TuttoBallo20 - MarzoAprile 2025 - EnjoyArt 45
Numero 45 di Tuttoballo20, un'edizione che celebra il talento e la creatività in tutte le sue forme! In copertina, abbiamo l'eccezionale Elodie, che dopo il trionfo al Festival di Sanremo con la sua emozionante canzone "Dimenticarsi alle 7", si prepara a conquistare il grande schermo. Sotto la direzione di Lucio Pellegrini, Elodie interpreta una donna forte e coraggiosa, un ruolo che promette di affascinare e ispirare il pubblico. Ma non è tutto: nella nostra controcopertina, la coppia Come_Cose ci regala un assaggio di una primavera ricca di "Cuoricini", un invito a lasciarci trasportare dalle emozioni e dalla musica che ci accompagneranno nei mesi a venire. All'interno di questo numero, troverete interviste esclusive, mostre imperdibili e una panoramica su ciò che ci aspetta durante la bella stagione, dove la musica e l'arte si intrecciano in un abbraccio di colori e suoni. Preparatevi a vivere un viaggio emozionante nel mondo della cultura e dell'intrattenimento!
Numero 45 di Tuttoballo20, un'edizione che celebra il talento e la creatività in tutte le sue forme! In copertina, abbiamo l'eccezionale Elodie, che dopo il trionfo al Festival di Sanremo con la sua emozionante canzone "Dimenticarsi alle 7", si prepara a conquistare il grande schermo. Sotto la direzione di Lucio Pellegrini, Elodie interpreta una donna forte e coraggiosa, un ruolo che promette di affascinare e ispirare il pubblico. Ma non è tutto: nella nostra controcopertina, la coppia Come_Cose ci regala un assaggio di una primavera ricca di "Cuoricini", un invito a lasciarci trasportare dalle emozioni e dalla musica che ci accompagneranno nei mesi a venire. All'interno di questo numero, troverete interviste esclusive, mostre imperdibili e una panoramica su ciò che ci aspetta durante la bella stagione, dove la musica e l'arte si intrecciano in un abbraccio di colori e suoni. Preparatevi a vivere un viaggio emozionante nel mondo della cultura e dell'intrattenimento!
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45
E l o d i e
dopo Sanremo torna al Cinema con
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STEFANO FRANCIA ENJOYART
presenta
COMPILATION e PODCAST
IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO
DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME
Ascolta ora
PODCAST/STEFANOFRANCIA
TuttoBallo - Marzo/Aprile - n. 45
Copertina: ELODIE - GIOCO PERICOLOSO - VISION DISTRIBUTION
Contro Copertina: COMA_COSE - @tiny_idols + @pablo_patane
Editore "Stefano Francia" EnjoyArt
Direttore - Fabrizio Silvestri
Vice direttore - Eugenia Galimi
Segretaria di redazione - Pina delle Site
Redazione - Marina Fabriani Querzè, Luca Fochetti.
COLLABORATORI: Lisa Bernardini, Maria Luisa Bossone, Antonio Desiderio,
Francesco Fileccia, David Bilancia, Giovanni Fenu, Mauri Menga, Sandro
Mallamaci, Luca Fochetti, Walter Garibaldi, Francesco Leone, Assia
Karaguiozova, Elza De Paola, Giovanna Delle Site, Francesca Meucci.
Fotografi: Luca Di Bartolo, Monica Irma Ricci, Elena Ghini, Cosimo Mirco
Magliocca Photographe Paris, Luca Valletta, Raul Duran, Raul, Alessio
Buccafusca, Alessandro Canestrelli, Alessandro Risuleo. Altre foto pubblicate
sono state concesse da uffici stampa e/o scaricate dalle pagine social dei
protagonisti.
CREDITI FOTO
Le immagini e le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto d’autore,
vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai sensi degli artt. 65
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É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dal direttore.
I collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.
Testata giornalistica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia EnjoyArt
per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com
Editoriale
Benvenuti al numero 45 di Tuttoballo20, un'edizione che
celebra il talento e la creatività in tutte le sue forme! In
copertina, abbiamo l'eccezionale Elodie, che dopo il trionfo
al Festival di Sanremo con la sua emozionante canzone
"Dimenticarsi alle 7", si prepara a conquistare il grande
schermo. Sotto la direzione di Lucio Pellegrini, Elodie
interpreta una donna forte e coraggiosa, un ruolo che
promette di affascinare e ispirare il pubblico. Ma non è
tutto: nella nostra controcopertina, la coppia Coma_Cose
ci regala un assaggio di una primavera ricca di "Cuoricini",
un invito a lasciarci trasportare dalle emozioni e dalla
musica che ci accompagneranno nei mesi a venire.
All'interno di questo numero, troverete interviste esclusive,
mostre imperdibili e una panoramica su ciò che ci aspetta
durante la bella stagione, dove la musica e l'arte si
intrecciano in un abbraccio di colori e suoni. Preparatevi a
vivere un viaggio emozionante nel mondo della cultura e
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Libera il Corpo e la mente
con la 5 edizione di
d i l l o a l l a d a n z a
26/27 aprile 2025 -Napoli
TuttoBallo
29 aprile 2025 contest “Dillo alla danza”
Evento organizzato dall’associazione Stefano Francia EnjoyArt
in collaborazione con la Vinci Factory
per festeggiarea la 43° Giornata Internazionale della Danza
Nel corso delle due gionate si svolgeranno
workshop, proiezione del documentario:
“Breaking dalla strada alle olimpiadi”, dibattiti e spettacoli.
per partecipare e proprorre lo spettacolo
della tua scuola di danza contattaci:
dilloalladanza@gmail.com - whatsapp 39335435168
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IL CARNEVALE DI CASTROVILLARI
67° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FOLKLORE
di Eugenia Galimi
Vicedirettore
Un evento unico che risale al 1635, una tra le feste più importanti d'Italia.
Le origini del carnevale di Castrovillari risalgono al 1635 quando venne rappresentata, dinanzi alla sede universitaria
cittadina, in occasione dei riti carnascialeschi, la farsa teatrale dell’Organtino. La prima manifestazione progettata dalla Pro
Loco è datata 1959, quando, grazie all’intuizione del prof. Vittorio Vigiano, fondatore dell’associazione, venne organizzata la
prima edizione del Carnevale del Pollino e Festival Internazionale del Folklore.
L’intuizione è stata quella di coniugare maschere e folklore, un binomio vincente determinato dall’enorme partecipazione
popolare che ancora oggi lo caratterizza. Uno spettacolo che si integra magistralmente con quello del folklore e che ha visto
la partecipazione all’evento di gruppi provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.
Bello, coinvolgente e colorato il Festival Internazionale del Folklore abbinato al Carnevale di Castrovillari, manifestazione
organizzata dalla Pro Loco cittadina. Tanti sono stati i gruppi folclorici che hanno preso parte negli anni alla manifestazione,
gruppi nazionali ed esteri che hanno allietato all’aperto prima e in strutture poi, i tanti turisti che partecipano all’evento
carnascialesco. Grande interesse suscita il Gran Galà del Folklore, manifestazione dove i gruppi partecipanti, offrono il
meglio del loro repertorio artistico attraverso scenografie, costumi, canti e balli tipici, interpretando le tradizioni culturali ed
etniche del Paese di origine. Serata questa di grande richiamo dove, il risultato più importante raggiunto, oltre alla continuità,
è la massiccia partecipazione di pubblico, ogni anno sempre più numeroso.
TuttoBallo
Il Museo del Mare
di Sandro Mallamaci
Tanti soldi e tante aspettative per quella che dovrà essere un'opera che cambierà lo skyline di Reggio Calabria
Il progetto di Zaha Hadid vincitore del bando per la riqualificazione del waterfront della città, quasi un ventennio fa, è stato
incluso tra i 14 investimenti strategici per la rinascita del Paese.
Saranno spesi circa 61 milioni di euro, provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e ulteriori 60
milioni dal PON Metro Plus 2021-2027, assegnati con decreto del Consiglio dei Ministri al Comune di Reggio Calabria lo
scorso 6 agosto.
Ripercorriamo l'iter che ha portato alla scelta del progetto.
Nel 2006 viene pubblicato il bando :
Concorso di progettazione internazionale relativo ai lavori di realizzazione del completamento del Waterfront di Reggio
Calabria.
L'esito della gara è stato pubblicato un anno più tardi.
Il 1° PREMIO è stato assegnato al progetto presentato dallo studio di Zaha Hadid
Il 2° PREMIO Al gruppo di progettazione: Società Ingegneria SI. NA.
Il 3° PREMIO EX-AEQUO Al Gruppo di progettazione: Tommaso Principi (OBR Open Building Research) e al Gruppo di
progettazione: Mario Bellini (Mario Bellini Associati srl)
Quello che sarà realizzato riguarda una parte del più ampio progetto vincitore ed esattamente il Centro delle Culture del
Mediterraneo che si articola in due lotti.
A breve si darà inizio alle opere del lotto 0, ovvero alle opere marittime di protezione della costa e successivamente alla
realizzazione della struttura polifunzionale con spazi espositivi, acquario, auditorium, aree per didattica e commerciali.
La città crede molto nella capacità attrattiva che questa struttura eserciterà, sia nei confronti della cittadinanza che dei
flussi turistici.
Questo secondo obiettivo è sostenuto anche dal recente rilancio dell'aeroporto dello stretto, collegato, oltre che con il
territorio nazionale, anche con molte città europee.
Il fermento di questi giorni con la posa della prima pietra prevista per il 22 febbraio prossimo, coincide anche con un altro
momento molto atteso in città: a breve si attende l'esito della candidatura di Reggio Calabria a capitale italiana della
cultura 2027.
L'eventuale esito positivo darebbe la possibilità alla città di "valorizzare le sue bellezze, la sua storia, la sua cultura e,
soprattutto, il suo spirito di comunità", così come si legge sul sito del comune che pubblicizza il manifesto per il sostegno
della candidatura nel dossier denominato "cuore del Mediterraneo".
Si aggiungono quindi altri buoni motivi per scegliere di fare una puntatina qui sulle rive dello strettoper trascorrere
giornate in un clima invidiabile, godendo delle bellezze che la natura ha regalato a questi luoghi, senza tralasciare di
gustare la buona cucina e di immergersi nella storia che da queste parti racconta di miti, di filosofia, di musica di poesia e
arte. Questa è la città "Italia" prima dell'Italia, come recita il manifesto, in cui l'orizzonte sul Mediterraneo è libertà e non
confine.
TuttoBallo
TuttoBallo
A cinquant’anni dall’uscita in Italia dell’iconica serie d’animazione "Ufo Robot Goldrake", è ora disponibile una
ristampa in edizione limitata su vinile azzurro ghiaccio. Questa edizione presenta le sigle italiane riproposte nella
loro versione originale, con un audio completamente rimasterizzato. Le straordinarie musiche di artisti del calibro
di Vince Tempera, Fabio Concato, Ares Tavolazzi, Massimo Luca e Julius Farmer, solo per citarne alcuni, furono
tra i singoli più venduti del 1978 e continuano a risuonare nella memoria di intere generazioni.
In occasione di questo importante anniversario, la serie originale restaurata, composta da 74 episodi, torna sulle
reti RAI, per la gioia non solo dei più giovani, ma anche degli appassionati e nostalgici di quei favolosi anni '70. A
rendere omaggio a Goldrake è intervenuta anche la mitica annunciatrice e conduttrice Maria Giovanna Elmi, che
introdusse per la prima volta la serie nel nostro Paese il 4 aprile 1978. Per celebrare i 50 anni dell’anime più
famoso in Italia, la "fatina della TV" ha realizzato un video omaggio che ha fatto il giro del web, totalizzando oltre
due milioni di visualizzazioni sui vari social.
L’eco di questa notizia ha suscitato un grande interesse, con oltre cento testate giornalistiche che ne hanno
parlato, convincendo Rai 2 a riproporre, a furor di popolo, il segmento della presentazione di un programma
condotto dalla bionda presentatrice, "Buonasera con Atlas Ufo Robot". Analogamente agli abbracci tra
personaggi pubblici generati dall’intelligenza artificiale, che hanno scatenato un dibattito sulla natura dei rapporti
umani e sull’impatto della tecnologia sulla comunicazione durante il Natale 2024, anche questo video rappresenta
un esperimento che invita a riflettere sul potere dell’immaginazione e sulla capacità della tecnologia di ricreare
emozioni e ricordi.
Tra i numerosi commenti al video sui social, si percepiscono stupore, ammirazione e commozione per aver
potuto rivivere, attraverso questa inaspettata attualizzazione, un momento simbolico della propria infanzia. Il
debutto dell'anime, avvenuto lunedì 6 gennaio in prima serata su Rai 2 con le prime quattro puntate di “Goldrake
U”, reboot della storica serie animata degli anni Settanta, ha realizzato un ulteriore miracolo, ottenendo una
media del 5% di share con punte del 10%, diventando così la terza rete generalista più seguita, un risultato che
non si verificava dal 2020! Chissà, forse in un prossimo futuro vedremo la fatina della televisione italiana
impegnata nella presentazione di un nuovo contenitore interamente dedicato all'universo Anime!
Ludovica Pinna fotografata da Luca di bartolo
Sa Macchina Beccia si erge come un incanto architettonico, un meraviglioso caleidoscopio di stili che intreccia la maestosità di
una cattedrale, la robustezza di una fabbrica e l'imponenza di un castello, il tutto adornato da merli che sembrano sussurrare
storie di cavalieri e dame. Questa struttura, avvolta in un'aura di mistero, sembra sorgere da un sogno steampunk-minerario,
un'opera che sfida il tempo e lo spazio, come se fosse stata plasmata dalle mani di un artista visionario. In questo mondo
incantato, una ballerina sarda, si unisce a un fotografo sognatore, creando una realtà parallela dove la danza si fonde con i
monumenti nascosti della Sardegna. In questo regno fantastico, ogni passo di danza diventa un incantesimo e ogni scatto una
porta verso un universo dove i sogni si materializzano, trasformando il quotidiano in un'opera d'arte sublime.
Dopo una camminata di qualche chilometro (pochi), partendo dalla vallata sotto il nucleo minerario di Monteponi, appare tra la
vegetazione e nella luce ancora plumbea del mattino, se si è fortunati, tra la nebbia, un castello tra le brume del mattino.Una
scenografia fantastica, una landa verde di macchia mediterranea con percorsi in terra rossiccia. Sa Macchina Beccia, un
castello neo medioevale incastonato su un edificio minerario. Tre corpi di fabbrica cesellati da alte monofore ed una ciminiera,
tutti merlati. Il corpo principale che quasi pare la navata di una basilica industriale.
