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Sud e Nord Anno 2 n.2 Febbraio 2025

La Rivista Sud e Nord - Febbraio 2025 approfondisce le dinamiche economiche, culturali e sociali del Mezzogiorno, offrendo un'analisi dettagliata sulle opportunità di sviluppo e innovazione nel Sud Italia. In questa edizione: Economia e Innovazione: focus sulla Borsa Mediterranea del Turismo 2025, il ruolo strategico dei porti del Sud nello sviluppo del trasporto marittimo e le nuove opportunità per le imprese. Cultura e Spettacoli: celebrazione di figure storiche come Elvira Notari, la prima regista italiana, e approfondimenti su eventi di rilievo come il Maggio della Musica 2025. Società e Ambiente: analisi delle sfide ambientali e urbane, dalla gestione dei rifiuti radioattivi alla riqualificazione di Piazza del Plebiscito a Napoli. Tecnologia e Formazione: impatto dell’Intelligenza Artificiale nell’educazione primaria, l’innovazione in agricoltura con l’Agritech Academy 2025 e le strategie per una transizione energetica sostenibile. Un numero ricco di approfondimenti, interviste e reportage esclusivi per raccontare il Mezzogiorno che cambia.

La Rivista Sud e Nord - Febbraio 2025 approfondisce le dinamiche economiche, culturali e sociali del Mezzogiorno, offrendo un'analisi dettagliata sulle opportunità di sviluppo e innovazione nel Sud Italia. In questa edizione:

Economia e Innovazione: focus sulla Borsa Mediterranea del Turismo 2025, il ruolo strategico dei porti del Sud nello sviluppo del trasporto marittimo e le nuove opportunità per le imprese.
Cultura e Spettacoli: celebrazione di figure storiche come Elvira Notari, la prima regista italiana, e approfondimenti su eventi di rilievo come il Maggio della Musica 2025.
Società e Ambiente: analisi delle sfide ambientali e urbane, dalla gestione dei rifiuti radioattivi alla riqualificazione di Piazza del Plebiscito a Napoli.
Tecnologia e Formazione: impatto dell’Intelligenza Artificiale nell’educazione primaria, l’innovazione in agricoltura con l’Agritech Academy 2025 e le strategie per una transizione energetica sostenibile.
Un numero ricco di approfondimenti, interviste e reportage esclusivi per raccontare il Mezzogiorno che cambia.

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Sudenord.it - Anno 2 n. 2 Febbraio 2025

1

Il mezzogiorno ed i suoi protagonisti

SUSANNA

PESCETTI

Primo Piano

Il ruolo strategico dei Porti del Sud

nello sviluppo del trasporto marittimo

Economia

Borsa Mediterranea del Turismo 2025

Congressi: Alfonso Scuotto presidente del CBN

Napoli

Piazza del Plebiscito si rifà il look

La rivoluzione del trasporto pubblico urbano

Cultura

Elvira Notari, la prima regista italiana

Maggio della Musica, tradizione e sperimentazione


EDITORIALE

SOMMARIO

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 Febbraio 2025

2 Sotto i riflettori

Elvira Notari, la prima regista italiana 56 3

Le sfide del Sud 2025: verso uno sviluppo equilibrato e policentrico

Care lettrici e cari lettori,

Il 2025 rappresenta un'opportunità decisiva per il Mezzogiorno, che necessita di

una strategia capace di superare gli squilibri territoriali e

rafforzare la competitività. La crescita non può essere

concentrata solo nelle grandi città, ma deve coinvolgere

anche le aree interne attraverso un efficace sviluppo

infrastrutturale, indispensabile per connettere territori e

favorire investimenti produttivi.

Un ruolo centrale spetta alla ricerca e all’innovazione, leve

fondamentali per la trasformazione economica e per la

nascita di nuovi ecosistemi industriali. In questo contesto,

la collaborazione tra PMI, università, centri di ricerca e

istituzioni diventa essenziale per creare un network

stabile, in grado di supportare lo sviluppo di filiere innovative e valorizzare le

risorse locali.

Per rendere il Sud un motore di crescita sostenibile e duratura, è necessario un

approccio policentrico, basato su una programmazione strategica che unisca

infrastrutture, formazione, innovazione e incentivi mirati in grado di esprimere

una concreta visione in una prospettiva euromediterranea. Solo attraverso un

modello di sviluppo integrato sarà possibile trasformare il potenziale del

Mezzogiorno in un reale vantaggio competitivo.

Il nostro impegno è raccontarvelo, con obiettività, dando voce ai fatti ed a tutti i

protagonisti.

Francesco Bellofatto

Direttore Responsabile: Francesco Bellofatto

Grafica e web: Giovanni Barchetta

Articoli e rubriche di Annamaria Autiero, Giovanna d’Elia, Walter Ferrigno,

Fabrizio Matarazzo, Manuela Ragucci, Antonio Quaranta, Giuliana Sepe,

Loredana Troise, Alberto Vito

Reg. Tribunale Na 4997/24 del 25/3/2024

www.sudenord.it - info@sudenord.it

INES CASA EDITRICE

www.ineseditrice.com - inessrlcsaeditrice@gmail.com

Editoriale

Le sfide del Sud 2025: verso uno sviluppo equilibrato e policentrico 2

Primo Piano

Economia

La Musica è Donna 4

Una vita tra le note e la direzione orchestrale 7

Il ruolo strategico dei Porti del Sud 8

PNRR: 1,2 miliardi di euro per i Porti del Sud 10

SMS Engineering entra in ELITE 12

A Marina d’Arechi il massimo punteggio nel Rating di Legalità 14

Innovazione

Sud

Premio Giovani Imprenditori Confcommercio Campania 15

Borsa Mediterranea del Turismo 2025 16

Alfonso Scuotto eletto presidente del CBN 18

L’Intelligenza Artificiale nell’Educazione Primaria 20

Agritech Academy 2025: il futuro dell'agricoltura digitale 22

La Stazione Zoologica Anton Dohrn per la pianificazione della

conservazione 24

Graded a Dubai per il ‘World Future Energy Summit’ 26

Con i Maestri di strada Il Progetto S.T.E.M. a Napoli 28

Un caso esemplare per la gestione dei rifiuti radioattivi nel Sud 30

Vera Corbelli: un punto di riferimento nella pianificazione ambientale

Psicologia & Società

e idrica 32

Perché la coppia scoppia 33

Il Fattore Umani

Diversità & Inclusione: convenienza o cultura aziendale? 34

Napoli

Il grande restyling che cambierà il cuore della città 36

Parte da Napoli la rivoluzione del trasporto pubblico urbano 38

Campania Inside

Codice della strada: serve un testo unico 40

Pietrasanta: un nuovo modello di tutela del patrimonio artistico 42

Vico Equense: un viaggio tra storia, identità e sostenibilità 44

Nuovi Spazi Espositivi al MANN: museo sempre più accessibile 46

Società

Eccellenze civiche in Campania: modelli di cittadinanza attiva 48

Associazioni

La fatica di crescere 50

Il Servizio Civile: un'esperienza di crescita personale 52

Cultura e Spettacoli

Ricucire il passato: Il Fondo italo-tedesco per il Futuro 54

Dario Sansone affida al ‘Sole’ il suo canto di pace 58

Marco Zurzolo racconta il ‘suo’ Pino Daniele 60

Maggio della Musica 2025 tra Villa Pignatelli e Museo Darwin-Dohrn

Elogio alla Natura: lo sguardo poetico di Enza Monetti 64

Sergio Siano e il suo sguardo silenzioso tra le meraviglie di Napoli

NA.F.A.FE’ – Napoli Film and Audiovisual Festival 70

Foto di copertina di Maurizio Marcato / courtesu by Susanna Pescetti

62

66

Natura, Arte e Ambiente in mostra a Giugliano 72

ArchiveStories: quando i documenti parlano, la storia si ascolta 74

A Chiaia nasce Laludart, nuovo spazio per l’arte contemporanea 76

Gusti

Renato Casaro, il 'pittore di cinema' 78

A Miami lo chef Marco Giugliano apre il suo locale “Mano Libera 80

Mille&UnBabà 2025 di Mulino Caputo 81

Riserva Rooftop e Galleria Morra Arte Studio: Sensi in Mostra 82

Marco Ambrosino, chef di Sustànza, eccellenza gastronomica

mediterranea 84

L’eccellenza pasticciera campana per la Pasqua 2025 86

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025





SOTTO I RIFLETTORI

Una vita tra le note e la direzione

discriminazione bisogna opporre la

studiando la partitura; il momento

6

determinazione, senza cedere a ricatti e dell’esecuzione è la punta di un iceberg di

violenze. Sono certa che questo è il modo di un lavoro che dura mesi (forse tutta la vita).

Deve possedere un sovrano dominio della orchestrale

Dal Conservatorio di San Pietro a Majella ai più grandi palcoscenici del

7

mondo, per testimoniare, con una passione inesauribile, la potenza

espressiva della musica

progredire energicamente verso la piena

consapevolezza dei propri mezzi espressivi,

tecnici ed interpretativi. Quando il direttore

d’orchestra è donna, c’è sempre un po’ di …

curiosità, di stupore; ma poi conta

l’emozione che riesce a donare a chi

ascolta. ‘Donna o uomo’, senza una

connotazione di genere, sono effimere

evanescenze nell’arte.

Da molto tempo dedica tempo e

attenzione alle bande musicali, in

particolare al Sud: perché questa scelta?

Ho scelto di portare la musica fuori dal

teatro e sale da concerto per viverla e farla

vivere in ambiti diversi, nelle periferie, nelle

carceri, nelle scuole, negli ospedali, nelle

piazze… e proprio nelle piazze la ‘Banda’ ha

la sua massima espressione. Non c’è

differenza se dirigo una banda o

un’orchestra, la musica è per tutti.

Le bande musicali nel Sud dell’Italia

rappresentano uno strumento insostituibile

per avvicinare la gente alla musica: tutti ne

rimangono affascinati. Uno strumento di

arricchimento anche per coloro che non

possono, per svariati motivi, permettersi si

andare nei teatri. ‘Sensibilizzazione e

diffusione’… questa è la Banda, essa è

l’unica formazione strumentale al Mondo

che propone repertorio lirico e sinfonico. Per

questa ‘unicità’, la ‘banda del Sud’ è un

grande Patrimonio da preservare,

proteggere e divulgare. Tantissimi strumenti

d’orchestra vengono dalla formazione

‘banda’. Non è un genere ‘Minore’, basta

pensare che lo stesso Pietro Mascagni

diresse importanti bande pugliesi. Dirigere

una banda è un’emozione speciale, hai il

contatto con il pubblico in maniera diretta e

spontanea … sciogli le lacrime, la gioia, che

si concretizzano in una giovane coppia che

danza, abbracciandosi ai piedi della ‘Cassa

armonica’. Vi anticipo che in marzo dirigerò

in Argentina la ‘Banda Municipale di Mar de

Plata’: dico ciò per sottolineare l’importanza

della banda in altri Paesi, dove in ogni città è

considerata una forma d’arte istituzionale.

Che cosa direbbe ad una ragazza che

sogna di diventare direttore d’orchestra?

La ‘direzione d’orchestra’ è un’arte dove non

c’è un ‘punto d’appoggio’ e ‘metro fisso

universale’, e non solo non esistono le

orchestre uguali, ma non esiste neppure

un’orchestra che a distanza di pochi minuti

sia uguale a sé stessa, come non esistono

due ascoltati uguali con le stesse emozioni.

Quindi il ‘direttore’ si deve preparare a lungo

rappresentazione mentale della partitura,

deve essere capace di ricreare l’immagine

sonora dell’Opera dentro di Sé, nella sua

‘Interiorità’, e poi deve esprimere la sua

‘Realtà dell’Animo’. Tecnica e spiritualità,

unite al Pensiero dell’Autore, interpretato e

trasportato nei nostri pensieri moderni, sono

dati fondamentali per un ‘direttore

d’orchestra’. La Bellezza, l’emozione, la

sorpresa, l’eccitazione, la gioia regalata da

un brano suonato da un’orchestra sono doni

preziosi.

Fin dalla più tenera età, Susanna Pescetti

ha intrecciato la sua esistenza con la

musica. A soli sei anni ha iniziato lo studio

del pianoforte, un viaggio che l'ha portata,

giovanissima, al prestigioso Conservatorio

San Pietro a Majella di Napoli. Qui ha

affinato il suo talento sotto la guida di

maestri illustri come Pennella, Vitale e

Mazzotta, per poi perfezionarsi in Direzione

d'Orchestra con il M° Renzetti,

conseguendo il diploma con il massimo dei

voti.

Il suo percorso professionale non si è

limitato alla sola esecuzione musicale, ma

l’ha vista impegnata anche nella didattica,

ricoprendo il ruolo di docente di pianoforte

principale presso il Conservatorio

Benedetto Marcello di Venezia. Tuttavia, la

sua passione l’ha condotta ben oltre

l’insegnamento, portandola a collaborare

con alcune tra le più prestigiose istituzioni

musicali nazionali ed internazionali.

Ha calcato i palcoscenici del Teatro

Massimo Bellini di Catania, della

Fondazione Arena di Verona, del Teatro

Verdi di Salerno e del Teatro Petruzzelli di

Bari, dirigendo orchestre sinfoniche e

filarmoniche di grande rilievo come la

Sinfonica del Friuli-Venezia Giulia, la

Sinfonica di Bari, la Sinfonica Abruzzese,

la I.C.O. della Magna Grecia e molte altre.

Ha portato la sua arte in tutto il mondo, dal

Carnegie Hall di New York al Palais de la

Musique di Strasburgo, dal Teatro Bellini di

Napoli alla Bellas Artes di Città del

Messico, fino a San Pietroburgo, Istanbul,

Bucarest e oltre.

La sua direzione si è distinta anche in

importanti festival internazionali, come il

Kammermusik Festival di Oslo, la

Primavera Italiana a Tokyo, il Festival di

Kotor in Montenegro e il Festival di

Zagabria in Croazia. Ha lasciato il segno nel

celebre Festival Verdiano di Parma e nelle

Ville Vesuviane di Napoli, dove ha diretto

capolavori come Elisir d’Amore, Madama

Butterfly, Il Barbiere di Siviglia e Rigoletto.

Tra i suoi traguardi più prestigiosi, spicca la

direzione della prima ripresa moderna

italiana de Il matrimonio inaspettato di

Giovanni Paisiello, eseguita negli scenari

suggestivi degli Scavi Archeologici di

Ercolano.

L’arte di Susanna Pescetti ha incontrato

grandi nomi della musica e del teatro, da

Nicola Martinucci a Katia Ricciarelli, da

Giorgio Albertazzi a Pierluigi Pizzi, in un

percorso costellato di successi e

riconoscimenti. Un momento memorabile

della sua carriera è stata la direzione

dell’opera In Filanda di Pietro Mascagni in

prima assoluta mondiale, eseguita con

l'Orchestra I Solisti di Napoli al Teatro

Mercadante di Napoli.

Invitata più volte a partecipare a programmi

televisivi e radiofonici di rilievo, ha inciso per

etichette prestigiose come Bongiovanni e

Musicaimmagine Records. La sua vita,

dedicata alla musica con passione

inesauribile, continua a illuminare i più

grandi palcoscenici del mondo,

testimoniando la potenza espressiva della

direzione orchestrale e la magia del suono

che, sotto la sua guida, prende vita.

(F.B.)

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



PRIMO PIANO

Il ruolo strategico dei Porti del Sud nello sviluppo del trasporto marittimo

8 9

L’impegno dei principali Gruppo Armatoriali e il rilancio della logistica marittima per rafforzare il ponte tra Europa e Mediterraneo

di Francesco Bellofatto

I porti del Sud Italia costituiscono un

elemento cardine per la logistica nazionale e

internazionale, rappresentando nodi cruciali

per il traffico di merci e passeggeri nel

Mediterraneo. Il loro sviluppo è fortemente

influenzato dalle strategie attuate dai

principali operatori del settore marittimo, che

si distinguono per le loro strategie di

espansione, gli investimenti infrastrutturali e

la diversificazione dei servizi, contribuendo

all'incremento dell'efficienza e alla

connettività dell’intero sistema portuale.

Il Gruppo Grimaldi, con sede a Napoli, si

configura come uno dei principali attori nel

settore del trasporto marittimo

internazionale, con una consolidata

esperienza nei segmenti Ro-Ro (Roll-on/

orientata all'innovazione e all'ottimizzazione

delle rotte commerciali.

MSC (Mediterranean Shipping Company) è

nel panorama internazionale.

Entrambi gli operatori puntano su una

maggiore sostenibilità ambientale, sulla

digitalizzazione dei processi e sul

miglioramento delle infrastrutture,

delineando un futuro in cui l'efficienza e

l'innovazione saranno fattori chiave per il

consolidamento del settore.

Il porto di Salerno sta emergendo come un

centro strategico per l'export della

Campania, con un significativo aumento del

traffico container e rotabili. Il Salerno

Container Terminal (SCT), gestito dalla

famiglia Gallozzi, ha

chiuso il 2024 con

una movimentazione

di 358.134 TEUs,

registrando un

incremento del +4%

movimentazione di quasi 4 milioni di TEUs

nel 2024, Gioia Tauro rafforza il suo ruolo

come hub primario per MSC e per le

principali rotte commerciali globali.

Anche il comparto dei rimorchiatori vede

importanti sviluppi. Il Gruppo Rimorchiatori

Napoletani, guidato da Gianni Andrea de

Domenico, ha annunciato il potenziamento

dei suoi servizi in concessione nei principali

porti del Mezzogiorno, con particolare

attenzione allo scalo di Taranto, che

continua a rafforzare il suo ruolo strategico

nelle rotte mediterranee. L’azienda ha

Gianni Andrea de Domenico

Roll-off), container e passeggeri. La

compagnia gestisce una flotta di oltre 130

unità e possiede il controllo di numerose

compagnie di navigazione, tra cui Grimaldi

Lines, Minoan Lines e Finnlines. La sua rete

di collegamenti marittimi è particolarmente

sviluppata nel Mediterraneo, con estensioni

strategiche in altre regioni globali.

L’impegno del Gruppo Grimaldi nel

potenziamento della propria infrastruttura si

manifesta attraverso investimenti mirati

all’incremento della sostenibilità e

dell’efficienza operativa. Un esempio

significativo è rappresentato

dall’introduzione della nave Ro-Pax

Europalink sulla rotta Brindisi-Igoumenitsa,

che ha aumentato la capacità di trasporto di

veicoli industriali e migliorato il servizio

passeggeri, dimostrando una strategia

una delle più grandi compagnie di

navigazione a livello mondiale e svolge un

ruolo centrale nel settore del trasporto

container nei porti meridionali italiani. In

particolare, il porto di Gioia Tauro

rappresenta il principale hub di transhipment

della compagnia nel Mediterraneo, con la

gestione del Medcenter Container Terminal

(MCT), un’infrastruttura chiave per la

redistribuzione dei traffici globali.

L'azienda ha effettuato ingenti investimenti

in tecnologie avanzate e nell’ottimizzazione

delle procedure operative, incrementando la

capacità di movimentazione dei container e

migliorando l’integrazione delle supply chain

globali. L’adozione di soluzioni digitali e

sistemi automatizzati ha permesso di ridurre

i tempi di sosta delle merci e di accrescere

la competitività dei porti meridionali italiani

Agostino Gallozzi

Emanuele Grimaldi

rispetto all'anno precedente. L'export ha

segnato un aumento dell'11%, dimostrando

l'importanza crescente del porto nel

commercio internazionale.

Dal 2025, Salerno beneficerà di nuove rotte,

tra cui il servizio Amerigo di CMA-CGM in

collaborazione con Cosco Shipping, ONE e

OOCL, che collega direttamente il

Mediterraneo con il Nord America. Inoltre,

l'alleanza “Gemini” tra Hapag Lloyd e

Maersk ha selezionato Salerno come porto

principale nel Sud Italia.

Il porto di Gioia Tauro continua ad essere un

punto di riferimento per il transhipment nel

Mediterraneo. Il Medcenter Container

Terminal ha ordinato 20 gru ibride di ultima

generazione, parte di un piano di

ammodernamento che mira ad aumentare la

sostenibilità e l'efficienza operativa. Con una

confermato il proprio impegno sul

rinnovamento della flotta con nuovi

rimorchiatori di ultima generazione, dotati di

tecnologie avanzate per la sicurezza e la

sostenibilità ambientale.

I porti del Sud Italia stanno vivendo un

periodo di forte espansione grazie agli

investimenti strategici dei principali player.

L'aumento del traffico container, il

miglioramento delle infrastrutture e

l'adozione di tecnologie innovative stanno

trasformando la portualità meridionale in un

pilastro del commercio internazionale. Il

futuro del settore dipenderà dalla capacità di

mantenere un equilibrio tra sostenibilità,

digitalizzazione e connettività globale,

consolidando il ruolo dell'Italia nel panorama

marittimo mondiale.

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



PRIMO PIANO

PNRR: 1,2 miliardi di euro per i Porti del Sud

10 11

Potenziamento delle infrastrutture per la competitività e lo sviluppo economico

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

(PNRR) prevede significativi investimenti per

potenziare le infrastrutture portuali nel Sud

Italia, con l'obiettivo di migliorare la

competitività e l'efficienza dei principali scali

di Napoli, Salerno, Gioia Tauro e Taranto.

Il Porto di Napoli beneficia di investimenti

pari a 507 milioni di euro, con una copertura

finanziaria del 78%. Tra gli interventi

principali vi sono il potenziamento dello

scalo ferroviario e la realizzazione di

infrastrutture stradali connesse per

migliorare i collegamenti intermodali, il

prolungamento e il rafforzamento della diga

Duca D’Aosta per migliorare l'accessibilità

marittima, la riqualificazione delle

infrastrutture dell'area monumentale

destinate al traffico passeggeri e alle attività

portuali, favorendo una migliore integrazione

con la città, e il completamento della rete

fognaria portuale per garantire maggiore

a collegare direttamente il porto con i

principali snodi ferroviari ed autostradali,

riducendo le interferenze con il traffico

urbano. Inoltre, il miglioramento

dell'accessibilità marittima consentirà

l'ingresso di navi di ultima generazione e

l'attivazione di nuove linee regolari. Questi

interventi sono volti a risolvere le criticità

legate al traffico commerciale e a potenziare

le infrastrutture portuali per sostenere la

crescita dei traffici di merci e passeggeri.

Il Porto di Gioia Tauro, considerato uno dei

principali hub del traffico container nel

Mediterraneo, riceve finanziamenti per oltre

100 milioni di euro. Gli interventi previsti

riguardano l’adeguamento degli scali

ferroviari contigui per migliorare i

collegamenti con la rete ferroviaria

nazionale, la realizzazione di uno svincolo

sull'autostrada A2 per ottimizzare l'accesso

stradale al porto, il completamento della

sostenibilità ambientale. Questi interventi

mirano a rafforzare la competitività del

sistema portuale, potenziare le infrastrutture

e le attrezzature portuali e innalzare gli

standard ambientali ed operativi.

Il Porto di Salerno beneficia di un

investimento di 463 milioni di euro, con una

copertura finanziaria completa. Tra i progetti

più rilevanti, si segnala la realizzazione delle

gallerie di ‘Salerno Porta Ovest’, finalizzate

banchina di ponente lato Nord per

aumentare la capacità operativa dello scalo

e l’urbanizzazione dell'area industriale

adiacente per favorire nuovi insediamenti

produttivi. Questi progetti hanno l’obiettivo di

rafforzare il ruolo del porto come snodo

strategico nelle rotte euromediterranee e

migliorare l'efficienza logistica complessiva.

Per il Porto di Taranto sono previsti

investimenti di 50 milioni di euro, destinati

principalmente allo sviluppo di infrastrutture

e viabilità portuale per migliorare

l'accessibilità e l'efficienza operativa. Parte

dei fondi sarà impiegata per la realizzazione

dell'Eco Industrial Park, un'area dedicata a

insediamenti industriali sostenibili dal punto

di vista ambientale. Questi interventi

puntano a rilanciare il porto come polo

logistico e industriale, promuovendo uno

sviluppo sostenibile e integrato con il

territorio circostante.

Complessivamente, il PNRR destina

1.223,48 milioni di euro ai porti del Sud

Italia, con l'obiettivo di potenziare le

infrastrutture portuali, migliorare i

collegamenti intermodali e favorire lo

sviluppo economico e la competitività

dell'intera area.

(F.B.)

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



ECONOMIA

SMS Engineering entra in ELITE: Missione nello Spazio

del Mercato dei Capitali

Promuovi la tua attività con noi!

