Sud e Nord Anno 2 n.2 Febbraio 2025
La Rivista Sud e Nord - Febbraio 2025 approfondisce le dinamiche economiche, culturali e sociali del Mezzogiorno, offrendo un'analisi dettagliata sulle opportunità di sviluppo e innovazione nel Sud Italia. In questa edizione: Economia e Innovazione: focus sulla Borsa Mediterranea del Turismo 2025, il ruolo strategico dei porti del Sud nello sviluppo del trasporto marittimo e le nuove opportunità per le imprese. Cultura e Spettacoli: celebrazione di figure storiche come Elvira Notari, la prima regista italiana, e approfondimenti su eventi di rilievo come il Maggio della Musica 2025. Società e Ambiente: analisi delle sfide ambientali e urbane, dalla gestione dei rifiuti radioattivi alla riqualificazione di Piazza del Plebiscito a Napoli. Tecnologia e Formazione: impatto dell’Intelligenza Artificiale nell’educazione primaria, l’innovazione in agricoltura con l’Agritech Academy 2025 e le strategie per una transizione energetica sostenibile. Un numero ricco di approfondimenti, interviste e reportage esclusivi per raccontare il Mezzogiorno che cambia.
La Rivista Sud e Nord - Febbraio 2025 approfondisce le dinamiche economiche, culturali e sociali del Mezzogiorno, offrendo un'analisi dettagliata sulle opportunità di sviluppo e innovazione nel Sud Italia. In questa edizione:
Economia e Innovazione: focus sulla Borsa Mediterranea del Turismo 2025, il ruolo strategico dei porti del Sud nello sviluppo del trasporto marittimo e le nuove opportunità per le imprese.
Cultura e Spettacoli: celebrazione di figure storiche come Elvira Notari, la prima regista italiana, e approfondimenti su eventi di rilievo come il Maggio della Musica 2025.
Società e Ambiente: analisi delle sfide ambientali e urbane, dalla gestione dei rifiuti radioattivi alla riqualificazione di Piazza del Plebiscito a Napoli.
Tecnologia e Formazione: impatto dell’Intelligenza Artificiale nell’educazione primaria, l’innovazione in agricoltura con l’Agritech Academy 2025 e le strategie per una transizione energetica sostenibile.
Un numero ricco di approfondimenti, interviste e reportage esclusivi per raccontare il Mezzogiorno che cambia.
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Sudenord.it - Anno 2 n. 2 Febbraio 2025
1
Il mezzogiorno ed i suoi protagonisti
SUSANNA
PESCETTI
Primo Piano
Il ruolo strategico dei Porti del Sud
nello sviluppo del trasporto marittimo
Economia
Borsa Mediterranea del Turismo 2025
Congressi: Alfonso Scuotto presidente del CBN
Napoli
Piazza del Plebiscito si rifà il look
La rivoluzione del trasporto pubblico urbano
Cultura
Elvira Notari, la prima regista italiana
Maggio della Musica, tradizione e sperimentazione
EDITORIALE
SOMMARIO
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 Febbraio 2025
2 Sotto i riflettori
Elvira Notari, la prima regista italiana 56 3
Le sfide del Sud 2025: verso uno sviluppo equilibrato e policentrico
Care lettrici e cari lettori,
Il 2025 rappresenta un'opportunità decisiva per il Mezzogiorno, che necessita di
una strategia capace di superare gli squilibri territoriali e
rafforzare la competitività. La crescita non può essere
concentrata solo nelle grandi città, ma deve coinvolgere
anche le aree interne attraverso un efficace sviluppo
infrastrutturale, indispensabile per connettere territori e
favorire investimenti produttivi.
Un ruolo centrale spetta alla ricerca e all’innovazione, leve
fondamentali per la trasformazione economica e per la
nascita di nuovi ecosistemi industriali. In questo contesto,
la collaborazione tra PMI, università, centri di ricerca e
istituzioni diventa essenziale per creare un network
stabile, in grado di supportare lo sviluppo di filiere innovative e valorizzare le
risorse locali.
Per rendere il Sud un motore di crescita sostenibile e duratura, è necessario un
approccio policentrico, basato su una programmazione strategica che unisca
infrastrutture, formazione, innovazione e incentivi mirati in grado di esprimere
una concreta visione in una prospettiva euromediterranea. Solo attraverso un
modello di sviluppo integrato sarà possibile trasformare il potenziale del
Mezzogiorno in un reale vantaggio competitivo.
Il nostro impegno è raccontarvelo, con obiettività, dando voce ai fatti ed a tutti i
protagonisti.
Francesco Bellofatto
Direttore Responsabile: Francesco Bellofatto
Grafica e web: Giovanni Barchetta
Articoli e rubriche di Annamaria Autiero, Giovanna d’Elia, Walter Ferrigno,
Fabrizio Matarazzo, Manuela Ragucci, Antonio Quaranta, Giuliana Sepe,
Loredana Troise, Alberto Vito
Reg. Tribunale Na 4997/24 del 25/3/2024
www.sudenord.it - info@sudenord.it
INES CASA EDITRICE
www.ineseditrice.com - inessrlcsaeditrice@gmail.com
Editoriale
Le sfide del Sud 2025: verso uno sviluppo equilibrato e policentrico 2
Primo Piano
Economia
La Musica è Donna 4
Una vita tra le note e la direzione orchestrale 7
Il ruolo strategico dei Porti del Sud 8
PNRR: 1,2 miliardi di euro per i Porti del Sud 10
SMS Engineering entra in ELITE 12
A Marina d’Arechi il massimo punteggio nel Rating di Legalità 14
Innovazione
Sud
Premio Giovani Imprenditori Confcommercio Campania 15
Borsa Mediterranea del Turismo 2025 16
Alfonso Scuotto eletto presidente del CBN 18
L’Intelligenza Artificiale nell’Educazione Primaria 20
Agritech Academy 2025: il futuro dell'agricoltura digitale 22
La Stazione Zoologica Anton Dohrn per la pianificazione della
conservazione 24
Graded a Dubai per il ‘World Future Energy Summit’ 26
Con i Maestri di strada Il Progetto S.T.E.M. a Napoli 28
Un caso esemplare per la gestione dei rifiuti radioattivi nel Sud 30
Vera Corbelli: un punto di riferimento nella pianificazione ambientale
Psicologia & Società
e idrica 32
Perché la coppia scoppia 33
Il Fattore Umani
Diversità & Inclusione: convenienza o cultura aziendale? 34
Napoli
Il grande restyling che cambierà il cuore della città 36
Parte da Napoli la rivoluzione del trasporto pubblico urbano 38
Campania Inside
Codice della strada: serve un testo unico 40
Pietrasanta: un nuovo modello di tutela del patrimonio artistico 42
Vico Equense: un viaggio tra storia, identità e sostenibilità 44
Nuovi Spazi Espositivi al MANN: museo sempre più accessibile 46
Società
Eccellenze civiche in Campania: modelli di cittadinanza attiva 48
Associazioni
La fatica di crescere 50
Il Servizio Civile: un'esperienza di crescita personale 52
Cultura e Spettacoli
Ricucire il passato: Il Fondo italo-tedesco per il Futuro 54
Dario Sansone affida al ‘Sole’ il suo canto di pace 58
Marco Zurzolo racconta il ‘suo’ Pino Daniele 60
Maggio della Musica 2025 tra Villa Pignatelli e Museo Darwin-Dohrn
Elogio alla Natura: lo sguardo poetico di Enza Monetti 64
Sergio Siano e il suo sguardo silenzioso tra le meraviglie di Napoli
NA.F.A.FE’ – Napoli Film and Audiovisual Festival 70
Foto di copertina di Maurizio Marcato / courtesu by Susanna Pescetti
62
66
Natura, Arte e Ambiente in mostra a Giugliano 72
ArchiveStories: quando i documenti parlano, la storia si ascolta 74
A Chiaia nasce Laludart, nuovo spazio per l’arte contemporanea 76
Gusti
Renato Casaro, il 'pittore di cinema' 78
A Miami lo chef Marco Giugliano apre il suo locale “Mano Libera 80
Mille&UnBabà 2025 di Mulino Caputo 81
Riserva Rooftop e Galleria Morra Arte Studio: Sensi in Mostra 82
Marco Ambrosino, chef di Sustànza, eccellenza gastronomica
mediterranea 84
L’eccellenza pasticciera campana per la Pasqua 2025 86
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
SOTTO I RIFLETTORI
Una vita tra le note e la direzione
discriminazione bisogna opporre la
studiando la partitura; il momento
6
determinazione, senza cedere a ricatti e dell’esecuzione è la punta di un iceberg di
violenze. Sono certa che questo è il modo di un lavoro che dura mesi (forse tutta la vita).
Deve possedere un sovrano dominio della orchestrale
Dal Conservatorio di San Pietro a Majella ai più grandi palcoscenici del
7
mondo, per testimoniare, con una passione inesauribile, la potenza
espressiva della musica
progredire energicamente verso la piena
consapevolezza dei propri mezzi espressivi,
tecnici ed interpretativi. Quando il direttore
d’orchestra è donna, c’è sempre un po’ di …
curiosità, di stupore; ma poi conta
l’emozione che riesce a donare a chi
ascolta. ‘Donna o uomo’, senza una
connotazione di genere, sono effimere
evanescenze nell’arte.
Da molto tempo dedica tempo e
attenzione alle bande musicali, in
particolare al Sud: perché questa scelta?
Ho scelto di portare la musica fuori dal
teatro e sale da concerto per viverla e farla
vivere in ambiti diversi, nelle periferie, nelle
carceri, nelle scuole, negli ospedali, nelle
piazze… e proprio nelle piazze la ‘Banda’ ha
la sua massima espressione. Non c’è
differenza se dirigo una banda o
un’orchestra, la musica è per tutti.
Le bande musicali nel Sud dell’Italia
rappresentano uno strumento insostituibile
per avvicinare la gente alla musica: tutti ne
rimangono affascinati. Uno strumento di
arricchimento anche per coloro che non
possono, per svariati motivi, permettersi si
andare nei teatri. ‘Sensibilizzazione e
diffusione’… questa è la Banda, essa è
l’unica formazione strumentale al Mondo
che propone repertorio lirico e sinfonico. Per
questa ‘unicità’, la ‘banda del Sud’ è un
grande Patrimonio da preservare,
proteggere e divulgare. Tantissimi strumenti
d’orchestra vengono dalla formazione
‘banda’. Non è un genere ‘Minore’, basta
pensare che lo stesso Pietro Mascagni
diresse importanti bande pugliesi. Dirigere
una banda è un’emozione speciale, hai il
contatto con il pubblico in maniera diretta e
spontanea … sciogli le lacrime, la gioia, che
si concretizzano in una giovane coppia che
danza, abbracciandosi ai piedi della ‘Cassa
armonica’. Vi anticipo che in marzo dirigerò
in Argentina la ‘Banda Municipale di Mar de
Plata’: dico ciò per sottolineare l’importanza
della banda in altri Paesi, dove in ogni città è
considerata una forma d’arte istituzionale.
Che cosa direbbe ad una ragazza che
sogna di diventare direttore d’orchestra?
La ‘direzione d’orchestra’ è un’arte dove non
c’è un ‘punto d’appoggio’ e ‘metro fisso
universale’, e non solo non esistono le
orchestre uguali, ma non esiste neppure
un’orchestra che a distanza di pochi minuti
sia uguale a sé stessa, come non esistono
due ascoltati uguali con le stesse emozioni.
Quindi il ‘direttore’ si deve preparare a lungo
rappresentazione mentale della partitura,
deve essere capace di ricreare l’immagine
sonora dell’Opera dentro di Sé, nella sua
‘Interiorità’, e poi deve esprimere la sua
‘Realtà dell’Animo’. Tecnica e spiritualità,
unite al Pensiero dell’Autore, interpretato e
trasportato nei nostri pensieri moderni, sono
dati fondamentali per un ‘direttore
d’orchestra’. La Bellezza, l’emozione, la
sorpresa, l’eccitazione, la gioia regalata da
un brano suonato da un’orchestra sono doni
preziosi.
Fin dalla più tenera età, Susanna Pescetti
ha intrecciato la sua esistenza con la
musica. A soli sei anni ha iniziato lo studio
del pianoforte, un viaggio che l'ha portata,
giovanissima, al prestigioso Conservatorio
San Pietro a Majella di Napoli. Qui ha
affinato il suo talento sotto la guida di
maestri illustri come Pennella, Vitale e
Mazzotta, per poi perfezionarsi in Direzione
d'Orchestra con il M° Renzetti,
conseguendo il diploma con il massimo dei
voti.
Il suo percorso professionale non si è
limitato alla sola esecuzione musicale, ma
l’ha vista impegnata anche nella didattica,
ricoprendo il ruolo di docente di pianoforte
principale presso il Conservatorio
Benedetto Marcello di Venezia. Tuttavia, la
sua passione l’ha condotta ben oltre
l’insegnamento, portandola a collaborare
con alcune tra le più prestigiose istituzioni
musicali nazionali ed internazionali.
Ha calcato i palcoscenici del Teatro
Massimo Bellini di Catania, della
Fondazione Arena di Verona, del Teatro
Verdi di Salerno e del Teatro Petruzzelli di
Bari, dirigendo orchestre sinfoniche e
filarmoniche di grande rilievo come la
Sinfonica del Friuli-Venezia Giulia, la
Sinfonica di Bari, la Sinfonica Abruzzese,
la I.C.O. della Magna Grecia e molte altre.
Ha portato la sua arte in tutto il mondo, dal
Carnegie Hall di New York al Palais de la
Musique di Strasburgo, dal Teatro Bellini di
Napoli alla Bellas Artes di Città del
Messico, fino a San Pietroburgo, Istanbul,
Bucarest e oltre.
La sua direzione si è distinta anche in
importanti festival internazionali, come il
Kammermusik Festival di Oslo, la
Primavera Italiana a Tokyo, il Festival di
Kotor in Montenegro e il Festival di
Zagabria in Croazia. Ha lasciato il segno nel
celebre Festival Verdiano di Parma e nelle
Ville Vesuviane di Napoli, dove ha diretto
capolavori come Elisir d’Amore, Madama
Butterfly, Il Barbiere di Siviglia e Rigoletto.
Tra i suoi traguardi più prestigiosi, spicca la
direzione della prima ripresa moderna
italiana de Il matrimonio inaspettato di
Giovanni Paisiello, eseguita negli scenari
suggestivi degli Scavi Archeologici di
Ercolano.
L’arte di Susanna Pescetti ha incontrato
grandi nomi della musica e del teatro, da
Nicola Martinucci a Katia Ricciarelli, da
Giorgio Albertazzi a Pierluigi Pizzi, in un
percorso costellato di successi e
riconoscimenti. Un momento memorabile
della sua carriera è stata la direzione
dell’opera In Filanda di Pietro Mascagni in
prima assoluta mondiale, eseguita con
l'Orchestra I Solisti di Napoli al Teatro
Mercadante di Napoli.
Invitata più volte a partecipare a programmi
televisivi e radiofonici di rilievo, ha inciso per
etichette prestigiose come Bongiovanni e
Musicaimmagine Records. La sua vita,
dedicata alla musica con passione
inesauribile, continua a illuminare i più
grandi palcoscenici del mondo,
testimoniando la potenza espressiva della
direzione orchestrale e la magia del suono
che, sotto la sua guida, prende vita.
(F.B.)
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
PRIMO PIANO
Il ruolo strategico dei Porti del Sud nello sviluppo del trasporto marittimo
8 9
L’impegno dei principali Gruppo Armatoriali e il rilancio della logistica marittima per rafforzare il ponte tra Europa e Mediterraneo
di Francesco Bellofatto
I porti del Sud Italia costituiscono un
elemento cardine per la logistica nazionale e
internazionale, rappresentando nodi cruciali
per il traffico di merci e passeggeri nel
Mediterraneo. Il loro sviluppo è fortemente
influenzato dalle strategie attuate dai
principali operatori del settore marittimo, che
si distinguono per le loro strategie di
espansione, gli investimenti infrastrutturali e
la diversificazione dei servizi, contribuendo
all'incremento dell'efficienza e alla
connettività dell’intero sistema portuale.
Il Gruppo Grimaldi, con sede a Napoli, si
configura come uno dei principali attori nel
settore del trasporto marittimo
internazionale, con una consolidata
esperienza nei segmenti Ro-Ro (Roll-on/
orientata all'innovazione e all'ottimizzazione
delle rotte commerciali.
MSC (Mediterranean Shipping Company) è
nel panorama internazionale.
Entrambi gli operatori puntano su una
maggiore sostenibilità ambientale, sulla
digitalizzazione dei processi e sul
miglioramento delle infrastrutture,
delineando un futuro in cui l'efficienza e
l'innovazione saranno fattori chiave per il
consolidamento del settore.
Il porto di Salerno sta emergendo come un
centro strategico per l'export della
Campania, con un significativo aumento del
traffico container e rotabili. Il Salerno
Container Terminal (SCT), gestito dalla
famiglia Gallozzi, ha
chiuso il 2024 con
una movimentazione
di 358.134 TEUs,
registrando un
incremento del +4%
movimentazione di quasi 4 milioni di TEUs
nel 2024, Gioia Tauro rafforza il suo ruolo
come hub primario per MSC e per le
principali rotte commerciali globali.
Anche il comparto dei rimorchiatori vede
importanti sviluppi. Il Gruppo Rimorchiatori
Napoletani, guidato da Gianni Andrea de
Domenico, ha annunciato il potenziamento
dei suoi servizi in concessione nei principali
porti del Mezzogiorno, con particolare
attenzione allo scalo di Taranto, che
continua a rafforzare il suo ruolo strategico
nelle rotte mediterranee. L’azienda ha
Gianni Andrea de Domenico
Roll-off), container e passeggeri. La
compagnia gestisce una flotta di oltre 130
unità e possiede il controllo di numerose
compagnie di navigazione, tra cui Grimaldi
Lines, Minoan Lines e Finnlines. La sua rete
di collegamenti marittimi è particolarmente
sviluppata nel Mediterraneo, con estensioni
strategiche in altre regioni globali.
L’impegno del Gruppo Grimaldi nel
potenziamento della propria infrastruttura si
manifesta attraverso investimenti mirati
all’incremento della sostenibilità e
dell’efficienza operativa. Un esempio
significativo è rappresentato
dall’introduzione della nave Ro-Pax
Europalink sulla rotta Brindisi-Igoumenitsa,
che ha aumentato la capacità di trasporto di
veicoli industriali e migliorato il servizio
passeggeri, dimostrando una strategia
una delle più grandi compagnie di
navigazione a livello mondiale e svolge un
ruolo centrale nel settore del trasporto
container nei porti meridionali italiani. In
particolare, il porto di Gioia Tauro
rappresenta il principale hub di transhipment
della compagnia nel Mediterraneo, con la
gestione del Medcenter Container Terminal
(MCT), un’infrastruttura chiave per la
redistribuzione dei traffici globali.
L'azienda ha effettuato ingenti investimenti
in tecnologie avanzate e nell’ottimizzazione
delle procedure operative, incrementando la
capacità di movimentazione dei container e
migliorando l’integrazione delle supply chain
globali. L’adozione di soluzioni digitali e
sistemi automatizzati ha permesso di ridurre
i tempi di sosta delle merci e di accrescere
la competitività dei porti meridionali italiani
Agostino Gallozzi
Emanuele Grimaldi
rispetto all'anno precedente. L'export ha
segnato un aumento dell'11%, dimostrando
l'importanza crescente del porto nel
commercio internazionale.
Dal 2025, Salerno beneficerà di nuove rotte,
tra cui il servizio Amerigo di CMA-CGM in
collaborazione con Cosco Shipping, ONE e
OOCL, che collega direttamente il
Mediterraneo con il Nord America. Inoltre,
l'alleanza “Gemini” tra Hapag Lloyd e
Maersk ha selezionato Salerno come porto
principale nel Sud Italia.
Il porto di Gioia Tauro continua ad essere un
punto di riferimento per il transhipment nel
Mediterraneo. Il Medcenter Container
Terminal ha ordinato 20 gru ibride di ultima
generazione, parte di un piano di
ammodernamento che mira ad aumentare la
sostenibilità e l'efficienza operativa. Con una
confermato il proprio impegno sul
rinnovamento della flotta con nuovi
rimorchiatori di ultima generazione, dotati di
tecnologie avanzate per la sicurezza e la
sostenibilità ambientale.
I porti del Sud Italia stanno vivendo un
periodo di forte espansione grazie agli
investimenti strategici dei principali player.
L'aumento del traffico container, il
miglioramento delle infrastrutture e
l'adozione di tecnologie innovative stanno
trasformando la portualità meridionale in un
pilastro del commercio internazionale. Il
futuro del settore dipenderà dalla capacità di
mantenere un equilibrio tra sostenibilità,
digitalizzazione e connettività globale,
consolidando il ruolo dell'Italia nel panorama
marittimo mondiale.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
PRIMO PIANO
PNRR: 1,2 miliardi di euro per i Porti del Sud
10 11
Potenziamento delle infrastrutture per la competitività e lo sviluppo economico
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
(PNRR) prevede significativi investimenti per
potenziare le infrastrutture portuali nel Sud
Italia, con l'obiettivo di migliorare la
competitività e l'efficienza dei principali scali
di Napoli, Salerno, Gioia Tauro e Taranto.
Il Porto di Napoli beneficia di investimenti
pari a 507 milioni di euro, con una copertura
finanziaria del 78%. Tra gli interventi
principali vi sono il potenziamento dello
scalo ferroviario e la realizzazione di
infrastrutture stradali connesse per
migliorare i collegamenti intermodali, il
prolungamento e il rafforzamento della diga
Duca D’Aosta per migliorare l'accessibilità
marittima, la riqualificazione delle
infrastrutture dell'area monumentale
destinate al traffico passeggeri e alle attività
portuali, favorendo una migliore integrazione
con la città, e il completamento della rete
fognaria portuale per garantire maggiore
a collegare direttamente il porto con i
principali snodi ferroviari ed autostradali,
riducendo le interferenze con il traffico
urbano. Inoltre, il miglioramento
dell'accessibilità marittima consentirà
l'ingresso di navi di ultima generazione e
l'attivazione di nuove linee regolari. Questi
interventi sono volti a risolvere le criticità
legate al traffico commerciale e a potenziare
le infrastrutture portuali per sostenere la
crescita dei traffici di merci e passeggeri.
Il Porto di Gioia Tauro, considerato uno dei
principali hub del traffico container nel
Mediterraneo, riceve finanziamenti per oltre
100 milioni di euro. Gli interventi previsti
riguardano l’adeguamento degli scali
ferroviari contigui per migliorare i
collegamenti con la rete ferroviaria
nazionale, la realizzazione di uno svincolo
sull'autostrada A2 per ottimizzare l'accesso
stradale al porto, il completamento della
sostenibilità ambientale. Questi interventi
mirano a rafforzare la competitività del
sistema portuale, potenziare le infrastrutture
e le attrezzature portuali e innalzare gli
standard ambientali ed operativi.
Il Porto di Salerno beneficia di un
investimento di 463 milioni di euro, con una
copertura finanziaria completa. Tra i progetti
più rilevanti, si segnala la realizzazione delle
gallerie di ‘Salerno Porta Ovest’, finalizzate
banchina di ponente lato Nord per
aumentare la capacità operativa dello scalo
e l’urbanizzazione dell'area industriale
adiacente per favorire nuovi insediamenti
produttivi. Questi progetti hanno l’obiettivo di
rafforzare il ruolo del porto come snodo
strategico nelle rotte euromediterranee e
migliorare l'efficienza logistica complessiva.
Per il Porto di Taranto sono previsti
investimenti di 50 milioni di euro, destinati
principalmente allo sviluppo di infrastrutture
e viabilità portuale per migliorare
l'accessibilità e l'efficienza operativa. Parte
dei fondi sarà impiegata per la realizzazione
dell'Eco Industrial Park, un'area dedicata a
insediamenti industriali sostenibili dal punto
di vista ambientale. Questi interventi
puntano a rilanciare il porto come polo
logistico e industriale, promuovendo uno
sviluppo sostenibile e integrato con il
territorio circostante.
Complessivamente, il PNRR destina
1.223,48 milioni di euro ai porti del Sud
Italia, con l'obiettivo di potenziare le
infrastrutture portuali, migliorare i
collegamenti intermodali e favorire lo
sviluppo economico e la competitività
dell'intera area.
(F.B.)
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
ECONOMIA
SMS Engineering entra in ELITE: Missione nello Spazio
del Mercato dei Capitali
Promuovi la tua attività con noi!