E forse è proprio questo richiamo basilicale a rendere ancora più affascinante questo edificio; se facciamo attenzione tanti
grandi edifici industriali sono spesso delle basiliche costituiti da una lunga navata con capriate a chiuderne il cielo. La struttura
fu costruita nel 1870, al suo interno era contenuta una grossa macchina a vapore che serviva a sollevare il minerale estratto
dalle viscere della terra, siamo infatti nel Sulcis Iglesiente, Sardegna!
Sin dalla prima volta che la visitai nell’ottobre del 2002, sentii il desiderio di ambientarci un lavoro videodanza.
Nel agosto scorso ne ho parlato a Ludovica Pinna e l’abbiamo esplorata con l’intenzione di creare qualcosa.
Come prima esplorazione quella fotografica. Poi siamo tornati ed è nato questo: https://vimeo.com/1057067508
Ma chi è Ludovica? Originaria di Iglesias, si è laureata alla
Folkwang Universität der Künste in Germania, li Teatro
Danza ha profondamente influenzato il suo percorso
artistico; si è diplomata poi all’Accademia Internazionale
Coreutica di Firenze. Ha collaborato con compagnie
internazionali e attualmente segue anche il suo collettivo
Moimentu Dance Company e si divide tra Germania e Italia
per progetti artistici, produzioni e insegnamento.
https://www.instagram.com/sardiniaatdance/
https://www.instagram.com/ludovica.dance.pinna/
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con la 5 edizione
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Nel corso delle due gionate si svolgeranno
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TuttoBallo
Gaia Banfi
Un crescendo impetuoso di emozioni che
non si può arrestare, intensificandosi fino
a esplodere, per poi placarsi nella quiete
rasserenante della sera.
"Seia" è il nuovo singolo di Gaia Banfi,
rappresenta l'ultima anticipazione
dell'album previsto per la primavera sotto
l'etichetta Trovarobato.
Nel precedente singolo, "Piazza Centrale",
l'autrice ci aveva aperto lo scrigno dei
ricordi legati alla Liguria, terra d'origine
della sua famiglia.
In "Seia", le radici riaffiorano già nel titolo,
che in dialetto genovese significa "sera",
l'ultimo momento della giornata in cui ci si
concede di fermarsi, osservare il cielo e
liberarsi dai pensieri, cercando finalmente
un senso di distensione.
Cover Seia © Alessandro Tuccillo - Ilaria Demo de Lorenzi
TuttoBallo
“Seia”
Gaia Banfi, che fonde in una cifra stilistica
unica la canzone d’autore, il pop e le
sperimentazioni elettroniche, in questo
brano traduce in musica un senso di
liberazione e sollievo. Esprime il passaggio
da una furia emotiva incontrollabile a una
necessaria e inevitabile resa della mente,
del corpo e del cuore.
L’arpeggio del synth cresce con potenza,
accompagnato da una voce incisiva e
penetrante, culminando in un climax che si
dissolve nel minimalismo di un pianoforte e
di un coro di bambini, interpretato dalla
voce di Thomas Ganci. Le voci dei
bambini, già presenti in "Piazza Centrale",
tornano a chiudere "Seia", l'ultima traccia
dell'album, con le parole: "Beg forgiveness
for all I’ve said", ovvero "Chiedo perdono
per come mi sono espressa". E – aggiunge
Gaia Banfi – anche per ciò che ho pensato.
Un viaggio musicale che si conclude con
un messaggio di riconciliazione e
consapevolezza: "To stay forever in my
peace". Perché – conclude – in fondo è ciò
a cui aspiro.
TuttoBallo
musica da ballare e da ascoltare
“Pomodoro Studio”
lancia la street latin
di Giovanna Delle Site
Pomodoro Studio, fondato nel 1978 da Bernardo Lafonte, ha
iniziato la sua avventura come studio di registrazione
professionale, accogliendo artisti di grande calibro come
Amedeo Minghi, Renato Carosone, Eugenio Bennato e molti
altri. Nel corso degli anni, l'attività si è trasformata in Edizioni
Discografiche ed Editoriali, ampliando il suo impatto nel
mondo musicale. Dal 1990, Pomodoro Studio ha
diversificato la sua offerta, producendo musica per la Danza
Sportiva e collaborando con l'ANMB. Ha inoltre creato la
disciplina Natusumba, che unisce fitness e meditazione,
ispirandosi ai quattro elementi della natura per promuovere
il benessere totale. La musica a 432 Hz prodotta dallo studio
è pensata per stimolare la mente e favorire il relax.
Attraverso il gruppo Facebook "Natusumba Line Dance",
Pomodoro Studio collabora con scuole internazionali di line
dance. Oggi, con band come Musicos de Sevilla e Los
Angeles Vagabundos, lo studio si dedica alla produzione di
musica latina, offrendo generi come cumbia, salsa e tango,
disponibili per il download sul loro sito ufficiale. Questa
nuova produzione arricchisce il panorama musicale,
offrendo brani ideali per il ballo e l'ascolto, contribuendo al
benessere fisico e mentale degli appassionati.
Pomodoro Studio
clicca qui per ascoltare la musica
NatuSamba
Toquinho, l'anima della Bossa Nova, ha inaugurato i
festeggiamenti per la sua carriera al Festival di
Sanremo, esibendosi con Gaia nella serata delle cover.
Insieme, hanno reinterpretato il celebre brano di
Ornella Vanoni, “La voglia, la pazzia”, dall'album del
1976 realizzato con Vinícius de Moraes. Con questa
apparizione, Toquinho ha annunciato il suo tour “60
anni di carriera”, dove presenterà i brani che hanno
segnato il suo straordinario percorso. Sul palco, sarà
accompagnato da Camilla Faustino, una delle voci più
promettenti della “Nuova Música Popular Brasileira”,
che porterà freschezza e energia al suo spettacolo.
Nato a San Paolo nel 1946, Toquinho è considerato
uno dei più grandi chitarristi brasiliani, con un
repertorio che include circa 90 dischi e oltre 450 brani.
La sua collaborazione con Vinícius ha dato vita a
canzoni immortali come "Aquarela" e "Tristeza". Dopo
la morte di Vinícius, ha continuato a brillare come
solista, collaborando con artisti di fama mondiale e
conquistando numerosi riconoscimenti, tra cui due
Latin Grammy. La sua musica, che spazia dalla Bossa
Nova alla samba, continua a incantare il pubblico di
tutto il mondo.
La mostra "The Art of James Cameron", ospitata dal Museo
Nazionale del Cinema di Torino dal 26 febbraio al 16 giugno 2025,
rappresenta un affascinante viaggio nella creatività di uno dei
registi più influenti della storia del cinema. Con opere iconiche
come Terminator, Aliens, Titanic e la saga di Avatar, James
Cameron ha saputo conquistare il pubblico grazie a un approccio
visivamente straordinario e a narrazioni coinvolgenti.
Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ospita la mostra "THE ART OF JAMES CAMERON" dal 26 febbraio al 15
giugno 2025, dedicata al genio creativo del celebre regista. Questa esposizione, che rappresenta un viaggio
attraverso sei decenni di opere artistiche di Cameron, include una selezione di materiali rari provenienti dal suo
archivio privato, offrendo una "autobiografia attraverso l'arte". Il direttore del museo, Carlo Chatrian, sottolinea
l'importanza di questa mostra, che celebra uno degli artisti più influenti degli ultimi quarant'anni. L'allestimento,
progettato per la Mole Antonelliana, presenta installazioni spettacolari, tra cui schermi giganti che animano i disegni
di Cameron, trasportando i visitatori in un mondo onirico. La mostra esplora il processo creativo di Cameron, dai suoi
primi schizzi a progetti mai realizzati, e include oltre 300 oggetti originali, come bozzetti e costumi. Inoltre, sono
previste attività per il pubblico e una retrospettiva al Cinema Massimo, completata da un catalogo che raccoglie
illustrazioni rare e inedite.
James Cameron, Schizzo del ritratto di Neytiri, non
datato, 63,50 x 48,26 cm, Prismacolor su carta grigia,
Avatar Alliance Foundation © James Cameron
James Cameron, Arnold in Terminator,
metà anni ‘80, acrilico su tela o tecnica
mista, Avatar Alliance Foundation
© James Cameron
James Cameron, Ritratto di Rose, aprile 1992, 22,80 x 35 x 5 cm,
matita grafite su carta, Avatar Alliance Foundation
© James Cameron
James Cameron, Il pianeta Mesa di Xenogenesis, metà anni ‘80,
54,61 x 73,66 cm, acrilico su tela, Avatar Alliance Foundation
© James Cameron
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Ci sono artisti che non solo ispirano parole, ma evocano anche melodie. Natalia Tour, artista itinerante, è una di queste.
Le sue opere richiamano alla mente il "Racconto dei Vagabondaggi" di Alfred Schnittke, trasportandoci in un mondo di
meraviglie e gentilezza che fa sorridere l'anima.
In un'epoca in cui abbiamo bisogno di arte che illumini e risvegli la gioia di vivere, le creazioni di Natalia Tour ci
conducono verso il lato soleggiato della vita, ricordandoci la bellezza del mondo e la gioia di essere vivi. Come afferma
l'artista stessa, il suo obiettivo è creare opere che trasmettano la gioia della contemplazione della vita e della sua bellezza
effimera, condividendo ciò che è caro e amato.
I dipinti di Natalia Tour sono un invito a vivere, amare e creare. La loro energia leggera e gioiosa ricorda il calore e la
luminosità delle opere di Renoir e Monet. Le finestre aperte nei suoi quadri ci introducono in un mondo di armonia e
sentimenti sottili.
"Credo che l'arte debba portare gioia e luce", afferma Natalia Tour. La sua capacità di vedere la bellezza e la gioia nel
quotidiano, e di raccontarlo con un linguaggio semplice e sincero, ha dato vita a uno stile unico: il realismo gioioso, come
lo definisce lo scrittore Alexei Ivanov.
I suoi dipinti, costruiti su colori puri e tonalità chiare, offrono speranza e pace, come una fiaba benevola. Il progetto
"Panorama di Viaggio" è un esempio della sua capacità di unire natura morta, paesaggio e genere in un'unica opera,
trasmettendo le sue impressioni di viaggio.
Dalla scintillante neve della Russia centrale ai tulipani primaverili di Amsterdam, fino alla generosità estiva del sud
Europa, le opere di Natalia Tour esplorano le molteplici sfaccettature della bellezza e del miracolo della vita. Il suo
cognome, Tour, non è uno pseudonimo, ma un invito a esplorare il mondo.
Natalia Tour ha viaggiato in Europa, Asia e Stati Uniti, portando con sé il suo bagaglio artistico. I suoi dipinti, nati in
movimento, riflettono la sua passione per l'arte itinerante. Attualmente, è in preparazione una mostra personale al Museo
delle Arti Decorative e Applicate di Mosca.
L'arte di Natalia Tour non conosce confini. Crede in un'arte onesta e professionale, capace di evocare le migliori qualità
nelle persone e rendere il mondo più armonioso. La sua anima artistica, sincera e luminosa, è un invito al dialogo e alla
riconciliazione attraverso l'arte.
Dita Gotland, critico d'arte, curatore, consulente d'arte. E-mail: dita14@yandex.ru
Natalia Tour, artista: https://natashatour.
Fiori di Amsterdam
Pizzo Fiorentino Olio su tela 2012
Clicini Toscana olio su tela
Lo studio di Natalia Tour
"L'estate di San Martino" olio su tela.
"Aspettando la Primavera", olio su tela , 2006.
Dal 16 marzo al 20 luglio 2025, Palazzo Strozzi ospiterà "Tracey Emin. Sex and Solitude", la più grande mostra mai
dedicata in Italia a Tracey Emin, una delle artiste britanniche più influenti del panorama contemporaneo. Curata da
Arturo Galansino, l'esposizione esplora la vasta gamma di lavori di Emin, che includono pittura, disegno, video,
fotografia e scultura, utilizzando tecniche e materiali come ricamo, bronzo e neon. Il titolo della mostra riflette i temi
centrali di sesso e solitudine, presenti nelle oltre 60 opere esposte, che coprono diversi momenti della carriera
dell'artista, dagli anni Novanta a oggi. Tra le opere in mostra, molte sono presentate per la prima volta in Italia, come
la scultura in bronzo "I Followed You To The End" (2024) e l'installazione storica "Exorcism of the Last Painting I
Ever Made" (1996). La mostra include anche nuove produzioni create appositamente per l'evento. Tracey Emin è
nota per il suo approccio diretto e crudo, trasformando esperienze personali in opere intime e potenti. Le sue opere
non rappresentano eventi specifici, ma catturano emozioni come passione e malinconia, intrecciando desiderio e
amore con dolore e sacrificio. Dipinti come "It - didnt stop - I didnt stop" (2019) e "There was blood" (2022)
esprimono queste forze attraverso gesti pittorici intensi e cromie audaci. Le sculture, come "All I want is you" (2016),
traducono l'energia emotiva in forme tridimensionali, mentre le opere testuali utilizzano un linguaggio diretto per
coinvolgere visceralmente il pubblico. La pratica di Emin intreccia vita e arte, trasformando momenti intimi in
metafore esistenziali che riflettono su temi umani universali. La mostra è promossa dalla Fondazione Palazzo
Strozzi, con il supporto di enti pubblici e privati, e ha Gucci come main sponsor.
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La drammaturgia di Pier Lorenzo Pisano esplora in
profondità le emozioni umane, mettendo in luce la bellezza
e il dolore che caratterizzano la conclusione di un amore di
coppia. Questa intensa interpretazione è portata in scena
da Gioia Salvatori e Andrea Cosentino, che danno vita a un
viaggio emotivo ricco di sfumature e riflessioni.
Dal 27 febbraio al 9 marzo 2025, il TeatroBasilica di Roma è in scena "Totale", uno spettacolo di Pier Lorenzo
Pisano, prodotto da Cranpi e Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini. La storia racconta di un amore
finito attraverso un lungo scontrino, che rappresenta i ricordi e gli oggetti di una relazione. Lui stamperà il
suo racconto, mentre lei ribalterà la narrazione, cercando di dare un senso alla loro storia. Insieme,
tenteranno di trovare una sintesi impossibile, unendo i loro punti di vista.
Pier Lorenzo Pisano, regista e autore classe 1991, ha studiato al Centro Sperimentale di Roma. Ha esordito
al Festival di Cannes con il cortometraggio "Così in terra" e ha diretto opere teatrali in Italia e all'estero. I
suoi testi sono tradotti in dodici lingue e ha ricevuto numerosi premi per la sua drammaturgia. Attualmente è
artista associato al Piccolo Teatro di Milano.
