare<br />

serenità e piena vitalità, seguito nel 2022 da L’Oracolo della leggerezza,<br />

Sticazzi, il mazzo di 44 carte oracolari con libro guida che contengono messaggi<br />

spiritosi e al tempo stesso incisivi e incalzanti che spingono a sciogliere nodi o<br />

dubbi fornendo giocosi spunti di riflessione.


TuttoBallo<br />

Dimitri Cocciuti<br />

NON LASCIARTI SFUGGIRE<br />

Autore di due bellissimo libri, Dimitri ci ha regalato delle bellissime perle con<br />

storie avvincenti e uniche (Ogni cosa a suo posto). Questo romanzo unisce e<br />

riprende i due libri precedenti e compie (forse) la chiusura di un cerchio.<br />

Sicuramente uno scrittore da una penna lucida e orchestrale passa a rassegna<br />

ogni personaggio facendocene innamorare, ma il tema principale rimane<br />

nascosto fino all’ultimo capitolo. Un libro che racconta la rinascita e la forza<br />

psicologica di saper amarsi. Non voglio essere frainteso se dico che, secondo<br />

me, il libro di per sé dice poco ma, letto in conseguenza agli altri, per me dice<br />

molto. È una storia piacevole e veloce da leggere, semplice e allo stesso tempo<br />

contemporanea. Ben tornato Dimitri ti ho aspettato tanto ed ora che ti ho letto mi<br />

sembra di conoscerti meglio, spero che la prossima attesa sia più breve. Buon<br />

lavoro!<br />

Ed. Sperling & Kupfer<br />

DIMITRI COCCIUTI inizia la sua carriera nel mondo della televisione nel 2006 e,<br />

nel corso degli anni, collabora con numerosi artisti di spicco, tra cui Fiorello,<br />

Raffaella Carrà, Piero Chiambretti, Enrica Bonaccorti e Paola Cortellesi. Ha<br />

avuto l'opportunità di lavorare con alcuni dei più rinomati autori del panorama<br />

televisivo italiano, come Giampiero Solari e Furio Andreotti. La sua esperienza<br />

nel settore della scrittura per l'intrattenimento si alterna con progetti di<br />

documentaristica, ricerca e ideazione di nuovi format. È stato il creatore di<br />

adattamenti di successo in Italia, come "Mi Casa es la tuya", trasformato nel<br />

programma "A raccontare comincia tu", l'ultima trasmissione condotta da<br />

Raffaella Carrà, e "I've Got Something to Tell You", trasmesso in Italia con il<br />

titolo "Ho Qualcosa da Dirti". Nel 2021, assume il ruolo di Showrunner e capo<br />

progetto per "Drag Race Italia", la versione italiana del celebre "RuPaul’s Drag<br />