12 13
Un passo strategico per la crescita, l'innovazione e l'accesso ai mercati finanziari globali
di Francesco Bellofatto
A partire da gennaio 2025, SMS
ENGINEERING Srl è ufficialmente parte del
Network ELITE, l'ecosistema pan-europeo
del Gruppo Euronext che sostiene le
piccole e medie imprese nel loro percorso di
crescita e accesso ai mercati dei capitali, sia
privati che pubblici. L'annuncio segna un
importante traguardo per l'azienda, guidata
da un team di professionisti di alto profilo:
Antonio Ascione (Presidente), Francesco
Castagna (CEO), Massimiliano Canestro
(Vicepresidente) e Rosangela Capasso
(Direttore Generale).
Fondata nel 1998, SMS Engineering si è
affermata come un'eccellenza nel settore
della digital transformation, offrendo
soluzioni avanzate per l'automazione
industriale, la cyber security, l'intelligenza
artificiale, il cloud computing e la gestione
dei dati. Grazie alla sua competenza
multidisciplinare, l'azienda supporta imprese
di diversi settori, tra cui manifatturiero,
sanitario, finanziario, telecomunicazioni e
pubblica amministrazione.
Il programma ELITE, lanciato da Borsa
Italiana e ora parte del gruppo Euronext,
rappresenta molto più di un semplice
riconoscimento: è un'opportunità concreta
per le aziende ambiziose di accelerare il loro
sviluppo attraverso formazione, networking
e strumenti finanziari avanzati. SMS
Engineering, con il suo ingresso, si affaccia
a un nuovo capitolo della sua storia, pronta
a consolidare la propria posizione nel
settore tecnologico e dell'innovazione.
Dal 2012, ELITE ha selezionato e
supportato oltre 2.400 aziende, di cui più di
1.600 eccellenze europee, con un fatturato
complessivo di €190 miliardi e oltre
661.000 dipendenti. Numeri che
raccontano una storia di successo e che
evidenziano l'importanza strategica di far
parte di questo ecosistema.
Per SMS Engineering, entrare in ELITE
significa aprire nuove prospettive nel
reperimento di capitali e nella creazione di
sinergie con altre aziende di alto profilo.
Grazie a strumenti finanziari innovativi,
come il Basket Bond®, e alle opportunità di
quotazione, il programma offre possibilità
concrete per il rafforzamento patrimoniale e
l’espansione aziendale.
Le esperienze passate di ELITE dimostrano
l’impatto concreto che questo percorso può
avere sulle imprese: 72 aziende si sono
quotate raccogliendo oltre €4 miliardi, 204
imprese hanno emesso oltre 320
obbligazioni corporate per un valore di
€3,6 miliardi, e circa 600 aziende hanno
completato oltre 1.850 operazioni di M&A,
accelerando la loro crescita inorganica.
L'ingresso in ELITE arriva pochi mesi dopo
un'altra esperienza straordinaria vissuta dai
vertici di SMS Engineering. Il 9 giugno
2024, nell’ambito della Campagna
Jumpinfuture promossa dal Center for
Near Space dell’Italian Institute for the
Future, il Presidente Antonio Ascione, il
CEO Francesco Castagna, il
Vicepresidente Massimiliano Canestro e
il Direttore Generale Rosangela Capasso
sono diventati µAstronauti, partecipando a
voli parabolici a Gravità Zero. Un’esperienza
simbolica che, in un certo senso, anticipava
il nuovo salto nel futuro che l'azienda sta ora
compiendo con ELITE.
Il 25 gennaio 2025, questi quattro pionieri
della tecnologia e dell’innovazione iniziano
una nuova MISSIONE nello SPAZIO del
Mercato dei Capitali, pronti a esplorare
nuove possibilità e a scrivere il prossimo
capitolo della storia di SMS Engineering.
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Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
ECONOMIA
Portualità turistica: a Marina d’Arechi
il massimo punteggio nel Rating di Legalità
Giovani Imprenditori Confcommercio Campania:
premiati l’innovazione e il talento under 42
14 15
Agostino Gallozzi: Un riconoscimento al nostro impegno per uno sviluppo sostenibile
Le eccellenze che stanno trasformando il tessuto economico della Campania
L’Autorità Garante della Concorrenza e
del Mercato (AGCM) ha assegnato a
Marina d’Arechi il massimo punteggio
previsto dal Rating di Legalità, conferendole
tre stelle. Questo riconoscimento attesta la
conformità della struttura portuale ai più
elevati standard di trasparenza, governance
aziendale e responsabilità sociale.
Il Rating di Legalità, introdotto dall’art. 5-ter
del decreto-legge n. 1/2012, rappresenta un
indicatore di affidabilità riconosciuto a livello
nazionale per le imprese operanti in vari
settori, con l’obiettivo di incentivare modelli
gestionali etici e sostenibili. Il punteggio è
attribuito in base a criteri specifici, tra cui
l’adozione di un sistema di prevenzione
della corruzione, la solidità economicofinanziaria
e l’implementazione di
meccanismi di controllo interno per la tutela
della concorrenza e della legalità.
Dal punto di vista della portualità turistica,
l’ottenimento del massimo punteggio da
parte di Marina d’Arechi evidenzia il ruolo
crescente delle certificazioni di legalità nella
valorizzazione degli approdi turistici, sia in
termini di attrattività per gli investitori
internazionali che di posizionamento
competitivo nel settore della nautica da
diporto.
Agostino Gallozzi, Presidente di Marina
d’Arechi, ha commentato l’assegnazione del
punteggio dichiarando: “Questo
riconoscimento testimonia il nostro impegno
nella creazione di un modello di gestione
virtuoso, capace di coniugare sviluppo
economico, trasparenza e sostenibilità
ambientale. Marina d’Arechi non è solo
un’infrastruttura di
eccellenza, ma un
laboratorio di
innovazione per il
comparto portuale”.
L’assegnazione
delle tre stelle
consente alla
struttura di
consolidare
ulteriormente il
proprio status di
riferimento nel
panorama
internazionale della
portualità turistica,
in un contesto in
cui i criteri ESG
(Environmental,
Social, and Governance) assumono un peso
sempre più rilevante nel settore della
nautica di lusso.
Situata lungo la Costiera Amalfitana, Marina
d’Arechi si distingue per un’offerta
infrastrutturale d’avanguardia e per
l’attenzione alle dinamiche di sviluppo
sostenibile. Il riconoscimento AGCM
contribuisce a rafforzare la competitività del
porto, rendendolo un esempio emblematico
di come la certificazione di legalità possa
rappresentare un asset strategico per il
comparto turistico e portuale.
Marina d’Arechi
Via Salvador Allende, 84131 Salerno SA
+39 089 2788801
info@marinadarechi.com
Agostino Gallozzi
di Fabrizio Matarazzo
Nel prestigioso Circolo dell‘Unione di
Napoli, si è svolta la cerimonia di
premiazione del Premio Giovani
Imprenditori Confcommercio Campania,
un riconoscimento istituito per valorizzare le
eccellenze imprenditoriali under 42 che si
distinguono nei settori dell’innovazione, del
commercio al dettaglio, dell’alimentare,
dell’e-commerce e della tecnologia. L’evento
ha visto la partecipazione di rappresentanti
istituzionali di rilievo, tra cui il vicepresidente
della Camera dei Deputati, on. Sergio
Costa, l’assessore regionale
all’Innovazione, on. Valeria Fascione, e il
presidente nazionale dei Giovani
Confcommercio, Matteo Musacci.
Fabio Del Prete, presidente del Gruppo
Giovani di Confcommercio Campania, ha
evidenziato come l’iniziativa rappresenti
un’opportunità per valorizzare la creatività,
la determinazione e l’impatto economico
positivo generato dai giovani imprenditori sul
tessuto produttivo regionale. Matteo
Musacci ha ribadito l’importanza di questo
premio nel riconoscere le migliori pratiche
aziendali e nell’incentivare l’innovazione
continua.
L’istituzione dell’Albo d’Oro dei Giovani
Imprenditori Confcommercio Campania ha
conferito ulteriore rilevanza al premio,
offrendo ai vincitori maggiore visibilità nel
panorama imprenditoriale regionale e
accesso a opportunità di networking con le
principali realtà del settore. Questo
riconoscimento non solo premia il talento e
l’innovazione, ma favorisce anche la
creazione di sinergie tra le nuove imprese e
il tessuto economico consolidato della
Campania. Secondo Del Prete, nonostante il
grande potenziale economico della regione,
permangono criticità strutturali che
potrebbero ostacolare lo sviluppo
imprenditoriale nei prossimi anni, come i
previsti tagli ai finanziamenti destinati al
Mezzogiorno e le ripercussioni su
occupazione e investimenti.
Le aziende premiate nell’ambito del Premio
Giovani Imprenditori Confcommercio
Campania si sono distinte per l’adozione di
modelli innovativi e sostenibili. Plazatech
Srl è leader nel settore della digitalizzazione
aziendale, con soluzioni avanzate di
automazione e intelligenza artificiale.
Quintodecimo, eccellenza vinicola, ha
adottato tecniche di viticoltura biologica per
garantire qualità e sostenibilità ambientale.
Da Gigione, ristorante gourmet, ha
rivoluzionato il concetto di hamburgeria,
unendo tradizione e ricerca sulle materie
prime. Cava Energia Srl si distingue per il
suo impegno nella transizione energetica,
sviluppando progetti di energia rinnovabile
per aziende e privati. Oltre a queste, sono
state premiate Pasticceria Benito, Dia Srl,
Arignano Distribuzione Srl, Uncle Food,
Martelius Srl, Centro Ricambi, Amato Srl,
Zeta Holding e 081 Stand For Naples,
aziende che si sono imposte nel proprio
settore grazie alla combinazione di qualità,
innovazione e competitività.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
ECONOMIA
Borsa Mediterranea del Turismo 2025: a Napoli l'evento di riferimento per il settore turistico
16 Con Progecta alla Mostra d’Oltremare dal 13 al 15 marzo il principale evento B2B del turismo con focus su incoming, MICE, turismo termale e turismo sociale
17
di Francesco Bellofatto
La Borsa Mediterranea del Turismo (BMT)
giunge alla sua 28ª edizione,
confermandosi come uno degli
appuntamenti più attesi nel settore turistico
italiano e internazionale. L’evento si
svolgerà presso la Mostra d'Oltremare di
Napoli dal 13 al 15 marzo 2025, con la
partecipazione di operatori di primaria
importanza nel panorama turistico globale.
Organizzata da Progecta, azienda
specializzata nella gestione di eventi fieristici
professionali, la manifestazione si svilupperà
su una superficie espositiva di 12.000 mq,
con un accesso riservato agli operatori dal
giovedì al venerdì e un’apertura al pubblico
prevista per la mattina del sabato.
Riconosciuta come la principale fiera B2B
del settore turistico in Italia, la BMT
rappresenta un’importante piattaforma di
incontro per agenzie di viaggio, tour
operator, compagnie aeree, compagnie di
navigazione, enti del turismo
internazionali, catene alberghiere e
regioni italiane. Il programma della fiera
include un fitto calendario di convegni,
tavole rotonde, seminari e sessioni di
aggiornamento professionale, con
l’obiettivo di incentivare il dialogo tra gli
stakeholder e promuovere nuove
opportunità di business, oltre a fornire agli
operatori del settore strumenti innovativi e
strategie per affrontare le sfide del mercato
turistico globale.
Tra i punti salienti dell’edizione 2025 vi sono
quattro workshop tematici mirati a specifici
segmenti del turismo. Il primo, dedicato
all’Incoming, coinvolgerà 50 buyers
internazionali selezionati dall'ENIT, con
l'obiettivo di valorizzare il prodotto Italia sui
mercati esteri e ampliare la portata del
turismo inbound. Il secondo, focalizzato su
Terme, Benessere & Vacanza Attiva,
vedrà la partecipazione di 20 buyers
specializzati nel settore del turismo termale
e del benessere, con un'attenzione
particolare alle strutture che combinano
ospitalità e trattamenti terapeutici naturali. Il
terzo segmento, relativo a Incentive &
Congressi, sarà dedicato ai meeting
planner operanti nell’ambito MICE
(Meetings, Incentives, Conferences, and
Exhibitions), un settore in forte crescita che
mira a rafforzare il posizionamento dell'Italia
come destinazione chiave per eventi
aziendali e congressuali. Infine, il workshop
dedicato al Turismo Sociale metterà in
contatto 50 CRAL e associazioni interessate
ai viaggi di gruppo e alle vacanze fuori
stagione, favorendo un turismo accessibile e
sostenibile per categorie specifiche di
viaggiatori.
La presenza internazionale alla BMT 2025
sarà notevolmente ampliata, con la
partecipazione di oltre 50 Paesi. Tra le
presenze più rilevanti figurano la Croazia,
con un’area espositiva di oltre 100 mq, e il
Brasile, che torna dopo un periodo di
assenza. Uzbekistan e Barbados
debuttano per la prima volta alla
manifestazione, mentre tornano Qatar,
Bahamas, Cuba, Repubblica Dominicana,
Tunisia e Thailandia. Questa crescita
dell'interesse internazionale dimostra come
la BMT si stia affermando sempre più come
una vetrina globale per il turismo in Italia e
nel Mediterraneo.
L’offerta turistica italiana avrà un ruolo
centrale, con un’attenzione particolare alle
esperienze enogastronomiche e culturali.
La Regione Campania ha ampliato il
proprio spazio espositivo all’interno del
Padiglione 4, mentre altre regioni di rilievo
come Abruzzo, Basilicata, Calabria,
Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna,
Toscana, Valle d'Aosta e Sicilia saranno
presenti con stand dedicati. Il Comune di
Napoli e la Città Metropolitana offriranno
un focus sulle risorse culturali del territorio,
rispondendo all’interesse crescente per il
turismo urbano ed esperienziale. In
particolare, sarà dato risalto al turismo
legato ai siti UNESCO, alla valorizzazione
del patrimonio storico-artistico e alla
creazione di itinerari su misura per
viaggiatori culturali.
Un ulteriore trend
emergente riguarda il
turismo
enogastronomico, con
un numero crescente
di espositori che
proporranno
esperienze
immersive,
consentendo ai
visitatori di partecipare
direttamente ai
processi produttivi e alle degustazioni finali.
Saranno previste sessioni interattive con
chef, sommelier e produttori locali, per
promuovere l'identità culinaria delle diverse
regioni e incentivare il turismo
agroalimentare.
Sul fronte dei grandi operatori, la BMT 2025
accoglierà tour operator, catene
alberghiere e compagnie di navigazione
di rilevanza internazionale. Trenitalia,
partner ufficiale dell’evento, amplierà la
propria area espositiva, mentre la sezione
aeroportuale includerà gli scali di Napoli,
Costa d’Amalfi e Aeroporti di Roma.
Anche il settore nautico sarà protagonista,
con un forte interesse verso il noleggio
barche e il turismo esperienziale legato al
mare. La partecipazione di Astoi con il
Villaggio Tour Operator offrirà visibilità ai
principali operatori aderenti all’associazione.
Un'area di particolare interesse sarà quella
dedicata al turismo termale, con la
creazione di una sezione specifica
coordinata da Federalberghi Terme, che
vedrà il coinvolgimento di numerose
strutture italiane. Inoltre, in collaborazione
con Assidema (Associazione Italiana
Destination Manager), verranno affrontate le
tematiche strategiche legate alla
governance turistica, evidenziando la
necessità di una maggiore integrazione tra
settore pubblico e privato. Verranno anche
analizzati modelli innovativi di gestione
turistica per aumentare la competitività del
settore e incentivare l’adozione di pratiche
sostenibili.
Sito BMT Napoli
(foto da Ufficio stampa BMT)
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
ECONOMIA
Alfonso Scuotto eletto presidente del CBN: la città punta al ritorno dei grandi convegni
18 19
Il Convention Bureau di Napoli e la crescita del turismo congressuale. Strategie per un settore in espansione: verso lo sviluppo di un polo specializzato
L’assemblea dei soci del Convention
Bureau di Napoli (CBN) ha eletto
all’unanimità Alfonso Scuotto come nuovo
presidente del network di imprese che
operano nel settore del turismo
congressuale.
Il cambio alla guida della rete di imprese
avviene in un periodo di grande fermento
per il settore che, in base ai dati raccolti dal
CBN, nel 2024 ha registrato una crescita del
21% rispetto al 2023 (+40% rispetto al
2022). In dieci anni di attività, il CBN ha
visto quasi triplicare il numero di soci, oggi
54 rispetto ai 20 di partenza.
L’obiettivo principale della nuova presidenza
è l’aumento del numero di soci e il
rafforzamento della rappresentatività del
network. Per consolidare l’ottima posizione
raggiunta da Napoli come destinazione
congressuale, si punta a intensificare il
dialogo con le istituzioni in maniera
strutturata e propositiva.
Scuotto, che succede a Margherita
Chiaramonte (Gesac), rimarrà in carica per
tre anni. Tra le priorità figura anche la
destagionalizzazione degli eventi, dato che
la maggior parte dei congressi si concentra
nei mesi di maggio, settembre e ottobre.
Incentivare l’organizzazione di eventi
congressuali nei mesi invernali garantirebbe
una migliore disponibilità di camere
d’albergo e costi più competitivi per i servizi,
generando un impatto economico positivo
anche nei periodi di minore afflusso turistico.
Di primaria importanza per il CBN è anche
l’attività di promozione attraverso la
partecipazione alle fiere di settore e
l’organizzazione di educational tour con
operatori internazionali. Attualmente, oltre il
71% delle richieste di convegni proviene dal
mercato nazionale, mentre il segmento
internazionale rappresenta solo il 29%. Per
rendere Napoli più attrattiva per le grandi
multinazionali e per i congressi
internazionali di alto livello, sarà necessario
intensificare le strategie di marketing e di
internazionalizzazione.
Per quanto riguarda l’assetto del
Convention Bureau, è stata confermata
alla direzione del CBN Giovanna
Lucherini, con Chiara D’Andrea (Sales &
RFP Specialist). I vicepresidenti saranno
Antonio Izzo (già presidente di
Alfonso Scuotto
Federalberghi
Napoli) e Giancarlo
Carriero (past
president del CBN ed
ex presidente della
sezione turismo
dell’Unione
Industriali di
Napoli).
Con questa nuova
leadership, il
Convention Bureau
di Napoli punta a
rafforzare il settore
congressuale come
motore di sviluppo
economico e turistico
per la città, creando
un ecosistema più
competitivo e
integrato con le
infrastrutture locali.
Infatti, un aspetto
cruciale per il futuro
del comparto
congressuale a
Napoli è la necessità
di concentrare gli
eventi in un’unica area attrezzata, piuttosto
che disperderli in molteplici location. La
Mostra d’Oltremare rappresenta il sito
ideale per trasformarsi in un vero e proprio
hub per il turismo congressuale, grazie alla
sua ampia capacità ricettiva, alle strutture
esistenti e alla possibilità di ulteriori
investimenti infrastrutturali. Tuttavia, per
realizzare appieno questo potenziale, la
governance della Mostra d’Oltremare deve
effettuare, attraverso la concertazione dei
soci pubblici della SpA, scelte strategiche
volte a finalizzare le strutture disponibili,
opportunamente riqualificate, a un utilizzo
esclusivamente fieristico e congressuale.
Il quartiere di Fuorigrotta, con la sua
posizione strategica e la presenza di
collegamenti ferroviari, stradali e della
metropolitana, potrebbe diventare il
principale distretto congressuale della città,
ospitando eventi di rilevanza nazionale e
internazionale. Tuttavia, per raggiungere
questo obiettivo, è fondamentale rafforzare
la sinergia tra il settore alberghiero e la rete
dei trasporti, garantendo una migliore
accessibilità e un’offerta ricettiva adeguata
alle esigenze di un turismo business.
(dir)
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
INNOVAZIONE
AI-LEAP Napoli: l’Università Federico II analizza
l’uso dell’Intelligenza Artificiale nell’Educazione Primaria
20 21
Approcci metodologici e impatti della sperimentazione dell'IA nella didattica a Fuorigrotta
di Fabrizio Matarazzo
con il supporto della referente scolastica
Antonella Cammardella.
I primi risultati della sperimentazione
mostrano un forte coinvolgimento da parte
degli studenti, che hanno dimostrato
curiosità e interesse nel comprendere le
Il progetto AI-LEAP (LEArning
Personalization with AI and of AI)
rappresenta un’iniziativa di ricerca
interdisciplinare volta all’integrazione
dell’Intelligenza Artificiale (IA) nei processi
educativi della scuola primaria. Sviluppato
attraverso la collaborazione tra le Università
di Torino, Federico II di Napoli e Piemonte
Orientale, il progetto si pone l’obiettivo di
favorire un utilizzo critico e consapevole
delle tecnologie IA sin dall’età scolare.
Finanziato dalla Fondazione Compagnia di
San Paolo e dalla Fondazione Cassa
Depositi e Prestiti, AI-LEAP si caratterizza
per un approccio centrato sulla
personalizzazione dell’apprendimento,
reso possibile dall’impiego di modelli adattivi
e algoritmi di IA. La sperimentazione,
avviata il 9 gennaio 2025 presso il 39°
Circolo Didattico Leopardi Doria di
Napoli, prevede ulteriori sessioni il 6 e il 12
febbraio, rivolte agli studenti delle classi
quarta e quinta.
L’implementazione di AI-LEAP è
supervisionata dall’Università Federico II di
Napoli, in particolare dal Dipartimento di
Studi Umanistici, in collaborazione con il
laboratorio NAC ‘Orazio Miglino’. Il modello
sperimentale prevede un percorso formativo
articolato in una fase teorica, in cui vengono
introdotti concetti chiave dell’Intelligenza
Artificiale come reti neurali artificiali,
algoritmi genetici, robotica evolutiva ed
embodied AI, e una fase pratica, che
consiste nell’applicazione dell’IA attraverso
la TeachE-AI-2C robotic farm, un sistema
interattivo che consente agli studenti di
sperimentare il rapporto tra intelligenza
artificiale e ambiente fisico. Il monitoraggio
dell’usabilità della piattaforma e l’analisi dei
dati raccolti permettono di valutare l’efficacia
del metodo didattico proposto e l’impatto
sulle competenze cognitive degli studenti.
Secondo la Prof.ssa Michela Ponticorvo,
coordinatrice del progetto per l’Università
Federico II, AI-LEAP sta dimostrando la
capacità di rendere l’IA accessibile agli
studenti, stimolando una comprensione
profonda e un atteggiamento critico nei
confronti delle tecnologie intelligenti. Il team
di ricerca include Davide Marocco, Onofrio
Gigliotta, Clara Nobile e Federico Diano,
dinamiche di apprendimento delle macchine.
Le loro testimonianze sottolineano come
l’interazione con i robot abbia reso tangibili
concetti astratti e stimolato la riflessione
critica sulle modalità di funzionamento
dell’IA, contribuendo a una didattica più
coinvolgente e interattiva.
AI-LEAP si configura come un modello
replicabile in diversi contesti educativi, con
potenziali applicazioni in ambito STEM e
nell’educazione inclusiva. Il progetto
prevede la creazione di strumenti didattici
avanzati basati su IA, in grado di adattarsi ai
bisogni individuali degli studenti. La
collaborazione con il Dipartimento Attività
Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI)
dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria SS.
Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di
Alessandria apre nuove prospettive per
l’applicazione dell’IA nel settore
dell’accessibilità digitale. La progressiva
digitalizzazione della didattica e
l’integrazione dell’IA nei percorsi formativi
pongono le basi per un’evoluzione
dell’insegnamento che possa rispondere alle
esigenze di personalizzazione e flessibilità
richieste dall’educazione contemporanea.
Università Federico II
Università di Torino
Università Piemonte Orientale
Edulia
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
INNOVAZIONE
Agritech Academy 2025: formazione specialistica per il futuro dell'agricoltura digitale
22
Pubblicato il bando per la terza edizione dell'iniziativa di alta formazione promossa dall'Università degli Studi di Napoli Federico II
23
di Fabrizio Matarazzo
È stato pubblicato il bando per la terza
edizione dell’Agritech Academy, un'iniziativa
di alta formazione promossa dall'Università
degli Studi di Napoli Federico II in
collaborazione con imprese e centri di
ricerca del Centro Nazionale per le
Tecnologie dell'Agricoltura - Agritech.
Questo programma avanzato è destinato a
laureati in discipline scientifiche e
ingegneristiche, tra cui agraria, scienze
ambientali, ingegneria agraria, ingegneria
informatica applicata all'agricoltura,
biotecnologie e scienze della produzione
alimentare. L'obiettivo è formare
professionisti capaci di integrare tecnologie
digitali e sostenibili nell’ambito agricolo.
Sono disponibili 40 posti con borse di studio
dimostrando l’efficacia di questo
programma.”
Le iscrizioni sono aperte fino al 28 febbraio
2025. Non perdere questa opportunità: la
scadenza è vicina! Possono partecipare
laureati triennali e magistrali senza
restrizioni anagrafiche. Il percorso è
concepito per fornire competenze trasversali
e approfondite, con particolare attenzione
alle sfide dell'agricoltura 4.0, dell’intelligenza
artificiale applicata e delle tecnologie per la
sostenibilità ambientale.
