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Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica

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Masse, Begriffe, Formeln,

Definitionen & Tabellen

3. Auflage 2015

Bitzi | Kälin | Röthlisberger

Manuale didattico per i

corsi interaziendali in logistica I

by ASFL SVBL

Schweizerische Vereinigung für die Berufsbildung in der Logistik

Association Suisse pour la formation professionnelle en logistique

Associazione Svizzera per la formazione professionale in logistica


Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica I

Impiegato/Impiegata in

Addetto/Addetta alla

AFC

CFP

Ofor 2024

Edizione 2 edizione 2024

Per motivi di semplicità espressiva si considera la forma maschile

come forma non marcata, che ingloba ovviamente la forma

femminile.

ISBN 978-3-03873-652-3

Autore

Editore

Basato sul lavoro della commissione dei docenti scolastici

dell‘ASFL SVBL e adattato dalla commissione degli autori e dei

media di ASFL SVBL

Dr. Beat Michael Duerler, Delegato Oml ASFL SVBL

Associazione Svizzera

per la formazione professionale in logistica

Rigistrasse 2, CH-5102 Rupperswil

© ASFL SVBL Tutti i diritti sono riservati

— EDITION —

by ASFL SVBL

Schweizerische Vereinigung

für die Berufsbildung in der Logistik

Rigistrasse 2, CH-5102 Rupperswil

Tél. +41 58 258 36 00 email@svbl.ch

Fax +41 58 258 36 01 www.svbl.ch

Association Suisse

pour la formation professionnelle en logistique

Rte de Fribourg 28, CH-1723 Marly

Tél. +41 58 258 36 40 cfl@asfl.ch

Fax +41 58 258 36 41 www.asfl.ch

Associazione Svizzera

per la formazione professionale in logistica

Via Ferriere 11, CH-6512 Giubiasco

Tél. +41 58 258 36 60 ticino@asfl.ch

Fax +41 58 258 36 61 www.asfl.ch

SWISS LOGISTICS by ASFL SVBL è certificata secondo le norme:

Formazione

verificata dalla Suva

secondo direttiva CFSL 6518

Anerkannter CZV Kursanbieter

Fournisseur de cours reconnu OACP

Fornitore di corsi riconosciuto OAut

geprüft certifié certificato certified

swiss education standard association

VSAA

Postfach 656, CH-4010 Basel

Tel. 061 228 90 30

Fax 061 228 90 39

info@verbandvsaa.ch

www.verbandvsaa.ch

Geschäftsstelle Handel Schweiz

Güterstrasse 78. Postfach 656, CH-4010 Base

www.facilityservices-fs.ch

2

Unsere Gönner:

Amstutz Produkte AG

www.amstutz.ch

www.bannerbatterien.com


Prefazione dell'editore: SWISS LOGISTICS by ASFL SVBL – Edizione

Il presente materiale didattico « Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica I» fa parte della documentazione

per la formazione professionale di base per gli impiegati in logistica AFC e addetti alla logistica CFP

ai sensi dell'Ordinanza sulla formazione professionale di base 2024. Nell'ambito della revisione totale, si è tenuto in

considerazione l'orientamento alle competenze e alla cooperazione tra i tre luoghi di apprendimento nell‘ambito della

formazione professionale duale in Svizzera.

Con l’azienda virtuale EnterSite SA, è stata creata una base che consente agli apprendisti di acquisire tutte le competenze

in tutti e tre i luoghi di apprendimento durante i due o tre anni di formazione.

– Nella scuola professionale vengono insegnati moduli delle competenze di base e delle competenze orientate

agli indirizzi distribuzione o magazzino.

– La formazione in azienda comprende mandati pratici per il profilo CFP e AFC. Questi vengono svolti in azienda

in collaborazione con i formatori aziendali.

– I corsi interaziendali comprendono una formazione adeguata al profilo CFP e AFC con diversi dispositivi e

attraverso le SAL ( Situazioni di Lavoro e Apprendimento ).

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Oltre al materiale didattico digitale fornito da EnterSite SA, che ogni apprendista può archiviare nel proprio e-portfolio

(ex documentazione di apprendimento), gli apprendisti avranno accesso anche a tutti i documenti del piano di formazione

per gli impiegati e addetti in logistica AFC / CFP. A partire dal 2024, tutti i documenti del piano di formazione

saranno disponibili anche in forma stampata :

– Manuale delle competenze in logistica – EnterSite by ASFL SVBL

– Manuale delle competenze specialistiche in logistica – Magazzino e Distribuzione ( solo per AFC )

– ABC della logistica – con oltre 1000 filmati

– Raccolta di formule per la logistica

– Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica I e II

– Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica – Indirizzo Distribuzione o Magazzino

– Manuale per il campo professionale della logistica – Guida alla documentazione di apprendimento ( AFC o

CFP )

Il settore professionale della logistica si sta sviluppando in modo molto dinamico e comprende le professioni di

addetto/-a alla logistica CFP, impiegato/-a in logistica AFC indirizzo Magazzino e Distribuzione e la nuova professione

di Agente del trasporto ferroviario. Gli apprendisti che iniziano l'apprendistato di logistica nel 2024 completeranno la

procedura di qualificazione per il profilo CFP nel 2026 e per il profilo AFC nel 2027, come da OrFor 2024.

Questo materiale didattico fa parte della documentazione generale per il settore professionale della logistica. La nuova

ordinanza sulla formazione applica il concetto BYOD ( Bring Your Own Device ) – portare il proprio computer, in tutta

la Svizzera.

Prefazione



Auguriamo agli apprendisti di avere successo con il supporto di questo manuale didattico e ringraziamo tutti i partecipanti

dei tre luoghi di formazione per volerli sostenere nel loro percorso verso la qualifica professionale AFC o CFP.

Il materiale didattico analogico e digitale è stato reso disponibile grazie alla collaborazione di numerosi soggetti interessati

: Per il…

– Team di autori : André Hodler, Markus Ilg, Sarah Mollard, Paola Conte, Armin Nufer, Martin Gerber, Daniel Kobas,

Christophe Guibert e Olivier Vonlanthen oltre ai responsabili dei CI di tutte le regioni linguistiche

– Team editoriale : Medienteam (tedesco), Team romandia (francese), Paola Conte (italiano)

– Team media : Media-Team SWISS LOGISTICS, Urs Bitzi e Silvano Lorenzini (traduzione italiano)

Dr. Beat M. Duerler, Presidente di SWISS LOGISTICS

Delegato Oml Logistica

Nicole Ackermann, Membro di direzione di SWISS LOGISTICS

Responsabile della formazione e Gestione Qualità

3

Manuale didattico per i

by

corsi interaziendali in logistica


Contenuto

Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica I

1. Processo logistico 30

2. Sicurezza sul lavoro e tutela della salute 31

2.1 Basi giurdiche 31

2.2 Organizzazione in caso di emergenza 35

2.3 Sicurezza sul lavoro 38

2.4 Tutela della salute 41

2.5 Identificazione dei pericoli con merce pericolosa 44

3. Protezione antincendio 59

3.1 Comportamento in caso d'incendio 59

3.2 Teoria sul fuoco 62

3.3 Lotta contro l'incendio con estintori a mano 63

3.4 Le classi di fuoco secondo la norma EN2 65

3.5 Etichettatura degli estintori secondo la norma EN3 67

3.6 Le classi di incendio e gli agenti estinguenti 68

3.7 Uso corretto degli estintori 69

4. Primo soccorso 70

4.1 Persona ferita o priva di sensi 70

4.2 Schema BLS-DAE 71

4.3 Compressioni / ventilazioni 72

4


4.4 Posizionamento degli elettrodi 73

4.5 Emostasi 74

4.6 Intossicazioni, ustioni 75

4.7 Ustioni 79

4.8 Inalazione di gas da combustione 80

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

4.9 Infarto 80

4.10 Ictus 81

5. Entrata merce 82

5.1 Accettazione della merce 83

5.2 Controllo merce in entrata 89

5.3 Effetti di consegne danneggiate o di scarsa qualità nella catena logistica 96

6. Immagazzinamento 97

6.1 Tipologia di magazzini 98

6.2 Principi di gestione 98

6.3 Funzioni del magazzino 99

Contenuto



6.4 Gestione del magazzino 100

6.5 Inventario / Inventariare 104

7. Preparazione ordini 107

7.1 Commissionamento 107

7.2 L’imballaggio 111

7.3 Consigli di imballaggio 117

7.4 Etichette per imballaggi 118

7.5 Marcatura nelle varie lingue 119

5

Manuale didattico per i

by

corsi interaziendali in logistica


7.6 Accatastamento corretto sul supporto di carico 120

7.7 Assicurare le unità di carico 121

7.8 Fissaggio mediante pellicola estensibile 126

8. Uscita merce 130

8.1 Allestimento di un piano di trasporto 131

8.2 Fissaggio professionale del carico 137

8.3 Condizioni e forze 143

8.4 Forze durante il trasporto su rotaia 145

8.5 Self-service 145

9. Distribuzione 146

10. Reso delle merci e reclami 147

10.1 Accettazione dei resi 147

10.2 Accoglienza dei reclami 148

10.3 Strategie per evitare e ridurre i resi e i reclami 150

11. Verifiche di apprendimento 152

11.1 Corso interaziendale 1 152

11.2 Corso interaziendale 3 153

6


Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica III –

Magazzino

1. Il termine immagazzinamento 156

1.1 Tutto sull'immagazzinamento 157

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

1.2 Compiti e funzioni dell'immagazzinamento 158

2. Tipi di prodotto 159

2.1 Beni di consumo 159

2.2 Beni materiali 160

2.3 Merci pericolose 161

2.4 Prodotti refrigerati e

surgelati 162

2.5 Prodotti stagionali 163

2.6 Resi 164

3. Tipi di magazzino 165

3.1 Magazzino materie prime 165

Contenuto



3.2 Magazzino intermedio 166

3.3 Magazzino prodotti finiti 167

3.4 Magazzino per prodotti refigerati o congelati 168

3.5 Magazzino per merci pericolose 168

3.6 Magazzino automatizzato 169

3.7 Magazzino a blocchi 169

3.8 Magazzino a scaffalature 170

3.9 Magazzino in conto deposito 170

7

Manuale didattico per i

by

corsi interaziendali in logistica


3.10 Cross-Docking 171

4. Organizzazione 172

4.1 Obiettivi dell'organizzazione del magazzino 172

4.2 Compiti dell'organizzazione del magazzino 173

4.3 Layout del magazzino 174

4.4 Sistemi di gestione del magazzino (WMS) 176

5. Gestione delle scorte 178

5.1 Obiettivi della gestione dell'inventario 178

5.2 Tipi di materiali 179

5.3 Processi di gestione delle scorte 181

5.4 Metodi di gestione delle scorte 182

5.5 Tecnologie nella gestione dell'inventario 182

5.6 Sfide nella gestione dell'inventario 183

5.7 Best Practices per la gestione dell'inventario 183

5.8 Dati anagrafici 184

6. Tecniche di immagazzinamento 186

6.1 Tipologie di scaffali 186

6.2 Sistemi di picking 190

6.3 Tecnologia per movimentare i carichi 193

8


7. Compiti 196

7.1 Esercizio 1 196

7.2 Esercizio 2 197

7.3 Esercizio 3 197

7.4 Esecizio 4 198

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

7.5 Esercizio 5 198

7.6 Esercizio 6 199

8. Soluzioni 200

8.1 Soluzioni esercizio 1 200

8.2 Soluzioni esercizio 2 201

8.3 Soluzioni esercizio 3 202

8.4 Soluzioni esercizio 4 202

8.5 Soluzioni esercizio 5 203

8.6 Soluzioni esercizio 6 203

Contenuto



9

Manuale didattico per i

by

corsi interaziendali in logistica


Campi di competenze operative

Addetta / Addetto alla logistica CFP

Campi di competenze operative a : Organizzazione dei mandati

a1 : Prendere nota dei

mandati logistici

a2 : Preparare la postazione

di lavoro per

lo svolgimento dei

compiti logistici

a3 : Controllare e

predisporre le attrezzature

di lavoro per i

mandati logistici

a1.2 Ricevo istruzioni di lavoro e compiti ( fisicamente,

elettronicamente, verbalmente ), li interpreto e mi metto

in contatto con l'ufficio competente in caso di dubbio.

( C3 )

a2.2 Mi assicuro l’accesso ai sistemi richiesti ( permessi ). ( C3 )

a2.3 Metto in funzione i sistemi informatici necessari e

li utilizzo nel rispetto della sicurezza dei dati ( sistemi di

apparecchiature e applicazioni ). ( C3 )

a2.4 Indosso indumenti da lavoro e DPI adeguati alla situazione

lavorativa. ( C3 )

a2.6 Organizzo la mia postazione di lavoro in modo razionale,

sicuro ed ergonomico. ( C3 )

a3.1 Verifico la disponibilità operativa dei dispositivi per le

informazioni necessarie per l'esecuzione dell'ordine. ( C3 )

a3.2 Mi connetto con i dispositivi di lavoro digitali, aggiorno

e attivo le applicazioni secondo le necessità. ( C3 )

a3.3 Prendo in consegna e controllo gli strumenti e le

attrezzature, nonché i dispositivi di sicurezza secondo le

istruzioni del produttore. ( C3 )

a3.4 Assicuro la disponibilità operativa delle attrezzature

di lavoro, trasporto e movimentazione ( veicoli,

macchine e dispositivi ) in conformità alle istruzioni del

produttore. ( C3 )

a3.5 Separo le attrezzature di lavoro, di movimentazione

e di trasporto difettose o non funzionati, comunico i

difetti riscontrati a chi di competenza. ( C3 )

10


Campi di competenze operative b : Impostazione e ottimizzazione degli incarichi

b1 : Prendere nota

del-le richieste dei

clienti in ambito

logistico, trattarle o

inoltrarle

b2 : Ottimizzare la

qualità e l’efficienza

del proprio lavoro in

ambito logistico

b3 : Utilizzare il materiale

nel rispetto

delle risorse, evitare

di produrre rifiuti ed

emissioni

b4 : Documentare le

informazioni relative

ai mandati logistici

b1.1 Rispetto le linee guida e le regole stabilite nel regolamento

dei corsi interaziendali ( educazione, aspetto,

comportamento, abbigliamento, ecc. ). ( C3 )

b1.2 Comunico verbalmente con i diversi interlocutori in

modo appropriato. ( C3 )

b1.3 Ricevo le richieste da parte dei vari interlocutori

( reclami ), le elaboro o le inoltro. ( C3 )

b1.4 Rispetto costantemente i requisiti di legge in materia

di segreto postale e della corrispondenza. ( C3 )

b2.2 Rifletto sulle mie azioni, riconosco le opportunità

di ottimizzazione e adotto misure per aumentare la

qualità e l'efficienza del mio lavoro. ( C3 )

b2.3 Assicuro una continuità dalla fase di lavoro precedente

a quella successiva del processo logistico. ( C3 )

b2.4 Riconosco le condizioni e le procedure del processo

lavorativo che non rispettano la sicurezza e prendo

misure immediate per eliminarle o le segnalo all'istruttore

del corso. ( C3 )

b2.5 In caso di emergenza, metto in atto le procedure,

i comportamenti e le misure di emergenza previste dal

piano di emergenza. ( C3 )

b2.6 In caso di incidente, adotto immediatamente le misure

salvavita a beneficio dell'infortunato. ( C3 )

b3.2 Evito e riduco gli sprechi utilizzando con parsimonia

materiali, materie prime, contenitori, unità di carico ed

energia, e riduco le emissioni secondo le direttive. ( C3 )

b3.3 Evito le emissioni inutili ( rumore, gas di scarico,

CO2, ecc. ). ( C3 )

b3.4 Raccolgo, smisto e immagazzino i rifiuti e i materiali

di scarto secondo le direttive aziendali per il riciclaggio

o lo smaltimento. ( C3 )

b3.5 Riconosco i rifiuti speciali, li tratto e li immagazzino

secondo le norme e le specifiche di legge. ( C3 )

b4.3 Riconosco e segnalo incidenti, malfunzionamenti,

guasti e danni secondo le specifiche. ( C3 )

11

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Campi di competenze operative



Manuale didattico per i

by

corsi interaziendali in logistica


Campi di competenze operative c : Ricevimento e gestione della merce

c1 : Ricevere la merce

nel processo logistico

c1.2 Preparo l'accettazione della merce e predispongo

l'area di immagazzinamento intermedio nell'area entrata

merce ( C3 )

c1.3 Preparo lo scarico della merce ( mettendo in sicurezza

il veicolo di trasporto ) e preparo le attrezzature

di lavoro ( trasporto e sollevamento ), gli ausili e i DPI

appropriati. ( C3 )

c1.4 Controllo l'indirizzo di ricezione, identifico la merce,

confronto le informazioni sui documenti di trasporto

con l'ordine, segnalo e documento le eventuali differenze

riscontrate. ( C3 )

c1.5 Confronto le informazioni sulla bolla di consegna

con l'ordine, controllo le quantità della consegna e registro

eventuali differenze. ( C3 )

c1.6 Controllo visivamente la merce, gli attrezzi interscambiabili

e l'imballaggio per verificare l'assenza di

danni e il rispetto delle condizioni di trasporto ( protezione,

fissaggio, catena del freddo ). ( C3 )

12


c2 : Scaricare e controllare

la merce

c3 : Movimentare la

merce

c2.1 Guido i mezzi di movimentazione e di sollevamento

in modo sicuro ed efficiente ( Cat. R1, Cat. R2 e Cat. S2 ). ( C3 )

c2.2 Identifico e rispetto i pittogrammi standard degli

imballaggi durante la movimentazione della merce e

delle unità di carico. ( C3 )

c2.3 Eseguo l'identificazione globale della merce accettata

( numero dei colli, danni, controllo degli attrezzi interscambiabili

). ( C3 )

c2.4 Scambio le unità di carico secondo i criteri di interscambiabilità.

( C3 )

c2.5 Gestisco il conto corrente dei pallet, determino il

saldo e applico le procedure per il conguaglio secondo

le direttive. ( C3 )

c2.6 Firmo documenti di trasporto e i documenti di accompagnamento,

registro e segnalo eventuali differenze.

( C3 )

c2.7 Apro gli imballaggi e i contenitori con la dovuta

cautela in base al tipo di imballaggio e con l'uso di DPI

adeguati. ( C3 )

c2.10 Eseguo il controllo dettagliato della merce secondo

le direttive. ( C3 )

c2.11 Documento il risultato del controllo dettagliato

con le differenze quantitative e qualitative della consegna,

creo un rapporto sui danni e correggo la bolla di

consegna. ( C3 )

c2.12 Registro l’entrata della merce nel sistema. ( C3 )

c3.1 Seleziono la merce ( in base al tipo, all'utilizzo successivo,

alla destinazione ) e utilizzo le strutture, le attrezzature

e i mezzi di movimentazione esistenti. ( C3 )

c3.2 Metto in sicurezza la merce sulle diverse unità di

carico utilizzando le tecniche e i sistemi appropriati per

la movimentazione e lo stoccaggio. ( C3 )

c3.3 Movimento la merce a destinazione utilizzando il

mezzo di movimentazione appropriato ( cross-docking,

trasporto successivo, produzione, magazzino ). ( C3 )

c3.4 Riconosco le unità di carico difettose e ne tengo

conto nella procedura di interscambiabilità. ( C3 )

13

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Campi di competenze operative



Manuale didattico per i

by

corsi interaziendali in logistica


c4 : Stoccare la merce

e gestire il magazzino

c5 : Movimentare e

trasportare le merci

pericolose

c4.1 Definisco il tipo di stoccaggio appropriato in base

alle caratteristiche delle merci. ( C3 )

c4.2 Stocco la merce in modo sicuro ed efficiente secondo

i principi d’immagazzinamento logistici ( ad es. posto

fisso, caotico, FIFO, LIFO, FEFO ). ( C3 )

c4.5 Eseguo l'inventario in modo sicuro, utilizzando attrezzature

di lavoro adeguate e supporti manuali o digitali

disponibili. ( C3 )

c4.6 Faccio partire gli ordini di riapprovvigionamento in

base alla richiesta e alle direttive. ( C3 )

c5.2 Utilizzo i DPI specifici, a dipendenza della situazione,

quando manipolo sostanze e merci pericolose. ( C3 )

c5.3 Identifico le sostanze e le merci pericolose in base

all'etichettatura. ( C3 )

c5.4 Movimento, manipolo e immagazzino merci pericolose,

tenendo conto delle necessarie precauzioni di

sicurezza. ( C3 )

c5.5 In caso di incendio, incidenti chimici o incidenti che

coinvolgono merci pericolose, prendo le misure di protezione

e di emergenza adeguate in conformità con la

scheda di sicurezza dei prodotti e con le direttive. ( C3 )

14


Campi di competenze operative d : Distribuzione della merce

d1 : Commissionare e

preparare la merce

d2 : Caricare la merce

sulle unità di carico e

assicurarla per il trasporto

in sicurezza

d3 : Distribuire la

merce ai reparti

interni o consegnarla

ai clienti

d1.1 Commissiono la merce, per le spedizioni postali e

CEP in base all'ordine e le preparo sulle unità di carico o

contenitori secondo le direttive. ( C3 )

d1.5 Indirizzo gli invii postali e CEP secondo le indicazioni

delle aziende di distribuzione. ( C3 )

d1.6 Imballo la merce per le spedizioni postali e CEP e

assegno il metodo di spedizione appropriato. ( C3 )

d1.7 Dispongo la merce o le unità di carico secondo l'ordine

di consegna e le movimento con i supporti disponibili

in modo ergonomico, sicuro, economico e risparmiando

risorse. ( C3 )

d2.1 Assicuro il mezzo di trasporto, secondo le direttive,

prima che venga caricato. ( C3 )

d2.2 Carico i vari mezzi di trasporto con i mezzi di sollevamento

e movimentazione disponibili in. ( C3 )

d2.3 Distribuisco le unità di carico sui mezzi di trasporto

secondo il piano di carico e le direttive per il carico in

sicurezza. ( C3 )

d2.4 Assicuro le unità di carico sul mezzo di trasporto

con sistemi di fissaggio adeguati. ( C3 )

d2.5 Aggiorno costantemente i dati e le informazioni

con i dettagli richiesti dal processo logistico. ( C3 )

d3.1 Trasporto la merce in modo accurato, sicuro ed economico

per consegnarla ai clienti ( interni / esterni. ) nei

tempi e nei modi previsti. ( C3 )

d3.2 Consegno la merce nel luogo concordato e la consegno

a una persona autorizzata a riceverla in conformità

con l'ordine del cliente. ( C3 )

d3.3 Eseguo le formalità di consegna e ricezione specificate

e concordate al momento della consegna. ( C3 )

d3.4 Accetto i resi della merce, faccio le annotazioni

necessarie, le inoltro secondo le direttive e correggo i

dati ( C3 )

15

2. Edizione 2025

Campi di competenze operative

ASFL SVBL



Manuale didattico per i

by

corsi interaziendali in logistica


Impiegata in logistica AFC / impiegato in logistica AFC

Campi di competenze operative a : Organizzazione dei mandati

a1 : Prendere nota dei

mandati logistici

a2 : Pianificare e

organizzare i mandati

logistici

a3 : Istruire i collaboratori

della logistica

nello svolgimento

degli incarichi

a1.2 Ricevo istruzioni di lavoro e i mandati ( fisicamente,

elettronicamente, verbalmente ), li interpreto, riconosco

gli errori più comuni e se qualcosa non è chiaro mi metto

in contatto con l'ufficio competente. ( C3 )

a2.2 Mi assicuro l’accesso ai sistemi richiesti ( permessi ).

( C3 )

a2.3 Organizzo mandati di lavoro con infrastrutture, dispositivi,

sistemi e applicazioni informatiche nel rispetto

della sicurezza dei dati e delle direttive. ( C4 )

a2.5 Indosso indumenti da lavoro e DPI adeguati alla situazione

lavorativa. ( C3 )

a2.7 Organizzo un'esecuzione del mandato sicura, economica

e risparmiando risorse in conformità alle direttive.

( C3 )

a2.8 Organizzo la mia postazione di lavoro in modo razionale,

sicuro ed ergonomico. ( C3 )

a3.2 Informo il team sull'incarico e istruisco i collaboratori

con l’aiuto di una struttura a disposizione. ( C3 )

a3.3 Controllo l'esecuzione dell’incarico e, se necessario,

intervengo per correggerlo ( scadenze, sicurezza,

qualità, costi, protezione dell’ambiente, efficienza, ecc. ).

( C3 )

a3.4 Rifletto con il team sull'incarico svolto, ne traggo il

potenziale di miglioramento, prendo misure concrete o

le propongo. ( C4 )

16


a4 : Controllare e

predisporre le attrezzature

di lavoro per i

mandati logistici

a4.1 Verifico la disponibilità operativa dei dispositivi per le

informazioni necessarie per l'esecuzione dell'ordine. ( C3 )

a4.2 Mi connetto con i dispositivi di lavoro digitali, aggiorno

e attivo le applicazioni secondo le necessità. ( C3 )

a4.3 Prendo in consegna e controllo le attrezzature di lavoro,

movimentazione e trasporto secondo le istruzioni

del produttore ( C3 )

a4.4 Assicuro la disponibilità operativa delle attrezzature

di base per il lavoro, trasporto e movimentazione

( veicoli, macchine e dispositivi ) in conformità alle istruzioni

del produttore. ( C3 )

a4.5 Separo le attrezzature le attrezzature di lavoro, di

trasporto e di movimentazione non funzionanti o difettose

e comunico i difetti riscontrati a chi di competenza. ( C3 )

2. Edizione 2025



ASFL SVBL

Campi di competenze operative

17

Manuale didattico per i

by

corsi interaziendali in logistica


Campi di competenze operative b : Impostazione e ottimizzazione degli incarichi

b1 : Prendere nota

del-le richieste dei

clienti in ambito

logistico, trattarle o

inoltrarle

b2 : Ottimizzare la

qualità e l’efficienza

del proprio lavoro in

ambito logistico

b3 : Ottimizzare i processi

logistici

b1.1 Rispetto le linee guida e le regole stabilite nel regolamento

dei corsi interaziendali ( educazione, aspetto,

comportamento, abbigliamento, ecc. ). ( C3 )

b1.2 Comunico verbalmente e per iscritto con i diversi

interlocutori in modo aperto, proattivo, collaborativo e

appropriato. ( C3 )

b1.3 Ricevo, elaboro o inoltro i bisogni e le richieste dei

vari interlocutori ( clienti interni / esterni ). ( C3 )

b1.5 Rispetto costantemente i requisiti di legge per la

protezione dei dati e della privacy e le direttive aziendali

per la protezione dei dati dei clienti. ( C3 )

b2.2 Rifletto sulle mie azioni, identifico le opportunità di

ottimizzazione e trovo misure per sviluppare la qualità e

l'efficienza del mio lavoro. ( C3 )

b2.3 Assicuro una continuità dalla fase di lavoro precedente

a quella successiva del processo logistico. ( C3 )

b2.4 Individuo le carenze tra le fasi di lavoro a monte e a

valle, prendo misure immediate e adeguate e propongo

suggerimenti per ottimizzare il sistema. ( C4 )

b3.5 Assicuro una transizione senza interruzioni dalla

fase di lavoro precedente a quella successiva del processo

logistico. ( C3 )

b3.6 Individuo i punti deboli dei processi logistici, prendo

misure immediate per eliminarli e propongo suggerimenti

per ottimizzarli. ( C4 )

b3.8 Riconosco le condizioni e le procedure del processo

di lavoro che non rispettano la sicurezza e prendo

misure immediate per eliminarle o le segnalo all'istruttore

del corso. ( C3 )

b3.9 In caso di emergenza, metto in atto le procedure,

i comportamenti e le misure di emergenza previste dal

piano di emergenza. ( C3 )

b3.10 In caso di incidenti nel centro di formazione, adotto

immediatamente le misure salvavita a beneficio delle

persone ferite. ( C4 )

18


b4 : Smistare i materiali

residui e i rifiuti

in base ai cicli dei

materiali, stoccarli e

conferirli allo smaltimento

o al riciclaggio

b5 : Documentare le

informazioni relative

ai mandati e ai processi

logistici

b4.4 Evito e riduco gli sprechi utilizzando con parsimonia

materiali, materie prime, contenitori, unità di carico

ed energia. ( C3 )

b4.5 Evito le emissioni inutili ( rumore, gas di scarico,

CO2 ecc. ). ( C3 )

b4.6 Raccolgo, smisto e immagazzino i rifiuti e i materiali

residui secondo le direttive per il riciclaggio o lo smaltimento.

( C3 )

b5.3 Riconosco e riporto eventi speciali, interruzioni,

malfunzionamenti, guasti, danni e incidenti in conformità

alle direttive. ( C3 )

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Campi di competenze operative

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Manuale didattico per i

by

corsi interaziendali in logistica


Campi di competenze operative c : Ricevimento e gestione della merce

c1 : Ricevere la merce

nel processo logistico

c1.3 Preparo l'accettazione della merce e predispongo

l'area di immagazzinamento intermedio nell'area entrata

merce. ( C3 )

c1.4 Preparo lo scarico della merce ( mettendo in sicurezza

il veicolo di trasporto ) e preparo le attrezzature

di lavoro ( trasporto e sollevamento ), gli ausili e i DPI

appropriati. ( C3 )

c1.5 Controllo l'indirizzo di ricezione, identifico la merce,

confronto le informazioni sui documenti di trasporto

con l'ordine, segnalo e documento le eventuali differenze

riscontrate. ( C3 )

c1.6 Confronto le informazioni sulla bolla di consegna

con l'ordine, controllo le quantità della consegna e registro

eventuali differenze. ( C3 )

c1.7 Controllo visivamente la merce, gli attrezzi interscambiabili

e l'imballaggio per verificare l'assenza di

danni e il rispetto delle condizioni di trasporto ( protezione,

fissaggio, catena del freddo ). ( C3 )

20


c2 : Scaricare e controllare

la merce

c3 : Movimentare la

merce

c2.1 Guido i mezzi di movimentazione e di sollevamento

in modo sicuro ed efficiente ( Cat. R1, Cat. R2 e Cat. S2 ). ( C3 )

c2.2 Identifico e rispetto i pittogrammi standard degli

imballaggi durante la movimentazione della merce e

delle unità di carico. ( C3 )

c2.3 Eseguo l'identificazione globale della merce accettata

( numero dei colli, danni, controllo degli attrezzi interscambiabili

). ( C3 )

c2.4 Identifico le varie unità di carico consegnate ed eseguo

la procedura corretta per lo scambio a seconda del

tipo di pool ( scambio alla pari, buono, CHEP, ecc. ). ( C3 )

c2.5 Gestisco il conto corrente dei pallet, determino il

saldo e applico le procedure per il conguaglio secondo

le direttive. ( C3 )

c2.6 Firmo i documenti di trasporto e di accompagnamento,

annoto e segnalo eventuali differenze. ( C3 )

c2.7 Apro colli e contenitori tenendo conto delle specifiche

di sicurezza e con l'uso appropriato dei DPI. ( C3 )

c2.10 Eseguo il controllo dettagliato della merce secondo

le direttive aziendali e sposto la merce non conforme

in un luogo ad essa riservato. ( C3 )

c2.11 Documento il risultato del controllo dettagliato

con le differenze quantitative e qualitative della consegna,

creo un rapporto sui danni e correggo la bolla di

consegna. ( C3 )

c2.13 Registro l’entrata della merce nel sistema digitale

e convenzionale del magazzino di ricevimento merci e

distinguo tra merce conforme e non conforme. ( C3 )

c3.1 Seleziono la merce ( in base al tipo, all'utilizzo successivo,

alla destinazione ) e utilizzo le strutture, le attrezzature

e i mezzi di movimentazione per il trasporto. ( C3 )

c3.2 Metto in sicurezza la merce sulle diverse unità di

carico utilizzando le tecniche e i sistemi appropriati per

la movimentazione e lo stoccaggio. ( C3 )

c3.3 Movimento la merce destinata all’immagazzinamento

utilizzando i mezzi di trasporto appropriati ( magazzino

a scaffale, magazzino a blocchi, aree di carico,

nastri trasportatori ). ( C3 )

c3.4 Riconosco le unità di carico difettose e ne tengo

conto nella procedura di interscambiabilità. ( C3 )

21

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Campi di competenze operative



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c4 : Stoccare la merce

e gestire il magazzino

c5 : Identificare, movimentare

e trasportare

le merci pericolose

c6 : Analizzare le

giacenze del magazzino

e il volume delle

scorte

c4.1 Definisco il tipo di stoccaggio appropriato in base

alle caratteristiche della merce e alle norme di legge. ( C3 )

c4.2 Determino lo spazio di stoccaggio e i requisiti di

spazio per il tipo di stoccaggio scelto in base alle caratteristiche

della merce, al carico dello scaffale e alla portata

massima del pavimento. ( C3 )

c4.3 Stocco la merce in modo sicuro ed efficiente secondo

i principi d’immagazzinamento logistici ( ad es. posto

fisso, caotico, FIFO, LIFO, FEFO ). ( C3 )

c4.6 Allestisco un semplice magazzino, tenendo conto

del tipo di merce e della sua frequenza di consumo. Giustifico

il tipo di magazzino scelto. ( C4 )

c5.1 Utilizzo i DPI specifici a dipendenza della situazione

quando manipolo sostanze e merci pericolose e adotto

le misure di protezione specifiche. ( C3 )

c5.2 Identifico le sostanze e le merci pericolose in base

all'etichettatura. ( C3 )

c5.3 Etichetto l’imballaggio esterno delle merci pericolose

secondo le istruzioni dell’addetto alla sicurezza delle

merci pericolose e come da scheda di sicurezza con i

relativi pittogrammi di pericolo. ( C3 )

c5.4 Movimento, trasporto e immagazzino merci pericolose,

tenendo conto delle necessarie precauzioni di

sicurezza, in particolare delle norme relative al divieto di

stoccaggio combinato. ( C3 )

c5.5 Riconosco i rifiuti pericolosi, li tratto, li immagazzino

o li trasporto in conformità alle norme e alle specifiche

di legge. ( C3 )

c5.6 In caso di incendio, incidenti chimici o incidenti che

coinvolgono merci pericolose, prendo le misure di protezione

e di emergenza adeguate in conformità con la

scheda di sicurezza dei prodotti e con le direttive. ( C3 )

c6.2 Preparo l'inventario di una sezione del magazzino

e fornisco i materiali di lavoro e supporti necessari. ( C3 )

c6.3 Eseguo l'inventario in sicurezza con attrezzature di

lavoro adeguate e con i supporti convenzionali e digitali

disponibili. ( C3 )

c6.4 Confronto i dati delle giacenze registrati con il numero

e le condizioni effettive delle giacenze previste e

segnalo le differenze all'ufficio competente. ( C3 )

22


c7 : Definire il fabbisogno

di merce,

ordinare la merce o

notificare i quantitativi

necessari

c7.2 Faccio partire gli ordini di acquisto in base alle direttive.