12 13

Un passo strategico per la crescita, l'innovazione e l'accesso ai mercati finanziari globali

di Francesco Bellofatto

A partire da gennaio 2025, SMS

ENGINEERING Srl è ufficialmente parte del

Network ELITE, l'ecosistema pan-europeo

del Gruppo Euronext che sostiene le

piccole e medie imprese nel loro percorso di

crescita e accesso ai mercati dei capitali, sia

privati che pubblici. L'annuncio segna un

importante traguardo per l'azienda, guidata

da un team di professionisti di alto profilo:

Antonio Ascione (Presidente), Francesco

Castagna (CEO), Massimiliano Canestro

(Vicepresidente) e Rosangela Capasso

(Direttore Generale).

Fondata nel 1998, SMS Engineering si è

affermata come un'eccellenza nel settore

della digital transformation, offrendo

soluzioni avanzate per l'automazione

industriale, la cyber security, l'intelligenza

artificiale, il cloud computing e la gestione

dei dati. Grazie alla sua competenza

multidisciplinare, l'azienda supporta imprese

di diversi settori, tra cui manifatturiero,

sanitario, finanziario, telecomunicazioni e

pubblica amministrazione.

Il programma ELITE, lanciato da Borsa

Italiana e ora parte del gruppo Euronext,

rappresenta molto più di un semplice

riconoscimento: è un'opportunità concreta

per le aziende ambiziose di accelerare il loro

sviluppo attraverso formazione, networking

e strumenti finanziari avanzati. SMS

Engineering, con il suo ingresso, si affaccia

a un nuovo capitolo della sua storia, pronta

a consolidare la propria posizione nel

settore tecnologico e dell'innovazione.

Dal 2012, ELITE ha selezionato e

supportato oltre 2.400 aziende, di cui più di

1.600 eccellenze europee, con un fatturato

complessivo di €190 miliardi e oltre

661.000 dipendenti. Numeri che

raccontano una storia di successo e che

evidenziano l'importanza strategica di far

parte di questo ecosistema.

Per SMS Engineering, entrare in ELITE

significa aprire nuove prospettive nel

reperimento di capitali e nella creazione di

sinergie con altre aziende di alto profilo.

Grazie a strumenti finanziari innovativi,

come il Basket Bond®, e alle opportunità di

quotazione, il programma offre possibilità

concrete per il rafforzamento patrimoniale e

l’espansione aziendale.

Le esperienze passate di ELITE dimostrano

l’impatto concreto che questo percorso può

avere sulle imprese: 72 aziende si sono

quotate raccogliendo oltre €4 miliardi, 204

imprese hanno emesso oltre 320

obbligazioni corporate per un valore di

€3,6 miliardi, e circa 600 aziende hanno

completato oltre 1.850 operazioni di M&A,

accelerando la loro crescita inorganica.

L'ingresso in ELITE arriva pochi mesi dopo

un'altra esperienza straordinaria vissuta dai

vertici di SMS Engineering. Il 9 giugno

2024, nell’ambito della Campagna

Jumpinfuture promossa dal Center for

Near Space dell’Italian Institute for the

Future, il Presidente Antonio Ascione, il

CEO Francesco Castagna, il

Vicepresidente Massimiliano Canestro e

il Direttore Generale Rosangela Capasso

sono diventati µAstronauti, partecipando a

voli parabolici a Gravità Zero. Un’esperienza

simbolica che, in un certo senso, anticipava

il nuovo salto nel futuro che l'azienda sta ora

compiendo con ELITE.

Il 25 gennaio 2025, questi quattro pionieri

della tecnologia e dell’innovazione iniziano

una nuova MISSIONE nello SPAZIO del

Mercato dei Capitali, pronti a esplorare

nuove possibilità e a scrivere il prossimo

capitolo della storia di SMS Engineering.

www.smsengineering.it

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Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



ECONOMIA

Portualità turistica: a Marina d’Arechi

il massimo punteggio nel Rating di Legalità

Giovani Imprenditori Confcommercio Campania:

premiati l’innovazione e il talento under 42

14 15

Agostino Gallozzi: Un riconoscimento al nostro impegno per uno sviluppo sostenibile

Le eccellenze che stanno trasformando il tessuto economico della Campania

L’Autorità Garante della Concorrenza e

del Mercato (AGCM) ha assegnato a

Marina d’Arechi il massimo punteggio

previsto dal Rating di Legalità, conferendole

tre stelle. Questo riconoscimento attesta la

conformità della struttura portuale ai più

elevati standard di trasparenza, governance

aziendale e responsabilità sociale.

Il Rating di Legalità, introdotto dall’art. 5-ter

del decreto-legge n. 1/2012, rappresenta un

indicatore di affidabilità riconosciuto a livello

nazionale per le imprese operanti in vari

settori, con l’obiettivo di incentivare modelli

gestionali etici e sostenibili. Il punteggio è

attribuito in base a criteri specifici, tra cui

l’adozione di un sistema di prevenzione

della corruzione, la solidità economicofinanziaria

e l’implementazione di

meccanismi di controllo interno per la tutela

della concorrenza e della legalità.

Dal punto di vista della portualità turistica,

l’ottenimento del massimo punteggio da

parte di Marina d’Arechi evidenzia il ruolo

crescente delle certificazioni di legalità nella

valorizzazione degli approdi turistici, sia in

termini di attrattività per gli investitori

internazionali che di posizionamento

competitivo nel settore della nautica da

diporto.

Agostino Gallozzi, Presidente di Marina

d’Arechi, ha commentato l’assegnazione del

punteggio dichiarando: “Questo

riconoscimento testimonia il nostro impegno

nella creazione di un modello di gestione

virtuoso, capace di coniugare sviluppo

economico, trasparenza e sostenibilità

ambientale. Marina d’Arechi non è solo

un’infrastruttura di

eccellenza, ma un

laboratorio di

innovazione per il

comparto portuale”.

L’assegnazione

delle tre stelle

consente alla

struttura di

consolidare

ulteriormente il

proprio status di

riferimento nel

panorama

internazionale della

portualità turistica,

in un contesto in

cui i criteri ESG

(Environmental,

Social, and Governance) assumono un peso

sempre più rilevante nel settore della

nautica di lusso.

Situata lungo la Costiera Amalfitana, Marina

d’Arechi si distingue per un’offerta

infrastrutturale d’avanguardia e per

l’attenzione alle dinamiche di sviluppo

sostenibile. Il riconoscimento AGCM

contribuisce a rafforzare la competitività del

porto, rendendolo un esempio emblematico

di come la certificazione di legalità possa

rappresentare un asset strategico per il

comparto turistico e portuale.

Marina d’Arechi

Via Salvador Allende, 84131 Salerno SA

+39 089 2788801

info@marinadarechi.com

Agostino Gallozzi

di Fabrizio Matarazzo

Nel prestigioso Circolo dell‘Unione di

Napoli, si è svolta la cerimonia di

premiazione del Premio Giovani

Imprenditori Confcommercio Campania,

un riconoscimento istituito per valorizzare le

eccellenze imprenditoriali under 42 che si

distinguono nei settori dell’innovazione, del

commercio al dettaglio, dell’alimentare,

dell’e-commerce e della tecnologia. L’evento

ha visto la partecipazione di rappresentanti

istituzionali di rilievo, tra cui il vicepresidente

della Camera dei Deputati, on. Sergio

Costa, l’assessore regionale

all’Innovazione, on. Valeria Fascione, e il

presidente nazionale dei Giovani

Confcommercio, Matteo Musacci.

Fabio Del Prete, presidente del Gruppo

Giovani di Confcommercio Campania, ha

evidenziato come l’iniziativa rappresenti

un’opportunità per valorizzare la creatività,

la determinazione e l’impatto economico

positivo generato dai giovani imprenditori sul

tessuto produttivo regionale. Matteo

Musacci ha ribadito l’importanza di questo

premio nel riconoscere le migliori pratiche

aziendali e nell’incentivare l’innovazione

continua.

L’istituzione dell’Albo d’Oro dei Giovani

Imprenditori Confcommercio Campania ha

conferito ulteriore rilevanza al premio,

offrendo ai vincitori maggiore visibilità nel

panorama imprenditoriale regionale e

accesso a opportunità di networking con le

principali realtà del settore. Questo

riconoscimento non solo premia il talento e

l’innovazione, ma favorisce anche la

creazione di sinergie tra le nuove imprese e

il tessuto economico consolidato della

Campania. Secondo Del Prete, nonostante il

grande potenziale economico della regione,

permangono criticità strutturali che

potrebbero ostacolare lo sviluppo

imprenditoriale nei prossimi anni, come i

previsti tagli ai finanziamenti destinati al

Mezzogiorno e le ripercussioni su

occupazione e investimenti.

Le aziende premiate nell’ambito del Premio

Giovani Imprenditori Confcommercio

Campania si sono distinte per l’adozione di

modelli innovativi e sostenibili. Plazatech

Srl è leader nel settore della digitalizzazione

aziendale, con soluzioni avanzate di

automazione e intelligenza artificiale.

Quintodecimo, eccellenza vinicola, ha

adottato tecniche di viticoltura biologica per

garantire qualità e sostenibilità ambientale.

Da Gigione, ristorante gourmet, ha

rivoluzionato il concetto di hamburgeria,

unendo tradizione e ricerca sulle materie

prime. Cava Energia Srl si distingue per il

suo impegno nella transizione energetica,

sviluppando progetti di energia rinnovabile

per aziende e privati. Oltre a queste, sono

state premiate Pasticceria Benito, Dia Srl,

Arignano Distribuzione Srl, Uncle Food,

Martelius Srl, Centro Ricambi, Amato Srl,

Zeta Holding e 081 Stand For Naples,

aziende che si sono imposte nel proprio

settore grazie alla combinazione di qualità,

innovazione e competitività.

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ECONOMIA

Borsa Mediterranea del Turismo 2025: a Napoli l'evento di riferimento per il settore turistico

16 Con Progecta alla Mostra d’Oltremare dal 13 al 15 marzo il principale evento B2B del turismo con focus su incoming, MICE, turismo termale e turismo sociale

17

di Francesco Bellofatto

La Borsa Mediterranea del Turismo (BMT)

giunge alla sua 28ª edizione,

confermandosi come uno degli

appuntamenti più attesi nel settore turistico

italiano e internazionale. L’evento si

svolgerà presso la Mostra d'Oltremare di

Napoli dal 13 al 15 marzo 2025, con la

partecipazione di operatori di primaria

importanza nel panorama turistico globale.

Organizzata da Progecta, azienda

specializzata nella gestione di eventi fieristici

professionali, la manifestazione si svilupperà

su una superficie espositiva di 12.000 mq,

con un accesso riservato agli operatori dal

giovedì al venerdì e un’apertura al pubblico

prevista per la mattina del sabato.

Riconosciuta come la principale fiera B2B

del settore turistico in Italia, la BMT

rappresenta un’importante piattaforma di

incontro per agenzie di viaggio, tour

operator, compagnie aeree, compagnie di

navigazione, enti del turismo

internazionali, catene alberghiere e

regioni italiane. Il programma della fiera

include un fitto calendario di convegni,

tavole rotonde, seminari e sessioni di

aggiornamento professionale, con

l’obiettivo di incentivare il dialogo tra gli

stakeholder e promuovere nuove

opportunità di business, oltre a fornire agli

operatori del settore strumenti innovativi e

strategie per affrontare le sfide del mercato

turistico globale.

Tra i punti salienti dell’edizione 2025 vi sono

quattro workshop tematici mirati a specifici

segmenti del turismo. Il primo, dedicato

all’Incoming, coinvolgerà 50 buyers

internazionali selezionati dall'ENIT, con

l'obiettivo di valorizzare il prodotto Italia sui

mercati esteri e ampliare la portata del

turismo inbound. Il secondo, focalizzato su

Terme, Benessere & Vacanza Attiva,

vedrà la partecipazione di 20 buyers

specializzati nel settore del turismo termale

e del benessere, con un'attenzione

particolare alle strutture che combinano

ospitalità e trattamenti terapeutici naturali. Il

terzo segmento, relativo a Incentive &

Congressi, sarà dedicato ai meeting

planner operanti nell’ambito MICE

(Meetings, Incentives, Conferences, and

Exhibitions), un settore in forte crescita che

mira a rafforzare il posizionamento dell'Italia

come destinazione chiave per eventi

aziendali e congressuali. Infine, il workshop

dedicato al Turismo Sociale metterà in

contatto 50 CRAL e associazioni interessate

ai viaggi di gruppo e alle vacanze fuori

stagione, favorendo un turismo accessibile e

sostenibile per categorie specifiche di

viaggiatori.

La presenza internazionale alla BMT 2025

sarà notevolmente ampliata, con la

partecipazione di oltre 50 Paesi. Tra le

presenze più rilevanti figurano la Croazia,

con un’area espositiva di oltre 100 mq, e il

Brasile, che torna dopo un periodo di

assenza. Uzbekistan e Barbados

debuttano per la prima volta alla

manifestazione, mentre tornano Qatar,

Bahamas, Cuba, Repubblica Dominicana,

Tunisia e Thailandia. Questa crescita

dell'interesse internazionale dimostra come

la BMT si stia affermando sempre più come

una vetrina globale per il turismo in Italia e

nel Mediterraneo.

L’offerta turistica italiana avrà un ruolo

centrale, con un’attenzione particolare alle

esperienze enogastronomiche e culturali.

La Regione Campania ha ampliato il

proprio spazio espositivo all’interno del

Padiglione 4, mentre altre regioni di rilievo

come Abruzzo, Basilicata, Calabria,

Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna,

Toscana, Valle d'Aosta e Sicilia saranno

presenti con stand dedicati. Il Comune di

Napoli e la Città Metropolitana offriranno

un focus sulle risorse culturali del territorio,

rispondendo all’interesse crescente per il

turismo urbano ed esperienziale. In

particolare, sarà dato risalto al turismo

legato ai siti UNESCO, alla valorizzazione

del patrimonio storico-artistico e alla

creazione di itinerari su misura per

viaggiatori culturali.

Un ulteriore trend

emergente riguarda il

turismo

enogastronomico, con

un numero crescente

di espositori che

proporranno

esperienze

immersive,

consentendo ai

visitatori di partecipare

direttamente ai

processi produttivi e alle degustazioni finali.

Saranno previste sessioni interattive con

chef, sommelier e produttori locali, per

promuovere l'identità culinaria delle diverse

regioni e incentivare il turismo

agroalimentare.

Sul fronte dei grandi operatori, la BMT 2025

accoglierà tour operator, catene

alberghiere e compagnie di navigazione

di rilevanza internazionale. Trenitalia,

partner ufficiale dell’evento, amplierà la

propria area espositiva, mentre la sezione

aeroportuale includerà gli scali di Napoli,

Costa d’Amalfi e Aeroporti di Roma.

Anche il settore nautico sarà protagonista,

con un forte interesse verso il noleggio

barche e il turismo esperienziale legato al

mare. La partecipazione di Astoi con il

Villaggio Tour Operator offrirà visibilità ai

principali operatori aderenti all’associazione.

Un'area di particolare interesse sarà quella

dedicata al turismo termale, con la

creazione di una sezione specifica

coordinata da Federalberghi Terme, che

vedrà il coinvolgimento di numerose

strutture italiane. Inoltre, in collaborazione

con Assidema (Associazione Italiana

Destination Manager), verranno affrontate le

tematiche strategiche legate alla

governance turistica, evidenziando la

necessità di una maggiore integrazione tra

settore pubblico e privato. Verranno anche

analizzati modelli innovativi di gestione

turistica per aumentare la competitività del

settore e incentivare l’adozione di pratiche

sostenibili.

Sito BMT Napoli

(foto da Ufficio stampa BMT)

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ECONOMIA

Alfonso Scuotto eletto presidente del CBN: la città punta al ritorno dei grandi convegni

18 19

Il Convention Bureau di Napoli e la crescita del turismo congressuale. Strategie per un settore in espansione: verso lo sviluppo di un polo specializzato

L’assemblea dei soci del Convention

Bureau di Napoli (CBN) ha eletto

all’unanimità Alfonso Scuotto come nuovo

presidente del network di imprese che

operano nel settore del turismo

congressuale.

Il cambio alla guida della rete di imprese

avviene in un periodo di grande fermento

per il settore che, in base ai dati raccolti dal

CBN, nel 2024 ha registrato una crescita del

21% rispetto al 2023 (+40% rispetto al

2022). In dieci anni di attività, il CBN ha

visto quasi triplicare il numero di soci, oggi

54 rispetto ai 20 di partenza.

L’obiettivo principale della nuova presidenza

è l’aumento del numero di soci e il

rafforzamento della rappresentatività del

network. Per consolidare l’ottima posizione

raggiunta da Napoli come destinazione

congressuale, si punta a intensificare il

dialogo con le istituzioni in maniera

strutturata e propositiva.

Scuotto, che succede a Margherita

Chiaramonte (Gesac), rimarrà in carica per

tre anni. Tra le priorità figura anche la

destagionalizzazione degli eventi, dato che

la maggior parte dei congressi si concentra

nei mesi di maggio, settembre e ottobre.

Incentivare l’organizzazione di eventi

congressuali nei mesi invernali garantirebbe

una migliore disponibilità di camere

d’albergo e costi più competitivi per i servizi,

generando un impatto economico positivo

anche nei periodi di minore afflusso turistico.

Di primaria importanza per il CBN è anche

l’attività di promozione attraverso la

partecipazione alle fiere di settore e

l’organizzazione di educational tour con

operatori internazionali. Attualmente, oltre il

71% delle richieste di convegni proviene dal

mercato nazionale, mentre il segmento

internazionale rappresenta solo il 29%. Per

rendere Napoli più attrattiva per le grandi

multinazionali e per i congressi

internazionali di alto livello, sarà necessario

intensificare le strategie di marketing e di

internazionalizzazione.

Per quanto riguarda l’assetto del

Convention Bureau, è stata confermata

alla direzione del CBN Giovanna

Lucherini, con Chiara D’Andrea (Sales &

RFP Specialist). I vicepresidenti saranno

Antonio Izzo (già presidente di

Alfonso Scuotto

Federalberghi

Napoli) e Giancarlo

Carriero (past

president del CBN ed

ex presidente della

sezione turismo

dell’Unione

Industriali di

Napoli).

Con questa nuova

leadership, il

Convention Bureau

di Napoli punta a

rafforzare il settore

congressuale come

motore di sviluppo

economico e turistico

per la città, creando

un ecosistema più

competitivo e

integrato con le

infrastrutture locali.

Infatti, un aspetto

cruciale per il futuro

del comparto

congressuale a

Napoli è la necessità

di concentrare gli

eventi in un’unica area attrezzata, piuttosto

che disperderli in molteplici location. La

Mostra d’Oltremare rappresenta il sito

ideale per trasformarsi in un vero e proprio

hub per il turismo congressuale, grazie alla

sua ampia capacità ricettiva, alle strutture

esistenti e alla possibilità di ulteriori

investimenti infrastrutturali. Tuttavia, per

realizzare appieno questo potenziale, la

governance della Mostra d’Oltremare deve

effettuare, attraverso la concertazione dei

soci pubblici della SpA, scelte strategiche

volte a finalizzare le strutture disponibili,

opportunamente riqualificate, a un utilizzo

esclusivamente fieristico e congressuale.

Il quartiere di Fuorigrotta, con la sua

posizione strategica e la presenza di

collegamenti ferroviari, stradali e della

metropolitana, potrebbe diventare il

principale distretto congressuale della città,

ospitando eventi di rilevanza nazionale e

internazionale. Tuttavia, per raggiungere

questo obiettivo, è fondamentale rafforzare

la sinergia tra il settore alberghiero e la rete

dei trasporti, garantendo una migliore

accessibilità e un’offerta ricettiva adeguata

alle esigenze di un turismo business.

(dir)

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



INNOVAZIONE

AI-LEAP Napoli: l’Università Federico II analizza

l’uso dell’Intelligenza Artificiale nell’Educazione Primaria

20 21

Approcci metodologici e impatti della sperimentazione dell'IA nella didattica a Fuorigrotta

di Fabrizio Matarazzo

con il supporto della referente scolastica

Antonella Cammardella.

I primi risultati della sperimentazione

mostrano un forte coinvolgimento da parte

degli studenti, che hanno dimostrato

curiosità e interesse nel comprendere le

Il progetto AI-LEAP (LEArning

Personalization with AI and of AI)

rappresenta un’iniziativa di ricerca

interdisciplinare volta all’integrazione

dell’Intelligenza Artificiale (IA) nei processi

educativi della scuola primaria. Sviluppato

attraverso la collaborazione tra le Università

di Torino, Federico II di Napoli e Piemonte

Orientale, il progetto si pone l’obiettivo di

favorire un utilizzo critico e consapevole

delle tecnologie IA sin dall’età scolare.

Finanziato dalla Fondazione Compagnia di

San Paolo e dalla Fondazione Cassa

Depositi e Prestiti, AI-LEAP si caratterizza

per un approccio centrato sulla

personalizzazione dell’apprendimento,

reso possibile dall’impiego di modelli adattivi

e algoritmi di IA. La sperimentazione,

avviata il 9 gennaio 2025 presso il 39°

Circolo Didattico Leopardi Doria di

Napoli, prevede ulteriori sessioni il 6 e il 12

febbraio, rivolte agli studenti delle classi

quarta e quinta.

L’implementazione di AI-LEAP è

supervisionata dall’Università Federico II di

Napoli, in particolare dal Dipartimento di

Studi Umanistici, in collaborazione con il

laboratorio NAC ‘Orazio Miglino’. Il modello

sperimentale prevede un percorso formativo

articolato in una fase teorica, in cui vengono

introdotti concetti chiave dell’Intelligenza

Artificiale come reti neurali artificiali,

algoritmi genetici, robotica evolutiva ed

embodied AI, e una fase pratica, che

consiste nell’applicazione dell’IA attraverso

la TeachE-AI-2C robotic farm, un sistema

interattivo che consente agli studenti di

sperimentare il rapporto tra intelligenza

artificiale e ambiente fisico. Il monitoraggio

dell’usabilità della piattaforma e l’analisi dei

dati raccolti permettono di valutare l’efficacia

del metodo didattico proposto e l’impatto

sulle competenze cognitive degli studenti.

Secondo la Prof.ssa Michela Ponticorvo,

coordinatrice del progetto per l’Università

Federico II, AI-LEAP sta dimostrando la

capacità di rendere l’IA accessibile agli

studenti, stimolando una comprensione

profonda e un atteggiamento critico nei

confronti delle tecnologie intelligenti. Il team

di ricerca include Davide Marocco, Onofrio

Gigliotta, Clara Nobile e Federico Diano,

dinamiche di apprendimento delle macchine.

Le loro testimonianze sottolineano come

l’interazione con i robot abbia reso tangibili

concetti astratti e stimolato la riflessione

critica sulle modalità di funzionamento

dell’IA, contribuendo a una didattica più

coinvolgente e interattiva.

AI-LEAP si configura come un modello

replicabile in diversi contesti educativi, con

potenziali applicazioni in ambito STEM e

nell’educazione inclusiva. Il progetto

prevede la creazione di strumenti didattici

avanzati basati su IA, in grado di adattarsi ai

bisogni individuali degli studenti. La

collaborazione con il Dipartimento Attività

Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI)

dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria SS.

Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di

Alessandria apre nuove prospettive per

l’applicazione dell’IA nel settore

dell’accessibilità digitale. La progressiva

digitalizzazione della didattica e

l’integrazione dell’IA nei percorsi formativi

pongono le basi per un’evoluzione

dell’insegnamento che possa rispondere alle

esigenze di personalizzazione e flessibilità

richieste dall’educazione contemporanea.

Università Federico II

Università di Torino

Università Piemonte Orientale

Edulia

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INNOVAZIONE

Agritech Academy 2025: formazione specialistica per il futuro dell'agricoltura digitale

22

Pubblicato il bando per la terza edizione dell'iniziativa di alta formazione promossa dall'Università degli Studi di Napoli Federico II

23

di Fabrizio Matarazzo

È stato pubblicato il bando per la terza

edizione dell’Agritech Academy, un'iniziativa

di alta formazione promossa dall'Università

degli Studi di Napoli Federico II in

collaborazione con imprese e centri di

ricerca del Centro Nazionale per le

Tecnologie dell'Agricoltura - Agritech.

Questo programma avanzato è destinato a

laureati in discipline scientifiche e

ingegneristiche, tra cui agraria, scienze

ambientali, ingegneria agraria, ingegneria

informatica applicata all'agricoltura,

biotecnologie e scienze della produzione

alimentare. L'obiettivo è formare

professionisti capaci di integrare tecnologie

digitali e sostenibili nell’ambito agricolo.

Sono disponibili 40 posti con borse di studio

dimostrando l’efficacia di questo

programma.”

Le iscrizioni sono aperte fino al 28 febbraio

2025. Non perdere questa opportunità: la

scadenza è vicina! Possono partecipare

laureati triennali e magistrali senza

restrizioni anagrafiche. Il percorso è

concepito per fornire competenze trasversali

e approfondite, con particolare attenzione

alle sfide dell'agricoltura 4.0, dell’intelligenza

artificiale applicata e delle tecnologie per la

sostenibilità ambientale.