“La rimozione delle restrizioni legate
all’anzianità del titolo di studio amplia le
opportunità di accesso per chi ha già
esperienze professionali nel settore” –
evidenzia Danilo Ercolini, Direttore del
Dipartimento di Agraria della Federico II e
Direttore Scientifico della Fondazione
fino a 8.000 euro per i candidati selezionati.
Un percorso di eccellenza per l’innovazione
agricola
“La crescente domanda di competenze
nell’ambito dell’Agritech dimostra l’urgenza
di formare specialisti in grado di supportare
la transizione digitale e sostenibile del
settore agricolo” – spiega Matteo Lorito,
Rettore della Federico II e Presidente
dell’Agritech Center. “I partecipanti alle
edizioni precedenti hanno ottenuto
significative opportunità di impiego,
Agritech. “L’obiettivo è formare esperti
multidisciplinari in grado di colmare il gap tra
innovazione tecnologica e necessità
produttive.”
Programma e supporto economico
Il corso si articola in sette mesi di
formazione, con 360 ore di didattica
suddivise tra lezioni frontali, laboratori,
project work e periodi di formazione pratica
presso aziende e istituzioni di ricerca. Le
attività si svolgeranno presso il Polo
Universitario di San Giovanni a Teduccio.
Gli studenti selezionati beneficeranno di
borse di studio fino a 8.000 euro, che
copriranno i costi di iscrizione e potranno
includere contributi per alloggio e materiali di
studio, in base alla provenienza geografica e
alle necessità specifiche dei partecipanti.
L’iniziativa punta a incentivare la
partecipazione di studenti da tutta Italia e
dall’estero.
“Abbiamo potenziato i supporti economici
per agevolare l’accesso ai migliori talenti,
indipendentemente dalle condizioni
economiche” – sottolinea Giovanni Chirico,
Coordinatore dell’Agritech Academy. “La
selezione avverrà tramite colloqui online,
ponendo l’accento su motivazione e
attitudine all’innovazione.”
Ambiti di specializzazione
Il programma accademico è strutturato su
sette aree tematiche fondamentali, che
coprono i principali settori di sviluppo
dell’agricoltura digitale e sostenibile. Tra
queste, il monitoraggio remoto, che sfrutta
sensori avanzati, satelliti e droni per
raccogliere dati sulle coltivazioni;
l'agronomia di precisione, volta a ottimizzare
la resa produttiva attraverso tecniche
innovative; e l'arboricoltura di precisione,
che prevede l'applicazione di tecnologie
avanzate per la gestione delle colture
legnose. Inoltre, il corso affronta la
protezione fitosanitaria avanzata, con
l'impiego di nuove tecnologie per la difesa
delle colture, e i sistemi di coltivazione
protetta, che includono metodologie per
l'agricoltura indoor. Un focus particolare è
dedicato al vertical farming e idroponica,
soluzioni sostenibili per la coltivazione in
ambienti controllati, e alla zootecnia di
precisione, che integra sensoristica e analisi
dati per migliorare il benessere animale e
l’efficienza produttiva.
L’approccio didattico unisce metodologie
teoriche a un forte orientamento pratico,
grazie alla collaborazione con aziende
leader del settore, come Syngenta, John
Deere e Bayer, che offrono stage formativi e
workshop specialistici per applicare le
conoscenze acquisite in contesti reali. Il
programma si conclude con una Job Fair,
alla quale nelle edizioni precedenti hanno
partecipato aziende di rilievo, offrendo
opportunità di networking e inserimento
lavorativo per i partecipanti. Questo evento
facilita il matching tra studenti e imprese alla
ricerca di professionisti specializzati in
innovazione agricola.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
INNOVAZIONE
Biodiversità: la Stazione Zoologica Anton Dohrn per la pianificazione sistematica della conservazione
24 Sviluppi metodologici e applicazioni strategiche per la biodiversità globale con il contributo del CNR e dell'Università Federico II di Napoli
25
di Walter Ferrigno
Pubblicato su Trends in Ecology and
Evolution, lo studio Advances in Systematic
Conservation Planning to meet global
biodiversity goals analizza il ruolo della
Pianificazione Sistematica della
Conservazione (Systematic Conservation
Planning - SCP) come strumento chiave per
la gestione efficace della biodiversità a scala
globale. Il primo autore, Sylvaine Giakoumi
(Stazione Zoologica Anton Dohrn - SZN),
insieme a Simonetta Fraschetti (Università
di Napoli Federico II), Stefano Moro (SZN),
Marco Andrello (Consiglio Nazionale delle
Ricerche - CNR), Elena Gissi (CNR) e
ecosistemi. Questo approccio si basa su
algoritmi avanzati che consentono di
individuare aree prioritarie per la
conservazione in base a criteri di
rappresentatività, connettività e persistenza
della biodiversità. Lo studio sottolinea come
l'SCP rappresenti uno strumento
imprescindibile per il raggiungimento degli
obiettivi del GBF, in particolare la protezione
del 30% delle aree terrestri e marine e il
ripristino di almeno il 30% degli ecosistemi
degradati entro il 2030.
Negli ultimi anni, la disciplina ha visto
significativi progressi, con lo sviluppo di
strumenti computazionali più raffinati e
un'integrazione sempre maggiore dei servizi
Strumenti come Marxan e Zonation hanno
giocato un ruolo cruciale
nell'implementazione dell’SCP, offrendo
soluzioni scalabili e applicabili a diversi
contesti ecologici e politici. Questi software
permettono di identificare configurazioni
spaziali ottimali per la conservazione,
minimizzando i costi e i conflitti di utilizzo del
territorio. Tuttavia, uno degli ostacoli
principali rimane la traduzione delle
evidenze scientifiche in politiche efficaci e
applicabili su larga scala. Per superare
questa barriera, lo studio propone alcune
strategie, tra cui la standardizzazione dei
protocolli di valutazione dell'incertezza nei
modelli di conservazione, il rafforzamento
delle capacità tecniche e decisionali
attraverso programmi di formazione mirati e
il potenziamento delle sinergie tra istituzioni
scientifiche, enti governativi e stakeholder
locali.
L’evoluzione dell’SCP dipenderà anche dalla
capacità di integrare approcci
interdisciplinari e di sviluppare modelli di
governance flessibili e adattativi. L’adozione
di metodologie partecipative che
coinvolgano le comunità locali e le
organizzazioni non governative nella
definizione delle priorità di conservazione
potrebbe rappresentare un passo avanti
significativo nella riduzione delle resistenze
socio-politiche all’implementazione di misure
di protezione ambientale.
Man mano che gli impegni internazionali per
la tutela della biodiversità si intensificano, la
Pianificazione Sistematica della
Conservazione emerge come un approccio
fondamentale per il futuro della governance
ambientale globale. L’integrazione di nuove
tecnologie, l’innovazione nelle metodologie
di analisi spaziale e il rafforzamento delle
collaborazioni multidisciplinari saranno
determinanti per il successo delle strategie
di conservazione nei decenni a venire.
Lo studio completo è disponibile al seguente
link: Trends in Ecology and Evolution
Maggiori informazioni sulla Stazione
Zoologica Anton Dohrn al sito ufficiale:
www.szn.it
(foto fornite dall'Ufficio stampa della Stazione
Zoologica Anton Dohrn)
numerosi collaboratori internazionali,
esplora le recenti innovazioni metodologiche
e le implicazioni della SCP nel
raggiungimento degli obiettivi di
conservazione stabiliti dal Quadro Globale
per la Biodiversità Kunming-Montreal (GBF).
L’integrazione della SCP nei processi
decisionali è fondamentale per garantire una
pianificazione spaziale basata su evidenze
scientifiche, ottimizzando l’allocazione delle
risorse e massimizzando il rendimento delle
strategie di protezione e ripristino degli
ecosistemici nelle valutazioni di
conservazione. L'adozione di approcci
basati sulla diversità genetica e funzionale,
oltre alla biodiversità strutturale, permette
una visione più olistica degli ecosistemi e
delle loro dinamiche evolutive. Inoltre,
l’integrazione di scenari di cambiamento
climatico consente di valutare la resilienza
delle soluzioni di conservazione, favorendo
la progettazione di strategie adattative
capaci di rispondere alle pressioni
antropiche e ai mutamenti ambientali.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
INNOVAZIONE
Transizione energetica: Graded a Dubai per il ‘World Future Energy Summit’
26 Innovazione e sostenibilità: il ruolo dell’azienda guidata da Vito Grassi per ridurre l’impatto ambientale
27
Negli ultimi anni, la transizione energetica è
diventata un tema centrale nel dibattito
globale, spingendo istituzioni e aziende a
sviluppare soluzioni innovative per ridurre
l’impatto ambientale e favorire l’adozione di
fonti rinnovabili. Ad esempio, secondo
l’Agenzia Internazionale dell’Energia
(IEA), la produzione di energia rinnovabile
ha coperto il 29% della domanda globale di
elettricità nel 2022, con una crescita annuale
costante del 6%. Un esempio concreto di
questo impegno è rappresentato dalla
partecipazione di Graded, azienda
napoletana leader nel settore energetico
guidata da Vito Grassi,
all’edizione 2025 del
“World Future Energy
Summit” presso il Centro
ADNEC di Abu Dhabi.
Il summit, che ha accolto
oltre 30.000 visitatori
internazionali provenienti
da 112 paesi, si configura
come una delle
piattaforme più rilevanti
per il confronto su
innovazioni tecnologiche e
strategie politiche in tema
di energia pulita. La
manifestazione ha riunito
leader globali, policy
maker, investitori e startup,
favorendo uno
scambio di idee e la
creazione di sinergie. Tra
gli esempi più significativi,
alcune start-up hanno
presentato tecnologie
rivoluzionarie per la
gestione dei rifiuti urbani
attraverso l’energia da
biomassa, mentre altre si sono concentrate
su sistemi di accumulo energetico basati su
batterie avanzate al litio-ferro-fosfato.
Questi progetti hanno attirato l’interesse di
investitori istituzionali e privati, aprendo
nuove opportunità di cooperazione per
accelerare la transizione energetica globale.
Graded si è distinta per il suo contributo
innovativo in due settori chiave della
transizione energetica: la geotermia
avanzata e l’idrogeno verde. L’azienda ha
avviato negli Emirati Arabi progetti
sperimentali grazie a partnership strategiche
con università prestigiose, dimostrando la
possibilità di integrare tecnologie
all’avanguardia in contesti climatici e
infrastrutturali complessi.
In collaborazione con il RIT di
Dubai, Graded ha sviluppato un
progetto di ricerca sulla
geotermia per migliorare
l’efficienza energetica dei
sistemi di climatizzazione
negli Emirati Arabi. Questo
studio mira a sfruttare il
potenziale della geotermia
come fonte di energia
stabile e sostenibile,
adattandola alle esigenze di una regione
caratterizzata da elevate temperature e un
consumo energetico intensivo.
Parallelamente, in partnership con
l’Università di Sharjah, l’azienda ha
realizzato un impianto pilota basato su celle
a combustibile fotovoltaico/idrogeno.
Queste celle funzionano convertendo
l’energia solare raccolta dai pannelli
fotovoltaici in elettricità, che viene poi
utilizzata per elettrolizzare l’acqua e
produrre idrogeno. L’idrogeno generato può
essere immagazzinato e successivamente
utilizzato come combustibile per generare
elettricità tramite celle a combustibile,
garantendo un sistema energetico
efficiente e a zero emissioni. Questa
tecnologia integra sistemi di microrete
alimentati da idrogeno e
pannelli solari con soluzioni
avanzate di raffreddamento,
come i soffitti radianti e i
tetti freddi. L’obiettivo
principale è ridurre del 40%
i consumi energetici degli
edifici, un traguardo
significativo per la
sostenibilità urbana.
Gli impianti pilota di microcogenerazione
sviluppati da
Graded rappresentano un
modello replicabile su scala
globale per accelerare il
raggiungimento della carbon
neutrality. Ad esempio, tali impianti
potrebbero essere implementati in
aree urbane densamente popolate come
Singapore, dove la domanda energetica è
elevata e l’utilizzo di soluzioni innovative per
l’efficienza energetica è cruciale. La loro
implementazione non solo permette di
testare i benefici ambientali delle tecnologie
utilizzate, ma offre anche un approccio
pratico per affrontare le sfide legate al
cambiamento climatico e alla
decarbonizzazione.
La partecipazione di Graded al “World
Future Energy Summit” ha fornito
l’opportunità di presentare questi risultati a
una platea internazionale e di stringere
nuove collaborazioni con istituzioni,
investitori e partner strategici. Tra le
partnership più rilevanti, l’azienda ha avviato
un dialogo con il Masdar Institute per
esplorare applicazioni di idrogeno verde nei
trasporti pubblici e ha firmato un
protocollo d’intesa con una start-up degli
Emirati per lo sviluppo di sistemi avanzati di
gestione energetica per edifici intelligenti.
L’ingegnere Giada Boudekji, presente
all’evento, ha illustrato nei dettagli i
progressi dell’azienda, sottolineando il ruolo
cruciale della ricerca e dello sviluppo
tecnologico per costruire un futuro
energetico sostenibile.
www.graded.it
(dir)
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
INNOVAZIONE
Inclusione e Innovazione Educativa: con i Maestri di strada Il Progetto S.T.E.M. a Napoli
28 Con il Distretto STRESS e GRADED un'iniziativa per contrastare la povertà educativa e promuovere le competenze digitali tra i giovani nelle periferie della città
29
La trasformazione del tessuto sociale ed
educativo passa attraverso iniziative mirate
che affrontano le disuguaglianze strutturali e
promuovono l’accesso alle competenze
scientifiche e tecnologiche. Il progetto
S.T.E.M. (Scuola, Territorio, Educazione,
Motivazione), selezionato dal Fondo per la
Repubblica Digitale Impresa Sociale,
rappresenta un esempio concreto di questa
strategia, con l’obiettivo di contrastare la
povertà educativa e la dispersione
scolastica tra gli studenti dagli 11 ai 14 anni
nelle aree periferiche di Napoli. Promosso
dall’associazione Maestri di Strada, il
progetto coinvolge l’Istituto Comprensivo
Statale Aldo Moro e l’Istituto
Comprensivo 69 Barbato-Marino-S. Rosa,
favorendo l’acquisizione di competenze
STEM essenziali in un panorama sempre
più digitalizzato.
"L’educazione è la chiave per il riscatto
sociale e professionale delle nuove
generazioni," ha affermato Gaetano
Manfredi, Sindaco di Napoli. "Attraverso
questo progetto, realizzato con il Distretto
Tecnologico Stress e altri partner, forniamo
agli studenti gli strumenti per affrontare le
sfide di un mondo in continua evoluzione
tecnologica. L’iniziativa non è solo
un’opportunità formativa, ma un passo
concreto verso una società più equa e
inclusiva".
Il progetto è stato finanziato nell’ambito del
bando Polaris, che sostiene percorsi
educativi innovativi per promuovere le
discipline STEM. Martina Lascialfari,
Direttrice Generale del Fondo per la
Repubblica Digitale Impresa Sociale, ha
sottolineato l’importanza dell’iniziativa:
"Attualmente, solo il 46% degli italiani tra i
16 e i 74 anni possiede competenze digitali
di base, ben al di sotto della media europea
del 54%. Inoltre, la disparità di genere nei
settori ICT e STEM è ancora un problema
significativo. È fondamentale intervenire
attraverso progetti educativi che incentivino
la partecipazione giovanile e femminile alle
carriere tecnico-scientifiche, investendo
nella crescita collettiva del Paese".
Il valore aggiunto del progetto risiede nella
sua metodologia educativa, che integra la
didattica sperimentale con laboratori artistici
e percorsi di accompagnamento alla crescita
personale. Cesare Moreno, presidente di
Maestri di Strada Onlus, ha spiegato: "Non
ci limitiamo più a lavorare con singoli
studenti, ma interveniamo su interi gruppi
classe, incentivando la curiosità scientifica
attraverso l’apprendimento pratico. Un
focus particolare è dedicato all’inclusione
delle ragazze nelle materie STEM, con
l’obiettivo di abbattere gli stereotipi di
genere e rafforzare la loro presenza in
ambiti professionali strategici. Inoltre,
l’iniziativa rientra nel percorso di
attivazione della Fondazione Napoli Est
Ciro Colonna, un modello innovativo che
coinvolge istituzioni, scuole e imprese per
una rigenerazione educativa e sociale
duratura".
Un contributo significativo è fornito dal
Distretto Tecnologico STRESS, che, in
collaborazione con Graded S.p.A., si
impegna a connettere il mondo
dell’innovazione con il sociale, attraverso il
potenziamento delle competenze STEM e
ICT. Ennio Rubino, presidente del
Distretto, ha evidenziato: "Questo progetto
va oltre la semplice formazione scolastica:
si tratta di creare le condizioni affinché i
giovani possano sviluppare un mindset
Ennio Rubino, Cesare Moreno e Vito Grassi
scientifico e tecnologico applicabile nel
mercato del lavoro. Un’istruzione STEM
accessibile e inclusiva è essenziale per
garantire pari opportunità e preparare le
nuove generazioni alle sfide della società
digitale".
Alla presentazione
ufficiale, ospitata
dall’Associazione
Maestri di Strada Onlus
nel quartiere Ponticelli,
hanno partecipato
rappresentanti
istituzionali e stakeholder
di rilievo, tra cui il
sindaco Gaetano
Manfredi, Cesare
Moreno (Maestri di
Strada), Ennio Rubino
(Distretto Tecnologico
STRESS), Vito Grassi
(Graded S.p.A.), Maria
Incoronato (Dirigente
I.C. 69 Barbato-Marino-
S. Rosa), Barbara Di
Cerbo (Dirigente I.C.
Aldo Moro), Nicola
Laieta (APS
TRERROTE) e
Antonella Saporito
(Cooperativa Sociale
NURECO).
Il Fondo per la
Repubblica Digitale,
risultato di una partnership tra il Governo e
Acri (Associazione delle Fondazioni e delle
Casse di Risparmio), si inserisce nelle
strategie di digitalizzazione previste dal
PNRR e dal PNC. Il Fondo finanzia progetti
destinati a diverse categorie sociali, tra cui i
NEET, le donne e i lavoratori in transizione
occupazionale, con l’obiettivo di identificare
modelli educativi replicabili su scala
nazionale. Attraverso iniziative come il
progetto S.T.E.M., si mira a ridurre il divario
digitale e a promuovere un’educazione
tecnologica diffusa, creando un impatto
strutturale duraturo sul sistema formativo
italiano.
fondorepubblicadigitale.it
Vito Grassi: Imprese, classe
dirigente e istituzioni devono
sempre controbuire ad alzare
l’offerta del territorio
“Formare competenze e trattenerle sul
territorio: per la buona riuscita di questo
binomio è fondamentale il ruolo delle
imprese, della classe dirigente e delle
istituzioni di questa città che possono
sempre contribuire ad alzare l’offerta del
territorio”. Ad affermarlo è Vito Grassi, ad di
Graded e presidente di ALuiss,
intervenendo alla conferenza di
presentazione del progetto “Stem: scuola
territorio, educazione, motivazione”.
“Un progetto – dice Grassi – che stabilisce
una connessione importante per sostenere i
giovani della scuola secondaria di primo
grado della periferia orientale di Napoli, in
un percorso di crescita personale, formativa
e professionale, con l’obiettivo di ridurre la
dispersione scolastica, le disuguaglianze
educative e di genere e di aprire nuove
opportunità. Formare competenze è
fondamentale, ma non è sufficiente. Bisogna
poi essere in grado di trattenerle sul
territorio”.
In che modo?
“All’interno delle aziende – spiega Grassi -
possiamo lavorare a modelli organizzativi
nuovi e attraenti per questi giovani talenti
facendo sì che abbiano il piacere, ma anche
l’interesse a restare. Bisogna offrire loro
strumenti che contrastino il potere d’acquisto
dei salari - che oggi è oggettivamente ridotto
- cambiando il modo di operare delle
aziende, mettendo loro a disposizione
responsabilità e ruoli operativi, introducendo
un sistema premiante. Anche questo fa
parte della competizione fra imprese”.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
SUD
Da Taranto un caso esemplare per la gestione dei rifiuti radioattivi nel Sud
30 Con il trasferimento dei fusti con materiali contaminati eliminata una delle più gravi criticità ambientali italiane, per la messa in sicurezza dell’area tarantina
31
È stato completato il trasferimento degli
ultimi 141 fusti contenenti rifiuti radioattivi
dal deposito Cemerad di Statte (Taranto)
agli impianti di trattamento e stoccaggio
della Casaccia, gestiti da Nucleco,
controllata di Sogin. Questo intervento
rappresenta un passo significativo nella
gestione delle emergenze ambientali in
Italia.
L'evento ha visto la partecipazione di figure
istituzionali e tecniche di rilievo, tra cui
Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e
della Sicurezza Energetica, Vera Corbelli,
Commissario Straordinario per la messa in
sicurezza del sito, Francesco Campanella,
Direttore dell’Ispettorato Nazionale per la
Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione
(ISIN), Mario Lazzeri, Assistente Esecutivo
dell’Amministratore Delegato di Sogin, e
Nadia Cherubini, Presidente di Nucleco.
La rimozione dei 16.640 fusti ha permesso
di eliminare una delle più gravi criticità
ambientali del Paese. Questi rifiuti,
accumulati tra la metà degli anni Ottanta e il
2000 dalla società Cemerad, includevano
materiali contaminati dall’incidente di
Chernobyl, rifiuti radioattivi di origine
medica, industriale e di ricerca. Il sito, in
condizioni di grave degrado strutturale, era
stato sequestrato dalla Procura di Taranto
nel 2000.
Nel 2017, grazie a una disposizione
legislativa, la gestione della bonifica è stata
affidata a Sogin, con il supporto operativo di
Nucleco. Le operazioni, avviate nel maggio
dello stesso anno, hanno subito una
sospensione per mancanza di fondi
nell’ottobre 2020, per poi riprendere
nell’ottobre 2023 grazie alla disponibilità di
nuove risorse.
Le operazioni di rimozione sono state
particolarmente complesse a causa della
precarietà strutturale del deposito e del
deterioramento avanzato di molti fusti. Ogni
contenitore è stato analizzato e catalogato in
base alle sue caratteristiche radiologiche,
valutandone al contempo le condizioni di
integrità. Molti di essi hanno richiesto
interventi di riconfezionamento per prevenire
eventuali dispersioni di materiale
contaminato. Una volta completata questa
fase, i rifiuti sono stati trasferiti in impianti
specializzati, in attesa del loro smaltimento
definitivo nel futuro Deposito Nazionale.
Il valore complessivo
dell’intervento, che si
concluderà entro fine
anno con la bonifica
completa dell’area,
ammonta a circa
18,8 milioni di euro.
Vera Corbelli,
Commissario
Straordinario, ha
sottolineato
l’importanza
dell’intervento,
evidenziando come
questa iniziativa
abbia richiesto un
coordinamento senza
precedenti tra enti
istituzionali, società
pubbliche e
organismi di
controllo. "Il recupero
e la bonifica del
deposito Cemerad
rappresentano una
svolta nella
amministrazione dei
rifiuti radioattivi in Italia e costituiscono un
modello replicabile per altre aree critiche",
ha dichiarato.
L’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza
Nucleare e la Radioprotezione (ISIN) ha
svolto un ruolo fondamentale nella
supervisione tecnica, garantendo che tutte
le operazioni rispettassero le normative sulla
sicurezza nucleare e ambientale.
Gian Luca Artizzu, Amministratore
Delegato di Sogin, ha espresso
soddisfazione per il lavoro svolto,
sottolineando: "Lo svuotamento del deposito
Cemerad e la messa in sicurezza di oltre
16.000 fusti hanno rappresentato una sfida
tecnica e gestionale di rilievo. Il successo di
questa iniziativa conferma le competenze
della società nel campo della bonifica
nucleare e della amministrazione sicura di
siti contaminati".
L’intervento di Statte non si limita a risolvere
una problematica ambientale, ma costituisce
un modello di gestione integrata per il
recupero di aree compromesse nel
Mezzogiorno. L’esperienza maturata potrà
essere applicata in altri siti con criticità simili,
contribuendo a una più efficace tutela
ambientale e alla sicurezza del territorio
nazionale.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
SUD
PSICOLOGIA & SOCIETÀ
Vera Corbelli: un punto di riferimento
nella pianificazione ambientale e idrica
32 33
Le cause psicologiche delle separazioni: la parola all’esperto
Esperta di gestione delle risorse naturali e infrastrutture strategiche, è
impegnata da anni nella tutela e valorizzazione del territorio
di Alberto Vito *
Dal 2014 Vera Corbelli è Commissario
Straordinario di Governo, incaricata dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri per
interventi ambientali e infrastrutturali
complessi. Ha guidato le operazioni di
bonifica, ambientalizzazione e
riqualificazione della
città di Taranto,
arricchite da un piano a
medio e lungo termine
(Legge 20/2015). Ha
inoltre seguito la
progettazione e
realizzazione
dell'adeguamento
dell'impianto di
depurazione di Napoli
Est (fino al 2017) e il
sistema depurativo dei
comuni di Mondragone e
Falciano del Massico.