( C3 )



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Campi di competenze operative

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Campi di competenze operative d : Distribuzione della merce

d1 : Commissionare e

preparare la merce

d2 : Registrare e trasmettere

dati e informazioni

sulla merce

da consegnare

d3 : Preparare la

merce e pianificare i

giri di consegna

d1.1 Commissiono la merce, per le spedizioni postali e

CEP in base all'ordine e le preparo sulle unità di carico o

contenitori secondo le direttive. ( C3 )

d1.5 Indirizzo gli invii di merci, CEP e postali secondo le

specifiche standard. ( C3 )

d1.6 Imballo la merce per le spedizioni postali e CEP e

assegno il metodo di spedizione appropriato. Preparo i

documenti di accompagnamento necessari per le spedizioni

internazionali. ( C3 )

d1.7 Dispongo la merce o le unità di carico secondo l'ordine

di consegna e le movimento con i supporti disponibili

in modo ergonomico, sicuro, economico e risparmiando

risorse. ( C3 )

d2.1 Registro i dati e le informazioni necessarie nel dispositivo

dati e ne verifico la completezza e la correttezza.

( C3 )

d2.2 Attacco il dispositivo dati in una posizione definita

e lo consegno o lo trasferisco al cliente. ( C3 )

d2.3 Aggiorno costantemente i dati e le informazioni

durante il processo logistico con le informazioni necessarie.

( C3 )

d2.4 Traccio le spedizioni ( percorsi, stato di avanzamento,

tempi ) con il sistema « track and trace ». ( C3 )

d3.3 Creo il piano per le consegne ottimale in base ai

mezzi di trasporto selezionati per il trasporto, la distribuzione

e il ritorno delle merci ( secondo i criteri di economia,

ecologia, sicurezza, scadenza dei prodotti ). ( C3 )

d3.4 Sulla base del piano per le consegne, redigo il piano

di carico per caricare in modo sicuro ed efficiente i

mezzi di trasporto scelti. ( C3 )

d3.5 Verifico la disponibilità e le condizioni del materiale

per il fissaggio del carico, elimino il materiale per il fissaggio

del carico difettoso e lo sostituisco ( C3 )

24


d4 : Caricare la merce

sulle unità di carico e

assicurarla per il trasporto

in sicurezza

d5 : Distribuire o consegnare

la merce ai

vari gruppi di clienti

d6 : Ritirare la merce

e i contenitori danneggiati

o rifiutati e

gestire i resi

d4.1 Assicuro il mezzo di trasporto, secondo le direttive,

prima che venga caricato. ( C3 )

d4.2 Carico i vari mezzi di trasporto con i mezzi di sollevamento

e movimentazione disponibili. ( C3 )

d4.3 Distribuisco le unità di carico sui mezzi di trasporto

secondo il piano di carico e le direttive per il carico in

sicurezza. ( C3 )

d4.4 Assicuro le unità di carico sul mezzo di trasporto

con sistemi di fissaggio adeguati. ( C3 )

d5.1 Trasporto la merce in modo accurato, sicuro ed economico

per consegnarla ai clienti ( interni / esterni. ) nei

tempi previsti e senza danni. ( C3 )

d5.2 Consegno la merce secondo le direttive operative,

tenendo conto delle richieste del cliente. ( C3 )

d5.3 Consegno la merce nel luogo concordato e la consegno

a una persona autorizzata a riceverla. ( C3 )

d5.4 Eseguo le formalità di consegna e ricezione specificate

e concordate al momento della consegna. ( C3 )

d6.1 Accetto i resi della merce, faccio le annotazioni

necessarie, le inoltro secondo le direttive e correggo i

dati. ( C3 )

d6.2 Ricevo i reclami dei clienti, chiarisco con loro le motivazioni

del reclamo e fornisco loro risposte concrete. ( C3 )

d6.3 Analizzo le critiche e i reclami, elaboro varianti di

soluzione e le motivo. ( C4 )

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Campi di competenze operative

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corsi interaziendali in logistica


Indirizzo Magazzino

Campo di competenze operative g : Stoccaggio della merce

g1 : Ricevere la merce,

movimentarla e aggiornare

le giacenze

g2 : Stoccare la merce

e ottimizzare il magazzino

g1.1 Scarico merci non pallettizzate (casse di legno, container,

merci lunghe, ecc.) con mezzi di trasporto e di sollevamento

adeguati, evitando danni a persone, merce,

unità di carico, veicoli e attrezzature ausiliarie. ( C3 )

g1.2 Inserisco i dati anagrafici della merce per la merce

nuova o controllo e correggo i dati esistenti. ( C3 )

g1.3 Controllo la registrazione del ricevimento merce nel

sistema di gestione del magazzino digitale e convenzionale

e, se necessario, la correggo. ( C3 )

g1.4 Gestisco le merci in base alle priorità del processo

successivo (magazzino, cross-docking, produzione, trasporto

successivo). ( C3 )

g1.5 Utilizzo in modo sicuro ed efficiente i mezzi per la

movimentazione e il sollevamento della merce (MDM

Cat. R3 o R4 – PLE 3A / 3B – Gru Cat. C ). ( C3 )

g1.7 Eseguo i controlli in base alle caratteristiche della

merce (umidità, temperatura) e valuto i dati per il controllo

successivo. ( C3 )

g1.8 Stabilisco quale metodo (pellicola estensibile o termorestringente)

è adatto per la movimentazione con

trasportatori automatici della merce e lo applico. ( C3 )

g2.3 Determino il tipo di stoccaggio ottimale per i beni

da immagazzinare e li immagazzino in modo sicuro, economico

e in modo da preservarne il valore. ( C3 )

g2.6 Riconosco tempestivamente i danni alle scaffalature,

prendo le precauzioni di sicurezza e informo chi di competenza.

( C3 )

g2.11 Contrassegno la merce scaduta, deteriorata o danneggiata

o la trasferisco in un luogo ad essa riservato, effettuo

il cambio di destinazione e informo l'ufficio interno

competente. ( C3 )

g2.12 Controllo la durata e la qualità dei prodotti da tempo

in magazzino e prendo le misure necessarie. ( C3 )

26


g3 : Registrare le scorte

e i flussi di merce

nel sistema e analizzare

i dati

g3.1 Registro, aggiorno o correggo i livelli delle scorte e

le informazioni sulla merce (date di scadenza, differenze,

ecc.) in modo digitale e convenzionale durante l'inventario,

nel rispetto dei requisiti di legge. ( C3 )

g3.4 Creo un semplice layout di magazzino basato sui risultati

di un'analisi ABC. ( C4 )

g3.5 Creo una panoramica del magazzino e ne spiego il

grado di occupazione. ( C3 )

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Campo di competenze operative h : Commissionamento della merce

h1 : Commissionare la

merce e sottoporla a

un controllo visivo

h2 : Preparare la

merce commissionata

per il trasporto e

caricarla

h3 : Analizzare e

ottimizzare i sistemi

di commissionamento

in particolare per

quanto riguarda il

flusso dei materiali,

il flusso dei dati e

l’organizzazione

h1.1 Commissiono la merce utilizzando la tecnologia

appropriata e i supporti adeguati. ( C2 )

h1.3 Conto le quantità restanti nell’ubicazione dopo

il commissionamento e, in caso di quantità mancanti,

metto in atto le misure necessarie. ( C3 )

h1.6 Inserisco nel sistema eventuali correzioni di quantità

sulla base del commissionamento. ( C3 )

h1.7 Richiedo il riapprovvigionamento in tempo grazie a

un controllo della quantità. ( C3 )

h1.8 Trasferisco la merce prelevata al punto di raccolta

della merce centralizzato o decentralizzato. ( C3 )

h2.1 Imballo la merce con la pellicola estensibile o termorestringente

per il trasporto. ( C3 )

h2.2 Compatto la merce per una spedizione ottimale. ( C3 )

h2.5 Separo la merce in base alle caratteristiche e metto

in sicurezza la merce e le unità di carico sul mezzo di

trasporto con i supporti di sicurezza in adeguati secondo

le direttive. ( C3 )

h3.6 Registro e calcolo i miei percorsi e i tempi di commissonamento,

identifico il potenziale di ottimizzazione

e adotto le misure appropriate. (C3)

27

Campi di competenze operative



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corsi interaziendali in logistica


Indirizzo distribuzione

Distribuzione

Campi di competenze operative e : Gestione degli invii e delle

richieste di servizi

e1 : Accettare gli invii e le richieste di servizi e fornire alla clientela

una consulenza mirata.

e2 : Ritirare e prendere in consegna gli invii presso la clientela.

e3 : Preparare gli invii per i processi di smistamento.

e4 : Smistare gli invii per le organizzazioni di recapito, commissionarli

e predisporli per il trasporto successivo.

Campi di competenze operative f : Recapito degli invii e fornitura

di servizi

f1 : Predisporre gli invii e le attrezzature di lavoro per il processo

di recapito.

f2 : Preparare e fornire servizi logistici.

f3 : Pianificare e organizzare i processi di distribuzione.

f4 : Recapitare gli invii e la merce secondo il programma dei giri

di recapito.

f5 : Reimmettere gli invii e la merce nel ciclo della logistica di

ritorno o provvedere al loro smaltimento.

28




Campi di competenze operative

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2. Edizione 2025

29

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corsi interaziendali in logistica


1. Processo logistico

La logistica è presente ovunque si movimenti della merce. In ogni azienda sono

presenti dei processi logistici che permettono di gestire al meglio le attività della

supply chain.

Nel diagramma vengono mostrati i 5 processi logistici :

VENDITA

ACQUISTI

DISTRIBUZIONE

USCITA MERCE

ENTRATA MERCE

IMMAGAZZINA-

MENTO

MOVIMENTAZIONE

MOVIMENTAZIONE

PREPARAZIONE

ORDINI

MOVIMENTAZIONE

PRODUZIONE

All'apparenza sembra un processo molto semplice,

ma dietro ognuno di questi simboli si nascondono

compiti diversi e molte sfide. Nei capitoli seguenti

verranno spiegati tutti i dettagli.

In tutti i casi, sempre e ovunque :

30


2. Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

Il desiderio e l'obiettivo di ogni datore di lavoro e di ogni collaboratore, é rientrare

a casa incolumi dopo una giornata lavorativa. Ogni incidente sul lavoro é un incidente

di troppo. Leggi, Ordinanze, Direttive e regolamenti ci permettono di operare

in completa sicurezza ed evitare così il verificarsi di incidenti.

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2.1 Basi giurdiche

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Le basi giuridiche obbligano le aziende a promuovere e implementare le disposizioni

in materia di sicurezza sul lavoro e tutela della salute. Nel grafico viene

mostrata la posizione gerarchica delle disposizioni :

Costituzione Federale

Leggi

Ordinanze

Direttive

Regolamenti

Le disposizioni di legge sulla sicurezza sul lavoro e tutela della salute sono :

– Codice delle Obbligazioni ( CO )

– Legge sull’Assicurazione contro gli infortuni ( LAINF )

– Legge sul lavoro ( LL )

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

Le ordinanze sono :

– Ordinanza sulla prevenzione degli infortuni delle malattie professionali ( OPI ),

– Ordinanza 3 indicazioni concernenti la legge sul lavoro ( Tutela della salute, OLL

3 )

31

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2.1.1 Codice delle obbligazioni ( CO )

Obblighi del datore di lavoro

Art. 328

– 1 Nei rapporti di lavoro, il datore di lavoro deve rispettare e proteggere la

personalità del lavoratore, avere il dovuto riguardo per la sua salute e vigilare

alla salvaguardia della moralità. In particolare, deve vigilare affinché

il lavoratore non subisca molestie sessuali e, se lo stesso fosse vittima

di tali molestie, non subisca ulteriori svantaggi.

– 2 Egli deve prendere i provvedimenti realizzabili secondo lo stato della

tecnica ed adeguati alle condizioni dell’azienda o dell’economia domestica,

che l’esperienza ha dimostrato necessari per la tutela della vita, della

salute e dell’integrità personale del lavoratore, in quanto il singolo rapporto

di lavoro e la natura del lavoro consentano equamente di pretenderlo.

2.1.2 Legge sull’assicurazione contro gli infortuni ( LAINF )

Art. 82

In generale

1

Per prevenire gli infortuni professionali e le malattie professionali, il datore

di lavoro deve prendere tutte le misure necessarie per esperienza,

tecnicamente applicabili e adatte alle circostanze

2

Il datore di lavoro deve avvalersi a tale scopo della collaborazione dei dipendenti.

3

I lavoratori devono assecondare il datore di lavoro nell’applicazione delle

relative prescrizioni. Essi sono in particolare obbligati a utilizzare gli equipaggiamenti

personali di protezione, usare correttamente i dispositivi di

sicurezza e astenersi dal rimuoverli o modificarli senza il permesso del datore

di lavoro.

32


Art. 5 DPI

1

Se il rischio di incidenti e i rischi per la salute non puo‘ essere completamente

escluso da misure tecniche o organizzative, il datore di lavoro

deve fornire ai dipendenti dispositivi di protezione individuale ragionevoli

ed efficaci come caschi protettivi, retine per capelli, occhiali protettivi,

schermi protettivi, dispositivi di protezione per l’udito, respiratori, scarpe

protettive, guanti protettivi, e indumenti protettivi, fornire dispositivi di

protezione contro la caduta e l’annegamento, prodotti per la protezione

della pelle e, se necessario, indumenti speciali.Deve assicurarsi che questi

possano essere usati come previsto in ogni momento.

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Art. 6 Informazioni e guida per i datori di lavoro

– 1 Il datore di lavoro garantisce che tutti i dipendenti che lavorano nella sua

azienda, compresi i dipendenti di un’altra azienda che vi opera, siano adeguatamente

informati e istruiti sui pericoli che insorgono durante la loro

attività e sulle misure di sicurezza sul lavoro. Tali informazioni e istruzioni

devono essere fornite al momento dell’assunzione dell’incarico e ogni

qualvolta si verifica un cambiamento significativo delle condizioni di lavoro

e devono essere ripetute se necessario.

Art. 8 Prendere precauzioni quando si lavora con pericoli particolari

2

Il datore di lavoro puo affidare lavori con particolari pericoli solo a dipendenti

adeguatamente formati. Se il lavoro pericoloso è svolto da un solo

dipendente, il datore di lavoro deve farlo sorvegliare

2.1.3 Legge sul lavoro

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

Art. 6 24

– 1 A tutela della salute dei lavoratori, il datore di lavoro deve prendere tutti

i provvedimenti, che l’esperienza ha dimostrato necessari, realizzabili secondo

lo stato della tecnica e adeguati alle condizioni d’esercizio. Deve

inoltre prendere i provvedimenti necessari per la tutela dell’integrità personale

dei lavoratori.

33

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Art. 4 Lavoro pericoloso

– 1 I giovani non possono essere impiegati per lavori pericolosi.

Tutela dei minori

1

I giovani con certificato professionale federale ( AFC ) o un certificato federale

di idoneità ( CPI ) possono essere impiegati per lavori pericolosi se

lo svolgono nell’ambito della professione che hanno intrapreso.

4

La segreteria di stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione ( SEFRI )

puo‘, con il consenso della segreteria di Stato dell’economia ( SECO ), prevedere

deroghe nelle ordinanze sull’istruzione per i giovani dai 15 anni

in su, a condizioni che cio sia in regola per raggiungere gli obiettivi della

formazione professionale di base o dei corsi ufficialmente riconosciuti è

indispensabile. Le organizzazioni del mondo del lavoro definiscono in appendice

ai piani di formazione le misure di accompagnamento per la sicurezza

e la tutela della salute sul lavoro. Per fare cio‘, dovresti prima consultare

uno specialista in sicurezza sul lavoro in conformità con l’ordinanza

del 25 novembre del 1996 sull’idoneità degli specialisti della sicurezza sul

lavoro.

2.1.4 Direttive

Le direttive CFSL concretizzano l'obbligo dei datori di lavoro di intraprendere le

misure di protezione e le disposizioni necessarie per garantire la sicurezza sul lavoro

e la tutela della salute dei dipendenti. La direttiva CFSL 6508 concerne il ricorso

ai medici del lavoro e agli specialisti della sicurezza sul lavoro e formula i

requisiti per realizzare un sistema di sicurezza conforme.

– CFSL 6508 ( Direttiva MSSL ) )

– CFSL 6512 ( Attrezzature di lavoro )

– CFSL 6518 ( Formazione e istruzione per conducenti di carrelli per la movimentazione

)

2.1.5 Marchio CE

Il marchio CE indica che il produttore ha soddisfatto i

requisiti legali minimi per i prodotti per quanto riguarda

la salute e sicurezza ai sensi delle Direttive europee.

Il marchio CE non è quindi da ritenere un marchio di

qualità. La marcatura CE consente al prodotto di essere

liberamente commercializzato nell'UE ( Unione Europea

) e nel SEE ( Spazio Economico Europeo ).

34


2.1.6 Regolamenti

Ogni azienda può prevedere una serie di regolamenti interni che permettono a

tutti di lavorare in sicurezza. I regolamenti devono essere condivisi e rispettati da

tutti i dipendenti.

2.2 Organizzazione in caso di emergenza

2. Edizione 2025

Un'organizzazione per le emergenze in azienda ben pianificata contribuisce

in modo significativo a limitare i danni e a salvare delle vite. Quando si verifica

un'emergenza tutti i collaboratori devono sapere come comportarsi ed essere in

grado di reagire senza perdere tempo.

ASFL SVBL

2.2.1 Schema del semaforo

Quando si verifica un'emergenza la prima cosa da fare è cercare di avere una panoramica

della situazone alfine di valutarne la gravità. In un secondo momento si

allertano i numeri d'emergenza ed infine si prestano i primi soccorsi.

Osservare

Pensare

Agire

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

Numeri di emergenza importanti

– Numero di emergenza europeo 112

– Pronto soccorso ( ambulanza ) 144

– Pompieri 118

– Polizia 117

– Rega 1414

– Centro tossicologico ( TOX Info Suisse ) 145

– Ospedale pù vicino 091 xxx xx xx

35

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2.2.2 Allarmare correttamente

Durante l'allerta, è importante che le organizzazioni di

soccorso ricevano le informazioni precise e corrette.

– Dove si trova l’infortunato / il caso?

– Chi parla ( nome )?

– Cosa è successo?

– Quando è successo?

– Quante persone sono rimaste coinvolte?

– Ci sono ulteriori pericoli, sostanze pericolose?

– Dare il proprio numero di telefono

2.2.3 Cosa fare in caso di incidente

– Allarmare l'organizzazione di soccorso

– Mettersi in sicurezza

– Fornire il primo soccorso

– Seguire le istruzioni dell'organizzazione di soccorso

2.2.4 Cosa fare in caso di incendio

– Allarmare

– Salvare

– Chiudere porte e finestre

– Se possibile, tentare di spegnere l'incendio con un agente estinguente adatto

– Seguire le istruzioni dei pompieri

2.2.5 Cosa fare in caso di incendio della batteria del carrello elevatore

– Se possibile interrompere l‘alimentazione

– Allarmare ( chiamare pompieri )

– Provare a spegnere con estintore adeguato

2.2.6 Procedure in caso di evacuazione

– Stare calmi

– Non correre

– Coordinare

– Usare le vie di fuga sicure

– Lista presenze

– Portare il Kit di pronto soccorso

– Andare al punto di ritrovo

– Riferire al responsabile del punto di ritrovo

36


AUF

AUF

2.2.7 Piano, vie di fuga e uscite di emergenza

Per poter trovare la corretta via di fuga da ogni locale, deve essere visibile il piano

con le vie di fuga e le uscite di emergenza con la posizione di dove ci si trova. Sul

piano devono essere illustrati anche dove si trovano posizionati i kit di pronto soccorso,

gli estintori e il tasto per l'attivazione dell'allarme incendio.

Notfall- & Fluchtplan AZL Rupperswil Untergeschoss

2. Edizione 2025

Spogliatoio

Garderobe

Damen Donne

ASFL SVBL

Praxis-

Spazio pratica

Bereich

Ascensore

Aufzug

Archivio

oss

Auf dem

Parkplatz vor

dem Haus

Ihr Standort

Praxis-

Bereich

Legenda

Tua posizione

1°soccorso

Spogliatoio

Garderobe

Uomini Herren

Aula UG di

Pausenraum pratica

Tasto allarme antincendio

Aula UG Theorie teoria 2

Rampa Rampe

Archiv

UG Theorie 3

Locale UG-Kanal pausa

Aula UG Theorie teoria 3

Nach oben

Erstellt: Oktober 2022

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

Estintore

UG Theorie 2

Via di fuga

Punto di ritrovo

Nach oben

mpe

UG-Kanal

2.2.8 Punto di ritrovo

– In un ambiente sicuro

Erstellt: Oktober 2022

– Se possibile, al riparo dalle intemperie

– Determinare il responsabile del punto di ritrovo

– Seguire le istruzioni

– Portare con se un kit di pronto soccorso

– Portare con se dell'acqua potabile

– Attendere ulteriori istruzioni

37

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2.2.9 Materiale di primo soccorso

– Disponibile per tutti

– Ubicazione corretta

– Data di scadenza non superata

– Istruzione bagno oculare

– Istruzione defibrillatore

– Includere nel piano manutenzione

2.2.10 Piano di emergenza

Procedura in caso di incidente, incendio o evacuazione :

– Come e dove viene attivato l'allarme?

– Come posso aiutare le persone?

– Come faccio a salvare le persone?

2.3 Sicurezza sul lavoro

La sicurezza sul lavoro deve essere migliorata attraverso :

– Gestione professionale dei mezzi tecnici ( carrelli elevatori, ple )

– Apertura professionale dei contenitori ( pacchi – scatole... )

– Rispetto delle prescrizioni per la manipolazione delle merci pericolose

Non utilizzare mai strumenti non idonei per aprire le scatole, utilizzare solo gli

utensili previsti a tale scopo. Chi tenta di allentare viti e dadi con attrezzi non idonei

corre il rischio di ferirsi. Gli utensili manuali devono essere in perfette condizioni,

affinché l'utilizzatore non sia in pericolo. Gli strumenti difettosi devono essere

sostituiti immediatamente.

38


2.3.1 Segnali di divieto

– Segnale di divieto

– Base bianca, bordo rosso

– Solitamente segnale barrato, rotondo

Vietato accendere fuochi

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Non depositare o immagazzinare nulla

2.3.2 Segnali di prescrizione

– Segnale d'obbligo

– Base blu

– Segnale rotondo

Non estinguere con acqua

Vietato l'accesso a persone non autorizzate

Non toccare, sotto tensione

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

Occhiali di protezione

Usare calzature di sicurezza

Calzare scarpe antistatiche

Usare guanti protettivi

39

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2.3.3 Segnali di pericolo

– Segnale di pericolo

– Base gialla bordo nero

– Segnale triangolare

Pericolo carrelli in movimentazione

Pericolo materiale esplosivo

Pericolo generico

Pericolo tensione elettrica

Materiale irritante e nocivo

2.3.4 Segnali di salvataggio

– Segnale di salvataggio

– Base verde

– Segnale quadrato o rettangolare

Via di fuga

Punto di ritrovo

Finestra d'emergenza con scala esterna

Defibrillatore

Primo soccorso

40


2.4 Tutela della salute

– Prevenire gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali è un obbligo.

– La promozione della gestione della salute in azienda e nel tempo libero non è

obbligatoria ma fa comunque parte del sistema per la tutela della salute.

– La prevenzione ( IP, INP e malattia ) mira a prevenire incidenti e malattie a lungo

termine e a costruire una cultura della sicurezza e della tutela della salute

2. Edizione 2025

Ambiti della tutela della salute?

– Ergonomia

– Sport

– Rischi psicosociali

– Alimentazione

– Orario di lavoro

– Gravidanza

– Reintegrazione

– Varietà

– Psiche

2.4.1 Ergonomia

Trasportare e sollevare carichi correttamente e in modo ergonomico previene disturbi

alla schiena e all'apparato locomotore. Anche le postazioni di lavoro devono

tener conto di un allestimento ergonomico. Quando si utilizza un carrello elevatore,

il sedile deve essere regolato correttamente anche per brevi distanze.

Ci sono nuove tecnologie per facilitare il sollevamento dei carichi, dai semplici

ausili per il trasporto agli esoscheletri.

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CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

41

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2.4.2 Sport

Il datore di lavoro può promuovere e organizzare attività sportive per i suoi dipendenti.

Ad esempio un fine settimana escursionistico oppure offrire sconti presso

centri fitness o piscine. Le attività sportive promuovono la salute dei dipendenti.

2.4.3 Rischi psicosociali

I rischi psicosociali e le relative conseguenze per la salute mentale e fisica hanno

effetti negativi per la salute individuale e possono incidere negativamente anche

sull’efficienza del lavoro. Le cause possono essere diverse come carichi di lavoro

eccessivi, mancanza di coinvolgimento in decisioni che interessano il lavoratore,

precarietà del lavoro ecc.

ll numero telefonico 147 offre un supporto e una consulenza ai lavoratori che si

sentono in difficoltà in questo ambito.

Anche il lavoro monotono e ripetitivo è un rischio psicosociale. Il datore di lavoro

deve pianificare e organizzare un contesto sociale del lavoro adeguato affinchè

non si verifichino questi rischi.

2.4.4 Alimentazione

Un'alimentazione sana e corretta contribuisce al benessere della salute. L'azienda

può contribuire alla promozione di una corretta alimentazione mettendo ad

esempio a disposizione dei propri collaboratori un distributore d'acqua e un cesto

di frutta.

2.4.5 Orario di lavoro

L'orario di lavoro massimo è stabilito dalla legge. L’orario massimo di lavoro settimanale

varia tra le 45 e le 50 ore. Anche le ore di riposo giornaliere sono stabilite

dalla legge e devono essere di almeno 11 ore consecutive. In casi eccezionali,

possono essere ridotte una volta a settimana a otto ore, a condizione che nella

media di due settimane venga rispettata la durata di undici ore.Se un dipendente

ha svolto lavoro straordinario, il datore di lavoro deve adoperarsi affinché il dipendente

possa compensarlo con il tempo libero.

2.4.6 Gravidanza

Le donne in gravidanza non devono venir impiegate per lavori pericolosi. Se possibile,

non dovrebbero trasportare carichi pesanti ( max. 5 kg ).

42


2.4.7 Tutela dei minori

I giovani non possono essere impiegati per lavori pericolosi. Nel caso in cui il piano

di formazione professionale preveda che i giovani in formazione debbano essere

impiegati per lavori pericolosi questo deve essere esplicitamente scritto nel

piano di formazione. Se necessario, la Segreteria di Stato dell'economia ( SECO ) rilascia

un'autorizzazione speciale.

2.4.8 Prevenzione

Stilare delle statistiche per :

– Avere dei dati

– Calcolare i costi

– Prendere atto dei fatti

– Misurarne gli effetti

Con una buona prevenzione in ambito di tutela della salute e sicurezza sul lavoro

gli incidenti possono essere evitati. Per una campagna di prevenzione efficace

all'interno dell'azienda il datore di lavoro deve tenere delle statistiche sugli infortuni

e sui giorni di lavoro persi così da poterne calcolare i costi.

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CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

43

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2.5 Identificazione dei pericoli con merce pericolosa

Chi ha a che fare con merci immagazzinate che contengono sostanze pericolose

dovrebbe essere in qualsiasi momento consapevole dei pericoli che esse implicano

per persone, animali e ambiente.

Solo così, in caso d’emergenza, si può garantire un comportamento corretto.

Possibili pericoli :

– Pericolo d’incendio e d’esplosione

– Pericolo di corrosione e di avvelenamento

– Pericolo dovuto a gas e vapori tossici

– Pericolo di contaminazione del suolo e dell’acqua

– Pericolo dovuto a sostanze che reagiscono pericolosamente al contatto con

l’acqua

Uso dei sensi :

– Vista ( fiamme, fumo, gas, vapori )

– Udito ( fuoriuscita di gas, esplosioni )

– Olfatto ( irritazione al naso, mezzi di odorizzazione di gas. Es. : gas naturale o

gas estinguenti, ecc. )

– Tatto ( radiazione di calore, onde d’urto, irritazioni cutanee )

– Gusto ( lingua, palato )

Non tutti i pericoli si percepiscono con i sensi!

44


2.5.1 Provvedimenti immediati

– Priorità assoluta : « Assicurare la sicurezza personale »

– Salvataggio delle persone in pericolo o ferite

– Impiegare dispositivi di protezione individuale

– Ricognizione del danno

2.5.2 Rilievo del danno

In linea di massima il rilevo del danno viene fatto da specialisti dei vigili del fuoco,

dalle autorità o da aziende specializzate.

I collaboratori presenti sul luogo inoltrano immediatamente tutte le informazioni

e documenti al rispettivo responsabile.

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Di quale sostanza si tratta?

Tipo, quantità e concentrazione di una sostanza sono determinanti per l’avvio di

ulteriori provvedimenti.

Come mi informo?

– Numero UN / numero della sostanza

– Etichetta del prodotto

– Documenti di consegna

– Scheda di sicurezza, manuale delle istruzioni

– Documenti di trasporto, schede promemoria degli infortuni

– Pannelli di pericolo per mezzi di trasporto con numero UN

Conoscere le principali caratteristiche delle sostanze è determinante per :

– le necessarie misure di protezione del personale di soccorso

– effettuare il salvataggio di persone

– determinare lo sbarramento del luogo dell’incidente

– la necessità di una protezione antincendio preventiva

– impedire l’espansione del danno

– eliminare il danno

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

Le sostanze non identificate sono considerate pericolose, fino a che non

sia dimostrato il contrario!

45

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2.5.3 Mettere in sicurezza il luogo dell’incidente – Impedire l’accesso alle persone

non autorizzate

Fonte immagini. www.hein.eu

Rosso bianco – Pericolo temporaneo

Giallo nero – Pericolo permanente

2.5.4 Provvedimenti preventivi

Transennare sufficientemente il luogo dell’incidente. Impedire l’accesso alle persone

non autorizzate !