Nada Malanima, conosciuta semplicemente come Nada, continua a stupire il suo pubblico con la sua musica
intensa e profonda. Il suo nuovo singolo, "Una notte che arriva", è il secondo brano che anticipa l'uscita del suo
attesissimo album di inediti, previsto per il 9 maggio 2025. Questo singolo segue "Un giorno da regalare" e
promette di essere un inno alla forza e alla speranza, elementi essenziali per affrontare le sfide di un mondo che
spesso "toglie il fiato", come afferma la stessa Nada. La cantautrice toscana, che ha iniziato la sua carriera al
Festival di Sanremo nel 1969 con il successo "Ma che freddo fa", ha saputo reinventarsi nel corso degli anni,
esplorando generi diversi dal pop al rock, fino alla musica sperimentale. La sua collaborazione con il produttore
John Parish, iniziata con l'album "Tutto l’amore che mi manca" nel 2004, continua a dare frutti straordinari, come
dimostrano i suoi lavori più recenti. Il nuovo album, registrato a Bristol, segna un ulteriore capitolo nella carriera
di Nada, che si prepara a portare la sua musica in tour a partire dal 14 maggio 2025, con un concerto
all'Auditorium Parco della Musica di Roma.
La sua storia Nada Malanima, l’ha raccontata in autobiografia dal titolo “il Mio Cuore umano” dal quale è nata anche
una fiction di Rai1. La giovane cantante livornese, conosciuta come il pulcino del Gabbro, si presentò all'Ariston
nel 1969 a soli 15 anni, incantando il pubblico con la sua voce e anche se non trionfò a Sanremo, la sua canzone
"Ma che freddo fa" divenne un cult, seguita dal successo de "Il cuore è zingaro". Negli anni '70, il suo matrimonio
con Gerry Manzoli le offrì supporto e incoraggiamento, mentre la sua carriera musicale decollava. Con l'album
"Smalto" e il tormentone "Amore disperato", Nada si affermò come una delle voci più amate della musica italiana.
Nel 2016, il suo brano "Senza un perché" tornò alla ribalta come colonna sonora di "The Young Pope", dimostrando
che, nonostante il successo, il suo cuore rimane sempre nelle campagne del Gabbro che l'hanno vista crescere.
Negli ultimi mesi, il DJ Pietro De Vita, conosciuto come Lo Zio Peter, ha
deliziato i suoi fan con una serie di remix di alta qualità, tra cui «La
Rondine» di Mango, interpretata da Melody (Lady Violet), e «You Need
Me», la versione americana di «Ti sento» dei Matia Bazar, cantata da Irene
Cara. Ha anche rivisitato «Figli delle stelle», il brano che nel 1977 ha
catapultato Alan Sorrenti nel firmamento della musica pop.
Ora, Lo Zio Peter è pronto a fare il suo grande ritorno nel 2025 con un
attesissimo remix di “Io nascerò”, un brano iconico scritto da Mango e
interpretato da Loretta Goggi come sigla iniziale del Festival di Sanremo
nel 1986. La notizia è stata diffusa sui social media attraverso un post
sulla pagina “Loretta Goggi in Fb”, firmato dal suo staff. «Il 28 febbraio –
si legge nel post – uscirà un remix di “Io nascerò”, frutto della creatività di
Zio Peter & House of Glass. Abbiamo avuto il privilegio di ascoltarlo in
anteprima: preparatevi, perché sarà una vera bomba!»
Il remix sarà distribuito da Warner Music Group. Lo Zio Peter, per ora,
preferisce mantenere il riserbo e non anticipare nulla: «Aspettiamo
l’uscita ufficiale». Tuttavia, l'attesa e l'entusiasmo tra i fan continuano a
crescere giorno dopo giorno. Nel frattempo, il DJ biellese prosegue la sua
attività, preparando nuovi remix per l'estate e conducendo il programma
#90allora su Radio Dance City4 You, che quest'anno celebra il suo 25°
anniversario.
Francesco Leone (@gliindecisi18)
TuttoBallo
IL CLASSICO DI DUMAS PRENDE NUOVA VITA IN QUESTO SPETTACOLO INEDITO IN CUI
MUSICA, PROSA E DANZA SI INTRECCIANO IN UN RACCONTO EMOZIONANTE E COINVOLGENTE
TuttoBallo
Dopo il grande successo di Milano, “I Tre Moschettieri – Opera Pop” arriva finalmente a Roma, dal 5 al 16 marzo al
Teatro Brancaccio, per proseguire nei mesi successivi nei principali teatri italiani. Questa nuova versione musicale del
celebre romanzo di Alexandre Dumas, prodotta da Stefano Francioni e dal Teatro Stabile d’Abruzzo, diretto
artisticamente da Giorgio Pasotti, offre un'opportunità unica di vivere una storia senza tempo, in un live sorprendente che
celebra l'amicizia e il legame indissolubile tra i tre protagonisti. Con il motto “Tutti per uno, uno per tutti!”, lo spettacolo
intreccia musica, prosa e danza, con un cast di eccezione che include Gio’ Di Tonno, Vittorio Matteucci e Graziano
Galatone nei ruoli di Athos, Porthos e Aramis. La regia e la direzione artistica sono affidate a Giuliano Peparini, mentre le
coreografie sono curate da Veronica Peparini e Andreas Müller. La storia inizia in una fabbrica di scatoloni, dove un libro
dimenticato diventa il catalizzatore per un viaggio nella Parigi dell’800, coinvolgendo i lavoratori in un racconto che
esplora temi attuali come l'amicizia, l'onore e la vendetta. Con un finale che lascia lo spettatore con interrogativi profondi,
“I Tre Moschettieri” si propone come un'opera che, pur radicata nel passato, risuona con forza nel presente, invitando il
pubblico a riflettere sui valori che definiscono l'umanità.
Lo spettacolo sarà on scena:
Dal 5 al 16 marzo 2025 (escluso il 10 e 11 marzo) Teatro Brancaccio, Roma
dal 19 marzo Teatro Clerici, Brescia
dal 21 marzo 2025 Teatro Verdi, Montecatini
dal 4 e 5 aprile 2025 Teatro EuropAuditorium, Bologna
il 13 aprile 2025 Palaterni, Terni – Recupero del 18/19 gennaio
“Il Monaco che vinse l’Apocalisse”
Il nuovo film “Il Monaco che vinse l'Apocalisse”, diretto da Jordan River, è stato proiettato pochi giorni prima degli Oscar nel prestigioso TCL
Chinese Theatre di Los Angeles, situato lungo la celebre Hollywood Walk of Fame. Prodotto da Delta Star Pictures, il film vanta un cast
internazionale che include l'attore americano Nikolay Moss, l'australiano-britannico Bill Hutchens, l'attrice Elisabetta Pellini, l'attore Francesco
Turbanti, il rapper G-Max, e gli attori Giancarlo Martini e Yoon C. Joyce. Si tratta del primo film italiano girato in risoluzione 12K, caratterizzato
da un lavoro visivo di straordinario impatto. Inoltre, la pellicola è stata inclusa nella Shortlist dei migliori 15 film italiani e ha ricevuto nomination
in diverse categorie, tra cui gli effetti visivi, ai David di Donatello 2025.
L'opera si ispira alle visioni apocalittiche di Gioacchino da Fiore, un pensatore che ha annunciato il Terzo Tempo della Storia della Salvezza, il
periodo attuale in cui l'umanità, superando la fase del timore e della fede, può realizzare il proprio destino grazie alla forza dell'amore. Il film
rappresenta quindi un viaggio interiore nella dimensione spirituale, rivolgendosi non solo ai credenti, ma anche a coloro che cercano un
significato oltre l'impermanenza delle cose terrene. Non si tratta di una semplice biografia, ma di un'opera che esplora il pensiero del
protagonista, il quale ha ispirato Dante Alighieri a collocarlo nel Paradiso (canto XII), definendolo “di spirito profetico dotato”, e ha influenzato
numerosi altri pensatori e artisti, tra cui Montaigne, Hegel, Joyce e Michelangelo.
Gioacchino da Fiore è stato recentemente citato da Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata mondiale del creato, sottolineando
come “seppe indicare l’ideale di un nuovo spirito”. Nato intorno all'anno 1135, Gioacchino ha trascorso un periodo di formazione nella Curia
regia di Palermo e, dopo un viaggio in Terrasanta, ha sviluppato un profondo desiderio di dedicarsi allo studio delle Sacre Scritture. Al suo
ritorno, si ritirò in una grotta nei pressi di un monastero sulle falde dell'Etna. Successivamente, tornò a Palermo su richiesta dell'imperatrice
Costanza d’Altavilla, che desiderava confessarsi al suo cospetto. Fondatore dell'ordine florense, Gioacchino era un assiduo frequentatore delle
terre siciliane e nel 1190 ebbe l'opportunità di incontrare il Re Riccardo I d’Inghilterra, che si era fermato a Messina durante il suo viaggio verso
Gerusalemme nel contesto delle Crociate.
Lisa Bernardini
Valerio Vecchi, 30enne lomellino, ha una carriera ricca e variegata
nel teatro, televisione, scrittura e volontariato. Debutta nel 2011 con
una compagnia teatrale dialettale e scrive numerosi spettacoli
originali che riscuotono successo nella provincia di Pavia fino al
2016. Nel 2017 si classifica quinto all’Ariston Comic Selfie e
sviluppa format musicali come “Lomellina in...Canta”. In televisione
esordisce nel 2016 con “L’Almanacco” su TelePavia e prosegue con
programmi come “La Radio a Colori”, fino a raggiungere un pubblico
nazionale prima con “Voci da raccontare” e dal 2024 con “Voci
d’Italia” su Canale Europa TV. Pubblica tre libri, “La spettacolare
storia di Ebenizer” (2018) e “Il sorriso degli elefanti” (2021), “Come
la cerva anela ai corsi d’acqua” (2024). Attualmente collabora anche
con il settimanale “La Lomellina”. Nel volontariato, presiede
commissioni culturali e promuove iniziative benefiche, quali il
progetto “Un libro x amico” per sostenere centri diurni per disabili.
Valerio, partiamo dalla tv e dalla rubrica “Voci d’Italia” che curi
in onda su Canale Europa TV. Come scegli gli argomenti da
trattare?
Dalla vocazione che ho per l’ascolto. Prediligo storie di resilienza, di
personaggi che hanno voglia di far sentire la propria “voce” al di
fuori dagli schemi commerciali di “promozione” della propria
immagine. In una società sempre più critica, agguerrita con i “leoni
da tastiera”, ricordare che esiste ancora del buono è per me
fondamentale.
Qual è il momento che ti piace di più da quando arriva l’idea a quando sei in onda?
L’emozione di quando si accende la luce e so che attraverso quell’obbiettivo arrivo a diversi telespettatori mi restituisce un
senso di completezza disarmante. Io sono lo strumento, l’eco a disposizione di chi vuole farsi conoscere e raccontarsi.
Idea? Quale delle tante? Sono sempre un fiume in piena. Quando sono in onda, entro in un mondo che mi fa sentire
sereno, mi godo i vari momenti, soprattutto sono minuzioso e pretenzioso nel conoscere fino a fondo i personaggi e voglio
avere tutto sotto controllo.
Oltre alla tv, anche la scrittura, tanto che sei già al tuo terzo libro uscito a fine 2024. Quali riflessioni troviamo in
queste nuove pagine?
Due elementi di stretta attualità: la crisi delle vocazioni per quanto riguarda la Chiesa e di riflesso il crollo delle utenze
nelle biblioteche. Unendo questi due aspetti è uscita una particolare trama che ha come leitmotiv il ritrovamento del
passato, il ricercare sé stessi e lasciarsi travolgere dai colpi di scena che la vita può regalare.
Il titolo “Come la cerva anela ai corsi d’acqua” è piuttosto evocativo. Perché hai scelto questa citazione dal
Salmo?
Ho pensato a lungo al titolo. Cercavo qualcosa che raccontasse la voglia di vivere, di rinnovarsi, poi durante una
celebrazione ho sentito questo salmo e non ho più avuto dubbi. La figura di questa cerva che cerca l’acqua ha niente poco
di meno che sigillato definitivamente la trama del libro e restituito un titolo che (senza presunzione) trovo assolutamente
originale.
Inevitabile interpretare tra le righe il profondo attaccamento con un sacerdote, don Stefano Cerri. Che cosa ha
rappresentato per te la sua figura?
La crescita umana e spirituale. Con lui ho imparato i tempi del parlare al momento giusto, ma soprattutto quelli del
silenzio. Prendersi del tempo prima di una decisione e soprattutto cercare di interpretare le persone senza mai giudicarle.
Per concludere, da sempre ti adopri per unire arte, cultura e impegno sociale, ed è proprio dalla “gavetta” della
parrocchia che nascono ben più ambiziosi progetti, la voglia di vivere ogni giorno il mondo dello spettacolo, di
esserne parte integrante. C’è qualcuno nel panorama televisivo a cui ti ispiri in tal senso?
Personalmente non ho mai fatto mistero di essere cresciuto con i programmi di Maria De Filippi e Maurizio Costanzo. Il
successo che lego all’indiscutibile professionalità nella conduzione va di pari passo all’aver avuto il coraggio di dare voce
a tutti, di supportare i talenti e di saper ascoltare. Forse, è quello che manca alla televisione di oggi, un talk non di
cronaca, ma di approfondimento nel quale riusciamo a chiederci tutti, con l’aiuto del programma: “Cosa possiamo fare per
migliorare questo aspetto?”. Solo da lì, attueremo una vera “rivoluzione” nella società ripristinando i valori di semplicità e
rispetto.
Reduce pochi mesi fa da una menzione d'onore al concorso
L'agenda del poeta ricevuta a Milano per “LISA JOHNSON –
Quando tutto ha avuto inizio”, Emili Giancarli oggi si è
riaffacciata sul panorama editoriale con il secondo volume dal
titolo “LISA JOHNSON. L’inganno”, pubblicato sempre con
Edda Edizioni nella Collana Amore e psiche.
Emili, la tua carriera nasce come fotografa paesaggista.
Come sei arrivata alla scrittura e quali elementi della tua
esperienza fotografica ritrovi nella narrazione del
romanzo?
Sono approdata alla scrittura un po’ per caso, mi ballava in
testa una storia d’amore e di amicizia; eravamo nel post Covid
e avevo la necessità di immergermi in un’avventura positiva,
piena di sentimenti veri e profondi, così da distrarmi dalle
morti che ancora le televisioni contavano, dalle limitazioni nel
vivere la quotidianità che dopo due anni stavano iniziando a
pesarmi. Quindi ho iniziato a scrivere di Lisa Johnson e degli
altri personaggi, in modo da terminare ogni capitolo con un
sorriso o con nella mente altri scenari. C'è un legame
profondo e quasi impercettibile che connette la fotografia e la
narrativa.La prima, la fotografia, sa fermare il tempo rendendo
immortale una scena, un paesaggio; la seconda, la
narrazione, sa espandere quel momento catturato da una
fotografia e costruirci intorno un mondo nuovo. Entrambe
sono forme d'arte che, con strumenti diversi, sanno
raccontare storie, emozioni e scorci di realtà: attraverso la
fotografia ricerco costantemente piccoli frammenti di natura e
quotidianità, immortalando momenti che trasmettono
tranquillità, felicità. Attraverso le mie storie, indago le
sfumature e le complessità delle relazioni umane, costruendo
mondi che, come le mie fotografie, sanno emozionare e far
vibrare l'animo umano.