Attualmente, si occupa
della messa in sicurezza
e gestione dei rifiuti
pericolosi e radioattivi
nel deposito ex
Cemerad di Statte
(Taranto) e della
realizzazione di
interventi nel settore
idrico ex EIPLI, previsti
dalla Legge di Bilancio
2019. Entrambi i progetti
mirano a migliorare la
gestione delle risorse
ambientali e rafforzare la
sicurezza territoriale.
Oltre agli incarichi
istituzionali, Vera
Corbelli offre supporto
tecnico-gestionale al
Governo e partecipa
attivamente a iniziative scientifiche e
culturali, promuovendo la sostenibilità e la
tutela dell'ambiente.
Laureata in Geologia all’Università Federico
II di Napoli con lode nel 1981, ha iniziato la
sua carriera collaborando con il
Commissario per il bradisismo dell’area
flegrea. Successivamente, ha lavorato per la
Regione Campania, occupandosi di
gestione delle acque e pianificazione
territoriale. Ha contribuito alla creazione
dell’Autorità di Bacino Nazionale Liri,
Garigliano e Volturno, ricoprendo i ruoli di
coordinatore e successivamente dirigente.
Dal 2007 è stata Segretario Generale
dell’Autorità di Bacino Nazionale Liri,
Garigliano e Volturno e, dal 2009, ha
assunto la coordinazione del Distretto
Vera Corbelli
idrografico dell’Appennino Meridionale. Dal
2017 continua a svolgere il ruolo di
Segretario Generale del Distretto
dell’Appennino Meridionale, guidando la
gestione delle risorse idriche nel
Mezzogiorno.
Grazie alla sua esperienza multidisciplinare,
Vera Corbelli è oggi una figura di riferimento
nella pianificazione ambientale e idrica in
Italia, con un approccio orientato alla
sostenibilità e alla crescita equilibrata dei
territori.
Perché la coppia scoppia
L’ultimo report pubblicato dall’Istat relativo a
matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi
fornisce interessanti spunti di riflessione
sull’evoluzione sociologica del nostro paese.
Riferito al 2022, conferma la riduzione dei
matrimoni religiosi a favore di quelli celebrati
con riti civili (ormai più del 50%) e delle
unioni civili, sostanzialmente stabili le
separazioni e i divorzi. Sono in aumento le
seconde nozze, presumibilmente anche in
conseguenza dell‘entrata in vigore del
“divorzio breve” e i matrimoni con almeno
uno sposo straniero, divenuti il 15% del
totale complessivo. Un elemento ci riguarda
più da vicino ovvero la riduzione della
variabilità territoriale con una progressiva
convergenza del numero dei divorzi tra il
meridione e il settentrione. In passato non
era così, ed in percentuale il tasso dei
divorzi al nord, analogo a quelle dei
principali paesi europei, era doppio rispetto
al sud.
Questo dato fornisce delle riflessioni: vuoi
vedere che, se non dal punto di vista
economico, il nostro paese tende finalmente
a rassomigliarsi almeno culturalmente?
Probabilmente lo stigma verso i separati e i
divorziati si sta riducendo anche nel
Mezzogiorno, mentre al Nord non c’è mai
stato o era comunque inferiore. Inoltre, si
riduce anche l’importanza dei fattori religiosi,
sebbene tuttora resta nelle regioni
meridionali sensibilmente più alta la
percentuale di matrimoni religiosi. Una terza
ipotesi richiama invece fattori economici: la
separazione comporta sempre
inevitabilmente maggiori spese e
probabilmente nelle grandi città del Nord,
più che altrove, sta diventando difficile poter
mantenere lo stesso tenore di vita, per i
minori e gli adulti coinvolti nelle separazioni.
Forse a sorpresa potrebbe essere il costo
della vita ridotto al Sud, anche per la
presenza del contributo delle famiglie
d’origine, la vera causa di questo inatteso
ricongiungimento al resto d’Europa.
Ma quali sono invece le cause psicologiche
delle separazioni coniugali?
Le relazioni di coppia, ad uno sguardo
superficiale, appaiono in crisi nel mondo
occidentale e il numero costante di divorzi, a
fronte di una riduzione dei matrimoni, ne
sembrerebbe la prova più evidente. In
realtà le cose sono un po’ più complesse.
L’aumento delle separazioni è correlato agli
stessi fattori psico-sociali in tutto il mondo
occidentale: la minore influenza delle
credenze religiose, l’ingresso delle donne
nel mondo del lavoro (che
consente una maggiore
autonomia sfuggendo al
ricatto economico),
l’aumentata importanza
attribuita alla ricerca della
realizzazione e del
benessere personale.
Secondo una teoria
interessante, c’entrerebbe
anche il consumismo
dilagante, che ci induce a
considerare più conveniente
comprare un’altra merce
(pantaloni o scarpe, ad
esempio) piuttosto che
riparare o rammendare. Tali
modelli comportamentali
sarebbero così persuasivi da
influenzare in modo inconsapevole anche
le scelte private, portandoci a ricercare
altro al comparire delle prime difficoltà.
Tuttavia, tra i motivi della crisi, ne esiste
uno che va esattamente nella direzione
opposta, ovvero l’aumento delle aspettative
nei confronti del partner, tale da rendere
inevitabilmente più alta la probabilità di
insuccesso.
Per fare un esempio semplice, oggi si dà
per scontato che il/la compagno/a debba
“capire” l’altro. Si tratta di un’affermazione
generica ma assolutamente condivisa, già
da fidanzatini adolescenti. Ci si attende dal
partner una capacità di attenzione che va
ben oltre il garantire il benessere
economico della famiglia o l’accudimento
dei figli, come avveniva nelle precedenti
generazioni. La coppia entra in crisi non
perché sia meno importante del passato,
ma per il motivo opposto: crolla caricata dal
peso delle impegnative reciproche
aspettative condivise.
Ai nostri nonni non erano richieste finezza
psicologica ed empatia. La vita era
probabilmente più faticosa dal punto di
vista materiale ma certamente era anche
più semplice dal punto di vista relazionale,
con valori condivisi e aspettative chiare.
(*) Psicologo, sociologo, responsabile Uosd
Psicologia clinica Ospedali dei Colli
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
IL FATTORE UMANO
Diversità & Inclusione: convenienza o cultura aziendale?
34 35
Il ruolo strategico dell’HR manager in questo tempo di cambiamenti politici, sociali, culturali
di Giovanna d’Elia *
In queste settimane stiamo assistendo a una
svolta significativa nel panorama politico e
aziendale americano: non solo le istituzioni
ma anche diverse grandi corporation come
Meta, Amazon e McDonald's stanno
smantellando i loro programmi di Diversity
& Inclusion, mentre diverse istituzioni
finanziarie stanno iniziando a ritirarsi dalle
alleanze per il clima.
Le mosse di Meta e Amazon non sono un
caso isolato. Grandi marchi come Walmart,
McDonald’s, Walt Disney e persino aziende
finanziarie come JPMorgan Chase e
BlackRock hanno seguito la stessa
direzione, riducendo o eliminando i loro
programmi di diversità in risposta alle
pressioni politiche e legali. I critici di queste
iniziative sostengono che esse
rappresentino una forma di discriminazione
al contrario, mentre i sostenitori ribadiscono
che politiche di inclusione ben strutturate
siano fondamentali per attrarre e
mantenere i migliori talenti, oltre che per
garantire una crescita economica
sostenibile.
Questo cambio di rotta sta già influenzando
anche altre aziende private che seguono
l'esempio.
In questo momento storico, caratterizzato da
rapidi ripensamenti nel posizionamento delle
aziende sui temi sociali, il ruolo dell'HR
Manager diventa sempre più delicato e
strategico.
Si è immaginato che l'ingresso massiccio
della Generazione Z nel mondo del lavoro
avrebbe con sensibilità trattato temi come
diversità, inclusione e sostenibilità
ambientale. Tuttavia, gli eventi recenti
sembrano suggerire uno scenario diverso:
nonostante la presenza crescente di
giovani professionisti nelle aziende,
assistiamo a un progressivo
ridimensionamento delle iniziative di D&I
e sostenibilità. È un segnale che ci ricorda
come le dinamiche aziendali siano il risultato
di forze multiple e complesse, che vanno
oltre le preferenze di una singola
generazione.
A ben guardare, i segnali di fragilità del
"woke capitalism" erano emersi già in
precedenza. Il New York Times riporta che
numerose voci critiche avevano evidenziato
come l'improvvisa conversione delle aziende
a cause sociali nascondesse spesso
motivazioni più pragmatiche che idealistiche.
Ora ci troviamo di fronte a un possibile
punto di svolta: questo ridimensionamento
del ruolo sociale delle imprese rappresenta
un cambio di passo definitivo, o è solo un
temporaneo
riassestamento?
La risposta a
questa domanda
avrà implicazioni
profonde non
solo per le
strategie
aziendali, ma
anche per il
modo in cui la
società nel suo
complesso
affronta le sfide
sociali e
ambientali del
nostro tempo.
In questo
scenario, l'HR
Manager si trova di fronte a una
responsabilità cruciale: mantenere la
coerenza dell'organizzazione. Chi ha
costruito negli anni una solida strategia di
D&I non può permettersi di abbandonarla
improvvisamente, così come chi non ha mai
fatto di questi temi una priorità non può ora
vantarsi di aver avuto ragione nel non
seguire il trend.
Le organizzazioni più resilienti sono quelle
che riescono a bilanciare stabilità e
innovazione sia nel breve che nel lungo
periodo. La chiave sta nel gestire questi
due orizzonti temporali distinti ma
interconnessi:
-Nel breve periodo, è fondamentale
mantenere la continuità delle iniziative in
corso. Un'improvvisa interruzione dei
programmi di D&I potrebbe minare la
credibilità dell'azienda e il morale dei
dipendenti.
Nel lungo periodo, è necessario
sviluppare una visione strategica che
sappia interpretare i macro-trend e
anticipare i cambiamenti, permettendo
all'azienda di evolversi in modo organico
e credibile.
Il ruolo chiave dell'HR Manager
In questo contesto di cambiamento, l'HR
Manager deve evolversi sempre più
verso un ruolo di business partner
strategico, affiancando il CEO nelle
decisioni che impattano non solo sulla
gestione del personale, ma sull'intera cultura
aziendale. Le sue responsabilità si
estendono ben oltre la semplice
amministrazione delle risorse umane,
includendo:
• Garantire la coerenza tra i valori
dichiarati e le azioni intraprese,
monitorando costantemente
l'allineamento tra strategie HR e
obiettivi aziendali
• Mantenere un dialogo aperto e
costruttivo con i dipendenti,
fungendo da ponte tra le esigenze del
business e le aspettative delle
persone
• Assicurare che i cambiamenti
organizzativi riflettano
un'evoluzione naturale e non un
mero opportunismo del momento
• Supportare il top management
nell'interpretazione dei trend sociali e
del loro impatto sul business
• Sviluppare metriche e KPI che
permettano di misurare l'efficacia
delle iniziative intraprese
Il coinvolgimento attivo dei dipendenti
rappresenta un elemento cruciale per il
successo di qualsiasi strategia aziendale,
soprattutto in periodi di cambiamento. L'HR
Manager deve sviluppare un approccio
ancor più strutturato del solito quando si
tratta di gestire queste dinamiche delicate,
andando a fare ancora più focus su best
practice come le seguenti:
Comunicazione bidirezionale
Empowerment e responsabilizzazione
Monitoraggio del clima aziendale
È fondamentale che attraverso queste azioni
i dipendenti percepiscano che l'azienda ha
una direzione chiara e valori solidi. In un
momento di grande incertezza come quello
attuale, le persone hanno bisogno di sentire
che la loro organizzazione sa dove sta
andando e ha gli strumenti per arrivarci.
Il periodo attuale richiede agli HR Manager
una particolare attenzione nel bilanciare
continuità e cambiamento.
Capacità di mantenere la coerenza con i
valori fondamentali dell'organizzazione pur
rimanendo aperti all'evoluzione e al
cambiamento. Solo attraverso questo
approccio equilibrato sarà possibile guidare
l'azienda attraverso le sfide attuali,
mantenendo la fiducia dei dipendenti e la
credibilità sul mercato.
(*) HR Director Focus Consulting
Esperta Risorse Umane e Parità di
Genere e Opportunità
DiversityEquityInclusion
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
NAPOLI
Piazza del Plebiscito si rifà il look: il grande restyling che cambierà il cuore di Napoli
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Botteghe artigiane, illuminazione scenografica e valorizzazione culturale: un progetto da 5 milioni di euro per restituire alla piazza simbolo della città il suo splendore e la sua vivibilità
di Antonio Quaranta
Napoli si appresta a intraprendere un
significativo intervento di riqualificazione
urbana che interesserà Piazza del
Plebiscito, uno dei luoghi più rappresentativi
della città. Il progetto, frutto della
collaborazione tra Prefettura di Napoli,
Comune di Napoli e Agenzia del Demanio,
mira a restituire alla piazza il suo prestigio
storico e a promuoverne un utilizzo
continuativo e sostenibile. L'intervento, che
si concluderà entro il 2027, include il
restauro del colonnato della basilica di San
Francesco di Paola, la valorizzazione degli
spazi ipogei e la riapertura delle botteghe
artigiane, con l'obiettivo di creare un hub
culturale e commerciale di rilievo
internazionale.
Attualmente, Piazza del Plebiscito è
principalmente destinata a eventi di grande
affluenza, ma ha subito nel tempo un
progressivo degrado strutturale e funzionale.
Il porticato, spesso oggetto di vandalismi e
rifugio per senzatetto, ha visto la chiusura
delle storiche botteghe artigiane,
determinando una riduzione del presidio
sociale e culturale. La riqualificazione,
pertanto, non si limita al mero recupero
architettonico, ma punta a riconfigurare la
piazza come spazio urbano attivo e
dinamico, integrando l'artigianato locale e la
produzione culturale nella sua fruizione
quotidiana.
L'intervento si articola in più fasi. La prima
prevede il restauro conservativo del
colonnato con la rimozione di graffiti e il
ripristino delle superfici lapidee. Entro aprile
2025 verrà installato un nuovo impianto di
illuminazione, progettato nel rispetto dei
vincoli imposti dalla Soprintendenza
Archeologica Belle Arti e Paesaggio di
Napoli, mediante dispositivi posizionati sulle
facciate dei palazzi circostanti.
Successivamente, in autunno, inizierà il
recupero dei locali situati sotto il colonnato,
che verranno inizialmente concessi in uso
temporaneo e, in una fase successiva,
assegnati in maniera definitiva a realtà
artigianali di eccellenza, rappresentative
della tradizione napoletana. Tra queste, le
botteghe di San Gregorio Armeno per la
lavorazione del presepe, le liuterie, le
legatorie di Spaccanapoli, gli orafi del Borgo
Orefici, i ceramisti di Capodimonte, i sarti di
Chiaia e i lattonieri di Rua Catalana.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha evidenziato
le criticità legate a un intervento in un'area
soggetta a numerosi vincoli e
sovrapposizioni di competenze
amministrative. Ad esempio, il progetto di
illuminazione non potrà prevedere
installazioni al centro della piazza, ma dovrà
basarsi esclusivamente su punti luce
collocati sugli edifici perimetrali.
L'investimento complessivo ammonta a 5
milioni di euro, finanziati dal Comune di
Napoli, dal Fondo Edifici di Culto (FEC) e
dall'Agenzia del Demanio. Il piano di
intervento include il restauro architettonico e
la valorizzazione del patrimonio
monumentale, ma anche l'introduzione di
innovazioni tecnologiche per migliorare la
sicurezza e la fruizione della piazza. Tra
queste, l'implementazione di un sistema di
videomapping 3D, un circuito di
videosorveglianza, una connessione Wi-Fi
pubblica e un'illuminazione di emergenza.
La riapertura delle botteghe storiche
rappresenta un elemento centrale del
progetto, con l'obiettivo di trasformare la
piazza in una vetrina permanente
dell'artigianato napoletano. L'assegnazione
degli spazi avverrà in due fasi: una prima
fase di concessione temporanea fino ad
aprile 2025, seguita dall'assegnazione
definitiva degli spazi.
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha
presentato il cronoprogramma presso la
Prefettura, alla presenza del sindaco
Manfredi, del Direttore dell'Agenzia
Regionale del Demanio, Mario Parlagreco,
e della funzionaria della Soprintendenza,
Rosalia D'Apice. Il piano prevede quattro
fasi operative, con il completamento
definitivo fissato per il 2027. Entro gennaio
2026 sarà ultimato il progetto di
illuminotecnica che interesserà tutti gli edifici
prospicienti la piazza.
La riqualificazione di Piazza del Plebiscito
rappresenta un'importante opportunità per
Napoli, consentendo di restituire alla città
uno dei suoi spazi più iconici e di
trasformarlo in un polo di attrazione culturale
e commerciale. Le prime fasi del progetto
prenderanno forma già nei prossimi mesi,
segnando un punto di svolta nel rilancio
della piazza come centro nevralgico della
vita cittadina.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
NAPOLI
Parte da Napoli la rivoluzione del trasporto pubblico urbano
38 Un piano da 2,5 miliardi di euro per rivoluzionare la mobilità cittadina attraverso un’integrazione strategica tra metropolitana, tram, funicolari e linee ferroviarie regionali
39
di Fabrizio Matarazzo
Il Comune di Napoli e la Città
Metropolitana di Napoli hanno presentato
un piano decennale, che si estende dal
2025 al 2035, con l'obiettivo di rivoluzionare
il trasporto pubblico urbano attraverso una
serie di interventi mirati e innovativi.
L'iniziativa, che prevede un investimento di
2,5 miliardi di euro in attesa di approvazione
dal Ministero dei Trasporti, mira a rendere
la mobilità cittadina più efficiente, sostenibile
e accessibile, in linea con gli standard
internazionali e le esigenze della
popolazione.
Un aspetto centrale di questo piano è
l’integrazione tra i diversi sistemi di
trasporto, sia quelli già esistenti che quelli di
futura realizzazione, per garantire un
servizio più efficiente e connesso. La
sinergia tra metropolitana, tram, funicolari e
linee ferroviarie regionali consentirà ai
cittadini di spostarsi con maggiore facilità e
rapidità, riducendo la dipendenza dall’auto
privata e migliorando l’accessibilità a tutte le
aree della città.
Il progetto si fonda su un rinnovamento
radicale del parco veicolare, con
l’introduzione di treni metropolitani di ultima
generazione, capaci di offrire maggiore
capienza e ridurre sensibilmente i consumi
energetici. I vecchi tram, ormai obsoleti,
saranno sostituiti da modelli elettrici
avanzati, dotati di sistemi di recupero
energetico per massimizzare l’efficienza e
minimizzare l’impatto ambientale. Inoltre, si
prevede l'acquisto di filobus elettrici con
autonomia migliorata, supportati da
infrastrutture di ricarica rapida per garantire
un servizio continuo e performante.
Tecnologie all'avanguardia, come batterie a
stato solido e software basati
sull’intelligenza artificiale, saranno integrate
per ottimizzare i consumi e la gestione
operativa della rete di trasporto.
Parallelamente, il piano include un
ambizioso programma di riqualificazione
delle infrastrutture esistenti, con interventi
mirati sulle stazioni metropolitane per
migliorarne l’accessibilità e favorire una
maggiore intermodalità. Sarà incrementata
la frequenza dei treni grazie a un
potenziamento della rete ferroviaria, mentre
la sicurezza sarà rafforzata con
l’implementazione di sistemi di monitoraggio
avanzati e l’impiego di materiali innovativi
per rendere le infrastrutture più resistenti a
eventi sismici e climatici.
Un ulteriore pilastro della strategia riguarda
l’espansione delle reti di trasporto, con la
costruzione di nuove linee per connettere le
aree periferiche, in particolare Napoli Est,
Bagnoli, Fuorigrotta, Posillipo e
Capodimonte, spesso penalizzate da
un’inadeguata copertura dei servizi pubblici.
L'integrazione con le nuove infrastrutture
sarà fondamentale per assicurare una
mobilità più fluida e senza soluzione di
continuità tra i diversi mezzi di trasporto.
A partire dal 2030, la città sarà dotata di
ulteriori infrastrutture chiave. Sarà possibile
raggiungere l'aeroporto di Capodichino
con la metropolitana, mentre la metro Linea
6 verrà estesa fino a Mergellina, Bagnoli e
Posillipo. Un'importante novità sarà la
costruzione della metro Linea 10, una linea
senza conducente che collegherà piazza
Carlo III alla Stazione AV di Afragola. Le
linee ferroviarie regionali vedranno il
raddoppio di Cumana e Circumflegrea,
migliorando la frequenza e l'affidabilità del
servizio.
La città sarà dotata di nuove linee su
monorotaia, tra cui un collegamento tra il
Bosco di Capodimonte e la Zona
Ospedaliera, un’altra che unirà il varco
Immacolatella del Porto all’Ospedale del
Mare, e la Gronda Ovest, che collegherà
Napoli ai comuni dell’area nord. Inoltre, sono
previsti investimenti per la metro Linea 1,
con l'apertura della seconda uscita
Materdei al Rione Sanità e la costruzione
della stazione deposito di Campegna per
la metro Linea 6.
Questa rete di trasporti integrata permetterà
ai cittadini di spostarsi con maggiore
efficienza, garantendo coincidenze più
rapide e una connessione ottimale tra le
diverse modalità di trasporto. Il
miglioramento della mobilità pubblica non
solo ridurrà il traffico e l’inquinamento, ma
offrirà un'alternativa concreta ai mezzi
privati, contribuendo a un significativo
miglioramento della qualità della vita urbana.
L’impatto di questo piano si preannuncia
significativo, non solo in termini di benefici
ambientali, ma anche per le ricadute
economiche e sociali. L’ammodernamento
del sistema di trasporto urbano favorirà una
riduzione delle emissioni di CO2 e della
dipendenza dai veicoli privati, con
conseguenti miglioramenti della qualità
dell’aria e della vivibilità cittadina. Inoltre, il
progetto potrebbe generare migliaia di posti
di lavoro diretti e indiretti nel settore delle
infrastrutture e dei trasporti, creando nuove
opportunità per i lavoratori e rafforzando il
tessuto economico locale. La maggiore
accessibilità dei servizi pubblici contribuirà
infine a ridurre le disuguaglianze territoriali,
offrendo a tutti i cittadini una mobilità più
equa ed efficiente.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato
come questo progetto rappresenti un passo
fondamentale per trasformare Napoli in un
modello di riferimento per la mobilità
sostenibile e l’innovazione infrastrutturale.
L’assessore alle Infrastrutture e Mobilità
Edoardo Cosenza ha evidenziato che
l’adozione di soluzioni avanzate, come la
monorotaia, consentirà di affrontare le sfide
della mobilità urbana con un approccio
innovativo e sostenibile. Il consigliere
metropolitano delegato ai Trasporti Luciano
Borrelli ha infine ribadito l’importanza di
un’azione coordinata tra istituzioni e cittadini
per garantire il successo dell’iniziativa.
Se realizzato nei tempi e nei modi previsti, il
piano potrebbe diventare un modello per
altre città italiane, come Milano e Roma,
incoraggiando ulteriori investimenti in
soluzioni di mobilità avanzate e
consolidando il ruolo dell’Italia nel panorama
internazionale dell’innovazione nei trasporti.
(foto e video da Ufficio stampa del Comune di Napoli)
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NAPOLI
Codice della strada: serve un testo unico di tutte norme comportamentali
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Al via il Cenacolo Giuridico dell'ACI Napoli, presieduto dal procuratore Raffaele Cantone
La riforma del Codice della strada è
stato il tema affrontato nella prima
riunione del Cenacolo Giuridico
dell'Automobile Club Napoli
inaugurato dal Presidente del
sodalizio partenopeo, Antonio
Coppola, e dal Procuratore della
Repubblica Raffaele Cantone, con
la partecipazione del Sindaco
Gaetano Manfredi, del Prefetto
Michele Di Bari, e le relazioni del
Sostituto Procuratore Generale
Valter Brunetti e del Comandante
della Polizia Stradale della
Campania e della Basilicata Maria
Pia Rossi.