“La rimozione delle restrizioni legate

all’anzianità del titolo di studio amplia le

opportunità di accesso per chi ha già

esperienze professionali nel settore” –

evidenzia Danilo Ercolini, Direttore del

Dipartimento di Agraria della Federico II e

Direttore Scientifico della Fondazione

fino a 8.000 euro per i candidati selezionati.

Un percorso di eccellenza per l’innovazione

agricola

“La crescente domanda di competenze

nell’ambito dell’Agritech dimostra l’urgenza

di formare specialisti in grado di supportare

la transizione digitale e sostenibile del

settore agricolo” – spiega Matteo Lorito,

Rettore della Federico II e Presidente

dell’Agritech Center. “I partecipanti alle

edizioni precedenti hanno ottenuto

significative opportunità di impiego,

Agritech. “L’obiettivo è formare esperti

multidisciplinari in grado di colmare il gap tra

innovazione tecnologica e necessità

produttive.”

Programma e supporto economico

Il corso si articola in sette mesi di

formazione, con 360 ore di didattica

suddivise tra lezioni frontali, laboratori,

project work e periodi di formazione pratica

presso aziende e istituzioni di ricerca. Le

attività si svolgeranno presso il Polo

Universitario di San Giovanni a Teduccio.

Gli studenti selezionati beneficeranno di

borse di studio fino a 8.000 euro, che

copriranno i costi di iscrizione e potranno

includere contributi per alloggio e materiali di

studio, in base alla provenienza geografica e

alle necessità specifiche dei partecipanti.

L’iniziativa punta a incentivare la

partecipazione di studenti da tutta Italia e

dall’estero.

“Abbiamo potenziato i supporti economici

per agevolare l’accesso ai migliori talenti,

indipendentemente dalle condizioni

economiche” – sottolinea Giovanni Chirico,

Coordinatore dell’Agritech Academy. “La

selezione avverrà tramite colloqui online,

ponendo l’accento su motivazione e

attitudine all’innovazione.”

Ambiti di specializzazione

Il programma accademico è strutturato su

sette aree tematiche fondamentali, che

coprono i principali settori di sviluppo

dell’agricoltura digitale e sostenibile. Tra

queste, il monitoraggio remoto, che sfrutta

sensori avanzati, satelliti e droni per

raccogliere dati sulle coltivazioni;

l'agronomia di precisione, volta a ottimizzare

la resa produttiva attraverso tecniche

innovative; e l'arboricoltura di precisione,

che prevede l'applicazione di tecnologie

avanzate per la gestione delle colture

legnose. Inoltre, il corso affronta la

protezione fitosanitaria avanzata, con

l'impiego di nuove tecnologie per la difesa

delle colture, e i sistemi di coltivazione

protetta, che includono metodologie per

l'agricoltura indoor. Un focus particolare è

dedicato al vertical farming e idroponica,

soluzioni sostenibili per la coltivazione in

ambienti controllati, e alla zootecnia di

precisione, che integra sensoristica e analisi

dati per migliorare il benessere animale e

l’efficienza produttiva.

L’approccio didattico unisce metodologie

teoriche a un forte orientamento pratico,

grazie alla collaborazione con aziende

leader del settore, come Syngenta, John

Deere e Bayer, che offrono stage formativi e

workshop specialistici per applicare le

conoscenze acquisite in contesti reali. Il

programma si conclude con una Job Fair,

alla quale nelle edizioni precedenti hanno

partecipato aziende di rilievo, offrendo

opportunità di networking e inserimento

lavorativo per i partecipanti. Questo evento

facilita il matching tra studenti e imprese alla

ricerca di professionisti specializzati in

innovazione agricola.

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INNOVAZIONE

Biodiversità: la Stazione Zoologica Anton Dohrn per la pianificazione sistematica della conservazione

24 Sviluppi metodologici e applicazioni strategiche per la biodiversità globale con il contributo del CNR e dell'Università Federico II di Napoli

25

di Walter Ferrigno

Pubblicato su Trends in Ecology and

Evolution, lo studio Advances in Systematic

Conservation Planning to meet global

biodiversity goals analizza il ruolo della

Pianificazione Sistematica della

Conservazione (Systematic Conservation

Planning - SCP) come strumento chiave per

la gestione efficace della biodiversità a scala

globale. Il primo autore, Sylvaine Giakoumi

(Stazione Zoologica Anton Dohrn - SZN),

insieme a Simonetta Fraschetti (Università

di Napoli Federico II), Stefano Moro (SZN),

Marco Andrello (Consiglio Nazionale delle

Ricerche - CNR), Elena Gissi (CNR) e

ecosistemi. Questo approccio si basa su

algoritmi avanzati che consentono di

individuare aree prioritarie per la

conservazione in base a criteri di

rappresentatività, connettività e persistenza

della biodiversità. Lo studio sottolinea come

l'SCP rappresenti uno strumento

imprescindibile per il raggiungimento degli

obiettivi del GBF, in particolare la protezione

del 30% delle aree terrestri e marine e il

ripristino di almeno il 30% degli ecosistemi

degradati entro il 2030.

Negli ultimi anni, la disciplina ha visto

significativi progressi, con lo sviluppo di

strumenti computazionali più raffinati e

un'integrazione sempre maggiore dei servizi

Strumenti come Marxan e Zonation hanno

giocato un ruolo cruciale

nell'implementazione dell’SCP, offrendo

soluzioni scalabili e applicabili a diversi

contesti ecologici e politici. Questi software

permettono di identificare configurazioni

spaziali ottimali per la conservazione,

minimizzando i costi e i conflitti di utilizzo del

territorio. Tuttavia, uno degli ostacoli

principali rimane la traduzione delle

evidenze scientifiche in politiche efficaci e

applicabili su larga scala. Per superare

questa barriera, lo studio propone alcune

strategie, tra cui la standardizzazione dei

protocolli di valutazione dell'incertezza nei

modelli di conservazione, il rafforzamento

delle capacità tecniche e decisionali

attraverso programmi di formazione mirati e

il potenziamento delle sinergie tra istituzioni

scientifiche, enti governativi e stakeholder

locali.

L’evoluzione dell’SCP dipenderà anche dalla

capacità di integrare approcci

interdisciplinari e di sviluppare modelli di

governance flessibili e adattativi. L’adozione

di metodologie partecipative che

coinvolgano le comunità locali e le

organizzazioni non governative nella

definizione delle priorità di conservazione

potrebbe rappresentare un passo avanti

significativo nella riduzione delle resistenze

socio-politiche all’implementazione di misure

di protezione ambientale.

Man mano che gli impegni internazionali per

la tutela della biodiversità si intensificano, la

Pianificazione Sistematica della

Conservazione emerge come un approccio

fondamentale per il futuro della governance

ambientale globale. L’integrazione di nuove

tecnologie, l’innovazione nelle metodologie

di analisi spaziale e il rafforzamento delle

collaborazioni multidisciplinari saranno

determinanti per il successo delle strategie

di conservazione nei decenni a venire.

Lo studio completo è disponibile al seguente

link: Trends in Ecology and Evolution

Maggiori informazioni sulla Stazione

Zoologica Anton Dohrn al sito ufficiale:

www.szn.it

(foto fornite dall'Ufficio stampa della Stazione

Zoologica Anton Dohrn)

numerosi collaboratori internazionali,

esplora le recenti innovazioni metodologiche

e le implicazioni della SCP nel

raggiungimento degli obiettivi di

conservazione stabiliti dal Quadro Globale

per la Biodiversità Kunming-Montreal (GBF).

L’integrazione della SCP nei processi

decisionali è fondamentale per garantire una

pianificazione spaziale basata su evidenze

scientifiche, ottimizzando l’allocazione delle

risorse e massimizzando il rendimento delle

strategie di protezione e ripristino degli

ecosistemici nelle valutazioni di

conservazione. L'adozione di approcci

basati sulla diversità genetica e funzionale,

oltre alla biodiversità strutturale, permette

una visione più olistica degli ecosistemi e

delle loro dinamiche evolutive. Inoltre,

l’integrazione di scenari di cambiamento

climatico consente di valutare la resilienza

delle soluzioni di conservazione, favorendo

la progettazione di strategie adattative

capaci di rispondere alle pressioni

antropiche e ai mutamenti ambientali.

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INNOVAZIONE

Transizione energetica: Graded a Dubai per il ‘World Future Energy Summit’

26 Innovazione e sostenibilità: il ruolo dell’azienda guidata da Vito Grassi per ridurre l’impatto ambientale

27

Negli ultimi anni, la transizione energetica è

diventata un tema centrale nel dibattito

globale, spingendo istituzioni e aziende a

sviluppare soluzioni innovative per ridurre

l’impatto ambientale e favorire l’adozione di

fonti rinnovabili. Ad esempio, secondo

l’Agenzia Internazionale dell’Energia

(IEA), la produzione di energia rinnovabile

ha coperto il 29% della domanda globale di

elettricità nel 2022, con una crescita annuale

costante del 6%. Un esempio concreto di

questo impegno è rappresentato dalla

partecipazione di Graded, azienda

napoletana leader nel settore energetico

guidata da Vito Grassi,

all’edizione 2025 del

“World Future Energy

Summit” presso il Centro

ADNEC di Abu Dhabi.

Il summit, che ha accolto

oltre 30.000 visitatori

internazionali provenienti

da 112 paesi, si configura

come una delle

piattaforme più rilevanti

per il confronto su

innovazioni tecnologiche e

strategie politiche in tema

di energia pulita. La

manifestazione ha riunito

leader globali, policy

maker, investitori e startup,

favorendo uno

scambio di idee e la

creazione di sinergie. Tra

gli esempi più significativi,

alcune start-up hanno

presentato tecnologie

rivoluzionarie per la

gestione dei rifiuti urbani

attraverso l’energia da

biomassa, mentre altre si sono concentrate

su sistemi di accumulo energetico basati su

batterie avanzate al litio-ferro-fosfato.

Questi progetti hanno attirato l’interesse di

investitori istituzionali e privati, aprendo

nuove opportunità di cooperazione per

accelerare la transizione energetica globale.

Graded si è distinta per il suo contributo

innovativo in due settori chiave della

transizione energetica: la geotermia

avanzata e l’idrogeno verde. L’azienda ha

avviato negli Emirati Arabi progetti

sperimentali grazie a partnership strategiche

con università prestigiose, dimostrando la

possibilità di integrare tecnologie

all’avanguardia in contesti climatici e

infrastrutturali complessi.

In collaborazione con il RIT di

Dubai, Graded ha sviluppato un

progetto di ricerca sulla

geotermia per migliorare

l’efficienza energetica dei

sistemi di climatizzazione

negli Emirati Arabi. Questo

studio mira a sfruttare il

potenziale della geotermia

come fonte di energia

stabile e sostenibile,

adattandola alle esigenze di una regione

caratterizzata da elevate temperature e un

consumo energetico intensivo.

Parallelamente, in partnership con

l’Università di Sharjah, l’azienda ha

realizzato un impianto pilota basato su celle

a combustibile fotovoltaico/idrogeno.

Queste celle funzionano convertendo

l’energia solare raccolta dai pannelli

fotovoltaici in elettricità, che viene poi

utilizzata per elettrolizzare l’acqua e

produrre idrogeno. L’idrogeno generato può

essere immagazzinato e successivamente

utilizzato come combustibile per generare

elettricità tramite celle a combustibile,

garantendo un sistema energetico

efficiente e a zero emissioni. Questa

tecnologia integra sistemi di microrete

alimentati da idrogeno e

pannelli solari con soluzioni

avanzate di raffreddamento,

come i soffitti radianti e i

tetti freddi. L’obiettivo

principale è ridurre del 40%

i consumi energetici degli

edifici, un traguardo

significativo per la

sostenibilità urbana.

Gli impianti pilota di microcogenerazione

sviluppati da

Graded rappresentano un

modello replicabile su scala

globale per accelerare il

raggiungimento della carbon

neutrality. Ad esempio, tali impianti

potrebbero essere implementati in

aree urbane densamente popolate come

Singapore, dove la domanda energetica è

elevata e l’utilizzo di soluzioni innovative per

l’efficienza energetica è cruciale. La loro

implementazione non solo permette di

testare i benefici ambientali delle tecnologie

utilizzate, ma offre anche un approccio

pratico per affrontare le sfide legate al

cambiamento climatico e alla

decarbonizzazione.

La partecipazione di Graded al “World

Future Energy Summit” ha fornito

l’opportunità di presentare questi risultati a

una platea internazionale e di stringere

nuove collaborazioni con istituzioni,

investitori e partner strategici. Tra le

partnership più rilevanti, l’azienda ha avviato

un dialogo con il Masdar Institute per

esplorare applicazioni di idrogeno verde nei

trasporti pubblici e ha firmato un

protocollo d’intesa con una start-up degli

Emirati per lo sviluppo di sistemi avanzati di

gestione energetica per edifici intelligenti.

L’ingegnere Giada Boudekji, presente

all’evento, ha illustrato nei dettagli i

progressi dell’azienda, sottolineando il ruolo

cruciale della ricerca e dello sviluppo

tecnologico per costruire un futuro

energetico sostenibile.

www.graded.it

(dir)

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



INNOVAZIONE

Inclusione e Innovazione Educativa: con i Maestri di strada Il Progetto S.T.E.M. a Napoli

28 Con il Distretto STRESS e GRADED un'iniziativa per contrastare la povertà educativa e promuovere le competenze digitali tra i giovani nelle periferie della città

29

La trasformazione del tessuto sociale ed

educativo passa attraverso iniziative mirate

che affrontano le disuguaglianze strutturali e

promuovono l’accesso alle competenze

scientifiche e tecnologiche. Il progetto

S.T.E.M. (Scuola, Territorio, Educazione,

Motivazione), selezionato dal Fondo per la

Repubblica Digitale Impresa Sociale,

rappresenta un esempio concreto di questa

strategia, con l’obiettivo di contrastare la

povertà educativa e la dispersione

scolastica tra gli studenti dagli 11 ai 14 anni

nelle aree periferiche di Napoli. Promosso

dall’associazione Maestri di Strada, il

progetto coinvolge l’Istituto Comprensivo

Statale Aldo Moro e l’Istituto

Comprensivo 69 Barbato-Marino-S. Rosa,

favorendo l’acquisizione di competenze

STEM essenziali in un panorama sempre

più digitalizzato.

"L’educazione è la chiave per il riscatto

sociale e professionale delle nuove

generazioni," ha affermato Gaetano

Manfredi, Sindaco di Napoli. "Attraverso

questo progetto, realizzato con il Distretto

Tecnologico Stress e altri partner, forniamo

agli studenti gli strumenti per affrontare le

sfide di un mondo in continua evoluzione

tecnologica. L’iniziativa non è solo

un’opportunità formativa, ma un passo

concreto verso una società più equa e

inclusiva".

Il progetto è stato finanziato nell’ambito del

bando Polaris, che sostiene percorsi

educativi innovativi per promuovere le

discipline STEM. Martina Lascialfari,

Direttrice Generale del Fondo per la

Repubblica Digitale Impresa Sociale, ha

sottolineato l’importanza dell’iniziativa:

"Attualmente, solo il 46% degli italiani tra i

16 e i 74 anni possiede competenze digitali

di base, ben al di sotto della media europea

del 54%. Inoltre, la disparità di genere nei

settori ICT e STEM è ancora un problema

significativo. È fondamentale intervenire

attraverso progetti educativi che incentivino

la partecipazione giovanile e femminile alle

carriere tecnico-scientifiche, investendo

nella crescita collettiva del Paese".

Il valore aggiunto del progetto risiede nella

sua metodologia educativa, che integra la

didattica sperimentale con laboratori artistici

e percorsi di accompagnamento alla crescita

personale. Cesare Moreno, presidente di

Maestri di Strada Onlus, ha spiegato: "Non

ci limitiamo più a lavorare con singoli

studenti, ma interveniamo su interi gruppi

classe, incentivando la curiosità scientifica

attraverso l’apprendimento pratico. Un

focus particolare è dedicato all’inclusione

delle ragazze nelle materie STEM, con

l’obiettivo di abbattere gli stereotipi di

genere e rafforzare la loro presenza in

ambiti professionali strategici. Inoltre,

l’iniziativa rientra nel percorso di

attivazione della Fondazione Napoli Est

Ciro Colonna, un modello innovativo che

coinvolge istituzioni, scuole e imprese per

una rigenerazione educativa e sociale

duratura".

Un contributo significativo è fornito dal

Distretto Tecnologico STRESS, che, in

collaborazione con Graded S.p.A., si

impegna a connettere il mondo

dell’innovazione con il sociale, attraverso il

potenziamento delle competenze STEM e

ICT. Ennio Rubino, presidente del

Distretto, ha evidenziato: "Questo progetto

va oltre la semplice formazione scolastica:

si tratta di creare le condizioni affinché i

giovani possano sviluppare un mindset

Ennio Rubino, Cesare Moreno e Vito Grassi

scientifico e tecnologico applicabile nel

mercato del lavoro. Un’istruzione STEM

accessibile e inclusiva è essenziale per

garantire pari opportunità e preparare le

nuove generazioni alle sfide della società

digitale".

Alla presentazione

ufficiale, ospitata

dall’Associazione

Maestri di Strada Onlus

nel quartiere Ponticelli,

hanno partecipato

rappresentanti

istituzionali e stakeholder

di rilievo, tra cui il

sindaco Gaetano

Manfredi, Cesare

Moreno (Maestri di

Strada), Ennio Rubino

(Distretto Tecnologico

STRESS), Vito Grassi

(Graded S.p.A.), Maria

Incoronato (Dirigente

I.C. 69 Barbato-Marino-

S. Rosa), Barbara Di

Cerbo (Dirigente I.C.

Aldo Moro), Nicola

Laieta (APS

TRERROTE) e

Antonella Saporito

(Cooperativa Sociale

NURECO).

Il Fondo per la

Repubblica Digitale,

risultato di una partnership tra il Governo e

Acri (Associazione delle Fondazioni e delle

Casse di Risparmio), si inserisce nelle

strategie di digitalizzazione previste dal

PNRR e dal PNC. Il Fondo finanzia progetti

destinati a diverse categorie sociali, tra cui i

NEET, le donne e i lavoratori in transizione

occupazionale, con l’obiettivo di identificare

modelli educativi replicabili su scala

nazionale. Attraverso iniziative come il

progetto S.T.E.M., si mira a ridurre il divario

digitale e a promuovere un’educazione

tecnologica diffusa, creando un impatto

strutturale duraturo sul sistema formativo

italiano.

fondorepubblicadigitale.it

Vito Grassi: Imprese, classe

dirigente e istituzioni devono

sempre controbuire ad alzare

l’offerta del territorio

“Formare competenze e trattenerle sul

territorio: per la buona riuscita di questo

binomio è fondamentale il ruolo delle

imprese, della classe dirigente e delle

istituzioni di questa città che possono

sempre contribuire ad alzare l’offerta del

territorio”. Ad affermarlo è Vito Grassi, ad di

Graded e presidente di ALuiss,

intervenendo alla conferenza di

presentazione del progetto “Stem: scuola

territorio, educazione, motivazione”.

“Un progetto – dice Grassi – che stabilisce

una connessione importante per sostenere i

giovani della scuola secondaria di primo

grado della periferia orientale di Napoli, in

un percorso di crescita personale, formativa

e professionale, con l’obiettivo di ridurre la

dispersione scolastica, le disuguaglianze

educative e di genere e di aprire nuove

opportunità. Formare competenze è

fondamentale, ma non è sufficiente. Bisogna

poi essere in grado di trattenerle sul

territorio”.

In che modo?

“All’interno delle aziende – spiega Grassi -

possiamo lavorare a modelli organizzativi

nuovi e attraenti per questi giovani talenti

facendo sì che abbiano il piacere, ma anche

l’interesse a restare. Bisogna offrire loro

strumenti che contrastino il potere d’acquisto

dei salari - che oggi è oggettivamente ridotto

- cambiando il modo di operare delle

aziende, mettendo loro a disposizione

responsabilità e ruoli operativi, introducendo

un sistema premiante. Anche questo fa

parte della competizione fra imprese”.

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



SUD

Da Taranto un caso esemplare per la gestione dei rifiuti radioattivi nel Sud

30 Con il trasferimento dei fusti con materiali contaminati eliminata una delle più gravi criticità ambientali italiane, per la messa in sicurezza dell’area tarantina

31

È stato completato il trasferimento degli

ultimi 141 fusti contenenti rifiuti radioattivi

dal deposito Cemerad di Statte (Taranto)

agli impianti di trattamento e stoccaggio

della Casaccia, gestiti da Nucleco,

controllata di Sogin. Questo intervento

rappresenta un passo significativo nella

gestione delle emergenze ambientali in

Italia.

L'evento ha visto la partecipazione di figure

istituzionali e tecniche di rilievo, tra cui

Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e

della Sicurezza Energetica, Vera Corbelli,

Commissario Straordinario per la messa in

sicurezza del sito, Francesco Campanella,

Direttore dell’Ispettorato Nazionale per la

Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione

(ISIN), Mario Lazzeri, Assistente Esecutivo

dell’Amministratore Delegato di Sogin, e

Nadia Cherubini, Presidente di Nucleco.

La rimozione dei 16.640 fusti ha permesso

di eliminare una delle più gravi criticità

ambientali del Paese. Questi rifiuti,

accumulati tra la metà degli anni Ottanta e il

2000 dalla società Cemerad, includevano

materiali contaminati dall’incidente di

Chernobyl, rifiuti radioattivi di origine

medica, industriale e di ricerca. Il sito, in

condizioni di grave degrado strutturale, era

stato sequestrato dalla Procura di Taranto

nel 2000.

Nel 2017, grazie a una disposizione

legislativa, la gestione della bonifica è stata

affidata a Sogin, con il supporto operativo di

Nucleco. Le operazioni, avviate nel maggio

dello stesso anno, hanno subito una

sospensione per mancanza di fondi

nell’ottobre 2020, per poi riprendere

nell’ottobre 2023 grazie alla disponibilità di

nuove risorse.

Le operazioni di rimozione sono state

particolarmente complesse a causa della

precarietà strutturale del deposito e del

deterioramento avanzato di molti fusti. Ogni

contenitore è stato analizzato e catalogato in

base alle sue caratteristiche radiologiche,

valutandone al contempo le condizioni di

integrità. Molti di essi hanno richiesto

interventi di riconfezionamento per prevenire

eventuali dispersioni di materiale

contaminato. Una volta completata questa

fase, i rifiuti sono stati trasferiti in impianti

specializzati, in attesa del loro smaltimento

definitivo nel futuro Deposito Nazionale.

Il valore complessivo

dell’intervento, che si

concluderà entro fine

anno con la bonifica

completa dell’area,

ammonta a circa

18,8 milioni di euro.

Vera Corbelli,

Commissario

Straordinario, ha

sottolineato

l’importanza

dell’intervento,

evidenziando come

questa iniziativa

abbia richiesto un

coordinamento senza

precedenti tra enti

istituzionali, società

pubbliche e

organismi di

controllo. "Il recupero

e la bonifica del

deposito Cemerad

rappresentano una

svolta nella

amministrazione dei

rifiuti radioattivi in Italia e costituiscono un

modello replicabile per altre aree critiche",

ha dichiarato.

L’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza

Nucleare e la Radioprotezione (ISIN) ha

svolto un ruolo fondamentale nella

supervisione tecnica, garantendo che tutte

le operazioni rispettassero le normative sulla

sicurezza nucleare e ambientale.

Gian Luca Artizzu, Amministratore

Delegato di Sogin, ha espresso

soddisfazione per il lavoro svolto,

sottolineando: "Lo svuotamento del deposito

Cemerad e la messa in sicurezza di oltre

16.000 fusti hanno rappresentato una sfida

tecnica e gestionale di rilievo. Il successo di

questa iniziativa conferma le competenze

della società nel campo della bonifica

nucleare e della amministrazione sicura di

siti contaminati".

L’intervento di Statte non si limita a risolvere

una problematica ambientale, ma costituisce

un modello di gestione integrata per il

recupero di aree compromesse nel

Mezzogiorno. L’esperienza maturata potrà

essere applicata in altri siti con criticità simili,

contribuendo a una più efficace tutela

ambientale e alla sicurezza del territorio

nazionale.

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



SUD

PSICOLOGIA & SOCIETÀ

Vera Corbelli: un punto di riferimento

nella pianificazione ambientale e idrica

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Le cause psicologiche delle separazioni: la parola all’esperto

Esperta di gestione delle risorse naturali e infrastrutture strategiche, è

impegnata da anni nella tutela e valorizzazione del territorio

di Alberto Vito *

Dal 2014 Vera Corbelli è Commissario

Straordinario di Governo, incaricata dalla

Presidenza del Consiglio dei Ministri per

interventi ambientali e infrastrutturali

complessi. Ha guidato le operazioni di

bonifica, ambientalizzazione e

riqualificazione della

città di Taranto,

arricchite da un piano a

medio e lungo termine

(Legge 20/2015). Ha

inoltre seguito la

progettazione e

realizzazione

dell'adeguamento

dell'impianto di

depurazione di Napoli

Est (fino al 2017) e il

sistema depurativo dei

comuni di Mondragone e

Falciano del Massico.