Nella vita di Lisa, tutto sembra procedere nel migliore dei
modi in questo secondo volume, ma…?
In questo secondo volume tutto l’intreccio si avvia dalla
solitudine che Lisa prova dopo la fine del suo matrimonio.
Nonostante sia una donna affermata nella professione, dal
raffinato intelletto capace di tessere solide amicizie con
persone di culture diverse e madre di due bambini, Lisa è
animata dagli stessi sentimenti che animano tutte le donne.
La sua umanità la si ritrova qui, nel desiderio di innamorarsi
ancora ed essere amata di nuovo. Ma Lisa commette un
errore, pensa di poter scegliere di chi innamorarsi attraverso
ponderati ragionamenti; annebbiata dalla solitudine, vittima
prima di tutto di sé stessa che vuole ostinarsi a vedere del
buono in un uomo, dove di buono c’è ben poco; Lisa cadrà
nella rete di chi, più scaltro e astuto di lei, saprà far leva sulle
sue fragilità per conquistarla.
Quanto di te c’è in lei?
Sicuramente una parte del mio carattere si riverbera anche in
Lisa, io sono una donna tenace, che guarda sempre avanti
perché è così che si affrontano i problemi, con coraggio e
perseveranza. Infatti tutti i miei personaggi femminili, a loro
modo e in modi diversi, sono donne forti e determinate.
Nel romanzo c'è una riflessione sulla pressione sociale
che le donne affrontano. Quanto pensi sia importante
parlarne?
Parlare dei problemi che affliggono la nostra società è il primo
passo da compiere se si vuole un cambiamento. Le società si
evolvono nelle loro dinamiche sociali, i valori cambiano, la
morale non è mai assoluta ed è quello a cui stiamo assistendo
oggi: dove la donna reclama maggior indipendenza, uguali
diritti e doveri non solo formali, ma nella sostanza con l’uomo.
Un’uguaglianza che però è ancora lontana, poiché se il
sentimento di rinnovamento sociale si avverte in una parte
delle donne, c’è una consistente fetta di società (e parlo di
uomini e donne) che, invece, preferisce rimanere ancorata a
stereotipi e dinamiche vecchie di decenni. Penso che i diritti
sociali siano il risultato di battaglie combattute un giorno dopo
l’altro, non sporadicamente in qualche occasione durante
l’anno e se le donne vogliono ottenere un cambiamento
significativo devono essere le prime a scendere in campo,
perché nulla verrà mai elargito dagli uomini se ciò può limitare
il loro controllo sulla società.
Puoi darci un'anticipazione su eventuali futuri sviluppi
per Lisa?
Lisa Johnson è una storia corale, dove i personaggi agiscono
in relazione a come uno di loro muove una pedina; nel primo
volume sono stati presentati il passato e il presente dei
protagonisti, sono stati chiariti le amicizie e gli amori e sono
emerse le paure e le fragilità non solo di Lisa, ma anche degli
altri. Nel secondo volume Lisa viene ingannata da chi
considera parte della sua famiglia e questo avrà un impatto
devastante in lei tanto che sarà chiamata a compiere un
percorso interiore di crescita e consapevolezza per ritrovare
sé stessa. E questo è ciò che accadrà nel terzo volume.
Carla Magnani è tornata sul panorama editoriale con “Scritti di
pensieri che mutano” (Chance Edizioni, Collana
#ScritturaSpontanea), una raccolta di racconti brevi che ci
accompagnano per un tratto, giusto il tempo di lasciarci dentro
qualcosa di diverso. In questa raccolta ogni racconto fotografa una
sequenza di attimi, descritti da più angolazioni, restituendo come
l’attraversamento del cambiamento, effettivo o apparente, portato a
termine o solo possibile. In questa oscillazione, tra temere e
ricercare, si incastra un’eco di domanda rivolta al lettore: si tratta di
scritti di pensieri mutevoli? O piuttosto sono i pensieri ad avere la
capacità di far mutare il nostro sguardo verso di loro dopo averli
scritti e poi letti?
Carla, a chi si deve la scelta del titolo del libro? È scaturita tra
varie alternative?
È stata una mia scelta fatta senza doverla confrontare con altre
proposte. Così come ogni titolo è riconducibile al singolo racconto,
cercando di restare fedele, in qualche misura, al contenuto. Questi
sono scritti che nascono da mutamenti dovuti al trascorrere del
tempo, di come questo incida nel porci di fronte a noi stessi e alla
vita. Non avrei potuto scriverli anni addietro.
In tutti questi racconti brevi si incontrano storie e personaggi
diversi. Esistono dei legami che, in qualche modo, li uniscono?
Seppure nella loro diversità, c’è la stessa intenzione di sondare
l’animo umano, far emergere sentimenti condivisi, riconoscerci in
ciò che è facilmente riscontrabile e in quello spesso ignorato,
confinato nell’assurdo, rimosso, ma che comunque ci appartiene. È
un tentativo per sentirci tutti più vicini.
Trova difficoltà a scrivere personaggi del sesso opposto?
Non avverto quel tipo di problema. Ogni volta cerco di avvicinarmi il
più possibile al personaggio a cui dar vita, indipendentemente dal
sesso, dall’età, dalla condizione sociale e dall’ambiente che lo
caratterizzano. Provo a ragionare con la sua mente, condividere il
suo sentire, il suo porsi di fronte agli altri, alla vita per poi
trasformare il tutto in parole scritte. Scrivo tentando di allontanarmi
da me stessa.
Ha esperienza con il blocco dello scrittore?
Credo che ognuno che si dedica alla scrittura possa andare
incontro a periodi in cui la pagina bianca si rifiuta di accogliere
parole. Dipende come si vive questa esperienza. Per me, che scrivo
per puro piacere, in piena libertà, senza dipendere da scadenze e
da corrispettivi, non rappresenta un problema. Sfrutto il tutto
dedicando più tempo alla lettura e aspetto il momento propizio per
continuare o iniziare una nuova storia, consapevole che per altri, in
situazioni ben differenti, sia difficile accettarlo con leggerezza.
Cosa consiglierebbe a uno scrittore esordiente?
Semplicemente quello che, quando insegnavo, consigliavo ai miei
alunni per migliorare nella scrittura: leggere, leggere, leggere, ma
anche scrivere, scrivere, scrivere senza mai cedere alla stanchezza
e demoralizzarsi. Non senza dimenticare di aggiungere che la
lettura ha sempre più bisogno di essere indirizzata verso scelte
intelligenti e la scrittura necessita di allenamento costante.
Gonzávez Arianne Lafita, nata a Matanzas, Cuba, è una ballerina professionista di grande prestigio e docente presso la
Scuola Nazionale d’Arte (ENA) Alicia Alonso de L’Avana. Membro del Consiglio Internazionale della Danza CID UNESCO
di Atene dal 2010, Arianne ha ricevuto numerosi riconoscimenti nel corso della sua carriera, tra cui medaglie d'oro, argento
e bronzo al concorso internazionale di balletto dell'Havana. Ha iniziato la sua carriera con il Balletto Nazionale di Cuba,
sotto la direzione di Alicia Alonso, e nel 2005 è diventata prima ballerina nel “Balletto di Cuba” di Laura Alonso.
Attualmente, Arianne è prima ballerina ospite all'Hong Kong Ballet e si esibisce in teatri e opere di stato in Europa,
continuando a lasciare un'impronta indelebile nel panorama della danza internazionale.
I tuoi esordi nel mondo della danza?
Il mio approccio alla danza è stato all’età di 9 anni nella città dove sono nata Cardenas, Cuba. Poi mi sono trasferita all’
Havana, alla Scuola Nazionale Fernando Alonso, ove mi sono diplomata
Per una cubana la danza è di casa... Come è arrivata nella tua vita?
Inizialmente ho iniziato con la ginnastica artistica dove sono stata anche campionessa a livello nazionale. Poi la mia
mamma capì che la carriera della ginnasta era corta allora mi porto al centro culturale cittadino dive videro doti molto buone
per il balletto è da lì iniziò tutto
Il tuo primo impegno importante con la danza
Il mio primo impegno importante è stato al concorso internazionale di balletto dell Havana, vincendo la medaglia d’oro
Dopo tanti lavori, è arrivato anche l'amore, quello italiano......
Io ballavo a Madrid come solista nella compagnia di Victor Ullate, fui invitata a ballare a Milano ad un gala di danza in
omaggio a Rudolf Nureyev e li il mio partner era Vittorio, ci conoscemmo li per la prima volta, ballammo divinamente
insieme e scatto subito un feeling molo particolare tra di noi ma il rapporto restava ancora tutto molto professionale, poi a
Luglio al gala del 54* edizione del festival di Spoleto, grazie proprio ad Antonio Desiderio manager che curava il cast
artistico, riballammo insieme, il Corsaro, Solto che poi tra noi ci più altro che un rapporto d’amicizia e mi innamorai, cambiò
la mia vita,mi trasferì in Italia e tutta la nostra carriera insieme parte da lì.
Come ti sei sentita al tuo arrivo in Italia?
In Italia mi sono sentita sempre molto bene, fin da piccola sognavo visitare l’Italia le persone specialmente quelle del sud
sono molto simili ai Cubani, poi amo la cucina Italiana non potrei vivere senza…poi le persone che mi circondavano mi
hanno sempre aiutato ,per me era un sogno che si realizza.
Quale ruolo ti piace interpretare?
Amo Kitri, ma anche Odette/Odile è un ruolo che mi sento molto me stessa.
Quale ballerina ha preso a modello nella tua vita?
Silvie Guillem
Quale ruolo ti piacerebbe interpretare ancora non fatto?
La Carmen
Progetti futuri
Saremo in Germania per 6 spettacoli di Schiaccianoci e un Lago dei Cigni. A Gennaio balleremo a Napoli Schiaccianoci. In
febbraio di nuovo in tour in Svizzera per il lago dei cigni, un gala di stelle della danza a Valenci,Spagna a luglio Gala di
danza Feste Archimedee Siracusa
Consigli per i giovani danzatori... Cosa diresti loro?
La danza ha bisogno di molto lavoro, determinazione e tanta pazienza perché la nostra carriera e costellata da alti e bassi,
il lavoro costante è fondamentale perché prima o poi la danza ti darà una possibilità e devi farti trovare preparata.
Geni della comunicazione a confronto
Articolo della collega Lisa Bernardini e già pubblicato sulla rivista LA VOCE degli Italiani in Francia
www.lavoce.com
Lo scorso 27 gennaio presso WeGil, lo spazio polivalente e polifunzionale nel cuore di Roma, abbiamo visitato la mostra
WARHOL and BANSKY - In mostra il confronto tra i due artisti geni della comunicazione.
Iniziata il 20 dicembre 2024 ed in programma di svolgimento fino al prossimo 6 giugno, l’ exhibition è curata da Sabina de
Gregori e Giuseppe Stagnitta, ed è patrocinata dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea.
Prodotta da MetaMorfosi Eventi ed Emergence Festival, documenta il percorso innovativo e rivoluzionario di due grandi
artisti che hanno cambiato il modo di vivere l’arte degli ultimi 50 anni: Andy Warhol e Banksy
Sulla difficoltà di esposizione al WeGil dei tre muri di Bansky che i visitatori possono ammirare, ce ne parla da subito Pietro
Folena, l’italo-francese presidente di MetaMorfosi incontrato per l’occasione: “Noi siamo il gruppo che si è occupato di
affittare questi grandi muri e di organizzarne il trasporto e l’allestimento. Sono muri di enormi dimensioni e soprattutto di
grandissimo peso, in modo particolare il Seeson’sGreetings di Port Talbot in Galles; fu realizzato da Bansky a fine 2018 su
un muro privato di una autorimessa; in qualche modo fu una iniziativa contro l’inquinamento terribile di quella città, famosa
per questo aspetto tragico così come in Italia lo è la città di Taranto”.
Prosegue spiegando che “il privato ha venduto questo muro ad un grande collezionista, il quale l’ha donato alla città di Port
Talbot per un paio di anni, ed esposto in uno spazio del Comune. Il muro ha subito nel tempo anche tentativi di
vandalizzazioni, e ad un certo punto la città ha chiuso lo spazio di esposizione e questo muro - insieme agli altri due pezzi di
muro in mostra a Roma, cioè Computer Boy e Heart Boy appartenenti allo stesso collezionista - è stato trasportatoin un
deposito al nord dell’Inghilterra”.
Apprendiamo che MetaMorfosi, per poter esporre queste opere, paga un affitto ingente, e poi utilizza un trasporto
eccezionale per spostarle. Nel dettaglio, Folena ci rivela che viene utilizzato un mezzo ribassato; questi preziosi muri, che
poggiano su delle strutture a cui sono agganciati stabilmente con dei ferri, vengono sollevati con delle gru’ e con altri
macchinari, e così posizionati sul ribassato. Attraversando l’Inghilterra e poi la Manica, i muri hanno viaggiato dalla Francia
alla Svizzera e infine sono arrivati in Italia, dove hanno già fatto diverse tappe. Ogni volta Metamorfosi riorganizza il
trasporto, ed in ogni nuovo luogo di esposizione si deve studiare la modalità migliore di installazione dei muri. Nel caso del
WeGil, i murales di Bansky sono rimasti fuori dal Museo perché troppo grandi, e d’accordo con lo stesso Museo sono stati
esposti nel magnifico spazio storico dove si potranno ammirare fino a giugno, cioè la vecchia piscina del Palazzo del We Gil
che risale agli anni 30.
“Ci abbiamo costruito sopra delle strutture ad hoc di legno e materiali isolanti, con la copertura esterna di plexigas” -
conclude il presidente di Metamorfosi – “ in modo che le opere potessero essere visibili ed al contempo protette. E poi ci
sono i sistemi di allarme per non avvicinarsi ai muri, che rendono ultra sicura l’esposizione”.
In totale i pezzi esposti al WeGil, tra quelli firmati Bansky e quelli firmati Warhol, sono oltre 100, provenienti da famose
collezioni private di tutto il mondo e da importanti gallerie d’arte. Vi possiamo ammirare opere pregiate, dalla Kate Moss
sensuale di Banksy alla posa della Marylin realizzata da Warhol dopo la morte dell’attrice nel 1962, al ritratto della Regina
Elisabetta di Warhol con il diadema reale a quella di Banksy con le sembianze di una scimmia (Monkey Queen).