"Con questo incontro – ha detto in
apertura il Presidente Coppola - debutta il
Cenacolo Giuridico dell'Automobile Club
Napoli nel solco di una lunga e feconda
collaborazione con la magistratura
napoletana iniziata 40 anni fa con la
Commissione Giuridica, presieduta da
Alfonso Vigorita prima e da Aldo Vessia
poi, e proseguita successivamente con il
Seminario Giuridico e la Consulta Giuridica
presieduti, rispettivamente, da Luigi Riello
e Giovandomenico Lepore. In tutti questi
anni, abbiamo condotto approfondimenti
normativi e avanzato proposte su importanti
aspetti della mobilità come i piani urbani del
traffico, la sosta abusiva, la RC Auto,
l'omicidio stradale, l'esterovestizione dei
veicoli e tanti altri. Lavori questi che erano
stati condotti a "porte chiuse". Oggi con il
Cenacolo Giuridico, invece, iniziamo un
nuovo corso aperto al confronto ed al
coinvolgimento con la società civile e con i
suoi migliori e più importanti esponenti"
Sul tema dell'incontro - la riforma del Codice
della Strada - è stato piuttosto critico il
Procuratore Cantone: "la sicurezza stradale
è un tema assolutamente rilevante, ma c'è
una tendenza ideologica che lo sottende. La
recente riforma è intervenuta su molti
aspetti, alcuni positivi ed altri contraddittori,
come le novità introdotte in materia di guida
sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
Sarebbe stato preferibile aspettare per
riscrivere integralmente un nuovo codice,
piuttosto che fare l'ennesimo patchwork
difficilmente comprensibile".
Il Sindaco Manfredi ha posto l'accento
sull'inversione di tendenza dell'incidentalità
stradale, la cui
pericolosità sta
interessando
sempre più i
grandi centri
urbani. "Il
comune di
Bologna con
l'istituzione della
zona 30 è
riuscito a ridurre
la mortalità
stradale, ma il
contenimento
della velocità ed
i controlli
rappresentano
una sfida critica
e complicata. Non basta fissare le regole,
serve anche farle rispettare. E la tecnologia
da sola non è sufficiente bisogna intervenire
anche culturalmente". Significativo è
l'esempio delle strade riasfaltate: "proprio
dove è stato rifatto il manto stradale – ha
sottolineato il primo cittadino – è aumentata
la velocità dei veicoli" in pratica "le buche –
ha detto ironicamente – sarebbero il miglior
strumento per limitare la velocità".
I relatori Brunetti e Rossi si sono
concentrati ad illustrare le tante novità
presenti nella riforma, molte delle quali però
non possono essere operative in mancanza
degli appositi regolamenti di attuazione. Per
il Prefetto Di Bari il nuovo assetto normativo
"è una risposta positiva alle tante battaglie
condotte per la sicurezza stradale".
Particolarmente apprezzato è "l'istituto della
sospensione breve della patente per la sua
efficacia nell'immediatezza". Comunque, la
prevenzione dell'incidentalità stradale passa
per un mix di interventi "l'azione
sanzionatoria, l'aspetto culturale e la
gestione del rischio da parte degli enti
proprietari e gestori delle strade".
Nel corso della manifestazione il Presidente
Coppola ha conferito l'associazione
onoraria ACI al Direttore del Mattino
Roberto Napoletano "per una narrazione di
Napoli che, senza nascondere le difficoltà e
gli annosi problemi della città e del Sud, sta
evidenziando un cambio di passo che porta
a smentire vecchi paradigmi e ad
evidenziare nuove verità. E questa è la vera
professione del giornalista". "La sicurezza
stradale - ha detto Napoletano – è una
battaglia da vincere con la cultura delle
regole per la cui affermazione bisogna fare
di più". Di qui la sua adesione al "Club dei
Tifosi della Legalità", la campagna di
sensibilizzazione dell'Automobile Club
Napoli sotto l'alto patronato del Presidente
della Repubblica e con la benedizione del
Papa, per valorizzare la cultura del rispetto
delle regole e della mobilità sicura e
responsabile.
All'incontro hanno partecipato il Cardinale
Crescenzio Sepe, l'Assessore alla
sicurezza della Regione Campania Mario
Morcone, il Questore di Napoli Maurizio
Agricola, il Presidente della Corte di Appello
di Napoli Maria Rosaria Covelli, il
Presidente del Tribunale di Napoli
Elisabetta Garzo, il Comandante dei
Carabinieri della Legione Campania Gen. D.
Canio Giuseppe La Gala, il Commissario
straordinario per il recupero dei beni
confiscati Prefetto Paola Spena, il
Comandante della Polizia Municipale di
Napoli Gen. Ciro Esposito, il Comandante
della Polizia Stradale di Napoli Agnese
Pane, il Comandante dei Carabinieri Gen.
B. Biagio Storniolo, il Presidente
dell'Autorità portuale del Tirreno centrale
Andrea Annunziata, il Presidente del Tar
Veneto Leonardo Pasanisi, il Sostituto
Procuratore Maurizio De Marco, il
Presidente della Commissione mobilità del
Comune di Napoli Nino Simeone, il
Presidente di Eav Umberto De Gregorio, il
Direttore Generale ARPA Campania
Stefano Sorvino, il Presidente della Croce
Rossa di Napoli Paolo Monorchio, il
Presidente di MCL Michele Cutolo, il V.
Direttore nazionale TGR Rai Antonello
Perillo, con il Direttore TGR Campania
Oreste Lo Pomo ed i giornalisti Guido
Pocobelli Ragosta, Carlo Solimene e
Dario De Martino, i docenti universitari
Amedeo Lepore, Alfredo Contieri e
Pierluigi Coppola, il Col. Roberto Leo
dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli, il
Col. Ciro Ciaravella della Guardia di
Finanza di Napoli, il Col. Giulio Arseni
dell'Esercito Italiano, il Col. Enrico
Ruggiero della Scuola Militare Nunziatella,
e molti altri.
I lavori si sono conclusi con la benedizione
del Cardinale Crescenzio Sepe.
ACI Napoli
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CAMPANIA INSIDE
Basilica della Pietrasanta: un nuovo modello di tutela del patrimonio artistico
42 Pavimentazione flottante in vetro trasparente per la mostra "Impressionisti e la Parigi fin de siècle: un viaggio tra luci e colori"
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di Antonio Quaranta
La Basilica di Santa Maria Maggiore alla
Pietrasanta, fondata nel VI secolo su un
tempio romano dedicato a Diana,
rappresenta uno degli edifici religiosi più
antichi di Napoli e ha subito numerosi
interventi architettonici nel corso dei secoli,
fino a diventare un importante centro
culturale. Situata nel cuore storico della
città, si appresta a diventare un fulcro della
valorizzazione culturale grazie a un progetto
innovativo volto alla conservazione del
proprio patrimonio artistico. In occasione
della mostra "Impressionisti e la Parigi fin
de siècle", è stata implementata una
pavimentazione flottante in vetro
trasparente, una soluzione tecnica
avanzata progettata per garantire la
fruizione dell’edificio senza comprometterne
l’integrità storica.
L’intervento, curato da Navigare Srl in
collaborazione con Nesite, è stato realizzato
nel rispetto delle normative di tutela del
Ministero della Cultura e della
Soprintendenza Archeologia e Belle Arti
di Napoli. Il pavimento flottante, di 23 metri
quadri, è composto da lastre di vetro
temperato ad alta resistenza, sostenute da
una struttura in acciaio inox che ne
garantisce la stabilità. Il sistema di
ancoraggio modulare consente una
distribuzione uniforme del peso, evitando
pressioni eccessive sul pavimento originale.
L’installazione è stata realizzata con
tecniche a basso impatto, garantendo la
totale reversibilità dell’intervento.
Posizionato nella navata principale,
permette una visione diretta del pavimento
maiolicato settecentesco, preservandolo dal
deterioramento. L'installazione,
completamente removibile, è destinata a
rimanere operativa fino al 2027,
consolidando la Basilica come centro
espositivo di riferimento per eventi artistici di
rilievo internazionale.
La mostra "Impressionisti e la Parigi fin
de siècle" e l'evoluzione della
musealizzazione storica
La mostra "Impressionisti e la Parigi fin
de siècle" rappresenta un'importante
occasione per esplorare l'influenza
dell'Impressionismo nel contesto artistico
contemporaneo, evidenziando il passaggio
dalla pittura accademica alle nuove
sperimentazioni sulla luce e sul colore.
Questo evento consente di riscoprire
l'eredità lasciata dagli Impressionisti e il loro
impatto sulle avanguardie successive,
rendendolo un appuntamento di rilievo nel
panorama espositivo italiano. Curata da
Vittorio Sgarbi e Stefano Oliviero,
rappresenta il primo grande evento ospitato
nella Basilica dopo il completamento del
restauro nel 2023. L’esposizione, unica nel
suo genere nel Sud Italia, celebra i 150 anni
dell'Impressionismo attraverso 70 opere
tra dipinti, sculture e disegni, consentendo
una lettura approfondita del contesto
artistico dell'epoca.
Tra gli artisti esposti figurano Edgar Degas,
Paul Cézanne, Camille Corot, Édouard
Manet, Camille Pissarro, Jean-François
Millet, Pierre-Auguste Renoir, Eugène
Boudin, Henri Lecomte e Giovanni
Boldini, i cui lavori documentano
l’evoluzione del linguaggio pittorico
impressionista e post-impressionista. La
mostra offre un'opportunità rara di osservare
opere provenienti da prestigiose collezioni
private, tra cui la Collezione D'Orsay,
normalmente inaccessibili al pubblico.
Un'esperienza immersiva tra innovazione
e tutela
L’implementazione del pavimento flottante
trasparente rappresenta un esempio di
musealizzazione avanzata, in grado di
conciliare la tutela del patrimonio con
l’accessibilità e la valorizzazione degli spazi
espositivi. Questo intervento non solo
garantisce la sicurezza del pavimento
storico, ma favorisce una percezione
estetica e spaziale più ampia, migliorando
l’esperienza del visitatore. La sinergia tra
Navigare Srl, il Polo Culturale Pietrasanta
e il Lapis Museum è fondamentale per il
successo dell’evento. Navigare Srl si
occupa dell’organizzazione generale e della
logistica, curando la selezione e il trasporto
delle opere. Il Polo Culturale Pietrasanta
gestisce la valorizzazione dell’evento,
integrandolo nel contesto artistico e storico
della Basilica, mentre il Lapis Museum
fornisce supporto scientifico e curatoriale,
garantendo un'esperienza espositiva di alta
qualità. La collaborazione tra queste
istituzioni pone le basi per un modello di
gestione innovativo e replicabile in altri
contesti museali di pregio.
Informazioni utili e modalità di accesso
La mostra è patrocinata dalla Regione
Campania e dal Comune di Napoli e sarà
visitabile fino al 27 aprile 2025 con i
seguenti orari:
Dal lunedì al venerdì: 9:30 - 19:30
Sabato, domenica e festivi: 9:30 - 20:30
I biglietti sono disponibili in prevendita
online su TicketOne e sul sito ufficiale di
Navigare Srl:
www.navigaresrl.com
lapismuseum.com
pietrasanta.it
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CAMPANIA INSIDE
Vico Equense: un viaggio tra storia, identità e innovazione sostenibile
44 In Penisola Sorrentina un modello di sviluppo territoriale tra valorizzazione delle radici e prospettive future
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Vico Equense, località strategica della
Penisola Sorrentina, rappresenta un
interessante caso di integrazione tra turismo
sostenibile, tutela del patrimonio culturale e
pianificazione urbanistica orientata alla
valorizzazione del territorio. La sua unicità è
data dalla combinazione armoniosa tra la
dimensione naturale e quella storicoculturale,
come testimoniano il borgo
medievale di Santa Maria del Toro e
l’imponente Monte Faito, che offrono un
connubio perfetto tra storia, tradizione e
panorami mozzafiato. Questi elementi
definiscono il potenziale attrattivo della città
e il suo modello di sviluppo locale.
Secondo il Sindaco Giuseppe Aiello, la
città ha saputo mantenere una forte identità
attraverso un approccio olistico alla
governance territoriale: "Abbiamo
preservato le nostre tradizioni, le attività
artigianali e le produzioni enogastronomiche
locali, costruendo un'offerta turistica basata
sull'autenticità. Vico Equense è una città che
custodisce il proprio passato senza
rinunciare all'innovazione".
Il territorio offre una notevole eterogeneità
paesaggistica, spaziando dalle spiagge ai
rilievi montuosi del Faito. Questa
caratteristica ha permesso di sviluppare un
turismo diversificato, capace di attrarre
di gestione territoriale
pone particolare
attenzione alla
sostenibilità
ambientale, come
evidenziato
dall'iniziativa 'Le 13
porte', che incentiva
l'esplorazione
consapevole dei
sentieri naturalistici,
riducendo l'impatto
antropico sulle aree
più delicate.
La forte identità
locale è testimoniata
da eventi di carattere
storico e culturale, tra
cui Le Pacchianelle,
una rievocazione che
si ripete annualmente e che rappresenta un
elemento chiave del patrimonio immateriale
della comunità. "Questa manifestazione è
un simbolo della continuità storica della
nostra città, un momento di condivisione che
rafforza il senso di appartenenza della
popolazione", sottolinea Aiello.
Un obiettivo strategico della governance
locale è la destagionalizzazione dei flussi
turistici, realizzata attraverso una
visitatori anche nei mesi meno affollati.
"Abbiamo strutturato un'offerta che va
oltre la stagione estiva, sfruttando eventi
come Festa a Vico e Pizza a Vico,
nonché un calendario di appuntamenti
legati alla cultura e alle tradizioni, per
mantenere viva l'attrattività della città
durante tutto l'anno".
Tra i progetti in fase di realizzazione,
particolare rilievo assume la costruzione
della piscina comunale, prevista per il
completamento entro il 2026. L'infrastruttura
sarà accessibile a tutti i cittadini con tariffe
agevolate per studenti, anziani e categorie
svantaggiate, promuovendo l’inclusione
sociale e l’attività sportiva. "Si tratta di un
gestione del territorio, in cui la
valorizzazione delle risorse locali e la
pianificazione strategica si intrecciano in un
percorso di crescita sostenibile. "Ogni
iniziativa intrapresa rappresenta un tassello
di un progetto più ampio, volto a rendere la
nostra città un modello di sviluppo
equilibrato, capace di coniugare tutela
dell’identità storica e innovazione", conclude
Aiello.
L’esperienza di Vico Equense si inserisce
dunque nel più ampio dibattito sulle best
practices di sviluppo locale, con un
approccio integrato alla valorizzazione del
patrimonio storico e alle strategie di turismo
sostenibile per offrire spunti di riflessione
visitatori con interessi differenti, offrendo
esperienze che spaziano dalle escursioni
naturalistiche sul grande comprensorio
montano, alle visite ai borghi storici, fino alle
degustazioni enogastronomiche che
valorizzano i prodotti tipici locali. La strategia
programmazione mirata di eventi culturali,
enogastronomici e sportivi che valorizzano il
territorio in ogni periodo dell'anno. Inoltre, la
collaborazione con operatori turistici e
strutture ricettive permette di sviluppare
pacchetti promozionali specifici per attrarre
investimento fondamentale per il benessere
della comunità e per la promozione dello
sport come strumento di coesione sociale",
aggiunge il Sindaco.
L'azione amministrativa di Vico Equense si
caratterizza per un approccio integrato alla
sulla capacità delle comunità di evolversi
senza perdere la propria essenza identitaria.
Comune di Vico Equense
(foto fornite dall’Ufficio stampa del Comune di Vico
Equense)
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CAMPANIA INSIDE
Nuovi Spazi Espositivi al MANN: un museo sempre più accessibile
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Lavori in corso per la riqualificazione del piano interrato: mostre temporanee, servizi e un nuovo scalone monumentale
I lavori di riqualificazione del Museo
Archeologico Nazionale di Napoli
proseguono con un intervento significativo
che riguarda gli spazi interrati. Grazie ai
finanziamenti del Fondo Sviluppo e
Coesione 2014/2020, si stanno mettendo a
punto soluzioni innovative per ampliare e
migliorare l’esperienza dei visitatori, con
l’obiettivo di rendere il MANN un luogo
sempre più moderno e accessibile.
Entro la fine del 2025, il percorso di visita
del Museo si arricchirà di un ulteriore livello,
con una nuova area dedicata a mostre
temporanee ed eventi culturali, servizi
igienici più funzionali e depositi riorganizzati,
che permetteranno anche di creare percorsi
tematici di fruizione. L’intervento
rappresenta un passo fondamentale nella
trasformazione del MANN in un centro
culturale all’avanguardia, capace di
dialogare con il pubblico attraverso soluzioni
espositive e strutturali innovative.
“La nostra visione è quella di un Museo
sempre più accessibile e adeguato alle
esigenze del pubblico, con servizi di alta
qualità e allestimenti pensati per rispondere
alle necessità di tutti i visitatori", ha
dichiarato Massimo Osanna, Direttore
Generale dei Musei statali. "Intervenire su
un edificio storico è una sfida affascinante e
complessa, che impone di bilanciare la
tutela architettonica con la volontà di
rendere il Museo un moderno polo di ricerca
e cultura”.
Uno degli elementi più significativi del
progetto è la realizzazione di un nuovo
scalone monumentale, che sarà collocato
nell'ala orientale, nei pressi dell'attuale
ingresso. Questa struttura non solo
agevolerà il collegamento tra il piano terra e
i nuovi spazi espositivi, ma sarà progettata
in armonia con l'architettura storica del
Museo, evocando per imponenza lo scalone
centrale.
L’avvio di questa fase dei lavori comporta, a
partire dal 5 febbraio, una temporanea
modifica degli accessi: il portone principale
sarà chiuso e il pubblico dovrà utilizzare il
portone occidentale, situato sul terrapieno
all’angolo con via Pessina. Per garantire
un’informazione chiara ai visitatori, gli
ingressi e le aree di cantiere saranno dotati
di una grafica dedicata, e gli aggiornamenti
sui lavori saranno costantemente condivisi
attraverso i canali social del Museo.
Questo ambizioso progetto segna
un’ulteriore tappa nella trasformazione del
MANN, consolidandone il ruolo di riferimento
nel panorama culturale internazionale e
offrendo ai visitatori un’esperienza sempre
più coinvolgente e completa.
(F.M.)
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SOCIETA’
Eccellenze civiche in Campania: modelli di cittadinanza attiva
48 Cinque protagonisti del cambiamento sociale
49
insigniti del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana
Il Presidente della Repubblica, Sergio riconoscimento è stato assegnato a
Mattarella, ha conferito onorificenze a Armando Punzo, regista e fondatore della
cinque cittadini campani distintisi per il loro Compagnia della Fortezza, prima
impegno in ambiti sociali, assistenziali e compagnia teatrale attiva all'interno di un
civili. Queste personalità rappresentano un carcere, fondata oltre 35 anni fa a Volterra.
modello di cittadinanza attiva, dimostrando Attraverso il teatro, Punzo ha sviluppato
come il volontariato, la solidarietà e la percorsi artistici e formativi per i detenuti,
dedizione possano costituire strumenti favorendo il loro reinserimento sociale e
concreti di trasformazione sociale.
culturale.
Marta Russo ha trasformato la sua Infine, il più giovane tra i premiati è Antonio
esperienza personale in una missione di Stellato, giovane agente di polizia della
sensibilizzazione. Giovane influencer e provincia di Caserta. Il suo tempestivo
attivista per i diritti delle persone con intervento ha salvato la vita a un bambino di
disabilità, utilizza i social media per
sette anni che rischiava di annegare in una
divulgare consigli pratici e testimonianze piscina. Assieme alla collega Domenica Turi,
sulle sfide quotidiane affrontate da chi vive mentre era fuori servizio, ha eseguito
con limitazioni motorie.
manovre di rianimazione e utilizzato un
Maria Trapanese ha fondato l’associazione
defibrillatore per salvare il piccolo Ayan.
“La Bottega dei Semplici Pensieri” con Questi cinque cittadini rientrano tra i 31
l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo insigniti del titolo di Cavaliere al Merito della
di giovani con disabilità. Il suo progetto mira Repubblica Italiana per essersi distinti in
a garantire loro maggiore autonomia e attività di promozione del dialogo
inclusione nel mondo del lavoro.
interculturale, contrasto alla violenza di
Un altro esempio di impegno sociale è
genere, imprenditoria sociale, assistenza ai
Elena De Filippo, presidente della
disabili, riabilitazione dei detenuti e atti di
cooperativa Dedalus, realtà che si occupa di
eroismo. Il loro impegno rappresenta un
accoglienza e integrazione per le persone
esempio concreto di partecipazione attiva,
immigrate. Il suo operato si inserisce in un
capace di generare un impatto positivo sulla
contesto sociale articolato, fornendo
società e di promuovere i valori
strumenti di supporto e percorsi di inclusione
dell’inclusione e della solidarietà.
a chi arriva in Italia in cerca di una vita
(A.Q.)
migliore.
Nel campo culturale e rieducativo, il
(foto tratta dal sito Dedalus - cooperativa sociale)
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ASSOCIAZIONI
La fatica di crescere
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Cosa sta accadendo oggi all’età evolutiva?
di Giuliana Sepe
Durante l’Assemblea generale del Forum
delle Associazioni Familiari “Guardando al
futuro – Occhio ai giovani”, svoltasi a Bari lo
scorso 23 novembre, presso la Sala
Consiliare del Comune, il Presidente,
Adriano Bordignon, ha sottolineato
l’importanza per i nostri ragazzi di uscire
dalla crescente digitalizzazione per tornare a
scoprire un’esistenza concreta fatta di gioie
e dolori, di conquiste e delusioni, di relazioni
interpersonali basate sul dibattito e sul
confronto costante.
All’assemblea sono intervenuti, tra gli altri, il
Sindaco di Bari, Vito Leccese, il Ministro
per la famiglia e la natalità Eugenia
Roccella, il Presidente della Regione
Puglia, Michele Emiliano, il Vescovo di
Conversano-Monopoli, Mons. Giuseppe
Favale.
Essenziale è stato l’intervento dello
Psicoterapeuta Dott. Alberto Pellai, che ha
sottolineato come viviamo un tempo davvero
molto impegnativo per chi si occupa di
educazione. Mai come in questo contesto
socio-culturale abbiamo i peggiori indicatori
di salute mentale in adolescenza,
nonostante siamo la generazione di genitori
che si è maggiormente data da fare per
crescere figli e figlie felici.
I movimenti di crescita avvengono non
nell’isolamento e nella solitudine, ma
nell’appartenenza ad un gruppo. Ormai gli
adolescenti e i preadolescenti appartengono
più ad una community che ad una comunità
reale: nella community se entri in conflitto
con una persona la blocchi ed eviti il
confronto; in una comunità reale quella
persona resta lì, è un dato corporeo e devi
affrontarla ed è proprio dal confronto che si
genera la capacità di stare al mondo.
I giovani trascorrono dalle tre alle sei ore di
connessione al giorno, più l’età cresce più
cresce il tempo di connessione. Dalla
digitalizzazione nella crescita deriva una
deprivazione di sonno, una deprivazione
sociale, una riduzione delle abilità e delle
competenze cognitive e ci si trova ingaggiati
in attività che ti spingono a non smettere mai
di farle. Nel mondo virtuale c’è un’assoluta
mancanza di educatori, si è attratti dagli
influencer, che seguono meccanismi di
marketing, pratiche seduttive con una
notevole presenza scenica di tipo estetico.
Questi nuovi guru non hanno alcuna
attenzione verso la crescita emotiva di
coloro a cui si rivolgono e sono, in realtà,
motivati da questioni di ingaggio, di profitto e
di mercato.
L’età evolutiva è preparare i figli a saper
gestire le sfide che entrano nelle loro vite
attraverso la realtà con cui si confrontano. In
questo momento la generazione degli
adolescenti è connotata dalla fatica di stare
nella realtà. Si realizza una forte
autoreclusione. Fino a circa quindici anni fa i
genitori erano preoccupati dai pericoli che i
loro figli avrebbero potuto incontrare nel
mondo esterno. Oggi i genitori sono in ansia
perché i loro figli restano in casa a giocare ai
videogiochi o passano tempo nelle
community e piattaforme social. Se un
tempo la punizione tipo era “non esci e resti
in camera tua”, oggi si ricorre al distacco del
wi-fi.
È necessario prendere consapevolezza di
questi elementi sfidanti delle famiglie di oggi,
bisogna invertire la rotta. Scuola, comunità
educanti, associazioni, oratori, bande
musicali, gruppi teatrali devono tornare ad
essere i luoghi di confronto e di educazione
alla vita.
Assieme a Daniele Novara il Dott. Pellai ha
lanciato una petizione al Governo affinché il
tema della gestione del digitale nella vita dei
minori divenga un tema di sanità pubblica e
non sia solo un problema educativo delle
famiglie. Tanti sono oggi i dati che ci dicono
che aderire ad un social media, gestendo un
profilo personale prima dei sedici anni, è
notevole causa di ansia, di problemi legati
alla propria immagine corporea ed alla
propria autostima.
Ci sono anche moltissime evidenze cliniche
che ci dicono che possedere uno
smartphone prima dei 14 anni aumenta in
modo significativo il rischio di crescita,
determinando una riduzione del profitto
scolastico e di molte competenze cognitive,
che sono fondamentali nel tempo della vita.
