Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica
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Masse, Begriffe, Formeln,
Definitionen & Tabellen
3. Auflage 2015
Bitzi | Kälin | Röthlisberger
Manuale didattico per i
corsi interaziendali in logistica I
by ASFL SVBL
Schweizerische Vereinigung für die Berufsbildung in der Logistik
Association Suisse pour la formation professionnelle en logistique
Associazione Svizzera per la formazione professionale in logistica
Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica I
Impiegato/Impiegata in
Addetto/Addetta alla
AFC
CFP
Ofor 2024
Edizione 2 edizione 2024
Per motivi di semplicità espressiva si considera la forma maschile
come forma non marcata, che ingloba ovviamente la forma
femminile.
ISBN 978-3-03873-652-3
Autore
Editore
Basato sul lavoro della commissione dei docenti scolastici
dell‘ASFL SVBL e adattato dalla commissione degli autori e dei
media di ASFL SVBL
Dr. Beat Michael Duerler, Delegato Oml ASFL SVBL
Associazione Svizzera
per la formazione professionale in logistica
Rigistrasse 2, CH-5102 Rupperswil
© ASFL SVBL Tutti i diritti sono riservati
— EDITION —
by ASFL SVBL
Schweizerische Vereinigung
für die Berufsbildung in der Logistik
Rigistrasse 2, CH-5102 Rupperswil
Tél. +41 58 258 36 00 email@svbl.ch
Fax +41 58 258 36 01 www.svbl.ch
Association Suisse
pour la formation professionnelle en logistique
Rte de Fribourg 28, CH-1723 Marly
Tél. +41 58 258 36 40 cfl@asfl.ch
Fax +41 58 258 36 41 www.asfl.ch
Associazione Svizzera
per la formazione professionale in logistica
Via Ferriere 11, CH-6512 Giubiasco
Tél. +41 58 258 36 60 ticino@asfl.ch
Fax +41 58 258 36 61 www.asfl.ch
SWISS LOGISTICS by ASFL SVBL è certificata secondo le norme:
Formazione
verificata dalla Suva
secondo direttiva CFSL 6518
Anerkannter CZV Kursanbieter
Fournisseur de cours reconnu OACP
Fornitore di corsi riconosciuto OAut
geprüft certifié certificato certified
swiss education standard association
VSAA
Postfach 656, CH-4010 Basel
Tel. 061 228 90 30
Fax 061 228 90 39
info@verbandvsaa.ch
www.verbandvsaa.ch
Geschäftsstelle Handel Schweiz
Güterstrasse 78. Postfach 656, CH-4010 Base
www.facilityservices-fs.ch
2
Unsere Gönner:
Amstutz Produkte AG
www.amstutz.ch
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Prefazione dell'editore: SWISS LOGISTICS by ASFL SVBL – Edizione
Il presente materiale didattico « Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica I» fa parte della documentazione
per la formazione professionale di base per gli impiegati in logistica AFC e addetti alla logistica CFP
ai sensi dell'Ordinanza sulla formazione professionale di base 2024. Nell'ambito della revisione totale, si è tenuto in
considerazione l'orientamento alle competenze e alla cooperazione tra i tre luoghi di apprendimento nell‘ambito della
formazione professionale duale in Svizzera.
Con l’azienda virtuale EnterSite SA, è stata creata una base che consente agli apprendisti di acquisire tutte le competenze
in tutti e tre i luoghi di apprendimento durante i due o tre anni di formazione.
– Nella scuola professionale vengono insegnati moduli delle competenze di base e delle competenze orientate
agli indirizzi distribuzione o magazzino.
– La formazione in azienda comprende mandati pratici per il profilo CFP e AFC. Questi vengono svolti in azienda
in collaborazione con i formatori aziendali.
– I corsi interaziendali comprendono una formazione adeguata al profilo CFP e AFC con diversi dispositivi e
attraverso le SAL ( Situazioni di Lavoro e Apprendimento ).
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Oltre al materiale didattico digitale fornito da EnterSite SA, che ogni apprendista può archiviare nel proprio e-portfolio
(ex documentazione di apprendimento), gli apprendisti avranno accesso anche a tutti i documenti del piano di formazione
per gli impiegati e addetti in logistica AFC / CFP. A partire dal 2024, tutti i documenti del piano di formazione
saranno disponibili anche in forma stampata :
– Manuale delle competenze in logistica – EnterSite by ASFL SVBL
– Manuale delle competenze specialistiche in logistica – Magazzino e Distribuzione ( solo per AFC )
– ABC della logistica – con oltre 1000 filmati
– Raccolta di formule per la logistica
– Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica I e II
– Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica – Indirizzo Distribuzione o Magazzino
– Manuale per il campo professionale della logistica – Guida alla documentazione di apprendimento ( AFC o
CFP )
Il settore professionale della logistica si sta sviluppando in modo molto dinamico e comprende le professioni di
addetto/-a alla logistica CFP, impiegato/-a in logistica AFC indirizzo Magazzino e Distribuzione e la nuova professione
di Agente del trasporto ferroviario. Gli apprendisti che iniziano l'apprendistato di logistica nel 2024 completeranno la
procedura di qualificazione per il profilo CFP nel 2026 e per il profilo AFC nel 2027, come da OrFor 2024.
Questo materiale didattico fa parte della documentazione generale per il settore professionale della logistica. La nuova
ordinanza sulla formazione applica il concetto BYOD ( Bring Your Own Device ) – portare il proprio computer, in tutta
la Svizzera.
Prefazione
Auguriamo agli apprendisti di avere successo con il supporto di questo manuale didattico e ringraziamo tutti i partecipanti
dei tre luoghi di formazione per volerli sostenere nel loro percorso verso la qualifica professionale AFC o CFP.
Il materiale didattico analogico e digitale è stato reso disponibile grazie alla collaborazione di numerosi soggetti interessati
: Per il…
– Team di autori : André Hodler, Markus Ilg, Sarah Mollard, Paola Conte, Armin Nufer, Martin Gerber, Daniel Kobas,
Christophe Guibert e Olivier Vonlanthen oltre ai responsabili dei CI di tutte le regioni linguistiche
– Team editoriale : Medienteam (tedesco), Team romandia (francese), Paola Conte (italiano)
– Team media : Media-Team SWISS LOGISTICS, Urs Bitzi e Silvano Lorenzini (traduzione italiano)
Dr. Beat M. Duerler, Presidente di SWISS LOGISTICS
Delegato Oml Logistica
Nicole Ackermann, Membro di direzione di SWISS LOGISTICS
Responsabile della formazione e Gestione Qualità
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Manuale didattico per i
by
corsi interaziendali in logistica
Contenuto
Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica I
1. Processo logistico 30
2. Sicurezza sul lavoro e tutela della salute 31
2.1 Basi giurdiche 31
2.2 Organizzazione in caso di emergenza 35
2.3 Sicurezza sul lavoro 38
2.4 Tutela della salute 41
2.5 Identificazione dei pericoli con merce pericolosa 44
3. Protezione antincendio 59
3.1 Comportamento in caso d'incendio 59
3.2 Teoria sul fuoco 62
3.3 Lotta contro l'incendio con estintori a mano 63
3.4 Le classi di fuoco secondo la norma EN2 65
3.5 Etichettatura degli estintori secondo la norma EN3 67
3.6 Le classi di incendio e gli agenti estinguenti 68
3.7 Uso corretto degli estintori 69
4. Primo soccorso 70
4.1 Persona ferita o priva di sensi 70
4.2 Schema BLS-DAE 71
4.3 Compressioni / ventilazioni 72
4
4.4 Posizionamento degli elettrodi 73
4.5 Emostasi 74
4.6 Intossicazioni, ustioni 75
4.7 Ustioni 79
4.8 Inalazione di gas da combustione 80
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
4.9 Infarto 80
4.10 Ictus 81
5. Entrata merce 82
5.1 Accettazione della merce 83
5.2 Controllo merce in entrata 89
5.3 Effetti di consegne danneggiate o di scarsa qualità nella catena logistica 96
6. Immagazzinamento 97
6.1 Tipologia di magazzini 98
6.2 Principi di gestione 98
6.3 Funzioni del magazzino 99
Contenuto
6.4 Gestione del magazzino 100
6.5 Inventario / Inventariare 104
7. Preparazione ordini 107
7.1 Commissionamento 107
7.2 L’imballaggio 111
7.3 Consigli di imballaggio 117
7.4 Etichette per imballaggi 118
7.5 Marcatura nelle varie lingue 119
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Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
7.6 Accatastamento corretto sul supporto di carico 120
7.7 Assicurare le unità di carico 121
7.8 Fissaggio mediante pellicola estensibile 126
8. Uscita merce 130
8.1 Allestimento di un piano di trasporto 131
8.2 Fissaggio professionale del carico 137
8.3 Condizioni e forze 143
8.4 Forze durante il trasporto su rotaia 145
8.5 Self-service 145
9. Distribuzione 146
10. Reso delle merci e reclami 147
10.1 Accettazione dei resi 147
10.2 Accoglienza dei reclami 148
10.3 Strategie per evitare e ridurre i resi e i reclami 150
11. Verifiche di apprendimento 152
11.1 Corso interaziendale 1 152
11.2 Corso interaziendale 3 153
6
Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica III –
Magazzino
1. Il termine immagazzinamento 156
1.1 Tutto sull'immagazzinamento 157
2. Edizione 2025
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1.2 Compiti e funzioni dell'immagazzinamento 158
2. Tipi di prodotto 159
2.1 Beni di consumo 159
2.2 Beni materiali 160
2.3 Merci pericolose 161
2.4 Prodotti refrigerati e
surgelati 162
2.5 Prodotti stagionali 163
2.6 Resi 164
3. Tipi di magazzino 165
3.1 Magazzino materie prime 165
Contenuto
3.2 Magazzino intermedio 166
3.3 Magazzino prodotti finiti 167
3.4 Magazzino per prodotti refigerati o congelati 168
3.5 Magazzino per merci pericolose 168
3.6 Magazzino automatizzato 169
3.7 Magazzino a blocchi 169
3.8 Magazzino a scaffalature 170
3.9 Magazzino in conto deposito 170
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Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
3.10 Cross-Docking 171
4. Organizzazione 172
4.1 Obiettivi dell'organizzazione del magazzino 172
4.2 Compiti dell'organizzazione del magazzino 173
4.3 Layout del magazzino 174
4.4 Sistemi di gestione del magazzino (WMS) 176
5. Gestione delle scorte 178
5.1 Obiettivi della gestione dell'inventario 178
5.2 Tipi di materiali 179
5.3 Processi di gestione delle scorte 181
5.4 Metodi di gestione delle scorte 182
5.5 Tecnologie nella gestione dell'inventario 182
5.6 Sfide nella gestione dell'inventario 183
5.7 Best Practices per la gestione dell'inventario 183
5.8 Dati anagrafici 184
6. Tecniche di immagazzinamento 186
6.1 Tipologie di scaffali 186
6.2 Sistemi di picking 190
6.3 Tecnologia per movimentare i carichi 193
8
7. Compiti 196
7.1 Esercizio 1 196
7.2 Esercizio 2 197
7.3 Esercizio 3 197
7.4 Esecizio 4 198
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
7.5 Esercizio 5 198
7.6 Esercizio 6 199
8. Soluzioni 200
8.1 Soluzioni esercizio 1 200
8.2 Soluzioni esercizio 2 201
8.3 Soluzioni esercizio 3 202
8.4 Soluzioni esercizio 4 202
8.5 Soluzioni esercizio 5 203
8.6 Soluzioni esercizio 6 203
Contenuto
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corsi interaziendali in logistica
Campi di competenze operative
Addetta / Addetto alla logistica CFP
Campi di competenze operative a : Organizzazione dei mandati
a1 : Prendere nota dei
mandati logistici
a2 : Preparare la postazione
di lavoro per
lo svolgimento dei
compiti logistici
a3 : Controllare e
predisporre le attrezzature
di lavoro per i
mandati logistici
a1.2 Ricevo istruzioni di lavoro e compiti ( fisicamente,
elettronicamente, verbalmente ), li interpreto e mi metto
in contatto con l'ufficio competente in caso di dubbio.
( C3 )
a2.2 Mi assicuro l’accesso ai sistemi richiesti ( permessi ). ( C3 )
a2.3 Metto in funzione i sistemi informatici necessari e
li utilizzo nel rispetto della sicurezza dei dati ( sistemi di
apparecchiature e applicazioni ). ( C3 )
a2.4 Indosso indumenti da lavoro e DPI adeguati alla situazione
lavorativa. ( C3 )
a2.6 Organizzo la mia postazione di lavoro in modo razionale,
sicuro ed ergonomico. ( C3 )
a3.1 Verifico la disponibilità operativa dei dispositivi per le
informazioni necessarie per l'esecuzione dell'ordine. ( C3 )
a3.2 Mi connetto con i dispositivi di lavoro digitali, aggiorno
e attivo le applicazioni secondo le necessità. ( C3 )
a3.3 Prendo in consegna e controllo gli strumenti e le
attrezzature, nonché i dispositivi di sicurezza secondo le
istruzioni del produttore. ( C3 )
a3.4 Assicuro la disponibilità operativa delle attrezzature
di lavoro, trasporto e movimentazione ( veicoli,
macchine e dispositivi ) in conformità alle istruzioni del
produttore. ( C3 )
a3.5 Separo le attrezzature di lavoro, di movimentazione
e di trasporto difettose o non funzionati, comunico i
difetti riscontrati a chi di competenza. ( C3 )
10
Campi di competenze operative b : Impostazione e ottimizzazione degli incarichi
b1 : Prendere nota
del-le richieste dei
clienti in ambito
logistico, trattarle o
inoltrarle
b2 : Ottimizzare la
qualità e l’efficienza
del proprio lavoro in
ambito logistico
b3 : Utilizzare il materiale
nel rispetto
delle risorse, evitare
di produrre rifiuti ed
emissioni
b4 : Documentare le
informazioni relative
ai mandati logistici
b1.1 Rispetto le linee guida e le regole stabilite nel regolamento
dei corsi interaziendali ( educazione, aspetto,
comportamento, abbigliamento, ecc. ). ( C3 )
b1.2 Comunico verbalmente con i diversi interlocutori in
modo appropriato. ( C3 )
b1.3 Ricevo le richieste da parte dei vari interlocutori
( reclami ), le elaboro o le inoltro. ( C3 )
b1.4 Rispetto costantemente i requisiti di legge in materia
di segreto postale e della corrispondenza. ( C3 )
b2.2 Rifletto sulle mie azioni, riconosco le opportunità
di ottimizzazione e adotto misure per aumentare la
qualità e l'efficienza del mio lavoro. ( C3 )
b2.3 Assicuro una continuità dalla fase di lavoro precedente
a quella successiva del processo logistico. ( C3 )
b2.4 Riconosco le condizioni e le procedure del processo
lavorativo che non rispettano la sicurezza e prendo
misure immediate per eliminarle o le segnalo all'istruttore
del corso. ( C3 )
b2.5 In caso di emergenza, metto in atto le procedure,
i comportamenti e le misure di emergenza previste dal
piano di emergenza. ( C3 )
b2.6 In caso di incidente, adotto immediatamente le misure
salvavita a beneficio dell'infortunato. ( C3 )
b3.2 Evito e riduco gli sprechi utilizzando con parsimonia
materiali, materie prime, contenitori, unità di carico ed
energia, e riduco le emissioni secondo le direttive. ( C3 )
b3.3 Evito le emissioni inutili ( rumore, gas di scarico,
CO2, ecc. ). ( C3 )
b3.4 Raccolgo, smisto e immagazzino i rifiuti e i materiali
di scarto secondo le direttive aziendali per il riciclaggio
o lo smaltimento. ( C3 )
b3.5 Riconosco i rifiuti speciali, li tratto e li immagazzino
secondo le norme e le specifiche di legge. ( C3 )
b4.3 Riconosco e segnalo incidenti, malfunzionamenti,
guasti e danni secondo le specifiche. ( C3 )
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2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Campi di competenze operative
Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
Campi di competenze operative c : Ricevimento e gestione della merce
c1 : Ricevere la merce
nel processo logistico
c1.2 Preparo l'accettazione della merce e predispongo
l'area di immagazzinamento intermedio nell'area entrata
merce ( C3 )
c1.3 Preparo lo scarico della merce ( mettendo in sicurezza
il veicolo di trasporto ) e preparo le attrezzature
di lavoro ( trasporto e sollevamento ), gli ausili e i DPI
appropriati. ( C3 )
c1.4 Controllo l'indirizzo di ricezione, identifico la merce,
confronto le informazioni sui documenti di trasporto
con l'ordine, segnalo e documento le eventuali differenze
riscontrate. ( C3 )
c1.5 Confronto le informazioni sulla bolla di consegna
con l'ordine, controllo le quantità della consegna e registro
eventuali differenze. ( C3 )
c1.6 Controllo visivamente la merce, gli attrezzi interscambiabili
e l'imballaggio per verificare l'assenza di
danni e il rispetto delle condizioni di trasporto ( protezione,
fissaggio, catena del freddo ). ( C3 )
12
c2 : Scaricare e controllare
la merce
c3 : Movimentare la
merce
c2.1 Guido i mezzi di movimentazione e di sollevamento
in modo sicuro ed efficiente ( Cat. R1, Cat. R2 e Cat. S2 ). ( C3 )
c2.2 Identifico e rispetto i pittogrammi standard degli
imballaggi durante la movimentazione della merce e
delle unità di carico. ( C3 )
c2.3 Eseguo l'identificazione globale della merce accettata
( numero dei colli, danni, controllo degli attrezzi interscambiabili
). ( C3 )
c2.4 Scambio le unità di carico secondo i criteri di interscambiabilità.
( C3 )
c2.5 Gestisco il conto corrente dei pallet, determino il
saldo e applico le procedure per il conguaglio secondo
le direttive. ( C3 )
c2.6 Firmo documenti di trasporto e i documenti di accompagnamento,
registro e segnalo eventuali differenze.
( C3 )
c2.7 Apro gli imballaggi e i contenitori con la dovuta
cautela in base al tipo di imballaggio e con l'uso di DPI
adeguati. ( C3 )
c2.10 Eseguo il controllo dettagliato della merce secondo
le direttive. ( C3 )
c2.11 Documento il risultato del controllo dettagliato
con le differenze quantitative e qualitative della consegna,
creo un rapporto sui danni e correggo la bolla di
consegna. ( C3 )
c2.12 Registro l’entrata della merce nel sistema. ( C3 )
c3.1 Seleziono la merce ( in base al tipo, all'utilizzo successivo,
alla destinazione ) e utilizzo le strutture, le attrezzature
e i mezzi di movimentazione esistenti. ( C3 )
c3.2 Metto in sicurezza la merce sulle diverse unità di
carico utilizzando le tecniche e i sistemi appropriati per
la movimentazione e lo stoccaggio. ( C3 )
c3.3 Movimento la merce a destinazione utilizzando il
mezzo di movimentazione appropriato ( cross-docking,
trasporto successivo, produzione, magazzino ). ( C3 )
c3.4 Riconosco le unità di carico difettose e ne tengo
conto nella procedura di interscambiabilità. ( C3 )
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2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Campi di competenze operative
Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
c4 : Stoccare la merce
e gestire il magazzino
c5 : Movimentare e
trasportare le merci
pericolose
c4.1 Definisco il tipo di stoccaggio appropriato in base
alle caratteristiche delle merci. ( C3 )
c4.2 Stocco la merce in modo sicuro ed efficiente secondo
i principi d’immagazzinamento logistici ( ad es. posto
fisso, caotico, FIFO, LIFO, FEFO ). ( C3 )
c4.5 Eseguo l'inventario in modo sicuro, utilizzando attrezzature
di lavoro adeguate e supporti manuali o digitali
disponibili. ( C3 )
c4.6 Faccio partire gli ordini di riapprovvigionamento in
base alla richiesta e alle direttive. ( C3 )
c5.2 Utilizzo i DPI specifici, a dipendenza della situazione,
quando manipolo sostanze e merci pericolose. ( C3 )
c5.3 Identifico le sostanze e le merci pericolose in base
all'etichettatura. ( C3 )
c5.4 Movimento, manipolo e immagazzino merci pericolose,
tenendo conto delle necessarie precauzioni di
sicurezza. ( C3 )
c5.5 In caso di incendio, incidenti chimici o incidenti che
coinvolgono merci pericolose, prendo le misure di protezione
e di emergenza adeguate in conformità con la
scheda di sicurezza dei prodotti e con le direttive. ( C3 )
14
Campi di competenze operative d : Distribuzione della merce
d1 : Commissionare e
preparare la merce
d2 : Caricare la merce
sulle unità di carico e
assicurarla per il trasporto
in sicurezza
d3 : Distribuire la
merce ai reparti
interni o consegnarla
ai clienti
d1.1 Commissiono la merce, per le spedizioni postali e
CEP in base all'ordine e le preparo sulle unità di carico o
contenitori secondo le direttive. ( C3 )
d1.5 Indirizzo gli invii postali e CEP secondo le indicazioni
delle aziende di distribuzione. ( C3 )
d1.6 Imballo la merce per le spedizioni postali e CEP e
assegno il metodo di spedizione appropriato. ( C3 )
d1.7 Dispongo la merce o le unità di carico secondo l'ordine
di consegna e le movimento con i supporti disponibili
in modo ergonomico, sicuro, economico e risparmiando
risorse. ( C3 )
d2.1 Assicuro il mezzo di trasporto, secondo le direttive,
prima che venga caricato. ( C3 )
d2.2 Carico i vari mezzi di trasporto con i mezzi di sollevamento
e movimentazione disponibili in. ( C3 )
d2.3 Distribuisco le unità di carico sui mezzi di trasporto
secondo il piano di carico e le direttive per il carico in
sicurezza. ( C3 )
d2.4 Assicuro le unità di carico sul mezzo di trasporto
con sistemi di fissaggio adeguati. ( C3 )
d2.5 Aggiorno costantemente i dati e le informazioni
con i dettagli richiesti dal processo logistico. ( C3 )
d3.1 Trasporto la merce in modo accurato, sicuro ed economico
per consegnarla ai clienti ( interni / esterni. ) nei
tempi e nei modi previsti. ( C3 )
d3.2 Consegno la merce nel luogo concordato e la consegno
a una persona autorizzata a riceverla in conformità
con l'ordine del cliente. ( C3 )
d3.3 Eseguo le formalità di consegna e ricezione specificate
e concordate al momento della consegna. ( C3 )
d3.4 Accetto i resi della merce, faccio le annotazioni
necessarie, le inoltro secondo le direttive e correggo i
dati ( C3 )
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2. Edizione 2025
Campi di competenze operative
ASFL SVBL
Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
Impiegata in logistica AFC / impiegato in logistica AFC
Campi di competenze operative a : Organizzazione dei mandati
a1 : Prendere nota dei
mandati logistici
a2 : Pianificare e
organizzare i mandati
logistici
a3 : Istruire i collaboratori
della logistica
nello svolgimento
degli incarichi
a1.2 Ricevo istruzioni di lavoro e i mandati ( fisicamente,
elettronicamente, verbalmente ), li interpreto, riconosco
gli errori più comuni e se qualcosa non è chiaro mi metto
in contatto con l'ufficio competente. ( C3 )
a2.2 Mi assicuro l’accesso ai sistemi richiesti ( permessi ).
( C3 )
a2.3 Organizzo mandati di lavoro con infrastrutture, dispositivi,
sistemi e applicazioni informatiche nel rispetto
della sicurezza dei dati e delle direttive. ( C4 )
a2.5 Indosso indumenti da lavoro e DPI adeguati alla situazione
lavorativa. ( C3 )
a2.7 Organizzo un'esecuzione del mandato sicura, economica
e risparmiando risorse in conformità alle direttive.
( C3 )
a2.8 Organizzo la mia postazione di lavoro in modo razionale,
sicuro ed ergonomico. ( C3 )
a3.2 Informo il team sull'incarico e istruisco i collaboratori
con l’aiuto di una struttura a disposizione. ( C3 )
a3.3 Controllo l'esecuzione dell’incarico e, se necessario,
intervengo per correggerlo ( scadenze, sicurezza,
qualità, costi, protezione dell’ambiente, efficienza, ecc. ).
( C3 )
a3.4 Rifletto con il team sull'incarico svolto, ne traggo il
potenziale di miglioramento, prendo misure concrete o
le propongo. ( C4 )
16
a4 : Controllare e
predisporre le attrezzature
di lavoro per i
mandati logistici
a4.1 Verifico la disponibilità operativa dei dispositivi per le
informazioni necessarie per l'esecuzione dell'ordine. ( C3 )
a4.2 Mi connetto con i dispositivi di lavoro digitali, aggiorno
e attivo le applicazioni secondo le necessità. ( C3 )
a4.3 Prendo in consegna e controllo le attrezzature di lavoro,
movimentazione e trasporto secondo le istruzioni
del produttore ( C3 )
a4.4 Assicuro la disponibilità operativa delle attrezzature
di base per il lavoro, trasporto e movimentazione
( veicoli, macchine e dispositivi ) in conformità alle istruzioni
del produttore. ( C3 )
a4.5 Separo le attrezzature le attrezzature di lavoro, di
trasporto e di movimentazione non funzionanti o difettose
e comunico i difetti riscontrati a chi di competenza. ( C3 )
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Campi di competenze operative
17
Manuale didattico per i
by
corsi interaziendali in logistica
Campi di competenze operative b : Impostazione e ottimizzazione degli incarichi
b1 : Prendere nota
del-le richieste dei
clienti in ambito
logistico, trattarle o
inoltrarle
b2 : Ottimizzare la
qualità e l’efficienza
del proprio lavoro in
ambito logistico
b3 : Ottimizzare i processi
logistici
b1.1 Rispetto le linee guida e le regole stabilite nel regolamento
dei corsi interaziendali ( educazione, aspetto,
comportamento, abbigliamento, ecc. ). ( C3 )
b1.2 Comunico verbalmente e per iscritto con i diversi
interlocutori in modo aperto, proattivo, collaborativo e
appropriato. ( C3 )
b1.3 Ricevo, elaboro o inoltro i bisogni e le richieste dei
vari interlocutori ( clienti interni / esterni ). ( C3 )
b1.5 Rispetto costantemente i requisiti di legge per la
protezione dei dati e della privacy e le direttive aziendali
per la protezione dei dati dei clienti. ( C3 )
b2.2 Rifletto sulle mie azioni, identifico le opportunità di
ottimizzazione e trovo misure per sviluppare la qualità e
l'efficienza del mio lavoro. ( C3 )
b2.3 Assicuro una continuità dalla fase di lavoro precedente
a quella successiva del processo logistico. ( C3 )
b2.4 Individuo le carenze tra le fasi di lavoro a monte e a
valle, prendo misure immediate e adeguate e propongo
suggerimenti per ottimizzare il sistema. ( C4 )
b3.5 Assicuro una transizione senza interruzioni dalla
fase di lavoro precedente a quella successiva del processo
logistico. ( C3 )
b3.6 Individuo i punti deboli dei processi logistici, prendo
misure immediate per eliminarli e propongo suggerimenti
per ottimizzarli. ( C4 )
b3.8 Riconosco le condizioni e le procedure del processo
di lavoro che non rispettano la sicurezza e prendo
misure immediate per eliminarle o le segnalo all'istruttore
del corso. ( C3 )
b3.9 In caso di emergenza, metto in atto le procedure,
i comportamenti e le misure di emergenza previste dal
piano di emergenza. ( C3 )
b3.10 In caso di incidenti nel centro di formazione, adotto
immediatamente le misure salvavita a beneficio delle
persone ferite. ( C4 )
18
b4 : Smistare i materiali
residui e i rifiuti
in base ai cicli dei
materiali, stoccarli e
conferirli allo smaltimento
o al riciclaggio
b5 : Documentare le
informazioni relative
ai mandati e ai processi
logistici
b4.4 Evito e riduco gli sprechi utilizzando con parsimonia
materiali, materie prime, contenitori, unità di carico
ed energia. ( C3 )
b4.5 Evito le emissioni inutili ( rumore, gas di scarico,
CO2 ecc. ). ( C3 )
b4.6 Raccolgo, smisto e immagazzino i rifiuti e i materiali
residui secondo le direttive per il riciclaggio o lo smaltimento.
( C3 )
b5.3 Riconosco e riporto eventi speciali, interruzioni,
malfunzionamenti, guasti, danni e incidenti in conformità
alle direttive. ( C3 )
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Campi di competenze operative
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Manuale didattico per i
by
corsi interaziendali in logistica
Campi di competenze operative c : Ricevimento e gestione della merce
c1 : Ricevere la merce
nel processo logistico
c1.3 Preparo l'accettazione della merce e predispongo
l'area di immagazzinamento intermedio nell'area entrata
merce. ( C3 )
c1.4 Preparo lo scarico della merce ( mettendo in sicurezza
il veicolo di trasporto ) e preparo le attrezzature
di lavoro ( trasporto e sollevamento ), gli ausili e i DPI
appropriati. ( C3 )
c1.5 Controllo l'indirizzo di ricezione, identifico la merce,
confronto le informazioni sui documenti di trasporto
con l'ordine, segnalo e documento le eventuali differenze
riscontrate. ( C3 )
c1.6 Confronto le informazioni sulla bolla di consegna
con l'ordine, controllo le quantità della consegna e registro
eventuali differenze. ( C3 )
c1.7 Controllo visivamente la merce, gli attrezzi interscambiabili
e l'imballaggio per verificare l'assenza di
danni e il rispetto delle condizioni di trasporto ( protezione,
fissaggio, catena del freddo ). ( C3 )
20
c2 : Scaricare e controllare
la merce
c3 : Movimentare la
merce
c2.1 Guido i mezzi di movimentazione e di sollevamento
in modo sicuro ed efficiente ( Cat. R1, Cat. R2 e Cat. S2 ). ( C3 )
c2.2 Identifico e rispetto i pittogrammi standard degli
imballaggi durante la movimentazione della merce e
delle unità di carico. ( C3 )
c2.3 Eseguo l'identificazione globale della merce accettata
( numero dei colli, danni, controllo degli attrezzi interscambiabili
). ( C3 )
c2.4 Identifico le varie unità di carico consegnate ed eseguo
la procedura corretta per lo scambio a seconda del
tipo di pool ( scambio alla pari, buono, CHEP, ecc. ). ( C3 )
c2.5 Gestisco il conto corrente dei pallet, determino il
saldo e applico le procedure per il conguaglio secondo
le direttive. ( C3 )
c2.6 Firmo i documenti di trasporto e di accompagnamento,
annoto e segnalo eventuali differenze. ( C3 )
c2.7 Apro colli e contenitori tenendo conto delle specifiche
di sicurezza e con l'uso appropriato dei DPI. ( C3 )
c2.10 Eseguo il controllo dettagliato della merce secondo
le direttive aziendali e sposto la merce non conforme
in un luogo ad essa riservato. ( C3 )
c2.11 Documento il risultato del controllo dettagliato
con le differenze quantitative e qualitative della consegna,
creo un rapporto sui danni e correggo la bolla di
consegna. ( C3 )
c2.13 Registro l’entrata della merce nel sistema digitale
e convenzionale del magazzino di ricevimento merci e
distinguo tra merce conforme e non conforme. ( C3 )
c3.1 Seleziono la merce ( in base al tipo, all'utilizzo successivo,
alla destinazione ) e utilizzo le strutture, le attrezzature
e i mezzi di movimentazione per il trasporto. ( C3 )
c3.2 Metto in sicurezza la merce sulle diverse unità di
carico utilizzando le tecniche e i sistemi appropriati per
la movimentazione e lo stoccaggio. ( C3 )
c3.3 Movimento la merce destinata all’immagazzinamento
utilizzando i mezzi di trasporto appropriati ( magazzino
a scaffale, magazzino a blocchi, aree di carico,
nastri trasportatori ). ( C3 )
c3.4 Riconosco le unità di carico difettose e ne tengo
conto nella procedura di interscambiabilità. ( C3 )
21
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Campi di competenze operative
Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
c4 : Stoccare la merce
e gestire il magazzino
c5 : Identificare, movimentare
e trasportare
le merci pericolose
c6 : Analizzare le
giacenze del magazzino
e il volume delle
scorte
c4.1 Definisco il tipo di stoccaggio appropriato in base
alle caratteristiche della merce e alle norme di legge. ( C3 )
c4.2 Determino lo spazio di stoccaggio e i requisiti di
spazio per il tipo di stoccaggio scelto in base alle caratteristiche
della merce, al carico dello scaffale e alla portata
massima del pavimento. ( C3 )
c4.3 Stocco la merce in modo sicuro ed efficiente secondo
i principi d’immagazzinamento logistici ( ad es. posto
fisso, caotico, FIFO, LIFO, FEFO ). ( C3 )
c4.6 Allestisco un semplice magazzino, tenendo conto
del tipo di merce e della sua frequenza di consumo. Giustifico
il tipo di magazzino scelto. ( C4 )
c5.1 Utilizzo i DPI specifici a dipendenza della situazione
quando manipolo sostanze e merci pericolose e adotto
le misure di protezione specifiche. ( C3 )
c5.2 Identifico le sostanze e le merci pericolose in base
all'etichettatura. ( C3 )
c5.3 Etichetto l’imballaggio esterno delle merci pericolose
secondo le istruzioni dell’addetto alla sicurezza delle
merci pericolose e come da scheda di sicurezza con i
relativi pittogrammi di pericolo. ( C3 )
c5.4 Movimento, trasporto e immagazzino merci pericolose,
tenendo conto delle necessarie precauzioni di
sicurezza, in particolare delle norme relative al divieto di
stoccaggio combinato. ( C3 )
c5.5 Riconosco i rifiuti pericolosi, li tratto, li immagazzino
o li trasporto in conformità alle norme e alle specifiche
di legge. ( C3 )
c5.6 In caso di incendio, incidenti chimici o incidenti che
coinvolgono merci pericolose, prendo le misure di protezione
e di emergenza adeguate in conformità con la
scheda di sicurezza dei prodotti e con le direttive. ( C3 )
c6.2 Preparo l'inventario di una sezione del magazzino
e fornisco i materiali di lavoro e supporti necessari. ( C3 )
c6.3 Eseguo l'inventario in sicurezza con attrezzature di
lavoro adeguate e con i supporti convenzionali e digitali
disponibili. ( C3 )
c6.4 Confronto i dati delle giacenze registrati con il numero
e le condizioni effettive delle giacenze previste e
segnalo le differenze all'ufficio competente. ( C3 )
22
c7 : Definire il fabbisogno
di merce,
ordinare la merce o
notificare i quantitativi
necessari
c7.2 Faccio partire gli ordini di acquisto in base alle direttive.