Attualmente, si occupa

della messa in sicurezza

e gestione dei rifiuti

pericolosi e radioattivi

nel deposito ex

Cemerad di Statte

(Taranto) e della

realizzazione di

interventi nel settore

idrico ex EIPLI, previsti

dalla Legge di Bilancio

2019. Entrambi i progetti

mirano a migliorare la

gestione delle risorse

ambientali e rafforzare la

sicurezza territoriale.

Oltre agli incarichi

istituzionali, Vera

Corbelli offre supporto

tecnico-gestionale al

Governo e partecipa

attivamente a iniziative scientifiche e

culturali, promuovendo la sostenibilità e la

tutela dell'ambiente.

Laureata in Geologia all’Università Federico

II di Napoli con lode nel 1981, ha iniziato la

sua carriera collaborando con il

Commissario per il bradisismo dell’area

flegrea. Successivamente, ha lavorato per la

Regione Campania, occupandosi di

gestione delle acque e pianificazione

territoriale. Ha contribuito alla creazione

dell’Autorità di Bacino Nazionale Liri,

Garigliano e Volturno, ricoprendo i ruoli di

coordinatore e successivamente dirigente.

Dal 2007 è stata Segretario Generale

dell’Autorità di Bacino Nazionale Liri,

Garigliano e Volturno e, dal 2009, ha

assunto la coordinazione del Distretto

Vera Corbelli

idrografico dell’Appennino Meridionale. Dal

2017 continua a svolgere il ruolo di

Segretario Generale del Distretto

dell’Appennino Meridionale, guidando la

gestione delle risorse idriche nel

Mezzogiorno.

Grazie alla sua esperienza multidisciplinare,

Vera Corbelli è oggi una figura di riferimento

nella pianificazione ambientale e idrica in

Italia, con un approccio orientato alla

sostenibilità e alla crescita equilibrata dei

territori.

Perché la coppia scoppia

L’ultimo report pubblicato dall’Istat relativo a

matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi

fornisce interessanti spunti di riflessione

sull’evoluzione sociologica del nostro paese.

Riferito al 2022, conferma la riduzione dei

matrimoni religiosi a favore di quelli celebrati

con riti civili (ormai più del 50%) e delle

unioni civili, sostanzialmente stabili le

separazioni e i divorzi. Sono in aumento le

seconde nozze, presumibilmente anche in

conseguenza dell‘entrata in vigore del

“divorzio breve” e i matrimoni con almeno

uno sposo straniero, divenuti il 15% del

totale complessivo. Un elemento ci riguarda

più da vicino ovvero la riduzione della

variabilità territoriale con una progressiva

convergenza del numero dei divorzi tra il

meridione e il settentrione. In passato non

era così, ed in percentuale il tasso dei

divorzi al nord, analogo a quelle dei

principali paesi europei, era doppio rispetto

al sud.

Questo dato fornisce delle riflessioni: vuoi

vedere che, se non dal punto di vista

economico, il nostro paese tende finalmente

a rassomigliarsi almeno culturalmente?

Probabilmente lo stigma verso i separati e i

divorziati si sta riducendo anche nel

Mezzogiorno, mentre al Nord non c’è mai

stato o era comunque inferiore. Inoltre, si

riduce anche l’importanza dei fattori religiosi,

sebbene tuttora resta nelle regioni

meridionali sensibilmente più alta la

percentuale di matrimoni religiosi. Una terza

ipotesi richiama invece fattori economici: la

separazione comporta sempre

inevitabilmente maggiori spese e

probabilmente nelle grandi città del Nord,

più che altrove, sta diventando difficile poter

mantenere lo stesso tenore di vita, per i

minori e gli adulti coinvolti nelle separazioni.

Forse a sorpresa potrebbe essere il costo

della vita ridotto al Sud, anche per la

presenza del contributo delle famiglie

d’origine, la vera causa di questo inatteso

ricongiungimento al resto d’Europa.

Ma quali sono invece le cause psicologiche

delle separazioni coniugali?

Le relazioni di coppia, ad uno sguardo

superficiale, appaiono in crisi nel mondo

occidentale e il numero costante di divorzi, a

fronte di una riduzione dei matrimoni, ne

sembrerebbe la prova più evidente. In

realtà le cose sono un po’ più complesse.

L’aumento delle separazioni è correlato agli

stessi fattori psico-sociali in tutto il mondo

occidentale: la minore influenza delle

credenze religiose, l’ingresso delle donne

nel mondo del lavoro (che

consente una maggiore

autonomia sfuggendo al

ricatto economico),

l’aumentata importanza

attribuita alla ricerca della

realizzazione e del

benessere personale.

Secondo una teoria

interessante, c’entrerebbe

anche il consumismo

dilagante, che ci induce a

considerare più conveniente

comprare un’altra merce

(pantaloni o scarpe, ad

esempio) piuttosto che

riparare o rammendare. Tali

modelli comportamentali

sarebbero così persuasivi da

influenzare in modo inconsapevole anche

le scelte private, portandoci a ricercare

altro al comparire delle prime difficoltà.

Tuttavia, tra i motivi della crisi, ne esiste

uno che va esattamente nella direzione

opposta, ovvero l’aumento delle aspettative

nei confronti del partner, tale da rendere

inevitabilmente più alta la probabilità di

insuccesso.

Per fare un esempio semplice, oggi si dà

per scontato che il/la compagno/a debba

“capire” l’altro. Si tratta di un’affermazione

generica ma assolutamente condivisa, già

da fidanzatini adolescenti. Ci si attende dal

partner una capacità di attenzione che va

ben oltre il garantire il benessere

economico della famiglia o l’accudimento

dei figli, come avveniva nelle precedenti

generazioni. La coppia entra in crisi non

perché sia meno importante del passato,

ma per il motivo opposto: crolla caricata dal

peso delle impegnative reciproche

aspettative condivise.

Ai nostri nonni non erano richieste finezza

psicologica ed empatia. La vita era

probabilmente più faticosa dal punto di

vista materiale ma certamente era anche

più semplice dal punto di vista relazionale,

con valori condivisi e aspettative chiare.

(*) Psicologo, sociologo, responsabile Uosd

Psicologia clinica Ospedali dei Colli

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



IL FATTORE UMANO

Diversità & Inclusione: convenienza o cultura aziendale?

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Il ruolo strategico dell’HR manager in questo tempo di cambiamenti politici, sociali, culturali

di Giovanna d’Elia *

In queste settimane stiamo assistendo a una

svolta significativa nel panorama politico e

aziendale americano: non solo le istituzioni

ma anche diverse grandi corporation come

Meta, Amazon e McDonald's stanno

smantellando i loro programmi di Diversity

& Inclusion, mentre diverse istituzioni

finanziarie stanno iniziando a ritirarsi dalle

alleanze per il clima.

Le mosse di Meta e Amazon non sono un

caso isolato. Grandi marchi come Walmart,

McDonald’s, Walt Disney e persino aziende

finanziarie come JPMorgan Chase e

BlackRock hanno seguito la stessa

direzione, riducendo o eliminando i loro

programmi di diversità in risposta alle

pressioni politiche e legali. I critici di queste

iniziative sostengono che esse

rappresentino una forma di discriminazione

al contrario, mentre i sostenitori ribadiscono

che politiche di inclusione ben strutturate

siano fondamentali per attrarre e

mantenere i migliori talenti, oltre che per

garantire una crescita economica

sostenibile.

Questo cambio di rotta sta già influenzando

anche altre aziende private che seguono

l'esempio.

In questo momento storico, caratterizzato da

rapidi ripensamenti nel posizionamento delle

aziende sui temi sociali, il ruolo dell'HR

Manager diventa sempre più delicato e

strategico.

Si è immaginato che l'ingresso massiccio

della Generazione Z nel mondo del lavoro

avrebbe con sensibilità trattato temi come

diversità, inclusione e sostenibilità

ambientale. Tuttavia, gli eventi recenti

sembrano suggerire uno scenario diverso:

nonostante la presenza crescente di

giovani professionisti nelle aziende,

assistiamo a un progressivo

ridimensionamento delle iniziative di D&I

e sostenibilità. È un segnale che ci ricorda

come le dinamiche aziendali siano il risultato

di forze multiple e complesse, che vanno

oltre le preferenze di una singola

generazione.

A ben guardare, i segnali di fragilità del

"woke capitalism" erano emersi già in

precedenza. Il New York Times riporta che

numerose voci critiche avevano evidenziato

come l'improvvisa conversione delle aziende

a cause sociali nascondesse spesso

motivazioni più pragmatiche che idealistiche.

Ora ci troviamo di fronte a un possibile

punto di svolta: questo ridimensionamento

del ruolo sociale delle imprese rappresenta

un cambio di passo definitivo, o è solo un

temporaneo

riassestamento?

La risposta a

questa domanda

avrà implicazioni

profonde non

solo per le

strategie

aziendali, ma

anche per il

modo in cui la

società nel suo

complesso

affronta le sfide

sociali e

ambientali del

nostro tempo.

In questo

scenario, l'HR

Manager si trova di fronte a una

responsabilità cruciale: mantenere la

coerenza dell'organizzazione. Chi ha

costruito negli anni una solida strategia di

D&I non può permettersi di abbandonarla

improvvisamente, così come chi non ha mai

fatto di questi temi una priorità non può ora

vantarsi di aver avuto ragione nel non

seguire il trend.

Le organizzazioni più resilienti sono quelle

che riescono a bilanciare stabilità e

innovazione sia nel breve che nel lungo

periodo. La chiave sta nel gestire questi

due orizzonti temporali distinti ma

interconnessi:

-Nel breve periodo, è fondamentale

mantenere la continuità delle iniziative in

corso. Un'improvvisa interruzione dei

programmi di D&I potrebbe minare la

credibilità dell'azienda e il morale dei

dipendenti.

Nel lungo periodo, è necessario

sviluppare una visione strategica che

sappia interpretare i macro-trend e

anticipare i cambiamenti, permettendo

all'azienda di evolversi in modo organico

e credibile.

Il ruolo chiave dell'HR Manager

In questo contesto di cambiamento, l'HR

Manager deve evolversi sempre più

verso un ruolo di business partner

strategico, affiancando il CEO nelle

decisioni che impattano non solo sulla

gestione del personale, ma sull'intera cultura

aziendale. Le sue responsabilità si

estendono ben oltre la semplice

amministrazione delle risorse umane,

includendo:

• Garantire la coerenza tra i valori

dichiarati e le azioni intraprese,

monitorando costantemente

l'allineamento tra strategie HR e

obiettivi aziendali

• Mantenere un dialogo aperto e

costruttivo con i dipendenti,

fungendo da ponte tra le esigenze del

business e le aspettative delle

persone

• Assicurare che i cambiamenti

organizzativi riflettano

un'evoluzione naturale e non un

mero opportunismo del momento

• Supportare il top management

nell'interpretazione dei trend sociali e

del loro impatto sul business

• Sviluppare metriche e KPI che

permettano di misurare l'efficacia

delle iniziative intraprese

Il coinvolgimento attivo dei dipendenti

rappresenta un elemento cruciale per il

successo di qualsiasi strategia aziendale,

soprattutto in periodi di cambiamento. L'HR

Manager deve sviluppare un approccio

ancor più strutturato del solito quando si

tratta di gestire queste dinamiche delicate,

andando a fare ancora più focus su best

practice come le seguenti:

Comunicazione bidirezionale

Empowerment e responsabilizzazione

Monitoraggio del clima aziendale

È fondamentale che attraverso queste azioni

i dipendenti percepiscano che l'azienda ha

una direzione chiara e valori solidi. In un

momento di grande incertezza come quello

attuale, le persone hanno bisogno di sentire

che la loro organizzazione sa dove sta

andando e ha gli strumenti per arrivarci.

Il periodo attuale richiede agli HR Manager

una particolare attenzione nel bilanciare

continuità e cambiamento.

Capacità di mantenere la coerenza con i

valori fondamentali dell'organizzazione pur

rimanendo aperti all'evoluzione e al

cambiamento. Solo attraverso questo

approccio equilibrato sarà possibile guidare

l'azienda attraverso le sfide attuali,

mantenendo la fiducia dei dipendenti e la

credibilità sul mercato.

(*) HR Director Focus Consulting

Esperta Risorse Umane e Parità di

Genere e Opportunità

DiversityEquityInclusion

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



NAPOLI

Piazza del Plebiscito si rifà il look: il grande restyling che cambierà il cuore di Napoli

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Botteghe artigiane, illuminazione scenografica e valorizzazione culturale: un progetto da 5 milioni di euro per restituire alla piazza simbolo della città il suo splendore e la sua vivibilità

di Antonio Quaranta

Napoli si appresta a intraprendere un

significativo intervento di riqualificazione

urbana che interesserà Piazza del

Plebiscito, uno dei luoghi più rappresentativi

della città. Il progetto, frutto della

collaborazione tra Prefettura di Napoli,

Comune di Napoli e Agenzia del Demanio,

mira a restituire alla piazza il suo prestigio

storico e a promuoverne un utilizzo

continuativo e sostenibile. L'intervento, che

si concluderà entro il 2027, include il

restauro del colonnato della basilica di San

Francesco di Paola, la valorizzazione degli

spazi ipogei e la riapertura delle botteghe

artigiane, con l'obiettivo di creare un hub

culturale e commerciale di rilievo

internazionale.

Attualmente, Piazza del Plebiscito è

principalmente destinata a eventi di grande

affluenza, ma ha subito nel tempo un

progressivo degrado strutturale e funzionale.

Il porticato, spesso oggetto di vandalismi e

rifugio per senzatetto, ha visto la chiusura

delle storiche botteghe artigiane,

determinando una riduzione del presidio

sociale e culturale. La riqualificazione,

pertanto, non si limita al mero recupero

architettonico, ma punta a riconfigurare la

piazza come spazio urbano attivo e

dinamico, integrando l'artigianato locale e la

produzione culturale nella sua fruizione

quotidiana.

L'intervento si articola in più fasi. La prima

prevede il restauro conservativo del

colonnato con la rimozione di graffiti e il

ripristino delle superfici lapidee. Entro aprile

2025 verrà installato un nuovo impianto di

illuminazione, progettato nel rispetto dei

vincoli imposti dalla Soprintendenza

Archeologica Belle Arti e Paesaggio di

Napoli, mediante dispositivi posizionati sulle

facciate dei palazzi circostanti.

Successivamente, in autunno, inizierà il

recupero dei locali situati sotto il colonnato,

che verranno inizialmente concessi in uso

temporaneo e, in una fase successiva,

assegnati in maniera definitiva a realtà

artigianali di eccellenza, rappresentative

della tradizione napoletana. Tra queste, le

botteghe di San Gregorio Armeno per la

lavorazione del presepe, le liuterie, le

legatorie di Spaccanapoli, gli orafi del Borgo

Orefici, i ceramisti di Capodimonte, i sarti di

Chiaia e i lattonieri di Rua Catalana.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha evidenziato

le criticità legate a un intervento in un'area

soggetta a numerosi vincoli e

sovrapposizioni di competenze

amministrative. Ad esempio, il progetto di

illuminazione non potrà prevedere

installazioni al centro della piazza, ma dovrà

basarsi esclusivamente su punti luce

collocati sugli edifici perimetrali.

L'investimento complessivo ammonta a 5

milioni di euro, finanziati dal Comune di

Napoli, dal Fondo Edifici di Culto (FEC) e

dall'Agenzia del Demanio. Il piano di

intervento include il restauro architettonico e

la valorizzazione del patrimonio

monumentale, ma anche l'introduzione di

innovazioni tecnologiche per migliorare la

sicurezza e la fruizione della piazza. Tra

queste, l'implementazione di un sistema di

videomapping 3D, un circuito di

videosorveglianza, una connessione Wi-Fi

pubblica e un'illuminazione di emergenza.

La riapertura delle botteghe storiche

rappresenta un elemento centrale del

progetto, con l'obiettivo di trasformare la

piazza in una vetrina permanente

dell'artigianato napoletano. L'assegnazione

degli spazi avverrà in due fasi: una prima

fase di concessione temporanea fino ad

aprile 2025, seguita dall'assegnazione

definitiva degli spazi.

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha

presentato il cronoprogramma presso la

Prefettura, alla presenza del sindaco

Manfredi, del Direttore dell'Agenzia

Regionale del Demanio, Mario Parlagreco,

e della funzionaria della Soprintendenza,

Rosalia D'Apice. Il piano prevede quattro

fasi operative, con il completamento

definitivo fissato per il 2027. Entro gennaio

2026 sarà ultimato il progetto di

illuminotecnica che interesserà tutti gli edifici

prospicienti la piazza.

La riqualificazione di Piazza del Plebiscito

rappresenta un'importante opportunità per

Napoli, consentendo di restituire alla città

uno dei suoi spazi più iconici e di

trasformarlo in un polo di attrazione culturale

e commerciale. Le prime fasi del progetto

prenderanno forma già nei prossimi mesi,

segnando un punto di svolta nel rilancio

della piazza come centro nevralgico della

vita cittadina.

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



NAPOLI

Parte da Napoli la rivoluzione del trasporto pubblico urbano

38 Un piano da 2,5 miliardi di euro per rivoluzionare la mobilità cittadina attraverso un’integrazione strategica tra metropolitana, tram, funicolari e linee ferroviarie regionali

39

di Fabrizio Matarazzo

Il Comune di Napoli e la Città

Metropolitana di Napoli hanno presentato

un piano decennale, che si estende dal

2025 al 2035, con l'obiettivo di rivoluzionare

il trasporto pubblico urbano attraverso una

serie di interventi mirati e innovativi.

L'iniziativa, che prevede un investimento di

2,5 miliardi di euro in attesa di approvazione

dal Ministero dei Trasporti, mira a rendere

la mobilità cittadina più efficiente, sostenibile

e accessibile, in linea con gli standard

internazionali e le esigenze della

popolazione.

Un aspetto centrale di questo piano è

l’integrazione tra i diversi sistemi di

trasporto, sia quelli già esistenti che quelli di

futura realizzazione, per garantire un

servizio più efficiente e connesso. La

sinergia tra metropolitana, tram, funicolari e

linee ferroviarie regionali consentirà ai

cittadini di spostarsi con maggiore facilità e

rapidità, riducendo la dipendenza dall’auto

privata e migliorando l’accessibilità a tutte le

aree della città.

Il progetto si fonda su un rinnovamento

radicale del parco veicolare, con

l’introduzione di treni metropolitani di ultima

generazione, capaci di offrire maggiore

capienza e ridurre sensibilmente i consumi

energetici. I vecchi tram, ormai obsoleti,

saranno sostituiti da modelli elettrici

avanzati, dotati di sistemi di recupero

energetico per massimizzare l’efficienza e

minimizzare l’impatto ambientale. Inoltre, si

prevede l'acquisto di filobus elettrici con

autonomia migliorata, supportati da

infrastrutture di ricarica rapida per garantire

un servizio continuo e performante.

Tecnologie all'avanguardia, come batterie a

stato solido e software basati

sull’intelligenza artificiale, saranno integrate

per ottimizzare i consumi e la gestione

operativa della rete di trasporto.

Parallelamente, il piano include un

ambizioso programma di riqualificazione

delle infrastrutture esistenti, con interventi

mirati sulle stazioni metropolitane per

migliorarne l’accessibilità e favorire una

maggiore intermodalità. Sarà incrementata

la frequenza dei treni grazie a un

potenziamento della rete ferroviaria, mentre

la sicurezza sarà rafforzata con

l’implementazione di sistemi di monitoraggio

avanzati e l’impiego di materiali innovativi

per rendere le infrastrutture più resistenti a

eventi sismici e climatici.

Un ulteriore pilastro della strategia riguarda

l’espansione delle reti di trasporto, con la

costruzione di nuove linee per connettere le

aree periferiche, in particolare Napoli Est,

Bagnoli, Fuorigrotta, Posillipo e

Capodimonte, spesso penalizzate da

un’inadeguata copertura dei servizi pubblici.

L'integrazione con le nuove infrastrutture

sarà fondamentale per assicurare una

mobilità più fluida e senza soluzione di

continuità tra i diversi mezzi di trasporto.

A partire dal 2030, la città sarà dotata di

ulteriori infrastrutture chiave. Sarà possibile

raggiungere l'aeroporto di Capodichino

con la metropolitana, mentre la metro Linea

6 verrà estesa fino a Mergellina, Bagnoli e

Posillipo. Un'importante novità sarà la

costruzione della metro Linea 10, una linea

senza conducente che collegherà piazza

Carlo III alla Stazione AV di Afragola. Le

linee ferroviarie regionali vedranno il

raddoppio di Cumana e Circumflegrea,

migliorando la frequenza e l'affidabilità del

servizio.

La città sarà dotata di nuove linee su

monorotaia, tra cui un collegamento tra il

Bosco di Capodimonte e la Zona

Ospedaliera, un’altra che unirà il varco

Immacolatella del Porto all’Ospedale del

Mare, e la Gronda Ovest, che collegherà

Napoli ai comuni dell’area nord. Inoltre, sono

previsti investimenti per la metro Linea 1,

con l'apertura della seconda uscita

Materdei al Rione Sanità e la costruzione

della stazione deposito di Campegna per

la metro Linea 6.

Questa rete di trasporti integrata permetterà

ai cittadini di spostarsi con maggiore

efficienza, garantendo coincidenze più

rapide e una connessione ottimale tra le

diverse modalità di trasporto. Il

miglioramento della mobilità pubblica non

solo ridurrà il traffico e l’inquinamento, ma

offrirà un'alternativa concreta ai mezzi

privati, contribuendo a un significativo

miglioramento della qualità della vita urbana.

L’impatto di questo piano si preannuncia

significativo, non solo in termini di benefici

ambientali, ma anche per le ricadute

economiche e sociali. L’ammodernamento

del sistema di trasporto urbano favorirà una

riduzione delle emissioni di CO2 e della

dipendenza dai veicoli privati, con

conseguenti miglioramenti della qualità

dell’aria e della vivibilità cittadina. Inoltre, il

progetto potrebbe generare migliaia di posti

di lavoro diretti e indiretti nel settore delle

infrastrutture e dei trasporti, creando nuove

opportunità per i lavoratori e rafforzando il

tessuto economico locale. La maggiore

accessibilità dei servizi pubblici contribuirà

infine a ridurre le disuguaglianze territoriali,

offrendo a tutti i cittadini una mobilità più

equa ed efficiente.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato

come questo progetto rappresenti un passo

fondamentale per trasformare Napoli in un

modello di riferimento per la mobilità

sostenibile e l’innovazione infrastrutturale.

L’assessore alle Infrastrutture e Mobilità

Edoardo Cosenza ha evidenziato che

l’adozione di soluzioni avanzate, come la

monorotaia, consentirà di affrontare le sfide

della mobilità urbana con un approccio

innovativo e sostenibile. Il consigliere

metropolitano delegato ai Trasporti Luciano

Borrelli ha infine ribadito l’importanza di

un’azione coordinata tra istituzioni e cittadini

per garantire il successo dell’iniziativa.

Se realizzato nei tempi e nei modi previsti, il

piano potrebbe diventare un modello per

altre città italiane, come Milano e Roma,

incoraggiando ulteriori investimenti in

soluzioni di mobilità avanzate e

consolidando il ruolo dell’Italia nel panorama

internazionale dell’innovazione nei trasporti.

(foto e video da Ufficio stampa del Comune di Napoli)

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NAPOLI

Codice della strada: serve un testo unico di tutte norme comportamentali

40 41

Al via il Cenacolo Giuridico dell'ACI Napoli, presieduto dal procuratore Raffaele Cantone

La riforma del Codice della strada è

stato il tema affrontato nella prima

riunione del Cenacolo Giuridico

dell'Automobile Club Napoli

inaugurato dal Presidente del

sodalizio partenopeo, Antonio

Coppola, e dal Procuratore della

Repubblica Raffaele Cantone, con

la partecipazione del Sindaco

Gaetano Manfredi, del Prefetto

Michele Di Bari, e le relazioni del

Sostituto Procuratore Generale

Valter Brunetti e del Comandante

della Polizia Stradale della

Campania e della Basilicata Maria

Pia Rossi.