Sarebbe il caso che il Governo trattasse lo
smartphone come il tabacco e l’alcool:
vanno posti dei limiti d’età. Anche l’accesso
ai social media va regolamentato in modo
da tutelare i minori, che non hanno
competenze per autolimitarsi e autogestirsi
in un mondo così complesso.
È questa una sfida enorme per l’intera
società. Si deve tutelare il diritto dei minori a
crescere bene e in salute, diritto che, negli
ultimi quindici anni è stato potentemente
impattato, alterato e usurato dall’avvento del
digitale.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
ASSOCIAZIONI
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Il Servizio Civile: un'esperienza di crescita personale
Un'opportunità straordinaria per i giovani tra i 18 e i 28 anni
di Giuliana Sepe
Scade il 18 febbraio 2025 alle ore 14.00 il
termine per inviare la propria domanda di
partecipazione al Servizio Civile
Universale. Si tratta di un'occasione
imperdibile per i giovani di dedicare un
periodo della propria vita a progetti di utilità
sociale, mettendosi alla prova e
contribuendo attivamente alla comunità.
Attraverso il Servizio Civile, è possibile
sviluppare competenze trasversali come il
lavoro di gruppo, la comunicazione, la
gestione del tempo e la risoluzione dei
problemi. Si tratta di un'esperienza intensa e
gratificante, che permette di entrare in
contatto con persone diverse e realtà nuove.
In alcuni casi, questa esperienza può
garantire una riserva nei concorsi pubblici e
persino il riconoscimento di crediti formativi
universitari o professionali.
Ogni anno viene pubblicato un bando con i
progetti disponibili. I candidati possono
scegliere il progetto più adatto ai loro
interessi e competenze, compilare il modulo
di domanda e inviarlo entro la scadenza.
Segue una selezione basata sui requisiti
indicati nel bando e su un colloquio. Se
idonei, i volontari svolgeranno il servizio
presso l'ente che ha proposto il progetto.
I progetti di Servizio Civile sono molto
diversificati e spaziano in diversi ambiti.
Nell'assistenza sociale, è possibile offrire
supporto a persone anziane, disabili o in
difficoltà. Nel settore dell’educazione, i
volontari possono occuparsi di attività di
sostegno scolastico e animazione di
laboratori didattici. I progetti legati
all’ambiente si concentrano sulla tutela del
territorio e la promozione della sostenibilità
ambientale. In ambito culturale, il servizio
può prevedere la valorizzazione del
patrimonio e l'organizzazione di eventi.
Infine, nei progetti di protezione civile, i
volontari partecipano a interventi di
emergenza e prevenzione dei rischi.
La durata del Servizio Civile varia a
seconda del progetto, ma solitamente è di
12 mesi. Ai volontari viene riconosciuto un
assegno mensile che si aggira intorno ai
500,00 euro, con possibili variazioni in base
al progetto.
Per poter accedere al Servizio Civile
Universale, è necessario avere tra i 18 e
i 28 anni e possedere la cittadinanza
italiana, di uno Stato membro
dell'Unione Europea o essere cittadini
extra UE regolarmente soggiornanti in
Italia. È inoltre richiesto di non aver
riportato condanne penali superiori a
un anno per delitti non colposi e di
essere disponibili a svolgere il
servizio a tempo pieno per tutta la
durata del progetto.
Alcuni progetti possono prevedere
requisiti aggiuntivi, come il possesso di
un determinato titolo di studio,
competenze specifiche (ad esempio la
conoscenza di una lingua straniera o
l'uso di specifici software) o l’appartenenza
a categorie protette, come giovani con
minori opportunità o appartenenti a
minoranze.
Per conoscere nel dettaglio i requisiti
specifici, è fondamentale leggere
attentamente il bando di concorso,
disponibile sul sito ufficiale del Dipartimento
per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile
Universale.
Sito ufficiale del Servizio Civile
Universale: scelgoilserviziocivile.gov.it
Piattaforma DOL per presentare la
domanda online: domandaonline.
serviziocivile.it
A Napoli numerose associazioni
propongono progetti di Servizio Civile in
vari settori. Anche la Caritas offre diverse
opportunità, i cui dettagli sono disponibili a
questo link: caritas.it/progetti-di-servizio-civile-
2024-caritas-in-campania
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CULTURA E SPETTACOLI
Ricucire il passato: il Fondo italo-tedesco per il Futuro
54
L'Eccidio di Acerra: dal documentario di Felice Ceparano un impegno per la memoria e la riconciliazione
55
di Annamaria Autiero
Nel 2009 il governo italiano e quello della
Repubblica Federale Tedesca hanno dato
vita ad una Commissione congiunta che
potesse affrontare una ricostruzione storica
e critica dell’esperienza comune durante la
Seconda Guerra mondiale, per porre le basi
alla creazione di una nuova cultura della
Memoria. Dopo le raccomandazioni
avanzate dalla Commissione, nel dicembre
2012 a conclusione dei suoi lavori, il
Governo della Repubblica Federale
Tedesca si è impegnato a finanziare una
serie di iniziative tese a valorizzare la Storia
e la Memoria dei rapporti fra i due paesi nel
corso del conflitto, con l’istituzione presso il
Ministero federale degli Affari esteri di un
‘Fondo italo-tedesco per il futuro’.
Rientra fra queste iniziative anche il
documentario ‘L’Eccidio di Acerra’,
realizzato in collaborazione con
l’Associazione Extra Moenia, dal regista
Felice Ceparano, che il 24 gennaio, nella
sala dei Conti del Castello di Acerra, è
stato presentato alla città, dopo l’anteprima
dello scorso luglio al Giffoni Film Festival.
Particolarmente emozionante ma, insieme,
storicamente significativo, è stato
l’intervento della Dott.ssa Elisa Kempe,
vice capo Ufficio della Cultura
dell’Ambasciata della Repubblica
Federale di Germania a Roma, ospite della
serata. La Dott.ssa Kempe ha riportato le
parole che Edith Bruck, poetessa e
scrittrice ungherese, italiana a tutti gli effetti
e una degli ultimi testimoni viventi della
Shoah, ha ricordato all’Ambasciatore
tedesco in Italia durante una recente visita
alla sua casa romana. La signora Bruck ha
citato la raccomandazione che nei giorni
terribili dell’internamento a Bergen Belsen
le fece un prigioniero in punto di morte: “Se
sopravvivi, racconta! Anche per noi.”
È proprio sul valore inestimabile del ricordo,
della testimonianza e della loro diffusione
alle giovani generazioni che è stato
modellato il Fondo italo-tedesco per il
Futuro, esempio concreto di civiltà e di
difficile, quanto necessario, percorso di
riavvicinamento tra vittime e carnefici.
Inconcepibili e inspiegabili sono i crimini
inferti alle vittime e ai loro familiari, per
sempre: non è possibile cancellarli, ma è
possibile dare a quelle vittime,
a quegli esseri umani un volto
e una voce. La rappresentante
dell’Ambasciata tedesca ha
ricordato altri, fondamentali
progetti in atto: uno in
collaborazione con le scuole
italiane e l’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane,
che analizza e confronta i
pregiudizi interculturali e
interreligiosi, un altro presso
l’Università di Colonia, dove
è stato creato e messo a
disposizione un sito su cui
accedere alle informazioni
sulle stragi naziste e i suoi
responsabili.
Citando poi la scrittrice
austriaca Marie von Ebner-
Eschenbach: “Ricordati dei
dimenticati, ti si apre un
mondo!”, la Dott.ssa Kempe
ha anche messo in guardia
dalla superficialità con cui,
troppo spesso, si attingono
informazioni fuorvianti, cui
danno sempre più accesso
telefonini o Intelligenza
Artificiale, che diffondono un
serpeggiante odio online e in
cui è sempre più difficile
distinguere il vero dal falso.
L’invito, infine, è stato quello a
concentrarsi sui Valori che
garantiscono da tanti anni la
pace e a mantenere saldi i
pilastri della Comune casa
europea: Stato di diritto,
frontiere aperte, scambio e
fiducia reciproci, rispetto assoluto della
Democrazia e dei diritti umani, lotta
contro la discriminazione.
Il cammino della riconciliazione italo-tedesca
è stato lungo e non sempre facile, non
bisogna però fermarsi, nonostante i buoni
risultati già raggiunti, anche ricordando
verità scomode. Un esempio, questo,
concreto delle radici comuni della grande
cultura della Ragione, da cui tutti noi
proveniamo e che si è mostrato,
simbolicamente, nella stretta di mano che ha
unito la stessa Dott.ssa Kempe al Sindaco
di Acerra Tito D’Errico davanti alla lapide
con iscritti i nomi delle oltre 90 vittime civili
della strage nazifascista di Acerra.
A Edith Bruck, alla sua profondità, alla
limpidezza del suo sguardo, al coraggio
della sua costante e viva testimonianza, il
suggello del senso profondo della
trasmissione della Memoria alle future
generazioni, nelle parole che lei stessa ha
regalato all’autore del documentario
L’Eccidio di Acerra:
“I tempi sono interdipendenti, siamo figli del
passato e genitori del futuro. Ricordare,
raccontare è tenere in vita le vittime e la
Elisa Kempe e Tito D’Errico
Storia più buia del nostro Novecento, il
nazifascismo. Ci vogliono voci, immagini e
testimoni anche indiretti per illuminare la
giusta strada della pace per i giovani contro
tutte le guerre lontane e vicine, contro ogni
odio, le violenze ovunque. Poter leggere i
nomi delle vittime di Acerra li rende vivi e
mai dimenticati. Io, che nei campi di
concentramento nazisti ero solo un numero,
quando un cuoco a Dachau mi chiese il
nome, domanda inesistente in quei luoghi
infernali, mi sentii di essere, di esistere.
Il nome di Dio nella Bibbia HASHEM vuol
dire NOME.”
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CULTURA E SPETTACOLI
Elvira Notari 150: Napoli e Cava de’ Tirreni celebrano la prima regista italiana
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Il contributo di Elvira Notari allo sviluppo del cinema e al ruolo delle donne nella regia cinematografica.
di Francesco Bellofatto
Nel 150° anniversario della nascita di Elvira
Coda Notari, Napoli e Cava de’ Tirreni
ospitano una serie di eventi volti a riscoprire
il suo ruolo fondamentale nella storia del
cinema muto italiano e internazionale.
Innovatrice e pioniera, Notari ha realizzato
oltre 60 lungometraggi e numerosi
documentari, offrendo un ritratto autentico
della società dell'epoca. La censura fascista
ha limitato la diffusione delle sue opere, ma
la sua influenza è ancora oggi riconosciuta a
livello accademico e cinematografico.
L’eredità della sua produzione continua a
ispirare studi e approfondimenti sulle
tematiche sociali e di genere nel cinema.
Le celebrazioni del 150° anniversario
rappresentano un’opportunità unica
per analizzare il suo impatto culturale
e il modo in cui ha anticipato molti dei
linguaggi cinematografici moderni.
Oltre alla sua produzione, sarà anche
discusso il ruolo della censura sulle
opere delle prime registe e come il
contesto storico abbia influenzato la
loro carriera. Questi eventi non solo
omaggiano una figura chiave della
cinematografia, ma aprono anche una
riflessione più ampia sull’evoluzione
del cinema e sulla presenza delle
donne dietro la macchina da presa.
Dal 10 febbraio al 30 aprile 2025,
Napoli sarà il cuore delle celebrazioni
con la rassegna "Elvira 150",
un'iniziativa promossa dal Comune di
Napoli, in collaborazione con
Parallelo 41 Produzioni, il Centro
Sperimentale di Cinematografia -
Cineteca Nazionale e la Cineteca di
Bologna. Il programma prevede
proiezioni di film restaurati, conferenze
accademiche, mostre documentarie e
dibattiti con studiosi del settore.
Uno degli appuntamenti di maggiore rilievo è
la proiezione, il 10 febbraio al Multicinema
Modernissimo, del restauro digitale di È
Piccerella (1922), accompagnato da una
colonna sonora originale del Maestro Enrico
Melozzi. Alla serata inaugurale
parteciperanno esponenti del mondo
culturale e cinematografico, tra cui Gaetano
Manfredi, Teresa Saponangelo, Piera
Detassis, Maria Coletti e Titta Fiore.
Questo evento non sarà solo un’occasione
per ammirare un’opera cinematografica
restaurata, ma offrirà anche spunti di
riflessione sul linguaggio cinematografico di
Notari e la sua capacità di raccontare la
realtà sociale della sua epoca.
Altri eventi della rassegna si svolgeranno in
luoghi simbolo della cultura napoletana,
come la Sala Assoli, il Teatro Bolivar, il
Conservatorio San Pietro a Majella e
l’Archivio di Stato di Napoli, che ospiterà
una giornata di studi con esperti di
cinema, storici e critici cinematografici.
In parallelo, la Regione Campania
sostiene una mostra con materiali
provenienti dai Fondi Correra e
Martinelli della Cineteca di Bologna.
Inoltre, il Ministero della Cultura sta
valutando la creazione di un Comitato
Nazionale per celebrare il contributo di
Notari alla storia del cinema italiano.
Questo impegno istituzionale dimostra
l’importanza crescente della sua figura
nel panorama cinematografico e
culturale.
L'8 febbraio 2025, Cava de’ Tirreni,
città natale della regista, ospiterà una
giornata commemorativa intitolata "150
Elvira Coda Notari", organizzata da
Macass APS e Linea d’Ombra
Festival con il patrocinio del
Parlamento Europeo. L’evento sarà
un’occasione per approfondire il contesto
sociale e artistico in cui Notari ha operato,
mettendo in luce le sfide affrontate dalle
prime donne registe.
L'evento prevede una mostra di materiali
d’archivio della Cineteca di Bologna,
seguita da un simposio dal titolo "Elvira
nella storia del cinema", con interventi
della docente Giuliana Bruno (Harvard
University) e delle esperte Sara Matetich e
Francesca Amitrano. Gli interventi
analizzeranno il ruolo di Notari nella
definizione di un nuovo linguaggio
cinematografico e il suo impatto sulla
rappresentazione delle donne sul grande
schermo.
Successivamente, un panel analizzerà
l’impatto culturale e cinematografico
dell’opera di Notari con la partecipazione di
Francesco Della Calce, Maria Di Serio,
Paolo Battista e Antonio Borrelli. Nel
pomeriggio, le scrittrici Flavia Amabile ed
Emanuele Coen presenteranno le loro
pubblicazioni sulla regista, con un dibattito
moderato da Gennaro Carillo. La giornata
si concluderà con la proiezione di È
Piccerella, accompagnata dalla
sonorizzazione dal vivo del duo Made in
Swing.
Elvira Notari, nata a Salerno nel 1875, si
distinse per un approccio narrativo
innovativo che anticipava il neorealismo,
raccontando con autenticità la vita delle
classi popolari napoletane. Con la sua casa
di produzione, la Dora Film, contribuì alla
diffusione del cinema italiano all’estero, con
particolare attenzione alle comunità italiane
negli Stati Uniti.
A causa della censura imposta dal regime
fascista, molte delle sue opere furono
limitate nella distribuzione nazionale, ma
trovarono un forte seguito nelle Little Italies
americane, dove il pubblico riconosceva nei
suoi film la realtà della propria terra
d'origine. La sua produzione, caratterizzata
da una forte presenza femminile, contribuì a
ridefinire il ruolo della donna nel cinema,
non solo come attrice, ma anche come
regista e autrice di storie.
"Elvira 150" Napoli: Eventi gratuiti fino a
esaurimento posti
www.comune.napoli.it/elvira-notari-150
www.parallelo41produzioni.com
segreteria.parallelo41@gmail.com
"150 Elvira Coda Notari" Cava de’ Tirreni:
Macass APS, Linea d’Ombra Festival
lineadombrafestival@gmail.com
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
CULTURA E SPETTACOLI
Dario Sansone affida al ‘Sole’ il suo canto di pace
58 Il primo singolo tratto da ‘Santo Sud’ è una preghiera laica contro la guerra
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di Manuela Ragucci
Ad un anno da Santo Sud – A Poetry
Sketchbook, la raccolta di disegni e parole
edito da Comicon Edizioni, Dario Sansone
prosegue il suo progetto solista con Sole, il
primo singolo tratto da Santo Sud, il disco in
arrivo l’11 aprile su etichetta INRI / Metatron.
Sole è una preghiera laica contro la guerra.
Con la collaborazione del produttore e
chitarrista francese Seb Martel, il brano
parte da una serie di considerazioni amare
sulla condizione umana e sociale dei nostri
tempi per poi tramutarsi in un’accorata
richiesta di pace al sole, elemento vitale e
legato alla rinascita. In una ‘mezcla’ di suoni
mediterranei che spaziano dalle influenze
arabe alla pizzica salentina, Sole culmina
con una libera interpretazione della poesia
‘E do metà della mia vita’ di Tawfiq Ziyad,
noto come ‘poeta della protesta’ palestinese.
Una vita piena quella dei tuoi ultimi venti
anni, spesa tra le tue grandi passioni, la
musica e l’arte visiva. Frontman dei Foja,
band con sei album all’attivo, ormai da
anni in giro come una trottola per i
numerosi concerti tra l’Italia e l’estero,
disegnatore, regista, adesso stai per
pubblicare il tuo primo album da solista.
Già con il libro Santo Sud - A Poetry
Sketchbook, era iniziato questo
processo, ma quando hai sentito
l’esigenza di raccontarti in una versione
più intima con un disco solista? È una
scelta dettata da un bisogno di maggiore
consapevolezza su quello che stai
costruendo come individuo?
Ho sentito che le canzoni mi invitavano a un
processo differente, più coraggioso e
rivoluzionario, per cui ho iniziato ad
intraprendere un viaggio, a mettermi in
discussione, a scoprire delle cose nuove, a
spostarmi fisicamente, ma anche con
l'anima in altri luoghi. In un'epoca dove
siamo dei numeretti e si cerca sempre di
giocare a fare le classifiche migliori, ho
semplicemente seguito l'ispirazione artistica
nella composizione e mi sono fatto
accompagnare da un produttore artistico
francese, Seb Martel, in un dialogo con dei
suoni che mi hanno denudato le canzoni
grazie ad un arrangiamento più minimale.
Ho anche sperimentato un nuovo modo di
cantare che era già nelle mie corde, ma
quando hai una band con un suono potente,
sei portato ad usare una voce potente per
farti sentire. Qui invece posso sussurrare,
ma allo stesso tempo essere impattante
anche sussurrando. Non so se avevo
bisogno di una consapevolezza su quello
che stavo costruendo, forse sì, perché quel
libro che unisce le parole e i disegni era per
me un modo per mettere una barriera con il
passato ed aprire la strada al presente:
infatti i testi delle canzoni contenute in
questo album, che esce ad aprile, sono già
in quel libro. Questo album è veramente
qualcosa di emotivamente profondo che mi
ha insegnato tanto, aiutandomi a mettere in
discussione e cambiare idea su tante cose.
Mi ha fatto trovare dei nuovi compagni di
viaggio e anche un assetto di struttura
nuovo, non perdendo poi quella che è la
famiglia Foja, che nel 2026 compirà
vent'anni e si farà festa. Ovviamente il
progetto Foja non è finito, è solo in stand by.
Non si può far finta di nulla quando hai
una platea a cui raccontare, non si può
essere distratti o poco coinvolti quando
si parla di guerra, di genocidi, di vittime
innocenti. Questo brano può essere il tuo
contributo a smuovere coscienze, a non
restare sordi? Una bellissima preghiera
laica per non restare in silenzio. Quanto è
forte il desiderio di non lasciare tutto
intentato? Quanto credi nel potere di una
canzone?
Riguardo la guerra, la questione è molto
complicata, perché a volte mi sento proprio
inutile. Il potere di una canzone per me è
quello di dare una ragione a questo senso di
utilità ed è stato fondamentale poter
raccontare Sole e poter omaggiare il popolo
palestinese con un testo di Tawfiq Ziyad.
Credo che le canzoni siano potentissime,
non come i cosiddetti “potenti” che non sono
affatto potenti se non permettono di far
passare questi messaggi. Viviamo in un
mondo tendente al basso rispetto ai
contenuti e per questo non riesco a stare in
silenzio. Non voglio seguire le mode, ma
preferisco schiantarmi con le mie idee
perché sono fortunato a scrivere queste
canzoni e a poterle cantare.
(foto di Bruno Mottola)
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
CULTURA E SPETTACOLI
Marco Zurzolo racconta il ‘suo’ Pino Daniele
60 Al Trianon-Viviani un viaggio musicale tra ricordi, amicizia e suoni di Napoli
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di Manuela Ragucci
Quando qualcuno va via, lascia in chi resta
un ricordo ed ogni ricordo va a comporre poi
un puzzle inedito che racconta ancora di
quella vita unica. Se poi questa persona è
un musicista che ha composto e cantato
canzoni che hanno fatto parte della vita di
diverse generazioni, allora quel ricordo
diventa memoria collettiva e quel passaggio
terreno diventa mito, come è successo con
Pino Daniele che è parte integrante della
storia e della città partenopea. Grazie alla
sua musica, Pino, a dieci anni dalla sua
scomparsa, fa ancora parte di una
moltitudine di vite. C’è chi lega una canzone
ad una fase della sua storia personale, chi
racconta un aneddoto, chi ricorda dei
momenti passati, tutto questo entra di diritto
nel racconto collettivo che non ha mai
smesso di emozionare.
Se poi quel racconto è filtrato dal cuore e
dall’arte di chi lo ha conosciuto sin dagli
albori della sua carriera, come Marco
Zurzolo che ne ha reso un generoso
omaggio con lo spettacolo “Il gigante con gli
occhiali”, allora l’impatto emotivo è davvero
intenso, capace di coinvolgere e stravolgere
gli animi come è successo agli spettatori del
Teatro Trianon Viviani dove è
recentemente andato in scena.
Uno spettacolo vibrante che ripercorre gli
anni ‘70, quelli degli inizi musicali di Pino
Daniele a Napoli, ma senza cadere nella
facile trappola della nostalgia come di solito
accade a chi racconta degli anni belli che
furono. Il sassofonista partenopeo ha invece
ripercorso una fetta di tempo che
rappresenta davvero un momento d’oro per
la musica made in Naples e che era punto di
riferimento per tanti musicisti di ieri e di oggi.
Il concerto non è solo un tributo musicale,
ma anche un racconto di amicizia,
fratellanza, passione, originalità e genialità,
che ha come protagonista il “Nero a metà”.
Per Zurzolo, Pino, che conobbe in gioventù,
è un “gigante”, non solo per la statura, ma
anche per la sua capacità di creare musica,
sin dai tempi in cui suonava la chitarra con i
Batracomiomachia o il basso con James
Senese e Napoli centrale, prima di
intraprendere la carriera solista.
Ospite speciale di questo viaggio musicale,
che vuole rappresentare Napoli
rispettandone i suoni, i colori e la sua
grande tradizione,, l’attore Franco
Iavarone. Sul palco hanno brillato le voci di
Francesca Zurzolo, Claudia Megrè,
Monica Sarnelli e Cassandra Pepe,
accompagnate dalla band di Marco
Zurzolo, composta da Massimo
Castagnini (sax tenore),
Gabriella Grossi (sax baritono),
Giuseppe Meglio e Orazio
Ricca (chitarre), Vittorio Riva e
Salvatore Avino (batterie),
Umberto Lepore
(contrabbasso).
Qual è il primo ricordo che hai
di Pino?
A casa mia, avevo dieci anni.
Ricordo Pino con la chitarra che
già cantava. Un giorno era
insieme ad altri amici musicisti,
tra cui Umberto Guarino,
batterista, che stava preparando
degli esami e per farlo stava
studiando anche il flauto. Quel
giorno lo lasciò a casa mia, così
presi quello strumento, lo provai,
vidi con curiosità che emetteva
suoni meravigliosi e me ne
innamorai. Da allora ho iniziato
a suonare e non ho mai più
smesso.
E invece l’ultimo ricordo che ti
lega a lui?
Dopo la fine della sua tournée Ferry
Boat ci saremmo dovuti vedere, ma
poi lui purtroppo ebbe problemi di
salute. Andò in Francia per delle
operazioni e così non ci siamo più
visti.
In questo spettacolo sei riuscito
a contestualizzare il racconto di
un periodo d’oro che hai vissuto
pienamente, senza cadere nella
malinconia, emozionando ma
senza rimpianto, qual è stata la
formula magica?
Semplicemente raccontando con il
cuore di chi ha vissuto quel tempo,
ma cercando di renderlo ancora
vibrante, senza metterlo dentro una
vetrina impolverata, ma rendendolo
ancora vivo. Quei suoni sono attuali, quelle
storie hanno ancora tanto da raccontare. Un
grande aiuto è venuto anche dai miei
compagni di avventura che hanno diviso il
palco con me tra cui anche i giovani
musicisti che sono gli alunni della mia classe
al Conservatorio di Salerno. Essere
circondato da giovani mi regala una grande
energia e voglia di mettermi sempre in
gioco.