( C3 )
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Campi di competenze operative
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Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
Campi di competenze operative d : Distribuzione della merce
d1 : Commissionare e
preparare la merce
d2 : Registrare e trasmettere
dati e informazioni
sulla merce
da consegnare
d3 : Preparare la
merce e pianificare i
giri di consegna
d1.1 Commissiono la merce, per le spedizioni postali e
CEP in base all'ordine e le preparo sulle unità di carico o
contenitori secondo le direttive. ( C3 )
d1.5 Indirizzo gli invii di merci, CEP e postali secondo le
specifiche standard. ( C3 )
d1.6 Imballo la merce per le spedizioni postali e CEP e
assegno il metodo di spedizione appropriato. Preparo i
documenti di accompagnamento necessari per le spedizioni
internazionali. ( C3 )
d1.7 Dispongo la merce o le unità di carico secondo l'ordine
di consegna e le movimento con i supporti disponibili
in modo ergonomico, sicuro, economico e risparmiando
risorse. ( C3 )
d2.1 Registro i dati e le informazioni necessarie nel dispositivo
dati e ne verifico la completezza e la correttezza.
( C3 )
d2.2 Attacco il dispositivo dati in una posizione definita
e lo consegno o lo trasferisco al cliente. ( C3 )
d2.3 Aggiorno costantemente i dati e le informazioni
durante il processo logistico con le informazioni necessarie.
( C3 )
d2.4 Traccio le spedizioni ( percorsi, stato di avanzamento,
tempi ) con il sistema « track and trace ». ( C3 )
d3.3 Creo il piano per le consegne ottimale in base ai
mezzi di trasporto selezionati per il trasporto, la distribuzione
e il ritorno delle merci ( secondo i criteri di economia,
ecologia, sicurezza, scadenza dei prodotti ). ( C3 )
d3.4 Sulla base del piano per le consegne, redigo il piano
di carico per caricare in modo sicuro ed efficiente i
mezzi di trasporto scelti. ( C3 )
d3.5 Verifico la disponibilità e le condizioni del materiale
per il fissaggio del carico, elimino il materiale per il fissaggio
del carico difettoso e lo sostituisco ( C3 )
24
d4 : Caricare la merce
sulle unità di carico e
assicurarla per il trasporto
in sicurezza
d5 : Distribuire o consegnare
la merce ai
vari gruppi di clienti
d6 : Ritirare la merce
e i contenitori danneggiati
o rifiutati e
gestire i resi
d4.1 Assicuro il mezzo di trasporto, secondo le direttive,
prima che venga caricato. ( C3 )
d4.2 Carico i vari mezzi di trasporto con i mezzi di sollevamento
e movimentazione disponibili. ( C3 )
d4.3 Distribuisco le unità di carico sui mezzi di trasporto
secondo il piano di carico e le direttive per il carico in
sicurezza. ( C3 )
d4.4 Assicuro le unità di carico sul mezzo di trasporto
con sistemi di fissaggio adeguati. ( C3 )
d5.1 Trasporto la merce in modo accurato, sicuro ed economico
per consegnarla ai clienti ( interni / esterni. ) nei
tempi previsti e senza danni. ( C3 )
d5.2 Consegno la merce secondo le direttive operative,
tenendo conto delle richieste del cliente. ( C3 )
d5.3 Consegno la merce nel luogo concordato e la consegno
a una persona autorizzata a riceverla. ( C3 )
d5.4 Eseguo le formalità di consegna e ricezione specificate
e concordate al momento della consegna. ( C3 )
d6.1 Accetto i resi della merce, faccio le annotazioni
necessarie, le inoltro secondo le direttive e correggo i
dati. ( C3 )
d6.2 Ricevo i reclami dei clienti, chiarisco con loro le motivazioni
del reclamo e fornisco loro risposte concrete. ( C3 )
d6.3 Analizzo le critiche e i reclami, elaboro varianti di
soluzione e le motivo. ( C4 )
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Campi di competenze operative
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corsi interaziendali in logistica
Indirizzo Magazzino
Campo di competenze operative g : Stoccaggio della merce
g1 : Ricevere la merce,
movimentarla e aggiornare
le giacenze
g2 : Stoccare la merce
e ottimizzare il magazzino
g1.1 Scarico merci non pallettizzate (casse di legno, container,
merci lunghe, ecc.) con mezzi di trasporto e di sollevamento
adeguati, evitando danni a persone, merce,
unità di carico, veicoli e attrezzature ausiliarie. ( C3 )
g1.2 Inserisco i dati anagrafici della merce per la merce
nuova o controllo e correggo i dati esistenti. ( C3 )
g1.3 Controllo la registrazione del ricevimento merce nel
sistema di gestione del magazzino digitale e convenzionale
e, se necessario, la correggo. ( C3 )
g1.4 Gestisco le merci in base alle priorità del processo
successivo (magazzino, cross-docking, produzione, trasporto
successivo). ( C3 )
g1.5 Utilizzo in modo sicuro ed efficiente i mezzi per la
movimentazione e il sollevamento della merce (MDM
Cat. R3 o R4 – PLE 3A / 3B – Gru Cat. C ). ( C3 )
g1.7 Eseguo i controlli in base alle caratteristiche della
merce (umidità, temperatura) e valuto i dati per il controllo
successivo. ( C3 )
g1.8 Stabilisco quale metodo (pellicola estensibile o termorestringente)
è adatto per la movimentazione con
trasportatori automatici della merce e lo applico. ( C3 )
g2.3 Determino il tipo di stoccaggio ottimale per i beni
da immagazzinare e li immagazzino in modo sicuro, economico
e in modo da preservarne il valore. ( C3 )
g2.6 Riconosco tempestivamente i danni alle scaffalature,
prendo le precauzioni di sicurezza e informo chi di competenza.
( C3 )
g2.11 Contrassegno la merce scaduta, deteriorata o danneggiata
o la trasferisco in un luogo ad essa riservato, effettuo
il cambio di destinazione e informo l'ufficio interno
competente. ( C3 )
g2.12 Controllo la durata e la qualità dei prodotti da tempo
in magazzino e prendo le misure necessarie. ( C3 )
26
g3 : Registrare le scorte
e i flussi di merce
nel sistema e analizzare
i dati
g3.1 Registro, aggiorno o correggo i livelli delle scorte e
le informazioni sulla merce (date di scadenza, differenze,
ecc.) in modo digitale e convenzionale durante l'inventario,
nel rispetto dei requisiti di legge. ( C3 )
g3.4 Creo un semplice layout di magazzino basato sui risultati
di un'analisi ABC. ( C4 )
g3.5 Creo una panoramica del magazzino e ne spiego il
grado di occupazione. ( C3 )
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Campo di competenze operative h : Commissionamento della merce
h1 : Commissionare la
merce e sottoporla a
un controllo visivo
h2 : Preparare la
merce commissionata
per il trasporto e
caricarla
h3 : Analizzare e
ottimizzare i sistemi
di commissionamento
in particolare per
quanto riguarda il
flusso dei materiali,
il flusso dei dati e
l’organizzazione
h1.1 Commissiono la merce utilizzando la tecnologia
appropriata e i supporti adeguati. ( C2 )
h1.3 Conto le quantità restanti nell’ubicazione dopo
il commissionamento e, in caso di quantità mancanti,
metto in atto le misure necessarie. ( C3 )
h1.6 Inserisco nel sistema eventuali correzioni di quantità
sulla base del commissionamento. ( C3 )
h1.7 Richiedo il riapprovvigionamento in tempo grazie a
un controllo della quantità. ( C3 )
h1.8 Trasferisco la merce prelevata al punto di raccolta
della merce centralizzato o decentralizzato. ( C3 )
h2.1 Imballo la merce con la pellicola estensibile o termorestringente
per il trasporto. ( C3 )
h2.2 Compatto la merce per una spedizione ottimale. ( C3 )
h2.5 Separo la merce in base alle caratteristiche e metto
in sicurezza la merce e le unità di carico sul mezzo di
trasporto con i supporti di sicurezza in adeguati secondo
le direttive. ( C3 )
h3.6 Registro e calcolo i miei percorsi e i tempi di commissonamento,
identifico il potenziale di ottimizzazione
e adotto le misure appropriate. (C3)
27
Campi di competenze operative
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corsi interaziendali in logistica
Indirizzo distribuzione
Distribuzione
Campi di competenze operative e : Gestione degli invii e delle
richieste di servizi
e1 : Accettare gli invii e le richieste di servizi e fornire alla clientela
una consulenza mirata.
e2 : Ritirare e prendere in consegna gli invii presso la clientela.
e3 : Preparare gli invii per i processi di smistamento.
e4 : Smistare gli invii per le organizzazioni di recapito, commissionarli
e predisporli per il trasporto successivo.
Campi di competenze operative f : Recapito degli invii e fornitura
di servizi
f1 : Predisporre gli invii e le attrezzature di lavoro per il processo
di recapito.
f2 : Preparare e fornire servizi logistici.
f3 : Pianificare e organizzare i processi di distribuzione.
f4 : Recapitare gli invii e la merce secondo il programma dei giri
di recapito.
f5 : Reimmettere gli invii e la merce nel ciclo della logistica di
ritorno o provvedere al loro smaltimento.
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Campi di competenze operative
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2. Edizione 2025
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corsi interaziendali in logistica
1. Processo logistico
La logistica è presente ovunque si movimenti della merce. In ogni azienda sono
presenti dei processi logistici che permettono di gestire al meglio le attività della
supply chain.
Nel diagramma vengono mostrati i 5 processi logistici :
VENDITA
ACQUISTI
DISTRIBUZIONE
USCITA MERCE
ENTRATA MERCE
IMMAGAZZINA-
MENTO
MOVIMENTAZIONE
MOVIMENTAZIONE
PREPARAZIONE
ORDINI
MOVIMENTAZIONE
PRODUZIONE
All'apparenza sembra un processo molto semplice,
ma dietro ognuno di questi simboli si nascondono
compiti diversi e molte sfide. Nei capitoli seguenti
verranno spiegati tutti i dettagli.
In tutti i casi, sempre e ovunque :
30
2. Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
Il desiderio e l'obiettivo di ogni datore di lavoro e di ogni collaboratore, é rientrare
a casa incolumi dopo una giornata lavorativa. Ogni incidente sul lavoro é un incidente
di troppo. Leggi, Ordinanze, Direttive e regolamenti ci permettono di operare
in completa sicurezza ed evitare così il verificarsi di incidenti.
2. Edizione 2025
2.1 Basi giurdiche
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Le basi giuridiche obbligano le aziende a promuovere e implementare le disposizioni
in materia di sicurezza sul lavoro e tutela della salute. Nel grafico viene
mostrata la posizione gerarchica delle disposizioni :
Costituzione Federale
Leggi
Ordinanze
Direttive
Regolamenti
Le disposizioni di legge sulla sicurezza sul lavoro e tutela della salute sono :
– Codice delle Obbligazioni ( CO )
– Legge sull’Assicurazione contro gli infortuni ( LAINF )
– Legge sul lavoro ( LL )
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
Le ordinanze sono :
– Ordinanza sulla prevenzione degli infortuni delle malattie professionali ( OPI ),
– Ordinanza 3 indicazioni concernenti la legge sul lavoro ( Tutela della salute, OLL
3 )
31
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2.1.1 Codice delle obbligazioni ( CO )
Obblighi del datore di lavoro
Art. 328
– 1 Nei rapporti di lavoro, il datore di lavoro deve rispettare e proteggere la
personalità del lavoratore, avere il dovuto riguardo per la sua salute e vigilare
alla salvaguardia della moralità. In particolare, deve vigilare affinché
il lavoratore non subisca molestie sessuali e, se lo stesso fosse vittima
di tali molestie, non subisca ulteriori svantaggi.
– 2 Egli deve prendere i provvedimenti realizzabili secondo lo stato della
tecnica ed adeguati alle condizioni dell’azienda o dell’economia domestica,
che l’esperienza ha dimostrato necessari per la tutela della vita, della
salute e dell’integrità personale del lavoratore, in quanto il singolo rapporto
di lavoro e la natura del lavoro consentano equamente di pretenderlo.
2.1.2 Legge sull’assicurazione contro gli infortuni ( LAINF )
Art. 82
In generale
–
1
Per prevenire gli infortuni professionali e le malattie professionali, il datore
di lavoro deve prendere tutte le misure necessarie per esperienza,
tecnicamente applicabili e adatte alle circostanze
–
2
Il datore di lavoro deve avvalersi a tale scopo della collaborazione dei dipendenti.
–
3
I lavoratori devono assecondare il datore di lavoro nell’applicazione delle
relative prescrizioni. Essi sono in particolare obbligati a utilizzare gli equipaggiamenti
personali di protezione, usare correttamente i dispositivi di
sicurezza e astenersi dal rimuoverli o modificarli senza il permesso del datore
di lavoro.
32
Art. 5 DPI
–
1
Se il rischio di incidenti e i rischi per la salute non puo‘ essere completamente
escluso da misure tecniche o organizzative, il datore di lavoro
deve fornire ai dipendenti dispositivi di protezione individuale ragionevoli
ed efficaci come caschi protettivi, retine per capelli, occhiali protettivi,
schermi protettivi, dispositivi di protezione per l’udito, respiratori, scarpe
protettive, guanti protettivi, e indumenti protettivi, fornire dispositivi di
protezione contro la caduta e l’annegamento, prodotti per la protezione
della pelle e, se necessario, indumenti speciali.Deve assicurarsi che questi
possano essere usati come previsto in ogni momento.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Art. 6 Informazioni e guida per i datori di lavoro
– 1 Il datore di lavoro garantisce che tutti i dipendenti che lavorano nella sua
azienda, compresi i dipendenti di un’altra azienda che vi opera, siano adeguatamente
informati e istruiti sui pericoli che insorgono durante la loro
attività e sulle misure di sicurezza sul lavoro. Tali informazioni e istruzioni
devono essere fornite al momento dell’assunzione dell’incarico e ogni
qualvolta si verifica un cambiamento significativo delle condizioni di lavoro
e devono essere ripetute se necessario.
Art. 8 Prendere precauzioni quando si lavora con pericoli particolari
–
2
Il datore di lavoro puo affidare lavori con particolari pericoli solo a dipendenti
adeguatamente formati. Se il lavoro pericoloso è svolto da un solo
dipendente, il datore di lavoro deve farlo sorvegliare
2.1.3 Legge sul lavoro
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
Art. 6 24
– 1 A tutela della salute dei lavoratori, il datore di lavoro deve prendere tutti
i provvedimenti, che l’esperienza ha dimostrato necessari, realizzabili secondo
lo stato della tecnica e adeguati alle condizioni d’esercizio. Deve
inoltre prendere i provvedimenti necessari per la tutela dell’integrità personale
dei lavoratori.
33
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corsi interaziendali in logistica
Art. 4 Lavoro pericoloso
– 1 I giovani non possono essere impiegati per lavori pericolosi.
Tutela dei minori
–
1
I giovani con certificato professionale federale ( AFC ) o un certificato federale
di idoneità ( CPI ) possono essere impiegati per lavori pericolosi se
lo svolgono nell’ambito della professione che hanno intrapreso.
–
4
La segreteria di stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione ( SEFRI )
puo‘, con il consenso della segreteria di Stato dell’economia ( SECO ), prevedere
deroghe nelle ordinanze sull’istruzione per i giovani dai 15 anni
in su, a condizioni che cio sia in regola per raggiungere gli obiettivi della
formazione professionale di base o dei corsi ufficialmente riconosciuti è
indispensabile. Le organizzazioni del mondo del lavoro definiscono in appendice
ai piani di formazione le misure di accompagnamento per la sicurezza
e la tutela della salute sul lavoro. Per fare cio‘, dovresti prima consultare
uno specialista in sicurezza sul lavoro in conformità con l’ordinanza
del 25 novembre del 1996 sull’idoneità degli specialisti della sicurezza sul
lavoro.
2.1.4 Direttive
Le direttive CFSL concretizzano l'obbligo dei datori di lavoro di intraprendere le
misure di protezione e le disposizioni necessarie per garantire la sicurezza sul lavoro
e la tutela della salute dei dipendenti. La direttiva CFSL 6508 concerne il ricorso
ai medici del lavoro e agli specialisti della sicurezza sul lavoro e formula i
requisiti per realizzare un sistema di sicurezza conforme.
– CFSL 6508 ( Direttiva MSSL ) )
– CFSL 6512 ( Attrezzature di lavoro )
– CFSL 6518 ( Formazione e istruzione per conducenti di carrelli per la movimentazione
)
2.1.5 Marchio CE
Il marchio CE indica che il produttore ha soddisfatto i
requisiti legali minimi per i prodotti per quanto riguarda
la salute e sicurezza ai sensi delle Direttive europee.
Il marchio CE non è quindi da ritenere un marchio di
qualità. La marcatura CE consente al prodotto di essere
liberamente commercializzato nell'UE ( Unione Europea
) e nel SEE ( Spazio Economico Europeo ).
34
2.1.6 Regolamenti
Ogni azienda può prevedere una serie di regolamenti interni che permettono a
tutti di lavorare in sicurezza. I regolamenti devono essere condivisi e rispettati da
tutti i dipendenti.
2.2 Organizzazione in caso di emergenza
2. Edizione 2025
Un'organizzazione per le emergenze in azienda ben pianificata contribuisce
in modo significativo a limitare i danni e a salvare delle vite. Quando si verifica
un'emergenza tutti i collaboratori devono sapere come comportarsi ed essere in
grado di reagire senza perdere tempo.
ASFL SVBL
2.2.1 Schema del semaforo
Quando si verifica un'emergenza la prima cosa da fare è cercare di avere una panoramica
della situazone alfine di valutarne la gravità. In un secondo momento si
allertano i numeri d'emergenza ed infine si prestano i primi soccorsi.
Osservare
Pensare
Agire
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
Numeri di emergenza importanti
– Numero di emergenza europeo 112
– Pronto soccorso ( ambulanza ) 144
– Pompieri 118
– Polizia 117
– Rega 1414
– Centro tossicologico ( TOX Info Suisse ) 145
– Ospedale pù vicino 091 xxx xx xx
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2.2.2 Allarmare correttamente
Durante l'allerta, è importante che le organizzazioni di
soccorso ricevano le informazioni precise e corrette.
– Dove si trova l’infortunato / il caso?
– Chi parla ( nome )?
– Cosa è successo?
– Quando è successo?
– Quante persone sono rimaste coinvolte?
– Ci sono ulteriori pericoli, sostanze pericolose?
– Dare il proprio numero di telefono
2.2.3 Cosa fare in caso di incidente
– Allarmare l'organizzazione di soccorso
– Mettersi in sicurezza
– Fornire il primo soccorso
– Seguire le istruzioni dell'organizzazione di soccorso
2.2.4 Cosa fare in caso di incendio
– Allarmare
– Salvare
– Chiudere porte e finestre
– Se possibile, tentare di spegnere l'incendio con un agente estinguente adatto
– Seguire le istruzioni dei pompieri
2.2.5 Cosa fare in caso di incendio della batteria del carrello elevatore
– Se possibile interrompere l‘alimentazione
– Allarmare ( chiamare pompieri )
– Provare a spegnere con estintore adeguato
2.2.6 Procedure in caso di evacuazione
– Stare calmi
– Non correre
– Coordinare
– Usare le vie di fuga sicure
– Lista presenze
– Portare il Kit di pronto soccorso
– Andare al punto di ritrovo
– Riferire al responsabile del punto di ritrovo
36
AUF
AUF
2.2.7 Piano, vie di fuga e uscite di emergenza
Per poter trovare la corretta via di fuga da ogni locale, deve essere visibile il piano
con le vie di fuga e le uscite di emergenza con la posizione di dove ci si trova. Sul
piano devono essere illustrati anche dove si trovano posizionati i kit di pronto soccorso,
gli estintori e il tasto per l'attivazione dell'allarme incendio.
Notfall- & Fluchtplan AZL Rupperswil Untergeschoss
2. Edizione 2025
Spogliatoio
Garderobe
Damen Donne
ASFL SVBL
Praxis-
Spazio pratica
Bereich
Ascensore
Aufzug
Archivio
oss
Auf dem
Parkplatz vor
dem Haus
Ihr Standort
Praxis-
Bereich
Legenda
Tua posizione
1°soccorso
Spogliatoio
Garderobe
Uomini Herren
Aula UG di
Pausenraum pratica
Tasto allarme antincendio
Aula UG Theorie teoria 2
Rampa Rampe
Archiv
UG Theorie 3
Locale UG-Kanal pausa
Aula UG Theorie teoria 3
Nach oben
Erstellt: Oktober 2022
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
Estintore
UG Theorie 2
Via di fuga
Punto di ritrovo
Nach oben
mpe
UG-Kanal
2.2.8 Punto di ritrovo
– In un ambiente sicuro
Erstellt: Oktober 2022
– Se possibile, al riparo dalle intemperie
– Determinare il responsabile del punto di ritrovo
– Seguire le istruzioni
– Portare con se un kit di pronto soccorso
– Portare con se dell'acqua potabile
– Attendere ulteriori istruzioni
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2.2.9 Materiale di primo soccorso
– Disponibile per tutti
– Ubicazione corretta
– Data di scadenza non superata
– Istruzione bagno oculare
– Istruzione defibrillatore
– Includere nel piano manutenzione
2.2.10 Piano di emergenza
Procedura in caso di incidente, incendio o evacuazione :
– Come e dove viene attivato l'allarme?
– Come posso aiutare le persone?
– Come faccio a salvare le persone?
2.3 Sicurezza sul lavoro
La sicurezza sul lavoro deve essere migliorata attraverso :
– Gestione professionale dei mezzi tecnici ( carrelli elevatori, ple )
– Apertura professionale dei contenitori ( pacchi – scatole... )
– Rispetto delle prescrizioni per la manipolazione delle merci pericolose
Non utilizzare mai strumenti non idonei per aprire le scatole, utilizzare solo gli
utensili previsti a tale scopo. Chi tenta di allentare viti e dadi con attrezzi non idonei
corre il rischio di ferirsi. Gli utensili manuali devono essere in perfette condizioni,
affinché l'utilizzatore non sia in pericolo. Gli strumenti difettosi devono essere
sostituiti immediatamente.
38
2.3.1 Segnali di divieto
– Segnale di divieto
– Base bianca, bordo rosso
– Solitamente segnale barrato, rotondo
Vietato accendere fuochi
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Non depositare o immagazzinare nulla
2.3.2 Segnali di prescrizione
– Segnale d'obbligo
– Base blu
– Segnale rotondo
Non estinguere con acqua
Vietato l'accesso a persone non autorizzate
Non toccare, sotto tensione
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
Occhiali di protezione
Usare calzature di sicurezza
Calzare scarpe antistatiche
Usare guanti protettivi
39
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2.3.3 Segnali di pericolo
– Segnale di pericolo
– Base gialla bordo nero
– Segnale triangolare
Pericolo carrelli in movimentazione
Pericolo materiale esplosivo
Pericolo generico
Pericolo tensione elettrica
Materiale irritante e nocivo
2.3.4 Segnali di salvataggio
– Segnale di salvataggio
– Base verde
– Segnale quadrato o rettangolare
Via di fuga
Punto di ritrovo
Finestra d'emergenza con scala esterna
Defibrillatore
Primo soccorso
40
2.4 Tutela della salute
– Prevenire gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali è un obbligo.
– La promozione della gestione della salute in azienda e nel tempo libero non è
obbligatoria ma fa comunque parte del sistema per la tutela della salute.
– La prevenzione ( IP, INP e malattia ) mira a prevenire incidenti e malattie a lungo
termine e a costruire una cultura della sicurezza e della tutela della salute
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Ambiti della tutela della salute?
– Ergonomia
– Sport
– Rischi psicosociali
– Alimentazione
– Orario di lavoro
– Gravidanza
– Reintegrazione
– Varietà
– Psiche
2.4.1 Ergonomia
Trasportare e sollevare carichi correttamente e in modo ergonomico previene disturbi
alla schiena e all'apparato locomotore. Anche le postazioni di lavoro devono
tener conto di un allestimento ergonomico. Quando si utilizza un carrello elevatore,
il sedile deve essere regolato correttamente anche per brevi distanze.
Ci sono nuove tecnologie per facilitare il sollevamento dei carichi, dai semplici
ausili per il trasporto agli esoscheletri.
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CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
41
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2.4.2 Sport
Il datore di lavoro può promuovere e organizzare attività sportive per i suoi dipendenti.
Ad esempio un fine settimana escursionistico oppure offrire sconti presso
centri fitness o piscine. Le attività sportive promuovono la salute dei dipendenti.
2.4.3 Rischi psicosociali
I rischi psicosociali e le relative conseguenze per la salute mentale e fisica hanno
effetti negativi per la salute individuale e possono incidere negativamente anche
sull’efficienza del lavoro. Le cause possono essere diverse come carichi di lavoro
eccessivi, mancanza di coinvolgimento in decisioni che interessano il lavoratore,
precarietà del lavoro ecc.
ll numero telefonico 147 offre un supporto e una consulenza ai lavoratori che si
sentono in difficoltà in questo ambito.
Anche il lavoro monotono e ripetitivo è un rischio psicosociale. Il datore di lavoro
deve pianificare e organizzare un contesto sociale del lavoro adeguato affinchè
non si verifichino questi rischi.
2.4.4 Alimentazione
Un'alimentazione sana e corretta contribuisce al benessere della salute. L'azienda
può contribuire alla promozione di una corretta alimentazione mettendo ad
esempio a disposizione dei propri collaboratori un distributore d'acqua e un cesto
di frutta.
2.4.5 Orario di lavoro
L'orario di lavoro massimo è stabilito dalla legge. L’orario massimo di lavoro settimanale
varia tra le 45 e le 50 ore. Anche le ore di riposo giornaliere sono stabilite
dalla legge e devono essere di almeno 11 ore consecutive. In casi eccezionali,
possono essere ridotte una volta a settimana a otto ore, a condizione che nella
media di due settimane venga rispettata la durata di undici ore.Se un dipendente
ha svolto lavoro straordinario, il datore di lavoro deve adoperarsi affinché il dipendente
possa compensarlo con il tempo libero.
2.4.6 Gravidanza
Le donne in gravidanza non devono venir impiegate per lavori pericolosi. Se possibile,
non dovrebbero trasportare carichi pesanti ( max. 5 kg ).
42
2.4.7 Tutela dei minori
I giovani non possono essere impiegati per lavori pericolosi. Nel caso in cui il piano
di formazione professionale preveda che i giovani in formazione debbano essere
impiegati per lavori pericolosi questo deve essere esplicitamente scritto nel
piano di formazione. Se necessario, la Segreteria di Stato dell'economia ( SECO ) rilascia
un'autorizzazione speciale.
2.4.8 Prevenzione
Stilare delle statistiche per :
– Avere dei dati
– Calcolare i costi
– Prendere atto dei fatti
– Misurarne gli effetti
Con una buona prevenzione in ambito di tutela della salute e sicurezza sul lavoro
gli incidenti possono essere evitati. Per una campagna di prevenzione efficace
all'interno dell'azienda il datore di lavoro deve tenere delle statistiche sugli infortuni
e sui giorni di lavoro persi così da poterne calcolare i costi.
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CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
43
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2.5 Identificazione dei pericoli con merce pericolosa
Chi ha a che fare con merci immagazzinate che contengono sostanze pericolose
dovrebbe essere in qualsiasi momento consapevole dei pericoli che esse implicano
per persone, animali e ambiente.
Solo così, in caso d’emergenza, si può garantire un comportamento corretto.
Possibili pericoli :
– Pericolo d’incendio e d’esplosione
– Pericolo di corrosione e di avvelenamento
– Pericolo dovuto a gas e vapori tossici
– Pericolo di contaminazione del suolo e dell’acqua
– Pericolo dovuto a sostanze che reagiscono pericolosamente al contatto con
l’acqua
Uso dei sensi :
– Vista ( fiamme, fumo, gas, vapori )
– Udito ( fuoriuscita di gas, esplosioni )
– Olfatto ( irritazione al naso, mezzi di odorizzazione di gas. Es. : gas naturale o
gas estinguenti, ecc. )
– Tatto ( radiazione di calore, onde d’urto, irritazioni cutanee )
– Gusto ( lingua, palato )
Non tutti i pericoli si percepiscono con i sensi!
44
2.5.1 Provvedimenti immediati
– Priorità assoluta : « Assicurare la sicurezza personale »
– Salvataggio delle persone in pericolo o ferite
– Impiegare dispositivi di protezione individuale
– Ricognizione del danno
2.5.2 Rilievo del danno
In linea di massima il rilevo del danno viene fatto da specialisti dei vigili del fuoco,
dalle autorità o da aziende specializzate.
I collaboratori presenti sul luogo inoltrano immediatamente tutte le informazioni
e documenti al rispettivo responsabile.
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Di quale sostanza si tratta?
Tipo, quantità e concentrazione di una sostanza sono determinanti per l’avvio di
ulteriori provvedimenti.
Come mi informo?
– Numero UN / numero della sostanza
– Etichetta del prodotto
– Documenti di consegna
– Scheda di sicurezza, manuale delle istruzioni
– Documenti di trasporto, schede promemoria degli infortuni
– Pannelli di pericolo per mezzi di trasporto con numero UN
Conoscere le principali caratteristiche delle sostanze è determinante per :
– le necessarie misure di protezione del personale di soccorso
– effettuare il salvataggio di persone
– determinare lo sbarramento del luogo dell’incidente
– la necessità di una protezione antincendio preventiva
– impedire l’espansione del danno
– eliminare il danno
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
Le sostanze non identificate sono considerate pericolose, fino a che non
sia dimostrato il contrario!
45
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2.5.3 Mettere in sicurezza il luogo dell’incidente – Impedire l’accesso alle persone
non autorizzate
Fonte immagini. www.hein.eu
Rosso bianco – Pericolo temporaneo
Giallo nero – Pericolo permanente
2.5.4 Provvedimenti preventivi
Transennare sufficientemente il luogo dell’incidente. Impedire l’accesso alle persone
non autorizzate !