– Arieggiare bene locali e padiglioni ( ridurre il pericolo d’esplosione / diluire gas

tossici )

– Mettere a disposizione un equipaggiamento d’emergenza

– Indossare dispositivi di protezione individuale

– Occhiali di protezione, guanti, proteggere le vie respiratorie

46


– Tenere a distanza le fonti d'innesco

– Rispettare l’assoluto divieto di fumare

– Non usare apparecchi elettrici

– Non usare veicoli

– Usare solo attrezzi con protezione anti-esplosione e che non emettono scintille

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Protezione antincendio : « Assicurarsi della propria sicurezza »

nuovo

vecchio

– Preparare gli estintori a mano disponibili ( agente estinguente : schiuma, polvere

oppure CO 2

)

2.5.5 Limitazione dei danni

– Lotta contro l’incendio, impedire l’espansione dell’incendio

– Chiudere ermeticamente tombini ( canalizzazioni )

– Stoccare in un altro luogo piccoli contenitori con liquidi facilmente infiammabili

o che formano vapori tossici

– Chiudere ermeticamente grandi contenitori

– Arginare liquidi fuoriuscenti

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

Non usare agenti leganti organici. L'agente legante corretto

che deve essere usato nel caso specifico é indicato nella rispettiva

scheda di sicurezza ( SDS ).

47

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2.5.6 GHS – Globally Harmonized System

Explosive Extrêmement inflammable Comburant Gaz sous pression Corrosif

Très toxique Attention dangereux Dangereux pour la santé Dangereux pour lemilieu aquatique

Base : UN Purple book = UN-GHS

– Applicazione in Europa : Regolamento CLP ( CE ) n. 1272 / 2008

Classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e miscele

Abbreviazione :

– GHS : Global Harmonisiertes System

– GHS-VO : Globally Harmonized System

of Classification and Labelling of Chemicals

– CLP-VO : Regulation on Classification, Labelling and

Packaging of Substances and Mixtures

Obiettivi :

– Classificazione ed etichettatura di sostanze e miscele unificata a livello mondiale

– Agevolazione degli scambi nel traffico merci globalizzato

– Ulteriore miglioramento della sicurezza sul lavoro, tutela della salute, dell'ambiente

e dei consumatori nonché nella sicurezza dei trasporti

– Armonizzazione con l'accordo internazionale per il trasporto di merci pericolose

48


2.5.7 Principi di immagazzinamento comune

– Le misure di protezione nello stoccaggio di sostanze pericolose devono essere

adeguate alla sostanza pericolosa.

– Lo stoccaggio nello stesso locale di sostanze che insieme potrebbero reagire

pericolosamente non è ammesso.

– Per lo stoccaggio sicuro è indispensabile conoscere e riconoscere le sostanze

pericolose. A questo scopo si usano i simboli di pericolo ( classificazione di trasporto,

classificazione delle sostanze pericolose ), le frasi H, che indicano particolari

pericoli e le frasi P con le indicazioni di sicurezza.

– Se i simboli, le avvertenze sull'imballaggio o sulla scheda di sicurezza non sono

chiari, o se le indicazioni non fanno riferimento ai pericoli che queste sostanze

possono costituire, è necessario rivolgersi al responsabile della sicurezza.

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

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49

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Caratteristiche delle sostanze

Classificazione e

etichettatura per

il trasporto

Classificazione

UE e marchiatura

Classe

deposito

Materie esplosive 1

Gas liquefatti e

sotto pressione 2

Liquidi

infiammabili

3

Sostanze solide infiammabili 4.1

Sostanze autoinfiammabili 4.2

Sostanze che sviluppano gas infiammabili a

contatto con l'acqua

4.3

Sostanze comburenti perossidi organici 5

Sostanze tossiche 6.1

Sostanze infettive 6.2

Materie radioattive 7

Sostanze corrosive 8

Sostanze e oggetti pericolosi di natura varia

( sostanze liquide )

Gefahr

10 / 12

Sostanze e oggetti pericolosi di natura varia

( sostanze solide )

Gefahr/Achtung

Achtung

11 / 13

Gefahr/Achtung

Achtung

Sostanze non pericolose ( SNP ) ( p. es. tessili, materiali di imballaggio ) NG

1 2 3 4.1 4.2 4.3 5 6.1 6.2 7 8 10 / 12 11 / 13 NG

50


Stoccaggio combinato di sostanze chimiche usate di frequente

( classi di stoccaggio 5, 6.1, 8, 10 / 12 )

!

Acido formico

Soluzione di ammoniaca

Soluzione di cloruro ferrico III

Soluzione di cloruro di solfato di ferro III

Acido acetico

Acido fluoridico

Soluzione di idrossido di potassio

Soluzione di idrossido di sodio

Soluzione di solfito di sodio

Soluzione di ipoclorito di sodio

Acido peracetico

Acido fosforico

Acido nitrico

Acido cloridico

Acido solforico

Perossido di idrogeno

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Classe

di stoc

8

8

8

8

8

6.1

8

8

10 / 12

5

5

8

5

8

8

5

Acido formico 8

Soluzione di ammoniaca 8

Soluzione di cloruro ferrico III 8

Soluzione di cloruro di solfato

di ferro III

Acido acetico 8

Acido fluoridico 6.1

Soluzione di idrossido di

potassio

Soluzione di idrossido di sodio 8

Soluzione di solfito di sodio 10 / 12

Soluzione di ipoclorito di sodio 5

Acido peracetico 5

Acido fosforico 8

Acido nitrico 5

Acido cloridico 8

Acido solforico 8

Perossido di idrogeno 5

8

8

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

Didascalia per la tabella 1 e tabella 2

In linea di massima lo stoccaggio combinato è permesso.

Stoccaggio combinato permesso solo a particolari condizioni. Per favore, consulti le rispettive

schede di sicurezza o si rivolga al personale specializzato.

!

Sostanze frequentemente ricorrenti delle classi di stoccaggio 5, 6.1, 8 e 10 / 12 si trovano nella

seguente matrice « Stoccaggio combinato di sostanze chimiche di base frequentemente

impiegate ».

Stoccaggio separato, come minimo è richiesto stoccaggio separato nello stesso compartimento

tagliafuoco.

Reazioni pericolose tra sostanze chimiche possono aver luogo anche tra le stesse classi di

stoccaggio. Tenga presente le indicazioni dei rischi e di sicurezza ( frasi H e P ) e le indicazioni

complementari relative alle eventuali incompatibilità chimiche indicate nelle rispettive

schede di sicurezza.

51

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2.5.8 Le nove classi di pericolo

Classi di

pericolo

(classe ADR)

1

Materie e oggetti

esplosivi

Segnale di pericolo

Descrizione dei simboli

GHS01: Esplosivo

2

Gas non infiammabili

non tossici

Gas infiammabili

Gas tossici

GHS04: Gas sotto pressione

3

Materie liquide infiammabili

GHS02: Estremamente infiammabile

4

Materie

solide infiammabili

Materie soggette

ad accensione

spontanea

Materie che a contatto

con l’acqua sviluppano

gas infiammabili

5

Materie comburenti

Perossidi organici

GHS03: Comburente

6

Materie tossiche

Materie infettanti

GHS06: Estremamente tossico

7

Materie radioattive

8

9

Materie corrosive

Materie e oggetti pericolosi di

varia natura Materie e oggetti

GHS05: Corrosivo

GHS08: Pericoloso per la salute

Materie pericolose per

l’ambiente

Materie riscaldate

GHS09: Pericoloso per l‘ambiente acquativo

52


1234

Zürich

1234

Zürich

2.5.9 Contrassegno di trasporto

Promemoria:

X

Materia che reagisce pericolosamente con l'acqua

2 Gas

X88

1834

3 Liquido infiammabile

4 Materia solida infiammabile o a combustione spontanea

5 Materia ossidante, comburente o perossidi organici

6 Materia tossica o infettante

7 Materia radioattiva

8 Materia corrosiva

9 Materia dannosa all'ambiente, o di varia natura

p. es. in stato riscaldato

Se manca il codice di pericolo oppure se non è leggibile, si

deve determinare il pericolo principale in base al

bollettino del pericolo.

30

1202

0 Senza specificazione, in aggiunta al primo codice

2 Emanazione di gas (22 gas liquefatto)

3 Materie infiammabili (vapori)

4 Materie infiammabili, che a temperatura elevata si liquefanno

5 Effetto ossidante (che promuovono in-cendi)

6 Tossici o infettanti

8 Effetto corrosivo

1. Cifra = Pericolo principale

Numero della materia

2. e altri codici = pericoli aggiuntivi

Codice materia

9 Pericolo di una forte reazione spontanea

268

1005

33

1203

30

1202

23

1987

33

1203

80

1789

Numero di pericolo

Numero UN/

di materia o

raggruppamento

Benzina

Olio per

riscaldamento/Diesel

Autocisterna con cisterna multi-camere

33

1203

30

1202

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CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

Il raddoppio della cifra indica normalmente un'accentuazione del pericolo

z.B. 33 = materia liquida facilmente infiammabile (punto di infiammabilità sotto ai 23° C)

66 = materia molto tossica

Camion con collettame, p. es.:

88 = materia fortemente corrosiva

– Bidoni

– Contenitori

– Taniche

Tabella trasporto generale

– ecc

di materie pericolose

© Fonte : GVZ Gebäudeversicherung Kanton Zürich

53

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2.5.10 Abbreviazioni e loro significato

Le seguenti abbreviazioni appaiono spesso quando si parla di trasporti di merci

pericolose :

SDR

ADR

RID

RSD

ADN

Ordinanza concernente il trasporto di merci pericolose su strada

L'ADR costituisce parte integrante di questa ordinanza.

Accordo europeo concernente il trasporto internazionale di merci

pericolose su strada ( Accord européen relatif au transport international

des marchandises dangereuses par route ).

Regolamento concernente il trasporto internazionale di merci pericolose

per ferrovia ( Réglement internationale concernant le transport

des marchandises par chemins de fer ).

Ordinanza concernente il trasporto di merci pericolose per ferrovia

e tramite impianti di trasporto a fune.

Accordo europeo sul trasporto internazionale di merci pericolose

per via navigabile interna. ( Trasporti di merci pericolose sul Reno ).

IMDG Il codice IMDG ( International Maritime Code for Dangerous Goods )

costituisce la regolamentazione internazionale per il trasporto marittimo

delle merci pericolose.

IATA

DGR

La International Air Transport Association ( Organizzazione internazionale

di compagnie aeree ) è stata fondata nell'aprile 1945 all'Avana,

Cuba quale federazione professionale delle compagnie aeree.

Dangerous Goods Regulations ( DGR ) ( direttive della IATA sulle sostanze

pericolose ) sono le norme per il trasporto aereo di merci pericolose.

54


2.5.11 Scheda dati di sicurezza ( SDS )

Perché c'è bisogno di una scheda dati di sicurezza?

In molte aziende si ha a che fare quotidianamente con prodotti chimici pericolosi.

Spesso questi prodotti vengono utilizzati per lavori di routine che suscitano ben

presto la sensazione di avere tutto sotto controllo. In una situazione imprevista,

tuttavia, una manipolazione errata può avere conseguenze fatali. Inoltre un impiego

di prodotti chimici non conforme alle prescrizioni può provocare danni a lungo

termine alla salute e all’ambiente, non sempre riscontrabili immediatamente.

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Per tali motivi, per ogni prodotto chimico, il produttore deve presentare una scheda

di sicurezza ( SDS ). La SDS contiene informazioni sui possibili pericoli del prodotto

chimico e fornisce istruzioni sulla manipolazione corretta, le misure di protezione

appropriate, lo stoccaggio, il trasporto, lo smaltimento e le procedure da

seguire in caso di incidente.

La SDS è un documento legale e il produttore o il rivenditore hanno l'obbligo di

consegnare la SDS lungo la catena di distribuzione ( Supply Chain ).

Produzione Magazzino Commercializzazione Utilizzo Riciclaggio /

smaltimento

Stesura e consegna della SDS

Il fabbricante del prodotto è responsabile della stesura della SDS. In Svizzera l’eventuale

importatore è equiparato al fabbricante e ne assume le responsabilità.

Sono inoltre responsabili della consegna delle SDS tutti i commercianti ( rivenditori

) lungo la catena di distribuzione ( Supply Chain ).

Il datore di lavoro è responsabile dell’impiego corretto dei prodotti chimici all’interno

dell’azienda. Può farsi assistere da collaboratori appositamente incaricati

( addetti alla sicurezza e superiori ). Il datore di lavoro deve provvedere affinché

i collaboratori siano informati sulle modalità di lavoro corrette da adottare con i

prodotti chimici e assicurarsi che ricevano le corrispondenti istruzioni per la loro

manipolazione. Egli è anche responsabile che siano disponibili gli adeguati materiali

di protezione, come per es. i dispositivi di protezione individuale, agenti

estinguenti, ecc.

Dove trovo la SDS?

Per principio tutto il personale deve avere accesso alla SDS che deve sempre essere

disponibile nella versione più attuale. Le SDS di tutti i prodotti devono essere

conservate in azienda in modo tale che, in caso di bisogno, possano essere facilmente

consultabili.

55

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

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Per quanto tempo deve essere conservata una SDS?

Il periodo di conservazione è prescritto dall'articolo 23 dell'Ordinanza sui prodotti

chimici. L'utilizzatore professionale o il commerciante è tenuto a conservare la

scheda di sicurezza fintanto che nella sua azienda si utilizza la sostanza o il preparato

in questione.

Contenuto di una SDS

La SDS è sempre strutturata secondo lo stesso schema contenente i seguenti 16

punti :

1. Identificazione del prodotto

2. Possibili pericoli

3. Composizione / informazioni sugli ingredienti

4. Misure di primo soccorso

5. Misure antincendio

6. Misure in caso di rilascio accidentale

7. Manipolazione e immagazzinamento

8. Controllo dell'esposizione / protezione individuale

9. Proprietà fisiche e chimiche

10. Stabilità e reattività

11. Informazioni tossicologiche

12. Informazioni ecologiche

13. Considerazioni sullo smaltimento

14. Informazioni sul trasporto

15. Informazioni sulla regolamentazione

16. Altre informazioni

Importante per gli addetti e gli impiegati in logistica : deve sapere dove è conservata

la SDS. Legga le SDS di tutti i prodotti chimici con i quali lavora in modo

da sapere come reagire correttamente in caso di incidente. Parli con i suoi colleghi

sugli aspetti della sicurezza riguardanti i prodotti chimici con i quali lavora.

Fonte : Legge sui prodotti chimici, Ordinanza sui prodotti chimici, Ufficio federale della sanità pubblica

UFSP – www.cheminfo.ch

56


2.5.12 Gestione dei rifuti pericolosi

Definizione di rifiuto pericoloso

Che cos'è il rifuti pericoloso?

I rifiuti pericolosi sono rifiuti che, a causa delle loro proprietà, composizione o

quantità, impongono requisiti speciali in termini di stoccaggio, trasporto e smaltimento.

Possono contenere sostanze pericolose che possono mettere in pericolo

l'ambiente, la salute umana o animale.

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Esempi di rifiuti pericolosi

– Residui chimici (ad es. solventi, acidi, basi)

– Oli usati e lubrificanti

– Pile e accumulatori

– Rifiuti elettronici

– Vernici e pitture

– Rifiuti sanitari

Obblighi delle aziende

– Registrazione e documentazione di tutti i rifiuti pericolosi.

– Garantire lo smaltimento professionale da parte di aziende di smaltimento dei

rifiuti certificate.

– Formazione dei dipendenti nella gestione dei rifiuti pericolosi.

Stoccaggio di rifiuti pericolosi

Immagazzinamento

Marcatura

CI 1.2 Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

I rifiuti pericolosi devono essere stoccati

in aree speciali, contrassegnate e

protette dagli influssi ambientali.

Tutti i contenitori di stoccaggio devono

essere chiaramente contrassegnati

con simboli di pericolo e indicazioni

sul tipo di contenuto.

Lo stoccaggio deve essere effettuato in

modo tale da escludere la miscelazione

con altri rifiuti.

È necessario utilizzare attrezzature di

stoccaggio adeguate (ad es. ripiani resistenti

agli agenti chimici, vaschette di

raccolta).

Uso di schede di dati di sicurezza (SDS)

per fornire informazioni sui pericoli e

sulla manipolazione delle sostanze.

57

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In Svizzera esistono diverse leggi e ordinanze che regolano la gestione di sostanze

pericolose e rifiuti pericolosi:

LPAmb

Legge sulla protezione dell'ambiente

LPChim

Legge sui prodotti chimici

OPI

Ordinanza sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali

OPChim

Ordinanza sui prodotti chimici, ordinanza sulla protezione contro le

sostanze e i preparati pericolosi

OSAS

Ordinanza sugli addetti alla sicurezza delle merci pericolose,

ordinanza sugli addetti alla sicurezza per il trasporto di merci pericolose

su strada, per ferrovia e per via navigabile

OTRif

Ordinanza sul traffico dei rifiuti

OPSR

Ordinanza sui rifiuti, ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento

dei rifiuti

58


3. Protezione antincendio

Se dobbiamo spegnere un incendio, lo facciamo principalmente per salvare e solo

in un secondo momento pensiamo a limitare i danni.

La cosa più importante è combattere un incendio

solo se non si mette in pericolo la propria vita!

Pensate già ora a come dovreste comportarvi in caso di

incendio!

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3.1 Comportamento in caso d'incendio

Il giusto comportamento in caso d'incendio è determinante per la protezione delle

persone e degli oggetti di valore. Troppo spesso i pompieri vengono allarmati

solo dopo qualche tentativo di spegnimento fallito. Così si perdono preziosi minuti

per attuare i provvedimenti di salvataggio e nella lotta contro l'incendio.

Numeri d'allarme

( 0 )144 Centrale primo soccorso

( 0 )118 Vigili del fuoco

( 0 )117 Polizia

( 0 )1414 Rega +41 333 333 333

( 0 )112 Numero d'emergenza in tutta l'Europa, Svizzera inclusa

( 0 )145 Tox Info Suisse +41 44 251 66 661

CI 1.3 Protezione antincendio

Lo « 0 » deve essere preselezionato nelle centrali di linea fissa.

Se possibile informare i famigliari.

59

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Allarme

Dove

Cosa

Quando

Quanti

Altro

Chi

Luogo esatto, via, numero civico

Tipo di infortunio, comunicare i fatti

A che ora

Numero di pazienti

Altri pericoli, comunicare se sono implicate delle sostanze pericolose

Nome di chi chiama

Cosa posso fare ( fino all'arrivo dei soccorritori ) per il paziente?

In caso di incendio vale sempre il principio :

ALLARMARE – SALVARE – SPEGNERE

1. Allarmare

Per primo allarmare i pompieri : Tel. 118

Dove brucia?

Indirizzo esatto : Luogo, via, numero civico, piano.

Cosa brucia? Descrivere esattamente l'oggetto che brucia :

Incendio di una casa o in un locale, cantina, edificio

industriale o fabbrica

Come brucia? Indicazione sullo sviluppo del fuoco, della dimensione

dell'incendio, sulle sostanze pericolose

Quanti sono i feriti? Indicazione riguardante eventuali persone ferite e

del tipo di ferite

Chi allarma?

Il chiamante comunica il suo nome, il suo indirizzo

e il numero telefonico

Non riattacare subito, ma attendere eventuali ulteriori domande.

Informare subito le persone in pericolo.

60


2. Salvare

– Salvare persone e animali,

avvolgere in coperte, cappotti o coperte antincendio le persone con

abbigliamento incendiato, e rotolare per terra.

– Chiudere finestre e porte per evitare l'espansione dell'incendio e

del fumo.

– Abbandonare il luogo dell'incendio utilizzando le vie di fuga, le

scale, le uscite di sicurezza; non usare mai gli ascensori in caso di incendio!

– Recarsi al punto di raccolta, eseguire un controllo delle persone, non

abbandonare il luogo dell'incendio.

– Mai fuggire attraverso aree piene di fumo!

Se non esistono vie di fuga alternative, rimanere in un locale privo di

fumo, mantenere la calma, chiudere le porte e farsi notare alla finestra,

attendere i vigili del fuoco.

2. Edizione 2025

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3. Spegnere

– Combattere l'incendio con i mezzi a disposizione,

estintori a mano, postazioni ( manichette ) antincendio, coperte antincendio.

Spegnere gli incendi di oli / grassi con estintori adatti ( estintori per incendi

di grassi ).

Cercare di spegnere le apparecchiature elettriche incendiate, rimuovere

le valvole di sicurezza, le spine di alimentazione possono essere molto

calde. Per nessuna ragione cercare di spegnere con acqua.

– Dopo lo spegnimento tenere sotto osservazione il luogo dell'incendio,

dare istruzioni ai pompieri in arrivo

CI 1.3 Protezione antincendio

61

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3.2 Teoria sul fuoco

Come e quando si sviluppa un incendio?

Incendi ed esplosioni si sviluppano raramente

per caso, quasi sempre sono la conseguenza

di mancanza di conoscenza, negligenza

o mancata sorveglianza. Perché

bruci un fuoco devono interagire tre condizioni

:

1. ossigeno

2. combustibile

3. temperatura

Spegnere per soffocamento

Ossigeno

Temperatura

Spegnere per raffreddamento

Combustibile

Spegnere per eliminazione

Questi tre elementi costituiscono il triangolo del fuoco ! Solo se intervengono

questi tre elementi il fuoco può bruciare. In altre parole si potrebbe dire che : eliminando

uno di questi elementi dal fuoco, esso si spegnerà o non potrà neppure

incendiarsi. Per esempio : brucia una candela, la si copre con un bicchiere, così si

toglie alla fiamma l'apporto di ossigeno ed ecco che la fiamma si spegne.

Brucia un fiammifero, dopo poco tempo l'intero fiammifero è bruciato, così non

c'è più combustibile, la fiamma si spegne.

Brucia una candela, si fa gocciolare sopra dell'acqua, l'acqua raffredda lo stoppino

togliendo il calore e la fiamma si spegne. Con queste conoscenze si facilita la

lotta contro il fuoco.

In questi tre casi si è tolto al fuoco uno degli elementi necessari per bruciare. L'ossigeno,

il combustibile e la temperatura. Con l'eliminazione di uno dei tre elementi

il fuoco si spegne.

3.2.1 Esalazioni

Negli incendi, l'80% delle vittime, non muore per ustioni ma per le esalazioni.

Ovunque ci siano esalazioni, vengono rilasciati gas tossici. I gas più nocivi sono :

monossido di carbonio ( CO ) e acido cianidrico ( HCN ). Questi gas possono avere

un' effetto soffocante, causare un' arresto cardiaco e provocare il cancro decenni

dopo. Due o tre inalazioni possono essere sufficienti per soffocare. Per questo

motivo i gas sono più dannosi delle fiamme.

62


3.3 Lotta contro l'incendio con estintori a mano

ASFL SVBL

2. Edizione 2025

3.3.1 Estintore a mano

Un estintore non è necessariamente adatto per qualsiasi tipo di incendio. Gli

estintori a mano sono marcati con un simbolo per la « classe di fuoco » che indica

per quale genere di incendio l'estintore è adatto.

Gli agenti estinguenti utilizzati sono :

– polvere, schiuma, anidride carbonica ( CO 2

)

3.3.2 Mettere in funzione un estintore

Esistono due diversi tipi di dispositivi d'innesto.

Importante : Su ogni scheda dell'estintore è descritta la messa in funzione e l'impiego,

e ciò sia per iscritto che con pittogrammi.

CI 1.3 Protezione antincendio

A maniglia A pulsante Semiautomatico

Togliere la sicura !

Sollevare !

Fatto !

63

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Estintore a cartuccia o a pressione continua

Cosa significano questi termini?

Gli estintori sono dei dispositivi di sicurezza che in caso di incendio devono contribuire

a salvare vite umane e valori materiali. Perciò è importante avere degli

estintori di qualità che garantiscano il perfetto funzionamento in caso di necessità.

A cartuccia ( ricarica )

Un estintore a cartuccia, fino al momento dell’uso, tiene il

gas propellente immagazzinato in una bombola propellente

dalle pareti particolarmente spesse. La superficie di

tenuta stagna è minima di conseguenza un malfunzionamento

per cattiva manutenzione con questo estintore è

pressoché escluso.

Estintore a pressione continua

I semplici « estintori standard », gli estintori a pressione

continua, richiedono poca manutenzione tecnica. L'agente

estinguente e il gas propellente si trovano in un contenitore.

Il contenitore è costantemente sotto pressione. La superficie

a tenuta stagna è relativamente grande. Se non si

effettua una regolare e accurata manutenzione, è possibile

che ci sia una lenta perdita di pressione e dunque potrebbe

fallire il suo funzionamento al momento dell’utilizzo.

64


3.4 Le classi di fuoco secondo la norma EN2

Incendi di materiali solidi che di solito bruciano formando

della brace

Legno, carta, paglia, tessuti, gomma, carbone, materiale plastico

( duroplasti )

2. Edizione 2025

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Incendi di sostanze liquide o sostanze solide che si liquefanno

Benzina, olio, grasso, vernice, cera, catrame, resina, plastica

Incendi di gas

Acetilene, metano, propilene, butano, gas naturale, idrogeno

Incendi di metalli

alluminio, magnesio, titanio, sodio, potassio, calcio, bario,

berillio, litio

Incendi di oli e grassi alimentari

( oli o grassi vegetali o animali )

Incendi di grassi e oli in friggitrici o apparecchi per la cottura

con grasso e in altri apparecchi e impianti domestici

CI 1.3 Protezione antincendio

Lotta contro gli incendi nel settore di impianti elettrici a bassa tensione

( fino a 1000 Volt )

Tutti gli estintori omologati in applicazione della norma EN 3

sono ammessi anche per combattere incendi di apparecchiature ed impianti

sotto tensione ( anche estintori ad acqua e schiuma ).

Sono dotati di chiare avvertenze :

« Attenzione con impianti elettrici. Applicare solo fino a 1000 Volt; distanza

minima 1 m »

Estintori omologati in applicazione della vecchia norma, sono marcati con

un pittogramma della classe di fuoco E.

65

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Incendio batterie agli ioni di litio

Le batterie agli ioni di litio, sono sempre più di utilizzate. Queste batterie sono

diventate indispensabili per vari dispositivi e mezzi di trasporto. Sono in grado di

immagazzinare una grande quantità di energia in un piccolo spazio e si ricaricano

velocemente, ma non sono innocue. Per questo motivo é necessario considerare

tre punti.

Batterie agli ioni di litio :

– Range di carica corretta 10 – 30 gradi.

– La ricarica delle batterie deve essere eseguita con il caricabatterie in dotazione.

– Non danneggiare. A volte le batterie possono cadere sul pavimento. Se si nota

che la batteria si comporta in modo insolito durante la carica, ad esempio impiega

troppo tempo a caricarsi o diventa molto calda, è necessario sostituirla.

In ogni caso, se la batteria presenta segni di deformazione o danni meccanici,

potrebbe esserci il rischio di un imminente incendio spontaneo.

I dispositivi moderni e di alta qualità dispongono solitamente di sistemi intelligenti

di gestione della batteria, che riducono notevolmente il rischio di autocombustione.

Batteria Li-Ionen

66


3.5 Etichettatura degli estintori secondo la norma EN3

Feuerlöscher

Extincteur · Estintore

12 kg ABC-Pulver/Poudre/Polvere

55 A 233 B C

1

2

3

Sicherungslasche abziehen.

Arracher la sûreté.

Strappare la levetta di

sicurezza.

Handgriff ruckartig

anheben.

Tenir l’appareil par poignée.

Impugnare l’estintore.

Löschpistole drücken.

Presser sur la poignée

du pistolet.

Azionare la pistola.

Vorsicht bei elektrischen Anlagen.

Nur bis 1000 V; Mindestabstand 1 m.

Prudence avec les installations électriques

jusqu’à 1000 V. Distance minimale 1 m.

Attenzione su impianti elettrici.

Solo fino a 1000 V.

Tenere una distanza minima di 1 m.

Löschmittel: 12 kg ABC-Pulver

ADEX

Treibmittel: 280 g CO2

K.A. Blöchliger AG

GLORIA Alleinvertretung Schweiz

Widmenhalde 11

8953 Dietikon

948 502-00

Funktionsbereich: – 30 ºC bis + 60 ºC

VKF-Nr:

16522 EN 3/P 12 S

Typ/Artikel: P 12 Premium/P 12 P

Telefon 0447523231

Fax 0447523220

www.k-a-b.ch

info@k-a-b.ch

948 418-00

Instandhaltungs-Nachweis

neuer Löscher:

t

Sachkundiger:

t

nächste Prüfung:

t

Contenuto

e agente estinguente

Unterschrift:

Istruzioni per l'uso in forma

scritta e pittogrammi

Nach jeder Betätigung neu füllen!

Löscher mindestens alle 2-3 Jahre

warten.

Nur Lösch- und Treibmittel sowie

Ersatzteile verwenden, die mit dem

zugelassenen Produkt übereinstimmen.

Recharger complètement après

chaque utilisation.

Contrôler l’appareil au moins

tous les 2-3 ans.

Utiliser seulement des agents

d’extinction et de propulsion

qui correspondent au produit

homologué.

Ricaricare dopo ogni intervento.

L’estintore deve essere revisionato

ogni 2-3 anni al più tardi.

Usare solo agenti di estinzione/

propulsori e pezzi di ricambio

omologati.

Classi di fuoco

Avvertenza : Attenzione

con impianti elettrici

Descrizione tecnica

e indicazioni del produttore

2. Edizione 2025

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CI 1.3 Protezione antincendio

67

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3.6 Le classi di incendio e gli agenti estinguenti

Non tutti gli estintori possono essere utilizzati per qualsiasi tipo di incendio.

I tre tipi di agenti sono ( liquido, solido e gaseiforme ) ed intervengono producendo

una o più azioni utili ad interrompere la combustione. Il loro uso dipende dal

tipo di combustibile che caratterizza la Classe degli incendi.

Per incendi generati da metalli ( classe di fuoco D ) è possibile utilizzare unicamente

estintori per metalli infiammabili.

Brandklassen/Löschmittel

Classe d’incendie/Agent extincteur

Classi di fuoco/Agenti estinguenti

Brände an elektr.

Anlagen bis 1000 V

Incendie sur installations

électr. jusqu’à 1000 V

Incendi su impianti

eletr. sino a 1000 V

Schaum-Feuerlöscher

Extincteur à mousse

Estintori a schiuma

Pulver-Feuerlöscher

Extincteur à poudre

Estintori a polvere

Kohlendioxid-Feuerlöscher

Extincteur à dioxyde de carbone

Estintori ad anidride carbonica

Fettbrand-Feuerlöscher

Extincteur pour feu de graisse

Estintori per grassi

Metallbrand-Feuerlöscher

Extincteur pour feu de métaux

Estintori per metalli infiammabili

Nasslöschposten

Poste d’incendie

Posti antincendio

Löschdecke

Couverture d’extinction

Coperta antifiamma

geeignet

approprié

adatto

nur bedingt geeignet

sous certaines conditions

adatto solo in parte

68


3.7 Uso corretto degli estintori

Spegnere solo se non c'è pericolo per la propria incolumità!

– Spegnere il fuoco in direzione del vento.

– Non spruzzare a caso sulle fiamme.

– Estinguere con la nuvola di polvere e

non con il getto di polvere.

2. Edizione 2025

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– Iniziare davanti e spegnere dal basso

verso l'alto.

– Distribuire l'agente estinguente su tutto

il focolaio.

– Usare solo tanto agente estinguente

quan-to serve per spegnere il fuoco.

Manutenzione

– Incendi a goccia e a espansione vanno

spenti dall'alto verso il basso.

– Impiegare più di un estintore contemporaneamente,

non consecutivamente.

Contemporaneamente = maggiore forza

d'estinzione

– Tenere sotto osservazione il luogo

dell'incendio.

– Attenzione al riavvivarsi dell'incendio.

– Tenere pronta una riserva di agente

estinguente.

– Gli estintori usati non vanno rimessi a

posto.

– Devono essere immediatamente riempiti.

69

CI 1.3 Protezione antincendio

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4. Primo soccorso

La valutazione della situazione d’emergenza ha la massima priorità per il primo

soccorso alfine di poter assistere correttamente e, di conseguenza, evitare ulteriori

danni a pazienti e soccorritori.

Preparazione :

– L’autoprotezione ha la massima priorità.

– Indumenti di protezione adeguati per i collaboratori.

– Rispettare il piano d’emergenza dell’azienda.

– Tutti i collaboratori devono conoscere l’ubicazione della farmacia d’emergenza,

il locale del primo soccorso, il soccorritore aziendale, la valigia dell’ossigeno

e l’apparecchio DAE.

4.1 Persona ferita o priva di sensi

Posizionamento di una persona non cosciente

Quando una persona incosciente è in posizione supina, i riflessi protettivi come

la tosse o i conati di vomito scompaiono. Il contenuto dello stomaco può rifluire

nell'esofago ed entrare nella trachea. Questo porta la persona colpita al soffocamento.