Dove sta andando la musica made in
Naples? Forse oggi ci sono più narratori
che veri e propri musicisti?
Sicuramente la musica in generale ha avuto
un’involuzione e questo è palese
ripensando al genio di Pergolesi, penso allo
Stabat Mater o ancora a musicisti come
Scarlatti e Puccini. Non si può non
prendere atto che quasi tutta la scena
musicale è in mano non a veri e propri
musicisti ma a narratori che attraverso, ad
esempio, la trap raccontano la società
contemporanea e va anche bene, ma
quello su cui sono in disaccordo è il
messaggio che veicola questo genere
musicale. Non si può dare importanza a
soldi facili, alle visualizzazioni o ad ottenere
consensi se dietro c’è il vuoto, non c’è
studio, non c’è gavetta. Quali valori si
trasmettono ai ragazzi? Che chi è più furbo
ha la meglio nella vita? Non è così e non
deve essere così. Purtroppo i social hanno
fatto perdere di vista il senso della realtà e
tutti seguono queste mode, questi trend,
ma questo non è un bene. Ci sono cose
interessanti nella musica contemporanea,
certo, ma bisogna anche essere in grado di
capire che i messaggi sono fondamentali,
perché chi ha un seguito, ha anche delle
responsabilità.
Se in un concerto all’estero ti
chiedessero di suonare soltanto un
pezzo di Pino Daniele, tu quale
sceglieresti?
Senza dubbio ‘Lazzari Felici’
(foto fornite dall’Ufficio stampa
del Teatro Trianon-Viviani)
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
CULTURA E SPETTACOLI
Maggio della Musica 2025: tradizione e sperimentazione tra Villa Pignatelli e Museo Darwin-Dohrn
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Venticinque concerti ed oltre sessanta musicisti internazionali per un festival che celebra il connubio tra classica, jazz e nuove sonorità contemporanee
di Walter Ferrigno
Il Maggio della Musica 2025 si configura
come un’esperienza artistica di rilievo nel
panorama musicale contemporaneo,
distinguendosi per una programmazione che
coniuga tradizione e innovazione. L’evento
prevede venticinque concerti, con la
partecipazione di oltre sessanta musicisti di
calibro internazionale. Sotto la direzione
artistica di Stefano Valanzuolo, la rassegna
si terrà principalmente nella cornice storica
di Villa Pignatelli, con alcuni eventi speciali
al Museo Darwin-Dohrn. La
programmazione di quest’anno celebra
figure di spicco come Dmitrij Shostakovich,
Luciano Berio, Aldo Ciccolini e Pino Daniele,
offrendo un percorso che fonde musica
classica, jazz e sperimentazione
attraverso contaminazioni stilistiche e
tecniche di improvvisazione avanzate.
Un’attenzione particolare è riservata alle
nuove generazioni di interpreti
attraverso il contest Maggio del
Pianoforte, che seleziona giovani pianisti
sulla base di criteri di eccellenza tecnica,
interpretativa e innovativa. I partecipanti,
tra cui Paolo Ehrenheim, Luca Celegato,
Simone Librale e Yura Okawa, saranno
valutati da una giuria di esperti. Il
vincitore dell’edizione 2024, Giancarlo
Grande, tornerà con un recital
monografico dedicato a Chopin.
Elemento distintivo della rassegna è la
capacità di integrare linguaggi musicali
differenti in un discorso coerente e
innovativo. Esempi concreti di questa
integrazione sono "Se Spartak piange…",
contemporanea.
L’evento inaugurale, il 23 aprile, vedrà
protagonisti Domenico Nordio e Francesco
Dillon, due artisti di spicco della scena
cameristica internazionale. Tra gli
appuntamenti più attesi, il tributo a Pino
Daniele con Fabrizio Bosso e Julian
Mazzariello (30 aprile), il concerto jazz di
Antonio Faraò (24 maggio) e la maratona
pianistica in memoria di Aldo Ciccolini (26
ottobre), con le esibizioni di Genny Basso e
Marco Scolastra.
La rassegna si distingue per una proposta
musicale variegata che valorizza sia i grandi
maestri della tradizione sia le nuove voci del
panorama musicale. Tra gli eventi più
significativi figurano il Kalòs Saxophone
Quartet con Francesco Nicolosi (5 giugno), il
clarinettista Tommaso Lonquich insieme al
fisarmonicista Vincent Lhermet (19 giugno),
il pianista Ciro Longobardi, con un omaggio
a Messiaen e Liszt (16 novembre) e il
concerto "No Borders" di Antonio Faraò, che
esplora l’evoluzione del linguaggio jazzistico
ispirato alla passione calcistica di
Shostakovich, che combina narrazione
teatrale e musica sinfonica, "L’amico
geniale", che esplora il legame tra Eduardo
De Filippo e Nino Rota, intrecciando parole
e musica, "Frammenti d’autore", un percorso
musicale che spazia da Mozart a Rihm,
eseguito dal GAMO Ensemble, e l’omaggio
a Paolo Conte con la performance della
band Sparring Partners.
Come affermato da Stefano Valanzuolo,
direttore artistico della rassegna: "Il Maggio
della Musica rappresenta un punto
d'incontro tra tradizione e innovazione,
offrendo al pubblico esperienze uniche che
spaziano dalla musica classica al jazz
contemporaneo".
Maggio della Musica
Villa Pignatelli
Museo Darwin-Dohrn
(ph. di Simone Cecchetti, Michele
Maccarrone e Andrej Grilc fornite dall'Ufficio
Stampa del Maggio della Musica 2025)
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
CULTURA E SPETTACOLI
Elogio alla Natura: lo sguardo poetico di Enza Monetti
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Forme in divenire fra alchimie minerali e vegetali: sono i sottili e complessi intrecci dell’artista, in bilico tra le cose della natura e quelle dell’artificio umano
di Loredana Troise
Esplorare lo spazio energetico dove arte e
vita convergono sul filo pungente di un fare
preciso, diretto, sempre in bilico tra
transitorietà ed inquietudine, è l’assunto da
cui sembra partire la poetica di Enza
Monetti, tesa fra tagli e ricostruzioni,
intelletto, passione e conoscenza tecnica. Il
suo sguardo agisce sul recupero e la
rigenerazione della Natura, ogni suo lavoro
infatti riguarda il recupero di forme vegetali,
foglie, rami, piante e in particolare degli
alberi. L’albero infatti diviene un archetipo di
riferimento: oscillante, instabile, come
territori, foreste, ghiacciai, alla cui base, nel
luogo delle radici, c’è una curva e le radici
capovolte verso l'alto affondano nel cielo in
una graduale discesa verso le cose umane.
È una ricerca che si espande fino a creare
progetti di ambienti immersivi pervasi da una
spiritualità che suggerisce la visione del
mondo animato da chiari riferimenti alla vita
quotidiana, alla psiche umana, al mondo
naturale, riportando al necessario dialogo tra
uomo, tecnologia ed a una coscienza più
attenta alla speranza di ritrovarsi. Le
oscillazioni dell'albero trasfondono la
dinamica dei cicli, della incessante ricerca di
punti d'equilibrio: “Sono un'artista fortunata –
mi svela a tal proposito la Monetti – perché
ho incontrato a un certo punto del mio
instancabile percorso lavorativo un’azienda
di Piacenza (SAIB S.p.A.) che, attuando i
principi dell’economia circolare recuperando,
trasformando e rigenerando ogni anno circa
580 mila tonnellate di legno a fine vita, ha
condiviso con me. Arte e industria unite nel
pensiero di recupero hanno dato origine alla
mia mostra Ri/Generarsi, a cura di Barbara
Martusciello, presso la loro sede con
l’intervento all’Opening del prof. Carlo
Alberto Carnevale Maffè, economista
presso SDA Bocconi School of
Management”.
Le foreste di Enza Monetti sono fatte di
alberi originari, di imprendibili divinità dal
respiro lungo, di simboli che l'arte innalza a
realistici, credibili totem della grandezza
dell'esistenza terrena ma anche
immateriale, ove esercita profondità creativa
e intellettuale dando loro un reciproco corpo
di armonia ed empatia. Tutto torna, l'albero,
assunto come codice per la sua visione,
posto al centro del cerchio del mondo
rimanda a connessioni neuronali necessarie
a quello sguardo ampio che sparpaglia
quesiti come foglie al vento nel futuro di cui
non abbiamo certezza se non quella che
l'uomo e la natura sono due facce della
stessa medaglia: “Tutta la mia ricerca
artistica – continua la Monetti - segue un
andamento apparentemente eterogeneo ma
in realtà sviluppato su più percorsi coerenti
tra loro, nei miei progetti, nelle mie
numerose esposizioni, è spesso insinuato il
concetto di sostanziale emergenza etica e
poetica, proiettato sempre al pensiero del
disegno di vita futura. Altra significativa
esperienza su questo versante è stata con il
Dipartimento di Agraria dell’Università
degli Studi Federico ll di Napoli, nella
figura della Prof.ssa G. Aronne, del dott. L.
Ermes Romano per la ricerca scientifica
della Wolffia Globosa, pianta presentata
nella mia mostra Mille Miliardi di Alberi,
curata da Loredana Troise, presso il
Complesso Monumentale di San
Domenico Maggiore a Napoli nel 2022”.
La vita, secondo l’artista partenopea, le cui
opere sono presso le
collezioni delle maggiori
Istituzioni Culturali
cittadine, è per eccellenza il
viaggio avventuroso di
esplorazione di luoghi, fatti,
persone, di scoperte ed
emozioni dove è possibile
percepire un sottofondo
elegiaco che rende tutto,
rilkianamente, eterno e
dolce. Così, lo spostarsi
del corpo, da pochi centimetri fino
alle stelle e pianeti lontani, nella
continua indagine per una più sentita
e determinata consapevolezza
dell'essere, diviene uno strumento
privilegiato per una luminosa
eterotopia (Foucault).
Fra le ultime esposizioni di Enza
Monetti, oltre a quelle già citate nel testo, si
ricordano W.A.D. & community database,
progetto internazionale di artiste donne da
tutto il mondo; Ecce Domina Partenope,
Museo Filangieri, Napoli; Passione bipolare,
Accademia Albertina di Torino
presso Fondazione Bevilacqua La Masa,
Venezia; Per_formare una collezione, a
cura di A. Viliani e S. Salvati, Museo
Madre, Napoli; La Rosa dei 20/projectlab,
a cura di G. Gigliotti e L. Troise, Museo
Hermann Nitsch, Napoli; Swinging,
Palazzo delle Arti, Napoli; Art Hotel Gran
Paradiso, Sorrento; Fake, Castel dell’Ovo,
Napoli; Mater Insula, a cura di M. Bignardi,
S. Giacomo Apostolo.
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CULTURA E SPETTACOLI
Sergio Siano e il suo sguardo silenzioso tra le meraviglie celate di Napoli
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Il fotografo racconta la città svelando luoghi e percorsi ricchi di fascino, mistero e spiritualità
di Manuela Ragucci
Dopo aver raccontato Napoli nei suoi vicoli,
nel suo tessuto sociale, nei suoi monumenti
e nelle sue contraddizioni, dopo avercela
mostrata dal cielo e dal mare, perché in tutti
i suoi progetti Napoli è la protagonista
indiscussa, il fotografo Sergio Siano con
"Silenzio Napoletano" (edizioni Intra
Moenia, 2024) racconta la città andando alla
ricerca del silenzio in percorsi poco battuti o
sconosciuti ai napoletani stessi. Da
Coroglio allo Scudillo, dai Camaldoli al
Moiariello, dal Cimitero degli Inglesi a
Palazzo Donn’Anna, per poi passare per
l’Archivio di Stato è questa la Napoli dei
sentieri alternativi, ricca di fascino, mistero e
spiritualità.
Come nasce ‘Silenzio napoletano’?
Il progetto era già nella mia testa qualche
anno fa, poi è arrivato il Covid che ci ha
costretto a quel silenzio forzato e non mi è
sembrato il caso in quel periodo di andare
avanti. Poi la città a ripreso a pulsare, è
esplosa nel suo caos colorato ed è stato
allora che è subentrata quella necessità di
raccontarla in questa versione inedita, di
dare centralità ad altri luoghi che sono
meravigliosi, ma sconosciuti agli stessi
napoletani. È la necessità di mostrare un
sentiero alternativo a chi vive questa città,
infatti il mio discorso è dedicato soprattutto
ai cittadini con un desiderio di poter inserire
la storia di Napoli come materia per gli
alunni delle scuole elementari e medie, così
da appassionarli e renderli parte
consapevole del luogo in cui vivono,
fortificando il proprio rapporto con la città.
Cosa resta celato alla maggior parte degli
sguardi sfuggenti che invece tu scopri e
fai scoprire ai tuoi lettori attraverso
questo viaggio di amore e silenzio?
Penso alle colline di questa città che a mio
avviso sono poco considerate e ce ne sono
oltre cento, tra quelle più piccole e
ovviamente quelle più grandi e più
conosciute come quella del Vomero,
Capodimonte o Posillipo. Ad esempio la
stessa Poggioreale o l’Arenella sono luoghi
di cui vale la pena conoscere di più e che
invece sono fuori dalla portata della curiosità
partenopea. Poi ci sono luoghi inaccessibili
perché chiusi per mancanza di personale o
proprio abbandonati che, grazie al mio
lavoro, ho avuto la possibilità di scoprire,
come ad esempio i sotterranei di San
Martino o quelli delle tante chiese chiuse o
ancora la magia di veri e propri piccoli
borghi fantasma. Dare l’input per incuriosire
e innescare nei cittadini la voglia di
riappropriarsi di luoghi portandoli per mano
in quello che ho pensato essere un viaggio
che sia d’ispirazione. Ho messo insieme
tanti luoghi diversi e sparsi ma accomunati
proprio da questa dimensione quasi ovattata
e quindi più intima. Ma allo stesso tempo
che sia anche di ispirazione per costruire un
rapporto quasi umano con la città, altrimenti
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
CULTURA E SPETTACOLI
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si finisce poi per non amarla e quindi svilirla.
La conoscenza porta alla riconoscenza, al
rispetto.
Ancora una volta diventi Cicerone e
attraverso i tuoi occhi riesci ad aprire
quelli degli altri.
Mi piace considerare questo volume come
una piccola guida e ancora una volta
ribadisco che è più dedicata ai miei
concittadini che ai turisti. Purtroppo questi
ultimi si perdono davvero tante perle
meravigliose della nostra città. La visita per
loro è concentrata solo in pochissimi punti,
sempre gli stessi ormai che, e alle volte, non
sono nemmeno quello che di più
interessante abbiamo da offrire. Il mio
amore per Maradona è cosa nota, ma
davvero non posso pensare che il murales
ai Quartieri sia diventato una delle poche
cose, a volte l’unica, che un turista frettoloso
viene a vedere, perché forse non viene
proprio proposto altro e questo non solo è
ingiusto, è veramente un gran peccato per la
città stessa, l’ennesima occasione persa.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
CULTURA E SPETTACOLI
NA.F.A.FE’ – Napoli Film and Audiovisual Festival: spazio al cinema indipendente e ai giovani talenti
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La nuova rassegna dedicata ai cortometraggi e documentari brevi per promuovere il cinema indipendente in programma dal 10 al 13 marzo all'America Hall.
Il Napoli Film and Audiovisual Festival
(NA.F.A.FE’) rappresenta una nuova
opportunità per il panorama cinematografico
indipendente, con un focus specifico su
cortometraggi e documentari brevi. L’evento,
che si svolgerà dal 10 al 13 marzo 2025
presso il Cinema America Hall di Napoli, si
propone come un catalizzatore per le
produzioni emergenti, favorendo la
diffusione di opere che esplorano tematiche
di rilevanza sociale e culturale. Le iscrizioni
al concorso apriranno il 31 gennaio 2025 e
si chiuderanno il 20 febbraio 2025, con la
possibilità di candidare i propri lavori
attraverso la piattaforma FilmFreeway.
Il festival nasce nell’ambito del progetto
Cohousing Cinema Napoli, promosso e
finanziato dal Comune di Napoli e
organizzato da Camella Srls. L’iniziativa
mira a valorizzare il comparto audiovisivo
locale e internazionale, offrendo una vetrina
qualificata per giovani registi e autori
indipendenti. Una caratteristica distintiva del
NA.F.A.FE’ è la sua radicata connessione
con il tessuto culturale partenopeo, sia
attraverso le ambientazioni delle opere
selezionate, sia tramite il coinvolgimento di
talenti locali e collaborazioni strategiche, tra
cui quella con Run Film, finalizzata a
promuovere il cinema come strumento di
coesione sociale e sviluppo culturale.
La direzione artistica è affidata a Raffaele
Riccio, professionista di comprovata
esperienza, già Direttore Operativo del
Napoli Teatro Festival (2011-2016) e
collaboratore di progetti internazionali con
Franco Dragone (Cirque du Soleil). Tra le
peculiarità del festival, un ruolo centrale sarà
riservato al coinvolgimento delle scuole, con
un programma didattico che permetterà agli
studenti non solo di assistere alle proiezioni,
ma anche di contribuire alla valutazione
delle opere in concorso, assegnando premi
speciali. L’obiettivo è stimolare la riflessione
critica sulle dinamiche cinematografiche
contemporanee, avvicinando le nuove
generazioni al linguaggio audiovisivo come
strumento di narrazione e rappresentazione
sociale.
Sergio Locoratolo, coordinatore delle
politiche culturali del Comune di Napoli,
evidenzia l’importanza del festival
nell’ambito delle strategie pubbliche di
sostegno al settore audiovisivo: “Grazie al
primo bando pubblico per il cinema e
l’audiovisivo, il NA.F.A.FE’ rappresenta un
ulteriore passo avanti nella costruzione di un
sistema culturale che favorisca il talento
giovanile e l’innovazione artistica.”
Ferdinando Tozzi, delegato del Sindaco per
l’industria musicale e l’audiovisivo, sottolinea
il valore formativo dell’iniziativa, rimarcando
l’importanza di creare occasioni concrete di
crescita per i giovani artisti attraverso
masterclass e incontri con professionisti del
settore.
Il festival offrirà un calendario articolato in
tre giorni di proiezioni, accompagnati da
lectio magistralis e incontri con registi,
attori e addetti ai lavori. Il programma
definitivo sarà reso noto nelle settimane
precedenti all’evento. Una giuria tecnica
qualificata sarà incaricata di decretare i
vincitori delle varie sezioni, mentre un
premio speciale sarà assegnato dal pubblico
giovane. La manifestazione si concluderà
con una proiezione fuori concorso alla
presenza di ospiti illustri del panorama
cinematografico e culturale.
Il direttore artistico Raffaele Riccio
sottolinea la mission del festival: “Napoli è
un laboratorio creativo di inestimabile valore,
un crocevia in cui il passato e il presente si
intrecciano generando nuove forme di
espressione artistica. Con il NA.F.A.FE’
vogliamo offrire agli autori emergenti una
piattaforma in cui raccontare storie,
esplorare temi attuali e dare voce a una
nuova generazione di cineasti.”
Per informazioni e aggiornamenti:
info@nafafe.it - Sito ufficiale
W.F.
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CULTURA E SPETTACOLI
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Natura, Arte e Ambiente in mostra a Giugliano
Chiara Di Domenico e Lucia Gangheri da Dreamer-Partner in Palazzo Russo
La mostra "Natura, Arte e Ambiente"
esplora il profondo legame tra il mondo
naturale e la creatività artistica, attraverso le
opere di Chiara Di Domenico e Lucia
Gangheri. La natura, da sempre inesauribile
fonte di ispirazione per gli artisti, è al centro
di questo percorso espositivo che ne celebra
la bellezza e ne interroga l'essenza. Come
sottolinea il curatore Franco Riccardo,
"Dalle montagne maestose ai delicati fiori di
campo, gli elementi naturali hanno
influenzato profondamente la creatività
umana, offrendo motivi, colori e forme che
arricchiscono le opere d’arte. Questo
legame non solo esalta la bellezza del
mondo naturale, ma invita anche alla
riflessione sull’interazione tra l’uomo e il suo
ambiente."
La mostra si configura come un viaggio
attraverso i linguaggi dell'arte
contemporanea, un "periscopio" che si
affaccia su un universo visivo sospeso tra
realtà e immaginazione. "In questo deserto
di bellezza visiva," prosegue Franco
Riccardo, "rimane solo la speranza che
tutto possa cambiare. Siamo convinti che la
bellezza, la cultura e l’arte siano elementi
indispensabili per il processo di
trasformazione."
Un ringraziamento speciale va a Giovanni
F. Russo, direttore di DREAMER-
PARTNERS, che con grande impegno ha
messo a disposizione uno spazio di
eccellenza per la comunicazione culturale,
offrendo una piattaforma di incontro tra
artisti, pubblico e critica.
La mostra si propone come un osservatorio
privilegiato sul rapporto tra arte e ambiente,
un dialogo aperto sulla capacità dell’arte di
riflettere e reinterpretare la natura attraverso
molteplici linguaggi espressivi.
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CULTURA E SPETTACOLI
ArchiveStories: quando i documenti parlano, la storia si ascolta
74 Una serie di 12 podcast inclusivi e digitali per raccontare cinque secoli di storia attraverso l’Archivio Storico del Banco di Napoli
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Il progetto ArchiveStories si propone di
rendere accessibile il patrimonio
documentale dell’Archivio Storico del
Banco di Napoli attraverso una serie di
podcast che coniugano narrazione storica e
innovazione digitale. Questa iniziativa,
sviluppata in collaborazione con il Gruppo
Panini Cultura e l’agenzia di stampa
ANSA, è finanziata dal Ministero della
Cultura e disponibile su Spotify.
La presentazione ufficiale si è tenuta presso
Palazzo Ricca, sede della Fondazione
Banco Napoli, con la partecipazione di
Orazio Abbamonte (Presidente), Ciro
Castaldo (Direttore Generale), Lucia
Panini (Gruppo Panini Cultura), Luigi
Contu (ANSA), Elvira Sepe (Ente
Secondo Lucia Panini, il progetto è
un esempio di innovazione culturale,
che avvicina il grande pubblico a un
patrimonio tradizionalmente
riservato agli specialisti. Nunzia
Sarnelli ha ribadito l’importanza di
una divulgazione che crei un ponte
tra passato e futuro, rendendo la
storia più accessibile e coinvolgente.
Le prime tre puntate sono già
disponibili sulle piattaforme di
streaming, con nuove uscite
settimanali fino al 24 marzo. Tra i
temi trattati nei vari episodi troviamo:
la storia dell’Archivio Storico del
Banco di Napoli, il paesaggismo
napoletano di Giacinto Gigante,
l’empowerment femminile nel primo ‘900, il
teatro San Bartolomeo, l’emigrazione, il
mestiere del pandettaro, la rivoluzione
napoletana del 1799, il Gigante di Palazzo
Reale, la commedia dell’arte e Pulcinella, le
origini leggendarie di Napoli e la figura del
mastro Giorgio.
Il progetto è finanziato dall’Unione Europea
- NEXT GENERATION EU - PNRR
TRANSIZIONE DIGITALE ORGANISMI
CULTURALI E CREATIVI (CUP:
27J23002090008 - COR: 15911948),
segnando un importante passo avanti nella
digitalizzazione e nella divulgazione del
patrimonio storico.
(A.Q.)
Nazionale Sordi, sezione di Napoli) e
Nunzia Sarnelli, curatrice del progetto.
I podcast ripercorrono eventi e personaggi di
grande rilevanza storica, tra cui Eleonora
Pimental Fonseca, le prime impiegate del
Banco di Napoli, le origini leggendarie della
città, l’emigrazione e Pulcinella. Un aspetto
distintivo del progetto è l’inclusività: grazie
alla collaborazione con l’Ente Nazionale
Sordi, ogni episodio è stato tradotto nella
Lingua dei Segni Italiana (LIS). Il primo
episodio, introdotto dallo scrittore Maurizio
De Giovanni, esplora il ruolo dell’archivio,
mentre un altro è dedicato alla figura del
Gigante di Palazzo Reale. Il sound design è
curato da Rossano Gentili, fondatore della
band Dirotta su Cuba, mentre i testi sono
firmati da Nunzia Sarnelli e interpretati da
Debora Sacco e Michele Buonocore. Le
ricerche archivistiche e la bibliografia sono
curate da Benedetta Castronuovo.
Orazio Abbamonte ha sottolineato il valore
dell’operazione, che trasforma documenti
storici in strumenti divulgativi accessibili e
coinvolgenti. Ciro Castaldo ha evidenziato
come il progetto rappresenti un modello di
trasformazione digitale, combinando
tradizione archivistica e innovazione
tecnologica. I documenti utilizzati per i
podcast sono stati inoltre digitalizzati e resi
disponibili online.