– Arieggiare bene locali e padiglioni ( ridurre il pericolo d’esplosione / diluire gas
tossici )
– Mettere a disposizione un equipaggiamento d’emergenza
– Indossare dispositivi di protezione individuale
– Occhiali di protezione, guanti, proteggere le vie respiratorie
46
– Tenere a distanza le fonti d'innesco
– Rispettare l’assoluto divieto di fumare
– Non usare apparecchi elettrici
– Non usare veicoli
– Usare solo attrezzi con protezione anti-esplosione e che non emettono scintille
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Protezione antincendio : « Assicurarsi della propria sicurezza »
nuovo
vecchio
– Preparare gli estintori a mano disponibili ( agente estinguente : schiuma, polvere
oppure CO 2
)
2.5.5 Limitazione dei danni
– Lotta contro l’incendio, impedire l’espansione dell’incendio
– Chiudere ermeticamente tombini ( canalizzazioni )
– Stoccare in un altro luogo piccoli contenitori con liquidi facilmente infiammabili
o che formano vapori tossici
– Chiudere ermeticamente grandi contenitori
– Arginare liquidi fuoriuscenti
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
Non usare agenti leganti organici. L'agente legante corretto
che deve essere usato nel caso specifico é indicato nella rispettiva
scheda di sicurezza ( SDS ).
47
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2.5.6 GHS – Globally Harmonized System
Explosive Extrêmement inflammable Comburant Gaz sous pression Corrosif
Très toxique Attention dangereux Dangereux pour la santé Dangereux pour lemilieu aquatique
Base : UN Purple book = UN-GHS
– Applicazione in Europa : Regolamento CLP ( CE ) n. 1272 / 2008
Classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e miscele
Abbreviazione :
– GHS : Global Harmonisiertes System
– GHS-VO : Globally Harmonized System
of Classification and Labelling of Chemicals
– CLP-VO : Regulation on Classification, Labelling and
Packaging of Substances and Mixtures
Obiettivi :
– Classificazione ed etichettatura di sostanze e miscele unificata a livello mondiale
– Agevolazione degli scambi nel traffico merci globalizzato
– Ulteriore miglioramento della sicurezza sul lavoro, tutela della salute, dell'ambiente
e dei consumatori nonché nella sicurezza dei trasporti
– Armonizzazione con l'accordo internazionale per il trasporto di merci pericolose
48
2.5.7 Principi di immagazzinamento comune
– Le misure di protezione nello stoccaggio di sostanze pericolose devono essere
adeguate alla sostanza pericolosa.
– Lo stoccaggio nello stesso locale di sostanze che insieme potrebbero reagire
pericolosamente non è ammesso.
– Per lo stoccaggio sicuro è indispensabile conoscere e riconoscere le sostanze
pericolose. A questo scopo si usano i simboli di pericolo ( classificazione di trasporto,
classificazione delle sostanze pericolose ), le frasi H, che indicano particolari
pericoli e le frasi P con le indicazioni di sicurezza.
– Se i simboli, le avvertenze sull'imballaggio o sulla scheda di sicurezza non sono
chiari, o se le indicazioni non fanno riferimento ai pericoli che queste sostanze
possono costituire, è necessario rivolgersi al responsabile della sicurezza.
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
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49
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Caratteristiche delle sostanze
Classificazione e
etichettatura per
il trasporto
Classificazione
UE e marchiatura
Classe
deposito
Materie esplosive 1
Gas liquefatti e
sotto pressione 2
Liquidi
infiammabili
3
Sostanze solide infiammabili 4.1
Sostanze autoinfiammabili 4.2
Sostanze che sviluppano gas infiammabili a
contatto con l'acqua
4.3
Sostanze comburenti perossidi organici 5
Sostanze tossiche 6.1
Sostanze infettive 6.2
Materie radioattive 7
Sostanze corrosive 8
Sostanze e oggetti pericolosi di natura varia
( sostanze liquide )
Gefahr
10 / 12
Sostanze e oggetti pericolosi di natura varia
( sostanze solide )
Gefahr/Achtung
Achtung
11 / 13
Gefahr/Achtung
Achtung
Sostanze non pericolose ( SNP ) ( p. es. tessili, materiali di imballaggio ) NG
1 2 3 4.1 4.2 4.3 5 6.1 6.2 7 8 10 / 12 11 / 13 NG
50
Stoccaggio combinato di sostanze chimiche usate di frequente
( classi di stoccaggio 5, 6.1, 8, 10 / 12 )
!
Acido formico
Soluzione di ammoniaca
Soluzione di cloruro ferrico III
Soluzione di cloruro di solfato di ferro III
Acido acetico
Acido fluoridico
Soluzione di idrossido di potassio
Soluzione di idrossido di sodio
Soluzione di solfito di sodio
Soluzione di ipoclorito di sodio
Acido peracetico
Acido fosforico
Acido nitrico
Acido cloridico
Acido solforico
Perossido di idrogeno
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Classe
di stoc
8
8
8
8
8
6.1
8
8
10 / 12
5
5
8
5
8
8
5
Acido formico 8
Soluzione di ammoniaca 8
Soluzione di cloruro ferrico III 8
Soluzione di cloruro di solfato
di ferro III
Acido acetico 8
Acido fluoridico 6.1
Soluzione di idrossido di
potassio
Soluzione di idrossido di sodio 8
Soluzione di solfito di sodio 10 / 12
Soluzione di ipoclorito di sodio 5
Acido peracetico 5
Acido fosforico 8
Acido nitrico 5
Acido cloridico 8
Acido solforico 8
Perossido di idrogeno 5
8
8
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
Didascalia per la tabella 1 e tabella 2
In linea di massima lo stoccaggio combinato è permesso.
Stoccaggio combinato permesso solo a particolari condizioni. Per favore, consulti le rispettive
schede di sicurezza o si rivolga al personale specializzato.
!
Sostanze frequentemente ricorrenti delle classi di stoccaggio 5, 6.1, 8 e 10 / 12 si trovano nella
seguente matrice « Stoccaggio combinato di sostanze chimiche di base frequentemente
impiegate ».
Stoccaggio separato, come minimo è richiesto stoccaggio separato nello stesso compartimento
tagliafuoco.
Reazioni pericolose tra sostanze chimiche possono aver luogo anche tra le stesse classi di
stoccaggio. Tenga presente le indicazioni dei rischi e di sicurezza ( frasi H e P ) e le indicazioni
complementari relative alle eventuali incompatibilità chimiche indicate nelle rispettive
schede di sicurezza.
51
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2.5.8 Le nove classi di pericolo
Classi di
pericolo
(classe ADR)
1
Materie e oggetti
esplosivi
Segnale di pericolo
Descrizione dei simboli
GHS01: Esplosivo
2
Gas non infiammabili
non tossici
Gas infiammabili
Gas tossici
GHS04: Gas sotto pressione
3
Materie liquide infiammabili
GHS02: Estremamente infiammabile
4
Materie
solide infiammabili
Materie soggette
ad accensione
spontanea
Materie che a contatto
con l’acqua sviluppano
gas infiammabili
5
Materie comburenti
Perossidi organici
GHS03: Comburente
6
Materie tossiche
Materie infettanti
GHS06: Estremamente tossico
7
Materie radioattive
8
9
Materie corrosive
Materie e oggetti pericolosi di
varia natura Materie e oggetti
GHS05: Corrosivo
GHS08: Pericoloso per la salute
Materie pericolose per
l’ambiente
Materie riscaldate
GHS09: Pericoloso per l‘ambiente acquativo
52
1234
Zürich
1234
Zürich
2.5.9 Contrassegno di trasporto
Promemoria:
X
Materia che reagisce pericolosamente con l'acqua
2 Gas
X88
1834
3 Liquido infiammabile
4 Materia solida infiammabile o a combustione spontanea
5 Materia ossidante, comburente o perossidi organici
6 Materia tossica o infettante
7 Materia radioattiva
8 Materia corrosiva
9 Materia dannosa all'ambiente, o di varia natura
p. es. in stato riscaldato
Se manca il codice di pericolo oppure se non è leggibile, si
deve determinare il pericolo principale in base al
bollettino del pericolo.
30
1202
0 Senza specificazione, in aggiunta al primo codice
2 Emanazione di gas (22 gas liquefatto)
3 Materie infiammabili (vapori)
4 Materie infiammabili, che a temperatura elevata si liquefanno
5 Effetto ossidante (che promuovono in-cendi)
6 Tossici o infettanti
8 Effetto corrosivo
1. Cifra = Pericolo principale
Numero della materia
2. e altri codici = pericoli aggiuntivi
Codice materia
9 Pericolo di una forte reazione spontanea
268
1005
33
1203
30
1202
23
1987
33
1203
80
1789
Numero di pericolo
Numero UN/
di materia o
raggruppamento
Benzina
Olio per
riscaldamento/Diesel
Autocisterna con cisterna multi-camere
33
1203
30
1202
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CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
Il raddoppio della cifra indica normalmente un'accentuazione del pericolo
z.B. 33 = materia liquida facilmente infiammabile (punto di infiammabilità sotto ai 23° C)
66 = materia molto tossica
Camion con collettame, p. es.:
88 = materia fortemente corrosiva
– Bidoni
– Contenitori
– Taniche
Tabella trasporto generale
– ecc
di materie pericolose
© Fonte : GVZ Gebäudeversicherung Kanton Zürich
53
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2.5.10 Abbreviazioni e loro significato
Le seguenti abbreviazioni appaiono spesso quando si parla di trasporti di merci
pericolose :
SDR
ADR
RID
RSD
ADN
Ordinanza concernente il trasporto di merci pericolose su strada
L'ADR costituisce parte integrante di questa ordinanza.
Accordo europeo concernente il trasporto internazionale di merci
pericolose su strada ( Accord européen relatif au transport international
des marchandises dangereuses par route ).
Regolamento concernente il trasporto internazionale di merci pericolose
per ferrovia ( Réglement internationale concernant le transport
des marchandises par chemins de fer ).
Ordinanza concernente il trasporto di merci pericolose per ferrovia
e tramite impianti di trasporto a fune.
Accordo europeo sul trasporto internazionale di merci pericolose
per via navigabile interna. ( Trasporti di merci pericolose sul Reno ).
IMDG Il codice IMDG ( International Maritime Code for Dangerous Goods )
costituisce la regolamentazione internazionale per il trasporto marittimo
delle merci pericolose.
IATA
DGR
La International Air Transport Association ( Organizzazione internazionale
di compagnie aeree ) è stata fondata nell'aprile 1945 all'Avana,
Cuba quale federazione professionale delle compagnie aeree.
Dangerous Goods Regulations ( DGR ) ( direttive della IATA sulle sostanze
pericolose ) sono le norme per il trasporto aereo di merci pericolose.
54
2.5.11 Scheda dati di sicurezza ( SDS )
Perché c'è bisogno di una scheda dati di sicurezza?
In molte aziende si ha a che fare quotidianamente con prodotti chimici pericolosi.
Spesso questi prodotti vengono utilizzati per lavori di routine che suscitano ben
presto la sensazione di avere tutto sotto controllo. In una situazione imprevista,
tuttavia, una manipolazione errata può avere conseguenze fatali. Inoltre un impiego
di prodotti chimici non conforme alle prescrizioni può provocare danni a lungo
termine alla salute e all’ambiente, non sempre riscontrabili immediatamente.
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Per tali motivi, per ogni prodotto chimico, il produttore deve presentare una scheda
di sicurezza ( SDS ). La SDS contiene informazioni sui possibili pericoli del prodotto
chimico e fornisce istruzioni sulla manipolazione corretta, le misure di protezione
appropriate, lo stoccaggio, il trasporto, lo smaltimento e le procedure da
seguire in caso di incidente.
La SDS è un documento legale e il produttore o il rivenditore hanno l'obbligo di
consegnare la SDS lungo la catena di distribuzione ( Supply Chain ).
Produzione Magazzino Commercializzazione Utilizzo Riciclaggio /
smaltimento
Stesura e consegna della SDS
Il fabbricante del prodotto è responsabile della stesura della SDS. In Svizzera l’eventuale
importatore è equiparato al fabbricante e ne assume le responsabilità.
Sono inoltre responsabili della consegna delle SDS tutti i commercianti ( rivenditori
) lungo la catena di distribuzione ( Supply Chain ).
Il datore di lavoro è responsabile dell’impiego corretto dei prodotti chimici all’interno
dell’azienda. Può farsi assistere da collaboratori appositamente incaricati
( addetti alla sicurezza e superiori ). Il datore di lavoro deve provvedere affinché
i collaboratori siano informati sulle modalità di lavoro corrette da adottare con i
prodotti chimici e assicurarsi che ricevano le corrispondenti istruzioni per la loro
manipolazione. Egli è anche responsabile che siano disponibili gli adeguati materiali
di protezione, come per es. i dispositivi di protezione individuale, agenti
estinguenti, ecc.
Dove trovo la SDS?
Per principio tutto il personale deve avere accesso alla SDS che deve sempre essere
disponibile nella versione più attuale. Le SDS di tutti i prodotti devono essere
conservate in azienda in modo tale che, in caso di bisogno, possano essere facilmente
consultabili.
55
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
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Per quanto tempo deve essere conservata una SDS?
Il periodo di conservazione è prescritto dall'articolo 23 dell'Ordinanza sui prodotti
chimici. L'utilizzatore professionale o il commerciante è tenuto a conservare la
scheda di sicurezza fintanto che nella sua azienda si utilizza la sostanza o il preparato
in questione.
Contenuto di una SDS
La SDS è sempre strutturata secondo lo stesso schema contenente i seguenti 16
punti :
1. Identificazione del prodotto
2. Possibili pericoli
3. Composizione / informazioni sugli ingredienti
4. Misure di primo soccorso
5. Misure antincendio
6. Misure in caso di rilascio accidentale
7. Manipolazione e immagazzinamento
8. Controllo dell'esposizione / protezione individuale
9. Proprietà fisiche e chimiche
10. Stabilità e reattività
11. Informazioni tossicologiche
12. Informazioni ecologiche
13. Considerazioni sullo smaltimento
14. Informazioni sul trasporto
15. Informazioni sulla regolamentazione
16. Altre informazioni
Importante per gli addetti e gli impiegati in logistica : deve sapere dove è conservata
la SDS. Legga le SDS di tutti i prodotti chimici con i quali lavora in modo
da sapere come reagire correttamente in caso di incidente. Parli con i suoi colleghi
sugli aspetti della sicurezza riguardanti i prodotti chimici con i quali lavora.
Fonte : Legge sui prodotti chimici, Ordinanza sui prodotti chimici, Ufficio federale della sanità pubblica
UFSP – www.cheminfo.ch
56
2.5.12 Gestione dei rifuti pericolosi
Definizione di rifiuto pericoloso
Che cos'è il rifuti pericoloso?
I rifiuti pericolosi sono rifiuti che, a causa delle loro proprietà, composizione o
quantità, impongono requisiti speciali in termini di stoccaggio, trasporto e smaltimento.
Possono contenere sostanze pericolose che possono mettere in pericolo
l'ambiente, la salute umana o animale.
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Esempi di rifiuti pericolosi
– Residui chimici (ad es. solventi, acidi, basi)
– Oli usati e lubrificanti
– Pile e accumulatori
– Rifiuti elettronici
– Vernici e pitture
– Rifiuti sanitari
Obblighi delle aziende
– Registrazione e documentazione di tutti i rifiuti pericolosi.
– Garantire lo smaltimento professionale da parte di aziende di smaltimento dei
rifiuti certificate.
– Formazione dei dipendenti nella gestione dei rifiuti pericolosi.
Stoccaggio di rifiuti pericolosi
Immagazzinamento
Marcatura
CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute
I rifiuti pericolosi devono essere stoccati
in aree speciali, contrassegnate e
protette dagli influssi ambientali.
Tutti i contenitori di stoccaggio devono
essere chiaramente contrassegnati
con simboli di pericolo e indicazioni
sul tipo di contenuto.
Lo stoccaggio deve essere effettuato in
modo tale da escludere la miscelazione
con altri rifiuti.
È necessario utilizzare attrezzature di
stoccaggio adeguate (ad es. ripiani resistenti
agli agenti chimici, vaschette di
raccolta).
Uso di schede di dati di sicurezza (SDS)
per fornire informazioni sui pericoli e
sulla manipolazione delle sostanze.
57
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In Svizzera esistono diverse leggi e ordinanze che regolano la gestione di sostanze
pericolose e rifiuti pericolosi:
LPAmb
Legge sulla protezione dell'ambiente
LPChim
Legge sui prodotti chimici
OPI
Ordinanza sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali
OPChim
Ordinanza sui prodotti chimici, ordinanza sulla protezione contro le
sostanze e i preparati pericolosi
OSAS
Ordinanza sugli addetti alla sicurezza delle merci pericolose,
ordinanza sugli addetti alla sicurezza per il trasporto di merci pericolose
su strada, per ferrovia e per via navigabile
OTRif
Ordinanza sul traffico dei rifiuti
OPSR
Ordinanza sui rifiuti, ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento
dei rifiuti
58
3. Protezione antincendio
Se dobbiamo spegnere un incendio, lo facciamo principalmente per salvare e solo
in un secondo momento pensiamo a limitare i danni.
La cosa più importante è combattere un incendio
solo se non si mette in pericolo la propria vita!
Pensate già ora a come dovreste comportarvi in caso di
incendio!
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3.1 Comportamento in caso d'incendio
Il giusto comportamento in caso d'incendio è determinante per la protezione delle
persone e degli oggetti di valore. Troppo spesso i pompieri vengono allarmati
solo dopo qualche tentativo di spegnimento fallito. Così si perdono preziosi minuti
per attuare i provvedimenti di salvataggio e nella lotta contro l'incendio.
Numeri d'allarme
( 0 )144 Centrale primo soccorso
( 0 )118 Vigili del fuoco
( 0 )117 Polizia
( 0 )1414 Rega +41 333 333 333
( 0 )112 Numero d'emergenza in tutta l'Europa, Svizzera inclusa
( 0 )145 Tox Info Suisse +41 44 251 66 661
CI 1.3 Protezione antincendio
Lo « 0 » deve essere preselezionato nelle centrali di linea fissa.
Se possibile informare i famigliari.
59
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Allarme
Dove
Cosa
Quando
Quanti
Altro
Chi
Luogo esatto, via, numero civico
Tipo di infortunio, comunicare i fatti
A che ora
Numero di pazienti
Altri pericoli, comunicare se sono implicate delle sostanze pericolose
Nome di chi chiama
Cosa posso fare ( fino all'arrivo dei soccorritori ) per il paziente?
In caso di incendio vale sempre il principio :
ALLARMARE – SALVARE – SPEGNERE
1. Allarmare
Per primo allarmare i pompieri : Tel. 118
Dove brucia?
Indirizzo esatto : Luogo, via, numero civico, piano.
Cosa brucia? Descrivere esattamente l'oggetto che brucia :
Incendio di una casa o in un locale, cantina, edificio
industriale o fabbrica
Come brucia? Indicazione sullo sviluppo del fuoco, della dimensione
dell'incendio, sulle sostanze pericolose
Quanti sono i feriti? Indicazione riguardante eventuali persone ferite e
del tipo di ferite
Chi allarma?
Il chiamante comunica il suo nome, il suo indirizzo
e il numero telefonico
Non riattacare subito, ma attendere eventuali ulteriori domande.
Informare subito le persone in pericolo.
60
2. Salvare
– Salvare persone e animali,
avvolgere in coperte, cappotti o coperte antincendio le persone con
abbigliamento incendiato, e rotolare per terra.
– Chiudere finestre e porte per evitare l'espansione dell'incendio e
del fumo.
– Abbandonare il luogo dell'incendio utilizzando le vie di fuga, le
scale, le uscite di sicurezza; non usare mai gli ascensori in caso di incendio!
– Recarsi al punto di raccolta, eseguire un controllo delle persone, non
abbandonare il luogo dell'incendio.
– Mai fuggire attraverso aree piene di fumo!
Se non esistono vie di fuga alternative, rimanere in un locale privo di
fumo, mantenere la calma, chiudere le porte e farsi notare alla finestra,
attendere i vigili del fuoco.
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3. Spegnere
– Combattere l'incendio con i mezzi a disposizione,
estintori a mano, postazioni ( manichette ) antincendio, coperte antincendio.
Spegnere gli incendi di oli / grassi con estintori adatti ( estintori per incendi
di grassi ).
Cercare di spegnere le apparecchiature elettriche incendiate, rimuovere
le valvole di sicurezza, le spine di alimentazione possono essere molto
calde. Per nessuna ragione cercare di spegnere con acqua.
– Dopo lo spegnimento tenere sotto osservazione il luogo dell'incendio,
dare istruzioni ai pompieri in arrivo
CI 1.3 Protezione antincendio
61
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3.2 Teoria sul fuoco
Come e quando si sviluppa un incendio?
Incendi ed esplosioni si sviluppano raramente
per caso, quasi sempre sono la conseguenza
di mancanza di conoscenza, negligenza
o mancata sorveglianza. Perché
bruci un fuoco devono interagire tre condizioni
:
1. ossigeno
2. combustibile
3. temperatura
Spegnere per soffocamento
Ossigeno
Temperatura
Spegnere per raffreddamento
Combustibile
Spegnere per eliminazione
Questi tre elementi costituiscono il triangolo del fuoco ! Solo se intervengono
questi tre elementi il fuoco può bruciare. In altre parole si potrebbe dire che : eliminando
uno di questi elementi dal fuoco, esso si spegnerà o non potrà neppure
incendiarsi. Per esempio : brucia una candela, la si copre con un bicchiere, così si
toglie alla fiamma l'apporto di ossigeno ed ecco che la fiamma si spegne.
Brucia un fiammifero, dopo poco tempo l'intero fiammifero è bruciato, così non
c'è più combustibile, la fiamma si spegne.
Brucia una candela, si fa gocciolare sopra dell'acqua, l'acqua raffredda lo stoppino
togliendo il calore e la fiamma si spegne. Con queste conoscenze si facilita la
lotta contro il fuoco.
In questi tre casi si è tolto al fuoco uno degli elementi necessari per bruciare. L'ossigeno,
il combustibile e la temperatura. Con l'eliminazione di uno dei tre elementi
il fuoco si spegne.
3.2.1 Esalazioni
Negli incendi, l'80% delle vittime, non muore per ustioni ma per le esalazioni.
Ovunque ci siano esalazioni, vengono rilasciati gas tossici. I gas più nocivi sono :
monossido di carbonio ( CO ) e acido cianidrico ( HCN ). Questi gas possono avere
un' effetto soffocante, causare un' arresto cardiaco e provocare il cancro decenni
dopo. Due o tre inalazioni possono essere sufficienti per soffocare. Per questo
motivo i gas sono più dannosi delle fiamme.
62
3.3 Lotta contro l'incendio con estintori a mano
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3.3.1 Estintore a mano
Un estintore non è necessariamente adatto per qualsiasi tipo di incendio. Gli
estintori a mano sono marcati con un simbolo per la « classe di fuoco » che indica
per quale genere di incendio l'estintore è adatto.
Gli agenti estinguenti utilizzati sono :
– polvere, schiuma, anidride carbonica ( CO 2
)
3.3.2 Mettere in funzione un estintore
Esistono due diversi tipi di dispositivi d'innesto.
Importante : Su ogni scheda dell'estintore è descritta la messa in funzione e l'impiego,
e ciò sia per iscritto che con pittogrammi.
CI 1.3 Protezione antincendio
A maniglia A pulsante Semiautomatico
Togliere la sicura !
Sollevare !
Fatto !
63
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Estintore a cartuccia o a pressione continua
Cosa significano questi termini?
Gli estintori sono dei dispositivi di sicurezza che in caso di incendio devono contribuire
a salvare vite umane e valori materiali. Perciò è importante avere degli
estintori di qualità che garantiscano il perfetto funzionamento in caso di necessità.
A cartuccia ( ricarica )
Un estintore a cartuccia, fino al momento dell’uso, tiene il
gas propellente immagazzinato in una bombola propellente
dalle pareti particolarmente spesse. La superficie di
tenuta stagna è minima di conseguenza un malfunzionamento
per cattiva manutenzione con questo estintore è
pressoché escluso.
Estintore a pressione continua
I semplici « estintori standard », gli estintori a pressione
continua, richiedono poca manutenzione tecnica. L'agente
estinguente e il gas propellente si trovano in un contenitore.
Il contenitore è costantemente sotto pressione. La superficie
a tenuta stagna è relativamente grande. Se non si
effettua una regolare e accurata manutenzione, è possibile
che ci sia una lenta perdita di pressione e dunque potrebbe
fallire il suo funzionamento al momento dell’utilizzo.
64
3.4 Le classi di fuoco secondo la norma EN2
Incendi di materiali solidi che di solito bruciano formando
della brace
Legno, carta, paglia, tessuti, gomma, carbone, materiale plastico
( duroplasti )
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Incendi di sostanze liquide o sostanze solide che si liquefanno
Benzina, olio, grasso, vernice, cera, catrame, resina, plastica
Incendi di gas
Acetilene, metano, propilene, butano, gas naturale, idrogeno
Incendi di metalli
alluminio, magnesio, titanio, sodio, potassio, calcio, bario,
berillio, litio
Incendi di oli e grassi alimentari
( oli o grassi vegetali o animali )
Incendi di grassi e oli in friggitrici o apparecchi per la cottura
con grasso e in altri apparecchi e impianti domestici
CI 1.3 Protezione antincendio
Lotta contro gli incendi nel settore di impianti elettrici a bassa tensione
( fino a 1000 Volt )
Tutti gli estintori omologati in applicazione della norma EN 3
sono ammessi anche per combattere incendi di apparecchiature ed impianti
sotto tensione ( anche estintori ad acqua e schiuma ).
Sono dotati di chiare avvertenze :
« Attenzione con impianti elettrici. Applicare solo fino a 1000 Volt; distanza
minima 1 m »
Estintori omologati in applicazione della vecchia norma, sono marcati con
un pittogramma della classe di fuoco E.
65
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Incendio batterie agli ioni di litio
Le batterie agli ioni di litio, sono sempre più di utilizzate. Queste batterie sono
diventate indispensabili per vari dispositivi e mezzi di trasporto. Sono in grado di
immagazzinare una grande quantità di energia in un piccolo spazio e si ricaricano
velocemente, ma non sono innocue. Per questo motivo é necessario considerare
tre punti.
Batterie agli ioni di litio :
– Range di carica corretta 10 – 30 gradi.
– La ricarica delle batterie deve essere eseguita con il caricabatterie in dotazione.
– Non danneggiare. A volte le batterie possono cadere sul pavimento. Se si nota
che la batteria si comporta in modo insolito durante la carica, ad esempio impiega
troppo tempo a caricarsi o diventa molto calda, è necessario sostituirla.
In ogni caso, se la batteria presenta segni di deformazione o danni meccanici,
potrebbe esserci il rischio di un imminente incendio spontaneo.
I dispositivi moderni e di alta qualità dispongono solitamente di sistemi intelligenti
di gestione della batteria, che riducono notevolmente il rischio di autocombustione.
Batteria Li-Ionen
66
3.5 Etichettatura degli estintori secondo la norma EN3
Feuerlöscher
Extincteur · Estintore
12 kg ABC-Pulver/Poudre/Polvere
55 A 233 B C
1
2
3
Sicherungslasche abziehen.
Arracher la sûreté.
Strappare la levetta di
sicurezza.
Handgriff ruckartig
anheben.
Tenir l’appareil par poignée.
Impugnare l’estintore.
Löschpistole drücken.
Presser sur la poignée
du pistolet.
Azionare la pistola.
Vorsicht bei elektrischen Anlagen.
Nur bis 1000 V; Mindestabstand 1 m.
Prudence avec les installations électriques
jusqu’à 1000 V. Distance minimale 1 m.
Attenzione su impianti elettrici.
Solo fino a 1000 V.
Tenere una distanza minima di 1 m.
Löschmittel: 12 kg ABC-Pulver
ADEX
Treibmittel: 280 g CO2
K.A. Blöchliger AG
GLORIA Alleinvertretung Schweiz
Widmenhalde 11
8953 Dietikon
948 502-00
Funktionsbereich: – 30 ºC bis + 60 ºC
VKF-Nr:
16522 EN 3/P 12 S
Typ/Artikel: P 12 Premium/P 12 P
Telefon 0447523231
Fax 0447523220
www.k-a-b.ch
info@k-a-b.ch
948 418-00
Instandhaltungs-Nachweis
neuer Löscher:
t
Sachkundiger:
t
nächste Prüfung:
t
Contenuto
e agente estinguente
Unterschrift:
Istruzioni per l'uso in forma
scritta e pittogrammi
Nach jeder Betätigung neu füllen!
Löscher mindestens alle 2-3 Jahre
warten.
Nur Lösch- und Treibmittel sowie
Ersatzteile verwenden, die mit dem
zugelassenen Produkt übereinstimmen.
Recharger complètement après
chaque utilisation.
Contrôler l’appareil au moins
tous les 2-3 ans.
Utiliser seulement des agents
d’extinction et de propulsion
qui correspondent au produit
homologué.
Ricaricare dopo ogni intervento.
L’estintore deve essere revisionato
ogni 2-3 anni al più tardi.
Usare solo agenti di estinzione/
propulsori e pezzi di ricambio
omologati.
Classi di fuoco
Avvertenza : Attenzione
con impianti elettrici
Descrizione tecnica
e indicazioni del produttore
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CI 1.3 Protezione antincendio
67
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3.6 Le classi di incendio e gli agenti estinguenti
Non tutti gli estintori possono essere utilizzati per qualsiasi tipo di incendio.
I tre tipi di agenti sono ( liquido, solido e gaseiforme ) ed intervengono producendo
una o più azioni utili ad interrompere la combustione. Il loro uso dipende dal
tipo di combustibile che caratterizza la Classe degli incendi.
Per incendi generati da metalli ( classe di fuoco D ) è possibile utilizzare unicamente
estintori per metalli infiammabili.
Brandklassen/Löschmittel
Classe d’incendie/Agent extincteur
Classi di fuoco/Agenti estinguenti
Brände an elektr.
Anlagen bis 1000 V
Incendie sur installations
électr. jusqu’à 1000 V
Incendi su impianti
eletr. sino a 1000 V
Schaum-Feuerlöscher
Extincteur à mousse
Estintori a schiuma
Pulver-Feuerlöscher
Extincteur à poudre
Estintori a polvere
Kohlendioxid-Feuerlöscher
Extincteur à dioxyde de carbone
Estintori ad anidride carbonica
Fettbrand-Feuerlöscher
Extincteur pour feu de graisse
Estintori per grassi
Metallbrand-Feuerlöscher
Extincteur pour feu de métaux
Estintori per metalli infiammabili
Nasslöschposten
Poste d’incendie
Posti antincendio
Löschdecke
Couverture d’extinction
Coperta antifiamma
geeignet
approprié
adatto
nur bedingt geeignet
sous certaines conditions
adatto solo in parte
68
3.7 Uso corretto degli estintori
Spegnere solo se non c'è pericolo per la propria incolumità!
– Spegnere il fuoco in direzione del vento.
– Non spruzzare a caso sulle fiamme.
– Estinguere con la nuvola di polvere e
non con il getto di polvere.
2. Edizione 2025
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– Iniziare davanti e spegnere dal basso
verso l'alto.
– Distribuire l'agente estinguente su tutto
il focolaio.
– Usare solo tanto agente estinguente
quan-to serve per spegnere il fuoco.
Manutenzione
– Incendi a goccia e a espansione vanno
spenti dall'alto verso il basso.
– Impiegare più di un estintore contemporaneamente,
non consecutivamente.
Contemporaneamente = maggiore forza
d'estinzione
– Tenere sotto osservazione il luogo
dell'incendio.
– Attenzione al riavvivarsi dell'incendio.
– Tenere pronta una riserva di agente
estinguente.
– Gli estintori usati non vanno rimessi a
posto.
– Devono essere immediatamente riempiti.
69
CI 1.3 Protezione antincendio
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4. Primo soccorso
La valutazione della situazione d’emergenza ha la massima priorità per il primo
soccorso alfine di poter assistere correttamente e, di conseguenza, evitare ulteriori
danni a pazienti e soccorritori.
Preparazione :
– L’autoprotezione ha la massima priorità.
– Indumenti di protezione adeguati per i collaboratori.
– Rispettare il piano d’emergenza dell’azienda.
– Tutti i collaboratori devono conoscere l’ubicazione della farmacia d’emergenza,
il locale del primo soccorso, il soccorritore aziendale, la valigia dell’ossigeno
e l’apparecchio DAE.
4.1 Persona ferita o priva di sensi
Posizionamento di una persona non cosciente
Quando una persona incosciente è in posizione supina, i riflessi protettivi come
la tosse o i conati di vomito scompaiono. Il contenuto dello stomaco può rifluire
nell'esofago ed entrare nella trachea. Questo porta la persona colpita al soffocamento.
Nella posizione laterale stabile, invece, le vie aeree rimangono libere. La
bocca diventa il punto più basso del corpo. Il vomito o il sangue fuoriescono e la
persona può essere stabilizzata.
70
Obiettivi :
– Vie respiratorie libere
– Secrezione garantita
– Stabilizzazione
Tutte le operazioni devono essere spiegate al paziente privo di coscienza che continua
comunque a percepire l'ambiente circostante.