The Velvet Underground & Nico copertina dell’album realizzata da Andy Warhol
Via via che si percorrono le sale della mostra, si riconoscono
tanti volti che spuntano improvvisamente dalle nostre
reminiscenze iconografiche: ecco sfilare Mao, Lenin e
Kennedy di Warhol e la Regina Vittoria di Banksy. E poi i
ritratti di Grace Kelly, Mick Jagger, Keith Haring, Joseph
Beuys, Liza Minelli.
Per le sale del WeGil, visibile una numerosissima produzione
di Banksy con un esempio delle Soup che sono considerate
post-produzione di una delle opere più iconiche di Warhol, e il
famoso autoritratto, Self Portrait su tela del 1967, di Warhol
messo a confronto con il muro di Banksy dal titolo Computer
Boy (alcuni vedono, nel ragazzo accovacciato, Banksy da
piccolo con l’identità già nascosta).
Tra i temi in comune fra i due artisti, sicuramente la Musica:
in esposizione dischi e manifesti iconici dei due artisti – tra
tutti la famosa banana del 1967 della copertina di The Velvet
Underground & Nico, simbolo di una generazione musicale
che viene messa in dialogo con l’opera di Banksy dal titolo
Pulp Fiction, in cui John Travolta anziché la pistola ha in mano
la banana iconica di Warhol. Non mancano nemmeno oltre 50
tra vinili di Warhol firmati e cd con la copertina realizzata da
Banksy.
Riassumendo in generale alcuni dei temi cari a Bansky, i cui
messaggi assumono una forte valenza sociale e politica,
troviamo atrocità della guerra, diritti degli omosessuali,
inquinamento, sfruttamento minorile, abuso di potere.
Tra le tematiche affrontate da Warhol, invece, con i suoi colori
forti in contrasto tra loro e con la sua arte che ricalca la sua
natura di pubblicitario (e i prodotti che raffigura hanno infatti
provenienza su larga scala), troviamo per lo più la moda, la
musica, il cinema e il consumismo, che sono anche aspetti
tuttora fondamentali nell'arte contemporanea.
Warhol, attraverso i suoi ready-made con prodotti di consumo,
ha trasformato l’ arte in una grande performance, divenendo
lui medesimo opera d’arte, l’artista un brand e gli oggettiopera
un prodotto da vendere (e dunque da pubblicizzare).
Bansky, allo stesso modo, ha trasformato il vandalismo di
strada in un evento mediatico globale.
“E cita (ready-made) i suoi due precursori” – spiega il cocuratore
Stagnitta. “Sia Duchamp nell’incursione al Louvre di
Parigi con l’opera di Mona Lisa Smile, che Warhol
nell’incursione al Moma di New York con l’opera Tesco Value
Soup Can. Bansky, però, pur citando, non copia: ci comunica
qualcosa di più importante, e cioè che l’arte è una costruzione
del mercato e del sistema del capitale”.
Stagnitta ci accompagna durante tutto il percorso e specifica
meglioil sottotitolo della exhibition (In mostra il confronto tra i
due artisti geni della comunicazione) per capire il senso vero
di questo confronto: Bansky come Warhol sono in linea con le
provocazioni del movimento Dada di inizio secolo Novecento.
Monna Lisa_ 1963_ Andy Warhol
Banksy, Season’s greetings 2018
Articolo pubblicato sulla rivista LA
VOCE degli Italiani in Francia
www.lavoce.com
Banksy, Pulp Fiction
“ In mostra ho creato un dialogo tra opere che sono citazioni di Bansky su Warhol.
Se si acquista il catalogo di questa esposizione, l’introduzione inizia con il confronto tra il ready-made di Duchamp della
Gioconda – vera provocazione al mondo dell’arte – la Gioconda di Warhol e poi Bansky con la sua Mona Lisa Bazooka” –
sottolinea il co-curatore.
Con ready-made, chiariamo il concetto, si intende il metodo di sconvolgimento e derisione dell’arte tradizionale preferito dai
dadaisti. E il dada, lo ricordiamo per tutti i lettori, è caratterizzato dal rifiuto degli standard artistici, dall'irriverenza, dalla
provocazione e dall'utilizzo di nuove forme d'arte. Oltre al ready-made, troviamo il fotomontaggio, il collage, le registrazioni
sonore, la grafica, i manifesti.
Duchamp e il ready-made, in particolare, è stato un binomio rivoluzionario, portando alla creazione di opere uniche e mai
pensate fino a quel momento. Sono oggetti pronti, “confezionati”, usati e perfino danneggiati, estrapolati dal loro contesto e
resi opera d’arte tramite la semplice selezione degli stessi da parte dell’artista. Nella dissacrazione dell’arte, il ready-made
nega l’arte in quanto attività manuale in favore di una nuova identità per l’opera, perché ciò che rende un artista tale non è
l’abilità di manipolare la materia, ma la sua capacità di creare nuovi significati.
“Sul quadro più famoso al mondo, la Monna Lisa, Andy Warhol riprodusse il dipinto in serie, come un poster. Ci troviamo negli
anni Sessanta e negli Stati Uniti della società detta dei consumi” – continua Stagnitta.
“Nascono diverse correnti artistiche e una di queste è la Pop Art. L’idea era quella di prendere oggetti e personaggi famosi e
vedere come nel tempo si trasformano. La Pop Art critica il consumismo, ed è contro la standardizzazione dei gusti e dei
consumi. Si pone come movimento di ribellione alla società utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione come il fumetto e la
pubblicità. Ed ecco che la Gioconda, da opera d’arte di pregio comprensibile solo da pochi, diventa opera di tutti”.
Infine, Stagnitta chiarifica l’interpretazione di Bansky di Mona Lisa Bazooka. Si tratta di un murale, con Banksy che l'ha
affiancata con un'arma da fuoco: una Gioconda che indossa un visore mentre punta un lanciarazzi nel tipico stile stencil in
bianco e nero dell'artista.
“Ed anche qui trattasi di un ready-made”- conclude.
Insomma, WARHOL and BANKSY fa riflettere su due personalità forti e solo apparentemente distanti: da una parte il
visitatore tocca con mano il favoloso mondo di Andy Warhol, cioè l’artista più fotografato al mondo e di chiara fama, mentre
dall’altra ha modo di ammirare l’anonimo Banksy, che però ha reso la sua arte un evento mediatico mondiale.
Entrambi si sono trasformati in brand : Warhol continua con la Andy Warhol Foundation a produrre opere (diventate esse
stesse un prodotto di consumo) anche dopo la sua morte, avvenuta oramai nel lontano 1987; dietro Bansky, genio della
comunicazione, esiste probabilmente già un collettivo che continuerà la mission – lo ripetiamo - di trasformare il vandalismo di
strada in eventi internazionali da prima pagina, con l’anonimato che è diventato un brand già da adesso.
L’idea vincente di questa mostra è stata investigare in parallelo gli intenti dei due artisti, trasformando l’arte in azione e
rendendo la provocazione al mercato dell’arte evidente.
Potremmo concludere così questa sorta di racconto concettuale e visivo : al principio c’era Henri Robert Marcel Duchamp (per
cui il genio artistico non è nella mano, bensì nell’ingegno)...poi la storia è continuata in altri luoghi e varie schegge di genialità
(come nei mondi di Warhol e Bansky, dove il genio puro diventa la chiave di accesso ad uno straordinario valore artistico e
commerciale). Per ulteriori informazioni sulla mostra, consultare il sito www.wegil.it
Articolo pubblicato sulla rivista LA VOCE degli Italiani in Francia www.lavoce.com
Andy Warhol, Queen Elizabeth II of the United Kingdom from Reigning Queens 1985
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di Lisa Bernardini
Roberto Funaro
L’architetto cantautore
La scena musicale italiana accoglie con entusiasmo il ritorno di Roberto Funaro, che oggi lancia il suo
nuovo singolo "Oggi sai che c'è" sotto l'etichetta Watt Musik Records di Rimini. Questo brano inedito, frutto
della collaborazione con il rinomato maestro Roberto Costa, si distingue per la sua intensità e originalità,
segnando un ulteriore passo avanti nel percorso artistico del talentuoso cantautore. Dopo il successo dei
suoi lavori precedenti, Funaro si ripresenta al pubblico con una traccia che fonde sonorità innovative a testi
profondi e ricercati, confermando la sua abilità nel toccare le corde emotive degli ascoltatori. Disponibile su
tutte le principali piattaforme digitali, il singolo promette di lasciare un'impronta indelebile nel panorama
musicale contemporaneo. "Sono entusiasta di condividere questa nuova musica con il mio pubblico", ha
dichiarato Funaro. "Ogni canzone è un viaggio e spero che questo brano possa trasmettere le emozioni
che ho messo in ogni nota e parola". Per ulteriori dettagli e aggiornamenti, i fan possono seguire Roberto
Funaro sui suoi canali social e visitare il sito ufficiale di Watt Musik Records.
Spotify
Apple Music
Simone Cristicchi
Simone_Cristicchi_Credito fotografico_Ph. Giorgio Amendola_2 orizzontale_b
di Luca fochetti
Simone Cristicchi, artista poliedrico e imprevedibile, torna a stupire con il suo nuovo album, la cui copertina è un'opera di
Andrea Arbizzi che ritrae la suggestiva nebulosa "Occhio di Dio" (Helix Nebula NGC7293). L'album include il singolo "Il
clandestino", in collaborazione con Maurizio Filardo, composto per la serie TV diretta da Rolando Ravello con Edoardo
Leo. Tra le collaborazioni spiccano Amara, che duetta con Cristicchi in "Le poche cose che contano", e Francesco
Musacco al pianoforte in "Credo". Un tocco di poesia è dato da Marco Guzzi con "L’ultima lezione", recitata da Cristicchi
nel brano "Accade". La tracklist di "Dalle tenebre alla luce" offre un viaggio musicale che include titoli come "Quando sarai
piccola", "Cerco una parola", e "Sette miliardi di felicità". Cristicchi, noto per la sua carriera eclettica che lo ha visto
trionfare al Festival di Sanremo con "Ti regalerò una rosa", continua a esplorare nuovi orizzonti artistici. La sua tournée
"Franciscus - Il folle che parlava agli uccelli" ha già incantato il pubblico italiano, mentre il libro "Franciscus", scritto con
Simona Orlando, si afferma tra i best seller di argomento spirituale. Un artista che, tra musica, teatro e letteratura,
continua a illuminare il panorama culturale italiano.
Simone Cristicchi e Amara_Credito fotografo_Ph._Giorgio Amendola_b
L'Impeto del Pogo in "Inospitale"
Gazebo Penguins_foto di Gio Fato
I Gazebo Penguins tornano a far parlare di sé con il loro
nuovo singolo "Inospitale", un brano che si presenta come
un vortice emotivo, capace di trasformarsi in una forza
propulsiva audace e liberatoria, proprio come il pogo che
anima i concerti rock. Questo secondo estratto dall'album
"Temporale", in uscita il 21 marzo per Dischi Sotterranei,
segue il successo di "Gestalt" e segna un ulteriore passo
nell'esplorazione musicale della band di Correggio.
"Inospitale" è un viaggio allucinatorio che riflette le
incertezze della mente, dove la percezione e la realtà si
fondono in un caos sonoro, sostenuto da un ritmo incalzante
di basso e batteria, che si intreccia con chitarre affilate. La
canzone invita a lasciarsi andare alle emozioni più
primordiali, proprio come avviene nei concerti, dove il pogo
diventa un rito catartico. A supporto del brano, la band ha
realizzato un videoclip-mockumentary che esplora gli effetti
benefici del pogo sul cervello, intervistando esperti
internazionali. Con un tour che partirà il 26 marzo da Milano,
i Gazebo Penguins si preparano a portare la loro energia
travolgente in tutta Italia, confermando il live come elemento
imprescindibile della loro musica.
© ph Sergio Battista
&
F e d e r i c a
F e d e r i c o
Amore per la danza e la vita
Ogni favola inizia con le parole "C'era una volta", e la nostra non fa eccezione. In una pittoresca cittadina della Sicilia, si
intrecciava un amore che danzava al ritmo di una melodia senza tempo. Federica Salute e Federico Maria Nasonte sono
due ballerini professionisti di danze latino-americane, legati non solo dalla passione per la danza, ma anche da un profondo
legame che si è forgiato nel corso di vent'anni di esperienze condivise. La loro storia è un inno alla bellezza del movimento e
alla magia di un amore che trascende il tempo.
La loro storia iniziò quando erano solo bambini, Federica a otto anni e Federico a nove. Entrambi si erano innamorati della
danza, un amore che li avrebbe portati a rappresentare l'Italia in competizioni internazionali, a diventare campioni italiani e a
viaggiare per il mondo, esibendosi in palcoscenici prestigiosi. Ogni passo, ogni giro, ogni abbraccio danzante era un riflesso
della loro connessione, un linguaggio che parlava di sogni e ambizioni.
Dopo anni di insegnamento e di direzione di una scuola di danza in Sicilia, la vita li porta a Hong Kong, dove hanno vissuto
per nove anni. Qui, Federico si è dedicato al circuito Pro-Am, lavorando con allieve che vedevano nella danza non solo
un'arte, ma anche un modo per migliorarsi. Ogni allieva che raggiungeva un traguardo per lui era una vittoria, un motivo di
orgoglio che arricchiva la sua anima e quella di Federica. Insieme, imparano il valore della disciplina e della determinazione,
ma anche l'importanza di costruire legami umani.
Nel 2023, la loro vita subisce una meravigliosa trasformazione con l'arrivo di Alessandro, il loro primo figlio. La
gioia di diventare genitori ispira Federica a creare un programma innovativo: il "Mommy & Me Dance Class".
Questo corso non è solo un modo per ballare, ma un'opportunità per le mamme di rafforzare il legame con i loro
bebè, creando una comunità di supporto e amore. Ogni lezione è un momento di condivisione, dove le risate dei
bambini si mescolano alle melodie della danza, creando un'atmosfera magica.
Dopo nove anni in Asia, Federica e Federico hanno deciso di tornare in Italia, portando con sé il loro bagaglio di
esperienze e la loro passione. A Caltanissetta, creano "The Swing", un centro dedicato alla danza, alla musica e
all'arte. Qui, offrono corsi per tutte le età, dal percorso Pro-Am al Lady Latin, un programma esclusivo per
donne. Il loro obiettivo è chiaro: condividere la bellezza della danza e creare una comunità in cui ognuno può
emozionarsi, crescere e divertirsi.
Ogni giorno, "The Swing" si riempie di risate, passi di danza e storie di vita. Federica e Federico non sono solo
insegnanti, ma anche mentori e amici, capaci di ispirare chiunque entri nel loro mondo. La danza diventa un linguaggio
universale, un modo per esprimere emozioni e costruire legami.