Nella posizione laterale stabile, invece, le vie aeree rimangono libere. La

bocca diventa il punto più basso del corpo. Il vomito o il sangue fuoriescono e la

persona può essere stabilizzata.

70


Obiettivi :

– Vie respiratorie libere

– Secrezione garantita

– Stabilizzazione

Tutte le operazioni devono essere spiegate al paziente privo di coscienza che continua

comunque a percepire l'ambiente circostante.

2. Edizione 2025

Svolgimento :

– Togliere dalle tasche occhiali e oggetti solidi.

– Posizione laterale e proteggerlo da eventuali fattori atmosferici

– Allarmare

– Continuare ad accudire il paziente

– Controllare regolarmente la respirazione

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4.2 Schema BLS-DAE

Rapido controllo della sicurezza della scena

Persona priva di coscienza; Respirazione assente o anormale

Respirazione normale?

Posizione laterale; posizione per persone

conperdita di coscienza

CI 1.3 Primo soccorso

Chiamare aiuto; Allarmare Tel 144; Richiedere o prendere il DAE

30 compressioni toraciche seguite da 2 vetilazioni

Compressioni toraciche

- Luogo di compressione al centro

della cassa toraciche

- 100 – 120 / min

- 5 – 6 cm di profondità

- Rilasico completo

- Interruzione minimale

- Superficie dura se possibile

Bambini

- Se non è disponibilie alcun telefono

cellulare, eseguire 1 minuto

di RCP prima di allarmare

- Iniziare con 5 ventilazioni

- Rapporto 15:2

- Compressioni toraciche 1 / 3

del

diametro della cassa toraciche

All‘arrivo del DAE accendere e seguire le istruzioni

Direttive rianimazione 2010 Swiss Resuscitation Council (SRC).

71

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Lo schema BLS-DAE è uno schema operativo conosciuto su scala internazionale

per la valutazione di pazienti. L’obiettivo dello schema BLS-DAE è quello di riconoscere

disturbi o minacce alle funzioni vitali e di dedurne i provvedimenti immediati

per salvare la vita.

4.3 Compressioni / ventilazioni

Compressione toracica passo per passo

– liberare il torace del paziente

– cercare punto di pressione : al centro della gabbia toracica

– portarsi in posizione, delle mani e del corpo

– mani una sopra l’altra

– braccia tese

– spalle perpendicolari sul punto di pressione

– comprimere lo sterno a una profondità min. di 5 - 6

cm

– Svolgimento del movimento :

– le mani restano sullo sterno

– ogni volta rilassare completamente

– l’articolazione dell’anca è il punto di rotazione

– 100 - 120 compressioni al minuto

– rapporto di 30 compressioni a 2 ventilazioni

– ricercare sempre il punto di rotazione

*Thorax = torace

Ventilazione artificiale passo per passo

– disporre il paziente sulla schiena sdraiato per terra

– inginocchiarsi lateralmente accanto alla spalla del paziente

– piegare con cautela la testa del paziente all'indietro, sollevare il

mento e chiudere le narici del paziente stringendole con pollice

e indice della mano posizionata sulla fronte

– Prendere fiato normalmente, quindi appoggiare la propria bocca

sulla mascherina (respirazione bocca-maschera) o – in assenza di

mezzi protettivi – direttamente sul naso della persona (respirazione

bocca-naso). Se non si è in grado di fare le ventilazioni continuare con le sole

compressioni senza interrompersi

72


4.4 Posizionamento degli elettrodi

Perché la corrente elettrica possa scorrere in maniera

ottimale attraverso il muscolo cardiaco si devono

posizionare gli elettrodi come segue :

Elettrodo di destra :

spalla destra immediatamente sotto alla clavicola

Elettrodo di sinistra :

lateralmente al torace

2. Edizione 2025

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I punti di posizionamento degli elettrodi devono

essere asciutti e puliti ed eventualmente dovranno

prima essere rasati. Mentre si incollano gli elettrodi,

continuare il massaggio cardiaco.

Funzionamento del defibrillatore :

Collegare gli elettrodi al defibrillatore e seguire le istruzioni.

In caso di malfunzionamenti del defibrillatore, continuare con il massaggio cardiaco

per tutta la durata del trattamento.

Erogare la scarica elettrica :

Prima di erogare la scarica elettrica avvisare a voce alta e chiaramente :

– non avvicinatevi

– non toccare il paziente

– attenzione, scarica

Pericoli del DAE :

– superficie del fondo conducente ( non isolato )

– molta acqua

– cerotto medicinale

– gioielli

CI 1.3 Primo soccorso

73

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4.5 Emostasi

Attenzione all’autoprotezione : Indossare sempre dei guanti !

In caso di forte sanguinamento :

– Disporre la persona ferita in posizione stesa.

– Adagiare la parte ferita del corpo in alto.

– Pressione sulla ferita con materiale assorbente.

– Fermare il sanguinamento con una fasciatura di compressione.

– Se non è possibile fermare il sanguinamento, aggiungere un’altra fasciatura di

compressione direttamente sopra alla prima.

– Dopo aver arrestato il sanguinamento, posizionare la parte ferita del corpo in

alto e tenere fermo.

– Allarmare, sorvegliare lo stato generale del paziente e assisterlo.

74


4.6 Intossicazioni, ustioni

Preparazione

– Rispettare il piano d’emergenza dell’azienda.

– Assistenza : Numero informazioni del centro tossicologico di Zurigo ( 0 )145. 1 )

Tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori devono essere informati e preparati

Cosa mi devo comportare:

– Sul mio posto di lavoro in caso di inalazione di sostanze velenose?

– Al contatto di sostanze velenose con gli occhi ( esercitarsi a fare la doccia oculare )?

– In caso di contatto delle sostanze pericolose con la pelle?

– Dopo aver ingerito o aver avuto un contatto orale con sostanze velenose?

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L’autoprotezione ha la massima priorità

– anche e soprattutto nel primo soccorso.

Indossare dispositivi di protezione individuale

– Abbigliamento di protezione

– Guanti

– Occhiali di protezione

– Scarpe di sicurezza

– Seguire le prescrizioni delle direttive interne per la sicurezza

Sostanze tossiche si possono assimilare attraverso…

CI 1.3 Primo soccorso

la pelle ( intossicazione cutanea ) : a contatto con liquidi o sostanze

solide

la bocca ( orale ) : ingerimento di sostanze solide o liquide

il naso ( inalazione ): respirazione di gas o vapori tossici o polveri

gli occhi : contatto per spruzzi, vapori, polveri, mani sporche

1 )

Molte informazioni preziose relative alla concreta sostanza pericolosa spesso sono descritte esaurientemente

anche in Internet.

75

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4.6.1 Contatto con la pelle

Pelle ( cutanea ) : a contatto con liquidi o sostanze solide

Pericoli per i soccorritori

I liquidi o la polvere fuoriusciti costituiscono un grande pericolo anche per i soccorritori.

Osservare assolutamente l’autoprotezione e indossare dispositivi di protezione

individuale.

Primo soccorso

– Allarmare

– Togliere immediatamente gli abiti in questione

– Non sfilare mai gli abiti da sopra la testa ( contatto con faccia e occhi, inalazione )

– Se necessario tagliare gli abiti

– Lavare immediatamente il paziente a lungo con acqua corrente ( doccia

d’emergenza )

– A seconda della sostanza pericolosa usare anche sapone

– Se disponibile utilizzare immediatamente una doccia oculare

– Esaminare sempre se i pazienti presentano eventuali altri problemi

4.6.2 Assunzione orale

Bocca ( orale ) : ingerimento di sostanze solide o liquide

Pericoli per i soccorritori

– L’autoprotezione ha la massima priorità

Primo soccorso

Per i pazienti con disturbi alle funzioni vitali :

– Allarmare

– In caso di perdita di coscienza: posizione laterale stabile

In caso di perdita di coscienza senza respirazione: rianimazione secondo

BLS - DAE

– I pazienti che hanno tentato il suicidio devono essere sottoposti a trattamento

medico

– Non provocare vomito; a meno che non ci siano istruzioni specifiche

– da parte del medico

– da parte della Tox Info Suisse ( tel. 145 )

– Esaminare sempre se i pazienti presentano eventuali altri problemi

76


4.6.3 Inalazione di sostanze tossiche

Naso ( inalazione ) : respirazione di gas o vapori tossici o polveri

Pericoli per i soccorritori

– Non è permesso entrare in locali con fumo o gas pericolosi

– Possono sorgere grandi problemi con le vie respiratorie e i polmoni

2. Edizione 2025

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Primo soccorso

– Allarmare

– È imperativo comunicare quale sostanza è fuoriuscita

– Prestare assolutamente attenzione all’autoprotezione

– Indossare dispositivi di protezione individuale

– Apporto d’aria fresca 2 )

( solo se non vi è pericolo d’incendio e se la protezione individuale non è in

pericolo )

– Ogni persona che è stata evacuata dal fumo o dai gas tossici deve obbligatoriamente

essere sottoposta a visita medica per ulteriori chiarimenti.

– Mantenere libere le vie respiratorie

– In caso di pazienti in stato d’incoscienza o che hanno subìto offuscamento della

coscienza / dei sensi ma che respirano normalmente :

– Posizione laterale di sicurezza

– Controllo continuo

– In caso di stato d’incoscienza senza respirazione normale :

– Rianimazione BLS-DAE

– Esaminare sempre se i pazienti presentano eventuali altri problemi

CI 1.3 Primo soccorso

2 )

L'effetto dei gas o dei vapori inalati sulle vie respiratorie può essere ritardato, ma avere ripercussioni

anche gravi permanenti. È quindi importante dare l'allarme a titolo precauzionale.

77

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4.6.4 Contatto oculare con sostanze tossiche

Occhi : contatto per spruzzi, vapori, polveri, mani sporche

Pericoli per i soccorritori

– Prestare assolutamente attenzione all’autoprotezione

– Dispositivi di protezione personale

– Ferite intorno all’area degli occhi – soprattutto se non vengono curate rapidamente

– possono causare danni difficili da guarire o permanenti.

Primo soccorso

– Allarmare

– Un risciacquo con doccia oculare di almeno 10 minuti.

– Consultare immediatamente un oftalmologo oppure l’oftalmologia di un ospedale.

– Coprire entrambi gli occhi con compresse oculari

– Esaminare sempre se i pazienti presentano eventuali altri problemi.

Se non è disponibile una doccia oculare, fare attenzione alla direzione del getto

d'acqua utilizzato per lavare l'occhio !

Fonte immagine :

www.werkstatt-king.de

Lavaggio oculare

78


4.7 Ustioni

Ustioni e scottature possono variare nella profondità.

Con il forte impatto di temperatura al corpo vengono asportati liquidi vitali. Possono

essere causate da oggetti surriscaldati, radiazioni, fuoco, fuochi d’artificio,

elettricità, fulmini, liquidi surriscaldati o vapori..

I gradi di ustione

– 1° grado : arrossamento della pelle ( come p. es. scottature solari )

– 2° grado : vescicazione o incrostamento della pelle

– 3° grado : carbonizzazione, cauterizzazione della pelle e del tessuto sottostante

2. Edizione 2025

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Spegnere immediatamente l’abbigliamento che brucia

– Rotolare per terra i pazienti o oppure arrotolare in una coperta antincendio

/ coperta di lana

– Estintore

Primo soccorso

Allarmare velocemente il 144 oppure il 1414!

– Prestare attenzione all’autoprotezione

– Allarmare

– Spegnere immediatamente l’abbigliamento che brucia

– Rotolare per terra i pazienti oppure con coperta antincendio

– Possono sorgere massicci problemi respiratori

– Raffreddare la bruciatura sotto acqua tiepida corrente per almeno 15 minuti.

Fino a quando la persona non sente più dolore e la parte usionata non è più

arrossata.

– Coprire le aree del corpo in questione con fasciature pulite e asciutte non

adesive. Molto adatte a questo scopo sono le pellicole trasparenti salvasapore

– Proteggere il resto del corpo dall’ipotermia, per esempio con una coperta di

salvataggio

– Esaminare sempre se i pazienti presentano eventuali altri problemi

79

CI 1.3 Primo soccorso

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4.8 Inalazione di gas da combustione

– Avvelenamento da gas da combustione

– Trauma d’inalazione

In caso di incendio vengono liberati innumerevoli gas tossici.

Se si respira monossido di carbonio ( CO ) si impedisce a lungo termine una sufficiente

ossigenazione.

I soccorritori devono osservare :

– Prestare assolutamente attenzione all’autoprotezione

– Non è permesso entrare in locali con fumo o gas pericolosi

– Dispositivi di protezione personale ( DPI )

– Guanti

– Occhiali di protezione

– Allarmare

– I pazienti possono essere soccorsi solo da persone specializzate con equipaggiamento

adatto

– Dare ossigeno al paziente evacuato

– Controllo continuo

– Ogni persone che è rimasta esposta senza protezione a gas da combustione,

gas corrosivi o vapori bollenti anche solo per breve tempo, deve assolutamente

essere sottoposto a controllo ospedaliero.

4.9 Infarto

Un arresto cardiaco può verificarsi apparentemente in modo asintomatico. Tuttavia,

è spesso preceduto da uno scompeso cardiaco o da un'aritmia. L'arresto

cardiovascolare di solito si verifica nelle prime ore dopo l'insorgenza dei sintomi

dell'infarto.

Sintomi

– Dolore opressivo al centro del petto della durata superiore ai 10-15 minuti

– Il dolore persiste e non si attenua neanche a riposo

– Associato a mancanza di respiro (respiro corto)

– Dolore che si estende alle braccia, alle spalle e al collo/gola

– Nausea, pallore, debolezza, sudorazione

– Il dolore è costantemente presente

80


Misure di primo soccorso

– Prenditi cura della tua sicurezza

– Allertare la centrale di emergenza 144

– Posizionamento secondo i desideri del paziente (se possibile, parte superiore

del corpo leggermente sollevata e gambe leggermente sollevate)

– Eventualmente somministrare al paziente i suoi farmaci cardiaci

– Abiti attillati aperti

– Rassicurare la persona

2. Edizione 2025

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4.10 Ictus

È importante riconoscere rapidamente un ictus e reagire correttamente.

Nella maggior parte dei casi, si verificano uno o più dei seguenti sintomi.

– Paralisi improvvisa, disturbi sensoriali o debolezza, di solito solo su un lato del

corpo (viso, braccio o gamba)

– Cecità improvvisa (spesso in un solo occhio) o visione doppia

– Incapacità di esprimersi o di comprendere ciò che viene detto

– Forti vertigini con incapacità di camminare

– Mal di testa improvviso, insolito, forte

Misure di primo soccorso

– Prenditi cura della tua sicurezza

– Indirizzo persona

– Allertare la centrale di emergenza 144

– Far sdraiare la persona e proteggerla dal raffreddamento (giacca, coperta o

pellicola di salvataggio)

– Prendersi cura della persona fino all'arrivo dei servizi di emergenza

CI 1.3 Primo soccorso

Integrazione delle misure di primo soccorso – Regime FAST

– Face (Viso): chiedi alla persona di sorridere: noti una paralisi unilaterale nel

viso?

– Arms (Braccia): la persona può sollevare entrambe le braccia?

– Speech (Discorso): capisci cosa sta dicendo la persona?

– Time (Tempo): allerta 144

81

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corsi interaziendali in logistica


5. Entrata merce

Ogni ricevimento di merce si basa su un ordine. Ciò significa

che l'azienda ha ordinato uno o più articoli, che ora vengono

consegnati. La ricezione della merce inizia con l'accettazione

della consegna e rappresenta il primo passo che si compie

quando i prodotti vengono consegnati. La merce viene accettata

e controllata in base a diversi criteri. La consegna può es-

ENTRATA MERCE

sere pianificata o non pianificata. Le consegne pianificate

sono consegne programmate. Le consegne che avvengono all'improvviso sulla

porta di casa o in azienda sono chiamate consegne di merci non pianificate. Nella

maggior parte delle aziende, un ricevimento merci è suddiviso in due fasi.

ENTRATA MERCE

ACCETTAZIONE DELLA MERCE

CONTROLLO MERCE IN ENTRATA

È possibile preparare un'entrata merci pianificata

– Preparazione al ricevimento

– Lista di controllo per la preparazione dell'entrata merci:

– Presenza dei documenti di trasporto (bolla di consegna, documenti doganali).

– Disponibilità delle attrezzature e dei mezzi (ad es. carrelli elevatori, transpallet

manuali, pallet).

– Assegnare un'area di scarico sicura.

– Strumenti per garantire la sicurezza.

– Abbigliamento di sicurezza (ad es. caschi, scarpe antinfortunistiche).

– Segnali di avvertimento e barriere nell'area di scarico.

– Dispositivi di comunicazione (ad es. radio).

82


EnterSite AG

Firma NoMo

5.1 Accettazione della merce

Per eseguire correttamente un ricevimento della merce in entrata, solitamente si

procede seguendo quattro fasi.

1. Identificazione

2. Controllo generale

– Confrontare l'indirizzo sui documenti di consegna

con quello dell'azienda.

– Verifica delle quantità come da ordine al fornitore.

– Verificare l'assenza di danni esterni

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

3. Procedura di

interscambio

– Considerare il pooling delle palette

4. Accettazione – Data e firma

5.1.1 Identificazione della fornitura

Identificazione significa anche « verifica ». L'indirizzo riportato nell'etichetta posta

sulla paletta o sulla bolla di consegna viene controllato per verificare che corrisponda

all'indirizzo del destinatario.

La forma dell'etichetta

La forma dell'etichetta o della bolla di consegna delle merci può variare. L'azienda

ne specifica quali dati sono visibili ed elencati.

CI 3.1 Entrata merce

Esempio di etichetta di merce in entrata :

Indirizzo di fornitura

EnterSite AG

Abt. Warenannahme

Rigistrasse 2

CH- 5102 Rupperswil

Mittente

Emmi AG

Seetalstrasse 200,

6032 Emmen

Posizioni Peso Unità di

carico

10, 400.1115.00, Bifidus Erdbeere

20, 400.1114.00, Bifidus Banane

30, 400.1116.00, Bifidus Vanille

Lieferadresse:

120 kg 1 EWP

Absender

83

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La bolla di consegna

Una bolla di consegna contiene tutti

i dati concernenti la consegna della

merce. Oltre ai dati concernenti gli articoli

( numero e descrizione ) contiene

anche

– l' indirizzo di consegna

– il mittente

– la data di consegna

– il peso della merce

– la quantità

– il dettaglio degli attrezzi interscambiabili

utilizzati per il trasporto.

Bolla di consegna Nr. 5468134

Ordine Nr. 450073156213

Indirizzo di consegna:

Indirizzo di fatturazione:

SWISSLOGISTICS

SWISSLOGISTICS

Reparto entrata merci

Reparto contabilità

Via Cantonale 91 Via Ferriere 11

CH- 6595 Riazzino

CH- 6512 Giubiasco

Pos. Art Nr. Descrizione UDC Unità di

imballaggio

Quantità

10 400.1115.00 Bifidus Erdbeere Palette 1 50

20 400.1114.00 Bifidus Banane Palette 1 50

30 400.1116.00 Bifidus Vanille Palette 1 50

Osservazioni

Esempio di una bolla di consegna :

Data di consegna: Trasportatore: Ricevimento merce:

Una bolla di consegna, come l'etichetta, può variare nella forma.

Sulla bolla di consegna possono essere presenti delle abbreviazioni:

– UDC Unità di carico

ALS 3.1.1_V1 Seite 1 12.09.2024

In Svizzera esistono requisiti specifici per la correzione delle bolle di consegna,

che derivano dai principi generali del Codice delle obbligazioni (CO) e dalle disposizioni

del diritto commerciale. Ecco alcuni passaggi da seguire per correggere

correttamente una bolla di accompagnamento o di consegna:

Le correzioni devono essere contrassegnate in modo chiaro. Si consiglia di barrare

la voce originale e scrivere accanto ad essa le informazioni corrette. Idealmente,

questo dovrebbe essere fatto in un colore diverso per rendere più visibile la correzione.

– Firma: la persona che effettua la correzione deve confermarla con la propria

firma. Questo serve come prova che la correzione è autorizzata.

– Data della correzione: va annotata la data in cui è stata effettuata la correzione.

– Documentazione: conservare una copia della bolla di consegna originale e della

versione corretta. Questo è importante per la contabilità e può essere utile

in caso di controversie.

– Informare le parti coinvolte: informare tutte le parti interessate (ad esempio

il trasportatore o il fornitore) della correzione, perchè la correzione potrebbe

influire sulla fatturazione o su altri aspetti legali.

84


È importante che le correzioni siano chiare e comprensibili per evitare malintesi o

problemi giuridici. In caso di dubbi, potrebbe essere consigliabile richiedere una

consulenza legale o consultare un commercialista.

CO Art. 184

– 1 La compera e vendita è un contratto per cui il venditore si obbliga consegnare

l’oggetto venduto al compratore ed a procurargliene la proprietà

e il compratore a pagare al venditore il prezzo.

– 2 Salvo patto od uso contrario, il venditore e il compratore sono tenuti ad

effettuare contemporaneamente le loro prestazioni.

3

Il prezzo è sufficientemente determinato quando possa esserlo a norma

delle circostanze.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

5.1.2 Controllo generale

Tutte le merci consegnate vengono controllate in base a diversi criteri.

I seguenti punti sono importanti per un controllo generale :

– Controllo visivo : l'imballaggio è in ordine?

– Controllo delle quantità : confrontare le quantità e il numero degli articoli con

la bolla di consegna.

Un controllo dettagliato viene effettuato successivamente con il controllo delle

merci in entrata. Se l'imballaggio è in ordine e la quantità corrisponde, la consegna

viene accettata senza ulteriori procedure. Se il numero degli articoli o la

quantità consegnata non corrisponde, ciò viene annotato sulla bolla di consegna.

Se l'imballaggio è danneggiato, è sempre necessario scattare una foto e compilare

il rapporto del danno.

CI 3.1 Entrata merce

Importante per gli addetti e gli impiegati in logistica

In caso di danni o differenze, è necessario consultare il responsabile. Qualsiasi tipo

di danno deve essere fotografato, descritto sulla bolla di consegna e la bolla di

consegna va fatta firmare dall'autista.

85

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5.1.3 Procedura di interscambio

Quando si riceve la merce, bisogna prestare sempre attenzione ai contenitori interscambiabili.

La merce viene consegnata in contenitori ( unità di carico ) diversi.

Si distingue tra unità di carico interscambiabili e monouso. Se la consegna avviene

con un contenitore usa e getta, di solito questo finisce tra i rifiuti.

Una procedura di scambio può essere effettuata in vari modi. La forma più semplice

di scambio è quella di « un cambio pari ». Viene restituita la stessa quantità

di contenitori/unità di carico consegnata.

La gestione di un conto corrente è più complicata e comporta un lavoro supplementare.

Con un conto corrente, il dare e l'avere delle unità di carico devono essere

aggiornati in modo continuativo. Questo tipo di procedura è spesso utilizzata

nelle aziende in cui si effettuano consegne e spedizioni regolari.

I seguenti supporti di carico appartengono al sistema di pool aperto per lo scambio di

palette, contorni e coperchi EPAL.

400 mm

144 mm

800 mm

1200 mm

Criteri di scambio per palette, contorni e coperchi EPAL

ABC ritirate

Setz consegnate

Data Giorno Pal. Telai Coperchi Pal. Telai Coperchi

28.08.XX mer 15 5 10 10 10 10

29.08.XX gio 10 5 15 5 10

30.08.XX ven 25 20 15 15

Totale 50 25 15 40 15 35

Saldo ritirati consegnati differenza + / –

Palette 50 40 – 10

Telai 25 15 – 10

Coperchi 15 35 + 20

Esempio : Il conto corrente lo compila la ditta ABC.

86


5.1.3.1 Caratteristiche del pallet EPAL

4

2. Edizione 2025

6

1

5

2

3

1

Blocchetto centrale con marchio trattamento

ad alta temperatura HT, IPPC e graffa di controllo

2

7

ASFL SVBL

3

1 Marcatura a fuoco ( European Pallet Association ).

2 Graffa di certificazione con sigla di qualità EPAL.

3 Marcatura a fuoco IPPC* sul blocchetto centrale secondo le direttive

fitosanitarie internazionali ( obbligatorio dal 01.2010 ). Sotto la marcatura a

fuoco HT : il numero di licenza del costruttore, l’anno e mese di produzione.

4 Disposizione dei chiodi secondo normativa EPAL.

5 Assi portanti di base.

6 Le assi longitudinali sono piallate, assicurano la stabilità. Il legname EPAL viene

sempre essiccato così da evitare la formazione di muffa.

7 Il chiodo di controllo certifica il controllo qualità della paletta riparata e

porta il numero di licenza del riparatore.

CI 3.1 Entrata merce

Una paletta a norma EPAL pesa tra i 20 e 25 kg.

* IPPC = International Plant Protection Convention

( Convenzione internazionale per la Protezione dei Vegetali. )

ISPM 15 = International Standards For Phytosanitary Measures

( Normativa internazionale per le musure fitosanitarie. )

Oltre al sistema EPAL, che fa parte del pool di scambio aperto, esiste anche il

il pooling CHEP.

87

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5.1.3.2 Scambio dei supporti di carico in pooling chiuso

Commercianti CHEP

Mittente

Distributore

Le palette CHEP

Le palette CHEP vengono noleggiate con il sistema pooling chiuso. CHEP gestisce

il noleggio, la consegna dei pallet, il recupero e le attività di controllo qualità dei

pallet. L’interscambio come nel caso di un pool di palette aperto non è possibile.

Le palette CHEP sono in uso in tutto il mondo.

CHEP = Commonwealth Handling Equipment Pool

I vantaggi del sistema CHEP

– Concentrati nell’attività principale

– Nessuno costo di approvvigionamento = nessuno vincolo di capitale

– Niente costi di riparazione

– Niente costi di smaltimento per palette difettose

– Niente scambio di palette = riduzione dei costi di trasporto

– Niente lavoro di smistamento = riduzione dei costi per il personale

– Niente amministrazione dei conti di interscambio delle palette con i clienti

– Elevata qualità delle palette

– Risparmio di risorse e rispetto dell'ambiente

– Elevato gradimento nel commercio

5.1.4 Accettazione

Dopo ogni ricevimento della merce la consegna viene accettata. Nella maggior

parte delle aziende la firma viene apposta, sulla bolla di trasporto o di consegna,

con timbro di accettazione con riserva.

– Timbro dell'azienda e / o accettazione con riserva

– Firma

– Se necessario, scrivere i difetti o le differenze riscontrate sulla bolla di trasporto

o di consegna.

88


5.2 Controllo merce in entrata

Il controllo della merce in entrata avviene, nella maggior parte delle aziende subito

dopo l'accettazione della consegna delle merci. A seconda dell'azienda e della

tipologia della merce, si procede al controllo in base a diversi criteri.

– Descrizione e colore

– Quantità

– Forma e misure

– Dimensioni, peso

– Data di scadenza

– Temperatura e umidità

– Qualità

2. Edizione 2025

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Durante il controllo dettagliato bisogna rispettare le linee guida operative presenti

in azienda.

5.2.1 Sicurezza nell'apertura di imballaggi e contenitori

Dispositivi di protezione individuale (DPI)

– Scarpe antinfortunistiche: proteggono i piedi da oggetti pesanti.

– Guanti: proteggono le mani da tagli e contatto con sostanze chimiche.

– Occhiali di sicurezza: proteggono gli occhi da polvere e schegge.

– Casco: necessario nelle aree in cui esiste il rischio di caduta di oggetti.

Utilizzo degli attrezzi di lavoro

– Utilizzare attrezzi idonei (ad es. taglierino, forbici, tronchesi, cesoie ecc.) per

aprire l'imballaggio in sicurezza.

– Tenere sempre la lama del taglierino lontana dal corpo e aprire la confezione

su una superficie stabile.

CI 3.1 Entrata merce

5.2.2 Descrizione

La descrizione di un articolo viene solitamente verificata tramite la bolla di consegna

e l'etichetta del prodotto presente sulla confezione o sulla paletta.

5.2.3 Quantità

Il conteggio della merce richiede la massima attenzione. Il numero di articoli o il

peso indicato sulla bolla di consegna possono riferirsi a singoli articoli, all'unità di

vendita o all'unità di consegna. Il controllo del conteggio si estende solitamente

al numero di colli. Il controllo del contenuto ( numero di unità per confezione ) è di

solito limitato a controlli a campione casuali.

Esistono diverse tecniche di conteggio per contare e controllare efficacemente il

numero di unità.

89

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Quantità per strato moltiplicato per la quantità degli strati

Una tecnica razionale di conteggio è quella di stabilire la quantità per strato e susseguentemente

moltiplicare il risultato con il numero degli strati. A condizione

che ogni strato sia costituito da una quantità uguale.

Esempio : Numero di cartoni per strato 9

Numero di strati 5

Determinazione della quantità 5 x 9 = 45

Conoscere le tabelline

Chi padroneggia le « tabelline » deve fare meno calcoli.

Per un’impiegata o un impiegato in logistica è vantaggioso

padroneggiare le tabelline fino a quella del 15,

meglio ancora fino a quella del 25. Così risparmia molto

tempo nella calcolazione. Imparare a memoria non

sembra allettante, ma costituisce un metodo provato

per rafforzare la capacità cerebrale.

5

Effettuare la moltiplicazione passo dopo passo

La moltiplicazione di grandi numeri si può semplificare

suddividendola in due ( o più ) calcoli individuali.

3 3

La bilancia contapezzi di precisione è una bilancia con la quale si stabiliscono,

per pesatura, le quantità. Funzionamento : si pesa una quantità di riferimento ( p.

es. 10 pezzi ) da salvare come peso di riferimento. Susseguentemente la bilancia

calcola ogni pesatura in paragone alla quantità di riferimento indicando automaticamente

il numero di pezzi.

90


Istruzioni

Tarare :

– Accendere la bilancia e attendere che tutte le indicazioni siano a 0

– Appoggiare il contenitore vuoto

– Premere il tasto T

– Verificare se il peso è a 0 kg

Contare :

– Aggiunga la specifica quantità ( p. es. 10 pezzi ma assicurandosi di superare 50

gr. ) nel contenitore tarato, appoggiare il contenitore sulla bilancia.

– Digiti sulla tastiera la quantità di pezzi depositati nel contenitore ( p. es. 10 pezzi

).

– Confermi il numero con il tasto « Sample » ( in alcuni modelli tasto REF ) entro 5

secondi.

– La quantità sulla bilancia appare ora nel campo « Quantity » ( quantità ).

– Controlli la quantità indicata aggiungendo o togliendo un pezzo, nel campo

« Quantity » si dovrebbe corrispondentemente aggiornare la quantità.

– Tolga il contenitore dalla bilancia e aggiunga nel contenitore tutti i pezzi da

contare. Riponga nuovamente il contenitore sulla bilancia.

– La quantità contata appare ora nel campo « Quantity ».

– Per contare altri articoli prema prima il pulsante CE così da cancellare la pesata

precedente.

Principio :

– Lavorare sempre con lo stesso contenitore tarato.

– Non appoggiare i pezzi direttamente sulla bilancia, essendo una bilancia di

precisione potrebbe falsarne la taratura.

2. Edizione 2025

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CI 3.1 Entrata merce

91

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5.2.4 Forma e misure

Esistono strumenti di misura adatti a verificare la forma e le misure di un oggetto.

Uno di questi è il calibro a corsoio.

Calibro a corsoio

Con il calibro a corsoio si può misurare con una precisione di 1 / 20 mm.

Becchi per la misurazione interna

Vite di bloccaggio del cursore

Sezione del nonio

Asta con scala di misurazione

(precisione 1/20)

Astina per la

misurazione di profondità

Becco mobile per la misurazione esterna

Becco fisso per la misurazione esterna

Misurazione interna

Misurazione esterna

Misurazione di profondità

Modello con indicazione digitale

92


11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

Aprire le aste di misurazione possibilmente al massimo oltre il pezzo da misurare,

così che i becchi possano appoggiarsi in maniera ideale. Non inclinare il calibro a

corsoio.

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

13 14

11 12

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ASFL SVBL

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11 12

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11 12 13 14

11 12

13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

Lamiere o tubi tagliati a grezzo alle estremità spesso presentano

11 12

dei bordi sporgenti

( sbavature ). Posizionare il calibro a corsoio in modo tale che questi bordi

tagliati si ritrovino nell’incavo delle aste di misurazione.

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

11 12 13 14

CI 3.1 Entrata merce

I pezzi da misurare con filettatura ( viti ) vanno misurati trasversalmente alla filetta-

11 12 13 14

11 12 13 14

tura. Nella misurazione del diametro di pezzi rotondi si deve prestare attenzione a

11 12 13 14

11 12 13 14

che venga misurata l’estensione maggiore.