2. Edizione 2025
Svolgimento :
– Togliere dalle tasche occhiali e oggetti solidi.
– Posizione laterale e proteggerlo da eventuali fattori atmosferici
– Allarmare
– Continuare ad accudire il paziente
– Controllare regolarmente la respirazione
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4.2 Schema BLS-DAE
Rapido controllo della sicurezza della scena
Persona priva di coscienza; Respirazione assente o anormale
Respirazione normale?
Posizione laterale; posizione per persone
conperdita di coscienza
CI 1.3 Primo soccorso
Chiamare aiuto; Allarmare Tel 144; Richiedere o prendere il DAE
30 compressioni toraciche seguite da 2 vetilazioni
Compressioni toraciche
- Luogo di compressione al centro
della cassa toraciche
- 100 – 120 / min
- 5 – 6 cm di profondità
- Rilasico completo
- Interruzione minimale
- Superficie dura se possibile
Bambini
- Se non è disponibilie alcun telefono
cellulare, eseguire 1 minuto
di RCP prima di allarmare
- Iniziare con 5 ventilazioni
- Rapporto 15:2
- Compressioni toraciche 1 / 3
del
diametro della cassa toraciche
All‘arrivo del DAE accendere e seguire le istruzioni
Direttive rianimazione 2010 Swiss Resuscitation Council (SRC).
71
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Lo schema BLS-DAE è uno schema operativo conosciuto su scala internazionale
per la valutazione di pazienti. L’obiettivo dello schema BLS-DAE è quello di riconoscere
disturbi o minacce alle funzioni vitali e di dedurne i provvedimenti immediati
per salvare la vita.
4.3 Compressioni / ventilazioni
Compressione toracica passo per passo
– liberare il torace del paziente
– cercare punto di pressione : al centro della gabbia toracica
– portarsi in posizione, delle mani e del corpo
– mani una sopra l’altra
– braccia tese
– spalle perpendicolari sul punto di pressione
– comprimere lo sterno a una profondità min. di 5 - 6
cm
– Svolgimento del movimento :
– le mani restano sullo sterno
– ogni volta rilassare completamente
– l’articolazione dell’anca è il punto di rotazione
– 100 - 120 compressioni al minuto
– rapporto di 30 compressioni a 2 ventilazioni
– ricercare sempre il punto di rotazione
*Thorax = torace
Ventilazione artificiale passo per passo
– disporre il paziente sulla schiena sdraiato per terra
– inginocchiarsi lateralmente accanto alla spalla del paziente
– piegare con cautela la testa del paziente all'indietro, sollevare il
mento e chiudere le narici del paziente stringendole con pollice
e indice della mano posizionata sulla fronte
– Prendere fiato normalmente, quindi appoggiare la propria bocca
sulla mascherina (respirazione bocca-maschera) o – in assenza di
mezzi protettivi – direttamente sul naso della persona (respirazione
bocca-naso). Se non si è in grado di fare le ventilazioni continuare con le sole
compressioni senza interrompersi
72
4.4 Posizionamento degli elettrodi
Perché la corrente elettrica possa scorrere in maniera
ottimale attraverso il muscolo cardiaco si devono
posizionare gli elettrodi come segue :
Elettrodo di destra :
spalla destra immediatamente sotto alla clavicola
Elettrodo di sinistra :
lateralmente al torace
2. Edizione 2025
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I punti di posizionamento degli elettrodi devono
essere asciutti e puliti ed eventualmente dovranno
prima essere rasati. Mentre si incollano gli elettrodi,
continuare il massaggio cardiaco.
Funzionamento del defibrillatore :
Collegare gli elettrodi al defibrillatore e seguire le istruzioni.
In caso di malfunzionamenti del defibrillatore, continuare con il massaggio cardiaco
per tutta la durata del trattamento.
Erogare la scarica elettrica :
Prima di erogare la scarica elettrica avvisare a voce alta e chiaramente :
– non avvicinatevi
– non toccare il paziente
– attenzione, scarica
Pericoli del DAE :
– superficie del fondo conducente ( non isolato )
– molta acqua
– cerotto medicinale
– gioielli
CI 1.3 Primo soccorso
73
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4.5 Emostasi
Attenzione all’autoprotezione : Indossare sempre dei guanti !
In caso di forte sanguinamento :
– Disporre la persona ferita in posizione stesa.
– Adagiare la parte ferita del corpo in alto.
– Pressione sulla ferita con materiale assorbente.
– Fermare il sanguinamento con una fasciatura di compressione.
– Se non è possibile fermare il sanguinamento, aggiungere un’altra fasciatura di
compressione direttamente sopra alla prima.
– Dopo aver arrestato il sanguinamento, posizionare la parte ferita del corpo in
alto e tenere fermo.
– Allarmare, sorvegliare lo stato generale del paziente e assisterlo.
74
4.6 Intossicazioni, ustioni
Preparazione
– Rispettare il piano d’emergenza dell’azienda.
– Assistenza : Numero informazioni del centro tossicologico di Zurigo ( 0 )145. 1 )
Tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori devono essere informati e preparati
Cosa mi devo comportare:
– Sul mio posto di lavoro in caso di inalazione di sostanze velenose?
– Al contatto di sostanze velenose con gli occhi ( esercitarsi a fare la doccia oculare )?
– In caso di contatto delle sostanze pericolose con la pelle?
– Dopo aver ingerito o aver avuto un contatto orale con sostanze velenose?
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L’autoprotezione ha la massima priorità
– anche e soprattutto nel primo soccorso.
Indossare dispositivi di protezione individuale
– Abbigliamento di protezione
– Guanti
– Occhiali di protezione
– Scarpe di sicurezza
– Seguire le prescrizioni delle direttive interne per la sicurezza
Sostanze tossiche si possono assimilare attraverso…
CI 1.3 Primo soccorso
la pelle ( intossicazione cutanea ) : a contatto con liquidi o sostanze
solide
la bocca ( orale ) : ingerimento di sostanze solide o liquide
il naso ( inalazione ): respirazione di gas o vapori tossici o polveri
gli occhi : contatto per spruzzi, vapori, polveri, mani sporche
1 )
Molte informazioni preziose relative alla concreta sostanza pericolosa spesso sono descritte esaurientemente
anche in Internet.
75
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4.6.1 Contatto con la pelle
Pelle ( cutanea ) : a contatto con liquidi o sostanze solide
Pericoli per i soccorritori
I liquidi o la polvere fuoriusciti costituiscono un grande pericolo anche per i soccorritori.
Osservare assolutamente l’autoprotezione e indossare dispositivi di protezione
individuale.
Primo soccorso
– Allarmare
– Togliere immediatamente gli abiti in questione
– Non sfilare mai gli abiti da sopra la testa ( contatto con faccia e occhi, inalazione )
– Se necessario tagliare gli abiti
– Lavare immediatamente il paziente a lungo con acqua corrente ( doccia
d’emergenza )
– A seconda della sostanza pericolosa usare anche sapone
– Se disponibile utilizzare immediatamente una doccia oculare
– Esaminare sempre se i pazienti presentano eventuali altri problemi
4.6.2 Assunzione orale
Bocca ( orale ) : ingerimento di sostanze solide o liquide
Pericoli per i soccorritori
– L’autoprotezione ha la massima priorità
Primo soccorso
Per i pazienti con disturbi alle funzioni vitali :
– Allarmare
– In caso di perdita di coscienza: posizione laterale stabile
In caso di perdita di coscienza senza respirazione: rianimazione secondo
BLS - DAE
– I pazienti che hanno tentato il suicidio devono essere sottoposti a trattamento
medico
– Non provocare vomito; a meno che non ci siano istruzioni specifiche
– da parte del medico
– da parte della Tox Info Suisse ( tel. 145 )
– Esaminare sempre se i pazienti presentano eventuali altri problemi
76
4.6.3 Inalazione di sostanze tossiche
Naso ( inalazione ) : respirazione di gas o vapori tossici o polveri
Pericoli per i soccorritori
– Non è permesso entrare in locali con fumo o gas pericolosi
– Possono sorgere grandi problemi con le vie respiratorie e i polmoni
2. Edizione 2025
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Primo soccorso
– Allarmare
– È imperativo comunicare quale sostanza è fuoriuscita
– Prestare assolutamente attenzione all’autoprotezione
– Indossare dispositivi di protezione individuale
– Apporto d’aria fresca 2 )
( solo se non vi è pericolo d’incendio e se la protezione individuale non è in
pericolo )
– Ogni persona che è stata evacuata dal fumo o dai gas tossici deve obbligatoriamente
essere sottoposta a visita medica per ulteriori chiarimenti.
– Mantenere libere le vie respiratorie
– In caso di pazienti in stato d’incoscienza o che hanno subìto offuscamento della
coscienza / dei sensi ma che respirano normalmente :
– Posizione laterale di sicurezza
– Controllo continuo
– In caso di stato d’incoscienza senza respirazione normale :
– Rianimazione BLS-DAE
– Esaminare sempre se i pazienti presentano eventuali altri problemi
CI 1.3 Primo soccorso
2 )
L'effetto dei gas o dei vapori inalati sulle vie respiratorie può essere ritardato, ma avere ripercussioni
anche gravi permanenti. È quindi importante dare l'allarme a titolo precauzionale.
77
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4.6.4 Contatto oculare con sostanze tossiche
Occhi : contatto per spruzzi, vapori, polveri, mani sporche
Pericoli per i soccorritori
– Prestare assolutamente attenzione all’autoprotezione
– Dispositivi di protezione personale
– Ferite intorno all’area degli occhi – soprattutto se non vengono curate rapidamente
– possono causare danni difficili da guarire o permanenti.
Primo soccorso
– Allarmare
– Un risciacquo con doccia oculare di almeno 10 minuti.
– Consultare immediatamente un oftalmologo oppure l’oftalmologia di un ospedale.
– Coprire entrambi gli occhi con compresse oculari
– Esaminare sempre se i pazienti presentano eventuali altri problemi.
Se non è disponibile una doccia oculare, fare attenzione alla direzione del getto
d'acqua utilizzato per lavare l'occhio !
Fonte immagine :
www.werkstatt-king.de
Lavaggio oculare
78
4.7 Ustioni
Ustioni e scottature possono variare nella profondità.
Con il forte impatto di temperatura al corpo vengono asportati liquidi vitali. Possono
essere causate da oggetti surriscaldati, radiazioni, fuoco, fuochi d’artificio,
elettricità, fulmini, liquidi surriscaldati o vapori..
I gradi di ustione
– 1° grado : arrossamento della pelle ( come p. es. scottature solari )
– 2° grado : vescicazione o incrostamento della pelle
– 3° grado : carbonizzazione, cauterizzazione della pelle e del tessuto sottostante
2. Edizione 2025
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Spegnere immediatamente l’abbigliamento che brucia
– Rotolare per terra i pazienti o oppure arrotolare in una coperta antincendio
/ coperta di lana
– Estintore
Primo soccorso
Allarmare velocemente il 144 oppure il 1414!
– Prestare attenzione all’autoprotezione
– Allarmare
– Spegnere immediatamente l’abbigliamento che brucia
– Rotolare per terra i pazienti oppure con coperta antincendio
– Possono sorgere massicci problemi respiratori
– Raffreddare la bruciatura sotto acqua tiepida corrente per almeno 15 minuti.
Fino a quando la persona non sente più dolore e la parte usionata non è più
arrossata.
– Coprire le aree del corpo in questione con fasciature pulite e asciutte non
adesive. Molto adatte a questo scopo sono le pellicole trasparenti salvasapore
– Proteggere il resto del corpo dall’ipotermia, per esempio con una coperta di
salvataggio
– Esaminare sempre se i pazienti presentano eventuali altri problemi
79
CI 1.3 Primo soccorso
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4.8 Inalazione di gas da combustione
– Avvelenamento da gas da combustione
– Trauma d’inalazione
In caso di incendio vengono liberati innumerevoli gas tossici.
Se si respira monossido di carbonio ( CO ) si impedisce a lungo termine una sufficiente
ossigenazione.
I soccorritori devono osservare :
– Prestare assolutamente attenzione all’autoprotezione
– Non è permesso entrare in locali con fumo o gas pericolosi
– Dispositivi di protezione personale ( DPI )
– Guanti
– Occhiali di protezione
– Allarmare
– I pazienti possono essere soccorsi solo da persone specializzate con equipaggiamento
adatto
– Dare ossigeno al paziente evacuato
– Controllo continuo
– Ogni persone che è rimasta esposta senza protezione a gas da combustione,
gas corrosivi o vapori bollenti anche solo per breve tempo, deve assolutamente
essere sottoposto a controllo ospedaliero.
4.9 Infarto
Un arresto cardiaco può verificarsi apparentemente in modo asintomatico. Tuttavia,
è spesso preceduto da uno scompeso cardiaco o da un'aritmia. L'arresto
cardiovascolare di solito si verifica nelle prime ore dopo l'insorgenza dei sintomi
dell'infarto.
Sintomi
– Dolore opressivo al centro del petto della durata superiore ai 10-15 minuti
– Il dolore persiste e non si attenua neanche a riposo
– Associato a mancanza di respiro (respiro corto)
– Dolore che si estende alle braccia, alle spalle e al collo/gola
– Nausea, pallore, debolezza, sudorazione
– Il dolore è costantemente presente
80
Misure di primo soccorso
– Prenditi cura della tua sicurezza
– Allertare la centrale di emergenza 144
– Posizionamento secondo i desideri del paziente (se possibile, parte superiore
del corpo leggermente sollevata e gambe leggermente sollevate)
– Eventualmente somministrare al paziente i suoi farmaci cardiaci
– Abiti attillati aperti
– Rassicurare la persona
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4.10 Ictus
È importante riconoscere rapidamente un ictus e reagire correttamente.
Nella maggior parte dei casi, si verificano uno o più dei seguenti sintomi.
– Paralisi improvvisa, disturbi sensoriali o debolezza, di solito solo su un lato del
corpo (viso, braccio o gamba)
– Cecità improvvisa (spesso in un solo occhio) o visione doppia
– Incapacità di esprimersi o di comprendere ciò che viene detto
– Forti vertigini con incapacità di camminare
– Mal di testa improvviso, insolito, forte
Misure di primo soccorso
– Prenditi cura della tua sicurezza
– Indirizzo persona
– Allertare la centrale di emergenza 144
– Far sdraiare la persona e proteggerla dal raffreddamento (giacca, coperta o
pellicola di salvataggio)
– Prendersi cura della persona fino all'arrivo dei servizi di emergenza
CI 1.3 Primo soccorso
Integrazione delle misure di primo soccorso – Regime FAST
– Face (Viso): chiedi alla persona di sorridere: noti una paralisi unilaterale nel
viso?
– Arms (Braccia): la persona può sollevare entrambe le braccia?
– Speech (Discorso): capisci cosa sta dicendo la persona?
– Time (Tempo): allerta 144
81
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corsi interaziendali in logistica
5. Entrata merce
Ogni ricevimento di merce si basa su un ordine. Ciò significa
che l'azienda ha ordinato uno o più articoli, che ora vengono
consegnati. La ricezione della merce inizia con l'accettazione
della consegna e rappresenta il primo passo che si compie
quando i prodotti vengono consegnati. La merce viene accettata
e controllata in base a diversi criteri. La consegna può es-
ENTRATA MERCE
sere pianificata o non pianificata. Le consegne pianificate
sono consegne programmate. Le consegne che avvengono all'improvviso sulla
porta di casa o in azienda sono chiamate consegne di merci non pianificate. Nella
maggior parte delle aziende, un ricevimento merci è suddiviso in due fasi.
ENTRATA MERCE
ACCETTAZIONE DELLA MERCE
CONTROLLO MERCE IN ENTRATA
È possibile preparare un'entrata merci pianificata
– Preparazione al ricevimento
– Lista di controllo per la preparazione dell'entrata merci:
– Presenza dei documenti di trasporto (bolla di consegna, documenti doganali).
– Disponibilità delle attrezzature e dei mezzi (ad es. carrelli elevatori, transpallet
manuali, pallet).
– Assegnare un'area di scarico sicura.
– Strumenti per garantire la sicurezza.
– Abbigliamento di sicurezza (ad es. caschi, scarpe antinfortunistiche).
– Segnali di avvertimento e barriere nell'area di scarico.
– Dispositivi di comunicazione (ad es. radio).
82
EnterSite AG
Firma NoMo
5.1 Accettazione della merce
Per eseguire correttamente un ricevimento della merce in entrata, solitamente si
procede seguendo quattro fasi.
1. Identificazione
2. Controllo generale
– Confrontare l'indirizzo sui documenti di consegna
con quello dell'azienda.
– Verifica delle quantità come da ordine al fornitore.
– Verificare l'assenza di danni esterni
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3. Procedura di
interscambio
– Considerare il pooling delle palette
4. Accettazione – Data e firma
5.1.1 Identificazione della fornitura
Identificazione significa anche « verifica ». L'indirizzo riportato nell'etichetta posta
sulla paletta o sulla bolla di consegna viene controllato per verificare che corrisponda
all'indirizzo del destinatario.
La forma dell'etichetta
La forma dell'etichetta o della bolla di consegna delle merci può variare. L'azienda
ne specifica quali dati sono visibili ed elencati.
CI 3.1 Entrata merce
Esempio di etichetta di merce in entrata :
Indirizzo di fornitura
EnterSite AG
Abt. Warenannahme
Rigistrasse 2
CH- 5102 Rupperswil
Mittente
Emmi AG
Seetalstrasse 200,
6032 Emmen
Posizioni Peso Unità di
carico
10, 400.1115.00, Bifidus Erdbeere
20, 400.1114.00, Bifidus Banane
30, 400.1116.00, Bifidus Vanille
Lieferadresse:
120 kg 1 EWP
Absender
83
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La bolla di consegna
Una bolla di consegna contiene tutti
i dati concernenti la consegna della
merce. Oltre ai dati concernenti gli articoli
( numero e descrizione ) contiene
anche
– l' indirizzo di consegna
– il mittente
– la data di consegna
– il peso della merce
– la quantità
– il dettaglio degli attrezzi interscambiabili
utilizzati per il trasporto.
Bolla di consegna Nr. 5468134
Ordine Nr. 450073156213
Indirizzo di consegna:
Indirizzo di fatturazione:
SWISSLOGISTICS
SWISSLOGISTICS
Reparto entrata merci
Reparto contabilità
Via Cantonale 91 Via Ferriere 11
CH- 6595 Riazzino
CH- 6512 Giubiasco
Pos. Art Nr. Descrizione UDC Unità di
imballaggio
Quantità
10 400.1115.00 Bifidus Erdbeere Palette 1 50
20 400.1114.00 Bifidus Banane Palette 1 50
30 400.1116.00 Bifidus Vanille Palette 1 50
Osservazioni
Esempio di una bolla di consegna :
Data di consegna: Trasportatore: Ricevimento merce:
Una bolla di consegna, come l'etichetta, può variare nella forma.
Sulla bolla di consegna possono essere presenti delle abbreviazioni:
– UDC Unità di carico
ALS 3.1.1_V1 Seite 1 12.09.2024
In Svizzera esistono requisiti specifici per la correzione delle bolle di consegna,
che derivano dai principi generali del Codice delle obbligazioni (CO) e dalle disposizioni
del diritto commerciale. Ecco alcuni passaggi da seguire per correggere
correttamente una bolla di accompagnamento o di consegna:
Le correzioni devono essere contrassegnate in modo chiaro. Si consiglia di barrare
la voce originale e scrivere accanto ad essa le informazioni corrette. Idealmente,
questo dovrebbe essere fatto in un colore diverso per rendere più visibile la correzione.
– Firma: la persona che effettua la correzione deve confermarla con la propria
firma. Questo serve come prova che la correzione è autorizzata.
– Data della correzione: va annotata la data in cui è stata effettuata la correzione.
– Documentazione: conservare una copia della bolla di consegna originale e della
versione corretta. Questo è importante per la contabilità e può essere utile
in caso di controversie.
– Informare le parti coinvolte: informare tutte le parti interessate (ad esempio
il trasportatore o il fornitore) della correzione, perchè la correzione potrebbe
influire sulla fatturazione o su altri aspetti legali.
84
È importante che le correzioni siano chiare e comprensibili per evitare malintesi o
problemi giuridici. In caso di dubbi, potrebbe essere consigliabile richiedere una
consulenza legale o consultare un commercialista.
CO Art. 184
– 1 La compera e vendita è un contratto per cui il venditore si obbliga consegnare
l’oggetto venduto al compratore ed a procurargliene la proprietà
e il compratore a pagare al venditore il prezzo.
– 2 Salvo patto od uso contrario, il venditore e il compratore sono tenuti ad
effettuare contemporaneamente le loro prestazioni.
3
Il prezzo è sufficientemente determinato quando possa esserlo a norma
delle circostanze.
2. Edizione 2025
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5.1.2 Controllo generale
Tutte le merci consegnate vengono controllate in base a diversi criteri.
I seguenti punti sono importanti per un controllo generale :
– Controllo visivo : l'imballaggio è in ordine?
– Controllo delle quantità : confrontare le quantità e il numero degli articoli con
la bolla di consegna.
Un controllo dettagliato viene effettuato successivamente con il controllo delle
merci in entrata. Se l'imballaggio è in ordine e la quantità corrisponde, la consegna
viene accettata senza ulteriori procedure. Se il numero degli articoli o la
quantità consegnata non corrisponde, ciò viene annotato sulla bolla di consegna.
Se l'imballaggio è danneggiato, è sempre necessario scattare una foto e compilare
il rapporto del danno.
CI 3.1 Entrata merce
Importante per gli addetti e gli impiegati in logistica
In caso di danni o differenze, è necessario consultare il responsabile. Qualsiasi tipo
di danno deve essere fotografato, descritto sulla bolla di consegna e la bolla di
consegna va fatta firmare dall'autista.
85
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5.1.3 Procedura di interscambio
Quando si riceve la merce, bisogna prestare sempre attenzione ai contenitori interscambiabili.
La merce viene consegnata in contenitori ( unità di carico ) diversi.
Si distingue tra unità di carico interscambiabili e monouso. Se la consegna avviene
con un contenitore usa e getta, di solito questo finisce tra i rifiuti.
Una procedura di scambio può essere effettuata in vari modi. La forma più semplice
di scambio è quella di « un cambio pari ». Viene restituita la stessa quantità
di contenitori/unità di carico consegnata.
La gestione di un conto corrente è più complicata e comporta un lavoro supplementare.
Con un conto corrente, il dare e l'avere delle unità di carico devono essere
aggiornati in modo continuativo. Questo tipo di procedura è spesso utilizzata
nelle aziende in cui si effettuano consegne e spedizioni regolari.
I seguenti supporti di carico appartengono al sistema di pool aperto per lo scambio di
palette, contorni e coperchi EPAL.
400 mm
144 mm
800 mm
1200 mm
Criteri di scambio per palette, contorni e coperchi EPAL
ABC ritirate
Setz consegnate
Data Giorno Pal. Telai Coperchi Pal. Telai Coperchi
28.08.XX mer 15 5 10 10 10 10
29.08.XX gio 10 5 15 5 10
30.08.XX ven 25 20 15 15
Totale 50 25 15 40 15 35
Saldo ritirati consegnati differenza + / –
Palette 50 40 – 10
Telai 25 15 – 10
Coperchi 15 35 + 20
Esempio : Il conto corrente lo compila la ditta ABC.
86
5.1.3.1 Caratteristiche del pallet EPAL
4
2. Edizione 2025
6
1
5
2
3
1
Blocchetto centrale con marchio trattamento
ad alta temperatura HT, IPPC e graffa di controllo
2
7
ASFL SVBL
3
1 Marcatura a fuoco ( European Pallet Association ).
2 Graffa di certificazione con sigla di qualità EPAL.
3 Marcatura a fuoco IPPC* sul blocchetto centrale secondo le direttive
fitosanitarie internazionali ( obbligatorio dal 01.2010 ). Sotto la marcatura a
fuoco HT : il numero di licenza del costruttore, l’anno e mese di produzione.
4 Disposizione dei chiodi secondo normativa EPAL.
5 Assi portanti di base.
6 Le assi longitudinali sono piallate, assicurano la stabilità. Il legname EPAL viene
sempre essiccato così da evitare la formazione di muffa.
7 Il chiodo di controllo certifica il controllo qualità della paletta riparata e
porta il numero di licenza del riparatore.
CI 3.1 Entrata merce
Una paletta a norma EPAL pesa tra i 20 e 25 kg.
* IPPC = International Plant Protection Convention
( Convenzione internazionale per la Protezione dei Vegetali. )
ISPM 15 = International Standards For Phytosanitary Measures
( Normativa internazionale per le musure fitosanitarie. )
Oltre al sistema EPAL, che fa parte del pool di scambio aperto, esiste anche il
il pooling CHEP.
87
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5.1.3.2 Scambio dei supporti di carico in pooling chiuso
Commercianti CHEP
Mittente
Distributore
Le palette CHEP
Le palette CHEP vengono noleggiate con il sistema pooling chiuso. CHEP gestisce
il noleggio, la consegna dei pallet, il recupero e le attività di controllo qualità dei
pallet. L’interscambio come nel caso di un pool di palette aperto non è possibile.
Le palette CHEP sono in uso in tutto il mondo.
CHEP = Commonwealth Handling Equipment Pool
I vantaggi del sistema CHEP
– Concentrati nell’attività principale
– Nessuno costo di approvvigionamento = nessuno vincolo di capitale
– Niente costi di riparazione
– Niente costi di smaltimento per palette difettose
– Niente scambio di palette = riduzione dei costi di trasporto
– Niente lavoro di smistamento = riduzione dei costi per il personale
– Niente amministrazione dei conti di interscambio delle palette con i clienti
– Elevata qualità delle palette
– Risparmio di risorse e rispetto dell'ambiente
– Elevato gradimento nel commercio
5.1.4 Accettazione
Dopo ogni ricevimento della merce la consegna viene accettata. Nella maggior
parte delle aziende la firma viene apposta, sulla bolla di trasporto o di consegna,
con timbro di accettazione con riserva.
– Timbro dell'azienda e / o accettazione con riserva
– Firma
– Se necessario, scrivere i difetti o le differenze riscontrate sulla bolla di trasporto
o di consegna.
88
5.2 Controllo merce in entrata
Il controllo della merce in entrata avviene, nella maggior parte delle aziende subito
dopo l'accettazione della consegna delle merci. A seconda dell'azienda e della
tipologia della merce, si procede al controllo in base a diversi criteri.
– Descrizione e colore
– Quantità
– Forma e misure
– Dimensioni, peso
– Data di scadenza
– Temperatura e umidità
– Qualità
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Durante il controllo dettagliato bisogna rispettare le linee guida operative presenti
in azienda.
5.2.1 Sicurezza nell'apertura di imballaggi e contenitori
Dispositivi di protezione individuale (DPI)
– Scarpe antinfortunistiche: proteggono i piedi da oggetti pesanti.
– Guanti: proteggono le mani da tagli e contatto con sostanze chimiche.
– Occhiali di sicurezza: proteggono gli occhi da polvere e schegge.
– Casco: necessario nelle aree in cui esiste il rischio di caduta di oggetti.
Utilizzo degli attrezzi di lavoro
– Utilizzare attrezzi idonei (ad es. taglierino, forbici, tronchesi, cesoie ecc.) per
aprire l'imballaggio in sicurezza.
– Tenere sempre la lama del taglierino lontana dal corpo e aprire la confezione
su una superficie stabile.
CI 3.1 Entrata merce
5.2.2 Descrizione
La descrizione di un articolo viene solitamente verificata tramite la bolla di consegna
e l'etichetta del prodotto presente sulla confezione o sulla paletta.
5.2.3 Quantità
Il conteggio della merce richiede la massima attenzione. Il numero di articoli o il
peso indicato sulla bolla di consegna possono riferirsi a singoli articoli, all'unità di
vendita o all'unità di consegna. Il controllo del conteggio si estende solitamente
al numero di colli. Il controllo del contenuto ( numero di unità per confezione ) è di
solito limitato a controlli a campione casuali.
Esistono diverse tecniche di conteggio per contare e controllare efficacemente il
numero di unità.
89
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Quantità per strato moltiplicato per la quantità degli strati
Una tecnica razionale di conteggio è quella di stabilire la quantità per strato e susseguentemente
moltiplicare il risultato con il numero degli strati. A condizione
che ogni strato sia costituito da una quantità uguale.
Esempio : Numero di cartoni per strato 9
Numero di strati 5
Determinazione della quantità 5 x 9 = 45
Conoscere le tabelline
Chi padroneggia le « tabelline » deve fare meno calcoli.
Per un’impiegata o un impiegato in logistica è vantaggioso
padroneggiare le tabelline fino a quella del 15,
meglio ancora fino a quella del 25. Così risparmia molto
tempo nella calcolazione. Imparare a memoria non
sembra allettante, ma costituisce un metodo provato
per rafforzare la capacità cerebrale.
5
Effettuare la moltiplicazione passo dopo passo
La moltiplicazione di grandi numeri si può semplificare
suddividendola in due ( o più ) calcoli individuali.
3 3
La bilancia contapezzi di precisione è una bilancia con la quale si stabiliscono,
per pesatura, le quantità. Funzionamento : si pesa una quantità di riferimento ( p.
es. 10 pezzi ) da salvare come peso di riferimento. Susseguentemente la bilancia
calcola ogni pesatura in paragone alla quantità di riferimento indicando automaticamente
il numero di pezzi.
90
Istruzioni
Tarare :
– Accendere la bilancia e attendere che tutte le indicazioni siano a 0
– Appoggiare il contenitore vuoto
– Premere il tasto T
– Verificare se il peso è a 0 kg
Contare :
– Aggiunga la specifica quantità ( p. es. 10 pezzi ma assicurandosi di superare 50
gr. ) nel contenitore tarato, appoggiare il contenitore sulla bilancia.
– Digiti sulla tastiera la quantità di pezzi depositati nel contenitore ( p. es. 10 pezzi
).
– Confermi il numero con il tasto « Sample » ( in alcuni modelli tasto REF ) entro 5
secondi.
– La quantità sulla bilancia appare ora nel campo « Quantity » ( quantità ).
– Controlli la quantità indicata aggiungendo o togliendo un pezzo, nel campo
« Quantity » si dovrebbe corrispondentemente aggiornare la quantità.
– Tolga il contenitore dalla bilancia e aggiunga nel contenitore tutti i pezzi da
contare. Riponga nuovamente il contenitore sulla bilancia.
– La quantità contata appare ora nel campo « Quantity ».
– Per contare altri articoli prema prima il pulsante CE così da cancellare la pesata
precedente.
Principio :
– Lavorare sempre con lo stesso contenitore tarato.
– Non appoggiare i pezzi direttamente sulla bilancia, essendo una bilancia di
precisione potrebbe falsarne la taratura.
2. Edizione 2025
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CI 3.1 Entrata merce
91
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5.2.4 Forma e misure
Esistono strumenti di misura adatti a verificare la forma e le misure di un oggetto.
Uno di questi è il calibro a corsoio.
Calibro a corsoio
Con il calibro a corsoio si può misurare con una precisione di 1 / 20 mm.
Becchi per la misurazione interna
Vite di bloccaggio del cursore
Sezione del nonio
Asta con scala di misurazione
(precisione 1/20)
Astina per la
misurazione di profondità
Becco mobile per la misurazione esterna
Becco fisso per la misurazione esterna
Misurazione interna
Misurazione esterna
Misurazione di profondità
Modello con indicazione digitale
92
11 12 13 14
11 12 13 14
11 12 13 14
11 12 13 14
Aprire le aste di misurazione possibilmente al massimo oltre il pezzo da misurare,
così che i becchi possano appoggiarsi in maniera ideale. Non inclinare il calibro a
corsoio.
11 12 13 14
11 12 13 14
11 12 13 14
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ASFL SVBL
11 12 13 14
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11 12 13 14
11 12 13 14
Lamiere o tubi tagliati a grezzo alle estremità spesso presentano
11 12
dei bordi sporgenti
( sbavature ). Posizionare il calibro a corsoio in modo tale che questi bordi
tagliati si ritrovino nell’incavo delle aste di misurazione.
11 12 13 14
11 12 13 14
11 12 13 14
11 12 13 14
11 12 13 14
11 12 13 14
11 12 13 14
11 12 13 14
CI 3.1 Entrata merce
I pezzi da misurare con filettatura ( viti ) vanno misurati trasversalmente alla filetta-
11 12 13 14
11 12 13 14
tura. Nella misurazione del diametro di pezzi rotondi si deve prestare attenzione a
11 12 13 14
11 12 13 14
che venga misurata l’estensione maggiore.