"Con questo incontro – ha detto in

apertura il Presidente Coppola - debutta il

Cenacolo Giuridico dell'Automobile Club

Napoli nel solco di una lunga e feconda

collaborazione con la magistratura

napoletana iniziata 40 anni fa con la

Commissione Giuridica, presieduta da

Alfonso Vigorita prima e da Aldo Vessia

poi, e proseguita successivamente con il

Seminario Giuridico e la Consulta Giuridica

presieduti, rispettivamente, da Luigi Riello

e Giovandomenico Lepore. In tutti questi

anni, abbiamo condotto approfondimenti

normativi e avanzato proposte su importanti

aspetti della mobilità come i piani urbani del

traffico, la sosta abusiva, la RC Auto,

l'omicidio stradale, l'esterovestizione dei

veicoli e tanti altri. Lavori questi che erano

stati condotti a "porte chiuse". Oggi con il

Cenacolo Giuridico, invece, iniziamo un

nuovo corso aperto al confronto ed al

coinvolgimento con la società civile e con i

suoi migliori e più importanti esponenti"

Sul tema dell'incontro - la riforma del Codice

della Strada - è stato piuttosto critico il

Procuratore Cantone: "la sicurezza stradale

è un tema assolutamente rilevante, ma c'è

una tendenza ideologica che lo sottende. La

recente riforma è intervenuta su molti

aspetti, alcuni positivi ed altri contraddittori,

come le novità introdotte in materia di guida

sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

Sarebbe stato preferibile aspettare per

riscrivere integralmente un nuovo codice,

piuttosto che fare l'ennesimo patchwork

difficilmente comprensibile".

Il Sindaco Manfredi ha posto l'accento

sull'inversione di tendenza dell'incidentalità

stradale, la cui

pericolosità sta

interessando

sempre più i

grandi centri

urbani. "Il

comune di

Bologna con

l'istituzione della

zona 30 è

riuscito a ridurre

la mortalità

stradale, ma il

contenimento

della velocità ed

i controlli

rappresentano

una sfida critica

e complicata. Non basta fissare le regole,

serve anche farle rispettare. E la tecnologia

da sola non è sufficiente bisogna intervenire

anche culturalmente". Significativo è

l'esempio delle strade riasfaltate: "proprio

dove è stato rifatto il manto stradale – ha

sottolineato il primo cittadino – è aumentata

la velocità dei veicoli" in pratica "le buche –

ha detto ironicamente – sarebbero il miglior

strumento per limitare la velocità".

I relatori Brunetti e Rossi si sono

concentrati ad illustrare le tante novità

presenti nella riforma, molte delle quali però

non possono essere operative in mancanza

degli appositi regolamenti di attuazione. Per

il Prefetto Di Bari il nuovo assetto normativo

"è una risposta positiva alle tante battaglie

condotte per la sicurezza stradale".

Particolarmente apprezzato è "l'istituto della

sospensione breve della patente per la sua

efficacia nell'immediatezza". Comunque, la

prevenzione dell'incidentalità stradale passa

per un mix di interventi "l'azione

sanzionatoria, l'aspetto culturale e la

gestione del rischio da parte degli enti

proprietari e gestori delle strade".

Nel corso della manifestazione il Presidente

Coppola ha conferito l'associazione

onoraria ACI al Direttore del Mattino

Roberto Napoletano "per una narrazione di

Napoli che, senza nascondere le difficoltà e

gli annosi problemi della città e del Sud, sta

evidenziando un cambio di passo che porta

a smentire vecchi paradigmi e ad

evidenziare nuove verità. E questa è la vera

professione del giornalista". "La sicurezza

stradale - ha detto Napoletano – è una

battaglia da vincere con la cultura delle

regole per la cui affermazione bisogna fare

di più". Di qui la sua adesione al "Club dei

Tifosi della Legalità", la campagna di

sensibilizzazione dell'Automobile Club

Napoli sotto l'alto patronato del Presidente

della Repubblica e con la benedizione del

Papa, per valorizzare la cultura del rispetto

delle regole e della mobilità sicura e

responsabile.

All'incontro hanno partecipato il Cardinale

Crescenzio Sepe, l'Assessore alla

sicurezza della Regione Campania Mario

Morcone, il Questore di Napoli Maurizio

Agricola, il Presidente della Corte di Appello

di Napoli Maria Rosaria Covelli, il

Presidente del Tribunale di Napoli

Elisabetta Garzo, il Comandante dei

Carabinieri della Legione Campania Gen. D.

Canio Giuseppe La Gala, il Commissario

straordinario per il recupero dei beni

confiscati Prefetto Paola Spena, il

Comandante della Polizia Municipale di

Napoli Gen. Ciro Esposito, il Comandante

della Polizia Stradale di Napoli Agnese

Pane, il Comandante dei Carabinieri Gen.

B. Biagio Storniolo, il Presidente

dell'Autorità portuale del Tirreno centrale

Andrea Annunziata, il Presidente del Tar

Veneto Leonardo Pasanisi, il Sostituto

Procuratore Maurizio De Marco, il

Presidente della Commissione mobilità del

Comune di Napoli Nino Simeone, il

Presidente di Eav Umberto De Gregorio, il

Direttore Generale ARPA Campania

Stefano Sorvino, il Presidente della Croce

Rossa di Napoli Paolo Monorchio, il

Presidente di MCL Michele Cutolo, il V.

Direttore nazionale TGR Rai Antonello

Perillo, con il Direttore TGR Campania

Oreste Lo Pomo ed i giornalisti Guido

Pocobelli Ragosta, Carlo Solimene e

Dario De Martino, i docenti universitari

Amedeo Lepore, Alfredo Contieri e

Pierluigi Coppola, il Col. Roberto Leo

dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli, il

Col. Ciro Ciaravella della Guardia di

Finanza di Napoli, il Col. Giulio Arseni

dell'Esercito Italiano, il Col. Enrico

Ruggiero della Scuola Militare Nunziatella,

e molti altri.

I lavori si sono conclusi con la benedizione

del Cardinale Crescenzio Sepe.

ACI Napoli

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CAMPANIA INSIDE

Basilica della Pietrasanta: un nuovo modello di tutela del patrimonio artistico

42 Pavimentazione flottante in vetro trasparente per la mostra "Impressionisti e la Parigi fin de siècle: un viaggio tra luci e colori"

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di Antonio Quaranta

La Basilica di Santa Maria Maggiore alla

Pietrasanta, fondata nel VI secolo su un

tempio romano dedicato a Diana,

rappresenta uno degli edifici religiosi più

antichi di Napoli e ha subito numerosi

interventi architettonici nel corso dei secoli,

fino a diventare un importante centro

culturale. Situata nel cuore storico della

città, si appresta a diventare un fulcro della

valorizzazione culturale grazie a un progetto

innovativo volto alla conservazione del

proprio patrimonio artistico. In occasione

della mostra "Impressionisti e la Parigi fin

de siècle", è stata implementata una

pavimentazione flottante in vetro

trasparente, una soluzione tecnica

avanzata progettata per garantire la

fruizione dell’edificio senza comprometterne

l’integrità storica.

L’intervento, curato da Navigare Srl in

collaborazione con Nesite, è stato realizzato

nel rispetto delle normative di tutela del

Ministero della Cultura e della

Soprintendenza Archeologia e Belle Arti

di Napoli. Il pavimento flottante, di 23 metri

quadri, è composto da lastre di vetro

temperato ad alta resistenza, sostenute da

una struttura in acciaio inox che ne

garantisce la stabilità. Il sistema di

ancoraggio modulare consente una

distribuzione uniforme del peso, evitando

pressioni eccessive sul pavimento originale.

L’installazione è stata realizzata con

tecniche a basso impatto, garantendo la

totale reversibilità dell’intervento.

Posizionato nella navata principale,

permette una visione diretta del pavimento

maiolicato settecentesco, preservandolo dal

deterioramento. L'installazione,

completamente removibile, è destinata a

rimanere operativa fino al 2027,

consolidando la Basilica come centro

espositivo di riferimento per eventi artistici di

rilievo internazionale.

La mostra "Impressionisti e la Parigi fin

de siècle" e l'evoluzione della

musealizzazione storica

La mostra "Impressionisti e la Parigi fin

de siècle" rappresenta un'importante

occasione per esplorare l'influenza

dell'Impressionismo nel contesto artistico

contemporaneo, evidenziando il passaggio

dalla pittura accademica alle nuove

sperimentazioni sulla luce e sul colore.

Questo evento consente di riscoprire

l'eredità lasciata dagli Impressionisti e il loro

impatto sulle avanguardie successive,

rendendolo un appuntamento di rilievo nel

panorama espositivo italiano. Curata da

Vittorio Sgarbi e Stefano Oliviero,

rappresenta il primo grande evento ospitato

nella Basilica dopo il completamento del

restauro nel 2023. L’esposizione, unica nel

suo genere nel Sud Italia, celebra i 150 anni

dell'Impressionismo attraverso 70 opere

tra dipinti, sculture e disegni, consentendo

una lettura approfondita del contesto

artistico dell'epoca.

Tra gli artisti esposti figurano Edgar Degas,

Paul Cézanne, Camille Corot, Édouard

Manet, Camille Pissarro, Jean-François

Millet, Pierre-Auguste Renoir, Eugène

Boudin, Henri Lecomte e Giovanni

Boldini, i cui lavori documentano

l’evoluzione del linguaggio pittorico

impressionista e post-impressionista. La

mostra offre un'opportunità rara di osservare

opere provenienti da prestigiose collezioni

private, tra cui la Collezione D'Orsay,

normalmente inaccessibili al pubblico.

Un'esperienza immersiva tra innovazione

e tutela

L’implementazione del pavimento flottante

trasparente rappresenta un esempio di

musealizzazione avanzata, in grado di

conciliare la tutela del patrimonio con

l’accessibilità e la valorizzazione degli spazi

espositivi. Questo intervento non solo

garantisce la sicurezza del pavimento

storico, ma favorisce una percezione

estetica e spaziale più ampia, migliorando

l’esperienza del visitatore. La sinergia tra

Navigare Srl, il Polo Culturale Pietrasanta

e il Lapis Museum è fondamentale per il

successo dell’evento. Navigare Srl si

occupa dell’organizzazione generale e della

logistica, curando la selezione e il trasporto

delle opere. Il Polo Culturale Pietrasanta

gestisce la valorizzazione dell’evento,

integrandolo nel contesto artistico e storico

della Basilica, mentre il Lapis Museum

fornisce supporto scientifico e curatoriale,

garantendo un'esperienza espositiva di alta

qualità. La collaborazione tra queste

istituzioni pone le basi per un modello di

gestione innovativo e replicabile in altri

contesti museali di pregio.

Informazioni utili e modalità di accesso

La mostra è patrocinata dalla Regione

Campania e dal Comune di Napoli e sarà

visitabile fino al 27 aprile 2025 con i

seguenti orari:

Dal lunedì al venerdì: 9:30 - 19:30

Sabato, domenica e festivi: 9:30 - 20:30

I biglietti sono disponibili in prevendita

online su TicketOne e sul sito ufficiale di

Navigare Srl:

www.navigaresrl.com

lapismuseum.com

pietrasanta.it

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CAMPANIA INSIDE

Vico Equense: un viaggio tra storia, identità e innovazione sostenibile

44 In Penisola Sorrentina un modello di sviluppo territoriale tra valorizzazione delle radici e prospettive future

45

Vico Equense, località strategica della

Penisola Sorrentina, rappresenta un

interessante caso di integrazione tra turismo

sostenibile, tutela del patrimonio culturale e

pianificazione urbanistica orientata alla

valorizzazione del territorio. La sua unicità è

data dalla combinazione armoniosa tra la

dimensione naturale e quella storicoculturale,

come testimoniano il borgo

medievale di Santa Maria del Toro e

l’imponente Monte Faito, che offrono un

connubio perfetto tra storia, tradizione e

panorami mozzafiato. Questi elementi

definiscono il potenziale attrattivo della città

e il suo modello di sviluppo locale.

Secondo il Sindaco Giuseppe Aiello, la

città ha saputo mantenere una forte identità

attraverso un approccio olistico alla

governance territoriale: "Abbiamo

preservato le nostre tradizioni, le attività

artigianali e le produzioni enogastronomiche

locali, costruendo un'offerta turistica basata

sull'autenticità. Vico Equense è una città che

custodisce il proprio passato senza

rinunciare all'innovazione".

Il territorio offre una notevole eterogeneità

paesaggistica, spaziando dalle spiagge ai

rilievi montuosi del Faito. Questa

caratteristica ha permesso di sviluppare un

turismo diversificato, capace di attrarre

di gestione territoriale

pone particolare

attenzione alla

sostenibilità

ambientale, come

evidenziato

dall'iniziativa 'Le 13

porte', che incentiva

l'esplorazione

consapevole dei

sentieri naturalistici,

riducendo l'impatto

antropico sulle aree

più delicate.

La forte identità

locale è testimoniata

da eventi di carattere

storico e culturale, tra

cui Le Pacchianelle,

una rievocazione che

si ripete annualmente e che rappresenta un

elemento chiave del patrimonio immateriale

della comunità. "Questa manifestazione è

un simbolo della continuità storica della

nostra città, un momento di condivisione che

rafforza il senso di appartenenza della

popolazione", sottolinea Aiello.

Un obiettivo strategico della governance

locale è la destagionalizzazione dei flussi

turistici, realizzata attraverso una

visitatori anche nei mesi meno affollati.

"Abbiamo strutturato un'offerta che va

oltre la stagione estiva, sfruttando eventi

come Festa a Vico e Pizza a Vico,

nonché un calendario di appuntamenti

legati alla cultura e alle tradizioni, per

mantenere viva l'attrattività della città

durante tutto l'anno".

Tra i progetti in fase di realizzazione,

particolare rilievo assume la costruzione

della piscina comunale, prevista per il

completamento entro il 2026. L'infrastruttura

sarà accessibile a tutti i cittadini con tariffe

agevolate per studenti, anziani e categorie

svantaggiate, promuovendo l’inclusione

sociale e l’attività sportiva. "Si tratta di un

gestione del territorio, in cui la

valorizzazione delle risorse locali e la

pianificazione strategica si intrecciano in un

percorso di crescita sostenibile. "Ogni

iniziativa intrapresa rappresenta un tassello

di un progetto più ampio, volto a rendere la

nostra città un modello di sviluppo

equilibrato, capace di coniugare tutela

dell’identità storica e innovazione", conclude

Aiello.

L’esperienza di Vico Equense si inserisce

dunque nel più ampio dibattito sulle best

practices di sviluppo locale, con un

approccio integrato alla valorizzazione del

patrimonio storico e alle strategie di turismo

sostenibile per offrire spunti di riflessione

visitatori con interessi differenti, offrendo

esperienze che spaziano dalle escursioni

naturalistiche sul grande comprensorio

montano, alle visite ai borghi storici, fino alle

degustazioni enogastronomiche che

valorizzano i prodotti tipici locali. La strategia

programmazione mirata di eventi culturali,

enogastronomici e sportivi che valorizzano il

territorio in ogni periodo dell'anno. Inoltre, la

collaborazione con operatori turistici e

strutture ricettive permette di sviluppare

pacchetti promozionali specifici per attrarre

investimento fondamentale per il benessere

della comunità e per la promozione dello

sport come strumento di coesione sociale",

aggiunge il Sindaco.

L'azione amministrativa di Vico Equense si

caratterizza per un approccio integrato alla

sulla capacità delle comunità di evolversi

senza perdere la propria essenza identitaria.

Comune di Vico Equense

(foto fornite dall’Ufficio stampa del Comune di Vico

Equense)

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CAMPANIA INSIDE

Nuovi Spazi Espositivi al MANN: un museo sempre più accessibile

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Lavori in corso per la riqualificazione del piano interrato: mostre temporanee, servizi e un nuovo scalone monumentale

I lavori di riqualificazione del Museo

Archeologico Nazionale di Napoli

proseguono con un intervento significativo

che riguarda gli spazi interrati. Grazie ai

finanziamenti del Fondo Sviluppo e

Coesione 2014/2020, si stanno mettendo a

punto soluzioni innovative per ampliare e

migliorare l’esperienza dei visitatori, con

l’obiettivo di rendere il MANN un luogo

sempre più moderno e accessibile.

Entro la fine del 2025, il percorso di visita

del Museo si arricchirà di un ulteriore livello,

con una nuova area dedicata a mostre

temporanee ed eventi culturali, servizi

igienici più funzionali e depositi riorganizzati,

che permetteranno anche di creare percorsi

tematici di fruizione. L’intervento

rappresenta un passo fondamentale nella

trasformazione del MANN in un centro

culturale all’avanguardia, capace di

dialogare con il pubblico attraverso soluzioni

espositive e strutturali innovative.

“La nostra visione è quella di un Museo

sempre più accessibile e adeguato alle

esigenze del pubblico, con servizi di alta

qualità e allestimenti pensati per rispondere

alle necessità di tutti i visitatori", ha

dichiarato Massimo Osanna, Direttore

Generale dei Musei statali. "Intervenire su

un edificio storico è una sfida affascinante e

complessa, che impone di bilanciare la

tutela architettonica con la volontà di

rendere il Museo un moderno polo di ricerca

e cultura”.

Uno degli elementi più significativi del

progetto è la realizzazione di un nuovo

scalone monumentale, che sarà collocato

nell'ala orientale, nei pressi dell'attuale

ingresso. Questa struttura non solo

agevolerà il collegamento tra il piano terra e

i nuovi spazi espositivi, ma sarà progettata

in armonia con l'architettura storica del

Museo, evocando per imponenza lo scalone

centrale.

L’avvio di questa fase dei lavori comporta, a

partire dal 5 febbraio, una temporanea

modifica degli accessi: il portone principale

sarà chiuso e il pubblico dovrà utilizzare il

portone occidentale, situato sul terrapieno

all’angolo con via Pessina. Per garantire

un’informazione chiara ai visitatori, gli

ingressi e le aree di cantiere saranno dotati

di una grafica dedicata, e gli aggiornamenti

sui lavori saranno costantemente condivisi

attraverso i canali social del Museo.

Questo ambizioso progetto segna

un’ulteriore tappa nella trasformazione del

MANN, consolidandone il ruolo di riferimento

nel panorama culturale internazionale e

offrendo ai visitatori un’esperienza sempre

più coinvolgente e completa.

(F.M.)

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SOCIETA’

Eccellenze civiche in Campania: modelli di cittadinanza attiva

48 Cinque protagonisti del cambiamento sociale

49

insigniti del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana

Il Presidente della Repubblica, Sergio riconoscimento è stato assegnato a

Mattarella, ha conferito onorificenze a Armando Punzo, regista e fondatore della

cinque cittadini campani distintisi per il loro Compagnia della Fortezza, prima

impegno in ambiti sociali, assistenziali e compagnia teatrale attiva all'interno di un

civili. Queste personalità rappresentano un carcere, fondata oltre 35 anni fa a Volterra.

modello di cittadinanza attiva, dimostrando Attraverso il teatro, Punzo ha sviluppato

come il volontariato, la solidarietà e la percorsi artistici e formativi per i detenuti,

dedizione possano costituire strumenti favorendo il loro reinserimento sociale e

concreti di trasformazione sociale.

culturale.

Marta Russo ha trasformato la sua Infine, il più giovane tra i premiati è Antonio

esperienza personale in una missione di Stellato, giovane agente di polizia della

sensibilizzazione. Giovane influencer e provincia di Caserta. Il suo tempestivo

attivista per i diritti delle persone con intervento ha salvato la vita a un bambino di

disabilità, utilizza i social media per

sette anni che rischiava di annegare in una

divulgare consigli pratici e testimonianze piscina. Assieme alla collega Domenica Turi,

sulle sfide quotidiane affrontate da chi vive mentre era fuori servizio, ha eseguito

con limitazioni motorie.

manovre di rianimazione e utilizzato un

Maria Trapanese ha fondato l’associazione

defibrillatore per salvare il piccolo Ayan.

“La Bottega dei Semplici Pensieri” con Questi cinque cittadini rientrano tra i 31

l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo insigniti del titolo di Cavaliere al Merito della

di giovani con disabilità. Il suo progetto mira Repubblica Italiana per essersi distinti in

a garantire loro maggiore autonomia e attività di promozione del dialogo

inclusione nel mondo del lavoro.

interculturale, contrasto alla violenza di

Un altro esempio di impegno sociale è

genere, imprenditoria sociale, assistenza ai

Elena De Filippo, presidente della

disabili, riabilitazione dei detenuti e atti di

cooperativa Dedalus, realtà che si occupa di

eroismo. Il loro impegno rappresenta un

accoglienza e integrazione per le persone

esempio concreto di partecipazione attiva,

immigrate. Il suo operato si inserisce in un

capace di generare un impatto positivo sulla

contesto sociale articolato, fornendo

società e di promuovere i valori

strumenti di supporto e percorsi di inclusione

dell’inclusione e della solidarietà.

a chi arriva in Italia in cerca di una vita

(A.Q.)

migliore.

Nel campo culturale e rieducativo, il

(foto tratta dal sito Dedalus - cooperativa sociale)

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ASSOCIAZIONI

La fatica di crescere

50 51

Cosa sta accadendo oggi all’età evolutiva?

di Giuliana Sepe

Durante l’Assemblea generale del Forum

delle Associazioni Familiari “Guardando al

futuro – Occhio ai giovani”, svoltasi a Bari lo

scorso 23 novembre, presso la Sala

Consiliare del Comune, il Presidente,

Adriano Bordignon, ha sottolineato

l’importanza per i nostri ragazzi di uscire

dalla crescente digitalizzazione per tornare a

scoprire un’esistenza concreta fatta di gioie

e dolori, di conquiste e delusioni, di relazioni

interpersonali basate sul dibattito e sul

confronto costante.

All’assemblea sono intervenuti, tra gli altri, il

Sindaco di Bari, Vito Leccese, il Ministro

per la famiglia e la natalità Eugenia

Roccella, il Presidente della Regione

Puglia, Michele Emiliano, il Vescovo di

Conversano-Monopoli, Mons. Giuseppe

Favale.

Essenziale è stato l’intervento dello

Psicoterapeuta Dott. Alberto Pellai, che ha

sottolineato come viviamo un tempo davvero

molto impegnativo per chi si occupa di

educazione. Mai come in questo contesto

socio-culturale abbiamo i peggiori indicatori

di salute mentale in adolescenza,

nonostante siamo la generazione di genitori

che si è maggiormente data da fare per

crescere figli e figlie felici.

I movimenti di crescita avvengono non

nell’isolamento e nella solitudine, ma

nell’appartenenza ad un gruppo. Ormai gli

adolescenti e i preadolescenti appartengono

più ad una community che ad una comunità

reale: nella community se entri in conflitto

con una persona la blocchi ed eviti il

confronto; in una comunità reale quella

persona resta lì, è un dato corporeo e devi

affrontarla ed è proprio dal confronto che si

genera la capacità di stare al mondo.

I giovani trascorrono dalle tre alle sei ore di

connessione al giorno, più l’età cresce più

cresce il tempo di connessione. Dalla

digitalizzazione nella crescita deriva una

deprivazione di sonno, una deprivazione

sociale, una riduzione delle abilità e delle

competenze cognitive e ci si trova ingaggiati

in attività che ti spingono a non smettere mai

di farle. Nel mondo virtuale c’è un’assoluta

mancanza di educatori, si è attratti dagli

influencer, che seguono meccanismi di

marketing, pratiche seduttive con una

notevole presenza scenica di tipo estetico.

Questi nuovi guru non hanno alcuna

attenzione verso la crescita emotiva di

coloro a cui si rivolgono e sono, in realtà,

motivati da questioni di ingaggio, di profitto e

di mercato.

L’età evolutiva è preparare i figli a saper

gestire le sfide che entrano nelle loro vite

attraverso la realtà con cui si confrontano. In

questo momento la generazione degli

adolescenti è connotata dalla fatica di stare

nella realtà. Si realizza una forte

autoreclusione. Fino a circa quindici anni fa i

genitori erano preoccupati dai pericoli che i

loro figli avrebbero potuto incontrare nel

mondo esterno. Oggi i genitori sono in ansia

perché i loro figli restano in casa a giocare ai

videogiochi o passano tempo nelle

community e piattaforme social. Se un

tempo la punizione tipo era “non esci e resti

in camera tua”, oggi si ricorre al distacco del

wi-fi.

È necessario prendere consapevolezza di

questi elementi sfidanti delle famiglie di oggi,

bisogna invertire la rotta. Scuola, comunità

educanti, associazioni, oratori, bande

musicali, gruppi teatrali devono tornare ad

essere i luoghi di confronto e di educazione

alla vita.

Assieme a Daniele Novara il Dott. Pellai ha

lanciato una petizione al Governo affinché il

tema della gestione del digitale nella vita dei

minori divenga un tema di sanità pubblica e

non sia solo un problema educativo delle

famiglie. Tanti sono oggi i dati che ci dicono

che aderire ad un social media, gestendo un

profilo personale prima dei sedici anni, è

notevole causa di ansia, di problemi legati

alla propria immagine corporea ed alla

propria autostima.

Ci sono anche moltissime evidenze cliniche

che ci dicono che possedere uno

smartphone prima dei 14 anni aumenta in

modo significativo il rischio di crescita,

determinando una riduzione del profitto

scolastico e di molte competenze cognitive,

che sono fondamentali nel tempo della vita.