11 12 13 14

11 12 13 14

Nel caso di pezzi deformabili si deve prestare attenzione a che la pressione delle

aste di misurazione non generino una deformazione dando così un risultato di

misurazione errato. Pezzi deformabili devono essere sempre misurati in vari punti.

93

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5.2.4.1 Lettura corretta del calibro a corsoio

– 1. Leggere la dimensione primaria: Individuare la scala principale (la scala lunga)

sull'asse del calibro. L’unità di misura del calibro è fornita nel sistema metrico,

quindi millimetri (mm), o in pollici (in). La parte dove è incisa la graduazione

principale, cioè le varie tacche che suddividono il campo di misura, è detta

«parte fissa» o «corpo», mentre la parte mobile che ospita il nonio è chiamata

«corsoio»: da qui il nome di calibro a corsoio. Il nonio è una parte del calibro dotata

di una riga graduata utilizzata per valutare le frazioni dell’unità di misura.

– 2. Leggi la misura del nonio: guarda la scala del nonio (la scala mobile) e trova

il punto in cui una delle linee del nonio coincide con una linea sulla scala principale.

Contare le unità del nonio fino alla linea corrispondente. Questo valore

fornisce le cifre decimali.

– 3. Calcola la misura totale: somma la misura primaria (dalla scala principale) e

la misura del nonio (dalla scala del nonio). Esempio: se la dimensione primaria

è 20 mm e la dimensione del nonio è 0,5 mm, la lunghezza totale è 20 mm +

0,5 mm = 20,5 mm

– 4. Prestare attenzione alle unità: assicurarsi di utilizzare le unità corrette (mm

o pollici), a seconda della calibro.

– 5. Ripetere: per precisione, è possibile ripetere la misurazione più volte e fare

la media dei valori.

5.2.5 Dimensione e peso

Una bilancia viene utilizzata per controllare e registrare il peso in conformità alle

linee guida aziendali.

5.2.6 Data di scadenza

Nell'industria alimentare e farmaceutica, i requisiti per il controllo delle merci in

entrata sono molto elevati. Sono necessari specifici controlli di qualità.

Con queste tipologie di merci, anche la data di scadenza deve essere controllata e

registrata secondo le linee guida aziendali.

94


5.2.7 Temperatura e umidità

Come la data di scadenza, la temperatura e l'umidità sono criteri importanti nell'industria

alimentare e farmaceutica. Queste aziende verificano le temperature

all'interno del camion prima dello scarico e tramite un dispositivo di misurazione

come un data logger, che permette di

controllare se durante tutto il trasporto la

temperatura è l'umidità sono state rispettate.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Fonte immagine : Chemia Brugg

5.2.8 Qualità

Sulla base dei processi per la gestione della qualità, delle linee guida aziendali e

delle certificazioni, si decide se una fornitura può essere accettata o meno. Se i

risultati del controllo della merce in entrata e del controllo della qualità non sono

conformi alle linee guida, la merce viene restituita o smaltita direttamente.

Di norma, vengono prelevati campioni a caso dagli imballaggi o dalle palette e la

decisione viene presa sulla base di questi controlli.

Anche in questo caso, l'azienda decide quante e quali differrenze sono tollerate.

A seconda del prodotto, viene effettuato un controllo di qualità specifico.

Esempio :

Piano di controllo per un controllo a campione

Numero di

palette

Da prelevare Dalla paletta Max cartoni non conformi

per paletta

0-10 8 cartoni 1-3-7-9 2

fino 20 12 cartoni 1-7-13-19 3

fino 30 15 cartoni 1-7-13-19-25 3

CI 3.1 Entrata merce

Nella logistica, la qualità della merce consegnata è di fondamentale importanza.

Se una consegna è, anche solo parzialmente, danneggiata o di scarsa qualità, potrebbe

avere conseguenze di vasta portata per l'intera catena logistica.

95

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5.3 Effetti di consegne danneggiate o di scarsa qualità nella

catena logistica

Ritardi

Processo:

Risultato:

L'elaborazione di consegne danneggiate porta a ritardi nel successivo

processo della catena della logistica, con conseguenze

sulla distribuzione.

I clienti non possono essere riforniti in tempo, generando l'insoddisfazione

del cliente.

Aumento dei costi

Processo: Costi aggiuntivi a causa di resi, consegne sostitutive ed eventualmente

stoccaggio aggiuntivo delle merci danneggiate.

Risultato: Questi costi supplementari possono influire sulla redditività dell'azienda.

Impatto sulla gestione delle giacenze

Processo: Potrebbe essere necessario modificare le giacenze in magazzino

per compensare gli articoli mancanti o danneggiati.

Risultato: Ciò può portare a un eccesso di scorte o a rotture di stock che influiscono

sull'efficienza del magazzino.

Relazione

Processo:

Risultato:

Problemi ripetuti con consegne danneggiate o difettose possono

influire sulla fiducia dei clienti.

I clienti potrebbero decidere di passare a un altro fornitore, il che

riduce le vendite a lungo termine.

Rapporti con i fornitori

Processo: I problemi di qualità possono portare a tensioni con i fornitori.

Risultato: Le aziende potrebbero dover ripensare le loro relazioni con i fornitori

o cercare nuovi fornitori.

Qualità

Processo:

Risultato:

Le aziende devono rivedere i controlli di qualità e i processi di

valutazione dei fornitori.

Potrebbe essere necessario migliorare gli standard di qualità per

evitare problemi futuri.

96


6. Immagazzinamento

IMMAGAZZINA-

MENTO

Non appena il controllo della merce in entrata è stato completato,

la merce viene immagazzinata o consegnata direttamente

alla produzione.

Il processo di immagazzinamento della marce comincia già al

momento della sua accettazione.

Per pensare all'immagazzinamento corretto delle merci, occorre

innanzitutto conoscerne le caratteristiche. Ad esempio, gli alimenti e i medicinali

sono immagazzinati in modo diverso rispetto ai tronchi di legno.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Distinguiamo tra :

– Merce lunga

– Merce fresca

– Pezzi piccoli ( minuteria )

– Merci miste

– Merci pericolose

I criteri più importanti che devono essere osservati durante lo stoccaggio sono :

– Tipologie di magazzino

– Gestione del magazzino

– Funzioni di magazzino

Questi tre criteri vengono utilizzati per decidere dove e come un prodotto può

essere correttamente conservato.

CI 3.2 Immagazzinamento

97

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6.1 Tipologia di magazzini

Magazzino intermedio

– Movimentazione delle merci tra un processo e

l'altro

Magazzino di distribuzione – Magazzino vicino al cliente

Magazzino di trasbordo

Magazzino postproduzione

Magazzino per il

commissionamento

Magazzino temporaneo

– Trasferimento di merci da un mezzo di trasporto

ad un altro

– Magazzino situato dopo la produzione

– Magazzino dove si effettua il picking

– Magazzino per prodotti stagionali o fluttuazioni

dei prezzi

6.2 Principi di gestione

FIFO – First In – First Out

FEFO – First Expired – First Out

LIFO – Last In – First Out

HIFO – Highest In – First Out

LOFO – Lowest In – First Out

Caotico – Caotico

98


6.3 Funzioni del magazzino

Funzione di riserva e sicurezza

– Assicura la capacità di fornitura e consegna

Funzione di bilanciamento – Bilancia le fluttuazioni delle merci e dei tempi

Funzione di smistamento – Smistamento delle merci per l'immagazzinamento

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Funzione di stagionatura

Funzione di trasformazione

Funzione di speculazione

– Permette di raggiungere la qualità del prodotto

attraverso i processi di maturazione

– Il reimballaggio di contenitori di grandi dimensioni

in contenitori più poccoli.

– Immagazzinamento di merce con fluttuazioni di

prezzo

Funzione esposizione – Showroom

Funzione di smaltimento

– Stoccaggio di rifiuti, residui di produzione o merci

pericolose

CI 3.2 Immagazzinamento

99

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6.4 Gestione del magazzino

Una gestione efficiente del magazzino è di vitale importata per un'azienda che

immagazzina e gestisce merci o prodotti. Comprende l'organizzazione, il controllo

e il monitoraggio di tutte le attività di magazzino garantendo un processo efficiente

e regolare. La gestione del magazzino prevede di tenere sotto controllo

i livelli delle scorte, gestire gli ordini, controllare le merci in entrata e in uscita,

ottimizzando e riducendo i costi di stoccaggio. Con una gestione efficace del magazzino,

le aziende possono gestire meglio i livelli delle scorte, accorciare i tempi

di consegna e aumentare la soddisfazione dei clienti.

La gestione del magazzino può essere svolta in modo efficace utilizzando diverse

soluzioni e strumenti :

– Software di gestione del magazzino : soluzioni software specializzate come i

sistemi di gestione del magazzino ( WMS ) aiutano le aziende a gestire le scorte,

elaborare gli ordini, controllare le merci in entrata e in uscita e tenere traccia delle

rotazioni degli articoli in magazzino. Questi software permettono di monitorare

i livelli delle scorte in tempo reale e implementare processi automatizzati.

– Tecnologia con codici a barre e RFID : utilizzando codici a barre o etichette RFID

( Radio-Frequency-Identification ), è possibile registrare e tracciare in modo efficiente

i livelli delle scorte. Queste tecnologie consentono di identificare i prodotti

in modo rapido e preciso e facilitano la gestione del magazzino.

– Soluzioni di immagazzinamento automatizzate : le soluzioni di immagazzinamento

automatizzate, come i sistemi di scaffalature automatizzate, i nastri

trasportatori o i robot, possono ottimizzare i processi di immagazzinamento e

aumentare l'efficienza. Questi sistemi aiutano a organizzare le scorte, a velocizzare

i processi di prelievo e a ridurre i costi di stoccaggio.

– Gestione manuale delle scorte : le aziende possono affidarsi a metodi manuali

come documenti cartacei, fogli di calcolo Excel o registrazioni scritte a mano

per tenere traccia delle scorte, gestire gli ordini e documentare i movimenti di

magazzino. Sebbene ciò possa richiedere più tempo rispetto all'utilizzo di un

software di gestione del magazzino, un'attenta e accurata gestione manuale

delle scorte può comunque essere efficace.

100


Scheda magazzino

Esempio di gestione manuale delle scorte :

Articolo n : 10-555-873

Descrizione dell’articolo :

Scarpa da

ginnastica Campione Area di deposito : 01-03-03

Prezzo unitario : CHF 29.90 Area di deposito : Muster AG

Punto di riordino : 30 pezzi Giacenza minima : 10 pezzi

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Data Ordinazione Entrata Uscita Giacenza Inventario Differenza Visto

20.08.20xx 500 1 H.M.

20.08.20xx 480 2 20 H.M.

20.08.20xx 1500 3 20 H.M.

29.08.20xx 1500 4 1520 H.M.

29.08.20xx 1520 1518 5 -2 H.M.

29.08.20xx 1518 6 H.M.

Procedura di conteggio :

1 In apertura la scheda presenta una giacenza effettiva iniziale, ciò significa che

nella casella « Giacenza » si deve registrare la quantità effettiva dello specifico

articolo.

2 La quantità commissionata si registra nella casella « Uscita ». La giacenza deve

essere aggiornata sulla medesima riga.

3 Non appena si raggiunge il punto di riordino o si scende al di sotto di esso,

si deve procedere ad ordinare l’articolo. La quantità ordinata si registra nella

casella « Ordinazione » la casella « Giacenza » non subisce alcuna modifica,

perché al momento viene effettuata unicamente l’ordinazione.

4 Quanto la merce dell’ordinazione inoltrata arriva, la quantità fornita va registrata

nella casella « Entrata » e la giacenza deve essere aggiornata corrispondentemente.

5 In occasione dell’inventario si conteggia la quantità effettiva disponibile

nell’area di deposito. La quantità contata si registra nella casella « Inventario ».

L’eventuale differenza è data dalla quantità indicata sulla scheda e l’effettiva

giacenza conteggiata. Questa quantità differente si registra nella casella « Differenza

».

6 La quantità effettiva dell’inventario si registra su una nuova riga nella casella

« Giacenza ». Così che la giacenza indicata sulla scheda corrisponda alla giacenza

effettiva.

101

CI 3.2 Immagazzinamento

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Dati di base, nella parte superiore della scheda :

– Numero dell’articolo

– Descrizione dell’articolo

– Area di deposito

– Fornitore

– Prezzo d’acquisto

– Punto di riordino ( notifica di giacenza )

– Giacenza minima ( scorta di sicurezza )

Conteggio, nella parte inferiore della scheda :

– Data

– Ordinazione ( riapprovvigionamento )

– Entrata

– Uscita

– Effettivo

– Inventario

– Differenza

– Visto

102


Principio :

– Per ogni registrazione si usa una nuova riga

– Ogni registrazione deve contenere data, giacenza ed essere vistata

Terminologia

2. Edizione 2025

Giacenza minima :

definita anche scorta di sicurezza. La giacenza minima rappresenta una « scorta

d’emergenza » per un periodo di tempo specifico. Essa garantisce la disponibilità

di fornitura.

ASFL SVBL

Come si calcola la giacenza minima :

consumo giornaliero medio x tempo di riapprovvigionamento x fattore di sicurezza

Punto di riordino :

quando si raggiunge o si scende sotto questa quantità, deve essere effettuata

un’ordinazione. Il livello del punto di riordino si calcola in base al consumo

durante il periodo di riapprovvigionamento e alla giacenza minima.

Come si calcola il punto di riordino :

punto di riordino = ( consumo giornaliero x tempo di consegna ) + giacenza minima

Tempo di riapprovvigionamento :

il tempo di riapprovvigionamento è costituito dal tempo richiesto per l’ordinazione,

il tempo di consegna, il tempo per il controllo alla ricezione e il tempo

d’immagazzinamento fino a che i pezzi sono nuovamente disponibili in magazzino.

CI 3.2 Immagazzinamento

103

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6.5 Inventario / Inventariare

L'ordine è la priorità assoluta in un magazzino. Ogni magazzino e ogni prodotto

immagazzinato genera costi elevati. Per questo motivo i costi di stoccaggio

devono essere mantenuti il più possibile bassi.

Per questo è opportuno riordinare e fare un inventario della merce in magazzino

più volte.

6.5.1 Inventario

L’inventario è una registrazione completa di tutti i beni e i debiti di un'azienda in

termini di quantità e valore. Nell'inventario fisico di un magazzino le giacenze di

beni vengono contate o pesate, misurate o stimate. Il risultato è un elenco di giacenze

che contiene non solo la quantità ma anche il valore di ogni singolo articolo,

questi dati vengono inseriti nel bilancio dell'azienda. Il Codice delle obbligazioni

svizzero ( CO ) all'Articolo 958c impone a tutti coloro che sono obbligati a tenere

una contabilità di redigere un inventario almeno una volta all'anno.

6.5.2 Inventariare

Procedura per redigere un inventario. Registrazione delle scorte a magazzino.

Entrate e uscite vengono registrate sistematicamente. Nel magazzino vengono

contate le giacenze effettive di ogni articolo e confrontate con i valori contabili

( giacenze teoriche ). Si distingue tra Inventario annuale, inventario a rotazione,

inventario a campione, inventario permanente.

104


6.5.3 Tipi di inventario

L'inventario può essere di diverse tipologie.

Tipi di inventario

Inventario annuale

Inventario effettuato in un giorno specifico solitamente a fine

anno.

2. Edizione 2025

Inventario a rotazione

L'inventario si basa su un conteggio periodico e pianificato di

una o più parti delle scorte fisiche del magazzino. È possibile eseguirlo

varie volte all'anno.

ASFL SVBL

Inventario

permanente

Il controllo delle scorte viene effettuato mediante un software di

magazzino. I dati relativi allo stock vengono aggiornati in tempo

reale. Il sistema visualizza tutti i movimenti di merci senza la

necessità di interrompere l'attività.

Inventario a campione

6.5.4 Lista d’inventario

Postazione di

magazzino

In accordo con l’autorità fiscale, nel caso in cui un inventario normale

non è possibile, si effettua un inventario a campione. Con

l’inventario a campione si sottintende che non tutti gli articoli

vengono contati. Viene contato un numero rappresentativo di

articoli e il risultato viene poi trasferito anche agli articoli non

conteggiati. L’inventario a campione viene utilizzato per articoli

a basso costo, non è autorizzato per articoli di valore che necessitano

di un inventario completo.

N. articolo Definizione

Giacenza

teorica

Giacenza

effettiva

Visto

CI 3.2 Immagazzinamento

02-02-01 1258 Player Remady

02-03-02 015.20A.a CD Elli

02-03-03 030.04A.3 DVD Killer Joe

02-04-03 015.16D.2 CD Sonic 7

01-04-02 011.05A.5 13 Assassins

02-05-02 015.14A.1 Melanie Fiona

03-01-03 352201 Scarpa Birkenstock misura 43

105

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6.5.5 Processo

– 1. Preparazione

Stabilire gli obiettivi: perché si fa l'inventario?

Scegliere il momento: quando si farà l'inventario?

Creare un team: chi parteciperà all’inventario?

Effettuare la formazione: preparare i membri del team all'inventario.

– 2. Predisporre l'inventario

Creare l'elenco dell'inventario: preparare la lista con il dettaglio articoli e le

quantità.

Predisporre gli articoli: assicurarsi che tutti gli articoli siano chiaramente visibili

e accessibili.

– 3. Svolgimento dell'inventario

Contare: contare gli articoli.

Inserire i dati: annotare le quantità contate nella lista inventario.

Controllo: effettuare il riconteggio in caso di differenze

– 4. Analizzare i dati

Analizzare i dati: controllare i dati rilevati nella lista inventario.

Confrontare i dati: confrontare i dati effettivi dell’inventario con le registrazioni

contabili e annotare eventuali discrepanze.

– 5. Documentazione

Creare un rapporto: redigere una sintesi dei risultati.

Aggiornare la contabilità: inserire le correzioni e le differenze di inventario nel

sistema

– 6. Conclusione

Analizzare le differenze: pensare a cosa si può migliorare alfine di diminuire i

motivi delle differenze sull'inventario.

Feedback del team: condividere i risultati con il team e discutere i suggerimenti

per il miglioramento.

Effettivo – Teorico

La valutazione dell'inventario ha diversi scopi:

Controllo dell'inventario: la valutazione dell'inventario permette di confrontare

le giacenze teoriche con le giacenze effettive. Ciò consente alle aziende di identificare

discrepanze che potrebbero indicare furti, smarrimenti, prenotazioni errate

o altri problemi.

Identificazione degli errori: confrontando le giacenze teoriche e quelle effettive,

è possibile scoprire errori nella contabilità o nella gestione del magazzino. Questi

errori possono essere causati, ad esempio, da registrazioni errate, errori movimentazioni

di magazzino non registrati o registrati due volte.

106


7. Preparazione ordini

La preparazione di un ordine inizia con il prelievo della merce

ordinata dal cliente.

PREPARAZIONE

ORDINI

ASFL SVBL

2. Edizione 2025

I tre processi per la preparazione di un ordine per un cliente :

Commissionamento – Gli articoli vengono commissionati

Imballaggio – Gli articoli commissionati vengono imballati

Assemblaggio

– La merce viene assemblata in un'unità di

trasporto

7.1 Commissionamento

7.1.1 Cosa si intende per commissionamento?

Raccogliere gli articoli da un assortimento per un ordine di un cliente.

Il commissionamento avviene sulla base di informazioni sul fabbisogno o richieste.

Durante il commissionamento le unità di magazzino possono essere convertite

in unità di consegna.

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

Con il commissionamento è possibile soddisfare diverse richieste :

– nelle aziende commerciali vengono prelevate le merci in base alle richieste dei

clienti, nella produzione i materiali vengono prelevati e preparati in maniera

da garantire processi di produzione ottimali.

– il commissionamento è anche un’attività quotidiana : ad esempio quando andiamo

al supermercato a fare acquisti con una lista della spesa.

107

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7.1.2 Prelievo in un'unica fase e per lotti (Batch picking)

Il picking in un'unica fase è un processo della logistica e del magazzino in cui

l'assemblaggio degli articoli per un ordine viene effettuato in un'unica fase. Si

commissionano tutti gli articoli necessari per un ordine e li si prepara direttamente

per la spedizione. Nel picking per lotti, invece, il processo del prelievo è suddiviso

in 2 fasi. Il picking in un'unica fase raccoglie tutti gli articoli necessari per un

ordine in un unico passaggio e li prepara direttamente per la spedizione

Caratteristiche del picking in un'unica fase:

– Unica fase: tutti gli articoli necessari per un ordine specifico vengono prelevati

dal magazzino contemporaneamente e in un'unica operazione.

– Picking specifico per l'ordine: i picker lavorano solitamente sulla base di ordini

individuali. Ogni commissionatore ha un ordine specifico che elabora in una

sola volta.

– Assemblaggio diretto: gli articoli commissionati vengono immediatamente

imballati e preparati per la spedizione senza la necessità di ispezioni o assemblaggi

separati.

Vantaggi

Semplicità: il processo è più facile e veloce perché prevede un solo passaggio.

Ciò può ridurre i tempi di formazione per i dipendenti.

Velocità: poiché non è necessaria alcuna fase di prelievo aggiuntiva, gli ordini

possono essere elaborati più velocemente, riducendo i tempi di consegna.

Meno spazio: poiché non sono necessarie aree separate per il pre-picking, lo

spazio del magazzino può essere utilizzato in modo più efficiente.

Nel complesso, il picking in un'unica fase è un metodo adatto per ordini più piccoli

o magazzini con un numero limitato di varianti di articoli.

108


Il picking per lotti (batch picking) è un processo di elaborazione degli ordini che

si divide in due fasi separate. Questo processo viene spesso utilizzato nei magazzini

e nei centri di distribuzione per aumentare l'efficienza e la precisione nella

preparazione degli ordini.

Prima fase – Pre-picking: in questa prima fase, gli articoli necessari per diversi ordini

vengono prelevati in un'area specifica del magazzino o della zona di prelievo.

Questo può essere fatto sotto forma di "batch picking", in cui vengono elaborati

più ordini contemporaneamente per ridurre al minimo le distanze e aumentare

l'efficienza. Gli articoli commissionati vengono poi depositati in un'area specifica.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Seconda fase – prelievo finale: nella seconda fase avviene lo smistamento e l'assemblaggio

finale degli articoli per ogni ordine. In questo caso, gli articoli commissionati

nella prima fase vengono assegnati agli ordini specifici. Questo può

essere fatto in un'area dedicata dove gli articoli vengono ispezionati e imballati

prima di essere spediti.

Vantaggi

Maggiore efficienza: combinando il prelievo di più ordini nella prima fase, si

risparmiano distanze e tempo.

Riduzione degli errori: la separazione dei passaggi consente un controllo più

accurato degli articoli e riduce il rischio di errori nella composizione dell'ordine.

Flessibilità: il metodo può essere adattato a diverse dimensioni e layout di magazzino

ed è adatto sia per magazzini grandi che piccoli.

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

Sinonimi di uso comune del termine « commissionamento »

– Preparare

– Prendere

– Concentrare

– Predisporre

– Radunare

– Ritirare

– Raccogliere

109

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7.1.3 Sistemi di commissionamento

Per quanto riguarda i metodi di commissionamento, distinguiamo tra il tipo di fornitura

e il processo di fornitura.

Modalità di commissionamento :

– Uomo a merce

– Merce a uomo

– Robot a merce

– Merce a robot

Tipi di commissionamento :

– Prelievo orientato all'ordine

– Prelievo per lotti ( batch picking ) di più ordini

7.1.4 Sistemi di commissionamento

Oltre al tipo di commissionamento, le aziende decidono anche quale sistema di

picking adottare :

– Pick-by-Light

– Pick-by-Voice

– Prelievo con liste di commissionamento

– Picking con dispositivi MDE

7.1.5 Tempi di commissionamento

Tempo complessivo necessario per portare a termine una richiesta di commissionamento.

Il tempo di commissionamento è composto dai seguenti « tempi parziali ».

Tempo di

spostamento~ 24%

Tempo inattivo ~ 17%

Tempo di

preparazione ~ 14%

Tempo perso ~ 30%

Tempo di

prelievo ~15%

Tempo di preparazione

– Ricevimento e organizzazione dei documenti per il commissionamento.

– Ricerca e preparazione di strumenti come pallet e carrelli elevatori.

– Consegna della merce prelevata al punto di raccolta.

110


Tempo di spostamento

Il tragitto che deve essere compiuto dall’articolo A all’articolo B.

Il tempo di spostamento può essere ottimizzato come segue :

– Ottimizzazione dei tempi di commissionamento da parte del sistema informatico.

– Conoscenza della disposizione degli articoli da parte dell’operatore.

– Posizionamento degli articoli più usati all’inizio degli scaffali.

– Impiego di veicoli di commissionamento.

– Raggruppamento di più richieste parziali.

– Aumento della concentrazione degli articoli.

2. Edizione 2025

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Tempo di prelievo

– Prelievo degli articoli dallo scaffale ( a mano o con macchina ).

– Posa della merce nel contenitore di commissionamento.

Tempo inattivo ( tempo di organizzazione )

– Lettura dei giustificativi, ricerca della posizione di magazzino.

– Preparazione ( apertura dei pacchi, conteggio dei singoli pezzi ).

– Conteggio, controllo e confronto, segnalazione di errori nelle quantità.

– Organizzazione di prelievi supplementari.

– Scritte ( sui pacchi aperti e non terminati ).

Tempo perso

– Tempo di pausa personale : toilette, pausa sigaretta, perdite di tempo.

– Tempo di pausa aziendale : mancanza di lavoro.

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

7.2 L’imballaggio

Più la merce contenuta nel pacco è delicata, migliore deve essere l’imballaggio!

Non è sufficiente apporre sul pacco un’etichetta con scritto «Fragile». Durante il

suo percorso un pacco viene impilato più volte, deve resistere alla pressione dei

pacchi che gli stanno sopra e passa attraverso impianti di smistamento. L’obiettivo

dell’imballaggio è di garantire alla merce contenuta nel pacco una protezione

ottimale dalle sollecitazioni seguenti :

– Caduta del pacco da un’altezza di 1,2 metri

– Pressione di 600 Newton / 60 kg quando impilato

– Protezione da fattori atmosferici come umidità, calore o freddo

111

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7.2.1 Buste imbottite per la spedizione

Oggetti come CD / DVD, cassette, chiavi e piccoli

oggetti elettronici possono essere spediti

in buste di carta imbottite. Le buste di carta

sono rivestite internamente di ovatta o pluriball.

Questi involucri hanno una resistenza relativamente

alta a urti e colpi. Il contenuto, comunque,

non dovrebbe essere troppo delicato.

Sono disponibili anche versioni impermeabili e

antistatiche.

7.2.2 Scatole in cartone ondulato

Le scatole in cartone ( o cartone ondulato ) sono l’imballaggio da trasporto più diffuso.

Il cartone ondulato è disponibile in tantissimi spessori.

Per gli imballaggi sono raccomandati gli

spessori seguenti :

Fino a 2 kg : onda E ( onda singola da 1,5 mm )

Fino a 5 kg : onda B ( onda singola da 3 mm )

Fino a 10 kg : onda C ( onda singola da 4 mm )

Fino a 20 kg : onda EB ( onda doppia da 4,5 mm )

Fino a 30 kg : onda CB ( onda doppia da 7 mm )

7.2.3 Cassette di legno

L’uso di cassette di legno è raccomandato per l’invio di oggetti molto pesanti. Il

peso elevato dell’imballaggio, però, può far salire i costi di trasporto. Per la spedizione

di cassette di legno è importante una corretta protezione di bordi e spigoli.

In più occorre verificare che la cassetta non presenti schegge sporgenti ( pericolo

di lesione ).

In alternativa è raccomandabile un cartone ondulato altamente resistente a due o

più strati. Il suo peso è di molto inferiore.

112


7.2.4 Dispobox ( DX )

Il Dispobox è un imballaggio in plastica riutilizzabile, resistente ed ecologico. Con

il Dispobox, le spedizioni delle merci diventano più economiche ed ecologiche,

grazie alle tante dimensioni disponibili c’è sempre l’imballaggio giusto per qualsiasi

articolo.

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Piombino a innesto

Piombino compatto

7.2.5 Imballaggi per rotoli

Gli imballaggi rotondi per rotoli, in plastica o cartone,

sono adatti alla spedizione di documenti di grandi dimensioni.

La tendenza a scivolare fuori dall’imballaggio

ne complica però la movimentazione. Inoltre non

sono idonei per gli impianti di smistamento automatici

normalmente utilizzati per le spedizioni espresso.

Molto più comodi da spedire sono i sovraimballaggi

squadrati in cui inserire l’imballaggio per rotoli.

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

7.2.6 Carta da pacchi, pellicole, sacchetti

Di regola carta da pacchi, pellicole e sacchetti non garantiscono una protezione

sufficiente per la merce. Questo tipo di imballaggio è raccomandabile solo per

materiali tessili al fine di evitare danni da polvere. Un involucro esterno in cartone

ondulato garantisce la protezione necessaria.

113

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7.2.7 Materiali di riempimento

Il materiale di riempimento protegge la merce dentro gli imballaggi. Come materiali

di riempimento vengono utilizzati i seguenti :

– Patatine di polistirolo

– Pellicola in plastica a bolle d’aria

– Pellicola in polietilene

– Imballaggi gonfiabili

– Schiuma in stampo

– Imbottitura di carta

– Schiuma di polistirolo espanso ( EPS )

– Schiuma di polietilene ( PE )

– Schiuma di poliuretano ( PU )

– Cartone ondulato

– Lana di legno

7.2.8 Patatine di polistirolo

Le patatine di polistirolo servono principalmente a riempire

gli spazi vuoti con articoli leggeri. Non ne è raccomandato

l’uso per prodotti sottili, piatti o compatti che potrebbero

muoversi all’interno del pacco. Durante il trasporto la

merce potrebbe spostarsi o sprofondare. Nei casi estremi

la merce potrebbe ritrovarsi sul fondo del pacco. La direttiva per l’impiego di patatine

di polistirolo prevede una quantità minima di 8 cm su tutti i lati del contenitore.

A questo va aggiunto un riempimento supplementare di almeno 2,5 – 5 cm

per prevenire un eventuale spostamento o sprofondamento.

7.2.9 Pellicola in plastica a bolle d’aria

La pellicola in plastica a bolle d’aria è un materiale da

imballaggio composto da due pellicole in plastica che

vengono incollate insieme ermeticamente lasciando

in mezzo bolle d’aria. Grazie a questa procedura, l’aria

catturata forma un’imbottitura che protegge dagli

urti. La pellicola a bolle d’aria è una buona imbottitura

per articoli leggeri ed è ritagliabile praticamente in

qualsiasi forma e dimensione per avvolgere gli articoli.

Non utilizzare mai la pellicola a bolle d’aria per avvolgere

articoli pesanti. La pellicola va passata più volte intorno

alla merce per proteggere tutto l’articolo, compresi

spigoli e bordi.

114


7.2.10 Pellicola in polietilene

La pellicola in polietilene è una pellicola in schiuma leggera,

morbida ed elastica con proprietà eccellenti per

proteggere le superfici e imbottire. La pellicola è ideale

per proteggere articoli leggeri, ma non è adatta a

merce pesante.

7.2.11 Imballaggi gonfiabili

Gli imballaggi gonfiabili sfruttano la pressione dell’aria per proteggere gli articoli

e mantenerli in posizione all’interno del contenitore di spedizione. Così riempiti

d’aria, i sacchetti fungono anche da imbottitura. Condizioni climatiche estreme

influenzano la pressione dell’aria nei sacchetti. Il freddo estremo fa scendere il volume

dell’aria. Lo spazio vuoto che va a crearsi nel pacco aumenta il rischio di danneggiamento

della merce.

Il calore estremo fa espandere l’aria nei sacchetti, che in casi estremi potrebbero

esplodere. Anche variazioni di altitudine influenzano il volume dell’aria nei sacchetti

gonfiabili.

7.2.12 Schiuma di poliuretano espanso

Le schiume di poliuretano espanso garantiscono una

protezione ottimale per la merce di valore. La schiuma

è formata da due componenti. Durante la solidificazione

il volume aumenta e forma uno strato di protezione

intorno alla merce. Le schiume di poliuretano espanso

sono costose e vale la pena usarle solo per la merce delicata

e di valore da trasportare su lunghe distanze.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

7.2.13 Imbottitura di carta

Un’imbottitura di carta è perfetta per riempire gli

spazi vuoti. Di regola, però, la carta di giornale è

un’imbottitura insufficiente. Utilizzare piuttosto la

carta Kraft. La carta Kraft va arrotolata e appallottolata

per riempire gli spazi vuoti. Premere la carta

Kraft per addensarla. Accertarsi che la merce sia

protetta da uno strato di carta di almeno 10 cm su

tutte e sei le facciate interne del cartone.