11 12 13 14
11 12 13 14
Nel caso di pezzi deformabili si deve prestare attenzione a che la pressione delle
aste di misurazione non generino una deformazione dando così un risultato di
misurazione errato. Pezzi deformabili devono essere sempre misurati in vari punti.
93
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corsi interaziendali in logistica
5.2.4.1 Lettura corretta del calibro a corsoio
– 1. Leggere la dimensione primaria: Individuare la scala principale (la scala lunga)
sull'asse del calibro. L’unità di misura del calibro è fornita nel sistema metrico,
quindi millimetri (mm), o in pollici (in). La parte dove è incisa la graduazione
principale, cioè le varie tacche che suddividono il campo di misura, è detta
«parte fissa» o «corpo», mentre la parte mobile che ospita il nonio è chiamata
«corsoio»: da qui il nome di calibro a corsoio. Il nonio è una parte del calibro dotata
di una riga graduata utilizzata per valutare le frazioni dell’unità di misura.
– 2. Leggi la misura del nonio: guarda la scala del nonio (la scala mobile) e trova
il punto in cui una delle linee del nonio coincide con una linea sulla scala principale.
Contare le unità del nonio fino alla linea corrispondente. Questo valore
fornisce le cifre decimali.
– 3. Calcola la misura totale: somma la misura primaria (dalla scala principale) e
la misura del nonio (dalla scala del nonio). Esempio: se la dimensione primaria
è 20 mm e la dimensione del nonio è 0,5 mm, la lunghezza totale è 20 mm +
0,5 mm = 20,5 mm
– 4. Prestare attenzione alle unità: assicurarsi di utilizzare le unità corrette (mm
o pollici), a seconda della calibro.
– 5. Ripetere: per precisione, è possibile ripetere la misurazione più volte e fare
la media dei valori.
5.2.5 Dimensione e peso
Una bilancia viene utilizzata per controllare e registrare il peso in conformità alle
linee guida aziendali.
5.2.6 Data di scadenza
Nell'industria alimentare e farmaceutica, i requisiti per il controllo delle merci in
entrata sono molto elevati. Sono necessari specifici controlli di qualità.
Con queste tipologie di merci, anche la data di scadenza deve essere controllata e
registrata secondo le linee guida aziendali.
94
5.2.7 Temperatura e umidità
Come la data di scadenza, la temperatura e l'umidità sono criteri importanti nell'industria
alimentare e farmaceutica. Queste aziende verificano le temperature
all'interno del camion prima dello scarico e tramite un dispositivo di misurazione
come un data logger, che permette di
controllare se durante tutto il trasporto la
temperatura è l'umidità sono state rispettate.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Fonte immagine : Chemia Brugg
5.2.8 Qualità
Sulla base dei processi per la gestione della qualità, delle linee guida aziendali e
delle certificazioni, si decide se una fornitura può essere accettata o meno. Se i
risultati del controllo della merce in entrata e del controllo della qualità non sono
conformi alle linee guida, la merce viene restituita o smaltita direttamente.
Di norma, vengono prelevati campioni a caso dagli imballaggi o dalle palette e la
decisione viene presa sulla base di questi controlli.
Anche in questo caso, l'azienda decide quante e quali differrenze sono tollerate.
A seconda del prodotto, viene effettuato un controllo di qualità specifico.
Esempio :
Piano di controllo per un controllo a campione
Numero di
palette
Da prelevare Dalla paletta Max cartoni non conformi
per paletta
0-10 8 cartoni 1-3-7-9 2
fino 20 12 cartoni 1-7-13-19 3
fino 30 15 cartoni 1-7-13-19-25 3
CI 3.1 Entrata merce
Nella logistica, la qualità della merce consegnata è di fondamentale importanza.
Se una consegna è, anche solo parzialmente, danneggiata o di scarsa qualità, potrebbe
avere conseguenze di vasta portata per l'intera catena logistica.
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5.3 Effetti di consegne danneggiate o di scarsa qualità nella
catena logistica
Ritardi
Processo:
Risultato:
L'elaborazione di consegne danneggiate porta a ritardi nel successivo
processo della catena della logistica, con conseguenze
sulla distribuzione.
I clienti non possono essere riforniti in tempo, generando l'insoddisfazione
del cliente.
Aumento dei costi
Processo: Costi aggiuntivi a causa di resi, consegne sostitutive ed eventualmente
stoccaggio aggiuntivo delle merci danneggiate.
Risultato: Questi costi supplementari possono influire sulla redditività dell'azienda.
Impatto sulla gestione delle giacenze
Processo: Potrebbe essere necessario modificare le giacenze in magazzino
per compensare gli articoli mancanti o danneggiati.
Risultato: Ciò può portare a un eccesso di scorte o a rotture di stock che influiscono
sull'efficienza del magazzino.
Relazione
Processo:
Risultato:
Problemi ripetuti con consegne danneggiate o difettose possono
influire sulla fiducia dei clienti.
I clienti potrebbero decidere di passare a un altro fornitore, il che
riduce le vendite a lungo termine.
Rapporti con i fornitori
Processo: I problemi di qualità possono portare a tensioni con i fornitori.
Risultato: Le aziende potrebbero dover ripensare le loro relazioni con i fornitori
o cercare nuovi fornitori.
Qualità
Processo:
Risultato:
Le aziende devono rivedere i controlli di qualità e i processi di
valutazione dei fornitori.
Potrebbe essere necessario migliorare gli standard di qualità per
evitare problemi futuri.
96
6. Immagazzinamento
IMMAGAZZINA-
MENTO
Non appena il controllo della merce in entrata è stato completato,
la merce viene immagazzinata o consegnata direttamente
alla produzione.
Il processo di immagazzinamento della marce comincia già al
momento della sua accettazione.
Per pensare all'immagazzinamento corretto delle merci, occorre
innanzitutto conoscerne le caratteristiche. Ad esempio, gli alimenti e i medicinali
sono immagazzinati in modo diverso rispetto ai tronchi di legno.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Distinguiamo tra :
– Merce lunga
– Merce fresca
– Pezzi piccoli ( minuteria )
– Merci miste
– Merci pericolose
I criteri più importanti che devono essere osservati durante lo stoccaggio sono :
– Tipologie di magazzino
– Gestione del magazzino
– Funzioni di magazzino
Questi tre criteri vengono utilizzati per decidere dove e come un prodotto può
essere correttamente conservato.
CI 3.2 Immagazzinamento
97
Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
6.1 Tipologia di magazzini
Magazzino intermedio
– Movimentazione delle merci tra un processo e
l'altro
Magazzino di distribuzione – Magazzino vicino al cliente
Magazzino di trasbordo
Magazzino postproduzione
Magazzino per il
commissionamento
Magazzino temporaneo
– Trasferimento di merci da un mezzo di trasporto
ad un altro
– Magazzino situato dopo la produzione
– Magazzino dove si effettua il picking
– Magazzino per prodotti stagionali o fluttuazioni
dei prezzi
6.2 Principi di gestione
FIFO – First In – First Out
FEFO – First Expired – First Out
LIFO – Last In – First Out
HIFO – Highest In – First Out
LOFO – Lowest In – First Out
Caotico – Caotico
98
6.3 Funzioni del magazzino
Funzione di riserva e sicurezza
– Assicura la capacità di fornitura e consegna
Funzione di bilanciamento – Bilancia le fluttuazioni delle merci e dei tempi
Funzione di smistamento – Smistamento delle merci per l'immagazzinamento
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Funzione di stagionatura
Funzione di trasformazione
Funzione di speculazione
– Permette di raggiungere la qualità del prodotto
attraverso i processi di maturazione
– Il reimballaggio di contenitori di grandi dimensioni
in contenitori più poccoli.
– Immagazzinamento di merce con fluttuazioni di
prezzo
Funzione esposizione – Showroom
Funzione di smaltimento
– Stoccaggio di rifiuti, residui di produzione o merci
pericolose
CI 3.2 Immagazzinamento
99
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6.4 Gestione del magazzino
Una gestione efficiente del magazzino è di vitale importata per un'azienda che
immagazzina e gestisce merci o prodotti. Comprende l'organizzazione, il controllo
e il monitoraggio di tutte le attività di magazzino garantendo un processo efficiente
e regolare. La gestione del magazzino prevede di tenere sotto controllo
i livelli delle scorte, gestire gli ordini, controllare le merci in entrata e in uscita,
ottimizzando e riducendo i costi di stoccaggio. Con una gestione efficace del magazzino,
le aziende possono gestire meglio i livelli delle scorte, accorciare i tempi
di consegna e aumentare la soddisfazione dei clienti.
La gestione del magazzino può essere svolta in modo efficace utilizzando diverse
soluzioni e strumenti :
– Software di gestione del magazzino : soluzioni software specializzate come i
sistemi di gestione del magazzino ( WMS ) aiutano le aziende a gestire le scorte,
elaborare gli ordini, controllare le merci in entrata e in uscita e tenere traccia delle
rotazioni degli articoli in magazzino. Questi software permettono di monitorare
i livelli delle scorte in tempo reale e implementare processi automatizzati.
– Tecnologia con codici a barre e RFID : utilizzando codici a barre o etichette RFID
( Radio-Frequency-Identification ), è possibile registrare e tracciare in modo efficiente
i livelli delle scorte. Queste tecnologie consentono di identificare i prodotti
in modo rapido e preciso e facilitano la gestione del magazzino.
– Soluzioni di immagazzinamento automatizzate : le soluzioni di immagazzinamento
automatizzate, come i sistemi di scaffalature automatizzate, i nastri
trasportatori o i robot, possono ottimizzare i processi di immagazzinamento e
aumentare l'efficienza. Questi sistemi aiutano a organizzare le scorte, a velocizzare
i processi di prelievo e a ridurre i costi di stoccaggio.
– Gestione manuale delle scorte : le aziende possono affidarsi a metodi manuali
come documenti cartacei, fogli di calcolo Excel o registrazioni scritte a mano
per tenere traccia delle scorte, gestire gli ordini e documentare i movimenti di
magazzino. Sebbene ciò possa richiedere più tempo rispetto all'utilizzo di un
software di gestione del magazzino, un'attenta e accurata gestione manuale
delle scorte può comunque essere efficace.
100
Scheda magazzino
Esempio di gestione manuale delle scorte :
Articolo n : 10-555-873
Descrizione dell’articolo :
Scarpa da
ginnastica Campione Area di deposito : 01-03-03
Prezzo unitario : CHF 29.90 Area di deposito : Muster AG
Punto di riordino : 30 pezzi Giacenza minima : 10 pezzi
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Data Ordinazione Entrata Uscita Giacenza Inventario Differenza Visto
20.08.20xx 500 1 H.M.
20.08.20xx 480 2 20 H.M.
20.08.20xx 1500 3 20 H.M.
29.08.20xx 1500 4 1520 H.M.
29.08.20xx 1520 1518 5 -2 H.M.
29.08.20xx 1518 6 H.M.
Procedura di conteggio :
1 In apertura la scheda presenta una giacenza effettiva iniziale, ciò significa che
nella casella « Giacenza » si deve registrare la quantità effettiva dello specifico
articolo.
2 La quantità commissionata si registra nella casella « Uscita ». La giacenza deve
essere aggiornata sulla medesima riga.
3 Non appena si raggiunge il punto di riordino o si scende al di sotto di esso,
si deve procedere ad ordinare l’articolo. La quantità ordinata si registra nella
casella « Ordinazione » la casella « Giacenza » non subisce alcuna modifica,
perché al momento viene effettuata unicamente l’ordinazione.
4 Quanto la merce dell’ordinazione inoltrata arriva, la quantità fornita va registrata
nella casella « Entrata » e la giacenza deve essere aggiornata corrispondentemente.
5 In occasione dell’inventario si conteggia la quantità effettiva disponibile
nell’area di deposito. La quantità contata si registra nella casella « Inventario ».
L’eventuale differenza è data dalla quantità indicata sulla scheda e l’effettiva
giacenza conteggiata. Questa quantità differente si registra nella casella « Differenza
».
6 La quantità effettiva dell’inventario si registra su una nuova riga nella casella
« Giacenza ». Così che la giacenza indicata sulla scheda corrisponda alla giacenza
effettiva.
101
CI 3.2 Immagazzinamento
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Dati di base, nella parte superiore della scheda :
– Numero dell’articolo
– Descrizione dell’articolo
– Area di deposito
– Fornitore
– Prezzo d’acquisto
– Punto di riordino ( notifica di giacenza )
– Giacenza minima ( scorta di sicurezza )
Conteggio, nella parte inferiore della scheda :
– Data
– Ordinazione ( riapprovvigionamento )
– Entrata
– Uscita
– Effettivo
– Inventario
– Differenza
– Visto
102
Principio :
– Per ogni registrazione si usa una nuova riga
– Ogni registrazione deve contenere data, giacenza ed essere vistata
Terminologia
2. Edizione 2025
Giacenza minima :
definita anche scorta di sicurezza. La giacenza minima rappresenta una « scorta
d’emergenza » per un periodo di tempo specifico. Essa garantisce la disponibilità
di fornitura.
ASFL SVBL
Come si calcola la giacenza minima :
consumo giornaliero medio x tempo di riapprovvigionamento x fattore di sicurezza
Punto di riordino :
quando si raggiunge o si scende sotto questa quantità, deve essere effettuata
un’ordinazione. Il livello del punto di riordino si calcola in base al consumo
durante il periodo di riapprovvigionamento e alla giacenza minima.
Come si calcola il punto di riordino :
punto di riordino = ( consumo giornaliero x tempo di consegna ) + giacenza minima
Tempo di riapprovvigionamento :
il tempo di riapprovvigionamento è costituito dal tempo richiesto per l’ordinazione,
il tempo di consegna, il tempo per il controllo alla ricezione e il tempo
d’immagazzinamento fino a che i pezzi sono nuovamente disponibili in magazzino.
CI 3.2 Immagazzinamento
103
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6.5 Inventario / Inventariare
L'ordine è la priorità assoluta in un magazzino. Ogni magazzino e ogni prodotto
immagazzinato genera costi elevati. Per questo motivo i costi di stoccaggio
devono essere mantenuti il più possibile bassi.
Per questo è opportuno riordinare e fare un inventario della merce in magazzino
più volte.
6.5.1 Inventario
L’inventario è una registrazione completa di tutti i beni e i debiti di un'azienda in
termini di quantità e valore. Nell'inventario fisico di un magazzino le giacenze di
beni vengono contate o pesate, misurate o stimate. Il risultato è un elenco di giacenze
che contiene non solo la quantità ma anche il valore di ogni singolo articolo,
questi dati vengono inseriti nel bilancio dell'azienda. Il Codice delle obbligazioni
svizzero ( CO ) all'Articolo 958c impone a tutti coloro che sono obbligati a tenere
una contabilità di redigere un inventario almeno una volta all'anno.
6.5.2 Inventariare
Procedura per redigere un inventario. Registrazione delle scorte a magazzino.
Entrate e uscite vengono registrate sistematicamente. Nel magazzino vengono
contate le giacenze effettive di ogni articolo e confrontate con i valori contabili
( giacenze teoriche ). Si distingue tra Inventario annuale, inventario a rotazione,
inventario a campione, inventario permanente.
104
6.5.3 Tipi di inventario
L'inventario può essere di diverse tipologie.
Tipi di inventario
Inventario annuale
Inventario effettuato in un giorno specifico solitamente a fine
anno.
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Inventario a rotazione
L'inventario si basa su un conteggio periodico e pianificato di
una o più parti delle scorte fisiche del magazzino. È possibile eseguirlo
varie volte all'anno.
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Inventario
permanente
Il controllo delle scorte viene effettuato mediante un software di
magazzino. I dati relativi allo stock vengono aggiornati in tempo
reale. Il sistema visualizza tutti i movimenti di merci senza la
necessità di interrompere l'attività.
Inventario a campione
6.5.4 Lista d’inventario
Postazione di
magazzino
In accordo con l’autorità fiscale, nel caso in cui un inventario normale
non è possibile, si effettua un inventario a campione. Con
l’inventario a campione si sottintende che non tutti gli articoli
vengono contati. Viene contato un numero rappresentativo di
articoli e il risultato viene poi trasferito anche agli articoli non
conteggiati. L’inventario a campione viene utilizzato per articoli
a basso costo, non è autorizzato per articoli di valore che necessitano
di un inventario completo.
N. articolo Definizione
Giacenza
teorica
Giacenza
effettiva
Visto
CI 3.2 Immagazzinamento
02-02-01 1258 Player Remady
02-03-02 015.20A.a CD Elli
02-03-03 030.04A.3 DVD Killer Joe
02-04-03 015.16D.2 CD Sonic 7
01-04-02 011.05A.5 13 Assassins
02-05-02 015.14A.1 Melanie Fiona
03-01-03 352201 Scarpa Birkenstock misura 43
105
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6.5.5 Processo
– 1. Preparazione
Stabilire gli obiettivi: perché si fa l'inventario?
Scegliere il momento: quando si farà l'inventario?
Creare un team: chi parteciperà all’inventario?
Effettuare la formazione: preparare i membri del team all'inventario.
– 2. Predisporre l'inventario
Creare l'elenco dell'inventario: preparare la lista con il dettaglio articoli e le
quantità.
Predisporre gli articoli: assicurarsi che tutti gli articoli siano chiaramente visibili
e accessibili.
– 3. Svolgimento dell'inventario
Contare: contare gli articoli.
Inserire i dati: annotare le quantità contate nella lista inventario.
Controllo: effettuare il riconteggio in caso di differenze
– 4. Analizzare i dati
Analizzare i dati: controllare i dati rilevati nella lista inventario.
Confrontare i dati: confrontare i dati effettivi dell’inventario con le registrazioni
contabili e annotare eventuali discrepanze.
– 5. Documentazione
Creare un rapporto: redigere una sintesi dei risultati.
Aggiornare la contabilità: inserire le correzioni e le differenze di inventario nel
sistema
– 6. Conclusione
Analizzare le differenze: pensare a cosa si può migliorare alfine di diminuire i
motivi delle differenze sull'inventario.
Feedback del team: condividere i risultati con il team e discutere i suggerimenti
per il miglioramento.
Effettivo – Teorico
La valutazione dell'inventario ha diversi scopi:
Controllo dell'inventario: la valutazione dell'inventario permette di confrontare
le giacenze teoriche con le giacenze effettive. Ciò consente alle aziende di identificare
discrepanze che potrebbero indicare furti, smarrimenti, prenotazioni errate
o altri problemi.
Identificazione degli errori: confrontando le giacenze teoriche e quelle effettive,
è possibile scoprire errori nella contabilità o nella gestione del magazzino. Questi
errori possono essere causati, ad esempio, da registrazioni errate, errori movimentazioni
di magazzino non registrati o registrati due volte.
106
7. Preparazione ordini
La preparazione di un ordine inizia con il prelievo della merce
ordinata dal cliente.
PREPARAZIONE
ORDINI
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I tre processi per la preparazione di un ordine per un cliente :
Commissionamento – Gli articoli vengono commissionati
Imballaggio – Gli articoli commissionati vengono imballati
Assemblaggio
– La merce viene assemblata in un'unità di
trasporto
7.1 Commissionamento
7.1.1 Cosa si intende per commissionamento?
Raccogliere gli articoli da un assortimento per un ordine di un cliente.
Il commissionamento avviene sulla base di informazioni sul fabbisogno o richieste.
Durante il commissionamento le unità di magazzino possono essere convertite
in unità di consegna.
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
Con il commissionamento è possibile soddisfare diverse richieste :
– nelle aziende commerciali vengono prelevate le merci in base alle richieste dei
clienti, nella produzione i materiali vengono prelevati e preparati in maniera
da garantire processi di produzione ottimali.
– il commissionamento è anche un’attività quotidiana : ad esempio quando andiamo
al supermercato a fare acquisti con una lista della spesa.
107
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7.1.2 Prelievo in un'unica fase e per lotti (Batch picking)
Il picking in un'unica fase è un processo della logistica e del magazzino in cui
l'assemblaggio degli articoli per un ordine viene effettuato in un'unica fase. Si
commissionano tutti gli articoli necessari per un ordine e li si prepara direttamente
per la spedizione. Nel picking per lotti, invece, il processo del prelievo è suddiviso
in 2 fasi. Il picking in un'unica fase raccoglie tutti gli articoli necessari per un
ordine in un unico passaggio e li prepara direttamente per la spedizione
Caratteristiche del picking in un'unica fase:
– Unica fase: tutti gli articoli necessari per un ordine specifico vengono prelevati
dal magazzino contemporaneamente e in un'unica operazione.
– Picking specifico per l'ordine: i picker lavorano solitamente sulla base di ordini
individuali. Ogni commissionatore ha un ordine specifico che elabora in una
sola volta.
– Assemblaggio diretto: gli articoli commissionati vengono immediatamente
imballati e preparati per la spedizione senza la necessità di ispezioni o assemblaggi
separati.
Vantaggi
Semplicità: il processo è più facile e veloce perché prevede un solo passaggio.
Ciò può ridurre i tempi di formazione per i dipendenti.
Velocità: poiché non è necessaria alcuna fase di prelievo aggiuntiva, gli ordini
possono essere elaborati più velocemente, riducendo i tempi di consegna.
Meno spazio: poiché non sono necessarie aree separate per il pre-picking, lo
spazio del magazzino può essere utilizzato in modo più efficiente.
Nel complesso, il picking in un'unica fase è un metodo adatto per ordini più piccoli
o magazzini con un numero limitato di varianti di articoli.
108
Il picking per lotti (batch picking) è un processo di elaborazione degli ordini che
si divide in due fasi separate. Questo processo viene spesso utilizzato nei magazzini
e nei centri di distribuzione per aumentare l'efficienza e la precisione nella
preparazione degli ordini.
Prima fase – Pre-picking: in questa prima fase, gli articoli necessari per diversi ordini
vengono prelevati in un'area specifica del magazzino o della zona di prelievo.
Questo può essere fatto sotto forma di "batch picking", in cui vengono elaborati
più ordini contemporaneamente per ridurre al minimo le distanze e aumentare
l'efficienza. Gli articoli commissionati vengono poi depositati in un'area specifica.
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Seconda fase – prelievo finale: nella seconda fase avviene lo smistamento e l'assemblaggio
finale degli articoli per ogni ordine. In questo caso, gli articoli commissionati
nella prima fase vengono assegnati agli ordini specifici. Questo può
essere fatto in un'area dedicata dove gli articoli vengono ispezionati e imballati
prima di essere spediti.
Vantaggi
Maggiore efficienza: combinando il prelievo di più ordini nella prima fase, si
risparmiano distanze e tempo.
Riduzione degli errori: la separazione dei passaggi consente un controllo più
accurato degli articoli e riduce il rischio di errori nella composizione dell'ordine.
Flessibilità: il metodo può essere adattato a diverse dimensioni e layout di magazzino
ed è adatto sia per magazzini grandi che piccoli.
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
Sinonimi di uso comune del termine « commissionamento »
– Preparare
– Prendere
– Concentrare
– Predisporre
– Radunare
– Ritirare
– Raccogliere
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7.1.3 Sistemi di commissionamento
Per quanto riguarda i metodi di commissionamento, distinguiamo tra il tipo di fornitura
e il processo di fornitura.
Modalità di commissionamento :
– Uomo a merce
– Merce a uomo
– Robot a merce
– Merce a robot
Tipi di commissionamento :
– Prelievo orientato all'ordine
– Prelievo per lotti ( batch picking ) di più ordini
7.1.4 Sistemi di commissionamento
Oltre al tipo di commissionamento, le aziende decidono anche quale sistema di
picking adottare :
– Pick-by-Light
– Pick-by-Voice
– Prelievo con liste di commissionamento
– Picking con dispositivi MDE
7.1.5 Tempi di commissionamento
Tempo complessivo necessario per portare a termine una richiesta di commissionamento.
Il tempo di commissionamento è composto dai seguenti « tempi parziali ».
Tempo di
spostamento~ 24%
Tempo inattivo ~ 17%
Tempo di
preparazione ~ 14%
Tempo perso ~ 30%
Tempo di
prelievo ~15%
Tempo di preparazione
– Ricevimento e organizzazione dei documenti per il commissionamento.
– Ricerca e preparazione di strumenti come pallet e carrelli elevatori.
– Consegna della merce prelevata al punto di raccolta.
110
Tempo di spostamento
Il tragitto che deve essere compiuto dall’articolo A all’articolo B.
Il tempo di spostamento può essere ottimizzato come segue :
– Ottimizzazione dei tempi di commissionamento da parte del sistema informatico.
– Conoscenza della disposizione degli articoli da parte dell’operatore.
– Posizionamento degli articoli più usati all’inizio degli scaffali.
– Impiego di veicoli di commissionamento.
– Raggruppamento di più richieste parziali.
– Aumento della concentrazione degli articoli.
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Tempo di prelievo
– Prelievo degli articoli dallo scaffale ( a mano o con macchina ).
– Posa della merce nel contenitore di commissionamento.
Tempo inattivo ( tempo di organizzazione )
– Lettura dei giustificativi, ricerca della posizione di magazzino.
– Preparazione ( apertura dei pacchi, conteggio dei singoli pezzi ).
– Conteggio, controllo e confronto, segnalazione di errori nelle quantità.
– Organizzazione di prelievi supplementari.
– Scritte ( sui pacchi aperti e non terminati ).
Tempo perso
– Tempo di pausa personale : toilette, pausa sigaretta, perdite di tempo.
– Tempo di pausa aziendale : mancanza di lavoro.
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
7.2 L’imballaggio
Più la merce contenuta nel pacco è delicata, migliore deve essere l’imballaggio!
Non è sufficiente apporre sul pacco un’etichetta con scritto «Fragile». Durante il
suo percorso un pacco viene impilato più volte, deve resistere alla pressione dei
pacchi che gli stanno sopra e passa attraverso impianti di smistamento. L’obiettivo
dell’imballaggio è di garantire alla merce contenuta nel pacco una protezione
ottimale dalle sollecitazioni seguenti :
– Caduta del pacco da un’altezza di 1,2 metri
– Pressione di 600 Newton / 60 kg quando impilato
– Protezione da fattori atmosferici come umidità, calore o freddo
111
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7.2.1 Buste imbottite per la spedizione
Oggetti come CD / DVD, cassette, chiavi e piccoli
oggetti elettronici possono essere spediti
in buste di carta imbottite. Le buste di carta
sono rivestite internamente di ovatta o pluriball.
Questi involucri hanno una resistenza relativamente
alta a urti e colpi. Il contenuto, comunque,
non dovrebbe essere troppo delicato.
Sono disponibili anche versioni impermeabili e
antistatiche.
7.2.2 Scatole in cartone ondulato
Le scatole in cartone ( o cartone ondulato ) sono l’imballaggio da trasporto più diffuso.
Il cartone ondulato è disponibile in tantissimi spessori.
Per gli imballaggi sono raccomandati gli
spessori seguenti :
Fino a 2 kg : onda E ( onda singola da 1,5 mm )
Fino a 5 kg : onda B ( onda singola da 3 mm )
Fino a 10 kg : onda C ( onda singola da 4 mm )
Fino a 20 kg : onda EB ( onda doppia da 4,5 mm )
Fino a 30 kg : onda CB ( onda doppia da 7 mm )
7.2.3 Cassette di legno
L’uso di cassette di legno è raccomandato per l’invio di oggetti molto pesanti. Il
peso elevato dell’imballaggio, però, può far salire i costi di trasporto. Per la spedizione
di cassette di legno è importante una corretta protezione di bordi e spigoli.
In più occorre verificare che la cassetta non presenti schegge sporgenti ( pericolo
di lesione ).
In alternativa è raccomandabile un cartone ondulato altamente resistente a due o
più strati. Il suo peso è di molto inferiore.
112
7.2.4 Dispobox ( DX )
Il Dispobox è un imballaggio in plastica riutilizzabile, resistente ed ecologico. Con
il Dispobox, le spedizioni delle merci diventano più economiche ed ecologiche,
grazie alle tante dimensioni disponibili c’è sempre l’imballaggio giusto per qualsiasi
articolo.
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Piombino a innesto
Piombino compatto
7.2.5 Imballaggi per rotoli
Gli imballaggi rotondi per rotoli, in plastica o cartone,
sono adatti alla spedizione di documenti di grandi dimensioni.
La tendenza a scivolare fuori dall’imballaggio
ne complica però la movimentazione. Inoltre non
sono idonei per gli impianti di smistamento automatici
normalmente utilizzati per le spedizioni espresso.
Molto più comodi da spedire sono i sovraimballaggi
squadrati in cui inserire l’imballaggio per rotoli.
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
7.2.6 Carta da pacchi, pellicole, sacchetti
Di regola carta da pacchi, pellicole e sacchetti non garantiscono una protezione
sufficiente per la merce. Questo tipo di imballaggio è raccomandabile solo per
materiali tessili al fine di evitare danni da polvere. Un involucro esterno in cartone
ondulato garantisce la protezione necessaria.
113
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7.2.7 Materiali di riempimento
Il materiale di riempimento protegge la merce dentro gli imballaggi. Come materiali
di riempimento vengono utilizzati i seguenti :
– Patatine di polistirolo
– Pellicola in plastica a bolle d’aria
– Pellicola in polietilene
– Imballaggi gonfiabili
– Schiuma in stampo
– Imbottitura di carta
– Schiuma di polistirolo espanso ( EPS )
– Schiuma di polietilene ( PE )
– Schiuma di poliuretano ( PU )
– Cartone ondulato
– Lana di legno
7.2.8 Patatine di polistirolo
Le patatine di polistirolo servono principalmente a riempire
gli spazi vuoti con articoli leggeri. Non ne è raccomandato
l’uso per prodotti sottili, piatti o compatti che potrebbero
muoversi all’interno del pacco. Durante il trasporto la
merce potrebbe spostarsi o sprofondare. Nei casi estremi
la merce potrebbe ritrovarsi sul fondo del pacco. La direttiva per l’impiego di patatine
di polistirolo prevede una quantità minima di 8 cm su tutti i lati del contenitore.
A questo va aggiunto un riempimento supplementare di almeno 2,5 – 5 cm
per prevenire un eventuale spostamento o sprofondamento.
7.2.9 Pellicola in plastica a bolle d’aria
La pellicola in plastica a bolle d’aria è un materiale da
imballaggio composto da due pellicole in plastica che
vengono incollate insieme ermeticamente lasciando
in mezzo bolle d’aria. Grazie a questa procedura, l’aria
catturata forma un’imbottitura che protegge dagli
urti. La pellicola a bolle d’aria è una buona imbottitura
per articoli leggeri ed è ritagliabile praticamente in
qualsiasi forma e dimensione per avvolgere gli articoli.
Non utilizzare mai la pellicola a bolle d’aria per avvolgere
articoli pesanti. La pellicola va passata più volte intorno
alla merce per proteggere tutto l’articolo, compresi
spigoli e bordi.
114
7.2.10 Pellicola in polietilene
La pellicola in polietilene è una pellicola in schiuma leggera,
morbida ed elastica con proprietà eccellenti per
proteggere le superfici e imbottire. La pellicola è ideale
per proteggere articoli leggeri, ma non è adatta a
merce pesante.
7.2.11 Imballaggi gonfiabili
Gli imballaggi gonfiabili sfruttano la pressione dell’aria per proteggere gli articoli
e mantenerli in posizione all’interno del contenitore di spedizione. Così riempiti
d’aria, i sacchetti fungono anche da imbottitura. Condizioni climatiche estreme
influenzano la pressione dell’aria nei sacchetti. Il freddo estremo fa scendere il volume
dell’aria. Lo spazio vuoto che va a crearsi nel pacco aumenta il rischio di danneggiamento
della merce.
Il calore estremo fa espandere l’aria nei sacchetti, che in casi estremi potrebbero
esplodere. Anche variazioni di altitudine influenzano il volume dell’aria nei sacchetti
gonfiabili.
7.2.12 Schiuma di poliuretano espanso
Le schiume di poliuretano espanso garantiscono una
protezione ottimale per la merce di valore. La schiuma
è formata da due componenti. Durante la solidificazione
il volume aumenta e forma uno strato di protezione
intorno alla merce. Le schiume di poliuretano espanso
sono costose e vale la pena usarle solo per la merce delicata
e di valore da trasportare su lunghe distanze.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
7.2.13 Imbottitura di carta
Un’imbottitura di carta è perfetta per riempire gli
spazi vuoti. Di regola, però, la carta di giornale è
un’imbottitura insufficiente. Utilizzare piuttosto la
carta Kraft. La carta Kraft va arrotolata e appallottolata
per riempire gli spazi vuoti. Premere la carta
Kraft per addensarla. Accertarsi che la merce sia
protetta da uno strato di carta di almeno 10 cm su
tutte e sei le facciate interne del cartone.