L’approccio narrativo è basato su tecniche di
storytelling, finalizzate a coinvolgere un
pubblico più ampio, in particolare i giovani.
Per mantenere autenticità storica, le voci
narranti presentano una leggera inflessione
dialettale napoletana, rendendo i documenti
“testimoni parlanti”.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
CULTURA E SPETTACOLI
A Chiaia nasce Laludart, un nuovo spazio per l’arte contemporanea
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In Piazza dei Martiri, nei locali dell'ex Casa Bowinkel, un innovativo hub multidisciplinare per artisti creativi
Nel cuore di Napoli, in Piazza dei Martiri 24,
nasce Laludart, un nuovo spazio culturale
che si propone come laboratorio creativo e
hub interdisciplinare. Fondato da Salvatore
Castaldo, Ugo Trama e Roberto Di
Bianco, Laludart non è solo una galleria
d’arte, ma un luogo dedicato alla
contaminazione tra pittura, scultura, design,
letteratura e fotografia.
L’inaugurazione, caratterizzata dalla mostra
Explosion curata da Roberto Di Bianco e
allestita dall’architetto Antonietta Totaro, ha
attirato un pubblico numeroso e figure di
spicco del panorama artistico e culturale.
Tra i presenti, Damiano Annunziato,
Antonio Ruggiero, Federico Alvino e
Andrea Castaldo.
"Vogliamo uno spazio che sia un punto
d’incontro tra discipline diverse, capace di
emozionare e ispirare", spiegano i fondatori.
Salvatore Castaldo sottolinea come
Laludart non sia un semplice contenitore
d’arte, ma un’esperienza immersiva che
coinvolge i sensi. Ugo Trama evidenzia il
valore storico della sede e l’impegno nel
supporto ai giovani artisti emergenti.
Roberto Di Bianco ribadisce
l’interdisciplinarità del progetto, con eventi
che spaziano dalla pittura alla moda, fino
alle performance artistiche.
Con Explosion, Laludart si presenta come
un motore di creatività, pronto a lasciare il
segno nel panorama artistico napoletano e
oltre.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
CULTURA E SPETTACOLI
Renato Casaro, il 'pittore di cinema'
78 Il prestigioso grafico che ha collaborato con Leone, Bertolucci, Rosi e Coppola, firma la locandina del docufilm di Felice Ceparano
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di Annamaria Autiero
L’Eccidio di Acerra è il documentario
realizzato da Felice Ceparano, per una
produzione Extra Moenia e dell’Ambasciata
della Repubblica Federale della Germania di
Roma, in collaborazione con l’Associazione
Acerra Nostra, che è stato presentato, nello
scorso mese di luglio, presso il Giffoni Film
Festival.
L’opera rientra in un progetto di recupero
della memoria storica, in particolare della
micro Storia, cioè delle tante Storie
particolari e circoscritte dei territori, preziose
tessere del più complesso mosaico della
macro Storia, che ha come punto di
partenza imprescindibile il ricordo e il
racconto dei testimoni diretti, archivi viventi,
insostituibili quanto inevitabilmente precari,
da cui attingere prima che la naturale fine
del proprio tempo li annulli per sempre.
La seconda presentazione del lavoro e la
prima, emozionata, proiezione dello stesso
nella città di Acerra, il 24 gennaio 2025
presso il locale Castello dei Conti, si è
avvalsa, nel manifesto e nella copertina del
relativo Dvd, del prezioso e riconoscibile
tratto artistico di Renato Casaro, storico
“pittore di cinema”, come lui stesso ama
definirsi, cioè, più prosaicamente, illustratore
tra i più celebri manifesti e locandine
per cinema.
Nato a Treviso, nel 1935, geniale
autodidatta, muove i primi passi nella
città natale, disegnando, in cambio di
biglietti gratis, i cartelloni per i film
proiettati nel locale Cinema
Garibaldi. Non ancora ventenne, si
trasferisce a Roma nel 1953, nello
storico Studio Favalli, all’epoca la più
affermata Agenzia per le campagne
cinematografiche, nella stagione
d’oro della “Hollywood sul Tevere”,
cioè Cinecittà.
Già, però, nel 1956 apre un proprio
studio, sempre a Roma, grazie al
quale arrivano le prime prestigiose
collaborazioni, soprattutto, quando
conosce lo storico produttore Dino
De Laurentiis che gli affida la
locandina del Kolossal La Bibbia,
siamo nel 1965 e l’arte per il Cinema
di Casaro sbarca al Sunset
Boulevard hollywoodiano. Nello
stesso anno comincia la fortunata
collaborazione col regista Sergio
Leone, destinata a durare per anni,
per il quale realizza, soprattutto per il
mercato estero, la keyart per la saga
con Clint Eastwood, riscuotendo un
enorme successo internazionale.
Artista raffinato e curioso, Casaro
alterna la tecnica più classica del
pennello a quella più moderna
dell’airbrush, una tecnica
quest’ultima nella quale viene
considerato ben presto uno dei più
validi esponenti in Italia ed all’estero.
Tra le collaborazioni più prestigiose
compaiono: Claude Lelouch, Francis
Ford Coppola, Wolfgang Petersen,
Bernardo Bertolucci, Luc Besson, Rainer
Werner Fassbinder, Francesco Rosi,
Giuseppe Tornatore, Milos Forman, Percy
Adlon e tanti altri.
Lo scorso mese di ottobre, dal 15 al 27,
presso la Casa del Cinema di Roma,
durante il Festival del Cinema, gli è stata
dedicata una splendida retrospettiva
intitolata: Renato Casaro. L’uomo che ha
disegnato il Cinema, a cura di Monica
Vallerini.
La locandina del documentario sull’eccidio
nazista che, nell’ottobre del 1943, provocò la
morte di oltre 90 persone, tra cui molte
donne e bambini, nella città di Acerra, è
stata realizzata da questo sensibile e
indiscusso maestro della rappresentazione
cinematografica. La scena corale
rappresenta, nell’immaginazione del grande
maestro, un momento di drammatica
contrapposizione tra il disumano puntare le
armi dei militari nazisti e il disarmato e
disarmante guardare i propri aguzzini dei
cittadini acerrani, gli unici protagonisti
dell’opera a cui Casaro ha voluto dare un
volto, il volto umano, fragile ma, nello stesso
tempo, coraggioso e fermo dei veri eroi della
Storia, di ogni Storia, passata, presente e
futura, gli eroi quotidiani che danno un
senso alla bestialità e all’assurdità della
guerra.
Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025
GUSTI
A Miami il sogno dello chef Marco Giugliano:
apre il suo locale “Mano Libera”
80 81
In Florida la cucina tipica di Napoli tra sostenibilità e creatività, con un’esperienza
di condivisione unica.
Dalla provincia di Napoli a Miami, passando
per Londra e Mykonos: la storia dello chef
Marco Giugliano, classe 1990, è l’emblema
del sogno americano realizzato. Dopo anni
di esperienza internazionale, lo chef
inaugura “Mano Libera”, il suo primo locale
negli Stati Uniti. Un progetto che unisce
sostenibilità, creatività e l’essenza della
cucina tradizionale italiana.
Il ristorante si trova a South Miami, in una
zona elegante e familiare, a due passi da
Sunset Drive, e offre un’atmosfera calda e
raffinata. Con cinquanta coperti interni e un
patio da trenta posti, il locale si distingue per
il suo design unico, arricchito da lampadari
marini, tele d’autore e una scenografica
cantina a vista. Al centro della sala, un
tavolo a forma di mano rappresenta
l’essenza del progetto: uno spazio dedicato
alla condivisione e alla convivialità.
«Mano Libera vuol dire famiglia – spiega
Marco Giugliano – e, come accade nelle
domeniche napoletane, gli antipasti vengono
serviti al centro del tavolo per essere
condivisi. Anche i secondi seguono questa
filosofia, mentre i primi piatti li impiattiamo. È
un nome che mi rappresenta, perché i miei
clienti mi lasciano fare, mi danno appunto
mano libera. Nel menù c’è tutta Napoli, la
mia terra».
Nel menù di “Mano Libera” spiccano piatti
iconici come gli ziti alla genovese, la
parmigiana di melanzane, i calamari fritti e il
ragù napoletano, cotto lentamente per 12-14
ore. Non manca un tocco di innovazione,
con proposte come la linguina alla Nerano
“a modo mio”, arricchita da spuma di vacca
rossa e pepe di Sichuan, o le carni dry aged,
maturate nelle celle frigorifero del locale.
Per chi cerca sapori più leggeri, Giugliano
propone piatti “purificati” dal grasso, senza
rinunciare al gusto. Tra le creazioni più
originali, il bao giapponese in versione
italiana, farcito con polpette di melanzane
sottolio e guarnito con polvere di noce
pecan e spuma di Parmigiano Reggiano.
Anche i dolci sono una celebrazione della
creatività dello chef: il gelato al pistacchio
servito su una cialda a forma di bocca è uno
dei dessert più amati.
«Sono nato in Campania, ai piedi del
Vesuvio, dove abbiamo i migliori ingredienti
del mondo – racconta Marco – e nelle
grandi cucine stellate ho scoperto spezie e
aromi che ho inserito nei miei piatti, sempre
con rispetto per la nostra tradizione».
Il viaggio di Giugliano negli USA inizia a
New York, per poi proseguire nel
Connecticut, al ristorante “Strega” di Danilo
Mongillo, dove conquista due forchette del
Gambero Rosso e la prima menzione nella
Guida Michelin per un ristorante dello Stato.
Con questi successi arriva la Green Card
americana e il trasferimento a Miami, dove
continua a perfezionare la sua idea di cucina
contemporanea, influenzata dalle tecniche
della cucina molecolare.
Le sue radici, però, restano sempre ben
salde in Campania. Dai primi passi nel
ristorante di famiglia “Nemo” a Piazzolla di
Nola, ai giorni trascorsi all’istituto
alberghiero Maria Montessori di Somma
Vesuviana, fino alle esperienze nei
prestigiosi stellati come la Taverna Estia a
Brusciano e i ristoranti internazionali di
Londra e Mykonos, il percorso dello chef è
stato un crescendo di successi.
Al suo fianco, la moglie Asya e tutta la
famiglia, che lo hanno sostenuto nella
realizzazione di questo sogno. Come dice
Marco, «Get ready to experience a culinary
journey filled with flavors, passion, and
tradition».
(F.M.)
Mille&UnBabà 2025 di Mulino Caputo:
alta pasticceria e innovazione nel dolce napoletano
Il concorso di riferimento per l’arte dolciaria napoletana ritorna con una nuova
edizione, offrendo ai professionisti del settore l’opportunità di esprimere creatività e
maestria tecnica attraverso il babà. Candidature aperte fino al 3 marzo.
di Antonio Quaranta
L’evento Mille&UnBabà, organizzato da
Mulino Caputo (www.mulinocaputo.it) e
giunto alla sua quarta edizione, si
riconferma come un appuntamento
imprescindibile per i pasticceri professionisti
desiderosi di mettere alla prova il proprio
talento e di confrontarsi con colleghi di alto
livello. L’obiettivo è valorizzare il babà, un
pilastro della tradizione dolciaria
partenopea, attraverso tecniche innovative e
interpretazioni creative.
Nel corso delle precedenti edizioni, il
concorso ha acquisito una dimensione
sempre più ampia, attirando partecipanti non
solo dalla Campania, ma anche da altre
regioni italiane come Toscana, Lazio,
Veneto, Abruzzo e Puglia, oltre che
dall’estero. La crescente partecipazione
conferma il prestigio dell’iniziativa e il suo
ruolo nell’evoluzione dell’arte pasticcera.
L’accesso alla competizione è riservato a
pasticceri professionisti, i quali possono
inviare la propria candidatura già da ora. La
fase selettiva porterà alla finalissima, che
avrà luogo il 17 marzo presso il rinomato
Grand Hotel Vesuvio di Napoli. Per
partecipare, è richiesto l’invio del
curriculum e della ricetta in gara
entro il 3 marzo, all’indirizzo
info@dfcomunicazione.it. Il
regolamento dettagliato è disponibile
su richiesta.
La valutazione delle creazioni sarà
affidata a una giuria di spicco,
composta da personalità di rilievo
nel settore gastronomico. Tra i
giudici figurano Antimo Caputo,
CEO di Mulino Caputo, Gennaro
Esposito, chef due stelle Michelin
e patron della Torre del Saracino,
Sal De Riso, celebre pasticcere e
presidente dell’AMPI (Accademia
Maestri Pasticceri Italiani), e
Sabatino Sirica, maestro della
tradizione dolciaria napoletana.
Antimo Caputo ha dichiarato che
l’evento rappresenta “un momento di
confronto tecnico e creativo di alto
profilo, che permette ai professionisti
del settore di misurarsi con i migliori
e di spingere i confini della
pasticceria contemporanea”.
Il vincitore della competizione
riceverà 1000 kg di farina Mulino
Caputo e un premio in denaro di
1000 euro. L’evento vanta inoltre la
collaborazione di SIDEA Spices and
Herbs, sponsor tecnico specializzato nella
selezione di spezie e aromi, che contribuirà
all’esaltazione del profilo sensoriale delle
creazioni in gara.
L’edizione 2025 di Mille&UnBabà si
conferma dunque come un laboratorio di
sperimentazione e innovazione nel rispetto
della tradizione, promuovendo una continua
evoluzione dell’arte pasticcera. Il concorso
offre ai partecipanti la possibilità di elevare il
proprio profilo professionale e di ottenere un
riconoscimento prestigioso nel settore.
Antimo Caputo
www.mulinocaputo.it
info@dfcomunicazione.it
Sudenord.it - Anno 2 n.5 - Gennaio 2025
GUSTI
Riserva Rooftop e Galleria Morra Arte Studio: Vernissage Sensi in Mostra
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Nel locale di Posillipo tra arte contemporanea e fine dining otto esperienze immersive nella bellezza visiva e nel gusto
“Abbiamo pensato a un evento che potesse
andare oltre il semplice atto del mangiare,
trasformandolo in un vero e proprio percorso
artistico e sensoriale”. È con questa idea
che nasce "Vernissage Sensi in Mostra",
un viaggio sensoriale che prende vita a
febbraio a Napoli, presso Riserva Rooftop
(Via Manzoni, 308), in collaborazione con la
Galleria Morra Arte Studio.
La rassegna, ideata da Sasy Maresca, Ivan
Morra e Roberto Bianco, unisce l’arte
contemporanea e il fine dining attraverso
otto appuntamenti dedicati ai sensi, alla
bellezza visiva e al gusto. «Due mondi che
si incontrano - spiega Maresca - creando
momenti immersivi in cui gli ospiti possono
assaporare piatti ispirati al fil rouge della
serata. Ogni appuntamento segue infatti un
tema artistico e gastronomico diverso,
curato nei minimi dettagli; si comincia con
l’amore e la passione».
Si cena tra le opere della mostra collettiva
realizzata dagli artisti Dario Tironi, Marco
Lodola, Giuliano Grittini e Ugo Nespolo,
affiancati da una nuova generazione
rappresentata da Francesco Pezzuco e
Daniela Lupi, che mettono al centro anche
l’ecologia e l’ambiente.
«Iniziative come queste - commenta Morra -
confermano l’importanza della sinergia tra
gallerie d’arte e realtà dell’hospitality come
Riserva Rooftop, necessaria per un rilancio
del territorio in chiave culturale, per la
promozione e la diffusione dell'arte
contemporanea e dell’enogastronomia
moderna. Attraverso collaborazioni mirate, si
creano opportunità uniche per artisti
emergenti e affermati di esporre le proprie
opere a un pubblico più ampio. Questa
unione rappresenta un motore propulsore
per l'evoluzione e la vitalità dell'arte».
Fondata nel 1980 da Vincenzo Morra e
successivamente arricchita dalla presenza
fattiva dei figli Ivan e Raffaele, la Galleria
Morra Arte Studio è divenuta punto di
riferimento per collezionisti, appassionati,
pittori e scultori, grazie alla sua continua
attività espositiva con mostre istituzionali,
personali e collettive.
"Vernissage Sensi in Mostra" è
un’esperienza di scoperta, un’opportunità di
esplorare la relazione tra sapori e senso
estetico. «È un evento creato per chi ama
l’arte in ogni sua forma - ribadisce Bianco -
perché in fondo anche la cucina non è altro
che arte. Ogni dettaglio è pensato per
emozionare e stupire; gli ospiti saranno
accolti da artisti, esperti d’arte, chef,
sommelier, bar mixologist, che li guideranno
in un viaggio sensoriale tra forme, colori e
sapori».
Durante la cena, il curatore d'arte e l’host
illustreranno le opere esposte e sveleranno
le connessioni tra gli elementi visivi e la
filosofia del fine dining che stanno alla base
di Riserva Rooftop.
Riserva Rooftop, Napoli (Via Manzoni, 308)
Dal lunedì al sabato: 19:30 - 01:00
Domenica: 12:30 - 01:00
Info e prenotazioni: 081 6125267
Riserva Rooftop:
www.riservarooftop.com
Galleria Morra Arte Studio:
www.galleriamorraartestudio.com
(W.F.)
Sudenord.it - Anno 2 n.5 - Gennaio 2025
GUSTI
Marco Ambrosino, chef di Sustànza: per Identità Golose eccellenza gastronomica mediterranea
84 Lo chef ha trasformato il ristorante nella storica Galleria Principe di Napoli in un centro di perfezione culinaria
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Marco Ambrosino, chef di spicco del
ristorante Sustànza a Napoli, è stato
insignito del titolo di Miglior Chef dell‘Anno
dalla prestigiosa Guida di Identità Golose.
Questo riconoscimento, tra i più ambiti nel
panorama gastronomico italiano, premia il
suo straordinario impegno nel reinterpretare
la tradizione mediterranea attraverso una
cucina moderna e concettualmente
profonda. Già celebrato dalla Guida
Gambero Rosso 2025 per il miglior predessert,
Ambrosino consolida il suo ruolo di
innovatore e promotore della cultura
gastronomica.
Nato a Procida, lo chef ha trasformato il
ristorante Sustànza, situato nella storica
Galleria Principe di Napoli, in un centro di
eccellenza culinaria. La sua filosofia è
radicata nella capacità di trasmettere storie
e identità culturali attraverso ogni piatto.
“Premiamo Marco Ambrosino per la sua
identità forte e ben definita, che emerge
chiaramente in ogni dettaglio del suo menu,”
ha commentato Paolo Marchi, curatore
della Guida Identità Golose. “Il suo lavoro
è una dichiarazione d’amore verso il
Mediterraneo, priva di stereotipi.”
Ambrosino ha sottolineato l’importanza del
lavoro di squadra, ringraziando il team di
Sustànza e il proprietario Luca Iannuzzi
per il costante supporto. “Questo premio è il
risultato di un percorso collettivo,” ha
dichiarato. “Ogni piatto che creiamo
rappresenta un pezzo di storia e veicola un
messaggio di connessione culturale.”
Tra i piatti simbolo di Ambrosino spicca il
Mischiato Potente, una creazione che
combina pane macerato, alici marinate, olio
di nocciola e pasta artigianale di Gragnano.
Questo piatto incarna il suo approccio alla
cucina: un equilibrio perfetto tra tradizione e
innovazione, dove ogni ingrediente ha una
funzione narrativa e simbolica. Per lo chef, il
Mediterraneo non è solo una regione
geografica, ma un’idea di inclusione e
scambio culturale.
Dal 2019, Ambrosino è anche il fondatore
del Collettivo Mediterraneo, un progetto
che esplora le connessioni culturali e sociali
tra le diverse tradizioni mediterranee. Con il
sostegno della moglie, l’architetto Simona
Castagliuolo, il Collettivo promuove
iniziative che abbracciano gastronomia, arte
e inclusione sociale. “Il Mediterraneo è un
punto di incontro tra culture, una fonte
inesauribile di ispirazione per la mia cucina
e per il mio lavoro,” spiega Ambrosino.
Il ristorante Sustànza, insieme al bar
letterario ScottoJonno, rappresenta un
modello unico di contaminazione tra cibo,
cultura e storia. Gli eventi culturali ospitati
presso questi spazi contribuiscono a creare
un’esperienza gastronomica che va oltre il
semplice atto di mangiare, trasformandolo in
un viaggio attraverso il tempo e le tradizioni.
• Identità Golose
• ScottoJonno
• Sustànza
(F.M.)
Sudenord.it - Anno 2 n.5 - Gennaio 2025
GUSTI
Eccellenza pasticciera campana per la Pasqua 2025
86 De Vivo propone un'esperienza di gusto completa, nel rispetto della tradizione e con un tocco di innovazione
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La pasticceria De Vivo rappresenta
un'eccellenza nel panorama della
pasticceria artigianale italiana, coniugando il
rispetto per la tradizione con una continua
ricerca dell'innovazione. Fondata su
un'eredità di saperi tramandati da
generazioni, l'azienda ha saputo evolversi
attraverso l'uso di ingredienti selezionati e
tecniche avanzate di lievitazione e
lavorazione.
L'eccellenza della produzione De Vivo
risiede nella lunga lievitazione naturale, un
processo che garantisce struttura,
leggerezza e complessità aromatica ai
prodotti. Le colombe pasquali ne sono un
esempio perfetto, grazie all'impiego di
materie prime di alta qualità e alla
meticolosa gestione della fermentazione. La
pasticceria De Vivo si distingue per la
Marco De Vivo con figlia e moglie
capacità di reinterpretare le ricette della
tradizione con approcci innovativi,
mantenendo inalterata l'essenza dei sapori
autentici. Ogni prodotto è il risultato di un
processo di ricerca volto a esaltare il gusto e
la consistenza, garantendo esperienze
sensoriali di alto livello.
Per la Pasqua 2025, De Vivo propone
un’ampia gamma di colombe caratterizzate
da impasti soffici e profumati. Tra queste
spiccano la Colomba Ricotta e Pera,
ispirata al celebre dolce partenopeo, con
morbido impasto alla ricotta e pere candite,
e la Colomba Sfogliatella Santarosa,
arricchita con crema alla ricotta, canditi e
una copertura croccante che richiama la
tipica sfogliatella napoletana. La Colomba
Pastiera di Grano unisce il grano cotto, la
ricotta e gli aromi agrumati per rievocare il
sapore autentico della pastiera napoletana,
mentre la Colomba Delizia al Limone
esalta la freschezza della Costiera
Amalfitana con crema al limone e copertura
al cioccolato bianco. Non manca un’opzione
per chi segue una dieta senza lattosio: la
Colomba Pellecchiella & Cioccolato, con
albicocca Pellecchiella del Vesuvio e gocce
di cioccolato fondente.
Gli amanti dei sapori fruttati potranno
scegliere la Colomba ai Frutti di Bosco,
arricchita da una selezione di frutti di bosco
e copertura al cioccolato bianco, mentre per
chi predilige gusti più intensi, la Colomba
Chococaramel con cioccolato al latte e
caramello salato offre un contrasto dolce e
deciso. Altre varianti golose includono la
Colomba al Pistacchio, con crema di
pistacchio e croccante granella di pistacchio
di Bronte, e la Colomba Chocorhum, che
unisce il cioccolato fondente a una nota di
rum per un gusto avvolgente e intenso.
Le versioni rustiche, dal profilo gustativo più
deciso, offrono alternative salate come la
Colomba Pesto e
Pomodoro, ispirata ai sapori
mediterranei, con un impasto
aromatizzato al pesto e
pomodoro secco. La
Colomba Nzogna e Pepe
richiama la tradizione del
casatiello napoletano, con
sugna e pepe nero, mentre la
Colomba Carciofo Campano
propone un’innovativa
interpretazione salata con
crema di carciofi campani e
formaggio.
L’uovo pasquale viene
reinterpretato da De Vivo
attraverso un’accurata
selezione di cioccolati di alta
qualità. L’Uovo Lievitato
rappresenta un’innovazione
unica, combinando impasti
lievitati con il classico
cioccolato. Tra le proposte si
distingue l’Uovo al Cacao, con pezzi di
cioccolato puro e farcitura di crema
spalmabile al cioccolato fondente e infuso di
vaniglia, e l’Uovo al Pistacchio,
caratterizzato da impasto soffice con pezzi
di cioccolato e farcitura di crema spalmabile
al pistacchio e infuso di vaniglia.
Infine, la Campana Caprese rende omaggio
alla tradizione ispirandosi alla celebre torta
caprese. Questa innovativa creazione
combina un impasto lievitato al cacao con
l’aggiunta di pasta di mandorla e cioccolato
fondente, arricchito da un infuso di mandorla
per un profilo aromatico più complesso. La
sua forma richiama il celebre Campanile
della Piazzetta di Capri, simbolo della
tradizione e augurio pasquale.
www.devivopasticceria.it
info@devivopasticceria.it
Sudenord.it - Anno 2 n.5 - Gennaio 2025
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Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025