E così, tra un passo e l'altro, Federica e Federico continuano a danzare insieme, non solo sul palcoscenico, ma anche
nella vita, celebrando l'amore per la danza e per la famiglia. La loro storia d'amore, intrecciata con la passione e la
dedizione, rimane viva nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare il loro cammino, dimostrando che
la danza è molto più di un'arte: è un modo di vivere, di amare e di connettersi.
Il Canto di un Regno
Peppe Vessicchio e Raffaele Di Mauro
presntano a Napoli un viaggio nella
musica partenopea...
Bagnoli, 7 marzo 2025 – L'evento di presentazione del progetto "Il Canto di un Regno – Forme, vocalità e tipicità musicali
della canzone napoletana" si è tenuto presso l'Auditorium "Porta del Parco", situato nel sito di interesse nazionale Bagnoli
Coroglio. Questo progetto "narrativo-musicale" è dedicato all'esplorazione dei canti e delle melodie della tradizione
musicale napoletana, ed è stato ideato da Peppe Vessicchio, noto direttore d’orchestra e compositore, insieme a Raffaele
Di Mauro, musicologo e docente di Storia della musica.
Durante la presentazione, moderata dal giornalista e autore televisivo Fabrizio Silvestri, il maestro Beppe Vessicchio ha
descritto "Il Canto di un Regno" come un viaggio attraverso il repertorio delle canzoni napoletane. Questo viaggio esplora
la storia musicale del Regno di Napoli, analizzando l'evoluzione delle canzoni dalla villanella del Cinquecento e Seicento,
passando per le canzonette settecentesche, fino al "periodo d’oro" tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, per
giungere alla nouvelle vague del secondo dopoguerra. Inoltre, il progetto considera i legami tra i compositori della "scuola
napoletana" e la canzone pop.
Il percorso "narrativo-musicale" composto da 8 appuntamenti include anche "guide all’ascolto" che approfondiscono gli
aspetti testuali e musicali delle canzoni presentate. Queste guide sono arricchite da note e curiosità storico-antropologiche,
racconti e testimonianze di viaggiatori dell’epoca, offrendo un'esperienza coinvolgente e istruttiva.
Alla presentazione della Master Class ha partecipato anche il notaio Diomede Falconio, sub commissario per la bonifica e
rigenerazione dell’area urbana di Bagnoli Coroglio. Falconio ha sottolineato gli sforzi in atto per recuperare e riqualificare la
zona urbana, partendo proprio dall’Auditorium "Porta del Parco", una struttura ora capace di ospitare eventi come quello
organizzato dalla Vinci Factory, ente di formazione accreditato dalla regione Campania. La Vinci Factory, guidata da Ciro
Vinci, Claudio Frattasio e Veronica Russo, sta sviluppando numerosi corsi di formazione destinati a giovani aspiranti artisti
nei settori del cinema, della televisione e della radio, oltre a corsi di formazione socio-sanitari, con l'obiettivo di formare
nuove figure professionali per il mercato del lavoro napoletano.
All’evento hanno partecipato numerosi giovani del Liceo Musicale Albertini di Nola e studenti dell'I.S. A. Torrente di
Casoria, impegnati nell'accoglienza e nella ristorazione a fine evento. La Vinci Factory ha assegnato quattro borse di
studio a questi studenti, permettendo loro di partecipare a Master Class dedicate, offrendo così un'opportunità preziosa
per il loro futuro formativo e professionale. Il primo viaggio de “Il Canto di un Regno” si è concluso con un'esibizione
straordinaria della giovane e talentuosa artista Benedetta Cenani, accompagnata al pianoforte dal maestro Ciro Vinci.
Insieme, hanno presentato “Carcere ‘e mare”, una delle canzoni più celebri della tradizione musicale napoletana,
dimostrando come la musica del passato continui a risuonare con una modernità sorprendente.
"Solamente mia" è il nuovo singolo di Federico Monti
Arduini, meglio conosciuto come Il Guardiano del Faro, un
artista dalla carriera straordinariamente ricca e variegata.
Compositore, autore, cantante, pianista, presentatore
televisivo, editore e produttore discografico, Arduini è un
pioniere della musica New Age. Le sue composizioni sono
note per la loro profondità psico-sociologica, che riesce a
trasmettere un senso di solitudine unito a un forte desiderio
di comunicazione.
Nel suo ultimo lavoro, "Il Venditore di Sogni", Arduini si
allontana temporaneamente dal suo iconico "Moog" per
esibirsi al pianoforte, accompagnato da un'orchestra di 40
elementi. L'album, composto da 12 brani interamente scritti
da lui, mantiene intatte le atmosfere e le sensazioni
armoniche che hanno caratterizzato le sue precedenti
produzioni. Inoltre, l'album vanta la collaborazione di
rinomati artisti e musicisti italiani e internazionali, tra cui
Fabrizio Bosso alla tromba, Giuseppe Milici all’armonica,
Johnny Farina dei Santo & Johnny alla steel guitar, Natale
Massara al sax, e Mario Rosini, vincitore del Festival di
Sanremo 2004, alla voce. Il coro "DUNI" del Conservatorio
di Matera e Cece Rogers, nominato in due categorie ai
Grammy Awards del 2022, arricchiscono ulteriormente
l'opera con le loro straordinarie performance.
Il brano di punta dell'album, "Progetto d'Amore", è un
affascinante dialogo musicale tra il pianoforte e la grande
orchestra, che incarna perfettamente lo spirito innovativo e
l'eleganza musicale di Arduini.
Federico Monti Arduini, noto come Il
Guardiano del Faro, è un artista
poliedrico nato a Milano nel 1940. Ha
iniziato la sua carriera come
compositore e autore, collaborando
con artisti italiani e internazionali.
Negli anni '70, l'incontro con il
sintetizzatore Moog ha segnato una
svolta nella sua musica, portandolo
a successi come "Il Gabbiano
Infelice" e "Amore Grande Amore
Libero". Ha vinto premi prestigiosi
come il Telegatto e ha composto
colonne sonore per film. Negli anni
'80, ha partecipato a programmi
televisivi e fondato la casa
discografica Cafè Concerto. Nel
2022, è tornato con l'album "Il
venditore di sogni", collaborando
con artisti di fama internazionale.
Sarah Jane Morris icona del jazz moderno, cantautrice, con una carriera trentennale,
durante la quale ha raccolto un pubblico internazionale fedele e affettuoso. Ha
suonato con molti gruppi nel corso degli anni, spaziando con la sua voce unica tra
blues, rock, jazz e soul.
Artista appassionata e dalla grande anima, il prossimo 26 marzo, presso la Sala
Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica in Roma, è previsto un atteso concerto
dove Sarah Jane Morris eseguirà “The Sisterhood”, il suo ultimo album. Con Tony
Remy alla chitarra elettrica e acustica, sarà accompagnata sul palco dalla sua
storica band. Lisa Bernadini le ha fatto tre domande per noi...
Lisa Bernardini
“The Sisterhood” è un album che ha presentato al pubblico lo scorso anno. Cosa l’ha ispirata a rendere questo
omaggio a dieci meravigliose cantanti?
“The Sisterhood”, in tutto il suo splendore, è stato lanciato in occasione della Giornata internazionale della donna 2024 al
“The Alexandra Palace Theatre” di Londra, con una band di 12 elementi e un coro di 40 elementi. Quest’anno, sempre in
occasione della Giornata internazionale della donna e sempre a Londra, eseguirò la versione acustica di questo progetto
al “The Coronet Theatre”. Durante il secondo lockdown per il Covid sono stata ispirata a scrivere le biografie di dieci
cantautrici che ritengo abbiano contribuito a creare la musica popolare. La lista che ho stilato è molto particolare, e vedo il
progetto come un passaggio di testimone da sorella a sorella. Mi sono dedicata con grande rispetto alla storia delle loro
vite; la musica è stata scritta insieme a Tony Remy, che è il mio collaboratore in questo progetto. Ed abbiamo deciso di
scriverla nel genere per cui ogni particolare artista era nota.
Veniamo ai dieci nomi: Bessie Smith, Billie Holiday, Nina Simone, Miriam Makeba, Aretha Franklin. E poi Janis
Joplin, Joni Mitchell, Rickie Lee Jones, Annie Lennox ed infine Kate Bush. Tra queste grandi artiste, ce n'è una
che più di tutte l’ha ispirata nella carriera?
Nina Simone. Ho trovato una grande ispirazione nella sua vocalità, e nella sua abilità di scrittura: canzoni appassionate, a
volte di ispirazione politica. Ho visto Nina esibirsi tre volte, ma purtroppo non ho mai avuto l’occasione di incontrarla. Ho
sentito in verità una profonda affinità anche con Rickie Lee Jones, che si esibisce ancora oggi e mi ha mandato un
messaggio di ringraziamento molto intenso quando ha sentito la sua canzone, dicendo che le ero entrata davvero nel
cuore.
Quali sono i suoi progetti per i prossimi due anni?
Sono nel bel mezzo della scrittura del Volume 2 di “The Sisterhood”, e finora ho scritto di Amy Winehouse, Tracy
Chapman, Sinead O Connor, Patti Smith, Peggy Seeger (che tra l’altro compirà 90 anni questa estate), e sono nel bel
mezzo della scrittura di Dolly Parton ed altri. Spero di lanciare questo lavoro il giorno della Giornata internazionale della
donna 2026 alla Union Chapel di Londra.
Inoltre, ho un nuovo album con il “Solis String Quartet” che uscirà in primavera, intitolato “Forever Young”, che è il nostro
secondo album insieme. Il “Solis String Quartet” è di Napoli e lavoriamo insieme da oltre 30 anni. L'album celebra grandi
cantanti che sono morti all'età di 27 anni, da Janis Joplin ad Amy Winehouse, da Jim Morrison a Kurt Cobain, da Jimi
Hendrix a Otis Redding. Il primo singolo già uscito al momento è la nostra versione della canzone di Amy, “Love is a losing
game". Voci e chitarre sono una combinazione meravigliosa. Ad aprile pubblicherò un duetto che ho registrato con Mario
Biondi, carissimo amico. E sto scrivendo la mia autobiografia come un testo teatrale. Olga y Marco- Photo by Paco Villalta (2)
Jacopo Godani_Forma Mentis_foto di Cristiano Castaldi
Trent’anni di creazioni e produzioni hanno portato
Spellbound Contemporary Ballet in tutto il mondo, tra teatri
prestigiosi e festival internazionali. Al Teatro Vascello, con
"Recollection of a Falling", la compagnia ha celebrato i suoi
trent’anni, riconosciuta nel 2022 come Centro di Produzione
Nazionale della Danza. Astolfi ha riflettuto sui ricordi e
sull'interconnessione delle esperienze umane. Per sei
serate, il pubblico ha assistito a "Forma Mentis" di Jacopo
Godani, un atto di fiducia nel futuro, e "Daughters and
Angels" di Mauro Astolfi, che ha esplorato la storia delle
donne e la loro lotta contro gli stereotipi e il potere.
SpellBound Contemporary Ballet_Daughters and angels_foto di Cristiano Castaldi
Filippo Scotti in una scena
Mildred Gistafsson
"L'Orto Americano" è il 43º film del celebre regista Pupi Avati, tratto dal suo omonimo romanzo pubblicato da Solferino Libri nel
2023. Questa pellicola rappresenta una storia d'amore unica e personale, immersa in atmosfere che richiamano tempi passati.
Avati riesce a fondere abilmente elementi delle sue opere più recenti, come "Il signor Diavolo" e "Dante", con le atmosfere dei
suoi film iniziali, tra cui "Balsamus l'uomo di Satana" e "La casa dalle finestre che ridono". Ambientato alla fine della Seconda
Guerra Mondiale, il film segue un giovane aspirante scrittore, interpretato da Filippo Scotti, che durante i festeggiamenti per la
Liberazione a Bologna, incontra una bellissima infermiera americana, Barbara, interpretata da Mildred Gustafsson. Questo
incontro segna l'inizio di un viaggio che lo porterà fino in Iowa, dove scoprirà che Barbara è scomparsa, e inizia una ricerca che
lo condurrà tra tribunali e ospedali psichiatrici in Italia. "L'Orto Americano" è un horror che si evolve in un noir intimo e
soprannaturale, caratterizzato da un bianco e nero che amplifica le atmosfere sospese tra la Pianura Padana e il Midwest
americano. Nonostante alcune incoerenze stilistiche, il film si distingue per la sua poetica eleganza e la capacità di intrecciare
gotico e legal in una narrazione che esplora la dignità dei "matti" e la guida dei morti sui vivi, rivelando una sconcertante realtà di
traffico di cadaveri. Un'opera che, pur con i suoi difetti, rappresenta una delle prove più sentite e riuscite di Avati.
L'orto americano di Pupi Avati: il protagonista senza nome è Filippo Scotti, nella foto con la grande attrice inglese
Rita Tushingham.
Pupi Avati, nasce il 3 novembre 1938 a Bologna.
Il suo grande amore giovanile è la musica. Durante il
periodo universitario (frequenta Scienze Politiche),
entra come clarinettista nella Rheno Jazz Band, con la
quale suonerà in tutta Europa fino alla vittoria del
Festival Europeo di Antibes. Contemporaneamente
inizia ad occuparsi di cinema. Nel 1968 riesce a trovare
un finanziamento e realizza il suo primo lungometraggio
“Balsamus”; da allora ha realizzato più di 50 film, alcuni
programmi televisivi e una serie di spot commerciali. Ha
collaborato come sceneggiatore a diverse opere
cinematografiche,fra le quali “Salò” di Pierpaolo
Pasolini. Con il fratello Antonio, titolare della DUEA
Film, ha permesso il debutto di molti giovani autori
italiani.
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Elodie
GIOCO PERICOLOSO
Nel film la cantante, reduce dalla 75esima edizione di Sanremo,
interpreta i panni della ballerina Giada al fianco di
Adriano Giannini ed Edoardo Scarpetta
Elodie in “Gioco Pericoloso” interpreta Giada, una donna complessa, potente e forte
Regia di Lucio Pellegrini, che firma anche la sceneggiatura e il soggetto insieme a Elisa Fuksas,
Lucio Pellegrini torna alla regia con un'opera intrigante che esplora le complessità delle relazioni
umane e i segreti che si celano dietro le apparenze. In questo film, Pellegrini, che firma anche la
sceneggiatura insieme a Elisa Fuksas, dirige un cast di talenti straordinari, tra cui Adriano Giannini,
Elodie e Eduardo Scarpetta, affiancati da Elena Lietti, Tea Falco, Massimo Coppola e Iaia Forte. La
trama ruota attorno a Giada, una ballerina professionista che si prepara a debuttare come
protagonista nel suo primo spettacolo, e Carlo, uno scrittore in crisi creativa. La loro relazione,
caratterizzata da una profonda complicità, viene messa alla prova dall'arrivo di Peter Drago, un
giovane artista ambizioso che suscita in Carlo un interesse inaspettato. Tuttavia, l'incontro con Peter
provoca in Giada una reazione di difesa, rivelando che il suo passato nasconde segreti che
potrebbero minacciare la loro stabilità. Con una narrazione avvincente e personaggi ben delineati, il
film promette di tenere gli spettatori con il fiato sospeso, dimostrando che la verità, per quanto
scomoda, trova sempre il modo di emergere.