115
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7.2.14 Carta VCI
La carta VCI (Volatile Corrosion Inhibitor) è una carta ecologica impregnata con
una miscela di inibitori volatili di corrosione, progettati per garantire la massima
protezione per qualsiasi tipo di metallo. Viene spesso utilizzata nell'industria dell'imballaggio
per proteggere gli oggetti metallici durante lo stoccaggio o il trasporto.
La carta VCI rilascia inibitori volatili della corrosione che si depositano sulla
superficie dei metalli e formano uno strato protettivo che impedisce la corrosione.
Viene spesso utilizzata per l'imballaggio di macchine, utensili e altri beni metallici,
soprattutto per lo stoccaggio a lungo termine o l'esportazione, per prevenire la
ruggine e l'ossidazione.
7.2.15 Schiuma plastica sagomata
Diversi materiali plastici possono essere sagomati.
Generalmente si tratta di schiuma di polistirolo o
di polietilene.
La schiuma plastica sagomata ha proprietà eccellenti
che attutiscono urti e scossoni. Questo è il
metodo generalmente utilizzato per imballare gli
apparecchi elettronici ( ad es. computer ). Vale la
pena produrla solo per imballare grandi quantità
dello stesso articolo.
7.2.16 Cartone ondulato
Imbottiture riempitive eccellenti possono essere
realizzate anche con cartone ondulato a uno o due
strati. Queste imbottiture possono essere impiegate
per formare uno scudo di protezione tra prodotto
e cartone. Le imbottiture in cartone ondulato
sono particolarmente adatte per merce pesante e
poco delicata.
116
7.3 Consigli di imballaggio
1. Realizzate pacchi il più possibile stabili e dalla forma parallelepipeda. Solo
così è possibile inviarli con una spedizione standard. Forme speciali come
rotoli, triangoli ecc. richiedono la prestazione complementare « Trattamento
manuale », per cui viene addebitato un sovrapprezzo.
2. Edizione 2025
2. La merce all’interno del pacco deve avere una
protezione ottimale. Scegliete un imballaggio di
dimensioni sufficienti. Posizionate la merce al
centro dell’imballaggio. La merce deve essere
circondata su tutti i lati da uno di strato di materiale
da imbottitura variabile in base alla delicatezza
della merce ma spesso almeno 5 cm
( meglio 10 cm ).
3. Accertatevi che i liquidi si trovino in contenitori a tenuta stagna imballati in
materiale leggero e resistente e chiusi in una busta di plastica saldata. Ricordate
sempre che un imballaggio insufficiente può danneggiare altre spedizioni.
4. Se spedite oggetti affilati come coltelli o forbici
garantite una protezione sufficiente di lame e
punte. Lo strumento migliore è il cartone rigido.
L’involucro di protezione deve essere saldamente
fissato in modo da non scivolare inavvertitamente
durante il trasporto.
ASFL SVBL
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
5. Chiudete bene il pacco con nastro adesivo. Un
pacco ben avvolto da più strati di nastro adesivo
è un pacco stabile. Non è consentito legare il
pacco con una corda in quanto essa potrebbe
impigliarsi negli impianti di movimentazione. I
pacchi con un peso superiore a 10 kg possono
essere avvolti anche con nastro in plastica.
6. Gli oggetti fragili come le bottiglie non devono toccarsi all’interno del pacco.
Tenetele lontane usando separatori in cartone ( preferibilmente cartone ondulato
).
117
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7.4 Etichette per imballaggi
In alto Fragile Proteggere dall'umidità
Non danneggiare
strato di protezione
Non rotolare
0,00 kg
Proteggere dal calore Solo al livello
Non usare ganci Direzione imballaggio
più alto
«Pesante in testa»
Carico massimo
di accatastamento
Baricentro
Imbracare qui
Dispositivo sensibile alle
cariche elettrostatiche
Non usare qui
carrello a mano
(–) (+)
Non esporre a
campi magnetici
Direzione
di presa
Non usare pinze in
direzione delle frecce
Proteggere dal calore
e da radioattività
Temperatura d'esercizio
ammessa
Strappare qui
Limitazione
d'accatastamento
non accatastare
Divieto di usare
carrelli elevatori
Carrelli elevatori
agganciare qui
Trattare con cura
La più importante etichettatura sugli imballaggi è, a livello mondiale, in applicazione
alle norme DIN 55402 e ISO R 780. Il tipo di marcature può variare. Normalmente
l'etichettatura è apposta sull'imballaggio :
– stampata
– incollata
– marchiata a fuoco ( casse di legno )
Un imballaggio può contemporaneamente avere vari simboli. Per chi controlla
l'entrata merce l'etichettatura significa che :
– il controllo dell'entrata merci deve essere effettuato con particolare attenzione
per riconoscere possibili danni connessi al trasporto.
– i contrassegni devono essere rispettati per l'ulteriore gestione.
118
7.5 Marcatura nelle varie lingue
Tedesco Francese Inglese Italiano
Vorsicht
Prudence
Attention
Handle with care
Fragil Fragile Glass Vetro
Nicht fallen lassen
Ne pas laisser tomber
Not to be
dropped
Attenzione
Non ribaltare
2. Edizione 2025
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Hier anheben Soulever par ici Lift here Sollevare qui
Mit Ketten
anheben, nicht mit
Haken
Rollen, nicht stürzen
An einem
trockenen Ort lagern
Vor Feuchtigkeit
schützen
Soulever avec des
chaines, manier sans
crochets
Rouler, ne pas culbuter
Pas emmagasiner
en lieu humide
A préserver
de l'humidité
Hold with chains not
with hooks
To be rolled, not
tipped
Do not store
in a damp place
Keep dry
Non sollevare con
ganci ma con catene
Non ribaltare si e
bene, rotolare
Tenere
all’asciutto
Oben Dessus Top Sopra
Unten Bas Bottom Sotto
Auf Rollen
transportieren
Nicht kippen
Bitumenpapier nicht
entfernen
Rouler
Ne pas
renverser
Ne pas enlever
le carton
goudronné
Use rollers
Keep upright
Don’t remove farred
cardboard
Preservare dall’umidità
Trasportare
su rulli
Non
capovolgere
Non tagliere
il cartone
catramato
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
Zerbrechlich Fragile Fragile Fragile
Hier öffnen Ouvrir ici Open here
Aprire da
questa parte
Gewicht netto, gesetzlich,
brutto, tara
Poids, net, Iégal,
brut, tare
Weight, net,
legal, gross, tare
Peso netto,
lordo, tara
119
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7.6 Accatastamento corretto sul supporto di carico
L'assemblaggio delle unità di carico è simile al gioco del Tetris. Più facile a dirsi che
a farsi.
Ogni volta che è possibile i carichi devono essere omogenei ( uniformi ). Il modo
migliore per raggiungere questo risultato è utilizzare imballaggi standard. Se le
dimensioni degli imballaggi lo consentono, i singoli pacchi vanno impilati e legati
insieme. Già questo dà al carico una buona stabilità.
Accatastamento a torre
Con un fissaggio idoneo ( ad es. cartoni
tra gli strati ) il carico diventa più stabile.
Accatastamento composito
Le pile composite hanno un’ottima
stabilità. Rimane comunque
indispensabile un fissaggio idoneo.
7.6.1 Liquidi
La fuoriuscita di liquidi può danneggiare altra merce. Per questo i liquidi non devono
mai essere posizionati sopra al carico, bensì sempre sotto.
120
7.6.2 Assemblaggio di merci non conformi
Un'unità di carico non è sempre costituita da un imballaggio standardizzato. Le
merci lunghe, ad esempio, richiedono un fissaggio « personalizzato ». L'importante
è rispettare sempre la regola secondo cui il carico pesante va sistemato in basso.
7.7 Assicurare le unità di carico
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Quando si compone un'unità di carico si sceglie già un supporto di carico adatto.
Un supporto di carico adatto e un accatastamento corretto danno già una buona
stabilità alla merce e facilitano il fissaggio del carico. Per l'accatastamento a torre,
ad esempio, è consigliabile intercalare gli strati con del cartone.
Ogni carico deve essere fissato alla propria paletta ( unità di carico ). Esistono vari
metodi.
– Reggiatura e ancoraggio con cinghie
– Avvolgimento ( stretching )
– Restringimento ( PVC )
7.7.1 Fissaggio mediante reggia o cinghie
Se possibile i carichi cilindrici vanno fissati in verticale. In questo modo la merce
non può rotolare via. Per fissare la merce pesante utilizzare una reggia molto resistente
agli strappi ( ad es. in polietilene ) e protezioni degli spigoli. Verificare che
il nastro non possa scivolare sul lato.
I carichi cilindrici che non possono essere fissati in verticale devono essere provvisti
di cunei per evitare il rotolamento, quindi avvolti con cinghie di ancoraggio.
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
Verificare che il nastro non sia troppo teso, rischierebbe di piegare il supporto
di carico. Questo potrebbe compromettere la stabilità del carico.
121
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Barili
I barili vanno fissati insieme in verticale sul supporto di carico. Per fissarli è possibile
utilizzare un coperchio interscambiabile o un pallet appoggiato al contrario
sui barili.
Questo metodo di fissaggio è troppo complicato per il trasporto interno all’azienda.
Viene utilizzato quando sono previste sollecitazioni intense durante il trasporto.
Gli angoli non vanno protetti solo in alto ma anche in basso.
In breve
Le cinghie di ancoraggio sono realizzate con materiali durevoli come poliestere o
polipropilene e vengono utilizzate per fissare in modo sicuro il carico su un pallet.
Sono disponibili in diverse larghezze e lunghezze e possono essere dotate di diversi
meccanismi di tensionamento.
Importate
– Scelta del materiale: le cinghie di ancoraggio sono robuste e offrono un'elevata
resistenza alla trazione. Meccanismo di tensionamento: Possono essere dotati
di meccanismi a cricchetto o a fibbia per garantire una tensione fissa.
– Fissaggio: una cinghia viene posizionata attorno ai barili (cerchiaggio), e altre 2
cinghie fissano il carico longitudinalmente come da foto.
122
Vantaggi
Svantaggi
Elevata stabilità: le cinghie di ancoraggio
garantiscono un fissaggio molto
stabile del carico, soprattutto per prodotti
pesanti o di forma irregolare.
Riutilizzabilità: sono spesso riutilizzabili,
il che li rende convenienti
Tempo richiesto: il fissaggio e il tensionamento
delle cinghie può richiedere
molto tempo
Protezione limitata: le cinghie di ancoraggio
non offrono protezione contro
le influenze esterne come umidità o
polvere
2. Edizione 2025
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Flessibilità: le cinghie di ancoraggio
possono essere adattate a diverse
dimensioni e forme di pallet
Suscettibilità allo scivolamento: se le
cinghie non sono sufficientemente
tese, il carico può scivolare
Adatto per…
– Carichi pesanti che richiedono un'elevata stabilità.
– Applicazioni in cui è richiesta una soluzione riutilizzabile.
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
123
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Fissaggio mediante reggiatura
La reggiatura è il metodo di fissaggio più diffuso. Di regola viene utilizzato un
nastro in plastica che, dopo essere stato tensionato, viene chiuso con l’attrito della
vibrazione o fissato con un piombino ( sigillo ) in metallo.
Vibrosaldatrice. Il nastro viene prima tensionato,
quindi saldato.
Vibrosaldatrice con tenditore manuale. Il nastro
viene prima tirato a mano, quindi saldato a vibrazione.
Reggiatrice manuale. Davanti viene inserito un
sigillo in metallo. Tensionatura del nastro e chiusura
del sigillo in metallo vengono effettuate
manualmente.
Pinza per sigilli con tenditore manuale. Il nastro
viene prima tensionato a mano, poi fissato
con tramite una pinza e un sigillo in metallo.
Carrello portabobine per nastri di reggiatura
in PP. Con questo modello non è necessario
prestare attenzione al diametro della bobina in
quanto non è previsto fissaggio a vite.
Esistono diversi tipi di sigilli in metallo. È necessario
distinguerli in base alla destinazione d’uso
e al tipo di reggiatrice.
124
In breve
La legatura con la reggia si riferisce all'uso di nastri flessibili, che sono spesso realizzati
con materiali come PP (polipropilene) o nylon. Queste cinghie sono generalmente
più sottili e flessibili delle cinghie di ancoraggio.
Punti chiave
– Scelta del materiale: Le cinghie possono essere realizzate con materiali diversi
che variano a seconda dell'applicazione.
– Tensione: Le cinghie vengono tese manualmente o con attrezzature speciali
per fissare il carico.
– Applicazione: I nastri vengono avvolti attorno al pallet e quindi saldati, o fissati
con sigilli metallici.
2. Edizione 2025
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Vantaggi
Leggero: le reggie sono generalmente
più leggere e più facili da maneggiare
rispetto alle cinghie di fissaggio.
Economicità: spesso sono più economici
da acquistare.
Facile da usare: l'attacco è solitamente
semplice e veloce.
Svantaggi
Stabilità inferiore: le reggie potrebbero
non fornire la stessa stabilità delle
cinghie di fissaggio, soprattutto con
carichi pesanti.
Protezione limitata: come per le
cinghie di ancoraggio, le reggie non
offrono protezione contro le influenze
esterne.
Adattabilità limitata: la flessibilità
nell'applicazione può essere più limitata
rispetto alle cinghie di ancoraggio.
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
Adatto per…
– Carichi più leggeri che non richiedono una stabilità estremamente elevata.
– Applicazioni in cui è necessaria una soluzione semplice ed economica.
125
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7.8 Fissaggio mediante pellicola estensibile
Avvolgimento di un’unità di trasporto con una pellicola in plastica sottile ed elastica,
il cosiddetto film estensibile ( strech ). La tensione della pellicola fa sì che
il carico venga tenuto insieme e non scivoli. Per avvolgerlo è possibile usare un
tenditore manuale o una macchina avvolgitrice.
1 Fissare la pellicola con un nodo all'angolo della paletta, facendo attenzione
alla posizione del nodo. Fare 3 giri attorno alla base della paletta fissando sia
quest'ultima che la merce.
2 Avvolgimento al centro, gli strati si sovrappongono di circa metà della larghezza
della pellicola.
3 Avvolgimento in alto, la pellicola viene passata due volte sullo spigolo superiore.
3
2
1
Durante l’estensione procedere sempre camminando in avanti ( indietro = pericolo di inciampo
) e verificare che la pellicola sia tirata.
Un carico con merce preziosa può anche
essere avvolto con pellicola nera. In
questo modo il contenuto diventa invisibile
dall’esterno.
126
In breve
Lo stretching consiste nell'avvolgere un film estensibile elastico attorno al pallet.
La tensione del film tiene insieme i prodotti e li stabilizza.
Punti Chiave
– Allungamento: assicurarsi di allungare la pellicola abbastanza da ottenere un
fissaggio stabile senza danneggiare i prodotti.
– Numero di strati: determinare il numero ottimale di strati, a seconda del carico
e dell'altezza del pallet.
– Tecnica corretta: utilizzare la tecnica di avvolgimento corretta per garantire
una tensione uniforme.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Vantaggi
Flessibilità: il film si adatta a diverse
forme e dimensioni di prodotti.
Economicità: di solito più conveniente
rispetto al termorestringente.
Velocità: il processo di avvolgimento è
più veloce e semplice.
Svantaggi
Meno stabile: il fissaggio può essere
meno stabile rispetto alla pellicola termorestringente,
soprattutto con carichi
pesanti.
Suscettibilità agli agenti atmosferici:
non protegge dall'umidità e dalla polvere
Resistenza allo scivolamento: se la pellicola
non è sufficientemente stretta, il
carico può scivolare.
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
Adatto per…
– Prodotti che non vengono fortemente agitati e che richiedono una certa flessibilità.
– Applicazioni in cui è richiesto un backup rapido.
127
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7.8.1 Fissaggio mediante pellicola termorestringente
La pellicola termorestringente garantisce
ai carichi su pallet un’ottima
protezione contro intemperie,
polvere e furto. L’avvolgimento della
pellicola termorestringente per
grandi quantità di merce può essere
fatto con speciali forni o con pistole
per termoretraibili. Rispetto al film
estensibile, il film termorestringente Avvolgimento meccanico Avvolgimento a mano
è molto spesso. Una volta stretta, la
copertura termorestringente non può
più essere dilatata. Se la copertura viene « deformata » da sollecitazioni meccaniche
il compattamento del carico risulta insufficiente.
1 2
La copertura termorestringente viene passata
interamente sopra la merce.
Distribuire uniformemete la copertura.
3 4
Preparare per l’uso la pistola a gas ( attenzione
: osservare le istruzioni per l’uso ).
5
Il calore fa restringere la pellicola, garantendo
un fissaggio stabile del carico. Attenzione
: restare troppo tempo nello stesso
punto potrebbe far sciogliere la pellicola o
danneggiare la merce.
6
Pallet stretto e pronto.
128
Alla fine dell’operazione verificare che il
gas sia chiuso.
In breve
L'imballaggio termoretraibile utilizza film termoretraibili che vengono applicati al
pallet e ai prodotti mediante calore, la pellicola si contrae e racchiude saldamente
il carico.
Punti chiave
– Scelta del materiale: utilizzare un film termoretraibile di alta qualità, che ha un
buon effetto di restringimento.
– Controllo della temperatura: mantenere la temperatura corretta durante il restringimento
per garantire una corretta adesione.
– Circolazione dell'aria: assicurarsi che la pellicola non sia troppo stretta per evitare
possibili danni ai prodotti.
2. Edizione 2025
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Vantaggi
Stabilità: Fornisce un fissaggio molto
solido e stabile del carico.
Protezione dall'acqua: il film termoretraibile
protegge dall'umidità e dalla
polvere.
Risparmio di spazio: riduce il volume
rispetto ad altri metodi.
Svantaggi
Costi: Costi di materiale e di esercizio
più elevati dovuti all'uso della pellicola
in PVC e macchine termoretraibili.
Tempo richiesto: il processo di restringimento
può richiedere molto tempo.
Impatto ambientale: i film plastici possono
essere dannosi per l'ambiente se
non vengono riciclati correttamente.
CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini
Adatto per
– Prodotti sensibili o instabili esposti a forti vibrazioni.
– Prodotti che devono essere protetti dall'umidità e dalla polvere.
129
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8. Uscita merce
USCITA MERCE
La merce in uscita è l'ultimo processo prima che la catena logistica
ricominci con l'ingresso in azienda di nuova merce. È
importante che l'unità di carico per il trasporto sia stata ben
preparata alfine di proteggere il carico durante il trasporto.
Dopo essere stati caricati i pallet devono essere messi in
sicurezza nel camion.
In Svizzera vengono trasportate diverse centinaia di milioni di tonnellate di merce
ogni anno su strada e rotaia, e questo dato continua ad aumentare. La responsabilità
per il trasporto corretto e il fissaggio professionale della merce non è solo
del conducente del camion, ma anche di chi prepara la merce per il carico.
Per garantire un trasporto sicuro occorre verificare i punti seguenti :
– Corretta distribuzione del carico
– Fissaggio idoneo del carico
– Rispetto di tutte le disposizioni di legge
130
8.1 Allestimento di un piano di trasporto
Procedura di allestimento di un piano di trasporto
1. Calcolare il peso del carico ( somma di tutti i carichi )
2. Scegliere lo schema di carico
3. Calcolare il baricentro del carico
4. Registrare nel piano di distribuzione la portata utile ed effettuare eventuali
spostamenti con distanziatori
5. Posizionare i carichi
6. Calcolare la distribuzione del peso
7. Se necessario eseguire modifiche
8. Fatto : il camion può essere caricato seguendo il piano di trasporto
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
725 kg
675 kg
950 kg
1000 kg
900 kg
625 kg
750 kg
Larghezza della
rampa di carico
2,55 m
1. Calcolare il peso del carico
Sommare tutti i pesi e verificare che la portata utile del veicolo non venga superata.
725 kg
675 kg
950 kg
1000 kg
900 kg
625 kg
750 kg
CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
725 kg + 675 kg + 950 kg + 1000 kg + 900 kg + 625 kg + 750 kg = 5625 kg
131
Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
2. Scegliere lo schema di carico
Per scegliere lo schema di carico tenere conto del numero di pallet e delle dimensioni
della superficie di carico.
Struttura del blocco di carico con una superficie di carico di 2,3 metri
Larghezza della
rampa di carico
2,3 m
Struttura del blocco di carico con una rampa di carico di 2,55 metri
Trasporto in lunghezza Trasporto in larghezza Combinazione tra trasporto
in lunghezza e larghezza
3. Calcolare il baricentro del carico
Lunghezza del carico : 2 ( se il peso è distribuito in modo uniforme )
Larghezza della
rampa di carico
2,55 m
Larghezza
della
rampa di
carico
2,55 m
Larghezza
della
rampa di
carico
2,55 m
Larghezza
della
rampa di
carico
2,55 m
0,8 m
1,2 m
0,8 m
2,8 m : 2 = 1,4 m
132
4. Registrare nel piano di distribuzione la portata utile ed ev. effettuare
spostamenti con distanziatori
Il peso del carico ( risultato del punto 1 ) e il baricentro del carico ( risultato del
punto 3 ) vengono ora riportati nel piano di distribuzione della portata utile.
Distanza dalla sponda di testa al baricentro m
2. Edizione 2025
1
3
Se il baricentro è al di fuori dell’area verde non è possibile trasportare così la
merce. In questo caso possiamo spostare il baricentro usando distanziatori ( ad es.
pallet ) finché non arriva a trovarsi all’interno dell’area verde.
Distanza dalla sponda di testa al baricentro m
1
3
Peso del carico in t
Peso del carico in t
ASFL SVBL
CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
133
Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
2,6 m
1,2 m
1,4 m
Breite der
Ladebrücke
2,55 m
0,8 m
1,2 m
0,8 m
2,8 m : 2 = 1,4 m
5. Distribuzione del peso
La distribuzione del peso sulla superficie di carico è soggetta ai due principi
seguenti :
1. I pesi del carico devono essere distribuiti in modo uniforme nella direzione
della lunghezza e della larghezza del veicolo ( carico compatto ).
2. Il baricentro del carico deve essere posizionato al centro della superficie
di carico con maggiore precisione quanto più pesante è il carico.
134
Verificare che il peso sia sempre uniforme da destra a sinistra e da davanti a dietro.
Ciò avviene se i pesi sono equilibrati sulle due diagonali.
1000 kg
1000 kg
950 kg
900 kg
750 kg
725 kg
675 kg
625 kg
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Per prima cosa posizionare al centro il pallet più pesante.
950 kg
1000 kg
900 kg
Equilibrio diagonale dei due pallet successivi.
725 kg
950 kg
1000 kg
900 kg
1000 kg
750 kg
1000 kg
Equilibrio diagonale dei due pallet successivi.
950 kg
950 kg
900 kg
900 kg
750 kg
750 kg
725 kg
725 kg
675 kg
675 kg
625 kg
625 kg
CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
725 kg
675 kg
950 kg
1000 kg
900 kg
625 kg
750 kg
1000 kg
950 kg
900 kg
750 kg
725 kg
675 kg
625 kg
Equilibrio diagonale degli ultimi due pallet.
135
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corsi interaziendali in logistica
6. Calcolare la distribuzione del peso
Calcolo fronte / retro
Sommare il peso di tutti i pallet anteriori e il peso di tutti i pallet posteriori. I pesi
che si trovano per metà nella parte anteriore e per l’altra metà nella parte posteriore
della superficie di carico vanno divisi a metà tra i due risultati.
725 kg+ 675 kg = 1400 kg 750 kg + 625 kg = 1375 kg
( 950 kg + 1000 kg + 900 kg ) : 2 = 1425 kg ( 950 kg + 1000 kg + 900 kg ) : 2 = 1425 kg
1400 kg + 1425 kg = 2825 kg 1375 kg + 1425 kg = 2800 kg
725 kg
675 kg
950 kg
1000 kg
900 kg
625 kg
750 kg
2825 kg
– 2800 kg
= 25 kg differenza
Calcolo sinistra / destra
Sommare il peso di tutti i pallet a sinistra e il peso di tutti i pallet a destra. I pesi
che si trovano per metà nella parte sinistra e per l’altra metà nella parte destra della
superficie di carico vanno divisi a metà tra i due risultati.
725 kg
675 kg
950 kg
1000 kg
900 kg
625 kg
750 kg
725 kg+ 950 kg+ 625 kg = 2300 kg
1000 kg : 2 = 500 kg
2300 kg + 500 kg = 2800 kg
675 kg + 900kg+ 750kg = 2325 kg
1000 kg : 2 = 500 kg
2325 kg + 500 kg = 2825 kg
Differenza totale
25 kg ( lunghezza ) + 25 kg ( larghezza )
2825 kg
– 2800 kg
= 25 kg differenza
136
7. Se necessario eseguire modifiche
Ora è possibile invertire i pesi per minimizzare la differenza.
Nel farlo è importante rispettare le indicazioni seguenti :
– Se la differenza è di 100 kg spostare solo 50 kg da una parte all’altra; in caso
contrario non si fa altro che trasferire il problema da una parte all’altra.
– Se la differenza è troppo grande solo tra davanti e dietro non spostare pallet
da sinistra a destra.
– Se la differenza è troppo grande solo tra sinistra e destra non spostare pallet
da davanti a dietro.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
8. Fatto : il camion può essere caricato in base al piano di trasporto
8.2 Fissaggio professionale del carico
8.2.1 Accoppiamento di forma ( carico compatto ) o ancoraggio di forza
Per evitare che la merce si sposti sulla superficie di carico è possibile fissarla in
due modi : con un accoppiamento di forma o di forza ( ancoraggio di forza ).
Di forma :
Di forza :
lo spostamento viene evitato riempiendo gli spazi vuoti.
Io spostamento viene evitato fissando la parte di carico con
un metodo di fissaggio idoneo usando cinghie di ancoraggio.
Spesso le due procedure vengono combinate in quanto la vibrazione ( sobbalzi )
può causare lo spostamento di parti del carico.
CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
8.2.2 Accoppiamento di forma del carico
L’accoppiamento di forma prevede il posizionamento del carico in modo compatto,
cioè senza lasciare spazi vuoti all’interno del vano di carico. È però necessario
che non ci siano forze verso l’alto, come succederebbe ad es. a una nave cargo nel
mezzo di una tempesta. Per questo sulle navi un fissaggio del carico solamente
geometrico non è mai sufficiente!
137
Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
Riempimento
Riempendo completamente lo spazio vuoto in
cima o in fondo al carico utilizzando palette in
orizzontale o barre fermacarico si assicura il
carico contro qualsiasi spostamento.
Sistema di ritenuta
Con l’ancoraggio, il carico viene fissato
al pianale aumentando la forza di attrito
che non permette così al carico di scivolare.
138
8.2.3 Strumenti per il fissaggio del carico
Sono disponibili mezzi di fissaggio del carico per tutti i tipi di carico. Data la ricchezza
dell’offerta risulta facile scegliere il giusto strumento di fissaggio. Tenere
sempre conto delle sollecitazioni e delle forze cui è previsto che il carico sia esposto
durante il trasporto.
1
4
6
3
5
2
1 Cuneo
Evita il rotolamento di oggetti cilindrici.
2 Tendicatena
Il tendicatena serve a tendere i
fissaggi per carichi pesanti.
3 Cuscino gonfiabile
Separa le parti di carico e riempie i
vuoti tra i singoli carichi.
4 Asta fermacarico
Fissaggio del carico « leggero ».
Protegge i carichi dalle forze di
accelerazione ( indietro ).
Non è un fissaggio del carico sufficiente
per annullare le forze di
decelerazione in frenata.
5 Rete di sicurezza
Fissa i carichi instabili. Spesso viene
usata nel trasporto di cassoni
aperti per evitare che lo
spostamento d’aria faccia volare
via le parti più leggere.
Nel trasporto aereo la maggior
parte dei carichi viene fissata anche
con reti di sicurezza.
6 Tappetini antiscivolo
Vengono utilizzati per evitare lo
scivolamento dei carichi. Migliorano
il coefficiente di atrito ma, di
regola, non sono sufficienti come
fissaggio del carico.
139
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
8.2.4 Asta fermacarico
L’asta fermacarico va usata solo
come protezione contro le forze di
accelerazione.
8.2.5 Cinghie di ancoraggio
Le cinghie di ancoraggio sono disponibili in versione singola e doppia. Per reggiare
merce sfusa vengono usate cinghie singole, le cosiddette cinghie di tensione.
Le cinghie di ancoraggio con tenditore vengono usate per ancorare la merce su
una superficie di carico.
Prima di usare una cinghia di ancoraggio controllare ogni volta le sue condizioni!
Il modo più semplice per identificare danneggiamenti come strappi, nodi o fori è
un’ispezione visiva delle cinghie prima dell’uso. I mezzi di ancoraggio, inoltre, devono
essere controllati ogni anno da un tecnico.
Cinghia doppia con dispositivo di
tensionamento ( cricchetto )
Cinghia singola
Le cinghie di tensione e di ancoraggio potrebbero schiacciare la merce trasportata
o l’imballaggio. Una protezione degli spigoli adeguata protegge non solo la
merce e l’imballaggio, ma anche le cinghie stesse.
140
Photo : SpanSet AG
8.2.6 Contrassegni sulle cinghie di ancoraggio
Le cinghie di ancoraggio devono essere contrassegnate dal produttore con la loro
portata massima. In genere, ad esempio nel caso di una cinghia di ancoraggio, i
dati sono riportati sull'etichetta.
ASFL SVBL
2. Edizione 2025
1 Forza di trattenuta 2500 daN ( con trazione diretta )
2 Forza di trazione manuale
3 Forza di tensionamento manuale
4 Forza d’ancoraggio 5000 daN
1 kg = 1 DekaNewton ( daN ) = 10 Newton
Abbreviazioni utilizzate nell’etichetta :
LC Abbreviazione di « Lashing Capacity ». È la sigla con cui viene indicata
in tutto il mondo la capacità di fissaggio massima.
SHF Abbreviazione di « Standard hand force », indica la forza massima applicabile
sulla leva del cricchetto.
STF Abbreviazione di « Standard tension force », indica la forza massima di
tensionamento o tiro applicabile sulla parte variabile ( cinghia ).
CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
Forze ammesse :
1. Forza di trattenuta ammessa con trazione in linea LC = 2500 daN
2. Forza di trazione manuale SHF = 50 daN
3. Forza di tensionamento STF = 500 daN
4. Forza d’ancoraggio a terra LC = 5000 daN
141
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corsi interaziendali in logistica
8.2.7 Disposizioni della Legge federale sulla circolazione stradale ( LCStr )
LCStr, articolo 30.2
I veicoli non devono essere sovraccaricati. Il carico deve essere collocato in
modo che non sia di pericolo né di ostacolo ad alcuno e che non possa cadere.
I carichi sporgenti devono essere segnalati, di giorno e di notte, in modo ben
visibile.
LCStr, articolo 31.3
Il conducente deve provvedere affinché non sia ostacolato nella guida né dal
carico né in altro modo. I passeggeri non devono ostacolarlo né disturbarlo.
Ma troppo spesso nella realtà le cose vanno così :
142
8.3 Condizioni e forze
8.3.1 Condizioni
Prima di predisporre un trasporto su strada, dobbiamo conoscere le seguenti informazioni
:
Peso a vuoto Portata utile Peso totale
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Il peso a vuoto è il
peso di un veicolo
senza carico.
La portata utile è
il carico massimo
trasportabile su un
camion.
Sommando il peso
a vuoto e la portata
utile si ottiene il peso
totale.
8.3.2 Effetto delle forze
Durante il trasporto i carichi su pallet sono esposti a sollecitazioni fisiche importanti.
Le sollecitazioni causate da spinte o urti sono soggette alle stesse leggi di
quelle dovute a cadute. Una spinta o un urto può causare lo scivolamento, il ribaltamento
o la caduta di pacchi o interi carichi. La merce può danneggiare l’imballaggio
o romperlo. L’entità di accelerazione e decelerazione viene indicata in g
( forza di gravità ). La pressione generata a 1 g è pari alla forza peso normale del
corpo accelerato.
CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
143
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corsi interaziendali in logistica
Verzögerungskräfte
Verzögerungskräfte
Accelerazione
Beschleunigungskräfte
Verzögerungskräfte
Beschleunigungskräfte
Beschleunigungskräfte
Verzögerungskräfte
Fliehkräfte
Decelerazione
Forza centrifuga
Beschleunigungskräfte
Fliehkräfte
Vertikal wirkende Kräfte (Vibration)
Forze verticali ( vibrazione )
Fliehkräfte
Fliehkräfte
Vertikal wirkende Kräfte (Vibration)
Vertikal wirkende Kräfte (Vibration)
Durante gli spostamenti su strada sono presenti anche forze verticali, soprattutto
Vertikal wirkende Kräfte (Vibration)
sotto forma di urti, oscillazioni e vibrazioni. Spesso queste forze verticali aggiuntive
non sono sufficienti per far sollevare il carico dalla superficie di carico, ma
riducono l’attrito e quindi l’aderenza. La vibrazione può far sì che un carico perda
contatto con il suolo e scivoli. Un carico con aderenza al suolo insufficiente rappresenta
quindi un pericolo. Le forze verticali vengono contrastate ad es. ancorando
il carico a terra
144
8.4 Forze durante il trasporto su rotaia
Le forze che agiscono nel trasporto all’interno di vagoni ferroviari sono simili a
quelle del trasporto su strada. Le forze di decelerazione sono però molto più
grandi. Un urto durante una manovra può rilasciare fino a 4 g. Le compagnie ferroviarie
conoscono bene le sollecitazioni cui è esposta la merce durante il trasporto
in vagoni ferroviari. Per questo occorre rispettare le disposizioni di carico.
2. Edizione 2025
Forze verticali (vibrazioni)
ASFL SVBL
Forza d’accelerazione
Forza centrifuga
8.5 Self-service
Forza di decelerazione
E’ possibile che, in alcuni casi, sia il cliente che ritira personalmente la merce dal
fornitore o presso un magazzino (self-service H24) anziché farsela consegnare.
Vantaggi del ritiro diretto della merce da parte del cliente.
– Flessibilità: i clienti possono scegliere autonomamente l'orario di ritiro.
– Risparmio sui costi: il ritiro della merce diretto da parte del cliente genera un
risparmio sui costi di consegna per l’azienda e spesso è più economico anche
per il cliente.
– Velocità: i clienti possono hanno a disposizione la merce più rapidamente, non
dovendo aspettare la consegna.
– Controllo qualità: i clienti hanno la possibilità di controllare la merce direttamente
prima del ritiro per assicurarsi che soddisfi le loro esigenze.
CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
Aspetti importanti per l’azienda che propone il ritiro diretto della merce.
– Pianificazione logistica: le aziende devono gestire in modo efficiente la stazione
di prelievo e mettere a disposizione personale sufficiente per il passaggio di
consegne.
– Tempi di attesa: una maggiore frequenza di prelievo può comportare tempi di
attesa per i clienti, con conseguenti ripercussioni sulla loro soddisfazione.
– Risorse: le aziende devono fornire personale e infrastrutture per garantire un
processo di consegna diretta efficace.
145
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corsi interaziendali in logistica
9. Distribuzione
DISTRIBUZIONE
Per distribuzione intendiamo la « distribuzione della merce ».
Una volta che tutte le merci sono state caricate e messe in sicurezza
vengono distribuite. Per garantire che le merci non
vengano distribuite in modo selvaggio, esistono oggi molti
strumenti per le aziende che generano già percorsi ottimizzati
in base alle consegne.
Ciò che va preso in considerazione è :
– Luogo di consegna del cliente
– Possibili consegne di ritorno ( evitare corse a vuoto )
– Peso
Esempio
Luogo di partenza : Olten
Clienti :
– Zurigo 2 palette
– Lucerna 3 palette
– Argovia 2 palette
146
10. Reso delle merci e reclami
Una consegna di ritorno da parte di un
cliente viene definita « reso » e spesso
viene addebitata alle aziende direttamente
dopo la consegna. Negli ultimi
anni i resi sono aumentati in modo
massiccio. In molte aziende di vendita
per corrispondenza, un ordine può essere
restituito gratuitamente. Tuttavia,
il costo di tali resi è enorme, con il risultato
che molti articoli resi vengono smaltiti come rifiuti da parte del venditore
perchè, oltre al mancato guadagno, richiede la gestione di costi e tempi per la
spedizione. Per tale motivo l'applicazione di tasse per la restituzione sono sempre
più utilizzate.
Un reclamo viene solitamente esaminato in modo più approfondito dalle aziende.
Molte piattaforme online dispongono di un apposito modulo per i reclami online.
Nella maggior parte dei casi, è necessario fornire una foto e una motivazione oppure
restituire direttamente la merce. Le aziende offrono diverse opzioni per rendere
nuovamente soddisfatto il cliente.
– Nota di credito
– Nuovo articolo
– Sconti
– Buono sconto
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
10.1 Accettazione dei resi
Documenti richiesti
– Documenti di reso
– Bolla di consegna
– Modulo di reclamo
147
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Controlli
– Ispezione visiva delle merci per verificare la presenza di danni
– Confronto degli articoli consegnati con i documenti di reso
– Controllo dei numeri degli articoli, delle quantità e dei motivi della restituzione
Note sulla confezione
– Motivo del reso
– Data
– Nome della persona di contatto
Gestione dei resi
– Processo di inoltro delle informazioni al reparto competente (ad es. controllo
qualità, contabilità).
– Aggiornamento dei dati di inventario: documentazione delle modifiche nel sistema
di gestione della merce
Motivi per i resi
– Misura, forma, colore o prodotto non corretti
– Reclami per consegna difettosa
– Richiami di prodotto
10.2 Accoglienza dei reclami
Ascolto attivo
– Contatto visivo
– Annuire, sorridere
– Ripetere ciò che è stato detto: Es: «Se ho capito bene, lei mi sta dicendo che…»
– Fare domande aperte: «Che tipo di problema ha avuto il telecomando?».
– Rispondere in modo empatico: «Posso capire la delusione che ha provato…».
– Riassumere: «Per riassumere, entro massimo il ….»
– Far finire di parlare il cliente
– Usare un linguaggio positivo. Invece di dire «Non possiamo farlo» preferire
«Possiamo certamente fare in modo che…»
148
Annotare i dettagli: numero dell'articolo, motivo del reclamo, dati del cliente.
Utilizzando queste tecniche di ascolto attivo, è possibile migliorare la comunicazione
con i clienti. L'ascolto attivo non serve solo a comprendere ma anche a rafforzare
il rapporto con i clienti e contribuisce ad aumentare la loro soddisfazione..
Motivazione oggettiva delle risposte
– Introduzione
«Grazie mille per averci fatto sapere cosa ne pensi del prodotto XYZ che hai ordinato
il (data dell'ordine). Abbiamo ricevuto il tuo reso e vorremmo darti una
spiegazione oggettiva del perché l'abbiamo accettato.»
– Problema
«Hai detto che il prodotto non corrisponde alla descrizione.»
– Descrizione del problema
Spiegazione dettagliata del motivo per cui il cliente ha restituito il prodotto.
Dettagliare gli aspetti specifici che hanno portato alla decisione.
«Secondo il tuo feedback l’articolo XYZ non corrisponde…»
Fatti e dati
Sostenere il ragionamento, con fatti o dati che supportino l'argomentazione.
Può trattarsi di informazioni sulle politiche di restituzione, descrizioni dei prodotti
o standard di qualità.
Approcci risolutivi
Suggerire soluzioni o miglioramenti per evitare problemi in futuro. Questo dimostra
che il servizio clienti è un servizio che sta a cuore e desidera migliorarsi.
Conclusione
Riassumete i punti più importanti e offrite al cliente l'opportunità di chiarire le domande
o offrire supporto.
2. Edizione 2025
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CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
149
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10.3 Strategie per evitare e ridurre i resi e i reclami
Informazioni
dettagliate sul
prodotto
– Descrizione del prodotto
Chiaro, conciso ed esaustivo. Dettagli su dimensioni, materiale,
applicazioni e istruzioni per la cura.
– Immagini di alta qualità
Immagini ad alta risoluzione da diverse prospettive per dare ai
clienti un'idea realistica del prodotto.
Tabelle delle
taglie e istruzioni
di montaggio
– Tabella delle taglie
Offri una tabella delle taglie accurata
– Istruzioni di montaggio
Note sulla vestibilità e sulle regolazioni, in particolare per abbigliamento
e scarpe.
Controllo di
qualità
– Test del prodotto
Rigoroso controllo di qualità per garantire che i prodotti siano
privi di difetti prima della spedizione.
– Analisi del feedback
Analizza il feedback e i reclami dei clienti per identificare e risolvere
i problemi comuni.
Imballaggio e
spedizione
– Imballaggio sicuro
Imballare in modo sicuro i prodotti ed evitare danni durante il
trasporto.
– Spedizione veloce
Offri opzioni di spedizione rapide e affidabili per aumentare la
soddisfazione del cliente.
Ottimazzazione
della gestione del
magazzino
– Etichettatura unica
Contrassegnare chiaramente i prodotti in magazzino. Usa codici
a barre o codici QR per facilitare l'identificazione.
– Organizzazione delle scaffalature e dello spazio di stoccaggio
Organizza il magazzino in modo che prodotti simili non siano
uno accanto all'altro per evitare confusione.
150
– Sistemi di gestione del magazzino (WMS)
Sfrutta le soluzioni software che automatizzano e ottimizzano i
Utilizzo di tecnologie
moderne
processi di ordinazione, stoccaggio e spedizione.
– Pick-by-Voice o Pick-by-Light
Implementa tecnologie che supportano il processo di prelievo
e aumentano la precisione.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Communicazione
efficiente
– Communicazione interna
Promuovere una comunicazione aperta tra i reparti (ad esempio,
vendite, magazzino, spedizioni) per evitare malintesi.
– Communicazione efficiente
Informa i clienti sullo stato dei loro ordini per chiarire i malintesi.
CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico
151
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corsi interaziendali in logistica
11. Verifiche di apprendimento
11.1 Corso interaziendale 1
SAL 1.1.1
SAL 1.1.2
SAL 1.1.3
SAL 1.1.4
Ricevimento merce
Immagazzinamento
Commissionamento
Inventario
merce
SAL 1.2.1
SAL 1.2.2
SAL 1.2.3
SAL 1.2.4
Sicurezza sul lavoro
Manipolazione sicu-
Tutela della salute
Manipolazione sicu-
ra con le varie attrez-
ra di merci
zature di lavoro
pericolose
152
11.2 Corso interaziendale 3
Verifiche di apprendimento
ASFL SVBL
2. Edizione 2025
SAL 3.1.1
SAL 3.1.2
SAL 3.1.3
Controllo generale della
Controllo dettagliato della
Accettazione merce, dispo-
merce e attrezzi interscam-
merce e protocollo danni
sizione per l'immagazzin-
biabili
amento
SAL 3.2.1
Immagazzinamento merce
diversa
SAL 3.2.2
Immagazzinamento merce
pericolosa
SAL 3.2.3
Inventario
SAL 3.3.1
SAL 3.3.2
SAL 3.3.3
Commissionamento della
Imballaggio della merce
Preparazione ordini
merce
SAL 3.4.1
Carico del mezzo e piano di
percorso
SAL 3.4.2
Movimentazione della
merce
SAL 3.4.3
Resi della merce
153
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corsi interaziendali in logistica
Note
154
Indirizzo Magazzino
ASFL SVBL
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Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica
Indirizzo Magazzino
by ASFL SVBL
Schweizerische Vereinigung für die Berufsbildung in der Logistik
Association Suisse pour la formation professionnelle en logistique
Associazione Svizzera per la formazione professionale in logistica
155
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corsi interaziendali in logistica
1. Il termine immagazzinamento
VENDITA
ACQUISTI
DISTRIBUZIONE
USCITA MERCE
ENTRATA MERCE
IMMAGAZZINA-
MENTO
MOVIMENTAZIONE
MOVIMENTAZIONE
PREPARAZIONE
ORDINI
MOVIMENTAZIONE
PRODUZIONE
La conservazione efficiente delle merci è una parte fondamentale della logistica
moderna e svolge un ruolo centrale lungo tutta la catena del valore di un’azienda.
In un mercato dinamico, è essenziale che le merci non solo siano immagazzinate
in modo sicuro e conforme, ma anche gestite in modo efficiente.
L'obiettivo è massimizzare la disponibilità dei beni riducendo al minimo i costi.
Il termine immagazzinamento/stoccaggio non è solo di grande importanza nella
logistica. Immagazzinamento è una parola che ci accompagna ogni giorno.
Ogni giorno tiriamo fuori dal frigo almeno un prodotto. Che si tratti di una bevanda
o di un panino all'ora di pranzo, stiamo già parlando di una tipo di magazzino
per prodotti freschi. La merce viene immagazzinata nei vari magazzini fino al momento
della consegna al consumatore finale. Un altro tipo di magazzino con cui
entriamo in contatto ogni giorno è il nostro guardaroba. Lì teniamo i nostri vestiti,
piegati su uno scaffale o appesi a una gruccia. In questo caso si parla di magazzino
con un sistema di stoccaggio per merci appese «sospeso».
156
1.1 Tutto sull'immagazzinamento
ASFL SVBL
2. Edizione 2025
L’acquisizione, l’allestimento e l’organizzazione di un magazzino richiedono competenze
specialistiche. È quindi necessario porsi diverse domande:
1. Quali prodotti devono essere immagazzinati?
2. Quale tipo di magazzino è adatto per questi prodotti?
3. Come verrà organizzato il magazzino?
4. Come verranno gestite le scorte?
5. Quali tecnologie possono essere utilizzate per soddisfare tutte queste
situazioni?
Indirizzo Magazzino
157
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corsi interaziendali in logistica
1.2 Compiti e funzioni dell'immagazzinamento
Funzione di riserva /
sicurezza
Funzione di controllo e
smistamento
Funzione di stagionatura
– Garantisce l’approvvigionamento se si verificano ritardi
nelle consegne o fluttuazione nei consumi.
– Controllo e smistamento delle merci per l’immagazzinamento.
– Migliora la qualità del prodotto tramite processi di
maturazione.
Funzione di trasformazione – Riconfezionamento/etichettatura/miscelazione, ecc..
Funzione speculativa
Funzione di presentazione
vendita
Funzione di smaltimento
– Stoccaggio di merce soggette a forti variazioni di
prezzo.
– Esposizione nello showroom
– Stoccaggio di rifiuti, scarti di produzione o di merci
pericolose.
158
2. Tipi di prodotto
TIPO DI PRODOTTO
Nella logistica esistono diverse tipologie di prodotti, ognuno
con esigenze diverse per lo stoccaggio, il trasporto e la movimentazione.
ASFL SVBL
2. Edizione 2025
2.1 Beni di consumo
Definizione
I beni di consumo sono il risultato finale
della produzione e sono ciò che un
consumatore vedrà stoccato sugli scaffali
di un negozio. Prodotti che vengono utilizzati
e consumati regolarmente, come alimenti, bevande e prodotti per l'igiene.
Immagazzinamento
– Deperibilità
Monitoraggio della durata di conservazione e della data di scadenza per prevenire
il deterioramento.
– Principo FIFO
Applicare il principio first-in, first-out per garantire che le scorte più vecchie
siano vendute per prime.
Temperatura
Per le merci deperibili, una temperatura di stoccaggio adeguata è fondamentale
per mantenerne la freschezza.
Indirizzo Magazzino
Gestione dell'inventario
Controlli e adeguamenti regolari dell'inventario delle giacenze per evitare rotture
di stock o eccedenze nelle scorte.
Tipi di stoccaggio adatti
– Stoccaggio su scaffalature
Ideale per la conservazione di materiali di consumo non deperibili.
– Scaffalature di flusso
Per merci deperibili per garantire lo stoccaggio FIFO.
– Celle frigorifere
Per alimenti deperibili e prodotti freschi
159
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corsi interaziendali in logistica
2.2 Beni materiali
Definizione
I beni materiali sono tutti i beni che hanno
il requisito della materialità, quindi
hanno una consistenza fisica. I beni materiali
includono le merci, i prodotti finiti,
le materie prime, i fabbricati, i macchinari, ecc., e vengono utilizzati nelle operazioni
di un’azienda per produrre un profitto.
Immagazzinamento
– Area di stoccaggio
Le merci richiedono spesso aree di stoccaggio speciali che offrano spazio sufficiente
per l'accesso e la loro manutenzione.
– Protezione
Protezione delle merci da possibili danni (es. temperatura, luce diretta, umidità,
polvere).
Manutenzione
Sono necessarie manutenzioni e ispezioni regolari per garantire la funzionalità
delle macchine e degli impianti.
Documentazione
Tenere una descrizione dettagliata del layout del magazzino, dei registri della manutenzione
e dell'uso degli impianti.
Scelta dei magazzini
– Magazzino a scaffalature alte (multipiano)
Per merce palettizzata in grandi quantità.
– Scaffalature a ripiani
Per merce imballata in piccole quantità nonché merci di piccolo volume.
– Magazzino specifico
Per merci sensibili o di valore che richiedono una protezione con caratteristiche
specifiche.
160
2.3 Merci pericolose
Definizione
Con questo termine ci si riferisce a tutte
quelle sostanze o materiali che, a causa
delle loro proprietà fisico-chimiche o delle
loro caratteristiche, possono presentare
dei rischi per la salute e la sicurezza
umana, le infrastrutture e/o i loro mezzi di trasporto.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Misure di sicurezza
– Conformità a normative e standard specifici per lo stoccaggio compatibile di
sostanze pericolose.
– Segnaletica e indicazioni chiare nelle aree di stoccaggio.
Immagazzinamento
Assicurarsi che i materiali pericolosi siano conservati in contenitori appropriati e
protetti da perdite e contaminazioni.
Formazione
Formazione del personale sullo stoccaggio e la manipolazione di sostanze pericolose
e le misure di emergenza.
Tipi di magazzini adatti
– Magazzini per merci pericolose
Magazzini specifici che soddisfano i requisiti di legge per lo stoccaggio di merci
pericolose.
– Scaffalature di sicurezza con vasche di contenimento
Ripiani o pavimentazione con vasche di raccolta per il contenimento di eventuali
perdite.
– Magazzini a temperatura controllata
Per sostanze pericolose sensibili alle variazioni di temperatura.
Indirizzo Magazzino
161
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corsi interaziendali in logistica
2.4 Prodotti refrigerati e
surgelati
Definizione
Prodotti che devono essere conservati
a basse temperature per mantenerne
la freschezza e la qualità, come alimenti
freschi e surgelati.
Temperatura
Monitoraggio costante delle temperature (es. 0-4 °C per refrigerazione, -18 °C o
inferiore per surgelazione).
Layout del magazzino
Organizzazione efficiente per garantire l'accessibilità e il rapido prelievo.
Durata di conservazione
Controllo regolare delle date di scadenza del prodotto.
Tipi di magazzino adatti
– Celle frigorifere
Per prodotti che devono essere conservati a basse temperature (0-4 °C).
– Celle frigorifere per surgelati
Per prodotti che devono essere conservati a temperature molto basse (inferiori
a -18 °C).
– Scaffali refrigerati per il commercio al dettaglio
Per i rivenditori di prodotti freschi.
162
2.5 Prodotti stagionali
Definizione
Beni che sono richiesti solo in determinati
periodi dell'anno, come le decorazioni
natalizie, i vestiti estivi o i cibi di
stagione.
2. Edizione 2025
Pianificazione del magazzino
Gestione anticipata delle scorte per soddisfare i picchi stagionali della domanda.
ASFL SVBL
Immagazzinamento
Assicurarsi che le condizioni di conservazione mantengano la qualità dei prodotti
durante il periodo di stoccaggio.
Marketing e vendite
Pianificazione strategica delle promozioni per massimizzare le vendite durante la
stagione.
Tipi di magazzino adatti
– Stoccaggio per palette e a ripiani
Per lo stoccaggio di articoli stagionali che devono essere disponibili in grandi
quantità
– Sistemi di scaffalature mobili
Per risparmiare spazio quando i prodotti non sono necessari in alta stagione
– Magazzini a scaffalature alte
Per lo stoccaggio efficiente di grandi quantità di prodotti stagionali.
Indirizzo Magazzino
163
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2.6 Resi
Definizione
Prodotti restituiti dai clienti per insoddisfazione,
danni o errori di consegna.
Controllo
Ispezione accurata della merce restituita per rilevare eventuali danni o difetti.
Ricondizionamento
Processo di valutazione, riparazione e manutenzione di un oggetto, da un punto
di vista estetico o meccanico-funzionale prima della rivendita.
Stoccaggio
Aree di stoccaggio separate per i resi per evitare confusione con i prodotti nuovi.
Documentazione
Tenere traccia dei resi per analizzare le tendenze e identificare le cause dei resi.
Tipi di magazzino adatti
– Magazzino resi separato
Un'area speciale per lo stoccaggio dei resi, per separarli dai prodotti nuovi
– Scaffalature per articoli in attesa di controllo
Per lo stoccaggio degli articoli restituiti in attesa di ispezione o ricondizionamento.
– Aree per resi danneggiati o non conformi che richiedono un controllo speciale
(CQ)
Per restituzioni danneggiate o non sicure che richiedono una gestione speciale.
164
3. Tipi di magazzino
TIPO DI MAGAZZINO
Il termine «tipo di stoccaggio» si riferisce alla categoria o al
tipo specifico di magazzino utilizzato per lo stoccaggio di
merci, materiali o prodotti. I tipi di stoccaggio si differenziano
per il tipo di merce immagazzinata, le condizioni di stoccaggio,
le precauzioni di sicurezza necessarie e i requisiti specifici
posti allo stoccaggio.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
3.1 Magazzino materie prime
Definizione
Magazzino per i materiali non lavorati utilizzati nella produzione.
Caratteristiche
– Spesso grandi quantità di materiali sfusi o su pallet
– Spesso richiede condizioni speciali (ad es. temperatura, umidità) a seconda del
tipo di materia prima
Ambito di applicazione
Nell'industria, in particolare nell'industria alimentare, chimica e delle costruzioni.
Esempio
Le materie prime come il grano, il latte o il legno sono diversi tipi di materie prime.
Indirizzo Magazzino
165
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3.2 Magazzino intermedio
Definizione
I magazzini intermedi (buffer stock) colmano il divario temporale tra le diverse
fasi del processo. La loro funzione principale è lo stoccaggio temporaneo delle
merci senza che queste vengano lavorate o modificate.
Caratteristiche
– Flessibilità, utilizzo a breve termine.
– Funzioni di buffer tra le diverse fasi di produzione o logistica.
Ambito di applicazione
Nella produzione, per evitare interruzioni causate da discontinuità operative (colli
di bottiglia della produzione).
Esempio
In un'azienda di produzione, si può optare per un magazzino temporaneo per lo
stoccaggio di prodotti semilavorati per continuare in seguito la produzione.
166
3.3 Magazzino prodotti finiti
Definizione
Magazzino per i prodotti pronti per la vendita.
Caratteristiche
– Stoccaggio organizzato per un rapido accesso ai prodotti.
– Aree dedicate al prelievo degli ordini.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Ambito di applicazione
Commercio al dettaglio e all'ingrosso per garantire la disponibilità dei prodotti.
Esempio
Un magazzino di prodotti finiti può essere uno scaffale in qualsiasi centro commerciale,
ma anche un magazzino di pallet con prodotti finiti in un magazzino di
produzione.
Indirizzo Magazzino
167
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3.4 Magazzino per prodotti refigerati o congelati
Definizione
Magazzino in cui vengono stoccate le merci sensibili alla temperatura che richiedono
condizioni controllate.
Caratteristiche
– Dotato di sistemi di raffreddamento che mantengono costante la temperatura.
– Zone specifiche con diverse temperature per tipologie di merci.
Ambito di applicazione
Nell'industria alimentare, farmaceutica, di prodotti chimici.
3.5 Magazzino per merci pericolose
Definizione
Magazzino specifico per sostanze pericolose soggette a rigorose norme di sicurezza.
Caratteristiche
– Conforme ai requisiti di legge.
– Progettato per ridurre al minimo i rischi come incendi, esplosioni o reazioni
chimiche.
Ambito di applicazione
Industria chimica, farmaceutica, gestione di sostanze pericolose.
168
3.6 Magazzino automatizzato
Definizione
Magazzino in cui lo stoccaggio e il prelievo sono effettuati da sistemi automatizzati.
Caratteristiche
– Elevata efficienza e precisione grazie all'utilizzo di robot e sistemi di scaffalature
automatizzate.
– Minimo intervento umano e riduzione degli errori.
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Ambito di applicazione
Grandi centri logistici e nelle aziende con un'elevata rotazione delle merci.
3.7 Magazzino a blocchi
Definizione
Sistema semplice in cui le merci vengono stoccate a terra in blocchi, senza sistemi
di scaffalature.
Caratteristiche
– Bassi costi di investimento, flessibilità d'uso.
– Massimizzazione dello sfruttamento dello spazio.
Ambito di applicazione
Edilizia, magazzini di distribuzione bibite ecc.
Indirizzo Magazzino
169
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3.8 Magazzino a scaffalature
Definizione
Magazzino dotato di sistemi di scaffalature per sfruttare al meglio lo spazio.
Caratteristiche
– Diversi tipi di scaffali (ad es. scaffalature porta pallet, scaffalature a ripiani) a
seconda delle merci.
– Migliore accessibilità e visibilità dei prodotti.
Ambito di applicazione
Industria, commercio al dettaglio, centri logistici.
3.9 Magazzino in conto deposito
Definizione
Magazzino in cui le merci rimangono di proprietà del fornitore fino a quando non
vengono consumate o vendute dal cliente.
Caratteristiche
– Rischio ridotto per il cliente: paga solo ciò che consuma.
– Richiede una stretta collaborazione tra fornitore e cliente.
Ambito di applicazione
Industria e commercio al dettaglio, in particolare per prodotti costosi o stagionali.
170
3.10 Cross-Docking
Definizione
Metodo in cui le merci passano direttamente dalla ricezione alla spedizione senza
essere stoccate.
Caratteristiche
– Riduzione dei tempi di stoccaggio.
– Richiede pianificazione e coordinamento precisi.
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Ambito di applicazione
Distribuzione e logistica per aumentare l'efficienza e accorciare i tempi di consegna.
In breve
La scelta del giusto tipo di magazzino dipende da diversi fattori, tra cui la
tipologia delle merci stoccate, le esigenze specifiche dell'azienda, le risorse
disponibili e gli obiettivi di efficienza a cui si punta. Un sistema di magazzino
ben progettato riduce i costi, aumenta l'efficienza e migliora la soddisfazione
del cliente.
Indirizzo Magazzino
171
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4. Organizzazione
ORGANIZZAZIONE
Lo stoccaggio delle merci nelle diverse tipologie di magazzini
avviene attraverso diversi sistemi e modalità organizzativi
che mirano a massimizzare l'efficienza, la sicurezza e l'accessibilità.
4.1 Obiettivi dell'organizzazione del magazzino
Aumento dell'efficienza
– Ottimizzazione dei processi di magazzino per ridurre i tempi di stoccaggio e
aumentare la produttività.
– Riduzione dei costi tramite un uso efficace di spazio, tempo e risorse.
Soddisfazione del cliente
– Garantire una gestione rapida e affidabile degli ordini per soddisfare (o superare)
le aspettative dei clienti.
– Ridurre errori durante il prelievo e la consegna delle merci.
Controllo delle scorte
– Mantenere livelli di stock ottimali per evitare rotture di stock o eccedenze.
– Applicazione di metodi per monitorare e analizzare l’inventario.
Sicurezza
– Creare un ambiente di lavoro sicuro per i collaboratori, attuando misure e direttive
di sicurezza.
– Ridurre al minimo le perdite dovute a furto o danneggiamento delle merci.
Flessibilità
– Adattarsi ai cambiamenti del mercato, alle esigenze dei clienti e alla stagionalità.
– Reagire rapidamente alle variazioni della domanda.
172
4.2 Compiti dell'organizzazione del magazzino
Ricevimento merci
– Controllo e registrazione delle merci in entrata nel sistema di gestione del magazzino
(WMS).
– Verifica delle quantità e della qualità.
Stoccaggio
– Stoccaggio organizzato ed efficiente delle merci nelle apposite aree di stoccaggio.
– Ottimizzazione del layout del magazzino per accessibilità e utilizzo dello spazio.
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Gestione delle scorte
– Controlli regolari e aggiornamento delle scorte.
– Inventari per il controllo effettivo degli stock.
Commissionamento
– Preparazione delle merci per gli ordini con particolare attenzione all’efficienza
e alla precisione.
– Utilizzo di metodi di picking adatti (ad es. pick-by-paper, pick-by-voice, ecc.).
Spedizione
– Preparazione e imballaggio della merce per la spedizione.
– Organizzazione della spedizione e documentazione necessaria.
Gestione dei resi
– Gestione della merce restituita e reinserimento a magazzino o smaltimento.
– Controllo qualità della merce restituita.
Indirizzo Magazzino
Gestione della sicurezza
– Implementazione di misure e formazione alla sicurezza.
– Ispezioni e audit periodici.
Gestione dati e reporting
– Raccolta e analisi dei dati per supportare decisioni gestionali.
– Creazione di report su giacenze, rotazione articoli e costi di magazzino.
173
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Formazione del personale
– Corsi di formazione per migliorare le conoscenze e le competenze dei collaboratori.
– Promozione del lavoro di squadra e della comunicazione interna.
Miglioramento continuo
– Analisi costante dei processi per trovare spunti di miglioramento.
– Adozione di nuove pratiche e innovazioni per ottimizzare l'organizzazione del
magazzino.
4.3 Layout del magazzino
La disposizione degli scaffali, delle postazioni di lavoro e delle aree di stoccaggio
in un magazzino. Un layout ben progettato è fondamentale per gestire il magazzino
in modo efficiente e trovare rapidamente la merce.
Tipi di layout del magazzino
– Magazzino a blocchi
– Magazzino a scaffali
– Scaffalature dinamiche (a rulli)
Quando si pianifica il layout di un magazzino, ci sono varie caratteristiche e fattori
da considerare per garantire operazioni di magazzino efficienti ed efficaci.
174
1. Distribuzione degli spazi
Massimizzare l’uso dello spazio e garantire un flusso fluido delle merci
2. Accessibilità
I prodotti devono essere facili da raggiungere per ridurre i tempi di ricerca e
movimentazione.
3. Flessibilità
Il layout deve potersi adattare a cambiamenti nella domanda o nella tipologia
di articoli. Un design flessibile consente, se necessario, di riprogettare rapidamente
il magazzino.
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4. Sicurezza
Devono essere rispettate le norme. Uscite di emergenza, distanza tra scaffali,
prevenzione incendi.
5. Flusso efficiente di materiali
Ridurre i percorsi e ottimizzare le operazioni in entrata, stoccaggio e uscita
delle merci e dei materiali.
6. Suddivisione delle zone
Separare chiaramente aree come ricezione, stoccaggio, picking, imballaggio,
spedizione.
7. Integrazione tecnologica
Considerare sistemi automatizzati di stoccaggio e prelievo, i lettori di codici a
barre/RFID, sistemi di gestione aziendale.
Indirizzo Magazzino
8. Sistemi di scaffalature di stoccaggio
Selezione dei sistemi di scaffalature adatti (ad es. scaffalature porta pallet,
scaffalature a ripiani, scaffalature a flusso) in base alla tipologia della merce,
alle loro dimensioni e al loro peso.
9. Ergonomia
Posizionamento delle postazioni e altezza delle scaffalature per ridurre lo sforzo
fisico.
10. Controllo e sorveglianza
Includere spazi e strumenti per monitorare stock e processi (telecamere, stazioni
WMS, ecc.).
175
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4.4 Sistemi di gestione del magazzino (WMS)
Definizione
I sistemi di gestione del magazzino (WMS) sono soluzioni software che supportano
la pianificazione, il controllo e il monitoraggio dei processi di magazzino.
Funzioni
– Gestione delle scorte
– Tracciamento dell'ordine
– Picking (prelievo)
– Gestione delle entrate e uscite merci
– Reportistica e analisi
Vantaggi
Gestione dell'inventario in tempo reale
Monitoraggio costante che aiuta a prevenire
surplus o carenze di magazzino.
Svantaggi
Elevati costi di implementazione
L'acquisto e l'implementazione di un
WMS può essere costoso, soprattutto
per le piccole imprese. I costi includono
le licenze software, l'hardware, la formazione
ed eventualmente le personalizzazioni.
176
Maggiore precisione
Complessità del sistema
Grazie a processi automatizzati e tecnologie
come codici a barre o RFID, si riducono
significativamente i tassi di errore
nella registrazione delle giacenze.
Ottimizzazione del layout del
magazzino
Un WMS può essere complesso da gestire
e spesso richiede una formazione
approfondita, causando inizialmente
cali di produttività.
Dipendenza dalla tecnologia
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Il WMS contribuisce a organizzare le
merci nel modo più efficiente, migliorando
i flussi dei materiali e l'accessibilità.