Sarebbe il caso che il Governo trattasse lo

smartphone come il tabacco e l’alcool:

vanno posti dei limiti d’età. Anche l’accesso

ai social media va regolamentato in modo

da tutelare i minori, che non hanno

competenze per autolimitarsi e autogestirsi

in un mondo così complesso.

È questa una sfida enorme per l’intera

società. Si deve tutelare il diritto dei minori a

crescere bene e in salute, diritto che, negli

ultimi quindici anni è stato potentemente

impattato, alterato e usurato dall’avvento del

digitale.

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



ASSOCIAZIONI

52

Il Servizio Civile: un'esperienza di crescita personale

Un'opportunità straordinaria per i giovani tra i 18 e i 28 anni

di Giuliana Sepe

Scade il 18 febbraio 2025 alle ore 14.00 il

termine per inviare la propria domanda di

partecipazione al Servizio Civile

Universale. Si tratta di un'occasione

imperdibile per i giovani di dedicare un

periodo della propria vita a progetti di utilità

sociale, mettendosi alla prova e

contribuendo attivamente alla comunità.

Attraverso il Servizio Civile, è possibile

sviluppare competenze trasversali come il

lavoro di gruppo, la comunicazione, la

gestione del tempo e la risoluzione dei

problemi. Si tratta di un'esperienza intensa e

gratificante, che permette di entrare in

contatto con persone diverse e realtà nuove.

In alcuni casi, questa esperienza può

garantire una riserva nei concorsi pubblici e

persino il riconoscimento di crediti formativi

universitari o professionali.

Ogni anno viene pubblicato un bando con i

progetti disponibili. I candidati possono

scegliere il progetto più adatto ai loro

interessi e competenze, compilare il modulo

di domanda e inviarlo entro la scadenza.

Segue una selezione basata sui requisiti

indicati nel bando e su un colloquio. Se

idonei, i volontari svolgeranno il servizio

presso l'ente che ha proposto il progetto.

I progetti di Servizio Civile sono molto

diversificati e spaziano in diversi ambiti.

Nell'assistenza sociale, è possibile offrire

supporto a persone anziane, disabili o in

difficoltà. Nel settore dell’educazione, i

volontari possono occuparsi di attività di

sostegno scolastico e animazione di

laboratori didattici. I progetti legati

all’ambiente si concentrano sulla tutela del

territorio e la promozione della sostenibilità

ambientale. In ambito culturale, il servizio

può prevedere la valorizzazione del

patrimonio e l'organizzazione di eventi.

Infine, nei progetti di protezione civile, i

volontari partecipano a interventi di

emergenza e prevenzione dei rischi.

La durata del Servizio Civile varia a

seconda del progetto, ma solitamente è di

12 mesi. Ai volontari viene riconosciuto un

assegno mensile che si aggira intorno ai

500,00 euro, con possibili variazioni in base

al progetto.

Per poter accedere al Servizio Civile

Universale, è necessario avere tra i 18 e

i 28 anni e possedere la cittadinanza

italiana, di uno Stato membro

dell'Unione Europea o essere cittadini

extra UE regolarmente soggiornanti in

Italia. È inoltre richiesto di non aver

riportato condanne penali superiori a

un anno per delitti non colposi e di

essere disponibili a svolgere il

servizio a tempo pieno per tutta la

durata del progetto.

Alcuni progetti possono prevedere

requisiti aggiuntivi, come il possesso di

un determinato titolo di studio,

competenze specifiche (ad esempio la

conoscenza di una lingua straniera o

l'uso di specifici software) o l’appartenenza

a categorie protette, come giovani con

minori opportunità o appartenenti a

minoranze.

Per conoscere nel dettaglio i requisiti

specifici, è fondamentale leggere

attentamente il bando di concorso,

disponibile sul sito ufficiale del Dipartimento

per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile

Universale.

Sito ufficiale del Servizio Civile

Universale: scelgoilserviziocivile.gov.it

Piattaforma DOL per presentare la

domanda online: domandaonline.

serviziocivile.it

A Napoli numerose associazioni

propongono progetti di Servizio Civile in

vari settori. Anche la Caritas offre diverse

opportunità, i cui dettagli sono disponibili a

questo link: caritas.it/progetti-di-servizio-civile-

2024-caritas-in-campania

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



CULTURA E SPETTACOLI

Ricucire il passato: il Fondo italo-tedesco per il Futuro

54

L'Eccidio di Acerra: dal documentario di Felice Ceparano un impegno per la memoria e la riconciliazione

55

di Annamaria Autiero

Nel 2009 il governo italiano e quello della

Repubblica Federale Tedesca hanno dato

vita ad una Commissione congiunta che

potesse affrontare una ricostruzione storica

e critica dell’esperienza comune durante la

Seconda Guerra mondiale, per porre le basi

alla creazione di una nuova cultura della

Memoria. Dopo le raccomandazioni

avanzate dalla Commissione, nel dicembre

2012 a conclusione dei suoi lavori, il

Governo della Repubblica Federale

Tedesca si è impegnato a finanziare una

serie di iniziative tese a valorizzare la Storia

e la Memoria dei rapporti fra i due paesi nel

corso del conflitto, con l’istituzione presso il

Ministero federale degli Affari esteri di un

‘Fondo italo-tedesco per il futuro’.

Rientra fra queste iniziative anche il

documentario ‘L’Eccidio di Acerra’,

realizzato in collaborazione con

l’Associazione Extra Moenia, dal regista

Felice Ceparano, che il 24 gennaio, nella

sala dei Conti del Castello di Acerra, è

stato presentato alla città, dopo l’anteprima

dello scorso luglio al Giffoni Film Festival.

Particolarmente emozionante ma, insieme,

storicamente significativo, è stato

l’intervento della Dott.ssa Elisa Kempe,

vice capo Ufficio della Cultura

dell’Ambasciata della Repubblica

Federale di Germania a Roma, ospite della

serata. La Dott.ssa Kempe ha riportato le

parole che Edith Bruck, poetessa e

scrittrice ungherese, italiana a tutti gli effetti

e una degli ultimi testimoni viventi della

Shoah, ha ricordato all’Ambasciatore

tedesco in Italia durante una recente visita

alla sua casa romana. La signora Bruck ha

citato la raccomandazione che nei giorni

terribili dell’internamento a Bergen Belsen

le fece un prigioniero in punto di morte: “Se

sopravvivi, racconta! Anche per noi.”

È proprio sul valore inestimabile del ricordo,

della testimonianza e della loro diffusione

alle giovani generazioni che è stato

modellato il Fondo italo-tedesco per il

Futuro, esempio concreto di civiltà e di

difficile, quanto necessario, percorso di

riavvicinamento tra vittime e carnefici.

Inconcepibili e inspiegabili sono i crimini

inferti alle vittime e ai loro familiari, per

sempre: non è possibile cancellarli, ma è

possibile dare a quelle vittime,

a quegli esseri umani un volto

e una voce. La rappresentante

dell’Ambasciata tedesca ha

ricordato altri, fondamentali

progetti in atto: uno in

collaborazione con le scuole

italiane e l’Unione delle

Comunità Ebraiche Italiane,

che analizza e confronta i

pregiudizi interculturali e

interreligiosi, un altro presso

l’Università di Colonia, dove

è stato creato e messo a

disposizione un sito su cui

accedere alle informazioni

sulle stragi naziste e i suoi

responsabili.

Citando poi la scrittrice

austriaca Marie von Ebner-

Eschenbach: “Ricordati dei

dimenticati, ti si apre un

mondo!”, la Dott.ssa Kempe

ha anche messo in guardia

dalla superficialità con cui,

troppo spesso, si attingono

informazioni fuorvianti, cui

danno sempre più accesso

telefonini o Intelligenza

Artificiale, che diffondono un

serpeggiante odio online e in

cui è sempre più difficile

distinguere il vero dal falso.

L’invito, infine, è stato quello a

concentrarsi sui Valori che

garantiscono da tanti anni la

pace e a mantenere saldi i

pilastri della Comune casa

europea: Stato di diritto,

frontiere aperte, scambio e

fiducia reciproci, rispetto assoluto della

Democrazia e dei diritti umani, lotta

contro la discriminazione.

Il cammino della riconciliazione italo-tedesca

è stato lungo e non sempre facile, non

bisogna però fermarsi, nonostante i buoni

risultati già raggiunti, anche ricordando

verità scomode. Un esempio, questo,

concreto delle radici comuni della grande

cultura della Ragione, da cui tutti noi

proveniamo e che si è mostrato,

simbolicamente, nella stretta di mano che ha

unito la stessa Dott.ssa Kempe al Sindaco

di Acerra Tito D’Errico davanti alla lapide

con iscritti i nomi delle oltre 90 vittime civili

della strage nazifascista di Acerra.

A Edith Bruck, alla sua profondità, alla

limpidezza del suo sguardo, al coraggio

della sua costante e viva testimonianza, il

suggello del senso profondo della

trasmissione della Memoria alle future

generazioni, nelle parole che lei stessa ha

regalato all’autore del documentario

L’Eccidio di Acerra:

“I tempi sono interdipendenti, siamo figli del

passato e genitori del futuro. Ricordare,

raccontare è tenere in vita le vittime e la

Elisa Kempe e Tito D’Errico

Storia più buia del nostro Novecento, il

nazifascismo. Ci vogliono voci, immagini e

testimoni anche indiretti per illuminare la

giusta strada della pace per i giovani contro

tutte le guerre lontane e vicine, contro ogni

odio, le violenze ovunque. Poter leggere i

nomi delle vittime di Acerra li rende vivi e

mai dimenticati. Io, che nei campi di

concentramento nazisti ero solo un numero,

quando un cuoco a Dachau mi chiese il

nome, domanda inesistente in quei luoghi

infernali, mi sentii di essere, di esistere.

Il nome di Dio nella Bibbia HASHEM vuol

dire NOME.”

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



CULTURA E SPETTACOLI

Elvira Notari 150: Napoli e Cava de’ Tirreni celebrano la prima regista italiana

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Il contributo di Elvira Notari allo sviluppo del cinema e al ruolo delle donne nella regia cinematografica.

di Francesco Bellofatto

Nel 150° anniversario della nascita di Elvira

Coda Notari, Napoli e Cava de’ Tirreni

ospitano una serie di eventi volti a riscoprire

il suo ruolo fondamentale nella storia del

cinema muto italiano e internazionale.

Innovatrice e pioniera, Notari ha realizzato

oltre 60 lungometraggi e numerosi

documentari, offrendo un ritratto autentico

della società dell'epoca. La censura fascista

ha limitato la diffusione delle sue opere, ma

la sua influenza è ancora oggi riconosciuta a

livello accademico e cinematografico.

L’eredità della sua produzione continua a

ispirare studi e approfondimenti sulle

tematiche sociali e di genere nel cinema.

Le celebrazioni del 150° anniversario

rappresentano un’opportunità unica

per analizzare il suo impatto culturale

e il modo in cui ha anticipato molti dei

linguaggi cinematografici moderni.

Oltre alla sua produzione, sarà anche

discusso il ruolo della censura sulle

opere delle prime registe e come il

contesto storico abbia influenzato la

loro carriera. Questi eventi non solo

omaggiano una figura chiave della

cinematografia, ma aprono anche una

riflessione più ampia sull’evoluzione

del cinema e sulla presenza delle

donne dietro la macchina da presa.

Dal 10 febbraio al 30 aprile 2025,

Napoli sarà il cuore delle celebrazioni

con la rassegna "Elvira 150",

un'iniziativa promossa dal Comune di

Napoli, in collaborazione con

Parallelo 41 Produzioni, il Centro

Sperimentale di Cinematografia -

Cineteca Nazionale e la Cineteca di

Bologna. Il programma prevede

proiezioni di film restaurati, conferenze

accademiche, mostre documentarie e

dibattiti con studiosi del settore.

Uno degli appuntamenti di maggiore rilievo è

la proiezione, il 10 febbraio al Multicinema

Modernissimo, del restauro digitale di È

Piccerella (1922), accompagnato da una

colonna sonora originale del Maestro Enrico

Melozzi. Alla serata inaugurale

parteciperanno esponenti del mondo

culturale e cinematografico, tra cui Gaetano

Manfredi, Teresa Saponangelo, Piera

Detassis, Maria Coletti e Titta Fiore.

Questo evento non sarà solo un’occasione

per ammirare un’opera cinematografica

restaurata, ma offrirà anche spunti di

riflessione sul linguaggio cinematografico di

Notari e la sua capacità di raccontare la

realtà sociale della sua epoca.

Altri eventi della rassegna si svolgeranno in

luoghi simbolo della cultura napoletana,

come la Sala Assoli, il Teatro Bolivar, il

Conservatorio San Pietro a Majella e

l’Archivio di Stato di Napoli, che ospiterà

una giornata di studi con esperti di

cinema, storici e critici cinematografici.

In parallelo, la Regione Campania

sostiene una mostra con materiali

provenienti dai Fondi Correra e

Martinelli della Cineteca di Bologna.

Inoltre, il Ministero della Cultura sta

valutando la creazione di un Comitato

Nazionale per celebrare il contributo di

Notari alla storia del cinema italiano.

Questo impegno istituzionale dimostra

l’importanza crescente della sua figura

nel panorama cinematografico e

culturale.

L'8 febbraio 2025, Cava de’ Tirreni,

città natale della regista, ospiterà una

giornata commemorativa intitolata "150

Elvira Coda Notari", organizzata da

Macass APS e Linea d’Ombra

Festival con il patrocinio del

Parlamento Europeo. L’evento sarà

un’occasione per approfondire il contesto

sociale e artistico in cui Notari ha operato,

mettendo in luce le sfide affrontate dalle

prime donne registe.

L'evento prevede una mostra di materiali

d’archivio della Cineteca di Bologna,

seguita da un simposio dal titolo "Elvira

nella storia del cinema", con interventi

della docente Giuliana Bruno (Harvard

University) e delle esperte Sara Matetich e

Francesca Amitrano. Gli interventi

analizzeranno il ruolo di Notari nella

definizione di un nuovo linguaggio

cinematografico e il suo impatto sulla

rappresentazione delle donne sul grande

schermo.

Successivamente, un panel analizzerà

l’impatto culturale e cinematografico

dell’opera di Notari con la partecipazione di

Francesco Della Calce, Maria Di Serio,

Paolo Battista e Antonio Borrelli. Nel

pomeriggio, le scrittrici Flavia Amabile ed

Emanuele Coen presenteranno le loro

pubblicazioni sulla regista, con un dibattito

moderato da Gennaro Carillo. La giornata

si concluderà con la proiezione di È

Piccerella, accompagnata dalla

sonorizzazione dal vivo del duo Made in

Swing.

Elvira Notari, nata a Salerno nel 1875, si

distinse per un approccio narrativo

innovativo che anticipava il neorealismo,

raccontando con autenticità la vita delle

classi popolari napoletane. Con la sua casa

di produzione, la Dora Film, contribuì alla

diffusione del cinema italiano all’estero, con

particolare attenzione alle comunità italiane

negli Stati Uniti.

A causa della censura imposta dal regime

fascista, molte delle sue opere furono

limitate nella distribuzione nazionale, ma

trovarono un forte seguito nelle Little Italies

americane, dove il pubblico riconosceva nei

suoi film la realtà della propria terra

d'origine. La sua produzione, caratterizzata

da una forte presenza femminile, contribuì a

ridefinire il ruolo della donna nel cinema,

non solo come attrice, ma anche come

regista e autrice di storie.

"Elvira 150" Napoli: Eventi gratuiti fino a

esaurimento posti

www.comune.napoli.it/elvira-notari-150

www.parallelo41produzioni.com

segreteria.parallelo41@gmail.com

"150 Elvira Coda Notari" Cava de’ Tirreni:

Macass APS, Linea d’Ombra Festival

lineadombrafestival@gmail.com

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



CULTURA E SPETTACOLI

Dario Sansone affida al ‘Sole’ il suo canto di pace

58 Il primo singolo tratto da ‘Santo Sud’ è una preghiera laica contro la guerra

59

di Manuela Ragucci

Ad un anno da Santo Sud – A Poetry

Sketchbook, la raccolta di disegni e parole

edito da Comicon Edizioni, Dario Sansone

prosegue il suo progetto solista con Sole, il

primo singolo tratto da Santo Sud, il disco in

arrivo l’11 aprile su etichetta INRI / Metatron.

Sole è una preghiera laica contro la guerra.

Con la collaborazione del produttore e

chitarrista francese Seb Martel, il brano

parte da una serie di considerazioni amare

sulla condizione umana e sociale dei nostri

tempi per poi tramutarsi in un’accorata

richiesta di pace al sole, elemento vitale e

legato alla rinascita. In una ‘mezcla’ di suoni

mediterranei che spaziano dalle influenze

arabe alla pizzica salentina, Sole culmina

con una libera interpretazione della poesia

‘E do metà della mia vita’ di Tawfiq Ziyad,

noto come ‘poeta della protesta’ palestinese.

Una vita piena quella dei tuoi ultimi venti

anni, spesa tra le tue grandi passioni, la

musica e l’arte visiva. Frontman dei Foja,

band con sei album all’attivo, ormai da

anni in giro come una trottola per i

numerosi concerti tra l’Italia e l’estero,

disegnatore, regista, adesso stai per

pubblicare il tuo primo album da solista.

Già con il libro Santo Sud - A Poetry

Sketchbook, era iniziato questo

processo, ma quando hai sentito

l’esigenza di raccontarti in una versione

più intima con un disco solista? È una

scelta dettata da un bisogno di maggiore

consapevolezza su quello che stai

costruendo come individuo?

Ho sentito che le canzoni mi invitavano a un

processo differente, più coraggioso e

rivoluzionario, per cui ho iniziato ad

intraprendere un viaggio, a mettermi in

discussione, a scoprire delle cose nuove, a

spostarmi fisicamente, ma anche con

l'anima in altri luoghi. In un'epoca dove

siamo dei numeretti e si cerca sempre di

giocare a fare le classifiche migliori, ho

semplicemente seguito l'ispirazione artistica

nella composizione e mi sono fatto

accompagnare da un produttore artistico

francese, Seb Martel, in un dialogo con dei

suoni che mi hanno denudato le canzoni

grazie ad un arrangiamento più minimale.

Ho anche sperimentato un nuovo modo di

cantare che era già nelle mie corde, ma

quando hai una band con un suono potente,

sei portato ad usare una voce potente per

farti sentire. Qui invece posso sussurrare,

ma allo stesso tempo essere impattante

anche sussurrando. Non so se avevo

bisogno di una consapevolezza su quello

che stavo costruendo, forse sì, perché quel

libro che unisce le parole e i disegni era per

me un modo per mettere una barriera con il

passato ed aprire la strada al presente:

infatti i testi delle canzoni contenute in

questo album, che esce ad aprile, sono già

in quel libro. Questo album è veramente

qualcosa di emotivamente profondo che mi

ha insegnato tanto, aiutandomi a mettere in

discussione e cambiare idea su tante cose.

Mi ha fatto trovare dei nuovi compagni di

viaggio e anche un assetto di struttura

nuovo, non perdendo poi quella che è la

famiglia Foja, che nel 2026 compirà

vent'anni e si farà festa. Ovviamente il

progetto Foja non è finito, è solo in stand by.

Non si può far finta di nulla quando hai

una platea a cui raccontare, non si può

essere distratti o poco coinvolti quando

si parla di guerra, di genocidi, di vittime

innocenti. Questo brano può essere il tuo

contributo a smuovere coscienze, a non

restare sordi? Una bellissima preghiera

laica per non restare in silenzio. Quanto è

forte il desiderio di non lasciare tutto

intentato? Quanto credi nel potere di una

canzone?

Riguardo la guerra, la questione è molto

complicata, perché a volte mi sento proprio

inutile. Il potere di una canzone per me è

quello di dare una ragione a questo senso di

utilità ed è stato fondamentale poter

raccontare Sole e poter omaggiare il popolo

palestinese con un testo di Tawfiq Ziyad.

Credo che le canzoni siano potentissime,

non come i cosiddetti “potenti” che non sono

affatto potenti se non permettono di far

passare questi messaggi. Viviamo in un

mondo tendente al basso rispetto ai

contenuti e per questo non riesco a stare in

silenzio. Non voglio seguire le mode, ma

preferisco schiantarmi con le mie idee

perché sono fortunato a scrivere queste

canzoni e a poterle cantare.

(foto di Bruno Mottola)

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



CULTURA E SPETTACOLI

Marco Zurzolo racconta il ‘suo’ Pino Daniele

60 Al Trianon-Viviani un viaggio musicale tra ricordi, amicizia e suoni di Napoli

61

di Manuela Ragucci

Quando qualcuno va via, lascia in chi resta

un ricordo ed ogni ricordo va a comporre poi

un puzzle inedito che racconta ancora di

quella vita unica. Se poi questa persona è

un musicista che ha composto e cantato

canzoni che hanno fatto parte della vita di

diverse generazioni, allora quel ricordo

diventa memoria collettiva e quel passaggio

terreno diventa mito, come è successo con

Pino Daniele che è parte integrante della

storia e della città partenopea. Grazie alla

sua musica, Pino, a dieci anni dalla sua

scomparsa, fa ancora parte di una

moltitudine di vite. C’è chi lega una canzone

ad una fase della sua storia personale, chi

racconta un aneddoto, chi ricorda dei

momenti passati, tutto questo entra di diritto

nel racconto collettivo che non ha mai

smesso di emozionare.

Se poi quel racconto è filtrato dal cuore e

dall’arte di chi lo ha conosciuto sin dagli

albori della sua carriera, come Marco

Zurzolo che ne ha reso un generoso

omaggio con lo spettacolo “Il gigante con gli

occhiali”, allora l’impatto emotivo è davvero

intenso, capace di coinvolgere e stravolgere

gli animi come è successo agli spettatori del

Teatro Trianon Viviani dove è

recentemente andato in scena.

Uno spettacolo vibrante che ripercorre gli

anni ‘70, quelli degli inizi musicali di Pino

Daniele a Napoli, ma senza cadere nella

facile trappola della nostalgia come di solito

accade a chi racconta degli anni belli che

furono. Il sassofonista partenopeo ha invece

ripercorso una fetta di tempo che

rappresenta davvero un momento d’oro per

la musica made in Naples e che era punto di

riferimento per tanti musicisti di ieri e di oggi.

Il concerto non è solo un tributo musicale,

ma anche un racconto di amicizia,

fratellanza, passione, originalità e genialità,

che ha come protagonista il “Nero a metà”.

Per Zurzolo, Pino, che conobbe in gioventù,

è un “gigante”, non solo per la statura, ma

anche per la sua capacità di creare musica,

sin dai tempi in cui suonava la chitarra con i

Batracomiomachia o il basso con James

Senese e Napoli centrale, prima di

intraprendere la carriera solista.

Ospite speciale di questo viaggio musicale,

che vuole rappresentare Napoli

rispettandone i suoni, i colori e la sua

grande tradizione,, l’attore Franco

Iavarone. Sul palco hanno brillato le voci di

Francesca Zurzolo, Claudia Megrè,

Monica Sarnelli e Cassandra Pepe,

accompagnate dalla band di Marco

Zurzolo, composta da Massimo

Castagnini (sax tenore),

Gabriella Grossi (sax baritono),

Giuseppe Meglio e Orazio

Ricca (chitarre), Vittorio Riva e

Salvatore Avino (batterie),

Umberto Lepore

(contrabbasso).

Qual è il primo ricordo che hai

di Pino?

A casa mia, avevo dieci anni.

Ricordo Pino con la chitarra che

già cantava. Un giorno era

insieme ad altri amici musicisti,

tra cui Umberto Guarino,

batterista, che stava preparando

degli esami e per farlo stava

studiando anche il flauto. Quel

giorno lo lasciò a casa mia, così

presi quello strumento, lo provai,

vidi con curiosità che emetteva

suoni meravigliosi e me ne

innamorai. Da allora ho iniziato

a suonare e non ho mai più

smesso.

E invece l’ultimo ricordo che ti

lega a lui?

Dopo la fine della sua tournée Ferry

Boat ci saremmo dovuti vedere, ma

poi lui purtroppo ebbe problemi di

salute. Andò in Francia per delle

operazioni e così non ci siamo più

visti.

In questo spettacolo sei riuscito

a contestualizzare il racconto di

un periodo d’oro che hai vissuto

pienamente, senza cadere nella

malinconia, emozionando ma

senza rimpianto, qual è stata la

formula magica?

Semplicemente raccontando con il

cuore di chi ha vissuto quel tempo,

ma cercando di renderlo ancora

vibrante, senza metterlo dentro una

vetrina impolverata, ma rendendolo

ancora vivo. Quei suoni sono attuali, quelle

storie hanno ancora tanto da raccontare. Un

grande aiuto è venuto anche dai miei

compagni di avventura che hanno diviso il

palco con me tra cui anche i giovani

musicisti che sono gli alunni della mia classe

al Conservatorio di Salerno. Essere

circondato da giovani mi regala una grande

energia e voglia di mettermi sempre in

gioco.