TuttoBallo
DANIELE CIPRIANI
nuovo Direttore Artistico del Festival di Spoleto
Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha ufficializzato la sua proposta per il futuro del Festival di Spoleto, inviando una
lettera al Presidente e al Consiglio di Amministrazione della Fondazione. Nella missiva, Giuli ha indicato Daniele Cipriani,
rinomato impresario nel settore della danza e del balletto, come candidato ideale per il ruolo di Direttore Artistico, in vista della
scadenza del contratto di Monique Veaute. Cipriani, che guiderà la storica manifestazione a partire dall'edizione del 2026, sarà
affiancato da un team di esperti in diverse discipline artistiche, la cui composizione sarà rivelata al momento della firma del
contratto. Questa scelta si inserisce in un contesto di rinnovato impegno da parte del Ministero, azionista di maggioranza della
Fondazione, che mira a restituire al Festival il prestigio che merita e a garantirne un futuro luminoso, in linea con le nuove
disposizioni statutarie.
Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dal manager Daniele Cipriani riguardo al suo nuovo incarico, ma ha espresso
con entusiasmo il suo sostegno per la candidatura di Michelangelo Pistoletto al Premio Nobel per la Pace 2025. Questo
riconoscimento intende celebrare l'impatto dell'arte nella promozione della pace. L'incontro tra Cipriani e Pistoletto, avvenuto a
Biella presso la Cittadellarte, ha lasciato un segno profondo nel cuore di Cipriani, che ha trovato ispirazione nel "Canto della
pace preventiva" del Maestro. Tale ispirazione ha portato alla creazione dei gala "Les Étoiles" a Milano e Roma, oltre a "Las
Estrellas", in collaborazione con la Fondazione Pistoletto. Durante questi eventi, un "quadro specchiante" realizzato da Pistoletto
ha accolto le firme di artisti e spettatori, diventando simbolo del Terzo Paradiso, che rappresenta l'impegno di Cipriani e della
sua squadra nell'utilizzare l'arte come strumento di risveglio e promozione di valori come benevolenza, fiducia e giustizia.
Cipriani sottolinea l'importanza dell'aforisma di Pistoletto: "Se vuoi la pace, prepara la pace", esprimendo il desiderio che il
Maestro possa ricevere il prestigioso premio a Oslo, mentre riconosce che le sue idee hanno già conquistato i cuori di coloro
che aspirano a un mondo migliore. ll 27 marzo Daniele Cipriani Entertainment presenta “Una Noche Con Sergio Bernal”, il
celebre danzatore spagnolo sarà in scena a La Nuvola di Fuksas per la rassegna di spettacoli di EUR SpA . Gli spettacoli della
Sergio Bernal Dance Company, sonno visionari racconti per quadri - vertiginosi assolo, passi a due e a tre - in cui si fondono
diversi stili, raccontano le mille sfaccettature di Sergio Bernal.
Les Etoiles Roma
Marianela Nunez foto
Damiano Mongelli
Olga Smirnova Les
Etoiles Roma foto
Damiano Mongelli
TuttoBallo
Buon compleanno ad Antonello Venditti, che l’8 marzo ha festeggiato 76 anni!
Il cantautore ha intrecciato indissolubilmente il suo nome con la sua città natale, Roma,
scrivendo l'inno della sua squadra di calcio e ambientando molte delle sue canzoni
nella Capitale. Tra queste, spicca "Notte prima degli esami", un vero e proprio inno
generazionale che lo scorso anno ha celebrato il suo 40° anniversario, insieme ad altri
brani iconici dell'album "Cuore", che ha segnato un'epoca nella storia della musica
italiana Nato nel quartiere Trieste, Venditti ha iniziato la sua carriera musicale negli
anni '70 al Folkstudio, un luogo che ha dato i natali a molti importanti cantautori del
nostro Paese. Il suo primo album, "Theorius Campus", risale al 1972 ed è stato inciso
in studio con Francesco De Gregori. Insieme, i due artisti hanno intrapreso un tour che
ha attraversato l'Italia nel 2022 e nel 2023, con una tappa memorabile allo stadio
Olimpico, un concerto destinato a rimanere nella storia. A giugno, dalla sua amata
Roma, partirà il tour "Notte prima degli esami", un'altra occasione per celebrare la sua
straordinaria carriera e il legame profondo con la sua città.
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Per la prima volta a Roma, i Gelitin/Gelatin sono i protagonisti della quarta
Stagione di FOROF. Il collettivo viennese, celebre per le sue opere provocatorie,
anticonvenzionali, liberatorie,realizza un progetto espositivo inedito e sitespecific
pensato in dialogo con il sito archeologico della Basilica Ulpia.
Fino al 30 giugno 2025, FOROF, un'iniziativa unica a
Roma fondata da Giovanna Caruso Fendi, presenta
la quarta Stagione con un progetto site-specific del
celebre collettivo austriaco Gelitin/Gelatin, composto
da Wolfgang Gantner, Ali Janka, Florian Reither e
Tobias Urban. Dopo le esperienze immersive delle
precedenti stagioni, il nuovo lavoro dei
Gelitin/Gelatin, intitolato "Nimbus Limbus Omnibus" e
curato da Bartolomeo Pietromarchi, attiva un dialogo
tra antico e contemporaneo, esplorando il tema delle
"libertà". Ispirato al rito di liberazione degli schiavi
nell'antica Roma, il progetto invita a riflettere sulla
liberazione personale e collettiva attraverso l'arte.
L'installazione, che coinvolge fisicamente lo
spettatore, si articola in due parti: la prima presenta
una vasta collezione di oggetti e sculture realizzate
nel corso di 25 anni, mentre la seconda espone busti
che sovvertono il concetto tradizionale di ritratto,
offrendo una visione psicologica e trasformativa.
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L'esposizione si configura come un'esperienza unica, capace di stimolare una nuova
percezione del mondo.In occasione di Nimbus Limbus Omnibus sarà pubblicato un
catalogo monografico dedicato ai Gelitin/Gelatin edito da Magonza. Il volume, stampato
in doppia lingua, in italiano e inglese, include materiali inediti e offre una
documentazione completa della mostra con immagini dell’installazione e della
performance inaugurale. I temi espositivi sono esplorati in profondità attraverso
un’ampia conversazione tra Bartolomeo Pietromarchi e il collettivo artistico, mentre
l’aspetto scultoreo dei busti è analizzato in un testo critico a cura di Christian Meyer.
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Gelitin/Gelatin è un collettivo artistico austriaco formato da Wolfgang Gantner, Ali Janka, Florian Reither e Tobias
Urban, che si sono incontrati per la prima volta in un campo estivo nel 1978. Sebbene abbiano iniziato a esporre
ufficialmente solo nel 1993, il gruppo ha rapidamente guadagnato notorietà per la sua capacità di sfidare le
convenzioni artistiche. Con sede a Vienna, i Gelitin/Gelatin esplorano una vasta gamma di mezzi espressivi, tra cui
performance, installazioni, sculture e nuovi media, con l'obiettivo di ridefinire il rapporto tra arte e pubblico. Le loro
opere spesso coinvolgono attivamente gli spettatori, trasformandoli in co-creatori. Questo approccio innovativo li
ha resi pionieri nel panorama artistico contemporaneo, caratterizzato da audacia, gioco e critica sociale. Hanno
partecipato a numerose biennali internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, e hanno esposto in prestigiosi musei
come il MoMA PS1 di New York e il Musée d’Art Moderne de Paris.
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FERRARA SOTTO LE STELLE 2025
XXIX edizione
Ani DiFranco profile pic photo_credit Shervin Lainez
La storica rassegna emiliana annuncia i primi concerti
nel Cortile del Castello Estense di Ferrara.
Domenica 15 giugno ANI DIFRANCO
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I primi protagonisti annunciati sono l’iconico gruppo sperimentale franco-britannico STEREOLAB (unica data italiana, 10
giugno), il cantautorato dissacrante di MARCO CASTELLO (12 giugno) e l’eleganza folk della statunitense ANI DIFRANCO
(15 giugno), che saliranno sul palcoscenico del Cortile del Castello Estense di Ferrara, storica e suggestiva location del
festival. Novità di questo 2025, due preziose anteprime primaverili: all'Estragon Club di Bologna arriva il post-rock epico dei
GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR e il 6 aprile, nella Sala Estense di Ferrara, tocca a STEVE WYNN (The Dream
Syndacate) in uno speciale concerto con il musicista e compositore Rodrigo D’Erasmo.
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Dal 10 al 15 giugno si torna a casa, nel Cortile del Castello Estense di Ferrara, che martedì 10 giugno fa da cornice
all’unica data italiana degli STEREOLAB.
Pietra miliare del panorama musicale degli anni ’90, con una miscela nella quale l’indie rock incontra sonorità innovative e
in cui fanno capolino pop, bossa nova e riferimenti a elettronica e art rock, l’iconico gruppo sperimentale franco-britannico
arriva in Italia a tre anni di distanza dall’ultima volta. Giovedì 12 giugno tocca poi a MARCO CASTELLO con il suo sound
particolarmente affezionato agli anni Settanta e il suo sguardo ironico su bellezze e squallori del contemporaneo, mentre
domenica 15 giugno è la volta della cantautrice statunitense, icona femminista e madre del movimento DYI ANI
DIFRANCO con il nuovo album Unprecedented Sh!t, che segna una sua evoluzione artistica e personale, e che riflette sulle
crisi globali e sulla nostra consapevolezza al riguardo.
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“LA PRIMA ESTATE”
LA IV EDIZIONE DAL 20 AL 22 E
DAL 27 AL 29 GIUGNO A LIDO DI CAMAIORE
La Prima Estate torna a Lido di Camaiore per la sua quarta
edizione, svelando tutti gli artisti del primo weekend, dal 20 al
22 giugno, con un'esclusiva promo early bird valida fino al 6
febbraio.
Il festival richiama le voci più interessanti e le chitarre più
ambiziose da Oltreoceano e Oltremanica, portandole nel cuore
della Versilia, in un palco unico a pochi passi dal mare, nel
Parco BussolaDomani, che ha ospitato leggende come Mina,
Frank Zappa e Miles Davis.
In line-up, i Kings of Leon, che tornano in Italia dopo 8 anni per
la loro unica data del 2025. Questa band di alternative rock,
vincitrice di tre Grammy Awards e con oltre 20 milioni di album
venduti, regalerà un set che ripercorre tutta la loro carriera.
Inoltre, ci sarà St. Vincent, la regina dell'indie rock americano,
e gli Air, il duo francese che ha rivoluzionato l'electro-pop. Dalla
Scozia, i Mogwai presenteranno il loro ultimo album “The Bad
Fire”.
In esclusiva, si esibiranno anche i TV on the Radio, dopo anni
di silenzio, gli Spiritualized di Jason Pierce e gli Yard Act, il
quartetto post-punk che ha conquistato anche Sir Elton John.
Rappresentando l'Italia, i Calibro 35 e Nic Cester,
accompagnato dalla piccola orchestra La Milano Elettrica
Una line-up prestigiosa e internazionale, che punta sulla qualità
artistica e si propone come un vero festival, un punto di
incontro per gli amanti della buona musica, lontano dalle mode.
St Vincent la regina indiscussa dell'indie rock
americano, che da oltre vent'anni continua a
confermarsi uno dei talenti più ipnotici, seducenti e
camaleontici in circolazione.
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Quest'estate, Trento ospiterà la prima edizione del Trento Live Fest, un festival imperdibile per gli amanti
della musica e dei viaggi, che si terrà dal 27 al 29 giugno e dal 3 al 5 luglio nella Trentino Music Arena. Tra
gli artisti già annunciati figurano Alessandra Amoroso, Coma_Cose, Fabri Fibra, Geolier, Rose Villain e
Tananai. I biglietti sono disponibili su Ticketone.it, con la possibilità di acquistare abbonamenti per due
giorni. Il festival offrirà un'esperienza unica, combinando concerti di alto livello con la bellezza del territorio
trentino. Con ogni biglietto, si riceverà la Trentino Guest Card, che consente accessi scontati a musei e
trasporti pubblici, rendendo l'evento ancora più attrattivo. Maggiori informazioni su
www.magellanoconcerti.it.
Alessandra Amoroso_12_Studio_
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Rose Villain_ph. Kate Biel. TANANAI Coma_Cose FOTO @cosimobuccolieri -
STYLING Tiny Idols + Pablo Patanè
(@tiny_idols + @pablo_patane)
venerdì 27 giugno 2025: TBA
sabato 28 giugno 2025: GEOLIER
domenica 29 giugno 2025: ROSE VILLAIN + COMA_COSE
giovedì 3 luglio 2025: FABRI FIBRA (data zero del “Festival Tour 2025”)
venerdì 4 luglio 2025: TANANAI
sabato 5 luglio 2025: ALESSANDRA AMOROSO
Fabri Fibra_AndreaBianchera_
Lucio Corsi - ph by Simone Biavati
GEOLIER_foto stampa maggio2024
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VICENZA
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Kronos Quartet 02 - grey - credit Danica Taylor
Dal 15 al 25 maggio si svolgerà la XXIX edizione di
New Conversations – Vicenza Jazz, diretta da
Riccardo Brazzale. Dieci giorni di concerti ed eventi
speciali si terranno in luoghi iconici come il Teatro
Olimpico, il Teatro Comunale e la Basilica Palladiana,
oltre a cinema, librerie e caffè che ospiteranno
giovani artisti. Il festival, prodotto dal Comune di
Vicenza e in collaborazione con la Fondazione Teatro
Comunale, avrà come sponsor Sonus faber e
Trivellato Mercedes Benz. Il visual di quest’anno è
firmato dall’illustratore Joey Guidone. L’apertura, il 15
maggio, vedrà il celebre Kronos Quartet, mentre la
chiusura il 24 maggio sarà con il live di First Meeting,
un ensemble di musicisti di alto profilo. Il festival, che
celebra la fusione di tradizione e innovazione, ha
come tema "Elogio dell’errore".