115

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7.2.14 Carta VCI

La carta VCI (Volatile Corrosion Inhibitor) è una carta ecologica impregnata con

una miscela di inibitori volatili di corrosione, progettati per garantire la massima

protezione per qualsiasi tipo di metallo. Viene spesso utilizzata nell'industria dell'imballaggio

per proteggere gli oggetti metallici durante lo stoccaggio o il trasporto.

La carta VCI rilascia inibitori volatili della corrosione che si depositano sulla

superficie dei metalli e formano uno strato protettivo che impedisce la corrosione.

Viene spesso utilizzata per l'imballaggio di macchine, utensili e altri beni metallici,

soprattutto per lo stoccaggio a lungo termine o l'esportazione, per prevenire la

ruggine e l'ossidazione.

7.2.15 Schiuma plastica sagomata

Diversi materiali plastici possono essere sagomati.

Generalmente si tratta di schiuma di polistirolo o

di polietilene.

La schiuma plastica sagomata ha proprietà eccellenti

che attutiscono urti e scossoni. Questo è il

metodo generalmente utilizzato per imballare gli

apparecchi elettronici ( ad es. computer ). Vale la

pena produrla solo per imballare grandi quantità

dello stesso articolo.

7.2.16 Cartone ondulato

Imbottiture riempitive eccellenti possono essere

realizzate anche con cartone ondulato a uno o due

strati. Queste imbottiture possono essere impiegate

per formare uno scudo di protezione tra prodotto

e cartone. Le imbottiture in cartone ondulato

sono particolarmente adatte per merce pesante e

poco delicata.

116


7.3 Consigli di imballaggio

1. Realizzate pacchi il più possibile stabili e dalla forma parallelepipeda. Solo

così è possibile inviarli con una spedizione standard. Forme speciali come

rotoli, triangoli ecc. richiedono la prestazione complementare « Trattamento

manuale », per cui viene addebitato un sovrapprezzo.

2. Edizione 2025

2. La merce all’interno del pacco deve avere una

protezione ottimale. Scegliete un imballaggio di

dimensioni sufficienti. Posizionate la merce al

centro dell’imballaggio. La merce deve essere

circondata su tutti i lati da uno di strato di materiale

da imbottitura variabile in base alla delicatezza

della merce ma spesso almeno 5 cm

( meglio 10 cm ).

3. Accertatevi che i liquidi si trovino in contenitori a tenuta stagna imballati in

materiale leggero e resistente e chiusi in una busta di plastica saldata. Ricordate

sempre che un imballaggio insufficiente può danneggiare altre spedizioni.

4. Se spedite oggetti affilati come coltelli o forbici

garantite una protezione sufficiente di lame e

punte. Lo strumento migliore è il cartone rigido.

L’involucro di protezione deve essere saldamente

fissato in modo da non scivolare inavvertitamente

durante il trasporto.

ASFL SVBL

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

5. Chiudete bene il pacco con nastro adesivo. Un

pacco ben avvolto da più strati di nastro adesivo

è un pacco stabile. Non è consentito legare il

pacco con una corda in quanto essa potrebbe

impigliarsi negli impianti di movimentazione. I

pacchi con un peso superiore a 10 kg possono

essere avvolti anche con nastro in plastica.

6. Gli oggetti fragili come le bottiglie non devono toccarsi all’interno del pacco.

Tenetele lontane usando separatori in cartone ( preferibilmente cartone ondulato

).

117

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7.4 Etichette per imballaggi

In alto Fragile Proteggere dall'umidità

Non danneggiare

strato di protezione

Non rotolare

0,00 kg

Proteggere dal calore Solo al livello

Non usare ganci Direzione imballaggio

più alto

«Pesante in testa»

Carico massimo

di accatastamento

Baricentro

Imbracare qui

Dispositivo sensibile alle

cariche elettrostatiche

Non usare qui

carrello a mano

(–) (+)

Non esporre a

campi magnetici

Direzione

di presa

Non usare pinze in

direzione delle frecce

Proteggere dal calore

e da radioattività

Temperatura d'esercizio

ammessa

Strappare qui

Limitazione

d'accatastamento

non accatastare

Divieto di usare

carrelli elevatori

Carrelli elevatori

agganciare qui

Trattare con cura

La più importante etichettatura sugli imballaggi è, a livello mondiale, in applicazione

alle norme DIN 55402 e ISO R 780. Il tipo di marcature può variare. Normalmente

l'etichettatura è apposta sull'imballaggio :

– stampata

– incollata

– marchiata a fuoco ( casse di legno )

Un imballaggio può contemporaneamente avere vari simboli. Per chi controlla

l'entrata merce l'etichettatura significa che :

– il controllo dell'entrata merci deve essere effettuato con particolare attenzione

per riconoscere possibili danni connessi al trasporto.

– i contrassegni devono essere rispettati per l'ulteriore gestione.

118


7.5 Marcatura nelle varie lingue

Tedesco Francese Inglese Italiano

Vorsicht

Prudence

Attention

Handle with care

Fragil Fragile Glass Vetro

Nicht fallen lassen

Ne pas laisser tomber

Not to be

dropped

Attenzione

Non ribaltare

2. Edizione 2025

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Hier anheben Soulever par ici Lift here Sollevare qui

Mit Ketten

anheben, nicht mit

Haken

Rollen, nicht stürzen

An einem

trockenen Ort lagern

Vor Feuchtigkeit

schützen

Soulever avec des

chaines, manier sans

crochets

Rouler, ne pas culbuter

Pas emmagasiner

en lieu humide

A préserver

de l'humidité

Hold with chains not

with hooks

To be rolled, not

tipped

Do not store

in a damp place

Keep dry

Non sollevare con

ganci ma con catene

Non ribaltare si e

bene, rotolare

Tenere

all’asciutto

Oben Dessus Top Sopra

Unten Bas Bottom Sotto

Auf Rollen

transportieren

Nicht kippen

Bitumenpapier nicht

entfernen

Rouler

Ne pas

renverser

Ne pas enlever

le carton

goudronné

Use rollers

Keep upright

Don’t remove farred

cardboard

Preservare dall’umidità

Trasportare

su rulli

Non

capovolgere

Non tagliere

il cartone

catramato

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

Zerbrechlich Fragile Fragile Fragile

Hier öffnen Ouvrir ici Open here

Aprire da

questa parte

Gewicht netto, gesetzlich,

brutto, tara

Poids, net, Iégal,

brut, tare

Weight, net,

legal, gross, tare

Peso netto,

lordo, tara

119

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7.6 Accatastamento corretto sul supporto di carico

L'assemblaggio delle unità di carico è simile al gioco del Tetris. Più facile a dirsi che

a farsi.

Ogni volta che è possibile i carichi devono essere omogenei ( uniformi ). Il modo

migliore per raggiungere questo risultato è utilizzare imballaggi standard. Se le

dimensioni degli imballaggi lo consentono, i singoli pacchi vanno impilati e legati

insieme. Già questo dà al carico una buona stabilità.

Accatastamento a torre

Con un fissaggio idoneo ( ad es. cartoni

tra gli strati ) il carico diventa più stabile.

Accatastamento composito

Le pile composite hanno un’ottima

stabilità. Rimane comunque

indispensabile un fissaggio idoneo.

7.6.1 Liquidi

La fuoriuscita di liquidi può danneggiare altra merce. Per questo i liquidi non devono

mai essere posizionati sopra al carico, bensì sempre sotto.

120


7.6.2 Assemblaggio di merci non conformi

Un'unità di carico non è sempre costituita da un imballaggio standardizzato. Le

merci lunghe, ad esempio, richiedono un fissaggio « personalizzato ». L'importante

è rispettare sempre la regola secondo cui il carico pesante va sistemato in basso.

7.7 Assicurare le unità di carico

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Quando si compone un'unità di carico si sceglie già un supporto di carico adatto.

Un supporto di carico adatto e un accatastamento corretto danno già una buona

stabilità alla merce e facilitano il fissaggio del carico. Per l'accatastamento a torre,

ad esempio, è consigliabile intercalare gli strati con del cartone.

Ogni carico deve essere fissato alla propria paletta ( unità di carico ). Esistono vari

metodi.

– Reggiatura e ancoraggio con cinghie

– Avvolgimento ( stretching )

– Restringimento ( PVC )

7.7.1 Fissaggio mediante reggia o cinghie

Se possibile i carichi cilindrici vanno fissati in verticale. In questo modo la merce

non può rotolare via. Per fissare la merce pesante utilizzare una reggia molto resistente

agli strappi ( ad es. in polietilene ) e protezioni degli spigoli. Verificare che

il nastro non possa scivolare sul lato.

I carichi cilindrici che non possono essere fissati in verticale devono essere provvisti

di cunei per evitare il rotolamento, quindi avvolti con cinghie di ancoraggio.

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

Verificare che il nastro non sia troppo teso, rischierebbe di piegare il supporto

di carico. Questo potrebbe compromettere la stabilità del carico.

121

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Barili

I barili vanno fissati insieme in verticale sul supporto di carico. Per fissarli è possibile

utilizzare un coperchio interscambiabile o un pallet appoggiato al contrario

sui barili.

Questo metodo di fissaggio è troppo complicato per il trasporto interno all’azienda.

Viene utilizzato quando sono previste sollecitazioni intense durante il trasporto.

Gli angoli non vanno protetti solo in alto ma anche in basso.

In breve

Le cinghie di ancoraggio sono realizzate con materiali durevoli come poliestere o

polipropilene e vengono utilizzate per fissare in modo sicuro il carico su un pallet.

Sono disponibili in diverse larghezze e lunghezze e possono essere dotate di diversi

meccanismi di tensionamento.

Importate

– Scelta del materiale: le cinghie di ancoraggio sono robuste e offrono un'elevata

resistenza alla trazione. Meccanismo di tensionamento: Possono essere dotati

di meccanismi a cricchetto o a fibbia per garantire una tensione fissa.

– Fissaggio: una cinghia viene posizionata attorno ai barili (cerchiaggio), e altre 2

cinghie fissano il carico longitudinalmente come da foto.

122


Vantaggi

Svantaggi

Elevata stabilità: le cinghie di ancoraggio

garantiscono un fissaggio molto

stabile del carico, soprattutto per prodotti

pesanti o di forma irregolare.

Riutilizzabilità: sono spesso riutilizzabili,

il che li rende convenienti

Tempo richiesto: il fissaggio e il tensionamento

delle cinghie può richiedere

molto tempo

Protezione limitata: le cinghie di ancoraggio

non offrono protezione contro

le influenze esterne come umidità o

polvere

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Flessibilità: le cinghie di ancoraggio

possono essere adattate a diverse

dimensioni e forme di pallet

Suscettibilità allo scivolamento: se le

cinghie non sono sufficientemente

tese, il carico può scivolare

Adatto per…

– Carichi pesanti che richiedono un'elevata stabilità.

– Applicazioni in cui è richiesta una soluzione riutilizzabile.

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

123

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Fissaggio mediante reggiatura

La reggiatura è il metodo di fissaggio più diffuso. Di regola viene utilizzato un

nastro in plastica che, dopo essere stato tensionato, viene chiuso con l’attrito della

vibrazione o fissato con un piombino ( sigillo ) in metallo.

Vibrosaldatrice. Il nastro viene prima tensionato,

quindi saldato.

Vibrosaldatrice con tenditore manuale. Il nastro

viene prima tirato a mano, quindi saldato a vibrazione.

Reggiatrice manuale. Davanti viene inserito un

sigillo in metallo. Tensionatura del nastro e chiusura

del sigillo in metallo vengono effettuate

manualmente.

Pinza per sigilli con tenditore manuale. Il nastro

viene prima tensionato a mano, poi fissato

con tramite una pinza e un sigillo in metallo.

Carrello portabobine per nastri di reggiatura

in PP. Con questo modello non è necessario

prestare attenzione al diametro della bobina in

quanto non è previsto fissaggio a vite.

Esistono diversi tipi di sigilli in metallo. È necessario

distinguerli in base alla destinazione d’uso

e al tipo di reggiatrice.

124


In breve

La legatura con la reggia si riferisce all'uso di nastri flessibili, che sono spesso realizzati

con materiali come PP (polipropilene) o nylon. Queste cinghie sono generalmente

più sottili e flessibili delle cinghie di ancoraggio.

Punti chiave

– Scelta del materiale: Le cinghie possono essere realizzate con materiali diversi

che variano a seconda dell'applicazione.

– Tensione: Le cinghie vengono tese manualmente o con attrezzature speciali

per fissare il carico.

– Applicazione: I nastri vengono avvolti attorno al pallet e quindi saldati, o fissati

con sigilli metallici.

2. Edizione 2025

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Vantaggi

Leggero: le reggie sono generalmente

più leggere e più facili da maneggiare

rispetto alle cinghie di fissaggio.

Economicità: spesso sono più economici

da acquistare.

Facile da usare: l'attacco è solitamente

semplice e veloce.

Svantaggi

Stabilità inferiore: le reggie potrebbero

non fornire la stessa stabilità delle

cinghie di fissaggio, soprattutto con

carichi pesanti.

Protezione limitata: come per le

cinghie di ancoraggio, le reggie non

offrono protezione contro le influenze

esterne.

Adattabilità limitata: la flessibilità

nell'applicazione può essere più limitata

rispetto alle cinghie di ancoraggio.

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

Adatto per…

– Carichi più leggeri che non richiedono una stabilità estremamente elevata.

– Applicazioni in cui è necessaria una soluzione semplice ed economica.

125

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7.8 Fissaggio mediante pellicola estensibile

Avvolgimento di un’unità di trasporto con una pellicola in plastica sottile ed elastica,

il cosiddetto film estensibile ( strech ). La tensione della pellicola fa sì che

il carico venga tenuto insieme e non scivoli. Per avvolgerlo è possibile usare un

tenditore manuale o una macchina avvolgitrice.

1 Fissare la pellicola con un nodo all'angolo della paletta, facendo attenzione

alla posizione del nodo. Fare 3 giri attorno alla base della paletta fissando sia

quest'ultima che la merce.

2 Avvolgimento al centro, gli strati si sovrappongono di circa metà della larghezza

della pellicola.

3 Avvolgimento in alto, la pellicola viene passata due volte sullo spigolo superiore.

3

2

1

Durante l’estensione procedere sempre camminando in avanti ( indietro = pericolo di inciampo

) e verificare che la pellicola sia tirata.

Un carico con merce preziosa può anche

essere avvolto con pellicola nera. In

questo modo il contenuto diventa invisibile

dall’esterno.

126


In breve

Lo stretching consiste nell'avvolgere un film estensibile elastico attorno al pallet.

La tensione del film tiene insieme i prodotti e li stabilizza.

Punti Chiave

– Allungamento: assicurarsi di allungare la pellicola abbastanza da ottenere un

fissaggio stabile senza danneggiare i prodotti.

– Numero di strati: determinare il numero ottimale di strati, a seconda del carico

e dell'altezza del pallet.

– Tecnica corretta: utilizzare la tecnica di avvolgimento corretta per garantire

una tensione uniforme.

2. Edizione 2025

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Vantaggi

Flessibilità: il film si adatta a diverse

forme e dimensioni di prodotti.

Economicità: di solito più conveniente

rispetto al termorestringente.

Velocità: il processo di avvolgimento è

più veloce e semplice.

Svantaggi

Meno stabile: il fissaggio può essere

meno stabile rispetto alla pellicola termorestringente,

soprattutto con carichi

pesanti.

Suscettibilità agli agenti atmosferici:

non protegge dall'umidità e dalla polvere

Resistenza allo scivolamento: se la pellicola

non è sufficientemente stretta, il

carico può scivolare.

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

Adatto per…

– Prodotti che non vengono fortemente agitati e che richiedono una certa flessibilità.

– Applicazioni in cui è richiesto un backup rapido.

127

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7.8.1 Fissaggio mediante pellicola termorestringente

La pellicola termorestringente garantisce

ai carichi su pallet un’ottima

protezione contro intemperie,

polvere e furto. L’avvolgimento della

pellicola termorestringente per

grandi quantità di merce può essere

fatto con speciali forni o con pistole

per termoretraibili. Rispetto al film

estensibile, il film termorestringente Avvolgimento meccanico Avvolgimento a mano

è molto spesso. Una volta stretta, la

copertura termorestringente non può

più essere dilatata. Se la copertura viene « deformata » da sollecitazioni meccaniche

il compattamento del carico risulta insufficiente.

1 2

La copertura termorestringente viene passata

interamente sopra la merce.

Distribuire uniformemete la copertura.

3 4

Preparare per l’uso la pistola a gas ( attenzione

: osservare le istruzioni per l’uso ).

5

Il calore fa restringere la pellicola, garantendo

un fissaggio stabile del carico. Attenzione

: restare troppo tempo nello stesso

punto potrebbe far sciogliere la pellicola o

danneggiare la merce.

6

Pallet stretto e pronto.

128

Alla fine dell’operazione verificare che il

gas sia chiuso.


In breve

L'imballaggio termoretraibile utilizza film termoretraibili che vengono applicati al

pallet e ai prodotti mediante calore, la pellicola si contrae e racchiude saldamente

il carico.

Punti chiave

– Scelta del materiale: utilizzare un film termoretraibile di alta qualità, che ha un

buon effetto di restringimento.

– Controllo della temperatura: mantenere la temperatura corretta durante il restringimento

per garantire una corretta adesione.

– Circolazione dell'aria: assicurarsi che la pellicola non sia troppo stretta per evitare

possibili danni ai prodotti.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Vantaggi

Stabilità: Fornisce un fissaggio molto

solido e stabile del carico.

Protezione dall'acqua: il film termoretraibile

protegge dall'umidità e dalla

polvere.

Risparmio di spazio: riduce il volume

rispetto ad altri metodi.

Svantaggi

Costi: Costi di materiale e di esercizio

più elevati dovuti all'uso della pellicola

in PVC e macchine termoretraibili.

Tempo richiesto: il processo di restringimento

può richiedere molto tempo.

Impatto ambientale: i film plastici possono

essere dannosi per l'ambiente se

non vengono riciclati correttamente.

CI 3.3 Commissionamento e preparazione ordini

Adatto per

– Prodotti sensibili o instabili esposti a forti vibrazioni.

– Prodotti che devono essere protetti dall'umidità e dalla polvere.

129

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8. Uscita merce

USCITA MERCE

La merce in uscita è l'ultimo processo prima che la catena logistica

ricominci con l'ingresso in azienda di nuova merce. È

importante che l'unità di carico per il trasporto sia stata ben

preparata alfine di proteggere il carico durante il trasporto.

Dopo essere stati caricati i pallet devono essere messi in

sicurezza nel camion.

In Svizzera vengono trasportate diverse centinaia di milioni di tonnellate di merce

ogni anno su strada e rotaia, e questo dato continua ad aumentare. La responsabilità

per il trasporto corretto e il fissaggio professionale della merce non è solo

del conducente del camion, ma anche di chi prepara la merce per il carico.

Per garantire un trasporto sicuro occorre verificare i punti seguenti :

– Corretta distribuzione del carico

– Fissaggio idoneo del carico

– Rispetto di tutte le disposizioni di legge

130


8.1 Allestimento di un piano di trasporto

Procedura di allestimento di un piano di trasporto

1. Calcolare il peso del carico ( somma di tutti i carichi )

2. Scegliere lo schema di carico

3. Calcolare il baricentro del carico

4. Registrare nel piano di distribuzione la portata utile ed effettuare eventuali

spostamenti con distanziatori

5. Posizionare i carichi

6. Calcolare la distribuzione del peso

7. Se necessario eseguire modifiche

8. Fatto : il camion può essere caricato seguendo il piano di trasporto

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

725 kg

675 kg

950 kg

1000 kg

900 kg

625 kg

750 kg

Larghezza della

rampa di carico

2,55 m

1. Calcolare il peso del carico

Sommare tutti i pesi e verificare che la portata utile del veicolo non venga superata.

725 kg

675 kg

950 kg

1000 kg

900 kg

625 kg

750 kg

CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

725 kg + 675 kg + 950 kg + 1000 kg + 900 kg + 625 kg + 750 kg = 5625 kg

131

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2. Scegliere lo schema di carico

Per scegliere lo schema di carico tenere conto del numero di pallet e delle dimensioni

della superficie di carico.

Struttura del blocco di carico con una superficie di carico di 2,3 metri

Larghezza della

rampa di carico

2,3 m

Struttura del blocco di carico con una rampa di carico di 2,55 metri

Trasporto in lunghezza Trasporto in larghezza Combinazione tra trasporto

in lunghezza e larghezza

3. Calcolare il baricentro del carico

Lunghezza del carico : 2 ( se il peso è distribuito in modo uniforme )

Larghezza della

rampa di carico

2,55 m

Larghezza

della

rampa di

carico

2,55 m

Larghezza

della

rampa di

carico

2,55 m

Larghezza

della

rampa di

carico

2,55 m

0,8 m

1,2 m

0,8 m

2,8 m : 2 = 1,4 m

132


4. Registrare nel piano di distribuzione la portata utile ed ev. effettuare

spostamenti con distanziatori

Il peso del carico ( risultato del punto 1 ) e il baricentro del carico ( risultato del

punto 3 ) vengono ora riportati nel piano di distribuzione della portata utile.

Distanza dalla sponda di testa al baricentro m

2. Edizione 2025

1

3

Se il baricentro è al di fuori dell’area verde non è possibile trasportare così la

merce. In questo caso possiamo spostare il baricentro usando distanziatori ( ad es.

pallet ) finché non arriva a trovarsi all’interno dell’area verde.

Distanza dalla sponda di testa al baricentro m

1

3

Peso del carico in t

Peso del carico in t

ASFL SVBL

CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

133

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2,6 m

1,2 m

1,4 m

Breite der

Ladebrücke

2,55 m

0,8 m

1,2 m

0,8 m

2,8 m : 2 = 1,4 m

5. Distribuzione del peso

La distribuzione del peso sulla superficie di carico è soggetta ai due principi

seguenti :

1. I pesi del carico devono essere distribuiti in modo uniforme nella direzione

della lunghezza e della larghezza del veicolo ( carico compatto ).

2. Il baricentro del carico deve essere posizionato al centro della superficie

di carico con maggiore precisione quanto più pesante è il carico.

134


Verificare che il peso sia sempre uniforme da destra a sinistra e da davanti a dietro.

Ciò avviene se i pesi sono equilibrati sulle due diagonali.

1000 kg

1000 kg

950 kg

900 kg

750 kg

725 kg

675 kg

625 kg

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Per prima cosa posizionare al centro il pallet più pesante.

950 kg

1000 kg

900 kg

Equilibrio diagonale dei due pallet successivi.

725 kg

950 kg

1000 kg

900 kg

1000 kg

750 kg

1000 kg

Equilibrio diagonale dei due pallet successivi.

950 kg

950 kg

900 kg

900 kg

750 kg

750 kg

725 kg

725 kg

675 kg

675 kg

625 kg

625 kg

CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

725 kg

675 kg

950 kg

1000 kg

900 kg

625 kg

750 kg

1000 kg

950 kg

900 kg

750 kg

725 kg

675 kg

625 kg

Equilibrio diagonale degli ultimi due pallet.

135

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6. Calcolare la distribuzione del peso

Calcolo fronte / retro

Sommare il peso di tutti i pallet anteriori e il peso di tutti i pallet posteriori. I pesi

che si trovano per metà nella parte anteriore e per l’altra metà nella parte posteriore

della superficie di carico vanno divisi a metà tra i due risultati.

725 kg+ 675 kg = 1400 kg 750 kg + 625 kg = 1375 kg

( 950 kg + 1000 kg + 900 kg ) : 2 = 1425 kg ( 950 kg + 1000 kg + 900 kg ) : 2 = 1425 kg

1400 kg + 1425 kg = 2825 kg 1375 kg + 1425 kg = 2800 kg

725 kg

675 kg

950 kg

1000 kg

900 kg

625 kg

750 kg

2825 kg

– 2800 kg

= 25 kg differenza

Calcolo sinistra / destra

Sommare il peso di tutti i pallet a sinistra e il peso di tutti i pallet a destra. I pesi

che si trovano per metà nella parte sinistra e per l’altra metà nella parte destra della

superficie di carico vanno divisi a metà tra i due risultati.

725 kg

675 kg

950 kg

1000 kg

900 kg

625 kg

750 kg

725 kg+ 950 kg+ 625 kg = 2300 kg

1000 kg : 2 = 500 kg

2300 kg + 500 kg = 2800 kg

675 kg + 900kg+ 750kg = 2325 kg

1000 kg : 2 = 500 kg

2325 kg + 500 kg = 2825 kg

Differenza totale

25 kg ( lunghezza ) + 25 kg ( larghezza )

2825 kg

– 2800 kg

= 25 kg differenza

136


7. Se necessario eseguire modifiche

Ora è possibile invertire i pesi per minimizzare la differenza.

Nel farlo è importante rispettare le indicazioni seguenti :

– Se la differenza è di 100 kg spostare solo 50 kg da una parte all’altra; in caso

contrario non si fa altro che trasferire il problema da una parte all’altra.

– Se la differenza è troppo grande solo tra davanti e dietro non spostare pallet

da sinistra a destra.

– Se la differenza è troppo grande solo tra sinistra e destra non spostare pallet

da davanti a dietro.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

8. Fatto : il camion può essere caricato in base al piano di trasporto

8.2 Fissaggio professionale del carico

8.2.1 Accoppiamento di forma ( carico compatto ) o ancoraggio di forza

Per evitare che la merce si sposti sulla superficie di carico è possibile fissarla in

due modi : con un accoppiamento di forma o di forza ( ancoraggio di forza ).

Di forma :

Di forza :

lo spostamento viene evitato riempiendo gli spazi vuoti.

Io spostamento viene evitato fissando la parte di carico con

un metodo di fissaggio idoneo usando cinghie di ancoraggio.

Spesso le due procedure vengono combinate in quanto la vibrazione ( sobbalzi )

può causare lo spostamento di parti del carico.

CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

8.2.2 Accoppiamento di forma del carico

L’accoppiamento di forma prevede il posizionamento del carico in modo compatto,

cioè senza lasciare spazi vuoti all’interno del vano di carico. È però necessario

che non ci siano forze verso l’alto, come succederebbe ad es. a una nave cargo nel

mezzo di una tempesta. Per questo sulle navi un fissaggio del carico solamente

geometrico non è mai sufficiente!

137

Manuale didattico per i

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corsi interaziendali in logistica


Riempimento

Riempendo completamente lo spazio vuoto in

cima o in fondo al carico utilizzando palette in

orizzontale o barre fermacarico si assicura il

carico contro qualsiasi spostamento.

Sistema di ritenuta

Con l’ancoraggio, il carico viene fissato

al pianale aumentando la forza di attrito

che non permette così al carico di scivolare.

138


8.2.3 Strumenti per il fissaggio del carico

Sono disponibili mezzi di fissaggio del carico per tutti i tipi di carico. Data la ricchezza

dell’offerta risulta facile scegliere il giusto strumento di fissaggio. Tenere

sempre conto delle sollecitazioni e delle forze cui è previsto che il carico sia esposto

durante il trasporto.

1

4

6

3

5

2

1 Cuneo

Evita il rotolamento di oggetti cilindrici.

2 Tendicatena

Il tendicatena serve a tendere i

fissaggi per carichi pesanti.

3 Cuscino gonfiabile

Separa le parti di carico e riempie i

vuoti tra i singoli carichi.

4 Asta fermacarico

Fissaggio del carico « leggero ».

Protegge i carichi dalle forze di

accelerazione ( indietro ).

Non è un fissaggio del carico sufficiente

per annullare le forze di

decelerazione in frenata.

5 Rete di sicurezza

Fissa i carichi instabili. Spesso viene

usata nel trasporto di cassoni

aperti per evitare che lo

spostamento d’aria faccia volare

via le parti più leggere.

Nel trasporto aereo la maggior

parte dei carichi viene fissata anche

con reti di sicurezza.

6 Tappetini antiscivolo

Vengono utilizzati per evitare lo

scivolamento dei carichi. Migliorano

il coefficiente di atrito ma, di

regola, non sono sufficienti come

fissaggio del carico.

139

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

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corsi interaziendali in logistica


8.2.4 Asta fermacarico

L’asta fermacarico va usata solo

come protezione contro le forze di

accelerazione.

8.2.5 Cinghie di ancoraggio

Le cinghie di ancoraggio sono disponibili in versione singola e doppia. Per reggiare

merce sfusa vengono usate cinghie singole, le cosiddette cinghie di tensione.

Le cinghie di ancoraggio con tenditore vengono usate per ancorare la merce su

una superficie di carico.

Prima di usare una cinghia di ancoraggio controllare ogni volta le sue condizioni!

Il modo più semplice per identificare danneggiamenti come strappi, nodi o fori è

un’ispezione visiva delle cinghie prima dell’uso. I mezzi di ancoraggio, inoltre, devono

essere controllati ogni anno da un tecnico.

Cinghia doppia con dispositivo di

tensionamento ( cricchetto )

Cinghia singola

Le cinghie di tensione e di ancoraggio potrebbero schiacciare la merce trasportata

o l’imballaggio. Una protezione degli spigoli adeguata protegge non solo la

merce e l’imballaggio, ma anche le cinghie stesse.

140

Photo : SpanSet AG


8.2.6 Contrassegni sulle cinghie di ancoraggio

Le cinghie di ancoraggio devono essere contrassegnate dal produttore con la loro

portata massima. In genere, ad esempio nel caso di una cinghia di ancoraggio, i

dati sono riportati sull'etichetta.

ASFL SVBL

2. Edizione 2025

1 Forza di trattenuta 2500 daN ( con trazione diretta )

2 Forza di trazione manuale

3 Forza di tensionamento manuale

4 Forza d’ancoraggio 5000 daN

1 kg = 1 DekaNewton ( daN ) = 10 Newton

Abbreviazioni utilizzate nell’etichetta :

LC Abbreviazione di « Lashing Capacity ». È la sigla con cui viene indicata

in tutto il mondo la capacità di fissaggio massima.

SHF Abbreviazione di « Standard hand force », indica la forza massima applicabile

sulla leva del cricchetto.

STF Abbreviazione di « Standard tension force », indica la forza massima di

tensionamento o tiro applicabile sulla parte variabile ( cinghia ).

CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

Forze ammesse :

1. Forza di trattenuta ammessa con trazione in linea LC = 2500 daN

2. Forza di trazione manuale SHF = 50 daN

3. Forza di tensionamento STF = 500 daN

4. Forza d’ancoraggio a terra LC = 5000 daN

141

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corsi interaziendali in logistica


8.2.7 Disposizioni della Legge federale sulla circolazione stradale ( LCStr )

LCStr, articolo 30.2

I veicoli non devono essere sovraccaricati. Il carico deve essere collocato in

modo che non sia di pericolo né di ostacolo ad alcuno e che non possa cadere.

I carichi sporgenti devono essere segnalati, di giorno e di notte, in modo ben

visibile.

LCStr, articolo 31.3

Il conducente deve provvedere affinché non sia ostacolato nella guida né dal

carico né in altro modo. I passeggeri non devono ostacolarlo né disturbarlo.

Ma troppo spesso nella realtà le cose vanno così :

142


8.3 Condizioni e forze

8.3.1 Condizioni

Prima di predisporre un trasporto su strada, dobbiamo conoscere le seguenti informazioni

:

Peso a vuoto Portata utile Peso totale

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Il peso a vuoto è il

peso di un veicolo

senza carico.

La portata utile è

il carico massimo

trasportabile su un

camion.

Sommando il peso

a vuoto e la portata

utile si ottiene il peso

totale.

8.3.2 Effetto delle forze

Durante il trasporto i carichi su pallet sono esposti a sollecitazioni fisiche importanti.

Le sollecitazioni causate da spinte o urti sono soggette alle stesse leggi di

quelle dovute a cadute. Una spinta o un urto può causare lo scivolamento, il ribaltamento

o la caduta di pacchi o interi carichi. La merce può danneggiare l’imballaggio

o romperlo. L’entità di accelerazione e decelerazione viene indicata in g

( forza di gravità ). La pressione generata a 1 g è pari alla forza peso normale del

corpo accelerato.

CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

143

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Verzögerungskräfte

Verzögerungskräfte

Accelerazione

Beschleunigungskräfte

Verzögerungskräfte

Beschleunigungskräfte

Beschleunigungskräfte

Verzögerungskräfte

Fliehkräfte

Decelerazione

Forza centrifuga

Beschleunigungskräfte

Fliehkräfte

Vertikal wirkende Kräfte (Vibration)

Forze verticali ( vibrazione )

Fliehkräfte

Fliehkräfte

Vertikal wirkende Kräfte (Vibration)

Vertikal wirkende Kräfte (Vibration)

Durante gli spostamenti su strada sono presenti anche forze verticali, soprattutto

Vertikal wirkende Kräfte (Vibration)

sotto forma di urti, oscillazioni e vibrazioni. Spesso queste forze verticali aggiuntive

non sono sufficienti per far sollevare il carico dalla superficie di carico, ma

riducono l’attrito e quindi l’aderenza. La vibrazione può far sì che un carico perda

contatto con il suolo e scivoli. Un carico con aderenza al suolo insufficiente rappresenta

quindi un pericolo. Le forze verticali vengono contrastate ad es. ancorando

il carico a terra

144


8.4 Forze durante il trasporto su rotaia

Le forze che agiscono nel trasporto all’interno di vagoni ferroviari sono simili a

quelle del trasporto su strada. Le forze di decelerazione sono però molto più

grandi. Un urto durante una manovra può rilasciare fino a 4 g. Le compagnie ferroviarie

conoscono bene le sollecitazioni cui è esposta la merce durante il trasporto

in vagoni ferroviari. Per questo occorre rispettare le disposizioni di carico.

2. Edizione 2025

Forze verticali (vibrazioni)

ASFL SVBL

Forza d’accelerazione

Forza centrifuga

8.5 Self-service

Forza di decelerazione

E’ possibile che, in alcuni casi, sia il cliente che ritira personalmente la merce dal

fornitore o presso un magazzino (self-service H24) anziché farsela consegnare.

Vantaggi del ritiro diretto della merce da parte del cliente.

– Flessibilità: i clienti possono scegliere autonomamente l'orario di ritiro.

– Risparmio sui costi: il ritiro della merce diretto da parte del cliente genera un

risparmio sui costi di consegna per l’azienda e spesso è più economico anche

per il cliente.

– Velocità: i clienti possono hanno a disposizione la merce più rapidamente, non

dovendo aspettare la consegna.

– Controllo qualità: i clienti hanno la possibilità di controllare la merce direttamente

prima del ritiro per assicurarsi che soddisfi le loro esigenze.

CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

Aspetti importanti per l’azienda che propone il ritiro diretto della merce.

– Pianificazione logistica: le aziende devono gestire in modo efficiente la stazione

di prelievo e mettere a disposizione personale sufficiente per il passaggio di

consegne.

– Tempi di attesa: una maggiore frequenza di prelievo può comportare tempi di

attesa per i clienti, con conseguenti ripercussioni sulla loro soddisfazione.

– Risorse: le aziende devono fornire personale e infrastrutture per garantire un

processo di consegna diretta efficace.

145

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9. Distribuzione

DISTRIBUZIONE

Per distribuzione intendiamo la « distribuzione della merce ».

Una volta che tutte le merci sono state caricate e messe in sicurezza

vengono distribuite. Per garantire che le merci non

vengano distribuite in modo selvaggio, esistono oggi molti

strumenti per le aziende che generano già percorsi ottimizzati

in base alle consegne.

Ciò che va preso in considerazione è :

– Luogo di consegna del cliente

– Possibili consegne di ritorno ( evitare corse a vuoto )

– Peso

Esempio

Luogo di partenza : Olten

Clienti :

– Zurigo 2 palette

– Lucerna 3 palette

– Argovia 2 palette

146


10. Reso delle merci e reclami

Una consegna di ritorno da parte di un

cliente viene definita « reso » e spesso

viene addebitata alle aziende direttamente

dopo la consegna. Negli ultimi

anni i resi sono aumentati in modo

massiccio. In molte aziende di vendita

per corrispondenza, un ordine può essere

restituito gratuitamente. Tuttavia,

il costo di tali resi è enorme, con il risultato

che molti articoli resi vengono smaltiti come rifiuti da parte del venditore

perchè, oltre al mancato guadagno, richiede la gestione di costi e tempi per la

spedizione. Per tale motivo l'applicazione di tasse per la restituzione sono sempre

più utilizzate.

Un reclamo viene solitamente esaminato in modo più approfondito dalle aziende.

Molte piattaforme online dispongono di un apposito modulo per i reclami online.

Nella maggior parte dei casi, è necessario fornire una foto e una motivazione oppure

restituire direttamente la merce. Le aziende offrono diverse opzioni per rendere

nuovamente soddisfatto il cliente.

– Nota di credito

– Nuovo articolo

– Sconti

– Buono sconto

2. Edizione 2025

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CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

10.1 Accettazione dei resi

Documenti richiesti

– Documenti di reso

– Bolla di consegna

– Modulo di reclamo

147

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Controlli

– Ispezione visiva delle merci per verificare la presenza di danni

– Confronto degli articoli consegnati con i documenti di reso

– Controllo dei numeri degli articoli, delle quantità e dei motivi della restituzione

Note sulla confezione

– Motivo del reso

– Data

– Nome della persona di contatto

Gestione dei resi

– Processo di inoltro delle informazioni al reparto competente (ad es. controllo

qualità, contabilità).

– Aggiornamento dei dati di inventario: documentazione delle modifiche nel sistema

di gestione della merce

Motivi per i resi

– Misura, forma, colore o prodotto non corretti

– Reclami per consegna difettosa

– Richiami di prodotto

10.2 Accoglienza dei reclami

Ascolto attivo

– Contatto visivo

– Annuire, sorridere

– Ripetere ciò che è stato detto: Es: «Se ho capito bene, lei mi sta dicendo che…»

– Fare domande aperte: «Che tipo di problema ha avuto il telecomando?».

– Rispondere in modo empatico: «Posso capire la delusione che ha provato…».

– Riassumere: «Per riassumere, entro massimo il ….»

– Far finire di parlare il cliente

– Usare un linguaggio positivo. Invece di dire «Non possiamo farlo» preferire

«Possiamo certamente fare in modo che…»

148


Annotare i dettagli: numero dell'articolo, motivo del reclamo, dati del cliente.

Utilizzando queste tecniche di ascolto attivo, è possibile migliorare la comunicazione

con i clienti. L'ascolto attivo non serve solo a comprendere ma anche a rafforzare

il rapporto con i clienti e contribuisce ad aumentare la loro soddisfazione..

Motivazione oggettiva delle risposte

– Introduzione

«Grazie mille per averci fatto sapere cosa ne pensi del prodotto XYZ che hai ordinato

il (data dell'ordine). Abbiamo ricevuto il tuo reso e vorremmo darti una

spiegazione oggettiva del perché l'abbiamo accettato.»

– Problema

«Hai detto che il prodotto non corrisponde alla descrizione.»

– Descrizione del problema

Spiegazione dettagliata del motivo per cui il cliente ha restituito il prodotto.

Dettagliare gli aspetti specifici che hanno portato alla decisione.

«Secondo il tuo feedback l’articolo XYZ non corrisponde…»

Fatti e dati

Sostenere il ragionamento, con fatti o dati che supportino l'argomentazione.

Può trattarsi di informazioni sulle politiche di restituzione, descrizioni dei prodotti

o standard di qualità.

Approcci risolutivi

Suggerire soluzioni o miglioramenti per evitare problemi in futuro. Questo dimostra

che il servizio clienti è un servizio che sta a cuore e desidera migliorarsi.

Conclusione

Riassumete i punti più importanti e offrite al cliente l'opportunità di chiarire le domande

o offrire supporto.

2. Edizione 2025

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CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

149

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10.3 Strategie per evitare e ridurre i resi e i reclami

Informazioni

dettagliate sul

prodotto

– Descrizione del prodotto

Chiaro, conciso ed esaustivo. Dettagli su dimensioni, materiale,

applicazioni e istruzioni per la cura.

– Immagini di alta qualità

Immagini ad alta risoluzione da diverse prospettive per dare ai

clienti un'idea realistica del prodotto.

Tabelle delle

taglie e istruzioni

di montaggio

– Tabella delle taglie

Offri una tabella delle taglie accurata

– Istruzioni di montaggio

Note sulla vestibilità e sulle regolazioni, in particolare per abbigliamento

e scarpe.

Controllo di

qualità

– Test del prodotto

Rigoroso controllo di qualità per garantire che i prodotti siano

privi di difetti prima della spedizione.

– Analisi del feedback

Analizza il feedback e i reclami dei clienti per identificare e risolvere

i problemi comuni.

Imballaggio e

spedizione

– Imballaggio sicuro

Imballare in modo sicuro i prodotti ed evitare danni durante il

trasporto.

– Spedizione veloce

Offri opzioni di spedizione rapide e affidabili per aumentare la

soddisfazione del cliente.

Ottimazzazione

della gestione del

magazzino

– Etichettatura unica

Contrassegnare chiaramente i prodotti in magazzino. Usa codici

a barre o codici QR per facilitare l'identificazione.

– Organizzazione delle scaffalature e dello spazio di stoccaggio

Organizza il magazzino in modo che prodotti simili non siano

uno accanto all'altro per evitare confusione.

150


– Sistemi di gestione del magazzino (WMS)

Sfrutta le soluzioni software che automatizzano e ottimizzano i

Utilizzo di tecnologie

moderne

processi di ordinazione, stoccaggio e spedizione.

– Pick-by-Voice o Pick-by-Light

Implementa tecnologie che supportano il processo di prelievo

e aumentano la precisione.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Communicazione

efficiente

– Communicazione interna

Promuovere una comunicazione aperta tra i reparti (ad esempio,

vendite, magazzino, spedizioni) per evitare malintesi.

– Communicazione efficiente

Informa i clienti sullo stato dei loro ordini per chiarire i malintesi.

CI 3.4 Uscita merce e fissaggio idoneo del carico

151

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11. Verifiche di apprendimento

11.1 Corso interaziendale 1

SAL 1.1.1

SAL 1.1.2

SAL 1.1.3

SAL 1.1.4

Ricevimento merce

Immagazzinamento

Commissionamento

Inventario

merce

SAL 1.2.1

SAL 1.2.2

SAL 1.2.3

SAL 1.2.4

Sicurezza sul lavoro

Manipolazione sicu-

Tutela della salute

Manipolazione sicu-

ra con le varie attrez-

ra di merci

zature di lavoro

pericolose

152


11.2 Corso interaziendale 3

Verifiche di apprendimento

ASFL SVBL

2. Edizione 2025

SAL 3.1.1

SAL 3.1.2

SAL 3.1.3

Controllo generale della

Controllo dettagliato della

Accettazione merce, dispo-

merce e attrezzi interscam-

merce e protocollo danni

sizione per l'immagazzin-

biabili

amento

SAL 3.2.1

Immagazzinamento merce

diversa

SAL 3.2.2

Immagazzinamento merce

pericolosa

SAL 3.2.3

Inventario

SAL 3.3.1

SAL 3.3.2

SAL 3.3.3

Commissionamento della

Imballaggio della merce

Preparazione ordini

merce

SAL 3.4.1

Carico del mezzo e piano di

percorso

SAL 3.4.2

Movimentazione della

merce

SAL 3.4.3

Resi della merce

153

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corsi interaziendali in logistica


Note

154


Indirizzo Magazzino

ASFL SVBL

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Manuale didattico per i corsi interaziendali in logistica

Indirizzo Magazzino

by ASFL SVBL

Schweizerische Vereinigung für die Berufsbildung in der Logistik

Association Suisse pour la formation professionnelle en logistique

Associazione Svizzera per la formazione professionale in logistica

155

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1. Il termine immagazzinamento

VENDITA

ACQUISTI

DISTRIBUZIONE

USCITA MERCE

ENTRATA MERCE

IMMAGAZZINA-

MENTO

MOVIMENTAZIONE

MOVIMENTAZIONE

PREPARAZIONE

ORDINI

MOVIMENTAZIONE

PRODUZIONE

La conservazione efficiente delle merci è una parte fondamentale della logistica

moderna e svolge un ruolo centrale lungo tutta la catena del valore di un’azienda.

In un mercato dinamico, è essenziale che le merci non solo siano immagazzinate

in modo sicuro e conforme, ma anche gestite in modo efficiente.

L'obiettivo è massimizzare la disponibilità dei beni riducendo al minimo i costi.

Il termine immagazzinamento/stoccaggio non è solo di grande importanza nella

logistica. Immagazzinamento è una parola che ci accompagna ogni giorno.

Ogni giorno tiriamo fuori dal frigo almeno un prodotto. Che si tratti di una bevanda

o di un panino all'ora di pranzo, stiamo già parlando di una tipo di magazzino

per prodotti freschi. La merce viene immagazzinata nei vari magazzini fino al momento

della consegna al consumatore finale. Un altro tipo di magazzino con cui

entriamo in contatto ogni giorno è il nostro guardaroba. Lì teniamo i nostri vestiti,

piegati su uno scaffale o appesi a una gruccia. In questo caso si parla di magazzino

con un sistema di stoccaggio per merci appese «sospeso».

156


1.1 Tutto sull'immagazzinamento

ASFL SVBL

2. Edizione 2025

L’acquisizione, l’allestimento e l’organizzazione di un magazzino richiedono competenze

specialistiche. È quindi necessario porsi diverse domande:

1. Quali prodotti devono essere immagazzinati?

2. Quale tipo di magazzino è adatto per questi prodotti?

3. Come verrà organizzato il magazzino?

4. Come verranno gestite le scorte?

5. Quali tecnologie possono essere utilizzate per soddisfare tutte queste

situazioni?

Indirizzo Magazzino

157

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1.2 Compiti e funzioni dell'immagazzinamento

Funzione di riserva /

sicurezza

Funzione di controllo e

smistamento

Funzione di stagionatura

– Garantisce l’approvvigionamento se si verificano ritardi

nelle consegne o fluttuazione nei consumi.

– Controllo e smistamento delle merci per l’immagazzinamento.

– Migliora la qualità del prodotto tramite processi di

maturazione.

Funzione di trasformazione – Riconfezionamento/etichettatura/miscelazione, ecc..

Funzione speculativa

Funzione di presentazione

vendita

Funzione di smaltimento

– Stoccaggio di merce soggette a forti variazioni di

prezzo.

– Esposizione nello showroom

– Stoccaggio di rifiuti, scarti di produzione o di merci

pericolose.

158


2. Tipi di prodotto

TIPO DI PRODOTTO

Nella logistica esistono diverse tipologie di prodotti, ognuno

con esigenze diverse per lo stoccaggio, il trasporto e la movimentazione.

ASFL SVBL

2. Edizione 2025

2.1 Beni di consumo

Definizione

I beni di consumo sono il risultato finale

della produzione e sono ciò che un

consumatore vedrà stoccato sugli scaffali

di un negozio. Prodotti che vengono utilizzati

e consumati regolarmente, come alimenti, bevande e prodotti per l'igiene.

Immagazzinamento

– Deperibilità

Monitoraggio della durata di conservazione e della data di scadenza per prevenire

il deterioramento.

– Principo FIFO

Applicare il principio first-in, first-out per garantire che le scorte più vecchie

siano vendute per prime.

Temperatura

Per le merci deperibili, una temperatura di stoccaggio adeguata è fondamentale

per mantenerne la freschezza.

Indirizzo Magazzino

Gestione dell'inventario

Controlli e adeguamenti regolari dell'inventario delle giacenze per evitare rotture

di stock o eccedenze nelle scorte.

Tipi di stoccaggio adatti

– Stoccaggio su scaffalature

Ideale per la conservazione di materiali di consumo non deperibili.

– Scaffalature di flusso

Per merci deperibili per garantire lo stoccaggio FIFO.

– Celle frigorifere

Per alimenti deperibili e prodotti freschi

159

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corsi interaziendali in logistica


2.2 Beni materiali

Definizione

I beni materiali sono tutti i beni che hanno

il requisito della materialità, quindi

hanno una consistenza fisica. I beni materiali

includono le merci, i prodotti finiti,

le materie prime, i fabbricati, i macchinari, ecc., e vengono utilizzati nelle operazioni

di un’azienda per produrre un profitto.

Immagazzinamento

– Area di stoccaggio

Le merci richiedono spesso aree di stoccaggio speciali che offrano spazio sufficiente

per l'accesso e la loro manutenzione.

– Protezione

Protezione delle merci da possibili danni (es. temperatura, luce diretta, umidità,

polvere).

Manutenzione

Sono necessarie manutenzioni e ispezioni regolari per garantire la funzionalità

delle macchine e degli impianti.

Documentazione

Tenere una descrizione dettagliata del layout del magazzino, dei registri della manutenzione

e dell'uso degli impianti.

Scelta dei magazzini

– Magazzino a scaffalature alte (multipiano)

Per merce palettizzata in grandi quantità.

– Scaffalature a ripiani

Per merce imballata in piccole quantità nonché merci di piccolo volume.

– Magazzino specifico

Per merci sensibili o di valore che richiedono una protezione con caratteristiche

specifiche.

160


2.3 Merci pericolose

Definizione

Con questo termine ci si riferisce a tutte

quelle sostanze o materiali che, a causa

delle loro proprietà fisico-chimiche o delle

loro caratteristiche, possono presentare

dei rischi per la salute e la sicurezza

umana, le infrastrutture e/o i loro mezzi di trasporto.

2. Edizione 2025

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Misure di sicurezza

– Conformità a normative e standard specifici per lo stoccaggio compatibile di

sostanze pericolose.

– Segnaletica e indicazioni chiare nelle aree di stoccaggio.

Immagazzinamento

Assicurarsi che i materiali pericolosi siano conservati in contenitori appropriati e

protetti da perdite e contaminazioni.

Formazione

Formazione del personale sullo stoccaggio e la manipolazione di sostanze pericolose

e le misure di emergenza.

Tipi di magazzini adatti

– Magazzini per merci pericolose

Magazzini specifici che soddisfano i requisiti di legge per lo stoccaggio di merci

pericolose.

– Scaffalature di sicurezza con vasche di contenimento

Ripiani o pavimentazione con vasche di raccolta per il contenimento di eventuali

perdite.

– Magazzini a temperatura controllata

Per sostanze pericolose sensibili alle variazioni di temperatura.

Indirizzo Magazzino

161

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2.4 Prodotti refrigerati e

surgelati

Definizione

Prodotti che devono essere conservati

a basse temperature per mantenerne

la freschezza e la qualità, come alimenti

freschi e surgelati.

Temperatura

Monitoraggio costante delle temperature (es. 0-4 °C per refrigerazione, -18 °C o

inferiore per surgelazione).

Layout del magazzino

Organizzazione efficiente per garantire l'accessibilità e il rapido prelievo.

Durata di conservazione

Controllo regolare delle date di scadenza del prodotto.

Tipi di magazzino adatti

– Celle frigorifere

Per prodotti che devono essere conservati a basse temperature (0-4 °C).

– Celle frigorifere per surgelati

Per prodotti che devono essere conservati a temperature molto basse (inferiori

a -18 °C).

– Scaffali refrigerati per il commercio al dettaglio

Per i rivenditori di prodotti freschi.

162


2.5 Prodotti stagionali

Definizione

Beni che sono richiesti solo in determinati

periodi dell'anno, come le decorazioni

natalizie, i vestiti estivi o i cibi di

stagione.

2. Edizione 2025

Pianificazione del magazzino

Gestione anticipata delle scorte per soddisfare i picchi stagionali della domanda.

ASFL SVBL

Immagazzinamento

Assicurarsi che le condizioni di conservazione mantengano la qualità dei prodotti

durante il periodo di stoccaggio.

Marketing e vendite

Pianificazione strategica delle promozioni per massimizzare le vendite durante la

stagione.

Tipi di magazzino adatti

– Stoccaggio per palette e a ripiani

Per lo stoccaggio di articoli stagionali che devono essere disponibili in grandi

quantità

– Sistemi di scaffalature mobili

Per risparmiare spazio quando i prodotti non sono necessari in alta stagione

– Magazzini a scaffalature alte

Per lo stoccaggio efficiente di grandi quantità di prodotti stagionali.

Indirizzo Magazzino

163

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2.6 Resi

Definizione

Prodotti restituiti dai clienti per insoddisfazione,

danni o errori di consegna.

Controllo

Ispezione accurata della merce restituita per rilevare eventuali danni o difetti.

Ricondizionamento

Processo di valutazione, riparazione e manutenzione di un oggetto, da un punto

di vista estetico o meccanico-funzionale prima della rivendita.

Stoccaggio

Aree di stoccaggio separate per i resi per evitare confusione con i prodotti nuovi.

Documentazione

Tenere traccia dei resi per analizzare le tendenze e identificare le cause dei resi.

Tipi di magazzino adatti

– Magazzino resi separato

Un'area speciale per lo stoccaggio dei resi, per separarli dai prodotti nuovi

– Scaffalature per articoli in attesa di controllo

Per lo stoccaggio degli articoli restituiti in attesa di ispezione o ricondizionamento.

– Aree per resi danneggiati o non conformi che richiedono un controllo speciale

(CQ)

Per restituzioni danneggiate o non sicure che richiedono una gestione speciale.

164


3. Tipi di magazzino

TIPO DI MAGAZZINO

Il termine «tipo di stoccaggio» si riferisce alla categoria o al

tipo specifico di magazzino utilizzato per lo stoccaggio di

merci, materiali o prodotti. I tipi di stoccaggio si differenziano

per il tipo di merce immagazzinata, le condizioni di stoccaggio,

le precauzioni di sicurezza necessarie e i requisiti specifici

posti allo stoccaggio.

2. Edizione 2025

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3.1 Magazzino materie prime

Definizione

Magazzino per i materiali non lavorati utilizzati nella produzione.

Caratteristiche

– Spesso grandi quantità di materiali sfusi o su pallet

– Spesso richiede condizioni speciali (ad es. temperatura, umidità) a seconda del

tipo di materia prima

Ambito di applicazione

Nell'industria, in particolare nell'industria alimentare, chimica e delle costruzioni.

Esempio

Le materie prime come il grano, il latte o il legno sono diversi tipi di materie prime.

Indirizzo Magazzino

165

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3.2 Magazzino intermedio

Definizione

I magazzini intermedi (buffer stock) colmano il divario temporale tra le diverse

fasi del processo. La loro funzione principale è lo stoccaggio temporaneo delle

merci senza che queste vengano lavorate o modificate.

Caratteristiche

– Flessibilità, utilizzo a breve termine.

– Funzioni di buffer tra le diverse fasi di produzione o logistica.

Ambito di applicazione

Nella produzione, per evitare interruzioni causate da discontinuità operative (colli

di bottiglia della produzione).

Esempio

In un'azienda di produzione, si può optare per un magazzino temporaneo per lo

stoccaggio di prodotti semilavorati per continuare in seguito la produzione.

166


3.3 Magazzino prodotti finiti

Definizione

Magazzino per i prodotti pronti per la vendita.

Caratteristiche

– Stoccaggio organizzato per un rapido accesso ai prodotti.

– Aree dedicate al prelievo degli ordini.

2. Edizione 2025

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Ambito di applicazione

Commercio al dettaglio e all'ingrosso per garantire la disponibilità dei prodotti.

Esempio

Un magazzino di prodotti finiti può essere uno scaffale in qualsiasi centro commerciale,

ma anche un magazzino di pallet con prodotti finiti in un magazzino di

produzione.

Indirizzo Magazzino

167

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3.4 Magazzino per prodotti refigerati o congelati

Definizione

Magazzino in cui vengono stoccate le merci sensibili alla temperatura che richiedono

condizioni controllate.

Caratteristiche

– Dotato di sistemi di raffreddamento che mantengono costante la temperatura.

– Zone specifiche con diverse temperature per tipologie di merci.

Ambito di applicazione

Nell'industria alimentare, farmaceutica, di prodotti chimici.

3.5 Magazzino per merci pericolose

Definizione

Magazzino specifico per sostanze pericolose soggette a rigorose norme di sicurezza.

Caratteristiche

– Conforme ai requisiti di legge.

– Progettato per ridurre al minimo i rischi come incendi, esplosioni o reazioni

chimiche.

Ambito di applicazione

Industria chimica, farmaceutica, gestione di sostanze pericolose.

168


3.6 Magazzino automatizzato

Definizione

Magazzino in cui lo stoccaggio e il prelievo sono effettuati da sistemi automatizzati.

Caratteristiche

– Elevata efficienza e precisione grazie all'utilizzo di robot e sistemi di scaffalature

automatizzate.

– Minimo intervento umano e riduzione degli errori.

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Ambito di applicazione

Grandi centri logistici e nelle aziende con un'elevata rotazione delle merci.

3.7 Magazzino a blocchi

Definizione

Sistema semplice in cui le merci vengono stoccate a terra in blocchi, senza sistemi

di scaffalature.

Caratteristiche

– Bassi costi di investimento, flessibilità d'uso.

– Massimizzazione dello sfruttamento dello spazio.

Ambito di applicazione

Edilizia, magazzini di distribuzione bibite ecc.

Indirizzo Magazzino

169

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3.8 Magazzino a scaffalature

Definizione

Magazzino dotato di sistemi di scaffalature per sfruttare al meglio lo spazio.

Caratteristiche

– Diversi tipi di scaffali (ad es. scaffalature porta pallet, scaffalature a ripiani) a

seconda delle merci.

– Migliore accessibilità e visibilità dei prodotti.

Ambito di applicazione

Industria, commercio al dettaglio, centri logistici.

3.9 Magazzino in conto deposito

Definizione

Magazzino in cui le merci rimangono di proprietà del fornitore fino a quando non

vengono consumate o vendute dal cliente.

Caratteristiche

– Rischio ridotto per il cliente: paga solo ciò che consuma.

– Richiede una stretta collaborazione tra fornitore e cliente.

Ambito di applicazione

Industria e commercio al dettaglio, in particolare per prodotti costosi o stagionali.

170


3.10 Cross-Docking

Definizione

Metodo in cui le merci passano direttamente dalla ricezione alla spedizione senza

essere stoccate.

Caratteristiche

– Riduzione dei tempi di stoccaggio.

– Richiede pianificazione e coordinamento precisi.

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Ambito di applicazione

Distribuzione e logistica per aumentare l'efficienza e accorciare i tempi di consegna.

In breve

La scelta del giusto tipo di magazzino dipende da diversi fattori, tra cui la

tipologia delle merci stoccate, le esigenze specifiche dell'azienda, le risorse

disponibili e gli obiettivi di efficienza a cui si punta. Un sistema di magazzino

ben progettato riduce i costi, aumenta l'efficienza e migliora la soddisfazione

del cliente.

Indirizzo Magazzino

171

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4. Organizzazione

ORGANIZZAZIONE

Lo stoccaggio delle merci nelle diverse tipologie di magazzini

avviene attraverso diversi sistemi e modalità organizzativi

che mirano a massimizzare l'efficienza, la sicurezza e l'accessibilità.

4.1 Obiettivi dell'organizzazione del magazzino

Aumento dell'efficienza

– Ottimizzazione dei processi di magazzino per ridurre i tempi di stoccaggio e

aumentare la produttività.

– Riduzione dei costi tramite un uso efficace di spazio, tempo e risorse.

Soddisfazione del cliente

– Garantire una gestione rapida e affidabile degli ordini per soddisfare (o superare)

le aspettative dei clienti.

– Ridurre errori durante il prelievo e la consegna delle merci.

Controllo delle scorte

– Mantenere livelli di stock ottimali per evitare rotture di stock o eccedenze.

– Applicazione di metodi per monitorare e analizzare l’inventario.

Sicurezza

– Creare un ambiente di lavoro sicuro per i collaboratori, attuando misure e direttive

di sicurezza.

– Ridurre al minimo le perdite dovute a furto o danneggiamento delle merci.

Flessibilità

– Adattarsi ai cambiamenti del mercato, alle esigenze dei clienti e alla stagionalità.

– Reagire rapidamente alle variazioni della domanda.

172


4.2 Compiti dell'organizzazione del magazzino

Ricevimento merci

– Controllo e registrazione delle merci in entrata nel sistema di gestione del magazzino

(WMS).

– Verifica delle quantità e della qualità.

Stoccaggio

– Stoccaggio organizzato ed efficiente delle merci nelle apposite aree di stoccaggio.

– Ottimizzazione del layout del magazzino per accessibilità e utilizzo dello spazio.

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Gestione delle scorte

– Controlli regolari e aggiornamento delle scorte.

– Inventari per il controllo effettivo degli stock.

Commissionamento

– Preparazione delle merci per gli ordini con particolare attenzione all’efficienza

e alla precisione.

– Utilizzo di metodi di picking adatti (ad es. pick-by-paper, pick-by-voice, ecc.).

Spedizione

– Preparazione e imballaggio della merce per la spedizione.

– Organizzazione della spedizione e documentazione necessaria.

Gestione dei resi

– Gestione della merce restituita e reinserimento a magazzino o smaltimento.

– Controllo qualità della merce restituita.

Indirizzo Magazzino

Gestione della sicurezza

– Implementazione di misure e formazione alla sicurezza.

– Ispezioni e audit periodici.

Gestione dati e reporting

– Raccolta e analisi dei dati per supportare decisioni gestionali.

– Creazione di report su giacenze, rotazione articoli e costi di magazzino.

173

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Formazione del personale

– Corsi di formazione per migliorare le conoscenze e le competenze dei collaboratori.

– Promozione del lavoro di squadra e della comunicazione interna.

Miglioramento continuo

– Analisi costante dei processi per trovare spunti di miglioramento.

– Adozione di nuove pratiche e innovazioni per ottimizzare l'organizzazione del

magazzino.

4.3 Layout del magazzino

La disposizione degli scaffali, delle postazioni di lavoro e delle aree di stoccaggio

in un magazzino. Un layout ben progettato è fondamentale per gestire il magazzino

in modo efficiente e trovare rapidamente la merce.

Tipi di layout del magazzino

– Magazzino a blocchi

– Magazzino a scaffali

– Scaffalature dinamiche (a rulli)

Quando si pianifica il layout di un magazzino, ci sono varie caratteristiche e fattori

da considerare per garantire operazioni di magazzino efficienti ed efficaci.

174


1. Distribuzione degli spazi

Massimizzare l’uso dello spazio e garantire un flusso fluido delle merci

2. Accessibilità

I prodotti devono essere facili da raggiungere per ridurre i tempi di ricerca e

movimentazione.

3. Flessibilità

Il layout deve potersi adattare a cambiamenti nella domanda o nella tipologia

di articoli. Un design flessibile consente, se necessario, di riprogettare rapidamente

il magazzino.

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4. Sicurezza

Devono essere rispettate le norme. Uscite di emergenza, distanza tra scaffali,

prevenzione incendi.

5. Flusso efficiente di materiali

Ridurre i percorsi e ottimizzare le operazioni in entrata, stoccaggio e uscita

delle merci e dei materiali.

6. Suddivisione delle zone

Separare chiaramente aree come ricezione, stoccaggio, picking, imballaggio,

spedizione.

7. Integrazione tecnologica

Considerare sistemi automatizzati di stoccaggio e prelievo, i lettori di codici a

barre/RFID, sistemi di gestione aziendale.

Indirizzo Magazzino

8. Sistemi di scaffalature di stoccaggio

Selezione dei sistemi di scaffalature adatti (ad es. scaffalature porta pallet,

scaffalature a ripiani, scaffalature a flusso) in base alla tipologia della merce,

alle loro dimensioni e al loro peso.

9. Ergonomia

Posizionamento delle postazioni e altezza delle scaffalature per ridurre lo sforzo

fisico.

10. Controllo e sorveglianza

Includere spazi e strumenti per monitorare stock e processi (telecamere, stazioni

WMS, ecc.).

175

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4.4 Sistemi di gestione del magazzino (WMS)

Definizione

I sistemi di gestione del magazzino (WMS) sono soluzioni software che supportano

la pianificazione, il controllo e il monitoraggio dei processi di magazzino.

Funzioni

– Gestione delle scorte

– Tracciamento dell'ordine

– Picking (prelievo)

– Gestione delle entrate e uscite merci

– Reportistica e analisi

Vantaggi

Gestione dell'inventario in tempo reale

Monitoraggio costante che aiuta a prevenire

surplus o carenze di magazzino.

Svantaggi

Elevati costi di implementazione

L'acquisto e l'implementazione di un

WMS può essere costoso, soprattutto

per le piccole imprese. I costi includono

le licenze software, l'hardware, la formazione

ed eventualmente le personalizzazioni.

176


Maggiore precisione

Complessità del sistema

Grazie a processi automatizzati e tecnologie

come codici a barre o RFID, si riducono

significativamente i tassi di errore

nella registrazione delle giacenze.

Ottimizzazione del layout del

magazzino

Un WMS può essere complesso da gestire

e spesso richiede una formazione

approfondita, causando inizialmente

cali di produttività.

Dipendenza dalla tecnologia

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Il WMS contribuisce a organizzare le

merci nel modo più efficiente, migliorando

i flussi dei materiali e l'accessibilità.