Dove sta andando la musica made in

Naples? Forse oggi ci sono più narratori

che veri e propri musicisti?

Sicuramente la musica in generale ha avuto

un’involuzione e questo è palese

ripensando al genio di Pergolesi, penso allo

Stabat Mater o ancora a musicisti come

Scarlatti e Puccini. Non si può non

prendere atto che quasi tutta la scena

musicale è in mano non a veri e propri

musicisti ma a narratori che attraverso, ad

esempio, la trap raccontano la società

contemporanea e va anche bene, ma

quello su cui sono in disaccordo è il

messaggio che veicola questo genere

musicale. Non si può dare importanza a

soldi facili, alle visualizzazioni o ad ottenere

consensi se dietro c’è il vuoto, non c’è

studio, non c’è gavetta. Quali valori si

trasmettono ai ragazzi? Che chi è più furbo

ha la meglio nella vita? Non è così e non

deve essere così. Purtroppo i social hanno

fatto perdere di vista il senso della realtà e

tutti seguono queste mode, questi trend,

ma questo non è un bene. Ci sono cose

interessanti nella musica contemporanea,

certo, ma bisogna anche essere in grado di

capire che i messaggi sono fondamentali,

perché chi ha un seguito, ha anche delle

responsabilità.

Se in un concerto all’estero ti

chiedessero di suonare soltanto un

pezzo di Pino Daniele, tu quale

sceglieresti?

Senza dubbio ‘Lazzari Felici’

(foto fornite dall’Ufficio stampa

del Teatro Trianon-Viviani)

Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025



CULTURA E SPETTACOLI

Maggio della Musica 2025: tradizione e sperimentazione tra Villa Pignatelli e Museo Darwin-Dohrn

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Venticinque concerti ed oltre sessanta musicisti internazionali per un festival che celebra il connubio tra classica, jazz e nuove sonorità contemporanee

di Walter Ferrigno

Il Maggio della Musica 2025 si configura

come un’esperienza artistica di rilievo nel

panorama musicale contemporaneo,

distinguendosi per una programmazione che

coniuga tradizione e innovazione. L’evento

prevede venticinque concerti, con la

partecipazione di oltre sessanta musicisti di

calibro internazionale. Sotto la direzione

artistica di Stefano Valanzuolo, la rassegna

si terrà principalmente nella cornice storica

di Villa Pignatelli, con alcuni eventi speciali

al Museo Darwin-Dohrn. La

programmazione di quest’anno celebra

figure di spicco come Dmitrij Shostakovich,

Luciano Berio, Aldo Ciccolini e Pino Daniele,

offrendo un percorso che fonde musica

classica, jazz e sperimentazione

attraverso contaminazioni stilistiche e

tecniche di improvvisazione avanzate.

Un’attenzione particolare è riservata alle

nuove generazioni di interpreti

attraverso il contest Maggio del

Pianoforte, che seleziona giovani pianisti

sulla base di criteri di eccellenza tecnica,

interpretativa e innovativa. I partecipanti,

tra cui Paolo Ehrenheim, Luca Celegato,

Simone Librale e Yura Okawa, saranno

valutati da una giuria di esperti. Il

vincitore dell’edizione 2024, Giancarlo

Grande, tornerà con un recital

monografico dedicato a Chopin.

Elemento distintivo della rassegna è la

capacità di integrare linguaggi musicali

differenti in un discorso coerente e

innovativo. Esempi concreti di questa

integrazione sono "Se Spartak piange…",

contemporanea.

L’evento inaugurale, il 23 aprile, vedrà

protagonisti Domenico Nordio e Francesco

Dillon, due artisti di spicco della scena

cameristica internazionale. Tra gli

appuntamenti più attesi, il tributo a Pino

Daniele con Fabrizio Bosso e Julian

Mazzariello (30 aprile), il concerto jazz di

Antonio Faraò (24 maggio) e la maratona

pianistica in memoria di Aldo Ciccolini (26

ottobre), con le esibizioni di Genny Basso e

Marco Scolastra.

La rassegna si distingue per una proposta

musicale variegata che valorizza sia i grandi

maestri della tradizione sia le nuove voci del

panorama musicale. Tra gli eventi più

significativi figurano il Kalòs Saxophone

Quartet con Francesco Nicolosi (5 giugno), il

clarinettista Tommaso Lonquich insieme al

fisarmonicista Vincent Lhermet (19 giugno),

il pianista Ciro Longobardi, con un omaggio

a Messiaen e Liszt (16 novembre) e il

concerto "No Borders" di Antonio Faraò, che

esplora l’evoluzione del linguaggio jazzistico

ispirato alla passione calcistica di

Shostakovich, che combina narrazione

teatrale e musica sinfonica, "L’amico

geniale", che esplora il legame tra Eduardo

De Filippo e Nino Rota, intrecciando parole

e musica, "Frammenti d’autore", un percorso

musicale che spazia da Mozart a Rihm,

eseguito dal GAMO Ensemble, e l’omaggio

a Paolo Conte con la performance della

band Sparring Partners.

Come affermato da Stefano Valanzuolo,

direttore artistico della rassegna: "Il Maggio

della Musica rappresenta un punto

d'incontro tra tradizione e innovazione,

offrendo al pubblico esperienze uniche che

spaziano dalla musica classica al jazz

contemporaneo".

Maggio della Musica

Villa Pignatelli

Museo Darwin-Dohrn

(ph. di Simone Cecchetti, Michele

Maccarrone e Andrej Grilc fornite dall'Ufficio

Stampa del Maggio della Musica 2025)

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CULTURA E SPETTACOLI

Elogio alla Natura: lo sguardo poetico di Enza Monetti

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Forme in divenire fra alchimie minerali e vegetali: sono i sottili e complessi intrecci dell’artista, in bilico tra le cose della natura e quelle dell’artificio umano

di Loredana Troise

Esplorare lo spazio energetico dove arte e

vita convergono sul filo pungente di un fare

preciso, diretto, sempre in bilico tra

transitorietà ed inquietudine, è l’assunto da

cui sembra partire la poetica di Enza

Monetti, tesa fra tagli e ricostruzioni,

intelletto, passione e conoscenza tecnica. Il

suo sguardo agisce sul recupero e la

rigenerazione della Natura, ogni suo lavoro

infatti riguarda il recupero di forme vegetali,

foglie, rami, piante e in particolare degli

alberi. L’albero infatti diviene un archetipo di

riferimento: oscillante, instabile, come

territori, foreste, ghiacciai, alla cui base, nel

luogo delle radici, c’è una curva e le radici

capovolte verso l'alto affondano nel cielo in

una graduale discesa verso le cose umane.

È una ricerca che si espande fino a creare

progetti di ambienti immersivi pervasi da una

spiritualità che suggerisce la visione del

mondo animato da chiari riferimenti alla vita

quotidiana, alla psiche umana, al mondo

naturale, riportando al necessario dialogo tra

uomo, tecnologia ed a una coscienza più

attenta alla speranza di ritrovarsi. Le

oscillazioni dell'albero trasfondono la

dinamica dei cicli, della incessante ricerca di

punti d'equilibrio: “Sono un'artista fortunata –

mi svela a tal proposito la Monetti – perché

ho incontrato a un certo punto del mio

instancabile percorso lavorativo un’azienda

di Piacenza (SAIB S.p.A.) che, attuando i

principi dell’economia circolare recuperando,

trasformando e rigenerando ogni anno circa

580 mila tonnellate di legno a fine vita, ha

condiviso con me. Arte e industria unite nel

pensiero di recupero hanno dato origine alla

mia mostra Ri/Generarsi, a cura di Barbara

Martusciello, presso la loro sede con

l’intervento all’Opening del prof. Carlo

Alberto Carnevale Maffè, economista

presso SDA Bocconi School of

Management”.

Le foreste di Enza Monetti sono fatte di

alberi originari, di imprendibili divinità dal

respiro lungo, di simboli che l'arte innalza a

realistici, credibili totem della grandezza

dell'esistenza terrena ma anche

immateriale, ove esercita profondità creativa

e intellettuale dando loro un reciproco corpo

di armonia ed empatia. Tutto torna, l'albero,

assunto come codice per la sua visione,

posto al centro del cerchio del mondo

rimanda a connessioni neuronali necessarie

a quello sguardo ampio che sparpaglia

quesiti come foglie al vento nel futuro di cui

non abbiamo certezza se non quella che

l'uomo e la natura sono due facce della

stessa medaglia: “Tutta la mia ricerca

artistica – continua la Monetti - segue un

andamento apparentemente eterogeneo ma

in realtà sviluppato su più percorsi coerenti

tra loro, nei miei progetti, nelle mie

numerose esposizioni, è spesso insinuato il

concetto di sostanziale emergenza etica e

poetica, proiettato sempre al pensiero del

disegno di vita futura. Altra significativa

esperienza su questo versante è stata con il

Dipartimento di Agraria dell’Università

degli Studi Federico ll di Napoli, nella

figura della Prof.ssa G. Aronne, del dott. L.

Ermes Romano per la ricerca scientifica

della Wolffia Globosa, pianta presentata

nella mia mostra Mille Miliardi di Alberi,

curata da Loredana Troise, presso il

Complesso Monumentale di San

Domenico Maggiore a Napoli nel 2022”.

La vita, secondo l’artista partenopea, le cui

opere sono presso le

collezioni delle maggiori

Istituzioni Culturali

cittadine, è per eccellenza il

viaggio avventuroso di

esplorazione di luoghi, fatti,

persone, di scoperte ed

emozioni dove è possibile

percepire un sottofondo

elegiaco che rende tutto,

rilkianamente, eterno e

dolce. Così, lo spostarsi

del corpo, da pochi centimetri fino

alle stelle e pianeti lontani, nella

continua indagine per una più sentita

e determinata consapevolezza

dell'essere, diviene uno strumento

privilegiato per una luminosa

eterotopia (Foucault).

Fra le ultime esposizioni di Enza

Monetti, oltre a quelle già citate nel testo, si

ricordano W.A.D. & community database,

progetto internazionale di artiste donne da

tutto il mondo; Ecce Domina Partenope,

Museo Filangieri, Napoli; Passione bipolare,

Accademia Albertina di Torino

presso Fondazione Bevilacqua La Masa,

Venezia; Per_formare una collezione, a

cura di A. Viliani e S. Salvati, Museo

Madre, Napoli; La Rosa dei 20/projectlab,

a cura di G. Gigliotti e L. Troise, Museo

Hermann Nitsch, Napoli; Swinging,

Palazzo delle Arti, Napoli; Art Hotel Gran

Paradiso, Sorrento; Fake, Castel dell’Ovo,

Napoli; Mater Insula, a cura di M. Bignardi,

S. Giacomo Apostolo.

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CULTURA E SPETTACOLI

Sergio Siano e il suo sguardo silenzioso tra le meraviglie celate di Napoli

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Il fotografo racconta la città svelando luoghi e percorsi ricchi di fascino, mistero e spiritualità

di Manuela Ragucci

Dopo aver raccontato Napoli nei suoi vicoli,

nel suo tessuto sociale, nei suoi monumenti

e nelle sue contraddizioni, dopo avercela

mostrata dal cielo e dal mare, perché in tutti

i suoi progetti Napoli è la protagonista

indiscussa, il fotografo Sergio Siano con

"Silenzio Napoletano" (edizioni Intra

Moenia, 2024) racconta la città andando alla

ricerca del silenzio in percorsi poco battuti o

sconosciuti ai napoletani stessi. Da

Coroglio allo Scudillo, dai Camaldoli al

Moiariello, dal Cimitero degli Inglesi a

Palazzo Donn’Anna, per poi passare per

l’Archivio di Stato è questa la Napoli dei

sentieri alternativi, ricca di fascino, mistero e

spiritualità.

Come nasce ‘Silenzio napoletano’?

Il progetto era già nella mia testa qualche

anno fa, poi è arrivato il Covid che ci ha

costretto a quel silenzio forzato e non mi è

sembrato il caso in quel periodo di andare

avanti. Poi la città a ripreso a pulsare, è

esplosa nel suo caos colorato ed è stato

allora che è subentrata quella necessità di

raccontarla in questa versione inedita, di

dare centralità ad altri luoghi che sono

meravigliosi, ma sconosciuti agli stessi

napoletani. È la necessità di mostrare un

sentiero alternativo a chi vive questa città,

infatti il mio discorso è dedicato soprattutto

ai cittadini con un desiderio di poter inserire

la storia di Napoli come materia per gli

alunni delle scuole elementari e medie, così

da appassionarli e renderli parte

consapevole del luogo in cui vivono,

fortificando il proprio rapporto con la città.

Cosa resta celato alla maggior parte degli

sguardi sfuggenti che invece tu scopri e

fai scoprire ai tuoi lettori attraverso

questo viaggio di amore e silenzio?

Penso alle colline di questa città che a mio

avviso sono poco considerate e ce ne sono

oltre cento, tra quelle più piccole e

ovviamente quelle più grandi e più

conosciute come quella del Vomero,

Capodimonte o Posillipo. Ad esempio la

stessa Poggioreale o l’Arenella sono luoghi

di cui vale la pena conoscere di più e che

invece sono fuori dalla portata della curiosità

partenopea. Poi ci sono luoghi inaccessibili

perché chiusi per mancanza di personale o

proprio abbandonati che, grazie al mio

lavoro, ho avuto la possibilità di scoprire,

come ad esempio i sotterranei di San

Martino o quelli delle tante chiese chiuse o

ancora la magia di veri e propri piccoli

borghi fantasma. Dare l’input per incuriosire

e innescare nei cittadini la voglia di

riappropriarsi di luoghi portandoli per mano

in quello che ho pensato essere un viaggio

che sia d’ispirazione. Ho messo insieme

tanti luoghi diversi e sparsi ma accomunati

proprio da questa dimensione quasi ovattata

e quindi più intima. Ma allo stesso tempo

che sia anche di ispirazione per costruire un

rapporto quasi umano con la città, altrimenti

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CULTURA E SPETTACOLI

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si finisce poi per non amarla e quindi svilirla.

La conoscenza porta alla riconoscenza, al

rispetto.

Ancora una volta diventi Cicerone e

attraverso i tuoi occhi riesci ad aprire

quelli degli altri.

Mi piace considerare questo volume come

una piccola guida e ancora una volta

ribadisco che è più dedicata ai miei

concittadini che ai turisti. Purtroppo questi

ultimi si perdono davvero tante perle

meravigliose della nostra città. La visita per

loro è concentrata solo in pochissimi punti,

sempre gli stessi ormai che, e alle volte, non

sono nemmeno quello che di più

interessante abbiamo da offrire. Il mio

amore per Maradona è cosa nota, ma

davvero non posso pensare che il murales

ai Quartieri sia diventato una delle poche

cose, a volte l’unica, che un turista frettoloso

viene a vedere, perché forse non viene

proprio proposto altro e questo non solo è

ingiusto, è veramente un gran peccato per la

città stessa, l’ennesima occasione persa.

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CULTURA E SPETTACOLI

NA.F.A.FE’ – Napoli Film and Audiovisual Festival: spazio al cinema indipendente e ai giovani talenti

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La nuova rassegna dedicata ai cortometraggi e documentari brevi per promuovere il cinema indipendente in programma dal 10 al 13 marzo all'America Hall.

Il Napoli Film and Audiovisual Festival

(NA.F.A.FE’) rappresenta una nuova

opportunità per il panorama cinematografico

indipendente, con un focus specifico su

cortometraggi e documentari brevi. L’evento,

che si svolgerà dal 10 al 13 marzo 2025

presso il Cinema America Hall di Napoli, si

propone come un catalizzatore per le

produzioni emergenti, favorendo la

diffusione di opere che esplorano tematiche

di rilevanza sociale e culturale. Le iscrizioni

al concorso apriranno il 31 gennaio 2025 e

si chiuderanno il 20 febbraio 2025, con la

possibilità di candidare i propri lavori

attraverso la piattaforma FilmFreeway.

Il festival nasce nell’ambito del progetto

Cohousing Cinema Napoli, promosso e

finanziato dal Comune di Napoli e

organizzato da Camella Srls. L’iniziativa

mira a valorizzare il comparto audiovisivo

locale e internazionale, offrendo una vetrina

qualificata per giovani registi e autori

indipendenti. Una caratteristica distintiva del

NA.F.A.FE’ è la sua radicata connessione

con il tessuto culturale partenopeo, sia

attraverso le ambientazioni delle opere

selezionate, sia tramite il coinvolgimento di

talenti locali e collaborazioni strategiche, tra

cui quella con Run Film, finalizzata a

promuovere il cinema come strumento di

coesione sociale e sviluppo culturale.

La direzione artistica è affidata a Raffaele

Riccio, professionista di comprovata

esperienza, già Direttore Operativo del

Napoli Teatro Festival (2011-2016) e

collaboratore di progetti internazionali con

Franco Dragone (Cirque du Soleil). Tra le

peculiarità del festival, un ruolo centrale sarà

riservato al coinvolgimento delle scuole, con

un programma didattico che permetterà agli

studenti non solo di assistere alle proiezioni,

ma anche di contribuire alla valutazione

delle opere in concorso, assegnando premi

speciali. L’obiettivo è stimolare la riflessione

critica sulle dinamiche cinematografiche

contemporanee, avvicinando le nuove

generazioni al linguaggio audiovisivo come

strumento di narrazione e rappresentazione

sociale.

Sergio Locoratolo, coordinatore delle

politiche culturali del Comune di Napoli,

evidenzia l’importanza del festival

nell’ambito delle strategie pubbliche di

sostegno al settore audiovisivo: “Grazie al

primo bando pubblico per il cinema e

l’audiovisivo, il NA.F.A.FE’ rappresenta un

ulteriore passo avanti nella costruzione di un

sistema culturale che favorisca il talento

giovanile e l’innovazione artistica.”

Ferdinando Tozzi, delegato del Sindaco per

l’industria musicale e l’audiovisivo, sottolinea

il valore formativo dell’iniziativa, rimarcando

l’importanza di creare occasioni concrete di

crescita per i giovani artisti attraverso

masterclass e incontri con professionisti del

settore.

Il festival offrirà un calendario articolato in

tre giorni di proiezioni, accompagnati da

lectio magistralis e incontri con registi,

attori e addetti ai lavori. Il programma

definitivo sarà reso noto nelle settimane

precedenti all’evento. Una giuria tecnica

qualificata sarà incaricata di decretare i

vincitori delle varie sezioni, mentre un

premio speciale sarà assegnato dal pubblico

giovane. La manifestazione si concluderà

con una proiezione fuori concorso alla

presenza di ospiti illustri del panorama

cinematografico e culturale.

Il direttore artistico Raffaele Riccio

sottolinea la mission del festival: “Napoli è

un laboratorio creativo di inestimabile valore,

un crocevia in cui il passato e il presente si

intrecciano generando nuove forme di

espressione artistica. Con il NA.F.A.FE’

vogliamo offrire agli autori emergenti una

piattaforma in cui raccontare storie,

esplorare temi attuali e dare voce a una

nuova generazione di cineasti.”

Per informazioni e aggiornamenti:

info@nafafe.it - Sito ufficiale

W.F.

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CULTURA E SPETTACOLI

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Natura, Arte e Ambiente in mostra a Giugliano

Chiara Di Domenico e Lucia Gangheri da Dreamer-Partner in Palazzo Russo

La mostra "Natura, Arte e Ambiente"

esplora il profondo legame tra il mondo

naturale e la creatività artistica, attraverso le

opere di Chiara Di Domenico e Lucia

Gangheri. La natura, da sempre inesauribile

fonte di ispirazione per gli artisti, è al centro

di questo percorso espositivo che ne celebra

la bellezza e ne interroga l'essenza. Come

sottolinea il curatore Franco Riccardo,

"Dalle montagne maestose ai delicati fiori di

campo, gli elementi naturali hanno

influenzato profondamente la creatività

umana, offrendo motivi, colori e forme che

arricchiscono le opere d’arte. Questo

legame non solo esalta la bellezza del

mondo naturale, ma invita anche alla

riflessione sull’interazione tra l’uomo e il suo

ambiente."

La mostra si configura come un viaggio

attraverso i linguaggi dell'arte

contemporanea, un "periscopio" che si

affaccia su un universo visivo sospeso tra

realtà e immaginazione. "In questo deserto

di bellezza visiva," prosegue Franco

Riccardo, "rimane solo la speranza che

tutto possa cambiare. Siamo convinti che la

bellezza, la cultura e l’arte siano elementi

indispensabili per il processo di

trasformazione."

Un ringraziamento speciale va a Giovanni

F. Russo, direttore di DREAMER-

PARTNERS, che con grande impegno ha

messo a disposizione uno spazio di

eccellenza per la comunicazione culturale,

offrendo una piattaforma di incontro tra

artisti, pubblico e critica.

La mostra si propone come un osservatorio

privilegiato sul rapporto tra arte e ambiente,

un dialogo aperto sulla capacità dell’arte di

riflettere e reinterpretare la natura attraverso

molteplici linguaggi espressivi.

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CULTURA E SPETTACOLI

ArchiveStories: quando i documenti parlano, la storia si ascolta

74 Una serie di 12 podcast inclusivi e digitali per raccontare cinque secoli di storia attraverso l’Archivio Storico del Banco di Napoli

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Il progetto ArchiveStories si propone di

rendere accessibile il patrimonio

documentale dell’Archivio Storico del

Banco di Napoli attraverso una serie di

podcast che coniugano narrazione storica e

innovazione digitale. Questa iniziativa,

sviluppata in collaborazione con il Gruppo

Panini Cultura e l’agenzia di stampa

ANSA, è finanziata dal Ministero della

Cultura e disponibile su Spotify.

La presentazione ufficiale si è tenuta presso

Palazzo Ricca, sede della Fondazione

Banco Napoli, con la partecipazione di

Orazio Abbamonte (Presidente), Ciro

Castaldo (Direttore Generale), Lucia

Panini (Gruppo Panini Cultura), Luigi

Contu (ANSA), Elvira Sepe (Ente

Secondo Lucia Panini, il progetto è

un esempio di innovazione culturale,

che avvicina il grande pubblico a un

patrimonio tradizionalmente

riservato agli specialisti. Nunzia

Sarnelli ha ribadito l’importanza di

una divulgazione che crei un ponte

tra passato e futuro, rendendo la

storia più accessibile e coinvolgente.

Le prime tre puntate sono già

disponibili sulle piattaforme di

streaming, con nuove uscite

settimanali fino al 24 marzo. Tra i

temi trattati nei vari episodi troviamo:

la storia dell’Archivio Storico del

Banco di Napoli, il paesaggismo

napoletano di Giacinto Gigante,

l’empowerment femminile nel primo ‘900, il

teatro San Bartolomeo, l’emigrazione, il

mestiere del pandettaro, la rivoluzione

napoletana del 1799, il Gigante di Palazzo

Reale, la commedia dell’arte e Pulcinella, le

origini leggendarie di Napoli e la figura del

mastro Giorgio.

Il progetto è finanziato dall’Unione Europea

- NEXT GENERATION EU - PNRR

TRANSIZIONE DIGITALE ORGANISMI

CULTURALI E CREATIVI (CUP:

27J23002090008 - COR: 15911948),

segnando un importante passo avanti nella

digitalizzazione e nella divulgazione del

patrimonio storico.

(A.Q.)

Nazionale Sordi, sezione di Napoli) e

Nunzia Sarnelli, curatrice del progetto.

I podcast ripercorrono eventi e personaggi di

grande rilevanza storica, tra cui Eleonora

Pimental Fonseca, le prime impiegate del

Banco di Napoli, le origini leggendarie della

città, l’emigrazione e Pulcinella. Un aspetto

distintivo del progetto è l’inclusività: grazie

alla collaborazione con l’Ente Nazionale

Sordi, ogni episodio è stato tradotto nella

Lingua dei Segni Italiana (LIS). Il primo

episodio, introdotto dallo scrittore Maurizio

De Giovanni, esplora il ruolo dell’archivio,

mentre un altro è dedicato alla figura del

Gigante di Palazzo Reale. Il sound design è

curato da Rossano Gentili, fondatore della

band Dirotta su Cuba, mentre i testi sono

firmati da Nunzia Sarnelli e interpretati da

Debora Sacco e Michele Buonocore. Le

ricerche archivistiche e la bibliografia sono

curate da Benedetta Castronuovo.

Orazio Abbamonte ha sottolineato il valore

dell’operazione, che trasforma documenti

storici in strumenti divulgativi accessibili e

coinvolgenti. Ciro Castaldo ha evidenziato

come il progetto rappresenti un modello di

trasformazione digitale, combinando

tradizione archivistica e innovazione

tecnologica. I documenti utilizzati per i

podcast sono stati inoltre digitalizzati e resi

disponibili online.