Race".<br />

@whynot_book


TuttoBallo<br />

ERMELINDA GALLO<br />

NOTTI BIANCO FOSORO<br />

Ora dopo ora, Pier precipita in un vortice di<br />

angoscia e paura, in una Verona inospitale che<br />

fa da sfondo. Manca poco a Natale, ma in<br />

quello di quest’uomo, un po’ come nel Natale di<br />

Dickens, ci sono i fantasmi. Del passato e del<br />

presente: i suoi sono a Roma, e qualcuno di<br />

loro sa benissimo come contattarlo. Un racconto<br />

pulp che si legge in un’ora.<br />

Una lama al petto… un romanzo breve<br />

bellissimo, intenso e inaspettato. Mi sono<br />

accinto a questa storia senza pretese e senza<br />

sapere nulla … mi ha sconvolto, un sussulto un<br />

pugno nello stomaco .<br />

Una scrittura disarmante ed unica nel suo<br />

genere che tiene il lettore sulle corde . Non mi<br />

sarei mai aspettato una cosa così dirompente. Il<br />

protagonista è agghiacciante e a volte fa pena<br />

ma il racconto lo presenta come un povero<br />

uomo distratto e disorientato. Due ragazze<br />

fanno da contorno al personaggio e fanno eco a<br />

questa storia di sofferenza . Qui la prospettiva è<br />

capovolta degli occhi di chi ha commesso i fatti<br />

ERMELINDA GALLO copywriter, ghostwriter, vari<br />

writer, con la passione per la scrittura. Negli ultimi<br />

due anni ha curato un blog dedicato alla<br />

sessualità e alle relazioni. Quando non scrive, si<br />

diverte a dare sfogo alla sua vena comica. Dal<br />

2022 collabora al progetto artistico-umanitario<br />

della cantante e attivista per i diritti umani<br />

Benedetta Paravia “Women in Love”, contro le<br />

mutilazioni genitali femminili.<br />

@whynot_book


TuttoBallo<br />

Francesca Marzia Esposito<br />

ULTRACORPI<br />

Se lasciati a loro stessi, i corpi si accartocciano, si<br />

deformano, si imbruttiscono, ma grazie al lavoro costante,<br />

alla dedizione, alla disciplina, a sacrifici anche estremi è<br />

possibile modificare il corso «naturale» degli eventi, in una<br />

simulazione – ancorché illusoria – di permanenza, quando<br />

non di immortalità.<br />

Un libro che segna la via per un rapporto più pacifico con<br />

l’estetica e con sé stessi.<br />

Il corpo femminile è stato per decenni una battaglia ma i<br />

nuovi tempi segnano anche per i maschi un nuovo conflitto.<br />

Stereotipi, maschi tatuati e palestrati, donne formose e<br />

magre … siamo tornati adolescenti permeati dalla continua<br />

ricerca di perfezione .<br />

Francesca ce lo ricorda con enorme maestria in questo libro<br />

dove l’autrice approfondisce due derive opposte :<br />

l’anoressia e la vigoressia.<br />

La cosa bellissima è che l’autrice parte dalla propria<br />

esperienza sul corpo che le appartiene e coinvolge il lettore<br />

ad essere critico con sé stesso e liberarsi dalla schiavitù<br />

degli stereotipi conformanti .<br />

Sul tema l’autrice si era già espressa in altri romanzi che mi<br />

prometto di recuperare perché la scrittura e l’obiettività dei<br />

pensieri di questa promettente scrittrice sono da premiare !<br />

FRANCESCA MARZIA ESPOSITO Francesca Marzia<br />

Esposito vive a Milano, dove insegna danza. Si è laureata<br />

al Dams di Bologna, ha conseguito un master in Scrittura<br />

per il Cinema all’Università Cattolica di Milano. Alcuni suoi<br />

racconti sono apparsi sulle riviste «Granta», «GQ», «’tina»,<br />

«Colla».<br />

Nel 2015 ha esordito con il romanzo La forma minima della<br />

felicità (Baldini & Castoldi). Il suo secondo romanzo è Corpi<br />

di ballo (Mondadori 2019), mentre il suo esordio nella non<br />

fiction è Ultracorpi (minimum fax <strong>2024</strong>)<br />

Nei primi mesi del 2025 uscirà con HarperCollins il suo<br />

nuovo romanzo.<br />

@whynot_book


Pensiero del mese<br />

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE<br />

https://www.solomente.it<br />

A tutti quelli che non si sentono realizzati.<br />

A tutti quelli che non hanno una passione.<br />

A tutti quelli che quando gli chiedono "che fai nella vita?" non sanno che rispondere.<br />

A tutti quelli che non fanno parte del sistema.<br />

A tutti quelli che leggono il libro e se ne fregano della copertina.<br />

A tutti quelli che non sono catalogabili.<br />

A tutti quelli che sognano.<br />

A tutti quelli che non si arrendono.<br />

A tutti quelli che apprezzano le piccole cose.<br />

A tutti quelli che vivono intensamente.<br />

A tutti quelli che apprezzano la gentilezza.<br />

A tutti quelli sensibili.<br />

A tutti quelli che chiedono scusa.<br />

A tutti quelli che detestano i piedistalli.<br />

La passione verrà.<br />

La realizzazione si compirà.<br />

I sogni diventeranno realtà.<br />

La sostanza rimarrà la stessa.<br />

La domanda avrà una risposta.<br />

E saprete quello che volete fare.<br />

Perché in realtà l'avete sempre saputo.<br />

Il tempo è galantuomo.<br />

C'è un tempo per tutto. Arriverà.<br />

Quello che state aspettando arriverà.<br />

Quando meno ve lo aspettate.


STEFANO FRANCIA ENJOYART<br />

presenta<br />

COMPILATION DILLO ALLA DANZA<br />

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO<br />

DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME<br />

Ascolta cliccando<br />

Play


Iscriviti alla nostra associazione e partecipa<br />

attivamente alle nostre iniziative. Segui i<br />

nostri canali social: Resta aggiornato sulle<br />

nostre attività e condividile con i tuoi<br />

amici. Diffondi la nostra rivista e aiutaci a<br />

raggiungere un pubblico più ampio,<br />

diventando un mecenate dell’arte<br />

Diventa mecenate dell'arte con l’associazione<br />

Stefano Francia <strong>EnjoyArt</strong>!<br />

Ogni contributo, grande o piccolo che sia, è<br />

importante per noi. Basta anche un caffè per<br />

diventare un mecenate dell’arte.<br />

Clicca qui perSOSTIENI L’ARTE<br />

ass.stefanofrancia@gmail.com<br />

+39 335 435168<br />

www.stefanofrancia.com<br />

www.tuttoballo20.com


<strong>42</strong><br />

con fantasiose immagini tornono al Teatro Olimpico di Roma<br />

© F R E E P R E S S O N L I N E - v i e t a t a l a r i p r o d u z i o n e D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r T "

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!