Un sistema di gestione dipende fortemente

dalla tecnologia. Guasti di sistema,

bug del software o problemi

hardware possono avere un impatto

significativo sulle operazioni di magazzino.

Evasione più efficiente degli ordini

Manutenzione e aggiornamenti

Gli ordini vengono gestiti in modo più

rapido e accurato, riducendo i tempi di

prelievo e spedizione.

Migliore tracciabilità

Tutti i movimenti delle merci vengono

registrati, migliorando il controllo qualità

e il rispetto delle normative.

Per garantire l'efficienza e la sicurezza

del sistema sono necessari una manutenzione

regolare e aggiornamenti del

software. Ciò potrebbe richiedere costi

aggiuntivi.

Formazione

La formazione dei dipendenti sull'utilizzo

del WMS può richiedere molto tempo

e denaro, soprattutto in caso di elevato

turnover del personale.

Indirizzo Magazzino

Riduzione dei costi

Necessità di adattamento

Ottimizzando le scorte e i processi, è

possibile ridurre i costi di stoccaggio e

avere meno sprechi.

Potrebbe essere necessario adattare un

WMS a processi aziendali specifici, il che

può richiedere tempo e risorse aggiuntive.

177

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5. Gestione delle scorte

GESTIONE DELLE

SCORTE

La gestione dell’inventario è una parte cruciale della logistica

e della gestione della catena di approvvigionamento. Si

riferisce alla pianificazione, al monitoraggio e al controllo dei

livelli di inventario di un'azienda per garantire la disponibilità

delle merci riducendo al minimo i costi.

5.1 Obiettivi della gestione dell'inventario

Garantire la disponibilità

Garantire che i prodotti giusti siano disponibili nel posto giusto

al momento giusto.

Minimizzazione dei costi

Riduzione dei costi di magazzino e di gestione, inclusi i costi di

stoccaggio, il rischio di eccesso di scorte e deperimento.

Aumento dell'efficienza

Ottimizzazione dei processi di magazzino e del flusso dei materiali

per migliorare l’efficienza complessiva dell’azienda.

Gestione del rischio

Riduzione dei rischi legati alla gestione delle scorte, come

fluttuazioni della domanda o interruzioni nella fornitura.

178


5.2 Tipi di materiali

Materie

Materiali necessari per la produzione.

– Gestione

È importante monitorare continuamente l'inventario delle materie prime per

garantire che ci sia sempre abbastanza materiale per la produzione. L’applicazione

di livelli minimi di scorte e processi di ordinazione automatizzati può

aiutare a evitare rotture di stock.

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Semilavorati

Merci che si trovano in un processo di produzione ma non sono ancora state completate.

– Gestione

Monitorare l'inventario dei semilavorati è fondamentale per ottimizzare il flusso

produttivo. Eventuali colli di bottiglia possono portare a ritardi nel completamento

del prodotto.

Prodotti finiti

Merce completamente lavorata e pronta per la vendita.

– Gestione

Il monitoraggio dell'inventario dei prodotti finiti è fondamentale per garantire

la capacità di consegna e la soddisfazione del cliente. Un inventario adeguato

dei prodotti finiti consente di reagire rapidamente alle fluttuazioni della domanda

ed evitare carenze.

Scorte di sicurezza

Scorte aggiuntive per compensare le incertezze della domanda o dei tempi di

consegna.

– Gestione

Il monitoraggio delle scorte di sicurezza è fondamentale per evitare colli di

bottiglia e garantire la capacità di consegna. Se le scorte di sicurezza fossero

insufficienti, potrebbero verificarsi ritardi nell'elaborazione degli ordini, che

possono avere un impatto negativo sulla soddisfazione del cliente.

179

Indirizzo Magazzino

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Consumo

Materiali che vengono consumati nel processo di produzione e non possono essere

riutilizzati.

– Gestione

Il monitoraggio dell'inventario dei materiali di consumo è fondamentale per

ottimizzare il flusso di produzione. Un adeguato stock di questi materiali è

necessario per garantire che la produzione non si fermi.

In breve

Una chiara differenziazione e una gestione efficace dei diversi tipi di inventario

sono fondamentali per ottimizzare i sistemi di gestione del magazzino.

Monitorando e pianificando attentamente l'inventario, le aziende possono

evitare carenze, aumentare l'efficienza e ridurre i costi. L'analisi regolare dei

livelli di inventario e dei processi correlati è essenziale per garantire che il sistema

di gestione del magazzino rispetti gli obiettivi aziendali generali e garantisca

un'evasione degli ordini regolare e la soddisfazione del cliente.

180


5.3 Processi di gestione delle scorte

Pianificazione delle scorte

Definizione delle giacenze di magazzino in base alla previsione

della domanda, alle fluttuazioni stagionali e ai dati storici.

2. Edizione 2025

Monitoraggio delle scorte

ASFL SVBL

Controllo periodico delle scorte per assicurarsi che i livelli effettivi

corrispondano a quelli pianificati.

Inventario

Effettuare inventari regolari per verificare l'accuratezza delle scorte.

Riordino

Definizione dei punti di riordino per garantire che il materiale venga

ordinato tempestivamente prima di esaurire l’articolo.

Ottimizzazione dell'inventario

Indirizzo Magazzino

Analisi delle scorte per identificare e correggere eccedenze o carenze.

181

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5.4 Metodi di gestione delle scorte

FIFO (First In, First Out – Primo entrato, primo uscito)

Le scorte più vecchie vengono vendute o utilizzate per prime. Questo metodo è

particolarmente importante per le merci deperibili.

LIFO (Last In, First Out – Ultimo entrato, primo uscito)

Le scorte più recenti vengono vendute o utilizzate per prime. Questo metodo è

spesso utilizzato per prodotti che non deperiscono col tempo.

Just-in-Time (JIT)

Le merci vengono consegnate esattamente quando sono necessarie per ridurre al

minimo i livelli di inventario.

Analisi ABC

Classificare gli articoli nelle categorie A, B e C in base al loro valore e importanza

per l'azienda. Gli articoli A sono i più preziosi e dovrebbero essere monitorati con

particolare attenzione.

Scorte di sicurezza

Scorte supplementari per compensare le incertezze della domanda o dei tempi di

consegna.

5.5 Tecnologie nella gestione dell'inventario

Sistemi di gestione del magazzino (WMS)

Soluzioni software utilizzate per monitorare e gestire i processi d’inventario e di

magazzino.

RFID (Radio Frequency Identification – Identificazione a radiofrequenza)

Tecnologia per l'identificazione e il tracciamento automatico delle merci in tempo

reale.

Codici a barre

Utilizzo di codici a barre per una rapida identificazione e registrazione dei movimenti

delle merci.

Analisi dei dati

Uso di strumenti analitici per l’elaborazione informatizzate dei dati delle scorte e

supportare decisioni.

182


5.6 Sfide nella gestione dell'inventario

Fluttuazioni della domanda

Cambiamenti imprevisti nella domanda dei clienti possono portare a un eccesso

di scorte o a carenze.

Collo di bottiglia nella fornitura

I ritardi nella catena di approvvigionamento possono influenzare la disponibilità

delle merci.

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Costo di stoccaggio

Costi elevati di stoccaggio possono influenzare negativamente la redditività di

un'azienda.

Cambiamenti tecnologici

L'integrazione di nuove tecnologie richiede la formazione e l'adattamento dei

processi esistenti.

5.7 Best Practices per la gestione dell'inventario

Formazione regolare

I dipendenti devono essere formati sulle migliori pratiche nella gestione delle

scorte.

Dati in tempo reale

Uso dei dati in tempo reale per migliorare la precisione e supportare il processo

decisionale.

Indirizzo Magazzino

Precisione delle previsioni

Miglioramento delle previsioni della domanda attraverso l'uso di strumenti di

analisi.

Collaborazione con i fornitori

Cooperazione più stretta con i fornitori per migliorare la catena di approvvigionamento

e ridurre ritardi o errori nelle consegne.

183

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5.8 Dati anagrafici

I dati anagrafici di un prodotto sono informazioni di base necessarie per identificare,

gestire e tenere traccia del prodotto all'interno di un'organizzazione. Questi

dati sono generalmente stabili e non cambiano frequentemente.

1. Nome del prodotto

Denominazione utilizzata per l'identificazione.

2. Numero dell'articolo

Un numero di identificazione univoco assegnato a ciascun prodotto. Può essere

assegnato per uso interno all’azienda o esternamente.

3. Descrizione

Una descrizione dettagliata del prodotto che include informazioni su caratteristiche,

funzioni e utilizzo.

4. Categoria

La classificazione del prodotto all'interno di un gruppo o di una famiglia di

prodotti specifici.

5. Unità

L'unità di misura in cui il prodotto viene misurato o venduto (es. pezzi, chilogrammi,

litri ecc.).

6. Prezzo

Il prezzo di vendita del prodotto, comprese le possibili varianti di prezzo (ad es.

prezzo di listino, prezzo scontato).

7. Fornitore

Informazioni sul produttore o sul fornitore del prodotto, inclusi i dettagli di

contatto.

8. Ubicazione di magazzino

Posizione specifica del prodotto nel magazzino (ad es. numero di scaffale, ripiano

ecc).

9. Informazioni sull'inventario

Dati sulle giacenze attuali, scorte minime e scorte di sicurezza.

184


10. Immagini del prodotto

Rappresentazioni visive del prodotto utilizzato per scopi di marketing e vendita.

11. Certificazioni e autorizzazioni

Informazioni su approvazioni legali, certificati o standard che il prodotto soddisfa

(ad es. marcatura CE, certificati ISO).

12. Unità di imballaggio

Informazioni sul tipo e le dimensioni dell'imballaggio rilevanti per la spedizione

e lo stoccaggio.

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13. Varianti di prodotto

Informazioni sulle diverse varianti di un prodotto, ad esempio colori, dimensioni

o modelli.

14. Ciclo di vita del prodotto

Informazioni sul ciclo di vita del prodotto, lancio del prodotto sul mercato,

espansione, stabilizzazione e declino.

15. Informazioni fiscali

Informazioni sulle aliquote fiscali o sulle classificazioni fiscali rilevanti per la determinazione

dei prezzi e la fatturazione.

In breve

I dati anagrafici di un prodotto sono fondamentali per gestire in modo efficiente

l'inventario, pianificare gli ordini e condurre le attività di vendita e

marketing.

Indirizzo Magazzino

185

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6. Tecniche di immagazzinamento

TECNICHE DI IM-

MAGAZZINAMENTO

Le tecniche di immagazzinamento sono strategie e metodi

utilizzati nella logistica e nella gestione della catena di approvvigionamento

per immagazzinare, gestire e movimentare le

merci in modo efficiente. Svolgono un ruolo cruciale nell'ottimizzazione

dei processi di magazzino, nella riduzione dei costi

e nel miglioramento della soddisfazione del cliente.

6.1 Tipologie di scaffali

Esistono varie tipologie di scaffalature utilizzate nelle operazioni di stoccaggio e

logistica che permettono di ottimizzare lo stoccaggio delle merci.

Tipologia delle

scaffalature

Descrizione Vantaggi Svantaggi

Scaffalature

per pallet

Sono il sistema

di stoccaggio più

comune, sono

modulabili e quindi

disponibili in diverse

altezze, larghezze, e

profondità.

Elevata capacità di

stoccaggio, facile

accessibilità e flessibilità

nell’immagazzinamento

di vari prodotti

(anche pesanti) su

pallet.

Richiede molto

spazio, soprattutto

in larghezza e altezza.

Non ideale per

piccoli oggetti che

richiedono una manipolazione

manuale.

Richiede l’utilizzo

di carrelli elevatori e

personale formato al

loro utilizzo.

Scaffalature

a ripiani

Scaffali con più

livelli utilizzati per lo

stoccaggio di articoli

di piccole e medie

dimensioni (es. pezzi

di ricambio) Sono

ideali per il picking

manuale.

Buona accessibilità,

uso versatile e facilità

di ampliamento. Le

altezze regolabili dei

ripiani consentono

di sfruttare al meglio

gli spazi, per gli articoli

di minuteria si

usano delle apposite

cassettiere.

Capacità di carico

limitata rispetto

alle scaffalature

per pallet. Meno

efficienti quando

si immagazzinano

grandi quantità di

merci simili. Maggior

impegno lavorativo

nel picking di piccoli

articoli.

186


Scaffalature

a flusso continuo

Questi scaffali consentono

lo stoccaggio

secondo il principio

FIFO (First In,

First Out). La merce

viene immagazzinata

da un lato e prelevata

dall'altro.

Riduzione dell’invecchiamento

e del

deterioramento dei

prodotti (corretta

gestione del FIFO.),

alta efficienza nel

prelievo.

Costi di acquisizione

più elevati e installazione

complessa.

Necessità di manutenzione

e cura

regolari.

2. Edizione 2025

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Magazzini

automatici

verticali

Sistemi automatizzati

di scaffalature che

massimizzano l’altezza

disponibile per

sfruttare al meglio

lo spazio. Spesso

abbinati a dispositivi

di movimentazione.

Alta densità di

stoccaggio, uso efficiente

dello spazio

verticale e opzioni di

automazione.

Alti costi di investimento.

Necessitano di dispositivi

di movimentazione

e formazione

del personale. Manutenzione

complessa

e potenziali tempi di

fermo.

Sistemi di

scaffalature

mobili compattabili

per

pallet

Scaffali montati su

binari, per consentire

l’accesso selettivo

aprendo di volta in

volta un corridoio.

Aumenta di fatto la

capacità di stoccaggio

in uno spazio

limitato, richiedendo

un minor numero di

corridoi all’interno

del magazzino.

Elevati costi di acquisto

e manutenzione.

Potenziali

tempi di fermo, in

caso di guasti a parti

meccaniche.

Richiede tempo per

la movimentazione

delle scaffalature.

Indirizzo Magazzino

Scaffalatura

a gravità per

pallet

Scaffali dotati di

superfici inclinate in

modo che la merce,

tramite dei rulli,

si sposti in avanti

per gravità. Questa

tecnica viene spesso

utilizzata per lo

stoccaggio secondo

il principio FIFO.

Avanzamento automatico

delle merci,

facile accesso e tempi

di prelievo ridotti.

Costi più elevati per

l'acquisto e l'installazione.

La manutenzione

delle superfici

inclinate può essere

costosa.

Un utilizzo non

corretto può causare

danni.

187

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corsi interaziendali in logistica


Scaffalature

mobili compattabile

a

ripiani

Questi scaffali possono

essere spostati

lateralmente per

consentire l'accesso

ad altri scaffali.

Spesso utilizzati

negli archivi o per

la conservazione di

documenti.

Massimizzazione dello

spazio di stoccaggio

e flessibilità nella

progettazione del

layout del magazzino.

Costi di acquisto e

manutenzione meccanica

più elevati.

Richiede spazio

libero durante la

movimentazione

degli scaffali e tempi

di attesa. Un uso improprio

può causare

danni o lesioni.

Scaffali per

piccoli articoli

Sistemi di scaffalature

speciali progettati

per lo stoccaggio

di piccoli oggetti

(minuteria). Spesso

dotato di cassetti o

scomparti.

Facilità nel prelevare

merce di piccole

dimensioni.

Capacità di stoccaggio

limitata per

grandi quantità.

Moduli di

sollevamento

verticali

(VLM)

Sistemi automatizzati

che stoccano

gli articoli verticalmente

in un sistema

chiuso e li prelevano

quando necessario.

Sfruttano in modo

efficiente lo spazio

verticale.

Ottimizzazione

dello spazio, tempi

di ricerca ridotti e

buona ergonomia.

Alti costi di acquisto

e tecnologia complessa.

Richiede una formazione

specifica

per il personale. Può

portare a tempi di

inattività prolungati

in caso di problemi

tecnici.

188


Scaffalature

per merci

pericolose

Sistemi di scaffalature

appositamente

progettati per lo

stoccaggio sicuro

di merce pericolosa,

spesso dotati di

vasche di raccolta o

ventilazione speciale.

Maggiore sicurezza

e conformità alle

normative.

Costi più elevati per

materiali e strutture

speciali. Restrizioni

sullo stoccaggio

di altre merci nelle

vicinanze.

Necessità di personale

con una formazione

regolare e

periodici controlli di

sicurezza.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Indirizzo Magazzino

In breve

La scelta delle giuste scaffalature deve tenere conto delle esigenze specifiche

dell'azienda, del tipo di merce stoccata e delle risorse disponibili. È importante

valutare sia i vantaggi che gli svantaggi di ciascuna tecnica per trovare

la soluzione migliore per lo stoccaggio.

189

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6.2 Sistemi di picking

Descrizione

Esistono vari sistemi di prelievo utilizzati nei magazzini e nell’aziende logistiche

per massimizzare l'efficienza e la precisione durante il commissionamento delle

merci. La scelta del sistema giusto dipende da vari fattori, tra cui il tipo di prodotti,

il layout del magazzino, i tipi di ordine e la strategia aziendale.

Metodi

Metodo Descrizione Vantaggi Svantaggi:

Picking manuale

Gli operatori prelevano

manualmente

gli articoli dagli

scaffali, e li collocano

nell’unità di carico.

Flessibilità e bassi

costi di investimento.

Ideale per piccoli

magazzini o aziende

con bassi volumi

d'ordini.

Maggiore percentuale

di errori e tempi di

prelievo più lunghi

rispetto ai sistemi

automatizzati.

Pick-by-paper

(Prelievo con

lista cartacea)

Gli addetti al commissionamento

ricevono una stampa

con gli articoli da

prelevare e le rispettive

ubicazioni.

Semplice ed economico.

Non è richiesta

alcuna tecnologia

particolare.

Incline agli errori, inefficiente

con volumi

di ordini elevati o

ordini complessi.

Pick by voice

Gli addetti al prelievo

indossano un

auricolare ed un

microfono e ricevono

istruzioni a comando

vocale per prelevare

e confermare gli

articoli.

Picking a mani libere,

maggiore ergonomia

e velocità.

Richiede la formazione

dei dipendenti

e investimenti in

tecnologia.

190


Pick-by-Light

I LED si accendono

sugli scaffali per

guidare gli addetti

verso gli articoli e

sul display presente

nell’ubicazione trovano

le quantità da

prelevare.

Alta velocità e

precisione, poiché i

segnali visivi riducono

gli errori.

Costi di implementazione

più elevati

e manutenzione

potenzialmente

complessa.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Picking automatizzato

Sistemi automatizzati

come robot o sistemi

shuttle vengono

utilizzati per prelevare

e trasportare

automaticamente gli

articoli.

Alta efficienza,

precisione e costi di

manodopera ridotti.

Ideale per magazzini

di grandi dimensioni

con elevata produttività.

Elevato investimento

iniziale e implementazione

potenzialmente

complessa.

Prelievo a

zone

L’area del magazzino

viene suddivisa idealmente

a zone. Ogni

addetto è responsabile

degli articoli

prelevati nella sua

zona.

Questa tecnica è particolarmente

efficace

in magazzini di grandi

dimensioni o con

un’ampia gamma

di prodotti, dove la

gestione del tempo

e l’organizzazione

sono cruciali.

Richiede un'attenta

pianificazione

e organizzazione,

punti di raccolta e

personale per riunire

poi gli articoli di ogni

ordinazione.

Indirizzo Magazzino

Prelievo in

lotti (batch

picking)

Più ordini vengono

elaborati in un unico

percorso di prelievo.

L’addetto preleva gli

articoli per più ordini

contemporaneamente.

Riduce il numero di

percorsi e aumenta

l'efficienza.

Può essere più complicato

in quanto è

necessario elaborare

più ordini contemporaneamente.

191

Manuale didattico per i

by

corsi interaziendali in logistica


Prelievo in

un’unica fase

(orientato

all’ordine)

Gli articoli vengono

prelevati seguendo

una singola ordinazione.

In questo tipo di magazzino

gli addetti al

prelievo si concentrano

su un singolo

ordine, il flusso è

più diretto e facile

da gestire, anche

con personale meno

esperto.

L'operatore può

dover percorrere

più volte lo stesso

percorso per ordini

diversi, aumentando

i tempi e i costi,

In periodi di alta

domanda, il sistema

può diventare un

collo di bottiglia.

In breve

La scelta del giusto sistema di picking dipende da diversi fattori, tra cui il tipo

di prodotti, il volume degli ordini, le dimensioni del magazzino e le esigenze

specifiche dell'azienda. Sistemi diversi offrono vantaggi e sfide diversi e

spesso una combinazione di più sistemi è la soluzione migliore per massimizzare

l'efficienza e la precisione nel prelievo.

192


6.3 Tecnologia per movimentare i carichi

Definizione

In un magazzino, vengono utilizzate varie tecnologie di movimentazione per

spostare e stoccare le merci in modo efficiente.

Tecnologia Veicoli Trasportatori

2. Edizione 2025

Descrizione

Carrelli elevatori, transpallet

manuali, robot mobili automatizzati

(AMR) e altri veicoli per la

movimentazione di merci.

I nastri trasportatori trasportano

automaticamente le merci

da un punto all'altro all'interno

del magazzino.

ASFL SVBL

Caratteristiche

– Requisiti di spazio e manovrabilità

nel magazzino

– Capacità di carico e altezza

di sollevamento

– Formazione dei dipendenti

per una movimentazione

sicura

– Lunghezza e larghezza dei

nastri trasportatori

– Disposizione nel layout del

magazzino

– Requisiti di manutenzione

Vantaggi

Svantaggi

– Versatile per vari carichi

– Relativamente economico

da acquistare e mantenere

– Richiede personale qualificato

– Può causare incidenti se non

utilizzato correttamente

– I requisiti di spazio possono

influire sull'organizzazione

del magazzino

– Elevata efficienza e velocità

nel trasporto delle merci

– Riduce la necessità di trasporto

manuale

– Elevati costi iniziali e costi di

manutenzione continua

– Meno flessibili in quanto

legati a una postazione fissa

In breve

La scelta delle giuste tecniche di movimentazione in un magazzino dipende

da vari fattori, tra cui il tipo di merce stoccata, la disposizione del magazzino,

il volume degli ordini e le risorse disponibili. Un'attenta analisi dei pro e dei

contro di ogni tecnica aiuta a trovare la soluzione ottimale per le specifiche

esigenze dell'azienda.

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Indirizzo Magazzino

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Note

Indirizzo Magazzino

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2. Edizione 2025

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7. Compiti

7.1 Esercizio 1

Lavori in un magazzino in cui vengono regolarmente consegnate nuove merci.

Il tuo compito consiste nel monitorare il processo di ricevimento merci e nell’assicurarti

che tutti i passaggi necessari vengano eseguiti correttamente. A tal fine,

devi:

– registrare i dati anagrafici delle merci nuove

– verificare le registrazioni del ricevimento merci

– dare priorità alle merci per il processo successivo

– effettuare controlli individuali

– applicare i metodi di movementazione appropriati

Compito 1 – Gestione delle merci in arrivo e del magazzino

Ricevi una consegna con 10 nuovi articoli.

– Registra i dati anagrafici per ciascun articolo nel sistema di gestione del magazzino

o in un foglio Excel.

– Dai priorità alle merci appena ricevute per il processo successivo. Determina

dove devono essere destinati i singoli articoli:

– in magazzino

– al cross-docking

– alla produzione

– al trasporto successivo

– Documenta le tue decisioni e le scelte sulle priorità.

– Analizza gli articoli in base alla loro idoneità alla movimentazione con impianti

di movimentazione automatica.

Determina quale metodo di imballaggio è più adatto al trasporto delle merci:

– Stretching (con pellicola estensibile)

– Termorestringente (con pellicola termoretraibile)

– Applica il metodo selezionato e documenta il processo.

– Documenta tutti i passaggi in un rapporto che descriva in dettaglio le misure

adottate, i controlli effettuati e le decisioni prese

196


7.2 Esercizio 2

Un'azienda prevede di costruire un nuovo magazzino che ha una superficie di

1.500 metri quadrati. L'edificio ha un'altezza di 4 metri. Il magazzino verrà utilizzato

per lo stoccaggio di vari prodotti, tra cui pallet, cartoni e minuteria. Il responsabile

del magazzino vuole creare un layout efficiente che tenga conto delle

caratteristiche di cui sopra.

2. Edizione 2025

Pianta

– Ufficio 12m²

– Uscita merci 250m²

– Merci in entrata 300m²

– Area di stoccaggio 600m²

ASFL SVBL

Compito 1 – Pianificazione del layout del magazzino

A tale scopo, crea un layout di magazzino efficiente. Discuti il layout progettato.

Inoltre, calcola quanti pallet possono essere stoccati nel tuo magazzino.

7.3 Esercizio 3

L’azienda «TechGadgets» distribuisce dispositivi elettronici e accessori. Nel suo

magazzino sono stoccati oltre 100 prodotti diversi, tra cui smartphone, laptop,

caricabatterie e accessori. I dipendenti si lamentano dei lunghi tempi di prelievo,

poiché spesso devono percorrere lunghi tragitti per trovare gli articoli necessari.

Inoltre, si verificano frequentemente errori, poiché gli articoli non sono immagazzinati

secondo la loro frequenza di prelievo. L’azienda desidera aumentare l’efficienza,

ridurre i tempi di consegna e migliorare la soddisfazione dei clienti.

Compiti

Compito 1 – Migliorare l'organizzazione del magazzino

Sviluppa una strategia per migliorare il processo di picking del magazzino.

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7.4 Esecizio 4

L'azienda «ChemieLogistik» immagazzina varie sostanze chimiche, tra cui solventi

e detergenti. Di recente, si è verificato un incidente in cui un dipendente ha aperto

accidentalmente un contenitore di sostanze chimiche pericolose, creando una

situazione pericolosa. La direzione è preoccupata per la sicurezza e vuole sviluppare

un piano di sicurezza completo per evitare tali incidenti in futuro. È essenziale

che tutti i dipendenti siano consapevoli dei rischi e rispettino le norme di

sicurezza.

Compito 1 – Piano di sicurezza per le merci pericolose

Crea un piano di sicurezza per lo stoccaggio di merci pericolose in un piccolo magazzino.

7.5 Esercizio 5

Il negozio al dettaglio «KleinKauf» vende generi alimentari e articoli per la casa.

Il proprietario ha notato che alcuni prodotti, come frutta e verdura fresca, sono

spesso ordinati in eccesso e non venduti a fine giornata. Allo stesso tempo, spesso

mancano articoli popolari come snack e bevande, con conseguente insoddisfazione

dei clienti. Per aumentare la redditività e ridurre i costi di stoccaggio, il proprietario

desidera implementare una gestione efficace dell'inventario che preveda

meglio la domanda ed eviti l'eccesso delle scorte e la rottura di stock.

Compito 1 – Migliora la gestione dell'inventario

Considera come ottimizzare l'inventario di un piccolo negozio al dettaglio per evitare

l'eccesso delle scorte e la rottura di stock.

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7.6 Esercizio 6

Il centro di spedizione «QuickShip» elabora centinaia di ordini ogni giorno per

vari rivenditori online. I dipendenti lavorano spesso sotto pressione per prelevare

e spedire gli ordini in tempo. Tuttavia, gli attuali processi di commissionamento

sono inefficienti. Spesso i dipendenti devono percorrere lunghe distanze per recuperare

gli articoli da scaffali diversi, il che porta a ritardi. La direzione vuole ottimizzare

il processo di prelievo per accorciare i tempi e ridurre il tasso di errore.

2. Edizione 2025

ASFL SVBL

Compito 1 – Ottimizzare il prelievo

Sviluppa una strategia per migliorare il processo di commissionamento in un magazzino.

Compiti

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8. Soluzioni

8.1 Soluzioni esercizio 1

Classificazione degli articoli

– Stoccaggio: articoli che sono richiesti frequentemente e devono essere rapidamente

accessibili.

– Cross-docking: articoli da spedire direttamente ai clienti.

– Produzione: articoli necessari per la produzione di altri prodotti.

– Trasporto successivo: articoli che devono essere inviati a un altro negozio o

luogo

Analisi degli articoli

– Trasportatori automatici: controllano la massa e il peso degli articoli.

– Pellicola estensiblie: per pallet più leggeri e robusti che non possono essere

schiacciati.

– Termoretraibile: fornisce una protezione extra, soprattutto per oggetti delicati

o di forma irregolare.

Scelta del metodo e dell'applicazione

– Documentazione del processo:

– Gli articoli sono imballati in pellicola termoretraibile.

– La temperatura e il tempo di restringimento sono documentati.

– Ispezione finale degli articoli imballati.

Svolgimento

– Introduzione: breve descrizione del processo di ricevimento merci.

– Dati di riferimento: elenco dei dati anagrafici registrati per tutti i 10 articoli.

– Classificazione delle merci: spiegazione dei principi sulla classificazione e le

motivazioni.

– Idoneità per i metodi di trasporto: analisi degli articoli in termini di modalità

di trasporto.

– Applicazione del metodo di imballaggio: descrizione del processo di imballaggio

e del metodo utilizzato.

– Conclusioni: riepilogo delle misure effettuate e della loro importanza per il

ricevimento delle merci.

Questi approcci possono essere trovati nel capitolo Dati anagrafici, così come Tipi di archiviazione

e Tipi di prodotto.

200


8.2 Soluzioni esercizio 2

1. Merci in entrata (300 m²)

– Quest'area dovrebbe essere vicina al magazzino per consentire un rapido

trasferimento delle merci.

– Spazio sufficiente per le consegne, lo scarico e l'ispezione delle merci.

2. Superficie di stoccaggio (600 m²)

– L’area più grande dovrebbe essere posizionata centralmente nel magazzino

per facilitare l'accessibilità.

– Qui possono essere installati sistemi di scaffalature che offrono spazio per

pallet, cartoni e minuteria.

2. Edizione 2025

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3. Merci in uscita (250 m²)

– Quest'area deve essere situata di fronte all'area delle merci in entrata per

garantire un flusso regolare delle merci.

– Spazio per l'imballaggio e la spedizione delle merci.

4. Ufficio (12 m²)

– L'ufficio deve essere posizionato vicino all'entrata o all'uscita della merce

per consentire una buona comunicazione tra i collaboratori.

5. Corridori di transito e locali tecnici (338 m²)

– Quest'area può essere utilizzata per corridoi, servizi igienici e altre

strutture necessarie.

Queste informazioni possono essere trovate nel capitolo sull'organizzazione del magazzino.

Soluzioni

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8.3 Soluzioni esercizio 3

1. Eseguire l'analisi ABC

Ordinare i prodotti in base alla loro frequenza di rotazione (prodotti A: venduti

frequentemente, prodotti C: venduti raramente). Stoccare i prodotti A all’inizio

del magazzino.

2. Ottimizza l'altezza dello scaffale

Assicurati che gli articoli con grande rotazione siano immagazzinati ergonomicamente.

3. Progetta percorsi di accesso

Crea corridoi tra gli scaffali per facilitare l'accesso.

Questi approcci possono essere trovati nel capitolo sull'organizzazione e il layout del magazzino,

nonché sull'analisi ABC.

8.4 Soluzioni esercizio 4

1. Etichettatura

Tutte le sostanze pericolose devono essere etichettate in modo chiaro (ad es.

con simboli di pericolo adeguati).

2. Definire le aree di stoccaggio

Immagazzinare le sostanze pericolose in aree speciali designate e ben ventilate.

3. Formazione

Un semplice programma di formazione per i dipendenti per spiegare come

maneggiare materiali pericolosi.

Queste informazioni sono reperibili nel capitolo sulle norme di stoccaggio e sicurezza delle

merci pericolose.

202


8.5 Soluzioni esercizio 5

– Introdurre il principio FIFO

Assicurarsi che i prodotti più vecchi vengano venduti per primi per tenere conto

delle date di scadenza.

– Inventari regolari

Effettuare controlli mensili dell'inventario per identificare tempestivamente

carenze e scorte in eccesso.

2. Edizione 2025

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– Previsione della domanda

Analizza i dati di vendita per pianificare meglio gli ordini futuri.

Questi concetti sono spiegati nel capitolo sulla gestione dell'inventario e sulla gestione del

magazzino.

8.6 Soluzioni esercizio 6

– Usa elenchi di selezione

Crea elenchi digitali o cartacei che ordinano gli articoli in base alla posizione.

– Prelievo a zone

Dividere il magazzino in zone e fare in modo che i dipendenti lavorino in una

sola zona alla volta.

– Formazione regolare

Condurre corsi di formazione per i dipendenti per aumentare l'efficienza del

prelievo.

Soluzioni

Queste strategie possono essere trovate nel capitolo sui processi di prelievo e spedizione.

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Note

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Note

Note

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2. Edizione 2025

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Note

206



Handbuch der Informatik

Medienkompetenz für Logistiker/-innen

208

swiss-logistics.ch

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