L’approccio narrativo è basato su tecniche di

storytelling, finalizzate a coinvolgere un

pubblico più ampio, in particolare i giovani.

Per mantenere autenticità storica, le voci

narranti presentano una leggera inflessione

dialettale napoletana, rendendo i documenti

“testimoni parlanti”.

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CULTURA E SPETTACOLI

A Chiaia nasce Laludart, un nuovo spazio per l’arte contemporanea

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In Piazza dei Martiri, nei locali dell'ex Casa Bowinkel, un innovativo hub multidisciplinare per artisti creativi

Nel cuore di Napoli, in Piazza dei Martiri 24,

nasce Laludart, un nuovo spazio culturale

che si propone come laboratorio creativo e

hub interdisciplinare. Fondato da Salvatore

Castaldo, Ugo Trama e Roberto Di

Bianco, Laludart non è solo una galleria

d’arte, ma un luogo dedicato alla

contaminazione tra pittura, scultura, design,

letteratura e fotografia.

L’inaugurazione, caratterizzata dalla mostra

Explosion curata da Roberto Di Bianco e

allestita dall’architetto Antonietta Totaro, ha

attirato un pubblico numeroso e figure di

spicco del panorama artistico e culturale.

Tra i presenti, Damiano Annunziato,

Antonio Ruggiero, Federico Alvino e

Andrea Castaldo.

"Vogliamo uno spazio che sia un punto

d’incontro tra discipline diverse, capace di

emozionare e ispirare", spiegano i fondatori.

Salvatore Castaldo sottolinea come

Laludart non sia un semplice contenitore

d’arte, ma un’esperienza immersiva che

coinvolge i sensi. Ugo Trama evidenzia il

valore storico della sede e l’impegno nel

supporto ai giovani artisti emergenti.

Roberto Di Bianco ribadisce

l’interdisciplinarità del progetto, con eventi

che spaziano dalla pittura alla moda, fino

alle performance artistiche.

Con Explosion, Laludart si presenta come

un motore di creatività, pronto a lasciare il

segno nel panorama artistico napoletano e

oltre.

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CULTURA E SPETTACOLI

Renato Casaro, il 'pittore di cinema'

78 Il prestigioso grafico che ha collaborato con Leone, Bertolucci, Rosi e Coppola, firma la locandina del docufilm di Felice Ceparano

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di Annamaria Autiero

L’Eccidio di Acerra è il documentario

realizzato da Felice Ceparano, per una

produzione Extra Moenia e dell’Ambasciata

della Repubblica Federale della Germania di

Roma, in collaborazione con l’Associazione

Acerra Nostra, che è stato presentato, nello

scorso mese di luglio, presso il Giffoni Film

Festival.

L’opera rientra in un progetto di recupero

della memoria storica, in particolare della

micro Storia, cioè delle tante Storie

particolari e circoscritte dei territori, preziose

tessere del più complesso mosaico della

macro Storia, che ha come punto di

partenza imprescindibile il ricordo e il

racconto dei testimoni diretti, archivi viventi,

insostituibili quanto inevitabilmente precari,

da cui attingere prima che la naturale fine

del proprio tempo li annulli per sempre.

La seconda presentazione del lavoro e la

prima, emozionata, proiezione dello stesso

nella città di Acerra, il 24 gennaio 2025

presso il locale Castello dei Conti, si è

avvalsa, nel manifesto e nella copertina del

relativo Dvd, del prezioso e riconoscibile

tratto artistico di Renato Casaro, storico

“pittore di cinema”, come lui stesso ama

definirsi, cioè, più prosaicamente, illustratore

tra i più celebri manifesti e locandine

per cinema.

Nato a Treviso, nel 1935, geniale

autodidatta, muove i primi passi nella

città natale, disegnando, in cambio di

biglietti gratis, i cartelloni per i film

proiettati nel locale Cinema

Garibaldi. Non ancora ventenne, si

trasferisce a Roma nel 1953, nello

storico Studio Favalli, all’epoca la più

affermata Agenzia per le campagne

cinematografiche, nella stagione

d’oro della “Hollywood sul Tevere”,

cioè Cinecittà.

Già, però, nel 1956 apre un proprio

studio, sempre a Roma, grazie al

quale arrivano le prime prestigiose

collaborazioni, soprattutto, quando

conosce lo storico produttore Dino

De Laurentiis che gli affida la

locandina del Kolossal La Bibbia,

siamo nel 1965 e l’arte per il Cinema

di Casaro sbarca al Sunset

Boulevard hollywoodiano. Nello

stesso anno comincia la fortunata

collaborazione col regista Sergio

Leone, destinata a durare per anni,

per il quale realizza, soprattutto per il

mercato estero, la keyart per la saga

con Clint Eastwood, riscuotendo un

enorme successo internazionale.

Artista raffinato e curioso, Casaro

alterna la tecnica più classica del

pennello a quella più moderna

dell’airbrush, una tecnica

quest’ultima nella quale viene

considerato ben presto uno dei più

validi esponenti in Italia ed all’estero.

Tra le collaborazioni più prestigiose

compaiono: Claude Lelouch, Francis

Ford Coppola, Wolfgang Petersen,

Bernardo Bertolucci, Luc Besson, Rainer

Werner Fassbinder, Francesco Rosi,

Giuseppe Tornatore, Milos Forman, Percy

Adlon e tanti altri.

Lo scorso mese di ottobre, dal 15 al 27,

presso la Casa del Cinema di Roma,

durante il Festival del Cinema, gli è stata

dedicata una splendida retrospettiva

intitolata: Renato Casaro. L’uomo che ha

disegnato il Cinema, a cura di Monica

Vallerini.

La locandina del documentario sull’eccidio

nazista che, nell’ottobre del 1943, provocò la

morte di oltre 90 persone, tra cui molte

donne e bambini, nella città di Acerra, è

stata realizzata da questo sensibile e

indiscusso maestro della rappresentazione

cinematografica. La scena corale

rappresenta, nell’immaginazione del grande

maestro, un momento di drammatica

contrapposizione tra il disumano puntare le

armi dei militari nazisti e il disarmato e

disarmante guardare i propri aguzzini dei

cittadini acerrani, gli unici protagonisti

dell’opera a cui Casaro ha voluto dare un

volto, il volto umano, fragile ma, nello stesso

tempo, coraggioso e fermo dei veri eroi della

Storia, di ogni Storia, passata, presente e

futura, gli eroi quotidiani che danno un

senso alla bestialità e all’assurdità della

guerra.

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GUSTI

A Miami il sogno dello chef Marco Giugliano:

apre il suo locale “Mano Libera”

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In Florida la cucina tipica di Napoli tra sostenibilità e creatività, con un’esperienza

di condivisione unica.

Dalla provincia di Napoli a Miami, passando

per Londra e Mykonos: la storia dello chef

Marco Giugliano, classe 1990, è l’emblema

del sogno americano realizzato. Dopo anni

di esperienza internazionale, lo chef

inaugura “Mano Libera”, il suo primo locale

negli Stati Uniti. Un progetto che unisce

sostenibilità, creatività e l’essenza della

cucina tradizionale italiana.

Il ristorante si trova a South Miami, in una

zona elegante e familiare, a due passi da

Sunset Drive, e offre un’atmosfera calda e

raffinata. Con cinquanta coperti interni e un

patio da trenta posti, il locale si distingue per

il suo design unico, arricchito da lampadari

marini, tele d’autore e una scenografica

cantina a vista. Al centro della sala, un

tavolo a forma di mano rappresenta

l’essenza del progetto: uno spazio dedicato

alla condivisione e alla convivialità.

«Mano Libera vuol dire famiglia – spiega

Marco Giugliano – e, come accade nelle

domeniche napoletane, gli antipasti vengono

serviti al centro del tavolo per essere

condivisi. Anche i secondi seguono questa

filosofia, mentre i primi piatti li impiattiamo. È

un nome che mi rappresenta, perché i miei

clienti mi lasciano fare, mi danno appunto

mano libera. Nel menù c’è tutta Napoli, la

mia terra».

Nel menù di “Mano Libera” spiccano piatti

iconici come gli ziti alla genovese, la

parmigiana di melanzane, i calamari fritti e il

ragù napoletano, cotto lentamente per 12-14

ore. Non manca un tocco di innovazione,

con proposte come la linguina alla Nerano

“a modo mio”, arricchita da spuma di vacca

rossa e pepe di Sichuan, o le carni dry aged,

maturate nelle celle frigorifero del locale.

Per chi cerca sapori più leggeri, Giugliano

propone piatti “purificati” dal grasso, senza

rinunciare al gusto. Tra le creazioni più

originali, il bao giapponese in versione

italiana, farcito con polpette di melanzane

sottolio e guarnito con polvere di noce

pecan e spuma di Parmigiano Reggiano.

Anche i dolci sono una celebrazione della

creatività dello chef: il gelato al pistacchio

servito su una cialda a forma di bocca è uno

dei dessert più amati.

«Sono nato in Campania, ai piedi del

Vesuvio, dove abbiamo i migliori ingredienti

del mondo – racconta Marco – e nelle

grandi cucine stellate ho scoperto spezie e

aromi che ho inserito nei miei piatti, sempre

con rispetto per la nostra tradizione».

Il viaggio di Giugliano negli USA inizia a

New York, per poi proseguire nel

Connecticut, al ristorante “Strega” di Danilo

Mongillo, dove conquista due forchette del

Gambero Rosso e la prima menzione nella

Guida Michelin per un ristorante dello Stato.

Con questi successi arriva la Green Card

americana e il trasferimento a Miami, dove

continua a perfezionare la sua idea di cucina

contemporanea, influenzata dalle tecniche

della cucina molecolare.

Le sue radici, però, restano sempre ben

salde in Campania. Dai primi passi nel

ristorante di famiglia “Nemo” a Piazzolla di

Nola, ai giorni trascorsi all’istituto

alberghiero Maria Montessori di Somma

Vesuviana, fino alle esperienze nei

prestigiosi stellati come la Taverna Estia a

Brusciano e i ristoranti internazionali di

Londra e Mykonos, il percorso dello chef è

stato un crescendo di successi.

Al suo fianco, la moglie Asya e tutta la

famiglia, che lo hanno sostenuto nella

realizzazione di questo sogno. Come dice

Marco, «Get ready to experience a culinary

journey filled with flavors, passion, and

tradition».

(F.M.)

Mille&UnBabà 2025 di Mulino Caputo:

alta pasticceria e innovazione nel dolce napoletano

Il concorso di riferimento per l’arte dolciaria napoletana ritorna con una nuova

edizione, offrendo ai professionisti del settore l’opportunità di esprimere creatività e

maestria tecnica attraverso il babà. Candidature aperte fino al 3 marzo.

di Antonio Quaranta

L’evento Mille&UnBabà, organizzato da

Mulino Caputo (www.mulinocaputo.it) e

giunto alla sua quarta edizione, si

riconferma come un appuntamento

imprescindibile per i pasticceri professionisti

desiderosi di mettere alla prova il proprio

talento e di confrontarsi con colleghi di alto

livello. L’obiettivo è valorizzare il babà, un

pilastro della tradizione dolciaria

partenopea, attraverso tecniche innovative e

interpretazioni creative.

Nel corso delle precedenti edizioni, il

concorso ha acquisito una dimensione

sempre più ampia, attirando partecipanti non

solo dalla Campania, ma anche da altre

regioni italiane come Toscana, Lazio,

Veneto, Abruzzo e Puglia, oltre che

dall’estero. La crescente partecipazione

conferma il prestigio dell’iniziativa e il suo

ruolo nell’evoluzione dell’arte pasticcera.

L’accesso alla competizione è riservato a

pasticceri professionisti, i quali possono

inviare la propria candidatura già da ora. La

fase selettiva porterà alla finalissima, che

avrà luogo il 17 marzo presso il rinomato

Grand Hotel Vesuvio di Napoli. Per

partecipare, è richiesto l’invio del

curriculum e della ricetta in gara

entro il 3 marzo, all’indirizzo

info@dfcomunicazione.it. Il

regolamento dettagliato è disponibile

su richiesta.

La valutazione delle creazioni sarà

affidata a una giuria di spicco,

composta da personalità di rilievo

nel settore gastronomico. Tra i

giudici figurano Antimo Caputo,

CEO di Mulino Caputo, Gennaro

Esposito, chef due stelle Michelin

e patron della Torre del Saracino,

Sal De Riso, celebre pasticcere e

presidente dell’AMPI (Accademia

Maestri Pasticceri Italiani), e

Sabatino Sirica, maestro della

tradizione dolciaria napoletana.

Antimo Caputo ha dichiarato che

l’evento rappresenta “un momento di

confronto tecnico e creativo di alto

profilo, che permette ai professionisti

del settore di misurarsi con i migliori

e di spingere i confini della

pasticceria contemporanea”.

Il vincitore della competizione

riceverà 1000 kg di farina Mulino

Caputo e un premio in denaro di

1000 euro. L’evento vanta inoltre la

collaborazione di SIDEA Spices and

Herbs, sponsor tecnico specializzato nella

selezione di spezie e aromi, che contribuirà

all’esaltazione del profilo sensoriale delle

creazioni in gara.

L’edizione 2025 di Mille&UnBabà si

conferma dunque come un laboratorio di

sperimentazione e innovazione nel rispetto

della tradizione, promuovendo una continua

evoluzione dell’arte pasticcera. Il concorso

offre ai partecipanti la possibilità di elevare il

proprio profilo professionale e di ottenere un

riconoscimento prestigioso nel settore.

Antimo Caputo

www.mulinocaputo.it

info@dfcomunicazione.it

Sudenord.it - Anno 2 n.5 - Gennaio 2025



GUSTI

Riserva Rooftop e Galleria Morra Arte Studio: Vernissage Sensi in Mostra

82 83

Nel locale di Posillipo tra arte contemporanea e fine dining otto esperienze immersive nella bellezza visiva e nel gusto

“Abbiamo pensato a un evento che potesse

andare oltre il semplice atto del mangiare,

trasformandolo in un vero e proprio percorso

artistico e sensoriale”. È con questa idea

che nasce "Vernissage Sensi in Mostra",

un viaggio sensoriale che prende vita a

febbraio a Napoli, presso Riserva Rooftop

(Via Manzoni, 308), in collaborazione con la

Galleria Morra Arte Studio.

La rassegna, ideata da Sasy Maresca, Ivan

Morra e Roberto Bianco, unisce l’arte

contemporanea e il fine dining attraverso

otto appuntamenti dedicati ai sensi, alla

bellezza visiva e al gusto. «Due mondi che

si incontrano - spiega Maresca - creando

momenti immersivi in cui gli ospiti possono

assaporare piatti ispirati al fil rouge della

serata. Ogni appuntamento segue infatti un

tema artistico e gastronomico diverso,

curato nei minimi dettagli; si comincia con

l’amore e la passione».

Si cena tra le opere della mostra collettiva

realizzata dagli artisti Dario Tironi, Marco

Lodola, Giuliano Grittini e Ugo Nespolo,

affiancati da una nuova generazione

rappresentata da Francesco Pezzuco e

Daniela Lupi, che mettono al centro anche

l’ecologia e l’ambiente.

«Iniziative come queste - commenta Morra -

confermano l’importanza della sinergia tra

gallerie d’arte e realtà dell’hospitality come

Riserva Rooftop, necessaria per un rilancio

del territorio in chiave culturale, per la

promozione e la diffusione dell'arte

contemporanea e dell’enogastronomia

moderna. Attraverso collaborazioni mirate, si

creano opportunità uniche per artisti

emergenti e affermati di esporre le proprie

opere a un pubblico più ampio. Questa

unione rappresenta un motore propulsore

per l'evoluzione e la vitalità dell'arte».

Fondata nel 1980 da Vincenzo Morra e

successivamente arricchita dalla presenza

fattiva dei figli Ivan e Raffaele, la Galleria

Morra Arte Studio è divenuta punto di

riferimento per collezionisti, appassionati,

pittori e scultori, grazie alla sua continua

attività espositiva con mostre istituzionali,

personali e collettive.

"Vernissage Sensi in Mostra" è

un’esperienza di scoperta, un’opportunità di

esplorare la relazione tra sapori e senso

estetico. «È un evento creato per chi ama

l’arte in ogni sua forma - ribadisce Bianco -

perché in fondo anche la cucina non è altro

che arte. Ogni dettaglio è pensato per

emozionare e stupire; gli ospiti saranno

accolti da artisti, esperti d’arte, chef,

sommelier, bar mixologist, che li guideranno

in un viaggio sensoriale tra forme, colori e

sapori».

Durante la cena, il curatore d'arte e l’host

illustreranno le opere esposte e sveleranno

le connessioni tra gli elementi visivi e la

filosofia del fine dining che stanno alla base

di Riserva Rooftop.

Riserva Rooftop, Napoli (Via Manzoni, 308)

Dal lunedì al sabato: 19:30 - 01:00

Domenica: 12:30 - 01:00

Info e prenotazioni: 081 6125267

Riserva Rooftop:

www.riservarooftop.com

Galleria Morra Arte Studio:

www.galleriamorraartestudio.com

(W.F.)

Sudenord.it - Anno 2 n.5 - Gennaio 2025



GUSTI

Marco Ambrosino, chef di Sustànza: per Identità Golose eccellenza gastronomica mediterranea

84 Lo chef ha trasformato il ristorante nella storica Galleria Principe di Napoli in un centro di perfezione culinaria

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Marco Ambrosino, chef di spicco del

ristorante Sustànza a Napoli, è stato

insignito del titolo di Miglior Chef dell‘Anno

dalla prestigiosa Guida di Identità Golose.

Questo riconoscimento, tra i più ambiti nel

panorama gastronomico italiano, premia il

suo straordinario impegno nel reinterpretare

la tradizione mediterranea attraverso una

cucina moderna e concettualmente

profonda. Già celebrato dalla Guida

Gambero Rosso 2025 per il miglior predessert,

Ambrosino consolida il suo ruolo di

innovatore e promotore della cultura

gastronomica.

Nato a Procida, lo chef ha trasformato il

ristorante Sustànza, situato nella storica

Galleria Principe di Napoli, in un centro di

eccellenza culinaria. La sua filosofia è

radicata nella capacità di trasmettere storie

e identità culturali attraverso ogni piatto.

“Premiamo Marco Ambrosino per la sua

identità forte e ben definita, che emerge

chiaramente in ogni dettaglio del suo menu,”

ha commentato Paolo Marchi, curatore

della Guida Identità Golose. “Il suo lavoro

è una dichiarazione d’amore verso il

Mediterraneo, priva di stereotipi.”

Ambrosino ha sottolineato l’importanza del

lavoro di squadra, ringraziando il team di

Sustànza e il proprietario Luca Iannuzzi

per il costante supporto. “Questo premio è il

risultato di un percorso collettivo,” ha

dichiarato. “Ogni piatto che creiamo

rappresenta un pezzo di storia e veicola un

messaggio di connessione culturale.”

Tra i piatti simbolo di Ambrosino spicca il

Mischiato Potente, una creazione che

combina pane macerato, alici marinate, olio

di nocciola e pasta artigianale di Gragnano.

Questo piatto incarna il suo approccio alla

cucina: un equilibrio perfetto tra tradizione e

innovazione, dove ogni ingrediente ha una

funzione narrativa e simbolica. Per lo chef, il

Mediterraneo non è solo una regione

geografica, ma un’idea di inclusione e

scambio culturale.

Dal 2019, Ambrosino è anche il fondatore

del Collettivo Mediterraneo, un progetto

che esplora le connessioni culturali e sociali

tra le diverse tradizioni mediterranee. Con il

sostegno della moglie, l’architetto Simona

Castagliuolo, il Collettivo promuove

iniziative che abbracciano gastronomia, arte

e inclusione sociale. “Il Mediterraneo è un

punto di incontro tra culture, una fonte

inesauribile di ispirazione per la mia cucina

e per il mio lavoro,” spiega Ambrosino.

Il ristorante Sustànza, insieme al bar

letterario ScottoJonno, rappresenta un

modello unico di contaminazione tra cibo,

cultura e storia. Gli eventi culturali ospitati

presso questi spazi contribuiscono a creare

un’esperienza gastronomica che va oltre il

semplice atto di mangiare, trasformandolo in

un viaggio attraverso il tempo e le tradizioni.

• Identità Golose

• ScottoJonno

• Sustànza

(F.M.)

Sudenord.it - Anno 2 n.5 - Gennaio 2025



GUSTI

Eccellenza pasticciera campana per la Pasqua 2025

86 De Vivo propone un'esperienza di gusto completa, nel rispetto della tradizione e con un tocco di innovazione

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La pasticceria De Vivo rappresenta

un'eccellenza nel panorama della

pasticceria artigianale italiana, coniugando il

rispetto per la tradizione con una continua

ricerca dell'innovazione. Fondata su

un'eredità di saperi tramandati da

generazioni, l'azienda ha saputo evolversi

attraverso l'uso di ingredienti selezionati e

tecniche avanzate di lievitazione e

lavorazione.

L'eccellenza della produzione De Vivo

risiede nella lunga lievitazione naturale, un

processo che garantisce struttura,

leggerezza e complessità aromatica ai

prodotti. Le colombe pasquali ne sono un

esempio perfetto, grazie all'impiego di

materie prime di alta qualità e alla

meticolosa gestione della fermentazione. La

pasticceria De Vivo si distingue per la

Marco De Vivo con figlia e moglie

capacità di reinterpretare le ricette della

tradizione con approcci innovativi,

mantenendo inalterata l'essenza dei sapori

autentici. Ogni prodotto è il risultato di un

processo di ricerca volto a esaltare il gusto e

la consistenza, garantendo esperienze

sensoriali di alto livello.

Per la Pasqua 2025, De Vivo propone

un’ampia gamma di colombe caratterizzate

da impasti soffici e profumati. Tra queste

spiccano la Colomba Ricotta e Pera,

ispirata al celebre dolce partenopeo, con

morbido impasto alla ricotta e pere candite,

e la Colomba Sfogliatella Santarosa,

arricchita con crema alla ricotta, canditi e

una copertura croccante che richiama la

tipica sfogliatella napoletana. La Colomba

Pastiera di Grano unisce il grano cotto, la

ricotta e gli aromi agrumati per rievocare il

sapore autentico della pastiera napoletana,

mentre la Colomba Delizia al Limone

esalta la freschezza della Costiera

Amalfitana con crema al limone e copertura

al cioccolato bianco. Non manca un’opzione

per chi segue una dieta senza lattosio: la

Colomba Pellecchiella & Cioccolato, con

albicocca Pellecchiella del Vesuvio e gocce

di cioccolato fondente.

Gli amanti dei sapori fruttati potranno

scegliere la Colomba ai Frutti di Bosco,

arricchita da una selezione di frutti di bosco

e copertura al cioccolato bianco, mentre per

chi predilige gusti più intensi, la Colomba

Chococaramel con cioccolato al latte e

caramello salato offre un contrasto dolce e

deciso. Altre varianti golose includono la

Colomba al Pistacchio, con crema di

pistacchio e croccante granella di pistacchio

di Bronte, e la Colomba Chocorhum, che

unisce il cioccolato fondente a una nota di

rum per un gusto avvolgente e intenso.

Le versioni rustiche, dal profilo gustativo più

deciso, offrono alternative salate come la

Colomba Pesto e

Pomodoro, ispirata ai sapori

mediterranei, con un impasto

aromatizzato al pesto e

pomodoro secco. La

Colomba Nzogna e Pepe

richiama la tradizione del

casatiello napoletano, con

sugna e pepe nero, mentre la

Colomba Carciofo Campano

propone un’innovativa

interpretazione salata con

crema di carciofi campani e

formaggio.

L’uovo pasquale viene

reinterpretato da De Vivo

attraverso un’accurata

selezione di cioccolati di alta

qualità. L’Uovo Lievitato

rappresenta un’innovazione

unica, combinando impasti

lievitati con il classico

cioccolato. Tra le proposte si

distingue l’Uovo al Cacao, con pezzi di

cioccolato puro e farcitura di crema

spalmabile al cioccolato fondente e infuso di

vaniglia, e l’Uovo al Pistacchio,

caratterizzato da impasto soffice con pezzi

di cioccolato e farcitura di crema spalmabile

al pistacchio e infuso di vaniglia.

Infine, la Campana Caprese rende omaggio

alla tradizione ispirandosi alla celebre torta

caprese. Questa innovativa creazione

combina un impasto lievitato al cacao con

l’aggiunta di pasta di mandorla e cioccolato

fondente, arricchito da un infuso di mandorla

per un profilo aromatico più complesso. La

sua forma richiama il celebre Campanile

della Piazzetta di Capri, simbolo della

tradizione e augurio pasquale.

www.devivopasticceria.it

info@devivopasticceria.it

Sudenord.it - Anno 2 n.5 - Gennaio 2025



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Sudenord.it - Anno 2 n. 2 - Febbraio 2025

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