Al-Di-Meola_by-Alexander-Mertsch_
AMF3125_hires-1-scaled
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CALENDARIO
15 maggio
ore 21 | Teatro Olimpico
Kronos Quartet
16 maggio
ore 21 | Teatro Olimpico
Al Di Meola Acoustic Trio
17 maggio
ore 16-22 | Musei della città
Il giorno e la notte dei musei
ore 21 | Teatro Comunale - Sala del Ridotto
●Ralph Alessi Trio feat. Marc Ducret & Jim Black
●Yellowjackets
18 maggio
ore 21 | Teatro Olimpico
Solo piano night
●Shai Maestro
●Sullivan Fortner
19 maggio
ore 21 | Teatro Comunale - Sala del Ridotto
●Lydian New Call
●Nduduzo Makhathini Trio
20 maggio
ore 18 | Teatro Comunale – Palcoscenico Maggiore
Semifinale Olimpico Jazz Contest
ore 21 | Teatro Comunale – Sala del Ridotto
●Marc Ribot
●Marc Ribot & Ava Mendoza, Improvisations
a seguire finale Olimpico Jazz Contest
21 maggio
ore 21 | Teatro Comunale - Sala del Ridotto
William Parker Circular Pyramid feat. Hamid Drake & Ava
Mendoza con Celeste Dalla Porta In the name of Rosa
Parks
22 maggio
ore 21 | Teatro Comunale - Sala del Ridotto
● Franco D’Andrea Trio feat. Gabriele Evangelista &
Roberto Gatto
●Alessandro Lanzoni Trio feat. Francesco Cafiso Reverse
Motion
23 maggio
ore 21 | Teatro Comunale - Sala del Ridotto
Tigran Hamasyan Trio The Bird of a Thousand Voices
in collaborazione con Le Settimane Musicali al Teatro
Olimpico
ore 24 | Cimitero Maggiore
Flo & Enrico Zanisi “Anda” Canzoni di fuga e meraviglia
24 maggio
ore 21 | Teatro Comunale - Sala Maggiore
Gonzalo Rubalcaba, Chris Potter, Larry Grenadier & Eric
Harland First Meeting
25 maggio
ore 6.00 | Parco del Museo del Risorgimento e della
Resistenza
Naomi Berrill
Dal 21 al 24 maggio
concerti alle ore 18 con Proxima
concerti Happy Hour ore 19.30
concerti After Hour ore 22.30
Roberto Gatto
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Patriza Mior -Life Coach -
racconta la sua esperienza con
Andrea (ROS50) Ranzani
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ILa primavera è nell’aria e insieme a lei, oltre a, le giornate che si allungano, il clima che si fa più mite, e i centimetri di
pelle che si scoprono…. Porta con sé il campionato italiano IRC CUP 2025.
4 tappe da aprile ad agosto in cui 30 piloti si sfideranno per il podio, a suon di accelerate, curve, traiettorie e tempi su giri.
Però, prima di scaldare i motori, andiamo per gradi, come ci si prepara per affrontare un campionato?
Cerchiamo di capirci di più insieme ad Andrea (ROS50) Ranzani, pilota indipendente che quest’anno gareggerà nella
categoria Rookie, 170 cm di determinazione, capelli rossi e tratti tipicamente irlandesi, nato e cresciuto a Magenta e che
ci farà da cicerone per questo campionato.
Per ogni pilota che si rispetti, vincere non è importante, è l’unica cosa che davvero conta!!
Ciò che normalmente vediamo noi da fuori, è un pilota su una moto che compete contro altri piloti, dandoci percezione
che questo sia uno sport prettamente solitario, in realtà da una analisi più attenta non è affatto così, sono diverse le
compartecipazioni all’interno di un campionato e diversi sono i ruoli.
Questo campionato regalerà moltissime emozioni,
accompagnerò il nostro centauro ad ogni tappa e
ad ogni progresso, vi aggiornerò insieme ad Andrea
Ranzani (IG mior.ganizzo & Andrea_Il_Rosso) sui
vari step di preparazione e di gara.
Dopo i primissimi test a Cremona ci vediamo al
Mugello per la PRIMA TAPPA il 12 e 13 aprile
2025, Stay in carena!
Se vuoi condividere con me la tua esperienza,
lasciare un commento, farmi domande o altro, su
Mior.ganizzo.coach24@gmail.com
Insta @Mior.ganizzo
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I fondamentali:
1. IL TEAM
La “famiglia sportiva” a supporto di ogni pilota, che lo accompagna dalle primissime fasi di progettazione, definisce con lui
gli obbiettivi e condivide la visione d’insieme, non solo sul lungo raggio, ma anche ad ogni singola tappa, e ad ogni singolo
test. Meccanici, telemetristi, coach, preparatori … come in una orchestra sinfonica si coordinano senza sbavature per
garantire una performance impeccabile al solista.
2. LA PREPARAZIONE FISICA
Allenati come se fossi l’ultimo, competi pensandoti primo. La preparazione fisica è l’asticella che determina una buona
prestazione durante la competizione, riducendo i rischi di caduta e ottimizzando il lavoro in pista. Una buona preparazione
alza notevolmente la prestazione in gara. Lavorare sulla potenza e sulla coordinazione muscolare è il modo migliore per
gestire la velocità e creare fluidità nel movimento.
3. LA PREPARAZIONE MENTALE
Oltre ad una buona preparazione fisica, la concentrazione e il mantenimento del focus è fondamentale per aumentare le
possibilità di vittoria in competizione. Tanto è lo stress che si trova a gestire il pilota in un weekend di gara, riuscire a
trovare il giusto mindset, mette il pilota nella condizione di uscire dalla zona di stress performando efficacemente.
Da Timothy Gallwey, pioniere del coaching, moltissimi atleti, oggi si affidano a mental trainer per avere un contributo di
valore nella realizzazione del loro obbiettivo, non solo in gara, ma nelle diverse fasi preparatorie al campionato.
4. LA COMUNICAZIONE
È alla base di ogni tipo di relazione, serve per esternare il nostro percepito e i nostri bisogni. in assenza di una
comunicazione efficace vengono meno i presupposti relazionali che ne conseguono. Pur essendo in fase preparatoria di
questo campionato, abbiamo già evidenziato diversi assiomi di comunicazione la comunicazione all’interno del team, fatta
per lo più di gesti e suoni onomatopeici che indicano i “rumorini strani della moto” ovvero la comunicazione che usa il pilota
quando si confronta direttamente con i meccanici del team nelle fasi di definizione dell’assetto durante i test, la
comunicazione esterna, ovvero la comunicazione più ricca di contenuti, ma anche più esplorativa, come ad esempio nel
rapport tra il coach e il pilota, o tra il pilota e i supporter.
5. I SUPPORTER
Loro sono presenti durante tutto il percorso e diventano un booster, quando viene meno la motivazione, (e capita a tutti
che ad un certo punto venga meno), sono loro che esultano con il pilota e supportano nei momenti più bui tenendo alta
l’energia. Sono nomadi che si spostano di tappa in tappa al grido di “noi ci siamo e comunque vada siamo qui per te”.
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Nel precedente numero abbiamo preso coscienza di quanto sia complesso l’incontro
fatto anche di false credenze che ci portiamo dietro dalle generazioni o dalla nostra
stessa esperienza di vita e da autoinganni che spesso ci remano contro.
Vorrei oggi dedicare un po' di spazio allo SGUARDO, provate ad immaginare Voi
stessi o due ballerini che iniziano la danza, immergetevi dentro le loro pupille e provate
a sentire il loro desiderio, la loro dichiarazione implicita di condividere corpi, spazi,
movimenti. La sentite l’attrazione? La sentite la spinta verso l’altro verso la novità che
ci fa attraversare momenti di paura e di eccitazione?
Ecco è lo sguardo il miglior indicatore che due possono incontrarsi.
Adesso provate ad immaginarvi di essere in un locale un ristorante, un bar, un luogo di
incontro o anche al supermercato e ad un certo punto il vostro sguardo incrocia quello
di una persona che apparentemente non avete scelto e dico apparentemente perché è
l'inconscio che fa al vostro posto: in quel preciso istante, potete avere la garanzia che
si tratta di attrazione e l'attrazione è sempre reciproca.
Questo non garantisce certo che si possa trasformare in un incontro amoroso o
addirittura in una relazione, tuttavia l'incrocio di sguardi determina il momento più
magico. Purtroppo molto spesso le persone non si lasciano guidare dall'inconscio e a
quel punto entrano in gioco altre parti di noi per esempio la razionalità, le nostre idee, i
falsi miti e tutti i condizionamenti che generalmente ci appartengo: da quel momento la
nostra scelta non è più legata all'istinto quindi è un po' come scegliere un ballerino
perché non c'è nessun altro, certo, anche quella milonga può risultare interessante,
ma potrebbe anche riservarci delle brutte sorprese essere deludente e distaccata.
La stessa cosa accade durante il corteggiamento: se scegliamo facendoci guidare
dall’inconscio la nostra scelta sarà una scelta di tipo magico, un intreccio di sguardi,
ma se per un attimo ci distraiamo e lasciamo che prenda il sopravvento la testa e le
nostre idee o i pensieri potremmo cadere in una lunga sofferenza perché a questo
punto per comprendere se c'è stato un incontro non potremmo far altro che
interpretare i segnali senza sapere mai se l'interpretazione ha quel significato anche
per l'altro o solo per noi!
L'intesa dei corpi, dei cuori, delle anime che si incontrano dovrebbe essere
maggiormente guidato da qualcosa di sconosciuto così come accade sui siti di
incontri: i messaggi iniziali infatti sono quasi sempre molto uguali eppure nonostante
dall'altra parte non sappiamo chi ci sia possiamo avvertire sensazioni molto diverse
anche con una messaggistica pressoché uguale. Come possiamo spiegare questo
fenomeno se non con l'inconscio, se non con quell'energia che ci appartiene ed è così
che due persone possono veramente intraprendere una fase di conoscenza.
Troppo spesso invece impedendo all'inconscio di fare i suoi passi rischiamo di
investire le nostre energie verso qualcuno che non corrisponde affatto perché, a quel
punto noi non guarderemo più la realtà ma saremo in balia esclusivamente dei nostri
desideri. L'altro non verrà più rispettato da noi perché rispettare l'altro significa vederlo
per come riesce ad essere, ma interpreteremo ciò che fa rischiando di vederlo per
come vogliamo che sia.
Ora torniamo alla nostra coppia e ipotizziamo che sia stata guidata dall'inconscio, si è
guardata profondamente e negli occhi dell'altro ha riconosciuto un po' di sé. Si
avvicinano e iniziano dolcemente a mettersi in posa ed anche mettersi in posa è un
aspetto molto importante vuol dire imparare a prendere le misure! Nel tango questo è
tutto molto ravvicinato abbiamo tempi brevi ma nella vita è molto meglio allungare
dilatare questo tempo e non dare per scontato di conoscere l'altro per le prime
impressioni perché dobbiamo ricordarci che le prime impressioni sono particolarmente
imbevute da ciò che proiettiamo sull'altro come dicevamo negli scorsi articoli
l'innamoramento è il migliore degli autoinganni!
Prendersi le misure diventa così il modo più delicato per rispettare gli spazi dell'altro e
conoscere i movimenti che ci appartengono e che ci allontanano. Ogni volta che
balliamo abbiamo l'opportunità di conoscere noi stessi con l'altro di conoscere le
vibrazioni che ci coinvolgono e ci colpiscono. Solo dopo un'attenta osservazione
dell'altro possiamo intraprendere i primi passi verso quella danza che è in grado di
mescolare i corpi come il vento le sue nuvole.
STEFANO FRANCIA ENJOYART
presenta
COMPILATION DILLO ALLA DANZA
IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO
DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME
Ascolta cliccando
PODCAST/STEFANOFRANCIA
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Claudio Lippi - Alessandro Battaglia
TELERACCONTO
Il 3 gennaio 1954 rappresenta una data storica per l'Italia,
segnando l'inizio delle trasmissioni televisive nel paese.
Questo evento ha dato il via a un viaggio straordinario che
ha trasformato radicalmente il modo in cui viviamo e
percepiamo il mondo. Da quei primi giorni in cui solo
poche case erano dotate di un televisore in bianco e nero,
siamo arrivati a un'epoca in cui la TV è accessibile
ovunque, persino sugli orologi. In questi settant'anni, la
televisione italiana ha attraversato epoche diverse,
evolvendosi dalla fase pre-commerciale a quella moderna,
e ha regalato al pubblico momenti di gioia e riflessione. Ha
visto la nascita di format innovativi, ha assistito a
cambiamenti tecnologici epocali e ha raccontato eventi
storici che hanno segnato la memoria collettiva. La
televisione ha dato un volto alle voci della radio,
trasformando volti sconosciuti in figure familiari, e ha
influenzato profondamente la cultura e la società,
accompagnando le famiglie italiane nei momenti di intimità.
"Tele Racconto" di Claudio Lippi e Alessandro Battaglia ci
guida in un viaggio emozionante attraverso questi 70 anni
di storia del piccolo schermo, svelando aneddoti e
curiosità inedite. Questo libro è un tuffo nostalgico nel
cuore pulsante della televisione italiana, un racconto
appassionato che riporta alla luce l'evoluzione del mezzo
televisivo e il suo impatto sulla società e la cultura italiana.
Un'opera imperdibile per chi ama la TV e desidera
conoscere la sua affascinante storia.
Claudio Lippi e Alessandro Battaglia
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Pensiero del mese
DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE
https://www.solomente.it
Mi sveglio. C'è quell'attimo in cui non so chi sono,
dove sono, cosa devo fare. Poi realizzo, prendo
coscienza di me stessa e mi appare come per
incanto ciò che mi aspetta. Come quando ti risvegli
da un sogno molto realistico. Se era bello hai ancora
la sensazione di beatitudine che vorresti non finisse
mai. Se era brutto pensi " meno male che è finito".
Dicono che la dimensione onirica sia tutto e il
contrario di tutto. Certo che a volte la realtà è peggio.
O meglio. Dipende. C'è chi si sveglia contento, chi
già esausto, chi triste, chi annoiato, chi rabbioso, chi
pronto ad essere gentile, chi loquace e chi desidera il
silenzio. Io di solito mi svegliavo col pensiero delle
cose da fare, e della noiosa routine che mi aspettava.
Da un po' di tempo a questa parte mi sveglio grata.
Invece di pensare qualsiasi altra cosa penso alla
gratitudine. Se sono sveglia, sono viva. E se sono
viva, sono grata di esserlo. Poi viene tutto il resto. La
gratitudine per esserci e per apprezzare le piccole
cose. Basta un cinguettio, una parola gentile, un
gesto affettuoso, un raggio di sole, un sorriso, sono
grata per ogni regalo che la vita mi dona. Essere
grati sicuramente non risolve tutti i problemi ma aiuta
a ad affrontarli con lo spirito giusto. E quando si è
grati si vive molto meglio.
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45
Pimavera da
“cuoricini”
© F R E E P R E S S O N L I N E - v i e t a t a l a r i p r o d u z i o n e D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r T "