Un sistema di gestione dipende fortemente
dalla tecnologia. Guasti di sistema,
bug del software o problemi
hardware possono avere un impatto
significativo sulle operazioni di magazzino.
Evasione più efficiente degli ordini
Manutenzione e aggiornamenti
Gli ordini vengono gestiti in modo più
rapido e accurato, riducendo i tempi di
prelievo e spedizione.
Migliore tracciabilità
Tutti i movimenti delle merci vengono
registrati, migliorando il controllo qualità
e il rispetto delle normative.
Per garantire l'efficienza e la sicurezza
del sistema sono necessari una manutenzione
regolare e aggiornamenti del
software. Ciò potrebbe richiedere costi
aggiuntivi.
Formazione
La formazione dei dipendenti sull'utilizzo
del WMS può richiedere molto tempo
e denaro, soprattutto in caso di elevato
turnover del personale.
Indirizzo Magazzino
Riduzione dei costi
Necessità di adattamento
Ottimizzando le scorte e i processi, è
possibile ridurre i costi di stoccaggio e
avere meno sprechi.
Potrebbe essere necessario adattare un
WMS a processi aziendali specifici, il che
può richiedere tempo e risorse aggiuntive.
177
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5. Gestione delle scorte
GESTIONE DELLE
SCORTE
La gestione dell’inventario è una parte cruciale della logistica
e della gestione della catena di approvvigionamento. Si
riferisce alla pianificazione, al monitoraggio e al controllo dei
livelli di inventario di un'azienda per garantire la disponibilità
delle merci riducendo al minimo i costi.
5.1 Obiettivi della gestione dell'inventario
Garantire la disponibilità
Garantire che i prodotti giusti siano disponibili nel posto giusto
al momento giusto.
Minimizzazione dei costi
Riduzione dei costi di magazzino e di gestione, inclusi i costi di
stoccaggio, il rischio di eccesso di scorte e deperimento.
Aumento dell'efficienza
Ottimizzazione dei processi di magazzino e del flusso dei materiali
per migliorare l’efficienza complessiva dell’azienda.
Gestione del rischio
Riduzione dei rischi legati alla gestione delle scorte, come
fluttuazioni della domanda o interruzioni nella fornitura.
178
5.2 Tipi di materiali
Materie
Materiali necessari per la produzione.
– Gestione
È importante monitorare continuamente l'inventario delle materie prime per
garantire che ci sia sempre abbastanza materiale per la produzione. L’applicazione
di livelli minimi di scorte e processi di ordinazione automatizzati può
aiutare a evitare rotture di stock.
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Semilavorati
Merci che si trovano in un processo di produzione ma non sono ancora state completate.
– Gestione
Monitorare l'inventario dei semilavorati è fondamentale per ottimizzare il flusso
produttivo. Eventuali colli di bottiglia possono portare a ritardi nel completamento
del prodotto.
Prodotti finiti
Merce completamente lavorata e pronta per la vendita.
– Gestione
Il monitoraggio dell'inventario dei prodotti finiti è fondamentale per garantire
la capacità di consegna e la soddisfazione del cliente. Un inventario adeguato
dei prodotti finiti consente di reagire rapidamente alle fluttuazioni della domanda
ed evitare carenze.
Scorte di sicurezza
Scorte aggiuntive per compensare le incertezze della domanda o dei tempi di
consegna.
– Gestione
Il monitoraggio delle scorte di sicurezza è fondamentale per evitare colli di
bottiglia e garantire la capacità di consegna. Se le scorte di sicurezza fossero
insufficienti, potrebbero verificarsi ritardi nell'elaborazione degli ordini, che
possono avere un impatto negativo sulla soddisfazione del cliente.
179
Indirizzo Magazzino
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Consumo
Materiali che vengono consumati nel processo di produzione e non possono essere
riutilizzati.
– Gestione
Il monitoraggio dell'inventario dei materiali di consumo è fondamentale per
ottimizzare il flusso di produzione. Un adeguato stock di questi materiali è
necessario per garantire che la produzione non si fermi.
In breve
Una chiara differenziazione e una gestione efficace dei diversi tipi di inventario
sono fondamentali per ottimizzare i sistemi di gestione del magazzino.
Monitorando e pianificando attentamente l'inventario, le aziende possono
evitare carenze, aumentare l'efficienza e ridurre i costi. L'analisi regolare dei
livelli di inventario e dei processi correlati è essenziale per garantire che il sistema
di gestione del magazzino rispetti gli obiettivi aziendali generali e garantisca
un'evasione degli ordini regolare e la soddisfazione del cliente.
180
5.3 Processi di gestione delle scorte
Pianificazione delle scorte
Definizione delle giacenze di magazzino in base alla previsione
della domanda, alle fluttuazioni stagionali e ai dati storici.
2. Edizione 2025
Monitoraggio delle scorte
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Controllo periodico delle scorte per assicurarsi che i livelli effettivi
corrispondano a quelli pianificati.
Inventario
Effettuare inventari regolari per verificare l'accuratezza delle scorte.
Riordino
Definizione dei punti di riordino per garantire che il materiale venga
ordinato tempestivamente prima di esaurire l’articolo.
Ottimizzazione dell'inventario
Indirizzo Magazzino
Analisi delle scorte per identificare e correggere eccedenze o carenze.
181
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5.4 Metodi di gestione delle scorte
FIFO (First In, First Out – Primo entrato, primo uscito)
Le scorte più vecchie vengono vendute o utilizzate per prime. Questo metodo è
particolarmente importante per le merci deperibili.
LIFO (Last In, First Out – Ultimo entrato, primo uscito)
Le scorte più recenti vengono vendute o utilizzate per prime. Questo metodo è
spesso utilizzato per prodotti che non deperiscono col tempo.
Just-in-Time (JIT)
Le merci vengono consegnate esattamente quando sono necessarie per ridurre al
minimo i livelli di inventario.
Analisi ABC
Classificare gli articoli nelle categorie A, B e C in base al loro valore e importanza
per l'azienda. Gli articoli A sono i più preziosi e dovrebbero essere monitorati con
particolare attenzione.
Scorte di sicurezza
Scorte supplementari per compensare le incertezze della domanda o dei tempi di
consegna.
5.5 Tecnologie nella gestione dell'inventario
Sistemi di gestione del magazzino (WMS)
Soluzioni software utilizzate per monitorare e gestire i processi d’inventario e di
magazzino.
RFID (Radio Frequency Identification – Identificazione a radiofrequenza)
Tecnologia per l'identificazione e il tracciamento automatico delle merci in tempo
reale.
Codici a barre
Utilizzo di codici a barre per una rapida identificazione e registrazione dei movimenti
delle merci.
Analisi dei dati
Uso di strumenti analitici per l’elaborazione informatizzate dei dati delle scorte e
supportare decisioni.
182
5.6 Sfide nella gestione dell'inventario
Fluttuazioni della domanda
Cambiamenti imprevisti nella domanda dei clienti possono portare a un eccesso
di scorte o a carenze.
Collo di bottiglia nella fornitura
I ritardi nella catena di approvvigionamento possono influenzare la disponibilità
delle merci.
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Costo di stoccaggio
Costi elevati di stoccaggio possono influenzare negativamente la redditività di
un'azienda.
Cambiamenti tecnologici
L'integrazione di nuove tecnologie richiede la formazione e l'adattamento dei
processi esistenti.
5.7 Best Practices per la gestione dell'inventario
Formazione regolare
I dipendenti devono essere formati sulle migliori pratiche nella gestione delle
scorte.
Dati in tempo reale
Uso dei dati in tempo reale per migliorare la precisione e supportare il processo
decisionale.
Indirizzo Magazzino
Precisione delle previsioni
Miglioramento delle previsioni della domanda attraverso l'uso di strumenti di
analisi.
Collaborazione con i fornitori
Cooperazione più stretta con i fornitori per migliorare la catena di approvvigionamento
e ridurre ritardi o errori nelle consegne.
183
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5.8 Dati anagrafici
I dati anagrafici di un prodotto sono informazioni di base necessarie per identificare,
gestire e tenere traccia del prodotto all'interno di un'organizzazione. Questi
dati sono generalmente stabili e non cambiano frequentemente.
1. Nome del prodotto
Denominazione utilizzata per l'identificazione.
2. Numero dell'articolo
Un numero di identificazione univoco assegnato a ciascun prodotto. Può essere
assegnato per uso interno all’azienda o esternamente.
3. Descrizione
Una descrizione dettagliata del prodotto che include informazioni su caratteristiche,
funzioni e utilizzo.
4. Categoria
La classificazione del prodotto all'interno di un gruppo o di una famiglia di
prodotti specifici.
5. Unità
L'unità di misura in cui il prodotto viene misurato o venduto (es. pezzi, chilogrammi,
litri ecc.).
6. Prezzo
Il prezzo di vendita del prodotto, comprese le possibili varianti di prezzo (ad es.
prezzo di listino, prezzo scontato).
7. Fornitore
Informazioni sul produttore o sul fornitore del prodotto, inclusi i dettagli di
contatto.
8. Ubicazione di magazzino
Posizione specifica del prodotto nel magazzino (ad es. numero di scaffale, ripiano
ecc).
9. Informazioni sull'inventario
Dati sulle giacenze attuali, scorte minime e scorte di sicurezza.
184
10. Immagini del prodotto
Rappresentazioni visive del prodotto utilizzato per scopi di marketing e vendita.
11. Certificazioni e autorizzazioni
Informazioni su approvazioni legali, certificati o standard che il prodotto soddisfa
(ad es. marcatura CE, certificati ISO).
12. Unità di imballaggio
Informazioni sul tipo e le dimensioni dell'imballaggio rilevanti per la spedizione
e lo stoccaggio.
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13. Varianti di prodotto
Informazioni sulle diverse varianti di un prodotto, ad esempio colori, dimensioni
o modelli.
14. Ciclo di vita del prodotto
Informazioni sul ciclo di vita del prodotto, lancio del prodotto sul mercato,
espansione, stabilizzazione e declino.
15. Informazioni fiscali
Informazioni sulle aliquote fiscali o sulle classificazioni fiscali rilevanti per la determinazione
dei prezzi e la fatturazione.
In breve
I dati anagrafici di un prodotto sono fondamentali per gestire in modo efficiente
l'inventario, pianificare gli ordini e condurre le attività di vendita e
marketing.
Indirizzo Magazzino
185
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6. Tecniche di immagazzinamento
TECNICHE DI IM-
MAGAZZINAMENTO
Le tecniche di immagazzinamento sono strategie e metodi
utilizzati nella logistica e nella gestione della catena di approvvigionamento
per immagazzinare, gestire e movimentare le
merci in modo efficiente. Svolgono un ruolo cruciale nell'ottimizzazione
dei processi di magazzino, nella riduzione dei costi
e nel miglioramento della soddisfazione del cliente.
6.1 Tipologie di scaffali
Esistono varie tipologie di scaffalature utilizzate nelle operazioni di stoccaggio e
logistica che permettono di ottimizzare lo stoccaggio delle merci.
Tipologia delle
scaffalature
Descrizione Vantaggi Svantaggi
Scaffalature
per pallet
Sono il sistema
di stoccaggio più
comune, sono
modulabili e quindi
disponibili in diverse
altezze, larghezze, e
profondità.
Elevata capacità di
stoccaggio, facile
accessibilità e flessibilità
nell’immagazzinamento
di vari prodotti
(anche pesanti) su
pallet.
Richiede molto
spazio, soprattutto
in larghezza e altezza.
Non ideale per
piccoli oggetti che
richiedono una manipolazione
manuale.
Richiede l’utilizzo
di carrelli elevatori e
personale formato al
loro utilizzo.
Scaffalature
a ripiani
Scaffali con più
livelli utilizzati per lo
stoccaggio di articoli
di piccole e medie
dimensioni (es. pezzi
di ricambio) Sono
ideali per il picking
manuale.
Buona accessibilità,
uso versatile e facilità
di ampliamento. Le
altezze regolabili dei
ripiani consentono
di sfruttare al meglio
gli spazi, per gli articoli
di minuteria si
usano delle apposite
cassettiere.
Capacità di carico
limitata rispetto
alle scaffalature
per pallet. Meno
efficienti quando
si immagazzinano
grandi quantità di
merci simili. Maggior
impegno lavorativo
nel picking di piccoli
articoli.
186
Scaffalature
a flusso continuo
Questi scaffali consentono
lo stoccaggio
secondo il principio
FIFO (First In,
First Out). La merce
viene immagazzinata
da un lato e prelevata
dall'altro.
Riduzione dell’invecchiamento
e del
deterioramento dei
prodotti (corretta
gestione del FIFO.),
alta efficienza nel
prelievo.
Costi di acquisizione
più elevati e installazione
complessa.
Necessità di manutenzione
e cura
regolari.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Magazzini
automatici
verticali
Sistemi automatizzati
di scaffalature che
massimizzano l’altezza
disponibile per
sfruttare al meglio
lo spazio. Spesso
abbinati a dispositivi
di movimentazione.
Alta densità di
stoccaggio, uso efficiente
dello spazio
verticale e opzioni di
automazione.
Alti costi di investimento.
Necessitano di dispositivi
di movimentazione
e formazione
del personale. Manutenzione
complessa
e potenziali tempi di
fermo.
Sistemi di
scaffalature
mobili compattabili
per
pallet
Scaffali montati su
binari, per consentire
l’accesso selettivo
aprendo di volta in
volta un corridoio.
Aumenta di fatto la
capacità di stoccaggio
in uno spazio
limitato, richiedendo
un minor numero di
corridoi all’interno
del magazzino.
Elevati costi di acquisto
e manutenzione.
Potenziali
tempi di fermo, in
caso di guasti a parti
meccaniche.
Richiede tempo per
la movimentazione
delle scaffalature.
Indirizzo Magazzino
Scaffalatura
a gravità per
pallet
Scaffali dotati di
superfici inclinate in
modo che la merce,
tramite dei rulli,
si sposti in avanti
per gravità. Questa
tecnica viene spesso
utilizzata per lo
stoccaggio secondo
il principio FIFO.
Avanzamento automatico
delle merci,
facile accesso e tempi
di prelievo ridotti.
Costi più elevati per
l'acquisto e l'installazione.
La manutenzione
delle superfici
inclinate può essere
costosa.
Un utilizzo non
corretto può causare
danni.
187
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corsi interaziendali in logistica
Scaffalature
mobili compattabile
a
ripiani
Questi scaffali possono
essere spostati
lateralmente per
consentire l'accesso
ad altri scaffali.
Spesso utilizzati
negli archivi o per
la conservazione di
documenti.
Massimizzazione dello
spazio di stoccaggio
e flessibilità nella
progettazione del
layout del magazzino.
Costi di acquisto e
manutenzione meccanica
più elevati.
Richiede spazio
libero durante la
movimentazione
degli scaffali e tempi
di attesa. Un uso improprio
può causare
danni o lesioni.
Scaffali per
piccoli articoli
Sistemi di scaffalature
speciali progettati
per lo stoccaggio
di piccoli oggetti
(minuteria). Spesso
dotato di cassetti o
scomparti.
Facilità nel prelevare
merce di piccole
dimensioni.
Capacità di stoccaggio
limitata per
grandi quantità.
Moduli di
sollevamento
verticali
(VLM)
Sistemi automatizzati
che stoccano
gli articoli verticalmente
in un sistema
chiuso e li prelevano
quando necessario.
Sfruttano in modo
efficiente lo spazio
verticale.
Ottimizzazione
dello spazio, tempi
di ricerca ridotti e
buona ergonomia.
Alti costi di acquisto
e tecnologia complessa.
Richiede una formazione
specifica
per il personale. Può
portare a tempi di
inattività prolungati
in caso di problemi
tecnici.
188
Scaffalature
per merci
pericolose
Sistemi di scaffalature
appositamente
progettati per lo
stoccaggio sicuro
di merce pericolosa,
spesso dotati di
vasche di raccolta o
ventilazione speciale.
Maggiore sicurezza
e conformità alle
normative.
Costi più elevati per
materiali e strutture
speciali. Restrizioni
sullo stoccaggio
di altre merci nelle
vicinanze.
Necessità di personale
con una formazione
regolare e
periodici controlli di
sicurezza.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Indirizzo Magazzino
In breve
La scelta delle giuste scaffalature deve tenere conto delle esigenze specifiche
dell'azienda, del tipo di merce stoccata e delle risorse disponibili. È importante
valutare sia i vantaggi che gli svantaggi di ciascuna tecnica per trovare
la soluzione migliore per lo stoccaggio.
189
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6.2 Sistemi di picking
Descrizione
Esistono vari sistemi di prelievo utilizzati nei magazzini e nell’aziende logistiche
per massimizzare l'efficienza e la precisione durante il commissionamento delle
merci. La scelta del sistema giusto dipende da vari fattori, tra cui il tipo di prodotti,
il layout del magazzino, i tipi di ordine e la strategia aziendale.
Metodi
Metodo Descrizione Vantaggi Svantaggi:
Picking manuale
Gli operatori prelevano
manualmente
gli articoli dagli
scaffali, e li collocano
nell’unità di carico.
Flessibilità e bassi
costi di investimento.
Ideale per piccoli
magazzini o aziende
con bassi volumi
d'ordini.
Maggiore percentuale
di errori e tempi di
prelievo più lunghi
rispetto ai sistemi
automatizzati.
Pick-by-paper
(Prelievo con
lista cartacea)
Gli addetti al commissionamento
ricevono una stampa
con gli articoli da
prelevare e le rispettive
ubicazioni.
Semplice ed economico.
Non è richiesta
alcuna tecnologia
particolare.
Incline agli errori, inefficiente
con volumi
di ordini elevati o
ordini complessi.
Pick by voice
Gli addetti al prelievo
indossano un
auricolare ed un
microfono e ricevono
istruzioni a comando
vocale per prelevare
e confermare gli
articoli.
Picking a mani libere,
maggiore ergonomia
e velocità.
Richiede la formazione
dei dipendenti
e investimenti in
tecnologia.
190
Pick-by-Light
I LED si accendono
sugli scaffali per
guidare gli addetti
verso gli articoli e
sul display presente
nell’ubicazione trovano
le quantità da
prelevare.
Alta velocità e
precisione, poiché i
segnali visivi riducono
gli errori.
Costi di implementazione
più elevati
e manutenzione
potenzialmente
complessa.
2. Edizione 2025
ASFL SVBL
Picking automatizzato
Sistemi automatizzati
come robot o sistemi
shuttle vengono
utilizzati per prelevare
e trasportare
automaticamente gli
articoli.
Alta efficienza,
precisione e costi di
manodopera ridotti.
Ideale per magazzini
di grandi dimensioni
con elevata produttività.
Elevato investimento
iniziale e implementazione
potenzialmente
complessa.
Prelievo a
zone
L’area del magazzino
viene suddivisa idealmente
a zone. Ogni
addetto è responsabile
degli articoli
prelevati nella sua
zona.
Questa tecnica è particolarmente
efficace
in magazzini di grandi
dimensioni o con
un’ampia gamma
di prodotti, dove la
gestione del tempo
e l’organizzazione
sono cruciali.
Richiede un'attenta
pianificazione
e organizzazione,
punti di raccolta e
personale per riunire
poi gli articoli di ogni
ordinazione.
Indirizzo Magazzino
Prelievo in
lotti (batch
picking)
Più ordini vengono
elaborati in un unico
percorso di prelievo.
L’addetto preleva gli
articoli per più ordini
contemporaneamente.
Riduce il numero di
percorsi e aumenta
l'efficienza.
Può essere più complicato
in quanto è
necessario elaborare
più ordini contemporaneamente.
191
Manuale didattico per i
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corsi interaziendali in logistica
Prelievo in
un’unica fase
(orientato
all’ordine)
Gli articoli vengono
prelevati seguendo
una singola ordinazione.
In questo tipo di magazzino
gli addetti al
prelievo si concentrano
su un singolo
ordine, il flusso è
più diretto e facile
da gestire, anche
con personale meno
esperto.
L'operatore può
dover percorrere
più volte lo stesso
percorso per ordini
diversi, aumentando
i tempi e i costi,
In periodi di alta
domanda, il sistema
può diventare un
collo di bottiglia.
In breve
La scelta del giusto sistema di picking dipende da diversi fattori, tra cui il tipo
di prodotti, il volume degli ordini, le dimensioni del magazzino e le esigenze
specifiche dell'azienda. Sistemi diversi offrono vantaggi e sfide diversi e
spesso una combinazione di più sistemi è la soluzione migliore per massimizzare
l'efficienza e la precisione nel prelievo.
192
6.3 Tecnologia per movimentare i carichi
Definizione
In un magazzino, vengono utilizzate varie tecnologie di movimentazione per
spostare e stoccare le merci in modo efficiente.
Tecnologia Veicoli Trasportatori
2. Edizione 2025
Descrizione
Carrelli elevatori, transpallet
manuali, robot mobili automatizzati
(AMR) e altri veicoli per la
movimentazione di merci.
I nastri trasportatori trasportano
automaticamente le merci
da un punto all'altro all'interno
del magazzino.
ASFL SVBL
Caratteristiche
– Requisiti di spazio e manovrabilità
nel magazzino
– Capacità di carico e altezza
di sollevamento
– Formazione dei dipendenti
per una movimentazione
sicura
– Lunghezza e larghezza dei
nastri trasportatori
– Disposizione nel layout del
magazzino
– Requisiti di manutenzione
Vantaggi
Svantaggi
– Versatile per vari carichi
– Relativamente economico
da acquistare e mantenere
– Richiede personale qualificato
– Può causare incidenti se non
utilizzato correttamente
– I requisiti di spazio possono
influire sull'organizzazione
del magazzino
– Elevata efficienza e velocità
nel trasporto delle merci
– Riduce la necessità di trasporto
manuale
– Elevati costi iniziali e costi di
manutenzione continua
– Meno flessibili in quanto
legati a una postazione fissa
In breve
La scelta delle giuste tecniche di movimentazione in un magazzino dipende
da vari fattori, tra cui il tipo di merce stoccata, la disposizione del magazzino,
il volume degli ordini e le risorse disponibili. Un'attenta analisi dei pro e dei
contro di ogni tecnica aiuta a trovare la soluzione ottimale per le specifiche
esigenze dell'azienda.
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Indirizzo Magazzino
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Note
Indirizzo Magazzino
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2. Edizione 2025
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7. Compiti
7.1 Esercizio 1
Lavori in un magazzino in cui vengono regolarmente consegnate nuove merci.
Il tuo compito consiste nel monitorare il processo di ricevimento merci e nell’assicurarti
che tutti i passaggi necessari vengano eseguiti correttamente. A tal fine,
devi:
– registrare i dati anagrafici delle merci nuove
– verificare le registrazioni del ricevimento merci
– dare priorità alle merci per il processo successivo
– effettuare controlli individuali
– applicare i metodi di movementazione appropriati
Compito 1 – Gestione delle merci in arrivo e del magazzino
Ricevi una consegna con 10 nuovi articoli.
– Registra i dati anagrafici per ciascun articolo nel sistema di gestione del magazzino
o in un foglio Excel.
– Dai priorità alle merci appena ricevute per il processo successivo. Determina
dove devono essere destinati i singoli articoli:
– in magazzino
– al cross-docking
– alla produzione
– al trasporto successivo
– Documenta le tue decisioni e le scelte sulle priorità.
– Analizza gli articoli in base alla loro idoneità alla movimentazione con impianti
di movimentazione automatica.
Determina quale metodo di imballaggio è più adatto al trasporto delle merci:
– Stretching (con pellicola estensibile)
– Termorestringente (con pellicola termoretraibile)
– Applica il metodo selezionato e documenta il processo.
– Documenta tutti i passaggi in un rapporto che descriva in dettaglio le misure
adottate, i controlli effettuati e le decisioni prese
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7.2 Esercizio 2
Un'azienda prevede di costruire un nuovo magazzino che ha una superficie di
1.500 metri quadrati. L'edificio ha un'altezza di 4 metri. Il magazzino verrà utilizzato
per lo stoccaggio di vari prodotti, tra cui pallet, cartoni e minuteria. Il responsabile
del magazzino vuole creare un layout efficiente che tenga conto delle
caratteristiche di cui sopra.
2. Edizione 2025
Pianta
– Ufficio 12m²
– Uscita merci 250m²
– Merci in entrata 300m²
– Area di stoccaggio 600m²
ASFL SVBL
Compito 1 – Pianificazione del layout del magazzino
A tale scopo, crea un layout di magazzino efficiente. Discuti il layout progettato.
Inoltre, calcola quanti pallet possono essere stoccati nel tuo magazzino.
7.3 Esercizio 3
L’azienda «TechGadgets» distribuisce dispositivi elettronici e accessori. Nel suo
magazzino sono stoccati oltre 100 prodotti diversi, tra cui smartphone, laptop,
caricabatterie e accessori. I dipendenti si lamentano dei lunghi tempi di prelievo,
poiché spesso devono percorrere lunghi tragitti per trovare gli articoli necessari.
Inoltre, si verificano frequentemente errori, poiché gli articoli non sono immagazzinati
secondo la loro frequenza di prelievo. L’azienda desidera aumentare l’efficienza,
ridurre i tempi di consegna e migliorare la soddisfazione dei clienti.
Compiti
Compito 1 – Migliorare l'organizzazione del magazzino
Sviluppa una strategia per migliorare il processo di picking del magazzino.
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7.4 Esecizio 4
L'azienda «ChemieLogistik» immagazzina varie sostanze chimiche, tra cui solventi
e detergenti. Di recente, si è verificato un incidente in cui un dipendente ha aperto
accidentalmente un contenitore di sostanze chimiche pericolose, creando una
situazione pericolosa. La direzione è preoccupata per la sicurezza e vuole sviluppare
un piano di sicurezza completo per evitare tali incidenti in futuro. È essenziale
che tutti i dipendenti siano consapevoli dei rischi e rispettino le norme di
sicurezza.
Compito 1 – Piano di sicurezza per le merci pericolose
Crea un piano di sicurezza per lo stoccaggio di merci pericolose in un piccolo magazzino.
7.5 Esercizio 5
Il negozio al dettaglio «KleinKauf» vende generi alimentari e articoli per la casa.
Il proprietario ha notato che alcuni prodotti, come frutta e verdura fresca, sono
spesso ordinati in eccesso e non venduti a fine giornata. Allo stesso tempo, spesso
mancano articoli popolari come snack e bevande, con conseguente insoddisfazione
dei clienti. Per aumentare la redditività e ridurre i costi di stoccaggio, il proprietario
desidera implementare una gestione efficace dell'inventario che preveda
meglio la domanda ed eviti l'eccesso delle scorte e la rottura di stock.
Compito 1 – Migliora la gestione dell'inventario
Considera come ottimizzare l'inventario di un piccolo negozio al dettaglio per evitare
l'eccesso delle scorte e la rottura di stock.
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7.6 Esercizio 6
Il centro di spedizione «QuickShip» elabora centinaia di ordini ogni giorno per
vari rivenditori online. I dipendenti lavorano spesso sotto pressione per prelevare
e spedire gli ordini in tempo. Tuttavia, gli attuali processi di commissionamento
sono inefficienti. Spesso i dipendenti devono percorrere lunghe distanze per recuperare
gli articoli da scaffali diversi, il che porta a ritardi. La direzione vuole ottimizzare
il processo di prelievo per accorciare i tempi e ridurre il tasso di errore.
2. Edizione 2025
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Compito 1 – Ottimizzare il prelievo
Sviluppa una strategia per migliorare il processo di commissionamento in un magazzino.
Compiti
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8. Soluzioni
8.1 Soluzioni esercizio 1
Classificazione degli articoli
– Stoccaggio: articoli che sono richiesti frequentemente e devono essere rapidamente
accessibili.
– Cross-docking: articoli da spedire direttamente ai clienti.
– Produzione: articoli necessari per la produzione di altri prodotti.
– Trasporto successivo: articoli che devono essere inviati a un altro negozio o
luogo
Analisi degli articoli
– Trasportatori automatici: controllano la massa e il peso degli articoli.
– Pellicola estensiblie: per pallet più leggeri e robusti che non possono essere
schiacciati.
– Termoretraibile: fornisce una protezione extra, soprattutto per oggetti delicati
o di forma irregolare.
Scelta del metodo e dell'applicazione
– Documentazione del processo:
– Gli articoli sono imballati in pellicola termoretraibile.
– La temperatura e il tempo di restringimento sono documentati.
– Ispezione finale degli articoli imballati.
Svolgimento
– Introduzione: breve descrizione del processo di ricevimento merci.
– Dati di riferimento: elenco dei dati anagrafici registrati per tutti i 10 articoli.
– Classificazione delle merci: spiegazione dei principi sulla classificazione e le
motivazioni.
– Idoneità per i metodi di trasporto: analisi degli articoli in termini di modalità
di trasporto.
– Applicazione del metodo di imballaggio: descrizione del processo di imballaggio
e del metodo utilizzato.
– Conclusioni: riepilogo delle misure effettuate e della loro importanza per il
ricevimento delle merci.
Questi approcci possono essere trovati nel capitolo Dati anagrafici, così come Tipi di archiviazione
e Tipi di prodotto.
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8.2 Soluzioni esercizio 2
1. Merci in entrata (300 m²)
– Quest'area dovrebbe essere vicina al magazzino per consentire un rapido
trasferimento delle merci.
– Spazio sufficiente per le consegne, lo scarico e l'ispezione delle merci.
2. Superficie di stoccaggio (600 m²)
– L’area più grande dovrebbe essere posizionata centralmente nel magazzino
per facilitare l'accessibilità.
– Qui possono essere installati sistemi di scaffalature che offrono spazio per
pallet, cartoni e minuteria.
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3. Merci in uscita (250 m²)
– Quest'area deve essere situata di fronte all'area delle merci in entrata per
garantire un flusso regolare delle merci.
– Spazio per l'imballaggio e la spedizione delle merci.
4. Ufficio (12 m²)
– L'ufficio deve essere posizionato vicino all'entrata o all'uscita della merce
per consentire una buona comunicazione tra i collaboratori.
5. Corridori di transito e locali tecnici (338 m²)
– Quest'area può essere utilizzata per corridoi, servizi igienici e altre
strutture necessarie.
Queste informazioni possono essere trovate nel capitolo sull'organizzazione del magazzino.
Soluzioni
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8.3 Soluzioni esercizio 3
1. Eseguire l'analisi ABC
Ordinare i prodotti in base alla loro frequenza di rotazione (prodotti A: venduti
frequentemente, prodotti C: venduti raramente). Stoccare i prodotti A all’inizio
del magazzino.
2. Ottimizza l'altezza dello scaffale
Assicurati che gli articoli con grande rotazione siano immagazzinati ergonomicamente.
3. Progetta percorsi di accesso
Crea corridoi tra gli scaffali per facilitare l'accesso.
Questi approcci possono essere trovati nel capitolo sull'organizzazione e il layout del magazzino,
nonché sull'analisi ABC.
8.4 Soluzioni esercizio 4
1. Etichettatura
Tutte le sostanze pericolose devono essere etichettate in modo chiaro (ad es.
con simboli di pericolo adeguati).
2. Definire le aree di stoccaggio
Immagazzinare le sostanze pericolose in aree speciali designate e ben ventilate.
3. Formazione
Un semplice programma di formazione per i dipendenti per spiegare come
maneggiare materiali pericolosi.
Queste informazioni sono reperibili nel capitolo sulle norme di stoccaggio e sicurezza delle
merci pericolose.
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8.5 Soluzioni esercizio 5
– Introdurre il principio FIFO
Assicurarsi che i prodotti più vecchi vengano venduti per primi per tenere conto
delle date di scadenza.
– Inventari regolari
Effettuare controlli mensili dell'inventario per identificare tempestivamente
carenze e scorte in eccesso.
2. Edizione 2025
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– Previsione della domanda
Analizza i dati di vendita per pianificare meglio gli ordini futuri.
Questi concetti sono spiegati nel capitolo sulla gestione dell'inventario e sulla gestione del
magazzino.
8.6 Soluzioni esercizio 6
– Usa elenchi di selezione
Crea elenchi digitali o cartacei che ordinano gli articoli in base alla posizione.
– Prelievo a zone
Dividere il magazzino in zone e fare in modo che i dipendenti lavorino in una
sola zona alla volta.
– Formazione regolare
Condurre corsi di formazione per i dipendenti per aumentare l'efficienza del
prelievo.
Soluzioni
Queste strategie possono essere trovate nel capitolo sui processi di prelievo e spedizione.
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Note
Note
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Handbuch der Informatik
Medienkompetenz für Logistiker/-innen
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swiss-logistics.ch