faust o della bella vita - Napoli Teatro Festival Italia

napoliteatrofestival.it

faust o della bella vita - Napoli Teatro Festival Italia

faust

o della bella vita

26 giugno / 17 luglio

09 settembre / 07 ottobre

2011

www.napoliteatrofestival.it

© Gilda Kiwua Notarbartolo


Faust è uno scrittore geniale che per

vivere è costretto a produrre banalità

commerciali. Margherita è una trentenne

vergine, depressa e disoccupata. Gesù

gestisce una radio indipendente e vende

il proprio sangue per pagare l’affitto.

Lucifero lavora da precario in una hot

line. Mefistofele è stato appena licenziato

da una fabbrica per la quale costruiva

simil-troll e piccoli umani autolesionisti.

Belzebù è un’astrologa sexy che vende

oroscopi falsi.

È così che Sara Sole Notarbartolo immagina

il suo Faust proiettato nel mondo

contemporaneo, precario nel lavoro e

nelle relazioni, abitante di un condominio

composto da sei appartamenti in cui si

ritrovano demoni, dei e uomini.

In un paese-simbolo che non sa immaginare

il proprio futuro, Faust combatte

per un’esistenza migliore, nonostante i

suoi condomini progettino la distruzione

del mondo con la sua inconsapevole

partecipazione.

«Il Faust di Goethe è il riferimento primario

della scrittura. L’uomo che, per

aspirazione verso il sapere, si trascende

fino alla perdizione dell’anima è il preciso

contrario dell’“uomo” come essere umano

genericamente considerato, come il

mercato economico-politico-culturale

desidera che sia. Questa storia, narrata

per musiche e incastri, errori e paradossi,

unisce una leggenda forte ed eterna

come quella del Faust con le piccole miserie

del nostro paese. Mette i demoni

e Gesù fra la folla dei precari e degli ultimi.

Li mette lì, per vedere come si comportano,

come se la cavano. Li induce

all’alienazione proprio come accade a

noi. Li costringe a un’eterna diffidenza

e a una grande paura, in un paese che

ha organizzato la propria mancanza di

futuro e il proprio invecchiamento sociale

e celebrale.

E mentre Faust è ancora un uomo che

aspira a molto, attorno a lui gli stessi demoni

non hanno nessuna spinta vitale e,

in maggioranza schiacciante sui comuni

mortali, non avvertono alcuna necessità

di eccellere.

Il motto “produci, consuma, crepa” è

portato in pompa magna dall’aberrazione

delle possibilità umane: il lavoro

precario. Le vite a progetto intridono gli

umani contemporanei di un’ansia tale

da condurli, da un lato, verso un’infanzia

perpetua e, dall’altro, verso un’assunzione

bulimica di “beni di consumo”

fatti percepire come indispensabili per il

benessere: la tanto aspirata normalità.

Il cammino verso il subumano è quindi

compiuto.

Assolutamente opposta alla realtà tedesca

in cui fu scritto, il nostro Faust


non contrappone più azione e conoscenza,

ma mostra una totale inazione

intrecciata al desiderio per la non-conoscenza.

Meno sappiamo più siamo felici,

meno agiamo più siamo contemporanei

e immersi nelle protesi mediatiche,

annullati nella natura divina dell’umano

che ci distingueva dalle belve.

Questo progetto nasce, come sempre

per gli spettacoli di Taverna Est, da una

serie di residenze in cui la drammaturgia

prende forma insieme al lavoro degli

attori sul personaggio.

Le prime mosse di questa storia fatta

di isolamenti e nevrosi muovono dagli

spazi teatrali de “La Friche La Belle de

Mai” di Marsiglia dove la compagnia ha

lavorato per dieci giorni partendo dalla

necessità di costruire una vicenda che

parlasse del precariato e fosse in grado

di trovare un nesso con la leggenda

del Faust. Le residenze sono continuate

per tutto l’inverno 2010, passando

sia per il Teatro Area Nord di Napoli

che per “La Vicaria” di Emma Dante

a Palermo.

Il testo, che ha assunto la sua forma

definitiva a Berlino, è quindi frutto di

una scrittura che intreccia la parola

al corpo e la narrazione alla verità del

personaggio narrato».

Sara Sole Notarbartolo

FAUST

O DELLA BELLA VITA

PRIMA ASSOLUTA

paese italia

lingua italiano

data 2, 3, 4 luglio

orario 2 e 3 luglio,

ore 20.00; 4 luglio,

ore 21.00

durata 1h 20min

luogo teatro

san ferdinando,

piazza eduardo de filippo, 20


FAUST o DELLA BELLA VITA

testo e regia

sara sole notarbartolo

con chiara baffi, giulio barbato,

claudio javier benegas, pietro botte,

nicola laieta, antonella romano

musiche originali giovanni block

voci esterne valentina curatoli,

giovanni block, lello serao

scene francesco felaco

luci paolo petraroli

suoni giuseppe stellato

assistente scenografo

ivan borrelli

assistente alla regia

antonio testa

costumi pina sorrentino

ufficio stampa emanuele tirelli

produzione taverna est teatro,

libera scena ensemble

con il sostegno di goethe institut

in collaborazione con

la friche la belle de mai (marsiglia)

e la vicaria (palermo)

layout Cinzia Marotta

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